<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Sat, 31 Oct 2026 14:00:18 +0000</lastBuildDate><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 14:00:18 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Un albero con due stagioni contemporaneamente: il corbezzolo fiorisce mentre i suoi frutti maturano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-albero-con-due-stagioni-contemporaneamente-il-corbezzolo-fiorisce-mentre-i-suoi-frutti-maturano.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 13:05:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>In autunno, il corbezzolo offre uno spettacolo sorprendente: i suoi frutti rossi maturano mentre sui rami spuntano nuovi fiori, mostrando contemporaneamente due fasi del suo ciclo vitale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-arbol-con-dos-estaciones-a-la-vez-el-madrono-florece-mientras-maduran-sus-frutos-1793083346318.jpeg" data-image="sqrqk5uza5dg" alt="corbezzolo" title="corbezzolo"><figcaption>La natura offre uno spettacolo unico: fiori e frutti contemporaneamente.</figcaption></figure><p>In pieno autunno, quando molti alberi iniziano a perdere le foglie e il paesaggio cambia completamente colore, esiste una specie capace di offrire uno spettacolo che sembra sfidare il calendario. </p><p><strong>Il corbezzolo (</strong><em>Arbutus unedo)</em>, un albero mediterraneo caratteristico dei boschi e della macchia della penisola iberica, <strong>può mostrare contemporaneamente i suoi frutti rossi maturi e i suoi caratteristici fiori bianchi.</strong> Un fenomeno naturale che lo rende uno dei protagonisti più singolari di questo periodo dell’anno.</p><p>Questa particolarità non è un’anomalia né un caso isolato, ma risponde a <strong>una strategia del suo ciclo biologico.</strong> Mentre i frutti della fioritura precedente completano la maturazione, l’albero sviluppa nuovi fiori che daranno origine ai corbezzoli della stagione successiva.</p><h2>Perché il corbezzolo fiorisce e fruttifica contemporaneamente?</h2><p>La spiegazione si trova nei ritmi di sviluppo di questa specie. A differenza di altri alberi da frutto, nei quali i periodi di fioritura e maturazione sono più nettamente separati, <strong>il corbezzolo presenta un ciclo riproduttivo prolungato.</strong></p><p><strong>La fioritura avviene solitamente in autunno, soprattutto tra ottobre e dicembre</strong>, anche se le date possono variare in base al clima, all’altitudine e alle condizioni di ciascuna zona. I fiori, piccoli e a forma di campanella, compaiono riuniti in grappoli pendenti e presentano tonalità bianche o leggermente rosate.</p><div class="texto-destacado">Contemporaneamente, i frutti che hanno iniziato a svilupparsi dopo la fioritura dell’anno precedente raggiungono la maturazione. </div><p>Questi corbezzoli, inizialmente verdi e poi giallastri, assumono infine un caratteristico colore rosso o arancione quando sono pronti per essere consumati. Pertanto, <strong>quella che sembra una mescolanza di due stagioni è, in realtà, la sovrapposizione di diverse fasi dello stesso ciclo naturale.</strong> L’albero conserva i frutti di una stagione mentre prepara quella successiva.</p><h2>Un frutto inconfondibile del paesaggio mediterraneo</h2><p>Il corbezzolo è una <strong>specie autoctona della regione mediterranea</strong> ed è ampiamente diffuso in buona parte della Spagna, soprattutto nelle zone dal clima mite e nei terreni in cui può svilupparsi senza particolari esigenze colturali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>È una specie che può crescere come piccolo albero o come arbusto alto diversi metri. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le sue foglie sempreverdi, di colore verde intenso e con margini leggermente seghettati, <strong>mantengono la chioma durante tutto l’anno, conferendogli un valore ornamentale</strong> anche quando altre specie perdono le foglie.</p><p><strong>I suoi frutti si distinguono per la superficie ruvida e granulosa,</strong> oltre che per il colore vistoso che assumono a maturazione. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-arbol-con-dos-estaciones-a-la-vez-el-madrono-florece-mientras-maduran-sus-frutos-1793083609343.jpeg" data-image="h3704mlemldy" alt="Immagine 2" title="Immagine 2"><figcaption>Fiori e frutti sono presenti contemporaneamente all’interno di uno splendido ciclo colturale.</figcaption></figure><p> Sebbene siano commestibili, <strong>è opportuno consumarli con moderazione quando sono ben maturi, perché contengono zuccheri</strong> e la loro fermentazione naturale può produrre piccole quantità di alcol. </p><p> Tradizionalmente, <strong>sono stati utilizzati per preparare marmellate, confetture e bevande</strong>, oltre a essere consumati freschi. </p><h2>I fiori del corbezzolo nutrono anche gli impollinatori</h2><p>La fioritura autunnale di alcune specie ha una <strong>notevole importanza ecologica.</strong> In un periodo in cui diminuisce la disponibilità di fiori in natura, <strong>il corbezzolo offre nettare e polline a diversi insetti</strong>, tra cui le api e altri impollinatori che rimangono attivi durante le giornate più miti.</p><p>Dopo l’impollinazione, i fiori fecondati inizieranno a sviluppare i frutti che, mesi dopo, raggiungeranno la maturazione. In questo modo, <strong>il corbezzolo contribuisce al mantenimento della biodiversità e fornisce nutrimento a diverse specie nel corso dell’anno.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787732" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html" title="10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno">10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html" title="10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965594900_320.jpeg" alt="10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno"></a></article></aside><p><strong>Anche gli uccelli e altri animali selvatici si nutrono dei suoi frutti</strong>, contribuendo alla dispersione dei semi e favorendo la rigenerazione naturale dei boschi e della macchia.</p><h2>Un albero interessante per giardini e spazi naturali</h2><p>Oltre al suo riconosciuto valore ecologico, <strong>il corbezzolo può essere un’ottima scelta per i giardini.</strong> Soprattutto perché è una specie sempreverde, con una fioritura attraente, frutti ornamentali e una buona capacità di adattamento alla siccità una volta ben radicata.</p><p>Per coltivarlo, <strong>è opportuno scegliere una posizione soleggiata o a mezz’ombra e un terreno ben drenato, evitando i ristagni d’acqua. </strong>Durante i primi anni ha bisogno di irrigazioni di sostegno per sviluppare un apparato radicale adeguato, mentre in seguito tollera i periodi asciutti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La sua crescita è generalmente piuttosto lenta, quindi non richiede potature intense. Anzi, è preferibile non intervenire sull’arbusto e limitarsi alla rimozione dei rami danneggiati o mal orientati.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il corbezzolo dimostra che <strong>l’autunno non è soltanto una stagione di foglie cadute e vegetazione a riposo. </strong>La presenza contemporanea di fiori e frutti ricorda che la natura continua a seguire ritmi diversi e che, anche quando il paesaggio sembra prepararsi all’inverno, alcuni alberi stanno già costruendo la stagione successiva.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-albero-con-due-stagioni-contemporaneamente-il-corbezzolo-fiorisce-mentre-i-suoi-frutti-maturano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 95 mm di pioggia: attenzione tra lunedì 2 e martedì 3 novembre in queste regioni del centro-sud ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-ancora-freddo-piogge-intense-e-nuova-perturbazione-sull-italia.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 12:01:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il primo weekend di novembre porta l'Italia in una fase più movimentata: aria fredda, vento e piogge torneranno a farsi sentire soprattutto al Centro-Sud. Ma quanto durerà questa parentesi e cosa succederà nel corso della prossima settimana?</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/jzkZixQtKrw/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=jzkZixQtKrw" id="jzkZixQtKrw"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>È bastato che l'alta pressione arretrasse verso l'Europa occidentale per cambiare il volto del tempo sull'Italia. Dal settore balcanico stanno affluendo correnti più fredde, mentre sui mari meridionali prende forma una circolazione depressionaria capace di richiamare umidità e alimentare rovesci anche intensi.</p><p>Una situazione che accompagnerà il passaggio da ottobre a novembre, con <strong>temperature inferiori alle medie stagionali e un inizio di settimana particolarmente movimentato</strong> soprattutto per le regioni centro-meridionali.</p><p>Durante questo weekend, il Nord manterrà nel complesso condizioni abbastanza tranquille, con schiarite anche ampie e qualche annuvolamento. Il tempo sarà invece più capriccioso lungo il medio Adriatico, al Sud e sulle Isole maggiori, dove non mancheranno piogge intermittenti e locali temporali.</p><p>Domenica l'instabilità guadagnerà terreno. Le precipitazioni potranno raggiungere anche la Romagna e, in maniera più irregolare, alcuni settori del Nord-Ovest e delle Alpi, ma <strong>il cuore del maltempo resterà tra le regioni adriatiche centro-meridionali, la Calabria e la Sicilia</strong>.</p><p>Ad accompagnarlo saranno venti di Grecale e Tramontana, capaci di rendere l'aria più pungente rispetto a quanto indicherà il termometro. Al Nord e nelle zone interne del Centro le massime potranno fermarsi intorno a 12-14°C, mentre lungo molte coste meridionali si resterà più vicini ai 16-20°C.</p><h2>Lunedì 2 novembre: si approfondisce il vortice sullo Ionio</h2><p>L'avvio della settimana sarà la fase da seguire con maggiore attenzione. Secondo le proiezioni del modello europeo ECMWF, <strong>lunedì 2 novembre il minimo di pressione potrà scendere intorno a 1005 hPa nei pressi del basso Ionio</strong>, favorendo una sostenuta circolazione di venti attorno al Meridione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795940" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?">Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376361512_320.jpg" alt="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"></a></article></aside><p>Le piogge più persistenti interesseranno soprattutto il medio e basso versante adriatico, tra Marche meridionali, Abruzzo, Molise e Puglia, con rovesci possibili anche su Basilicata, Calabria e Sicilia.</p><p>Il Nord resterà prevalentemente ai margini del peggioramento, mentre lungo l'Appennino centrale <strong>potrà tornare la neve, localmente fin verso i 1000-1200 metri nelle fasi più fredde</strong>. Sui rilievi meridionali la quota sarà generalmente più alta. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-ancora-freddo-piogge-intense-e-nuova-perturbazione-sull-italia-1793437547794.png" data-image="c4l1f64w4nmt" alt="Lunedì 2 novembre si approfondisce il ciclone sullo Ionio" title="Lunedì 2 novembre si approfondisce il ciclone sullo Ionio"><figcaption>Lunedì 2 novembre si approfondisce il ciclone sullo Ionio</figcaption></figure><p>Lo scenario ECMWF mostra quantitativi nell'ordine di <strong>70 mm lungo la costa abruzzese e punte vicine ai 90-95 mm su settori della Puglia</strong>, con accumuli consistenti anche sulla Sicilia settentrionale. Sono stime riferite a più giorni, non alla sola giornata di lunedì, e andranno rivalutate nei nostri prossimi aggiornamenti.</p><h2>Quanto farà freddo? Temperature ancora sotto la media</h2><p>La risposta è sì: <strong>il freddo resterà protagonista almeno nella prima parte della settimana</strong>, soprattutto se confrontato con la mitezza delle giornate precedenti.</p><p>Le anomalie previste si collocano in molte aree intorno a 2-5°C sotto i valori tipici del periodo, con gli scostamenti più evidenti soprattutto sul versante adriatico e nelle regioni meridionali.</p><p>Alle prime luci di lunedì si potranno sfiorare i 5°C a Milano e i 2°C a Torino. Nel pomeriggio, però, il quadro sarà meno uniforme: intorno a 14-15°C in diverse città della Pianura Padana, circa 16°C a Roma e valori prossimi ai 20°C lungo alcuni tratti delle coste meridionali.</p><h2>Martedì 3 e mercoledì 4: tornano le schiarite, ma il freddo non scompare</h2><p>Martedì il vortice tenderà lentamente a spostarsi verso la Grecia. Resteranno possibili rovesci residui tra basso Adriatico, Calabria e Sicilia, mentre al Centro-Nord il tempo sarà più asciutto e si apriranno spazi soleggiati.</p><p>Mercoledì 4 si prospetta una pausa più stabile per buona parte della Penisola, con precipitazioni generalmente scarse. Nelle ore centrali della giornata il modello indica circa 12°C a Milano, 14°C a Venezia e valori intorno a 18°C a Roma, con differenze sensibili tra pianure, coste e aree interne.</p><h2>Da giovedì 5 nuova perturbazione da ovest: cosa sappiamo</h2><p>La tregua potrebbe non durare molto. <strong>Da giovedì 5 novembre un nuovo impulso perturbato potrebbe affacciarsi sul Mediterraneo occidentale</strong>, riportando nuvole e precipitazioni inizialmente sui mari a ovest dell'Italia, con possibili coinvolgimenti della Sardegna, della Sicilia e di alcuni settori tirrenici.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-ancora-freddo-piogge-intense-e-nuova-perturbazione-sull-italia-1793437507777.png" data-image="emk3ztdz4yxn" alt="Ancora anomalie termiche negative anche la prossima settimana." title="Ancora anomalie termiche negative anche la prossima settimana."><figcaption>Ancora anomalie termiche negative anche la prossima settimana.</figcaption></figure><p>La traiettoria di questa nuova fase resta ancora da precisare: sarà fondamentale capire dove si approfondirà l'eventuale minimo depressionario e quali regioni riceveranno gli accumuli maggiori.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795922" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza">Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793365571183_320.png" alt="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"></a></article></aside><p>Anche il quadro termico potrà cambiare, con un'attenuazione delle anomalie negative in alcune aree occidentali, mentre su molte altre zone italiane le temperature potrebbero mantenersi ancora inferiori alla norma.</p><p><strong>Novembre, quindi, inizierà con un'Italia divisa tra schiarite più frequenti al Nord e maltempo più insistente al Centro-Sud.</strong> Il freddo non sparirà da un giorno all'altro, ma nemmeno si profila, allo stato attuale, un'ondata di gelo estesa a tutta la Penisola. Sarà soprattutto l'evoluzione delle perturbazioni mediterranee a richiedere attenzione nei prossimi aggiornamenti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-ancora-freddo-piogge-intense-e-nuova-perturbazione-sull-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, novembre parte con un potente vortice ciclonico: piogge intense, vento forte e neve. Le regioni a rischio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-novembre-parte-con-un-potente-vortice-ciclonico-piogge-intense-vento-forte-e-neve-ecco-le-regioni-a-rischio.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 10:23:01 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il maltempo è tornato con decisione. Vortice ciclonico con piogge e neve sugli Appennini. Atteso un crollo termico entro l'inizio di Novembre</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsgawa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsgawa.jpg" id="xbsgawa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'inizio di novembre sembra volerci ricordare che l'inverno non è poi così lontano. Dopo una settimana caratterizzata da condizioni meteorologiche piuttosto tranquille e temperature tutto sommato gradevoli, la situazione sulla nostra Penisola sta rapidamente cambiando. </p><p>L'alta pressione, infatti, ha ormai lasciato spazio a correnti molto più fredde provenienti dall'Europa nord-orientale, responsabili di un peggioramento che potrebbe diventare particolarmente intenso nei prossimi giorni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ma attenzione, perché <strong>il vero protagonista di questa nuova fase di maltempo sarà un vortice ciclonico destinato a svilupparsi sul Mediterraneo centrale</strong>, interessando soprattutto le regioni meridionali e parte di quelle adriatiche.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Non si tratterà soltanto di qualche giornata più fredda. La combinazione tra l'arrivo di aria fredda in quota e le acque del Mediterraneo, ancora relativamente calde, potrebbe infatti favorire <strong>precipitazioni localmente abbondanti, temporali intensi, raffiche di vento molto sostenute e il ritorno della neve sugli Appennini</strong>.</p><h2><strong>Domenica 1° novembre, arriva il freddo e si forma un vortice ciclonico: tornano pioggia e neve</strong></h2><p>La giornata di domenica 1° novembre rappresenterà un passaggio fondamentale nell'evoluzione meteorologica dei prossimi giorni. L'afflusso di aria fredda dai quadranti nord-orientali tenderà infatti a intensificarsi, favorendo la formazione di un minimo depressionario sui mari meridionali italiani.</p><p><strong>Il peggioramento interesserà soprattutto il versante adriatico e le regioni del Sud</strong>, dove saranno possibili rovesci e temporali, localmente anche di forte intensità. In particolare, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia saranno tra le regioni maggiormente esposte all'instabilità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795940" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?">Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376361512_320.jpg" alt="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"></a></article></aside><p>Situazione differente su buona parte delle regioni tirreniche e settentrionali, dove non mancheranno schiarite anche ampie. Tuttavia, qualche precipitazione potrebbe interessare anche la Romagna e i settori appenninici dell'Emilia.</p><p><strong>Tornerà inoltre la neve sugli Appennini</strong>, con una quota generalmente compresa tra 1200 e 1500 metri, ma con la possibilità di sconfinamenti a quote inferiori ai 1000 metri, soprattutto sui rilievi del medio e alto versante adriatico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795922" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza">Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793365571183_320.png" alt="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"></a></article></aside><p>Ad accompagnare il peggioramento ci penserà anche il vento. Le correnti settentrionali potranno soffiare con raffiche particolarmente intense, soprattutto sull'Adriatico, favorendo un deciso aumento del moto ondoso e possibili mareggiate lungo le coste maggiormente esposte.</p><h2><strong>Lunedì 2 e martedì 3 novembre, vortice ciclonico sul Sud Italia: possibili piogge molto intense</strong></h2><p>Ma il peggioramento non si esaurirà con la giornata di domenica. Anzi, <strong>sarà proprio l'inizio della prossima settimana a presentare le condizioni meteorologiche potenzialmente più difficili</strong>, soprattutto sulle regioni meridionali.</p><p>Lunedì 2 novembre il vortice ciclonico dovrebbe ulteriormente organizzarsi tra il basso Tirreno e il mar Ionio, dando origine a una circolazione depressionaria piuttosto estesa. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-novembre-parte-con-un-potente-vortice-ciclonico-piogge-intense-vento-forte-e-neve-ecco-le-regioni-a-rischio-1793437888426.jpg" data-image="6ezri2qltg1j" alt="Minimo ben visibile con l'inizio della settimana" title="Minimo ben visibile con l'inizio della settimana"><figcaption>La circolazione depressionaria prevista per lunedì 2 novembre, con il minimo barico sul Mediterraneo meridionale e precipitazioni diffuse soprattutto al Sud. </figcaption></figure><p><strong>Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia saranno tra le regioni maggiormente interessate dal maltempo</strong>, con rovesci e temporali che potrebbero assumere carattere di forte intensità. Localmente non si escludono accumuli pluviometrici importanti in poche ore, accompagnati da forti raffiche di vento.</p><p>Le precipitazioni interesseranno anche parte del versante adriatico centrale, soprattutto tra Marche, Abruzzo e Molise, mentre il tempo dovrebbe risultare più stabile sulle regioni nord-occidentali e su buona parte di quelle tirreniche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795896" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia">Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359679067_320.jpg" alt="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"></a></article></aside><p><strong>Martedì 3 novembre il maltempo potrebbe insistere ancora sulle regioni meridionali</strong>, sebbene il centro depressionario dovrebbe iniziare gradualmente a spostarsi verso la Grecia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-novembre-parte-con-un-potente-vortice-ciclonico-piogge-intense-vento-forte-e-neve-ecco-le-regioni-a-rischio-1793437987949.jpg" data-image="k10g6t6wdzfk" alt="Precipitazioni cumulate entro martedì 3 novembre" title="Precipitazioni cumulate entro martedì 3 novembre"><figcaption>Precipitazioni cumulate previste fino a martedì 3 novembre. Accumuli particolarmente elevati tra il Sud Italia e il mar Ionio, con valori localmente prossimi o superiori ai 90 millimetri.</figcaption></figure><p>Gli accumuli complessivi di precipitazione potrebbero risultare particolarmente significativi tra Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, con valori localmente superiori ai 50-80 millimetri e punte anche maggiori nelle aree più esposte ai fenomeni intensi.</p><p>Nel frattempo, <strong>le temperature continueranno a mantenersi inferiori alle medie del periodo</strong>, soprattutto lungo il versante adriatico e nelle zone interne, dove la ventilazione settentrionale contribuirà ad accentuare ulteriormente la sensazione di freddo.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Soltanto tra martedì e mercoledì 4 novembre potremmo assistere a un graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche, grazie all'allontanamento del vortice verso il Mediterraneo orientale. </p><p>Tuttavia, la presenza di correnti ancora piuttosto fredde potrebbe mantenere un contesto termico decisamente autunnale, mentre nuove perturbazioni potrebbero tornare a interessare parte dell'Italia nella seconda metà della settimana.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-novembre-parte-con-un-potente-vortice-ciclonico-piogge-intense-vento-forte-e-neve-ecco-le-regioni-a-rischio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Starship di SpaceX verso la storia? Pochi giorni al 15° lancio che tenterà la "doppia cattura", rischiando molti danni ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/starship-di-spacex-verso-la-storia-pochi-giorni-al-15-lancio-che-tentera-la-doppia-cattura-rischiando-molti-danni.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 07:55:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Con il Flight 15 dell'8 novembre 2026, SpaceX tenta la storica "doppia cattura" al volo di booster e Starship tramite i bracci Mechazilla. Una sfida ad alto rischio, che segna una tappa importante nella direzione la riusabilità totale dei vettori.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/starship-di-spacex-verso-la-storia-il-conto-alla-rovescia-per-il-flight-15-che-tentera-la-doppia-cattura-1793376558922.jpg" data-image="94qglxmbfgk5"><figcaption>Con l'imminente Flight 15, programmato non prima dell'8 novembre 2026 dalla Starbase, SpaceX si appresta a scrivere una nuova pagina storica, non priva di rischi e ambizioni: tentare, per la prima volta in assoluto, il doppio recupero sospeso. Credits: www.spacex.com</figcaption></figure><p>Nella storia dei grandi programmi tecnologici e spaziali, esistono dei <strong>momenti di svolta veri e propri</strong>, che non nascono da un'evoluzione lineare, ma da salti improvvisi, seppur calcolati, all'interno dello stesso progetto. </p><p>È già accaduto in SpaceX, quando dal nulla ha inventato le piattaforme oceaniche mobili per salvare i booster del Falcon 9, accettando il rischio costante di spettacolari fallimenti.</p><p><strong>Oggi, SpaceX sta per prendersi un grande rischio</strong> per fare un altro salto radicale all'interno del programma Starship. Infatti, con l'imminente Flight 15, programmato <strong>non prima dell'8 novembre 2026</strong> dalla Starbase, SpaceX si appresta a scrivere una <strong>nuova pagina storica</strong>, non priva di<strong> rischi e ambizioni</strong>: tentare, per la prima volta in assoluto, <strong>il doppio recupero sospeso</strong>, sia del gigantesco booster Super Heavy, che della "navetta" Starship, tra le braccia meccaniche della torre dotata di bracci Mechazilla.</p><h2>Le tappe e le tecnologie del nuovo standard Block 3 (V3)</h2><p>Il 25 ottobre è stato già completato con successo il test di accensione statica di tutti i 33 motori Raptor del booster 22. Questo <strong>booster della Ship 42</strong> ha subito degli <strong>importanti aggiornamenti ingegneristici</strong> con una nuova architettura Block 3 (V3).</p><p> Sebbene questa tecnologia di fosse stata già svelata da SpaceX tempo fa, il Flight 15 la impiega definitivamente come<strong> standard operativo di serie</strong>. Grazie alla rimozione di gran parte delle tubature esterne e delle schermature termiche superflue, ogni motore ora garantisce <strong>un risparmio di circa 1 tonnellata di massa</strong>, con una spinta superiore. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774008" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale.html" title="Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale">Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale.html" title="Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale-1781554375197_320.jpg" alt="Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale"></a></article></aside><p>Sono state rimosse le pesanti zampe di stazionamento, cioè di atterraggio, in entrambi gli stadi. Gli ingegneri, infatti, hanno eliminato il peso strutturale inutile <strong>in vista dell'atterraggio con i bracci Mechazilla.</strong></p><h2>Le fasi del volo e i grandi rischi della "Doppia Cattura"</h2><p>La missione riprodurrà la rotta verso un'orbita bassa, dato che <strong>il momento clou della missione sarà rappresentato proprio dalle complesse manovre di rientro</strong>. Dopo la separazione dalla Starship,<strong> il Super Heavy</strong> eseguirà una manovra per invertire la rotta e, guidato dalle alette grigliate, dette grid fins, <strong>tornerà verso la torre di lancio</strong> per farsi agganciare al volo dalle braccia della torre Mechazilla.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/starship-di-spacex-verso-la-storia-il-conto-alla-rovescia-per-il-flight-15-che-tentera-la-doppia-cattura-1793376590065.jpg" data-image="qmvgb24234o9"><figcaption>Dopo la separazione dalla Starship, il Super Heavy eseguirà una manovra per invertire la rotta e, guidato dalle alette grigliate, dette grid fins, tornerà verso la torre di lancio per farsi agganciare al volo dalle braccia della torre Mechazilla. Credits: www.spacex.com</figcaption></figure><p>Ma la novità principale, questa volta, riguarda proprio il tentativo di ritorno finalizzato ad un nuovo riutilizzo della Starship. Finora la Starship era stata fatta ammarare ed esplodere in pieno oceano. </p><div class="texto-destacado">Questa volta dopo aver completato una parte dell'orbita e testato i portelloni per il rilascio dei satelliti e per il trasferimento di propellente la navetta tenterà per la prima volta un rientro controllato dallo spazio verso terra per farsi catturare direttamente al volo dalla torre, evitando quindi di schiantarsi ed esplodere in mare.</div><p>Tuttavia, questa complessa procedura si scontra con <strong>un alto rischio</strong> non solo per il sistema Starship, e quindi per il suo ritorno incolume, ma anche e soprattutto per le strutture di terra.</p><p><strong>Infatti, a Starbase, attualmente, è operativa una sola torre Mechazilla</strong>. Questa torre dovrà prima <strong>agganciare mettere in sicurezza rapidamente il booster catturato</strong>, sganciarlo per<strong> liberare i bracci meccanici</strong> nell'arco di un'ora e mezza, per essere pronta ad <strong>accogliere il ritorno della Starship</strong>.</p><h2>Cosa succede in caso di errore? </h2><p>Puntare tutto su una manovra <strong>con una sola torre Mechazilla </strong>a disposizione ha un alto, anzi <strong>altissimo livello di rischio</strong>. Infatti attualmente non esiste una ridondanza di torri di cattura operative a Boca Chica (dove è la base di lancio). </p><div class="texto-destacado">Un solo errore di calcolo o un'avaria durante il rientro o l'aggancio comprometterebbe la missione, con un possibile impatto del colosso, pesante decine di tonnellate, direttamente contro l'infrastruttura a terra.</div><p><strong>Se la torre deve essere distrutta</strong> o anche gravemente danneggiata, il programma potrebbe subire<strong> uno stop forzato di svariati mesi</strong> per la ricostruzione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770884" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-del-sistema-starship-v.html" title="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3">SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-del-sistema-starship-v.html" title="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-della-starship-v-1779913039062_320.jpeg" alt="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3"></a></article></aside><p><strong>Per Elon Musk</strong> questo<strong> rischio calcolato</strong> rappresenta il <strong>"prezzo da pagare" per accelerare l'innovazione</strong>. Infatti la riusabilità dell'intero sistema deve essere ancora provata e quindi dimostrata.</p><h2> Le parole di Elon Musk e l'importanza strategica per il futuro </h2><p>Dal canto suo Elon Musk, commentando la portata di questa missione, ha definito il tentativo di recupero di entrambi gli stadi come un <strong>"profound technology milestone"</strong>, un traguardo tecnologico profondo. La riuscita di questa manovra rappresenta rappresenta il vero e proprio sblocco economico e operativo dell'intero sistema.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Riuscire a catturare sia il booster che la navetta, al primo colpo e in un unico volo, significa abbattere drasticamente i tempi di ispezione e ricondizionamento dei razzi, riducendoli da mesi a poche ore, avvicinandoci concretamente all'obiettivo di un sistema di trasporto interplanetario totalmente e rapidamente riutilizzabile.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il Flight 15, quindi, rappresenta <strong>un banco di prova determinante per la sostenibilità economica dell'azienda</strong>, il futuro dispiegamento della costellazione Starlink e anche per le future missioni con equipaggio verso la Luna e Marte. <strong>Se i test andranno a buon fine</strong>, la transizione dallo sviluppo all'operatività commerciale compirà <strong>un salto in avanti molto importante</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/starship-di-spacex-verso-la-storia-pochi-giorni-al-15-lancio-che-tentera-la-doppia-cattura-rischiando-molti-danni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Autunno e meteo da brividi: 5 fenomeni naturali che un tempo erano considerati magia ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 07:02:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Non leggende di Halloween ma fatti scientificamente spiegabili. Un tempo, in autunno, gli eventi meteo o naturali più rari suscitavano stupore e paura tanto che si pensava fossero causati da spiriti e divinità. Oggi la natura riesce ancora a destare meraviglia, anche l'origine dei fenomeni è nota</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia-1793295313700.jpg" data-image="ppzpablvmf99" alt="leggende meteo" title="leggende meteo"><figcaption>L'aurora boreale, uno degli spettacoli più belli che offre il cielo, che gli antichi collegavano alle anime dei defunti o alle leggende sulle Valkirie</figcaption></figure><p>Un po’ per il tempo spesso grigio, un po’ per il suo legame con Halloween e la festa dei morti, l'autunno è forse la stagione che più di tutte ha alimentato le superstizioni popolari grazie a fenomeni rimasti per secoli dei veri e propri <strong>misteri</strong>.</p><div class="texto-destacado">La natura, però, non ha bisogno di miti e leggende per essere sorprendente e offre tanti prodigi ormai perfettamente spiegabili, ma che possono ancora rendere unica persino una buia giornata autunnale. <br></div><p>Ecco 5 fenomeni naturali così spettacolari che un tempo venivano considerati <strong>magici</strong>.</p><h2>5. Capelli di ghiaccio</h2><p>Filamenti di ghiaccio tanto sottili da somigliare a capelli sono un raro fenomeno che si verifica nei boschi più <strong>umidi</strong>, quando arrivano i primi freddi e le temperature scendono di <strong>pochi gradi</strong> sotto lo zero. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia-1793295456429.jpg" data-image="vvvkhnddjzd1" alt="autunno capelli di ghiaccio" title="autunno capelli di ghiaccio"><figcaption>I capelli di ghiaccio, filamenti così sottili da somigliare a peli di animali o capelli umani</figcaption></figure><p>Perché questo si verifichi occorre che il fungo <strong>Exidiopsis effusa</strong> cresca sul legno marcio. Il fungo impedisce la cristallizzazione del ghiaccio e permette la formazione di filamenti del diametro di <strong>0,01 mm, </strong>lunghi anche una ventina di centimetri.</p><p>I Capelli di Ghiaccio non sono nulla di spaventoso, ma sono sicuramente <strong>infrequenti</strong>, perciò chi volesse festeggiare il giorno di Ognissanti andandoli a cercare con una passeggiata nei boschi, dovrà armarsi di pazienza. Anche le prime osservazioni risalgono a poco più di un secolo fa. Si devono al meteorologo tedesco Alfred Wegener, mentre il ruolo del fungo è stato dimostrato solo nel <strong>2015</strong>.</p><h2>4. Spettri Rossi</h2><p>Durante un temporale può capitare a volte che si manifesti un <strong>bagliore rosso</strong> intenso al di sopra delle nuvole e dei fulmini. È un evento dalla brevissima durata, perfetto per accentuare le atmosfere di temporale nella notte di Halloween, ma difficile da osservare perché raro.</p><p>Questi strani bagliori rossi sono stati immortalati per la prima volta solo nel 1989, in modo casuale, e tutt’ora sono <strong>poco studiati</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792500" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo.html" title="Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo">Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo.html" title="Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo-1791482074908_320.jpg" alt="Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo"></a></article></aside><p>Degli Spettri Rossi si sa comunque che si formano tra i 60 e i 90 chilometri di altitudine, quando un fulmine molto intenso genera un <strong>campo elettrico</strong> nell'alta atmosfera. Gli elettroni in accelerazione interagiscono con l’azoto presente nell’aria e producono così un intenso lampo di luce rossa.</p><h2>3. Bioluminescenze</h2><p>Alcuni organismi, sia marini che terrestri, grazie ad una reazione chimica sono capaci di produrre luce. Questo avviene a causa dell'ossidazione di una molecola chiamata <strong>luciferina</strong> e di un enzima chiamato <strong>luciferasi</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia-1793295502869.jpg" data-image="yi9u34mfvbh6" alt="bioluminescenza" title="bioluminescenza"><figcaption>Il fenomeno della bioluminescenza su una spiaggia in Danimarca</figcaption></figure><p>In riva al <strong>mare</strong>, quando gli organismi si accumulano sul bagnasciuga di notte, lo spettacolo è davvero incredibile e non stupisce quindi che abbia suscitano negli osservatori al tempo stesso timore, incredulità e meraviglia. In Europa è possibile osservare questo spettacolo in diversi luoghi, dal <strong>Medieterraneo </strong>alla <strong>Danimarca</strong>.</p><p>Allo stesso modo, nei boschi le luminescenze verdastre prodotte da alcuni <strong>funghi </strong>cresciuti sul legno in decomposizione sono state associate alle <strong>fate, alle streghe o agli dei</strong>, a seconda del folklore locale. Per chi ha il coraggio di avventurarsi in un bosco dopo il tramonto, il periodo perfetto per vederli è proprio l'autunno, con le <strong>piogge </strong>e <strong>l'umidità </strong>che fanno germogliare i funghi.</p><h2>2. Fuoco di Sant'Elmo</h2><p>Anche il fenomeno del Fuoco di Sant’Elmo è legato ai temporali, sebbene possa verificarsi anche in altre occasioni, come forti <strong>nevicate </strong>o bufere di <strong>vento</strong>. </p><p>L'intensa luce dai colori <strong>blu e viola</strong> si forma quando un campo elettrico <strong>ionizza </strong>l’aria intorno ad oggetti appuntiti, oggi ali di aeroplani e parafulmini, più anticamente gli alberi delle navi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764764" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questa-e-la-capitale-dei-fulmini-i-fulmini-sono-visibili-fino-a-10-ore-a-notte.html" title="Questa è la capitale dei fulmini: 'i lampi sono visibili fino a 10 ore a notte'">Questa è la capitale dei fulmini: "i lampi sono visibili fino a 10 ore a notte"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questa-e-la-capitale-dei-fulmini-i-fulmini-sono-visibili-fino-a-10-ore-a-notte.html" title="Questa è la capitale dei fulmini: 'i lampi sono visibili fino a 10 ore a notte'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/esta-es-la-capital-de-los-rayos-los-relampagos-son-visibles-hasta-10-horas-por-noche-1776421827272_320.jpeg" alt="Questa è la capitale dei fulmini: 'i lampi sono visibili fino a 10 ore a notte'"></a></article></aside><p>Non a caso questo fenomeno colpiva la fantasia dei <strong>marinai, </strong>che lo attribuivano a <strong>Castore e Polluce</strong> i loro protettori, e più di recente a <strong>Sant’Erasmo</strong>, che ha sostituito le divinità greche nel ruolo di patrono dei naviganti e da cui deriva il nome di Fuoco di Sant'Elmo.</p><p>Secondo la tradizione marinaresca due bagliori insieme erano di buon auspicio, uno solo era invece un cattivo presagio.</p><h2>1.Fulmini globulari</h2><p>Globi di luce così intensi da essere visibili anche di giorno, veloci fino a 30 Km all’ora e dal movimento <strong>caotico</strong>, i fulmini globulari spariscono lasciandosi dietro talvolta un odore di <strong>zolfo</strong>, hanno quindi proprio tutto ciò che serve per apparire soprannaturali e non proprio benevoli.</p><p>Nel 1638 uno di questi globi di luce danneggiò una chiesa e venne interpretato come una presenza maligna e un fenomeno simile si è manifestato anche a Milano nel 1841.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776755" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-gigantesca-gabbia-di-faraday-la-fisica-protegge-i-visitatori-della-torre-eiffel-quando-viene-colpita-da-un-fulmini.html" title="Una gigantesca gabbia di Faraday: la fisica protegge i visitatori della Torre Eiffel quando viene colpita da un fulmine">Una gigantesca gabbia di Faraday: la fisica protegge i visitatori della Torre Eiffel quando viene colpita da un fulmine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-gigantesca-gabbia-di-faraday-la-fisica-protegge-i-visitatori-della-torre-eiffel-quando-viene-colpita-da-un-fulmini.html" title="Una gigantesca gabbia di Faraday: la fisica protegge i visitatori della Torre Eiffel quando viene colpita da un fulmine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-gran-jaula-de-faraday-el-mecanismo-que-proteje-a-los-visitantes-de-la-torre-eiffel-cuando-un-rayo-la-impacta-1782782651502_320.png" alt="Una gigantesca gabbia di Faraday: la fisica protegge i visitatori della Torre Eiffel quando viene colpita da un fulmine"></a></article></aside><p>Naturalmente, anche questo è un evento legato ai temporali, normale nonostante sia raro, e con la particolarità di verificarsi a quote molto <strong>basse</strong>. Per questi fulmini così peculiari, però, non esiste ancora una spiegazione scientifica universalmente accettata. </p><p>Tra le teorie più accreditate c’è quella secondo cui i fulmini globulari si formerebbero quando la scarica elettrica colpisce terra e vaporizza alcuni materiali, in particolare il <strong>silicio</strong>, producendo una luminescenza di qualche secondo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Studio su Nature: due terzi dei 50.000 decessi legati al caldo di quest'estate in Europa colpa dei cambiamenti climatici]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-studio-pubblicato-su-nature-i-cambiamenti-climatici-sono-stati-la-causa-dei-due-terzi-dei-50-000-decessi-legati-al.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nell'estate del 2026, in Europa si è registrato un numero record di decessi legati alle alte temperature. Uno studio pubblicato su Nature stima che i cambiamenti climatici causati dall'uomo siano stati responsabili di quasi due terzi di tali decessi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-verano-mas-mortifero-de-europa-50-000-muertes-por-calor-en-2026-dos-tercios-por-el-cambio-climatico-1792969971061.png" data-image="wb8ompsmzd44"><figcaption>Il bilancio delle vittime supera di gran lunga i record registrati in altre due estati particolarmente estreme: il 2022 e il 2003.</figcaption></figure><p>L’estate del 2026 in Europa non è stata segnata soltanto dalle ripetute ondate di calore, dalla siccità dei grandi fiumi e dagli incendi boschivi. Sarebbe stata anche <strong>la più mortale a causa delle alte temperature almeno degli ultimi 26 anni</strong>. Una ricerca condotta da scienziati dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine stima che il caldo sia stato associato a <strong>50.391 decessi nelle principali città europee</strong> durante giugno, luglio e agosto. </p><p>La cifra supera ampiamente le stime relative ad altre due estati particolarmente estreme: nel 2022 furono stimati 29.480 decessi, mentre nel 2003 furono 28.462. Rispetto al 2025, quando furono calcolati 24.572 decessi, <strong>il bilancio di quest’anno è praticamente raddoppiato.</strong></p><p>I risultati fanno parte di<strong> due studi pubblicati</strong> sulla rivista scientifica <em>Nature Health</em>, uno dei quali già disponibile e l’altro previsto per la settimana successiva alla diffusione della ricerca originale.</p><h2><strong>Il caldo estremo e una mortalità che spesso passa inosservata</strong></h2><p>Per quantificare l’impatto, i ricercatori hanno analizzato i dati di temperatura e mortalità di <strong>854 grandi aree urbane di 30 Paesi</strong>: i 27 membri dell’Unione europea, oltre a Regno Unito, Norvegia e Svizzera. Complessivamente, queste città ospitano circa <strong>173 milioni di abitanti, quasi il 40% della popolazione dei Paesi considerati</strong>.</p><p>Le stime sono state ottenute combinando le temperature registrate durante l’estate con i dati storici sulla mortalità associata al caldo nelle stesse località. I risultati, quindi, non rappresentano un conteggio diretto dei certificati di morte che identificano le alte temperature come causa immediata del decesso, ma un <strong>calcolo statistico dell’impatto sanitario del caldo estremo.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-verano-mas-mortifero-de-europa-50-000-muertes-por-calor-en-2026-dos-tercios-por-el-cambio-climatico-1792969527599.png" data-image="hyjf0nw8bdur"><figcaption>I ricercatori avvertono che ridurre rapidamente le emissioni di gas serra sarà fondamentale per limitare il riscaldamento.</figcaption></figure><p>Questa distinzione è fondamentale. Le alte temperature possono aggravare malattie cardiovascolari, respiratorie e altre patologie preesistenti, fino a provocare complicazioni fatali.<strong> In molti di questi casi, il caldo non viene indicato esplicitamente come causa di morte</strong>.</p><p>Malcolm Mistry, uno degli autori dello studio, avverte che la reale portata di questa mortalità non viene misurata direttamente e che la mancanza di registrazioni omogenee <strong>rende difficili i confronti internazionali</strong>. Per questo il caldo viene considerato un “assassino silenzioso”.</p><div class="texto-destacado">I livelli più elevati di riscaldamento di origine antropica si riscontrano nel nord Italia, nella Spagna centrale, nel sud della Francia e in alcune zone dell'Europa orientale, con incrementi superiori a 2,5 °C attribuibili alle attività umane.</div><p>In <strong>Spagna</strong>, dove sono stati studiati 90 grandi centri abitati con circa 20 milioni di residenti, gli scienziati <strong>hanno stimato 6.824 decessi associati al caldo durante l’estate</strong>. Il risultato supera gli oltre 5.100 decessi stimati per lo stesso periodo dal sistema MoMo, dell’Instituto de Salud Carlos III e del ministero della Sanità, per l’intero Paese.</p><h2><strong>Il cambiamento climatico avrebbe causato il 65% dei decessi</strong></h2><p>Uno dei risultati più rilevanti della ricerca è la stima del ruolo del riscaldamento globale in questo bilancio. Secondo Garyfallos Konstantinoudis, membro del gruppo di ricerca, <strong>circa 32.000 decessi, il 65% del totale stimato, possono essere attribuiti al cambiamento climatico indotto dalle attività umane</strong>.</p><p>Lo studio sottolinea inoltre che, <strong>all’inizio del secolo, la quota dei decessi legati </strong>al caldo attribuibili al riscaldamento provocato dall’uomo<strong> si aggirava attorno al 40%</strong>. L’aumento riflette il modo in cui l’influenza del cambiamento climatico modifica i rischi sanitari associati alle temperature estreme.</p><div class="texto-destacado">Le anomalie termiche registrate durante l’estate aiutano a comprendere la portata del fenomeno. <strong>Nelle città analizzate, la temperatura media stagionale è stata di circa 2,4 °C superiore a quella del periodo di riferimento 1991-2020.</strong> In alcune giornate, la differenza ha raggiunto i 7,3 °C e, in determinati Paesi dell’Europa occidentale e orientale, le anomalie giornaliere hanno toccato i 12 °C.</div><p>Inoltre, <strong>quasi un terzo dei decessi stimati si è concentrato durante l’ondata di calore compresa tra il 17 giugno e il 1° luglio</strong>, quando le temperature sono state, in media, di 5,3 °C superiori ai valori storici recenti.</p><h2><strong>Gli anziani sono i più vulnerabili, ma non gli unici</strong></h2><p><strong>Gli anziani sono stati il gruppo più colpito.</strong> Secondo i calcoli dei ricercatori, tra le persone di almeno 85 anni si sono registrati circa 22.502 decessi, approssimativamente la metà del totale stimato.</p><p>Tuttavia, l’impatto del caldo non si è limitato alle fasce d’età più avanzate. <strong>Il gruppo ha stimato anche oltre 800 decessi tra le persone dai 20 ai 44 anni</strong>, un segnale del fatto che l’esposizione a temperature estreme può avere conseguenze gravi in diverse fasce della popolazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787838" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'">Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: "è stata la più calda"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia-1788958531495_320.jpg" alt="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"></a></article></aside><p><strong>La situazione ha messo sotto pressione anche i sistemi sanitari</strong>. Nel Regno Unito, il medico Andrew Hartle ha descritto una domanda di assistenza ospedaliera paragonabile a quella di una stagione invernale caratterizzata da un’intensa circolazione di virus, nonostante l’estate sia solitamente un periodo relativamente tranquillo per i servizi sanitari.</p><p>Di fronte a questo scenario, i ricercatori avvertono che<strong> ridurre rapidamente le emissioni di gas serra e abbandonare progressivamente i combustibili fossili sarà</strong> <strong>fondamentale per limitare il riscaldamento</strong>. Senza una riduzione duratura delle emissioni, sostengono, l’impatto sanitario delle ondate di calore continuerà ad aumentare e richiederà sempre più risorse ai sistemi di sanità pubblica.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Barnes%2C%20Clair%3B%20et%20al" data-year="2026" data-title="Heat-related%20urban%20mortality%20attributable%20to%20human-induced%20climate%20change%20in%20Europe%20from%202000%20to%202025" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs44360-026-00209-8">Barnes, Clair; et al. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s44360-026-00209-8" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Mortalità urbana legata al caldo attribuibile al cambiamento climatico indotto dall’uomo in Europa dal 2000 al 2025</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-studio-pubblicato-su-nature-i-cambiamenti-climatici-sono-stati-la-causa-dei-due-terzi-dei-50-000-decessi-legati-al.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Halloween tutto l'anno: 5 città europee dove andare, tra atmosfere misteriose e storie di fantasmi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 18:10:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Atmosfere crepuscolari, castelli che sembrano usciti da un romanzo gotico e leggende misteriose: Edimburgo è forse la prima città che viene in mente per una fuga a tema Halloween, ma non è l'unica meta europea per gli amanti del mistero. Ecco 5 città alternative dove andare alla ricerca di leggende tutto l'anno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291271922.jpg" data-image="t36bc0mq9ll3" alt="Un amanecer otoñal sobre la ciudad de Praga, en la República Checa" title="Un amanecer otoñal sobre la ciudad de Praga, en la República Checa"><figcaption>Un amanecer otoñal sobre la ciudad de Praga, en la República Checa.</figcaption></figure><p>Con l'avvicinarsi di Halloween, castelli, misteri ed enigmi catturano l'attenzione anche di chi solitamente non è attratto dal soprannaturale; ma non è necessario aspettare la notte di Ognissanti per esplorare queste storie e questi segreti in prima persona. </p><div class="texto-destacado">In tutta Europa, magnifiche città vantano dimore storiche e leggende arcane che affascinano i visitatori durante tutto l'anno. </div><p>L'autunno, con i suoi cieli grigi e la luce soffusa e diffusa, è la stagione perfetta per scoprirle, poiché la nebbia e le tonalità cupe rendono questi luoghi ancora più suggestivi.</p><p>Sebbene <strong>Edimburgo</strong> sia la meta più popolare per questo tipo di viaggio, non è certo l'unica. Dai monumenti più famosi ai tesori nascosti ancora incontaminati dal turismo di massa, ecco cinque città dove è possibile vivere l'atmosfera di Halloween tutto l'anno. </p><h2>5. Praga </h2><p>Eventi a tema, <strong>tradizioni popolari e sfilate in maschera rendono Praga una città ideale per celebrare Halloween</strong>; tuttavia, una volta terminati i festeggiamenti, la città diventa ancora più affascinante. Praga, una delle capitali più belle d'Europa, si anima con migliaia di turisti durante l'estate, ma in autunno assume un'atmosfera davvero magica.</p><p>I suoi antichi vicoli sono un tesoro di storie di streghe, alchimisti, <strong>fantasmi e crimini, il tutto all'ombra della Fortezza di Vyšehrad,</strong> che domina il fiume Moldava e la città che si estende ai suoi piedi. </p><p><strong>Con il suo monumentale cimitero e una posizione che la rende meno affollata rispetto al complesso principale del Castello di Praga</strong>, questa fortezza offre un'atmosfera più intima, che diventa ancora più incantevole con la presenza della nebbia autunnale. </p><h2>4. York</h2><p>York, una piccola e meravigliosa città medievale in Inghilterra, è un'altra meta particolarmente apprezzata dagli amanti del brivido. <strong>Non a caso questa città è considerata la più infestata d'Europa</strong>; infatti, è conosciuta come la "città dei mille fantasmi". </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291363399.jpg" data-image="p5c0cvnpl8z9" alt="Un vicolo nel centro storico medievale di York." title="Un vicolo nel centro storico medievale di York."><figcaption>Un vicolo nel centro storico medievale di York.</figcaption></figure><p>Una passeggiata serale tra le tortuose vie del centro storico è sufficiente per assaporare il fascino di questi luoghi. <strong>Tra antiche case a graticcio che sembrano sul punto di crollare da un momento all'altro ed eleganti residenze vittoriane</strong>, si ergono le guglie di una delle più belle cattedrali gotiche del mondo, così alte da sembrare sfidare le nuvole.</p><p><strong>Ogni angolo contribuisce a rendere questa città la cartolina perfetta per Halloween, </strong>e in effetti, per qualsiasi periodo dell'anno. </p><h2>3. Český Krumlov </h2><p>Oltre Praga, la Repubblica Ceca ospita un'altra meta imperdibile per chi è alla ricerca di enigmi e leggende oscure: <strong>Český Krumlov</strong>, sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO che sembra uscito direttamente da una fiaba misteriosa. </p><p>Circondata da antiche mura e dalla Foresta Boema, <strong>questa città fu un tempo un vero centro di alchimia, grazie a Guglielmo di Rosenberg</strong>, un sovrano appassionato di questa disciplina che, nel XVI secolo, promosse la creazione di laboratori dedicati alle arti occulte.</p><p>Nelle vie del quartiere di Latrán si possono ancora trovare simboli esoterici incisi sui muri:<strong> vestigia di un'epoca in cui gli alchimisti cercavano qui la Pietra Filosofale.</strong></p><p>Inoltre, si dice che il castello che domina il fiume a Český Krumlov sia infestato da uno dei fantasmi più famosi della città: la "Dama Bianca", <strong>una nobildonna che ebbe una fine tragica e apparteneva alla famiglia Rosenberg, che governò la città per lungo tempo.</strong></p><h2>2. Sintra </h2><p>Con le sue facciate colorate e l'architettura eclettica, il Castello di Sintra sembra uscito direttamente da una fiaba. Questa splendida città portoghese, incastonata nella "Montagna della Luna", <strong>è la cornice perfetta per una fuga a tema Halloween.</strong></p><p>Oltre al castello, passaggi segreti, pozzi e giardini misteriosi rendono Sintra un luogo incredibilmente suggestivo, soprattutto in autunno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291411770.jpg" data-image="b3hqxp3ejo5r" alt="Il pozzo dell'iniziazione nel giardino di Quinta da Regaleira, a Sintra." title="Il pozzo dell'iniziazione nel giardino di Quinta da Regaleira, a Sintra."><figcaption>Il pozzo dell'iniziazione nel giardino di Quinta da Regaleira, a Sintra.</figcaption></figure><p>Sebbene non vi siano storie di fantasmi particolarmente famose, qui si trova Quinta da Regaleira, un'antica tenuta i cui giardini ospitano tunnel, labirinti e il celebre Pozzo dell'Iniziazione: <strong>una profonda cavità a spirale scavata nel terreno che conduce a una rete di passaggi sotterranei.</strong></p><p>Ciò che rafforza davvero l'immagine di Sintra come città infestata sono le sue fortezze, i palazzi in stile romantico e le torri.</p><h2> 1. Transilvania<br></h2><ol></ol><ol></ol><p>Che sia ad Halloween, a metà agosto o in qualsiasi altro periodo, la Romania è una destinazione essenziale per incontrare da vicino una delle figure più famose del mondo dell'occulto: <strong>il Conte Dracula.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791376" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/una-delle-piu-grandi-chiese-a-cupola-d-europa-il-prodigio-architettonico-della-foresta-nera.html" title="Una delle più grandi chiese a cupola d'Europa: il prodigio architettonico della Foresta Nera">Una delle più grandi chiese a cupola d'Europa: il prodigio architettonico della Foresta Nera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/una-delle-piu-grandi-chiese-a-cupola-d-europa-il-prodigio-architettonico-della-foresta-nera.html" title="Una delle più grandi chiese a cupola d'Europa: il prodigio architettonico della Foresta Nera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/eine-der-gro-ten-kuppelkirchen-europas-das-architekturwunder-im-schwarzwald-1790582795320_320.jpeg" alt="Una delle più grandi chiese a cupola d'Europa: il prodigio architettonico della Foresta Nera"></a></article></aside><p>La Transilvania è indissolubilmente legata a questo personaggio letterario, ispirato, appunto, da un conte reale: <strong>Vlad Țepeș</strong>. Potrebbe sorprendere qualcuno che la Transilvania sia un bel posto da visitare durante la primavera e l'estate, <strong>quando il paesaggio è lussureggiante, verde e in pieno splendore. In autunno, invece, la regione diventa davvero straordinaria.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291456861.jpg" data-image="99lgmy23c3eu" alt="Un paisaje otoñal en los montes Cárpatos, en Rumanía." title="Un paisaje otoñal en los montes Cárpatos, en Rumanía."><figcaption>Un paisaje otoñal en los montes Cárpatos, en Rumanía.</figcaption></figure><p>Secondo gli itinerari turistici, il "Castello di Dracula" è il Castello di Bran; tuttavia, non ha alcun legame storico reale con Vlad Țepeș, che nacque in realtà nella splendida città medievale di Sighișoara, dove la sua casa si erge ancora oggi. Immersi tra le cime dei Carpazi, <strong>che assumono un'atmosfera ancora più affascinante e misteriosa sotto le nebbie autunnali,</strong> si trovano le rovine della Fortezza di Poenari, considerata il vero castello di Dracula.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="736676" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-di-halloween-tanti-gli-eventi-a-tema-ma-non-solo.html" title="Cosa fare a Roma nel weekend di Halloween? Tanti gli eventi a tema, ma non solo ">Cosa fare a Roma nel weekend di Halloween? Tanti gli eventi a tema, ma non solo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-di-halloween-tanti-gli-eventi-a-tema-ma-non-solo.html" title="Cosa fare a Roma nel weekend di Halloween? Tanti gli eventi a tema, ma non solo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-di-halloween-tanti-gli-eventi-a-tema-ma-non-solo-1761734729361_320.jpg" alt="Cosa fare a Roma nel weekend di Halloween? Tanti gli eventi a tema, ma non solo "></a></article></aside><p>Nella stessa regione si trova il Passo di Borgo, immortalato dal romanzo di Bram Stoker, in cui l'autore ambienta il terrificante viaggio del protagonista, <strong>Jonathan Harker,</strong> verso il castello del Conte Dracula.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 16:44:37 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco come la fase instabile del vortice polare influenzerà il tempo sull'Italia a inizio novembre, con un cambiamento radicale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsav8i"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsav8i.jpg" id="xbsav8i"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Si sta per aprire un periodo particolarmente dinamico che metterà fine al dominio anticiclonico degli ultimi giorni. Proprio intorno al 5 novembre il vortice polare stratosferico, la grande struttura di aria fredda e venti occidentali che ruota <strong>a circa 30 chilometri di altezza sopra il Polo Nord,</strong> andrà progressivamente a indebolirsi. </p><p>I modelli, a partire dalle proiezioni <strong>ECMWF,</strong> convergono su un forte indebolimento, con possibile deformazione a due lobi o addirittura un’inversione dei venti zonali. Un evento che, se confermato, <strong>rappresenterebbe uno dei più precoci mai osservati, anticipando di settimane i precedenti storici collocati a fine novembre.</strong></p><h2><strong>Quali implicazioni avrà per l’Italia?</strong></h2><p>Questo disturbo non si traduce automaticamente in gelo immediato sull’Italia, perché gli effetti sulla troposfera (lo strato in cui viviamo) arrivano con un certo ritardo e dipendono da come l’anomalia si propaga verso il basso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376234778.jpg" data-image="foynhcmgl9tc" alt="Piogge." title="Piogge."><figcaption>Una fase piovosa sta per aprirsi sull'Italia.</figcaption></figure><p>Ciò che appare già chiaro è l’apertura di un periodo più dinamico e turbolento. L’indebolimento del vortice polare favorisce una circolazione atmosferica meno zonale e più ondulata, con la <strong>corrente a getto</strong> che tende a meandrizzare, aprendo la strada a frequenti saccature atlantiche o continentali pronte a scendere verso il Mediterraneo.</p><p><strong>Per l’Italia questo scenario significa il passaggio di diverse perturbazioni in successione.</strong> Le saccature, una volta arrivate sul bacino mediterraneo ancora relativamente caldo, generano maltempo diffuso, caratterizzato da piogge anche intense, temporali e un generale aumento dell’instabilità. </p><h2><strong>Quali saranno le aree più esposte?</strong></h2><p>Le regioni tirreniche potranno vedere i primi episodi più organizzati, mentre il Centro-Sud e le aree adriatiche potranno essere coinvolte in fasi successive, a seconda della traiettoria esatta delle depressioni. </p><p>Il Nord inizialmente sembra essere messo più a margini, ma anche qui, con le saccature che avranno affondi più occidentali, il maltempo tornerà a colpire, soprattutto la Liguria e le regioni di Nord-Ovest.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376293058.jpg" data-image="03376vr2u24q" alt="Ciclogenesi." title="Ciclogenesi."><figcaption>Il Mediterraneo sarà spesso sede di ciclogenesi.</figcaption></figure><p><strong>Un elemento particolarmente interessante riguarda le temperature.</strong> Con aria più fresca o moderatamente fredda in discesa, la quota neve potrà abbassarsi sensibilmente. </p><p>Non è escluso che, in occasione dei passaggi perturbati più organizzati, <strong>si osservino le prime nevicate a bassa quota sulle Alpi e, in condizioni favorevoli, anche su parte degli Appennini.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795792" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html" title="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire">Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html" title="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire-1793296294384_320.png" alt="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire"></a></article></aside><p>Si tratterebbe di fenomeni ancora tipicamente autunnali, ma già capaci di dipingere di bianco i versanti montuosi a quote inferiori rispetto a quelle usuali di inizio novembre.</p><h2><strong>Verso un autunno più dinamico</strong></h2><p>Il quadro generale che emerge è quindi quello di un autunno in transizione verso un regime più movimentato. L’alta pressione, quando presente, avrà vita più difficile e sarà interrotta con maggiore frequenza dal passaggio delle perturbazioni atlantiche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376361512.jpg" data-image="6pi0vkrrj1v0" alt="Aria fredda." title="Aria fredda."><figcaption>Un elemento particolarmente interessante riguarda le temperature. Con aria più fresca o moderatamente fredda in discesa, la quota neve potrà abbassarsi sensibilmente</figcaption></figure><p>Questo rende più concreto il rischio di fasi di maltempo ripetute, <strong>con precipitazioni, possibili temporali e i primi assaggi di neve a quote relativamente basse.</strong></p><p>Nei prossimi giorni sarà fondamentale seguire l’evoluzione del disturbo stratosferico e le sue ripercussioni sulla circolazione troposferica europea. Per ora, però, il messaggio è chiaro. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795922" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza">Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793365571183_320.png" alt="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"></a></article></aside><p>La prima decade del mese di novembre sarà caratterizzata da condizioni atmosferiche più dinamiche e turbolente, con il Mediterraneo destinato a diventare terreno fertile per lo sviluppo di nuove perturbazioni, <strong>capaci di portare piogge, temporali e le prime nevicate a bassa quota sull’Italia.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Confermato dall'OMM: i livelli di gas serra nell'atmosfera hanno raggiunto un livello record]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/confermato-dall-omm-i-livelli-di-gas-serra-nell-atmosfera-hanno-raggiunto-un-livello-record.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 14:45:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Con un potenziale di riscaldamento 270 volte superiore a quello dell'anidride carbonica, il protossido di azoto ha registrato un costante aumento, esercitando nuove pressioni sull'equilibrio termico del pianeta.</p><figure id="first-image"> <img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-de-gases-do-efeito-estufa-na-atmosfera-atinge-marca-historica-1793136563338.jpg" data-image="hrsmf86dwacb" alt="Mentre i sostituti chimici stanno guadagnando terreno nell'industria, la presenza di esafluoruro di zolfo, che ha una durata di 1.900 anni, sta triplicando in atmosfera. Foto: Magnific" title="Mentre i sostituti chimici stanno guadagnando terreno nell'industria, la presenza di esafluoruro di zolfo, che ha una durata di 1.900 anni, sta triplicando in atmosfera. Foto: Magnific"><figcaption>Mentre i sostituti chimici stanno guadagnando terreno nell'industria, la presenza di esafluoruro di zolfo, che ha una durata di 1.900 anni, sta triplicando in atmosfera. Foto: Magnific</figcaption></figure><p>La concentrazione dei principali gas serra nell’atmosfera ha raggiunto livelli senza precedenti nel 2025. Uno studio pubblicato dall’<strong>Organizzazione meteorologica mondiale</strong> ha indicato che<strong> la concentrazione di anidride carbonica </strong><strong>ha superato del 53% i valori registrati</strong> nel periodo precedente all’era industriale.</p><p>Anche il metano e il protossido di azoto hanno mostrato incrementi significativi, <strong>raggiungendo livelli superiori rispettivamente del 167% e del 26% a quelli osservati prima del 1750.</strong> Sebbene l’assorbimento da parte dei pozzi naturali abbia rallentato il tasso di crescita annuale, la quantità di calore trattenuta sul pianeta continua ad aumentare. </p><h2> Dinamica e diffusione dell’anidride carbonica sul pianeta</h2><p>In termini pratici, <strong>la concentrazione di anidride carbonica ha raggiunto le 426,8 parti per milione nel 2025.</strong> Questo valore corrisponde a circa 426 molecole di questa sostanza per ogni milione di molecole presenti nell’aria a livello globale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-de-gases-do-efeito-estufa-na-atmosfera-atinge-marca-historica-1793133796260.jpg" data-image="oelzd8lwwaok" alt="La concentrazione atmosferica di anidride carbonica ha superato del 53% i livelli preindustriali, raggiungendo le 426,8 parti per milione a livello mondiale. Immagine illustrativa" title="La concentrazione atmosferica di anidride carbonica ha superato del 53% i livelli preindustriali, raggiungendo le 426,8 parti per milione a livello mondiale. Immagine illustrativa"><figcaption>La concentrazione atmosferica di anidride carbonica ha superato del 53% i livelli preindustriali, raggiungendo le 426,8 parti per milione a livello mondiale. Immagine illustrativa</figcaption></figure><p><strong>È stato registrato un incremento di 2,8 parti per milione rispetto al dato consolidato del 2024.</strong> Il risultato ha superato la media annuale dell’ultimo decennio, pari a 2,62 parti per milione, pur rimanendo leggermente inferiore all’aumento di 3,6 osservato nel periodo precedente.</p><div class="texto-destacado"> Tra il 2015 e il 2024, metà delle emissioni antropiche è rimasta direttamente nell’atmosfera. La parte restante si è distribuita in modo diseguale: gli oceani ne hanno assorbito il 29%, mentre i sistemi terrestri hanno catturato il restante 21% attraverso processi biologici e geologici.<br> </div><p>L’anidride carbonica rappresenta il 66% del riscaldamento totale generato da tutti i gas atmosferici. Inoltre, la continua combustione di combustibili fossili <strong>ha reso questo gas responsabile dell’83% dell’aumento della</strong> radiazione trattenuta negli ultimi dieci anni.</p><h2> L’andamento del metano, del protossido di azoto e dei gas industriali</h2><p> Il metano, responsabile del 16% del forzante radiativo atmosferico, <strong>ha registrato una concentrazione media di 1948 parti per miliardo, con un aumento di 6 unità rispetto al 2024.</strong> Questo incremento è stato inferiore alla media decennale di 10,2 unità all’anno, di cui due terzi generati dall’agricoltura e dai rifiuti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790131" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli">Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli-1790172973662_320.jpeg" alt="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"></a></article></aside><p> <strong>Il protossido di azoto ha raggiunto le 339,1 parti per miliardo, con un aumento di 1,1 unità rispetto al periodo precedente</strong>. Un terzo proviene dai fertilizzanti e questo gas rappresenta il 6% del calore trattenuto, mentre la sua capacità di riscaldare il pianeta è circa 270 volte superiore a quella dell’anidride carbonica. </p><div class="texto-destacado"> D’altra parte, mentre l’impiego dei clorofluorocarburi tradizionali è diminuito, i loro sostituti, come gli idrofluorocarburi, hanno continuato a diffondersi costantemente. Nel settore industriale, i gas alogenati rappresentano il 12% della radiazione termica e suscitano preoccupazioni sul piano tecnico.<br> </div><p><strong>La presenza nell’atmosfera</strong><strong> di esafluoruro di zolfo è triplicata dalla metà degli anni Novanta </strong>e si stima che la sua permanenza superi i 1900 anni. Inoltre, le perdite e le fughe di idrogeno hanno un effetto indiretto, perché riducono i radicali ossidrile, essenziali per l’eliminazione del metano.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Victor%20Abdala" data-year="2026" data-title="Concentra%C3%A7%C3%A3o%20de%20gases%20do%20efeito%20estufa%20atingem%20n%C3%ADveis%20recordes" data-url="https%3A%2F%2Fagenciabrasil.ebc.com.br%2Fmeio-ambiente%2Fnoticia%2F2026-10%2Fconcentracao-de-gases-do-efeito-estufa-atingem-niveis-recordes">Victor Abdala. (2026). <a href="https://agenciabrasil.ebc.com.br/meio-ambiente/noticia/2026-10/concentracao-de-gases-do-efeito-estufa-atingem-niveis-recordes" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La concentrazione dei gas serra raggiunge livelli record</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/confermato-dall-omm-i-livelli-di-gas-serra-nell-atmosfera-hanno-raggiunto-un-livello-record.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 13:09:15 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Inizio novembre freddo, colpa del Burian e del Ponte di Voejkov? Analizziamo con un approfondimento il significato di questi neologismi. Ecco dove soffia veramente il Buran (termine più corretto). </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs9d0m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs9d0m.jpg" id="xbs9d0m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In questi giorni di fine ottobre inizio novembre <strong>si fa un gran parlare della figura barica del Ponte di Voejkov</strong> nonché dell’irruzione fredda con il presunto <strong>Burian che irrompe in Italia.</strong></p><p>Sono termini che compaiono quasi a ogni avvezione fredda invernale, fanno colpo, attraggono l’attenzione ma<strong> spesso sono scomodati a sproposito.</strong> Il termine Burian poi, come vedremo, è sbagliato (il vento siberiano si chiama buran) inappropriato per l’Italia. </p><p>Vediamo di spiegare dunque cosa sono, come sono nati questi termini e che cosa rappresentano veramente.</p><h2>Cos’è il Ponte di Voejkov </h2><p>Il termine <strong>Ponte di Voejkov si è diffuso nei forum di meteorologia</strong> nei primi anni del XX secolo. Con questo neologismo<strong> si intende la formazione di una grande fascia anticiclonica</strong> nata dall’unione dell’alta pressione atlantica con l’anticiclone russo-siberiano. L’asse, il termine più appropriato sarebbe comunque<strong> “asse di Voejkov”, si distende in latitudine, in zone settentrionali,</strong> così nel suo fianco meridionale scorre aria fredda di origine continentale artica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793363740929.jpg" data-image="7r6dcgc6g354"><figcaption>Allargando le nostre mappe, si nota che l'anciclone responsabile del freddo non è realmente unito a quello siberiano. Imprecisioni che approfondiamo a parte dunque non sarebbe una situazione di asse di Vojekov e di Buran.</figcaption></figure><p>Prende il <strong>nome dal climatologo e geografo russo Aleksandr Voejkov </strong>(1842-1916). <strong>Voejkov non usava però ponte o asse,</strong> ma identificò con questo <strong>nome il promontorio del massimo esteso sulla Siberia</strong> in inverno, lungo il 50° parallelo. La struttura attraversa gli Urali fino a Ucraina e Moldavia, per indebolirsi verso la Francia meridionale, forma poi una sella con l’anticiclone delle Azzorre.<br><strong>Quasi mai citato nella letteratura scientifica moderna, </strong>comparire in poche pubblicazioni, fra cui una Matishov del 2014.</p><h2>La situazione attuale: è un ponte di Voejkov?</h2><p>Intanto, <strong>più correttamente non si dovrebbe parlare di “ponte” ma di “asse”</strong> o <strong>meglio ancora di “cresta”</strong>. Voejkov infatti studiò quest’ultima. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="28742" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/ondata-di-freddo-neve-del-febbraio-2012.html" title="L'ondata di freddo e neve del febbraio 2012">L'ondata di freddo e neve del febbraio 2012</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/ondata-di-freddo-neve-del-febbraio-2012.html" title="L'ondata di freddo e neve del febbraio 2012"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ondata-di-freddo-neve-del-febbraio-2012-28742-1_320.jpg" alt="L'ondata di freddo e neve del febbraio 2012"></a></article></aside><p>Venendo all’irruzione in corso, <strong>i primi giorni di novembre saranno caratterizzati da un robusto anticiclone </strong>con massimo principale di 1040 hPa <strong>sulla Scozia, unito in una sella a un altro anticiclone presente sulla Russia </strong>europea settentrionale. In seguito il massimo si porterà più a nord, con asse rivolto verso il Mar Nero. In quota aria fredda alimenta un vortice retrogrado. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793363841528.jpg" data-image="p4pxtpe1a831"><figcaption>Nei primi di novembre l'aria fredda affluisce per un anticiclone sulla Scozia, vicino ma non ancora posizionato a blocco Scandinavo. La neve, si nota, riguarda solo alcune zone alpine e Appenniniche, non le basse quote e men che meno la pianura padana.</figcaption></figure><p>La figura barica in atto dunque, <strong>in ogni caso, non corrisponde a quella del presunto asse o ponte</strong> di Voejkov, a volte indicato anche come Weikoff.</p><h2>E il burian?</h2><p>Sempre in questi giorni è rispuntato il termine burian. </p><div class="texto-destacado">In meteorologia con Buran (non burian!) si intende un vento orientale o nordorientale gelido tipico delle steppe fra Russia meridionale, Kazakistan, Siberia. Porta gran gelo e talora tempeste di neve con vento e scaccianeve.</div><p>In Italia è stato associato per la prima volta ad ondate di gelo in occasione di una storica irruzione di fine dicembre 1996. Poi, si è diffuso con l’avvento sempre di forum e gruppi social fra gli appassionati, <strong>usato per identificare grandi irruzioni fredde, anche in presenza dell’asse di Voejkov.</strong> </p><p>In realtà è un uso improprio, in quanto <strong>buran è un nome locale del vento gelido da E-NE</strong>. Un po’ come se ci fosse sudest in Russia, venisse chiamato scirocco o il nordovest maestrale.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Un po’ come se ci fosse sudest in Russia, venisse chiamato scirocco o il nordovest maestrale.<br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L’American Meteorological Society infatti nel suo glossario definisce <strong>Buran “Un forte vento da nord-est che soffia in Russia e in Asia centrale". </strong>Interessante che quando solleva neve viene chiamato "buran bianco" o, nella tundra, "purga". </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793365313400.jpg" data-image="zffvj4avjjtq"><figcaption>Le anomalie termiche in quota previste il 2 novembre 2026 in Europa.</figcaption></figure><p><strong>In Alaska il vento gelido da NE è noto come "burga",</strong> in USA e Canada Blizzard, nella east coas USA Nor’estarn. <strong>In Francia e Svizzera è detto Bise, i</strong>n Spagna levante, in Germania Ostwind o Ostwetterlage e in UK Beast from the East. Per l’Italia dunque anche quando il vento orientale è più corretto parlare di <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-bora-origine-del-vento-piu-violento-del-mediterraneo.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">bora</a> o grecale.</p><h2>Quindi, inizio novembre di gelo e neve?</h2><p>In questi giorni in effetti<strong> l’Italia sarà investita da venti freddi di bora e grecale</strong>, con raffiche a Trieste stimate anche a 80-90 km/h. Le isoterme scendono di valore, ma <strong>a fatica si arriva ad avere la linea di 0°C a 850 hPa prossima alle Alpi. </strong>Le temperature al suolo scenderanno in misura minore, <strong>senza importanti gelate in pianura.</strong> Solo nelle valli alpine si avrà gelo. <strong>Freddo si, vento anche ma non certo tali da scomodare un vento siberiano</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795896" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia">Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359679067_320.jpg" alt="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"></a></article></aside><p> Quanto alle precipitazioni, p<strong>iogge anche abbondanti sono confermate al centro sud versante Adriatico</strong> a seguito della <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">segnalata ciclogenesi</a>. Temporali anche in altre zone del sud, variabilità al centro, precipitazioni in genere deboli al nord.</p><p>E la neve? <strong>Nessuna nevicata interesserà la pianura padana, nemmeno la collina </strong>a basse quote vedrà la neve. Solo <strong>modeste imbiancate sono previste sulle Alpi, </strong>specie in quelle marittime piemontesi esposte all’est, oltre 800-1000 m, localmente 600 m. </p><p><strong>Prime nevicate sono previste nell’Appennino Emiliano </strong>oltre 1000-1200 m, mentre <strong>in quello centrale si avranno anche 5-10 cm di neve nelle zone sopra ai 1200-1300 m </strong>di Abruzzo e Molise.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong> </div><p>Allargando lo sguardo ,<strong> freddo ma sotto anticiclone e quindi senza neve l’Europa centrale, </strong>mentre le nevicate potranno interessare a bassa quota l’Austria e in parte la Slovenia, oltre alla zona balcanica. Più freddo anche in Francia, ma con scarsi fenomeni e senza nevicate a bassa quota. </p><p>Insomma, l<strong>’autunno avanza e l’inverno inizia a bussare alle porte, ma Voejkov e Buran (non burian) restano a casa loro, </strong>in Russia.</p><h3><em>Riferimenti notizia:</em></h3><p><em>Matishov, G. G., Dzhenyuk, S. L., Moiseev, D. V., & Zhichkin, A. P. (2014). Pronounced anomalies of air, water, ice conditions in the Barents and Kara Seas, and the Sea of Azov. Elsevier.</em></p><p><em>AMS Glossary of Meteorology, voce buran: <a href="https://glossary.ametsoc.org/wiki/buran/">https://glossary.ametsoc.org/wiki/buran/</a></em> </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 11:46:56 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'avvio di novembre vedrà l'Italia spaccata in due da un'intensa irruzione fredda balcanica. Mentre il Nord e l'Alto Tirreno godranno di una maggiore stabilità, ma con gelate notturne, il Sud e l'Adriatico affronteranno una fase di maltempo fredda, con piogge e prime nevicate appenniniche.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs8uty"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs8uty.jpg" id="xbs8uty"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>A partire <strong>dal fine settimana e poi anche nel corso della prossima settimana</strong> assisteremo a un vero e proprio <strong>anticipo d'inverno</strong> (o comunque a una fase tardo-autunnale) su buona parte del nostro Paese. In alcune aree, infatti, il clima assumerà <strong>caratteristiche più tipiche della stagione invernale che di quella autunnale.</strong></p><p>La circolazione atmosferica sul nostro continente sarà fortemente influenzata dall'<strong>imponente anticiclone di blocco posizionato tra Regno Unito e Scandinavia</strong>, da dove riuscirà ad inibire il transito delle correnti perturbate atlantiche, favorendo invece l'affondo di <strong>masse d'aria fredda di estrazione continentale</strong> sul suo fianco orientale.</p><p><strong>L'aria fredda</strong>, muovendosi attraverso l'Europa orientale e i Balcani, scivolerà verso sud, andando a tuffarsi direttamente nel bacino de<strong>l Mediterraneo centrale e sulla nostra penisola</strong>. Questa dinamica darà vita a<strong> una circolazione ciclonica</strong> sul Mediterraneo, responsabile di una fase tipicamente autunnale <strong>sul Sud Italia</strong>, con <strong>una spiccata instabilità e un generale netto calo termico</strong> che, poi, potrà persistere per gran parte della prossima settimana, con marcate anomalie termiche.</p><h2>Nord e versante tirrenico: freddo intenso, crollo termico e cielo sereno</h2><p><strong>Il Nord e il medio alto versante tirrenico</strong> si troveranno protetti, in gran parte, dalla barriera alpina e da quella appenninica e, perciò, interessati da correnti orientali più secche. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359233233.jpg" data-image="akif82evzih1"><figcaption>Le mappe della circolazione dei venti, per l'inizio della prossima settimana, ci permettono di constatare la posizione dell'alta pressione sul Regno Unito e Mare di Norvegia, mentre sul Sud Italia la depressione continua ad attrarre l'aria fredda verso di sé. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Su questi settori la prossima settimana sarà caratterizzata da un <strong>tempo prevalentemente asciutto e</strong> <strong>spesso soleggiato</strong>, salvo nubi e fenomeni possibili sui rilievi appenninici, ma comunque caratterizzato da un <strong>sensibile calo termico.</strong></p><div class="texto-destacado">Infatti l'irruzione fredda produrrà anomalie termiche negative consistenti con valori massimi che potrebbero scendere anche di <strong>3-5°C a di sotto delle medie climatiche del periodo.</strong></div><p>Nelle ore notturne e al primo mattino, con la complicità del cielo sereno e quindi dell'irraggiamento notturno, l<strong>e temperature minime scenderanno diffusamente sotto i +5°C </strong>in pianura e nelle valli, con il rischio di<strong> punte anche inferiori, con valori prossimi allo zero o anche sotto zero</strong>, quindi in grado di produrre<strong> le prime gelate.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795819" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm.html" title="Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm">Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm.html" title="Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm-1793307277274_320.png" alt="Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm"></a></article></aside><p>Andrà meglio di giorno, anche se i<strong> freddi venti nord-orientali</strong> non consentiranno alle temperature massime di aumentare con decisione e, anzi, riusciranno a farci percepire <strong>temperature anche inferiori a quelle realmente indicate dai termometri</strong>.</p><h2>Il Sud e il medio-basso Adriatico con piogge, temporali e neve</h2><p>Una situazione molto diversa sarà vissuta invece <strong>al Meridione</strong>, <strong>sulla Sicilia e sulle zone del medio e basso adriatico </strong>che, esposte direttamente alle <strong>correnti di grecale e di tramontana </strong>e interessate maggiormente dalla dall'azione della depressione alimentata dall'aria fredda, vedranno <strong>un freddo intenso per la stagione e anche umido, con precipitazioni</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359494295.jpg" data-image="liqasan09nmx"><figcaption>Mappa degli accumuli previsti entro metà della prossima settimana. Piogge persistenti, rovesci anche diffusi e locali temporali potrebbero assumere anche forte intensità, in particolare sulle fasce costiere e ioniche di Puglia, Calabria e Sicilia. EMCWF-MeteoRed </figcaption></figure><p>Nel corso della <strong>prossima settimana </strong>queste regioni saranno interessate da una <strong>fase di maltempo anche severo</strong>, caratterizzata da<strong> piogge persistenti, rovesci anche diffusi e locali temporali </strong>che potrebbero assumere <strong>anche forte intensità</strong>, in particolare sulle<strong> fasce costiere e ioniche di Puglia, Calabria e Sicilia</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359679067.jpg" data-image="m19ll8khxiy0"><figcaption>Mappa delle temperature a 700 hPa, riferita a lunedì prossimo, ci aiuta ad evidenziare la massa d'aria fredda in arrivo nei prossimi giorni sul nostro Paese. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>È pensabile che su queste zone si possano raggiungere <strong>accumuli di pioggia anche abbondanti</strong>, che sommati nel corso dell'intera settimana potrebbero segnare <strong>punte anche elevate. </strong></p><p>L'arrivo dell'aria fredda in quota sarà responsabile anche del <strong>probabile ritorno della neve lungo la dorsale appenninica</strong> centro-meridionale in calo a quote via via più basse<strong>. Sull'Appennino centrale si potrebbe arrivare fin verso i 1000-1200 metri</strong>, specialmente sui versanti adriatici, mentre su quello meridionale la neve si attesterà intorno ai 1400-1600 metri.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795792" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html" title="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire">Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html" title="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire-1793296294384_320.png" alt="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire"></a></article></aside><p>Questi dati potrebbero subire delle variazioni, in base alla precisa posizione del minimo, che andrà definita maggiormente nei <strong>prossimi aggiornamenti</strong> e che influenzerà anche l'entità del flusso di aria fredda, la penetrazione della stessa verso sudovest e, quindi, anche le temperature e la quota neve.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il "super El Niño" raggiunge il valore record di 3,4°C: "mai nulla di simile era stato osservato"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-super-el-nino-raggiunge-il-valore-record-di-3-4-c-mai-nulla-di-simile-era-stato-osservato.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 11:17:49 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'anomalia assoluta settimanale della temperatura della superficie marina nella regione Niño 3.4 ha raggiunto i +3,4 °C, il valore più elevato mai registrato. Tale dato si avvicina al livello previsto dai modelli per il picco trimestrale del "super El Niño".</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-alcanca-3-4-c-de-anomalia-entenda-o-que-isso-significa-e-o-que-esperar-1793284541560.png" data-image="nv5tm5qxkbz0"><figcaption>Anomalia della temperatura della superficie del mare tra il 19 e il 25 ottobre 2026. La regione indicata come Niño 3.4 corrisponde all'area di monitoraggio di El Niño. Crediti: BoM.</figcaption></figure><p>L’anomalia settimanale assoluta della temperatura superficiale del mare (TSM) nel Pacifico equatoriale ha <strong>raggiunto gli impressionanti +3,4 °C nell’ultima settimana nella regione di monitoraggio di El Niño,</strong> secondo i dati della NOAA, l’Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti.</p><div class="texto-destacado">Secondo un’analisi esclusiva di Meteored Brasile, questo valore non era mai stato osservato prima.</div><p>D’altra parte,<strong> le anomalie settimanali relative non costituiscono ancora un record, ma hanno già raggiunto i +2,5 °C nello stesso periodo. </strong>Queste cifre confermano l’intensità eccezionale del riscaldamento; è però importante comprendere che le due misurazioni rappresentano concetti diversi e che i valori settimanali non determinano, da soli, la classificazione finale di El Niño. Qual è dunque l’effettiva intensità attuale di El Niño e che cosa suggeriscono questi valori settimanali?</p><h2>Anomalie assolute e anomalie relative a confronto</h2><p><strong>L’anomalia assoluta indica quanto la temperatura supera la media climatica di riferimento.</strong> L’anomalia relativa sottrae il riscaldamento di fondo degli oceani tropicali, presentando valori inferiori.</p><p>I due valori descrivono il riscaldamento da prospettive diverse:<strong> le anomalie assolute rappresentano il fenomeno di El Niño sommato al riscaldamento globale,</strong> mentre le anomalie relative cercano di isolare il segnale del fenomeno di El Niño.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-alcanca-3-4-c-de-anomalia-entenda-o-que-isso-significa-e-o-que-esperar-1793284704329.png" data-image="5ty81rh0f8zi"><figcaption>Serie storica delle anomalie settimanali assolute della TSM, basata sui dati della NOAA, con i due record più elevati in evidenza. Crediti: Meteored.</figcaption></figure><p><strong>Nella serie storica della NOAA, iniziata nel 1981, non era mai stata osservata un’anomalia assoluta di 3,4 °C.</strong> Il valore più elevato dell’anomalia assoluta, escludendo l’evento del 2026/2027, è di 3 °C, registrato nella settimana del 18 novembre 2015.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-alcanca-3-4-c-de-anomalia-entenda-o-que-isso-significa-e-o-que-esperar-1793285174533.png" data-image="k6a5qze1jpn0"><figcaption>Serie storica delle anomalie settimanali relative della TSM, basata sui dati della NOAA, con i due valori più elevati in evidenza. Crediti: Meteored.</figcaption></figure><p><strong>In termini di anomalia relativa, il valore di 2,5 °C è inferiore al record di 2,9 °C osservato nella settimana del 29 dicembre 1982</strong>. Vale però la pena sottolineare che quel record fu raggiunto durante il picco dell’evento di quell’anno, mentre quello attualmente in corso non ha ancora raggiunto il suo massimo. Inoltre, non era mai stata osservata prima un’anomalia di 2,5 °C in ottobre.</p><h2>Come verrà determinata l’intensità finale del super El Niño?</h2><p>L’intensità finale di El Niño verrà determinata attraverso la media trimestrale delle anomalie della TSM nel Pacifico equatoriale, e non sulla base dei valori settimanali isolati più elevati. <strong>Nell’attuale metodologia ufficiale viene utilizzato il RONI, basato sulle anomalie relative; in precedenza il monitoraggio veniva effettuato attraverso l’ONI</strong>, basato sulle anomalie assolute.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795244" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, Super El Niño protagonista: ECMWF conferma, circolazione atlantica con piogge da ovest">Inverno 2026-27 in Italia, Super El Niño protagonista: ECMWF conferma, circolazione atlantica con piogge da ovest</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, Super El Niño protagonista: ECMWF conferma, circolazione atlantica con piogge da ovest"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest-1793027708531_320.jpg" alt="Inverno 2026-27 in Italia, Super El Niño protagonista: ECMWF conferma, circolazione atlantica con piogge da ovest"></a></article></aside><p>Secondo gli indici più recenti,<strong> il trimestre luglio-agosto-settembre ha registrato un’anomalia di +1,7 °C secondo il RONI, corrispondente a un fenomeno di El Niño forte </strong>(superiore a +1,5 °C), e di +2,2 °C secondo l’ONI, collocandosi nella categoria molto forte (superiore a +2,0 °C).</p><h2>Che cosa suggeriscono le anomalie settimanali?</h2><p>Le anomalie settimanali non determinano l’intensità finale di El Niño, che viene calcolata a partire dalle medie trimestrali. Aiutano però a seguire l’evoluzione del fenomeno e, in questo momento, mostrano un segnale importante:<strong> il riscaldamento del Pacifico equatoriale sta già raggiungendo valori vicini a quelli previsti dai principali modelli per il picco dell’evento.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-alcanca-3-4-c-de-anomalia-entenda-o-que-isso-significa-e-o-que-esperar-1793285194726.png" data-image="84t2irzfrys6"><figcaption>L’insieme dei modelli dell’IRI prevede un’anomalia assoluta trimestrale nell’ordine di 3,5 °C tra i trimestri ottobre-novembre-dicembre e novembre-dicembre-gennaio. Crediti: Meteored/IRI.</figcaption></figure><p><strong>La colonna del modello IRI indica che la media trimestrale delle anomalie assolute potrebbe avvicinarsi a +3,5 °C </strong>nei periodi ottobre-novembre-dicembre e novembre-dicembre-gennaio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794353" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-un-nuovo-aggiornamento-delle-previsioni-conferma-un-picco-eccezionale-di-3-5-c.html" title="Super El Niño: un nuovo aggiornamento delle previsioni conferma un picco eccezionale di 3,5 °C">Super El Niño: un nuovo aggiornamento delle previsioni conferma un picco eccezionale di 3,5 °C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-un-nuovo-aggiornamento-delle-previsioni-conferma-un-picco-eccezionale-di-3-5-c.html" title="Super El Niño: un nuovo aggiornamento delle previsioni conferma un picco eccezionale di 3,5 °C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-nova-previsao-confirma-pico-excepcional-de-3-5-c-1792441726865_320.png" alt="Super El Niño: un nuovo aggiornamento delle previsioni conferma un picco eccezionale di 3,5 °C"></a></article></aside><p>Per raggiungere questa media<strong>, il riscaldamento dovrà mantenersi su livelli molto elevati nei prossimi mesi.</strong> Ciò suggerisce che le anomalie settimanali potrebbero rimanere vicine ai valori attuali o persino aumentare ancora leggermente fino alla fine dell’anno, prima che l’evento raggiunga il suo picco.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-super-el-nino-raggiunge-il-valore-record-di-3-4-c-mai-nulla-di-simile-era-stato-osservato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Richard Anslow, ricercatore a Cambridge, su comete e origine della vita: "un’idea piuttosto romantica, ma improbabile"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/richard-anslow-ricercatore-a-cambridge-su-comete-e-origine-della-vita-un-idea-piuttosto-romantica-ma-improbabile.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Per decenni abbiamo immaginato le comete come portatrici degli ingredienti della vita. Una nuova ricerca dell’Università di Cambridge ridimensiona questa ipotesi: gli impatti sarebbero stati troppo violenti per preservare le preziose molecole organiche.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/richard-onslow-ricercatore-a-cambridge-su-comete-e-origine-della-vita-un-idea-piuttosto-romantica-ma-improbabile-1793272088904.png" data-image="k7m0jlwiy68a" alt="Bombardamento cometario" title="Bombardamento cometario"><figcaption>Rappresentazione artistica della Terra circa quattro miliardi di anni fa, quando il nostro pianeta era ancora sottoposto agli impatti di asteroidi e comete. Le collisioni potevano modificare profondamente le condizioni ambientali e distruggere le molecole organiche trasportate. Credit: David A. Aguilar, Center for Astrophysics</figcaption></figure><p><strong>Un recente studio mette seriamente in discussione la possibilità che le comete possano essere state protagoniste della nascita della vita sulla Terra</strong>. Secondo gli studiosi, è un’idea romantica più che una possibilità realistica.</p><p>Che le comete trasportino composti organici è verificato, <strong>il problema riguarda piuttosto ciò che riescono effettivamente a consegnare alla superficie terrestre.</strong></p><h2>Le comete, preziosi scrigni di molecole organiche</h2><p><strong>Le comete</strong> sono tra i corpi più antichi del sistema solare. Costituite di ghiaccio, polvere (per questo spesso definite come "palle di neve sporca") e composti chimici del carbonio, <strong>si sono formate </strong>a partire dalla nube protostellare <strong>circa 4.6 miliardi di anni fa. </strong></p><p>A motivo della loro età, vecchia tanto quanto quella del Sole, <strong>sono generalmente considerate come fossili del Sistema Solare</strong>. Nonostante ciò, nel corso della loro vita, a seconda dell’orbita attorno al Sole più o meno eccentrica, la parte esterna delle comete ha potuto subire modifiche fisiche, durante la sublimazione dei ghiacci superficiali prodotta dalla radiazione solare. Ma radiazione solare e raggi cosmici hanno potuto modificare anche la composizione chimica superficiale. </p><div class="texto-destacado">La scoperta della presenza di composti molecolari del carbonio nelle comete risale alla seconda metà dell’800. E’ però all’inizio degli anni ‘60 che vengono avanzate le prime ipotesi che gli impatti cometari possano aver fornito alla Terra primordiale sostanze utili alla sintesi prebiotica. Bisogna aspettare gli anni ‘70 per avere la conferma della presenza di molecole organiche, come il cianuro di metile.</div><p>Missioni spaziali come Rosetta, che ha studiato la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, hanno dimostrato che <strong>questi corpi contengono addirittura in abbondanza molecole organiche</strong>. Molte di queste molecole sono state osservate nei dischi protoplanetari di stelle giovani, ciò suggerendo che le comete, come anche gli asteroidi, abbiano catturato queste molecole dallo stesso ambiente in cui si sono formati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/richard-onslow-ricercatore-a-cambridge-su-comete-e-origine-della-vita-un-idea-piuttosto-romantica-ma-improbabile-1793272225590.png" data-image="g0pozxrrzif0" alt="cometa 67P" title="cometa 67P"><figcaption>Il nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ripreso dalla sonda Rosetta dell'Agenzia Spaziale Europea. Le osservazioni della missione hanno contribuito a documentare la complessità chimica dei corpi cometari. Credit: ESA/Rosetta/NavCam.</figcaption></figure><p>Il problema che è stato affrontato in un recentissimo studio è che <strong>la presenza di tali molecole su una cometa che impatta contro la Terra non garantisce la loro sopravvivenza all’impatto</strong>, come anche non è garantito che le condizioni a Terra siano idonee ad una loro successiva fase prebiotica.</p><h2>Gli impatti troppo violenti: ecco cosa hanno scoperto le simulazioni</h2><p>Il gruppo di ricerca, guidato dall'astrofisico <strong>Richard Anslow</strong> dell’Università di Cambridge, ha ricostruito attraverso sofisticati modelli numerici la storia del bombardamento cometario della Terra primordiale.</p><p><strong>Hanno realizzato 100.000 simulazioni di impatti cometari, </strong>considerando dimensioni, velocità e angoli d'ingresso delle comete nell'atmosfera, insieme alla possibilità che le molecole organiche, <strong>l’acido cianidrico</strong> <strong>(HCN)</strong>nello specifico, sopravvivessero alle temperature e alle pressioni sviluppate durante l'impatto.</p><p>Mediamente <strong>le comete raggiungono la Terra a velocità dell'ordine dei 100.000 chilometri orari liberando una tale energia da poter distruggere gran parte delle molecole trasportate</strong>. Da un canto, le comete più piccole e quelle che arrivano con un angolo di inclinazione molto grande si frammentano e si disintegrano ancor prima dell’impatto. D’altro canto, gli impatti più diretti sono spesso troppo energetici per preservare le molecole organiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="726196" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuove-evidenze-supportano-come-l-acqua-sulla-terra-abbia-origine-nelle-comete.html" title="L’acqua sulla Terra viene dalle comete? Nuove evidenze lo confermano">L’acqua sulla Terra viene dalle comete? Nuove evidenze lo confermano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuove-evidenze-supportano-come-l-acqua-sulla-terra-abbia-origine-nelle-comete.html" title="L’acqua sulla Terra viene dalle comete? Nuove evidenze lo confermano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nuove-evidenze-supportano-come-l-acqua-sulla-terra-abbia-origine-nelle-comete-1756053676559_320.png" alt="L’acqua sulla Terra viene dalle comete? Nuove evidenze lo confermano"></a></article></aside><p>Il risultato è che <strong>solo nel 46% di impatti è stato possibile depositare HCN in concentrazioni considerate utili alla chimica prebiotica</strong>, tenendo conto anche della limitata disponibilità di terre emerse.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Solo una su due comete riesce a far arrivare in superficie materiale organico intatto.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La frequenza degli impatti è stata elevata nei primi 500 milioni di anni per poi diminuire rapidamente nelle epoche successive. Pertanto, <strong>se materiale organico è arrivato intatto sulla Terra, ciò deve essere avvenuto nelle epoche più remote.</strong> Quindi, si riduce la finestra temporale. Ma non solo.</p><p><strong>Perché l’acido cianidrico possa reagire producendo molecole più complesse deve avere una sufficiente concentrazione</strong>. Tuttavia, l'acqua presente nell'ambiente circostante (dopo l'impatto) avrebbe potuto diluirlo nel giro di giorni o settimane, riducendo la concentrazione e pregiudicando ulteriori reazioni.</p><h2>Se non furono le comete, da dove arrivarono gli ingredienti della vita?</h2><p><strong>Lo studio</strong> pubblicato sulla rivista Scientific Reports non esclude completamente che la nascita della vita sulla Terra abbia potuto avere un contributo cometario. Tuttavia, <strong>ribadisce che questa idea sia più romantica che realistica.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760791" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-se-la-vita-sulla-terra-avesse-origini-extraterrestri.html" title="E se la vita sulla Terra avesse origini extraterrestri?">E se la vita sulla Terra avesse origini extraterrestri?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-se-la-vita-sulla-terra-avesse-origini-extraterrestri.html" title="E se la vita sulla Terra avesse origini extraterrestri?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/et-si-la-vie-sur-terre-avait-des-origines-extraterrestres-1774107197741_320.jpeg" alt="E se la vita sulla Terra avesse origini extraterrestri?"></a></article></aside><p>Possibilità alternativa è che <strong>le molecole prebiotiche siano arrivate sempre dallo spazio ma portate dagli asteroidi</strong>, molto più frequentemente coinvolti negli impatti con la Terra. Sappiamo oggi che anche le superfici di questi oggetti celesti sono ricche, addirittura di cocktail di composti organici, come nel caso dell’asteroide Bennu.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/richard-onslow-ricercatore-a-cambridge-su-comete-e-origine-della-vita-un-idea-piuttosto-romantica-ma-improbabile-1793272408077.png" data-image="3cj7o3lj5kvl" alt="Asteroide Bennu" title="Asteroide Bennu"><figcaption>L'asteroide Bennu fotografato dalla sonda OSIRIS-REx. Le analisi dei campioni riportati sulla Terra hanno identificato numerosi composti di interesse prebiotico, confermando che gli asteroidi possono custodire importanti ingredienti della chimica organica. Credit: NASA/Goddard/University of Arizona</figcaption></figure><p><strong>Un'altra ipotesi è che molti ingredienti della vita si siano formati direttamente sul nostro pianeta,</strong> attraverso processi atmosferici, geologici e idrotermali.</p><p>E’ interessante anche il confronto con Marte sul quale gli impatti sono avvenuti con minore violenza. Le comete accelerano avvicinandosi al Sole, per cui su Marte, che è più distante rispetto alla Terra, arrivano con minore velocità. Questo aumenta le probabilità per il materiale organico di sopravvivere all’impatto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773068" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra.html" title="Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra">Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra.html" title="Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra-1781025798971_320.png" alt="Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra"></a></article></aside><p>Per decenni abbiamo immaginato che gli ingredienti necessari potessero essere arrivati dal cielo, trasportati da corpi celesti sopravvissuti per miliardi di anni. Oggi sappiamo che il loro arrivo non sarebbe stato sufficiente in quanto avrebbero dovuto superare indenni un impatto violentissimo e trovare immediatamente condizioni favorevoli.</p><p><strong>Il passaggio fondamentale dagli ingredienti della vita alla comparsa della vita rimane ancora nel mistero.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/richard-anslow-ricercatore-a-cambridge-su-comete-e-origine-della-vita-un-idea-piuttosto-romantica-ma-improbabile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un relitto ritrovato al largo delle coste della Turchia potrebbe essere il più antico della storia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-relitto-ritrovato-al-largo-delle-coste-della-turchia-potrebbe-essere-il-piu-antico-della-storia.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 09:15:24 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Degli archeologi, immergendosi al largo della costa della Turchia meridionale, hanno rinvenuto quello che, a loro dire, è il più antico relitto mai scoperto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/shipwreck-found-off-coast-of-turkey-thought-to-be-the-oldest-in-history-1792579513957.png" data-image="e3kyd7sfrpbh" alt="Reperti provenienti dalla nave sono stati rinvenuti vicino alla costa dell'isola di Kekova, in Turchia. CREDITI IMMAGINE: BBC News" title="Reperti provenienti dalla nave sono stati rinvenuti vicino alla costa dell'isola di Kekova, in Turchia. CREDITI IMMAGINE: BBC News"> <figcaption>Reperti provenienti dalla nave sono stati rinvenuti vicino alla costa dell'isola di Kekova, in Turchia. CREDITI IMMAGINE: BBC News</figcaption></figure><p>Le acque che circondano l’isola di Kekova, al largo della costa meridionale della Turchia, nella provincia di Antalya, sono note per le forti correnti e i venti e, nel corso dei secoli, <strong>hanno inghiottito centinaia di imbarcazioni, trasformandosi in una sorta di cimitero di relitti</strong>. </p><p>Ora, però, un gruppo dell’Associazione di Archeologia Mediterranea, specializzata nella ricerca e nello studio di questi relitti, ha rivelato di essere al lavoro su <strong>un relitto che ritiene più antico di qualsiasi altro rinvenuto finora</strong>.</p><p><strong>Gli archeologi hanno attribuito ai resti un’età compresa tra 4400 e 4700 anni</strong>, collocandoli nella prima età del Bronzo, all’incirca nello stesso periodo in cui veniva costruita <strong>la Grande Piramide in Egitto</strong>. Questo ritrovamento supera il precedente primato, detenuto da un relitto scoperto al largo dell’isola greca di Dokos e risalente a circa 4200 anni fa.</p><h2> 'Una capsula del tempo sul fondo del mare' </h2><p>Sebbene non si sia conservato alcun frammento del legno dell’imbarcazione, impedendo così al gruppo di utilizzare la datazione al radiocarbonio per determinarne l’età, sono state trovate <strong>tre grandi ancore di pietra e oltre 30 giare di ceramica note come anfore</strong>, tutte disseminate lungo un pendio a circa 30 metri di profondità.</p><p>Secondo il professor Hakan Öniz, dell’Università di Akdeniz, che ha diretto la spedizione, <strong>sono proprio questi recipienti ad aver rivelato l’età dell’imbarcazione</strong>. </p><p>Öniz ha spiegato che le anfore presentano una forma caratteristica, con due anse, un bordo attorno alla parte centrale e una base piatta, corrispondente a quella di recipienti rinvenuti in Egitto e in Medio Oriente e datati tra 4400 e 4700 anni fa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/shipwreck-found-off-coast-of-turkey-thought-to-be-the-oldest-in-history-1792579588891.png" data-image="3zh1n2124p64" alt="Dopo aver trascorso migliaia di anni sott’acqua, i reperti vengono sottoposti ad accurate cure conservative da parte degli scienziati. Crediti immagine: BBC News" title="Dopo aver trascorso migliaia di anni sott’acqua, i reperti vengono sottoposti ad accurate cure conservative da parte degli scienziati. Crediti immagine: BBC News"><figcaption>Dopo aver trascorso migliaia di anni sott’acqua, i reperti vengono sottoposti ad accurate cure conservative da parte degli scienziati. Crediti immagine: BBC News</figcaption></figure><p><strong>“Il relitto è una capsula del tempo sul fondo del mare”</strong>, ha dichiarato a BBC News. Il gruppo stima che l’imbarcazione <strong>fosse lunga circa 10 metri</strong> e fosse una nave mercantile salpata da qualche località della costa orientale del Mediterraneo. Secondo i ricercatori, era probabilmente diretta verso l’antica città di Troia, nell’attuale Turchia nordoccidentale, oppure verso la civiltà minoica di Creta.</p><h2> Una scoperta sorprendente </h2><p>A sorprendere alcuni scienziati è stato il ritrovamento di diversi recipienti ancora intatti. La dottoressa Karin Sowada, archeologa dell’Università Macquarie, in Australia, che li ha esaminati, ha scoperto che<strong> contenevano ancora un residuo denso e lucido.</strong></p><p><strong>“Ho guardato dentro e sono quasi svenuta. Non riuscivo a credere a tutto quello che si vedeva”</strong>, ha raccontato. Il gruppo sta cercando di capire esattamente che cosa venisse trasportato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785376" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/micos-la-citta-abbandonata-sui-monti-della-sicilia-tra-archeologia-e-leggende.html" title="Micos, la cittadella fortificata abbandonata sui monti della Sicilia, tra archeologia e leggende">Micos, la cittadella fortificata abbandonata sui monti della Sicilia, tra archeologia e leggende</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/micos-la-citta-abbandonata-sui-monti-della-sicilia-tra-archeologia-e-leggende.html" title="Micos, la cittadella fortificata abbandonata sui monti della Sicilia, tra archeologia e leggende"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/micos-la-citta-abbandonata-sui-monti-della-sicilia-tra-archeologia-e-leggende-1787647223308_320.jpg" alt="Micos, la cittadella fortificata abbandonata sui monti della Sicilia, tra archeologia e leggende"></a></article></aside><p><strong>“Potrebbe essere olio d’oliva, vino oppure resine degli alberi”</strong>, ha spiegato Sowada, aggiungendo che i recipienti potrebbero anche essere stati riutilizzati per anni prima che l’imbarcazione affondasse.</p><p> Secondo il ministro della Cultura turco, <strong>i reperti recuperati saranno esposti</strong> <strong>nel nuovo Museo di Archeologia Subacquea del Mediterraneo ad Antalya</strong>, la cui apertura è prevista nei prossimi mesi. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="BBC%20News%20via%20New%20Scientist" data-year="2026" data-title="World's%20oldest%20shipwreck%20found%20off%20coast%20of%20Turkey" data-url="https%3A%2F%2Fwww.bbc.co.uk%2Fnews%2Farticles%2Fc6gr80rk1yyko">BBC News via New Scientist. (2026). <a href="https://www.bbc.co.uk/news/articles/c6gr80rk1yyko" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il relitto più antico del mondo scoperto al largo della costa turca</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-relitto-ritrovato-al-largo-delle-coste-della-turchia-potrebbe-essere-il-piu-antico-della-storia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I dolci dei morti in Italia: 7 ricette tipiche del 2 Novembre per ricordare chi non c'è più]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 07:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Il 2 Novembre è il giorno dedicato al ricordo dei defunti. In Italia ogni regione ha le proprie tradizioni per sottolineare la ricorrenza con dolci tipici. Ecco quali sono i 7 più golosi</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu-1793206831291.jpg" data-image="2nj8d0wjgp7k" alt="2 novembre" title="2 novembre"><figcaption>La famosa frutta di Martorana, una celebre tradizione siciliana legata al 2 novembre</figcaption></figure><p>In Italia il <strong>2 novembre</strong> è una ricorrenza legata a diverse tradizioni, tra cui i dolci tipici che variano da regione a regione. Le preparazioni sono <strong>semplici</strong>, a base di <strong>mandorle </strong>o <strong>pastafrolla</strong> (con qualche importante eccezione), e con i loro colori e i loro profumi rallegrano anche le piovose giornate d'autunno.</p><div class="texto-destacado">Molti anni fa l'usanza di cucinare per onorare i defunti era anche il pretesto, per i bambini, per andare di casa in casa a chiedere dei <strong>dolci in dono</strong>, secondo una tradizione antichissima radicata soprattutto nel sud Italia, che è l’antenata del moderno Halloween.</div><p>Scopriamo quali sono i 7 dolci più amati d’Italia da assaggiare il 2 novembre.</p><h2>7. Il Pan dei Morti</h2><p>Quella dal Pan dei Morti è una tradizione di origine milanese e brianzola. Non si tratta di un pane vero e proprio, ma di un <strong>biscotto </strong>a forma di losanga, morbido e pastoso. Le profumatissime <strong>spezie </strong>si uniscono a <strong>fichi secchi, mandorle e cacao</strong> per creare una delizia nata dalla cucina povera contadina per far sentire le anime dei defunti ben accolte nelle gelide notti autunnali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu-1793206890114.jpg" data-image="jjn9rrwrdcqw" alt="2 novembre dolci" title="2 novembre dolci"><figcaption>I biscotti della tradizione lombarda, detti Pan dei Morti</figcaption></figure><p>Secondo la tradizione lombarda, infatti, nella notte del 2 novembre, quando le anime potevano tornare sulla terra e visitare le proprie case, bisognava lasciare in tavola un po’ di cibo, un bicchiere di vino e questi squisiti dolcetti.</p><h2>6. Le Fave dei Morti</h2><p>Piccole e colorate, le Fave dei Morti sono probabilmente originarie dell’<strong>Umbria</strong>. Le fave però non fanno parte della preparazione, che è a base di <strong>uova, burro e zucchero</strong>, ma è possibile che il loro nome faccia riferimento agli antichi romani. Essi credevano che nei baccelli delle fave si fermassero le anime in transito, mentre i frutti venivano offerti alle <strong>Parche </strong>e a <strong>Proserpina</strong>, divinità dell’oltretomba.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791534" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-getto-polare-e-la-voglia-di-dolci-nelle-giornate-grigie-le-neuroscienze-spiegano-perche-si-cerca-cibo-col-maltempo.html" title="Il getto polare e la voglia di dolci nelle giornate grigie: le neuroscienze spiegano perché si cerca cibo col maltempo">Il getto polare e la voglia di dolci nelle giornate grigie: le neuroscienze spiegano perché si cerca cibo col maltempo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-getto-polare-e-la-voglia-di-dolci-nelle-giornate-grigie-le-neuroscienze-spiegano-perche-si-cerca-cibo-col-maltempo.html" title="Il getto polare e la voglia di dolci nelle giornate grigie: le neuroscienze spiegano perché si cerca cibo col maltempo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cielo-gris-apetece-manta-peli-y-dulces-la-neurociencia-detras-de-los-atracones-tiene-explicacion-el-jet-stream-1790869184171_320.png" alt="Il getto polare e la voglia di dolci nelle giornate grigie: le neuroscienze spiegano perché si cerca cibo col maltempo"></a></article></aside><p>Oggi le Fave dei Morti sono diffuse in molte regioni con varianti che includono i pinoli, la grappa o l’anice, mentre i colori vengono dagli stessi ingredienti. Al naturale sono come delle normali pastefrolle, <strong>l’alchermes </strong>le tinge invece di rosso, mentre dal <strong>cacao </strong>arriva la classica colorazione bruna.</p><h2>5. Il Pan co’ Santi</h2><p>Ognissanti e il 2 novembre si celebrano a <strong>Siena </strong>con un dolce in realtà <strong>poco dolce</strong>. Il Pan co’ Santi è una pagnotta bassa dalla crosta sottile che si prepara con farina di frumento, strutto, olio, e pepe nero, a cui si aggiungono noci, miele e uvetta a piacimento. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu-1793206981983.jpg" data-image="z5mpocz0i2ey" alt="festa dei morti" title="festa dei morti"><figcaption>Il Pan co' Santi, la ricetta della festa dei morti tipica di Siena</figcaption></figure><p>Nei negozi della Toscana sembra prevalere la versione più dolce, ma originariamente questo pane si usava anche per accompagnare i secondi a base di <strong>carne </strong>ed era quindi poco zuccherino. Secondo tradizione, il Pan co’ Santi andrebbe gustato con il <strong>vino novello</strong>, ma sempre più spesso si preferisce l’abbinamento con il <strong>Vin Santo nuovo</strong>.</p><h2>4. I Cavalli dei Morti</h2><p>Come in molte regioni, anche in <strong>Trentino Alto Adige</strong>, nella notte del 2 novembre si usava lasciare dei biscotti a forma di <strong>ferro di cavallo</strong> accanto ai caminetti, come offerta per i defunti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="735133" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/samhain-il-capodanno-celtico-le-radici-astronomiche-di-halloween.html" title="Samhain, il capodanno celtico: le radici astronomiche di Halloween">Samhain, il capodanno celtico: le radici astronomiche di Halloween</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/samhain-il-capodanno-celtico-le-radici-astronomiche-di-halloween.html" title="Samhain, il capodanno celtico: le radici astronomiche di Halloween"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/samhain-il-capodanno-celtico-le-radici-astronomiche-di-halloween-1760952562595_320.jpg" alt="Samhain, il capodanno celtico: le radici astronomiche di Halloween"></a></article></aside><p>La preparazione è molto semplice, è quella di una normale pastafrolla, talvolta arricchita con uvetta e con del cioccolato fuso, usato per intingervi le estremità dei biscotti.</p><p>Molti fanno risalire questa tradizione al culto della <strong>dea Epona</strong>, divinità della tradizione celtica e gallica, protettrice dei cavalli e secondo alcune versioni del mito, accompagnatrice dei defunti nell’aldilà.</p><h2>3. La Colva</h2><p>Il dolce che tipicamente si prepara in <strong>Puglia </strong>per il 2 novembre è la colva. La ricetta è probabilmente originaria dell’antica <strong>Grecia</strong>, così come il nome. In greco <em>kollyba</em> è il grano bollito che si usa ancora offrire nelle chiese ortodosse dopo le messe dedicate ai defunti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="732036" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-castagna-nella-cucina-italiana-dalla-pasta-all-uovo-fresca-al-dolce-castagnaccio.html" title="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio">La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-castagna-nella-cucina-italiana-dalla-pasta-all-uovo-fresca-al-dolce-castagnaccio.html" title="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-castagna-nella-cucina-italiana-da-1762178508052_320.jpg" alt="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio"></a></article></aside><p>In Puglia il dolce ha tanti nomi a seconda delle varianti locali ma la ricetta è per lo più sempre la stessa. La Colva si gusta <strong>al cucchiaio</strong> e si prepara con <strong>grano, vin cotto, uva, fichi secchi, nocciole e cacao</strong>. Una parte importante della ricetta sono i chicchi del <strong>melograno</strong>, un frutto strettamente legato al culto dei defunti nella cultura mediterranea, che simboleggia la vita oltre la morte.</p><h2>2. Il Torrone dei Morti</h2><p>A <strong>Napoli </strong>il dolce dei morti per eccellenza è il <em>murticiello</em>, più comunemente noto come Torrone dei Morti. Questa dolcissima preparazione poco in comune con il classico torrone duro a base di mandorle e miele. Quello dei morti è un torrone morbidissimo, racchiuso in un <strong>guscio di cioccolato</strong> croccante simile a una sorta di grande cioccolatino da tagliare a fette.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu-1793206930254.jpg" data-image="odgpif8hem33" alt="Napoli 2 novembre" title="Napoli 2 novembre"><figcaption>A Napoli il 2 novembre si celebra con un morbido torrone a base di cioccolato </figcaption></figure><p>La ricetta prevede cioccolato <strong>fondente, bianco e al latte</strong> da unire per creare un impasto che non viene cotto ma lasciato rassodare in frigo, per poi aggiungervi le <strong>nocciole </strong>intere. Nelle pasticcerie di Napoli si trovano varianti per tutti i gusti, dal pistacchio, ai canditi, al caffè, e così via.</p><h2>1. La Frutta di Martorana</h2><p>Farina di mandorle, zucchero e miele sono la base di questa tipica e coloratissima delizia siciliana, che imita a perfezione la frutta vera. Legata oggi alla festa dei morti, la ricetta venne inventata con ogni probabilità dalla monache del <strong>Monastero della Martorana</strong> a Palermo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795524" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo">Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo-1793178666045_320.png" alt="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"></a></article></aside><p>Secondo quanto si racconta, le suore del monastero crearono la Frutta di Martorana in occasione di una visita inattesa del re che voleva vedere il giardino del monastero, famoso per la sua bellezza. Era autunno, però, e il giardino era tirste e <strong>spoglio</strong>, per cui la suora cuciniera trovò l’escamotage della dolce frutta finta per sorprendere il sovrano.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 04:40:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Si forma un ciclone mediterraneo sul sud Italia, il blocco scandinavo convoglia freddo. Al nord avremo scarse precipitazioni, ma i primi fiocchi imbiancheranno l’Appennino. Molta pioggia nelle regioni centro meridionali Adriatiche, ecco i dettagli. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs369e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs369e.jpg" id="xbs369e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sono<strong> mattine fredde tardo autunnali queste al nord, con minime appena a 2-4°C </strong>nelle zone di aperta campagna e nei fondovalle alpini e prealpini.<strong> Freddo anche al centro, </strong>specie nelle pianure dell’agropontino.<strong> Più mite invece al sud,</strong> con 12-15°C di notte. Le giornate però sono sostanzialmente nella media, con massime che vanno da 16-18°C al nord a 22-24°C al sud, con picchi anche di 25-26°C in Sardegna.</p><p>Sottolineiamo ancora una volta però che <strong>mancano le vere piogge autunnali al nord, </strong>l’evoluzione dei prossimi giorni vede in effetti cambiamenti e perfino una ciclogenesi, ma riguarderà ancora una volta il sud e in parte le regioni centrali Adriatiche. </p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Nella giornata odierna osserviamo <strong>l’anticiclone che sposta il suo enorme massimo fra il medio Atlantico e l’Europa centro settentrionale</strong>, con aria fredda che inizia ad affluire da est verso i Balcani e anche l’Italia, al solito colpendo soprattutto il versante Adriatico.</p><p><strong>Fra domenica e lunedì l’aria fredda alimenterà una ciclogenesi</strong> fra Mar Jonio e Italia meridionale, con formazione di un profondo minino tanto da formare ciclone mediterraneo <strong>alimentato da un vortice freddo retrogrado in quota. </strong></p><p>Il vortice in quota, con <strong>isoterme fra -20 e -25°C a 500 hPa,</strong> tenderà addirittura a muoversi più a est, con l’anticiclone che si posiziona quasi a blocco Scandinavo. Aria fredda affluirà cosi ulteriormente verso l’Italia, con fase perturbata principalmente al centro sud ed in parte al nordest.</p><h2>Sabato 31 ottobre nubi in aumento da est e prime piogge</h2><p><strong>Sabato 31 ottobre al nord nuvolosità irregolare, </strong>più nuvoloso lungo l’Appenino emiliano romagnolo e in basso Piemonte. Rinforza la bora, ma senza precipitazioni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795690" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html" title="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia">I meteorologi francesi confermano: "l'inverno è alle porte" anche in Francia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html" title="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793250566717_320.jpg" alt="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia"></a></article></aside><p><strong>Al centro più sereno sul Tirreno, variabile in Sardegna</strong>, più nubi su <strong>Marche, Abruzzo, Molise e Umbria orientale con prime piogge e grecale teso.</strong> Al sud nubi in aumento sul versante adriatico; <strong>prime piogge in Puglia, rovesci sul settore tirrenico calabrese e sulla Sicilia</strong> orientale, variabile in Campania.</p><p>Ancora i valori termici non cambiano sostanzialmente, anzi le minime al nord salgono a 5-7°C, massime sui 16-18°C, al centro fra 10 e 18°C, al sud fino a 22-23°C.</p><h2>Domenica 1 novembre netto peggioramento</h2><p>Domenica <strong>1 novembre peggioramento su tutte le regioni Adriatiche da nord a sud, </strong>al nord precipitazioni deboli diffuse deboli in Emilia Romagna e basso Piemonte, con <strong>prime deboli nevicate oltre 800 m in Alpi marittime e 1200 m in Appennino emiliano romagnolo.</strong> Sulle Alpi quasi sereno.</p><p><strong>Al centro netto peggioramento su Marche, Abruzzo e Molise, con piogge diffuse</strong> e temporali anche forti. Più variabile ma con rovesci a tratti sulle regioni tirreniche e Sardegna. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm-1793304333596.jpg" data-image="lsya6th3y2b4"><figcaption>Domenica decisamente fredda rispetto agli ultimi giorni, specie al nord con massime ferme a 12-13°C; l'anomalia maggiore si noterà in collina e montagna.</figcaption></figure><p><strong>Al sud instabile perturbato, con burrasche </strong>e <strong>forti temporali nelle isole campane, Eolie e Ustica, </strong>rovesci a tratti fin sulle coste campane, calabre e siciliane.<strong> Sulla Puglia più perturbato nella zona sud,</strong> da Brindisi al Salento, con forti temporali, ma instabile anche nella zona nord e su Basilicata.</p><p>Temperature in <strong>diminuzione nei valori massime, al nord entro 12-15°C, </strong>al centro 15-18°C, al sud non oltre 18-20°C. Minime invece ancora fra 6°C del nord, 8°C al centro e 12-14°C al sud per copertura e venti.</p><p><strong>Molto vento infatti spazzerà con bora e grecale l’Adriatico </strong>che sarà anche in burrasca, tramontana Liguria e Toscana, circolazione ciclonica sul basso Tirreno.</p><h2>Lunedì e martedì forte maltempo al centro sud</h2><p>Iniziale <strong>miglioramento al nord, cessano le precipitazioni e lunedì si aprono anche schiarite, </strong>specie sulle Alpi e nordovest, più nuvoloso al nordest e <strong>lunedì torna a coprirsi da est, con piogge deboli a tratti diffuse e leggere nevicate</strong> in basso Piemonte ed Appennino tosco-Emiliano romagnolo. La Liguria in questa situazione risulta invece al margine di nubi e quasi priva di piogge.</p><p><strong>Al centro migliora sulla Toscana, Lazio e buona parte di Umbria</strong>, variabile in Sardegna, iniziali <strong>precipitazioni nelle Marche poi vi migliora</strong>, ma si concentra <strong>maltempo con precipitazioni insistenti su Abruzzo e Molise, nevose oltre 1000 m </strong>circa. Piogge cumulate anche abbondanti, oltre i 100-120 mm.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm-1793304407892.jpg" data-image="2hfz4kfgt5ay"><figcaption>Notevole e anche spettacolare dal punto di vista sinottico la ciclogenesi attesa al sud. Notare le abbondanti precipitazioni previste sulle regioni Adriatiche.</figcaption></figure><p><strong>Al sud lunedì di forte maltempo da cambiamenti climatici, </strong>ricordiamo che i mari sono ancora troppo caldi per la stagione, specie su Puglia, in parte di Basilicata, Calabria e Sicilia orientale. Variabile perturbato sulla Campania. <strong>Le piogge saranno a tratti intense e temporalesche. </strong>Tende a migliorare martedì.</p><p>Temperature in ulteriore diminuzione, ma ancora, complici nubi e vento, non arrivano certo a portare gelo, il freddo sarà più avvertito in montagna, per il resto al nord ancora fra 6 e 15°C, al centro fra 8 e 16-17°C, al sud 10-12°C fino a 18-20°C di giorno. </p><h2>Più freddo da metà settimana</h2><p>Molti siti e notizie parlano di gran gelo scomodando a sproposito l’improprio termine di Burian. <strong>Le mappe e modelli indicano un certo afflusso di aria fredda, </strong>senz’altro le temperature saranno in diminuzione, ma n<strong>essun scenario pare indicare nevicate significative a bassa quota </strong>e men che meno in pianura. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795764" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html" title="L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo">L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html" title="L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-il-freddo-arriva-1793284363059_320.jpg" alt="L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo"></a></article></aside><p>Dunque più freddo si, ma chi si attende gelo epocale e neve resterà deluso: non sarà altro che il normale avvicinarsi dell’inverno che spesso ha portato le prime irruzioni anche a inizio novembre.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 20:47:57 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il mese di novembre si aprirà con un deciso cambiamento meteorologico sull'Italia. L'arrivo di correnti più fredde da nord-est farà diminuire le temperature, soprattutto nelle ore notturne, mentre piogge e nevicate torneranno a interessare diverse regioni montane.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs2c1m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs2c1m.jpg" id="xbs2c1m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Gli ultimi giorni di ottobre stanno regalando a gran parte dell'Italia condizioni meteorologiche piuttosto tranquille, con temperature ancora gradevoli durante il pomeriggio. Una situazione destinata però a cambiare proprio in coincidenza con il fine settimana di Halloween e Ognissanti.</p><p>La causa va ricercata nella nuova disposizione dell'alta pressione sull'Europa, che tenderà a spingersi verso le latitudini settentrionali, favorendo la discesa di <strong>masse d'aria più fredde dalla Russia occidentale e dalla Finlandia</strong>. Attraversando l'Europa orientale e i Balcani, queste correnti raggiungeranno progressivamente anche il Mediterraneo centrale.</p><p>Il risultato sarà un raffreddamento piuttosto diffuso, ma con effetti diversi da una regione all'altra. Al Nord saranno soprattutto le temperature minime a richiamare l'attenzione, mentre lungo l'Adriatico e al Sud il cambiamento sarà accompagnato anche da piogge, venti sostenuti e nevicate sui rilievi.</p><p>Da venerdì 30 ottobre arriveranno i primi segnali del cambiamento. Le correnti più fresche cominceranno a interessare il versante adriatico, portando un aumento della nuvolosità e qualche pioggia intermittente tra Marche, Abruzzo e Molise.L'instabilità potrà estendersi alla Puglia, alla Basilicata, alla Calabria ionica e alla Sicilia orientale. Al Nord-Ovest e lungo buona parte del versante tirrenico, invece, il tempo dovrebbe mantenersi più asciutto.</p><h2>Halloween e Ognissanti: il freddo avanza, tornano pioggia e neve</h2><p>Sabato 31 ottobre, giornata di Halloween, l'Italia si presenterà divisa in due. Al Settentrione prevarranno condizioni abbastanza soleggiate, seppure con qualche addensamento sulle Prealpi e in Emilia-Romagna. Non mancheranno le consuete foschie mattutine sulle pianure.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795675" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata.html" title="Fino a 10°C di massima: in arrivo il primo assaggio d'inverno con piogge diffuse e neve sugli Appennini">Fino a 10°C di massima: in arrivo il primo assaggio d'inverno con piogge diffuse e neve sugli Appennini</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata.html" title="Fino a 10°C di massima: in arrivo il primo assaggio d'inverno con piogge diffuse e neve sugli Appennini"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata-1793260238888_320.jpg" alt="Fino a 10°C di massima: in arrivo il primo assaggio d'inverno con piogge diffuse e neve sugli Appennini"></a></article></aside><p>Diversa la situazione lungo l'Adriatico e al Meridione, dove le nubi saranno più compatte e potranno produrre rovesci sparsi, soprattutto tra Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata e Calabria.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Domenica 1° novembre sarà invece la giornata in cui l'aria fredda riuscirà a guadagnare maggiormente terreno sull'Italia.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le elaborazioni del modello europeo ECMWF mostrano temperature sensibilmente inferiori alle medie del periodo su diverse regioni. Nel pomeriggio si prevedono anomalie negative fino a <strong>-6°C tra Ancona e Pescara e -7°C nell'area di Foggia</strong>. Questi numeri indicano quanto le temperature saranno inferiori rispetto ai valori climatici normalmente attesi all'inizio di novembre.</p><p>Le temperature pomeridiane potrebbero fermarsi intorno agli 11°C a Milano, 13°C a Verona e 14°C a Venezia, mentre Roma potrebbe raggiungere i 16°C. Sul versante adriatico, i venti di Grecale contribuiranno a rendere la sensazione di freddo ancora più evidente.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire-1793296235361.png" data-image="16q2kuihzwqf" alt="Probabilità di pioggia nella giornata di domenica 1 novembre." title="Probabilità di pioggia nella giornata di domenica 1 novembre."><figcaption>Probabilità di pioggia nella giornata di domenica 1 novembre.</figcaption></figure><p>Il calo delle temperature non sarà l'unico elemento da seguire. L'ingresso delle correnti fredde sul Mediterraneo favorirà infatti lo sviluppo di una circolazione depressionaria, capace di alimentare nuove precipitazioni soprattutto sulle regioni centro-meridionali.</p><p>Le mappe ECMWF indicano per domenica 1° novembre un'elevata probabilità di pioggia tra Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Calabria, con fenomeni che potranno assumere carattere di rovescio.</p><p>Particolarmente significativo il segnale delle precipitazioni cumulate: <strong>nell'area di Pescara il modello prevede circa 38 mm entro domenica sera, con accumuli che potrebbero avvicinarsi ai 76 mm entro la mattinata di lunedì 2 novembre</strong>.</p><h2>Lunedì 2 novembre, attenzione alle minime: Milano verso i 5°C</h2><p>Uno degli aspetti più interessanti di questa fase fredda riguarderà proprio le <strong>temperature minime</strong>, ovvero i valori più bassi registrati nell'arco della giornata, generalmente durante la notte o poco prima dell'alba.</p><p><strong>Milano potrebbe scendere fino a circa 5°C nelle prime ore di lunedì 2 novembre</strong>, con valori localmente inferiori nelle aree periferiche e rurali della Pianura Padana.</p><p>Il raffreddamento notturno sarà favorito dall'arrivo dell'aria più fredda e, dove il cielo risulterà sufficientemente sereno e i venti deboli, dalla dispersione del calore accumulato durante il giorno.</p><p>Si accentuerà l'<strong>escursione termica tra notte e giorno</strong>, una caratteristica tipica delle giornate autunnali più stabili. Nei fondovalle alpini e nelle conche interne dell'Appennino, dove l'aria fredda tende ad accumularsi durante la notte, non si potranno escludere locali gelate.</p><h2>Prossima settimana temperature ancora sotto media: quanto durerà il freddo?</h2><p>Il raffreddamento potrebbe continuare a farsi sentire anche nei primi giorni della prossima settimana, sebbene con alcune differenze tra Nord, Centro e Sud.</p><p>Martedì 3 novembre, secondo le ultime proiezioni ECMWF, le anomalie termiche saranno ancora negative su buona parte del territorio: <strong>circa -2°C a Milano, -4°C a Bologna e Firenze</strong>, con scarti significativi anche sulle regioni adriatiche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire-1793296294384.png" data-image="l10vjbnaocwv" alt="Le ore più fredde resteranno quindi quelle notturne e del primo mattino, soprattutto nelle zone interne." title="Le ore più fredde resteranno quindi quelle notturne e del primo mattino, soprattutto nelle zone interne."><figcaption>Le ore più fredde resteranno quindi quelle notturne e del primo mattino, soprattutto nelle zone interne.</figcaption></figure><p>Resta da capire quanto a lungo questa configurazione riuscirà a mantenersi sul Mediterraneo. La posizione della depressione e l'intensità delle correnti orientali saranno decisive per stabilire la durata delle precipitazioni e l'entità del raffreddamento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795764" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html" title="L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo">L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html" title="L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-il-freddo-arriva-1793284363059_320.jpg" alt="L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo"></a></article></aside><p><strong>L'inizio di novembre porterà dunque un'atmosfera decisamente più autunnale</strong>, con le prime minime particolarmente basse in pianura, un ritorno della neve sui rilievi e piogge localmente abbondanti. Un cambiamento da seguire nei prossimi aggiornamenti, soprattutto per chi ha in programma spostamenti durante il ponte di Ognissanti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le foreste primarie sono a rischio, ma hanno i loro guardiani: chi sono i 6 leader indigeni premiati dall’IUCN]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-foreste-primarie-sono-a-rischio-ma-hanno-i-loro-guardiani-chi-sono-i-6-leader-indigeni-premiati-dall-iucn.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 18:28:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) a ottobre 2026 ha premiato sei attivisti per il loro impegno nella salvaguardia delle foreste incontaminate del pianeta</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-foreste-primarie-sono-a-rischio-ma-hanno-i-loro-guardiani-chi-sono-i-6-leader-indigeni-premiati-dall-iucn-1793204366334.jpg" data-image="uij99z9vzk8c" alt="Foreste primarie" title="Foreste primarie"><figcaption>Un incendio ha distrutto un lembo della foresta Amazzonica in Brasile</figcaption></figure><p>In occasione della <strong>COP17 </strong>sulla biodiversità di ottobre 2026, l’IUCN ha deciso di premiare gli sforzi delle <strong>comunità locali</strong> nei paesi che più di tutti subiscono i danni della deforestazione.</p><p>Molto spesso si tratta di paesi che contribuiscono di meno all’inquinamento globale, ma ne pagano il prezzo più alto dal punto di vista ambientale ed economico. </p><p>Le comunità locali, però, non stanno a guardare e si impegnano quotidianamente, lontano dai riflettori, per fare fronte alla distruzione delle foreste primarie da cui dipende la sopravvivenza di tutta la Terra.</p><h2>Il valore delle foreste primarie</h2><p>Le foreste primarie sono quelle che nel corso di una storia lunga millenni sono rimaste quasi completamente <strong>intatte</strong>, senza essere intaccate dalle attività umane. </p><p>Sono quindi degli habitat complessi, straordinariamente ricchi di biodiversità e <strong>insostituibili</strong>. Vale a dire che una foresta primaria non può semplicemente essere ripiantata, per questo motivo proteggerla è particolarmente importante.</p><div class="texto-destacado">Capaci di immagazzinare dal 30% al 70% di carbonio in più rispetto alle altre foreste, le foreste primarie contribuiscono a ridurre l’erosione del suolo e a regolare il ciclo dell’acqua. Queste grandi aree verdi influenzano il clima e aiutano a mitigare gli effetti più disastrosi del riscaldamento globale, come alluvioni o siccità.</div><p>Nonostante questo le foreste primarie sono ormai minacciate quotidianamente. </p><h2>La deforestazione, non solo un problema ambientale</h2><p>Ad oggi sulla Terra sono presenti circa 1,18 miliardi di ettari di foreste primarie. Secondo la FAO dal 1990 ad oggi sono andati perduti <strong>110 milioni di ettari;</strong> la colpa non è soltanto delle attività illegali, mentre l<strong>’agricoltura intensiva</strong> è la principale responsabile. </p><p>Un ulteriore studio della FAO condotto tra il 2000 e il 2018 rivela che quasi il 90% della deforestazione mondiale è stato causato da coltivazioni e pascoli intensivi.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Since 1900, humans have cleared 1.1 billion hectares of forest. Forests clean our air, purify our water, and are vital in the fight to address the growing climate crisis. Keep forests standing. #ActOnClimate #climate #deforestation #climateaction #Nature Credit: Elena Doms via Linkedin and shared by @sophiakianni </p>— Mike Hudema (@MikeHudema) <a href="https://x.com/MikeHudema/status/2088677621814985045?ref_src=twsrc%5Etfw">August 15, 2026</a></blockquote></figure><p>Il disboscamento delle grandi foreste primarie è anche un <strong>problema sociale</strong>. Le popolazioni locali devono confrontarsi con le multinazionali legate all’industria alimentare, al commercio del legno e alle attività minerarie, spesso senza alcuna <strong>tutela legale</strong> o aiuto finanziario. Per contro, molti studi hanno evidenziato come queste comunità siano in realtà in grado di sfruttare le foreste in modo sostenibile, limitandone notevolmente il degrado.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="639984" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/consumo-di-questi-prodotti-sta-causando-una-massiccia-deforestazione-globale.html" title="Amazzonia in fiamme: la deforestazione e il riscaldamento globale trasformano la foresta pluviale in savana">Amazzonia in fiamme: la deforestazione e il riscaldamento globale trasformano la foresta pluviale in savana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/consumo-di-questi-prodotti-sta-causando-una-massiccia-deforestazione-globale.html" title="Amazzonia in fiamme: la deforestazione e il riscaldamento globale trasformano la foresta pluviale in savana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uk-consumption-causing-massive-global-deforestation-1704885854665_320.jpeg" alt="Amazzonia in fiamme: la deforestazione e il riscaldamento globale trasformano la foresta pluviale in savana"></a></article></aside><p>Per questo l’IUCN ha premiato e messo in evidenza il lavoro delle persone che più attivamente si sono impegnate per salvaguardare <strong>l’ambiente e i diritti sociali</strong> nei paesi più colpiti dalla deforestazione.</p><h2>Gli attivisti che difendono l'Amazzonia</h2><p>La foresta Amazzonica ha tra i suoi più gandi difensori <strong>Puyr dos Santos Tembé</strong>, una leader brasiliana del popolo Tembé che porta avanti diversi progetti. Dal recupero degli <strong>ecosistemi</strong>, al coinvolgimento delle <strong>donne </strong>delle comunità indigene, all’istruzione dei <strong>bambini</strong>, i suoi progetti si tutela si muovono di pari passo con quelli per lo sviluppo sociale ed economico di comunità spesso <strong>marginalizzate</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792279" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-ultime-foreste-primordiali-d-europa-dove-la-natura-detta-ancora-le-regole-una-di-queste-e-in-italia.html" title="Le ultime foreste primordiali d’Europa dove la natura detta ancora le regole: una di queste è in Italia">Le ultime foreste primordiali d’Europa dove la natura detta ancora le regole: una di queste è in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-ultime-foreste-primordiali-d-europa-dove-la-natura-detta-ancora-le-regole-una-di-queste-e-in-italia.html" title="Le ultime foreste primordiali d’Europa dove la natura detta ancora le regole: una di queste è in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-ultime-foreste-primordiali-d-europa-dove-la-natura-detta-ancora-le-regole-una-di-queste-e-in-italia-1791369230647_320.jpg" alt="Le ultime foreste primordiali d’Europa dove la natura detta ancora le regole: una di queste è in Italia"></a></article></aside><p>Allo stesso modo, in Perù <strong>Julio Cusurichi Palacios</strong>, della comunità Shipibo-Conibo, combatte per la foresta Amazzonica, per i diritti del suo popolo e per le altre comunità indigene, incluse quelle che abitano aree così <strong>remote </strong>che solo di recente hanno iniziato ad evere un contatto con il mondo esterno, e quindi sono ancora più vulnerabili. </p><h2>I leader indigeni premiati in Africa</h2><p>In Africa, e più precisamente in Gambia, l’IUNC ha premiato l’impegno di <strong>Maimuna Jawara</strong>, leader della comunità Manding, impegnata a favore della protezione delle <strong>foreste di mangrovia</strong>, dei boschi sacri, delle piante officinali e delle <strong>conoscenze botaniche</strong> legate alle tradizioni locali. Anche in questo caso una particolare attenzione è rivolta al lavoro delle donne impegnate nella raccolta delle risorse naturali e nella <strong>trasmissione </strong>delle conoscenze ad esse legate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-foreste-primarie-sono-a-rischio-ma-hanno-i-loro-guardiani-chi-sono-i-6-leader-indigeni-premiati-dall-iucn-1793204411134.jpg" data-image="7outl6fgh168" alt="Deforestazione Africa" title="Deforestazione Africa"><figcaption>Una grande foresta di Mangrovie in Congo</figcaption></figure><p>Nella Repubblica Democratica del Congo, invece, Joseph Itongwa Miukumo, leader Bambuti Mabuluko, da vent’anni difende il diritto delle comunità indigene di gestire <strong>in autonomia</strong> propri territori, le cui risorse sono fondamentali per la loro stessa sopravvivenza.</p><h2>Le foreste primarie dell'Asia come eredità per le generazioni future</h2><p><strong>Herkulanus Sutomo Manna</strong>, è un leader indonesiano della comunità di Sungai Utik. I suoi progetti riguardano la salvaguardia degli habitat di <strong>specie rare</strong>, ma anche la tutela delle risorse naturali da cui dipende la vita delle comunità, con un’attenzione particolare all’eredità da lasciare in questo senso alle <strong>generazioni future</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791374" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-la-siccita-trasforma-le-foreste-senza-pioggia-per-troppo-tempo-gli-alberi-inquinano.html" title="Quando la siccità trasforma le foreste: senza pioggia per troppo tempo gli alberi inquinano">Quando la siccità trasforma le foreste: senza pioggia per troppo tempo gli alberi inquinano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-la-siccita-trasforma-le-foreste-senza-pioggia-per-troppo-tempo-gli-alberi-inquinano.html" title="Quando la siccità trasforma le foreste: senza pioggia per troppo tempo gli alberi inquinano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-la-siccita-trasforma-le-foreste-senza-pioggia-per-troppo-tempo-gli-alberi-inquinano-1790845192231_320.jpg" alt="Quando la siccità trasforma le foreste: senza pioggia per troppo tempo gli alberi inquinano"></a></article></aside><p>Per finire, in Thailandia <strong>Pirawan Wongnithisathaporn </strong>è stata premiata perché è riuscita a diventare la portavoce della sua comunità nell’ambito dei negoziati <strong>internazionali </strong>su clima e biodiversità. Il suo scopo è garantire non solo i diritti delle popolazioni locali, ma anche la loro <strong>emancipazione </strong>culturale in modo che sempre più spesso possano partecipare direttamente alle decisioni che riguardano la gestione della loro terra.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Rosita%20Cipolla" data-year="" data-title="Difendono%20le%20ultime%20foreste%20incontaminate%20della%20Terra%2C%20rischiando%20la%20vita%3A%20chi%20sono%20i%206%20eroi%20indigeni%20premiati%20dall%E2%80%99IUCN" data-url="https%3A%2F%2Fwww.greenme.it%2Fambiente%2Fdifendono-le-ultime-foreste-incontaminate-della-terra-rischiando-la-vita-chi-sono-i-6-eroi-indigeni-premiati-dalliucn%2F">Rosita Cipolla. <a href="https://www.greenme.it/ambiente/difendono-le-ultime-foreste-incontaminate-della-terra-rischiando-la-vita-chi-sono-i-6-eroi-indigeni-premiati-dalliucn/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Difendono le ultime foreste incontaminate della Terra, rischiando la vita: chi sono i 6 eroi indigeni premiati dall’IUCN</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-foreste-primarie-sono-a-rischio-ma-hanno-i-loro-guardiani-chi-sono-i-6-leader-indigeni-premiati-dall-iucn.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Acqua alta eccezionale a Venezia, ecco cosa accadde il 29 ottobre 2018 mentre infuriava la tempesta Vaia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ultima-acqua-alta-eccezionale-ha-inondato-venezia-8-anni-fa-ecco-cosa-accadde.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 15:51:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 29 ottobre 2018, mentre infuriava sull'Italia la tempesta Vaia, con milioni di alberi abbattuti, Venezia viveva un episodio di acqua alta eccezionale. Un anno dopo, il 12 novembre 2019, si sarebbe verificato un altro episodio ancora più eccezionale, vicino a quello del 1966.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ultima-acqua-alta-eccezionale-ha-inondato-venezia-8-anni-fa-ecco-cosa-accadde-1793275586204.jpeg" data-image="s21hx1lehdp7"><figcaption>Il 12 novembre del 2019, un anno dopo, ci fu un evento di acqua alta ancora più eccezionale a Venezia (che viene mostrato in questa foto d'archivio).</figcaption></figure><p><strong>Il 29 ottobre del 2018 Venezia è stata interessata da uno degli episodi di acqua alta più importante degli ultimi decenni</strong>. Un evento oggi reso meno probabile dall'installazione delle barriere mobili MOSE, che sono entrate in funzione nel 2020 e che, negli ultimi anni, hanno bloccato più volte gli eventi di marea alta.</p><div class="texto-destacado">Intorno alle 15 di quel 29 ottobre 2018 venne raggiunto un <strong>picco di 156 centimetri.</strong> Un'acqua alta solo superata dall'evento ancora più straordinario dell'anno dopo (il 12 novembre 2019) quando si sfiorò la quota raggiunta nel 1966, quasi 190 cm.</div><p>L'acqua alta record era attesa da giorni, ed il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree aveva ritoccato al rialzo la previsione di marea in tarda mattinata. <strong>L'eccezionale evento di acqua alta dell'ottobre 2018 si inserì nel contesto della </strong><strong>Tempesta Vaia</strong>, un'ondata di maltempo estremo che portò venti fortissimi (gli stessi che sulle Alpi devastarono ampie superfici di bosco), un potente Scirocco (che causò pesanti danni in tutta Italia, anche a Roma) e bruschi cali di pressione atmosferica.</p><h2>L'acqua alta eccezionale del 29 ottobre 2018 legata alla tempesta Vaia</h2><p>Poco prima delle 15 arrivò l'ultimo avviso del Comune di Venezia: la marea avrebbe <strong>sfiorato i 160 cm</strong>. In mattinata era scattato il codice rosso, allerta massima e le sirene suonarono per avvisare la cittadinanza. In tarda mattinata venne <strong>disposta la chiusura di Piazza San Marco</strong>, una delle aree più basse della città e dove l'inondazione delle acque della laguna può essere particolarmente importante. In seguito alla marea circa il <strong>75% del centro cittadino venne allagato. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html" title="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa">Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html" title="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa-1793272897382_320.jpeg" alt="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa"></a></article></aside><p>Secondo il CPSM, il valore Osservato alle ore 15:25 alla diga lido era di 140 cm, mentre presso Punta Salute era di 153cm. Erano giorni che sul mar Adriatico soffiava un<strong> forte vento di scirocco. In quelle ore, le Alpi di nord-est vedevano crollare enormi superfici di bosco sotto raffiche micidiali anche superiori ai 200 km/h.</strong></p><h2>Un'acqua alta eccezionale, superata un anno dopo da un evento ancora più straordinario</h2><p><strong>L'acqua alta del 29 ottobre fu una delle maggiori degli ultimi decenni</strong>. Il maggior picco massimo si era registrato nel lontano 1966, proprio nel giorno dell<strong>'alluvione di Firenze (4 novembre)</strong>, con +194 cm. Il 22 dicembre 1979 vennero raggiunti +166 cm, +158 cm il 1º febbraio 1986 e +156 cm il 1º dicembre del 2008. L'11 novembre del 2012 si era verificata l'ultima marea eccezionale, sopra i 140 cm (+149 cm).</p><p>Un anno dopo, il 12 novembre 2019, si sarebbe verificato però un evento ben peggiore, che avrebbe causato pesanti danni in città.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="680617" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-12-novembre-del-2019-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-ecco-cosa-accadde-puo-succedere-di-nuovo.html" title="Il 12 novembre del 2019 un'acqua alta eccezionale sommergeva Venezia: cosa accadde, e può succedere di nuovo?">Il 12 novembre del 2019 un'acqua alta eccezionale sommergeva Venezia: cosa accadde, e può succedere di nuovo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-12-novembre-del-2019-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-ecco-cosa-accadde-puo-succedere-di-nuovo.html" title="Il 12 novembre del 2019 un'acqua alta eccezionale sommergeva Venezia: cosa accadde, e può succedere di nuovo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-12-novembre-del-2019-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-ecco-cosa-accadde-puo-succedere-di-nuovo-1731328449262_320.jpg" alt="Il 12 novembre del 2019 un'acqua alta eccezionale sommergeva Venezia: cosa accadde, e può succedere di nuovo?"></a></article></aside><p>Mentre Venezia viveva questo episodio eccezionale, i<strong>l nord-est restava in allerta per il livello dei fiumi: sorvegliati speciali il Piave, il Tagliamento, l'Adige.</strong> In questa zona d'Italia furono centinaia i mm di pioggia caduti al suolo. Si registrarono frane con strade interrotte in Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ultima-acqua-alta-eccezionale-ha-inondato-venezia-8-anni-fa-ecco-cosa-accadde-1793275690831.jpeg" data-image="xxv0qtcxvtec"><figcaption>Acqua alta in piazza San Marco.</figcaption></figure><figure></figure><p>Anche nel resto d'Italia il protagonista fu il vento, diventato "<em>trending topic</em>" nel pomeriggio sui social network per la vera tempesta abbattutasi su molte regioni. </p><p>A Roma ci furono davvero moltissime le segnalazioni di <strong>alberi abbattuti dalle raffiche fortissime</strong>, e due persone morirono nel frusinate a causa del crollo di un albero sul veicolo in cui viaggiavano. Il vento ha causato mareggiate ed un'infinità di emergenze locali. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Comune%20di%20Venezia" data-year="" data-title="Le%20acque%20alte%20eccezionali%20a%20Venezia" data-url="https%3A%2F%2Fwww.comune.venezia.it%2Fit%2Fcontent%2Fle-acque-alte-eccezionali">Comune di Venezia. <a href="https://www.comune.venezia.it/it/content/le-acque-alte-eccezionali" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Le acque alte eccezionali a Venezia</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ultima-acqua-alta-eccezionale-ha-inondato-venezia-8-anni-fa-ecco-cosa-accadde.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 14:40:25 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un blocco di aria fredda si prepara ad invadere l'Italia, determinando un brusco calo delle temperature a inizio novembre. Ecco tutti i dettagli. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs0kta"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs0kta.jpg" id="xbs0kta"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Siamo giunti alla vigilia di un importante cambio di circolazione, pronto a regalare un primo anticipo d’inverno. Tra il 2 e il 4 novembre l’Italia sarà interessata da un deciso calo delle temperature, con aria fredda che scenderà verso il Mediterraneo centrale e porterà condizioni più tipiche della stagione fredda, soprattutto al Centro-Sud. </p><p>Non si tratterà di un’ondata di freddo eccezionale per il periodo, ma di un primo, chiaro segnale che la stagione invernale è ormai alle porte e pronta a farsi sentire con maggiore insistenza.</p><h2><strong>Primo sbuffo freddo nel weekend di Ognissanti</strong></h2><p>Già dal weekend l’ingresso di aria fredda, veicolata da venti di Bora e Grecale freddi e sostenuti, favorirà la genesi di un minimo depressionario sui mari del Sud Italia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-il-freddo-arriva-1793284241782.jpg" data-image="3m65ycqcxtnr" alt="Piogge." title="Piogge."><figcaption>L'accumulo totale di piogge atteso per i primi giorni di novembre. Si notano i picchi massimi fra coste del medio-basso Adriatico e al Sud.</figcaption></figure><p>Questa struttura barica sarà pronta a generare maltempo sulle regioni meridionali, con piogge e rovesci che interesseranno in particolare le aree esposte ai flussi orientali. </p><div class="texto-destacado">I venti di Tramontana, Bora sull’alto Adriatico e Grecale, soffiati con una certa intensità, <strong>contribuiranno a rendere l’aria più pungente, soprattutto lungo le coste adriatiche e nelle zone interne del Centro-Sud.</strong></div><p>L’ingresso repentino dell’aria fredda, sopra le ancora calde acque del Mediterraneo, favorirà la genesi di un <strong>minimo depressionario</strong> sui mari del Sud Italia. </p><p>Questa struttura barica sarà pronta a generare maltempo sulle regioni meridionali, <strong>con piogge e rovesci che interesseranno in particolare le aree esposte ai flussi orientali. </strong>Mentre sull’Appennino si vedranno le prime spolverate di neve, a bassa quota.</p><h2><strong>Verso un inizio novembre molto freddo</strong></h2><p>Con l’inizio della nuova settimana la situazione rimarrà pressoché immutata. Lo sbilanciamento dell’anticiclone verso il Nord Europa continuerà ad agevolare ulteriori apporti di aria fredda verso il Mediterraneo centrale e il nostro Paese, <strong>rinnovando per lunedì 2 novembre condizioni di instabilità.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-il-freddo-arriva-1793284363059.jpg" data-image="k6ia2nbge3wg" alt="Aria fredda, inverno." title="Aria fredda, inverno."><figcaption>L'anomalia termica negativa attesa sull'Italia ad inizio novembre, si tratterà di un vero e proprio anticipo d'inverno.</figcaption></figure><p>Maggiormente coinvolte saranno ancora una volta le regioni adriatiche e l’estremo Sud, dove si vedranno piogge e rovesci sparsi, ma anche temporali fra Calabria e Sicilia tirrenica. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Sull’Appennino centro-meridionale sono attese delle nevicate, già dai 1500/1600 metri di altezza sui monti di Abruzzo e Molise, a quote più alte sul resto dell’Appennino meridionale, e sull’Etna, in Sicilia. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Mentre al Sud novembre inizierà all’insegna dell’instabilità, sulle regioni del Nord, e lungo i versanti tirrenici, il tempo si presenterà freddo, ma asciutto, <strong>con i venti di Bora e Grecale pronti a dominare la scena.</strong> Sulle Alpi la neve si vedrà solo sul versante estero di confine, con accumuli anche abbondanti vicino il confine austriaco. </p><h2><strong>Quanto caleranno le temperature fra il 2 e il 4 novembre?</strong></h2><p>Tra il 2 e il 4 novembre, le giornate in cui si raggiungerà l’apice del freddo, <strong>le minime potranno scendere fino a +3°C / +4°C al Nord,</strong> mentre al Centro si attesteranno generalmente tra +<strong>6°C</strong> e <strong>+10°C.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-il-freddo-arriva-1793284432786.jpg" data-image="hahbloe5pirq" alt="Venti intensi." title="Venti intensi."><figcaption>I sostenuti venti di Bora, Tramontana e Grecale attesi sull'Italia nei prossimi giorni, durante l'avvento dell'aria fredda.</figcaption></figure><p>Non mancheranno le prime gelate su vallate e doline interne di Alpi e Appennino, dove l’irraggiamento notturno e l’aria fredda stagnante favoriranno il calo termico più marcato, <strong>con possibili valori localmente prossimi o inferiori allo zero.</strong></p><p>Al Nord e sul Tirreno il freddo si farà sentire soprattutto nelle ore notturne e al primo mattino, mentre di giorno il sole contribuirà a mitigare un po’ la sensazione termica, riportando i valori massimi su livelli più accettabili, seppur ancora sotto media.</p><p>Va comunque ribadito che questo tipo di configurazione un tempo era maggiormente frequente nel mese di novembre. Si tratta di brevi assaggi freddi invernali, sufficienti per far abbassare le temperature, <strong>favorire qualche nevicata in montagna e ricordare che la stagione fredda è ormai vicina.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795690" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html" title="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia">I meteorologi francesi confermano: "l'inverno è alle porte" anche in Francia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html" title="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793250566717_320.jpg" alt="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia"></a></article></aside><p>Condizioni atmosferiche comunque tipiche del periodo che ci ricordano come la stagione fredda sia ormai alle porte e pronta a farsi sentire con maggiore decisione nelle settimane successive, <strong>anche se non è ancora il momento di mettere da parte definitivamente le giornate miti di autunno.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Vista libera sul lago di Costanza e fino alle Alpi, dai resti del più grande castello in rovina della Germania]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/vista-libera-sul-lago-di-costanza-e-fino-alle-alpi-dai-resti-del-piu-grande-castello-in-rovina-della-germania.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 13:54:12 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Per quasi 900 anni questa fortezza è stata inespugnabile, finché le truppe di Napoleone non la conquistarono, addirittura senza combattere. Ancora oggi, offre uno dei panorami più spettacolari del Baden-Württemberg.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/freier-blick-auf-den-bodensee-und-bis-zu-den-alpen-von-einer-der-gro-ten-burgruinen-deutschlands-1792870290164.jpeg" data-image="7dqvdhjemsrg" alt="Hohentwiel" title="Hohentwiel"><figcaption>Con una superficie di nove ettari, Hohentwiel è considerata la più grande rovina di un castello in Germania. Foto: Adobe Stock</figcaption></figure><p>Per secoli la <strong>fortezza di Hohentwiel</strong>, nei pressi di Singen, nella regione dell’Hegau (Germania), ha resistito all’avvicendarsi dei sovrani, agli assedi e ai rivolgimenti politici. Persino durante la <strong>guerra dei Trent’anni</strong>, cinque attacchi si infransero contro le sue mura. </p><p>Solo con l’arrivo delle truppe francesi di <strong>Napoleone </strong>si concluse la storia dell’antica struttura difensiva come baluardo militare. </p><p>Oggi le rovine nei pressi di Singen sono tra le attrazioni storiche più suggestive del <strong>Baden-Württemberg</strong> e sono considerate il più grande complesso di rovine di un castello in Germania.</p><h2>Oltre 1100 anni di storia</h2><p>La storia di Hohentwiel inizia nel <strong>914.</strong> Fu allora che sull’omonimo monte, alto quasi 700 metri, venne costruita una struttura difensiva. In seguito, i <strong>duchi di Svevia</strong> trasformarono il castello in una residenza. </p><p>Nei secoli successivi il complesso cambiò più volte funzione: fu <strong>sede del potere</strong>, <strong>fortezza difensiva </strong>e <strong>prigione di Stato</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/freier-blick-auf-den-bodensee-und-bis-zu-den-alpen-von-einer-der-gro-ten-burgruinen-deutschlands-1792870408108.jpeg" data-image="ophmofit5ba3" alt="Panorama" title="Panorama"><figcaption>Un tempo la sua posizione la rendeva inespugnabile, oggi regala panorami straordinari. Foto: Adobe Stock</figcaption></figure><p>La sua posizione dominante ne fece una <strong>roccaforte</strong> di importanza strategica, a lungo considerata <strong>inespugnabile</strong>.</p><h3>Le truppe di Napoleone misero fine al mito </h3><p>Il <strong>1° maggio 1800</strong> segnò la fine dell’importanza militare di Hohentwiel. I difensori consegnarono la fortezza <strong>senza combattere</strong> alle truppe francesi in avanzata, guidate dal generale Dominique Joseph Vandamme, contro la cui superiorità numerica non avevano alcuna possibilità di resistere. </p><p>Gli occupanti smantellarono poi il complesso nel giro di pochi mesi. A partire dall’ottobre 1800 rimossero <strong>materiali da costruzione</strong> e distrussero gran parte delle fortificazioni. </p><p>Rimasero soltanto <strong>rovine</strong>, le cui dimensioni impressionano ancora oggi: il sito si estende su circa <strong>nove ettari</strong>.</p><p>Anche nei secoli successivi Hohentwiel non fu risparmiata dagli eventi bellici. Durante le <strong>guerre mondiali </strong>vi furono dislocate postazioni di avvistamento aereo. </p><p>La fortezza servì inoltre da <strong>rifugio</strong> per la popolazione. Durante la Seconda guerra mondiale, il fuoco dei carri armati francesi provocò ulteriori danni.</p><h2>Uno sguardo sui coni vulcanici fino alle Alpi svizzere</h2><p>Oggi al centro dell’attenzione non c’è più la difesa, ma la <strong>conservazione </strong>del complesso storico. </p><div class="texto-destacado">Regolari <strong>interventi di restauro </strong>consolidano i resti della fortezza un tempo imponente e consentono ai visitatori di accedervi in sicurezza. </div><p>Ma ad affascinare, almeno quanto la storia della fortezza, è il <strong>panorama</strong> che si apre dall’alto.</p><p>La salita merita già solo per questa vista. Da Hohentwiel lo sguardo spazia sulla <strong>catena di coni vulcanici</strong> dell’<strong>Hegau e </strong>sul <strong>lago di Costanza </strong>e, nelle giornate limpide, arriva fino alle lontane vette delle <strong>Alpi svizzere</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788957" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/fortezza-con-vista-le-piu-grandi-rovine-di-un-castello-in-germania-sorgono-su-un-cono-vulcanico.html" title="Fortezza con vista: le più grandi rovine di un castello in Germania sorgono su un cono vulcanico">Fortezza con vista: le più grandi rovine di un castello in Germania sorgono su un cono vulcanico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/fortezza-con-vista-le-piu-grandi-rovine-di-un-castello-in-germania-sorgono-su-un-cono-vulcanico.html" title="Fortezza con vista: le più grandi rovine di un castello in Germania sorgono su un cono vulcanico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/die-gro-te-burgruine-deutschlands-liegt-auf-einem-vulkankegel-1789415570023_320.jpg" alt="Fortezza con vista: le più grandi rovine di un castello in Germania sorgono su un cono vulcanico"></a></article></aside><p>Il complesso è visitabile tutti i giorni da aprile a metà ottobre; nel semestre invernale è aperto <strong>dal giovedì alla domenica</strong> e nei giorni festivi dalle 10 alle 16. Sotto un <strong>suggestivo cielo autunnale</strong> appare particolarmente imponente.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento dell’articolo</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Fritz%20Edelhoff" data-year="2026" data-title="Deutschlands%20gr%C3%B6%C3%9Fte%20Burgruine%20galt%20lange%20Zeit%20als%20uneinnehmbar" data-url="https%3A%2F%2Fwww.reisereporter.de%2Freiseziele%2Feuropa%2Fdeutschland%2Fbaden-wuerttemberg%2Fhochrhein-bodensee%2Fdeutschlands-groesste-burgruine-galt-lange-zeit-als-uneinnehmbar-PTHALYGPKNECFKITCQEO76B3YM.html%3FoutputType%3Dvalid_amp">Fritz Edelhoff. (2026). <a href="https://www.reisereporter.de/reiseziele/europa/deutschland/baden-wuerttemberg/hochrhein-bodensee/deutschlands-groesste-burgruine-galt-lange-zeit-als-uneinnehmbar-PTHALYGPKNECFKITCQEO76B3YM.html?outputType=valid_amp" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il più grande complesso di rovine di un castello in Germania è stato a lungo considerato inespugnabile</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/vista-libera-sul-lago-di-costanza-e-fino-alle-alpi-dai-resti-del-piu-grande-castello-in-rovina-della-germania.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Alla fine di ottobre del 2018 si verificò un evento che ha lasciato il segno: la tempesta Vaia generò venti potentissimi sull'Italia, e sulle Alpi vennero rasi al suolo milioni di alberi. Ci furono anche piogge record, esondazioni, un'acqua alta eccezionale a Venezia e danni fino a Roma e in Campania. Si contarono 16 vittime.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa-1793272986231.jpeg" data-image="q1pdxep55qna" alt="Tempesta Vaia Italia alberi abbattuti" title="Tempesta Vaia Italia alberi abbattuti"><figcaption>Enormi superfici di bosco sulle Alpi italiane vennero devastate da venti fino a 200 km/h. Furono alcuni degli effetti della tempesta Vaia, che causò anche esondazioni e almeno 16 vittime in Italia.</figcaption></figure><p><strong>Si compiono 8 anni dall'arrivo in Italia della tempesta "Vaia", il violento ciclone extra-tropicale che colpì il Nord-Est Italia tra il 27 e il 30 ottobre 2018</strong> causando pesanti danni. Se gli effetti più gravi si registrarono nel nord-est, fenomeni meteo estremi associati al vento si registrarono anche in altre aree, compreso il Centro. </p><p><strong>Uno dei fenomeni meteo più devastanti causato dal passaggio della tempesta furono le raffiche di vento potentissime</strong>, con intensità medie orarie fino a 120 km/h e raffiche superiori a 200 km/h. </p><div class="texto-destacado">Tra gli effetti più ricordati c'è la <strong>devastazione di enormi estensione di boschi</strong> in 494 comuni di Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia.<strong> Si calcola che 42.500 ettari di bosco vennero danneggiati e 8,6 milioni di metri cubi furono abbattuti</strong> dal vento fortissimo.</div><p> Si tratta del singolo più grande fenomeno di danneggiamento del patrimonio forestale mai registrato in Italia.</p><p>L'altro elemento meteo che viene ricordato sono le <strong>piogge molto abbondanti cadute sulle regioni del Nord Italia</strong>. Il vento fortissimo generò anche una <strong>marea storica a Venezia,</strong> e ci fu una delle acque alte più eccezionali degli ultimi decenni, seconda solo a quella del 1966.</p><p>In tutta Italia si registrarono almeno 16 vittime.</p><h2>Cosa accadde tra il 27 ed il 29 ottobre del 2018</h2><p>Come scrisse in quel finale di ottobre 2018 qui sui Meteored il meteorologo Luca Lombroso, il ciclone mediterraneo "Vaia" transitò nella serata del 29 ottobre sulle Alpi occidentali con un minimo di 980 hPa, uno dei più profondi di sempre. "<strong>In quel momento, c’erano</strong> <strong>oltre 20 hPa di differenza di pressione fra le Alpi occidentali e quelle orientali - spiega Lombroso - </strong>un fattore che rese<strong> </strong>molto forte il vento di scirocco sull’Adriatico, generando una storica acqua alta a Venezia, città dove ancora non era attivo il MOSE. Ci fu anche un potente vento di libeccio sulle coste liguri e tirreniche e da sudovest in quota.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa-1793272897382.jpeg" data-image="hjyg1dmmvu1z"><figcaption>La devastazione causata da venti fortissimi sulle foreste delle Alpi nord-orientali.</figcaption></figure><p>"<strong>Lunedì 29 ottobre - spiegò anche il meteorologo Marco Virgilio sempre qui su Meteored - il profondissimo minimo del ciclone Vaia</strong>, circa 978 hPa, si trovava a cavallo tra il sudovest francese ed il nordovest italiano, caratterizzato da un <strong>micidiale gradiente termico alla superficie isobarica di 850 hPa</strong> che vedeva l’isoterma zero gradi a ridosso delle Alpi Marittime e valori compresi tra 10 e 15 gradi tra il sud Italia ed il nordest".</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="214731" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/un-anno-fa-vaia-l-insostenibile-peso-degli-alberi-caduti.html" title="Un anno fa Vaia: l’insostenibile peso degli alberi caduti">Un anno fa Vaia: l’insostenibile peso degli alberi caduti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/un-anno-fa-vaia-l-insostenibile-peso-degli-alberi-caduti.html" title="Un anno fa Vaia: l’insostenibile peso degli alberi caduti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-anno-fa-vaia-l-insostenibile-peso-degli-alberi-caduti-214731-1_320.jpg" alt="Un anno fa Vaia: l’insostenibile peso degli alberi caduti"></a></article></aside><p>"Tra il 27 ed il 28 ottobre - ricorda ancora Marco Virgilio - intense correnti meridionali miti e cariche di umidità <strong>determinarono ingenti piogge su tutti i versanti esposti, </strong>dalle Prealpi Piemontesi alla Carnia e in molte zone appenniniche con le prime inevitabili esondazioni e diversi allagamenti". "Lo Scirocco rinforzò brutalmente fino a raggiungere la <strong>velocità di 204 km/h sul monte Gomito nell’appennino Tosco-Emiliano e i 200 circa presso il Monte Rest nelle Prealpi Carniche"</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Lunedì 29 ottobre si registrarono violente grandinate sulla Sardegna. Lo Scirocco rinforzò brutalmente fino a raggiungere la velocità di 204 km/h sul monte Gomito nell’appennino Tosco-Emiliano e i 200 circa presso il Monte Rest nelle Prealpi Carniche. Ma il vento fortissimo colpì anche a distanza: a Roma, scirocco potentissimo abbatté decine di alberi. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Come spiegavamo, l'aspetto più ricordato di questa tempesta che ha colpito l'Italia 8 anni fa è stata la <strong>distruzione di enormi estensione di bosco sulle Alpi a causa del vento.</strong></p><h2><strong>La strage di alberi</strong></h2><p>Le immagini che arrivarono dalle valli dolomitiche, dall’agordino (Belluno, Veneto) e dalle Alpi e Prealpi Carniche, <strong>restano ancora oggi scolpite nella memoria di molti italiani: vaste aree boschive completamente abbattute</strong> dalla furia degli elementi, come accade dopo una eruzione vulcanica o l'esplosione di una bomba nucleare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Uno degli effetti più impressionanti del passaggio di quel ciclone è stata la distruzione totale di enormi estensione di boschi sulle Alpi italiane. Dalle immagini arrivate in quei giorni si vedevano centinaia di migliaia di alberi rasi al suolo, come dopo il passaggio di una onda d'urto di una bomba o di una eruzione vulcanica. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>"Il fortissimo vento sinottico ed effetti di caduta e turbolenze locali</strong> nelle valli in molti casi sconvolsero il territorio - ricorda Marco Virgilio. Moltissimo si è fatto per ripristinare i territori colpiti ma lo sfregio è ancora visibile in tanti versanti inaccessibili e tale rimarrà per decenni", aggiunge il meteorologo e divulgatore scientifico friulano.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">La notte degli alberi caduti Come soldati in un campo di guerra migliaia di alberi furono abbattuti dalla tempesta Vaia di fine ottobre 2018. Enormi superfici boschive rase al suolo nelle Alpi Orientali. https://t.co/Azcy5LJodS</p>— Marco Virgilio (@dabihdream) <a href="https://x.com/dabihdream/status/1454776365048385536?ref_src=twsrc%5Etfw">October 31, 2021</a></blockquote></figure><p> Il motivo di una distruzione così grande fu legato ai <strong>venti discendenti dai pendii, </strong>noti in meteorologia come<strong> “downslope wind”.</strong> Questi venti risultano molto dannosi per l'effetto di compressione discendente, e prendono a strisciare a causa della forma delle montagne, informava Lombroso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776782" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia.html" title="Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia ">Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia.html" title="Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia-1782996077690_320.jpg" alt="Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia "></a></article></aside><p> "Nel dettaglio - spiega Lombroso - si è trattato di un fortissimo vento lineare di gradiente di tipo sinottico, senza fenomeni vorticosi. Ciò nonostante le raffiche hanno superato forza 12 - uragano della scala Beaufort, anche se il ciclone transitato era di tipo extra-tropicale". </p><h2><strong>Il vento non fu l'unico aspetto di quella tempesta</strong></h2><p><strong>Come spiegavamo, oltre al vento si registrarono anche intense precipitazioni, che nelle zone alpine e prealpine dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia furono di centinaia di mm.</strong> Sulle Prealpi Carniche si raggiunsero addirittura 815 mm a Malga Campiuz. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I meteorologi francesi confermano: "l'inverno è alle porte" anche in Francia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 10:57:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Questa settimana inizia con temperature insolitamente alte. Lo confermano anche i modelli meteorologici: l'inverno è ben consolidato nei nostri porti e le temperature sono pronte a impennarsi. Scopri le previsioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrx1ne"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrx1ne.jpg" id="xbrx1ne"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo un inizio di settimana caratterizzato da temperature molto miti, con punte vicine ai 27 °C martedì pomeriggio ai piedi dei Pirenei francesi, <strong>mercoledì le temperature sono crollate bruscamente in Francia, </strong>perdendo in alcune località quasi dieci gradi nell’arco di 24 ore.</p><p>Dopo il passaggio di una perturbazione martedì,<strong> un robusto anticiclone si sta rafforzando sulla Francia e dovrebbe portare condizioni meteorologiche asciutte nei prossimi 7-10 giorni. </strong>Le temperature sono già diminuite nettamente e dovrebbero rimanere vicine alle medie stagionali fino a venerdì, o persino a sabato.</p><p><strong>Ma la posizione dell’anticiclone a partire da questo fine settimana potrebbe cambiare tutto.</strong> Dovrebbe infatti posizionarsi sulle isole britanniche, favorendo l’arrivo di aria continentale più fredda sulla Francia. <strong>Le temperature dovrebbero quindi riprendere a scendere da domenica su gran parte del Paese</strong>, portandosi questa volta al di sotto delle medie stagionali. </p><div class="texto-destacado"><strong> Una situazione simile in Italia: brusco calo termico in arrivo. </strong><br>Anche in Italia si attende un brusco calo delle temperature da domenica 1° novembre, come stiamo indicando <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_destacados">nei nostri ultimi aggiornamenti. </a></div><p>Le ultime previsioni per la prossima settimana confermano questa tendenza, con temperature che potrebbero rimanere decisamente basse per il periodo. <strong>L’inverno sta forse arrivando in anticipo?</strong> Ecco le ultime previsioni.</p><h2>Temperature di stagione… per il momento</h2><p>Il forte calo delle temperature che ieri ha interessato moltissime regioni francesi non dovrebbe proseguire oggi.<strong> Il termometro si stabilizzerà,</strong> con temperature che dovrebbero attestarsi nel complesso attorno alle medie stagionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793251818027.jpg" data-image="npats1vsav27" alt="Temperature nel complesso vicine alle medie stagionali questo pomeriggio!" title="Temperature nel complesso vicine alle medie stagionali questo pomeriggio!"><figcaption>Temperature nel complesso vicine alle medie stagionali questo pomeriggio!</figcaption></figure><p><strong>Ecco le temperature previste da Météo-France per questo pomeriggio:</strong></p><ul><li>14 °C a Clermont-Ferrand </li><li>15 °C a Lione, Parigi e Strasburgo </li><li>16 °C a Lille e Rennes </li><li>17 °C a Bordeaux e Grenoble </li><li>18 °C a Limoges </li><li>19 °C a Tolosa e Montpellier </li><li><strong>20 °C a Perpignano </strong></li><li><strong>21 °C a Marsiglia</strong></li><li><strong>22 °C a Nizza e Bastia </strong></li><li><strong>23 °C ad Ajaccio</strong></li></ul><p>In alcune località, le temperature potrebbero persino risultare<strong> leggermente inferiori alle medie stagionali di fine ottobre. </strong>È il caso, in particolare, di Bordeaux.</p><h2>Un nuovo calo delle temperature atteso a breve</h2><p>Tra venerdì e sabato, <strong>le temperature dovrebbero mantenersi nel complesso vicine alle medie stagionali, </strong>con una media di 15 °C al nord e di 18 °C al sud venerdì. Sabato è atteso un lievissimo calo, con una media di 14 °C al nord e di 17 °C al sud.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795524" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo">Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo-1793178666045_320.png" alt="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"></a></article></aside><p>Si tratta naturalmente di valori medi: le temperature dovrebbero essere leggermente più alte vicino al Mediterraneo, <strong>con possibili punte superiori ai 20 °C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793251900959.jpg" data-image="g2s5h5fgkpqw" alt="Sabato temperature vicine ai 20 gradi lungo il Mediterraneo." title="Sabato temperature vicine ai 20 gradi lungo il Mediterraneo."><figcaption>Sabato temperature vicine ai 20 gradi lungo il Mediterraneo. </figcaption></figure><p>Al contrario, <strong>in presenza di nebbie e nubi basse mattutine, </strong>che in alcuni casi potrebbero persistere per buona parte della giornata, soprattutto nella pianura alsaziana, nella valle della Saona e nelle valli del sud-ovest,<strong> le temperature potrebbero rimanere particolarmente basse. </strong>In alcune località il termometro potrebbe persino non superare i 10 °C per l’intera giornata.</p><h2>Un nuovo calo delle temperature domenica </h2><p>Con il riposizionamento dell’anticiclone sulle isole britanniche nel fine settimana, <strong>da domenica le correnti si orienteranno più decisamente da nord-est.</strong> Aria continentale, molto più fredda ma sempre altrettanto secca, raggiungerà la Francia, <strong>provocando un nuovo calo delle temperature.</strong> Questa volta il termometro dovrebbe scendere nettamente al di sotto delle medie stagionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793251951890.jpg" data-image="8uol3zy8lpt6" alt="Domenica è atteso un nuovo calo delle temperature." title="Domenica è atteso un nuovo calo delle temperature."><figcaption>Domenica è atteso un nuovo calo delle temperature. </figcaption></figure><p><strong>Per domenica 1° novembre si prospetta quindi una sensazione di fresco intenso, se non di freddo</strong>, con temperature massime che raggiungeranno in media i 12 °C al nord e i 16 °C al sud.</p><h3>Il calo delle temperature proseguirà</h3><p>Questo calo delle temperature dovrebbe proseguire lunedì, soprattutto nel sud del Paese, dove il termometro potrebbe perdere altri 2 °C rispetto al giorno precedente.</p><p><strong>La prossima settimana bisognerà però tenere conto di un altro elemento importante: il vento.</strong> Il vento da nord-est, chiamato «bise», dovrebbe infatti soffiare su una parte del Paese, accentuando la sensazione di freddo in molte regioni. <strong>La temperatura percepita potrebbe quindi essere sensibilmente inferiore a quella effettivamente indicata dai termometri!</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793251974617.jpg" data-image="ym719hq2sfux" alt="La prossima settimana dovrebbero affermarsi temperature invernali, con valori nettamente inferiori alle medie stagionali su gran parte del Paese." title="La prossima settimana dovrebbero affermarsi temperature invernali, con valori nettamente inferiori alle medie stagionali su gran parte del Paese."><figcaption>La prossima settimana dovrebbero affermarsi temperature invernali, con valori nettamente inferiori alle medie stagionali su gran parte del Paese.</figcaption></figure><p>Le temperature potrebbero perdere ancora 1-2 °C verso la metà della prossima settimana,<strong> con massime che al nord potrebbero non superare più i 10 °C, </strong>nemmeno nelle ore più calde della giornata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795612" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html" title="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio">Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html" title="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793195999816_320.jpg" alt="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio"></a></article></aside><p><strong>Le temperature attese la prossima settimana potrebbero quindi assomigliare più a quelle normalmente osservate all’inizio dell’inverno che a quelle dei primi di novembre.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Marte, il mistero della gigantesca nube di 1800 km sul Arsia Mons: una nuova ipotesi "estrema" emerge dai modelli meteo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/marte-il-mistero-della-gigantesca-nube-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-ipotesi-estrema-emerge-dai-modelli-meteo.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 09:29:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Una spettacolare nube di ghiaccio lunga 1.800 km nel cielo di Marte ripropone un insolito fenomeno finora "solo teorizzato" nella fisica dell'atmosfera. Le simulazioni al computer confermano che il ghiaccio delle nubi può formarsi spontaneamente senza l'aiuto di polveri.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/marte-il-mistero-della-nube-gigante-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-importante-ipotesi-emerge-dai-modelli-1793205280957.jpg" data-image="osuygoj9ec31"><figcaption>Una delle spettacolari immagini della nube marziana che può ciclicamente svilupparsi per una lunghezza di ben 1.800 km, ad una quota di circa 45 km dalla superficie marziana. Credits ESA</figcaption></figure><p>È conosciuta come Arsia Mons Elongated Cloud (AMEC), ed è <strong>una spettacolare nube di ghiaccio </strong>d'acqua<strong> lunga fino a 1800 km</strong> che <strong>compare temporaneamente e stagionalmente nelle mattine primaverili ed estive</strong> nell'emisfero meridionale, sottovento all'omonimo monte. </p><p>La sua stagionalità, il suo ciclo diurno e la sua maestosità hanno impressionato gli scienziati fin dalla sua scoperta nel 2018 grazie alle immagini riprese dalla <em>Visual Monitoring Camera</em> (VMC) a bordo della storica sonda <strong>Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA)</strong>. </p><p>Inizialmente scambiata per un pennacchio vulcanico attivo, gli scienziati hanno presto compreso che si trattava di<strong> una colossale nube orografica</strong>, innescata dall'interazione tra i venti e la topografia del <strong>vulcano (alto circa 20 km)</strong>, e capace di spingersi<strong> fino a circa 45 km</strong> di quota. La nube compare, nella "stagione calda" <strong>ogni mattina</strong>, per poi evaporare e dissolversi man mano che il sole riscalda l'atmosfera.</p><p>Nonostante anni di monitoraggio e di simulazioni con <strong>i modelli meteorologici</strong> che riproducono al computer il comportamento dell'atmosfera marziana, gli scienziati non erano mai riusciti a riprodurre la nube nella sua lunghezza e, quindi, a capirne la dinamica. Ma <strong>una svolta è arrivata da un recentissimo studio</strong> pubblicato il 7 ottobre 2026 su Nature Geoscience, firmato da Jorge Hernández-Bernal insieme a Anni Määttänen, Aymeric Spiga e François Forget (ricercatori presso LMD, LATMOS, IPSL, CNRS e Sorbonne Université).</p><h2>La scoperta dei modelli: il ghiaccio nasce senza polvere</h2><p>Secondo la meteorologia classica, sia terrestre che marziana, <strong>le nubi si formano attraverso un processo chiamato nucleazione eterogenea</strong>. Questo meccanismo fa sì che il vapore acqueo, per trasformarsi in piccole gocce o cristalli di ghiaccio, debba condensare intorno a dei minuscoli nuclei preesistenti chiamati appunto <strong>"nuclei di condensazione"</strong>, che fungono da "innesco". E i granelli/polveri di polvere sospesi nell'atmosfera su Marte sicuramente non mancano.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/marte-il-mistero-della-nube-gigante-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-importante-ipotesi-emerge-dai-modelli-1793205533347.jpg" data-image="5m02h9g5s1g5"><figcaption>Nella foto è possibile osservare la nube formarsi in prossimità del vulcano inattivo Arsia Mons. È facile notare anche la stagione estiva in atto sull'emisfero meridionale e la fase del giorno, una mattinata appena iniziata. Credits: ESA</figcaption></figure><p>Tuttavia, finché gli scienziati vincolavano le simulazioni a questa regola standard, il computer falliva nel ricreare la lunga coda di cristalli di ghiaccio che forma la nube e che era stata ripresa dalle sonde. </p><div class="texto-destacado">Solo quando il team di ricerca ha integrato nel modello meteorologico marziano <strong>un meccanismo microfisico molto più raro ed estremo</strong>, il risultato è cambiato e la gigantesca nube simulata è finalmente emersa con caratteristiche molto simili a quelle osservate dalle sonde.</div><p> Si tratta della <strong>nucleazione omogenea</strong>, fenomeno in cui i cristalli di ghiaccio si formano spontaneamente e direttamente dal vapore acqueo, senza alcun nucleo di polvere intermedio. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791458" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte.html" title="Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte">Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte.html" title="Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte-1790885430560_320.jpg" alt="Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte"></a></article></aside><p><strong>Q</strong><strong>uesto fenomeno non è stato misurato direttamente nell'atmosfera di Marte, ma è stato dedotto con simulazioni numeriche.</strong></p><h2>Raffreddamento lampo e condizioni estreme</h2><p>Perché questo processo possa avvenire senza l'aiuto della polvere, occorrono <strong>condizioni fisiche limite</strong>, finora ritenute quasi impossibili in un'atmosfera reale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/marte-il-mistero-della-nube-gigante-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-importante-ipotesi-emerge-dai-modelli-1793205357597.jpg" data-image="w8p0ckcz0fug"><figcaption>Nel dettaglio è possibile vedere l'esatto esatta posizione in cui la nube viene a formarsi, poi allungarsi per circa 1800 km. Credits ESA</figcaption></figure><p>Dalle simulazioni effettuate dal gruppo di ricerca, <strong>quando i venti risalgono rapidamente i pendii di Arsia Mons</strong>, nella tenue atmosfera marziana (appena l'1% di quella terrestre costituita essenzialmente da CO2), l'aria subisce un <strong>raffreddamento adiabatico estremo</strong> e la temperatura crolla di circa 30°C in appena 10 minuti (condizioni di freddo estremo con temperature inferiori a 130 K, cioè -143°C).</p><div class="texto-destacado">Questo crollo termico produce una sovrasaturazione straordinaria, facendo impennare l'umidità dell'aria a livelli e ritmi inimmaginabili, fino a 100.000 volte superiori a quelli solitamente registrati sulla Terra.</div><p>L'atmosfera diventa così carica di vapore acqueo da costringere l'acqua a <strong>congelare all'istante</strong> da sola, formando il ghiaccio prima ancora che la polvere presente nell'atmosfera possa intervenire come potenziale nucleo di condensazione.</p><h2>Mars Express e le implicazioni per la Terra</h2><p>Per validare le simulazioni al computer i ricercatori si sono basati sulle numerose osservazioni registrate e inviate dalla Mars Express dal 2018 ad oggi, utilizzando sia il monitoraggio su larga scala della VMC (Visual Monitoring Camera), che le riprese della fotocamera ad alta risoluzione HRSC (High Resolution Stereo Camera).</p><div class="texto-destacado"><strong>La nube simulata non è identica al 100% alla nube realmente osservata</strong>. Tuttavia lo studio fornisce la<strong> prima solida evidenza indiretta</strong> che il fenomeno della <strong>nucleazione omogenea, finora rimasto solo teorico</strong>, riesca ad attivarsi realmente in natura in un'atmosfera planetaria. </div><p>La nucleazione omogenea potrebbe, effettivamente, <strong>spiegare la natura di alcune nubi ad alta quota sulla Terra o anche su Venere</strong>, ed altri rari fenomeni osservati su altri pianeti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756138" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-campo-magnetico-marziano-e-scomparso-e-con-esso-la-possibilita-di-vita.html" title="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita ">La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-campo-magnetico-marziano-e-scomparso-e-con-esso-la-possibilita-di-vita.html" title="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gemini-ha-detto-la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-suo-campo-magnetico-e-scomparso-e-con-esso-la-vita-1772105419453_320.png" alt="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita "></a></article></aside><p>Comprenderne il funzionamento su Marte potrà aiutare a <strong>perfezionare i modelli climatici planetari </strong>e la comprensione della microfisica delle nubi nel Sistema Solare.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Jorge%20Hern%C3%A1ndez-Bernal%2C%20Anni%20M%C3%A4%C3%A4tt%C3%A4nen%2C%20Aymeric%20Spiga%20e%20Fran%C3%A7ois%20Forget" data-year="2026" data-title="Nature%20Geoscience%3A%20Homogeneous%20ice%20nucleation%20from%20water%20vapour%20suggested%20by%20elongated%20clouds%20on%20Mars" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs41561-026-02089-9">Jorge Hernández-Bernal, Anni Määttänen, Aymeric Spiga e François Forget. (2026). <a href="https://doi.org/10.1038/s41561-026-02089-9" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Nature Geoscience: Homogeneous ice nucleation from water vapour suggested by elongated clouds on Mars</a>.</cite><br><cite data-author="Agenzia%20Spaziale%20Europea%20(ESA)" data-year="2026" data-title="Mars%E2%80%99s%20oddest%20cloud%20may%20be%20even%20odder%20than%20we%20thought" data-url="https%3A%2F%2Fwww.esa.int%2FScience_Exploration%2FSpace_Science%2FMars_Express%2FMars_s_oddest_cloud_may_be_even_odder_than_we_thought">Agenzia Spaziale Europea (ESA). (2026). <a href="https://www.esa.int/Science_Exploration/Space_Science/Mars_Express/Mars_s_oddest_cloud_may_be_even_odder_than_we_thought" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Mars’s oddest cloud may be even odder than we thought</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/marte-il-mistero-della-gigantesca-nube-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-ipotesi-estrema-emerge-dai-modelli-meteo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 10°C di massima: in arrivo il primo assaggio d'inverno con piogge diffuse e neve sugli Appennini]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 08:18:05 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Assaggio invernale nel weekend festivo: temperature anche di 6-8°C sotto la media stagionale su alcune regioni italiane.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrxp7y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrxp7y.jpg" id="xbrxp7y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dal sole e dalle temperature miti al freddo quasi invernale nel giro di pochi giorni. È questo lo scenario meteorologico che potrebbe concretizzarsi sull'Italia proprio in concomitanza con il weekend di Ognissanti. Dopo una settimana piuttosto tranquilla, caratterizzata dalla presenza dell'alta pressione e da condizioni atmosferiche generalmente stabili, <strong>l'arrivo di correnti molto più fredde potrebbe determinare un brusco cambiamento del tempo, soprattutto sulle regioni adriatiche e meridionali</strong>.</p><p>Insomma, l'autunno sembra intenzionato a mostrare un volto decisamente diverso rispetto a quello degli ultimi giorni. Non soltanto pioggia e vento, ma anche un importante calo delle temperature che, localmente, <strong>potrebbero portarsi fino a 6-8°C al di sotto delle medie stagionali</strong>.</p><p>La giornata da tenere maggiormente sotto osservazione sarà proprio quella di <strong>domenica 1° novembre</strong>, quando l'afflusso di aria fredda potrebbe favorire un aumento dell'instabilità e condizioni meteorologiche dal sapore quasi invernale.</p><h2><strong>Weekend di Ognissanti, cambia tutto: domenica 1° novembre tornano pioggia e neve sugli Appennini</strong></h2><p>Ma cosa provocherà questo improvviso cambiamento? La risposta va ricercata nella particolare configurazione atmosferica che si sta delineando sul continente europeo.</p><p>L'anticiclone, attualmente responsabile del tempo stabile sulla nostra Penisola, tenderà progressivamente a spostare il proprio baricentro verso l'Europa nord-occidentale. Questo movimento favorirà la discesa di <strong>una massa d'aria fredda dalle alte latitudini europee verso i Balcani e successivamente il Mediterraneo centrale</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795574" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia.html" title="Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est">Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia.html" title="Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia-1793188581257_320.jpg" alt="Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est"></a></article></aside><p>I primi segnali di cambiamento potrebbero manifestarsi già nella giornata di venerdì 30 ottobre, mentre sabato 31 l'instabilità dovrebbe aumentare soprattutto lungo il medio Adriatico, al Sud e sulle Isole Maggiori, con possibilità di rovesci e locali temporali.</p><p>Ma sarà soprattutto <strong>domenica 1° novembre che il peggioramento potrebbe entrare nel vivo</strong>. Le precipitazioni dovrebbero interessare principalmente le regioni centro-meridionali, con particolare attenzione ad Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia. Non si esclude un coinvolgimento anche della Romagna e di altri settori del Centro.</p><p>L'interazione tra l'aria fredda in arrivo e le acque del Mediterraneo, ancora relativamente calde, potrebbe inoltre favorire lo sviluppo di una circolazione depressionaria, contribuendo ad alimentare l'instabilità atmosferica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata-1793260159625.jpg" data-image="yssxl8i75gmp" alt="Piogge diffuse entro domenica primo novembre" title="Piogge diffuse entro domenica primo novembre"><figcaption>Precipitazioni cumulate previste per domenica 1° novembre, con gli accumuli più significativi concentrati soprattutto tra medio e basso Adriatico e settori del Mediterraneo centrale.</figcaption></figure><p><strong>Possibili anche le prime nevicate sugli Appennini</strong>, inizialmente alle quote più elevate, con la possibilità di un progressivo abbassamento della quota neve qualora l'afflusso freddo dovesse intensificarsi nei giorni successivi.</p><h2><strong>Temperature in crollo fino a 6-8°C sotto la media: venti forti e clima quasi invernale</strong></h2><p>Oltre alle precipitazioni, <strong>il vero protagonista del weekend sarà il sensibile calo delle temperature</strong>, destinato a riportare condizioni decisamente più fredde rispetto a quelle registrate durante la settimana.</p><p>Il raffreddamento si farà sentire soprattutto lungo il versante adriatico e sulle regioni meridionali, maggiormente esposte alle correnti settentrionali e nord-orientali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata-1793260238888.jpg" data-image="1a5iw9fq1c7v" alt="Crollo termico sull'Italia centro-meridionale" title="Crollo termico sull'Italia centro-meridionale"><figcaption>Valori particolarmente contenuti lungo il versante adriatico e nelle zone interne, con un marcato contrasto rispetto alle temperature più miti dei giorni precedenti. </figcaption></figure><p>Nelle ore pomeridiane di domenica, <strong>le temperature massime potrebbero fermarsi intorno ai 10-14°C su diverse località del Centro-Sud</strong>, con valori ancora inferiori nelle zone interne e montuose. Un cambiamento particolarmente evidente se confrontato con il clima mite degli ultimi giorni di ottobre.</p><p>A rendere ancora più pungente il freddo contribuiranno i venti, che <strong>potrebbero soffiare con intensità moderata o forte dai quadranti settentrionali</strong>, soprattutto tra domenica e lunedì. Di conseguenza, la temperatura percepita potrebbe risultare sensibilmente inferiore rispetto a quella effettivamente misurata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795612" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html" title="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio">Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html" title="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793195999816_320.jpg" alt="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio"></a></article></aside><p>E non finisce qui. Le ultime tendenze suggeriscono infatti che <strong>questa fase più fredda potrebbe accompagnarci anche durante i primi giorni di novembre</strong>, quando non si esclude un ulteriore abbassamento delle temperature e il ritorno di precipitazioni nevose sugli Appennini, potenzialmente anche a quote inferiori ai 1000 metri.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Naturalmente, saranno necessari ulteriori aggiornamenti per valutare con maggiore precisione la distribuzione delle precipitazioni e soprattutto la quota delle eventuali nevicate. Quel che appare sempre più probabile, però, è che <strong>l'inizio di novembre porterà sull'Italia un deciso cambio di stagione, con il primo vero assaggio di condizioni quasi invernali</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item></channel></rss>