<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Sat, 12 Sep 2026 18:20:27 +0000</lastBuildDate><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 18:20:27 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Un pezzo di zenzero può trasformarsi in una pianta: un vaso, della terra e giusta irrigazione sono tutto ciò che serve]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-pezzo-di-zenzero-puo-trasformarsi-in-una-pianta-un-vaso-della-terra-e-giusta-irrigazione-sono-tutto-cio-che-serve.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 17:11:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Lo zenzero aggiunge molto più del semplice sapore in cucina: un piccolo pezzo può radicare e trasformarsi in una nuova pianta con poche e semplici cure domestiche.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-trozo-de-jengibre-puede-convertirse-en-una-planta-maceta-sustrato-y-riego-en-equilibrio-es-todo-lo-que-necesitas-1789062518156.jpeg" data-image="zhd9q3aqg75x" alt="zenzero" title="zenzero"><figcaption>Oltre ad aggiungere sapore ai tuoi piatti, lo zenzero può essere coltivato direttamente a casa.</figcaption></figure><p><strong>Coltivare lo zenzero in casa è molto più semplice di quanto possa sembrare a prima vista</strong>. Questa pianta di origine tropicale, il cui rizoma viene comunemente utilizzato come condimento in cucina, può ricrescere a partire da un piccolo pezzo di zenzero fresco.</p><p>Per svilupparsi correttamente <strong>sono sufficienti un vaso adeguato, un substrato soffice e un'irrigazione equilibrata.</strong> Seguendo questi semplici passaggi è possibile assistere alla sua crescita in casa e, con un po' di pazienza, ottenere nuovi rizomi.</p><h2>Scegliere uno zenzero fresco e con germogli</h2><p>Il primo passo consiste nello scegliere un pezzo di zenzero fresco, sodo e privo di segni di marciume. <strong>L'ideale è che presenti piccoli germogli o gemme visibili, simili a piccoli punti o protuberanze sulla superficie</strong>, poiché sono proprio questi punti che possono dare origine a nuovi fusti.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Scopri di più sulla coltivazione dello <a href="https://x.com/hashtag/jengibre?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#jengibre</a> nella seguente <a href="https://x.com/hashtag/Infograf%C3%ADa?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Infograf%C3%ADa</a> <a href="https://t.co/Dr6FpynV5s">pic.twitter.com/Dr6FpynV5s</a></p>— PromueveHidroponía (@PromueveHidro) <a href="https://x.com/PromueveHidro/status/781901664634757120?ref_src=twsrc%5Etfw">30 settembre 2016</a></blockquote></figure><p><strong>Se il rizoma è grande, è possibile dividerlo in diversi pezzi, assicurandosi che ogni frammento conservi almeno una gemma.</strong> Prima di piantarlo, è consigliabile lasciare i pezzi all'aria per alcune ore, in modo che i tagli si asciughino leggermente e si riduca così il rischio di marciume.</p><h2>Un vaso largo è meglio di uno molto profondo</h2><p>Lo zenzero sviluppa i suoi rizomi principalmente in senso orizzontale, perciò <strong>un vaso largo è particolarmente adatto.</strong> Non è necessario iniziare con un contenitore enorme, ma <strong>deve avere fori di drenaggio sul fondo per evitare che l'acqua ristagni.</strong></p><p><strong>Posizionate il pezzo di zenzero sul substrato con i germogli rivolti verso l'alto e ricopritelo leggermente con uno strato di terra.</strong> Non è necessario interrarlo troppo in profondità: bastano pochi centimetri per favorirne la crescita.</p><h2>Substrato leggero e ben drenato</h2><p>Uno degli aspetti fondamentali per favorire la crescita dello zenzero è <strong>utilizzare un substrato in grado di trattenere una certa quantità di umidità</strong>, ma che permetta di eliminare l'acqua in eccesso.</p><div class="texto-destacado">Una miscela di terriccio universale con sostanza organica e un materiale che migliori il drenaggio può funzionare perfettamente.</div><p>L'obiettivo è ottenere una <strong>terra arieggiata, fertile e soffice</strong>, poiché un terreno troppo compatto può ostacolare lo sviluppo dei rizomi e favorire la comparsa di problemi legati all'eccesso di umidità.</p><h2>L'irrigazione: né siccità né ristagni</h2><p>Durante le prime settimane è importante mantenere il substrato leggermente umido, soprattutto mentre il rizoma comincia a sviluppare radici e germogli. Tuttavia, <strong>annaffiare troppo può essere controproducente.</strong></p><p><strong>Un buon riferimento consiste nel controllare l'umidità dei primi centimetri del substrato prima di annaffiare nuovamente.</strong> Se sono ancora umidi, è meglio aspettare; quando la superficie comincia ad asciugarsi, si può aggiungere acqua in quantità moderata.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-trozo-de-jengibre-puede-convertirse-en-una-planta-maceta-sustrato-y-riego-en-equilibrio-es-todo-lo-que-necesitas-1789062664613.jpeg" data-image="g6k3m90rn5o8" alt="Immagine 2" title="Immagine 2"><figcaption>Coltivare il proprio zenzero è più semplice di quanto si possa immaginare.</figcaption></figure><p><strong>La frequenza delle annaffiature dipenderà dalla temperatura, dalla ventilazione, dalle dimensioni del vaso e dalle condizioni ambientali.</strong> In ogni caso, l'acqua non dovrebbe mai accumularsi nel sottovaso.</p><h2>Luce, temperatura e pazienza</h2><p>Lo zenzero proviene da regioni molto calde e ha bisogno di temperature miti per svilupparsi correttamente. <strong>In casa può essere collocato in un luogo luminoso, anche se è consigliabile evitare un'esposizione eccessivamente intensa</strong>, soprattutto nelle ore più calde.</p><div class="texto-destacado">La comparsa dei primi germogli può richiedere diverse settimane, quindi non bisogna scoraggiarsi se la crescita non è immediata.</div><p><strong>Quando la pianta comincia a svilupparsi, compariranno fusti verdi e foglie allungate</strong> che possono raggiungere dimensioni considerevoli.</p><h2>Quando si può raccogliere?</h2><p><strong>Lo zenzero ha bisogno di tempo per formare nuovi rizomi</strong>, quindi, se l'obiettivo è raccoglierlo, bisognerà aspettare diversi mesi e osservare l'evoluzione della pianta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786674" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera.html" title="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera">10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera.html" title="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345536580_320.jpeg" alt="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera"></a></article></aside><p>Quando la crescita si arresta e le foglie cominciano a ingiallire e seccarsi, <strong>il rizoma potrebbe essere pronto per essere estratto.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-trozo-de-jengibre-puede-convertirse-en-una-planta-maceta-sustrato-y-riego-en-equilibrio-es-todo-lo-que-necesitas-1789062829879.jpeg" data-image="e6ctd6y61uio" alt="Immagine 3" title="Immagine 3"><figcaption>La raccolta del proprio zenzero arriverà dopo alcuni semplici passaggi di coltivazione.</figcaption></figure><p>Per ottenere raccolti successivi, è inoltre <strong>possibile conservare una parte del rizoma</strong> e ripiantare alcuni frammenti dotati di gemme per avviare un nuovo ciclo.</p><p>In definitiva, trasformare un pezzo di zenzero in una nuova pianta è un modo semplice e divertente per sperimentare la coltivazione domestica. Un <strong>vaso con un buon drenaggio, un substrato fertile e arieggiato, un'umidità senza eccessi e temperature calde sono gli elementi fondamentali</strong> per fare in modo che quel piccolo rizoma torni a vivere.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-pezzo-di-zenzero-puo-trasformarsi-in-una-pianta-un-vaso-della-terra-e-giusta-irrigazione-sono-tutto-cio-che-serve.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Gli occhi sono tutti puntati sulla goccia fredda in uscita dalla Tunisia che a inizio della prossima settimana, sostando per diversi giorni in mare, potrebbe evolvere in un ciclone subtropicale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb72et2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb72et2.jpg" id="xb72et2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’intensa fase di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato gran parte del Paese, con temporali e nubifragi che hanno causato danni e disagi in varie regioni, ora si è spostata al Sud e sulla Sicilia. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’ampia saccatura, con l’aria più fresca in quota, di origine atlantica, si sta gradualmente spostando sui mari dell’Italia meridionale, con un asse secondario allungato fino al Canale di Sicilia e allo Ionio.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ai margini di questa ondulazione ciclonica troviamo l’anticiclone delle Azzorre che inizia a spingere verso levante, inglobando l’Europa centrale, e buona parte del territorio nazionale, eccetto l’estremo Sud e la Sicilia.</p><h2><strong>Occhi puntati a quella goccia fredda in arrivo dalla Tunisia</strong></h2><p>Mentre su gran parte d’Italia tornerà a splendere il sole, all’estremo Sud, ed in particolare la Sicilia e i settori ionici, sarà presente ancora dell’instabilità che, <strong>fra domani e lunedì 14 settembre,</strong> verrà enfatizzata dall’arrivo, da ovest, di una <strong>goccia fredda (cut/off),</strong> ora posizionata sulla Tunisia, dove si sono verificati forti temporali. </p><p>Gli occhi saranno tutti puntati proprio su questa depressione in quota che, proprio nella giornata di lunedì 14, si sarà spostata verso il Mar Libico occidentale e il basso Canale di Sicilia, sopra acque superficiali calde, <strong>con valori sopra i +28°C +29°C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224111078.jpg" data-image="ajsj5ykblli3" alt="Ciclone." title="Ciclone."><figcaption>L'area dove si formerà il vortice che potrebbe assumere piene caratteristiche subtropicali, fra martedì e mercoledì. Si notano i venti molto forti attorno al minimo di pressione, a sud-est della Sicilia.</figcaption></figure><p>Proprio qui, grazie al supporto dinamico in quota, fornito dai <strong>nuclei di vorticità positiva</strong> in discesa dal bordo occidentale della saccatura, la piccola goccia fredda rischia di approfondirsi sensibilmente, <strong>risucchiando l’aria calda e molto umida stagnante sopra la superficie dei mari a sud della Sicilia,</strong> al punto da favorire lo sviluppo di un piccolo ciclone mediterraneo, dalle caratteristiche subtropicali.</p><p>La presenza di un anticiclone sull’Europa orientale, con massimi al suolo fra Bulgaria e Mar Nero, renderà la <strong>“goccia fredda”</strong> semi-stazionaria in mare, con un leggero movimento verso nord-nord/est <strong>martedì 15,</strong> che la spingerà sul basso Ionio.</p><h2><strong>Cosa accadrà fra martedì e mercoledì?</strong></h2><p>A causa di questa sosta forzata sopra le calde acque del mar Ionio, abbastanza calde in superficie, la circolazione depressionaria, già da <strong>martedì 15 settembre,</strong> potrebbe riempirsi di aria calda e umida che salendo di quota e condensandosi libererà ulteriore calore latente, <strong>favorirà un ulteriore abbassamento della pressione atmosferica al centro del sistema depressionario. Proprio come viene visto da diversi modelli globali.</strong></p><p>Tale processo, sopra descritto, porta, così, all’isolamento di un nucleo di aria calda proprio nei pressi del minimo depressionario, facendo assumere al sistema le tipiche <strong>caratteristiche “ibride”, subtropicali, o nei casi più rilevanti più propriamente tropicali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224210222.jpg" data-image="k03gzid726d6" alt="Piogge, maltempo." title="Piogge, maltempo."><figcaption>Ecco le abbondanti precipitazioni attese sull'area dove si formerà il profondo ciclone, dalle caratteristiche subtropicali. </figcaption></figure><p>Il minimo depressionario che si svilupperà sullo Ionio centrale, finendo su un mare molto caldo, <strong>valori &gt; +28°C sul basso Ionio,</strong> potrebbe organizzarsi, immagazzinando una gran quantità di calore (in parte portato dai temporali, in parte dal mare caldo) che lo trasformeranno in una depressione dalle caratteristiche subtropicali, <strong>caratterizzata da un “cuore caldo”, ben visibile nei medi e bassi strati.</strong></p><p>In alcuni casi però può capitare che la convezione, e quindi l’attività temporalesca attorno il nucleo centrale, possa divenire particolarmente profonda, tanto da fare spiraleggiare il sistema sempre più velocemente, assumendo una struttura sorprendentemente simmetrica<strong>, con un perfetto “anello di convezione”, composto da nuvole torreggianti, che si chiudono a riccio attorno l’occhio centrale, con un conseguente rinforzo dei venti attorno il minimo barico al suolo.</strong> </p><p>Se l’intensità dei venti medi raggiungerà la forza di uragano, <strong>con una velocità media oltre i 118 km/h,</strong> allora si tratterà di un <strong>“medicane”, </strong>nome derivato dall’acronimo <strong>“Mediterranean hurricanes”.</strong></p><h2><strong>Questo sistema potrebbe evolvere in Medicane?</strong></h2><p>Nel caso del vortice dei prossimi giorni non si può del tutto escludere una evoluzione a <strong>“medicane”,</strong> anche se le probabilità rimangono sempre medio-basse. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788344" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord">Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222704285_320.jpeg" alt="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"></a></article></aside><p>Di sicuro la presenza di un vasto tratto di acque calde, da Malta fino alla Grecia, e un <strong>“wind shear”</strong> (variazioni di velocità e direzione del vento man mano che si sale di quota) del vento molto debole, oltre al suo stazionamento sopra un mare caldo, <strong>saranno tutti elementi che favoriranno un sensibile approfondimento della depressione dalle caratteristiche tropicali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224283991.jpg" data-image="k4gl0350r3sb" alt="Mareggiate." title="Mareggiate."><figcaption>Le coste orientali della Sicilia, e parte di quelle ioniche calabresi, rischiano di essere interessate da onde lunghe e mareggiate capaci di creare fenomeni d'erosione.</figcaption></figure><p>In caso di una transizione tropicale del sistema il ciclone diventerà pienamente autonomo rispetto al contesto sinottico generale, prendendo la sua energia dal calore latente fornito dal mare.</p><div class="texto-destacado">Di conseguenza l’attività temporalesca esploderà nel centro del sistema, le isobare attorno il sistema si infittiranno, <strong>mentre i venti improvvisamente diventano tempestosi, fino a superare i 100-120 km/h, </strong>con veri e proprie bufere di vento, specie sul quadrante meridionale, che agevolano la formazione del tipico occhio del ciclone attorno le imponenti “torri temporalesche”, molto ben visibile dalle moviole satellitari.</div><p>A questo punto, se non si sovrappongono importanti azioni di disturbo, come un incremento del <strong>“wind shear”</strong> in quota, il ciclone potrebbe trasformarsi persino in un vero e proprio <strong>“medicane”,</strong> un piccolo uragano mediterraneo entro giovedì sera.</p><h2><strong>Quali rischi per le regioni meridionali?</strong></h2><p>Al momento rimane ancora molta incertezza sull’esatta traiettoria di questo vortice. Ma dai nuovi aggiornamenti dei modelli matematici emerge come la struttura vorticosa si dovrebbe approfondire non prima di martedì pomeriggio in mare aperto, sullo Ionio, prendendo solo marginalmente le coste della Sicilia e della Calabria ionica.</p><p>Ma in caso di una traiettoria più occidentale del previsto, si potrebbero verificare delle piogge e dei temporali sulla Sicilia orientale, <strong>specialmente fra Catanese, Siracusano e Ragusano,</strong> indotti dallo sconfinamento delle bande temporalesche che ruotano sul quadrante sinistro della depressione subtropicale. <strong>E il rischio di fenomeni intensi si farà più concreto.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773967" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità">La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nociones-basicas-sobre-los-ciclones-tropicales-1781360074663_320.jpg" alt="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"></a></article></aside><p>In tal caso sarà la costa ionica ad essere maggiormente coinvolta, <strong>rischiando anche di subire gli effetti di improvvise mareggiate da swell,</strong> per l’ingresso di onde lunghe o molto lunghe dai quadranti orientali, con effetti erosivi sui litorali di Sicilia e Calabria ionica. Pertanto sarà importante monitorare la situazione nei prossimi giorni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 14:23:14 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Si va profilando come sarà la prossima settimana in Italia: temporali al Sud fin da lunedì 14, poi da mercoledì 16 instabilità anche al Nord. Massima attenzione verso il ciclone in formazione nel Mar Ionio: ecco cosa potrebbe succedere.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb728ri"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb728ri.jpg" id="xb728ri"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Tra lunedì 14 e martedì 15 settembre una fase di instabilità interesserà le regioni meridionali,</strong> con piogge e temporali possibili in diverse aree. I fenomeni non sembrano destinati a dare luogo, almeno per ora, a un episodio di particolare intensità, ma il Sud Italia dovrà seguire con attenzione all'evoluzione di un ciclone sul Mar Ionio.</p><h2>Piogge e temporali al Sud, fino a 30 mm tra Eolie e Calabria</h2><p>Le precipitazioni potranno interessare un po' tutto il Sud tra lunedì e martedì. Le zone maggiormente interessate dai fenomeni saranno quelle affacciate sul basso Tirreno e sullo Ionio, con accumuli che localmente potranno raggiungere <strong>30 millimetri tra le Isole Eolie e la Calabria</strong>.</p><p>Si tratterà, secondo le previsioni attuali, di una fase perturbata senza particolare intensità, anche se quando si verificano temporali in un contesto di mare caldo come quello attuale non è da escludere che possano verificarsi temporali di forte intensità.</p><p> Potranno quindi verificarsi <strong>temporali localmente intensi</strong>, soprattutto nelle aree dove i fenomeni riusciranno a insistere più a lungo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222166298.jpg" data-image="5t8t0wbgeooc"><figcaption>Le piogge cumulate al Sud Italia entro martedì 15 settembre.</figcaption></figure><p>L'attenzione intanto è rivolta soprattutto al <strong>Mar Ionio</strong>, dove è in formazione una circolazione ciclonica di tipo subtropicale. Su quello che sta nascendo nello Ionio dedichiamo un articolo speciale pubblicato qui su Meteored Italia.</p><h2>Il ciclone subtropicale in formazione sul Mar Ionio</h2><p>Al momento i modelli meteorologici mostrano con chiarezza la presenza di <strong>un'area ciclonica sul Mar Ionio destinata ad approfondirsi nel corso della giornata di mercoledì</strong>.</p><p>È un'evoluzione che <strong>merita di essere seguita </strong>perché la posizione e la traiettoria della circolazione potranno ancora cambiare nei prossimi aggiornamenti. Secondo lo scenario attualmente delineato dal <strong>modello europeo</strong>, il sistema non dovrebbe determinare un coinvolgimento diretto delle regioni meridionali italiane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222315948.jpg" data-image="c7hltoazs99y"><figcaption>Il ciclone subtropicale che potrebbe formarsi mercoledì nello Ionio.</figcaption></figure><p>La situazione, tuttavia, è ancora in evoluzione. Per questo sarà importante verificare nei prossimi aggiornamenti dei modelli meteorologici come evolverà la struttura ciclonica e quale sarà la sua traiettoria sullo Ionio.</p><h2>Da mercoledì aumenta l'instabilità al Nord</h2><p>Mentre il Sud sarà interessato dalle piogge tra lunedì e martedì, <strong>da mercoledì l'instabilità tenderà a concentrarsi sulle regioni settentrionali</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788214" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali.html" title="Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo ">Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali.html" title="Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali-1789137126836_320.jpg" alt="Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo "></a></article></aside><p>Aumenterà infatti la possibilità di precipitazioni e temporali al Nord, con una nuova fase di maggiore dinamismo atmosferico sull'Italia settentrionale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222385748.jpg" data-image="2h44i7c57s9l"><figcaption>L'instabilità con forti temporali tornerà sulle regioni del Nord nella giornata di mercoledì 16 settembre.</figcaption></figure><p>Il quadro meteorologico della prossima settimana sarà quindi caratterizzato da due<strong> diverse fasi perturbate,lunedì e martedì concentrate al Sud, mentre da mercoledì verrà interessato il Nord.</strong> Resta da seguire con attenzione l'evoluzione del ciclone subtropicale sul Mar Ionio.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Tra lunedì 14 e martedì 15 settembre, l'anticiclone centrato sulla Francia e una massa d'aria molto calda proveniente dalla Spagna, trasportata da un flusso di sud-ovest, faranno impennare le temperature fino a 12°C oltre le medie stagionali.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb703q2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb703q2.jpg" id="xb703q2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nuova fase di caldo in vista in Europa, dal Portogallo alla Francia: nelle giornate di <strong>lunedì 14 e martedì 15 settembre</strong> le <strong>temperature saliranno da 7 a 12 °C al di sopra delle medie stagionali in Francia!</strong> Il Paese conoscerà <strong>l'anomalia di caldo più estrema d'Europa</strong>, praticamente coincidente con quella della Spagna, che sarà anche molto elevata. Ecco la spiegazione di questa situazione e i valori attesi nella vostra zona.</p><h2>Ancora un anticiclone…</h2><p>Prima di vedere fin dove salirà il termometro, è utile ricordare le <strong>medie stagionali delle temperature massime a settembre</strong>: in questo periodo dell'anno, in Francia, nel pomeriggio le temperature raggiungono generalmente <strong>18-20 °C lungo le coste della Manica, 20-25 °C altrove e 25-27 °C vicino al Mediterraneo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/c-est-confirme-la-france-connaitra-mardi-15-septembre-l-une-des-anomalies-de-chaleur-les-plus-extremes-d-europe-previsions-meteo-temperatures-1789211146145.jpg" data-image="50so4puohii8" alt="Anomalia di temperatura in Europa e Francia martedì" title="Anomalia di temperatura in Europa e Francia martedì"><figcaption>La Spagna e la Francia saranno l'epicentro del caldo nel pomeriggio di martedì, con temperature fino a 12 °C al di sopra delle medie stagionali.</figcaption></figure><p><strong>La situazione atmosferica è ben nota</strong>: assomiglia molto a quella che ha provocato diverse ondate di caldo intenso quest'estate. L'unico aspetto favorevole per noi è che <strong>questa volta non sarà duratura</strong>, che la massa d'aria sarà un po' meno calda e che <strong>le notti sono più lunghe</strong>, permettendo alle temperature di scendere sensibilmente nelle prime ore del mattino.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787967" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/una-cresta-africana-si-sta-avvicinando-alla-spagna-portera-temperature-da-meta-luglio-in-pieno-settembre.html" title="Una 'cresta africana' si sta avvicinando alla Spagna: temperature da metà luglio in pieno settembre, 'fino a 40 °C'">Una "cresta africana" si sta avvicinando alla Spagna: temperature da metà luglio in pieno settembre, "fino a 40 °C"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/una-cresta-africana-si-sta-avvicinando-alla-spagna-portera-temperature-da-meta-luglio-in-pieno-settembre.html" title="Una 'cresta africana' si sta avvicinando alla Spagna: temperature da metà luglio in pieno settembre, 'fino a 40 °C'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/se-aproxima-una-cresta-africana-a-espana-que-dejara-temperaturas-de-pleno-mes-de-julio-durante-cuatro-dias-1788987587654_320.jpg" alt="Una 'cresta africana' si sta avvicinando alla Spagna: temperature da metà luglio in pieno settembre, 'fino a 40 °C'"></a></article></aside><p>Tuttavia, <strong>la massa d'aria che circolerà sulla Francia sarà in media da 7 a 10 °C più calda del normale</strong>, una situazione paragonabile a quella che interesserà <strong>il paese vicino, la Spagna</strong>, dando luogo al<strong>l'anomalia di caldo più estrema d'Europa all'inizio della prossima settimana</strong>. Bisognerà aspettare mercoledì per vedere le temperature tornare su valori normali, con il ritorno di una corrente da nord-ovest.</p><h2>Attese punte di 35 °C in Francia</h2><p><strong>Lunedì pomeriggio</strong>, le temperature al suolo saranno localmente fino a 12 °C al di sopra delle medie stagionali. In termini di valori, sono attesi <strong>22-29 °C nella metà settentrionale, 25-34 °C nella metà meridionale</strong>. Si raggiungeranno 22 °C a Cherbourg e Le Havre, 23 °C a Lille, 24 °C a Brest, 25 °C a Nancy e Nizza, 27 °C a Parigi, Tolone e Digione, 29 °C a Nantes e Bourges, 30 °C a Lione, Grenoble e Biarritz, 32 °C a Tolosa e Cognac, 33 °C a Bordeaux, 34 °C a Nîmes, Perpignan e Montpellier.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/c-est-confirme-la-france-connaitra-mardi-15-septembre-l-une-des-anomalies-de-chaleur-les-plus-extremes-d-europe-previsions-meteo-temperatures-1789211194442.jpg" data-image="dt06ywb2resb" alt="Temperature martedì pomeriggio" title="Temperature martedì pomeriggio"><figcaption>Martedì pomeriggio, mentre i 30 °C saranno superati anche in una parte della metà settentrionale, nel Sud-Ovest saranno ancora possibili punte di 35 °C.</figcaption></figure><p>Ciò significa che <strong>localmente, nel Languedoc-Rossiglione, saranno possibili punte di 35 °C</strong>, una soglia indicativa di caldo molto intenso. E <strong>martedì</strong>, questa fase di caldo tardivo si spingerà anche un po' più verso Nord e verso Est. <strong>Nella regione parigina e verso il Centro-Valle della Loira saranno possibili punte di 31 °C</strong>, mentre in Champagne si potranno raggiungere i 30 °C.</p><p>Sul lungo periodo comunque <strong>i modelli meteorologici americano ed europeo sembrano orientarsi verso un'ulteriore fase ancora più calda per il prossimo fine settimana</strong> e per la settimana del 21 settembre. La situazione è da seguire… E se battessimo ancora dei record?</p><h2>Il caldo arriverà in Italia?</h2><p><strong>Le temperature saliranno anche in Italia la prossima settimana, ma una cosa va subito chiarita: stavolta il nostro paese verrà risparmiato</strong> dalle temperature più estreme. Specie nella giornata di mercoledì avremo anomalie importanti, ma in un quadro di crescente instabilità e comunque con temperature che non supereranno i +30-+31°C. </p><div class="texto-destacado"><strong> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong> </strong></div><p><strong>Non si produrrà quindi lo stesso scenario della Spagna e della Francia, </strong>che devono fare i conti in pieno settembre con anomalie fino a +10°C rispetto alla media del periodo. Bisogna però tenere d'occhio la possibile evoluzione per il prossimo fine settimana.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ecco quando e perché il Mediterraneo può sfornare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 12:57:03 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Anche sul nostro Mar Mediterraneo, soprattutto durante la stagione autunnale, si possono sviluppare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali di una certa pericolosità. Queste sono le condizioni ideali alla loro formazione. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789160819631.jpg" data-image="oodv50xobcbv" alt="Ciclone tropicale." title="Ciclone tropicale."><figcaption>Nel Mediterraneo, possono nascere dei cicloni dalle caratteristiche tropicali, o più frequentemente di tipo subtropicale, capaci di alimentarsi grazie al rilascio di calore latente sprigionato dall’intensa attività convettiva che si innesca, soprattutto in autunno, sopra le acque del mare, molto calde.</figcaption></figure><p>Anche il Mediterraneo, soprattutto durante il periodo autunnale, può sfornare dei cicloni che assumono caratteristiche tropicali, capaci di alimentarsi dal solo calore latente fornito dalla calda superficie di un mare chiuso come il Mediterraneo.</p><div class="texto-destacado">Ancora oggi quando si parla di <strong>“TLC” (“tropical like cyclone”),</strong> un acronimo ormai superato, spesso si fa parecchia confusione, specialmente quando questo tipo di sistemi vengono associati ai tradizionali cicloni tropicali.</div><p>L’unica vera differenza fra i <strong>“TLC mediterranei”</strong> e i tradizionali cicloni tropicali atlantici sta nella loro origine e nel meccanismo che ne determina il rapido approfondimento in mare aperto. </p><h2><strong>L’influenza delle correnti atlantiche e l’instabilità baroclina</strong></h2><p>Il bacino del Mediterraneo presenta un esteso sviluppo zonale nella fascia delle medie latitudini, tra i <strong>30◦ N e i 45◦ N.</strong> Pur rientrando quasi interamente nell’area di influenza delle correnti occidentali, all’interno della fascia temperata, la sua notevole estensione spaziale origina delle importanti differenze di temperature, fra la parte settentrionale è quella meridionale del bacino.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789160901202.jpg" data-image="hk6x7o5xe82l" alt="Medicane." title="Medicane."><figcaption>Per la loro formazione, oltre all’avvezione fredda in quota, è indispensabile avere anche, nei bassi strati, aria calda e prossima alla saturazione nei bassi strati al di sopra della superficie del mare. </figcaption></figure><p>Questo si manifesta spesso durante l’autunno, e il periodo invernale, quando i mari a sud della Sardegna e della Sicilia, così come i bacini attorno le Baleari e la costa africana, presentano valori di temperature superficiali molto elevate, <strong>anche oltre +27°C +28°C.</strong> Ben più alte delle temperature presenti in Atlantico, alla stessa latitudine.</p><div class="texto-destacado">Fra l’autunno e l’inverno il Mediterraneo viene interessato dai cicloni extratropicali che si sviluppano sul ramo ascendente delle <strong>onde di Rossby</strong> che entrano dall’Atlantico, tramite la Spagna o la Francia. </div><p>Questi non sono altro che la rappresentazione dell’instabilità baroclina, con la presenza dei singoli fronti che segnano l’area di demarcazione fra le differenti masse d’aria (quella calda subtropicale con quella più fredda di origine polare). </p><h2><strong>Il caso dei cicloni tropicali mediterranei</strong></h2><p>Eppure, occasionalmente, all’interno del Mediterraneo, possono nascere dei cicloni dalle caratteristiche tropicali, o più frequentemente di tipo subtropicale, capaci di alimentarsi grazie al rilascio di calore latente sprigionato dall’intensa attività convettiva che si innesca, soprattutto in autunno, sopra le acque del mare, molto calde.</p><p>La nascita e il rapido approfondimento di questi cicloni, dalle caratteristiche ibride, o in qualche caso perfettamente <strong>barotropici,</strong> è indotto dall’afflusso, nell’alta troposfera, di masse d’aria piuttosto fredde, e cariche di vorticità positiva, che transitano sopra la calda superficie del mare, e lo strato di aria calda e molto umida presente sopra di esso. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Weve got <a href="https://x.com/hashtag/medicane?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#medicane</a> <a href="https://x.com/hashtag/Ianos?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Ianos</a> spinning in the Mediterranean right now, the eye now very visible and this storm will impact <a href="https://x.com/hashtag/Greece?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Greece</a> particularly west tonight and tomorrow, likely an equivalent as a category 1 hurricane! Gif via @ASophie_MM <a href="https://x.com/hashtag/severeweather?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#severeweather</a> <a href="https://t.co/ho9ldF1vXr">pic.twitter.com/ho9ldF1vXr</a></p>— WEATHER/ METEO WORLD (@StormchaserUKEU) <a href="https://x.com/StormchaserUKEU/status/1306580433472290816?ref_src=twsrc%5Etfw">September 17, 2020</a></blockquote></figure><p>Soprattutto nel tardo autunno l’area del Mediterraneo viene raggiunta da flussi di aria fredda, di origine polare marittima, che dall’Atlantico settentrionale scivolano fin sul Mare Nostrum, sopra le acque del mare molto calde, a seguito del calore accumulatosi durante l’estate.</p><h2><strong>Il fattore d’innesco, l’aria fredda e secca in quota</strong></h2><p>Questo flusso di aria fredda, soprattutto fra media e alta troposfera, determina una significativa intensificazione dei moti convettivi (correnti ascensionali) interni alla circolazione depressionaria (in genere i resti di un <strong>cut-off</strong> in quota stazionario sul mare).</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L’intensificazione di queste correnti ascensionali, prodotta dall’inasprimento del “gradiente termico verticale” e del “gradiente igrometrico verticale”, contribuisce a riempire il nucleo depressionario di aria piuttosto calda e molto umida, fino ai medi e bassi strati, iniziando a creare un cosiddetto “warm core”, con temperature di oltre i +1°C +2°C (se non pure più) rispetto all’ambiente circostante.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Durante questa fase il ciclone avvia la cosiddetta <strong>“tropical transition”,</strong> ossia l’evoluzione da un sistema ciclonico <strong>“baroclino”,</strong> in un sistema <strong>“barotropico”,</strong> con un minimo depressionario molto profondo, consolidato sia al suolo che in quota, nel medesimo punto (quindi concentrico) lungo tutta la verticale.</p><p>Ma prima della trasformazione in un sistema depressionario di tipo tropicale, nella fase di ibridazione, i flussi convettivi di calore sensibile (aria calda) e latente (aria umida) in ingresso nel vortice ciclonico devono dominare sulle altre correnti, <strong>riempendo quest’ultimo di aria calda e molto umida che innesca il processo di “autoalimentazione”, tipico dei cicloni tropicali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789161028770.jpg" data-image="zq3iemj9tjx8" alt="Ciclone tropicale." title="Ciclone tropicale."><figcaption>L'energia potenziale viene trasformata in energia cinetica che produce una attività convettiva intensa (correnti ascensionali in rotazione vorticosa) attorno il centro della bassa pressione, comportando un notevole approfondimento di quest’ultima a seguito del calore latente sprigionato dalla condensazione del vapore acqueo messo a disposizione dalla calda superficie del mare.</figcaption></figure><p>Una volta riempitosi di aria calda e molto umida, questa enorme quantità di energia termica incamerata dal piccolo ciclone favorisce la rapida formazione di enormi sistemi temporaleschi che cominciano a ruotare attorno al minimo di bassa pressione, <strong>ben riconoscibile dal tipico occhio centrale.</strong></p><p>Tutta questa energia potenziale viene trasformata in energia cinetica che produce una attività convettiva intensa (correnti ascensionali in rotazione vorticosa) attorno il centro della bassa pressione, comportando un notevole approfondimento di quest’ultima a seguito del calore latente sprigionato dalla condensazione del vapore acqueo messo a disposizione dalla calda superficie del mare.</p><div class="texto-destacado">Il calo della pressione barometrica rafforza i venti ciclonici, attorno al minimo, attivando vere e proprie tempeste di vento, con raffiche anche oltre i 100/120 km/h, generalmente circoscritte nell'area attorno l'occhio centrale, nei pressi dell'anello di convezione.</div><p>Quando il processo sopra descritto termina il ciclone diventa pienamente autonomo rispetto al contesto sinottico generale (generalmente si rende autonomo dal fronte a cui era collegato, prendendo la sua energia dal calore latente fornito dal mare.</p><h2><strong>Le differenze con i cicloni tropicali tradizionali</strong></h2><p>Si è visto che per la loro formazione, oltre all’avvezione fredda in quota, è indispensabile avere anche, nei bassi strati, aria calda e prossima alla saturazione nei bassi strati al di sopra della superficie del mare. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Medicane Zorba was ruthless as it slammed into the shores of Greece. Take a look as these intense waves toss boats around as if they were toys. <a href="https://t.co/aTHeqPDYPu">pic.twitter.com/aTHeqPDYPu</a></p>— Pattrn (@pattrn) <a href="https://x.com/pattrn/status/1047185936935788544?ref_src=twsrc%5Etfw">October 2, 2018</a></blockquote></figure><p>Ma senza l’innesco dinamico in quota, sopra menzionato, rappresentato da <strong>un flusso di aria molto fredda e secca che dalla bassa stratosfera riesce a scivolare verso l’alta troposfera (“invasioni di aria stratosferica”), </strong>destabilizzando l’intera colonna d’aria, la formazione di questi cicloni e la loro successiva degenerazione in <strong>“mediterranean tropical storm”,</strong> o più raramente in <strong>“medicane”</strong> (uragani mediterranei), diventa quasi impossibile.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="657515" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi.html" title="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi">Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi.html" title="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi-1717155995321_320.jpg" alt="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi"></a></article></aside><p>Proprio per questo tali cicloni mediterranei a cuore caldo possono nascere pure sopra mari freddi nel cuore della stagione invernale. Difatti in passato sono state osservate delle <strong>“tempeste tropicali mediterranee”</strong> e dei <strong>“medicanes”</strong> muoversi sopra mari piuttosto freddi, con valori attorno i <strong>+18°C +19°C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789161369007.jpg" data-image="qn20w5k0l134" alt="Onde, ciclone." title="Onde, ciclone."><figcaption>L'autunno è la stagione in cui questi cicloni si possono sviluppare con una certa frequenza.</figcaption></figure><p>A differenza dei cicloni tropicali dell’Atlantico o dell’Oceano Pacifico, che per svilupparsi hanno bisogno di mari molto caldi, fino a grandi profondità, e di grandissimi spazi aperti, per migliaia di chilometri, cosa che non abbiamo nel nostro Mediterraneo.</p><h2><strong>Il caso di Ianos</strong></h2><p>In alcuni casi, molto rari, però, può capitare che la convezione attorno il nucleo centrale possa divenire particolarmente profonda, tanto da fare spiraleggiare il sistema sempre più velocemente, assumendo una struttura sorprendentemente simmetrica, <strong>con un perfetto “anello di convezione”, composto da imponenti annuvolamenti torreggianti, che si chiudono a riccio attorno l’occhio centrale, tipico dei cicloni tropicali.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677768" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?">Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti-1728503576299_320.jpg" alt="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"></a></article></aside><p>Vedi, per esempio, il caso del ciclone "Ianos", che colpì la Grecia nel settembre del 2020. In quell’occasione, grazie all’eccesso di energia termica accumulata nell’estate antecedente sullo Ionio, la forte avvezione di vorticità che alimentò il sistema parti dal basso, invece che dall'alto, come invece accade per gli altri sistemi subtropicali, osservati nel Mediterraneo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Agosto 2026 entra nella storia del clima: caldo globale record, oceani roventi e un’Europa sempre più secca]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/agosto-2026-entra-nella-storia-del-clima-caldo-globale-record-oceani-roventi-e-un-europa-sempre-piu-secca.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 10:35:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Agosto 2026 entra nella storia climatica: temperature globali e oceaniche da record, estate eccezionale nell’Europa occidentale, siccità persistente, grandi fiumi ai minimi e ghiaccio marino ancora sotto la media secondo Copernicus.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-2026-entra-nella-storia-del-clima-caldo-globale-record-oceani-roventi-e-un-europa-sempre-piu-secca-1789113293382.png" data-image="yi2ejxx90lrw" alt="Estate 2026" title="Estate 2026"><figcaption>Secondo i dati Copernicus, l’estate 2026 è stata la più calda mai registrata nell’Europa occidentale. Credit: Copernicus</figcaption></figure><p>È stato stato tra tutti i mesi di Agosto il più caldo di sempre. È quello che emerge dal Copernicus Climate Change Service, il cui bollettino è stato pubblicato il 10 Settembre. </p><p>Dopo alcuni mesi "prodromici", i cui valori di temperatura dell’aria e della superficie degli oceani sono stati prossimi ma comunque inferiori ai massimi record, Agosto 2026 ha segnato un nuovo record.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Agosto 2026 è stato il più caldo di sempre tra i mesi di Agosto.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La temperatura media globale dell’aria ha raggiunto valori mai osservati prima per questo mese, peraltro praticamente identici al massimo assoluto registrato nel Luglio 2023. In particolare, l’Europa occidentale, che ricordiamo è la regione che si sta riscaldando più rapidamente rispetto al resto del globo terrestre, ha vissuto l’estate più torrida mai registrata prima. Eccezionali sono risultati anche il livello di siccità, la riduzione dell’umidità del suolo e le portate basse di alcuni dei maggiori fiumi europei.</p><p>Anche la temperatura superficiale degli oceani ha raggiunto valori record.</p><h2>Agosto 2026, il mese più caldo insieme a Luglio 2023</h2><p>Secondo Copernicus, la temperatura media globale dell’aria durante Agosto 2026 è stata di 16,96 °C, vale a dire 0,85 °C superiore alla media del periodo di riferimento 1991-2020. Questa è così la temperatura dell’aria più alta ma registrata prima in un mese di Agosto</p><p>Aspetto molto interessante è che la temperatura dell’Agosto 2026 è risultata sostanzialmente alla pari con quella registrata 3 anni fa nel Luglio 2023, che era stato il mese più caldo in assoluto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-2026-entra-nella-storia-del-clima-caldo-globale-record-oceani-roventi-e-un-europa-sempre-piu-secca-1789116492187.png" data-image="srwm3bam2s4l" alt="Agosto 2026" title="Agosto 2026"><figcaption>Agosto 2026, con una temperatura dell'aria media globale di 16,96 C è stato il mese di Agosto più caldo dall'inizio delle rilevazioni climatiche. </figcaption></figure><p> Questa è una circostanza piuttosto rara poiché, a livello globale, normalmente è Luglio il mese con le temperature medie più elevate. Per la prima volta il valore massimo è stato raggiunto in ritardo di un mese.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781288" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense.html" title="Clima, il riscaldamento globale sta accelerando in questi ultimi anni: la svolta dal 2013-2014">Clima, il riscaldamento globale sta accelerando in questi ultimi anni: la svolta dal 2013-2014</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense.html" title="Clima, il riscaldamento globale sta accelerando in questi ultimi anni: la svolta dal 2013-2014"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense-1785424937190_320.png" alt="Clima, il riscaldamento globale sta accelerando in questi ultimi anni: la svolta dal 2013-2014"></a></article></aside><p>L’anomalia della temperatura media è stata di +0.85 rispetto al trentennio di riferimento 1991-2020, ma di +1.65 °C rispetto al periodo preindustriale 1850-1900, ben al di sopra della soglia di +1,5 °C, fissata come limite climatico dell’Accordo di Parigi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> In Agosto è stata superata la soglia di +1,5 °C fissata dall'Accordo di Parigi <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Se consideriamo l’intero trimestre Giugno-Agosto, abbiamo vissuto un’estate boreale calda tanto quella del 2024, con un’anomalia globale di +0,69 °C rispetto al 1991-2020.</p><h2>L’Europa occidentale supera la storica estate del 2003</h2><p>In Europa la temperatura media di Agosto è stata di 20,26 °C, pari a +1,10 °C sopra la media del periodo 1991-2020. Le anomalie più intense hanno interessato una fascia che dalla Spagna nordorientale attraversava il Mediterraneo occidentale e centrale fino all’Europa orientale. In Francia, Italia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Ungheria, Romania e gran parte dei Balcani le temperature sono risultate generalmente 3-5 °C superiori alla media. </p><p>Ancora più impressionante è il bilancio dell’intera estate nell’Europa occidentale con un nuovo record assoluto: l’estate più calda di sempre, con +2,54 °C oltre la media del periodo 1991-2020.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781288" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense.html" title="Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense">Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense.html" title="Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense-1785424937190_320.png" alt="Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense"></a></article></aside><p>Record anche per gli oceani. Nella fascia tra 60°S e 60°N, la temperatura superficiale media ha raggiunto 21,07 °C, il valore più alto mai osservato in Agosto. Particolarmente caldo è stato il Pacifico equatoriale, dove si sta sviluppando El Niño, ma valori eccezionali sono stati registrati anche nel Mediterraneo occidentale, interessato da estese ondate di calore marine.</p><h2>Siccità, grandi fiumi ai minimi e ghiaccio artico ridotto</h2><p>In Agosto sono stati registrati deficit di precipitazioni, bassa umidità dell’aria e del terreno in vaste regioni dell’Europa centrale e orientale. L’umidità relativa media sull’Europa è stata addirittura la più bassa mai registrata per un mese di Agosto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-2026-entra-nella-storia-del-clima-caldo-globale-record-oceani-roventi-e-un-europa-sempre-piu-secca-1789116714536.png" data-image="mbhrihzvwlki" alt="Europa occidentale" title="Europa occidentale"><figcaption>L'Europa occidentale ha sperimentato l'estate più calda di sempre.</figcaption></figure><p>Le conseguenze sono state evidenti nella vasta portata degli incendi, ma anche nei corsi d’acqua. Fiumi quali Reno, Danubio, Loira, Po, Vistola ed Elba hanno raggiunto portate molto inferiori alla media. Questi livelli eccezionalmente bassi hanno comportato ricadute negative per la navigazione, la produzione energetica, l’irrigazione e gli ecosistemi acquatici. </p><p>Nell’Artico l’estensione media del ghiaccio marino è stata di 6,1 milioni di km², il 9,2% sotto la media 1991-2020.</p><p>In Antartide, nonostante l’inverno australe, il ghiaccio marino ha raggiunto invece circa 17 milioni di km², il 6,5% sotto la media: il quarto valore più basso mai osservato per Agosto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786820" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet">Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet-1788368902482_320.png" alt="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"></a></article></aside><p>Nel mese di Agosto atmosfera, oceani e ciclo dell’acqua hanno mostrato contemporaneamente anomalie molto marcate. El Niño sta contribuendo ad amplificare parte del riscaldamento attuale, soprattutto nel Pacifico, ma sicuramente non è la causa della tendenza di fondo dell’aumento delle temperature globali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/agosto-2026-entra-nella-storia-del-clima-caldo-globale-record-oceani-roventi-e-un-europa-sempre-piu-secca.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Coprire i ghiacciai serve davvero? In Svizzera al via una sperimentazione innovativa con coperte di lana]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/coprire-i-ghiacciai-serve-davvero-in-svizzera-al-via-una-sperimentazione-innovativa-con-coperte-di-lana.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 08:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Pesanti impatti dell'estate 2026 sui ghiacciai, per ridurre la perdita di spessore e salvare lo sci si prova perfino con coperte di lana di pecora. Al via una sperimentazione innovativa in Svizzera. Ecco di cosa si tratta.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/coprire-i-ghiacciai-serve-davvero-in-svizzera-al-via-una-sperimentazione-innovativa-con-coperte-di-lana-1789137461995.jpeg" data-image="s3k71vun3ckg"><figcaption>Il massiccio del Monte Rosa visto da Gornergrat. Si nota un ghiacciaio. Anche qua, a Punta Indren, un tempo si praticava lo sci estivo, ora non più possibile.</figcaption></figure><p>L’<strong>estate 2026 è stata drammatica per i ghiacciai</strong> alpini. Grande sofferenza perfino per i ghiacciai d’alta quota, a causa dello <strong>zero termico spesso oltre 4500 metri, talora perfino a 5000 m.</strong> La neve invernale è sparita prematuramente a causa del caldo precoce fin da fine maggio, le ripetute ondate di caldo hanno fatto il resto.</p><p><strong>Pesante l’impatto paesaggistico, sulle risorse idriche, per i rischi </strong>idrogeologici e nivoglaciali, nonché turistico sportivo. <strong>Il settore sci estivo in particolare da anni tenta di arginare gli impatti dei cambiamenti climatici</strong> con la controversa tecnica dei <strong>teli geotessili a copertura di parti di ghiacciaio. </strong>Dalla Svizzera arriva ora la notizia della sperimentazione di teli prodotti con materiali naturali: la lana. </p><h2>Ghiacciai sotto coperta: di cosa si tratta</h2><p>Da diversi anni <strong>alcuni ghiacciai, o meglio piccole porzioni delle zone utilizzate per lo sci alpino, vengono coperte con appositi grandi teli</strong> di materiali sintetici detti “geotessili” stesi sul ghiaccio durante la stagione estiva nelle zone non usate per lo sci estivo, per preservarle per le aperture autunnali o per la stagione successiva. </p><p>Essendo <strong>teli bianchi e riflettenti, aumentano l’albedo,</strong> riflettendo una parte maggiore della radiazione solare, ed <strong>inoltre isolano termicamente il manto nevoso</strong>. Sotto i teli la fusione viene quindi rallentata.</p><p>Le prime applicazioni risalgono a inizio del XXI secolo. <strong>In Italia il caso più conosciuto è il ghiacciaio Presena</strong>, dove un tempo si praticava sci estivo e coperto stagionalmente a partire dal 2008. Ora sono diffusi anche i altri ghiacciai italiani, in Francia, Svizzera e Austria.</p><h2>L’impatto dei teli geotessili</h2><p>I teli geotessili<strong> sono comunque impattanti e presentano vari problemi e limiti di efficacia,</strong> <strong>costi</strong>, inquinamento e paesaggistici, oltre che n<strong>on salvano realmente il ghiacciaio, </strong>ma solo piccole porzioni a scopo sportivo e turistico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781250" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai.html" title="Le Alpi stanno morendo: queste sono le conseguenze irreversibili delle ondate di calore sui loro ghiacciai">Le Alpi stanno morendo: queste sono le conseguenze irreversibili delle ondate di calore sui loro ghiacciai</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai.html" title="Le Alpi stanno morendo: queste sono le conseguenze irreversibili delle ondate di calore sui loro ghiacciai"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai-1785416117363_320.jpeg" alt="Le Alpi stanno morendo: queste sono le conseguenze irreversibili delle ondate di calore sui loro ghiacciai"></a></article></aside><p>Abbiamo <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/coprire-ghiacciai-alpi-contro-scioglimento-clima-greenwashing-danni-ambiente.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">già scritto della lettera di 44 esperti</a> ed esperte di clima e ghiacciai in collaborazione con enti che si occupano del monitoraggio dei ghiacciai italiani dove <strong>spiegano perché la copertura dei ghiacciai non è una soluzione</strong>. </p><div class="texto-destacado">Nella lettera sottolineano che questa pratica è anche un tentativo di greenwashing per descrivere un intervento impattante come sostenibile e anzi addirittura auspicabile. Fra le criticità, il movimento di gatti delle nevi, ruspe, perfino bulldozer, impattanti e fonte di emissioni di gas serra.</div><p><br> I teloni<strong> rilasciano grandi quantità di fibre e micro plastiche,</strong> che si depositano nel ghiacciaio, scorrono nelle acque di fusione finendo in torrenti e fiumi ed inoltre si disperdono in atmosfera. </p><h2>La novità: prodotti naturali a base di lana</h2><p>Consci dell’impatto ambientale dei teli geotessili, <strong>un gruppo di studenti dell'Università di Losanna</strong> e l'organizzazione ambientalista Summit Foundation hanno <strong>sviluppato una alternativa a loro dire sostenibile</strong>. Tramite il progetto " Keep It Wool " hanno sviluppato<strong> teloni per coprire i ghiacciati fatte con lana di pecora.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="722591" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sci-estivo-cambiamenti-climatici-storia-declino-futuro-ghiacciai-alpini.html" title="Lo sci estivo sopravviverà ai cambiamenti climatici? Storia, declino e futuro delle piste sui ghiacciai alpini">Lo sci estivo sopravviverà ai cambiamenti climatici? Storia, declino e futuro delle piste sui ghiacciai alpini</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sci-estivo-cambiamenti-climatici-storia-declino-futuro-ghiacciai-alpini.html" title="Lo sci estivo sopravviverà ai cambiamenti climatici? Storia, declino e futuro delle piste sui ghiacciai alpini"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sci-estivo-cambiamenti-climatici-storia-declino-futuro-ghiacciai-alpini-1754039045762_320.jpeg" alt="Lo sci estivo sopravviverà ai cambiamenti climatici? Storia, declino e futuro delle piste sui ghiacciai alpini"></a></article></aside><p>Il beneficio sarebbe duplice, dato che una grande percentuale di lana diventa oggigiorno uno scarto, addirittura in rifiuto da smaltire. </p><p>Le prime coperte per ghiacciai fatte con la lana sono state realizzate dall'azienda Fisolan e <strong>nel giugno 2026 sono state stese su 200 metri quadrati del ghiacciaio Tsanfleuron</strong>.</p><p> Gli scienziati stanno ora analizzando i primi risultati da cui risulta che l’efficacia dei teli di lana è simile a quelli geotessili sintetici. </p><h2>Quanto veramente salvano i ghiacciai?</h2><p><strong>Secondo gli scienziati questa misura è una alternativa valida e sostenibile </strong>per rallentare il processo di fusione dei ghiacciai, ma non contrasta veramente il reale impatto del riscaldamento globale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/coprire-i-ghiacciai-serve-davvero-in-svizzera-al-via-una-sperimentazione-innovativa-con-coperte-di-lana-1789137564601.jpeg" data-image="k8tb5862r01r"><figcaption>Gatti delle nevi in azione per stendere teli geotessili sul ghiacciaio del Presena, al Passo del Tonale.</figcaption></figure><p>Più in generale, <strong>la tecnica di installare teli, geotessili o di lana che siano, non è usata in realtà per salvare i ghiacciai</strong>, ma per limitare i danni alla piccola parte destinata agli sport invernali. <strong>La superficie coperta infatti è una parte molto piccola del corpo glaciale,</strong> basti pensare che lo stesso ghiacciaio Tsanfleuron oggetto dell’esperimento ha una superficie di circa 3.8 km2. <strong>La parte coperta con la lana risulta dunque solo lo 0,007% della sua estensione </strong>totale complessiva.<br>Resta poi il vero problema: il clima che cambia. </p><p>La soluzione al ritiro dei ghiacciai non è coi teli di copertura, ma il taglio drastico delle emissioni di gas serra antropici causate soprattutto dell’uso dei combustibili fossili,</p><h3>Riferimento notizia</h3><p><em>Cubrir los glaciares con mantas para que no se derritan: la acción de Suiza para protegerlos del cambio climático</em></p><p><em><a href="https://oem.com.mx/elsoldemexico/ciencia-y-salud/cubrir-los-glaciales-con-mantas-para-que-no-se-derritan-la-accion-de-suiza-para-protegerlos-del-cambio-climatico-31947940">https://oem.com.mx/elsoldemexico/ciencia-y-salud/cubrir-los-glaciales-con-mantas-para-que-no-se-derritan-la-accion-de-suiza-para-protegerlos-del-cambio-climatico-31947940</a></em></p><p><a href="https://www.montagna.tv/280308/dai-pascoli-alle-coperte-dei-ghiacciai-in-svizzera-si-sperimentano-i-teli-di-lana/"> </a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/coprire-i-ghiacciai-serve-davvero-in-svizzera-al-via-una-sperimentazione-innovativa-con-coperte-di-lana.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Api e farfalle in città per migliorare la vita delle persone: cos'è l'evento del WWF Urban Nature 2026 e cosa ci insegna]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/api-e-farfalle-in-citta-per-migliorare-la-vita-delle-persone-cos-e-l-evento-del-wwf-urban-nature-2026-e-cosa-ci-insegna.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 06:41:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il benessere di api, farfalle e altri impollinatori è strettamente connesso a quello di chi vive in città. Il report del WWF che anticipa l'evento Urban Nature 2026 racconta questo legame di cui non tutti sono a conoscenza</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/api-e-farfalle-in-citta-per-migliorare-la-vita-delle-persone-cos-e-l-evento-del-wwf-urban-nature-2026-e-cosa-ci-insegna-1789060562103.jpg" data-image="c0aknms9ilhh" alt="Insetti impollinatori" title="Insetti impollinatori"><figcaption>Le api e le farfalle sono alcuni degli impollinatori più comuni, anche in città</figcaption></figure><p>La salute è un<strong> “sistema”</strong> che riguarda contemporaneamente persone, animali ed ambiente, incluso quello <strong>urbano</strong>. </p><p>Il report che il WWF ha appena realizzato in occasione dell’evento <strong>Urban Nature,</strong> che si terrà il<strong> 3 e 4 ottobre 2026, </strong>mette in luce l’importanza di una <strong>rete di habitat</strong> verdi, pubblici e privati, che possano favorire la vita degli impollinatori e al tempo stesso migliorare le condizioni di vita di chi abita in città.</p><p>Gli impollinatori diventano quasi un <strong>indicatore </strong>della qualità della vita nei centri urbani: dove possono vivere felicemente api, farfalle e sirfidi, le città diventano più <strong>sane </strong>anche per le persone. </p><h2>Api e altri impollinatori, una risorsa invisibile anche in città</h2><p>L’importanza delle api e degli altri insetti impollinatori per la sopravvivenza delle colture alimentari, e non solo, è nota, così come è nota la crisi in cui da tanti anni si trovano questi utili animali. </p><p>Oltre il 75% delle principali specie vegetali commestibili del mondo dipendono, in parte o totalmente, dall’impollinazione che avviene tramite gli insetti. </p><p>Ad essa contribuiscono anche <strong>le vespe, le farfalle, le falene, i coleotteri</strong> ed altre specie meno conosciute che in misura maggiore o minore rendono possibile la riproduzione di un enorme numero di piante <strong>entomofile</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786674" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera.html" title="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera">10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera.html" title="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345536580_320.jpeg" alt="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera"></a></article></aside><p>Molti impollinatori vivono anche in città, nei <strong>parchi urbani</strong>, tra le <strong>aiuole </strong>e su <strong>terrazze e balconi</strong>, e costituiscono un patrimonio spesso invisibile da preservare.</p><h2>L'Italia, un hotspot europeo per gli impollinatori</h2><p>Proprio l’Italia è un importante hotspot di biodiversità per gli insetti impollinatori.</p><p>La sua posizione nel cuore del Mediterraneo, la vicinanza con il nord dell’<strong>Africa,</strong> con la regione dei <strong>Balcani </strong>e con l’<strong>Europa continentale</strong>, unita ad una varietà di <strong>aree climatiche</strong> che comprendono le fasce montane, le zone umide, le pianure e il mare, hanno favorito l’evoluzione di una varietà biologica eccezionale per un territorio relativamente piccolo.</p><p>Questo, fra l’altro, rende l’Italia uno dei paesi con la maggiore varietà di <strong>miele</strong>, il che contribuisce ad aumentare il valore culturale della gastronomia italiana.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="676673" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-studio-rivela-quanto-i-fiori-siano-vitali-per-gli-insetti-impollinatori-guida-pratica-per-piantare-quelli-giusti.html" title="Uno studio rivela quanto i fiori siano vitali per gli insetti impollinatori: guida pratica per piantare quelli giusti">Uno studio rivela quanto i fiori siano vitali per gli insetti impollinatori: guida pratica per piantare quelli giusti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-studio-rivela-quanto-i-fiori-siano-vitali-per-gli-insetti-impollinatori-guida-pratica-per-piantare-quelli-giusti.html" title="Uno studio rivela quanto i fiori siano vitali per gli insetti impollinatori: guida pratica per piantare quelli giusti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uno-studio-rivela-quanto-i-fiori-siano-vitali-per-gli-insetti-impollinatori-guida-pratica-per-piantare-quelli-giusti-1727882295322_320.jpg" alt="Uno studio rivela quanto i fiori siano vitali per gli insetti impollinatori: guida pratica per piantare quelli giusti"></a></article></aside><p>L'importanza degli impollinatori è quindi anche <strong>economica</strong>. Secondo i dati del WWF, in tutto il mondo il contributo diretto di questi insetti alla produzione alimentare va dai 235 ai 577 miliardi di dollari all’anno. Nella sola Europa, questo valore oscilla tra i 5 e i 15 miliardi di euro. </p><p>Nonostante questo, perdita degli habitat, <strong>urbanizzazione </strong>incontrollata, agricoltura intensiva con uso di <strong>pesticidi</strong>, <strong>inquinamento e cambiamento climatico</strong> stanno decimando la popolazione degli impollinatori in Italia così come altrove, ed è importante notare che i rischi a cui sono sottoposti questi insetti sono gli stessi che minacciano la <strong>salute umana</strong>.</p><h2>L'utilità degli impollinatori in città</h2><p>In un ambiente urbano in genere non crescono molte piante utili all'alimentazione, ma la presenza degli impollinatori ha un <strong>effetto benefico indiretto</strong> sulle città e sui loro abitanti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/api-e-farfalle-in-citta-per-migliorare-la-vita-delle-persone-cos-e-l-evento-del-wwf-urban-nature-2026-e-cosa-ci-insegna-1789060610346.jpg" data-image="4uowi44u6im5" alt="impollinatori in città" title="impollinatori in città"><figcaption>Piante da balcone e una "casa per gli insetti" sono iniziative alla portata di tutti per permettere agli impollinatori di sopravvivere</figcaption></figure><p> <strong>Ripristinare gli habitat</strong> che favoriscono la vita di questi insietti produce vantaggi anche per gli esseri umani che vivono tra asfalto e cemento. </p><p> La presenza di <strong>alberi, arbusti, spazi verdi</strong> e <strong>fioriture </strong>lunghe e diversificate consente ad api, farfalle e sirfidi di nutrirsi e riprodursi ma al tempo stesso è fondamentale per la vita delle persone.</p><p>La <strong>qualità dell’aria</strong> migliora, gli effetti delle <strong>isole di calore</strong> vengono mitigati ed è quindi possibile anche un <strong>risparmio energetico</strong> per il raffrescamento degli edifici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780035" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-parchi-urbani-sono-un-rifugio-climatico-a-madrid-fino-a-8-gradi-in-meno-rispetto-al-resto-della-citta.html" title="I parchi urbani sono un rifugio climatico: a Madrid fino a 8 gradi in meno rispetto al resto della città">I parchi urbani sono un rifugio climatico: a Madrid fino a 8 gradi in meno rispetto al resto della città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-parchi-urbani-sono-un-rifugio-climatico-a-madrid-fino-a-8-gradi-in-meno-rispetto-al-resto-della-citta.html" title="I parchi urbani sono un rifugio climatico: a Madrid fino a 8 gradi in meno rispetto al resto della città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-parchi-urbani-sono-un-rifugio-climatico-a-madrid-fino-a-8-gradi-in-meno-rispetto-al-resto-della-citta-1785400693081_320.jpeg" alt="I parchi urbani sono un rifugio climatico: a Madrid fino a 8 gradi in meno rispetto al resto della città"></a></article></aside><p><br> Il verde urbano riduce <strong>l’inquinamento acustico</strong> e con una maggiore permeabilità del suolo gli effetti delle <strong>inondazioni </strong>possono farsi meno distruttivi.</p><p>Gli spazi verdi, inoltre, favoriscono la <strong>socialità</strong>, il <strong>benessere psicologico</strong> e offrono la possibilità di svolgere <strong>attività fisica</strong>.</p><h2>Urban Nature e le città a misura di api</h2><p>La presenza delle api e di insetti affini offre quindi una chiave di lettura importante riguardo la qualità della vita nei centri urbani ed è il focus dell'evento <strong>Urban Nature 2026</strong> che si svolgerà in più di cento piazze italiane il <strong>3 e 4 ottobre 2026. </strong></p><p>È una vera e propria festa della <strong>natura in città</strong> con lo scopo di diffondere la cura delle aree verdi, sia privatamente che negli spazi pubblici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787809" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/giardini-pluviali-cosa-sono-e-come-aiutano-a-prevenire-le-inondazioni-nelle-citta.html" title="Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città">Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/giardini-pluviali-cosa-sono-e-come-aiutano-a-prevenire-le-inondazioni-nelle-citta.html" title="Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/jardines-de-lluvia-que-son-y-como-ayudan-a-evitar-inundaciones-en-las-ciudades-1788903318128_320.jpg" alt="Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città"></a></article></aside><p>L'edizione 2026 evidenzia proprio il legame tra verde urbano e salute psicofisica dei cittadini. Per favorire la creazione di vere <strong>“città degli impollinatori” </strong>verrà promossa la diffusione e la cura di parchi e aiuole, invitando le persone a contribuire nel privato con piccole iniziative a favore di questi insetti.</p><p>Dai giardini, alle <strong>fioriere </strong>sui balconi, ai piccoli <strong>orti pensili</strong> dove coltivare magari piante aromatiche, chiunque può partecipare alla creazione di piccole oasi per le api e le farfalle di città.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Wwf.it" data-year="2026" data-title="La%20salute%20di%20citt%C3%A0%20e%20cittadini%20si%20misura%20dal%20ronzio%20delle%20api" data-url="https%3A%2F%2Fwww.wwf.it%2Fpandanews%2Fambiente%2Fla-salute-di-citta-e-cittadini-si-misura-dal-ronzio-delle-api%2F">Wwf.it. (2026). <a href="https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/la-salute-di-citta-e-cittadini-si-misura-dal-ronzio-delle-api/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La salute di città e cittadini si misura dal ronzio delle api</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/api-e-farfalle-in-citta-per-migliorare-la-vita-delle-persone-cos-e-l-evento-del-wwf-urban-nature-2026-e-cosa-ci-insegna.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 04:40:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo una fase più fresca e movimentata, il tempo sull’Italia si prepara a vivere una breve parentesi stabile. La prossima settimana però potrebbe riportare maggiore dinamismo atmosferico, con un nuovo peggioramento atteso soprattutto al Nord.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/wZmcfGj9XCk/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=wZmcfGj9XCk" id="wZmcfGj9XCk"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>La giornata di oggi sabato 12 inizierà con un quadro decisamente diverso rispetto alle settimane caratterizzate dal caldo anomalo. Le temperature al Nord saranno infatti più vicine alle medie climatiche del periodo, grazie all’ingresso di correnti più fresche che hanno contribuito a smorzare gli eccessi termici.</p><p>Nonostante qualche annuvolamento residuo sulle zone montuose e possibili locali fenomeni, il weekend sarà caratterizzato da una fase nel complesso più tranquilla. Sulle pianure settentrionali le massime si manterranno generalmente tra <strong>22 e 26 °C</strong>, mentre lungo l’arco alpino il clima sarà più fresco, soprattutto alle quote più elevate.</p><p>Domenica 13 il sole tornerà a prevalere su gran parte del Nord e favorirà un nuovo aumento delle temperature. La colonnina di mercurio potrà raggiungere valori intorno ai <strong>25-27 °C sulle pianure</strong>, con punte prossime ai <strong>28 °C tra Emilia-Romagna e alcune zone della pianura padana orientale</strong>.</p><p>Non si tratterà però di un ritorno del caldo estremo che abbiamo vissuto nelle ultime settimane, ma sarà semplicemente una normale ripresa termica dopo il passaggio più fresco.</p><h2>L’anticiclone prova a rialzare la testa tra lunedì e martedì</h2><p>L’inizio della prossima settimana vedrà un temporaneo rinforzo dell’alta pressione. Tra lunedì 14 e martedì 15 il tempo dovrebbe risultare più stabile, con prevalenza di condizioni asciutte e maggiore presenza del sole soprattutto sulle pianure del Nord.</p><p>Questa fase favorirà anche un aumento delle temperature, particolarmente evidente sulle regioni settentrionali. Le mappe mostrano infatti anomalie positive diffuse: in alcune zone del Nord-Ovest e lungo l’arco alpino si potrebbero raggiungere valori superiori alla media anche di <strong>4-6 °C</strong>, con punte localmente più elevate sui settori montani.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788027" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature.html" title="La prossima ondulazione del getto polare sull’Italia ha già una data: possibili temporali e nuovo calo delle temperature">La prossima ondulazione del getto polare sull’Italia ha già una data: possibili temporali e nuovo calo delle temperature</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature.html" title="La prossima ondulazione del getto polare sull’Italia ha già una data: possibili temporali e nuovo calo delle temperature"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature-1789050946590_320.jpg" alt="La prossima ondulazione del getto polare sull’Italia ha già una data: possibili temporali e nuovo calo delle temperature"></a></article></aside><p>Nonostante questi valori sopra media, non si prospetta una nuova fase di caldo eccezionale. Si tratterà piuttosto di un breve recupero termico, favorito dalla temporanea espansione dell’anticiclone, qualche giornata stabile e mite prima di un nuovo possibile cambio di scenario.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali-1789137126836.jpg" data-image="m2ut6ve95twk" alt="Probabilità di pioggia per mercoledì prossimo, più esposto il Nord-Est" title="Probabilità di pioggia per mercoledì prossimo, più esposto il Nord-Est"><figcaption>Probabilità di pioggia per mercoledì prossimo, più esposto il Nord-Est</figcaption></figure><p>Il vero cambio di passo potrebbe arrivare da metà settimana, quando una nuova ondulazione del flusso atlantico potrebbe riportare condizioni più instabili sull’Italia. Secondo le nostre ultime proiezioni, <strong>il Nord sarà la zona maggiormente esposta al passaggio perturbato</strong>, con particolare attenzione ai settori alpini, prealpini e alle regioni di Nord-Est.</p><p>La probabilità di precipitazioni aumenta soprattutto tra mercoledì pomeriggio e la notte successiva, con valori più elevati tra Veneto orientale e Friuli Venezia Giulia. In queste aree gli accumuli previsti potrebbero raggiungere localmente <strong>20-40 mm</strong>, con punte superiori ai <strong>50 mm nelle zone più esposte dei rilievi friulani</strong>.</p><p>Anche il Veneto settentrionale e le Prealpi potrebbero essere coinvolti, mentre sul Nord-Ovest gli effetti della perturbazione sembrano al momento più contenuti.Non sarà un peggioramento uniforme su tutta Italia, ma di una fase nella quale il contrasto tra masse d’aria diverse potrebbe favorire la formazione di rovesci e temporali localmente intensi. </p><p>Le mappe termiche previste per mercoledì mostrano infatti un netto contrasto tra le diverse zone del Settentrione: mentre alcune aree del Nord-Ovest potranno mantenere ancora valori intorno ai <strong>26-28 °C</strong>, soprattutto in Piemonte e Lombardia occidentale, il Nord-Est potrebbe osservare un calo più evidente, con temperature spesso comprese tra <strong>20 e 25 °C</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali-1789137083416.jpg" data-image="9okqzalbz6vi" alt="Temperature previste per mercoledì 16 settembre al Nord." title="Temperature previste per mercoledì 16 settembre al Nord."><figcaption>Temperature previste per mercoledì 16 settembre al Nord.</figcaption></figure><p>Sulle Alpi il calo sarà ancora più evidente, con valori che potranno scendere localmente verso i <strong>15-20 °C alle quote più elevate</strong>.</p><h2>La tendenza: settembre continua a mostrare un volto dinamico</h2><p>Guardando oltre la metà della settimana, resta elevata l’incertezza sull’evoluzione atmosferica. Il quadro generale suggerisce comunque una fase nella quale l’Italia potrebbe alternare momenti più stabili ad altri caratterizzati dal passaggio di perturbazioni atlantiche.</p><p>La stagione sta entrando in una fase di transizione: <strong>l’anticiclone può ancora regalare giornate soleggiate e miti, ma le incursioni instabili diventano progressivamente più frequenti</strong>, soprattutto al Nord.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787719" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf.html" title="Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF">Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf.html" title="Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf-1788875504268_320.jpeg" alt="Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF"></a></article></aside><p>Nei prossimi aggiornamenti sarà quindi importante monitorare l’evoluzione della perturbazione attesa a metà settimana, che potrebbe rappresentare uno dei primi segnali di un cambio di circolazione più marcato sull’Europa.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I transnettuniani, piccoli mondi oltre Nettuno: la sorpresa di Hubble e James Webb]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/i-transnettuniani-piccoli-mondi-oltre-nettuno-la-sorpresa-di-hubble-e-webb.html</link><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 17:07:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Hubble e James Webb hanno osservato i più piccoli oggetti transnettuniani mai studiati direttamente, scoprendo che colori e distribuzione delle dimensioni conservano tracce primordiali della nascita del Sistema Solare, sfidando le attese sulle collisioni successive.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-transnettuniani-piccoli-mondi-oltre-nettuno-la-sorpresa-di-hubble-e-webb-1788947667604.jpg" data-image="57cvpvlhl2lr" alt="TNO" title="TNO"><figcaption>Rappresentazione artistica di un TNO, oggetto transnettuniano. Credit: NASA, ESA, Leah Hustak (STScI)</figcaption></figure><p><strong>Se siamo alla ricerca di testimonianze del passato, ciò che si fa sulla Terra è scavare</strong>. Generalmente, più si scava in profondità e più remote sono le testimonianze che si vanno scoprendo, sia si tratti di fossili sia di manufatti.</p><p><strong>Nel caso del Sistema Solare, per conoscerne il passato invece di “scavare” si deve osservare lontano nelle sue regioni più esterne</strong>. Più lontano si guarda, oltre i pianeti più esterni, più indietro si va alle sue origini. Possiamo affermare che l’archeologia del Sistema Solare si svolge nelle sue regioni più esterne.</p><p>Queste regioni, oltre l’orbita di Nettuno, sono popolate da una famiglia di corpi di piccole dimensioni, chiamati <strong>“Oggetti Transnettuniani”.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Gli Oggetti Transnettuniani sono fossili del Sistema Solare</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Grazie alle osservazioni congiunte dei telescopi spaziali Hubble e James Webb <strong>oggi ne sappiamo di più su questi corpi</strong>, preziosi in quanto ci permettono di ricostruire caratteristiche del Sistema Solare all’epoca della sua formazione.</p><h2>Piccoli fossili rimasti oltre l'orbita di Nettuno</h2><p><strong>Gli Oggetti Transnettuniani,</strong> o TNO (Trans-Neptunian Objects), <strong>orbitano oltre Nettuno </strong>e rappresentano ciò che resta del disco di polveri, ghiacci e piccoli corpi dal quale, circa 4,6 miliardi di anni fa, si formarono i pianeti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="562741" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arrokoth-l-oggetto-transnettuniano-piu-lontano-mai-visitato-da-una-sonda.html" title="Arrokoth, l’oggetto transnettuniano più lontano mai visitato da una sonda">Arrokoth, l’oggetto transnettuniano più lontano mai visitato da una sonda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arrokoth-l-oggetto-transnettuniano-piu-lontano-mai-visitato-da-una-sonda.html" title="Arrokoth, l’oggetto transnettuniano più lontano mai visitato da una sonda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/arrokoth-l-oggetto-transnettuniano-piu-lontano-mai-visitato-da-una-sonda-1697201413662_320.jpg" alt="Arrokoth, l’oggetto transnettuniano più lontano mai visitato da una sonda"></a></article></aside><p>Mentre nelle regioni interne del Sistema Solare questi piccoli corpi si sono aggregati con un processo di accrezione durato diversi milioni di anni, formando corpi sempre più massicci fino a formare i noti pianeti rocciosi (Mercurio, Venere, Terra e Marte); <strong>nelle regioni più esterne</strong>, a motivo della loro più bassa densità spaziale<strong>, il processo di accrezione si è arrestato, facendo sì che questi piccoli corpi conservassero immutate le loro caratteristiche iniziali.</strong> Sono pertanto a tutti gli effetti fossili del nostro Sistema Solare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-transnettuniani-piccoli-mondi-oltre-nettuno-la-sorpresa-di-hubble-e-webb-1788948566212.png" data-image="uuws04is0zm5" alt="TNO" title="TNO"><figcaption>Alcuni tra gli Oggetti Transnettuniani TNO più grandi finora noti.</figcaption></figure><p>Di questa famiglia di oggetti transnettuniani ne esistono due sotto-famiglie, chiamate rispettivamente<strong> TNO caldi e TNO freddi.</strong> L’aggettivo non si riferisce alla loro temperatura, poiché sia gli uni che gli altri sono corpi così distanti dal Sole da essere prevalentemente ricoperti di ghiaccio. Piuttosto, ci si riferisce alle loro caratteristiche dinamiche. </p><p><strong>I TNO freddi </strong>hanno orbite circolari, per cui si ritiene che essi occupino la stessa regione in cui si sono formati. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>I transnettuniani si differenziano in "freddi" e "caldi"<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Diversamente,<strong> i TNO caldi</strong> hanno orbite ellittiche e più inclinate rispetto al piano orbitale dei pianeti. Si ritiene che questi abbiano avuto una storia più complessa, formatisi nelle regioni più interne del Sistema Solare, solo successivamente per interazioni gravitazionali siano migrati oltre l’orbita di Nettuno.</p><h2>Cosa hanno scoperto Hubble e James Webb</h2><p><strong>I due telescopi spaziali Hubble e James Webb sono riusciti a scoprire 27 TNO tra i più piccoli finora osservati.</strong> Le nuove osservazioni hanno utilizzato NIRCam di Webb nell'infrarosso insieme agli strumenti di Hubble sensibili alla luce visibile ed hanno permesso di stimare le dimensioni, l’albedo (cioè la riflettività), nonché il loro colore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778572" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale">La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale-1784023026430_320.png" alt="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"></a></article></aside><p>Il risultato più interessante di questo studio è che <strong>gli oggetti freddi più piccoli mostrano una distribuzione dei colori molto simile a quella dei TNO freddi più grandi.</strong> Lo stesso succede anche per gli oggetti della popolazione calda. Non emerge quindi un cambiamento sistematico della superficie dei TNO al diminuire delle dimensioni. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-transnettuniani-piccoli-mondi-oltre-nettuno-la-sorpresa-di-hubble-e-webb-1788948883491.jpeg" data-image="m1i3egk39y38" alt="Kuiper belt" title="Kuiper belt"><figcaption>Rappresentazione della fascia di Kuiper contenente il maggior numero di TNO. Credit: NASA</figcaption></figure><p><strong>Il colore è importante perché dipende dai materiali presenti sulla superficie, cioè dalla composizione chimica superficiale. </strong>Già sapevamo che la loro superficie presenta una notevole diversità di ghiacci — acqua, anidride carbonica, monossido di carbonio, metanolo e composti organici più complessi. </p><p><strong>Questa composizione chimica, </strong>rimasta sostanzialmente immutata durante la successiva storia del Sistema Solare, <strong>ci rivela la composizione chimica del disco protoplanetario nella quale questi oggetti si sono formati.</strong></p><h2>Meno collisioni del previsto e una nuova sfida ai modelli</h2><p>Finora si era pensato che i TNO più piccoli avessero subito nel corso del tempo molte più collisioni di quante ne avessero subito i TNO più grandi. Se così fosse stato, gli urti avrebbero frammentato questi corpi portando in superficie strati interni con materiali diversi e di conseguenza ne avrebbero modificato il colore.</p><p>Invece Hubble e James Webb non hanno notato differenze significative nei colori.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Si ritiene che i TNO più piccoli abbiano subito molti meno urti di quanto si pensasse, circostanza che ne ha preservato il colore originario.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p> Una possibilità è che la fascia transnettuniana abbia sperimentato meno collisioni distruttive di quanto previsto. Un'altra è che le collisioni siano effettivamente avvenute, ma senza modificare profondamente la composizione osservabile delle superfici. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="648499" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/spazio-fascia-kuiper-sarebbe-piu-vasta-del-previsto-i-modelli-attuali-sono-errati.html" title="La fascia di Kuiper sarebbe più vasta del previsto, i modelli attuali sono errati?">La fascia di Kuiper sarebbe più vasta del previsto, i modelli attuali sono errati?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/spazio-fascia-kuiper-sarebbe-piu-vasta-del-previsto-i-modelli-attuali-sono-errati.html" title="La fascia di Kuiper sarebbe più vasta del previsto, i modelli attuali sono errati?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascia-di-kuiper-sarebbe-piu-vasta-del-previsto-i-modelli-attuali-sono-errati-1710763524167_320.jpg" alt="La fascia di Kuiper sarebbe più vasta del previsto, i modelli attuali sono errati?"></a></article></aside><p>C'è poi una seconda sorpresa. <strong>La distribuzione delle dimensioni degli oggetti dinamicamente caldi e freddi risulta molto simile,</strong> nonostante le due popolazioni si siano probabilmente formate in regioni del disco protoplanetario con condizioni differenti. </p><p>Questo suggerisce che <strong>il processo fondamentale attraverso cui polvere e ciottoli si aggregarono formando i primi planetesimi potrebbe essere stato relativamente universale</strong>, simile nelle regioni sia interne che esterne del disco protoplanetario.</p><p>Questo studio condotto da un team di dottorandi della University of Victoria in Canada mostra come: <strong>Webb e Hubble non stiano semplicemente scoprendo minuscoli oggetti oltre Nettuno, ma stiano portando alla luce testimonianze dei primordi del Sistema Solare.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="NASA%20Hubble%20%26%20Webb%20Mission%20Teams%2C" data-year="2026" data-title="NASA%E2%80%99s%20Hubble%2C%20Webb%20Find%20Far-out%20Solar%20System%20Objects%20%E2%80%98Remember%E2%80%99%20Past%2C" data-url="https%3A%2F%2Fscience.nasa.gov%2Fmissions%2Fhubble%2Fnasas-hubble-webb-find-far-out-solar-system-objects-remember-past%2F">NASA Hubble & Webb Mission Teams,. (2026). <a href="https://science.nasa.gov/missions/hubble/nasas-hubble-webb-find-far-out-solar-system-objects-remember-past/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">NASA’s Hubble, Webb Find Far-out Solar System Objects ‘Remember’ Past,</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/i-transnettuniani-piccoli-mondi-oltre-nettuno-la-sorpresa-di-hubble-e-webb.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché gli esperti consigliano di applicare del nastro adesivo alle ruote della valigia prima di partire]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-gli-esperti-consigliano-di-applicare-del-nastro-adesivo-alle-ruote-della-valigia-prima-di-partire.html</link><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>La valigia è uno degli elementi più importanti per i nostri viaggi. Grazie a questo consiglio di un esperto, potrai evitare contrattempi e situazioni spiacevoli quando partirai per il tuo prossimo viaggio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-recomiendan-poner-cinta-adhesiva-en-las-ruedas-de-tu-maleta-antes-de-documentarla-1788198859913.jpg" data-image="dnmtinq5ios5" alt="L'applicazione del nastro aiuta anche a evitare che le ruote perdano aderenza." title="L'applicazione del nastro aiuta anche a evitare che le ruote perdano aderenza."><figcaption>L'applicazione del nastro aiuta anche a evitare che le ruote perdano aderenza.</figcaption></figure><p>Si avvicina il fine settimana o una giornata festiva e stiamo terminando di organizzare le cose che vogliamo portare con noi per staccare dalla routine. <strong>Uno degli strumenti principali che ci aiutano a organizzare la nostra uscita è senza dubbio la valigia</strong>, che ci accompagna verso quella destinazione indimenticabile.</p><p>Per proteggere e prendersi cura di questo prezioso oggetto, esistono diverse raccomandazioni e metodi che aiutano anche a conservarlo più a lungo. Uno di questi, diventato recentemente virale, consiste nell'utilizzare del nastro adesivo sulle ruote. <strong>Questo trucco aiuta a ridurre il rumore prodotto dalle ruote</strong>.</p><div class="texto-destacado">Proteggendo la superficie di rotolamento, evitiamo fastidi e aumentiamo la durata del bagaglio, evitando spese inutili.</div><p><strong>Oltre a proteggere il materiale con cui sono realizzate, migliora lo scorrimento sulle superfici più difficili.</strong> La spiegazione è che la plastica rigida delle ruote produce un forte rumore quando entra in contatto con diverse superfici, come asfalto ruvido, pavé o pavimenti aeroportuali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-recomiendan-poner-cinta-adhesiva-en-las-ruedas-de-tu-maleta-antes-de-documentarla-1788198450760.jpg" data-image="4vn9q1j788y5" alt="Con il tempo, le ruote si usurano e si riempiono di polvere e sporco." title="Con il tempo, le ruote si usurano e si riempiono di polvere e sporco."><figcaption>Con il tempo, le ruote si usurano e si riempiono di polvere e sporco.</figcaption></figure><p><strong>Applicare il nastro adesivo sulle ruote del bagaglio fa sì che queste si comportino come una gomma pneumatica, contribuendo ad assorbire le vibrazioni</strong> e riducendo quasi completamente il fastidioso rumore prodotto durante gli spostamenti. Il nastro aiuta inoltre a proteggere le ruote dall'usura.</p><h2>Elimina praticamente il rumore e protegge le ruote</h2><p><strong>Con questo trucco molto economico si prolunga la vita delle ruote</strong>, la cui usura può essere accelerata dal continuo attrito con le superfici ruvide, dalla presenza di piccoli sassi o dall'abrasione provocata dal rotolamento su materiali come l'asfalto.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Sebbene si possa pensare che qualsiasi tipo di nastro adesivo possa essere utile, in realtà solo alcuni svolgono questa funzione e aderiscono meglio. Il più consigliato è quello americano, noto come “duct tape”.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Applicare il nastro adesivo sulle ruote favorisce inoltre la capacità di trazione e di aderenza:</strong> offre una presa migliore su alcune superfici, come quelle lisce o bagnate, evitando che la valigia scivoli o rischi di spostarsi lateralmente; questa situazione è piuttosto comune negli aeroporti, soprattutto quando si ha fretta.</p><h2>Evitare imprevisti o brutte sorprese</h2><p>Si riesce così anche a prolungare la vita della valigia e, allo stesso tempo, <strong>si riduce la possibilità che durante il viaggio una o più ruote possano rompersi o staccarsi</strong>. Inoltre, se il nastro dovesse staccarsi o deteriorarsi, è sufficiente applicare un nuovo strato di nastro adesivo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-recomiendan-poner-cinta-adhesiva-en-las-ruedas-de-tu-maleta-antes-de-documentarla-1788198571447.jpg" data-image="m1aonlw9cpii" alt="I pavimenti degli aeroporti sono spesso scivolosi e le valigie tendono a ribaltarsi." title="I pavimenti degli aeroporti sono spesso scivolosi e le valigie tendono a ribaltarsi."><figcaption>I pavimenti degli aeroporti sono spesso scivolosi e le valigie tendono a ribaltarsi.</figcaption></figure><p><strong>Sebbene si possa pensare che qualsiasi tipo di nastro adesivo possa essere utile, in realtà solo alcuni svolgono questa funzione e aderiscono meglio</strong>. Il più consigliato è quello americano, noto come “duct tape”, grazie alla sua elevata resistenza, alla resistenza ai liquidi (acqua) e al suo spessore.</p><h2>Le tipologie di nastro più consigliate</h2><p><strong>Un'ulteriore buona alternativa è il nastro in silicone autoagglomerante:</strong> aderisce facilmente a se stesso, creando uno strato di gomma elastico e molto resistente. Inoltre, ha il vantaggio di non lasciare residui appiccicosi sulle ruote.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787265" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-treno-notturno-che-colleghera-4-citta-europee-iconiche-a-partire-dal.html" title="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028">Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-treno-notturno-che-colleghera-4-citta-europee-iconiche-a-partire-dal.html" title="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/este-es-el-nuevo-tren-nocturno-que-conectara-4-emblematicas-ciudades-europeas-a-partir-de-1788297888507_320.jpg" alt="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028"></a></article></aside><p>È importante evitare nastri come il cosiddetto nastro da carrozziere, perché si rompe con lo sfregamento e l'acqua. <strong>Non è consigliato nemmeno il comune nastro isolante nero</strong>: è troppo sottile e tende a staccarsi dalle ruote quando entra in contatto con il calore o aumenta la temperatura dell'ambiente.</p><h3>Ulteriori suggerimenti generali</h3><p>È consigliabile pulire molto bene la superficie delle ruote prima di utilizzare questa tecnica, soprattutto per rimuovere tutta la polvere eventualmente accumulata. <strong>A questo scopo è una buona idea utilizzare un panno asciutto;</strong> è necessario assicurarsi che il nastro aderisca perfettamente.</p><div class="texto-destacado">Quando le ruote sono pulite, bisogna applicare il nastro sulla superficie di rotolamento, premendo con decisione per evitare la formazione di “gocce o sacche” d'aria. <strong>È molto importante non esagerare con lo spessore degli strati di nastro; se il volume è eccessivo, si rischia che la ruota si blocchi</strong>.</div><p>Al termine del viaggio, controlla le condizioni delle ruote: dopo diversi giorni di utilizzo, il nastro può riempirsi di polvere o semplicemente staccarsi; <strong>la cosa migliore sarà rimuoverlo con l'aiuto di una piccola quantità di alcol</strong>. Questa semplice tecnica, nel tempo, può tradursi in un risparmio economico, perché sostituire una o più ruote può comportare una spesa imprevista.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-gli-esperti-consigliano-di-applicare-del-nastro-adesivo-alle-ruote-della-valigia-prima-di-partire.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scienziati spagnoli scoprono una gigantesca struttura a dieci lati nell'atmosfera di Saturno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scienziati-spagnoli-scoprono-una-gigantesca-struttura-a-dieci-lati-nell-atmosfera-di-saturno.html</link><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 12:09:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Saturno sta ancora una volta mettendo in discussione le nostre conoscenze sulle atmosfere planetarie. Nell'emisfero meridionale è emersa una straordinaria formazione geometrica, la cui origine solleva ancora importanti interrogativi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-espanoles-descubren-una-gigantesca-estructura-de-diez-lados-en-la-atmosfera-de-saturno-1788425442146.jpg" data-image="4as24sibnwbe" alt="Saturno" title="Saturno"><figcaption>I risultati mostrano una struttura gigantesca la cui formazione potrebbe essere correlata alle potenti correnti a getto che circondano il pianeta.</figcaption></figure><p>Saturno ha appena rivelato una nuova singolarità atmosferica. Un team scientifico ha scoperto<strong> nell'emisfero meridionale del pianeta un'enorme struttura a dieci lati</strong>, un decagono atmosferico che ricorda il celebre esagono che circonda il polo nord del gigante gassoso.</p><p>La ricerca coinvolge scienziati spagnoli legati a gruppi finanziati dal <strong>Governo basco e dal Ministero della Scienza, dell'Innovazione e delle Università, oltre a ricercatori sostenuti da istituzioni catalane.</strong> Il lavoro ha inoltre utilizzato osservazioni effettuate dall'Osservatorio di Calar Alto, gestito congiuntamente dalla Junta de Andalucía e dal Consiglio Superiore delle Ricerche Scientifiche (CSIC), insieme ai dati provenienti da grandi infrastrutture astronomiche internazionali.</p><p>La scoperta è stata resa possibile grazie a <strong>immagini ottenute con il telescopio spaziale Hubble,</strong> osservazioni effettuate con telescopi terrestri e simulazioni numeriche finalizzate a comprendere la dinamica dell'atmosfera di Saturno. I risultati mostrano una struttura gigantesca la cui formazione potrebbe essere collegata alle potenti correnti a getto che attraversano il pianeta.</p><h2>Saturno ha ora un altro sorprendente poligono</h2><p><strong>Fino a oggi, il grande protagonista delle strutture geometriche di Saturno era il suo celebre esagono polare. </strong>Questa formazione si trova intorno ai 78,5 gradi di latitudine nord ed è stata scoperta nelle immagini scattate durante i sorvoli delle sonde Voyager nel 1980 e nel 1981.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">A 10/10 view! <br><br>With Hubble, astronomers discovered a new "decagon" encircling Saturn's south pole.<br><br>Scientists think this giant 10-sided atmospheric wave might be an entirely new type of phenomenon evolving on the gas giant: <a href="https://t.co/XltULqCYLj">https://t.co/XltULqCYLj</a> <a href="https://t.co/ltNkEUv8gO">pic.twitter.com/ltNkEUv8gO</a></p>— Hubble (@NASAHubble) <a href="https://x.com/NASAHubble/status/2095212869805580560?ref_src=twsrc%5Etfw">September 2, 2026</a></blockquote></figure><p>Da allora è stato osservato da telescopi terrestri, da Hubble e dalla missione Cassini. <strong>La sua grande stabilità ha permesso di confermare che è attivo da più di 44 anni</strong>, diventando uno dei fenomeni atmosferici più spettacolari del Sistema Solare.</p><p>Per decenni, tuttavia, non era stata individuata una struttura paragonabile nell'emisfero meridionale. <strong>La situazione ha iniziato a cambiare nel 2023, quando questa regione di Saturno è tornata a essere progressivamente visibile dalla Terra </strong>per effetto della geometria orbitale del pianeta.</p><p><strong>Le immagini di Hubble scattate quell'anno hanno mostrato indizi di una struttura a dieci lati intorno ai 63 gradi di latitudine sud.</strong> Nel 2024 i suoi lati e i suoi vertici sono apparsi con maggiore chiarezza e le osservazioni di agosto e settembre 2025 hanno permesso infine di identificare tutti e dieci i vertici del gigantesco decagono.</p><h2>Una struttura che si estende per migliaia di chilometri</h2><p>Le dimensioni del fenomeno sono colossali. <strong>L'onda presenta una lunghezza zonale media di circa 16.800 chilometri</strong> tra elementi equivalenti della struttura, mentre l'oscillazione latitudinale tra creste e valli raggiunge approssimativamente 2.645 chilometri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-espanoles-descubren-una-gigantesca-estructura-de-diez-lados-en-la-atmosfera-de-saturno-1788425620697.jpg" data-image="63rc3hknexb8" alt="Saturno" title="Saturno"><figcaption> I ricercatori hanno rilevato segnali della struttura a diversi livelli dell'atmosfera</figcaption></figure><p>Inoltre, non sembra essere limitato a un unico strato di nubi.<strong> I ricercatori hanno rilevato segnali della struttura a diversi livelli dell'atmosfera</strong>, suggerendo che si tratti di un fenomeno organizzato verticalmente e capace di interessare un'ampia regione dell'atmosfera di Saturno.</p><p>Per analizzarlo sono state utilizzate, tra gli altri strumenti,<strong> immagini della fotocamera WFC3 di Hubble e osservazioni ottenute con PlanetCam sul telescopio da 2,2 metri dell'Osservatorio di Calar Alto</strong>. Sono state inoltre integrate osservazioni del Very Large Telescope dell'Osservatorio Europeo Australe e contributi di astronomi amatoriali di diversi Paesi.</p><h2>Il decagono si muove lentamente</h2><p>Una delle sue caratteristiche peculiari è la velocità con cui si sposta. Gli scienziati hanno calcolato che <strong>il decagono avanza verso est a circa 2,5 metri al secondo. </strong>È un valore molto piccolo rispetto alla corrente a getto sulla quale si trova. Intorno ai 60,5°S, questo potente jet raggiunge circa 116 metri al secondo.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr"> SATURN'S HEXAGON EXPLAINED: THE ILLUSION OF A GAS GIANT AND THE TRIUMPH OF TOPOLOGY<br><br>For decades, astrophysics has puzzled over one of the most mind-blowing structures in the Solar System. How could a planet made entirely of turbulent gas form and maintain a geometrically <a href="https://t.co/mOaMJBWv4q">pic.twitter.com/mOaMJBWv4q</a></p>— Dr. Logvinovich (@dr_logvinovich) <a href="https://x.com/dr_logvinovich/status/2095158122218234232?ref_src=twsrc%5Etfw">September 2, 2026</a></blockquote></figure><p><strong>Anche i vertici non rimangono completamente stabili.</strong> Presentano oscillazioni longitudinali con un periodo medio di circa 32,5 giorni e ampiezze che possono raggiungere gli 8,4 gradi. Si tratta di un comportamento dinamico che non era stato osservato nel celebre esagono dell'emisfero settentrionale.</p><h2>Come si è formato il decagono nell'atmosfera?</h2><p>I ricercatori ritengono che<strong> potrebbe trattarsi di un'onda di Rossby quasi-geostrofica</strong>, ovvero un'enorme ondulazione atmosferica legata alla rotazione di Saturno e alle variazioni delle sue forti correnti di vento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-espanoles-descubren-una-gigantesca-estructura-de-diez-lados-en-la-atmosfera-de-saturno-1788425746904.jpg" data-image="utug63a5vrzu" alt="Saturno" title="Saturno"><figcaption>I ricercatori ritengono che potrebbe trattarsi di un'enorme ondulazione atmosferica legata alla rotazione di Saturno</figcaption></figure><p>Le simulazioni prospettano diverse possibilità per spiegare la sua origine. Una di queste indica una<strong> perturbazione periodica prodotta direttamente nella corrente a getto. </strong>Un'altra ipotesi collega la sua <strong>comparsa a un grande vortice anticiclonico di circa 4.000 chilometri di dimensione</strong> situato immediatamente a nord del decagono, che potrebbe aver alterato il jet e favorito la formazione della struttura.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786852" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nancy-grace-roman-chi-era-la-donna-a-cui-e-stato-dedicato-il-nuovo-telescopio-della-nasa.html" title="Nancy Grace Roman, chi era la donna a cui è stato dedicato il nuovo telescopio della NASA?">Nancy Grace Roman, chi era la donna a cui è stato dedicato il nuovo telescopio della NASA?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nancy-grace-roman-chi-era-la-donna-a-cui-e-stato-dedicato-il-nuovo-telescopio-della-nasa.html" title="Nancy Grace Roman, chi era la donna a cui è stato dedicato il nuovo telescopio della NASA?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nancy-grace-roman-quem-foi-a-mulher-homenageada-pelo-novo-telescopio-da-nasa-1788029117048_320.png" alt="Nancy Grace Roman, chi era la donna a cui è stato dedicato il nuovo telescopio della NASA?"></a></article></aside><p>Esiste una differenza fondamentale rispetto all'esagono settentrionale. Mentre quella struttura è rimasta praticamente stabile per oltre quattro decenni, il nuovo decagono sembra essersi evoluto rapidamente tra il 2023 e il 2025. Questo porta gli scienziati a ipotizzare che <strong>potrebbe trattarsi di un fenomeno transitorio generato da una recente instabilità della corrente a getto,</strong> anche se sarà ancora necessario osservarne l'evoluzione nei prossimi anni.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="S%C3%A1nchez-Lavega%2C%20A.%2C%20Simon%2C%20A.%20A.%2C%20Fletcher%2C%20L.%20N.%2C%20et%20al." data-year="2026" data-title="A%20decagonal%20wave%20in%20Saturn%E2%80%99s%20southern%20atmosphere." data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fsciadv.aee4251">Sánchez-Lavega, A., Simon, A. A., Fletcher, L. N., et al.. (2026). <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aee4251" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">A decagonal wave in Saturn’s southern atmosphere.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scienziati-spagnoli-scoprono-una-gigantesca-struttura-a-dieci-lati-nell-atmosfera-di-saturno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Più resistente del pothos e molto più elegante: la pianta da interno di tendenza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piu-resistente-del-pothos-e-molto-piu-elegante-la-pianta-da-interno-di-tendenza.html</link><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Questa specie di origine tropicale unisce la robustezza di una pianta classica a un'estetica molto più raffinata.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/mas-resistente-que-el-potus-y-mucho-mas-elegante-la-planta-de-interior-que-es-tendencia-1788785292741.jpg" data-image="osql2p4vu02k" alt="piante" title="piante"><figcaption>Il fogliame verde opaco e intenso del *cordatum*: la nuova pianta da interno preferita.</figcaption></figure><p>Famoso per sopportare stoicamente distrazioni, eccessi e indifferenza, il potos è stato per lungo tempo il re assoluto delle piante da appartamento. E, sebbene continui a essere tra le specie più popolari e facili da curare, <strong>un forte concorrente aspira ora a conquistare il suo posto sul trono.</strong></p><p><strong>Parliamo del cordatum (<em>Philodendron cordatum</em>)</strong>, una varietà tropicale che combina una resistenza simile a quella del potos con un'estetica molto più elegante.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/mas-resistente-que-el-potus-y-mucho-mas-elegante-la-planta-de-interior-que-es-tendencia-1788785382217.jpg" data-image="dmamuqf9zyrw" alt="piante" title="piante"><figcaption>Le foglie a forma di cuore e dalla punta affusolata distinguono il cordatum dal tradizionale potos.</figcaption></figure><p>Per un occhio poco allenato è facile confonderli, ma esistono differenze evidenti. La principale riguarda la morfologia delle foglie. <strong>Nel cordatum hanno una caratteristica forma a cuore</strong>, con margini morbidi e una punta sottile ben definita.</p><p>Inoltre, <strong>la loro consistenza è morbida e opaca</strong>, in contrasto con la lucentezza cerosa del potos. Il fogliame presenta una tonalità verde intensa e uniforme.</p><p>Sebbene siano disponibili anche versioni con diverse sfumature e motivi sulle foglie, <strong>la varietà pura mantiene una tonalità uniforme</strong> che dona eleganza a qualsiasi ambiente.</p><h2>Come cresce: ritmo e modalità di sviluppo</h2><p><strong>Il cordatum può crescere arrampicandosi oppure ricadendo verso il basso.</strong> Nel suo habitat naturale utilizza le radici aeree per fissarsi ai tronchi degli alberi e salire verso la luce. In casa, questa stessa flessibilità permette di orientarlo in due modi:</p><p><strong>Con un tutore, verso l'alto:</strong> se gli viene fornito un supporto in muschio o fibra di cocco, le radici aeree vi si aggrappano facilmente. In questa configurazione, le foglie tendono a svilupparsi raggiungendo dimensioni considerevolmente maggiori.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/mas-resistente-que-el-potus-y-mucho-mas-elegante-la-planta-de-interior-que-es-tendencia-1788788973046.jpg" data-image="h4hoqljcvudd" alt="piante" title="piante"><figcaption>Il Philodendron cordatum coltivato con un tutore in muschio sviluppa foglie molto più grandi crescendo verso l'alto.</figcaption></figure><p><strong>A cascata:</strong> collocata su mensole alte o in vasi sospesi, la pianta crea dense e rigogliose cascate verdi.</p><ul></ul><p>Cresce a un ritmo moderato durante l'autunno e l'inverno. Con <strong>l'arrivo della primavera e dell'estate</strong>, accelera la produzione costante di nuovi germogli.</p><h2>Le cure essenziali per mantenerlo in perfette condizioni</h2><p>Richiede poche cure, <strong>semplici ma precise</strong>:</p><p><strong>Luce e illuminazione:</strong> preferisce una luce indiretta e abbondante. Tollera gli angoli meno luminosi, anche se la sua crescita rallenta. È fondamentale evitare il sole diretto, poiché la radiazione intensa può bruciare rapidamente il fogliame.</p><p><strong>Annaffiatura e substrato:</strong> l'eccesso d'acqua è il suo principale nemico. L'ideale è annaffiare soltanto quando lo strato superficiale del substrato è asciutto al tatto. Ha bisogno di un terriccio soffice, ricco di materia organica e con un ottimo drenaggio, per evitare che le radici marciscano.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/mas-resistente-que-el-potus-y-mucho-mas-elegante-la-planta-de-interior-que-es-tendencia-1788789063009.jpg" data-image="d7uvk671k5g8" alt="piante" title="piante"><figcaption>Eliminare la polvere dalle sue foglie opache una volta al mese aiuta la fotosintesi e ne valorizza la bellezza naturale.</figcaption></figure><p><strong>Temperatura e umidità:</strong> cresce bene a temperature comprese tra 18 °C e 26 °C. Soffre il gelo e le correnti d'aria fredda prolungate. Apprezza l'umidità ambientale; per questo, nebulizzare le foglie nei periodi più secchi aiuta a mantenere il loro colore brillante.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786238" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/bello-elegante-e-profumato-l-arbusto-perfetto-per-abbellire-il-vostro-giardino-o-balcone-questa-primavera.html" title="Bello, elegante e profumato: l'arbusto perfetto per abbellire il vostro giardino o balcone questa primavera">Bello, elegante e profumato: l'arbusto perfetto per abbellire il vostro giardino o balcone questa primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/bello-elegante-e-profumato-l-arbusto-perfetto-per-abbellire-il-vostro-giardino-o-balcone-questa-primavera.html" title="Bello, elegante e profumato: l'arbusto perfetto per abbellire il vostro giardino o balcone questa primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hermoso-elegante-y-perfumado-el-arbusto-perfecto-para-elevar-tu-patio-o-balcon-esta-primavera-1787262888361_320.jpg" alt="Bello, elegante e profumato: l'arbusto perfetto per abbellire il vostro giardino o balcone questa primavera"></a></article></aside><p><strong>Manutenzione del fogliame:</strong> è consigliabile passare una volta al mese un panno morbido e leggermente inumidito sulle foglie, per rimuovere la polvere e liberarne i pori.</p><ul></ul><h2>Propagazione semplice in acqua o nel terriccio</h2><p>Moltiplicare il cordatum è molto semplice. <strong>Basta tagliare un pezzo di fusto che comprenda almeno un nodo</strong>, ovvero il punto da cui nascono le foglie e le radici aeree.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/mas-resistente-que-el-potus-y-mucho-mas-elegante-la-planta-de-interior-que-es-tendencia-1788789185224.jpg" data-image="n6su2zk39wyi" alt="piante" title="piante"><figcaption>L'eccesso d'acqua è il nemico del cordatum: lasciare asciugare lo strato superficiale del substrato tra un'annaffiatura e l'altra.</figcaption></figure><p>Una volta sistemata la talea in un recipiente con acqua pulita, le radici iniziano a spuntare nel giro di poche settimane. Quando l'apparato radicale raggiunge alcuni centimetri di lunghezza, <strong>il nuovo esemplare può essere trasferito direttamente in un vaso con il terriccio.</strong></p><h3>Un dettaglio da tenere presente se ci sono animali domestici</h3><p>Come molte piante della famiglia delle aracee, il Philodendron cordatum contiene cristalli di ossalato di calcio. <strong>Può essere tossico per cani e gatti</strong> se ingerito o masticato, poiché può provocare irritazione alla bocca o alla gola.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787252" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cresce-rapidamente-e-incanta-con-i-suoi-pompon-gialli-ecco-perche-e-il-momento-ideale-per-piantare-questo-albero.html" title="Cresce rapidamente e incanta con i suoi pompon gialli: ecco perché è il momento ideale per piantare questo albero">Cresce rapidamente e incanta con i suoi pompon gialli: ecco perché è il momento ideale per piantare questo albero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cresce-rapidamente-e-incanta-con-i-suoi-pompon-gialli-ecco-perche-e-il-momento-ideale-per-piantare-questo-albero.html" title="Cresce rapidamente e incanta con i suoi pompon gialli: ecco perché è il momento ideale per piantare questo albero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/crece-rapido-y-deslumbra-con-sus-pompones-amarillos-por-que-conviene-plantar-este-arbol-ahora-1788180875763_320.jpg" alt="Cresce rapidamente e incanta con i suoi pompon gialli: ecco perché è il momento ideale per piantare questo albero"></a></article></aside><p>Per questo motivo, se in casa ci sono animali curiosi, la soluzione migliore è coltivarlo <strong>in un vaso sospeso</strong> oppure su mensole rialzate, fuori dalla loro portata.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piu-resistente-del-pothos-e-molto-piu-elegante-la-pianta-da-interno-di-tendenza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tombe etrusche progettate per provocare la trance? La sorprendente ipotesi di un nuovo studio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-etruschi-progettavano-le-tombe-per-alterare-la-coscienza-l-ipotesi-di-un-nuovo-studio.html</link><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 08:49:08 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Un recente studio sulla necropoli di Tarquinia offre un’interpretazione innovativa delle sepolture sotterranee, che potrebbe cambiare la chiave di lettura dell'archeologia funebre di tutto il Mediterraneo</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-tombe-etrusche-di-tarquinia-non-solo-sepolture-per-i-defunti-ma-luoghi-di-esperienze-multisensoriali-per-i-vivi-1789057281927.jpg" data-image="apfzc428y58g" alt="tombe etrusche Tarquinia" title="tombe etrusche Tarquinia"><figcaption>Gli straordinari affreschi della Tomba dei Leopardi nella necropoli di Monterozzi a Tarquinia - Gleb Simonov, CC0 via Wikimedia Commons</figcaption></figure><p>La civiltà etrusca, a distanza di quasi <strong>tre millenni</strong> dalla sua nascita, ha ancora tanti segreti in attesa di essere svelati. </p><p>Uno dei più affascinanti è custodito nello straordinario sito archeologico di <strong>Tarquinia</strong>, una necropoli che conta seimila ipogei i cui dipinti appaiono così straordinari da essere stati definiti il <strong>punto di inizio</strong> della storia della pittura italiana.</p><p>Ora un nuovo studio pubblicato sulla rivista <em>Journal of Archaeological Method and Theory</em> svela che tanto i dipinti, quanto le tombe stesse, non servivano solo per accompagnare i defunti nell’aldilà, ma anche per consentire ai vivi di raggiungere stati di trance e compiere viaggi sensoriali.</p><h2>Un viaggio immersivo nelle tombe etrusche</h2><p>Lo studio delle sepolture etrusche si basa in genere <strong>sull’interpretazione dei dipinti</strong>, ma nelle tombe sotterranee di questa eccezionale civiltà del passato c’è anche molto altro, a partire dalla <strong>forma </strong>e dalla <strong>dimensione </strong>degli ambienti.</p><p>Adesso si sa che gli spazi, le ombre, la propagazione del suono, non erano lasciati al caso e non erano elementi secondari, ma avevano anch’essi uno scopo legato principalmente a creare <strong>un’esperienza immersiva</strong>, quasi un viaggio della mente, per chi entrava in questi ambienti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760525" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-fantastico-viaggio-attraverso-il-bosco-che-conduce-al-misterioso-altare-etrusco-di-bomarzo.html" title="Il fantastico viaggio attraverso il bosco che conduce al misterioso altare etrusco di Bomarzo">Il fantastico viaggio attraverso il bosco che conduce al misterioso altare etrusco di Bomarzo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-fantastico-viaggio-attraverso-il-bosco-che-conduce-al-misterioso-altare-etrusco-di-bomarzo.html" title="Il fantastico viaggio attraverso il bosco che conduce al misterioso altare etrusco di Bomarzo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-fantastico-viaggio-attraverso-il-bosco-che-conduce-al-misterioso-altare-etrusco-di-bomarzo-1774367800421_320.jpg" alt="Il fantastico viaggio attraverso il bosco che conduce al misterioso altare etrusco di Bomarzo"></a></article></aside><p>Lo studio che ha fornito questa nuova e affascinante interpretazione ha preso in esame due tombe in particolare, quella del <strong>Gallo </strong>e quella del <strong>Demone Azzurro</strong>, ma in futuro questo approccio potrebbe essere applicato anche a molti altri siti simili a quello di Tarquinia, che si trovano in tutta l’area mediterranea.</p><h2>I segreti delle tombe etrusche, tra immagini e suoni</h2><p>La ricerca condotta da Maurizio Forte e Jacqueline K. Ortoleva ha preso in esame diversi aspetti delle due sepolture a partire dall’identificazione delle aree che catturano di più l’attenzione, in base ai <strong>colori </strong>e alle <strong>forme</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-tombe-etrusche-di-tarquinia-non-solo-sepolture-per-i-defunti-ma-luoghi-di-esperienze-multisensoriali-per-i-vivi-1789058788464.jpg" data-image="0997nheezgc3" alt="tomba etrusca Tarquinia" title="tomba etrusca Tarquinia"><figcaption>Una nicchia della tomba etrusca della Pulcella, del V secolo a.C. - Gsimonov, Public domain, via Wikimedia Commons</figcaption></figure><p>I vari <strong>elementi architettonici</strong> sono stati distinti inoltre tra quelli che invitano all'azione e quelli che limitano il movimento, come soglie, pareti, affreschi, nicchie e così via.</p><p> Una delle parti più interessanti dello studio riguarda però i <strong>suoni</strong>, misurati con un metodo formalizzato e <strong>replicabile</strong>. In questo modo è stato possibile capire come il suono all’interno delle tombe si propaga, se e quanto viene attutito o amplificato, quali sono le zone che eventualmente hanno caratteristiche acustiche particolari.</p><h2>Come gli Etruschi usavano suoni, colori e spazi </h2><p>Nella necropoli di Tarquinia non esiste un vero e proprio standard, ogni tomba è costruita in modo diverso, e le sepolture appaiono quindi diverse anche dal punto di vista dell’acustica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="742286" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-canyon-degli-etruschi-strade-sacre-o-geniale-sistema-di-drenaggio-il-mistero-delle-vie-cave-che-creano-un-microclima.html" title="I canyon degli Etruschi: strade sacre o geniale sistema di drenaggio? 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Il mistero delle Vie Cave che creano un microclima"></a></article></aside><p> La tomba del Gallo è più piccola e vi si accede tramite uno stretto corridoio dove la <strong>stimolazione visiva</strong> è minima, in modo da indurre i visitatori ad avanzare subito verso l’interno. Qui i vari dipinti catturano l’attenzione mentre il suono si propaga verso l’esterno, senza echi e riverberi, consentendo una <strong>comunicazione facile</strong>.</p><p>Al contrario la tomba del Demone Azzurro, ben più grande della precedente, sembra progettata per creare una sensazione di <strong>disorientamento </strong>e persino indurre stati di <strong>trance</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="618092" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/incredibile-scoperta-in-finlandia-una-necropoli-preistorica-sotto-il-circolo-polare-artico.html" title="Incredibile scoperta in Finlandia, una necropoli preistorica sotto il Circolo Polare Artico">Incredibile scoperta in Finlandia, una necropoli preistorica sotto il Circolo Polare Artico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/incredibile-scoperta-in-finlandia-una-necropoli-preistorica-sotto-il-circolo-polare-artico.html" title="Incredibile scoperta in Finlandia, una necropoli preistorica sotto il Circolo Polare Artico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/incredibile-scoperta-in-finlandia-una-necropoli-preistorica-sotto-il-circolo-polare-artico-1703242629483_320.jpg" alt="Incredibile scoperta in Finlandia, una necropoli preistorica sotto il Circolo Polare Artico"></a></article></aside><p><br>Il dipinto del Demone Azzurro, per i colori e per la dimensione, subito attira lo sguardo, mentre <strong>l’eco </strong>dei suoni ha tempi lunghissimi, fino ad oltre <strong>sette secondi</strong>, simili a quelli che si trovano in una grande chiesa.</p><p>La vibrazione dei suoni bassi, come il battito dei tamburi o quello delle mani, in questo ambiente è così intensa da far vibrare anche il torace di chi si trova al suo interno.</p><h2>L'esperienza multisensoriale tra il mondo dei vivi e l'aldilà</h2><p>Viste alla luce di queste nuove analisi, le tombe etrusche sono quindi un luogo destinato tanto ai morti quanto ai vivi.</p><p>I riti funerari potevano essere anche riti di passaggio per le persone che accompagnava il defunto, che venivano sottoposte ad una forte <strong>stimolazione multisensoriale</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777440" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-straordinaria-scoperta-archeologica-sottomarina-riporta-in-vita-una-delle-7-meraviglie-del-mondo-antico.html" title="Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico">Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-straordinaria-scoperta-archeologica-sottomarina-riporta-in-vita-una-delle-7-meraviglie-del-mondo-antico.html" title="Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-impresionante-hallazgo-arqueologico-bajo-el-agua-que-va-a-revivir-una-de-las-7-maravillas-del-mundo-antiguo-1782728866756_320.jpeg" alt="Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico"></a></article></aside><p>Oltre all’<strong>acustica</strong>, il messaggio contenuro nei <strong>dipinti</strong>, la <strong>luce </strong>delle candele, quella del giorno che andava via via scemando e anche il <strong>freddo</strong> dei sotterranei, potevano servire tutti insieme a creare un distacco dalla realtà, per portare i partecipanti al rito in una dimensione diversa, a metà tra il mondo dei vivi e quello dei morti. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Lidia%20G%20Merenciano" data-year="2026" data-title="Gli%20etruschi%20potrebbero%20aver%20progettato%20le%20loro%20tombe%20per%20provocare%20stati%20alterati%20di%20coscienza%2C%20secondo%20un%20recente%20studio" data-url="https%3A%2F%2Fwww.storicang.it%2Fa%2Fetruschi-potrebbero-aver-progettato-loro-tombe-per-provocare-stati-alterati-coscienza-secondo-recente-studio_18576%23google_vignette">Lidia G Merenciano. (2026). <a href="https://www.storicang.it/a/etruschi-potrebbero-aver-progettato-loro-tombe-per-provocare-stati-alterati-coscienza-secondo-recente-studio_18576#google_vignette" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Gli etruschi potrebbero aver progettato le loro tombe per provocare stati alterati di coscienza, secondo un recente studio</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-etruschi-progettavano-le-tombe-per-alterare-la-coscienza-l-ipotesi-di-un-nuovo-studio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Navigatori e traffico, il paradosso: più automobilisti li usano, più il traffico si concentra sulle stesse strade]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/navigatori-e-traffico-il-paradosso-piu-automobilisti-li-usano-piu-il-traffico-si-concentra-sulle-stesse-strade.html</link><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 07:03:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Uno studio italiano appena pubblicato su Nature Communications mostra che, con la diffusione dei servizi di navigazione, il traffico tende a concentrarsi su un numero più ristretto di strade e che, oltre una soglia di adozione generalmente compresa tra il 60% e l’80%, i benefici ambientali possono attenuarsi fino a scomparire.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/navigatori-e-traffico-il-paradosso-piu-automobilisti-li-usano-piu-il-traffico-si-concentra-sulle-stesse-strade-1789073631008.jpeg" data-image="xkzfxlqn3snt" alt="navigatore gps" title="navigatore gps"><figcaption>L'uso dei navigatori GPS in auto per cercare il percorso con meno traffico è molto diffuso, ma oltre un certo livello di utilizzo può diventare controproducente.</figcaption></figure><p>Le applicazioni di navigazione come Google Maps e TomTom <strong>aiutano ogni giorno milioni di automobilisti a scegliere il percorso più rapido</strong> o efficiente per raggiungere la loro destinazione. <strong>In molti usano questo tipo di applicazioni anche se conoscono a memoria la strada </strong>per raggiungere il luogo di lavoro, o un'altra destinazione, proprio per evitare rallentamenti e code, che vengono indicate in tempo reale su questi navigatori.</p><p><strong>Ma quale impatto hanno questi strumenti sulle città quando vengono utilizzati in contemporanea da migliaia di veicoli? </strong>A rispondere è uno studio pubblicato su <em>Nature Communications</em>, condotto da Giuliano Cornacchia, Mirco Nanni e Luca Pappalardo dell'Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isti) e Dino Pedreschi dell’Università di Pisa.</p><p>I risultati mostrano che <strong>l’adozione su larga scala dei servizi di navigazione può ridurre la diversità dei percorsi,</strong> concentrare il traffico su un numero più ristretto di strade e, in alcune condizioni, <strong>attenuare o persino annullare i benefici ambientali attesi.</strong></p><h2> L'impatto dei navigatori satellitari sul traffico urbano </h2><p>“Attraverso simulazioni di traffico al computer, <strong>lo studio ha analizzato l’impatto dei navigatori sul traffico a Firenze, Milano e Roma</strong>, integrando dati GPS di veicoli privati e suggerimenti di percorso forniti dai principali <strong>servizi di navigazione, tra cui Google Maps, TomTom, Bing Maps e Mapbox</strong>”, spiega Luca Pappalardo, primo ricercatore al Cnr-Isti, professore associato alla Scuola Normale Superiore e coordinatore dello studio. </p><p>“Le simulazioni hanno permesso di analizzare diversi scenari, variando il carico di traffico e il tasso di adozione dei navigatori satellitari: dallo 0%, in cui nessun veicolo segue le indicazioni di un servizio di navigazione, al 100%, in cui tutti i veicoli sono guidati da un navigatore. Nello studio abbiamo valutato gli effetti sulla diversità dei percorsi e sulle emissioni di CO2 nella città”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="711503" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mai-piu-ingorghi-la-prima-auto-volante-sul-mercato-sara-pronta-al-decollo-nel.html" title="Mai più traffico e ingorghi: la prima auto volante sul mercato sarà pronta al decollo nel 2026">Mai più traffico e ingorghi: la prima auto volante sul mercato sarà pronta al decollo nel 2026</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mai-piu-ingorghi-la-prima-auto-volante-sul-mercato-sara-pronta-al-decollo-nel.html" title="Mai più traffico e ingorghi: la prima auto volante sul mercato sarà pronta al decollo nel 2026"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/no-mas-embotellamientos-el-primer-auto-volador-del-mercado-estara-listo-para-despegar-en-1747494969780_320.jpg" alt="Mai più traffico e ingorghi: la prima auto volante sul mercato sarà pronta al decollo nel 2026"></a></article></aside><p> “L’obiettivo dello studio non è stabilire se i navigatori siano positivi o negativi in sé”, aggiunge Giuliano Cornacchia, primo autore della ricerca. “Questi strumenti possono offrire vantaggi al singolo automobilista, ma <strong>quando un numero elevato di utenti riceve indicazioni analoghe, possono prodursi effetti collettivi indesiderati sulla mobilità urbana</strong>”.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> “L’obiettivo dello studio non è stabilire se i navigatori siano positivi o negativi in sé”, aggiunge Giuliano Cornacchia, primo autore della ricerca. “Questi strumenti possono offrire vantaggi al singolo automobilista, ma quando un numero elevato di utenti riceve indicazioni analoghe, possono prodursi effetti collettivi indesiderati sulla mobilità urbana”. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I risultati indicano che, <strong>all’aumentare del tasso di adozione, la diversità dei percorsi diminuisce in modo significativo</strong>: i veicoli tendono a essere canalizzati verso un insieme sempre più ristretto di strade. Negli scenari di piena adozione, la diversità dei percorsi diminuisce fino al 14% rispetto allo scenario in cui i suggerimenti non vengono seguiti. Inoltre, l’adozione dei navigatori tende a reindirizzare il traffico verso autostrade e grandi arterie.</p><h2>L'impatto ambientale</h2><p>Lo studio evidenzia inoltre che <strong>l'impatto ambientale dei sistemi di navigazione è sfaccettato: i benefici dipendono soprattutto dal livello di traffico e dal tasso di adozione.</strong> “In condizioni di traffico leggero, i navigatori riducono le emissioni di CO2. In condizioni di traffico intenso, invece, i benefici si osservano a bassi livelli di adozione. <strong>Superata una determinata soglia, che varia in base al servizio e alla città ed è in genere compresa tra il 60% e l’80%, i vantaggi si attenuano</strong>, svaniscono, o possono addirittura invertirsi, come osservato in alcuni scenari simulati a Roma”, precisa Dino Pedreschi, professore presso il Dipartimento di informatica dell’Università di Pisa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/navigatori-e-traffico-il-paradosso-piu-automobilisti-li-usano-piu-il-traffico-si-concentra-sulle-stesse-strade-1789073795285.jpg" data-image="d8m8a2xypomr"></figure><p>La ricerca contribuisce a un tema più ampio: l’impatto di algoritmi e dei sistemi di intelligenza artificiale sulla società. <strong>“Studiare come l’intelligenza artificiale e gli algoritmi influenzano le scelte individuali</strong> e, attraverso queste, la nostra società è uno dei temi centrali del nostro laboratorio, del nostro progetto City-AI Coevolution, finanziato dal MUR attraverso il programma di finanziamento FIS”, osserva Pappalardo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="708474" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cose-che-bisogna-imparare-a-fare-per-non-essere-elettricita-dipendenti-in-caso-di-blackout.html" title="La lezione a un mese dal mega-blackout in Spagna e Portogallo: ecco 3 cose che dobbiamo imparare di nuovo a fare">La lezione a un mese dal mega-blackout in Spagna e Portogallo: ecco 3 cose che dobbiamo imparare di nuovo a fare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cose-che-bisogna-imparare-a-fare-per-non-essere-elettricita-dipendenti-in-caso-di-blackout.html" title="La lezione a un mese dal mega-blackout in Spagna e Portogallo: ecco 3 cose che dobbiamo imparare di nuovo a fare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cose-che-bisogna-imparare-a-fare-per-non-essere-elettricita-dipendenti-in-caso-di-blackout-1748419249407_320.jpg" alt="La lezione a un mese dal mega-blackout in Spagna e Portogallo: ecco 3 cose che dobbiamo imparare di nuovo a fare"></a></article></aside><p><strong>“I navigatori sono un esempio quotidiano di algoritmo che orienta decisioni individuali, in questo caso quale strada percorrere,</strong> ma quando adottato su larga scala può impattare il comportamento collettivo di un’intera città”.</p><p>La sfida futura, concludono gli autori, sarà progettare servizi di navigazione capaci non solo di ottimizzare il percorso del singolo utente, ma anche di tenere conto degli effetti complessivi dei loro suggerimenti sulla città.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Cornacchia%2C%20G.%2C%20Nanni%2C%20M.%2C%20Pedreschi%2C%20D.%20et%20al." data-year="" data-title="The%20traffic%20concentration%20effects%20of%20urban%20navigation%20services.%20Nat%20Commun%2017%2C%208548%20(2026)." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs41467-026-75254-8">Cornacchia, G., Nanni, M., Pedreschi, D. et al.. <a href="https://doi.org/10.1038/s41467-026-75254-8" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">The traffic concentration effects of urban navigation services. Nat Commun 17, 8548 (2026).</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/navigatori-e-traffico-il-paradosso-piu-automobilisti-li-usano-piu-il-traffico-si-concentra-sulle-stesse-strade.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ricercatori spagnoli scoprono un legame cruciale nell'Atlantico per prevedere i fenomeni di El Niño]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ricercatori-spagnoli-scoprono-un-legame-cruciale-nell-atlantico-per-prevedere-i-fenomeni-di-el-nino.html</link><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 06:12:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Alcuni scienziati dell'Università Complutense di Madrid hanno scoperto che l'Oceano Atlantico potrebbe svolgere un ruolo decisivo nella previsione di El Niño. Scopri le implicazioni di questa scoperta per diversi settori della società su scala globale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/investigadores-espanhois-descobrem-uma-ligacao-crucial-no-atlantico-para-a-previsao-dos-fenomenos-do-el-nino-1788957034710.jpg" data-image="y3hey4pasmdx"><figcaption>El Niño è un fattore determinante della variabilità climatica globale. Il riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico tropicale innesca cambiamenti atmosferici che si propagano ben oltre tale regione, influenzando il clima in diverse parti del mondo – inclusa la penisola iberica – sebbene la correlazione nei paesi iberici sia piuttosto debole e tipicamente più legata all'aumento delle temperature globali.</figcaption></figure><p><strong>E se per anticipare uno dei più grandi fenomeni climatici del pianeta fosse necessario volgere lo sguardo verso un altro oceano?</strong> Un'équipe del gruppo di ricerca TROPA (Universidad Complutense de Madrid e Instituto de Geociencias - IGEO-CSIC) ha scoperto che <strong>l'oceano Atlantico può svolgere un ruolo decisivo nella previsione di El Niño</strong>.</p><p>Attualmente i sistemi di previsione sono in grado di anticipare il fenomeno di El Niño con circa <strong>un anno di anticipo</strong>. Il nuovo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista <em>Scientific Reports</em> e basato sul modello ECMWF, mostra che <strong>questa finestra temporale potrebbe essere ampliata grazie all'Atlantico</strong>.</p><h2>Il “fratello minore” di El Niño</h2><p>Il punto chiave dello studio è quello che i ricercatori definiscono <strong>“El Niño dell'Atlantico”</strong>, un fenomeno simile a quello del Pacifico, sebbene <strong>più modesto</strong>, che si verifica nell'<strong>Atlantico equatoriale durante l'estate dell'emisfero settentrionale</strong>, circa sei mesi prima di El Niño del Pacifico. </p><p>I cambiamenti nei venti associati a questo fenomeno possono modificare le condizioni atmosferiche che in seguito influenzano il Pacifico.</p><h2>Dall'Atlantico al Pacifico “nasce” una nuova finestra di previsione, con lo sguardo rivolto al futuro</h2><p>Per arrivare a questa conclusione, il team ha analizzato i dati relativi all'intero XX secolo e ha dimostrato che <strong>l'interazione tra i due oceani varia nel corso del tempo</strong>, alternando periodi di maggiore e minore interazione. Questa interazione è stata particolarmente <strong>più coesa all'inizio e alla fine del secolo scorso</strong> e i ricercatori stimano che <strong>potrebbe tornare a intensificarsi nel prossimo futuro</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787723" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-arriva-davvero-in-europa-luca-lombroso-fa-chiarezza-su-che-cos-e-e-quanto-dobbiamo-preoccuparci.html" title="El Niño arriva davvero in Europa? Luca Lombroso fa chiarezza su che cos’è e quanto dobbiamo preoccuparci ">El Niño arriva davvero in Europa? Luca Lombroso fa chiarezza su che cos’è e quanto dobbiamo preoccuparci </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-arriva-davvero-in-europa-luca-lombroso-fa-chiarezza-su-che-cos-e-e-quanto-dobbiamo-preoccuparci.html" title="El Niño arriva davvero in Europa? Luca Lombroso fa chiarezza su che cos’è e quanto dobbiamo preoccuparci "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-arriva-davvero-in-europa-luca-lombroso-fa-chiarezza-su-che-cos-e-e-quanto-dobbiamo-preoccuparci-1788879966136_320.jpeg" alt="El Niño arriva davvero in Europa? Luca Lombroso fa chiarezza su che cos’è e quanto dobbiamo preoccuparci "></a></article></aside><p>Quando l'interazione che collega i due oceani è attiva, <strong>incorporare le informazioni sull'Atlantico nei modelli di previsione migliora significativamente la capacità di anticipare El Niño del Pacifico</strong>. Se i modelli relativi all'Atlantico diventeranno sufficientemente accurati, potrebbe essere possibile superare l'attuale limite previsionale di circa un anno e mezzo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/investigadores-espanhois-descobrem-uma-ligacao-crucial-no-atlantico-para-a-previsao-dos-fenomenos-do-el-nino-1788957331443.jpg" data-image="oq6y9yh3jnxo"><figcaption>Secondo i ricercatori del gruppo TROPA, questa scoperta amplia il margine per le previsioni climatiche, con potenziali benefici per la pianificazione agricola, economica ed energetica su scala globale.</figcaption></figure><p><strong>“Per migliorare la previsione globale, non basta guardare al Pacifico; dobbiamo procedere in modo uniforme nel monitoraggio e nella ricerca sull'Atlantico tropicale”</strong>, sottolineano i membri del gruppo TROPA, il cui obiettivo futuro è continuare ad approfondire queste dinamiche per migliorare la previsione stagionale su scala planetaria.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787626" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-super-fenomeno-el-nino-sta-influenzando-i-cambiamenti-meteorologici-in-arrivo-in-italia-dall-atlantico.html" title="Il super-fenomeno El Niño sta influenzando i cambiamenti meteorologici in arrivo in Italia dall'Atlantico">Il super-fenomeno El Niño sta influenzando i cambiamenti meteorologici in arrivo in Italia dall'Atlantico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-super-fenomeno-el-nino-sta-influenzando-i-cambiamenti-meteorologici-in-arrivo-in-italia-dall-atlantico.html" title="Il super-fenomeno El Niño sta influenzando i cambiamenti meteorologici in arrivo in Italia dall'Atlantico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-super-fenomeno-el-nino-sta-influenzando-i-cambiamenti-meteorologici-in-arrivo-in-italia-dall-atlantico-1788817612886_320.jpg" alt="Il super-fenomeno El Niño sta influenzando i cambiamenti meteorologici in arrivo in Italia dall'Atlantico"></a></article></aside><p>Lo studio fa parte della <strong>tesi di dottorato di</strong> <strong>Antonio Robles</strong><strong>, supervisionata da</strong> <strong>Belén Rodríguez-Fonseca</strong> e <strong>Teresa Losada</strong>, e ha visto inoltre la partecipazione di <strong>Magdalena Balmaseda</strong> del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (<strong>ECMWF</strong>).</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Robles-Fern%C3%A1ndez%2C%20A.J.%2C%20Rodr%C3%ADguez-Fonseca%2C%20B.%2C%20Losada%2C%20T.%20et%20al." data-year="2026" data-title="Impact%20of%20tropical%20Atlantic%20on%20ENSO%20predictability%20in%20SEAS5-20C" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41598-026-59653-x">Robles-Fernández, A.J., Rodríguez-Fonseca, B., Losada, T. et al.. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-026-59653-x" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Impact of tropical Atlantic on ENSO predictability in SEAS5-20C</a>.</cite><br><cite data-author="UCM%20%7C%20IGEO-CSIC" data-year="2026" data-title="Impacto%20del%20Atl%C3%A1ntico%20tropical%20en%20la%20previsibilidad%20del%20ENOS%20en%20el%20modelo%20SEAS5-20C" data-url="https%3A%2F%2Fwww.igeo.ucm-csic.es%2Fimpacto-del-atlantico-tropical-en-la-previsibilidad-del-enos-en-el-modelo-seas5-20c%2F">UCM | IGEO-CSIC. (2026). <a href="https://www.igeo.ucm-csic.es/impacto-del-atlantico-tropical-en-la-previsibilidad-del-enos-en-el-modelo-seas5-20c/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Impatto dell'Atlantico tropicale sulla prevedibilità dell'ENOS nel modello SEAS5-20C</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ricercatori-spagnoli-scoprono-un-legame-cruciale-nell-atlantico-per-prevedere-i-fenomeni-di-el-nino.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Immagini inedite rivelano la forza del tornado di categoria EF3 che ha distrutto centinaia di case a Pomas, in Francia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/immagini-inedite-rivelano-la-forza-del-tornado-di-categoria-ef3-che-ha-distrutto-centinaia-di-case-a-pomas-in-francia.html</link><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Le telecamere hanno registrato solo pochi secondi, ma sono bastati a mostrare la violenza del fenomeno: tetti che volavano via, detriti in aria e una città praticamente avvolta dalla polvere.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb5d18m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb5d18m.jpg" id="xb5d18m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Per alcuni secondi, è quasi impossibile distinguere cosa stia accadendo. Il cielo si oscura, una nube di polvere ricopre le strade e decine di oggetti iniziano a volare davanti alle telecamere.</p><div class="texto-destacado">Poi appare con chiarezza la portata di ciò che stava accadendo. <strong>Un potente tornado attraversava Pomas, una piccola località nel sud della Francia, lasciandosi alle spalle abitazioni distrutte, alberi sradicati e veicoli gravemente danneggiati.</strong></div><p>Le immagini hanno iniziato a circolare nuovamente con forza nelle ultime ore e mostrano il fenomeno da una distanza insolitamente ravvicinata. Sebbene i video siano tornati virali solo ora, <strong>l'episodio si è verificato nel pomeriggio del 24 agosto nel dipartimento dell'Aude</strong>, circa 12 chilometri a sud di Carcassonne.</p><h2>Secondi di enorme violenza</h2><p>Il fenomeno si è verificato intorno alle 17, nel corso di una giornata caratterizzata da una forte attività temporalesca sulla Francia. <strong>Météo-France ha successivamente confermato che un tornado aveva colpito l'area di Pomas</strong> e ha definito considerevoli i danni provocati.</p><p><strong>Il servizio meteorologico francese ha precisato che diversi tetti hanno riportato gravi danni</strong>, numerosi alberi sono stati sradicati e alcuni veicoli sono stati ribaltati. Nel suo bilancio climatico dell'estate ha inoltre descritto il fenomeno di Pomas come un <strong>«tornado devastante»</strong>.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="fr" dir="ltr">️VIDEO - Il <a href="https://x.com/hashtag/tornade?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#tornado</a> che ha colpito l'Aude lunedì 24 agosto ha provocato ingenti danni nel comune di <a href="https://x.com/hashtag/Pomas?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Pomas</a>, dove 39 persone sono rimaste ferite. 2 video mostrano il passaggio del fenomeno e poi l'entità dei danni. (Christelle Perrier) <a href="https://t.co/NcfYD0Wx64">pic.twitter.com/NcfYD0Wx64</a></p> Brèves de presse (@Brevesdepresse) <a href="https://x.com/Brevesdepresse/status/2092232343079588101?ref_src=twsrc%5Etfw">25 agosto 2026</a></blockquote></figure><p><strong>Alcune telecamere di sicurezza hanno continuato a funzionare durante il passaggio del tornado.</strong> Nelle registrazioni si può vedere il vento trascinare lamiere, rami e numerosi detriti, fino a quando la visibilità scompare quasi completamente.</p><h3>Chi ha confermato che ha raggiunto la categoria EF3?</h3><p>L'intensità esatta del tornado è stata valutata successivamente sul terreno. <strong>Keraunos, l'Osservatorio francese sui Tornado e le Tempeste Severe, ha concluso dopo aver analizzato i danni che il tornado aveva raggiunto un'intensità EF3.</strong></p><p>Secondo l'organismo specializzato, gli elementi raccolti permettono di stimare <strong>venti tra 220 e 240 km/h</strong>. Il tornado avrebbe percorso circa <strong>6 chilometri</strong> prima di dissiparsi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785551" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/meteorologi-molto-sorpresi-per-un-grande-tornado-nella-francia-del-sud-potrebbe-esser-stato-un-ef.html" title="Meteorologi molto sorpresi per il grande tornado che ha colpito la Francia del sud: 'potrebbe esser stato un EF3'">Meteorologi molto sorpresi per il grande tornado che ha colpito la Francia del sud: "potrebbe esser stato un EF3"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/meteorologi-molto-sorpresi-per-un-grande-tornado-nella-francia-del-sud-potrebbe-esser-stato-un-ef.html" title="Meteorologi molto sorpresi per il grande tornado che ha colpito la Francia del sud: 'potrebbe esser stato un EF3'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/impactante-poderoso-tornado-toca-tierra-en-el-sur-de-francia-podria-ser-un-ef-1787619464274_320.png" alt="Meteorologi molto sorpresi per il grande tornado che ha colpito la Francia del sud: 'potrebbe esser stato un EF3'"></a></article></aside><p><strong>La classificazione non è derivata semplicemente dai video circolati sui social network.</strong> Come avviene normalmente per i tornado, gli specialisti hanno analizzato il tipo e l'entità dei danni lasciati lungo la traiettoria per stimarne l'intensità.</p><p><strong>Un tornado EF3 è un fenomeno di grande violenza.</strong> Può provocare gravi danni strutturali, scoperchiare completamente i tetti, abbattere alberi e spostare o ribaltare veicoli.</p><h3>Quasi 300 abitazioni danneggiate</h3><p>La violenza del fenomeno è emersa in modo particolare a Pomas, una località di circa mille abitanti. <strong>Quasi 300 abitazioni sono state danneggiate</strong>, secondo i bilanci diffusi dopo il disastro.</p><div class="texto-destacado">La portata dell'episodio ha inoltre provocato un'importante mobilitazione dei servizi di emergenza. La Prefettura dell'Aude ha avviato un monitoraggio specifico della «Tornade Pomas» e nei giorni successivi ha mantenuto attivi interventi per mettere in sicurezza gli edifici e assistere gli abitanti colpiti.</div><p><strong>Le immagini scattate dopo il tornado hanno mostrato abitazioni senza tetto, alberi abbattuti, automobili spostate</strong> e strade ricoperte di detriti provenienti dagli edifici. In alcuni punti, i danni sono stati così ingenti che è stato necessario valutare la sicurezza degli edifici prima del rientro degli abitanti.</p><h2>Come ha potuto formarsi un tornado così intenso?</h2><p>L'episodio si è verificato nel corso di una giornata meteorologicamente molto attiva. <strong>Météo-France ha riferito che il 24 agosto la Francia è stata colpita da forti temporali, piogge intense, raffiche violente e grandine</strong> dal sud-ovest al nord-est del Paese.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nuevas-imagenes-muestran-desde-adentro-el-violento-tornado-ef3-que-arraso-un-pueblo-de-francia-1788884378227.jpg" data-image="foskcpyt9u1r" alt="Pomas" title="Pomas"><figcaption>Quella giornata si è rivelata una delle più attive dell'anno dal punto di vista elettrico, con oltre 20.000 scariche di fulmini rilevate sul territorio francese.</figcaption></figure><p>I tornado possono comparire associati a temporali particolarmente potenti e organizzati. <strong>Météo-France spiega che alcuni si sviluppano all'interno di supercelle</strong>, temporali caratterizzati da una forte struttura verticale e da una circolazione interna capace di mantenersi per diverse ore.</p><p>In Francia non sono fenomeni sconosciuti. Lo stesso servizio meteorologico segnala che il nord-ovest del Paese e la costa mediterranea sono tra le regioni maggiormente esposte, anche se <strong>episodi di intensità paragonabile a quello di Pomas sono molto meno frequenti</strong>.</p><h2>Le immagini tornano a impressionare settimane dopo</h2><p><strong>A riportare ora il tornado di Pomas al centro dell'attenzione sono le nuove registrazioni.</strong> A differenza di molte immagini riprese a distanza, queste telecamere mostrano direttamente dal paese come tutto cambi nel giro di pochi secondi.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="fr" dir="ltr">Tornado nell'Aude - video del tornado che ha colpito a sud di Carcassonne, ripreso nella zona di Pomas. <br>Video di Jérôme Caujolle via <a href="https://t.co/KcApmDLWyR">https://t.co/KcApmDLWyR</a> <a href="https://t.co/Ae2NT427BG">pic.twitter.com/Ae2NT427BG</a></p>— Keraunos (@KeraunosObs) <a href="https://x.com/KeraunosObs/status/2091910505262649658?ref_src=twsrc%5Etfw">24 agosto 2026</a></blockquote></figure><p>Prima arriva il vento. Poi iniziano a volare gli oggetti e, infine, un'enorme nube di polvere e detriti finisce per occupare l'intera scena. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786483" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto.html" title="Grandine come arance e raffiche estreme: che temporale ha devastato il Cremonese lo scorso 28 agosto? ">Grandine come arance e raffiche estreme: che temporale ha devastato il Cremonese lo scorso 28 agosto? </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto.html" title="Grandine come arance e raffiche estreme: che temporale ha devastato il Cremonese lo scorso 28 agosto? "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto-1788209776902_320.jpg" alt="Grandine come arance e raffiche estreme: che temporale ha devastato il Cremonese lo scorso 28 agosto? "></a></article></aside><p>Sono solo pochi istanti, ma permettono di comprendere la portata di un episodio che <strong>Météo-France ha confermato come un tornado devastante e che Keraunos, dopo averne studiato i danni, ha classificato come EF3, con venti stimati fino a 240 km/h</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/immagini-inedite-rivelano-la-forza-del-tornado-di-categoria-ef3-che-ha-distrutto-centinaia-di-case-a-pomas-in-francia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta meteo: venerdì 11 settembre forti temporali in 3 regioni del Sud, criticità idrogeologiche al Centro-Nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-nuova-giornata-di-maltempo-attenzione-al-sud-ma-anche-in-friuli-e-altre-regioni.html</link><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 03:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Venerdì 11 settembre il maltempo colpisce il Sud, e la Protezione Civile attiva allerta temporali in Campania, Molise e Abruzzo. Attenzione anche al centro-nord per rischio idraulico ed idrogeologico dopo le abbondanti piogge di ieri e per i nuovi fenomeni possibili.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb6ls9m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb6ls9m.jpg" id="xb6ls9m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il maltempo non abbandonerà del tutto l'Italia nella giornata di <strong>venerdì 11 settembre 2026</strong>. Mentre al Nord persistono condizioni favorevoli a precipitazioni e temporali, un <strong>nuovo passaggio instabile raggiungerà anche le regioni meridionali</strong>. </p><div class="texto-destacado">Le precipitazioni più intense oggi interesseranno l'alta Campania e successivamente la Basilicata e l'alta Puglia, con possibilità di forti temporali.</div><p>E intanto non si ferma la pioggia anche al Centro-Nord, dove ieri è stata una giornata di piogge molto intense e violenti temporali. Nell'articolo, <strong>vediamo le aree che la Protezione Civile ha messo in allerta. </strong>Oltre agli avvisi di allerta temporali ci sono numerosi avvisi di allerta idraulica e idrogeologica, perché<strong> le violenti piogge hanno causato ingrossamento di fiumi e saturazione dei suoli con rischio di frane ed alluvioni lampo.</strong></p><h2>Allerta arancione in Friuli-Venezia Giulia</h2><p>Per venerdì 11 settembre è prevista una <strong>moderata criticità per rischio idrogeologico, corrispondente ad allerta arancione</strong>, in alcune aree del Friuli-Venezia Giulia. L'allerta riguarda il <strong>Bacino dell'Isonzo e la Pianura di Udine e Gorizia, oltre al Bacino di Levante e al Carso</strong>.</p><div class="texto-destacado">Proprio dal Friuli arriva purtroppo la notizia di una vittima a causa del maltempo, ad Udine, dove una donna è rimasta intrappolata in un sottopassaggio allagato.</div><p>Si tratta del livello di criticità più elevato tra quelli indicati nel quadro regionale della giornata e segnala la possibilità di effetti sul territorio legati alle precipitazioni e al conseguente rischio idrogeologico.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/Maltempo?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Maltempo</a> <a href="https://x.com/hashtag/FVG?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#FVG</a>, oltre 70 interventi svolti dai <a href="https://x.com/hashtag/vigilidelfuoco?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#vigilidelfuoco</a>: maggiori criticità a Lignano e Latisana (UD) per allagamenti e alberi abbattuti. Giunti in rinforzo soccorritori acquatici da Pordenone, sommozzatori da Venezia, 4 moduli operativi da Piemonte e Lombardia <a href="https://t.co/YOjmCBI4P2">https://t.co/YOjmCBI4P2</a></p>— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) <a href="https://x.com/vigilidelfuoco/status/2098039255880589570?ref_src=twsrc%5Etfw">September 10, 2026</a></blockquote></figure><h2>Allerta gialla per rischio temporali in Campania e Molise</h2><p>Particolare attenzione al Sud, dove si concentrerà il maltempo nel corso della giornata di venerdì, e fin dalla notte. È stata infatti indicata una <strong>criticità ordinaria per rischio temporali, corrispondente ad allerta gialla</strong>, in numerose zone della Campania.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-nuova-giornata-di-maltempo-attenzione-al-sud-ma-anche-in-friuli-e-altre-regioni-1789074279225.jpg" data-image="ga7kqz9jt331"><figcaption>Attenzione venerdì 11 settembre in Campania: forte instabilità già nelle prime ore della mattina.</figcaption></figure><p>L'allerta interessa <strong>Alta Irpinia e Sannio, Basso Cilento, Tanagro, Piana campana, Napoli, Isole e Area vesuviana, Piana Sele e Alto Cilento, Alto Volturno e Matese, Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini, Tusciano e Alto Sele</strong>.</p><p>Un'allerta gialla per rischio temporali è prevista anche in <strong>Molise</strong>, nelle aree Frentani-Sannio-Matese e Alto Volturno-Medio Sangro, oltre che in <strong>Abruzzo</strong>, nel Bacino Alto del Sangro.</p><h2>Allerta gialla per rischio idraulico al Nord</h2><p>Per quanto riguarda il <strong>rischio idraulico</strong>, è prevista criticità ordinaria, corrispondente ad allerta gialla, in alcune zone di Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia.</p><p>In <strong>Emilia-Romagna</strong> sono interessate l'Alta collina romagnola, la Montagna romagnola, la Collina bolognese e la Montagna bolognese. In <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> l'allerta riguarda il Bacino dell'Isonzo e la Pianura di Udine e Gorizia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788027" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature.html" title="La prossima ondulazione del getto polare sull’Italia ha già una data: possibili temporali e nuovo calo delle temperature">La prossima ondulazione del getto polare sull’Italia ha già una data: possibili temporali e nuovo calo delle temperature</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature.html" title="La prossima ondulazione del getto polare sull’Italia ha già una data: possibili temporali e nuovo calo delle temperature"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature-1789050946590_320.jpg" alt="La prossima ondulazione del getto polare sull’Italia ha già una data: possibili temporali e nuovo calo delle temperature"></a></article></aside><p>In <strong>Lombardia</strong> sono invece coinvolte le Orobie bergamasche, il Nodo Idraulico di Milano e la Pianura centrale.</p><h2>Allerta gialla per rischio idrogeologico in diverse regioni</h2><p>Il quadro delle allerte per <strong>rischio idrogeologico</strong> è più esteso e comprende diverse aree del Centro-Nord.</p><p>In <strong>Emilia-Romagna</strong> l'allerta interessa l'Alta collina romagnola, la Montagna romagnola, la Collina bolognese e la Montagna bolognese. In <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> riguarda il Bacino del Livenza e del Lemene.</p><p>Numerose sono le aree interessate in <strong>Lombardia</strong>: Lario e Prealpi occidentali, Orobie bergamasche, Media-bassa Valtellina, Laghi e Prealpi Varesine, Valcamonica, Laghi e Prealpi orientali, Nodo Idraulico di Milano e Pianura centrale.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr"> Venerdì <a href="https://x.com/hashtag/11settembre?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#11settembre</a><br> <a href="https://x.com/hashtag/allertaARANCIONE?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#allertaARANCIONE</a> meteo-idro su settori del Friuli Venezia Giulia <br> <a href="https://x.com/hashtag/allertaGIALLA?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#allertaGIALLA</a> in 9 regioni. <br> Consulta il bollettino nazionale per conoscere il livello e le zone di allerta del territorio <a href="https://t.co/vQViJl0Yge">https://t.co/vQViJl0Yge</a><a href="https://x.com/hashtag/protezionecivile?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#protezionecivile</a> <a href="https://t.co/BgRxzr1d9y">pic.twitter.com/BgRxzr1d9y</a></p>— Dipartimento Protezione Civile (@DPCgov) <a href="https://x.com/DPCgov/status/2098057872600858791?ref_src=twsrc%5Etfw">September 10, 2026</a></blockquote></figure><p>Allerta gialla anche nelle <strong>Marche</strong>, nelle aree Marc-1, Marc-2, Marc-3 e Marc-4, e in <strong>Umbria</strong>, nei settori Medio Tevere, Nera-Corno e Chiani-Paglia.</p><p>Il quadro comprende inoltre numerose zone del <strong>Veneto</strong>, dalla pianura alla costa e alle aree del Polesine, interessando i bacini del Fratta-Gorzone, Adige, Scolante in Laguna, Colli Euganei e Colli Berici, Bacchiglione, Brenta, Piave, Sile, Livenza, Lemene, Tagliamento, Fissero-Tartaro-Canalbianco e Po.</p><h2>Venerdì il maltempo torna a interessare anche il Sud</h2><p>Al di là del quadro delle allerte, la giornata di venerdì mostrerà quindi un'evoluzione significativa delle condizioni atmosferiche. <strong>L'instabilità, dopo aver interessato soprattutto alcune aree settentrionali e centrali, tornerà a coinvolgere anche il Mezzogiorno</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-nuova-giornata-di-maltempo-attenzione-al-sud-ma-anche-in-friuli-e-altre-regioni-1789074329526.jpg" data-image="1mqbil27ehxq"><figcaption>Maltempo in Italia, venerdì 11 ancora piogge e instabilità che colpirà il Sud.</figcaption></figure><p>Le precipitazioni raggiungeranno dapprima l'<strong>alta Campania</strong>, per poi estendersi verso <strong>Basilicata e alta Puglia</strong>. In queste zone non sono esclusi <strong>temporali</strong>, soprattutto nel corso dell'evoluzione del peggioramento.</p><p>Il quadro di venerdì 11 settembre sarà dunque caratterizzato da una situazione meteorologica ancora dinamica, con <strong>fenomeni temporaleschi e rischio idrogeologico che interesseranno diverse aree del Paese</strong> e con una nuova fase di instabilità in arrivo anche al Sud.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-nuova-giornata-di-maltempo-attenzione-al-sud-ma-anche-in-friuli-e-altre-regioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La prossima ondulazione del getto polare sull’Italia ha già una data: possibili temporali e nuovo calo delle temperature]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature.html</link><pubDate>Thu, 10 Sep 2026 17:03:18 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La tendenza, letta in chiave probabilistica, indica la possibilità che un nuovo impulso perturbato potrebbe riportare piogge e temporali a metà della prossima settimana, ad iniziare dal Nord, per poi estendersi rapidamente anche al Centro-Sud.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb6iq1y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb6iq1y.jpg" id="xb6iq1y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p> Dopo il ritorno ad un<strong> clima settembrino</strong>, grazie al sistema perturbato che ha raggiunto la nostra penisola in questi ultimi giorni e che si allontanerà dal nostro Paese a gran velocità, <strong>il tempo tornerà ad essere stabile e soleggiato, ma con temperature finalmente adeguate alla stagione.</strong></p><p>Sui settori più occidentali del Mediterraneo, <strong>la risalita di un promontorio di alta pressione subtropicale</strong> porterà di nuovo <strong>un aumento delle temperature </strong>su valori nettamente superiori alle medie del periodo, come <strong>sulla Penisola Iberica e sulla Francia occidentale. </strong></p><p>Ma questa volta <strong>il nostro Paese si troverà sul lato orientale del promontorio</strong>, quindi beneficerà di <strong>un flusso di correnti settentrionali più fresche, umide e instabili </strong>che manterranno i<strong> valori delle temperature non distanti da quelli caratteristici per il periodo. </strong></p><h2>Avvio di settimana stabile: la tregua di lunedì e martedì</h2><p>La dinamica atmosferica nei prossimi giorni favorirà la formazione di<strong> ondulazioni accentuate della corrente a getto</strong>, che, muovendosi da ovest verso est,<strong> potrebbe indirizzare degli impulsi perturbati anche verso la nostra penisola,</strong> con <strong>una fase</strong> meteorologica <strong>decisamente più dinamica e tipica per questo periodo </strong>di transizione stagionale.</p><div class="texto-destacado">Perciò in avvio di settimana,<strong> tra lunedì e martedì</strong>, l'Italia vivrà <strong>una fase di tempo prevalentemente stabile e soleggiato</strong>, con un aumento temporaneo della pressione atmosferica e conseguenti<strong> ampi spazi di sereno da nord a sud</strong>. </div><p>Della nuvolosità potrà ancora interessare i rilievi alpini e appenninici nelle ore più calde, ma senza fenomeni rilevanti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature-1789050876833.jpg" data-image="7h3n0xtk2zn1"><figcaption>Sui settori più occidentali del Mediterraneo, la risalita di un promontorio di alta pressione subtropicale porterà di nuovo un aumento delle temperature su valori nettamente superiori alle medie del periodo, come sulla Penisola Iberica e sulla Francia occidentale. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Le temperature</strong>, dopo la netta flessione registrata nei giorni precedenti, <strong>continueranno a mantenersi su valori gradevoli e tipicamente settembrini </strong>senza particolari oscillazioni, con <strong>temperature minime</strong> che tornano finalmente e diffusamente<strong> sotto i 20°C,</strong> quindi <strong>non più tropicali sulla maggior parte del territorio.</strong></p><h2>Il possibile peggioramento di metà settimana: mercoledì e giovedì tra piogge e temporali<br></h2><p>Come accennato,<strong> la circolazione atmosferica</strong> a scala europea <strong>dovrebbe tornare ad essere favorevole ad un peggioramento</strong>, a partire <strong>da metà settimana</strong>, con l'affondo di <strong>un nuovo impulso perturbato atlantico verso l'Italia con aria leggermente più fresca</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature-1789050946590.jpg" data-image="ilow1z3pslrv"><figcaption>All'inizio della prossima settimana la rimonta anticefronica sulla penisola iberica favorirà delle correnti nord-occidentali sulla nostra penisola. Perciò, tra lunedì e martedì, l'Italia vivrà una fase di tempo prevalentemente stabile e soleggiato, con un aumento temporaneo della pressione atmosferica e conseguenti ampi spazi di sereno da nord a sud. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Secondo le ultime proiezioni dei principali centri di calcolo meteo, <strong>la tendenza indica la possibilità che, già nella giornata di mercoledì, il peggioramento inizi a manifestarsi al Nord, </strong>con un aumento della nuvolosità e con l'arrivo di <strong>rovesci e temporali sparsi </strong>che, localmente, potrebbero risultare anche intensi.</p><div class="texto-destacado">Nella giornata di <strong>giovedì, </strong>il fronte perturbato potrebbe estendere i suoi effetti alle <strong>regioni centrali e a parte del Sud</strong>. </div><p>Date le caratteristiche del peggioramento ipotizzato, non si può escludere la possibilità di fenomeni intensi, anche a causa della presenza di un mare ancora molto caldo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature-1789051104878.jpg" data-image="wxeoljzcajxi"><figcaption>Nella mappa è possibile visualizzare l'arrivo della perturbazione atlantica, ancora oltre Alpe, che poi, nella giornata di mercoledì, potrebbe causare un peggioramento al Nord, con un aumento della nuvolosità e con l'arrivo di rovesci e temporali sparsi che, localmente, potrebbero risultare anche intensi. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Tuttavia, va precisato che, in chiave probabilistica, questo possibile peggioramento resta ancora piuttosto incerto, perché non supportato dalla maggioranza degli ensamble processati dal modello. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787997" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-temporali-diventeranno-potenzialmente-pericolosi-l-ondata-di-calore-marina-sara-davvero-estrema-in-autunno.html" title="I temporali diventeranno potenzialmente pericolosi: l'ondata di calore marina sarà davvero estrema in autunno">I temporali diventeranno potenzialmente pericolosi: l'ondata di calore marina sarà davvero estrema in autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-temporali-diventeranno-potenzialmente-pericolosi-l-ondata-di-calore-marina-sara-davvero-estrema-in-autunno.html" title="I temporali diventeranno potenzialmente pericolosi: l'ondata di calore marina sarà davvero estrema in autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-temporali-diventeranno-potenzialmente-pericolosi-l-ondata-di-calore-marina-sara-davvero-estrema-in-autunno-1789036632050_320.jpg" alt="I temporali diventeranno potenzialmente pericolosi: l'ondata di calore marina sarà davvero estrema in autunno"></a></article></aside><p>Questo sta a significare che <strong>questa tendenza ha attualmente una scarsa attendibilità</strong> e che dovrà necessariamente essere rivista e corretta nei prossimi aggiornamenti, via via che ci si avvicinerà al periodo indicato.</p><h2>Tendenza da venerdì verso il fine settimana</h2><p>Ipotizzare una tendenza successiva al <strong>possibile</strong><strong>, ma ancora piuttosto incerto, </strong><strong>peggioramento di metà settimana, </strong>potrebbe sembrare azzardato. In realtà <strong>il segnale</strong>, letto dalle ensemble dei principali modelli matematici, <strong>sembrerebbe orientato a dare piuttosto probabile </strong>un fine settimana orientato alla stabilità atmosferica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787719" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf.html" title="Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF">Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf.html" title="Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf-1788875504268_320.jpeg" alt="Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF"></a></article></aside><p>Quindi in sintesi possiamo dire che l<strong>a prossima settimana potrebbe riservarci due possibili scenari</strong>, che ovviamente andranno verificati con ulteriore aggiornamenti: dopo<strong> un inizio settimana stabile </strong>in entrambi i casi, potremmo vivere <strong>un episodio perturbato o instabile concentrato tra mercoledì e giovedì</strong>, se il sistema perturbato dovesse riuscire a raggiungere il nostro Paese. </p><p><strong>Al contrario</strong>, se la perturbazione dovesse sfilare più ad est, verso i Balcani, a metà settimana<strong> il</strong> <strong>peggioramento potrebbe essere decisamente più debole</strong> <strong>o</strong> <strong>addirittura completamente cancellato</strong>, il che ci consegnerebbe una settimana pienamente stabile e caratterizzata da temperature settembrine allineate ai valori congrui con la stagione o leggermente più elevati.</p><p>Vi invitiamo, quindi, a seguire i<strong> prossimi aggiornamenti qui su MeteoRed. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I temporali diventeranno potenzialmente pericolosi: l'ondata di calore marina sarà davvero estrema in autunno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-temporali-diventeranno-potenzialmente-pericolosi-l-ondata-di-calore-marina-sara-davvero-estrema-in-autunno.html</link><pubDate>Thu, 10 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nonostante l'arrivo di aria più fresca e il calo delle temperature le temperature dei mari continueranno a rimanere molto alte e l'ondata di calore marina proseguirà, rendendo sempre più probabili eventi meteorologici estremi.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb6gty2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb6gty2.jpg" id="xb6gty2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nelle ultime 24 ore la Liguria, <strong>le coste della Toscana e del Lazio, fino a Roma, sono state investite da temporali intensi, con rovesci concentrati, grandine e raffiche di vento.</strong> Questi fenomeni non rappresentano un episodio isolato, <strong>ma un segnale chiaro di ciò che potrebbe caratterizzare l’autunno.</strong> Le perturbazioni più organizzate, infatti, troveranno condizioni favorevoli per produrre eventi estremi.</p><p>L’arrivo di aria più fresca e la riduzione sensibile della radiazione solare non basteranno a raffreddare rapidamente i mari. L’ondata di calore marina in atto continuerà a mantenere le temperature delle acque superficiali particolarmente elevate. Questo “serbatoio” di calore fungerà da carburante per lo sviluppo di fenomeni intensi, anche quando l’atmosfera in quota inizierà a cambiare regime.</p><h2><strong>Perché un mare caldo amplifica i temporali?</strong></h2><p>Quando una massa d’aria più fresca e instabile scorre in quota sopra un mare ancora molto caldo, si crea un contrasto termico marcato. L’aria a contatto con l’acqua calda si riscalda e si carica di umidità per evaporazione. <strong>Essendo meno densa, tende a salire. È l’inizio della convezione.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-temporali-diventeranno-potenzialmente-pericolosi-l-ondata-di-calore-marina-sara-davvero-estrema-in-autunno-1789036566802.jpg" data-image="7ln1ndv9riqd" alt="Mari caldi." title="Mari caldi."><figcaption>Le temperature molto elevate sull'area del Mediterraneo, con valori ancora sui +30°C, specie sul Tirreno.</figcaption></figure><p>Man mano che l’aria umida e calda sale, si raffredda adiabaticamente. Il vapore acqueo condensa, liberando calore latente. Questo calore aggiuntivo rende la colonna d’aria ancora più calda rispetto all’ambiente circostante e quindi la salita verso l’alto accelera. </p><div class="texto-destacado">Tale processo porta alla formazione di grossi cumuli che possono evolvere rapidamente in cumulonembi, con la parte sommitale della nube pronta a ghiacciarsi, creando la famosa incudine.</div><p>Un esempio lampante è quello che avviene spesso in autunno sul Mediterraneo occidentale e centrale. Quando un flusso di aria fresca (magari di origine atlantica o polare) arriva in quota mentre le acque costiere restano a temperature estive o poco inferiori. Bastano pochi gradi di differenza per innescare moti ascensionali molto intensi. </p><p>Le <strong>celle temporalesche</strong> possono organizzarsi in sistemi più ampi, come i <strong>cluster multicellulari,</strong> capaci di produrre piogge intense in breve tempo, grandine di dimensioni significative e raffiche di vento distruttive. Ma anche eventi vorticosi, <strong>come tornado di natura mesociclonica (prodotti da supercelle), e non mesociclonica (quelli che non si innescano dentro strutture dotate di mesociclone).</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-temporali-diventeranno-potenzialmente-pericolosi-l-ondata-di-calore-marina-sara-davvero-estrema-in-autunno-1789036632050.jpg" data-image="pq32mhafe1az" alt="Maltempo estremo." title="Maltempo estremo."><figcaption>Nei prossimi mesi le nostre aree costiere saranno interessate da fenomeni estremi, anche come tornado o trombe d'aria di natura non mesociclonica.</figcaption></figure><p>Un secondo esempio chiaro riguarda le zone di convergenza costiera, caratteristiche dei nostri litorali. Dove i venti di superficie convergono e forzando ulteriormente l’aria calda e umida a salire sopra il mare caldo, la convezione viene “alimentata” in modo continuo. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il risultato sono continui temporali stazionari o a lento movimento che scaricano centinaia di millimetri di pioggia su aree ristrette, con rischi elevati di allagamenti e frane.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questo è quello che avviene spesso sulle coste della Liguria e dell’alta Toscana, così come lungo le coste della Campania, Sardegna meridionale e Sicilia e Calabria ionica.</p><h2><strong>L’autunno e il rischio crescente</strong></h2><p>Quando il flusso perturbato atlantico si abbasserà di latitudine, con le perturbazioni più organizzate tipiche della stagione, il contrasto tra aria fresca in quota e mare caldo non sarà più episodico, ma ricorrente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-temporali-diventeranno-potenzialmente-pericolosi-l-ondata-di-calore-marina-sara-davvero-estrema-in-autunno-1789036720260.jpg" data-image="kxx9l9yyurjr" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Quando il flusso perturbato atlantico si abbasserà di latitudine, con le perturbazioni più organizzate tipiche della stagione, il contrasto tra aria fresca in quota e mare caldo non sarà più episodico, ma ricorrente. </figcaption></figure><p>Ogni passaggio frontale o ogni infiltrazione di aria instabile troverà sotto di sé un’energia potenziale elevatissima. I temporali, quindi, non saranno più solo locali e passeggeri. Ma il rischio è che potranno diventare potenzialmente pericolosi su scale più ampie e con maggiore intensità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787933" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-giovedi-10-settembre-allerta-arancione-per-temporali-in-4-regioni-del-centro-nord-gialla-in.html" title="Allerta meteo: giovedì 10 settembre allerta arancione per temporali in 4 regioni del Centro-Nord, gialla in 11">Allerta meteo: giovedì 10 settembre allerta arancione per temporali in 4 regioni del Centro-Nord, gialla in 11</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-giovedi-10-settembre-allerta-arancione-per-temporali-in-4-regioni-del-centro-nord-gialla-in.html" title="Allerta meteo: giovedì 10 settembre allerta arancione per temporali in 4 regioni del Centro-Nord, gialla in 11"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-giovedi-10-settembre-allerta-arancione-per-temporali-in-4-regioni-del-centro-nord-gialla-in-1788984390892_320.png" alt="Allerta meteo: giovedì 10 settembre allerta arancione per temporali in 4 regioni del Centro-Nord, gialla in 11"></a></article></aside><p>L’ondata di calore marina non è un dettaglio secondario. <strong>È il fattore che trasforma un normale cambiamento di stagione in una fase di rischio idrogeologico e meteo-marino accentuato.</strong> Ignorarlo significa sottovalutare la capacità del Mediterraneo di continuare a carburare fenomeni estremi anche quando le giornate si accorciano e le temperature dell’aria scendono.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-temporali-diventeranno-potenzialmente-pericolosi-l-ondata-di-calore-marina-sara-davvero-estrema-in-autunno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Materia oscura: c'è un primo indizio? Il segnale rilevato da LZ e la caccia alle conferme tra South Dakota e Abruzzo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/materia-oscura-c-e-un-primo-indizio-il-segnale-rilevato-da-lz-e-la-caccia-alle-conferme-tra-south-dakota-e-abruzzo.html</link><pubDate>Thu, 10 Sep 2026 12:54:32 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>A un chilometro e mezzo di profondità, l'esperimento LZ ha registrato un urto anomalo compatibile con un WIMP pesante. Tra prudenza statistica e tecnologia criogenica, la caccia alla materia oscura entra in una fase decisiva, in attesa di nuove conferme sperimentali.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/materia-oscura-c-e-un-primo-indizio-il-segnale-record-di-lz-e-la-caccia-alle-conferme-tra-usa-ed-europa-1788562428904.jpg" data-image="j6qdukwfpjo8"><figcaption>La materia oscura costituisce circa l'85% della materia totale dell'Universo. Le osservazioni dell'Universo evidenziano strutture di galassie e ammassi simili a catene, mentre lo spazio tra queste strutture è vuoto. Si ritiene che la materia oscura costituisca lo scheletro di questa struttura a grande scala, e che la materia ordinaria graviti verso di essa per formare galassie e ammassi.</figcaption></figure><p>Viviamo in un <strong>universo</strong> composto per circa<strong> l'85% di una massa sconosciuta</strong> chiamata<strong> Materia Oscura</strong>. Nel cielo che osserviamo ogni notte, tutto fa pensare che, oltre alle stelle, alle galassie, alle polveri e ai buchi neri, debba esistere <strong>qualcosa che la fisica non riesce ancora a spiegare</strong> e, ancora meno,<strong> a vedere</strong>. </p><p>La cosa più sorprendente è che <strong>la caccia alla materia oscura non si combatte</strong><strong> nei telescopi o sui satelliti, ma ad oltre un chilometro di profondità sotto la crosta terrestre. </strong></p><h2>La caccia alla materia oscura tra LZ e XENONnT</h2><p> Per riuscirci, la fisica moderna sfrutta il principio dell'<strong>urto elastico nucleare</strong>: <strong>l'obiettivo non è vedere la particella invisibile</strong>, che non interagisce con il campo elettromagnetico (o con la luce) quindi impossibile da osservare con strumenti convenzionali, <strong>ma</strong> <strong>si cerca di misurare il movimento di un nucleo atomico</strong> <strong>nel momento in cui viene colpito frontalmente da una ipotetica</strong> <strong>WIMP</strong> (<em>Weakly Interacting Massive Particle</em>, una particella di Materia Oscura),<strong> come una biglia invisibile che urta una boccia pesante.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="754075" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-maggior-parte-dell-universo-e-invisibile-il-paradosso-cosmico-della-misteriosa-materia-oscura.html" title="La maggior parte dell'universo è invisibile: il paradosso cosmico della misteriosa materia oscura ">La maggior parte dell'universo è invisibile: il paradosso cosmico della misteriosa materia oscura </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-maggior-parte-dell-universo-e-invisibile-il-paradosso-cosmico-della-misteriosa-materia-oscura.html" title="La maggior parte dell'universo è invisibile: il paradosso cosmico della misteriosa materia oscura "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-maggior-parte-dell-universo-e-invisibile-il-paradosso-cosmico-della-misteriosa-materia-oscura-1771008296202_320.png" alt="La maggior parte dell'universo è invisibile: il paradosso cosmico della misteriosa materia oscura "></a></article></aside><p>Va detto che la ricerca ipotizza l'esistenza di una WIMP, che quindi non essendo in grado di interagire attraverso l'elettromagnetismo, potrebbe farlo solo attraverso la propria<strong> propria "forza nucleare debole", oltre alla gravità</strong>. </p><div class="texto-destacado">Ed è proprio la forza nucleare debole di una WIMP che i ricercatori stanno cercando di svelare. </div><p>Questa <strong>è una forza talmente debole da avere un raggio d'azione subatomico infinitesimo</strong>. Quindi una WIMP, non in grado di interagire con la parte esterna di un atomo, gli elettroni, <strong>occasionalmente potrebbe sfiorare il suo nucleo</strong>, potendo interagire con esso, proprio <strong>attraverso la reciproca forza nucleare debole</strong>. </p><h2>Il cuore compatto e l'edificio a matrioska</h2><p>Due giganti guidano questa caccia a oltre un chilometro di profondità: l'esperimento statunitense <strong>LUX-ZEPLIN (LZ)</strong>, nella miniera di Homestake in <strong>South Dakota</strong>, e l'europeo <strong>XENONnT</strong>, nei <strong>Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN</strong> in Italia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/materia-oscura-c-e-un-primo-indizio-il-segnale-record-di-lz-e-la-caccia-alle-conferme-tra-usa-ed-europa-1788561816208.jpg" data-image="nhwermzjos4x"><figcaption>XENONnT - Vista dall'alto del TPC. Credit: Luigi Di Carlo - Xenon Experiment</figcaption></figure><p>I due esperimenti condividono lo <strong>stesso principio costruttivo e la stessa tecnologia</strong>, che basa il suo funzionamento sulla camera a proiezione temporale detta TPC, a Xeno liquido a doppia fase. C'è u<strong>n grande cilindro criogenico riempito di xeno liquido</strong>, mantenuto a circa<strong> -95°C</strong> e sormontato da un sottile strato di xeno gassoso. </p><div class="texto-destacado"> Grazie all'elevata densità dello xeno liquido, pari a 3 grammi per centimetro cubo, 10 tonnellate di materiale occupano appena 3 metri cubi. </div><p> Il bersaglio attivo, quindi è <strong>un cilindro compatto pieno di Xeno liquido </strong>di appena <strong>1,5 metri di altezza e 1,5 metri di diametro</strong>, racchiuso in un criostato alto poco più di 2,5 metri tenuto a -<strong>95°C</strong>. Tuttavia, per isolare questo piccolo volume dalle radiazioni ambientali, l'infrastruttura complessiva assume le proporzioni di un <strong>edificio industriale di 3 piani alto oltre 10 metri</strong>, dominato da<strong> un colossale serbatoio d'acqua da centinaia di tonnellate e torri criogeniche.</strong> </p><h2>Il metodo di rivelazione: come si "vede" l'invisibile</h2><p><strong> Quando un'ipotetica particella di materia oscura colpisce il nucleo di un atomo di xeno</strong>, <strong>il nucleo dovrebbe spostarsi violentemente all'interno del liquido.</strong></p><p><strong>Questo scossone </strong>dovrebbe essere in grado di <strong>scalzare gli elettroni degli atomi vicini</strong>, eccitandone la struttura e producendo simultaneamente due tracce misurabili. La prima traccia, denominata <strong>S1</strong>, è <strong>un lampo istantaneo di luce ultravioletta </strong>captato da centinaia di <strong>fotomoltiplicatori</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/materia-oscura-c-e-un-primo-indizio-il-segnale-record-di-lz-e-la-caccia-alle-conferme-tra-usa-ed-europa-1788561984231.jpg" data-image="dmm70j7ikz0v"><figcaption>Progetto XENONnT </figcaption></figure><p>La seconda traccia, <strong>S2</strong>, è costituita dagli <strong>elettroni che verrebbero liberati per ionizzazione </strong>e trascinati verso l'alto, per oltre un metro, da un <strong>campo elettrico verticale continuo.</strong> Qui <strong>gli elettroni, uscendo</strong> <strong>dallo xneno liquido</strong>, incontrerebbero <strong>la fase gassosa</strong>, generando <strong>un secondo bagliore proporzionale</strong>.</p><div class="texto-destacado"> La differenza di tempo tra i due impulsi rivela la profondità esatta dell'evento, mentre la mappa di luce sul soffitto ne individua la posizione orizzontale. </div><p>Questo permette <strong>una precisa ricostruzione tridimensionale, </strong>utile ad escludere eventuali<strong> interferenze dovute alla radioattività spuria</strong> delle stesse pareti metalliche del contenitore.</p><h2>L'anomalia del primo settembre: un indizio reale o un miraggio?</h2><p><strong> Il 1° settembre 2016,</strong> alla conferenza internazionale TeVPA, è stata presentato il <strong>risultato </strong>dell'<strong>ultimo esperimento LZ</strong>. Tra i dati è emerso <strong>un singolo evento anomalo ad altissima energia</strong>, che ha superato tutti i controlli tecnici ed è p<strong>ienamente compatibile con l'eventuale impatto di un WIMP pesante</strong>, con oltre 200 volte la massa del protone. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769755" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo.html" title="Una nuova teoria sulla materia oscura potrebbe risolvere tre enigmi dell'universo in un colpo solo">Una nuova teoria sulla materia oscura potrebbe risolvere tre enigmi dell'universo in un colpo solo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo.html" title="Una nuova teoria sulla materia oscura potrebbe risolvere tre enigmi dell'universo in un colpo solo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo-1779276788614_320.png" alt="Una nuova teoria sulla materia oscura potrebbe risolvere tre enigmi dell'universo in un colpo solo"></a></article></aside><p>Tuttavia, bisogna essere <strong>molto prudenti</strong>, infatti, con una significanza di 2,6 σ, resta ancora una probabilità dello 0,5% che possa trattarsi di una rara <strong>fluttuazione casuale</strong> di fondo <strong>dovuta a contaminazioni o ad interazioni con neutroni, neutrini o altro ancora.</strong></p><div class="texto-destacado">Insomma, non si tratta ancora una scoperta annunciata, ma potrebbe essere il primo indizio concreto che andrà verificato anche con l'aiuto del progetto italiano XENONnT. </div><p>Ora i due team rivali si sono, da poco, formalmente uniti nel consorzio globale <strong>XLZD, con il progetto di un unico rivelatore planetario da <strong>60 tonnellate, </strong>per catturare finalmente la particella che domina l'architettura del cosmo.</strong></p><p>Fonti e informazioni: </p><p><em>LZ Collaboration alla conferenza TeVPA 2026; Berkeley Lab e SLAC National Accelerator Laboratory; Analisi teorica del modello Lambda-CDM e struttura a grande scala dell'Universo: Planck/ESA; Riscontro scientifico dell'INFN - Laboratori Nazionali del Gran Sa</em>sso.</p><ul> </ul>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/materia-oscura-c-e-un-primo-indizio-il-segnale-rilevato-da-lz-e-la-caccia-alle-conferme-tra-south-dakota-e-abruzzo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf.html</link><pubDate>Thu, 10 Sep 2026 12:02:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dalle ultime proiezioni del centro di calcolo europeo ECMWF ci si aspetta una stagione autunnale, e un inverno, molto mite, ma molto piovoso, specie su alcune aree del continente. Ecco i dettagli. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf-1788875504268.jpeg" data-image="4qsi407mg0sc" alt="Autunno/inverno 2026/2027." title="Autunno/inverno 2026/2027."><figcaption>Dopo un inizio autunno piuttosto secco, da metà ottobre le precipitazioni si preannunciano superiori alla media climatologica su diverse aree del nostro continente. </figcaption></figure><p>Dopo un’estate particolarmente calda e secca, che ha messo a dura prova molte regioni del continente con prolungati periodi di siccità e temperature elevate, l’Europa, e in particolare la sua porzione occidentale, dovrà prepararsi a un deciso cambio di scenario. </p><p>Le proiezioni a lungo termine del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine del <strong>centro di calcolo europeo ECMWF</strong> continuano a delineare con insistenza un autunno e, soprattutto, un inverno caratterizzati da condizioni molto piovose ma complessivamente miti. </p><p>Si tratta di un segnale che i modelli mantengono con una certa costanza nelle ultime emissioni, rendendo lo scenario particolarmente degno di attenzione per molte aree del nostro continente.</p><h2><strong>Un flusso perturbato atlantico più intenso e organizzato</strong></h2><p>A partire da ottobre e fino a dicembre e gennaio, il flusso zonale atlantico dovrebbe presentarsi particolarmente intenso e organizzato. Questo flusso, abbassandosi di latitudine rispetto alle normali configurazioni, favorirà il passaggio reiterato di perturbazioni sull’Europa occidentale e centrale. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il risultato sarà un’elevata dinamicità atmosferica, con sistemi depressionari che si succederanno con una certa frequenza, trasportando tanta umidità oceanica verso il continente.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In questo contesto, un ruolo determinante sarà svolto dal <strong>getto polare.</strong> La <strong>corrente a getto</strong> dovrebbe mantenere un andamento molto lineare, orientato prevalentemente da ovest verso est, senza quelle ondulazioni accentuate che tipicamente permettono alle masse di aria fredda di scendere in latitudine. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf-1788875576160.jpg" data-image="wlno7ctc3cew" alt="Getto polare." title="Getto polare."><figcaption>In questo contesto, un ruolo determinante sarà svolto dal getto polare. La corrente a getto dovrebbe mantenere un andamento molto lineare, orientato prevalentemente da ovest verso est, senza quelle ondulazioni accentuate che tipicamente permettono alle masse di aria fredda di scendere in latitudine. </figcaption></figure><p>Questa configurazione “stirata” e poco meandrica del getto polare, spesso supportata dal pattern di <strong>El Niño,</strong> agirà di fatto come una barriera, impedendo alle irruzioni artiche o continentali di raggiungere con facilità le medie latitudini europee. </p><p>Di conseguenza, le temperature <strong>rimarranno generalmente miti su gran parte del continente,</strong> con scarse probabilità di prolungate ondate di freddo intenso, almeno nelle fasi iniziali e centrali della stagione invernale.</p><h2><strong>Verso un inverno molto piovoso?</strong></h2><p>Dopo un inizio autunno piuttosto secco, da metà ottobre <strong>le precipitazioni si preannunciano superiori alla media climatologica su diverse aree.</strong> Le anomalie positive più significative sono attese sulle Isole Britanniche e lungo le coste atlantiche di Francia e Spagna, dove il passaggio frequente di depressioni extratropicali, provenienti dall’Atlantico, potrà determinare periodi prolungati di maltempo, <strong>con piogge abbondanti e localmente intense.</strong></p><p>Anomalie pluviometriche positive si estenderanno anche su ampie porzioni dell’Europa centrale, arrivando fino ai Balcani occidentali, regioni che potrebbero beneficiare di un apporto idrico consistente dopo i mesi estivi particolarmente aridi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf-1788875910290.jpg" data-image="a4465pnwwt6j" alt="Getto polare." title="Getto polare."><figcaption>Le masse d'aria fredda, provenienti dal Polo, faticheranno a scendere di latitudini, a causa della presenza di un getto polare molto intenso.</figcaption></figure><p>Purtroppo aumenterà pure il rischio di avere <strong>fenomeni meteorologici estremi,</strong> specie fra la parte finale dell’autunno e l’inizio dell’inverno, <strong>come nubifragi, temporali violenti, alluvioni lampo e tempeste e mareggiate, non appena si svilupperanno le prime ciclogenesi mediterranee. </strong>Questi eventi potranno causare non poche criticità, soprattutto sui Paesi dell’area mediterranea, come Spagna, Francia, Italia e Grecia. </p><h2><strong>Attenzione al Nord Europa</strong></h2><p>Un autunno e un inverno con precipitazioni sotto la media è atteso su Scandinavia e Russia occidentale, dove il posizionamento del flusso e la maggiore probabilità di configurazioni anticicloniche, sopra il flusso atlantico, potrebbero limitare l’arrivo delle precipitazioni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787568" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-si-avvicina-velocemente-il-fronte-freddo-che-produrra-temporali-e-grandine-e-fino-a-60-70-mm-in-7-regioni-del-nord.html" title="Meteo: si avvicina il veloce fronte freddo che produrrà temporali e grandine e fino a 60-80 mm in 7 regioni del Nord">Meteo: si avvicina il veloce fronte freddo che produrrà temporali e grandine e fino a 60-80 mm in 7 regioni del Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-si-avvicina-velocemente-il-fronte-freddo-che-produrra-temporali-e-grandine-e-fino-a-60-70-mm-in-7-regioni-del-nord.html" title="Meteo: si avvicina il veloce fronte freddo che produrrà temporali e grandine e fino a 60-80 mm in 7 regioni del Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-si-avvicina-velocemente-il-fronte-freddo-che-produrra-temporali-e-grandine-e-fino-a-60-70-mm-in-7-regioni-del-nord-1788796814425_320.jpg" alt="Meteo: si avvicina il veloce fronte freddo che produrrà temporali e grandine e fino a 60-80 mm in 7 regioni del Nord"></a></article></aside><p>Condizioni simili, seppur con dinamiche diverse, potrebbero interessare diverse zone dell’Europa meridionale, in particolare il Sud Italia e la Grecia, aree che rischiano di rimanere ai margini del flusso zonale più settentrionale, e lo sviluppo di promontori dinamici ridurrebbero l’incidenza delle piogge rispetto alla media.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf-1788875692562.jpg" data-image="yhpb59tg47l6" alt="Maltempo, piogge." title="Maltempo, piogge."><figcaption>Le anomalie positive più significative sono attese sulle Isole Britanniche e lungo le coste atlantiche di Francia e Spagna, dove il passaggio frequente di depressioni extratropicali, provenienti dall’Atlantico, potrà determinare periodi prolungati di maltempo.</figcaption></figure><p>Se confermato, questo pattern avrebbe ricadute importanti sul ciclo idrologico europeo. Da un lato potrebbe contribuire a ricaricare le riserve idriche nelle regioni che hanno sofferto la siccità estiva, <strong>dall’altro aumenterebbe il rischio di alluvioni, esondazioni e fenomeni di dissesto idrogeologico nelle zone già vulnerabili, soprattutto lungo le fasce atlantiche e in alcune aree dell’Europa centrale.</strong></p><h2><strong>A proposito delle anomalie termiche</strong></h2><p>Le temperature miti, favorite dall’andamento lineare del <strong>getto polare,</strong> attenuerebbero invece i rischi legati al freddo intenso e alle nevicate abbondanti a bassa quota, concentrando piuttosto le precipitazioni sotto forma di pioggia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787626" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-super-fenomeno-el-nino-sta-influenzando-i-cambiamenti-meteorologici-in-arrivo-in-italia-dall-atlantico.html" title="Il super-fenomeno El Niño sta influenzando i cambiamenti meteorologici in arrivo in Italia dall'Atlantico">Il super-fenomeno El Niño sta influenzando i cambiamenti meteorologici in arrivo in Italia dall'Atlantico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-super-fenomeno-el-nino-sta-influenzando-i-cambiamenti-meteorologici-in-arrivo-in-italia-dall-atlantico.html" title="Il super-fenomeno El Niño sta influenzando i cambiamenti meteorologici in arrivo in Italia dall'Atlantico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-super-fenomeno-el-nino-sta-influenzando-i-cambiamenti-meteorologici-in-arrivo-in-italia-dall-atlantico-1788817612886_320.jpg" alt="Il super-fenomeno El Niño sta influenzando i cambiamenti meteorologici in arrivo in Italia dall'Atlantico"></a></article></aside><p>Le previsioni stagionali restano naturalmente soggette a margini di incertezza e potranno evolversi nelle prossime settimane. Tuttavia, l’insistenza con cui i modelli <strong>ECMWF </strong>propongono questo scenario, caratterizzato da un flusso zonale robusto, un <strong>getto polare</strong> lineare e un’Europa divisa tra piogge abbondanti a ovest e centro e condizioni più secche a nord-est e a sud, <strong>rende la prospettiva di un inverno tempestoso ma mite particolarmente concreta e meritevole di un attento monitoraggio.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Una "cresta africana" si sta avvicinando alla Spagna: temperature da metà luglio in pieno settembre, "fino a 40 °C"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/una-cresta-africana-si-sta-avvicinando-alla-spagna-portera-temperature-da-meta-luglio-in-pieno-settembre.html</link><pubDate>Thu, 10 Sep 2026 10:49:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La parentesi autunnale che ha colpito la Spagna sarà di breve durata. Nei prossimi giorni, una dorsale sahariana si abbatterà sul Paese, portando temperature che localmente raggiungeranno i 40ºC. Vediamo come evolverà e se raggiungerà l'Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb67xxq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb67xxq.jpg" id="xb67xxq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In questo articolo si parla del meteo previsto nei prossimi giorni in Spagna, paese che ha vissuto come l'Italia un'estate caldissima e che solo negli ultimi giorni sta vivendo una breve parentesi "autunnale", con abbassamento delle temperature. <strong>C'è infatti un elemento importante e di interesse anche per gli italiani: una nuova cresta africana</strong> porterà nuovamente temperature elevatissime sulla penisola iberica, con picchi di 40°C in pieno settembre. <strong>Vediamo come evolverà e se raggiungerà l'Italia. </strong></p><h2>La situazione meteo in Spagna</h2><p>Come previsto, nella giornata di ieri <strong>ci sono stati temporali nella Spagna mediterranea, con accumuli vicini ai 100 l/m² </strong><span style="letter-spacing: 0.03em;"><strong>nell'area di Ripoll, a Girona</strong>, mentre un sistema convettivo ha interessato le Baleari, provocando rovesci molto intensi soprattutto a Maiorca, dove sono stati registrati anche venti superiori ai 100 km/h. Purtroppo, una donna è morta a Felanitx dopo essere stata trascinata dalla piena improvvisa.</span></p><div class="texto-destacado"><span style="letter-spacing: 0.03em;"><strong>Nel video</strong><br>Una massa d'aria molto calda si insedierà sulla Spagna a partire da domani, venerdì 11 settembre, dando luogo a un nuovo episodio di temperature molto elevate: in alcune zone si raggiungeranno i 40 ºC.<br></span></div><p><strong>I nuclei temporaleschi hanno provocato disagi anche nella Comunità Valenciana, nella Regione di Murcia e nell'est di Almería</strong>, dove sono caduti molti millimetri di pioggia in poco tempo, accompagnati anche da grandinate e forti venti. Oggi resteranno alcuni rovesci e temporali occasionali nelle Baleari, ad Alicante, nella Regione di Murcia, ad Almería, Granada, Málaga e Cadice. Non avranno comunque l'intensità dei fenomeni di ieri, ma potranno ancora provocare qualche rovescio intenso.</p><h2>Una saccatura sahariana interesserà in pieno la Spagna</h2><p>Si è inoltre registrato un marcato calo delle temperature, che nelle ultime ore ha <strong>portato un'atmosfera autunnale in vaste aree dell'interno e del nord della Penisola Iberica</strong>. Oggi questo calo si estenderà al sud-est, mentre nelle comunità del terzo settentrionale le temperature aumenteranno in modo significativo o localmente eccezionale. Purtroppo, <strong>questa parentesi autunnale sarà molto breve e, di fatto, nei prossimi giorni torneremo a parlare di caldo pienamente estivo</strong>, con condizioni insolitamente calde per il periodo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/se-aproxima-una-cresta-africana-a-espana-que-dejara-temperaturas-de-pleno-mes-de-julio-durante-cuatro-dias-1788987587654.jpg" data-image="ftr7tvali151"><figcaption>L'avvezione calda sarà molto importante, con anomalie molto significative a circa 1500 metri sulla Penisola e in altre zone del sud-ovest dell'Europa.</figcaption></figure><p>Il modello europeo conferma la situazione che i modelli stavano indicando già da diversi giorni. Dopo la saccatura, <strong>sull'area geografica della Spagna e del Portogallo si affermerà una cresta anticiclonica sahariana,</strong> dando luogo a diversi giorni con temperature molto elevate, soprattutto durante le ore diurne, e condizioni atmosferiche molto stabili, al di là di possibili rovesci isolati. Secondo le mappe, <strong>tra domenica e mercoledì sono attese le temperature più elevate sulla Penisola, mentre il caldo si intensificherà anche alle Canarie.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>La nuova vampata di forte caldo investirà Spagna, Portogallo e a seguire anche la Francia, portando nuovamente anomalie termiche molto elevate.</strong></div><p>Tra le ore centrali di domenica, lunedì e martedì <strong>le temperature massime raggiungeranno i 37-39 ºC nella valle del Guadalquivir e nelle pianure del Guadiana</strong>, senza escludere il raggiungimento localizzato dei 40 ºC. Inoltre, nelle valli del Tago, dell'Ebro e del Miño, così come nella depressione di Lleida, si raggiungeranno o supereranno i 35 ºC. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787965" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-nelle-previsioni-per-la-seconda-meta-di-settembre-e-cambiato-il-colore-predominante-sulle-mappe.html" title="Svolta nelle previsioni per la seconda metà di settembre: è cambiato il colore predominante sulle mappe">Svolta nelle previsioni per la seconda metà di settembre: è cambiato il colore predominante sulle mappe</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-nelle-previsioni-per-la-seconda-meta-di-settembre-e-cambiato-il-colore-predominante-sulle-mappe.html" title="Svolta nelle previsioni per la seconda metà di settembre: è cambiato il colore predominante sulle mappe"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-nelle-previsioni-per-la-seconda-meta-di-settembre-e-cambiato-il-colore-predominante-sulle-mappe-1789023730663_320.jpg" alt="Svolta nelle previsioni per la seconda metà di settembre: è cambiato il colore predominante sulle mappe"></a></article></aside><p>A Bilbao questa soglia potrebbe essere superata lunedì. In generale, si tratta di temperature che in vaste aree della Penisola saranno da 8 a 10 ºC superiori alla media del periodo nelle ore centrali della giornata, valori più tipici del mese di luglio.</p><h2>Il caldo intenso tornerà alle Canarie e aumenteranno le notti tropicali</h2><p><strong>La prossima settimana inizierà con temperature superiori ai 35 ºC in alcuni punti di Gran Canaria, Lanzarote e Fuerteventura</strong>, mentre non si esclude che possano essere raggiunti valori simili in settori molto circoscritti delle isole della provincia occidentale delle Canarie. Le minime tropicali torneranno in Extremadura, nella valle del Guadalquivir, lungo la costa mediterranea e in entrambi gli arcipelaghi. In alcune località delle Canarie potrebbero registrarsi notti torride.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/se-aproxima-una-cresta-africana-a-espana-que-dejara-temperaturas-de-pleno-mes-de-julio-durante-cuatro-dias-1788987411963.jpg" data-image="p72it08xklyf"><figcaption>In vaste aree della Penisola, lunedì le temperature diurne si porteranno tra 8 e 10 ºC al di sopra della media del periodo.</figcaption></figure><p><strong>Sembra che mercoledì prossimo il caldo possa attenuarsi con l'indebolimento della dorsale, mentre un'onda potrebbe penetrare nella Penisola</strong>, favorendo temporali localmente intensi in diverse comunità, anche se questo scenario dovrà essere confermato nei prossimi giorni. Al di là di questa evoluzione, non si osserva al momento una situazione di instabilità marcata e generalizzata, ma l'arrivo di nuovi impulsi di aria fredda potrebbe favorire altri rovesci temporaleschi sulla Spagna.</p><h2>E in Italia?</h2><p>Come ha spiegato <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-nelle-previsioni-per-la-seconda-meta-di-settembre-e-cambiato-il-colore-predominante-sulle-mappe.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Luca Lombroso in un suo articolo</a> previsionale appena uscito, mentre<strong> </strong>in Spagna e Francia avremo il ritorno del caldo, fra lunedì 14 e mercoledì 16 settembre<strong> </strong><strong>sulle mappe meteo delle anomalie termiche che riguardano l'Italia domina ancora l’azzurro.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-cresta-africana-si-sta-avvicinando-alla-spagna-portera-temperature-da-meta-luglio-in-pieno-settembre-1789025318883.jpg" data-image="263kic4i1uni"><figcaption>Ancora martedì 15 settembre, mentre in Europa (tra Spagna e Francia) avremo forti anomalie positive di temperatura, in Italia il caldo non sarà ancora così intenso.</figcaption></figure><p><strong>Questo significa che la tregua dal caldo stavolta durerà più giorni. </strong>Attenzione però: manca ancora tempo, e bisognerà tornare quindi su questa previsione, ma nel<strong> corso della settimana prossima tornano a spuntare colori rosso</strong>, ovvero temperature in aumento. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/una-cresta-africana-si-sta-avvicinando-alla-spagna-portera-temperature-da-meta-luglio-in-pieno-settembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Alessio Colella avvisa: "venerdì 11 peggiora al Sud, temporali anche nel weekend". Si consolida il calo termico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-intenso-e-stop-all-estate-sara-un-weekend-diverso-con-piogge-temporali-e-calo-termico.html</link><pubDate>Thu, 10 Sep 2026 09:29:02 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Stop al caldo, stop all'estate. La perturbazione nord Atlantica avrà il compito di ridimensionare l'anticiclone africano e a riportare le temperature in media con il periodo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb6f1n2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb6f1n2.jpg" id="xb6f1n2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nel corso della giornata di ieri, la prima perturbazione di settembre si è fatta già vedere e sentire sulle regioni settentrionali. <strong>Maltempo, anche molto intenso, si è registrato tra Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia</strong>, con precipitazioni abbondanti e accumuli che localmente hanno superato anche i 100 millimetri.</p><p>Insomma, <strong>dopo settimane di caldo opprimente, ecco che la circolazione atmosferica ha deciso di cambiare notevolmente il trend,</strong> con l'arrivo di correnti più fresche dal Nord Atlantico e una fase decisamente più instabile destinata a coinvolgere progressivamente gran parte dell'Italia.</p><p>Nelle prossime ore il fronte continuerà a muoversi verso sud-est. <strong>Il maltempo non resterà quindi confinato al Nord.</strong> Già in mattinata, infatti, la fase instabile si è estesa al Centro, con una intensa linea temporalesca che si estende dal Lazio fino alle Marche, accompagnata da rovesci e temporali che potranno assumere localmente carattere intenso. Non sono esclusi fenomeni accompagnati da grandine e forti raffiche di vento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787933" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-giovedi-10-settembre-allerta-arancione-per-temporali-in-4-regioni-del-centro-nord-gialla-in.html" title="Allerta meteo: giovedì 10 settembre allerta arancione per temporali in 4 regioni del Centro-Nord, gialla in 11">Allerta meteo: giovedì 10 settembre allerta arancione per temporali in 4 regioni del Centro-Nord, gialla in 11</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-giovedi-10-settembre-allerta-arancione-per-temporali-in-4-regioni-del-centro-nord-gialla-in.html" title="Allerta meteo: giovedì 10 settembre allerta arancione per temporali in 4 regioni del Centro-Nord, gialla in 11"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-giovedi-10-settembre-allerta-arancione-per-temporali-in-4-regioni-del-centro-nord-gialla-in-1788984390892_320.png" alt="Allerta meteo: giovedì 10 settembre allerta arancione per temporali in 4 regioni del Centro-Nord, gialla in 11"></a></article></aside><p>E mentre il cielo cambia volto, cambia anche l'aria. Sì, perché questa perturbazione avrà il compito di erodere la struttura anticiclonica che ha portato l'ultima ondata di calore nello scorso weekend anche sulle regioni meridionali, che, però, dovranno attendere ancora qualche ora. <strong>Ma sarà ormai questione di poco.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-intenso-e-stop-all-estate-sara-un-weekend-diverso-con-piogge-temporali-e-calo-termico-1789024708589.jpg" data-image="akpfiq838q24" alt="Estesa linea temporalesca attiva sull'Italia" title="Estesa linea temporalesca attiva sull'Italia"><figcaption>Piogge e temporali anche intensi stanno interessando gran parte del Centro Italia</figcaption></figure><p>Venerdì 11 settembre l'aria più fresca riuscirà infatti a raggiungere anche il Centro-Sud, con un ulteriore ridimensionamento delle temperature. <strong>Il grande caldo verrà progressivamente confinato sempre più a sud</strong>, prima di essere definitivamente scalzato nel corso del weekend.</p><h3>Venerdì 11, nuovo passaggio instabile</h3><p>E attenzione perché <strong>proprio venerdì arriverà anche un nuovo passaggio instabile sulle regioni meridionali</strong>. Dopo una prima parte della giornata ancora relativamente tranquilla, le precipitazioni raggiungeranno l'alta Campania e successivamente Basilicata e alta Puglia, con possibilità di temporali. Non sarà quindi soltanto una questione termica: <strong>il cambiamento sarà accompagnato da una vera evoluzione del tempo</strong>, con l'instabilità che riuscirà a conquistare anche il Mezzogiorno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787808" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-sara-un-giovedi-complicato-fino-a-200-mm-tra-friuli-e-veneto-oltre-100-mm-in-toscana-le-aree-a-rischio.html" title="Maltempo, sarà un giovedì complicato: fino a 200 mm tra Friuli e Veneto, oltre 100 mm in Toscana. Le aree a rischio">Maltempo, sarà un giovedì complicato: fino a 200 mm tra Friuli e Veneto, oltre 100 mm in Toscana. Le aree a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-sara-un-giovedi-complicato-fino-a-200-mm-tra-friuli-e-veneto-oltre-100-mm-in-toscana-le-aree-a-rischio.html" title="Maltempo, sarà un giovedì complicato: fino a 200 mm tra Friuli e Veneto, oltre 100 mm in Toscana. Le aree a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-sara-un-giovedi-complicato-fino-a-200-mm-tra-friuli-e-veneto-oltre-100-mm-in-toscana-le-aree-a-rischio-1788957166502_320.png" alt="Maltempo, sarà un giovedì complicato: fino a 200 mm tra Friuli e Veneto, oltre 100 mm in Toscana. Le aree a rischio"></a></article></aside><p>Nel frattempo, al Centro la situazione tenderà gradualmente a migliorare, soprattutto sul versante tirrenico, mentre qualche fenomeno potrà ancora interessare le zone adriatiche. Al Nord, invece, dopo le piogge della notte, si andrà verso una maggiore presenza di schiarite, anche se non mancheranno residui rovesci sui rilievi.</p><h2>Nel weekend migliora al Nord, peggiora al Sud</h2><p><strong>Sabato 12</strong> qualche precipitazione potrà ancora interessare la Val Padana nelle prime ore, ma con tendenza a un miglioramento. Il quadro sarà invece più interessante lungo il versante adriatico, dove l'instabilità potrà aumentare nuovamente, con rovesci e temporali capaci di spingersi verso le aree ioniche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-intenso-e-stop-all-estate-sara-un-weekend-diverso-con-piogge-temporali-e-calo-termico-1789024769810.jpg" data-image="wb1dfn6e048h" alt="La perturbazione si sposterà al sud entro domenica" title="La perturbazione si sposterà al sud entro domenica"><figcaption>Dove pioverà maggiormente tra sabato e domenica al Sud Italia</figcaption></figure><p><strong>Domenica qualche rovescio o temporale potrà ancora svilupparsi soprattutto sui settori ionici,</strong> mentre sul resto del Centro-Nord prevarranno condizioni più tranquille e maggiormente soleggiate.</p><p>Ma soprattutto, a quel punto, il termometro racconterà finalmente una storia diversa.</p><p>L'aria fresca avrà completato il suo ingresso e le temperature saranno scese anche sulle regioni meridionali. Dopo una lunga fase caratterizzata da valori ben superiori alle medie, <strong>l'Italia tornerà progressivamente dentro un quadro termico molto più vicino alla normalità del periodo.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787838" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'">Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: "è stata la più calda"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia-1788958531495_320.jpg" alt="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"></a></article></aside><p>E forse sarà proprio questa la sensazione più evidente: quella di poter finalmente respirare un'aria diversa.</p><p>Non significa che l'estate sia stata cancellata con un colpo di spugna, né che da questo momento in poi avremo necessariamente giornate fredde o un autunno già pienamente affermato. Significa però che quella lunghissima parentesi di caldo eccezionale è arrivata al capolinea.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Prima, però, bisognerà ancora fare i conti con <strong>piogge, temporali localmente violenti, grandine e forti raffiche di vento</strong>. Perché il passaggio dall'estate estrema a condizioni più autunnali non sarà affatto indolore e, soprattutto nelle zone dove i terreni e i corsi d'acqua saranno messi sotto pressione dalle precipitazioni intense, sarà necessario prestare particolare attenzione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-intenso-e-stop-all-estate-sara-un-weekend-diverso-con-piogge-temporali-e-calo-termico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Svolta nelle previsioni per la seconda metà di settembre: è cambiato il colore predominante sulle mappe]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-nelle-previsioni-per-la-seconda-meta-di-settembre-e-cambiato-il-colore-predominante-sulle-mappe.html</link><pubDate>Thu, 10 Sep 2026 08:18:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’estate sta finendo: finalmente ci siamo o quanto meno se ne va il caldo intenso. Piogge e temporali stanno attraversando l’Italia, nel fine settimana migliora, è presto per l’autunno ma alla sera il fresco non mancherà. E a lungo termine, tornerà il caldo o irrompe il vero autunno? </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb6excu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb6excu.jpg" id="xb6excu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Finalmente è arrivata la <strong>perturbazione spazza estate 2026</strong>, o quanto meno che pone fine al caldo estremo e record. Nella giornata di ieri i temporali hanno fatto irruzione al nord e al centro, anche forti, ed ora il fronte freddo è in azione associato alla prevista ciclogenesi.</p><p><strong> La giornata in corso sarà ancora piuttosto perturbata</strong>, rimandiamo al solito al <a href="https://www.ilmeteo.net/radar-italia-pioggia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">radar</a> meteo per il nowcasting e i dettagli, e cerchiamo di rispondere a un’altra domanda. S<strong>arà veramente la fine della calura o ci saranno inaspettati colpi di coda</strong> del caldo?</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Sull’Italia <strong>è in azione una circolazione depressionaria</strong> indotta dal lungo fronte freddo in transito.<strong> Centro motore principale è una depressione molto distante, </strong>sulla Finlandia. A<strong>ncora per altre 24-36 ore questo sistema condizionerà il tempo, </strong>spostandosi sulle regioni centro meridionale e lasciando marginale influenza anche nella giornata di sabato 12 settembre.</p><p>A seguire <strong>sull’Italia si espande un promontorio dell’anticiclone delle Azzorre, </strong>inizialmente con presenza ancora di correnti settentrionali fresche e, al sud, in parte instabili. Dopo questa rinfrescata, l campo termico in quota sarà in risalita, ma con scenari incerti nei cluster.</p><h2>Venerdì 11 ancora rovesci al nordest e al sud</h2><p>Domani<strong> venerdì 11 settembre al nordovest netto miglioramento,</strong> con ampie schiarite e temperature minime in diminuzione,<strong> finalmente con una fresca notte </strong>settembrina, con 13-15°C in aperta campagna e soli 6-8°C nelle valli Alpine. <strong>Al nordest, specie sul Friuli Venezia Giulia, ancora piogge e rovesci</strong> per gran parte della giornata; anche sulla Romagna mattina incerta fra nubi fitte e piogge residue. </p><p> <strong>Al centro tempo migliore, con cielo sereno variabile</strong>, qualche pioggia occasionale solo nell’interno e coste adriatiche. <strong>Al sud ritroviamo altri rovesci e temporali, </strong>talora forti fra tarda mattina e primo pomeriggio nelle coste Tirreniche, specie in Campania, ma occasionalmente anche nelle altre regioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787933" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-giovedi-10-settembre-allerta-arancione-per-temporali-in-4-regioni-del-centro-nord-gialla-in.html" title="Allerta meteo: giovedì 10 settembre allerta arancione per temporali in 4 regioni del Centro-Nord, gialla in 11">Allerta meteo: giovedì 10 settembre allerta arancione per temporali in 4 regioni del Centro-Nord, gialla in 11</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-giovedi-10-settembre-allerta-arancione-per-temporali-in-4-regioni-del-centro-nord-gialla-in.html" title="Allerta meteo: giovedì 10 settembre allerta arancione per temporali in 4 regioni del Centro-Nord, gialla in 11"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-giovedi-10-settembre-allerta-arancione-per-temporali-in-4-regioni-del-centro-nord-gialla-in-1788984390892_320.png" alt="Allerta meteo: giovedì 10 settembre allerta arancione per temporali in 4 regioni del Centro-Nord, gialla in 11"></a></article></aside><p>Le temperature, fresca notte anche al centro, 16-18°C, 20°C circa le minime al sud. di giorno 26-28°C al centro, locali 30°C in Sardegna, caldo ancora il sud, con 32-36°C, localmente 38°C in Sicilia.</p><h2>Fine settimana migliora in molte regioni</h2><p><strong>Netto miglioramento nel fine settimana 12-13 settembre </strong>in quasi tutte le regioni, ma<strong> ci sono ancora zone instabili sabato</strong>. In particolare <strong>ultime piogge e temporali attorno alle Marche e Abruzzo e quindi al sud,</strong> specie su Sicilia e Calabria raggiunte dai temporali.<strong> Nel resto d’Italia ampi spazi di sole, incluse le Alpi, </strong>con una bella fresca giornata settembrina. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-nelle-previsioni-per-la-seconda-meta-di-settembre-e-cambiato-il-colore-predominante-sulle-mappe-1789023730663.jpg" data-image="esr3dk21tf15"><figcaption>Finalmente una mappa di anomalie termiche con colore dominante azzurro, ovvero con temperature sotto la media, specie al nord e versante Adriatico.</figcaption></figure><p><strong>Domenica 13 bel tempo su quasi tutta la penisola e Sardegna,</strong> ultimi rovesci però insistono fra Sicilia, Calabria, Basilicata e Salento. </p><p>Temperature: <strong>sabato mattina si sente il cambio stagione, minime frizzanti, </strong>13-15°C, localmente 12°C, al nord, 14-16°C al centro, sui 18°C al sud. <strong>Le massime però sono in risalita al nord e al centro, con 26-28°C</strong>, localmente 30°C al centro. Al sud calo a 28-30°C.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787838" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'">Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: "è stata la più calda"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia-1788958531495_320.jpg" alt="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"></a></article></aside><p>Da notare che<strong> le nostre carte di anomalia termica si fanno azzurre, con un’Italia sotto media di 2-4°C specie nella nott</strong>e fra sabato e domenica, ma i valori diurni sono più o meno allineati alla climatologia.</p><h2>Inizio settimana: mappe di anomalie verso ritorno al rosso?</h2><p>La prima cosa che notiamo nei giorni<strong> fra lunedì 14 e mercoledì 16 è che ancora domina l’azzurro nelle anomalie termiche</strong> nei primi giorni della settimana, ma<strong> poi tornano a spuntare colori rosso</strong>, ovvero temperature in aumento. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-nelle-previsioni-per-la-seconda-meta-di-settembre-e-cambiato-il-colore-predominante-sulle-mappe-1789023793695.jpg" data-image="t8dxbueri234"><figcaption>Ancora una volta la fase sotto media dura poco: lunedì 14 settembre le temperature diurne tornano sopra media, anzi già domenica potrebbero perfino spuntare localmente alcuni 30°C nelle massime.</figcaption></figure><p>Dal punto di vista del tempo, pur con incertezze nei cluster,<strong> non ci sono segnali di perturbazioni incisive in transito.</strong> Avremo dunque <strong>giornate buone tardo estive </strong>specie al nord e al centro, con a tratti instabilità al sud e Sicilia. Addirittura martedì e mercoledì nelle temperature massime tornano a comparire dei 30°C non solo al centro ma anche al nord.</p><h2>Arriverà la tempesta equinoziale?</h2><p>Iniziamo ad avvicinarci all’<a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">equinozio d’autunno</a>, periodo in cui da climatologia sono frequenti le prime incursioni perturbate più organizzate, apportatrici anche di piogge diffuse autunnali. </p><p>Nel periodo 17-20 settembre vi potrebbe essere qualche veloce passaggio instabile perturbato, forse <strong>già il 17 un fronte veloce riporta piogge e temporali al nord e al centro</strong>, ma in un quadro di correnti più nordoccidentali sull’Italia, con fasi di alta pressione di intervallo.</p><p>Qualche cluster delinea un passaggio perturbato più deciso proprio verso l’equinozio, ma sono scenari minoritari. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787730" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/non-e-ancora-il-colpo-definitivo-all-estate-in-italia-quando-potrebbe-arrivare-il-tempo-autunnale.html" title="Non è ancora il colpo definitivo all'estate in Italia: quando potrebbe arrivare il tempo autunnale?">Non è ancora il colpo definitivo all'estate in Italia: quando potrebbe arrivare il tempo autunnale?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/non-e-ancora-il-colpo-definitivo-all-estate-in-italia-quando-potrebbe-arrivare-il-tempo-autunnale.html" title="Non è ancora il colpo definitivo all'estate in Italia: quando potrebbe arrivare il tempo autunnale?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/non-e-ancora-il-colpo-definitivo-all-estate-in-italia-quando-potrebbe-arrivare-il-tempo-autunnale-1788884167567_320.jpg" alt="Non è ancora il colpo definitivo all'estate in Italia: quando potrebbe arrivare il tempo autunnale?"></a></article></aside><p>Quanto al campo termino,<strong> la fase azzurra va terminando e tornano dominanti anomalia di temperatura positive</strong>: ci spiace dirlo, ci speravamo anche noi, non siamo noi a pitturare le mappe, ma è il cambiamento climatico il motore di queste continue fasi di temperature sopra medie che tende il rosso il colore prevalente. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-nelle-previsioni-per-la-seconda-meta-di-settembre-e-cambiato-il-colore-predominante-sulle-mappe.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item></channel></rss>