<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Sun, 01 Nov 2026 20:40:16 +0000</lastBuildDate><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 20:40:16 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Scienziati spagnoli dell'IEO scoprono perché alcuni polpi del Mediterraneo possono triplicare il proprio peso]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-spagnoli-dell-ieo-scoprono-perche-alcuni-polpi-del-mediterraneo-possono-triplicare-il-loro-peso.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 17:19:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Cosa fa sì che alcuni polpi raggiungano dimensioni molto maggiori rispetto ad altri nelle stesse acque del Mediterraneo? Una ricerca spagnola ha individuato diversi indizi e rivelato altre sorprendenti caratteristiche di questi cefalopodi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-algunos-pulpos-del-mediterraneo-pesan-casi-el-triple-que-otros-cientificos-espanoles-descubren-los-motivos-1793094175861.jpg" data-image="4mqvkryfnhex" alt="Polpo" title="Polpo"><figcaption>I polpi catturati tramite pesca artigianale pesano, in media, quasi tre volte tanto rispetto a quelli ottenuti mediante pesca a strascico.</figcaption></figure><p>Nelle acque del Mediterraneo convivono polpi della stessa specie che presentano però differenze sorprendenti. <strong>Mentre alcuni esemplari raggiungono appena i 500 grammi, altri superano ampiamente il chilo di peso.</strong> Da che cosa dipende questa disparità, se appartengono tutti alla stessa specie? </p><p>Uno studio dell’Istituto spagnolo di oceanografia (IEO-CSIC) ha rivelato sorprendenti differenze nelle <strong>dimensioni, nella riproduzione e nell’alimentazione dei polpi che vivono nelle acque delle Baleari. </strong>La temperatura del mare potrebbe spiegare in parte queste differenze, ma non è l’unico fattore.</p><p>La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Fishes, ha scoperto che<strong> i polpi catturati con la pesca artigianale pesano, in media, quasi tre volte più di quelli pescati a strascico</strong>. Le differenze potrebbero essere legate alla profondità, alla temperatura dell’acqua e alle caratteristiche dei metodi di cattura.</p><h2>La temperatura dell’acqua influisce?</h2><p>I ricercatori hanno verificato che i polpi catturati con la pesca artigianale mediante nasse, principalmente in acque costiere profonde meno di 50 metri, raggiungono un peso medio di 1.466 grammi. Al contrario, <strong>gli esemplari provenienti dalla pesca a strascico, praticata in zone più profonde, presentano un peso medio di appena 499 grammi.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Il polpo comune (Octopus vulgaris) è una delle specie di polpo più studiate e anche una delle più intelligenti. Al crepuscolo caccia granchi, gamberi e molluschi bivalvi, anche se mangia quasi tutto ciò che cattura. È stato inoltre osservato mentre mantiene dei "giardini". https://t.co/Q6cpgVQ1tY</p>— Jeremy Roberts (@JeremyBRoberts) <a href="https://x.com/JeremyBRoberts/status/1518620759261736961?ref_src=twsrc%5Etfw">25 aprile 2022</a></blockquote></figure><p><strong>Una delle possibili spiegazioni risiede nella</strong><strong> temperatura dell’acqua.</strong> Durante l’estate, le zone costiere poco profonde possono raggiungere i 28 °C, mentre oltre i 50 metri le temperature sono considerevolmente più basse e più stabili. </p><p>Queste <strong>differenze termiche potrebbero influire sul metabolismo e sulla crescita dei polpi</strong>, anche se gli scienziati avvertono che i diversi metodi di pesca selezionano anche esemplari con caratteristiche differenti. Non si può quindi concludere che la temperatura sia l’unica responsabile delle differenze osservate.</p><h2>Anche le femmine presentano pesi diversi</h2><p>Lo studio ha individuato un’altra particolarità legata alla riproduzione.<strong> Tra le femmine catturate con la pesca artigianale, il peso stimato al quale metà degli esemplari raggiunge la maturità sessuale è di 1,23 chilogrammi.</strong> Tra quelle provenienti dalla pesca a strascico, invece, questo valore scende a 490 grammi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-algunos-pulpos-del-mediterraneo-pesan-casi-el-triple-que-otros-cientificos-espanoles-descubren-los-motivos-1793094481178.jpg" data-image="h3q3kajphpx1" alt="Polpo" title="Polpo"><figcaption>Tra le femmine catturate con la pesca artigianale, il peso al quale metà degli esemplari raggiunge la maturità sessuale è di 1,23 chilogrammi</figcaption></figure><p>I maschi, dal canto loro, raggiungono la maturità sessuale a dimensioni considerevolmente inferiori rispetto alle femmine. Queste differenze potrebbero dipendere dalle <strong>condizioni ambientali dei diversi habitat</strong>, ma anche essere influenzate dalla selettività degli attrezzi da pesca.</p><h2>Un calendario riproduttivo rimasto invariato da 30 anni</h2><p>Un’altra delle scoperte più interessanti è che il periodo di massima <strong>attività riproduttiva del polpo comune nelle Baleari continua a concentrarsi tra maggio e agosto. </strong>Questo calendario coincide con quello descritto da ricerche condotte circa tre decenni fa.</p><p>Il risultato<strong> colpisce se si considera il riscaldamento del Mediterraneo</strong>, poiché in altre regioni sono state osservate modifiche nella distribuzione e nelle dinamiche riproduttive di questa specie associate alle condizioni ambientali. Gli scienziati, tuttavia, non hanno riscontrato cambiamenti importanti nei mesi di massima riproduzione dei polpi delle Baleari.</p><h3>I polpi cambiano alimentazione man mano che crescono</h3><p>La ricerca ha permesso anche di conoscere meglio le abitudini alimentari di questi cefalopodi attraverso l’analisi di 583 stomaci. I risultati mostrano che <strong>la loro dieta è composta principalmente da crostacei, pesci e altri molluschi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794848" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/mediterraneo-il-livello-del-mare-accelera-nuovi-dati-copernicus-rivelano-le-differenze-tra-est-e-ovest.html" title="Mediterraneo, il livello del mare accelera: nuovi dati Copernicus rivelano le differenze tra Est e Ovest">Mediterraneo, il livello del mare accelera: nuovi dati Copernicus rivelano le differenze tra Est e Ovest</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/mediterraneo-il-livello-del-mare-accelera-nuovi-dati-copernicus-rivelano-le-differenze-tra-est-e-ovest.html" title="Mediterraneo, il livello del mare accelera: nuovi dati Copernicus rivelano le differenze tra Est e Ovest"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-il-livello-del-mare-accelera-nuovi-dati-copernicus-rivelano-le-differenze-tra-est-e-ovest-1792775520221_320.png" alt="Mediterraneo, il livello del mare accelera: nuovi dati Copernicus rivelano le differenze tra Est e Ovest"></a></article></aside><p>I ricercatori hanno però scoperto che le loro preferenze alimentari cambiano con l’aumentare delle dimensioni.<strong> A partire da circa 11 centimetri di lunghezza del mantello, i polpi iniziano a consumare proporzionalmente più pesci</strong> e meno crostacei.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-espanoles-del-ieo-descubren-por-que-algunos-pulpos-del-mediterraneo-llegan-a-triplicar-su-peso-1793096349611.png" data-image="khlfxnhxczbm"><figcaption>A partire da circa 11 centimetri di lunghezza del mantello, i polpi iniziano a consumare proporzionalmente più pesci</figcaption></figure><p>Questo cambiamento coincide approssimativamente con le dimensioni alle quali le femmine raggiungono la maturità sessuale, suggerendo una<strong> possibile relazione con il maggiore fabbisogno energetico associato alla riproduzione. </strong>Una scoperta che dimostra quanto resti ancora da conoscere sulla biologia di questi affascinanti abitanti del Mediterraneo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Zaragoza%2C%20N.%2C%20Valls%2C%20M.%2C%20Guijarro%2C%20B.%2C%20et%20al." data-year="2026" data-title="Life-History%20Traits%20of%20the%20Common%20Octopus%20(Octopus%20vulgaris)%20from%20the%20Balearic%20Islands%20(Western%20Mediterranean%20Sea).%20Fishes%2C%2011(8)%2C%20463." data-url="https%3A%2F%2Fwww.mdpi.com%2F2410-3888%2F11%2F8%2F463">Zaragoza, N., Valls, M., Guijarro, B., et al.. (2026). <a href="https://www.mdpi.com/2410-3888/11/8/463" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Caratteristiche del ciclo vitale del polpo comune (Octopus vulgaris) delle isole Baleari (Mediterraneo occidentale). Fishes, 11(8), 463.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-spagnoli-dell-ieo-scoprono-perche-alcuni-polpi-del-mediterraneo-possono-triplicare-il-loro-peso.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 15:26:10 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il maltempo si intensifica al Centro-Sud: lunedì 2 novembre attesi temporali, piogge persistenti e venti di burrasca. Allerta arancione in Puglia e Basilicata, gialla in altre cinque regioni. Tra lunedì e martedì possibili accumuli superiori a 100 millimetri.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbspk3e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbspk3e.jpg" id="xbspk3e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Come abbiamo spiegato in altri articoli qui su Meteored,<strong> il Centro-Sud si prepara a un peggioramento ulteriore delle condizioni meteo</strong>, dopo una giornata in cui abbiamo già assistito a prime piogge e abbassamento delle temperature. </p><p>Un’area di bassa pressione, in discesa dai Balcani verso il mar Tirreno, sta determinando condizioni di instabilità, con rovesci e temporali sparsi. <strong>Dalla notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre è atteso un nuovo peggioramento</strong>, con piogge diffuse, temporali anche intensi e un generale rinforzo dei venti.</p><p>L’approfondirsi della depressione sul Tirreno meridionale provocherà un deciso deterioramento delle condizioni meteorologiche sul medio versante adriatico e su gran parte del Sud. Particolare attenzione andrà alla persistenza delle precipitazioni, che potranno insistere sulle stesse aree per diverse ore.</p><p>Secondo l’aggiornamento pubblicato da Meteored Italia, basato sulle elaborazioni del modello europeo ECMWF, <strong>tra lunedì 2 e martedì 3 novembre potrebbero accumularsi oltre 100 millimetri di pioggia nell’area tra Basilicata e Puglia</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793546441134.jpg" data-image="wfa43j335shw"><figcaption>Sono attesi quantitativi di pioggia importanti al centro-sud.</figcaption></figure><p>Precipitazioni abbondanti sono previste anche sulla Calabria settentrionale e in alcune zone della Campania. Si tratta di quantitativi previsti nell’arco dei due giorni, la cui distribuzione locale dipenderà dall’effettiva evoluzione della depressione.</p><p>Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – <strong>ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse.</strong> I fenomeni, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare criticità idrogeologiche e idrauliche.</p><h2><strong>Piogge e temporali: le regioni interessate</strong></h2><p>L’avviso prevede dalle prime ore di domani, lunedì 2 novembre, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, <strong>su Abruzzo, Molise e Sicilia, in estensione a Campania, Calabria, Puglia e Basilicata.</strong></p><p>Le precipitazioni potranno assumere carattere di persistenza soprattutto sulla Basilicata e lungo i versanti appenninici orientali di Abruzzo e Molise. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796182" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento.html" title="Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, ' più di 100 mm di pioggia'">Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, " più di 100 mm di pioggia"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento.html" title="Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, ' più di 100 mm di pioggia'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento-1793520086729_320.png" alt="Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, ' più di 100 mm di pioggia'"></a></article></aside><p>Il peggioramento si inserisce in una fase di instabilità già in corso nella giornata di Ognissanti: il passaggio al nuovo giorno porterà quindi un’ulteriore intensificazione del maltempo nelle regioni meridionali.</p><h3><strong>Venti fino a burrasca, raffiche più intense sulla Sicilia meridionale</strong></h3><p><strong>Sempre dal primo mattino di lunedì sono previsti venti settentrionali da forti a burrasca sul Lazio</strong>, specialmente sui settori settentrionali, <strong>sulla Campania e sulla Sicilia</strong>. Sui settori meridionali dell’isola le raffiche potranno raggiungere l’intensità di burrasca forte.</p><p>Successivamente il rinforzo della ventilazione interesserà anche Basilicata e Puglia, con venti in rotazione dai quadranti orientali. Il vento rappresenterà quindi un ulteriore elemento di attenzione, accanto alle precipitazioni intense e alla possibile persistenza dei temporali.</p><h2><strong>Allerta arancione in Puglia e Basilicata, gialla in altre cinque regioni</strong></h2><p>Sulla base dei fenomeni previsti, per la giornata di lunedì 2 novembre è stata valutata <strong>allerta arancione per rischio meteo-idrogeologico in Puglia e Basilicata</strong>. È stata inoltre indicata allerta gialla in Calabria, Campania, Molise, Abruzzo e Sicilia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793546563009.jpg" data-image="9my6pant0fdt"><figcaption>Accumuli pluviometrici importanti sono attesi al Sud.</figcaption></figure><p>Per conoscere le zone effettivamente coinvolte e le tipologie di rischio previste nei singoli territori è necessario consultare il bollettino nazionale di criticità e di allerta e gli aggiornamenti delle rispettive strutture regionali di protezione civile.</p><p>L’attenzione resterà alta anche sull’evoluzione successiva: <strong>il modello europeo indica infatti possibili accumuli rilevanti tra il 2 e il 3 novembre.</strong> I livelli di allerta riportati in questo aggiornamento si riferiscono invece alla giornata di lunedì 2 novembre.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 14:30:04 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Secondo i meteorologi, nei primi giorni di novembre il vortice polare potrebbe subire un’importante perturbazione, definita «senza precedenti». Ecco cosa potrebbe accadere e quali potrebbero essere le ripercussioni per l’emisfero settentrionale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-x9dl7sa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-x9dl7sa.jpg" id="x9dl7sa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Nell’era satellitare non si sono mai verificate grandi perturbazioni del vortice polare a novembre</strong>, ma questo potrebbe cambiare con un riscaldamento stratosferico improvviso (SSW) previsto attorno al 4 novembre sull’Artico. Nel periodo precedente all’osservazione satellitare, meno affidabile, sono stati documentati soltanto due casi. </p><p><strong>"Un’alterazione del vortice polare di questa entità è più comune a gennaio e febbraio. In alcune occasioni si è verificata a dicembre</strong>, anche se mai dall’inizio di questo secolo", spiega Judah Cohen, climatologo del MIT. Ora "i modelli prevedono una perturbazione con quasi tre settimane di anticipo rispetto alla più precoce grande perturbazione conosciuta del vortice polare". </p><h2>Che cos’è il vortice polare?</h2><p><strong>Il vortice polare è un’ampia circolazione di bassa pressione e aria fredda che ruota in senso antiorario attorno al Polo Nord</strong>. Si forma nella stratosfera ogni autunno ed esercita una forte influenza sul clima invernale dell’emisfero settentrionale. </p><p>Quando è intenso, il vortice rimane strettamente raccolto attorno al Polo Nord, mantenendo l’aria fredda confinata in quella zona<strong>. Quando è debole, il vortice oscilla e permette all’aria gelida di spostarsi verso sud, fino alle medie latitudini. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-coinciden-el-4-de-noviembre-se-producira-el-cse-mas-temprano-jamas-registrado-1793382753394.png" data-image="n6ax90asv6o0"><figcaption>Sebbene un riscaldamento stratosferico improvviso venga spesso associato al freddo estremo, in molti casi questo non si verifica.</figcaption></figure><p>I meteorologi non hanno ancora chiaro come tutto questo influenzerà il tempo nell’emisfero settentrionale. In questi giorni, meteorologi di diversi Paesi segnalano che è molto probabile che si verifichi <strong>un riscaldamento stratosferico improvviso attorno al 4 novembre 2026, il più precoce dall’inizio delle rilevazioni</strong>, che potrebbe perturbare il vortice polare. Questo, tuttavia, non significa necessariamente che l’inverno arriverà prima del solito.</p><p><strong>Le onde atmosferiche su larga scala che si propagano dalla troposfera verso la stratosfera indeboliscono il vortice polare quando si "infrangono" su di esso</strong>. Se queste onde sono abbastanza intense, il vortice può indebolirsi fino a provocare un’inversione temporanea della direzione dei venti. </p><p>Quando ciò accade, l’aria fredda scende e le temperature stratosferiche aumentano rapidamente, dando origine a un riscaldamento stratosferico improvviso "maggiore".</p><h2>Quando potrebbero farsi sentire gli effetti di questo riscaldamento stratosferico?</h2><p>L’86% degli scenari dell’ECMWF prevede che questo riscaldamento stratosferico improvviso si verifichi tra pochi giorni.<strong> Da quando è iniziata la raccolta di questi dati, nel 1959, non si è mai verificato un episodio maggiore così presto nella stagione.</strong> Un episodio maggiore di riscaldamento stratosferico improvviso ha più probabilità di provocare irruzioni di aria artica alle basse latitudini, ma è impossibile sapere in quale parte dell’emisfero settentrionale questo potrebbe accadere. In ogni caso, gli effetti si farebbero sentire dopo alcune settimane, non immediatamente.</p><p>L’ECMWF prevede che, a partire da oggi, il vortice polare assuma una forma ovale, tre volte più lunga che larga: ciò significa che l’aria artica potrebbe infine raggiungere l’Europa o gli Stati Uniti. Occorrono circa due settimane perché una perturbazione così importante del vortice polare influenzi il tempo alle nostre latitudini. <strong>Cohen afferma: "Non mi aspetterei di vederne gli effetti prima di dicembre"</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796181" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html" title="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve">Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html" title="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/etwas-das-es-seit-70-jahren-nicht-gab-uber-dem-nordpol-bricht-der-polarwirbel-jetzt-kommt-der-schnee-zu-uns-1793350526313_320.jpg" alt="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve"></a></article></aside><p><strong>La presenza di un forte blocco anticiclonico sugli Urali e sulla Scandinavia spiega questa tempistica insolita.</strong> Si tratta, in sostanza, di un sistema di alta pressione che si è insediato sulla Russia nordoccidentale e sulla Scandinavia, spingendo grandi onde atmosferiche verso la stratosfera e contribuendo così a indebolire il vortice polare. </p><p>I modelli non hanno previsto un fenomeno così precoce: "Faranno molta fatica a interpretarlo", spiega Cohen. E aggiunge: "<strong>Esiste una soglia oltre la quale El Niño diventa così forte da deviare qualsiasi massa d’aria fredda che il vortice polare ci invia?</strong> Non lo so, e credo che non lo sappia nessun altro".</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il fotografo Sebastião Salgado ha piantato due milioni di alberi in un'area devastata: 28 anni dopo, torna pieno di vita]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-fotografo-sebastiao-salgado-ha-piantato-due-milioni-di-alberi-in-una-tenuta-devastata-e-28-anni-dopo-la-fauna-selva.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 13:17:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nel 1998, Sebastião Salgado e sua moglie hanno dato avvio al ripristino di una proprietà degradata in Brasile. Il progetto ha reso possibile il recupero di migliaia di ettari e la riabilitazione di habitat naturali.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fotografo-que-planto-2-millones-de-arboles-en-una-finca-devastada-28-anos-despues-la-fauna-y-flora-han-vuelto-1793165010970.jpg" data-image="mmi2ca0c8nwm" alt="Proyecto Terra" title="Proyecto Terra"><figcaption>Sebastião Salgado ha promosso il rimboschimento di una tenuta di famiglia in Brasile, dove il ritorno degli alberi ha favorito il ripristino della flora e della fauna locali. Immagine: Instituto Terra.</figcaption></figure><p>La deforestazione e l’allevamento avevano lasciato un segno profondo in una proprietà di famiglia situata nel sud-est del Brasile. Di fronte al degrado del terreno, <strong>il fotografo Sebastião Salgado e sua moglie, Lélia Deluiz Wanick Salgado,</strong> decisero di intervenire per recuperare la vegetazione perduta e restituire all’ambiente parte della sua ricchezza naturale.</p><p><strong>L’iniziativa prese avvio nel 1998 e portò alla nascita dell’Instituto Terra,</strong> un’organizzazione dedicata al ripristino ambientale. Il lavoro svolto da allora dimostra che recuperare un’area degradata richiede anni di interventi, risorse economiche e una selezione adeguata delle specie vegetali. L’esperienza è servita anche a estendere le attività di conservazione oltre i confini della proprietà originaria.</p><h2>Sebastião Salgado e l’Instituto Terra: come iniziò la riforestazione</h2><p><strong>La proprietà riforestata si trova ad Aimorés, nello Stato brasiliano di Minas Gerais</strong>. Prima dell’inizio dei lavori, decenni di allevamento e disboscamento avevano ridotto la copertura vegetale e compromesso le condizioni del suolo. L’intervento di Salgado e di sua moglie mirava a<strong> ripristinare la foresta atlantica, un ecosistema che aveva perso terreno in quella zona.</strong></p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/RY2dIEba30o/sddefault.jpg" alt="youtube video id=RY2dIEba30o" id="RY2dIEba30o"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>I coniugi avviarono un programma di ripristino che richiedeva di conoscere le caratteristiche del terreno e le esigenze di ogni specie. La produzione di piantine, la scelta di alberi autoctoni e la loro distribuzione nelle aree danneggiate facevano parte delle attività. L’obiettivo era <strong>favorire il recupero dell’ambiente e creare le condizioni adatte al ritorno di altre specie.</strong></p><p>I primi risultati resero necessario rivedere alcune procedure. <strong>La sopravvivenza delle piante presentava difficoltà e il gruppo dovette adattare le tecniche di piantumazione</strong> alle condizioni della proprietà. Secondo i dati pubblicati dall’Instituto Terra, l’organizzazione è già riuscita a ripristinare oltre 2.300 ettari di foresta atlantica e a piantare più di 3,5 milioni di alberi.</p><h2>Il recupero della foresta brasiliana restituisce spazio alla fauna</h2><p>Il ritorno della vegetazione ha permesso di recuperare funzioni naturali che il terreno aveva perso. <strong>Le radici hanno contribuito a trattenere il suolo e a ridurre l’erosione, mentre la copertura vegetale ha aiutato a conservare l’umidità.</strong> Gli alberi hanno inoltre fornito rifugio e nutrimento a diverse specie, favorendo il recupero della biodiversità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fotografo-que-planto-2-millones-de-arboles-en-una-finca-devastada-28-anos-despues-la-fauna-y-flora-han-vuelto-1793165396923.jpg" data-image="1oaihqwwcphs" alt="Recupero della foresta atlantica in Brasile" title="Recupero della foresta atlantica in Brasile"><figcaption>L’Instituto Terra ha ripristinato oltre 2.300 ettari di foresta atlantica e lavora alla conservazione dell’acqua, della biodiversità e dei suoli degradati. Immagine: Instituto Terra.</figcaption></figure><p><strong>Un altro intervento di recupero si è concentrato sulle risorse idriche.</strong> La rigenerazione della foresta ha contribuito a proteggere le sorgenti e a migliorare le condizioni delle aree vicine ai corsi d’acqua. Il recupero di questi elementi è stato decisivo per ristabilire le relazioni tra il suolo, la vegetazione e la fauna autoctona.</p><p>Le attività, tuttavia, non sono state prive di ostacoli. <strong>Nei primi anni i coniugi hanno dovuto affrontare diversi problemi, legati sia alla sopravvivenza delle piante sia ai finanziamenti necessari per portare avanti il progetto</strong>. La produzione delle piantine, la loro cura e l’ampliamento delle aree interessate dagli interventi <strong>hanno richiesto risorse costanti per sostenere il ripristino.</strong></p><h2>L’Instituto Terra estende il ripristino ambientale oltre i confini della proprietà</h2><p>L’esperienza avviata da Sebastião Salgado e Lélia Deluiz Wanick Salgado ha dato origine a un’attività che supera ormai i confini della loro proprietà. Oggi <strong>l’Instituto Terra sviluppa iniziative di recupero dei terreni degradati nel bacino del fiume Doce</strong>, oltre a programmi educativi e attività di formazione professionale legate all’ambiente.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fotografo-que-planto-2-millones-de-arboles-en-una-finca-devastada-28-anos-despues-la-fauna-y-flora-han-vuelto-1793165518602.jpg" data-image="6md939m2ywfw" alt="Recupero della flora e della fauna in Brasile" title="Recupero della flora e della fauna in Brasile"><figcaption>Il recupero della foresta atlantica ha favorito il ritorno della fauna autoctona in una proprietà brasiliana devastata da decenni di deforestazione e allevamento. Immagine: Instituto Terra.</figcaption></figure><p>Una parte di questo lavoro si rivolge agli agricoltori e agli allevatori, con l’obiettivo di <strong>favorire pratiche agricole compatibili con la conservazione delle risorse naturali.</strong> L’organizzazione punta a rendere possibile il ripristino forestale anche in altre aziende agricole e aree che hanno subito la perdita della vegetazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791955" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-ecomostri-al-verde-il-progetto-di-riforestazione-inglese-contro-gli-effetti-del-cambiamento-climatico.html" title="Dagli ecomostri al verde: il progetto di riforestazione inglese contro gli effetti del cambiamento climatico">Dagli ecomostri al verde: il progetto di riforestazione inglese contro gli effetti del cambiamento climatico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-ecomostri-al-verde-il-progetto-di-riforestazione-inglese-contro-gli-effetti-del-cambiamento-climatico.html" title="Dagli ecomostri al verde: il progetto di riforestazione inglese contro gli effetti del cambiamento climatico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dagli-ecomostri-al-verde-incontaminato-il-progetto-di-riforestazione-inglese-che-migliora-anche-il-microlima-locale-1791197802211_320.jpg" alt="Dagli ecomostri al verde: il progetto di riforestazione inglese contro gli effetti del cambiamento climatico"></a></article></aside><p>Tra le sue attività figurano <strong>il recupero delle sorgenti, la protezione dei boschi lungo i fiumi e la promozione di metodi di coltivazione sostenibili.</strong> Il progetto nato nel 1998 è passato dal recupero di una proprietà di famiglia alla promozione di iniziative che collegano la conservazione della foresta alla protezione dell’acqua, del suolo e della biodiversità.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-fotografo-sebastiao-salgado-ha-piantato-due-milioni-di-alberi-in-una-tenuta-devastata-e-28-anni-dopo-la-fauna-selva.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/firenze-riscoprire-la-grande-alluvione-di-60-anni-fa-dalla-radiocronaca-rai-al-documentario-di-zeffirelli.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 11:17:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>A sessant’anni dall’alluvione di Firenze, audio e video permettono di riscoprire la catastrofe del 4 novembre 1966. Dalla voce fuori campo di Richard Burton per Franco Zeffirelli alla radiocronaca della RAI, fino ad alcuni film che hanno messo al centro quella tragedia.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/libri-e-film-per-ricordare-la-grande-alluvione-di-firenze-del-1793354537596.jpg" data-image="of48eblre3h8"><figcaption>L'alluvione di Firenze del 4 novembre del 1966, in una foto d'epoca.</figcaption></figure><p>"Qui, Firenze. Le notizie che possiamo dare purtroppo, sono scarse e frammentarie. Anche noi ci troviamo isolati. <strong>Tutto il centro storico fiorentino è invaso dall’acqua</strong>. Dire acqua è dare un’idea appena approssimata della situazione. Le strade sono autentici torrenti, impetuosi e pericolosi. <strong>Quello che forse sentite in sottofondo è il rumore dell’acqua che scorre sotto di noi"<em>.</em></strong></p><p>Con queste parole, scandite dal giornalista della RAI Marcello Giannini, l’Italia seppe, nella mattinata del 4 novembre del 1966, che <strong>un grave disastro aveva colpito la celebre città toscana</strong>. Una catastrofica esondazione dell'Arno aveva invaso d'acqua tutta la città, causando vittime, feriti e gravissimi danni al patrimonio storico e culturale della città.</p><h2>4 novembre 1966, una radio-cronaca emozionante, molti anni prima di Internet</h2><p>La sua voce, dagli uffici isolati della radio-tv di stato, raccontò a milioni di italiani il dramma di un’intera città. <strong>Per far capire all'Italia cosa stava accadendo, in un'epoca in cui non esisteva Internet e non c'erano cellulari </strong>per mandare in tempo reale foto e video dell'accaduto, il giornalista calò un microfono sul fiume d'acqua che scorreva sotto la finestra del suo studio.</p><div class="texto-destacado">"Un torrente alla velocità di 40-50 chilometri rari - disse il giornalista Giannini in diretta - E stamani, stamani alle 5…era Via Cerretani. È praticamente impossibile prestare soccorso. Sotto le finestre della RAI, portate come fuscelli, abbiamo visto preda dell’acqua automobili, suppellettili…è uno spettacolo allucinante e doloroso. La piena d’acqua non accenna a diminuire".</div><p>Quello della RAI, disponibile sui portali della radio-tv di Stato è solo uno dei tanti documenti audio-video che ci racconta di quella storica e devastante alluvione. </p><p>Un altro prezioso documento pieno di video di quel disastro è "Per Firenze", di Zeffirelli.</p><h2>“Per Firenze”, il documentario di Zeffirelli con la voce di Richard Burton</h2><p><strong>"Io sono Richard Burton. Voi perdonerete il mio italiano imperfetto, ma vorrei cercare di parlarvi senza traduzione. Quello che è accaduto a Firenze mi riguarda profondamente"</strong> È con queste parole che l’attore gallese si presenta nell’apertura di <em>Per Firenze</em>, il documentario <strong>realizzato dal grande regista fiorentino Franco Zeffirelli dopo l’alluvione del 4 novembre 1966</strong>. </p><p>Burton prosegue spiegando quanto lo riguardi profondamente ciò che è accaduto alla città, ripensando a quanto era avvenuto poco tempo prima in Galles, nel <strong>disastro di Aberfan </strong>provocato dalla frana del cumulo di materiale di risulta di una miniera di carbone (144 morti).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/libri-e-film-per-ricordare-la-grande-alluvione-di-firenze-del-1793354951568.png" data-image="ge3et0j08gzh"><figcaption>La copertina del documentario di Zeffirelli "Per Firenze", sull'alluvione del 4 novembre 1966.</figcaption></figure><p>Il suo italiano, pronunciato con un evidente accento straniero, <strong>accompagnato alle immagini dell'alluvione, rendono ancora più speciale l'inizio di quel documentario.</strong> Firenze era appena stata devastata dall’esondazione dell’Arno: insieme alle abitazioni, ai negozi e alle botteghe, l’acqua aveva invaso chiese, biblioteche e musei, mettendo in pericolo un patrimonio conosciuto in tutto il mondo. </p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/bVAyuwirsYc/hqdefault.jpg" alt="youtube video id=bVAyuwirsYc" id="bVAyuwirsYc"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Nei video storici si vedono immagini di salvataggi, di gente disperata per aver perso tutto. Purtroppo, quelle stesse immagini che oggi, non più in bianco e nero ma a colori, continuiamo a vedere in occasione delle nuove alluvioni che hanno colpito il nostro paese.</p><div class="texto-destacado">"Il fango copre tutto e riempie ogni cosa, un fango pesante e intriso di nafta…".<br>( La voce di Richard Burton nel documentario di Zeffirelli "Per Firenze"<em><em>).</em></em></div><p><strong>A sessant’anni di distanza, quelle immagini, accompagnate da una voce fuori campo, conservano ancora una straordinaria forza.</strong> Rendono quelle immagini di cronaca qualcosa di più e che parla anche al presente.</p><p>La versione restaurata dalle Teche RAI è presente su RaiPlay ma anche su YouTube. Il documentario è proposto anche da Rai Cultura.</p><h2>I film: “La meglio gioventù”, l’alluvione nella storia di una generazione</h2><p>Fin qui abbiamo parlato di radiocronache e documentari. Ci sono poi i film nei quali l'alluvione di Firenze trova uno spazio importante. Uno su tutti è “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana, uscito nel 2003.<strong> </strong></p><p><strong>In questo film l'alluvione segna un momento importante e dà impulso alla storia</strong>. La trama segue le vicende dei fratelli Nicola e Matteo Carati lungo decenni di storia italiana. Nei giorni dopo l’esondazione, i protagonisti si ritrovano a Firenze tra i <strong>volontari che lavorano per recuperare il patrimonio della città. Si tratta degli Angeli del fango, </strong>i giovani arrivati dall’Italia e dall’estero per aiutare gli abitanti e salvare libri e opere d’arte.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769988" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta.html" title="L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città">L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta.html" title="L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta-1793100031156_320.jpg" alt="L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città"></a></article></aside><p>Il film fa capire come l’alluvione divenne un momento di incontro ma anche di maturazione di una consapevolezza. Serve a capire come Firenze 1966 sia diventata parte anche del racconto sui cambiamenti sociali in Italia. <strong>Alcuni di quei giovani poi parteciparono alle proteste e alle rivolte degli studenti del 1968</strong>. Altri presero strade diverse.</p><h2>Un nuovo documentario per i sessant’anni</h2><p>Alle opere da recuperare si aggiunge <strong>“Angeli del Fango – La meglio gioventù europea” di Marco Spagnoli</strong>, documentario del 2026 costruito con testimonianze, materiali d’archivio e interventi di studiosi.</p><p>La prima è annunciata per <strong>il 4 novembre al cinema La Compagnia di Firenze</strong>, nell’ambito del Festival dei Popoli. Il programma prevede anche la trasmissione su <strong>Rai Storia, la stessa sera alle 21.10</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html" title="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa">Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html" title="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa-1793272897382_320.jpeg" alt="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa"></a></article></aside><p>Al centro tornano i giovani che arrivarono a Firenze per dare una mano, molti dei quali provenienti da altri paesi europei. Le loro testimonianze riportano alle scelte concrete di quei giorni: partire, lavorare nel fango, costruire catene umane per recuperare libri e documenti. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/firenze-riscoprire-la-grande-alluvione-di-60-anni-fa-dalla-radiocronaca-rai-al-documentario-di-zeffirelli.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un lago che galleggia sull'oceano e una cascata che si tuffa in mare: i luoghi più spettacolari delle Isole Faroe]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-lago-che-galleggia-sull-oceano-e-una-cascata-che-si-tuffa-in-mare-i-luoghi-piu-spettacolari-delle-isole-faroe.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Tra scogliere verdeggianti, cascate che si tuffano direttamente nell'oceano e un lago spettacolare, le Isole Fær Øer custodiscono alcuni dei paesaggi più mozzafiato del Nord Europa.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-lago-que-flota-sobre-el-oceano-y-una-cascada-que-cae-al-mar-los-rincones-mas-espectaculares-de-las-feroe-1792761499555.jpeg" data-image="j71ul9intiqg"><figcaption>Le Isole Fær Øer, una meraviglia che unisce vegetazione, mare e scogliere.</figcaption></figure><p>Ci sono luoghi in cui il paesaggio <strong>sfida le leggi della natura</strong>, e uno di questi è senza dubbio <strong>l’arcipelago delle Fær Øer. Formato da</strong><strong> 18 isole situate nell’Atlantico settentrionale, tra Scozia, Islanda e Norvegia,</strong> appartiene al Regno di Danimarca, pur godendo di un’ampia autonomia e di una propria identità culturale. </p><p><strong>La morfologia delle Fær Øer</strong><strong> si spiega con la loro origine vulcanica e con l’azione dei ghiacciai durante le ultime glaciazioni</strong>. Il risultato è un territorio di montagne scoscese, valli profonde, prati e scogliere a picco su un oceano spesso agitato. </p><h2>Sørvágsvatn, il lago che sembra galleggiare sull’oceano</h2><p>Ma l’elemento più conosciuto di questo luogo da fiaba è senza dubbio il lago che sembra sospeso sull’oceano. Conosciuto anche come Leitisvatn, è probabilmente uno dei paesaggi più sorprendenti dell’arcipelago e <strong>si trova sull’isola di Vágar.</strong></p><p>Ha <strong>una superficie di 3,4 chilometri quadrati,</strong> che lo rende il più grande delle Fær Øer.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-lago-que-flota-sobre-el-oceano-y-una-cascada-que-cae-al-mar-los-rincones-mas-espectaculares-de-las-feroe-1792760161995.jpeg" data-image="lcf3auwqke5y"><figcaption>Sørvágsvatn non lascia nessuno indifferente</figcaption></figure><p><strong>Da determinati punti di osservazione, soprattutto vicino alla scogliera di Trælanípa, </strong><strong>il lago sembra elevarsi sopra l’oceano</strong>: un’immagine talmente spiazzante da rendere difficile comprendere come possa esistere una massa d’acqua apparentemente sospesa a grande altezza sul mare.</p><p>Il contrasto tra le acque tranquille del lago, le pareti rocciose e l’oceano aperto rende questo luogo <strong>uno degli scorci più riconoscibili delle isole Fær Øer.</strong></p><h2>Bøsdalafossur, la cascata dell’Atlantico</h2><p>All’estremità del lago si trova un’altra delle principali attrazioni naturali di questa zona delle isole Fær Øer<strong>: una cascata che collega le acque del lago all’oceano Atlantico.</strong></p><p>L’acqua compie un salto di circa 30 metri fino al mare, creando una scena che, come potete vedere, riunisce tre elementi caratteristici delle Fær Øer: <strong>il lago, le scogliere e l’oceano.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-lago-que-flota-sobre-el-oceano-y-una-cascada-que-cae-al-mar-los-rincones-mas-espectaculares-de-las-islas-feroe-1792834241636.png" data-image="i5nguhjl06j7"><figcaption>Bøsdalafossur.</figcaption></figure><p>Uno spettacolo che cambia completamente a seconda delle condizioni meteorologiche. <strong>Nelle </strong><strong>giornate di vento forte</strong>, l’acqua e la schiuma si mescolano alle raffiche atlantiche, mentre <strong>nelle giornate più tranquille</strong> il paesaggio permette di apprezzare meglio il percorso della cascata dal lago fino al mare.</p><h2>Múlafossur, una cascata tra le montagne che si getta in mare</h2><p><strong>È la regina delle isole Fær Øer: una cascata che si trova accanto al piccolo villaggio di Gásadalur,</strong> sull’isola di Vágar, e precipita da una scogliera direttamente nell’Atlantico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-lago-que-flota-sobre-el-oceano-y-una-cascada-que-cae-al-mar-los-rincones-mas-espectaculares-de-las-feroe-1792760754823.jpeg" data-image="dad9rhgz7ikn"><figcaption>La cascata di Múlafossur.</figcaption></figure><p><strong>Il salto d’acqua, di oltre 30 metri, spicca per il contrasto tra i prati verdi, le pareti rocciose scure e il blu grigiastro dell’oceano</strong>. Quando le condizioni meteorologiche rendono il vento protagonista, le correnti d’aria possono disperdere l’acqua nebulizzata e modificare il modo in cui la cascata raggiunge il mare.</p><h2>Il faro di Mykineshólmur, un angolo remoto</h2><p>Il faro occupa una posizione privilegiata in un ambiente che unisce pendii ricoperti di verde, pareti rocciose e un orizzonte aperto.<strong> </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794428" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-treno-che-viaggia-a-3-5-km-di-profondita-e-un-castello-scavato-nella-roccia-la-fuga-piu-sorprendente-d-europa.html" title="Un treno che viaggia a 3,5 km di profondità e un castello scavato nella roccia: la fuga più sorprendente d'Europa">Un treno che viaggia a 3,5 km di profondità e un castello scavato nella roccia: la fuga più sorprendente d'Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-treno-che-viaggia-a-3-5-km-di-profondita-e-un-castello-scavato-nella-roccia-la-fuga-piu-sorprendente-d-europa.html" title="Un treno che viaggia a 3,5 km di profondità e un castello scavato nella roccia: la fuga più sorprendente d'Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-tren-que-recorre-3-5-km-bajo-tierra-y-un-castillo-excavado-en-la-roca-la-escapada-mas-sorprendente-de-europa-1792450907410_320.jpg" alt="Un treno che viaggia a 3,5 km di profondità e un castello scavato nella roccia: la fuga più sorprendente d'Europa"></a></article></aside><p><strong>L’isola di Mykines è particolarmente conosciuta per la sua ricca avifauna, </strong>poiché in determinati periodi dell’anno le sue scogliere diventano importanti siti di riproduzione per gli uccelli marini.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-lago-que-flota-sobre-el-oceano-y-una-cascada-que-cae-al-mar-los-rincones-mas-espectaculares-de-las-feroe-1792761217908.jpeg" data-image="b1wucovhte5g"><figcaption>Il faro di Mykineshólmur.</figcaption></figure><p>Raggiungere il faro richiede una maggiore pianificazione rispetto alla visita di altre zone delle isole Fær Øer. L’itinerario comprende<strong> un percorso a piedi e l’accesso dipende dalle condizioni del mare, dal tempo e dalle restrizioni in vigore. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-lago-che-galleggia-sull-oceano-e-una-cascata-che-si-tuffa-in-mare-i-luoghi-piu-spettacolari-delle-isole-faroe.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, " più di 100 mm di pioggia"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 08:08:33 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Sono attivi diversi avvisi di allerta meteo in questa domenica 1 novembre in diverse regioni del centro-sud. Attenzione perché da stanotte ci sarà un ulteriore peggioramento: tra lunedì 2 e martedì 3 novembre, forte maltempo al Sud, attesi picchi di 120 mm di pioggia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsne6q"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsne6q.jpg" id="xbsne6q"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Questa Domenica 1° novembre, </strong>come abbiamo anticipato da giorni qui su Meteored<strong> nei nostri aggiornamenti, sarà caratterizzata da piogge, temporali e un forte calo delle temperature massime su tutta l'Italia.</strong> Al Nord le precipitazioni interesseranno inizialmente il Nord-Est e il Levante ligure, estendendosi poi al Nord-Ovest e all’Emilia-Romagna. Miglioramento dalla sera, salvo possibili temporali sull’Emilia-Romagna orientale. Ma sarà soprattutto il Centro-sud ad essere interessato dal maltempo.</p><p><strong>Al Centro rovesci e temporali colpiranno soprattutto le regioni adriatiche</strong>, la <strong>Sardegna e il basso Lazio</strong>, raggiungendo dalla tarda mattinata anche i settori orientali di Toscana e Umbria. Più asciutto tra Toscana meridionale e alto Lazio. <strong>Al Sud e in Sicilia precipitazioni anche diffuse e persistenti</strong>, prima sulle coste e poi nelle aree interne.</p><p>Torna anche la neve in montagna. <strong>La neve cadrà sulle Alpi generalmente oltre i</strong> <strong>1500 metri</strong>, localmente fino a <strong>1000-1200 metri sull’Appennino emiliano</strong> e dai <strong>1200-1300 metri su quello abruzzese e laziale</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento-1793520266723.jpg" data-image="zxiuaw3lxs1p"><figcaption>Torna la neve sull'Appennino centrale e sulle Alpi.</figcaption></figure><p>Venti nord-orientali anche forti su medio-alto Adriatico, Toscana e alto Lazio; mari molto mossi, localmente agitati sull’Adriatico settentrionale e sul Mar di Sardegna.</p><h2>Gli avvisi di allerta meteo attivi oggi, 1° novembre</h2><p><strong>La Protezione Civile ha attivato oggi Allerta gialla in sette regioni:</strong> Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lazio, Molise, Puglia e Sicilia. </p><div class="texto-destacado"><strong>L’allerta gialla interessa settori di sette regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lazio, Molise, Puglia e Sicilia</strong>, con <strong>criticità legate ai temporali</strong> e, in diverse aree, anche al rischio idrogeologico e idraulico.</div><p><strong>In Calabria l’allerta riguarda l’intero territorio regionale</strong>, sia sul versante tirrenico sia su quello ionico, per tutte e tre le tipologie di rischio: idraulico, idrogeologico e temporali. In Abruzzo sono interessati dai rischi temporali e idrogeologico i bacini del Tordino-Vomano, del Pescara e dell’alto e basso Sangro.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento-1793520291636.jpg" data-image="1ycnu062gmd5"><figcaption>Tra oggi e domani, piogge e maltempo si concentreranno soprattutto al centro-sud.</figcaption></figure><p><strong>Nel Lazio l’allerta gialla per temporali coinvolge il bacino dell’Aniene,</strong> quello del Liri e i bacini costieri meridionali. In Basilicata riguarda alcune zone di allerta, sempre per temporali. <strong>In Molise il rischio temporali interessa tutta la regione</strong>, mentre quello idrogeologico riguarda le aree interne del Frentani-Sannio-Matese e dell’Alto Volturno-Medio Sangro.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795896" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia">Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359679067_320.jpg" alt="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"></a></article></aside><p>In Puglia l’allerta è concentrata sul <strong>Salento</strong>, per temporali e rischio idrogeologico. In Sicilia le stesse criticità interessano i settori settentrionali, dal nord-ovest al versante tirrenico centro-settentrionale e nord-orientale, oltre al versante ionico nord-orientale. Coinvolte anche le isole <strong>Eolie, Egadi e Ustica</strong>.</p><h2> Peggioramento dalla notte: il 2 novembre sarà una giornata di forte maltempo al Sud</h2><p><strong>Attenzione al peggioramento atteso da stanotte al Sud: il 2 novembre sarà una giornata di forte maltemp</strong>o su tutte le regioni meridionali. Avremo piogge e temporali su tutte le regioni del Sud, con possibilità di accumuli pluviometrici importanti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento-1793520173941.jpg" data-image="opqlp6acn9gg"><figcaption>Forte maltempo al Sud tra il 2 e il 3 novembre.</figcaption></figure><p>Tra il 2 e il 3 novembre, secondo il modello europeo ECMWF, <strong>potrebbero accumularsi oltre 100 mm di pioggia nell'area tra Basilicata e Puglia</strong>. Piogge abbondanti si registreranno anche nella Calabria settentrionale e in aree della Campania. </p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong> </div><p>Torneremo ad aggiornarvi sui fenomeni meteo previsti in <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">nuovi aggiornamenti</a></strong> qui su Meteored Italia.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 07:44:15 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Molto in alto sopra l’Artico, è in corso un fenomeno mai osservato finora dagli strumenti di misurazione. Le sue conseguenze potrebbero farsi sentire anche in Europa: intorno al 10 novembre, la Germania potrebbe ritrovarsi improvvisamente sotto una coltre di neve.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs7xfa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs7xfa.jpg" id="xbs7xfa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Per il momento, l’autunno mostra ancora il suo volto più tranquillo nell'Europa centrale.<strong> Un potente anticiclone domina la Germania, </strong>mentre una nebbia persistente avvolge molte regioni tedesche. Di notte fanno già la loro comparsa le prime gelate. Chi al mattino deve raschiare il ghiaccio dal parabrezza lo ha capito bene: l’estate è definitivamente alle spalle. </p><p>Ma questo è soltanto un assaggio di ciò che potrebbe attenderci. <strong>Le ultime mappe meteorologiche mostrano una situazione che sorprende persino i meteorologi più esperti. </strong>Si prospettano ormai le prime nevicate fino in pianura, in Germania, non soltanto a dicembre, ma già nella prima metà di novembre.</p><h2>Il vortice polare vacilla prima che mai</h2><p>La spiegazione si trova molto in alto sopra le nostre teste. A circa 30 chilometri di quota, sopra l’Artico, ruota il vortice polare, <strong>una gigantesca massa d’aria fredda che normalmente trattiene l’aria gelida attorno al Polo Nord, come un coperchio.</strong></p><div class="texto-destacado">In Francia,<strong> i modelli meteorologici prospettano effettivamente nevicate in montagna attorno al 9 novembre. </strong>Ma dopo una prima decade di novembre fredda, caratterizzata da correnti orientali sul Paese,<strong> secondo il modello ECMWF la circolazione oceanica dovrebbe riprendere attorno al 10 novembre, </strong>con l’arrivo di una depressione molto profonda che potrebbe provocare forti piogge e un’intensa fase di maltempo ventoso. </div><p>Quanto più questo vortice è stabile, tanto più l’aria mite proveniente dall’Atlantico può fluire regolarmente verso l’Europa centrale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/etwas-das-es-seit-70-jahren-nicht-gab-uber-dem-nordpol-bricht-der-polarwirbel-jetzt-kommt-der-schnee-zu-uns-1793350526313.jpg" data-image="cnitb4au8b9l" alt="La prima offensiva invernale potrebbe raggiungere la Germania fino alle zone di bassa quota entro pochi giorni?" title="La prima offensiva invernale potrebbe raggiungere la Germania fino alle zone di bassa quota entro pochi giorni?"><figcaption>La prima offensiva invernale potrebbe raggiungere la Germania fino alle zone di bassa quota entro pochi giorni?</figcaption></figure><p><strong>È proprio questo vortice polare a mostrare oggi importanti segnali di indebolimento. </strong>I venti occidentali che lo alimentano dovrebbero rallentare nettamente all’inizio di novembre. Alcune simulazioni prevedono persino un’inversione temporanea della direzione dei venti.</p><p>Attorno al 5 e al 6 novembre,<strong> il vortice polare potrebbe dividersi in due centri distinti. </strong>Un indebolimento così precoce non sarebbe mai stato osservato dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche, circa 70 anni fa.</p><h4>I modelli meteorologici prevedono uno sbalzo termico attorno al 10 novembre</h4><p>Le conseguenze potrebbero farsi sentire <strong>molto più rapidamente del previsto.</strong></p><p>Sia il modello europeo ECMWF sia quello statunitense GFS prospettano che, dopo l’indebolimento dell’anticiclone, <strong>una massa d’aria polare proveniente da nord possa riversarsi su gran parte della Germania attorno al 10 novembre.</strong></p><p>Il fatto che questi due importanti modelli meteorologici arrivino a previsioni così simili con quasi due settimane di anticipo <strong>è tutt’altro che abituale.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795896" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia">Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359679067_320.jpg" alt="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"></a></article></aside><p><strong>In questo scenario sarebbero attese gelate diffuse, </strong>con temperature che in quota rimarrebbero negative per l’intera giornata. Di giorno, in molte regioni il termometro faticherebbe a superare valori compresi tra 0 e 3 °C, mentre nelle notti serene le temperature potrebbero scendere fino a –10 °C nell’est e nel sud del Paese. </p><div class="texto-destacado"><strong>E in Italia? </strong><br>I modelli meteo a breve termine ancora non si spingono oltre il 10 novembre ed è difficile ipotizzare cosa potrà accadere in Italia. Difficile sapere se queste masse d'aria fredda penetreranno sul nostro paese portando il freddo più intenso. Qui su Meteored aggiorneremo però la previsione nelle prossime ore per informarvi sull'evoluzione di questo fenomeno sull'Europa.</div><p><strong>Alcune simulazioni prevedono anche precipitazioni che potrebbero assumere carattere nevoso fino in pianura,</strong> con accumuli localmente fino a 10 centimetri.</p><h4>Perché questa situazione è così insolita quest’anno?</h4><p>La neve a novembre non è di per sé eccezionale. A essere insolita è la combinazione di diversi fenomeni: un vortice polare che si indebolisce prima che mai, associato a un potente anticiclone di blocco sull’Europa centrale, che da diverse settimane altera la consueta circolazione dei venti occidentali.<strong> Questa configurazione apre quindi la strada all’arrivo di aria fredda da nord e da est.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/etwas-das-es-seit-70-jahren-nicht-gab-uber-dem-nordpol-bricht-der-polarwirbel-jetzt-kommt-der-schnee-zu-uns-1793350638381.jpg" data-image="gs6n5r5ignsb" alt="In tutta Europa novembre inizia all’insegna del fresco. Le anomalie di temperatura saranno fortemente negative." title="In tutta Europa novembre inizia all’insegna del fresco. Le anomalie di temperatura saranno fortemente negative."><figcaption> In tutta Europa novembre inizia all’insegna del fresco. Le anomalie di temperatura saranno fortemente negative.</figcaption></figure><p>A questo si aggiunge un altro elemento: già lo scorso anno <strong>una perturbazione particolarmente precoce del vortice polare aveva stabilito un record. </strong>Oggi quel record sembra sul punto di essere nuovamente superato. Molte persone non assistono da tempo a nevicate fino in pianura nella prima metà di novembre. È questo a rendere così interessante la situazione attuale.</p><h4>Le previsioni di un inverno mite improvvisamente messe in discussione</h4><p>Finora,<strong> la maggior parte dei modelli di previsione a lungo termine prospettava un inverno 2026-2027 piuttosto mite.</strong> Bisogna ora rimettere in discussione tutte queste previsioni? Non è così semplice. A novembre il vortice polare è ancora in fase di formazione e i venti che lo animano sono molto meno potenti rispetto al cuore dell’inverno. Nonostante il suo carattere eccezionalmente precoce, questa perturbazione rimane quindi relativamente debole.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795940" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?">Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376361512_320.jpg" alt="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"></a></article></aside><p>Alcune simulazioni prevedono una prima ripresa del vortice polare già dall’11 novembre, mentre altre la prospettano soltanto verso la fine del mese. Ma l’aspetto essenziale è un altro: <strong>un vortice indebolito così presto nella stagione potrebbe rimanere più vulnerabile a nuove perturbazioni a dicembre e gennaio. </strong>Le previsioni di un inverno mite diventano quindi quantomeno incerte, e questa costituisce già un’informazione importante.</p><h2>Pneumatici invernali montati, ma niente panico</h2><p>Con una scadenza superiore ai dieci giorni, le previsioni meteorologiche possono ancora cambiare considerevolmente. Bisognerà attendere i prossimi giorni per sapere se le pianure si ritroveranno davvero sotto un manto bianco oppure se saranno interessate soltanto da rovesci freddi, con pioggia mista a neve. <strong>Inoltre, le situazioni anticicloniche portano spesso un freddo secco anziché nevicate abbondanti.</strong></p><p>È comunque consigliabile seguire attentamente l’evoluzione della situazione. <strong>Chi viaggia ancora con pneumatici estivi non dovrebbe rimandare ulteriormente il passaggio a quelli invernali. </strong>Anche il raschietto per il ghiaccio e i guanti dovrebbero ritrovare fin da ora il loro posto in auto. L’inverno bussa alla porta, prima di quanto molti avrebbero immaginato. Resta da capire se farà un ingresso dirompente o si limiterà a una breve comparsa. I prossimi giorni ci diranno di più.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché i fiumi si ingrossano così rapidamente dopo un nubifragio? La differenza tra piena ed esondazione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-i-fiumi-si-ingrossano-cosi-rapidamente-dopo-un-nubifragio-la-differenza-tra-piena-ed-esondazione.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 06:09:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un acquazzone può trasformare un ruscello tranquillo in un torrente impetuoso nel giro di pochi minuti. La spiegazione risiede nell'intero bacino idrografico: dove piove, la natura del territorio e la quantità d'acqua assorbita dal suolo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-crecen-tan-rapido-los-rios-tras-un-aguacero-la-diferencia-entre-crecida-y-desbordamiento-1792512904900.png" data-image="cptluy5trc1t" alt="alluvione" title="alluvione"><figcaption>Quando un fiume esonda, l'acqua può raggiungere le abitazioni e lasciare dietro di sé fango, sedimenti e detriti.</figcaption></figure><p><strong>Un ruscello apparentemente tranquillo può trasformarsi in una corrente violenta nel giro di pochi minuti.</strong> Per spiegare questa trasformazione bisogna guardare oltre l’acqua che cade direttamente sul suo alveo. Conta anche la pioggia che raggiunge i versanti, gli impluvi e i corsi d’acqua che lo alimentano.</p><div class="texto-destacado">Un bacino idrografico è il territorio in cui l’acqua piovana scorre e si raccoglie in una rete di ruscelli e fiumi che la convogliano verso un’uscita comune, come un fiume principale, un lago o il mare.</div><p><strong>Un fiume raccoglie la risposta di un intero bacino.</strong> L’intensità del rovescio, le pendenze e le condizioni del suolo determinano quanta acqua arriva e con quale rapidità. Ma l’aumento della portata di un fiume e la sua esondazione sono due cose diverse.</p><h2>Il bacino raccoglie l’acqua del territorio </h2><p>Partiamo dal fatto che <strong>un bacino idrografico è il territorio le cui acque defluiscono verso un’uscita comune</strong>. Quindi, per esempio, tutto il territorio che apporta acqua a un fiume fa parte del suo bacino idrografico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-crecen-tan-rapido-los-rios-tras-un-aguacero-la-diferencia-entre-crecida-y-desbordamiento-1792513261369.png" data-image="cre0inbd0brv" alt="esondazione; piena; inondazione fluviale; fiume" title="esondazione; piena; inondazione fluviale; fiume"><figcaption>Le piogge intense possono trasformare un ruscello tranquillo in una corrente violenta nel giro di pochi minuti.</figcaption></figure><p><strong>In un bacino fluviale, l’acqua piovana può scorrere lungo i versanti, confluire nei piccoli corsi d’acqua e raggiungere poi il fiume principale</strong>. Le zone più elevate del terreno segnano invece il confine tra i bacini. A seconda del versante su cui cade la pioggia, l’acqua defluirà verso un fiume o un altro. </p><div class="texto-destacado">Possiamo immaginare un bacino come un grande sistema di raccolta, anche se non tutta l’acqua raggiunge immediatamente il fiume: una parte viene trattenuta dalla vegetazione, un’altra si infiltra nel suolo e un’altra ancora scorre sul terreno, attraverso un processo noto come<strong> </strong>ruscellamento superficiale. </div><p>Un rovescio può apportare molta più acqua di quanto immaginiamo. Per esempio, dieci millimetri di pioggia equivalgono a dieci litri per metro quadrato: su un chilometro quadrato fanno dieci milioni di litri d’acqua. <strong>Solo una parte raggiungerà il fiume, e la quantità e la rapidità con cui lo farà dipenderanno dal suolo, dalla vegetazione e dalla morfologia del bacino. </strong></p><h2>Che cosa accelera la risposta del fiume? <br></h2><p><strong>Se la pioggia cade più rapidamente di quanto il suolo riesca ad assorbirla, una maggiore quantità d’acqua scorre verso ruscelli e fiumi. Conta anche quanto ha piovuto in precedenza</strong>. Dopo diversi giorni piovosi, un suolo saturo ha una minore capacità di immagazzinare altra acqua. Per questo, rovesci simili possono provocare risposte diverse se si verificano dopo giorni di pioggia oppure dopo un periodo asciutto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769988" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta.html" title="L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città">L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta.html" title="L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta-1793100031156_320.jpg" alt="L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città"></a></article></aside><p><strong>Quanto più il terreno è ripido, tanto più rapidamente l’acqua scende verso ruscelli e fiumi</strong>. Se il bacino è piccolo e scosceso, l’acqua può percorrere distanze relativamente brevi e concentrarsi in pochissimo tempo. Nelle valli strette, inoltre, la corrente ha meno spazio per passare, perciò il livello può salire rapidamente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-crecen-tan-rapido-los-rios-tras-un-aguacero-la-diferencia-entre-crecida-y-desbordamiento-1792513081576.png" data-image="u7fbnm3zqzcz" alt="urbanizzazione; inondazione; fluviale; drenaggio; pianificazione" title="urbanizzazione; inondazione; fluviale; drenaggio; pianificazione"><figcaption>Le pavimentazioni e i tetti riducono l’infiltrazione e favoriscono un maggiore scorrimento della pioggia in superficie.</figcaption></figure><p>Anche l’urbanizzazione modifica questa risposta. Tetti, strade e parcheggi riducono la superficie in cui l’acqua può infiltrarsi. <strong>Le reti di drenaggio possono convogliarla rapidamente verso i corsi d’acqua</strong>. Così, una maggiore quantità d’acqua raggiunge l’alveo in meno tempo e può aumentare la portata, cioè la quantità d’acqua che attraversa un punto del fiume ogni secondo. </p><h2>Piena ed esondazione: qual è la differenza? </h2><p><strong>Una piena è un aumento temporaneo e significativo della portata di un corso d’acqua, cioè del volume d’acqua che attraversa un punto in un determinato intervallo di tempo. </strong>Questo incremento provoca solitamente un innalzamento del livello del fiume, ma può rimanere contenuto nel suo alveo, lo spazio del terreno in cui scorre il corso d’acqua.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795106" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?">L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo-1792951830227_320.jpg" alt="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"></a></article></aside><p><strong>L’esondazione avviene quando l’acqua supera le sponde dell’alveo e si estende sui terreni circostanti.</strong> Una piena può quindi verificarsi senza esondazione. Ma un allagamento può anche essere causato dall’accumulo di pioggia e da un drenaggio insufficiente, senza che alcun fiume sia esondato. </p><h2>Quando la piena si verifica in pochi minuti </h2><p><strong>Durante una piena improvvisa, il livello del fiume sale così rapidamente da poter lasciare soltanto pochi minuti per reagire.</strong> Il Cenapred spiega che piogge improvvise e intense possono trasformare piccoli corsi d’acqua in torrenti impetuosi nel giro di pochi minuti, soprattutto su terreni con forti pendenze. </p><div class="texto-destacado">Il livello di un fiume può aumentare sotto un cielo sereno o continuare a salire dopo la fine della pioggia locale, mentre riceve l’acqua dei temporali che si sono verificati a monte, in altre parti del bacino.</div><p>Inoltre, <strong>il pericolo non inizia soltanto quando si verifica un’esondazione.</strong> Una corrente che aumenta rapidamente può trascinare persone e veicoli anche all’interno dell’alveo. Per questo, in caso di piogge intense, le raccomandazioni includono evitare di attraversare corsi d’acqua e seguire le allerte della Protezione Civile. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Cenapred" data-year="2026" data-title="Inundaciones%20s%C3%BAbitas" data-url="https%3A%2F%2Fwww.cenapred.unam.mx%2Fes%2FPublicaciones%2Farchivos%2F308-INFOGRAFAINUNDACIONESSBITAS.PDF">Cenapred. (2026). <a href="https://www.cenapred.unam.mx/es/Publicaciones/archivos/308-INFOGRAFAINUNDACIONESSBITAS.PDF" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Inondazioni improvvise</a>.</cite><br><cite data-author="Water%20Science%20School" data-year="2026" data-title="Watersheds%20and%20Drainage%20Basins" data-url="https%3A%2F%2Fwww.usgs.gov%2Fwater-science-school%2Fscience%2Fwatersheds-and-drainage-basins">Water Science School. (2026). <a href="https://www.usgs.gov/water-science-school/science/watersheds-and-drainage-basins" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Bacini idrografici e bacini di drenaggio</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-i-fiumi-si-ingrossano-cosi-rapidamente-dopo-un-nubifragio-la-differenza-tra-piena-ed-esondazione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il fiore autunnale che somiglia a una margherita e resiste alle notti fresche: come curarlo in vaso]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-fiore-autunnale-che-somiglia-a-una-margherita-e-resiste-alle-notti-fresche-come-curarlo-in-vaso.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Grazie ai suoi fiori che ricordano le margherite, questa pianta è in grado di resistere alle notti fresche dell'autunno e dell'inverno, portando al contempo un tocco di colore in ogni angolo della casa.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-flor-de-otono-que-parece-una-margarita-y-resiste-las-noches-frescas-asi-se-cuida-en-maceta-1792814242844.png" data-image="2f6oik9wy5l0" alt="Le calendule producono fiori gialli e arancioni – semplici o doppi – che possono durare per settimane se ricevono una quantità sufficiente di luce solare." title="Le calendule producono fiori gialli e arancioni – semplici o doppi – che possono durare per settimane se ricevono una quantità sufficiente di luce solare."><figcaption>Le calendule producono fiori gialli e arancioni – semplici o doppi – che possono durare per settimane se ricevono una quantità sufficiente di luce solare.</figcaption></figure><p><strong>Quando le temperature iniziano a scendere, molte piante da fiore perdono vigore e smettono di produrre nuovi boccioli.</strong> Esiste però una specie che apprezza l’arrivo delle giornate fresche e può mantenere i giardini pieni di colore per tutta la stagione.</p><p>Si tratta della calendula <em>(Calendula officinalis),</em><strong> un fiore conosciuto anche con il nome di fiorrancio, </strong>appartenente alla famiglia delle Asteracee e caratterizzato da petali allungati dalle tonalità gialle e arancioni, disposti attorno a un centro leggermente più scuro.</p><p>Oltre alla sua bellezza come fiore ornamentale, <strong>offre un grande vantaggio anche a chi ha poco spazio in casa: </strong>questa pianta cresce benissimo in vaso, richiede poche cure e sopporta notti fredde che metterebbero in difficoltà molti fiori estivi.</p><h2>Un fiore che ama il fresco e richiede poco spazio</h2><p>A differenza di altre piante, <strong>la calendula si adatta bene alle temperature moderate e cresce bene tra i 10 e i 25 °C.</strong> Può persino sopravvivere a lievi gelate, con temperature vicine ai -4 °C, purché non durino troppo a lungo. Il caldo intenso, invece, può ridurne la fioritura, soprattutto quando le temperature superano i 29 °C.</p><div class="texto-destacado">Esistono varietà a fiore semplice e doppio, come la “Fiesta Gitana”, particolarmente adatta alla coltivazione in vaso.</div><p>Per questo, nelle zone con inverni miti è possibile seminarla in autunno per apprezzarne i fiori durante l’inverno e la primavera. Tuttavia, <strong>nelle località soggette a gelate più intense è opportuno anticipare la semina</strong> alla fine dell’estate oppure rimandarla alla primavera. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-flor-de-otono-que-parece-una-margarita-y-resiste-las-noches-frescas-asi-se-cuida-en-maceta-1792814261934.png" data-image="8smrt01ee5xg" alt="Una volta essiccati, i fiori possono essere conservati per preparare infusi, cosmetici artigianali e altre preparazioni tradizionali." title="Una volta essiccati, i fiori possono essere conservati per preparare infusi, cosmetici artigianali e altre preparazioni tradizionali."><figcaption>Una volta essiccati, i fiori possono essere conservati per preparare infusi, cosmetici artigianali e altre preparazioni tradizionali.</figcaption></figure><p>Per coltivarla con successo, <strong>basta scegliere un vaso con diametro e profondità di 20-25 centimetri, </strong>dotato di fori abbastanza grandi da consentire lo smaltimento dell’acqua in eccesso. Se vuoi coltivare più esemplari, utilizza una fioriera più ampia e lascia circa 20-30 centimetri tra una pianta e l’altra.</p><p>Il substrato deve essere leggero, fertile e permettere un buon drenaggio dell’acqua durante l’irrigazione. <strong>Puoi utilizzare un terriccio commerciale per vasi e aggiungere un 20% di perlite per migliorare l’aerazione. </strong>Non dimenticare che un po’ di compost maturo aiuterà a fornire più nutrienti alla pianta durante le prime settimane.</p><p>Se invece vuoi partire dalla semina, sappi che anche questa operazione è semplicissima. <strong>Devi soltanto mettere i semi direttamente nel vaso,</strong> a 1 centimetro di profondità, mantenendo la superficie leggermente umida. In condizioni ideali, germineranno in circa 7-14 giorni.</p><h3>Come mantenerla in fiore a lungo</h3><p>La posizione in cui collochi questa pianta è uno degli aspetti più importanti. <strong>L’ideale è garantirle almeno sei ore al giorno di sole diretto,</strong> anche se nelle regioni calde apprezzerà un po’ d’ombra durante le ore di maggiore intensità solare.</p><p>Per quanto riguarda l’irrigazione, <strong>ha bisogno di un’umidità moderata, ma non sopporta i ristagni d’acqua. </strong>Durante i mesi freschi richiederà meno acqua rispetto all’estate, quindi evita di seguire un calendario troppo rigido.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-flor-de-otono-que-parece-una-margarita-y-resiste-las-noches-frescas-asi-se-cuida-en-maceta-1792814293903.png" data-image="f4bo78f76qpp" alt="I fiori possono essere raccolti a mano quando sono aperti, sia per utilizzarne i petali sia per realizzare composizioni floreali." title="I fiori possono essere raccolti a mano quando sono aperti, sia per utilizzarne i petali sia per realizzare composizioni floreali."><figcaption>I fiori possono essere raccolti a mano quando sono aperti, sia per utilizzarne i petali sia per realizzare composizioni floreali.</figcaption></figure><p>Non ha bisogno neppure di grandi quantità di fertilizzante. <strong>Se hai utilizzato un buon substrato con compost, probabilmente avrà già i nutrienti necessari per le prime settimane.</strong> Quando noti che la crescita rallenta, puoi applicare un fertilizzante bilanciato e diluito ogni tre o quattro settimane.</p><p>Anche qualche piccolo intervento di manutenzione fa la differenza. <strong>Elimina i fiori appassiti per stimolare la formazione di nuovi boccioli </strong>e, quando le piante sono giovani, puoi cimare alcuni steli per ottenere una forma più compatta.</p><p>Tra i problemi più comuni ci sono gli afidi e l’oidio, un fungo che forma macchie biancastre sulle foglie. <strong>Una buona ventilazione, l’irrigazione diretta sul substrato e la rimozione delle parti colpite aiutano a prevenirli. </strong>Se compaiono gli afidi, puoi rimuoverli con acqua oppure utilizzare sapone potassico seguendo le indicazioni del prodotto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795171" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale.html" title="Hippeastrum, il bulbo che cresce anche senza terra: scopri le cure autunnali per farlo fiorire a Natale">Hippeastrum, il bulbo che cresce anche senza terra: scopri le cure autunnali per farlo fiorire a Natale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale.html" title="Hippeastrum, il bulbo che cresce anche senza terra: scopri le cure autunnali per farlo fiorire a Natale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale-1793008438442_320.jpeg" alt="Hippeastrum, il bulbo che cresce anche senza terra: scopri le cure autunnali per farlo fiorire a Natale"></a></article></aside><p><strong>I suoi fiori attirano anche gli insetti impollinatori e i petali sono commestibili, purché non siano stati sottoposti a trattamenti chimici incompatibili con il consumo alimentare. </strong>Possono essere utilizzati per decorare insalate o dare colore ad alcune preparazioni. Vantano inoltre una lunga tradizione nei prodotti cosmetici, anche se le possibili applicazioni medicinali richiedono cautela.</p><p>Se cerchi una pianta per dare colore al tuo angolo di paradiso durante i mesi freschi, vale la pena provarla. Con sole a sufficienza, un vaso adatto e irrigazioni moderate, potrai goderti nuovi fiori per settimane senza doverti preoccupare troppo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-fiore-autunnale-che-somiglia-a-una-margherita-e-resiste-alle-notti-fresche-come-curarlo-in-vaso.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le malattie alle origini dei mostri di Halloween, tra Scienza e Mitologia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-malattie-alle-origini-dei-mostri-di-halloween-tra-scienza-e-mitologia.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 17:45:53 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Molti mostri di Halloween non sono nati dalla fantasia, ma da vere malattie storiche. Dalla genetica dell'ipertricosi per i licantropi, alla porfiria per i vampiri, quando la medicina non sapeva dare risposte, la superstizione trasformava la malattia in un mostro.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-malattie-alle-origini-dei-mostri-di-halloween-tra-scienza-e-mitologia-1793399977222.jpg" data-image="tr4nsmyuni4a"><figcaption>Nel Medioevo e nei secoli successivi, l'arretratezza della medicina e la totale assenza di conoscenze scientifiche avanzate, spingeva le comunità a spiegare sintomi fisici bizzarri e incomprensibili attraverso la superstizione e la magia nera.</figcaption></figure><p>Alla festa di <strong>Halloween </strong>sono associate molte storie e <strong>leggende </strong>di paura, molte delle quali vedono come protagonisti dei personaggi e delle figure iconiche, che non sono del tutto inventate, ma che <strong>traggono origine da vere e proprie patologie mediche</strong>.</p><p><strong>Nel Medioevo e nei secoli successivi</strong>, l'arretratezza della medicina e la totale assenza di conoscenze scientifiche avanzate, spingeva le comunità a <strong>spiegare sintomi fisici bizzarri e incomprensibil</strong><strong>i attraverso la superstizione e la magia nera.</strong></p><p><strong>Malattie rare o infezioni sconosciute </strong>finivano per trasformare degli sfortunati individui in vere e proprie creature demoniache, alimentando delle leggende che poi si sono fuse, nel corso dei secoli, con le <strong>antiche tradizioni celtiche</strong> di Samhain e con il culto dei morti, dando vita all'immaginario dei mostri dei nostri giorni.</p><h2>L'Ipertricosi e la nascita del Licantropo</h2><p>Tra le figure più terrificanti c'è senza dubbio quella del<strong> Lupo Mannaro</strong>, che trova una solida spiegazione scientifica nell'<strong>ipertricosi</strong>. Questa malattia trae origine da una <strong>rara mutazione genetica</strong>, caratterizzata da un'<strong>eccessiva e incontrollata crescita di peli su tutto il corpo, viso compreso</strong>.</p><div class="texto-destacado">Chi ne soffriva, in epoca antica, veniva <strong>spietatamente emarginato e inevitabilmente associato alle forze maligne</strong>. </div><p>Si ricorda che <strong>Re Giacomo I</strong> <strong>di Inghilterra </strong>scrisse un vero e proprio <strong>trattato di demonologia </strong>nel quale affrontava il fenomeno della licantropia, sostenendo fermamente che <strong>la metamorfosi dell'uomo in bestia</strong> avvenisse per un oscuro <strong>intervento diabolico</strong>, legittimando e scatenando, così, la paura popolare.</p><h2>La Porfiria, l'aglio e il mito del Vampiro</h2><p>Anche il mito del <strong>Vampiro</strong> ha radici profonde che sono senza dubbio riconducibili alla<strong> porfiria</strong>. Si tratta di un gruppo di <strong>malattie metaboliche</strong>, realmente esistenti, che alterano la sintesi dell'emoglobina. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795620" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu.html" title="I dolci dei morti in Italia: 7 ricette tipiche del 2 Novembre per ricordare chi non c'è più">I dolci dei morti in Italia: 7 ricette tipiche del 2 Novembre per ricordare chi non c'è più</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu.html" title="I dolci dei morti in Italia: 7 ricette tipiche del 2 Novembre per ricordare chi non c'è più"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu-1793206831291_320.jpg" alt="I dolci dei morti in Italia: 7 ricette tipiche del 2 Novembre per ricordare chi non c'è più"></a></article></aside><p>Alcune varianti di questa patologia causano una importante o<strong> estrema fotosensibilità,</strong> tale da provocare<strong> ustioni e lesioni cutanee dolorose</strong> se ci si espone anche leggermente<strong> alla luce del Sole</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-malattie-alle-origini-dei-mostri-di-halloween-tra-scienza-e-mitologia-1793400034299.jpg" data-image="ge00tyw14y06"><figcaption>Malattie rare o infezioni sconosciute finivano per trasformare degli sfortunati individui in vere e proprie creature demoniache, alimentando delle leggende che poi si sono fuse, nel corso dei secoli, con le antiche tradizioni celtiche di Samhain e con il culto dei morti, dando vita all'immaginario dei mostri dei nostri giorni.</figcaption></figure><p>Gli individui affetti da tale disturbo, in passato, erano <strong>costretti a vivere nell'oscurità</strong> delle loro case, evitando il contatto con gli altri e dovendo<strong> uscire per procurarsi il cibo di notte</strong>. </p><div class="texto-destacado">Un altro sintomo di questa malattia consiste nella <strong>necrosi di tessuti gengivali</strong>, con il conseguente ritiro delle gengive rosse e sanguinanti che possono far apparire i <strong>denti notevolmente più lunghi e affilati</strong>, simili a lunghi canini. </div><p>I malati, inoltre, evitavano accuratamente<strong> l'aglio </strong>perché i composti di zolfo presenti nel bulbo accentuavano i terribili dolori addominali e<strong> peggioravano i sintomi</strong>, alimentando la credenza popolare secondo cui l'aglio rappresentasse un'arma infallibile per tenere lontani i vampiri.</p><h2>La Rabbia, la paura degli specchi e l'idrofobia</h2><p><strong>La rabbia</strong> è una patologia che è stata associata spesso a dei mostri. Si tratta di <strong>un'infezione virale, trasmessa dal morso di animali infetti,</strong> che attacca il sistema nervoso centrale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-malattie-alle-origini-dei-mostri-di-halloween-tra-scienza-e-mitologia-1793400070814.jpg" data-image="6zyb5s4wi4tm"><figcaption>Un tempo, chi veniva contagiato dalla malattia della rabbia mostrava un'incontrollabile avversione per l'acqua e persino per i propri riflessi. Per questo crebbe la leggenda secondo cui le creature della notte temessero l'acqua santa e fossero incapaci di specchiarsi.</figcaption></figure><p>Tra i sintomi ci sono <strong>aggressività e spasmi</strong>, ma anche la forte <strong>idrofobia e le allucinazioni visive</strong>. In passato, chi veniva contagiato dalla malattia mostrava un'incontrollabile avversione per l'acqua e persino per i propri riflessi. Per questo crebbe la leggenda secondo cui <strong>le creature della notte temessero l'acqua santa e fossero incapaci di specchiarsi.</strong></p><h2>Dalle tragedie reali alla festa di Halloween</h2><p><strong>Nel corso dei secoli,</strong> il terrore per l'ignoto e per la malattia si è intrecciato indissolubilmente con le <strong>feste tradizionali dedicate agli spiriti</strong>. Con il progredire della scienza e della medicina, molte di queste malattie hanno trovato delle <strong>cure o soluzioni capaci di alleviarne i sintomi</strong>. Per molte, come spesso accade, la soluzione principale è stata la prevenzione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795782" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi.html" title="Halloween tutto l'anno: 5 città europee dove andare, tra atmosfere misteriose e storie di fantasmi">Halloween tutto l'anno: 5 città europee dove andare, tra atmosfere misteriose e storie di fantasmi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi.html" title="Halloween tutto l'anno: 5 città europee dove andare, tra atmosfere misteriose e storie di fantasmi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291271922_320.jpg" alt="Halloween tutto l'anno: 5 città europee dove andare, tra atmosfere misteriose e storie di fantasmi"></a></article></aside><p>Di conseguenza, figure tragiche legate a reali sofferenze umane <strong>si sono evolute</strong>, perdendo la loro drammaticità clinica per diventare<strong> i mostri che</strong><strong> alimentano il</strong> <strong>folklore</strong>.</p><div class="texto-destacado">Oggi, ad Halloween, queste patologie rivivono sotto forma di maschere e di travestimenti capaci di <strong>fondere il dramma e la paura con l'ilarità e la goliardia</strong>. </div><p>Tutto questo, ovviamente, è stato reso possibile dal <strong>progresso scientifico, che ci permette di guardare con distacco e leggerezza un passato ormai lontano, fatto di fragilità, insicurezza e di paure profonde.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-malattie-alle-origini-dei-mostri-di-halloween-tra-scienza-e-mitologia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Bolotana: il paese sardo dove la longevità sfida ogni aspettativa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/bolotana-il-paese-sardo-dove-la-longevita-sfida-ogni-aspettativa.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 16:10:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Bolotana, in Sardegna, si distingue per la straordinaria longevità dei suoi abitanti, il che ha spinto i ricercatori a cercare indizi — nelle loro abitudini, nella dieta e nelle relazioni sociali — sul come riescano a raggiungere i 100 anni di età. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/bolotana-a-aldeia-da-sardenha-onde-a-longevidade-desafia-todas-as-expectativas-1791459288039.jpg" data-image="dktx232hnw90" alt="Bolotana, in Sardegna" title="Bolotana, in Sardegna"><figcaption>Bolotana, in Sardegna, si distingue per la sua straordinaria concentrazione di centenari e per le abitudini tradizionali che plasmano la vita quotidiana della comunità.</figcaption></figure><p>Tra le montagne della Sardegna, un piccolo paese sta attirando l’attenzione dei ricercatori per una caratteristica straordinaria: <strong>il numero di persone che riescono a raggiungere i 100 anni</strong>.</p><p>A Bolotana, un paese di circa <strong>2262 abitanti</strong>, vivono attualmente dieci centenari, una proporzione approssimativamente dieci volte superiore alla media della Sardegna.</p><p>La scoperta ha portato il gruppo del ricercatore della longevità Dan Buettner a considerare Bolotana una nuova “<em>zona blu</em>”, un <strong>concetto utilizzato per identificare regioni in cui le persone con più di 70 anni presentano probabilità di sopravvivenza eccezionali</strong>. Tra gli aspetti più sorprendenti c’è la longevità delle donne.</p><p>Le abitanti che raggiungono i 70 anni <strong>hanno circa tre volte più probabilità di arrivare a 100 anni </strong>rispetto alle donne statunitensi della stessa età.</p><h2>Un’alimentazione legata alla terra</h2><p>L’alimentazione tradizionale sembra essere uno dei tasselli di questo mosaico. Secondo la ricerca citata da <em>National Geographic</em> e pubblicata sulla rivista <em>Frontiers in Aging</em>, <strong>la dieta di Bolotana era composta per circa il 90% da alimenti di origine vegetale. </strong>Fagioli, pasta, patate, ortaggi, grano e olio d’oliva facevano parte dell’alimentazione quotidiana, mentre la carne veniva consumata soltanto occasionalmente.</p><p>Gran parte degli alimenti veniva prodotta dagli stessi abitanti. <strong>Le famiglie coltivavano i propri terreni, producevano olio d’oliva e grano e allevavano pecore</strong>, da cui ricavavano anche il formaggio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/bolotana-a-aldeia-da-sardenha-onde-a-longevidade-desafia-todas-as-expectativas-1791459353165.jpg" data-image="gmpk8z6wxoec" alt="Olivi" title="Olivi"><figcaption>Tra olivi secolari, la produzione di olio mantiene un forte legame con la terra e con l’alimentazione tradizionale di Bolotana.</figcaption></figure><p>La <strong>mancanza, per decenni, di ristoranti <em>fast food</em> e di una presenza significativa di alimenti ultraprocessati</strong> distingue questo modello alimentare dalle abitudini moderne.</p><h2>Movimento senza palestra</h2><p>Bolotana mette in discussione anche l’idea secondo cui per <strong>invecchiare bene sia necessario seguire una rigorosa routine di esercizio fisico</strong>.</p><p>Il paese non ha palestre e i suoi abitanti non praticano necessariamente attività fisica con l’obiettivo di vivere più a lungo. <strong>È il territorio stesso a mantenerli in movimento</strong>. </p><div class="texto-destacado"><strong>“Per alcuni indicatori, Bolotana è la zona blu più straordinaria. Mentre le altre zone blu si stanno riducendo, questa sta crescendo. In altre parole, ogni anno ci sono più centenari.” </strong>Lo afferma<strong> </strong>Dan Buettner, uno dei principali ricercatori dello studio.</div><p>Le <strong>strade ripide, le scale e gli spostamenti a piedi</strong> fanno sì che camminare e affrontare dislivelli siano una componente naturale della giornata.</p><p>È una sorta di <strong>attività fisica integrata nella routine quotidiana</strong>, senza orari o programmi di allenamento.</p><h2>Il segreto potrebbe risiedere anche nelle relazioni</h2><p>Un altro elemento importante è la vita familiare. A Bolotana, <strong>più generazioni tendono a vivere vicine o nella stessa casa</strong>, condividendo le faccende domestiche e l’educazione dei bambini.</p><p>L’organizzazione della comunità potrebbe essere particolarmente rilevante per spiegare la longevità femminile. Il paese combina attività agricole e pastorali, il che <strong>permette a molti uomini di trascorrere più tempo a casa e di partecipare alle responsabilità familiari</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="551322" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/zone-blu-cinque-luoghi-del-pianeta-dove-vivono-le-persone-piu-sane-e-longeve.html" title="“Zone blu”: i cinque luoghi del pianeta dove vivono le persone più sane e longeve">“Zone blu”: i cinque luoghi del pianeta dove vivono le persone più sane e longeve</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/zone-blu-cinque-luoghi-del-pianeta-dove-vivono-le-persone-piu-sane-e-longeve.html" title="“Zone blu”: i cinque luoghi del pianeta dove vivono le persone più sane e longeve"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/zonas-azules-los-cinco-lugares-del-planeta-donde-viven-las-personas-mas-sanas-y-longevas-1694633657757_320.jpg" alt="“Zone blu”: i cinque luoghi del pianeta dove vivono le persone più sane e longeve"></a></article></aside><p>Secondo i ricercatori, questa <strong>divisione dei compiti</strong> potrebbe contribuire a ridurre il carico di <em>stress</em> sostenuto dalle donne.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/bolotana-a-aldeia-da-sardenha-onde-a-longevidade-desafia-todas-as-expectativas-1791459447473.jpg" data-image="2xdtcywa1ovj" alt="Pastorizia" title="Pastorizia"><figcaption>La pastorizia continua a far parte del paesaggio e della vita rurale di Bolotana, mantenendo vive pratiche tramandate di generazione in generazione.</figcaption></figure><p>Non esiste ancora una spiegazione definitiva della straordinaria longevità di Bolotana. La genetica potrebbe avere un ruolo, ma i <strong>ricercatori ritengono che l’ambiente, l’alimentazione, il movimento quotidiano e i legami familiari</strong> offrano indizi preziosi.</p><p>La sfida, ora, è capire se <strong>questo stile di vita riuscirà a sopravvivere alla modernizzazione</strong>. L’arrivo di alimenti ultraprocessati, automobili e nuove abitudini potrebbe trasformare profondamente la comunità.</p><p>Bolotana rappresenta quindi non soltanto una possibile ricetta per invecchiare meglio, ma anche il <strong>ritratto di uno stile di vita che potrebbe scomparire</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/bolotana-il-paese-sardo-dove-la-longevita-sfida-ogni-aspettativa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Secondo l'IUCN, il 96% delle barriere coralline del mondo è a rischio critico di collasso entro il 2075]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/secondo-l-iucn-il-96-delle-barriere-coralline-del-mondo-e-a-rischio-critico-di-collasso-entro-il.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Una valutazione globale dell'IUCN avverte che quasi tutti gli ecosistemi delle barriere coralline potrebbero collassare se le attuali proiezioni sul riscaldamento dovessero rivelarsi corrette. La Grande Barriera Corallina e altri sistemi iconici figurano tra i più minacciati.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-96-de-los-arrecifes-de-coral-del-mundo-en-peligro-critico-de-colapso-antes-de-2075-segun-la-uicn-1793123695468.jpg" data-image="uynj80by3yy9" alt="barriera corallina" title="barriera corallina"><figcaption>Tra i sistemi classificati nella categoria a più alto rischio figura la Grande Barriera Corallina australiana.</figcaption></figure><p>Il futuro delle barriere coralline del pianeta si prospetta preoccupante. Una valutazione mondiale dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) ha concluso che <strong>il 96% di questi ecosistemi è in pericolo critico di collasso se si includono le proiezioni future del cambiamento climatico.</strong> La valutazione comprende alcune delle barriere coralline più estese e ricche di biodiversità del mondo, la cui sopravvivenza è fondamentale per la vita marina e per milioni di persone. </p><p>Lo studio costituisce la prima valutazione globale delle barriere coralline realizzata nell’ambito della Lista rossa degli ecosistemi dell’IUCN. L’analisi ha interessato<strong> 127 ecoregioni tropicali e subtropicali</strong>, per un totale di 188.362 chilometri quadrati di barriere coralline in acque calde e poco profonde.</p><p>Tra <strong>i sistemi classificati nella categoria di maggiore minaccia</strong> figurano la Grande Barriera Corallina australiana, il Triangolo dei Coralli nel Pacifico occidentale e nel Sud-est asiatico, il Sistema della Barriera Corallina Mesoamericana e le barriere coralline del Mar Rosso.</p><h2><strong>Il riscaldamento dell’oceano, la minaccia principale</strong></h2><p>Lo<strong> stress termico provocato dal cambiamento climatico</strong> è il fattore più ricorrente alla base del deterioramento di questi ecosistemi. Con l’aumento della temperatura del mare, le ondate di calore marine innescano <strong>episodi di sbiancamento di massa</strong> che possono causare la morte di vaste distese di corallo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-96-de-los-arrecifes-de-coral-del-mundo-en-peligro-critico-de-colapso-antes-de-2075-segun-la-uicn-1793123713106.jpg" data-image="przedccja5c2" alt="Barriere coralline" title="Barriere coralline"><figcaption>Lo stress termico provocato dal cambiamento climatico è il fattore più ricorrente alla base del deterioramento di questi ecosistemi.</figcaption></figure><p>La valutazione dell’IUCN prende in considerazione le osservazioni storiche, le condizioni attuali e le proiezioni climatiche future. Per queste ultime utilizza uno scenario del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) che prevede un <strong>riscaldamento globale di 2,7 °C verso la fine del secolo</strong>.</p><div class="texto-destacado">La differenza tra valutare soltanto i cambiamenti osservati e includere le proiezioni future è significativa. Considerando esclusivamente le trasformazioni registrate negli ultimi 50 anni, il 24% delle barriere coralline sarebbe in pericolo critico. <strong>Includendo il riscaldamento previsto, questa percentuale sale al 96%.</strong></div><p>Secondo l’IUCN, questo divario evidenzia sia la gravità del problema sia la possibilità di evitare parte dei danni attraverso una riduzione ambiziosa delle emissioni di gas serra e politiche di conservazione più efficaci.</p><h2><strong>Che cosa accade quando una barriera corallina collassa</strong></h2><p>Il collasso di una barriera corallina non significa semplicemente che i coralli perdono il loro colore. Si tratta di una<strong> trasformazione profonda dell’ecosistema:</strong> i coralli duri, che ne costituiscono la struttura vivente, scompaiono quasi completamente e vengono progressivamente sostituiti da alghe, detriti e spugne.</p><p>Il risultato è un <strong>ambiente molto più impoverito, incapace di sostenere la diversità di vita che caratterizza le barriere coralline sane</strong>. Le conseguenze si estendono all’intera rete alimentare, dai piccoli invertebrati e molluschi fino ai pesci, alle tartarughe marine e ai grandi predatori come squali e cernie.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="746405" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/catastrofe-nei-caraibi-perche-i-coralli-duri-stanno-praticamente-scomparendo.html" title="Catastrofe nei Caraibi: perché i coralli duri stanno praticamente scomparendo?">Catastrofe nei Caraibi: perché i coralli duri stanno praticamente scomparendo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/catastrofe-nei-caraibi-perche-i-coralli-duri-stanno-praticamente-scomparendo.html" title="Catastrofe nei Caraibi: perché i coralli duri stanno praticamente scomparendo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hecatombe-caraibes-pourquoi-coraux-durs-en-train-de-disparaitre-rapport-oceans-environnement-biodiversite-temperature-mer-1766870396210_320.jpeg" alt="Catastrofe nei Caraibi: perché i coralli duri stanno praticamente scomparendo?"></a></article></aside><p>Questi ecosistemi ospitano circa un quarto delle specie marine e <strong>forniscono cibo, rifugio e zone di riproduzione a numerosi organismi</strong>. Inoltre, proteggono le comunità costiere e sostengono attività economiche come la pesca e il turismo.</p><h2><strong>La pesca eccessiva e l’inquinamento aggravano il deterioramento</strong></h2><p>Sebbene il riscaldamento oceanico costituisca la minaccia più diffusa, <strong>non è l’unico fattore di rischio</strong>. In regioni come l’Asia orientale, l’oceano Indiano occidentale, i Caraibi e il Brasile, lo sfruttamento eccessivo dei pesci pappagallo e delle cernie sta <strong>alterando l’equilibrio ecologico delle barriere coralline</strong>.</p><p>I pesci pappagallo, grazie alla loro alimentazione erbivora, contribuiscono a controllare la crescita delle alghe che competono con i coralli. La perdita di queste popolazioni, insieme alla diminuzione di altri pesci fondamentali, riduce la capacità degli ecosistemi di riprendersi dallo stress termico. Secondo la valutazione, <strong>questa pressione interessa il 63% delle barriere coralline analizzate.</strong></p><div class="texto-destacado">A questi fattori si aggiungono lo sviluppo costiero e industriale, l’inquinamento, l’acquacoltura, il turismo eccessivo, le tempeste, le inondazioni di acqua dolce e le proliferazioni delle stelle marine corona di spine, che si nutrono di corallo.</div><p>Tuttavia, <strong>esistono differenze regionali. </strong>In Asia orientale, dove alcune barriere coralline hanno storicamente mostrato una notevole resilienza, la percentuale classificata in pericolo critico sarebbe del 20% considerando soltanto i cambiamenti osservati. Nel Mar Rosso settentrionale, alcune barriere coralline con una tolleranza termica insolitamente elevata rientrerebbero nella categoria vulnerabile adottando lo stesso criterio.</p><h2><strong>C’è ancora margine per evitare un ulteriore collasso</strong></h2><p>La valutazione evidenzia anche alcuni limiti delle informazioni disponibili: quattro delle 127 ecoregioni presentano ancora dati insufficienti. Inoltre, <strong>le barriere coralline delle isole Galápagos occidentali sono già classificate come collassate</strong> dall’episodio di El Niño del 1982-1983.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-96-de-los-arrecifes-de-coral-del-mundo-en-peligro-critico-de-colapso-antes-de-2075-segun-la-uicn-1793123778576.jpg" data-image="rud2ce9ho2ev" alt="Barriere coralline" title="Barriere coralline"><figcaption>Questi ecosistemi ospitano circa un quarto delle specie marine.</figcaption></figure><p>Nonostante questo scenario, gli specialisti sottolineano che non tutte le barriere coralline sono perdute. <strong>Alcune hanno dimostrato di sapersi riprendere dopo gravi episodi di sbiancamento</strong>, anche se questa resilienza dipende dalla presenza di condizioni ambientali che ne consentano la rigenerazione.</p><p>La direttrice generale dell’IUCN, Grethel Aguilar, avverte che il deterioramento minaccia sia la biodiversità sia la sicurezza e i mezzi di sostentamento delle comunità costiere. L’organizzazione chiede di <strong>ridurre le emissioni, ampliare le aree marine protette, ripristinare le popolazioni ittiche e mantenere le acque costiere libere dall’inquinamento</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794770" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/neve-marina-la-sorprendente-scoperta-che-potrebbe-cambiare-cio-che-sappiamo-sull-oceano-e-sui-cambiamenti-climatici.html" title="Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici">Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/neve-marina-la-sorprendente-scoperta-che-potrebbe-cambiare-cio-che-sappiamo-sull-oceano-e-sui-cambiamenti-climatici.html" title="Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nieve-marina-el-sorprendente-hallazgo-que-podria-cambiar-lo-que-sabemos-sobre-el-oceano-y-el-cambio-climatico-1792498082906_320.png" alt="Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici"></a></article></aside><p>Il messaggio centrale dello studio è chiaro: il futuro delle barriere coralline dipenderà in larga misura <strong>dalle decisioni che verranno prese nei prossimi anni</strong>. Ridurre il riscaldamento globale e alleviare le pressioni locali può ancora fare la differenza tra conservare ecosistemi capaci di riprendersi e perderli in modo irreversibile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/secondo-l-iucn-il-96-delle-barriere-coralline-del-mondo-e-a-rischio-critico-di-collasso-entro-il.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un albero con due stagioni contemporaneamente: il corbezzolo fiorisce mentre i suoi frutti maturano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-albero-con-due-stagioni-contemporaneamente-il-corbezzolo-fiorisce-mentre-i-suoi-frutti-maturano.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 13:05:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>In autunno, il corbezzolo offre uno spettacolo sorprendente: i suoi frutti rossi maturano mentre sui rami spuntano nuovi fiori, mostrando contemporaneamente due fasi del suo ciclo vitale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-arbol-con-dos-estaciones-a-la-vez-el-madrono-florece-mientras-maduran-sus-frutos-1793083346318.jpeg" data-image="sqrqk5uza5dg" alt="corbezzolo" title="corbezzolo"><figcaption>La natura offre uno spettacolo unico: fiori e frutti contemporaneamente.</figcaption></figure><p>In pieno autunno, quando molti alberi iniziano a perdere le foglie e il paesaggio cambia completamente colore, esiste una specie capace di offrire uno spettacolo che sembra sfidare il calendario. </p><p><strong>Il corbezzolo (</strong><em>Arbutus unedo)</em>, un albero mediterraneo caratteristico dei boschi e della macchia della penisola iberica, <strong>può mostrare contemporaneamente i suoi frutti rossi maturi e i suoi caratteristici fiori bianchi.</strong> Un fenomeno naturale che lo rende uno dei protagonisti più singolari di questo periodo dell’anno.</p><p>Questa particolarità non è un’anomalia né un caso isolato, ma risponde a <strong>una strategia del suo ciclo biologico.</strong> Mentre i frutti della fioritura precedente completano la maturazione, l’albero sviluppa nuovi fiori che daranno origine ai corbezzoli della stagione successiva.</p><h2>Perché il corbezzolo fiorisce e fruttifica contemporaneamente?</h2><p>La spiegazione si trova nei ritmi di sviluppo di questa specie. A differenza di altri alberi da frutto, nei quali i periodi di fioritura e maturazione sono più nettamente separati, <strong>il corbezzolo presenta un ciclo riproduttivo prolungato.</strong></p><p><strong>La fioritura avviene solitamente in autunno, soprattutto tra ottobre e dicembre</strong>, anche se le date possono variare in base al clima, all’altitudine e alle condizioni di ciascuna zona. I fiori, piccoli e a forma di campanella, compaiono riuniti in grappoli pendenti e presentano tonalità bianche o leggermente rosate.</p><div class="texto-destacado">Contemporaneamente, i frutti che hanno iniziato a svilupparsi dopo la fioritura dell’anno precedente raggiungono la maturazione. </div><p>Questi corbezzoli, inizialmente verdi e poi giallastri, assumono infine un caratteristico colore rosso o arancione quando sono pronti per essere consumati. Pertanto, <strong>quella che sembra una mescolanza di due stagioni è, in realtà, la sovrapposizione di diverse fasi dello stesso ciclo naturale.</strong> L’albero conserva i frutti di una stagione mentre prepara quella successiva.</p><h2>Un frutto inconfondibile del paesaggio mediterraneo</h2><p>Il corbezzolo è una <strong>specie autoctona della regione mediterranea</strong> ed è ampiamente diffuso in buona parte della Spagna, soprattutto nelle zone dal clima mite e nei terreni in cui può svilupparsi senza particolari esigenze colturali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>È una specie che può crescere come piccolo albero o come arbusto alto diversi metri. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le sue foglie sempreverdi, di colore verde intenso e con margini leggermente seghettati, <strong>mantengono la chioma durante tutto l’anno, conferendogli un valore ornamentale</strong> anche quando altre specie perdono le foglie.</p><p><strong>I suoi frutti si distinguono per la superficie ruvida e granulosa,</strong> oltre che per il colore vistoso che assumono a maturazione. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-arbol-con-dos-estaciones-a-la-vez-el-madrono-florece-mientras-maduran-sus-frutos-1793083609343.jpeg" data-image="h3704mlemldy" alt="Immagine 2" title="Immagine 2"><figcaption>Fiori e frutti sono presenti contemporaneamente all’interno di uno splendido ciclo colturale.</figcaption></figure><p> Sebbene siano commestibili, <strong>è opportuno consumarli con moderazione quando sono ben maturi, perché contengono zuccheri</strong> e la loro fermentazione naturale può produrre piccole quantità di alcol. </p><p> Tradizionalmente, <strong>sono stati utilizzati per preparare marmellate, confetture e bevande</strong>, oltre a essere consumati freschi. </p><h2>I fiori del corbezzolo nutrono anche gli impollinatori</h2><p>La fioritura autunnale di alcune specie ha una <strong>notevole importanza ecologica.</strong> In un periodo in cui diminuisce la disponibilità di fiori in natura, <strong>il corbezzolo offre nettare e polline a diversi insetti</strong>, tra cui le api e altri impollinatori che rimangono attivi durante le giornate più miti.</p><p>Dopo l’impollinazione, i fiori fecondati inizieranno a sviluppare i frutti che, mesi dopo, raggiungeranno la maturazione. In questo modo, <strong>il corbezzolo contribuisce al mantenimento della biodiversità e fornisce nutrimento a diverse specie nel corso dell’anno.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787732" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html" title="10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno">10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html" title="10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965594900_320.jpeg" alt="10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno"></a></article></aside><p><strong>Anche gli uccelli e altri animali selvatici si nutrono dei suoi frutti</strong>, contribuendo alla dispersione dei semi e favorendo la rigenerazione naturale dei boschi e della macchia.</p><h2>Un albero interessante per giardini e spazi naturali</h2><p>Oltre al suo riconosciuto valore ecologico, <strong>il corbezzolo può essere un’ottima scelta per i giardini.</strong> Soprattutto perché è una specie sempreverde, con una fioritura attraente, frutti ornamentali e una buona capacità di adattamento alla siccità una volta ben radicata.</p><p>Per coltivarlo, <strong>è opportuno scegliere una posizione soleggiata o a mezz’ombra e un terreno ben drenato, evitando i ristagni d’acqua. </strong>Durante i primi anni ha bisogno di irrigazioni di sostegno per sviluppare un apparato radicale adeguato, mentre in seguito tollera i periodi asciutti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La sua crescita è generalmente piuttosto lenta, quindi non richiede potature intense. Anzi, è preferibile non intervenire sull’arbusto e limitarsi alla rimozione dei rami danneggiati o mal orientati.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il corbezzolo dimostra che <strong>l’autunno non è soltanto una stagione di foglie cadute e vegetazione a riposo. </strong>La presenza contemporanea di fiori e frutti ricorda che la natura continua a seguire ritmi diversi e che, anche quando il paesaggio sembra prepararsi all’inverno, alcuni alberi stanno già costruendo la stagione successiva.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-albero-con-due-stagioni-contemporaneamente-il-corbezzolo-fiorisce-mentre-i-suoi-frutti-maturano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 95 mm di pioggia: attenzione tra lunedì 2 e martedì 3 novembre in queste regioni del centro-sud ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-ancora-freddo-piogge-intense-e-nuova-perturbazione-sull-italia.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 12:01:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il primo weekend di novembre porta l'Italia in una fase più movimentata: aria fredda, vento e piogge torneranno a farsi sentire soprattutto al Centro-Sud. Ma quanto durerà questa parentesi e cosa succederà nel corso della prossima settimana?</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/jzkZixQtKrw/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=jzkZixQtKrw" id="jzkZixQtKrw"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>È bastato che l'alta pressione arretrasse verso l'Europa occidentale per cambiare il volto del tempo sull'Italia. Dal settore balcanico stanno affluendo correnti più fredde, mentre sui mari meridionali prende forma una circolazione depressionaria capace di richiamare umidità e alimentare rovesci anche intensi.</p><p>Una situazione che accompagnerà il passaggio da ottobre a novembre, con <strong>temperature inferiori alle medie stagionali e un inizio di settimana particolarmente movimentato</strong> soprattutto per le regioni centro-meridionali.</p><p>Durante questo weekend, il Nord manterrà nel complesso condizioni abbastanza tranquille, con schiarite anche ampie e qualche annuvolamento. Il tempo sarà invece più capriccioso lungo il medio Adriatico, al Sud e sulle Isole maggiori, dove non mancheranno piogge intermittenti e locali temporali.</p><p>Domenica l'instabilità guadagnerà terreno. Le precipitazioni potranno raggiungere anche la Romagna e, in maniera più irregolare, alcuni settori del Nord-Ovest e delle Alpi, ma <strong>il cuore del maltempo resterà tra le regioni adriatiche centro-meridionali, la Calabria e la Sicilia</strong>.</p><p>Ad accompagnarlo saranno venti di Grecale e Tramontana, capaci di rendere l'aria più pungente rispetto a quanto indicherà il termometro. Al Nord e nelle zone interne del Centro le massime potranno fermarsi intorno a 12-14°C, mentre lungo molte coste meridionali si resterà più vicini ai 16-20°C.</p><h2>Lunedì 2 novembre: si approfondisce il vortice sullo Ionio</h2><p>L'avvio della settimana sarà la fase da seguire con maggiore attenzione. Secondo le proiezioni del modello europeo ECMWF, <strong>lunedì 2 novembre il minimo di pressione potrà scendere intorno a 1005 hPa nei pressi del basso Ionio</strong>, favorendo una sostenuta circolazione di venti attorno al Meridione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795940" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?">Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376361512_320.jpg" alt="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"></a></article></aside><p>Le piogge più persistenti interesseranno soprattutto il medio e basso versante adriatico, tra Marche meridionali, Abruzzo, Molise e Puglia, con rovesci possibili anche su Basilicata, Calabria e Sicilia.</p><p>Il Nord resterà prevalentemente ai margini del peggioramento, mentre lungo l'Appennino centrale <strong>potrà tornare la neve, localmente fin verso i 1000-1200 metri nelle fasi più fredde</strong>. Sui rilievi meridionali la quota sarà generalmente più alta. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-ancora-freddo-piogge-intense-e-nuova-perturbazione-sull-italia-1793437547794.png" data-image="c4l1f64w4nmt" alt="Lunedì 2 novembre si approfondisce il ciclone sullo Ionio" title="Lunedì 2 novembre si approfondisce il ciclone sullo Ionio"><figcaption>Lunedì 2 novembre si approfondisce il ciclone sullo Ionio</figcaption></figure><p>Lo scenario ECMWF mostra quantitativi nell'ordine di <strong>70 mm lungo la costa abruzzese e punte vicine ai 90-95 mm su settori della Puglia</strong>, con accumuli consistenti anche sulla Sicilia settentrionale. Sono stime riferite a più giorni, non alla sola giornata di lunedì, e andranno rivalutate nei nostri prossimi aggiornamenti.</p><h2>Quanto farà freddo? Temperature ancora sotto la media</h2><p>La risposta è sì: <strong>il freddo resterà protagonista almeno nella prima parte della settimana</strong>, soprattutto se confrontato con la mitezza delle giornate precedenti.</p><p>Le anomalie previste si collocano in molte aree intorno a 2-5°C sotto i valori tipici del periodo, con gli scostamenti più evidenti soprattutto sul versante adriatico e nelle regioni meridionali.</p><p>Alle prime luci di lunedì si potranno sfiorare i 5°C a Milano e i 2°C a Torino. Nel pomeriggio, però, il quadro sarà meno uniforme: intorno a 14-15°C in diverse città della Pianura Padana, circa 16°C a Roma e valori prossimi ai 20°C lungo alcuni tratti delle coste meridionali.</p><h2>Martedì 3 e mercoledì 4: tornano le schiarite, ma il freddo non scompare</h2><p>Martedì il vortice tenderà lentamente a spostarsi verso la Grecia. Resteranno possibili rovesci residui tra basso Adriatico, Calabria e Sicilia, mentre al Centro-Nord il tempo sarà più asciutto e si apriranno spazi soleggiati.</p><p>Mercoledì 4 si prospetta una pausa più stabile per buona parte della Penisola, con precipitazioni generalmente scarse. Nelle ore centrali della giornata il modello indica circa 12°C a Milano, 14°C a Venezia e valori intorno a 18°C a Roma, con differenze sensibili tra pianure, coste e aree interne.</p><h2>Da giovedì 5 nuova perturbazione da ovest: cosa sappiamo</h2><p>La tregua potrebbe non durare molto. <strong>Da giovedì 5 novembre un nuovo impulso perturbato potrebbe affacciarsi sul Mediterraneo occidentale</strong>, riportando nuvole e precipitazioni inizialmente sui mari a ovest dell'Italia, con possibili coinvolgimenti della Sardegna, della Sicilia e di alcuni settori tirrenici.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-ancora-freddo-piogge-intense-e-nuova-perturbazione-sull-italia-1793437507777.png" data-image="emk3ztdz4yxn" alt="Ancora anomalie termiche negative anche la prossima settimana." title="Ancora anomalie termiche negative anche la prossima settimana."><figcaption>Ancora anomalie termiche negative anche la prossima settimana.</figcaption></figure><p>La traiettoria di questa nuova fase resta ancora da precisare: sarà fondamentale capire dove si approfondirà l'eventuale minimo depressionario e quali regioni riceveranno gli accumuli maggiori.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795922" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza">Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793365571183_320.png" alt="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"></a></article></aside><p>Anche il quadro termico potrà cambiare, con un'attenuazione delle anomalie negative in alcune aree occidentali, mentre su molte altre zone italiane le temperature potrebbero mantenersi ancora inferiori alla norma.</p><p><strong>Novembre, quindi, inizierà con un'Italia divisa tra schiarite più frequenti al Nord e maltempo più insistente al Centro-Sud.</strong> Il freddo non sparirà da un giorno all'altro, ma nemmeno si profila, allo stato attuale, un'ondata di gelo estesa a tutta la Penisola. Sarà soprattutto l'evoluzione delle perturbazioni mediterranee a richiedere attenzione nei prossimi aggiornamenti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-ancora-freddo-piogge-intense-e-nuova-perturbazione-sull-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, novembre parte con un potente vortice ciclonico: piogge intense, vento forte e neve. Le regioni a rischio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-novembre-parte-con-un-potente-vortice-ciclonico-piogge-intense-vento-forte-e-neve-ecco-le-regioni-a-rischio.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 10:23:01 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il maltempo è tornato con decisione. Vortice ciclonico con piogge e neve sugli Appennini. Atteso un crollo termico entro l'inizio di Novembre</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsgawa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsgawa.jpg" id="xbsgawa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'inizio di novembre sembra volerci ricordare che l'inverno non è poi così lontano. Dopo una settimana caratterizzata da condizioni meteorologiche piuttosto tranquille e temperature tutto sommato gradevoli, la situazione sulla nostra Penisola sta rapidamente cambiando. </p><p>L'alta pressione, infatti, ha ormai lasciato spazio a correnti molto più fredde provenienti dall'Europa nord-orientale, responsabili di un peggioramento che potrebbe diventare particolarmente intenso nei prossimi giorni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ma attenzione, perché <strong>il vero protagonista di questa nuova fase di maltempo sarà un vortice ciclonico destinato a svilupparsi sul Mediterraneo centrale</strong>, interessando soprattutto le regioni meridionali e parte di quelle adriatiche.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Non si tratterà soltanto di qualche giornata più fredda. La combinazione tra l'arrivo di aria fredda in quota e le acque del Mediterraneo, ancora relativamente calde, potrebbe infatti favorire <strong>precipitazioni localmente abbondanti, temporali intensi, raffiche di vento molto sostenute e il ritorno della neve sugli Appennini</strong>.</p><h2><strong>Domenica 1° novembre, arriva il freddo e si forma un vortice ciclonico: tornano pioggia e neve</strong></h2><p>La giornata di domenica 1° novembre rappresenterà un passaggio fondamentale nell'evoluzione meteorologica dei prossimi giorni. L'afflusso di aria fredda dai quadranti nord-orientali tenderà infatti a intensificarsi, favorendo la formazione di un minimo depressionario sui mari meridionali italiani.</p><p><strong>Il peggioramento interesserà soprattutto il versante adriatico e le regioni del Sud</strong>, dove saranno possibili rovesci e temporali, localmente anche di forte intensità. In particolare, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia saranno tra le regioni maggiormente esposte all'instabilità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795940" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?">Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376361512_320.jpg" alt="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"></a></article></aside><p>Situazione differente su buona parte delle regioni tirreniche e settentrionali, dove non mancheranno schiarite anche ampie. Tuttavia, qualche precipitazione potrebbe interessare anche la Romagna e i settori appenninici dell'Emilia.</p><p><strong>Tornerà inoltre la neve sugli Appennini</strong>, con una quota generalmente compresa tra 1200 e 1500 metri, ma con la possibilità di sconfinamenti a quote inferiori ai 1000 metri, soprattutto sui rilievi del medio e alto versante adriatico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795922" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza">Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793365571183_320.png" alt="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"></a></article></aside><p>Ad accompagnare il peggioramento ci penserà anche il vento. Le correnti settentrionali potranno soffiare con raffiche particolarmente intense, soprattutto sull'Adriatico, favorendo un deciso aumento del moto ondoso e possibili mareggiate lungo le coste maggiormente esposte.</p><h2><strong>Lunedì 2 e martedì 3 novembre, vortice ciclonico sul Sud Italia: possibili piogge molto intense</strong></h2><p>Ma il peggioramento non si esaurirà con la giornata di domenica. Anzi, <strong>sarà proprio l'inizio della prossima settimana a presentare le condizioni meteorologiche potenzialmente più difficili</strong>, soprattutto sulle regioni meridionali.</p><p>Lunedì 2 novembre il vortice ciclonico dovrebbe ulteriormente organizzarsi tra il basso Tirreno e il mar Ionio, dando origine a una circolazione depressionaria piuttosto estesa. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-novembre-parte-con-un-potente-vortice-ciclonico-piogge-intense-vento-forte-e-neve-ecco-le-regioni-a-rischio-1793437888426.jpg" data-image="6ezri2qltg1j" alt="Minimo ben visibile con l'inizio della settimana" title="Minimo ben visibile con l'inizio della settimana"><figcaption>La circolazione depressionaria prevista per lunedì 2 novembre, con il minimo barico sul Mediterraneo meridionale e precipitazioni diffuse soprattutto al Sud. </figcaption></figure><p><strong>Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia saranno tra le regioni maggiormente interessate dal maltempo</strong>, con rovesci e temporali che potrebbero assumere carattere di forte intensità. Localmente non si escludono accumuli pluviometrici importanti in poche ore, accompagnati da forti raffiche di vento.</p><p>Le precipitazioni interesseranno anche parte del versante adriatico centrale, soprattutto tra Marche, Abruzzo e Molise, mentre il tempo dovrebbe risultare più stabile sulle regioni nord-occidentali e su buona parte di quelle tirreniche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795896" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia">Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359679067_320.jpg" alt="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"></a></article></aside><p><strong>Martedì 3 novembre il maltempo potrebbe insistere ancora sulle regioni meridionali</strong>, sebbene il centro depressionario dovrebbe iniziare gradualmente a spostarsi verso la Grecia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-novembre-parte-con-un-potente-vortice-ciclonico-piogge-intense-vento-forte-e-neve-ecco-le-regioni-a-rischio-1793437987949.jpg" data-image="k10g6t6wdzfk" alt="Precipitazioni cumulate entro martedì 3 novembre" title="Precipitazioni cumulate entro martedì 3 novembre"><figcaption>Precipitazioni cumulate previste fino a martedì 3 novembre. Accumuli particolarmente elevati tra il Sud Italia e il mar Ionio, con valori localmente prossimi o superiori ai 90 millimetri.</figcaption></figure><p>Gli accumuli complessivi di precipitazione potrebbero risultare particolarmente significativi tra Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, con valori localmente superiori ai 50-80 millimetri e punte anche maggiori nelle aree più esposte ai fenomeni intensi.</p><p>Nel frattempo, <strong>le temperature continueranno a mantenersi inferiori alle medie del periodo</strong>, soprattutto lungo il versante adriatico e nelle zone interne, dove la ventilazione settentrionale contribuirà ad accentuare ulteriormente la sensazione di freddo.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Soltanto tra martedì e mercoledì 4 novembre potremmo assistere a un graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche, grazie all'allontanamento del vortice verso il Mediterraneo orientale. </p><p>Tuttavia, la presenza di correnti ancora piuttosto fredde potrebbe mantenere un contesto termico decisamente autunnale, mentre nuove perturbazioni potrebbero tornare a interessare parte dell'Italia nella seconda metà della settimana.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-novembre-parte-con-un-potente-vortice-ciclonico-piogge-intense-vento-forte-e-neve-ecco-le-regioni-a-rischio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Starship di SpaceX verso la storia? Pochi giorni al 15° lancio che tenterà la "doppia cattura", rischiando molti danni ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/starship-di-spacex-verso-la-storia-pochi-giorni-al-15-lancio-che-tentera-la-doppia-cattura-rischiando-molti-danni.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 07:55:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Con il Flight 15 dell'8 novembre 2026, SpaceX tenta la storica "doppia cattura" al volo di booster e Starship tramite i bracci Mechazilla. Una sfida ad alto rischio, che segna una tappa importante nella direzione la riusabilità totale dei vettori.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/starship-di-spacex-verso-la-storia-il-conto-alla-rovescia-per-il-flight-15-che-tentera-la-doppia-cattura-1793376558922.jpg" data-image="94qglxmbfgk5"><figcaption>Con l'imminente Flight 15, programmato non prima dell'8 novembre 2026 dalla Starbase, SpaceX si appresta a scrivere una nuova pagina storica, non priva di rischi e ambizioni: tentare, per la prima volta in assoluto, il doppio recupero sospeso. Credits: www.spacex.com</figcaption></figure><p>Nella storia dei grandi programmi tecnologici e spaziali, esistono dei <strong>momenti di svolta veri e propri</strong>, che non nascono da un'evoluzione lineare, ma da salti improvvisi, seppur calcolati, all'interno dello stesso progetto. </p><p>È già accaduto in SpaceX, quando dal nulla ha inventato le piattaforme oceaniche mobili per salvare i booster del Falcon 9, accettando il rischio costante di spettacolari fallimenti.</p><p><strong>Oggi, SpaceX sta per prendersi un grande rischio</strong> per fare un altro salto radicale all'interno del programma Starship. Infatti, con l'imminente Flight 15, programmato <strong>non prima dell'8 novembre 2026</strong> dalla Starbase, SpaceX si appresta a scrivere una <strong>nuova pagina storica</strong>, non priva di<strong> rischi e ambizioni</strong>: tentare, per la prima volta in assoluto, <strong>il doppio recupero sospeso</strong>, sia del gigantesco booster Super Heavy, che della "navetta" Starship, tra le braccia meccaniche della torre dotata di bracci Mechazilla.</p><h2>Le tappe e le tecnologie del nuovo standard Block 3 (V3)</h2><p>Il 25 ottobre è stato già completato con successo il test di accensione statica di tutti i 33 motori Raptor del booster 22. Questo <strong>booster della Ship 42</strong> ha subito degli <strong>importanti aggiornamenti ingegneristici</strong> con una nuova architettura Block 3 (V3).</p><p> Sebbene questa tecnologia di fosse stata già svelata da SpaceX tempo fa, il Flight 15 la impiega definitivamente come<strong> standard operativo di serie</strong>. Grazie alla rimozione di gran parte delle tubature esterne e delle schermature termiche superflue, ogni motore ora garantisce <strong>un risparmio di circa 1 tonnellata di massa</strong>, con una spinta superiore. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774008" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale.html" title="Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale">Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale.html" title="Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale-1781554375197_320.jpg" alt="Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale"></a></article></aside><p>Sono state rimosse le pesanti zampe di stazionamento, cioè di atterraggio, in entrambi gli stadi. Gli ingegneri, infatti, hanno eliminato il peso strutturale inutile <strong>in vista dell'atterraggio con i bracci Mechazilla.</strong></p><h2>Le fasi del volo e i grandi rischi della "Doppia Cattura"</h2><p>La missione riprodurrà la rotta verso un'orbita bassa, dato che <strong>il momento clou della missione sarà rappresentato proprio dalle complesse manovre di rientro</strong>. Dopo la separazione dalla Starship,<strong> il Super Heavy</strong> eseguirà una manovra per invertire la rotta e, guidato dalle alette grigliate, dette grid fins, <strong>tornerà verso la torre di lancio</strong> per farsi agganciare al volo dalle braccia della torre Mechazilla.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/starship-di-spacex-verso-la-storia-il-conto-alla-rovescia-per-il-flight-15-che-tentera-la-doppia-cattura-1793376590065.jpg" data-image="qmvgb24234o9"><figcaption>Dopo la separazione dalla Starship, il Super Heavy eseguirà una manovra per invertire la rotta e, guidato dalle alette grigliate, dette grid fins, tornerà verso la torre di lancio per farsi agganciare al volo dalle braccia della torre Mechazilla. Credits: www.spacex.com</figcaption></figure><p>Ma la novità principale, questa volta, riguarda proprio il tentativo di ritorno finalizzato ad un nuovo riutilizzo della Starship. Finora la Starship era stata fatta ammarare ed esplodere in pieno oceano. </p><div class="texto-destacado">Questa volta dopo aver completato una parte dell'orbita e testato i portelloni per il rilascio dei satelliti e per il trasferimento di propellente la navetta tenterà per la prima volta un rientro controllato dallo spazio verso terra per farsi catturare direttamente al volo dalla torre, evitando quindi di schiantarsi ed esplodere in mare.</div><p>Tuttavia, questa complessa procedura si scontra con <strong>un alto rischio</strong> non solo per il sistema Starship, e quindi per il suo ritorno incolume, ma anche e soprattutto per le strutture di terra.</p><p><strong>Infatti, a Starbase, attualmente, è operativa una sola torre Mechazilla</strong>. Questa torre dovrà prima <strong>agganciare mettere in sicurezza rapidamente il booster catturato</strong>, sganciarlo per<strong> liberare i bracci meccanici</strong> nell'arco di un'ora e mezza, per essere pronta ad <strong>accogliere il ritorno della Starship</strong>.</p><h2>Cosa succede in caso di errore? </h2><p>Puntare tutto su una manovra <strong>con una sola torre Mechazilla </strong>a disposizione ha un alto, anzi <strong>altissimo livello di rischio</strong>. Infatti attualmente non esiste una ridondanza di torri di cattura operative a Boca Chica (dove è la base di lancio). </p><div class="texto-destacado">Un solo errore di calcolo o un'avaria durante il rientro o l'aggancio comprometterebbe la missione, con un possibile impatto del colosso, pesante decine di tonnellate, direttamente contro l'infrastruttura a terra.</div><p><strong>Se la torre deve essere distrutta</strong> o anche gravemente danneggiata, il programma potrebbe subire<strong> uno stop forzato di svariati mesi</strong> per la ricostruzione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770884" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-del-sistema-starship-v.html" title="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3">SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-del-sistema-starship-v.html" title="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-della-starship-v-1779913039062_320.jpeg" alt="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3"></a></article></aside><p><strong>Per Elon Musk</strong> questo<strong> rischio calcolato</strong> rappresenta il <strong>"prezzo da pagare" per accelerare l'innovazione</strong>. Infatti la riusabilità dell'intero sistema deve essere ancora provata e quindi dimostrata.</p><h2> Le parole di Elon Musk e l'importanza strategica per il futuro </h2><p>Dal canto suo Elon Musk, commentando la portata di questa missione, ha definito il tentativo di recupero di entrambi gli stadi come un <strong>"profound technology milestone"</strong>, un traguardo tecnologico profondo. La riuscita di questa manovra rappresenta rappresenta il vero e proprio sblocco economico e operativo dell'intero sistema.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Riuscire a catturare sia il booster che la navetta, al primo colpo e in un unico volo, significa abbattere drasticamente i tempi di ispezione e ricondizionamento dei razzi, riducendoli da mesi a poche ore, avvicinandoci concretamente all'obiettivo di un sistema di trasporto interplanetario totalmente e rapidamente riutilizzabile.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il Flight 15, quindi, rappresenta <strong>un banco di prova determinante per la sostenibilità economica dell'azienda</strong>, il futuro dispiegamento della costellazione Starlink e anche per le future missioni con equipaggio verso la Luna e Marte. <strong>Se i test andranno a buon fine</strong>, la transizione dallo sviluppo all'operatività commerciale compirà <strong>un salto in avanti molto importante</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/starship-di-spacex-verso-la-storia-pochi-giorni-al-15-lancio-che-tentera-la-doppia-cattura-rischiando-molti-danni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Autunno e meteo da brividi: 5 fenomeni naturali che un tempo erano considerati magia ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 07:02:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Non leggende di Halloween ma fatti scientificamente spiegabili. Un tempo, in autunno, gli eventi meteo o naturali più rari suscitavano stupore e paura tanto che si pensava fossero causati da spiriti e divinità. Oggi la natura riesce ancora a destare meraviglia, anche l'origine dei fenomeni è nota</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia-1793295313700.jpg" data-image="ppzpablvmf99" alt="leggende meteo" title="leggende meteo"><figcaption>L'aurora boreale, uno degli spettacoli più belli che offre il cielo, che gli antichi collegavano alle anime dei defunti o alle leggende sulle Valkirie</figcaption></figure><p>Un po’ per il tempo spesso grigio, un po’ per il suo legame con Halloween e la festa dei morti, l'autunno è forse la stagione che più di tutte ha alimentato le superstizioni popolari grazie a fenomeni rimasti per secoli dei veri e propri <strong>misteri</strong>.</p><div class="texto-destacado">La natura, però, non ha bisogno di miti e leggende per essere sorprendente e offre tanti prodigi ormai perfettamente spiegabili, ma che possono ancora rendere unica persino una buia giornata autunnale. <br></div><p>Ecco 5 fenomeni naturali così spettacolari che un tempo venivano considerati <strong>magici</strong>.</p><h2>5. Capelli di ghiaccio</h2><p>Filamenti di ghiaccio tanto sottili da somigliare a capelli sono un raro fenomeno che si verifica nei boschi più <strong>umidi</strong>, quando arrivano i primi freddi e le temperature scendono di <strong>pochi gradi</strong> sotto lo zero. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia-1793295456429.jpg" data-image="vvvkhnddjzd1" alt="autunno capelli di ghiaccio" title="autunno capelli di ghiaccio"><figcaption>I capelli di ghiaccio, filamenti così sottili da somigliare a peli di animali o capelli umani</figcaption></figure><p>Perché questo si verifichi occorre che il fungo <strong>Exidiopsis effusa</strong> cresca sul legno marcio. Il fungo impedisce la cristallizzazione del ghiaccio e permette la formazione di filamenti del diametro di <strong>0,01 mm, </strong>lunghi anche una ventina di centimetri.</p><p>I Capelli di Ghiaccio non sono nulla di spaventoso, ma sono sicuramente <strong>infrequenti</strong>, perciò chi volesse festeggiare il giorno di Ognissanti andandoli a cercare con una passeggiata nei boschi, dovrà armarsi di pazienza. Anche le prime osservazioni risalgono a poco più di un secolo fa. Si devono al meteorologo tedesco Alfred Wegener, mentre il ruolo del fungo è stato dimostrato solo nel <strong>2015</strong>.</p><h2>4. Spettri Rossi</h2><p>Durante un temporale può capitare a volte che si manifesti un <strong>bagliore rosso</strong> intenso al di sopra delle nuvole e dei fulmini. È un evento dalla brevissima durata, perfetto per accentuare le atmosfere di temporale nella notte di Halloween, ma difficile da osservare perché raro.</p><p>Questi strani bagliori rossi sono stati immortalati per la prima volta solo nel 1989, in modo casuale, e tutt’ora sono <strong>poco studiati</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792500" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo.html" title="Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo">Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo.html" title="Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo-1791482074908_320.jpg" alt="Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo"></a></article></aside><p>Degli Spettri Rossi si sa comunque che si formano tra i 60 e i 90 chilometri di altitudine, quando un fulmine molto intenso genera un <strong>campo elettrico</strong> nell'alta atmosfera. Gli elettroni in accelerazione interagiscono con l’azoto presente nell’aria e producono così un intenso lampo di luce rossa.</p><h2>3. Bioluminescenze</h2><p>Alcuni organismi, sia marini che terrestri, grazie ad una reazione chimica sono capaci di produrre luce. Questo avviene a causa dell'ossidazione di una molecola chiamata <strong>luciferina</strong> e di un enzima chiamato <strong>luciferasi</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia-1793295502869.jpg" data-image="yi9u34mfvbh6" alt="bioluminescenza" title="bioluminescenza"><figcaption>Il fenomeno della bioluminescenza su una spiaggia in Danimarca</figcaption></figure><p>In riva al <strong>mare</strong>, quando gli organismi si accumulano sul bagnasciuga di notte, lo spettacolo è davvero incredibile e non stupisce quindi che abbia suscitano negli osservatori al tempo stesso timore, incredulità e meraviglia. In Europa è possibile osservare questo spettacolo in diversi luoghi, dal <strong>Medieterraneo </strong>alla <strong>Danimarca</strong>.</p><p>Allo stesso modo, nei boschi le luminescenze verdastre prodotte da alcuni <strong>funghi </strong>cresciuti sul legno in decomposizione sono state associate alle <strong>fate, alle streghe o agli dei</strong>, a seconda del folklore locale. Per chi ha il coraggio di avventurarsi in un bosco dopo il tramonto, il periodo perfetto per vederli è proprio l'autunno, con le <strong>piogge </strong>e <strong>l'umidità </strong>che fanno germogliare i funghi.</p><h2>2. Fuoco di Sant'Elmo</h2><p>Anche il fenomeno del Fuoco di Sant’Elmo è legato ai temporali, sebbene possa verificarsi anche in altre occasioni, come forti <strong>nevicate </strong>o bufere di <strong>vento</strong>. </p><p>L'intensa luce dai colori <strong>blu e viola</strong> si forma quando un campo elettrico <strong>ionizza </strong>l’aria intorno ad oggetti appuntiti, oggi ali di aeroplani e parafulmini, più anticamente gli alberi delle navi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764764" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questa-e-la-capitale-dei-fulmini-i-fulmini-sono-visibili-fino-a-10-ore-a-notte.html" title="Questa è la capitale dei fulmini: 'i lampi sono visibili fino a 10 ore a notte'">Questa è la capitale dei fulmini: "i lampi sono visibili fino a 10 ore a notte"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questa-e-la-capitale-dei-fulmini-i-fulmini-sono-visibili-fino-a-10-ore-a-notte.html" title="Questa è la capitale dei fulmini: 'i lampi sono visibili fino a 10 ore a notte'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/esta-es-la-capital-de-los-rayos-los-relampagos-son-visibles-hasta-10-horas-por-noche-1776421827272_320.jpeg" alt="Questa è la capitale dei fulmini: 'i lampi sono visibili fino a 10 ore a notte'"></a></article></aside><p>Non a caso questo fenomeno colpiva la fantasia dei <strong>marinai, </strong>che lo attribuivano a <strong>Castore e Polluce</strong> i loro protettori, e più di recente a <strong>Sant’Erasmo</strong>, che ha sostituito le divinità greche nel ruolo di patrono dei naviganti e da cui deriva il nome di Fuoco di Sant'Elmo.</p><p>Secondo la tradizione marinaresca due bagliori insieme erano di buon auspicio, uno solo era invece un cattivo presagio.</p><h2>1.Fulmini globulari</h2><p>Globi di luce così intensi da essere visibili anche di giorno, veloci fino a 30 Km all’ora e dal movimento <strong>caotico</strong>, i fulmini globulari spariscono lasciandosi dietro talvolta un odore di <strong>zolfo</strong>, hanno quindi proprio tutto ciò che serve per apparire soprannaturali e non proprio benevoli.</p><p>Nel 1638 uno di questi globi di luce danneggiò una chiesa e venne interpretato come una presenza maligna e un fenomeno simile si è manifestato anche a Milano nel 1841.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776755" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-gigantesca-gabbia-di-faraday-la-fisica-protegge-i-visitatori-della-torre-eiffel-quando-viene-colpita-da-un-fulmini.html" title="Una gigantesca gabbia di Faraday: la fisica protegge i visitatori della Torre Eiffel quando viene colpita da un fulmine">Una gigantesca gabbia di Faraday: la fisica protegge i visitatori della Torre Eiffel quando viene colpita da un fulmine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-gigantesca-gabbia-di-faraday-la-fisica-protegge-i-visitatori-della-torre-eiffel-quando-viene-colpita-da-un-fulmini.html" title="Una gigantesca gabbia di Faraday: la fisica protegge i visitatori della Torre Eiffel quando viene colpita da un fulmine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-gran-jaula-de-faraday-el-mecanismo-que-proteje-a-los-visitantes-de-la-torre-eiffel-cuando-un-rayo-la-impacta-1782782651502_320.png" alt="Una gigantesca gabbia di Faraday: la fisica protegge i visitatori della Torre Eiffel quando viene colpita da un fulmine"></a></article></aside><p>Naturalmente, anche questo è un evento legato ai temporali, normale nonostante sia raro, e con la particolarità di verificarsi a quote molto <strong>basse</strong>. Per questi fulmini così peculiari, però, non esiste ancora una spiegazione scientifica universalmente accettata. </p><p>Tra le teorie più accreditate c’è quella secondo cui i fulmini globulari si formerebbero quando la scarica elettrica colpisce terra e vaporizza alcuni materiali, in particolare il <strong>silicio</strong>, producendo una luminescenza di qualche secondo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Studio su Nature: due terzi dei 50.000 decessi legati al caldo di quest'estate in Europa colpa dei cambiamenti climatici]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-studio-pubblicato-su-nature-i-cambiamenti-climatici-sono-stati-la-causa-dei-due-terzi-dei-50-000-decessi-legati-al.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nell'estate del 2026, in Europa si è registrato un numero record di decessi legati alle alte temperature. Uno studio pubblicato su Nature stima che i cambiamenti climatici causati dall'uomo siano stati responsabili di quasi due terzi di tali decessi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-verano-mas-mortifero-de-europa-50-000-muertes-por-calor-en-2026-dos-tercios-por-el-cambio-climatico-1792969971061.png" data-image="wb8ompsmzd44"><figcaption>Il bilancio delle vittime supera di gran lunga i record registrati in altre due estati particolarmente estreme: il 2022 e il 2003.</figcaption></figure><p>L’estate del 2026 in Europa non è stata segnata soltanto dalle ripetute ondate di calore, dalla siccità dei grandi fiumi e dagli incendi boschivi. Sarebbe stata anche <strong>la più mortale a causa delle alte temperature almeno degli ultimi 26 anni</strong>. Una ricerca condotta da scienziati dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine stima che il caldo sia stato associato a <strong>50.391 decessi nelle principali città europee</strong> durante giugno, luglio e agosto. </p><p>La cifra supera ampiamente le stime relative ad altre due estati particolarmente estreme: nel 2022 furono stimati 29.480 decessi, mentre nel 2003 furono 28.462. Rispetto al 2025, quando furono calcolati 24.572 decessi, <strong>il bilancio di quest’anno è praticamente raddoppiato.</strong></p><p>I risultati fanno parte di<strong> due studi pubblicati</strong> sulla rivista scientifica <em>Nature Health</em>, uno dei quali già disponibile e l’altro previsto per la settimana successiva alla diffusione della ricerca originale.</p><h2><strong>Il caldo estremo e una mortalità che spesso passa inosservata</strong></h2><p>Per quantificare l’impatto, i ricercatori hanno analizzato i dati di temperatura e mortalità di <strong>854 grandi aree urbane di 30 Paesi</strong>: i 27 membri dell’Unione europea, oltre a Regno Unito, Norvegia e Svizzera. Complessivamente, queste città ospitano circa <strong>173 milioni di abitanti, quasi il 40% della popolazione dei Paesi considerati</strong>.</p><p>Le stime sono state ottenute combinando le temperature registrate durante l’estate con i dati storici sulla mortalità associata al caldo nelle stesse località. I risultati, quindi, non rappresentano un conteggio diretto dei certificati di morte che identificano le alte temperature come causa immediata del decesso, ma un <strong>calcolo statistico dell’impatto sanitario del caldo estremo.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-verano-mas-mortifero-de-europa-50-000-muertes-por-calor-en-2026-dos-tercios-por-el-cambio-climatico-1792969527599.png" data-image="hyjf0nw8bdur"><figcaption>I ricercatori avvertono che ridurre rapidamente le emissioni di gas serra sarà fondamentale per limitare il riscaldamento.</figcaption></figure><p>Questa distinzione è fondamentale. Le alte temperature possono aggravare malattie cardiovascolari, respiratorie e altre patologie preesistenti, fino a provocare complicazioni fatali.<strong> In molti di questi casi, il caldo non viene indicato esplicitamente come causa di morte</strong>.</p><p>Malcolm Mistry, uno degli autori dello studio, avverte che la reale portata di questa mortalità non viene misurata direttamente e che la mancanza di registrazioni omogenee <strong>rende difficili i confronti internazionali</strong>. Per questo il caldo viene considerato un “assassino silenzioso”.</p><div class="texto-destacado">I livelli più elevati di riscaldamento di origine antropica si riscontrano nel nord Italia, nella Spagna centrale, nel sud della Francia e in alcune zone dell'Europa orientale, con incrementi superiori a 2,5 °C attribuibili alle attività umane.</div><p>In <strong>Spagna</strong>, dove sono stati studiati 90 grandi centri abitati con circa 20 milioni di residenti, gli scienziati <strong>hanno stimato 6.824 decessi associati al caldo durante l’estate</strong>. Il risultato supera gli oltre 5.100 decessi stimati per lo stesso periodo dal sistema MoMo, dell’Instituto de Salud Carlos III e del ministero della Sanità, per l’intero Paese.</p><h2><strong>Il cambiamento climatico avrebbe causato il 65% dei decessi</strong></h2><p>Uno dei risultati più rilevanti della ricerca è la stima del ruolo del riscaldamento globale in questo bilancio. Secondo Garyfallos Konstantinoudis, membro del gruppo di ricerca, <strong>circa 32.000 decessi, il 65% del totale stimato, possono essere attribuiti al cambiamento climatico indotto dalle attività umane</strong>.</p><p>Lo studio sottolinea inoltre che, <strong>all’inizio del secolo, la quota dei decessi legati </strong>al caldo attribuibili al riscaldamento provocato dall’uomo<strong> si aggirava attorno al 40%</strong>. L’aumento riflette il modo in cui l’influenza del cambiamento climatico modifica i rischi sanitari associati alle temperature estreme.</p><div class="texto-destacado">Le anomalie termiche registrate durante l’estate aiutano a comprendere la portata del fenomeno. <strong>Nelle città analizzate, la temperatura media stagionale è stata di circa 2,4 °C superiore a quella del periodo di riferimento 1991-2020.</strong> In alcune giornate, la differenza ha raggiunto i 7,3 °C e, in determinati Paesi dell’Europa occidentale e orientale, le anomalie giornaliere hanno toccato i 12 °C.</div><p>Inoltre, <strong>quasi un terzo dei decessi stimati si è concentrato durante l’ondata di calore compresa tra il 17 giugno e il 1° luglio</strong>, quando le temperature sono state, in media, di 5,3 °C superiori ai valori storici recenti.</p><h2><strong>Gli anziani sono i più vulnerabili, ma non gli unici</strong></h2><p><strong>Gli anziani sono stati il gruppo più colpito.</strong> Secondo i calcoli dei ricercatori, tra le persone di almeno 85 anni si sono registrati circa 22.502 decessi, approssimativamente la metà del totale stimato.</p><p>Tuttavia, l’impatto del caldo non si è limitato alle fasce d’età più avanzate. <strong>Il gruppo ha stimato anche oltre 800 decessi tra le persone dai 20 ai 44 anni</strong>, un segnale del fatto che l’esposizione a temperature estreme può avere conseguenze gravi in diverse fasce della popolazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787838" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'">Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: "è stata la più calda"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia-1788958531495_320.jpg" alt="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"></a></article></aside><p><strong>La situazione ha messo sotto pressione anche i sistemi sanitari</strong>. Nel Regno Unito, il medico Andrew Hartle ha descritto una domanda di assistenza ospedaliera paragonabile a quella di una stagione invernale caratterizzata da un’intensa circolazione di virus, nonostante l’estate sia solitamente un periodo relativamente tranquillo per i servizi sanitari.</p><p>Di fronte a questo scenario, i ricercatori avvertono che<strong> ridurre rapidamente le emissioni di gas serra e abbandonare progressivamente i combustibili fossili sarà</strong> <strong>fondamentale per limitare il riscaldamento</strong>. Senza una riduzione duratura delle emissioni, sostengono, l’impatto sanitario delle ondate di calore continuerà ad aumentare e richiederà sempre più risorse ai sistemi di sanità pubblica.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Barnes%2C%20Clair%3B%20et%20al" data-year="2026" data-title="Heat-related%20urban%20mortality%20attributable%20to%20human-induced%20climate%20change%20in%20Europe%20from%202000%20to%202025" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs44360-026-00209-8">Barnes, Clair; et al. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s44360-026-00209-8" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Mortalità urbana legata al caldo attribuibile al cambiamento climatico indotto dall’uomo in Europa dal 2000 al 2025</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-studio-pubblicato-su-nature-i-cambiamenti-climatici-sono-stati-la-causa-dei-due-terzi-dei-50-000-decessi-legati-al.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Halloween tutto l'anno: 5 città europee dove andare, tra atmosfere misteriose e storie di fantasmi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 18:10:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Atmosfere crepuscolari, castelli che sembrano usciti da un romanzo gotico e leggende misteriose: Edimburgo è forse la prima città che viene in mente per una fuga a tema Halloween, ma non è l'unica meta europea per gli amanti del mistero. Ecco 5 città alternative dove andare alla ricerca di leggende tutto l'anno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291271922.jpg" data-image="t36bc0mq9ll3" alt="Un amanecer otoñal sobre la ciudad de Praga, en la República Checa" title="Un amanecer otoñal sobre la ciudad de Praga, en la República Checa"><figcaption>Un amanecer otoñal sobre la ciudad de Praga, en la República Checa.</figcaption></figure><p>Con l'avvicinarsi di Halloween, castelli, misteri ed enigmi catturano l'attenzione anche di chi solitamente non è attratto dal soprannaturale; ma non è necessario aspettare la notte di Ognissanti per esplorare queste storie e questi segreti in prima persona. </p><div class="texto-destacado">In tutta Europa, magnifiche città vantano dimore storiche e leggende arcane che affascinano i visitatori durante tutto l'anno. </div><p>L'autunno, con i suoi cieli grigi e la luce soffusa e diffusa, è la stagione perfetta per scoprirle, poiché la nebbia e le tonalità cupe rendono questi luoghi ancora più suggestivi.</p><p>Sebbene <strong>Edimburgo</strong> sia la meta più popolare per questo tipo di viaggio, non è certo l'unica. Dai monumenti più famosi ai tesori nascosti ancora incontaminati dal turismo di massa, ecco cinque città dove è possibile vivere l'atmosfera di Halloween tutto l'anno. </p><h2>5. Praga </h2><p>Eventi a tema, <strong>tradizioni popolari e sfilate in maschera rendono Praga una città ideale per celebrare Halloween</strong>; tuttavia, una volta terminati i festeggiamenti, la città diventa ancora più affascinante. Praga, una delle capitali più belle d'Europa, si anima con migliaia di turisti durante l'estate, ma in autunno assume un'atmosfera davvero magica.</p><p>I suoi antichi vicoli sono un tesoro di storie di streghe, alchimisti, <strong>fantasmi e crimini, il tutto all'ombra della Fortezza di Vyšehrad,</strong> che domina il fiume Moldava e la città che si estende ai suoi piedi. </p><p><strong>Con il suo monumentale cimitero e una posizione che la rende meno affollata rispetto al complesso principale del Castello di Praga</strong>, questa fortezza offre un'atmosfera più intima, che diventa ancora più incantevole con la presenza della nebbia autunnale. </p><h2>4. York</h2><p>York, una piccola e meravigliosa città medievale in Inghilterra, è un'altra meta particolarmente apprezzata dagli amanti del brivido. <strong>Non a caso questa città è considerata la più infestata d'Europa</strong>; infatti, è conosciuta come la "città dei mille fantasmi". </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291363399.jpg" data-image="p5c0cvnpl8z9" alt="Un vicolo nel centro storico medievale di York." title="Un vicolo nel centro storico medievale di York."><figcaption>Un vicolo nel centro storico medievale di York.</figcaption></figure><p>Una passeggiata serale tra le tortuose vie del centro storico è sufficiente per assaporare il fascino di questi luoghi. <strong>Tra antiche case a graticcio che sembrano sul punto di crollare da un momento all'altro ed eleganti residenze vittoriane</strong>, si ergono le guglie di una delle più belle cattedrali gotiche del mondo, così alte da sembrare sfidare le nuvole.</p><p><strong>Ogni angolo contribuisce a rendere questa città la cartolina perfetta per Halloween, </strong>e in effetti, per qualsiasi periodo dell'anno. </p><h2>3. Český Krumlov </h2><p>Oltre Praga, la Repubblica Ceca ospita un'altra meta imperdibile per chi è alla ricerca di enigmi e leggende oscure: <strong>Český Krumlov</strong>, sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO che sembra uscito direttamente da una fiaba misteriosa. </p><p>Circondata da antiche mura e dalla Foresta Boema, <strong>questa città fu un tempo un vero centro di alchimia, grazie a Guglielmo di Rosenberg</strong>, un sovrano appassionato di questa disciplina che, nel XVI secolo, promosse la creazione di laboratori dedicati alle arti occulte.</p><p>Nelle vie del quartiere di Latrán si possono ancora trovare simboli esoterici incisi sui muri:<strong> vestigia di un'epoca in cui gli alchimisti cercavano qui la Pietra Filosofale.</strong></p><p>Inoltre, si dice che il castello che domina il fiume a Český Krumlov sia infestato da uno dei fantasmi più famosi della città: la "Dama Bianca", <strong>una nobildonna che ebbe una fine tragica e apparteneva alla famiglia Rosenberg, che governò la città per lungo tempo.</strong></p><h2>2. Sintra </h2><p>Con le sue facciate colorate e l'architettura eclettica, il Castello di Sintra sembra uscito direttamente da una fiaba. Questa splendida città portoghese, incastonata nella "Montagna della Luna", <strong>è la cornice perfetta per una fuga a tema Halloween.</strong></p><p>Oltre al castello, passaggi segreti, pozzi e giardini misteriosi rendono Sintra un luogo incredibilmente suggestivo, soprattutto in autunno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291411770.jpg" data-image="b3hqxp3ejo5r" alt="Il pozzo dell'iniziazione nel giardino di Quinta da Regaleira, a Sintra." title="Il pozzo dell'iniziazione nel giardino di Quinta da Regaleira, a Sintra."><figcaption>Il pozzo dell'iniziazione nel giardino di Quinta da Regaleira, a Sintra.</figcaption></figure><p>Sebbene non vi siano storie di fantasmi particolarmente famose, qui si trova Quinta da Regaleira, un'antica tenuta i cui giardini ospitano tunnel, labirinti e il celebre Pozzo dell'Iniziazione: <strong>una profonda cavità a spirale scavata nel terreno che conduce a una rete di passaggi sotterranei.</strong></p><p>Ciò che rafforza davvero l'immagine di Sintra come città infestata sono le sue fortezze, i palazzi in stile romantico e le torri.</p><h2> 1. Transilvania<br></h2><ol></ol><ol></ol><p>Che sia ad Halloween, a metà agosto o in qualsiasi altro periodo, la Romania è una destinazione essenziale per incontrare da vicino una delle figure più famose del mondo dell'occulto: <strong>il Conte Dracula.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791376" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/una-delle-piu-grandi-chiese-a-cupola-d-europa-il-prodigio-architettonico-della-foresta-nera.html" title="Una delle più grandi chiese a cupola d'Europa: il prodigio architettonico della Foresta Nera">Una delle più grandi chiese a cupola d'Europa: il prodigio architettonico della Foresta Nera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/una-delle-piu-grandi-chiese-a-cupola-d-europa-il-prodigio-architettonico-della-foresta-nera.html" title="Una delle più grandi chiese a cupola d'Europa: il prodigio architettonico della Foresta Nera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/eine-der-gro-ten-kuppelkirchen-europas-das-architekturwunder-im-schwarzwald-1790582795320_320.jpeg" alt="Una delle più grandi chiese a cupola d'Europa: il prodigio architettonico della Foresta Nera"></a></article></aside><p>La Transilvania è indissolubilmente legata a questo personaggio letterario, ispirato, appunto, da un conte reale: <strong>Vlad Țepeș</strong>. Potrebbe sorprendere qualcuno che la Transilvania sia un bel posto da visitare durante la primavera e l'estate, <strong>quando il paesaggio è lussureggiante, verde e in pieno splendore. In autunno, invece, la regione diventa davvero straordinaria.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291456861.jpg" data-image="99lgmy23c3eu" alt="Un paisaje otoñal en los montes Cárpatos, en Rumanía." title="Un paisaje otoñal en los montes Cárpatos, en Rumanía."><figcaption>Un paisaje otoñal en los montes Cárpatos, en Rumanía.</figcaption></figure><p>Secondo gli itinerari turistici, il "Castello di Dracula" è il Castello di Bran; tuttavia, non ha alcun legame storico reale con Vlad Țepeș, che nacque in realtà nella splendida città medievale di Sighișoara, dove la sua casa si erge ancora oggi. Immersi tra le cime dei Carpazi, <strong>che assumono un'atmosfera ancora più affascinante e misteriosa sotto le nebbie autunnali,</strong> si trovano le rovine della Fortezza di Poenari, considerata il vero castello di Dracula.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="736676" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-di-halloween-tanti-gli-eventi-a-tema-ma-non-solo.html" title="Cosa fare a Roma nel weekend di Halloween? Tanti gli eventi a tema, ma non solo ">Cosa fare a Roma nel weekend di Halloween? Tanti gli eventi a tema, ma non solo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-di-halloween-tanti-gli-eventi-a-tema-ma-non-solo.html" title="Cosa fare a Roma nel weekend di Halloween? Tanti gli eventi a tema, ma non solo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-di-halloween-tanti-gli-eventi-a-tema-ma-non-solo-1761734729361_320.jpg" alt="Cosa fare a Roma nel weekend di Halloween? Tanti gli eventi a tema, ma non solo "></a></article></aside><p>Nella stessa regione si trova il Passo di Borgo, immortalato dal romanzo di Bram Stoker, in cui l'autore ambienta il terrificante viaggio del protagonista, <strong>Jonathan Harker,</strong> verso il castello del Conte Dracula.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 16:44:37 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco come la fase instabile del vortice polare influenzerà il tempo sull'Italia a inizio novembre, con un cambiamento radicale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsav8i"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsav8i.jpg" id="xbsav8i"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Si sta per aprire un periodo particolarmente dinamico che metterà fine al dominio anticiclonico degli ultimi giorni. Proprio intorno al 5 novembre il vortice polare stratosferico, la grande struttura di aria fredda e venti occidentali che ruota <strong>a circa 30 chilometri di altezza sopra il Polo Nord,</strong> andrà progressivamente a indebolirsi. </p><p>I modelli, a partire dalle proiezioni <strong>ECMWF,</strong> convergono su un forte indebolimento, con possibile deformazione a due lobi o addirittura un’inversione dei venti zonali. Un evento che, se confermato, <strong>rappresenterebbe uno dei più precoci mai osservati, anticipando di settimane i precedenti storici collocati a fine novembre.</strong></p><h2><strong>Quali implicazioni avrà per l’Italia?</strong></h2><p>Questo disturbo non si traduce automaticamente in gelo immediato sull’Italia, perché gli effetti sulla troposfera (lo strato in cui viviamo) arrivano con un certo ritardo e dipendono da come l’anomalia si propaga verso il basso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376234778.jpg" data-image="foynhcmgl9tc" alt="Piogge." title="Piogge."><figcaption>Una fase piovosa sta per aprirsi sull'Italia.</figcaption></figure><p>Ciò che appare già chiaro è l’apertura di un periodo più dinamico e turbolento. L’indebolimento del vortice polare favorisce una circolazione atmosferica meno zonale e più ondulata, con la <strong>corrente a getto</strong> che tende a meandrizzare, aprendo la strada a frequenti saccature atlantiche o continentali pronte a scendere verso il Mediterraneo.</p><p><strong>Per l’Italia questo scenario significa il passaggio di diverse perturbazioni in successione.</strong> Le saccature, una volta arrivate sul bacino mediterraneo ancora relativamente caldo, generano maltempo diffuso, caratterizzato da piogge anche intense, temporali e un generale aumento dell’instabilità. </p><h2><strong>Quali saranno le aree più esposte?</strong></h2><p>Le regioni tirreniche potranno vedere i primi episodi più organizzati, mentre il Centro-Sud e le aree adriatiche potranno essere coinvolte in fasi successive, a seconda della traiettoria esatta delle depressioni. </p><p>Il Nord inizialmente sembra essere messo più a margini, ma anche qui, con le saccature che avranno affondi più occidentali, il maltempo tornerà a colpire, soprattutto la Liguria e le regioni di Nord-Ovest.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376293058.jpg" data-image="03376vr2u24q" alt="Ciclogenesi." title="Ciclogenesi."><figcaption>Il Mediterraneo sarà spesso sede di ciclogenesi.</figcaption></figure><p><strong>Un elemento particolarmente interessante riguarda le temperature.</strong> Con aria più fresca o moderatamente fredda in discesa, la quota neve potrà abbassarsi sensibilmente. </p><p>Non è escluso che, in occasione dei passaggi perturbati più organizzati, <strong>si osservino le prime nevicate a bassa quota sulle Alpi e, in condizioni favorevoli, anche su parte degli Appennini.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795792" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html" title="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire">Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html" title="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire-1793296294384_320.png" alt="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire"></a></article></aside><p>Si tratterebbe di fenomeni ancora tipicamente autunnali, ma già capaci di dipingere di bianco i versanti montuosi a quote inferiori rispetto a quelle usuali di inizio novembre.</p><h2><strong>Verso un autunno più dinamico</strong></h2><p>Il quadro generale che emerge è quindi quello di un autunno in transizione verso un regime più movimentato. L’alta pressione, quando presente, avrà vita più difficile e sarà interrotta con maggiore frequenza dal passaggio delle perturbazioni atlantiche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376361512.jpg" data-image="6pi0vkrrj1v0" alt="Aria fredda." title="Aria fredda."><figcaption>Un elemento particolarmente interessante riguarda le temperature. Con aria più fresca o moderatamente fredda in discesa, la quota neve potrà abbassarsi sensibilmente</figcaption></figure><p>Questo rende più concreto il rischio di fasi di maltempo ripetute, <strong>con precipitazioni, possibili temporali e i primi assaggi di neve a quote relativamente basse.</strong></p><p>Nei prossimi giorni sarà fondamentale seguire l’evoluzione del disturbo stratosferico e le sue ripercussioni sulla circolazione troposferica europea. Per ora, però, il messaggio è chiaro. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795922" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza">Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793365571183_320.png" alt="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"></a></article></aside><p>La prima decade del mese di novembre sarà caratterizzata da condizioni atmosferiche più dinamiche e turbolente, con il Mediterraneo destinato a diventare terreno fertile per lo sviluppo di nuove perturbazioni, <strong>capaci di portare piogge, temporali e le prime nevicate a bassa quota sull’Italia.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Confermato dall'OMM: i livelli di gas serra nell'atmosfera hanno raggiunto un livello record]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/confermato-dall-omm-i-livelli-di-gas-serra-nell-atmosfera-hanno-raggiunto-un-livello-record.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 14:45:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Con un potenziale di riscaldamento 270 volte superiore a quello dell'anidride carbonica, il protossido di azoto ha registrato un costante aumento, esercitando nuove pressioni sull'equilibrio termico del pianeta.</p><figure id="first-image"> <img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-de-gases-do-efeito-estufa-na-atmosfera-atinge-marca-historica-1793136563338.jpg" data-image="hrsmf86dwacb" alt="Mentre i sostituti chimici stanno guadagnando terreno nell'industria, la presenza di esafluoruro di zolfo, che ha una durata di 1.900 anni, sta triplicando in atmosfera. Foto: Magnific" title="Mentre i sostituti chimici stanno guadagnando terreno nell'industria, la presenza di esafluoruro di zolfo, che ha una durata di 1.900 anni, sta triplicando in atmosfera. Foto: Magnific"><figcaption>Mentre i sostituti chimici stanno guadagnando terreno nell'industria, la presenza di esafluoruro di zolfo, che ha una durata di 1.900 anni, sta triplicando in atmosfera. Foto: Magnific</figcaption></figure><p>La concentrazione dei principali gas serra nell’atmosfera ha raggiunto livelli senza precedenti nel 2025. Uno studio pubblicato dall’<strong>Organizzazione meteorologica mondiale</strong> ha indicato che<strong> la concentrazione di anidride carbonica </strong><strong>ha superato del 53% i valori registrati</strong> nel periodo precedente all’era industriale.</p><p>Anche il metano e il protossido di azoto hanno mostrato incrementi significativi, <strong>raggiungendo livelli superiori rispettivamente del 167% e del 26% a quelli osservati prima del 1750.</strong> Sebbene l’assorbimento da parte dei pozzi naturali abbia rallentato il tasso di crescita annuale, la quantità di calore trattenuta sul pianeta continua ad aumentare. </p><h2> Dinamica e diffusione dell’anidride carbonica sul pianeta</h2><p>In termini pratici, <strong>la concentrazione di anidride carbonica ha raggiunto le 426,8 parti per milione nel 2025.</strong> Questo valore corrisponde a circa 426 molecole di questa sostanza per ogni milione di molecole presenti nell’aria a livello globale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-de-gases-do-efeito-estufa-na-atmosfera-atinge-marca-historica-1793133796260.jpg" data-image="oelzd8lwwaok" alt="La concentrazione atmosferica di anidride carbonica ha superato del 53% i livelli preindustriali, raggiungendo le 426,8 parti per milione a livello mondiale. Immagine illustrativa" title="La concentrazione atmosferica di anidride carbonica ha superato del 53% i livelli preindustriali, raggiungendo le 426,8 parti per milione a livello mondiale. Immagine illustrativa"><figcaption>La concentrazione atmosferica di anidride carbonica ha superato del 53% i livelli preindustriali, raggiungendo le 426,8 parti per milione a livello mondiale. Immagine illustrativa</figcaption></figure><p><strong>È stato registrato un incremento di 2,8 parti per milione rispetto al dato consolidato del 2024.</strong> Il risultato ha superato la media annuale dell’ultimo decennio, pari a 2,62 parti per milione, pur rimanendo leggermente inferiore all’aumento di 3,6 osservato nel periodo precedente.</p><div class="texto-destacado"> Tra il 2015 e il 2024, metà delle emissioni antropiche è rimasta direttamente nell’atmosfera. La parte restante si è distribuita in modo diseguale: gli oceani ne hanno assorbito il 29%, mentre i sistemi terrestri hanno catturato il restante 21% attraverso processi biologici e geologici.<br> </div><p>L’anidride carbonica rappresenta il 66% del riscaldamento totale generato da tutti i gas atmosferici. Inoltre, la continua combustione di combustibili fossili <strong>ha reso questo gas responsabile dell’83% dell’aumento della</strong> radiazione trattenuta negli ultimi dieci anni.</p><h2> L’andamento del metano, del protossido di azoto e dei gas industriali</h2><p> Il metano, responsabile del 16% del forzante radiativo atmosferico, <strong>ha registrato una concentrazione media di 1948 parti per miliardo, con un aumento di 6 unità rispetto al 2024.</strong> Questo incremento è stato inferiore alla media decennale di 10,2 unità all’anno, di cui due terzi generati dall’agricoltura e dai rifiuti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790131" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli">Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli-1790172973662_320.jpeg" alt="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"></a></article></aside><p> <strong>Il protossido di azoto ha raggiunto le 339,1 parti per miliardo, con un aumento di 1,1 unità rispetto al periodo precedente</strong>. Un terzo proviene dai fertilizzanti e questo gas rappresenta il 6% del calore trattenuto, mentre la sua capacità di riscaldare il pianeta è circa 270 volte superiore a quella dell’anidride carbonica. </p><div class="texto-destacado"> D’altra parte, mentre l’impiego dei clorofluorocarburi tradizionali è diminuito, i loro sostituti, come gli idrofluorocarburi, hanno continuato a diffondersi costantemente. Nel settore industriale, i gas alogenati rappresentano il 12% della radiazione termica e suscitano preoccupazioni sul piano tecnico.<br> </div><p><strong>La presenza nell’atmosfera</strong><strong> di esafluoruro di zolfo è triplicata dalla metà degli anni Novanta </strong>e si stima che la sua permanenza superi i 1900 anni. Inoltre, le perdite e le fughe di idrogeno hanno un effetto indiretto, perché riducono i radicali ossidrile, essenziali per l’eliminazione del metano.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Victor%20Abdala" data-year="2026" data-title="Concentra%C3%A7%C3%A3o%20de%20gases%20do%20efeito%20estufa%20atingem%20n%C3%ADveis%20recordes" data-url="https%3A%2F%2Fagenciabrasil.ebc.com.br%2Fmeio-ambiente%2Fnoticia%2F2026-10%2Fconcentracao-de-gases-do-efeito-estufa-atingem-niveis-recordes">Victor Abdala. (2026). <a href="https://agenciabrasil.ebc.com.br/meio-ambiente/noticia/2026-10/concentracao-de-gases-do-efeito-estufa-atingem-niveis-recordes" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La concentrazione dei gas serra raggiunge livelli record</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/confermato-dall-omm-i-livelli-di-gas-serra-nell-atmosfera-hanno-raggiunto-un-livello-record.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 13:09:15 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Inizio novembre freddo, colpa del Burian e del Ponte di Voejkov? Analizziamo con un approfondimento il significato di questi neologismi. Ecco dove soffia veramente il Buran (termine più corretto). </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs9d0m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs9d0m.jpg" id="xbs9d0m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In questi giorni di fine ottobre inizio novembre <strong>si fa un gran parlare della figura barica del Ponte di Voejkov</strong> nonché dell’irruzione fredda con il presunto <strong>Burian che irrompe in Italia.</strong></p><p>Sono termini che compaiono quasi a ogni avvezione fredda invernale, fanno colpo, attraggono l’attenzione ma<strong> spesso sono scomodati a sproposito.</strong> Il termine Burian poi, come vedremo, è sbagliato (il vento siberiano si chiama buran) inappropriato per l’Italia. </p><p>Vediamo di spiegare dunque cosa sono, come sono nati questi termini e che cosa rappresentano veramente.</p><h2>Cos’è il Ponte di Voejkov </h2><p>Il termine <strong>Ponte di Voejkov si è diffuso nei forum di meteorologia</strong> nei primi anni del XX secolo. Con questo neologismo<strong> si intende la formazione di una grande fascia anticiclonica</strong> nata dall’unione dell’alta pressione atlantica con l’anticiclone russo-siberiano. L’asse, il termine più appropriato sarebbe comunque<strong> “asse di Voejkov”, si distende in latitudine, in zone settentrionali,</strong> così nel suo fianco meridionale scorre aria fredda di origine continentale artica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793363740929.jpg" data-image="7r6dcgc6g354"><figcaption>Allargando le nostre mappe, si nota che l'anciclone responsabile del freddo non è realmente unito a quello siberiano. Imprecisioni che approfondiamo a parte dunque non sarebbe una situazione di asse di Vojekov e di Buran.</figcaption></figure><p>Prende il <strong>nome dal climatologo e geografo russo Aleksandr Voejkov </strong>(1842-1916). <strong>Voejkov non usava però ponte o asse,</strong> ma identificò con questo <strong>nome il promontorio del massimo esteso sulla Siberia</strong> in inverno, lungo il 50° parallelo. La struttura attraversa gli Urali fino a Ucraina e Moldavia, per indebolirsi verso la Francia meridionale, forma poi una sella con l’anticiclone delle Azzorre.<br><strong>Quasi mai citato nella letteratura scientifica moderna, </strong>comparire in poche pubblicazioni, fra cui una Matishov del 2014.</p><h2>La situazione attuale: è un ponte di Voejkov?</h2><p>Intanto, <strong>più correttamente non si dovrebbe parlare di “ponte” ma di “asse”</strong> o <strong>meglio ancora di “cresta”</strong>. Voejkov infatti studiò quest’ultima. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="28742" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/ondata-di-freddo-neve-del-febbraio-2012.html" title="L'ondata di freddo e neve del febbraio 2012">L'ondata di freddo e neve del febbraio 2012</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/ondata-di-freddo-neve-del-febbraio-2012.html" title="L'ondata di freddo e neve del febbraio 2012"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ondata-di-freddo-neve-del-febbraio-2012-28742-1_320.jpg" alt="L'ondata di freddo e neve del febbraio 2012"></a></article></aside><p>Venendo all’irruzione in corso, <strong>i primi giorni di novembre saranno caratterizzati da un robusto anticiclone </strong>con massimo principale di 1040 hPa <strong>sulla Scozia, unito in una sella a un altro anticiclone presente sulla Russia </strong>europea settentrionale. In seguito il massimo si porterà più a nord, con asse rivolto verso il Mar Nero. In quota aria fredda alimenta un vortice retrogrado. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793363841528.jpg" data-image="p4pxtpe1a831"><figcaption>Nei primi di novembre l'aria fredda affluisce per un anticiclone sulla Scozia, vicino ma non ancora posizionato a blocco Scandinavo. La neve, si nota, riguarda solo alcune zone alpine e Appenniniche, non le basse quote e men che meno la pianura padana.</figcaption></figure><p>La figura barica in atto dunque, <strong>in ogni caso, non corrisponde a quella del presunto asse o ponte</strong> di Voejkov, a volte indicato anche come Weikoff.</p><h2>E il burian?</h2><p>Sempre in questi giorni è rispuntato il termine burian. </p><div class="texto-destacado">In meteorologia con Buran (non burian!) si intende un vento orientale o nordorientale gelido tipico delle steppe fra Russia meridionale, Kazakistan, Siberia. Porta gran gelo e talora tempeste di neve con vento e scaccianeve.</div><p>In Italia è stato associato per la prima volta ad ondate di gelo in occasione di una storica irruzione di fine dicembre 1996. Poi, si è diffuso con l’avvento sempre di forum e gruppi social fra gli appassionati, <strong>usato per identificare grandi irruzioni fredde, anche in presenza dell’asse di Voejkov.</strong> </p><p>In realtà è un uso improprio, in quanto <strong>buran è un nome locale del vento gelido da E-NE</strong>. Un po’ come se ci fosse sudest in Russia, venisse chiamato scirocco o il nordovest maestrale.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Un po’ come se ci fosse sudest in Russia, venisse chiamato scirocco o il nordovest maestrale.<br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L’American Meteorological Society infatti nel suo glossario definisce <strong>Buran “Un forte vento da nord-est che soffia in Russia e in Asia centrale". </strong>Interessante che quando solleva neve viene chiamato "buran bianco" o, nella tundra, "purga". </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793365313400.jpg" data-image="zffvj4avjjtq"><figcaption>Le anomalie termiche in quota previste il 2 novembre 2026 in Europa.</figcaption></figure><p><strong>In Alaska il vento gelido da NE è noto come "burga",</strong> in USA e Canada Blizzard, nella east coas USA Nor’estarn. <strong>In Francia e Svizzera è detto Bise, i</strong>n Spagna levante, in Germania Ostwind o Ostwetterlage e in UK Beast from the East. Per l’Italia dunque anche quando il vento orientale è più corretto parlare di <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-bora-origine-del-vento-piu-violento-del-mediterraneo.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">bora</a> o grecale.</p><h2>Quindi, inizio novembre di gelo e neve?</h2><p>In questi giorni in effetti<strong> l’Italia sarà investita da venti freddi di bora e grecale</strong>, con raffiche a Trieste stimate anche a 80-90 km/h. Le isoterme scendono di valore, ma <strong>a fatica si arriva ad avere la linea di 0°C a 850 hPa prossima alle Alpi. </strong>Le temperature al suolo scenderanno in misura minore, <strong>senza importanti gelate in pianura.</strong> Solo nelle valli alpine si avrà gelo. <strong>Freddo si, vento anche ma non certo tali da scomodare un vento siberiano</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795896" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia">Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359679067_320.jpg" alt="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"></a></article></aside><p> Quanto alle precipitazioni, p<strong>iogge anche abbondanti sono confermate al centro sud versante Adriatico</strong> a seguito della <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">segnalata ciclogenesi</a>. Temporali anche in altre zone del sud, variabilità al centro, precipitazioni in genere deboli al nord.</p><p>E la neve? <strong>Nessuna nevicata interesserà la pianura padana, nemmeno la collina </strong>a basse quote vedrà la neve. Solo <strong>modeste imbiancate sono previste sulle Alpi, </strong>specie in quelle marittime piemontesi esposte all’est, oltre 800-1000 m, localmente 600 m. </p><p><strong>Prime nevicate sono previste nell’Appennino Emiliano </strong>oltre 1000-1200 m, mentre <strong>in quello centrale si avranno anche 5-10 cm di neve nelle zone sopra ai 1200-1300 m </strong>di Abruzzo e Molise.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong> </div><p>Allargando lo sguardo ,<strong> freddo ma sotto anticiclone e quindi senza neve l’Europa centrale, </strong>mentre le nevicate potranno interessare a bassa quota l’Austria e in parte la Slovenia, oltre alla zona balcanica. Più freddo anche in Francia, ma con scarsi fenomeni e senza nevicate a bassa quota. </p><p>Insomma, l<strong>’autunno avanza e l’inverno inizia a bussare alle porte, ma Voejkov e Buran (non burian) restano a casa loro, </strong>in Russia.</p><h3><em>Riferimenti notizia:</em></h3><p><em>Matishov, G. G., Dzhenyuk, S. L., Moiseev, D. V., & Zhichkin, A. P. (2014). Pronounced anomalies of air, water, ice conditions in the Barents and Kara Seas, and the Sea of Azov. Elsevier.</em></p><p><em>AMS Glossary of Meteorology, voce buran: <a href="https://glossary.ametsoc.org/wiki/buran/">https://glossary.ametsoc.org/wiki/buran/</a></em> </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 11:46:56 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'avvio di novembre vedrà l'Italia spaccata in due da un'intensa irruzione fredda balcanica. Mentre il Nord e l'Alto Tirreno godranno di una maggiore stabilità, ma con gelate notturne, il Sud e l'Adriatico affronteranno una fase di maltempo fredda, con piogge e prime nevicate appenniniche.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs8uty"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs8uty.jpg" id="xbs8uty"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>A partire <strong>dal fine settimana e poi anche nel corso della prossima settimana</strong> assisteremo a un vero e proprio <strong>anticipo d'inverno</strong> (o comunque a una fase tardo-autunnale) su buona parte del nostro Paese. In alcune aree, infatti, il clima assumerà <strong>caratteristiche più tipiche della stagione invernale che di quella autunnale.</strong></p><p>La circolazione atmosferica sul nostro continente sarà fortemente influenzata dall'<strong>imponente anticiclone di blocco posizionato tra Regno Unito e Scandinavia</strong>, da dove riuscirà ad inibire il transito delle correnti perturbate atlantiche, favorendo invece l'affondo di <strong>masse d'aria fredda di estrazione continentale</strong> sul suo fianco orientale.</p><p><strong>L'aria fredda</strong>, muovendosi attraverso l'Europa orientale e i Balcani, scivolerà verso sud, andando a tuffarsi direttamente nel bacino de<strong>l Mediterraneo centrale e sulla nostra penisola</strong>. Questa dinamica darà vita a<strong> una circolazione ciclonica</strong> sul Mediterraneo, responsabile di una fase tipicamente autunnale <strong>sul Sud Italia</strong>, con <strong>una spiccata instabilità e un generale netto calo termico</strong> che, poi, potrà persistere per gran parte della prossima settimana, con marcate anomalie termiche.</p><h2>Nord e versante tirrenico: freddo intenso, crollo termico e cielo sereno</h2><p><strong>Il Nord e il medio alto versante tirrenico</strong> si troveranno protetti, in gran parte, dalla barriera alpina e da quella appenninica e, perciò, interessati da correnti orientali più secche. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359233233.jpg" data-image="akif82evzih1"><figcaption>Le mappe della circolazione dei venti, per l'inizio della prossima settimana, ci permettono di constatare la posizione dell'alta pressione sul Regno Unito e Mare di Norvegia, mentre sul Sud Italia la depressione continua ad attrarre l'aria fredda verso di sé. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Su questi settori la prossima settimana sarà caratterizzata da un <strong>tempo prevalentemente asciutto e</strong> <strong>spesso soleggiato</strong>, salvo nubi e fenomeni possibili sui rilievi appenninici, ma comunque caratterizzato da un <strong>sensibile calo termico.</strong></p><div class="texto-destacado">Infatti l'irruzione fredda produrrà anomalie termiche negative consistenti con valori massimi che potrebbero scendere anche di <strong>3-5°C a di sotto delle medie climatiche del periodo.</strong></div><p>Nelle ore notturne e al primo mattino, con la complicità del cielo sereno e quindi dell'irraggiamento notturno, l<strong>e temperature minime scenderanno diffusamente sotto i +5°C </strong>in pianura e nelle valli, con il rischio di<strong> punte anche inferiori, con valori prossimi allo zero o anche sotto zero</strong>, quindi in grado di produrre<strong> le prime gelate.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795819" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm.html" title="Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm">Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm.html" title="Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm-1793307277274_320.png" alt="Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm"></a></article></aside><p>Andrà meglio di giorno, anche se i<strong> freddi venti nord-orientali</strong> non consentiranno alle temperature massime di aumentare con decisione e, anzi, riusciranno a farci percepire <strong>temperature anche inferiori a quelle realmente indicate dai termometri</strong>.</p><h2>Il Sud e il medio-basso Adriatico con piogge, temporali e neve</h2><p>Una situazione molto diversa sarà vissuta invece <strong>al Meridione</strong>, <strong>sulla Sicilia e sulle zone del medio e basso adriatico </strong>che, esposte direttamente alle <strong>correnti di grecale e di tramontana </strong>e interessate maggiormente dalla dall'azione della depressione alimentata dall'aria fredda, vedranno <strong>un freddo intenso per la stagione e anche umido, con precipitazioni</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359494295.jpg" data-image="liqasan09nmx"><figcaption>Mappa degli accumuli previsti entro metà della prossima settimana. Piogge persistenti, rovesci anche diffusi e locali temporali potrebbero assumere anche forte intensità, in particolare sulle fasce costiere e ioniche di Puglia, Calabria e Sicilia. EMCWF-MeteoRed </figcaption></figure><p>Nel corso della <strong>prossima settimana </strong>queste regioni saranno interessate da una <strong>fase di maltempo anche severo</strong>, caratterizzata da<strong> piogge persistenti, rovesci anche diffusi e locali temporali </strong>che potrebbero assumere <strong>anche forte intensità</strong>, in particolare sulle<strong> fasce costiere e ioniche di Puglia, Calabria e Sicilia</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359679067.jpg" data-image="m19ll8khxiy0"><figcaption>Mappa delle temperature a 700 hPa, riferita a lunedì prossimo, ci aiuta ad evidenziare la massa d'aria fredda in arrivo nei prossimi giorni sul nostro Paese. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>È pensabile che su queste zone si possano raggiungere <strong>accumuli di pioggia anche abbondanti</strong>, che sommati nel corso dell'intera settimana potrebbero segnare <strong>punte anche elevate. </strong></p><p>L'arrivo dell'aria fredda in quota sarà responsabile anche del <strong>probabile ritorno della neve lungo la dorsale appenninica</strong> centro-meridionale in calo a quote via via più basse<strong>. Sull'Appennino centrale si potrebbe arrivare fin verso i 1000-1200 metri</strong>, specialmente sui versanti adriatici, mentre su quello meridionale la neve si attesterà intorno ai 1400-1600 metri.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795792" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html" title="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire">Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html" title="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire-1793296294384_320.png" alt="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire"></a></article></aside><p>Questi dati potrebbero subire delle variazioni, in base alla precisa posizione del minimo, che andrà definita maggiormente nei <strong>prossimi aggiornamenti</strong> e che influenzerà anche l'entità del flusso di aria fredda, la penetrazione della stessa verso sudovest e, quindi, anche le temperature e la quota neve.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il "super El Niño" raggiunge il valore record di 3,4°C: "mai nulla di simile era stato osservato"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-super-el-nino-raggiunge-il-valore-record-di-3-4-c-mai-nulla-di-simile-era-stato-osservato.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 11:17:49 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'anomalia assoluta settimanale della temperatura della superficie marina nella regione Niño 3.4 ha raggiunto i +3,4 °C, il valore più elevato mai registrato. Tale dato si avvicina al livello previsto dai modelli per il picco trimestrale del "super El Niño".</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-alcanca-3-4-c-de-anomalia-entenda-o-que-isso-significa-e-o-que-esperar-1793284541560.png" data-image="nv5tm5qxkbz0"><figcaption>Anomalia della temperatura della superficie del mare tra il 19 e il 25 ottobre 2026. La regione indicata come Niño 3.4 corrisponde all'area di monitoraggio di El Niño. Crediti: BoM.</figcaption></figure><p>L’anomalia settimanale assoluta della temperatura superficiale del mare (TSM) nel Pacifico equatoriale ha <strong>raggiunto gli impressionanti +3,4 °C nell’ultima settimana nella regione di monitoraggio di El Niño,</strong> secondo i dati della NOAA, l’Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti.</p><div class="texto-destacado">Secondo un’analisi esclusiva di Meteored Brasile, questo valore non era mai stato osservato prima.</div><p>D’altra parte,<strong> le anomalie settimanali relative non costituiscono ancora un record, ma hanno già raggiunto i +2,5 °C nello stesso periodo. </strong>Queste cifre confermano l’intensità eccezionale del riscaldamento; è però importante comprendere che le due misurazioni rappresentano concetti diversi e che i valori settimanali non determinano, da soli, la classificazione finale di El Niño. Qual è dunque l’effettiva intensità attuale di El Niño e che cosa suggeriscono questi valori settimanali?</p><h2>Anomalie assolute e anomalie relative a confronto</h2><p><strong>L’anomalia assoluta indica quanto la temperatura supera la media climatica di riferimento.</strong> L’anomalia relativa sottrae il riscaldamento di fondo degli oceani tropicali, presentando valori inferiori.</p><p>I due valori descrivono il riscaldamento da prospettive diverse:<strong> le anomalie assolute rappresentano il fenomeno di El Niño sommato al riscaldamento globale,</strong> mentre le anomalie relative cercano di isolare il segnale del fenomeno di El Niño.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-alcanca-3-4-c-de-anomalia-entenda-o-que-isso-significa-e-o-que-esperar-1793284704329.png" data-image="5ty81rh0f8zi"><figcaption>Serie storica delle anomalie settimanali assolute della TSM, basata sui dati della NOAA, con i due record più elevati in evidenza. Crediti: Meteored.</figcaption></figure><p><strong>Nella serie storica della NOAA, iniziata nel 1981, non era mai stata osservata un’anomalia assoluta di 3,4 °C.</strong> Il valore più elevato dell’anomalia assoluta, escludendo l’evento del 2026/2027, è di 3 °C, registrato nella settimana del 18 novembre 2015.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-alcanca-3-4-c-de-anomalia-entenda-o-que-isso-significa-e-o-que-esperar-1793285174533.png" data-image="k6a5qze1jpn0"><figcaption>Serie storica delle anomalie settimanali relative della TSM, basata sui dati della NOAA, con i due valori più elevati in evidenza. Crediti: Meteored.</figcaption></figure><p><strong>In termini di anomalia relativa, il valore di 2,5 °C è inferiore al record di 2,9 °C osservato nella settimana del 29 dicembre 1982</strong>. Vale però la pena sottolineare che quel record fu raggiunto durante il picco dell’evento di quell’anno, mentre quello attualmente in corso non ha ancora raggiunto il suo massimo. Inoltre, non era mai stata osservata prima un’anomalia di 2,5 °C in ottobre.</p><h2>Come verrà determinata l’intensità finale del super El Niño?</h2><p>L’intensità finale di El Niño verrà determinata attraverso la media trimestrale delle anomalie della TSM nel Pacifico equatoriale, e non sulla base dei valori settimanali isolati più elevati. <strong>Nell’attuale metodologia ufficiale viene utilizzato il RONI, basato sulle anomalie relative; in precedenza il monitoraggio veniva effettuato attraverso l’ONI</strong>, basato sulle anomalie assolute.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795244" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, Super El Niño protagonista: ECMWF conferma, circolazione atlantica con piogge da ovest">Inverno 2026-27 in Italia, Super El Niño protagonista: ECMWF conferma, circolazione atlantica con piogge da ovest</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, Super El Niño protagonista: ECMWF conferma, circolazione atlantica con piogge da ovest"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest-1793027708531_320.jpg" alt="Inverno 2026-27 in Italia, Super El Niño protagonista: ECMWF conferma, circolazione atlantica con piogge da ovest"></a></article></aside><p>Secondo gli indici più recenti,<strong> il trimestre luglio-agosto-settembre ha registrato un’anomalia di +1,7 °C secondo il RONI, corrispondente a un fenomeno di El Niño forte </strong>(superiore a +1,5 °C), e di +2,2 °C secondo l’ONI, collocandosi nella categoria molto forte (superiore a +2,0 °C).</p><h2>Che cosa suggeriscono le anomalie settimanali?</h2><p>Le anomalie settimanali non determinano l’intensità finale di El Niño, che viene calcolata a partire dalle medie trimestrali. Aiutano però a seguire l’evoluzione del fenomeno e, in questo momento, mostrano un segnale importante:<strong> il riscaldamento del Pacifico equatoriale sta già raggiungendo valori vicini a quelli previsti dai principali modelli per il picco dell’evento.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-alcanca-3-4-c-de-anomalia-entenda-o-que-isso-significa-e-o-que-esperar-1793285194726.png" data-image="84t2irzfrys6"><figcaption>L’insieme dei modelli dell’IRI prevede un’anomalia assoluta trimestrale nell’ordine di 3,5 °C tra i trimestri ottobre-novembre-dicembre e novembre-dicembre-gennaio. Crediti: Meteored/IRI.</figcaption></figure><p><strong>La colonna del modello IRI indica che la media trimestrale delle anomalie assolute potrebbe avvicinarsi a +3,5 °C </strong>nei periodi ottobre-novembre-dicembre e novembre-dicembre-gennaio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794353" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-un-nuovo-aggiornamento-delle-previsioni-conferma-un-picco-eccezionale-di-3-5-c.html" title="Super El Niño: un nuovo aggiornamento delle previsioni conferma un picco eccezionale di 3,5 °C">Super El Niño: un nuovo aggiornamento delle previsioni conferma un picco eccezionale di 3,5 °C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-un-nuovo-aggiornamento-delle-previsioni-conferma-un-picco-eccezionale-di-3-5-c.html" title="Super El Niño: un nuovo aggiornamento delle previsioni conferma un picco eccezionale di 3,5 °C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-nova-previsao-confirma-pico-excepcional-de-3-5-c-1792441726865_320.png" alt="Super El Niño: un nuovo aggiornamento delle previsioni conferma un picco eccezionale di 3,5 °C"></a></article></aside><p>Per raggiungere questa media<strong>, il riscaldamento dovrà mantenersi su livelli molto elevati nei prossimi mesi.</strong> Ciò suggerisce che le anomalie settimanali potrebbero rimanere vicine ai valori attuali o persino aumentare ancora leggermente fino alla fine dell’anno, prima che l’evento raggiunga il suo picco.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-super-el-nino-raggiunge-il-valore-record-di-3-4-c-mai-nulla-di-simile-era-stato-osservato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>