<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Thu, 15 Oct 2026 20:40:13 +0000</lastBuildDate><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 20:40:13 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Meteo, l'anticiclone si sposta a Nord e apre la strada al maltempo: la tendenza per la prossima settimana]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-anticiclone-si-sposta-a-nord-e-apre-la-strada-al-maltempo-la-tendenza-per-la-prossima-settimana.html</link><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 16:34:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una circolazione complessa vedrà l'Europa contesa tra anticicloni anomali e insidiose gocce fredde verso il Mediterraneo. L'Italia affronterà fasi perturbate e temporali a più riprese, con temperature tipicamente autunnali, all'interno di un quadro evolutivo ancora fortemente incerto e dinamico.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbnv9s2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbnv9s2.jpg" id="xbnv9s2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La <strong>prossima settimana</strong>, sull'Europa, sarà caratterizzata da una<strong> situazione meteorologica abbastanza complessa</strong>, in cui diverse figure atmosferiche si confronteranno con dinamiche relativamente inusuali e con conseguenze variegate sui diversi settori continentali. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Sul bacino occidentale del Mar Mediterraneo</strong> la pressione atmosferica tenderà a diminuire, con uno spostamento dell'<strong>anticiclone atlantico verso nord</strong>, che tenderà ad insediarsi nuovamente <strong>tra Penisola Scandinava, Russia ed Europa orientale</strong>.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questa disposizione favorirà la <strong>discesa di gocce fredde verso sud</strong> che, scorrendo sui bordi della cellula anticiclonica, proveranno a raggiungere il Mediterraneo sia da nord-nordest, che da ovest-nordovest.</p><h2>Inizio di settimana incerto sulla scia del weekend</h2><p><strong>La settimana </strong>inizierà con gli effetti residui della circolazione atmosferica che avrà dominato il fine settimana, quello del 17 e 18 ottobre, in cui<strong> l'area depressionaria presente sul bacino occidentale del Mediterraneo</strong>, dopo aver ricevuto il contributo fresco ed umido atlantico, ad opera di una corposa goccia fredda in arrivo dalla Francia, <strong>proverà a raggiungere l'Italia. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorologo-italiano-avverte-credo-che-la-sardegna-sara-interessata-da-una-grande-massa-d-aria-calda-a-partire-dal-1792076519356.jpg" data-image="9fusa00vhpjo"><figcaption>Situazione prevista per domenica con la fase di maltempo, soprattutto al Nord (sul Nord-Ovest) e sulla Sardegna, in parte sulla Sicilia . ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Il tentativo dovrebbe riuscire, ma in due tempi successivi</strong>. Infatti, domenica i corpi nuvolosi in risalita da sud, con associati rovesci e temporali, riusciranno ad interessare<strong> soprattutto il Nord-Ovest e la Sardegna</strong>, con un possibile coinvolgimento della Toscana, e in forma minore di Umbria e Lazio. Contemporaneamente, una circolazione secondaria porterà delle precipitazioni sulla Sicilia e sulla Calabria. </p><h2>Prosieguo di settimana movimentato</h2><p>Dopo un <strong>temporaneo arretramento verso ovest</strong>, prodotto da un cuneo anticiclonico, <strong>tra martedì 20 e mercoledì 21</strong>, <strong>il secondo tentativo</strong> dovrebbe andare a segno, con <strong>il minimo depressionario in veloce trasferimento da ovest verso est</strong>, che dovrebbe riuscire a coinvolgere parte dell'Italia. </p><p><strong>In questa fase</strong>, ad agevolare il transito del sistema perturbato, sarà la provvidenziale <strong>spinta delle correnti atlantiche</strong>, accelerate verso est dalla corrente a getto in pieno atlantico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793058" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” ">El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno-1791808593418_320.jpeg" alt="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "></a></article></aside><p>Getto che poi,<strong> in una fase successiva</strong>, punterà verso sud, dalle Isole Britanniche verso la Penisola Iberica, producendo l<strong>a discesa di una saccatura nordatlantica</strong> che potrebbe infilarsi verso sud, andando a "rilasciare" (cut-off) <strong>una nuova goccia fredda verso il Mediterraneo Occidentale.</strong></p><h2>Seconda parte di settimana dall'esito incerto </h2><p><strong>Giovedì 22</strong>, probabilmente, sarà una giornata d'attesa, anche se dal<strong> tempo ancora localmente incerto</strong>, con la perturbazione precedente in allontanamento verso nordest e la depressione in approfondimento, che si avvicinerà da ovest. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorologo-italiano-avverte-credo-che-la-sardegna-sara-interessata-da-una-grande-massa-d-aria-calda-a-partire-dal-1792076540680.jpg" data-image="y52cid8a2htp"><figcaption>Nella fase successiva, ad agevolare il transito del sistema perturbato, sarà la provvidenziale spinta delle correnti atlantiche, accelerate verso est dalla corrente a getto in pieno atlantico. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Tuttavia, anche <strong>la dinamica evolutiva di questa depressione</strong> (inizialmente come goccia fredda e, quindi, sviluppata soprattutto in quota)<strong> risulta molto incerta</strong>. D'altronde, questa è una <strong>caratteristica tipica delle gocce fredde</strong>, legate a dinamiche complesse e molto instabili, con possibili <strong>spostamenti improvvisi e quasi imprevedibili.</strong></p><p>L'ipotesi suggerita dal modello americano,<strong> GFS, vede la depressione</strong> poter interessare l'Italia <strong>anche nei giorni successivi</strong> (sabato), con una successiva fuga del sistema verso il Nord-Africa (domenica).</p><h2>Regime termico autunnale o leggermente più caldo</h2><p>Va detto che, dal punto di vista termico, <strong>lo scenario non vede l'arrivo di aria fredda o particolarmente calda </strong>nel corso di questa evoluzione. Di conseguenza le temperature non dovrebbero discostarsi troppo dalle<strong> medie caratteristiche del periodo</strong>, con possibili oscillazioni, quindi <strong>cali termici nel corso delle fasi di maltempo e recuperi durante le fasi più stabili</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793507" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/alessio-colella-analizza-le-conseguenze-dello-scontro-tra-masse-d-aria-sull-italia-per-domenica.html" title="Alessio Colella analizza le conseguenze dello scontro tra masse d'aria sull'Italia per domenica 18">Alessio Colella analizza le conseguenze dello scontro tra masse d'aria sull'Italia per domenica 18</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/alessio-colella-analizza-le-conseguenze-dello-scontro-tra-masse-d-aria-sull-italia-per-domenica.html" title="Alessio Colella analizza le conseguenze dello scontro tra masse d'aria sull'Italia per domenica 18"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alessio-colella-analizza-le-conseguenze-dello-scontro-tra-masse-d-aria-sull-italia-per-domenica-1792060668572_320.jpg" alt="Alessio Colella analizza le conseguenze dello scontro tra masse d'aria sull'Italia per domenica 18"></a></article></aside><p>La mancanza di un cielo completamente sereno dovrebbe tornare a<strong> limitare l'escursione termica tra giorno e notte</strong>. Ma, in generale, l'andamento termico dovrebbe mantenersi <strong>poco distante dalle medie caratteristiche per la stagione o leggermente superiore</strong>, come indicato dalla media ensemble.</p><h2>Imprevedibilità e scarsa attendibilità degli scenari</h2><p><strong> Le gocce fredde sono dei vortici di aria relativamente fredda che si isolano dal flusso depressionario principale d'alta quota</strong>, muovendosi senza una guida lineare precisa. </p><div class="texto-destacado">Questa <strong>traiettoria erratica</strong> rende difficile localizzare dove l'aria si muoverà e dove i contrasti termici potranno intensificarsi e generare temporali (anche intensi e semistazionari), ma in generale circoscritti. </div><p>L'<strong>attuale circolazione atmosferica</strong> sul nostro continente vede la continua formazione di gocce fredde in separazione dal flusso principale, il che rende la previsione, anche solo di tendenza, o la <strong>valutazione di possibili scenari estremamente difficile e quindi anche inaffidabile</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793508" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-quando-torna-la-pioggia-al-nord-il-peggioramento-nel-weekend-possibili-accumuli-fino-a-80mm.html" title="Meteo, quando torna la pioggia al Nord? Il peggioramento nel weekend, possibili accumuli fino a 80mm">Meteo, quando torna la pioggia al Nord? Il peggioramento nel weekend, possibili accumuli fino a 80mm</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-quando-torna-la-pioggia-al-nord-il-peggioramento-nel-weekend-possibili-accumuli-fino-a-80mm.html" title="Meteo, quando torna la pioggia al Nord? Il peggioramento nel weekend, possibili accumuli fino a 80mm"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-quando-torna-la-pioggia-al-nord-il-peggioramento-nel-weekend-possibili-accumuli-fino-a-80mm-1792072006481_320.png" alt="Meteo, quando torna la pioggia al Nord? Il peggioramento nel weekend, possibili accumuli fino a 80mm"></a></article></aside><p>Vi invitiamo, perciò, a prendere le informazioni discusse in questo articolo come una valutazione di massima e a <strong>restare aggiornati</strong> per ricevere <strong>informazioni più precise ed affidabili man mano che ci si avvicinerà all'evento</strong>. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-anticiclone-si-sposta-a-nord-e-apre-la-strada-al-maltempo-la-tendenza-per-la-prossima-settimana.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fiera del Tartufo Bianco d’Alba 2026: cosa vedere nel weekend del 17 e 18 ottobre, orari ed eventi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/fiera-del-tartufo-bianco-d-alba-2026-cosa-vedere-nel-weekend-del-17-e-18-ottobre-orari-ed-eventi.html</link><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Torna anche per l'autunno 2026 la grande Fiera del Tartufo Bianco d’Alba, un evento che celebra una delle più autentiche specialità della gastronomia italiana. Ecco quali sono gli eventi in calendario per il weekend del 17 e 18 ottobre</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/fiera-del-tartufo-bianco-d-alba-2026-cosa-vedere-nel-weekend-del-17-e-18-ottobre-orari-ed-eventi-1792061098927.jpg" data-image="7wstsmbeirs0" alt="Fiera del Tertufo Bianco di Alba" title="Fiera del Tertufo Bianco di Alba"><figcaption>Il tartufo bianco di Alba è uno dei più pregiati al mondo, protagonista della fiera che attira migliaia di visitatori</figcaption></figure><p>La <strong>Fiera del Tartufo Bianco d'Alba</strong> è il grande evento annuale che si svolge dal 10 ottobre 2026 al 6 dicembre 2026.</p><p>Il tartufo bianco è un <strong>fungo ipogeo</strong> e non un tubero come molti credono. Cresce sotto terra, da pochi centimetri di profondità a più di un metro. È un frutto che ama i terreni argillosi e soprattutto le tipiche temperature autunnali del Piemonte, tra i 15°C e i 18°C.</p><div class="texto-destacado">In Piemonte la combinazione perfetta tra terreno, clima e umidità favorisce la qualità dei tartufi che si possono trovare tra i boschi di nocciolo e faggio, di pioppo e rovere, tra i suggestivi paesaggi delle Langhe.</div><p>I tartufi bianchi, però, sono anche parte di una tradizione quasi <strong>secolare</strong>. Nel 2026 la Fiera del Tartufo Bianco d’Alba arriva alla sua <strong>novantaseiesima </strong>edizione, confermandosi come uno degli eventi più prestigiosi al mondo. </p><h2>Il tartufo bianco di Alba e le "Autentiche Relazioni" col territorio</h2><p>Il tema della fiera del 2026 è <strong>Autentiche Relazioni</strong>, per sottolineare come il tartufo bianco di Alba non sia solo un prodotto destinato alle cucine di lusso, né la fiera un evento solo per esperti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fiera-del-tartufo-bianco-d-alba-2026-cosa-vedere-nel-weekend-del-17-e-18-ottobre-orari-ed-eventi-1792061175480.jpg" data-image="5bxrdfj6678v" alt="Tartufo Alba" title="Tartufo Alba"><figcaption>I cani sono i più preziosi alleati dei cercatori di tartufi</figcaption></figure><p>Nonostante la sua vocazione internazionale che attira un pubblico di intenditori da tutto il mondo, la Fiera rimane un evento profondamente legato alla <strong>cultura </strong>del territorio. </p><p>Il suo scopo è mettere in risalto il rapporto, appunto autentico, tra la comunità e la terra delle Langhe, dove i visitatori possono ammirare i favolosi paesaggi autunnali, scoprire tesori d'arte e gustare molte altre prelibatezze, dai celebri <strong>vini </strong>ai <strong>formaggi</strong>, dai <strong>salumi </strong>alle altrettanto celebri <strong>nocciole</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="731767" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-festa-del-tesoro-piu-prezioso-d-autunno-come-un-microclima-perfetto-ha-dato-vita-alla-fiera-di-alba.html" title="La festa del tesoro più prezioso d'autunno: come un microclima perfetto ha dato vita alla Fiera di Alba">La festa del tesoro più prezioso d'autunno: come un microclima perfetto ha dato vita alla Fiera di Alba</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-festa-del-tesoro-piu-prezioso-d-autunno-come-un-microclima-perfetto-ha-dato-vita-alla-fiera-di-alba.html" title="La festa del tesoro più prezioso d'autunno: come un microclima perfetto ha dato vita alla Fiera di Alba"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-festa-del-tesoro-piu-prezioso-d-autunno-come-un-microclima-perfetto-ha-dato-vita-alla-fiera-di-alba-1759085972089_320.jpg" alt="La festa del tesoro più prezioso d'autunno: come un microclima perfetto ha dato vita alla Fiera di Alba"></a></article></aside><p>La Fiera del Tartufo Bianco di Alba, infatti, ha un programma sempre ricco e rivolto proprio a <strong>tutti</strong>, esperti o curiosi, adulti o bambini. La maggior parte degli eventi si svolge anche <strong>in caso di pioggia.</strong></p><p>Scopriamo quindi cosa c’è in calendario per il weekend del 17 e 18 ottobre 2026.</p><h2>Fiera del Tartufo Bianco d'Alba: sabato 17 ottobre 2026</h2><ul><li><strong>Pranzo della tradizione:</strong> dalle ore 13:00 al Taste Lab del Castello di Roddi.</li><li><strong>Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d'Alba: </strong>è il cuore dell’evento, dove comprare e degustare i tartufi di qualità garantita. Ore 9:30-19:30 nel Cortile della Maddalena.</li><li><strong>Baccanale dei Borghi</strong>: rievocazioni storiche per vivere le atmosfere del Medioevo, tra figuranti, giochi e street food. Ore 18:00-24:00 ad Alba.</li><li><strong>Cooking show e aperitivi d'eccellenza:</strong> ore 11:00 (Chef Andrea Incerti Vezzani) e ore 18:00 (Chef Gianluca Renzi) nella Sala Beppe Fenoglio.</li><li><strong>Laboratori del gusto e analisi sensoriale: </strong>diverse esperienze immersive per divertirsi ad imparare a valutare i sapori dei tartufi e dei vini e a preparare la pasta fresca tradizionae. A partire dalle ore 11:00 fino alle 17:00, in varie locations.<br></li></ul><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="735506" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-vero-cercatore-di-tartufi-non-guarda-a-terra-ma-al-cielo-perche-il-tesoro-piu-prezioso-dipende-dal-meteo.html" title="Il vero cercatore di tartufi non guarda a terra, ma al cielo: perché il tesoro più prezioso dipende dal meteo">Il vero cercatore di tartufi non guarda a terra, ma al cielo: perché il tesoro più prezioso dipende dal meteo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-vero-cercatore-di-tartufi-non-guarda-a-terra-ma-al-cielo-perche-il-tesoro-piu-prezioso-dipende-dal-meteo.html" title="Il vero cercatore di tartufi non guarda a terra, ma al cielo: perché il tesoro più prezioso dipende dal meteo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-vero-cercatore-di-tartufi-non-guarda-a-terra-ma-al-cielo-perche-il-tesoro-piu-prezioso-dipende-dal-meteo-1761125143484_320.jpg" alt="Il vero cercatore di tartufi non guarda a terra, ma al cielo: perché il tesoro più prezioso dipende dal meteo"></a></article></aside><ul><li><strong>Alba Truffle Bimbi</strong>: uno spazio di gioco e scoperta interamente dedicato ai bambini, nel Cortile della Maddalena.</li><li><strong>Mercato della Terra di Alba Langhe e Roero</strong>: un mercato tutto dedicato allo slow food e ai prodotti locali. Dalle 09:00 alle 13:00 in Piazza Pertinace.</li></ul><h2>Fiera del Tartufo Bianco d'Alba: domenica 18 ottobre 2026</h2><ul><li><strong>Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d'Alba: </strong>torna anche domenica il grande mercato che attira compratori da tutto il mondo. Ore 9:30-19:30 nel Cortile della Maddalena.</li><li><strong>Baccanale dei Borghi:</strong> le rievocazioni storiche sono previste anche di domenica e anche in caso di maltempo. Ore 10:00-19:00 ad Alba.</li><li><strong>Cooking Show e aperitivi di eccellenza: </strong>ore 11:00 (Chef Andrea Incerti Vezzani) e ore 18:00 (chef Giorgia Ceccato) Cortile della Maddalena / Sala Beppe Fenoglio. </li><li><strong>Laboratori del gusto e analisi sensoriale:</strong> i protagonisti dei diversi appuntamenti sono il Nebbiolo e i sapori del Roero, oltre, naturalmente al tartufo bianco. Dalle 11:00 alle 17:00 </li></ul><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677483" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/funghi-commestibili-in-italia-una-piccola-guida-per-conoscere-meglio-questi-pregiati-abitanti-del-bosco.html" title="Funghi commestibili in Italia: una piccola guida per conoscere meglio questi pregiati abitanti del bosco">Funghi commestibili in Italia: una piccola guida per conoscere meglio questi pregiati abitanti del bosco</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/funghi-commestibili-in-italia-una-piccola-guida-per-conoscere-meglio-questi-pregiati-abitanti-del-bosco.html" title="Funghi commestibili in Italia: una piccola guida per conoscere meglio questi pregiati abitanti del bosco"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/funghi-commestibili-in-italia-una-piccola-guida-per-conoscere-meglio-questi-pregiati-abitanti-del-bosco-1728395990134_320.jpeg" alt="Funghi commestibili in Italia: una piccola guida per conoscere meglio questi pregiati abitanti del bosco"></a></article></aside><ul><li><strong>Alba Truffle Bimbi</strong>: torna lo spazio interamente dedicato ai bambini, nel Cortile della Maddalena.</li><li><strong>Mercato della Terra Slow Food</strong>: un mercato tutto dedicato ai prodotti locali. Dalle 09:00 alle 20:00 in Piazza Pertinace.</li><li><strong>Mercato dei produttori agricoli di Terra Viva</strong>: Alba ospita anche il mercato organizzato dall’associazione di liberi produttori agricoli. Dalle 9.30 alle 19.30 - Piazzetta Costanzo Bubbio.</li></ul><h2><br>Le altre attività</h2><p>Gli eventi principali della Fiera del Tartufo Bianco d'Alba si concentrano nei weekend, ma anche nel <strong>resto della settimana</strong> c’è tanto da fare e da vedere. I <strong>boschi </strong>della regione in autunno si tingono di <strong>colori </strong>meravigliosi e già da soli varrebbero una visita.</p><p><strong>Alba Sotterranea e Alba Walking Tour</strong>, poi, sono le passeggiate guidate per conoscere le bellezze storiche e artistiche della città, oltre la sua rinomata cucina. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fiera-del-tartufo-bianco-d-alba-2026-cosa-vedere-nel-weekend-del-17-e-18-ottobre-orari-ed-eventi-1792061243319.jpg" data-image="k31hpa47ttrg" alt="Tartufo bianco Alba" title="Tartufo bianco Alba"><figcaption>Le atmosfere sognanti delle Langhe in autunno, tra boschi e vigneti</figcaption></figure><p>A ottobre e novembre (incluso il giorno 1)<strong> il museo Diocesano </strong><strong>MUDI </strong>sarà aperto dal martedì al venerdì dalle 15.00 alle 18.00 e il sabato e la domenica dalle 11.00 alle 18.30 con orario continuato. </p><p>Per le famiglie, ma non solo, c’è anche una divertente attività didattica. <br><strong>Caccia all’indizio per le vie della città</strong> è un gioco per tutti da svolgere in autonomia grazie ad un apposito kit fornito dall’organizzazione. Si può partecipare nelle seguenti fasce orarie: venerdì 14.30 - 17.30. sabato e domenica 10:00 - 13:00 e 14.30 - 18.30. lunedì 10:00 - 13:00 - Chiesa di San Giuseppe.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789886" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pensavi-che-i-fiori-sparissero-con-l-estate-questi-4-arbusti-fioriscono-in-autunno.html" title="Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? Questi 4 arbusti fioriscono in autunno">Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? Questi 4 arbusti fioriscono in autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pensavi-che-i-fiori-sparissero-con-l-estate-questi-4-arbusti-fioriscono-in-autunno.html" title="Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? Questi 4 arbusti fioriscono in autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/did-you-think-flowers-disappeared-with-summer-these-4-shrubs-bloom-in-fall-1790025292902_320.jpg" alt="Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? Questi 4 arbusti fioriscono in autunno"></a></article></aside><p><strong>Fiuto Creativo </strong>è invece la mostra che racconta la creatività che accompagna la fiera da nove anni. Presso Cortile della Maddalena / Sala Analisi Sensoriale del MUDET, dal lunedì al venerdì 10:30–18:00 e sabato e domenica 10:30–19:00. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/fiera-del-tartufo-bianco-d-alba-2026-cosa-vedere-nel-weekend-del-17-e-18-ottobre-orari-ed-eventi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dalla prossima settimana si scatenerà il maltempo al Sud Italia: ecco le 3 regioni a rischio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalla-prossima-settimana-si-scatenera-il-maltempo-al-sud-italia-ecco-le-3-regioni-a-rischio.html</link><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 15:15:27 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dalla prossima settimana il maltempo potrebbe colpire in modo duro e pesante, causando anche delle criticità. Ecco quali saranno le regioni maggiormente interessate dal rischio nubifragi.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbnuy4e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbnuy4e.jpg" id="xbnuy4e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Come scritto da giorni il tempo sull’Europa è dominato da un vasto promontorio anticiclonico, pronto a posizionarsi sull’Europa centro-settentrionale. E’ vero che l’anticiclone di solito è sinonimo di stabilità e bel tempo.</p><div class="texto-destacado">Ma quando si colloca a nord delle Alpi e si estende verso il centro del continente, spesso diventa il principale responsabile di un deciso peggioramento sulle regioni meridionali italiane. </div><p>Il contrasto barico che si crea è alla base di uno schema meteorologico ricorrente nel Mediterraneo, con correnti umide e calde di Scirocco richiamate verso nord, interazione con una goccia fredda in arrivo dalla Penisola Iberica e conseguente innesco di <strong>piogge intense e temporali, soprattutto tra Sardegna, Sicilia e versanti ionici.</strong></p><h2><strong>Il ruolo dell’anticiclone settentrionale</strong></h2><p>Quando un’area di alta pressione si consolida sull’Europa centro-settentrionale, blocca o rallenta il normale flusso zonale delle perturbazioni atlantiche. Le depressioni che tentano di muoversi da ovest vengono deviate verso sud oppure restano isolate sotto forma di <strong>“gocce fredde” (cut-off) in quota.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dalla-prossima-settimana-si-scatenera-il-maltempo-al-sud-italia-ecco-le-3-regioni-a-rischio-1792076845472.jpg" data-image="8fuwoqy8kig2" alt="Anticiclone." title="Anticiclone."><figcaption>Il vasto anticiclone che si andrà ad isolare nel cuore dell'Europa.</figcaption></figure><p>Questo scenario favorisce l’afflusso di aria caldo-umida di origine nordafricana o mediterranea meridionale verso le nostre latitudini. Le correnti di scirocco, spinte verso nord dalla differenza di pressione tra l’anticiclone settentrionale e la depressione in formazione a sud-ovest<strong>, trasportano grandi quantità di umidità.</strong></p><p>Quando queste masse d’aria incontrano i rilievi della Sardegna o Sicilia orientale, della Calabria e della Basilicata ionica, oppure convergono con aria più fresca in quota, <strong>l’instabilità aumenta rapidamente, causando maltempo.</strong></p><h2><strong>La goccia fredda dalla Spagna e l’innesco del maltempo</strong></h2><p>Nella configurazione prevista per l’inizio della prossima settimana, una goccia fredda in quota in arrivo dalla Spagna andrà ad approfondire un minimo depressionario sul Mediterraneo occidentale. </p><div class="texto-destacado">Questo minimo, interagente con l’anticiclone più a nord, rafforzerà ulteriormente il richiamo di Scirocco. </div><p>Già nelle prime fasi della settimana, Sardegna e Sicilia potranno essere interessate da piogge intense e temporali, localmente a carattere di rovescio, <strong>con accumuli significativi soprattutto sui settori esposti alle correnti umide.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dalla-prossima-settimana-si-scatenera-il-maltempo-al-sud-italia-ecco-le-3-regioni-a-rischio-1792076911334.jpg" data-image="psfwkfxp2088" alt="Temporali." title="Temporali."><figcaption>Già nelle prime fasi della settimana, Sardegna e Sicilia potranno essere interessate da piogge intense e temporali, localmente a carattere di rovescio.</figcaption></figure><p>Il momento di maggiore criticità appare concentrato sulla giornata di <strong>mercoledì 21 ottobre.</strong> In quella fase, il minimo depressionario e la goccia fredda dovrebbero posizionarsi in modo da canalizzare flussi ancora più umidi e instabili verso i settori ionici. </p><div class="texto-destacado">Qui le condizioni orografiche, i versanti orientali della Sardegna orientale, della Sicilia e della Calabria ionica, amplificano i fenomeni. </div><p><strong>Su queste tre regioni non si possono escludere nubifragi, </strong>ossia precipitazioni molto intense e concentrate in poco tempo, <strong>capaci di generare criticità idrogeologiche, tipo allagamenti, innalzamento improvviso dei livelli dei torrenti, frane e dissesti localizzati.</strong></p><h2><strong>Perché i settori ionici sono particolarmente vulnerabili?</strong></h2><p>Le regioni ioniche ricevono spesso i maggiori accumuli in questo tipo di configurazioni, perché lo Scirocco vi arriva quasi perpendicolare alla costa e ai rilievi. L’aria calda e umida viene sollevata forzatamente (sollevamento orografico), saturandosi e rilasciando quantità elevate di precipitazione. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dalla-prossima-settimana-si-scatenera-il-maltempo-al-sud-italia-ecco-le-3-regioni-a-rischio-1792076983772.jpg" data-image="obz0mzjo8css" alt="Piogge." title="Piogge."><figcaption>Le regioni ioniche ricevono spesso i maggiori accumuli in questo tipo di configurazioni, perché lo Scirocco vi arriva quasi perpendicolare alla costa e ai rilievi. </figcaption></figure><p>Se in quota è presente aria più fredda associata alla goccia fredda, si aggiunge anche una componente convettiva. <strong>I temporali diventano più organizzati e possono produrre fenomeni estremi in tempi ridotti.</strong></p><p>La combinazione di questi elementi spiega perché, a fronte di un’alta pressione che “protegge” il Centro-Nord Europa e talvolta anche le regioni settentrionali italiane, il Sud possa vivere una fase di maltempo anche severo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793508" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-quando-torna-la-pioggia-al-nord-il-peggioramento-nel-weekend-possibili-accumuli-fino-a-80mm.html" title="Meteo, quando torna la pioggia al Nord? Il peggioramento nel weekend, possibili accumuli fino a 80mm">Meteo, quando torna la pioggia al Nord? Il peggioramento nel weekend, possibili accumuli fino a 80mm</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-quando-torna-la-pioggia-al-nord-il-peggioramento-nel-weekend-possibili-accumuli-fino-a-80mm.html" title="Meteo, quando torna la pioggia al Nord? Il peggioramento nel weekend, possibili accumuli fino a 80mm"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-quando-torna-la-pioggia-al-nord-il-peggioramento-nel-weekend-possibili-accumuli-fino-a-80mm-1792072006481_320.png" alt="Meteo, quando torna la pioggia al Nord? Il peggioramento nel weekend, possibili accumuli fino a 80mm"></a></article></aside><p>Pertanto mercoledì molte aree della Sardegna orientale, ma anche della Sicilia e Calabria ionica, potrebbero ricevere quantitativi di pioggia davvero eccezionali, capaci di causare importanti criticità, sia di carattere idraulico che idrogeologico. <strong>Localmente potranno cadere più di 100/150 mm di pioggia in 24 ore. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalla-prossima-settimana-si-scatenera-il-maltempo-al-sud-italia-ecco-le-3-regioni-a-rischio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cosa succede al corpo quando mangiamo mele? La nuova frontiera dei polifenoli ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-al-corpo-quando-mangiamo-mele-la-nuova-frontiera-dei-polifenoli.html</link><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 14:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Oltre l'85% dei polifenoli della mela raggiunge intatto il colon. Trasformati dal microbiota, diventano potenti molecole protettive per il metabolismo e la barriera intestinale. Recenti studi clinici svelano i meccanismi d'azione e perché i benefici variano in base al profilo batterico individuale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-succede-al-corpo-quando-mangiamo-mele-la-nuova-frontiera-dei-polifenoli-1791916791041.jpeg" data-image="ey1sd9x2fqbr"><figcaption>I polifenoli della mela arrivano intatti nel colon: il microbiota li trasforma in potenti molecole protettive per la salute.</figcaption></figure><p>Le mele sono sempre state considerate sinonimo di cibo salutare. Al centro di miti e leggende, continuano ad essere presenti sulla tavola degli italiani e sempre più utilizzate in ricette tradizionali o innovative. Ma cosa contengono di tanto salutare e che cosa succede quando le mangiamo?</p><p>Quando consumiamo una mela, una quota significativa dei suoi composti bioattivi, in particolare i polifenoli (come procianidine oligomeriche, flavonoidi e acido clorogenico), non viene semplicemente assorbita nello stomaco o nell'intestino tenue come si riteneva in passato. </p><div class="texto-destacado">I composti bioattivi sono molecole naturalmente presenti negli alimenti che, pur <strong>non essendo nutrienti essenziali</strong> in senso stretto, sono in grado di interagire con i processi biologici dell'organismo umano apportando benefici misurabili per la salute. </div><p><strong>Recenti evidenze cliniche</strong> hanno ribaltato la classica visione di queste molecole come semplici antiossidanti a rapido assorbimento. Infatti,<strong> oltre l'85-90% dei polifenoli complessi della mela</strong> riesce a superare intatto i primi tratti digestivi umani e <strong>arriva direttamente nel col</strong><strong>on</strong>. </p><p>Qui, incontrando il microbiota intestinale, si innesca <strong>una importante trasformazione biochimica</strong> che è capace di<strong> influenzare l'intero metabolismo umano</strong>, ridefinendo il concetto stesso di "prevenzione nutrizionale".</p><h2>L'arrivo nel colon e la "riprogrammazione" del metaboloma</h2><p> Giunti nel colon, i polifenoli complessi vengono elaborati dai batteri intestinali attraverso processi di fermentazione e di scissione enzimatica, che li convertono in <strong>composti derivati molto più piccoli e, quindi, assimilabili </strong>(metaboliti secondari a basso peso molecolare). </p><p>Le ricerche cliniche più recenti hanno dimostrato che queste molecole non rimangono confinate all'interno dell'intestino, ma <strong>vengono assorbite</strong> attraverso la mucosa e l'epitelio intestinale, <strong>entrano nel circolo sanguigno </strong>e nella circolazione sistemica, lasciando una <strong>"firma chimica" misurabile nei fluidi biologici</strong> (siero ematico, urine e saliva).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-succede-al-corpo-quando-mangiamo-mele-la-nuova-frontiera-dei-polifenoli-1791916846701.jpg" data-image="tkmprp145g0a"><figcaption>Recenti studi clinici hanno ribaltato la classica visione dei polifenoli come "semplici antiossidanti" a rapido assorbimento. Infatti, oltre l'85-90% dei polifenoli complessi della mela riesce a superare intatto i primi tratti digestivi umani, arrivando direttamente nel colon. Qui, interagendo con il microbiota intestinale, i polifenoli riescono a produrre grandi benefici all'intero organismo.</figcaption></figure><p><strong>Non stiamo parlando solo di un generico e vago "effetto toccasana"</strong>, ma queste sostanze agiscono in modo mirato come veri e propri regolatori biologici. Intervengono nella gestione dei "mattoncini delle proteine" (come tirosina e fenilalanina) e sull'equilibrio dei grassi essenziali nel sangue. In pratica, ciò si traduce nella capacità di <strong>spegnere i segnali infiammatori</strong> prima che, nel tempo, possano diventare cronici e di sostenere la <strong>salute delle arterie e del cuore</strong>.</p><h2> La risposta individuale: perché l'effetto dipende dal nostro enterotipo </h2><p> Un elemento chiave, che è emerso dalle indagini più recenti, riguarda la forte <strong>variabilità individuale</strong> nella risposta clinica. L'antico adagio <strong>"una mela al giorno..."</strong> non vale allo stesso modo per chiunque. Infatti, l'efficacia protettiva è strettamente collegata all'<strong>enterotipo intestinale di partenza</strong> dell'individuo, cioè al tipo di flora batterica che ciascun individuo possiede. </p><div class="texto-destacado"><strong>Ognuno di noi possiede</strong> un suo proprio ed unico <strong>"reattore funzionale"</strong> con specifici profili batterici. Chi ospita determinate colonie batteriche (ad esempio del gruppo <em><strong>Bacteroides</strong></em>) possiede gli strumenti biologici perfetti per estrarre ed ottenere<strong> il massimo beneficio dai polifenoli della mela</strong>, trasformandoli in <strong>potenti molecole protettive</strong>. </div><p>In altri individui, dove questi batteri scarseggiano, la resa è più modesta. Ecco perché<strong> lo stesso frutto non dà a tutti gli stessi risultati.</strong></p><h2>Protezione della barriera intestinale e azione preventiva</h2><p><strong>Entrando in contatto diretto con la mucosa del colon</strong>, i metaboliti della mela (i residui già digeriti dai batteri) rinforzano la parete intestinale, <strong>stimolando le giunzioni cellulari </strong>(<em>tight junctions</em>). Questo ha la capacità di <strong>r</strong><strong>idurre la permeabilità della mucosa</strong>, impedendo il passaggio di molecole pro-infiammatorie nel sangue. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787984" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione.html" title="Moscerini della frutta: 10 modi per tenerli lontani dalla frutta di stagione">Moscerini della frutta: 10 modi per tenerli lontani dalla frutta di stagione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione.html" title="Moscerini della frutta: 10 modi per tenerli lontani dalla frutta di stagione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione-1789058204171_320.jpeg" alt="Moscerini della frutta: 10 modi per tenerli lontani dalla frutta di stagione"></a></article></aside><p>Sul piano della prevenzione, composti come floretina, quercetina e procianidine (della famiglia dei polifenoli), sono<strong> in grado di bloccare la replicazione cellulare anomala </strong>e <strong>favorendo l'eliminazione naturale e programmata delle cellule pre-neoplastiche</strong>. I polifenoli favoriscono, inoltre, l'equilibrio degli acidi biliari e la regolarità del transito intestinale.</p><h2>Buccia, polpa e l'alleanza con la pectina</h2><p><strong>I polifenoli </strong>si trovano sia <strong>nella polpa </strong>che <strong>nella buccia</strong>, ma la parte esterna ne racchiude una concentrazione da <strong>2 a 6 volte superiore</strong>, oltre ad altre molecole come le antocianine. </p><p>Inoltre, nel frutto intero i polifenoli viaggiano legati alla <strong>pectina</strong>, fibra solubile che li protegge dagli acidi dello stomaco e li scorta intatti fino al colon per un rilascio graduale. <strong>Sbucciare la mela o assumere polifenoli isolati in laboratorio annulla questa sinergia protettiva naturale.</strong></p><h2>Dosi raccomandate e fattibilità quotidiana</h2><p>Per ottenere benefici concreti è sufficiente consumare <strong>1 o 2 mele medie al giorno</strong>, rigorosamente intere e <strong>con la buccia</strong> <strong>dopo un accurato lavaggio</strong>. Si tratta di un'abitudine semplice ed economica, che non richiede integratori sintetici. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-succede-al-corpo-quando-mangiamo-mele-la-nuova-frontiera-dei-polifenoli-1791916875697.jpg" data-image="huys8x7ebmz2"><figcaption>I polifenoli si trovano sia nella polpa che nella buccia, ma la parte esterna ne racchiude una concentrazione da 2 a 6 volte superiore, oltre ad altre molecole come le antocianine. E' possibile alternare le mele con altri frutti ad alta densità fenolica, come frutti di bosco, uva rossa o nera, prugne, ciliegie e agrumi freschi. Questi ultimi consumati preferibilmente insieme all'albedo, la parte bianca spugnosa, che è particolarmente ricca di antiossidanti naturali.</figcaption></figure><p>Per variare il tipo di sostanze protettive assunte, <strong>si possono alternare le mele con altri frutti ad alta densità fenolica</strong>, come frutti di bosco, uva rossa o nera, prugne, ciliegie e agrumi freschi. Questi ultimi consumati preferibilmente insieme all'albedo, la parte bianca spugnosa, che è particolarmente ricca di antiossidanti naturali.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Toshihiko%20Shoji%2C%20Satoshi%20Aoki%2C%20Megumi%20Sato%2C%20Hitoshi%20Obara%2C%20Mayu%20Yoshinaga%2C%20et%20al." data-year="2026" data-title="Apple%20consumption%20is%20associated%20with%20obesity-%20and%20lipid-related%20parameters%20and%20gut%20microbiota%20profiles%20across%20enterotypes%3A%2012-week%20single-blind%20trial%20in%20Japanese%20adults" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.3389%2Ffnut.2026.1797920">Toshihiko Shoji, Satoshi Aoki, Megumi Sato, Hitoshi Obara, Mayu Yoshinaga, et al.. (2026). <a href="https://doi.org/10.3389/fnut.2026.1797920" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Apple consumption is associated with obesity- and lipid-related parameters and gut microbiota profiles across enterotypes: 12-week single-blind trial in Japanese adults</a>.</cite><br><cite data-author="Niklas%20Roeder%2C%20Antje%20Geiken%2C%20Stefan%20Dussling%2C%20Louise%20Fritsche%2C%20Karin%20Schwarz%2C%20et%20al." data-year="2026" data-title="Effects%20of%20apple%20phenolics%20on%20the%20human%20metabolome%3A%20modulation%20of%20key%20metabolic%20pathways" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1016%2Fj.foodchem.2026.150382">Niklas Roeder, Antje Geiken, Stefan Dussling, Louise Fritsche, Karin Schwarz, et al.. (2026). <a href="https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2026.150382" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Effects of apple phenolics on the human metabolome: modulation of key metabolic pathways</a>.</cite><br><cite data-author="Bee%20Ling%20Tan%2C%20Afiqah%20Zulkifli%2C%20Muhammad%20Eizzat%20Norhaizan." data-year="2025" data-title="Dietary%20polyphenols%20as%20modulators%20of%20cell%20signaling%20and%20inflammation%20in%20colorectal%20carcinogenesis." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.3389%2Ffnut.2025.1691590">Bee Ling Tan, Afiqah Zulkifli, Muhammad Eizzat Norhaizan.. (2025). <a href="https://doi.org/10.3389/fnut.2025.1691590" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Dietary polyphenols as modulators of cell signaling and inflammation in colorectal carcinogenesis.</a>.</cite><br><cite data-author="Juan%20Li%2C%20Xiaomeng%20Ling%2C%20Xiaoming%20Meng%2C%20Shana%20Gan%2C%20Hudson%20Wu%2C%20et%20al." data-year="2025" data-title="Unripe%20apple%20polyphenols%20extract%20improves%20intestinal%20inflammation%20and%20restructures%20gut%20microbiota%20in%20spontaneously%20hypertensive%20rats" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1016%2Fj.foodres.2025.116418">Juan Li, Xiaomeng Ling, Xiaoming Meng, Shana Gan, Hudson Wu, et al.. (2025). <a href="https://doi.org/10.1016/j.foodres.2025.116418" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Unripe apple polyphenols extract improves intestinal inflammation and restructures gut microbiota in spontaneously hypertensive rats</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-al-corpo-quando-mangiamo-mele-la-nuova-frontiera-dei-polifenoli.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, quando torna la pioggia al Nord? Il peggioramento nel weekend, possibili accumuli fino a 80mm]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-quando-torna-la-pioggia-al-nord-il-peggioramento-nel-weekend-possibili-accumuli-fino-a-80mm.html</link><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 13:47:43 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La perturbazione raggiungerà soprattutto il Nordovest, mentre buona parte del Centro-Sud e delle regioni nordorientali continuerà a beneficiare di un clima piuttosto mite per essere ormai a metà ottobre.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbntdxm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbntdxm.jpg" id="xbntdxm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In queste ore non sono particolari variazioni. L'alta pressione manterrà condizioni di tempo in prevalenza soleggiato su gran parte d'Italia, con qualche annuvolamento più consistente sulla Liguria, lungo le Alpi e localmente tra Calabria e Sicilia.</p><div class="texto-destacado">Venerdì 16 ottobre l'arrivo di correnti più umide nei bassi strati potrà favorire la formazione di foschie, nubi basse e qualche banco di nebbia sulla Pianura Padana, soprattutto durante la notte e nelle prime ore del mattino. Nel corso della giornata, tuttavia, non mancheranno ampie schiarite.</div><p>A rendere particolare questa fase saranno ancora una volta le temperature, con <strong>valori superiori alle medie stagionali su gran parte del Paese</strong>. Le anomalie più importanti si concentreranno sulle Alpi, dove localmente si potranno registrare scarti positivi anche superiori ai 7-8°C.</p><p>Il clima resterà piacevole anche in pianura e lungo le coste, con massime frequentemente comprese tra 20 e 24°C e punte di 25-26°C nelle zone interne della Sardegna.</p><h2>Sabato 17 ottobre ancora sole e clima mite, ma in serata arrivano le prime piogge</h2><p>La prima parte del weekend sarà ancora favorevole alle attività all'aperto. <strong>Sabato 17 ottobre</strong> trascorrerà con tempo generalmente stabile su buona parte dell'Italia, anche se le prime avvisaglie del cambiamento inizieranno a comparire sulle regioni occidentali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-quando-torna-la-pioggia-al-nord-il-peggioramento-nel-weekend-possibili-accumuli-fino-a-80mm-1792071807493.jpg" data-image="zrzz6q63fzq1" alt="Piogge, maltempo." title="Piogge, maltempo."><figcaption>Domenica 18 le regioni di Nord-Ovest potrebbero vedere delle piogge molto intense.</figcaption></figure><p>Al Nord, dopo una mattinata con schiarite anche ampie, la nuvolosità tenderà progressivamente ad aumentare tra Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria. Le temperature resteranno comunque miti, con valori intorno ai 20°C a Torino e Milano, 22°C a Bologna e fino a 24°C a Genova.</p><p>Al Centro prevarranno condizioni di variabilità, con qualche addensamento più compatto sulla Toscana e possibili deboli piogge sull'Arcipelago Toscano. Situazione ancora gradevole sul resto della Penisola, dove le massime potranno raggiungere i 23°C a Firenze, i 22°C a Roma e i 24°C a Napoli.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793362" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio.html" title="Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio">Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio.html" title="Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteomilano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio-1791982272657_320.png" alt="Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio"></a></article></aside><p><strong>La svolta arriverà tra la serata di sabato e la notte successiva</strong>, quando le prime precipitazioni potranno raggiungere le Alpi piemontesi e i settori più occidentali del Nord. Si tratterà dell'inizio di un peggioramento destinato a diventare più evidente durante la giornata di domenica. Una circolazione depressionaria in movimento verso la Francia favorirà l'afflusso di correnti umide meridionali verso il Nordovest italiano, alimentando precipitazioni soprattutto a ridosso dei rilievi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Già dalle prime ore del mattino le piogge potranno interessare Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria e Lombardia occidentale, estendendosi gradualmente anche ai settori occidentali dell'Emilia e all'alta Toscana.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Con il passare delle ore i fenomeni potranno diventare più persistenti e localmente intensi, soprattutto tra le Prealpi piemontesi, il Biellese, il Vercellese e l'entroterra ligure.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-quando-torna-la-pioggia-al-nord-il-peggioramento-nel-weekend-possibili-accumuli-fino-a-80-mm-1792061200296.png" data-image="mqlk88gqxlgq" alt="La mappa delle precipitazioni cumulate mostra come il Nord Ovest sarà il protagonista principale delle piogge del weekend." title="La mappa delle precipitazioni cumulate mostra come il Nord Ovest sarà il protagonista principale delle piogge del weekend."><figcaption>La mappa delle precipitazioni cumulate mostra come il Nord Ovest sarà il protagonista principale delle piogge del weekend.</figcaption></figure><p>Le simulazioni del modello europeo ECMWF mostrano accumuli di precipitazione particolarmente significativi su alcune di queste aree. <strong>Nel Biellese potrebbero cadere fino a 70-80mm di pioggia</strong>, mentre quantitativi nell'ordine dei 40-50mm sono possibili tra il Vercellese e alcuni settori della Valle d'Aosta e della Liguria. Tra Genovese e Spezzino gli accumuli potranno localmente avvicinarsi ai 40mm.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La distribuzione delle precipitazioni resta comunque da confermare. La traiettoria della depressione e la disposizione delle correnti umide potranno infatti determinare differenze anche marcate negli accumuli tra zone geograficamente vicine.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Il Nordest, invece, dovrebbe rimanere in gran parte ai margini del peggioramento</strong>. Tra Veneto, Trentino-Alto Adige orientale e Friuli Venezia Giulia si prevedono condizioni più asciutte, con nuvolosità variabile e schiarite anche ampie, soprattutto lungo le coste adriatiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792500" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo.html" title="Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo">Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo.html" title="Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo-1791482074908_320.jpg" alt="Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo"></a></article></aside><p>Le temperature diminuiranno nelle zone interessate dalle piogge, con massime intorno ai 16-17°C tra Torino e Milano, mentre sul Nordest si potranno ancora raggiungere i 20-22°C.</p><h2>E la prossima settimana? Le piogge potrebbero continuare al Nordovest</h2><p>Il ritorno della pioggia potrebbe non esaurirsi domenica. <strong>Lunedì 19 ottobre</strong> la circolazione depressionaria potrebbe mantenersi ancora attiva sulla Francia, favorendo ulteriori precipitazioni sulle regioni nordoccidentali, soprattutto nella prima parte della giornata.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-quando-torna-la-pioggia-al-nord-il-peggioramento-nel-weekend-possibili-accumuli-fino-a-80-mm-1792061156765.png" data-image="20b35w5zvmcj" alt="Possibile ottobrata anche la prossima settimana? I modelli indicano ancora temp sopra la media." title="Possibile ottobrata anche la prossima settimana? I modelli indicano ancora temp sopra la media."><figcaption>Possibile ottobrata anche la prossima settimana? I modelli indicano ancora temp sopra la media.</figcaption></figure><p>Da martedì 20 ottobre si prospetta una situazione più variabile, con possibili nuove infiltrazioni perturbate da ovest nei giorni successivi. Il quadro resta però ancora incerto e saranno necessari ulteriori aggiornamenti per definire tempi e regioni coinvolte.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793366" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate.html" title="Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate">Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate.html" title="Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate-1791988758213_320.jpg" alt="Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate"></a></article></aside><p>Per il momento, un elemento sembra piuttosto chiaro: <strong>le piogge torneranno su parte del Nord, ma senza un vero e proprio crollo generalizzato delle temperature</strong>. L'aria mite continuerà infatti a interessare gran parte della Penisola, lasciando ancora spazio a giornate decisamente gradevoli per il periodo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-quando-torna-la-pioggia-al-nord-il-peggioramento-nel-weekend-possibili-accumuli-fino-a-80mm.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Alessio Colella analizza le conseguenze dello scontro tra masse d'aria sull'Italia per domenica 18]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/alessio-colella-analizza-le-conseguenze-dello-scontro-tra-masse-d-aria-sull-italia-per-domenica.html</link><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 10:48:06 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Torna una fase instabile da domenica 18 su parte d'Italia con lo scontro di due masse d'aria. Previsto anche un calo delle temperature.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbnpuyu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbnpuyu.jpg" id="xbnpuyu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo alcuni giorni caratterizzati da condizioni meteorologiche piuttosto stabili e temperature gradevoli, <strong>una nuova perturbazione si prepara a raggiungere l'Italia</strong>. Domenica 18 ottobre il peggioramento interesserà soprattutto il Nord-Ovest, dove non si escludono precipitazioni localmente molto intense. </p><p>L'alta pressione è tornata protagonista sul Mediterraneo e, con essa, anche quelle giornate dal sapore quasi primaverile che spesso caratterizzano il mese di ottobre. Dopo una prima parte del mese piuttosto movimentata, infatti, il tempo è tornato a essere decisamente più stabile su buona parte della nostra Penisola, con temperature che durante le ore centrali della giornata raggiungono ancora valori particolarmente gradevoli.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793488" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-36-ore-si-formera-il-super-anticiclone-che-dara-origine-all-ondata-di-piogge-in-spagna.html" title="Tra 36 ore si formerà il super anticiclone che darà origine all'ondata di piogge in Spagna">Tra 36 ore si formerà il super anticiclone che darà origine all'ondata di piogge in Spagna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-36-ore-si-formera-il-super-anticiclone-che-dara-origine-all-ondata-di-piogge-in-spagna.html" title="Tra 36 ore si formerà il super anticiclone che darà origine all'ondata di piogge in Spagna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dentro-de-36-horas-se-formara-el-superanticiclon-que-desencadenara-el-episodio-de-lluvias-en-espana-1791971216551_320.jpg" alt="Tra 36 ore si formerà il super anticiclone che darà origine all'ondata di piogge in Spagna"></a></article></aside><p>Insomma, <strong>l'autunno sembra aver deciso di concedersi una breve pausa</strong>, lasciando spazio a quella che comunemente viene definita <em>ottobrata</em>. Ma attenzione, perché questa situazione non è destinata a durare ancora a lungo, almeno non su tutte le regioni.</p><p><strong>La giornata da tenere sotto osservazione sarà proprio quella di domenica 18 ottobre</strong>, quando una nuova circolazione depressionaria in arrivo dall'Europa settentrionale potrebbe riportare condizioni di maltempo anche intenso su alcuni settori del nostro Paese. </p><h2><strong>Domenica 18 ottobre, l'anticiclone dovrà fare i conti con una nuova perturbazione</strong></h2><p>Una massa d'aria più fredda, associata a una circolazione depressionaria in discesa dalle alte latitudini, tenderà a raggiungere la Francia, indebolendo progressivamente la struttura anticiclonica presente sul Mediterraneo occidentale.</p><p>Ed è proprio qui che entrerà in gioco il <strong>contrasto tra masse d'aria dalle caratteristiche differenti</strong>. Da una parte avremo l'aria più fresca associata alla depressione, dall'altra correnti più miti e umide richiamate verso il Nord Italia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/alessio-colella-analizza-le-conseguenze-dello-scontro-tra-masse-d-aria-sull-italia-per-domenica-1792060550608.jpg" data-image="p6viy58791og" alt="Intensa perturbazione prevista per domenica 18" title="Intensa perturbazione prevista per domenica 18"><figcaption>Esteso vortice depressionario tra la Liguria e la Sardegna</figcaption></figure><p>Una configurazione che, complice anche l'interazione delle correnti con i rilievi alpini e appenninici, potrebbe favorire lo sviluppo di precipitazioni persistenti e localmente abbondanti.</p><p><strong>Non tutta l'Italia, però, risentirà allo stesso modo di questo cambiamento</strong>, perché l'alta pressione continuerà a proteggere soprattutto le regioni centro-meridionali. Come mostrano le ultime elaborazioni del modello, <strong>già durante le prime ore di domenica 18 ottobre le precipitazioni interesseranno buona parte del Nord-Ovest</strong>, con un coinvolgimento soprattutto delle regioni alpine occidentali e della Liguria.</p><p>La situazione potrebbe diventare particolarmente delicata tra la mattinata e il pomeriggio, quando le piogge tenderanno a intensificarsi su alcuni settori.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/alessio-colella-analizza-le-conseguenze-dello-scontro-tra-masse-d-aria-sull-italia-per-domenica-1792060668572.jpg" data-image="aid4munc5sss" alt="Medio-alto Tirreno e Nord Ovest in generale con più pioggia" title="Medio-alto Tirreno e Nord Ovest in generale con più pioggia"><figcaption>Rischio per fenomeni più intensi al Nord Ovest</figcaption></figure><p>Non si escludono, comunque, rovesci anche di forte intensità e locali nubifragi, soprattutto sui settori maggiormente esposti alle correnti umide meridionali.</p><p>Piogge e rovesci potranno interessare anche la Lombardia e l'Emilia occidentale, mentre sul Nord-Est la situazione dovrebbe risultare decisamente più tranquilla, con qualche annuvolamento alternato a schiarite anche ampie.</p><h3><strong>E al Centro-Sud? Non mancheranno alcune sorprese</strong></h3><p>Spostandoci verso le regioni centrali, <strong>sarà soprattutto la Toscana a dover fare i conti con un aumento dell'instabilità</strong>, con piogge intermittenti più probabili sui settori centro-settentrionali e lungo le coste.</p><p>Qualche debole precipitazione potrebbe raggiungere anche il Lazio settentrionale, soprattutto il Viterbese, mentre sul resto del Centro il tempo dovrebbe mantenersi generalmente più asciutto, con schiarite più ampie lungo il versante adriatico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793366" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate.html" title="Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate">Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate.html" title="Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate-1791988758213_320.jpg" alt="Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate"></a></article></aside><p>Scenario differente al Sud, dove l'anticiclone continuerà a esercitare la propria influenza, garantendo condizioni meteorologiche nel complesso più stabili.</p><p>Attenzione, però, perché <strong>il rinforzo delle correnti di Scirocco potrebbe favorire qualche pioggia anche tra la Sicilia orientale e la Calabria meridionale</strong>, soprattutto sui versanti ionici.</p><h2><strong>Dopo domenica 18 ottobre, l'autunno potrebbe cambiare nuovamente marcia</strong></h2><p>Ma le novità non termineranno con il fine settimana. <strong>La circolazione depressionaria, infatti, potrebbe continuare a influenzare il tempo anche durante la giornata di lunedì 19 ottobre</strong>, soprattutto sulle regioni nord-occidentali, dove saranno ancora possibili piogge e rovesci, seppur in graduale attenuazione.</p><p><strong>Martedì 20 ottobre potrebbe rappresentare una breve tregua</strong>, grazie a una temporanea espansione dell'alta pressione verso il Mediterraneo centrale.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></strong><br> </div><p>Tuttavia, questa nuova fase stabile rischia di avere vita piuttosto breve. Già tra la serata di martedì e la giornata di mercoledì 21 ottobre, infatti, nuove perturbazioni atlantiche potrebbero avvicinarsi alla nostra Penisola, riportando piogge e temporali inizialmente sulle regioni occidentali e successivamente anche su altri settori italiani.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/alessio-colella-analizza-le-conseguenze-dello-scontro-tra-masse-d-aria-sull-italia-per-domenica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale.html</link><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Erica in vaso: dalle caratteristiche botaniche alle varietà, una guida completa per portare un angolo di brughiera a casa e coltivare con successo questa pianta dai piccoli fiori decorativi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale-1791964849059.jpeg" data-image="5zhqzhre8ql7"><figcaption>Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale</figcaption></figure><p><strong>Dalle brughiere naturali, dove formano distese di piccoli fiori colorati, ai balconi e ai davanzali di casa</strong>: le eriche portano un tocco di natura anche negli spazi domestici, proprio quando l'autunno invita a rinnovare le fioriere. </p><p>Compatte, decorative e disponibili in diverse tonalità, sono ideali per creare composizioni capaci di accompagnarci verso l'inverno e, in alcuni casi, fino alla primavera.</p><h2>Erica e calluna: caratteristiche e varietà</h2><p><strong>Con il nome comune di erica si indicano spesso piante appartenenti alla famiglia delle Ericacee, ma è importante distinguere due generi botanici</strong>: <em>Erica</em>, che comprende numerose specie, e <em>Calluna</em>, rappresentato dalla sola <em>Calluna vulgaris</em>, conosciuta anche come brugo.</p><div class="texto-destacado"> Queste piante hanno generalmente un portamento compatto, foglie piccole e persistenti e numerosi fiori minuti, nelle tonalità del bianco, rosa, rosso, lilla e viola. </div><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale-1791964914470.jpeg" data-image="356c72fqmnhd"><figcaption>La fioritura presenta diverse tonalità: bianco, rosa, rosso, lilla e viola</figcaption></figure><p><strong>Tra le eriche più diffuse in ambito ornamentale si distinguono tre specie con periodi di fioritura complementari</strong>: <em>Erica gracilis</em> è apprezzata per la fioritura autunnale, mentre <em>Erica carnea</em> ed <em>Erica × darleyensis</em> regalano colore soprattutto tra l'inverno e l'inizio della primavera. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale-1791964994478.jpeg" data-image="g29kodmzqwb1"><figcaption>Fiori di <em>Erica carnea</em></figcaption></figure><p>La calluna, invece, è una delle protagoniste delle proposte ornamentali di fine estate e autunno, quando i suoi fiori colorati fanno capolino sui banchi dei garden center.</p><h2>Come coltivare l'erica in vaso</h2><p>Per mantenere l'erica sana e favorire una fioritura generosa, è importante rispettare con cura alcune esigenze fondamentali.</p><h3>Esposizione e temperature</h3><p><strong>Le eriche prediligono generalmente posizioni luminose o in mezz'ombra, evitando gli angoli troppo ombrosi o assolati</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale-1791965326079.jpeg" data-image="0sjzfbd9vn5f"><figcaption>Non è raro che la fioritura di queste piante sia sorpresa da una nevicata, creando un accostamento di colori davvero suggestivo</figcaption></figure><p>La resistenza al freddo dipende dalla specie: <em>Erica carnea</em> ed <em>Erica × darleyensis</em> sono adatte anche a inverni rigidi, mentre <em>Erica gracilis</em> è più sensibile alle basse temperature e richiede maggiore protezione.</p><h3>Terriccio e drenaggio</h3><p><strong>Molte eriche e le callune preferiscono un substrato acido, leggero e ben drenante</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale-1791965041606.jpeg" data-image="5s2wf90azqh4"><figcaption>Utilizzare un terriccio acido per il trapianto in un vaso più grande</figcaption></figure><p>Un terriccio specifico per piante acidofile è una scelta pratica per la coltivazione in vaso, ma alcune specie, come <em>Erica carnea</em> ed <em>Erica × darleyensis</em>, tollerano anche terreni meno acidi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790837" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/gli-scienziati-hanno-lasciato-intatto-questo-campo-agricolo-e-sono-spuntate-migliaia-di-orchidee.html" title="Gli scienziati hanno lasciato intatto questo campo agricolo e sono spuntate migliaia di orchidee">Gli scienziati hanno lasciato intatto questo campo agricolo e sono spuntate migliaia di orchidee</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/gli-scienziati-hanno-lasciato-intatto-questo-campo-agricolo-e-sono-spuntate-migliaia-di-orchidee.html" title="Gli scienziati hanno lasciato intatto questo campo agricolo e sono spuntate migliaia di orchidee"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/os-cientistas-deixaram-este-campo-agricola-intocado-e-milhares-de-orquideas-surgiram-1789738835931_320.jpg" alt="Gli scienziati hanno lasciato intatto questo campo agricolo e sono spuntate migliaia di orchidee"></a></article></aside><p>Il contenitore deve avere fori di drenaggio efficienti, perché i ristagni d'acqua prolungati possono danneggiare le radici.</p><h3>Irrigazione</h3><p><strong>Il terriccio va mantenuto leggermente umido, evitando che si asciughi completamente o rimanga fradicio</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale-1791965475867.jpeg" data-image="ds1kfe8kt7k0"><figcaption>Il terriccio va mantenuto leggermente umido, evitando che si asciughi completamente o rimanga fradicio</figcaption></figure><p>Le annaffiature devono essere regolari, ma soprattutto adattarsi all'esposizione e alle condizioni meteorologiche: più frequenti se il clima è mite e asciutto, meno se il tempo è umido, piovoso e fresco.</p><h3>Concimazione e potatura</h3><p><strong>Non occorrono concimazioni abbondanti, ma per sostenere la fioritura è possibile utilizzare un prodotto adatto alle piante acidofile, rispettando le indicazioni in etichetta</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale-1791965162880.jpeg" data-image="yn8uap6h2n8h"><figcaption>Non solo in vaso: erica e calluna sono perfette per creare aiuole in terra</figcaption></figure><p>Dopo la fioritura si può effettuare una leggera spuntatura delle parti sfiorite per mantenere la pianta compatta, evitando tagli drastici nel legno vecchio.</p><h2>Erica in vaso: gli abbinamenti per composizioni autunnali</h2><p><strong>Grazie al portamento raccolto e alle tonalità delicate, l'erica si presta a numerose composizioni stagionali</strong>. Accostata ai ciclamini, crea un piacevole contrasto con le corolle più appariscenti di questi ultimi. Anche le viole del pensiero e le violette cornute sono ottime compagne, mantenendo la composizione fiorita fino alla primavera inoltrata.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale-1791965233221.jpeg" data-image="mkkbhtewpuif"><figcaption>Erica in vaso: gli abbinamenti per composizioni autunnali</figcaption></figure><p><strong>Per composizioni tipicamente invernali si possono aggiungere cavoli ornamentali e piccole conifere, che introducono forme e consistenze differenti</strong>. Crochi e varietà nane di narcisi e tulipani aggiungono nuove fioriture tra la fine dell'inverno e la primavera, dando continuità stagionale alla composizione.</p><h2>Un angolo di brughiera sul balcone</h2><p><strong>Coltivare l'erica in vaso significa portare un piccolo frammento di brughiera vicino a casa</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791946" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pianta-questo-fiore-in-ottobre-e-riempi-il-tuo-balcone-di-colore-in-estate-la-calendula-cresce-anche-in-vaso.html" title="Pianta questo fiore in ottobre e riempi il tuo balcone di colore in estate: la calendula cresce anche in vaso">Pianta questo fiore in ottobre e riempi il tuo balcone di colore in estate: la calendula cresce anche in vaso</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pianta-questo-fiore-in-ottobre-e-riempi-il-tuo-balcone-di-colore-in-estate-la-calendula-cresce-anche-in-vaso.html" title="Pianta questo fiore in ottobre e riempi il tuo balcone di colore in estate: la calendula cresce anche in vaso"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/siembra-esta-flor-en-octubre-y-llena-de-color-tu-balcon-en-verano-la-calendula-tambien-crece-en-maceta-1790956234443_320.jpeg" alt="Pianta questo fiore in ottobre e riempi il tuo balcone di colore in estate: la calendula cresce anche in vaso"></a></article></aside><p>Con la scelta della specie più adatta e poche attenzioni mirate, balconi e davanzali possono mantenere colore e vivacità anche durante la stagione fredda, accompagnando con discrezione ed eleganza il passaggio dall'autunno alla primavera.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tra 36 ore si formerà il super anticiclone che darà origine all'ondata di piogge in Spagna]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-36-ore-si-formera-il-super-anticiclone-che-dara-origine-all-ondata-di-piogge-in-spagna.html</link><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 09:10:49 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un potente anticiclone altererà la circolazione atmosferica e favorirà la formazione di un fronte freddo. Le regioni mediterranee potrebbero essere interessate da piogge molto intense durante il fine settimana.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbn3dky"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbn3dky.jpg" id="xbn3dky"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Negli ultimi giorni le alte pressioni stanno dominando il nostro territorio e la situazione rimarrà invariata nelle prossime ore. Ciò si traduce in condizioni meteorologiche stabili, con cielo sereno e presenza di nuvole medie e alte, <strong>nonché temperature che si attestano tra i 5 e i 10 ºC al di sopra della media stagionale.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Nel video la circolazione atmosferica sarà alterata da un potentissimo anticiclone nel Mare del Nord che favorirà lo stacco di una massa d'aria che si muoverà in senso retrogrado.</strong></div><p>Tuttavia, in Spagna si profila un cambiamento radicale del tempo. Infatti, sebbene gli anticicloni siano solitamente associati alla stabilità atmosferica, questa volta uno di essi potrebbe diventare il responsabile indiretto dell’arrivo dell’instabilità. Nelle prossime 36 ore si formerà un potente anticiclone che scatenerà un episodio di piogge in Spagna.</p><h2>Un anticiclone di 1040 hPa favorirà la formazione di un’onda di caldo al largo della Spagna</h2><p>La situazione meteorologica subirà un cambiamento significativo nei prossimi giorni. Un potente anticiclone si rafforzerà sul centro e sul nord dell’Europa, <strong>con una pressione massima che supererà i 1035 hPa, e la sua posizione sarà determinante per l’evoluzione del tempo in Spagna.</strong></p><p>Man mano che la corrente a getto polare disegnerà ampie ondulazioni alle nostre latitudini, le alte pressioni favoriranno una circolazione retrograda, da nord-est a sud-ovest, che consentirà l’afflusso di aria fredda verso la Penisola. <strong>Una depressione potrebbe finire per isolarsi dalla circolazione generale e dare origine a una profonda ondata di freddo a nord della Penisola.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dentro-de-36-horas-se-formara-el-superanticiclon-que-desencadenara-el-episodio-de-lluvias-en-espana-1791974390069.png" data-image="bqp3z6k7xn6t" alt="Anticiclone." title="Anticiclone."><figcaption>L'anticiclone potrebbe raggiungere una pressione massima di 1040 hPa tra qualche giorno, valori record per questo periodo dell'anno. Fonte: Polarwx.com</figcaption></figure><p>Questa sacca d’aria fredda potrebbe raggiungere <strong>temperature di -26 °C a circa 5500 metri di altitudine.</strong> Entrando in contatto con una massa d’aria più calda e umida negli strati inferiori, alimentata dal vento di levante proveniente dal Mediterraneo, si creerà un marcato contrasto termico che accentuerà l’instabilità.</p><p>A ciò si aggiungerebbe la convergenza dei venti, un elemento fondamentale per favorire l’ascesa dell’aria umida e calda proveniente dal Mediterraneo e la formazione di intensi nuclei di precipitazione. </p><div class="texto-destacado"><strong>La combinazione di questi fattori fa presagire uno scenario favorevole a un episodio di piogge localmente torrenziali nell’area mediterranea durante il fine settimana.</strong></div><p>L’evoluzione della massa d’aria fredda, la persistenza dei venti marini e la localizzazione delle zone di convergenza saranno determinanti per individuare dove potrebbero registrarsi i maggiori accumuli, sebbene con una certa incertezza.</p><h2>Le piogge si intensificheranno nel corso del fine settimana e potrebbero essere intense nella regione mediterranea</h2><p>Le prime precipitazioni inizieranno a farsi sentire tra mercoledì e giovedì nel sud-est della penisola, in un fenomeno che si intensificherà con l'avvicinarsi del fine settimana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dentro-de-36-horas-se-formara-el-superanticiclon-que-desencadenara-el-episodio-de-lluvias-en-espana-1791971216551.jpg" data-image="o7ra9mukp5bv" alt="Piogge sulla costa mediterranea." title="Piogge sulla costa mediterranea."><figcaption>I modelli indicano i livelli più elevati in mare, tuttavia è ancora troppo presto per individuare con precisione le zone in cui pioverà con maggiore intensità.</figcaption></figure><p>L'evoluzione della massa d'aria e l'arrivo di venti umidi da est favoriranno lo sviluppo di piogge in diverse zone dell'area mediterranea, dove alcuni nuclei potrebbero scaricarsi con intensità.</p><p>Per quanto riguarda sabato, le mappe del modello europeo indicano un aumento delle precipitazioni nella parte orientale e sud-orientale della penisola, <strong>con piogge che potrebbero interessare anche le Baleari. </strong>Tuttavia, sarà domenica che i cumuli previsti inizieranno a distinguersi in modo particolare <strong>nei pressi della Comunità Valenciana, della Regione di Murcia e della Catalogna.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793366" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate.html" title="Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate">Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate.html" title="Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate-1791988758213_320.jpg" alt="Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate"></a></article></aside><p>In alcuni punti, le precipitazioni potrebbero essere localmente abbondanti, soprattutto se i temporali rimangono stazionari o si rigenerano sulle stesse zone. L’instabilità non si limiterà al Mediterraneo. La stessa configurazione atmosferica favorirà anche le precipitazioni nel nord della penisola, specialmente nella fascia cantabrica, dove i modelli mostrano accumuli significativi durante l’episodio.</p><h2>Le piogge raggiungeranno pure l'Italia?</h2><p>L'Italia sarà interessata solo di striscio da questa circolazione di aria umida che causerà un aumento della nuvolosità, già dal weekend, sulla Sardegna e sulle regioni di Nord-Ovest.</p><p><strong>Solo domenica 18 ottobre, e nella giornata di lunedì 19, arriveranno delle piogge che bagneranno la Liguria, parte del Piemonte e della Lombardia.</strong> Qualche temporale potrebbe raggiungere pure la Toscana.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793281" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html" title="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”">Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html" title="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto-1791922082428_320.jpg" alt="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”"></a></article></aside><p>L'umida ventilazione di Scirocco, pronta ad attivarsi nei bassi strati, produrrà da domenica qualche pioggia da stau pure sui settori orientali di Sardegna e Sicilia.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-36-ore-si-formera-il-super-anticiclone-che-dara-origine-all-ondata-di-piogge-in-spagna.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questo è uno dei fenomeni temporaleschi più violenti non associati a una supercella capace di produrre venti a 150 km/h]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-e-uno-dei-fenomeni-temporaleschi-piu-violenti-non-associati-a-una-supercella-capace-di-produrre-venti-a-150-km-h.html</link><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 04:16:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo fenomeno, ormai comune anche in Italia e in Europa, spesso produce venti distruttivi che in taluni episodi possono raggiungere i 150 km/h, causando notevoli danni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-e-uno-dei-fenomeni-temporaleschi-piu-violenti-non-associati-a-una-supercella-capace-di-produrre-venti-a-150-km-h-1781709263181.jpg" data-image="wv36qjdcikcs" alt="Microburst." title="Microburst."><figcaption>La formazione di un “bow echo” è strettamente legata alla dinamica delle correnti ascendenti (updrafts) e discendenti (downdrafts) all'interno di un temporale.</figcaption></figure><p>Il <strong>“bow echo”</strong> è un fenomeno meteorologico estremo associato a forti temporali, caratterizzato da una struttura a forma di arco. Descritto per la prima volta da <strong><em>Fujita </em></strong>nel 1978, il <strong>“bow echo”</strong> è riconosciuto nella letteratura scientifica come un pattern radar distintivo che si forma in presenza di forti correnti discendenti e venti intensi, spesso responsabili di danni significativi.</p><p>Quando all’interno di una struttura temporalesca a mesoscala compare, dai tracciati radar, una struttura ad arco, significa che in quella zona è<strong> presente un flusso discendente e accelerato d’aria relativamente secca </strong>che entra nella parte posteriore del sistema temporalesco, tra il flusso ascendente (updraft) e le correnti discendenti fredde (downdraft).</p><p>Questo flusso retrogrado contribuisce a curvare in avanti il sistema, favorendo la tipica forma a <strong>“bow echo”,</strong> intensificando i <strong>downburst </strong>e i fenomeni di vento lineare al suolo, talvolta molto violento, poiché trascina aria secca che, mescolandosi con quella più umida, <strong>aumenta l’evaporazione e raffredda ulteriormente le correnti discendenti, accelerandole.</strong></p><h2><strong>Cosa sono i bow echo?</strong></h2><p>Secondo la letteratura scientifica <strong><em>(Fujita, 1978; Weisman, 1993),</em></strong> un <strong>“bow echo”</strong> si sviluppa principalmente in sistemi temporaleschi organizzati, come le <strong>“squall lines”</strong> o i <strong>“mesoscale convective systems” (MCS).</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>La forma ad arco è dovuta alla divergenza dei venti al suolo generati da intensi downbursts, che spingono il fronte temporalesco verso l'esterno, creando una curvatura caratteristica.</strong></div><p>I <strong>“bow echoes”</strong> sono spesso associati a venti distruttivi di tipo straight-line non tornadici, <strong>che possono raggiungere velocità superiori a 100-150 km/h, e in casi estremi, simili a quelle dei microbursts (180-200 km/h o più).</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-e-uno-dei-fenomeni-temporaleschi-piu-violenti-non-associati-a-una-supercella-capace-di-produrre-venti-a-150-km-h-1756071836132.png" data-image="zhcv9kq3s5xn" alt="Bow echo." title="Bow echo."><figcaption>Schema di formazione del fenomeno del "bow echo" durante l'intensificazione dei downbursts. Credit immagine Wikipedia.</figcaption></figure><p>Questi venti sono causati da un forte <strong>downdraft</strong> che, impattando il suolo, genera raffiche divergenti. <strong>Inoltre i “bow echoes” possono produrre fenomeni associati come tornado, grandine di grandi dimensioni e intense precipitazioni.</strong></p><h2><strong>Come si sviluppano queste raffiche discendenti così violente?</strong></h2><p>La formazione di un <strong>“bow echo”</strong> è strettamente legata alla dinamica delle correnti ascendenti (updrafts) e discendenti (downdrafts) all'interno di un temporale, come descritto da <strong><em>Weisman e Klemp (1986) </em></strong>e successivamente approfondito da <strong><em>Weisman (2001).</em></strong></p><p>Inizialmente, una linea di <strong>celle temporalesche</strong> o un <strong>MCS</strong> si organizza in presenza di un forte updraft che alimenta il cumulonembo. Quando le precipitazioni intense (pioggia e grandine) si formano, l’aria fredda e pesante all’interno della nube inizia a scendere rapidamente, generando un <strong>downburst.</strong> </p><p>Questo processo è amplificato da un <strong>“gradiente termico”</strong> tra l’aria fredda della nube e l’ambiente caldo circostante, che crea un <strong>“gradiente barico”</strong> molto intenso, in uno spazio ristretto (Simpson, 1987).</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il downburst colpisce il suolo e diverge radialmente, producendo forti raffiche di vento. La divergenza al suolo spinge il fronte temporalesco verso l’esterno, deformando la linea convettiva in una forma ad arco.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questa dinamica è ulteriormente intensificato dalla presenza di un <strong>“rear inflow jet” (RIJ),</strong> un flusso di aria fredda e secca che si infiltra nella parte posteriore del sistema temporalesco, <strong>rafforzando il “downdraft” e accelerando i venti al suolo (Weisman, 1992).</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-e-uno-dei-fenomeni-temporaleschi-piu-violenti-non-associati-a-una-supercella-capace-di-produrre-venti-a-150-km-h-1781709299065.jpg" data-image="5ywlalxfiolh" alt="Microburst." title="Microburst."><figcaption>Il downburst colpisce il suolo e diverge radialmente, producendo forti raffiche di vento. La divergenza al suolo spinge il fronte temporalesco verso l’esterno, deformando la linea convettiva in una forma ad arco. </figcaption></figure><p>Durante la maturazione del <strong>“bow echo”,</strong> possono formarsi caratteristiche distintive come i <strong>“bookend vortices” (vortici alle estremità dell’arco)</strong> e il <strong>“line-end vortex”,</strong> che in alcuni casi possono evolvere in tornado. La presenza di un <strong>“rear inflow jet”</strong> ben sviluppato <strong>è spesso un indicatore di “bow echoes” particolarmente intensi.</strong></p><h2><strong>Uno dei fenomeni temporaleschi più violenti </strong></h2><p>I <strong>“bow echoes”</strong> sono tra i fenomeni temporaleschi più pericolosi, non di natura <strong>supercellulare, </strong>a causa della loro capacità di generare venti distruttivi su larga scala. </p><p>Eventi simili possono causare danni significativi a infrastrutture, vegetazione e, in casi estremi, rappresentare un rischio per la sicurezza umana. <strong>La rapida evoluzione, spesso 30-60 minuti per raggiungere il picco, e la difficoltà di previsione rendono i “bow echoes” una sfida per la meteorologia operativa.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="259721" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/downburst-le-violente-raffiche-di-vento-prodotte-dai-temporali-cosa-sono.html" title="I 'downburst': le violente raffiche di vento prodotte dai temporali">I "downburst": le violente raffiche di vento prodotte dai temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/downburst-le-violente-raffiche-di-vento-prodotte-dai-temporali-cosa-sono.html" title="I 'downburst': le violente raffiche di vento prodotte dai temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-downburst-le-violente-raffiche-di-vento-prodotte-dai-temporali-259721-1_320.jpeg" alt="I 'downburst': le violente raffiche di vento prodotte dai temporali"></a></article></aside><p>Il rilevamento dei <strong>“bow echoes”</strong> si basa principalmente sull’analisi delle immagini radar, che mostrano la caratteristica forma ad arco e la presenza di un forte <strong>“reflectivity gradient” (indice di precipitazioni intense).</strong></p><p>Modelli numerici ad alta risoluzione e il monitoraggio dello shear e del <strong>CAPE</strong> sono essenziali per prevedere la formazione di questi sistemi. Tuttavia, la loro rapida evoluzione richiede sistemi di allerta in tempo reale per mitigare i rischi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-e-uno-dei-fenomeni-temporaleschi-piu-violenti-non-associati-a-una-supercella-capace-di-produrre-venti-a-150-km-h.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nuove simulazioni collegano le prime stelle dell'Universo a segnali ancora visibili oggi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuove-simulazioni-collegano-le-prime-stelle-dell-universo-a-segnali-ancora-visibili-oggi.html</link><pubDate>Thu, 15 Oct 2026 03:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Le prime stelle e galassie hanno trasformato l'Universo primordiale, generando gli elementi chimici che oggi costituiscono le stelle, i pianeti e la vita stessa. Oggi, simulazioni avanzate stanno ricostruendo quei primi miliardi di anni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/novas-simulacoes-ligam-as-primeiras-estrelas-do-universo-a-sinais-ainda-visiveis-hoje-1791107881970.png" data-image="bkorn5j7ktdx" alt="Progetto MEGATRON. Crédit: NASA" title="Progetto MEGATRON. Crédit: NASA"><figcaption>Il progetto MEGATRON utilizza simulazioni cosmologiche per riprodurre la varietà degli spettri delle galassie dell'Universo primordiale. Credit: NASA</figcaption></figure><p>L'Universo primordiale era molto diverso da quello attuale: privo di stelle, galassie o elementi chimici più pesanti dell'idrogeno e dell'elio. Le prime stelle nacquero dal collasso gravitazionale di nubi di gas e furono responsabili della formazione dei primi elementi più pesanti.</p><p>Per comprendere questa evoluzione, i ricercatori hanno sviluppato il <strong>progetto MEGATRON,</strong> avvalendosi di alcune delle simulazioni più dettagliate mai realizzate. I modelli integrano processi fisici per seguire l’evoluzione delle strutture cosmiche. <strong>In questo modo, è possibile ricostruire le prime fonti luminose.</strong></p><p>Le simulazioni consentono inoltre di indagare su come gli elementi prodotti dalle prime stelle siano stati dispersi nell’Universo e incorporati nelle successive generazioni di stelle. Confrontando questi modelli con i dati provenienti da telescopi come il <strong>James Webb (JWST),</strong> i ricercatori possono verificare quali scenari riproducono l’Universo primordiale.</p><h2>Rete cosmica</h2><p>La rete cosmica è la struttura su larga scala che organizza la materia dell’Universo in una sorta di rete, formata da filamenti di materia che collegano regioni più dense. <strong>La sua formazione è determinata dalla gravità e dalla distribuzione della materia oscura, che definisce come è distribuita la materia.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il gas barionico si accumula in questi filamenti e alimenta la formazione e l’evoluzione delle galassie.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Sebbene le prime galassie si siano evolute nel corso di miliardi di anni, alcuni segni della loro esistenza possono essere ancora oggi osservabili. Le stelle molto antiche possono conservare nella loro composizione chimica elementi prodotti dalle prime generazioni stellari.</p><h2>Progetto Megatron</h2><p>Il <strong>progetto MEGATRON</strong> è un progetto di simulazione al computer sviluppato per studiare come sono nate e si sono evolute le prime stelle e galassie dell'Universo. Il progetto utilizza modelli cosmologici ad alta risoluzione per seguire la formazione delle prime strutture luminose e i processi fisici che hanno trasformato l'Universo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/novas-simulacoes-ligam-as-primeiras-estrelas-do-universo-a-sinais-ainda-visiveis-hoje-1791107827368.png" data-image="l9gywr7hj935" alt="Crédit: Katz et al. 2026." title="Crédit: Katz et al. 2026."><figcaption>Le simulazioni combinano gravità, idrodinamica e radiazione per studiare come le prime galassie si siano evolute e abbiano modificato l'ambiente circostante. Crediti: Katz et al. 2026</figcaption></figure><p>Uno degli obiettivi è capire in che modo le prime stelle abbiano modificato l'ambiente circostante e generato gli elementi chimici. Le simulazioni consentono di seguire questa evoluzione nei minimi dettagli e di elaborare previsioni che possono essere confrontate con le osservazioni di telescopi come il JWST.</p><h2>Come si sono formate le galassie?</h2><p>Le simulazioni partono da un gas primordiale praticamente privo di elementi pesanti, <strong>riproducendo le condizioni dell’Universo poco dopo il Big Bang.</strong> Partendo da questo materiale, i modelli seguono la nascita delle prime stelle, la radiazione da esse emessa e la loro morte in esplosioni di supernova.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781103" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-stanno-monitorando-una-galassia-gigantesca-che-si-sta-espandendo-1-2-miliardi-di-anni-dopo-il-big-bang.html" title="Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang">Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-stanno-monitorando-una-galassia-gigantesca-che-si-sta-espandendo-1-2-miliardi-di-anni-dopo-il-big-bang.html" title="Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-acompanham-uma-galaxia-massiva-crescendo-1-2-bilhoes-de-anos-apos-big-bang-1785011969511_320.png" alt="Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang"></a></article></aside><p>Questo processo è fondamentale per comprendere l’origine degli elementi chimici presenti nell’Universo attuale. Il carbonio, l’ossigeno, il ferro e altri elementi sono stati prodotti da processi nucleari all’interno delle stelle e successivamente rilasciati nel mezzo interstellare. <strong>Il progetto MEGATRON consente di seguire questo arricchimento chimico.</strong></p><h2>Il ruolo del telescopio James Webb</h2><p><strong>Il JWST è fondamentale per lo studio dell'Universo primordiale perché osserva principalmente nelle lunghezze d'onda infrarosse, </strong>in grado di rilevare la luce di galassie estremamente lontane. Ciò consente di studiare galassie formatesi poche centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/novas-simulacoes-ligam-as-primeiras-estrelas-do-universo-a-sinais-ainda-visiveis-hoje-1791107905287.png" data-image="jc23uxd71szb" alt="NASA." title="NASA."><figcaption>Il confronto tra le previsioni di MEGATRON e i dati del telescopio James Webb aiuta a verificare i modelli relativi alla formazione e all'evoluzione delle prime galassie. Crediti: NASA</figcaption></figure><p>Oltre a individuare queste galassie, il JWST è in grado di ottenere spettri che rivelano le proprietà fisiche e chimiche dei loro gas e delle loro stelle. Queste informazioni <strong>consentono di misurare gli spostamenti verso il rosso,</strong> identificare gli elementi e stimare i tassi di formazione stellare, fornendo dati per verificare modelli come quelli di MEGATRON.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Katz%20et%20al" data-year="2026" data-title="MEGATRON%3A%20Reproducing%20the%20Diversity%20of%20High-Redshift%20Galaxy%20Spectra%20with%20Cosmological%20Radiation%20Hydrodynamics%20Simulations" data-url="https%3A%2F%2Farxiv.org%2Fabs%2F2510.05201v2">Katz et al. (2026). <a href="https://arxiv.org/abs/2510.05201v2" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">MEGATRON: Reproducing the Diversity of High-Redshift Galaxy Spectra with Cosmological Radiation Hydrodynamics Simulations</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuove-simulazioni-collegano-le-prime-stelle-dell-universo-a-segnali-ancora-visibili-oggi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un milione di dollari per risolvere una grande domanda della meteorologia: quando una supercella genera un tornado]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-milione-di-dollari-per-risolvere-una-grande-domanda-della-meteorologia-quando-una-supercella-genera-un-tornado.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un gruppo di scienziati statunitensi studierà in che modo la turbolenza negli strati inferiori dell'atmosfera influisca sulla formazione dei tornado. L'obiettivo è individuare quali tempeste abbiano un maggiore potenziale di generare tornado e migliorare gli avvisi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-millon-de-dolares-para-resolver-una-gran-pregunta-de-la-meteorologia-cuando-una-supercelda-forma-un-tornado-1791565662066.jpg" data-image="8ghvp9r4u621" alt="Tornado supercella." title="Tornado supercella."><figcaption>L'obiettivo finale è quello di tradurre tali conoscenze in previsioni a breve termine più accurate e in allerte meteorologiche più efficaci.</figcaption></figure><p>Prevedere un temporale non è sempre sufficiente per stabilire se questa finirà per generare un tornado. Sebbene i meteorologi dispongano di strumenti sempre più avanzati, determinare quali di queste tempeste daranno origine a uno dei fenomeni più distruttivi della natura rimane una sfida.</p><p>Per compiere progressi in questa direzione, i ricercatori della Pennsylvania State University, negli Stati Uniti, studieranno come la turbolenza atmosferica possa influenzare lo sviluppo dei tornado.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il progetto, che ha ricevuto un finanziamento di quasi 1,1 milioni di dollari dalla National Science Foundation (NSF) degli Stati Uniti, avrà una durata di tre anni.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La ricerca mira a comprendere meglio i meccanismi che scatenano questi fenomeni e, a lungo termine, a contribuire all’emissione di allerte più precise e tempestive, che consentano alla popolazione di disporre di più tempo per mettersi al riparo.</p><h2>La turbolenza, un elemento fondamentale nella formazione dei tornado</h2><p>Il progetto è guidato da <strong>Paul Markowski,</strong> professore emerito e direttore del Dipartimento di Meteorologia e Scienze atmosferiche dell’università. Il suo lavoro si basa su una ricerca pubblicata nel 2024, in cui ha effettuato simulazioni numeriche delle supercelle: tempeste elettriche intense caratterizzate da correnti ascensionali rotanti.</p><p>A differenza di altri modelli che semplificano le condizioni atmosferiche, quelle simulazioni hanno incorporato ambienti turbolenti più realistici. <strong>I risultati hanno suggerito che i tornado potrebbero formarsi attraverso meccanismi diversi da quelli identificati nelle simulazioni precedenti,</strong> che utilizzavano atmosfere meno complesse.</p><div class="texto-destacado"><strong>Più recentemente, alcuni ricercatori dell’Oklahoma hanno osservato strutture turbolente simili durante studi sul campo sulle supercelle, fornendo così prove osservative compatibili con i risultati di Markowski.</strong></div><p>Tuttavia, rimane ancora una domanda fondamentale a cui rispondere: <strong>queste strutture turbolente favoriscono davvero la formazione dei tornado nell’atmosfera? </strong>Gli scienziati ritengono che potrebbero svolgere un ruolo importante, anche se devono ancora determinare in quali circostanze ciò avvenga e quale sia la loro reale influenza.</p><h2>Quali condizioni potrebbero favorirne lo sviluppo?</h2><p>Per rispondere a questa domanda, il team combinerà simulazioni numeriche, tecniche di apprendimento automatico e misurazioni ottenute durante precedenti campagne di osservazione. I ricercatori analizzeranno diversi contesti meteorologici per verificare se la turbolenza costituisca un fattore rilevante in tutti essi o solo in determinate condizioni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Uno degli aspetti che studieranno è la relazione tra alcune strutture turbolente, il vento e la diminuzione del riscaldamento dell’atmosfera a partire dalla superficie terrestre.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Secondo <strong>Kevin Bowley, </strong>professore di meteorologia e membro del progetto, queste strutture possono manifestarsi quando diminuisce il riscaldamento solare della superficie, <strong>una situazione comune durante le prime ore della notte. </strong>Possono presentarsi anche in condizioni di vento forte.</p><p>Se si confermasse che queste caratteristiche aiutano a distinguere le supercelle con maggiore potenziale tornado, <strong>potrebbero diventare indicatori aggiuntivi per i meteorologi.</strong> In ogni caso, i temporali possono svilupparsi in diverse combinazioni di instabilità atmosferica e variazioni del vento con l’altitudine, pertanto sarà necessario verificare se il meccanismo funziona in scenari diversi.</p><h2>Supercomputer e palloni aerostatici per studiare l’interno delle tempeste</h2><p>Una parte fondamentale della ricerca sarà condotta tramite simulazioni ad alta risoluzione su <strong>Roar,</strong> il supercomputer della Pennsylvania State University. Questi strumenti consentono di rappresentare l’evoluzione di una tempesta con un livello di dettaglio difficile da ottenere tramite osservazioni dirette.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792725" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tornado-in-sicilia-ci-sono-sempre-stati-ma-il-mare-sempre-piu-caldo-li-rende-piu-distruttivi.html" title="Tornado in Sicilia: ci sono sempre stati, ma il mare sempre più caldo li rende più distruttivi">Tornado in Sicilia: ci sono sempre stati, ma il mare sempre più caldo li rende più distruttivi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tornado-in-sicilia-ci-sono-sempre-stati-ma-il-mare-sempre-piu-caldo-li-rende-piu-distruttivi.html" title="Tornado in Sicilia: ci sono sempre stati, ma il mare sempre più caldo li rende più distruttivi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tornado-in-sicilia-ci-sono-sempre-stati-ma-il-mare-sempre-piu-caldo-li-rende-piu-distruttivi-1791569544086_320.jpg" alt="Tornado in Sicilia: ci sono sempre stati, ma il mare sempre più caldo li rende più distruttivi"></a></article></aside><p>In un fenomeno reale, gli strumenti non sono in grado di registrare tutte le variabili in ogni punto dell’atmosfera e le misurazioni contengono errori. I modelli computazionali, invece, consentono di analizzare grandi volumi di informazioni e di modificare le condizioni iniziali per studiare come reagisce il sistema.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-millon-de-dolares-para-resolver-una-gran-pregunta-de-la-meteorologia-cuando-una-supercelda-forma-un-tornado-1791565693738.jpg" data-image="auden1cbmsmf" alt="Tornado supercella." title="Tornado supercella."><figcaption>La ricerca mira a comprendere meglio i meccanismi che danno origine ai tornado.</figcaption></figure><p><strong>Il team esaminerà inoltre le misurazioni di temperatura e pressione raccolte tra il 2017 e il 2022 nel corso di progetti sul campo finanziati dalla NSF.</strong> Per ottenere tali dati, Markowski e la professoressa Yvette Richardson hanno utilizzato piccoli palloni dotati di sensori in grado di registrare le condizioni all’interno delle supercelle.</p><p>La combinazione di queste osservazioni con le nuove simulazioni contribuirà a ricostruire la distribuzione del vento, della temperatura e dell’umidità a diverse altitudini.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716658" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura.html" title="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura">Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura.html" title="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura-1750758099016_320.jpg" alt="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura"></a></article></aside><p><strong>L’obiettivo finale è quello di tradurre queste conoscenze in previsioni a breve termine più accurate e in allerte meteorologiche più efficaci.</strong> Sebbene sia ancora necessario verificare la portata dei risultati, comprendere perché alcune tempeste generano tornado e altre no potrebbe rappresentare un importante passo avanti per anticipare questi fenomeni e ridurne le conseguenze.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-milione-di-dollari-per-risolvere-una-grande-domanda-della-meteorologia-quando-una-supercella-genera-un-tornado.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Premio Nobel per la Fisica del 2026 viene assegnato allo scienziato che ha rivoluzionato lo studio dell'Universo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-premio-nobel-per-la-fisica-del-2026-viene-assegnato-allo-scienziato-che-ha-rivoluzionato-lo-studio-dell-universo.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 16:16:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Francis Halzen è stato premiato per aver sviluppato un osservatorio in Antartide in grado di rilevare i neutrini, particelle subatomiche che aiutano gli scienziati a studiare fenomeni estremi e a comprendere meglio l'origine dell'Universo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nobel-de-fisica-2026-reconhece-cientista-que-revolucionou-estudo-do-universo-com-particulas-fantasma-1791742287320.jpg" data-image="tw4kk96ir6fs" alt="Studio dell'universo." title="Studio dell'universo."><figcaption>Il professor Francis Halzen è stato premiato per il suo "contributo decisivo" allo sviluppo dell'Osservatorio di neutrini IceCube. Credito: Yuya Makino/Icecube</figcaption></figure><p>Il fisico belga <strong>Francis Halzen</strong> ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica 2026 per il suo contributo allo sviluppo dell'<strong>Osservatorio</strong> <strong>di Neutrini IceCube,</strong> situato al Polo Sud. Lo strumento utilizza una gigantesca struttura di ghiaccio in Antartide per rilevare le particelle subatomiche note come neutrini, anche chiamate "particelle fantasma".</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Professore all'Università del Wisconsin-Madison negli Stati Uniti, <strong>Halzen ha guidato un team internazionale responsabile della creazione dell'osservatorio, considerato una svolta per l'astronomia.</strong> La tecnologia permette di studiare eventi cosmici estremamente energetici, come le esplosioni stellari e i fenomeni associati ai buchi neri.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L'idea di utilizzare il ghiaccio antartico per rilevare i neutrini fu presentata dallo scienziato nel 1988. Decenni dopo, il progetto è diventato realtà e <strong>ha aperto nuove possibilità per la comprensione dell'Universo. </strong>Secondo la Reale Accademia Svedese delle Scienze, la visione e la leadership di Halzen sono state fondamentali per lo sviluppo di IceCube.</p><h2>Come funziona l'osservatorio delle particelle fantasma?</h2><p>I neutrini sono particelle estremamente piccole che attraversano la materia quasi senza interagire con essa. Prodotti in grandi quantità dal Sole e da altri fenomeni cosmici, <strong>miliardi di essi attraversano continuamente il corpo umano</strong> senza causare effetti percepibili.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nobel-de-fisica-2026-reconhece-cientista-que-revolucionou-estudo-do-universo-com-particulas-fantasma-1791742696550.jpg" data-image="zxy0ld9vz7m7" alt="Universo." title="Universo."><figcaption>Questa immagine sfocata raffigura la Via Lattea, ma è composta da particelle di neutrini. Fonte: IceCube/CNS</figcaption></figure><p>Per identificare queste particelle, <strong>IceCube</strong> utilizza circa un chilometro cubo di ghiaccio antartico, dotato di migliaia di sensori ottici installati in profondità nel sottosuolo. <strong>Quando un neutrino interagisce con la materia, può produrre particelle cariche che generano una luminescenza bluastra </strong>rilevabile dallo strumento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772799" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ingegneri-svelano-su-nature-quanti-chilometri-percorrono-le-particelle-tossiche-provenienti-dagli-incendi.html" title="Ingegneri svelano su Nature quanti chilometri percorrono le particelle tossiche provenienti dagli incendi boschivi">Ingegneri svelano su Nature quanti chilometri percorrono le particelle tossiche provenienti dagli incendi boschivi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ingegneri-svelano-su-nature-quanti-chilometri-percorrono-le-particelle-tossiche-provenienti-dagli-incendi.html" title="Ingegneri svelano su Nature quanti chilometri percorrono le particelle tossiche provenienti dagli incendi boschivi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hasta-donde-viajan-las-particulas-toxicas-de-los-incendios-forestales-las-nanoparticulas-permanencen-hasta-meses-depue-1780649645472_320.jpeg" alt="Ingegneri svelano su Nature quanti chilometri percorrono le particelle tossiche provenienti dagli incendi boschivi"></a></article></aside><p>L'analisi di questi segnali permette di stimare la direzione e l'energia dei neutrini, fornendo indizi sulla loro origine. Poiché queste interazioni sono estremamente rare, l'enorme volume di ghiaccio trasparente è essenziale per aumentare le probabilità di rilevamento.</p><h2>Una nuova finestra per indagare l'Universo</h2><p>Uno dei principali vantaggi dei neutrini è la loro capacità di attraversare regioni dense dello spazio che la luce non riesce a penetrare facilmente. Inoltre, non avendo carica elettrica, le loro traiettorie non vengono deviate dai campi magnetici.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Queste caratteristiche rendono le particelle importanti messaggeri cosmici. Identificandone l'origine, i ricercatori possono studiare i processi fisici che si verificano in ambienti estremi, <strong>comprese le regioni in prossimità dei buchi neri e delle stelle che esplodono.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il riconoscimento da parte di Halzen sottolinea anche l'importanza della cooperazione scientifica internazionale. <strong>Per gli esperti, IceCube rappresenta un nuovo modo di osservare il cosmo, complementare ai telescopi tradizionali e in grado di ampliare le possibilità di scoperta.</strong></p><h2>Riconoscimento di decenni di ricerca</h2><p>Durante la cerimonia di premiazione, <strong>Halzen ha riconosciuto che il successo del progetto ha superato le sue stesse aspettative.</strong> Inizialmente, c'erano dubbi sulla fattibilità di costruire un rivelatore così complesso in condizioni ambientali estreme.</p><p>Il presidente del Comitato Nobel per la Fisica, Mark Pearce, ha sottolineato come la perseveranza e la visione scientifica del ricercatore abbiano contribuito a creare una nuova modalità di astronomia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793026" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/due-particelle-generate-dal-bosone-di-higgs-sorprendono-il-cern-nuove-prove-dell-entanglement-quantistico.html" title="Due particelle generate dal bosone di Higgs sorprendono il CERN: nuove prove dell’entanglement quantistico">Due particelle generate dal bosone di Higgs sorprendono il CERN: nuove prove dell’entanglement quantistico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/due-particelle-generate-dal-bosone-di-higgs-sorprendono-il-cern-nuove-prove-dell-entanglement-quantistico.html" title="Due particelle generate dal bosone di Higgs sorprendono il CERN: nuove prove dell’entanglement quantistico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dos-particulas-nacidas-del-boson-de-higgs-sorprenden-al-cern-nuevas-pruebas-de-entrelazamiento-cuantico-1790958144456_320.png" alt="Due particelle generate dal bosone di Higgs sorprendono il CERN: nuove prove dell’entanglement quantistico"></a></article></aside><p><strong>Con IceCube, la scienza ha acquisito uno strumento per indagare alcuni dei fenomeni più misteriosi dell'Universo,</strong> dimostrando come particelle praticamente invisibili possano rivelare informazioni fondamentali sul cosmo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="BBC%20Brasil" data-year="2026" data-title="O%20que%20s%C3%A3o%20as%20'part%C3%ADculas%20fantasma'%20que%20deram%20Nobel%20de%20F%C3%ADsica%20a%20professor%20da%20B%C3%A9lgica" data-url="https%3A%2F%2Fwww.bbc.com%2Fportuguese%2Farticles%2Fc6kglr3wy2zgo">BBC Brasil. (2026). <a href="https://www.bbc.com/portuguese/articles/c6kglr3wy2zgo" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">O que são as 'partículas fantasma' que deram Nobel de Física a professor da Bélgica</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-premio-nobel-per-la-fisica-del-2026-viene-assegnato-allo-scienziato-che-ha-rivoluzionato-lo-studio-dell-universo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scoprire i luoghi dell’arte in un giorno di pioggia: i 10 musei più visitati al mondo, con un italiano nella top 3]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/visitare-i-luoghi-dell-arte-in-un-giorno-di-pioggia-i-10-musei-piu-visitati-al-mondo-con-un-italiano-nella-top.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Le città d’arte in autunno si fanno ancora più belle e se il meteo non sempre è favorevole per passeggiare, una giornata di pioggia diventa l’opportunità per scoprire eccezionali musei. Ecco quali sono i più frequentati al mondo</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/visitare-i-luoghi-dell-arte-in-un-giorno-di-pioggia-i-10-musei-piu-visitati-al-mondo-con-un-italiano-nella-top-1791798321860.jpg" data-image="i8w73xnfisl4" alt="top 10 musei del mondo" title="top 10 musei del mondo"><figcaption>L'inconfondibile piramide di ferro e vetro del Louvre di Parigi - Netfalls - stock.adobe.com</figcaption></figure><p>Quando il tempo non consente passeggiate nelle piazze, nei parchi o lungo le vie dello shopping, visitare un museo è un’ottima soluzione per conoscere meglio una città.</p><p>Se la pioggia cade incessantemente i musei sono sempre un perfetto rifugio, per tutti i gusti. Tra quelli dedicati all’<strong>arte</strong>, alla <strong>scienza</strong>, alla <strong>moda </strong>e così via, non c’è che l’imbarazzo della scelta.</p><p>In <strong>Europa</strong>, trovarne di straordinari non è affatto difficile, molti dei cento musei d’arte più visitati al mondo si trovano infatti nel vecchio continente, e il secondo classificato è in <strong>Italia</strong>.</p><h2>Dove si trovano i musei più visitati al mondo</h2><p>La classifica di <em>The Art Newspaper</em> prende in esame i dati più recenti, cioè quelli relativi al 2025. La vecchia tendenza è confermata, con i musei d’arte europei che occupano le posizioni più alte. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/visitare-i-luoghi-dell-arte-in-un-giorno-di-pioggia-i-10-musei-piu-visitati-al-mondo-con-un-italiano-nella-top-1791798408080.jpg" data-image="wdmng0g5itev" alt="Migliori musei mondiali" title="Migliori musei mondiali"><figcaption>Il lago antistante il National Museum of Korea a Seoul</figcaption></figure><p><strong>Cinque su dieci</strong> musei della top 10 mondiale sono infatti in Europa. I numeri dei poli culturali europei rimangono per lo più stabili, con il solo <strong>Museo del Prado di Madrid</strong> ad aver registrato un incremento significativo. Nel 2025 per la prima volta il grande museo spagnolo ha superato i <strong>3,5 milioni di visitatori</strong> all’anno.</p><p>Una sorpresa arriva dalle <strong>megalopoli dell’Asia</strong> dove i grandi musei registrano vertiginosi aumenti delle visite. Uno dei casi di maggior successo è quello del <strong>National Museum of Korea di Seoul</strong>, che ha visto un incremento del 70% dei visitatori nel 2025, rispetto a quelli dell’anno precedente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781319" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/nel-sottosuolo-di-napoli-c-e-un-museo-diffuso-dove-si-trovano-straordinarie-opere-d-arte-contemporanea.html" title="Nel sottosuolo di Napoli c'è un museo diffuso dove si trovano straordinarie opere d'arte contemporanea">Nel sottosuolo di Napoli c'è un museo diffuso dove si trovano straordinarie opere d'arte contemporanea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/nel-sottosuolo-di-napoli-c-e-un-museo-diffuso-dove-si-trovano-straordinarie-opere-d-arte-contemporanea.html" title="Nel sottosuolo di Napoli c'è un museo diffuso dove si trovano straordinarie opere d'arte contemporanea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nel-sottosuolo-di-napoli-c-e-un-museo-diffuso-dove-si-trovano-straordinarie-opere-d-arte-contemporanea-1785435082524_320.jpg" alt="Nel sottosuolo di Napoli c'è un museo diffuso dove si trovano straordinarie opere d'arte contemporanea"></a></article></aside><p>Anche il <strong>National Museum of China di Pechino</strong> registra numeri incredibili, con poco meno di sette milioni di visitatori annui, ma non è presente in classifica non avendo comunicato i dati ufficiali per tempo.</p><h2>Il museo italiano più vistato al mondo</h2><p>Soprattutto quando arriva l’autunno e ricomincia a piovere, un week end in una città d’arte resta sempre una delle idee di viaggio più amate. </p><p><strong>Roma </strong>ha un fascino intramontabile e una volta dimenticato il caldo estremo dell’estate si fa ancora più piacevole da visitare, anche perché proprio qui si trova il <strong>secondo museo più frequentato al mondo</strong>. </p><div class="texto-destacado">Con più di 6,9 milioni di visitatori annui, i Musei Vaticani consolidano un primato in realtà già noto. Nel ranking mondiale del 2025 conquistano un meritato secondo posto, sorpassati solo dal Louvre di Parigi che ha superato i nove milioni di visitatori. </div><p>L’attrattiva del polo museale dei Musei Vaticani, naturalmente, va ben oltre il loro essere un rifugio dalla pioggia ed è piuttosto da ricercare in una collezione d'arte di valore straordinario. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/visitare-i-luoghi-dell-arte-in-un-giorno-di-pioggia-i-10-musei-piu-visitati-al-mondo-con-un-italiano-nella-top-1791798491682.jpg" data-image="4snb6s8niyuv" alt="Musei Vaticani Roma" title="Musei Vaticani Roma"><figcaption>La famosa scala elicoidale all'interno dei Musei Vaticani - SeanPavonePhoto - stock.adobe.com</figcaption></figure><p>Coprendo un arco di secoli da dall’antichità classica al Rinascimento, le sue sale ospitano capolavori dei maggiori artisti mondiali, come Leonardo da Vinci, Caravaggio, Raffaello e tantissimi altri.</p><h2>Gli altri musei italiani da visitare in autunno</h2><p>Molti altri musei italiani sono presenti in classifica. Proprio come accade per i Musei Vaticani, anche per gli altri siti il flusso di visitatori conosce cali e picchi stagionali, ma rimane comunque incessante nel corso dell'anno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="740413" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/piove-in-trentino-lo-spettacolare-muse-ti-aspetta-per-divertirti-con-tutta-la-famiglia.html" title="Piove in Trentino? Lo spettacolare MUSE ti aspetta per divertirti con tutta la famiglia">Piove in Trentino? Lo spettacolare MUSE ti aspetta per divertirti con tutta la famiglia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/piove-in-trentino-lo-spettacolare-muse-ti-aspetta-per-divertirti-con-tutta-la-famiglia.html" title="Piove in Trentino? Lo spettacolare MUSE ti aspetta per divertirti con tutta la famiglia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/piove-in-trentino-lo-spettacolare-muse-ti-aspetta-per-divertirti-con-tutta-la-famiglia-1763662619834_320.jpg" alt="Piove in Trentino? Lo spettacolare MUSE ti aspetta per divertirti con tutta la famiglia"></a></article></aside><p><strong>Firenze</strong>, ad esempio, è una meta ambitissima durante i ponti d’autunno, così come in quelli di primavera. Anche questo contribuisce al successo della <strong>Galleria dell’Accademia</strong>; la “casa” del <strong>David di Michelangelo </strong>occupa il 31° posto nella classifica mondiale.</p><p><strong>Palazzo Ducale a Venezia</strong> è al 56° posto, mentre il <strong>Museo Egizio di Torino</strong> è al 60° ma rimane il museo egizio più visitato al mondo, dopo quello del Cairo. </p><p> C’è anche un altro importante sito romano in classifica, si tratta dei <strong>Musei Capitolini </strong>che occupano il 90° posto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790720" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/the-whale-nuovo-museo-della-norvegia-dove-scoprire-tutto-sulle-balene-e-anche-vederle-nuotare.html" title="The Whale, nuovo museo della Norvegia dove scoprire tutto sulle balene e anche vederle nuotare">The Whale, nuovo museo della Norvegia dove scoprire tutto sulle balene e anche vederle nuotare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/the-whale-nuovo-museo-della-norvegia-dove-scoprire-tutto-sulle-balene-e-anche-vederle-nuotare.html" title="The Whale, nuovo museo della Norvegia dove scoprire tutto sulle balene e anche vederle nuotare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/the-whale-nuovo-museo-della-norvegia-dove-scoprire-tutto-sulle-balene-e-anche-vederle-nuotare-1790529837101_320.jpg" alt="The Whale, nuovo museo della Norvegia dove scoprire tutto sulle balene e anche vederle nuotare"></a></article></aside><p><br>Da notare la mancanza della <strong>Galleria degli Uffizi</strong> a Firenze, che non ha comunicato dati ufficiali, ma che si attesta annualmente sui 5 e più milioni di visitatori all’anno e quindi risulterebbe sicuramente nella top 10.</p><h2>La top 10 dei musei più visitati al mondo</h2><p>Tutti i musei della top 10 mondiale superano abbondantemente i <strong>4 milioni</strong> di visitatori all’anno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765061" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla.html" title="Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla">Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla.html" title="Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla-1776793001246_320.jpg" alt="Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla"></a></article></aside><p>In Europa la città che ha ottenuto il miglior risultato è <strong>Londra</strong>. Forse per i suoi cieli grigi che spingono verso le attività indoor, e sicuramente per il suo eccezionale patrimonio culturale, la capitale inglese figura nella top 10 dei musei più visitati al mondo con ben <strong>tre siti</strong>.</p><p>Ecco la classifica completa:</p><ul><li>10. National Gallery (Regno Unito)</li><li>09. Tate Modern (Regno Unito)</li><li>08. Shanghai Museum East (Cina)</li><li>07. Museo Nacional de Antropología (Messico)</li><li>06. State Russian Museum (Russia)</li><li>05. Metropolitan Museum of Art (Stati Uniti)</li><li>04. British Museum (Regno Unito)</li><li>03. National Museum of Korea (Corea del Sud)</li><li>02. Musei Vaticani (Città del Vaticano)</li><li>01. Musée du Louvre (Francia)</li></ul>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/visitare-i-luoghi-dell-arte-in-un-giorno-di-pioggia-i-10-musei-piu-visitati-al-mondo-con-un-italiano-nella-top.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: torna il maltempo nel fine settimana: ecco le regioni italiane maggiormente interessate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:44:20 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'alta pressione garantirà tempo stabile e soleggiato fino a venerdì, ma nel fine settimana una goccia fredda potrebbe interrompere la tregua. L'incertezza tra i modelli ECMWF e GFS lascia, però, aperta la contesa sull'esatta traiettoria delle piogge, tra arrivo della pioggia e ulteriore attesa.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbn72em"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbn72em.jpg" id="xbn72em"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Gli aggiornamenti modellistici di <strong>oggi, mercoledì 14 ottobre,</strong> confermano, per i prossimi giorni, l'ulteriore <strong>consolidamento di un promontorio di alta pressione</strong> di matrice atlantica in atto sul Mediterraneo centro-occidentale. Questa struttura anticiclonica garantirà condizioni di<strong> tempo stabile</strong>, asciutto e prevalentemente soleggiato su tutte le regioni italiane almeno<strong> fino a venerdì prossimo, 16 ottobre. </strong></p><div class="texto-destacado">Le temperature massime del giorno beneficeranno di questa rimonta anticiclonica, con un rialzo progressivo che riporterà livelli miti per il periodo, con punte comprese anche<strong> tra i 23°C e i 25°C</strong> <strong>sui settori tirrenici</strong>. </div><p>Al primo mattino e durante le ore notturne, il raffreddamento per irraggiamento, con le notti ormai più lunghe, manterrà le <strong>temperature minime abbastanza fresche</strong>, con locali <strong>f</strong><strong>ormazioni nebbiose</strong> <strong>o foschie</strong> nei fondovalle interni del Centro e sulla Pianura Padana. </p><h2>Il fine settimana e il bivio modellistico tra ECMWF e GFS</h2><p><strong>Un cambiamento inizierà a manifestarsi,</strong> e poi a concretizzarsi, a partire dal prossimo fine settimana, <strong>tra sabato 17 e domenica 18 ottobre,</strong> anche se i principali modelli meteorologici continuano a evidenziare un'importante <strong>discrepanza di vedute sull'evoluzione</strong> del peggioramento per il nostro Paese. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate-1791988714104.jpg" data-image="h8c7adwksxq9"><figcaption>Il modello europeo ECMWF, infatti, vede un ingresso franco della saccatura nel Mediterraneo Occidentale, con conseguente approfondimento di un minimo depressionario sul Mar Ligure nella giornata di domenica 18 ottobre. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Infatti, mentre l'impianto generale vede i <strong>modelli coerenti sulla discesa di un impulso instabile più freddo dal Nord Europa</strong> nei prossimi giorni, la traiettoria di questa goccia fredda divide i due modelli. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793281" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html" title="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”">Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html" title="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto-1791922082428_320.jpg" alt="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”"></a></article></aside><p><strong>Il modello europeo ECMWF</strong>, vede un<strong> ingresso franco del nucleo freddo sul Mediterraneo Occidentale</strong>, con conseguente approfondimento di un <strong>minimo depressionario sul Mar Ligure, </strong>nella giornata di <strong>domenica 18 ottobre</strong>. </p><p>In questo caso si dovrebbe assistere ad un rapido peggioramento a partire dal <strong>Nord-Ovest</strong>, dalla <strong>Sardegna </strong>e dai <strong>settori tirrenici centro-settentrionali</strong>, in particolare dalla <strong>Toscana</strong>, con <strong>precipitazioni </strong>che potrebbero risultare <strong>anche consistenti</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate-1791988736340.jpg" data-image="ge8ctwjubvi7"><figcaption>Il modello americano GFS stima una rotta del nucleo instabile decisamente più occidentale, il che lo farebbe sprofondare direttamente verso la penisola iberica e sulle Isole Baleari, con pochi effetti o effetti ritardati sull'Italia. GFS-MeteoRed.</figcaption></figure><p>Al contrario, <strong>il modello americano GFS </strong>stima una rotta del <strong>nucleo instabile decisamente più occidentale</strong>, il che lo farebbe sprofondare direttamente <strong>verso la</strong> <strong>penisola iberica e le Isole Baleari</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793058" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” ">El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno-1791808593418_320.jpeg" alt="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "></a></article></aside><p>Con questa traiettoria, l'Italia peninsulare resterebbe ancora protetta dall'alta pressione, con un <strong>tempo asciutto</strong>, seppur con una tendenza ad aumento della nuvolosità, soprattutto sui settori occidentali. Le piogge verrebbero relegate quasi esclusivamente alla Sardegna e al canale di Sicilia.</p><h2>La tendenza per la terza decade del mese</h2><p>Come è facile dedurre dall'osservazione dei <strong>grafici probabilistici ensemble</strong> di entrambi i modelli, con una tendenza ad apertura a ventaglio dei clusters, dal 21 ottobre l'incertezza previsionale aumenta per la prossima settimana (19-25 ottobre). </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate-1791988758213.jpg" data-image="5s9gzyw9tpzl"><figcaption>Le proiezioni a medio e lungo raggio restano subordinate all'esatta traiettoria del vortice freddo isolato, che, proprio per le sue caratteristiche, con una collocazione definitiva differente, potrebbe incidere notevolmente sull'effettiva distribuzione geografica delle piogge. ECMWF-MeteoRed </figcaption></figure><p>La dinamica proposta da<strong> ECMWF </strong>vedrebbe l<strong>'Italia inizialmente con tempo in miglioramento, per il temporaneo allontanamento verso ovest della circolazione depressionaria ed instabile</strong>. Poi, tra mercoledì 21 e giovedì 22, la perturbazione attraverserebbe la penisola, con successivi residui instabili su medio-basso Adriatico e Meridione nei giorni successivi <strong>(tendenza molto incerta e quindi poco affidabile)</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate-1791988788988.jpg" data-image="aalz1efej414"><figcaption>L'impianto generale vede i modelli coerenti sulla discesa di un impulso instabile più freddo dal Nord Europa nei prossimi giorni, la traiettoria di questa goccia fredda divide i due modelli. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Nel caso in cui dovesse realizzarsi invece<strong> lo scenario proposto da GFS</strong>, i primi giorni della prossima settimana trascorrerebbero ancora in un <strong>contesto relativamente stabile e mite sui territori peninsulari</strong>, con <strong>instabilità sulle due Isole Maggiori</strong>. Poi, come per il modello europeo, <strong>tendenza a peggioramento a metà settimana</strong>, con precipitazioni al Nord e sui settori più occidentali, Sardegna compresa. Anche l'estremo sud riceverebbe gli effetti di questa circolazione depressionaria, specie nei giorni successivi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793362" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio.html" title="Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio">Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio.html" title="Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteomilano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio-1791982272657_320.png" alt="Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio"></a></article></aside><p>Queste <strong>tendenze a medio e lungo raggio</strong> restano subordinate all'<strong>esatta traiettoria del vortice freddo isolato</strong>, che, proprio per le sue caratteristiche, con una collocazione definitiva differente, potrebbe incidere notevolmente sull'<strong>effettiva distribuzione geografica delle piogge</strong>. Viene da sé che delle variazioni in questa fase (quella del fine settimana) avrebbero delle ripercussioni, anche importanti, sulle tendenze ipotizzate per la prossima settimana.</p><p>Per cui sarà necessario<strong> attendere le prossime corse modellistiche </strong>per cercare di individuare un segnale coerente nelle ensemble, che possa dare conferme o smentite e, insieme ad un'eventuale convergenza di visione tra diversi modelli, possa ridurre il<strong> grado di incertezza attualmente ancora elevato</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/peggioramento-del-prossimo-fine-settimana-ecco-le-regioni-italiane-maggiormente-interessate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Milano e Lombardia, qualcosa sta per cambiare: ecco il giorno da tenere d'occhio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:31:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Temperature massime sopra la media del periodo e tempo stabile su Milano e Lombardia. Nel weekend arrivano i primi segnali di cambiamento</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbn4xt2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbn4xt2.jpg" id="xbn4xt2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’alta pressione domina ancora la Lombardia, regalando giornate miti e soleggiate. Ma nel fine settimana qualcosa potrebbe cambiare.</p><p><strong>Giovedì 15 ottobre</strong> sarà una giornata caratterizzata da condizioni meteorologiche generalmente stabili su Milano e su gran parte della Lombardia: merito di un robusto campo di alta pressione che continua ad interessare il Nord Italia, favorendo ampie schiarite e temperature diurne decisamente gradevoli per il periodo.</p><p>A <strong>Milano</strong> la colonnina di mercurio potrà raggiungere i 21 °C, un valore superiore alla media climatica della metà di ottobre. Ben diversa, però, la situazione nelle ore notturne e al primo mattino, quando le temperature potranno scendere intorno agli 11 °C.</p><figure><a href="Temperature sopra alla media del periodo"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteomilano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio-1791981408357.png" data-image="8dt7jharghj1" alt="Mappa relativa all'anomalia di temperatura prevista" title="Mappa relativa all'anomalia di temperatura prevista"></a><figcaption>Temperature sopra la media in tutto il Nord Italia, fino a 12 °C in montagna</figcaption></figure><p>Si tratta di un’<strong>escursione termica</strong> giornaliera di circa 10 °C, capace di far percepire due stagioni differenti nella stessa giornata: un’atmosfera molto gradevole nelle ore centrali ed un clima decisamente più più fresco dopo il tramonto.</p><h2>Zero termico a 4000 metri: sulle Alpi un’anomalia che fa riflettere</h2><p>L’alta pressione non favorirà soltanto temperature miti in pianura, ma anche condizioni particolarmente insolite in montagna.</p><div class="texto-destacado">Lo zero termico potrà raggiungere quote prossime ai 4000 metri, un valore decisamente elevato per la metà di ottobre, soprattutto sulle Alpi lombarde.</div><p>Questo significa che le temperature rimarranno positive anche a quote particolarmente elevate, limitando le condizioni favorevoli alla <strong>conservazione della neve</strong> presente sui rilievi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793201" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html" title="L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C">L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html" title="L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-in-corso-una-seconda-mini-ottobrata-ecco-dove-si-supereranno-i-25-c-1791890188265_320.jpg" alt="L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C"></a></article></aside><p>Il fenomeno è legato alla presenza di una massa d’aria relativamente calda in quota, associata alla struttura anticiclonica che domina l’Europa meridionale.</p><h2>Sabato 17 ottobre, arrivano i primi segnali: il tempo potrebbe cambiare volto</h2><p>La situazione meteorologica potrebbe mostrare i primi segnali di evoluzione durante la giornata di sabato.</p><p>L’alta pressione, protagonista della settimana, potrebbe progressivamente perdere parte della propria forza, favorendo un <strong>aumento della nuvolosità</strong> soprattutto sui settori occidentali e sulle aree montuose della Lombardia.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xbn5diq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbn5diq.jpg" id="xbn5diq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>A <strong>Milano</strong> il tempo potrebbe rimanere ancora in prevalenza asciutto, ma con un cielo meno limpido rispetto alle giornate precedenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793058" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” ">El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno-1791808593418_320.jpeg" alt="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "></a></article></aside><p>Anche le <strong>temperature</strong> potrebbero iniziare a risentire della maggiore copertura nuvolosa, pur mantenendosi relativamente miti per il periodo.</p><h2>Domenica 18 ottobre, attenzione alla pioggia: ecco cosa potrebbe succedere</h2><p>La giornata di domenica rappresenta il momento da seguire con maggiore attenzione per un possibile cambiamento delle condizioni meteorologiche.</p><p>Un progressivo indebolimento dell’anticiclone potrebbe infatti favorire l’arrivo di maggiore nuvolosità e, qualora si confermasse l’ingresso di una <strong>perturbazione</strong>, anche delle precipitazioni su parte della <strong>Lombardia</strong>.</p><figure><a href="Domenica arriva la pioggia"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteomilano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio-1791982272657.png" data-image="a4ayqroohs0s" alt="Mappa relativa alle piogge in arrivo domenica Lombardia e tutto il Nord-Ovest" title="Mappa relativa alle piogge in arrivo domenica Lombardia e tutto il Nord-Ovest"></a><figcaption>Ecco gli accumuli di pioggia previsti domenica al Nord e in Toscana, a Milano 30 mm</figcaption></figure><p><strong>Milano</strong> potrebbe quindi passare da giornate prevalentemente soleggiate a condizioni più tipicamente autunnali, con cielo nuvoloso e la possibilità di qualche pioggia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793281" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html" title="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”">Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html" title="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto-1791922082428_320.jpg" alt="Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”"></a></article></aside><p>Rimangono tuttavia da verificare la tempistica del peggioramento, la distribuzione delle precipitazioni e il coinvolgimento delle diverse <strong>province lombarde</strong>. Una cosa appare chiara: dopo una fase caratterizzata da temperature miti e stabilità atmosferica, <strong>il fine settimana merita particolare attenzione</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-e-lombardia-qualcosa-sta-per-cambiare-ecco-il-giorno-da-tenere-d-occhio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta degli altostrati, le bellissime nuvole che annunciano un cambio del tempo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-degli-altostrati-le-bellissime-nuvole-che-annunciano-un-cambio-del-tempo.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Queste nuvole svolgono un ruolo molto importante di sentinella durante l'arrivo di una perturbazione, annunciando l'arrivo imminente di piogge o nevicate. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-degli-altostrati-le-bellissime-nuvole-che-annunciano-un-cambio-del-tempo-1779656941473.jpg" data-image="i1q8vpisez2n" alt="Altostrati." title="Altostrati."><figcaption>Gli altostrati sono un importante sentinella dell’imminente cambio del tempo. Spesso queste nubi possono precedere l’arrivo di un fronte, annunciando pioggia debole o nevischio, in inverno. </figcaption></figure><p>Gli altostrati sono delle nuvole stratificate, molto belle da osservare, soprattutto durante l’arrivo della stagione invernale. Si tratta di strati nuvolosi uniformi, grigi o bluastri, che velano il sole come un velo opaco. </p><p>Appartengono alla famiglia delle <strong>nuvole stratiformi medie,</strong> classificate secondo la nomenclatura internazionale dell'<strong>Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM).</strong> Si formano tra i 2.000 e i 6.000 metri di altitudine, rendendoli intermedi tra le nubi basse (come gli strati) e quelle alte (come i cirri).</p><p>In cielo appaiono come un tappeto continuo, spesso coprendo l'intero orizzonte. Se osservati da vicino, <strong>mostrano una struttura fibrosa, ma dal suolo sembrano solo un velo opprimente.</strong></p><h2><strong>Come si formano gli altostrati?</strong></h2><p>La formazione degli altostrati è un processo dinamico e adiabatico, legato al raffreddamento dell'aria umida in quota. In un sistema frontale caldo (tipico delle perturbazioni atlantiche), masse d'aria umida salgono lentamente sopra uno strato d’aria più fredda. <strong>L'aria si espande e raffredda adiabaticamente (senza scambio di calore con l'esterno).</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>A circa 2-7 km, la temperatura scende sotto il punto di rugiada, provocando la condensazione del vapor d'acqua in minuscole gocce (diametro 10-20 micron) o, in climi freddi, cristalli di ghiaccio.</strong></div><p>Il vento in quota, in media troposfera, allarga lo strato, creando un banco uniforme. Inizialmente sottili, gli altostrati si addensano se l'umidità persiste, evolvendo in nembostrati (che portano pioggia) o dissolvendosi in strati se l'aria si riscalda, perdendo umidità.</p><h2><strong>L’importanza di queste nubi durante l’osservazione</strong></h2><p>Gli altostrati sono un importante sentinella dell’imminente cambio del tempo. Spesso queste nubi possono precedere l’arrivo di un fronte, annunciando pioggia debole o nevischio, in inverno. Sono il primo avviso delle precipitazioni legate a un fronte caldo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-degli-altostrati-le-bellissime-nuvole-che-annunciano-un-cambio-del-tempo-1779656974554.jpg" data-image="jbqvasbevn54" alt="Altostrati." title="Altostrati."><figcaption>La formazione degli altostrati è un processo dinamico e adiabatico, legato al raffreddamento dell'aria umida in quota. </figcaption></figure><p>Nel settore caldo di una depressione extratropicale gli altostrati disposti in banchi possono annunciare l’imminente irruzione di un fronte freddo, e l’arrivo di precipitazioni convettive, come rovesci o temporali. <strong>Esse contribuiscono al 10-20% delle precipitazioni medie in latitudini temperate.</strong></p><h2><strong>In quale periodo dell’anno è più facile osservarli?</strong></h2><p>Queste nubi si vedono più facilmente fra l’autunno, l’inverno e l’inizio della primavera, in un periodo in cui solitamente si vede un sensibile incremento delle perturbazioni atlantiche. </p><p>Da noi si osservano in prossimità di un fronte caldo, o davanti l’avanzamento di un fronte freddo. La loro presenza precede spesso la rotazione del vento, al passaggio di un fronte freddo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="654058" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-degli-altocumuli-le-famose-nubi-del-cosiddetto-cielo-a-pecorelle.html" title="Alla scoperta degli altocumuli, le famose nubi del cosiddetto 'cielo a pecorelle'">Alla scoperta degli altocumuli, le famose nubi del cosiddetto "cielo a pecorelle"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-degli-altocumuli-le-famose-nubi-del-cosiddetto-cielo-a-pecorelle.html" title="Alla scoperta degli altocumuli, le famose nubi del cosiddetto 'cielo a pecorelle'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-degli-altocumuli-le-famose-nubi-del-cosiddetto-cielo-a-pecorelle-1714230325373_320.jpg" alt="Alla scoperta degli altocumuli, le famose nubi del cosiddetto 'cielo a pecorelle'"></a></article></aside><p>In presenza di situazioni di venti molto forti in quota gli altostrati sono anche sinonimo di turbolenze e onde orografiche. <strong>Durante la navigazione aerea la loro presenza può aiutare le aree di maggiore turbolenza. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-degli-altostrati-le-bellissime-nuvole-che-annunciano-un-cambio-del-tempo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Settembre 2026 è il secondo più caldo di sempre: oceani da record ed El Niño sempre più forte]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/settembre-2026-e-il-secondo-piu-caldo-di-sempre-oceani-da-record-ed-el-nino-sempre-piu-forte.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 13:02:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Settembre 2026 è stato il secondo più caldo registrato a livello globale. Copernicus ha registrato temperature eccezionali nell’Europa occidentale, oceani da record ed El Niño in intensificazione, mentre le anomalie termiche sono tornate oltre 1,5 °C rispetto all’era preindustriale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/settembre-2026-e-il-secondo-piu-caldo-di-sempre-oceani-da-record-ed-el-nino-sempre-piu-forte-1791874566009.jpg" data-image="6eu369dw32qv" alt="Clima settembre 2026" title="Clima settembre 2026"><figcaption>Distribuzione delle anomalie termiche nel settembre 2026, rispetto al periodo 1991-2020. </figcaption></figure><p>Secondo il nuovo bollettino del <a href="https://climate.copernicus.eu/">Copernicus Climate Change Service</a> (<strong>C3S</strong>), <strong>Settembre è stato il secondo più caldo mai registrato a livello mondiale.</strong> Temperature atmosferiche e oceaniche eccezionalmente elevate hanno confermato l’inarrestabile riscaldamento globale. </p><p><strong>In Europa occidentale,</strong> dopo un'estate da record, <strong>è iniziato un autunno anch'esso all’insegna di valori record</strong> sia per l’aria sia per le superfici marine. Sullo sfondo <strong>continua a rafforzarsi El Niño,</strong> destinato a influenzare il clima mondiale nei prossimi mesi.</p><h2>Settembre 2026: la temperatura globale torna oltre la soglia di 1,5 °C</h2><p>Nel Settembre 2026 la temperatura media globale dell'aria superficiale è stata di <strong>16,27 °C</strong>. Questa temperatura rappresenta un’anomalia di <strong>+0,82 °C</strong> superiore alla media climatologica del periodo 1991-2020 e di <strong>+1,63 °C se confrontata con le temperature dell'epoca preindustriale</strong>. Solo il Settembre 2023 era stato più caldo, ma di appena un decimo di grado.</p><div class="texto-destacado"><br>Quando sentiamo parlare di una temperatura di 16 °C, pensiamo a una giornata piuttosto fresca. Ma se questo valore rappresenta la temperatura media dell’intero pianeta, il suo significato cambia completamente. Anche un aumento di pochi decimi di grado della temperatura globale può avere conseguenze importanti a livello locale, con aumenti di diversi gradi in alcune regioni. Per esempio, mentre la temperatura media del pianeta aumenta di 1 °C, in alcune zone del Mediterraneo le temperature estive possono crescere di 2 o 3 °C, rendendo le ondate di calore ancora più intense e frequenti.<br></div><p>Nell’<a href="https://www.consilium.europa.eu/it/policies/paris-agreement-climate/">Accordo di Parigi </a>si è preso l'impegno di intraprendere tutte le possibili azioni che mantengano il riscaldamento globale sotto la soglia di +1,5 °C.</p><p>Invece, per il secondo mese consecutivo, questa soglia è stata superata. Questa circostanza non equivale al superamento definitivo dell'obiettivo. Tuttavia, l’aumentata frequenza con cui ciò avviene è indicativo di un sistema climatico prossimo a superarla definitivamente.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Con un’anomalia di +1,63 °C, Settembre 2026 è stato il secondo più caldo mai registrato.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Guardando ai primi nove mesi di quest'anno: <strong>il 2026 si colloca provvisoriamente al secondo posto tra i più caldi mai osservati,</strong> preceduto soltanto dal 2024.</p><h2>Europa occidentale ancora sotto un caldo eccezionale: anomalie fino a 6 °C</h2><p><strong>L’Europa continua ad essere il continente più caldo ed il continente dove il riscaldamento globale avanza più rapidamente</strong>. Ma ciò è ancor più vero in Europa occidentale, il cui mese di Settembre, con <strong>un’anomalia di +2,51 °C </strong> rispetto al periodo preindustriale, è stato il più caldo di sempre.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/settembre-2026-e-il-secondo-piu-caldo-di-sempre-oceani-da-record-ed-el-nino-sempre-piu-forte-1791874663092.jpg" data-image="l3eyg8ykc92c" alt="Clima Europa Settembre 2026" title="Clima Europa Settembre 2026"><figcaption>Le anomalie positive più intense interessano Spagna, Portogallo, Francia meridionale e Italia.</figcaption></figure><p>Le anomalie più accentuate hanno interessato la Penisola Iberica, la Francia meridionale e alcune regioni italiane, raggiungendo localmente valori compresi tra 4 e 6 °C oltre la media.</p><div class="texto-destacado">Il verificarsi di queste anomalie è stato favorito da configurazioni atmosferiche caratterizzate dalla persistenza di aree di alta pressione, capaci di ostacolare l'arrivo di masse d'aria più fresche.</div><p>Anche le precipitazioni sono state sotto la media del periodo, con eventi di siccità che hanno ridotto la portata d'acqua di alcuni fiumi europei, tra cui Reno e Danubio, a livelli eccezionalmente bassi.</p><h2>Oceani da record ed El Niño: cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi?</h2><p>Nel settembre 2026 la temperatura superficiale media delle acque oceaniche, nella fascia di latitudine compresa tra 60° sud e 60° nord, ha raggiunto <strong>21,05 °C, il valore più alto mai registrato per questo mese.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/settembre-2026-e-il-secondo-piu-caldo-di-sempre-oceani-da-record-ed-el-nino-sempre-piu-forte-1791874700164.jpg" data-image="ciomek7njb8y" alt="Temperatura oceano" title="Temperatura oceano"><figcaption>Le anomalie della temperatura oceanica evidenziano il forte riscaldamento del Pacifico equatoriale.</figcaption></figure><p>A questo valore record hanno contribuito le acque del Pacifico in particolare, ma anche vaste porzioni dell'Oceano Indiano, dell'Atlantico e del Mediterraneo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791028" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-ci-uccidera-per-primo-l-ia-o-il-cambiamento-climatico.html" title="Cosa ci ucciderà per primo: l'IA o il cambiamento climatico?">Cosa ci ucciderà per primo: l'IA o il cambiamento climatico?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-ci-uccidera-per-primo-l-ia-o-il-cambiamento-climatico.html" title="Cosa ci ucciderà per primo: l'IA o il cambiamento climatico?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/what-will-kill-us-first-ai-or-climate-change-1790274359016_320.jpg" alt="Cosa ci ucciderà per primo: l'IA o il cambiamento climatico?"></a></article></aside><p><strong>E’ proprio nel Pacifico che si sta sviluppando un fenomeno El Niño particolarmente intenso.</strong> La temperatura superficiale media ha raggiunto 29,70 °C, con un'anomalia positiva di 2,99 °C rispetto al periodo 1991-2020.</p><p>Secondo gli scienziati <strong>al picco El Niño potrebbe risultare il più intenso degli ultimi 80 anni</strong>. </p><div class="texto-destacado">Mentre le elevate temperature oceaniche in prossimità delle coste dell’America Latina determineranno un'evaporazione con conseguente eccezionale piovosità, nelle coste opposte dell’Australia e dell’Indonesia produranno un clima olremodo siccitoso.</div><p>La complessità del sistema climatico terrestre non consente di prevedere con precisione in che modo gli effetti su temperature e precipitazioni di questo super El Niño si estenderanno alle altre regioni del globo, ma con una certa sicurezza di effetti se ne registreranno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792099" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-previsioni-aggiornate-dell-ecmwf-sul-fenomeno-el-nino-straordinario-per-intensita-e-durata.html" title="Le previsioni dell'ECMWF su El Niño aggiornate a ottobre: 'straordinario per intensità e durata'">Le previsioni dell'ECMWF su El Niño aggiornate a ottobre: "straordinario per intensità e durata"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-previsioni-aggiornate-dell-ecmwf-sul-fenomeno-el-nino-straordinario-per-intensita-e-durata.html" title="Le previsioni dell'ECMWF su El Niño aggiornate a ottobre: 'straordinario per intensità e durata'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/pronostico-el-nino-ecmwf-es-extraordinario-en-intensidad-y-en-duracion-1791265211693_320.png" alt="Le previsioni dell'ECMWF su El Niño aggiornate a ottobre: 'straordinario per intensità e durata'"></a></article></aside><p>La sovrapposizione di questo fenomeno a un riscaldamento globale di origine antropica già molto pronunciato può favorire nuove anomalie termiche globali.</p><p>Secondo le attuali proiezioni, <strong>El Niño potrebbe intensificarsi ulteriormente entro la fine del 2026 e mantenersi forte durante i primi mesi del 2027.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/settembre-2026-e-il-secondo-piu-caldo-di-sempre-oceani-da-record-ed-el-nino-sempre-piu-forte.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Che cos’è l’outflow? Il respiro che mantiene in vita la macchina dei cicloni tropicali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/che-cos-e-l-outflow-il-respiro-che-mantiene-in-vita-la-macchina-dei-cicloni-tropicali.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Senza questo continuo ricambio d’aria il ciclone tropicale non potrebbe esistere. Il cambiamento dell’outflow diventa determinante, non solo sulla forza, ma anche nel caso di un possibile e improvviso cambio di traiettoria.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/che-cos-e-l-outflow-il-respiro-che-mantiene-in-vita-la-macchina-dei-cicloni-tropicali-1787130747236.jpg" data-image="aaufvkea3qk2" alt="Ciclone tropicale." title="Ciclone tropicale."><figcaption>L'outflow è spesso visibile nelle immagini satellitari come un'estesa copertura di nubi cirriformi, sottili e filamentose, che si allontanano dal nucleo dell'uragano. È particolarmente pronunciato nei sistemi ben organizzati, dove un outflow simmetrico e ampio indica una buona ventilazione in quota, che favorisce l'intensificazione del ciclone. </figcaption></figure><p>L'<strong>outflow</strong> di un uragano è il flusso d'aria in uscita attivo nella parte alta della troposfera, tipicamente tra i 10 e i 15 km di altitudine, dove l'uragano espelle l'aria calda e umida che ha convogliato verso l'alto attraverso il suo nucleo centrale. </p><p>Questo processo è una componente chiave della dinamica di un ciclone tropicale e contribuisce alla sua struttura e intensità. Senza di esso il ciclone tropicale non potrebbe sopravvivere a lungo. </p><h2><strong>Anatomia di un ciclone tropicale</strong></h2><p>Un ciclone tropicale funziona come una gigantesca <strong>"pompa termica".</strong> L'aria calda e umida aspirata dalla superficie oceanica <strong>viene riscaldata dall'energia latente rilasciata durante la condensazione del vapore acqueo nelle nubi temporalesche. </strong></p><p>Quest'aria, più leggera, sale rapidamente attraverso il camino centrale dell'uragano (l'occhio e il muro dell'occhio) fino a raggiungere la sommità della troposfera. Qui, a causa della divergenza dei venti in quota, l'aria si espande orizzontalmente, formando un flusso in uscita, chiamato <strong>outflow,</strong> che si dirama radialmente dal centro del sistema. </p><div class="texto-destacado"><strong>Quando raggiunge la troposfera superiore, vicino alla tropopausa, l'aria non può salire ulteriormente a causa della stabilità della stratosfera. Di conseguenza, si espande orizzontalmente, creando un flusso divergente che si allontana dal centro del sistema.</strong></div><p>L'<strong>outflow</strong> è spesso visibile nelle immagini satellitari come un'estesa copertura di nubi cirriformi, sottili e filamentose, che si allontanano dal nucleo dell'uragano. È particolarmente pronunciato nei sistemi ben organizzati, dove un <strong>outflow simmetrico</strong> e ampio indica una buona ventilazione in quota, che favorisce l'intensificazione del ciclone. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Look at the rapid expansion of the outflow ongoing w/<a href="https://twitter.com/hashtag/Humberto?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Humberto</a>.<br><br>This is so impressive to watch.<br><br>Mesmerizing to say the least <br><br>Did I already say impressive?<a href="https://twitter.com/hashtag/HurricaneHumberto?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#HurricaneHumberto</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Hurricane?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Hurricane</a> <a href="https://t.co/dHOyKcbS5l">pic.twitter.com/dHOyKcbS5l</a></p>— BGWX (@BradyBGWX) <a href="https://twitter.com/BradyBGWX/status/1971729621008933184?ref_src=twsrc%5Etfw">September 27, 2025</a></blockquote></figure><p>In alcuni casi, quando il ciclone tropicale incontra un maggiore shear del vento o la <strong>corrente a getto,</strong> l'outflow può divenire asimmetrico, favorendo un progressivo indebolimento della struttura che andrà a perdere le sue caratteristiche tropicali.</p><h2><strong>Come l'outflow cambia le temperature nella parte alta della troposfera?</strong></h2><p>L'outflow di un uragano ha un impatto significativo sulle temperature nella troposfera superiore, principalmente attraverso due meccanismi: <strong>il trasporto di calore e l'espansione adiabatica dell'aria.</strong></p><p>Durante la convezione, l'uragano spinge aria calda e umida dalla superficie oceanica (con temperature spesso superiori a <strong>+26°C +28°C</strong>) verso la troposfera superiore. Il calore latente rilasciato dalla condensazione del vapore acqueo riscalda ulteriormente l'aria in risalita, <strong>creando una colonna di aria significativamente più calda rispetto all'ambiente circostante.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Quando quest'aria raggiunge la tropopausa (il confine tra troposfera e stratosfera, a circa 10-15 km), si espande orizzontalmente formando l'outflow.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tale processo introduce un'anomalia termica positiva nella troposfera superiore. <strong>Le temperature in quota possono aumentare di +1°C +3°C rispetto alla media,</strong> a seconda dell'intensità dell'uragano. Ad esempio, un uragano di categoria 3 o superiore, <strong>può generare un outflow particolarmente caldo, con anomalie termiche che si propagano per centinaia di chilometri.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/che-cos-e-l-outflow-il-respiro-che-mantiene-in-vita-la-macchina-dei-cicloni-tropicali-1787130786580.jpg" data-image="qd4rigwir6wa" alt="Ciclone tropicale." title="Ciclone tropicale."><figcaption>Una spettacolare immagine dal satellite a infrarosso del ciclone tropicale Humberto durante il suo approfondimento nelle acque dell'Atlantico tropicale. Si notano le nuvole cirriformi uscire dal nucleo di questo ciclone che rappresentano l'outflow radiale pronto a sostenere l'intera struttura depressionaria.</figcaption></figure><p>Quando l'aria calda dell'<strong>outflow</strong> si espande orizzontalmente nella parte alta della troposfera, subisce un raffreddamento adiabatico a causa della diminuzione di pressione. Questo effetto può mitigare parzialmente l'aumento di temperatura nella regione immediatamente circostante l'uragano. </p><p>Tuttavia, il calore latente rilasciato in precedenza durante la convezione tende a dominare, <strong>mantenendo un bilancio termico positivo.</strong></p><h2><strong>Quando l’outflow diventa asimmetrico?</strong></h2><p>L’asimmetria dell’<strong>outflow</strong> si verifica quando fattori esterni o interni disturbano l’equilibrio del flusso d’aria in uscita. Un forte <strong>wind shear verticale,</strong> ovvero la variazione della velocità o direzione del vento con l’altezza, è una delle cause più comuni. </p><p>Il <strong>wind shear</strong> può inclinare la struttura del ciclone, <strong>spingendo l’outflow verso una direzione preferenziale e rendendolo asimmetrico (Frank & Ritchie, 2001, Monthly Weather Review).</strong></p><h2><strong>Cosa succede quando l’outflow diventa simmetrico?</strong></h2><p>Un <strong>outflow asimmetrico</strong> ha diverse conseguenze sulla dinamica dell’uragano, favorendo spesso un indebolimento del ciclone. Questo avviene perché l’asimmetria può ridurre l’efficienza con cui l’aria viene espulsa dalla sommità del sistema, ostacolando la convezione e aumentando la pressione centrale. </p><p><strong>L’asimmetria dell’outflow è spesso accompagnata da un’inclinazione verticale del vortice del ciclone. </strong>Questo significa che il centro del ciclone a bassa quota non è più allineato con il centro a quote superiori, il che destabilizza il sistema e ne riduce l’organizzazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/che-cos-e-l-outflow-il-respiro-che-mantiene-in-vita-la-macchina-dei-cicloni-tropicali-1787130923148.jpg" data-image="icf9m5wsibbx" alt="Ciclone tropicale sul Pacifico." title="Ciclone tropicale sul Pacifico."><figcaption>Una spettacolare immagine dal satellite a infrarosso del ciclone tropicale Humberto durante il suo approfondimento nelle acque dell'Atlantico tropicale. Si notano le nuvole cirriformi uscire dal nucleo di questo ciclone che rappresentano l'outflow radiale pronto a sostenere l'intera struttura depressionaria.</figcaption></figure><p>Un <strong>outflow asimmetrico,</strong> inoltre, può influenzare il movimento dell’uragano. Ad esempio, un <strong>outflow</strong> concentrato in una direzione può interagire con i venti attorno il sistema in modo non uniforme, <strong>spingendo il ciclone verso una traiettoria diversa rispetto a quella prevista.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677768" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?">Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti-1728503576299_320.jpg" alt="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"></a></article></aside><p>Ma attenzione, non sempre è sinonimo di un indebolimento del ciclone tropicale. In alcuni casi, un <strong>outflow asimmetrico</strong> può precedere una riorganizzazione del ciclone, specialmente se le condizioni ambientali migliorano (ad esempio, se il wind shear diminuisce), o in caso di <strong>extratropical transition,</strong> quando il ciclone si evolve in una ciclogenesi dalle caratteristiche extratropicali, seguendo lo schema dei cicloni secondo il modello <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-ciclogenesi-rapide-ecco-come-nascono-le-tempeste-piu-violente-che-spazzano-l-europa.html">Shapiro-Keyser</a>.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/che-cos-e-l-outflow-il-respiro-che-mantiene-in-vita-la-macchina-dei-cicloni-tropicali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: ECMWF punta sul blocco scandinavo. Luca Lombroso: “Un ciclone retrogrado può cambiare tutto”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’anticiclone raggiunge il suo apice poi si trasforma in blocco scandinavo. Una saccatura retrograda si muove al suo fianco orientale, ma l’evoluzione è molto incerta. Possibile l’arrivo di pioggia anche consistente al nordovest, ma altri scenari vedono configurazioni diverse. Ecco i dettagli. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbmqajq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbmqajq.jpg" id="xbmqajq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Satellite pressoché sgombro da nubi e <a href="https://www.ilmeteo.net/radar-italia-pioggia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">radar</a> “spento”, ovvero <strong>senza echi di precipitazioni, nelle ultime ore in Italia.</strong> Ieri le massime sono state da ottobrata, con<strong> 27-28°C in Sicilia e Sardegna, 24-25°C a Roma, 20-22°C al nord.</strong> </p><p>Le minime invece ci raccontano che è pur sempre ottobre, con valori attorno a 0°C sui passi alpini attorno a 2000 metri, e 6-8°C in pianura al nord, fuori dalle città, nonché nelle conche del centro.</p><p>C’è poco da dire anche per l’odierna giornata, vediamo dunque come evolve l’anticiclone e quando presenterà finalmente un cedimento piovoso al nord.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>La <strong>dorsale anticiclonica dominerà in pieno l’Italia, sia al suolo che in quota,</strong> per le 48-72 ore, ovvero fino a venerdì, senza cambiamenti di sostanza. Il massimo al suolo in particolare si collocherà dapprima a nord delle Alpi, poi<strong> l’isobara 1025 hPa avvolgerà tutt’Italia</strong>. </p><div class="texto-destacado">Da venerdì però la pressione tende a diminuire secondo i principali modelli, con<strong> l’anticiclone che si divide in due grandi centri. </strong>Uno, sull’Atlantico, rafforzerà un robusto massimo sulle Isole Britanniche, muovendo sul suo fianco orientale una saccatura retrograda. </div><p><strong>Nel fine settimana poi il massimo si posizionerà come blocco scandinavo,</strong> alimentando una circolazione depressionaria sul Mediterraneo centrale. Incerti però molti dettagli.</p><h2>Giovedì e venerdì stabile con ottobrata</h2><p>Poco da dire su domani<strong> giovedì 15 e anche su venerdì 16 ottobre. Tempo stabile, con scarse nubi su tutt’Italia, e giornate soleggiate</strong> e fin troppo miti per la stagione, con piena ottobrata.<strong> </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793201" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html" title="L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C">L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html" title="L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-in-corso-una-seconda-mini-ottobrata-ecco-dove-si-supereranno-i-25-c-1791890188265_320.jpg" alt="L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C"></a></article></aside><p><strong>Foschie al nord, ma solo occasionali i banchi di nebbia</strong>, possibili principalmente verso il fiume Po. <strong>La qualità dell’aria si degrada, </strong>ma grazie alle temperature sopra media si evita l’uso del riscaldamento, con risparmio energetico e benefici per le minori emissioni di ossidi di azoto e particolato.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto-1791922039627.jpg" data-image="mknlnjiimk2z"><figcaption>Temperature diurne sopra media in quasi tutt'Italia ad eccezione di parte del sud, minime invece nella media o anche leggermente al di sotto.</figcaption></figure><p>Temperature minime 8-10°C al nord e pianure del centro, 13-16°C al sud, 18°C in alcune zone delle isole.<strong> Massime in rialzo</strong>, 22-24°C anche al nord, fino a 25-26°C al centro sud.</p><h2>Sabato aumentano le nubi, domenica qualche pioggia al nordovest</h2><p><strong>Sabato 17 ottobre aumentano le nubi in quasi tutt’Italia,</strong> principalmente di tipo medio alto e <strong>non produttive di precipitazioni.</strong> Compare qualche leggera pioggia in Liguria, coste sarde e sicule tirreniche, e in serata vicino alle Alpi occidentali piemontesi, anche a carattere di rovescio. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto-1791922082428.jpg" data-image="k9fa5o8aehcz"><figcaption>Al momento le piogge cumulate vedono una possibile fase di piogge anche consistenti al nordovest, ma la mappa mostra anche chiaro che la perturbazione sarebbe bloccata ad est. situazione molto incerta, aperta a varie soluzioni.</figcaption></figure><p><strong>Domenica 18 ottobre peggioramento piovoso fra ponente Ligure, Piemonte occidentale e Val d’Aosta,</strong> anche con piogge piuttosto intense, è una<strong> situazione ancora incerta ma da monitorare</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Nelle altre regioni del nord grigio umido ma senza precipitazioni, schiarite al nordest.<strong> Nubi stratificate in Toscana, Lazio e Sardegna</strong>, in parte Campania e Sicilia. Ampie schiarite su tutte le regioni Adriatiche.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Temperature in leggera diminuzione per la copertura al nord, ma si resta fra 20 e 22°C, al centro sud 23-25°C. notti meno fresche ma piuttosto umide.</p><h2>Blocco scandinavo e saccatura retrograda: come evolveranno?</h2><p>I <strong>run operativi ECMWF vedono spesso dominare un blocco a omega, </strong>con massimo sulla Scandinavia, in una configurazione che d’inverno porta anche importanti irruzioni fredde. </p><p>In realtà <strong>il movimento della saccatura verso Francia e Spagna, innescherebbe viceversa richiamo sciroccale umido</strong> e mite lungo la penisola. </p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xbmqvyy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbmqvyy.jpg" id="xbmqvyy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Sarebbe uno scenario da piogge anche consistenti</strong> nelle zone esposte prealpine, nordovest, Liguria e alta Toscana. In realtà dai cluster vi sono ancora 5 scenari, e questa evoluzione <strong>presenta una probabilità piuttosto bassa, 30%</strong>, di realizzarsi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793190" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dove-piovera-in-italia-questa-settimana-ecco-quali-saranno-le-regioni-interessate.html" title="Dove pioverà in Italia questa settimana? Ecco quali saranno le regioni interessate">Dove pioverà in Italia questa settimana? Ecco quali saranno le regioni interessate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dove-piovera-in-italia-questa-settimana-ecco-quali-saranno-le-regioni-interessate.html" title="Dove pioverà in Italia questa settimana? Ecco quali saranno le regioni interessate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-dove-piovera-in-italia-questa-settimana-le-regioni-coinvolte-1791888961437_320.jpg" alt="Dove pioverà in Italia questa settimana? Ecco quali saranno le regioni interessate"></a></article></aside><p>I <strong>due scenari più probabili, con il 50% dei membri, mantengono il Nord più protetto dall’anticiclone</strong>, con maggiore instabilità al Centro-Sud. Il cambiamento potrebbe quindi esserci, ma ancora molti sono i dubbi sulla possibilità di piogge diffuse sulla Pianura Padana.</p><p>Scenari minori, <strong>con il restane 20% di probabilità,</strong> vedono infine un disturbo più orientale con possibile sventagliata fredda lungo l’Adriatico e fenomeni sul versante adriatico e al Sud, con il Nordovest ancora ai margini. Insomma, attendiamo a sbilanciarsi, la solita farfalla del caos può ancora cambiare tutto nel settore favorito da eventuali piogge.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecmwf-punta-sul-blocco-scandinavo-luca-lombroso-un-ciclone-retrogrado-puo-cambiare-tutto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli astronomi hanno scoperto che l'asteroide Bennu non rientra in nessuna categoria e la colpa potrebbe essere di Giove]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-hanno-scoperto-che-l-asteroide-bennu-non-rientra-in-nessuna-categoria-e-la-colpa-potrebbe-essere-di-giove.html</link><pubDate>Wed, 14 Oct 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>I campioni dell'asteroide Bennu rivelano che esso si è formato in una zona di transizione del sistema solare primitivo, dove si sono mescolati materiali provenienti dalle regioni interne ed esterne.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-identifican-que-asteroide-bennu-no-encaja-en-ninguna-categoria-y-jupiter-podria-tener-la-culpa-1791317748871.jpg" data-image="2t1uwlu6i3i3" alt="Bennu, asteroide di Giove." title="Bennu, asteroide di Giove."><figcaption>I nuovi risultati forniscono informazioni utili per comprendere come si sono formati i pianeti. Crediti: NASA/Goddard/Università dell’Arizona.</figcaption></figure><p>L'asteroide Bennu custodisce al suo interno una sorta di capsula del tempo. I suoi materiali sono rimasti praticamente intatti sin dagli albori del sistema solare e ora, grazie ai campioni raccolti dalla <strong>missione OSIRIS-REx</strong> della NASA, gli scienziati sono riusciti a ricostruire parte della storia della sua nascita.</p><p>Bennu compie un'orbita attorno al Sole ogni <strong>1,2 anni</strong> e si avvicina alla Terra all'incirca ogni sei anni, quando passa <strong>a circa 300.000 chilometri di distanza.</strong> Tale vicinanza ha permesso alla <strong>NASA</strong> di inviare una missione sulla sua superficie e di prelevare materiale direttamente dall'asteroide.</p><div class="texto-destacado">Nel settembre 2023, la capsula contenente i campioni è atterrata nel deserto dello Utah. Al suo interno c’erano circa 120 grammi di materiale proveniente da Bennu. <strong>Una piccola frazione, appena mezzo grammo, è poi arrivata al Politecnico federale di Zurigo (ETH Zurigo), dove il team guidato dalla specialista in geochimica isotopica Maria Schönbächler ha iniziato a studiarla.</strong></div><p>I risultati sono stati appena pubblicati sulla rivista <strong>Science Advances</strong> e forniscono un nuovo tassello per comprendere come si sono formati i pianeti.</p><h2>Un'impronta chimica che collega Bennu ad altri corpi celesti</h2><p>I ricercatori hanno analizzato gli isotopi di ferro, titanio e cromo presenti nei campioni. Questi atomi appartengono agli stessi elementi chimici, ma presentano piccole differenze nella loro massa. <strong>Questa particolare combinazione funge da vera e propria impronta digitale in grado di rivelare l’origine di un corpo celeste.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le analisi hanno mostrato che il titanio e il ferro sono distribuiti in modo uniforme su Bennu. Ma, inoltre, hanno permesso di scoprire una parentela inaspettata.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L’asteroide condivide una firma isotopica molto simile a quella di Ryugu, un altro corpo primitivo visitato da una missione spaziale giapponese, e con i meteoriti noti come CI, estremamente antichi e ricchi di carbonio. Tutti e tre sembrano essersi formati a partire dalla stessa riserva di polvere cosmica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-identifican-que-asteroide-bennu-no-encaja-en-ninguna-categoria-y-jupiter-podria-tener-la-culpa-1791318135457.jpg" data-image="2ttwdk3u1gw7" alt="Bennu." title="Bennu."><figcaption>Sono stati portati sulla Terra 120 grammi di materiale proveniente da Bennu. Crediti: Erika Blumenfeld e Joseph Aebersold - NASA.</figcaption></figure><p>Tuttavia, la sua composizione si differenzia nettamente da quella di altri asteroidi, gruppi di meteoriti e pianeti conosciuti.</p><h2>Bennu è nato nel punto in cui si incontravano due mondi</h2><p>Per anni, gli scienziati avevano ipotizzato che Bennu e altri asteroidi simili potessero essersi formati nelle regioni esterne del sistema solare, forse vicino alla zona in cui sono nate le comete. Si pensava inoltre che la loro formazione fosse avvenuta in un momento relativamente tardivo.</p><p>I nuovi risultati indicano una direzione diversa. <strong>Lo scenario più probabile colloca la nascita di Bennu, Ryugu e dei meteoriti CI vicino alla cosiddetta linea del ghiaccio d’acqua. </strong>Si tratta di una regione del disco che circondava il giovane Sole, dove l’acqua poteva passare dallo stato di vapore a quello di ghiaccio.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Circa 4,5 miliardi di anni fa, quando il sistema solare stava ancora prendendo forma, in quella zona si verificò una miscelazione di materiali provenienti dalle regioni interne ed esterne. Il ghiaccio avrebbe inoltre svolto un ruolo fondamentale, agendo come una sorta di collante in grado di unire le particelle di polvere più fini.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>«Bennu è un ibrido», spiega Schönbächler. La sua composizione non corrisponde completamente né a quella del sistema solare interno né a quella del sistema solare esterno, ma presenta caratteristiche di entrambi.</p><h2><strong>Il ruolo inaspettato di Giove</strong></h2><p>Gli scienziati ipotizzano che Giove possa aver avuto un’influenza decisiva in questo processo. Il gigante gassoso avrebbe iniziato a formarsi poco dopo la nascita del Sole, forse nel corso del suo primo milione di anni.</p><p><strong>Mentre attorno alla giovane stella si estendeva un enorme disco di gas, polvere e ghiaccio, Giove cresceva rapidamente e fungeva da una sorta di barriera.</strong> Il pianeta avrebbe impedito il passaggio di gran parte dei materiali più grandi, mentre le particelle più piccole potevano spostarsi attorno ad esso e mescolarsi nella zona vicina alla linea di ghiaccio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-identifican-que-asteroide-bennu-no-encaja-en-ninguna-categoria-y-jupiter-podria-tener-la-culpa-1791318196801.jpg" data-image="mcs2gswwspv9" alt="Asteroide." title="Asteroide."><figcaption>Bennu è particolarmente prezioso perché conserva materiali che sono rimasti praticamente immutati sin dalla nascita del sistema solare.</figcaption></figure><p>Da quella miscela sarebbero nati i corpi che in seguito hanno dato origine a Bennu, Ryugu e ai meteoriti CI. Questo scenario aiuta anche a spiegare perché Bennu contenga così tanta acqua. </p><p>Parte del ghiaccio presente nella regione si sarebbe trasformato in vapore per poi ricondensarsi, mentre l’influenza di Giove favoriva l’accumulo di polvere fine.</p><h2>Una finestra sull’origine della Terra</h2><p><strong>Bennu è particolarmente prezioso perché conserva materiali che sono rimasti praticamente immutati sin dalla nascita del sistema solare.</strong> La sua composizione potrebbe offrire una delle migliori approssimazioni disponibili alla miscela originale di elementi chimici da cui si sono poi formati i pianeti rocciosi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778572" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale">La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale-1784023026430_320.png" alt="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"></a></article></aside><p>Inoltre, la sua ricchezza di acqua e materia organica rende questo piccolo asteroide un elemento fondamentale per studiare come la giovane Terra possa aver ricevuto alcuni degli ingredienti necessari alla nascita della vita.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Ora i ricercatori vogliono scoprire se altri asteroidi presentano la stessa firma isotopica. Resta inoltre da determinare con maggiore precisione in che misura il giovane Giove abbia influenzato la selezione delle particelle che hanno finito per formare questi corpi celesti.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La ricerca su Bennu potrebbe essere giunta al termine, ma per <strong>Schönbächler</strong> inizia già la prossima sfida: ottenere campioni da Phobos, una delle lune di Marte, tramite la missione giapponese MMX. Se tutto procederà secondo i piani, la sonda verrà lanciata alla fine di ottobre di quest’anno e i campioni torneranno sulla Terra nel 2031.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781696" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato.html" title="L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato">L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato.html" title="L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato-1785690948983_320.png" alt="L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato"></a></article></aside><p>Il laboratorio svizzero dovrà attendere diversi anni. Ma il materiale proveniente da Bennu ha già fornito una certezza: per comprendere come è nato il nostro vicinato cosmico, a volte è necessario <strong>osservare da vicino la polvere rimasta intrappolata 4,5 miliardi di anni fa.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Schoenbaechler%20M%2C%20Ek%20M%2C%20Fehr%20MA%2C%20et%20al." data-year="2026" data-title="Nucleosynthetic%20constraints%20on%20the%20origin%20of%20Bennu%20and%20CI-like%20asteroids" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fsciadv.aei9107%3Freferrer%3Dhttps%253A%252F%252Fethz.ch%252F">Schoenbaechler M, Ek M, Fehr MA, et al.. (2026). <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aei9107?referrer=https%3A%2F%2Fethz.ch%2F" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Nucleosynthetic constraints on the origin of Bennu and CI-like asteroids</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-hanno-scoperto-che-l-asteroide-bennu-non-rientra-in-nessuna-categoria-e-la-colpa-potrebbe-essere-di-giove.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Due particelle generate dal bosone di Higgs sorprendono il CERN: nuove prove dell’entanglement quantistico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/due-particelle-generate-dal-bosone-di-higgs-sorprendono-il-cern-nuove-prove-dell-entanglement-quantistico.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 18:21:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Gli scienziati del CERN sono riusciti a dimostrare il fenomeno quantistico nei bosoni Z ad alta energia, aprendo una nuova prospettiva per lo studio delle forze fondamentali dell'universo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/dos-particulas-nacidas-del-boson-de-higgs-sorprenden-al-cern-nuevas-pruebas-de-entrelazamiento-cuantico-1790958144456.png" data-image="4um2bwcz42wu" alt="Intreccio." title="Intreccio."><figcaption>Rappresentazione artistica dell'entanglement quantistico tra due bosoni Z. Immagine: Daniel Dominguez/CERN</figcaption></figure><p>L'universo ha regole talmente strane che lo stesso Albert Einstein si rifiutava di crederci. Una di queste è l'entanglement quantistico, un fenomeno per cui due particelle rimangono legate per sempre, in modo tale che ciò che accade a una influisce istantaneamente sull'altra, indipendentemente dalla distanza che le separa.</p><p>Le prove dell’esistenza di questo fenomeno si sono moltiplicate negli esperimenti con particelle a bassa energia (come i fotoni della luce visibile o infrarossa).</p><p>Ora, utilizzando il <strong>Grande Collisore di Adroni (LHC)</strong> del <strong>CERN,</strong> un team internazionale di scienziati ha trovato prove del fatto che tale legame si verifica anche a livelli energetici estremi, nei <strong>bosoni Z,</strong> prodotti dal decadimento di un <strong>bosone di Higgs.</strong></p><h2>Dal laboratorio alle collisioni ad alta energia</h2><p>Secondo quanto riferito dal <strong>CERN, </strong>l'entanglement quantistico delle particelle ad altissima energia prodotte nelle collisioni dell'LHC è completamente diverso da quello a bassa energia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dos-particulas-nacidas-del-boson-de-higgs-sorprenden-al-cern-nuevas-pruebas-de-entrelazamiento-cuantico-1790958233222.jpg" data-image="hpj9er0ktdrs" alt="Atlas." title="Atlas."><figcaption>ATLAS, uno dei rivelatori di particelle del Grande Collisore di Adroni (LHC) dove è stato condotto l'esperimento. Immagine: Maximilien Brice/CERN.</figcaption></figure><p>Le collaborazioni <strong>ATLAS e CMS</strong> — due grandi rivelatori di particelle situati presso l’LHC — avevano già cercato indizi di entanglement quantistico nelle particelle effimere prodotte nelle collisioni ad alta energia, riuscendo a osservare l’entanglement quantistico dei quark top, le particelle fondamentali più pesanti.</p><p><strong>Nei loro esperimenti più recenti, gli scienziati hanno utilizzato i rivelatori per analizzare i decadimenti del bosone di Higgs e hanno trovato la prima prova di entanglement quantistico tra due bosoni Z.</strong></p><p><strong>Perché è importante?</strong> <strong>Il bosone Z veicola una delle forze invisibili dell’universo (la forza debole, responsabile, ad esempio, della radioattività).</strong> Indagare se possa entrare in entanglement potrebbe contribuire a comprendere meglio come funziona questa forza quando si verificano situazioni di energia estrema, come quelle che si sono verificate nei primi istanti dell’universo.</p><h2>Come si rileva l'entanglement quantistico</h2><p>Di norma, quando cercano indizi sulla presenza di particelle intrecciate, i ricercatori cercano una correlazione tra i valori di una proprietà quantistica nota come spin.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dos-particulas-nacidas-del-boson-de-higgs-sorprenden-al-cern-nuevas-pruebas-de-entrelazamiento-cuantico-1790958326337.png" data-image="uaocixmuud0c" alt="Quarks." title="Quarks."><figcaption>Due anni fa, i ricercatori del CERN avevano trovato prove dell'entanglement nei quark top. Immagine: CERN.</figcaption></figure><p>Mentre i quark top possono assumere due possibili stati di spin (+1 o −1),<strong> i bosoni Z possono assumerne tre (-1, 0 o +1).</strong> Se due bosoni Z vengono prodotti dal decadimento di un bosone di Higgs, la somma dei loro stati di spin deve essere uguale a quella del bosone di Higgs, che è pari a zero.</p><div class="texto-destacado"><strong>Ciò significa che, se un bosone Z prodotto dal decadimento di un bosone di Higgs ha uno stato di spin pari a +1, l’altro bosone Z proveniente dallo stesso decadimento deve avere uno stato di spin pari a −1.</strong></div><p>Poiché i bosoni Z sono instabili e si disintegrano quasi immediatamente, i ricercatori hanno cercato indizi della loro presenza attraverso la loro disintegrazione in coppie di elettroni o muoni (particelle elementari instabili simili agli elettroni, ma con una massa maggiore). </p><p>Questi possono essere rilevati dai rivelatori ATLAS e CMS, consentendo così di ricostruire le proprietà di spin dei bosoni Z tramite analisi statistiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763858" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cern-raggiunge-un-traguardo-storico-nel-campo-della-fisica-trasportando-l-antimateria-fuori-dal-laboratorio.html" title="Il CERN raggiunge un traguardo storico nel campo della fisica trasportando l'antimateria fuori dal laboratorio">Il CERN raggiunge un traguardo storico nel campo della fisica trasportando l'antimateria fuori dal laboratorio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cern-raggiunge-un-traguardo-storico-nel-campo-della-fisica-trasportando-l-antimateria-fuori-dal-laboratorio.html" title="Il CERN raggiunge un traguardo storico nel campo della fisica trasportando l'antimateria fuori dal laboratorio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-cern-logra-un-hito-de-la-fisica-al-transportar-antimateria-fuera-de-un-laboratorio-sin-que-explote-1775766016695_320.png" alt="Il CERN raggiunge un traguardo storico nel campo della fisica trasportando l'antimateria fuori dal laboratorio"></a></article></aside><p>Sia la collaborazione ATLAS che quella CMS hanno trovato prove schiaccianti dell’entanglement quantistico <strong>tra i bosoni Z prodotti dal decadimento di un bosone di Higgs.</strong> Questo risultato rappresenta una delle conferme dell’entanglement quantistico a più alta energia mai raggiunte.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dos-particulas-nacidas-del-boson-de-higgs-sorprenden-al-cern-nuevas-pruebas-de-entrelazamiento-cuantico-1790958418851.png" data-image="n7ulfoguu5mi" alt="CMS." title="CMS."><figcaption>Il rivelatore CMS, in collaborazione con CMS, ha condotto esperimenti sull’entanglement quantistico nei bosoni Z. Immagine: CERN</figcaption></figure><p>Questa scoperta sottolinea l’importanza del bosone di Higgs, non solo come particella elementare che spiega l’origine della massa nell’universo, <strong>ma anche come strumento unico per lo studio della meccanica quantistica.</strong> Ciò apre le porte a una nuova era di scoperte sulle forze fondamentali del cosmo e stimola inoltre lo sviluppo di nuove tecnologie.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777894" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-teorica-risolto-un-enigma-decennale-grazie-alla-collaborazione-con-l-intelligenza-artificiale.html" title="Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale ">Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-teorica-risolto-un-enigma-decennale-grazie-alla-collaborazione-con-l-intelligenza-artificiale.html" title="Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fisica-teorica-risolto-un-enigma-decennale-grazie-alla-collaborazione-con-l-intelligenza-artificiale-1783637282590_320.jpg" alt="Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale "></a></article></aside><p>L’entanglement, in particolare, è diventato un elemento centrale dei computer quantistici, dove, ad esempio, <strong>consente di manipolare più qubit (bit quantistici) contemporaneamente anziché uno alla volta,</strong> rendendo possibile l’esecuzione di più calcoli allo stesso tempo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="CERN" data-year="2026" data-title="Strong%20evidence%20for%20quantum%20entanglement%20between%20Z%20bosons%20found%20by%20ATLAS%20and%20CMS" data-url="https%3A%2F%2Fhome.cern%2Fstrong-evidence-for-quantum-entanglement-between-z-bosons-found-by-atlas-and-cms%2F">CERN. (2026). <a href="https://home.cern/strong-evidence-for-quantum-entanglement-between-z-bosons-found-by-atlas-and-cms/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Strong evidence for quantum entanglement between Z bosons found by ATLAS and CMS</a>.</cite><br><cite data-author="Universidad%20de%20Oxford" data-year="2026" data-title="Einstein%E2%80%99s%20%E2%80%9Cspooky%20action%E2%80%9D%20just%20survived%20one%20of%20physics%E2%80%99%20most%20extreme%20tests" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sciencedaily.com%2Freleases%2F2026%2F09%2F260919031023.htm">Universidad de Oxford. (2026). <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2026/09/260919031023.htm" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Einstein’s “spooky action” just survived one of physics’ most extreme tests</a>.</cite><br><cite data-author="The%20ATLAS%20Collaboration%20-%20CERN" data-year="2026" data-title="Measurements%20of%20Z-boson%20pair%20entanglement%20in%20decays%20of%20Higgs%20bosons%20at%20the%20ATLAS%20experiment" data-url="https%3A%2F%2Fcds.cern.ch%2Frecord%2F2957761%2Ffiles%2F2603.26463.pdf">The ATLAS Collaboration - CERN. (2026). <a href="https://cds.cern.ch/record/2957761/files/2603.26463.pdf" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Measurements of Z-boson pair entanglement in decays of Higgs bosons at the ATLAS experiment</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/due-particelle-generate-dal-bosone-di-higgs-sorprendono-il-cern-nuove-prove-dell-entanglement-quantistico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Castagne e miele, la grande festa del Friuli torna a ottobre per tre weekend: ecco dove e quando]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 15:01:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Come ogni anno anche ad ottobre 2026 torna in Friuli una grande festa sempre molto attesa. L'occasione è quella giusta per conoscere le eccellenze delle tavole autunnali e scoprire le meraviglie di un territorio dai paesaggi da sogno</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando-1791886924675.jpg" data-image="4lni1pukpeqm" alt="Festa delle Castagne e del Miele di Castagno" title="Festa delle Castagne e del Miele di Castagno"><figcaption>Castagne e miele di castagno, due famose eccellenze nate dai boschi del Friuli </figcaption></figure><p>Quasi al confine est dell’Italia, in Friuli, si trova <strong>Valle di Suffumbergo</strong>, una piccola frazione del comune di Faedis in provincia di <strong>Udine</strong>. Ai piedi del Monte Sal Lorenzo si parla un dialetto simile allo sloveno, mentre il nome del borgo deriva dal tedesco e vuol dire “montagna aguzza”. </p><p>Un tempo qui si trovava un importante castello, di cui oggi rimangono pochi ruderi e l'antica cappella.</p><div class="texto-destacado">La cucina del borgo è quella tipica friulana, che in autunno diventa protagonista di una sagra molto amata, centrata attorno ad una delle eccellenze locali, le <strong>castagne</strong>, insieme l’ottimo <strong>miele </strong>che ne deriva.</div><p>Ecco cosa c’è da sapere sulla Festa delle Castagne e del Miele di Castagno di Valle di Soffumbergo 2026.</p><h2>Com'è nata la Festa delle Castagne e del Miele di Castagno</h2><p>A ottobre 2026 l’evento che anima il “balcone del Friuli”, giunge alla sua <strong>quarantacinquesima </strong>edizione.</p><p>Per tre week end il grazioso borgo di montagna di Valle di Soffumbergo organizza una splendida festa d’autunno dedicata alle castagne, ma non solo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando-1791887098711.jpg" data-image="av0nyit1vk74" alt="Valle di Suffumbergo" title="Valle di Suffumbergo"><figcaption>Le caldarroste, una delle ricette per eccellenza dell'autunno</figcaption></figure><p>L’idea è nata negli anni ‘70, quando è stata fondata quella che ancora oggi è considerata <strong>la più piccola pro loco d’Italia</strong> e con essa per la prima volta è stata organizzata la sagra. </p><p>Lo scopo in origine era evitare lo spopolamento del borgo ma anche celebrare la qualità delle castagne locali, nate nei <strong>boschi secolari</strong> che caratterizzano il territorio. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="732036" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-castagna-nella-cucina-italiana-dalla-pasta-all-uovo-fresca-al-dolce-castagnaccio.html" title="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio">La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-castagna-nella-cucina-italiana-dalla-pasta-all-uovo-fresca-al-dolce-castagnaccio.html" title="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-castagna-nella-cucina-italiana-da-1762178508052_320.jpg" alt="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio"></a></article></aside><p><br>Nel corso degli anni questa sagra si è trasformata in una <strong>tradizione </strong>molto amata ed attesa, che ogni anno attira molti visitatori.</p><h2>Le castagne di Valle di Soffumbergo</h2><p> Nell’est del Friuli microclima e qualità del terreno fanno sì che i castagni crescano rigogliosi e che i loro frutti conservino aromi unici. Le castagne di Valle di Soffumbergo e dei boschi che crescono attorno a Faedis sono infatti di eccellente qualità. </p><p>Consistenza compatta e sapore dolce le rendono <strong>versatili </strong>e adatte ad essere utilizzate in tanti modi diversi. Per questo motivo tanti piatti tipici locali sono proprio a base di questo frutto dei boschi: dalle focacce fatte con la <strong>farina di castagna</strong>, alla vellutata, senza dimenticare il <strong>frico di castagne</strong>, il più tipico dei piatti locali, la cui base è un impasto di patate e formaggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="676805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/stagionalita-a-tavola-non-solo-castagne-e-zucche-ecco-tutti-i-tesori-che-caratterizzano-ottobre.html" title="Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre">Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/stagionalita-a-tavola-non-solo-castagne-e-zucche-ecco-tutti-i-tesori-che-caratterizzano-ottobre.html" title="Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/stagionalita-a-tavola-non-solo-castagne-e-zucca-i-tesori-di-ottobre-1728030110450_320.jpg" alt="Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre"></a></article></aside><p>Merita come minimo un assaggio anche il <strong>miele di castagno</strong>, dal colore bruno e dal sapore decisamente meno dolce rispetto ad altre tipologie di miele. Ottimo da solo, è davvero eccellente se abbinato ai formaggi della tradizione friulana, come il <strong>Montasio DOP</strong>, ma anche come speciale ingrediente delle <strong>birre artigianali</strong>.</p><h2> Festa delle Castagne e del Miele di Castagno: cosa fare</h2><p> Visitare gli stand gastronomici non è il solo motivo per partecipare alla Festa delle Castagne e del Miele di Castagno di Valle di Soffumbergo. Alla sagra sono infatti presenti anche altre eccellenze del territorio da conoscere, come gli <strong>apicoltori </strong>o gli <strong>artigiani</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando-1791887024504.jpg" data-image="cwkhw5x2qldm" alt="Autunno Friuli" title="Autunno Friuli"><figcaption>Uno dei suggestivi angoli dei boschi da esplorare nel territorio del comune di Faedis</figcaption></figure><p>La zona è inoltre ricca di sentieri e boschi che in autunno sono ancora più belli. Dopo aver verificato che il meteo sia favorevole, si può approfittare per unirsi ad una <strong>passeggiata organizzata</strong> per raccogliere personalmente le castagne oppure esplorare i <strong>percorsi escursionistici</strong> del Monte San Lorenzo. </p><p>Il borgo è parte di un bellissimo percorso per il trekking, l' <strong>Anello di Soffumbergo</strong>, caratterizzato da meravigliosi panorami.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789644" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico.html" title="Il raro miele 'salato' della laguna di Venezia che rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico">Il raro miele "salato" della laguna di Venezia che rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico.html" title="Il raro miele 'salato' della laguna di Venezia che rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico-1790325145885_320.jpg" alt="Il raro miele 'salato' della laguna di Venezia che rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico"></a></article></aside><p>In caso di pioggia o semplicemente per chi vuole restare nel borgo, ci sono comunque molte cose da fare, come diversi <strong>laboratori </strong>per bambini, <strong>attività didattiche</strong> e spettacoli musicali.</p><h2>Come e quando andare alla festa di Valle di Suffumbergo</h2><p>Nel 2026 la sagra di Valle di Soffumbergo si svolge nei weekend del <strong>10 e 11 ottobre, del 17 e 18 ottobre e 24 e 25 ottobre.</strong></p><p>Stand, passeggiate, showcooking e musica sono in programma tutti i weekend, e per i più avventurosi ci sarà anche la possibilità di vedere tutte le bellezze del territorio dall’alto, grazie ad un romantico <strong>volo in mongolfiera</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="737111" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-segreto-dei-cercatori-di-castagne-non-guardare-per-terra-ma-osservare-il-bosco-secondo-queste-semplici-regole.html" title="Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole">Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-segreto-dei-cercatori-di-castagne-non-guardare-per-terra-ma-osservare-il-bosco-secondo-queste-semplici-regole.html" title="Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-segreto-dei-cercatori-di-castagne-non-guardare-per-terra-ma-osservare-il-bosco-secondo-queste-regole-1761929957102_320.jpeg" alt="Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole"></a></article></aside><p>Il borgo non è servito da mezzi pubblici quindi il modo più semplice per arrivare<strong> è l’auto</strong>, tenendo presente che nei giorni della sagra, per evitare il traffico, sono<strong> </strong>predisposti <strong>sensi unici.</strong></p><p>Le strade interessate sono quelle lungo il percorso Colloredo di Soffumbergo – Valle – Canal di Grivò, dalle ore 8:00 alle ore 20:00. In alternativa si può arrivare in <strong>bus </strong>fino a Faedis e poi proseguire in taxi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questa faglia non scarica energia da secoli: perché preoccupa i sismologi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questa-faglia-non-scarica-energia-da-secoli-perche-preoccupa-i-sismologi.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questa faglia, ubicata in una delle aree a più alta sismicità d'Italia e d'Europa, è rimasta silente per svariati secoli, accumulando energia elastica per molto tempo. Ecco cosa temono gli scienziati.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/questa-faglia-non-scarica-energia-da-secoli-perche-preoccupa-i-sismologi-1790720750971.jpg" data-image="6oif26hffd1s" alt="Faglia." title="Faglia."><figcaption>La struttura è rilevante anche per le infrastrutture, poichè deforma i fondali a breve distanza dalle aree previste per le torri di sospensione del Ponte sullo Stretto sul lato siciliano. </figcaption></figure><p>Lo Stretto di Messina non è controllato da una singola faglia, ma da un mosaico dinamico di strutture interconnesse. Tra queste spicca la faglia di Capo Peloro.</p><p>Questo sistema non ha scaricato tutta l’energia durante <strong>il terremoto del 28 dicembre 1908 (magnitudo stimata 7,1),</strong> che rase al suolo Messina e Reggio Calabria e resta il cataclisma sismico più grave dell’Europa moderna.</p><h2><strong>Contesto geodinamico</strong></h2><p>L’area si trova al margine sud-occidentale dell’Arco Calabro-Peloritano, dove la placca ionica <strong>subduce </strong>sotto il blocco calabro e il Tirreno. La dinamica prevalente è transtensiva, con un mix di estensione crostale (allontanamento Sicilia-Calabria dell’ordine di alcuni mm/anno) e movimenti laterali. </p><p><strong>La deformazione si concentra in un ampio corridoio di taglio destro delimitato a nord dalla faglia di Capo Peloro</strong>. All’interno di questo corridoio si sviluppano segmenti di faglia più corti, spesso disposti a gradino, <strong>che formano un piccolo bacino di subsidenza vicino all’epicentro del 1908.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="pt" dir="ltr">Capo Peloro...RN...Sicilia <a href="https://t.co/F5IoHWKFom">pic.twitter.com/F5IoHWKFom</a></p>— Monica ️ (@Monica09058845) <a href="https://x.com/Monica09058845/status/1562731350490157056?ref_src=twsrc%5Etfw">August 25, 2022</a></blockquote></figure><p>Studi recenti, integrando sismologia, profili sismici marini, batimetria e dati geodetici, tra cui lavori <strong>INGV-CNR</strong> pubblicati su <strong><em>Tectonophysics</em></strong>, confermano che la sismicità attuale è prevalentemente superficiale (6-20 km di profondità), <strong>con eventi di magnitudo modesta e sequenze episodiche. </strong>A maggiori profondità (40-80 km) compaiono meccanismi più eterogenei, legati anche alla subduzione.</p><h2><strong>Caratteristiche della faglia di Capo Peloro</strong></h2><p>Situata poco a nord della bocca settentrionale dello Stretto di Messina, sul Tirreno, è una struttura imponente a movimento trascorrente destro <strong>combinato con elementi compressivi (transpressione).</strong> <strong>Nel sottosuolo marino ha deformato il basamento roccioso e mostra evidenze di attività recente (dislocazione del fondale).</strong></p><div class="texto-destacado">Durante il 1908 la rottura della struttura centrale dello Stretto (spesso identificata con segmenti come la <strong>West Fault</strong>) si è arrestata prima di coinvolgere pienamente questo settore settentrionale. </div><p>Di conseguenza la faglia di Capo Peloro ha conservato gran parte del potenziale elastico accumulato. <strong>Il collasso del segmento centrale potrebbe anzi aver trasferito ulteriore stress sui blocchi di Capo Peloro, avvicinandoli al punto di rottura critica.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questa-faglia-non-scarica-energia-da-secoli-perche-preoccupa-i-sismologi-1790720796423.jpg" data-image="h465i5uww3ea" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>La faglia di Capo Peloro potrebbe generare terremoti di magnitudo elevata, stimata sopra 5,5-6,0, con potenziali superiori in scenari multi-segmento. Scosse di questa magnitudo avrebbero serie ripercussioni su un territorio fragile, come quello fra la Calabria meridionale e il Messinese. </figcaption></figure><p>La struttura è rilevante anche per le infrastrutture, poichè deforma i fondali a breve distanza dalle aree previste per le torri di sospensione del Ponte sullo Stretto sul lato siciliano. Studi geologici e geofisici la considerano parte del sistema che vincola geometricamente la sorgente del 1908, rendendo improbabile un’estensione indefinita di quella rottura.</p><h2><strong>Rischi sismogenetici e potenziali scenari</strong></h2><p>La <strong>faglia di Capo Peloro</strong> potrebbe generare terremoti di magnitudo elevata, <strong>stimata sopra 5,5-6,0,</strong> con potenziali superiori in scenari multi-segmento. Scosse di questa magnitudo avrebbero serie ripercussioni su un territorio fragile, come quello fra la Calabria meridionale e il Messinese. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760378" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari.html" title="La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari">La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari.html" title="La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari-1774305649323_320.jpg" alt="La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari"></a></article></aside><p>Si potrebbero produrre fenomeni di amplificazione sismica e liquefazione dei terreni costieri (particolarmente rilevanti a Capo Peloro, Ganzirri e Faro).</p><p>L’area di Capo Peloro conserva anche testimonianze paleosismologiche e archeologiche di eventi storici (danni a strutture, possibili depositi di tsunami legati al 1783 e altri eventi). Il sollevamento recente della penisola peloritana e le faglie minori completano il quadro di una zona tettonicamente molto attiva.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784876" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter.html" title="La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter">La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter.html" title="La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307410950_320.jpg" alt="La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter"></a></article></aside><p><strong>La ricerca scientifica (INGV, CNR, università) continua a raffinare i modelli con reti sismiche, osservatori sottomarini, GNSS e profili geofisici. </strong>Non esiste una previsione deterministica dei terremoti, ma la conoscenza dettagliata delle sorgenti, dei tassi di deformazione e della storia sismica migliora le mappe di pericolosità e le strategie di prevenzione (norme edilizie, piani di emergenza, microzonazione).</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questa-faglia-non-scarica-energia-da-secoli-perche-preoccupa-i-sismologi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:53:07 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In Italia ci attende una settimana caratterizzata da bel tempo, stabile, soleggiato e asciutto, con temperature nuovamente in rialzo tanto da poter parlare di seconda mini ottobrata. Scopriamo insieme i dettagli.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbmhq3m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbmhq3m.jpg" id="xbmhq3m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Siamo ormai a ottobre inoltrato ma<strong> l’autunno da segni del suo arrivo solamente a singhiozzo</strong> e, dopo una prima ottobrata, ecco in arrivo <strong>una seconda mini fase caratterizzata da bel tempo e temperature un po’ troppo alte</strong>.</p><p>Il responsabile di questo ritorno a <strong>condizioni meteorologiche di stampo tardo estivo</strong> è l’anticiclone delle Azzorre, che un tempo governava le estati mediterranee e che invece <strong>ora è relegato perlopiù ai periodi tardo primaverili e inizio autunnali</strong>, lasciando la stagione estiva al ben più caldo anticiclone nordafricano.</p><p>In realtà l’Italia <strong>sarà interessata parzialmente dal rinforzo dell’anticiclone</strong>, che invece investirà completamente la penisola iberica e la Francia.</p><h2>Nuova mini ottobrata, ecco dove farà caldo</h2><p>Quindi, anche se <strong>praticamente tutto il nostro paese vedrà le prossime giornate caratterizzate da tempo asciutto</strong>, non avremo rialzi termici ovunque.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c-1791899535987.jpg" data-image="trcxistn88lu" alt="Anticiclone." title="Anticiclone."><figcaption>Il vasto promontorio anticiclonico che governerà il tempo sull'Italia e sull'Europa nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p>Infatti, secondo gli ultimi aggiornamenti dei nostri modelli meteo, <strong>il campo di alta pressione raggiungerà prevalentemente la Sardegna e le regioni centro-settentrionali</strong>, in particolare quelle occidentali, mentre la Sicilia e le regioni meridionali saranno interessate solo marginalmente.</p><div class="texto-destacado">L’anticiclone delle Azzorre <strong>raggiungerà il massimo del suo vigore tra la giornata di giovedì e quella di venerdì</strong>, quando sono previste le temperature più alte e le anomalie termiche maggiori.</div><p>Infatti nel corso di queste giornate <strong>su buona parte del paese si registreranno temperature più alte del normale</strong>, con le anomalie positive maggiori attese lungo l’arco alpino, in special modo sui settori centro-occidentali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-in-corso-una-seconda-mini-ottobrata-ecco-dove-si-supereranno-i-25-c-1791890188265.jpg" data-image="17lil1ld08v8" alt="Anomalia termica" title="Anomalia termica"><figcaption>Durante la giornata di giovedì sono previste anomalie termiche positive di oltre +15 °C.</figcaption></figure><p>Pensate infatti che in Valle D’Aosta durante le ore più calde della giornata di giovedì, <strong>si raggiungeranno anomalie positive di +17 °C</strong>. Ciò significa che mediamente, nel trentennio che va dal 1991 al 2020, <strong>in questa regione si sono registrate temperature massime 17 °C più basse</strong> di quelle previste per giovedì.</p><p>Parlando invece di <strong>numeri effettivamente registrati nella vallata centrale</strong> della Valle D’Aosta, scavata dal corso del fiume Dora Baltea, <strong>sono attese temperature massime oltre i 25 °C</strong>, localmente intorno ai 28/29 °C.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792905" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-enorme-scarpata-che-ha-cancellato-un-miliardo-di-anni-di-storia-geologica-nel-grand-canyon.html" title="L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon">L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-enorme-scarpata-che-ha-cancellato-un-miliardo-di-anni-di-storia-geologica-nel-grand-canyon.html" title="L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/o-penhasco-gigante-que-apagou-mil-milhoes-de-anos-de-historia-geologica-no-grand-canyon-1789740041477_320.jpg" alt="L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon"></a></article></aside><p>In generale <strong>le temperature massime si attesteranno oltre i 20 °C</strong> praticamente in tutte le regioni d’Italia, mentre in cinque regioni, come Toscana, Lazio, Umbria, Sicilia e Sardegna <strong>si porteranno addirittura oltre i 25 °C</strong>. </p><p>Proprio in quest’ultima regione, <strong>durante le ore più calde della giornata di giovedì, si potranno localmente sfiorare i 30 °C</strong>, in particolare nella provincia di Olbia e di Nuoro.</p><h2>Fine settimana con temperature nella norma</h2><p>Valori simili o leggermente inferiori sono previsti anche nella giornata di venerdì, mentre <strong>da sabato i termometri torneranno a registrare lievi ma diffusi cali</strong> e stavolta la soglia dei 25 °C <strong>verrà raggiunta solamente in Toscana e nelle due isole maggiori</strong>.</p><p>Per quanto riguarda le condizioni meteorologiche <strong>a partire da venerdì al sud saranno possibili precipitazioni sparse</strong> che interesseranno perlopiù la Sicilia e la Calabria.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-in-corso-una-seconda-mini-ottobrata-ecco-dove-si-supereranno-i-25-c-1791890226896.jpg" data-image="z5oixxf3idbh" alt="Temperature massime" title="Temperature massime"><figcaption>Anche in Valle D'Aosta giovedì si riusciranno a sfiorare i 30 °C.</figcaption></figure><p>A seguire, nel corso del fine settimana, <strong>una flessione del campo di alta pressione porterà nubi e fenomeni</strong> sulla Sardegna, sulle regioni nord-occidentali, in special modo Valle D’Aosta, Piemonte e Liguria, e su quelle centrali tirreniche, Toscana e Lazio.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Come anticipato, <strong>oltre al peggioramento del tempo sono previsti diffusi cali termici</strong>, con le temperature che si riporteranno in linea o al di sotto della norma.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Campo magnetico migliaia di volte più intenso di quello terrestre: rilevati segnali radio da un esopianeta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/campo-magnetico-migliaia-di-volte-piu-intenso-di-quello-terrestre-rilevati-segnali-radio-da-un-esopianeta.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:09:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Per la prima volta, gli astronomi hanno rilevato direttamente emissioni radio provenienti da un pianeta situato oltre il nostro sistema solare. Ecco i punti salienti di questa scoperta scientifica!</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/campo-magnetico-milhares-de-vezes-mais-forte-que-o-da-terra-captam-pela-primeira-vez-sinais-de-radio-de-um-exoplaneta-1790789511734.jpg" data-image="09m56qzkzzeo" alt="Esopianeta." title="Esopianeta."><figcaption>Rappresentazione artistica che mostra l'aspetto che potrebbe avere l'esopianeta gigante gassoso all'interno del disco di Beta Pictoris. Crediti immagine: Luís Calçada - ESO.</figcaption></figure><p>Scoperto nel 2008 grazie al <strong>Very Large Telescope</strong> dell'<strong>ESO</strong>, <strong>Beta Pictoris </strong>b è un giovane gigante gassoso con una massa stimata tra le 9 e le 13 volte quella di Giove. Orbita a una distanza pari a circa otto volte quella tra la Terra e il Sole, <strong>completando una rivoluzione attorno alla stella Beta Pictoris in circa 24 anni.</strong></p><div class="texto-destacado">Situato a circa 63 anni luce di distanza nella costellazione del Pittore (Pictor), questo sistema planetario ha un'età di appena 23 milioni di anni, il che lo rende estremamente giovane su scala cosmica. </div><p>Oltre a ospitare almeno altri due pianeti, <strong>Beta Pictoris</strong> è caratterizzato da un vasto disco di gas e polveri che potrebbe, col tempo, <strong>dare origine a un toro di corpi ghiacciati simile alla Fascia di Kuiper del Sistema Solare.</strong></p><h2>Un segnale che rivela un magnetismo "di un altro mondo"</h2><p>Utilizzando la rete di radiotelescopi <strong>MeerKAT in Sudafrica,</strong> gli astronomi hanno rilevato impulsi radio aurorali provenienti direttamente da <strong>Beta Pictoris b.</strong> Si tratta della prima emissione radio associata in modo inequivocabile a un esopianeta, anziché alla sua stella ospite.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>"Il pianeta più massiccio del sistema, Beta Pictoris b, raggiunge una separazione angolare fino a 0,55 secondi d'arco lungo la sua orbita di 24 anni e la stella ospite è magneticamente quieta; ciò rende il sistema un obiettivo ideale per le osservazioni radio", hanno affermato Kevin Ortiz Ceballos, del Center for Astrophysics | Harvard & Smithsonian, e i suoi colleghi.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Secondo i ricercatori, il segnale ha origine da un meccanismo noto come <strong>"instabilità maser a ciclotrone elettronico" (ECMI): </strong>lo stesso processo responsabile degli impulsi radio aurorali provenienti da Giove, Terra, Saturno, Urano e Nettuno, nonché da alcune nane brune fredde simili a pianeti.</p><h2>Una "finestra" che ci svela l'interno di un mondo lontano</h2><p>La frequenza massima di questo tipo di emissione dipende direttamente dall'intensità del <strong>campo magnetico che la genera.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/campo-magnetico-milhares-de-vezes-mais-forte-que-o-da-terra-captam-pela-primeira-vez-sinais-de-radio-de-um-exoplaneta-1790789703427.jpg" data-image="bhebtggquipf" alt="Rete di radiotelescopi." title="Rete di radiotelescopi."><figcaption>Radiotelescopi MeerKAT, situati in Sudafrica. Crediti immagine: © Square Kilometre Array Organisation (SKAO) / South African Radio Astronomy Observatory (SARAO)</figcaption></figure><p>Questa osservazione ha permesso agli scienziati di calcolare, per la prima volta in modo diretto, il magnetismo di un esopianeta: <strong>Beta Pictoris b possiede un campo magnetico di circa 1,25 kilogauss, migliaia di volte più intenso di quello terrestre.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787076" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno.html" title="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno">Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno.html" title="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno-1788513004500_320.png" alt="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno"></a></article></aside><p>"Si tratta della prima misurazione diretta dell'intensità del campo magnetico di un esopianeta, un dato che concorda con le previsioni basate sulle leggi di scala per un pianeta gigante giovane e massiccio", hanno dichiarato gli astronomi.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Ceballos%2C%20K.%20N.%20O.%2C%20Berger%2C%20E.%2C%20%26%20Cendes%2C%20Y." data-year="2026" data-title="Discovery%20of%20radio%20emission%20from%20the%20exoplanet%20%CE%B2%20Pictoris%20b" data-url="https%3A%2F%2Farxiv.org%2Fabs%2F2609.16720">Ceballos, K. N. O., Berger, E., & Cendes, Y.. (2026). <a href="https://arxiv.org/abs/2609.16720" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Discovery of radio emission from the exoplanet β Pictoris b</a>.</cite><br><cite data-author="Enrico%20de%20Lazaro" data-year="2026" data-title="Astronomers%20Detect%20Radio%20Signal%20from%20Beta%20Pictoris%20b" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sci.news%2Fastronomy%2Fbeta-pictoris-b-radio-signal-15095.html">Enrico de Lazaro. (2026). <a href="https://www.sci.news/astronomy/beta-pictoris-b-radio-signal-15095.html" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Astronomers Detect Radio Signal from Beta Pictoris b</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/campo-magnetico-migliaia-di-volte-piu-intenso-di-quello-terrestre-rilevati-segnali-radio-da-un-esopianeta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item></channel></rss>