<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Wed, 22 Apr 2026 22:00:11 +0000</lastBuildDate><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 22:00:11 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Il doppio volto di Venere in cielo: Lucifero all’alba e Vespero al tramonto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-doppio-volto-di-venere-in-cielo-lucifero-all-alba-e-vespero-al-tramonto.html</link><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 18:10:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Venere è il brillante pianeta dalla doppia personalità. Essa appare come Lucifero o Vespero. Vediamo come mai uno stesso pianeta abbia due nomi e due identità opposte nel cielo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-doppio-volto-di-venere-in-cielo-lucifero-all-alba-e-vespero-al-tramonto-1776763860469.png" data-image="y1srdod3mbqr" alt="Venere" title="Venere"><figcaption>Nello scatto di Dario Giannobile, il pianeta Venere, nelle vesti di Lucifero, sopra uno dei crateri sommitali dell'Etna preannuncia l'arrivo dell'alba. Credit: Dario Giannobile.</figcaption></figure><p>In queste serate primaverili, dopo il tramonto, ma ancor prima che il cielo diventi interamente buio, <strong>il pianeta Venere spicca per la sua luminosità in direzione Ovest</strong>, nella stessa direzione in cui da pochi minuti è tramontato il Sole.</p><p>Impossibile non riconoscerla, <strong>è di fatto il corpo celeste più brillante dell’intero cielo</strong> e rimane ben visibile ancora un’ora circa prima di tramontare sotto l’orizzonte.</p><p>Eppure, <strong>tra alcuni mesi </strong>questa Venere che precede l’arrivo della notte non sarà più visibile. Sparita, <strong>ne comparirà un’altra brillante e visibile prima dell’alba a preannunciare l'imminente sorgere del Sole.</strong></p><p><strong>Questa dualità di Venere</strong>, per alcuni mesi annunciatrice dell’arrivo della notte e per altri mesi annunciatrice dell’arrivo dell’alba <strong>ha affascinato l’uomo</strong>.</p><h2>Un pianeta, due nomi</h2><p>Venere è tra i pochi corpi celesti capaci di catturare subito l’attenzione di chi rivolga gli occhi al cielo. E’ infatti tra i pianeti più luminosi ed è ben visibile a occhio nudo. <strong>Per secoli,</strong> ma probabilmente per millenni, <strong>gli uomini hanno osservato Venere pensando che fossero due oggetti distinti:</strong> uno visibile prima dell’alba e uno dopo il tramonto, senza che si riconoscesse essere lo stesso corpo celeste. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-doppio-volto-di-venere-in-cielo-lucifero-all-alba-e-vespero-al-tramonto-1776682329851.png" data-image="k1h1xpdcs1ae" alt="Venere" title="Venere"><figcaption>A seconda che Venere sia visibile prima dell'alba o prima del tramonto assume il nome di "Lucifero" e "Vespro", rispettivamente.</figcaption></figure><p>Questa duplice percezione ha portato all’attribuzione di due nomi diversi. </p><p><strong>Quando Venere precede il Sole nel cielo mattutino viene chiamata Lucifero </strong>(letteralmente colei che porta la luce), mentre <strong>quando segue il tramonto è nota come Vespero</strong> (colei che porta le tenebre). Solo con il progresso dell’osservazione astronomica si è capito che si trattava dello stesso pianeta, visto durante fasi diverse del suo ciclo orbitale.</p><h2>Il fenomeno astronomico dietro la dualità</h2><p>Il fatto che Venere a volte appaia prima del tramonto mentre altre prima dell’alba è legato al suo moto orbitale attorno al Sole. Essendo un pianeta interno, Venere orbita tra la Terra e il Sole. Per questo motivo questo pianeta è apparentemente sempre vicino al Sole, non se ne allontana mai troppo. Per questo motivo può essere osservato solo nelle ore crepuscolari che precedono l’alba o precedono la notte.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-doppio-volto-di-venere-in-cielo-lucifero-all-alba-e-vespero-al-tramonto-1776679740803.png" data-image="0r3rogbu70uf" alt="Venere" title="Venere"><figcaption>L'essere "Lucifero" o "Vespro" per il pianeta Venere dipende dalla posizione occupata dal pianeta rispetto al Sole e alla Terra.</figcaption></figure><p><strong>Quando Venere si trova a ovest </strong>(a destra nella figura di sopra) del Sole, sorge prima di esso e appare all’alba. In questa fase <strong>assume il nome di Lucifero</strong>, il “portatore di luce”. <strong>Quando invece si trova a est del Sole</strong> (a sinistra nella figura di sopra), tramonta dopo di esso ed è visibile al crepuscolo serale, e <strong>diviene Vespero</strong>, la “stella della sera”. Questa alternanza viene esemplificata nel grafico di sopra.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="670103" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-scoprono-che-i-continenti-di-venere-suggeriscono-una-sorprendente-connessione-con-la-terra-primordiale.html" title="Scienziati scoprono che i 'continenti' di Venere suggeriscono una sorprendente connessione con la Terra primordiale">Scienziati scoprono che i "continenti" di Venere suggeriscono una sorprendente connessione con la Terra primordiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-scoprono-che-i-continenti-di-venere-suggeriscono-una-sorprendente-connessione-con-la-terra-primordiale.html" title="Scienziati scoprono che i 'continenti' di Venere suggeriscono una sorprendente connessione con la Terra primordiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cientistas-descobrem-que-os-continentes-de-venus-sugerem-uma-ligacao-surpreendente-com-a-terra-primitiva-astrogeologia-1723482603703_320.jpg" alt="Scienziati scoprono che i 'continenti' di Venere suggeriscono una sorprendente connessione con la Terra primordiale"></a></article></aside><p>Essendo un’alternata legata al moto orbitale di Venere e Terra, è assolutamente regolare e quindi prevedibile. Sappiamo con anticipo (anche di secoli) quando Venere sarà “Lucifero” e quando “Vespero”. </p><h2>Simboli e interpretazioni culturali</h2><p>Molte civiltà hanno considerato Lucifero e Vespro come astri distinti. I Greci li chiamavano rispettivamente <strong>Fosforo </strong>(portatore di luce) ed <strong>Espero</strong> (stella della sera). Solo successivamente, grazie allo studio dei moti orbitali a partire dal XVII secolo si comprese la loro natura comune.</p><p>Naturalmente questa dualità ha avuto una forte connotazione simbologica. Se nell’epoca pre cristiana Il nome “Lucifero” indicava semplicemente la stella del mattino, <strong>nella tradizione cristiana è stato associato alla figura dell’angelo caduto </strong>con una connotazione assolutamente negativa. </p><p>Vespro, invece, ha mantenuto una connotazione poetica, associata alla fine del giorno, alla quiete e alla riflessione. </p><h2>Il pianeta dalla fitta atmosfera</h2><p>Dal punto di vista fisico, Venere è tra i pianeti rocciosi quello con massa più simile (ma inferiore) alla Terra. <strong>La sua superficie presenta condizioni estreme:</strong> temperature elevatissime sia per la maggiore vicinanza al Sole ma soprattutto per la sua atmosfera densa ricca di anidride carbonica, che dà luogo ad un potente effetto serra.</p><div class="texto-destacado"><strong>E' proprio questa atmosfera che riflettendo la luce solare rende il pianeta estremamente brillante.</strong></div><p>A differenza di altri pianeti, la sua superficie solida non è direttamente osservabile, in quanto celata dalla densa atmosfera. Tuttavia, grazie alle mappature radar (ad esempio la missione Magellan della NASA) è stato possibile averne una fedele ricostruzione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763445" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-pianeta-piu-denso-mai-scoperto-compatto-come-il-piombo-lascia-perplessi-gli-scienziati.html" title="Il pianeta più denso mai scoperto: compatto come il piombo, lascia perplessi gli scienziati">Il pianeta più denso mai scoperto: compatto come il piombo, lascia perplessi gli scienziati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-pianeta-piu-denso-mai-scoperto-compatto-come-il-piombo-lascia-perplessi-gli-scienziati.html" title="Il pianeta più denso mai scoperto: compatto come il piombo, lascia perplessi gli scienziati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-planeta-mas-denso-conocido-tan-compacto-como-el-plomo-y-desconcierta-a-los-cientificos-1775389602873_320.jpg" alt="Il pianeta più denso mai scoperto: compatto come il piombo, lascia perplessi gli scienziati"></a></article></aside><p>Il primo atterraggio sulla superficie venusiana risale al 1970 da parte del lander russo Venera 4-7. L’atmosfera è stata accuratamente studiata dalla missione Venus Express durata 8 anni. </p><p>Diverse missioni sono state pianificate per studiare Venere, prima in ordine di tempo sarà la missione <a href="https://science.nasa.gov/mission/davinci/">DAVINCI</a> prevista per il 2030.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-doppio-volto-di-venere-in-cielo-lucifero-all-alba-e-vespero-al-tramonto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño e le ripercussioni sull'agricoltura mondiale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-le-ripercussioni-sull-agricoltura-mondiale.html</link><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 17:01:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La possibile insorgenza di un fenomeno El Niño, di intensità da moderata a molto forte, verso la fine del 2026 e l'inizio del 2027, ha fatto scattare l'allarme nelle regioni direttamente colpite dall'evento, con forti precipitazioni e gravi siccità che potrebbero compromettere in modo significativo l'agricoltura e l'allevamento in molte parti del mondo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-impactos-agricultura-global-1776491282085.png" data-image="32ni1od26wsi" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>Andamento storico del fenomeno El Niño: periodi di siccità e di piogge abbondanti per mese e zone colpite. Fonte: FAO</figcaption></figure><p><strong>El Niño</strong> è un fenomeno climatico naturale in cui le acque superficiali dell'Oceano Pacifico centrale e orientale subiscono un riscaldamento anomalo, provocando cambiamenti nei modelli meteorologici in tutto il mondo.</p><p><strong>In media, si verifica ogni due-sette anni e dura solitamente dai 9 ai 12 mesi.</strong> Poiché <strong>El Niño</strong> è spesso prevedibile con mesi di anticipo, ha un'evoluzione graduale e segue uno schema regolare, è possibile pianificare misure preventive e preparare risposte di emergenza con largo anticipo.</p><h2>El Niño e l'agricoltura</h2><p>I pericoli climatici causati da <strong>El Niño</strong> comportano gravi rischi per la sicurezza alimentare. Alterando i regimi delle precipitazioni e delle temperature, possono avere gravi ripercussioni sull’agricoltura e sui mezzi di sussistenza rurali.</p><p>Gli agricoltori, i pastori, i pescatori e altri piccoli produttori subiscono gli effetti più diretti e immediati dei fenomeni climatici come la siccità e le inondazioni. Pertanto, le misure preventive efficaci devono concentrarsi sulla prevenzione dei danni e della perdita di raccolti, bestiame, terreni produttivi, risorse idriche e infrastrutture, al fine di proteggere il cibo alla fonte. Ciò non solo salvaguarda l'approvvigionamento alimentare locale, <strong>ma mitiga anche gli effetti più ampi sulle comunità, sulle economie locali e sui bisogni di aiuti umanitari.</strong></p><p>Ecco alcune indicazioni generali sul grado di impatto, in termini generali.</p><h3>Asia e Pacifico</h3><p>In alcune zone del Sud-Est asiatico, <strong>El Niño</strong> <strong>provoca solitamente precipitazioni inferiori alla media,</strong> soprattutto nel periodo di picco della stagione monsonica, ovvero da giugno a settembre, in gran parte dell’Asia meridionale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764782" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/potrebbe-formarsi-un-super-el-nino-prima-di-ottobre-ecco-cosa-dice-l-ultima-previsione-del-modello-piu-affidabile.html" title="Potrebbe formarsi un 'Super El Niño' prima di ottobre? Ecco cosa dice l'ultima previsione del modello più affidabile">Potrebbe formarsi un "Super El Niño" prima di ottobre? Ecco cosa dice l'ultima previsione del modello più affidabile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/potrebbe-formarsi-un-super-el-nino-prima-di-ottobre-ecco-cosa-dice-l-ultima-previsione-del-modello-piu-affidabile.html" title="Potrebbe formarsi un 'Super El Niño' prima di ottobre? Ecco cosa dice l'ultima previsione del modello più affidabile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-pode-se-formar-ate-outubro-entenda-o-cenario-atual-e-o-que-dizem-as-previsoes-1775593246259_320.png" alt="Potrebbe formarsi un 'Super El Niño' prima di ottobre? Ecco cosa dice l'ultima previsione del modello più affidabile"></a></article></aside><p>Il fenomeno può inoltre causare un clima più secco in alcune isole del Pacifico, con il rischio di provocare carenze di cibo e acqua. <strong>D'altra parte, nell'Asia centrale questo fenomeno è solitamente associato a precipitazioni superiori alla media,</strong> che possono provocare inondazioni e frane, trascinando via i semi e distruggendo i raccolti e il bestiame.</p><h3>Africa</h3><p>In generale<strong>, El Niño ha causato precipitazioni superiori alla media tra ottobre e dicembre nel Corno d'Africa</strong>. Ciò può provocare inondazioni e frane, con ripercussioni sull'agricoltura e un aumento del rischio di malattie. Tra luglio e settembre si registrano precipitazioni inferiori alla media nelle zone unimodali occidentali dell'Africa orientale (Etiopia occidentale, Kenya occidentale, Sudan e Sud Sudan). </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764455" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-stato-evoluzione-e-conseguenze.html" title="Stiamo andando verso un El Niño di forte intensità: quale potrebbe essere l'impatto in Europa ed Italia?">Stiamo andando verso un El Niño di forte intensità: quale potrebbe essere l'impatto in Europa ed Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-stato-evoluzione-e-conseguenze.html" title="Stiamo andando verso un El Niño di forte intensità: quale potrebbe essere l'impatto in Europa ed Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-stato-evoluzione-e-conseguenze-1776457101391_320.jpg" alt="Stiamo andando verso un El Niño di forte intensità: quale potrebbe essere l'impatto in Europa ed Italia?"></a></article></aside><p>Nella maggior parte dell’Africa meridionale, negli ultimi anni si è verificata una diminuzione delle precipitazioni attribuita a <strong>El Niño </strong>tra novembre e marzo, <strong>in coincidenza con la principale campagna agricola.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-le-ripercussioni-sull-agricoltura-mondiale-1776763738681.jpg" data-image="7vdr2s0ezey0" alt="Siccità, Nino," title="Siccità, Nino,"><figcaption>La siccità potrebbe essere un grosso problema per molti Paesi. </figcaption></figure><p>Ciò potrebbe influire sulle prospettive dei raccolti e sulla produttività dell’allevamento, aggravando la situazione nei paesi che affrontano difficoltà interne nell’approvvigionamento alimentare e alti livelli di insicurezza alimentare. </p><div class="texto-destacado"><strong>Nell'Africa occidentale e nel Sahel, El Niño ha storicamente generato situazioni di precipitazioni inferiori alla media tra luglio e settembre, in coincidenza con la principale campagna agricola.</strong> </div><p>Ciò potrebbe peggiorare la situazione nei paesi che affrontano difficoltà interne di approvvigionamento alimentare e aumentano la loro dipendenza dalle importazioni a causa degli elevati prezzi mondiali dei prodotti alimentari.</p><h3>America Latina e Caraibi</h3><p>Nella zona settentrionale del Sudamerica, <strong>El Niño determina precipitazioni inferiori alla media tra giugno e maggio.</strong> In America centrale, specialmente nel periodo secco, <strong>El Niño è associato a condizioni di siccità tra giugno e dicembre,</strong> che potrebbero influire sulla conclusione della stagione del primo raccolto e sull’andamento della stagione del secondo raccolto tra settembre e dicembre. </p><p>La stagione del primo raccolto costituisce la principale campagna del mais ed è, in generale, la campagna agricola nella maggior parte dei paesi della regione.</p><h3>Fonte:<a href="https://www.fao.org/" target="_blank"> <strong>FAO</strong> </a></h3>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-le-ripercussioni-sull-agricoltura-mondiale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Val Padana: primo caldo in arrivo nel weekend, fino a 30°C a Milano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-val-padana-primo-caldo-in-arrivo-nel-weekend-fino-a-30-c-a-milano.html</link><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:26:54 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Weekend del 25 aprile con sole e temperature in forte aumento in Val Padana: Milano sfiora i 27°C, primi segnali estivi.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa6cje2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa6cje2.jpg" id="xa6cje2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo una fase instabile, la situazione meteorologica sull’Italia cambia radicalmente. Una robusta rimonta dell’alta pressione riporterà condizioni di stabilità e un deciso <strong>aumento delle temperature su tutta la Val Padana,</strong> proprio in concomitanza con il weekend del <strong>25 aprile</strong>. Sarà il primo vero assaggio di caldo della stagione, con valori ben oltre la media e cieli in prevalenza sereni.</p><h2>Alta pressione in rinforzo: da giovedì 23 aprile torna il sole sulla Val Padana</h2><p>A partire da <strong>giovedì 23 aprile</strong> assisteremo a una decisa rimonta dell’alta pressione sul Nord Italia, con condizioni di stabilità atmosferica che interesseranno in pieno anche la <strong>Val Padana</strong>. Il cielo si presenterà in gran parte sereno o poco nuvoloso, mentre le temperature inizieranno gradualmente a salire.</p><p>Le massime torneranno a superare diffusamente i 20°C su gran parte della pianura, segnando un netto cambio di passo rispetto ai giorni precedenti. Da segnalare tuttavia un clima ancora <strong>fresco al primo mattino</strong>, soprattutto tra pianura emiliana e piemontese, dove le minime potrebbero scendere localmente fino a 4°C, dando luogo a una <strong>marcata escursione termica</strong> giornaliera.</p><h2>Venerdì 24: clima primaverile pieno e temperature fino a 25°C</h2><p>La giornata di <strong>venerdì 24 aprile</strong> rappresenterà un ulteriore step verso condizioni quasi estive. Il campo di alta pressione continuerà a rafforzarsi, favorendo <strong>cieli limpidi</strong> e un deciso aumento delle temperature massime. <strong>Milano toccherà i 25°C</strong>, mentre <strong>Torino</strong>, <strong>Brescia</strong>, <strong>Verona</strong> e <strong>Padova</strong> si attesteranno intorno ai <strong>24°C</strong>. </p><figure><a href="Temperature in aumento fino a sfiorare i 30°C nelle isole urbane"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-primo-caldo-in-val-padana-weekend-del-25-aprile-con-sole-e-picchi-fino-a-27-c-a-milano-1776866129192.PNG" data-image="evurtgnjfu96" alt="Weekend del 25 aprile con caldo e sole" title="Weekend del 25 aprile con caldo e sole"></a><figcaption>Weekend di caldo e sole, previsti 27°C a Milano</figcaption></figure><p>Anche la <strong>pianura emiliana</strong> non sarà da meno, con valori <strong>massimi previsti sui 23°C</strong>. L’escursione termica resterà protagonista, con mattinate fresche e pomeriggi decisamente miti. Un contesto ideale per attività all’aperto, con una primavera che mostrerà il suo volto più gradevole.</p><h2>Sabato 25 aprile: sole protagonista e caldo in aumento</h2><p>Il <strong>weekend del 25 april</strong><strong>e</strong> si aprirà all’insegna del bel tempo su tutta la Val Padana. <strong>Sabato</strong> sarà una giornata pienamente soleggiata, con condizioni atmosferiche stabili e <strong>temperature in ulteriore aumento</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764176" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra.html" title="Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra">Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra.html" title="Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra-1776325334357_320.png" alt="Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra"></a></article></aside><p> Tra le aree più calde spiccherà l’Oltrepò Pavese, dove si potranno raggiungere i <strong>26°C</strong>, a fronte di minime ancora contenute intorno ai 6°C: un’escursione termica significativa, tipica delle fasi anticicloniche primaverili.</p><p>Il clima sarà gradevole anche grazie a una <strong>leggera ventilazione,</strong> che renderà il caldo pienamente sopportabile e ideale per gite e attività all’aperto.</p><h3><strong>Domenica 26: Milano sfiora i 30°C, poi cambia tutto</strong></h3><p><strong>Domenica 26 aprile </strong>rappresenterà l’<strong>apice di questa fase calda</strong>. <strong>Milano</strong> si confermerà <strong>una delle città più calde della Val Padana con valori fino a 27°C</strong>, ma nelle zone centrali, complice l’effetto <strong>isola di calore</strong> urbana e l’<strong>asfalto</strong>, si potranno sfiorare localmente i 30°C nelle ore centrali. </p><figure><a href="Apice del cado domenica con punte di 27°C a Milano"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-primo-caldo-in-val-padana-weekend-del-25-aprile-con-sole-e-picchi-fino-a-27-c-a-milano-1776866665260.png" data-image="0glbewi4ju05" alt="Alta pressione e caldo sull'Italia" title="Alta pressione e caldo sull'Italia"></a><figcaption>Mappa relativa alle temperature previste domenica 27 nelle ore centrali della giornata</figcaption></figure><p>Il clima resterà soleggiato e stabile per gran parte della giornata, ma dalla sera inizierà a intravedersi un cambiamento. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765162" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-25-aprile-con-sole-e-caldo-ma-attenzione-al-ponte-del-1-maggio-temporali-in-arrivo.html" title="Meteo: 25 aprile con sole e caldo, ma attenzione al ponte del 1° Maggio, temporali in arrivo?">Meteo: 25 aprile con sole e caldo, ma attenzione al ponte del 1° Maggio, temporali in arrivo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-25-aprile-con-sole-e-caldo-ma-attenzione-al-ponte-del-1-maggio-temporali-in-arrivo.html" title="Meteo: 25 aprile con sole e caldo, ma attenzione al ponte del 1° Maggio, temporali in arrivo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-25-aprile-con-il-sole-e-caldo-ma-attenzione-al-ponte-del-1-maggio-temporali-in-arrivo-1776853129219_320.png" alt="Meteo: 25 aprile con sole e caldo, ma attenzione al ponte del 1° Maggio, temporali in arrivo?"></a></article></aside><p>Un aumento della nuvolosità alta e sottile in arrivo da ovest anticiperà un peggioramento atteso per l’inizio della nuova settimana. Già da <strong>martedì 28 aprile </strong>è previsto infatti un ritorno dell’instabilità, con <strong>piogge</strong>, <strong>temporali</strong> e un <strong>sensibile calo delle temperature</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-val-padana-primo-caldo-in-arrivo-nel-weekend-fino-a-30-c-a-milano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un’alternativa ai trapianti di fegato: la novità rivoluzionaria nel campo della medicina generativa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-alternativa-ai-trapianti-di-fegato-la-novita-rivoluzionaria-nel-campo-della-medicina-generativa.html</link><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:03:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p> Terapie rigenerative e biotecnologie possono ridurre la necessità di interventi invasivi: un importante scoperta medica apre la strada a soluzioni innovative per curare le patologie epatiche più gravi senza ricorrere ai trapianti</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-alternativa-ai-trapianti-di-fegato-la-novita-rivoluzionaria-nel-campo-della-medicina-generativa-1776776922064.jpg" data-image="g77ny3bht5i4" alt="ricerca medica" title="ricerca medica"><figcaption>La nuova ricerca nel campo della bioingegneria dei tessuti si concentra in particolare sulle cellule epatiche</figcaption></figure><p>Ogni anno in Italia si eseguono circa <strong>millesettecento trapianti di fegato</strong>. Il numero è elevato e pone il paese ai primi posti nel mondo per questo tipo di intervento, ma le liste contano in media altri millecinquecento pazienti ogni anno, con un tempo d’attesa che può variare da <strong>sette mesi ad un anno.</strong></p><p>Non solo in Italia, ma anche a livello globale, la <strong>poca disponibilità</strong> di organi trapiantabili è un problema fondamentale che si unisce a quello relativo alle <strong>crisi di rigetto.</strong></p><p>Un’alternativa sarebbe la bioingegneria dei tessuti, cioè la creazione di <strong>organi artificiali</strong>. Fino a questo momento, però, la ricerca nel campo non ha dato esiti particolarmente soddisfacenti perché gli organi creati in laboratorio sono troppo piccoli o non sopravvivono dopo l’impianto.</p><p>Da uno studio pubblicato su <em>Science Advances</em> da un team del <strong>MIT </strong>guidato da Amy E. Stoddard, arriva una novità che potrebbe rivoluzionare il campo della medicina rigenerativa, e non solo per quanto riguarda i trapianti di fegato.</p><h2> Un sistema innovativo per rigenerare il fegato </h2><p>I ricercatori coinvolti nello studio sono riusciti a realizzare cellule epatiche in laboratorio e a dotarle di un sistema per regolarne la crescita. </p><p>Le cellule epatiche sono state geneticamente modificate inserendo al loro interno una sequenza di <strong>DNA </strong>che rende possibile controllarne lo sviluppo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="695644" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ingegneria-genetica-e-biotecnologie-il-futuro-dell-alimentazione-e-qui.html" title="Ingegneria genetica e biotecnologie: il futuro dell'alimentazione è qui">Ingegneria genetica e biotecnologie: il futuro dell'alimentazione è qui</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ingegneria-genetica-e-biotecnologie-il-futuro-dell-alimentazione-e-qui.html" title="Ingegneria genetica e biotecnologie: il futuro dell'alimentazione è qui"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ingenieria-genetica-y-biotecnologia-el-futuro-de-la-comida-esta-aqui-1738551817139_320.png" alt="Ingegneria genetica e biotecnologie: il futuro dell'alimentazione è qui"></a></article></aside><p>Le cellule così realizzate sono state impiantate nei topi. Una volta all’interno degli organismi ospitanti, hanno incominciato a crescere e a formare delle <strong>strutture tridimensionali</strong> simili a quelle del fegato, seguendo degli schemi che sono presenti nello <strong>sviluppo embrionale</strong>.</p><p>Questo comporta anche che le cellule riescano a connettersi spontaneamente ad altri tessuti come i <strong>vasi sanguigni</strong> da cui arrivano ossigeno e nutrienti indispensabili per la loro sopravvivenza.</p><h2>Le novità più importanti</h2><p>Questa ricerca presente due innovazioni fondamentali. </p><p>La prima è la possibilità di controllare dall’esterno lo sviluppo delle cellule. </p><div class="texto-destacado">Questo consente di aggirare uno dei principali fattori di rischio della medicina rigenerativa e cioè una <strong>crescita incontrollata</strong> dei nuovi tessuti che può portare allo sviluppo di tumori.</div><p>La possibilità di innescare o disinnescare la crescita delle cellule è data in genere dai <strong>farmaci </strong>attraverso i quali vengono attivati dei <strong>geni inseriti artificialmente</strong>. </p><p>L’altra grande novità è la possibilità di far crescere i tessuti all’interno dell'organismo ospitante, senza che l’organo debba svilupparsi interamente al di fuori e poi essere impiantato. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755190" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/adam-il-biologo-robot-e-il-futuro-dell-ai-nella-ricerca-scientifica.html" title="Adam il biologo robot e il futuro dell’Ai nella ricerca scientifica">Adam il biologo robot e il futuro dell’Ai nella ricerca scientifica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/adam-il-biologo-robot-e-il-futuro-dell-ai-nella-ricerca-scientifica.html" title="Adam il biologo robot e il futuro dell’Ai nella ricerca scientifica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-robot-biologo-adam-e-il-futuro-dell-ai-nella-ricerca-scientifica-1771604108742_320.jpg" alt="Adam il biologo robot e il futuro dell’Ai nella ricerca scientifica"></a></article></aside><p>In questo modo il nuovo organo si può adattare al corpo per funzioni, forma e dimensioni, riducendo il rischio delle crisi di rigetto, ad esempio interagendo con il <strong>sistema immunitario</strong> e <strong>alimentandosi </strong>in modo naturale. </p><p>Sarebbe possibile inoltre generare il nuovo organo a partire da cellule prelevate direttamente dai pazienti, ed eliminare la necessità dei farmaci immunosoppressori.</p><h2>Il futuro della ricerca</h2><p>La sperimentazione fino a questo momento è in fase <strong>preclinica </strong>e ha portato vari successi, ma si è concentrata solo su <strong>modelli animali</strong> che non possono replicare completamente la fisiologia umana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-alternativa-ai-trapianti-di-fegato-la-novita-rivoluzionaria-nel-campo-della-medicina-generativa-1776777030973.jpg" data-image="njs6k9ok0oxb" alt="organi artificiali" title="organi artificiali"><figcaption>I test di laboratorio indicano nuovi percorsi verso la sperimentazione di cure per pazienti umani</figcaption></figure><p>Oltre a ciò, verificati fattori importanti come la stabilità degli organi <strong>nel lungo periodo</strong> e la capacità delle cellule di replicare le innumerevoli funzioni normalmente svolte dal fegato umano, la possibilità di ricreare veri e propri organi completamente funzionanti potrebbe servire a <strong>testare nuovi farmaci</strong> in vivo.</p><p>I risultati raggiunti sono comunque importanti perché aprono la strada verso la cura di condizioni come l’insufficienza epatica acuta, risolvibile ad oggi solo grazie ai trapianti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="687654" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-la-piu-grande-scoperta-scientifica-degli-ultimi-anni-rivoluzionera-la-vita-di-milioni-di-persone.html" title="Ecco la più grande scoperta scientifica degli ultimi anni, rivoluzionerà la vita di milioni di persone">Ecco la più grande scoperta scientifica degli ultimi anni, rivoluzionerà la vita di milioni di persone</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-la-piu-grande-scoperta-scientifica-degli-ultimi-anni-rivoluzionera-la-vita-di-milioni-di-persone.html" title="Ecco la più grande scoperta scientifica degli ultimi anni, rivoluzionerà la vita di milioni di persone"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-la-piu-grande-scoperta-scientifica-di-questo-2024-rivoluzionera-la-vita-di-milioni-di-persone-1734214387618_320.jpg" alt="Ecco la più grande scoperta scientifica degli ultimi anni, rivoluzionerà la vita di milioni di persone"></a></article></aside><p>Sebbene il focus della ricerca del MIT sia stato il fegato, anche altri organi e tessuti sono interessati dalla scoperta. Tra questi ad esempio ci sono il <strong>pancreas</strong>, il <strong>sistema endocrino</strong> in alcune sue parti e i <strong>tessuti muscolari</strong>.</p><h3><em><strong>Fonte:</strong></em></h3><p><em>Amy E. Stoddard et al. - <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.adz8362" target="_blank">Synthetic control of implanted engineered liver tissue growth. Science Advances</a> (Aprile 2026)</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-alternativa-ai-trapianti-di-fegato-la-novita-rivoluzionaria-nel-campo-della-medicina-generativa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, ondata di calore con temperature di oltre +27 °C nel weekend: ecco come si evolverà]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ondata-di-calore-con-temperature-di-30-c-nel-weekend-ecco-come-si-evolvera.html</link><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 13:25:48 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo l'instabilità, l'anticiclone africano conquisterà nuovamente la penisola a partire da venerdì, portando il primo vero caldo estivo di quest'anno. Nel weekend del 25 aprile, le temperature saliranno con decisione, con punte anche di 27°C in diverse regioni e città italiane.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa6c59i"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa6c59i.jpg" id="xa6c59i"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La circolazione atmosferica sull'Europa sta cambiando, infatti dopo il passaggio della perturbazione a carattere freddo che ha influenzato la parte centrale della settimana, i principali modelli matematici, in particolare l'europeo <strong>ECMWF</strong> e l'americano <strong>GFS</strong>, <strong>per i prossimi giorni</strong> concordano sulla rimonta di un <strong>promontorio inter-ciclonico di matrice subtropicale nordafricana</strong>. </p><p>A<strong> partire da venerdì</strong>,<strong> questa struttura anticiclonica</strong> in elevazione dall'Algeria e dal Marocco verso nord, sulla Spagna e sulla Francia fino al congiungimento con la cellula di alta pressione presente sulle isole britanniche, <strong>inizierà a consolidarsi soprattutto ad ovest dell'Italia. </strong></p><p>Raggiungerà il<strong> suo culmine proprio nel corso del prossimo fine settimana</strong>, producendo una <strong>fase di caldo dalle caratteristiche pre-estive</strong> su gran parte del territorio italiano.</p><h2>La spinta dell'anticiclone africano e il picco del weekend</h2><p>La giornata di<strong> venerdì </strong>segnerà l'inizio di questo rialzo termico. Infatti, la cessazione delle correnti settentrionali e l'avvicendamento di quelle meridionali, oltre a portare una maggiore stabilità atmosferica, produrrà anche<strong> un deciso rialzo termico</strong>, con la quota dello <strong>zero termico</strong> che salirà oltre i <strong>3500-3800 m</strong> sulle <strong>Alpi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-le-5-regioni-e-le-12-citta-dove-si-toccheranno-i-picchi-di-calore-piu-elevati-1776859243354.jpg" data-image="8mj1edn4z3qw"><figcaption>Raggiungerà il suo culmine proprio nel corso del prossimo fine settimana, producendo una fase di caldo dalle caratteristiche pre-estive su gran parte del territorio italiano.</figcaption></figure><p><strong>Sabato 25 e domenica 26</strong> saranno delle giornate pienamente <strong>soleggiate </strong>su quasi tutta la penisola, eccezion fatta per alcune <strong>locali velature di passaggio</strong> soprattutto<strong> al Nord</strong>. In questo contesto piuttosto mite, le regioni che vedranno le temperature più elevate saranno <strong>la</strong> <strong>Sicilia, la Sardegna, la Calabria, la Puglia e la Campania</strong>, dove il termometro salirà con decisione verso valori che solitamente si registrano a giugno inoltrato.</p><h2>Le città protagoniste del boom termico: punte fino a 30 gradi</h2><p>Entrando nel dettaglio, dalle proiezioni di questa mattina si può dedurre che il picco massimo di questa ondata di calore si registrerà tra il pomeriggio di <strong>sabato 25 e, con maggiore intensità, nella giornata di domenica 26 aprile</strong>. </p><p>Sarà proprio durante la giornata domenicale che le zone interne di <strong>Sardegna e Sicilia</strong>, la colonnina di mercurio potrà oscillare tra i <strong>24°C e i 27°C, senza escludere possibili locali punte anche superiori</strong>. </p><div class="texto-destacado">Città come <strong><strong>Oristano, Sassari, Catania e Agrigento</strong></strong> vedranno massime oscillare<strong> tra i <strong>23°C e i 25°C</strong></strong>, con possibili locali e ulteriori sforamenti da questa soglia nelle vallate maggiormente riparate dalle brezze, come nelle vallate del Nuorese e dell'Oristanese. </div><p>Anche nel<strong> Sud peninsulare </strong>il caldo si farà sentire. <strong>Foggia, Taranto e Cosenza</strong> si raggiungeranno comunque valori simili, con <strong>25-26°C</strong>, anche grazie alla subsidenza con il riscaldamento adiabatico provocato dalle correnti in discesa dai rilievi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ondata-di-calore-con-temperature-di-30-c-nel-weekend-ecco-come-si-evolvera-1776863843254.png" data-image="t65tkfiw0uo4" alt="Caldo." title="Caldo."><figcaption>Nel weekend si potranno raggiungere valori localmente fino a oltre +27°C.</figcaption></figure><p>Non mancheranno temperature elevate anche al Centro-Nord, dove città come <strong>Roma, Firenze e Bologna</strong> toccheranno punte di <strong>23-25°C</strong>. Un'altra città del Centro che potrebbe sperimentare temperature piuttosto elevate sarà <strong>Terni</strong>, con massime pomeridiane<strong> anche superiori, </strong>con possibili<strong> 26-27°C</strong>. Anche la Pianura Padana vivrà pomeriggi molto caldi con valori di <strong>6-8 gradi superiori alle medie stagionali</strong>.</p><h2>Tendenza per il 1° maggio</h2><p> La tendenza per il <strong>1° maggio</strong> evidenzia un progressivo indebolimento del muro anticiclonico alla ovest dell'Italia, e di conseguenza finirà anche la precoce parentesi estiva. <strong>Probabilmente</strong>, quindi, <strong>l'atmosfera tornerà ad essere via via più instabile </strong>per l'avvicinamento di correnti atlantiche più fresche e umide. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765022" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-forti-temporali-nel-pomeriggio-di-oggi-ecco-le-aree-piu-colpite.html" title="Allerta Meteo: forti temporali nel pomeriggio di oggi, ecco le aree più colpite">Allerta Meteo: forti temporali nel pomeriggio di oggi, ecco le aree più colpite</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-forti-temporali-nel-pomeriggio-di-oggi-ecco-le-aree-piu-colpite.html" title="Allerta Meteo: forti temporali nel pomeriggio di oggi, ecco le aree più colpite"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-nel-pomeriggio-attesi-forti-temporali-ecco-le-aree-piu-colpite-1776782295334_320.png" alt="Allerta Meteo: forti temporali nel pomeriggio di oggi, ecco le aree più colpite"></a></article></aside><p>Quindi sarà probabile un nuovo aumento della <strong>nuvolosità</strong> e aumenterà anche il <strong>rischio di piogge e temporali soprattutto al Centro-Nord</strong>. Anche le <strong>temperature </strong>subiranno una <strong>decisa flessione</strong>, scendendo anche di <strong>6-8 gradi</strong> e riportandosi su valori più tipicamente primaverili. </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Tuttavia, vista la distanza che ci separa dall'inizio di maggio,<strong> rimandiamo ad ulteriori approfondimenti</strong> per conferme o smentite di questa <strong>tendenza</strong>, che attualmente è ancora molto incerta. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ondata-di-calore-con-temperature-di-30-c-nel-weekend-ecco-come-si-evolvera.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Uno dei paesi meno conosciuti al mondo che si estende su tutti e quattro gli emisferi sta scomparendo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-dei-paesi-meno-conosciuti-al-mondo-che-si-estende-su-tutti-e-quattro-gli-emisferi-sta-scomparendo.html</link><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Con appena 9.500 turisti all'anno, Kiribati è unico al mondo per la sua posizione, che lo vede estendersi su quattro emisferi. Ma l'avanzata del mare lo rende un paese a rischio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-extrano-caso-de-uno-de-los-paises-menos-conocidos-del-mundo-se-ubica-en-los-cuatro-hemisferios-y-esta-desapareciendo-1776564986725.png" data-image="e33vtfzesv3a" alt="Kiribati" title="Kiribati"><figcaption>El archipiélago Kiribati es una remota y poca visitada isla en el Pacífico que tiene territorio en los cuatro continentes y se está "hundiendo" en el mar.</figcaption></figure><p>Nel mezzo dell'oceano Pacifico, praticamente infinito e a tratti misterioso, esiste un paese tanto remoto quanto affascinante e sconosciuto. <strong>Si tratta di Kiribati, un arcipelago di cui si parla poco o nulla, ma che detiene due curiosi primati.</strong></p><p>Da un lato, è il paese meno visitato al mondo. Dall'altro, è l'unico che si estende nei quattro emisferi del pianeta (nord, sud, est e ovest).</p><p>Ma c'è dell'altro, che unisce questa rarità geografica a un dato preoccupante: la sua imminente scomparsa, determinata – fondamentalmente – dal cambiamento climatico e dal fatto che il mare sta “divorando” il suo territorio.</p><h2>Il Paese meno conosciuto al mondo</h2><p><strong>Ogni anno, sono solo circa 9.500 i turisti che raggiungono questo angolo sperduto del mondo</strong>. Una cifra irrisoria se paragonata ad altre destinazioni paradisiache del Pacifico.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">The Republic of Kiribati: Seabird Heaven [<a href="https://t.co/KVOgF5tMjY">https://t.co/KVOgF5tMjY</a>]. <a href="https://t.co/LyoSs8LYqy">pic.twitter.com/LyoSs8LYqy</a></p>— Bird-Photo-Tours ASIA (@BirdPhotoTours) <a href="https://twitter.com/BirdPhotoTours/status/2036681746293612749?ref_src=twsrc%5Etfw">March 25, 2026</a></blockquote></figure><p>Il motivo non è certo la mancanza di bellezza: <strong>Kiribati è infatti costituito da 32 isole coralline, molte delle quali circondate da spiagge incontaminate, acque turchesi e paesaggi praticamente intatti.</strong> Il problema qui è il suo estremo isolamento, le scarse infrastrutture e i crescenti effetti del cambiamento climatico.</p><p><strong>Sebbene il suo territorio terrestre non superi gli 811 km², il suo dominio marittimo si estende per circa 3,5 milioni di km², il che lo rende uno dei paesi con la maggiore estensione oceanica al mondo.</strong> Ed è proprio questa particolarità che conferisce a Kiribati il titolo di unico Stato che si estende su quattro emisferi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-extrano-caso-de-uno-de-los-paises-menos-conocidos-del-mundo-se-ubica-en-los-cuatro-hemisferios-y-esta-desapareciendo-1776564789358.png" data-image="ab7mdth79cg7" alt="Kiribati" title="Kiribati"><figcaption>Sebbene la sua superficie terrestre non superi gli 811 km², il dominio marittimo di Kiribati si estende su circa 3,5 milioni di km². Per questo motivo si estende in tutti e quattro gli emisferi. Foto: X @brilliantmaps</figcaption></figure><p>Le isole sono raggruppate in tre grandi arcipelaghi: Gilbert, Phoenix e della Linea. Qui si trova Kiritimati, l'atollo (formazione corallina circolare che racchiude una laguna interna) più grande del pianeta.</p><p>Tuttavia, solo una ventina di isole sono abitate e in totale vi vivono circa 140.000 persone (la maggior parte delle quali in condizioni molto precarie).</p><h2>Un paradiso quasi irraggiungibile</h2><p>Raggiungere Kiribati non è un'impresa facile. <strong>Il viaggio può richiedere più di 24 ore di volo, con numerose scali in città come Los Angeles, le Hawaii o Singapore.</strong> Non esistono inoltre rotte marittime commerciali né traghetti internazionali, e il Paese dispone di appena due aeroporti internazionali.</p><div class="texto-destacado">A differenza di altre destinazioni di massa nel Pacifico, le autorità hanno optato per un modello di turismo controllato, <strong>dando priorità alla conservazione ambientale e alla salvaguardia dei propri ecosistemi.</strong></div><p>Ma chi riesce ad arrivarci può confermare che si tratta di un vero paradiso. A Kiribati, infatti, si scopre uno stile di vita strettamente legato alle tradizioni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-extrano-caso-de-uno-de-los-paises-menos-conocidos-del-mundo-se-ubica-en-los-cuatro-hemisferios-y-esta-desapareciendo-1776565103783.png" data-image="7htfizgc07vz" alt="Kiribati" title="Kiribati"><figcaption>Per raggiungere Kiribati occorre un viaggio in aereo di oltre 24 ore, con diverse scali. Non esistono rotte marittime commerciali né traghetti internazionali.</figcaption></figure><p>In molte delle sue isole, la popolazione vive di pesca, della coltivazione delle noci di cocco e dell'albero del pane. Nella capitale, gran parte degli abitanti vive in abitazioni tradizionali, anche se la modernità sta iniziando a farsi strada con Internet, i veicoli e i piccoli negozi.</p><h2>Le tracce della guerra</h2><p>Al di là della sua attuale tranquillità e della sua quasi totale invisibilità, Kiribati ha svolto un ruolo fondamentale nella storia del XX secolo. Durante la Seconda guerra mondiale, l’isola di Tarawa fu teatro di una delle battaglie più sanguinose del fronte del Pacifico. Sull’isolotto di Betio persero la vita circa 6.000 persone, in uno scontro che si concluse con la vittoria delle forze alleate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-extrano-caso-de-uno-de-los-paises-menos-conocidos-del-mundo-se-ubica-en-los-cuatro-hemisferios-y-esta-desapareciendo-1776564899778.png" data-image="bssa6r26uynu" alt="Kiribati" title="Kiribati"><figcaption>Sull'isolotto di Betio (Tarawa) persero la vita circa 6.000 persone durante una delle battaglie più sanguinose combattute nel Pacifico.</figcaption></figure><p>Oggi, quel passato convive con accordi internazionali che sostengono la sua economia, come quelli relativi alla pesca sostenibile e al commercio con l'Unione Europea.</p><h2>Il problema invisibile, Kiribati sta sprofondando</h2><p>Se c'è una cosa che caratterizza il presente – e il futuro – di Kiribati è la crisi ambientale. La maggior parte dei suoi atolli si trova a soli sei metri sul livello del mare e, in alcuni casi, come a Tarawa, non supera i tre metri.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="648301" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/anche-il-mediterraneo-ha-le-sue-barriere-coralline-l-esempio-del-falso-corallo-nero.html" title="Anche il Mediterraneo ha le sue barriere coralline: l'esempio del 'falso corallo nero'">Anche il Mediterraneo ha le sue barriere coralline: l'esempio del "falso corallo nero"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/anche-il-mediterraneo-ha-le-sue-barriere-coralline-l-esempio-del-falso-corallo-nero.html" title="Anche il Mediterraneo ha le sue barriere coralline: l'esempio del 'falso corallo nero'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/anche-il-mediterraneo-ha-le-sue-barriere-coralline-l-esempio-del-falso-corallo-nero-1710628091512_320.jpg" alt="Anche il Mediterraneo ha le sue barriere coralline: l'esempio del 'falso corallo nero'"></a></article></aside><p>Questo rende il Paese uno dei più vulnerabili al mondo di fronte all'innalzamento del livello del mare. <strong>Secondo stime recenti, l'81% della popolazione ha già subito direttamente i suoi effetti, dalle inondazioni alla perdita di terreni abitabili.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-extrano-caso-de-uno-de-los-paises-menos-conocidos-del-mundo-se-ubica-en-los-cuatro-hemisferios-y-esta-desapareciendo-1776565174194.png" data-image="b1p58th00gl0" alt="Kiribati" title="Kiribati"><figcaption>La maggior parte degli atolli di Kiribati si trova a soli sei metri sul livello del mare, per cui l'innalzamento del livello dell'oceano ha progressivamente “eroso” il loro territorio.</figcaption></figure><p>L'avanzata dell'oceano provoca inoltre la salinizzazione dell'acqua dolce, il degrado del suolo e una crescente difficoltà a sostenere l'agricoltura e la pesca.</p><h2>Crisi sanitaria e sovrappopolazione</h2><p>La situazione più critica si registra a <strong>Tarawa del Sud, </strong>dove vive quasi la metà della popolazione. Si tratta di una stretta striscia di terra densamente popolata, dove la crescita urbana disordinata genera problemi di sovraffollamento, mancanza di servizi di base e pressione sulle risorse naturali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="683715" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/scoperto-il-corallo-piu-grande-del-mondo-ha-piu-di-300-anni-ed-e-stato-trovato-per-caso.html" title="Scoperto il corallo più grande del mondo: ha più di 300 anni ed è stato trovato per caso">Scoperto il corallo più grande del mondo: ha più di 300 anni ed è stato trovato per caso</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/scoperto-il-corallo-piu-grande-del-mondo-ha-piu-di-300-anni-ed-e-stato-trovato-per-caso.html" title="Scoperto il corallo più grande del mondo: ha più di 300 anni ed è stato trovato per caso"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/encuentran-el-coral-mas-grande-del-mundo-tiene-mas-de-300-anos-y-fue-descubierto-por-accidente-1731788799893_320.jpg" alt="Scoperto il corallo più grande del mondo: ha più di 300 anni ed è stato trovato per caso"></a></article></aside><p>Organizzazioni come Medici Senza Frontiere sono intervenute per rispondere alle necessità urgenti, specialmente nell’ambito della salute materno-infantile. Il Paese deve infatti affrontare anche alti tassi di malattie come la tubercolosi, la lebbra e il diabete, insieme a un accesso molto limitato all’assistenza medica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-extrano-caso-de-uno-de-los-paises-menos-conocidos-del-mundo-se-ubica-en-los-cuatro-hemisferios-y-esta-desapareciendo-1776565337855.png" data-image="nh5kcl92ot06" alt="Kiribati" title="Kiribati"><figcaption>La carenza di acqua potabile rappresenta un altro grave problema sanitario, poiché i pozzi sono contaminati dall'acqua salata e dai rifiuti.</figcaption></figure><p>La carenza di acqua potabile rappresenta un'altra sfida cruciale. Poiché i pozzi sono contaminati da acqua salata e rifiuti, il che aggrava i problemi sanitari.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Esther Karume takes us to Abaiang, Kiribati, where she leads health screenings for women of child-bearing age, testing blood sugar levels and blood pressure to identify risks early and protect both mother and child <a href="https://t.co/YQD6VJ4VKk">pic.twitter.com/YQD6VJ4VKk</a></p>— MSF International (@MSF) <a href="https://twitter.com/MSF/status/2007853278080774286?ref_src=twsrc%5Etfw">January 4, 2026</a></blockquote></figure><p>Ciò che aggrava ulteriormente la situazione in prospettiva futura è che, secondo le proiezioni, <strong>entro il 2030 il Paese avrà bisogno di almeno il 50% in più di cibo.</strong> Il tutto in un contesto in cui le risorse sono già oggi scarse.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-dei-paesi-meno-conosciuti-al-mondo-che-si-estende-su-tutti-e-quattro-gli-emisferi-sta-scomparendo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Arreda la tua casa senza rischi: con quali piante il tuo animale domestico può convivere?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/arreda-la-tua-casa-senza-rischi-con-quali-piante-il-tuo-animale-domestico-puo-convivere.html</link><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Una casa verde e accogliente deve essere sicura anche per i tuoi animali domestici: scopri quali piante scegliere e quali evitare per una convivenza serena</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/arreda-la-tua-casa-senza-rischi-con-quali-piante-il-tuo-animale-domestico-puo-convivere-1774739407053.jpeg" data-image="z0q1c75sxh3a"><figcaption>Con quali piante può convivere il tuo animale domestico? Scoprilo nell'articolo</figcaption></figure><p>Cani, gatti, conigli, furetti, cavie, uccelli, tartarughe e cincillà: gli <strong>animali domestici</strong> che condividono le nostre case sono numerosi e spesso liberi di muoversi tra le stanze. In un ambiente domestico ben progettato, ogni elemento dovrebbe contribuire al loro benessere, piante comprese.</p><p>La curiosità naturale degli animali li porta a esplorare, annusare e talvolta mordicchiare ciò che li circonda. Le piante, con le loro forme, colori e movimenti, rappresentano una <strong>forte attrazione</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arreda-la-tua-casa-senza-rischi-con-quali-piante-il-tuo-animale-domestico-puo-convivere-1774740145151.jpeg" data-image="abyzxojchkv7"><figcaption>Piante, vasi e terriccio attraggono la curiosità di cani e gatti domestici</figcaption></figure><p>Tuttavia, alcune specie possono essere <strong>irritanti o tossiche</strong>, trasformandosi in un rischio concreto. Fortunatamente, esistono molte alternative sicure che permettono di unire estetica e tranquillità.</p><h2>Sostanze tossiche: cosa rende una pianta pericolosa</h2><p>Le piante potenzialmente dannose per gli animali domestici contengono diversi composti chimici di difesa. Tra i più comuni troviamo <strong>ossalati di calcio</strong> (presenti in molte Aracee), <strong>alcaloidi, saponine e glicosidi</strong>.</p><div class="texto-destacado">Queste sostanze possono causare irritazioni del cavo orale, salivazione eccessiva, vomito, diarrea o, nei casi più gravi, disturbi neurologici e cardiaci. </div><p>La pericolosità dipende dalla <strong>specie </strong>vegetale, dalla <strong>quantità </strong>ingerita e dalla<strong> taglia</strong> dell’animale: un piccolo roditore, ad esempio, è più vulnerabile rispetto a un cane di grande taglia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arreda-la-tua-casa-senza-rischi-con-quali-piante-il-tuo-animale-domestico-puo-convivere-1774739470831.jpeg" data-image="ok8b867jmnwy"><figcaption>Ferite sulla superficie delle foglie o del fusto di diverse piante possono rilasciare lattice, una sostanza biancastra che può essere irritante al contatto</figcaption></figure><p> Anche quando il rischio si manifesta solo a seguito di un’esposizione relativamente elevata, <strong>è sempre preferibile prevenire qualsiasi contatto o ingestione</strong>. </p><h2>Piante da evitare: attenzione agli ambienti</h2><p><strong>In casa (piante da appartamento)</strong><br> Tra le più diffuse e potenzialmente tossiche troviamo: <strong>ficus</strong> (in particolare il lattice irritante),<strong> dieffenbachia, pothos, monstera, filodendro, spatifillo e sansevieria</strong>. Sono piante molto decorative ma da collocare fuori dalla portata degli animali o, meglio, da evitare del tutto in loro presenza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arreda-la-tua-casa-senza-rischi-con-quali-piante-il-tuo-animale-domestico-puo-convivere-1774739657645.jpeg" data-image="0bh23eoz2x2s"><figcaption>Meglio tenere le distanze: la dieffenbachia è ornamentale ma può risultare tossica per i gatti</figcaption></figure><p><strong>All’esterno (balconi, terrazzi e giardini)</strong><br><strong> Oleandro, azalea, ciclamino, ortensia, edera, digitale e tulipani</strong> possono risultare pericolosi. Anche alcune piante aromatiche, se ingerite in grandi quantità, possono causare disturbi.</p><h2>Piante sicure: bellezza senza rischi</h2><p><strong>In casa (piante da appartamento)</strong><br> Tra le opzioni più sicure troviamo: <strong>calathea, maranta, felci</strong> (come la nephrolepis), <strong>palma areca, chamaedorea e pilea</strong>. Sono piante decorative, spesso facili da coltivare e prive di tossicità significativa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arreda-la-tua-casa-senza-rischi-con-quali-piante-il-tuo-animale-domestico-puo-convivere-1774739847366.jpeg" data-image="1vjwmcedlpxe"><figcaption>Le felci sono piante eleganti e generalmente sicure per gli animali domestici: un’ottima scelta per portare il verde in casa senza correre rischi</figcaption></figure><p><strong>All’esterno (balconi e giardini)</strong><br> Erbe aromatiche come<strong> basilico, prezzemolo e rosmarino</strong> sono generalmente sicure. Anche<strong> girasoli, viole, petunie</strong> e alcune <strong>graminacee ornamentali</strong> rappresentano scelte adatte per spazi frequentati da animali.</p><h2>Accorgimenti utili per una convivenza serena</h2><p>Anche con piante considerate sicure, è importante adottare alcune <strong>precauzioni</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750221" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/pitbull-aggressivi-e-volpini-capricciosi-pregiudizi-e-verita-scientifiche-sulle-razze-di-cani.html" title="Pitbull aggressivi e volpini capricciosi? Pregiudizi e verità scientifiche sulle razze di cane">Pitbull aggressivi e volpini capricciosi? Pregiudizi e verità scientifiche sulle razze di cane</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/pitbull-aggressivi-e-volpini-capricciosi-pregiudizi-e-verita-scientifiche-sulle-razze-di-cani.html" title="Pitbull aggressivi e volpini capricciosi? Pregiudizi e verità scientifiche sulle razze di cane"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/pitbull-aggressivi-e-volpini-capricciosi-pregiudizi-e-verita-scientifiche-sulle-razze-di-cani-1768991730315_320.jpg" alt="Pitbull aggressivi e volpini capricciosi? Pregiudizi e verità scientifiche sulle razze di cane"></a></article></aside><p>Collocare i vasi in <strong>posizioni</strong><strong> sopraelevate</strong> o difficilmente raggiungibili riduce il rischio di contatto. I contenitori devono essere stabili e ben bilanciati, per evitare <strong>ribaltamenti accidentali</strong>. Nei casi di cani e gatti, è utile un’<strong>educazione graduale</strong> che li abitui a non scavare nella terra o giocare con le foglie.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arreda-la-tua-casa-senza-rischi-con-quali-piante-il-tuo-animale-domestico-puo-convivere-1774739920056.jpeg" data-image="rr14yml28a7l"><figcaption>Educare cani e gatti alla convivenza con le piante d’appartamento è possibile e, con pazienza, può dare ottimi risultati</figcaption></figure><p>Un ulteriore accorgimento consiste nell’<strong>evitare sottovasi con acqua stagnante</strong> e nell’utilizzare <strong>terricci privi di sostanze chimiche</strong> o fertilizzanti aggressivi.</p><h2>Piante sicure per terrari, teche e voliere</h2><p><strong>Rettili e anfibi</strong><br> Piante come <strong>pothos </strong>(solo in ambienti controllati e non accessibili all’ingestione), <strong>felci tropicali e bromelie</strong> sono spesso utilizzate per creare ambienti naturali e umidi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arreda-la-tua-casa-senza-rischi-con-quali-piante-il-tuo-animale-domestico-puo-convivere-1774740039752.jpeg" data-image="orpm3ezeg8yo"><figcaption>Piante verdi sono elementi fondamentali per la creazione di terrari in cui ospitare piccoli rettili e anfibi</figcaption></figure><p><strong>Uccelli</strong><br> Specie come<strong> clorofito, felci e alcune erbe aromatiche</strong> sono generalmente ben tollerate e contribuiscono a rendere l’ambiente più stimolante.</p><p><strong>Piccoli mammiferi (conigli, cavie, cincillà)</strong><br> Erbe commestibili come <strong>tarassaco, piantaggine e trifoglio</strong> sono ideali, offrendo anche un arricchimento alimentare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760139" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gatti-poteri-nascosti-e-sensi-invisibili-ecco-perche-vivono-in-un-mondo-che-noi-non-possiamo-percepire.html" title="Gatti, poteri nascosti e sensi ‘invisibili’: ecco perché vivono in un mondo che noi non possiamo percepire">Gatti, poteri nascosti e sensi ‘invisibili’: ecco perché vivono in un mondo che noi non possiamo percepire</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gatti-poteri-nascosti-e-sensi-invisibili-ecco-perche-vivono-in-un-mondo-che-noi-non-possiamo-percepire.html" title="Gatti, poteri nascosti e sensi ‘invisibili’: ecco perché vivono in un mondo che noi non possiamo percepire"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gatti-poteri-nascosti-e-sensi-invisibili-ecco-perche-vivono-in-un-mondo-che-noi-non-possiamo-percepire-1774187512747_320.JPG" alt="Gatti, poteri nascosti e sensi ‘invisibili’: ecco perché vivono in un mondo che noi non possiamo percepire"></a></article></aside><p>In ogni caso, è fondamentale verificare sempre la <strong>compatibilità</strong> specifica tra pianta e specie animale.</p><h2>Una casa a misura di piante e animali</h2><p>Gli animali domestici arricchiscono la nostra vita con<strong> affetto e presenza</strong>, mentre le piante regalano <strong>bellezza, colore e soddisfazione</strong> nel tempo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arreda-la-tua-casa-senza-rischi-con-quali-piante-il-tuo-animale-domestico-puo-convivere-1774740261309.jpeg" data-image="03v1mngigm1h"><figcaption>Gli animali domestici regalano affetto, mentre le piante donano colore e vitalità: un equilibrio armonioso, possibile solo con una convivenza sicura tra mondo animale e vegetale</figcaption></figure><p>Creare un ambiente che <strong>accolga entrambi in sicurezza </strong>significa organizzare la casa e i suoi spazi con consapevolezza, scegliendo le specie giuste e adottando piccoli ma fondamentali accorgimenti. Una casa a misura di piante e animali non è solo possibile, ma può diventare uno <strong>spazio armonioso, vivo e profondamente appagante</strong>.</p><p><em>Le informazioni fornite hanno carattere divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico veterinario. In caso di dubbi, sintomi sospetti o prima di introdurre nuove piante in ambienti condivisi con animali domestici, è sempre consigliabile consultare un professionista qualificato.</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/arreda-la-tua-casa-senza-rischi-con-quali-piante-il-tuo-animale-domestico-puo-convivere.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: 25 aprile con sole e caldo, ma attenzione al ponte del 1° Maggio, temporali in arrivo?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-25-aprile-con-sole-e-caldo-ma-attenzione-al-ponte-del-1-maggio-temporali-in-arrivo.html</link><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 10:19:57 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Sono in arrivo due fine settimana di festa: il primo, il 25 aprile, accompagnato dal bel tempo; l’altro, il primo maggio, con l’arrivo di una nuova perturbazione che porterà instabilità e temperature in calo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa6boj6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa6boj6.jpg" id="xa6boj6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In Italia <strong>ci si prepara per ben due fine settimana consecutivi di festa</strong>: il 25 aprile e il primo maggio, scopriamo assieme il tempo atteso per entrambi.</p><p>Partiamo ovviamente dal primo in ordine temporale. Anche se <strong>al momento in Italia abbiamo tempo in prevalenza uggioso</strong>, con cielo nuvoloso o coperto, con precipitazioni anche di moderata o forte intensità, <strong>a partire da venerdì il tempo su praticamente tutta l’Italia registrerà decisi miglioramenti</strong>, con cielo sereno o poco nuvoloso e senza precipitazioni. Inoltre anche le temperature torneranno ad aumentare, <strong>regalandoci un fine settimana con temperature miti e gradevoli</strong>.</p><h2>25 aprile col bel tempo e tanto sole</h2><p>Sabato 25 aprile quindi avremo<strong> il tempo ideale per trascorrere la giornata all’aria aperta</strong>: avremo tanto sole e le temperature, durante le ore più calde della giornata, <strong>si attesteranno prevalentemente tra i 20 e i 25 gradi da nord a sud</strong>, con punte addirittura prossime ai 30 gradi, in particolare in Sardegna.</p><div class="texto-destacado">Ovviamente questa stabilità atmosferica sarà <strong>dovuta ad un nuovo rinforzo del campo di alta pressione</strong> che però, nel corso della prossima settimana, tornerà ad indebolirsi gradualmente.</div><p>Osservando la tendenza meteo infatti <strong>sembrerebbe previsto l’arrivo di una nuova perturbazione entro il ponte del primo maggio</strong>. Questa porterà condizioni di generale instabilità atmosferica e nuovi cali termici.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/25-aprile-col-sole-ma-attenzione-al-ponte-del-primo-maggio-che-tempo-ci-sara-1776851886457.png" data-image="5dg2q6lkarck" alt="Anomalia termica" title="Anomalia termica"><figcaption>Fino all'inizio della prossima settimana le temperature torneranno ad aumentare, con anomalie termiche positive praticamente ovunque.</figcaption></figure><p>In realtà <strong>le prime precipitazioni sono attese già a partire dalla giornata di lunedì</strong>, quando è previsto l’arrivo di nubi estese e compatte che <strong>porteranno precipitazioni soprattutto in Sardegna e sulle regioni settentrionali</strong>. Non mancheranno poi locali piovaschi anche nelle aree interne peninsulari del centro-sud.</p><p>Anche nei giorni successivi <strong>sono previste condizioni di spiccata variabilità atmosferica</strong>, con annuvolamenti quotidiani accompagnati da precipitazioni sparse, sempre concentrate soprattutto sui settori interni, <strong>specie sulle zone montane e pedemontane</strong>, che poi tenderanno ad indebolirsi ed esaurirsi entro la serata.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Man mano che ci avviciniamo al fine settimana <strong>i fenomeni tenderanno a farsi più estesi e intensi</strong>, raggiungendo localmente anche carattere di rovescio o temporale.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il peggioramento meteo sarà a 360 gradi e a partire da lunedì e martedì <strong>si inizieranno a registrare diffuse diminuzioni nelle temperature</strong>.</p><h2>Maltempo e freddo per il primo maggio?</h2><p>Se infatti i prossimi rialzi termici faranno registrare nuovamente valori al di sopra del normale, <strong>con l’arrivo della perturbazione si torneranno ad avere anomalie negative</strong>, ovvero temperature tendenzialmente più basse rispetto a quelle tipicamente registrate tra la fine di aprile e l’inizio di maggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763473" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi.html" title="Le anomalie della tropopausa, ecco come influenzano i fenomeni meteorologi">Le anomalie della tropopausa, ecco come influenzano i fenomeni meteorologi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi.html" title="Le anomalie della tropopausa, ecco come influenzano i fenomeni meteorologi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi-1775944233090_320.jpg" alt="Le anomalie della tropopausa, ecco come influenzano i fenomeni meteorologi"></a></article></aside><p>Insomma, <strong>se il 25 aprile farà più caldo del normale, per il primo maggio farà più freddo</strong> rispetto alla media climatologica, ovvero quella calcolata nel corso del trentennio che va dal 1991 al 2020.</p><p>È bene precisare che, mentre <strong>per il 25 aprile parliamo di previsione meteorologica</strong>, per il primo maggio stiamo sviluppando una tendenza meteo che <strong>potrebbe essere confermata o smentita dai prossimi aggiornamenti</strong> dei modelli matematici.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Ovviamente <strong>noi di Meteored monitoreremo costantemente l’evoluzione delle condizioni meteorologiche</strong>, aggiornandovi costantemente sia in caso di bel tempo che di maltempo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-25-aprile-con-sole-e-caldo-ma-attenzione-al-ponte-del-1-maggio-temporali-in-arrivo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta Meteo: forti temporali nel pomeriggio di oggi, ecco le aree più colpite]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-forti-temporali-nel-pomeriggio-di-oggi-ecco-le-aree-piu-colpite.html</link><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 05:59:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nelle prossime ore bisognerà fare attenzione ai rovesci e ai temporali che nelle ore pomeridiane si formeranno in diverse aree del Paese. Non sono escluse neppure locali grandinate.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa67pca"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa67pca.jpg" id="xa67pca"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo i temporali dei giorni scorsi, ancora oggi l’instabilità sarà la grande protagonista, soprattutto sulle regioni del Centro, del Sud, e lungo la dorsale appenninica centro-meridionale, dove nelle ore centrali del giorno si verificheranno dei rovesci e dei temporali. </p><p>In alcuni casi questi fenomeni, seppur molto localizzati, potranno essere davvero intensi, ed accompagnati da una intensa attività elettrica<strong>, con colpi di vento e possibili scrosci di grandine in prossimità dei rilievi. </strong></p><h2><strong>Nel pomeriggio di oggi attenzione ad alcune aree del Centro-Sud</strong></h2><p>Al Nord, al mattino, avremo ancora dell’instabilità residua, con qualche pioggia o rovescio in attenuazione fra Lombardia ed ovest dell’Emilia. La tendenza è verso un aumento ed estensione delle schiarite un po’ su tutti i settori. </p><div class="texto-destacado"><strong>Molto più dinamica la situazione meteorologica attesa sulle regioni del Centro e del Sud Italia, dove avremo piogge e rovesci, anche a carattere temporalesco. Durante le ore pomeridiane temporali, anche intensi, sono attesi tra bassa Toscana, Umbria e Lazio. Non si escludono locali grandinate.</strong></div><p>Qualche pioggia è attesa pure sulle coste del versante adriatico, in particolare sull’Abruzzo. Durante il pomeriggio imponenti cumulonembi<strong> si svilupperanno pure fra Campania, Basilicata e Calabria, </strong>che potranno spingersi localmente fino alle coste tirreniche. Ancora un cielo poco o parzialmente nuvoloso all’estremo Sud, area ionica, e fra Sardegna e Sicilia. </p><h2><strong>Giovedì 23 ancora temporali al Sud</strong></h2><p>Nella giornata di <strong>giovedì 23 aprile,</strong> mentre al Nord il tempo sarà prevalentemente soleggiato, sulle aree più interne del Centro-Sud rimarrà ancora dell’instabilità pomeridiana, che produrrà dei rovesci e dei locali temporali. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-nel-pomeriggio-attesi-forti-temporali-ecco-le-aree-piu-colpite-1776782232618.png" data-image="8nycrm85r4sn" alt="Temporali." title="Temporali."><figcaption>I fenomeni si concentreranno principalmente nelle ore centrali del giorno.</figcaption></figure><p>Stavolta il rischio di temporali pomeridiani sarà più alto sui rilievi e zone pedemontane, <strong>fra Basilicata, Calabria e Sicilia, e in misura minore pure sui monti più interne fra Campania e Basilicata. Localmente i fenomeni potranno risultare pure di moderata intensità.</strong></p><p>In realtà qualche cumulo ad evoluzione diurna si potrà vedere pure sui rilievi dell’Appennino Centrale, ma non saranno particolarmente sviluppati da produrre precipitazioni.</p><h2><strong>Temperature in calo al Sud</strong></h2><p>L’ingresso di freschi venti di grecale dai Balcani farà abbassare ulteriormente le temperature su tutte le regioni, in particolare al Sud il calo sarà molto più evidente, tanto che i valori termici si spingeranno sotto le medie del periodo. </p><p>Solo da <strong>venerdì 24 aprile</strong> le temperature tenderanno nuovamente ad aumentare, ad iniziare dalle regioni Settentrionali, mentre al Sud continueranno a rimanere su valori al di sotto della media del periodo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764904" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano.html" title="Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano">Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano.html" title="Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano-1776717530582_320.png" alt="Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano"></a></article></aside><p>Nel weekend del 25 aprile il tempo migliorerà sensibilmente, aprendo la porta a una fase più stabile e soleggiata, con temperature che si spingeranno su valori quasi simil estivi in molte regioni. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-forti-temporali-nel-pomeriggio-di-oggi-ecco-le-aree-piu-colpite.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Colombia ha deciso di eliminare 80 ippopotami di Pablo Escobar]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-colombia-ha-deciso-di-eliminare-80-ippopotami-di-pablo-escobar.html</link><pubDate>Wed, 22 Apr 2026 04:14:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il piano del governo colombiano prevede l'abbattimento controllato degli ippopotami discendenti da Pablo Escobar per frenare la rapida crescita della popolazione e mitigare l'impatto ambientale, i rischi per la popolazione e i danni alla biodiversità locale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/colombia-vai-sacrificar-80-hipopotamos-de-pablo-escobar-entenda-1776633608057.jpg" data-image="v5y4476avhbu" alt="Ippopotami, Colombia." title="Ippopotami, Colombia."><figcaption>Secondo le stime, in Colombia vivono circa 200 ippopotami selvatici. Credito: AFP via Getty Images</figcaption></figure><p>I quattro ippopotami portati in Colombia dal narcotrafficante <strong>Pablo Escobar</strong> negli anni '80 hanno dato origine a una popolazione che oggi rappresenta una grave minaccia ambientale. Quello che era iniziato come parte di uno zoo privato presso <strong>l'Hacienda Nápoles</strong> si è trasformato in un branco invasivo che cresce in modo incontrollato <strong>sulle rive del fiume Magdalena.</strong></p><p>Secondo i dati del Ministero dell'Ambiente, nel 2022 nel Paese erano presenti almeno 169 ippopotami. Le proiezioni indicano che, senza misure di controllo, questo numero potrebbe superare i 500 entro il 2030 e raggiungere oltre mille esemplari entro il 2035. <strong>Questa rapida crescita ha indotto il governo a classificare la specie come specie esotica invasiva.</strong></p><p>Di fronte a questo scenario, il Ministro dell'Ambiente, Irene Vélez, ha annunciato un piano che prevede l'abbattimento di 80 ippopotami nell'ambito di una più ampia strategia di controllo della popolazione. Secondo quanto dichiarato, la misura è supportata da criteri scientifici e mira a prevenire ulteriori danni agli ecosistemi locali.</p><h2><strong>L'impatto ambientale e i rischi per la popolazione</strong></h2><p>La presenza degli ippopotami ha avuto un impatto diretto sulla biodiversità della regione. Concentrati principalmente nel bacino del fiume Magdalena, questi animali alterano la qualità dell'acqua, competono con le specie autoctone e minacciano animali come i lamantini e le tartarughe di fiume.</p><div class="texto-destacado"><strong>Inoltre, gli ippopotami sono considerati molto aggressivi e rappresentano un rischio per le comunità locali. Sono stati segnalati incontri pericolosi con pescatori e residenti, il che accresce la preoccupazione delle autorità in merito alla sicurezza pubblica.</strong></div><p>Studi internazionali rafforzano questo allarme. Una ricerca pubblicata nel 2021 ha indicato che, in Uganda, <strong>l'87% degli incontri tra esseri umani e ippopotami si è concluso con un decesso nell'arco di diversi decenni,</strong> evidenziando il potenziale pericolo rappresentato da questa specie.</p><h2>Le strategie includono la traslocazione e l'eutanasia controllata</h2><p>Il piano del governo colombiano prevede <strong>un investimento di 7,2 miliardi di pesos</strong> per ridurre la popolazione di questi animali. L'obiettivo è diminuire il numero di ippopotami di almeno 33 esemplari all'anno, utilizzando due approcci principali: la traslocazione e l'eutanasia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/colombia-vai-sacrificar-80-hipopotamos-de-pablo-escobar-entenda-1776634082749.jpg" data-image="xz40f727moit" alt="La ministra dell'ambiente colombiana." title="La ministra dell'ambiente colombiana."><figcaption>La ministra dell'Ambiente Irene Vélez (al centro) ha annunciato lunedì che il governo inizierà l'abbattimento degli ippopotami. Credito: X/@MinAmbienteCo</figcaption></figure><p>La traslocazione prevede l'invio degli animali a zoo e santuari in altri paesi. Tuttavia, ad oggi, nessun paese ha confermato il proprio interesse ad accoglierli. Tra le ragioni vi sono gli elevati costi di trasporto e la scarsa diversità genetica degli animali, discendenti di soli quattro individui.</p><p>Di fronte a queste difficoltà, l'eutanasia è stata adottata come alternativa immediata. La procedura seguirà protocolli tecnici e verrà eseguita tramite iniezioni o dardi tranquillanti. Ogni operazione ha un costo stimato di 50 milioni di pesos colombiani, escluse le spese per la gestione delle carcasse.</p><h2>La storia di questo problema risale all'epoca di Escobar</h2><p><strong>Dopo la morte di Pablo Escobar nel 1993, l'Hacienda Nápoles fu abbandonata e molti degli animali esotici furono trasferiti. </strong>Gli ippopotami, tuttavia, rimasero e si diffusero rapidamente in tutta la regione, beneficiando dell'assenza di predatori naturali e dell'abbondanza di acqua e cibo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Oggi, questa è considerata l'unica popolazione di ippopotami allo stato selvatico al di fuori dell'Africa. La crescita incontrollata ha causato cambiamenti nella vegetazione, degrado del suolo e un aumento del carico organico nei fiumi a causa dell'ingente quantità di escrementi.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Dai primi anni 2000, il governo colombiano ha sperimentato diversi metodi per controllare la popolazione, tra cui la castrazione chimica e l'abbattimento selettivo. Tuttavia, queste iniziative non sono state sufficienti a contenere l'avanzata della specie.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="740986" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-colombia-si-dichiara-il-primo-paese-dell-amazzonia-completamente-libero-da-petrolio-e-attivita-minerarie.html" title="La Colombia si dichiara il primo Paese dell'Amazzonia completamente libero da petrolio e attività minerarie">La Colombia si dichiara il primo Paese dell'Amazzonia completamente libero da petrolio e attività minerarie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-colombia-si-dichiara-il-primo-paese-dell-amazzonia-completamente-libero-da-petrolio-e-attivita-minerarie.html" title="La Colombia si dichiara il primo Paese dell'Amazzonia completamente libero da petrolio e attività minerarie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/colombia-se-declara-como-primeiro-pais-da-amazonia-totalmente-livre-de-petroleo-e-mineracao-1763419299538_320.jpg" alt="La Colombia si dichiara il primo Paese dell'Amazzonia completamente libero da petrolio e attività minerarie"></a></article></aside><p>Con il nuovo piano, le autorità sperano di ridurre finalmente l'impatto ambientale e di stabilire un controllo più efficace sulla popolazione di ippopotami, sebbene la misura generi controversie tra esperti e animalisti.</p><h3><em>Fonte</em></h3><p><em>G1.<a href="https://g1.globo.com/meio-ambiente/noticia/2026/04/14/por-que-governo-da-colombia-vai-sacrificar-80-hipopotamos-de-pablo-escobar.ghtml" target="_blank"> Por que governo da Colômbia vai sacrificar 80 hipopótamos de Pablo Escobar</a>. 2026</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-colombia-ha-deciso-di-eliminare-80-ippopotami-di-pablo-escobar.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le anomalie della tropopausa, ecco come influenzano i fenomeni meteorologi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 18:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il risultato è una destabilizzazione dell’atmosfera, con la formazione di moti ascensionali e nubi e cumulonembi che possono dare origine a piogge e temporali</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi-1775944181586.jpg" data-image="5ob7sa78vm78" alt="Cumuli." title="Cumuli."><figcaption>Questi “su e giù” della tropopausa crea delle anomalie che possono essere di due tipi, positive e negative. Le anomalie positive si hanno quando aria della stratosfera (molto secca, fredda e stabile) scende e “invade” la parte alta della troposfera. </figcaption></figure><p>La <strong>tropopausa</strong> è lo strato dell’atmosfera che si trova più o meno tra i 12 e i 13 km di altezza (un po’ più in basso ai poli, un po’ più in alto verso l’equatore). È il “soffitto” della troposfera, la parte dell’atmosfera dove avvengono quasi tutti i fenomeni meteorologici che ci interessano, come nuvole, pioggia e temporali.</p><p>Questa tropopausa non è fissa, ma si alza e si abbassa continuamente a seconda del tipo di aria che passa. Quando arriva aria fredda dal Polo la tropopausa si abbassa. Quando circola aria calda dai tropici la tropopausa si alza.</p><h2><strong>Le anomalie positive della tropopausa</strong></h2><p>Questi “su e giù” della tropopausa crea delle anomalie che possono essere di due tipi, positive e negative. Le anomalie positive si hanno quando <strong>aria della stratosfera</strong> (molto secca, fredda e stabile) scende e “invade” la parte alta della troposfera. </p><p>Questa aria stratosferica può finire dentro la <strong>corrente a getto</strong> (il forte fiume di vento che soffia a grande altezza), instabilizzando la colonna d’aria troposferica.</p><h2><strong>Cosa provoca?</strong></h2><p>Sopra una zona di aria umida (per esempio dentro o vicino a una depressione), questa aria secca e vorticosa che scende dalla stratosfera crea un forte contrasto termico, ma ancora di più igrometrico. <strong>L’aria umida sotto vuole salire, quella secca sopra la spinge. </strong></p><p>Il risultato è una destabilizzazione dell’atmosfera, con la formazione di moti ascensionali e nubi e cumulonembi che possono dare origine a piogge e temporali, <strong>in alcuni casi, sistemi temporaleschi molto intensi e persistenti.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi-1775944233090.jpg" data-image="mmjz4l4cws4h" alt="Cumuli." title="Cumuli."><figcaption>Queste anomalie aiutano i meteorologi a capire dove ci saranno i contrasti più forti tra masse d’aria diverse, e quindi dove è più probabile che si formino depressioni (ciclogenesi) e fronti che portano brutto tempo.</figcaption></figure><p>In pratica quando si vede un’anomalia positiva della tropopausa di questo tipo alle nostre latitudini, è un segnale che può arrivare forte maltempo.</p><h2><strong>Le anomalie negative della tropopausa</strong></h2><p>Quando l’aria della troposfera (quella umida) sale tanto da avvicinarsi al limite della stratosfera. Questo avviene sotto una zona di alta pressione (anticiclone). <strong>In questo caso l’atmosfera diventa più stabile, quindi il tempo tende a essere più tranquillo e sereno.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="729149" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-che-modo-e-quali-aziende-contribuiscono-maggiormente-al-riscaldamento-globale-antropogenico-con-piu-ondate-di-calore.html" title="In che modo e quali aziende contribuiscono maggiormente al riscaldamento globale antropogenico con più ondate di calore?">In che modo e quali aziende contribuiscono maggiormente al riscaldamento globale antropogenico con più ondate di calore?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-che-modo-e-quali-aziende-contribuiscono-maggiormente-al-riscaldamento-globale-antropogenico-con-piu-ondate-di-calore.html" title="In che modo e quali aziende contribuiscono maggiormente al riscaldamento globale antropogenico con più ondate di calore?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/aumento-de-las-olas-de-calor-cemento-1757560856266_320.jpg" alt="In che modo e quali aziende contribuiscono maggiormente al riscaldamento globale antropogenico con più ondate di calore?"></a></article></aside><p>Una anomalia negativa della tropopausa tende a favorire stabilità, tempo bello o comunque più calmo, con venti deboli. Insomma, le condizioni tipiche del bel tempo.</p><h2><strong>L’importanza di queste anomalie nelle previsioni meteorologiche</strong></h2><p>Queste anomalie aiutano i meteorologi a capire dove ci saranno i contrasti più forti tra masse d’aria diverse, e quindi dove è più probabile che si formino depressioni (ciclogenesi) e fronti che portano brutto tempo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale.html" title="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale">L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale.html" title="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale-1775252080804_320.jpg" alt="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale"></a></article></aside><p>Esistono anche anomalie più basse nell’atmosfera, legate al riscaldamento o al raffreddamento dell’aria vicino al suolo, ma quelle più importanti per prevedere forti temporali sono soprattutto le anomalie positive in quota.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quattro progetti per salvare Venezia: cosa fare quando il MoSE non basterà più]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quattro-progetti-per-salvare-venezia-cosa-fare-quando-il-mose-non-bastera-piu.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 17:13:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Venezia non è al sicuro. Con l’innalzamento del livello dei mari che costituisce una minaccia costante, la necessità di strategie a lungo termine per proteggere il patrimonio della città e i suoi abitanti si fa sempre più urgente</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quattro-progetti-per-salvare-venezia-cosa-fare-quando-il-mose-non-bastera-piu-1776695890759.jpg" data-image="r1tq6vhwg0vj" alt="Venezia acqua alta" title="Venezia acqua alta"><figcaption>L'acqua alta a Venezia, un fenomeno che rischia di diventare quotidiano nei prossimi decenni</figcaption></figure><p><br>Negli ultimi centocinquanta anni Venezia è stata esposta sempre più spesso ai pericoli legati al cambiamento climatico. L’acqua alta si fa sempre più frequente, con <strong>diciotto eventi estremi</strong>, e cioè con l’inondazione di più del 60% del territorio cittadino, concentrati negli ultimi ventitré anni.</p><p>Attualmente le dighe del MoSE proteggono la città chiudendo la laguna in <strong>tre punti</strong> ma il loro utilizzo diventerà sempre più assiduo, costituendo un ostacolo per la <strong>viabilità </strong>nella laguna e un <strong>pericolo </strong>per tutte le forme di vita che si trovano nelle sue acque.</p><p>Uno studio internazionale condotto dal professore Piero Lionello dell’Università del Salento ha individuato quattro possibili strategie da implementare nel corso dei prossimi <strong>trecento anni</strong> per salvare Venezia.</p><h2>La necessità di una lunga pianificazione</h2><p>Tre secoli possono sembrare un tempo eccessivamente lungo per iniziare a preoccuparsi, ma la pianificazione a lungo termine in un caso come quello di Venezia è fondamentale. </p><p>Le opere per salvare la città saranno in ogni caso imponenti e i primi effetti disastrosi dell’innalzamento del livello del mare e dei cambiamenti climatici inizieranno a manifestarsi già tra una <strong>settantina</strong> di anni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quattro-progetti-per-salvare-venezia-cosa-fare-quando-il-mose-non-bastera-piu-1776695946363.jpg" data-image="gzbzrrcfz2nd" alt="Laguna di Venezia" title="Laguna di Venezia"><figcaption>Una veduta aerea della laguna di Venezia</figcaption></figure><p><strong>Entro il 2100</strong>, infatti è possibile che la città si ritrovi allagata fino al <strong>98% </strong>della sua estensione <strong>quotidianamente</strong>.</p><p>Per di più, anche se il problema principale o almeno più evidente è quello dell’acqua alta, l’aumento delle piogge, sempre più intense, e lo straripamento dei fiumi, sempre più frequente, sono un altro fattore di rischio da considerare perché in caso di allagamento o con le dighe chiuse, non c’è la possibilità di smaltire queste acque in mare.</p><div class="texto-destacado">I progetti che è stato possibile studiare in base alle conoscenze attuali sono quattro e si basano su quattro principi fondamentali: la preservazione delle tradizioni e della cultura di Venezia, la salvaguardia dei monumenti, la protezione dell’ecosistema lagunare e naturalmente il benessere della popolazione locale.</div><h2>I sistemi della "laguna aperta" e della "laguna chiusa"</h2><p>Il sistema <strong>meno invasivo</strong> per preservare Venezia sarebbe quello della<strong> “laguna aperta”</strong> che prevede l’utilizzo di <strong>barriere mobili</strong> simili a quelle che ci sono già adesso. </p><p>A queste si aggiungerebbero delle ulteriori barriere per proteggere i singoli monumenti. Alcune di esse già esistono, come ad esempio quella realizzata nel 2022 per proteggere la Basilica di San Marco. </p><p>I <strong>limiti </strong>di questo sistema sono nel fatto che funziona solo se il livello del mare non sale troppo. Con la chiusura sempre più frequente delle barriere, inoltre, si fa più frequente anche il rischio di <strong>malfunzionamenti </strong>e ci sarebbe il pericolo di creare una laguna stagnante a danno delle persone e degli animali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="734362" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-dipinti-di-canaletto-e-bellotto-su-venezia-come-indicatore-climatico.html" title="I dipinti di Canaletto e Bellotto su Venezia usati come indicatore climatico">I dipinti di Canaletto e Bellotto su Venezia usati come indicatore climatico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-dipinti-di-canaletto-e-bellotto-su-venezia-come-indicatore-climatico.html" title="I dipinti di Canaletto e Bellotto su Venezia usati come indicatore climatico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/las-pinturas-de-venecia-de-canaletto-y-bellotto-como-indicador-climatico-1750525526799_320.jpg" alt="I dipinti di Canaletto e Bellotto su Venezia usati come indicatore climatico"></a></article></aside><p>Il sistema della <strong>“laguna chiusa” </strong>consisterebbe invece nel creare dighe <strong>permanentemente chiuse</strong>, trasformando così la laguna in un <strong>lago</strong>. Anche questo è un sistema poco invasivo dal punto di vista visivo, ma <strong>distruttivo </strong>per l’ecosistema e molto costoso. </p><p>Il porto andrebbe spostato, ad esempio, e le infrastrutture necessarie, sebbene efficaci anche in caso di un forte innalzamento del mare, hanno costi enormi.</p><h2>Cambiare per sempre il volto di Venezia</h2><p>Le altre due strategie ipotizzate dagli studiosi sono quelle più <strong>estreme</strong>. Vantaggiose nei casi peggiori, quelli dove l'innalzamento del livello del mare sarebbe molto importante, cambierebbero però l’aspetto della città definitivamente e il suo <strong>rapporto col mare</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="700550" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-costruzione-di-venezia-e-l-ingegnoso-segreto-dei-10-milioni-di-tronchi-che-la-tengono-in-piedi.html" title="La costruzione di Venezia e l'ingegnoso segreto dei 10 milioni di tronchi che la tengono in piedi">La costruzione di Venezia e l'ingegnoso segreto dei 10 milioni di tronchi che la tengono in piedi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-costruzione-di-venezia-e-l-ingegnoso-segreto-dei-10-milioni-di-tronchi-che-la-tengono-in-piedi.html" title="La costruzione di Venezia e l'ingegnoso segreto dei 10 milioni di tronchi che la tengono in piedi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-costruzione-di-venezia-e-l-ingegnoso-segreto-dei-10-milioni-di-tronchi-che-la-tengono-in-piedi-1741513459601_320.jpeg" alt="La costruzione di Venezia e l'ingegnoso segreto dei 10 milioni di tronchi che la tengono in piedi"></a></article></aside><p>Il sistema delle "<strong>dighe ad anello"</strong> consiste nel circondare l’intero centro storico di Venezia con un <strong>argine artificiale e non mobile</strong>. In questo modo la città sarebbe per sempre separata dal mare e le acque piovane sarebbero eliminate grazie a un sistema di pompaggio. </p><p>L’intero sistema dei trasporti interni andrebbe riprogettato e la città perderebbe la propria identità. La laguna continuerebbe invece ad avere scambi con il mare, come avviene adesso e il suo ecosistema si evolverebbe in modo <strong>naturale</strong>.</p><p>L’ultimo sistema è quello detto del <strong>“ritiro”</strong> e consiste nel lasciare che Venezia venga inondata, <strong>spostando altrove la popolazione</strong>. </p><p>Per quanto riguarda i <strong>monumenti</strong>, alcuni di essi potrebbero essere <strong>sollevati </strong>con sistemi già in uso alcune volte a Venezia, o <strong>spostati </strong>applicando delle tecniche rare ma già note. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="658266" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/innalzamento-livello-mare-minaccia-diversita-geologica-laguna-veneziana.html" title="L'innalzamento del livello del mare minaccia la diversità geologica della laguna veneziana">L'innalzamento del livello del mare minaccia la diversità geologica della laguna veneziana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/innalzamento-livello-mare-minaccia-diversita-geologica-laguna-veneziana.html" title="L'innalzamento del livello del mare minaccia la diversità geologica della laguna veneziana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/innalzamento-livello-mare-minaccia-diversita-geologica-della-laguna-veneziana-1719565692636_320.jpg" alt="L'innalzamento del livello del mare minaccia la diversità geologica della laguna veneziana"></a></article></aside><p>Il tempio di <strong>Abu Simbel in Egitto</strong>, ad esempio, è stato interamente <strong>smontato e ricostruito</strong> a duecento metri di distanza per preservarlo dal pericolo di inondazione della diga di Assuan. </p><p>Naturalmente in questo caso il resto della città, con gli edifici, le calli, la sua storia e le sue atmosfere, sarebbe perduto definitivamente.</p><h3><em><strong>Fonte:</strong></em></h3><p><em><a href="https://www.cnr.it/it/news/14280" target="_blank">Cambiamento climatico: le strategie per salvare Venezia</a> - CNR.it (Aprile 2026)</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quattro-progetti-per-salvare-venezia-cosa-fare-quando-il-mose-non-bastera-piu.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 16:25:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il Sole non resterà uguale per sempre: quando entrerà nella fase di gigante, il suo raggio aumenterà enormemente e la Terra subirà un riscaldamento estremo, fino a perdere le condizioni necessarie alla vita come la conosciamo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra-1776325334357.png" data-image="gxomylxu7yrr" alt="Il Sole gigante rossa" title="Il Sole gigante rossa"><figcaption>Quando il Sole diventerà una gigante rossa, sarà per primo l'aumento di temperatura a rendere impossibile la vita sulla Terra. Rappresentazione artistica del Sole come gigante rossa generato con IA.</figcaption></figure><p>Siamo abituati a vedere il Sole come una presenza immutabile, che garantisce luce, calore e stabilità alla Terra. Tuttavia, come tutte le altre stelle, <strong>anche il Sole è destinato a cambiare profondamente nel corso del tempo</strong>. Le sue dimensioni, la sua luminosità e il rapporto energetico con il nostro pianeta muteranno significativamente quando entrerà nella <strong>fase di stella gigante</strong>. Conoscere la futura evoluzione del Sole ci aiuta a comprendere quanto sia fragile l’equilibrio che oggi rende possibile la vita sulla Terra.</p><h2>L’equilibrio attuale tra Terra e Sole</h2><p><strong>La Terra sta vivendo una fase di equilibrio stabile con il Sole</strong>. L’energia emessa dalla nostra stella è costante e la Terra si trova ad una distanza ottimale dal Sole. Ne segue che non solo la temperatura superficiale della Terra rimane costante, ma rimane costante ad un valore medio di circa 15 gradi centigradi, valore ideale per avere acqua allo stato liquido e per mantenere efficienti i processi biologici della vita sia animale sia vegetale.</p><p>In questa nostra considerazione stiamo volutamente trascurando il riscaldamento globale di origine antropica, essendo l’evoluzione del Sole e le sue conseguenze il nostro tema.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748629" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-annuncia-una-nuova-scoperta-sulla-stella-gigante-betelgeuse.html" title="La NASA annuncia una nuova scoperta sulla stella gigante Betelgeuse">La NASA annuncia una nuova scoperta sulla stella gigante Betelgeuse</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-annuncia-una-nuova-scoperta-sulla-stella-gigante-betelgeuse.html" title="La NASA annuncia una nuova scoperta sulla stella gigante Betelgeuse"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uma-nova-descoberta-sobre-a-estrela-gigante-betelgeuse-e-divulgada-pela-nasa-1768151267296_320.png" alt="La NASA annuncia una nuova scoperta sulla stella gigante Betelgeuse"></a></article></aside><p>Tuttavia, come dicevamo, <strong>si tratta di una fase temporanea</strong>, per quanto lunga miliardi di anni, cui seguirà un’altra fase durante la quale questo equilibrio prezioso andrà perduto.</p><h2>Quando il Sole diventerà gigante</h2><p>Grazie alle nostre conoscenze sull’evoluzione stellare, sappiamo che <strong>il nostro Sole dalla stella nana che è attualmente diventerà una stella gigante,</strong> cioè una stella le cui dimensioni saranno enormemente più grandi di quelle attuali.</p><p>I modelli di evoluzione stellare dicono che quando una stella nana come il Sole inizia ad aumentare il suo raggio, quindi le sue dimensioni, la sua temperatura superficiale inizia a diminuire. In prima battuta, ci si potrebbe aspettare che diminuendo la temperatura del Sole dovrebbe diminuire anche quella terrestre. E invece <strong>lo scenario realistico che si prospetta è quello di una fine rovente per la Terra.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra-1776326061531.png" data-image="7tq19611i76b" alt="Sole gigante rossa" title="Sole gigante rossa"><figcaption>L'aumento del raggio del Sole, durante la fase di gigante rossa, potrebbe portare la superficie del Sole fino all'orbita della Terra. </figcaption></figure><p>Infatti, aumentando il raggio solare aumenta anche la sua luminosità che andrà a compensare e superare la diminuzione di temperatura. Aumentando la luminosità e la superficie solare avvicinandosi alla Terra (per le accresciute dimensioni del Sole) il flusso di energia che arriverà a Terra crescerà enormemente.</p><p>Sulla base di calcoli molto semplificati, quando il raggio del Sole sarà aumentato di 20 volte rispetto a quello attuale, e la distanza della sua superficie dalla Terra sarà diminuita solo di un decimo, la temperatura media sulla superficie terrestre avrà superato i 500 gradi centigradi!</p><h2>Le conseguenze per la Terra e per la vita</h2><p>Le stelle giganti generalmente non superano i 100 raggi solari. Essendo la distanza Terra-Sole circa 200 raggi solari, <strong>non ci si aspetta che il Sole ingloberà la Terra nella sua progressiva espansione</strong>. Tuttavia, saranno le temperature a modellare sulla Terra uno scenario completamente differente da quello che oggi conosciamo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="740935" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/resiste-all-ebollizione-al-congelamento-e-al-lancio-nello-spazio-questa-creatura-che-sfida-le-leggi-della-vita.html" title="Resiste all'ebollizione, al congelamento e al lancio nello spazio: questa creatura che sfida le leggi della vita">Resiste all'ebollizione, al congelamento e al lancio nello spazio: questa creatura che sfida le leggi della vita</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/resiste-all-ebollizione-al-congelamento-e-al-lancio-nello-spazio-questa-creatura-che-sfida-le-leggi-della-vita.html" title="Resiste all'ebollizione, al congelamento e al lancio nello spazio: questa creatura che sfida le leggi della vita"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/resiste-la-ebullicion-la-congelacion-y-ser-lanzada-al-espacio-la-criatura-que-desafia-las-leyes-de-la-vida-1763839665611_320.png" alt="Resiste all'ebollizione, al congelamento e al lancio nello spazio: questa creatura che sfida le leggi della vita"></a></article></aside><p><strong>Già molto prima di arrivare a temperature estreme, la Terra perderebbe le condizioni che oggi rendono possibile la vita.</strong> A causa dell’aumento dell’energia ricevuta, gli oceani cominceranno a evaporare in maniera massiccia, immettendo nell’atmosfera grandi quantità di vapore acqueo. Poiché il vapor acqueo è un potente gas serra, il suo aumento di concentrazione aumenterà ulteriormente la temperatura. Questo innescherà un circolo vizioso: più calore, più evaporazione, ancora più intrappolamento del calore.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr"> The Sun will eventually grow so large that it will consume Earth.<br><br>This will happen when the Sun enters its Red Giant stage. So, where is the Sun today? <br><br>Its just a tiny speck known as a Yellow Dwarf. <br><br> At present, it burns hydrogen into helium a process that has been <a href="https://t.co/qbgtdhjeky">pic.twitter.com/qbgtdhjeky</a></p>— Astronomy Vibes (@AstronomyVibes) <a href="https://twitter.com/AstronomyVibes/status/2005448514873262295?ref_src=twsrc%5Etfw">December 29, 2025</a></blockquote></figure><p>In una fase successiva, <strong>i mari e gli oceani scomparirebbero del tutto rendendo la superficie terrestre sempre più arida e rovente.</strong> In queste condizioni le forme di vita complesse, sia piante che animali, non avrebbero alcuna possibilità di sopravvivere. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716480" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-pozzi-petroliferi-abbandonati-perdono-7-volte-piu-metano-di-quanto-si-pensasse-in-precedenza.html" title="I pozzi petroliferi abbandonati perdono 7 volte più metano di quanto si pensasse in precedenza">I pozzi petroliferi abbandonati perdono 7 volte più metano di quanto si pensasse in precedenza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-pozzi-petroliferi-abbandonati-perdono-7-volte-piu-metano-di-quanto-si-pensasse-in-precedenza.html" title="I pozzi petroliferi abbandonati perdono 7 volte più metano di quanto si pensasse in precedenza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-pozos-de-petroleo-abandonados-estan-filtrando-7-veces-mas-metano-de-lo-que-se-creia-1750313881710_320.jpg" alt="I pozzi petroliferi abbandonati perdono 7 volte più metano di quanto si pensasse in precedenza"></a></article></aside><p>Verosimilmente, anche quei microorganismi che conosciamo essere particolarmente resistenti al calore incontrerebbero limiti insormontabili quando le temperature diventassero troppo elevate e l’acqua liquida sparisse stabilmente dal pianeta.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il problema non sarà quindi il contatto fisico tra la Terra e la superficie esterna della futura gigante rossa, ma il fatto che la Terra verrà sottoposta a un’irradiazione insostenibile già nelle fasi precedenti.</strong></div><p>A questo scenario, dobbiamo aggiungere che durante la sua espansione il Sole sarà soggetto ad una significativa perdita di massa e a un’intensificazione del vento solare. Questo avrà impatto sia sull’atmosfera terrestre ma anche sugli equilibri dinamici all’interno del Sistema Solare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Tutto ciò sarà tuttavia secondario e successivo alla perdita da parte della Terra della sua abitabilità.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>I tempi a che ciò succeda sono molto lunghi, miliardi di anni.</strong> Tuttavia, prevedere l'evoluzione futura del Sole e pensarne le conseguenze, è uno spunto interessante a riflettere su <strong>quanto delicato sia l’equilibrio del nostro pianeta con la sua stella</strong> e come questo equilibrio non sia eterno, ma variable come tutto ciò che è nell’Universo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/carbonio-gli-alberi-ripiantati-dall-uomo-immagazzinano-molto-meno-co-rispetto-alle-foreste-primarie.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 16:01:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Come gli oceani, anche le foreste immagazzinano tonnellate di carbonio. Nel tentativo di compensare i milioni di alberi abbattuti in ogni angolo del pianeta, da decenni l'uomo ripianta alberelli. Tuttavia, secondo un nuovo studio, questi ultimi non sembrano assorbire il carbonio altrettanto efficacemente.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/carbone-les-arbres-replantes-par-l-homme-stockent-beaucoup-moins-de-co2-que-les-forets-primaires-1774858502437.jpeg" data-image="lc2mwnvc29ec" alt="Carbonio, foreste." title="Carbonio, foreste."><figcaption>Pur essendo dei serbatoi di carbonio, le foreste immagazzinano comunque meno CO₂ se sono state ripiantate dall'uomo.</figcaption></figure><p>Le foreste, gli alberi, ma anche i suoli forestali, costituiscono il secondo più grande serbatoio di carbonio del pianeta dopo gli oceani, spiega l’<strong>Office</strong> <strong>National des Forêts (ONF).</strong> «Fino al raggiungimento della maturità, un popolamento forestale <strong>cattura CO</strong><strong>₂</strong><strong>,</strong> contribuendo così alla riduzione della presenza di gas serra nell’atmosfera.»</p><p>Per raggiungere la neutralità carbonica, è quindi essenziale garantirne la salvaguardia e la rigenerazione. Ma secondo uno studio condotto in Svezia, pubblicato sulla rivista Science, le foreste piantate dall'uomo non hanno affatto le stesse proprietà rispetto al carbonio.</p><h2>Plus de 70 % de carbone en moins par hectare</h2><p>Se si considerano la vegetazione, il legno morto, <strong>i residui legnosi e il suolo, le foreste primarie immagazzinano oltre il 70% di carbonio in più rispetto alle foreste secondarie, un divario ben più ampio di quanto determinato in studi precedenti.</strong> Secondo gli scienziati, occorrerebbe rimuovere 8 miliardi di tonnellate di CO₂ dall’atmosfera per recuperare l’equivalente dello stoccaggio garantito dalle foreste naturali.</p><div class="texto-destacado">Lo stesso vale per le foreste boreali. Nel corso dei loro studi, i ricercatori hanno scoperto che la maggior parte del carbonio immagazzinato nelle foreste boreali non si trova negli alberi, ma nel suolo. <strong>«Nelle foreste primarie, i suoli contengono il 64% del carbonio totale, contro il 30% negli alberi e il 6% nel legno morto», precisa lo studio.</strong></div><p>«La capacità di stoccaggio che una foresta antica perde una volta che è stata massicciamente abbattuta e sfruttata non può essere recuperata facilmente», spiega Rob Jackson, uno degli autori dello studio.</p><h3>Come garantire che il rimboschimento svolga il proprio ruolo?</h3><p>Sebbene le foreste secondarie assorbano meno carbonio, non per questo sono meno essenziali. <strong>«I nostri risultati dimostrano che proteggere le poche foreste primarie rimaste ha un potenziale molto maggiore di quanto si pensasse.</strong> Il ripristino dei siti degradati dalla silvicoltura industriale potrebbe inoltre dare impulso alla biodiversità e consentire di immagazzinare ancora più carbonio», osserva <strong>Anders Ahlström, </strong>un altro autore dello studio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753892" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuovi-alberi-nelle-foreste-perche-non-e-una-buona-notizia.html" title="Nuovi alberi nelle foreste: perché non è una buona notizia">Nuovi alberi nelle foreste: perché non è una buona notizia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuovi-alberi-nelle-foreste-perche-non-e-una-buona-notizia.html" title="Nuovi alberi nelle foreste: perché non è una buona notizia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nuovi-alberi-nelle-foreste-perche-non-e-una-buona-notizia-1770922220176_320.jpg" alt="Nuovi alberi nelle foreste: perché non è una buona notizia"></a></article></aside><p>Lo studio dimostra infine che le stime precedenti hanno ampiamente sottovalutato il costo in termini di carbonio della trasformazione di una foresta primaria in foresta secondaria e che il rimboschimento, attuato dagli industriali da decenni, non sarà sufficiente a preservare il pianeta.</p><h3><em>Fonti dell'articolo:</em></h3><p><em>Geo, <a href="https://www.geo.fr/environnement/les-arbres-plantes-par-lhomme-stockent-bien-moins-de-carbone-que-les-forets-naturelles-231380" target="_blank">Les arbres plantés par l’homme stockent beaucoup moins de carbone que les forêts naturelles</a></em><em><br></em></p><p><em>ONF, <a href="https://www.onf.fr/vivre-la-foret/%2B/1ba8::la-foret-un-indispensable-pour-une-planete-decarbonee.html" target="_blank">La forêt : un indispensable pour une planète décarbonée</a></em><em><br></em></p><p><em>Science, <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.adz8554" target="_blank">Higher carbon storage in primary than secondary boreal forests in Sweden</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/carbonio-gli-alberi-ripiantati-dall-uomo-immagazzinano-molto-meno-co-rispetto-alle-foreste-primarie.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Roma: calo termico e grecale fino a giovedì, poi sole e caldo per il weekend del 25 aprile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-calo-termico-e-grecale-fino-a-giovedi-poi-sole-e-caldo-per-il-weekend-del-25-aprile.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 15:01:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'evoluzione del tempo per Roma per i prossimi giorni vede una transizione dalla circolazione instabile e fresca settentrionale attuale, verso una situazione più stabile. I modelli indicano, con in modo abbastanza concorde, che il fine settimana della Liberazione trascorrerà all'insegna del bel tempo e con temperature gradevoli grazie ad un progressivo rialzo termico.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa66v3m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa66v3m.jpg" id="xa66v3m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Oggi <strong>martedì 21 aprile</strong>, il Lazio e Roma sono ancora interessati da una circolazione di aria relativamente fredda proveniente dai quadranti nord-orientali. Questa situazione è determinata dalla presenza di un anticiclone sull'Atlantico settentrionale, sul cui bordo orientale scendono correnti fredde di matrice anche continentale. </p><p>Queste correnti favoriscono anche un <strong>tempo instabile soprattutto al nord e sul versante adriatico </strong>della nostra penisola, localmente anche sulle zone interne, mentre l'<strong>area tirrenica</strong> è <strong>maggiormente protetta</strong> con dei transiti nuvolosi e scarse precipitazioni, con <strong>fenomeni poco organizzati</strong> per la capitale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-roma-calo-termico-e-grecale-fino-a-giovedi-poi-deciso-miglioramento-con-sole-e-caldo-per-il-weekend-1776768644819.jpg" data-image="cei1b3hif88a"><figcaption>Dopo un inizio di settimana con tempo debolmente instabile e temperature anche leggermente sotto media, la capitale si appresta a vivere un fine settimana con temperature gradevoli, anche sopra media, ed un clima particolarmente adatto alle passeggiate all'aperto dentro e fuori la città. </figcaption></figure><p>Per la giornata di domani, <strong>mercoledì 22 aprile</strong>, i modelli evidenziano la persistenza di questo corridoio di aria fresca. Perciò il cielo <strong>su Roma</strong> risulterà ancora <strong>parzialmente nuvoloso</strong>, mentre gli addensamenti più consistenti li avremo a ridosso dell'Appennino. Tuttavia, data l'instabilità atmosferica ancora presente, <strong>non saranno del tutto da escludere degli isolati e brevi rovesci pomeridiani</strong>, ma in genere<strong> poco significativi</strong>. </p><p>Le <strong>temperature massime</strong> non dovrebbero superare i <strong>1</strong><strong>8-20°C</strong> che, per effetto della ventilazione settentrionale, <strong>potrebbero essere percepite anche più basse</strong>.</p><h2> Cambio di circolazione e tempo più stabile </h2><p>A partire da <strong>giovedì 23 aprile</strong>, assisteremo a un graduale aumento della pressione atmosferica al suolo, che tuttavia non sarà elevata. I <strong>venti di Tramontana</strong> inizieranno a perdere intensità, e anche<strong> la nuvolosità tenderà a diminuire</strong> ulteriormente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764904" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano.html" title="Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano">Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano.html" title="Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano-1776717530582_320.png" alt="Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano"></a></article></aside><p>In questa fase le <strong>temperature massime torneranno ad aumentare</strong>. Sebbene <strong>le minime </strong>di <strong>giovedì mattina risulteranno piuttosto basse</strong> a causa dell'irraggiamento favorito dal cielo sereno e dalla attenuazione del vento.</p><h2>Consolidamento del bel tempo da venerdì 24</h2><p>La giornata di <strong>venerdì 24 </strong>vedrà l'affermazione delle <strong>condizioni di stabilità</strong>. Anche la ventilazione settentrionale verrà sostituita da venti deboli, prevalentemente a regime di brezza. Il cielo si manterrà <strong>sereno o poco nuvoloso </strong>per l'intera giornata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764947" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-oggi-allerta-gialla-in-queste-6-regioni-per-temporali-e-grandinate-domenica-attesi-picchi-di-30-c.html" title="Meteo: oggi allerta gialla in queste 6 regioni per temporali e grandinate, domenica attesi picchi di +30°C">Meteo: oggi allerta gialla in queste 6 regioni per temporali e grandinate, domenica attesi picchi di +30°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-oggi-allerta-gialla-in-queste-6-regioni-per-temporali-e-grandinate-domenica-attesi-picchi-di-30-c.html" title="Meteo: oggi allerta gialla in queste 6 regioni per temporali e grandinate, domenica attesi picchi di +30°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ultime-ore-con-maltempo-prima-di-un-nuovo-rinforzo-dell-alta-pressione-1776763369306_320.png" alt="Meteo: oggi allerta gialla in queste 6 regioni per temporali e grandinate, domenica attesi picchi di +30°C"></a></article></aside><p>Di conseguenza il <strong>rialzo termico </strong>sarà evidente, specie valori nei massimi <strong>che si avvicineranno ai </strong><strong>24°C</strong>, tornando a superare leggermente le medie stagionali. Come accennato la diminuzione dell'intensità del vento renderà il <strong>clima molto gradevole. </strong></p><h2>Previsioni per il weekend: sabato 25 e domenica 26 aprile</h2><p>I modelli principali a livello globale, GFS ed ECMWF, per il prossimo fine settimana, confermano la persistenza del <strong>tempo stabile</strong>, <strong>pur in assenza di un vero e proprio campo di alta pressione sull'Italia</strong>. La pressione atmosferica, infatti, non sarà elevata, ma sufficiente a mantenere lontane le perturbazioni. Per <strong>sabato 25 aprile</strong>, su Roma si prevede una giornata di <strong>bel tempo con prevalenza di cielo sereno.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-roma-calo-termico-e-grecale-fino-a-giovedi-poi-deciso-miglioramento-con-sole-e-caldo-per-il-weekend-1776769110430.jpg" data-image="909dig2yqu8u"><figcaption>La giornata del 25 aprile a Roma trascorrerà con un cielo generalmente sereno o al massimo poco nuvoloso. Il rialzo delle temperature produrrà un clima gradevole, con massime prossime ai 25°C. </figcaption></figure><p>L'aria calda, presente soprattutto in quota, contribuirà ad un ulteriore incremento termico anche al suolo, portando le <strong>massime diurne</strong> verso i <strong>25°C, alcuni gradi sopra media</strong>. La ventilazione risulterà debole e di direzione variabile, rendendo l'ambiente ottimale per ogni attività all'aperto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-del-25-aprile-2026-gli-eventi-in-citta-e-idee-per-le-gite-fuori-porta.html" title="Cosa fare a Roma nel weekend del 25 aprile 2026: eventi in città e idee per le gite fuori porta">Cosa fare a Roma nel weekend del 25 aprile 2026: eventi in città e idee per le gite fuori porta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-del-25-aprile-2026-gli-eventi-in-citta-e-idee-per-le-gite-fuori-porta.html" title="Cosa fare a Roma nel weekend del 25 aprile 2026: eventi in città e idee per le gite fuori porta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-del-25-aprile-2026-gli-eventi-in-citta-e-idee-per-le-gite-fuori-porta-1776678297929_320.jpg" alt="Cosa fare a Roma nel weekend del 25 aprile 2026: eventi in città e idee per le gite fuori porta"></a></article></aside><p>Per la giornata di <strong>domenica 26 aprile</strong>, la situazione rimarrà sostanzialmente invariata, perciò il <strong>cielo resterà sereno</strong>, salvo il transito di <strong>innocue velature</strong> che non limiteranno in modo rilevante il soleggiamento. Le temperature massime resteranno quasi stazionarie, potendo oscillare appena intorno ai <strong>25°C</strong>. </p><p><strong>L'affidabilità</strong> di questa tendenza meteo per il fine settimana è attualmente stimata <strong>intorno al 90%</strong>, data la convergenza delle <strong>ensamble </strong>aggiornate ad oggi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-calo-termico-e-grecale-fino-a-giovedi-poi-sole-e-caldo-per-il-weekend-del-25-aprile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Piante grasse in fiore: quali scegliere e come favorire questo spettacolo a casa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Non solo resistenti e decorative: molte piante grasse regalano fioriture sorprendenti. Dalla scelta della specie alle tecniche di coltivazione, ecco come ottenerle.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225036869.jpeg" data-image="n3q9d6istdzp"><figcaption>Le piante grasse richiedono poche cure, ma farle fiorire non è sempre facile: specie utili e consigli pratici per ammirare questo spettacolo della natura</figcaption></figure><p>Le piante grasse sono generalmente apprezzate per le foglie carnose, le forme geometriche e la loro straordinaria capacità di resistere alla siccità. Meno nota, ma non meno affascinante, è la loro<strong> fioritura</strong>: uno spettacolo della natura in grado di portare <strong>colore e vita </strong>nel deserto, ma anche <strong>stupore e meraviglia</strong> sul terrazzo di casa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225313756.jpeg" data-image="48q87kr0k6np"><figcaption>Anche in natura fioriscono, portando colore e vita nelle zone aride in cui vivono</figcaption></figure><p>Le fioriture variano molto da specie a specie: alcune durano settimane, altre appena poche ore, talvolta addirittura una sola notte. Se la coltivazione di queste piante è relativamente semplice, ottenere la fioritura richiede invece qualche accortezza in più. La scelta della specie e la gestione delle condizioni ambientali giocano un ruolo determinante.</p><h2>Specie e fioriture: come orientarsi nella scelta</h2><p>Per chi desidera piante grasse fiorite, può essere utile orientarsi tra diverse tipologie, raggruppate in base a caratteristiche comuni.</p><h3>Specie facili da far fiorire</h3><p> Alcune piante sono particolarmente generose. Tra queste, il <em>Sedum palmeri</em> e il <em>Sedum spectabile</em> producono <strong>fiori gialli o rosati</strong>, generalmente in primavera o a fine estate, con una durata piuttosto prolungata. Anche molte <em>Echeveria</em> offrono fioriture frequenti, spesso dai colori caldi e vivaci. Tra le specie più apprezzate rientra anche il <strong>mesembriantemo</strong> (<em>Mesembryanthemum</em>), che produce fiori dai colori brillanti, simili a piccole margherite, particolarmente abbondanti nei mesi estivi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225202209.jpeg" data-image="ca8tq3003izb"><figcaption><em>Sedum spectabile</em></figcaption></figure><h3>Fioriture brevi o notturne</h3><p>Alcune specie, come certi cactus del genere <em>Echinopsis</em> o <em>Selenicereus</em>, sviluppano fiori spettacolari ma di <strong>brevissima durata</strong>, talvolta limitata a <strong>una sola notte</strong>. Si tratta di un<strong> adattamento evolutivo</strong>: la fioritura notturna consente l’impollinazione da parte di insetti o animali attivi nelle ore più fresche.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/_hwDdE0Gu4E/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=_hwDdE0Gu4E" id="_hwDdE0Gu4E"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><h3>Fioriture invernali</h3><p>Non tutte le piante grasse fioriscono nella stagione calda. La <em>Schlumbergera</em>, nota anche come <strong>cactus di Natale</strong>, produce fiori appariscenti tra dicembre e gennaio. È una scelta ideale per chi desidera colore nei mesi più freddi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="697498" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-piantare-le-piante-grasse-all-aperto-lo-spiegano-gli-esperti.html" title="Come piantare le piante grasse all'aperto? Lo spiegano gli esperti">Come piantare le piante grasse all'aperto? Lo spiegano gli esperti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-piantare-le-piante-grasse-all-aperto-lo-spiegano-gli-esperti.html" title="Come piantare le piante grasse all'aperto? Lo spiegano gli esperti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/como-plantar-suculentas-en-el-exterior-los-expertos-lo-explican-1739644134257_320.jpg" alt="Come piantare le piante grasse all'aperto? Lo spiegano gli esperti"></a></article></aside><h3>Fioriture primaverili ed estive</h3><p>Molte specie seguono un ciclo più tradizionale. Le <em>Mammillaria</em> e le <em>Rebutia</em>, ad esempio, fioriscono in primavera con<strong> corolle vivaci</strong>, mentre alcune <em>Crassula</em> e <em>Aloe</em> mostrano i loro fiori nei mesi estivi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225232367.jpeg" data-image="iunwmfnuxf77"><figcaption><em>Rebutia</em></figcaption></figure><p>Questa varietà permette di combinare diverse piante per ottenere <strong>fioriture distribuite durante tutto l’anno</strong>.</p><h2>Come favorire la fioritura</h2><p>Indurre una pianta grassa a fiorire richiede <strong>condizioni specifiche</strong>, spesso legate al suo <strong>ciclo naturale</strong>.</p><p>Un elemento fondamentale è il <strong>periodo di riposo</strong>: molte specie necessitano di una fase invernale fresca e con irrigazioni molto ridotte. Questo “stress controllato” stimola la successiva produzione di fiori.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225464546.jpeg" data-image="s0e2x0rdp0oi"><figcaption><em>Ariocarpus agavoides</em></figcaption></figure><p>Il <strong>substrato</strong> deve essere ben drenante, per evitare ristagni che compromettono la salute della pianta. Anche la <strong>luce</strong> è determinante: la maggior parte delle specie richiede esposizioni molto luminose, talvolta anche sole diretto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="708420" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alle-piante-grasse-tipologie-cure-e-trucchi-per-mantenerle-in-perfette-condizioni.html" title="Guida alle piante grasse: tipologie, cure e trucchi per mantenerle in perfette condizioni">Guida alle piante grasse: tipologie, cure e trucchi per mantenerle in perfette condizioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alle-piante-grasse-tipologie-cure-e-trucchi-per-mantenerle-in-perfette-condizioni.html" title="Guida alle piante grasse: tipologie, cure e trucchi per mantenerle in perfette condizioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guia-sobre-suculentas-tipos-cuidados-y-trucos-para-mantenerlas-perfectas-1743965269154_320.jpg" alt="Guida alle piante grasse: tipologie, cure e trucchi per mantenerle in perfette condizioni"></a></article></aside><p>La <strong>concimazione</strong> può aiutare, ma deve essere equilibrata: fertilizzanti troppo ricchi di azoto favoriscono lo sviluppo vegetativo a discapito della fioritura. Meglio scegliere prodotti con una maggiore presenza di fosforo e potassio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225523018.jpeg" data-image="rsxo7vskjse2"><figcaption><em>Lophophora williamsii</em></figcaption></figure><p>Alcune piante richiedono <strong>attenzioni specifiche</strong>: la <em>Schlumbergera</em>, ad esempio, beneficia di <strong>giornate più corte e temperature moderate</strong> per avviare la fioritura, mentre molti cactus hanno bisogno di percepire un <strong>cambio stagionale marcato</strong> tra il periodo di riposo invernale e la primavera.</p><h2>La fioritura: la vera sfida dell'hobbista</h2><p>Con le piante grasse, la vera sfida non è mantenerle in vita, ma indurle a fiore. Dopo tanta pazienza, dedizione e cura, quando la fioritura va a buon fine, la ricompensa è evidente: un piccolo spettacolo naturale che trasforma un angolo di casa in una piccola e suggestiva oasi desertica.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un tuffo nella Nebulosa Trifida: il nuovo sguardo di Hubble sulle stelle nascenti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-tuffo-nella-nebulosa-trifida-il-nuovo-sguardo-di-hubble-sulle-stelle-nascenti.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:14:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Hubble celebra 36 anni con una nuova immagine della Nebulosa Trifida, mostrando stelle giovani e cambiamenti rapidi. Uno sguardo unico sulla formazione stellare e sull’evoluzione dinamica dell’Universo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-tuffo-nella-nebulosa-trifida-il-nuovo-sguardo-di-hubble-sulle-stelle-nascenti-1776757731673.png" data-image="zn16h8akalol" alt="Nebulosa Trifida" title="Nebulosa Trifida"><figcaption>Piccola regione della Nebulosa Trifida osservata da Hubble con la Wide Field Camera 3 in occasione del suo 36esimo anniversario. Credit: NASA, ESA, STScI</figcaption></figure><p>L’Universo è spesso percepito come immobile, dominato da tempi troppo lunghi per essere osservati direttamente. Tuttavia, <strong>alcune regioni del cosmo mostrano cambiamenti sorprendenti anche su scale temporali "umane".</strong><br>Le nebulose, in particolare, sono tra questi ambienti dinamici in cui <br>grazie ai telescopi spaziali possiamo osservare queste trasformazioni nel dettaglio. Tra gli esempi più affascinanti c’è la<strong> Nebulosa Trifida, recentemente osservata da Hubble.</strong></p><h2>Hubble torna nella Nebulosa Trifida</h2><p><strong>Il telescopio spaziale Hubble ha celebrato il suo 36° anniversario</strong> osservando un oggetto celeste particolarmente interessante in quanto sede di un’intensa attività di formazione stellare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="691429" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/astronomia-da-10-anni-il-telescopio-hubble-tiene-sotto-occhio-i-giganti-del-nostro-sistema-solare.html" title="Astronomia, da 10 anni il telescopio Hubble tiene sott'occhio i giganti del nostro Sistema Solare">Astronomia, da 10 anni il telescopio Hubble tiene sott'occhio i giganti del nostro Sistema Solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/astronomia-da-10-anni-il-telescopio-hubble-tiene-sotto-occhio-i-giganti-del-nostro-sistema-solare.html" title="Astronomia, da 10 anni il telescopio Hubble tiene sott'occhio i giganti del nostro Sistema Solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-un-grande-fratello-da-10-anni-il-telescopio-hubble-tiene-sotto-occhio-i-giganti-del-nostro-sistema-solare-1736450140690_320.png" alt="Astronomia, da 10 anni il telescopio Hubble tiene sott'occhio i giganti del nostro Sistema Solare"></a></article></aside><p>Parliamo della <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nebulosa_Trifida">Nebulosa Trifida</a></strong> posizionata in direzione della costellazione del Sagittario a circa 5000 anni luce di distanza.</p><div class="texto-destacado">La nebulosa Trifida deve il suo nome alle abbondanti polveri oscure in essa presenti che le conferiscono una peculiare forma a tre lobi. Trifida è un aggettivo di origine latina che significa “diviso in tre parti” o “terminante con tre punte”.</div><p>Ma perché proprio questa nebulosa è stata osservata per celebrare un anniversario?</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-tuffo-nella-nebulosa-trifida-il-nuovo-sguardo-di-hubble-sulle-stelle-nascenti-1776763443741.png" data-image="ryu5idzt5d24" alt="Nebulosa Trifida" title="Nebulosa Trifida"><figcaption>La Nebulosa Trifida. Credit: ESO</figcaption></figure><p>Ricordiamo che il telescopio <strong>Hubble</strong> ha iniziato le osservazioni nel 1990. Circa trent’anni fa, <strong>nel 1997 ha acquisito le sue prime immagini proprio di questa nebulosa</strong>, o meglio di una sua piccola regione.</p><p>Questa rivisitazione della stessa regione della Nebulosa Trifida ha permesso un <strong>confronto tra due epoche diverse</strong>, svelando come in appena 30 anni, un tempo astronomico veramente breve, ci siano stati significativi cambiamenti all’interno di questa regione. </p><p>Il nuovo scatto mostra con maggiore dettaglio stelle giovani, gas e polveri in continua evoluzione.<br></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760423" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nebulosa-del-granchio-mille-anni-dopo-un-esplosione-ancora-in-evoluzione.html" title="La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione">La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nebulosa-del-granchio-mille-anni-dopo-un-esplosione-ancora-in-evoluzione.html" title="La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nebulosa-del-granchio-mille-anni-dopo-un-esplosione-ancora-in-evoluzione-1774346980507_320.png" alt="La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione"></a></article></aside><p>La Nebulosa Trifida è un ambiente estremamente dinamico, in cui il gas e la polvere interstellare stanno dando luogo alla formazione di nuove stelle. Grazie alla straordinaria risoluzione di Hubble, è possibile studiare questi meccanismi su tempi scala umani.</p><h2>Stelle giovani e un ambiente in trasformazione</h2><p>Nell’immagine di Hubble si osserva <strong>una popolazione di giovani stelle immerse in un ambiente turbolento costituito da gas e polveri.</strong> A dare forma a questo ambiente è la radiazione intensa emessa dalle stelle che scolpisce il gas circostante, erodendolo, comprimendolo o disperdendolo e creando forme filamentose intricate e spettacolari.</p><p>E’ quello che gli astronomi considerano un vero e proprio laboratorio naturale per studiare e poter comprendere i primi stadi della vita stellare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-tuffo-nella-nebulosa-trifida-il-nuovo-sguardo-di-hubble-sulle-stelle-nascenti-1776758237266.png" data-image="is6qom9m0qlf"></figure><div class="refranes">Questa regione di formazione stellare appare blu in alto a sinistra, marrone e ambra dall'alto a destra al centro in basso, e nera in basso a destra. Piccole stelle color ambra fluttuano al suo interno. Verso sinistra si nota una forma marrone che ricorda una testa con due corna. Un'etichetta, HH 399 jet, indica il corno sinistro. Una seconda etichetta, possibile controgetto, indica un'area più rossa all'interno del "corpo" di polvere marrone.<br></div><p><strong>Le stelle appena nate interagiscono con l’ambiente circostante e lo influenzano profondamente. </strong>Infatti, la loro luce e i loro venti stellari modellano il gas circostante, interrompendo o favorendo la nascita di nuove stelle. Hubble mostra chiaramente come queste interazioni rendano la nebulosa un sistema in continuo cambiamento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/per-caso-hubble-scopre-che-la-cometa-c-2025-k1-atlas-si-sta-frammentando-mai-prima-era-successo.html" title="Hubble scopre 'casualmente' che la cometa C/2025 K1 (ATLAS) si sta frammentando: non era mai successo prima">Hubble scopre "casualmente" che la cometa C/2025 K1 (ATLAS) si sta frammentando: non era mai successo prima</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/per-caso-hubble-scopre-che-la-cometa-c-2025-k1-atlas-si-sta-frammentando-mai-prima-era-successo.html" title="Hubble scopre 'casualmente' che la cometa C/2025 K1 (ATLAS) si sta frammentando: non era mai successo prima"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/per-caso-hubble-scopre-che-la-cometa-c-2025-k1-atlas-si-sta-frammentando-mai-prima-era-successo-1774033690042_320.png" alt="Hubble scopre 'casualmente' che la cometa C/2025 K1 (ATLAS) si sta frammentando: non era mai successo prima"></a></article></aside><p>Il confronto con le immagini del passato mostra come <strong>in pochi decenni siano possibili variazioni significative</strong> mostrando come i processi di formazione stellare possano evolversi più rapidamente di quanto si pensasse. Questo aspetto rende la Trifida un caso di studio particolarmente prezioso per l’astrofisica moderna.</p><h2>Un Universo dinamico e in continua evoluzione</h2><p>Uno degli aspetti più affascinanti di questa osservazione è la possibilità di vedere il cambiamento in tempo reale su scala cosmica.<br>Le immagini di Hubble mostrano come oggetti celesti che tendiamo a pensare statici, o comunque soggetti a evoluzione su tempi lunghissimi, in effetti siano soggetti a variazioni quasi in tempo reale, effetti oggi visibili grazie al progresso tecnologico.</p><p><strong>Il confronto delle immagini attuali con quelle di 30 anni fa mostrano variazioni di luminosità del gas, trasformazioni nella struttura del gas e delle polveri.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674569" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ai-confini-della-nostra-galassia-osservata-un-intensa-attivita-di-formazione-stellare.html" title="Ai confini della nostra Galassia osservata un’intensa attività di formazione stellare">Ai confini della nostra Galassia osservata un’intensa attività di formazione stellare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ai-confini-della-nostra-galassia-osservata-un-intensa-attivita-di-formazione-stellare.html" title="Ai confini della nostra Galassia osservata un’intensa attività di formazione stellare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ai-confini-della-nostra-galassia-osservata-un-intensa-attivita-di-formazione-stellare-1726567250994_320.png" alt="Ai confini della nostra Galassia osservata un’intensa attività di formazione stellare"></a></article></aside><p>Hubble, lanciato nel 1990, continua a essere uno dei telescopi più importanti per lo studio dell’Universo. Oltre alla sua impeccabile performance,<strong> la sua longevità risulta un vero punto di forza,</strong> essendo tra i pochissimi telescopi spaziali che permettano di confrontare l'immagine di stessi oggetti celesti in epoche diverse.</p><p>Con questa nuova immagine della Nebulosa Trifida Hubble celebra non solo il suo 36<sup>0</sup> anniversario ma dimostra concretamente quanto l’Universo sia vivo e dinamico. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-tuffo-nella-nebulosa-trifida-il-nuovo-sguardo-di-hubble-sulle-stelle-nascenti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dopo 7.300 anni una gigantesca caldera vulcanica del Giappone si sta riempiendo nuovamente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-7-300-anni-una-gigantesca-caldera-vulcanica-del-giappone-si-sta-riempiendo-nuovamente.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La camera magmatica derivante dalla più grande eruzione vulcanica dell'Olocene si sta riempiendo. Questa scoperta, effettuata dall'Università di Kobe sulla caldera di Kikai in Giappone, ci permette di comprendere meglio i vulcani a caldera gigante come Yellowstone o Toba in generale, e ci avvicina alla previsione del loro comportamento.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldera-de-japon-se-esta-volviendo-a-llenar-1774764763285.jpg" data-image="18p14kpmbjap" alt="Giappone." title="Giappone."><figcaption>Sappiamo molto poco sui processi che portano a una nuova eruzione di supervulcani, come la caldera di Kikai in Giappone, che è in gran parte sommersa, e quindi non siamo in grado di fare previsioni. Crediti: Seama Nobukazu.</figcaption></figure><p>Alcuni vulcani eruttano con una tale violenza, espellendo più magma di quanto potrebbe ricoprire l'intero Central Park (12 km di profondità), che tutto ciò che rimane è un grande cratere relativamente poco profondo, chiamato "caldera". Esempi di questi supervulcani includono la caldera di Yellowstone, la caldera di Toba e la caldera di Kikai, in gran parte sommersa, in Giappone, <strong>la cui ultima eruzione risale a 7.300 anni fa e fu la più grande eruzione vulcanica dell'attuale epoca geologica,</strong> l'Olocene. Sappiamo che questi vulcani possono eruttare di nuovo, ma sappiamo molto poco sui processi che precedono un'eruzione e siamo quindi impreparati a fare previsioni. "Dobbiamo capire come si accumulano quantità così ingenti di magma per capire come si verificano le eruzioni di caldere giganti", afferma il geofisico <strong>Seama Nobukazu</strong> dell'Università di Kobe.</p><p>Il fatto che la caldera di Kikai sia in gran parte sommersa è, di fatto, un vantaggio quando si affrontano questioni di questo tipo. <strong>Seama</strong> spiega: <strong>"la sua posizione sottomarina ci permette di condurre studi sistematici su larga scala".</strong> Per questo motivo, il ricercatore dell'Università di Kobe ha collaborato con l'Agenzia giapponese per le scienze e le tecnologie marine e terrestri (JAMSTEC) e ha utilizzato una serie di cannoni ad aria compressa che generano impulsi sismici artificiali, insieme a sismometri sul fondo oceanico che registrano la propagazione delle onde sismiche attraverso la crosta terrestre, per comprenderne lo stato attuale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="699636" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/eruzione-del-vesuvio-del-79-d-c-la-caldissima-nube-di-gas-ardente-trasformo-il-cervello-di-un-uomo-in-vetro.html" title="Caso unico al mondo: l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha trasformato in vetro il cervello di un uomo ">Caso unico al mondo: l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha trasformato in vetro il cervello di un uomo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/eruzione-del-vesuvio-del-79-d-c-la-caldissima-nube-di-gas-ardente-trasformo-il-cervello-di-un-uomo-in-vetro.html" title="Caso unico al mondo: l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha trasformato in vetro il cervello di un uomo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/eruzione-del-vesuvio-del-79-d-c-la-caldissima-nube-di-gas-ardente-trasformo-il-cervello-di-un-uomo-in-vetro-1740997336609_320.jpg" alt="Caso unico al mondo: l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha trasformato in vetro il cervello di un uomo "></a></article></aside><p>Il team ha ora pubblicato i suoi risultati sulla rivista Communications Earth & Environment. Hanno scoperto una regione composta principalmente da magma direttamente sotto il vulcano che eruttò 7.300 anni fa e ne hanno caratterizzato le dimensioni e la forma. Seama afferma: <strong>"Considerata la sua estensione e la sua posizione, è chiaro che si tratta dello stesso serbatoio magmatico dell'eruzione precedente".</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldera-de-japon-se-esta-volviendo-a-llenar-1774764959029.jpg" data-image="mbx4zvzxjpq2" alt="Caldera vulcanica." title="Caldera vulcanica."><figcaption>Il geofisico Seama Nobukazu dell'Università di Kobe e il suo team hanno scoperto una regione composta in gran parte da magma direttamente sotto il vulcano che eruttò 7.300 anni fa, caratterizzando le dimensioni e la forma del serbatoio magmatico. Afferma: "Data la sua estensione e posizione, è chiaro che si tratta dello stesso serbatoio magmatico dell'eruzione precedente". Fonte: A. Nagaya et al. (2026), Communications Earth & Environment (DOI 10.1038/s43247-026-03347-9)</figcaption></figure><p>Ma questo magma probabilmente non è un residuo di quell'eruzione. I ricercatori hanno notato che un nuovo duomo lavico si sta formando al centro della caldera da 3.900 anni, e le analisi chimiche hanno mostrato che il materiale prodotto da questa e da altre recenti attività vulcaniche ha una composizione diversa rispetto al materiale espulso durante l'ultima grande eruzione. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>"Questo significa che il magma attualmente presente nel serbatoio magmatico sotto il duomo lavico è probabilmente magma di recente iniezione", riassume Seama. Ciò consente ai ricercatori di proporre un modello generale per il riempimento dei serbatoi magmatici sotto i vulcani a caldera.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>"Questo modello di re-iniezione del magma è coerente con l'esistenza di grandi serbatoi magmatici superficiali sotto altre caldere giganti come Yellowstone e Toba", afferma Seama, auspicando che le scoperte del suo team contribuiscano alla comprensione dei cicli di approvvigionamento magmatico successivi alle eruzioni giganti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758757" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-vulcani-di-fango-in-sicilia-rivelano-un-fenomeno-inaspettato-geyser-freddi-e-gas-naturale-nascosto.html" title="I vulcani di fango in Sicilia rivelano un fenomeno inaspettato: “geyser freddi” e gas naturale nascosto">I vulcani di fango in Sicilia rivelano un fenomeno inaspettato: “geyser freddi” e gas naturale nascosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-vulcani-di-fango-in-sicilia-rivelano-un-fenomeno-inaspettato-geyser-freddi-e-gas-naturale-nascosto.html" title="I vulcani di fango in Sicilia rivelano un fenomeno inaspettato: “geyser freddi” e gas naturale nascosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-vulcani-di-fango-in-sicilia-rivelano-un-fenomeno-inaspettato-geyser-freddi-e-gas-naturale-nascosto-1773653650456_320.jpeg" alt="I vulcani di fango in Sicilia rivelano un fenomeno inaspettato: “geyser freddi” e gas naturale nascosto"></a></article></aside><p>Conclude dicendo: "Vogliamo perfezionare i metodi che si sono dimostrati così utili in questo studio per ottenere una comprensione più approfondita dei processi di re-iniezione. Il nostro obiettivo finale è quello di poter monitorare meglio gli indicatori cruciali di future eruzioni giganti."</p><p><a href="https://www.kobe-u.ac.jp/en/" target="_blank"></a></p><h3><em>Fonte:</em></h3><p><em>Nagaya, A., Seama, N., Fujie, G. et al. Melt re-injection into large magma reservoir after giant caldera eruption at Kikai Caldera Volcano. Commun Earth Environ 7, 237 (2026). </em><a href="https://doi.org/10.1038/s43247-026-03347-9" target="_blank"><em>https://doi.org/10.1038/s43247-026-03347-9</em></a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-7-300-anni-una-gigantesca-caldera-vulcanica-del-giappone-si-sta-riempiendo-nuovamente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: oggi allerta gialla in queste 6 regioni per temporali e grandinate, domenica attesi picchi di +30°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-oggi-allerta-gialla-in-queste-6-regioni-per-temporali-e-grandinate-domenica-attesi-picchi-di-30-c.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:02:17 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una perturbazione sta ancora interessando le regioni adriatiche ma nei prossimi giorni lascerà l’Italia permettendo un nuovo rinforzo dell’alta pressione con conseguente aumento della stabilità atmosferica.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa66lf4"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa66lf4.jpg" id="xa66lf4"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Una perturbazione sta ridiscendendo l’Italia, <strong>lambendo le regioni adriatiche dove porterà condizioni di generale maltempo</strong>, segnalato anche dalle numerose allerte per rischio temporali diramate dal Dipartimento della Protezione Civile.</p><p><strong>Per la giornata odierna infatti abbiamo l’allerta gialla per rischio temporali e grandinate</strong> in Lombardia, in Emilia Romagna, in Umbria, in Abruzzo, in Molise e in Puglia. In Abruzzo, Molise e Puglia <strong>è presente anche l’allerta per rischio idrogeologico</strong>, ovvero il rischio di avere frane o smottamenti.</p><p>Ovviamente, nel ridiscendere lo stivale <strong>la perturbazione andrà a colpire dapprima le regioni settentrionali</strong>, poi quelle centrali e infine quelle meridionali.</p><h2>Ancora maltempo, specie sui settori adriatici</h2><p>Al momento <strong>le precipitazioni stanno ancora interessando le regioni centro-settentrionali</strong>, in particolare l’Emilia Romagna dove si registrano rovesci e temporali, <strong>accompagnati anche da numerose fulminazioni</strong>.</p><div class="texto-destacado">Nel corso del pomeriggio poi i fenomeni si rinforzeranno al centro-sud, <strong>colpendo in maniera più vigorosa le regioni centrali</strong>, in particolare l’Umbria e l’Abruzzo.</div><p>A seguire sarà il turno delle regioni meridionali, che <strong>saranno maggiormente interessate dalla perturbazione durante la giornata di domani</strong>. Pure in questo caso non mancheranno rovesci e temporali sparsi che <strong>avranno luogo soprattutto sulle regioni peninsulari</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ultime-ore-con-maltempo-prima-di-un-nuovo-rinforzo-dell-alta-pressione-1776763369306.png" data-image="muygdh8do3dq" alt="Precipitazione cumulata" title="Precipitazione cumulata"><figcaption>Precipitazione cumulata in Italia nel corso dei prossimi giorni.</figcaption></figure><p>Giovedì invece la perturbazione arriverà ancora più a sud e <strong>toccherà alla Sicilia e in parte alla Calabria vivere le condizioni di instabilità più decisa</strong>. Avremo nubi irregolari con <strong>fenomeni anche stavolta di moderata o forte intensità</strong>, con rovesci e possibili temporali.</p><p>Durante il suo percorso <strong>la saccatura depressionaria porterà anche generali cali termici</strong>, con le temperature che, dall’essere diffusamente al di sopra del normale <strong>torneranno più basse, con anomalie termiche prossime ai -10 gradi</strong>, in particolare sulle regioni adriatiche.</p><p>Insomma <strong>tornerà a fare abbastanza freddo, ma si tratterà solo di una breve parentesi</strong>, infatti già da venerdì, quando il campo di alta pressione tornerà a rinforzarsi sull’Italia, le temperature torneranno ad aumentare, <strong>regalandoci un fine settimana con temperature miti e gradevoli</strong>, ossia con valori massimi diffusamente compresi tra i 20 e i 25 gradi, <strong>con punte addirittura prossime ai 30 gradi</strong> durante la giornata di domenica.</p><h2>Fine settimana col caldo e col bel tempo</h2><p>Per quanto riguarda <strong>il tempo da venerdì tornerà ad essere in prevalenza asciutto e soleggiato</strong>. Di tanto in tanto potremo assistere al passaggio di qualche innocua velatura, nubi alte e di tipo stratificato, <strong>troppo tenui e poco consistenti per riuscire a portare fenomeni</strong>, oppure alla formazione di isolati addensamenti nuvolosi a ridosso delle maggiori cime appenniniche e alpine, ma <strong>anche in questo caso senza precipitazioni degne di nota associate</strong>.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xa66py8"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa66py8.jpg" id="xa66py8"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questa condizione meteorologica <strong>si ripeterà anche nel corso della giornata di sabato</strong>, mentre domenica un leggero indebolimento dell’anticiclone porterà ad <strong>un aumento della nuvolosità sia al nord che sulle due isole maggiori</strong>, ancora però senza fenomeni di rilievo a parte <strong>isolati piovaschi che potranno interessare le regioni nord-orientali</strong> soprattutto tra la giornata di domenica e lunedì.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Infine, osservando la tendenza meteo per la prossima settimana, <strong>sembrerebbe confermata la presenza del campo di alta pressione</strong>, ciò significa che l’Italia risulterà tendenzialmente protetta dall’arrivo di nuove perturbazioni. Ciò però <strong>non esclude la possibilità di avere condizioni di locale variabilità atmosferica</strong>, in particolare sulle zone montane e pedemontane durante le ore centrali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-oggi-allerta-gialla-in-queste-6-regioni-per-temporali-e-grandinate-domenica-attesi-picchi-di-30-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il ritorno dell'alta pressione porterà un po' di stabilità, ma non ovunque. In alcune aree non mancherà l'instabilità pomeridiana, ecco dove. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa64e0m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa64e0m.jpg" id="xa64e0m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo l’instabilità di questi giorni, durante <strong>il ponte del 25 aprile</strong> si assisterà ad un graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche, per un modesto promontorio anticiclonico che riuscirà a garantire una certa stabilità.</p><p>In sostanza ciò si tradurrà in giornate soleggiate, con cielo sereno o poco nuvoloso e temperature che andranno ad aumentare, soprattutto nei valori massimi. Quindi un clima decisamente più mite, ideale per le gite fuori porta, o i pic nic all’aperto. </p><h2><strong>Leggere infiltrazioni fresche sui settori adriatici e al Sud</strong></h2><p>Il giorno della Liberazione vedrà condizioni di bel tempo, con cielo sereno o poco nuvoloso su quasi tutte le nostre regioni. Possibili annuvolamenti cumuliformi sui rilievi, ma senza fenomeni significativi.</p><p>Durante il prossimo fine settimana, mentre l’alta pressione tornerà ad allungare i propri elementi verso l’Italia, sull’Europa orientale si assisterà alla discesa di un blocco d’aria fredda che riporterà condizioni climatiche più tipiche per l’inverno in molti Paesi dell’Europa nord-orientale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano-1776717530582.png" data-image="c7q9oyf16hm7" alt="Meteo Italia." title="Meteo Italia."><figcaption>Ecco il tempo atteso sull'Italia nei prossimi giorni. </figcaption></figure><p>Questa avvezione fredda scivolerà fino ai Balcani, sfiorando appena le nostre aree più orientali. In modo particolare il Nord-Est, e le coste adriatiche. Solo in queste aree, in particolare nella giornata di domenica, <strong>ci sarà un po’ di instabilità, capace di produrre qualche pioggia, o rovescio. </strong></p><p>Nelle aree interne dell’Appennino, durante il pomeriggio, non si potrà escludere lo sviluppo di qualche temporale di calore, a carattere isolato, in rapido dissolvimento nel corso del tardo pomeriggio e della serata successiva. </p><h2><strong>Atteso un significativo rialzo termico al Centro-Nord</strong></h2><p>L’aria piuttosto mite spinta dall’anticiclone favorirà un aumento delle temperature massime, soprattutto sulle regioni del Centro-Nord. In diverse località si potranno raggiungere o superare i <strong>+25°C +26°C,</strong> con picchi localmente superiori. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764806" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsione-per-la-settimana-e-tendenza-per-il-weekend-prima-instabilita-e-calo-termico-poi-rimonta-dell-alta-pressione.html" title="Meteo, previsioni per la settimana e tendenza weekend: prima temporali e calo termico, poi rimonta dell'alta pressione">Meteo, previsioni per la settimana e tendenza weekend: prima temporali e calo termico, poi rimonta dell'alta pressione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsione-per-la-settimana-e-tendenza-per-il-weekend-prima-instabilita-e-calo-termico-poi-rimonta-dell-alta-pressione.html" title="Meteo, previsioni per la settimana e tendenza weekend: prima temporali e calo termico, poi rimonta dell'alta pressione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsione-per-la-settimana-e-tendenza-per-il-weekend-prima-instabilita-e-calo-termico-poi-rimonta-dell-alta-pressione-1776696450045_320.jpg" alt="Meteo, previsioni per la settimana e tendenza weekend: prima temporali e calo termico, poi rimonta dell'alta pressione"></a></article></aside><p>Al Sud e sulle Isole farà meno caldo, ma il clima rimarrà molto mite, senza particolari picchi, ma con un clima gradevole e primaverile. Lungo le coste prevarranno le brezze, mentre i mari si presenteranno per lo più poco mossi, un po’ più increspati i bacini meridionali. </p><h2><strong>Alcuni consigli per il weekend</strong></h2><p>Chi ha già programmato escursioni in montagna, visite alle città d’arte o un weekend al mare può stare tranquillo: il rischio di rovinare i piani con piogge insistenti è basso. L’unica accortezza è quella di tenere in auto o nello zaino un k-way leggero per i possibili acquazzoni pomeridiani di breve durata, soprattutto se si è diretti verso il Nord-Est domenica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764778" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro.html" title="Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia">Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro.html" title="Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro-1776672096967_320.png" alt="Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia"></a></article></aside><p>In sintesi, il ponte del 25 Aprile 2026 si prospetta come uno dei più favorevoli degli ultimi anni, con tanto sole, temperature in aumento.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I luoghi più ventosi della Terra: dalle cime degli ottomila alle coste antartiche]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-luoghi-piu-ventosi-della-terra-dalle-cime-degli-ottomila-alle-coste-antartiche.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 05:51:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>I luoghi più ventosi della Terra si trovano negli oceani, soprattutto in una fascia situata nell'emisfero australe, e sulle cime delle montagne. Ma ci sono altre curiosità che vi sorprenderanno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-lugares-mas-ventosos-de-la-tierra-de-las-cimas-de-los-ochomiles-a-las-costas-antarticas-1776410595589.jpg" data-image="4t3v8wxdno56" alt="albero inclinato dal vento" title="albero inclinato dal vento"><figcaption>Nelle zone molto ventose, gli alberi e gli arbusti inclinati rivelano la direzione dei venti dominanti.</figcaption></figure><p>Il vento, che possiamo definire come <strong>il movimento dell’aria in un piano orizzontale rispetto alla superficie terrestre</strong>, ha come causa principale le differenze di pressione atmosferica che si generano proprio sulla superficie terrestre a causa del riscaldamento disomogeneo a cui è sottoposta. La sua grande variabilità (sia in velocità sia in direzione di provenienza) dipende anche da altri fattori come il rilievo e l’attrito.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Il vento, che possiamo definire come <strong>il movimento dell’aria in un piano orizzontale rispetto alla superficie terrestre</strong>, ha come causa principale le differenze di pressione atmosferica che si generano proprio sulla superficie terrestre a causa del riscaldamento disomogeneo a cui è sottoposta. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Su scala globale, le zone più ventose della Terra sono quelle oceaniche</strong>; lì, sulla superficie marina, l’attrito dell’aria si riduce significativamente rispetto a quello presente sulle aree continentali.</p><p>Tra tutte le aree oceaniche (che coprono il 71% della superficie terrestre), <strong>la fascia che circonda la Terra tra i paralleli 40 e 60 sud è quella in cui il vento, in media, soffia con maggiore intensità e persistenza</strong>. Si tratta di una zona quasi priva di ostacoli terrestri.</p><h2><strong>Il vento sulle cime</strong></h2><p><strong>L’intensità del vento aumenta man mano che si sale di quota nell’atmosfera</strong>, poiché la densità dell’aria diminuisce e con essa anche l’attrito molecolare all’interno della miscela gassosa che forma il mezzo atmosferico. </p><p>Si registra inoltre una progressiva diminuzione dell’attrito con il suolo all’aumentare dell’altitudine. Nei primi 2.000 metri circa di atmosfera (la cosiddetta strato limite planetario [SLP]), <strong>il vento aumenta con la quota proprio per la graduale riduzione dell’attrito dell’aria con il terreno</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-lugares-mas-ventosos-de-la-tierra-de-las-cimas-de-los-ochomiles-a-las-costas-antarticas-1776410639467.jpg" data-image="xrkp7kwguxac" alt="Ventisca" title="Ventisca"><figcaption>Forte bufera di neve sulle cime del Lhotse (8.526 m) e del Nuptse (7.861 m), nella catena dell’Himalaya</figcaption></figure><p><strong>Al di sopra dello strato limite planetario, la densità dell’aria è minore</strong> (e di conseguenza anche la pressione atmosferica), fattore che contribuisce ad aumentare l’intensità del vento. <strong>È per questo motivo che sulle cime delle montagne soffiano spesso venti forti</strong>, tanto più intensi quanto maggiore è l’altitudine. Il caso più estremo si trova nelle montagne oltre gli ottomila metri presenti sulla Terra, la maggior parte delle quali si trova nella catena dell’Himalaya.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="739916" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-il-deserto-del-sahara-arriva-fino-a-casa-nostra-la-potente-dinamica-del-vento-di-scirocco.html" title="Quando il deserto del Sahara arriva fino a casa nostra: la potente dinamica del vento di Scirocco">Quando il deserto del Sahara arriva fino a casa nostra: la potente dinamica del vento di Scirocco</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-il-deserto-del-sahara-arriva-fino-a-casa-nostra-la-potente-dinamica-del-vento-di-scirocco.html" title="Quando il deserto del Sahara arriva fino a casa nostra: la potente dinamica del vento di Scirocco"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-il-deserto-del-sahara-arriva-fino-a-casa-nostra-la-potente-dinamica-del-vento-di-scirocco-1763397053009_320.jpg" alt="Quando il deserto del Sahara arriva fino a casa nostra: la potente dinamica del vento di Scirocco"></a></article></aside><p>Per le ragioni appena descritte, <strong>sulle grandi vette della Terra soffiano frequentemente venti estremi</strong>, in molti casi a causa dell’impatto diretto delle correnti a getto. Nel caso di montagne iconiche come l’Everest (8.849 m) o il K2 (8.611 m), <strong>nei mesi invernali (tra dicembre e aprile) il vento può talvolta superare i 300 km/h</strong>.</p><p><strong>Queste condizioni sono incompatibili con un’alpinismo sicuro</strong>, che infatti si concentra nei mesi estivi, cercando sempre finestre di “bel tempo” adatte per tentare la salita delle sempre pericolose vette oltre gli ottomila metri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-lugares-mas-ventosos-de-la-tierra-de-las-cimas-de-los-ochomiles-a-las-costas-antarticas-1776410667041.jpg" data-image="g6mevky9sfvu" alt="Osservatorio del Monte Washington" title="Osservatorio del Monte Washington"><figcaption>Osservatorio del Monte Washington, USA. Foto: © Mike Theiss. Fonte: Peapix.</figcaption></figure><p>Non è necessario salire su montagne così elevate per trovare condizioni di vento estremo. <strong>La posizione geografica è un fattore che in alcuni casi risulta determinante</strong>. </p><p>Un buon esempio è il <strong>Monte Washington (1.917 m)</strong>, nello stato del New Hampshire, nel nord-est degli Stati Uniti. Si tratta di una montagna isolata, situata in una piccola catena montuosa perpendicolare ai venti dominanti della zona (da Ovest e Nord-Ovest), il che provoca un’accelerazione dei venti in vetta, dove si trova un osservatorio meteorologico.</p><p><strong>Qui si registrano talvolta venti straordinari</strong>, grazie anche a un ulteriore fattore decisivo: in questa area <strong>convergono tre traiettorie principali delle perturbazioni</strong> che attraversano il nord degli Stati Uniti. Sia quelle che arrivano dal Canada, sia quelle che scorrono più a sud finiscono per influenzare, in misura variabile, il Monte Washington.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759668" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-bora-di-trieste-il-vento-violento-che-puo-raggiungere-i-150-km-h-sulla-costa-adriatica.html" title="Arriva la Bora di Trieste, il vento violento che può raggiungere i 150 km/h sulla costa adriatica">Arriva la Bora di Trieste, il vento violento che può raggiungere i 150 km/h sulla costa adriatica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-bora-di-trieste-il-vento-violento-che-puo-raggiungere-i-150-km-h-sulla-costa-adriatica.html" title="Arriva la Bora di Trieste, il vento violento che può raggiungere i 150 km/h sulla costa adriatica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/arriva-la-bora-di-trieste-il-vento-violento-che-puo-raggiungere-i-150-km-h-sulla-costa-adriatica-1773912184181_320.jpg" alt="Arriva la Bora di Trieste, il vento violento che può raggiungere i 150 km/h sulla costa adriatica"></a></article></aside><p><strong>Il 12 aprile 1934 sulla sua cima fu registrata una raffica di vento di 372 km/h</strong>, che per oltre 70 anni è stata la più intensa mai misurata dalla rete di osservatori dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale.</p><h2><strong>I venti catabatici dell’Antartide</strong></h2><p><strong>Un altro luogo straordinariamente ventoso della Terra</strong> (il territorio dove in media soffiano i venti più forti) <strong>è l’Antartide</strong>, in particolare la vasta fascia costiera della sua parte orientale. Qui, nel grande continente bianco, si verifica una peculiarità unica al mondo, che dà origine a venti fortissimi e gelidi.</p><p><strong>L’interno del continente antartico è dominato da un’enorme piattaforma polare, coperta permanentemente da uno spesso strato di ghiaccio</strong>. Questa condizione fa sì che l’aria che scorre sopra di essa sia estremamente fredda, più di quella degli strati superiori, creando una forte inversione termica permanente.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-lugares-mas-ventosos-de-la-tierra-de-las-cimas-de-los-ochomiles-a-las-costas-antarticas-1776410722664.jpg" data-image="jkrsa7j3356p" alt="Venti in Antartide" title="Venti in Antartide"><figcaption>Sinistra: mappa delle intensità medie del vento in Antartide secondo la rianalisi ERA5, tra gennaio 2010 e dicembre 2017. Fonte: EGU. Destra: schema dei venti in Antartide. Adattato da Marks et al. 1999.</figcaption></figure><p><strong>La piattaforma polare agisce come un gigantesco congelatore che raffredda costantemente l’aria</strong>, aumentandone la densità e facendola scorrere dall’interno di questo deserto ghiacciato verso le zone periferiche, a quota più bassa. </p><p><strong>Questi venti catabatici (discendenti) aumentano progressivamente di velocità</strong>, accelerando man mano che si avvicinano alle coste antartiche, dove soffiano con grande intensità e violenza, sollevando neve e dando origine a violente bufere.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-luoghi-piu-ventosi-della-terra-dalle-cime-degli-ottomila-alle-coste-antartiche.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 03:55:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La costellazione del Toro unisce mito, zodiaco e osservazione del cielo: dalla leggenda di Europa alle Pleiadi, dalle Iadi ad Aldebaran, fino alla nebulosa del Granchio e ai suoi interessanti sistemi planetari.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco-1776437044815.png" data-image="egb9tpq2v12v" alt="Costellazione del Toro" title="Costellazione del Toro"><figcaption>Rappresentazione della costellazione del Toro tratta dall'opera di Jan Heweliusz "Firmamentum Sobiescianum, sive Uranographia" del 1690.</figcaption></figure><p>A partire dal giorno 21 Aprile il Sole inizierà a trovarsi in direzione della costellazione dell’Ariete. Tuttavia, nel calendario il Sole entra ufficialmente nella costellazione del Toro. </p><p>Questo sfasamento, che ammonta a circa 1 mese tra posizione del Sole e il rispettivo segno zodiacale, si è accumulato nel corso di secoli a causa della precessione dell’asse di rotazione terrestre.</p><div class="texto-destacado">Con il nome zodiaco si intende una fascia immaginaria di cielo che circonda la Terra e che venendo percorsa apparentemente dal Sole nel corso dell’anno risulta centrata lungo l’eclittica. Questa fascia viene divisa in 12 sezioni di 30 gradi ciascuna, ognuna delle quali contiene una costellazione dello zodiaco appunto. </div><p><strong>La figura del Toro è presente nella mitologia di quasi tutte le civiltà</strong>, da quella mesopotamica, a quella egizia, a quella indiana, nonché nella mitologia greca, rappresentando in tutte fertilità ma anche virilità.</p><h2>La costellazione del Toro nella mitologia greca</h2><p>Nella tradizione mitologica greca il toro appare in più leggende. Più famosa è quella che lo lega alla figura di Europa. figlia del re fenicio Agenore.</p><p>Zeus, vedendo la principessa Europa giocare con altre fanciulle sulla spiaggia, innamoratosene ricorse ad uno stratagemma per averla per sé. Si tramutò in un toro dalla bellezza unica, con un manto bianco come neve fresca e corna splendenti come metallo lucidato. Si confuse tra i buoi della mandria del re Agenore, che dai pascoli montani fu spostata sulla spiaggia grazie all’aiuto di Hermes, figlio di Zeus.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748172" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse.html" title="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere">Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse.html" title="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse-1767949968694_320.png" alt="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere"></a></article></aside><p>Qui, Europa notò la sua bellezza unica e vi montò sulla groppa. Dopo di ché il toro si immerse in acqua e trasportò Europa fino all’Isola di Creta dove, dopo aver svelato la sua vera identità, si unì a lei. Nacque Minosse, che diventò re di Creta e passò alla storia per la costruzione del celebre palazzo di Cnosso, fulcro della civiltà minoica, ma anche per la costruzione del labirinto.</p><p>Qui si innesta un’altra leggenda che vede il toro protagonista, anch’essa ambientata a Creta.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco-1776440233765.jpeg" data-image="sd7xiu85rxmh" alt="Il ratto di Eropa" title="Il ratto di Eropa"><figcaption>Ratto di Europa (Mosaico del III secolo d.C.), rinvenuto a Byblos e conservato al Museo nazionale di Beirut.</figcaption></figure><p>Qui a Creta, fu proprio il re Minosse a macchiarsi di una grave colpa. Dopo aver chiesto a Poseidone un magnifico toro da sacrificare, colpito dalla bellezza di questo rinunciò al suo sacrificio. Per vedetta, Poseidone fece innamorare la moglie di Minosse, Pisifae, di questo stesso toro.</p><p>Per potersi accoppiare al toro, la regina Pisifae si rivolse a Dedalo, il famoso inventore ateniese che si era rifugiato a Creta. Questi costruì una giovenca di legno, rivestita di vera pelle bovina. La regina Pisifae mettendosi all’interno della giovenca di legno riuscì ad accoppiarsi col toro.</p><p>Ne nacque il Minotauro, un mostro mezzo toro e mezzo uomo che per la sua ferocia fu rinchiuso all’interno del labirinto costruito anch’esso da Dedalo.</p><h2>La costellazione del Toro</h2><p><strong>Questa costellazione ha per millenni rivestito un ruolo importante in quanto in essa veniva a trovarsi il Sole nel giorno dell’equinozio di primavera. </strong>A causa della precessione dell’asse terrestre, attualmente il Sole si trova nella costellazione dei Pesci a inizio primavera.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760423" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nebulosa-del-granchio-mille-anni-dopo-un-esplosione-ancora-in-evoluzione.html" title="La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione">La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nebulosa-del-granchio-mille-anni-dopo-un-esplosione-ancora-in-evoluzione.html" title="La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nebulosa-del-granchio-mille-anni-dopo-un-esplosione-ancora-in-evoluzione-1774346980507_320.png" alt="La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione"></a></article></aside><p>La sua identificazione in cielo è relativamente semplice. Il riferimento è la cintura della costellazione invernale di Orione. Proseguendo lungo la direzione individuata dalle tre stelle della cintura si arriva prima all’ammasso stellare delle Iadi, a forma di triangolo e da cui si dipartono le corna del Toro per poi arrivare al più brillante ammasso delle Pleiadi, posizionato in corrispondenza del muso.</p><p><strong>La costellazione del Toro è ricca di oggetti astronomici interessanti.</strong> Abbiamo menzionato <strong> i due ammassi stellari delle Pleiadi e delle Iadi.</strong> Si tratta di ammassi di stelle tra di loro legate gravitazionalmente, molto ben studiati dagli astronomi, e che con un’età stimata di 130 e circa 600 milioni di anni, rispettivamente, sono un importante riferimento per la stima delle età di altri ammassi stellari.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco-1776439930126.jpeg" data-image="09xsjdpmc7ic" alt="Costellazione del Toro" title="Costellazione del Toro"><figcaption>Costellazione del Toro con i nomi delle stelle più brillanti.</figcaption></figure><p>In questa costellazione cade <strong>la stella Aldebaran che rappresenta l’occhio del Toro</strong>. E’una stella gigante che per la luminosità e vicinanza alla Terra è tra le più brillanti del cielo.</p><p>Sempre all’interno del Toro si trova la famosa <strong>nebulosa del Granchio</strong>. E’ il resto di una supernova esplosa nel 1054, i cui resti ancora oggi in espansione sono oggetto di numerosi studi e di frequenti osservazioni anche da parte dei telescopi spaziali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="734704" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/cos-e-la-luce-zodiacale-e-come-vederla-in-autunno.html" title="Cos’è la luce zodiacale e come vederla in autunno">Cos’è la luce zodiacale e come vederla in autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/cos-e-la-luce-zodiacale-e-come-vederla-in-autunno.html" title="Cos’è la luce zodiacale e come vederla in autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cos-e-la-luce-zodiacale-e-come-vederla-in-autunno-1760689085848_320.jpg" alt="Cos’è la luce zodiacale e come vederla in autunno"></a></article></aside><p>Numerose sono le stelle binarie, ma ancor più numerose le stelle variabili. Menzioniamo tra tutte <strong>la stella T Tauri,</strong> considerata il prototipo delle stelle giovanissime, ancora circondate dal disco protoplanetario.</p><p>Tra le stelle con pianeti citiamo HD 37124 una nana gialla simile al Sole. Attorno ad essa orbitano tre pianeti gassosi di tipo gioviano freddo.</p><h2>Dove e quando osservare la costellazione del Toro</h2><p>Essendo vicina all’equatore celeste, questa costellazione è visibile da quasi tutte le latitudini terrestri. La sua visibilità abbraccia i mesi da ottobre a inizio marzo, quando poi inizia gradualmente a sovrapporsi alla posizione del Sole. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Alberi da frutto da evitare in casa: possono causare più problemi di quanto immaginiate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/alberi-da-frutto-da-evitare-in-casa-possono-causare-piu-problemi-di-quanto-immaginiate.html</link><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Sebbene sembrino innocui e decorativi, alcuni alberi da frutto possono attirare parassiti, sporcare eccessivamente o danneggiare le strutture, rendendoli una scelta inadatta per il giardino.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-arboles-frutales-que-no-deberias-tener-en-casa-pueden-causar-mas-problemas-de-los-que-imaginas-1776320283876.jpg" data-image="cc2gdc348jk4" alt="Imagen 1" title="Imagen 1"><figcaption>Gli alberi da frutto sono ideali per i giardini, ma richiedono una selezione attenta e ponderata.</figcaption></figure><p>Gli alberi da frutto, o almeno la maggior parte, <strong>sono spesso associati alla resistenza, alla bellezza e alla possibilità di ottenere frutta in casa.</strong> Tuttavia, <strong>non tutti sono una buona scelta</strong> per i giardini domestici, soprattutto in spazi ridotti. </p><p>Alcune specie <strong>possono generare più inconvenienti che benefici</strong> se non vengono scelte con criterio.</p><h2>Perché alcuni alberi da frutto non sono consigliabili?</h2><p>Prima di piantare un albero da frutto, <strong>è importante tenere conto di fattori come lo spazio disponibile, il tipo di radici,</strong> la quantità di frutti che produce e la sua capacità di attirare parassiti. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Han cortado el ciruelo de mi jardín porque se estaba muriendo por dentro con una plaga y se estaba secando, nos quedamos sin estas flores :( <a href="https://t.co/KFlmyl81Fs">pic.twitter.com/KFlmyl81Fs</a></p>— gon (@urgon97) <a href="https://twitter.com/urgon97/status/1894079643575111930?ref_src=twsrc%5Etfw">February 24, 2025</a></blockquote></figure><p>Ignorare questi aspetti <strong>può tradursi in problemi di manutenzione</strong>, sporco costante o persino danni strutturali all’abitazione.</p><h2>Alberi da frutto che possono causare problemi in casa</h2><p>Non tutto è positivo nel giardino di casa. <strong>Il tipo di specie scelta, la posizione e alcuni fattori esterni possono giocare brutti scherzi</strong> nella coltivazione di alberi da frutto domestici.</p><h3>Fico: una calamita per parassiti</h3><p>Il fico è molto apprezzato in estate per i suoi frutti dolci e anche per l’ombra che offre, ma può attirare numerosi insetti come <strong>vespe, mosche e formiche.</strong> Quando i fichi cadono e si decompongono, generano sporco, cattivi odori e un focolaio costante di infestazioni vicino alla casa.</p><h3>Gelso: macchie difficili e sporco costante</h3><p>Il gelso <strong>produce una grande quantità di piccoli frutti che cadono rapidamente al suolo.</strong> Questi possono macchiare pavimenti, vestiti e persino arredi esterni, oltre ad attirare uccelli e insetti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-arboles-frutales-que-no-deberias-tener-en-casa-pueden-causar-mas-problemas-de-los-que-imaginas-1776323435243.png" data-image="jpo3w90n9e9r"><figcaption>La manutenzione può diventare impegnativa in cortili o giardini piccoli.</figcaption></figure><h3>Noce: radici aggressive e ombra eccessiva</h3><p>Il noce sviluppa <strong>radici molto forti ed estese che possono sollevare il terreno, danneggiare tubature o compromettere strutture vicine.</strong> Inoltre, la sua chioma densa genera un’ombra intensa che <strong>rende difficile la crescita di altre piante nelle vicinanze.</strong></p><h3>Mandorlo</h3><p>Sebbene sia resistente e bello durante la fioritura, il mandorlo può sviluppare radici problematiche se piantato vicino a edifici. A questo si aggiunge la <strong>necessità di potature regolari e cure costanti per evitare malattie.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/SomosNuestraTierra?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#SomosNuestraTierra</a> Las principales enfermedades del almendro y su tratamiento. En los últimos años ha sufrido una importante transformación y ha sido uno de los cultivos que más se ha plantado, con un incremento del 18% de la superficie en los últimos tres años. <a href="https://t.co/BRFFVCQGOt">pic.twitter.com/BRFFVCQGOt</a></p>— COAG (@La_COAG) <a href="https://twitter.com/La_COAG/status/1661653725197238272?ref_src=twsrc%5Etfw">May 25, 2023</a></blockquote></figure><h3>Arancio: caduta dei frutti e sporco</h3><p>L’arancio, molto comune nei climi mediterranei, può diventare una fonte di sporco quando i frutti non vengono raccolti in tempo. <strong>Le arance cadute fermentano, attirano insetti e generano cattivi odori</strong>, soprattutto in spazi chiusi.</p><h3>Susino: parassiti e frutti in decomposizione</h3><p><strong>Il susino produce frutti in abbondanza, ma se non vengono raccolti in tempo, marciscono rapidamente.</strong> Questo attira insetti e può favorire la comparsa di funghi, danneggiando sia l’albero sia l’ambiente circostante.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761948" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-primo-bosco-vetusto-d-italia-il-santuario-degli-abeti-dove-vive-l-albero-piu-alto-d-europa.html" title="Il primo bosco vetusto d’Italia: il santuario degli abeti dove vive l'albero più alto d'Europa">Il primo bosco vetusto d’Italia: il santuario degli abeti dove vive l'albero più alto d'Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-primo-bosco-vetusto-d-italia-il-santuario-degli-abeti-dove-vive-l-albero-piu-alto-d-europa.html" title="Il primo bosco vetusto d’Italia: il santuario degli abeti dove vive l'albero più alto d'Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-primo-bosco-vetusto-d-italia-il-santuario-degli-abeti-dove-vive-l-albero-piu-alto-d-europa-1775128254158_320.jpg" alt="Il primo bosco vetusto d’Italia: il santuario degli abeti dove vive l'albero più alto d'Europa"></a></article></aside><h3>Pesco: molto sensibile alle malattie</h3><p>Il pesco <strong>è un albero molto delicato che richiede cure costanti.</strong> È soggetto a parassiti e malattie come la bolla del pesco, il che rende necessari trattamenti frequenti. <strong>Senza una manutenzione adeguata, può deteriorarsi rapidamente.</strong></p><h2>Scegliere con criterio evita problemi</h2><p>Avere alberi da frutto in casa non è negativo, ma richiede una buona pianificazione. Ad esempio...</p><ul><li><strong>Optare per varietà più piccole</strong>, con minore produzione di residui e radici meno invasive può fare la differenza.</li><li><strong>Scegliere specie poco invasive</strong> negli spazi ridotti</li><li><strong>Controllare attentamente eventuali parassiti e malattie</strong> per evitare che si diffondano e colpiscano altre piante vicine</li></ul><p>Inoltre, <strong>è fondamentale considerare lo spazio disponibile, il clima e il tempo che si può dedicare alla loro cura.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762639" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-piante-10-oggetti-che-rendono-il-tuo-giardino-piu-bello-e-accogliente-durante-la-bella-stagione.html" title="Non solo piante: 10 oggetti che rendono il tuo giardino più bello e accogliente durante la bella stagione">Non solo piante: 10 oggetti che rendono il tuo giardino più bello e accogliente durante la bella stagione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-piante-10-oggetti-che-rendono-il-tuo-giardino-piu-bello-e-accogliente-durante-la-bella-stagione.html" title="Non solo piante: 10 oggetti che rendono il tuo giardino più bello e accogliente durante la bella stagione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-piante-10-oggetti-che-rendono-il-tuo-giardino-piu-bello-e-accogliente-durante-la-bella-stagione-1775572816342_320.jpeg" alt="Non solo piante: 10 oggetti che rendono il tuo giardino più bello e accogliente durante la bella stagione"></a></article></aside><p>In definitiva, <strong>un albero da frutto può essere un’ottima aggiunta alla casa, purché venga scelto correttamente.</strong> In caso contrario, può trasformarsi in una fonte costante di problemi che incidono sia sul giardino sia sull’abitazione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/alberi-da-frutto-da-evitare-in-casa-possono-causare-piu-problemi-di-quanto-immaginiate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questi sono i paesi più ricchi del mondo nel 2026: gli esperti confermano che l'Europa continua a dominare la classifica]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questi-sono-i-paesi-piu-ricchi-del-mondo-nel-2026-gli-esperti-confermano-che-l-europa-continua-a-dominare-la-classifica.html</link><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 16:02:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Il Vecchio Continente sta riaffermando il suo dominio sulla mappa economica globale. Con una chiara presenza europea, i paesi più ricchi del mondo si distinguono non solo per il PIL, ma anche per il reddito pro capite, la stabilità e la qualità della vita.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/estos-son-los-paises-mas-ricos-del-mundo-en-2026-y-europa-domina-el-ranking-1776202448861.jpg" data-image="78qvqeyd8lux"><figcaption>Per la prima volta, la Norvegia si posiziona al primo posto della classifica dei paesi più ricchi del mondo.</figcaption></figure><p>Il ranking dei <strong>Paesi più ricchi del mondo nel 2026</strong>, elaborato a partire dall’<strong>Indice Globale di Prosperità di HelloSafe</strong>, piattaforma specializzata in assicurazioni di viaggio, conferma una tendenza consolidata: <strong>l’Europa</strong> <strong>continua a essere l’epicentro della ricchezza globale.</strong> Stati con economie altamente efficienti guidano una classifica in cui il benessere individuale pesa più della dimensione economica.</p><p>E parlare dei Paesi più ricchi del mondo non è così semplice come limitarsi a osservare la dimensione delle loro economie. Anche il <strong>PIL pro capite</strong>, che misura la ricchezza media per abitante e <strong>permette di confrontare il livello di vita reale tra Paesi</strong>, è un indicatore chiave in questa classifica. </p><p>Altri parametri utilizzati nello studio sono l’<strong>Indice di Sviluppo Umano</strong> (ISU), il <strong>coefficiente di Gini</strong> (disuguaglianza dei redditi) e il <strong>tasso di povertà</strong>. Sulla base di questi criteri, la mappa economica globale lascia una conclusione chiara: l’Europa continua a guidare il ranking con autorevolezza. </p><h2>Europa, epicentro della ricchezza globale</h2><p>Nella classifica dei Paesi più ricchi del mondo nel 2026, il dominio europeo è innegabile. Per la prima volta, <strong>Norvegia</strong> guida il ranking globale con un punteggio di 77,65, trainata dal <strong>più alto livello di reddito nazionale lordo tra quelli analizzati</strong> e da indicatori sociali esemplari.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estos-son-los-paises-mas-ricos-del-mundo-en-2026-y-europa-domina-el-ranking-1776202279967.jpg" data-image="slowczjs3bzd"><figcaption>Nel 2026 l’Irlanda si consolida come uno dei Paesi più ricchi d’Europa.</figcaption></figure><p>Questo cambio di leadership segna una svolta significativa. <strong>Lussemburgo</strong>, che per anni aveva occupato la prima posizione, <strong>scende al terzo posto</strong> (74,39), penalizzato da un profilo sociale meno solido rispetto ai Paesi nordici. Tra i due si colloca l'<strong>Irlanda</strong> (75,06), consolidando la sua posizione come <strong>una delle economie più dinamiche d’Europa</strong> grazie alla forte attrazione di investimenti esteri.</p><p>Al quarto posto compare la <strong>Svizzera</strong> (72,46), un altro esempio di stabilità economica, alto livello di vita ed efficienza istituzionale. Tutti questi Paesi condividono un modello comune: combinano <strong>prestazioni economiche eccezionali con una distribuzione dei redditi relativamente equilibrata</strong> e standard elevati di benessere.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"> Europa tiene algunos de los países más ricos del mundo.<br><br>Pero cuando ajustas por poder adquisitivo real, el ranking cambia mucho.<br><br>Un micro-estado lidera por una distancia enorme.<br><br>Y no es el que la mayoría imagina.<br><br>Aquí están los países de Europa con mayor PIB per cápita <a href="https://t.co/EDdUo44FWE">pic.twitter.com/EDdUo44FWE</a></p>— Future (@FutureNow2026) <a href="https://twitter.com/FutureNow2026/status/2040494671856635977?ref_src=twsrc%5Etfw">April 4, 2026</a></blockquote></figure><p>Al di là del podio, i Paesi nordici rafforzano la loro egemonia strutturale. <strong>Islanda</strong> (72,23) raggiunge la quinta posizione, mentre <strong>Danimarca</strong> (65,78) e <strong>Svezia</strong> (54,62) si collocano rispettivamente al settimo e al decimo posto. Queste economie si distinguono per i loro <strong>avanzati sistemi di welfare, la stabilità politica e livelli di sviluppo umano</strong> tra i più elevati al mondo. </p><h2>I giganti economici non sono sempre i più ricchi</h2><p>Un errore comune è confondere la ricchezza con la dimensione economica. Paesi come <strong>Stati Uniti</strong> o <strong>Cina</strong> guidano il ranking mondiale per PIL totale, ma non necessariamente per ricchezza individuale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estos-son-los-paises-mas-ricos-del-mundo-en-2026-y-europa-domina-el-ranking-1776202084041.jpg" data-image="ezbl32b9uz3w"><figcaption>Pur essendo la principale potenza economica mondiale, gli Stati Uniti non sono il Paese più ricco del pianeta a causa delle enormi disuguaglianze economiche tra la popolazione.</figcaption></figure><p>Nel 2026, gli Stati Uniti <strong>restano la più grande economia del mondo</strong> con oltre 31 trilioni di dollari, seguiti da Cina e Germania. </p><p>Tuttavia, quando si analizza il PIL pro capite, la classifica cambia radicalmente, e gli Stati Uniti <strong>si collocano dietro diversi Paesi europei più piccoli</strong>, tra le altre cose a causa delle grandi disparità nella distribuzione della ricchezza.</p><p>Inoltre, i loro cittadini affrontano <strong>costi elevati per istruzione, sanità e alloggio</strong>, il che limita l’accumulo di ricchezza personale. </p><h2>Asia e Medio Oriente: ricchezza trainata da risorse e tecnologia</h2><p>Sebbene l’Europa domini il ranking, anche altre regioni hanno una presenza significativa. In <strong>Asia</strong>, <strong>Singapore</strong> si consolida come uno dei Paesi più ricchi grazie al suo ruolo di <strong><em>hub</em> finanziario e tecnologico globale</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estos-son-los-paises-mas-ricos-del-mundo-en-2026-y-europa-domina-el-ranking-1776201825801.jpg" data-image="fzqcqdc6ez0d"><figcaption>Singapore guida la classifica dei Paesi più ricchi dell’Asia.</figcaption></figure><p>Nel <strong>Medio Oriente</strong>, Paesi come <strong>Qatar</strong> si distinguono per una ricchezza basata su <strong>risorse naturali, in particolare gas e petrolio</strong>. Tuttavia, molti di questi Paesi stanno diversificando le proprie economie verso settori come il turismo, l’aviazione o l’innovazione tecnologica. </p><p>Questi modelli dimostrano che la ricchezza può derivare da strategie diverse: <strong>dallo sfruttamento delle risorse alla specializzazione nei servizi avanzati.</strong></p><h2>Africa: un continente segnato dalle disuguaglianze</h2><p>In <strong>Africa</strong>, la mappa della prosperità nel 2026 riflette una realtà molto diversa da quella europea. Secondo l’Indice Globale di Prosperità di HelloSafe, <strong>non basta generare ricchezza: la chiave sta in come viene distribuita</strong>. E in questo continente emergono profonde differenze tra Paesi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estos-son-los-paises-mas-ricos-del-mundo-en-2026-y-europa-domina-el-ranking-1776201676469.jpg" data-image="2te5imkwt762"><figcaption>La città di Victoria, sull’isola di Mahé, è la capitale delle Seychelles.</figcaption></figure><p>In testa si collocano <strong>Seychelles</strong> (98,09) e <strong>Mauritius</strong> (77,09), due economie insulari che hanno saputo diversificare la propria attività — in particolare verso il turismo e i servizi — mantenendo livelli relativamente equilibrati di benessere. Al terzo posto compare <strong>Algeria</strong> (54,24), sostenuta dalle sue risorse energetiche, ma con maggiori sfide in termini di sviluppo sociale.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">La pobreza extrema como tal en Estados Unidos no existe. Pero según su indicador de pobreza nacional (menos de 27 dólares al día), hay un 11%. <a href="https://t.co/9ApUo3NpQM">pic.twitter.com/9ApUo3NpQM</a></p>— Santiago Calvo (@SantiCalvo_Eco) <a href="https://twitter.com/SantiCalvo_Eco/status/2031662280266395905?ref_src=twsrc%5Etfw">March 11, 2026</a></blockquote></figure><p>A partire da qui, la classifica mette in evidenza i limiti strutturali di diverse economie africane. Paesi come <strong>Gabon</strong> (52,45), <strong>Egitto</strong> (52,17) o <strong>Libia</strong> (46,61) hanno capacità di generare ricchezza, ma presentano forti squilibri interni. Lo stesso vale per <strong>Tunisia</strong> (45,19), <strong>Botswana</strong> (41,92) e <strong>Marocco</strong> (36,73), che avanzano nello sviluppo ma affrontano ancora sfide nella distribuzione dei redditi e nella riduzione della povertà.</p><h2>America Latina, lontana dal vertice globale</h2><p>In America Latina, la situazione è molto diversa. Sebbene alcune economie mostrino progressi, <strong>nessuna riesce a entrare nella top mondiale per PIL pro capite</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estos-son-los-paises-mas-ricos-del-mundo-en-2026-y-europa-domina-el-ranking-1776201481499.jpg" data-image="tbjzngjg3m91"><figcaption>Punta del Este, in Uruguay, conosciuta come la Miami Beach del Sud America. </figcaption></figure><p><strong>Uruguay</strong>, <strong>Cile</strong> e <strong>Panama</strong>,<strong> in quest’ordine, guidano la regione</strong> in termini di prosperità, ma i loro valori restano molto al di sotto delle economie europee o asiatiche più ricche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764035" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-la-poverta-energetica-sta-danneggiando-i-paesi-a-basso-reddito-e-quali-sono-le-possibili-soluzioni.html" title="Come la povertà energetica sta danneggiando i paesi a basso reddito e quali sono le possibili soluzioni">Come la povertà energetica sta danneggiando i paesi a basso reddito e quali sono le possibili soluzioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-la-poverta-energetica-sta-danneggiando-i-paesi-a-basso-reddito-e-quali-sono-le-possibili-soluzioni.html" title="Come la povertà energetica sta danneggiando i paesi a basso reddito e quali sono le possibili soluzioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-la-poverta-energetica-sta-danneggiando-i-paesi-a-basso-reddito-e-quali-sono-le-possibili-soluzioni-1776254564689_320.jpg" alt="Come la povertà energetica sta danneggiando i paesi a basso reddito e quali sono le possibili soluzioni"></a></article></aside><p><strong>Il divario si spiega con fattori strutturali </strong>come minore produttività, disuguaglianza e dipendenza dalle materie prime.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questi-sono-i-paesi-piu-ricchi-del-mondo-nel-2026-gli-esperti-confermano-che-l-europa-continua-a-dominare-la-classifica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, previsioni per la settimana e tendenza weekend: prima temporali e calo termico, poi rimonta dell'alta pressione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsione-per-la-settimana-e-tendenza-per-il-weekend-prima-instabilita-e-calo-termico-poi-rimonta-dell-alta-pressione.html</link><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 14:58:10 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo un iniziale dinamismo atmosferico, causato da correnti nord-orientali fresche, destinate a determinare una fase di instabilità e un calo termico, nella seconda parte della settimana seguirà un deciso rinforzo dell'alta pressione, con un tempo più stabile e un sensibile aumento delle temperature.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa62om0"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa62om0.jpg" id="xa62om0"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La settimana sull'Europa è iniziata con una discesa di correnti settentrionali con caratteristiche continentali, quindi anche moderatamente fredde. Questo tipo di circolazione, con aria in arrivo dai quadranti nord-orientali verso il Mediterraneo, favorisce sia un calo termico generalizzato, che l'instaurazione di condizioni di tempo instabile su determinate zone del nostro Paese. </p><p>A causare questa dinamica è il rinforzo alle alte latitudini di anticicloni, tra l'Atlantico Settentrionale e l'area Scandinava, che favoriscono un percorso meridiano e poi anche retrogrado sull'Europa centrale e su quella orientale. La nostra penisola verrà interessata, seppur marginalmente, da queste correnti.</p><h2>Evoluzione sull'Italia </h2><p>Due <strong>impulsi instabili in discesa da nord</strong> (il primo già in atto oggi al Centro-Nord) colpiranno prevalentemente il versante adriatico e le regioni settentrionali, prima di scivolare verso il basso Tirreno e le isole maggiori. </p><p>Le conseguenze si risolveranno soprattutto in <strong>episodi di instabilità</strong>, quindi con fenomeni anche a carattere di rovescio o di temporale che interesseranno <strong>principalmente i settori adriatici, ma anche le zone interne del Centro e del Sud</strong>, soprattutto nelle ore più calde della giornata. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764778" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro.html" title="Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia">Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro.html" title="Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro-1776672096967_320.png" alt="Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia"></a></article></aside><p>Fenomeni che poi andranno a sfilare, <strong>entro mercoledì</strong>, proprio sulle regioni meridionali dove, dopo aver interessato ancora la Calabria e la Sicilia, <strong>lasceranno in modo definitivo il nostro Paese</strong>. </p><div class="texto-destacado">Nella <strong>seconda parte della settimana</strong> la circolazione atmosferica subirà una nuova variazione sostanziale. Assisteremo<strong> </strong>ad un <strong>nuovo aumento della pressione atmosferica</strong> su tutto il Paese, con un conseguente ripristino di <strong>condizioni di stabilità. </strong></div><p>Questa andrà a determinare una fase finale della settimana di bel tempo, quindi sicuramente più calda e asciutta.</p><h2>Prima fase con impulsi instabili e maltempo sull'Adriatico</h2><p>Il <strong>p</strong><strong>eggioramento</strong> è<strong> iniziato oggi</strong> con l'arrivo di <strong>un modesto sistema frontale</strong> che ha già interessato il Nord e che, scorrendo lungo le regioni adriatiche, darà origine a <strong>rovesci e temporali sparsi</strong> lungo tutto il settore orientale della penisola. In questo contesto, qualche isolato fenomeno potrà verificarsi localmente anche sulle regioni tirreniche centrali, in particolar modo tra Toscana e Umbria. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsione-per-la-settimana-e-tendenza-per-il-weekend-prima-instabilita-e-calo-termico-poi-rimonta-dell-alta-pressione-1776696450045.jpg" data-image="vnggv5ynv20a"><figcaption>La settimana è iniziata con l'instabilità riconducibile a delle correnti nord-orientali fresche, responsabili anche del calo termico. Nella seconda parte della settimana seguirà un deciso rinforzo dell'alta pressione ed un tempo più stabile e mite.</figcaption></figure><p>Per la giornata di <strong>domani </strong>è atteso <strong>un secondo impulso instabile</strong>, con nubi e precipitazioni, che seguirà una <strong>traiettoria molto simile</strong>, con effetti prima al Settentrione nel corso della notte e in trasferimento lungo il versante adriatico. I fenomeni saranno <strong>prevalentemente</strong> prodotti dall'<strong>instabilità atmosferica dovuta al contrasto termico</strong> tra l'aria fredda in quota e quella più mite ed umida presente nei bassi strati.</p><h2>A metà settimana il calo termico con venti forti</h2><p>Mercoledì la pressione inizierà ad aumentare al Nord, mentre l'instabilità, con associate nubi e precipitazioni, insisteranno ancora al Centro-Sud e sulle isole maggiori. In questo frangente, la ventilazione e il moto ondoso subiranno una <strong>rapida intensificazione per l'ingresso del Grecale e della Tramontana</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764776" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-aria-di-matrice-artica-durante-la-settimana-con-calo-termico-e-temporali-anche-il-25-aprile-a-rischio.html" title="Meteo Puglia: aria di matrice artica durante la settimana con calo termico e temporali. Anche il 25 aprile a rischio?">Meteo Puglia: aria di matrice artica durante la settimana con calo termico e temporali. Anche il 25 aprile a rischio?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-aria-di-matrice-artica-durante-la-settimana-con-calo-termico-e-temporali-anche-il-25-aprile-a-rischio.html" title="Meteo Puglia: aria di matrice artica durante la settimana con calo termico e temporali. Anche il 25 aprile a rischio?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-puglia-aria-di-matrice-artica-durante-la-settimana-con-calo-termico-e-temporali-anche-il-25-aprile-a-rischio-1776670643594_320.png" alt="Meteo Puglia: aria di matrice artica durante la settimana con calo termico e temporali. Anche il 25 aprile a rischio?"></a></article></aside><p>Queste c<strong>orrenti settentrionali faranno diminuire sensibilmente le temperature</strong>, a partire dalle regioni settentrionali e adriatiche, per poi estendersi a tutto il territorio nazionale <strong>tra mercoledì e la notte di giovedì</strong>. Le <strong>isole maggiori</strong>, che <strong>fino a mercoledì manterranno valori massimi piuttosto elevati</strong> (in Sardegna ci saranno picchi anche rilevanti), vedranno anch'esse un r<strong>idimensionamento termico significativo</strong>.</p><h2>Il ritorno del sole e del clima mite</h2><p>La situazione <strong>migliorerà </strong>nettamente a partire <strong>da giovedì </strong>su gran parte del Paese. Sarà ancora possibile <strong>q</strong><strong>ualche rovescio o isolato temporale ad evoluzione diurna tra Calabria e Sicilia</strong>. Le<strong> temperature massime</strong> mostreranno i primi rialzi significativi al Nord e su parte del Centro. </p><div class="texto-destacado"><strong>Tra venerdì e sabato </strong>si consoliderà questo scenario improntato al <strong>bel tempo</strong>, con solo qualche modesto annuvolamento sui rilievi nelle ore centrali del giorno e una probabilità di pioggia molto bassa. </div><p>La ventilazione inizierà ad attenuarsi gradualmente, già da venerdì al Centro-Nord già venerdì, al Sud entro sabato.</p><h2>Weekend stabile e temperature primaverili</h2><p>Perciò il<strong> fi</strong><strong>ne settimana</strong> trascorrerà <strong>all'insegna della stabilità</strong>, con tempo stabile e <strong>soleggiato ovunque per domenica</strong>, con la possibilità solo per <strong>qualche annuvolamento innocuo</strong> nelle ore centrali della giornata. <strong>Al Nord e al Centro</strong> saranno <strong>possibili </strong>anche delle <strong>velature</strong>. </p><p><strong>Le temperature </strong>subiranno un ulteriore <strong>aumento generalizzato nel weekend</strong>, con valori <strong>molto gradevoli</strong> e tipicamente <strong>primaverili su tutta l'Italia</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsione-per-la-settimana-e-tendenza-per-il-weekend-prima-instabilita-e-calo-termico-poi-rimonta-dell-alta-pressione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item></channel></rss>