<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 22 Sep 2026 19:10:26 +0000</lastBuildDate><pubDate>Tue, 22 Sep 2026 19:10:26 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[La NASA scopre un nuovo enorme cratere sulla Luna: "si è schiantato un asteroide grande come un palazzo di sei piani"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-scopre-un-nuovo-enorme-cratere-sulla-luna-si-e-schiantato-un-asteroide-come-un-palazzo-di-sei-piani.html</link><pubDate>Tue, 22 Sep 2026 17:20:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La sonda Lunar Reconnaissance Orbiter ha scoperto McGetchin, un cratere lunare largo 222 metri formatosi nel 2024. L’impatto ha modificato il suolo per chilometri, producendo anche un’insolita e vasta anomalia termica notturna.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-impatto-una-volta-al-secolo-ha-creato-un-nuovo-grande-cratere-sulla-luna-1790062722871.png" data-image="rordk6qqgu9u" alt="Cratere McGetchin" title="Cratere McGetchin"><figcaption>Immagine ad alta risoluzione ottenuta dalla Narrow-Angle Camera di LRO. Il cratere ha un diametro medio di 222 metri, è profondo circa 43 metri e il suo bordo si innalza mediamente di circa 8 metri rispetto al terreno preesistente. Crediti: NASA/GSFC/Intuitive Machines. </figcaption></figure><p>La superficie lunare continua lentamente a cambiare. Non per attività geologica, ma per il continuo <strong>bombardamento di asteroidi e frammenti di comete</strong>.</p><p>Il caso più recente arriva dalla sonda <strong>Lunar Reconnaissance Orbiter </strong>(LRO) della NASA, che ha individuato un cratere formatosi appena due anni fa. Si chiama <strong>McGetchin, misura circa 222 metri di diametro </strong>e rappresenta il più grande cratere di nuova formazione finora scoperto nel Sistema Solare. </p><h2>Un cratere apparso improvvisamente sulla Luna</h2><p>Tra l'11 Aprile e il 22 Maggio del 2024 la superficie della Luna è stata colpita da un asteroide che nell’impatto ha prodotto un cratere del <strong>diametro di 222 metri </strong>ed <strong>una profondità di 43 metri</strong>.</p><p><strong>Ma ce ne siamo accorti per caso e dopo quasi un anno.</strong></p><p>La scoperta è avvenuta nell’Ottobre 2025 da parte di Robert Wagner, specialista nell'elaborazione delle immagini della <strong><a href="https://science.nasa.gov/mission/lro/">Lunar Reconnaissance Orbiter </a>Camera</strong> (LROC).</p><div class="texto-destacado">Il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA è una sonda robotica che mappa la Luna da un'orbita polare dal Giugno 2009.</div><p>Confrontando immagini della superficie lunare ottenute in epoche differenti, in una regione presso il lembo orientale della Luna, ha notato una macchia particolarmente brillante circondata da un alone scuro. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789047" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-luna-potrebbe-essere-nata-in-appena-cinque-ore-dopo-il-grande-impatto.html" title="La Luna potrebbe essere nata in appena cinque ore dopo il grande impatto">La Luna potrebbe essere nata in appena cinque ore dopo il grande impatto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-luna-potrebbe-essere-nata-in-appena-cinque-ore-dopo-il-grande-impatto.html" title="La Luna potrebbe essere nata in appena cinque ore dopo il grande impatto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-luna-potrebbe-essere-nata-in-appena-cinque-ore-dopo-il-grande-impatto-1789573468781_320.png" alt="La Luna potrebbe essere nata in appena cinque ore dopo il grande impatto"></a></article></aside><p>Incuriosito dalla peculiarità di questo cratere da impatto, <strong>confrontando con immagini più vecchie, ha scoperto che il cratere non esisteva in precedenza. </strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">The Moons got a big new crater! ️ Spotted by NASAs Lunar Reconnaissance Orbiter, the McGetchin crater formed when a rock as big as a six-story building crashed into the Moon. Its 141 feet deep and wider than the length of two football fields. https://t.co/I2fX7bPts1 https://t.co/Zft4mKUv1Z</p>— NASA Solar System (@NASASolarSystem) <a href="https://x.com/NASASolarSystem/status/2100295141441347962?ref_src=twsrc%5Etfw">September 16, 2026</a></blockquote></figure><p>Secondo la NASA l’impatto sarebbe avvenuto con <strong>un frammento asteroidale o cometario dalle dimensioni paragonabili a quelle di un edificio di tre-sei piani. </strong></p><p><strong>Il nuovo cratere è stato ufficialmente denominato McGetchin, in onore dello scienziato planetario Thomas McGetchin. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il cratere McGetchin è stato prodotto dall'impatto di un corpo dalle dimensioni paragonabili a quelle di un edificio di 3-6 piani.</strong><br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Si è trattato di un evento molto raro, di quelli che si verificano mediamente soltanto su una scala temporale dell'ordine di un secolo o superiore. </strong></p><h2>L'impatto ha cambiato il terreno per chilometri</h2><p>Il cratere McGetchin è stato fotografato dal Lunar Reconnaissance Orbiter sia nella banda del visibile sia con il <strong>radiometro Diviner</strong> con il quale è possibile misurare eventuali anomalie termiche della superficie lunare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782290" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-razzo-spacex-si-schianta-sulla-luna-e-il-mondo-intero-guarda-verso-il-satellite-alla-ricerca-del-cratere.html" title="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere">Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-razzo-spacex-si-schianta-sulla-luna-e-il-mondo-intero-guarda-verso-il-satellite-alla-ricerca-del-cratere.html" title="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cohete-de-spacex-choca-contra-la-luna-y-todo-el-mundo-voltea-sus-ojos-hacia-el-satelite-en-busca-del-crater-1785979007476_320.jpg" alt="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere"></a></article></aside><p>Le osservazioni termiche hanno rivelato l’esistenza di <strong>una <em>cold spot</em> attorno a McGetchin,</strong> cioè una regione larga circa 6-7 chilometri che <strong>durante la notte lunare risulta fino a circa 8-9 kelvin più fredda del terreno circostante.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-impatto-una-volta-al-secolo-ha-creato-un-nuovo-grande-cratere-sulla-luna-1790063064948.jpg" data-image="bgljaxq4rwb4" alt="LRO" title="LRO"><figcaption>Rappresentazione artistica del Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA. Credit: NASA</figcaption></figure><p>La causa è nota ed è legata all’impatto e alla conseguente onda d’urto che ha rimescolato e reso meno compatto il terreno circostante composto di regolite, cioè il minerale che ricopre la Luna. L’aumentata porosità ha alterato le proprietà termiche della regolite che dopo il tramonto disperde il calore più rapidamente rispetto al materiale più compatto. </p><p>Questa evidenza dimostra che <strong>gli effetti di una collisione possono modificare le caratteristiche fisiche del terreno a distanze molte volte superiori alle dimensioni della cavità prodotta.</strong></p><p>McGetchin sta offrendo agli scienziati l’opportunità di studiare un grande cratere del quale possediamo immagini dettagliate sia prima sia dopo la formazione. </p><h2>Una Luna continuamente bombardata</h2><p>Se da un canto <strong>la scoperta del cratere McGetchin</strong> è preziosa per gli scienziati per quanto detto sopra, d’altro canto <strong>non è proprio una notizia rassicurante</strong>. Diventa ancora meno rassicurante se si contestualizza nella statistica degli impatti lunari.</p><p><strong>Durante gli oltre 17 anni di osservazioni del Lunar Reconnaissance Orbiter, gli astronomi hanno individuato almeno 1.000 nuovi crateri </strong>e circa 100.000 altri cambiamenti della superficie collegati a impatti o alla ricaduta dei materiali da essi espulsi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789297" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/luna-piena-ed-equinozio-d-autunno-sono-imminenti-due-importanti-eventi-astronomici-di-settembre.html" title="Luna piena ed equinozio d'autunno: sono imminenti due importanti eventi astronomici di settembre">Luna piena ed equinozio d'autunno: sono imminenti due importanti eventi astronomici di settembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/luna-piena-ed-equinozio-d-autunno-sono-imminenti-due-importanti-eventi-astronomici-di-settembre.html" title="Luna piena ed equinozio d'autunno: sono imminenti due importanti eventi astronomici di settembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luna-piena-ed-equinozio-d-autunno-sono-imminenti-due-importanti-eventi-astronomici-di-settembre-1789724762990_320.jpeg" alt="Luna piena ed equinozio d'autunno: sono imminenti due importanti eventi astronomici di settembre"></a></article></aside><p>Secondo le stime riportate dalla NASA, <strong>ogni anno sulla Luna si formerebbero circa 140 crateri abbastanza grandi da raggiungere una decina di metri di diametro.</strong></p><p>Praticamente, <strong>nessuno dei crateri lunari naturali recenti individuati da LRO è stato associato a un asteroide osservato e tracciato prima dell’impatto.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>N<strong><strong>essuno dei crateri lunari naturali recenti individuati da LRO è stato associato a un asteroide osservato e tracciato prima dell’impatto.</strong></strong><br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>L’oggetto che ha prodotto il nuovo cratere McGetchin</strong>, un asteroide o un frammento di cometa delle dimensioni approssimative di un edificio di 3–6 piani, <strong>non era stato osservato prima della collisione. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-impatto-una-volta-al-secolo-ha-creato-un-nuovo-grande-cratere-sulla-luna-1790063262016.jpg" data-image="80kmzm169lpg" alt="Impatto lunare" title="Impatto lunare"><figcaption>Un raro esempio in cui il flash prodotto durante l'impatto è stato casualmente osservato. Ma anche in questo caso, il corpo impattante non era stato scoperto prima dell'impatto. Credit: MIDAS/Jose Maria Madiedo</figcaption></figure><p>Questa circostanza ci dice quanto importante sia <strong>implementare sempre più il sistema di individuazione già operativo dei NEO</strong>, i Near Earth Objects. La statistica degli impatti lunari ci dice <strong>quanto numerosi siano quelli che ancora oggi sfuggono alla nostra attenzione.</strong></p><p>E’ vero che la Terra è comunque protetta dall’atmosfera. Questa per attrito riesce a surriscaldare e polverizzare i corpi più piccoli, azzerando il pericolo. Ma comunque, <strong>anche corpi grandi quanto edifici di 3-6 piani riescono ad eludere la nostra capacità di scovarli per tempo.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-scopre-un-nuovo-enorme-cratere-sulla-luna-si-e-schiantato-un-asteroide-come-un-palazzo-di-sei-piani.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Con l'equinozio d'autunno arrivano Grecale e aria fresca dai Balcani: ecco dove caleranno le temperature domani]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/equinozio-d-autunno-arrivano-grecale-e-aria-fresca-dai-balcani-ecco-dove-caleranno-le-temperature.html</link><pubDate>Tue, 22 Sep 2026 16:04:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'autunno inizia con Grecale, temperature in calo e acquazzoni al Centro e al Sud. Fresco più marcato in Appennino, poi torna l'alta pressione</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbbg4du"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbbg4du.jpg" id="xbbg4du"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Mercoledì 23 settembre inizia l'autunno astronomico. Correnti più fresche dai Balcani porteranno vento, un calo delle temperature e nuovi acquazzoni su alcune regioni italiane</p><h2>Equinozio d'autunno alle 02:05: il fresco arriva dai Balcani</h2><p><strong>Mercoledì 23 settembre</strong>, alle 02:05, entreremo ufficialmente nell'autunno astronomico. Il Sole attraverserà l'equatore celeste passando dall'emisfero settentrionale a quello meridionale: giorno e notte avranno una durata molto simile e i due emisferi riceveranno un'illuminazione pressoché equivalente.</p><p>Ma come inizierà l'autunno in Italia?</p><div class="texto-destacado">Le correnti balcaniche porteranno aria più fresca e asciutta verso la nostra Penisola, con effetti più evidenti sulle regioni adriatiche, al Sud e sulle due isole maggiori</div><p>Il Grecale si rinforzerà lungo l'Adriatico, da <strong>Trieste</strong> fino a Santa Maria di <strong>Leuca</strong>, raggiungendo anche Ionio e Tirreno. Tra la notte e la mattinata di mercoledì, il vento interesserà progressivamente anche <strong>Sardegna</strong> e <strong>Sicilia</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789689" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prove-di-anticiclone-ma-altro-vortice-depressionario-in-agguato.html" title="Prove d'autunno nella settimana dell'equinozio: l'anticiclone ci riprova, ma c'è un nuovo vortice ciclonico in agguato">Prove d'autunno nella settimana dell'equinozio: l'anticiclone ci riprova, ma c'è un nuovo vortice ciclonico in agguato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prove-di-anticiclone-ma-altro-vortice-depressionario-in-agguato.html" title="Prove d'autunno nella settimana dell'equinozio: l'anticiclone ci riprova, ma c'è un nuovo vortice ciclonico in agguato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prove-di-anticiclone-ma-altro-vortice-depressionario-in-agguato-1789979052975_320.png" alt="Prove d'autunno nella settimana dell'equinozio: l'anticiclone ci riprova, ma c'è un nuovo vortice ciclonico in agguato"></a></article></aside><p>Il calo termico sarà più sensibile lungo il versante adriatico e sull'Appennino centro-meridionale, mentre <strong>al Nord</strong> il cambiamento risulterà più contenuto.</p><h2>Grecale, acquazzoni tra Sardegna e Sicilia: sull'Etna temperature sotto lo zero</h2><p>Attraversando mari ancora particolarmente caldi, le correnti più fresche favoriranno condizioni di instabilità atmosferica.</p><p>Già <strong>mercoledì mattina</strong> saranno possibili acquazzoni sul <strong>Messinese</strong> e lungo i settori orientali della <strong>Sardegna</strong>. Nel pomeriggio l'instabilità si accentuerà nelle zone interne della <strong>Sicilia</strong>, soprattutto sui Monti Iblei, nell'entroterra nisseno e sulle pendici dell'Etna, dove non si esclude qualche temporale.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xbbg9oe"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbbg9oe.jpg" id="xbbg9oe"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sulla cima del vulcano le temperature scenderanno sottozero e, in presenza di precipitazioni, non è escluso qualche <strong>fiocco di neve</strong> oltre i 3.000 metri.</p><div class="texto-destacado">Attenzione al vento, che soffierà sostenuto su coste adriatiche, tirreniche e ioniche, rendendo i mari molto mossi, localmente agitato lo Ionio.</div><p>Nel pomeriggio di domani, dal <strong>Gargano</strong> verso sud, i venti tenderanno a disporsi da <strong>Maestrale</strong> sull'Adriatico, mentre nel <strong>Golfo di Taranto </strong>soffierà la Tramontana.</p><h2>Temperature in calo: Roma lascia i 30 °C, minime fino a 5°C sull'Appennino</h2><p>A <strong>Roma</strong>, dopo i 30 °C di martedì, mercoledì la massima scenderà a 27 °C, con minime fino a 15 °C nei giorni successivi. A <strong>Napoli</strong> le massime passeranno dagli attuali 28 °C ai 24 °C di venerdì 25 settembre</p><p><strong>Milano</strong> avvertirà un cambiamento più graduale: venerdì sono previsti 22 °C di massima, mentre sabato mattina la minima potrebbe raggiungere i 13 °C.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789062" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-siberia-arriva-la-prima-neve-di-stagione-sta-per-mettersi-in-moto-la-fabbrica-del-gelo-invernale.html" title="In Siberia arriva la prima neve di stagione, sta per mettersi in moto la fabbrica del gelo invernale">In Siberia arriva la prima neve di stagione, sta per mettersi in moto la fabbrica del gelo invernale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-siberia-arriva-la-prima-neve-di-stagione-sta-per-mettersi-in-moto-la-fabbrica-del-gelo-invernale.html" title="In Siberia arriva la prima neve di stagione, sta per mettersi in moto la fabbrica del gelo invernale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/in-siberia-arriva-la-prima-neve-di-stagione-sta-per-mettersi-in-moto-la-fabbrica-del-gelo-invernale-1789574145214_320.jpg" alt="In Siberia arriva la prima neve di stagione, sta per mettersi in moto la fabbrica del gelo invernale"></a></article></aside><p>A <strong>Bologna</strong> mercoledì si prevedono 24 °C, con minime intorno ai 12 °C sabato mattina.</p><p>Il fresco sarà più evidente sull'Appennino centro-meridionale: <strong>Campobasso</strong> scenderà fino a 7 °C, con massime intorno ai 18 °C. Valori simili sono attesi a <strong>Potenza</strong> e <strong>L'Aquila</strong>.</p><figure><a href="Aria più fresca in arrivo sull'Italia"><img src="https://services.meteored.com/img/article/equinozio-d-autunno-arrivano-grecale-e-aria-fresca-dai-balcani-ecco-dove-caleranno-le-temperature-1790081534826.png" data-image="5k4mew5z4535" alt="Aria fredda dai Balcani: scendono sia le minime che le massime" title="Aria fredda dai Balcani: scendono sia le minime che le massime"></a><figcaption>Mappa relativa alle temperature previste giovedì alle ore 7 del mattino</figcaption></figure><p>A Capracotta, in <strong>Molise</strong>, le massime difficilmente supereranno i 14 °C, con minime fino a 5 °C. A Campo di Giove sono previsti 6 °C nelle prime ore del mattino.</p><p>Anche <strong>Palermo</strong> beneficerà del calo termico, con massime di 25-26 °C e minime fino a 18 °C.</p><h2>Giovedì nuova instabilità sull'Adriatico, poi torna l'alta pressione</h2><p><strong>Giovedì 24 settembre</strong> un nuovo impulso di aria fresca accentuerà l'instabilità su Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Campania.</p><p>Tra la serata e la notte saranno possibili <strong>acquazzoni e temporali</strong>, soprattutto lungo il versante adriatico e sul Gargano. <strong>Venerdì</strong> non si esclude qualche temporale anche in Campania.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789720" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-tra-giovedi-e-sabato-rischio-nubifragi-e-fenomeni-meteo-estremi-al-sud-ecco-le-regioni-a-rischio.html" title="Daniele Ingemi: tra giovedì e sabato rischio nubifragi e fenomeni meteo estremi al Sud, ecco le regioni a rischio">Daniele Ingemi: tra giovedì e sabato rischio nubifragi e fenomeni meteo estremi al Sud, ecco le regioni a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-tra-giovedi-e-sabato-rischio-nubifragi-e-fenomeni-meteo-estremi-al-sud-ecco-le-regioni-a-rischio.html" title="Daniele Ingemi: tra giovedì e sabato rischio nubifragi e fenomeni meteo estremi al Sud, ecco le regioni a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-tra-giovedi-e-sabato-rischio-nubifragi-e-fenomeni-meteo-estremi-al-sud-ecco-le-regioni-a-rischio-1789998968793_320.jpeg" alt="Daniele Ingemi: tra giovedì e sabato rischio nubifragi e fenomeni meteo estremi al Sud, ecco le regioni a rischio"></a></article></aside><p>Il vento continuerà a farsi sentire, con raffiche di Grecale fino a 50 km/h a Capracotta e <strong>Bora</strong><strong> nel Golfo di Trieste</strong>, dove le massime si manterranno tra 20 e 22 °C.</p><p>Sulle Alpi il calo termico sarà più contenuto, intorno ai 3-4 °C, con qualche possibile acquazzone giovedì tra <strong>Carnia</strong> e <strong>Val Pusteria</strong>.</p><p>Nel fine settimana, infine, l'alta pressione tenderà a riconquistare terreno, favorendo condizioni più stabili e una progressiva attenuazione dei venti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/equinozio-d-autunno-arrivano-grecale-e-aria-fresca-dai-balcani-ecco-dove-caleranno-le-temperature.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Segnati questa data: dal 2026 il 4 ottobre è festa in Italia, ecco cosa cambia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/segnati-questa-data-dal-2026-il-4-ottobre-e-festa-ecco-cosa-cambia.html</link><pubDate>Tue, 22 Sep 2026 14:55:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>A fine 2025 è stata istituita una nuova festività nazionale in Italia: è il 4 ottobre, giorno di san Francesco d'Assisi. Ecco le cose da sapere su questo nuovo festivo, da quando potremo goderne e le cose da sapere sulle festività del 2027 (compresa la Pasqua).</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/segnati-questa-data-dal-2026-il-4-ottobre-e-festa-ecco-cosa-cambia-1790069920376.jpeg" data-image="qnqvkydsslr7" alt="calendario" title="calendario"><figcaption>Nel 2026 per la prima volta dopo 50 anni tornerà la festa di San Francesco d'Assisi.</figcaption></figure><p>Dopo quasi cinquant'anni, <strong>i</strong><strong>l 4 ottobre torna ufficialmente nel calendario delle festività nazionali italiane.</strong> Una svolta che il Parlamento ha approvato con un consenso larghissimo a fine 2025, e che <strong>riporta in auge la figura di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, proprio nell'anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla sua morte</strong>.</p><p>Per introdurre questa nuova festività è stato necessario modificare una precedente legge che celebrava San Francesco come patrono d’Italia insieme a Santa Caterina da Siena, sempre il 4 ottobre, in quel caso come solennità civile. Questo però ha generato un pasticcio su cui è intervenuto anche il Quirinale. </p><h2>Perché torna festa il 4 ottobre</h2><p>Il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge che istituisce il 4 ottobre come festa nazionale dedicata a San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia, e il provvedimento è stato promulgato dal Presidente della Repubblica a fine 2025. La proposta, presentata dal gruppo Noi Moderati su iniziativa di Maurizio Lupi e sostenuta in modo trasversale anche dai partiti della maggioranza attuale, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega, ha raccolto un'adesione quasi unanime in entrambe le Camere.</p><p><strong>Il 4 ottobre era già stato una festività civile in Italia</strong>, ma venne abolito nel 1977 durante il governo Andreotti III, nell'ambito di un taglio di alcune festività pensato per aumentare i giorni lavorativi. <strong>Il ritorno della ricorrenza è stato pensato per coincidere con un anniversario simbolico: nel 2026 cade infatti l'ottavo centenario della morte del santo (1226-2026).</strong></p><h2>Cosa cambia in pratica</h2><p><strong>Con la nuova legge scuole e uffici pubblici resteranno chiusi il 4 ottobre</strong>, garantendo solo i servizi pubblici essenziali, mentre per i lavoratori privati la giornata sarà retribuita come festivo, con maggiorazioni per chi è comunque chiamato a lavorare — penso a medici, infermieri, forze dell'ordine e vigili del fuoco. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789297" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/luna-piena-ed-equinozio-d-autunno-sono-imminenti-due-importanti-eventi-astronomici-di-settembre.html" title="Luna piena ed equinozio d'autunno: sono imminenti due importanti eventi astronomici di settembre">Luna piena ed equinozio d'autunno: sono imminenti due importanti eventi astronomici di settembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/luna-piena-ed-equinozio-d-autunno-sono-imminenti-due-importanti-eventi-astronomici-di-settembre.html" title="Luna piena ed equinozio d'autunno: sono imminenti due importanti eventi astronomici di settembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luna-piena-ed-equinozio-d-autunno-sono-imminenti-due-importanti-eventi-astronomici-di-settembre-1789724762990_320.jpeg" alt="Luna piena ed equinozio d'autunno: sono imminenti due importanti eventi astronomici di settembre"></a></article></aside><p>Il provvedimento prevede inoltre che enti pubblici e realtà del Terzo settore possano organizzare <strong>iniziative dedicate ai valori francescani di pace, fratellanza e tutela dell'ambiente</strong>, con la possibilità per le scuole di svolgere, su base facoltativa, attività didattiche a tema.</p><h2>Nel 2026 c'è un "problema"</h2><p>C'è però un dettaglio che raffredda l'entusiasmo immediato: <strong>nel 2026 il 4 ottobre cade di domenica</strong>, quindi il cambiamento passerà praticamente inosservato. Il primo giorno libero "vero", quello che si tradurrà in un giorno di riposo aggiuntivo su un normale giorno lavorativo,<strong> arriverà solo nel</strong> <strong>2027</strong>, quando il 4 ottobre cadrà di lunedì. </p><h3><strong>Cosa cambia in busta paga già dal 2026</strong></h3><p>Per i lavoratori, la nuova festività porta con sé retribuzione piena anche senza lavorare e maggiorazioni per chi è chiamato in servizio. Il 2026, però, sarà un anno "di passaggio": cadendo di domenica, il 4 ottobre si tradurrà solo in una piccola indennità aggiuntiva.</p><h2>Le feste nazionali diventano 13, ecco quali nel 2026</h2><p>Con questa aggiunta, <strong>le festività nazionali italiane salgono complessivamente a tredici</strong>: Capodanno, Epifania, Pasqua, Pasquetta, Liberazione, Festa del Lavoro, Festa della Repubblica, Ferragosto, San Francesco, Ognissanti, Immacolata, Natale e Santo Stefano.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761848" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-e-pasqua-nel-2027-la-data-il-calcolo-e-le-prossime-lune-piene.html" title="Quando è Pasqua nel 2027? La data, il calcolo e le prossime Lune piene">Quando è Pasqua nel 2027? La data, il calcolo e le prossime Lune piene</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-e-pasqua-nel-2027-la-data-il-calcolo-e-le-prossime-lune-piene.html" title="Quando è Pasqua nel 2027? La data, il calcolo e le prossime Lune piene"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/pasqua-2027-quando-1775224269519_320.jpeg" alt="Quando è Pasqua nel 2027? La data, il calcolo e le prossime Lune piene"></a></article></aside><h3>Tutte le feste nazionali del 2026</h3><p>Ecco il calendario completo delle festività nazionali in Italia per il 2026:</p><ul> <li><strong>1 gennaio</strong> – Capodanno (giovedì)</li> <li><strong>6 gennaio</strong> – Epifania (martedì)</li> <li><strong>5 aprile</strong> – Pasqua (domenica)</li> <li><strong>6 aprile</strong> – Lunedì dell'Angelo/Pasquetta (lunedì)</li> <li><strong>25 aprile</strong> – Anniversario della Liberazione (sabato)</li> <li><strong>1 maggio</strong> – Festa del Lavoro (venerdì)</li> <li><strong>2 giugno</strong> – Festa della Repubblica (martedì)</li> <li><strong>15 agosto</strong> – Ferragosto/Assunzione (sabato)</li> <li><strong>4 ottobre</strong> – San Francesco d'Assisi, <strong>novità 2026</strong> (domenica, coincide con il riposo settimanale)</li> <li><strong>1 novembre</strong> – Ognissanti (domenica)</li> <li><strong>8 dicembre</strong> – Immacolata Concezione (martedì)</li> <li><strong>25 dicembre</strong> – Natale (venerdì)</li> <li><strong>26 dicembre</strong> – Santo Stefano (sabato)</li> </ul><h2>Le feste nazionali del 2027, quando sarà Pasqua?</h2><p>Guardando già al prossimo anno, nel 2027 la Pasqua cadrà molto prima rispetto al 2026: <strong>domenica 28 marzo</strong>. Ed è proprio nel 2027 che la festa di San Francesco produrrà il suo primo vero effetto pratico, cadendo di lunedì:</p><ul> <li><strong>1 gennaio</strong> – Capodanno (venerdì)</li> <li><strong>6 gennaio</strong> – Epifania (mercoledì)</li> <li><strong>28 marzo</strong> – Pasqua (domenica)</li> <li><strong>29 marzo</strong> – Lunedì dell'Angelo/Pasquetta (lunedì)</li> <li><strong>25 aprile</strong> – Anniversario della Liberazione (domenica)</li> <li><strong>1 maggio</strong> – Festa del Lavoro (sabato)</li> <li><strong>2 giugno</strong> – Festa della Repubblica (mercoledì)</li> <li><strong>15 agosto</strong> – Ferragosto/Assunzione (domenica)</li> <li><strong>4 ottobre</strong> – San Francesco d'Assisi (<strong>lunedì</strong>, primo vero giorno di riposo aggiuntivo)</li> <li><strong>1 novembre</strong> – Ognissanti (lunedì)</li> <li><strong>8 dicembre</strong> – Immacolata Concezione (mercoledì)</li> <li><strong>25 dicembre</strong> – Natale (sabato)</li> <li><strong>26 dicembre</strong> – Santo Stefano (domenica)</li> </ul><p>In sintesi: il ritorno del 4 ottobre come festa nazionale è già legge, ma per sentirne davvero il beneficio — un giorno di riposo aggiuntivo su un normale giorno feriale — bisognerà aspettare il 2027, quando la ricorrenza cadrà di lunedì regalando un weekend lungo a milioni di italiani.</p><h2>Il pasticcio: sovrapposizione con Santa Caterina</h2><p>Come riportato da <a href="https://www.ilpost.it/2025/10/08/mattarella-legge-festa-nazionale-san-francesco/" target="_blank"><em>Il Post</em></a>, l’istituzione della nuova festa nazionale di San Francesco d’Assisi è stata accompagnata da un piccolo pasticcio legislativo: <strong>il 4 ottobre era già riconosciuto come solennità civile in onore di Santa Caterina da Siena e la nuova legge non aveva coordinato adeguatamente le due disposizioni. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789590" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo.html" title="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'">Il meteorologo Luca Lombroso: "ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo.html" title="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo-1789914364894_320.jpeg" alt="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'"></a></article></aside><p>Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha quindi promulgato la legge, ma ha segnalato formalmente al Parlamento la necessità di chiarire e correggere la sovrapposizione normativa.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/segnati-questa-data-dal-2026-il-4-ottobre-e-festa-ecco-cosa-cambia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tra giovedì e venerdì torna il maltempo: fino a 40 mm di pioggia, ecco le zone maggiormente colpite]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-in-italia-ecco-le-zone-maggiormente-colpite.html</link><pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:17:09 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In arrivo una nuova ondata di maltempo che colpirà l’Italia tra la giornata di giovedì e quella di venerdì. Scopriamo in questo articolo le zone più colpite, dove sono attese piogge più intense e abbondanti.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbbfxyu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbbfxyu.jpg" id="xbbfxyu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il futuro meteorologico dell’Italia è al momento ancora parecchio incerto, in quanto <strong>ci troviamo ancora protetti dall’anticiclone delle Azzorre</strong> ma a est è presente <strong>una massa di aria fredda che si sta approfondendo sui Balcani</strong> e che sta tentando di raggiungere anche la nostra penisola.</p><div class="texto-destacado">Ciò porterà <strong>un aumento dell’instabilità atmosferica</strong> che, tra le giornate di giovedì e venerdì si tramuterà in vero e proprio maltempo.</div><p>Infatti tra qualche giorno <strong>la perturbazione riuscirà effettivamente a fare il suo ingresso nel nostro territorio nazionale</strong> e a portare precipitazioni che localmente potranno assumere carattere di rovescio o temporale.</p><h2>Maltempo in vista al centro-sud</h2><p>Secondo gli ultimi aggiornamenti dei nostri modelli meteorologici<strong> il fulcro del maltempo interesserà le regioni centro-meridionali</strong>, in particolare quelle adriatiche, mentre il centro-nord verrà interessato solo marginalmente.</p><p>Ciò significa che sulle regioni settentrionali a partire dalla giornata di giovedì <strong>è sì previsto un aumento della copertura nuvolosa, ma con tempo in prevalenza asciutto</strong>, senza fenomeni degni di nota associati a parte possibili temporanei e locali piovaschi che <strong>avranno luogo in queste regioni soprattutto nel corso della giornata di venerdì</strong>, senza raggiungere accumuli rilevanti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-in-italia-ecco-le-zone-maggiormente-colpite-1790078962193.jpg" data-image="e4zxoyvrb635" alt="Il maltempo al centro-sud." title="Il maltempo al centro-sud."><figcaption>Sarà nel primo pomeriggio di venerdì che il fulcro del maltempo raggiungerà le regioni meridionali.</figcaption></figure><p>Tutt’altra situazione è invece prevista al sud e sulle regioni centrali orientali. Qui infatti, <strong>oltre all’aumento della nuvolosità, avremo anche precipitazioni in estensione</strong>, anche a carattere temporalesco.</p><p>Entrando più nel dettaglio <strong>le prime regioni ad essere colpite dal maltempo saranno Marche e Abruzzo</strong>, dove le precipitazioni inizieranno già nel corso della notte tra giovedì e venerdì. <strong>I fenomeni più intensi sono poi previsti alle prime ore del mattino di venerdì</strong> e successivamente andranno ad indebolirsi e a farsi via via più localizzate.</p><p>Le zone con gli accumuli maggiori, intorno ai 15 mm, saranno quelle appenniniche, <strong>a ridosso del Gran Sasso e della Maiella e quelle costiere</strong>, come ad esempio in prossimità di San Benedetto del Tronto e di Pescara.</p><p>Non saranno però queste le zone più colpite, infatti <strong>la perturbazione continuerà a spingersi verso sud</strong> e finirà per insistere in maniera più decisa proprio sulle regioni meridionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-in-italia-ecco-le-zone-maggiormente-colpite-1790079035635.jpg" data-image="j5drh8ht2n9a" alt="Precipitazione cumulata" title="Precipitazione cumulata"><figcaption>Entro la fine della settimana a ridosso delle cime dell'Etna sono previsti accumuli di pioggia oltre i 40 mm.</figcaption></figure><p>In particolare <strong>le piogge più abbondanti sono previsti in Basilicata</strong>, dove gli accumuli sono previsti intorno ai 16 mm, <strong>e ancor di più in Calabria e in Sicilia</strong>. In Calabria, in prossimità di Catanzaro sono attesi accumuli oltre i 20 mm, mentre <strong>nelle zone limitrofe a Reggio Calabria addirittura oltre i 30 mm</strong>.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong></div><p>Sarà tuttavia nel Catanese, in Sicilia, che le precipitazioni saranno più ingenti, con <strong>accumuli oltre i 40 mm sull’Etna</strong>.</p><h2>Rovesci, temporali e diffuse diminuzioni termiche</h2><p>Reggio Calabria e Catania saranno le province più colpite in quanto <strong>qui i fenomeni si protrarranno fino alla giornata di sabato</strong>, quando però si faranno via via meno intensi e più localizzati fino ad esaurirsi del tutto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789855" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-dorsale-calda-da-record-ci-raggiungera-luca-lombroso-indica-il-giorno-in-cui-tornera-il-caldo-estivo-in-italia.html" title="“La dorsale calda da record ci raggiungerà': Luca Lombroso indica il giorno in cui tornerà il caldo estivo in Italia">“La dorsale calda da record ci raggiungerà": Luca Lombroso indica il giorno in cui tornerà il caldo estivo in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-dorsale-calda-da-record-ci-raggiungera-luca-lombroso-indica-il-giorno-in-cui-tornera-il-caldo-estivo-in-italia.html" title="“La dorsale calda da record ci raggiungerà': Luca Lombroso indica il giorno in cui tornerà il caldo estivo in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-dorsale-calda-da-record-ci-raggiungera-luca-lombroso-indica-il-giorno-in-cui-tornera-il-caldo-estivo-in-italia-1790065280777_320.png" alt="“La dorsale calda da record ci raggiungerà': Luca Lombroso indica il giorno in cui tornerà il caldo estivo in Italia"></a></article></aside><p>Infine <strong>entro domenica il maltempo avrà abbandonato l’Italia</strong> e su tutto il territorio nazionale ci aspettiamo nuovamente tempo asciutto.</p><p>Oltre al maltempo <strong>nei prossimi giorni ci aspettiamo diffusi cali termici</strong>, con temperature che per <strong>si porteranno temporaneamente al di sotto della norma</strong> per questo periodo dell’anno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-in-italia-ecco-le-zone-maggiormente-colpite.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il buco dell’ozono raggiunge di nuovo una soglia significativa prima del solito e supera la superficie media]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-buco-dell-ozono-raggiunge-di-nuovo-una-soglia-significativa-prima-del-solito-e-supera-la-superficie-media.html</link><pubDate>Tue, 22 Sep 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Copernicus ha rivelato lo stato del buco dell'ozono sopra l'Antartide in occasione della Giornata internazionale delle Nazioni Unite per la preservazione dello strato di ozono, il 16 settembre scorso.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/agujero-de-ozono-1789528872568.png" data-image="yvd8f3gogwx9" alt="Gráfico del CAMS sobre la superficie del agujero de ozono a 12 de septiembre de 2026. La línea roja muestra los datos de 2026 y la línea punteada, la previsión para los siguientes 5 días. La línea azul más gruesa y oscura representa la evolución del agujero de ozono durante 2025, y la línea azul más clara, la de 2024. Los tonos grises representan los valores percentiles y la mediana entre 1979 y 2023." title="Gráfico del CAMS sobre la superficie del agujero de ozono a 12 de septiembre de 2026. La línea roja muestra los datos de 2026 y la línea punteada, la previsión para los siguientes 5 días. La línea azul más gruesa y oscura representa la evolución del agujero de ozono durante 2025, y la línea azul más clara, la de 2024. Los tonos grises representan los valores percentiles y la mediana entre 1979 y 2023."><figcaption>Grafico CAMS che mostra l'estensione del buco dell'ozono al 12 settembre 2026. La linea rossa indica i dati del 2026, mentre la linea tratteggiata riporta le previsioni per i successivi 5 giorni. La linea blu scuro più spessa rappresenta l'evoluzione del buco dell'ozono nel 2025, mentre la linea blu più chiara si riferisce al 2024. Le aree ombreggiate in grigio rappresentano i valori percentilici e la mediana per il periodo 1979–2023. Fonte dei dati: CAMS/C3S. Crediti: CAMS/ECMWF.</figcaption></figure><p>In occasione del 16 settembre, Giornata internazionale delle Nazioni Unite per la preservazione dello strato di ozono, il <strong>Servizio di monitoraggio dell’atmosfera di Copernicus (CAMS)</strong> ha rilevato che <strong>il buco dell’ozono antartico del 2026</strong> ha raggiunto una soglia di estensione significativa leggermente prima del solito, in linea con quanto osservato nel 2025. Inoltre, <strong>si è mantenuto al di sopra della media, a differenza dell’anno precedente</strong>.</p><h2>Dati aggiornati sullo strato di ozono a settembre 2026</h2><p>Il buco dell’ozono antartico del 2026 si è sviluppato a un ritmo abituale a partire dalla seconda metà di agosto, in linea con quanto osservato nei 46 anni precedenti.</p><div class="texto-destacado"><strong>L’estensione del buco dell’ozono ha raggiunto i 15 milioni di km²</strong> (più dell’intera superficie dell’Antartide-1) alla fine di agosto 2026, un valore raggiunto leggermente <strong>prima del solito e in modo simile all’evoluzione del buco dell’ozono dello scorso anno,</strong> che aveva raggiunto la stessa estensione il 30 agosto 2025-2.</div><p>Nella prima metà di<strong> settembre 2026, l’estensione del buco dell’ozono di quest’anno è aumentata considerevolmente</strong>, fino a raggiungere circa 25 milioni di km² il 12 settembre (<strong>circa 5 milioni di km² al di sopra della media per questo periodo</strong>), e le previsioni indicano la possibilità di un ulteriore aumento dell’estensione a metà settembre. </p><p><strong>La riduzione dell’ozono nella stratosfera dell’emisfero meridionale si verifica quando le basse temperature consentono la formazione di nubi stratosferiche polari</strong>, che contribuiscono ad attivare la distruzione chimica dell’ozono da parte degli alogeni in presenza della luce solare durante la primavera australe (da agosto a novembre). Il rapido sviluppo del buco dell’ozono nel 2026 ha coinciso con una brusca diminuzione della temperatura minima a circa 20 km di quota sopra il Polo Sud (50 ettopascal / hPa).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="741341" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-nasa-e-la-noaa-classificano-il-buco-dell-ozono-antartico-del-2025-come-il-quinto-piu-piccolo-della-serie-storica.html" title="La NASA e la NOAA classificano il buco dell'ozono antartico del 2025 come il quinto più piccolo della serie storica">La NASA e la NOAA classificano il buco dell'ozono antartico del 2025 come il quinto più piccolo della serie storica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-nasa-e-la-noaa-classificano-il-buco-dell-ozono-antartico-del-2025-come-il-quinto-piu-piccolo-della-serie-storica.html" title="La NASA e la NOAA classificano il buco dell'ozono antartico del 2025 come il quinto più piccolo della serie storica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/agujero-ozono-de-2025-antartida-1764049310151_320.png" alt="La NASA e la NOAA classificano il buco dell'ozono antartico del 2025 come il quinto più piccolo della serie storica"></a></article></aside><p>Tuttavia, altri parametri utilizzati dal CAMS per monitorare il buco dell’ozono, come il valore minimo della colonna di ozono all’interno dell’area definita del buco dell’ozono-3 e il deficit di massa dell’ozono-4, sono rimasti vicini ai valori medi.</p><p>«<em>L’evoluzione del buco dell’ozono antartico può variare considerevolmente da un anno all’altro, in funzione di diversi fattori atmosferici e chimici. Sebbene quest’anno abbiamo osservato un rapido aumento della sua estensione all’inizio di settembre, altri indicatori rimangono vicini alle medie storiche. Questi risultati evidenziano l’importanza di monitorare la complessa interazione tra le alterazioni provocate dall’uomo e i fattori naturali. Il CAMS fornisce i dati, le previsioni e le analisi di alta qualità necessari per comprendere lo stato dello strato di ozono e monitorarne il recupero nel lungo periodo</em>». <strong>Laurence Rouil</strong>, direttrice del CAMS.</p><h2>L’importanza dello strato di ozono</h2><p><strong>Lo strato di ozono protegge la vita sulla Terra dalle dannose radiazioni ultraviolette (UV)</strong> (una delle principali cause del tumore della pelle), assorbendone gran parte. Nel corso di quasi mezzo secolo, le emissioni di origine antropica-5 hanno provocato l’assottigliamento di questo strato protettivo, mettendo a rischio la popolazione. Inoltre, <strong>il riscaldamento globale tende a raffreddare la stratosfera</strong>, favorendo la formazione di nubi stratosferiche polari che, a loro volta, svolgono un ruolo fondamentale nella riduzione dell’ozono. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788883" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'">Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: "chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione-1789500722596_320.jpeg" alt="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"></a></article></aside><p><strong>L’assottigliamento dello strato di ozono è più pronunciato sull’Antartide</strong> (dove la zona di bassa pressione e aria fredda, il vortice polare, e i venti stratosferici sono più stabili) e il buco dell’ozono si forma lì ogni anno durante la primavera australe.</p><p><strong>Il buco dell’ozono antartico</strong>, monitorato attraverso osservazioni da terra e satellitari dalla fine degli anni ’70, <strong>ha raggiunto un’estensione record di 29,6 milioni di km² il 9 settembre 2006</strong>. Nello stesso mese ha anche raggiunto la maggiore superficie media mai osservata per un periodo consecutivo di diverse settimane. Tuttavia, negli ultimi anni sono stati osservati buchi dell’ozono più piccoli e di durata inferiore, un segnale di recupero.</p><h3>Note a pié dell'articolo</h3><p>1 La superficie dell’Antartide è di 14,2 milioni di km².</p><p>2 L’area del buco dell’ozono è definita come la zona con valori di ozono inferiori a 220 unità Dobson (DU).</p><p>3 I valori dell’ozono vengono spesso misurati in base al numero di molecole di ozono presenti in una colonna verticale e sono espressi in DU. Durante il periodo di formazione del buco dell’ozono antartico, i valori possono scendere al di sotto della metà dei livelli normali. Il CAMS monitora nel tempo il valore minimo all’interno dell’area del buco dell’ozono come ulteriore parametro per valutare l’entità del fenomeno ogni anno.</p><p>4 Il deficit di massa dell’ozono combina gli effetti delle variazioni dell’estensione e della profondità del buco dell’ozono. Si tratta della massa di ozono che sarebbe necessario aggiungere all’atmosfera per portare le colonne di ozono sull’area del buco dell’ozono antartico a 220 DU.</p><p>5 Emissioni di sostanze chimiche di origine antropica note come sostanze che riducono lo strato di ozono (ODS).</p><p>Fonte: <a href="https://www.copernicus.eu" target="_blank"><strong>Copernicus</strong> </a><a href="https://www.copernicus.eu"></a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-buco-dell-ozono-raggiunge-di-nuovo-una-soglia-significativa-prima-del-solito-e-supera-la-superficie-media.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un cavallo alto quasi due metri entra nel Guinness dei primati come il più alto del mondo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-cavallo-alto-quasi-due-metri-entra-nel-guinness-dei-primati-come-il-piu-alto-del-mondo.html</link><pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:39:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Hugo, un cavallo di razza Shire, è alto 1,99 metri e ha ottenuto notorietà internazionale all'età di quattro anni; l'esemplare inglese potrebbe ancora crescere e avvicinarsi alle dimensioni del cavallo più grande mai registrato nella storia.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cavalo-de-quase-dois-metros-entra-para-o-guinness-como-o-mais-alto-do-mundo-1789592792520.jpg" data-image="29qmy7tfjew8" alt="Hugo è diventato il cavallo vivente più alto del mondo. Crediti: Per gentile concessione di Guinness World Records 2027." title="Hugo è diventato il cavallo vivente più alto del mondo. Crediti: Per gentile concessione di Guinness World Records 2027."><figcaption>Hugo è diventato il cavallo vivente più alto del mondo. Crediti: Per gentile concessione di Guinness World Records 2027.</figcaption></figure><p>Un<strong> cavallo di quattro anni e alto quasi due metri </strong>è appena entrato nel <strong>Guinness World Records.</strong> Hugo, un esemplare di razza Shire che vive in Inghilterra, è stato ufficialmente riconosciuto come il cavallo vivente più alto del mondo, conquistando un titolo che era rimasto senza detentore per cinque anni.</p><p>L'animale misura <strong>1,99 metri al garrese</strong> (la regione situata tra il collo e il dorso, utilizzata come riferimento per misurare i cavalli) fino a terra. L'altezza è stata confermata da un veterinario e non tiene conto dei ferri utilizzati dall'animale.</p><p>Nonostante le sue dimensioni impressionanti, <strong>Hugo</strong> è conosciuto dai suoi proprietari come “big softie”, espressione inglese traducibile con <strong>“gigante dal carattere docile”</strong>. Vive a Towcester, nella contea del Northamptonshire, nella proprietà della famiglia Masters, che si dedica all'allevamento e alla conservazione della razza Shire.</p><h2>La crescita ha sorpreso gli allevatori</h2><p>Brett Masters, uno dei proprietari, ha acquistato Hugo quando il cavallo aveva appena 18 mesi. All'epoca non c'erano indicazioni chiare che il giovane animale sarebbe diventato un esemplare di dimensioni così grandi. Con la crescita, però, <strong>le sue dimensioni hanno iniziato a attirare l'attenzione.</strong></p><div class="texto-destacado">La crescita particolarmente rapida ha reso Hugo conosciuto nella regione, fino ad attirare l'attenzione del Guinness World Records. L'organizzazione ha contattato i proprietari per avviare la procedura necessaria a verificare ufficialmente le dimensioni dell'animale e riconoscere il nuovo detentore del record.</div><p>Il titolo era rimasto vacante dal 2021, dopo la morte di <strong>Big Jake</strong>, un cavallo di razza Belgian Draft che per anni era stato riconosciuto come il più alto tra gli animali viventi. Big Jake era circa dieci centimetri più alto di Hugo.</p><h2>Il record storico appartiene ancora a un altro cavallo</h2><p>Essere il cavallo vivente più alto, tuttavia, non significa che Hugo sia il più grande mai documentato. Il record storico appartiene ancora a <strong>Sampson, conosciuto in seguito anche come Mammoth</strong>, un cavallo della stessa razza Shire vissuto in Inghilterra nel XIX secolo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cavalo-de-quase-dois-metros-entra-para-o-guinness-como-o-mais-alto-do-mundo-1789592932506.jpg" data-image="z6nhob92fcwg" alt="Big Jake, il cavallo che deteneva in precedenza il titolo di più alto del mondo, misurava 2,13 metri. Credito: Texas Blog" title="Big Jake, il cavallo che deteneva in precedenza il titolo di più alto del mondo, misurava 2,13 metri. Credito: Texas Blog"><figcaption>Big Jake, il cavallo che deteneva in precedenza il titolo di più alto del mondo, misurava 2,13 metri. Credito: Texas Blog</figcaption></figure><p>Sampson raggiunse circa <strong>20 centimetri in più rispetto all'attuale altezza di Hugo</strong>. Nato nel 1846, l'animale è diventato un riferimento storico tra i cavalli di grandi dimensioni e rimane il più grande esemplare registrato dal Guinness.</p><p><strong>Hugo potrebbe ancora ridurre questa differenza</strong>. A quattro anni, infatti, non ha necessariamente raggiunto le sue dimensioni definitive. Secondo i suoi proprietari, la crescita dell'animale è stata più rapida rispetto a quella normalmente osservata in altri esemplari della razza.</p><h2>Hugo potrebbe crescere ancora per diversi anni</h2><p>Si prevede che il nuovo detentore del record <strong>continui a crescere fino a circa otto anni e mezzo.</strong> Ciò significa che ha ancora diversi anni di sviluppo davanti a sé, anche se non è possibile stabilire quale sarà la sua altezza una volta raggiunta la piena maturità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787266" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/negli-usa-migliaia-di-cavalli-selvaggi-protetti-finiscono-nei-macelli-per-le-mancanze-dell-amministrazione-trump.html" title="Negli USA, migliaia di cavalli selvaggi 'protetti' finiscono nei macelli per le mancanze dell'amministrazione Trump">Negli USA, migliaia di cavalli selvaggi "protetti" finiscono nei macelli per le mancanze dell'amministrazione Trump</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/negli-usa-migliaia-di-cavalli-selvaggi-protetti-finiscono-nei-macelli-per-le-mancanze-dell-amministrazione-trump.html" title="Negli USA, migliaia di cavalli selvaggi 'protetti' finiscono nei macelli per le mancanze dell'amministrazione Trump"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/miles-de-caballos-salvajes-protegidos-terminan-en-mataderos-por-fallas-del-gobierno-de-trump-en-ee-uu-1788457946917_320.png" alt="Negli USA, migliaia di cavalli selvaggi 'protetti' finiscono nei macelli per le mancanze dell'amministrazione Trump"></a></article></aside><p>Considerate le sue dimensioni e il ritmo di crescita, Hugo riceve un'assistenza specialistica e segue una routine di cure che i proprietari paragonano a quella di un atleta di alto livello. L'obiettivo è garantire che lo sviluppo di un animale di queste dimensioni avvenga in condizioni adeguate.</p><p>Ora, oltre a monitorare la salute e la crescita del cavallo, i suoi proprietari osservano <strong>fin dove potrà arrivare Hugo</strong>. Per il momento, detiene ufficialmente il titolo di cavallo vivente più alto del mondo e ha ancora alcuni anni per cercare di avvicinarsi al record storico di Sampson.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Veja" data-year="2026" data-title="Cavallo%20inglese%20di%20quasi%20due%20metri%20entra%20nel%20Guinness" data-url="https%3A%2F%2Fveja.abril.com.br%2Fagenda-verde%2Fcavalo-ingles-de-quase-dois-metros-entra-para-o-guinness%2F%3Fshem%3Ddsdf%2Csharefoc%2Cagadiscoversdl%2C%2Csh%2Fx%2Fdiscover%2Fm1%2F4">Veja. (2026). <a href="https://veja.abril.com.br/agenda-verde/cavalo-ingles-de-quase-dois-metros-entra-para-o-guinness/?shem=dsdf,sharefoc,agadiscoversdl,,sh/x/discover/m1/4" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Cavallo inglese di quasi due metri entra nel Guinness</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-cavallo-alto-quasi-due-metri-entra-nel-guinness-dei-primati-come-il-piu-alto-del-mondo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[“La dorsale calda da record ci raggiungerà": Luca Lombroso indica il giorno in cui tornerà il caldo estivo in Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-dorsale-calda-da-record-ci-raggiungera-luca-lombroso-indica-il-giorno-in-cui-tornera-il-caldo-estivo-in-italia.html</link><pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:31:36 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Sventagliata fresca lungo l’Adriatico per l’approfondimento da nord della corrente a getto polare, ma restano assenti le vere piogge autunnali. Anzi, fine settembre si preannuncia con un colpo di coda dell’estate 2026. In meteo diretta da Cervia gli aggiornamenti meteo. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbbdp6q"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbbdp6q.jpg" id="xbbdp6q"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Ancora <strong>caldo fuori stagione ieri</strong>, alla vigilia dell’<a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">equinozio d’autunno</a> <strong>superati i 30°C in diverse località italiane.</strong> In Sicilia Catania ha toccato 33.4°C, 32.2°C a Decimomannu in Sardegna, ma notevoli anche 32.6°C a Torino e 32-4°C a Milano Malpensa.</p><p>Nel frattempo<strong> stiamo assistendo a un cambio di massa d’aria</strong>, a Cervia da dove vi aggiorniamo sta rinforzando il vento da nordest, premessa di una sventagliata di bora lungo tutto il versante Adriatico. <strong>Avremo una rinfrescata</strong>, anche un paio di giorni sotto la media termica, ma <strong>al nord assenti le vere piogge autunnali, </strong>specie al nord e centro. Più instabile al sud, ma a fine mese, a sorpresa, torna l’anticiclone subtropicale</p><h2>Situazione generale</h2><p>Si approfondisce una saccatura sui Balcani, alimentata dalla<strong> corrente a getto polare</strong>. Con direzione settentrionale irromperà con la sua <strong>aria fredda specie lungo il settore Adriatico</strong>, ma saranno masse d’aria in origine piuttosto secche.</p><p>A metà settimana <strong>al sud si isolerà anche una piccola e relativa goccia fredda</strong> in quota, mentre al nord la pressione sarà in aumento, a tratti con condizioni di föhn.</p><p>Nel fine settimana <strong>assisteremo poi all’espansione dell’anticiclone delle Azzorre </strong>che diverrà poi a connotati subtropicali, in parte africani. </p><h2>Mercoledì soleggiato e ventoso, giovedì instabile al centro sud</h2><p>Domani <strong>mercoledì 23 settembre, primo giorno di autunno meteorologico, </strong>giornata <strong>soleggiata con qualche nube irregolare ma limpida</strong> in quasi tutt’Italia. Ventilazione settentrionale tesa, a tratti moderata-forte sulla Puglia in particolare e nel resto del sud, ruotata a grecale sul Tirreno.<strong> I modelli non vedono piogge degne di nota</strong>, anche se qualche piovasco nei versanti sardi e adriatici esposti a est non è escluso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789720" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-tra-giovedi-e-sabato-rischio-nubifragi-e-fenomeni-meteo-estremi-al-sud-ecco-le-regioni-a-rischio.html" title="Daniele Ingemi: tra giovedì e sabato rischio nubifragi e fenomeni meteo estremi al Sud, ecco le regioni a rischio">Daniele Ingemi: tra giovedì e sabato rischio nubifragi e fenomeni meteo estremi al Sud, ecco le regioni a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-tra-giovedi-e-sabato-rischio-nubifragi-e-fenomeni-meteo-estremi-al-sud-ecco-le-regioni-a-rischio.html" title="Daniele Ingemi: tra giovedì e sabato rischio nubifragi e fenomeni meteo estremi al Sud, ecco le regioni a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-tra-giovedi-e-sabato-rischio-nubifragi-e-fenomeni-meteo-estremi-al-sud-ecco-le-regioni-a-rischio-1789998968793_320.jpeg" alt="Daniele Ingemi: tra giovedì e sabato rischio nubifragi e fenomeni meteo estremi al Sud, ecco le regioni a rischio"></a></article></aside><p><strong>Giovedì 24 transita un altro impulso freddo e instabile</strong>, saltato il nord che vede solo vento e nubi irregolari quindi schiarite limpide sottovento alle Alpi, al nordovest in particolare. <strong>Al centro il fronte si ricompatta con rovesci</strong> in veloce transito fra Marche meridionali, Abruzzo e Molise, in parte anche Lazio. Al sud momentanea rotazione del vento a SW e arrivo a sera di rovesci su nord di Campania e Puglia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-dorsale-calda-da-record-ci-raggiungera-luca-lombroso-indica-il-giorno-in-cui-tornera-il-caldo-estivo-in-italia-1790061888834.jpg" data-image="tbxwg61thxig"><figcaption>dopo un paio di giorni freschi con temperature sotto media, nel fine settimana torna addirittura mite o perfino caldo al nord e al centro.</figcaption></figure><p><strong>Temperature in diminuzione specie mercoledì,</strong> temporaneo lieve rialzo giovedì. Massime al nord mercoledì a soli 24-25°C, giovedì 26°C. al centro e al sud 26-28°C. minime fresche, al nord e conche del centro 10-12°C, al sud 16-18°C. </p><h2>Ultimo fine settimana di settembre estivo al nord e centro</h2><p>Il tempo resta comunque <strong>bello e soleggiato in tutto il nord, dove mancano le piogge</strong> e anzi nel fine settimana <strong>le temperature tornano sopra media</strong>, a 27-28°C, localmente vicine ai 30°C domenica. Una condizione non certo settembrina, anche se di notte fa relativamente fresco con 16-18°C.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-dorsale-calda-da-record-ci-raggiungera-luca-lombroso-indica-il-giorno-in-cui-tornera-il-caldo-estivo-in-italia-1790061819460.jpg" data-image="6db38npjr0s6"><figcaption>Instabilità perturbata al sud venerdì, con temporali anche intensi. Completamente saltato il nord che anzi a tratti vedrà anche cielo limpido, alternato a veloci passaggi nuvolosi improduttivi., </figcaption></figure><p><strong>Al centro altrettanto il tempo dopo un venerdì fresco ma soleggiato</strong> torna più estivo che autunnale, con sole,<strong> condizioni favorevoli agli ultimi bagni al mare, </strong>specie Tirreno e Sardegna, aria fresca residua invece sulle coste Adriatiche. <strong>Temperature in rialzo</strong> anche a 28-30°C.</p><p><strong>Al sud invece permane instabilità, anche marcata venerdì </strong>sulla Puglia e fra Sicilia, Calabria e Basilicata, con rovesci e temporali anche forti e ventoso da settentrione o grecale. Gradualmente meglio sabato e domenica, pur con ancora rovesci nelle coste Joniche calabre e Salentine. Temperature più fresche del nord, sui 26-28°C.</p><h2>Arriveranno le piogge a ottobre?</h2><p>La transizione fra settembre e ottobre pare anticiclonica, senza importanti passaggi perturbati. <strong>Ancora latitante la classica tempesta equinoziale, </strong>rimandata forse perfino a ottobre inoltrato. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789590" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo.html" title="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'">Il meteorologo Luca Lombroso: "ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo.html" title="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo-1789914364894_320.jpeg" alt="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'"></a></article></aside><p>Le mappe substagionali infatti come abbiamo già scritto vedono un inizio mese sopra media e poco piovoso specie al nord. Segnali di svolta sono ipotizzati, ma da confermare, solo verso metà mese. Ne riparleremo, intanto non ci resta che sfruttare la coda dell’incredibile estate 2026. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-dorsale-calda-da-record-ci-raggiungera-luca-lombroso-indica-il-giorno-in-cui-tornera-il-caldo-estivo-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta massima nel Pacifico messicano: l'uragano Polo si intensifica in poche ore fino a categoria 4 ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-massima-nel-pacifico-messicano-l-uragano-polo-si-intensifica-in-poche-ore-fino-a-categoria.html</link><pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il potente uragano Polo minaccia la costa messicana, raggiungendo la categoria 4 e generando raffiche di vento estreme fino a 255 km/h. Sono previste precipitazioni fino a 250 mm negli stati di Guerrero, Michoacán, Colima, Jalisco e Nayarit. Consulta qui l'avviso di tempesta tropicale!</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/alerta-extrema-en-pacifico-mexicano-polo-escala-a-huracan-categoria-4-con-rachas-de-255-km-h-y-lluvias-torrenciales-1790060985621.jpg" data-image="5j799gjkynfe" alt="Le attuali condizioni marittime sono favorevoli affinché l'uragano Polo acquisisca molta più forza nelle prossime ore." title="Le attuali condizioni marittime sono favorevoli affinché l'uragano Polo acquisisca molta più forza nelle prossime ore."><figcaption>Le attuali condizioni marittime sono favorevoli affinché l'uragano Polo acquisisca molta più forza nelle prossime ore.</figcaption></figure><p>Intorno a mezzanotte, ora locale in Messico,<strong> l'uragano</strong> <strong>Polo è passato dalla categoria 2 alla 4, diventando un potente uragano maggiore</strong>. La rapida evoluzione del ciclone tropicale mantiene alta l’allerta nel Pacifico messicano, dopo aver registrato un <strong>processo di intensificazione esplosiva che lo ha portato rapidamente a raggiungere la categoria 4 al largo delle coste messicane.</strong></p><p>Questo comportamento ha portato le autorità della Protezione Civile a mantenere la massima vigilanza, a causa dell’imminente<strong> arrivo di dense bande nuvolose, mareggiate pericolose e un elevato potenziale di precipitazioni negli stati del Messico centro-occidentale e sud-occidentale.</strong></p><p>Il fattore determinante alla base di questa rapida intensificazione è rappresentato dalle condizioni oceaniche e atmosferiche estremamente favorevoli incontrate dal sistema lungo il suo percorso:</p><div class="texto-destacado">Le temperature della superficie del mare in questa zona del Pacifico superano i 30 °C, agendo come un potente combustibile che fornisce calore e grandi quantità di umidità al nucleo della tempesta. A questo si aggiunge un debole wind shear verticale, che permette alla struttura del ciclone di organizzarsi senza ostacoli e di concentrare la propria energia nel giro di pochissime ore.</div><p>Le analisi dei modelli numerici di Meteored indicano che, sebbene il centro dell’uragano mantenga una traiettoria parallela alle coste messicane senza un impatto frontale diretto, l’attrito costiero e la sua ampia circolazione provocheranno effetti significativi sul Messico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/alerta-extrema-en-pacifico-mexicano-polo-escala-a-huracan-categoria-4-con-rachas-de-255-km-h-y-lluvias-torrenciales-1790061007374.jpg" data-image="2x3o3z4aty1g" alt="L'immagine satellitare IR mostra la nuvolosità convettiva associata alla circolazione di &quot;Polo&quot;; è inoltre visibile il suo occhio ben formato, tipico di un uragano di categoria 4." title="L'immagine satellitare IR mostra la nuvolosità convettiva associata alla circolazione di &quot;Polo&quot;; è inoltre visibile il suo occhio ben formato, tipico di un uragano di categoria 4."><figcaption>L'immagine satellitare IR mostra la nuvolosità convettiva associata alla circolazione di "Polo"; è inoltre visibile il suo occhio ben formato, tipico di un uragano di categoria 4.</figcaption></figure><p><strong>Si prevede un'intensa fase di maltempo con precipitazioni fino a 250 mm e raffiche di vento estreme che possono superare i 250 km/h</strong>, con effetti diretti su stati come Guerrero, Michoacán, Colima, Jalisco e successivamente Nayarit e Baja California Sur.</p><h2>Attenzione agli effetti pericolosi in Messico: segui queste raccomandazioni<br></h2><p>Alla luce del recente monitoraggio del ciclone, <strong>si invita la popolazione a mantenersi informata e ad adottare la massima prudenza</strong> in vista di piogge torrenziali, mareggiate cicloniche con <strong>onde alte fino a 4-7 metri nelle prossime 48 ore</strong>, <strong>allagamenti improvvisi, frane o smottamenti, esondazioni di corsi e bacini d'acqua e venti da uragano in grado di scagliare oggetti come proiettili.</strong></p><div class="texto-destacado">Non entrare in mare durante una tempesta tropicale o un uragano: le correnti di risacca possono essere mortali e trascinarti al largo. Rispetta la bandiera rossa sulle spiagge e non mettere a rischio la tua vita.</div><p>Anche se vivi in aree vulnerabili o ad alto rischio, a Meteored raccomandiamo di valutare<strong> un'evacuazione volontaria nei prossimi giorni,</strong> soprattutto se il ciclone interessa direttamente la tua zona o se vivi su versanti montuosi.</p><p><strong>Informati sui rifugi e sulle vie di evacuazione</strong> attraverso fonti ufficiali e segui le indicazioni della Protezione Civile, delle forze di polizia, dei soccorritori e dei vigili del fuoco. Ricorda: mettiti al sicuro!</p><h2>Caratteristiche e allerte attuali per l'uragano Polo</h2><p>Attualmente è un <em>uragano di categoria 2 sulla scala Saffir-Simpson</em>, situato <strong>alla latitudine di 14,7 gradi nord e alla longitudine di 102,1 gradi ovest, </strong>a circa 340 km a sud di Zihuatanejo, nello stato di Guerrero, e 530 km a sud-sud-est di Manzanillo, nello stato di Colima.</p><p>Si muove relativamente lentamente verso est-sudest a 7 km/h e registra <strong>venti massimi sostenuti di 215 km/h e raffiche di 260 km/h</strong>, con una <strong>pressione minima centrale di 955 millibar</strong>.</p><h3>Allerte e avvisi emessi</h3><p>Le allerte e gli avvisi relativi ai cicloni tropicali indicano che gli effetti di una tempesta tropicale o di un uragano sono possibili nell'area interessata, generalmente entro le 24 ore.</p><ul><li>Il governo del Messico mantiene un'allerta per <strong>possibili effetti di tempesta tropicale da Tecpan de Galeana, nello stato di Guerrero, fino a Manzanillo, nello stato di Colima.</strong></li></ul><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/alerta-extrema-en-pacifico-mexicano-polo-escala-a-huracan-categoria-4-con-rachas-de-255-km-h-y-lluvias-torrenciales-1790061046366.jpg" data-image="l9kip7cmzy87" alt="Gli accumuli di pioggia associati al passaggio e all'impatto di &quot;Polo&quot; supereranno i 300 mm entro la fine della settimana." title="Gli accumuli di pioggia associati al passaggio e all'impatto di &quot;Polo&quot; supereranno i 300 mm entro la fine della settimana."><figcaption>Gli accumuli di pioggia associati al passaggio e all'impatto di "Polo" supereranno i 300 mm entro la fine della settimana.</figcaption></figure><p>Le piogge intense e abbondanti associate a un ciclone <strong>possono provocare frane e smottamenti di terra, rocce e fango</strong> nelle aree montuose, a causa della saturazione del terreno. In questo caso, il rischio è maggiore dopo le precipitazioni registrate nei giorni scorsi per effetto del monsone sul Messico occidentale.</p><h2>Previsioni sulla traiettoria</h2><p>Si prevede che <strong>nelle prossime ore l'uragano Polo mantenga questo livello</strong>, ma una volta entrato nell'area di acque calde al largo del Guerrero, nelle ore successive potrebbe intensificarsi fino alla<strong> categoria 5 al largo delle coste tra Michoacán e Guerrero.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/alerta-extrema-en-pacifico-mexicano-polo-escala-a-huracan-categoria-4-con-rachas-de-255-km-h-y-lluvias-torrenciales-1790061063613.jpg" data-image="wjffam4r7ijc" alt="L'uragano Polo costeggerà il litorale provocando effetti intensi nel Messico occidentale." title="L'uragano Polo costeggerà il litorale provocando effetti intensi nel Messico occidentale."><figcaption>L'uragano Polo costeggerà il litorale provocando effetti intensi nel Messico occidentale.</figcaption></figure><p>Nelle previsioni a medio termine <strong>continuerà a essere un uragano maggiore, ossia di categoria 4 o 5, fino a sabato, posizionandosi al largo delle coste di Jalisco, Nayarit e Baja California Sur.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789044" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/2026-record-ancora-senza-uragani-atlantici-con-l-ombra-di-un-super-el-nino.html" title="2026 record: ancora senza uragani atlantici, con l'ombra di un 'Super El Niño'">2026 record: ancora senza uragani atlantici, con l'ombra di un "Super El Niño"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/2026-record-ancora-senza-uragani-atlantici-con-l-ombra-di-un-super-el-nino.html" title="2026 record: ancora senza uragani atlantici, con l'ombra di un 'Super El Niño'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-stagione-2026-senza-uragani-atlantici-con-l-ombra-di-un-super-el-nino-1789574237367_320.jpg" alt="2026 record: ancora senza uragani atlantici, con l'ombra di un 'Super El Niño'"></a></article></aside><p>Secondo le analisi meteorologiche effettuate dal team di Meteored, <strong>si prevede che questo ciclone tropicale non raggiunga direttamente le coste messicane durante la sua traiettoria, ma che le costeggi, provocando comunque effetti diretti sul Messico occidentale.</strong> Date le attuali variazioni delle condizioni atmosferiche e della superficie marina, questa previsione può subire modifiche.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-massima-nel-pacifico-messicano-l-uragano-polo-si-intensifica-in-poche-ore-fino-a-categoria.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Parigi, record storico dopo 154 anni: per la prima volta 100 giorni con temperature oltre i 25 °C in un anno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/parigi-record-storico-dopo-154-anni-per-la-prima-volta-100-giorni-con-temperature-oltre-i-25-c-in-un-anno.html</link><pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:28:59 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nel 2026, Parigi registra un primato climatico senza precedenti: la capitale francese ha raggiunto i 100 giorni con temperature superiori ai 25°C, superando ogni record dal 1872, anno di inizio della serie storica dei dati.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/paris-quebra-recorde-de-154-anos-com-100-dias-de-calor-1789599496428.jpg" data-image="pi8n14jesebi" alt="parigi caldo" title="parigi caldo"><figcaption>Nel 2026, la capitale francese sta vivendo un anno di caldo eccezionale, con temperature elevate che persistono ben oltre l'estate.</figcaption></figure><p>Parigi ha appena raggiunto un <strong>record climatico senza precedenti</strong>. Nel 2026, la capitale francese ha registrato, <strong>per la prima volta dall'inizio delle rilevazioni, 154 anni fa, almeno 100 giorni con temperature massime superiori ai 25 °C</strong>, secondo le agenzie ufficiali Météo-France e Agence Parisienne du Climat.</p><p>La cifra può sembrare modesta se confrontata con i valori estremi raggiunti durante un'ondata di caldo, ma rivela una trasformazione più profonda: il caldo sta diventando una presenza sempre più prolungata nel calendario parigino.</p><p><strong>La soglia dei 25 °C corrisponde a una temperatura che, per decenni, è stata associata soprattutto ai mesi più caldi dell'anno.</strong> Superarla un centinaio di volte significa però che le giornate calde non sono più concentrate esclusivamente nell'estate e hanno iniziato a presentarsi con maggiore frequenza durante la primavera, l'estate e persino all'inizio dell'autunno.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Its been a particularly outrageous summer in France and very arid too. Yields are significantly reduced fuelling food inflation. <br><br>The first overheating episode started in late spring it still goes on now in early autumn. <br><br>Paris-Montsouris located to south of city at near 49N <a href="https://t.co/qdgkMHiUkJ">pic.twitter.com/qdgkMHiUkJ</a></p>— London & Southeast (@TheSnowDreamer) <a href="https://x.com/TheSnowDreamer/status/2099872846994342279?ref_src=twsrc%5Etfw">September 15, 2026</a></blockquote></figure><p>La stazione di Parigi-Montsouris, uno dei principali punti di riferimento meteorologici della capitale francese, ha permesso di seguire l'evoluzione del clima parigino nel corso di molti decenni. Secondo l'Agence Parisienne du Climat,<strong> la primavera del 2026 è stata la più calda mai registrata a Parigi, con una temperatura media stagionale di 14,4 °C, circa 2,1 °C al di sopra della norma.</strong></p><h2>Un anno segnato dal caldo estremo</h2><p>Il nuovo record arriva dopo una successione di episodi di caldo eccezionale in Francia. A giugno, <strong>il Paese ha vissuto una delle ondate di caldo più intense della sua storia recente.</strong></p><p>Il 23 giugno, <strong>la temperatura ha raggiunto i 44,3 °C a Pissos, nel dipartimento delle Landes, mentre Bordeaux ha raggiunto i 4,1 °C.</strong> Météo-France ha definito quella giornata <strong>la più calda dall'inizio delle sue rilevazioni nazionali, nel 1947.</strong></p><div class="texto-destacado">«È molto probabile che questa cifra di 100 giorni all'anno sia tutt'altro che definitiva», secondo Météo-France, citata dall'HuffPost.</div><p><strong>Anche Parigi ha subito gli effetti di questo episodio. Le alte temperature hanno costretto la Torre Eiffel a chiudere prima del solito</strong> e hanno portato il Museo del Louvre a ridurre temporaneamente l'orario di apertura. Le autorità della regione dell'Île-de-France hanno inoltre raccomandato, quando possibile, di lavorare da casa e di evitare gli spostamenti non necessari nelle ore più calde.</p><p>Tuttavia, il caldo del 2026 non si è limitato a poche settimane. Già verso la fine dell'estate, <strong>la Francia ha confermato di aver vissuto l'estate più calda dall'inizio delle rilevazioni nazionali</strong>, con una temperatura media di 24 °C tra giugno e agosto, ovvero 3,6 °C al di sopra della media storica. La stagione è stata inoltre caratterizzata da precipitazioni molto inferiori alla norma e da condizioni di siccità particolarmente severe.</p><h2>Più di un record, un segnale di cambiamento</h2><p><strong>Un singolo record non è sufficiente a dimostrare il cambiamento climatico</strong>. Ciò che colpisce maggiormente è l'accumulo di segnali.</p><p>Il numero delle giornate calde è in aumento, le<strong> ondate di calore</strong> arrivano prima e durano più a lungo, mentre gli episodi estremi raggiungono valori sempre più elevati. La stessa Météo-France <strong>sottolinea che il riscaldamento climatico aumenta la frequenza e l'intensità degli eventi estremi, comprese le ondate di calore e la siccità.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/paris-quebra-recorde-de-154-anos-com-100-dias-de-calor-1789599419010.jpg" data-image="fcgyfc9flhb1" alt="Temperature elevate" title="Temperature elevate"><figcaption>Durante le giornate di caldo intenso, gli abitanti di Parigi cercano refrigerio nelle fontane della città, trasformate in piccoli rifugi contro le alte temperature.</figcaption></figure><p>Per una città densamente edificata come Parigi, questa evoluzione ha conseguenze particolarmente importanti. Il cemento, l'asfalto e gli edifici accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente durante la notte, rendendo più difficile il raffreddamento. Per questo, <strong>il problema non riguarda soltanto la temperatura massima raggiunta nel pomeriggio; anche le notti più calde possono impedire all'organismo di recuperare adeguatamente dopo una giornata torrida.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789296" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-francia-si-avvia-verso-un-caldo-degno-della-piena-estate-per-l-equinozio-d-autunno-e-anche-oltre.html" title="La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia">La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-francia-si-avvia-verso-un-caldo-degno-della-piena-estate-per-l-equinozio-d-autunno-e-anche-oltre.html" title="La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-france-se-dirige-vers-une-chaleur-digne-du-plein-ete-pour-l-equinoxe-d-automne-et-meme-au-dela-1789707359364_320.jpg" alt="La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia"></a></article></aside><p><strong>La situazione pone inoltre nuove sfide per la salute pubblica, i trasporti, i consumi energetici e la conservazione del patrimonio. </strong>Durante la grande ondata di caldo di giugno, per esempio, le autorità hanno lanciato l'allarme sull'impatto delle alte temperature sulla rete ferroviaria, mentre un reattore della centrale nucleare di Golfech è stato disconnesso dopo che l'acqua utilizzata per il raffreddamento aveva superato il limite di sicurezza stabilito.</p><h2>Parigi sta entrando in una nuova realtà climatica?</h2><p><strong>Il superamento dei 100 giorni con temperature superiori ai 25 °C non significa che Parigi si stia trasformando in una città mediterranea</strong>. Il clima resta temperato e i periodi freschi continueranno a far parte della realtà parigina.</p><div class="texto-destacado">Ciò che sta cambiando è la frequenza con cui compare il caldo e la durata del periodo dell'anno durante il quale sono possibili temperature considerate elevate.</div><p><strong>154 anni fa, quando iniziarono le rilevazioni che permettono di effettuare questo confronto</strong>, nessuno avrebbe potuto immaginare una capitale francese capace di accumulare così tante giornate calde in un solo anno. Nel 2026, questo scenario è diventato realtà.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787996" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/agosto-2026-entra-nella-storia-del-clima-caldo-globale-record-oceani-roventi-e-un-europa-sempre-piu-secca.html" title="Agosto 2026 entra nella storia del clima: caldo globale record, oceani roventi e un’Europa sempre più secca">Agosto 2026 entra nella storia del clima: caldo globale record, oceani roventi e un’Europa sempre più secca</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/agosto-2026-entra-nella-storia-del-clima-caldo-globale-record-oceani-roventi-e-un-europa-sempre-piu-secca.html" title="Agosto 2026 entra nella storia del clima: caldo globale record, oceani roventi e un’Europa sempre più secca"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-2026-entra-nella-storia-del-clima-caldo-globale-record-oceani-roventi-e-un-europa-sempre-piu-secca-1789113293382_320.png" alt="Agosto 2026 entra nella storia del clima: caldo globale record, oceani roventi e un’Europa sempre più secca"></a></article></aside><p><strong>E l'aspetto più importante di questa cifra non è soltanto il fatto che Parigi abbia raggiunto i 100 giorni oltre i 25 °C</strong>. È ciò che rappresenta: quello che un tempo era eccezionale sta diventando progressivamente più frequente e le città europee sono costrette ad adattarsi a un clima sempre più caldo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/parigi-record-storico-dopo-154-anni-per-la-prima-volta-100-giorni-con-temperature-oltre-i-25-c-in-un-anno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Record storico in Giappone: per la prima volta le persone di età pari o superiore a 100 anni supera le 100.000 unità]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/record-storico-in-giappone-per-la-prima-volta-le-persone-di-eta-pari-o-superiore-a-100-anni-supera-le-100-000-unita.html</link><pubDate>Tue, 22 Sep 2026 06:09:39 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Per la prima volta, il Giappone ha superato la soglia dei 100.000 centenari. Si contano 107.677 persone di età pari o superiore a 100 anni in un Paese in cui la popolazione invecchia mentre nascono sempre meno bambini.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/japon-rompe-un-record-historico-por-primera-vez-supera-las-100-000-personas-de-100-anos-o-mas-1789758950543.png" data-image="r2hkw2j41jvu" alt="Giappone: centenari e longevità" title="Giappone: centenari e longevità"><figcaption>Anche il Giappone figura tra i paesi con la più alta aspettativa di vita del pianeta.</figcaption></figure><p>Il Giappone ha appena raggiunto un dato che fino a qualche decennio fa sembrava straordinario: <strong>107.677 persone hanno attualmente 100 anni o più</strong>. Il dato, diffuso dal Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare, segna la prima volta in cui i centenari superano la soglia dei 100.000 nel Paese. </p><p>Il censimento fa riferimento al 1° settembre e rappresenta un incremento di <strong>7.914 persone rispetto all'anno scorso</strong>. Costituisce inoltre un nuovo massimo storico, che prolunga una tendenza in corso ormai da 56 anni consecutivi. </p><h2><strong>Da 153 centenari a oltre 100.000</strong></h2><p>L'evoluzione risulta particolarmente sorprendente se osservata in prospettiva. Il Giappone ha iniziato a raccogliere queste statistiche nel 1963, quando c'erano solamente <strong>153 persone con 100 anni o più</strong> in tutto il territorio.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il numero ha superato le 1.000 unità nel 1981, ha raggiunto le 10.000 nel 1998 ed è salito sopra le 50.000 nel 2012. Ora, appena 14 anni dopo, più di 100.000 persone fanno parte di questa fascia d'età.</strong></div><p>La crescita è legata a una <strong>combinazione di fattori</strong> consolidatisi nel corso dei decenni. Lo stesso Ministero della Salute giapponese cita tra questi il <strong>miglioramento delle condizioni di vita, dell'alimentazione e della nutrizione</strong>, oltre ai progressi della medicina e dell'assistenza sanitaria.</p><p>Il Giappone si colloca inoltre tra i <strong>Paesi con la più alta aspettativa di vita al mondo</strong>. Secondo i dati citati da <em>The Japan Times</em>, si raggiungono gli 81,35 anni per gli uomini e gli 87,33 per le donne.</p><h2><strong>Quasi nove centenari su dieci sono donne</strong></h2><p>Un altro aspetto che emerge dalle statistiche è l'<strong>enorme divario tra uomini e donne</strong>.</p><p>Dei 107.677 abitanti che hanno già compiuto un secolo di vita, <strong>94.298 sono donne e 13.379 sono uomini</strong>. Le donne rappresentano dunque l'87,6% del totale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/japon-rompe-un-record-historico-por-primera-vez-supera-las-100-000-personas-de-100-anos-o-mas-1789759084223.jpg" data-image="m5cac97kdq60" alt="Giappone 100 anni centenari anziani longevità" title="Giappone 100 anni centenari anziani longevità"><figcaption>Le donne rappresentano l'87,6% del totale dei centenari giapponesi. Credito: Kyodo/picture alliance.</figcaption></figure><p>La persona più longeva del Giappone è attualmente <strong>Fuyo Kishimoto, una donna di Kyoto che ha 114 anni</strong>. Tra gli uomini, il record spetta a Hikaru Kato, residente a Kumamoto, con 112 anni.</p><p>Il Ministero ha inoltre reso noto che 54.294 persone <strong>compiono o compiranno 100 anni</strong> nel periodo considerato per il riconoscimento ufficiale di quest'anno. Di queste, 45.769 sono donne.</p><h2><strong>Un paradosso demografico sempre più evidente</strong></h2><p>Il record di longevità arriva mentre <strong>il Giappone attraversa una profonda trasformazione demografica.</strong> La popolazione invecchia, mentre diminuisce il numero delle nascite e si riduce progressivamente la popolazione in età lavorativa.</p><p>Per questo, vivere più a lungo rappresenta un traguardo sanitario e sociale, ma pone anche <strong>nuove sfide</strong>. La crescita della popolazione in età molto avanzata aumenta la domanda di assistenza medica, cure e prestazioni sociali, mentre ci sono sempre meno lavoratori a sostenere questi sistemi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="671241" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/piu-della-meta-della-popolazione-del-pianeta-non-ha-accesso-all-acqua-potabile-avverte-un-team-di-scienziati.html" title="Più della metà della popolazione del pianeta non ha accesso all’acqua potabile, avverte un team di scienziati">Più della metà della popolazione del pianeta non ha accesso all’acqua potabile, avverte un team di scienziati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/piu-della-meta-della-popolazione-del-pianeta-non-ha-accesso-all-acqua-potabile-avverte-un-team-di-scienziati.html" title="Più della metà della popolazione del pianeta non ha accesso all’acqua potabile, avverte un team di scienziati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mas-de-la-mitad-de-la-poblacion-del-planeta-no-tiene-acceso-a-agua-potable-segura-el-aviso-de-un-equipo-de-cientificos-1724497706337_320.jpeg" alt="Più della metà della popolazione del pianeta non ha accesso all’acqua potabile, avverte un team di scienziati"></a></article></aside><p>Lo stesso ministro della Salute giapponese, Kenichiro Ueno, ha sottolineato l'importanza che le persone non si limitino a raggiungere età avanzate, ma possano mantenersi attive e in salute più a lungo. Il governo considera l'estensione della cosiddetta <strong>aspettativa di vita in buona salute</strong> uno dei suoi obiettivi di fronte all'invecchiamento della società.</p><h2><strong>Un fenomeno che va ben oltre il Giappone</strong></h2><p>Il caso giapponese offre un'immagine anticipata di un <strong>processo che comincia a diffondersi anche in altre società</strong>: sempre più persone raggiungono età molto avanzate, mentre le nuove generazioni sono proporzionalmente più esigue.</p><p>Il dato di 107.677 centenari non rappresenta semplicemente un nuovo record. Riassume oltre <strong>sei decenni di cambiamenti</strong> nella medicina, nell'alimentazione, nelle condizioni di vita e nella struttura della popolazione giapponese.</p><p>La sfida per il Paese asiatico sarà ora quella di accompagnare questa straordinaria longevità con condizioni che permettano di vivere questi anni in più con <strong>buona salute, autonomia e un'adeguata rete di assistenza</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/record-storico-in-giappone-per-la-prima-volta-le-persone-di-eta-pari-o-superiore-a-100-anni-supera-le-100-000-unita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il kimchi contro le nanoplastiche: dalla tradizione coreana il piatto che potrebbe eliminarle dall'organismo ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-kimchi-contro-le-nanoplastiche-dalla-tradizione-coreana-il-piatto-che-potrebbe-eliminarle-dall-organismo.html</link><pubDate>Tue, 22 Sep 2026 04:01:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La cucina coreana potrebbe diventare la nuova frontiera del detox. Dalla tradizione gastronomica orientale arriva una possibile soluzione per espellere dall'organismo le nanoplastiche ingerite con acqua e alimenti</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-kimchi-contro-le-nanoplastiche-dalla-tradizione-coreana-il-piatto-che-potrebbe-eliminarle-dall-organismo-1789929930771.jpg" data-image="9etw40b804p3" alt="Kimchi coreano" title="Kimchi coreano"><figcaption>Il kimchi coreano, in una delle sue infinite versioni - Makafood, pexels.com</figcaption></figure><p>Musica, serie tv, fumetti, skincare: da alcuni anni la <strong>cultura coreana</strong> spopola in occidente e naturalmente anche i <strong>sapori </strong>del paese conquistano sempre più persone.</p><p>Nella cucina coreana la <strong>fermentazione </strong>ha un ruolo importante e tra i piatti che sono basati su di essa il kimchi è decisamente il più famoso. </p><p>Di questa pietanza antinfiammatoria e antiossidante, ricca di <strong>probiotici</strong>, <strong>vitamine</strong> e <strong>sali minerali,</strong> adesso si conosce anche una nuova, importante proprietà.</p><div class="texto-destacado">Gli esperimenti condotti negli ultimi anni hanno dimostrato che il kimchi potrebbe aiutare l’organismo a liberarsi in modo naturale dalle nanoplastiche.</div><h2>Le nanoplastiche nel corpo umano</h2><p>Le infinitesimali particelle che si formano durante la <strong>degradazione </strong>di materiali plastici si depositano nell'ambiente, nell’acqua e negli alimenti, e date le loro dimensioni inferiori al <strong>millesimo di millimetro</strong>, se ingerite riescono a superare anche le barriere dell'organismo.</p><p>In questo modo si accumulano in diversi organi, dai reni al cervello. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-filtri-biomimetici-imitare-la-natura-contro-l-inquinamento-da-microplastiche.html" title="I filtri biomimetici: imitare la natura contro l’inquinamento da microplastiche">I filtri biomimetici: imitare la natura contro l’inquinamento da microplastiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-filtri-biomimetici-imitare-la-natura-contro-l-inquinamento-da-microplastiche.html" title="I filtri biomimetici: imitare la natura contro l’inquinamento da microplastiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-filtri-biomimetici-imitare-la-natura-contro-l-inquinamento-da-microplastiche-1774526908999_320.jpg" alt="I filtri biomimetici: imitare la natura contro l’inquinamento da microplastiche"></a></article></aside><p>Al momento i metodi per eliminare le nanoplastiche dall’apparato digerente sono ancora in una fase di <strong>ricerca iniziale</strong>, ma proprio nel kimchi coreano è stato isolato un <strong>batterio lattico</strong> che può fare la differenza.</p><h2>Come il kimchi elimina le nanoplastiche</h2><p>Alla famosa pietanza coreana è dedicato persino un istituto finanziato dal governo di Seul, il <strong>World Institute of Kimchi</strong> (WiKim), che si occupa di fare <strong>ricerca </strong>su tutto ciò che riguarda questo piatto, dalla sicurezza alimentare, ai nuovi metodi di conservazione, alle indagini scientifiche sui <strong>microrganismi </strong>che esso contiene. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-kimchi-contro-le-nanoplastiche-dalla-tradizione-coreana-il-piatto-che-potrebbe-eliminarle-dall-organismo-1789930016450.jpg" data-image="74c6a1rc9dki" alt="nanoplastiche" title="nanoplastiche"><figcaption>Frammenti di plastica di ogni dimensione si trovano ormai ovunque nell'ambiente, anche sulle spiagge</figcaption></figure><p>L’istituto quindi ha studiato un batterio lattico dal nome complicato, il <em>Leuconostoc mesenteroides CBA3656</em>, e la sua capacità di <strong>legarsi alle nanoplastiche</strong> presenti nel tratto gastrointestinale in modo da poter essere poi espulse con le feci.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="722289" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/microplastiche-nei-corpi-delle-donne-incinte-uno-studio-rivoluzionario-in-brasile-rivela-una-contaminazione-allarmante.html" title="Microplastiche nei corpi delle donne incinte: uno studio rivoluzionario in Brasile rivela una contaminazione allarmante">Microplastiche nei corpi delle donne incinte: uno studio rivoluzionario in Brasile rivela una contaminazione allarmante</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/microplastiche-nei-corpi-delle-donne-incinte-uno-studio-rivoluzionario-in-brasile-rivela-una-contaminazione-allarmante.html" title="Microplastiche nei corpi delle donne incinte: uno studio rivoluzionario in Brasile rivela una contaminazione allarmante"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/microplasticos-no-corpo-de-gestantes-estudo-inedito-no-brasil-revela-contaminacao-alarmante-1753748188596_320.jpg" alt="Microplastiche nei corpi delle donne incinte: uno studio rivoluzionario in Brasile rivela una contaminazione allarmante"></a></article></aside><p>Dalla ricerca è emerso che in laboratorio il batterio riesce ad assorbire<strong> l’87%</strong> delle nanoplastiche, mentre in condizioni che <strong>simulano </strong>l’apparato umano, la percentuale che <strong>scende al 57%,</strong> rimane comunque molto significativa.</p><h2>Batteri e fibre per la salute umana</h2><p>A rendere la scoperta del WiKim anche più interessante c’è il fatto che anche se lo studio è partito dal kimchi, il fenomeno riguarda i batteri lattici e i probiotici in generale, che si possono trovare anche in <strong>altri cibi</strong>.</p><p>Oltre agli alimenti fermentati ce ne sono anche altri che possono aiutare nella lotta alle nanoplastiche. Per restare in Corea, nella <strong>salsa di soia</strong> tradizionale si trova il <em>Lactiplantibacillus pentosus</em> GH14, dalla elevata proprietà di<strong> </strong>intrappolare nanoparticelle di <strong>polistirene e PET</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785712" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-inquinamento-passato-non-scompare-composti-chimici-vietati-negli-anni-70-ancora-diffusi-in-europa.html" title="L’inquinamento passato non scompare: composti chimici vietati negli anni ’70 sono ancora attivi e diffusi in Europa">L’inquinamento passato non scompare: composti chimici vietati negli anni ’70 sono ancora attivi e diffusi in Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-inquinamento-passato-non-scompare-composti-chimici-vietati-negli-anni-70-ancora-diffusi-in-europa.html" title="L’inquinamento passato non scompare: composti chimici vietati negli anni ’70 sono ancora attivi e diffusi in Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-inquinamento-passato-non-scompare-composti-chimici-vietati-negli-anni-70-ancora-diffusi-in-europa-1787781539543_320.jpg" alt="L’inquinamento passato non scompare: composti chimici vietati negli anni ’70 sono ancora attivi e diffusi in Europa"></a></article></aside><p>Uno studio del 2026, inoltre, ha testato la fibra insolubile della<strong> crusca di frumento.</strong> Anche in questo caso il risultato della ricerca è molto incoraggiante perché la crusca di frumento, anche se con un meccanismo diverso da quello del kimchi, offre risultati simili.</p><h2>L'alimento che purifica l'acqua</h2><p>Una altro alimento che si sta mostrando potenzialmente molto utile, è <strong>l’okra</strong>, una verdura diffusa nella tradizione culinaria di diversi paesi, dall’India, all’Africa, al centro e nord America. </p><p>Si trova anche in italia, dove è nota come <strong>gombo. </strong>Al suo interno contiene una sostanza <strong>gelatinosa </strong>che ha mostrato la proprietà di aggregare le particelle di polietilene e PVC presenti <strong>nell’acqua, </strong>in modo da consentirne il filtraggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="746407" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/scienziati-spagnoli-e-svedesi-stanno-sviluppando-un-sistema-per-rimuovere-i-metalli-pesanti-dall-acqua-utilizzando-micro.html" title="Scienziati spagnoli e svedesi sviluppano un sistema per rimuovere i metalli pesanti dall'acqua utilizzando microalghe">Scienziati spagnoli e svedesi sviluppano un sistema per rimuovere i metalli pesanti dall'acqua utilizzando microalghe</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/scienziati-spagnoli-e-svedesi-stanno-sviluppando-un-sistema-per-rimuovere-i-metalli-pesanti-dall-acqua-utilizzando-micro.html" title="Scienziati spagnoli e svedesi sviluppano un sistema per rimuovere i metalli pesanti dall'acqua utilizzando microalghe"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/espana-y-suecia-apuestan-por-microalgas-para-depurar-aguas-contaminadas-de-forma-sostenible-1766996520743_320.jpg" alt="Scienziati spagnoli e svedesi sviluppano un sistema per rimuovere i metalli pesanti dall'acqua utilizzando microalghe"></a></article></aside><p>In questo caso, quindi, non si tratterebbe di mangiare gombo per eliminare le nanoplastiche dall’organismo, ma di impiegare una soluzione naturale per <strong>purificare l’acqua da bere.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="sciencedaily.com" data-year="2026" data-title="This%20popular%20fermented%20food%20may%20help%20flush%20nanoplastics%20from%20the%20body" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sciencedaily.com%2Freleases%2F2026%2F09%2F260917101058.htm">sciencedaily.com. (2026). <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2026/09/260917101058.htm" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">This popular fermented food may help flush nanoplastics from the body</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-kimchi-contro-le-nanoplastiche-dalla-tradizione-coreana-il-piatto-che-potrebbe-eliminarle-dall-organismo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Mistero dei Little Red Dots: svelata la natura dei misteriosi oggetti rossi osservati dal James Webb Space Telescope]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-mistero-dei-little-red-dots-svelata-la-natura-dei-misteriosi-oggetti-rossi-al-confine-dell-universo-osservabile.html</link><pubDate>Mon, 21 Sep 2026 17:03:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Che cosa sono i misteriosi Little Red Dots osservati dal telescopio Webb? Non galassie, ma buchi neri primordiali in crescita estrema. Una simulazione pubblicata su Nature ne svela l'origine, risolvendo uno dei più grandi enigmi cosmologici della nostra epoca.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mistero-dei-little-red-dots-svelata-la-natura-dei-misteriosi-oggetti-rossi-al-confine-dell-universo-osservabile-1789757139937.jpg" data-image="xld692kg5mic"><figcaption>Quando il James Webb Space Telescope ha scoperto i Little Red Dots, letteralmente "piccoli punti rossi", l'intera comunità scientifica è rimasta spiazzata, aprendo un acceso dibattito sulle loro origini, visto che sarebbero stati originati ad appena poche centinaia di milioni di anni dal Big Bang, in termini astronomici ad un soffio dalla nascita dell'universo. Image Credits: NASA, ESA, CSA, Vasily Kokorev (UT Austin); Image Processing: Alyssa Pagan (STScI)</figcaption></figure><p>Il <strong>James Webb Space Telescope, </strong>fin dall'inizio, ha restituito immagini incredibili, che hanno sfidato le certezze degli astronomi, rivoluzionando in gran parte l'Astronomia. </p><p>Tra le scoperte più affascinanti, ma anche più dibattute, spiccano i cosiddetti<strong> Little Red Dots (LRD)</strong>, letteralmente dei<strong> piccoli punti rossi</strong>. Queste sorgenti luminose, apparentemente compatte e di un rosso intenso, sono situate nell'universo primordiale, quindi ai confini dell'universo osservabile,<strong> la cui luce impiega circa 12 miliardi di anni per giungere fino a noi. </strong></p><p>Inizialmente la loro presenza ha spiazzato l'intera comunità scientifica, aprendo un <strong>acceso dibattito sulle loro origini</strong>, visto che sarebbero stati originati ad appena poche centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang, in termini astronomici a poco più di un soffio dalla nascita dell'universo.</p><h2>Perché le vecchie ipotesi non funzionavano?</h2><p>Dalle prime osservazioni dei Little Red Dots, gli astronomi si sono subito scontrati con una sorta di paradosso. Infatti,<strong> le prime ipotesi </strong>suggerivano che si potesse trattare di <strong>galassie lontanissime e fortemente oscurate dall'abbondante polvere</strong> presente agli albori dell'universo, oppure che fossero i <strong>primissimi nuclei galattici attivi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mistero-dei-little-red-dots-svelata-la-natura-dei-misteriosi-oggetti-rossi-al-confine-dell-universo-osservabile-1789754680711.jpg" data-image="3gvb0a37fldn"><figcaption>Con la scoperta dei Little Red Dots le prime ipotesi suggerivano che si potesse trattare di galassie lontanissime e fortemente oscurate dall'abbondante polvere presente agli albori dell'universo, oppure che fossero i primissimi nuclei galattici attivi. Image Credits imagine: JWST, NASA; ESA; CSA; STSCI; Dale Kocevski/Colby College </figcaption></figure><p>Se si fosse trattato di semplici galassie primordiali, per poter apparire così rosse e luminose, avrebbero dovuto contenere <strong>un numero di stelle enorme e impossibile da formare in un lasso di tempo tanto breve</strong> e così vicino alla nascita dell'universo. </p><p>Ma se si fosse trattato di <strong>buchi neri convenzionali</strong>, i modelli fisici classici non avrebbero potuto giustificare la loro presenza. Infatti, <strong>l'accrescimento di un buco nero ha un limite fisico</strong>, detto il limite di Eddington, che non permette una spiegazione plausibile. Infatti, in meno di 600 milioni di anni, non avrebbero potuto raggiungere <strong>una massa pari a milioni di volte quella del Sole</strong>. </p><h2> La svolta con le simulazioni al supercomputer </h2><p>Uno studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista <strong>Nature</strong>, guidato dal ricercatore Sunmyun Chon, che ha utilizzato <strong>il supercomputer giapponese</strong> ALTERUI III per eseguire delle <strong>simulazioni </strong>cosmologiche sulle primissime nubi di gas dell'universo, sarebbe finalmente arrivato alla <strong>soluzione di questo enigma. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787817" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/i-transnettuniani-piccoli-mondi-oltre-nettuno-la-sorpresa-di-hubble-e-webb.html" title="I transnettuniani, piccoli mondi oltre Nettuno: la sorpresa di Hubble e James Webb">I transnettuniani, piccoli mondi oltre Nettuno: la sorpresa di Hubble e James Webb</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/i-transnettuniani-piccoli-mondi-oltre-nettuno-la-sorpresa-di-hubble-e-webb.html" title="I transnettuniani, piccoli mondi oltre Nettuno: la sorpresa di Hubble e James Webb"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-transnettuniani-piccoli-mondi-oltre-nettuno-la-sorpresa-di-hubble-e-webb-1788947667604_320.jpg" alt="I transnettuniani, piccoli mondi oltre Nettuno: la sorpresa di Hubble e James Webb"></a></article></aside><p>L'obiettivo era quello di calcolare in modo esatto come la materia si comportasse nelle condizioni estreme del cosmo appena nato.<strong> Le simulazioni cosmologiche, le più dettagliate mai realizzate</strong>, hanno rivelato che la <strong>forte radiazione ultravioletta</strong> emessa dalle galassie vicine, colpendo le dense nubi di gas,<strong> ha inibito la normale frammentazione</strong> che normalmente porta alla nascita di tante, piccole stelle. </p><h2> Un ingorgo cosmico e la crescita estrema </h2><p><strong>Le stelle nascenti</strong>, non avendo la possibilità di frammentarsi in astri di dimensioni "normali", si sono formate da enormi quantità di gas collassate,<strong> formando delle stelle super-massicce. </strong></p><p>Successivamente, queste enormi stelle, dopo una breve ma intensa vita, sono rapidamente<strong> implose in buchi neri super-massicci</strong>. Come accennato, è stato proprio l'ambiente circostante ad aver reso possibile questo <strong>processo del tutto particolare. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mistero-dei-little-red-dots-svelata-la-natura-dei-misteriosi-oggetti-rossi-al-confine-dell-universo-osservabile-1789754664475.jpg" data-image="z9dut6sshwy4"><figcaption>Nell'universo primordiale simulato da Chon, la densità del gas ha letteralmente funzionato da "tappo", permettendo ai buchi neri di divorare materia a una velocità decine di volte superiore a quella ritenuta finora possibile.</figcaption></figure><p>Infatti, normalmente, come accade anche nell'universo attuale, durante il loro accrescimento,<strong> i buchi neri danno indirettamente vita ad una radiazione </strong>che viene emessa dagli strati esterni, quelli di accrescimento. Questa radiazione è in grado di<strong> spazzare via la materia circostante</strong>, frenando di conseguenza la stessa crescita del buco nero. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775794" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-spaziale-james-webb-della-nasa-ha-individuato-milioni-di-stelle-all-interno-della-galassia-del-sigaro.html" title="Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha individuato milioni di stelle all'interno della Galassia del Sigaro">Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha individuato milioni di stelle all'interno della Galassia del Sigaro</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-spaziale-james-webb-della-nasa-ha-individuato-milioni-di-stelle-all-interno-della-galassia-del-sigaro.html" title="Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha individuato milioni di stelle all'interno della Galassia del Sigaro"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/telescopio-james-webb-millones-de-estrellas-galaxia-del-cigarro-1782274744317_320.png" alt="Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha individuato milioni di stelle all'interno della Galassia del Sigaro"></a></article></aside><p>Ma nell'universo primordiale simulato da Chon, la densità del gas ha letteralmente funzionato da "tappo", permettendo al buco nero di divorare materia a <strong>una velocità decine di volte superiore </strong>a quella ritenuta finora possibile. </p><h2>Un'ipotesi solida e le conseguenze per l'astrofisica<br></h2><p>Perciò, questa nuova spiegazione, ci dice che i Little Red Dots sarebbero dei <strong>buchi neri appena nati</strong>, ripresi <strong>durante la loro violenta fase di accrescimento estremo. </strong></p><p>Questa <strong>spiegazione</strong>, ad oggi, appare <strong>estremamente solida</strong> perché il suo punto di forza è quello di non richiedere il ricorso a una "nuova fisica" o a particolari coincidenze. Il processo di accrescimento accelerato risulta del tutto naturale nelle condizioni fisiche di quell'epoca, peraltro già note per l'universo primordiale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mistero-dei-little-red-dots-svelata-la-natura-dei-misteriosi-oggetti-rossi-al-confine-dell-universo-osservabile-1789757693263.jpg" data-image="b4fi9g5mtufe"><figcaption>Il telescopio James Webb ha scoperto i Little Red Dots. Lo studio su Nature ha poi confermato che si tratta di buchi neri giganti in crescita nell'universo primordiale.</figcaption></figure><p>Inoltre, nel modello simulato al supercomputer, luminosità, colore rosso e dimensioni ultra-compatte degli oggetti, <strong>combaciano perfettamente </strong>con i dati osservati e raccolti dal James Webb Telescope. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="751543" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-osservazioni-di-james-webb-rivelano-un-universo-primordiale-sempre-piu-diverso-da-come-lo-immaginavamo.html" title="Le osservazioni di James Webb rivelano un Universo primordiale sempre più diverso da come lo immaginavamo">Le osservazioni di James Webb rivelano un Universo primordiale sempre più diverso da come lo immaginavamo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-osservazioni-di-james-webb-rivelano-un-universo-primordiale-sempre-piu-diverso-da-come-lo-immaginavamo.html" title="Le osservazioni di James Webb rivelano un Universo primordiale sempre più diverso da come lo immaginavamo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-osservazioni-di-james-webb-rivelano-un-universo-primordiale-sempre-piu-diverso-da-come-lo-immaginavamo-1769690710745_320.png" alt="Le osservazioni di James Webb rivelano un Universo primordiale sempre più diverso da come lo immaginavamo"></a></article></aside><p>Questa ricerca, quindi, non si limita a dare finalmente un nome a questi piccoli punti rossi, ma fornisce <strong>una spiegazione convincente</strong> di come abbiano fatto dei giganteschi buchi neri primordiali a formarsi in un cosmo ancora così giovane. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Sunmyon%20Chon" data-year="2026" data-title="Nature%3A%20%22Overmassive%20black%20holes%20and%20Little%20Red%20Dots%20form%20naturally%20in%20simulations%20of%20the%20early%20Universe%22" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41586-026-10985-8%3Futm_id%3D97758_v0_s00_e0_tv2_a1dennhbco2ffx%26fbclid%3DIwY2xjawUZ-NhwZG9mBWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMWJGMjh3WWJkbTF0NTRJSWRzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeu80BQWsckG4RTftt_vovtF7NNeOMmiGG_xWHznt7BlyMbnSSgtWCVse15WU_aem_tAuX26hpZx49ZHKfDvGo_Q">Sunmyon Chon. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41586-026-10985-8?utm_id=97758_v0_s00_e0_tv2_a1dennhbco2ffx&fbclid=IwY2xjawUZ-NhwZG9mBWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMWJGMjh3WWJkbTF0NTRJSWRzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeu80BQWsckG4RTftt_vovtF7NNeOMmiGG_xWHznt7BlyMbnSSgtWCVse15WU_aem_tAuX26hpZx49ZHKfDvGo_Q" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Nature: "Overmassive black holes and Little Red Dots form naturally in simulations of the early Universe"</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-mistero-dei-little-red-dots-svelata-la-natura-dei-misteriosi-oggetti-rossi-al-confine-dell-universo-osservabile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Daniele Ingemi: tra giovedì e sabato rischio nubifragi e fenomeni meteo estremi al Sud, ecco le regioni a rischio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-tra-giovedi-e-sabato-rischio-nubifragi-e-fenomeni-meteo-estremi-al-sud-ecco-le-regioni-a-rischio.html</link><pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:56:23 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Le regioni del Sud rischiano una severa fase di maltempo, con piogge e temporali, anche di forte intensità. Rimane ancora l'incognita di dove si isolerà la goccia fredda. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbb0ahe"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbb0ahe.jpg" id="xbb0ahe"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La temporanea tregua di queste ore non deve trarre in inganno. Purtroppo dopo metà settimana il tempo cambierà, per un nuovo riassetto della circolazione atmosferica, sull’area euro-atlantica. </p><p>Ciò favorirà lo sviluppo di un solido promontorio anticiclonico dinamico sull’Europa centro-settentrionale, <strong>favorendo un blocco della circolazione, fra l’Europa centrale e il Mediterraneo. </strong></p><p>Tale scenario rischia di aprire una lacuna barica sull’area mediterranea, favorendo l’isolamento e il successivo stazionamento di <strong>gocce fredde,</strong> lungo il margine più meridionale dell’anticiclone europeo. </p><h2><strong>Perché si tratta di una configurazione potenzialmente pericolosa?</strong></h2><p>Questo tipo di configurazioni possono favorire l’incastro di eventuali gocce fredde o depressioni, per più giorni, sopra i mari dell’Italia meridionale. E questi vortici, stazionando sopra le ancora calde superficiali del Tirreno, dello Ionio, ma anche dell’Adriatico, potranno creare condizioni di forte instabilità atmosferica, con rischio di produrre piogge molto abbondanti e giganteschi <strong>sistemi temporalesche a mesoscala. </strong></p><p>Già in passato, situazioni sinottiche simili, hanno prodotto gravi eventi alluvionali nel periodo autunnale, sulle nostre regioni costiere, ed in altre aree del Mediterraneo. <strong>Vedi l’alluvione lampo che ha colpito l’area di Valencia il 29 ottobre 2024.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-tra-giovedi-e-sabato-rischio-nubifragi-e-fenomeni-meteo-estremi-al-sud-ecco-le-regioni-a-rischio-1789987712661.jpg" data-image="yg9i594e9mxh" alt="Saccatura, maltempo." title="Saccatura, maltempo."><figcaption>L'affondo della saccatura fino all'estremo sud e alla Sicilia, nel corso del prossimo fine settimana.</figcaption></figure><p>Per questo motivo, queste situazioni vanno monitorate con grande attenzione in questo periodo dell’anno, <strong>visto l’enorme serbatoio di energia accumulato sul Mediterraneo, </strong>dopo una delle estati più calde di sempre. </p><h2><strong>Dove si isolerà la goccia fredda?</strong></h2><p>Lungo il margine più orientale dell’anticiclone europeo scivolerà una saccatura, con a seguito aria più fredda in quota, che potrebbe isolare una goccia fredda, attorno l’Italia meridionale<strong>, fra la serata di giovedì 24 e venerdì 25 settembre.</strong> Ancora è troppo presto per capire il punto esatto dove la depressione in quota si isolerà. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ma se questo <strong>sistema</strong> si andrà ad isolare attorno i mari dell’Italia meridionale, con la presenza a nord delle Alpi di questo solido anticiclone<strong>, rischia di rimanere incastrata per giorni, prima di colmarsi definitivamente, scaricando piogge particolarmente abbondanti e causando prolungate ondate di maltempo</strong>.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le regioni del Centro-Sud e la Sicilia sarebbero le più esposte, mentre quelle del Nord dovrebbero rimanere maggiormente protette dalla coperta dell’anticiclone europeo che vi assicurerà maggiore stabilità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789590" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo.html" title="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'">Il meteorologo Luca Lombroso: "ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo.html" title="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo-1789914364894_320.jpeg" alt="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'"></a></article></aside><p>Purtroppo questo scenario, entro il prossimo fine settimana, potrebbe arrecare una nuova fase di maltempo che potrebbe arrecare precipitazioni di forte intensità ed altri eventi meteorologici <strong>particolarmente intensi sulle zone ioniche di Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia.</strong></p><h2><strong>Rischio forte maltempo sui settori ionici</strong></h2><p>Alcuni modelli, fra cui il tedesco <strong>ICON</strong>, e l’europeo, <strong>ECMWF,</strong> prefigurano da giorni l’ipotesi della <strong>goccia fredda</strong> pronta a scivolare sui mari a sud della Sicilia, nel fine settimana. In questo caso si rischierebbe una ventilazione orientale, molto umida, che raccoglierebbe <strong>grandi quantitativi di vapore acqueo</strong> dallo Ionio, ancora caldissimo in superficie. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-tra-giovedi-e-sabato-rischio-nubifragi-e-fenomeni-meteo-estremi-al-sud-ecco-le-regioni-a-rischio-1789987785859.jpg" data-image="mo14f10xlv5x" alt="Piogge, ECMWF." title="Piogge, ECMWF."><figcaption>Le precipitazioni previste dal modello europeo ECMWF per i prossimi giorni sull'Italia meridionale.</figcaption></figure><p>Quest’aria umida, interagendo con l’orografia delle montagne calabresi e siciliane, produrrebbe precipitazioni molto abbondanti, <strong>con picchi pluviometrici elevati sui rilievi che potrebbero causare criticità ad un territorio già fortemente vulnerato.</strong></p><p>In queste aree, con questo tipo di correnti orientali, si possono registrare accumuli pluviometrici anche di tre cifre, in poche ore, con conseguenti disagi e danni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789608" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quell-anticiclone-nord-europeo-puo-scatenare-una-forte-ondata-di-maltempo-al-sud-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html" title="Meteo, attenzione alla goccia fredda verso il Sud: potrebbe scatenare una forte ondata di maltempo da mercoledì">Meteo, attenzione alla goccia fredda verso il Sud: potrebbe scatenare una forte ondata di maltempo da mercoledì</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quell-anticiclone-nord-europeo-puo-scatenare-una-forte-ondata-di-maltempo-al-sud-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html" title="Meteo, attenzione alla goccia fredda verso il Sud: potrebbe scatenare una forte ondata di maltempo da mercoledì"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quell-anticiclone-nord-europeo-puo-scatenare-una-forte-ondata-di-maltempo-al-sud-ecco-le-aree-piu-a-rischio-1789977745902_320.png" alt="Meteo, attenzione alla goccia fredda verso il Sud: potrebbe scatenare una forte ondata di maltempo da mercoledì"></a></article></aside><br> Mentre se la <strong>goccia fredda</strong> transiterà più ad est, come vede l’ultimo run del modello statunitense, <strong>GFS,</strong> i fenomeni saranno molto più ridimensionati e veloci, interessando le regioni del medio-basso Adriatico, le coste del basso Tirreno e la Sicilia settentrionale.]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-tra-giovedi-e-sabato-rischio-nubifragi-e-fenomeni-meteo-estremi-al-sud-ecco-le-regioni-a-rischio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I piccoli uccelli rossi stanno per colonizzare i giardini italiani: quando li vedi, Natale è alle porte]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-piccoli-uccelli-rossi-stanno-per-colonizzare-i-giardini-italiani-quando-li-vedi-natale-e-alle-porte.html</link><pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:12:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L’arrivo di questi uccelli coincide quasi sempre con l’inizio vero e proprio dell’autunno e con il calare delle temperature. Essi indicano che la stagione fredda ha preso possesso del paesaggio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-piccoli-uccelli-rossi-stanno-per-colonizzare-i-giardini-italiani-quando-li-vedi-natale-e-alle-porte-1788186701681.jpg" data-image="jl8uf5gq0smq" alt="Pettirosso." title="Pettirosso."><figcaption>Il loro arrivo coincide quasi sempre con l’inizio vero e proprio dell’autunno e con il calare delle temperature.</figcaption></figure><p><strong>Con l’avvicinarsi dell’autunno un segnale discreto, ma inconfondibile, si diffonde nei giardini</strong>, nei parchi urbani, lungo le siepi di campagna e sulle città italiane. Sono i pettirossi e i codirossi che fanno ritorno o compaiono nelle zone più miti della penisola. </p><p>Il loro arrivo coincide quasi sempre con l’inizio vero e proprio dell’autunno e con il calare delle temperature. Essi sono uno dei segni più fidati che la stagione fredda ha preso possesso del paesaggio.</p><h2><strong>Il ritorno in Italia dai siti di nidificazione estivi</strong></h2><p>Queste due specie, appartenenti entrambe alla famiglia dei <strong>muscicapidi,</strong> trascorrono i mesi autunnali e invernali proprio nelle aree più temperate d’Italia. Qui trovano cibo più abbondante (insetti ancora attivi, bacche, piccoli frutti) e condizioni climatiche meno estreme rispetto alle regioni settentrionali ed orientali del continente. </p><p>Molti individui provengono dal Nord e dall’Est europeo, da aree geografiche come la Scandinavia, Finlandia, Paesi baltici, Europa centro-orientale. Alcuni pettirossi, come documentato da recuperi di anelli,<strong> coprono distanze superiori ai 2.000 chilometri, lasciando le foreste boreali e le zone di nidificazione estiva per raggiungere la penisola italiana e, in certi casi, proseguire ancora più a sud.</strong></p><h2><strong>La migrazione verticale locale</strong></h2><p>Non tutti i pettirossi e i codirossi che popolano le nostre pianure e le nostre coste in autunno sono però migratori a lunga distanza. Una parte significativa delle popolazioni italiane e alpine compie invece quella che gli ornitologi chiamano <strong>migrazione verticale o altitudinale.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-piccoli-uccelli-rossi-stanno-per-colonizzare-i-giardini-italiani-quando-li-vedi-natale-e-alle-porte-1788186746038.jpg" data-image="rmt08cucb89d" alt="Pettirosso." title="Pettirosso."><figcaption>Esemplare adulto di pettirosso durante il suo tradizionale canto che accompagna le lunghe giornate autunnali.</figcaption></figure><p>Durante l’estate questi uccelli si spingono verso i boschi di montagna, le alte colline e le quote più elevate, dalle Alpi all’Appennino, passando per i monti di Sardegna e Sicilia, <strong>dove nidificano e trovano condizioni ideali.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783438" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno.html" title="Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno">Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno.html" title="Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno-1786574814481_320.jpg" alt="Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno"></a></article></aside><p>Con i primi rigori autunnali, quando la neve inizia a minacciare le zone alte e le risorse alimentari diminuiscono, scendono verso le pianure, le campagne e le fasce costiere. Si tratta di un movimento di quota, non di latitudine, che permette loro di restare entro i confini italiani <strong>sfruttando il gradiente termico e alimentare offerto dal territorio.</strong></p><h2><strong>Perché questi uccelli si associano al Natale?</strong></h2><p>Il <strong>pettirosso (Erithacus rubecula),</strong> con il suo petto arancione acceso e il canto cristallino che risuona anche nelle giornate grigie, è forse il più riconoscibile. Il codirosso, in particolare il <strong>codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros),</strong> più comune nelle aree urbane e di bassa quota in autunno, e in misura minore il <strong>codirosso comune,</strong> completa il quadro con la caratteristica coda rossastra sempre in movimento. Entrambi diventano più visibili e confidenziali proprio quando il freddo avanza. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Con il calo delle temperature si avvicinano alle mangiatoie, ai giardini curati e agli orti, rendendosi compagni discreti delle nostre giornate invernali.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>È proprio questo legame con i primi freddi a spiegare perché il loro arrivo viene da sempre associato all’avvicinarsi del Natale. <strong>Quando i pettirossi e i codirossi fanno la loro comparsa massiccia nei luoghi frequentati dall’uomo, significa che l’autunno è ormai pienamente insediato e che l’inverno,</strong> con le sue lunghe notti e le festività, non è più lontano. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-piccoli-uccelli-rossi-stanno-per-colonizzare-i-giardini-italiani-quando-li-vedi-natale-e-alle-porte-1788186818943.jpg" data-image="mo2aawo0mar5" alt="Pettirossi." title="Pettirossi."><figcaption>Durante l’estate questi uccelli si spingono verso i boschi di montagna, le alte colline e le quote più elevate, dalle Alpi all’Appennino, passando per i monti di Sardegna e Sicilia, dove nidificano e trovano condizioni ideali. </figcaption></figure><p>In molte tradizioni popolari italiane e europee <strong>il pettirosso è diventato simbolo della stagione fredda e, per estensione, del periodo natalizio.</strong></p><h2><strong>Simbolo della tradizione cristiana</strong></h2><p>Il suo petto rosso evoca il calore del focolare, mentre la sua presenza costante nei mesi più bui annuncia che il ciclo delle stagioni <strong>sta volgendo verso il solstizio e le celebrazioni di fine anno.</strong> Vedere o sentire questi piccoli migratori significa che il calendario si sta spostando verso dicembre.</p><p>Così, ogni anno, mentre le giornate si accorciano e l’aria diventa più frizzante, pettirossi e codirossi tornano a popolare le aree miti d’Italia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785532" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-rondini-stanno-abbandonando-l-italia-ecco-dove-vanno-in-autunno.html" title="Le rondini stanno abbandonando l'Italia, è partita la grande migrazione: ecco dove vanno in autunno">Le rondini stanno abbandonando l'Italia, è partita la grande migrazione: ecco dove vanno in autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-rondini-stanno-abbandonando-l-italia-ecco-dove-vanno-in-autunno.html" title="Le rondini stanno abbandonando l'Italia, è partita la grande migrazione: ecco dove vanno in autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-rondini-stanno-abbandonando-l-italia-ecco-dove-vanno-in-autunno-1787916416659_320.jpeg" alt="Le rondini stanno abbandonando l'Italia, è partita la grande migrazione: ecco dove vanno in autunno"></a></article></aside><p>Alcuni dopo un viaggio di migliaia di chilometri dal Nord e dall’Est Europa, altri dopo una discesa dalle montagne, dove hanno trascorso l’estate per riprodursi e nidificare. Il loro ritorno lo possiamo identificare come un messaggio silenzioso della natura che ci ricorda che l’autunno avanza e che il Natale, con le sue luci e i suoi riti, si fa sempre più vicino.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-piccoli-uccelli-rossi-stanno-per-colonizzare-i-giardini-italiani-quando-li-vedi-natale-e-alle-porte.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 8°C in meno per l'equinozio: tra martedì e giovedì si registreranno temperature più basse in tutta Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-8-c-in-meno-per-l-equinozio-tra-martedi-e-giovedi-si-registreranno-temperature-piu-basse-in-tutta-italia.html</link><pubDate>Mon, 21 Sep 2026 11:39:43 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'estate cede il passo con l'equinozio: tra martedì e giovedì l'Italia sarà investita da correnti d'aria più fredde, che potranno far registrare un calo termico fino a 8°C rispetto a quelle odierne, con le prime temperature mattutine dal sapore autunnale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbb0l9u"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbb0l9u.jpg" id="xbb0l9u"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'estate cede finalmente il passo a <strong>un deciso cambio di scenario sull'Italia</strong>, proprio in concomitanza con l'arrivo dell'equinozio d'autunno. Infatti, sulla base delle proiezioni modellistiche elaborate dai principali centri di calcolo,<strong> tra martedì e giovedì</strong> la penisola sarà raggiunta da una <strong>massa d'aria più fredda</strong>, che provocherà un <strong>sensibile e marcato calo delle temperature</strong>. Questo metterà fine a un lungo periodo caratterizzato da temperature ancora sopra media, con un'estate invadente, restia a farsi da parte. </p><p> L'Italia si troverà tra <strong>la resistenza di un solido anticiclone delle Azzorre e la discesa di masse d'aria più fredda</strong> in arrivo dai Balcani e dai settori orientali europei. </p><p>Questa configurazione apre la porta alle correnti settentrionali, che favoriranno lo smantellamento del campo anticiclonico e che permetteranno l'afflusso di aria decisamente più fresca verso il Mediterraneo, riportando <strong>valori termici più in linea </strong>con quelli normalmente attesi<strong> per la stagione</strong>.</p><h2>Temperature fino a 6/8°C in meno </h2><p>Questa marcata flessione delle temperature va addebitata soprattutto al<strong> nuovo assetto della circolazione atmosferica</strong> generale che, con l'innalzamento verso le latitudini settentrionali dell'anticiclone, favorisce la discesa di correnti fresche settentrionali sul suo fianco orientale.<strong> </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-8-c-in-meno-per-l-equinozio-tra-martedi-e-giovedi-si-registreranno-temperature-piu-basse-in-tutta-italia-1789990736453.jpg" data-image="ojyxhbd7wpgz"><figcaption>Le anomalie di temperature a 850 hPa in Italia ed Europa mercoledì 23 settembre.</figcaption></figure><p><strong>Quest'aria scavalcherà l'arco alpino</strong> per raggiungere, principalmente, <strong>i versanti adriatici e le regioni centro-meridionali</strong>. </p><p>La penisola sarà interessata, <strong>tra martedì 22 e giovedì 24,</strong> dal sensibile calo termico: anche 6-8°C in meno rispetto ai valori registrati tra ieri, domenica 20, e oggi, lunedì 21. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-8-c-in-meno-per-l-equinozio-tra-martedi-e-giovedi-si-registreranno-temperature-piu-basse-in-tutta-italia-1789989534266.jpg" data-image="dhpwqlu078fg"><figcaption>Nella grafica possiamo vedere le precipitazioni accumulate fino a tutto mercoledì, che interesseranno principalmente le regioni meridionali (Sicilia e Calabria) e la Sardegna. ECMWF MeteoRed </figcaption></figure><p>Le <strong>massime </strong>scenderanno <strong>sotto i 23-28°C </strong>sulla maggior parte delle regioni, specie sul versante adriatico e sulle aree interne, con il rinforzo marcato dei<strong> venti di Maestrale, di Tramontana e di Grecale</strong>, soprattutto sui bacini maggiormente esposti, quindi quelli orientali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789689" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prove-di-anticiclone-ma-altro-vortice-depressionario-in-agguato.html" title="Prove d'autunno nella settimana dell'equinozio: l'anticiclone ci riprova, ma c'è un nuovo vortice ciclonico in agguato">Prove d'autunno nella settimana dell'equinozio: l'anticiclone ci riprova, ma c'è un nuovo vortice ciclonico in agguato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prove-di-anticiclone-ma-altro-vortice-depressionario-in-agguato.html" title="Prove d'autunno nella settimana dell'equinozio: l'anticiclone ci riprova, ma c'è un nuovo vortice ciclonico in agguato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prove-di-anticiclone-ma-altro-vortice-depressionario-in-agguato-1789979052975_320.png" alt="Prove d'autunno nella settimana dell'equinozio: l'anticiclone ci riprova, ma c'è un nuovo vortice ciclonico in agguato"></a></article></aside><p><strong>Il picco di questo assaggio d'autunno</strong> sarà avvertito soprattutto da metà settimana, proprio in concomitanza con l'equinozio. Le temperature minime e massime scenderanno, specie lungo il versante adriatico e sulle regioni centrali e meridionali, farà più freddo di notte e al mattino, con <strong>minime spesso sotto i 15°C. </strong></p><h2>Sole al Nord e precipitazioni soprattutto al Centro-Sud</h2><p><strong>I primi giorni della settimana</strong> saranno caratterizzati da una <strong>spiccata variabilità</strong> e da condizioni molto differenti tra le varie aree geografiche della penisola. Sulle <strong>regioni settentrionali</strong> continueranno a prevalere condizioni di stabilità, con un<strong> tempo prevalentemente soleggiato</strong>. </p><p>Anche sulle <strong>regioni centrali</strong> le correnti settentrionali favoriranno l'<strong>ampio soleggiamento</strong>, con al massimo il transito di <strong>qualche velatura</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-8-c-in-meno-per-l-equinozio-tra-martedi-e-giovedi-si-registreranno-temperature-piu-basse-in-tutta-italia-1789989593348.jpg" data-image="t7ce6kp2g2lf"><figcaption>Questa mappa della circolazione generale a 500 hPa ci mostra l'arrivo dell'aria più fredda dalle latitudini settentrionali. Oltre a portare un deciso calo termico, sui valori in linea con le medie del periodo su tutta la penisola, porterà anche delle precipitazioni, soprattutto sui settori orientali e centro-meridionali italiani. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Al Sud</strong>, e in particolare sulle aree ioniche, avremo una maggiore influenza delle correnti settentrionali con il picco di instabilità nella giornata di mercoledì. In questi primi giorni della settimana saranno ancora <strong>possibili </strong>degli <strong>isolati temporali lungo l'Appennino meridionale</strong>,<strong> sui rilievi delle isole maggiori e sui bacini meridionali del basso Tirreno e dell'Adriatico</strong>, sebbene già nella giornata di mercoledì tali fenomeni tenderanno a risultare più confinati alle sole due isole maggiori. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789608" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quell-anticiclone-nord-europeo-puo-scatenare-una-forte-ondata-di-maltempo-al-sud-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html" title="Meteo, attenzione alla goccia fredda verso il Sud: potrebbe scatenare una forte ondata di maltempo da mercoledì">Meteo, attenzione alla goccia fredda verso il Sud: potrebbe scatenare una forte ondata di maltempo da mercoledì</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quell-anticiclone-nord-europeo-puo-scatenare-una-forte-ondata-di-maltempo-al-sud-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html" title="Meteo, attenzione alla goccia fredda verso il Sud: potrebbe scatenare una forte ondata di maltempo da mercoledì"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quell-anticiclone-nord-europeo-puo-scatenare-una-forte-ondata-di-maltempo-al-sud-ecco-le-aree-piu-a-rischio-1789977745902_320.png" alt="Meteo, attenzione alla goccia fredda verso il Sud: potrebbe scatenare una forte ondata di maltempo da mercoledì"></a></article></aside><p><strong>A partire da giovedì 24</strong>, l'impulso instabile in arrivo da nord raggiungerà il Paese. Le <strong>regioni settentrionali</strong> saranno appena sfiorate dagli effetti di questo peggioramento, avendo una maggiore protezione offerta dall'arco alpino, che garantirà quindi <strong>ampi spazi soleggiati</strong>. <strong>Al Centro-Sud</strong>, la perturbazione potrà portare effetti più estesi in termini di precipitazioni e di<strong> rovesci sparsi.</strong></p><p>Trattandosi di<strong> una tendenza a media scadenza</strong>, è doveroso ricordare che le proiezioni modellistiche in questo arco temporale mantengono un<strong> grado di predicibilità piuttosto basso</strong>, specie in una situazione così complessa. Perciò le informazioni fornite sono ben lungi dal voler/poter assumere un significato predittivo puntuale o definitivo.</p><div class="texto-destacado"><strong> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </strong></div><p>Guardando<strong> in prospettiva, al prossimo fine settimana</strong>, anche l'evoluzione successiva mostra<strong> un grado di incertezza molto elevato</strong>. L'esatta entità e l'eventuale persistenza del maltempo, che in teoria potrebbe insistere ancora sull'area ionica, andranno ricercate e<strong> verificate nei prossimi aggiornamenti</strong>. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-8-c-in-meno-per-l-equinozio-tra-martedi-e-giovedi-si-registreranno-temperature-piu-basse-in-tutta-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il più grande iceberg artico dal 2020 si è staccato dalla Groenlandia il mese scorso, ed è in movimento]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-piu-grande-iceberg-artico-dal-2020-si-e-staccato-dalla-groenlandia-il-mese-scorso-ed-e-in-movimento.html</link><pubDate>Mon, 21 Sep 2026 10:02:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un enorme iceberg di oltre 76 km² si è staccato da uno dei più grandi ghiacciai della Groenlandia nel mese di agosto, scontrandosi con una piccola isola rocciosa mentre si allontanava, senza però frantumarsi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/draft-the-biggest-arctic-iceberg-since-2020-broke-off-greenland-last-month-and-it-s-on-the-move-1789396733184.png" data-image="sa6n4w6i7gmq" alt="Un'enorme isola di ghiaccio si è staccata dal ghiacciaio Petermann, in Groenlandia, nel più grande evento di distacco registrato nell'area dal 2012." title="Un'enorme isola di ghiaccio si è staccata dal ghiacciaio Petermann, in Groenlandia, nel più grande evento di distacco registrato nell'area dal 2012."><figcaption>Un'enorme isola di ghiaccio si è staccata dal ghiacciaio Petermann, in Groenlandia, nel più grande evento di distacco registrato nell'area dal 2012.</figcaption></figure><p><strong>Il distacco di iceberg dai ghiacciai della Groenlandia durante l'estate è un evento piuttosto comune</strong>, che secondo gli esperti si verifica ogni anno e fa parte del "normale" comportamento dei grandi sistemi glaciali. </p><p>Tuttavia, quello che si è staccato dal ghiacciaio Petermann, sulla costa nord-occidentale, all'inizio di agosto era, secondo gli scienziati che lo monitorano, considerevolmente più grande di qualsiasi altro prodotto dall'Artico negli ultimi sei anni.</p><p>L'iceberg, tecnicamente definito "isola di ghiaccio" per le sue dimensioni e la sommità piatta, <strong>misurava poco più di 76 chilometri quadrati al momento del distacco</strong>. Una superficie paragonabile a quella di Saint Thomas, nelle Isole Vergini Americane, hanno spiegato i ricercatori. Per confrontarlo con un'isola italiana, <strong>si avvicina alla superficie di Pantelleria.</strong></p><p>Secondo il team, si tratta quindi del più grande evento di distacco dal Petermann dal 2012.</p><h2>Non era il distacco che tutti si aspettavano</h2><p> Il primo a individuarlo, il 4 agosto, è stato Adam Garbo, dottorando presso l'Università di Ottawa, grazie alle immagini satellitari dell'Agenzia Spaziale Europea. </p><p>Garbo e i suoi colleghi stavano in realtà osservando con attenzione il ghiacciaio perché si erano formate diverse grandi fratture che ritenevano sul punto di tagliare di netto la lingua di ghiaccio. Invece, secondo Garbo, <strong>il ghiacciaio si è spezzato lungo una crepa completamente diversa, a cui nessuno aveva prestato altrettanta attenzione.</strong></p><p>"Ciò che ci ha sorpreso è che il distacco ha seguito un'altra frattura, producendo un'isola di ghiaccio più piccola di quanto avessimo previsto inizialmente", ha dichiarato.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/draft-the-biggest-arctic-iceberg-since-2020-broke-off-greenland-last-month-and-it-s-on-the-move-1789397135665.png" data-image="v6dkwypimg9o" alt="L'iceberg è sopravvissuto alla collisione con l'isola Joe e ha continuato a spostarsi verso lo stretto di Nares, dove maree, correnti e fusione lo frantumeranno gradualmente." title="L'iceberg è sopravvissuto alla collisione con l'isola Joe e ha continuato a spostarsi verso lo stretto di Nares, dove maree, correnti e fusione lo frantumeranno gradualmente."><figcaption>L'iceberg è sopravvissuto alla collisione con l'isola Joe e ha continuato a spostarsi verso lo stretto di Nares, dove maree, correnti e fusione lo frantumeranno gradualmente.</figcaption></figure><p>Il team ha inoltre spiegato che le fratture originarie sono ancora presenti e che da due di esse <strong>dovrebbero staccarsi isole di ghiaccio di circa 94 e 84 chilometri quadrati rispettivamente,</strong> anche se nessuno sa con esattezza quando.</p><p>Dopo il distacco, l'iceberg ha percorso il fiordo Petermann in direzione dello stretto di Nares a una velocità di circa tre chilometri al giorno, secondo il glaciologo Mauri Pelto del Nichols College, che lo seguiva tramite le immagini Landsat di NASA e USGS. Poi è finito dritto contro l'isola Joe, un piccolo affioramento roccioso situato proprio lungo la via d'uscita del fiordo.</p><h2>Una collisione che probabilmente non avrebbe dovuto superare</h2><p>Non è la prima volta che l'isola Joe manda in frantumi un iceberg. Nel 2010, un'isola di ghiaccio staccatasi dallo stesso ghiacciaio vi si scontrò e si spezzò esattamente in due.</p><p>Inoltre, secondo Pelto, gli iceberg del Petermann sono in genere più sottili e fragili di quelli che si staccano da altri ghiacciai groenlandesi, quindi c'erano buone probabilità che anche questo si frantumasse.</p><p>Invece non è successo, ha spiegato Garbo. Il team lo stava "osservando con attenzione" ed è rimasto "colpito dal fatto che sia sopravvissuto all'impatto senza ulteriore frammentazione". All'epoca, lo spessore dell'iceberg era stimato in meno di 150 metri.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788088" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-folle-esperimento-del-1977-che-sposto-un-blocco-di-ghiaccio-di-una-tonnellata-dall-alaska-all-iowa.html" title="Il folle esperimento del 1977 che spostò un blocco di ghiaccio di una tonnellata dall'Alaska all'Iowa">Il folle esperimento del 1977 che spostò un blocco di ghiaccio di una tonnellata dall'Alaska all'Iowa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-folle-esperimento-del-1977-che-sposto-un-blocco-di-ghiaccio-di-una-tonnellata-dall-alaska-all-iowa.html" title="Il folle esperimento del 1977 che spostò un blocco di ghiaccio di una tonnellata dall'Alaska all'Iowa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-disparatado-experimento-de-1977-que-traslado-un-bloque-de-hielo-de-una-tonelada-desde-alaska-hasta-iowa-1788163144230_320.jpg" alt="Il folle esperimento del 1977 che spostò un blocco di ghiaccio di una tonnellata dall'Alaska all'Iowa"></a></article></aside><p>Le immagini satellitari mostrano l'iceberg ruotare allontanandosi dall'isola Joe e spostarsi verso sud-ovest, all'interno dello stretto di Nares. </p><p>Secondo i ricercatori, maree, correnti e fusione lo indeboliranno gradualmente fino a farlo rompere in pezzi più piccoli, alcuni dei quali potrebbero percorrere lunghe distanze nelle acque artiche e rappresentare un rischio per la navigazione.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="NASA%20Earth%20Observatory%2FScienceDaily" data-year="2026" data-title="Giant%20Greenland%20iceberg%20slams%20into%20Joe%20Island%20and%20survives" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sciencedaily.com%2Freleases%2F2026%2F09%2F260904000316.htm">NASA Earth Observatory/ScienceDaily. (2026). <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2026/09/260904000316.htm" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Giant Greenland iceberg slams into Joe Island and survives</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-piu-grande-iceberg-artico-dal-2020-si-e-staccato-dalla-groenlandia-il-mese-scorso-ed-e-in-movimento.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Prove d'autunno nella settimana dell'equinozio: l'anticiclone ci riprova, ma c'è un nuovo vortice ciclonico in agguato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prove-di-anticiclone-ma-altro-vortice-depressionario-in-agguato.html</link><pubDate>Mon, 21 Sep 2026 09:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'autunno bussa alle porte italiane durante questa settimana, ma l'anticiclone proverà ad opporre resistenza. Da metà settimana, probabile nuova fase di maltempo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbay95y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbay95y.jpg" id="xbay95y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’anticiclone ci riprova. O almeno tenta di farsi sentire e vedere in questi ultimi giorni d’estate, prima dell’arrivo dell’autunno astronomico. Tuttavia,<strong> l’ultima perturbazione che ha attraversato l’Italia tra la metà della scorsa settimana e il weekend ha cambiato radicalmente le carte in tavola</strong>, interrompendo una fase caratterizzata da temperature elevate e condizioni atmosferiche prevalentemente stabili.</p><p>E lo ha fatto in maniera tutt’altro che delicata. In diverse zone della Penisola sono cadute quantità di pioggia eccezionali nell’arco di pochissime ore, con accumuli che hanno raggiunto localmente diverse centinaia di millimetri.</p><p>A pagare il prezzo più alto sono state soprattutto alcune aree del Meridione. I<strong>n Sicilia, nell’Agrigentino, si sono registrati accumuli superiori ai 150 millimetri,</strong> mentre in Puglia i violenti temporali hanno provocato allagamenti e numerosi disagi, interessando anche diversi centri abitati.</p><p>Insomma, l’estate sta lasciando spazio a una circolazione atmosferica decisamente più movimentata. E, a giudicare dalle ultime indicazioni dei modelli meteorologici, potrebbe essere soltanto l’inizio.</p><h2><strong>L’anticiclone torna a farsi sentire, ma l’Italia resta divisa</strong></h2><p>Gli strascichi dell’ultima perturbazione si fanno sentire anche in questo inizio di settimana, soprattutto sulle regioni dell’estremo Sud, dove <strong>tra Calabria e Sicilia saranno ancora possibili rovesci e temporali residui.</strong></p><p>Altrove, invece, la situazione meteorologica tenderà progressivamente a migliorare, sebbene in un contesto termico decisamente più gradevole rispetto alle settimane precedenti.</p><p>L’anticiclone proverà infatti a riconquistare terreno da Ovest, favorendo condizioni più stabili soprattutto sulle regioni settentrionali, in Sardegna e lungo il versante tirrenico del Centro Italia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789608" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quell-anticiclone-nord-europeo-puo-scatenare-una-forte-ondata-di-maltempo-al-sud-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html" title="Meteo, attenzione alla goccia fredda verso il Sud: potrebbe scatenare una forte ondata di maltempo da mercoledì">Meteo, attenzione alla goccia fredda verso il Sud: potrebbe scatenare una forte ondata di maltempo da mercoledì</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quell-anticiclone-nord-europeo-puo-scatenare-una-forte-ondata-di-maltempo-al-sud-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html" title="Meteo, attenzione alla goccia fredda verso il Sud: potrebbe scatenare una forte ondata di maltempo da mercoledì"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quell-anticiclone-nord-europeo-puo-scatenare-una-forte-ondata-di-maltempo-al-sud-ecco-le-aree-piu-a-rischio-1789977745902_320.png" alt="Meteo, attenzione alla goccia fredda verso il Sud: potrebbe scatenare una forte ondata di maltempo da mercoledì"></a></article></aside><p><strong>L’Italia si troverà sostanzialmente stretta tra la rimonta anticiclonica da Ovest e una vasta area depressionaria presente sull’Europa orientale.</strong> Una configurazione che manterrà attiva una certa variabilità atmosferica almeno fino alla giornata di mercoledì 23 settembre.</p><h2><strong>Temperature in calo: fino a 25-26°C sul versante adriatico</strong></h2><p>La novità più evidente di questa fase meteorologica riguarderà proprio le temperature. Dopo settimane caratterizzate da valori spesso superiori alle medie stagionali, <strong>la colonnina di mercurio si manterrà generalmente su valori più contenuti, scendendo localmente anche al di sotto della media sul versante adriatico del Centro-Sud.</strong></p><p>Le temperature massime potranno raggiungere i 28-30°C sulle regioni tirreniche, in Sardegna e su alcune aree del Nord Italia, mentre lungo il versante adriatico e in Sicilia difficilmente si andrà oltre i 25-26°C.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prove-di-anticiclone-ma-altro-vortice-depressionario-in-agguato-1789972553335.jpg" data-image="g0vaubtm9uno" alt="Raffiche di vento intense sul versante adriatico" title="Raffiche di vento intense sul versante adriatico"><figcaption>Venti fino a 60 km/h al Centro-Sud</figcaption></figure><p>A contribuire a questo raffreddamento saranno anche le correnti settentrionali, che soffieranno lungo l’Adriatico con intensità a tratti sostenuta, accentuando ulteriormente la sensazione di fresco.</p><h2><strong>Da metà settimana cambia tutto: possibile vortice ciclonico sull’Italia</strong></h2><p>La parentesi più stabile potrebbe però avere vita breve. Da metà settimana in poi, infatti, lo scenario meteorologico potrebbe cambiare nuovamente, con l'arrivo di una perturbazione dalle caratteristiche decisamente autunnali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali.html" title="Meteo, tra martedì e mercoledì confermato il brusco calo delle temperature: bisognerà rispolverare i vestiti autunnali">Meteo, tra martedì e mercoledì confermato il brusco calo delle temperature: bisognerà rispolverare i vestiti autunnali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali.html" title="Meteo, tra martedì e mercoledì confermato il brusco calo delle temperature: bisognerà rispolverare i vestiti autunnali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali-1789913292964_320.jpg" alt="Meteo, tra martedì e mercoledì confermato il brusco calo delle temperature: bisognerà rispolverare i vestiti autunnali"></a></article></aside><p>Le ultime indicazioni modellistiche suggeriscono la possibilità che <strong>una nuova perturbazione raggiunga il Mediterraneo centrale, favorendo la formazione di un vortice ciclonico in prossimità dell’Italia centrale.</strong></p><p>Se questa evoluzione dovesse trovare conferma, la nostra Penisola tornerebbe rapidamente a fare i conti con una fase atmosferica molto dinamica, caratterizzata da piogge, temporali e un ulteriore calo delle temperature.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prove-di-anticiclone-ma-altro-vortice-depressionario-in-agguato-1789972622069.jpg" data-image="q3lov7p6fe7j" alt="Il vortice ciclonico previsto per la seconda metà di settimana" title="Il vortice ciclonico previsto per la seconda metà di settimana"><figcaption>Ecco l'area depressionaria "vista" dai nostri modelli</figcaption></figure><p>Il Nord Italia potrebbe rimanere relativamente ai margini della fase più intensa del maltempo, pur con qualche annuvolamento e locali episodi di variabilità.</p><p><strong>Le precipitazioni più significative potrebbero invece concentrarsi sulle regioni centro-meridionali,</strong> dove il possibile approfondimento del vortice favorirebbe condizioni di instabilità anche marcata.</p><p>In questo contesto, le temperature potrebbero perdere ancora qualche grado, consolidando una situazione termica più tipica dell’inizio dell’autunno.</p><h3><strong>Meteo weekend 26-27 settembre: rischio piogge e temporali al Centro-Sud</strong></h3><p>Secondo le attuali indicazioni, <strong>l’instabilità potrebbe accompagnarci per buona parte del prossimo weekend, sabato 26 e domenica 27 settembre</strong>, con il rischio di piogge e temporali soprattutto sulle regioni centro-meridionali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789590" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo.html" title="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'">Il meteorologo Luca Lombroso: "ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo.html" title="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo-1789914364894_320.jpeg" alt="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'"></a></article></aside><p>Molto dipenderà dall’effettiva posizione del vortice ciclonico, dalla sua intensità e dalla velocità con cui riuscirà eventualmente ad allontanarsi dalla nostra Penisola.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></strong><br></div><p>Per questo motivo, <strong>la tendenza per il prossimo weekend resta ancora soggetta a possibili cambiamenti</strong>, soprattutto per quanto riguarda le aree maggiormente esposte al maltempo e l’intensità dei fenomeni.</p><p>I prossimi aggiornamenti dei modelli meteorologici saranno quindi fondamentali per comprendere se questa nuova perturbazione riuscirà effettivamente ad aprire una fase autunnale più duratura sull’Italia.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prove-di-anticiclone-ma-altro-vortice-depressionario-in-agguato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[In Siberia arriva la prima neve di stagione, sta per mettersi in moto la fabbrica del gelo invernale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-siberia-arriva-la-prima-neve-di-stagione-sta-per-mettersi-in-moto-la-fabbrica-del-gelo-invernale.html</link><pubDate>Mon, 21 Sep 2026 07:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Sulla Repubblica di Saha-Jacuzia l'inverno inizia a ingranare la marcia, imbiancando interi territori e preparando lo sviluppo del primo cuscinetto di aria fredda sull'Eurasia.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/in-siberia-arriva-la-prima-neve-di-stagione-sta-per-mettersi-in-moto-la-fabbrica-del-gelo-invernale-1789574095958.jpg" data-image="7ffkhh5yfts9" alt="Gelo, Siberia." title="Gelo, Siberia."><figcaption>Nei giorni scorsi la discesa di un primo blocco di aria fredda, di origine polare, sull’ovest della Repubblica di Jacuzia, ha portato le prime vere nevicate di stagione sul comparto siberiano. </figcaption></figure><p>Mentre in Europa continua a fare caldo, <strong>con le masse d’aria calde subtropicali che dominano lo scenario meteorologico,</strong> sull’Eurasia si cominciano a vedere i primi segnali dell’imminente raffreddamento che caratterizza l’ormai imminente stagione invernale.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il progressivo indebolimento dell’insolazione diurna sta favorendo l’avvento dei primi freddi stagionali sulle sperdute lande settentrionali siberiane, che si preparano all’arrivo della lunga e gelida stagione invernale.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Negli ultimi giorni la discesa di aria fredda, di origine artica, sulla Repubblica di Saha-Jacuzia, ha prodotto le prime vere nevicate di stagione sul comparto siberiano, <strong>con i primi accumuli di neve fresca su diverse zone.</strong></p><h2><strong>Primi fiocchi di neve sull’altopiano della Siberia centro-orientale</strong></h2><p>Nei giorni scorsi la discesa di un primo blocco di aria fredda, di origine polare, sull’ovest della Repubblica di Jacuzia, ha portato le prime vere nevicate di stagione sul comparto siberiano. In questi giorni una serie di nevicate, anche intense, ha colpito e imbiancato diverse aree della Jacuzia, depositando i primi accumuli di neve fresca al suolo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/in-siberia-arriva-la-prima-neve-di-stagione-sta-per-mettersi-in-moto-la-fabbrica-del-gelo-invernale-1789574192719.jpg" data-image="0eijvqphrhku" alt="Neve fresca." title="Neve fresca."><figcaption>In diverse aree della Siberia occidentale si attendono accumuli di neve consistenti, anche oltre 30 cm di spessore.</figcaption></figure><p>Le nevicate più intense hanno interessato diverse località dei territori della Repubblica di Sacha-Jacuzia, nell’estremo nord-est della Russia asiatica, dove si sono registrati accumuli importanti, anche superiori ai 10-15 cm di neve fresca.</p><p>I primi fiocchi di neve si sono visti pure sulla città di <strong>Jakutsk.</strong> La famosa capitale della Repubblica di Sacha-Jacuzia.</p><h2><strong>Graduale raffreddamento dell’altopiano siberiano</strong></h2><p>Vedere le prime nevicate a settembre, da queste parti, è abbastanza comune. In questi casi basta il passaggio di un vasto <strong>nocciolo di aria gelida in quota,</strong> di natura artica, associata ad una profonda circolazione depressionaria in sede artica (vortice polare).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783573" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/sopra-l-artico-sta-per-sorgere-il-vortice-polare-stratosferico-verso-una-svolta-autunnale.html" title="Sopra l'Artico sta per sorgere il vortice polare stratosferico, verso una svolta autunnale?">Sopra l'Artico sta per sorgere il vortice polare stratosferico, verso una svolta autunnale?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/sopra-l-artico-sta-per-sorgere-il-vortice-polare-stratosferico-verso-una-svolta-autunnale.html" title="Sopra l'Artico sta per sorgere il vortice polare stratosferico, verso una svolta autunnale?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sopra-l-artico-sta-per-sorgere-il-vortice-polare-stratosferico-autunno-piu-vicino-1786653469211_320.png" alt="Sopra l'Artico sta per sorgere il vortice polare stratosferico, verso una svolta autunnale?"></a></article></aside><p>L’aria gelida in quota, <strong>con valori sotto i –35°C a 500 hPa,</strong> scivolando sul territorio siberiano, sovrapponendosi al di sopra di un’area dove stagnano presso il suolo masse d’aria molto fredde, d’estrazione continentale, <strong>con uno “zero termico” attestato a soli 300-400 metri, in presenza di precipitazioni convettive può assicurare nevicate con tanto di accumulo fino al suolo.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/in-siberia-arriva-la-prima-neve-di-stagione-sta-per-mettersi-in-moto-la-fabbrica-del-gelo-invernale-1789574145214.jpg" data-image="yeqcte7qdreq" alt="Gelo, Siberia." title="Gelo, Siberia."><figcaption>Entro il prossimo weekend in alcune località della Jacuzia settentrionale si potranno registrare le prime importanti gelate, con minime capaci di scendere sotto i -10°C -15°C.</figcaption></figure><p>Con l’arrivo di precipitazioni moderate e più intense <strong>la quota neve può rapidamente spingersi fino al piano per il rapido rovesciamento dell’aria fredda in quota attraverso le stesse precipitazioni.</strong></p><h2><strong>Prime gelate di stagione</strong></h2><p>I primi accumuli di neve fresca al suolo determinano un consistente <strong>“effetto Albedo”</strong> che contribuirà ad accentuare notevolmente il processo di raffreddamento. La neve fresca, difatti, <strong>abbassa sensibilmente le temperature massime, durante il giorno.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Poi durante le ore notturne sarà lo stesso manto nevoso fresco, appena depositato al suolo, a raffreddare ulteriormente l’ambiente, attraverso il forte irraggiamento notturno che caratterizza questi luoghi, fra l’autunno e l’inverno.</strong></div><p>Entro il prossimo weekend in alcune località della Jacuzia settentrionale si potranno registrare le prime importanti gelate, <strong>con minime capaci di scendere sotto i -10°C -15°C.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783363" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-tigre-siberiana-viene-liberata-in-natura-in-kazakistan-a-quasi-80-anni-dalla-sua-estinzione.html" title="Una tigre siberiana viene liberata in natura in Kazakistan a quasi 80 anni dalla sua estinzione">Una tigre siberiana viene liberata in natura in Kazakistan a quasi 80 anni dalla sua estinzione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-tigre-siberiana-viene-liberata-in-natura-in-kazakistan-a-quasi-80-anni-dalla-sua-estinzione.html" title="Una tigre siberiana viene liberata in natura in Kazakistan a quasi 80 anni dalla sua estinzione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tigre-siberiano-e-solto-na-natureza-no-cazaquistao-quase-80-anos-apos-extincao-1786286424049_320.jpg" alt="Una tigre siberiana viene liberata in natura in Kazakistan a quasi 80 anni dalla sua estinzione"></a></article></aside><p>Il notevole raffreddamento dello strato d’aria in prossimità del suolo innevato che nei prossimi due mesi coinvolgerà da vicino gran parte del territorio siberiano, dagli Urali fino alle coste dell’estremo oriente siberiano, comincerà a mettere le basi per l’attivazione della famosa <strong>fabbrica del gelo dell’emisfero boreale.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-siberia-arriva-la-prima-neve-di-stagione-sta-per-mettersi-in-moto-la-fabbrica-del-gelo-invernale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, attenzione alla goccia fredda verso il Sud: potrebbe scatenare una forte ondata di maltempo da mercoledì]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quell-anticiclone-nord-europeo-puo-scatenare-una-forte-ondata-di-maltempo-al-sud-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html</link><pubDate>Mon, 21 Sep 2026 05:15:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Le regioni dell'estremo Sud e la Sicilia potrebbero sperimentare piogge molto intense e forti temporali, dopo metà settimana, per una particolare configurazione barica pronta a dominare sull'Europa.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbakpc2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbakpc2.jpg" id="xbakpc2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Quella appena iniziata sarà una settimana caratterizzata dall’isolamento di un robusto anticiclone dinamico sull’Europa centro-settentrionale, con una significativa <strong>anomalia di geopotenziale in quota.</strong></p><p>Questo tipo di configurazione purtroppo segnerà anche l’avvento di nuove fasi di maltempo che si accaniranno soprattutto sulle estreme regioni meridionali e sulla Sicilia, <strong>dove in settimana si potranno vedere piogge, anche abbondanti, e manifestazioni temporalesche sui settori ionici, </strong>esposti al flusso degli umidi venti di Scirocco e Levante. </p><h2><strong>Anticiclone in sviluppo sull’Europa centro-settentrionale</strong></h2><p>Il rallentamento del ramo principale del <strong>“getto polare”</strong> favorirà lo sviluppo di una solida cresta anticiclonica sull’Europa centro-settentrionale, con una forte <strong>anomalia positiva di geopotenziale</strong> fra il vicino Atlantico orientale e l’Europa centro-settentrionale.</p><p>Tale <strong>anomalia positiva di geopotenziale</strong> contribuirà a scavare un solido promontorio anticiclonico che si distenderà fra l’Europa centro-occidentale e la Scandinavia. Ad est di questa struttura anticiclonica avremo in azione una vasta depressione fredda che, dalle pianure russe elongherà una saccatura fino all’area ionica e all’Italia meridionale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quell-anticiclone-sul-nord-europa-rischia-di-causare-un-blocco-atmosferico-sul-mediterraneo-rischio-per-l-estremo-sud-1789917301288.jpg" data-image="7z75qtkmry94" alt="Precipitazioni intense." title="Precipitazioni intense."><figcaption>Le precipitazioni molto intense attese sui settori ionici nel corso della settimana, secondo l'elaborazione del modello europeo ECMWF.</figcaption></figure><p>Lungo il margine più meridionale di questa saccatura si potrebbe isolare un <strong>minimo di geopotenziali in quota</strong> che si chiude e si isola autonomamente, senza essere accompagnato, almeno nella prima parte, da una variazione delle isoterme.</p><div class="texto-destacado">In seguito il minimo di geopotenziale è seguito, nella maggior parte dei casi, dalla formazione di un minimo termico che si isola dalle preesistenti isoterme. </div><p><strong>L’isolamento di questo tipo di “cut-off” è responsabile delle principali fasi di maltempo che investono il Mediterraneo e l’Italia tra la tarda primavera, la stagione estiva e l’inizio dell’autunno,</strong> venendo caratterizzate da forti eventi precipitativi e temporali, anche di moderata o forte intensità, in grado di causare allagamenti e smottamenti.</p><h2><strong>L’ipotesi blocco sul basso Mediterraneo</strong></h2><p>Se questa goccia fredda in quota si andrà ad isolare attorno i mari dell’Italia meridionale, con la presenza a nord delle Alpi di questo solido anticiclone, rischia di rimanere incastrata per giorni, <strong>prima di colmarsi definitivamente, scaricando piogge particolarmente abbondanti e causando prolungate ondate di maltempo, con fenomeni temporaleschi anche di forte intensità.</strong></p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xbaks5q"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbaks5q.jpg" id="xbaks5q"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In particolare sulle regioni del Centro-Sud e Sicilia, mentre quelle del Nord dovrebbero rimanere maggiormente protette dalla coperta dell’anticiclone europeo che vi assicurerà maggiore stabilità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quell-anticiclone-nord-europeo-puo-scatenare-una-forte-ondata-di-maltempo-al-sud-ecco-le-aree-piu-a-rischio-1789935764509.jpg" data-image="nomtk3f4cl4j"><figcaption>Possibile forte maltempo venerdì al Sud.</figcaption></figure><p>Purtroppo questo scenario, entro metà della prossima settimana, potrebbe arrecare una nuova fase di maltempo che potrebbe arrecare <strong>precipitazioni di forte intensità ed altri eventi meteorologici particolarmente intensi sulle zone ioniche di Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Questa fase di maltempo dovrebbe iniziare a farsi sentire a partire dalla giornata di mercoledì, allorquando un <strong>“cut/off”,</strong> precedentemente isolato sul Tirreno, traslerà verso sud, avvicinandosi alla Sicilia. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tale circolazione depressionaria comincerà a contrapporsi con il margine più meridionale del blocco anticiclonico posizionato sull’Europa centro-settentrionale, determinando un significato <strong>“gradiente barico orizzontale”</strong> fra i vicini Balcani e le nostre regioni meridionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quell-anticiclone-nord-europeo-puo-scatenare-una-forte-ondata-di-maltempo-al-sud-ecco-le-aree-piu-a-rischio-1789935797812.jpg" data-image="dj20ol0vfrh9"><figcaption>Le regioni meridionali, in particolare i settori ionici, rischiano piogge molto abbondanti e sopra le medie per una goccia fredda in quota.</figcaption></figure><p>Sarà proprio la presenza di questo solido promontorio anticiclonico di blocco a attivare una ventilazione orientale, fra mercoledì e giovedì, pronta ad ammassare nuvole basse e a favorire nuovi rovesci e temporali sparsi. </p><h2><strong>Rischio forte maltempo sui settori ionici</strong></h2><p>L’umidissima ventilazione orientale, dopo essersi caricata di umidità durante il transito sopra le ancora calde acque superficiali dello Ionio impattando sui rilievi di Calabria e Sicilia orientale sarà costretta a salire bruscamente verso l’alto, favorendo una rapida saturazione delle masse d’aria (a quote basse), per l’azione del “forcing” orografico, con il conseguente sviluppo di estesi annuvolamenti (stau), <strong>pronti a dare la stura a rovesci e a temporali diffusi, anche con nubifragi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali.html" title="Meteo, tra martedì e mercoledì confermato il brusco calo delle temperature: bisognerà rispolverare i vestiti autunnali">Meteo, tra martedì e mercoledì confermato il brusco calo delle temperature: bisognerà rispolverare i vestiti autunnali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali.html" title="Meteo, tra martedì e mercoledì confermato il brusco calo delle temperature: bisognerà rispolverare i vestiti autunnali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali-1789913292964_320.jpg" alt="Meteo, tra martedì e mercoledì confermato il brusco calo delle temperature: bisognerà rispolverare i vestiti autunnali"></a></article></aside><p>Se la goccia fredda si posizionerà poco a sud della Sicilia, <strong>le precipitazioni potranno risultare abbondanti sulle coste ioniche di Calabria e Sicilia, con picchi pluviometrici elevati sui rilievi che potrebbero causare criticità ad un territorio già fortemente vulnerato</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quell-anticiclone-nord-europeo-puo-scatenare-una-forte-ondata-di-maltempo-al-sud-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il meteorologo Luca Lombroso: "ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo.html</link><pubDate>Mon, 21 Sep 2026 03:32:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Verso l’autunno astronomico, arriveranno le vere piogge ancora latitanti? Nell’articolo analizziamo cosa dicono le mappe settimanali ECMWF, partendo da spiegare cosa sono e come su usano le previsioni substagionali. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbak5gu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbak5gu.jpg" id="xbak5gu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’estate 2026 sta terminando anche dal punto di vista astronomico,<strong> il 23 settembre alle ore 2:03 si verificherà infatti l’equinozio</strong> d’<a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">autunno</a>. Seppure in modo meno estremo a valori assoluti, ancora <strong>nel mese di settembre le temperature hanno spesso superato i 30°C</strong>, talvolta perfino i 35°C, tanto che<strong> il 4-5 settembre molte città del nord hanno registrato i nuovi record </strong>storici mensili. </p><p>A parte fenomeni intensi ma locali, le vere perturbazioni autunnali sono finora mancate e in particolare <strong>assente è stata la classica tempesta equinoziale</strong>. L’attesa per l’arrivo della pioggia autunnale è grande. Ecco cosa dicono le mappe substagionali per le prime settimane di ottobre.</p><h2>Previsioni substagionali ECMWF: cosa sono</h2><p>Le <strong>mappe substagionali ECMWF sono nate per colmare un “buco” negli step temporali</strong> fra le previsioni a medio termine giornaliere e le tendenze stagionali già da molto tempo disponibili. In pratica<strong>, sono prodotti che forniscono tendenze medie settimanali di anomalie </strong>di temperatura, precipitazioni, pressione e altri parametri. <strong>Non danno il dettaglio di cosa succederà il tal giorno</strong>, ma appunto le condizioni medie settimanali.</p><p>Il modello parte dallo stato iniziale osservato dell’atmosfera, oceani e suolo e produce un ensemble:<strong> molte evoluzioni possibili vengono mediate nei prodotti disponibili</strong> nel sito ECMWF. </p><p>Consentono così di capire e prepararsi a periodi di caldo, freddo o a cambiamenti importanti del regime delle precipitazioni.<strong> Il limite maggiore è che spesso sono “conservative”,</strong> risentono cioè sensibili alle condizioni iniziali. Come per le previsioni a medio termine, il segnale perde affidabilità col tempo e varia con la stagione e il tipo di situazione. Importante ricordare che «Settimana più piovosa della media» non significa pioggia tutti i giorni.</p><h2>La situazione nella settimana in corso in Italia</h2><p>L’ultima settimana di settembre si apre tiepida, ma già <strong>da martedì 22 la circolazione cambia.</strong> Correnti più fredde scorrono lungo il fianco Adriatico complice l’approfondirsi di una saccatura nell’est Europa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789382" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/a-fine-settembre-potrebbe-cambiare-tutto-sul-fronte-meteo-in-italia-il-getto-polare-rallenta-e-si-ondula.html" title="A fine settembre potrebbe cambiare tutto sul fronte meteo in Italia: il getto polare rallenta e si ondula">A fine settembre potrebbe cambiare tutto sul fronte meteo in Italia: il getto polare rallenta e si ondula</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/a-fine-settembre-potrebbe-cambiare-tutto-sul-fronte-meteo-in-italia-il-getto-polare-rallenta-e-si-ondula.html" title="A fine settembre potrebbe cambiare tutto sul fronte meteo in Italia: il getto polare rallenta e si ondula"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/a-fine-settembre-potrebbe-cambiare-tutto-sul-fronte-meteo-in-italia-il-getto-polare-rallenta-e-si-ondula-1789747252766_320.jpg" alt="A fine settembre potrebbe cambiare tutto sul fronte meteo in Italia: il getto polare rallenta e si ondula"></a></article></aside><p> <strong>La corrente a getto polare porta così un ricambio d’aria</strong>, instabilità lungo le coste centro meridionali adriatiche, temperature in diminuzione e rientro delle temperature nella media o temporaneamente al di sotto.<strong> Quello che manca sono le vere piogge autunnali, </strong>soprattutto al nordovest e fianco tirrenico.<br>Per i dettagli vi rimandiamo agli appositi previsionali di approfondimento.</p><h2>Il tempo fra fine settembre e inizio ottobre</h2><p>Nella settimana <strong>dal 28 settembre al 4 ottobre ancora possiamo affidarci, in parte, alle previsioni a medio termine</strong> a cui affianchiamo i cluster e le mappe settimanali ECMWF.<strong> Il quadro appare ancora prevalentemente anticiclonico,</strong> anche se i cluster sono dispersi anche in sei diversi scenari. Sull’Italia però appare <strong>scarsa la speranza di arrivo di perturbazioni atlantiche organizzate</strong>, anche se qualche scenario le propone avvicinarsi da ovest. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo-1789913713058.png" data-image="o5uujk0lbeaz"><figcaption>Temperature sopra media secondo la substagionale ECMWF nella settimana 12-19 ottobre</figcaption></figure><p>Le mappe settimanali indicano <strong>temperature ancora sopra media</strong>, certo difficile si torni ai 30°C al nord e anche al centro, ma di fatto ancora si gioverà di tepore tardivo. <strong>Le mappe di anomalia di precipitazione confermano la scarsità</strong> di pioggia.</p><h2>Cambiamenti nelle prime settimane di ottobre?</h2><p><strong>Fra il 5 e 12 ottobre</strong> e anche per la seconda settimana del mese, <strong>12-19 ottobre, le anomalie di precipitazioni appaiono positive su tutto il Mediterraneo,</strong> dalla Spagna all’Italia. <strong>Pressione sopra media invece sull’Europa centro orientale</strong>. In questa configurazione<strong>, dal flusso atlantico potrebbero così isolarsi depressioni depressioni nel Mediterraneo </strong>centro meridionale.</p><div class="texto-destacado">Il quadro termico appare molto probabilmente ancora sopra media, con una possibile ottobrata apportatrice di giornate miti tardive, forse anche di brevi ondate di caldo relativo per la stagione. <br></div><p>Complice le temperature sopra media e l’acqua marina troppo calda per la stagione<strong> le depressioni potrebbero indurre precipitazioni abbondanti sulle coste dei paesi del Mediterraneo</strong> centro occidentale, come centro sud e isole d’Italia, Spagna orientale, sud della Francia e anche nord Africa. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo-1789913869419.png" data-image="m3c0lrl0eapm"><figcaption>Nella seconda metà di ottobre potrebbero arrivare precipitazioni sopra media in molte zone del Mediterraneo.</figcaption></figure><p>Ancora al margine il nord nella prima settimana del mese, mentre nella seconda settimana è possibile l’arrivo di piogge anche consistenti. </p><h2>E la seconda metà di ottobre? </h2><p>Le mappe substagionali insistono a indicare<strong> temperature sopra media nella settimana dal 19 al 26 ottobre ed anche in quella fino al 2 novembre</strong>. Il segnale precipitativo si fa confuso, poco chiaro sull’Europa centrale ma con<strong> zone di piogge sopra media fra Spagna, Sardegna, Sicilia, centro sud Italia </strong>e lungo il settore Adriatico della penisola. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788883" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'">Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: "chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione-1789500722596_320.jpeg" alt="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"></a></article></aside><p>Il campo medio <strong>a 500 hPa infatti si fa più ondulato, con possibile abbassamento di latitudine del flusso zonale.</strong> Dunque potrebbero arrivare piogge importanti anche al nord. Il problema è che <strong>con la situazione di anomalie termiche in atto, il rischio di piogge torrenziali</strong> anche con normali perturbazioni è concreto. </p><p>Su questo preciseremo meglio con le previsioni operative, queste tendenze infatti non sono fornite per spaventare o allarmismo, ma per farsi un’idea, oltre che utili per la pianificazione generale. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Secondo le recensioni lasciate su Google Maps, la foresta più bella della Francia si trova in Provenza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/secondo-le-recensioni-lasciate-su-google-maps-la-foresta-piu-bella-della-francia-si-trova-in-provenza.html</link><pubDate>Sun, 20 Sep 2026 16:14:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Secondo la classifica di Holidu, la foresta di Sainte-Baume è in testa per le recensioni su Google. È seguita a breve distanza dalla foresta di Huelgoat, in Bretagna, e poi da quella di Aïtone, in Corsica.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/d-apres-les-avis-laisses-sur-google-maps-la-plus-belle-foret-de-france-se-situe-en-provence-1789466058131.jpg" data-image="a13hvmsm4586" alt="La foresta della Sainte-Baume in autunno: muschi, funghi e grotte in prospettiva." title="La foresta della Sainte-Baume in autunno: muschi, funghi e grotte in prospettiva."><figcaption>La foresta della Sainte-Baume in autunno: muschi, funghi e grotte in prospettiva.</figcaption></figure><p>"In Francia, le foreste non hanno ancora finito di sorprendere. Le recensioni lasciate da migliaia di escursionisti su Google Maps delineano un ritratto delle foreste preferite dai francesi che non corrisponde a quello che si potrebbe immaginare". È con questa introduzione che <strong>Holidu</strong>, il portale specializzato negli affitti per le vacanze, assegna alla Sainte-Baume il primo posto della sua classifica dedicata alle <strong>destinazioni forestali francesi da scoprire in autunno</strong>, "quando le faggete si tingono prima di giallo e poi di rosso, per ispirarvi nella scelta della vostra prossima fuga nella natura". <em></em> </p><p>Ma attenzione: questa classifica va presa con cautela. È vero che la foresta del Var ottiene un punteggio di<strong> 4,9 su 5</strong>. Tuttavia, il numero di recensioni è appena di <strong>238 </strong>(e non di «migliaia di escursionisti»), contro le <strong>5534</strong> <strong>recensioni </strong>lasciate per la foresta di <strong>Huelgoat</strong>, che si piazza al <strong>2° posto</strong> con un punteggio di 4,8. Il <strong>Bois de Vincennes</strong>, che arriva appena al <strong>14° posto</strong> con un punteggio di 4,5 su 5, raccoglie comunque ben <strong>41456 recensioni</strong>! La scala è quindi sensibilmente diversa. </p><p>Ciononostante, "<em>si tratta della valutazione migliore tra le foreste prese in considerazione"</em>, spiega il media di viaggiatori <em>Ulysse</em>, precisando: « <em>Questo risultato si basa quindi sul giudizio degli utenti e non sul voto di una giuria o su uno studio scientifico.</em> »</p><h2>Un'antica faggeta e un importante luogo di pellegrinaggio</h2><p>Classificata come "<strong>foresta d'eccezione</strong>" dall'Office national des forêts, la foresta di Sainte-Baume è un <strong>luogo di grande valore storico e naturalistico nel Mediterraneo</strong>. Si trova sul versante settentrionale dell'omonimo massiccio, a cavallo tra i dipartimenti del Var e delle Bouches-du-Rhône. Questa parete rocciosa, lunga 12 km, orientata da est a ovest e alta 300 metri, domina il paesaggio locale come un punto di riferimento inconfondibile. Ospita un'<strong>antica faggeta</strong>, la cui presenza a queste latitudini mediterranee è spiegata dalle condizioni climatiche locali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789324" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/boschi-vetusti-le-prime-tre-foreste-inserite-nella-rete-nazionale-si-trovano-nel-friuli-venezia-giulia.html" title="Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia ">Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/boschi-vetusti-le-prime-tre-foreste-inserite-nella-rete-nazionale-si-trovano-nel-friuli-venezia-giulia.html" title="Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/boschi-vetusti-1789727319758_320.jpeg" alt="Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia "></a></article></aside><p>L'ombra del rilievo e l'umidità favoriscono in particolare la crescita di faggi, muschi, edera e funghi. L'<strong>abbondanza di acqua</strong> nel massiccio contribuisce pienamente al carattere del luogo e ha dato origine a numerose<strong> curiosità naturali</strong>: lapiés, grotte, voragini, inghiottitoi, risorgive, tufi e altro ancora. </p><p>Questi ultimi sono presenti nel <strong>vallon de Castellette</strong>, dove formano delicate e fragili <strong>vasche naturali</strong>. Il paesaggio cambia con l'arrivo dell'autunno, quando le foglie degli alberi assumono tonalità ramate. Questi colori contrastano con le bianche pareti calcaree del massiccio. </p><h3>La grotta di Sainte-Marie-Madeleine</h3><p>Il sito è inoltre noto per la grotta di Sainte-Marie-Madeleine, ricavata nella parete rocciosa e raggiungibile attraverso sentieri che attraversano la foresta. Questa grotta (la <em>baume</em>), situata ai piedi della falesia, è meta di un pellegrinaggio dedicato a Sainte-Marie-Madeleine che, secondo la tradizione cristiana, si sarebbe stabilita proprio qui. Dall'XI secolo, numerosi personaggi illustri (re, regine, papi ecc.) e semplici pellegrini si sono recati sul posto per motivi religiosi. </p><h2>Huelgoat e Aïtone: caos granitico e cattedrale vegetale</h2><p>La foresta di Huelgoat, nella Bretagna centrale, occupa il secondo posto della classifica, con un punteggio di 4,8 su 5. Culla di numerose <strong>leggende celtiche</strong>, la foresta di Huelgoat è conosciuta soprattutto per la particolarità e la bellezza delle sue rocce: un<strong> accumulo caotico di massi arrotondati</strong> che ha ispirato numerosi racconti. Qui scorre anche la<strong> rivière d'Argent</strong>, il regno delle fate di Huelgoat.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/foliage-gia-a-settembre-ecco-quali-sono-i-primi-boschi-a-tingersi-d-oro.html" title="Foliage già a settembre? Ecco quali sono i primi boschi d'Italia a tingersi d’oro">Foliage già a settembre? Ecco quali sono i primi boschi d'Italia a tingersi d’oro</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/foliage-gia-a-settembre-ecco-quali-sono-i-primi-boschi-a-tingersi-d-oro.html" title="Foliage già a settembre? Ecco quali sono i primi boschi d'Italia a tingersi d’oro"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/foliage-gia-a-settembre-ecco-quali-sono-i-primi-boschi-a-tingersi-d-oro-1787737207945_320.jpg" alt="Foliage già a settembre? Ecco quali sono i primi boschi d'Italia a tingersi d’oro"></a></article></aside><p>Il terzo posto va alla foresta di Aïtone, in Corsica, anch'essa valutata 4,8 su 5 sulla base di 116 recensioni. Situata nell'<strong>alta valle del Liamone</strong>, è caratterizzata dai suoi <strong>pini larici</strong>, che formano una vera e propria cattedrale vegetale, e dalle sue<strong> piscine naturali</strong> scavate nel granito. Qui si incontrano mucche al pascolo libero, uccelli forestali e, talvolta, i celebri maiali neri che si aggirano tranquillamente ai bordi delle strade.</p><h4><em>Riferimenti</em></h4><p><em><a href="https://ulysse.com/news/tout-le-monde-attendait-fontainebleau-ou-broceliande-cest-une-foret-du-var-qui-decroche-le-titre-de-plus-belle-foret-de-france-en-2026" title="https://ulysse.com/news/tout-le-monde-attendait-fontainebleau-ou-broceliande-cest-une-foret-du-var-qui-decroche-le-titre-de-plus-belle-foret-de-france-en-2026" target="_blank">Le foreste più belle della Francia nel 2026</a></em></p><p><em><a href="https://ulysse.com/news/tout-le-monde-attendait-fontainebleau-ou-broceliande-cest-une-foret-du-var-qui-decroche-le-titre-de-plus-belle-foret-de-france-en-2026" title="https://ulysse.com/news/tout-le-monde-attendait-fontainebleau-ou-broceliande-cest-une-foret-du-var-qui-decroche-le-titre-de-plus-belle-foret-de-france-en-2026" target="_blank">Tutti si aspettavano Fontainebleau o Brocéliande… è invece una foresta del Var a conquistare il titolo di «foresta più bella di Francia nel 2026», Luc Rongier, 15 settembre 2026</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/secondo-le-recensioni-lasciate-su-google-maps-la-foresta-piu-bella-della-francia-si-trova-in-provenza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, tra martedì e mercoledì confermato il brusco calo delle temperature: bisognerà rispolverare i vestiti autunnali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali.html</link><pubDate>Sun, 20 Sep 2026 14:10:55 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il calo termico si farà notare con forza già da martedì 22 e poi nelle giornate di mercoledì 23 e giovedì 24 settembre. Mentre in Spagna e Francia ci sarà un nuovo assaggio di intenso caldo estivo (massime fino a 37°C), in Italia bisognerà rispolverare l'abbigliamento autunnale, almeno nelle prime ore della mattina. Minime anche sotto i 10°C e massime a fatica sopra i 25°C.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbajz2u"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbajz2u.jpg" id="xbajz2u"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>L'Italia si tingerà di blu dopo mesi in cui ha dominato il rosso.</strong> Mentre sull'Europa si allunga una nuova fase di caldo anomalo, con temperature sopra la media, il nostro Paese si prepara a cambiare scenario: <strong>nei prossimi giorni sono attese temperature nettamente più basse</strong>, con un calo che si farà sentire soprattutto nelle prime ore del mattino, ma non solo.</p><h2>Europa rovente, Italia in controtendenza</h2><p>Tra martedì e giovedì <strong>in Spagna sono previste </strong><strong>massime fino a 37 gradi, e fino a 35 in Francia</strong>. Si tratta di una nuova fase di calore intenso che segue una estate lunghissima e caldissima. L'Italia, invece, assisterà all'ingresso di <strong>masse d'aria fredda in arrivo dai Balcani, con un netto abbassamento dei valori.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali-1789912756809.jpg" data-image="mxrp27j25650"><figcaption>Le anomalie di temperatura in Europa questo mercoledì 23 settembre: caldo in Spagna e Francia, mentre in Italia si abbasseranno nettamente i valori.</figcaption></figure><p>Sulle mappe delle anomalie termiche, quelle che per mesi hanno mostrato una <strong>penisola avvolta dal </strong><strong>rosso</strong>, <strong>arriverà finalmente il </strong><strong>blu</strong>. Un cambio di colore che si traduce in valori sensibilmente inferiori alla norma.</p><h3>Mattine fresche: da martedì 22 sotto i 10 gradi, anche in certe località del Centro-Sud</h3><p>Gli effetti si noteranno soprattutto <strong>poco dopo l'alba</strong>, quando in numerose città le temperature scenderanno <strong>sotto i 10 gradi</strong>. E non riguarderà solo il Nord: il fresco raggiungerà anche il Centro-Sud. Valori intorno ai 10°C di minima, o anche inferiori, si registreranno a <strong>Bologna, Firenze, Perugia e L'Aquila</strong>, ma anche a <strong>Potenza e Cosenza</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali-1789912823388.jpg" data-image="o14bvkmhmldr"><figcaption>Le temperature minime in Italia la mattina di mercoledì 23: predomina il verde, quindi valori nettamente più bassi rispetto ai giorni scorsi.</figcaption></figure><p>Insomma, è il momento di <strong>tirare fuori dall'armadio i capi autunnali. Serviranno solo di prima mattina</strong>, ma uscire di casa in maglietta in molte zone d'Italia non sarà più così normale come è stato negli ultimi mesi.</p><p>Poi nel corso della giornata i valori saliranno, e il <strong>clima sarà ancora gradevole e dal sapore estivo</strong>, ma avremo comunque una sensibile riduzione. </p><h3>Anche le massime scendono</h3><p>Il calo non riguarderà quindi solo le prime ore del giorno. Anche le <strong>temperature massime</strong> saranno notevolmente più basse rispetto ai giorni scorsi, e la differenza si farà notare dopo il lungo periodo di caldo:<strong> mercoledì 23, secondo il modello europeo, a</strong><strong>l Sud sarà difficile superare di molto i 25 gradi, mentre al Nord i valori oscilleranno tra i 20 e i 24 gradi. </strong>Solo nel Nord della Sardegna potrebbero essere toccati i 30 gradi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali-1789913078001.png" data-image="v8rrkigc6ux2"><figcaption>Le temperature massime e minime previste mercoledì 23 settembre 2026 in Italia, secondo il modello europeo ECMWF.</figcaption></figure><ul> </ul><h2>Quanto durerà?</h2><p>L'abbassamento delle temperature si concentrerà <strong>a partire da martedì 22</strong>, facendosi sentire inizialmente soprattutto al Centro-Nord ma in rapida estensione anche al Sud. Si farà sentire con forza <strong>mercoledì 23</strong> e proseguirà anche nella <strong>giornata di giovedì</strong> 24.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789172" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html" title="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia">Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html" title="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila-1789651167731_320.jpg" alt="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia"></a></article></aside><h3>Non solo freddo: in arrivo nuova instabilità</h3><p>Il quadro, però, non si esaurisce qui. Oltre al calo termico, sono in arrivo <strong>nuove fasi di instabilità</strong>, soprattutto al <strong>Sud e al Centro</strong>. Nei prossimi giorni vi aggiorneremo con maggiori dettagli. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scoperta una nuova specie di gatto per la prima volta dopo un secolo: il primo esemplare noto vive in Bolivia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/scoperta-una-nuova-specie-di-gatto-per-la-prima-volta-dopo-un-secolo-il-primo-esemplare-noto-vive-in-bolivia.html</link><pubDate>Sun, 20 Sep 2026 12:40:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Per la prima volta da un secolo a questa parte è stata scoperta una nuova specie di gatto, che potrebbe portare all’identificazione di altri nuovi felini. È successo in Bolivia, dove un piccolo micio dal manto maculato ha colto tutti di sorpresa</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperta-una-nuova-specie-di-gatto-per-la-prima-volta-dopo-un-secolo-il-primo-esemplare-noto-vive-in-bolivia-1789720602624.jpg" data-image="1324spa7exd3" alt="Scoperta gatto" title="Scoperta gatto"><figcaption>Il gatto mai osservato prima ha i colori della pelliccia simili a quelli dileopardi e ocelot</figcaption></figure><p>L’ultima volta che una nuova specie di gatto è stata scoperta era il <strong>1923</strong>. Si trattava del gatto delle pampas, un raro felino che vive ad est delle Ande argentine.</p><p>Ora, a più di cento anni di distanza, e ancora una volta in Sud America, è stato identificato un piccolo <strong>felino selvatico</strong>, che nell'aspetto ha molti tratti in comune con i <strong>gatti domestici</strong>.</p><p>Il nome della nuova specie è <strong>Leopardus tilcayo</strong>.</p><h2>Il cucciolo di gatto che ha sorpreso gli scienziati</h2><p>Come accade spesso, la scoperta del Leopardus tilcayo è avvenuta <strong>casualmente</strong>, quando un abitante di una regione boscosa a circa novanta chilometri a nord-est di La Paz, in Bolivia, ha notato al margine di una foresta un <strong>cucciolo di gatto</strong> e lo ha portato a casa.</p><p>Dopo averlo allevato per circa <strong>un anno</strong> l’uomo si è accorto che l’animale che aveva salvato non era un comune gatto domestico come aveva pensato, ed ha quindi contattato un <strong>rifugio per animali selvatici</strong>.</p><p> Da quel momento è iniziato lo studio che sul finire dell’estate del 2026 ha condotto alla conclusione del tutto inattesa che quel gatto appartiene a una specie <strong>mai osservata prima</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="549242" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/animali-alla-scoperta-fantasma-boschi-gatto-selvatico-europeo.html" title="Alla scoperta del fantasma dei boschi, il gatto selvatico europeo">Alla scoperta del fantasma dei boschi, il gatto selvatico europeo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/animali-alla-scoperta-fantasma-boschi-gatto-selvatico-europeo.html" title="Alla scoperta del fantasma dei boschi, il gatto selvatico europeo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-del-fantasma-dei-boschi-il-gatto-selvatico-europeo-1695476660432_320.jpg" alt="Alla scoperta del fantasma dei boschi, il gatto selvatico europeo"></a></article></aside><p><br>Ci sono voluti anni, lo sviluppo di nuove <strong>analisi genomiche</strong> e un confronto con altre trentasette razze feline per avere la conferma che il piccolo gatto raccolto dalla strada è ancora totalmente <strong>sconosciuto alla scienza</strong>.</p><h2>Un gatto misterioso</h2><p>Di questo gatto appena scoperto si sa che la sua razza ha iniziato ad allontanarsi da quella degli altri felini <strong>1,4 milioni di anni fa,</strong> una tempo davvero lungo anche in termini evolutivi, simile a quello che intercorre tra i leoni di oggi e quelli delle caverne, ormai estinti.</p><p>Oltre a ciò e al fatto che il suo habitat è quello delle <strong>foreste delle Yungas</strong> in Bolivia, al momento di lui non si conosce molto altro. </p><div class="texto-destacado">Come quasi tutti i felini è più attivo di notte, ma metodi di caccia, di riproduzione, dieta, abitudini e così via, sono tutti <strong>ancora da scoprire</strong>.</div><p>Il nuovo micio, quindi, pone sicuramente una sfida interessante per gli studiosi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775352" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-errore-che-si-commette-quando-si-abbraccia-il-proprio-gatto-in-una-brutta-giornata-gli-esperti-spiegano.html" title="L'errore che si commette quando si abbraccia il proprio gatto in una brutta giornata: gli esperti spiegano">L'errore che si commette quando si abbraccia il proprio gatto in una brutta giornata: gli esperti spiegano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-errore-che-si-commette-quando-si-abbraccia-il-proprio-gatto-in-una-brutta-giornata-gli-esperti-spiegano.html" title="L'errore che si commette quando si abbraccia il proprio gatto in una brutta giornata: gli esperti spiegano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-error-que-cometes-al-abrazar-a-tu-gato-en-un-mal-dia-conoce-la-explicacion-de-los-expertos-1782190949437_320.jpg" alt="L'errore che si commette quando si abbraccia il proprio gatto in una brutta giornata: gli esperti spiegano"></a></article></aside><p> Tutt’ora l'esemplare studiato vive al sicuro nel <strong>rifugio di Senda Verde</strong>, mentre l’unico altro esemplare avvistato è una femmina che è stata curata dopo essere stata trovata ferita, e poi <strong>reimmessa in natura</strong>.</p><h2>Com'è fatto il nuovo gatto</h2><p>Battezzato <em>Leopardus tilcayo, </em>il piccolo felino boliviano è sconosciuto alla scienza ma non del tutto alla popolazione locale, che gli ha anche trovato un nome. Le persone del posto lo chiamano appunto <em><strong>tilcayo</strong></em>.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"> <a href="https://x.com/hashtag/GrupoFides?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#GrupoFides</a> | <a href="https://x.com/hashtag/ANF?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#ANF</a> Un equipo internacional de científicos identificó en los Yungas de Bolivia una nueva especie de felino silvestre, el Leopardus tilcayo o gato tilcayo. Se trata de la primera descripción de un nuevo gato salvaje en más de un siglo, hallado a partir del <a href="https://t.co/H9TgaSzNcl">pic.twitter.com/H9TgaSzNcl</a></p>— Agencia de Noticias Fides (@noticiasfides) <a href="https://x.com/noticiasfides/status/2100652666036883754?ref_src=twsrc%5Etfw">September 17, 2026</a></blockquote></figure><p>Nessuno sa esattamente cosa significhi questo termine, che non vuol dire <strong>nulla di preciso</strong> né nella lingua locale, il quechua, né in spagnolo, ma alla fine è prevalsa l’abitudine quindi il nome è rimasto.</p><p>Quanto ai <strong>leopardi</strong>, il nome deriva dal genere, ma dal punto di vista esteriore il gatto condivide con quei grandi felini solo l’aspetto del manto, <strong>rossiccio e maculato</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="642616" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/affascinante-leopardo-anamur-felino-piu-raro-del-mondo-che-vive-nella-taiga-siberiana.html" title="L'affascinante leopardo dell'Amur, il felino più raro del mondo che vive nella taiga siberiana">L'affascinante leopardo dell'Amur, il felino più raro del mondo che vive nella taiga siberiana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/affascinante-leopardo-anamur-felino-piu-raro-del-mondo-che-vive-nella-taiga-siberiana.html" title="L'affascinante leopardo dell'Amur, il felino più raro del mondo che vive nella taiga siberiana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-affascinante-leopardo-dell-anamur-il-felino-piu-raro-del-mondo-che-vive-nella-taiga-siberiana-1707133448477_320.jpg" alt="L'affascinante leopardo dell'Amur, il felino più raro del mondo che vive nella taiga siberiana"></a></article></aside><p>Per il resto si tratta di un piccolo animale che misura <strong>quarantacinque centimetri</strong> di lunghezza dalla testa alla coda e pesa solo 1,4 chilogrammi, è quindi più piccolo in media dei gatti di casa ma sicuramente più simile nell'aspetto a questi ultimi che non ai leopardi</p><p>Come per i comuni gatti, il muso del <em>Leopardus tilcayo</em> è piccolo, le orecchie sono<strong> arrotondate </strong>e i <strong>baffi lunghi.</strong></p><h2>Il valore della scoperta</h2><p>Aver identificato un gatto mai osservato prima non è importante solo perché è la prima scoperta del genere dopo svariati decenni, ma anche perché grazie ad essa si va ad arricchire <strong>l’albero genealogico</strong> dei felini.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperta-una-nuova-specie-di-gatto-per-la-prima-volta-dopo-un-secolo-il-primo-esemplare-noto-vive-in-bolivia-1789720699702.jpg" data-image="hvctalntkg4n" alt="gatto Bolivia" title="gatto Bolivia"><figcaption>Un gatto domestico, in attesa di nuove scoperte tra i felini</figcaption></figure><p>Gli studi condotti sul <em>Leopardus tilcayo</em>, attraverso l’analisi genomica, aprono la porta a nuove scoperte che possono permettere di identificare ulteriori <strong>nuove specie </strong>di gatto o a <strong>proteggere </strong>meglio quelle già note, talvolta persino <strong>dall’estinzione</strong>.</p><p>Già si parla, ad esempio, di una nuova sottospecie di <strong>gatto tigre in Perù</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="652575" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/incredibile-scoperta-in-sud-america-censita-una-nuova-sottospecie-di-gatto-tigre.html" title="Incredibile scoperta in Sud America: censita una nuova sottospecie di gatto tigre">Incredibile scoperta in Sud America: censita una nuova sottospecie di gatto tigre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/incredibile-scoperta-in-sud-america-censita-una-nuova-sottospecie-di-gatto-tigre.html" title="Incredibile scoperta in Sud America: censita una nuova sottospecie di gatto tigre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/incredibile-scoperta-in-sud-america-censita-una-nuova-sottospecie-di-gatto-tigre-1713348405133_320.jpg" alt="Incredibile scoperta in Sud America: censita una nuova sottospecie di gatto tigre"></a></article></aside><p>A differenza dei grandi felini come leoni e pantere, infatti, quelli piccoli sono ancora <strong>poco studiati</strong> anche a causa della loro eccezionale <strong>abilità nel nascondersi</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Jason%20Bittel" data-year="2026" data-title="meet%20the%20first%20new%20cat%20species%20discovered%20in%20100%20years" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nationalgeographic.com%2Fanimals%2Farticle%2Fmeet-the-first-new-cat-species-discovered-in-100-years%3Fcmpid%3Dorg%3Dngp%3A%3Amc%3Dsocial%3A%3Asrc%3Dinstagram%3A%3Acmp%3Deditorial%3A%3Aadd%3Dig20260917animals-wildcatspeciesfreemiumhedcard%26fbclid%3DPAVERTVgUZCzFwZG9mAmV4dG4DYWVtAjEwAHNydGMGYXBwX2lkDzU2NzA2NzM0MzM1MjQyNwABp_EcuDyeQRiyRM0zHC8fgm-QxaH8jtVG9sSj4oDaQay32OHFpXyNUkjOGEZB_aem_eZDRWEfRQz6E6M89usWRAw">Jason Bittel. (2026). <a href="https://www.nationalgeographic.com/animals/article/meet-the-first-new-cat-species-discovered-in-100-years?cmpid=org=ngp::mc=social::src=instagram::cmp=editorial::add=ig20260917animals-wildcatspeciesfreemiumhedcard&fbclid=PAVERTVgUZCzFwZG9mAmV4dG4DYWVtAjEwAHNydGMGYXBwX2lkDzU2NzA2NzM0MzM1MjQyNwABp_EcuDyeQRiyRM0zHC8fgm-QxaH8jtVG9sSj4oDaQay32OHFpXyNUkjOGEZB_aem_eZDRWEfRQz6E6M89usWRAw" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">meet the first new cat species discovered in 100 years</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/scoperta-una-nuova-specie-di-gatto-per-la-prima-volta-dopo-un-secolo-il-primo-esemplare-noto-vive-in-bolivia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/boschi-vetusti-le-prime-tre-foreste-inserite-nella-rete-nazionale-si-trovano-nel-friuli-venezia-giulia.html</link><pubDate>Sun, 20 Sep 2026 10:15:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Tre boschi del Friuli Venezia Giulia sono entrati a far parte della Rete nazionale dei boschi vetusti, istituita in Italia nel 2023. Si tratta di Croseraz Val Bona e Pian dele Stele, nel Cansiglio pordenonese, e del Bosco Vintulins, nella foresta di Forchiutta, in provincia di Udine: ecosistemi di grande valore naturalistico e biodiversità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/boschi-vetusti-1789727319758.jpeg" data-image="7yix7fsfvgdd" alt="faggeta" title="faggeta"><figcaption>Una foto di una faggeta in Italia. In Italia circa un terzo del territorio è coperto da boschi.</figcaption></figure><p>Nel guigno del 2023 in Italia è stata istituita la <strong>Rete nazionale dei boschi vetusti</strong>. L'Italia è stata la prima nazione in Europa a dare il via a questa rete, che nelle intenzioni del Ministero dell'Agricoltura e delle foreste vuole essere "un innovativo strumento per la valorizzazione della biodiversità degli ecosistemi forestali".</p><p>Adesso, a distanza di quasi tre anni, <strong>tre boschi del Friuli Venezia Giulia</strong> sono stati iscritti in queste Rete nazionale. Si tratta di Croseraz Val Bona, nel Comune di Budoia, e Pian dele Stele, nel Comune di Polcenigo, entrambe nella foresta del Cansiglio nel territorio pordenonese, e del Bosco Vintulins, nella foresta di Forchiutta, nel Comune di Paularo, in territorio udinese.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Si tratta di Croseraz Val Bona, nel Comune di Budoia, e Pian dele Stele, nel Comune di Polcenigo, entrambe nella foresta del Cansiglio nel territorio pordenonese, e del Bosco Vintulins, nella foresta di Forchiutta, nel Comune di Paularo, in territorio udinese. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p> I boschi vetusti sono ecosistemi forestali caratterizzati dalla presenza di specie autoctone e da un'evoluzione naturale protratta per oltre sessant'anni senza significative interferenze antropiche. <strong>Si tratta di ambienti di particolare valore naturalistico e scientifico, ricchi di biodiversità</strong> e nei quali convivono piante secolari, giovani individui, alberi adulti, fusti senescenti e legno morto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/isole-di-calore-urbane-fino-a-4-c-in-meno-con-riforestazione-e-depavimentazioni-roma-e-firenze-lo-dimostrano.html" title="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano">Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/isole-di-calore-urbane-fino-a-4-c-in-meno-con-riforestazione-e-depavimentazioni-roma-e-firenze-lo-dimostrano.html" title="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/https-www-cnr-it-it-comunicato-stampa-1783496807435_320.jpeg" alt="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano"></a></article></aside><p>La loro tutela si inserisce in una gestione complessiva e sostenibile del patrimonio forestale, che comprende anche le utilizzazioni boschive. Il legno rappresenta infatti una materia prima rinnovabile di rilievo per l'economia, impiegata in numerosi settori, dall'arredo all'edilizia fino alla produzione di strumenti musicali, e contribuisce allo stoccaggio duraturo dell'anidride carbonica. </p><h2>Cosa sono i boschi vetusti?</h2><p>La parola vetusto viene dal termine latino <em>vetustus</em>, che a sua volta proviene da <em>vetus</em> (vecchio). In Italia sono stati censiti 166 boschi vetusti, per una superficie complessiva di oltre 4.000 ettari. <strong>Devono essere estesi almeno 10 ettari, non utilizzati dall'uomo da oltre 60 anni</strong> e presentare tutti gli stadi di evoluzione naturale degli alberi: dalle piantine giovani agli alberi adulti, dagli alberi morti in piedi a quelli atterrati, con una profonda lettiera e ampi spazi arbustivi ed erbacei. </p><p><strong>Tutti i boschi vetusti riconosciuti e identificati come tali dalle singole Regioni saranno inseriti nella Rete nazionale,</strong> informa il Ministero, alla cui gestione, monitoraggio e aggiornamento provvederà la Direzione generale delle foreste del Masaf, sul modello operativo già adottato con successo per la tutela degli alberi monumentali d'Italia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="7772" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/le-antiche-faggete-italiane-patrimonio-dell-umanita-ecco-dove-sono.html" title="Le antiche faggete italiane, patrimonio dell’UNESCO: ecco dove sono">Le antiche faggete italiane, patrimonio dell’UNESCO: ecco dove sono</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/le-antiche-faggete-italiane-patrimonio-dell-umanita-ecco-dove-sono.html" title="Le antiche faggete italiane, patrimonio dell’UNESCO: ecco dove sono"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-antiche-faggete-italiane-patrimonio-dell-umanita-ecco-dove-sono-7772-1_320.jpg" alt="Le antiche faggete italiane, patrimonio dell’UNESCO: ecco dove sono"></a></article></aside><p>Le foreste vetuste d'Italia iscritte nella Rete nazionale saranno georeferenziate sul sito web del Masaf e mappate nella futura Carta forestale d'Italia, anch'essa in corso di realizzazione da parte della Direzione foreste, del CREA e dell'Università di Firenze.Nella rete nazionale dei boschi vetusti saranno inserite, in una sezione a parte, anche le <strong>13 faggete vetuste primordiali riconosciute dall'Unesco come Patrimonio mondiale dell'umanità,</strong> per un'ulteriore superficie complessiva di 2.150 ettari.</p><h2>I boschi in Italia</h2><p>L'Italia è uno dei paesi più boscosi d'Europa. Nonostante l'enorme consumo di suolo, le foreste italiane, secondo i dati Ispra <strong>oggi coprono oltre 11 milioni di ettari, circa il 38% del territorio nazionale</strong>. Questa crescita dei boschi è dovuta anche all'abbandono progressivo delle campagne. Le regioni più verdi sono il <strong>Trentino-Alto Adige, Piemonte e Friuli Venezia Giulia,</strong>ma un po' tutte le regioni godono di aree boscose piuttosto diffuse.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Ministero%20Agricoltura%20Italia" data-year="" data-title="Boschi%20vetusti" data-url="https%3A%2F%2Fwww.masaf.gov.it%2Fboschi_vetusti">Ministero Agricoltura Italia. <a href="https://www.masaf.gov.it/boschi_vetusti" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Boschi vetusti</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/boschi-vetusti-le-prime-tre-foreste-inserite-nella-rete-nazionale-si-trovano-nel-friuli-venezia-giulia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/prevenire-insieme-i-danni-di-siccita-e-alluvioni-due-conseguenze-del-cambiamento-climatico-che-si-aggravano-a-vicenda.html</link><pubDate>Sun, 20 Sep 2026 07:28:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Siccità e incendi in estate e inondazioni o piene in autunno non sono due problemi separati, ma complicazioni del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda, e che possono essere prevenuti insieme</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-siccita-e-incendi-estivi-rendono-piu-gravi-le-alluvioni-autunnali-1789374295864.jpg" data-image="bfuywwfe4upd" alt="siccità incendi" title="siccità incendi"><figcaption>Un vasto incendio che distrugge la vegetazione su una collina</figcaption></figure><p>In Europa del sud come in tutto il Mediterraneo, ma anche nell’est degli Stati Uniti e in Australia, il caldo sempre più estremo ha accentuato il problema degli incendi boschivi nel 2026, a cui faranno seguito le alluvioni autunnali.</p><div class="texto-destacado">Incendi e piogge non sono due fenomeni separati, come si potrebbe pensare, in quanto amplificano gli uni gli effetti distruttivi degli altri nei territori colpiti.</div><p>Nel contesto del <strong>clima estremo</strong> attuale, anche la <strong>ricrescita dei boschi</strong> dopo le stagioni delle piogge, per assurdo che sembri, può diventare <strong>dannosa</strong>, perché la vegetazione più <strong>giovane </strong>è anche la più soggetta agli incendi.</p><h2>Cosa succede al suolo dopo un incendio </h2><p>Un grande rogo estivo segna il territorio per <strong>anni</strong>, e lo rende più <strong>vulnerabile </strong>alle piogge della stagione autunnale.</p><p>Quando il fuoco distrugge la vegetazione, il territorio perde infatti la sua <strong>barriera naturale</strong> contro lo <strong>scorrimento superficiale</strong> delle acque piovane.</p><p>Quando piove, infatti, radici, rami e foglie delle piante <strong>trattengono </strong>una parte dell’acqua. L’acqua che penetra nel terreno non causa <strong>smottamenti </strong>se le radici delle piante sono grandi e forti abbastanza da mantenerlo strutturato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784618" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html" title="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003">Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html" title="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate-1787218628149_320.jpg" alt="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003"></a></article></aside><p>Quando il fuoco porta via questa protezione naturale il suolo rimane quindi esposto e l'acqua <strong>scorrere in superficie </strong>invece di penetrare nel suolo.</p><p> Il calore del fuoco, inoltre, altera temporaneamente alcune delle <strong>proprietà </strong>del terreno, rendendolo quasi <strong>impermeabile</strong>.</p><h2>Gli effetti delle piogge torrenziali dopo un incendio</h2><p>Il modo in cui un incendio lascia segni permanenti su un territorio diventa evidente quando arrivano piogge molto intense. In questi casi l’acqua scorre in superficie invece di essere assorbita, trasformandosi in <strong>colate di fango e detriti.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-siccita-e-incendi-estivi-rendono-piu-gravi-le-alluvioni-autunnali-1789374356733.jpg" data-image="b0mujjcfidb6" alt="alluvioni frane" title="alluvioni frane"><figcaption>Le frane nei territori abitati sono tra le conseguenze più gravi del dissesto idogeologico</figcaption></figure><p>Un temporale forte e breve genera facilmente una <strong>piena </strong>che trascina con sé anche tutte le <strong>ceneri </strong>e qualunque altra cosa il fuoco abbia lasciato dietro di sè. Nei territori segnati dai roghi, comunque, anche una pioggia poco violenta, che normalmente non causerebbe disastri, può facilmente provocare <strong>danni gravi</strong>.</p><p>Dove c’è molta <strong>pendenza</strong>, come nelle zone montuose, le colate si fanno ancora più pericolose e distruttive, al punto da sradicare anche gli alberi e la vegetazione rimasti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni.html" title="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni">Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni.html" title="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni-1785070975838_320.jpg" alt="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni"></a></article></aside><p><br>Al loro posto cresce poi una vegetazione <strong>meno fitta </strong>e quindi più sensibile alla siccità estiva, che diventa facilmente <strong>materiale combustibile</strong> pronto ad alimentare gli incendi.</p><h2>Un circolo vizioso che dura anni</h2><p>Una ricerca pubblicata su <em>Nature Reviews Earth & Environment</em> nel 2024 mostra che questo circolo vizioso che collega alluvioni e incendi può andare avanti per alcuni <strong>anni</strong>.</p><p>La vegetazione ha i suoi <strong>tempi di ripristino</strong>, così come le <strong>proprietà idrologiche</strong> del suolo. Un territorio ha bisogno di tempi lunghi per tornare alle condizioni di partenza, sempre ammesso che non si verifichino altri eventi estremi che interrompono il processo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786311" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali">La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124914254_320.jpg" alt="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"></a></article></aside><p>Le colate di detriti nei territori colpiti dagli incendi diventano quindi particolarmente <strong>frequenti </strong>nei primi <strong>due anni</strong>, ma rimangono comunque superiori ai livelli precedenti gli incendi per un periodo che dura fino a <strong>cinque anni</strong>.</p><h2>Un intervento semplice contro incendi e alluvioni</h2><p>Per rendere i territori <strong>meno vulnerabili</strong> c’è un intervallo di tempo tra incendi estivi e alluvioni invernali, che purtroppo diventa sempre più breve.</p><p>Un'osservazione condotta in Portogallo a partire dal 2016 ha però dimostrato due cose importanti: la prima è che incendi e inondazioni non possono essere trattati come due problemi <strong>separati</strong>, la seconda è che per ridurre i rischi sono sufficienti interventi relativamente <strong>semplici</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780992" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche.html" title="Alla scoperta dei pirocumulonembi, le grandi nuvole di fuoco create da incendi ed eruzioni vulcaniche">Alla scoperta dei pirocumulonembi, le grandi nuvole di fuoco create da incendi ed eruzioni vulcaniche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche.html" title="Alla scoperta dei pirocumulonembi, le grandi nuvole di fuoco create da incendi ed eruzioni vulcaniche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche-1785274121545_320.jpg" alt="Alla scoperta dei pirocumulonembi, le grandi nuvole di fuoco create da incendi ed eruzioni vulcaniche"></a></article></aside><p>In una piantagione di eucalipti del centro del paese devastata dal fuoco, la <strong>pacciamatura del suolo</strong> realizzata con residui forestali è stata sufficiente a proteggere il territorio dalle forti piogge. </p><p>In un lasso di tempo di cinque anni il <strong>ruscellamento </strong>è diminuito del <strong>50% </strong>rispetto ai suoli non trattati e <strong>l’erosione </strong>del <strong>91%, </strong>con un trasporto di sedimenti alluvionali dalle colline a valle davvero minimo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Afonso%20Nuno%20Martins" data-year="2026" data-title="Fire%20and%20floods%20are%20usually%20treated%20as%20separate%20hazards.%20Portugal%E2%80%99s%20Pinhal%20Interior%20shows%20why%20they%20are%20part%20of%20the%20same%20cycle" data-url="https%3A%2F%2Ftheconversation.com%2Ffire-and-floods-are-usually-treated-as-separate-hazards-portugals-pinhal-interior-shows-why-they-are-part-of-the-same-cycle-290857">Afonso Nuno Martins. (2026). <a href="https://theconversation.com/fire-and-floods-are-usually-treated-as-separate-hazards-portugals-pinhal-interior-shows-why-they-are-part-of-the-same-cycle-290857" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Fire and floods are usually treated as separate hazards. Portugal’s Pinhal Interior shows why they are part of the same cycle</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/prevenire-insieme-i-danni-di-siccita-e-alluvioni-due-conseguenze-del-cambiamento-climatico-che-si-aggravano-a-vicenda.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item></channel></rss>