<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Thu, 03 Sep 2026 19:20:18 +0000</lastBuildDate><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 19:20:18 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Le onde giganti nelle profondità dello Stretto di Messina spiate dai satelliti, come si formano?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 16:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo fenomeno è talmente imponente da essere osservato persino dai satelliti, eppure per le navi e le barche che solcano questo braccio di mare il mare appare calmo, o appena increspato. Ecco perchè.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano-1788213298486.jpg" data-image="k01ra5shcze0" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>L'immagine satellitare sulle onde interne nello Stretto di Messina è stata catturata dalla costellazione Sentinel-2, che fa parte di Copernicus, il programma di osservazione della Terra coordinato e gestito dalla Commissione Europea in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA).</figcaption></figure><p>Se guardiamo lo Stretto di Messina dall'alto, attraverso gli occhi tecnologici dei satelliti <strong>Sentinel di Copernicus, </strong>il mare tra Sicilia e Calabria rivela un segreto affascinante. Grandi treni di onde concentriche, simili a cerchi concentrici generati da un sasso lanciato in uno stagno, si propagano regolarmente lungo la superficie dell'acqua. </p><p>Eppure, se vi trovaste a navigare in quel preciso istante su una barca, attorno a voi vedreste solo un mare calmo e piatto. O al massimo, un forte flusso d’acqua orizzontale. Si tratta di uno dei fenomeni oceanografici più spettacolari e studiati del pianeta, <strong>le onde interne solitarie.</strong></p><h2><strong>Il motore sottomarino dello Stretto</strong></h2><p>Per capire come nascono questi giganti invisibili, dobbiamo immergerci sotto la superficie dello Stretto. In questo braccio di mare ogni 6 ore si incontrano due corpi d'acqua profondamente diversi.</p><p>Da un lato abbiamo l'acqua del Mar Tirreno, più calda e meno salata (quindi più leggera), e quella del Mar Ionio, più fredda e densa. Soprattutto in estate, questa separazione crea un netto confine termico chiamato <strong>termoclino,</strong> una sorta di invisibile pavimento liquido che divide i due strati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano-1788212703543.jpg" data-image="nca9k44rzxmj" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>Il catalizzatore del fenomeno è la conformazione del fondale. Nell’imboccatura Nord dello Stretto si trova una "sella" sottomarina, un rilievo che riduce la profondità del mare a circa 72 metri nel punto più stretto, tra Ganzirri e Punta Pezzo.</figcaption></figure><p>Il catalizzatore del fenomeno è la conformazione del fondale. Nell’imboccatura Nord dello Stretto si trova una "sella" sottomarina, un rilievo che riduce la profondità del mare a circa 72 metri nel punto più stretto, tra Ganzirri e Punta Pezzo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Quando le potentissime correnti di marea dello Stretto cambiano direzione, spingono con violenza la massa d'acqua stratificata sopra questa barriera rocciosa.</strong> <strong>L'ostacolo deprime lo strato d'acqua superiore, facendolo sprofondare in quello inferiore.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Una volta superata la sella, l'acqua rimbalza come una molla, generando grosse turbolenze che si manifestano <strong>in gigantesche onde sottomarine che possono raggiungere ampiezze verticali comprese tra i 30 e i 100 metri.</strong></p><h2><strong>Invisibili a bordo, evidenti dallo spazio</strong></h2><p>La caratteristica più sorprendente delle onde interne è la loro interazione con la superficie. L'energia dell'onda viaggia in profondità, <strong>lasciando il livello del mare geometricamente orizzontale.</strong> Una nave non beccheggia e non sale lungo il profilo dell'onda.</p><p>Tuttavia, il movimento verticale sottomarino genera forti correnti orizzontali chiamate rispettivamente <strong>Scendende,</strong> con moto Nord-Sud, e <strong>Montante,</strong> con moto Sud-Nord.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="421411" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/stretto-messina-correnti-miti-leggende-vortici-scilla-cariddi.html" title="Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina">Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/stretto-messina-correnti-miti-leggende-vortici-scilla-cariddi.html" title="Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/correnti-e-fenomeni-idrodinamici-che-animano-lo-stretto-di-messina-1655648731661_320.jpeg" alt="Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina"></a></article></aside><p>Laddove l'acqua superficiale tende a salire dalle profondità dello Stretto verso l’alto, le increspature tese dal vento vengono compresse, <strong>creando fasce di mare liscio come uno specchio, note nella tradizione marinara dello Stretto come macchie d'olio.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano-1788212749065.jpg" data-image="alpninljbfmi" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>La caratteristica più sorprendente delle onde interne è la loro interazione con la superficie. L'energia dell'onda viaggia in profondità, lasciando il livello del mare geometricamente orizzontale. Una nave non beccheggia e non sale lungo il profilo dell'onda.</figcaption></figure><p>Lì dove l'acqua si muove dall’alto verso il basso, la superficie si fa più rugosa e frammentata, con increspature, e fenomeni come le scale di mare, comunissimi nel quotidiano lungo tutto lo Stretto. </p><h2><strong>I satelliti come riescono a vedere queste onde?</strong></h2><p>I sensori ottici dei satelliti sfruttano un fenomeno geometrico chiamato <strong>sunglint (il riflesso del sole specchiato sul mare).</strong> Le zone lisce riflettono la luce solare lontano dal sensore (apparendo scure nell'immagine satellitare), mentre le zone rugose la disperdono in tutte le direzioni (apparendo chiare). </p><p>È così che lo spazio riesce a fotografare l'impronta digitale di un fenomeno totalmente sommerso, presente solo a grandi profondità.</p><h2><strong>L'importanza per l'ecosistema e la navigazione</strong></h2><p>Le <strong>onde interne</strong> non sono solo uno spettacolo visivo, ma rappresentano il cuore pulsante dell'ecosistema dello Stretto. Rompendosi contro le coste o i fondali, queste onde mescolano i diversi strati d'acqua provocando <strong>l'upwelling,</strong> ovvero la risalita di nutrienti profondi, fosfati e nitrati verso la superficie illuminata dal sole. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="701270" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina.html" title="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?">Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina.html" title="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina-1741911000274_320.jpg" alt="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?"></a></article></aside><p>Questa continua fertilizzazione è il motivo per cui lo Stretto di Messina vanta una biodiversità marina straordinaria ed è un punto di transito cruciale per grandi pelagici <strong>come tonni, pesci spada e cetacei.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Rose in fiore anche in autunno: 10 regole per favorire una nuova fioritura dopo l'estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 16:16:24 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dopo il caldo estivo, le rose tornano a fiorire: ecco 10 semplici regole per favorire questo spettacolo botanico autunnale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343591930.jpeg" data-image="utr8oyzxdqf5"><figcaption>Rose in fiore anche in autunno: 10 regole per favorire una nuova fioritura dopo l'estate</figcaption></figure><p><strong>Con la fine dell'estate e il graduale ritorno a temperature più miti, le rose possono tornare a produrre nuovi germogli e boccioli</strong>. Il caldo intenso e la siccità dei mesi estivi rallentano la loro fioritura, ma con l'arrivo dell'autunno e il ritorno di condizioni ambientali più favorevoli le piante possono fiorire nuovamente, seppur in modo generalmente meno abbondante rispetto alla primavera. Alcune rose sono naturalmente più predisposte a rifiorire e alcune semplici regole di giardinaggio permettono di facilitare questo processo.</p><h2>1. Scegliere varietà rifiorenti</h2><p><strong>La rifiorenza è una caratteristica varietale che permette alla rosa di produrre più cicli di fioritura durante la stagione vegetativa</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343790666.jpeg" data-image="2sz3b43rgcoj"><figcaption>Scegliere varietà rifiorenti</figcaption></figure><p>Se si desidera una fioritura autunnale abbondante e prolungata, scegliere una varietà rifiorente rappresenta quindi un importante vantaggio. Anche le rose non rifiorenti possono tornare a produrre qualche fiore dopo l'estate, ma generalmente in misura più contenuta.</p><h2>2. Eliminare i fiori appassiti</h2><p><strong>Rimuovere regolarmente i fiori sfioriti aiuta la pianta a non concentrare energie nella formazione dei frutti, cioè i cinorrodi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343817544.jpeg" data-image="ys1k4ghjepte"><figcaption>Eliminare i fiori appassiti</figcaption></figure><p>Nelle rose rifiorenti, questa semplice operazione può favorire la produzione di nuovi germogli fiorali. È sufficiente recidere lo stelo appena sopra una foglia ben sviluppata, utilizzando cesoie pulite e affilate.</p><h2>3. Potare e ripulire la pianta</h2><p><strong>In autunno non è necessario ricorrere a una potatura drastica, ma è utile ridimensionare i rami eccessivamente lunghi o deboli e dare alla chioma una forma equilibrata</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343637611.jpeg" data-image="bplan4ere41c"><figcaption>Potare e ripulire la pianta</figcaption></figure><p>Vanno inoltre eliminati i rami secchi, danneggiati o malati. Una pianta ben ripulita e arieggiata può sfruttare meglio le condizioni favorevoli della stagione.</p><h2>4. Concimare in modo equilibrato</h2><p><strong>Dopo lo stress estivo, una concimazione equilibrata può sostenere la ripresa vegetativa e la formazione dei nuovi fiori</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343663388.jpeg" data-image="1u6b5wwwx9em"><figcaption>Concimare in modo equilibrato</figcaption></figure><p>Meglio evitare però gli eccessi di azoto, che stimolano una vegetazione molto tenera e vigorosa poco prima dell'arrivo del freddo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="742351" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/ecco-alcuni-metodi-comprovati-dalla-scienza-per-allungare-la-vita-alle-tue-rose.html" title="Ecco alcuni metodi comprovati dalla scienza per allungare la vita alle tue rose">Ecco alcuni metodi comprovati dalla scienza per allungare la vita alle tue rose</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/ecco-alcuni-metodi-comprovati-dalla-scienza-per-allungare-la-vita-alle-tue-rose.html" title="Ecco alcuni metodi comprovati dalla scienza per allungare la vita alle tue rose"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/save-your-roses-proven-ways-to-prevent-deadly-rose-diseases-1764613122017_320.jpg" alt="Ecco alcuni metodi comprovati dalla scienza per allungare la vita alle tue rose"></a></article></aside><p>Sono preferibili concimi specifici per rose, seguendo sempre dosi e modalità indicate in etichetta.</p><h2>5. Irrigare se l'autunno è siccitoso</h2><p><strong>Il calo delle temperature non significa necessariamente che le rose abbiano già a disposizione tutta l'acqua necessaria</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343845447.jpeg" data-image="k5cj7r2cjotw"><figcaption>Irrigare se l'autunno è siccitoso</figcaption></figure><p>Se le piogge tardano ad arrivare, è importante controllare l'umidità del terreno e irrigare quando necessario, soprattutto per le piante in vaso. L'acqua va distribuita alla base della pianta, evitando di bagnare inutilmente foglie e fiori.</p><h2>6. Arieggiare superficialmente il terreno</h2><p><strong>Dopo mesi di caldo e siccità, la superficie del terreno può diventare compatta e formare una vera e propria crosta</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343684356.jpeg" data-image="smobifdvky6c"><figcaption>Arieggiare superficialmente il terreno</figcaption></figure><p>Con una piccola zappetta è possibile smuovere delicatamente lo strato più superficiale, migliorando l'infiltrazione dell'acqua e la porosità del terreno. L'operazione deve essere molto superficiale, per non danneggiare le radici.</p><h2>7. Mantenere pulito il colletto e pacciamare</h2><p><strong>Foglie morte, residui vegetali ed erbe infestanti non dovrebbero accumularsi alla base della pianta</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343874208.jpeg" data-image="m7c8a9zu9gh5"><figcaption>Mantenere pulito il colletto e pacciamare</figcaption></figure><p>Dopo aver mantenuto libero il colletto, è possibile distribuire uno strato di corteccia come pacciamatura, sia in piena terra sia nei vasi. La pacciamatura limita la crescita delle infestanti e aiuta a conservare più a lungo l'umidità del terreno.</p><h2>8. Sostenere la pianta con i biostimolanti</h2><p><strong>I biostimolanti possono rappresentare un supporto aggiuntivo per le rose che hanno affrontato un'estate particolarmente stressante</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343960345.jpeg" data-image="0pzq6q9fvtuv"><figcaption>Sostenere la pianta con i biostimolanti</figcaption></figure><p>Prodotti a base di estratti di alghe, sostanze umiche o altri composti organici possono aiutare la pianta a utilizzare meglio le risorse disponibili e a reagire agli stress. Non sostituiscono però irrigazione, nutrizione e condizioni di coltivazione adeguate.</p><h2>9. Controllare malattie e parassiti</h2><p><strong>L'aumento dell'umidità e le temperature ancora miti dell'autunno possono favorire alcune malattie fungine, tra cui ticchiolatura, oidio e ruggine</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343707842.jpeg" data-image="pv8330n1n9d5"><figcaption>Controllare malattie e parassiti</figcaption></figure><p>È quindi importante controllare frequentemente foglie e germogli e rimuovere tempestivamente le parti fortemente colpite. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="739678" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/potatura-delle-rose-quando-e-come-farla-per-una-fioritura-abbondante-in-primavera.html" title="Potatura delle rose: quando e come farla per una fioritura abbondante in primavera">Potatura delle rose: quando e come farla per una fioritura abbondante in primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/potatura-delle-rose-quando-e-come-farla-per-una-fioritura-abbondante-in-primavera.html" title="Potatura delle rose: quando e come farla per una fioritura abbondante in primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/potatura-delle-rose-quando-e-come-farla-per-una-fioritura-abbondante-in-primavera-1763854913041_320.jpeg" alt="Potatura delle rose: quando e come farla per una fioritura abbondante in primavera"></a></article></aside><p>In caso di necessità, si possono utilizzare prodotti autorizzati per la coltura e per l'avversità da trattare, seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate in etichetta.</p><h2>10. Rinvasare o mettere a dimora le rose</h2><p><strong>L'autunno può essere un buon momento per dare più spazio alle rose coltivate in contenitore o mettere a dimora quelle ancora nei vasi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343990723.jpeg" data-image="x6w1lee5co3b"><figcaption>Rinvasare o mettere a dimora le rose</figcaption></figure><p>Il terreno conserva infatti parte del calore estivo e le condizioni più miti possono favorire lo sviluppo delle radici prima dell'inverno. Nel rinvaso è importante scegliere un contenitore proporzionato all'apparato radicale e assicurare sempre un buon drenaggio.</p><h2>Protagoniste di una seconda primavera</h2><p><strong> La fine dell'estate e del caldo intenso segnano l'inizio di una nuova stagione di crescita e fioritura</strong>. Le rose, con la ripresa della fioritura, diventano protagoniste di questa seconda primavera, contraddistinta da colori e profumi che accompagnano il giardino fino alle soglie dell'inverno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Uno studio rivela come la siccità possa limitare le precipitazioni causate da tifoni e cicloni tropicali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-studio-rivela-come-la-siccita-possa-limitare-le-precipitazioni-causate-da-tifoni-e-cicloni-tropicali.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L'aumento delle temperature permette all'atmosfera di trattenere più umidità, il che, combinato con tempeste più intense, dovrebbe teoricamente portare a precipitazioni più distruttive. Tuttavia, analizzando le proiezioni dei modelli climatici, i ricercatori si imbattono in un fenomeno enigmatico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sequedad-atmosferica-precipitaciones-ciclones-tropicales-1787633499697.png" data-image="t8p0q4ne5tje" alt="Cicloni tropicali." title="Cicloni tropicali."><figcaption>Le precipitazioni associate ai cicloni tropicali sono determinate dall'intensità della tempesta, dall'umidità atmosferica e dall'efficienza con cui tale umidità si trasforma in pioggia. Illustrazione a scopo puramente concettuale.</figcaption></figure><p>Nel contesto del riscaldamento globale, gli scienziati hanno previsto che i cicloni tropicali (inclusi tifoni e uragani) porteranno precipitazioni più intense e frequenti.</p><p>La fisica alla base di questo fenomeno sembra intuitiva: l'aumento delle temperature permette all'atmosfera di trattenere più umidità, il che, combinato con l'intensificarsi delle tempeste, dovrebbe, in teoria, innescare piogge torrenziali più distruttive. </p><p>Tuttavia, analizzando le proiezioni dei modelli climatici, i ricercatori si imbattono in un fenomeno enigmatico: alcuni modelli prevedono aumenti delle precipitazioni molto inferiori a quelli che la sola termodinamica permetterebbe di stimare. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Questa incertezza ha a lungo ostacolato la capacità della comunità scientifica di prevedere con precisione le future precipitazioni causate dai cicloni tropicali e di valutare i rischi di alluvione ad esse associati.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Recentemente, un nuovo studio condotto dall'Università di Hong Kong (HKU) e dall'Imperial College di Londra (ICL) ha svelato un tassello fondamentale mancante del puzzle: l'aumento dell'aridità atmosferica. Pubblicato su <strong><em>Nature Geoscience,</em></strong> lo studio rivela che, sebbene un'atmosfera più calda possa trattenere più umidità, diventa anche più secca, sopprimendo le precipitazioni e agendo da freno alle piogge generate dai cicloni tropicali.</p><h2>L'aumento della desaturazione atmosferica ostacola la formazione delle nuvole e accelera l'evaporazione</h2><p>Il team ha osservato che la chiave risiede in un meccanismo fisico noto come <strong>"deficit di saturazione della colonna d'aria".</strong> La differenza tra la quantità effettiva di vapore acqueo nell'atmosfera e il suo livello di saturazione completa (la soglia per le precipitazioni). La pioggia si verifica tipicamente quando il vapore acqueo si condensa in goccioline di nuvola, si aggrega in gocce di pioggia e cade al suolo. </p><div class="texto-destacado">Tuttavia, in un clima più caldo, la capacità dell'atmosfera di trattenere l'umidità aumenta esponenzialmente. Di conseguenza, anche se l'umidità relativa rimane costante, la differenza dalla "saturazione completa" aumenta significativamente, il che significa che l'aria diventa sostanzialmente più secca. Questa secchezza può innescare due effetti:<br></div><p><strong>- Evaporazione prima dell'atterraggio:</strong> le gocce di pioggia che si condensano ad alta quota durante un tifone evaporano rapidamente nell'aria secca della troposfera inferiore e media mentre scendono, impedendo loro di raggiungere il suolo.</p><p><strong>- Inibizione della condensazione:</strong> l'aria secca proveniente dall'ambiente circostante, aspirata dalla corrente ascensionale del tifone, diluisce l'umidità, sopprimendo la formazione di nubi e pioggia alla sua origine.</p><p>Questo effetto limitante della secchezza atmosferica è sufficientemente potente da contrastare l'aumento delle precipitazioni causato dall'intensificarsi delle tempeste. Ciò fornisce una solida spiegazione fisica del perché molti modelli climatici prevedano aumenti delle precipitazioni costantemente inferiori rispetto ai calcoli teorici tradizionali.</p><h2>Pionieri in un “Quadro di valutazione unificato”</h2><p>Lo studio propone anche un quadro unificato per la comprensione delle precipitazioni associate ai cicloni tropicali. <strong>Dimostra che le precipitazioni dipendono non solo dall'intensità della tempesta e dalla quantità di vapore acqueo nell'atmosfera,</strong> ma anche dall'efficienza delle precipitazioni: ovvero, da quanto efficacemente l'umidità viene convertita in pioggia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677768" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?">Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti-1728503576299_320.jpg" alt="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"></a></article></aside><p>Due effetti opposti in un clima in riscaldamento influenzano questa efficienza: l'aumento dell'intensità delle tempeste tende ad incrementarla, mentre l'aumento della secchezza atmosferica tende a ridurla. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Sebbene la secchezza atmosferica predomini in alcuni modelli climatici, questo quadro non esclude un aumento dell'efficienza delle precipitazioni qualora l'intensificazione futura delle tempeste superi l'effetto di riduzione della secchezza atmosferica.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I risultati potrebbero avere importanti implicazioni pratiche. Per le comunità costiere, i responsabili della gestione delle emergenze e i pianificatori delle infrastrutture, proiezioni più accurate delle precipitazioni derivanti da futuri uragani e tifoni sono fondamentali per la protezione dalle inondazioni, la pianificazione delle evacuazioni e la resilienza climatica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/uno-studio-rivela-come-la-siccita-possa-limitare-le-precipitazioni-causate-da-tifoni-e-cicloni-tropicali-1788128672815.jpg" data-image="g9tlyx875kf5" alt="Cicloni tropicali." title="Cicloni tropicali."><figcaption>Lo studio propone anche un quadro unificato per la comprensione delle precipitazioni associate ai cicloni tropicali.</figcaption></figure><p>Tenendo conto dell'effetto della secchezza atmosferica, il nuovo quadro potrebbe migliorare le valutazioni delle precipitazioni e del rischio di inondazioni e supportare una pianificazione dell'adattamento climatico più informata.</p><p>Lo studio rileva inoltre che i modelli climatici globali non riescono a cogliere appieno alcuni processi su piccola scala. Pertanto, saranno necessarie future simulazioni ad alta risoluzione per affinare le proiezioni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773967" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità">La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nociones-basicas-sobre-los-ciclones-tropicales-1781360074663_320.jpg" alt="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"></a></article></aside><p><strong>Ciononostante, numerosi set di dati e modelli mostrano in modo coerente che l'aumento dell'aridità atmosferica riduce l'efficienza delle precipitazioni. </strong>Questa forte correlazione negativa sottolinea che l'aridità atmosferica è un vincolo termodinamico critico che deve essere incorporato nelle future proiezioni climatiche.</p><p>Fuente: <a href="https://hku.hk/" target="_blank"><strong>Facultad de Ciencias, Universidad de Hong Kong</strong> </a></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Chen%2C%20J.%2C%20Toumi%2C%20R.%20%26%20Xi" data-year="" data-title="Future%20tropical%20cyclone%20rainfall%20constrained%20by%20increased%20atmospheric%20dryness.%20Nat.%20Geosci" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41561-026-02047-5">Chen, J., Toumi, R. & Xi. <a href="https://www.nature.com/articles/s41561-026-02047-5" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Future tropical cyclone rainfall constrained by increased atmospheric dryness. Nat. Geosci</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-studio-rivela-come-la-siccita-possa-limitare-le-precipitazioni-causate-da-tifoni-e-cicloni-tropicali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La scossa passò nel dimenticatoio collettivo a causa dei pochissimi danni nelle due città. Ecco cosa sappiamo oggi di quel terremoto, il più forte avvenuto nell'area dopo quello disastroso del 1908.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307410950.jpg" data-image="v1zs5srpy66u" alt="Terremoto, Stretto di Messina." title="Terremoto, Stretto di Messina."><figcaption>L'epicentro del grande terremoto del 28 dicembre 1908. Fonte immagine Wikipedia.</figcaption></figure><p>Non tutti sanno che dopo la catastrofe sismica del 28 dicembre 1908 l’area dello Stretto di Messina è stata colpita da un terremoto di <strong>magnitudo 5,0 Richter,</strong> passato quasi nel dimenticatoio. Nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 1975, alle 01:09, lo Stretto di Messina tornò a tremare. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Una scossa di magnitudo stimata tra 4,7 e 5,1, con ipocentro a una profondità compresa tra i 10 e i 21 chilometri e epicentro nel settore calabrese tra Gallico Marina e Reggio Calabria,</strong> scosse le due sponde. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Fu il più forte evento sismico locale dopo la catastrofe del 28 dicembre 1908. Eppure, a distanza di cinquant’anni, resta un terremoto quasi cancellato dalla memoria collettiva, a causa dell’assenza di danni nelle due città.</p><h2><strong>Cosa sappiamo oggi di quel terremoto?</strong></h2><p>La scossa si originò lungo il piano di una faglia a gradini che borda la costa di Reggio Calabria, sulla sponda calabra dello Stretto. <strong>Sistema che probabilmente non si era del tutto scaricato durante il grande terremoto del 1908.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307515545.jpg" data-image="8m7f1vd0yuh3" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>L'area dello Stretto di Messina rimane una delle zone a più alta sismicità del Mediterraneo.</figcaption></figure><p>Gli studi più recenti sullo Stretto di Messina (in particolare quello del 2025-2026 pubblicato su <strong>Tectonophysics</strong>) descrivono un sistema di piccoli segmenti di faglia orientati NE-SW, <strong>disposti a scalinata (en-échelon),</strong> che formano un’area ellittica proprio in prossimità dell’epicentro del 1908.</p><div class="texto-destacado"><strong>Queste strutture, molto più piccole della faglia del 1908, sono quelle che oggi generano le sequenze sismiche di bassa-media magnitudo (es. 2005, 2006, 2013, 2016) e sono coerenti con i meccanismi di fagliazione tipici della zona.</strong></div><p>L’intensità macrosismica raggiunse il <strong>VII-VIII grado</strong> della scala <strong>Mercalli.</strong> A Reggio Calabria si registrarono lesioni in alcuni edifici più datati, caduta di calcinacci e cornicioni, crepe in chiese e palazzi storici, tra cui il Duomo e alcune strutture pubbliche. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Qualche fabbricato fu dichiarato pericolante e dovette essere demolito. A Messina gli effetti furono ancora più contenuti, con qualche lesione leggera, caduta di intonaci e qualche cornicione. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Migliaia di persone uscirono in strada impaurite, molte trascorsero la notte all’aperto. Le vittime furono sei in totale, quasi tutte per collasso cardiocircolatorio dovuto allo spavento. Solo pochi feriti leggeri per la caduta di calcinacci.</p><h2><strong>Perché non ci furono molti danni?</strong></h2><p>Ciò che colpisce, a posteriori, è proprio la limitatezza dei danni. In due città densamente abitate, colpite da una scossa capace di generare panico e di far registrare intensità elevate, i crolli furono praticamente assenti e le conseguenze strutturali rimaste circoscritte. </p><p>E’ vero che <strong>un sisma di magnitudo 5,1 Richter non è nemmeno così intenso.</strong> Ma il merito dei danni ridotti va in larga parte <strong>alle norme antisismiche introdotte dopo il 1908.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307591093.jpg" data-image="bdwhu9n85e3e" alt="Messina, terremoto del 1908." title="Messina, terremoto del 1908."><figcaption>Le macerie di Messina dopo il terremoto del 28 dicembre 1908. Fonte immagine Wikipedia.</figcaption></figure><p>Il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908 aveva raso al suolo interi quartieri e causato decine di migliaia di morti. La risposta legislativa fu immediata e rigorosa. <strong>Il Regio Decreto del 18 aprile 1909 (e i successivi aggiornamenti) impose regole severe per la ricostruzione e per ogni nuova edificazione nell’area dello Stretto.</strong></p><p>Vennero limitazioni di altezza, obblighi di collegamenti orizzontali e verticali, uso di materiali e tecniche costruttive più resistenti, controlli stringenti. Quelle norme, applicate con relativa coerenza per decenni, <strong>trasformarono il patrimonio edilizio delle due città.</strong></p><p>Gli edifici in muratura ricostruiti o realizzati dopo il 1909, e in misura ancora maggiore quelli in cemento armato degli anni successivi, <strong>dimostrarono una capacità di resistenza nettamente superiore rispetto al tessuto urbano pre-1908.</strong></p><h2><strong>Un banco di prova per l’area ricostruita in maniera antisismica</strong></h2><p>Il terremoto del 1975 fu, in un certo senso, la prima prova seria di quel sistema normativo. La scossa, sebbene moderata, bastò a mettere in evidenza la differenza nel patrimonio edilizio della zona. </p><p>Dove le costruzioni rispettavano i criteri antisismici, <strong>i danni rimasero superficiali o praticamente nulli.</strong> Lì dove, invece, insistevano edifici più vecchi o realizzati con minore attenzione, o con materiali scadenti, <strong>apparvero lesioni e distacchi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="689803" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-segnale-precursore-del-catastrofico-terremoto-che-all-alba-del-28-dicembre-1908-distrusse-messina-e-reggio.html" title="Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria">Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-segnale-precursore-del-catastrofico-terremoto-che-all-alba-del-28-dicembre-1908-distrusse-messina-e-reggio.html" title="Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-segnale-precursore-del-catastrofico-terremoto-che-all-alba-del-28-dicembre-1908-distrusse-messina-e-reggio-1735472481622_320.jpg" alt="Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria"></a></article></aside><p>Non ci furono crolli generalizzati, non ci furono strade intere rese inagibili, non ci fu una seconda catastrofe urbana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307665263.jpg" data-image="ehksm9z5uxsj" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>Panoramica dello Stretto di Messina nella sua parte centrale, fra le due sponde.</figcaption></figure><p>Oggi, a distanza di mezzo secolo, quel sisma è quasi scomparso dal racconto pubblico. È stato superato, nella memoria collettiva, da eventi più mediatici o da scosse successive (come quella del Golfo di Patti del 1978). Eppure resta un episodio istruttivo. </p><p>Ci ricorda che lo Stretto di Messina è un’area sismicamente attiva, caratterizzata da un sistema complesso di faglie (altre più piccole dopo il sistema madre del 1908), e che eventi di magnitudo intermedia possono verificarsi anche a pochi decenni da un grande terremoto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="645338" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ci-sono-segnali-precursori-che-annunciano-forte-terremoto-recente-studio-cerca-risposta.html" title="Ci sono segnali precursori che annunciano un forte terremoto? Un recente studio cerca di dare risposta">Ci sono segnali precursori che annunciano un forte terremoto? Un recente studio cerca di dare risposta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ci-sono-segnali-precursori-che-annunciano-forte-terremoto-recente-studio-cerca-risposta.html" title="Ci sono segnali precursori che annunciano un forte terremoto? Un recente studio cerca di dare risposta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ci-sono-segnali-precursori-che-annunciano-forte-terremoto-recente-studio-cerca-risposta-1708787564778_320.jpg" alt="Ci sono segnali precursori che annunciano un forte terremoto? Un recente studio cerca di dare risposta"></a></article></aside><p><strong>Ma ci ricorda soprattutto che le regole antisismiche, quando sono scritte bene e applicate con rigore, funzionano.</strong> Nel 1975, a Reggio e a Messina, quelle regole, nate dal dolore del 1908, <strong>hanno fatto la differenza tra un terremoto spaventoso e un disastro.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Grandine come arance e raffiche estreme: che temporale ha devastato il Cremonese lo scorso 28 agosto? ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 12:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il temporale distruttivo che ha colpito Cremona, e parte della sua provincia, potrebbe essere legato a un potente rear flank downdraft associato a una grossa supercella di tipo HP. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto-1788209656391.jpg" data-image="t5g60hk5y1bk" alt="Grandinata nel Cremonese." title="Grandinata nel Cremonese."><figcaption>Almeno una quarantina di persone (43 secondo i bilanci più aggiornati) hanno ricevuto assistenza al pronto soccorso, nessuna in condizioni gravi; otto-dodici famiglie sono state evacuate. </figcaption></figure><p>Nel pomeriggio di <strong>venerdì 28 agosto 2026,</strong> poco dopo le 16, Cremona e ampie porzioni del Cremonese sono state travolte da un evento meteo estremo di rara violenza. In una decina di minuti, secondo alcune testimonianze addirittura otto, la città è stata messa in ginocchio da grandine di dimensioni eccezionali (chicchi grandi come arance o palline da tennis), raffiche di vento devastanti, alberi secolari sradicati a migliaia, tetti scoperchiati, sottopassi allagati e un patrimonio storico ferito in modo doloroso. </p><div class="texto-destacado"><strong>Sono crollati la copertura di una guglia del Duomo e il tetto della Torre Civica del Palazzo Comunale.</strong> Almeno dieci chiese hanno riportato danni significativi, decine di abitazioni e i padiglioni della Fiera sono stati colpiti; circa diecimila automobili hanno subito lesioni più o meno gravi.</div><p>Almeno una quarantina di persone (43 secondo i bilanci più aggiornati) hanno ricevuto assistenza al pronto soccorso, nessuna in condizioni gravi; otto-dodici famiglie sono state evacuate. I Vigili del Fuoco hanno accumulato un centinaio di interventi solo nella fase acuta.</p><h2><strong>Cosa ha provocato questi danni ingenti?</strong></h2><p>Si è letto, in particolare nei media generalisti, dei gravissimi danni provocati nel Cremonese a causa di una tromba d’aria (tornado), oltre alle grandinate distruttive. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto-1788209719133.jpg" data-image="ufz1pf9awkis" alt="Grandine, Cremona." title="Grandine, Cremona."><figcaption>Nel Cremonese si parla di oltre 10.000 veicoli danneggiati seriamente dalla grandine.</figcaption></figure><p>Al momento pare probabile che si sia trattato di un intenso <strong>downburst,</strong> che non significa minimizzare l’evento, anzi. Un <strong>downburst</strong> cattivo può produrre danni anche maggiori di un tornado debole-moderato, essendo il downburst più prolungato ed esteso, quindi ha più tempo e spazio per distruggere. </p><p>Ma c’è un particolare. Quegli effetti e quei danni sono stati provocati da <strong>temporali a supercella</strong> <strong>di tipo HP (High Precipitation).</strong> </p><h2><strong>Cosa accade nelle supercelle HP?</strong></h2><p>Per semplificare, distribuisce le correnti discendenti associate alle precipitazioni in modo particolare, ovvero le “sventaglia” seguendo la circolazione del mesociclone (il cuore del mesociclone). </p><p>Si hanno quindi due aree principali di flussi che scendono. La prima è il <strong>FFD (Forward Flank Downdraft), </strong>anteriore, e il <strong>RFD (Rear Flank Downdraft),</strong> sul lato posteriore. </p><p>Il secondo si “arriccia” intorno al mesociclone, anzi, ne fa proprio parte, rappresentando quella parte di cascata di precipitazioni che passa dietro al centro del mesociclone e fuoriesce con spinta generalmente da nord-ovest verso sud-est.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le raffiche distruttive associate alle <strong>supercelle HP</strong> del 28 agosto potrebbero essere state prodotte da intensi <strong>RFD (Rear Flank Downdraft),</strong> caratterizzati non tanto da un significativo raffreddamento evaporativo nello strato sub-nube (tipico dei normali <strong>downburst</strong>), quanto dalla combinazione di precipitazione estremamente abbondante, forzante dinamica associata alla struttura rotante della <strong>supercella (mesociclone)</strong> e trasporto verso il basso di elevata quantità di moto dai medi livelli. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>È noto come la forte rotazione dell’<strong>updraft </strong>e del <strong>mesociclone</strong> produca un notevole abbassamento della pressione in determinate regioni della supercella. Soprattutto sul lato posteriore della corrente ascendente che ruota, la forza del <strong>gradiente di pressione</strong> può contribuire direttamente all’accelerazione del vento verso il basso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto-1788209776902.jpg" data-image="5r43auszolsc" alt="Supercella." title="Supercella."><figcaption>Le raffiche distruttive associate alle supercelle HP del 28 agosto potrebbero essere state prodotte da intensi RFD (Rear Flank Downdraft), caratterizzati non tanto da un significativo raffreddamento evaporativo.</figcaption></figure><p>L’elevatissima umidità nei bassi strati potrebbe aver limitato il raffreddamento evaporativo puro, senza tuttavia impedire la formazione di correnti discendenti esplosive, proprio perché l’<strong>RFD</strong> di una supercella rappresenta una struttura dinamicamente complessa e non un semplice <strong>downdraft termodinamico. </strong></p><p>Tra l’altro, nelle <strong>HP supercells</strong> la separazione fra <strong>updraft</strong> e zona delle precipitazioni è meno netta rispetto alle <strong>supercelle classiche,</strong> e la struttura delle correnti discendenti può essere particolarmente complessa. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786038" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali.html" title="Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni">Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali.html" title="Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali-1787949392970_320.png" alt="Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni"></a></article></aside><p>La corrente discendente, poi, non porta verso il basso soltanto aria raffreddata e accelerata per galleggiamento negativo (evaporazione, fusione), ma può anche trasportare verso il basso aria che possiede già un elevato momento orizzontale. </p><h2><strong>Le condizioni ideali per fenomeni estremi</strong></h2><p>Le condizioni di quel pomeriggio erano ideali per lo sviluppo di strutture così organizzate. Difatti, avevamo aria calda e umidissima nei bassi strati della Pianura Padana, forte contrasto termico e <strong>wind shear</strong> intenso in quota. La supercella ha trasformato un temporale in un sistema capace di concentrare energia in modo spaventoso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto-1788209859762.jpg" data-image="swh61nxwbalh" alt="Forte instabilità." title="Forte instabilità."><figcaption>Le condizioni di quel pomeriggio erano ideali per lo sviluppo di strutture così organizzate. Difatti, avevamo aria calda e umidissima nei bassi strati della Pianura Padana, forte contrasto termico e wind shear intenso in quota. </figcaption></figure><p>Il bilancio, a pochi giorni di distanza, resta pesante. La città e il territorio contano i danni materiali e il trauma collettivo. I lavori di messa in sicurezza, sgombero e verifica strutturale proseguono, con task force di tecnici attivate e immobiliare storico e civile da ripristinare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="25592" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/meteorologia-supercella-spiegazione.html" title="Che cos’è una supercella?">Che cos’è una supercella?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/meteorologia-supercella-spiegazione.html" title="Che cos’è una supercella?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/che-cos-e-una-supercella-25592-10_320.jpg" alt="Che cos’è una supercella?"></a></article></aside><p>Quello del 28 agosto non è stato un <strong>“semplice temporale estivo”.</strong> È stata la dimostrazione concreta di come, in un ambiente fortemente instabile come quello padano, una <strong>supercella HP</strong> possa produrre <strong>RFD downburst</strong> capaci di concentrare su aree relativamente circoscritte una potenza distruttiva eccezionale, amplificata dalla grandine di dimensioni straordinarie. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 11:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il disastro in Nepal è un monito ulteriore dei pericoli indotti dalla crisi climatica: la conseguenza del ritiro dei ghiacciai non è solo il cambio del paesaggio. Ecco le prime ipotesi sul ruolo del riscaldamento globale nella catastrofe del 26 agosto. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb0zj76"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb0zj76.jpg" id="xb0zj76"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il Nepal è stato colpito da <strong>una delle più drammatiche catastrofi idrogeologiche e glaciali </strong>del 2026. Lo scorso 26 agosto, ricordiamo, <strong>un ghiacciaio d’alta quota, a oltre 5000 metri, è collassato </strong>generando una gigantesca frana di ghiaccio e roccia che, scendendo a valle,<strong> ha generato una grande alluvione lampo. </strong><strong>Drammatici gli impatti</strong> su villaggi, turisti e alpinisti, impianti idroelettrici a valle e soprattutto sulla popolazione locale.</p><p>A differenza di alcune notizie delle prime ore, <strong>non risulta né la presenza un lago glaciale preesistente né di un bacino artificiale</strong> all'origine o come causa dell'evento. Qual è il <strong>ruolo dei cambiamenti climatici </strong>in questo evento? Ecco le prime ipotesi formulate da un professore universitario dell’Università di Bristol.</p><h2>Cosa sta succedendo ai ghiacciai dell’Himalaya </h2><p>A fornire alcune notizie e chiarimenti è il<strong> prof. Jonathan Bamber, docente di glaciologia e osservazioni della Terra all’Università di Bristol</strong>. In un articolo pubblicato su The Conversion, fa presente che <strong>otto delle quattordici cime di oltre 8000 metri si trovano proprio in Nepal.</strong> La parte settentrionale del paese ha una orografia particolarmente ripida, il che la rende <strong>facilmente soggetta a frane, </strong>colate di pietre, <strong>valanghe</strong> e crolli di ghiacciai. </p><p><strong>Il riscaldamento globale dovuto alle attività umane qui è particolarmente marcato,</strong> in modo simile a quanto avviene nelle regioni polari il tasso di aumento delle temperature è più alto della media globale.</p><p>In base a dati satellitari e misure da terra,<strong> fra il dal 1976 e il 2024 il bilancio di massa dei ghiacciai mostra un'accelerazione della perdita di ghiaccio </strong>nell'ultimo decennio. Nell'High Mountain Asia (HMA), che comprende l'Himalaya, <strong>il ritmo di perdita è aumentato di circa il 25%</strong>; nelle Alpi europee è più che raddoppiato.</p><h2>I pericoli del ritiro dei ghiacciai</h2><p>La prima conseguenza della fusione dei ghiacciai è il rilascio di acqua di fusione. Si formano così <strong>torrenti di fusione che alimentano a loro volta ampi sistemi fluviali</strong>. Tuttavia c’è un altro grave problema e pericolo: <strong>i ghiacciai si trovano sul permafrost, </strong>terreno ghiacciato anche in profondità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785753" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/alluvione-in-nepal-la-gigantesca-frana-ha-generato-un-sisma-di-magnitudo-5-2-e-non-viceversa.html" title="Alluvione in Nepal: la gigantesca frana ha generato un terremoto di magnitudo 5,2 (e non viceversa)">Alluvione in Nepal: la gigantesca frana ha generato un terremoto di magnitudo 5,2 (e non viceversa)</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/alluvione-in-nepal-la-gigantesca-frana-ha-generato-un-sisma-di-magnitudo-5-2-e-non-viceversa.html" title="Alluvione in Nepal: la gigantesca frana ha generato un terremoto di magnitudo 5,2 (e non viceversa)"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alluvione-in-nepal-la-gigantesca-frana-ha-generato-un-sisma-di-magnitudo-5-2-e-non-viceversa-1787819986875_320.png" alt="Alluvione in Nepal: la gigantesca frana ha generato un terremoto di magnitudo 5,2 (e non viceversa)"></a></article></aside><p><strong>Con l’aumento delle temperature, il permafrost si scongela e roccia e ghiacciao diventano instabil</strong>i. La conseguenza sono frane e destabilizzazione del ghiaccio nei terreni scoscesi. </p><p>Questo processo si somma all’instabilità del ghiacciaio stesso, che può avere parti in posizioni tali in cui si crea una sorta di tipping poing, punto critico o di non ritorno. In Italia, lo abbiamo purtroppo visto bene nel <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/marmolada-ghiacciaio-collassa-morti-feriti-alpi-caldo-record-video.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">disastro della Marmolada</a> del luglio 2022. </p><h2>Focus Nepal e Tibet</h2><p>Nel caso della catastrofe nel Tibet e Nepal, dobbiamo immaginare un <strong>gigantesco blocco di ghiaccio lungo circa 600 metri e alto 50 metri.</strong> Crollando, una massa di oltre <strong>mezzo milione di tonnellate è scesa a valle, </strong>scatenando purtroppo quel che abbiamo visto. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet-1788362497809.jpg" data-image="90svgnj9ccq4"><figcaption>Valanga di neve sul versante dell'Annapurna II, Circuito dell'Annapurna, Nepal. I cambiamenti climatici espongono a maggior rischio le spedizioni alpinistiche, sia sulle alpi che in Himalaya. Un professore dell'Università di Bristol spiega che ruolo hanno avuto nel recente disastro in Nepal.</figcaption></figure><p>Crolli minori, ma comunque pericolosi, sono ben noti agli alpinisti.<strong> I seracchi collassano spesso nelle ore più calde</strong>, gli alpinisti cercano quindi di superare le barriere di seracchi di notte o al mattino presto. Il ritiro dei ghiacciai inoltre può favorire la <strong>formazione di laghi “effimeri”, dovuti ghiaccio o morene </strong>che formano piccole ( anche grandi) dighe naturali. <strong>Il cedimento</strong> improvviso dello sbarramento <strong>può generare devastanti alluvioni lampo di acqua e ghiaccio.</strong> Molti sentieri in Nepal e in India sono dotati di cartelli di avvertimento per questo fenomeno.</p><h2>Cosa dovrebbero fare gli Stati?</h2><p>Il <strong>ritiro dei ghiacciai è uno dei più chiari ed evidenti impatti</strong> dei cambiamenti climatici. Un problema che sembra lontano dalle città europee, colpite però dalle ondate di calore come sta avvenendo nella lunga estate 2026. </p><p><strong>In Europa abbiamo sotto gli occhi l’emergenza salute di questa lunga estate,</strong> gli incendi boschivi in Spagna e Francia, la siccità che si è estesa perfino al Regno Unito, coi parchi di Londra con l’erba ingiallita e secca.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785736" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-stato-il-collasso-di-un-ghiacciaio-a-scatenare-la-tragica-alluvione-in-nepal-con-centinaia-di-morti-e-dispersi.html" title="È stato il collasso di un ghiacciaio a scatenare la tragica alluvione lampo in Nepal, con centinaia di morti e dispersi">È stato il collasso di un ghiacciaio a scatenare la tragica alluvione lampo in Nepal, con centinaia di morti e dispersi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-stato-il-collasso-di-un-ghiacciaio-a-scatenare-la-tragica-alluvione-in-nepal-con-centinaia-di-morti-e-dispersi.html" title="È stato il collasso di un ghiacciaio a scatenare la tragica alluvione lampo in Nepal, con centinaia di morti e dispersi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nepal-bajo-el-agua-una-avalancha-de-hielo-habria-desatado-la-inundacion-que-arraso-rasuwa-1787768487800_320.jpg" alt="È stato il collasso di un ghiacciaio a scatenare la tragica alluvione lampo in Nepal, con centinaia di morti e dispersi"></a></article></aside><p> Alle <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cop30-il-grande-assente-di-belem-senza-i-combustibili-fossili-nell-accordo-possiamo-davvero-salvare-1-5-c.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">ultime COP</a> <strong>si sono intensificati gli sforzi per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili,</strong> ma di fatto <strong>le emissioni serra continuani ad aumentare</strong>. Le simboliche dichiarazioni di emergenza climatica di alcuni Stati, non sono state seguite da fatti concreti e sufficienti. </p><p>Secondo il prof. Jonathan Bamber, <strong>abbiamo le competenze e la tecnologia per affrontare la crisi climatica. Ciò che manca è la volontà politica</strong> e la visione a lungo termine, che conclude con un monito: senza azioni rapide, lo scioglimento dei ghiacciai sarà solo un aspetto della crisi climatica causata dall'uomo, e le conseguenze saranno devastanti.</p><h3>Riferimento notizia:</h3><p><em>Nepal‑Tibet disaster linked to climate change – a glaciologist explains, The Conversion, <a href="https://theconversation.com/nepal-tibet-disaster-linked-to-climate-change-a-glaciologist-explains-290656">https://theconversation.com/nepal-tibet-disaster-linked-to-climate-change-a-glaciologist-explains-290656</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Duro colpo per l’estate in Italia: l’aria polare potrebbe arrivare tra sette giorni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 08:44:29 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Cambio di scena clamoroso che metterà almeno in pausa l'estate dopo la sesta ondata di calore. Dalla seconda decade di settembre possibile cambio di circolazione.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3ihxm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3ihxm.jpg" id="xb3ihxm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Ormai vi diciamo sempre le stesse cose ed è anche abbastanza normale che, a questo punto, vi siate un attimino stancati. E avete tutte le ragioni del caso. Questa <strong>estate 2026</strong> si candida infatti a essere la più calda in assoluto sull’<strong>Italia</strong>: non soltanto per le temperature folli, tipiche del continente africano, ma soprattutto per la durata delle <strong>ondate di caldo</strong>. Pensate che, nell’arco di tutta l’estate, ce ne sono state “solo” cinque.</p><p>Aggiungiamo alla ricetta anche <strong>afa e umidità alle stelle</strong>, specie sulle <strong>regioni meridionali</strong> e lungo le aree costiere, e “la frittata è fatta”, citando un detto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786736" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html" title="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record">Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html" title="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-in-italia-giovedi-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record-1788339827791_320.jpg" alt="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record"></a></article></aside><p>Insomma, questa estate ci ha fatto soffrire parecchio, anche perché sull’altro lato della medaglia abbiamo dovuto affrontare <strong>fenomeni meteo estremi</strong> completamente opposti al caldo. I temporali, seppur relativamente pochi, hanno marciato “mangiando” l’enorme quantità di energia accumulata al suolo durante le lunghe giornate roventi, ma soprattutto quella presente nei nostri mari, che hanno raggiunto temperature altrettanto folli, stabilmente oltre i <strong>30°C</strong>.</p><p>Il risultato sono stati temporali spesso molto violenti, accompagnati da <strong>grandinate eccezionali</strong>, in alcuni casi anch’esse da record.</p><h2><strong>Weekend ancora nel segno del caldo</strong></h2><p>Il <strong>weekend</strong> che si sta per aprire non avrà molto altro da dire, se non per la presenza dell’<strong>anticiclone africano</strong>, che tornerà di prepotenza dopo queste 36-48 ore di relativa pausa. E lo farà, come sempre, in grandissimo stile.</p><p>La <strong>sesta ondata di caldo</strong>, alle porte di settembre, è ancora qualcosa di molto raro, soprattutto per la “potenza” che potrebbe assumere. Le <strong>temperature massime</strong> previste nel weekend saranno infatti ancora di <strong>6-8°C oltre la media stagionale</strong>, con anomalie localmente anche di <strong>10-12°C</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni-1788420406230.jpg" data-image="8izk051irjul" alt="Aumento termico nel weekend" title="Aumento termico nel weekend"><figcaption>Fine settimana con temperature prossime ai 40°C sulle regioni meridionali</figcaption></figure><p>I valori che potremo registrare saranno quelli di piena estate, con la colonnina di mercurio pronta a raggiungere ancora <strong>37-39°C</strong> nelle aree interne delle <strong>regioni meridionali</strong>.</p><p>Entro <strong>domenica 6 settembre</strong>, inoltre, le temperature massime potrebbero superare i <strong>33-34°C su tutta Italia</strong>, confermando a tutti gli effetti l’ennesima <strong>ondata di caldo</strong> di questa interminabile estate.</p><h2><strong>Ma qualcosa all’orizzonte sembra davvero cambiare</strong></h2><p>Tuttavia, qualcosa all’orizzonte sembra veramente stia cambiando.</p><p>Parliamo di una <strong>tendenza meteo a lungo termine</strong> che, per ovvi motivi legati alle tempistiche, dovrà necessariamente essere confermata nei prossimi aggiornamenti. Ma, ad oggi, quello che mostrano i <strong>modelli matematici</strong> è quasi una situazione irreale, assurda. Semplicemente perché non siamo più abituati. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786571" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero">Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250877043_320.jpg" alt="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"></a></article></aside><p>A partire dal <strong>10 settembre</strong>, quindi nella seconda decade del mese, potremmo infatti assistere a un vero e proprio <strong>cambio della circolazione atmosferica</strong>.</p><p>Aria più fresca e più instabile potrebbe riuscire a scalfire il dominio dell’<strong>anticiclone africano</strong> e riportare condizioni decisamente più fresche su tutta l’Italia. E non si tratterebbe soltanto di una semplice attenuazione del caldo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni-1788420567508.jpg" data-image="t80v95qcvaii" alt="Aria polare verso l'Italia nella seconda decade di settembre?" title="Aria polare verso l'Italia nella seconda decade di settembre?"><figcaption>La vasta area depressionaria che potrebbe ridimensionare l'anticiclone sull'Italia</figcaption></figure><p>L’aumento dell’<strong>instabilità atmosferica</strong> potrebbe infatti favorire anche il ritorno delle <strong>piogge</strong>, con fenomeni che potrebbero coinvolgere gran parte della Penisola dopo una fase caratterizzata da caldo, stabilità e temperature eccezionalmente elevate.</p><p>Al momento, è il <strong>Centro-Nord</strong> il candidato ideale a ricevere la “parte grossa” del peggioramento, ma non è affatto da escludere che l’instabilità possa riuscire a raggiungere anche le <strong>regioni meridionali</strong>.</p><h3><strong>È davvero finita l’estate?</strong></h3><p>Come anticipato, però, si tratta ancora soltanto di una <strong>tendenza meteo</strong> e, proprio per questo, potrebbe cambiare anche sensibilmente nei prossimi giorni.</p><p>Ad oggi, le sensazioni sembrano positive e, per una volta, vogliamo crederci anche noi. Ma che sia finita davvero l’<strong>estate 2026</strong>, invece, non possiamo ancora dirlo.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br></div><p>Del resto, dopo tutto quello che abbiamo vissuto negli ultimi mesi, sarebbe davvero troppo presto per abbassare la guardia.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 05:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>I modelli numerici iniziano a prefigurare un cambiamento importante non prima della parte finale di settembre, con l'arrivo delle prime vere perturbazioni autunnali. Ecco cosa si rischia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3fqxu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3fqxu.jpg" id="xb3fqxu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Con l’arrivo di settembre si apre ufficialmente l’autunno meteorologico che, per convenzione, esordisce l’1° settembre. Eppure, nonostante questo, questa prima parte di settembre sarà tutt’altro che autunnale. Come del resto gli ultimi anni ci hanno abituato.</p><p>L’anticiclone subtropicale continuerà a dominare lo scenario meteorologico, garantendo una certa stabilità, con giornate calde e soleggiate. Solo sulle regioni del Nord si assisterà a qualche passaggio nuvoloso, o a qualche locale fenomeno d’instabilità atmosferico. </p><h2><strong>Ma quando arriveranno i primi segnali autunnali?</strong></h2><p>Stando alle ultime proiezioni dei grandi centri di calcolo internazionali, <strong>non prima della metà di settembre si profila un cambiamento importante nella circolazione atmosferica.</strong> Il graduale raffreddamento dell’Artico e lo sviluppo del vortice polare stratosferico favoriranno la ripresa e l’intensificazione dei venti zonali. </p><p>Questo processo contribuirà a far abbassare il flusso perturbato principale sull’Europa. Le prime <strong>vere perturbazioni autunnali</strong> saranno pronte a investire soprattutto il Nord Italia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250813024.jpg" data-image="l8bzkohm63rz" alt="Autunno meteorologico." title="Autunno meteorologico."><figcaption>Nella parte finale del mese l’Italia potrebbe divenire sede di forti contrasti termici, fra le masse d’aria più fresche, in discesa dall’Atlantico settentrionale, e l’aria caldissima, subtropicale, dominante sull’area mediterranea, e al Sud.</figcaption></figure><p>Proprio sulle regioni settentrionali si attendono delle fasi di maltempo più organizzate, con forti temporali, piogge anche abbondanti ed eventi estremi localmente possibili, solo dopo il 15 del mese. </p><h2><strong>A fine mese l’Italia terra di forti contrasti termici?</strong></h2><p>Nella parte finale del mese l’Italia potrebbe divenire sede di forti contrasti termici, fra le masse d’aria più fresche, in discesa dall’Atlantico settentrionale, e l’aria caldissima, subtropicale, dominante sull’area mediterranea, e al Sud.</p><p>Il contrasto tra l’aria più fresca in arrivo e l’aria calda e umida preesistente nei bassi strati, potrà amplificare l’instabilità, <strong>rendendo i fenomeni potenzialmente intensi, soprattutto nelle aree alpine, prealpine e sulla Pianura Padana.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786245" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel.html" title="Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà">Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel.html" title="Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel-1788185039411_320.jpeg" alt="Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà"></a></article></aside><p>Ma forti eventi temporaleschi potranno coinvolgere anche la Sardegna, e le regioni tirreniche, al transito del primo fronte freddo organizzato, o del primo sistema frontale d’origine atlantica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250877043.jpg" data-image="2yz9tr7z7d4v" alt="Maltempo." title="Maltempo."><figcaption>L'arrivo dei primi refoli di aria fresca potrebbe favorire anche fenomeni di forte intensità, con il rischio di nubifragi e temporali violenti.</figcaption></figure><p>Le aree del Centro-Sud, pur risentendo in misura minore di questi impulsi nelle fasi iniziali, potranno comunque sperimentare un progressivo attenuarsi del caldo, con una maggiore variabilità atmosferica e un aumento nella frequenza dei temporali di calore sui monti, nelle ore più calde del giorno.</p><h2><strong>Attenzione alle calde acque del Mediterraneo</strong></h2><p>Un elemento chiave di questa tendenza resta la temperatura delle acque del Mediterraneo, ancora molto elevata dopo l’estate. I mari caldi determineranno un clima caldo e umido lungo le coste italiane, alimentando l’afa e rendendo le notti particolarmente oppressive nelle fasce litoranee.</p><div class="texto-destacado"><strong>Allo stesso tempo, questo serbatoio di calore e umidità potrà favorire fenomeni di forte intensità all’affondo della prima saccatura o allo sviluppo del primo cut-off (goccia fredda) sui mari italiani.</strong></div><p>Quando le correnti più fresche e instabili interagiranno con lo strato di aria molto calda e umida presente sopra la superficie marina, il contrasto termico <strong>potrà innescare temporali violenti, nubifragi e, in alcuni casi, eventi localmente estremi, </strong>soprattutto in prossimità delle coste e nelle aree esposte a flussi di aria umida, che interagiscono con rilievi o massicci montuosi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786471" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”">Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: "speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre-1788203969598_320.jpg" alt="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"></a></article></aside><p>Peraltro queste situazioni andranno monitorate con grande attenzione, visto l’enorme potenziale termico in gioco, lungo i mari attorno l’Italia. La possibilità di vedere eventi meteorologici estremi, purtroppo, non sarà più solo una semplice possibilità. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Formiche e afidi: la simbiosi che si instaura negli orti a fine estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/formiche-e-afidi-la-simbiosi-che-si-instaura-negli-orti-a-fine-estate.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 03:30:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Quando vedi le formiche che salgono e scendono lungo gli steli, presumi che siano loro a danneggiare la pianta. In realtà, sono lì per un altro motivo, ed è proprio questo che sta causando il danno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/formigas-e-pulgoes-a-parceria-que-se-instala-nas-hortas-no-fim-do-verao-1787763649616.png" data-image="nwwi7urb9srt" alt="Formiche." title="Formiche."><figcaption>Formiche accanto a una colonia di afidi, che proteggono in cambio del liquido zuccherino che questi rilasciano.</figcaption></figure><p>In questo periodo dell'anno, in ogni orto si ripete una scena ricorrente. Una fila di formiche <strong>si arrampica con impressionante disciplina sul fusto di una pianta e, in cima, sui germogli più giovani,</strong> si trova un gruppo di minuscoli insetti verdi o neri.</p><p>La prima conclusione che si giunge è solitamente che le formiche stiano attaccando la pianta. Non è così. Stanno semplicemente accudendo un gruppo di formiche.</p><h2>Una partnership con secoli di esperienza</h2><p>Gli afidi si nutrono di linfa, che è molto ricca di zuccheri e povera di proteine. Per ottenere le proteine di cui hanno bisogno, <strong>devono ingerire grandi quantità di linfa e tutto lo zucchero rimanente viene espulso sotto forma di un liquido zuccherino.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Melata:</strong> una sostanza zuccherina e appiccicosa che gli afidi rilasciano dopo essersi nutriti di linfa. È ciò che rende le foglie lucide e appiccicose, attrae formiche e vespe e serve da nutrimento per un fungo nero che si insedia sulla superficie.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le formiche adorano questo zucchero. In cambio, proteggono gli afidi dai predatori naturali, <strong>tengono lontane coccinelle e crisope, li trasportano su foglie più tenere e addirittura immagazzinano le uova nel formicaio durante l'inverno.</strong> È un allevamento a tutti gli effetti.</p><h2>Perché sta succedendo proprio adesso e non a luglio?</h2><p>Gli afidi prediligono temperature miti e soffrono durante i periodi di caldo intenso<strong>. Sopra i 30°C, la riproduzione rallenta,</strong> motivo per cui il problema di solito si attenua a metà luglio.</p><p>Alla fine di agosto, con le notti che si rinfrescano e le temperature massime che si attenuano, arriva il momento ideale. E c'è un dettaglio che fa la differenza: quando le condizioni sono favorevoli, le femmine si sbarazzano dei maschi e partoriscono larve già formate, capaci di riprodursi dopo pochi giorni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Con temperature miti, la popolazione raddoppia in pochi giorni. Ecco perché una piccola colonia diventa incontrollabile in una settimana.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Aggiungete a questo il fatto che l'orto è pieno di germogli nuovi e teneri delle colture autunnali appena piantate, e capirete perché la fine dell'estate è la stagione dei parassiti.</p><h2>Come capire se il problema è già grave?</h2><p>Ci sono diversi segnali a cui prestare attenzione. Nella tabella sottostante troverete alcuni dei principali, il loro significato e cosa fare in ogni caso.</p><p><strong>La patina nera merita una menzione speciale.</strong> Non è una malattia della pianta e non penetra nei tessuti. Si deposita sulla melata e il danno che provoca è quello di ricoprire la foglia, impedendole di ricevere luce. Se si eliminano gli afidi, alla fine scomparirà.</p><h2>Interrompere la collaborazione vale più che uccidere gli afidi</h2><p>Ecco le informazioni essenziali. Eliminare gli afidi è inutile se le formiche continuano a portarne di nuovi sulla pianta e a scacciare quelle che se ne nutrono.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="710737" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-usare-il-sale-da-cucina-per-eliminare-le-formiche-senza-insetticidi-e-in-modo-rapido.html" title="Come usare il sale da cucina per eliminare le formiche senza insetticidi e in modo rapido">Come usare il sale da cucina per eliminare le formiche senza insetticidi e in modo rapido</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-usare-il-sale-da-cucina-per-eliminare-le-formiche-senza-insetticidi-e-in-modo-rapido.html" title="Come usare il sale da cucina per eliminare le formiche senza insetticidi e in modo rapido"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-usare-il-sale-da-cucina-per-eliminare-le-formiche-senza-insetticidi-e-in-modo-rapido-1747579640713_320.jpeg" alt="Come usare il sale da cucina per eliminare le formiche senza insetticidi e in modo rapido"></a></article></aside><p>Iniziate impedendo loro di arrampicarsi. Una striscia di colla entomologica intorno al tronco, o del nastro biadesivo, funziona bene per gli alberi da frutto e le piante con fusti legnosi. <strong>Rimuovete anche qualsiasi cosa possa fungere da ponte, come rami appoggiati ai muri, erbacce alte vicino al tronco o tutori fissati ad altre piante.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/formigas-e-pulgoes-a-parceria-que-se-instala-nas-hortas-no-fim-do-verao-1787763677943.png" data-image="pef1nej0bspd" alt="Afidi." title="Afidi."><figcaption>Una colonia di afidi si è insediata su un nuovo germoglio, la parte più tenera e pregiata della pianta.</figcaption></figure><p>Poi, un getto d'acqua. Sembra troppo semplice, ma funziona. Un forte getto al mattino stacca buona parte della colonia e gli afidi che cadono raramente risalgono da soli. Ripetete l'operazione ogni due giorni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Tagliate e rimuovete i rami con colonie dense. Non lasciateli a terra o nel compost.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>E lasciate spazio ai predatori. Una coccinella adulta mangia decine di afidi al giorno e le sue larve ne mangiano ancora di più. Se vedete larve grigie allungate con macchie arancioni sulle foglie, non rimuovetele: sono le vostre migliori alleate.</p><h2>L'eccesso di azoto è un invito</h2><p>Un dettaglio che molti ignorano: <strong>le piante con un eccesso di fertilizzante azotato producono germogli teneri e linfa più ricca di amminoacidi, proprio ciò che gli afidi cercano.</strong> Un giardino con un eccesso di azoto attira più parassiti di uno con un equilibrio ottimale.</p><p>Nelle prossime settimane, prestate attenzione a due aspetti delle previsioni meteo per la vostra zona. Se le temperature massime scendono intorno ai 25°C e le notti diventano miti, come accade a fine agosto a Braga o Aveiro, è il momento di controllare i nuovi germogli due volte a settimana. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="665435" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-formiche-sono-capaci-di-compiere-operazioni-chirurgiche-sulle-compagne-ferite.html" title="Le formiche sono capaci di compiere operazioni chirurgiche sulle compagne ferite">Le formiche sono capaci di compiere operazioni chirurgiche sulle compagne ferite</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-formiche-sono-capaci-di-compiere-operazioni-chirurgiche-sulle-compagne-ferite.html" title="Le formiche sono capaci di compiere operazioni chirurgiche sulle compagne ferite"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-formiche-sono-capaci-di-compiere-operazioni-chirurgiche-sulle-compagne-ferite-1720992286484_320.jpg" alt="Le formiche sono capaci di compiere operazioni chirurgiche sulle compagne ferite"></a></article></aside><p>E controllateli anche dopo una forte pioggia, perché l'acqua pulisce le colonie ma lava via anche qualsiasi protezione che potreste aver applicato.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/formiche-e-afidi-la-simbiosi-che-si-instaura-negli-orti-a-fine-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché questo massiccio montuoso viene considerato il più pericoloso del mondo?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Queste massiccio montuoso presenta delle caratteristiche davvero uniche, alcune di queste vette sono considerate le più pericolose del mondo da scalare. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo-1781710953991.jpg" data-image="w8ae1wvho276" alt="Annapurna." title="Annapurna."><figcaption>Scalato per la prima volta nel 1950, prima di qualsiasi altro "ottomila", l'Annapurna attira avventurieri da tutto il globo, ma il suo tasso di mortalità superiore al 30% lo rende la montagna più pericolosa dell’intero pianeta.</figcaption></figure><p>L'Annapurna è uno dei massicci montuosi più iconici e temuti al mondo, nel Nepal centrale. Questo imponente complesso himalayano non è solo celebre per le sue vette maestose, <strong>tra cui l'Annapurna I, che con i suoi 8.091 metri rappresenta la decima montagna più alta della Terra,</strong> ma anche per la sua storia pionieristica nell'alpinismo e per il suo primato di pericolosità. </p><p>Scalato per la prima volta nel 1950, prima di qualsiasi altro "ottomila", l'Annapurna attira avventurieri da tutto il globo, ma il suo tasso di mortalità superiore al 30% lo rende la montagna più pericolosa dell’intero pianeta.</p><h2><strong>La geografia del massiccio dell'Annapurna</strong></h2><p>Il massiccio dell'Annapurna si estende per circa 55 chilometri nella regione centrale del Nepal, all'interno della catena himalayana, e fa parte della vasta area protetta dell'<strong>Annapurna</strong> <strong>Conservation Area,</strong> la più grande del paese. </p><p>Situato tra i fiumi Marsyangdi a est e Kali Gandaki a ovest, il massiccio include diverse vette principali, tra cui l'Annapurna I (8.091 m), l'Annapurna II (7.937 m), l'Annapurna III (7.555 m) e l'Annapurna IV (7.525 m). </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>La sua posizione geografica lo rende un baluardo naturale, con versanti ripidi e ghiacciai perenni che lo isolano dal resto dell'Himalaya.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questa conformazione geologica è il risultato di processi tettonici millenari, dove la placca indiana si scontra con quella eurasiatica, creando spettacolari canyon, come la <strong>gola del Kali Gandaki,</strong> una delle più profonde al mondo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo-1781710791879.jpg" data-image="hxs9ixgmf87v" alt="Annapurna." title="Annapurna."><figcaption>L'Annapurna è universalmente riconosciuta come una delle montagne più letali del pianeta, con un tasso di mortalità storico che supera il 30%. Secondo dati del 2022, su 365 ascensioni riuscite, si contano 72 morti, per un rapporto di circa 1 decesso ogni 5 salite. </figcaption></figure><p>Il clima è influenzato dai monsoni estivi, che portano piogge abbondanti e nevicate intense, rendendo l'area soggetta a instabilità atmosferica. Molti incidenti su questa montagna sono legati al meteo estremo.</p><h2><strong>Perché è considerata la montagna più pericolosa del mondo?</strong></h2><p>L'Annapurna è universalmente riconosciuta come una delle montagne più letali del pianeta, con un tasso di mortalità storico che supera il 30%. Secondo dati del 2022, su 365 ascensioni riuscite, si contano 72 morti, per un rapporto di circa 1 decesso ogni 5 salite. <strong>Più recenti stime al 2024 indicano un tasso intorno al 38%, anche se dal 2012 al 2022 è sceso sotto il 20% grazie a miglioramenti nelle pratiche di sicurezza. </strong></p><p>I pericoli derivano da molteplici fattori, fra cui valanghe frequenti, crepacci nascosti nei ghiacciai e condizioni meteorologiche estreme, <strong>con venti forti e tempeste improvvise.</strong> Nel 2014 una tempesta di neve improvvisa causò almeno 43 morti tra gli escursionisti, vicino all'Annapurna e al Dhaulagiri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo-1781710922333.jpg" data-image="40o83vsn2bxk" alt="Annapurna." title="Annapurna."><figcaption>Nonostante i rischi, come altitudine, maltempo e, in rari casi, valanghe, alcuni percorsi sono considerati gestibile per trekker preparati, con un basso tasso di incidenti rispetto alle scalate. </figcaption></figure><p>Inoltre, la via di salita standard dal versante nord è esposta a rischi costanti, e anche se recentemente ha perso il titolo di "più pericolosa" a favore del <strong>Nanga Parbat,</strong> rimane un test supremo per gli alpinisti.</p><h2><strong>La bellezza di queste montagne</strong></h2><p>L'Annapurna è rinomata per il suo potenziale turistico, in particolare per i trekking accessibili a un pubblico più ampio. L'Annapurna Circuit, un itinerario circolare di circa 160-230 chilometri, è uno dei percorsi più popolari al mondo, attraversando villaggi etnici <strong>Gurung e Thakali, </strong>foreste di rododendri, deserti alpini e il <strong>passo di Thorong La</strong> (5.416 m). Questo trek offre un mix di avventura e cultura, con viste panoramiche sull'intero massiccio e opportunità di immersione nella vita locale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="691624" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo.html" title="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo">Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo.html" title="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo-1736546987785_320.jpg" alt="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo"></a></article></aside><p>Nonostante i rischi, come altitudine, maltempo e, in rari casi, valanghe, il Circuit è considerato gestibile per trekker preparati, <strong>con un basso tasso di incidenti rispetto alle scalate.</strong> Ogni anno, migliaia di visitatori lo percorrono, contribuendo all'economia locale, <strong>ma è essenziale una guida esperta e un'acclimatazione adeguata per mitigare pericoli come il mal di montagna.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Non serve un giardino per i limoni: ecco come mantenere un albero di limoni produttivo sul balcone o sulla terrazza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-serve-un-giardino-per-i-limoni-ecco-come-mantenere-un-albero-di-limoni-produttivo-sul-balcone-o-sulla-terrazza.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Anche un balcone o una terrazza possono diventare il luogo ideale per coltivare un albero di limoni, capace di fiorire e produrre frutti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-necesitas-un-gran-jardin-para-cosechar-limones-asi-puedes-mantener-un-limonero-productivo-en-tu-balcon-o-terraza-1788043930793.jpeg" data-image="ctze6gwrklz4" alt="Limoni." title="Limoni."><figcaption>Un albero di limoni in vaso può diventare un piccolo albero da frutto produttivo su balconi e terrazze, a condizione che il contenitore sia sufficientemente grande da ospitarne la crescita.</figcaption></figure><p>Non serve un patio per godersi i limoni coltivati in casa. Un albero di limoni può vivere per anni in vaso e rimanere produttivo, a patto che abbia spazio sufficiente per le radici, luce e sostanze nutritive.</p><p>A fine inverno, quando la pianta inizia a riprendersi, è un buon momento per controllarne le condizioni e prepararla per i mesi a venire. Alcune di queste operazioni sono semplici, ma possono fare una grande differenza nella fioritura e nella produzione di frutti.</p><h2>Innanzitutto, controlla lo spazio in cui si trovano le sue radici</h2><p>Un vaso di almeno 40 litri è un buon punto di partenza per un albero di limoni, anche se gli esemplari più grandi avranno gradualmente bisogno di un contenitore più capiente. Se le radici fuoriescono dai fori di drenaggio o formano una massa molto compatta attorno al pane di terra, la pianta ha bisogno di più spazio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-necesitas-un-gran-jardin-para-cosechar-limones-asi-puedes-mantener-un-limonero-productivo-en-tu-balcon-o-terraza-1788044186017.jpeg" data-image="8yr3ivfnw67s" alt="Albero di limoni." title="Albero di limoni."><figcaption>Il trapianto permette di rinnovare parte del substrato e fornisce alle radici un nuovo volume in cui continuare a svilupparsi durante la stagione vegetativa.</figcaption></figure><p>In tal caso, è consigliabile rinvasarla in un contenitore più grande, approfittando di questo periodo di rinnovata crescita. <strong>Non è necessario passare subito a un vaso enorme: basta aumentare gradualmente il volume e utilizzare un terriccio ben drenante.</strong></p><p>Se non è possibile aumentare le dimensioni del vaso, non è una buona idea iniziare a potare le radici regolarmente. Una potatura radicale drastica può ridurre la capacità della pianta di assorbire acqua e sostanze nutritive. <strong>Per un albero che si desidera mantenere produttivo, è preferibile controllarne le dimensioni scegliendo una varietà meno vigorosa e potando moderatamente la chioma.</strong></p><h2>I compiti da svolgere in questo periodo</h2><p>Ora che il limone sta entrando nella sua nuova fase di crescita, è il momento ideale per controllare alcuni aspetti prima che il suo fabbisogno di acqua e nutrienti aumenti.</p><p><strong>Rimuovete i rami secchi o danneggiati:</strong> la crescita primaverile facilita l'individuazione delle parti che non si sono riprese durante l'inverno. Eliminate i polloni dal portainnesto: se spuntano germogli dalla base o sotto il punto di innesto, rimuoveteli per evitare che competano con la varietà di limone. </p><p><strong>Controllate il drenaggio:</strong> dopo un'abbondante annaffiatura, l'acqua dovrebbe defluire dai fori di drenaggio sul fondo; se ristagna, è necessario intervenire. Trovate la posizione più soleggiata: gli agrumi necessitano di diverse ore di luce solare diretta per una crescita e una produzione sane. <strong>Non è necessaria una potatura drastica per ottenere più limoni. </strong></p><p>In questo periodo dell'anno, è sufficiente rimuovere i germogli danneggiati, incrociati o in crescita sotto il punto di innesto, mantenendo una chioma equilibrata.</p><h2>Anche il fertilizzante fa parte del raccolto</h2><p><strong>I limoni coltivati in vaso hanno una riserva di nutrienti molto più limitata rispetto a quelli piantati direttamente nel terreno</strong>. Inoltre, parte di questi nutrienti viene persa con l'irrigazione, quindi necessitano di concimazioni regolari durante la fase di crescita.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-necesitas-un-gran-jardin-para-cosechar-limones-asi-puedes-mantener-un-limonero-productivo-en-tu-balcon-o-terraza-1788044217295.jpeg" data-image="ufvb2llv5hi7" alt="Alberello di limoni." title="Alberello di limoni."><figcaption>Negli agrumi coltivati in vaso, la concimazione primaverile e autunnale aiuta a reintegrare le sostanze nutritive che l'irrigazione ha dilavato dal contenitore durante l'anno.</figcaption></figure><p>Utilizzate un fertilizzante specifico per agrumi, seguendo le istruzioni di dosaggio del produttore e assicurandovi che fornisca anche micronutrienti come ferro, zinco e manganese.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780628" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-che-possono-aiutarti-a-trasformare-un-piccolo-balcone-in-un-mini-giardino.html" title="Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino">Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-che-possono-aiutarti-a-trasformare-un-piccolo-balcone-in-un-mini-giardino.html" title="Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/las-plantas-que-pueden-ayudarte-a-transformar-un-balcon-pequeno-en-un-mini-jardin-1784951323175_320.png" alt="Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino"></a></article></aside><p>Una semplice regola per la coltivazione domestica è concimare una volta <strong>in primavera e una volta in autunno,</strong> regolando la frequenza in base alle istruzioni del prodotto e allo sviluppo della pianta. </p><div class="texto-destacado">La concimazione fogliare può essere utilizzata come integratore, soprattutto quando si desidera correggere rapidamente una carenza di micronutrienti. È preferibile applicarla durante i periodi di crescita attiva, evitando le ore più calde della giornata, i giorni in cui sono previste piogge e i periodi in cui l'albero è sottoposto a stress idrico o termico.</div><p>Più fertilizzante non significa più limoni: una nutrizione equilibrata favorisce la crescita, la fioritura e la formazione dei frutti senza stimolare un'eccessiva produzione di germogli e foglie.</p><h2>Luce e acqua: due chiavi per far sì che i limoni tornino a produrre</h2><p>La posizione in cui piantate il vostro albero di limoni può essere importante quanto il vaso. Cercate il punto più soleggiato del vostro balcone o terrazzo, idealmente <strong>con almeno 6 ore di luce solare diretta al giorno.</strong> Una minore esposizione al sole manterrà l'albero sano, ma ne limiterà la fioritura e la fruttificazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-necesitas-un-gran-jardin-para-cosechar-limones-asi-puedes-mantener-un-limonero-productivo-en-tu-balcon-o-terraza-1788044129931.jpeg" data-image="fyt0wwqunveg" alt="Limoni." title="Limoni."><figcaption>In un albero di limoni coltivato su un terrazzo, trovare il punto più soleggiato può essere fondamentale: circa sei ore di luce solare diretta al giorno sono un'utile indicazione per mantenere una buona produzione.</figcaption></figure><p>L'irrigazione, d'altra parte, deve essere adattata alle condizioni. Alla fine dell'inverno, può ancora essere relativamente poco frequente, ma aumenterà con l'aumento delle temperature e la crescita della pianta.</p><p><strong>Uno dei vantaggi di coltivare un limone in vaso è la possibilità di spostarlo in un luogo riparato in caso di rischio di gelo.</strong> Bisogna però pianificare in anticipo: man mano che l'albero cresce, la combinazione di pianta, terriccio e acqua può diventare piuttosto pesante. </p><p>Pertanto, se si prevede di doverlo spostare, è consigliabile installare fin da subito un supporto con ruote, posizionandolo sul vaso quando l'albero è ancora piccolo e il terriccio è asciutto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="693475" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/limonio-il-fiore-reciso-che-non-appassisce-mai.html" title="Limonio: il fiore reciso che non appassisce mai, ideale per composizioni floreali">Limonio: il fiore reciso che non appassisce mai, ideale per composizioni floreali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/limonio-il-fiore-reciso-che-non-appassisce-mai.html" title="Limonio: il fiore reciso che non appassisce mai, ideale per composizioni floreali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/limonio-il-fiore-reciso-che-non-appassisce-mai-1737566876040_320.jpeg" alt="Limonio: il fiore reciso che non appassisce mai, ideale per composizioni floreali"></a></article></aside><p>In questo modo, un'operazione che inizialmente sembra semplice non si trasformerà in seguito in uno sforzo inutile o in un rischio di danneggiare l'albero o il vaso.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-serve-un-giardino-per-i-limoni-ecco-come-mantenere-un-albero-di-limoni-produttivo-sul-balcone-o-sulla-terrazza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Uno dei pesci tipici del nostro Mediterraneo, la sua presenza indica una buona salute dei mari italiani]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo pesce è capace di tollerare ampie variazioni di salinità e temperatura, il che le permette di colonizzare una varietà di ambienti. La sua presenza è un indicare di buona salute delle acque. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani-1779483915038.jpg" data-image="fn2o0wongsbb" alt="Mennola." title="Mennola."><figcaption>Esemplare maschio di mennola durante la fase d'accoppiamento. Credit immagine Wikipedia. </figcaption></figure><p>Non è molto conosciuta come altre specie più famose, come il sarago o la castagnola. Eppure la <strong>menola,</strong> nome scientifico <strong><em>“Atherina boyeri”,</em></strong> è un pesce agile, molto bello da osservare.</p><p>Rappresenta un esempio di come la biodiversità del nostro mare sia ricca di elementi tipici e insostituibili. E’presente un po’ su tutti i mari che circondano la nostra Penisola.</p><h2><strong>Alcune caratteristiche su questo pesce mediterraneo</strong></h2><p>La menola vive nelle acque temperate e salmastre del Tirreno, dell'Adriatico e dello Ionio, <strong>aree che rappresentano circa il 70% del territorio marino italiano.</strong> La sua presenza è così diffusa da essere menzionata in antichi testi di ictiologia romana, come quelli di <strong>Plinio il Vecchio</strong> nella <strong><em>“Naturalis Historia”,</em></strong> dove viene descritta come un pesce umile ma abbondante nelle lagune e nelle baie.</p><p>In aree come la Laguna Veneta, il Delta del Po o le coste laziali e campane, <strong>la menola è una delle specie più catturate in modo artigianale.</strong> Dal punto di vista gastronomico, è un ingrediente essenziale in piatti regionali, come la fritta in umido nelle cucine liguri, o nelle zuppe siciliane.</p><h2><strong>Areale di distribuzione di questo pesce</strong></h2><p>La menola è un pesce capace di tollerare ampie variazioni di salinità e temperatura, il che le permette di colonizzare una varietà di ambienti. Tipicamente, vive in acque costiere poco profonde, tra 1 e i 10 metri di profondità, <strong>preferendo zone con fondali sabbiosi, fangosi o erbosi, ricchi di posidonie e alghe.</strong></p><p>È una specie gregaria, che forma banchi numerosi per difendersi dai predatori, e migra stagionalmente in cerca di cibo e siti di riproduzione. </p><div class="texto-destacado">Nel Mediterraneo, la sua distribuzione è cosmopolita, ma in Italia raggiunge la massima densità fra il Golfo di Genova fino e lo Stretto di Messina.</div><p>Gli habitat preferiti della menola sono le lagune, gli estuari e le aree portuali, dove l'influenza fluviale crea un mix di acqua dolce e salata ideale per la sua sopravvivenza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani-1779483998418.jpg" data-image="wxl8ajbzu66z" alt="Mennola femmina." title="Mennola femmina."><figcaption>La menola è un pesce capace di tollerare ampie variazioni di salinità e temperatura, il che le permette di colonizzare una varietà di ambienti. </figcaption></figure><p>Da recenti studi portati avanti <strong>dall'ICRAM (ora parte di ISPRA)</strong> indicano che le popolazioni italiane sono stabili, specie in primavera quando i banchi possono raggiungere migliaia di individui. </p><p>Tuttavia, il riscaldamento globale sta alterando i suoi pattern migratori, spingendola verso nord in cerca di temperature ottimali, un fenomeno osservato nelle coste adriatiche.</p><h2><strong>Buon indicatore della salute delle acque</strong></h2><p>La menola è un indicatore ambientale di prim'ordine. La sua tolleranza all'eutrofizzazione e all'inquinamento <strong>la rende un bioindicatore per la qualità delle acque costiere.</strong> Popolazioni in declino segnalano problemi come l'accumulo di plastica o lo sversamento di nutrienti agricoli, come evidenziato in report dell'Agenzia Europea per l'Ambiente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="669957" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-piu-colorati-del-mediterraneo-la-donzella-pavonina.html" title="Uno dei pesci più colorati del Mediterraneo, la donzella pavonina">Uno dei pesci più colorati del Mediterraneo, la donzella pavonina</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-piu-colorati-del-mediterraneo-la-donzella-pavonina.html" title="Uno dei pesci più colorati del Mediterraneo, la donzella pavonina"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uno-dei-pesci-piu-colorati-del-mediterraneo-la-donzella-pavonina-1723734700396_320.jpg" alt="Uno dei pesci più colorati del Mediterraneo, la donzella pavonina"></a></article></aside><p>Dal punto di vista della riproduzione, la menola depone uova adesive su vegetazione sommersa, <strong>contribuendo alla rigenerazione degli habitat bentonici e supportando la dispersione di semi e spore marine.</strong></p><p>In un ecosistema marino sotto pressione,<strong> con il Mediterraneo che ha perso il 41% della sua biodiversità negli ultimi 50 anni,</strong> preservare la menola significa salvaguardare l'intero Mediterraneo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Weekend, il caldo africano non molla: il primo weekend di settembre sarà ancora bollente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-il-caldo-africano-non-molla-il-primo-weekend-di-settembre-sara-ancora-bollente.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il primo fine settimana di settembre sarà dominato ancora dall'anticiclone africano con tempo stabile e caldo intenso. Temperature fino a 38°C e cielo sereno, salvo isolati rovesci pomeridiani sulle Alpi nord-orientali.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3cjju"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3cjju.jpg" id="xb3cjju"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Lo <strong>scenario meteorologico </strong>a livello europeo continua <strong>sulla scia di quanto vissuto in questa lunga calda estate</strong>. Infatti, il robusto il <strong>promontorio di alta pressione di matrice subtropicale</strong>, ben disteso tra la Penisola Iberica, il Mediterraneo centrale e l'Italia, bloccherà ancora le spinte perturbate atlantiche in discesa dal Nord Europa, convogliando, invece, <strong>masse d'aria molto calda direttamente dal Nord Africa verso nord.</strong></p><h2>Italia: prevalenza di tempo stabile con qualche disturbo alpino </h2><p> Sulla <strong>maggior parte del territorio italiano</strong> l'atmosfera si manterrà decisamente <strong>stabile</strong>, con un tempo <strong>prevalentemente </strong><strong>soleggiato </strong>per l'intero<strong> fine settimana</strong>.</p><div class="texto-destacado">Tuttavia, non mancherà occasione per dei <strong>disturbi pomeridiani di origine termoconvettiva diurna</strong>, soprattutto sulle <strong>Alpi Orientali</strong>, dove è confermata la possibilità di locali formazioni cumuliformi con associati <strong>brevi rovesci o piovaschi</strong>, specie in prossimità delle creste<strong> nella giornata di domenica</strong>. Da non escludere anche la possibilità per qualche breve episodio temporalesco.</div><p>Anche al <strong>Centro</strong> e al <strong>Sud</strong>, comprese le isole maggiori, il quadro meteorologico sarà caratterizzato sempre da <strong>cielo sereno o poco nuvoloso</strong>, venti generalmente deboli e mari prevalentemente calmi o poco mossi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-primo-weekend-di-settembre-ancora-sotto-il-segno-del-gran-caldo-africano-1788357062353.jpg" data-image="2s6pg3yfjpi4"><figcaption>Temperature da piena estate nel fine settimana su tutta Italia, con punte anche di 37-38°C sulle aree pianeggianti interne Centromeridionali, della Sardegna e anche della Pianura Padana. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>L'afa</strong> si farà sentire ancora, soprattutto<strong> </strong><strong>n</strong><strong>ei grandi centri urbani e lungo le valli inter</strong><strong>ne</strong>, dove l'assenza di ventilazione significativa accentuerà il disagio fisiologico durante le <strong>ore centrali della giornata. </strong></p><h2>Previsioni tra venerdì, sabato e domenica</h2><p>Inequivocabilmente, il dato più importante di questa fase meteo sarà ancora <strong>l'eccezionale persistenza del caldo,</strong> con temperature ben al di sopra delle medie climatiche di riferimento per i primi giorni di settembre, con <strong>anomalie positive</strong> che localmente raggiungeranno i <strong>+6 o +8°C rispetto alla norma</strong>. </p><p>Tornando alla previsione per <strong>venerdì 4 settembre</strong>, il tempo sarà ancora ampiamente <strong>soleggiato </strong><strong>da nord a sud</strong>, con valori massimi che potranno toccare anche picchi di <strong>36°C sulle aree pianeggianti e sulle valli interne</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786736" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html" title="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record">Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html" title="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-in-italia-giovedi-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record-1788339827791_320.jpg" alt="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record"></a></article></aside><p><strong> L'apice del caldo </strong>si vivrà <strong>nel fine settimana</strong>, con <strong>sabato 5 settembre</strong> ancora ampiamente<strong> stabile e soleggiato</strong> su tutta la penisola. Temperature massime che si attesteranno<strong> diffusamente intorno ai 35°C sia in pianura al Nord, che sulle aree interne centromeridionali e in Sardegna, con locali punte anche superiori, tra i 37 e i 38°C. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-primo-weekend-di-settembre-ancora-sotto-il-segno-del-gran-caldo-africano-1788356528723.jpg" data-image="1wokxlmxsoen"><figcaption>Domenica possibili locali e brevi fenomeni di instabilità soprattutto sulle Alpi Orientali durante il pomeriggio, ma saranno piuttosto localizzati, con possibili rovesci o temporali isolati. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Domenica 6, </strong>sempre condizioni diffuse di <strong>bel tempo </strong>con ancora il <strong>caldo anomalo</strong> che porterà a massime elevate, diffusamente intorno ai <strong>34-35°C</strong>, con punte anche superiori, ma con <strong>locali e</strong> <strong>brevi fenomeni di instabilità sulle Alpi Orientali durante il pomeriggio</strong>, ma saranno piuttosto localizzati, con possibili rovesci o temporali isolati.</p><h2>Tendenza meteorologica per la seconda settimana di settembre </h2><p>Dando uno sguardo <strong>all'inizio della prossima settimana</strong>, si può notare ancora la persistenza dell'<strong>anticiclone subtropicale</strong>, con condizioni di tempo ancora stabile e <strong>temperature ben superiori alle medie stagionali</strong>, almeno <strong>fino a mercoledì 9</strong>. </p><p>E sarà a partire dalla<strong> seconda metà della prossima settimana</strong> che potrebbe verificarsi <strong>un inizio di cambiamento</strong>. Infatti, i modelli matematici indicano una tendenza a <strong>progressivo cedimento della struttura anticiclonica</strong> sotto la spinta delle correnti atlantiche più fresche. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786727" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html" title="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni">Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html" title="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni-1788337476204_320.png" alt="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni"></a></article></aside><p>Come già accennato in altri articoli sulla tendenza per la prima metà del mese, questo cambiamento <strong>potrebbe anche aprire la porta a una fase maggiormente variabile</strong>, con una graduale tendenza verso <strong>una diminuzione delle temperature</strong>, con la possibilità di <strong>precipitazioni più organizzate a partire dalle regioni settentrionali. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-il-caldo-africano-non-molla-il-primo-weekend-di-settembre-sara-ancora-bollente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il passero domestico rischia di scomparire dalle nostre città, ecco le cause che lo stanno portando verso l'estinzione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-passero-domestico-rischia-di-scomparire-dalle-nostre-citta-ecco-le-cause-che-lo-stanno-portando-verso-l-estinzione.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il passero è senza ombra di dubbio uno degli uccelli piccoli più comuni e diffusi sul nostro continente, e in Italia, ma fra non molto rischia di sparire dalle nostre città. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-passero-domestico-rischia-di-scomparire-dalle-nostre-citta-ecco-le-cause-che-lo-stanno-portando-verso-l-estinzione-1783545156955.jpg" data-image="wqny92nnmhb4" alt="Passero domestico." title="Passero domestico."><figcaption>Quella del passero domestico (Passer domesticus) è la specie che ha subito le perdite maggiori, arrivando a dimenticare quasi metà della sua popolazione, mentre il suo parente più vicino, il passero mattugio, ha subito la diminuzione di più di 30 milioni di esemplari. </figcaption></figure><p>Il passero è senza ombra di dubbio uno degli uccelli piccoli più comuni e diffusi sul nostro continente, e in Italia. Eppure secondo recenti studi si sta avviando verso l’estinzione. Negli ultimi quattro decenni <strong>si è assistito alla scomparsa di 1/6 degli uccelli, pari a una perdita di</strong> <strong>quasi 600 milioni di esemplari.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Fra le specie più colpite da questa estinzione ci sono la <strong>cutrettola gialla</strong> (97 milioni di esemplari in meno), lo <strong>storno</strong> (75 milioni in meno) e <strong>l’allodola </strong>(68 milioni di uccelli in meno).<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Lo studio ha analizzato i dati relativi a 378 delle 445 specie di uccelli nativi dell’Unione europea e del Regno Unito, <strong>osservando che il declino della popolazione alata è passato dal 17 al 19 per cento nel periodo compreso fra il 1980 e il 2017.</strong></p><h2><strong>Il passero domestico a rischio estinzione</strong></h2><p>Quella del <strong>passero domestico (Passer domesticus)</strong> è la specie che ha subito le perdite maggiori, arrivando a dimenticare quasi metà della sua popolazione, mentre il suo parente più vicino, <strong>il passero mattugio, </strong><strong>ha subito la diminuzione di più di 30 milioni di esemplari.</strong></p><p>Entrambe le specie si stanno estinguendo a causa dei cambiamenti nelle pratiche di coltivazione, <strong>ma il passero domestico risulta sparito anche dai cieli di molte città per ragioni che gli scienziati non sono riusciti ancora a comprendere del tutto,</strong> ma che probabilmente includono la scarsezza di cibo, l’inquinamento e la sempre maggior presenza di corvidi, che spesso risultano specie predatrici dei passeri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-passero-domestico-rischia-di-scomparire-dalle-nostre-citta-ecco-le-cause-che-lo-stanno-portando-verso-l-estinzione-1783545200517.jpg" data-image="k5c1y60kmjr1" alt="Passero domestico." title="Passero domestico."><figcaption>L’innalzamento della temperatura sta cambiando i delicati equilibri naturali che regolano il fenomeno migratorio, come le date di arrivo e partenza delle specie volatili dall’Europa verso l’Africa. Anche la desertificazione e la scomparsa di zone umide, per la crescente antropizzazione.</figcaption></figure><p>In Italia la scomparsa del passero si osserva soprattutto nelle grandi aree urbane del Nord, dove invece risultano crescenti specie, <strong>come le cornacchie o le taccole. </strong></p><h2><strong>In Europa una specie di uccelli su cinque è a rischio estinzione</strong></h2><p>I cambiamenti climatici hanno ulteriormente aggravato la situazione, sia in modo indiretto a causa degli effetti negativi sugli habitat degli uccelli, sia in quello diretto soprattutto per le specie migratorie, come dimostrano ormai numerosissime ricerche scientifiche svolte in questo ambito. </p><div class="texto-destacado">L’innalzamento della temperatura sta cambiando i delicati equilibri naturali che regolano il fenomeno migratorio, come le date di arrivo e partenza delle specie volatili dall’Europa verso l’Africa. </div><p>Anche la desertificazione e la scomparsa di zone umide, per la crescente antropizzazione, mettono in difficoltà molti uccelli che non trovano più i siti di sosta abituali durante il loro viaggio.</p><h2><strong>Le possibili soluzioni</strong></h2><p>La lotta a ridurre gli effetti e le conseguenze del cambiamento climatico sta diventando sempre più difficile, <strong>anche per il venir meno di politiche ambientali serie,</strong> di concreta attuazione nei singoli territori. </p><p>Ripristinare gli elementi naturali del paesaggio agricolo, conservare i prati storici, le praterie alpine e le zone più steppiche, <strong>diminuire il carico di fertilizzanti e di pesticidi di sintesi, e sostenere sempre e comunque l’agricoltura biologica,</strong> potrebbe contribuire a migliorare in parte la situazione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="667175" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-degli-uccelli-piu-strani-e-misteriosi-d-europa-il-succiacapre-noto-come-uccello-vampiro.html" title="Uno degli uccelli più strani e misteriosi d'Europa: il succiacapre noto come 'uccello vampiro'">Uno degli uccelli più strani e misteriosi d'Europa: il succiacapre noto come "uccello vampiro"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-degli-uccelli-piu-strani-e-misteriosi-d-europa-il-succiacapre-noto-come-uccello-vampiro.html" title="Uno degli uccelli più strani e misteriosi d'Europa: il succiacapre noto come 'uccello vampiro'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uno-degli-uccelli-piu-strani-e-misteriosi-d-europa-il-succiacapre-noto-come-uccello-vampiro-1722033039137_320.jpg" alt="Uno degli uccelli più strani e misteriosi d'Europa: il succiacapre noto come 'uccello vampiro'"></a></article></aside><p>Ma bisogna agire fin da subito, visto che gli effetti di questi cambiamenti si potranno vedere solo nel lungo termine. <strong>Nel frattempo per molte specie di uccelli, fra cui il passero domestico, potrebbe essere troppo tardi.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-passero-domestico-rischia-di-scomparire-dalle-nostre-citta-ecco-le-cause-che-lo-stanno-portando-verso-l-estinzione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:18:02 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni l’anticiclone nordafricano registrerà una nuova rimonta che porterà l’ennesima ondata di calore dell’anno, con temperature roventi soprattutto al sud e sulle due isole maggiori.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3ag6y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3ag6y.jpg" id="xb3ag6y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sull’Italia <strong>sta transitando una rapida perturbazione</strong> che ben presto lascerà il nostro paese, lasciando spazio ad una <strong>rimonta dell’anticiclone nordafricano che porterà aria calda di origine subtropicale</strong>.</p><div class="texto-destacado">Già da domani infatti il campo di alta pressione tornerà a rinvigorirsi <strong>con effetti sia sulle condizioni atmosferiche in generale che sulle temperature</strong>.</div><p>Se infatti tra oggi e domani è previsto un leggero aumento dell’instabilità, con possibili locali rovesci e temporali, soprattutto sulle zone montane e pedemontane, <strong>da giovedì il tempo diventerà più stabile e asciutto</strong>.</p><h2>Rimonta dell'anticiclone nordafricano</h2><p>Nel corso delle prossime giornate <strong>è comunque previsto il passaggio di qualche innocua velatura</strong>, nubi alte, tenui e di tipo stratificato non associate a precipitazioni, <strong>oppure la formazione di locali addensamenti nuvolosi</strong> più compatti, in particolare lungo l’arco alpino e la dorsale appenninica, dove <strong>non è escluso qualche locale rovescio o piovasco</strong>, specie durante le ore pomeridiane.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’effetto più evidente riguarderà però le temperature, che <strong>si riporteranno decisamente troppo al di sopra del normale</strong>, con valori anche oltre +10 °C superiori alla media climatologica.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ricordiamo che ieri è iniziato ufficialmente l’autunno meteorologico ma <strong>le temperature previste nei prossimi giorni saranno decisamente di stampo estivo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-in-italia-giovedi-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record-1788339827791.jpg" data-image="i2l2x9aqqoe6" alt="Anomalia termica" title="Anomalia termica"><figcaption>Anomalia di temperatura prevista durante le ore più calde della giornata di domenica.</figcaption></figure><p>Farà caldo ovunque e per tutto l’arco delle 24 ore. <strong>Si raggiungeranno valori massimi considerevoli, diffusamente al di sopra dei 35 °C</strong> al centro-sud, dove si potranno avere picchi prossimi ai 40 °C, ma anche le temperature minime saranno troppo elevate e <strong>su buona parte dell’Italia si tornerà a registrare il fenomeno delle notti tropicali</strong>.</p><p>Ricordiamo che si parla di notte tropicale quando <strong>la temperatura in una determinata località non scende mai al di sotto dei 20 °C</strong>, neppure durante le ore più fresche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786727" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html" title="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni">Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html" title="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni-1788337476204_320.png" alt="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni"></a></article></aside><p>Il nome stesso è abbastanza eloquente, t<strong>emperature minime così elevate non sono tipiche del bacino mediterraneo</strong> ma sono temperature consuete nelle zone tropicali. Il fatto che sempre più spesso questo fenomeno si verifichi anche nel nostro paese, sia al sud che al nord, <strong>ci da un’idea di come stia cambiando il clima</strong>.</p><h2>Previsto troppo caldo almeno fino alla prossima settimana</h2><p>L’anticiclone nordafricano ci accompagnerà per svariati giorni, <strong>almeno fino alla prima metà della settimana prossima</strong>, quando sembrerebbe previsto l’arrivo di una perturbazione che porterà tempo decisamente meno stabile e temperature in diffuso calo, che <strong>finalmente dopo troppo tempo si riavvicineranno alla media del periodo</strong>.</p><p>Ricordiamo che <strong>quest’ultima è una tendenza meteo con un’attendibilità limitata</strong>. Noi di Meteored continueremo a monitorare gli aggiornamenti dei modelli matematici per <strong>verificare se questo andamento verrà confermato o smentito</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786691" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-mar-mediterraneo-controcorrente-rispetto-alla-spagna-continentale-la-sua-temperatura-aumentera-nei-prossimi-7-giorni.html" title="Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni">Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-mar-mediterraneo-controcorrente-rispetto-alla-spagna-continentale-la-sua-temperatura-aumentera-nei-prossimi-7-giorni.html" title="Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-mar-mediterraneo-contra-natura-junto-a-la-espana-peninsular-subira-su-temperatura-en-los-proximos-7-dias-1788262047183_320.jpg" alt="Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni"></a></article></aside><p>Quello che al momento sembra certo è che <strong>da domani e per tutto il prossimo fine settimana in Italia farà troppo caldo</strong> e probabilmente il Ministero della Salute assegnerà <strong>il bollino rosso per le ondate di calore a svariate città</strong> d’Italia.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p><strong>Attenzione anche agli elevati tassi di umidità</strong> previsti nei prossimi giorni perché sarà anche a causa loro che il caldo sembrerà ancora più opprimente, <strong>in particolare lungo i settori costieri</strong> del nostro paese.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 08:25:26 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nuova ondata di caldo intenso sull’Italia con picco nel weekend e temperature fino a 37-38 °C. Un primo calo delle temperature è possibile soltanto dalla seconda parte della prossima settimana.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb39r0m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb39r0m.jpg" id="xb39r0m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Da domani l’alta pressione tornerà a rinforzarsi e le temperature aumenteranno di nuovo. Anche se l’estate meteorologica è terminata il 31 agosto, quella astronomica continua fino al 23 settembre: possiamo quindi parlare di una quinta ondata di caldo della stagione.</p><h2>Da domani caldo ancora più intenso </h2><p><strong>Giovedì 3 settembre</strong> l’anticiclone tornerà protagonista soprattutto al <strong>Centro-Nord</strong>, mentre al <strong>Sud</strong> continueranno a soffiare correnti di Maestrale, a tratti moderate sui bacini meridionali. </p><p>Il tempo sarà in prevalenza stabile e soleggiato: al mattino non sono previste precipitazioni significative e nel pomeriggio resterà soltanto una modesta instabilità sull’Appennino calabro-lucano, con qualche breve acquazzone locale. Le <strong>temperature</strong> inizieranno subito a salire: a <strong>Roma</strong> sono previsti 36 °C, a <strong>Milano</strong> 33 °C e a <strong>Torino</strong> 34 °C.</p><h2>Weekend da piena estate: punte di 37-38 °C</h2><p>Il <strong>picco della nuova ondata di caldo</strong> è atteso tra venerdì e il weekend, con valori tipicamente estivi e molto superiori alle medie di inizio settembre. Milano e Torino potranno arrivare a 36 °C, <strong>Bologna</strong> toccherà 36 °C tra venerdì e sabato, mentre <strong>Firenze</strong> potrebbe raggiungere 37 °C domenica. </p><figure><a href="caldo anomalo sull'Italia"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni-1788334364717.png" data-image="53oqqyj8e04z" alt="Mappa relativa all'anomalia di temperature prevista nel weekend" title="Mappa relativa all'anomalia di temperature prevista nel weekend"></a><figcaption>Quinta ondata di calore dell'estate, massime fino a 38 °C</figcaption></figure><p>A <strong>Roma</strong> sono previste punte di 36 °C e farà caldo anche di notte. Sul versante adriatico <strong>Pescara</strong> potrà toccare 35 °C. Al Sud i valori più elevati sono attesi in <strong>Puglia</strong>: <strong>Foggia</strong> potrebbe raggiungere 38 °C, sfiorando nuovamente i <strong>40 °C</strong>, con 35 °C a <strong>Lecce</strong> e 34 °C a <strong>Bari</strong>. Molto caldo anche nelle zone interne di <strong>Sicilia</strong> e <strong>Sardegna</strong>.</p><h2>Quanto durerà la quinta ondata di caldo?</h2><p>Il caldo non finirà con il <strong>weekend</strong>. L’alta pressione dovrebbe resistere anche nei primi giorni della prossima settimana, soprattutto al <strong>Centro-Sud</strong>. A <strong>Roma</strong> sono previsti ancora circa 35 °C tra lunedì 7 e martedì 8 settembre, mentre al Sud molte località resteranno sopra i 30 °C. </p><div class="texto-destacado">Anche sull’Appennino farà molto caldo con Potenza e Campobasso che potranno raggiungere i 35 °C nel fine settimana. </div><p>Una prima attenuazione è possibile da <strong>mercoledì 9 settembre</strong> al Nord e su parte del Centro, ma inizialmente il calo sarà graduale.</p><h2>Cambio di scenario dalla seconda parte della prossima settimana</h2><p>Il segnale più interessante arriva tra <strong>giovedì 10</strong> e <strong>venerdì 11 settembre</strong>, quando una rotazione delle correnti potrebbe favorire un calo termico più deciso soprattutto al Nord, sull’<strong>Adriatico </strong>e lungo l’<strong>Appennino</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786378" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/aumentera-vertiginosamente-fino-a-250-km-h-cambiamenti-nel-getto-polare-che-interesseranno-l-italia.html" title="Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia">Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/aumentera-vertiginosamente-fino-a-250-km-h-cambiamenti-nel-getto-polare-che-interesseranno-l-italia.html" title="Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamenti-nel-getto-polare-che-avranno-effetti-in-italia-arrivera-fino-a-250-km-h-1788169560266_320.jpg" alt="Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia"></a></article></aside><p>A Milano le massime potrebbero scendere prima verso i 30 °C e poi intorno ai 26°C nel weekend del 12-13 settembre. A Bologna si potrebbe passare a circa 24°C venerdì 11, mentre a Pescara il calo potrebbe essere ancora più netto, dai 31°C di giovedì ai 23 °C di venerdì. <strong>Al Sud, invece, il caldo potrebbe attenuarsi più lentamente, con temperature massime ancora superiori ai 30 °C.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño e l’estate dei record 2026: quanto ha davvero contato sul caldo estremo?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Ecco quanto ha davvero inciso il fenomeno di El Niño sulla caldissima estate del 2026 in Europa, caratterizzata dall'abbattimento di migliaia di record di caldo. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2pygu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2pygu.jpg" id="xb2pygu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>El Niño</strong> è nato tardi e si è sviluppato gradualmente. All’inizio dell’estate si trovava ancora nelle sue fasi iniziali. La letteratura scientifica è chiara e ci dice che l’impatto diretto di questo fenomeno sull’Europa estiva è statisticamente debole, quasi fumoso. </p><p>In estate la circolazione alle nostre latitudini è dominata da dinamiche regionali, come temperature superficiali dell’Atlantico, posizione della <strong>corrente a getto polare,</strong> pattern di blocco locali. Pensare a <strong>El Niño</strong> come a un telecomando capace di surriscaldare la Pianura Padana o le pianure francesi è una semplificazione errata. Eppure un’influenza debole riesce ad averla.</p><h2><strong>L’influenza indiretta sul clima europeo</strong></h2><p>Il meccanismo è elegante e potente. <strong>El Niño</strong> scalda le acque del Pacifico centro-orientale. Quel surplus di calore marino alimenta una intensa convezione tropicale. Si vengono così a creare <strong>sistemi temporaleschi giganteschi</strong> che agiscono come immensi camini termici. </p><p>Iniettano nell’atmosfera calore sensibile e, soprattutto, calore latente (l’energia imprigionata nel vapore acqueo e rilasciata quando questo condensa). Questa massiccia iniezione di energia raggiunge l’alta troposfera, fino alle latitudini temperate, perturba la <strong>corrente a getto,</strong> <strong>generando e amplificando le onde di Rossby,</strong> le grandi oscillazioni planetarie del flusso atmosferico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo-1788181364074.jpg" data-image="0w4shgbvre5x" alt="Pacifico." title="Pacifico."><figcaption>Le anomalie oceaniche attualmente presenti sull'Oceano Pacifico tropicale.</figcaption></figure><p>Quando queste onde, esasperate dall’energia tropicale, raggiungono il settore euro-atlantico, interagiscono con il mosaico preesistente di alte e basse pressioni. L’equilibrio locale viene alterato. <strong>Aumentano drasticamente le probabilità che si sviluppino anticicloni di blocco stabili.</strong> L’onda si amplifica, quasi si spezza, e si pianta sopra l’Europa occidentale. </p><p>Nasce così una cupola di alta pressione statica che sbarra la strada alle perturbazioni atlantiche e intrappola aria calda di matrice subtropicale. È la configurazione che ha caratterizzato larga parte dell’estate 2026, con ondate di calore consecutive e asfissianti. <strong>Un autentico effetto farfalla su scala planetaria.</strong></p><h2><strong>Quanto ha davvero inciso sulla caldissima estate 2026?</strong></h2><p>Qui la scienza dell’attribuzione parla con voce ancora più netta. Analisi rapide e rigorose, come quelle del consorzio <strong>World Weather Attribution,</strong> hanno mostrato che le ondate di calore record (soprattutto quella di giugno, ma anche le successive di luglio e agosto) sarebbero state “virtualmente impossibili” senza il riscaldamento globale di origine antropica. </p><p>Eventi di questa intensità e persistenza, in un clima preindustriale o anche solo di qualche decennio fa, risultano estremamente improbabili. <strong>Il cambiamento climatico ha reso queste configurazioni più calde, più lunghe e più frequenti: il vero motore di fondo.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo-1788181519850.jpg" data-image="dz80p0nv23f0" alt="Pacifico." title="Pacifico."><figcaption>Le anomalie termiche eccezionali presenti attualmente sopra l'Oceano Pacifico.</figcaption></figure><p><strong>El Niño,</strong> nel 2026, non è stato il regista principale. Era ancora debole o in fase di consolidamento proprio nei mesi in cui le ondate più intense hanno colpito l’Europa occidentale. La variabilità naturale legata a <strong>El Niño</strong> non spiega l’estremo osservato. </p><p>Il blocco atmosferico, la cupola di calore e l’aria sahariana/mediterranea in risalita sono fenomeni regionali che avrebbero potuto verificarsi (e di fatto si sono verificati in forme simili in passato) anche senza un <strong>Niño</strong> in atto. Il background di un pianeta già più caldo di oltre <strong>+1,5 °C</strong> rispetto all’era preindustriale ha fatto il resto, rendendo ogni grado in più pericoloso.</p><h2><strong>Qualche chiarimento su El Niño</strong></h2><p>Certo, <strong>El Niño</strong> non è del tutto estraneo. Contribuisce a elevare le temperature medie globali rilasciando calore dagli oceani verso l’atmosfera. Agisce come un amplificatore di fondo, <strong>rendendo le ondate di calore locali un po’ più calde di quanto non sarebbero state altrimenti e può favorire, attraverso le onde planetarie, la persistenza di certi pattern di blocco.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo-1788181428811.jpg" data-image="bf8vyncy9yb6" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>Nell’estate 2026 il contributo di El Niño è stato quindi secondario, indiretto e quantificabile in una frazione minore dell’anomalia totale. Un tocco che ha forse reso qualche giorno più afoso o qualche blocco più stabile, ma non ha creato il caldo estremo.</figcaption></figure><p>Nell’estate 2026 il suo contributo è stato quindi secondario, indiretto e quantificabile in una frazione minore dell’anomalia totale. Un tocco che ha forse reso qualche giorno più afoso o qualche blocco più stabile, <strong>ma non ha creato il caldo estremo, con le migliaia di record a seguito.</strong> Il grosso del peso è del riscaldamento di lungo periodo e delle dinamiche atmosferiche regionali.</p><p>Mentre scriviamo, a fine agosto 2026, <strong>El Niño</strong> sta accelerando e le previsioni parlano di un evento potenzialmente molto intenso. I suoi effetti più evidenti sull’Europa arriveranno probabilmente in autunno e inverno, con maggiori probabilità di condizioni più piovose sull’Europa nord-occidentale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786356" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attuale-intenso-fenomeno-el-nino-sta-per-intensificarsi-ulteriormente.html" title="L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente">L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attuale-intenso-fenomeno-el-nino-sta-per-intensificarsi-ulteriormente.html" title="L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-cambiar-a-una-marcha-superior-1788063993028_320.png" alt="L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente"></a></article></aside><p>L’estate che stiamo chiudendo, invece, resterà nella memoria come il prodotto di un clima già alterato, <strong>su cui un Niño ancora giovane ha lasciato solo un’impronta leggera,</strong> quasi delicata, ma scientificamente non trascurabile.</p><p>Capire questa distinzione non è solo un esercizio di precisione meteorologica. Ma serve a non confondere le cause e per guardare con lucidità al futuro: le ondate di calore europee continueranno a intensificarsi finché le emissioni di gas serra non verranno drasticamente ridotte. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-mar-mediterraneo-controcorrente-rispetto-alla-spagna-continentale-la-sua-temperatura-aumentera-nei-prossimi-7-giorni.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 03:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una nuova cupola di calore sta intensificando ulteriormente l'ondata di calore marina nelle acque del Mediterraneo. Le temperature record per il mese di settembre potrebbero addirittura essere superate.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-mar-mediterraneo-contra-natura-junto-a-la-espana-peninsular-subira-su-temperatura-en-los-proximos-7-dias-1788253383230.jpg" data-image="yhcdaveid5o7" alt="Mar Mediterraneo." title="Mar Mediterraneo."><figcaption>L'autunno climatologico inizierà con livelli delle acque superficiali del Mar Mediterraneo ben al di sopra della media.</figcaption></figure><p>In condizioni normali, la temperatura superficiale del Mediterraneo di solito diminuisce alla fine di agosto, a causa delle notti più lunghe e dell'arrivo delle prime perturbazioni associate al fronte polare, che danno origine alle tempeste tipiche di settembre.</p><p>Quest'anno, dopo un'estate da record in Spagna, come in Italia, e un'incessante ondata di calore marino, <strong>le previsioni per i primi giorni di settembre rappresenteranno un'eccezione alla tendenza climatica.</strong> Le temperature superficiali del mare continueranno a salire e potrebbero raggiungere valori prossimi ai record, con un'intensificazione dell'ondata di calore marino.</p><h2>Nel Mediterraneo occidentale si va verso un aumento della temperatura del mare</h2><p>Ieri, le boe dell'Autorità Portuale Statale situate <strong>nelle Isole Baleari hanno registrato temperature del mare fino a 29°C a Mahón e Dragonera.</strong> <strong>Questi valori sono di 3-4°C superiori a quelli previsti per il picco annuale, a metà agosto.</strong> Pertanto, l'ondata di calore marino rimane estrema in quest'area.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'">Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: "c'è la possibilità che si formino quest'autunno"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-meteorologo-aleman-sobre-el-riesgo-de-medicanes-en-el-mediterraneo-este-otono-hay-potencial-para-su-formacion-1785188590384_320.png" alt="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"></a></article></aside><p>Le boe lungo la costa della penisola iberica mostrano valori più moderati, seppur ancora elevat. <strong>Ben +25°C alla boa di Valencia, tra i 24 e i 25°C alla boa di Barcellona e quasi 25°C alla boa di Capo Begur.</strong> La boa di Malaga si distingue nettamente per la risalita di acque profonde e fredde, con le temperature che sono scese a <strong>17°C,</strong> al di sotto della media.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-mar-mediterraneo-contra-natura-junto-a-la-espana-peninsular-subira-su-temperatura-en-los-proximos-7-dias-1788254613867.jpg" data-image="4tul7lc0nxru" alt="Temperature Mediterraneo." title="Temperature Mediterraneo."><figcaption>Previsioni delle temperature nel Mediterraneo occidentale, elaborate dal modello europeo, per domenica prossima alle ore 17:00.</figcaption></figure><p>Questi dati indicano che le acque più calde si sono spostate leggermente verso est<strong>, con i valori più elevati registrati dalle boe al largo delle Isole Baleari.</strong> Lungo la costa di Alboran si osservano anomalie negative, mentre nella Spagna orientale i valori sono intorno alla media o leggermente superiori. Questa situazione potrebbe cambiare con l'arrivo della nuova cupola di calore prevista per l'inizio di settembre, che porterà venti deboli e un aumento delle temperature.</p><div class="texto-destacado">Secondo il modello europeo, le anomalie della temperatura superficiale del mare aumenteranno nei prossimi giorni, raggiungendo valori estremi entro la fine della prima settimana del mese. </div><p><strong>Entro il 6 settembre, si prevede che l'anomalia raggiunga i +4°C nelle Isole Baleari, i +3°C lungo le coste orientali e nord-orientali della Penisola Iberica,</strong> mentre le acque del Mar di Alboran dovrebbero tornare ai valori normali per questo periodo dell'anno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-mar-mediterraneo-contra-natura-junto-a-la-espana-peninsular-subira-su-temperatura-en-los-proximos-7-dias-1788254991715.jpg" data-image="w4gsoe9slstp" alt="Anomalie temperature del mare." title="Anomalie temperature del mare."><figcaption>Previsioni sulle anomalie della temperatura superficiale del mare per il 6 settembre. Fonte: modello europeo.</figcaption></figure><p><strong>È addirittura possibile che si registrino temperature di 30°C presso le boe delle Isole Baleari, in particolare quelle al largo di Dragonera e Maó.</strong> Queste boe hanno già raggiunto i 29°C ieri, e questa ondata di alte temperature è appena iniziata. Il record per settembre presso la boa di Dragonera è di 29,73°C, quindi siamo vicini a stabilire un nuovo primato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786311" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali">La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124914254_320.jpg" alt="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"></a></article></aside><p>L'aumento della temperatura del mare potrebbe arrestarsi intorno al 10 settembre, con l'arrivo dei venti settentrionali e di una saccatura di bassa pressione. Ciononostante, i valori previsti per i prossimi giorni confermano un trend allarmante lungo la costa mediterranea, proseguendo l'ondata di calore marino iniziata a maggio.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-mar-mediterraneo-controcorrente-rispetto-alla-spagna-continentale-la-sua-temperatura-aumentera-nei-prossimi-7-giorni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli scienziati individuano aree sulla Luna in cui i microbi terrestri potrebbero sopravvivere e diventare una minaccia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-scienziati-individuano-aree-sulla-luna-in-cui-i-microbi-terrestri-potrebbero-sopravvivere-e-diventare-una-minaccia.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 18:15:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Clandestini spaziali? Una nuova ricerca ha rivelato che i microrganismi terrestri potrebbero accidentalmente viaggiare a bordo di missioni dirette al Polo Sud della Luna e sopravvivere per anni nei suoi microambienti in ombra.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-identifican-las-zonas-de-la-luna-donde-microbios-terrestres-podria-resistir-y-amenazar-futuras-misiones-1788105086611.png" data-image="ui7mfo9ybd7l" alt="Mappa del Polo Sud della luna." title="Mappa del Polo Sud della luna."><figcaption>Mappa topografica del Polo Sud lunare che mostra crateri e attività vulcanica risalenti a milioni di anni fa, comprese le aree permanentemente ombreggiate. Immagine per gentile concessione di NASA/GSFC/Università dell'Arizona.</figcaption></figure><p>Giorni, mesi e anni volano via nell'incessante corsa allo spazio. Negli ultimi due decenni sono stati compiuti numerosi progressi ed è ormai un dato di fatto che, con il passare dei giorni, ci avviciniamo sempre di più al raggiungimento di nuovi orizzonti.</p><p>Tuttavia, ogni passo verso un futuro in cui i viaggi spaziali saranno all'ordine del giorno solleva nuove domande, sfide e problemi che devono essere analizzati da molteplici prospettive. <strong>Una delle domande più intriganti nella comunità scientifica è la sopravvivenza della vita terrestre oltre il nostro pianeta.</strong></p><div class="texto-destacado">Per decenni si è pensato che le condizioni sul nostro satellite naturale, la Luna, fossero impossibili per la sopravvivenza dei microrganismi terrestri, ma un nuovo studio basato sull'analisi topografica della sua superficie sta rivoluzionando questa ipotesi.</div><p>E no, non dobbiamo spingerci "così lontano" con l'immaginazione o in termini di distanza, perché si tratta piuttosto di un nuovo orizzonte di sopravvivenza che quasi nessuno aveva preso in considerazione, e che è emerso nella forma di vita più semplice: i microbi.</p><p><strong>E se potessero sopravvivere persino sulla Luna?</strong> Questa domanda ha spinto i ricercatori del <strong>Goddard Space Flight Center della NASA,</strong> in collaborazione con altre istituzioni, a cercare di identificare le regioni in cui le condizioni ambientali potrebbero consentire la sopravvivenza dei microrganismi e, di conseguenza, a prevedere i potenziali rischi.</p><h2>Topografia lunare: molto più varia di quanto sembri</h2><p>Composto da basalto, anortosite e silicati, il suolo lunare è molto diverso da quello terrestre. È ruvido, con spigoli vivi e minuscoli frammenti di vetro vulcanico, resti di antiche eruzioni esplosive avvenute milioni di anni fa. <strong>Inoltre, quando i meteoriti colpiscono la superficie, il calore estremo fonde il materiale, aggiungendo uno strato di polvere composto da microscopiche perline appuntite.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-identifican-las-zonas-de-la-luna-donde-microbios-terrestres-podria-resistir-y-amenazar-futuras-misiones-1788106922575.png" data-image="u1pcatrkqvuv" alt="Luna." title="Luna."><figcaption>La Luna presenta sulla sua superficie un'infinita varietà di regolite lunare, composta da minerali come l'ilmenite e il plagioclasio.</figcaption></figure><p>Il fatto che la Luna sia stata a lungo considerata un ambiente estremamente ostile per la vita sulla Terra non è del tutto errato. L'ambiente lunare presenta temperature che superano i 120 °C durante il giorno, livelli estremi di radiazioni ultraviolette e un vuoto pressoché perfetto.</p><p><strong>Cosa è cambiato?</strong> Questa recente ricerca, pubblicata il 17 agosto 2026, suggerisce che le regioni permanentemente in ombra del satellite naturale potrebbero offrire condizioni molto più favorevoli alla sopravvivenza dei microrganismi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ogni giorno vediamo la stessa faccia della Luna e, sebbene non appaia sempre identica, ciò che cambia è la sua fase. <strong>Questa si riferisce alla variazione del riflesso della luce solare in base al movimento del nostro satellite naturale, in un ciclo di 29,5 giorni.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Per determinarlo, sono state utilizzate tecniche di telerilevamento della superficie lunare e l'analisi della sua topografia, consentendo una migliore comprensione delle condizioni superficiali ad alta risoluzione spaziale e quindi considerando <strong>gli effetti di ombreggiamento della topografia locale.</strong></p><h3>Ombre permanenti: un nuovo spazio per la vita?</h3><p>È importante sottolineare che, a differenza della Terra, che ha un'inclinazione assiale di circa 23,5°, <strong>la Luna è inclinata di soli 1,5° rispetto al piano dell'eclittica.</strong> Questo fa sì che i raggi solari penetrino nelle regioni polari con angoli estremamente bassi, proiettando ombre che si estendono per chilometri.</p><p>Queste aree sono note come regioni d'ombra permanenti. L'assenza di luce solare diretta e di radiazioni UV fa sì che le temperature siano opposte a quelle della superficie illuminata dal sole, scendendo a valori estremamente bassi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769801" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-piu-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante.html" title="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni">Nuova rotta per la Luna: un algoritmo "scopre" una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-piu-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante.html" title="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-super-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante-1779295329552_320.jpg" alt="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni"></a></article></aside><p>Tuttavia, tra queste regioni d'ombra e le aree illuminate dal sole, esistono anche zone in cui la conformazione del terreno blocca solo parzialmente la radiazione solare. Queste caratteristiche geografiche creano microambienti con peculiarità molto specifiche al Polo Sud lunare, consentendo persino l'esistenza di acqua ghiacciata.</p><h2>Microrganismi terrestri e il problema di uscire da questo mondo</h2><p>Dato che l'esplorazione lunare con equipaggio della NASA, nell'ambito del Programma Artemis, si concentra specificamente sul Polo Sud lunare, e che le condizioni in alcune aree eliminano due dei più potenti agenti battericidi presenti nello spazio, è sorta la domanda: <strong>cosa succederebbe se alcuni microbi ubiquitari raggiungessero anche la Luna?</strong></p><p>I test condotti dai ricercatori si sono concentrati su tre generi batterici e due generi fungini; tra questi, un batterio estremofilo coltivato a scopo di ricerca <strong>per la sua incredibile capacità di adattamento alle dure e estreme condizioni dell'ambiente spaziale.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-identifican-las-zonas-de-la-luna-donde-microbios-terrestres-podria-resistir-y-amenazar-futuras-misiones-1788105124212.png" data-image="di64pu6ac5cu" alt="Robot lunari." title="Robot lunari."><figcaption>Le prossime missioni robotiche e con equipaggio sulla Luna saranno dirette al Polo Sud lunare, nell'ambito del Programma Artemis, che mira a sviluppare una base lunare permanente.</figcaption></figure><p>I risultati hanno rivelato un quadro affascinante ma preoccupante. I microrganismi possono sopravvivere nelle regioni in ombra della Luna. <strong>Sebbene non lo facciano nello stesso modo in cui lo fanno sulla Terra, entrerebbero in uno stato di profonda dormienza noto come criptobiosi.</strong></p><p>Non riproducendosi né crescendo, e in assenza di acqua e nutrienti, potrebbero rimanere inattivi per lungo tempo. Poiché questo avviene in aree relativamente "sicure" da condizioni estreme, i microrganismi potrebbero mantenere la loro vitalità per decenni, in attesa di condizioni favorevoli.</p><p>Questo solleva una nuova preoccupazione, poiché l'introduzione involontaria di microrganismi o materia organica sulla Luna costituirebbe una forma di contaminazione del satellite naturale, che potrebbe influenzare direttamente i risultati delle ricerche sul ghiaccio lunare condotte nelle future missioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782290" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-razzo-spacex-si-schianta-sulla-luna-e-il-mondo-intero-guarda-verso-il-satellite-alla-ricerca-del-cratere.html" title="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere">Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-razzo-spacex-si-schianta-sulla-luna-e-il-mondo-intero-guarda-verso-il-satellite-alla-ricerca-del-cratere.html" title="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cohete-de-spacex-choca-contra-la-luna-y-todo-el-mundo-voltea-sus-ojos-hacia-el-satelite-en-busca-del-crater-1785979007476_320.jpg" alt="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere"></a></article></aside><p><strong>Tuttavia, questo studio apre una nuova prospettiva in astrobiologia e introduce nuovi protocolli di sicurezza per l'esplorazione spaziale,</strong> riconoscendo che siamo ancora lontani dal controllare l'entità della nostra impronta biologica in questa nuova corsa allo spazio.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Science%20Advances" data-year="2026" data-title="Potential%20survivable%20niches%20for%20microbial%20life%20on%20the%20lunar%20south%20pole" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fsciadv.aec0811">Science Advances. (2026). <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aec0811" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Potential survivable niches for microbial life on the lunar south pole</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-scienziati-individuano-aree-sulla-luna-in-cui-i-microbi-terrestri-potrebbero-sopravvivere-e-diventare-una-minaccia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Rocchetta Mattei: storia di un nobile eccentrico, dell’elettromeopatia e di un curioso legame con Dostoevskij]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Fra i colli che circondano Bologna sorge la Rocchetta Mattei, un eccentrico castello sopravvissuto a decenni di abbandono. Tra le sue splendide sale dallo stile eclettico visse un nobile intellettuale, politico e medico autodidatta la cui fama ha viaggiato lontano</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij-1788163108070.jpg" data-image="66qzqbefcjhr" alt="Rocchetta Mattei" title="Rocchetta Mattei"><figcaption>Una veduta dal drone della Rocchetta Mattei con il bosco che la circonda, in cima alla collina</figcaption></figure><p>La Rocchetta Mattei prende il nome dal proprio fondatore, il <strong>conte Cesare Mattei. </strong>Il nobile filantropo e grande studioso scelse un promontorio roccioso e isolato a Savignano, in provincia di <strong>Bologna</strong>, per costruirsi una casa davvero particolare.</p><p>Qui il conte si ritirò e trascorse parecchi anni, fino alla fine dei suoi giorni, arrivando a fondare <strong>l’elettromeopatia</strong>, i cui benefici attiravano alla Rocchetta Mattei anche molti personaggi importanti. </p><p>Sul finire del XIX secolo, la fama di questa nuova tecnica raggiunse infatti anche i grandi sovrani d'Europa.</p><h2>Un nuovo castello sulle tracce del Medioevo </h2><p>La Rocchetta Mattei è un monumento giovane. Nel 1859 i lavori di costruzione erano per lo più finiti e il castello era già abitabile. </p><p>La storia del sito però è molto più antica e coinvolge nomi illustri della storia <strong>medievale</strong>. Vista la posizione strategica, infatti, sullo stesso sito che era probabilmente dominio della <strong>contessa Matilde di Canossa</strong>, fu costruito un complesso di edifici, proprietà degli imperatori <strong>Federico Barbarossa e Ottone IV.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij-1788163263074.jpg" data-image="xo5z6eu57mzp" alt="Rocchetta Mattei Bologna" title="Rocchetta Mattei Bologna"><figcaption>Una delle grandi finestre rotonde di Rocchetta Mattei, vista dal giardino</figcaption></figure><p>Dal XIII secolo in poi, il castello venne lasciato all’abbandono finché Cesare Mattei non rilevò il sito con l’intenzione di costruirne uno nuovo, riprendendo l’originale stile medievale.</p><p>Il progetto però cambiò con l’aggiunta di elementi <strong>rinascimentali, moreschi, neoclassici</strong> e così via, che lo trasformarono nel <strong>capolavoro dell’eclettismo</strong> che si può visitare oggi.</p><p>Dal <strong>2015 </strong>la Rocchetta Mattei è stata <strong>riaperta al pubblico</strong> dopo i danni inflitti dalle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale e dopo circa un quarto di secolo di abbandono.</p><h2> Un castello da fiaba tra torri, leoni e creature fantastiche </h2><p>Tra eccentriche architetture, iscrizioni in latino, <strong>gargoyle e creature fantastiche</strong>, la Rocchetta Mattei è davvero un luogo unico, in parte <strong>castello delle favole</strong>, in parte vero e proprio monumento al <strong>genio </strong>del suo fondatore.</p><p>Lo <strong>stile moresco</strong> e quello <strong>medievale </strong>si fondono a perfezione a partire dall’ingresso, segnato da un ippogrifo e da due gnomi. L'entrata è costituita da un cortile scavato nella roccia dove si trovano una fontana ricavata dall’antico fonte battesimale della <strong>parrocchia di Verzuno</strong> e la <strong>prima pietra di posa</strong>, deposta il 5 novembre del 1850.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762738" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma">I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma-1775574668109_320.jpg" alt="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"></a></article></aside><p>Il bel <strong>giardino pensile</strong> permette sia di ammirare la rocca dall’esterno, con le sue torri e le vetrate, che di godere di un bel <strong>panorama </strong>sugli Appennini.</p><p>Il <strong>Cortile dei Leoni</strong> è altrettanto affascinante. Si ispira di nome e di fatto a quello omonimo dell’<strong>Alhambra di Granada </strong>di cui è una sorta di versione in miniatura.</p><h2><br> Dentro la Rocchetta Mattei, tra stelle, marmi e misteri <br></h2><p>Ancora più che all'esterno, all'interno la Rocchetta Mattei invita i visitatori in un mondo esotico, fatto di stucchi, colori e ancora una volta di un delicato equilibrio di stili all'apparenza incompatibili.</p><p>La <strong>sala da ballo</strong> è un perfetto esagono con un soffitto blu pieno di stelle e una grande vetrata rotonda che raffigura il conte Mattei.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij-1788163205723.jpg" data-image="91yijvy9r4ct" alt="Rocchetta Mattei - cappella" title="Rocchetta Mattei - cappella"><figcaption>Le eccezionali volte della cappella all'interno della Rocchetta Mattei</figcaption></figure><p>Si racconta che il conte avrebbe voluto usarla per festeggiare i suoi novant'anni insieme ad <strong>ottantanove novantenni</strong> e da questa idea l'ambiente avrebbe preso la denominazione di <strong>Sala dei Novanta</strong>. Purtroppo la festa non ebbe luogo perché il conte venne a mancare prima di raggiungere i novant'anni.</p><p>Fra i tanti ambienti notevoli dell'interno ci sono anche la <strong>cappella</strong>, ispirata alla <strong>Mezquita di Cordova</strong>, la <strong>Sala dell'Oblio</strong>, e la <strong>Sala della Pace</strong>, uno straordinario esempio di architettura <strong>liberty</strong>, con seta alle pareti, ampie vetrate e un lampadario d’alabastro. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-medievali-piu-belli-del-mondo.html" title="I castelli medievali più belli del mondo">I castelli medievali più belli del mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-medievali-piu-belli-del-mondo.html" title="I castelli medievali più belli del mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-castillos-medievales-mas-bonitos-del-mundo-1751257112566_320.jpeg" alt="I castelli medievali più belli del mondo"></a></article></aside><p>La <strong>Sala Rossa</strong>, con gli archi di legno e in stile moresco, era invece quella in cui il conte Mattei si dedicava ai suoi studi. Qui nacque anche la sua personale scienza, <strong>l’elettromeopatia,</strong> che pur non avendo mai ottenuto alcun riconscimento di fondatezza dalla comunità medica, conobbe lo stesso un'enorme successo.</p><h2>Da Rocchetta Mattei alla Russia: il successo dell’elettromeopatia</h2><p>Cerare Mattei non era laureato in medicina ma studiò da autodidatta fino ad arrivare a combinare i principi dell’<strong>omeopatia</strong> con le presunte <strong>energie elettriche</strong> del corpo umano. </p><p>Il conte esercitò la sua professione di guaritore sempre in collaborazione con un vero medico e nonostante qualche polemica, i suoi <strong>fluidi elettromeopatici</strong>, in gocce, elisir o polveri, divennero enormemente popolari in tutta l'Europa e oltre.</p><p>A Rocchetta Mattei arrivavano infatti anche pazienti illustri, tra cui <strong>Ludovico III di Baviera</strong>, il Principe di Piemonte e lo <strong>Zar Alessandro II </strong>dalla lontana Russia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-i-luoghi-mistici-attraggono-sempre-piu-turisti.html" title="Perché i luoghi mistici attraggono sempre più turisti?">Perché i luoghi mistici attraggono sempre più turisti?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-i-luoghi-mistici-attraggono-sempre-piu-turisti.html" title="Perché i luoghi mistici attraggono sempre più turisti?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lieux-mystiques-tourisme-stonehenge-nazca-voyage-1780984937800_320.jpg" alt="Perché i luoghi mistici attraggono sempre più turisti?"></a></article></aside><p>Ed è con la Russia che la Rocchetta mattei ha un legame che incuriosisce. Proprio negli anni in cui l’elettromeopatia raggiungeva il picco della sua fama, <strong>Dostoevskij </strong>scriveva <em>I fratelli Karamazov</em>, citando in un famoso passaggio gli studi e i rimedi di Mattei, pur facendolo erroneamente risiedere a Milano.</p><p>I due intellettuali non si incontrarono mai, ma evidentemente la notizia degli studi di Cesare Mattei colpì proprio tutti.</p><h2>Visitare la Rocchetta Mattei</h2><p>La Rocchetta Mattei si trova a Savignano, nel comune di <strong>Grizzana Morandi</strong>, in provincia di Bologna ed è raggiungibile tramite la <strong>statale nº 64 Porrettana.</strong></p><p>Le visite sono possibili solo con guida e con <strong>prenotazione</strong>, nei fine settimana.</p><p>Ogni momento dell’anno è speciale a suo modo per visitare questo sito. Tra <strong>primavera ed estate</strong> la luce mette in risalto la meravigliosa policromia delle pietre, dei marni, degli stucchi e delle vetrate, mentre i <strong>boschi </strong>intorno al castello si fanno più rigogliosi e verdi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="757351" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-pozzo-sacro-di-santa-cristina-e-il-misterioso-riflesso-lunare-che-si-verifica-ogni-18-anni.html" title="Il Pozzo Sacro di Santa Cristina e il misterioso riflesso lunare che si verifica ogni 18 anni">Il Pozzo Sacro di Santa Cristina e il misterioso riflesso lunare che si verifica ogni 18 anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-pozzo-sacro-di-santa-cristina-e-il-misterioso-riflesso-lunare-che-si-verifica-ogni-18-anni.html" title="Il Pozzo Sacro di Santa Cristina e il misterioso riflesso lunare che si verifica ogni 18 anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-pozzo-sacro-di-santa-cristina-e-il-misterioso-riflesso-lunare-che-si-verifica-ogni-18-anni-1772709478580_320.jpg" alt="Il Pozzo Sacro di Santa Cristina e il misterioso riflesso lunare che si verifica ogni 18 anni"></a></article></aside><p> In <strong>autunno e in inverno</strong>, invece, lo stile orientale che sembra così fuori contesto sull’Appennino Tosco-Emiliano si somma alla foschia, alle nebbie mattutine e talvolta persino a qualche nevicata. </p><p>Quando questo avviene tutto il castello con il paesaggio circostante assume un’atmosfera ancora più <strong>magica e misteriosa</strong>.<br> </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le fiumare, alla scoperta di quei corsi d'acqua caratteristici di alcune aree del Sud Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questi corsi d'acqua, tipici di alcune aree dell'Italia meridionale, presentano delle caratteristiche che li rendono unici, non solo in Italia. Ecco quali sono. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia-1775124286784.jpg" data-image="h9ke8r09f5oe" alt="Fiumara." title="Fiumara."><figcaption>Ecco il tipico letto di una fiumara, nel territorio di Fiumedinisi, in provincia di Messina. Si nota l'ampio letto e i ciottoli portati dalle piene stagionali.</figcaption></figure><p>Con la parola <strong>fiumara,</strong> in idrologia, si fa riferimento a un corso d'acqua, di carattere torrentizio, caratterizzato da un corso relativamente breve, con un letto molto largo e ciottoloso, contraddistinto da una portata d’acqua irregolare, spesso solo durante i mesi autunnali e invernali.</p><p>Rispetto ai normali torrenti, le fiumare, pur avendo dei letti molto larghi, rimangono asciutte per gran parte dell’anno, specialmente durante i mesi estivi, quando il sensibile aumento delle temperature medie aumenta l’evaporazione dei suoli. </p><h2><strong>Una caratteristica esclusiva di alcune regioni dell’Italia meridionale</strong></h2><p>Forse non tutti lo sanno, ma le <strong>fiumare</strong> sono una caratteristica idrografica solo di alcune regioni dell’Italia meridionale. Questi corsi d’acqua si trovano in un’area molto ristretta del Sud Italia, <strong>fra Basilicata, Calabria e Sicilia orientale. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Quest’angolo di Italia, soprattutto nell’area attorno l’Aspromonte in Calabria e ai Monti Peloritani in Sicilia, ha una particolare geologia che si differenzia dal resto dell’Appennino. Qui le rocce sono più impermeabili del resto della catena montuosa.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Anche in altri Paesi mediterranei sono presenti sistemi idrografici simili alle fiumare, come in Spagna, Grecia, e in alcuni Stati dell’Africa settentrionale, che si affacciano al Mar Mediterraneo.</p><p>Dal punto di vista morfologico le zone sopracitate sono molto prossime al mare e presentano pendenze elevate a causa di una orografia che supera i 1.000-1.500 metri, con pendii aspri che degradano rapidamente al mare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia-1775124369886.jpg" data-image="ylgn98m1t5o5" alt="Fiumare, Sicilia." title="Fiumare, Sicilia."><figcaption>La nascita di alcune fiumare lungo i pendii orientali dei Monti Peloritani, dove viene raccolta tutta l'acqua che cade a monte.</figcaption></figure><p>Per tali ragioni le fiumare hanno alvei con pendenze molto ripide. Pertanto, in caso di piene, l’acqua che scende dentro l’alveo assume una grandissima velocità, acquisendo parecchia energia durante la discesa a valle. </p><h2><strong>La grande stagionalità di questi corsi d’acqua</strong></h2><p>L’altro fattore che caratterizza questi corsi d’acqua è la forte stagionalità delle piogge, che a differenza ad esempio delle Alpi presenta un picco in inverno, o nella parte iniziale della stagione primaverile. Le precipitazioni sono distribuite nel corso dell’anno in maniera molto irregolare.</p><div class="texto-destacado"><strong>Spesso possono cadere in tempi ristretti, con velocità orarie molto elevate durante il passaggio di fronti temporaleschi che vengono resi stazionari dall’orografia. </strong></div><p>Durante gli eventi precipitativi intensi l’acqua non riesce a infiltrarsi nel sottosuolo, ma scivola velocemente a valle, per l’effetto di ruscellamento dell’acqua, provocando così ondate di piena istantanee degli alvei, con tempi di corrivazione molto ristretti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia-1775124473961.jpg" data-image="y59rm25atwcg" alt="Fiumare, Calabria." title="Fiumare, Calabria."><figcaption>Ecco l'ampio letto della fiumara di Melito, lungo il versante orientale dell'Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria.</figcaption></figure><p>Quando arriva l’autunno e l’inverno, dopo i mesi estivi in cui rimangono in secca, le fiumare cominciano nuovamente a trasportare acqua. Con l’arrivo delle prime vere perturbazioni atlantiche, o mediterranee, le piogge costanti che cadono sui rilievi tendono a riempire di acqua gli alvei, trasformandoli in fiumi in piena.</p><h2><strong>Perché hanno dei letti così ampi?</strong></h2><p>A differenza dei fiumi del Nord, le fiumare, durante le piene stagionali, trasportano grandi quantità di sedimenti e roccia. Questi materiali si accumulano sul fondo, <strong>costringendo l'acqua a cercare nuove strade lateralmente a ogni piena, allargando continuamente l'alveo.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721349" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questi-sono-i-10-fiumi-piu-lunghi-del-mondo.html" title="Questi sono i 10 fiumi più lunghi del mondo">Questi sono i 10 fiumi più lunghi del mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questi-sono-i-10-fiumi-piu-lunghi-del-mondo.html" title="Questi sono i 10 fiumi più lunghi del mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-10-rios-mas-largos-del-mundo-1751631086227_320.jpeg" alt="Questi sono i 10 fiumi più lunghi del mondo"></a></article></aside><p>Per questo i letti delle fiumare sono molto ciottolosi e molto ampi a causa di un elevato trasporto solido di importanti dimensioni a causa della grande energia cinetica dell’acqua.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia-1775124573022.jpg" data-image="dkzk5srigohj" alt="Fiumare." title="Fiumare."><figcaption>Fiumara del Patrì nella valle di Fondachelli-Fantina tra i monti Peloritani in Sicilia. Fonte immagine Wikipedia.</figcaption></figure><p>Inoltre, l'acqua che scende a grande velocità, acquisisce un'enorme energia erosiva. Questa forza permette al fiume di scavare lateralmente, allargando il letto invece di approfondirlo. Spesso anche per decine e decine di metri. </p><h2><strong>Dove si trovano le fiumare più ampie?</strong></h2><p>Le fiumare più lunghe sono quelle presenti in Calabria, come la fiumara Amendolea, in provincia di Reggio Calabria, che presenta un greto larghissimo, <strong>ampio in alcuni punti più di 400 metri.</strong> Altre fiumare importanti le troviamo in Sicilia, nel Messinese, come quella del Patrì o la fiumara Zappulla.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="739715" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-fiumi-artici-si-stanno-arrugginendo-il-fenomeno-allarma-gli-scienziati-dell-alaska.html" title="I fiumi artici si stanno arrugginendo, il fenomeno allarma gli scienziati dell'Alaska">I fiumi artici si stanno arrugginendo, il fenomeno allarma gli scienziati dell'Alaska</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-fiumi-artici-si-stanno-arrugginendo-il-fenomeno-allarma-gli-scienziati-dell-alaska.html" title="I fiumi artici si stanno arrugginendo, il fenomeno allarma gli scienziati dell'Alaska"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-rios-del-artico-se-estan-oxidando-el-fenomeno-que-alarma-a-los-cientificos-de-alaska-1762841662062_320.png" alt="I fiumi artici si stanno arrugginendo, il fenomeno allarma gli scienziati dell'Alaska"></a></article></aside><p>Se da un punto di vista naturalistico le fiumare sono molto belle da vedere, soprattutto in estate, <strong>per quel che riguarda il rischio idraulico-geologico possono rappresentare un elevato fattore di rischio con conseguenze sul suolo e sui centri abitati limitrofi.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tendenza meteo a lungo termine: l'analisi probabilistica degli ensemble verso metà settembre ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-lungo-termine-l-analisi-probabilistica-degli-ensemble-verso-meta-settembre.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 15:15:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Con l'analisi probabilistica degli ensemble di ECMWF e di GFS, proviamo a tracciare una linea di tendenza per la prima decade di settembre. Questa sarà quasi sicuramente dominata dal caldo fino a metà mese, dove gli spaghi indicano un segnale che potrebbe prefigurare un cedimento dell'alta pressione.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2ygjy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2ygjy.jpg" id="xb2ygjy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Con la giornata di<strong> oggi, 1 settembre 2026</strong>, prende il via l'<strong>autunno meteorologico</strong>, mentre per la stagione astronomica dovremmo attendere ancora <strong>l'equinozio del 23 settembre</strong>. Lo <strong>scenario atmosferico </strong>sull'area europea centro-meridionale e, soprattutto su quella mediterranea, però, si mostra <strong>ancora prettamente estivo.</strong> </p><p>Le<strong> ultime analisi</strong> provenienti dai principali modelli meteorologici indicano che questa robusta campana anticiclonica continuerà a dominare la scena ancora per molti giorni. </p><p>Perciò<strong> le perturbazioni atlantiche verranno nuovamente bloccate</strong>, <strong>potendo entrare solo parzialmente in quota</strong>, portando quindi degli impulsi di aria più fresca in grado di produrre <strong>instabilità </strong>sulle <strong>aree montuose del Nord e parzialmente su quelle appenniniche. </strong></p><h2>Primo fine settimana con caldo persistente e anomalie anche marcate</h2><p>Nel corso dei<strong> prossimi giorni </strong>e poi, soprattutto <strong>nel primo fine settimana</strong> <strong>di settembre</strong>, l'Italia vivrà una fase di<strong> caldo anomalo e persistente</strong>, caratteristica principale dell'estate meteorologica appena conclusasi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-a-lungo-termine-l-analisi-probabilistica-degli-ensemble-verso-meta-settembre-1788270447932.jpg" data-image="e2itmj3z6llz"><figcaption> Lo scenario atmosferico sull'area europea centro-meridionale e, soprattutto su quella mediterranea, però, si mostra ancora prettamente estivo. Le ultime analisi provenienti dai principali modelli meteorologici indicano che questa robusta campana anticiclonica continuerà a dominare la scena ancora per molti giorni, almeno fino al 6 settembre. Poi la circolazione atmosferica dovrebbe iniziare a cambiare. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Andremo di nuovo su <strong>temperature fino a 6-8°C al di sopra del medio del periodo</strong>, in un <strong>contesto pienamente estivo</strong>, con massime <strong>spesso oltre i 30°C </strong>nelle pianure e nelle valli interne. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786418" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html" title="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite">Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html" title="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788187339506_320.jpg" alt="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite"></a></article></aside><p>Solo<strong> al Nord</strong>, in particolare su <strong>rilievi alpini, prealpini</strong>, e, sporadicamente, lungo la <strong>dorsale appenninica</strong>, il transito di veloci infiltrazioni più fresche ed instabili in quota potrà innescare de<strong>i temporali pomeridiani</strong>, spesso caratterizzati anche da forte intensità, ma con una distribuzione poco omogenea, diciamo<strong> a macchia di leopardo. </strong></p><h2>Ensemble e spaghetti tra 10 e 15 giorni </h2><p>Nel tentativo di spingere <strong>lo sguardo oltre il fine settimana</strong>, possiamo provare ad interpretare le <strong>elaborazioni probabilistiche d'insieme</strong>, in particolare con i sistemi modellistici EPS di ECMWF e GEFS di GFS.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-a-lungo-termine-l-analisi-probabilistica-degli-ensemble-verso-meta-settembre-1788270589928.jpg" data-image="bvarv9m76ash"><figcaption>Come è possibile vedere anche dalle temperature massime previste per domenica prossima, 5 settembre, la prima decade di settembre sarà comunque un prolungamento dell'estate meteorologica 2026, con caldo ancora marcato e, complessivamente, scarse precipitazioni, salvo casi isolati, soprattutto in prossimità dei rilievi settentrionali e appenninici. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Da queste osservazioni si deduce che <strong>un primo segnale di cedimento del promontorio anticiclonico </strong>potrebbe avvenire proprio <strong>nel periodo tra l'8 e il 15 settembre</strong>. Infatti, nel medio-lungo termine, <strong>il fascio delle temperature a 850 hPa tende a flettersi gradualmente</strong> verso il basso dopo i picchi raggiunti nel weekend.</p><p>Di conseguenza, <strong>le temperature dovrebbero iniziare a scendere verso valori meno estremi</strong>, quindi più <strong>vicini alle medie tipiche della stagione</strong>, insieme ad una crescente segnale sul campo delle precipitazioni che indica il<strong> probabile arrivo di disturbi perturbati o instabili</strong>. </p><h2>Differenze evolutive tra le regioni del Centro-Nord e del Sud</h2><p><strong>La circolazione</strong>, perciò,<strong> tenderà a cambiare</strong>, ma non lo farà in modo uniforme lungo la penisola. Infatti è possibile notare la <strong>tendenza </strong>verso u<strong>n abbassamento del flusso perturbato atlantico</strong>, che <strong>potrebbe </strong>essere in grado di <strong>raggiungere le regioni centro-settentrionali </strong>già dal <strong>secondo fine settimana di settembre</strong> (12-13 settembre).</p><div class="texto-destacado">È probabile, quindi, l'avvicinamento di<strong> cavi d'onda depressionari</strong> atti a favorire <strong>una maggiore instabilità atmosferica</strong>, con il possibile transito di fronti organizzati con associate <strong>precipitazioni </strong>ed un <strong>apprezzabile calo termico. </strong></div><p><strong>Al Sud e sulle isole maggiori</strong>, invece, <strong>l'anticiclone subtropicale</strong> tenderà ad opporsi con maggiore efficacia, quindi a mantenere <strong>condizioni prevalentemente soleggiate e con temperature ancora elevate fino a almeno il 12-14 settembre</strong>. Poi,<strong> in prospettiva</strong>, lo scenario (sempre probabilisticamente parlando) potrebbe cambiare, quindi <strong>non sarà da escludere un cambio di circolazione anche al Sud,</strong> spostandosi <strong>verso la conclusione della seconda decade. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786619" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c.html" title="Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C">Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c.html" title="Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c-1788263309029_320.jpg" alt="Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C"></a></article></aside><p>Tuttavia, <strong>questa prospettiva non ha un supporto di dati sufficiente </strong>a renderla in qualche modo utile, pur restando nel campo dell'analisi probabilistica. </p><h2>Conclusioni sulla possibile svolta di metà mese</h2><p>Volendo tirare le <strong>conclusioni a questa escursione sul lungo termine</strong>, basata sui<strong> </strong><strong>dati probabilistici</strong>, possiamo senza dubbio affermare che la<strong> prima decade di settembre</strong> sarà comunque un<strong> prolungamento dell'estate</strong> 2026, con <strong>caldo ancora marcato </strong>e, complessivamente,<strong> scarse precipitazioni</strong>,<strong> salvo casi isolati,</strong> soprattutto in prossimità dei rilievi settentrionali e appenninici.</p><p><strong>L'ipotesi di un cambio di passo della circolazione</strong> su scala continentale potrebbe acquisire consistenza <strong>tra la seconda e la terza decade mensile</strong>, quindi verso <strong>metà mese</strong>, con l'avanzamento verso sud dei primi veri fronti atlantici organizzati.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786471" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”">Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: "speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre-1788203969598_320.jpg" alt="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"></a></article></aside><p>Ricordiamo che, tuttavia, trattandosi di <strong>proiezioni ricavate dall'interpretazione probabilistica d'insieme dei modelli ad ampio raggio e a lungo termine</strong>, tale tendenza va considerata ancora <strong>poco affidabile</strong> e andrà costantemente <strong>verificata con i prossimi aggiornamenti.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-lungo-termine-l-analisi-probabilistica-degli-ensemble-verso-meta-settembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un'autostrada brasiliana è diventata famosa in tutto il mondo per attraversare la giungla tramite viadotti alti 70 metri]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-autostrada-brasiliana-e-diventata-famosa-in-tutto-il-mondo-per-attraversare-la-giungla-tramite-viadotti-alti-70-metri.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Tra gallerie, viadotti e dolci curve, la Rodovia dos Imigrantes attraversa la Serra do Mar combinando ingegneria all'avanguardia, sistemi di monitoraggio meteorologico e dispositivi progettati per ridurre gli incidenti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/rodovia-brasileira-ganha-fama-mundial-ao-cortar-a-mata-atlantica-com-viadutos-de-ate-70-metros-1788030580365.jpg" data-image="0m7rs4718r6o"><figcaption>La Rodovia dos Imigrantes (Autostrada degli Immigrati) attraversa la catena montuosa della Serra do Mar grazie a gallerie, viadotti e un sistema operativo all'avanguardia. Credito: Xataka Brasil.</figcaption></figure><p><strong>La Rodovia dos Immigrantes (SP-160) è una delle principali arterie che collegano la città di San Paolo con la Baixada Santista, in Brasile</strong>. Attraversando la Serra do Mar, questa autostrada percorre uno dei tratti più complessi della rete viaria brasiliana, caratterizzato da forti pendenze, dalla foresta atlantica, da piogge intense e da frequenti episodi di nebbia.</p><p><strong>Con una lunghezza di 58,5 chilometri, la strada è stata costruita in diverse fasi. Il primo tratto è entrato in servizio negli anni '70</strong>, mentre il secondo, noto come "Pista Sul", è stato inaugurato nel 2002. Entrambi sono testimonianza di due epoche diverse dell'ingegneria e di due modalità molto differenti di adattare la strada al versante montuoso.</p><h2>Due strade, due modi di attraversare la montagna</h2><p>La costruzione della prima carreggiata, denominata "Pista Norte", ha richiesto un importante intervento sulla vegetazione. <strong>Durante i lavori sono stati eliminati circa 16 milioni di metri quadrati di vegetazione</strong>, in un'epoca in cui le tecniche disponibili richiedevano trasformazioni più significative del terreno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rodovia-brasileira-ganha-fama-mundial-ao-cortar-a-mata-atlantica-com-viadutos-de-ate-70-metros-1788030811249.jpg" data-image="nfjudssahst0"><figcaption>La Rodovia dos Imigrantes attraversa la Serra do Mar attraverso viadotti e gallerie che collegano San Paolo alla costa, nel cuore della foresta atlantica, riducendo al contempo al minimo l'intervento sulla vegetazione. Credito: Xataka Brasil.</figcaption></figure><p>Decenni più tardi, la Pista Sul ha adottato una strategia diversa. Invece di seguire continuamente i contorni della montagna,<strong> il progetto si è basato su gallerie più lunghe e viadotti per attraversare il massiccio.</strong> In questo modo, la strada passa all'interno della montagna oppure rimane sospesa sopra il rilievo, riducendo la necessità di aprire nuovi passaggi nella foresta.</p><p>Questo si traduce in una differenza considerevole in termini di impatto ambientale. Nel caso della seconda carreggiata, <strong>la superficie di vegetazione eliminata è stata limitata a circa 400.000 metri quadrati, con una riduzione di circa il 97,5%</strong> rispetto alla prima costruzione. Il progetto ha inoltre aumentato la distanza tra alcuni pilastri dei viadotti, riducendo così il numero di strutture collocate nel cuore della foresta.</p><h2>Gallerie, viadotti e tecnologie contro la nebbia</h2><p><strong>Nel suo percorso di 58,5 chilometri, la Rodovia dos Imigrantes conta 44 viadotti, sette ponti e 14 gallerie.</strong> Nella zona montuosa, alcune strutture raggiungono diverse decine di metri di altezza, mentre alcune gallerie del tratto più recente superano i tre chilometri di lunghezza.</p><div class="texto-destacado">Questa soluzione ha permesso di realizzare un tracciato con curve più dolci e di adattare l'autostrada al rilievo senza dover trasformare l'intero versante per fare spazio alla carreggiata. Oltre alla sfida geografica, c'è un altro fattore che influisce direttamente sulla sicurezza: le condizioni meteorologiche.</div><p><strong>Nella Serra do Mar la nebbia può formarsi rapidamente e ridurre considerevolmente la visibilità.</strong> Per affrontare queste condizioni, la gestione dell'autostrada dispone di telecamere di sorveglianza, pannelli a messaggio variabile e stazioni meteorologiche in grado di monitorare le precipitazioni, il vento e la visibilità. Il sistema di circolazione può inoltre essere modificato in funzione del traffico e delle condizioni nella zona montuosa.</p><h2>Quando la visibilità diminuisce, cambiano le condizioni di circolazione</h2><p>Quando si verificano episodi di nebbia intensa, può essere attivata l'Operazione Comboio. Nell'ambito di questa iniziativa, <strong>i veicoli della società concessionaria e della polizia militare stradale guidano gli altri automobilisti a bassa velocità</strong>, fungendo così da punto di riferimento per coloro che hanno difficoltà a distinguere la carreggiata davanti a loro.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780836" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-e-l-unico-paese-al-mondo-autosufficiente-al-100-in-termini-di-cibo-si-trova-in-sud-america.html" title="Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America">Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-e-l-unico-paese-al-mondo-autosufficiente-al-100-in-termini-di-cibo-si-trova-in-sud-america.html" title="Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ni-argentina-ni-brasil-el-unico-pais-del-mundo-100-autosuficiente-en-alimentos-esta-en-sudamerica-1784647373123_320.jpg" alt="Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America"></a></article></aside><p>Questa strategia risponde ai rischi che hanno già provocato gravi incidenti lungo questo tratto. <strong>Nel 2011, una fitta nebbia contribuì a un tamponamento a catena che coinvolse 103 veicoli, con 29 feriti</strong> e una vittima. Due anni più tardi, le forti piogge provocarono una frana al chilometro 52, seguita da un altro tamponamento a catena che causò una vittima.</p><p>La storia della Rodovia dos Imigrantes è quindi molto più di quella di una grande opera infrastrutturale. Il confronto tra le sue due carreggiate mostra come l'evoluzione delle tecniche costruttive abbia permesso di attraversare la Serra do Mar <strong>riducendo considerevolmente l'impatto sull'ambiente, grazie alla combinazione di gallerie, viadotti e sistemi di sorveglianza</strong> progettati per affrontare uno degli ambienti stradali più difficili del Paese.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Xataka" data-year="2026" data-title="Rodovia%20brasileira%20ganha%20fama%20mundial%20ao%20cortar%20a%20Mata%20Atl%C3%A2ntica%20com%20viadutos%20de%20at%C3%A9%2070%20metros%3A%2020%20km%20de%20curvas%20suaves%20reduzem%20riscos%20sob%20neblina" data-url="https%3A%2F%2Fwww.xataka.com.br%2Fengenharia%2Frodovia-brasileira-ganha-fama-mundial-ao-cortar-a-mata-atlantica-com-viadutos-ate-70-metros-20-km-curvas-suaves-reduzem-riscos-sob-neblina">Xataka. (2026). <a href="https://www.xataka.com.br/engenharia/rodovia-brasileira-ganha-fama-mundial-ao-cortar-a-mata-atlantica-com-viadutos-ate-70-metros-20-km-curvas-suaves-reduzem-riscos-sob-neblina" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Rodovia brasileira ganha fama mundial ao cortar a Mata Atlântica com viadutos de até 70 metros: 20 km de curvas suaves reduzem riscos sob neblina</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-autostrada-brasiliana-e-diventata-famosa-in-tutto-il-mondo-per-attraversare-la-giungla-tramite-viadotti-alti-70-metri.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 12:49:36 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo rinforzo dell’anticiclone nordafricano porterà temperature in forte rialzo, soprattutto al centro-sud dove si torneranno a registrare temperature prossime ai 40 °C.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2zkt6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2zkt6.jpg" id="xb2zkt6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Oggi inizia ufficialmente l’autunno meteorologico</strong> ma al momento le condizioni meteo rimangono di stampo prettamente estivo. Infatti <strong>al momento sull’Italia è presente un modesto anticiclone delle Azzorre</strong> che sta portando tempo in prevalenza stabile e non troppo caldo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Tuttavia tra domani e dopodomani<strong> una lieve flessione del campo di alta pressione porterà un temporaneo peggioramento</strong> delle condizioni meteo, soprattutto sulle regioni settentrionali.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Il peggioramento sarà abbastanza breve</strong> e ci interesserà in prevalenza tra il pomeriggio di domani e la mattinata di giovedì. <strong>Ci aspettiamo locali rovesci e possibili temporali</strong> che interesseranno soprattutto le zone montane e pedemontane.</p><h2>Autunno dal sapore spiccatamente estivo</h2><p><strong>A seguire poi è previsto un nuovo rinforzo del campo di alta pressione</strong>, non si tratterà però, come ora, dell’anticiclone delle Azzorre, sarà infatti nuovamente la volta di quello nordafricano, <strong>che porterà aria subtropicale sulla nostra penisola</strong>.</p><p>È proprio questo anticiclone <strong>il responsabile delle forti ondate di calore che interessano il nostro paese</strong> e che negli ultimi anni sta diventando sempre più presente, lasciando ben poco spazio a <strong>quello delle Azzorre che è invece stato il re delle estati mediterranee</strong> nei decenni precedenti.</p><p>Dal prossimo giovedì quindi <strong>è previsto l’arrivo di aria calda e di origine subtropicale</strong> che porterà l’ennesima ondata di calore della stagione.</p><p>Le temperature, <strong>già ora qualche grado al di sopra della media</strong> climatologica, ovvero quella calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020, torneranno ad aumentare <strong>fino a portarsi anche oltre 10 °C al di sopra del normale </strong>su praticamente tutto lo stivale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c-1788263309029.jpg" data-image="goj2n60vgy2f" alt="Temperatura massima domenica 6 settembre" title="Temperatura massima domenica 6 settembre"><figcaption>Temperature massime previste in Italia per domenica 6 settembre.</figcaption></figure><p>Ciò significa che <strong>le temperature si riavvicineranno in maniera preoccupante ai 40 °C al sud</strong>. In particolare, secondo gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteo, <strong>la giornata più calda sembrerebbe essere quella di domenica</strong>, quando si raggiungeranno <strong>picchi intorno ai 38 °C in Sicilia, in Puglia e in Basilicata.</strong></p><p>Anche nel resto del territorio nazionale <strong>è prevista una domenica rovente</strong>, con valori massimi diffusamente intorno o al di sopra dei 35 °C.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786471" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”">Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: "speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre-1788203969598_320.jpg" alt="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"></a></article></aside><p>Attenzione perché <strong>non saranno solo le giornate a essere roventi ma anche le nottate</strong>. Infatti pure durante la notte farà decisamente caldo e i valori minimi si attesteranno tra i 20 °C e i 28 °C su buona parte dell’Italia, ciò significa che <strong>si riproporrà anche il fenomeno ormai consueto delle notti tropicali</strong>, notti in cui le temperature non scenderanno mai al di sotto dei 20 °C.</p><h2>Entro domenica le anomalie supereranno i +10 °C</h2><p>Ci attende quindi <strong>un fine settimana stretto nella morsa del caldo</strong> che ci accompagnerà per tutte le 24 ore delle varie giornate. Sarà proprio questa assenza di tregua, anche durante le ore notturne o la prima mattina, <strong>a rendere ancora più opprimente la sensazione di caldo</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786041" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html" title="Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea">Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html" title="Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/espana-lidera-el-mapa-de-incendios-de-europa-acumula-el-46-7-de-toda-la-superficie-quemada-en-la-ue-1787901187667_320.jpg" alt="Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea"></a></article></aside><p>I valori termici maggiori sono previsti nelle aree interne, tuttavia <strong>lungo i settori costieri sono attesi tassi di umidità maggiori</strong>, con il risultato che il nostro corpo percepirà <strong>temperature più elevate di quelle realmente registrate</strong> dai termometri.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Insomma, <strong>questo primo fine settimana dell’autunno meteorologico non sembrerà assolutamente di stampo autunnale</strong>. Per i ragazzi che devono ancora riprendere con la scuola e gli adulti che hanno scelto di godere delle ferie a settembre sarà sicuramente <strong>un week end dal sapore estivo</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 12:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Ecco in che modo un Mediterraneo cosi estremamente caldo potrà favorire eventi meteorologici estremi nei prossimi mesi, anche sulle nostre coste. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124914254.jpg" data-image="k4zrh07p5n6z" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Il grosso problema sta nel fatto che il calore non si ferma alla superficie. Studi e monitoraggi mostrano che le anomalie termiche penetrano nella colonna d’acqua, spesso fino a 40 metri di profondità.</figcaption></figure><p>Dopo una delle estati più calde di sempre il Mar Mediterraneo si è trasformato in un mare chiuso tropicale, con temperature mai osservate finora. Boe e rilevazioni satellitari documentano valori che fino a pochi anni fa sembravano impossibili. </p><p>La boa di <strong>Dragonera (a ovest di Maiorca)</strong> ha toccato i <strong>+33,02 °C</strong> il 5 agosto, il massimo assoluto mai registrato in un punto del Mediterraneo. Altre boe hanno segnato <strong>+32,36 °C a Maó (Minorca), oltre +30 °C in diverse stazioni italiane e spagnole</strong>. </p><p>Stiamo parlando di <strong>anomalie termiche di +5/6 °C rispetto alle medie di riferimento (e localmente fino a +8 °C) non sono più eccezioni isolate,</strong> ma la nuova normalità di un’estate caratterizzata da prolungate ondate di calore. </p><h2><strong>La benzina per gli eventi meteo dell’autunno</strong></h2><p>Il grosso problema sta nel fatto che il calore non si ferma alla superficie. Studi e monitoraggi mostrano che le anomalie termiche penetrano nella colonna d’acqua, spesso fino a 40 metri di profondità e, in eventi intensi, ben oltre, accumulando un enorme contenuto termico che resisterà nel tempo. </p><div class="texto-destacado">Fra ottobre e novembre, quando arriveranno i primi fronti freddi e le prime depressioni si formeranno sui nostri mari (con l'abbassamento del flusso perturbato principale), tutto questo calore accumulato verrà rilasciato. </div><p>L’acqua calda riscalda l’aria sovrastante, aumentandone la galleggiabilità e favorendo moti convettivi violenti (spinta delle particelle d’aria verso l’alto). La differenza termica tra superficie e quote medie-alte dell’atmosfera (quando arriva aria più fresca) genera instabilità e convezione profonda. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124685287.jpg" data-image="zyi1uy1l0kg0" alt="Mare caldo." title="Mare caldo."><figcaption>L’acqua calda riscalda l’aria sovrastante, aumentandone la galleggiabilità e favorendo moti convettivi violenti (spinta delle particelle d’aria verso l’alto). La differenza termica tra superficie e quote medie-alte dell’atmosfera (quando arriva aria più fresca) genera instabilità e convezione profonda. </figcaption></figure><p>L’evaporazione intensa da un mare a <strong>+28°C 30+ °C</strong> immette nell’atmosfera enormi quantità di vapore acqueo. Quando questo vapore condensa, durante la convezione, nelle <strong>nubi temporalesche, </strong>libera energia latente che potenzia ulteriormente le correnti ascensionali dei temporali, intensificando le precipitazioni e prolungando la vita dei sistemi temporaleschi che stazionando per ore sulle stesse zone danno origine alle alluvioni lampo.</p><h2><strong>Il cambiamento climatico sta rendendo i temporali sempre più estremi?</strong></h2><p>Perché si formi un temporale intenso devono coincidere diversi ingredienti. Serve aria umida negli strati bassi dell’atmosfera, una divergenza in quota che favorisca l’ascesa delle particelle d’aria verso l’alto, instabilità termodinamica e, perché il sistema si organizzi, una sufficiente <strong>shear del vento</strong> (cioè la variazione di intensità o direzione del vento con l’altezza). La complessa orografia delle nostre coste e le convergenze locali forniscono spesso la spinta iniziale.</p><div class="texto-destacado"><strong>La convezione può essere immaginata come una bolla di aria calda che sale perché più leggera rispetto all’aria circostante più fredda. È lo stesso principio che fa salire una mongolfiera: l’aria interna viene riscaldata rispetto a quella esterna.</strong></div><p>Un Mediterraneo eccezionalmente caldo non sostituisce nessuno di questi meccanismi. Agisce piuttosto come amplificatore, poichè aumenta l’umidità negli strati bassi e l’instabilità. Quando il vento collega il mare alla <strong>cella temporalesca,</strong> può immettere quantità maggiori di vapore acqueo e di energia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124737306.jpg" data-image="c262gcf3wdap" alt="Temporali, meteo estremo." title="Temporali, meteo estremo."><figcaption>Un Mediterraneo eccezionalmente caldo non sostituisce nessuno di questi meccanismi. Agisce piuttosto come amplificatore, poichè aumenta l’umidità negli strati bassi e l’instabilità. </figcaption></figure><p><strong>Per ogni grado di riscaldamento l’atmosfera può contenere circa il 7 % in più di vapore acqueo.</strong> Le correnti ascendenti e il rilascio di calore latente all’interno della nube cumuliforme amplificano ulteriormente le precipitazioni, la formazione di grandine e le raffiche di vento violente.</p><h2><strong>Gli eventi estremi prodotti da un Mediterraneo sempre più caldo</strong></h2><p>Negli ultimi anni il Mediterraneo è stato interessato da diversi episodi convettivi estremi. Tre di essi sono stati analizzati attraverso delle simulazioni, che rispondono a una domanda semplice. <strong>Cosa sarebbe successo con la stessa situazione atmosferica in un clima preindustriale?</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il primo è il derecho mediterraneo del 18 agosto 2022, un sistema convettivo esteso e duraturo che ha generato raffiche fino a 224 km/h in Corsica.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le simulazioni mostrano che raffreddando di tre gradi la superficie del mare il sistema perdeva organizzazione, intensità e persistenza. In un clima preindustriale quel <strong>derecho</strong> non si sarebbe nemmeno formato. Questo è uno dei primi lavori che evidenzia come il cambiamento climatico <strong>possa addirittura “creare” eventi convettivi estremi di questo tipo.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785769" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-prolungato-poi-i-primi-segnali-d-autunno-ecco-la-tendenza-del-modello-ecmwf-per-settembre.html" title="Caldo prolungato, poi i primi segnali d’autunno: ecco la tendenza del modello ECMWF per settembre">Caldo prolungato, poi i primi segnali d’autunno: ecco la tendenza del modello ECMWF per settembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-prolungato-poi-i-primi-segnali-d-autunno-ecco-la-tendenza-del-modello-ecmwf-per-settembre.html" title="Caldo prolungato, poi i primi segnali d’autunno: ecco la tendenza del modello ECMWF per settembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-prolungato-poi-i-primi-segnali-d-autunno-ecco-la-tendenza-del-modello-ecmwf-per-settembre-1787823769489_320.jpg" alt="Caldo prolungato, poi i primi segnali d’autunno: ecco la tendenza del modello ECMWF per settembre"></a></article></aside><p>Dodici giorni dopo, <strong>una supercella ha prodotto a La Bisbal d’Empordà (Girona) chicchi di grandine fino a 12 centimetri di diametro.</strong> L’ondata di calore marina, con un’anomalia media superiore ai <strong>3 °C</strong> su tre settimane, ha rafforzato i moti ascensionali, spingendoli fino alla tropopausa. Senza quella anomalia e in condizioni preindustriali la tempesta poteva ancora formarsi, ma l’ambiente era meno favorevole allo sviluppo di grandine gigante.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124809948.jpg" data-image="r0hsalcnnvsi" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Negli ultimi anni il Mediterraneo è stato interessato da diversi episodi convettivi estremi. Tre di essi sono stati analizzati attraverso delle simulazioni che hanno dimostrato delle correlazioni.</figcaption></figure><p>Il terzo caso è l’alluvione di Valencia del 29 ottobre 2024. Simulazioni a risoluzione di un chilometro indicano che <strong>il riscaldamento antropogenico ha aumentato del 21 % la pioggia accumulata in sei ore, del 55 % la superficie che ha superato i 180 millimetri e del 19 % il volume precipitato nel bacino del Júcar.</strong> Il cambiamento climatico non ha generato l’evento, ma ha aggravato in modo significativo i suoi effetti, amplificando anche la dinamica interna del sistema.</p><h2><strong>Più frequenti o solo più intensi?</strong></h2><p>Questi risultati non permettono di affermare che i temporali mediterranei siano oggi più frequenti. Le serie osservative di grandine e venti estremi (microburst) sono corte e irregolari, e questi fenomeni hanno scale troppo piccole per molti modelli climatici globali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124947432.jpg" data-image="pkcza6ndn8iq" alt="Temporali." title="Temporali."><figcaption>Una maggiore instabilità favorisce correnti ascendenti capaci di sostenere chicchi grandi, mentre un livello di zero termico più alto può far fondere più facilmente la grandine piccola.</figcaption></figure><p>Sappiamo però che la regione mediterranea può diventare mediamente più secca e, allo stesso tempo, sperimentare acquazzoni più intensi quando l’atmosfera diviene instabile. Per la grandine esiste una dicotomia. <strong>Una maggiore instabilità favorisce correnti ascendenti capaci di sostenere chicchi grandi, mentre un livello di zero termico più alto può far fondere più facilmente la grandine piccola.</strong></p><p>Ancora non è del tutto chiaro se aumenterà la frequenza. Ma quello che ormai certo è che i temporali che si formeranno, però, <strong>troveranno un’atmosfera più umida e un mare più caldo, cioè un potenziale maggiore per sviluppare eventi convettivi estremi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786005" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre.html" title="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'">Massimiliano Santini avverte: "caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre.html" title="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre-1787930801024_320.jpg" alt="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'"></a></article></aside><p>Un Mediterraneo con maggiore carico termico non è l’unico responsabile di ogni temporale, ma non è nemmeno uno spettatore innocente. <strong>Il serbatoio di combustibile contiene sempre più energia e di qualità migliore, </strong>ma è l’atmosfera a decidere quando scatta la scintilla. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item></channel></rss>