<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Wed, 14 Oct 2026 21:20:20 +0000</lastBuildDate><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 21:20:20 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Un milione di dollari per risolvere una grande domanda della meteorologia: quando una supercella genera un tornado]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-milione-di-dollari-per-risolvere-una-grande-domanda-della-meteorologia-quando-una-supercella-genera-un-tornado.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un gruppo di scienziati statunitensi studierà in che modo la turbolenza negli strati inferiori dell'atmosfera influisca sulla formazione dei tornado. L'obiettivo è individuare quali tempeste abbiano un maggiore potenziale di generare tornado e migliorare gli avvisi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-millon-de-dolares-para-resolver-una-gran-pregunta-de-la-meteorologia-cuando-una-supercelda-forma-un-tornado-1791565662066.jpg" data-image="8ghvp9r4u621" alt="Tornado supercella." title="Tornado supercella."><figcaption>L'obiettivo finale è quello di tradurre tali conoscenze in previsioni a breve termine più accurate e in allerte meteorologiche più efficaci.</figcaption></figure><p>Prevedere un temporale non è sempre sufficiente per stabilire se questa finirà per generare un tornado. Sebbene i meteorologi dispongano di strumenti sempre più avanzati, determinare quali di queste tempeste daranno origine a uno dei fenomeni più distruttivi della natura rimane una sfida.</p><p>Per compiere progressi in questa direzione, i ricercatori della Pennsylvania State University, negli Stati Uniti, studieranno come la turbolenza atmosferica possa influenzare lo sviluppo dei tornado.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il progetto, che ha ricevuto un finanziamento di quasi 1,1 milioni di dollari dalla National Science Foundation (NSF) degli Stati Uniti, avrà una durata di tre anni.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La ricerca mira a comprendere meglio i meccanismi che scatenano questi fenomeni e, a lungo termine, a contribuire all’emissione di allerte più precise e tempestive, che consentano alla popolazione di disporre di più tempo per mettersi al riparo.</p><h2>La turbolenza, un elemento fondamentale nella formazione dei tornado</h2><p>Il progetto è guidato da <strong>Paul Markowski,</strong> professore emerito e direttore del Dipartimento di Meteorologia e Scienze atmosferiche dell’università. Il suo lavoro si basa su una ricerca pubblicata nel 2024, in cui ha effettuato simulazioni numeriche delle supercelle: tempeste elettriche intense caratterizzate da correnti ascensionali rotanti.</p><p>A differenza di altri modelli che semplificano le condizioni atmosferiche, quelle simulazioni hanno incorporato ambienti turbolenti più realistici. <strong>I risultati hanno suggerito che i tornado potrebbero formarsi attraverso meccanismi diversi da quelli identificati nelle simulazioni precedenti,</strong> che utilizzavano atmosfere meno complesse.</p><div class="texto-destacado"><strong>Più recentemente, alcuni ricercatori dell’Oklahoma hanno osservato strutture turbolente simili durante studi sul campo sulle supercelle, fornendo così prove osservative compatibili con i risultati di Markowski.</strong></div><p>Tuttavia, rimane ancora una domanda fondamentale a cui rispondere: <strong>queste strutture turbolente favoriscono davvero la formazione dei tornado nell’atmosfera? </strong>Gli scienziati ritengono che potrebbero svolgere un ruolo importante, anche se devono ancora determinare in quali circostanze ciò avvenga e quale sia la loro reale influenza.</p><h2>Quali condizioni potrebbero favorirne lo sviluppo?</h2><p>Per rispondere a questa domanda, il team combinerà simulazioni numeriche, tecniche di apprendimento automatico e misurazioni ottenute durante precedenti campagne di osservazione. I ricercatori analizzeranno diversi contesti meteorologici per verificare se la turbolenza costituisca un fattore rilevante in tutti essi o solo in determinate condizioni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Uno degli aspetti che studieranno è la relazione tra alcune strutture turbolente, il vento e la diminuzione del riscaldamento dell’atmosfera a partire dalla superficie terrestre.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Secondo <strong>Kevin Bowley, </strong>professore di meteorologia e membro del progetto, queste strutture possono manifestarsi quando diminuisce il riscaldamento solare della superficie, <strong>una situazione comune durante le prime ore della notte. </strong>Possono presentarsi anche in condizioni di vento forte.</p><p>Se si confermasse che queste caratteristiche aiutano a distinguere le supercelle con maggiore potenziale tornado, <strong>potrebbero diventare indicatori aggiuntivi per i meteorologi.</strong> In ogni caso, i temporali possono svilupparsi in diverse combinazioni di instabilità atmosferica e variazioni del vento con l’altitudine, pertanto sarà necessario verificare se il meccanismo funziona in scenari diversi.</p><h2>Supercomputer e palloni aerostatici per studiare l’interno delle tempeste</h2><p>Una parte fondamentale della ricerca sarà condotta tramite simulazioni ad alta risoluzione su <strong>Roar,</strong> il supercomputer della Pennsylvania State University. Questi strumenti consentono di rappresentare l’evoluzione di una tempesta con un livello di dettaglio difficile da ottenere tramite osservazioni dirette.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792725" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tornado-in-sicilia-ci-sono-sempre-stati-ma-il-mare-sempre-piu-caldo-li-rende-piu-distruttivi.html" title="Tornado in Sicilia: ci sono sempre stati, ma il mare sempre più caldo li rende più distruttivi">Tornado in Sicilia: ci sono sempre stati, ma il mare sempre più caldo li rende più distruttivi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tornado-in-sicilia-ci-sono-sempre-stati-ma-il-mare-sempre-piu-caldo-li-rende-piu-distruttivi.html" title="Tornado in Sicilia: ci sono sempre stati, ma il mare sempre più caldo li rende più distruttivi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tornado-in-sicilia-ci-sono-sempre-stati-ma-il-mare-sempre-piu-caldo-li-rende-piu-distruttivi-1791569544086_320.jpg" alt="Tornado in Sicilia: ci sono sempre stati, ma il mare sempre più caldo li rende più distruttivi"></a></article></aside><p>In un fenomeno reale, gli strumenti non sono in grado di registrare tutte le variabili in ogni punto dell’atmosfera e le misurazioni contengono errori. I modelli computazionali, invece, consentono di analizzare grandi volumi di informazioni e di modificare le condizioni iniziali per studiare come reagisce il sistema.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-millon-de-dolares-para-resolver-una-gran-pregunta-de-la-meteorologia-cuando-una-supercelda-forma-un-tornado-1791565693738.jpg" data-image="auden1cbmsmf" alt="Tornado supercella." title="Tornado supercella."><figcaption>La ricerca mira a comprendere meglio i meccanismi che danno origine ai tornado.</figcaption></figure><p><strong>Il team esaminerà inoltre le misurazioni di temperatura e pressione raccolte tra il 2017 e il 2022 nel corso di progetti sul campo finanziati dalla NSF.</strong> Per ottenere tali dati, Markowski e la professoressa Yvette Richardson hanno utilizzato piccoli palloni dotati di sensori in grado di registrare le condizioni all’interno delle supercelle.</p><p>La combinazione di queste osservazioni con le nuove simulazioni contribuirà a ricostruire la distribuzione del vento, della temperatura e dell’umidità a diverse altitudini.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716658" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura.html" title="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura">Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura.html" title="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura-1750758099016_320.jpg" alt="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura"></a></article></aside><p><strong>L’obiettivo finale è quello di tradurre queste conoscenze in previsioni a breve termine più accurate e in allerte meteorologiche più efficaci.</strong> Sebbene sia ancora necessario verificare la portata dei risultati, comprendere perché alcune tempeste generano tornado e altre no potrebbe rappresentare un importante passo avanti per anticipare questi fenomeni e ridurne le conseguenze.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-milione-di-dollari-per-risolvere-una-grande-domanda-della-meteorologia-quando-una-supercella-genera-un-tornado.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Premio Nobel per la Fisica del 2026 viene assegnato allo scienziato che ha rivoluzionato lo studio dell'Universo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-premio-nobel-per-la-fisica-del-2026-viene-assegnato-allo-scienziato-che-ha-rivoluzionato-lo-studio-dell-universo.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 16:16:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Francis Halzen è stato premiato per aver sviluppato un osservatorio in Antartide in grado di rilevare i neutrini, particelle subatomiche che aiutano gli scienziati a studiare fenomeni estremi e a comprendere meglio l'origine dell'Universo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nobel-de-fisica-2026-reconhece-cientista-que-revolucionou-estudo-do-universo-com-particulas-fantasma-1791742287320.jpg" data-image="tw4kk96ir6fs" alt="Studio dell'universo." title="Studio dell'universo."><figcaption>Il professor Francis Halzen è stato premiato per il suo "contributo decisivo" allo sviluppo dell'Osservatorio di neutrini IceCube. Credito: Yuya Makino/Icecube</figcaption></figure><p>Il fisico belga <strong>Francis Halzen</strong> ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica 2026 per il suo contributo allo sviluppo dell'<strong>Osservatorio</strong> <strong>di Neutrini IceCube,</strong> situato al Polo Sud. Lo strumento utilizza una gigantesca struttura di ghiaccio in Antartide per rilevare le particelle subatomiche note come neutrini, anche chiamate "particelle fantasma".</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Professore all'Università del Wisconsin-Madison negli Stati Uniti, <strong>Halzen ha guidato un team internazionale responsabile della creazione dell'osservatorio, considerato una svolta per l'astronomia.</strong> La tecnologia permette di studiare eventi cosmici estremamente energetici, come le esplosioni stellari e i fenomeni associati ai buchi neri.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L'idea di utilizzare il ghiaccio antartico per rilevare i neutrini fu presentata dallo scienziato nel 1988. Decenni dopo, il progetto è diventato realtà e <strong>ha aperto nuove possibilità per la comprensione dell'Universo. </strong>Secondo la Reale Accademia Svedese delle Scienze, la visione e la leadership di Halzen sono state fondamentali per lo sviluppo di IceCube.</p><h2>Come funziona l'osservatorio delle particelle fantasma?</h2><p>I neutrini sono particelle estremamente piccole che attraversano la materia quasi senza interagire con essa. Prodotti in grandi quantità dal Sole e da altri fenomeni cosmici, <strong>miliardi di essi attraversano continuamente il corpo umano</strong> senza causare effetti percepibili.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nobel-de-fisica-2026-reconhece-cientista-que-revolucionou-estudo-do-universo-com-particulas-fantasma-1791742696550.jpg" data-image="zxy0ld9vz7m7" alt="Universo." title="Universo."><figcaption>Questa immagine sfocata raffigura la Via Lattea, ma è composta da particelle di neutrini. Fonte: IceCube/CNS</figcaption></figure><p>Per identificare queste particelle, <strong>IceCube</strong> utilizza circa un chilometro cubo di ghiaccio antartico, dotato di migliaia di sensori ottici installati in profondità nel sottosuolo. <strong>Quando un neutrino interagisce con la materia, può produrre particelle cariche che generano una luminescenza bluastra </strong>rilevabile dallo strumento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772799" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ingegneri-svelano-su-nature-quanti-chilometri-percorrono-le-particelle-tossiche-provenienti-dagli-incendi.html" title="Ingegneri svelano su Nature quanti chilometri percorrono le particelle tossiche provenienti dagli incendi boschivi">Ingegneri svelano su Nature quanti chilometri percorrono le particelle tossiche provenienti dagli incendi boschivi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ingegneri-svelano-su-nature-quanti-chilometri-percorrono-le-particelle-tossiche-provenienti-dagli-incendi.html" title="Ingegneri svelano su Nature quanti chilometri percorrono le particelle tossiche provenienti dagli incendi boschivi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hasta-donde-viajan-las-particulas-toxicas-de-los-incendios-forestales-las-nanoparticulas-permanencen-hasta-meses-depue-1780649645472_320.jpeg" alt="Ingegneri svelano su Nature quanti chilometri percorrono le particelle tossiche provenienti dagli incendi boschivi"></a></article></aside><p>L'analisi di questi segnali permette di stimare la direzione e l'energia dei neutrini, fornendo indizi sulla loro origine. Poiché queste interazioni sono estremamente rare, l'enorme volume di ghiaccio trasparente è essenziale per aumentare le probabilità di rilevamento.</p><h2>Una nuova finestra per indagare l'Universo</h2><p>Uno dei principali vantaggi dei neutrini è la loro capacità di attraversare regioni dense dello spazio che la luce non riesce a penetrare facilmente. Inoltre, non avendo carica elettrica, le loro traiettorie non vengono deviate dai campi magnetici.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Queste caratteristiche rendono le particelle importanti messaggeri cosmici. Identificandone l'origine, i ricercatori possono studiare i processi fisici che si verificano in ambienti estremi, <strong>comprese le regioni in prossimità dei buchi neri e delle stelle che esplodono.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il riconoscimento da parte di Halzen sottolinea anche l'importanza della cooperazione scientifica internazionale. <strong>Per gli esperti, IceCube rappresenta un nuovo modo di osservare il cosmo, complementare ai telescopi tradizionali e in grado di ampliare le possibilità di scoperta.</strong></p><h2>Riconoscimento di decenni di ricerca</h2><p>Durante la cerimonia di premiazione, <strong>Halzen ha riconosciuto che il successo del progetto ha superato le sue stesse aspettative.</strong> Inizialmente, c'erano dubbi sulla fattibilità di costruire un rivelatore così complesso in condizioni ambientali estreme.</p><p>Il presidente del Comitato Nobel per la Fisica, Mark Pearce, ha sottolineato come la perseveranza e la visione scientifica del ricercatore abbiano contribuito a creare una nuova modalità di astronomia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793026" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/due-particelle-generate-dal-bosone-di-higgs-sorprendono-il-cern-nuove-prove-dell-entanglement-quantistico.html" title="Due particelle generate dal bosone di Higgs sorprendono il CERN: nuove prove dell’entanglement quantistico">Due particelle generate dal bosone di Higgs sorprendono il CERN: nuove prove dell’entanglement quantistico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/due-particelle-generate-dal-bosone-di-higgs-sorprendono-il-cern-nuove-prove-dell-entanglement-quantistico.html" title="Due particelle generate dal bosone di Higgs sorprendono il CERN: nuove prove dell’entanglement quantistico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dos-particulas-nacidas-del-boson-de-higgs-sorprenden-al-cern-nuevas-pruebas-de-entrelazamiento-cuantico-1790958144456_320.png" alt="Due particelle generate dal bosone di Higgs sorprendono il CERN: nuove prove dell’entanglement quantistico"></a></article></aside><p><strong>Con IceCube, la scienza ha acquisito uno strumento per indagare alcuni dei fenomeni più misteriosi dell'Universo,</strong> dimostrando come particelle praticamente invisibili possano rivelare informazioni fondamentali sul cosmo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="BBC%20Brasil" data-year="2026" data-title="O%20que%20s%C3%A3o%20as%20'part%C3%ADculas%20fantasma'%20que%20deram%20Nobel%20de%20F%C3%ADsica%20a%20professor%20da%20B%C3%A9lgica" data-url="https%3A%2F%2Fwww.bbc.com%2Fportuguese%2Farticles%2Fc6kglr3wy2zgo">BBC Brasil. (2026). <a href="https://www.bbc.com/portuguese/articles/c6kglr3wy2zgo" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">O que são as 'partículas fantasma' que deram Nobel de Física a professor da Bélgica</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-premio-nobel-per-la-fisica-del-2026-viene-assegnato-allo-scienziato-che-ha-rivoluzionato-lo-studio-dell-universo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scoprire i luoghi dell’arte in un giorno di pioggia: i 10 musei più visitati al mondo, con un italiano nella top 3]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/visitare-i-luoghi-dell-arte-in-un-giorno-di-pioggia-i-10-musei-piu-visitati-al-mondo-con-un-italiano-nella-top.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Le città d’arte in autunno si fanno ancora più belle e se il meteo non sempre è favorevole per passeggiare, una giornata di pioggia diventa l’opportunità per scoprire eccezionali musei. Ecco quali sono i più frequentati al mondo</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/visitare-i-luoghi-dell-arte-in-un-giorno-di-pioggia-i-10-musei-piu-visitati-al-mondo-con-un-italiano-nella-top-1791798321860.jpg" data-image="i8w73xnfisl4" alt="top 10 musei del mondo" title="top 10 musei del mondo"><figcaption>L'inconfondibile piramide di ferro e vetro del Louvre di Parigi - Netfalls - stock.adobe.com</figcaption></figure><p>Quando il tempo non consente passeggiate nelle piazze, nei parchi o lungo le vie dello shopping, visitare un museo è un’ottima soluzione per conoscere meglio una città.</p><p>Se la pioggia cade incessantemente i musei sono sempre un perfetto rifugio, per tutti i gusti. Tra quelli dedicati all’<strong>arte</strong>, alla <strong>scienza</strong>, alla <strong>moda </strong>e così via, non c’è che l’imbarazzo della scelta.</p><p>In <strong>Europa</strong>, trovarne di straordinari non è affatto difficile, molti dei cento musei d’arte più visitati al mondo si trovano infatti nel vecchio continente, e il secondo classificato è in <strong>Italia</strong>.</p><h2>Dove si trovano i musei più visitati al mondo</h2><p>La classifica di <em>The Art Newspaper</em> prende in esame i dati più recenti, cioè quelli relativi al 2025. La vecchia tendenza è confermata, con i musei d’arte europei che occupano le posizioni più alte. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/visitare-i-luoghi-dell-arte-in-un-giorno-di-pioggia-i-10-musei-piu-visitati-al-mondo-con-un-italiano-nella-top-1791798408080.jpg" data-image="wdmng0g5itev" alt="Migliori musei mondiali" title="Migliori musei mondiali"><figcaption>Il lago antistante il National Museum of Korea a Seoul</figcaption></figure><p><strong>Cinque su dieci</strong> musei della top 10 mondiale sono infatti in Europa. I numeri dei poli culturali europei rimangono per lo più stabili, con il solo <strong>Museo del Prado di Madrid</strong> ad aver registrato un incremento significativo. Nel 2025 per la prima volta il grande museo spagnolo ha superato i <strong>3,5 milioni di visitatori</strong> all’anno.</p><p>Una sorpresa arriva dalle <strong>megalopoli dell’Asia</strong> dove i grandi musei registrano vertiginosi aumenti delle visite. Uno dei casi di maggior successo è quello del <strong>National Museum of Korea di Seoul</strong>, che ha visto un incremento del 70% dei visitatori nel 2025, rispetto a quelli dell’anno precedente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781319" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/nel-sottosuolo-di-napoli-c-e-un-museo-diffuso-dove-si-trovano-straordinarie-opere-d-arte-contemporanea.html" title="Nel sottosuolo di Napoli c'è un museo diffuso dove si trovano straordinarie opere d'arte contemporanea">Nel sottosuolo di Napoli c'è un museo diffuso dove si trovano straordinarie opere d'arte contemporanea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/nel-sottosuolo-di-napoli-c-e-un-museo-diffuso-dove-si-trovano-straordinarie-opere-d-arte-contemporanea.html" title="Nel sottosuolo di Napoli c'è un museo diffuso dove si trovano straordinarie opere d'arte contemporanea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nel-sottosuolo-di-napoli-c-e-un-museo-diffuso-dove-si-trovano-straordinarie-opere-d-arte-contemporanea-1785435082524_320.jpg" alt="Nel sottosuolo di Napoli c'è un museo diffuso dove si trovano straordinarie opere d'arte contemporanea"></a></article></aside><p>Anche il <strong>National Museum of China di Pechino</strong> registra numeri incredibili, con poco meno di sette milioni di visitatori annui, ma non è presente in classifica non avendo comunicato i dati ufficiali per tempo.</p><h2>Il museo italiano più vistato al mondo</h2><p>Soprattutto quando arriva l’autunno e ricomincia a piovere, un week end in una città d’arte resta sempre una delle idee di viaggio più amate. </p><p><strong>Roma </strong>ha un fascino intramontabile e una volta dimenticato il caldo estremo dell’estate si fa ancora più piacevole da visitare, anche perché proprio qui si trova il <strong>secondo museo più frequentato al mondo</strong>. </p><div class="texto-destacado">Con più di 6,9 milioni di visitatori annui, i Musei Vaticani consolidano un primato in realtà già noto. Nel ranking mondiale del 2025 conquistano un meritato secondo posto, sorpassati solo dal Louvre di Parigi che ha superato i nove milioni di visitatori. </div><p>L’attrattiva del polo museale dei Musei Vaticani, naturalmente, va ben oltre il loro essere un rifugio dalla pioggia ed è piuttosto da ricercare in una collezione d'arte di valore straordinario. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/visitare-i-luoghi-dell-arte-in-un-giorno-di-pioggia-i-10-musei-piu-visitati-al-mondo-con-un-italiano-nella-top-1791798491682.jpg" data-image="4snb6s8niyuv" alt="Musei Vaticani Roma" title="Musei Vaticani Roma"><figcaption>La famosa scala elicoidale all'interno dei Musei Vaticani - SeanPavonePhoto - stock.adobe.com</figcaption></figure><p>Coprendo un arco di secoli da dall’antichità classica al Rinascimento, le sue sale ospitano capolavori dei maggiori artisti mondiali, come Leonardo da Vinci, Caravaggio, Raffaello e tantissimi altri.</p><h2>Gli altri musei italiani da visitare in autunno</h2><p>Molti altri musei italiani sono presenti in classifica. Proprio come accade per i Musei Vaticani, anche per gli altri siti il flusso di visitatori conosce cali e picchi stagionali, ma rimane comunque incessante nel corso dell'anno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="740413" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/piove-in-trentino-lo-spettacolare-muse-ti-aspetta-per-divertirti-con-tutta-la-famiglia.html" title="Piove in Trentino? Lo spettacolare MUSE ti aspetta per divertirti con tutta la famiglia">Piove in Trentino? Lo spettacolare MUSE ti aspetta per divertirti con tutta la famiglia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/piove-in-trentino-lo-spettacolare-muse-ti-aspetta-per-divertirti-con-tutta-la-famiglia.html" title="Piove in Trentino? Lo spettacolare MUSE ti aspetta per divertirti con tutta la famiglia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/piove-in-trentino-lo-spettacolare-muse-ti-aspetta-per-divertirti-con-tutta-la-famiglia-1763662619834_320.jpg" alt="Piove in Trentino? Lo spettacolare MUSE ti aspetta per divertirti con tutta la famiglia"></a></article></aside><p><strong>Firenze</strong>, ad esempio, è una meta ambitissima durante i ponti d’autunno, così come in quelli di primavera. Anche questo contribuisce al successo della <strong>Galleria dell’Accademia</strong>; la “casa” del <strong>David di Michelangelo </strong>occupa il 31° posto nella classifica mondiale.</p><p><strong>Palazzo Ducale a Venezia</strong> è al 56° posto, mentre il <strong>Museo Egizio di Torino</strong> è al 60° ma rimane il museo egizio più visitato al mondo, dopo quello del Cairo. </p><p> C’è anche un altro importante sito romano in classifica, si tratta dei <strong>Musei Capitolini </strong>che occupano il 90° posto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790720" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/the-whale-nuovo-museo-della-norvegia-dove-scoprire-tutto-sulle-balene-e-anche-vederle-nuotare.html" title="The Whale, nuovo museo della Norvegia dove scoprire tutto sulle balene e anche vederle nuotare">The Whale, nuovo museo della Norvegia dove scoprire tutto sulle balene e anche vederle nuotare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/the-whale-nuovo-museo-della-norvegia-dove-scoprire-tutto-sulle-balene-e-anche-vederle-nuotare.html" title="The Whale, nuovo museo della Norvegia dove scoprire tutto sulle balene e anche vederle nuotare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/the-whale-nuovo-museo-della-norvegia-dove-scoprire-tutto-sulle-balene-e-anche-vederle-nuotare-1790529837101_320.jpg" alt="The Whale, nuovo museo della Norvegia dove scoprire tutto sulle balene e anche vederle nuotare"></a></article></aside><p><br>Da notare la mancanza della <strong>Galleria degli Uffizi</strong> a Firenze, che non ha comunicato dati ufficiali, ma che si attesta annualmente sui 5 e più milioni di visitatori all’anno e quindi risulterebbe sicuramente nella top 10.</p><h2>La top 10 dei musei più visitati al mondo</h2><p>Tutti i musei della top 10 mondiale superano abbondantemente i <strong>4 milioni</strong> di visitatori all’anno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765061" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla.html" title="Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla">Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla.html" title="Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla-1776793001246_320.jpg" alt="Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla"></a></article></aside><p>In Europa la città che ha ottenuto il miglior risultato è <strong>Londra</strong>. Forse per i suoi cieli grigi che spingono verso le attività indoor, e sicuramente per il suo eccezionale patrimonio culturale, la capitale inglese figura nella top 10 dei musei più visitati al mondo con ben <strong>tre siti</strong>.</p><p>Ecco la classifica completa:</p><ul><li>10. National Gallery (Regno Unito)</li><li>09. Tate Modern (Regno Unito)</li><li>08. Shanghai Museum East (Cina)</li><li>07. Museo Nacional de Antropología (Messico)</li><li>06. State Russian Museum (Russia)</li><li>05. Metropolitan Museum of Art (Stati Uniti)</li><li>04. British Museum (Regno Unito)</li><li>03. National Museum of Korea (Corea del Sud)</li><li>02. Musei Vaticani (Città del Vaticano)</li><li>01. Musée du Louvre (Francia)</li></ul>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/visitare-i-luoghi-dell-arte-in-un-giorno-di-pioggia-i-10-musei-piu-visitati-al-mondo-con-un-italiano-nella-top.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:44:20 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'alta pressione garantirà tempo stabile e soleggiato fino a venerdì, ma nel fine settimana una goccia fredda potrebbe interrompere la tregua. L'incertezza tra i modelli ECMWF e GFS lascia, però, aperta la contesa sull'esatta traiettoria delle piogge, tra arrivo della pioggia e ulteriore attesa.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbn72em"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbn72em.jpg" id="xbn72em"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Gli aggiornamenti modellistici di <strong>oggi, mercoledì 14 ottobre,</strong> confermano, per i prossimi giorni, l'ulteriore <strong>consolidamento di un promontorio di alta pressione</strong> di matrice atlantica in atto sul Mediterraneo centro-occidentale. Questa struttura anticiclonica garantirà condizioni di<strong> tempo stabile</strong>, asciutto e prevalentemente soleggiato su tutte le regioni italiane almeno<strong> fino a venerdì prossimo, 16 ottobre. </strong></p><div class="texto-destacado">Le temperature massime del giorno beneficeranno di questa rimonta anticiclonica, con un rialzo progressivo che riporterà livelli miti per il periodo, con punte comprese anche<strong> tra i 23°C e i 25°C</strong> <strong>sui settori tirrenici</strong>. </div><p>Al primo mattino e durante le ore notturne, il raffreddamento per irraggiamento, con le notti ormai più lunghe, manterrà le <strong>temperature minime abbastanza fresche</strong>, con locali <strong>f</strong><strong>ormazioni nebbiose</strong> <strong>o foschie</strong> nei fondovalle interni del Centro e sulla Pianura Padana. </p><h2>Il fine settimana e il bivio modellistico tra ECMWF e GFS</h2><p><strong>Un cambiamento inizierà a manifestarsi,</strong> e poi a concretizzarsi, a partire dal prossimo fine settimana, <strong>tra sabato 17 e domenica 18 ottobre,</strong> anche se i principali modelli meteorologici continuano a evidenziare un'importante <strong>discrepanza di vedute sull'evoluzione</strong> del peggioramento per il nostro Paese. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate-1791988714104.jpg" data-image="h8c7adwksxq9"><figcaption>Il modello europeo ECMWF, infatti, vede un ingresso franco della saccatura nel Mediterraneo Occidentale, con conseguente approfondimento di un minimo depressionario sul Mar Ligure nella giornata di domenica 18 ottobre. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Infatti, mentre l'impianto generale vede i <strong>modelli coerenti sulla discesa di un impulso instabile più freddo dal Nord Europa</strong> nei prossimi giorni, la traiettoria di questa goccia fredda divide i due modelli. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793281" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html" title="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”">Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html" title="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto-1791922082428_320.jpg" alt="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”"></a></article></aside><p><strong>Il modello europeo ECMWF</strong>, vede un<strong> ingresso franco del nucleo freddo sul Mediterraneo Occidentale</strong>, con conseguente approfondimento di un <strong>minimo depressionario sul Mar Ligure, </strong>nella giornata di <strong>domenica 18 ottobre</strong>. </p><p>In questo caso si dovrebbe assistere ad un rapido peggioramento a partire dal <strong>Nord-Ovest</strong>, dalla <strong>Sardegna </strong>e dai <strong>settori tirrenici centro-settentrionali</strong>, in particolare dalla <strong>Toscana</strong>, con <strong>precipitazioni </strong>che potrebbero risultare <strong>anche consistenti</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate-1791988736340.jpg" data-image="ge8ctwjubvi7"><figcaption>Il modello americano GFS stima una rotta del nucleo instabile decisamente più occidentale, il che lo farebbe sprofondare direttamente verso la penisola iberica e sulle Isole Baleari, con pochi effetti o effetti ritardati sull'Italia. GFS-MeteoRed.</figcaption></figure><p>Al contrario, <strong>il modello americano GFS </strong>stima una rotta del <strong>nucleo instabile decisamente più occidentale</strong>, il che lo farebbe sprofondare direttamente <strong>verso la</strong> <strong>penisola iberica e le Isole Baleari</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793058" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” ">El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno-1791808593418_320.jpeg" alt="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "></a></article></aside><p>Con questa traiettoria, l'Italia peninsulare resterebbe ancora protetta dall'alta pressione, con un <strong>tempo asciutto</strong>, seppur con una tendenza ad aumento della nuvolosità, soprattutto sui settori occidentali. Le piogge verrebbero relegate quasi esclusivamente alla Sardegna e al canale di Sicilia.</p><h2>La tendenza per la terza decade del mese</h2><p>Come è facile dedurre dall'osservazione dei <strong>grafici probabilistici ensemble</strong> di entrambi i modelli, con una tendenza ad apertura a ventaglio dei clusters, dal 21 ottobre l'incertezza previsionale aumenta per la prossima settimana (19-25 ottobre). </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate-1791988758213.jpg" data-image="5s9gzyw9tpzl"><figcaption>Le proiezioni a medio e lungo raggio restano subordinate all'esatta traiettoria del vortice freddo isolato, che, proprio per le sue caratteristiche, con una collocazione definitiva differente, potrebbe incidere notevolmente sull'effettiva distribuzione geografica delle piogge. ECMWF-MeteoRed </figcaption></figure><p>La dinamica proposta da<strong> ECMWF </strong>vedrebbe l<strong>'Italia inizialmente con tempo in miglioramento, per il temporaneo allontanamento verso ovest della circolazione depressionaria ed instabile</strong>. Poi, tra mercoledì 21 e giovedì 22, la perturbazione attraverserebbe la penisola, con successivi residui instabili su medio-basso Adriatico e Meridione nei giorni successivi <strong>(tendenza molto incerta e quindi poco affidabile)</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate-1791988788988.jpg" data-image="aalz1efej414"><figcaption>L'impianto generale vede i modelli coerenti sulla discesa di un impulso instabile più freddo dal Nord Europa nei prossimi giorni, la traiettoria di questa goccia fredda divide i due modelli. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Nel caso in cui dovesse realizzarsi invece<strong> lo scenario proposto da GFS</strong>, i primi giorni della prossima settimana trascorrerebbero ancora in un <strong>contesto relativamente stabile e mite sui territori peninsulari</strong>, con <strong>instabilità sulle due Isole Maggiori</strong>. Poi, come per il modello europeo, <strong>tendenza a peggioramento a metà settimana</strong>, con precipitazioni al Nord e sui settori più occidentali, Sardegna compresa. Anche l'estremo sud riceverebbe gli effetti di questa circolazione depressionaria, specie nei giorni successivi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793362" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio.html" title="Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio">Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio.html" title="Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteomilano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio-1791982272657_320.png" alt="Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio"></a></article></aside><p>Queste <strong>tendenze a medio e lungo raggio</strong> restano subordinate all'<strong>esatta traiettoria del vortice freddo isolato</strong>, che, proprio per le sue caratteristiche, con una collocazione definitiva differente, potrebbe incidere notevolmente sull'<strong>effettiva distribuzione geografica delle piogge</strong>. Viene da sé che delle variazioni in questa fase (quella del fine settimana) avrebbero delle ripercussioni, anche importanti, sulle tendenze ipotizzate per la prossima settimana.</p><p>Per cui sarà necessario<strong> attendere le prossime corse modellistiche </strong>per cercare di individuare un segnale coerente nelle ensemble, che possa dare conferme o smentite e, insieme ad un'eventuale convergenza di visione tra diversi modelli, possa ridurre il<strong> grado di incertezza attualmente ancora elevato</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:31:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Temperature massime sopra la media del periodo e tempo stabile su Milano e Lombardia. Nel weekend arrivano i primi segnali di cambiamento</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbn4xt2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbn4xt2.jpg" id="xbn4xt2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’alta pressione domina ancora la Lombardia, regalando giornate miti e soleggiate. Ma nel fine settimana qualcosa potrebbe cambiare.</p><p><strong>Giovedì 15 ottobre</strong> sarà una giornata caratterizzata da condizioni meteorologiche generalmente stabili su Milano e su gran parte della Lombardia: merito di un robusto campo di alta pressione che continua ad interessare il Nord Italia, favorendo ampie schiarite e temperature diurne decisamente gradevoli per il periodo.</p><p>A <strong>Milano</strong> la colonnina di mercurio potrà raggiungere i 21 °C, un valore superiore alla media climatica della metà di ottobre. Ben diversa, però, la situazione nelle ore notturne e al primo mattino, quando le temperature potranno scendere intorno agli 11 °C.</p><figure><a href="Temperature sopra alla media del periodo"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteomilano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio-1791981408357.png" data-image="8dt7jharghj1" alt="Mappa relativa all'anomalia di temperatura prevista" title="Mappa relativa all'anomalia di temperatura prevista"></a><figcaption>Temperature sopra la media in tutto il Nord Italia, fino a 12 °C in montagna</figcaption></figure><p>Si tratta di un’<strong>escursione termica</strong> giornaliera di circa 10 °C, capace di far percepire due stagioni differenti nella stessa giornata: un’atmosfera molto gradevole nelle ore centrali ed un clima decisamente più più fresco dopo il tramonto.</p><h2>Zero termico a 4000 metri: sulle Alpi un’anomalia che fa riflettere</h2><p>L’alta pressione non favorirà soltanto temperature miti in pianura, ma anche condizioni particolarmente insolite in montagna.</p><div class="texto-destacado">Lo zero termico potrà raggiungere quote prossime ai 4000 metri, un valore decisamente elevato per la metà di ottobre, soprattutto sulle Alpi lombarde.</div><p>Questo significa che le temperature rimarranno positive anche a quote particolarmente elevate, limitando le condizioni favorevoli alla <strong>conservazione della neve</strong> presente sui rilievi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793201" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html" title="L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C">L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html" title="L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-in-corso-una-seconda-mini-ottobrata-ecco-dove-si-supereranno-i-25-c-1791890188265_320.jpg" alt="L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C"></a></article></aside><p>Il fenomeno è legato alla presenza di una massa d’aria relativamente calda in quota, associata alla struttura anticiclonica che domina l’Europa meridionale.</p><h2>Sabato 17 ottobre, arrivano i primi segnali: il tempo potrebbe cambiare volto</h2><p>La situazione meteorologica potrebbe mostrare i primi segnali di evoluzione durante la giornata di sabato.</p><p>L’alta pressione, protagonista della settimana, potrebbe progressivamente perdere parte della propria forza, favorendo un <strong>aumento della nuvolosità</strong> soprattutto sui settori occidentali e sulle aree montuose della Lombardia.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xbn5diq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbn5diq.jpg" id="xbn5diq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>A <strong>Milano</strong> il tempo potrebbe rimanere ancora in prevalenza asciutto, ma con un cielo meno limpido rispetto alle giornate precedenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793058" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” ">El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno-1791808593418_320.jpeg" alt="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "></a></article></aside><p>Anche le <strong>temperature</strong> potrebbero iniziare a risentire della maggiore copertura nuvolosa, pur mantenendosi relativamente miti per il periodo.</p><h2>Domenica 18 ottobre, attenzione alla pioggia: ecco cosa potrebbe succedere</h2><p>La giornata di domenica rappresenta il momento da seguire con maggiore attenzione per un possibile cambiamento delle condizioni meteorologiche.</p><p>Un progressivo indebolimento dell’anticiclone potrebbe infatti favorire l’arrivo di maggiore nuvolosità e, qualora si confermasse l’ingresso di una <strong>perturbazione</strong>, anche delle precipitazioni su parte della <strong>Lombardia</strong>.</p><figure><a href="Domenica arriva la pioggia"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteomilano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio-1791982272657.png" data-image="a4ayqroohs0s" alt="Mappa relativa alle piogge in arrivo domenica Lombardia e tutto il Nord-Ovest" title="Mappa relativa alle piogge in arrivo domenica Lombardia e tutto il Nord-Ovest"></a><figcaption>Ecco gli accumuli di pioggia previsti domenica al Nord e in Toscana, a Milano 30 mm</figcaption></figure><p><strong>Milano</strong> potrebbe quindi passare da giornate prevalentemente soleggiate a condizioni più tipicamente autunnali, con cielo nuvoloso e la possibilità di qualche pioggia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793281" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html" title="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”">Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html" title="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto-1791922082428_320.jpg" alt="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”"></a></article></aside><p>Rimangono tuttavia da verificare la tempistica del peggioramento, la distribuzione delle precipitazioni e il coinvolgimento delle diverse <strong>province lombarde</strong>. Una cosa appare chiara: dopo una fase caratterizzata da temperature miti e stabilità atmosferica, <strong>il fine settimana merita particolare attenzione</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta degli altostrati, le bellissime nuvole che annunciano un cambio del tempo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-degli-altostrati-le-bellissime-nuvole-che-annunciano-un-cambio-del-tempo.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Queste nuvole svolgono un ruolo molto importante di sentinella durante l'arrivo di una perturbazione, annunciando l'arrivo imminente di piogge o nevicate. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-degli-altostrati-le-bellissime-nuvole-che-annunciano-un-cambio-del-tempo-1779656941473.jpg" data-image="i1q8vpisez2n" alt="Altostrati." title="Altostrati."><figcaption>Gli altostrati sono un importante sentinella dell’imminente cambio del tempo. Spesso queste nubi possono precedere l’arrivo di un fronte, annunciando pioggia debole o nevischio, in inverno. </figcaption></figure><p>Gli altostrati sono delle nuvole stratificate, molto belle da osservare, soprattutto durante l’arrivo della stagione invernale. Si tratta di strati nuvolosi uniformi, grigi o bluastri, che velano il sole come un velo opaco. </p><p>Appartengono alla famiglia delle <strong>nuvole stratiformi medie,</strong> classificate secondo la nomenclatura internazionale dell'<strong>Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM).</strong> Si formano tra i 2.000 e i 6.000 metri di altitudine, rendendoli intermedi tra le nubi basse (come gli strati) e quelle alte (come i cirri).</p><p>In cielo appaiono come un tappeto continuo, spesso coprendo l'intero orizzonte. Se osservati da vicino, <strong>mostrano una struttura fibrosa, ma dal suolo sembrano solo un velo opprimente.</strong></p><h2><strong>Come si formano gli altostrati?</strong></h2><p>La formazione degli altostrati è un processo dinamico e adiabatico, legato al raffreddamento dell'aria umida in quota. In un sistema frontale caldo (tipico delle perturbazioni atlantiche), masse d'aria umida salgono lentamente sopra uno strato d’aria più fredda. <strong>L'aria si espande e raffredda adiabaticamente (senza scambio di calore con l'esterno).</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>A circa 2-7 km, la temperatura scende sotto il punto di rugiada, provocando la condensazione del vapor d'acqua in minuscole gocce (diametro 10-20 micron) o, in climi freddi, cristalli di ghiaccio.</strong></div><p>Il vento in quota, in media troposfera, allarga lo strato, creando un banco uniforme. Inizialmente sottili, gli altostrati si addensano se l'umidità persiste, evolvendo in nembostrati (che portano pioggia) o dissolvendosi in strati se l'aria si riscalda, perdendo umidità.</p><h2><strong>L’importanza di queste nubi durante l’osservazione</strong></h2><p>Gli altostrati sono un importante sentinella dell’imminente cambio del tempo. Spesso queste nubi possono precedere l’arrivo di un fronte, annunciando pioggia debole o nevischio, in inverno. Sono il primo avviso delle precipitazioni legate a un fronte caldo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-degli-altostrati-le-bellissime-nuvole-che-annunciano-un-cambio-del-tempo-1779656974554.jpg" data-image="jbqvasbevn54" alt="Altostrati." title="Altostrati."><figcaption>La formazione degli altostrati è un processo dinamico e adiabatico, legato al raffreddamento dell'aria umida in quota. </figcaption></figure><p>Nel settore caldo di una depressione extratropicale gli altostrati disposti in banchi possono annunciare l’imminente irruzione di un fronte freddo, e l’arrivo di precipitazioni convettive, come rovesci o temporali. <strong>Esse contribuiscono al 10-20% delle precipitazioni medie in latitudini temperate.</strong></p><h2><strong>In quale periodo dell’anno è più facile osservarli?</strong></h2><p>Queste nubi si vedono più facilmente fra l’autunno, l’inverno e l’inizio della primavera, in un periodo in cui solitamente si vede un sensibile incremento delle perturbazioni atlantiche. </p><p>Da noi si osservano in prossimità di un fronte caldo, o davanti l’avanzamento di un fronte freddo. La loro presenza precede spesso la rotazione del vento, al passaggio di un fronte freddo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="654058" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-degli-altocumuli-le-famose-nubi-del-cosiddetto-cielo-a-pecorelle.html" title="Alla scoperta degli altocumuli, le famose nubi del cosiddetto 'cielo a pecorelle'">Alla scoperta degli altocumuli, le famose nubi del cosiddetto "cielo a pecorelle"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-degli-altocumuli-le-famose-nubi-del-cosiddetto-cielo-a-pecorelle.html" title="Alla scoperta degli altocumuli, le famose nubi del cosiddetto 'cielo a pecorelle'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-degli-altocumuli-le-famose-nubi-del-cosiddetto-cielo-a-pecorelle-1714230325373_320.jpg" alt="Alla scoperta degli altocumuli, le famose nubi del cosiddetto 'cielo a pecorelle'"></a></article></aside><p>In presenza di situazioni di venti molto forti in quota gli altostrati sono anche sinonimo di turbolenze e onde orografiche. <strong>Durante la navigazione aerea la loro presenza può aiutare le aree di maggiore turbolenza. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-degli-altostrati-le-bellissime-nuvole-che-annunciano-un-cambio-del-tempo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Settembre 2026 è il secondo più caldo di sempre: oceani da record ed El Niño sempre più forte]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/settembre-2026-e-il-secondo-piu-caldo-di-sempre-oceani-da-record-ed-el-nino-sempre-piu-forte.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 13:02:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Settembre 2026 è stato il secondo più caldo registrato a livello globale. Copernicus ha registrato temperature eccezionali nell’Europa occidentale, oceani da record ed El Niño in intensificazione, mentre le anomalie termiche sono tornate oltre 1,5 °C rispetto all’era preindustriale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/settembre-2026-e-il-secondo-piu-caldo-di-sempre-oceani-da-record-ed-el-nino-sempre-piu-forte-1791874566009.jpg" data-image="6eu369dw32qv" alt="Clima settembre 2026" title="Clima settembre 2026"><figcaption>Distribuzione delle anomalie termiche nel settembre 2026, rispetto al periodo 1991-2020. </figcaption></figure><p>Secondo il nuovo bollettino del <a href="https://climate.copernicus.eu/">Copernicus Climate Change Service</a> (<strong>C3S</strong>), <strong>Settembre è stato il secondo più caldo mai registrato a livello mondiale.</strong> Temperature atmosferiche e oceaniche eccezionalmente elevate hanno confermato l’inarrestabile riscaldamento globale. </p><p><strong>In Europa occidentale,</strong> dopo un'estate da record, <strong>è iniziato un autunno anch'esso all’insegna di valori record</strong> sia per l’aria sia per le superfici marine. Sullo sfondo <strong>continua a rafforzarsi El Niño,</strong> destinato a influenzare il clima mondiale nei prossimi mesi.</p><h2>Settembre 2026: la temperatura globale torna oltre la soglia di 1,5 °C</h2><p>Nel Settembre 2026 la temperatura media globale dell'aria superficiale è stata di <strong>16,27 °C</strong>. Questa temperatura rappresenta un’anomalia di <strong>+0,82 °C</strong> superiore alla media climatologica del periodo 1991-2020 e di <strong>+1,63 °C se confrontata con le temperature dell'epoca preindustriale</strong>. Solo il Settembre 2023 era stato più caldo, ma di appena un decimo di grado.</p><div class="texto-destacado"><br>Quando sentiamo parlare di una temperatura di 16 °C, pensiamo a una giornata piuttosto fresca. Ma se questo valore rappresenta la temperatura media dell’intero pianeta, il suo significato cambia completamente. Anche un aumento di pochi decimi di grado della temperatura globale può avere conseguenze importanti a livello locale, con aumenti di diversi gradi in alcune regioni. Per esempio, mentre la temperatura media del pianeta aumenta di 1 °C, in alcune zone del Mediterraneo le temperature estive possono crescere di 2 o 3 °C, rendendo le ondate di calore ancora più intense e frequenti.<br></div><p>Nell’<a href="https://www.consilium.europa.eu/it/policies/paris-agreement-climate/">Accordo di Parigi </a>si è preso l'impegno di intraprendere tutte le possibili azioni che mantengano il riscaldamento globale sotto la soglia di +1,5 °C.</p><p>Invece, per il secondo mese consecutivo, questa soglia è stata superata. Questa circostanza non equivale al superamento definitivo dell'obiettivo. Tuttavia, l’aumentata frequenza con cui ciò avviene è indicativo di un sistema climatico prossimo a superarla definitivamente.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Con un’anomalia di +1,63 °C, Settembre 2026 è stato il secondo più caldo mai registrato.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Guardando ai primi nove mesi di quest'anno: <strong>il 2026 si colloca provvisoriamente al secondo posto tra i più caldi mai osservati,</strong> preceduto soltanto dal 2024.</p><h2>Europa occidentale ancora sotto un caldo eccezionale: anomalie fino a 6 °C</h2><p><strong>L’Europa continua ad essere il continente più caldo ed il continente dove il riscaldamento globale avanza più rapidamente</strong>. Ma ciò è ancor più vero in Europa occidentale, il cui mese di Settembre, con <strong>un’anomalia di +2,51 °C </strong> rispetto al periodo preindustriale, è stato il più caldo di sempre.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/settembre-2026-e-il-secondo-piu-caldo-di-sempre-oceani-da-record-ed-el-nino-sempre-piu-forte-1791874663092.jpg" data-image="l3eyg8ykc92c" alt="Clima Europa Settembre 2026" title="Clima Europa Settembre 2026"><figcaption>Le anomalie positive più intense interessano Spagna, Portogallo, Francia meridionale e Italia.</figcaption></figure><p>Le anomalie più accentuate hanno interessato la Penisola Iberica, la Francia meridionale e alcune regioni italiane, raggiungendo localmente valori compresi tra 4 e 6 °C oltre la media.</p><div class="texto-destacado">Il verificarsi di queste anomalie è stato favorito da configurazioni atmosferiche caratterizzate dalla persistenza di aree di alta pressione, capaci di ostacolare l'arrivo di masse d'aria più fresche.</div><p>Anche le precipitazioni sono state sotto la media del periodo, con eventi di siccità che hanno ridotto la portata d'acqua di alcuni fiumi europei, tra cui Reno e Danubio, a livelli eccezionalmente bassi.</p><h2>Oceani da record ed El Niño: cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi?</h2><p>Nel settembre 2026 la temperatura superficiale media delle acque oceaniche, nella fascia di latitudine compresa tra 60° sud e 60° nord, ha raggiunto <strong>21,05 °C, il valore più alto mai registrato per questo mese.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/settembre-2026-e-il-secondo-piu-caldo-di-sempre-oceani-da-record-ed-el-nino-sempre-piu-forte-1791874700164.jpg" data-image="ciomek7njb8y" alt="Temperatura oceano" title="Temperatura oceano"><figcaption>Le anomalie della temperatura oceanica evidenziano il forte riscaldamento del Pacifico equatoriale.</figcaption></figure><p>A questo valore record hanno contribuito le acque del Pacifico in particolare, ma anche vaste porzioni dell'Oceano Indiano, dell'Atlantico e del Mediterraneo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791028" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-ci-uccidera-per-primo-l-ia-o-il-cambiamento-climatico.html" title="Cosa ci ucciderà per primo: l'IA o il cambiamento climatico?">Cosa ci ucciderà per primo: l'IA o il cambiamento climatico?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-ci-uccidera-per-primo-l-ia-o-il-cambiamento-climatico.html" title="Cosa ci ucciderà per primo: l'IA o il cambiamento climatico?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/what-will-kill-us-first-ai-or-climate-change-1790274359016_320.jpg" alt="Cosa ci ucciderà per primo: l'IA o il cambiamento climatico?"></a></article></aside><p><strong>E’ proprio nel Pacifico che si sta sviluppando un fenomeno El Niño particolarmente intenso.</strong> La temperatura superficiale media ha raggiunto 29,70 °C, con un'anomalia positiva di 2,99 °C rispetto al periodo 1991-2020.</p><p>Secondo gli scienziati <strong>al picco El Niño potrebbe risultare il più intenso degli ultimi 80 anni</strong>. </p><div class="texto-destacado">Mentre le elevate temperature oceaniche in prossimità delle coste dell’America Latina determineranno un'evaporazione con conseguente eccezionale piovosità, nelle coste opposte dell’Australia e dell’Indonesia produranno un clima olremodo siccitoso.</div><p>La complessità del sistema climatico terrestre non consente di prevedere con precisione in che modo gli effetti su temperature e precipitazioni di questo super El Niño si estenderanno alle altre regioni del globo, ma con una certa sicurezza di effetti se ne registreranno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792099" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-previsioni-aggiornate-dell-ecmwf-sul-fenomeno-el-nino-straordinario-per-intensita-e-durata.html" title="Le previsioni dell'ECMWF su El Niño aggiornate a ottobre: 'straordinario per intensità e durata'">Le previsioni dell'ECMWF su El Niño aggiornate a ottobre: "straordinario per intensità e durata"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-previsioni-aggiornate-dell-ecmwf-sul-fenomeno-el-nino-straordinario-per-intensita-e-durata.html" title="Le previsioni dell'ECMWF su El Niño aggiornate a ottobre: 'straordinario per intensità e durata'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/pronostico-el-nino-ecmwf-es-extraordinario-en-intensidad-y-en-duracion-1791265211693_320.png" alt="Le previsioni dell'ECMWF su El Niño aggiornate a ottobre: 'straordinario per intensità e durata'"></a></article></aside><p>La sovrapposizione di questo fenomeno a un riscaldamento globale di origine antropica già molto pronunciato può favorire nuove anomalie termiche globali.</p><p>Secondo le attuali proiezioni, <strong>El Niño potrebbe intensificarsi ulteriormente entro la fine del 2026 e mantenersi forte durante i primi mesi del 2027.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/settembre-2026-e-il-secondo-piu-caldo-di-sempre-oceani-da-record-ed-el-nino-sempre-piu-forte.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Che cos’è l’outflow? Il respiro che mantiene in vita la macchina dei cicloni tropicali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/che-cos-e-l-outflow-il-respiro-che-mantiene-in-vita-la-macchina-dei-cicloni-tropicali.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Senza questo continuo ricambio d’aria il ciclone tropicale non potrebbe esistere. Il cambiamento dell’outflow diventa determinante, non solo sulla forza, ma anche nel caso di un possibile e improvviso cambio di traiettoria.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/che-cos-e-l-outflow-il-respiro-che-mantiene-in-vita-la-macchina-dei-cicloni-tropicali-1787130747236.jpg" data-image="aaufvkea3qk2" alt="Ciclone tropicale." title="Ciclone tropicale."><figcaption>L'outflow è spesso visibile nelle immagini satellitari come un'estesa copertura di nubi cirriformi, sottili e filamentose, che si allontanano dal nucleo dell'uragano. È particolarmente pronunciato nei sistemi ben organizzati, dove un outflow simmetrico e ampio indica una buona ventilazione in quota, che favorisce l'intensificazione del ciclone. </figcaption></figure><p>L'<strong>outflow</strong> di un uragano è il flusso d'aria in uscita attivo nella parte alta della troposfera, tipicamente tra i 10 e i 15 km di altitudine, dove l'uragano espelle l'aria calda e umida che ha convogliato verso l'alto attraverso il suo nucleo centrale. </p><p>Questo processo è una componente chiave della dinamica di un ciclone tropicale e contribuisce alla sua struttura e intensità. Senza di esso il ciclone tropicale non potrebbe sopravvivere a lungo. </p><h2><strong>Anatomia di un ciclone tropicale</strong></h2><p>Un ciclone tropicale funziona come una gigantesca <strong>"pompa termica".</strong> L'aria calda e umida aspirata dalla superficie oceanica <strong>viene riscaldata dall'energia latente rilasciata durante la condensazione del vapore acqueo nelle nubi temporalesche. </strong></p><p>Quest'aria, più leggera, sale rapidamente attraverso il camino centrale dell'uragano (l'occhio e il muro dell'occhio) fino a raggiungere la sommità della troposfera. Qui, a causa della divergenza dei venti in quota, l'aria si espande orizzontalmente, formando un flusso in uscita, chiamato <strong>outflow,</strong> che si dirama radialmente dal centro del sistema. </p><div class="texto-destacado"><strong>Quando raggiunge la troposfera superiore, vicino alla tropopausa, l'aria non può salire ulteriormente a causa della stabilità della stratosfera. Di conseguenza, si espande orizzontalmente, creando un flusso divergente che si allontana dal centro del sistema.</strong></div><p>L'<strong>outflow</strong> è spesso visibile nelle immagini satellitari come un'estesa copertura di nubi cirriformi, sottili e filamentose, che si allontanano dal nucleo dell'uragano. È particolarmente pronunciato nei sistemi ben organizzati, dove un <strong>outflow simmetrico</strong> e ampio indica una buona ventilazione in quota, che favorisce l'intensificazione del ciclone. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Look at the rapid expansion of the outflow ongoing w/<a href="https://twitter.com/hashtag/Humberto?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Humberto</a>.<br><br>This is so impressive to watch.<br><br>Mesmerizing to say the least <br><br>Did I already say impressive?<a href="https://twitter.com/hashtag/HurricaneHumberto?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#HurricaneHumberto</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Hurricane?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Hurricane</a> <a href="https://t.co/dHOyKcbS5l">pic.twitter.com/dHOyKcbS5l</a></p>— BGWX (@BradyBGWX) <a href="https://twitter.com/BradyBGWX/status/1971729621008933184?ref_src=twsrc%5Etfw">September 27, 2025</a></blockquote></figure><p>In alcuni casi, quando il ciclone tropicale incontra un maggiore shear del vento o la <strong>corrente a getto,</strong> l'outflow può divenire asimmetrico, favorendo un progressivo indebolimento della struttura che andrà a perdere le sue caratteristiche tropicali.</p><h2><strong>Come l'outflow cambia le temperature nella parte alta della troposfera?</strong></h2><p>L'outflow di un uragano ha un impatto significativo sulle temperature nella troposfera superiore, principalmente attraverso due meccanismi: <strong>il trasporto di calore e l'espansione adiabatica dell'aria.</strong></p><p>Durante la convezione, l'uragano spinge aria calda e umida dalla superficie oceanica (con temperature spesso superiori a <strong>+26°C +28°C</strong>) verso la troposfera superiore. Il calore latente rilasciato dalla condensazione del vapore acqueo riscalda ulteriormente l'aria in risalita, <strong>creando una colonna di aria significativamente più calda rispetto all'ambiente circostante.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Quando quest'aria raggiunge la tropopausa (il confine tra troposfera e stratosfera, a circa 10-15 km), si espande orizzontalmente formando l'outflow.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tale processo introduce un'anomalia termica positiva nella troposfera superiore. <strong>Le temperature in quota possono aumentare di +1°C +3°C rispetto alla media,</strong> a seconda dell'intensità dell'uragano. Ad esempio, un uragano di categoria 3 o superiore, <strong>può generare un outflow particolarmente caldo, con anomalie termiche che si propagano per centinaia di chilometri.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/che-cos-e-l-outflow-il-respiro-che-mantiene-in-vita-la-macchina-dei-cicloni-tropicali-1787130786580.jpg" data-image="qd4rigwir6wa" alt="Ciclone tropicale." title="Ciclone tropicale."><figcaption>Una spettacolare immagine dal satellite a infrarosso del ciclone tropicale Humberto durante il suo approfondimento nelle acque dell'Atlantico tropicale. Si notano le nuvole cirriformi uscire dal nucleo di questo ciclone che rappresentano l'outflow radiale pronto a sostenere l'intera struttura depressionaria.</figcaption></figure><p>Quando l'aria calda dell'<strong>outflow</strong> si espande orizzontalmente nella parte alta della troposfera, subisce un raffreddamento adiabatico a causa della diminuzione di pressione. Questo effetto può mitigare parzialmente l'aumento di temperatura nella regione immediatamente circostante l'uragano. </p><p>Tuttavia, il calore latente rilasciato in precedenza durante la convezione tende a dominare, <strong>mantenendo un bilancio termico positivo.</strong></p><h2><strong>Quando l’outflow diventa asimmetrico?</strong></h2><p>L’asimmetria dell’<strong>outflow</strong> si verifica quando fattori esterni o interni disturbano l’equilibrio del flusso d’aria in uscita. Un forte <strong>wind shear verticale,</strong> ovvero la variazione della velocità o direzione del vento con l’altezza, è una delle cause più comuni. </p><p>Il <strong>wind shear</strong> può inclinare la struttura del ciclone, <strong>spingendo l’outflow verso una direzione preferenziale e rendendolo asimmetrico (Frank & Ritchie, 2001, Monthly Weather Review).</strong></p><h2><strong>Cosa succede quando l’outflow diventa simmetrico?</strong></h2><p>Un <strong>outflow asimmetrico</strong> ha diverse conseguenze sulla dinamica dell’uragano, favorendo spesso un indebolimento del ciclone. Questo avviene perché l’asimmetria può ridurre l’efficienza con cui l’aria viene espulsa dalla sommità del sistema, ostacolando la convezione e aumentando la pressione centrale. </p><p><strong>L’asimmetria dell’outflow è spesso accompagnata da un’inclinazione verticale del vortice del ciclone. </strong>Questo significa che il centro del ciclone a bassa quota non è più allineato con il centro a quote superiori, il che destabilizza il sistema e ne riduce l’organizzazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/che-cos-e-l-outflow-il-respiro-che-mantiene-in-vita-la-macchina-dei-cicloni-tropicali-1787130923148.jpg" data-image="icf9m5wsibbx" alt="Ciclone tropicale sul Pacifico." title="Ciclone tropicale sul Pacifico."><figcaption>Una spettacolare immagine dal satellite a infrarosso del ciclone tropicale Humberto durante il suo approfondimento nelle acque dell'Atlantico tropicale. Si notano le nuvole cirriformi uscire dal nucleo di questo ciclone che rappresentano l'outflow radiale pronto a sostenere l'intera struttura depressionaria.</figcaption></figure><p>Un <strong>outflow asimmetrico,</strong> inoltre, può influenzare il movimento dell’uragano. Ad esempio, un <strong>outflow</strong> concentrato in una direzione può interagire con i venti attorno il sistema in modo non uniforme, <strong>spingendo il ciclone verso una traiettoria diversa rispetto a quella prevista.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677768" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?">Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti-1728503576299_320.jpg" alt="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"></a></article></aside><p>Ma attenzione, non sempre è sinonimo di un indebolimento del ciclone tropicale. In alcuni casi, un <strong>outflow asimmetrico</strong> può precedere una riorganizzazione del ciclone, specialmente se le condizioni ambientali migliorano (ad esempio, se il wind shear diminuisce), o in caso di <strong>extratropical transition,</strong> quando il ciclone si evolve in una ciclogenesi dalle caratteristiche extratropicali, seguendo lo schema dei cicloni secondo il modello <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-ciclogenesi-rapide-ecco-come-nascono-le-tempeste-piu-violente-che-spazzano-l-europa.html">Shapiro-Keyser</a>.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/che-cos-e-l-outflow-il-respiro-che-mantiene-in-vita-la-macchina-dei-cicloni-tropicali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’anticiclone raggiunge il suo apice poi si trasforma in blocco scandinavo. Una saccatura retrograda si muove al suo fianco orientale, ma l’evoluzione è molto incerta. Possibile l’arrivo di pioggia anche consistente al nordovest, ma altri scenari vedono configurazioni diverse. Ecco i dettagli. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbmqajq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbmqajq.jpg" id="xbmqajq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Satellite pressoché sgombro da nubi e <a href="https://www.ilmeteo.net/radar-italia-pioggia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">radar</a> “spento”, ovvero <strong>senza echi di precipitazioni, nelle ultime ore in Italia.</strong> Ieri le massime sono state da ottobrata, con<strong> 27-28°C in Sicilia e Sardegna, 24-25°C a Roma, 20-22°C al nord.</strong> </p><p>Le minime invece ci raccontano che è pur sempre ottobre, con valori attorno a 0°C sui passi alpini attorno a 2000 metri, e 6-8°C in pianura al nord, fuori dalle città, nonché nelle conche del centro.</p><p>C’è poco da dire anche per l’odierna giornata, vediamo dunque come evolve l’anticiclone e quando presenterà finalmente un cedimento piovoso al nord.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>La <strong>dorsale anticiclonica dominerà in pieno l’Italia, sia al suolo che in quota,</strong> per le 48-72 ore, ovvero fino a venerdì, senza cambiamenti di sostanza. Il massimo al suolo in particolare si collocherà dapprima a nord delle Alpi, poi<strong> l’isobara 1025 hPa avvolgerà tutt’Italia</strong>. </p><div class="texto-destacado">Da venerdì però la pressione tende a diminuire secondo i principali modelli, con<strong> l’anticiclone che si divide in due grandi centri. </strong>Uno, sull’Atlantico, rafforzerà un robusto massimo sulle Isole Britanniche, muovendo sul suo fianco orientale una saccatura retrograda. </div><p><strong>Nel fine settimana poi il massimo si posizionerà come blocco scandinavo,</strong> alimentando una circolazione depressionaria sul Mediterraneo centrale. Incerti però molti dettagli.</p><h2>Giovedì e venerdì stabile con ottobrata</h2><p>Poco da dire su domani<strong> giovedì 15 e anche su venerdì 16 ottobre. Tempo stabile, con scarse nubi su tutt’Italia, e giornate soleggiate</strong> e fin troppo miti per la stagione, con piena ottobrata.<strong> </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793201" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html" title="L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C">L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html" title="L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-in-corso-una-seconda-mini-ottobrata-ecco-dove-si-supereranno-i-25-c-1791890188265_320.jpg" alt="L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C"></a></article></aside><p><strong>Foschie al nord, ma solo occasionali i banchi di nebbia</strong>, possibili principalmente verso il fiume Po. <strong>La qualità dell’aria si degrada, </strong>ma grazie alle temperature sopra media si evita l’uso del riscaldamento, con risparmio energetico e benefici per le minori emissioni di ossidi di azoto e particolato.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto-1791922039627.jpg" data-image="mknlnjiimk2z"><figcaption>Temperature diurne sopra media in quasi tutt'Italia ad eccezione di parte del sud, minime invece nella media o anche leggermente al di sotto.</figcaption></figure><p>Temperature minime 8-10°C al nord e pianure del centro, 13-16°C al sud, 18°C in alcune zone delle isole.<strong> Massime in rialzo</strong>, 22-24°C anche al nord, fino a 25-26°C al centro sud.</p><h2>Sabato aumentano le nubi, domenica qualche pioggia al nordovest</h2><p><strong>Sabato 17 ottobre aumentano le nubi in quasi tutt’Italia,</strong> principalmente di tipo medio alto e <strong>non produttive di precipitazioni.</strong> Compare qualche leggera pioggia in Liguria, coste sarde e sicule tirreniche, e in serata vicino alle Alpi occidentali piemontesi, anche a carattere di rovescio. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto-1791922082428.jpg" data-image="k9fa5o8aehcz"><figcaption>Al momento le piogge cumulate vedono una possibile fase di piogge anche consistenti al nordovest, ma la mappa mostra anche chiaro che la perturbazione sarebbe bloccata ad est. situazione molto incerta, aperta a varie soluzioni.</figcaption></figure><p><strong>Domenica 18 ottobre peggioramento piovoso fra ponente Ligure, Piemonte occidentale e Val d’Aosta,</strong> anche con piogge piuttosto intense, è una<strong> situazione ancora incerta ma da monitorare</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Nelle altre regioni del nord grigio umido ma senza precipitazioni, schiarite al nordest.<strong> Nubi stratificate in Toscana, Lazio e Sardegna</strong>, in parte Campania e Sicilia. Ampie schiarite su tutte le regioni Adriatiche.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Temperature in leggera diminuzione per la copertura al nord, ma si resta fra 20 e 22°C, al centro sud 23-25°C. notti meno fresche ma piuttosto umide.</p><h2>Blocco scandinavo e saccatura retrograda: come evolveranno?</h2><p>I <strong>run operativi ECMWF vedono spesso dominare un blocco a omega, </strong>con massimo sulla Scandinavia, in una configurazione che d’inverno porta anche importanti irruzioni fredde. </p><p>In realtà <strong>il movimento della saccatura verso Francia e Spagna, innescherebbe viceversa richiamo sciroccale umido</strong> e mite lungo la penisola. </p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xbmqvyy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbmqvyy.jpg" id="xbmqvyy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Sarebbe uno scenario da piogge anche consistenti</strong> nelle zone esposte prealpine, nordovest, Liguria e alta Toscana. In realtà dai cluster vi sono ancora 5 scenari, e questa evoluzione <strong>presenta una probabilità piuttosto bassa, 30%</strong>, di realizzarsi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793190" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dove-piovera-in-italia-questa-settimana-ecco-quali-saranno-le-regioni-interessate.html" title="Dove pioverà in Italia questa settimana? Ecco quali saranno le regioni interessate">Dove pioverà in Italia questa settimana? Ecco quali saranno le regioni interessate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dove-piovera-in-italia-questa-settimana-ecco-quali-saranno-le-regioni-interessate.html" title="Dove pioverà in Italia questa settimana? Ecco quali saranno le regioni interessate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-dove-piovera-in-italia-questa-settimana-le-regioni-coinvolte-1791888961437_320.jpg" alt="Dove pioverà in Italia questa settimana? Ecco quali saranno le regioni interessate"></a></article></aside><p>I <strong>due scenari più probabili, con il 50% dei membri, mantengono il Nord più protetto dall’anticiclone</strong>, con maggiore instabilità al Centro-Sud. Il cambiamento potrebbe quindi esserci, ma ancora molti sono i dubbi sulla possibilità di piogge diffuse sulla Pianura Padana.</p><p>Scenari minori, <strong>con il restane 20% di probabilità,</strong> vedono infine un disturbo più orientale con possibile sventagliata fredda lungo l’Adriatico e fenomeni sul versante adriatico e al Sud, con il Nordovest ancora ai margini. Insomma, attendiamo a sbilanciarsi, la solita farfalla del caos può ancora cambiare tutto nel settore favorito da eventuali piogge.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli astronomi hanno scoperto che l'asteroide Bennu non rientra in nessuna categoria e la colpa potrebbe essere di Giove]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-hanno-scoperto-che-l-asteroide-bennu-non-rientra-in-nessuna-categoria-e-la-colpa-potrebbe-essere-di-giove.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>I campioni dell'asteroide Bennu rivelano che esso si è formato in una zona di transizione del sistema solare primitivo, dove si sono mescolati materiali provenienti dalle regioni interne ed esterne.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-identifican-que-asteroide-bennu-no-encaja-en-ninguna-categoria-y-jupiter-podria-tener-la-culpa-1791317748871.jpg" data-image="2t1uwlu6i3i3" alt="Bennu, asteroide di Giove." title="Bennu, asteroide di Giove."><figcaption>I nuovi risultati forniscono informazioni utili per comprendere come si sono formati i pianeti. Crediti: NASA/Goddard/Università dell’Arizona.</figcaption></figure><p>L'asteroide Bennu custodisce al suo interno una sorta di capsula del tempo. I suoi materiali sono rimasti praticamente intatti sin dagli albori del sistema solare e ora, grazie ai campioni raccolti dalla <strong>missione OSIRIS-REx</strong> della NASA, gli scienziati sono riusciti a ricostruire parte della storia della sua nascita.</p><p>Bennu compie un'orbita attorno al Sole ogni <strong>1,2 anni</strong> e si avvicina alla Terra all'incirca ogni sei anni, quando passa <strong>a circa 300.000 chilometri di distanza.</strong> Tale vicinanza ha permesso alla <strong>NASA</strong> di inviare una missione sulla sua superficie e di prelevare materiale direttamente dall'asteroide.</p><div class="texto-destacado">Nel settembre 2023, la capsula contenente i campioni è atterrata nel deserto dello Utah. Al suo interno c’erano circa 120 grammi di materiale proveniente da Bennu. <strong>Una piccola frazione, appena mezzo grammo, è poi arrivata al Politecnico federale di Zurigo (ETH Zurigo), dove il team guidato dalla specialista in geochimica isotopica Maria Schönbächler ha iniziato a studiarla.</strong></div><p>I risultati sono stati appena pubblicati sulla rivista <strong>Science Advances</strong> e forniscono un nuovo tassello per comprendere come si sono formati i pianeti.</p><h2>Un'impronta chimica che collega Bennu ad altri corpi celesti</h2><p>I ricercatori hanno analizzato gli isotopi di ferro, titanio e cromo presenti nei campioni. Questi atomi appartengono agli stessi elementi chimici, ma presentano piccole differenze nella loro massa. <strong>Questa particolare combinazione funge da vera e propria impronta digitale in grado di rivelare l’origine di un corpo celeste.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le analisi hanno mostrato che il titanio e il ferro sono distribuiti in modo uniforme su Bennu. Ma, inoltre, hanno permesso di scoprire una parentela inaspettata.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L’asteroide condivide una firma isotopica molto simile a quella di Ryugu, un altro corpo primitivo visitato da una missione spaziale giapponese, e con i meteoriti noti come CI, estremamente antichi e ricchi di carbonio. Tutti e tre sembrano essersi formati a partire dalla stessa riserva di polvere cosmica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-identifican-que-asteroide-bennu-no-encaja-en-ninguna-categoria-y-jupiter-podria-tener-la-culpa-1791318135457.jpg" data-image="2ttwdk3u1gw7" alt="Bennu." title="Bennu."><figcaption>Sono stati portati sulla Terra 120 grammi di materiale proveniente da Bennu. Crediti: Erika Blumenfeld e Joseph Aebersold - NASA.</figcaption></figure><p>Tuttavia, la sua composizione si differenzia nettamente da quella di altri asteroidi, gruppi di meteoriti e pianeti conosciuti.</p><h2>Bennu è nato nel punto in cui si incontravano due mondi</h2><p>Per anni, gli scienziati avevano ipotizzato che Bennu e altri asteroidi simili potessero essersi formati nelle regioni esterne del sistema solare, forse vicino alla zona in cui sono nate le comete. Si pensava inoltre che la loro formazione fosse avvenuta in un momento relativamente tardivo.</p><p>I nuovi risultati indicano una direzione diversa. <strong>Lo scenario più probabile colloca la nascita di Bennu, Ryugu e dei meteoriti CI vicino alla cosiddetta linea del ghiaccio d’acqua. </strong>Si tratta di una regione del disco che circondava il giovane Sole, dove l’acqua poteva passare dallo stato di vapore a quello di ghiaccio.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Circa 4,5 miliardi di anni fa, quando il sistema solare stava ancora prendendo forma, in quella zona si verificò una miscelazione di materiali provenienti dalle regioni interne ed esterne. Il ghiaccio avrebbe inoltre svolto un ruolo fondamentale, agendo come una sorta di collante in grado di unire le particelle di polvere più fini.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>«Bennu è un ibrido», spiega Schönbächler. La sua composizione non corrisponde completamente né a quella del sistema solare interno né a quella del sistema solare esterno, ma presenta caratteristiche di entrambi.</p><h2><strong>Il ruolo inaspettato di Giove</strong></h2><p>Gli scienziati ipotizzano che Giove possa aver avuto un’influenza decisiva in questo processo. Il gigante gassoso avrebbe iniziato a formarsi poco dopo la nascita del Sole, forse nel corso del suo primo milione di anni.</p><p><strong>Mentre attorno alla giovane stella si estendeva un enorme disco di gas, polvere e ghiaccio, Giove cresceva rapidamente e fungeva da una sorta di barriera.</strong> Il pianeta avrebbe impedito il passaggio di gran parte dei materiali più grandi, mentre le particelle più piccole potevano spostarsi attorno ad esso e mescolarsi nella zona vicina alla linea di ghiaccio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-identifican-que-asteroide-bennu-no-encaja-en-ninguna-categoria-y-jupiter-podria-tener-la-culpa-1791318196801.jpg" data-image="mcs2gswwspv9" alt="Asteroide." title="Asteroide."><figcaption>Bennu è particolarmente prezioso perché conserva materiali che sono rimasti praticamente immutati sin dalla nascita del sistema solare.</figcaption></figure><p>Da quella miscela sarebbero nati i corpi che in seguito hanno dato origine a Bennu, Ryugu e ai meteoriti CI. Questo scenario aiuta anche a spiegare perché Bennu contenga così tanta acqua. </p><p>Parte del ghiaccio presente nella regione si sarebbe trasformato in vapore per poi ricondensarsi, mentre l’influenza di Giove favoriva l’accumulo di polvere fine.</p><h2>Una finestra sull’origine della Terra</h2><p><strong>Bennu è particolarmente prezioso perché conserva materiali che sono rimasti praticamente immutati sin dalla nascita del sistema solare.</strong> La sua composizione potrebbe offrire una delle migliori approssimazioni disponibili alla miscela originale di elementi chimici da cui si sono poi formati i pianeti rocciosi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778572" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale">La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale-1784023026430_320.png" alt="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"></a></article></aside><p>Inoltre, la sua ricchezza di acqua e materia organica rende questo piccolo asteroide un elemento fondamentale per studiare come la giovane Terra possa aver ricevuto alcuni degli ingredienti necessari alla nascita della vita.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Ora i ricercatori vogliono scoprire se altri asteroidi presentano la stessa firma isotopica. Resta inoltre da determinare con maggiore precisione in che misura il giovane Giove abbia influenzato la selezione delle particelle che hanno finito per formare questi corpi celesti.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La ricerca su Bennu potrebbe essere giunta al termine, ma per <strong>Schönbächler</strong> inizia già la prossima sfida: ottenere campioni da Phobos, una delle lune di Marte, tramite la missione giapponese MMX. Se tutto procederà secondo i piani, la sonda verrà lanciata alla fine di ottobre di quest’anno e i campioni torneranno sulla Terra nel 2031.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781696" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato.html" title="L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato">L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato.html" title="L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato-1785690948983_320.png" alt="L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato"></a></article></aside><p>Il laboratorio svizzero dovrà attendere diversi anni. Ma il materiale proveniente da Bennu ha già fornito una certezza: per comprendere come è nato il nostro vicinato cosmico, a volte è necessario <strong>osservare da vicino la polvere rimasta intrappolata 4,5 miliardi di anni fa.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Schoenbaechler%20M%2C%20Ek%20M%2C%20Fehr%20MA%2C%20et%20al." data-year="2026" data-title="Nucleosynthetic%20constraints%20on%20the%20origin%20of%20Bennu%20and%20CI-like%20asteroids" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fsciadv.aei9107%3Freferrer%3Dhttps%253A%252F%252Fethz.ch%252F">Schoenbaechler M, Ek M, Fehr MA, et al.. (2026). <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aei9107?referrer=https%3A%2F%2Fethz.ch%2F" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Nucleosynthetic constraints on the origin of Bennu and CI-like asteroids</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-hanno-scoperto-che-l-asteroide-bennu-non-rientra-in-nessuna-categoria-e-la-colpa-potrebbe-essere-di-giove.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Due particelle generate dal bosone di Higgs sorprendono il CERN: nuove prove dell’entanglement quantistico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/due-particelle-generate-dal-bosone-di-higgs-sorprendono-il-cern-nuove-prove-dell-entanglement-quantistico.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 18:21:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Gli scienziati del CERN sono riusciti a dimostrare il fenomeno quantistico nei bosoni Z ad alta energia, aprendo una nuova prospettiva per lo studio delle forze fondamentali dell'universo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/dos-particulas-nacidas-del-boson-de-higgs-sorprenden-al-cern-nuevas-pruebas-de-entrelazamiento-cuantico-1790958144456.png" data-image="4um2bwcz42wu" alt="Intreccio." title="Intreccio."><figcaption>Rappresentazione artistica dell'entanglement quantistico tra due bosoni Z. Immagine: Daniel Dominguez/CERN</figcaption></figure><p>L'universo ha regole talmente strane che lo stesso Albert Einstein si rifiutava di crederci. Una di queste è l'entanglement quantistico, un fenomeno per cui due particelle rimangono legate per sempre, in modo tale che ciò che accade a una influisce istantaneamente sull'altra, indipendentemente dalla distanza che le separa.</p><p>Le prove dell’esistenza di questo fenomeno si sono moltiplicate negli esperimenti con particelle a bassa energia (come i fotoni della luce visibile o infrarossa).</p><p>Ora, utilizzando il <strong>Grande Collisore di Adroni (LHC)</strong> del <strong>CERN,</strong> un team internazionale di scienziati ha trovato prove del fatto che tale legame si verifica anche a livelli energetici estremi, nei <strong>bosoni Z,</strong> prodotti dal decadimento di un <strong>bosone di Higgs.</strong></p><h2>Dal laboratorio alle collisioni ad alta energia</h2><p>Secondo quanto riferito dal <strong>CERN, </strong>l'entanglement quantistico delle particelle ad altissima energia prodotte nelle collisioni dell'LHC è completamente diverso da quello a bassa energia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dos-particulas-nacidas-del-boson-de-higgs-sorprenden-al-cern-nuevas-pruebas-de-entrelazamiento-cuantico-1790958233222.jpg" data-image="hpj9er0ktdrs" alt="Atlas." title="Atlas."><figcaption>ATLAS, uno dei rivelatori di particelle del Grande Collisore di Adroni (LHC) dove è stato condotto l'esperimento. Immagine: Maximilien Brice/CERN.</figcaption></figure><p>Le collaborazioni <strong>ATLAS e CMS</strong> — due grandi rivelatori di particelle situati presso l’LHC — avevano già cercato indizi di entanglement quantistico nelle particelle effimere prodotte nelle collisioni ad alta energia, riuscendo a osservare l’entanglement quantistico dei quark top, le particelle fondamentali più pesanti.</p><p><strong>Nei loro esperimenti più recenti, gli scienziati hanno utilizzato i rivelatori per analizzare i decadimenti del bosone di Higgs e hanno trovato la prima prova di entanglement quantistico tra due bosoni Z.</strong></p><p><strong>Perché è importante?</strong> <strong>Il bosone Z veicola una delle forze invisibili dell’universo (la forza debole, responsabile, ad esempio, della radioattività).</strong> Indagare se possa entrare in entanglement potrebbe contribuire a comprendere meglio come funziona questa forza quando si verificano situazioni di energia estrema, come quelle che si sono verificate nei primi istanti dell’universo.</p><h2>Come si rileva l'entanglement quantistico</h2><p>Di norma, quando cercano indizi sulla presenza di particelle intrecciate, i ricercatori cercano una correlazione tra i valori di una proprietà quantistica nota come spin.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dos-particulas-nacidas-del-boson-de-higgs-sorprenden-al-cern-nuevas-pruebas-de-entrelazamiento-cuantico-1790958326337.png" data-image="uaocixmuud0c" alt="Quarks." title="Quarks."><figcaption>Due anni fa, i ricercatori del CERN avevano trovato prove dell'entanglement nei quark top. Immagine: CERN.</figcaption></figure><p>Mentre i quark top possono assumere due possibili stati di spin (+1 o −1),<strong> i bosoni Z possono assumerne tre (-1, 0 o +1).</strong> Se due bosoni Z vengono prodotti dal decadimento di un bosone di Higgs, la somma dei loro stati di spin deve essere uguale a quella del bosone di Higgs, che è pari a zero.</p><div class="texto-destacado"><strong>Ciò significa che, se un bosone Z prodotto dal decadimento di un bosone di Higgs ha uno stato di spin pari a +1, l’altro bosone Z proveniente dallo stesso decadimento deve avere uno stato di spin pari a −1.</strong></div><p>Poiché i bosoni Z sono instabili e si disintegrano quasi immediatamente, i ricercatori hanno cercato indizi della loro presenza attraverso la loro disintegrazione in coppie di elettroni o muoni (particelle elementari instabili simili agli elettroni, ma con una massa maggiore). </p><p>Questi possono essere rilevati dai rivelatori ATLAS e CMS, consentendo così di ricostruire le proprietà di spin dei bosoni Z tramite analisi statistiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763858" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cern-raggiunge-un-traguardo-storico-nel-campo-della-fisica-trasportando-l-antimateria-fuori-dal-laboratorio.html" title="Il CERN raggiunge un traguardo storico nel campo della fisica trasportando l'antimateria fuori dal laboratorio">Il CERN raggiunge un traguardo storico nel campo della fisica trasportando l'antimateria fuori dal laboratorio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cern-raggiunge-un-traguardo-storico-nel-campo-della-fisica-trasportando-l-antimateria-fuori-dal-laboratorio.html" title="Il CERN raggiunge un traguardo storico nel campo della fisica trasportando l'antimateria fuori dal laboratorio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-cern-logra-un-hito-de-la-fisica-al-transportar-antimateria-fuera-de-un-laboratorio-sin-que-explote-1775766016695_320.png" alt="Il CERN raggiunge un traguardo storico nel campo della fisica trasportando l'antimateria fuori dal laboratorio"></a></article></aside><p>Sia la collaborazione ATLAS che quella CMS hanno trovato prove schiaccianti dell’entanglement quantistico <strong>tra i bosoni Z prodotti dal decadimento di un bosone di Higgs.</strong> Questo risultato rappresenta una delle conferme dell’entanglement quantistico a più alta energia mai raggiunte.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dos-particulas-nacidas-del-boson-de-higgs-sorprenden-al-cern-nuevas-pruebas-de-entrelazamiento-cuantico-1790958418851.png" data-image="n7ulfoguu5mi" alt="CMS." title="CMS."><figcaption>Il rivelatore CMS, in collaborazione con CMS, ha condotto esperimenti sull’entanglement quantistico nei bosoni Z. Immagine: CERN</figcaption></figure><p>Questa scoperta sottolinea l’importanza del bosone di Higgs, non solo come particella elementare che spiega l’origine della massa nell’universo, <strong>ma anche come strumento unico per lo studio della meccanica quantistica.</strong> Ciò apre le porte a una nuova era di scoperte sulle forze fondamentali del cosmo e stimola inoltre lo sviluppo di nuove tecnologie.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777894" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-teorica-risolto-un-enigma-decennale-grazie-alla-collaborazione-con-l-intelligenza-artificiale.html" title="Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale ">Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-teorica-risolto-un-enigma-decennale-grazie-alla-collaborazione-con-l-intelligenza-artificiale.html" title="Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fisica-teorica-risolto-un-enigma-decennale-grazie-alla-collaborazione-con-l-intelligenza-artificiale-1783637282590_320.jpg" alt="Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale "></a></article></aside><p>L’entanglement, in particolare, è diventato un elemento centrale dei computer quantistici, dove, ad esempio, <strong>consente di manipolare più qubit (bit quantistici) contemporaneamente anziché uno alla volta,</strong> rendendo possibile l’esecuzione di più calcoli allo stesso tempo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="CERN" data-year="2026" data-title="Strong%20evidence%20for%20quantum%20entanglement%20between%20Z%20bosons%20found%20by%20ATLAS%20and%20CMS" data-url="https%3A%2F%2Fhome.cern%2Fstrong-evidence-for-quantum-entanglement-between-z-bosons-found-by-atlas-and-cms%2F">CERN. (2026). <a href="https://home.cern/strong-evidence-for-quantum-entanglement-between-z-bosons-found-by-atlas-and-cms/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Strong evidence for quantum entanglement between Z bosons found by ATLAS and CMS</a>.</cite><br><cite data-author="Universidad%20de%20Oxford" data-year="2026" data-title="Einstein%E2%80%99s%20%E2%80%9Cspooky%20action%E2%80%9D%20just%20survived%20one%20of%20physics%E2%80%99%20most%20extreme%20tests" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sciencedaily.com%2Freleases%2F2026%2F09%2F260919031023.htm">Universidad de Oxford. (2026). <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2026/09/260919031023.htm" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Einstein’s “spooky action” just survived one of physics’ most extreme tests</a>.</cite><br><cite data-author="The%20ATLAS%20Collaboration%20-%20CERN" data-year="2026" data-title="Measurements%20of%20Z-boson%20pair%20entanglement%20in%20decays%20of%20Higgs%20bosons%20at%20the%20ATLAS%20experiment" data-url="https%3A%2F%2Fcds.cern.ch%2Frecord%2F2957761%2Ffiles%2F2603.26463.pdf">The ATLAS Collaboration - CERN. (2026). <a href="https://cds.cern.ch/record/2957761/files/2603.26463.pdf" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Measurements of Z-boson pair entanglement in decays of Higgs bosons at the ATLAS experiment</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/due-particelle-generate-dal-bosone-di-higgs-sorprendono-il-cern-nuove-prove-dell-entanglement-quantistico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Castagne e miele, la grande festa del Friuli torna a ottobre per tre weekend: ecco dove e quando]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 15:01:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Come ogni anno anche ad ottobre 2026 torna in Friuli una grande festa sempre molto attesa. L'occasione è quella giusta per conoscere le eccellenze delle tavole autunnali e scoprire le meraviglie di un territorio dai paesaggi da sogno</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando-1791886924675.jpg" data-image="4lni1pukpeqm" alt="Festa delle Castagne e del Miele di Castagno" title="Festa delle Castagne e del Miele di Castagno"><figcaption>Castagne e miele di castagno, due famose eccellenze nate dai boschi del Friuli </figcaption></figure><p>Quasi al confine est dell’Italia, in Friuli, si trova <strong>Valle di Suffumbergo</strong>, una piccola frazione del comune di Faedis in provincia di <strong>Udine</strong>. Ai piedi del Monte Sal Lorenzo si parla un dialetto simile allo sloveno, mentre il nome del borgo deriva dal tedesco e vuol dire “montagna aguzza”. </p><p>Un tempo qui si trovava un importante castello, di cui oggi rimangono pochi ruderi e l'antica cappella.</p><div class="texto-destacado">La cucina del borgo è quella tipica friulana, che in autunno diventa protagonista di una sagra molto amata, centrata attorno ad una delle eccellenze locali, le <strong>castagne</strong>, insieme l’ottimo <strong>miele </strong>che ne deriva.</div><p>Ecco cosa c’è da sapere sulla Festa delle Castagne e del Miele di Castagno di Valle di Soffumbergo 2026.</p><h2>Com'è nata la Festa delle Castagne e del Miele di Castagno</h2><p>A ottobre 2026 l’evento che anima il “balcone del Friuli”, giunge alla sua <strong>quarantacinquesima </strong>edizione.</p><p>Per tre week end il grazioso borgo di montagna di Valle di Soffumbergo organizza una splendida festa d’autunno dedicata alle castagne, ma non solo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando-1791887098711.jpg" data-image="av0nyit1vk74" alt="Valle di Suffumbergo" title="Valle di Suffumbergo"><figcaption>Le caldarroste, una delle ricette per eccellenza dell'autunno</figcaption></figure><p>L’idea è nata negli anni ‘70, quando è stata fondata quella che ancora oggi è considerata <strong>la più piccola pro loco d’Italia</strong> e con essa per la prima volta è stata organizzata la sagra. </p><p>Lo scopo in origine era evitare lo spopolamento del borgo ma anche celebrare la qualità delle castagne locali, nate nei <strong>boschi secolari</strong> che caratterizzano il territorio. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="732036" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-castagna-nella-cucina-italiana-dalla-pasta-all-uovo-fresca-al-dolce-castagnaccio.html" title="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio">La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-castagna-nella-cucina-italiana-dalla-pasta-all-uovo-fresca-al-dolce-castagnaccio.html" title="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-castagna-nella-cucina-italiana-da-1762178508052_320.jpg" alt="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio"></a></article></aside><p><br>Nel corso degli anni questa sagra si è trasformata in una <strong>tradizione </strong>molto amata ed attesa, che ogni anno attira molti visitatori.</p><h2>Le castagne di Valle di Soffumbergo</h2><p> Nell’est del Friuli microclima e qualità del terreno fanno sì che i castagni crescano rigogliosi e che i loro frutti conservino aromi unici. Le castagne di Valle di Soffumbergo e dei boschi che crescono attorno a Faedis sono infatti di eccellente qualità. </p><p>Consistenza compatta e sapore dolce le rendono <strong>versatili </strong>e adatte ad essere utilizzate in tanti modi diversi. Per questo motivo tanti piatti tipici locali sono proprio a base di questo frutto dei boschi: dalle focacce fatte con la <strong>farina di castagna</strong>, alla vellutata, senza dimenticare il <strong>frico di castagne</strong>, il più tipico dei piatti locali, la cui base è un impasto di patate e formaggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="676805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/stagionalita-a-tavola-non-solo-castagne-e-zucche-ecco-tutti-i-tesori-che-caratterizzano-ottobre.html" title="Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre">Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/stagionalita-a-tavola-non-solo-castagne-e-zucche-ecco-tutti-i-tesori-che-caratterizzano-ottobre.html" title="Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/stagionalita-a-tavola-non-solo-castagne-e-zucca-i-tesori-di-ottobre-1728030110450_320.jpg" alt="Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre"></a></article></aside><p>Merita come minimo un assaggio anche il <strong>miele di castagno</strong>, dal colore bruno e dal sapore decisamente meno dolce rispetto ad altre tipologie di miele. Ottimo da solo, è davvero eccellente se abbinato ai formaggi della tradizione friulana, come il <strong>Montasio DOP</strong>, ma anche come speciale ingrediente delle <strong>birre artigianali</strong>.</p><h2> Festa delle Castagne e del Miele di Castagno: cosa fare</h2><p> Visitare gli stand gastronomici non è il solo motivo per partecipare alla Festa delle Castagne e del Miele di Castagno di Valle di Soffumbergo. Alla sagra sono infatti presenti anche altre eccellenze del territorio da conoscere, come gli <strong>apicoltori </strong>o gli <strong>artigiani</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando-1791887024504.jpg" data-image="cwkhw5x2qldm" alt="Autunno Friuli" title="Autunno Friuli"><figcaption>Uno dei suggestivi angoli dei boschi da esplorare nel territorio del comune di Faedis</figcaption></figure><p>La zona è inoltre ricca di sentieri e boschi che in autunno sono ancora più belli. Dopo aver verificato che il meteo sia favorevole, si può approfittare per unirsi ad una <strong>passeggiata organizzata</strong> per raccogliere personalmente le castagne oppure esplorare i <strong>percorsi escursionistici</strong> del Monte San Lorenzo. </p><p>Il borgo è parte di un bellissimo percorso per il trekking, l' <strong>Anello di Soffumbergo</strong>, caratterizzato da meravigliosi panorami.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789644" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico.html" title="Il raro miele 'salato' della laguna di Venezia che rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico">Il raro miele "salato" della laguna di Venezia che rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico.html" title="Il raro miele 'salato' della laguna di Venezia che rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico-1790325145885_320.jpg" alt="Il raro miele 'salato' della laguna di Venezia che rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico"></a></article></aside><p>In caso di pioggia o semplicemente per chi vuole restare nel borgo, ci sono comunque molte cose da fare, come diversi <strong>laboratori </strong>per bambini, <strong>attività didattiche</strong> e spettacoli musicali.</p><h2>Come e quando andare alla festa di Valle di Suffumbergo</h2><p>Nel 2026 la sagra di Valle di Soffumbergo si svolge nei weekend del <strong>10 e 11 ottobre, del 17 e 18 ottobre e 24 e 25 ottobre.</strong></p><p>Stand, passeggiate, showcooking e musica sono in programma tutti i weekend, e per i più avventurosi ci sarà anche la possibilità di vedere tutte le bellezze del territorio dall’alto, grazie ad un romantico <strong>volo in mongolfiera</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="737111" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-segreto-dei-cercatori-di-castagne-non-guardare-per-terra-ma-osservare-il-bosco-secondo-queste-semplici-regole.html" title="Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole">Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-segreto-dei-cercatori-di-castagne-non-guardare-per-terra-ma-osservare-il-bosco-secondo-queste-semplici-regole.html" title="Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-segreto-dei-cercatori-di-castagne-non-guardare-per-terra-ma-osservare-il-bosco-secondo-queste-regole-1761929957102_320.jpeg" alt="Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole"></a></article></aside><p>Il borgo non è servito da mezzi pubblici quindi il modo più semplice per arrivare<strong> è l’auto</strong>, tenendo presente che nei giorni della sagra, per evitare il traffico, sono<strong> </strong>predisposti <strong>sensi unici.</strong></p><p>Le strade interessate sono quelle lungo il percorso Colloredo di Soffumbergo – Valle – Canal di Grivò, dalle ore 8:00 alle ore 20:00. In alternativa si può arrivare in <strong>bus </strong>fino a Faedis e poi proseguire in taxi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questa faglia non scarica energia da secoli: perché preoccupa i sismologi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questa-faglia-non-scarica-energia-da-secoli-perche-preoccupa-i-sismologi.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questa faglia, ubicata in una delle aree a più alta sismicità d'Italia e d'Europa, è rimasta silente per svariati secoli, accumulando energia elastica per molto tempo. Ecco cosa temono gli scienziati.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/questa-faglia-non-scarica-energia-da-secoli-perche-preoccupa-i-sismologi-1790720750971.jpg" data-image="6oif26hffd1s" alt="Faglia." title="Faglia."><figcaption>La struttura è rilevante anche per le infrastrutture, poichè deforma i fondali a breve distanza dalle aree previste per le torri di sospensione del Ponte sullo Stretto sul lato siciliano. </figcaption></figure><p>Lo Stretto di Messina non è controllato da una singola faglia, ma da un mosaico dinamico di strutture interconnesse. Tra queste spicca la faglia di Capo Peloro.</p><p>Questo sistema non ha scaricato tutta l’energia durante <strong>il terremoto del 28 dicembre 1908 (magnitudo stimata 7,1),</strong> che rase al suolo Messina e Reggio Calabria e resta il cataclisma sismico più grave dell’Europa moderna.</p><h2><strong>Contesto geodinamico</strong></h2><p>L’area si trova al margine sud-occidentale dell’Arco Calabro-Peloritano, dove la placca ionica <strong>subduce </strong>sotto il blocco calabro e il Tirreno. La dinamica prevalente è transtensiva, con un mix di estensione crostale (allontanamento Sicilia-Calabria dell’ordine di alcuni mm/anno) e movimenti laterali. </p><p><strong>La deformazione si concentra in un ampio corridoio di taglio destro delimitato a nord dalla faglia di Capo Peloro</strong>. All’interno di questo corridoio si sviluppano segmenti di faglia più corti, spesso disposti a gradino, <strong>che formano un piccolo bacino di subsidenza vicino all’epicentro del 1908.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="pt" dir="ltr">Capo Peloro...RN...Sicilia <a href="https://t.co/F5IoHWKFom">pic.twitter.com/F5IoHWKFom</a></p>— Monica ️ (@Monica09058845) <a href="https://x.com/Monica09058845/status/1562731350490157056?ref_src=twsrc%5Etfw">August 25, 2022</a></blockquote></figure><p>Studi recenti, integrando sismologia, profili sismici marini, batimetria e dati geodetici, tra cui lavori <strong>INGV-CNR</strong> pubblicati su <strong><em>Tectonophysics</em></strong>, confermano che la sismicità attuale è prevalentemente superficiale (6-20 km di profondità), <strong>con eventi di magnitudo modesta e sequenze episodiche. </strong>A maggiori profondità (40-80 km) compaiono meccanismi più eterogenei, legati anche alla subduzione.</p><h2><strong>Caratteristiche della faglia di Capo Peloro</strong></h2><p>Situata poco a nord della bocca settentrionale dello Stretto di Messina, sul Tirreno, è una struttura imponente a movimento trascorrente destro <strong>combinato con elementi compressivi (transpressione).</strong> <strong>Nel sottosuolo marino ha deformato il basamento roccioso e mostra evidenze di attività recente (dislocazione del fondale).</strong></p><div class="texto-destacado">Durante il 1908 la rottura della struttura centrale dello Stretto (spesso identificata con segmenti come la <strong>West Fault</strong>) si è arrestata prima di coinvolgere pienamente questo settore settentrionale. </div><p>Di conseguenza la faglia di Capo Peloro ha conservato gran parte del potenziale elastico accumulato. <strong>Il collasso del segmento centrale potrebbe anzi aver trasferito ulteriore stress sui blocchi di Capo Peloro, avvicinandoli al punto di rottura critica.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questa-faglia-non-scarica-energia-da-secoli-perche-preoccupa-i-sismologi-1790720796423.jpg" data-image="h465i5uww3ea" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>La faglia di Capo Peloro potrebbe generare terremoti di magnitudo elevata, stimata sopra 5,5-6,0, con potenziali superiori in scenari multi-segmento. Scosse di questa magnitudo avrebbero serie ripercussioni su un territorio fragile, come quello fra la Calabria meridionale e il Messinese. </figcaption></figure><p>La struttura è rilevante anche per le infrastrutture, poichè deforma i fondali a breve distanza dalle aree previste per le torri di sospensione del Ponte sullo Stretto sul lato siciliano. Studi geologici e geofisici la considerano parte del sistema che vincola geometricamente la sorgente del 1908, rendendo improbabile un’estensione indefinita di quella rottura.</p><h2><strong>Rischi sismogenetici e potenziali scenari</strong></h2><p>La <strong>faglia di Capo Peloro</strong> potrebbe generare terremoti di magnitudo elevata, <strong>stimata sopra 5,5-6,0,</strong> con potenziali superiori in scenari multi-segmento. Scosse di questa magnitudo avrebbero serie ripercussioni su un territorio fragile, come quello fra la Calabria meridionale e il Messinese. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760378" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari.html" title="La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari">La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari.html" title="La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari-1774305649323_320.jpg" alt="La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari"></a></article></aside><p>Si potrebbero produrre fenomeni di amplificazione sismica e liquefazione dei terreni costieri (particolarmente rilevanti a Capo Peloro, Ganzirri e Faro).</p><p>L’area di Capo Peloro conserva anche testimonianze paleosismologiche e archeologiche di eventi storici (danni a strutture, possibili depositi di tsunami legati al 1783 e altri eventi). Il sollevamento recente della penisola peloritana e le faglie minori completano il quadro di una zona tettonicamente molto attiva.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784876" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter.html" title="La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter">La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter.html" title="La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307410950_320.jpg" alt="La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter"></a></article></aside><p><strong>La ricerca scientifica (INGV, CNR, università) continua a raffinare i modelli con reti sismiche, osservatori sottomarini, GNSS e profili geofisici. </strong>Non esiste una previsione deterministica dei terremoti, ma la conoscenza dettagliata delle sorgenti, dei tassi di deformazione e della storia sismica migliora le mappe di pericolosità e le strategie di prevenzione (norme edilizie, piani di emergenza, microzonazione).</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questa-faglia-non-scarica-energia-da-secoli-perche-preoccupa-i-sismologi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:53:07 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In Italia ci attende una settimana caratterizzata da bel tempo, stabile, soleggiato e asciutto, con temperature nuovamente in rialzo tanto da poter parlare di seconda mini ottobrata. Scopriamo insieme i dettagli.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbmhq3m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbmhq3m.jpg" id="xbmhq3m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Siamo ormai a ottobre inoltrato ma<strong> l’autunno da segni del suo arrivo solamente a singhiozzo</strong> e, dopo una prima ottobrata, ecco in arrivo <strong>una seconda mini fase caratterizzata da bel tempo e temperature un po’ troppo alte</strong>.</p><p>Il responsabile di questo ritorno a <strong>condizioni meteorologiche di stampo tardo estivo</strong> è l’anticiclone delle Azzorre, che un tempo governava le estati mediterranee e che invece <strong>ora è relegato perlopiù ai periodi tardo primaverili e inizio autunnali</strong>, lasciando la stagione estiva al ben più caldo anticiclone nordafricano.</p><p>In realtà l’Italia <strong>sarà interessata parzialmente dal rinforzo dell’anticiclone</strong>, che invece investirà completamente la penisola iberica e la Francia.</p><h2>Nuova mini ottobrata, ecco dove farà caldo</h2><p>Quindi, anche se <strong>praticamente tutto il nostro paese vedrà le prossime giornate caratterizzate da tempo asciutto</strong>, non avremo rialzi termici ovunque.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c-1791899535987.jpg" data-image="trcxistn88lu" alt="Anticiclone." title="Anticiclone."><figcaption>Il vasto promontorio anticiclonico che governerà il tempo sull'Italia e sull'Europa nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p>Infatti, secondo gli ultimi aggiornamenti dei nostri modelli meteo, <strong>il campo di alta pressione raggiungerà prevalentemente la Sardegna e le regioni centro-settentrionali</strong>, in particolare quelle occidentali, mentre la Sicilia e le regioni meridionali saranno interessate solo marginalmente.</p><div class="texto-destacado">L’anticiclone delle Azzorre <strong>raggiungerà il massimo del suo vigore tra la giornata di giovedì e quella di venerdì</strong>, quando sono previste le temperature più alte e le anomalie termiche maggiori.</div><p>Infatti nel corso di queste giornate <strong>su buona parte del paese si registreranno temperature più alte del normale</strong>, con le anomalie positive maggiori attese lungo l’arco alpino, in special modo sui settori centro-occidentali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-in-corso-una-seconda-mini-ottobrata-ecco-dove-si-supereranno-i-25-c-1791890188265.jpg" data-image="17lil1ld08v8" alt="Anomalia termica" title="Anomalia termica"><figcaption>Durante la giornata di giovedì sono previste anomalie termiche positive di oltre +15 °C.</figcaption></figure><p>Pensate infatti che in Valle D’Aosta durante le ore più calde della giornata di giovedì, <strong>si raggiungeranno anomalie positive di +17 °C</strong>. Ciò significa che mediamente, nel trentennio che va dal 1991 al 2020, <strong>in questa regione si sono registrate temperature massime 17 °C più basse</strong> di quelle previste per giovedì.</p><p>Parlando invece di <strong>numeri effettivamente registrati nella vallata centrale</strong> della Valle D’Aosta, scavata dal corso del fiume Dora Baltea, <strong>sono attese temperature massime oltre i 25 °C</strong>, localmente intorno ai 28/29 °C.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792905" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-enorme-scarpata-che-ha-cancellato-un-miliardo-di-anni-di-storia-geologica-nel-grand-canyon.html" title="L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon">L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-enorme-scarpata-che-ha-cancellato-un-miliardo-di-anni-di-storia-geologica-nel-grand-canyon.html" title="L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/o-penhasco-gigante-que-apagou-mil-milhoes-de-anos-de-historia-geologica-no-grand-canyon-1789740041477_320.jpg" alt="L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon"></a></article></aside><p>In generale <strong>le temperature massime si attesteranno oltre i 20 °C</strong> praticamente in tutte le regioni d’Italia, mentre in cinque regioni, come Toscana, Lazio, Umbria, Sicilia e Sardegna <strong>si porteranno addirittura oltre i 25 °C</strong>. </p><p>Proprio in quest’ultima regione, <strong>durante le ore più calde della giornata di giovedì, si potranno localmente sfiorare i 30 °C</strong>, in particolare nella provincia di Olbia e di Nuoro.</p><h2>Fine settimana con temperature nella norma</h2><p>Valori simili o leggermente inferiori sono previsti anche nella giornata di venerdì, mentre <strong>da sabato i termometri torneranno a registrare lievi ma diffusi cali</strong> e stavolta la soglia dei 25 °C <strong>verrà raggiunta solamente in Toscana e nelle due isole maggiori</strong>.</p><p>Per quanto riguarda le condizioni meteorologiche <strong>a partire da venerdì al sud saranno possibili precipitazioni sparse</strong> che interesseranno perlopiù la Sicilia e la Calabria.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-in-corso-una-seconda-mini-ottobrata-ecco-dove-si-supereranno-i-25-c-1791890226896.jpg" data-image="z5oixxf3idbh" alt="Temperature massime" title="Temperature massime"><figcaption>Anche in Valle D'Aosta giovedì si riusciranno a sfiorare i 30 °C.</figcaption></figure><p>A seguire, nel corso del fine settimana, <strong>una flessione del campo di alta pressione porterà nubi e fenomeni</strong> sulla Sardegna, sulle regioni nord-occidentali, in special modo Valle D’Aosta, Piemonte e Liguria, e su quelle centrali tirreniche, Toscana e Lazio.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Come anticipato, <strong>oltre al peggioramento del tempo sono previsti diffusi cali termici</strong>, con le temperature che si riporteranno in linea o al di sotto della norma.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Campo magnetico migliaia di volte più intenso di quello terrestre: rilevati segnali radio da un esopianeta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/campo-magnetico-migliaia-di-volte-piu-intenso-di-quello-terrestre-rilevati-segnali-radio-da-un-esopianeta.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:09:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Per la prima volta, gli astronomi hanno rilevato direttamente emissioni radio provenienti da un pianeta situato oltre il nostro sistema solare. Ecco i punti salienti di questa scoperta scientifica!</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/campo-magnetico-milhares-de-vezes-mais-forte-que-o-da-terra-captam-pela-primeira-vez-sinais-de-radio-de-um-exoplaneta-1790789511734.jpg" data-image="09m56qzkzzeo" alt="Esopianeta." title="Esopianeta."><figcaption>Rappresentazione artistica che mostra l'aspetto che potrebbe avere l'esopianeta gigante gassoso all'interno del disco di Beta Pictoris. Crediti immagine: Luís Calçada - ESO.</figcaption></figure><p>Scoperto nel 2008 grazie al <strong>Very Large Telescope</strong> dell'<strong>ESO</strong>, <strong>Beta Pictoris </strong>b è un giovane gigante gassoso con una massa stimata tra le 9 e le 13 volte quella di Giove. Orbita a una distanza pari a circa otto volte quella tra la Terra e il Sole, <strong>completando una rivoluzione attorno alla stella Beta Pictoris in circa 24 anni.</strong></p><div class="texto-destacado">Situato a circa 63 anni luce di distanza nella costellazione del Pittore (Pictor), questo sistema planetario ha un'età di appena 23 milioni di anni, il che lo rende estremamente giovane su scala cosmica. </div><p>Oltre a ospitare almeno altri due pianeti, <strong>Beta Pictoris</strong> è caratterizzato da un vasto disco di gas e polveri che potrebbe, col tempo, <strong>dare origine a un toro di corpi ghiacciati simile alla Fascia di Kuiper del Sistema Solare.</strong></p><h2>Un segnale che rivela un magnetismo "di un altro mondo"</h2><p>Utilizzando la rete di radiotelescopi <strong>MeerKAT in Sudafrica,</strong> gli astronomi hanno rilevato impulsi radio aurorali provenienti direttamente da <strong>Beta Pictoris b.</strong> Si tratta della prima emissione radio associata in modo inequivocabile a un esopianeta, anziché alla sua stella ospite.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>"Il pianeta più massiccio del sistema, Beta Pictoris b, raggiunge una separazione angolare fino a 0,55 secondi d'arco lungo la sua orbita di 24 anni e la stella ospite è magneticamente quieta; ciò rende il sistema un obiettivo ideale per le osservazioni radio", hanno affermato Kevin Ortiz Ceballos, del Center for Astrophysics | Harvard & Smithsonian, e i suoi colleghi.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Secondo i ricercatori, il segnale ha origine da un meccanismo noto come <strong>"instabilità maser a ciclotrone elettronico" (ECMI): </strong>lo stesso processo responsabile degli impulsi radio aurorali provenienti da Giove, Terra, Saturno, Urano e Nettuno, nonché da alcune nane brune fredde simili a pianeti.</p><h2>Una "finestra" che ci svela l'interno di un mondo lontano</h2><p>La frequenza massima di questo tipo di emissione dipende direttamente dall'intensità del <strong>campo magnetico che la genera.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/campo-magnetico-milhares-de-vezes-mais-forte-que-o-da-terra-captam-pela-primeira-vez-sinais-de-radio-de-um-exoplaneta-1790789703427.jpg" data-image="bhebtggquipf" alt="Rete di radiotelescopi." title="Rete di radiotelescopi."><figcaption>Radiotelescopi MeerKAT, situati in Sudafrica. Crediti immagine: © Square Kilometre Array Organisation (SKAO) / South African Radio Astronomy Observatory (SARAO)</figcaption></figure><p>Questa osservazione ha permesso agli scienziati di calcolare, per la prima volta in modo diretto, il magnetismo di un esopianeta: <strong>Beta Pictoris b possiede un campo magnetico di circa 1,25 kilogauss, migliaia di volte più intenso di quello terrestre.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787076" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno.html" title="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno">Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno.html" title="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno-1788513004500_320.png" alt="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno"></a></article></aside><p>"Si tratta della prima misurazione diretta dell'intensità del campo magnetico di un esopianeta, un dato che concorda con le previsioni basate sulle leggi di scala per un pianeta gigante giovane e massiccio", hanno dichiarato gli astronomi.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Ceballos%2C%20K.%20N.%20O.%2C%20Berger%2C%20E.%2C%20%26%20Cendes%2C%20Y." data-year="2026" data-title="Discovery%20of%20radio%20emission%20from%20the%20exoplanet%20%CE%B2%20Pictoris%20b" data-url="https%3A%2F%2Farxiv.org%2Fabs%2F2609.16720">Ceballos, K. N. O., Berger, E., & Cendes, Y.. (2026). <a href="https://arxiv.org/abs/2609.16720" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Discovery of radio emission from the exoplanet β Pictoris b</a>.</cite><br><cite data-author="Enrico%20de%20Lazaro" data-year="2026" data-title="Astronomers%20Detect%20Radio%20Signal%20from%20Beta%20Pictoris%20b" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sci.news%2Fastronomy%2Fbeta-pictoris-b-radio-signal-15095.html">Enrico de Lazaro. (2026). <a href="https://www.sci.news/astronomy/beta-pictoris-b-radio-signal-15095.html" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Astronomers Detect Radio Signal from Beta Pictoris b</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/campo-magnetico-migliaia-di-volte-piu-intenso-di-quello-terrestre-rilevati-segnali-radio-da-un-esopianeta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La minaccia invisibile, ecco tutti i virus in circolazione più pericolosi per l’uomo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-minaccia-invisibile-ecco-tutti-i-virus-in-circolazione-piu-pericolosi-per-l-uomo.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Se ci basiamo su alcuni criteri, come il tasso di mortalità, la contagiosità e l'impatto globale, ecco un'analisi dei principali patogeni virali che minacciano l'umanità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-minaccia-invisibile-ecco-tutti-i-virus-in-circolazione-piu-pericolosi-per-l-uomo-1791668944635.jpg" data-image="p94k4qo1xthm" alt="Virus, patogeni." title="Virus, patogeni."><figcaption>Nel corso della storia, hanno causato pandemie, epidemie e innumerevoli vittime, ricordandoci la fragilità del nostro sistema immunitario. </figcaption></figure><p>I virus rappresentano una delle sfide più antiche e persistenti per la salute umana. Questi minuscoli agenti infettivi, incapaci di riprodursi autonomamente, sfruttano le cellule ospiti per proliferare, spesso scatenando malattie devastanti. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Nel corso della storia, hanno causato pandemie, epidemie e innumerevoli vittime, ricordandoci la fragilità del nostro sistema immunitario. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Se ci basiamo su alcuni criteri, come il tasso di mortalità, la contagiosità e l'impatto globale, ecco un'analisi dei principali patogeni virali che minacciano l'umanità. Questa panoramica si ispira a fonti scientifiche attendibili, <strong>evidenziando non solo i pericoli ma anche le strategie di prevenzione.</strong></p><h2><strong>Il virus dell’ebola</strong></h2><p>Il virus dell’ebola è responsabile della malattia da virus Ebola, è noto per la sua letalità estrema. Trasmesso tramite contatto diretto con fluidi corporei di persone o animali infetti, provoca febbre alta, vomito, diarrea e sanguinamenti interni ed esterni, culminando spesso in insufficienza multiorgano. </p><div class="texto-destacado"><strong>Il tasso di mortalità medio supera l'80%, con picchi fino al 90% in alcune epidemie.</strong> </div><p>Questo virus è originario dell'Africa centrale e occidentale e ha causato varie epidemie, come quello del 2014-2016 che ha mietuto oltre 11.000 vittime. <strong>Oggi, vaccini e trattamenti sperimentali offrono speranza, ma la vigilanza rimane essenziale.</strong></p><h2><strong>L’influenza aviaria H5N1: il pericolo volante</strong></h2><p>Il virus influenzale di tipo A, sottotipo <strong>H5N1, </strong>noto come <strong>influenza aviaria,</strong> infetta principalmente uccelli selvatici ma può saltare all'uomo attraverso contatto diretto con volatili infetti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-minaccia-invisibile-ecco-tutti-i-virus-in-circolazione-piu-pericolosi-per-l-uomo-1791669015769.jpg" data-image="90f3jf2fzfo5" alt="Virus." title="Virus."><figcaption>Alcuni di questi virus hanno tassi di letalità davvero elevati, lasciando poche possibilità di guarigione.</figcaption></figure><p>I sintomi includono febbre elevata, tosse, difficoltà respiratorie e polmonite grave, con un tasso di mortalità che può raggiungere il 60%. </p><p>Sebbene la trasmissione da persona a persona sia estremamente rara, il potenziale pandemico preoccupa gli esperti, che monitorano mutazioni che potrebbero renderlo più contagioso per l’essere umano. <strong>Per prevenirlo occorre un’igiene rigorosa e sorveglianza veterinaria.</strong></p><h2><strong>Hantavirus: il nemico nascosto nei roditori</strong></h2><p>Gli <strong>hantavirus,</strong> diffusi da roditori attraverso urine, feci o saliva, causano sindromi respiratorie o renali gravi. <strong>Sintomi come febbre alta e insufficienza polmonare o renale variano per ceppo. </strong>Nelle Americhe, la mortalità può superare il 50%, mentre in Asia ed Europa oscilla tra l'1% e il 15%. </p><p>Non contagioso tra umani, il rischio è legato a ambienti rurali o urbani infestati. La prevenzione passa per il controllo dei roditori e l'uso di protezioni personali.</p><h2><strong>Il nuovo virus che emerge dall’Asia</strong></h2><p>Il <strong>virus Nipah,</strong> trasmesso da pipistrelli della frutta o maiali infetti, provoca encefalite con febbre, mal di testa, vomito e coma. Il tasso di mortalità varia dal 40% al 75%. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-minaccia-invisibile-ecco-tutti-i-virus-in-circolazione-piu-pericolosi-per-l-uomo-1791669119704.jpg" data-image="gh3ryk8q9l9l" alt="Covid 19." title="Covid 19."><figcaption>Il coronavirus SARS-CoV-2, emerso nel 2019 a Wuhan, causa COVID-19 con polmonite e complicazioni respiratorie. Altamente contagioso via droplet, ha un tasso di mortalità inferiore ad altri virus.</figcaption></figure><p>Emerse nel 1999 in Malesia, dove portò all'abbattimento di milioni di suini, <strong>è considerato un patogeno prioritario dall'OMS per il suo potenziale epidemico.</strong> Ricerche su vaccini sono in fase avanzata.</p><h2><strong>SARS-CoV-2: la pandemia del secolo</strong></h2><p>Il coronavirus <strong>SARS-CoV-2, </strong>emerso nel 2019 a <strong>Wuhan,</strong> causa <strong>COVID-19</strong> con polmonite e complicazioni respiratorie. Altamente contagioso via droplet, ha un tasso di mortalità inferiore ad altri qui elencati ma ha provocato milioni di decessi globali. Vaccini e misure igieniche hanno mitigato l'impatto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721193" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-terapia-cellulare-per-i-gatti-potrebbe-aiutare-a-svelare-il-mistero-del-long-covid.html" title="Una terapia cellulare per i gatti potrebbe aiutare a svelare il mistero del long COVID">Una terapia cellulare per i gatti potrebbe aiutare a svelare il mistero del long COVID</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-terapia-cellulare-per-i-gatti-potrebbe-aiutare-a-svelare-il-mistero-del-long-covid.html" title="Una terapia cellulare per i gatti potrebbe aiutare a svelare il mistero del long COVID"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-terapia-celular-en-gatos-ayuda-a-desentranar-el-misterio-de-la-covid-persistente-1752830818421_320.jpg" alt="Una terapia cellulare per i gatti potrebbe aiutare a svelare il mistero del long COVID"></a></article></aside><p>Oggi è considerato un virus endemico, presente in modo stabile nella popolazione <strong>con fiammate stagionali, dopo che nel maggio 2023 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la fine dell'emergenza sanitaria</strong></p><h2><strong>Virus Hendra, emerso in Australia</strong></h2><p>Trasmesso da pipistrelli a cavalli e poi all'uomo, il <strong>virus Hendra </strong>provoca encefalite e insufficienza respiratoria, con mortalità intorno al 60%. <strong>Casi rari in Australia sottolineano l'importanza della sorveglianza su zoonosi.</strong></p><p>Il virus è ospitato dalle <strong>volpi volanti (Pteropus),</strong> grandi pipistrelli della frutta diffusi principalmente in Australia. <strong>I pipistrelli espellono il virus tramite urina, feci e saliva, contaminando i pascoli o l'acqua.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792033" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/peste-polmonare-in-russia-cos-e-davvero-cosa-comporta-e-cosa-sappiamo-del-caso-in-siberia.html" title="Peste polmonare in Russia: cos’è davvero, cosa comporta e cosa sappiamo del caso in Siberia">Peste polmonare in Russia: cos’è davvero, cosa comporta e cosa sappiamo del caso in Siberia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/peste-polmonare-in-russia-cos-e-davvero-cosa-comporta-e-cosa-sappiamo-del-caso-in-siberia.html" title="Peste polmonare in Russia: cos’è davvero, cosa comporta e cosa sappiamo del caso in Siberia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/peste-polmonare-in-russia-cos-e-davvero-cosa-comporta-e-cosa-sappiamo-del-caso-in-siberia-1791231726834_320.jpg" alt="Peste polmonare in Russia: cos’è davvero, cosa comporta e cosa sappiamo del caso in Siberia"></a></article></aside><p>La trasmissione avviene quasi esclusivamente da pipistrello a cavallo. I cavalli infetti sviluppano gravi sindromi respiratorie e neurologiche, con un tasso di mortalità che supera il 70%.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-minaccia-invisibile-ecco-tutti-i-virus-in-circolazione-piu-pericolosi-per-l-uomo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dove pioverà in Italia questa settimana? Ecco quali saranno le regioni interessate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dove-piovera-in-italia-questa-settimana-ecco-quali-saranno-le-regioni-interessate.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 11:11:13 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un imponente anticiclone di blocco euro-atlantico sta per cambiare la circolazione continentale, spingendo correnti instabili verso l'Italia. Il fine settimana del 17-18 ottobre aprirà una fase di marcata variabilità, tra divergenze modellistiche e incertezze previsionali ancora tutte da decifrare.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbmheka"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbmheka.jpg" id="xbmheka"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sull'Europa <strong>la circolazione atmosferica è nuovamente cambiata,</strong> con una fase relativamente stabile su buona parte del territorio prodotta dalla rimonta anticiclonica. Tuttavia<strong> sarà una breve parentesi</strong>, infatti l'alta pressione delle Azzorre tornerà a salire di latitudine, favorendo, in questo modo, <strong>la discesa di nuove masse d'aria fredda verso sud. </strong></p><p>Questo vasto promontorio anticiclonico, proteso tra le Isole Britanniche e la Scandinavia, continuerà a bloccare le correnti occidentali atlantiche, costringendo degli <strong>impulsi di aria più fresca e instabile </strong>a scivolare dall'area baltica verso basse latitudini. Quest'aria, aggirando l'ostacolo anticiclonico, proverà a puntare il bacino del Mediterraneo.</p><h2>Le regioni più esposte alle piogge nel fine settimana</h2><p>L'evoluzione proposta da diversi centri di calcolo internazionali per il prossimo <strong>fine settimana</strong>, quello del <strong>17 e 18 ottobre</strong>, vede l'Italia interessata da una certa <strong>variabilità</strong>, con conseguenze diverse a seconda dei settori.</p><p>Secondo il<strong> modello europeo ECMWF</strong>, probabilmente sarà la giornata di <strong>domenica 18 </strong>quella che vedrà l'ingresso di correnti umide da quadranti meridionali e occidentali, con <strong>formazione di un minimo depressionario sul Golfo Ligure</strong> ed un conseguente <strong>peggioramento </strong>con delle precipitazioni, <strong>piogge diffuse con anche dei rovesci e dei temporali. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-dove-piovera-in-italia-questa-settimana-le-regioni-coinvolte-1791888908296.jpg" data-image="ywsbaudyyghe"><figcaption>Domenica: pressione in deciso calo sul Mar Ligure, dove si potrebbe scavare un minimo depressionario capace di produrre piogge e temporali diffusi. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Le precipitazioni saranno <strong>più probabili</strong>, consistenti e diffuse <strong>sul Nord-Ovest, poi sulla Sardegna, sulla Toscana, sull'Umbria e sulle zone interne del Lazio</strong>, oltre a coinvolgere i <strong>settori alpini e prealpini. </strong></p><p><strong>Anche la Sicilia e la Liguria</strong> potranno essere <strong>t</strong><strong>occate da questo peggioramento</strong>, con un aumento della nuvolosità a cui potrebbero essere associati dei<strong> fenomeni localizzati.</strong> </p><p>La parte orientale dell'isola, che prima potrebbe anche tornare a risentire della circolazione depressionaria (oggi in allontanamento verso l'Egeo) tra venerdì e sabato, poi, <strong>nella giornata di domenica,</strong> vedrebbe aumentare le probabilità di pioggia per <strong>l'interazione della circolazione occidentale umida con quella residua settentrionale. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Sul Nord-Ovest</strong>, invece, sarebbe direttamente la<strong> goccia fredda di origine atlantica</strong>, in discesa sulla Francia con il contributo di aria fredda dai Paesi Baltici, <strong>a produrre il peggioramento</strong>.</div><p>Mentre le regioni adriatiche e, in genere, il settore orientale del Paese potranno godere di una maggiore stabilità e di ampie schiarite. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793072" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud.html" title="Attenzione a questo anticiclone sull’Europa: potrebbe scatenare una violenta ondata di maltempo sull’estremo Sud">Attenzione a questo anticiclone sull’Europa: potrebbe scatenare una violenta ondata di maltempo sull’estremo Sud</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud.html" title="Attenzione a questo anticiclone sull’Europa: potrebbe scatenare una violenta ondata di maltempo sull’estremo Sud"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud-1791814496299_320.jpg" alt="Attenzione a questo anticiclone sull’Europa: potrebbe scatenare una violenta ondata di maltempo sull’estremo Sud"></a></article></aside><p>Dal punto di vista termico, avremo delle oscillazioni, ma in generale <strong>resteremo su valori non distanti dalle medie caratteristiche del periodo, </strong>anche se nei giorni precedenti, localmente, si potranno segnare valori anche sopra media, specie sui settori tirrenici. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-dove-piovera-in-italia-questa-settimana-le-regioni-coinvolte-1791889118850.jpg" data-image="xsbi6i67xp6n"><figcaption>In questa mappa a 700 hPa, riferita a domenica prossima, è possibile vedere l'arrivo dell'aria fredda da nord, capace di produrre il peggioramento a partire dal Nord-Ovest e dall'aria tirrenica. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Il modello americano</strong>, nel suo ultimo aggiornamento del mattino, <strong>la vede diversamente</strong>. Infatti, <strong>GFS </strong>vede la discesa della <strong>goccia fredda atlantica più occidentale, </strong>quindi sul Mediterraneo occidentale, tra Spagna, Francia e Isole Baleari, interessando anche la Sardegna e buona parte del Mar Tirreno, ma senza riuscire a coinvolgere la Toscana e il Nord Italia. La Sicilia potrebbe comunque avere un tempo incerto con qualche pioggia. </p><h2>La stima degli accumuli pluviometrici </h2><p><strong>La distanza temporale</strong>, oltre a evidenziare l'incertezza della previsione con le differenti proposte dei due principali modelli di simulazione atmosferica, non ci permette di quantificare i possibili accumuli pluviometrici visti da ECMWF nel fine settimana. </p><p>Tuttavia, <strong>se la visione del modello europeo dovesse verificarsi</strong>, le precipitazioni potrebbero essere anche consistenti, se non addirittura <strong>importanti sulle regioni settentrionali, sulla Sardegna e sulla Toscana</strong>, con accumuli minori altrove. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-dove-piovera-in-italia-questa-settimana-le-regioni-coinvolte-1791888961437.jpg" data-image="vqzvou057fc8"><figcaption>Questa mappa rappresenta gli accumuli totali per entro domenica prossima sulla nostra penisola. Come è facile vedere, contengono anche il peggioramento ancora in essere sul Sud Italia, mentre quelli sul Centro-Nord saranno attribuibili soltanto al peggioramento in arrivo sul finire della settimana. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Le analisi modellistiche proiettate sul periodo successivo</strong>, quindi a partire dal 20 ottobre, divergono ulteriormente tra i due modelli, vedendo un generale coinvolgimento dell'Italia nel maltempo, nel caso dovesse verificarsi lo scenario ipotizzato da <strong>ECMWF, </strong>mentre lo scenario del modello americano GFS proporrebbe una settimana inizialmente stabile, con un possibile peggioramento rimandato, però, alla seconda parte della settimana. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793024" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf.html" title="Tendenze per il periodo 15-31 ottobre in Italia: previsioni di precipitazioni e temperature secondo Gfs e Ecmwf">Tendenze per il periodo 15-31 ottobre in Italia: previsioni di precipitazioni e temperature secondo Gfs e Ecmwf</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf.html" title="Tendenze per il periodo 15-31 ottobre in Italia: previsioni di precipitazioni e temperature secondo Gfs e Ecmwf"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf-1791816390914_320.jpg" alt="Tendenze per il periodo 15-31 ottobre in Italia: previsioni di precipitazioni e temperature secondo Gfs e Ecmwf"></a></article></aside><p>Ovviamente questi scenari modellistici sono <strong>poco attendibili</strong>, come abbiamo visto, infatti, anche<strong> le ensemble</strong> ad essi riferite, come già commentato nei precedenti articoli, <strong>non permettono di considerare tali proiezioni affidabili</strong>. </p><p>Per una visione che non abbia solo uno scopo speculativo, ma che abbia una concreta utilità previsionale, vi rimaniamo ai prossimi articoli, quando la distanza temporale sarà minore e quando le analisi probabilistiche potranno fornire maggiori informazioni per una chiave di lettura più definita. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dove-piovera-in-italia-questa-settimana-ecco-quali-saranno-le-regioni-interessate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-enorme-scarpata-che-ha-cancellato-un-miliardo-di-anni-di-storia-geologica-nel-grand-canyon.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Gli scienziati hanno trovato prove del fatto che una colossale scarpata, estesa per migliaia di chilometri attraverso l'antico Nord America, potrebbe aver esposto il nucleo del Grand Canyon quasi un miliardo di anni prima che venisse scavato dal fiume Colorado.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/o-penhasco-gigante-que-apagou-mil-milhoes-de-anos-de-historia-geologica-no-grand-canyon-1789740041477.jpg" data-image="ocv3wa9vxv5a" alt="Gran Canyon" title="Gran Canyon"><figcaption>Il Grand Canyon abbraccia due miliardi di anni della storia della Terra, ma oltre la metà di questa testimonianza è andata perduta in corrispondenza di una superficie di erosione di ampia estensione regionale, nota come Grande Discontinuità.</figcaption></figure><p>Lo studio, condotto dall'Università di Southampton nel Regno Unito, ipotizza che una vasta <strong>"Grande Scarpata" (Great Escarpment),</strong> costituita da ripide pareti rocciose, si sia formata quando <strong>il supercontinente Rodinia</strong> si frammentò 800 milioni di anni fa. </p><p>Gli esperti ritengono che tali pareti – alte circa un chilometro – si estendessero su gran parte del Nord America occidentale, <strong>favorendo l'erosione di enormi volumi di roccia e portando alla luce l'antico basamento cristallino oggi visibile nel Grand Canyon, nell'Arizona meridionale.</strong></p><h2>Oltre 2 miliardi di anni di storia</h2><p>L'autore principale <strong>Thomas Gernon,</strong> docente di Scienze della Terra a Southampton, ha affermato che il Grand Canyon custodisce una documentazione geologica che abbraccia due miliardi di anni, eppure <strong>oltre la metà della sua successione rocciosa sembra mancare all'appello.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/o-penhasco-gigante-que-apagou-mil-milhoes-de-anos-de-historia-geologica-no-grand-canyon-1789740551199.jpg" data-image="501zairzojy5" alt="Gran Canyon" title="Gran Canyon"><figcaption>Questa "Grande Scarpata della Laurentia", formatasi circa 800–750 milioni di anni fa, occupava una posizione analoga a quella delle principali scarpate originatesi durante la frammentazione del Gondwana nel Mesozoico e fu soggetta a livelli di esumazione di entità simile.</figcaption></figure><p>Secondo i risultati dello studio, questa vasta e antica scarpata si estendeva su aree che oggi corrispondono<strong> agli stati di Arizona, Utah, Idaho, Wyoming, Colorado, Texas, Oklahoma, Arkansas, Missouri e Illinois. </strong>È stato in questa regione che un'intensa erosione ha finito per portare alla luce alcune delle rocce più antiche del Nord America – di cui il Grand Canyon rappresenta l'esempio più celebre – ha affermato il professor <strong>Gernon. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>I ricercatori hanno integrato le ricostruzioni delle placche tettoniche con i dati sull'evoluzione del paesaggio per ricostruire come la porzione occidentale del Nord America si sia evoluta durante la frammentazione del supercontinente Rodinia.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L'analisi ha rivelato che il Grand Canyon occupava, rispetto all'antico margine continentale, una posizione simile a quella di molte delle grandi scarpate presenti oggi in Sudafrica e in Brasile. </p><p>Mentre la scarpata arretrava lentamente verso l'interno del continente nell'arco di decine di milioni di anni, <strong>si stima che abbia comportato la rimozione di uno spessore di roccia fino a otto chilometri in alcuni punti.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753699" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-grand-canyon-dell-atlantico-come-le-placche-tettoniche-hanno-fratturato-il-fondale-marino-e-formato-profonde-fosse.html" title="Il Grand Canyon dell'Atlantico: come le placche tettoniche hanno fratturato il fondale marino e formato profonde fosse">Il Grand Canyon dell'Atlantico: come le placche tettoniche hanno fratturato il fondale marino e formato profonde fosse</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-grand-canyon-dell-atlantico-come-le-placche-tettoniche-hanno-fratturato-il-fondale-marino-e-formato-profonde-fosse.html" title="Il Grand Canyon dell'Atlantico: come le placche tettoniche hanno fratturato il fondale marino e formato profonde fosse"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-gran-canon-del-atlantico-como-las-placas-tectonicas-fracturaron-el-fondo-marino-y-formaron-profundas-fosas-1770748724465_320.jpeg" alt="Il Grand Canyon dell'Atlantico: come le placche tettoniche hanno fratturato il fondale marino e formato profonde fosse"></a></article></aside><p>I risultati confermano l'ipotesi che la regione sia stata soggetta a un'erosione straordinaria – con la rimozione di uno strato roccioso compreso tra i cinque e i dieci chilometri – molto prima della formazione dell'attuale canyon.</p><h2>Questa scarpata potrebbe aver influenzato il corso di altre cose</h2><p>Lo studio rivela inoltre che l'antica scarpata potrebbe aver esercitato un'influenza ben più ampia del solo <strong>Grand Canyon. </strong>Creando un persistente orlo montuoso attorno alla Laurentia occidentale — l'antico nucleo del Nord America — potrebbe aver determinato il corso dei fiumi, le aree di accumulo dei sedimenti e le fasi in cui l'innalzamento del livello del mare sommerse il continente prima della cosiddetta<strong> "esplosione del Cambriano",</strong> un periodo caratterizzato dalla rapida diversificazione della vita complessa.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Gernon%2C%20T.%2C%20Hincks%2C%20T.%2C%20Rugen%2C%20E.%2C%20et%20al" data-year="" data-title="Exhumation%20of%20Grand%20Canyon%E2%80%99s%20basement%20along%20the%20Great%20Escarpment%20of%20Laurentia" data-url="https%3A%2F%2Fpubs.geoscienceworld.org%2Fgsa%2Fgeology%2Farticle%2Fdoi%2F10.1130%2FG55133.1%2F734969%2FExhumation-of-Grand-Canyon-s-basement-along-the">Gernon, T., Hincks, T., Rugen, E., et al. <a href="https://pubs.geoscienceworld.org/gsa/geology/article/doi/10.1130/G55133.1/734969/Exhumation-of-Grand-Canyon-s-basement-along-the" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Exhumation of Grand Canyon’s basement along the Great Escarpment of Laurentia</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-enorme-scarpata-che-ha-cancellato-un-miliardo-di-anni-di-storia-geologica-nel-grand-canyon.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Attenzione a questo anticiclone sull’Europa: potrebbe scatenare una violenta ondata di maltempo sull’estremo Sud]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 04:10:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco cosa potrebbe succedere nei prossimi giorni, a causa dello sviluppo di quel robusto promontorio anticiclonico sull'Europa centro-settentrionale. Ecco i dettagli.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbm3iiq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbm3iiq.jpg" id="xbm3iiq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Quando un robusto anticiclone si posiziona stabilmente sull’Europa centrale e sul Nord Italia, accade spesso un fenomeno apparentemente paradossale. Mentre al Nord il tempo resta stabile e asciutto, al Sud, in particolare sui settori ionici di Calabria e Sicilia, si sviluppa un maltempo intenso e prolungato. </p><p>La causa principale è una configurazione atmosferica chiamata <strong>blocco di Rex</strong> o <strong>Rex block,</strong> un tipo di blocco atmosferico che intrappola una depressione a sud dell’alta pressione. E quando questo capita nel cuore dell’autunno, l’ondata di maltempo potrebbe essere davvero tosta.</p><h2><strong>Cos’è il blocco di Rex?</strong></h2><p>Il blocco di Rex è una struttura a dipolo, caratterizzata da un’alta pressione (anticiclone) a nord e una bassa pressione (depressione, spesso un cut-off low isolato) a sud. Prende il nome dal meteorologo americano <strong>Daniel F. Rex,</strong> che la descrisse nel 1950 studiando i blocchi nella media troposfera. </p><p>A differenza del più noto blocco a <strong>Omega</strong> (che assomiglia alla lettera greca Ω, con un anticiclone centrale e due depressioni laterali), il <strong>Rex block</strong> è un dipolo meridionale. Le isobare (o le linee di altezza geopotenziale a 500 hPa) formano spesso due centri chiusi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud-1791814310739.jpg" data-image="dpcuaiv4o9xw" alt="Blocco di Rex." title="Blocco di Rex."><figcaption>Il blocco di Rex è un dipolo meridionale. Le isobare (o le linee di altezza geopotenziale a 500 hPa) formano spesso due centri chiusi. Uno anticiclonico a nord e uno ciclonico a sud.</figcaption></figure><p>Uno anticiclonico a nord e uno ciclonico a sud. Questo schema interrompe o inverte localmente il normale flusso zonale (da ovest a est), tipico delle medie latitudini, <strong>rendendo il sistema quasi stazionario per diversi giorni.</strong></p><h2><strong>Come si forma?</strong></h2><p>La formazione è legata alla dinamica delle <strong>onde di Rossby,</strong> le grandi ondulazioni della <strong>corrente a getto.</strong> Quando queste onde si amplificano fortemente, possono rompersi (Rossby wave breaking). Nella forma ciclonica del <strong>wave breaking,</strong> una saccatura si approfondisce e si stacca dal flusso principale, fino a isolare una depressione a sud (<strong>cut-off low</strong>). Contemporaneamente, a nord si rafforza o si mantiene un anticiclone di blocco. </p><p>Il risultato è un flusso più meridionale (da nord a sud o da est a ovest sul bordo meridionale) invece che zonale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud-1791814418225.jpg" data-image="dto5af89s4jm" alt="Onde di Rossby." title="Onde di Rossby."><figcaption>La formazione è legata alla dinamica delle onde di Rossby, le grandi ondulazioni della corrente a getto. Quando queste onde si amplificano fortemente, possono rompersi isolando un anticiclone a Nord e un ciclone a Sud.</figcaption></figure><p>L’anticiclone a nord agisce come una barriera. <strong>Tanto che le perturbazioni atlantiche non riescono ad attraversarlo e vengono deviate,</strong> mentre l’aria più fredda e instabile può scivolare verso sud lungo il bordo orientale o meridionale dell’alta pressione.</p><h2><strong>Il caso tipico sull’Europa e sul Mediterraneo</strong></h2><p>Quando un anticiclone robusto (spesso di origine dinamica atlantica o con contributi subtropicali) si consolida sull’Europa centrale e settentrionale, estendendosi fino al Nord Italia, crea le condizioni ideali per l’isolamento di una depressione sul basso Mediterraneo. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il flusso occidentale viene bloccato. Aria più fresca e instabile, proveniente da nord o da est, scende verso il bacino mediterraneo centrale e meridionale e verso il Nord Africa. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Qui si scontra con masse d’aria più calde e umide di origine subtropicale. Il contrasto termico e igrometrico aumenta la <strong>baroclinicità</strong> e favorisce l’approfondimento o la genesi di un minimo depressionario chiuso in prossimità della costa africana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud-1791814496299.jpg" data-image="dpv6ayeroygy" alt="Maltempo, piogge." title="Maltempo, piogge."><figcaption>Sui mari che circondano le Isole, fra domenica 18 e lunedì 19 ottobre, si scaverà una fascia baroclina che causerà produrrà dell’instabilità, con piogge e temporali.</figcaption></figure><p>Questa depressione resta “intrappolata” a sud dell’anticiclone perché non trova una via di fuga verso est o nord. Il <strong>Rex block</strong> la tiene bloccata. La circolazione diventa antizonale o fortemente meridionale, con flussi da est/nord-est o da sud-est a seconda della posizione esatta del minimo.</p><h2><strong>Cosa accadrà nel weekend?</strong></h2><p>Proprio nel corso del prossimo fine settimana, lungo il margine meridionale di questo anticiclone, comincerà a scorrere aria umida, ma anche fresca, dai quadranti orientali, pronta ad interagire con aria molto più umida, ma anche calda, preesistente sui mari attorno la Sardegna e la Sicilia.</p><p>Sui mari che circondano le Isole, <strong>fra domenica 18 e lunedì 19 ottobre,</strong> si scaverà una fascia baroclina che causerà un incremento dell’instabilità, <strong>con piogge, ma anche il rischio di temporali lungo la Sardegna meridionale e le coste orientali della Sicilia.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793058" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” ">El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno-1791808593418_320.jpeg" alt="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "></a></article></aside><p>Ancora non è chiaro se riuscirà ad isolarsi una depressione sui mari a Sud della Sicilia, magari all’inizio della prossima settimana. Ma se ciò accadesse il maltempo potrebbe divenire davvero intenso, dato che i fenomeni rimarranno stazionari. <strong>Specialmente nei settori esposti a levante e scirocco, dove si rischierebbero accumuli pluviometrici abbondanti.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’Etna sta diventando un vulcano dalla componente più esplosiva, la sfida per il sistema aeroportuale siciliano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-etna-sta-diventando-un-vulcano-dalla-componente-piu-esplosiva-la-sfida-per-il-sistema-aeroportuale-siciliano.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 03:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il cambiamento delle dinamiche del vulcano attivo più alto d'Europa oggi rappresenta un serio problema per l'aviazione e l'economia della Sicilia. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-etna-sta-diventando-un-vulcano-dalla-componente-piu-esplosiva-la-sfida-per-il-sistema-aeroportuale-siciliano-1790866226242.jpg" data-image="03pblc5vmyzq" alt="Etna, Catania." title="Etna, Catania."><figcaption>Per decenni, l'attività dell'Etna è stata classificata come prevalentemente effusiva, caratterizzata da flussi lavici lenti che permettevano una convivenza tutto sommato pacifica con le popolazioni locali. Ma ora il vulcano sta iniziando a cambiare volto.</figcaption></figure><p>L'Etna sta cambiando. Il vulcano attivo più alto d'Europa, storicamente noto e amato per le sue spettacolari ma relativamente innocue colate laviche effusive, sta registrando una netta transizione verso un’attività marcatamente più esplosiva. </p><p>La conferma arriva dai vulcanologi dell’<strong>INGV</strong> che monitorano costantemente i segnali inviati dai crateri sommitali. Questa metamorfosi geologica non è solo un fenomeno di enorme interesse scientifico, ma rappresenta una crescente minaccia per l'economia e la mobilità dell'isola. Creando sempre più disagi a infrastrutture strategiche, <strong>come l’aeroporto di Catania-Fontanarossa.</strong></p><h2><strong>La metamorfosi del vulcano: perché l'Etna è sempre più esplosivo</strong></h2><p>Per decenni, l'attività dell'Etna è stata classificata come prevalentemente effusiva, <strong>caratterizzata da flussi lavici lenti che permettevano una convivenza tutto sommato pacifica con le popolazioni locali. </strong>Tuttavia, i vulcanologi dell'<strong>INGV</strong> evidenziano come, a partire dalla fine degli anni Settanta, si sia innescato <strong>un progressivo incremento di eventi parossistici violenti. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il vulcano, sempre più spesso, ha iniziato a produrre fontane di lava imponenti e colonne eruttive composte da gas e piroclasti capaci di raggiungere altezze chilometriche.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il recente risveglio e la profonda trasformazione del cratere Voragine hanno accelerato questo trend. <strong>Negli ultimi anni, la frequenza di questi episodi è passata da uno o tre eventi ogni dieci anni a decine di parossismi ravvicinati.</strong></p><p>Questa intensificazione suggerisce una variazione nelle dinamiche di risalita del magma e della concentrazione dei gas vulcanici. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-etna-sta-diventando-un-vulcano-dalla-componente-piu-esplosiva-la-sfida-per-il-sistema-aeroportuale-siciliano-1790866349579.jpg" data-image="apkgohye3yef" alt="Etna, cenere vulcanica." title="Etna, cenere vulcanica."><figcaption>La cenere vulcanica non è semplice polvere, ma è composta da frammenti di roccia vetrosa estremamente abrasivi. Per l'aviazione civile, rappresenta un pericolo di massima allerta, poiché può graffiare i parabrezza dei velivoli, compromettere i sensori di bordo.</figcaption></figure><p>Quando i gas accumulano una pressione eccessiva senza riuscire a sfiatare gradualmente, <strong>l'eruzione si trasforma in un violento evento esplosivo, proiettando nell'atmosfera tonnellate di materiale piroclastico, tra cui i lapilli e la cenere vulcanica.</strong></p><h2><strong>L’impatto diretto sull’aeroporto di Catania</strong></h2><p>Questa nuova normalità vulcanica si scontra direttamente con il tessuto infrastrutturale siciliano. L’Aeroporto di Catania, uno degli scali più trafficati d'Italia e hub vitale per l'economia e il turismo della regione, <strong>si trova proprio lungo la traiettoria ideale delle nubi di polvere vulcanica quando i venti soffiano da nord-ovest o nord/nord-ovest.</strong></p><p>La cenere vulcanica non è semplice polvere, ma è composta da frammenti di roccia vetrosa estremamente abrasivi. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">L'<a href="https://x.com/hashtag/Etna?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Etna</a> continua a emettere dense nubi di cenere costringendo l'<a href="https://x.com/hashtag/aeroporto?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#aeroporto</a> di Catania a bloccare tutti voli per il terzo giorno consecutivo. Lo stop previsto fino a mezzogiorno è stato prorogato fino alle 23.59. Ai passeggeri l'avviso di verificare prima di recarsi allo scalo. <a href="https://t.co/I1s43ZODoA">pic.twitter.com/I1s43ZODoA</a></p>— Rai Radio1 (@Radio1Rai) <a href="https://x.com/Radio1Rai/status/2104467320831684751?ref_src=twsrc%5Etfw">September 28, 2026</a></blockquote></figure><p>Per l'aviazione civile, rappresenta un pericolo di massima allerta, <strong>poiché può graffiare i parabrezza dei velivoli, compromettere i sensori di bordo e, scenario più temibile, fondere all'interno delle turbine dei motori a reazione, causandone lo spegnimento in volo. </strong></p><div class="texto-destacado">Nel 2001 un Airbus A320 decollato da Catania Fontanarossa e diretto a Milano si trovò sotto la nube eruttiva dell'Etna, a circa 1.400 metri di quota. <strong>Il velivolo venne colpito da una pioggia di cenere e piccoli lapilli che danneggiarono i vetri della cabina di pilotaggio, costringendo i piloti a un rientro d'emergenza a Catania.</strong></div><p>Di conseguenza, l'emissione di nubi eruttive costringe la <strong>Società Aeroporti Catania (SAC)</strong> e le <strong>autorità aeronautiche </strong>a disporre frequenti chiusure degli spazi aerei e l'interruzione totale dei voli in arrivo e in partenza.</p><h2><strong>I danni economici</strong></h2><p>Le ripercussioni economiche e logistiche sono enormi. I ripetuti stop prolungati causano pesanti disagi a migliaia di passeggeri, costringendo a continui dirottamenti verso gli scali di Comiso o Palermo e mandano in crisi il comparto turistico e ricettivo dell'intera isola. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779986" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-si-e-formato-l-etna-la-scienza-svela-la-nascita-di-uno-dei-vulcani-piu-strani-d-europa.html" title="Come si è formato l’Etna? La scienza svela la nascita di uno dei vulcani più strani d’Europa">Come si è formato l’Etna? La scienza svela la nascita di uno dei vulcani più strani d’Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-si-e-formato-l-etna-la-scienza-svela-la-nascita-di-uno-dei-vulcani-piu-strani-d-europa.html" title="Come si è formato l’Etna? La scienza svela la nascita di uno dei vulcani più strani d’Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-si-e-formato-l-etna-la-scienza-svela-la-nascita-di-uno-dei-vulcani-piu-strani-d-europa-1784799521075_320.jpeg" alt="Come si è formato l’Etna? La scienza svela la nascita di uno dei vulcani più strani d’Europa"></a></article></aside><p>La pulizia e la messa in sicurezza delle piste richiedono inoltre sforzi economici e operativi immediati e non più sostenibili con logiche di pura emergenza temporanea, visto anche l’aumento di frequenza del fenomeno, divenuto ora non più occasionale.</p><h2><strong>Quali soluzioni da adottare per risolvere il problema?</strong></h2><p>Dato che non è possibile frenare la naturale evoluzione geologica dell'Etna, l'unica strada percorribile è l'adattamento attraverso soluzioni innovative, strutturali e sostenibili.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-etna-sta-diventando-un-vulcano-dalla-componente-piu-esplosiva-la-sfida-per-il-sistema-aeroportuale-siciliano-1790866441798.jpg" data-image="qa5oxxgepoyl" alt="Etna." title="Etna."><figcaption>Le ripercussioni economiche e logistiche sono enormi. I ripetuti stop prolungati causano pesanti disagi a migliaia di passeggeri, costringendo a continui dirottamenti verso gli scali di Comiso o Palermo </figcaption></figure><p>La prima vera transizione deve riguardare la gestione della cenere vulcanica raccolta a tonnellate dalle piste aeroportuali e dalle strade cittadine. Attualmente considerata un rifiuto speciale da smaltire con costi elevati, <strong>la cenere può diventare una risorsa preziosa per l'economia circolare.</strong></p><p>Numerosi studi geologici indicano che i materiali piroclastici dell'Etna sono ideali per la produzione di materiali edili ecologici, come calcestruzzi ad alta resistenza, riducendo l'impatto ambientale dell'industria cementizia tradizionale. </p><div class="texto-destacado"><strong>Inoltre, se opportunamente trattata, la cenere può essere impiegata in agricoltura come ammendante naturale per arricchire i terreni di sali minerali.</strong></div><p>Sul piano logistico, la risposta non può più basarsi su interventi tampone. È fondamentale rendere strutturale la rete aeroportuale siciliana, ottimizzando e automatizzando le procedure di dirottamento e assistenza passeggeri verso scali alternativi integrati. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782905" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/etna-l-eruzione-continua-e-da-spettacolo-nuova-chiusura-dell-aeroporto-di-catania-situazione-e-video-del-10-agosto.html" title="Etna, l'eruzione continua e dà spettacolo: nuova chiusura dell'aeroporto di Catania, situazione e video del 10 agosto">Etna, l'eruzione continua e dà spettacolo: nuova chiusura dell'aeroporto di Catania, situazione e video del 10 agosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/etna-l-eruzione-continua-e-da-spettacolo-nuova-chiusura-dell-aeroporto-di-catania-situazione-e-video-del-10-agosto.html" title="Etna, l'eruzione continua e dà spettacolo: nuova chiusura dell'aeroporto di Catania, situazione e video del 10 agosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/etna-continua-l-eruzione-1786357881262_320.jpeg" alt="Etna, l'eruzione continua e dà spettacolo: nuova chiusura dell'aeroporto di Catania, situazione e video del 10 agosto"></a></article></aside><p>Al contempo, gli investimenti tecnologici all'interno dello scalo di Catania devono puntare su <strong>sistemi di monitoraggio radar avanzati</strong> per una stima in tempo reale della densità delle polveri e sull'acquisizione di spazzatrici ad altissima efficienza e sistemi di lavaggio rapido delle piste, riducendo al minimo i tempi di chiusura.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-etna-sta-diventando-un-vulcano-dalla-componente-piu-esplosiva-la-sfida-per-il-sistema-aeroportuale-siciliano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I 10 planetari da non perdere in tutto il mondo per le loro affascinanti sale e mostre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-10-planetari-da-non-perdere-in-tutto-il-mondo-per-le-loro-affascinanti-sale-e-mostre.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 18:01:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Da New York a Shanghai e Città del Capo, questi planetari uniscono scienza, architettura e tecnologia per trasformare il cielo in un’esperienza immersiva difficile da dimenticare per i visitatori.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/checa-los-10-planetarios-imperdibles-en-todo-el-mundo-por-sus-fascinantes-salas-y-exposiciones-1790373312620.jpg" data-image="5j5ixdhon5sx" alt="Planetario." title="Planetario."><figcaption>Visitare un planetario o una cupola digitale è un’esperienza straordinaria, soprattutto nelle città con un elevato livello di inquinamento luminoso.</figcaption></figure><p>Da tempo ormai i planetari non sono più solo sale in cui ci veniva mostrato il cielo notturno. Oggi sono veri e propri centri scientifici, con le loro cupole digitali di ultima generazione. Le loro esposizioni sono ora interattive, <strong>ospitano collezioni storiche e i contenuti multimediali si basano su dati provenienti da missioni reali, telescopi e simulazioni scientifiche.</strong></p><p>Il fascino non dipende solo dalle dimensioni della cupola, ma anche dai proiettori ottici di ultima generazione e dagli schermi di ultima generazione. Inoltre, molti integrano mostre tattili, meteoriti o un’architettura concepita per integrare il movimento apparente del cielo nell’edificio stesso.</p><h2>Una selezione di planetari per il 2026</h2><p>L'idea alla base di questa lista è che l'esperienza combini elementi quali la tecnologia immersiva, mostre astronomiche di interesse, collezioni significative e/o un'architettura in grado di trasformare la visita in un'esperienza che inizia già prima di entrare nella cupola.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/checa-los-10-planetarios-imperdibles-en-todo-el-mundo-por-sus-fascinantes-salas-y-exposiciones-1790373336126.jpg" data-image="4ht7dfa5ieqc" alt="Planetario." title="Planetario."><figcaption>Oggi i planetari non si limitano più a proiettare il cielo, ma offrono anche altre esperienze legate all’astronomia.</figcaption></figure><p>Non si intende nemmeno stilare una classifica assoluta, poiché vi sono istituzioni storiche che conservano strumenti eccezionali e altre, molto più recenti, che puntano sulla realtà virtuale, <strong>sulla proiezione in 8K, sul suono immersivo o su installazioni multisensoriali.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775832" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario.html" title="Una cometa aliena più antica del Sole: Webb svela il segreto di 3I/ATLAS venuta da un altro sistema planetario">Una cometa aliena più antica del Sole: Webb svela il segreto di 3I/ATLAS venuta da un altro sistema planetario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario.html" title="Una cometa aliena più antica del Sole: Webb svela il segreto di 3I/ATLAS venuta da un altro sistema planetario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario-1782495846113_320.jpeg" alt="Una cometa aliena più antica del Sole: Webb svela il segreto di 3I/ATLAS venuta da un altro sistema planetario"></a></article></aside><p>Il risultato è un percorso attraverso sei continenti che riunisce istituzioni storiche e musei astronomici del XXI secolo. Luoghi in cui la divulgazione smette di essere una spiegazione distaccata e si trasforma in un’esperienza spaziale, spesso anche emotiva.</p><h3> Hayden Planetarium. New York, Stati Uniti</h3><ol></ol><p>Fa parte del Rose Center for Earth and Space e ospita uno Space Theater che utilizza immagini basate su dati scientifici; <strong>con il suo “Cosmic Pathway” ripercorre 13 miliardi di anni di storia lungo un percorso di 110 metri.</strong></p><h3>Adler Planetarium. Chicago, Stati Uniti</h3><p>Coniuga storia e immersione sensoriale grazie al Grainger Sky Theater, <strong>che proietta video in 8K su una cupola di 21 metri, mentre “The Universe in Your Hands” riunisce astrolabi,</strong> meridiane e altri strumenti storici per mostrare come le diverse culture osservavano e interpretavano il cielo.</p><h3>Planetario Galileo Galilei. Buenos Aires, Argentina</h3><p>Coniuga storia e immersione sensoriale <strong>grazie al Grainger Sky Theater, che proietta video in 8K su una cupola di 21 metri, </strong>mentre <strong>“The Universe in Your Hands”</strong> riunisce astrolabi, meridiane e altri strumenti storici per mostrare come le diverse culture osservavano e interpretavano il cielo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777927" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/gli-ortaggi-che-dovremmo-piantare-per-sopravvivere-a-un-collasso-planetario.html" title="Gli ortaggi che dovremmo piantare per sopravvivere a un collasso planetario">Gli ortaggi che dovremmo piantare per sopravvivere a un collasso planetario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/gli-ortaggi-che-dovremmo-piantare-per-sopravvivere-a-un-collasso-planetario.html" title="Gli ortaggi che dovremmo piantare per sopravvivere a un collasso planetario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/autosuficiencia-revelan-que-vegetales-deberiamos-plantar-para-sobrevivir-a-un-colapso-del-planeta-1783342419045_320.jpg" alt="Gli ortaggi che dovremmo piantare per sopravvivere a un collasso planetario"></a></article></aside><p>Questo edificio riunisce una cupola di 20 metri, <strong>una proiezione digitale in 8K e spazi museali rinnovati.</strong> I suoi percorsi espostivi presentano meteoriti autentici, rocce lunari e rappresentazioni della Terra e della sfera celeste, <strong>oltre a proposte di realtà virtuale ed esperienze immersive.</strong></p><h3>Hemisferic. Valencia, Spagna</h3><p>Progettato da <strong>Santiago Calatrava </strong>come un enorme occhio umano, cattura l’attenzione ancora prima dell’inizio dello spettacolo. <strong>Ospita uno schermo concavo di 900 metri quadrati e 24 metri di diametro,</strong> utilizzato per proiezioni digitali, IMAX Dome ed esperienze planetarie. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/checa-los-10-planetarios-imperdibles-en-todo-el-mundo-por-sus-fascinantes-salas-y-exposiciones-1790373370342.jpg" data-image="dc7oqec7r53d" alt="Planetario." title="Planetario."><figcaption> Le attuali tecnologie 8K e audio surround rendono l'esperienza incredibilmente realistica.</figcaption></figure><h3>Zeiss-Großplanetarium. Berlino, Germania</h3><p><strong>Con una cupola di 30 metri, una sala principale con 307 posti a sedere e tecnologia fulldome,</strong> “The Universe at Your Fingertips”, una mostra permanente, ci permette di esplorare l’astronomia attraverso l’interazione, il tatto, le superfici planetarie e i moduli installati nel suo atrio.</p><h3>ESO Supernova Planetarium & Visitor Centre. Garching, Germania</h3><p>Situato nei pressi di <strong>Monaco di Baviera,</strong> è al tempo stesso un planetario e un centro visitatori dedicato alle ultime novità nel campo dell’astronomia. La sua mostra permanente, <strong>“The Living Universe”,</strong> affronta 13 temi su una superficie di 2.200 metri quadrati, con reperti, immagini e contenuti su esopianeti, cosmologia, telescopi, tecnologia e l’Extremely Large Telescope.</p><h3>FUJI Nagoya Science Museum Planetarium. Nagoya, Giappone</h3><p>Si distingue per la sua cupola di 35 metri di diametro e i 350 posti a sedere reclinabili. Combina un proiettore ZEISS UNIVERSARIUM Modello IX con sistemi digitali in grado di ricreare cieli di epoche diverse e simulare viaggi spaziali, con narrazioni in diretta.</p><h3>Shanghai Astronomy Museum. Shanghai, Cina</h3><p>Rendere l'edificio parte integrante dell'esperienza astronomica è parte integrante dell'esperienza stessa, insieme alle sue forme – <strong>Oculus, Sfera e Cupola Invertita</strong> – che traggono ispirazione dai fenomeni celesti. La sfera ospita il planetario e, <strong>con le sue sezioni “Homeland”, “Universe” e “Journey”, si integra con una cupola 8K e con gli osservatori.</strong></p><h3>Iziko Planetarium and Digital Dome. Città del Capo, Sudafrica</h3><p>Si presenta come il planetario digitale più all’avanguardia dell’Africa, con una sala a 360 gradi che funge sia da spazio di divulgazione che di visualizzazione scientifica.<strong> I programmi accompagnano il pubblico alla scoperta degli esopianeti, della materia oscura e delle strutture atomiche.</strong></p><h3>Melbourne Planetarium. Melbourne, Australia</h3><p><strong>All’interno di Scienceworks, offre una cupola di 16 metri, sedili reclinabili, audio surround 7.1 e proiezione fulldome.</strong> Le sue sessioni combinano film immersivi con presentazioni sul cielo notturno, mentre il museo propone mostre scientifiche ed esperienze interattive che arricchiscono la visita </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-10-planetari-da-non-perdere-in-tutto-il-mondo-per-le-loro-affascinanti-sale-e-mostre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché i cadaveri di alpinisti come "Green Boots" diventano punti di riferimento sull'Everest?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-i-cadaveri-di-alpinisti-come-green-boots-diventano-punti-di-riferimento-sull-everest.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 17:01:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Per quasi trent'anni, il corpo di "Green Boots" è rimasto intrappolato nel ghiaccio dell'Everest, diventando un macabro punto di riferimento per gli alpinisti. Recentemente identificato, è uno dei circa 200 corpi ancora presenti sul tetto del mondo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/pourquoi-des-cadavres-d-alpinistes-comme-green-boots-deviennent-des-reperes-sur-l-everest-alpinisme-mort-1791720303206.jpg" data-image="5gwx6ip5inuo" alt="Everest." title="Everest."><figcaption>Gli scarponi verde lime dell'alpinista Dorje Morup gli sono valsi il celebre soprannome di "Green Boots". Divenuto un punto di riferimento per gli altri alpinisti, il suo corpo sarà presto rimpatriato.</figcaption></figure><p>Sui pendii dell’Everest, la morte fa parte del paesaggio. A oltre 8.000 metri di altitudine, i corpi degli alpinisti che non sono sopravvissuti alla scalata <strong>rimangono talvolta abbandonati tra i ghiacci,</strong> diventando sinistri punti di riferimento per chi tenta di raggiungere la vetta.</p><p>Tra loro c’è ancora <strong>"Green Boots",</strong> la cui identità è stata svelata nel giugno 2026, a quasi trent’anni dalla morte. <strong>Dorje Morup,</strong> un militare indiano, sarà presto rimpatriato. <strong>Ma che ne è degli altri corpi abbandonati sui pendii dell’Everest?</strong></p><h2>Sull'Everest, corpi che diventano macabri punti di riferimento</h2><p>Altitudine estrema, freddo, carenza di ossigeno, terreno pericoloso. <strong>Le condizioni talvolta proibitive affrontate dagli alpinisti possono costare loro la vita.</strong> Tali condizioni rendono inoltre molto difficili l'accesso e il recupero delle salme di chi ha perso la vita. Anche le operazioni di salvataggio o di recupero possono risultare molto costose.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pourquoi-des-cadavres-d-alpinistes-comme-green-boots-deviennent-des-reperes-sur-l-everest-alpinisme-mort-1791721390988.jpeg" data-image="3y5786o59xc4" alt="Everest, alpinismo." title="Everest, alpinismo."><figcaption>Più di 300 persone hanno perso la vita nel tentativo di scalare la vetta più alta della Terra dall'inizio delle spedizioni, negli anni Venti.</figcaption></figure><p>Le salme rimaste sui pendii dell'Everest diventano, loro malgrado, <strong>punti di riferimento lungo il percorso verso la vetta.</strong> Alcune, come "Green Boots", hanno ricevuto dei soprannomi dagli alpinisti che le incontrano.</p><h3><strong>Anche almeno due alpiniste sono diventate punti di riferimento</strong></h3><p>Nel 1979, l'alpinista tedesca <strong>Hannelore Schmatz</strong> morì durante la discesa. Soprannominata <strong>"La donna tedesca",</strong> il suo corpo rimase a lungo visibile sull'itinerario del versante nepalese prima di essere spostato dagli agenti atmosferici. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677685" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-monte-everest-continua-a-crescere-ogni-anno-geologi-ne-hanno-scoperto-il-motivo.html" title="Il monte Everest continua a crescere ogni anno ed i geologi ne hanno scoperto il motivo">Il monte Everest continua a crescere ogni anno ed i geologi ne hanno scoperto il motivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-monte-everest-continua-a-crescere-ogni-anno-geologi-ne-hanno-scoperto-il-motivo.html" title="Il monte Everest continua a crescere ogni anno ed i geologi ne hanno scoperto il motivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-monte-everest-sigue-creciendo-un-poco-cada-ano-y-los-cientificos-descubrieron-la-razon-1727779263725_320.jpg" alt="Il monte Everest continua a crescere ogni anno ed i geologi ne hanno scoperto il motivo"></a></article></aside><p>Nel 1998, fu l'alpinista americana <strong>Francys Arsentiev</strong> a perdere la vita durante la discesa dall'Everest. Il suo corpo, rimasto visibile fino al 2007, le valse il soprannome di "Bella addormentata".</p><h2>Con lo scioglimento dei ghiacci, l’Everest svela i suoi corpi e i suoi rifiuti</h2><p>Nel 1999 venne ritrovato anche il corpo di <strong>George Mallory,</strong> l’alpinista britannico scomparso durante un tentativo di scalata della vetta nel 1924. Insieme a lui scomparve l’esploratore <strong>Andrew Comyn Irvine,</strong> il cui corpo non è mai stato ritrovato. <strong>Tuttavia, nel settembre 2024, sono riemersi uno scarpone e un calzino recante la scritta ricamata «A.C. Irvine».</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pourquoi-des-cadavres-d-alpinistes-comme-green-boots-deviennent-des-reperes-sur-l-everest-alpinisme-mort-1791723200265.jpg" data-image="fsidkv01xrw3" alt="Alpinismo." title="Alpinismo."><figcaption>Una scarpa e un calzino, su cui era ricamata la scritta «A.C. Irvine», sono riapparsi a 100 anni dalla scomparsa dell'alpinista Andrew Comyn Irvine.</figcaption></figure><p>Purtroppo, i corpi intrappolati nel ghiaccio non sono le uniche tracce che il riscaldamento globale sta riportando alla luce sull'Everest. <strong>Man mano che i ghiacciai si ritirano, rivelano anche decenni di rifiuti lasciati dalle spedizioni, trasformando il "tetto del mondo" in una vera e propria discarica.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="733570" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-pericoloso-paradosso-dell-everest-caldo-estremo-e-ipotermia-una-combinazione-mortale-che-costringe-gli-scalatori-a.html" title="Il paradosso dell'Everest: caldo estremo e ipotermia, combinazione mortale che costringe gli scalatori a spogliarsi nudi">Il paradosso dell'Everest: caldo estremo e ipotermia, combinazione mortale che costringe gli scalatori a spogliarsi nudi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-pericoloso-paradosso-dell-everest-caldo-estremo-e-ipotermia-una-combinazione-mortale-che-costringe-gli-scalatori-a.html" title="Il paradosso dell'Everest: caldo estremo e ipotermia, combinazione mortale che costringe gli scalatori a spogliarsi nudi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-peligrosa-paradoja-del-everest-calor-extremo-e-hipotermia-combinacion-mortal-que-no-detiene-escaladores-desnudo-paradojico-1759789699851_320.jpg" alt="Il paradosso dell'Everest: caldo estremo e ipotermia, combinazione mortale che costringe gli scalatori a spogliarsi nudi"></a></article></aside><p>Tende, corde, bombole di ossigeno, imballaggi ed escrementi si accumulano sulla montagna, rendendo le operazioni di pulizia particolarmente pericolose in alta quota. <strong>Queste plastiche si disintegrano lentamente, inquinando a lungo termine non solo i paesaggi, ma anche i corsi d'acqua.</strong></p><h3>Riferimenti dell'articolo</h3><p><em>Le Parisien (23/06/2026), <a href="https://www.leparisien.fr/faits-divers/mont-everest-lidentite-de-green-boots-celebre-mort-de-lascension-revelee-avant-une-expedition-pour-recuperer-le-corps-23-06-2026-LKBWJX4QWNH3LKPEZ75ZYT3M7Q.php" target="_blank">Mont Everest : l’identité de « Green Boots », célèbre mort de l’ascension, révélée avant une expédition pour récupérer le corps</a></em></p><p><em>The Independent (02/07/2026), <a href="https://www.independent.co.uk/asia/south-asia/everest-green-boots-body-india-nepal-tibet-dead-b3007345.html" target="_blank">India wants to recover ‘Green Boots’ after 30 years. Here’s why so many of Everest’s dead are left behind</a></em></p><p><em>Science et Avenir (28/05/2023), <a href="https://www.sciencesetavenir.fr/nature-environnement/pollution/plus-de-1-6-tonne-de-dechets-plastiques-retrouves-dans-l-himalaya-lors-d-une-expedition_171623" target="_blank">Plus de 1,6 tonne de déchets plastiques retrouvés dans l'Himalaya lors d'une expédition</a></em></p><ul></ul>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-i-cadaveri-di-alpinisti-come-green-boots-diventano-punti-di-riferimento-sull-everest.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tendenze per il periodo 15-31 ottobre in Italia: previsioni di precipitazioni e temperature secondo Gfs e Ecmwf]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:57:13 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo le piogge, l'anticiclone delle Azzorre riporterà sole e clima mite su gran parte d'Italia, accompagnato da venti di tramontana. Una tregua stabile e gradevole che durerà fino al fine settimana, poi l'incertezza sull'arrivo di nuove perturbazioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbm42v6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbm42v6.jpg" id="xbm42v6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo le fasi instabili e, a tratti, anche perturbate, con temporali intensi che hanno condizionato diverse zone della nostra penisola, nella scorsa settimana, il quadro meteorologico sul Mediterraneo centrale a partire da domani, martedì 13 ottobre, si appresta a un cambiamento sostanziale.</p><p><strong>L'anticiclone delle Azzorre</strong>, infatti, tornerà ad allungarsi con decisione dall'Atlantico verso l'Europa centrale e il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, con un <strong>netto aumento della pressione atmosferica</strong> che<strong>,</strong> respingendo le ultime sacche di instabilità residua, riporterà una fase di stabilità con temperature miti, anche se ben lontane dagli eccessi tipici dell'alta pressione nord-africana. </p><h2>La settimana tra tramontana e ripresa delle temperature</h2><p><strong>Nelle prossime ore </strong>avremo ancora gli strascichi della perturbazione in allontanamento rapido verso est, con locali piogge e rovesci temporaleschi che interesseranno ancora il <strong>medio-basso Adriatico e l'estremo Meridione</strong>. </p><p>A seguire, irromperanno i venti di <strong>T</strong><strong>ramontana </strong>con raffiche particolarmente sostenute al sud, specie <strong>tra Puglia, Calabria e Sicilia orientale</strong>, che renderanno mossi o anche localmente agitati i mari. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf-1791816367686.jpg" data-image="27ojb93fecz4"><figcaption>L'anticiclone delle Azzorre, infatti, tornerà ad allungarsi con decisione dall'Atlantico verso l'Europa centrale e il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, con un netto aumento della pressione atmosferica che, respingendo le ultime sacche di instabilità residua, riporterà una fase di stabilità con temperature miti, anche se ben lontane dagli eccessi tipici dell'alta pressione nord-africana. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Queste correnti fredde produrranno un <strong>temporaneo e sensibile calo termico tra domani, martedì, e dopodomani, mercoledì, </strong>che verrà avvertito <strong>soprattutto lungo il versante Adriatico e sulle aree ioniche</strong>. </p><div class="texto-destacado">Ma già a partire<strong> da metà settimana</strong>, l'alta pressione farà sentire la sua influenza, favorendo un <strong>contesto pienamente soleggiato</strong> da nord a sud, con<strong> temperature massime di nuovo in rialzo</strong>. </div><p>I valori massimi, infatti, inizieranno ad aumentare riportandosi su <strong>valori in linea o anche leggermente superiori alle medie stagionali</strong>, specie sui versanti tirrenici, dove potrebbero essere <strong>diffusamente superati i 20°C</strong>, localmente con punte anche <strong>fino ai 24-25°C</strong>, come nella Capitale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793062" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ci-attende-una-settimana-con-tempo-stabile-e-caldo-poi-arrivera-la-svolta-ecco-quando.html" title="Meteo: ci attende una settimana con tempo stabile e caldo poi arriverà la svolta, ecco quando">Meteo: ci attende una settimana con tempo stabile e caldo poi arriverà la svolta, ecco quando</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ci-attende-una-settimana-con-tempo-stabile-e-caldo-poi-arrivera-la-svolta-ecco-quando.html" title="Meteo: ci attende una settimana con tempo stabile e caldo poi arriverà la svolta, ecco quando"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-modelli-europei-e-gfs-concordano-ci-attende-una-settimana-con-tempo-stabile-e-caldo-poi-arrivera-la-svolta-1791805207714_320.jpg" alt="Meteo: ci attende una settimana con tempo stabile e caldo poi arriverà la svolta, ecco quando"></a></article></aside><p> Tuttavia, di notte e al primo mattino <strong>le minime saranno abbastanza frizzanti</strong> per via dell'inversione termica, che potrebbe anche favorire le foschie nelle valli interne. </p><h2>Una lettura probabilistica: cresce l'incertezza a partire dal fine settimana </h2><p>Fino alla giornata di <strong>venerdì 16 ottobre,</strong> abbiamo <strong>una totale convergenza tra i modelli</strong>, anche per quanto riguarda le proiezioni probabilistiche elaborate con i sistemi <strong>ensemble</strong>. Osservando attentamente i grafici, i consueti spaghetti che riuniscono le diverse corse dei modelli matematici, fino a tale data restano abbastanza uniti, sintomo di una coerenza del segnale sull'evoluzione meteorologica.</p><div class="texto-destacado">Quindi,<strong> fino al 15/16, abbiamo una buona probabilità </strong>che il tempo possa essere <strong>stabile e asciutto su scala nazionale</strong>. Tuttavia, proprio <strong>tra venerdì 16 e sabato 17 ottobre</strong>, i fasci probabilistici di entrambi i modelli iniziano ad allargarsi con una forbice anche marcata, sintomo di una previsione via via più incerta perché più difficile e quindi meno affidabile.</div><p>In questa fase <strong>(fine settimana)</strong>, l'alta pressione mostrerà i primi segni di cedimento lungo i suoi bordi, favorendo <strong>un aumento della copertura nuvolosa e anche il possibile innesco di precipitazioni sparse tra Nord-Ovest, Alto Tirreno e Isole Maggiori</strong>, mentre <strong>il resto del Paese continuerà ad essere prevalentemente soleggiato.</strong></p><h2> Scenari a confronto verso la terza decade di ottobre </h2><p>Addentrandoci perciò nella <strong>prossima settimana</strong>, i due centri di calcolo principali a scala globale iniziano a delineare percorsi un po' divergenti, seppur caratterizzati da una sinottica a livello continentale relativamente simile, ma <strong>con alcune differenze </strong>per quanto riguarda le possibili conseguenze sulla nostra penisola. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf-1791816390914.jpg" data-image="qj4fl34xkphh"><figcaption>Nel fine settimana, l'alta pressione mostrerà i primi segni di cedimento lungo i suoi bordi, favorendo un aumento della copertura nuvolosa e anche il possibile innesco di precipitazioni sparse tra Nord-Ovest, Alto Tirreno e Isole Maggiori, mentre il resto del Paese continuerà ad essere prevalentemente soleggiato. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Tornando a sottolineare che siamo in presenza di <strong>un'incertezza previsionale pronunciata</strong>, che ci allontana, perciò, anche dalla possibilità di fornire una tendenza in qualche modo attendibile, possiamo tentare di descrivere quali potrebbero essere<strong> i diversi scenari attualmente proposti nelle uscite di questa mattina</strong>.</p><p>Il <strong>modello europeo ECMWF</strong> propende verso <strong>l'isolamento di una </strong><strong>depressione di matrice settentrionale, </strong>sviluppata soprattutto in quota che, scivolando<strong> verso sud, fin sui Balcani</strong>, <strong>potrebbe lambire le regioni adriatiche e centro-meridionali</strong>, con l'instabilità concentrata soprattutto al Sud, destinata poi a traslare verso l'Egeo e il Mediterraneo Orientale, mentre il Centro-Nord e l'area tirrenica godrebbero di una maggiore stabilità grazie allo scudo anticiclonico settentrionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793058" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” ">El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno-1791808593418_320.jpeg" alt="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "></a></article></aside><p><strong>Il modello americano GFS</strong>, invece, <strong>ipotizza un posizionamento più settentrionale</strong> del blocco anticiclonico europeo, centrato sul Mare del Nord, che lascerebbe<strong> un corridoio tra la saccatura balcanica e le umide infiltrazioni atlantiche</strong>. </p><p>In questo secondo scenario si verrebbe a creare u<strong>na zona di contrasto tra l'aria fredda in retrogressione verso ovest</strong>, sull'Europa Centrale lungo il bordo meridionale della cellula anticiclonica, <strong>e l'aria umida e mite atlantica che proverebbe ad avanzare verso est. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf-1791816423275.jpg" data-image="55h5lvv8hyln"><figcaption>Addentrandoci perciò nella prossima settimana, i due centri di calcolo principali a scala globale iniziano a delineare percorsi un po' divergenti, seppur caratterizzati da una sinottica a livello continentale relativamente simile che vede l'isolamento di una depressione di matrice settentrionale, sviluppata soprattutto in quota che, scivolando verso sud, fin sui Balcani, potrebbe lambire le regioni adriatiche e centro-meridionali e l'alta pressione elevarsi sull'Europa Centro-settentrionale. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>In questo caso l'<strong>instabilità</strong> tenderebbe ad essere <strong>più diffusa</strong>, innescando una recrudescenza del maltempo al Sud, con possibilità per dei fenomeni anche altrove.</p><div class="texto-destacado">Oltre a tale limite temporale non è il caso di spingersi nemmeno con scenari ipotetici, anche se, paradossalmente, la chiusura della seconda decade e l'apertura della terza potrebbero vedere i due modelli nuovamente allineati. </div><p>Ricordando di <strong>accettare come attendibili solo le previsioni a 5-7 giorni </strong>e le <strong>tendenze </strong>al massimo<strong> fino a 10 giorni</strong>, vi diamo appuntamento ai prossimi aggiornamenti per proiezioni più specifiche e affidabili.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Frangiflutti e barriere soffolte sono davvero utili contro il fenomeno dell'erosione costiera?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/frangiflutti-e-barriere-soffolte-sono-davvero-utili-contro-il-fenomeno-dell-erosione-costiera.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Le nostre coste negli ultimi anni sono state interessate dalla progettazione di diverse barriere e opere di protezione delle coste dalle mareggiate. Ma queste infrastrutture sono veramente utili nel lungo periodo?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/frangiflutti-e-barriere-soffolte-sono-davvero-utili-contro-il-fenomeno-dell-erosione-costiera-1790848229106.jpg" data-image="q5a8pqpn8bhc" alt="Barriere rigide." title="Barriere rigide."><figcaption>Queste strutture operano modificando l'idrodinamica locale, riducendo l'altezza delle onde del 30-50% in condizioni moderate, creando zone di calma dietro di sé dove la sabbia può accumularsi in "salienti", ossia piccoli istmi di spiaggia. </figcaption></figure><p>Le barriere soffolte, note anche come frangiflutti sommersi, sono strutture artificiali poste sott'acqua, parallele alla costa, a una profondità che le rende invisibili dalla spiaggia. Realizzate in massi, calcestruzzo o materiali innovativi come geotessili, il loro scopo è quello di dissipare <strong>l'energia delle onde, </strong>facendole "rompere" al largo prima di raggiungere la riva. </p><p>A differenza delle scogliere emerse, che alterano drasticamente il panorama, queste barriere mantengono un basso impatto visivo, favorendo la balneabilità e il turismo. <strong>In Italia, sono state installate ampiamente dagli anni '90 in regioni come Emilia-Romagna, Veneto e Sicilia,</strong> spesso integrate con ripascimenti sabbiosi. </p><p>Queste strutture operano modificando l'idrodinamica locale, riducendo l'altezza delle onde del 30-50% in condizioni moderate, creando zone di calma dietro di sé dove la sabbia può accumularsi in "salienti", ossia piccoli istmi di spiaggia. </p><h2><strong>Queste barriere sono davvero efficaci?</strong></h2><p>La loro efficacia dipende da fattori come la profondità, la lunghezza e il design. Basta un piccolo errore può trasformarle da alleate in avversarie. Quando sono ben progettate, le barriere soffolte offrono benefici tangibili, riducendo l'erosione costiera in eventi meteorologici ordinari, e proteggendo infrastrutture e habitat costieri senza l'intrusività di muri o pennelli. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>In Thailandia e Indonesia, ad esempio, hanno stabilizzato spiagge erose e persino favorito la rigenerazione di mangrovie, combinando difesa con ripristino ecologico. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Inoltre, possono aumentare la biodiversità, creano habitat per pesci e invertebrati, trasformando una struttura ingegneristica in un'oasi marina per molte specie di animali marini. Alcuni studi mostrano che, <strong>in combinazione con frequenti ripascimenti,</strong> possono fornire una protezione duratura, dissipando fino al 97% dell'energia delle onde, simile ai coralli naturali. </p><h2><strong>Cosa avviene nel lungo periodo?</strong></h2><p>Tuttavia, nel medio-lungo termine, dopo 10-20 anni dalla loro installazione, queste barriere spesso spostano il problema anziché risolverlo. Alterando il trasporto litoraneo dei sedimenti, creano accumuli locali, ma accelerano l'erosione ai lati (effetto "downdrift"), <strong>formando irregolarità lungo la costa. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>In Italia, monitoraggi post-installazione in Emilia-Romagna rivelano che molte barriere hanno perso efficacia a causa dell'interramento con sabbia e alghe, richiedendo costosi interventi di manutenzione che spesso i comuni non possono sostenere. </strong></div><p>Inoltre, durante eventi estremi, come le mareggiate prodotte dal <strong>ciclone Harry</strong> fra Sicilia e Calabria, le onde passano sopra senza essere attenuate, offrendo poca protezione proprio quando serve di più. Valutazioni costi-benefici spesso rivelano che, senza integrazioni, causano più danni ambientali e economici di quanto prevengano. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/frangiflutti-e-barriere-soffolte-sono-davvero-utili-contro-il-fenomeno-dell-erosione-costiera-1790848273452.jpg" data-image="kxdphp2dgzuk" alt="Barriere rigide." title="Barriere rigide."><figcaption>In Italia, monitoraggi post-installazione in Emilia-Romagna rivelano che molte barriere hanno perso efficacia a causa dell'interramento con sabbia e alghe, richiedendo costosi interventi di manutenzione che spesso i comuni non possono sostenere. </figcaption></figure><p>In Italia, il Piano Costa dell'Emilia-Romagna del 1981 già avvertiva sui limiti delle opere rigide, preferendo approcci più morbidi e naturali come il ripascimento. </p><h2><strong>Le alternative sostenibili</strong></h2><p>Per mitigare i rischi, esperti raccomandano di combinare barriere soffolte con ripascimenti periodici e gestione a scala di litoranea, considerando l'intero sistema costiero, senza gli interventi mirati e localizzati. </p><p>Inoltre, negli ultimi anni, sono allo studio delle soluzioni ibride, vedi i <strong>reef artificiali permeabili,</strong> che riducono impatti ecologici e promuovono la biodiversità. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="699842" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-importanza-delle-dune-nelle-spiagge-un-baluardo-naturale-per-difendere-le-coste-dall-erosione-costiera.html" title="L'importanza delle dune nelle spiagge, un baluardo naturale per difendere le coste dall'erosione costiera">L'importanza delle dune nelle spiagge, un baluardo naturale per difendere le coste dall'erosione costiera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-importanza-delle-dune-nelle-spiagge-un-baluardo-naturale-per-difendere-le-coste-dall-erosione-costiera.html" title="L'importanza delle dune nelle spiagge, un baluardo naturale per difendere le coste dall'erosione costiera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-importanza-delle-dune-nelle-spiagge-un-baluardo-naturale-per-difendere-le-coste-dall-erosione-costiera-1741086156574_320.jpg" alt="L'importanza delle dune nelle spiagge, un baluardo naturale per difendere le coste dall'erosione costiera"></a></article></aside><p>In ultima analisi, prevenire l'erosione richiede azioni globali, come la riduzione delle emissioni globali di gas serra che alimentano il cambiamento climatico, e gestire i fiumi per mantenere il flusso di sedimenti verso il mare.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/frangiflutti-e-barriere-soffolte-sono-davvero-utili-contro-il-fenomeno-dell-erosione-costiera.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 13:22:05 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Continuano le speculazioni sugli impatti de El Niño sul prossimo inverno in Italia. Veramente il vortice polare si dividerà portando irruzioni di gelo e neve? Ecco cosa dice la letteratura scientifica.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno-1791808593418.jpeg" data-image="cakjhofrao58"><figcaption>Vedremo spazzaneve in azione e accumuli di neve straordinari anche in pianura nel prossimo inverno a causa de El Niño? Facciamo chiarezza a seguire sulle teleconnessioni.</figcaption></figure><p>El <strong>Niño è in piena attività</strong> nell’oceano Pacifico.<strong> Gli impatti sono già evidenti su tutto il continente centro sud americano</strong>, con conseguenze non sono solo meteo ma anche nel sistema agroalimentare e della pesca. <strong>Il Perù per esempio sta subendo un crollo della pesca di acciughe</strong>, mentre viceversa aumentano le catture di calamari giganti.</p><p>In <strong>Europa ancora non si osservano teleconnessioni significative</strong>, vuoi per la distanza dal fenomeno ENSO vuoi per gli effetti ritardati. Si continua però a fare un <strong>gran parlare del suo possibile impatto nell’inverno</strong>. Torniamo sull’argomento con un nuovo approfondimento su El Niño e vortice polare</p><h2>Super El Niño: situazione aggiornata e previsioni</h2><p>Impressionante il diagramma dell’evoluzione giornaliera della temperatura superficiale del mare nel 2026. Nel grafico aggiornato quotidianamente da Climate Reanalyzer su dati NOAA OISST <strong>si nota una temperatura marina di 30°C nella fascia di oceano detta Niño 3.4</strong> (coordinate 5°S-5°N, 120-170°W). Un valore da record storico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno-1791808801272.jpg" data-image="984ntm2rgqy5"><figcaption>Anomalie della temperatura superficiale del mare dell'8 ottobre 2026. Fonte: NOAA Coral Reef.</figcaption></figure><p>Riguardo le previsioni,<strong> il plume di ECMWF indica il picco di anomalia a dicembre, </strong>con valori compresi fra +3 e +3.6°C sopra la media nella zona Niño 3.4, poi inizierà un lento calo dell’anomalia di SST. </p><p>Pur con una certa dispersione dei membri <strong>almeno fino ad aprile 2027 permarranno condizioni di ENSO positivo</strong>. <br>Ancora più impressionante la previsione IRI Columbia University, il cui plume indica membri anche fra +4 e +5°C.</p><h2>Dal Pacifico alla stratosfera: una tele connessione sorprendente.</h2><p>Ampia e <strong>complessa la bibliografia sulle ripercussioni di El Nino sulla stratosfera. </strong>Fra i riferimenti principali, <strong>Domeisen et al è il riferimento principale per lo studio dei meccanismi dalla circolazione tropicale e della propagazione delle onde</strong> alla stratosfera. </p><p>Altro studio di riferimento, <strong>Ineson e altri</strong> mostrano mediante esperimenti modellistici una via di collegamento dal Pacifico all’Europa attraverso la stratosfera. Ricordiamo che<strong> tutto è connesso nel sistema climatico terrestre.</strong> Il dubbio non è se ci sono connessioni fra ENSO e stratosfera, ma come avvengono. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il dubbio non è se ci sono connessioni fra ENSO e stratosfera, ma come avvengono.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><br>Uno degli effetti de <strong>El Niño è la modifica della convezione tropicale e della circolazione di Walker.</strong> La conseguenza ulteriore è l’alterazione delle onde di Rossby e della circolazione sul Pacifico settentrionale.<strong> Gli impatti sugli USA occidentali sono noti</strong>: ad esempio inverni più caldi e secchi e<strong> minori precipitazioni nevose nelle Montagne Rocciose </strong>settentrionali.<strong> In Canada comporta inverni più miti, meno neve,</strong> disgelo anticipato, aumento del rischio di gravi incendi boschivi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788883" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'">Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: "chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione-1789500722596_320.jpeg" alt="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"></a></article></aside><p>Le modifiche della circolazione in inverno possono favorire una maggiore propagazione di onde planetarie verso la stratosfera, con possibile rallentamento del vortice polare e riscaldamento stratosferico. </p><h2>Le variabili nascoste che possono cambiare tutto</h2><p>Un <strong>riscaldamento stratosferico, ammesso che avvenga, non è condizione sufficiente</strong> per stabilire se ci sarà dopo alcune settimane una ondata di gelo in Europa occidentale e Mediterraneo, Italia compresa. <strong>L’irruzione può infatti dirigersi ovunque, </strong>in Asia centra o in Usa orientale, o in pieno Atlantico, innescando per opposto uno scambio meridiano con aria calda verso l’Italia, Spagna e Francia. <strong>El Niño poi non agisce da solo.</strong> </p><div class="texto-destacado">La sua influenza si ripercuote su una atmosfera comunque in sua grande variabilità intrinseca sul comparto Euro-Atlantico. Il segnale proveniente dal Pacifico viene di conseguenza smorzato. Storicamente non tutti gli eventi di ENSO producono le stesse teleconnessioni. <br></div><p>Correnti a getto, onde planetarie e blocchi anticiclonici possono posizionarsi in modi diverso anche senza El Niño. Anche con ingredienti apparentemente favorevoli a un vortice debole, <strong>gli effetti sull’Europa possono essere diversi da quelli attesi</strong> o poco riconoscibili.</p><h2>Inverno 2026-2027: cosa sappiamo veramente</h2><p>E qua veniamo alle dolenti note, almeno per chi spera in un inverno gelido e nevoso. <strong>Le mappe stagionali ECMWF mostrano anomalie di temperatura attorno a +1°C </strong>sul periodo 1996-2015. Vi sono però s<strong>egnali di precipitazioni sopra media in Europa occidentale,</strong> Francia, Spagna e nord Italia. Sotto la media invece le piogge nel Mediterraneo meridionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792412" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-pacifico-batte-un-record-storico-la-temperatura-del-mare-supera-i-30-c-per-la-prima-volta-nella-regione-nino.html" title="Il Pacifico batte un record storico: la temperatura del mare supera i 30°C per la prima volta nella regione Niño 3.4">Il Pacifico batte un record storico: la temperatura del mare supera i 30°C per la prima volta nella regione Niño 3.4</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-pacifico-batte-un-record-storico-la-temperatura-del-mare-supera-i-30-c-per-la-prima-volta-nella-regione-nino.html" title="Il Pacifico batte un record storico: la temperatura del mare supera i 30°C per la prima volta nella regione Niño 3.4"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-pacifico-rompe-un-record-historico-la-temperatura-del-mar-supero-por-primera-vez-los-30-c-en-la-region-nino-1791391403804_320.jpg" alt="Il Pacifico batte un record storico: la temperatura del mare supera i 30°C per la prima volta nella regione Niño 3.4"></a></article></aside><p>Più in dettaglio <strong>le mappe mensili elaborate da Meteored su base dati ECMWF indicano un dicembre veramente mite</strong>, fra +1.5°C e +2°C più caldo della media in tutta Italia con picco fra 2 e 2.5°C fra Emilia Romagna e Toscana.<strong> L’anomalia precipitativa vede picchi sopra media in Liguria e Prealpi</strong>, il che fa pensare a flussi zonali molto miti. Miti in tutta Italia e umidi al nord e parte del centro anche gennaio e febbraio.</p><p>Poi, se in questo quadro <strong>ci scappa a sorpresa una breve ma intensa irruzione fredda, </strong>magari con una copiosa nevicata in pianura al nord come manca da anni, non possiamo certo saperlo ora. Solo le previsioni operative potranno annunciare questa che non è una previsione ma una… speranza!</p><h3><em>Bibliografia scientifica</em></h3><p><em>Domeisen, D. I. V., Garfinkel, C. I. & Butler, A. H. (2019). The Teleconnection of El Niño Southern Oscillation to the Stratosphere. Reviews of Geophysics, 57, 5–47.<br>DOI: 10.1029/2018RG000596<br></em> <em><br>Ineson, S. & Scaife, A. A. (2009). The role of the stratosphere in the European climate response to El Niño. Nature Geoscience, 2, 32–36.<br>DOI: 10.1038/ngeo381</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item></channel></rss>