<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 22 Jun 2026 10:00:23 +0000</lastBuildDate><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 10:00:23 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Blocco della Corrente del Golfo: nuovi studi, anche contrastanti, ridisegnano i rischi per Europa e Italia ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/blocco-della-corrente-del-golfo-nuove-scoperte-ridisegnano-i-rischi-del-caos-climatico-in-italia.html</link><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:05:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Recenti ricerche, pubblicate anche su Science, mettono in luce un'inaspettata resilienza del grande sistema di correnti atlantiche, ridimensionando l'ipotesi di un imminente blocco totale. Questo elemento non cancella, però, la minaccia, poiché la progressiva alterazione dei flussi oceanici potrebbe esasperare gli estremi climatici anche in Italia.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/blocco-della-corrente-del-golfo-nuove-scoperte-ridisegnano-i-rischi-del-caos-climatico-in-italia-1782051288100.jpg" data-image="sqxzzj26gv63"><figcaption>Molti approfondimenti scientifico-giornalistici, negli ultimi anni, hanno prospettato uno catastrofico blocco totale e improvviso del sistema di circolazione oceanica collegato alla Corrente del Golfo, causato dal massiccio afflusso di acqua dolce conseguente allo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia. Ma quale è lo stato delle cose al momento. Quali studi scientifici a supporto o a sfavore di questa ipotesi? </figcaption></figure><p>La circolazione oceanica dell'Atlantico settentrionale, strettamente legata alla più nota <strong>Corrente del Golfo</strong>, rappresenta il fattore mitigatore<strong> termico del continente europeo</strong>. Questa straordinaria e complessa struttura si comporta come un <strong>immenso nastro trasportatore</strong> che "preleva" le acque superficiali calde e saline dalle latitudini tropicali per convogliarle verso il nord. </p><p>Una volta giunto a destinazione, questo imponente flusso marino <strong>cede calore all'atmosfera</strong>, mitigando sensibilmente il clima di nazioni come la Francia, il Regno Unito e l'intera Europa occidentale e settentrionale. Successivamente, l'acqua si raffredda e, <strong>aumentando di densità a causa anche del sale disciolto, sprofonda negli abissi. </strong>Nelle profondità oceaniche quest'acqua inizia un lunghissimo viaggio di ritorno verso la parte meridionale del pianeta, <strong>garantendo così un equilibrio termico globale.</strong></p><h2> La svolta scientifica pubblicata su Science </h2><p>Molti approfondimenti giornalistici, negli ultimi anni, hanno prospettato uno <strong>catastrofico blocco totale e improvviso</strong> di questo sistema, causato dal massiccio afflusso di acqua dolce conseguente allo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/blocco-della-corrente-del-golfo-nuove-scoperte-ridisegnano-i-rischi-del-caos-climatico-in-italia-1782051619997.jpg" data-image="vowt28vocnhl"><figcaption>Un indebolimento anche parziale di questa circolazione oceanica potrebbe produrre conseguenze determinanti per il clima e per le dinamiche atmosferiche sul bacino del Mediterraneo e, quindi, anche sull'Italia, alterando il ritmo stesso delle stagioni.</figcaption></figure><p>Tuttavia, una <strong>recente ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista Science</strong> e coordinata dal fisico oceanografo Sasha Roewer del <em>Max Planck Institute for Meteorology</em> di Amburgo,<strong> ha introdotto un importante elemento di novità</strong> che ridefinisce l'intera dinamica. </p><div class="texto-destacado">Gli scienziati hanno rilevato che <strong>i modelli climatici tradizionali </strong>tendevano a <strong>sovrastimare la fragilità a breve termine</strong> di questa circolazione, non tenendo conto di<strong> una potente forza di compensazione planetaria</strong>. Si tratta dell'azione "meccanica" dei <strong>venti costanti che soffiano intorno all'Antartide</strong>, nell'Oceano Antartico, che agiscono come una sorta di <strong>pompa globale ausiliaria</strong>. </div><p> Questa spinta, esercitata dalle <strong>correnti atmosferiche</strong> legate al getto polare antartico <strong>sui mari intorno al continente ghiacciato</strong>, contribuisce a mantenere in moto il motore profondo della corrente atlantica. Questo meccanismo, infatti, offre una spiegazione scientifica a <strong>questa momentanea fase di resistenza della circolazione oceanica, un fattore che, di fatto, concede un prezioso margine di tempo ma che, tuttavia, non blocca definitivamente il progressivo logoramento</strong> a cui l'intero sistema planetario sembrerebbe andare in contro a causa del riscaldamento globale. </p><h2> Il punto di non ritorno e il monitoraggio reale </h2><p>La parziale rassicurazione dello studio di <em>Science</em>, è stata accolta dal mondo scientifico con<strong> molta cautela</strong>, infatti gli scienziati del settore restano fortemente divisi, dato che <strong>i dati reali continuano a mostrare vistose anomalie</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748600" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lo-scioglimento-dei-ghiacci-dell-antartide-occidentale-potrebbe-trasformare-irreversibilmente-il-continente.html" title="Lo scioglimento dei ghiacci dell'Antartide occidentale potrebbe trasformare irreversibilmente il continente">Lo scioglimento dei ghiacci dell'Antartide occidentale potrebbe trasformare irreversibilmente il continente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lo-scioglimento-dei-ghiacci-dell-antartide-occidentale-potrebbe-trasformare-irreversibilmente-il-continente.html" title="Lo scioglimento dei ghiacci dell'Antartide occidentale potrebbe trasformare irreversibilmente il continente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-deshielo-de-la-antartida-occidental-podria-transformar-de-forma-irreversible-el-continente-1767806521063_320.jpg" alt="Lo scioglimento dei ghiacci dell'Antartide occidentale potrebbe trasformare irreversibilmente il continente"></a></article></aside><p>Un'indagine parallela, condotta dall'Università di Miami e guidata dall'oceanografo Shane Elipot, basata su dati osservativi raccolti direttamente in oceano per quasi 20 anni, conferma <strong>l'oggettiva decelerazione in atto lungo i bordi occidentali dell'Atlantico</strong>. </p><div class="texto-destacado">I modelli ad altissima risoluzione, sviluppati dal ricercatore René van Westen presso l'Università di Utrecht, indicano che <strong>l'aumento delle temperature globali sta spingendo il sistema verso quella che viene definita "una soglia critica"</strong>. </div><p>La fusione dei ghiacciai, infatti, continua incessantemente ad alterare la salinità dell'acqua e, sebbene i venti antartici possano fungere da volano, proteggendo l'AMOC da un arresto improvviso. <strong>Le proiezioni a lungo termine c</strong>onfermano che l'intero circuito oceanico atlantico <strong>sta lentamente perdendo la sua spinta, </strong>avviandosi verso <strong>un graduale ma costante depotenziamento </strong>che, a questi ritmi,<strong> potrebbe diventare evidente entro la fine del secolo.</strong></p><h2>Le conseguenze meteorologiche dirette sull'Italia</h2><p> Un <strong>indebolimento anche parziale di questa circolazione oceanica</strong> potrebbe produrre <strong>conseguenze determinanti </strong>per il clima e per le dinamiche atmosferiche sul bacino del Mediterraneo e, quindi, anche sull'Italia, <strong> a</strong><strong>lterando il ritmo stesso delle stagioni. </strong></p><p><strong>Non assisteremo a una nuova glaciazione</strong>, ma la ridotta efficienza nel trasporto del calore atlantico potrebbe <strong>modificare </strong>radicalmente<strong> il flusso delle correnti a getto d'alta quota</strong>, rallentando il regolare flusso da ovest verso est delle perturbazioni e <strong>favorendo la formazione di imponenti blocchi atmosferici. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/blocco-della-corrente-del-golfo-nuove-scoperte-ridisegnano-i-rischi-del-caos-climatico-in-italia-1782051505455.jpg" data-image="l6b7nylxa2un"><figcaption>La ridotta efficienza nel trasporto del calore atlantico potrebbe modificare radicalmente il flusso delle correnti a getto d'alta quota, rallentando il regolare flusso da ovest verso est delle perturbazioni e favorendo la formazione di imponenti blocchi atmosferici. </figcaption></figure><p>Questo significa che, probabilmente, durante<strong> l'estate</strong>, la persistenza di questi blocchi anticiclonici <strong>potrebbe favorire la risalita di masse d'aria calda di origine nordafricana </strong>sul nostro territorio per settimane, con ondate di calore eccezionali, frequenti e prolungate, con un surplus termico per i nostri mari. </p><p>Al contrario, <strong>durante i mesi invernali</strong>, la medesima alterazione delle correnti <strong>potrebbe favorire repentine e massicce discese di aria fredda di origine polare, artica o continentale</strong> dall'Europa settentrionale e orientale, esponendo l'Italia ad ondate di gelo tardivo e nevicate anche a quote molto basse. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748613" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-ghiacciaio-della-groenlandia-si-sta-frammentando-in-tempo-reale-secondo-un-nuovo-studio.html" title="Un ghiacciaio della Groenlandia si sta frammentando in tempo reale secondo un nuovo studio">Un ghiacciaio della Groenlandia si sta frammentando in tempo reale secondo un nuovo studio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-ghiacciaio-della-groenlandia-si-sta-frammentando-in-tempo-reale-secondo-un-nuovo-studio.html" title="Un ghiacciaio della Groenlandia si sta frammentando in tempo reale secondo un nuovo studio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/um-glaciar-da-gronelandia-esta-a-fraturar-se-em-tempo-real-afirma-um-novo-estudo-1767799199383_320.jpg" alt="Un ghiacciaio della Groenlandia si sta frammentando in tempo reale secondo un nuovo studio"></a></article></aside><p>Se in futuro prevarrà l'ipotesi del crollo dell'AMOC, il nostro Paese si troverà sottoposto ad <strong>una marcata estremizzazione in tutte le stagioni</strong>. Potrebbero essere più frequenti delle <strong>transizioni da lunghi periodi di siccità a eventi meteorologici alluvionali</strong>, anche a causa dell'energia accumulata nei nostri mari. </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>L'Atlantico è e resterà molto influente sul clima europeo e mediterraneo, <strong>una qualsiasi modifica </strong>delle sue caratteristiche potrebbe tradursi in <strong>cambiamenti anche radicali del clima sul nostro territorio.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/blocco-della-corrente-del-golfo-nuove-scoperte-ridisegnano-i-rischi-del-caos-climatico-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il meteorologo Alessio Colella avvisa: "settimana rovente con picchi vicini ai 40°C, ma occhio ai temporali"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-alessio-colella-avvisa-settimana-rovente-con-picchi-vicini-ai-40-c-ma-occhio-ai-temporali.html</link><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:35:39 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Iniziata l'estate, l'anticiclone africano si prende subito la scena. Ulteriore sua espansione nel corso di questa settimana, con punte vicine ai 40°C. Non mancheranno i temporali.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xahrcfu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xahrcfu.jpg" id="xahrcfu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Lo diciamo spesso in questi giorni e il motivo è semplice: <strong>l’estate, quando dominata dall’alta pressione, tende a proporre scenari molto simili tra loro</strong>. Eppure, non bisogna lasciarsi ingannare dalla presenza costante del sole. Quello che stiamo vivendo non può essere considerato semplicemente "bel tempo".</p><p>L'anticiclone subtropicale ha ormai consolidato la propria presenza sull'Europa centro-occidentale e l'Italia, insieme a Francia e Spagna, si trova nel cuore di questa vasta struttura atmosferica. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: <strong>temperature in costante aumento, afa sempre più diffusa e valori ben superiori alle medie climatiche del periodo</strong>.</p><h2>Anomalie termiche al Nord</h2><p>In molte regioni italiane, in particolare lungo il versante tirrenico e sulle pianure del Nord, i termometri stanno registrando anomalie significative. In alcune aree, infatti, <strong>le temperature risultano superiori anche di 8-9°C rispetto ai valori normalmente attesi per la seconda metà di giugno</strong>. Un'anomalia che non riguarda soltanto il caldo percepito, ma che rappresenta un vero e proprio elemento di rischio per la salute, soprattutto per le persone più fragili.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774706" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ondata-di-calore-weekend-bollente-e-oltre-previsioni-per-la-prossima-settimana.html" title="Ondata di calore, weekend bollente e oltre: previsioni per la prossima settimana">Ondata di calore, weekend bollente e oltre: previsioni per la prossima settimana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ondata-di-calore-weekend-bollente-e-oltre-previsioni-per-la-prossima-settimana.html" title="Ondata di calore, weekend bollente e oltre: previsioni per la prossima settimana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-sull-italia-nel-weekend-con-anomalie-marcate-e-punte-elevate-la-tendenza-meteo-della-prossima-settimana-1781903693400_320.png" alt="Ondata di calore, weekend bollente e oltre: previsioni per la prossima settimana"></a></article></aside><p>Ma il problema non si limita alle temperature elevate. <strong>Quando un anticiclone così robusto si stabilizza sul Mediterraneo, l'atmosfera tende a diventare stagnante</strong>, impedendo un efficace ricambio dell'aria. È proprio per questo motivo che, giorno dopo giorno, la qualità dell'aria tende a peggiorare.</p><p>L'alta pressione agisce infatti come una sorta di "coperchio" atmosferico: gli inquinanti prodotti nelle aree urbane rimangono intrappolati nei bassi strati dell'atmosfera e faticano a disperdersi. <strong>Le grandi città sono le più penalizzate da questa situazione, con un progressivo accumulo di polveri sottili, ozono e altri inquinanti</strong> che rendono l'aria più pesante e meno salubre.</p><p>Per questo motivo è importante ricordare che <strong>sole e cielo sereno non sono sempre sinonimo di condizioni meteorologiche favorevoli</strong>. Anche il caldo eccessivo e persistente rientra tra le situazioni che richiedono attenzione e monitoraggio.</p><p>La settimana appena iniziata, la prima interamente vissuta dopo il solstizio d'estate, proseguirà proprio su questa strada. È vero che, dal punto di vista astronomico, le giornate hanno iniziato lentamente ad accorciarsi, ma questo non avrà alcun effetto immediato sulle condizioni meteorologiche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-alessio-colella-avvisa-settimana-rovente-con-picchi-vicini-ai-40-c-ma-occhio-ai-temporali-1782111351042.png" data-image="or7s7g7hjj6m" alt="Massime previste fino a Mercoledì" title="Massime previste fino a Mercoledì"><figcaption>Caldo intenso su tutta Italia: spiccano i valori tra la Toscana e la Pianura Padana</figcaption></figure><p>Al contrario, <strong>l'anticiclone sembra destinato a rafforzarsi ulteriormente nei prossimi giorni</strong>, favorendo un nuovo aumento delle temperature. Tra Lazio, Toscana, Umbria, Sardegna, Sicilia e gran parte della Pianura Padana si prevedono valori diffusamente compresi tra 33 e 35°C, mentre nelle zone più interne del Centro-Sud e delle due Isole Maggiori <strong>non si esclude il raggiungimento o addirittura il superamento dei 38-40°C entro il prossimo weekend</strong>.</p><p>Naturalmente si tratta ancora di una tendenza da confermare nei dettagli, ma al momento i modelli meteorologici concordano nel mostrare un campo di alta pressione particolarmente resistente e poco incline a lasciare spazio a perturbazioni organizzate.</p><h2>Non solo caldo: occhi ai temporali pomeridiani</h2><p>Esiste però un altro aspetto da tenere sotto osservazione. <strong>Più aumenta il caldo, maggiore diventa l'energia accumulata nei bassi strati dell'atmosfera</strong>, creando le condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali improvvisi e localmente violenti.</p><p>Anche nei prossimi giorni, infatti, le aree maggiormente esposte resteranno le zone alpine e prealpine, insieme ai rilievi appenninici del Centro-Sud. In queste aree il forte riscaldamento diurno potrà innescare celle temporalesche capaci di svilupparsi rapidamente durante le ore pomeridiane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-alessio-colella-avvisa-settimana-rovente-con-picchi-vicini-ai-40-c-ma-occhio-ai-temporali-1782111410901.png" data-image="s2vppib32y6w" alt="Aumenta il rischio pioggia nel pomeriggio" title="Aumenta il rischio pioggia nel pomeriggio"><figcaption>Non solo Alpi e Prealpi: occhio all'Appennino centro-meridionale</figcaption></figure><p><strong>I fenomeni potrebbero risultare localmente intensi, accompagnati da grandinate, raffiche di vento e precipitazioni concentrate in tempi molto brevi</strong>. Gli eventuali sconfinamenti verso le zone limitrofe saranno limitati e non dovrebbero interessare in maniera diffusa le grandi pianure.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774712" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/picco-di-caldo-in-arrivo-poi-forti-temporali-primi-segni-di-svolta-sull-italia.html" title="Picco di caldo in arrivo, poi forti temporali: primi segni di svolta sull’Italia?">Picco di caldo in arrivo, poi forti temporali: primi segni di svolta sull’Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/picco-di-caldo-in-arrivo-poi-forti-temporali-primi-segni-di-svolta-sull-italia.html" title="Picco di caldo in arrivo, poi forti temporali: primi segni di svolta sull’Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/picco-di-caldo-in-arrivo-poi-arriveranno-forti-temporali-primi-segni-di-svolta-sull-italia-1781882275963_320.jpg" alt="Picco di caldo in arrivo, poi forti temporali: primi segni di svolta sull’Italia?"></a></article></aside><p>Tra le giornate da monitorare con maggiore attenzione emerge quella di <strong>Mercoledì 24 giugno</strong>, quando l'instabilità pomeridiana potrebbe risultare più marcata rispetto agli altri giorni della settimana. </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br> </div><p>Tuttavia, in un contesto atmosferico così caldo ed energetico, <strong>ogni pomeriggio potrebbe riservare qualche sorpresa e generare temporali improvvisi sulle aree montuose e collinari del Paese</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-alessio-colella-avvisa-settimana-rovente-con-picchi-vicini-ai-40-c-ma-occhio-ai-temporali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché i luoghi mistici attraggono sempre più turisti?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-i-luoghi-mistici-attraggono-sempre-piu-turisti.html</link><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>In un mondo sempre più connesso, molti di noi decidono di allontanarsi, per un po', per scoprire luoghi intrisi di misticismo. Lontani dalle reti e da internet, desiderano riconnettersi con la propria spiritualità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/lieux-mystiques-tourisme-stonehenge-nazca-voyage-1780984937800.jpg" data-image="0jobqrva43mj" alt="Luogo spirituale." title="Luogo spirituale."><figcaption>L'America Latina possiede molti cosiddetti luoghi spirituali.</figcaption></figure><p>Spiritualità e turismo. Questa tipologia di viaggio sta guadagnando popolarità. Li si può trovare a percorrere <strong>il Cammino di Santiago, ad ammirare le pietre di Stonehenge o a ripercorrere le orme di Machu Picchu.</strong> In un mondo iperconnesso in cui fatichiamo a disconnetterci da smartphone e social media, alcuni desiderano isolarsi completamente da ogni forma di comunicazione e viaggiare verso luoghi rinomati per la loro atmosfera misteriosa, persino mistica.</p><h2>Questi luoghi mistici offrono una fuga dal mondo iperconnesso</h2><p><strong>Jeffrey Kripal</strong> è l'autore del libro <strong><em>*Come pensare in modo impossibile*.</em></strong> Spiega che, per gli esseri umani, e nonostante la società in cui viviamo, questo legame con la spiritualità è essenziale. L'obiettivo è quello di vivere un'esperienza che ci trascenda. <strong>"Gli esseri umani credono che il sacro sia un'energia che abita luoghi o edifici particolari".</strong> Spiega inoltre che "è una qualità innata della natura umana ritornare in questi luoghi sacri. Ne abbiamo inspiegabilmente bisogno come esseri umani".</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Un bisogno di riconnettersi con noi stessi, lontano dal materialismo che ci circonda.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Che si tratti di edifici, strutture o persino delle opere di Madre Natura, non rimaniamo indifferenti alle bellezze del mondo. Anzi, desideriamo avvicinarci ad esse, come spiega l'antropologa <strong>Susannah Crockford.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="735421" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/turismo-astronomico-i-migliori-luoghi-dove-vedere-le-stelle-in-italia.html" title="Turismo astronomico: i migliori luoghi dove vedere le stelle in Italia">Turismo astronomico: i migliori luoghi dove vedere le stelle in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/turismo-astronomico-i-migliori-luoghi-dove-vedere-le-stelle-in-italia.html" title="Turismo astronomico: i migliori luoghi dove vedere le stelle in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/turismo-astronomico-i-migliori-luoghi-dove-vedere-le-stelle-in-italia-1761068404591_320.jpg" alt="Turismo astronomico: i migliori luoghi dove vedere le stelle in Italia"></a></article></aside><p>"Montagne, vaste distese d'acqua e canyon spesso ispirano questa riverenza". Per lei, "cattedrali, templi e moschee sono costruiti per creare questa impressione di connessione con qualcosa di più grande di noi stessi". Ma allora, cosa cercano questi viaggiatori, <strong>nella loro ricerca di questa cosa trascendente?</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lieux-mystiques-tourisme-stonehenge-nazca-voyage-1780984986991.jpg" data-image="lsh1seblsn3i" alt="Stonehenge, Inghilterra." title="Stonehenge, Inghilterra."><figcaption>Stonehenge è particolarmente popolare tra i turisti.</figcaption></figure><p>Per gli scienziati, la risposta dipende dalla persona a cui viene posta la domanda. <strong>"Non esiste un'unica risposta per definire la sacralità di questi spazi. Quando qualcuno risponde a questa domanda, la risposta rivelerà più cose sulla persona che sul luogo stesso",</strong> afferma <strong>Susannah Crockford.</strong></p><p>Dalle Linee di Nazca in Perù all'Isola di Pasqua in Cile, passando per la Valle dei Re in Egitto, ognuno vi si reca per una ragione diversa. <strong>Alcuni visitano i luoghi di culto perché credono in un Dio.</strong> Altri desiderano assorbire la potenza del luogo, forse sperando di entrare in contatto con il Divino. Per Jeffrey Kripal, ciò che conta di più è il forte legame tra il luogo e il visitatore. "Sospetto che si tratti di una relazione tra la persona e il luogo", afferma.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773301" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dormire-di-giorno-e-scoprire-la-citta-di-notte-come-godersi-il-turismo-in-europa-sfuggendo-al-caldo-torrido.html" title="Dormire di giorno e scoprire la città di notte: come godersi il turismo in Europa sfuggendo al caldo torrido">Dormire di giorno e scoprire la città di notte: come godersi il turismo in Europa sfuggendo al caldo torrido</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dormire-di-giorno-e-scoprire-la-citta-di-notte-come-godersi-il-turismo-in-europa-sfuggendo-al-caldo-torrido.html" title="Dormire di giorno e scoprire la città di notte: come godersi il turismo in Europa sfuggendo al caldo torrido"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dormir-durante-el-dia-y-descubrir-la-ciudad-por-la-noche-como-disfrutar-del-turismo-en-europa-huyendo-del-calor-extremo-1781040350075_320.jpg" alt="Dormire di giorno e scoprire la città di notte: come godersi il turismo in Europa sfuggendo al caldo torrido"></a></article></aside><p>È difficile, quindi, spiegare a chi non ha vissuto la stessa esperienza l'effetto che può avere. Semplicemente perché questi momenti sono molto personali. <strong>Susannah Crockford</strong> chiarisce: “Queste esperienze sono personali e individuali. Non esiste un esperimento replicabile che possa dimostrare che qualcuno ne abbia avuta una [...] Ma questo non significa che non siano accadute.”<em><br></em></p><h3><em>Fonte dell'articolo :</em></h3><p><em><a href="https://www.nationalgeographic.fr/voyage/culture-traditions-stonehenge-sedona-pourquoi-les-lieux-mystiques-sacres-nous-attirent-ils" target="_blank">Stonehenge, Sedona, pourquoi les lieux mystiques nous attirent-ils autant ?</a>, Tiffany Nieslanik, 2 juin 2026, National Geographic</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-i-luoghi-mistici-attraggono-sempre-piu-turisti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[È possibile che le prime forme di vita complesse sulla Terra abbiano sempre avuto bisogno di ossigeno?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/e-possibile-che-le-prime-forme-di-vita-complesse-sulla-terra-abbiano-sempre-avuto-bisogno-di-ossigeno.html</link><pubDate>Mon, 22 Jun 2026 03:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Una nuova ricerca suggerisce che le prime forme di vita complesse sulla Terra vivessero in mari costieri poco profondi e ricchi di ossigeno circa 1,7 miliardi di anni fa. Questi risultati mettono in discussione le teorie precedenti e offrono nuovi indizi sull'evoluzione della vita.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/the-first-complex-life-on-earth-may-have-needed-oxygen-all-along-1781333259697.jpg" data-image="mfc0j69p76l9" alt="ricercatore" title="ricercatore"><figcaption>Il ricercatore Max Lechte. Foto: LA Reidman. </figcaption></figure><p>In un nuovo studio pubblicato su <strong><em>Nature,</em></strong> gli scienziati della McGill University e dell’Università della California, Santa Barbara, rivelano che i primi eucarioti conosciuti, antenati di tutte le forme di vita complesse del nostro pianeta, <strong>avrebbero vissuto in ambienti marini poco profondi e ossigenati circa 1,7 miliardi di anni fa.</strong> I risultati dello studio mettono in discussione la convinzione, a lungo radicata, secondo cui le prime forme di vita complesse sarebbero nate in ambienti poveri di ossigeno o avrebbero galleggiato nell’oceano aperto.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Gli eucarioti includono piante, animali, funghi, altri organismi microscopici e gli esseri umani. Capire dove e come si sono evoluti per la prima volta è fondamentale per comprendere come la vita sulla Terra sia diventata così diversificata e complessa.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>“Volevamo sapere in quali ambienti vivessero le prime forme di vita eucariotica, in particolare per verificare se i fossili eucariotici primitivi avessero già acquisito i mitocondri,</strong> che davano loro la capacità di occupare ambienti aerobici”, ha detto Galen Halverson, professore presso il Dipartimento di Scienze della Terra e Planetarie della McGill e autore senior dello studio.</p><h2> Come vivevano questi organismi microscopici? </h2><p>“Abbiamo scoperto che i primi eucarioti di cui abbiamo fossili vivevano prevalentemente in ambienti costieri, ossigenati e bentonici (sul fondo marino)”, ha detto <strong>Halverson.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="524722" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-medusa-immortale-che-vive-per-sempre.html" title="La medusa immortale che vive per sempre!">La medusa immortale che vive per sempre!</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-medusa-immortale-che-vive-per-sempre.html" title="La medusa immortale che vive per sempre!"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uma-especie-de-alforreca-consegue-uma-inversao-eficaz-da-idade-fazendo-a-assim-viver-para-sempre-1690487099211_320.jpg" alt="La medusa immortale che vive per sempre!"></a></article></aside><p>“Questo dimostra che la disponibilità di ossigeno ha determinato l'evoluzione degli eucarioti sin dalle sue prime fasi”, ha affermato Leigh Anne Riedman, ricercatrice presso l'Università della California, Santa Barbara, e coautrice dello studio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-possibile-che-le-prime-forme-di-vita-complesse-sulla-terra-abbiano-sempre-avuto-bisogno-di-ossigeno-1781605339011.jpg" data-image="a3h63d3j1a98" alt="Organismi viventi." title="Organismi viventi."><figcaption>I risultati dello studio sono in linea con quelli di altre ricerche recenti sui microrganismi strettamente imparentati con gli antenati degli eucarioti, secondo cui tali organismi erano in grado di utilizzare l’ossigeno.</figcaption></figure><p>Molti ricercatori ipotizzavano che i primi eucarioti vivessero senza ossigeno o fluttuassero nell’acqua. La scoperta che l’ossigeno faceva parte della vita primitiva sulla Terra mette in discussione le ipotesi di lunga data sulle loro condizioni di vita.</p><div class="texto-destacado">Anche la posizione dei fossili scoperti ha fornito indizi su come avrebbero vissuto.</div><p>“La distribuzione dei fossili mostra anche che gli eucarioti probabilmente vivevano sul fondo marino e che probabilmente non si sono espansi negli oceani aperti fino a circa un miliardo di anni dopo, il che avrebbe trasformato la biosfera ancora una volta”, ha affermato <strong>Maxwell Lechte, </strong>un altro coautore ora all'Università di Sydney che ha condotto questa ricerca mentre era ricercatore post-dottorato alla McGill.</p><p>I risultati dello studio sono in linea con quelli di altre ricerche recenti sui microrganismi strettamente imparentati con gli antenati degli eucarioti, secondo cui tali organismi erano in grado di utilizzare l’ossigeno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="653958" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-le-5-specie-di-meduse-piu-urticanti-presenti-nel-mediterraneo.html" title="Ecco le 5 specie di meduse più urticanti presenti nel Mediterraneo">Ecco le 5 specie di meduse più urticanti presenti nel Mediterraneo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-le-5-specie-di-meduse-piu-urticanti-presenti-nel-mediterraneo.html" title="Ecco le 5 specie di meduse più urticanti presenti nel Mediterraneo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-le-5-specie-di-meduse-piu-urticanti-presenti-sul-mediterraneo-1714145336066_320.jpg" alt="Ecco le 5 specie di meduse più urticanti presenti nel Mediterraneo"></a></article></aside><p>«Gli eucarioti costituiscono la maggior parte della vita visibile che ci circonda», ha affermato Halverson. Comprendere come abbiano avuto origine, ha aggiunto, «è una questione fondamentale e di lunga data per la scienza, che ci aiuta a dare un senso alla biodiversità presente oggi sulla Terra e a quella che potrebbe esistere su altri pianeti abitabili».</p><h3>Riferimenti dell'articolo: </h3><p> <em><a href="https://www.nature.com/articles/s41586-026-10533-4" target="_blank">Early fossil eukaryotes were benthic aerobes | Nature</a>. Lechte, M.A., Riedman, L.A., Porter, S.M., Halverson, G.P. and Whelan, M. 20<sup>th</sup> May 2026. </em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/e-possibile-che-le-prime-forme-di-vita-complesse-sulla-terra-abbiano-sempre-avuto-bisogno-di-ossigeno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dai temporali estivi al gelo estremo dell'inverno, i meccanismi che determinano il clima estremo del Tibet]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/dai-temporali-estivi-al-gelo-estremo-dell-inverno-i-meccanismi-che-determinano-il-clima-estremo-del-tibet.html</link><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Nel periodo estivo l’altopiano si scalda rapidamente durante il giorno. L’aria rarefatta e la scarsa copertura nuvolosa mattutina permettono un forte flusso di calore sensibile dal suolo verso l’atmosfera, generando temporali. Ma durante l'inverno il paesaggio si trasforma radicalmente, regalando atmosfere differenti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/dai-temporali-estivi-al-gelo-estremo-dell-inverno-i-meccanismi-che-determinano-il-clima-estremo-del-tibet-1779293770677.jpg" data-image="npfv57qpwtqv" alt="Tibet." title="Tibet."><figcaption>I temporali sul Tibet raggiungono il loro massimo tra giugno e settembre, con un picco netto in luglio e agosto. In questo periodo si concentra il 60-90% delle precipitazioni annuali dell’altopiano.</figcaption></figure><p>L’altopiano del Tibet, spesso chiamato <strong>“tetto del mondo”,</strong> non è solo uno dei luoghi più estremi e affascinanti del pianeta per la sua altitudine media superiore ai 4.000 metri. È anche un vero e proprio laboratorio naturale di meteorologia, dove si sviluppano alcuni dei fenomeni meteorologi più interessanti della Terra. </p><p>I temporali sul Tibet raggiungono il loro massimo tra giugno e settembre, con un picco netto in luglio e agosto. <strong>In questo periodo si concentra il 60-90% delle precipitazioni annuali dell’altopiano.</strong> Le giornate iniziano spesso con cielo sereno, grazie all’intensa radiazione solare in quota, <strong>ma nel pomeriggio si formano rapidamente in imponenti cumulonembi.</strong></p><h2><strong>I meccanismi che generano i temporali a 5.000 metri di altezza</strong></h2><p>Nel periodo estivo l’altopiano si scalda rapidamente durante il giorno. L’aria rarefatta e la scarsa copertura nuvolosa mattutina permettono un forte flusso di calore sensibile dal suolo verso l’atmosfera. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Questo crea una gigantesca “pompa termica” che innesca la convezione. </strong>L’aria calda sale con forza, <strong>favorendo lo sviluppo di temporali intensi.</strong> L’altopiano funge da enorme fonte di calore per l’atmosfera estiva dell’Asia.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L’energia potenziale convettiva disponibile (CAPE), malgrado l’altitudine, è spesso notevole, soprattutto quando l’umidità è sufficiente. <strong>I temporali sono tipicamente di tipo continentale, con forte attività elettrica e grandine in alcune zone.</strong></p><p>A ciò va sommato l’effetto della forzatura orografica indotto dalle catene montuose circostanti, Himalaya a sud, Kunlun a nord, e le irregolarità interne dell’altopiano che favoriscono il sollevamento forzato dell’aria, amplificando la convezione. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dai-temporali-estivi-al-gelo-estremo-dell-inverno-i-meccanismi-che-determinano-il-clima-estremo-del-tibet-1779293823548.jpg" data-image="q3ttd8zymavr" alt="Altopiano del Tibet." title="Altopiano del Tibet."><figcaption>Nonostante l’Himalaya a sud rappresenti una formidabile barriera, l’umidità non manca del tutto. In questo caso l’umidità arriva in parte dal flusso monsonico da sud-ovest che riesce a superare alcuni tratti dell’Himalaya.</figcaption></figure><p>Da qui nascono questi temporali, spesso piccoli di statura (data la base di partenza oltre i 4.000 metri), che possono produrre <strong>precipitazioni persistenti e organizzate,</strong> non solo sul Tibet, ma anche le regioni a valle (come il bacino dello Yangtze).</p><h2><strong>Da dove arriva l’umidità?</strong></h2><p>Nonostante l’Himalaya a sud rappresenti una formidabile barriera, l’umidità non manca del tutto. In questo caso l’umidità arriva in parte dal flusso monsonico da sud-ovest che riesce a superare alcuni tratti dell’Himalaya, ed in parte proviene dall’intensa attività convettiva presente sull’Asia meridionale.</p><div class="texto-destacado">In particolare la convezione profonda sull’India settentrionale solleva l’aria umida a quote medie-alte della troposfera (intorno ai 500-300 hPa). Questa umidità “scavalca” l’Himalaya e raggiunge il Tibet sud-occidentale, <strong>contribuendo a circa la metà delle precipitazioni estive in quella zona.</strong></div><p>Si tratta per l’appunto di un trasporto indiretto ma estremamente efficace, alla base della stagione delle piogge che interessa buona parte dell’area del Tibet. Senza questo tipo di meccanismo di trasporto dell’umidità l’altopiano diventerebbe uno dei luoghi più aridi sull’intero pianeta. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="691624" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo.html" title="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo">Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo.html" title="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo-1736546987785_320.jpg" alt="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo"></a></article></aside><p>Sul bordo sud-orientale l’influenza monsonica è più diretta, mentre nell’interno e a sud-ovest dell’altopiano tibetano domina il meccanismo di superamento in quota.</p><h2><strong>Come si trasforma il Tibet durante l’inverno?</strong></h2><p>Quando l’autunno avanza e il sole si abbassa, il Tibet si trasforma radicalmente. <strong>Da ottobre/novembre a marzo/aprile l’altopiano si raffredda velocemente.</strong> La superficie perde calore rapidamente nell’aria rarefatta, e la circolazione si inverte, con l’altopiano che diventa una fonte di freddo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dai-temporali-estivi-al-gelo-estremo-dell-inverno-i-meccanismi-che-determinano-il-clima-estremo-del-tibet-1779293886469.jpg" data-image="pvsjc68daezz" alt="Altopiano del Tibet." title="Altopiano del Tibet."><figcaption>Il paesaggio dell'altopiano tibetano in inverno cambia radicalmente, con neve e ghiaccio che dominano il paesaggio, fino alla primavera.</figcaption></figure><p>La convezione si spegne quasi completamente. L’atmosfera diventa stabile, con inversioni termiche frequenti, mentre le precipitazioni si riducono sensibilmente, fino quasi a sparire in alcune aree.</p><p>Quando piove o nevica, è principalmente a causa di vecchi sistemi frontali, associati a depressioni in quota, provenienti da ovest, dalle steppe dell’Asia centrale, tramite il flusso occidentale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="233531" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoprono-nuovi-virus-ghiacci-tibet.html" title="Scoperti nuovi virus intrappolati nei ghiacci del Tibet">Scoperti nuovi virus intrappolati nei ghiacci del Tibet</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoprono-nuovi-virus-ghiacci-tibet.html" title="Scoperti nuovi virus intrappolati nei ghiacci del Tibet"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/descubren-nuevos-virus-alojados-en-el-antiguo-hielo-tibetano-232781-3_320.jpg" alt="Scoperti nuovi virus intrappolati nei ghiacci del Tibet"></a></article></aside><p>Le nevicate sono più comuni lungo i bordi meridionali e occidentali, dove l’orografia solleva l’aria umida portata dalle correnti occidentali. <strong>Nel cuore dell’altopiano domina il secco, con umidità molto bassa, aria tersa e venti forti. </strong>Le temperature possono scendere drasticamente sotto lo zero, soprattutto di notte, favorendo il mantenimento di neve e ghiaccio. Questo ghiaccio al ritorno del caldo estivo, fondendosi, contribuirà al deflusso dei grandi fiumi asiatici.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/dai-temporali-estivi-al-gelo-estremo-dell-inverno-i-meccanismi-che-determinano-il-clima-estremo-del-tibet.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Cancro: la costellazione nascosta tra mito, stelle e zodiaco]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-cancro-la-costellazione-nascosta-tra-mito-stelle-e-zodiaco.html</link><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 16:01:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Oggi 21 Giugno inizia il mese del Cancro, una tra le costellazioni meno appariscenti dello zodiaco, ma ricca di curiosità tra mitologia, ammassi stellari e oggetti celesti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-cancro-la-costellazione-nascosta-tra-mito-stelle-e-zodiaco-1781807157153.png" data-image="5hf47yirgs2k" alt="Costellazione del Cancro" title="Costellazione del Cancro"><figcaption>Inizia il 21 Giugno il mese del Cancro, quando anticamente il Sole nel suo moto apparente si trovava in direzione di questa costellazione.</figcaption></figure><p>Ufficialmente <strong>inizia oggi il mese del Cancro</strong>, quel periodo dell’anno in cui il Sole, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, entra dentro i confini della costellazione del Cancro. Impiegherà circa 30 giorni per attraversarla per poi entrare nella costellazione del Leone.</p><div class="texto-destacado">Se quanto detto era letteralmente vero diversi secoli fa, la precessione degli equinozi (la variazione periodica nella direzione dell’asse di rotazione terrestre) ha spostato la data di ingresso del Sole nella costellazione del Cancro al 20 Luglio. Nonostante questo sfasamento, che interessa tutti i segni zodiacali, il calendario zodiacale è stato mantenuto invariato.</div><p>La circostanza per cui il giorno del solstizio estivo il Sole si trovava in direzione della costellazione del Cancro, ha dato il nome al <strong>Tropico del Cancro</strong>, cioè quel parallelo terrestre dal quale il giorno del Solstizio estivo il Sole è visto a 90 gradi sopra l’orizzonte, esattamente allo Zenit.</p><p>E’ una delle 48 costellazioni più antiche, elencate nell’Almagesto di Tolomeo e risalente al 150 d.C.</p><div class="texto-destacado">Esiste un legame etimologico e simbolico tra Cancro e Carcinus e i termini cancro e carcinoma, legame che nulla ha a che fare con la storia mitologica. Alcuni tumori, specialmente quelli ulcerati o con vasi sanguigni irradiati attorno alla massa, sembravano agli antichi medici greci, come Ippocrate e Galeno, ricordare un granchio: il corpo centrale del tumore era paragonato al corpo dell’animale, mentre le vene o le infiltrazioni circostanti ricordavano le zampe o le chele.</div><p>Tuttavia, <strong>le stelle che compongono questa costellazione sono relativamente deboli.</strong> Il Cancro è facilmente riconoscibile solo perché incastonato tra Gemelli e Leone, questi ultimi facilmente riconoscibili.</p><h2>Il Granchio nella mitologia</h2><p>Se ancora oggi parliamo della mitologica costellazione del Cancro è merito della grande magnanimità di<strong> Era, moglie di Zeus e</strong> sovrana dell’Olimpo. Questa in effetti non godeva affatto della fama di essere magnanima. Magari, in un suo momento di debolezza, <strong>volle premiare il Cancro portandolo eternamente in cielo</strong> e non per chissà quale impresa eroica ma per qualcosa che sinceramente ci fa sorridere.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-cancro-la-costellazione-nascosta-tra-mito-stelle-e-zodiaco-1781807515747.png" data-image="cf1mif3lnwix"></figure><p><strong>L’eroe Eracle</strong> si trovava presso Lerna, località situata nella regione dell’Argolide nel Peloponneso nord-orientale. Qui <strong>era alle prese con la seconda delle dodici fatiche</strong> commissionate dal re Euristeo, cioè <strong>l’uccisione di Idra.</strong></p><p>Questo era <strong>un mostruoso serpente velenoso </strong>dalle 6 (o 9) teste delle quali una sola era immortale. Il combattimento contro Idra era particolarmente frustrante perché ad ogni testa tagliata altre due ne spuntavano dal corpo. Tuttavia, Eracle aiutato da Iolao, che cauterizzava il moncherino di ciascuna testa recisa impedendone la ricrescita, riuscì a reciderle tutte per poi schiacciare con un masso l’unica rimasta, cioè quella immortale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="547881" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/costellazioni-quando-la-scienza-incontra-il-mito.html" title="Le costellazioni, quando la scienza incontra il mito">Le costellazioni, quando la scienza incontra il mito</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/costellazioni-quando-la-scienza-incontra-il-mito.html" title="Le costellazioni, quando la scienza incontra il mito"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-costellazioni-quando-la-scienza-incontra-il-mito-1695289577972_320.jpg" alt="Le costellazioni, quando la scienza incontra il mito"></a></article></aside><p>E’ proprio <strong>durante questa battaglia mitologica che fece capolino nella scena il Cancro,</strong> chiamato anche Carcino, ossia <strong>un granchio di palude</strong>. <strong>Con le sue chele non fece altro che pizzicare i piedi di Eracle per distrarlo durante il combattimento</strong>, ma da questi fu subito schiacciato. Come ricompensa per il suo contributo alla battaglia, il Cancro fu posto da Era in cielo tra le costellazioni.</p><h2>Quali perle celesti nella costellazione del Cancro</h2><p><strong>La costellazione del Cancro </strong>non possiede stelle brillanti, di contro<strong> è ricca di oggetti interessanti</strong>. Entro i suoi confini troviamo <strong>un giovane ammasso stellare</strong>, giovane ma comunque di 600 milioni di anni. E’ <strong>il Praesepe</strong> che in latino vuol dire “mangiatoia” ma anche “alveare”. E’ per gli astronomi un ammasso importante in quanto si è riusciti con precisione a misurarne l’età ed è usato come riferimento per la stima dell’età di altri ammassi stellari.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-cancro-la-costellazione-nascosta-tra-mito-stelle-e-zodiaco-1781807309585.jpg" data-image="zirdbcx8k65z" alt="L'ammasso stellare aperto del Praesepe" title="L'ammasso stellare aperto del Praesepe"><figcaption>L'ammasso stellare aperto del Praesepe in direzione della costellazione del Cancro.</figcaption></figure><p>Vicino al Presepe ci sono due stelle chiamate tradizionalmente <strong>Asellus Borealis e Asellus Australis</strong>, cioè “asinello settentrionale” e “asinello meridionale”. Nell’immaginario antico sembravano due asinelli che mangiano alla mangiatoia, cioè al Presepe.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767662" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-compie-un-altro-grande-passo-scopre-piu-di-10-000-nuovi-esopianeti-in-un-unico-studio-alcuni-forse-abitabili.html" title="La NASA compie un altro grande passo: scopre più di 10.000 nuovi esopianeti in un unico studio (alcuni forse abitabili)">La NASA compie un altro grande passo: scopre più di 10.000 nuovi esopianeti in un unico studio (alcuni forse abitabili)</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-compie-un-altro-grande-passo-scopre-piu-di-10-000-nuovi-esopianeti-in-un-unico-studio-alcuni-forse-abitabili.html" title="La NASA compie un altro grande passo: scopre più di 10.000 nuovi esopianeti in un unico studio (alcuni forse abitabili)"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-compie-un-altro-grande-passo-scopre-piu-di-10-000-nuovi-esopianeti-in-un-unico-studio-alcuni-forse-abitabili-1778149937366_320.jpg" alt="La NASA compie un altro grande passo: scopre più di 10.000 nuovi esopianeti in un unico studio (alcuni forse abitabili)"></a></article></aside><p>Sono <strong>numerose le stelle variabili, </strong>cioè stelle la cui luminosità cambia nel tempo. Queste appartengono a diverse classi. La<strong> RR Cancri</strong> è una mireide le cui oscillazioni di luminosità sono generate da variazioni nel raggio della stella.</p><p>La stella <strong>VZ Cancri</strong> appartiene invece alla classe delle stelle pulsanti RR Lyrae. La <strong>BM Cancri </strong>è invece una variabile ad eclisse.</p><p>Ma la costellazione ospita anche stelle con pianeti. Da menzionare <strong>l</strong><strong>a 55 Cancri con un sistema di ben 5 pianeti </strong>di cui il più massiccio è circa 4 volte Giove, mentre il meno massiccio paragonabile alla massa di Nettuno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-cancro-la-costellazione-nascosta-tra-mito-stelle-e-zodiaco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questo è uno degli animali più rari d'Europa, alcuni esemplari vivono pure in Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-e-uno-degli-animali-piu-rari-d-europa-alcuni-esemplari-vivono-pure-in-italia.html</link><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 13:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo carnivoro, originario dell’Africa, nel corso dei millenni ha risalito la Penisola Iberica, per poi arrivare nel sud ovest della Francia, fino a raggiungere alcune regioni italiane.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-e-uno-degli-animali-piu-rari-d-europa-alcuni-esemplari-vivono-pure-in-italia-1776458618036.jpg" data-image="fn1k9jrtfb8o" alt="Genetta comune." title="Genetta comune."><figcaption>La genetta comune è considerato uno degli animali più rari d'Europa.</figcaption></figure><p>Conosciuta con il nome scientifico di <strong><em>Genetta genetta Linnaeus,</em></strong> la genetta comune è un animale appartenente alla famiglia dei <strong>Viverridi</strong>, presente nell'Europa sud-occidentale, in Africa e Medio Oriente. All’apparenza sembra molto simile a un gatto, ma i tratti somatici, se la si osserva da vicino, sono un po’ diversi.</p><p>Questo carnivoro, originario dell’Africa, nel corso dei millenni ha risalito la Penisola Iberica, per poi arrivare nel sud ovest della Francia. <strong>Negli ultimi anni specie di Genetta si sono spinte ulteriormente verso est, nel sud della Francia, fino ad avvicinarsi sempre di più al territorio italiano.</strong></p><h2><strong>I primi avvistamenti in Italia</strong></h2><p>Negli ultimi anni la genetta comune è stata avvistata anche dall’Italia. In modo particolare lungo il confine con la Francia, nelle aree boscose fra il Piemonte e la Liguria. Sembra si aggirino esemplari nel Parco regionale delle Alpi Liguri, nella zona fra Sanremo e Imperia, ma anche sul confine tra Francia e Piemonte.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Si tratta di una specie alloctona in espansione, arrivata dalla Francia e stanziatasi principalmente in Liguria,<strong> fra provincie di Imperia e Savona, in Piemonte e, probabilmente, anche in Valle d'Aosta.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La presenza più diffusa è segnalata nella Liguria di Ponente, specialmente nel Parco naturale regionale delle Alpi Liguri. Avvistamenti recenti si estendono verso l'entroterra ligure e savonese.</p><h2><strong>Un animale misterioso che predilige boschi e aree alberate</strong></h2><p>La genetta comune generalmente vive in zone alberate, sia sempreverdi che decidue, dove è spesso associata con corsi d'acqua. Evita ambienti aperti, sebbene talvolta sia stata osservata nelle savane o nelle fattorie. Invece è assente dalle foreste pluviali e dalle savane alberate.</p><div class="texto-destacado"><strong>Può raggiungere i 3.300 metri di altitudine sugli altopiani etiopi, dove è presente una locale sottospecie.</strong></div><p><strong>Il solo esemplare catturato in Italia risale agli anni ‘60,</strong> poi quasi nessun avvistamento. Negli ultimi anni sono cresciute le segnalazioni in Portogallo, Spagna e Francia. Questa specie è diffusa nell'Europa sud-occidentale, dove è stata introdotta con molta probabilità dai Romani, dall’Africa settentrionale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-e-uno-degli-animali-piu-rari-d-europa-alcuni-esemplari-vivono-pure-in-italia-1776458667846.jpg" data-image="brb5bi8gbb4x" alt="Genetta comune." title="Genetta comune."><figcaption>La genetta comune generalmente vive in zone alberate, sia sempreverdi che decidue, dove è spesso associata con corsi d'acqua. </figcaption></figure><p>Avvistare una genetta è da considerare una grande fortuna. Un po’ come il <strong>getto selvatico.</strong> È un animale elusivo, raro, spesso nascosto nella vegetazione. Le foto scattate sono poche, anche perchè appena sente l’odore dell’uomo l’animale scappa.</p><h2><strong>Alcune caratteristiche di questo splendido animale</strong></h2><p>La genetta comuna generalmente partorisce da uno a quattro cuccioli alla volta, per almeno due volte l'anno. La cucciolata viene accudita all'interno delle cavità di grossi alberi o in tane di altri animali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="584451" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-dell-animale-piu-elusivo-del-mediterraneo-la-foca-monaca.html" title="Alla scoperta dell'animale più elusivo del Mediterraneo, la foca monaca">Alla scoperta dell'animale più elusivo del Mediterraneo, la foca monaca</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-dell-animale-piu-elusivo-del-mediterraneo-la-foca-monaca.html" title="Alla scoperta dell'animale più elusivo del Mediterraneo, la foca monaca"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-dell-animale-piu-elusivo-del-mediterraneo-la-foca-monaca-1699530344887_320.jpg" alt="Alla scoperta dell'animale più elusivo del Mediterraneo, la foca monaca"></a></article></aside><p><strong>Il piccolo alla nascita è ricoperto di peluria, ha gli occhi e le orecchie chiusi e pesa 60-85 g. </strong>Cresce molto lentamente, raggiungendo il peso di 1,5 kg dopo otto mesi. Abbandona il nido dopo 45 giorni e comincia a mangiare carne alla settima settimana di vita.</p><p>La stagione riproduttiva è associata principalmente alle stagioni delle piogge in Africa, mentre in Europa avviene in primavera ed autunno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="649146" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-del-rigogolo-il-cosiddetto-limone-volante-che-ogni-estate-popola-i-boschi-europei.html" title="Alla scoperta del rigogolo, il cosiddetto 'limone volante' che ogni estate popola i boschi europei">Alla scoperta del rigogolo, il cosiddetto "limone volante" che ogni estate popola i boschi europei</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-del-rigogolo-il-cosiddetto-limone-volante-che-ogni-estate-popola-i-boschi-europei.html" title="Alla scoperta del rigogolo, il cosiddetto 'limone volante' che ogni estate popola i boschi europei"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-del-rigogolo-il-cosiddetto-limone-volante-che-ogni-estate-popola-i-boschi-europei-1711149410489_320.jpg" alt="Alla scoperta del rigogolo, il cosiddetto 'limone volante' che ogni estate popola i boschi europei"></a></article></aside><p>Le femmine raggiungono la maturità sessuale a due anni di età. L'aspettativa di vita in cattività è fino a oltre 20 anni, mentre quella allo stato selvatico non supera i 10 anni, secondo le osservazioni di diversi esemplari.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-e-uno-degli-animali-piu-rari-d-europa-alcuni-esemplari-vivono-pure-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Spiagge che scompaiono in Italia: le coste che il mare sta divorando e che destano sempre più preoccupazione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/spiagge-che-scompaiono-in-italia-le-coste-che-il-mare-sta-divorando-e-che-destano-sempre-piu-preoccupazione.html</link><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Le spiagge in Italia stanno scomparendo un po' alla volta a causa dell'azione dell'uomo. Quali sono quelle più a rischio e cosa si può fare per salvarle</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/spiagge-che-scompaiono-in-italia-le-coste-che-il-mare-sta-divorando-e-che-destano-sempre-piu-preoccupazione-1781771567018.jpg" data-image="dnj28em343xe" alt="spiagge italia" title="spiagge italia"><figcaption>Una spiaggia sabbiosa della Calabria, messa a rischio dall'erosione costiera </figcaption></figure><p>In Italia i <strong>comuni costieri</strong> sono centinaia e molti di essi hanno almeno un chilometro di spiaggia sabbiosa. </p><p>Negli ultimi anni però, l'ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha osservato un <strong>arretramento delle spiagge</strong>, con alcuni comuni in cui almeno metà della <strong>lunghezza </strong>della costa sta perdendo la sabbia.</p><div class="texto-destacado">Il fenomeno di arretramento e avanzamento delle spiagge non è nuovo ed è naturale. Il problema si pone però quando l’equilibrio tra crescita e decrescita delle spiagge si perde, in particolare a causa dell’attività dell’uomo. </div><h2>Perché le spiagge italiane potrebbero scomparire</h2><p>Se le spiagge si stanno riducendo troppo velocemente, la causa è da ricercare in uno <strong>sfruttamento indiscriminato</strong> delle risorse da parte dell’uomo. Queste attività minacciano in modo particolare le <strong>dune</strong>, che sono la riserva naturale di sabbia delle spiagge.</p><p> Il fattore di rischio principale per le spiagge italiane è costituito dai cambiamenti climatici che causano <strong>l’innalzamento del livello del mare</strong> e <strong>mareggiate </strong>molto forti e frequenti. Queste, unite ai <strong>venti </strong>troppo violenti, spostano grandi quantità di sabbia che la natura non ha il tempo di rimpiazzare come farebbe normalmente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/spiagge-che-scompaiono-in-italia-le-coste-che-il-mare-sta-divorando-e-che-destano-sempre-piu-preoccupazione-1781771629758.jpg" data-image="phe1sl5umu1n" alt="Spiaggia Sardegna" title="Spiaggia Sardegna"><figcaption>La sabbia delle spiagge si forma in modo naturale grazie alle dune e ai sedimenti dei fiumi</figcaption></figure><p>L'altro probleme principale è legato allo <strong>sfruttamento dei fiumi</strong>. Dragarli o realizzare <strong>dighe</strong> significa bloccare lo scorrere dei <strong>sedimenti sabbiosi</strong> verso la costa, che mare e vento poi distribuiscono ben oltre le foci, ed ostacolare così la formazione delle dune. </p><p>Anche il <strong>turismo di massa</strong>, insieme alla <strong>cementificazione </strong>delle aree costiere, con la costruzione di strade, stabilimenti ed edifici troppo vicini al mare, contribuiscono alla distruzione delle dune e con esse degli ecosistemi che esse ospitano e che contribuiscono a preservarle.</p><h2>Come proteggere le spiagge</h2><p>Salvare le spiagge italiane si può, ma serve una serie di interventi coordinati e a lungo termine. Scaricare <strong>nuova sabbia</strong> lungo la costa è una soluzione che talvolta viene adottata ma che non risolve davvero il problema se non al massimo per la durata di <strong>una stagione</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Anche la costruzione di <strong>frangiflutti </strong>per limitare l’erosione costiera non è risolutiva e in più rischia di alterare il <strong>valore paesaggistico</strong> delle coste.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Per salvare le spiagge è indispensabile invece preservare le <strong>dune</strong>. Più di interventi a breve termine, quindi, è utile la <strong>pianificazione territoriale</strong> per quello che riguarda la salvaguardia dei fiumi e dei litorali. </p><p>Allo stesso modo è fondamentale favorire lo sviluppo degli <strong>ecosistemi costieri</strong> che da soli possono provvedere alla formazione delle dune.</p><h2>L'alga che salva le dune</h2><p>L’alleata più preziosa delle dune è la <strong>posidonia oceanica</strong> che insieme al altre alghe si deposita lungo la costa. Spesso però questi accumuli vegetali vengono rimossi per “pulire” le spiagge, ma questo tipo di intervento in realtà costituisce un <strong>danno ambientale</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765861" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-forza-invisibile-che-muove-il-mare-come-la-luna-e-il-sole-creano-maree-estreme.html" title="La forza invisibile che muove il mare: come la Luna e il Sole creano maree estreme">La forza invisibile che muove il mare: come la Luna e il Sole creano maree estreme</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-forza-invisibile-che-muove-il-mare-come-la-luna-e-il-sole-creano-maree-estreme.html" title="La forza invisibile che muove il mare: come la Luna e il Sole creano maree estreme"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-fuerza-invisible-que-mueve-el-mar-como-la-luna-y-el-sol-crean-mareas-extremas-1776747223504_320.png" alt="La forza invisibile che muove il mare: come la Luna e il Sole creano maree estreme"></a></article></aside><p>Le alghe trasportate dal vento verso le dune favoriscono infatti l’accumulo di sabbia e contribuiscono allo sviluppo della <strong>vegetazione </strong>che tipicamente cresce all’interno di un sistema dunale.</p><p> In particolare quando le dune risultano già particolarmente danneggiate, secondo gli studi dell’Università di Pisa una soluzione per salvarle preservando anche l’estetica delle spiagge potrebbe essere quella di spostare <strong>manualmente </strong>le alghe spiaggiate alla base delle dune in <strong>primavera.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/spiagge-che-scompaiono-in-italia-le-coste-che-il-mare-sta-divorando-e-che-destano-sempre-piu-preoccupazione-1781771813808.jpg" data-image="pqjfjuxs4yfd" alt="Spiagge a rischio" title="Spiagge a rischio"><figcaption>La spiaggia di Vieste, in Puglia, a rischio come tutte le spiagge sabbiose d'Italia</figcaption></figure><p>Tuttavia anche questi sono interventi che vanno pianificati sito per sito, nel rispetto degli equilibri già esistenti.</p><h2>Le spiagge italiane più a rischio</h2><p>Tra le spiagge italiane più soggette alla perdita della sabbia c’è quella di <strong>Rotondella</strong>, in Basilicata, che detiene il triste primato della spiaggia che è arretrata di più. Il fenomeno si può notare sul totale della sua lunghezza. </p><p>Nella stessa regione la spiaggia di <strong>Bernalda </strong>è arretrata sull’82% del litorale.</p><p>Similmente, la sabbia dorata della spiaggia abruzzese di <strong>Alba Adriatica</strong> è arretrata sull’89% della lunghezza della linea di costa. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772316" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-mare-intorno-all-italia-fa-registrare-24-c-a-giugno-se-vivi-sulla-costa-preparati-a-notti-tropicali-senza-fine.html" title="Il mare intorno all'Italia fa registrare +24°C a giugno: se vivi sulla costa, preparati a notti tropicali senza fine">Il mare intorno all'Italia fa registrare +24°C a giugno: se vivi sulla costa, preparati a notti tropicali senza fine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-mare-intorno-all-italia-fa-registrare-24-c-a-giugno-se-vivi-sulla-costa-preparati-a-notti-tropicali-senza-fine.html" title="Il mare intorno all'Italia fa registrare +24°C a giugno: se vivi sulla costa, preparati a notti tropicali senza fine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-come-il-mare-gia-molto-caldo-regalera-notti-tropicali-infinite-sulle-localita-costiere-1780608108534_320.png" alt="Il mare intorno all'Italia fa registrare +24°C a giugno: se vivi sulla costa, preparati a notti tropicali senza fine"></a></article></aside><p>Molto simili le condizioni della spiaggia di <strong>Serracapriola</strong>, in Puglia, che ha perso sabbia sull’87% della sua estensione.</p><p>In Siclia e Sardegna le spiagge di <strong>Cattolica Eraclea</strong> e <strong>Domus De Maria</strong> sono arretrate entrambe su più dell’80% della linea di costa.</p><p>La lista è purtroppo lunga e coinvolge decine di spiagge dove si registra una perdita di sabbia su almeno il <strong>50% </strong>del litorale.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/spiagge-che-scompaiono-in-italia-le-coste-che-il-mare-sta-divorando-e-che-destano-sempre-piu-preoccupazione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Picco di caldo in arrivo, poi forti temporali: primi segni di svolta sull’Italia?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/picco-di-caldo-in-arrivo-poi-forti-temporali-primi-segni-di-svolta-sull-italia.html</link><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 05:41:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo il picco dell'ondata di calore di metà settimana aumenterà l'instabilità, con temporali sempre più frequenti, non solo sui monti. Segnali di un cambiamento in arrivo?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xah8w6a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xah8w6a.jpg" id="xah8w6a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’ondata di calore sta colpendo duramente l’Europa centro-occidentale e il Centro-Nord Italia. Con cieli sereni e subsidenza anticiclonica, le temperature hanno raggiunto picchi tra i <strong>+35°C</strong> <strong>+36°C,</strong> mentre in alcune zone della Francia si sono superati i <strong>+40°C</strong> in diverse aree, con valori particolarmente elevati in Pianura Padana, Toscana, Umbria e zone interne del Centro. </p><p>Si tratta di una fase intensa per il mese di giugno, sostenuta da una robusta cupola anticiclonica, un promontorio esteso dal Marocco fino al Mar del Nord, che continua ad accumulare calore giorno dopo giorno.</p><h2><strong>Quando e come inizierà ad attenuarsi?</strong></h2><p>Bisognerà ancora pazientare fino a metà della prossima settimana (tra mercoledì 24 e giovedì 25 giugno circa), prima che il promontorio anticiclonico di blocco comincerà a essere marginalmente eroso sul suo margine orientale. <strong>Infiltrazioni di aria più fresca provenienti dai Balcani causeranno un calo dei valori di geopotenziale in quota. </strong></p><p>Questo debole disturbo non rivoluzionerà la situazione, ma produrrà un incremento dell’instabilità atmosferica, soprattutto sulle zone montuose. In pratica si osserverà un aumento di frequenza dei <strong>temporali di calore,</strong> sempre più frequenti sui rilievi, in particolare sull’Appennino, <strong>dove alcuni rovesci potranno risultare intensi e accompagnati da grandine, seppur di carattere localizzato.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/picco-di-caldo-in-arrivo-poi-arriveranno-forti-temporali-primi-segni-di-svolta-sull-italia-1781882220805.png" data-image="1oat714mdwjy" alt="Promontorio anticiclonico." title="Promontorio anticiclonico."><figcaption>Infiltrazioni di aria più fresca provenienti dai Balcani causeranno un calo dei valori di geopotenziale in quota, da metà settimana.</figcaption></figure><p>Al Nord la calura si attenuerà, ma in modo molto marginale, tanto che le temperature resteranno comunque sopra le medie stagionali. Mentre l’accumulo di umidità nei bassi strati renderà il clima ancora più afoso, specie nelle zone costiere e nelle pianure. </p><h2><strong>Possibili cambiamenti dal prossimo weekend?</strong></h2><p>Le ultime elaborazioni dei modelli indicano che sull’Italia la tendenza per sabato 27, domenica 28 e lunedì 29 giugno mostrerà ancora condizioni prevalentemente stabili e soleggiate. Il promontorio anticiclonico continuerà a dominare, mantenendo temperature massime ancora elevate, <strong>comprese tra i +34°C e i +36°C su molte aree del Centro-Nord e interne del Sud.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767496" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilancio-termico-positivo-questo-e-il-meccanismo-che-e-alla-base-del-caldo-estivo.html" title="Il bilancio termico positivo, questo è il meccanismo che è alla base del caldo estivo">Il bilancio termico positivo, questo è il meccanismo che è alla base del caldo estivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilancio-termico-positivo-questo-e-il-meccanismo-che-e-alla-base-del-caldo-estivo.html" title="Il bilancio termico positivo, questo è il meccanismo che è alla base del caldo estivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-bilanciamento-termico-positivo-ecco-il-meccanismo-che-e-alla-base-del-rialzo-termico-estivo-1778062075172_320.jpg" alt="Il bilancio termico positivo, questo è il meccanismo che è alla base del caldo estivo"></a></article></aside><p>Tuttavia, avremo un aumento della probabilità di vedere manifestazioni temporalesche pomeridiane, non solo sulle Alpi, ma anche lungo la dorsale appenninica. Così come sulle nostre aree più meridionali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Questi fenomeni saranno favoriti da possibili infiltrazioni di aria più fresca in quota, che andranno a interagire con l’aria calda e umida presente nei bassi strati.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Si tratterà comunque di temporali locali, <strong>tipici dei “temporali di calore”,</strong> più probabili nel pomeriggio-sera e con scarsa probabilità di estendersi alle pianure. Mentre al Sud ci sarà il rischio di vedere qualche fenomeno fino alle aree di pianura sottostanti, o addirittura lungo la fascia costiera. </p><h2><strong>Ondata di calore molto lunghe, ma emergono primi segnali di cedimento</strong></h2><p>Siamo di fronte a una configurazione tipica delle ondate di calore più persistenti, con un <strong>promontorio subtropicale</strong> ben strutturato, alimentato da aria calda in quota, che mantiene il cielo sereno e favorisce l’accumulo termico sul continente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/picco-di-caldo-in-arrivo-poi-arriveranno-forti-temporali-primi-segni-di-svolta-sull-italia-1781882275963.jpg" data-image="rxf6bym3vjbn" alt="Temporali, maltempo." title="Temporali, maltempo."><figcaption>Alcuni di questi temporali potranno risultare davvero molto intensi, anche se saranno molto localizzati.</figcaption></figure><p>Il primo vero allentamento della morsa di caldo non sembra imminente, almeno fino alla fine del mese, con temperature che resteranno ben sopra la norma soprattutto al Centro-Nord, nonostante un lieve calo dopo metà settimana.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774676" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/40-c-in-arrivo-cosi-nasce-l-ondata-di-calore-che-colpira-duramente-europa-e-italia.html" title="+40°C in arrivo: così nasce l’ondata di calore che colpirà duramente Europa e Italia">+40°C in arrivo: così nasce l’ondata di calore che colpirà duramente Europa e Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/40-c-in-arrivo-cosi-nasce-l-ondata-di-calore-che-colpira-duramente-europa-e-italia.html" title="+40°C in arrivo: così nasce l’ondata di calore che colpirà duramente Europa e Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/40-c-in-arrivo-cosi-nasce-l-ondata-di-calore-che-colpira-duramente-europa-e-italia-1781865393868_320.png" alt="+40°C in arrivo: così nasce l’ondata di calore che colpirà duramente Europa e Italia"></a></article></aside><p>Ma nel lungo periodo iniziano ad emergere segnali di un possibile cambiamento, con delle infiltrazioni fresche orientali, che potrebbero gradualmente aprire la porta a <strong>un cambio di scenario</strong> più deciso. Nel frattempo, il caldo resta il protagonista assoluto.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/picco-di-caldo-in-arrivo-poi-forti-temporali-primi-segni-di-svolta-sull-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché non ci saranno donne nella missione Artemis III che tornerà sulla Luna? La NASA cerca di fare chiarezza ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/perche-non-ci-saranno-donne-nella-missione-artemis-iii-che-tornera-sulla-luna-la-nasa-cerca-di-fare-chiarezza.html</link><pubDate>Sun, 21 Jun 2026 05:02:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La NASA ha risposto alle polemiche sorte in merito all'assenza di donne nella missione Artemis III, che ha l'obiettivo di tornare sulla Luna. L'agenzia ha difeso l'esperienza dell'equipaggio selezionato e ha affermato che la decisione si basava su criteri tecnici.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-no-habra-mujeres-en-la-mision-artemis-iii-que-regresara-a-la-luna-la-nasa-intenta-aclarar-la-polemica-1781301880139.png" data-image="opqjyfj3sb06" alt="equipaggio Artemis III" title="equipaggio Artemis III"><figcaption>L'equipaggio di Artemis III è stato presentato dalla NASA e dall'ESA nel giugno 2026, in un clima di polemica sull'assenza di donne nella missione.</figcaption></figure><p>La missione Artemis III riporta la Luna al centro del dibattito mondiale, ma questa volta non solo per il suo obiettivo storico: <strong>anche per la polemica generata dalla composizione dell’equipaggio.</strong></p><div class="texto-destacado"> La NASA ha confermato che gli astronauti Randy Bresnik, Luca Parmitano, Andre Douglas e Frank Rubio saranno incaricati di partecipare a questa nuova fase del programma lunare, una missione che punta a riportare nuovamente l’umanità sulla superficie della Luna e a preparare la strada verso Marte. </div><p>Tuttavia, l’annuncio non è passato inosservato. <strong>L’assenza di donne nell’equipaggio ha provocato critiche</strong>, delusione e in alcuni casi indignazione in parte dell’opinione pubblica, soprattutto considerando che Artemis è stato presentato per anni come il programma destinato ad aprire una nuova era di esplorazione spaziale più inclusiva. In risposta alle reazioni, l’amministratore della NASA, Jared Isaacman, <strong>ha spiegato la decisione chiedendo rispetto per gli astronauti selezionati.</strong></p><h2>La NASA difende la selezione dell’equipaggio</h2><p>Isaacman ha affermato che i membri di Artemis III possiedono l’esperienza e la preparazione necessarie per la missione. Secondo quanto spiegato, la selezione <strong>non si basa su criteri politici, ma su una valutazione tecnica effettuata dall’Ufficio degli astronauti</strong>, che considera fattori come esperienza pregressa, disponibilità, formazione specifica, partecipazione a programmi di sviluppo e competenze necessarie per gli obiettivi del volo.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"> <p lang="es" dir="ltr">Ti presentiamo l’equipaggio di <a href="https://x.com/NASAArtemis?ref_src=twsrc%5Etfw">@NASAArtemis</a> III.<br><br> Gli astronauti assegnati alla missione dalla NASA sono Randy Bresnik, comandante, e gli specialisti di missione Frank Rubio e Andre Douglas. Per l’<a href="https://x.com/esa?ref_src=twsrc%5Etfw">@esa</a>, l’astronauta Luca Parmitano sarà il pilota. <a href="https://t.co/FWAWP0FgKK">pic.twitter.com/FWAWP0FgKK</a></p> — NASA in spagnolo (@NASA_es) <a href="https://x.com/NASA_es/status/2064437426467012731?ref_src=twsrc%5Etfw">9 giugno 2026</a> </blockquote></figure><p>L’amministratore ha inoltre chiesto che gli astronauti <strong>siano valorizzati per la missione assegnata.</strong> A suo giudizio, la polemica non dovrebbe oscurare la preparazione di un equipaggio che fa parte di un programma più ampio volto a riportare gli Stati Uniti sulla Luna e a preparare future missioni con equipaggio verso Marte.</p><h2>E le donne astronauta?</h2><p>La precisazione della NASA non ha ignorato il tema centrale. Isaacman ha sottolineato che l’agenzia <strong>dispone di donne in ruoli chiave</strong> e ha ricordato che quasi la metà dei direttori dei centri e dei vertici delle missioni è composta da donne. </p><p>Ha inoltre evidenziato che l’ultima selezione di candidati astronauti è stata prevalentemente femminile, proprio perché — secondo lui — erano <strong>“le migliori delle migliori”.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-no-habra-mujeres-en-la-mision-artemis-iii-que-regresara-a-la-luna-la-nasa-intenta-aclarar-la-polemica-1781301627392.png" data-image="0njf79505w6o" alt="L’astronauta Christina Koch ha partecipato ad Artemis II" title="L’astronauta Christina Koch ha partecipato ad Artemis II"> <figcaption>L’astronauta Christina Koch ha partecipato ad Artemis II, una dimostrazione della presenza femminile nel programma lunare della NASA, anche se Artemis III non include donne nel proprio equipaggio.</figcaption> </figure><p>Ha inoltre ricordato di aver volato nello spazio in equipaggi composti al 50% da donne e ha sottolineato che diverse astronaute <strong>si stanno già preparando per altre missioni</strong>, inclusi voli verso la Stazione Spaziale Internazionale o future missioni sulla superficie lunare.</p><p>In questo senso, la NASA sostiene che l’assenza di donne in Artemis III non significa esclusione dal programma lunare, ma che <strong>potrebbero essere impiegate in fasi diverse della campagna Artemis.</strong></p><h2>Una missione storica con presenza europea</h2><p>L’equipaggio sarà composto da Randy Bresnik come comandante; Luca Parmitano, dell’Agenzia Spaziale Europea, come pilota; Andre Douglas e Frank Rubio come specialisti di missione. Inoltre, Bob Hines sarà la riserva.</p><p>La presenza di Parmitano segna un traguardo importante: sarà <strong>la prima volta che un astronauta europeo partecipa a una missione Artemis di questo tipo</strong>, rafforzando il carattere internazionale del programma lunare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773336" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/artemis-3-luca-parmitano-nominato-pilota-della-missione-nelle-missioni-per-raggiungere-la-luna-c-e-tanta-italia.html" title="Artemis 3: Luca Parmitano nominato pilota della missione più complessa mai realizzata dalla NASA in prospettiva lunare">Artemis 3: Luca Parmitano nominato pilota della missione più complessa mai realizzata dalla NASA in prospettiva lunare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/artemis-3-luca-parmitano-nominato-pilota-della-missione-nelle-missioni-per-raggiungere-la-luna-c-e-tanta-italia.html" title="Artemis 3: Luca Parmitano nominato pilota della missione più complessa mai realizzata dalla NASA in prospettiva lunare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/artemis-3-luca-parmitano-nominato-pilota-della-missione-nelle-missioni-per-raggiungere-la-luna-c-e-tanta-italia-1781174420843_320.png" alt="Artemis 3: Luca Parmitano nominato pilota della missione più complessa mai realizzata dalla NASA in prospettiva lunare"></a></article></aside><p>L’equipaggio inizierà ora l’addestramento sui sistemi della navicella Orion e collaborerà allo sviluppo delle versioni di prova dei moduli di atterraggio di Blue Origin e SpaceX. Artemis III è considerata un tassello chiave dopo il volo Artemis II e un ulteriore passo verso Marte.</p><p>La Luna torna vicina, almeno nell’agenda spaziale. Ma il dibattito sulla Terra mostra che, nell’esplorazione del futuro, <strong>la rappresentazione conta ancora.</strong></p><h3><em>Riferimento della notizia</em></h3><p><em>Europapress. <a href="https://www.europapress.es/ciencia/laboratorio/noticia-nasa-aclara-no-hay-mujeres-astronautas-artemis-iii-pide-respeto-tripulacion-estan-cualificados-20260610171438.html" target="_blank">La NASA chiarisce perché non ci sono donne astronauta in Artemis III e chiede rispetto per l’equipaggio: “Sono qualificati”.</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/perche-non-ci-saranno-donne-nella-missione-artemis-iii-che-tornera-sulla-luna-la-nasa-cerca-di-fare-chiarezza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Piante resistenti al sole: 6 opzioni facili da coltivare, perfette per la coltivazione in vaso]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-resistenti-al-sole-6-opzioni-facili-da-coltivare-perfette-per-la-coltivazione-in-vaso.html</link><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 16:01:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Piante in vaso resistenti al sole, che tollerano il calore intenso e la luce solare diretta per diverse ore senza bruciarsi. Scopri 6 opzioni qui.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-resistentes-ao-sol-6-opcoes-faceis-de-cuidar-e-que-sao-perfeitas-para-plantar-em-vaso-1781286257387.jpg" data-image="gqxbskhw3kl5"><figcaption>Pianta di rosa del deserto (Adenium obesum). Credito: Mayura Posrisoong/Shutterstock.</figcaption></figure><p>Le <strong>piante ideali per ambienti secchi e soleggiati</strong> hanno sviluppato nel tempo meccanismi naturali di sopravvivenza, ma richiedono comunque cure specifiche. Se stai cercando specie da coltivare in ambienti molto esposti al sole, questo articolo fa per te.</p><p>Possono <strong>essere coltivate sia in giardino che in vaso</strong> e sono perfette per decorare terrazze e balconi. <strong>Ecco 6 specie</strong>, insieme alle cure di cui hanno bisogno.</p><h2>6 piante resistenti al sole</h2><p>Scegliere <strong>piante adatte a prosperare sotto il sole diretto</strong> è fondamentale per mantenere il giardino sano e rigoglioso. Ecco 6 suggerimenti:</p><h3>Rosa del deserto (<em>Adenium obesum</em>)</h3><p>La Rosa del deserto è una <strong>pianta scultorea che ama il sole diretto e il caldo</strong>. È una <strong>specie rustica</strong> di origine africana che necessita di almeno 6 ore di sole al giorno per produrre <strong>fiori spettacolari</strong>. È ideale per vasi tipo ciotola nella fase adulta.</p><p>È una pianta perenne che può raggiungere fino a 4 metri di altezza. Presenta un <strong>fusto ingrossato alla base</strong>, chiamato <strong>caudice</strong>, che <strong>funziona come un serbatoio naturale d’acqua</strong>, permettendole di sopravvivere a lunghi periodi di siccità.</p><h3>Corona di Cristo (<em>Euphorbia milii</em>)</h3><p>È una pianta <strong>ornamentale</strong> che si distingue per la varietà di colori e la sua <strong>resistenza</strong>. Fiorisce abbondantemente tutto l’anno ed è molto adatta a vasi e fioriere, ma richiede attenzione per le spine lungo il fusto.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-resistentes-ao-sol-6-opcoes-faceis-de-cuidar-e-que-sao-perfeitas-para-plantar-em-vaso-1781286435800.jpg" data-image="n8h8d6akar5j"> <figcaption>La pianta Corona di Cristo (<em>Euphorbia milii</em>).</figcaption> </figure><p>Possiede un <strong>fusto succulento che immagazzina acqua e nutrienti</strong>, caratteristica che le consente di resistere alla siccità. Oltre a essere robusta, richiede poche cure.</p><h3>Lingua di suocera (<em>Sansevieria trifasciata</em>)</h3><p>È una pianta classica, quasi indistruttibile, che <strong>si adatta bene sia alla mezz’ombra sia al pieno sole</strong>. Tuttavia necessita di buona luminosità ambientale.</p><p>Oltre a tollerare la luce diretta, resiste anche a temperature più basse e <strong>non richiede annaffiature frequenti</strong>, risultando adatta anche ai principianti.</p><h3>Succulente</h3><p>Succulente come <strong>agave</strong> e <strong>yucca</strong> sono piante di grande sviluppo, ideali per vasi e capaci di offrire un aspetto moderno e strutturato, con <strong>manutenzione minima</strong>.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-resistentes-ao-sol-6-opcoes-faceis-de-cuidar-e-que-sao-perfeitas-para-plantar-em-vaso-1781286680121.jpg" data-image="n3ga96ilnlbo"> <figcaption>La succulenta <em>Agave angustifolia</em>, nota anche come piteira dei Caraibi. Credito: David E Mead.</figcaption> </figure><p>Sono <strong>resistenti al sole intenso e al caldo</strong>, ma non tollerano le basse temperature, risultando adatte a climi soleggiati tutto l’anno.</p><h3>Portulaca (<em>Portulaca oleracea</em>)</h3><p>Una pianta che apre i suoi fiori solo nelle mattinate soleggiate, per poche ore. È <strong>ideale per vasi sospesi o muri verdi</strong>.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-resistentes-ao-sol-6-opcoes-faceis-de-cuidar-e-que-sao-perfeitas-para-plantar-em-vaso-1781286886033.jpg" data-image="6qarjf0dko3w"> <figcaption>La pianta Portulaca (<em>Portulaca oleracea</em>).</figcaption> </figure><p>È una specie erbacea strisciante, con fusti lisci e rossastri. Oltre al valore ornamentale, <strong>è considerata una PANC</strong> (Pianta Alimentare Non Convenzionale).</p><p>Prospera in molte condizioni: terreni poveri, caldo e siccità, ma <strong>non tollera le gelate</strong>, pur resistendo bene al freddo moderato.</p><h3>Clusia (<em>Clusia fluminensis</em>)</h3><p>È una pianta dalle <strong>foglie lucide, rigide e arrotondate</strong>, molto resistente e adatta a vasi di grandi dimensioni. È originaria del Brasile e nota per la sua grande rusticità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772391" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/questi-sono-i-periodi-migliori-per-annaffiare-le-piante-in-estate-secondo-un-ingegnere-agrario.html" title="Questi sono i periodi migliori per innaffiare le piante in estate, secondo un ingegnere agrario">Questi sono i periodi migliori per innaffiare le piante in estate, secondo un ingegnere agrario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/questi-sono-i-periodi-migliori-per-annaffiare-le-piante-in-estate-secondo-un-ingegnere-agrario.html" title="Questi sono i periodi migliori per innaffiare le piante in estate, secondo un ingegnere agrario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/llega-el-verano-y-con-el-la-duda-cual-es-el-mejor-momento-para-regar-las-plantas-la-hora-que-recomiendan-los-expertos-1780572744105_320.png" alt="Questi sono i periodi migliori per innaffiare le piante in estate, secondo un ingegnere agrario"></a></article></aside><p>Ama il caldo estivo e <strong>cresce in modo rigoglioso sotto forte sole e alte temperature</strong>. Tollera inoltre siccità moderate grazie alle foglie spesse che trattengono acqua.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-resistentes-ao-sol-6-opcoes-faceis-de-cuidar-e-que-sao-perfeitas-para-plantar-em-vaso-1781287105672.jpg" data-image="sjedjhp1oyb6"> <figcaption>La pianta Clusia (<em>Clusia fluminensis</em>). Credito: Karyn T e Miriam Delao.</figcaption> </figure><p>Durante il periodo più caldo dell’anno, la Clusia produce piccoli e delicati fiori bianchi.</p><h2>Cure importanti per le piante al sole</h2><p>Per garantire la crescita delle piante in vaso, è necessario prestare attenzione ad alcuni aspetti fondamentali:</p><ul> <li><strong>Drenaggio</strong>: il vaso deve avere un ottimo deflusso dell’acqua. Usare ghiaia o argilla espansa sul fondo e uno strato drenante per evitare ristagni e marciumi radicali.</li><li><strong>Irrigazione</strong>: sotto il sole intenso l’acqua evapora rapidamente. Controllare sempre l’umidità del terreno prima di annaffiare. In estate può essere necessaria irrigazione quotidiana, mentre in inverno le irrigazioni vanno ridotte.</li> </ul><div class="texto-destacado"> Non perderti gli altri articoli della<a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/" data-mrf-recirculation="cuerpo_destacados" data-mrf-link="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/" cmp-ltrk="cuerpo_destacados" cmp-ltrk-idx="0" mrfobservableid="5fe364be-c820-40ab-bf91-5e2dfbba996e" data-mrf-recirculation-id="internal-0_fd7e7f57a13d55f2ca8d7a8546654b87"> <strong>sezione Piante</strong> </a>qui sul sito Meteored Italia! </div><ul><li><strong>Substrato</strong>: utilizzare un terreno ricco di sostanza organica ma leggero e sabbioso. La maggior parte delle piante da pieno sole non tollera suoli pesanti e compatti.</li></ul><h3><em>Riferimenti della notizia</em></h3><p><em><a href="https://jardinagem.casaefesta.com/plantas-resistentes-ao-sol-para-vasos/" target="_blank">14 piante resistenti al sole perfette per vasi da esterno</a>. 19 agosto 2025. Isabella Moretti.</em></p><p><em><a href="https://www.petz.com.br/blog/plantas-resistentes-ao-sol-para-jardim/" target="_blank">Scopri 10 piante resistenti al sole per il giardino</a>. 8 ottobre 2025. Blog Petz.</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-resistenti-al-sole-6-opzioni-facili-da-coltivare-perfette-per-la-coltivazione-in-vaso.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cucina ligure: 5 piatti tradizionali che dimostrano che la gastronomia ligure va ben oltre il pesto ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cucina-ligure-5-piatti-tradizionali-che-dimostrano-che-la-gastronomia-ligure-va-ben-oltre-il-pesto.html</link><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 13:01:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>La cucina ligure della tradizione è ricca e varia. Tra carne, pesce e tutti gli aromi del Mediterraneo, le ricette da scoprire oltre l’ottimo pesto sono tanti. Ecco 5 piatti della Liguria da non perdere</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cucina-ligure-5-piatti-tradizionali-che-dimostrano-che-la-gastronomia-ligure-va-ben-oltre-il-pesto-1781632398747.jpg" data-image="qv3tphd4tdxc" alt="Liguria cosa mangiare" title="Liguria cosa mangiare"><figcaption>Olio extravergine di oliva, spezie ed erbe aromatiche sono tra gli ingredienti principali della cucina tradizionale della Liguria</figcaption></figure><p>La Liguria, stretta com'è tra mare e montagne, ha una forte <strong>identità </strong>che si traduce anche in un gran numero di ricette dove <strong>tutti gli ingredienti </strong>sono ugualmente importanti. Dalla pasta alle spezie, passando per legumi e secondi piatti, la varietà è grande.</p><div class="texto-destacado">Non solo pesto, quindi, sulle tavole della Liguria si trovano un’infinità di sapori nati dalla tradizione, dove gli <strong>aromi e i profumi </strong>sono fondamentali.</div><p>Se il mare della Liguria è generoso, le colture e i pascoli sui ripidi terrazzamenti dell’entroterra sono stati influenzati dal clima mediterraneo e per questo nella cucina ligure <strong>olio EVO, legumi, verdure </strong>e <strong>erbe aromatiche</strong> non mancano mai. </p><h2>I sapori nati dal mite clima mediterraneo</h2><p>Il mare rende il clima della Liguria piacevolmente temperato, mentre le vette dell’<strong>Appennino </strong>la proteggono dai venti più freddi, così la terra della regione è sempre ricca di doni. </p><p>Lungo i ripidi pendii la macchia mediterranea cresce rigogliosa e comprende molte <strong>piante aromatiche.</strong> Nel corso del tempo molte di esse sono diventate protagoniste delle ricette locali, basate sempre su <strong>ingredienti a Km 0.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cucina-ligure-5-piatti-tradizionali-che-dimostrano-che-la-gastronomia-ligure-va-ben-oltre-il-pesto-1781632464572.jpg" data-image="shajq9qxncqi" alt="cucina ligure" title="cucina ligure"><figcaption>La cucina ligure è basata sugli ingredienti tipici della macchia mediterranea</figcaption></figure><p>Il <strong>basilico </strong>è l’esempio più ovvio, ma è altrettanto importante ad esempio l’<strong>aglio di Vessalico,</strong> presidio slow food dell'entroterra di Albenga che di distingue per il sapore intenso e leggermente piccante. <strong>Timo e rosmarino</strong> crescono sui balconi o anche spontanei, lungo i sentieri a picco sul mare, mentre la <strong>salvia </strong>è la protagonista assoluta di una ricetta tipica della cucina ligure.</p><p>Anche la <strong>maggiorana </strong>ha un ruolo fondamentale in moltissime ricette come la famosa Torta Pasqualina ed altre torte salate.</p><p>Scopriamo allora i <strong>5 piatti tipici</strong> della cucina ligure nati dall’incontro tra la tradizione popolare e il clima dolce della regione.</p><h2>5. Salvia fritta</h2><p>La salvia è una delle erbe aromatiche più diffuse nell’area mediterranea, che in Liguria ha tantissimi utilizzi, dalla <strong>focaccia con la salvia</strong> al <strong>sale aromatizzato</strong>. </p><p>Si mangia però anche fritta grazie ad una ricetta facile ma d'effetto. Basta infatti friggere le foglie in una <strong>pastella </strong>molto veloce da preparare, con solo acqua e farina. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="722055" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-borgo-della-liguria-che-si-affaccia-su-un-fiordo-nascosto-natura-selvaggia-e-mare-cristallino.html" title="Il borgo della Liguria che si affaccia su un fiordo nascosto: natura selvaggia e mare cristallino">Il borgo della Liguria che si affaccia su un fiordo nascosto: natura selvaggia e mare cristallino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-borgo-della-liguria-che-si-affaccia-su-un-fiordo-nascosto-natura-selvaggia-e-mare-cristallino.html" title="Il borgo della Liguria che si affaccia su un fiordo nascosto: natura selvaggia e mare cristallino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-borgo-della-liguria-che-si-affaccia-su-un-fiordo-nascosto-natura-selvaggia-e-mare-cristallino-1753736013324_320.jpg" alt="Il borgo della Liguria che si affaccia su un fiordo nascosto: natura selvaggia e mare cristallino"></a></article></aside><p>Le sue foglie vengono raccolte a mano, in molti casi direttamente sul balcone di casa, e una volta fritte diventano uno <strong>snack croccante e profumato</strong>, perfetto per l’<strong>aperitivo </strong>o come <strong>antipasto</strong>.</p><h2>4. Pansotti</h2><p>Originari della <strong>Riviera di Levante</strong>, i pansotti sono uno dei piatti più tipici della cucina contadina ligure, dal gusto ricco ed equilibrato.</p><p>Questa pasta ripiena, che ricorda un po’ i ravioli, si prepara con una sfoglia <strong>senza uova,</strong> un morbido ripieno a base di <em>prescinsêua</em>, la cagliata genovese, e di <em>prebuggiùn</em>, un mix di erbe aromatiche spontanee.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773002" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mediterraneo-sempre-pia-caldo-sta-favorendo-la-proliferazione-degli-squali-nei-mari-italiani.html" title="Il Mediterraneo sempre pià caldo sta favorendo la proliferazione degli squali nei mari italiani ">Il Mediterraneo sempre pià caldo sta favorendo la proliferazione degli squali nei mari italiani </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mediterraneo-sempre-pia-caldo-sta-favorendo-la-proliferazione-degli-squali-nei-mari-italiani.html" title="Il Mediterraneo sempre pià caldo sta favorendo la proliferazione degli squali nei mari italiani "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-mari-sempre-piu-caldi-stanno-favorendo-la-proliferazione-degli-squali-in-questi-mari-1780998763425_320.jpg" alt="Il Mediterraneo sempre pià caldo sta favorendo la proliferazione degli squali nei mari italiani "></a></article></aside><p>Profumatissima anche la salsa con cui generalmente si condiscono i pansotti, realizzata con <strong>noci, aglio, formaggio</strong> e l’ottimo olio EVO della regione.</p><h2>3. Tomaxelle</h2><p>Gli squisiti <strong>involtini di carne</strong> di vitello nascono in origine come piatto semplice, creato per recuperare gli avanzi, ed hanno una storia particolare. </p><p>Nel XVIII secolo, quando Genova era prossima alla <strong>carestia </strong>perché assediata da francesi e austriaci, ad alcuni soldati nemici catturati vennero servite delle tomaxelle per dimostrare che la città era forte e ben lontana dal cedere alla fame.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="754058" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-aglio-che-inizia-a-germogliare-nella-tua-cucina-e-ancora-utile-piantalo-e-vedrai-i-risultati-in-poche-settimane.html" title="L'aglio che inizia a germogliare nella tua cucina è ancora utile: piantalo e vedrai i risultati in poche settimane ">L'aglio che inizia a germogliare nella tua cucina è ancora utile: piantalo e vedrai i risultati in poche settimane </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-aglio-che-inizia-a-germogliare-nella-tua-cucina-e-ancora-utile-piantalo-e-vedrai-i-risultati-in-poche-settimane.html" title="L'aglio che inizia a germogliare nella tua cucina è ancora utile: piantalo e vedrai i risultati in poche settimane "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-aglio-che-inizia-a-germogliare-nella-tua-cucina-e-ancora-utile-piantalo-e-vedrai-i-risultati-in-poche-settimane-1771627131485_320.jpeg" alt="L'aglio che inizia a germogliare nella tua cucina è ancora utile: piantalo e vedrai i risultati in poche settimane "></a></article></aside><p>Di sicuro il ricco ripieno a base di <strong>carne, formaggio, pinoli e spezie</strong> sarà servito a convincere i soldati. Oggi, comunque, da che erano considerate cucina povera, le tomaxelle trovano facilmente posto sulla tavola delle feste.</p><h2>2. Farinata</h2><p>Un altro dei grandi cavalli di battaglia della cucina della Liguria è la farinata, una sorta di <strong>torta salata molto bassa,</strong> da non confondersi con un altro tipico piatto ligure, la focaccia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cucina-ligure-5-piatti-tradizionali-che-dimostrano-che-la-gastronomia-ligure-va-ben-oltre-il-pesto-1781632673784.jpg" data-image="g3sxk4qe99a7" alt="Cucina Liguria" title="Cucina Liguria"><figcaption>I ceci e gli altri legumi hanno un posto importante nella tradizione culinaria della Liguria</figcaption></figure><p>La farinata si prepara solo con <strong>farina di ceci</strong>, acqua, olio e sale secondo una ricetta di origine <strong>medievale</strong>.</p><p>Dorata e gustosa, ha una consistenza morbida alla base e un velo di crosta più croccante in superficie. Calda è perfetta, ma è ottima anche servita fredda, ad uno o due giorni dalla preparazione.</p><h2>1. Coniglio alla ligure</h2><p><strong>Olive taggiasche, pinoli, vino rosso</strong> della riviera di Ponente per sfumare e le tipiche erbe aromatiche liguri come <strong>timo, maggiorana, salvia e alloro</strong> sono i principali ingredienti di questo famoso piatto regionale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="730147" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/timo-limone-profumo-intenso-e-foglie-agrumate-per-cucinare-piatti-dal-sapore-autentico.html" title="Timo limone: profumo intenso e foglie agrumate per cucinare piatti dal sapore autentico">Timo limone: profumo intenso e foglie agrumate per cucinare piatti dal sapore autentico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/timo-limone-profumo-intenso-e-foglie-agrumate-per-cucinare-piatti-dal-sapore-autentico.html" title="Timo limone: profumo intenso e foglie agrumate per cucinare piatti dal sapore autentico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/timo-limone-profumo-intenso-e-foglie-agrumate-per-cucinare-piatti-dal-sapore-autentico-1760866542124_320.jpeg" alt="Timo limone: profumo intenso e foglie agrumate per cucinare piatti dal sapore autentico"></a></article></aside><p>Il coniglio alla ligure è un perfetto mix di aromi e di sapori dolci e amari, esaltati da una <strong>cottura lenta</strong> che conserva le carni morbide.</p><p>Secondo tradizione andrebbe preparato esclusivamente col vino Rossese di Dolceacqua, ma esistono diverse varianti, incluse quelle in cui il vino è <strong>bianco </strong>e i pioli sono sostituiti dalle <strong>noci</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cucina-ligure-5-piatti-tradizionali-che-dimostrano-che-la-gastronomia-ligure-va-ben-oltre-il-pesto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Queste sono le dinamiche che causano le intense e persistenti ondate di calore in Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/queste-sono-le-dinamiche-che-causano-le-intense-e-persistenti-ondate-di-calore-in-europa.html</link><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 09:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Tutto nasce spesso da una profonda depressione extratropicale sull’Atlantico settentrionale che risucchia aria calda verso l'Europa. Ma proprio qui si innesca un meccanismo a catena che può rendere l'ondata di calore intensa e persistente. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/queste-sono-le-dinamiche-che-causano-le-intense-e-persistenti-ondate-di-calore-in-europa-1780656984821.jpg" data-image="ci13eh5aan4w" alt="Blocco." title="Blocco."><figcaption>Ecco la classica configurazione estiva da “blocco Omega”, dalla forma della lettera greca Ω.</figcaption></figure><p>Negli ultimi anni l’Europa, e l’Italia in particolare, ha assistito a estati sempre più dominate da ondate di calore eccezionali, <strong>con temperature sopra i +40 °C per diversi giorni, notti tropicali, siccità e incendi.</strong></p><p>Dietro questi eventi non c’è solo <strong>“fa caldo perché è estate”.</strong> Esiste una precisa dinamica atmosferica che trasforma una semplice massa d’aria calda in un blocco persistente capace di durare anche tre o quattro settimane.</p><h2><strong>Tutto inizia da una depressione in Atlantico</strong></h2><p>Tutto nasce spesso da una profonda depressione extratropicale sull’Atlantico settentrionale, tra Islanda, Groenlandia e isole britanniche. Questa depressione ruota in senso antiorario e risucchia aria dalle latitudini subtropicali (Nord Africa, Maghreb, Spagna meridionale e bacino del Mediterraneo) e la spinge verso nord-nordest, direttamente sull’Europa centrale e occidentale.</p><div class="texto-destacado"><strong>Questa aria subtropicale è già molto calda. Quando raggiunge l’Europa continentale, riscalda l’intera colonna atmosferica dal suolo fino a 8-10 km di quota. </strong></div><p>L’aria calda si espande, la colonna atmosferica si “gonfia” verso l’alto e aumenta il geopotenziale (l’altezza delle superfici isobariche, in particolare quella dei 500 hPa). Si forma <strong>così un promontorio anticiclonico in quota, un vero e proprio “cappello” di alta pressione che si estende dal Nord Africa fino alla Scandinavia.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/queste-sono-le-dinamiche-che-causano-le-intense-e-persistenti-ondate-di-calore-in-europa-1780657054416.jpg" data-image="6aftl00qt7se" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Questa aria subtropicale è già molto calda. Quando raggiunge l’Europa continentale, riscalda l’intera colonna atmosferica dal suolo fino a 8-10 km di quota.</figcaption></figure><p>Sotto questo promontorio il cielo si presenta sempre sereno o al più velato dal pulviscolo desertico, il sole batte senza interruzioni e le temperature salgono rapidamente. Specie in aree fortemente urbanizzate, senza alberi.</p><h2><strong>Il ruolo della corrente a getto</strong></h2><p>Sul bordo occidentale del promontorio l’aria calda subtropicale che sale verso latitudini più settentrionali incontra l’aria più fresca e umida dell’Atlantico. Questo forte <strong>gradiente termico orizzontale</strong> (differenza di temperatura su breve distanza) accelera i venti in quota e il <strong>getto polare</strong> (jet stream) si intensifica e si incurva proprio lungo il fianco del promontorio.</p><p>Un <strong>getto polare</strong> forte e ondulato è fondamentale perché favorisce la divergenza della massa d’aria in quota sul lato orientale del promontorio. Questa divergenza agisce come un aspirapolvere in alto, che risucchia aria dalla superficie e favorisce la risalita all’interno della saccatura a valle.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/queste-sono-le-dinamiche-che-causano-le-intense-e-persistenti-ondate-di-calore-in-europa-1780657093527.jpg" data-image="vgd08yk06gsh" alt="Caldo." title="Caldo."><figcaption>La vera ragione per cui queste ondate diventano estreme e durature è dovuta a un circolo vizioso positivo. L’alta pressione in quota provoca subsidenza (discesa di aria dall’alto verso il basso), scaldando ulteriormente l'aria.</figcaption></figure><p>La depressione a valle e l’alta pressione a monte si rinforzano a vicenda. Si crea il tipico schema di blocco atmosferico (spesso configurato come “blocco Omega”, dalla forma della lettera greca Ω).</p><h2><strong>Il Feedback positivo, il motore della persistenza del caldo</strong></h2><p>La vera ragione per cui queste ondate diventano estreme e durature è dovuta a un circolo vizioso positivo. <strong>L’alta pressione in quota provoca subsidenza (discesa di aria dall’alto verso il basso).</strong></p><p>L’aria che scende si comprime e si riscalda per compressione adiabatica (lo stesso principio del riscaldamento di una pompa da bicicletta). Tale riscaldamento aggiuntivo espande ulteriormente la colonna atmosferica, il geopotenziale sale ancora e l’anticiclone di conseguenza si rafforza.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768966" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-avvezione-di-spessore-e-le-ondate-di-calore-questi-sono-i-tre-fenomeni-che-le-rendono-intense-e-durature.html" title="L'avvezione di spessore e le ondate di calore: questi sono i tre fenomeni che le rendono intense e durature">L'avvezione di spessore e le ondate di calore: questi sono i tre fenomeni che le rendono intense e durature</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-avvezione-di-spessore-e-le-ondate-di-calore-questi-sono-i-tre-fenomeni-che-le-rendono-intense-e-durature.html" title="L'avvezione di spessore e le ondate di calore: questi sono i tre fenomeni che le rendono intense e durature"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-avvezione-di-spessore-e-le-ondate-di-calore-questi-sono-i-tre-fenomeni-che-le-rendono-intense-e-durature-1778841433360_320.png" alt="L'avvezione di spessore e le ondate di calore: questi sono i tre fenomeni che le rendono intense e durature"></a></article></aside><p>Il contrasto termico con l’aria atlantica più fresca mantiene forte il <strong>getto polare,</strong> che continua a sostenere dinamicamente la configurazione bloccata, per giorni o settimane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/queste-sono-le-dinamiche-che-causano-le-intense-e-persistenti-ondate-di-calore-in-europa-1780657154550.jpg" data-image="zq672qzd8vv6" alt="Caldo." title="Caldo."><figcaption>Il Mar Mediterraneo, che si scalda molto in estate, funge da serbatoio di calore e umidità, alimentando ulteriormente le temperature notturne elevate (notti tropicali), specie lungo le coste.</figcaption></figure><p>Una volta innescato, questo meccanismo diventa difficile da interrompere. Può durare settimane, fino a quando una perturbazione molto energica o un cambio di configurazione emisferica non rompe il blocco.</p><p>Il Mar Mediterraneo, che si scalda molto in estate, funge da serbatoio di calore e umidità, alimentando ulteriormente le temperature notturne elevate (notti tropicali), specie lungo le coste.</p><h2><strong>Il cambiamento climatico quanto incide?</strong></h2><p>Il cambiamento climatico sta rendendo questi episodi più probabili e intensi. Le temperature medie più alte, il maggior riscaldamento del continente rispetto all’oceano, e un <strong>getto polare estivo</strong> più debole e ondulato favoriscono la formazione e la persistenza di questi blocchi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765173" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-nasce-il-fenomeno-di-el-nino-il-ruolo-fondamentale-delle-onde-equatoriali.html" title="Come nasce il fenomeno di El Niño? Il ruolo fondamentale delle onde equatoriali">Come nasce il fenomeno di El Niño? Il ruolo fondamentale delle onde equatoriali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-nasce-il-fenomeno-di-el-nino-il-ruolo-fondamentale-delle-onde-equatoriali.html" title="Come nasce il fenomeno di El Niño? Il ruolo fondamentale delle onde equatoriali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-nasce-il-fenomeno-di-el-nino-il-ruolo-fondamentale-delle-onde-equatoriali-1776855317236_320.png" alt="Come nasce il fenomeno di El Niño? Il ruolo fondamentale delle onde equatoriali"></a></article></aside><p>Il risultato è che le ondate di calore diventano più frequenti, più lunghe e più estreme, interessando da vicino vaste porzioni del vecchio continente, e da vicino pure l’Italia.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/queste-sono-le-dinamiche-che-causano-le-intense-e-persistenti-ondate-di-calore-in-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ondata di calore, weekend bollente e oltre: previsioni per la prossima settimana]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ondata-di-calore-weekend-bollente-e-oltre-previsioni-per-la-prossima-settimana.html</link><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 08:26:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il primo weekend dell’estate si è acceso di botto con un’Italia avvolta da aria molto calda. Le temperature sono ben oltre la media in tutta Europa, in Italia soprattutto al Centro-Nord, mentre nei prossimi giorni non mancheranno locali temporali pomeridiani nell'arco alpino ma non solo.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/aGRLkLm5eqw/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=aGRLkLm5eqw" id="aGRLkLm5eqw"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>L’anticiclone si sta consolidando sul Mediterraneo centro-occidentale, favorendo giornate in prevalenza soleggiate, temperature elevate e un progressivo aumento della sensazione di afa, soprattutto nelle aree interne e nelle grandi pianure.</p><p>Il dato più rilevante non è solo il caldo in sé, ma la sua <strong>anomalia rispetto alla norma del periodo</strong>. In molte zone del Centro-Nord i valori si porteranno diversi gradi oltre le medie di fine giugno, scarti localmente compresi tra <strong>+8 e +10 °C</strong>.</p><h2>Una giornata rovente<br></h2><p>La giornata di oggi <strong>sabato 20 giugno </strong>sarà dominata dal sole su gran parte del Paese. Le temperature più alte si concentreranno tra Pianura Padana, Toscana, Umbria, Lazio interno e parte della Sardegna.</p><p>Nel pomeriggio si potranno raggiungere circa <strong>36 °C a Milano, Bologna e Verona</strong>, fino a <strong>37 °C a Firenze</strong>, mentre <strong>Torino e Roma</strong> potranno portarsi intorno ai <strong>35 °C</strong>. Valori elevati anche sull’Appennino e nelle zone interne, con <strong>Perugia sui 35 °C</strong> e <strong>Foggia intorno ai 33 °C</strong>. Più contenute, ma comunque pienamente estive, le temperature lungo alcuni tratti costieri: <strong>Bari e Taranto intorno ai 30 °C</strong>, <strong>Napoli sui 27 °C</strong>, <strong>Palermo sui 29 °C</strong>.</p><div class="texto-destacado">Il cuore del caldo più anomalo non sarà necessariamente al Sud: tra questo weekend e inizio settimana saranno soprattutto Centro-Nord e aree alpine a vivere lo scarto termico più marcato.</div><p>Il caldo sarà particolarmente anomalo sulle regioni settentrionali e centrali: tra Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria gli scarti potranno oscillare spesso tra <strong>+8 e +10 °C</strong>, con valori simili anche sui settori alpini e prealpini.</p><h2>Domenica 21: il caldo insiste, ma attenzione ai temporali di calore</h2><p>Domenica il quadro resterà pienamente estivo. L’anticiclone continuerà a proteggere gran parte dell’Italia, regalando una giornata stabile e soleggiata su molte regioni. Tuttavia, quando il caldo diventa così intenso, basta poco per accendere qualche temporale nelle ore centrali e pomeridiane.</p><p>Sui rilievi alpini e prealpini, e in modo più isolato lungo l’Appennino, potranno svilupparsi nubi cumuliformi capaci di dare origine a <strong>rovesci o temporali locali</strong>. Non si tratterà di una vera perturbazione, ma di fenomeni tipici delle giornate molto calde: rapidi, irregolari, a macchia di leopardo, ma talvolta accompagnati da colpi di vento e acquazzoni improvvisi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-sull-italia-nel-weekend-con-anomalie-marcate-e-punte-elevate-la-tendenza-meteo-della-prossima-settimana-1781903693400.png" data-image="7zcuupobs68t" alt="Le temperature previste per domenica." title="Le temperature previste per domenica."><figcaption>Le temperature previste per domenica 21 giugno</figcaption></figure><p>Sul fronte termico, domenica sarà probabilmente una delle giornate più calde del periodo. Nelle pianure del Nord e nelle aree interne del Centro si potranno ancora raggiungere punte di <strong>36-37 °C</strong>, con caldo intenso anche tra Toscana, Umbria, Lazio e settori interni della Sardegna. Al Sud i valori resteranno più spesso compresi tra <strong>30 e 33 °C</strong>, con punte superiori nelle zone lontane dal mare.</p><p>Il Mediterraneo centrale sarà quindi immerso in un’atmosfera pienamente estiva: sole, caldo, afa nelle ore serali e qualche temporale di calore dove l’orografia darà una mano all’instabilità.</p><h2>Lunedì e martedì: caldo ancora protagonista, ma con qualche crepa pomeridiana</h2><p>L’inizio della prossima settimana non porterà una vera svolta. Lunedì 22 l’Italia resterà in gran parte sotto condizioni stabili, con cieli sereni o poco nuvolosi e caldo ancora intenso. Le anomalie termiche resteranno notevoli: al Nord e sulle regioni centrali si potranno avere scarti intorno a <strong>+7/+10 °C</strong>, con valori indicativi di <strong>+10 °C su Torino</strong>, <strong>+8 °C su Milano</strong>, <strong>+9 °C su Verona</strong>, <strong>+7 °C tra Firenze e Roma</strong>. Più contenute le anomalie al Sud e su parte delle Isole, anche se il clima resterà pienamente estivo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774606" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-in-italia-la-combinazione-perfetta-per-il-caldo-estremo-arrivera-lunedi.html" title="Fino a 40 °C in Italia: la “combinazione perfetta” per il caldo estremo arriverà lunedì 22">Fino a 40 °C in Italia: la “combinazione perfetta” per il caldo estremo arriverà lunedì 22</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-in-italia-la-combinazione-perfetta-per-il-caldo-estremo-arrivera-lunedi.html" title="Fino a 40 °C in Italia: la “combinazione perfetta” per il caldo estremo arriverà lunedì 22"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-40-c-in-italia-la-combinazione-perfetta-per-il-caldo-estremo-arrivera-lunedi-1781806947038_320.png" alt="Fino a 40 °C in Italia: la “combinazione perfetta” per il caldo estremo arriverà lunedì 22"></a></article></aside><p><strong>Martedì </strong>il caldo continuerà a insistere. Le massime potranno nuovamente avvicinarsi ai <strong>37 °C</strong> su alcune città del Nord, mentre molte zone interne del Centro resteranno intorno ai <strong>34-36 °C</strong>. Il Sud vivrà una fase calda ma meno estrema, con valori spesso compresi tra <strong>30 e 33 °C</strong>, salvo picchi locali nelle aree più interne.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-sull-italia-nel-weekend-con-anomalie-marcate-e-punte-elevate-la-tendenza-meteo-della-prossima-settimana-1781903736366.png" data-image="106z2gemysrk" alt="Inizio settimana con qualche segnale di maggiore instabilità pomeridiana." title="Inizio settimana con qualche segnale di maggiore instabilità pomeridiana."><figcaption>Inizio settimana con qualche segnale di maggiore instabilità pomeridiana rispetto al weekend.</figcaption></figure><p>Rispetto ai giorni precedenti, però, si noterà qualche segnale di maggiore instabilità pomeridiana. I temporali potranno interessare soprattutto le <strong>Alpi occidentali</strong>, alcuni tratti dell’<strong>Appennino centrale</strong>, le zone interne del Sud e, in modo più irregolare, anche Sicilia e Sardegna. Gli accumuli saranno generalmente discontinui, ma localmente un temporale ben sviluppato potrà scaricare diversi millimetri in poco tempo.</p><p><strong>Mercoledì 24, </strong>guardando la tendenza, il caldo non sembra voler mollare la presa. Le anomalie termiche resteranno importanti, ancora nell’ordine di <strong>+8/+11 °C</strong> su parte del Nord e del Centro, con valori particolarmente elevati tra Pianura Padana, Toscana, Alpi e Prealpi. Non si intravede quindi una vera rinfrescata organizzata: al massimo qualche temporale potrà portare sollievo temporaneo e molto localizzato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774618" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano.html" title="Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano">Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano.html" title="Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano-1781814033760_320.png" alt="Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano"></a></article></aside><p>La tendenza andrà comunque confermata giorno dopo giorno, soprattutto per capire se e quando l’anticiclone inizierà a perdere forza. Per restare aggiornati sull’evoluzione del caldo e sui possibili temporali, continuate a seguire le previsioni <strong>Meteored,</strong> con tutti gli aggiornamenti in tempo reale.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ondata-di-calore-weekend-bollente-e-oltre-previsioni-per-la-prossima-settimana.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'estate inizia col botto: super caldo e afa in aumento con punte di 38°C e fenomeni estremi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-estate-inizia-col-botto-super-caldo-e-afa-in-aumento-con-punte-di-38-c-e-fenomeni-estremi.html</link><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 08:17:16 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Afa e caldo in aumento con il rinforzo dell'alta pressione. I temporali saranno circoscritti nelle aree alpine, Prealpine e appenniniche. Temperature ben oltre le medie stagionali.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xahd316"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xahd316.jpg" id="xahd316"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'estate è pronta a mostrare il suo volto più estremo proprio in concomitanza con il solstizio.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Nei prossimi giorni l'anticiclone africano tornerà infatti a rafforzarsi sul Mediterraneo e sull'Italia, favorendo un generale aumento delle temperature che porterà diverse località a sfiorare i 38°C. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ma c'è un aspetto che spesso viene sottovalutato: più aumenta il caldo, più cresce il potenziale per la formazione di temporali intensi.</p><p>Le mappe previsionali parlano chiaro. <strong>Nel corso del weekend gran parte della Penisola sarà interessata da un forte soleggiamento e da valori dell'indice UV molto elevati</strong>, tipici delle fasi più calde dell'anno. Questo significa che il terreno continuerà ad accumulare energia per molte ore al giorno, contribuendo a riscaldare ulteriormente gli strati più bassi dell'atmosfera.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-estate-inizia-col-botto-super-caldo-e-afa-in-aumento-con-punte-di-38-c-e-fenomeni-estremi-1781940092210.png" data-image="x6fd2boblzej" alt="Caldo intenso su tutta Italia per il weekend" title="Caldo intenso su tutta Italia per il weekend"><figcaption>Indice UV molto intenso sull'Italia nella giornata di domenica</figcaption></figure><p>Il sole sarà presente su tutta Italia e l'indice UV maggiore si registrerà soprattutto sulle aree del Centro-Sud specie tra Sardegna e Sicilia, ma anche Puglia, Abruzzo, Lazio e Marche. Altrove l'indice sarà leggermente più basso, ma il caldo verrà accentuato, specie nelle metropoli, dall'umidità e dalla scarsa ventilazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774727" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-emilia-romagna-bollino-rosso-a-bologna-fino-a-38-c-luca-lombroso-sara-un-ondata-di-caldo-storica-per-durata.html" title="Meteo Emilia Romagna: bollino rosso a Bologna, fino a 38°C. Luca Lombroso: “sarà un’ondata di caldo storica per durata”">Meteo Emilia Romagna: bollino rosso a Bologna, fino a 38°C. Luca Lombroso: “sarà un’ondata di caldo storica per durata”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-emilia-romagna-bollino-rosso-a-bologna-fino-a-38-c-luca-lombroso-sara-un-ondata-di-caldo-storica-per-durata.html" title="Meteo Emilia Romagna: bollino rosso a Bologna, fino a 38°C. Luca Lombroso: “sarà un’ondata di caldo storica per durata”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-emilia-romagna-bollino-rosso-a-bologna-fino-a-38-c-luca-lombroso-sara-un-ondata-di-caldo-storica-per-durata-1781892286033_320.png" alt="Meteo Emilia Romagna: bollino rosso a Bologna, fino a 38°C. Luca Lombroso: “sarà un’ondata di caldo storica per durata”"></a></article></aside><p>Tuttavia, quando si parla di anticiclone africano si pensa immediatamente a giornate stabili e senza pioggia. In realtà le cose non sono sempre così semplici. <strong>Le masse d'aria molto calde che ristagnano vicino al suolo rappresentano una sorta di carburante</strong> pronto ad alimentare fenomeni anche molto violenti nel momento in cui entrano in gioco correnti più fresche provenienti da altre aree d'Europa.</p><h2>Non solo caldo intenso: i fenomeni estremi saranno anche i temporali</h2><p>Ed è proprio ciò che potrebbe accadere durante la prossima settimana. L'alta pressione continuerà a dominare gran parte del Mediterraneo, ma alcuni impulsi instabili in transito sull'Europa centrale potrebbero lambire le regioni settentrionali italiane. Basterà questo per aumentare sensibilmente l'instabilità atmosferica nelle zone più favorevoli.</p><p><strong>Alpi e Prealpi saranno le prime aree sotto osservazione.</strong> Qui il contrasto tra il caldo accumulato nei bassi strati e l'aria relativamente più fresca in quota potrebbe favorire la <strong>formazione di temporali pomeridiani e serali anche di forte intensità.</strong> Successivamente alcuni nuclei instabili potrebbero spingersi verso le vicine pianure, coinvolgendo localmente anche parte della Val Padana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-estate-inizia-col-botto-super-caldo-e-afa-in-aumento-con-punte-di-38-c-e-fenomeni-estremi-1781940189852.png" data-image="8ugknesad24j" alt="Nonostante il caldo, non mancheranno le piogge" title="Nonostante il caldo, non mancheranno le piogge"><figcaption>Temporali intensi interesseranno queste aree fino a Mercoledì</figcaption></figure><p>La mappa delle precipitazioni cumulative prevista per la seconda parte della settimana mostra infatti accumuli significativi proprio tra l'arco alpino, il Nord-Est e diverse aree dell'Europa centro-orientale. </p><p>Questa volta, però, sembra essere preso di mira anche l'Appennino centro-meridionale, specialmente tra le giornate di Martedì 23 e Mercoledì 24 Giugno.</p><p><strong>Grandine, raffiche di vento e nubifragi lampo rappresentano i principali pericoli associati a queste configurazioni atmosferiche.</strong> Non è necessario che i temporali siano diffusi per creare criticità: spesso basta una singola cella particolarmente attiva per provocare danni concentrati su territori molto limitati.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774508" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-in-arrivo-caldo-intenso-che-provochera-fenomeni-estremi-alle-17-rischio-di-forti-temporali-e-grandine.html" title="È in arrivo caldo intenso che provocherà fenomeni estremi: alle 17, rischio di forti temporali e grandine">È in arrivo caldo intenso che provocherà fenomeni estremi: alle 17, rischio di forti temporali e grandine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-in-arrivo-caldo-intenso-che-provochera-fenomeni-estremi-alle-17-rischio-di-forti-temporali-e-grandine.html" title="È in arrivo caldo intenso che provocherà fenomeni estremi: alle 17, rischio di forti temporali e grandine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-caldo-intenso-porta-ai-fenomeni-piu-estremi-rischio-forti-temporali-con-grandine-in-queste-aree-1781775222098_320.png" alt="È in arrivo caldo intenso che provocherà fenomeni estremi: alle 17, rischio di forti temporali e grandine"></a></article></aside><p>Nel frattempo il caldo continuerà a dominare gran parte del Paese. Le temperature elevate, unite all'aumento dell'umidità, renderanno le giornate particolarmente afose soprattutto nelle aree urbane e lungo le coste. </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br></div><p>Anche le notti tenderanno a diventare sempre più pesanti, con valori che in molte località faranno fatica a scendere sotto i 20°C.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-estate-inizia-col-botto-super-caldo-e-afa-in-aumento-con-punte-di-38-c-e-fenomeni-estremi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Emilia Romagna: bollino rosso a Bologna, fino a 38°C. Luca Lombroso: “sarà un’ondata di caldo storica per durata”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-emilia-romagna-bollino-rosso-a-bologna-fino-a-38-c-luca-lombroso-sara-un-ondata-di-caldo-storica-per-durata.html</link><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Caldo intenso anche in Emilia Romagna, venerdì le massime hanno superati i 35°C quasi ovunque ma il peggio deve ancora arrivare. Previste temperature da febbre, localmente il termometro potrebbe sfiorare i 40°C. Verso una durata record dell’onda di calore?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xah9u2i"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xah9u2i.jpg" id="xah9u2i"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’Emilia Romagna <strong>per ragioni geografiche è spesso la regione più calda d’Italia</strong> e anche in questa occasione non ne fa eccezione. Ieri venerdì 19 giugno a <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Bologna-Europa-Italia-Bologna--1-29041.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Bologna</a> <strong>aeroporto la temperatura massima è stata di 35°C, </strong>valore di 8°C sopra la media per giugno. Fra le stazioni meteo della rete WMO solo <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Viterbo-Europa-Italia-Viterbo--1-31841.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Viterbo</a>, <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Firenze-Europa-Italia-Firenze--1-29832.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Firenze</a> e Capo Frasca in Sardegna sono state più calde, con 37°C.<strong> </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Alcune zone interne della pianura però sono state più calde del capoluogo, con picchi di 36-37°C</strong> nella bassa pianura interna.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In Appennino <strong>sono però scoppiati alcuni temporali di calore</strong>, e verso sera si è pure osservato qualche locale sconfinamento nella pianura piacentina. L’ondata di caldo potrebbe essere particolarmente lunga, ecco cosa dicono i modelli.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Nel fine settimana un<strong> massimo del grande anticiclone europeo, a matrice subtropicale in quota con apporto anche africano, </strong>si troverà proprio sul nord Italia.<strong> L’isoterma +20°C a 850 hPa si troverà sulla nostra regione,</strong> contribuendo complice la subsidenza anticiclonica a surriscaldare le masse d’aria al suolo. <br>Lo stato termodinamico dell’atmosfera a tratti sarà peraltro favorevole allo <strong>sviluppo di piccoli temporali di calore a base del cumulonembo alta, </strong>favoriti da innesco orografico in Appennino ma con <strong>occasione sconfinamento in pianura.</strong><br>In tendenza, l’anticiclone resterà dominante e quella in corso potrebbe diventare una ondata di caldo di durata storica, meno probabili invece record termici assoluti sia per giugno che per l’estate.</p><h2>Il tempo del fine settimana: attenzione all’indice UV</h2><p>Gran caldo con <strong>ampio e forte soleggiamento specie al mattino e sulla costa </strong><strong>sia sabato 20 che domenica 21 </strong>giugno. </p><div class="texto-destacado">Al mare darsi adeguata protezione, indice UV previsto fra 7 e 8, con rischio eritema in 15-20 minuti per le pelli sensibili.<br>In alto Appennino indice UV anche a 8-9, rischio eritema in appena 10-12 minuti per le pelli chiare. <br></div><p>Si formeranno però alcuni<strong> cumuli nelle ore più calde che oltre a ridurre l’irraggiamento potrebbero portare brevi rovesci</strong> di calore. Il rischio di sconfinamenti di rovesci in pianura è basso ma non assente: saranno comunque <strong>fenomeni brevi e locali, presenti nel tardo pomeriggio, </strong>e dissolti al tramonto, la fascia oraria a rischio è fra le 17 e le 19.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774618" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano.html" title="Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano">Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano.html" title="Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano-1781814033760_320.png" alt="Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano"></a></article></aside><p>Temperature: lieve ulteriore aumento, salvo dove presenti nubi provenienti da temporali distanti. <strong>Previsti 36-38°C in tutte le città di pianura, 30-33°C sulla costa, </strong>solo oltre i 1000 m si scende sotto ai 30°C. notti tropicali a Tmin&gt;20°C praticamente ovunque, anche in collina. </p><h2>Caldo da bollino rosso per il ministero della Salute</h2><p>La protezione civile regionale ha emesso <a href="https://www.ilmeteo.net/avvisi-meteorologici/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">allerta meteo </a>gialla per temperature estreme nella pianura reggiana, modenese e bolognese, dove l’allerta è estesa anche alla collina. Nel bollettino sono segnalate temperature massime di 38°C e anche il rischio di temporali di calore con danni in Appennino.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-emilia-romagna-bollino-rosso-a-bologna-fino-a-38-c-luca-lombroso-sara-un-ondata-di-caldo-storica-per-durata-1781892227440.png" data-image="uewoueit18fx"><figcaption>La mappa delle precipitazioni previste da ECMWF per domenica vede vari temporali termoconvettivi a innesco geografico su Alpi e Appennino, con rari sconfinamenti in pianura.</figcaption></figure><p>L’apposito bollettino del ministero della salute usa invece una scala diversa, ed è mirato sulle città principali.<strong> Per Bologna sabato e domenica è previsto livello 3, caldo da bollino rosso</strong> ovvero “<strong>condizioni di emergenza (ondata di calore) </strong>con possibili<strong> effetti negativi sulla salute di persone sane e attive</strong> e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. “</p><h2>Caldo persistente da lunedì a giovedì: 38-40°C a Bologna</h2><p><strong>Da lunedì 22 a giovedì 25 giugno il caldo sarà persistente,</strong> intenso e anche in lieve ulteriore incremento. <strong>Rari i rovesci anche in Appennino, </strong>anche se sui monti qualche innesco orografico di piccoli cumulonembi termoconvettivi è possibile, con isolati brevi ma anche forti rovesci. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-emilia-romagna-bollino-rosso-a-bologna-fino-a-38-c-luca-lombroso-sara-un-ondata-di-caldo-storica-per-durata-1781892286033.png" data-image="x7blo9yforeb"><figcaption>Alcuni sostengono "è estate e ha sempre fatto caldo", ma la climatologia smentisce questa affermazione superficiale: ha si sempre fatto caldo d'estate, ma come si vede dalla mappa le temperature sono 8-10°C sopra la media.</figcaption></figure><p>Benché non siano previsti fenomeni estremi,<strong> ricordarsi che nel temporale sono comunque presenti e sempre presenti i fulmini </strong>e occasionalmente raffiche di vento pericolose.<br>La stima delle <strong>temperature massima è compresa fra i 38 e 40°C,</strong> a tratti i modelli ridimensionano leggermente il caldo estremo, ma sarebbero comunque 36-37°C, troppi per la stagione. qualche scenario però indica possibili 40-41°C mercoledì e giovedì a Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna. </p><h2>Quanto durerò il caldo? I record da tenere d’occhio</h2><p>I record storici per il mese di giugno indicano in <strong>38.3°C il massimo di Bologna, toccato il 27 giugno 2019</strong>, e 40.1°C il<strong> massimo assoluto toccato il 4 agosto 2017, giugno in cui Forlì toccò l’assurdo valore di 43.4°C</strong>. Questi ultimi due valori è difficile siano superati, ma il record di giugno potrebbe essere a rischio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia.html" title="Luca Lombroso avverte: 'in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia'">Luca Lombroso avverte: "in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia.html" title="Luca Lombroso avverte: 'in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia-1781770464974_320.png" alt="Luca Lombroso avverte: 'in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia'"></a></article></aside><p>L’ondata di caldo però pare proseguire a lungo: <strong>ECMWF vede su Bologna temperature massime sempre sopra ai 35°C almeno fino a fine mese </strong>o primi di luglio, e i cluster indicano come praticamente unico scenario il dominio incontrastato dell’anticiclone africano. Anche se non si toccheranno record assoluti, l’ondata di caldo potrebbe dunque diventare storica per durata. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-emilia-romagna-bollino-rosso-a-bologna-fino-a-38-c-luca-lombroso-sara-un-ondata-di-caldo-storica-per-durata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ondata di calore: quanto durerà? Ecco cosa dicono le ensamble]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ondata-di-calore-quanto-durera-ecco-cosa-dicono-le-ensamble.html</link><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una potente ondata di caldo subtropicale sta investendo l’Europa e l’Italia con temperature eccezionali. Le proiezioni delle medie ensemble indicano i giorni dell’apice termico e la successiva tendenza ancora calda, tra stabilità e temporali, fino alla fine di giugno.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xah8e8y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xah8e8y.jpg" id="xah8e8y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'Europa e l'Italia stanno vivendo una <strong>fase meteorologica di stampo prettamente estivo</strong> ma dalle caratteristiche decisamente fuori misura che, anche nella fase più calda della stagione tipicamente quella tra fine luglio e inizio agosto, sarebbe risultata <strong>con temperature nettamente sopra media</strong>. </p><p>Le ultime emissioni dei principali modelli matematici, mostrano una tendenza,<strong> confermata anche nelle medie ensemble,</strong> con temperature ben superiori alle medie stagionali che dovrebbero insistere almeno fino a fine mese. </p><h2>La circolazione atmosferica attuale e il blocco subtropicale</h2><p>Sull'Europa si sta imponendo <strong>una struttura anticiclonica subtropicale di matrice nordafricana</strong> che, notoriamente, non presenta valori di pressione elevati al suolo, ma che fa registrare<strong> geopotenziali molto alti</strong>, ad indicare una struttura ben sviluppata <strong>a tutte le quote</strong>, insieme e ad una poderosa espansione <strong>d</strong><strong>al bacino del Mediterraneo occidentale </strong><strong>verso le latitudini europee più settentrionali</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-fino-a-fine-mese-che-cosa-ci-dicono-le-ensamble-dei-modelli-1781878108809.png" data-image="4946gmtvibt3"><figcaption>Sull'Europa si sta imponendo una struttura anticiclonica subtropicale di matrice nordafricana che, notoriamente, non presenta valori di pressione elevati al suolo, ma che fa registrare geopotenziali molto alti.</figcaption></figure><p> Oltre al <strong>trasporto di calore</strong> dalle latitudini nordafricane sahariane verso di noi, <strong>l'aria calda</strong>, nel suo lento movimento verso il basso, <strong>tende a comprimersi producendo un ulteriore riscaldamento </strong>(compressione adiabatica).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774618" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano.html" title="Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano">Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano.html" title="Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano-1781814033760_320.png" alt="Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano"></a></article></aside><p>Dinamica che favorisce condizioni di<strong> cielo prevalentemente sereno o poco nuvoloso </strong>su quasi tutto il territorio italiano, <strong>salvo sulle aree montuose dove la risalita di bolle di aria calda innescano dei locali fenomeni pomeridiani</strong> (rovesci o temporali di calore). </p><h2>L'anomalia termica tra Penisola Iberica e Francia </h2><p><strong>Il nucleo più caldo</strong> di questa massa d'aria sta attualmente risalendo sul quadrante occidentale del continente, producendo una forte anomalia termica positiva <strong>t</strong><strong>ra la Penisola Iberica e la Francia</strong>, dove <strong>le temperature intorno ai 1500 metri di quota</strong> raggiungono i<strong> valori che normalmente si raggiungono alla stessa quota sul Sahara </strong><strong>in piena estate.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-fino-a-fine-mese-che-cosa-ci-dicono-le-ensamble-dei-modelli-1781878259675.png" data-image="9nxb6kxb7k4t"><figcaption>Nel fine settimana la forte anomalia termica positiva tra la Penisola Iberica e la Francia, produrrà temperature intorno ai 1500 metri di quota simili a quelle che normalmente si raggiungono alla stessa quota sul Sahara in piena estate.</figcaption></figure><p><strong> Al suolo</strong> questo si traduce in <strong>temperature massime superiori ai 35°C</strong>, con punte che <strong>in questo fine settimana</strong> potrebbero<strong> anche toccare o superare i 40 o 43°C</strong> sulle <strong>pianure francesi </strong>e nelle <strong>zone interne spagnole</strong>, anche 10°C sopra le medie del periodo di quelle zone.</p><h2>Gli effetti sull'Italia e sul resto d'Europa</h2><p><strong>L'ondata di calore</strong> si sta estendendo progressivamente <strong>verso la Mitteleuropa</strong> <strong>e le regioni alpine</strong>, mentre <strong>l'Europa orientale</strong> rimarrà temporaneamente<strong> più ai margini</strong>, lambita ancora da<strong> correnti più fresche in discesa lungo il fianco orientale dell'anticiclone</strong>. </p><div class="texto-destacado"><strong>L'Italia</strong>, da qualche giorno e in forma crescente, <strong>sta risentendo più direttamente di questa risalita calda</strong>, sebbene la <strong>parte più intensa</strong> della bolla calda africana sia ancora leggermente<strong> sbilanciata più a ovest</strong>.</div><p> <strong>Sul nostro Paese </strong>la<strong> decisa impennata dei termometri</strong> da nord a sud ha raggiunto valori molto sopra la media, soprattutto<strong> nei principali centri urbani e nelle pianure interne</strong>, dove <strong>ieri</strong>, venerdì 19, sono già stati raggiunti i 33-35°C, con punte intorno ai 36-37°C nelle <strong>aree più interne del Centro-Nord,</strong> valori che si manterranno più o meno simili anche nella giornata di oggi, <strong>sabato 20.</strong></p><h2>Quando l'apice del calore?</h2><p>L'apice di questa intensa ondata di caldo avverrà con tempi leggermente sfasati tra l'Italia e il resto del continente. Infatti, mentre <strong>sull'Europa occidentale</strong>, e in particolare <strong>sulla Francia</strong>, la "fiammata" toccherà i suoi<strong> massimi tra questo fine settimana e l'inizio della prossima settimana</strong>. </p><div class="texto-destacado"><strong>Sul territorio italiano il picco del caldo è previsto tra lunedì 22 e i giorni successivi, entro la prima parte della prossima settimana</strong>, quando <strong>l'asse dell'anticiclone</strong> si sposterà parzialmente <strong>verso est</strong>, quindi verso la nostra penisola. </div><p> In questa fase, tra <strong>lunedì 22 e mercoledì 24,</strong> le temperature massime sulle aree interne del Centro-Nord e delle isole maggiori potrebbero portarsi diffusamente intorno ai 36 o 38°C, sfiorando localmente la soglia dei 39 o anche dei 40°C. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774618" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano.html" title="+40°C in arrivo: così nasce l’ondata di calore che colpirà duramente Europa e Italia">+40°C in arrivo: così nasce l’ondata di calore che colpirà duramente Europa e Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano.html" title="+40°C in arrivo: così nasce l’ondata di calore che colpirà duramente Europa e Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano-1781814033760_320.png" alt="+40°C in arrivo: così nasce l’ondata di calore che colpirà duramente Europa e Italia"></a></article></aside><p>Tra <strong>domenica 21 e mercoledì 24</strong>, anche lo<strong> zero termico</strong> subirà un'impennata, stabilizzandosi<strong> tra i 4000 e i 4600 metri sulle Alpi.</strong> </p><h2>Le proiezioni e il cambiamento successivo</h2><p>Sul lungo termine delle simulazioni si nota una notevole persistenza della struttura anticiclonica. Un <strong>primo parziale cedimento dell'alta pressione</strong>, con una conseguente <strong>riduzione delle temperature in Europa</strong>, si manifesterà<strong> a partire dalle alte latitudini e sul Nord della Francia</strong> tra <strong>giovedì 25 e venerdì 26 giugno</strong>, a causa dell'erosione del bordo settentrionale dell'anticiclone da parte delle<strong> correnti atlantiche. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-fino-a-fine-mese-che-cosa-ci-dicono-le-ensamble-dei-modelli-1781878132596.png" data-image="tnh9rvzjcxq1"><figcaption>Tra lunedì 22 e mercoledì 24, le temperature massime sulle aree interne del Centro-Nord e delle isole maggiori potrebbero portarsi diffusamente intorno ai 36 o 38°C, sfiorando localmente la soglia dei 39 o anche dei 40°C. </figcaption></figure><p><strong>Sull'Italia</strong> non appare ancora un ridimensionamento termico significativo. Infatti, tra <strong>martedì 23 e venerdì 26</strong>, i modelli ipotizzano la prosecuzione del gran caldo ancora per diversi giorni.</p><h2>Gli scenari fino a fine mese</h2><p>Tra <strong>sabato 27 e martedì 30 giugno</strong>, lo scenario più probabile tracciato dalle <strong>medie ensamble</strong> indica un parziale indebolimento dell'alta pressione, che tenderà a spostare i suoi massimi di pressione, concedendo <strong>una maggiore dinamicità</strong> <strong>s</strong><strong>ui settori centro-settentrionali europei</strong>, con il <strong>transito di alcune perturbazioni ed un clima più fresco e ventilato. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Sull'Italia</strong> la tendenza mostra, per le giornate di <strong>sabato 27, domenica 28 e lunedì 29</strong>, la persistenza di condizioni prevalentemente stabili, con temperature massime ancora sui 34 o 36°C, seppur con una crescente probabilità di temporali pomeridiani non solo sulle Alpi, ma anche lungo la dorsale appenninica, a causa di possibili infiltrazioni di aria più fresca in quota. </div><p>Le temperature caleranno solo di pochi gradi, rimanendo perciò diffusamente sopra la media del periodo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ondata-di-calore-quanto-durera-ecco-cosa-dicono-le-ensamble.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'enigma di Anticitera: un meccanismo vecchio di 2000 anni che prevedeva eclissi e cicli celesti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-enigma-di-anticitera-un-meccanismo-vecchio-di-2000-anni-che-prevedeva-eclissi-e-cicli-celesti.html</link><pubDate>Sat, 20 Jun 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Scoperto nel relitto di una nave al largo di un'isola greca, il Meccanismo di Anticitera ha rappresentato una sfida per gli scienziati per decenni, essendo una macchina in grado di prevedere le eclissi più di 2000 anni fa.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-enigma-de-anticitera-un-mecanismo-de-hace-2000-anos-que-ya-predecia-eclipses-y-ciclos-celestes-1781342096783.png" data-image="hw589l3r7n7z"><figcaption>Il meccanismo di Anticitera è considerato la prima calcolatrice analogica o computer di tutti i tempi. È conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Atene.</figcaption></figure><p><span style="letter-spacing: 0.03em;"></span></p><p>Tutto iniziò nel 1901, quando alcuni pescatori di spugne scoprirono <strong style="letter-spacing: 0.03em;">un antico relitto al largo dell’isola greca di Anticitera, situata tra Creta e il Peloponneso,</strong> con ceramiche e altri oggetti di grande valore archeologico.</p><p>Ciò che attirò l’attenzione degli esperti fu un blocco di bronzo che rimase inosservato per lungo tempo e che nascondeva al suo interno <strong>ingranaggi di precisione.</strong> Fino a quel momento si riteneva che <strong>una tecnologia meccanica così avanzata non fosse esistita prima di oltre mille anni dopo.</strong></p><h2>Che cos’era realmente il meccanismo di Anticitera?</h2><p>Il dispositivo era composto da decine di ingranaggi in bronzo accuratamente assemblati all’interno di una scatola di legno. Tramite una manovella, <strong>l’utente poteva azionare i meccanismi interni e ottenere informazioni astronomiche estremamente complesse.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"> <p lang="es" dir="ltr">️ Sapevi che più di 2.000 anni fa i Greci costruirono qualcosa di simile a un computer meccanico?<br> Il suo nome è il meccanismo di Anticitera, scoperto in un naufragio nel 1901<br> ️ Era composto da ingranaggi in bronzo di grande precisione<br> Serviva per calcolare <a href="https://t.co/Adik9bRx2V">pic.twitter.com/Adik9bRx2V</a></p> — Jugando con Ciencia | Ciencia & Gaming (@JugandoCiencia) <a href="https://x.com/JugandoCiencia/status/2018564266560016552?ref_src=twsrc%5Etfw">3 febbraio 2026</a> </blockquote></figure><p>Tra le sue capacità più sorprendenti vi erano il <strong>calcolo delle posizioni del Sole e della Luna, la previsione delle eclissi solari e lunari, il monitoraggio dei cicli astronomici pluriennali</strong>, la rappresentazione delle fasi lunari e la correlazione dei fenomeni celesti con i calendari usati nel mondo greco.</p><div class="texto-destacado"> Non perderti le altre notizie della <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext" data-mrf-link="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/" cmp-ltrk="cuerpo_intext" cmp-ltrk-idx="0" mrfobservableid="da726935-5d76-41ce-adaf-137784204e92" data-mrf-recirculation-id="internal-0_9e53f8c89dce0982189b7ba7d3a4c4f8">sezione di Astronomia</a></strong> qui sul portale Meteored Italia! </div><p>È sorprendente la quantità di funzioni, soprattutto considerando che <strong>la sua costruzione risale ai secoli II e I a.C.</strong>, un risultato straordinario per l’epoca.</p><h2>Una precisione che sembrava impossibile per il suo tempo</h2><p>L’aspetto che più ha colpito i ricercatori negli ultimi anni è la sofisticazione matematica del meccanismo. Studi tramite <strong>tomografia computerizzata ad alta risoluzione hanno rivelato che il dispositivo utilizzava sistemi di ingranaggi in grado di riprodurre le irregolarità del moto della Luna e del Sole.</strong></p><div class="texto-destacado"> <strong>Cos’è la tomografia computerizzata?</strong> <br>È una tecnica di imaging che utilizza <strong>raggi X ed elaborazione informatica</strong> per ottenere immagini dettagliate dell’interno di un oggetto o del corpo umano senza aprirlo. </div><p>Inoltre, il meccanismo incorporava cicli noti agli astronomi dell’antichità, come <strong>il ciclo metonico</strong>, che collega i movimenti di Luna e Sole su un periodo di 19 anni, e <strong>il ciclo di Saros</strong>, utilizzato per prevedere le eclissi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759580" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/eclissi-totale-e-perseidi-nella-stessa-notte-il-doppio-spettacolo-celeste-dell-estate.html" title=" Eclissi totale e Perseidi nella stessa notte: il doppio spettacolo celeste dell'estate 2026"> Eclissi totale e Perseidi nella stessa notte: il doppio spettacolo celeste dell'estate 2026</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/eclissi-totale-e-perseidi-nella-stessa-notte-il-doppio-spettacolo-celeste-dell-estate.html" title=" Eclissi totale e Perseidi nella stessa notte: il doppio spettacolo celeste dell'estate 2026"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/eclissi-totale-e-perseidi-nella-stessa-notte-il-doppio-spettacolo-celeste-dell-estate-1781260027127_320.jpeg" alt=" Eclissi totale e Perseidi nella stessa notte: il doppio spettacolo celeste dell'estate 2026"></a></article></aside><p>La precisione di questi calcoli dimostra che i costruttori <strong>possedevano conoscenze molto più avanzate di quanto si pensasse</strong> nella scienza ellenistica.</p><h3>Chi ha costruito questa meraviglia tecnologica?</h3><p>Ovviamente non si conosce l’identità esatta dei creatori, e rimane uno dei grandi misteri ancora da risolvere. Tuttavia, si ritiene che sia stato costruito in un laboratorio specializzato del mondo greco orientale, probabilmente collegato a <strong>centri di conoscenza come Rodi o Siracusa.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"> <p lang="en" dir="ltr">Molto prima dei chip di silicio, gli antichi Greci costruirono un dispositivo complesso oggi noto come meccanismo di Anticitera. Questo reperto in bronzo corroso, scoperto in un relitto nel 1901, è considerato il più antico computer analogico del mondo.<br><br> Risale a un periodo tra il 205 e l’87 a.C. e utilizzava un <a href="https://t.co/fZ3OTFB1zk">pic.twitter.com/fZ3OTFB1zk</a></p> — Physics In History (@PhysInHistory) <a href="https://x.com/PhysInHistory/status/2039749778876010976?ref_src=twsrc%5Etfw">2 aprile 2026</a> </blockquote></figure><p>Alcuni ricercatori hanno ipotizzato legami indiretti con tradizioni scientifiche sviluppate da figure come <strong>Ipparco di Nicea o Archimede</strong>, anche se non esistono prove definitive che permettano di attribuire loro il progetto.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-enigma-di-anticitera-un-meccanismo-vecchio-di-2000-anni-che-prevedeva-eclissi-e-cicli-celesti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cosa succede alle balene quando muoiono?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-succede-alle-balene-quando-muoiono.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 18:29:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La domanda può sembrare assurda. Eppure sono stati rinvenuti resti di balene, alcuni dei quali risalgono addirittura a 5,3 milioni di anni fa.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/que-deviennent-les-baleines-quand-elles-meurent-cimetiere-australie-squelettes-ocean-pacifique-1781527396971.jpeg" data-image="rqj10lrn9wqw" alt="Balene." title="Balene."><figcaption>Quando il cadavere della balena non si arenano, finisce per galleggiare e diventa fonte di cibo per le specie abissali.</figcaption></figure><p>Quando una balena muore in mare aperto, la sua storia è ben lungi dall'essere finita. <strong>La sua immensa carcassa può trasformarsi in un vero e proprio isolotto di vita sul fondo degli oceani,</strong> nutrendo per decenni una moltitudine di specie. Questo fenomeno, chiamato <strong>“whale fall” (caduta della balena),</strong> affascina gli scienziati da diversi decenni.</p><p>Una recente scoperta nell'Oceano Indiano ha rivoluzionato le conoscenze su questi singolari ecosistemi. Un team internazionale guidato dal ricercatore Xiaotong Peng, dell'<strong>Accademia cinese delle scienze,</strong> ha portato alla luce quello che oggi è considerato il più vasto e antico cimitero di balene mai scoperto. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature nel giugno 2026.</p><h2> La morte di una balena, l'inizio di un nuovo ecosistema </h2><p>Dopo la morte, una balena galleggia spesso in superficie per diversi giorni o settimane. <strong>Squali, pesci e altri animali necrofagi ne consumano quindi una parte dei tessuti.</strong> A poco a poco, la carcassa diventa più pesante e finisce per affondare nelle profondità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/que-deviennent-les-baleines-quand-elles-meurent-cimetiere-australie-squelettes-ocean-pacifique-1781527496390.jpeg" data-image="cl6vi69ruxa5" alt="Carcassa animale marino." title="Carcassa animale marino."><figcaption>Qui c'è la carcassa di un animale marino: un delfino o una balena? </figcaption></figure><p><br>Una volta sul fondale marino, diventa una fonte eccezionale di cibo in un ambiente generalmente povero di materia organica. Gli scienziati distinguono diverse fasi di decomposizione: <strong>prima i grandi spazzini, poi gli organismi opportunisti, prima che si insedino specie specializzate in grado di sfruttare i lipidi contenuti nelle ossa.</strong></p><p>Queste comunità possono ospitare vermi scavatori di ossa del genere Osedax, molluschi, stelle marine, ofiure o anche bivalvi che vivono grazie alla chemosintesi. Le carcasse delle balene sono quindi considerate vere e proprie oasi di biodiversità negli abissi.</p><h2>Un grande cimitero nei pressi dell'Australia</h2><p>Il team di <strong>Xiaotong Peng </strong>ha esplorato l'area di Diamantina, nel sud-est dell'Oceano Indiano, tra l'Australia e l'Antartide. A bordo del sommergibile con equipaggio <strong>Fendouzhe,</strong> i ricercatori hanno effettuato 32 immersioni <strong>a profondità comprese tra i 4.616 e i 7.001 metri.</strong></p><h3><strong>Una “scoperta unica”</strong></h3><p>La loro scoperta è spettacolare. Si tratta di un corridoio sottomarino <strong>lungo circa 1.200 km contenente 476 fossili di cetacei e 5 carcasse recenti di balene ancora associate a comunità viventi.</strong> Secondo gli autori, si tratta del più vasto sito di questo tipo mai identificato.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="pt" dir="ltr">Cemitério de baleias? Centenas de carcaças são encontradas juntas no oceano<br><br>Apelidada de "necrópole de baleias", a região no Oceano Índico reúne carcaças de até 5,3 milhões de anos.<br><br> Leia a matéria no link - <a href="https://t.co/nxScVm2uM0">https://t.co/nxScVm2uM0</a> <a href="https://t.co/ZJzPjWbamX">pic.twitter.com/ZJzPjWbamX</a></p>— Superinteressante (@revistasuper) <a href="https://x.com/revistasuper/status/2065874125315350931?ref_src=twsrc%5Etfw">June 13, 2026</a></blockquote></figure><p>Le analisi isotopiche dimostrano che questi depositi si sono accumulati nel corso di <strong>almeno 5,3 milioni di anni.</strong> I ricercatori hanno inoltre identificato una nuova specie fossile di balena dal becco, denominata <strong>Pterocetus diamantinae.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773002" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mediterraneo-sempre-pia-caldo-sta-favorendo-la-proliferazione-degli-squali-nei-mari-italiani.html" title="Il Mediterraneo sempre pià caldo sta favorendo la proliferazione degli squali nei mari italiani ">Il Mediterraneo sempre pià caldo sta favorendo la proliferazione degli squali nei mari italiani </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mediterraneo-sempre-pia-caldo-sta-favorendo-la-proliferazione-degli-squali-nei-mari-italiani.html" title="Il Mediterraneo sempre pià caldo sta favorendo la proliferazione degli squali nei mari italiani "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-mari-sempre-piu-caldi-stanno-favorendo-la-proliferazione-degli-squali-in-questi-mari-1780998763425_320.jpg" alt="Il Mediterraneo sempre pià caldo sta favorendo la proliferazione degli squali nei mari italiani "></a></article></aside><p>“Il fossile più antico, così come numerosi crani più recenti, dimostrano che <strong>le ‘cadute di balene’ si sono accumulate in questo sito in modo ininterrotto per almeno cinque milioni di anni”,</strong> rivela il paleontologo americano Stephen Godfrey, che non ha partecipato a questo studio.</p><h3><strong>Perché così tante balene nello stesso posto?</strong></h3><p>L'origine di questa concentrazione eccezionale è ancora oggetto di dibattito. Gli scienziati avanzano diverse ipotesi. La particolare conformazione geografica della zona, una vasta faglia oceanica a forma di V, potrebbe aver favorito l'accumulo delle carcasse.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/que-deviennent-les-baleines-quand-elles-meurent-cimetiere-australie-squelettes-ocean-pacifique-1781527659875.jpeg" data-image="doxhftrhwykd" alt="Cadavere delle balene." title="Cadavere delle balene."><figcaption>Qui giace il cadavere di una giovane balena femmina. </figcaption></figure><p>I bassi tassi di sedimentazione e alcune condizioni chimiche avrebbero inoltre consentito una conservazione straordinaria delle ossa nel corso di diversi milioni di anni. I ricercatori ipotizzano inoltre che questa regione possa corrispondere a un antico corridoio migratorio delle balene, il che spiegherebbe l'elevata frequenza dei resti rinvenuti.</p><h2> Una scoperta fondamentale per la biodiversità degli abissi </h2><p>Secondo gli autori dello studio, <strong>questa «necropoli di balene» modifica profondamente la comprensione degli ecosistemi associati alle carcasse dei cetacei.</strong> Finora, i siti noti di <strong>«whale falls»</strong> erano rari e frammentari. La scoperta dell'area di Diamantina dimostra che possono formare vere e proprie reti ecologiche su scala oceanica.</p><p>Lo studio amplia inoltre i confini noti di questi ecosistemi. Mentre le <strong>“whale falls”</strong> erano state osservate fino a circa 4.200 m di profondità, i ricercatori <strong>ne hanno identificate qui a quasi 7.000 m,</strong> stabilendo un nuovo record.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="530842" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/specie-di-balene-appena-descritte-potrebbero-essere-animale-piu-pesante-di-sempre.html" title="Una specie di balena appena descritta potrebbe essere l'animale più pesante mai esistito sulla Terra">Una specie di balena appena descritta potrebbe essere l'animale più pesante mai esistito sulla Terra</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/specie-di-balene-appena-descritte-potrebbero-essere-animale-piu-pesante-di-sempre.html" title="Una specie di balena appena descritta potrebbe essere l'animale più pesante mai esistito sulla Terra"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/newly-described-whale-species-could-be-heaviest-animal-ever-fossils-1691423565976_320.jpg" alt="Una specie di balena appena descritta potrebbe essere l'animale più pesante mai esistito sulla Terra"></a></article></aside><p>Come sottolineato dal team di ricerca, questo sito offre una “finestra unica sulla storia evolutiva, la paleoecologia e le dinamiche delle popolazioni di balene preistoriche”.</p><h3><em>Riferimenti dell'articolo </em></h3><p>Libération avec AFP, (11/06/2026),<em><a href="https://www.liberation.fr/environnement/biodiversite/dune-importance-majeure-pour-comprendre-leur-evolution-un-cimetiere-de-pres-de-500-baleines-decouvert-au-fond-de-locean-indien-20260611_RRZZYUVNABAIHGLGVRZX7WJXUE/" target="_blank"> «D’une importance majeure pour comprendre leur évolution» : un cimetière de près de 500 baleines découvert au fond de l’océan Indien</a></em></p><p>Peng, X., Zhou, P., Song, X. <em>et al.</em><a href="https://www.nature.com/articles/s41586-026-10546-z?utm_source=chatgpt.com#citeas" target="_blank"> A 5.3-million-year-old deep-sea whale necropolis in the Diamantina Zone.</a> <em>Nature</em> (2026).</p><p>Stephen J. Godfrey, Nature, (10/06/2026), <em><a href="https://www.nature.com/articles/d41586-026-01581-x?utm_source=chatgpt.com" target="_blank">A vast whale necropolis has been found</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-succede-alle-balene-quando-muoiono.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli antichi romani e il vino, una storia lunga che riserva ancora delle sorprese: l'affascinante scoperta nel Chianti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-antichi-romani-e-il-vino-una-storia-lunga-che-riserva-ancora-delle-sorprese-l-affascinante-scoperta-nel-chianti.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Da un sito archeologico del Chianti arriva una interessante novità sul vino che gli antichi romani amavano bere, che racconta qualcosa anche sui vini moderni</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-romani-e-il-vino-una-storia-lunga-che-riserva-ancora-delle-sorprese-l-affascinante-scoperta-nel-chianti-1781776541281.jpg" data-image="0ldh44tqyvpl" alt="Vino Chianti" title="Vino Chianti"><figcaption>Il vino bianco che anche gli antichi romani apprezzavano</figcaption></figure><p>Noto e apprezzato fin dai tempi più antichi, il vino era molto amato anche dai romani che ne apprendevano le tecniche di produzione dai popoli con cui venivano in contatto, tra cui <strong>greci, etruschi e cartaginesi</strong>, </p><div class="texto-destacado">Sulla base delle usanze degli altri popoli, gli antichi romani hanno sviluppato le proprie tecniche, sempre più raffinate, molte delle quali sono alla base della viticoltura moderna. </div><p>I vini che gli antichi romani bevevano erano spesso del sud Italia, provenienti da vitigni della Campania e della Sicilia, ma tutta la penisola era considerata una terra amata da <strong>Bacco</strong>. </p><p>Oggi un’affascinante scoperta sul modo in cui gli antichi romani bevevano vino, proviene dalla <strong>Toscana</strong>.</p><h2>Il vino bianco dei romani</h2><p>Quando si pensa alle abitudini degli antichi romani a tavola e nei banchetti, si pensa immediatamente al <strong>vino </strong><strong>rosso</strong>. </p><p>Questa credenza diffusa, che comunque deriva da solide basi nella scrittura e nell'archeologia, è stata appena contraddetta da una recente scoperta.</p><p>A <strong>Cetamura del Chianti</strong>, in una delle aree vinicole più famose al mondo, gli archeologi dell’Università di York hanno scoperto un antico <strong>insediamento </strong>esistito tra il III secolo a.C. e il III d.C. </p><p>Qui gli abitanti gettavano i semi di uva nei pozzi così l’ambiente fangoso e <strong>senza ossigeno</strong> li ha preservati fino ad oggi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="671802" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scomparsa-dei-dinosauri-potrebbe-essere-la-ragione-per-cui-oggi-abbiamo-il-vino.html" title="La scomparsa dei dinosauri potrebbe essere la ragione per cui oggi abbiamo il vino">La scomparsa dei dinosauri potrebbe essere la ragione per cui oggi abbiamo il vino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scomparsa-dei-dinosauri-potrebbe-essere-la-ragione-per-cui-oggi-abbiamo-il-vino.html" title="La scomparsa dei dinosauri potrebbe essere la ragione per cui oggi abbiamo il vino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-desaparicion-de-los-dinosaurios-podria-ser-la-causa-de-que-hoy-tengamos-vino-1724551687788_320.jpg" alt="La scomparsa dei dinosauri potrebbe essere la ragione per cui oggi abbiamo il vino"></a></article></aside><p>I semi ritrovati sono circa cinquecento e sono straordinariamente ancora <strong>vitali</strong>. Dalla analisi del DNA di ottanta di essi sono emersi alcuni dettagli davvero interessanti.</p><p>Nell’area dove vissero per secoli gli <strong>Etruschi</strong>, la maggior parte dei semi appartiene ad <strong>un’unica varietà</strong> di uva bianca che i romani “ereditarono” quando si insediarono sul territorio.</p><p>Contrariamente a quanto si è sempre pensato, quindi, i romani bevevano anche <strong>vino bianco</strong> oltre al rosso e proprio in una regione come il Chianti, famosa per i suoi rossi.</p><h2>Dall’età etrusca ad oggi, un solo vino</h2><p>I semi trovati a Cetamura del Chianti hanno anche un’altra particolarità, secondo lo studio che il team di archeologi ha pubblicato sul <em>Journal of Archaeological Science</em>. </p><p>Alcuni semi sono molto simili a quelli dei vitigni oggi coltivati nell’<strong>Europa dell’Est. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-romani-e-il-vino-una-storia-lunga-che-riserva-ancora-delle-sorprese-l-affascinante-scoperta-nel-chianti-1781776599225.jpg" data-image="94pxukqva4v7" alt="vino Toscana" title="vino Toscana"><figcaption>I filari di vite che da secoli vengono coltivate tra le colline della Toscana</figcaption></figure><p><em>Baratcsuha szurke</em> è una varietà di uva <strong>ungherese </strong>che può essere considerata la discendente più prossima dell’uva rinvenuta nel Chianti, ma quest’ultima vanta una parentela anche con uno speciale vitigno che si trova a <strong>Maribor, in Slovenia</strong>. </p><p>Si tratta del più antico vitigno al mondo ancora oggi in grado di dare frutti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="662693" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/vino-piu-antico-mondo-scienziati-scoprono-una-giara-romana-di-oltre-2000-anni.html" title="L'incredibile ritrovamento del vino più antico del mondo, in Spagna: ha duemila anni">L'incredibile ritrovamento del vino più antico del mondo, in Spagna: ha duemila anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/vino-piu-antico-mondo-scienziati-scoprono-una-giara-romana-di-oltre-2000-anni.html" title="L'incredibile ritrovamento del vino più antico del mondo, in Spagna: ha duemila anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/vinho-mais-antigo-do-mundo-cientistas-descobrem-um-jarro-romano-com-mais-de-2000-anos-de-idade-1719195337813_320.jpg" alt="L'incredibile ritrovamento del vino più antico del mondo, in Spagna: ha duemila anni"></a></article></aside><p>Il vino che proviene da queste uve è un vero e proprio <strong>reperto storico</strong>, che segna una <strong>continuità </strong>straordinaria con il passato, perché praticamente <strong>ininterrotta</strong>.</p><h2>La rete commerciale agricola degli antichi romani</h2><p>Il fatto che queste uve siano arrivate fino in Chianti da tanto lontano è facilmente spiegabile con l’espansione dell’impero e con il <strong>commercio </strong>fiorente che c’era tra le diverse <strong>province </strong>e la capitale.</p><p>Quelli dell’est Europa non sono infatti gli unici vitigni non autoctoni ai tempi degli antichi romani. La vite più diffusa a quel tempo nell’area era geneticamente molto vicina ad alcuni vitigni del <strong>sud della Francia</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="694187" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-potare-una-vite-il-momento-ideale-e-i-segreti-per-farlo-bene.html" title="Come potare una vite: il momento ideale e i segreti per farlo bene">Come potare una vite: il momento ideale e i segreti per farlo bene</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-potare-una-vite-il-momento-ideale-e-i-segreti-per-farlo-bene.html" title="Come potare una vite: il momento ideale e i segreti per farlo bene"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/como-podar-una-parra-la-epoca-ideal-y-los-secretos-para-hacerlo-bien-1737628838842_320.jpeg" alt="Come potare una vite: il momento ideale e i segreti per farlo bene"></a></article></aside><p>Esisteva quindi già duemila anni fa una rete commerciale ampia e capillare che non riguardava solo l'uva, in cui piante e semi venivano scambiati e mischiati per ottenere uno <strong>standard </strong>più elevato.</p><h2>Un museo sulla storia del vino</h2><p>Non poteva che trovarsi in Chianti il museo dove conoscere meglio l'affascinante storia dell'antico <strong>vino di Cetamura</strong>.</p><p>Qui è stato allestito infatti un museo dedicato agli scavi archeologici, iniziati in realtà diversi anni fa, con una particolare attenzione proprio alla <strong>storia della viticoltura</strong> nell’area. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="742286" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-canyon-degli-etruschi-strade-sacre-o-geniale-sistema-di-drenaggio-il-mistero-delle-vie-cave-che-creano-un-microclima.html" title="I canyon degli Etruschi: strade sacre o geniale sistema di drenaggio? 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Il mistero delle Vie Cave che creano un microclima"></a></article></aside><p>Il museo custodisce svariati reperti di <strong>epoca etrusca</strong>, di varia natura, molti dei quali ritrovati nel pozzo che aveva la funzione di <strong>santuario</strong>.</p><p>Oltre ai semi di uva, poi, nel sito sono stati trovati anche resti di <strong>olive, noci e cereali</strong>, che testimoniano le abitudini quotidiane del popolo che vi abitava.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="University%20of%20York" data-year="2026" data-title="Ancient%20DNA%20from%20Tuscan%20wells%20reveal%20origins%20of%20modern%20wine" data-url="https%3A%2F%2Fwww.york.ac.uk%2Fnews-and-events%2Fnews%2F2026%2Fresearch%2Fancient-dna-tuscan-wells-origins-wine%2F">University of York. (2026). <a href="https://www.york.ac.uk/news-and-events/news/2026/research/ancient-dna-tuscan-wells-origins-wine/" target="_blank">Ancient DNA from Tuscan wells reveal origins of modern wine</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-antichi-romani-e-il-vino-una-storia-lunga-che-riserva-ancora-delle-sorprese-l-affascinante-scoperta-nel-chianti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Queste sono le due faglie sotto osservazione che non hanno scaricato energia durante il terremoto del 1908]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/queste-sono-le-due-faglie-sotto-osservazione-che-non-hanno-scaricato-energia-durante-il-terremoto-del.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:04:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Queste faglie da secoli non hanno prodotto forti terremoti e probabilmente si stanno avvicinando al loro punto di rottura, rischiando di generare un nuovo forte terremoto nell'area.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/queste-sono-le-due-faglie-sotto-osservazione-che-non-hanno-scaricato-energia-durante-il-terremoto-del-1781102128220.jpg" data-image="xywjmqwwdtw6" alt="Faglie attive." title="Faglie attive."><figcaption>Lo Stretto non è governato da una singola faglia, ma da un mosaico dinamico di faglie interconnesse. Tra queste, la faglia di Capo Peloro a nord e la faglia Ionica a sud, sono i due sistemi che non hanno scaricato tutta la loro energia durante il sisma del 1908.</figcaption></figure><p>Il <strong>28 dicembre 1908</strong> la terra tremò nello Stretto di Messina con una furia cieca (magnitudo 7.1), <strong>radendo al suolo Messina e Reggio Calabria</strong> in quello che resta <strong>il cataclisma sismico più grave dell'Europa moderna. </strong>Per oltre un secolo la narrazione collettiva ha legato quella tragedia a un'unica, mostruosa frattura sottomarina, la <strong>West Fault,</strong> capace di scaricare in soli trenta secondi l'energia accumulata in secoli di frizione tettonica.</p><p>Oggi, la geologia marina ci costringe a riscrivere la storia. Lo Stretto non è governato da una singola faglia, ma da un mosaico dinamico di faglie interconnesse. Tra queste, la <strong>faglia di Capo Peloro</strong> a nord e la <strong>faglia Ionica</strong> a sud, sono i due sistemi che non hanno scaricato tutta la loro energia durante il sisma del 1908.</p><h2>La faglia di Capo Peloro</h2><p>Situata poco a nord della bocca settentrionale dello Stretto di Messina, sul Tirreno, <strong>la faglia di Capo Peloro è una struttura geologica imponente caratterizzata da un movimento trascorrente destro combinato a elementi compressivi.</strong></p><p>Nel sottosuolo marino questa linea ha letteralmente spaccato il basamento roccioso, generando un gradino verticale profondo circa 300 metri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/queste-sono-le-due-faglie-sotto-osservazione-che-non-hanno-scaricato-energia-durante-il-terremoto-del-1781102170541.jpg" data-image="vpkskuekjqtr" alt="Terremoti, Stretto di Messina." title="Terremoti, Stretto di Messina."><figcaption>Panorama della città di Messina. Si nota l'area del porto, interessata il 28 dicembre del 1908 dall'epicentro di uno dei terremoti più forti mai registrati in Italia.</figcaption></figure><p>Durante il terremoto del 1908, la rottura della faglia centrale dello Stretto si è arrestata bruscamente prima di intaccare questo settore. <strong>Non essendosi mossa, la faglia ha mantenuto intatto tutto il suo potenziale distruttivo originario.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il collasso del segmento centrale messinese nel 1908 potrebbe aver scaricato ulteriore stress geometrico sui blocchi di roccia di Capo Peloro, spingendoli più vicini al punto di rottura critica. Ossia al momento in cui rilasciano tutta l'energia meccanica accumulata in secoli di ricarica.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questa struttura è oggi al centro dei più serrati dibattiti ingegneristici e geologici relativi al progetto del Ponte sullo Stretto, poiché deforma i fondali a breve distanza dalle aree destinate alle torri di sospensione sul lato siciliano.</p><h2><strong>La faglia ionica</strong></h2><p>Nell’estremità opposta dello Stretto, sullo Ionio, è presente un’altra faglia, nota come faglia ionica. Non si tratta di una semplice crepa superficiale. Le indagini oceanografiche del <strong>CNR hanno dimostrato che questa faglia taglia longitudinalmente l'intera crosta terrestre, spingendosi fino al mantello superiore della Terra.</strong></p><p>Questa faglia ha un ruolo importante nella complessa geodinamica del luogo. Difatti, mentre lo Stretto si allarga al centro, <strong>la Faglia Ionica funge da binario laterale che permette alla Calabria meridionale di scivolare verso Nord-Est rispetto al blocco siciliano.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="701270" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina.html" title="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?">Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina.html" title="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina-1741911000274_320.jpg" alt="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?"></a></article></aside><p>Essendo una ferita profonda fino al cuore della Terra, la faglia è costantemente lubrificata dalla risalita di diapiri (fanghi e fluidi caldi dal mantello), un fenomeno che genera una sismicità profonda ma costante.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/queste-sono-le-due-faglie-sotto-osservazione-che-non-hanno-scaricato-energia-durante-il-terremoto-del-1781102279294.jpg" data-image="mlnsrbvjw9yn" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>Panorama dello Stretto di Messina, osservato dalla costa siciliana intorno la città di Messina.</figcaption></figure><p>Come la sua gemella a nord, <strong>la Faglia Ionica non si è rotta nel 1908.</strong> Ha assistito al disastro circostante rimanendo bloccata nella sua morsa distensiva, continuando ad accumulare l'energia derivante dallo scontro tra la placca Africana e quella Eurasiatica.</p><h2>Queste faglie sono vicine al loro punto di rottura?</h2><p>In sismologia esiste una regola fondamentale secondo cui una faglia che ha già generato un terremoto violentissimo in tempi storici recenti (come la <strong>west fault</strong> nel 1908) difficilmente ripeterà lo stesso identico evento a breve termine, a causa dei lunghi tempi di ricarica (stimati in un range temporale tra i 500 e i 2000 anni).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755079" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-nuovo-studio-evidenzia-la-complessita-del-sistema-di-faglie-dello-stretto-generatrici-del-devastante-tsunami-del.html" title="Un nuovo studio evidenzia la complessità del sistema di faglie dello Stretto generatrici del devastante tsunami del 1908">Un nuovo studio evidenzia la complessità del sistema di faglie dello Stretto generatrici del devastante tsunami del 1908</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-nuovo-studio-evidenzia-la-complessita-del-sistema-di-faglie-dello-stretto-generatrici-del-devastante-tsunami-del.html" title="Un nuovo studio evidenzia la complessità del sistema di faglie dello Stretto generatrici del devastante tsunami del 1908"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-nuovo-studio-evidenzia-la-complessita-del-sistema-di-faglie-dello-stretto-1771543112266_320.jpg" alt="Un nuovo studio evidenzia la complessità del sistema di faglie dello Stretto generatrici del devastante tsunami del 1908"></a></article></aside><p>Il vero pericolo attuale risiede proprio nelle strutture adiacenti che sono rimaste escluse dal rilascio di energia del 1908. La <strong>faglia di Capo Peloro</strong> e la <strong>faglia Ionica</strong> racchiudono lo Stretto in una morsa tettonica. </p><div class="texto-destacado"><strong>Essendo rimaste cariche, rappresentano le sorgenti sismogenetiche più imprevedibili della Sicilia orientale, assieme ad altre sorgenti sismogenetiche ancora oggi poco conosciute.</strong> </div><p>Strutture capaci, in caso di attivazione indipendente, <strong>di generare terremoti di magnitudo elevata (sopra il 5,5-6,0 Richter) e pericolosi maremoti nel Mar Ionio e nel Tirreno meridionale.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/queste-sono-le-due-faglie-sotto-osservazione-che-non-hanno-scaricato-energia-durante-il-terremoto-del.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I dati relativi al livello del mare mostrano segnali che indicano l'esistenza di un fenomeno El Niño]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-relativi-al-livello-del-mare-mostrano-segnali-che-indicano-l-esistenza-di-un-fenomeno-el-nino.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:05:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il satellite Sentinel-6 Michael Freilich, che misura l'altezza dell'intero oceano ogni 10 giorni, ha rilevato acque più alte e più calde che si spostano verso est attraverso l'Oceano Pacifico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-del-mar-el-nino-1779993484573.png" data-image="9yl067qa8m0n" alt="Sentinel-6 Michael Freilich." title="Sentinel-6 Michael Freilich."><figcaption>Il satellite internazionale Sentinel-6 Michael Freilich, che misura il livello del mare, ha osservato una massa di acqua calda, chiamata onda di Kelvin, che si spostava verso est attraverso l'Oceano Pacifico equatoriale e raggiungeva la costa sudamericana a maggio. Le onde di Kelvin calde spesso precedono gli eventi El Niño. Immagine del 18 maggio 2016: anomalie positive del livello del mare sulla scala rossa e anomalie negative sulla scala blu. Crediti: NASA/JPL-Caltech</figcaption></figure><p>Alcuni mesi prima dello nascita ufficiale di <strong>El Niño,</strong> masse d'acqua più calde e provenienti da quote più elevate si spostano verso est attraverso l'Oceano Pacifico. Diverse di queste masse d'acqua sono state rilevate dai dati satellitari del 2026. <strong>Oggi abbiamo l'ufficialità del NOAA che conferma la nascita del fenomeno.</strong></p><p>I dati sul livello del mare, raccolti da un satellite lanciato dalla NASA e dai suoi partner europei, mostrano che una massa d'acqua calda larga centinaia di chilometri ha raggiunto l'Oceano Pacifico al largo delle coste del Sud America. <strong>Questo indica che El Niño si verificherà probabilmente entro la fine dell'anno.</strong> Poiché l'acqua si espande quando si riscalda, un aumento dell'altitudine di una zona oceanica indica un aumento della temperatura dell'oceano.</p><h3>Individuare i segnali di un futuro El Niño nelle anomalie del livello dell'acqua</h3><p>Il fenomeno <strong>El Niño</strong> può causare forti piogge in alcune regioni e siccità in altre, con ripercussioni sulla vita quotidiana e sul commercio a livello globale.</p><p>Lanciato nel 2020 dalla NASA e coordinato dall'ESA (Agenzia Spaziale Europea) per il programma Copernicus dell'UE, il <strong>satellite Sentinel-6 Michael Freilich</strong> misura e mappa il livello del mare sull'intero oceano ogni 10 giorni, con una precisione di frazioni di pollice. Nel caso di El Niño, il satellite traccia quelle che sono note come onde di Kelvin calde.</p><div class="texto-destacado">Queste onde si formano tipicamente dopo brevi periodi in cui i venti sul Pacifico equatoriale occidentale cambiano direzione, passando dai prevalenti venti orientali (che soffiano da est a ovest) a venti occidentali.</div><p>Questo effetto, combinato con un generale indebolimento dei venti orientali lungo l'equatore, provoca il riscaldamento delle acque tropicali nel Pacifico occidentale e l'innalzamento del livello del mare. <strong>L'onda risultante si propaga verso est per diverse settimane, raggiungendo infine il Sud America e causando il riscaldamento e l'innalzamento delle acque costiere.</strong> Il fenomeno <strong>El Niño</strong> si sviluppa quando si verificano diverse onde di Kelvin nell'arco di diversi mesi e l'acqua calda si accumula al largo delle coste di Colombia, Ecuador e Perù.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-del-mar-el-nino-1779993350114.gif" data-image="6cshp81x29vg" alt="El Nino." title="El Nino."><figcaption>Ecco l'immagine sopra animata che riprende il fenomeno. NASA</figcaption></figure><p>«Sebbene il fenomeno di quest'anno sia iniziato un po' più tardi rispetto ai principali eventi <strong>El Niño</strong> del 2015 e del 1997, sta iniziando a raggiungerli», ha affermato Josh Willis, ricercatore sul livello del mare presso il <strong>Jet Propulsion Laboratory</strong> della NASA nella California meridionale e scienziato del progetto <strong>Sentinel-6 Michael Freilich.</strong> «Vedremo quanto diventerà intenso».</p><p>Le misurazioni del satellite <strong>Sentinel-6 Michael Freilich</strong> mostrano che una piccola onda di Kelvin si è formata intorno alla Micronesia alla fine di gennaio e si è dissipata entro la metà di febbraio.</p><div class="texto-destacado"><strong>Una nuova onda è emersa all'inizio di marzo e si è poi spostata verso est. A metà maggio, il livello del mare intorno al Perù era di oltre 15 centimetri superiore alla media a lungo termine.</strong></div><p>"La NASA utilizza satelliti per la misurazione del livello del mare, come Sentinel-6 Michael Freilich, per monitorare le enormi onde di Kelvin mentre attraversano il Pacifico, registrare i cambiamenti nella termodinamica oceanica, migliorare le previsioni di eventi meteorologici estremi e aiutare le comunità a prepararsi a potenziali pericoli costieri", ha affermato <strong>Nadya Vinogradova Shiffer,</strong> scienziata senior del programma presso la sede centrale della NASA a Washington. "Restate sintonizzati, perché altre storie sull'oceano continueranno a emergere."</p><h3>Segnali di El Niño</h3><p>Nel XVII secolo, i pescatori coniarono il nome <strong>El Niño</strong> – un riferimento alla nascita di Gesù – perché tendeva a intensificarsi intorno al periodo natalizio. Acque più calde significavano pescare meno pesce.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769405" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/verso-un-estate-2026-caldissima-probabile-non-date-la-colpa-a-el-nino.html" title="Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño">Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/verso-un-estate-2026-caldissima-probabile-non-date-la-colpa-a-el-nino.html" title="Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/verso-un-estate-2026-caldissima-probabile-non-date-la-colpa-a-el-nino-1779115291357_320.png" alt="Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño"></a></article></aside><p>L'aumento della temperatura superficiale del mare nel Pacifico centrale e orientale influenza i modelli di circolazione atmosferica a livello globale, modificando la corrente a getto, che a sua volta influenza la traiettoria delle tempeste. Ciò può portare a forti piogge e nevicate in alcune aree e a caldo e siccità insoliti in altre. L'entità di questi effetti dipende dall'intensità di El Niño.</p><div class="texto-destacado"><strong>In eventi più moderati, come quelli iniziati nel 2018 e nel 2023, impatti come siccità e inondazioni si sono manifestati principalmente nel Pacifico tropicale e nelle aree circostanti. Gli eventi El Niño di maggiore intensità, come quello del 2015-2016, hanno una portata molto più ampia, causando siccità in Africa e inondazioni in California.</strong></div><p>Il fenomeno <strong>El Niño </strong>raggiunge in genere il suo picco tra novembre e gennaio, quindi passeranno diversi mesi prima che i suoi impatti principali diventino evidenti.<strong> "Ogni evento El Niño è diverso", </strong>ha affermato Severine Fournier, ricercatrice sul livello del mare presso il JPL e vice responsabile scientifica del progetto <strong>Sentinel-6 Michael Freilich. </strong>"Ma quasi sempre portano un anno caldo e importanti cambiamenti nelle precipitazioni in alcune parti del mondo".</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771122" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gigantesca-onda-calda-attraversa-il-pacifico-arriva-il-super-el-nino.html" title="Gigantesca onda calda attraversa il Pacifico: arriva il Super El Niño 2026">Gigantesca onda calda attraversa il Pacifico: arriva il Super El Niño 2026</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gigantesca-onda-calda-attraversa-il-pacifico-arriva-il-super-el-nino.html" title="Gigantesca onda calda attraversa il Pacifico: arriva il Super El Niño 2026"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-gigantesca-onda-calda-attraversa-il-pacifico-si-tratta-dell-incubatore-del-fenomeno-di-el-nino-1779965446367_320.png" alt="Gigantesca onda calda attraversa il Pacifico: arriva il Super El Niño 2026"></a></article></aside><p><strong>Sentinel-6 Michael Freilich è attualmente il satellite di riferimento ufficiale per le misurazioni globali del livello del mare.</strong> Lanciato nel 2020, continua l'eredità iniziata nel 1992 dal satellite TOPEX/Poseidon. Da allora, una serie di successori si sono succeduti, con il più recente, Sentinel-6B, lanciato nel novembre 2025, destinato a sostituire il suo predecessore alla fine del 2026.</p><h3><br>Fonte:<strong><a href="https://www.jpl.nasa.gov/" target="_blank"> NASA</a></strong></h3>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-relativi-al-livello-del-mare-mostrano-segnali-che-indicano-l-esistenza-di-un-fenomeno-el-nino.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 13:28:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Milano e la Lombardia si preparano a una fase di caldo molto intenso e persistente. Dopo un weekend già rovente, la prossima settimana potrebbe portare valori estremi, con il picco atteso giovedì 25 giugno</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagtevu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagtevu.jpg" id="xagtevu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’alta pressione di origine subtropicale si prepara a stringere l’Italia in una morsa di caldo sempre più intensa. Le zone più esposte saranno la Pianura Padana e la Lombardia, dove l’afa diventerà protagonista assoluta, soprattutto a Milano e nell’area metropolitana della città.</p><h2>Weekend stabile, ma il caldo inizierà già a farsi sentire</h2><p>Il fine settimana sarà dominato dal sole su <strong>Milano</strong> e su gran parte della <strong>Pianura Padana</strong>. Il tempo si manterrà stabile, con cielo sereno o poco nuvolosi e temperature già molto elevate per il periodo. In città le massime potranno spingersi fino a <strong>36 °C</strong>, ma il dato più importante sarà l’aumento progressivo dell’umidità e delle temperature minime.</p><p>Da <strong>domenica 21 giugno</strong>, infatti, le notti inizieranno a diventare particolarmente pesanti: i valori difficilmente scenderanno sotto i 26 °C a <strong>Milano</strong>, segnale evidente di un’isola di calore urbana sempre più marcata. Sulle Alpi lombarde, invece, nelle ore pomeridiane potranno svilupparsi acquazzoni o temporali, localmente anche intensi, ma senza effetti significativi sul caldo della pianura.</p><h2>Lunedì e martedì oltre i 35 °C: Milano entra nella fase più dura</h2><p>La nuova settimana inizierà con temperature <strong>superiori ai 35 °C</strong> su gran parte della <strong>Lombardia</strong>. <strong>Milano</strong> resterà sotto il dominio dell’alta pressione subtropicale, con aria calda, stagnante e sempre più umida. <strong>Lunedì</strong> e <strong>martedì</strong> le massime potranno mantenersi intorno ai 36 °C, mentre in diverse zone della pianura lombarda il <strong>caldo</strong> sarà <strong>diffuso</strong> e <strong>persistente</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano-1781814033760.png" data-image="puhqhzkl2l6c" alt="Mappa relativa alle temperature massime previste domenica In Italia" title="Mappa relativa alle temperature massime previste domenica In Italia"><figcaption>Caldo intenso con massime comprese tra 36 e 38°C a Milano</figcaption></figure><p>Il problema non sarà soltanto il valore registrato durante il pomeriggio, ma anche la <strong>mancanza di un vero raffreddamento notturno</strong>. Le minime resteranno molto alte, rendendo difficile il recupero fisiologico durante la notte. In queste condizioni il caldo diventa più insidioso, soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e per chi lavora all’aperto.</p><h2>Mercoledì l’aria si infuoca, giovedì 25 giugno il possibile picco</h2><p>Secondo i modelli di <strong>Meteored</strong>, la fase più estrema potrebbe arrivare tra <strong>mercoledì 24 </strong>e <strong>giovedì 25 giugno</strong>. Mercoledì l’aria si farà ancora più calda, con Milano che potrebbe raggiungere i 39 °C. </p><div class="texto-destacado">La giornata più difficile, al momento, sembra essere giovedì 25 giugno, quando la colonnina di mercurio potrebbe toccare addirittura i 40 °C a Milano città</div><p>Si tratterebbe di un valore eccezionale non solo per l’intensità, ma anche per la <strong>durata dell’ondata di caldo</strong>. La sensazione di afa sarà accentuata dall’umidità, che nelle prime ore del mattino potrebbe avvicinarsi al 90%. In presenza di minime notturne intorno ai 28 °C, la temperatura percepita potrebbe restare altissima anche di notte, rendendo l’<strong>aria pesante e quasi irrespirabile</strong>.</p><h2>Caldo anche dopo il picco: il weekend successivo resta rovente</h2><p>Il caldo non dovrebbe esaurirsi subito dopo il possibile <strong>picco di giovedì 25 giugno</strong>. Anche nei giorni successivi e nel weekend seguente <strong>Milano</strong> e la <strong>Lombardia</strong> resteranno probabilmente dentro una massa d’aria molto calda, con <strong>massime</strong> ancora <strong>intorno ai 38-39 °C in pianura</strong>. Sarà quindi una fase lunga, dura e senza un vero ricambio d’aria.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xagtmxy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagtmxy.jpg" id="xagtmxy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In assenza di temporali organizzati o di correnti più fresche, <strong>l’afa continuerà ad accumularsi nelle aree urbane</strong>. </p><p>Per Milano si prospetta una settimana particolarmente impegnativa, con caldo intenso di giorno e <strong>notti tropicali.</strong></p><p>Sarà importante limitare l’esposizione al sole nelle ore centrali, bere molta acqua e prestare attenzione ai soggetti più vulnerabili.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[+40°C in arrivo: così nasce l’ondata di calore che colpirà duramente Europa e Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/40-c-in-arrivo-cosi-nasce-l-ondata-di-calore-che-colpira-duramente-europa-e-italia.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il vero protagonista è un flusso di aria subtropicale molto calda, già presente in quota, tra i 3.000 e i 5.000 metri di altitudine, tra Spagna e Francia, pronto a scivolare verso il basso, scaldandosi sensibilmente sull’Europa continentale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xah6sq2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xah6sq2.jpg" id="xah6sq2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Da oggi, e soprattutto nei prossimi giorni, un’intensa ondata di calore interesserà l’Europa centro-occidentale. <strong>Sono attesi picchi tra i +38°C e i +40°C in Francia (fino alle porte di Parigi) e nel Nord Italia,</strong> con temperature percepite ancora più elevate per l’umidità. </p><p>Contrariamente a quanto spesso si immagina, questo non è il semplice <strong>“arrivo di aria calda dal Sahara”</strong> che scorre verso nord nei bassi strati dell’atmosfera. Un tale spostamento orizzontale sarebbe quasi impossibile.</p><p>La catena dell’Atlante, tra Marocco e Algeria, raggiunge infatti i 3.000-4.000 metri di quota e funge da barriera naturale insormontabile per masse d’aria calda provenienti direttamente dal deserto africano a livello del suolo.</p><h2><strong>Cos’è che sta succedendo davvero?</strong></h2><p>Il vero protagonista è un <strong>getto di aria subtropicale molto calda,</strong> già presente in quota, tra i 3.000 e i 5.000 metri di altitudine, tra Spagna e Francia. Questa massa d’aria entra all’interno di un robusto anticiclone, esteso dal Marocco fino a Belgio e Olanda, che essa stessa contribuisce ad alimentare e rafforzare.</p><div class="texto-destacado"><strong>All’interno dell’anticiclone prevalgono i moti discendenti (subsidenze). In pratica succede che l’aria calda in quota scende gradualmente verso il basso. Nel discendere, si comprime per effetto della maggiore pressione atmosferica e si riscalda adiabaticamente, mediamente +1°C ogni 100-150 metri di discesa. È lo stesso principio per cui una pompa da bicicletta si scalda quando gonfiamo una gomma.</strong></div><p><strong>Questo processo di subsidenza è tipico degli anticicloni subtropicali in fase di intensificazione. I moti verso il basso hanno due effetti cruciali. </strong>Inibiscono la convezione (l’aria calda non riesce a salire e formare nubi temporalesche) e asciugano l’atmosfera, impedendo la formazione di nuvole significative. Il risultato finale è cieli sereni e persistentemente limpidi per giorni interi.</p><h2><strong>Il potente feedback positivo che trasforma il caldo in “bolla”</strong></h2><p>Una volta avviato questo meccanismo, si innesca un feedback positivo molto efficace. Il tutto inizia dal cielo sereno che permette alla <strong>radiazione solare</strong> di raggiungere il suolo senza filtri, <strong>massimizzando l’insolazione diurna.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/40-c-in-arrivo-cosi-nasce-l-ondata-di-calore-che-colpira-duramente-europa-e-italia-1781865393868.png" data-image="0j872st6ban6" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Giorno dopo giorno si forma una vera e propria bolla di aria calda nei primi 5 km dell’atmosfera sopra Spagna, Francia e Germania occidentale. Questa bolla si sposta poi gradualmente verso est, coinvolgendo le Alpi, la Pianura Padana e, in seguito, pure parte dell’Europa centro-orientale.</figcaption></figure><p>Suoli, rocce, asfalto e cemento delle città assorbono enormi quantità di energia. Di notte il <strong>bilancio radiativo</strong> rimane a favore del calore accumulato. La Terra irradia infrarosso verso lo spazio, <strong>ma la quantità di energia persa è inferiore a quella guadagnata durante il giorno, con l’intensa radiazione solare.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774536" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-da-quest-ora-ecco-le-zone-interessate.html" title="Temporali tra venerdì e domenica: sempre a partire da quest'ora. Ecco le zone interessate">Temporali tra venerdì e domenica: sempre a partire da quest'ora. Ecco le zone interessate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-da-quest-ora-ecco-le-zone-interessate.html" title="Temporali tra venerdì e domenica: sempre a partire da quest'ora. Ecco le zone interessate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-da-quest-ora-ecco-le-zone-interessate-1781781981359_320.jpg" alt="Temporali tra venerdì e domenica: sempre a partire da quest'ora. Ecco le zone interessate"></a></article></aside><p>Giorno dopo giorno si forma una vera e propria bolla di aria calda <strong>nei primi 5 km dell’atmosfera sopra Spagna, Francia e Germania occidentale. </strong>Questa bolla si sposta poi gradualmente verso est, <strong>coinvolgendo le Alpi, la Pianura Padana e, in seguito, pure parte dell’Europa centro-orientale.</strong></p><h2><strong>Perché a giugno il fenomeno è particolarmente efficace?</strong></h2><p>Giugno rappresenta una delle finestre più favorevoli per ondate di calore intense proprio per ragioni astronomiche e termiche. Il Sole è alto nel cielo e le giornate sono lunghissime (fino a 15-16 ore di luce).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/40-c-in-arrivo-cosi-nasce-l-ondata-di-calore-che-colpira-duramente-europa-e-italia-1781865424156.jpg" data-image="h4nnak8ogrg9" alt="Anticiclone, caldo." title="Anticiclone, caldo."><figcaption>Il gran caldo di questi giorni è il risultato combinato di tre elementi, ad iniziare dalla subsidenza anticiclonica, passando per l’accumulo di aria calda, nei bassi strati, giorno dopo giorno, arrivando al feedback radiativo positivo su scala di centinaia di chilometri che spingerà i termometri su valori molto elevati.</figcaption></figure><p>Le masse continentali europee non sono ancora “sature” di calore come accade tipicamente ad agosto, quindi possono accumulare energia solare molto rapidamente. Le temperature già elevate in quota <strong>amplificano ulteriormente il riscaldamento al suolo</strong> attraverso il processo di <strong>subsidenza.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774335" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'">Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature "folli"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-preparez-vous-a-la-fournaise-pres-de-50-departements-en-vigilance-jaune-canicule-et-la-situation-va-s-aggraver-1781643640249_320.png" alt="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"></a></article></aside><p>In pratica, il gran caldo di questi giorni è il risultato combinato di tre elementi, ad iniziare dalla <strong>subsidenza anticiclonica,</strong> passando per <strong>l’accumulo di aria calda,</strong> nei bassi strati, giorno dopo giorno, arrivando al <strong>feedback radiativo positivo</strong> su scala di centinaia di chilometri.</p><p>Questa configurazione è tipica delle ondate di calore più intense e persistenti che colpiscono l’Europa. <strong>Negli ultimi anni la frequenza e soprattutto la persistenza di questi episodi è più che raddoppiata,</strong> rendendo sempre più comuni eventi che una volta erano considerati eccezionali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/40-c-in-arrivo-cosi-nasce-l-ondata-di-calore-che-colpira-duramente-europa-e-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 40 °C in Italia: la “combinazione perfetta” per il caldo estremo arriverà lunedì 22]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-in-italia-la-combinazione-perfetta-per-il-caldo-estremo-arrivera-lunedi.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni il campo anticiclonico si rafforzerà ulteriormente e questo porterà un aumento della stabilità atmosferica ma soprattutto decisi rialzi termici, con temperature roventi in buona parte dell’Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagrrxq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagrrxq.jpg" id="xagrrxq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questa <strong>domenica entreremo finalmente nell’estate astronomica</strong> e anche da un punto di vista atmosferico avremo condizioni prettamente estive, <strong>con temperature a dir poco roventi</strong>.</p><div class="texto-destacado">Già ora in Italia sta facendo troppo caldo, ma <strong>nei prossimi giorni l’anticiclone nordafricano si rinforzerà</strong> sul nostro paese portando ulteriori aumenti termici.</div><p>Anche oggi su buona parte del territorio nazionale si stanno registrando temperature ben al di sopra del normale, con <strong>valori anche 10 °C al di sopra della media climatologica</strong>, ovvero la media calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020.</p><h2>Scatta il bollino rosso del Ministero della Salute</h2><p>Attualmente<strong> i valori più estremi si stanno registrando sulla Sardegna, sulle regioni centrali tirreniche e al nord</strong>, nella Pianura Padana. In queste regioni infatti già da <strong>oggi sono previste temperature oltre i 35 °C</strong>.</p><p>Sarà però <strong>nel corso del fine settimana e durante la giornata di lunedì che i termometri schizzeranno</strong>, registrando temperature massime intorno ai 40 °C.</p><p>Questi valori estremi sono previsti da nord a sud, <strong>l’anomalia però non riguarderà solo le temperature massime</strong> ma anche le minime. Infatti su buona parte delle regioni italiane <strong>torneremo ad avere le cosiddette notti tropicali</strong>, notti in cui le temperature non scendono mai al di sotto dei 20 °C, <strong>rendendo il caldo una costante delle prossime giornate</strong>, senza neppure una tregua durante le ore notturne.</p><p>È proprio a causa di queste temperature roventi che <strong>il Ministero della Salute per sabato ha diramato il bollino rosso per le ondate di calore in 5 città</strong>: Bologna, Brescia, Firenze, Perugia e Torino.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-40-c-in-italia-la-combinazione-perfetta-per-il-caldo-estremo-arrivera-lunedi-1781806947038.png" data-image="4nj6enqnmsdr" alt="Temperature massime" title="Temperature massime"><figcaption>Temperature massime previste in Italia per la giornata di domenica.</figcaption></figure><p>Il bollino rosso rappresenta il livello più alto e <strong>sta ad indicare che in queste città sono presenti condizioni climatiche che possono rappresentare un rischio</strong> per la salute della popolazione.</p><p>Sostanzialmente il Ministero della Salute valuta le condizioni atmosferiche, <strong>temperature, tassi di umidità, irraggiamento e ventilazione</strong>, e come questi influiscano sulla salute dell’uomo.</p><p>Farà quindi troppo caldo, ma per quanto riguarda lo stato del cielo e le precipitazioni cosa ci aspettiamo?</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758876" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore.html" title="Il bilanciamento termico positivo, il fenomeno che amplifica gli effetti delle onde di calore">Il bilanciamento termico positivo, il fenomeno che amplifica gli effetti delle onde di calore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore.html" title="Il bilanciamento termico positivo, il fenomeno che amplifica gli effetti delle onde di calore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore-1779657885804_320.jpg" alt="Il bilanciamento termico positivo, il fenomeno che amplifica gli effetti delle onde di calore"></a></article></aside><p>Nei prossimi giorni <strong>lungo i settori costieri il tempo si manterrà stabile, asciutto e soleggiato</strong>, tuttavia nelle aree interne, in particolare lungo l’arco alpino e la dorsale appenninica, la situazione sarà ben diversa.</p><p>Infatti sia nel corso del week end che per l’inizio della prossima settimana <strong>è prevista la formazione delle cosiddette nubi ad evoluzione diurna</strong> con rovesci e temporali sparsi.</p><h2>Troppo caldo ma ancora temporali</h2><p>Le nubi ad evoluzione diurna sono <strong>quelle nuvole che si vengono a formare nel corso della mattinata</strong>, raggiungono il massimo della loro estensione e compattezza durante le ore pomeridiane, quando <strong>solitamente vengono associate ai fenomeni più intensi ed estesi</strong>, poi tendono a diradarsi nel corso della serata.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-40-c-in-italia-la-combinazione-perfetta-per-il-caldo-estremo-arrivera-lunedi-1781812832037.png" data-image="tc5ogcqjczj8" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>L'intensa e persistente ondata di calore che colpirà l'Europa nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p>Sulle zone montane e pedemontane ci aspettiamo quindi la ripetizione di questo andamento meteo quotidianamente, con <strong>precipitazioni che potranno essere anche particolarmente violente, con temporali, raffiche di vento e anche possibili grandinate</strong>.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Osservando la tendenza meteo sembrerebbe che poi, <strong>nella seconda metà della prossima settimana</strong>, il campo di alta pressione tenda ad indebolirsi leggermente, <strong>portando lievi cali termici</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-in-italia-la-combinazione-perfetta-per-il-caldo-estremo-arrivera-lunedi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item></channel></rss>