<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 15 Sep 2026 14:00:16 +0000</lastBuildDate><pubDate>Tue, 15 Sep 2026 14:00:16 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Meteo Italia, prossimi 15 giorni: precipitazioni e temperature fino alla fine di settembre ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-italia-prossimi-15-giorni-precipitazioni-e-temperature-fino-alla-fine-di-settembre.html</link><pubDate>Tue, 15 Sep 2026 11:39:36 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'indebolimento dell'alta pressione apre la porta a una fase di spiccata dinamicità atmosferica, con un calo termico al Centro-Nord e precipitazioni in estensione dal settore settentrionale verso le regioni meridionali nel corso della settimana.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb7xacu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb7xacu.jpg" id="xb7xacu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>L'indebolimento dell'anticiclone</strong> inizia a dare i primi effetti. Infatti, la pressione atmosferica sta iniziando a diminuire, soprattutto al Centro-Nord. Ne sono testimoni i barometri, ma anche la ventilazione che, <strong>da domani</strong>, inizierà a disporsi dai quadranti occidentali e sud-occidentali su questi settori, con una <strong>nuvolosità in arrivo da ovest </strong>che sarà un grado di produrre un peggioramento con delle <strong>precipitazioni anche temporalesche, soprattutto sulle regioni settentrionali.</strong> </p><p>Questa perturbazione, nella giornata successiva, quella di <strong>giovedì 17 settembre</strong>, raggiungerà<strong> anche le regioni central</strong>i, per poi diffondersi rapidamente a quelle <strong>meridionali</strong>. Anche <strong>venerdì 18</strong>, il tempo continuerà ad essere instabile, se non perturbato sulle regioni centro-meridionali, con ancora qualche strascico residuo nella giornata di sabato, mentre al Nord, il tempo sarà già tornato a migliorare rapidamente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788812" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-domani-e-venerdi-piu-di-60-mm-di-pioggia-in-6-regioni-del-nord.html" title="Piogge intense in arrivo al Nord: oltre 60 mm in 6 regioni tra domani e venerdì, forti temporali anche al Centro">Piogge intense in arrivo al Nord: oltre 60 mm in 6 regioni tra domani e venerdì, forti temporali anche al Centro</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-domani-e-venerdi-piu-di-60-mm-di-pioggia-in-6-regioni-del-nord.html" title="Piogge intense in arrivo al Nord: oltre 60 mm in 6 regioni tra domani e venerdì, forti temporali anche al Centro"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tra-domani-e-venerdi-piu-di-60-mm-di-pioggia-in-6-regioni-del-nord-1789464763474_320.png" alt="Piogge intense in arrivo al Nord: oltre 60 mm in 6 regioni tra domani e venerdì, forti temporali anche al Centro"></a></article></aside><p><strong>Al Sud, e soprattutto sull'area ionica,</strong> una situazione barica lasca, con temperature molto elevate sulla superficie marina, in contrasto con le correnti più fresche in quota, continuerà ancora a favorire la <strong>persistenza dell'instabilità per l'intero fine settimana e forse anche oltre. </strong></p><h2>Analisi in chiave probabilistica dei modelli </h2><p>Da un primo esame dei dati elaborati dai principali <strong>modelli di calcolo internazionali</strong>, come il modello europeo ECMWF e quello americano GFS, è possibile delineare una graduale <strong>transizione climatica per la seconda metà del mese. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-prossimi-15-giorni-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-fino-alla-fine-di-settembre-1789468547323.jpg" data-image="z5al3auhjslw"><figcaption>Questa mappa della circolazione atmosferica prevalenti a 500 hPa prevista , riferita alla notte tra domenica 20 e lunedì 21, evidenzia la nuova rimonta anticiclonica presente tra la penisola iberica e la Francia, con l'Italia ai margini orientali dell'anticiclone. Questa situazione potrebbe porre le basi per nuove discese fresche e instabili dalle latitudini settentrionali verso la nostra penisola, nei giorni successivi (terza decade di settembre). Mappe ECMWF-MeteoRed. </figcaption></figure><p>La ricerca di questa linea di tendenza è possibile soltanto<strong> in chiave probabilistica</strong>, non potendo il determinismo rispondere realisticamente a tale quesito. Con tutte le dovute premesse, chiarendo che<strong> non si tratterà di una previsione, ma di un'analisi in tendenza non immune da possibili errori</strong>, e quindi con bassa attendibilità, soprattutto superando i 7-10 giorni, possiamo osservare che le ensemble riferite alle diverse aree geografiche del nostro Paese, evidenziano<strong> un progressivo allentamento dell'alta pressione</strong>. </p><div class="texto-destacado">In una<strong> prima fase</strong>, quella ormai imminente, le <strong>correnti atlantiche</strong> saranno <strong>protagoniste </strong>del cedimento dell'alta pressione, favorendo una maggiore dinamicità atmosferica sulla gran parte del territorio italiano, interrompendo la monotonia anticiclonica e, invece, riportando condizioni atmosferiche e soprattutto termiche più consone al periodo.</div><p><strong>Il nuovo flusso di aria più fresca ed instabile</strong>, superate abbastanza velocemente le regioni centro-settentrionali, <strong>andrà ad inserirsi nella circolazione instabile già presente sull'area ionica</strong>, rialimentandola. Rimarrà quindi questa falla barica a sud dell'Italia, in grado di attrarre, in una fase successiva, altri flussi di aria più fresca in discesa dal Nord Europa. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788691" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-di-scenario-meteo-in-italia-una-saccatura-in-rapido-avvicinamento-portera-temporali-e-un-calo-delle-temperature.html" title="Cambio di scenario meteo in Italia: una saccatura in rapido avvicinamento porterà temporali e un calo delle temperature">Cambio di scenario meteo in Italia: una saccatura in rapido avvicinamento porterà temporali e un calo delle temperature</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-di-scenario-meteo-in-italia-una-saccatura-in-rapido-avvicinamento-portera-temporali-e-un-calo-delle-temperature.html" title="Cambio di scenario meteo in Italia: una saccatura in rapido avvicinamento porterà temporali e un calo delle temperature"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambio-di-scenario-meteo-in-italia-una-saccatura-in-rapido-avvicinamento-portera-temporali-e-un-calo-delle-temperature-1789398781060_320.jpg" alt="Cambio di scenario meteo in Italia: una saccatura in rapido avvicinamento porterà temporali e un calo delle temperature"></a></article></aside><p> Perciò, <strong>mentre l'Europa occidentale tornerà ad essere dominata dall'alta pressione </strong>(in particolar modo la penisola iberica e la Francia), l'Italia rimarrà più ad est, poi, ai margini del suo campo di influenza. </p><p>A partire dalla domenica e anche per i primi giorni della prossima settimana, risentiremo anche noi della sua presenza stabilizzatrice, tuttavia, a seguire, <strong>sulla nostra penisola potrebbero riuscire ad arrivare nuovi contributi freschi dalle alte latitudini</strong>, con conseguenti rinnovate condizioni favorevoli all'instabilità e a temperature non particolarmente elevate. </p><h2>Tendenza termica e anomalie previste</h2><p>La transizione dei prossimi giorni, da condizioni anticicloniche a quelle caratterizzate dall'arrivo delle correnti occidentali, sarà accompagnata da un <strong>ridimensionamento dei valori termici</strong>. </p><div class="texto-destacado">Infatti, le temperature elevate che hanno caratterizzato ancora la prima parte di settembre, pur senza subire un vero e proprio crollo, inizieranno a rientrare in valori consoni al periodo. </div><p>Ci sarà una <strong>flessione graduale </strong>a partire dalle regioni settentrionali e da quelle tirreniche, più accentuata nelle aree in cui il tempo si manterrà più instabile o perturbato<strong> tra mercoledì e venerdì</strong>. Ovviamente, siamo ancora in un periodo in cui il soleggiamento riesce a far risalire agevolmente le temperature diurne, quindi, al ristabilirsi della stabilità, le massime torneranno a salire, seppur mantenendosi <strong>prossime alle medie</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-prossimi-15-giorni-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-fino-alla-fine-di-settembre-1789469189410.jpg" data-image="idekb9sxl92y"><figcaption>La mappa delle temperature a livello del mare prevista per domenica 20 settembre evidenzia la differenza netta tra il regime termico previsto sulla penisola iberica (con temperature nettamente sopra media) e quello previsto per l'Italia (con valori in linea con le medie del periodo). La tendenza successiva indica, al momento, una prospettiva in cui l'Italia rimarrà ai margini del dominio anticiclonico, con possibili discese fresche a mantenere il tempo relativamente instabile e le temperature non distanti dalle medie del periodo. Mappa ECMWF-MeteoRed </figcaption></figure><p>Sulle regioni meridionali, seppur Interessate dalla circolazione depressionaria, i termometri faticheranno maggiormente a scendere in modo deciso, conservando spunti da sapore tardo-estivo e rallentando il riallineamento alle medie del periodo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-italia-prossimi-15-giorni-precipitazioni-e-temperature-fino-alla-fine-di-settembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Super-El Niño, autunno piovosissimo? Daniele Ingemi: "I modelli dicono altro, il problema sarà l'intensità delle piogge"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-autunno-piovosissimo-daniele-ingemi-chiarisce-i-modelli-dicono-altro-il-problema-sara-l-intensita.html</link><pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:40:46 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il vero problema non è tanto l'influenza del fenomeno di El Niño, quanto il fatto che ci aspetta una stagione autunnale molto complessa, in cui pioverà davvero male. Ecco qualche chiarimento in merito a El Niño e la sua influenza sul tempo in Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb7x2hi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb7x2hi.jpg" id="xb7x2hi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Da settimane i media tradizionali hanno moltiplicato titoli e servizi sul “El Niño” destinato a stravolgere l’autunno (e l’inverno) in Italia</strong>. Si parla di piogge record, alluvioni diffuse, siccità prolungata o temperature estreme come se esistesse un legame diretto, automatico e prevedibile tra le anomalie termiche del Pacifico equatoriale e il tempo sulle nostre regioni. </p><div class="texto-destacado">La realtà climatica è molto più sobria, articolata e, soprattutto, incerta. <strong>L’influenza di El Niño sulle medie latitudini europee esiste, ma è indiretta, subordinata ad altri indici teleconnettivi, in primis la North Atlantic Oscillation (NAO) e l’Arctic Oscillation (AO).</strong></div><p>Il segnale non rimane sempre significativo sulla circolazione alle nostre latitudini e, soprattutto, non esiste una correlazione diretta e robusta tra gli anni di <strong>El Niño</strong> e le precipitazioni sull’Italia. O quantomeno, ancora non c’è una dimostrazione scientifica solida.</p><h2><strong>Il vero peso di El Niño</strong></h2><p><strong>El Niño rappresenta la fase calda dell’ENSO</strong> <strong>(El Niño-Southern Oscillation).</strong> Si manifesta con un anomalo riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centro-orientale (regione Niño 3.4 e settori adiacenti), accompagnato da un riassetto della circolazione atmosferica tropicale.</p><div class="texto-destacado">Un indebolimento o inversione degli alisei, spostamento verso est della zona di intensa convezione e rilascio di enormi quantità di calore latente nell’atmosfera<strong>. Questo squilibrio genera onde di Rossby atmosferiche che si propagano verso le medie e alte latitudini, alterando la posizione e l’intensità del getto polare e delle correnti planetarie.</strong></div><p>Sulle Americhe l’impatto è relativamente diretto e statisticamente più robusto, con eventi di siccità in Australia e Indonesia, piogge più intense sul Perù e sull’Ecuador, squilibri termici e pluviometrici sul Nord America. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-autunno-piovosissimo-daniele-ingemi-chiarisce-i-modelli-dicono-altro-il-problema-sara-l-intensita-1789466989953.jpg" data-image="w2djpuoljvv1" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>Il segnale non rimane sempre significativo sulla circolazione alle nostre latitudini e, soprattutto, non esiste una correlazione diretta e robusta tra gli anni di El Niño e le precipitazioni sull’Italia. </figcaption></figure><p>Sull’Europa e sul Mediterraneo il percorso è molto più lungo e filtrato. Il segnale deve attraversare l’intero settore Nord Atlantico, interagire con il <strong>vortice polare stratosferico,</strong> con la fase della <strong>Quasi-Biennial Oscillation (QBO),</strong> con le anomalie di temperatura della superficie del mare nell’Atlantico e, soprattutto, con lo stato della <strong>NAO</strong> e dell’<strong>AO</strong>. </p><p>Quando questi indici sono dominanti, <strong>possono amplificare, attenuare o addirittura cancellare il contributo di El Niño. </strong>In molti casi storici il segnale <strong>ENSO</strong> sull’Europa risulta debole, intermittente o statisticamente non significativo.</p><h2><strong>NAO, AO e gli altri registi della circolazione europea</strong></h2><p>La <strong>North Atlantic Oscillation</strong> misura il gradiente di pressione tra l’anticiclone delle Azzorre e la depressione d’Islanda. Nella sua fase positiva aumenta le probabilità di avere flussi zonali occidentali miti e umidi sul Nord e Centro Europa, <strong>con condizioni più stabili e spesso più secche sul Mediterraneo.</strong></p><p>Nella fase negativa rende più probabili blocchi anticiclonici alle alte latitudini e scambi meridiani che possono portare irruzioni di aria più fredda o più instabile verso sud. <strong>L’Arctic Oscillation regola in modo analogo la forza del vortice polare troposferico. </strong>Quando si trova in fase positiva confina l’aria fredda alle alte latitudini, valori negativi ne favoriscono la discesa verso sud.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-autunno-piovosissimo-daniele-ingemi-chiarisce-i-modelli-dicono-altro-il-problema-sara-l-intensita-1789467506923.jpg" data-image="kk4vxeeg0d5s" alt="Autunno 2026." title="Autunno 2026."><figcaption>Sull’Europa e sul Mediterraneo il percorso è molto più lungo e filtrato. Il segnale deve attraversare l’intero settore Nord Atlantico, interagire con il vortice polare stratosferico, con la fase della Quasi-Biennial Oscillation (QBO), con le anomalie di temperatura della superficie del mare nell’Atlantico e, soprattutto, con lo stato della NAO e dell’AO. </figcaption></figure><p>Questi indici hanno un’influenza diretta e statisticamente più forte sulla circolazione europea rispetto a <strong>El Niño.</strong> A essi si aggiungono altri fattori, fra cui <strong>lo stato del vortice polare stratosferico</strong> (che può favorire o ostacolare eventi di warming stratosferico e successivi impatti troposferici), le anomalie di temperatura del Mediterraneo stesso (che oggi è eccezionalmente caldo e aumenta il contenuto di umidità disponibile), e la variabilità interna locale.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>D<strong>ue eventi di El Niño di intensità simile possono produrre risposte molto diverse sull’Europa</strong> a seconda della configurazione preesistenti nell’area. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Il risultato è che due eventi di El Niño di intensità simile possono produrre risposte molto diverse sull’Europa</strong> a seconda della configurazione preesistenti nell’area.</p><h2><strong>Il legame con le piogge in Italia</strong></h2><p>L’analisi delle serie storiche e degli studi compositi mostra chiaramente che non esiste una correlazione diretta, lineare e robusta tra la fase di <strong>El Niño</strong> e le precipitazioni sull’Italia.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> L’analisi delle serie storiche e degli studi compositi mostra chiaramente che non esiste una correlazione diretta, lineare e robusta tra la fase di <strong>El Niño</strong> e le precipitazioni sull’Italia. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Gli studi basati su rianalisi (ERA5 e precedenti) e su composite di eventi <strong>ENSO </strong>evidenziano che la risposta pluviometrica europea è caratterizzata da ampia variabilità interna. <strong>In alcuni autunni e inverni di El Niño si osservano anomalie positive di precipitazione su porzioni del Mediterraneo occidentale o centrale; in altri anni lo stesso segnale è assente o addirittura di segno opposto.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-autunno-piovosissimo-daniele-ingemi-chiarisce-i-modelli-dicono-altro-il-problema-sara-l-intensita-1789467571889.jpg" data-image="61ihu9wjgihb" alt="Alluvioni lampo." title="Alluvioni lampo."><figcaption>Il problema principale non è tanto la quantità totale di pioggia, quanto la sua distribuzione. In un contesto di Mediterraneo caldo e di atmosfera più energetica, le precipitazioni tendono a concentrarsi in eventi intensi, di breve durata e su aree ristrette. </figcaption></figure><p>La collocazione geografica delle anomalie cambia da un evento all’altro, così come la loro intensità. Per l’Italia in particolare, la relazione risulta spesso debole o non statisticamente significativa su scala stagionale, <strong>soprattutto se si considera l’intero territorio nazionale.</strong> </p><p>Il Nord, il Centro e il Sud rispondono in modo differente, e la variabilità interna della circolazione atlantica maschera frequentemente il contributo remoto del Pacifico.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Questo non significa che <strong>El Niño</strong> sia irrilevante. Significa che il suo effetto è di secondo o terzo ordine rispetto alla <strong>NAO,</strong> all’<strong>AO</strong> e alla configurazione sinottica del momento. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Attribuire automaticamente a <strong>El Niño un autunno “alluvionale” o “siccitoso”</strong> in Italia rappresenta una semplificazione che i dati non autorizzano. Le previsioni stagionali stesse, anche quelle emesse dai centri più avanzati (Copernicus, ECMWF, NOAA, Met Office), assegnano alle precipitazioni europee un’incertezza molto più elevata rispetto alle temperature, proprio perché il segnale è debole e filtrato.</p><h2><strong>Cosa ci aspetta nell’autunno 2026?</strong></h2><p>Le proiezioni dei modelli stagionali, basati sui dati forniti da <strong>ECMWF,</strong> indicano con buona confidenza temperature sopra la media su gran parte dell’Europa e dell’Italia, coerenti con un contesto di riscaldamento globale e con un Mediterraneo ancora molto caldo.</p><p>Sul fronte precipitazioni il segnale è più debole e meno unanime. Combinando le indicazioni dei modelli, <strong>per l’autunno 2026, i segnali evidenziano precipitazioni potenzialmente sopra la media al Nord, </strong>favorite da un flusso più zonale o da passaggi perturbati atlantici.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-autunno-piovosissimo-daniele-ingemi-chiarisce-i-modelli-dicono-altro-il-problema-sara-l-intensita-1789467673018.jpg" data-image="53h9zw2207mn" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Le acque del Mediterraneo rimarranno molto calde in superficie e aumenteranno il rischio di eventi precipitativi severi nei prossimi mesi.</figcaption></figure><p>Mentre condizioni più secche o vicine alla media al Centro-Sud e sulle Isole, dove l’influenza di eventuali blocchi o di una <strong>NAO positiva</strong> può prevalere, <strong>comportando temperature mitissime, con poche irruzioni fredde significative e prolungamento di fasi stabili e calde,</strong> soprattutto nella prima parte della stagione.</p><h2><strong>Il problema delle precipitazioni</strong></h2><p>Il problema principale non è tanto la quantità totale di pioggia, quanto la sua distribuzione. In un contesto di Mediterraneo caldo e di atmosfera più energetica, <strong>le precipitazioni tendono a concentrarsi in eventi intensi, di breve durata e su aree ristrette. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Temporali autorigeneranti, celle convettive stazionarie e rovesci di forte intensità possono produrre accumuli elevati in poche ore su bacini limitati, mentre vasti territori restano a secco.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questo tipo di pioggia, concentrata nello spazio e nel tempo, è scarsamente efficace per la ricarica delle falde. Pertanto non è una buona notizia per le falde acquifere e le risorse idriche, specialmente del Centro-Sud. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788691" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-di-scenario-meteo-in-italia-una-saccatura-in-rapido-avvicinamento-portera-temporali-e-un-calo-delle-temperature.html" title="Cambio di scenario meteo in Italia: una saccatura in rapido avvicinamento porterà temporali e un calo delle temperature">Cambio di scenario meteo in Italia: una saccatura in rapido avvicinamento porterà temporali e un calo delle temperature</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-di-scenario-meteo-in-italia-una-saccatura-in-rapido-avvicinamento-portera-temporali-e-un-calo-delle-temperature.html" title="Cambio di scenario meteo in Italia: una saccatura in rapido avvicinamento porterà temporali e un calo delle temperature"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambio-di-scenario-meteo-in-italia-una-saccatura-in-rapido-avvicinamento-portera-temporali-e-un-calo-delle-temperature-1789398781060_320.jpg" alt="Cambio di scenario meteo in Italia: una saccatura in rapido avvicinamento porterà temporali e un calo delle temperature"></a></article></aside><p>Le piogge intense e concentrate favoriscono il deflusso superficiale e il rischio di allagamenti localizzati, ma infiltrano poco nel sottosuolo rispetto a precipitazioni moderate e prolungate. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-autunno-piovosissimo-daniele-ingemi-chiarisce-i-modelli-dicono-altro-il-problema-sara-l-intensita-1789467770480.jpg" data-image="cd9e2xzkcngd" alt="Piogge intense." title="Piogge intense."><figcaption>Le piogge intense e concentrate favoriscono il deflusso superficiale e il rischio di allagamenti localizzati, ma infiltrano poco nel sottosuolo rispetto a precipitazioni moderate e prolungate. </figcaption></figure><p>Se al Nord eventuali eccedenze pluviometriche possono contribuire a migliorare la situazione dei grandi laghi e di alcuni bacini ridotti in secca dopo l’estate, <strong>al Centro e al Sud un autunno tendenzialmente più secco o caratterizzato da eventi estremi ma localizzati</strong> rischia di prolungare le criticità accumulate nelle stagioni precedenti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788667" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-super-el-nino-rientra-nella-categoria-molto-forte-quando-raggiunge-i-2-c.html" title="Il 'Super El Niño' rientra nella categoria 'molto forte' dopo aver raggiunto i +2°C">Il "Super El Niño" rientra nella categoria "molto forte" dopo aver raggiunto i +2°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-super-el-nino-rientra-nella-categoria-molto-forte-quando-raggiunge-i-2-c.html" title="Il 'Super El Niño' rientra nella categoria 'molto forte' dopo aver raggiunto i +2°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-entra-na-categoria-muito-forte-ao-alcancar-2-c-1789386525748_320.png" alt="Il 'Super El Niño' rientra nella categoria 'molto forte' dopo aver raggiunto i +2°C"></a></article></aside><p><strong>Il Mediterraneo eccezionalmente caldo agisce come un “moltiplicatore” di energia</strong>, aumentando il contenuto di umidità potenziale dell’atmosfera e può rendere più violenti gli episodi instabili quando si verificano. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-autunno-piovosissimo-daniele-ingemi-chiarisce-i-modelli-dicono-altro-il-problema-sara-l-intensita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Piogge intense in arrivo al Nord: oltre 60 mm in 6 regioni tra domani e venerdì, forti temporali anche al Centro]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-domani-e-venerdi-piu-di-60-mm-di-pioggia-in-6-regioni-del-nord.html</link><pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:36:05 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una vasta perturbazione è in arrivo sull'Italia settentrionale: il fronte arriverà mercoledì 16 settembre. Attenzione alla giornata di giovedì 17, quando il maltempo sarà diffuso in molte regioni del Nord e raggiungerà anche il Centro. Attesi picchi di oltre 60 mm in certe aree.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb7w50y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb7w50y.jpg" id="xb7w50y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>L'Italia si prepara a un deciso cambio di scenario meteorologico</strong>. Dopo una lunga fase caratterizzata da condizioni ancora pienamente estive, il Sud sta vivendo una breve e non particolarmente fase di maltempo con piogge in molte regioni. Oggi, martedì 15 settembre, è attiva allerta gialla per temporali in diverse aree di Calabria e Sicilia.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Oggi, martedì 15 settembre, è attiva allerta gialla per temporali in diverse aree di Calabria e Sicilia. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Gli occhi però sono già puntati su una perturbazione, stavolta di origine atlantica,</strong> che raggiungerà il nostro Paese domani, portando un netto peggioramento dapprima al Nord e, successivamente, anche su parte del Centro.</p><p>Gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteorologici delineano infatti l'arrivo di una fase più dinamica, con <strong>piogge diffuse, rovesci e temporali e un generale abbassamento delle temperature</strong>. </p><h2>Nuova perturbazione in arrivo sull'Italia</h2><p>Il passaggio perturbato inizierà a interessare il Nord già da mercoledì 16 pomeriggio, e sarà particolarmente significativo nella giornata di giovedì 17 settembre, quando le precipitazioni interesseranno gran parte delle regioni settentrionali, dalla Liguria fino al Friuli-Venezia Giulia. Giovedì il maltempo raggiungerà anche il Centro, per poi muoversi verso il Sud.</p><h3>Mercoledì 16 il peggioramento comincia dalle Alpi</h3><p><strong>Il cambiamento si farà evidente già nel pomeriggio di mercoledì 16 settembre. </strong>L'avvicinamento di una saccatura atlantica favorirà un rapido aumento dell'instabilità sulle Alpi e sulle Prealpi, dove sono attesi i primi rovesci e temporali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tra-domani-e-venerdi-piu-di-60-mm-di-pioggia-in-6-regioni-del-nord-1789464303443.jpg" data-image="9xe6bu8ymuzn"><figcaption>Instabilità in aumento mercoledì pomeriggio e sera al Nord, a partire dalle Alpi. Nella mappa, la probabilità di pioggia alle 21.</figcaption></figure><p>Con il passare delle ore <strong>i fenomeni tenderanno a organizzarsi e potranno sconfinare verso le aree di pianura,</strong> soprattutto nel settore centro-orientale della Pianura Padana. Non è da escludere quindi già da mercoledì pomeriggio o sera temporali <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Milano-Europa-Italia-Milano--1-30351.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">nell'area di Milano</a>. Sarà quindi questo il momento in cui la nuova fase meteorologica inizierà a prendere forma in modo più netto.</p><p>L'ingresso di aria più fresca associato alla perturbazione determinerà inoltre un <strong>primo calo delle temperature, più evidente al Nord.</strong> I valori massimi diminuiranno rispetto a quelli dei giorni precedenti, accompagnando il passaggio da condizioni ancora estive a un quadro decisamente più vicino alle dinamiche dell'inizio dell'autunno.</p><h3>Giovedì 17 settembre giornata di forte maltempo al Nord</h3><p>La giornata più movimentata sarà quella di giovedì. La perturbazione attraverserà il Nord Italia e le precipitazioni potranno interessare <strong>tutte le regioni settentrionali, dalla Liguria al Friuli-Venezia Giulia.</strong></p><div class="texto-destacado">I fenomeni più persistenti e abbondanti sono attesi soprattutto sui settori esposti alle correnti umide, con accumuli complessivi che localmente potranno superare i 50 millimetri in Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.</div><p>Non si tratterà quindi soltanto di qualche temporale isolato: il passaggio perturbato potrà produrre una fase di piogge diffuse, con <strong>rovesci localmente intensi e temporali</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tra-domani-e-venerdi-piu-di-60-mm-di-pioggia-in-6-regioni-del-nord-1789464407236.jpg" data-image="slwdj9h4eanc"><figcaption>Le precipitazioni attese al suolo, in millimetri, tra mercoledì e venerdì al Nord Italia e sul Centro.</figcaption></figure><p>La distribuzione degli accumuli, come sempre in queste situazioni, sarà comunque irregolare e potrà variare sensibilmente anche a distanza di pochi chilometri, soprattutto laddove si svilupperanno i temporali più organizzati.</p><h3>Nel corso di giovedì il peggioramento raggiunge il Centro</h3><p>La perturbazione non rimarrà confinata al Nord. Nel corso della giornata di giovedì il sistema perturbato scivolerà gradualmente verso sud, coinvolgendo anche parte delle regioni centrali.</p><p><strong>Le piogge e i temporali raggiungeranno in particolare Toscana, Umbria e Lazio, </strong>con fenomeni che potranno risultare localmente intensi. Maggiore attenzione sarà necessaria soprattutto lungo i settori tirrenici, dove l'afflusso di aria umida potrà favorire rovesci e temporali più consistenti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tra-domani-e-venerdi-piu-di-60-mm-di-pioggia-in-6-regioni-del-nord-1789464572108.jpg" data-image="vl1lkm0gnvwt"><figcaption>La giornata di giovedì 16 sarà all'insegna del maltempo al Centro-Nord.</figcaption></figure><p>Il peggioramento potrà quindi interessare anche <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Roma-Europa-Italia-Roma--1-31010.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">l'area di Roma</a> e del Lazio nel corso della giornata (o, più probabile, nella notte tra giovedì e venerdì), mentre sulle altre zone del Centro la distribuzione delle precipitazioni sarà più irregolare.</p><h3>Venerdì la perturbazione scende verso il Sud</h3><p><strong>Venerdì 18 settembre il nucleo principale del peggioramento tenderà a spostarsi ulteriormente verso sud.</strong> Le precipitazioni potranno interessare anche la Campania e i settori tirrenici meridionali, con fenomeni in estensione verso la Calabria e, secondo gli scenari attuali, anche verso la Sicilia tirrenica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788590" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-settimana-di-svolta-definitiva-dell-estate-temporali-al-nord-rischio-medicane-al-largo-della-sicilia.html" title="Luca Lombroso: 'settimana di svolta definitiva dell'estate: temporali al Nord, rischio medicane al largo della Sicilia'">Luca Lombroso: "settimana di svolta definitiva dell'estate: temporali al Nord, rischio medicane al largo della Sicilia"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-settimana-di-svolta-definitiva-dell-estate-temporali-al-nord-rischio-medicane-al-largo-della-sicilia.html" title="Luca Lombroso: 'settimana di svolta definitiva dell'estate: temporali al Nord, rischio medicane al largo della Sicilia'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-settimana-di-svolta-definitiva-dell-estate-temporali-al-nord-rischio-medicane-al-largo-della-sicilia-1789386296306_320.jpeg" alt="Luca Lombroso: 'settimana di svolta definitiva dell'estate: temporali al Nord, rischio medicane al largo della Sicilia'"></a></article></aside><p>Nel frattempo le condizioni tenderanno gradualmente a migliorare sulle regioni settentrionali, mentre il calo delle temperature si farà più evidente anche al Centro e al Sud.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong> </div><p>Quella in arrivo sarà dunque una vera e propria svolta meteorologica: <strong>nel giro di poco più di 48 ore l'Italia passerà da condizioni ancora estive a una fase caratterizzata da piogge, temporali e temperature più basse</strong>, con il passaggio della perturbazione atlantica che segnerà l'avvio di una fase decisamente più autunnale.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-domani-e-venerdi-piu-di-60-mm-di-pioggia-in-6-regioni-del-nord.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Canada, scoperta una strana isola galleggiante ricoperta di alberi che lascia perplessi gli scienziati]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/canada-scoperta-una-strana-isola-galleggiante-ricoperta-di-alberi-che-lascia-perplessi-gli-scienziati.html</link><pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Lo strano isolotto ricoperto di vegetazione è apparso alla deriva senza meta su un bacino artificiale e ha catturato prepotentemente l'attenzione delle autorità locali e dei residenti.</p><figure id="first-image"><a href="https://www.scientificamerican.com/article/why-this-canadian-island-appeared-to-disappear/" target="_blank"><img src="https://services.meteored.com/img/article/descubren-una-extrana-isla-flotante-con-arboles-en-canada-que-desconcierta-a-la-ciencia-nadie-sabe-como-llego-1789071621340.jpg" data-image="p2nmey2q199w" alt="Viene analizzata l'origine di questo oggetto galleggiante. Immagine: Scientific American." title="Viene analizzata l'origine di questo oggetto galleggiante. Immagine: Scientific American."></a><figcaption>Viene analizzata l'origine di questo oggetto galleggiante. Immagine: Scientific American.</figcaption></figure><p>Un fenomeno insolito si è verificato recentemente nel lago Williston (un bacino artificiale situato nel nord della Columbia Britannica), in territorio canadese: una strana “isola” ricoperta di vegetazione è stata avvistata mentre galleggiava senza una direzione precisa. La situazione ha suscitato curiosità tra le autorità, i residenti e gli appassionati di natura.</p><p><strong>Il grande oggetto sembra spostarsi sull'acqua, come se si trattasse in realtà di una singolare isola galleggiante</strong>. Tuttavia, gli specialisti che hanno studiato il caso spiegano che, tecnicamente, sembrerebbe trattarsi piuttosto di un'enorme chinampa (zattera), composta da materiali e vegetazione in grado di rimanere a galla.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Gli specialisti che hanno studiato il caso spiegano che, tecnicamente, sembrerebbe trattarsi piuttosto di un'enorme chinampa (zattera), composta da materiali e vegetazione in grado di rimanere a galla.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In una prima occasione, questo grande corpo galleggiante è stato ripreso da un residente della Columbia Britannica, appassionato di navigazione. <strong>Il materiale è stato condiviso sui social network e ha rapidamente attirato l'attenzione di molte persone nel cyberspazio</strong>. </p><p>Nel filmato si può osservare una grande quantità di materiale vegetale: diverse specie di piante e alberi, apparentemente in buone condizioni, che si spostano sulla superficie dell'acqua. Si osserva inoltre che, apparentemente, la vegetazione sta crescendo su una superficie di legno.</p><h2>Visibile anche attraverso le immagini satellitari</h2><p>La presenza di questa “isola vegetale” è stata confermata anche attraverso l'analisi delle immagini satellitari della regione. Diversi analisti e ricercatori <strong>hanno avuto l'opportunità di ricorrere alle informazioni fornite dal satellite Sentinel-2 dell'Agenzia Spaziale Europea</strong>.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr"> Satellite imagery shows a massive, tree-covered island drifting across British Columbias Williston Lake on Jul 21st. It's estimated to be larger than a Canadian football field.<br><br>Explore and Compare: <a href="https://t.co/JrJdCcIZxE">https://t.co/JrJdCcIZxE</a><a href="https://x.com/hashtag/Canada?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Canada</a> <a href="https://x.com/hashtag/Island?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Island</a> <a href="https://x.com/hashtag/RemoteSensing?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#RemoteSensing</a> <a href="https://t.co/Q1alJVE4eu">pic.twitter.com/Q1alJVE4eu</a></p>— Soar (@SoarAtlas) <a href="https://x.com/SoarAtlas/status/2094623298005111263?ref_src=twsrc%5Etfw">September 1, 2026</a></blockquote></figure><p>In particolare, <strong>nel blocco di immagini del 21 luglio 2026 si osserva la presenza di una macchia di colore verde dall'aspetto di un'isola</strong> all'interno del suddetto bacino artificiale. Curiosamente, secondo quanto riferito dai tecnici e dagli analisti, questo singolare corpo vegetale non compare nelle immagini dei giorni precedenti o successivi.</p><h3>Giorni dopo è ricomparsa sul fiume Ospika</h3><p>Secondo le spiegazioni fornite, è stato ipotizzato che si fosse semplicemente spostata verso un'altra zona, lontano da un'area in cui potesse essere facilmente individuata attraverso questo strumento satellitare: monitorare un corpo di queste caratteristiche mentre si trova sull'acqua può infatti risultare complesso.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Con l'aumento del livello dell'acqua, vengono sollevati diversi materiali che sarebbero stati trascinati verso le rive, tra accumuli di materiale vegetale e piccole baie.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>È stato il 31 agosto, alcuni giorni dopo, che è stata segnalata nuovamente la sua presenza</strong>: questa volta nel fiume Ospika, il corso d'acqua che sfocia nel bacino. Non è ancora noto quali materiali compongano la sua base né in che modo riesca a rimanere a galla.</p><h2>Importante aumento del livello del bacino</h2><p>Tutto indica che il significativo aumento del livello dell'acqua immagazzinata nel bacino rappresenti una delle spiegazioni più convincenti per la presenza di questo strano corpo galleggiante. <strong>Con l'aumento del livello dell'acqua, vengono sollevati diversi materiali che sarebbero stati trascinati verso le rive, tra accumuli di materiale vegetale e piccole baie</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="723017" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-strano-lago-in-canada-e-l-impressionante-cratere-di-impatto-di-un-enorme-asteroide.html" title="Questo strano lago in Canada è l'impressionante cratere di impatto di un enorme asteroide">Questo strano lago in Canada è l'impressionante cratere di impatto di un enorme asteroide</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-strano-lago-in-canada-e-l-impressionante-cratere-di-impatto-di-un-enorme-asteroide.html" title="Questo strano lago in Canada è l'impressionante cratere di impatto di un enorme asteroide"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questo-strano-lago-in-canada-e-l-impressionante-cratere-di-impatto-di-un-enorme-asteroide-1756031737062_320.jpg" alt="Questo strano lago in Canada è l'impressionante cratere di impatto di un enorme asteroide"></a></article></aside><p>Si ritiene che questa piattaforma vegetale galleggiante possa essere sufficientemente stabile da sostenere il peso degli alberi. <strong>Sebbene al momento non rappresenti un pericolo, potrebbe trasformarsi in un rischio significativo per i naviganti e i pescatori</strong>. Le dimensioni del bacino sono considerevoli e, per questo motivo, l'“isola” potrebbe spostarsi in qualsiasi zona.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/canada-scoperta-una-strana-isola-galleggiante-ricoperta-di-alberi-che-lascia-perplessi-gli-scienziati.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cambio di scenario meteo in Italia: una saccatura in rapido avvicinamento porterà temporali e un calo delle temperature]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-di-scenario-meteo-in-italia-una-saccatura-in-rapido-avvicinamento-portera-temporali-e-un-calo-delle-temperature.html</link><pubDate>Tue, 15 Sep 2026 06:09:39 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una perturbazione atlantica da mercoledì si spingerà verso l'Italia, mentre nel weekend una depressione causerà maltempo e instabilità su diverse aree del Paese.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb7mh9q"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb7mh9q.jpg" id="xb7mh9q"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dagli ultimi aggiornamenti dei centri di calcolo internazionali emerge come l’estate meteorologica sta lasciando il passo a dinamiche più tipicamente autunnali e il prossimo cambio di scenario è ormai imminente. Il cambiamento di scenario meteorologico sarà davvero importante.</p><p>L’abbassamento del flusso perturbato principale, che fino a pochi giorni fa scorreva a latitudini più settentrionali, <strong>sta progressivamente favorendo l’ingresso di una perturbazione di chiara origine atlantica</strong> sulle regioni settentrionali italiane. </p><h2><strong>Arriva una perturbazione atlantica</strong></h2><p>A partire da domani, <strong>mercoledì 16 settembre,</strong> una saccatura in scivolamento dal Nord Atlantico, interesserà il Nord Italia, determinando un aumento della nuvolosità, piogge e rovesci anche a carattere temporalesco. I fenomeni risulteranno più organizzati e intensi sulle zone alpine e prealpine, <strong>con possibili locali sconfinamenti sulla pianura padana centro-orientale.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambio-di-scenario-meteo-in-italia-una-saccatura-in-rapido-avvicinamento-portera-temporali-e-un-calo-delle-temperature-1789398781060.jpg" data-image="9uynszihpkw4" alt="Temporali, piogge." title="Temporali, piogge."><figcaption>L'arrivo di questa perturbazione atlantica causerà piogge e temporali, anche intensi.</figcaption></figure><p>Sulle rimanenti regioni del Nord le precipitazioni saranno molto più irregolari e distribuite a carattere sparso. L’arrivo di aria fresca dall’oceano causerà un primo netto calo delle temperature, più sensibile al Nord, dove i valori massimi scenderanno di diversi gradi rispetto ai giorni precedenti, <strong>segnando un deciso raffreddamento dell’aria.</strong></p><div class="texto-destacado">Nella mattinata di <strong>giovedì 17 settembre</strong> il maltempo si estenderà alla Toscana, all’alto Lazio, Umbria occidentale e zone interne di Marche e Abruzzo, con rovesci e temporali, <strong>localmente intensi, sulle coste tirreniche, fra Toscana e Lazio, fino all’area della capitale.</strong></div><p>Mentre <strong>venerdì 18 settembre</strong> l’area di maltempo raggiungerà pure la Campania e le coste del basso Tirreno, con piogge e rovesci fino a Calabria e probabilmente Sicilia tirrenica. Rimarranno più protetti i settori adriatici che si troveranno sottovento all’Appennino. Entro venerdì le temperature caleranno anche al Centro e al Sud. </p><h2><strong>Nel weekend aria fresca e maltempo al Centro-Sud</strong></h2><p>Sulla scia di questo primo fronte atlantico, nel weekend aria più fresca oceanica scivolerà progressivamente sull’intera penisola, <strong>riattivando una piccola depressione sui mari del Sud.</strong> Questa configurazione manterrà condizioni di instabilità atmosferica, <strong>con nuovi rovesci e temporali destinati a interessare soprattutto le regioni del Centro e del Sud.</strong></p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xb7migq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb7migq.jpg" id="xb7migq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’ingresso di aria più fresca contribuirà a un ulteriore abbassamento dei valori termici, anche sulle regioni centrali e meridionali, incluse Sardegna e Sicilia, dove il clima si farà molto più fresco, rispetto ai valori miti di queste ore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788812" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-domani-e-venerdi-piu-di-60-mm-di-pioggia-in-6-regioni-del-nord.html" title="Piogge intense in arrivo al Nord: oltre 60 mm in 6 regioni tra domani e venerdì, forti temporali anche al Centro">Piogge intense in arrivo al Nord: oltre 60 mm in 6 regioni tra domani e venerdì, forti temporali anche al Centro</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-domani-e-venerdi-piu-di-60-mm-di-pioggia-in-6-regioni-del-nord.html" title="Piogge intense in arrivo al Nord: oltre 60 mm in 6 regioni tra domani e venerdì, forti temporali anche al Centro"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tra-domani-e-venerdi-piu-di-60-mm-di-pioggia-in-6-regioni-del-nord-1789464763474_320.png" alt="Piogge intense in arrivo al Nord: oltre 60 mm in 6 regioni tra domani e venerdì, forti temporali anche al Centro"></a></article></aside><p>I contrasti termici tra l’aria fresca in arrivo e l’aria più calda ancora presente sui mari italiani favoriranno lo sviluppo di nubi cumuliformi e di fenomeni a prevalente carattere temporalesco, anche di una certa intensità. Le regioni dove sarà più probabile il maltempo saranno quelle affacciate al basso Tirreno e il Nord della Sicilia. </p><h2><strong>Weekend fresco ma soleggiato al Nord</strong></h2><p>Se sulle regioni del Sud si faranno i conti con l’instabilità, e nuovi temporali, sulle regioni del Nord, la maggiore copertura anticiclonica, fornita dal promontorio delle Azzorre, assicurerà una certa stabilità atmosferica, garantendo tempo soleggiato, con prevalenza di un cielo sereno o poco nuvoloso. Eccetto qualche annuvolamento cumuliforme sui monti, durante le ore pomeridiane. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambio-di-scenario-meteo-in-italia-una-saccatura-in-rapido-avvicinamento-portera-temporali-e-un-calo-delle-temperature-1789398848154.jpg" data-image="9u4v4hkgjhu0" alt="Piogge." title="Piogge."><figcaption>La distribuzione delle piogge per i prossimi giorni, si notano gli accumuli abbondanti al Nord e all'estremo Sud, sullo Ionio.</figcaption></figure><p>Ma nonostante il sole, e il cielo poco nuvoloso, le temperature saranno un po’ più fresche per le medie di metà settembre, con un clima tutto sommato gradevole, senza troppi eccessi nelle temperature massime del giorno. </p><p>con massime ancora piacevoli ma inferiori rispetto alla media del periodo, ideali per trascorrere un po’ di tempo libero all’aperto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788576" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione.html" title="Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord">Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione.html" title="Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione-1789371044361_320.jpg" alt="Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord"></a></article></aside><p>Quella appena evidenziata sarà una dinamica atmosferica tipica per metà settembre, destinata a consolidare condizioni più fresche e variabili, almeno fino all’inizio della prossima settimana.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-di-scenario-meteo-in-italia-una-saccatura-in-rapido-avvicinamento-portera-temporali-e-un-calo-delle-temperature.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quando scomparirà il tuo ghiacciaio? Dalle previsioni alla realtà: The Global Glacier Extinction Explorer]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-scomparira-il-tuo-ghiacciaio-dalle-previsioni-alla-realta-the-global-glacier-extinction-explorer.html</link><pubDate>Tue, 15 Sep 2026 04:08:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Quando scomparirà il ghiacciaio nella tua valle? Il ghiacciaio che hai visitato da bambino esisterà ancora nel 2050? E quale impatto avrebbe la limitazione del riscaldamento globale? Uno studio pubblicato su Nature Climate Change e un sito web ad accesso libero forniscono dati e risposte a queste domande.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cuando-desaparecera-tu-glaciar-1789274647667.jpg" data-image="e8aetubjuq4i"><figcaption>Immagine di una regione glaciale a corredo dell'articolo originale. Fonte: VUB</figcaption></figure><p>Gli scienziati hanno lanciato l’<strong>Esploratore globale dell’estinzione dei ghiacciai</strong>, un nuovo<strong> sito web interattivo</strong> che permette a chiunque di esplorare il futuro previsto dei singoli ghiacciai in tutto il mondo. Ingrandendo la mappa su <a href="http://www.glacierextinction.com" target="_blank">www.glacierextinction.com</a>, gli utenti possono verificare se un ghiacciaio scomparirà e, approssimativamente, quando, in base a diversi livelli di riscaldamento globale.</p><p>La piattaforma si basa su un recente studio pubblicato su <em>Nature Climate Change</em>, condotto da ricercatori dell’<strong>ETH di Zurigo</strong> e della <strong>Vrije Universiteit Brussel (VUB)</strong>, insieme a un’équipe di ricerca internazionale. Lo studio ha fornito <strong>la prima valutazione globale della scomparsa dei singoli ghiacciai e ha dimostrato che il mondo si sta avvicinando a un periodo di estinzione dei ghiacciai</strong> senza precedenti. Il sito web è stato sviluppato dall’autore principale dello studio, <strong>Lander Van Tricht </strong>(ETH Zurigo/VUB), insieme a<strong> Kristof Van Tricht</strong> (VITO Remote Sensing), trasformando le proiezioni scientifiche in una mappa interattiva accessibile.</p><div class="texto-destacado">“<em>I dati globali, come la perdita di massa o di superficie dei ghiacciai, possono risultare molto astratti. Con questo sito web, le persone possono avvicinarsi alla propria valle o regione montuosa e vedere cosa potrebbero significare i diversi livelli di riscaldamento globale per i ghiacciai che conoscono</em>”, spiega Lander Van Tricht. “<em>Speriamo che possa anche aiutare le comunità locali a prepararsi a un futuro con meno ghiacciai</em>”.</div><p>Il lancio coincide con un altro momento difficile per i ghiacciai europei. Il 2026 si sta delineando, ancora una volta, come un anno particolarmente negativo per i ghiacciai delle Alpi europee. Sebbene le misurazioni finali di fine estate siano ancora in corso, <strong>le osservazioni preliminari suggeriscono che il 2026 potrebbe diventare uno degli anni peggiori per i ghiacciai alpini</strong> dall’inizio delle misurazioni sistematiche. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788088" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-folle-esperimento-del-1977-che-sposto-un-blocco-di-ghiaccio-di-una-tonnellata-dall-alaska-all-iowa.html" title="Il folle esperimento del 1977 che spostò un blocco di ghiaccio di una tonnellata dall'Alaska all'Iowa">Il folle esperimento del 1977 che spostò un blocco di ghiaccio di una tonnellata dall'Alaska all'Iowa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-folle-esperimento-del-1977-che-sposto-un-blocco-di-ghiaccio-di-una-tonnellata-dall-alaska-all-iowa.html" title="Il folle esperimento del 1977 che spostò un blocco di ghiaccio di una tonnellata dall'Alaska all'Iowa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-disparatado-experimento-de-1977-que-traslado-un-bloque-de-hielo-de-una-tonelada-desde-alaska-hasta-iowa-1788163144230_320.jpg" alt="Il folle esperimento del 1977 che spostò un blocco di ghiaccio di una tonnellata dall'Alaska all'Iowa"></a></article></aside><p>La combinazione tra uno scarso accumulo di neve durante l’inverno e diverse ondate di calore estive ha provocato una consistente perdita di ghiaccio sulle Alpi. Per i ghiacciai più piccoli, un’altra stagione di fusione estrema potrebbe essere sufficiente a portarli oltre la soglia di sopravvivenza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cuando-desaparecera-tu-glaciar-1789274662596.png" data-image="zl6k6jt5l0ya"><figcaption>Schermata del portale citato nell’articolo. Fonte: VUB</figcaption></figure><p><strong>Un esempio è il ghiacciaio Bella Tola, vicino a Saint-Luc, in Svizzera, che è stato ufficialmente dichiarato estinto nell’agosto 2026 </strong>dopo essere quasi completamente scomparso. Sorprendentemente, questo dato coincide con le proiezioni presentate nello studio pubblicato su <em>Nature Climate Change</em>: era stato previsto che Bella Tola sarebbe scomparso tra il 2026 e il 2029. Anche il ghiacciaio Urirotstock è stato dichiarato estinto quest’estate, offrendo un altro esempio concreto della rapida scomparsa dei ghiacciai più piccoli della Svizzera.</p><p>«<em>Questi esempi rendono molto concreto il concetto di estinzione dei ghiacciai</em>», afferma Van Tricht. «<em>Le nostre proiezioni hanno mostrato che molti piccoli ghiacciai alpini si stanno avvicinando alla fine della loro vita e ora stiamo assistendo a questo processo in tempo reale. Il caso di Bella Tola è particolarmente significativo, perché la sua scomparsa osservata coincide esattamente con il periodo di estinzione previsto dai nostri modelli</em>».</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788217" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/coprire-i-ghiacciai-serve-davvero-in-svizzera-al-via-una-sperimentazione-innovativa-con-coperte-di-lana.html" title="Coprire i ghiacciai serve davvero? In Svizzera al via una sperimentazione innovativa con coperte di lana">Coprire i ghiacciai serve davvero? In Svizzera al via una sperimentazione innovativa con coperte di lana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/coprire-i-ghiacciai-serve-davvero-in-svizzera-al-via-una-sperimentazione-innovativa-con-coperte-di-lana.html" title="Coprire i ghiacciai serve davvero? In Svizzera al via una sperimentazione innovativa con coperte di lana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/coprire-i-ghiacciai-serve-davvero-in-svizzera-al-via-una-sperimentazione-innovativa-con-coperte-di-lana-1789137461995_320.jpeg" alt="Coprire i ghiacciai serve davvero? In Svizzera al via una sperimentazione innovativa con coperte di lana"></a></article></aside><p>Sebbene le stagioni caratterizzate da una fusione estrema possano rappresentare la fase finale del declino di un ghiacciaio, il processo alla base della sua scomparsa si sviluppa generalmente su scale temporali molto più lunghe.</p><p>«<em>La scomparsa di un ghiacciaio non è il risultato di una singola estate calda, ma il culmine di decenni di perdita di massa cumulativa. Anno dopo anno, la scarsità di neve e la forte fusione estiva riducono gradualmente un ghiacciaio, fino a quando non è più in grado di sostenersi</em>», aggiunge il coautore <strong>Harry Zekollari</strong> (VUB). «<em>Tuttavia, anni caratterizzati da una fusione estrema, come il 2022 o il 2026, possono accelerare questa fase finale</em>».</p><h2><strong>Migliaia di ghiacciai potrebbero scomparire ogni anno</strong></h2><p>Lo studio alla base dell’analisi sull’estinzione dei ghiacciai si è basato su <strong>recenti proiezioni ottenute da modelli globali gratuiti sui ghiacciai</strong>, pubblicate su <em>The Cryosphere</em> da Zekollari e collaboratori (2024), per determinare quanti ghiacciai potrebbero scomparire, dove e quando. Lo studio ha introdotto il concetto di picco dell’estinzione dei ghiacciai: il periodo in cui il numero annuale di ghiacciai che scompaiono raggiunge il massimo.</p><div class="texto-destacado">Con un riscaldamento globale di +1,5 °C, si prevede che circa 2.000 ghiacciai scompariranno ogni anno in tutto il mondo durante il picco dell’estinzione, una cifra che raddoppierebbe all’incirca con un aumento di +4 °C.</div><p>Entro il 2100, quasi la metà degli attuali ghiacciai potrebbe sopravvivere con un riscaldamento di +1,5 °C, rispetto a circa il 20% con un riscaldamento di +2,7 °C e a meno del 10% con un riscaldamento di +4 °C. Questi dati globali nascondono forti differenze regionali: nelle Alpi europee, solo circa 110 ghiacciai potrebbero sopravvivere con un riscaldamento di +2,7 °C e appena 20 con un riscaldamento di +4 °C.</p><p>“<em>Ogni frazione di grado conta</em>”, afferma Van Tricht. “<em>Limitare il riscaldamento a 1,5 °C potrebbe preservare più del doppio dei ghiacciai rispetto a una traiettoria di 2,7 °C entro il 2100</em>”.</p><h2>Trasformare la perdita dei ghiacciai in un problema locale</h2><p>I ghiacciai sono molto più che grandi masse di ghiaccio. Modellano paesaggi ed ecosistemi, contribuiscono alle risorse idriche e al turismo e spesso hanno un forte significato culturale ed emotivo per le comunità locali. Per questo, il nuovo sito web trasferisce le proiezioni globali alla scala alla quale, in ultima analisi, viene sperimentata la perdita dei ghiacciai: quella del singolo ghiacciaio.</p><p>Gli utenti possono cercare qualsiasi ghiacciaio del mondo ed esplorare come cambia la sua durata prevista in base a diversi scenari di riscaldamento. <strong>Gli anni indicati per l’estinzione non devono essere interpretati come previsioni esatte</strong>: i singoli ghiacciai reagiscono in modo diverso a seconda delle loro dimensioni, della quota, della geometria e del clima locale, mentre lo stesso riscaldamento futuro rimane incerto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787626" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-super-fenomeno-el-nino-sta-influenzando-i-cambiamenti-meteorologici-in-arrivo-in-italia-dall-atlantico.html" title="Il super-fenomeno El Niño sta influenzando i cambiamenti meteorologici in arrivo in Italia dall'Atlantico">Il super-fenomeno El Niño sta influenzando i cambiamenti meteorologici in arrivo in Italia dall'Atlantico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-super-fenomeno-el-nino-sta-influenzando-i-cambiamenti-meteorologici-in-arrivo-in-italia-dall-atlantico.html" title="Il super-fenomeno El Niño sta influenzando i cambiamenti meteorologici in arrivo in Italia dall'Atlantico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-super-fenomeno-el-nino-sta-influenzando-i-cambiamenti-meteorologici-in-arrivo-in-italia-dall-atlantico-1788817612886_320.jpg" alt="Il super-fenomeno El Niño sta influenzando i cambiamenti meteorologici in arrivo in Italia dall'Atlantico"></a></article></aside><p>Le proiezioni forniscono invece una stima di quando è probabile che un ghiacciaio scompaia e di quanto questo momento dipenda dal futuro riscaldamento.</p><p>«<em>Dietro ogni ghiacciaio che scompare ci sono un luogo, una storia e, spesso, una comunità che sperimenterà la sua assenza</em>», afferma Van Tricht. «<em>Il fatto che alcuni dei ghiacciai di cui avevamo previsto la scomparsa nel nostro studio stiano già scomparendo oggi dimostra che l’estinzione dei ghiacciai non è un problema lontano, alla fine del secolo. Sta accadendo proprio ora</em>».</p><p>Scopri il futuro dei ghiacciai del mondo:<strong> <a href="https://glacierextinction.com/" target="_blank">https://glacierextinction.com/</a></strong></p><p>Fonte: <strong><a href="https://www.vub.be/en" target="_blank">Vrije Universiteit Brussel</a></strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-scomparira-il-tuo-ghiacciaio-dalle-previsioni-alla-realta-the-global-glacier-extinction-explorer.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il primo studio di Lancet Countdown sui cambiamenti climatici avverte: sta soffocando e rendendo malate le città]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-primo-studio-di-lancet-countdown-sui-cambiamenti-climatici-avverte-sta-soffocando-e-rendendo-malate-le-citta.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il primo rapporto ha appena messo sul tavolo dati scientifici e invia un messaggio chiaro: i rischi per la salute stanno crescendo più rapidamente della risposta offerta.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-primer-estudio-de-lancet-countdown-sobre-salud-y-cambio-climatico-alerta-esta-asfixiando-y-enfermando-a-las-ciudades-1789018922838.jpg" data-image="5r3lzgat34le" alt="cambiamento climatico" title="cambiamento climatico"><figcaption>Le città sono malate e non stiamo agendo abbastanza in fretta. Questo è l'avvertimento che emerge dal primo studio pubblicato su The Lancet Countdown.</figcaption></figure><p>Per anni abbiamo parlato del cambiamento climatico come di un problema ambientale. Ma la realtà è che <strong>il cambiamento climatico sta avendo effetti sulla nostra salute</strong>, soprattutto nelle città. Il primo rapporto di <strong>Lancet Countdown sulla salute e il cambiamento climatico nelle città europee</strong> mette nero su bianco una situazione che ogni estate diventa sempre più evidente.</p><p>Dietro questo lavoro ci sono <strong>decine di ricercatori, università e organismi internazionali</strong> che analizzano indicatori comparabili nel tempo per comprendere come il cambiamento climatico influisca sulla salute. Nel rapporto europeo completo vengono utilizzati <strong>43 indicatori strutturati in cinque grandi aree</strong>, dagli impatti diretti fino ai finanziamenti e alle politiche pubbliche.</p><p>Nella versione specifica dedicata alle città, questi indicatori vengono analizzati su scala urbana: <strong>più di 850 città, dati storici, confronti tra decenni e metriche che permettono di individuare le tendenze e aiutano a prendere decisioni.</strong> Il caldo estremo, l’inquinamento, gli incendi boschivi e le malattie trasmesse da vettori stanno aumentando i loro effetti sulla popolazione, mentre le misure di adattamento avanzano troppo lentamente.</p><h2><strong>“Ha sempre fatto caldo”: ma non così...</strong></h2><p>Le alte temperature hanno sempre fatto parte dell’estate. Ciò che <strong>sta cambiando è la loro intensità, la loro frequenza</strong> e questo influisce direttamente sull’impatto sulla salute.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775895" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-estate-ha-sempre-fatto-caldo-in-italia-l-esperto-luca-lombroso-spiega-perche-non-e-vero-non-cosi-caldo.html" title="'In estate ha sempre fatto caldo in Italia', l'esperto Luca Lombroso spiega perché non è vero: 'non così caldo'">"In estate ha sempre fatto caldo in Italia", l'esperto Luca Lombroso spiega perché non è vero: "non così caldo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-estate-ha-sempre-fatto-caldo-in-italia-l-esperto-luca-lombroso-spiega-perche-non-e-vero-non-cosi-caldo.html" title="'In estate ha sempre fatto caldo in Italia', l'esperto Luca Lombroso spiega perché non è vero: 'non così caldo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/in-estate-ha-sempre-fatto-caldo-in-italia-l-esperto-luca-lombroso-spiega-perche-non-e-vero-non-cosi-caldo-1782508671387_320.png" alt="'In estate ha sempre fatto caldo in Italia', l'esperto Luca Lombroso spiega perché non è vero: 'non così caldo'"></a></article></aside><p>Uno dei dati più preoccupanti è che la <strong>mortalità associata al caldo è aumentata del 160,6% nell’Europa meridionale</strong> rispetto agli anni Novanta. E il problema non riguarda soltanto le ondate di calore.</p><div class="texto-destacado">Come sottolinea il <strong>dottor José Chen</strong> (ricercatore di <em>Lancet Countdown Europe</em> presso ISGlobal), gli eventi estremi attuali non sono fenomeni isolati, ma sintomi evidenti di un clima alterato che richiede una risposta urgente e integrata.</div><p><strong>Sono sempre più frequenti le</strong> <strong>notti tropicali</strong>, quelle in cui il termometro non scende sotto i<strong> 25 °C</strong>. Senza questo calo notturno, l’organismo non riesce a recuperare adeguatamente: il sonno viene alterato, aumenta lo stress fisiologico e il sistema cardiovascolare rimane sottoposto a uno sforzo prolungato.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-primer-estudio-de-lancet-countdown-sobre-salud-y-cambio-climatico-alerta-esta-asfixiando-y-enfermando-a-las-ciudades-1789018708592.jpeg" data-image="ma4szx4zja2b" alt="Città e cambiamento climatico" title="Città e cambiamento climatico"><figcaption>È indispensabile investire per evitare le isole di calore nelle città.</figcaption></figure><p><strong>Le conseguenze sono particolarmente importanti per le persone anziane,</strong> per chi soffre di malattie croniche o per chi svolge la propria attività lavorativa all’aperto.</p><h2><strong>Città che diventano isole di calore</strong></h2><p>Se in estate noti una differenza di temperatura tra un parco e un viale circondato da edifici, stai percependo l’effetto dell’<strong>isola di calore urbana</strong>.</p><p>Le superfici asfaltate, il cemento e gli edifici accumulano energia durante il giorno e la rilasciano lentamente durante la notte. Di conseguenza, <strong>le città rimangono significativamente più calde rispetto alle aree circostanti</strong>.</p><p>La buona notizia è che esistono soluzioni efficaci. Laddove sono state ampliate le aree verdi o sono state trasformate determinate superfici urbane, il caldo estivo è diminuito. È successo, infatti, nell’<strong>88% delle città analizzate</strong>.</p><h2><strong>Castellón e Granada: due volti dello stesso fenomeno</strong></h2><p>Il rapporto evidenzia due casi in Spagna. Uno di questi è <strong>Castellón</strong><strong>, dove la mortalità attribuibile al caldo estremo è aumentata del </strong><strong>553%</strong>. L’elevata umidità, la successione di notti calde e l’invecchiamento della popolazione aumentano la vulnerabilità alle alte temperature.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Definizione grafica di "Isola di calore urbana": possiamo osservare nella capitale come la temperatura possa variare a seconda dei quartieri. Nelle zone più aperte ed esposte, come l’Albaicín, ci sono attualmente 25° alle 2:00 di notte, mentre ad esempio ad Arabial, Camino de Ronda, 28° <a href="https://t.co/HO1XFPw1RN">pic.twitter.com/HO1XFPw1RN</a></p>— tiempo en Granada (@Granada_Meteo) <a href="https://x.com/Granada_Meteo/status/2069573273138991229?ref_src=twsrc%5Etfw">24 giugno 2026</a></blockquote></figure><p>A <strong>Granada</strong>, invece, la <strong>scarsità di alberi e l’abbondanza di superfici in cemento</strong> favoriscono l’accumulo di calore durante il giorno e ostacolano il raffreddamento notturno. Alcuni quartieri arrivano a comportarsi come vere e proprie trappole termiche.</p><p><strong>Sono due esempi concreti di una realtà che si ripete</strong> in numerosi centri urbani europei. Tutti stiamo pensando alla nostra città, e tutti abbiamo ragione.</p><h2><strong>Il caldo e le malattie emergenti</strong></h2><p>L’aumento delle temperature <strong>favorisce la diffusione di specie come la</strong> <strong>zanzara tigre (<em>Aedes albopictus</em>)</strong>, ampliando le aree caratterizzate da condizioni favorevoli a malattie come la dengue o la febbre del Nilo occidentale, che ha già provocato un forte aumento dei casi e dei decessi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-primer-estudio-de-lancet-countdown-sobre-salud-y-cambio-climatico-alerta-esta-asfixiando-y-enfermando-a-las-ciudades-1789018768141.jpg" data-image="2yjl257c6vad" alt="Cambiamento climatico" title="Cambiamento climatico"><figcaption>Gli eventi estremi trasformano il cambiamento climatico in un problema di salute pubblica oltre che ambientale: malattie, allergie, incendi e alluvioni.</figcaption></figure><p>Sta cambiando anche il modo in cui conviviamo con il <strong>polline</strong>. Molte specie allergeniche fioriscono prima e prolungano la loro attività per un periodo più lungo, <strong>allungando le stagioni delle allergie e aumentando l’esposizione di milioni di persone</strong>. Sono cambiamenti con conseguenze sanitarie sempre più evidenti, ai quali è necessario adattarsi.</p><h2>Una nota di ottimismo</h2><p><strong>Non tutte le informazioni sono negative.</strong> Le zone a basse emissioni, la progressiva riduzione degli inquinanti atmosferici e i miglioramenti nella mobilità urbana stanno contribuendo a ridurre parte dei rischi legati alla qualità dell’aria.</p><div class="texto-destacado">Le normative sulle basse emissioni hanno ridotto significativamente i picchi letali di particolato fine e nitrati e <strong>hanno ridotto i decessi dovuti alla scarsa qualità dell’aria</strong>.<ol> </ol></div><p>Inoltre, sempre più città puntano su modelli che favoriscono sia il clima sia la salute: <strong>più trasporto pubblico, più spostamenti a piedi, più biciclette e meno dipendenza dall’auto privata</strong>. I dati indicano benefici per le città che adottano queste misure, che devono essere richieste.</p><h2>Un problema di finanziamenti... o di distribuzione delle risorse</h2><p><strong>La maggior parte delle città conosce già i rischi che deve affrontare. Oltre l’80% ha effettuato valutazioni climatiche</strong> e dispone di informazioni sufficienti per pianificare gli interventi. Tuttavia, metterli in pratica è tutta un’altra questione.</p><p>La mancanza di finanziamenti continua a essere il principale ostacolo. <strong>Il 41,2% dei comuni identifica nelle risorse economiche il problema maggiore </strong>per compiere progressi nelle misure di adattamento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786888" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme.html" title="Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie 'insospettabili' collegate alle temperature estreme ">Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie "insospettabili" collegate alle temperature estreme </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme.html" title="Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie 'insospettabili' collegate alle temperature estreme "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme-1788421534046_320.jpg" alt="Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie 'insospettabili' collegate alle temperature estreme "></a></article></aside><p>In molti casi, le conoscenze ci sono. <strong>Ciò che manca è la capacità di trasformarle in azione.</strong></p><h2><strong>Un problema ambientale... e sanitario</strong></h2><p>O lo affrontiamo subito oppure siamo già in ritardo: <strong>il cambiamento climatico è un problema di salute pubblica</strong>. Per questo l’adattamento climatico non può essere considerato una questione esclusivamente ambientale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-primer-estudio-de-lancet-countdown-sobre-salud-y-cambio-climatico-alerta-esta-asfixiando-y-enfermando-a-las-ciudades-1789018553724.jpeg" data-image="jmfdjdeyyz3v" alt="Cambiamento climatico" title="Cambiamento climatico"><figcaption>Si vuole, si deve, si sa come fare, ma mancano i finanziamenti per adottare le misure necessarie a proteggere la nostra salute nelle città.</figcaption></figure><p><strong>Più alberi, meno asfalto, rifugi climatici accessibili e città progettate pensando alle persone</strong> sono misure che proteggono sia il pianeta sia la nostra salute. Non meritiamo di meno.</p><p><strong>Le prove sono solide. Sappiamo cosa sta accadendo</strong> e conosciamo molte delle soluzioni. Abbiamo già compreso il problema; ora è necessario fare progressi nell’applicazione delle soluzioni.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Jos%C3%A9%20Chen-Xu%2C%20PhDa%2Cc%2Cd%20Send%20email%20to%20jose.chen%40isglobal.org%20%E2%88%99%20Hedi%20K%20Kriit%2C%20PhDe%2Cf%2Cg%20%E2%88%99%20Prof%20Jan%20C%20Semenza%2C%20PhDe%2Cg%20%E2%88%99%20Hannah%20Heiliger%2C%20PhDh%20%E2%88%99%20Prof%20Anil%20Markandya%2C%20PhDi%20%E2%88%99%20Prof%20Niheer%20Dasandi%2C%20PhDj%20%E2%88%99%20et%20al." data-year="2026" data-title="The%202026%20Europe%20Cities%20Report%20of%20the%20Lancet%20Countdown%20on%20health%20and%20climate%20change%3A%20cities%20at%20the%20forefront%20of%20climate%20change%20action" data-url="https%3A%2F%2Fwww.thelancet.com%2Fjournals%2Flanpub%2Farticle%2FPIIS2468-2667(26)00100-3%2Ffulltext">José Chen-Xu, PhDa,c,d Send email to jose.chen@isglobal.org ∙ Hedi K Kriit, PhDe,f,g ∙ Prof Jan C Semenza, PhDe,g ∙ Hannah Heiliger, PhDh ∙ Prof Anil Markandya, PhDi ∙ Prof Niheer Dasandi, PhDj ∙ et al.. (2026). <a href="https://www.thelancet.com/journals/lanpub/article/PIIS2468-2667(26)00100-3/fulltext" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">The 2026 Europe Cities Report of the Lancet Countdown on health and climate change: cities at the forefront of climate change action</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-primo-studio-di-lancet-countdown-sui-cambiamenti-climatici-avverte-sta-soffocando-e-rendendo-malate-le-citta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il "Super El Niño" rientra nella categoria "molto forte" dopo aver raggiunto i +2°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-super-el-nino-rientra-nella-categoria-molto-forte-quando-raggiunge-i-2-c.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 14:00:58 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>El Niño 2026-2027 ha raggiunto la soglia della categoria “molto forte” registrando la scorsa settimana un’anomalia relativa di +2°C nella regione Niño 3.4. Il riscaldamento è tra i primi e i più intensi mai osservati, paragonabile al 1997.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-entra-na-categoria-muito-forte-ao-alcancar-2-c-1789386525748.png" data-image="2cyetnqwhst9" alt="L'anomalia della temperatura superficiale del mare del 12 settembre 2026 evidenzia un Pacifico eccezionalmente caldo all'interno di un globo quasi interamente riscaldato. Crediti: Climate Reanalyzer." title="L'anomalia della temperatura superficiale del mare del 12 settembre 2026 evidenzia un Pacifico eccezionalmente caldo all'interno di un globo quasi interamente riscaldato. Crediti: Climate Reanalyzer."><figcaption>L'anomalia della temperatura superficiale del mare del 12 settembre 2026 evidenzia un Pacifico eccezionalmente caldo all'interno di un globo quasi interamente riscaldato. Crediti: Climate Reanalyzer.</figcaption></figure><p>Secondo i dati della NOAA<strong> </strong>diffusi questo<strong> lunedì 14 settembre</strong>, l’<strong>anomalia</strong> relativa della <strong>temperatura della superficie del mare</strong> (TSM) nella regione di monitoraggio del fenomeno El Niño (Niño 3.4) <strong>ha raggiunto per la prima volta +2°C</strong> nell’evento 2026-2027, entrando nella soglia della<strong> categoria “molto forte”</strong>. Sebbene ufficialmente l’intensità di El Niño venga stabilita sulla base di una media trimestrale e non settimanale, questa è la prima settimana che rientra nella categoria “molto forte”. Ecco i dettagli.</p><h2>Il riscaldamento nel Pacifico raggiunge un’anomalia di +2°C</h2><p>Mentre il mese di <strong>agosto</strong> è stato caratterizzato da un rallentamento del riscaldamento nell’Oceano Pacifico equatoriale, con le<strong> anomalie stabili</strong> intorn<strong>o a 1,8°C</strong>, la settimana centrata sul<strong> 9 settembre </strong><strong>è tornata a riscaldarsi</strong><strong> </strong>e, per la prima volta nel 2026, l’anomalia ha raggiunto i <strong>+2°C</strong>, la soglia di un evento <strong>“molto forte”</strong> — o di un <strong>“Super El Niño”</strong>, come è stato convenzionalmente definito dai media.</p><p>Il<strong> grafico qui sotto</strong> mostra l’andamento delle <strong>anomalie</strong> <strong>relative</strong> della TSM dal settembre 1981, inizio della serie storica resa disponibile dalla NOAA, <strong>evidenziando</strong> le <strong>date</strong> <strong>in cui ogni evento ha raggiunto per la prima volta un’anomalia di +2°C</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-entra-na-categoria-muito-forte-ao-alcancar-2-c-1789386192491.png" data-image="hsyy2oewtcnt" alt="Prima settimana in cui gli eventi di El Niño hanno superato la soglia della categoria molto forte (+2°C) nella serie storica della NOAA. Crediti: Meteored." title="Prima settimana in cui gli eventi di El Niño hanno superato la soglia della categoria molto forte (+2°C) nella serie storica della NOAA. Crediti: Meteored."><figcaption>Prima settimana in cui gli eventi di El Niño hanno superato la soglia della categoria molto forte (+2°C) nella serie storica della NOAA. Crediti: Meteored.</figcaption></figure><p>In questa serie storica, l’<strong>analisi di Meteored evidenzia</strong> che l’<strong>evento del 2026</strong> è <strong>praticamente alla pari con quello del 1997</strong>, uno degli eventi più intensi della storia, quando la soglia di <strong>+2°C</strong> fu <strong>raggiunta</strong> nella settimana centrata sul <strong>3 settembre</strong>, con meno di una settimana di differenza.</p><div class="texto-destacado">Considerando gli altri eventi ‘molto forti’, il riscaldamento di +2°C è stato raggiunto soltanto tra la fine di settembre e l’inizio di dicembre, a sottolineare l’eccezionalità di El Niño 2026-2027.</div><p>Se consideriamo i <strong>dati “grezzi” delle anomalie assolute della TSM</strong>, vale a dire <strong>senza sottrarre il valore del “riscaldamento di fondo” </strong>degli oceani tropicali, come invece avviene con l’anomalia relativa, il riscaldamento è <strong>ancora più eccezionale</strong><strong> e si avvicina ai</strong> <strong>3°C</strong> (+2,9°C nell’ultima settimana, secondo i dati della NOAA). </p><p>Questo significa che il <strong>riscaldamento medio degli oceani tropicali </strong>sta <strong>aggiungendo</strong> quasi <strong>1°C</strong> nella zona centrale del <strong>Pacifico equatoriale</strong>.</p><h2>Il riscaldamento del 2026 è eccezionale</h2><p>Il<strong> grafico qui sotto </strong>mostra l’<strong>evoluzione</strong> della <strong>TSM </strong>nella <strong>regione Niño 3.4 </strong><strong>dal 1981</strong>, la principale area utilizzata per il monitoraggio di El Niño. La <strong>linea rossa</strong> rappresenta il <strong>2026</strong>, mentre quella gialla corrisponde al 2025. Le linee nere mostrano le climatologie di riferimento (1982-2010 e 1991-2020), mentre le linee grigie rappresentano gli altri anni della serie storica.</p><div class="texto-destacado">Il grafico mostra chiaramente come la curva del 2026 abbia iniziato a distinguersi dalle altre a partire dall’inizio di giugno, raggiungendo valori senza precedenti per questo periodo dell’anno. La TSM media registrata negli ultimi giorni si è mantenuta vicina ai 29,6°C, un valore eccezionale per la regione.</div><p>Questo comportamento si riflette in una <strong>sequenza storica di record.</strong> Da più di <strong>90 giorni consecutivi</strong>, la temperatura giornaliera della superficie del mare nella regione Niño 3.4 è la più alta mai osservata per ciascuna delle rispettive date dall’inizio della serie storica, nel 1981.</p><p>Nonostante ciò, il <strong>2026</strong> <strong>non detiene ancora il record assoluto</strong> della serie. Il <strong>valore più alto</strong> mai registrato nella regione Niño 3.4 si è verificato nel <strong>novembre 2015</strong>, quando la temperatura media giornaliera ha raggiunto i<strong> 29,82°</strong><strong>C </strong>durante uno degli eventi di El Niño più intensi mai osservati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-entra-na-categoria-muito-forte-ao-alcancar-2-c-1789386412187.png" data-image="sofgs4kwpzrx" alt="Temperatura giornaliera della superficie del mare nella regione di monitoraggio di El Niño (Niño 3.4) dal 1981, secondo i dati della NOAA. Crediti: Climate Reanalyzer." title="Temperatura giornaliera della superficie del mare nella regione di monitoraggio di El Niño (Niño 3.4) dal 1981, secondo i dati della NOAA. Crediti: Climate Reanalyzer."><figcaption>Temperatura giornaliera della superficie del mare nella regione di monitoraggio di El Niño (Niño 3.4) dal 1981, secondo i dati della NOAA. Crediti: Climate Reanalyzer.</figcaption></figure><p>Tuttavia, il <strong>confronto con il 2015 richiede cautela</strong>. Il <strong>record</strong> fu raggiunto <strong>in prossimità del picco di quell’evento</strong>, mentre <strong>l’attuale El Niño è ancora in fase di intensificazione</strong> e siamo soltanto a settembre. In altre parole, il fenomeno del <strong>2026</strong> ha ancora <strong>ampio margine per continuare a riscaldarsi</strong> nelle prossime settimane.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787723" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-arriva-davvero-in-europa-luca-lombroso-fa-chiarezza-su-che-cos-e-e-quanto-dobbiamo-preoccuparci.html" title="El Niño arriva davvero in Europa? Luca Lombroso fa chiarezza su che cos’è e quanto dobbiamo preoccuparci ">El Niño arriva davvero in Europa? Luca Lombroso fa chiarezza su che cos’è e quanto dobbiamo preoccuparci </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-arriva-davvero-in-europa-luca-lombroso-fa-chiarezza-su-che-cos-e-e-quanto-dobbiamo-preoccuparci.html" title="El Niño arriva davvero in Europa? Luca Lombroso fa chiarezza su che cos’è e quanto dobbiamo preoccuparci "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-arriva-davvero-in-europa-luca-lombroso-fa-chiarezza-su-che-cos-e-e-quanto-dobbiamo-preoccuparci-1788879966136_320.jpeg" alt="El Niño arriva davvero in Europa? Luca Lombroso fa chiarezza su che cos’è e quanto dobbiamo preoccuparci "></a></article></aside><p>Le <strong>previsioni</strong> dei <strong>principali modelli </strong>climatici indicano un <strong>picco superiore a 3°C</strong> di anomalia nella regione Niño 3.4 <strong>tra ottobre e novembre</strong>. Inoltre, una grande quantità di acqua calda rimane accumulata sotto la superficie del Pacifico tropicale, fornendo energia per il mantenimento e una possibile intensificazione del fenomeno. Se questo scenario sarà confermato, il <strong>record assoluto osservato nel 2015 sarà probabilmente superato entro la fine dell’anno.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-super-el-nino-rientra-nella-categoria-molto-forte-quando-raggiunge-i-2-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 13:14:16 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Con la fine del caldo intenso, il balcone può tornare a riempirsi di colori e fioriture, accompagnando il passaggio verso la stagione autunnale. Ecco 10 piante da coltivare in vaso per mantenere vivace il balcone dopo l'estate.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369713990.jpeg" data-image="7iycl0xqpujx"><figcaption>10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate</figcaption></figure><p><strong>Con la fine del caldo intenso e il ritorno delle piogge, tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno il balcone può vivere una sorta di seconda primavera</strong>: le notti più fresche, la rugiada e le ancora numerose ore di luce, alternate ai primi periodi piovosi, creano condizioni favorevoli per molte piante e permettono di accogliere nuove fioriture fino all'arrivo dei primi freddi.</p><p> <strong>Non tutte le specie che colorano il balcone in questo periodo sono propriamente autunnali</strong>: alcune, dopo la fioritura primaverile e la pausa estiva, trovano nuovamente in autunno condizioni climatiche favorevoli per fiorire, mentre altre trovano proprio nella diminuzione delle temperature e nell'accorciarsi delle giornate le condizioni più favorevoli per sbocciare. Ecco 10 piante pronte a portare colore sul balcone dopo l'estate, facilmente reperibili in commercio tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. </p><h2>1. Celosia</h2><p><strong>La celosia è una pianta dal carattere esotico, riconoscibile per le sue infiorescenze vistose, disponibili in tonalità che spaziano dal giallo al rosso, passando per arancio, rosa e viola</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369747696.jpeg" data-image="xulg3zuobz3y"><figcaption>Celosia</figcaption></figure><p>La fioritura può proseguire dalla tarda primavera fino ai primi freddi, permettendo di mantenere vivaci i vasi anche alla fine dell'estate. Predilige una posizione soleggiata e riparata, con un substrato fertile e ben drenato, da mantenere moderatamente umido.</p><h2>2. Dalia</h2><p><strong>La dalia è una delle protagoniste della transizione tra estate e autunno: le sue grandi infiorescenze, disponibili in moltissime forme e colori, possono continuare a sbocciare fino ai primi geli</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369764547.jpeg" data-image="df7hcgw13g69"><figcaption>Dalia</figcaption></figure><p>Anche le varietà di dimensioni più contenute si prestano alla coltivazione in vaso e, per prolungare la fioritura, è utile eliminare regolarmente i capolini appassiti. Richiede una posizione soleggiata, irrigazioni regolari e un terreno fertile ma ben drenato.</p><h2>3. Rudbeckia</h2><p><strong>Con i suoi fiori simili a grandi margherite, spesso gialli con il caratteristico centro scuro, la rudbeckia porta sul balcone una nota di colore particolarmente luminosa</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369782489.jpeg" data-image="006oal9fp8h3"><figcaption>Rudbeckia</figcaption></figure><p>La fioritura si concentra tra la fine dell'estate e l'autunno, proprio quando molte specie estive iniziano a perdere vigore. È una pianta poco esigente, adatta anche alla coltivazione in contenitore, che fiorisce meglio in pieno sole e con un substrato fertile, fresco ma senza ristagni.</p><h2>4. Garofani nani rifiorenti</h2><p><strong>I garofani nani rifiorenti del genere <em>Dianthus</em> sono ideali per chi cerca piante compatte capaci di offrire colore a lungo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369803991.jpeg" data-image="qf8ggg0slv4g"><figcaption>Garofani nani rifiorenti</figcaption></figure><p>I fiori, semplici o doppi e disponibili in diverse tonalità, possono comparire anche dopo la prima fioritura, soprattutto se vengono eliminati regolarmente quelli appassiti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786238" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/bello-elegante-e-profumato-l-arbusto-perfetto-per-abbellire-il-vostro-giardino-o-balcone-questa-primavera.html" title="Bello, elegante e profumato: l'arbusto perfetto per abbellire il vostro giardino o balcone questa primavera">Bello, elegante e profumato: l'arbusto perfetto per abbellire il vostro giardino o balcone questa primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/bello-elegante-e-profumato-l-arbusto-perfetto-per-abbellire-il-vostro-giardino-o-balcone-questa-primavera.html" title="Bello, elegante e profumato: l'arbusto perfetto per abbellire il vostro giardino o balcone questa primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hermoso-elegante-y-perfumado-el-arbusto-perfecto-para-elevar-tu-patio-o-balcon-esta-primavera-1787262888361_320.jpg" alt="Bello, elegante e profumato: l'arbusto perfetto per abbellire il vostro giardino o balcone questa primavera"></a></article></aside><p>Una posizione luminosa e soleggiata, insieme a un substrato ben drenato, favorisce la produzione di nuovi boccioli e aiuta la pianta ad affrontare anche il passaggio verso la stagione più fresca.</p><h2>5. Abelia</h2><p><strong>L'abelia è un piccolo arbusto che può essere coltivato anche in vaso e che offre una fioritura particolarmente interessante proprio nella seconda parte dell'anno</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369827291.jpeg" data-image="5ed254jc5qph"><figcaption>Abelia</figcaption></figure><p>I suoi piccoli fiori tubolari, generalmente bianchi o rosati, compaiono a lungo tra l'estate e l'autunno, mentre i sepali colorati possono rimanere decorativi anche dopo la caduta dei fiori. Per ottenere una buona fioritura è preferibile una posizione soleggiata e riparata, con un substrato fertile e ben drenato.</p><h2>6. Azalea rifiorente</h2><p><strong>Le varietà di azalea rifiorente rappresentano una scelta interessante per prolungare la stagione dei colori sul balcone, grazie alla capacità di produrre una seconda fioritura dopo quella principale</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369844316.jpeg" data-image="s82bcub08qgm"><figcaption>Azalea rifiorente</figcaption></figure><p>I fiori, disponibili in numerose tonalità, spiccano sul fogliame verde e possono ravvivare i vasi anche quando l'estate è ormai terminata. L'azalea richiede un substrato acido e ben drenato, una buona disponibilità di luce e irrigazioni regolari, evitando però i ristagni d'acqua.</p><h2>7. Gerbera</h2><p><strong>La gerbera è una pianta erbacea caratterizzata da grandi capolini dai colori vivaci, che spaziano dal bianco al giallo, dall'arancio al rosa e al rosso</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369864482.jpeg" data-image="5w0k3nidmwad"><figcaption>Gerbera</figcaption></figure><p>La fioritura autunnale diventa generosa quando la pianta riceve molta luce e le temperature si mantengono miti. Per sostenerne la crescita è importante utilizzare un substrato fertile e ben drenato e garantire irrigazioni regolari, evitando i ristagni d'acqua.</p><h2>8. Hebe o Veronica arbustiva</h2><p><strong>Conosciuta tradizionalmente come <em>Hebe</em> e oggi classificata nel genere <em>Veronica</em>, questa pianta è un piccolo arbusto sempreverde particolarmente adatto anche alla coltivazione in contenitore</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369882076.jpeg" data-image="xzrw95gt5cvg"><figcaption>Hebe o Veronica arbustiva</figcaption></figure><p>Le infiorescenze a spiga, nelle tonalità del bianco, rosa e viola, possono prolungarsi dall'estate verso l'autunno, mentre il fogliame mantiene il balcone verde anche oltre la fioritura. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787252" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cresce-rapidamente-e-incanta-con-i-suoi-pompon-gialli-ecco-perche-e-il-momento-ideale-per-piantare-questo-albero.html" title="Cresce rapidamente e incanta con i suoi pompon gialli: ecco perché è il momento ideale per piantare questo albero">Cresce rapidamente e incanta con i suoi pompon gialli: ecco perché è il momento ideale per piantare questo albero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cresce-rapidamente-e-incanta-con-i-suoi-pompon-gialli-ecco-perche-e-il-momento-ideale-per-piantare-questo-albero.html" title="Cresce rapidamente e incanta con i suoi pompon gialli: ecco perché è il momento ideale per piantare questo albero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/crece-rapido-y-deslumbra-con-sus-pompones-amarillos-por-que-conviene-plantar-este-arbol-ahora-1788180875763_320.jpg" alt="Cresce rapidamente e incanta con i suoi pompon gialli: ecco perché è il momento ideale per piantare questo albero"></a></article></aside><p>Le varietà compatte prediligono una posizione soleggiata e un substrato ben drenato; l'eliminazione delle infiorescenze appassite può inoltre favorire la produzione di nuovi fiori.</p><h2>9. Aster o settembrino</h2><p><strong>Gli aster, spesso chiamati settembrini, sono tra le piante che meglio rappresentano il passaggio verso l'autunno</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369901892.jpeg" data-image="slyqdp4lq0yn"><figcaption>Aster o settembrino</figcaption></figure><p>I loro numerosi fiori simili a margherite possono essere bianchi, rosa, lilla, viola o blu e compaiono proprio nella fase finale della stagione vegetativa. Diverse varietà hanno dimensioni adatte alla coltivazione in vaso e prediligono una posizione soleggiata o leggermente ombreggiata, con un substrato fertile, fresco e ben drenato.</p><h2>10. Erica</h2><p><strong>Con l'erica si entra ormai pienamente nella stagione autunnale</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369918380.jpeg" data-image="jnazqs57458h"><figcaption>Erica</figcaption></figure><p>Questi piccoli arbusti sempreverdi sono disponibili in numerose varietà e possono offrire fioriture prolungate, arrivando in alcuni casi fino all'inverno. Il portamento generalmente compatto li rende particolarmente adatti a vasi e fioriere, dove possono essere utilizzati anche per sostituire le specie estive ormai sfiorite. La maggior parte delle eriche predilige una posizione soleggiata e un substrato ben drenato, spesso acido, evitando i ristagni d'acqua.</p><h2>Fioriture dopo l'estate</h2><p><strong>Con l'autunno ormai alle porte, una nuova primavera di fiori è pronta a fare capolino tra davanzali, balconi e giardini</strong>: un'occasione per continuare a godere dei colori della natura prima che la stagione fredda prenda il sopravvento. Tra specie che prolungano la fioritura estiva e altre che raggiungono proprio in questo periodo il loro massimo splendore, il balcone può così mantenersi colorato ancora a lungo, accompagnando gradualmente il passaggio verso l'inverno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso: "settimana di svolta definitiva dell'estate: temporali al Nord, rischio medicane al largo della Sicilia"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-settimana-di-svolta-definitiva-dell-estate-temporali-al-nord-rischio-medicane-al-largo-della-sicilia.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 11:45:56 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Occhi puntati sul rischio medicane al largo della Sicilia e una perturbazione in arrivo al nord: questi i tratti fondamentali della settimana centrale di settembre. Dopo un momentaneo rialzo delle temperature e ricordo d’estate lunedì e martedì, l’estate 2026 dovrebbe andarsene forse definitivamente. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb7jn7a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb7jn7a.jpg" id="xb7jn7a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Lasciata alle spalle una <strong>domenica generalmente tranquilla dal punto di vista meteo</strong> e con temperature grosso modo allineate alla stagione, la nuova settimana inizia con un leggero passaggio instabile sulle regioni Adriatiche. Lo seguiamo dal <a href="https://www.ilmeteo.net/satelliti/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">satellite</a>, nubi interessano l’alto e medio Adriatico e le relative coste, con rovesci soprattutto in prossimità delle Marche.</p><p>L’attenzione però ora è concentrata sui due lembi estremi dell’Italia.<a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext"> Al sud si segue un ciclone</a> subtropicale. Al nord, si attende invece una perturbazione che riporterà piogge e temporali a metà settimana.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>La mappa in superficie al momento mostra un <strong>promontorio dell’anticiclone delle Azzorre esteso fino all’Italia</strong>, mentre i campi in quota infatti presentano al nord <strong>flussi settentrionali freschi e instabili</strong>, che arrivando al sud alimentano una piccola saccatura a onda corta in corrispondenza del citato ciclone. </p><p>Quest’ultimo nelle prossime ore si isolerà appunto in un ciclone subtropicale, ma si allontanerà nel contempo dalle nostre coste per portarsi più verso la Grecia. Presto e <strong>scarsi gli elementi per definire se diventerà veramente Medicane</strong>.</p><p>Più chiaro invece <strong>al nord il passaggio perturbato atteso a 60-84 ore, metà settimana, </strong>con una onda del flusso in quota associata a un fronte freddo e anche alla formazione di una zona depressionaria nei mari settentrionali italiani.</p><h2>Martedì 15 influenza indiretta del ciclone al sud</h2><p>Domani<strong> martedì 15 settembre gran parte d’Italia avrà una bella giornata,</strong> con ampia prevalenza di cielo sereno. Al nord in particolare tempo stabile e soleggiato, con qualche annuvolamento stratiforme a ridosso delle Prealpi occidentali.<strong> Anche al centro nulla da segnalare, con bella giornata</strong> ovunque. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788347" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca.html" title="Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord">Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca.html" title="Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca-1789243382499_320.jpeg" alt="Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord"></a></article></aside><p>Al<strong> sud la maggior parte delle regioni ha altrettanto bel tempo, </strong>specie Campagna e Puglia settentrionale<strong>. Fra Sicilia, Calabria e Basilicata, in parte anche Puglia centro meridionale invece avremo nuvolosità</strong> irregolare, con addensamenti fra Sicilia orientale e Calabria, occasionalmente con qualche rovescio.<strong> Vento in rinforzo e mare a onda lunga (swell) </strong>sulle coste sudorientali siciliane e della Calabria Jonica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-settimana-di-svolta-definitiva-dell-estate-temporali-al-nord-rischio-medicane-al-largo-della-sicilia-1789376345844.jpg" data-image="asmxch4j0ae9"><figcaption>Campo del vento e pressione previste per domani martedì 15 settembre 2026: il ciclone per ora ha chiare caratteristiche subtropicale, ma potrebbe diventare anche TLC o Medicane, ciclone simil tropicale mediterraneo. Tuttavia e per fortuna per noi, sarà in allontanamento dalla Sicilia.</figcaption></figure><p>Temperature: <strong>giornata quasi calda, con valori sopra media </strong>al nord e centro, si torna anche a <strong>30°C, localmente 32°C</strong> al centro, ma sera fresca e notte sui 15-18°C ci ricordano che la stagione sta cambiando. Al sud 28-30°C di giorno e 18-22°C di notte.</p><h2> Mercoledì avvisaglie di cambiamento al nordovest</h2><p><strong>Mercoledì 16 al mattino ancora al nord il tempo sembra buono </strong>in molte regioni, <strong>ma le nubi aumentano sulle Alpi occidentali e al nordovest. </strong>Nel pomeriggio primi <strong>piovaschi in Liguria e piogge in estensione sulle Alpi</strong> confinanti con Francia e Svizzera e in Val d’Aosta di valle, <strong>verso sera le precipitazioni, temporalesche, arrivano anche su Piemonte e Lombardia </strong>occidentale. Nel resto del nord resta asciutto, per ora.</p><p><strong>Al centro bella giornata</strong>, ancora scarsa la nuvolosità salvo modesto aumento delle velature e della formazione di scie di condensazione. Anche al sud prevale soleggiato, con<strong> nuvolosità sulla Sicilia orientale e Calabria Jonica di ritorno dal ciclone subtropicale, </strong>con qualche pioggia residua nonché ventilazione sostenuta. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788601" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/processo-ciclogenetico-tropicale-spettacolare-sul-mediterraneo-ecco-cosa-succede-nelle-prossime-ore.html" title="Nelle prossime ore spettacolare processo ciclogenetico tropicale sul Mediterraneo: ecco cosa succederà">Nelle prossime ore spettacolare processo ciclogenetico tropicale sul Mediterraneo: ecco cosa succederà</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/processo-ciclogenetico-tropicale-spettacolare-sul-mediterraneo-ecco-cosa-succede-nelle-prossime-ore.html" title="Nelle prossime ore spettacolare processo ciclogenetico tropicale sul Mediterraneo: ecco cosa succederà"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/medicane-1789379863600_320.jpg" alt="Nelle prossime ore spettacolare processo ciclogenetico tropicale sul Mediterraneo: ecco cosa succederà"></a></article></aside><p>Le temperature, nonostante l’avvicinarsi della perturbazione restano alte per la stagione, anche in lieve aumento per il richiamo caldo, al nord 30-31°C, al centro e al sud 30-32°C, con notti invece fra 16 e 20°C.</p><h2>Giovedì temporali dal nord al centro</h2><p>La <strong>giornata più instabile perturbata sarà giovedì 17 settembre.</strong> Il fronte freddo apporta <strong>piogge e temporali al nord, in movimento </strong>dal nordovest e Liguria, dove sono presenti fra notte e primo mattino, al nordest dove si concentrano specie al pomeriggio, con simultanee schiarite sul Piemonte, val d’Aosta, Lombardia occidentale. </p><p><strong>Al solito sono da mettere in conto fenomeni forti, </strong>con locali nubifragi e downburst. <strong>Nei temporali la grandine è sempre possibile, </strong>anche se questa non è fra le situazioni peggiori per rischio di grandine di grosse dimensioni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-settimana-di-svolta-definitiva-dell-estate-temporali-al-nord-rischio-medicane-al-largo-della-sicilia-1789376283743.jpg" data-image="m4600ypdxccz"><figcaption>Precipitazioni previste da ECMWF nella giornata di giovedì 16 settembre 2026</figcaption></figure><p>Al centro <strong>Toscana raggiunta dai temporali già al mattino,</strong> in Umbria e Lazio, marginalmente interno di Marche e Abruzzo, arrivano al pomeriggio. Quasi saltata la Sardegna, dove irrompe maestrale. </p><p><strong>Al sud verso sera arrivano i primi temporali in Campania, </strong>nelle altre regioni ancora soleggiato.</p><p>Temperature in netto calo al nord con massime ferme a 24-26°C, e in parte anche al centro, Firenze resta sui 25°C, ma nel Lazio e Sardegna ancora 28-30°C. Al sud 30-34°C.</p><h2>Terzo weekend di settembre variabile e più fresco</h2><p>Fra<strong> venerdì 18 e domenica 20 settembre il tempo migliora in molte regioni, </strong>con ritorno del sole ma inframezzato a nubi e con <strong>residua instabilità sulle coste Adriatiche,</strong> venerdì anche al nord restano rovesci e vento fresco da nordest sulle spiagge del Friuli V.G, Veneto, e Emilia Romagna, discretamente soleggiato nel resto del nord. Rovesci e nubi anche nelle coste adriatiche centrali, più soleggiato in quelle tirreniche. Al sud altrettanto nubi e piovaschi in Puglia, meglio le altre regioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788324" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html" title="È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa">È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html" title="È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/c-est-confirme-la-france-connaitra-mardi-15-septembre-l-une-des-anomalies-de-chaleur-les-plus-extremes-d-europe-previsions-meteo-temperatures-1789211146145_320.jpg" alt="È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa"></a></article></aside><p><strong>Sabato i rovesci si concentrano nelle coste centro meridionali adriatiche </strong>e interno dell’Appennino centro meridionale, domenica il tempo instabile si esaurisce o quasi e su molte regioni si avrà bel tempo.</p><p><strong>Giornate più fresche ma da normale mezza stagione, </strong>25-26°C al nord, 26-28°C al centro, vicini ai 30°C al sud. leggero aumento domenica al nord, ma il gran caldo, per fortuna e giustamente, pare essersene finalmente e forse definitivamente andato.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-settimana-di-svolta-definitiva-dell-estate-temporali-al-nord-rischio-medicane-al-largo-della-sicilia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nelle prossime ore spettacolare processo ciclogenetico tropicale sul Mediterraneo: ecco cosa succederà]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/processo-ciclogenetico-tropicale-spettacolare-sul-mediterraneo-ecco-cosa-succede-nelle-prossime-ore.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 10:45:07 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>I grandi ammassi temporaleschi che si stanno formando sui mari a sud della Sicilia, entro 36 ore, si evolveranno in una ciclogenesi dalle caratteristiche subtropicali, grazie al mare caldissimo. Ecco l'evoluzione.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb7jyl6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb7jyl6.jpg" id="xb7jyl6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Gli occhi dei meteorologi oggi sono tutti puntati sul tratto di mare a sud della Sicilia, dove si sta sviluppando uno spettacolare sistema depressionario, dalle caratteristiche subtropicali.</p><p>Del resto, come avevamo già anticipato da diverse settimane, le grandi quantità di calore accumulato, negli ultimi mesi, sono davvero straordinarie. Ed oggi stiamo assaporando le conseguenze di questo eccesso di <strong>energia termica,</strong> accumulata sulla superficie del mare. </p><h2><strong>Cosa sta succedendo nelle acque a sud della Sicilia?</strong></h2><p>Osservando la mappa infrarossa si vede un <strong>sistema convettivo molto intenso</strong> posizionato sul mare a sud della Sicilia (tra Canale di Sicilia, coste tunisine e libiche). </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le caratteristiche principali di questo sistema sono un nucleo centrale, con temperature molto basse lungo la sommità delle nuvole temporalesche (toni dal rosso acceso al bianco, quindi sotto i –70/–75 °C).<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La forma è complessiva compatta e piuttosto arrotondata ed irregolare, non allungata in modo lineare, con una estensione spaziale molto significativa, tipica di un <strong>sistema a mesoscala.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/medicane-1789379751783.jpg" data-image="q0qmdutzoaxy" alt="Ciclone subtropicale." title="Ciclone subtropicale."><figcaption>Ecco il grosso MCS (mesoscale convective system) che in mattinata si è sviluppato e approfondito sul basso Mediterraneo, nel tratto di mare a sud della Sicilia.</figcaption></figure><p>La depressione subtropicale, quella vera e propria, si inizierà a vedere non prima di domani sera. L’invorticamento che si osserva stamattina è dovuto principalmente a vorticità che si genera dal basso (processi mesoscalari legati alla convezione), e non a una depressione subtropicale già ben organizzata e preesistente.</p><p>Non mostra ancora una struttura a spirale chiara, né bande a spirale organizzate, né un centro di rotazione ben definito tipico di una depressione subtropicale o di un medicane in fase matura.</p><p>L’aspetto è quello di un <strong>MCS</strong> <strong>(mesoscale convective system),</strong> di tipo <strong>“cluster” (o a grappolo),</strong> quasi circolare), alimentato dal fortissimo contrasto termico fra l’alta e media troposfera, dove è presente una sacca di aria fredda e secca (legata all’ex goccia fredda in uscita dalla Tunisia), con l’aria molto umida e calda, preesistente sopra la superficie del Mar Libico. </p><h2><strong>Quando si svilupperà il piccolo ciclone?</strong></h2><p>Come detto in precedenza la vera struttura vorticosa la vedremo <strong>non prima delle prossime 24/36 ore, nel tratto di mare a sud-est della Sicilia, fra Mar Lico e basso Ionio.</strong> Quell’invorticamente che si vede ora dalle immagini satellitari è causato da iniezioni di vorticità dal basso, durante il processo di condensazione di queste grandi quantità di vapore acqueo. </p><p>Nei MCS intensi mediterranei è molto comune lo sviluppo di mesovortici o di una <strong>circolazione ciclonica a mesoscala, </strong>che possono durare diverse ore, prima di dissolversi.</p><div class="texto-destacado">Questi vortici nascono soprattutto dal <strong>tilting</strong> di <strong>vorticità orizzontale</strong> generata dal cold pool, o da forti convergenze nei bassi strati o interazioni tra updraft e downdraft.</div><p>Diversi modelli globali prevedono un approfondimento e una maggiore organizzazione del minimo tra le prossime 24 e 48 ore. La finestra di 36 ore rientra quindi tra i tempi possibili per una transizione verso caratteristiche subtropicali (o ibride).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/medicane-1789379863600.jpg" data-image="j6o2uwq7j7xl" alt="Sistema convettivo a mesoscala." title="Sistema convettivo a mesoscala."><figcaption>Nei MCS intensi mediterranei è molto comune lo sviluppo di mesovortici o di una circolazione ciclonica a mesoscala, che possono durare diverse ore, prima di dissolversi.</figcaption></figure><p>Proprio nelle prossime ore il forte riscaldamento nella colonna d’aria (dovuto alla convezione profonda) farà scendere la pressione al suolo. Ciò creerà una convergenza del vento nei bassi strati sempre più organizzata.</p><div class="texto-destacado">I <strong>mesovortici </strong>e la vorticità generata dal basso si fonderanno e si approfondiscono, fino a scavare una circolazione chiusa più ampia e persistente che si autoalimenterà dal solo calore latente, risucchiato dalla superficie del mare.</div><p>Molto difficile l’evoluzione in un vero e proprio <strong>“medicane” (uragano mediterraneo),</strong> come veniva simulato nei giorni scorsi da qualche modello. Ma sembra più probabile che il sistema possa evolversi, entro mercoledì, in una depressione subtropicale, o al massimo in una tempesta subtropicale, di piccole dimensioni, ma piuttosto intensa.</p><h2><strong>Quali saranno le aree a maggiore rischio?</strong></h2><p>Secondo gli ultimi aggiornamenti, il piccolo ciclone dovrebbe rimanere relegato in mare aperto, mantenendosi a latitudini relativamente basse vicino alla costa libica, prima di avvicinarsi sulla Cirenaica (la regione orientale della Libia). </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/medicane-1789379943471.jpg" data-image="sa1dhextujyw" alt="Depressione subtropicale." title="Depressione subtropicale."><figcaption>Secondo gli ultimi aggiornamenti, il piccolo ciclone dovrebbe rimanere relegato in mare aperto, mantenendosi a latitudini relativamente basse vicino alla costa libica.</figcaption></figure><p>Le regioni dell’Italia meridionale, in particolare l’angolo più sud-orientale della Sicilia, potrebbero essere sfiorati da qualche nucleo temporalesco molto periferico, fra stasera e domani, ma la parte più consistente del maltempo sembra sfilare in mare aperto, lontano dalle coste della Sicilia e della Calabria.</p><p>Le coste orientali della Sicilia potrebbero essere interessate, fra mercoledì e giovedì, <strong>dalle onde lunghe, prodotte dai venti orientali attivi sul lato Nord della depressione. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788576" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione.html" title="Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord">Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione.html" title="Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione-1789371044361_320.jpg" alt="Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord"></a></article></aside><p>Sulla Cirenaica, invece, l’impatto diretto del ciclone (o dei suoi resti) potrebbe portare piogge intense, venti forti e possibili tempeste di sabbia nelle zone costiere e nell’entroterra, analogamente a quanto osservato in eventi simili del passato.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/processo-ciclogenetico-tropicale-spettacolare-sul-mediterraneo-ecco-cosa-succede-nelle-prossime-ore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 09:14:41 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Inizio di settimana piuttosto movimentato per le regioni meridionali, poi toccherà anche a quelle settentrionali con l'arrivo di un'altra perturbazione atlantica.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb7ixru"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb7ixru.jpg" id="xb7ixru"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questa estate 2026 ha davvero raggiunto e toccato tutti i record che poteva raggiungere e, molto probabilmente, <strong>ce la ricorderemo a lungo</strong>. Tuttavia, con l'arrivo di settembre, la musica sembra finalmente cambiata, lasciando spazio a una circolazione decisamente più vicina ai <strong>canoni dell'inizio dell'autunno</strong>.</p><p>Abbiamo dovuto attendere una prima decade ancora fortemente condizionata dall'anticiclone, ma la prima perturbazione di settembre che ha raggiunto l'Italia negli ultimi giorni ha mostrato subito il proprio volto, risultando <strong>particolarmente intensa, soprattutto sulle regioni settentrionali</strong>..</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788478" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia.html" title="Un ciclone subtropicale sta per svilupparsi sul basso Mediterraneo, rischio medicane per il Sud Italia?">Un ciclone subtropicale sta per svilupparsi sul basso Mediterraneo, rischio medicane per il Sud Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia.html" title="Un ciclone subtropicale sta per svilupparsi sul basso Mediterraneo, rischio medicane per il Sud Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia-1789330006625_320.png" alt="Un ciclone subtropicale sta per svilupparsi sul basso Mediterraneo, rischio medicane per il Sud Italia?"></a></article></aside><p>E non si tratta certo di una sorpresa. Lo ripetiamo ormai da giorni: <strong>l'enorme quantità di energia accumulata al suolo durante la lunga fase anticiclonica</strong>, unita a <strong>mari ancora eccezionalmente caldi</strong>, rappresenta un ingrediente fondamentale per lo sviluppo di fenomeni anche molto intensi ogni volta che una perturbazione riesce a raggiungere la nostra Penisola.</p><h2>Ciclone nel Mediterraneo: colpite le regioni italiane?</h2><p>Ed è proprio quello che potrebbe accadere nelle prossime ore, con <strong>un vortice di bassa pressione in formazione sul Mediterraneo centrale</strong> che rischia di interessare direttamente anche l'Italia tra oggi e domani.</p><p>La situazione, però, non sarà uguale ovunque. Al Nord e al Centro il tempo dovrebbe mantenersi relativamente tranquillo, con cieli in prevalenza soleggiati, qualche nube di passaggio e una <strong>leggera instabilità soprattutto sul Nord-Est</strong>. Discorso completamente diverso, invece, per l'estremo Sud.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione-1789370957273.jpg" data-image="nl70ombh41qh" alt="La posizione del minimo depressionario" title="La posizione del minimo depressionario"><figcaption>Ecco il vortice ciclonico che tra oggi e domani porterà variabilità all'estremo Sud</figcaption></figure><p>Saranno infatti <strong>la Sicilia meridionale e la Calabria ionica</strong> le aree maggiormente esposte all'instabilità, con possibilità di rovesci e temporali localmente intensi. Molto dipenderà, inevitabilmente, da <strong>come evolverà e soprattutto da quale traiettoria seguirà il minimo depressionario</strong> nelle prossime ore.</p><p>La parentesi instabile, comunque, non sembra destinata a durare a lungo. Il vortice depressionario tenderà infatti a spostarsi rapidamente verso l'Egeo e già da <strong>mercoledì 16 settembre i suoi effetti sull'Italia meridionale dovrebbero risultare ormai marginali</strong>.</p><h2>Nuova perturbazione da metà settimana </h2><p>Ma proprio mentre questa circolazione tenderà ad allontanarsi, da Nord si farà strada una nuova perturbazione di origine nord-atlantica, decisamente più organizzata.</p><p>I primi rovesci interesseranno le Alpi, per poi estendersi rapidamente verso <strong>Liguria, Piemonte e Lombardia</strong> e successivamente anche verso il Triveneto. Le giornate da tenere maggiormente sotto osservazione saranno <strong>mercoledì, ma soprattutto giovedì 17 settembre</strong>, quando i fenomeni potrebbero risultare localmente intensi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione-1789371044361.jpg" data-image="n9bjq8vv99gw" alt="La nuova perturbazione in arrivo" title="La nuova perturbazione in arrivo"><figcaption>Ecco la perturbazione che raggiungerà il Nord a metà settimana</figcaption></figure><p>Al Centro e al Sud il tempo dovrebbe invece mantenersi più tranquillo, fatta eccezione per la <strong>Toscana settentrionale</strong>, che potrebbe risentire maggiormente del passaggio perturbato.</p><p>Ed è proprio questa perturbazione a rappresentare, al momento, <strong>l'ago della bilancia per l'evoluzione del prossimo weekend</strong>, soprattutto sulle regioni meridionali. La traiettoria del sistema resta infatti ancora piuttosto incerta e non è escluso che possa condizionare il tempo del fine settimana al Sud. La distanza temporale, tuttavia, impone ancora prudenza e <strong>non consente di dare certezze sull'evoluzione</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788347" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca.html" title="Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord">Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca.html" title="Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca-1789243382499_320.jpeg" alt="Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord"></a></article></aside><p>Sul fronte delle temperature, invece, non ci saranno particolari scossoni. I valori resteranno <strong>sostanzialmente in linea con le medie del periodo</strong> su gran parte della Penisola. Il Settentrione potrebbe assistere a un temporaneo aumento termico a inizio settimana, prima di un nuovo calo in coincidenza con il passaggio della perturbazione.</p><p>Dopo settimane caratterizzate da caldo eccezionale e temperature fuori scala, <strong>l'intera Penisola dovrebbe finalmente restare sotto i 30°C di massima</strong>, con soltanto qualche punta locale di 31-32°C nelle aree interne.</p><div class="texto-destacado"><strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br></div><p>Insomma, dopo un'estate davvero estrema, <strong>un po' di caldo accettabile non sembra poi così male</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le giornate di caldo estremo si estendono oltre l'estate, l'autunno e la primavera: il caso dell'Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-giornate-di-caldo-estremo-si-estendono-oltre-l-estate-l-autunno-e-la-primavera-il-caso-dell-europa.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 06:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il caldo estremo è diventato più frequente, come dimostrano sia la ricerca che l'esperienza quotidiana, ma il momento in cui si manifesta è un'altra questione. I ricercatori hanno individuato i mesi non estivi maggiormente colpiti dal caldo estremo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-dias-de-calor-extremo-se-extienden-mas-alla-del-verano-1789101278284.png" data-image="wu4kjllucjhb"><figcaption>Una foto del sole molto luminosa e vivida. Fonte: Drought.gov</figcaption></figure><p> Un nuovo studio rivela che, invece di verificarsi soltanto durante le stagioni calde, <strong>gli episodi di caldo estremo sono diventati più frequenti anche nei mesi precedenti e successivi</strong>. </p><p>I ricercatori hanno analizzato 45 anni di dati climatici globali per determinare in quale periodo dell'anno si verificano le ondate di calore estremo. Le <strong>stagioni del caldo estremo si sono estese a circa metà della superficie terrestre</strong> del pianeta dagli anni Ottanta.</p><p>L'<strong>espansione è disomogenea</strong>: in alcune regioni si prolunga fino alla primavera, mentre in altre arriva fino all'autunno. L'aumento delle temperature medie, da solo, non può spiegare questo andamento; è probabile che influiscano anche fattori regionali, come i cambiamenti nelle precipitazioni o nell'uso del suolo.</p><p>Gli episodi di <strong>caldo estremo al di fuori della loro stagione abituale sono più dannosi per il corpo </strong>e rendono più difficile la preparazione delle città.</p><h2>Più caldo estremo nei mesi non estivi, ma in modo disomogeneo</h2><p>Il momento in cui arriva il caldo è cruciale. <strong>Il caldo estremo ha un impatto maggiore sul corpo quando arriva prima che le persone si siano acclimatate alla stagione</strong>, oppure dopo che hanno già dovuto sopportare mesi di caldo intenso. Inoltre, per le comunità è più difficile prepararsi, poiché i centri di climatizzazione e gli allarmi per il caldo sono generalmente organizzati in funzione del calendario estivo.</p><p>«<em>In alcuni luoghi si osserva una maggiore espansione del caldo estremo durante la primavera, prima dell'inizio della tradizionale stagione calda. In altri, la stagione del caldo si estende molto più rapidamente verso l'autunno</em>», afferma <strong>Catherine Ivanovich</strong>, autrice principale del nuovo studio, pubblicato su <em>AGU Advances</em>. Ivanovich è climatologa presso il Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA, affiliato alla Columbia Climate School.</p><p>«<em>Esistono asimmetrie molto evidenti nel modo in cui le stagioni del caldo estremo si espandono nelle diverse parti del mondo. Il caldo estremo sta iniziando ad assumere caratteristiche diverse in molte di queste regioni</em>».</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787838" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'">Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: "è stata la più calda"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia-1788958531495_320.jpg" alt="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"></a></article></aside><p>Le ricerche sul riscaldamento stagionale si sono concentrate principalmente sulle temperature medie e sui cambiamenti nella cronologia delle stagioni. Per esempio, <strong>le condizioni climatiche estive nelle regioni delle medie latitudini si sono allungate di circa sei giorni per decennio dal 1990</strong>. Sono state invece condotte poche ricerche, se non nessuna, sulla cronologia degli episodi di caldo estremo, che potrebbero non coincidere con la media stagionale.</p><p>Ivanovich e i suoi colleghi, il climatologo del GISS Benjamin Cook e <strong>Sonali Shukla McDermid</strong> della New York University, si aspettavano che l'aumento delle temperature globali associato ai cambiamenti climatici rendesse più uniforme il superamento delle soglie di calore pericolose durante l'anno. Tuttavia, non è questo ciò che hanno riscontrato.</p><p>I ricercatori hanno <strong>conteggiato gli episodi di caldo estremo nei sei continenti abitati</strong> tra il 1980 e il 1989, definendo <strong>“estremi” quei giorni con temperature che rientravano nel 5% superiore delle temperature giornaliere</strong>. Hanno effettuato questa analisi due volte: una utilizzando le letture dei termometri standard, una misura del calore secco, e un'altra utilizzando la temperatura di bulbo umido e globo, una misura del calore umido che combina umidità, radiazione solare e temperatura dell'aria per quantificare lo stress termico così come viene percepito dal corpo umano.</p><h2>Le stagioni di caldo estremo si stanno estendendo</h2><p>Gli autori hanno quindi confrontato i valori di riferimento degli anni Ottanta con quelli del decennio più recente disponibile, dal 2015 al 2024. L'analisi ha rivelato che <strong>le stagioni del caldo estremo si erano estese significativamente a poco più della metà della superficie terrestre globale nel caso del calore secco, e a poco meno della metà nel caso del calore umido</strong>. Inoltre, questa <strong>espansione è stata disomogenea</strong>, estendendosi fino alla primavera in alcune regioni e fino all'autunno in altre.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-dias-de-calor-extremo-se-extienden-mas-alla-del-verano-1789101302202.png" data-image="olzb0xmwqm6v"><figcaption>Le mappe mostrano i cambiamenti sia nel calore secco (a sinistra) sia nel calore umido (a destra). La riga superiore evidenzia le regioni in cui il picco del caldo arriva prima (verde) o dopo (viola) rispetto alla tradizionale stagione calda. La riga inferiore mostra dove il periodo complessivo di caldo estremo si sta allungando (rosso), rispetto alle regioni in cui si sta accorciando (blu).</figcaption></figure><p>Nell'ovest degli Stati Uniti, nella Cina orientale, nell'Africa settentrionale e nell'Europa orientale, gli episodi di caldo estremo sono diventati più frequenti e più rapidamente nei due mesi successivi alle rispettive stagioni calde storiche.</p><div class="texto-destacado">Nell'Europa occidentale, nell'Africa meridionale e nel nord-ovest dell'India è avvenuto il contrario: il caldo estremo si è verificato prevalentemente nei due mesi precedenti.</div><h2>Caldo estremo secco e umido</h2><p>La città di Phoenix, per esempio, ha registrato 183 giorni di caldo estremo sulla base della temperatura nel decennio di riferimento degli anni Ottanta, diventati 338 nel decennio conclusosi nel 2024. Nessuno degli eventi degli anni Ottanta si era verificato dopo la fine della stagione calda; tra il 2015 e il 2024, invece, il 6% sì. La data media degli episodi di caldo estremo secco della città è stata posticipata di 10 giorni nell'anno, mentre quella degli episodi di caldo estremo umido è stata anticipata di 5,5 giorni.</p><p>Dopo 113 giorni consecutivi con temperature superiori a 38 °C nel 2024, la città ha eguagliato o superato i record di temperatura giornaliera per 21 giorni consecutivi, dalla fine di settembre alla metà di ottobre. La contea di Maricopa, dove si trova Phoenix, ha registrato 608 decessi legati al caldo nel 2024, il 46% dei quali a luglio, il mese più caldo dell'anno; nel 2023, luglio aveva rappresentato il 64% dei 645 decessi di quell'anno. E lo scorso marzo (una volta terminato il periodo analizzato dallo studio), la città ha registrato nove giorni con temperature pari o superiori a 38 °C, un evento che prima di allora si era verificato una sola volta nel mese di marzo nell'intera serie storica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786820" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet">Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet-1788368902482_320.png" alt="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"></a></article></aside><p><strong>I ricercatori hanno condotto la loro analisi utilizzando due set di dati</strong> — uno raccolto dalla <strong>NASA</strong> e l'altro dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, <strong>ECMWF</strong> — per verificare che il fenomeno fosse confermato. In larga misura, è stato così.</p><p>«Esistono asimmetrie molto evidenti nel modo in cui le stagioni del caldo estremo si estendono nelle diverse parti del mondo», afferma Ivanovich. «<em>Il caldo estremo sta iniziando ad assumere caratteristiche diverse in molte di queste regioni</em>».</p><p>Ivanovich sottolinea che i risultati devono essere considerati come una<strong> prima linea di evidenze convincenti</strong>. Il caldo estremo è raro per definizione e <strong>il caldo estremo al di fuori della sua stagione è ancora più raro</strong>, rendendo difficile determinare statisticamente i cambiamenti. Il prossimo passo della ricerca consiste nel ripetere il confronto utilizzando simulazioni climatiche, che possono fornire molte più versioni teoriche della realtà (e quindi un campione più ampio di eventi estremi) nelle stesse condizioni climatiche. Se i modelli coincidessero con quanto mostrato dalle osservazioni, ciò costituirebbe un'ulteriore prova che i cambiamenti osservati rappresentano effettivamente un nuovo schema.</p><div class="texto-destacado">Quando i ricercatori hanno verificato se il riscaldamento globale, da solo, potesse produrre questo andamento, hanno scoperto che esso spiegava i cambiamenti nella parte centrale della stagione calda, ma non l'asimmetria alle sue estremità.</div><p>I modelli climatici dovrebbero aiutare a determinare il contributo relativo dei cambiamenti climatici di origine antropica e della variabilità naturale. «<em>Non possiamo confermare quale proporzione del segnale sia dovuta ai cambiamenti climatici basandoci esclusivamente sulle osservazioni</em>», afferma Ivanovich, «<em>ma è senza dubbio la componente principale della spiegazione</em>».</p><p>Qualunque siano le cause, le conseguenze sono numerose. <strong>Il caldo secco danneggia maggiormente le colture e gli ecosistemi</strong>; <strong>il caldo umido è più pericoloso per le persone</strong>, poiché limita la capacità del corpo di regolare la propria temperatura attraverso la sudorazione. Adattarsi a un tipo di caldo non equivale quindi ad adattarsi all'altro.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786888" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme.html" title="Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie 'insospettabili' collegate alle temperature estreme ">Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie "insospettabili" collegate alle temperature estreme </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme.html" title="Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie 'insospettabili' collegate alle temperature estreme "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme-1788421534046_320.jpg" alt="Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie 'insospettabili' collegate alle temperature estreme "></a></article></aside><p>I cambiamenti nella stagionalità del caldo estremo <strong>aumentano anche la probabilità che esso coincida con altri rischi stagionali</strong>: <strong>la stagione di massima attività degli incendi boschivi</strong> nell'ovest degli Stati Uniti e la stagione degli uragani nel sud-est del Paese. Quando diversi rischi si verificano contemporaneamente o in rapida successione, «<em>sono molto più pericolosi e hanno un impatto maggiore rispetto a quando si verificano isolatamente</em>», afferma Ivanovich.</p><p>Fonte: <a href="https://news.climate.columbia.edu/" target="_blank"><strong>Columbia University</strong> </a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-giornate-di-caldo-estremo-si-estendono-oltre-l-estate-l-autunno-e-la-primavera-il-caso-dell-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un ciclone subtropicale sta per svilupparsi sul basso Mediterraneo, rischio medicane per il Sud Italia?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 03:17:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Le regioni dell'estremo Sud Italia saranno interessate, marginalmente, da questa circolazione depressionaria in quota che assumerà, entro mercoledì, caratteristiche subtropicali. Quali rischi?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb7cc56"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb7cc56.jpg" id="xb7cc56"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Malgrado il ritorno dell’anticiclone delle Azzorre gli occhi sono tutti puntati sull’area del basso Mediterraneo, dove fra poche ore, si potrebbe una circolazione depressionaria dalle caratteristiche subtropicali, a seguito dell’intenso calore latente sviluppato dalla convezione profonda, fra Mar Libico e Canale di Sicilia. </p><p>La piccola goccia fredda, in uscita dalla Tunisia, responsabile dell’intenso forcing convettivo sull’area, potrebbe evolvere in un piccolo ciclone dalle caratteristiche subtropicali, in grado di influenzare il tempo sull’estremo sud Italia.</p><h2><strong>Le novità degli ultimi aggiornamenti</strong></h2><p>Dagli ultimi aggiornamenti modellistici emerge un elemento importante. Il piccolo ciclone sembra destinato a nascere a una latitudine più bassa rispetto a quanto ipotizzato in precedenza, in prossimità della costa libica (Mar Libico occidentale e zone adiacenti al Golfo della Sirte). </p><div class="texto-destacado"><strong>Qui le acque superficiali restano particolarmente calde, con valori superiori ai +28/+29 °C, localmente anche +30°C, un serbatoio di energia termica ideale per l’approfondimento di un sistema depressionario.</strong></div><p>Grazie al supporto dinamico in quota fornito dai nuclei di vorticità positiva in discesa dal bordo occidentale della saccatura, la goccia fredda rischia di approfondirsi sensibilmente. Risucchierà aria calda e umida stagnante sopra la superficie marina, favorendo lo sviluppo di un piccolo ciclone mediterraneo dalle caratteristiche subtropicali (o “ibride”).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia-1789318243672.jpg" data-image="rwebdv0dntog" alt="Maltempo." title="Maltempo."><figcaption>Si attendono piogge molto intense, soprattutto sull'area ionica, dove si potranno sviluppare dei temporali.</figcaption></figure><p>La presenza di un anticiclone sull’Europa orientale, con massimi al suolo sul Mar Nero, contribuirà a mantenere il sistema semi-stazionario o a movimento lento sopra il mare caldo.</p><h2><strong>Evoluzione tra martedì e giovedì, intensificazione e traiettoria </strong></h2><p>A causa di questa prolungata sosta sopra le acque calde, già da oggi la circolazione depressionaria potrebbe riempirsi di aria calda e umida. Questa, salendo di quota e condensandosi, <strong>libererà ulteriore calore latente,</strong> favorendo un ulteriore abbassamento della pressione al centro del sistema. Si tratta di un processo ben rappresentato da diversi modelli globali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia-1789329832440.jpg" data-image="s1v2k03ahc52"><figcaption>La zona di bassa pressione che si formerà nel Mediterraneo a sud-est dell'Italia.</figcaption></figure><p>Da tale dinamica si verrà a sviluppare un <strong>nucleo di aria calda</strong> nei pressi del minimo depressionario, facendo assumere al sistema le tipiche caratteristiche subtropicali (cuore caldo nei medi e bassi strati). </p><div class="texto-destacado"><strong>In casi più favorevoli, se la convezione attorno al nucleo centrale diventa particolarmente profonda e organizzata, il sistema può spiraleggiare più velocemente, sviluppando una struttura più simmetrica con un anello di convezione attorno a un eventuale “occhio” centrale. Se i venti medi raggiungessero o superassero i 118 km/h si parlerebbe a pieno titolo di medicane (Mediterranean hurricane).</strong></div><p>Nel caso specifico non si può del tutto escludere un’evoluzione verso <strong>medicane,</strong> anche se le probabilità restano medio-basse. Elementi favorevoli sono il vasto tratto di acque calde, lo shear del vento (variazioni di velocità e direzione con la quota) debole e lo stazionamento prolungato sopra il mare caldo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788259" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali.html" title="Ecco quando e perché il Mediterraneo può sfornare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali">Ecco quando e perché il Mediterraneo può sfornare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali.html" title="Ecco quando e perché il Mediterraneo può sfornare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789160819631_320.jpg" alt="Ecco quando e perché il Mediterraneo può sfornare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali"></a></article></aside><p>Secondo gli ultimi aggiornamenti, il piccolo ciclone dovrebbe insistere fino a giovedì, mantenendosi a latitudini relativamente basse vicino alla costa libica, prima di spostarsi e “sbattere” sulla Cirenaica (la regione orientale della Libia). L’impatto sulla terraferma libica ne determinerà probabilmente il rapido indebolimento, con dissipazione o trasformazione una volta sull’entroterra desertico.</p><h2><strong>Rischi per le regioni meridionali italiane e per la Libia</strong></h2><p>Al momento rimane incertezza sulla traiettoria esatta e sull’intensità massima. I modelli indicano che la struttura vorticosa dovrebbe approfondirsi soprattutto in mare, a latitudini più basse, coinvolgendo solo marginalmente le coste della Sicilia sud-orientale e della Calabria ionica.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>In caso di una posizione o dibande temporalesche più settentrionali del previsto, potrebbero verificarsi piogge e temporali localmente intensi sulla Sicilia orientale (in particolare Catanese, Siracusano e Ragusano) e, in misura minore, su tratti ionici calabresi.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Sarebbero fenomeni indotti dallo sconfinamento delle bande convettive sul quadrante sinistro del sistema.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia-1789318321235.jpg" data-image="biezsowiae0o" alt="Maltempo, ciclone." title="Maltempo, ciclone."><figcaption>La parte più consistente del maltempo sembra sfilare in mare aperto, lontano dalle coste della Sicilia e della Calabria.</figcaption></figure><p>Le coste orientali della Sicilia e parte di quelle ioniche calabresi potrebbero inoltre essere interessate da onde lunghe e mareggiate capaci di generare fenomeni di erosione, soprattutto se il sistema sviluppasse venti sostenuti da quadranti orientali o sud-orientali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="705364" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-quali-conseguenze.html" title="Acqua precipitabile: una “spugna” atmosferica sempre più grande a causa del cambiamento climatico, quali conseguenze?">Acqua precipitabile: una “spugna” atmosferica sempre più grande a causa del cambiamento climatico, quali conseguenze?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-quali-conseguenze.html" title="Acqua precipitabile: una “spugna” atmosferica sempre più grande a causa del cambiamento climatico, quali conseguenze?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-ecco-i-rischi-1744300522597_320.jpg" alt="Acqua precipitabile: una “spugna” atmosferica sempre più grande a causa del cambiamento climatico, quali conseguenze?"></a></article></aside><p>Sulla Cirenaica, invece, l’impatto diretto del ciclone (o dei suoi resti) potrebbe portare piogge intense, venti forti e possibili tempeste di sabbia nelle zone costiere e nell’entroterra, analogamente a quanto osservato in eventi simili del passato.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Né bunker né rifugi sotterranei: la scienza svela il rifugio naturale più sicuro sulla Terra]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ne-bunker-ne-rifugi-sotterranei-la-scienza-svela-il-rifugio-naturale-piu-sicuro-sulla-terra.html</link><pubDate>Sun, 13 Sep 2026 15:33:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Di fronte a una catastrofe globale, la soluzione non è necessariamente quella di rifugiarsi sottoterra. Uno studio scientifico indica quali regioni potrebbero resistere meglio a una guerra nucleare, una pandemia, un blackout globale o una grande eruzione vulcanica... e una in particolare si distingue come la più sicura.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-bunkeres-ni-refugios-subterraneos-la-ciencia-revela-el-refugio-natural-mas-seguro-de-la-tierra-1789077593595.jpg" data-image="j3ktrcel89hs"><figcaption>Bunker della Guerra Civile Spagnola nel Parco El Capricho di Madrid.</figcaption></figure><p>Quando immaginiamo un rifugio di fronte a una catastrofe mondiale, la prima immagine che ci viene in mente è spesso quella di un <strong>bunker sotterraneo</strong> attrezzato per resistere per mesi o addirittura anni. Tuttavia, un'analisi scientifica propone ora una risposta molto diversa. <strong>Il luogo con le migliori condizioni per affrontare alcuni degli scenari più estremi non si trova sottoterra, ma su un'enorme isola dell'emisfero meridionale: l'Australia.</strong></p><p>È la conclusione di uno studio pubblicato su <em>Global Challenges</em> che ha passato in rassegna la letteratura scientifica esistente sulla <strong>capacità di diverse regioni del pianeta di resistere e riprendersi da grandi catastrofi</strong>. I ricercatori, guidati dal dottor in Scienze ambientali Florian Ulrich Jehn, hanno analizzato circa <strong>3.200 documenti</strong> prima di selezionare e valutare gli studi più rilevanti.</p><p>E sebbene <strong>non esista alcun territorio della Terra in grado di essere completamente protetto da tutti i rischi catastrofici globali</strong> — anzi, questa è una delle principali conclusioni dello studio — l'altra parte del mondo offre maggiori garanzie di qualsiasi altro luogo del pianeta.</p><h2><strong>Perché l'Australia appare come l'opzione migliore?</strong></h2><p>I ricercatori hanno studiato <strong>diversi scenari in grado di provocare alterazioni planetarie di enorme portata</strong>. Tra questi figurano una riduzione improvvisa della luce solare — come potrebbe verificarsi dopo una guerra nucleare, una grande eruzione vulcanica o l'impatto di un asteroide —, il collasso di infrastrutture essenziali o pandemie di estrema gravità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-bunkeres-ni-refugios-subterraneos-la-ciencia-revela-el-refugio-natural-mas-seguro-de-la-tierra-1789076220780.jpg" data-image="79qqgfe75mds"><figcaption>Sydney, capitale del Nuovo Galles del Sud e una delle città più grandi dell'Australia.</figcaption></figure><p>Così, l'Australia compare con particolare frequenza tra i territori con le migliori condizioni di <strong>resilienza di fronte a una catastrofe globale</strong>. Il suo primo vantaggio è proprio l'isolamento geografico: si trova lontano dai principali focolai di tensione nucleare dell'emisfero settentrionale e dispone di un'enorme superficie, diverse zone climatiche e una considerevole capacità di produzione alimentare.</p><p>In uno scenario di <strong>inverno nucleare</strong> o di drastica riduzione della radiazione solare, queste caratteristiche potrebbero rivelarsi particolarmente importanti. Il <strong>calo delle temperature e della luce influenzerebbe i raccolti di tutto il mondo</strong>, ma alcune regioni dell'emisfero meridionale potrebbero trovarsi in una posizione relativamente favorevole, a seconda del luogo in cui si verificasse l'evento scatenante.</p><p>L'Australia dispone inoltre di risorse energetiche, produzione agricola, capacità industriale e una notevole diversità territoriale. All'interno dello stesso Paese, <strong>la Tasmania</strong> <strong>appare come un caso particolarmente interessante</strong>: combina l'isolamento di un'isola con un clima temperato e un'importante attività agricola.</p><h2><strong>Nuova Zelanda, Brasile e Argentina tra le candidate</strong></h2><p>L'Australia non è l'unica regione a comparire ripetutamente nello studio. <strong>Nuova Zelanda, Brasile e Argentina</strong> figurano tra i territori con caratteristiche favorevoli, mentre vengono individuati vantaggi anche in Paesi come Svizzera, Giappone, Canada e alcuni Stati scandinavi, sebbene in funzione del tipo specifico di catastrofe.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-bunkeres-ni-refugios-subterraneos-la-ciencia-revela-el-refugio-natural-mas-seguro-de-la-tierra-1789077021208.jpg" data-image="fk5oa4rd5upi"><figcaption>Quando si tratta di garantire la sicurezza di un Paese, l'assenza di confini terrestri, come avviene nei territori insulari, rappresenta un vantaggio.</figcaption></figure><p>La condizione insulare torna a svolgere un ruolo importante. In alcune pandemie, per esempio, <strong>la capacità di controllare le frontiere può facilitare la protezione iniziale della popolazione</strong>. Ma la resilienza dipende anche dalla disponibilità di un sistema sanitario solido, istituzioni efficienti, catene di approvvigionamento sicure e dalla capacità di mantenere i servizi essenziali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="714261" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-paesi-europei-piu-sicuri-in-caso-di-un-grande-conflitto-nucleare-ecco-i-primi-cinque-della-lista.html" title="Quali sono i Paesi europei più sicuri in caso di un grande conflitto nucleare? Ecco i primi cinque della lista">Quali sono i Paesi europei più sicuri in caso di un grande conflitto nucleare? Ecco i primi cinque della lista</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-paesi-europei-piu-sicuri-in-caso-di-un-grande-conflitto-nucleare-ecco-i-primi-cinque-della-lista.html" title="Quali sono i Paesi europei più sicuri in caso di un grande conflitto nucleare? Ecco i primi cinque della lista"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-paesi-europei-piu-sicuri-in-caso-di-un-grande-conflitto-nucleare-1749335261571_320.jpg" alt="Quali sono i Paesi europei più sicuri in caso di un grande conflitto nucleare? Ecco i primi cinque della lista"></a></article></aside><p>Ed è qui che emerge uno dei grandi paradossi dello studio: <strong>l'isolamento protegge, ma può anche trasformarsi in una debolezza</strong>.</p><h2><strong>Il problema della dipendenza dal resto del mondo</strong></h2><p>L'Australia produce grandi quantità di alimenti e dispone di importanti risorse, ma non è completamente autosufficiente. Un'interruzione prolungata del commercio internazionale potrebbe <strong>rendere più difficile l'accesso a farmaci, carburanti, fertilizzanti o determinati componenti tecnologici</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-bunkeres-ni-refugios-subterraneos-la-ciencia-revela-el-refugio-natural-mas-seguro-de-la-tierra-1789077293821.jpg" data-image="67bchm6g8akq"><figcaption>Un sistema sanitario solido è un'altra delle chiavi della resilienza di un Paese di fronte a una catastrofe globale.</figcaption></figure><p>La stessa contraddizione riguarda la Nuova Zelanda. Essere lontani dai grandi centri abitati può ridurre alcune minacce, ma significa anche che <strong>un'interruzione delle comunicazioni marittime o aeree</strong> potrebbe lasciare il Paese senza prodotti essenziali.</p><p>Per questo, <strong>lo studio non propone di cercare una sorta di</strong> <strong>rifugio naturale perfetto</strong>. La sua conclusione è molto più complessa: la sopravvivenza a una catastrofe globale dipenderebbe da una combinazione di fattori come l'isolamento geografico, la produzione alimentare, la qualità delle istituzioni, la capacità energetica, le infrastrutture e il decentramento.</p><h2><strong>Il rifugio più sicuro non è necessariamente un bunker</strong></h2><p>La ricerca <strong>smonta una delle idee più diffuse su come sopravvivere a una catastrofe planetaria</strong>. Un bunker può offrire protezione da determinati pericoli, ma non risolve problemi come la mancanza di alimenti, farmaci, energia o acqua nel lungo periodo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="741290" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-caso-di-guerra-nucleare-fino-a-che-distanza-riuscira-a-spingersi-il-fallout-radioattivo.html" title="In caso di guerra nucleare fino a che distanza riuscirà a spingersi il fallout radioattivo?">In caso di guerra nucleare fino a che distanza riuscirà a spingersi il fallout radioattivo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-caso-di-guerra-nucleare-fino-a-che-distanza-riuscira-a-spingersi-il-fallout-radioattivo.html" title="In caso di guerra nucleare fino a che distanza riuscirà a spingersi il fallout radioattivo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/in-caso-di-guerra-nucleare-fino-a-che-distanza-riuscira-a-spingersi-fallout-radioattivo-1764173743856_320.jpg" alt="In caso di guerra nucleare fino a che distanza riuscirà a spingersi il fallout radioattivo?"></a></article></aside><p>In realtà, <strong>il vantaggio maggiore potrebbe consistere nel vivere in una società capace di resistere e adattarsi</strong>. Una comunità in grado di produrre alimenti, mantenere ospedali, generare energia, riparare le infrastrutture e conservare una certa capacità industriale avrebbe maggiori possibilità di riprendersi rispetto a una che dipende completamente da catene di approvvigionamento esterne.</p><p>La conclusione è quindi meno spettacolare di quella di un bunker segreto, ma probabilmente più utile: di fronte a una catastrofe mondiale, il rifugio più sicuro non sarebbe necessariamente una costruzione isolata, ma <strong>un territorio con la capacità di continuare a funzionare quando il resto del mondo smette di farlo</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Ulrich%20Jehn%2C%20F.%20et%20al" data-year="2026" data-title="No%20Place%20to%20Hide%3F%20Regional%20Resilience%20and%20Vulnerability%20to%20Global%20Catastrophic%20Risk" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1002%2Fgch2.70146">Ulrich Jehn, F. et al. (2026). <a href="https://doi.org/10.1002/gch2.70146" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">No Place to Hide? Regional Resilience and Vulnerability to Global Catastrophic Risk</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ne-bunker-ne-rifugi-sotterranei-la-scienza-svela-il-rifugio-naturale-piu-sicuro-sulla-terra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Acqua precipitabile: una “spugna” atmosferica sempre più grande a causa del cambiamento climatico, quali conseguenze?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-quali-conseguenze.html</link><pubDate>Sun, 13 Sep 2026 12:20:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L’acqua precipitabile rappresenta l’acqua che potrebbe teoricamente cadere sotto forma di pioggia se tutto il vapore acqueo si condensasse e precipitasse.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-ecco-i-rischi-1744300442580.png" data-image="i3afhvdip8a3" alt="Fiume atmosferico." title="Fiume atmosferico."><figcaption>I valori di acqua precipitabile in Europa e sul Mediterraneo sono aumentati anche grazie ai sempre più frequenti fiumi atmosferici.</figcaption></figure><p>L’acqua precipitabile, in inglese nota come <strong>Precipitable Water (PWAT),</strong> è un parametro fondamentale in meteorologia che misura <strong>la quantità totale di vapore acqueo presente in una colonna atmosferica, </strong>dalla superficie terrestre fino alla sommità dell’atmosfera.</p><p>In termini semplici, <strong>rappresenta l’acqua che potrebbe teoricamente cadere sotto forma di pioggia se tutto il vapore acqueo si condensasse e precipitasse.</strong> Si esprime in <strong>millimetri (mm) o chilogrammi per metro quadrato (kg/m²), </strong>in cui <strong>1 mm equivale a 1 kg/m².</strong></p><h2><strong>A proposito di questo parametro</strong></h2><p>Tuttavia è importante chiarire che l’acqua precipitabile non indica la quantità di pioggia che effettivamente cadrà. Piuttosto essa ci offre <strong>una stima della massima precipitazione potenziale disponibile, a patto che si verifichino le condizioni dinamiche necessarie per la condensazione del vapore acqueo disponibile.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">1) Acqua precipitabile, è l'acqua che otterremmo se tutto il vapore acqueo nella colonna d'aria condensasse e precipitasse in pioggia. Le frecce: due Atmospheric River che agiscono in contemporanea, California e ovest Europa. Energia per le perturbazioni <a href="https://t.co/F5hheQcmow">https://t.co/F5hheQcmow</a> <a href="https://t.co/HybNo3kHR5">pic.twitter.com/HybNo3kHR5</a></p>— Frans Nucera (@FransNucera) <a href="https://twitter.com/FransNucera/status/1634587585107329025?ref_src=twsrc%5Etfw">March 11, 2023</a></blockquote></figure><p>In teoria, questo parametro considera il vapore acqueo dal suolo fino alla parte più alta dell’atmosfera. In pratica, però, la stratosfera, oltre la tropopausa, contribuisce in modo trascurabile, poiché l’aria lì è estremamente secca. Di conseguenza, quasi tutta l’acqua precipitabile si concentra nella troposfera, soprattutto nei suoi strati inferiori, <strong>da 1 a 5 km di altezza.</strong></p><h2><strong>Una spugna sempre più grande che assorbe più acqua</strong></h2><p><strong>Un’analogia efficace è immaginare la troposfera come una spugna, dove più vapore acqueo assorbe, più acqua può potenzialmente “strizzare” sotto forma di precipitazioni.</strong> Oggi con il cambiamento climatico questa spugna sembra diventare sempre più grande e capace di trattenere acqua, come mostrano i dati recenti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-ecco-i-rischi-1744300560546.jpg" data-image="ndw4awleetx1" alt="Acqua precipitabile, pioggia." title="Acqua precipitabile, pioggia."><figcaption>L’incremento appare costante e legato a temperature atmosferiche e marine sempre più elevate, dall’Atlantico al bacino del Mediterraneo.</figcaption></figure><p>Un esempio arriva dalle rilevazioni storiche degli ultimi decenni in Europa che evidenziano come <strong>a partire dal nuovo millennio il contenuto di vapore acqueo nell’atmosfera è aumentato sensibilmente.</strong> Il 2024 si posiziona al vertice della serie storica, ma non è un caso isolato. </p><div class="texto-destacado">L’incremento appare costante e legato a temperature atmosferiche e marine sempre più elevate, dall’Atlantico al bacino del Mediterraneo.</div><p>Questo fenomeno, purtroppo, ha conseguenze molto serie, influenzando il regime pluviometrico. Quando l’atmosfera diventa instabile, con lo sviluppo di correnti ascensionali,<strong> l’elevata quantità di acqua precipitabile si traduce in eventi piovosi intensi, a volte estremi, capaci di provocare alluvioni lampo o inondazioni, sia su scala locale che regionale.</strong></p><h2><strong>Perché sta accadendo?</strong></h2><p>L’aumento dell’acqua precipitabile è logicamente collegato al riscaldamento globale. <strong>Temperature più alte permettono all’atmosfera di trattenere maggiori quantità di vapore acqueo.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Dovete considerare che per ogni grado Celsius di aumento, la capacità di assorbimento cresce di circa il 7%.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Con il Mediterraneo e l’Atlantico sempre più caldi, il processo si amplifica, caricando la troposfera di umidità pronta a scaricarsi al suolo quando le condizioni lo consentono, provocando eventi precipitativi estremi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-ecco-i-rischi-1744300522597.jpg" data-image="n3wrt2tx789n" alt="Pioggia." title="Pioggia."><figcaption>Tuttavia è importante chiarire che l’acqua precipitabile non indica la quantità di pioggia che effettivamente cadrà. Piuttosto essa ci offre una stima della massima precipitazione potenziale disponibile, a patto che si verifichino le condizioni dinamiche necessarie per la condensazione del vapore acqueo disponibile. </figcaption></figure><p>Il parametro dell’acqua precipitabile ci offre uno strumento per comprendere il potenziale di precipitazioni estreme in un clima che cambia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="523061" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/effetto-sting-jet-le-violentissime-raffiche-di-vento-prodotte-dai-cicloni-extratropicali-tempeste-meteoestremo.html" title="Effetto 'sting jet', le violentissime raffiche di vento prodotte dai cicloni extratropicali">Effetto "sting jet", le violentissime raffiche di vento prodotte dai cicloni extratropicali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/effetto-sting-jet-le-violentissime-raffiche-di-vento-prodotte-dai-cicloni-extratropicali-tempeste-meteoestremo.html" title="Effetto 'sting jet', le violentissime raffiche di vento prodotte dai cicloni extratropicali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/effetto-sting-jet-le-violentissime-raffiche-di-vento-prodotte-dai-cicloni-extratropicali-1690643787103_320.jpeg" alt="Effetto 'sting jet', le violentissime raffiche di vento prodotte dai cicloni extratropicali"></a></article></aside><p><strong>La “spugna” atmosferica è sempre più imbevuta, </strong>e gli eventi degli ultimi anni dimostrano che quando si strizza <strong>le conseguenze possono essere disastrose.</strong> Bisogna prepararsi ad adattarsi a situazioni meteorologiche, con eventi precipitativi sempre più estremi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-quali-conseguenze.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il folle esperimento del 1977 che spostò un blocco di ghiaccio di una tonnellata dall'Alaska all'Iowa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-folle-esperimento-del-1977-che-sposto-un-blocco-di-ghiaccio-di-una-tonnellata-dall-alaska-all-iowa.html</link><pubDate>Sun, 13 Sep 2026 10:12:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nel 1977, l'Arabia Saudita presentò agli Stati Uniti un'idea insolita: studiare se lo spostamento di iceberg dall'Alaska potesse portare acqua dolce nelle zone aride.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-disparatado-experimento-de-1977-que-traslado-un-bloque-de-hielo-de-una-tonelada-desde-alaska-hasta-iowa-1788163144230.jpg" data-image="gq5sqa6n0ljm" alt="blocco di ghiaccio da Alaska a Iowa" title="blocco di ghiaccio da Alaska a Iowa"><figcaption>Nel 1977, un blocco di ghiaccio di una tonnellata viaggiò dall'Alaska all'Iowa per verificare se gli iceberg potessero essere trasformati in una fonte di acqua dolce. </figcaption></figure><p>La carenza d'acqua portò l'Arabia Saudita a studiare negli anni Settanta una possibilità tanto semplice da concepire quanto complicata da mettere in pratica: <strong>trasportare iceberg dalle regioni polari fino ai territori aridi.</strong> La proposta partiva da una gigantesca riserva di acqua dolce immagazzinata sotto forma di ghiaccio e puntava a trasformarla in una fonte d'acqua per le aree con scarse risorse idriche.</p><p><strong>L'interesse per questa idea portò a riunire a Iowa, nell'ottobre del 1977, circa 200 specialisti provenienti da 18 Paesi.</strong> Ingegneri, biologi marini, funzionari e imprenditori parteciparono alla Prima Conferenza Internazionale sull'Utilizzo degli Iceberg, durante la quale si studiò come trasportare grandi blocchi di ghiaccio dalle regioni polari e, soprattutto, se quella proposta potesse arrivare ad avere qualche applicazione pratica.</p><h2>La massa di ghiaccio dell'Alaska arrivata fino allo Iowa</h2><p>La conferenza non si limitò a discutere del possibile ruolo degli iceberg. Ci fu anche una prova pratica. <strong>Gli organizzatori decisero di trasportare dall'Alaska fino allo Iowa un blocco di ghiaccio di circa una tonnellata</strong> per verificare come avrebbe potuto comportarsi durante il viaggio.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Nel 1977 portarono un blocco di ghiaccio di oltre una tonnellata dall'Alaska fino allo Iowa per studiare se gli iceberg potessero diventare una fonte di acqua dolce <a href="https://t.co/RmUQbRqIEp">https://t.co/RmUQbRqIEp</a> <a href="https://t.co/7ZJvQJQj67">pic.twitter.com/7ZJvQJQj67</a></p>— LA CRÓNICA (@lacronicacom) <a href="https://x.com/lacronicacom/status/2086725928529375627?ref_src=twsrc%5Etfw">10 agosto 2026</a></blockquote></figure><p>Il viaggio combinò tre mezzi di trasporto. <strong>Il ghiaccio partì dall'Alaska in elicottero</strong> e rimase protetto mediante materiali isolanti e ghiaccio secco. <strong>Successivamente fu caricato su un aereo e, una volta arrivato negli Stati Uniti, proseguì il viaggio su un camion refrigerato</strong> fino ad Ames, nello Iowa. L'operazione costò circa <strong>8.500 dollari</strong>, una cifra considerevole per trasportare una sola tonnellata di ghiaccio. Il costo fece sì che il blocco ricevesse un soprannome che riassumeva la singolarità di quella prova: il «cubo di ghiaccio più costoso del mondo».</p><p><span style="letter-spacing: 0.03em;">Una volta ad Ames,</span><strong style="letter-spacing: 0.03em;"> gli specialisti poterono esaminare il ghiaccio dopo l'intero viaggio. </strong><span style="letter-spacing: 0.03em;">Quella piccola prova permetteva di studiare un problema molto più grande: se un blocco di una tonnellata poteva essere conservato durante il trasporto, quali difficoltà sarebbero emerse quando si fosse tentato di fare lo stesso con un iceberg di enormi dimensioni.</span></p><h2>Acqua dolce per le aree più aride del pianeta</h2><p><strong>L'interesse dell'Arabia Saudita per questa possibilità era legato alla necessità di disporre di maggiori risorse idriche.</strong> Il Paese dipendeva già da sistemi come la desalinizzazione, che richiede impianti specifici, consumo energetico e investimenti economici considerevoli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-disparatado-experimento-de-1977-que-traslado-un-bloque-de-hielo-de-una-tonelada-desde-alaska-hasta-iowa-1788163241492.jpg" data-image="2gwitld3yxw5" alt="Blocco di ghiaccio dall'Alaska allo Iowa" title="Blocco di ghiaccio dall'Alaska allo Iowa"><figcaption>L'Arabia Saudita studiò negli anni Settanta la possibilità di trainare iceberg dalle regioni polari per portare acqua dolce nelle sue aree più aride.</figcaption></figure><p>Rispetto a questa alternativa, gli iceberg offrivano una riserva di acqua dolce già formata nelle regioni polari. Il problema non risiedeva nell'esistenza della risorsa, ma piuttosto nel <strong>riuscire a trasportarla da luoghi remoti fino alle aree in cui l'acqua scarseggiava.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716096" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-si-sa-del-misterioso-iceberg-nero-apparso-nel-mare-del-labrador.html" title="Cosa si sa sul misterioso iceberg nero apparso nel mare del Labrador?">Cosa si sa sul misterioso iceberg nero apparso nel mare del Labrador?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-si-sa-del-misterioso-iceberg-nero-apparso-nel-mare-del-labrador.html" title="Cosa si sa sul misterioso iceberg nero apparso nel mare del Labrador?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/que-se-sabe-del-misterioso-iceberg-negro-que-aparecio-flotando-en-el-mar-de-labrador-1750155724289_320.jpg" alt="Cosa si sa sul misterioso iceberg nero apparso nel mare del Labrador?"></a></article></aside><p>La conferenza riunì figure professionali molto diverse per studiare la questione: <strong>ingegneri, biologi marini, funzionari e imprenditori.</strong> In totale parteciparono circa 200 persone provenienti da 18 Paesi. L'obiettivo era determinare se il trasporto del ghiaccio potesse avere qualche applicazione pratica e quali problemi sarebbe stato necessario risolvere per renderlo possibile.</p><h2>Perché il trasporto degli iceberg non ebbe successo</h2><p>La prova del 1977 permise di studiare il trasporto di una piccola quantità di ghiaccio, ma la proposta su larga scala presentava difficoltà molto diverse. <strong>Spostare un iceberg avrebbe comportato costi elevati e numerosi problemi tecnici</strong> legati al trasferimento di una massa congelata di dimensioni enormi. Per questo motivo, il progetto non arrivò a trasformarsi in un sistema di approvvigionamento idrico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-disparatado-experimento-de-1977-que-traslado-un-bloque-de-hielo-de-una-tonelada-desde-alaska-hasta-iowa-1788163845210.jpg" data-image="egs9xjmr6c3b" alt="Blocco di ghiaccio nel 1977 trasportato dall'Alaska allo Iowa" title="Blocco di ghiaccio nel 1977 trasportato dall'Alaska allo Iowa"><figcaption>Trasportare gli iceberg fino alle aree aride si rivelò troppo costoso e complesso: gli enormi costi e le difficoltà tecniche impedirono di trasformare l'idea in una fonte praticabile di acqua dolce.</figcaption></figure><p>L'idea di trainare gli iceberg, tuttavia, <strong>è tornata a essere presa in considerazione in diversi momenti quando si è parlato della disponibilità di acqua dolce.</strong> La desertificazione e i problemi legati alle risorse idriche hanno mantenuto aperto il dibattito su possibili fonti alternative.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/TRjL9xerJuA/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=TRjL9xerJuA" id="TRjL9xerJuA"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>A quasi cinque decenni di distanza, quella prova permette di ricordare fin dove arrivò il progetto saudita. Non fu trasportato un intero iceberg fino a un Paese desertico,<strong> ma fu possibile portare una tonnellata di ghiaccio dall'Alaska fino allo Iowa</strong> utilizzando un elicottero, un aereo e un camion refrigerato. Il tutto costò 8.500 dollari, una cifra significativa per il 1977.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-folle-esperimento-del-1977-che-sposto-un-blocco-di-ghiaccio-di-una-tonnellata-dall-alaska-all-iowa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ne-noiosi-ne-pericolosi-i-5-paesi-piu-sicuri-e-facili-da-visitare-se-si-viaggia-da-soli.html</link><pubDate>Sun, 13 Sep 2026 08:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Albania, Germania, Vietnam, Nuova Zelanda e Uruguay sono paesi che combinano buoni trasporti, natura, spiagge e possibilità di esplorarli in autonomia e in totale sicurezza.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aburridos-ni-peligrosos-los-5-paises-mas-seguros-y-faciles-de-recorrer-si-viajas-solo-1787998279710.jpg" data-image="i8v5jmhgtpyd" alt="donna viaggiatrice" title="donna viaggiatrice"><figcaption>Cinque paesi sicuri in cui viaggiare da soli, con spiagge, natura, città, cultura e la possibilità di godersi il viaggio al proprio ritmo.</figcaption></figure><p>Viaggiare da soli non significa più dover limitare il viaggio a un unico tipo di destinazione. Oggi <strong>l'Albania</strong> permette di alternare spiagge, patrimonio culturale e acque termali, mentre la <strong>Germania</strong> offre grandi città e una rete di trasporti pubblici che facilita gli spostamenti. Il <strong>Vietnam</strong>, invece, concentra gastronomia, storia e paesaggi naturali, mentre la <strong>Nuova Zelanda</strong> riunisce percorsi, fiordi e attività all'aria aperta.</p><p><strong>L'Uruguay propone un altro modo di viaggiare da soli</strong>, con gran parte del suo fascino legato alla costa atlantica e a Montevideo. Punta del Este, José Ignacio, Rocha e la capitale offrono diverse possibilità per combinare relax e visite culturali. Questa selezione riunisce cinque Paesi con proposte molto diverse per organizzare<strong> una fuga senza dipendere dagli orari né dalla compagnia di altre persone.</strong></p><h2>Albania: viaggiare da soli tra spiagge e patrimonio culturale</h2><p><strong>L'Albania si distingue per l'ospitalità locale e per un'interessante combinazione di costa e aree naturali.</strong> Di fatto, il Paese sta suscitando sempre più interesse tra chi viaggia da solo. Nei pressi di Saranda, l'Occhio Blu sorprende per le sue acque trasparenti e dall'intenso colore azzurro. Per chi vuole godersi il mare, la costa offre spiagge a Himarë, Dhërmi e Ksamil, nel sud, e a Shëngjin, nel nord.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/DVV-rHBA9KM/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=DVV-rHBA9KM" id="DVV-rHBA9KM"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Durante i mesi più freddi, <strong>le Terme di Benja, a Përmet, permettono di sostituire la costa con le acque termali</strong>. Un'altra possibile escursione parte da Tirana in direzione di Berat, situata a circa due ore di auto. La sua architettura riunisce edifici di epoca ottomana, castelli medievali, moschee e la Chiesa della Santissima Trinità. Inoltre, <strong>Berat e Gjirokastër sono città che fanno parte del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.</strong></p><h2>Germania: città suggestive e più di 20.000 castelli</h2><p>Berlino permette di visitare musei, luoghi storici, parchi, caffè e altri punti di interesse in bicicletta. Monaco di Baviera è un'ottima destinazione durante l'Oktoberfest, anche se <strong>non bisogna dimenticare che le sue vivaci birrerie all'aperto sono attive durante tutto l'anno. </strong>La città di Francoforte offre proposte come musei, boutique, ristoranti, caffè e uno splendido giardino botanico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aburridos-ni-peligrosos-los-5-paises-mas-seguros-y-faciles-de-recorrer-si-viajas-solo-1787998115496.jpeg" data-image="y30d7iln9uhn" alt="Castello di Neuschwanstein, in Germania" title="Castello di Neuschwanstein, in Germania"><figcaption>Il Castello di Neuschwanstein è una delle numerose attrazioni che la Germania offre a chi viaggia da solo.</figcaption></figure><p>Per chi preferisce le escursioni, <strong>la Germania conta più di 20.000 castelli. </strong>Tra le visite più consigliate ci sono quelle di<strong> Liechtenstein e Neuschwanstein</strong>. Inoltre, il trasporto pubblico tedesco facilita gli spostamenti senza la necessità di noleggiare un'auto, un'opzione che può risultare costosa quando si viaggia da soli e non si possono condividere le spese.</p><h2>Vietnam: viaggiare da soli tra storia, gastronomia e natura</h2><p>Un buon punto di partenza in Vietnam è<strong> la baia di Hạ Long e Bai Tu Long</strong>, da dove partono imbarcazioni che effettuano escursioni tra paesaggi naturali e acque azzurre. Il Vietnam offre anche la possibilità di visitare <strong>Sơn Đoòng, la grotta naturale più grande del mondo</strong>, attraverso un'escursione guidata. A Hội An, il festival mensile della luna piena trasforma il fiume Thu Bồn con centinaia di lanterne galleggianti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aburridos-ni-peligrosos-los-5-paises-mas-seguros-y-faciles-de-recorrer-si-viajas-solo-1787998497107.jpeg" data-image="yzts4t4xaf1g" alt="Sơn Đoòng, la grotta naturale più grande del mondo, si trova in Vietnam." title="Sơn Đoòng, la grotta naturale più grande del mondo, si trova in Vietnam."><figcaption>Sơn Đoòng, la grotta naturale più grande del mondo, è una delle numerose e spettacolari attrazioni che il Vietnam offre a chi scopre il Paese viaggiando da solo.</figcaption></figure><p>La città di Ho Chi Minh riunisce gastronomia e storia attorno al mercato di Bến Thành, dove si possono assaggiare specialità locali come il bánh xèo e il pho.<strong> Il Museo dei residui della guerra e i Tunnel di Củ Chi</strong> sono due proposte che permettono di avvicinarsi alla storia della guerra del Vietnam.</p><p>Ad Hanoi, <strong>il lago Hoàn Kiếm e i luoghi storici e culturali </strong>della capitale completano il percorso.</p><h2>Nuova Zelanda: un Paese molto sicuro per viaggiare da soli</h2><p>La Nuova Zelanda è una destinazione abituale per backpacker, escursionisti e viaggiatori che esplorano il Paese in autonomia e da soli. Secondo il Global Peace Index 2025, occupa il terzo posto tra i Paesi più pacifici del mondo.<strong> Milford Sound è un fiordo situato nel sud-ovest dell'Isola del Sud della Nuova Zelanda</strong> ed è il luogo più famoso del Paese. I suoi paesaggi comprendono acque dalle tonalità scure, pareti rocciose che superano i 1.200 metri di altezza e grandi cime modellate per migliaia di anni dall'azione dei ghiacciai.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">In a hole in the ground... <br><br>Hobbiton Movie Set,<br>Matamata, NZ. <a href="https://t.co/y0AgaE2HfT">pic.twitter.com/y0AgaE2HfT</a></p>— Hobbiton Movie Set (@HobbitonTours) <a href="https://x.com/HobbitonTours/status/1235686689571512325?ref_src=twsrc%5Etfw">March 5, 2020</a></blockquote></figure><p><strong>Il ghiacciaio Franz Josef può essere visitato in elicottero, mentre il Tongariro Alpine Crossing offre un percorso da affrontare a piedi.</strong> Waitomo è famosa per le sue grotte e la Bay of Plenty permette di avvistare le balene. Una visita davvero originale è quella all'<strong>Hobbiton Movie Set,</strong> il set cinematografico reale utilizzato per ricreare la Contea nelle trilogie cinematografiche de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787265" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-treno-notturno-che-colleghera-4-citta-europee-iconiche-a-partire-dal.html" title="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028">Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-treno-notturno-che-colleghera-4-citta-europee-iconiche-a-partire-dal.html" title="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/este-es-el-nuevo-tren-nocturno-que-conectara-4-emblematicas-ciudades-europeas-a-partir-de-1788297888507_320.jpg" alt="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028"></a></article></aside><h2>Uruguay: spiagge per viaggiare da soli e senza fretta</h2><p>L'Uruguay offre un'ottima alternativa a chi cerca qualche giorno vicino alla costa, tra spiagge e molte ore di sole. <strong>Punta del Este concentra gran parte dell'offerta costiera</strong>, con Playa Mansa e Playa Brava tra i suoi principali punti di riferimento. Chi cerca zone meno affollate può spostarsi verso José Ignacio e Rocha, dove la costa atlantica offre spiagge più tranquille.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aburridos-ni-peligrosos-los-5-paises-mas-seguros-y-faciles-de-recorrer-si-viajas-solo-1787998706196.jpeg" data-image="6o9uivdpdllp" alt="Punta del Este, in Uruguay" title="Punta del Este, in Uruguay"><figcaption>Punta del Este, in Uruguay, è un vero paradiso per i viaggiatori solitari che cercano spiagge belle e vivaci.</figcaption></figure><p><strong>La città di Montevideo offre la possibilità di combinare mare e cultura.</strong> La capitale dell'Uruguay dispone di spiagge, musei e luoghi storici, oltre a proposte legate alla musica e alla danza tradizionale del candombe. Questo Paese sudamericano completa così una lista nella quale ogni destinazione propone un modo diverso e sicuro di organizzare un viaggio completamente da soli.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ne-noiosi-ne-pericolosi-i-5-paesi-piu-sicuri-e-facili-da-visitare-se-si-viaggia-da-soli.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Se vedete nidificare questo uccello significa che quella spiaggia è ancora incontaminata]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/se-vedete-nidificare-questo-uccello-significa-che-quella-spiaggia-e-ancora-incontaminata.html</link><pubDate>Sun, 13 Sep 2026 06:03:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La sua presenza è un bioindicatore molto importante per la salute delle nostre spiagge, messe in pericolo dalla forte antropizzazione e dai cambiamenti climatici.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/se-vedete-nidificare-questo-uccello-significa-che-la-spiaggia-e-ancora-incontaminata-1786715563163.jpg" data-image="8xqcsi8vc40z" alt="Fratino." title="Fratino."><figcaption>Esemplare di fratino mimetizzato in spiaggia.</figcaption></figure><p>In molte spiagge italiane ancora oggi è possibile osservare un piccolo uccello che vive fra la vegetazionale dunale che caratterizza alcuni dei litorali più incontaminati del nostro Paese. </p><p>Stiamo parlando del <strong>fratino,</strong> nome scientifico <strong>Charadrius alexandrinus. </strong>Si tratta di un piccolo e grazioso uccello, facilmente riconoscibile dal suo colore e da un corpo molto piccolo rispetto alle zampe lunghe.</p><h2><strong>Alcune caratteristiche del fratino</strong></h2><p>Presenta porzioni superiori del corpo di colore grigio chiaro, mentre quelle inferiori bianche. <strong>Il fratino appartiene alla specie dei limicoli, uccelli con zampe e becco variabilmente lunghi, che vivono di solito in zone umide, come laghi salmastri e paludi, o su sponde sabbiose o fangose.</strong></p><div class="texto-destacado">Questo piccolo uccello si alimenta prevalentemente di crostacei, molluschi ed altri invertebrati presenti nel suolo. Vive per gran parte della sua vita in prossimità delle spiagge del Mediterraneo, tanto che costruisce i nidi proprio lungo le dune, <strong>creando una piccola fossetta pressoché invisibile nella sabbia all’interno della quale depone le uova.</strong></div><p>Facendo affidamento al suo piumaggio criptico e alla colorazione mimetica delle uova (simile alla sabbia) sfugge ai predatori. <strong>Generalmente si insedia nelle zone di riproduzione da fine marzo fino al mese di luglio, frequentando le nostre spiagge fino ad agosto.</strong> Ciò, purtroppo, lo espone a notevoli rischi.</p><p>Dopo un mese di cova nascono i pulcini, che sono in grado di camminare dopo poche ore e di volare dopo quattro settimane. I nidi si trovano sulle zone sabbiose rialzate rispetto al mare, dove la vegetazione dunale è molto rada e dove le mareggiate invernali accumulano piccole quantità di detriti e ramoscelli che possono aiutare il fratino a mimetizzarsi.</p><h2><strong>Perché è una specie in pericolo?</strong></h2><p>Purtroppo il successo riproduttivo di questa specie è bassissimo, la maggior parte delle coppie non riesce a far involare i suoi piccoli e la causa principale è rappresentata delle attività umane nelle spiagge.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">È nato Primo, il primo pulcino di fratino della stagione! Una scintilla di vita tra le dune della Riserva Borsacchio! Ogni gesto può proteggerlo: teniamo i cani al guinzaglio e camminiamo con consapevolezza!<br> IG guidedelborsacchio<a href="https://x.com/hashtag/abruzzo?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#abruzzo</a> <a href="https://x.com/hashtag/Fratino?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Fratino</a> <a href="https://x.com/hashtag/viaggioinabruzzo?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#viaggioinabruzzo</a> <a href="https://t.co/p1b5VI9xgo">pic.twitter.com/p1b5VI9xgo</a></p>— Visit Abruzzo (@YourAbruzzo) <a href="https://x.com/YourAbruzzo/status/1949364128788947301?ref_src=twsrc%5Etfw">July 27, 2025</a></blockquote></figure><p>Il nido invisibile ad un occhio non esperto, viene frequentemente distrutto, calpestato dai bagnanti, schiacciato dai trattori che puliscono la sabbia e la setacciano, <strong>oppure predato dai cani che passeggiano liberi sulle dune.</strong></p><p>Queste minacce elencate stanno causando una forte diminuzione nelle popolazioni di <strong>fratino,</strong> nonostante le attività di salvaguardia e i progetti di conservazione che già da molti anni vengono proposti in tutta Europa.</p><h2><strong>Cosa si sta facendo per salvare il fratino?</strong></h2><p>Visto le minacce sopra descritte da diversi anni si stanno seguendo delle forme di tutela per salvare il fratino dal rischio di estinzione sulle nostre spiagge, a causa dei costanti disturbi antropici e della diminuzione degli ambienti dunali costieri, habitat naturale di questo uccello.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/se-vedete-nidificare-questo-uccello-significa-che-la-spiaggia-e-ancora-incontaminata-1786715609752.jpg" data-image="a5d4un9g4vhy" alt="Fratino." title="Fratino."><figcaption>Esemplare di fratino in cova su un nido prodotto nella spiaggia.</figcaption></figure><p>Al momento, nonostante qualche timido passo in avanti, <strong>il successo riproduttivo di questa specie è bassissimo,</strong> la maggior parte delle coppie non riesce a far involare i suoi piccoli e la causa principale è rappresentata delle attività umane nelle spiagge.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768717" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questi-sono-gli-unici-due-uccelli-capaci-di-sfidare-il-clima-glaciale-dell-inospitale-calotta-del-polo-sud.html" title="Questi sono gli unici due uccelli capaci di sfidare il clima glaciale dell’inospitale calotta del Polo Sud">Questi sono gli unici due uccelli capaci di sfidare il clima glaciale dell’inospitale calotta del Polo Sud</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questi-sono-gli-unici-due-uccelli-capaci-di-sfidare-il-clima-glaciale-dell-inospitale-calotta-del-polo-sud.html" title="Questi sono gli unici due uccelli capaci di sfidare il clima glaciale dell’inospitale calotta del Polo Sud"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questi-sono-gli-unici-due-uccelli-capaci-di-sfidare-il-clima-glaciale-dell-inospitale-calotta-del-polo-sud-1778705870938_320.jpg" alt="Questi sono gli unici due uccelli capaci di sfidare il clima glaciale dell’inospitale calotta del Polo Sud"></a></article></aside><p>Attualmente il fratino è tutelato dall’<strong>Allegato 2</strong> <strong>della Convenzione di Berna</strong> – <strong>Convenzione sulla conservazione della vita selvatica dell’ambiente naturale in Europa,</strong> inerente le specie faunistiche rigorosamente protette, dall’<strong>Allegato 2</strong> <strong>della Convenzione di Bonn, </strong>Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie appartenenti alla fauna selvatica, inerente le specie in cattivo stato di conservazione, dalla <strong>Direttiva CEE 79/409 “Uccelli” e dalla Legge Nazionale sulla Caccia 157/92 dove è inserita nell’Allegato 1 come “specie particolarmente protetta.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/se-vedete-nidificare-questo-uccello-significa-che-quella-spiaggia-e-ancora-incontaminata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca.html</link><pubDate>Sun, 13 Sep 2026 04:06:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Piogge e temporali hanno interessato tutta la Penisola fino alla giornata odierna, poi spazio ad una maggiore stabilità, ma niente caldo in eccesso.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb729sa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb729sa.jpg" id="xb729sa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>L'estate si è ufficialmente fermata</strong> con l'ingresso della prima perturbazione di settembre, riuscita a scalfire il possente campo di alta pressione responsabile dell'ultima, eccezionale ondata di caldo. <strong>Le piogge hanno interessato inizialmente le regioni settentrionali, ma nelle ultime ore il peggioramento ha progressivamente spostato il proprio baricentro verso il Sud Italia.</strong></p><p>Sono soprattutto <strong>Calabria, Sicilia e Salento</strong> le aree che hanno registrato i fenomeni più intensi, con rovesci e temporali localmente anche di forte intensità. Sulle regioni centrali, invece, le precipitazioni sono risultate più sporadiche. Si tratta comunque delle ultime battute di questa fase instabile, prima di una pausa che ci accompagnerà verso condizioni decisamente più tranquille.</p><p>Attenzione, però, perché questa pausa non significa un nuovo ritorno al caldo estremo. L'alta pressione sta infatti gradualmente riconquistando spazio, dapprima sulle regioni settentrionali e successivamente anche lungo i settori tirrenici. </p><p><strong>La giornata di domenica dovrebbe quindi presentarsi prevalentemente stabile e soleggiata su gran parte d'Italia</strong>, con soltanto qualche residuo fenomeno sulla Sicilia.</p><h2>Temperature in media, ma inizio di settimana con possibile vortice</h2><p>Anche le temperature risentiranno di questo cambiamento. Dopo il passaggio temporalesco i valori torneranno a salire, ma senza particolari eccessi. Anzi, nella maggior parte del Paese le temperature dovrebbero rimanere <strong>sostanzialmente in linea con le medie del periodo</strong>, segnando quindi una netta differenza rispetto alle condizioni eccezionali della precedente fase di caldo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca-1789222984206.jpg" data-image="k3j3j0jp4y3f" alt="Stop al caldo estremo sull'Italia" title="Stop al caldo estremo sull'Italia"><figcaption>Temperature massime in Italia per l'inizio della nuova settimana</figcaption></figure><p>Una situazione che potrebbe cambiare leggermente all'inizio della prossima settimana. </p><p>Tra lunedì e martedì l'anticiclone tenderà infatti a rafforzarsi soprattutto sulle regioni settentrionali, favorendo un ulteriore aumento delle temperature. In questa fase non sono esclusi valori <strong>di 1-3°C superiori alla media stagionale</strong>, ma siamo ben lontani dagli eccessi che hanno caratterizzato l'ultima ondata di calore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788324" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html" title="È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa">È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html" title="È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/c-est-confirme-la-france-connaitra-mardi-15-septembre-l-une-des-anomalies-de-chaleur-les-plus-extremes-d-europe-previsions-meteo-temperatures-1789211146145_320.jpg" alt="È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa"></a></article></aside><p>Il quadro sarà invece più complesso al Sud. Proprio tra lunedì e martedì potrebbe svilupparsi <strong>un vortice depressionario sul Mediterraneo centrale</strong>, la cui evoluzione rimane ancora piuttosto incerta. </p><p>Non è quindi possibile definire con precisione, a questa distanza temporale, traiettoria e intensità della circolazione ciclonica. Tuttavia, lo scenario attuale lascia intravedere la possibilità di nuovi rovesci e temporali, in particolare sulla Sicilia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca-1789223036484.jpg" data-image="z8tuxucxkt7d" alt="Ad inizio settimana un vortice ciclonico potrebbe cambiare tutto" title="Ad inizio settimana un vortice ciclonico potrebbe cambiare tutto"><figcaption>L'area depressionaria sul Mediterraneo centrale: il suo movimento determinerà il meteo</figcaption></figure><p>Ed è proprio questa possibile evoluzione a rendere <strong>la prossima settimana tutt'altro che banale dal punto di vista meteorologico</strong>. Mentre una parte dell'Italia potrebbe beneficiare di condizioni anticicloniche e temperature nuovamente miti o leggermente superiori alla norma, il Mediterraneo centrale potrebbe rimanere esposto a nuove condizioni di instabilità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788350" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html" title="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?">Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html" title="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224434509_320.png" alt="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?"></a></article></aside><h2>Seconda parte di settimana con un'altra perturbazione?</h2><p>Ma non è finita qui. La seconda parte della settimana potrebbe infatti vedere l'arrivo di <strong>un nuovo impulso perturbato dall'Atlantico</strong>. Una circolazione depressionaria presente sull'Europa settentrionale potrebbe favorire la discesa di una perturbazione verso l'Europa occidentale, con un possibile interessamento dell'Italia tra mercoledì e giovedì.</p><p>In questo caso il peggioramento potrebbe coinvolgere soprattutto <strong>le regioni settentrionali</strong>, riportando rovesci e temporali dopo la parentesi più stabile dei primi giorni della settimana. Il passaggio dovrebbe essere piuttosto rapido, ma potrebbe essere sufficiente a determinare anche un nuovo calo delle temperature.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788344" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord">Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222704285_320.jpeg" alt="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"></a></article></aside><p>Successivamente, la perturbazione potrebbe spostarsi verso il Centro Italia e, in maniera più marginale, verso alcune aree del Sud. Anche in questo caso assisteremmo a una temporanea diminuzione dei valori termici, con un ritorno a condizioni più fresche dopo la fase anticiclonica prevista all'inizio della settimana.</p><p><strong>L'estate, insomma, non sembra intenzionata a mollare completamente la presa.</strong> Dopo il passaggio perturbato di questi giorni e il relativo calo delle temperature, l'atmosfera tornerà a farsi più stabile e mite, ma senza quella continuità che aveva caratterizzato le grandi rimonte anticicloniche estive.</p><p class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </p><p>Il Mediterraneo resterà infatti inserito in un contesto ancora dinamico, nel quale <strong>anticiclone, depressioni mediterranee e impulsi atlantici potrebbero alternarsi rapidamente</strong>. Ed è proprio questa alternanza a rendere particolarmente interessante l'evoluzione dei prossimi giorni: settembre ha ormai mostrato di voler cambiare volto, ma non sembra ancora pronto a consegnare definitivamente l'Italia all'autunno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un pezzo di zenzero può trasformarsi in una pianta: un vaso, della terra e giusta irrigazione sono tutto ciò che serve]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-pezzo-di-zenzero-puo-trasformarsi-in-una-pianta-un-vaso-della-terra-e-giusta-irrigazione-sono-tutto-cio-che-serve.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 17:11:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Lo zenzero aggiunge molto più del semplice sapore in cucina: un piccolo pezzo può radicare e trasformarsi in una nuova pianta con poche e semplici cure domestiche.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-trozo-de-jengibre-puede-convertirse-en-una-planta-maceta-sustrato-y-riego-en-equilibrio-es-todo-lo-que-necesitas-1789062518156.jpeg" data-image="zhd9q3aqg75x" alt="zenzero" title="zenzero"><figcaption>Oltre ad aggiungere sapore ai tuoi piatti, lo zenzero può essere coltivato direttamente a casa.</figcaption></figure><p><strong>Coltivare lo zenzero in casa è molto più semplice di quanto possa sembrare a prima vista</strong>. Questa pianta di origine tropicale, il cui rizoma viene comunemente utilizzato come condimento in cucina, può ricrescere a partire da un piccolo pezzo di zenzero fresco.</p><p>Per svilupparsi correttamente <strong>sono sufficienti un vaso adeguato, un substrato soffice e un'irrigazione equilibrata.</strong> Seguendo questi semplici passaggi è possibile assistere alla sua crescita in casa e, con un po' di pazienza, ottenere nuovi rizomi.</p><h2>Scegliere uno zenzero fresco e con germogli</h2><p>Il primo passo consiste nello scegliere un pezzo di zenzero fresco, sodo e privo di segni di marciume. <strong>L'ideale è che presenti piccoli germogli o gemme visibili, simili a piccoli punti o protuberanze sulla superficie</strong>, poiché sono proprio questi punti che possono dare origine a nuovi fusti.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Scopri di più sulla coltivazione dello <a href="https://x.com/hashtag/jengibre?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#jengibre</a> nella seguente <a href="https://x.com/hashtag/Infograf%C3%ADa?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Infograf%C3%ADa</a> <a href="https://t.co/Dr6FpynV5s">pic.twitter.com/Dr6FpynV5s</a></p>— PromueveHidroponía (@PromueveHidro) <a href="https://x.com/PromueveHidro/status/781901664634757120?ref_src=twsrc%5Etfw">30 settembre 2016</a></blockquote></figure><p><strong>Se il rizoma è grande, è possibile dividerlo in diversi pezzi, assicurandosi che ogni frammento conservi almeno una gemma.</strong> Prima di piantarlo, è consigliabile lasciare i pezzi all'aria per alcune ore, in modo che i tagli si asciughino leggermente e si riduca così il rischio di marciume.</p><h2>Un vaso largo è meglio di uno molto profondo</h2><p>Lo zenzero sviluppa i suoi rizomi principalmente in senso orizzontale, perciò <strong>un vaso largo è particolarmente adatto.</strong> Non è necessario iniziare con un contenitore enorme, ma <strong>deve avere fori di drenaggio sul fondo per evitare che l'acqua ristagni.</strong></p><p><strong>Posizionate il pezzo di zenzero sul substrato con i germogli rivolti verso l'alto e ricopritelo leggermente con uno strato di terra.</strong> Non è necessario interrarlo troppo in profondità: bastano pochi centimetri per favorirne la crescita.</p><h2>Substrato leggero e ben drenato</h2><p>Uno degli aspetti fondamentali per favorire la crescita dello zenzero è <strong>utilizzare un substrato in grado di trattenere una certa quantità di umidità</strong>, ma che permetta di eliminare l'acqua in eccesso.</p><div class="texto-destacado">Una miscela di terriccio universale con sostanza organica e un materiale che migliori il drenaggio può funzionare perfettamente.</div><p>L'obiettivo è ottenere una <strong>terra arieggiata, fertile e soffice</strong>, poiché un terreno troppo compatto può ostacolare lo sviluppo dei rizomi e favorire la comparsa di problemi legati all'eccesso di umidità.</p><h2>L'irrigazione: né siccità né ristagni</h2><p>Durante le prime settimane è importante mantenere il substrato leggermente umido, soprattutto mentre il rizoma comincia a sviluppare radici e germogli. Tuttavia, <strong>annaffiare troppo può essere controproducente.</strong></p><p><strong>Un buon riferimento consiste nel controllare l'umidità dei primi centimetri del substrato prima di annaffiare nuovamente.</strong> Se sono ancora umidi, è meglio aspettare; quando la superficie comincia ad asciugarsi, si può aggiungere acqua in quantità moderata.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-trozo-de-jengibre-puede-convertirse-en-una-planta-maceta-sustrato-y-riego-en-equilibrio-es-todo-lo-que-necesitas-1789062664613.jpeg" data-image="g6k3m90rn5o8" alt="Immagine 2" title="Immagine 2"><figcaption>Coltivare il proprio zenzero è più semplice di quanto si possa immaginare.</figcaption></figure><p><strong>La frequenza delle annaffiature dipenderà dalla temperatura, dalla ventilazione, dalle dimensioni del vaso e dalle condizioni ambientali.</strong> In ogni caso, l'acqua non dovrebbe mai accumularsi nel sottovaso.</p><h2>Luce, temperatura e pazienza</h2><p>Lo zenzero proviene da regioni molto calde e ha bisogno di temperature miti per svilupparsi correttamente. <strong>In casa può essere collocato in un luogo luminoso, anche se è consigliabile evitare un'esposizione eccessivamente intensa</strong>, soprattutto nelle ore più calde.</p><div class="texto-destacado">La comparsa dei primi germogli può richiedere diverse settimane, quindi non bisogna scoraggiarsi se la crescita non è immediata.</div><p><strong>Quando la pianta comincia a svilupparsi, compariranno fusti verdi e foglie allungate</strong> che possono raggiungere dimensioni considerevoli.</p><h2>Quando si può raccogliere?</h2><p><strong>Lo zenzero ha bisogno di tempo per formare nuovi rizomi</strong>, quindi, se l'obiettivo è raccoglierlo, bisognerà aspettare diversi mesi e osservare l'evoluzione della pianta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786674" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera.html" title="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera">10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera.html" title="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345536580_320.jpeg" alt="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera"></a></article></aside><p>Quando la crescita si arresta e le foglie cominciano a ingiallire e seccarsi, <strong>il rizoma potrebbe essere pronto per essere estratto.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-trozo-de-jengibre-puede-convertirse-en-una-planta-maceta-sustrato-y-riego-en-equilibrio-es-todo-lo-que-necesitas-1789062829879.jpeg" data-image="e6ctd6y61uio" alt="Immagine 3" title="Immagine 3"><figcaption>La raccolta del proprio zenzero arriverà dopo alcuni semplici passaggi di coltivazione.</figcaption></figure><p>Per ottenere raccolti successivi, è inoltre <strong>possibile conservare una parte del rizoma</strong> e ripiantare alcuni frammenti dotati di gemme per avviare un nuovo ciclo.</p><p>In definitiva, trasformare un pezzo di zenzero in una nuova pianta è un modo semplice e divertente per sperimentare la coltivazione domestica. Un <strong>vaso con un buon drenaggio, un substrato fertile e arieggiato, un'umidità senza eccessi e temperature calde sono gli elementi fondamentali</strong> per fare in modo che quel piccolo rizoma torni a vivere.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-pezzo-di-zenzero-puo-trasformarsi-in-una-pianta-un-vaso-della-terra-e-giusta-irrigazione-sono-tutto-cio-che-serve.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi a sud del Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Gli occhi sono tutti puntati sulla goccia fredda in uscita dalla Tunisia che a inizio della prossima settimana, sostando per diversi giorni in mare, potrebbe evolvere in un ciclone subtropicale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb72et2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb72et2.jpg" id="xb72et2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’intensa fase di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato gran parte del Paese, con temporali e nubifragi che hanno causato danni e disagi in varie regioni, ora si è spostata al Sud e sulla Sicilia. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’ampia saccatura, con l’aria più fresca in quota, di origine atlantica, si sta gradualmente spostando sui mari dell’Italia meridionale, con un asse secondario allungato fino al Canale di Sicilia e allo Ionio.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ai margini di questa ondulazione ciclonica troviamo l’anticiclone delle Azzorre che inizia a spingere verso levante, inglobando l’Europa centrale, e buona parte del territorio nazionale, eccetto l’estremo Sud e la Sicilia.</p><h2><strong>Occhi puntati a quella goccia fredda in arrivo dalla Tunisia</strong></h2><p>Mentre su gran parte d’Italia tornerà a splendere il sole, all’estremo Sud, ed in particolare la Sicilia e i settori ionici, sarà presente ancora dell’instabilità che, <strong>fra domani e lunedì 14 settembre,</strong> verrà enfatizzata dall’arrivo, da ovest, di una <strong>goccia fredda (cut/off),</strong> ora posizionata sulla Tunisia, dove si sono verificati forti temporali. </p><p>Gli occhi saranno tutti puntati proprio su questa depressione in quota che, proprio nella giornata di lunedì 14, si sarà spostata verso il Mar Libico occidentale e il basso Canale di Sicilia, sopra acque superficiali calde, <strong>con valori sopra i +28°C +29°C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224111078.jpg" data-image="ajsj5ykblli3" alt="Ciclone." title="Ciclone."><figcaption>L'area dove si formerà il vortice che potrebbe assumere piene caratteristiche subtropicali, fra martedì e mercoledì. Si notano i venti molto forti attorno al minimo di pressione, a sud-est della Sicilia.</figcaption></figure><p>Proprio qui, grazie al supporto dinamico in quota, fornito dai <strong>nuclei di vorticità positiva</strong> in discesa dal bordo occidentale della saccatura, la piccola goccia fredda rischia di approfondirsi sensibilmente, <strong>risucchiando l’aria calda e molto umida stagnante sopra la superficie dei mari a sud della Sicilia,</strong> al punto da favorire lo sviluppo di un piccolo ciclone mediterraneo, dalle caratteristiche subtropicali.</p><p>La presenza di un anticiclone sull’Europa orientale, con massimi al suolo fra Bulgaria e Mar Nero, renderà la <strong>“goccia fredda”</strong> semi-stazionaria in mare, con un leggero movimento verso nord-nord/est <strong>martedì 15,</strong> che la spingerà sul basso Ionio.</p><h2><strong>Cosa accadrà fra martedì e mercoledì?</strong></h2><p>A causa di questa sosta forzata sopra le calde acque del mar Ionio, abbastanza calde in superficie, la circolazione depressionaria, già da <strong>martedì 15 settembre,</strong> potrebbe riempirsi di aria calda e umida che salendo di quota e condensandosi libererà ulteriore calore latente, <strong>favorirà un ulteriore abbassamento della pressione atmosferica al centro del sistema depressionario. Proprio come viene visto da diversi modelli globali.</strong></p><p>Tale processo, sopra descritto, porta, così, all’isolamento di un nucleo di aria calda proprio nei pressi del minimo depressionario, facendo assumere al sistema le tipiche <strong>caratteristiche “ibride”, subtropicali, o nei casi più rilevanti più propriamente tropicali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224210222.jpg" data-image="k03gzid726d6" alt="Piogge, maltempo." title="Piogge, maltempo."><figcaption>Ecco le abbondanti precipitazioni attese sull'area dove si formerà il profondo ciclone, dalle caratteristiche subtropicali. </figcaption></figure><p>Il minimo depressionario che si svilupperà sullo Ionio centrale, finendo su un mare molto caldo, <strong>valori &gt; +28°C sul basso Ionio,</strong> potrebbe organizzarsi, immagazzinando una gran quantità di calore (in parte portato dai temporali, in parte dal mare caldo) che lo trasformeranno in una depressione dalle caratteristiche subtropicali, <strong>caratterizzata da un “cuore caldo”, ben visibile nei medi e bassi strati.</strong></p><p>In alcuni casi però può capitare che la convezione, e quindi l’attività temporalesca attorno il nucleo centrale, possa divenire particolarmente profonda, tanto da fare spiraleggiare il sistema sempre più velocemente, assumendo una struttura sorprendentemente simmetrica<strong>, con un perfetto “anello di convezione”, composto da nuvole torreggianti, che si chiudono a riccio attorno l’occhio centrale, con un conseguente rinforzo dei venti attorno il minimo barico al suolo.</strong> </p><p>Se l’intensità dei venti medi raggiungerà la forza di uragano, <strong>con una velocità media oltre i 118 km/h,</strong> allora si tratterà di un <strong>“medicane”, </strong>nome derivato dall’acronimo <strong>“Mediterranean hurricanes”.</strong></p><h2><strong>Questo sistema potrebbe evolvere in Medicane?</strong></h2><p>Nel caso del vortice dei prossimi giorni non si può del tutto escludere una evoluzione a <strong>“medicane”,</strong> anche se le probabilità rimangono sempre medio-basse. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788344" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord">Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222704285_320.jpeg" alt="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"></a></article></aside><p>Di sicuro la presenza di un vasto tratto di acque calde, da Malta fino alla Grecia, e un <strong>“wind shear”</strong> (variazioni di velocità e direzione del vento man mano che si sale di quota) del vento molto debole, oltre al suo stazionamento sopra un mare caldo, <strong>saranno tutti elementi che favoriranno un sensibile approfondimento della depressione dalle caratteristiche tropicali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224283991.jpg" data-image="k4gl0350r3sb" alt="Mareggiate." title="Mareggiate."><figcaption>Le coste orientali della Sicilia, e parte di quelle ioniche calabresi, rischiano di essere interessate da onde lunghe e mareggiate capaci di creare fenomeni d'erosione.</figcaption></figure><p>In caso di una transizione tropicale del sistema il ciclone diventerà pienamente autonomo rispetto al contesto sinottico generale, prendendo la sua energia dal calore latente fornito dal mare.</p><div class="texto-destacado">Di conseguenza l’attività temporalesca esploderà nel centro del sistema, le isobare attorno il sistema si infittiranno, <strong>mentre i venti improvvisamente diventano tempestosi, fino a superare i 100-120 km/h, </strong>con veri e proprie bufere di vento, specie sul quadrante meridionale, che agevolano la formazione del tipico occhio del ciclone attorno le imponenti “torri temporalesche”, molto ben visibile dalle moviole satellitari.</div><p>A questo punto, se non si sovrappongono importanti azioni di disturbo, come un incremento del <strong>“wind shear”</strong> in quota, il ciclone potrebbe trasformarsi persino in un vero e proprio <strong>“medicane”,</strong> un piccolo uragano mediterraneo entro giovedì sera.</p><h2><strong>Quali rischi per le regioni meridionali?</strong></h2><p>Al momento rimane ancora molta incertezza sull’esatta traiettoria di questo vortice. Ma dai nuovi aggiornamenti dei modelli matematici emerge come la struttura vorticosa si dovrebbe approfondire non prima di martedì pomeriggio in mare aperto, sullo Ionio, prendendo solo marginalmente le coste della Sicilia e della Calabria ionica.</p><p>Ma in caso di una traiettoria più occidentale del previsto, si potrebbero verificare delle piogge e dei temporali sulla Sicilia orientale, <strong>specialmente fra Catanese, Siracusano e Ragusano,</strong> indotti dallo sconfinamento delle bande temporalesche che ruotano sul quadrante sinistro della depressione subtropicale. <strong>E il rischio di fenomeni intensi si farà più concreto.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773967" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità">La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nociones-basicas-sobre-los-ciclones-tropicales-1781360074663_320.jpg" alt="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"></a></article></aside><p>In tal caso sarà la costa ionica ad essere maggiormente coinvolta, <strong>rischiando anche di subire gli effetti di improvvise mareggiate da swell,</strong> per l’ingresso di onde lunghe o molto lunghe dai quadranti orientali, con effetti erosivi sui litorali di Sicilia e Calabria ionica. Pertanto sarà importante monitorare la situazione nei prossimi giorni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 14:23:14 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Si va profilando come sarà la prossima settimana in Italia: temporali al Sud fin da lunedì 14, poi da mercoledì 16 instabilità anche al Nord. Massima attenzione verso il ciclone in formazione nel Mar Ionio: ecco cosa potrebbe succedere.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb728ri"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb728ri.jpg" id="xb728ri"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Tra lunedì 14 e martedì 15 settembre una fase di instabilità interesserà le regioni meridionali,</strong> con piogge e temporali possibili in diverse aree. I fenomeni non sembrano destinati a dare luogo, almeno per ora, a un episodio di particolare intensità, ma il Sud Italia dovrà seguire con attenzione all'evoluzione di un ciclone sul Mar Ionio.</p><h2>Piogge e temporali al Sud, fino a 30 mm tra Eolie e Calabria</h2><p>Le precipitazioni potranno interessare un po' tutto il Sud tra lunedì e martedì. Le zone maggiormente interessate dai fenomeni saranno quelle affacciate sul basso Tirreno e sullo Ionio, con accumuli che localmente potranno raggiungere <strong>30 millimetri tra le Isole Eolie e la Calabria</strong>.</p><p>Si tratterà, secondo le previsioni attuali, di una fase perturbata senza particolare intensità, anche se quando si verificano temporali in un contesto di mare caldo come quello attuale non è da escludere che possano verificarsi temporali di forte intensità.</p><p> Potranno quindi verificarsi <strong>temporali localmente intensi</strong>, soprattutto nelle aree dove i fenomeni riusciranno a insistere più a lungo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222166298.jpg" data-image="5t8t0wbgeooc"><figcaption>Le piogge cumulate al Sud Italia entro martedì 15 settembre.</figcaption></figure><p>L'attenzione intanto è rivolta soprattutto al <strong>Mar Ionio</strong>, dove è in formazione una circolazione ciclonica di tipo subtropicale. Su quello che sta nascendo nello Ionio dedichiamo un articolo speciale pubblicato qui su Meteored Italia.</p><h2>Il ciclone subtropicale in formazione sul Mar Ionio</h2><p>Al momento i modelli meteorologici mostrano con chiarezza la presenza di <strong>un'area ciclonica sul Mar Ionio destinata ad approfondirsi nel corso della giornata di mercoledì</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788350" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html" title="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?">Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html" title="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224434509_320.png" alt="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?"></a></article></aside><p>È un'evoluzione che <strong>merita di essere seguita </strong>perché la posizione e la traiettoria della circolazione potranno ancora cambiare nei prossimi aggiornamenti. Secondo lo scenario attualmente delineato dal <strong>modello europeo</strong>, il sistema non dovrebbe determinare un coinvolgimento diretto delle regioni meridionali italiane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222315948.jpg" data-image="c7hltoazs99y"><figcaption>Il ciclone subtropicale che potrebbe formarsi mercoledì nello Ionio.</figcaption></figure><p>La situazione, tuttavia, è ancora in evoluzione. Per questo sarà importante verificare nei prossimi aggiornamenti dei modelli meteorologici come evolverà la struttura ciclonica e quale sarà la sua traiettoria sullo Ionio.</p><h2>Da mercoledì aumenta l'instabilità al Nord</h2><p>Mentre il Sud sarà interessato dalle piogge tra lunedì e martedì, <strong>da mercoledì l'instabilità tenderà a concentrarsi sulle regioni settentrionali</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788214" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali.html" title="Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo ">Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali.html" title="Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali-1789137126836_320.jpg" alt="Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo "></a></article></aside><p>Aumenterà infatti la possibilità di precipitazioni e temporali al Nord, con una nuova fase di maggiore dinamismo atmosferico sull'Italia settentrionale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222385748.jpg" data-image="2h44i7c57s9l"><figcaption>L'instabilità con forti temporali tornerà sulle regioni del Nord nella giornata di mercoledì 16 settembre.</figcaption></figure><p>Il quadro meteorologico della prossima settimana sarà quindi caratterizzato da due<strong> diverse fasi perturbate,lunedì e martedì concentrate al Sud, mentre da mercoledì verrà interessato il Nord.</strong> Resta da seguire con attenzione l'evoluzione del ciclone subtropicale sul Mar Ionio.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Tra lunedì 14 e martedì 15 settembre, l'anticiclone centrato sulla Francia e una massa d'aria molto calda proveniente dalla Spagna, trasportata da un flusso di sud-ovest, faranno impennare le temperature fino a 12°C oltre le medie stagionali.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb703q2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb703q2.jpg" id="xb703q2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nuova fase di caldo in vista in Europa, dal Portogallo alla Francia: nelle giornate di <strong>lunedì 14 e martedì 15 settembre</strong> le <strong>temperature saliranno da 7 a 12 °C al di sopra delle medie stagionali in Francia!</strong> Il Paese conoscerà <strong>l'anomalia di caldo più estrema d'Europa</strong>, praticamente coincidente con quella della Spagna, che sarà anche molto elevata. Ecco la spiegazione di questa situazione e i valori attesi nella vostra zona.</p><h2>Ancora un anticiclone…</h2><p>Prima di vedere fin dove salirà il termometro, è utile ricordare le <strong>medie stagionali delle temperature massime a settembre</strong>: in questo periodo dell'anno, in Francia, nel pomeriggio le temperature raggiungono generalmente <strong>18-20 °C lungo le coste della Manica, 20-25 °C altrove e 25-27 °C vicino al Mediterraneo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/c-est-confirme-la-france-connaitra-mardi-15-septembre-l-une-des-anomalies-de-chaleur-les-plus-extremes-d-europe-previsions-meteo-temperatures-1789211146145.jpg" data-image="50so4puohii8" alt="Anomalia di temperatura in Europa e Francia martedì" title="Anomalia di temperatura in Europa e Francia martedì"><figcaption>La Spagna e la Francia saranno l'epicentro del caldo nel pomeriggio di martedì, con temperature fino a 12 °C al di sopra delle medie stagionali.</figcaption></figure><p><strong>La situazione atmosferica è ben nota</strong>: assomiglia molto a quella che ha provocato diverse ondate di caldo intenso quest'estate. L'unico aspetto favorevole per noi è che <strong>questa volta non sarà duratura</strong>, che la massa d'aria sarà un po' meno calda e che <strong>le notti sono più lunghe</strong>, permettendo alle temperature di scendere sensibilmente nelle prime ore del mattino.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788344" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord">Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222704285_320.jpeg" alt="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"></a></article></aside><p>Tuttavia, <strong>la massa d'aria che circolerà sulla Francia sarà in media da 7 a 10 °C più calda del normale</strong>, una situazione paragonabile a quella che interesserà <strong>il paese vicino, la Spagna</strong>, dando luogo al<strong>l'anomalia di caldo più estrema d'Europa all'inizio della prossima settimana</strong>. Bisognerà aspettare mercoledì per vedere le temperature tornare su valori normali, con il ritorno di una corrente da nord-ovest.</p><h2>Attese punte di 35 °C in Francia</h2><p><strong>Lunedì pomeriggio</strong>, le temperature al suolo saranno localmente fino a 12 °C al di sopra delle medie stagionali. In termini di valori, sono attesi <strong>22-29 °C nella metà settentrionale, 25-34 °C nella metà meridionale</strong>. Si raggiungeranno 22 °C a Cherbourg e Le Havre, 23 °C a Lille, 24 °C a Brest, 25 °C a Nancy e Nizza, 27 °C a Parigi, Tolone e Digione, 29 °C a Nantes e Bourges, 30 °C a Lione, Grenoble e Biarritz, 32 °C a Tolosa e Cognac, 33 °C a Bordeaux, 34 °C a Nîmes, Perpignan e Montpellier.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/c-est-confirme-la-france-connaitra-mardi-15-septembre-l-une-des-anomalies-de-chaleur-les-plus-extremes-d-europe-previsions-meteo-temperatures-1789211194442.jpg" data-image="dt06ywb2resb" alt="Temperature martedì pomeriggio" title="Temperature martedì pomeriggio"><figcaption>Martedì pomeriggio, mentre i 30 °C saranno superati anche in una parte della metà settentrionale, nel Sud-Ovest saranno ancora possibili punte di 35 °C.</figcaption></figure><p>Ciò significa che <strong>localmente, nel Languedoc-Rossiglione, saranno possibili punte di 35 °C</strong>, una soglia indicativa di caldo molto intenso. E <strong>martedì</strong>, questa fase di caldo tardivo si spingerà anche un po' più verso Nord e verso Est. <strong>Nella regione parigina e verso il Centro-Valle della Loira saranno possibili punte di 31 °C</strong>, mentre in Champagne si potranno raggiungere i 30 °C.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788350" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html" title="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?">Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html" title="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224434509_320.png" alt="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?"></a></article></aside><p>Sul lungo periodo comunque <strong>i modelli meteorologici americano ed europeo sembrano orientarsi verso un'ulteriore fase ancora più calda per il prossimo fine settimana</strong> e per la settimana del 21 settembre. La situazione è da seguire… E se battessimo ancora dei record?</p><h2>Il caldo arriverà in Italia?</h2><p><strong>Le temperature saliranno anche in Italia la prossima settimana, ma una cosa va subito chiarita: stavolta il nostro paese verrà risparmiato</strong> dalle temperature più estreme. Specie nella giornata di mercoledì avremo anomalie importanti, ma in un quadro di crescente instabilità e comunque con temperature che non supereranno i +30-+31°C. </p><div class="texto-destacado"><strong> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong> </strong></div><p><strong>Non si produrrà quindi lo stesso scenario della Spagna e della Francia, </strong>che devono fare i conti in pieno settembre con anomalie fino a +10°C rispetto alla media del periodo. Bisogna però tenere d'occhio la possibile evoluzione per il prossimo fine settimana.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ecco quando e perché il Mediterraneo può sfornare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 12:57:03 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Anche sul nostro Mar Mediterraneo, soprattutto durante la stagione autunnale, si possono sviluppare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali di una certa pericolosità. Queste sono le condizioni ideali alla loro formazione. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789160819631.jpg" data-image="oodv50xobcbv" alt="Ciclone tropicale." title="Ciclone tropicale."><figcaption>Nel Mediterraneo, possono nascere dei cicloni dalle caratteristiche tropicali, o più frequentemente di tipo subtropicale, capaci di alimentarsi grazie al rilascio di calore latente sprigionato dall’intensa attività convettiva che si innesca, soprattutto in autunno, sopra le acque del mare, molto calde.</figcaption></figure><p>Anche il Mediterraneo, soprattutto durante il periodo autunnale, può sfornare dei cicloni che assumono caratteristiche tropicali, capaci di alimentarsi dal solo calore latente fornito dalla calda superficie di un mare chiuso come il Mediterraneo.</p><div class="texto-destacado">Ancora oggi quando si parla di <strong>“TLC” (“tropical like cyclone”),</strong> un acronimo ormai superato, spesso si fa parecchia confusione, specialmente quando questo tipo di sistemi vengono associati ai tradizionali cicloni tropicali.</div><p>L’unica vera differenza fra i <strong>“TLC mediterranei”</strong> e i tradizionali cicloni tropicali atlantici sta nella loro origine e nel meccanismo che ne determina il rapido approfondimento in mare aperto. </p><h2><strong>L’influenza delle correnti atlantiche e l’instabilità baroclina</strong></h2><p>Il bacino del Mediterraneo presenta un esteso sviluppo zonale nella fascia delle medie latitudini, tra i <strong>30◦ N e i 45◦ N.</strong> Pur rientrando quasi interamente nell’area di influenza delle correnti occidentali, all’interno della fascia temperata, la sua notevole estensione spaziale origina delle importanti differenze di temperature, fra la parte settentrionale è quella meridionale del bacino.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789160901202.jpg" data-image="hk6x7o5xe82l" alt="Medicane." title="Medicane."><figcaption>Per la loro formazione, oltre all’avvezione fredda in quota, è indispensabile avere anche, nei bassi strati, aria calda e prossima alla saturazione nei bassi strati al di sopra della superficie del mare. </figcaption></figure><p>Questo si manifesta spesso durante l’autunno, e il periodo invernale, quando i mari a sud della Sardegna e della Sicilia, così come i bacini attorno le Baleari e la costa africana, presentano valori di temperature superficiali molto elevate, <strong>anche oltre +27°C +28°C.</strong> Ben più alte delle temperature presenti in Atlantico, alla stessa latitudine.</p><div class="texto-destacado">Fra l’autunno e l’inverno il Mediterraneo viene interessato dai cicloni extratropicali che si sviluppano sul ramo ascendente delle <strong>onde di Rossby</strong> che entrano dall’Atlantico, tramite la Spagna o la Francia. </div><p>Questi non sono altro che la rappresentazione dell’instabilità baroclina, con la presenza dei singoli fronti che segnano l’area di demarcazione fra le differenti masse d’aria (quella calda subtropicale con quella più fredda di origine polare). </p><h2><strong>Il caso dei cicloni tropicali mediterranei</strong></h2><p>Eppure, occasionalmente, all’interno del Mediterraneo, possono nascere dei cicloni dalle caratteristiche tropicali, o più frequentemente di tipo subtropicale, capaci di alimentarsi grazie al rilascio di calore latente sprigionato dall’intensa attività convettiva che si innesca, soprattutto in autunno, sopra le acque del mare, molto calde.</p><p>La nascita e il rapido approfondimento di questi cicloni, dalle caratteristiche ibride, o in qualche caso perfettamente <strong>barotropici,</strong> è indotto dall’afflusso, nell’alta troposfera, di masse d’aria piuttosto fredde, e cariche di vorticità positiva, che transitano sopra la calda superficie del mare, e lo strato di aria calda e molto umida presente sopra di esso. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Weve got <a href="https://x.com/hashtag/medicane?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#medicane</a> <a href="https://x.com/hashtag/Ianos?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Ianos</a> spinning in the Mediterranean right now, the eye now very visible and this storm will impact <a href="https://x.com/hashtag/Greece?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Greece</a> particularly west tonight and tomorrow, likely an equivalent as a category 1 hurricane! Gif via @ASophie_MM <a href="https://x.com/hashtag/severeweather?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#severeweather</a> <a href="https://t.co/ho9ldF1vXr">pic.twitter.com/ho9ldF1vXr</a></p>— WEATHER/ METEO WORLD (@StormchaserUKEU) <a href="https://x.com/StormchaserUKEU/status/1306580433472290816?ref_src=twsrc%5Etfw">September 17, 2020</a></blockquote></figure><p>Soprattutto nel tardo autunno l’area del Mediterraneo viene raggiunta da flussi di aria fredda, di origine polare marittima, che dall’Atlantico settentrionale scivolano fin sul Mare Nostrum, sopra le acque del mare molto calde, a seguito del calore accumulatosi durante l’estate.</p><h2><strong>Il fattore d’innesco, l’aria fredda e secca in quota</strong></h2><p>Questo flusso di aria fredda, soprattutto fra media e alta troposfera, determina una significativa intensificazione dei moti convettivi (correnti ascensionali) interni alla circolazione depressionaria (in genere i resti di un <strong>cut-off</strong> in quota stazionario sul mare).</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L’intensificazione di queste correnti ascensionali, prodotta dall’inasprimento del “gradiente termico verticale” e del “gradiente igrometrico verticale”, contribuisce a riempire il nucleo depressionario di aria piuttosto calda e molto umida, fino ai medi e bassi strati, iniziando a creare un cosiddetto “warm core”, con temperature di oltre i +1°C +2°C (se non pure più) rispetto all’ambiente circostante.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Durante questa fase il ciclone avvia la cosiddetta <strong>“tropical transition”,</strong> ossia l’evoluzione da un sistema ciclonico <strong>“baroclino”,</strong> in un sistema <strong>“barotropico”,</strong> con un minimo depressionario molto profondo, consolidato sia al suolo che in quota, nel medesimo punto (quindi concentrico) lungo tutta la verticale.</p><p>Ma prima della trasformazione in un sistema depressionario di tipo tropicale, nella fase di ibridazione, i flussi convettivi di calore sensibile (aria calda) e latente (aria umida) in ingresso nel vortice ciclonico devono dominare sulle altre correnti, <strong>riempendo quest’ultimo di aria calda e molto umida che innesca il processo di “autoalimentazione”, tipico dei cicloni tropicali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789161028770.jpg" data-image="zq3iemj9tjx8" alt="Ciclone tropicale." title="Ciclone tropicale."><figcaption>L'energia potenziale viene trasformata in energia cinetica che produce una attività convettiva intensa (correnti ascensionali in rotazione vorticosa) attorno il centro della bassa pressione, comportando un notevole approfondimento di quest’ultima a seguito del calore latente sprigionato dalla condensazione del vapore acqueo messo a disposizione dalla calda superficie del mare.</figcaption></figure><p>Una volta riempitosi di aria calda e molto umida, questa enorme quantità di energia termica incamerata dal piccolo ciclone favorisce la rapida formazione di enormi sistemi temporaleschi che cominciano a ruotare attorno al minimo di bassa pressione, <strong>ben riconoscibile dal tipico occhio centrale.</strong></p><p>Tutta questa energia potenziale viene trasformata in energia cinetica che produce una attività convettiva intensa (correnti ascensionali in rotazione vorticosa) attorno il centro della bassa pressione, comportando un notevole approfondimento di quest’ultima a seguito del calore latente sprigionato dalla condensazione del vapore acqueo messo a disposizione dalla calda superficie del mare.</p><div class="texto-destacado">Il calo della pressione barometrica rafforza i venti ciclonici, attorno al minimo, attivando vere e proprie tempeste di vento, con raffiche anche oltre i 100/120 km/h, generalmente circoscritte nell'area attorno l'occhio centrale, nei pressi dell'anello di convezione.</div><p>Quando il processo sopra descritto termina il ciclone diventa pienamente autonomo rispetto al contesto sinottico generale (generalmente si rende autonomo dal fronte a cui era collegato, prendendo la sua energia dal calore latente fornito dal mare.</p><h2><strong>Le differenze con i cicloni tropicali tradizionali</strong></h2><p>Si è visto che per la loro formazione, oltre all’avvezione fredda in quota, è indispensabile avere anche, nei bassi strati, aria calda e prossima alla saturazione nei bassi strati al di sopra della superficie del mare. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Medicane Zorba was ruthless as it slammed into the shores of Greece. Take a look as these intense waves toss boats around as if they were toys. <a href="https://t.co/aTHeqPDYPu">pic.twitter.com/aTHeqPDYPu</a></p>— Pattrn (@pattrn) <a href="https://x.com/pattrn/status/1047185936935788544?ref_src=twsrc%5Etfw">October 2, 2018</a></blockquote></figure><p>Ma senza l’innesco dinamico in quota, sopra menzionato, rappresentato da <strong>un flusso di aria molto fredda e secca che dalla bassa stratosfera riesce a scivolare verso l’alta troposfera (“invasioni di aria stratosferica”), </strong>destabilizzando l’intera colonna d’aria, la formazione di questi cicloni e la loro successiva degenerazione in <strong>“mediterranean tropical storm”,</strong> o più raramente in <strong>“medicane”</strong> (uragani mediterranei), diventa quasi impossibile.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="657515" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi.html" title="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi">Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi.html" title="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi-1717155995321_320.jpg" alt="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi"></a></article></aside><p>Proprio per questo tali cicloni mediterranei a cuore caldo possono nascere pure sopra mari freddi nel cuore della stagione invernale. Difatti in passato sono state osservate delle <strong>“tempeste tropicali mediterranee”</strong> e dei <strong>“medicanes”</strong> muoversi sopra mari piuttosto freddi, con valori attorno i <strong>+18°C +19°C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789161369007.jpg" data-image="qn20w5k0l134" alt="Onde, ciclone." title="Onde, ciclone."><figcaption>L'autunno è la stagione in cui questi cicloni si possono sviluppare con una certa frequenza.</figcaption></figure><p>A differenza dei cicloni tropicali dell’Atlantico o dell’Oceano Pacifico, che per svilupparsi hanno bisogno di mari molto caldi, fino a grandi profondità, e di grandissimi spazi aperti, per migliaia di chilometri, cosa che non abbiamo nel nostro Mediterraneo.</p><h2><strong>Il caso di Ianos</strong></h2><p>In alcuni casi, molto rari, però, può capitare che la convezione attorno il nucleo centrale possa divenire particolarmente profonda, tanto da fare spiraleggiare il sistema sempre più velocemente, assumendo una struttura sorprendentemente simmetrica, <strong>con un perfetto “anello di convezione”, composto da imponenti annuvolamenti torreggianti, che si chiudono a riccio attorno l’occhio centrale, tipico dei cicloni tropicali.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677768" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?">Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti-1728503576299_320.jpg" alt="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"></a></article></aside><p>Vedi, per esempio, il caso del ciclone "Ianos", che colpì la Grecia nel settembre del 2020. In quell’occasione, grazie all’eccesso di energia termica accumulata nell’estate antecedente sullo Ionio, la forte avvezione di vorticità che alimentò il sistema parti dal basso, invece che dall'alto, come invece accade per gli altri sistemi subtropicali, osservati nel Mediterraneo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item></channel></rss>