<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Thu, 29 Oct 2026 16:40:19 +0000</lastBuildDate><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 16:40:19 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Acqua alta eccezionale a Venezia, ecco cosa accadde il 29 ottobre 2018 mentre infuriava la tempesta Vaia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ultima-acqua-alta-eccezionale-ha-inondato-venezia-8-anni-fa-ecco-cosa-accadde.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 15:51:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 29 ottobre 2018, mentre infuriava sull'Italia la tempesta Vaia, con milioni di alberi abbattuti, Venezia viveva un episodio di acqua alta eccezionale. Un anno dopo, il 12 novembre 2019, si sarebbe verificato un altro episodio ancora più eccezionale, vicino a quello del 1966.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ultima-acqua-alta-eccezionale-ha-inondato-venezia-8-anni-fa-ecco-cosa-accadde-1793275586204.jpeg" data-image="s21hx1lehdp7"><figcaption>Il 12 novembre del 2019, un anno dopo, ci fu un evento di acqua alta ancora più eccezionale a Venezia (che viene mostrato in questa foto d'archivio).</figcaption></figure><p><strong>Il 29 ottobre del 2018 Venezia è stata interessata da uno degli episodi di acqua alta più importante degli ultimi decenni</strong>. Un evento oggi reso meno probabile dall'installazione delle barriere mobili MOSE, che sono entrate in funzione nel 2020 e che, negli ultimi anni, hanno bloccato più volte gli eventi di marea alta.</p><div class="texto-destacado">Intorno alle 15 di quel 29 ottobre 2018 venne raggiunto un <strong>picco di 156 centimetri.</strong> Un'acqua alta solo superata dall'evento ancora più straordinario dell'anno dopo (il 12 novembre 2019) quando si sfiorò la quota raggiunta nel 1966, quasi 190 cm.</div><p>L'acqua alta record era attesa da giorni, ed il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree aveva ritoccato al rialzo la previsione di marea in tarda mattinata. <strong>L'eccezionale evento di acqua alta dell'ottobre 2018 si inserì nel contesto della </strong><strong>Tempesta Vaia</strong>, un'ondata di maltempo estremo che portò venti fortissimi (gli stessi che sulle Alpi devastarono ampie superfici di bosco), un potente Scirocco (che causò pesanti danni in tutta Italia, anche a Roma) e bruschi cali di pressione atmosferica.</p><h2>L'acqua alta eccezionale del 29 ottobre 2018 legata alla tempesta Vaia</h2><p>Poco prima delle 15 arrivò l'ultimo avviso del Comune di Venezia: la marea avrebbe <strong>sfiorato i 160 cm</strong>. In mattinata era scattato il codice rosso, allerta massima e le sirene suonarono per avvisare la cittadinanza. In tarda mattinata venne <strong>disposta la chiusura di Piazza San Marco</strong>, una delle aree più basse della città e dove l'inondazione delle acque della laguna può essere particolarmente importante. In seguito alla marea circa il <strong>75% del centro cittadino venne allagato. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html" title="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa">Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html" title="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa-1793272897382_320.jpeg" alt="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa"></a></article></aside><p>Secondo il CPSM, il valore Osservato alle ore 15:25 alla diga lido era di 140 cm, mentre presso Punta Salute era di 153cm. Erano giorni che sul mar Adriatico soffiava un<strong> forte vento di scirocco. In quelle ore, le Alpi di nord-est vedevano crollare enormi superfici di bosco sotto raffiche micidiali anche superiori ai 200 km/h.</strong></p><h2>Un'acqua alta eccezionale, superata un anno dopo da un evento ancora più straordinario</h2><p><strong>L'acqua alta del 29 ottobre fu una delle maggiori degli ultimi decenni</strong>. Il maggior picco massimo si era registrato nel lontano 1966, proprio nel giorno dell<strong>'alluvione di Firenze (4 novembre)</strong>, con +194 cm. Il 22 dicembre 1979 vennero raggiunti +166 cm, +158 cm il 1º febbraio 1986 e +156 cm il 1º dicembre del 2008. L'11 novembre del 2012 si era verificata l'ultima marea eccezionale, sopra i 140 cm (+149 cm).</p><p>Un anno dopo, il 12 novembre 2019, si sarebbe verificato però un evento ben peggiore, che avrebbe causato pesanti danni in città.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="680617" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-12-novembre-del-2019-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-ecco-cosa-accadde-puo-succedere-di-nuovo.html" title="Il 12 novembre del 2019 un'acqua alta eccezionale sommergeva Venezia: cosa accadde, e può succedere di nuovo?">Il 12 novembre del 2019 un'acqua alta eccezionale sommergeva Venezia: cosa accadde, e può succedere di nuovo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-12-novembre-del-2019-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-ecco-cosa-accadde-puo-succedere-di-nuovo.html" title="Il 12 novembre del 2019 un'acqua alta eccezionale sommergeva Venezia: cosa accadde, e può succedere di nuovo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-12-novembre-del-2019-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-ecco-cosa-accadde-puo-succedere-di-nuovo-1731328449262_320.jpg" alt="Il 12 novembre del 2019 un'acqua alta eccezionale sommergeva Venezia: cosa accadde, e può succedere di nuovo?"></a></article></aside><p>Mentre Venezia viveva questo episodio eccezionale, i<strong>l nord-est restava in allerta per il livello dei fiumi: sorvegliati speciali il Piave, il Tagliamento, l'Adige.</strong> In questa zona d'Italia furono centinaia i mm di pioggia caduti al suolo. Si registrarono frane con strade interrotte in Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ultima-acqua-alta-eccezionale-ha-inondato-venezia-8-anni-fa-ecco-cosa-accadde-1793275690831.jpeg" data-image="xxv0qtcxvtec"><figcaption>Acqua alta in piazza San Marco.</figcaption></figure><figure></figure><p>Anche nel resto d'Italia il protagonista fu il vento, diventato "<em>trending topic</em>" nel pomeriggio sui social network per la vera tempesta abbattutasi su molte regioni. </p><p>A Roma ci furono davvero moltissime le segnalazioni di <strong>alberi abbattuti dalle raffiche fortissime</strong>, e due persone morirono nel frusinate a causa del crollo di un albero sul veicolo in cui viaggiavano. Il vento ha causato mareggiate ed un'infinità di emergenze locali. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Comune%20di%20Venezia" data-year="" data-title="Le%20acque%20alte%20eccezionali%20a%20Venezia" data-url="https%3A%2F%2Fwww.comune.venezia.it%2Fit%2Fcontent%2Fle-acque-alte-eccezionali">Comune di Venezia. <a href="https://www.comune.venezia.it/it/content/le-acque-alte-eccezionali" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Le acque alte eccezionali a Venezia</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ultima-acqua-alta-eccezionale-ha-inondato-venezia-8-anni-fa-ecco-cosa-accadde.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 14:40:25 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un blocco di aria fredda si prepara ad invadere l'Italia, determinando un brusco calo delle temperature a inizio novembre. Ecco tutti i dettagli. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs0kta"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs0kta.jpg" id="xbs0kta"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Siamo giunti alla vigilia di un importante cambio di circolazione, pronto a regalare un primo anticipo d’inverno. Tra il 2 e il 4 novembre l’Italia sarà interessata da un deciso calo delle temperature, con aria fredda che scenderà verso il Mediterraneo centrale e porterà condizioni più tipiche della stagione fredda, soprattutto al Centro-Sud. </p><p>Non si tratterà di un’ondata di freddo eccezionale per il periodo, ma di un primo, chiaro segnale che la stagione invernale è ormai alle porte e pronta a farsi sentire con maggiore insistenza.</p><h2><strong>Primo sbuffo freddo nel weekend di Ognissanti</strong></h2><p>Già dal weekend l’ingresso di aria fredda, veicolata da venti di Bora e Grecale freddi e sostenuti, favorirà la genesi di un minimo depressionario sui mari del Sud Italia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-il-freddo-arriva-1793284241782.jpg" data-image="3m65ycqcxtnr" alt="Piogge." title="Piogge."><figcaption>L'accumulo totale di piogge atteso per i primi giorni di novembre. Si notano i picchi massimi fra coste del medio-basso Adriatico e al Sud.</figcaption></figure><p>Questa struttura barica sarà pronta a generare maltempo sulle regioni meridionali, con piogge e rovesci che interesseranno in particolare le aree esposte ai flussi orientali. </p><div class="texto-destacado">I venti di Tramontana, Bora sull’alto Adriatico e Grecale, soffiati con una certa intensità, <strong>contribuiranno a rendere l’aria più pungente, soprattutto lungo le coste adriatiche e nelle zone interne del Centro-Sud.</strong></div><p>L’ingresso repentino dell’aria fredda, sopra le ancora calde acque del Mediterraneo, favorirà la genesi di un <strong>minimo depressionario</strong> sui mari del Sud Italia. </p><p>Questa struttura barica sarà pronta a generare maltempo sulle regioni meridionali, <strong>con piogge e rovesci che interesseranno in particolare le aree esposte ai flussi orientali. </strong>Mentre sull’Appennino si vedranno le prime spolverate di neve, a bassa quota.</p><h2><strong>Verso un inizio novembre molto freddo</strong></h2><p>Con l’inizio della nuova settimana la situazione rimarrà pressoché immutata. Lo sbilanciamento dell’anticiclone verso il Nord Europa continuerà ad agevolare ulteriori apporti di aria fredda verso il Mediterraneo centrale e il nostro Paese, <strong>rinnovando per lunedì 2 novembre condizioni di instabilità.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-il-freddo-arriva-1793284363059.jpg" data-image="k6ia2nbge3wg" alt="Aria fredda, inverno." title="Aria fredda, inverno."><figcaption>L'anomalia termica negativa attesa sull'Italia ad inizio novembre, si tratterà di un vero e proprio anticipo d'inverno.</figcaption></figure><p>Maggiormente coinvolte saranno ancora una volta le regioni adriatiche e l’estremo Sud, dove si vedranno piogge e rovesci sparsi, ma anche temporali fra Calabria e Sicilia tirrenica. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Sull’Appennino centro-meridionale sono attese delle nevicate, già dai 1500/1600 metri di altezza sui monti di Abruzzo e Molise, a quote più alte sul resto dell’Appennino meridionale, e sull’Etna, in Sicilia. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Mentre al Sud novembre inizierà all’insegna dell’instabilità, sulle regioni del Nord, e lungo i versanti tirrenici, il tempo si presenterà freddo, ma asciutto, <strong>con i venti di Bora e Grecale pronti a dominare la scena.</strong> Sulle Alpi la neve si vedrà solo sul versante estero di confine, con accumuli anche abbondanti vicino il confine austriaco. </p><h2><strong>Quanto caleranno le temperature fra il 2 e il 4 novembre?</strong></h2><p>Tra il 2 e il 4 novembre, le giornate in cui si raggiungerà l’apice del freddo, <strong>le minime potranno scendere fino a +3°C / +4°C al Nord,</strong> mentre al Centro si attesteranno generalmente tra +<strong>6°C</strong> e <strong>+10°C.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-il-freddo-arriva-1793284432786.jpg" data-image="hahbloe5pirq" alt="Venti intensi." title="Venti intensi."><figcaption>I sostenuti venti di Bora, Tramontana e Grecale attesi sull'Italia nei prossimi giorni, durante l'avvento dell'aria fredda.</figcaption></figure><p>Non mancheranno le prime gelate su vallate e doline interne di Alpi e Appennino, dove l’irraggiamento notturno e l’aria fredda stagnante favoriranno il calo termico più marcato, <strong>con possibili valori localmente prossimi o inferiori allo zero.</strong></p><p>Al Nord e sul Tirreno il freddo si farà sentire soprattutto nelle ore notturne e al primo mattino, mentre di giorno il sole contribuirà a mitigare un po’ la sensazione termica, riportando i valori massimi su livelli più accettabili, seppur ancora sotto media.</p><p>Va comunque ribadito che questo tipo di configurazione un tempo era maggiormente frequente nel mese di novembre. Si tratta di brevi assaggi freddi invernali, sufficienti per far abbassare le temperature, <strong>favorire qualche nevicata in montagna e ricordare che la stagione fredda è ormai vicina.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795690" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html" title="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia">I meteorologi francesi confermano: "l'inverno è alle porte" anche in Francia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html" title="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793250566717_320.jpg" alt="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia"></a></article></aside><p>Condizioni atmosferiche comunque tipiche del periodo che ci ricordano come la stagione fredda sia ormai alle porte e pronta a farsi sentire con maggiore decisione nelle settimane successive, <strong>anche se non è ancora il momento di mettere da parte definitivamente le giornate miti di autunno.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Vista libera sul lago di Costanza e fino alle Alpi, dai resti del più grande castello in rovina della Germania]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/vista-libera-sul-lago-di-costanza-e-fino-alle-alpi-dai-resti-del-piu-grande-castello-in-rovina-della-germania.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 13:54:12 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Per quasi 900 anni questa fortezza è stata inespugnabile, finché le truppe di Napoleone non la conquistarono, addirittura senza combattere. Ancora oggi, offre uno dei panorami più spettacolari del Baden-Württemberg.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/freier-blick-auf-den-bodensee-und-bis-zu-den-alpen-von-einer-der-gro-ten-burgruinen-deutschlands-1792870290164.jpeg" data-image="7dqvdhjemsrg" alt="Hohentwiel" title="Hohentwiel"><figcaption>Con una superficie di nove ettari, Hohentwiel è considerata la più grande rovina di un castello in Germania. Foto: Adobe Stock</figcaption></figure><p>Per secoli la <strong>fortezza di Hohentwiel</strong>, nei pressi di Singen, nella regione dell’Hegau (Germania), ha resistito all’avvicendarsi dei sovrani, agli assedi e ai rivolgimenti politici. Persino durante la <strong>guerra dei Trent’anni</strong>, cinque attacchi si infransero contro le sue mura. </p><p>Solo con l’arrivo delle truppe francesi di <strong>Napoleone </strong>si concluse la storia dell’antica struttura difensiva come baluardo militare. </p><p>Oggi le rovine nei pressi di Singen sono tra le attrazioni storiche più suggestive del <strong>Baden-Württemberg</strong> e sono considerate il più grande complesso di rovine di un castello in Germania.</p><h2>Oltre 1100 anni di storia</h2><p>La storia di Hohentwiel inizia nel <strong>914.</strong> Fu allora che sull’omonimo monte, alto quasi 700 metri, venne costruita una struttura difensiva. In seguito, i <strong>duchi di Svevia</strong> trasformarono il castello in una residenza. </p><p>Nei secoli successivi il complesso cambiò più volte funzione: fu <strong>sede del potere</strong>, <strong>fortezza difensiva </strong>e <strong>prigione di Stato</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/freier-blick-auf-den-bodensee-und-bis-zu-den-alpen-von-einer-der-gro-ten-burgruinen-deutschlands-1792870408108.jpeg" data-image="ophmofit5ba3" alt="Panorama" title="Panorama"><figcaption>Un tempo la sua posizione la rendeva inespugnabile, oggi regala panorami straordinari. Foto: Adobe Stock</figcaption></figure><p>La sua posizione dominante ne fece una <strong>roccaforte</strong> di importanza strategica, a lungo considerata <strong>inespugnabile</strong>.</p><h3>Le truppe di Napoleone misero fine al mito </h3><p>Il <strong>1° maggio 1800</strong> segnò la fine dell’importanza militare di Hohentwiel. I difensori consegnarono la fortezza <strong>senza combattere</strong> alle truppe francesi in avanzata, guidate dal generale Dominique Joseph Vandamme, contro la cui superiorità numerica non avevano alcuna possibilità di resistere. </p><p>Gli occupanti smantellarono poi il complesso nel giro di pochi mesi. A partire dall’ottobre 1800 rimossero <strong>materiali da costruzione</strong> e distrussero gran parte delle fortificazioni. </p><p>Rimasero soltanto <strong>rovine</strong>, le cui dimensioni impressionano ancora oggi: il sito si estende su circa <strong>nove ettari</strong>.</p><p>Anche nei secoli successivi Hohentwiel non fu risparmiata dagli eventi bellici. Durante le <strong>guerre mondiali </strong>vi furono dislocate postazioni di avvistamento aereo. </p><p>La fortezza servì inoltre da <strong>rifugio</strong> per la popolazione. Durante la Seconda guerra mondiale, il fuoco dei carri armati francesi provocò ulteriori danni.</p><h2>Uno sguardo sui coni vulcanici fino alle Alpi svizzere</h2><p>Oggi al centro dell’attenzione non c’è più la difesa, ma la <strong>conservazione </strong>del complesso storico. </p><div class="texto-destacado">Regolari <strong>interventi di restauro </strong>consolidano i resti della fortezza un tempo imponente e consentono ai visitatori di accedervi in sicurezza. </div><p>Ma ad affascinare, almeno quanto la storia della fortezza, è il <strong>panorama</strong> che si apre dall’alto.</p><p>La salita merita già solo per questa vista. Da Hohentwiel lo sguardo spazia sulla <strong>catena di coni vulcanici</strong> dell’<strong>Hegau e </strong>sul <strong>lago di Costanza </strong>e, nelle giornate limpide, arriva fino alle lontane vette delle <strong>Alpi svizzere</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788957" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/fortezza-con-vista-le-piu-grandi-rovine-di-un-castello-in-germania-sorgono-su-un-cono-vulcanico.html" title="Fortezza con vista: le più grandi rovine di un castello in Germania sorgono su un cono vulcanico">Fortezza con vista: le più grandi rovine di un castello in Germania sorgono su un cono vulcanico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/fortezza-con-vista-le-piu-grandi-rovine-di-un-castello-in-germania-sorgono-su-un-cono-vulcanico.html" title="Fortezza con vista: le più grandi rovine di un castello in Germania sorgono su un cono vulcanico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/die-gro-te-burgruine-deutschlands-liegt-auf-einem-vulkankegel-1789415570023_320.jpg" alt="Fortezza con vista: le più grandi rovine di un castello in Germania sorgono su un cono vulcanico"></a></article></aside><p>Il complesso è visitabile tutti i giorni da aprile a metà ottobre; nel semestre invernale è aperto <strong>dal giovedì alla domenica</strong> e nei giorni festivi dalle 10 alle 16. Sotto un <strong>suggestivo cielo autunnale</strong> appare particolarmente imponente.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento dell’articolo</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Fritz%20Edelhoff" data-year="2026" data-title="Deutschlands%20gr%C3%B6%C3%9Fte%20Burgruine%20galt%20lange%20Zeit%20als%20uneinnehmbar" data-url="https%3A%2F%2Fwww.reisereporter.de%2Freiseziele%2Feuropa%2Fdeutschland%2Fbaden-wuerttemberg%2Fhochrhein-bodensee%2Fdeutschlands-groesste-burgruine-galt-lange-zeit-als-uneinnehmbar-PTHALYGPKNECFKITCQEO76B3YM.html%3FoutputType%3Dvalid_amp">Fritz Edelhoff. (2026). <a href="https://www.reisereporter.de/reiseziele/europa/deutschland/baden-wuerttemberg/hochrhein-bodensee/deutschlands-groesste-burgruine-galt-lange-zeit-als-uneinnehmbar-PTHALYGPKNECFKITCQEO76B3YM.html?outputType=valid_amp" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il più grande complesso di rovine di un castello in Germania è stato a lungo considerato inespugnabile</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/vista-libera-sul-lago-di-costanza-e-fino-alle-alpi-dai-resti-del-piu-grande-castello-in-rovina-della-germania.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Alla fine di ottobre del 2018 si verificò un evento che ha lasciato il segno: la tempesta Vaia generò venti potentissimi sull'Italia, e sulle Alpi vennero rasi al suolo milioni di alberi. Ci furono anche piogge record, esondazioni, un'acqua alta eccezionale a Venezia e danni fino a Roma e in Campania. Si contarono 16 vittime.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa-1793272986231.jpeg" data-image="q1pdxep55qna" alt="Tempesta Vaia Italia alberi abbattuti" title="Tempesta Vaia Italia alberi abbattuti"><figcaption>Enormi superfici di bosco sulle Alpi italiane vennero devastate da venti fino a 200 km/h. Furono alcuni degli effetti della tempesta Vaia, che causò anche esondazioni e almeno 16 vittime in Italia.</figcaption></figure><p><strong>Si compiono 8 anni dall'arrivo in Italia della tempesta "Vaia", il violento ciclone extra-tropicale che colpì il Nord-Est Italia tra il 27 e il 30 ottobre 2018</strong> causando pesanti danni. Se gli effetti più gravi si registrarono nel nord-est, fenomeni meteo estremi associati al vento si registrarono anche in altre aree, compreso il Centro. </p><p><strong>Uno dei fenomeni meteo più devastanti causato dal passaggio della tempesta furono le raffiche di vento potentissime</strong>, con intensità medie orarie fino a 120 km/h e raffiche superiori a 200 km/h. </p><div class="texto-destacado">Tra gli effetti più ricordati c'è la <strong>devastazione di enormi estensione di boschi</strong> in 494 comuni di Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia.<strong> Si calcola che 42.500 ettari di bosco vennero danneggiati e 8,6 milioni di metri cubi furono abbattuti</strong> dal vento fortissimo.</div><p> Si tratta del singolo più grande fenomeno di danneggiamento del patrimonio forestale mai registrato in Italia.</p><p>L'altro elemento meteo che viene ricordato sono le <strong>piogge molto abbondanti cadute sulle regioni del Nord Italia</strong>. Il vento fortissimo generò anche una <strong>marea storica a Venezia,</strong> e ci fu una delle acque alte più eccezionali degli ultimi decenni, seconda solo a quella del 1966.</p><p>In tutta Italia si registrarono almeno 16 vittime.</p><h2>Cosa accadde tra il 27 ed il 29 ottobre del 2018</h2><p>Come scrisse in quel finale di ottobre 2018 qui sui Meteored il meteorologo Luca Lombroso, il ciclone mediterraneo "Vaia" transitò nella serata del 29 ottobre sulle Alpi occidentali con un minimo di 980 hPa, uno dei più profondi di sempre. "<strong>In quel momento, c’erano</strong> <strong>oltre 20 hPa di differenza di pressione fra le Alpi occidentali e quelle orientali - spiega Lombroso - </strong>un fattore che rese<strong> </strong>molto forte il vento di scirocco sull’Adriatico, generando una storica acqua alta a Venezia, città dove ancora non era attivo il MOSE. Ci fu anche un potente vento di libeccio sulle coste liguri e tirreniche e da sudovest in quota.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa-1793272897382.jpeg" data-image="hjyg1dmmvu1z"><figcaption>La devastazione causata da venti fortissimi sulle foreste delle Alpi nord-orientali.</figcaption></figure><p>"<strong>Lunedì 29 ottobre - spiegò anche il meteorologo Marco Virgilio sempre qui su Meteored - il profondissimo minimo del ciclone Vaia</strong>, circa 978 hPa, si trovava a cavallo tra il sudovest francese ed il nordovest italiano, caratterizzato da un <strong>micidiale gradiente termico alla superficie isobarica di 850 hPa</strong> che vedeva l’isoterma zero gradi a ridosso delle Alpi Marittime e valori compresi tra 10 e 15 gradi tra il sud Italia ed il nordest".</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="214731" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/un-anno-fa-vaia-l-insostenibile-peso-degli-alberi-caduti.html" title="Un anno fa Vaia: l’insostenibile peso degli alberi caduti">Un anno fa Vaia: l’insostenibile peso degli alberi caduti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/un-anno-fa-vaia-l-insostenibile-peso-degli-alberi-caduti.html" title="Un anno fa Vaia: l’insostenibile peso degli alberi caduti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-anno-fa-vaia-l-insostenibile-peso-degli-alberi-caduti-214731-1_320.jpg" alt="Un anno fa Vaia: l’insostenibile peso degli alberi caduti"></a></article></aside><p>"Tra il 27 ed il 28 ottobre - ricorda ancora Marco Virgilio - intense correnti meridionali miti e cariche di umidità <strong>determinarono ingenti piogge su tutti i versanti esposti, </strong>dalle Prealpi Piemontesi alla Carnia e in molte zone appenniniche con le prime inevitabili esondazioni e diversi allagamenti". "Lo Scirocco rinforzò brutalmente fino a raggiungere la <strong>velocità di 204 km/h sul monte Gomito nell’appennino Tosco-Emiliano e i 200 circa presso il Monte Rest nelle Prealpi Carniche"</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Lunedì 29 ottobre si registrarono violente grandinate sulla Sardegna. Lo Scirocco rinforzò brutalmente fino a raggiungere la velocità di 204 km/h sul monte Gomito nell’appennino Tosco-Emiliano e i 200 circa presso il Monte Rest nelle Prealpi Carniche. Ma il vento fortissimo colpì anche a distanza: a Roma, scirocco potentissimo abbatté decine di alberi. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Come spiegavamo, l'aspetto più ricordato di questa tempesta che ha colpito l'Italia 8 anni fa è stata la <strong>distruzione di enormi estensione di bosco sulle Alpi a causa del vento.</strong></p><h2><strong>La strage di alberi</strong></h2><p>Le immagini che arrivarono dalle valli dolomitiche, dall’agordino (Belluno, Veneto) e dalle Alpi e Prealpi Carniche, <strong>restano ancora oggi scolpite nella memoria di molti italiani: vaste aree boschive completamente abbattute</strong> dalla furia degli elementi, come accade dopo una eruzione vulcanica o l'esplosione di una bomba nucleare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Uno degli effetti più impressionanti del passaggio di quel ciclone è stata la distruzione totale di enormi estensione di boschi sulle Alpi italiane. Dalle immagini arrivate in quei giorni si vedevano centinaia di migliaia di alberi rasi al suolo, come dopo il passaggio di una onda d'urto di una bomba o di una eruzione vulcanica. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>"Il fortissimo vento sinottico ed effetti di caduta e turbolenze locali</strong> nelle valli in molti casi sconvolsero il territorio - ricorda Marco Virgilio. Moltissimo si è fatto per ripristinare i territori colpiti ma lo sfregio è ancora visibile in tanti versanti inaccessibili e tale rimarrà per decenni", aggiunge il meteorologo e divulgatore scientifico friulano.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">La notte degli alberi caduti Come soldati in un campo di guerra migliaia di alberi furono abbattuti dalla tempesta Vaia di fine ottobre 2018. Enormi superfici boschive rase al suolo nelle Alpi Orientali. https://t.co/Azcy5LJodS</p>— Marco Virgilio (@dabihdream) <a href="https://x.com/dabihdream/status/1454776365048385536?ref_src=twsrc%5Etfw">October 31, 2021</a></blockquote></figure><p> Il motivo di una distruzione così grande fu legato ai <strong>venti discendenti dai pendii, </strong>noti in meteorologia come<strong> “downslope wind”.</strong> Questi venti risultano molto dannosi per l'effetto di compressione discendente, e prendono a strisciare a causa della forma delle montagne, informava Lombroso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776782" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia.html" title="Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia ">Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia.html" title="Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia-1782996077690_320.jpg" alt="Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia "></a></article></aside><p> "Nel dettaglio - spiega Lombroso - si è trattato di un fortissimo vento lineare di gradiente di tipo sinottico, senza fenomeni vorticosi. Ciò nonostante le raffiche hanno superato forza 12 - uragano della scala Beaufort, anche se il ciclone transitato era di tipo extra-tropicale". </p><h2><strong>Il vento non fu l'unico aspetto di quella tempesta</strong></h2><p><strong>Come spiegavamo, oltre al vento si registrarono anche intense precipitazioni, che nelle zone alpine e prealpine dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia furono di centinaia di mm.</strong> Sulle Prealpi Carniche si raggiunsero addirittura 815 mm a Malga Campiuz. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I meteorologi francesi confermano: "l'inverno è alle porte" anche in Francia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 10:57:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Questa settimana inizia con temperature insolitamente alte. Lo confermano anche i modelli meteorologici: l'inverno è ben consolidato nei nostri porti e le temperature sono pronte a impennarsi. Scopri le previsioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrx1ne"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrx1ne.jpg" id="xbrx1ne"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo un inizio di settimana caratterizzato da temperature molto miti, con punte vicine ai 27 °C martedì pomeriggio ai piedi dei Pirenei francesi, <strong>mercoledì le temperature sono crollate bruscamente in Francia, </strong>perdendo in alcune località quasi dieci gradi nell’arco di 24 ore.</p><p>Dopo il passaggio di una perturbazione martedì,<strong> un robusto anticiclone si sta rafforzando sulla Francia e dovrebbe portare condizioni meteorologiche asciutte nei prossimi 7-10 giorni. </strong>Le temperature sono già diminuite nettamente e dovrebbero rimanere vicine alle medie stagionali fino a venerdì, o persino a sabato.</p><p><strong>Ma la posizione dell’anticiclone a partire da questo fine settimana potrebbe cambiare tutto.</strong> Dovrebbe infatti posizionarsi sulle isole britanniche, favorendo l’arrivo di aria continentale più fredda sulla Francia. <strong>Le temperature dovrebbero quindi riprendere a scendere da domenica su gran parte del Paese</strong>, portandosi questa volta al di sotto delle medie stagionali. </p><div class="texto-destacado"><strong> Una situazione simile in Italia: brusco calo termico in arrivo. </strong><br>Anche in Italia si attende un brusco calo delle temperature da domenica 1° novembre, come stiamo indicando <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_destacados">nei nostri ultimi aggiornamenti. </a></div><p>Le ultime previsioni per la prossima settimana confermano questa tendenza, con temperature che potrebbero rimanere decisamente basse per il periodo. <strong>L’inverno sta forse arrivando in anticipo?</strong> Ecco le ultime previsioni.</p><h2>Temperature di stagione… per il momento</h2><p>Il forte calo delle temperature che ieri ha interessato moltissime regioni francesi non dovrebbe proseguire oggi.<strong> Il termometro si stabilizzerà,</strong> con temperature che dovrebbero attestarsi nel complesso attorno alle medie stagionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793251818027.jpg" data-image="npats1vsav27" alt="Temperature nel complesso vicine alle medie stagionali questo pomeriggio!" title="Temperature nel complesso vicine alle medie stagionali questo pomeriggio!"><figcaption>Temperature nel complesso vicine alle medie stagionali questo pomeriggio!</figcaption></figure><p><strong>Ecco le temperature previste da Météo-France per questo pomeriggio:</strong></p><ul><li>14 °C a Clermont-Ferrand </li><li>15 °C a Lione, Parigi e Strasburgo </li><li>16 °C a Lille e Rennes </li><li>17 °C a Bordeaux e Grenoble </li><li>18 °C a Limoges </li><li>19 °C a Tolosa e Montpellier </li><li><strong>20 °C a Perpignano </strong></li><li><strong>21 °C a Marsiglia</strong></li><li><strong>22 °C a Nizza e Bastia </strong></li><li><strong>23 °C ad Ajaccio</strong></li></ul><p>In alcune località, le temperature potrebbero persino risultare<strong> leggermente inferiori alle medie stagionali di fine ottobre. </strong>È il caso, in particolare, di Bordeaux.</p><h2>Un nuovo calo delle temperature atteso a breve</h2><p>Tra venerdì e sabato, <strong>le temperature dovrebbero mantenersi nel complesso vicine alle medie stagionali, </strong>con una media di 15 °C al nord e di 18 °C al sud venerdì. Sabato è atteso un lievissimo calo, con una media di 14 °C al nord e di 17 °C al sud.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795524" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo">Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo-1793178666045_320.png" alt="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"></a></article></aside><p>Si tratta naturalmente di valori medi: le temperature dovrebbero essere leggermente più alte vicino al Mediterraneo, <strong>con possibili punte superiori ai 20 °C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793251900959.jpg" data-image="g2s5h5fgkpqw" alt="Sabato temperature vicine ai 20 gradi lungo il Mediterraneo." title="Sabato temperature vicine ai 20 gradi lungo il Mediterraneo."><figcaption>Sabato temperature vicine ai 20 gradi lungo il Mediterraneo. </figcaption></figure><p>Al contrario, <strong>in presenza di nebbie e nubi basse mattutine, </strong>che in alcuni casi potrebbero persistere per buona parte della giornata, soprattutto nella pianura alsaziana, nella valle della Saona e nelle valli del sud-ovest,<strong> le temperature potrebbero rimanere particolarmente basse. </strong>In alcune località il termometro potrebbe persino non superare i 10 °C per l’intera giornata.</p><h2>Un nuovo calo delle temperature domenica </h2><p>Con il riposizionamento dell’anticiclone sulle isole britanniche nel fine settimana, <strong>da domenica le correnti si orienteranno più decisamente da nord-est.</strong> Aria continentale, molto più fredda ma sempre altrettanto secca, raggiungerà la Francia, <strong>provocando un nuovo calo delle temperature.</strong> Questa volta il termometro dovrebbe scendere nettamente al di sotto delle medie stagionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793251951890.jpg" data-image="8uol3zy8lpt6" alt="Domenica è atteso un nuovo calo delle temperature." title="Domenica è atteso un nuovo calo delle temperature."><figcaption>Domenica è atteso un nuovo calo delle temperature. </figcaption></figure><p><strong>Per domenica 1° novembre si prospetta quindi una sensazione di fresco intenso, se non di freddo</strong>, con temperature massime che raggiungeranno in media i 12 °C al nord e i 16 °C al sud.</p><h3>Il calo delle temperature proseguirà</h3><p>Questo calo delle temperature dovrebbe proseguire lunedì, soprattutto nel sud del Paese, dove il termometro potrebbe perdere altri 2 °C rispetto al giorno precedente.</p><p><strong>La prossima settimana bisognerà però tenere conto di un altro elemento importante: il vento.</strong> Il vento da nord-est, chiamato «bise», dovrebbe infatti soffiare su una parte del Paese, accentuando la sensazione di freddo in molte regioni. <strong>La temperatura percepita potrebbe quindi essere sensibilmente inferiore a quella effettivamente indicata dai termometri!</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793251974617.jpg" data-image="ym719hq2sfux" alt="La prossima settimana dovrebbero affermarsi temperature invernali, con valori nettamente inferiori alle medie stagionali su gran parte del Paese." title="La prossima settimana dovrebbero affermarsi temperature invernali, con valori nettamente inferiori alle medie stagionali su gran parte del Paese."><figcaption>La prossima settimana dovrebbero affermarsi temperature invernali, con valori nettamente inferiori alle medie stagionali su gran parte del Paese.</figcaption></figure><p>Le temperature potrebbero perdere ancora 1-2 °C verso la metà della prossima settimana,<strong> con massime che al nord potrebbero non superare più i 10 °C, </strong>nemmeno nelle ore più calde della giornata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795612" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html" title="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio">Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html" title="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793195999816_320.jpg" alt="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio"></a></article></aside><p><strong>Le temperature attese la prossima settimana potrebbero quindi assomigliare più a quelle normalmente osservate all’inizio dell’inverno che a quelle dei primi di novembre.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Marte, il mistero della gigantesca nube di 1800 km sul Arsia Mons: una nuova ipotesi "estrema" emerge dai modelli meteo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/marte-il-mistero-della-gigantesca-nube-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-ipotesi-estrema-emerge-dai-modelli-meteo.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 09:29:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Una spettacolare nube di ghiaccio lunga 1.800 km nel cielo di Marte ripropone un insolito fenomeno finora "solo teorizzato" nella fisica dell'atmosfera. Le simulazioni al computer confermano che il ghiaccio delle nubi può formarsi spontaneamente senza l'aiuto di polveri.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/marte-il-mistero-della-nube-gigante-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-importante-ipotesi-emerge-dai-modelli-1793205280957.jpg" data-image="osuygoj9ec31"><figcaption>Una delle spettacolari immagini della nube marziana che può ciclicamente svilupparsi per una lunghezza di ben 1.800 km, ad una quota di circa 45 km dalla superficie marziana. Credits ESA</figcaption></figure><p>È conosciuta come Arsia Mons Elongated Cloud (AMEC), ed è <strong>una spettacolare nube di ghiaccio </strong>d'acqua<strong> lunga fino a 1800 km</strong> che <strong>compare temporaneamente e stagionalmente nelle mattine primaverili ed estive</strong> nell'emisfero meridionale, sottovento all'omonimo monte. </p><p>La sua stagionalità, il suo ciclo diurno e la sua maestosità hanno impressionato gli scienziati fin dalla sua scoperta nel 2018 grazie alle immagini riprese dalla <em>Visual Monitoring Camera</em> (VMC) a bordo della storica sonda <strong>Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA)</strong>. </p><p>Inizialmente scambiata per un pennacchio vulcanico attivo, gli scienziati hanno presto compreso che si trattava di<strong> una colossale nube orografica</strong>, innescata dall'interazione tra i venti e la topografia del <strong>vulcano (alto circa 20 km)</strong>, e capace di spingersi<strong> fino a circa 45 km</strong> di quota. La nube compare, nella "stagione calda" <strong>ogni mattina</strong>, per poi evaporare e dissolversi man mano che il sole riscalda l'atmosfera.</p><p>Nonostante anni di monitoraggio e di simulazioni con <strong>i modelli meteorologici</strong> che riproducono al computer il comportamento dell'atmosfera marziana, gli scienziati non erano mai riusciti a riprodurre la nube nella sua lunghezza e, quindi, a capirne la dinamica. Ma <strong>una svolta è arrivata da un recentissimo studio</strong> pubblicato il 7 ottobre 2026 su Nature Geoscience, firmato da Jorge Hernández-Bernal insieme a Anni Määttänen, Aymeric Spiga e François Forget (ricercatori presso LMD, LATMOS, IPSL, CNRS e Sorbonne Université).</p><h2>La scoperta dei modelli: il ghiaccio nasce senza polvere</h2><p>Secondo la meteorologia classica, sia terrestre che marziana, <strong>le nubi si formano attraverso un processo chiamato nucleazione eterogenea</strong>. Questo meccanismo fa sì che il vapore acqueo, per trasformarsi in piccole gocce o cristalli di ghiaccio, debba condensare intorno a dei minuscoli nuclei preesistenti chiamati appunto <strong>"nuclei di condensazione"</strong>, che fungono da "innesco". E i granelli/polveri di polvere sospesi nell'atmosfera su Marte sicuramente non mancano.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/marte-il-mistero-della-nube-gigante-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-importante-ipotesi-emerge-dai-modelli-1793205533347.jpg" data-image="5m02h9g5s1g5"><figcaption>Nella foto è possibile osservare la nube formarsi in prossimità del vulcano inattivo Arsia Mons. È facile notare anche la stagione estiva in atto sull'emisfero meridionale e la fase del giorno, una mattinata appena iniziata. Credits: ESA</figcaption></figure><p>Tuttavia, finché gli scienziati vincolavano le simulazioni a questa regola standard, il computer falliva nel ricreare la lunga coda di cristalli di ghiaccio che forma la nube e che era stata ripresa dalle sonde. </p><div class="texto-destacado">Solo quando il team di ricerca ha integrato nel modello meteorologico marziano <strong>un meccanismo microfisico molto più raro ed estremo</strong>, il risultato è cambiato e la gigantesca nube simulata è finalmente emersa con caratteristiche molto simili a quelle osservate dalle sonde.</div><p> Si tratta della <strong>nucleazione omogenea</strong>, fenomeno in cui i cristalli di ghiaccio si formano spontaneamente e direttamente dal vapore acqueo, senza alcun nucleo di polvere intermedio. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791458" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte.html" title="Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte">Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte.html" title="Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte-1790885430560_320.jpg" alt="Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte"></a></article></aside><p><strong>Q</strong><strong>uesto fenomeno non è stato misurato direttamente nell'atmosfera di Marte, ma è stato dedotto con simulazioni numeriche.</strong></p><h2>Raffreddamento lampo e condizioni estreme</h2><p>Perché questo processo possa avvenire senza l'aiuto della polvere, occorrono <strong>condizioni fisiche limite</strong>, finora ritenute quasi impossibili in un'atmosfera reale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/marte-il-mistero-della-nube-gigante-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-importante-ipotesi-emerge-dai-modelli-1793205357597.jpg" data-image="w8p0ckcz0fug"><figcaption>Nel dettaglio è possibile vedere l'esatto esatta posizione in cui la nube viene a formarsi, poi allungarsi per circa 1800 km. Credits ESA</figcaption></figure><p>Dalle simulazioni effettuate dal gruppo di ricerca, <strong>quando i venti risalgono rapidamente i pendii di Arsia Mons</strong>, nella tenue atmosfera marziana (appena l'1% di quella terrestre costituita essenzialmente da CO2), l'aria subisce un <strong>raffreddamento adiabatico estremo</strong> e la temperatura crolla di circa 30°C in appena 10 minuti (condizioni di freddo estremo con temperature inferiori a 130 K, cioè -143°C).</p><div class="texto-destacado">Questo crollo termico produce una sovrasaturazione straordinaria, facendo impennare l'umidità dell'aria a livelli e ritmi inimmaginabili, fino a 100.000 volte superiori a quelli solitamente registrati sulla Terra.</div><p>L'atmosfera diventa così carica di vapore acqueo da costringere l'acqua a <strong>congelare all'istante</strong> da sola, formando il ghiaccio prima ancora che la polvere presente nell'atmosfera possa intervenire come potenziale nucleo di condensazione.</p><h2>Mars Express e le implicazioni per la Terra</h2><p>Per validare le simulazioni al computer i ricercatori si sono basati sulle numerose osservazioni registrate e inviate dalla Mars Express dal 2018 ad oggi, utilizzando sia il monitoraggio su larga scala della VMC (Visual Monitoring Camera), che le riprese della fotocamera ad alta risoluzione HRSC (High Resolution Stereo Camera).</p><div class="texto-destacado"><strong>La nube simulata non è identica al 100% alla nube realmente osservata</strong>. Tuttavia lo studio fornisce la<strong> prima solida evidenza indiretta</strong> che il fenomeno della <strong>nucleazione omogenea, finora rimasto solo teorico</strong>, riesca ad attivarsi realmente in natura in un'atmosfera planetaria. </div><p>La nucleazione omogenea potrebbe, effettivamente, <strong>spiegare la natura di alcune nubi ad alta quota sulla Terra o anche su Venere</strong>, ed altri rari fenomeni osservati su altri pianeti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756138" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-campo-magnetico-marziano-e-scomparso-e-con-esso-la-possibilita-di-vita.html" title="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita ">La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-campo-magnetico-marziano-e-scomparso-e-con-esso-la-possibilita-di-vita.html" title="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gemini-ha-detto-la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-suo-campo-magnetico-e-scomparso-e-con-esso-la-vita-1772105419453_320.png" alt="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita "></a></article></aside><p>Comprenderne il funzionamento su Marte potrà aiutare a <strong>perfezionare i modelli climatici planetari </strong>e la comprensione della microfisica delle nubi nel Sistema Solare.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Jorge%20Hern%C3%A1ndez-Bernal%2C%20Anni%20M%C3%A4%C3%A4tt%C3%A4nen%2C%20Aymeric%20Spiga%20e%20Fran%C3%A7ois%20Forget" data-year="2026" data-title="Nature%20Geoscience%3A%20Homogeneous%20ice%20nucleation%20from%20water%20vapour%20suggested%20by%20elongated%20clouds%20on%20Mars" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs41561-026-02089-9">Jorge Hernández-Bernal, Anni Määttänen, Aymeric Spiga e François Forget. (2026). <a href="https://doi.org/10.1038/s41561-026-02089-9" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Nature Geoscience: Homogeneous ice nucleation from water vapour suggested by elongated clouds on Mars</a>.</cite><br><cite data-author="Agenzia%20Spaziale%20Europea%20(ESA)" data-year="2026" data-title="Mars%E2%80%99s%20oddest%20cloud%20may%20be%20even%20odder%20than%20we%20thought" data-url="https%3A%2F%2Fwww.esa.int%2FScience_Exploration%2FSpace_Science%2FMars_Express%2FMars_s_oddest_cloud_may_be_even_odder_than_we_thought">Agenzia Spaziale Europea (ESA). (2026). <a href="https://www.esa.int/Science_Exploration/Space_Science/Mars_Express/Mars_s_oddest_cloud_may_be_even_odder_than_we_thought" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Mars’s oddest cloud may be even odder than we thought</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/marte-il-mistero-della-gigantesca-nube-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-ipotesi-estrema-emerge-dai-modelli-meteo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 10°C di massima: in arrivo il primo assaggio d'inverno con piogge diffuse e neve sugli Appennini]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 08:18:05 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Assaggio invernale nel weekend festivo: temperature anche di 6-8°C sotto la media stagionale su alcune regioni italiane.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrxp7y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrxp7y.jpg" id="xbrxp7y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dal sole e dalle temperature miti al freddo quasi invernale nel giro di pochi giorni. È questo lo scenario meteorologico che potrebbe concretizzarsi sull'Italia proprio in concomitanza con il weekend di Ognissanti. Dopo una settimana piuttosto tranquilla, caratterizzata dalla presenza dell'alta pressione e da condizioni atmosferiche generalmente stabili, <strong>l'arrivo di correnti molto più fredde potrebbe determinare un brusco cambiamento del tempo, soprattutto sulle regioni adriatiche e meridionali</strong>.</p><p>Insomma, l'autunno sembra intenzionato a mostrare un volto decisamente diverso rispetto a quello degli ultimi giorni. Non soltanto pioggia e vento, ma anche un importante calo delle temperature che, localmente, <strong>potrebbero portarsi fino a 6-8°C al di sotto delle medie stagionali</strong>.</p><p>La giornata da tenere maggiormente sotto osservazione sarà proprio quella di <strong>domenica 1° novembre</strong>, quando l'afflusso di aria fredda potrebbe favorire un aumento dell'instabilità e condizioni meteorologiche dal sapore quasi invernale.</p><h2><strong>Weekend di Ognissanti, cambia tutto: domenica 1° novembre tornano pioggia e neve sugli Appennini</strong></h2><p>Ma cosa provocherà questo improvviso cambiamento? La risposta va ricercata nella particolare configurazione atmosferica che si sta delineando sul continente europeo.</p><p>L'anticiclone, attualmente responsabile del tempo stabile sulla nostra Penisola, tenderà progressivamente a spostare il proprio baricentro verso l'Europa nord-occidentale. Questo movimento favorirà la discesa di <strong>una massa d'aria fredda dalle alte latitudini europee verso i Balcani e successivamente il Mediterraneo centrale</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795574" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia.html" title="Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est">Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia.html" title="Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia-1793188581257_320.jpg" alt="Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est"></a></article></aside><p>I primi segnali di cambiamento potrebbero manifestarsi già nella giornata di venerdì 30 ottobre, mentre sabato 31 l'instabilità dovrebbe aumentare soprattutto lungo il medio Adriatico, al Sud e sulle Isole Maggiori, con possibilità di rovesci e locali temporali.</p><p>Ma sarà soprattutto <strong>domenica 1° novembre che il peggioramento potrebbe entrare nel vivo</strong>. Le precipitazioni dovrebbero interessare principalmente le regioni centro-meridionali, con particolare attenzione ad Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia. Non si esclude un coinvolgimento anche della Romagna e di altri settori del Centro.</p><p>L'interazione tra l'aria fredda in arrivo e le acque del Mediterraneo, ancora relativamente calde, potrebbe inoltre favorire lo sviluppo di una circolazione depressionaria, contribuendo ad alimentare l'instabilità atmosferica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata-1793260159625.jpg" data-image="yssxl8i75gmp" alt="Piogge diffuse entro domenica primo novembre" title="Piogge diffuse entro domenica primo novembre"><figcaption>Precipitazioni cumulate previste per domenica 1° novembre, con gli accumuli più significativi concentrati soprattutto tra medio e basso Adriatico e settori del Mediterraneo centrale.</figcaption></figure><p><strong>Possibili anche le prime nevicate sugli Appennini</strong>, inizialmente alle quote più elevate, con la possibilità di un progressivo abbassamento della quota neve qualora l'afflusso freddo dovesse intensificarsi nei giorni successivi.</p><h2><strong>Temperature in crollo fino a 6-8°C sotto la media: venti forti e clima quasi invernale</strong></h2><p>Oltre alle precipitazioni, <strong>il vero protagonista del weekend sarà il sensibile calo delle temperature</strong>, destinato a riportare condizioni decisamente più fredde rispetto a quelle registrate durante la settimana.</p><p>Il raffreddamento si farà sentire soprattutto lungo il versante adriatico e sulle regioni meridionali, maggiormente esposte alle correnti settentrionali e nord-orientali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata-1793260238888.jpg" data-image="1a5iw9fq1c7v" alt="Crollo termico sull'Italia centro-meridionale" title="Crollo termico sull'Italia centro-meridionale"><figcaption>Valori particolarmente contenuti lungo il versante adriatico e nelle zone interne, con un marcato contrasto rispetto alle temperature più miti dei giorni precedenti. </figcaption></figure><p>Nelle ore pomeridiane di domenica, <strong>le temperature massime potrebbero fermarsi intorno ai 10-14°C su diverse località del Centro-Sud</strong>, con valori ancora inferiori nelle zone interne e montuose. Un cambiamento particolarmente evidente se confrontato con il clima mite degli ultimi giorni di ottobre.</p><p>A rendere ancora più pungente il freddo contribuiranno i venti, che <strong>potrebbero soffiare con intensità moderata o forte dai quadranti settentrionali</strong>, soprattutto tra domenica e lunedì. Di conseguenza, la temperatura percepita potrebbe risultare sensibilmente inferiore rispetto a quella effettivamente misurata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795612" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html" title="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio">Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html" title="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793195999816_320.jpg" alt="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio"></a></article></aside><p>E non finisce qui. Le ultime tendenze suggeriscono infatti che <strong>questa fase più fredda potrebbe accompagnarci anche durante i primi giorni di novembre</strong>, quando non si esclude un ulteriore abbassamento delle temperature e il ritorno di precipitazioni nevose sugli Appennini, potenzialmente anche a quote inferiori ai 1000 metri.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Naturalmente, saranno necessari ulteriori aggiornamenti per valutare con maggiore precisione la distribuzione delle precipitazioni e soprattutto la quota delle eventuali nevicate. Quel che appare sempre più probabile, però, è che <strong>l'inizio di novembre porterà sull'Italia un deciso cambio di stagione, con il primo vero assaggio di condizioni quasi invernali</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La NASA riorganizza Artemis per tornare sulla Luna entro il 2028: SpaceX e Blue Origin in competizione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-riorganizza-artemis-per-tornare-sulla-luna-entro-il-2028-spacex-e-blue-origin-in-competizione.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 07:02:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La NASA valuterà i sistemi di atterraggio lunare di SpaceX e Blue Origin prima di scegliere quale utilizzare su Artemis IV. Entrambe le società dovranno dimostrare che le loro tecnologie sono pronte per riportare l’uomo sulla superficie lunare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-reorganiza-artemis-para-volver-a-pisar-la-luna-en-2028-spacex-y-blue-origin-compiten-por-llevar-los-astronautas-1793045132904.png" data-image="xtzk308rmdxs" alt="NASA Luna Artemis Starship Blue Origin" title="NASA Luna Artemis Starship Blue Origin"><figcaption>Sebbene SpaceX e Blue Origin condividano l'obiettivo di favorire il ritorno dell'essere umano sulla Luna, i loro progetti presentano differenze significative.</figcaption></figure><p>La NASA mantiene aperte le opzioni per il ritorno degli astronauti sulla Luna. <strong>L’agenzia spaziale statunitense metterà alla prova i sistemi di allunaggio sviluppati da SpaceX e Blue Origin</strong> prima di decidere quale delle due aziende si occuperà di una delle fasi più importanti della missione Artemis IV, il cui obiettivo è <strong>riportare esseri umani sulla superficie lunare nel 2028. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Il calendario previsto prevede che SpaceX effettui una prima dimostrazione senza equipaggio alla fine del 2027, mentre Blue Origin intende collaudare la propria tecnologia nel corso del 2028. </strong></div><p>I risultati saranno determinanti per <strong>stabilire se uno dei sistemi sia pronto</strong> a partecipare a una missione con equipaggio. L’annuncio è stato dato durante una presentazione dei responsabili del programma Artemis al Kennedy Space Center. La decisione riflette l’intenzione della NASA di verificare il funzionamento di entrambe le proposte <strong>prima di stabilire quale veicolo utilizzerà per la discesa sulla Luna</strong>.</p><h2>SpaceX punta su Starship per raggiungere la superficie lunare</h2><p>L’azienda fondata da Elon Musk propone di <strong>utilizzare una versione della sua navicella Starship adattata all’allunaggio.</strong> Il veicolo dovrà coordinare le proprie operazioni con quelle della capsula Orion, a bordo della quale viaggeranno gli astronauti, per completare le manovre necessarie prima della discesa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-reorganiza-artemis-para-volver-a-pisar-la-luna-en-2028-spacex-y-blue-origin-compiten-por-llevar-los-astronautas-1793045168043.jpg" data-image="etexnjuccrgr" alt="NASA Luna Artemis Starship Blue Origin" title="NASA Luna Artemis Starship Blue Origin"><figcaption>Starship di SpaceX è il sistema di lancio più potente e più grande mai costruito dall’umanità. Crediti: REUTERS/Steve Nesius.</figcaption></figure><p>SpaceX prevede di effettuare una prova di allunaggio senza equipaggio alla fine del 2027. Se riuscirà a raggiungere gli obiettivi tecnici stabiliti, l’azienda punterà a una dimostrazione <strong>con astronauti nella seconda metà del 2028.</strong></p><p>Tuttavia, prima di trasportare persone, <strong>dovrà dimostrare che il suo sistema è in grado di eseguire in sicurezza le operazioni previste per raggiungere la superficie lunare.</strong> Lo sviluppo di Starship rappresenta un elemento centrale dei piani dell’azienda per partecipare alle prossime missioni di esplorazione spaziale.</p><h2>Blue Origin prepara un’alternativa con il modulo Blue Moon</h2><p>La proposta di Blue Origin, l’azienda fondata da Jeff Bezos, si basa sul <strong>modulo lunare Blue Moon</strong>. La sua architettura prevede l’impiego di tre veicoli che fungerebbero da rimorchiatori per trasferire il modulo con equipaggio in un’orbita polare attorno alla Luna.</p><p>Una volta lì, <strong>il veicolo dovrà incontrare gli astronauti arrivati a bordo della capsula Orion</strong>. A partire da questa manovra si svolgeranno le operazioni necessarie per proseguire con la discesa verso la superficie.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-reorganiza-artemis-para-volver-a-pisar-la-luna-en-2028-spacex-y-blue-origin-compiten-por-llevar-los-astronautas-1793045191919.jpg" data-image="gw8ajv0nt24j" alt="NASA Luna Artemis Starship Blue Origin" title="NASA Luna Artemis Starship Blue Origin"><figcaption>Il fondatore di Blue Origin, Jeff Bezos, ha presentato un modello del modulo lunare Blue Moon il 9 maggio 2019. Crediti: Space.com</figcaption></figure><p>Il calendario dell’azienda prevede una <strong>prima prova del suo sistema di allunaggio senza equipaggio nel 2028</strong>. Questa dimostrazione permetterà di valutarne il funzionamento prima di prenderne in considerazione l’utilizzo in future missioni con equipaggio.</p><p>Sebbene SpaceX e Blue Origin condividano l’obiettivo di favorire il ritorno degli esseri umani sulla Luna, <strong>i loro progetti presentano differenze importanti</strong>. Per questo, le prove saranno essenziali per confrontarne le prestazioni e determinare se soddisfino i requisiti di sicurezza e operativi richiesti dalla NASA.</p><h2>Artemis III cambierà rotta prima del ritorno sulla Luna</h2><p>La valutazione dei moduli lunari non sarà l’unico cambiamento nei piani statunitensi. <strong>La NASA modificherà anche l’impostazione di Artemis III</strong>, che non avrà più come obiettivo principale un allunaggio, ma si concentrerà su prove in orbita terrestre.</p><div class="texto-destacado"><strong>La missione prevede di portare quattro astronauti in orbita attorno alla Terra per circa 14 giorni</strong>, nell’estate del 2027. Durante questo periodo, l’equipaggio si eserciterà nelle manovre di incontro e aggancio tra la capsula Orion e i prototipi dei veicoli sviluppati da SpaceX e Blue Origin.</div><p>Queste esercitazioni permetteranno di verificare procedure fondamentali per le future missioni lunari e di raccogliere informazioni sul funzionamento congiunto delle navicelle. L’esperienza aiuterà anche a <strong>individuare possibili difficoltà</strong> prima che le operazioni si svolgano a centinaia di migliaia di chilometri dalla Terra.</p><h3>Una decisione chiave per Artemis IV</h3><p>La scelta del sistema di allunaggio per Artemis IV dipenderà dai risultati delle dimostrazioni e dalla <strong>capacità di ciascuna azienda di rispettare le scadenze previste.</strong></p><p>Inoltre, la NASA intende partecipare più direttamente allo sviluppo tecnologico. A questo scopo, prevede che <strong>il proprio personale lavori al fianco dei fornitori</strong> per individuare e risolvere più rapidamente eventuali problemi tecnici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795233" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-luna-le-iadi-e-venere-con-un-nuovo-metodo-la-scienza-prova-ancora-una-volta-a-datare-la-notte-stellata-di-van-gogh.html" title="La Luna, le Iadi e Venere: con un nuovo metodo la scienza prova ancora una volta a datare la Notte Stellata di Van Gogh">La Luna, le Iadi e Venere: con un nuovo metodo la scienza prova ancora una volta a datare la Notte Stellata di Van Gogh</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-luna-le-iadi-e-venere-con-un-nuovo-metodo-la-scienza-prova-ancora-una-volta-a-datare-la-notte-stellata-di-van-gogh.html" title="La Luna, le Iadi e Venere: con un nuovo metodo la scienza prova ancora una volta a datare la Notte Stellata di Van Gogh"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-luna-le-iadi-e-venere-con-un-nuovo-metodo-la-scienza-prova-ancora-una-volta-a-datare-la-notte-stellata-di-van-gogh-1793028000610_320.jpg" alt="La Luna, le Iadi e Venere: con un nuovo metodo la scienza prova ancora una volta a datare la Notte Stellata di Van Gogh"></a></article></aside><p>Il ritorno degli astronauti sulla superficie lunare dipenderà, in buona parte, dal superamento delle prove previste da parte di queste tecnologie. SpaceX e Blue Origin restano in corsa con le rispettive proposte, ma dovranno <strong>dimostrare che i loro sistemi sono pronti ad affrontare una delle operazioni più complesse dell’esplorazione spaziale moderna.</strong></p><p>L’obiettivo è che Artemis IV segni un nuovo capitolo della presenza umana sulla Luna. Per raggiungerlo, bisognerà prima verificare che i veicoli progettati per la discesa possano<strong> soddisfare le esigenze di una missione con equipaggio.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-riorganizza-artemis-per-tornare-sulla-luna-entro-il-2028-spacex-e-blue-origin-in-competizione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Astronomi dell'Università di Warwick identificano la possibile prima stella verde mai osservata nell'universo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomi-dell-universita-di-warwick-identificano-la-possibile-prima-stella-verde-mai-osservata-nell-universo.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Gli astronomi hanno identificato, per la prima volta, una stella che può apparire verde a occhio nudo. La scoperta è degna di nota per il suo colore insolito, poiché le stelle vengono tipicamente percepite in tonalità di blu, bianco, giallo o rosso.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-identificam-candidata-a-primeira-estrela-verde-ja-observada-no-universo-1792956236344.png" data-image="zlwbh047hqau" alt="Gli astronomi hanno identificato una nana bianca che potrebbe apparire verde a occhio nudo, un colore raro tra le stelle." title="Gli astronomi hanno identificato una nana bianca che potrebbe apparire verde a occhio nudo, un colore raro tra le stelle."><figcaption>Gli astronomi hanno identificato una nana bianca che potrebbe apparire verde a occhio nudo, un colore raro tra le stelle.</figcaption></figure><p><strong>L’esistenza di stelle verdi era considerata improbabile perché la luce che emettono non viene percepita come verde a occhio nudo</strong>. Anche quando l’emissione è intensa nelle lunghezze d’onda del verde, la stella emette luce anche in altre regioni dello spettro visibile, che nel complesso viene percepita come bianca o giallastra.</p><p>Il Sole, per esempio, presenta un picco di emissione vicino alla regione verde dello spettro, ma quando queste componenti raggiungono insieme i nostri occhi vengono percepite come luce bianca. <strong>Dalla Terra, il Sole può anche apparire giallastro a causa della diffusione atmosferica.</strong></p><p><strong>Un nuovo studio sulle nane bianche descrive la scoperta della prima stella che potrebbe apparire verde a occhio nudo.</strong> A differenza delle stelle il cui spettro mostra soltanto un’emissione intensa in questa regione, questo oggetto è stato identificato come un possibile esempio di stella visivamente verde. </p><h2> Perché non ci sono stelle verdi? </h2><p>Non si osservano stelle verdi perché la loro emissione luminosa copre un intervallo più ampio dello spettro visibile. <strong>Anche quando l’intensità della radiazione raggiunge il massimo in questa regione, vengono emessi anche altri colori.</strong> La combinazione di queste lunghezze d’onda viene percepita come bianca o giallastra.</p><div class="texto-destacado"> Questo comportamento è legato alla radiazione termica emessa dalle stelle, il cui spettro dipende principalmente dalla loro temperatura.<br> </div><p><strong>Poiché l’emissione si distribuisce su diverse lunghezze d’onda, un picco nella regione verde, da solo, non basta a produrre questa percezione del colore.</strong> Pertanto, sebbene esistano stelle con un’emissione intensa in questa regione, normalmente non appaiono verdi agli osservatori umani.</p><h2> Scoperta una stella verde </h2><p>In un nuovo studio, alcuni astronomi dell’Università di Warwick, in Inghilterra, hanno annunciato la scoperta di una stella che potrebbe apparire verde a occhio nudo. <strong>Questa stella verde, denominata WD J13306435, si trova nella costellazione del Drago.</strong> La presenza di calcio, sodio e litio nella stella è legata alla sua insolita firma spettrale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-identificam-candidata-a-primeira-estrela-verde-ja-observada-no-universo-1792956633415.png" data-image="os1u164xlyda" alt="La nana bianca WD J13306435, nella costellazione del Drago, presenta caratteristiche spettrali che indicano che potrebbe avere un colore verde. Crediti: Hollands et al. 2026" title="La nana bianca WD J13306435, nella costellazione del Drago, presenta caratteristiche spettrali che indicano che potrebbe avere un colore verde. Crediti: Hollands et al. 2026"><figcaption>La nana bianca WD J13306435, nella costellazione del Drago, presenta caratteristiche spettrali che indicano che potrebbe avere un colore verde. Crediti: Hollands et al. 2026</figcaption></figure><p><strong>Questi elementi potrebbero provenire dal materiale roccioso di corpi celesti che si sono avvicinati troppo alla nana bianca e sono stati distrutti dalla sua gravità.</strong> I detriti risultanti possono contaminare l’atmosfera stellare, alterandone la capacità di assorbire ed emettere luce.</p><h2> Una tavolozza di colori </h2><p> Analizzando i dati spettrali di 151 nane bianche situate a una distanza massima di 65 anni luce dalla Terra, i ricercatori hanno identificato diversi possibili colori per questi oggetti. <strong>Oltre alla tonalità verdastra di una stella, un’altra presentava un aspetto simile al rosa salmone</strong>. </p><p> Sono state identificate anche tonalità azzurrine e rosate, <strong>legate alle differenze di temperatura e alle proprietà chimiche delle atmosfere stellari.</strong> Con questi dati, i ricercatori hanno stimato come l’occhio umano percepirebbe la radiazione. </p><h2> Il Sole è verde? </h2><p>Curiosamente, il Sole è una stella che presenta la sua massima emissione nella regione verde dello spettro visibile. <strong>Tuttavia, a differenza di WD J13306435, non vediamo il Sole verde perché emette a diverse lunghezze d’onda.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795580" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri.html" title="Sergio Messina, esperto di astronomia: “Le Tauridi sono ricche di bolidi”. Quando osservarle nel Novembre 2026">Sergio Messina, esperto di astronomia: “Le Tauridi sono ricche di bolidi”. Quando osservarle nel Novembre 2026</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri.html" title="Sergio Messina, esperto di astronomia: “Le Tauridi sono ricche di bolidi”. Quando osservarle nel Novembre 2026"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri-1793188741234_320.jpeg" alt="Sergio Messina, esperto di astronomia: “Le Tauridi sono ricche di bolidi”. Quando osservarle nel Novembre 2026"></a></article></aside><p><strong>Il colore percepito dipende dall’intera distribuzione spettrale della luce e non soltanto dalla lunghezza d’onda alla quale l’emissione è massima.</strong> Sulla superficie terrestre, l’atmosfera diffonde le lunghezze d’onda più corte, e questo può far apparire il Sole giallastro quando è vicino all’orizzonte.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Hollands%20et%20al" data-year="2026" data-title="Any%20colour%20you%20like%3A%20the%20diverse%20chromaticities%20of%20white%20dwarfs" data-url="https%3A%2F%2Facademic.oup.com%2Frasti%2Farticle%2Fdoi%2F10.1093%2Frasti%2Frzag069%2F8914458%3Fsearchresult%3D1%26login%3Dfalse">Hollands et al. (2026). <a href="https://academic.oup.com/rasti/article/doi/10.1093/rasti/rzag069/8914458?searchresult=1&login=false" target="blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Tutti i colori che vuoi: le diverse cromaticità delle nane bianche</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomi-dell-universita-di-warwick-identificano-la-possibile-prima-stella-verde-mai-osservata-nell-universo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 19:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Jason Momoa si è sempre battuto per la difesa dell’ambiente e adesso ha lanciato un progetto di riutilizzo della plastica più efficace del comune riciaclaggio. Ecco in cosa consiste</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica-1793112428007.jpg" data-image="sk7a1xlrf31f" alt="Jason Momoa" title="Jason Momoa"><figcaption>Jason Momoa, attore famoso anche per il suo impegno a favore dell'ambiente - Gage Skidmore / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 2.0</figcaption></figure><p>Jason Momoa, attore e produttore americano originario delle <strong>Hawaii </strong>ha sempre avuto a cuore le tematiche ambientali, con una particolare attenzione all’inquinamento derivato dalla <strong>plastica </strong>e alla difesa degli <strong>ecosistemi marini</strong>.</p><p>Nel 2019 Momoa ha fondato <strong>Mananalu</strong>, un’azienda che si occupa di cercare soluzioni alternative alle bottiglie di plastica per l’acqua. </p><p>Adesso l’azienda si è evoluta ancora di più, fornendo nuovi sistemi per limitare lo spreco di plastica, oltre che rimuovere le bottiglie usate dal mare.</p><h2> Mananalu e la lotta alla plastica</h2><p>Mananalu è un termine hawaiano che vuol dire “sacro spirito della vita” e il brand di Momoa è nato attorno al principio del <strong>mālama honua</strong>, anch’esso parte dalla cultura delle Hawaii, e incentrato sul prendersi cura della Terra.</p><p>La mission di Mananalu è proprio questa, aiutare il pianeta a <strong>guarire </strong>dopo decenni di sfruttamento indiscriminato e inquinamento senza freni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica-1793113629738.jpg" data-image="yf4srwmhhpgy" alt="Momoa Hawaii" title="Momoa Hawaii"><figcaption>Una spiaggia delle Hawaii al tramonto</figcaption></figure><p>Il primo passo, nel 2019, è stato quello di creare bottiglie per l’acqua in <strong>alluminio </strong>per sostituire quelle in plastica. Ogni bottiglia in alluminio acquistata, inoltre, andava a finanziare il <strong>recupero </strong>di quelle gettate in mare. L’iniziativa è stata un successo, con <strong>sei milioni</strong> di bottiglie rimosse dagli oceani.</p><h2>In cosa consiste il progetto di Jason Momoa</h2><p>Il passo successivo di Mananalu, che nel 2025 ha avviato una collaborazione con <strong>Boomerang Water</strong>, è quello di spingere le persone ad acquistare meno bottiglie e <strong>riutilizzare </strong>quelle già in loro possesso, invece di sostituire semplicemente i materiali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763145" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche">Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche-1775810229090_320.jpg" alt="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"></a></article></aside><p>Per fare questo sono state progettate delle <strong>macchine </strong>da collocare nelle strutture dove comunemente si vendono bottigliette d’acqua, come ad esempio gli <strong>alberghi.</strong></p><p>Queste macchine funzionano come dei normali <strong>distributori di bottiglie</strong>, ma i contenitori possono essere <strong>restituiti </strong>per essere igienizzati, nuovamente riempiti e ridistribuiti. </p><div class="texto-destacado">Le macchine sono collegate alla rete idrica locale e possono eseguire in <strong>autonomia </strong>e sul posto tutte le operazioni necessarie al recupero dei contenitori, lavorando velocemente.</div><p>Ciascuna macchina può trattare fino a <strong>500 bottiglie all’ora</strong>, o 4000 al giorno.</p><p>L'impiego di questa tecnologia semplifica anche le operazioni di acquisto, trasporto e stoccaggio dell’acqua per le strutture che ospitano le nuove macchine, poiché non avranno più bisogno di comprare l’acqua imbottigliata.</p><h2>Riutilizzo e riciclo, qual è il sistema più efficiente</h2><p>Nel caso delle bottiglie di plastica il sistema del riutilizzo è più efficiente rispetto a quello del riciclo perché avviene senza la necessità di raccogliere i contenitori, trasportali e lavorali. </p><p>Non occorrono nemmeno nuovi imballaggi o etichettature, con un <strong>risparmio </strong>di emissioni di carbonio che Manalalu attesta al <strong>95%.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="745160" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-riciclaggio-dei-metalli-non-e-piu-un-opzione-e-diventato-una-priorita-globale-avvertono-gli-scienziati.html" title="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati">"Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale", avvertono gli scienziati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-riciclaggio-dei-metalli-non-e-piu-un-opzione-e-diventato-una-priorita-globale-avvertono-gli-scienziati.html" title="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/a-reciclagem-de-metais-deixou-de-ser-uma-opcao-passou-a-ser-uma-prioridade-global-alertam-os-cientistas-1765996282504_320.jpg" alt="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati"></a></article></aside><p>Questo valore include anche il risparmio relativo all’uso della rete idrica locale e soprattutto all'acquisto delle bottiglie di acqua per gli hotel, che nel caso delle Hawaii avviene quasi sempre dalla <strong>terraferma</strong>. </p><p>L'arcipelago non ha grosse fabbriche e quindi comprare acqua imbottigliata in quantità elevata comporta un dispendio di tempo, denaro ed energia.</p><h2>Le Hawaii, un paradiso costantemente minacciato</h2><p>Il progetto di Momoa è partito dall'isola di <strong>Oahu</strong>, dove hanno aderito in una prima fase quattro hotel. Ora la speranza è di diffondere il sistema anche a scuole, uffici e così via, per portarlo in seguito al di fuori delle Hawaii.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica-1793113575542.jpg" data-image="7fdzut9ei2yn" alt="Hawaii inquinamento" title="Hawaii inquinamento"><figcaption>Sott'acqua o sotto la sabbia, la plastica è un pericolo costante per gli habitat costieri</figcaption></figure><p>Eliminare il problema delle bottiglie di plastica alla radice, tramite il <strong>riutilizzo</strong>, è particolarmente rilevante per queste belle isole del Pacifico, e non solo per il coinvolgimento personale del fondatore del progetto. Le Hawaii sono costantemente minacciate dalla plastica, e tra gli stati costieri del Nord America sono quelle che risentono di più dell’<strong>inquinamento dei mari.</strong></p><p>La posizione geografica delle Hawaii mette queste isole al centro di <strong>correnti oceaniche</strong> che portano sulle loro coste rifiuti plastici provenienti persino dall’<strong>Asia</strong>. I rifiuti mettono a rischio l’ecosistema marino e possono rimanere sepolti nella sabbia fino a un metro di profondità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762200" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-conferma-dagli-scienziati-le-microplastiche-si-stanno-accumulando-anche-nelle-foreste-di-tutto-il-mondo.html" title="Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo">Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-conferma-dagli-scienziati-le-microplastiche-si-stanno-accumulando-anche-nelle-foreste-di-tutto-il-mondo.html" title="Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-contaminacion-por-plasticos-ya-no-esta-solo-en-los-oceanos-los-microplasticos-estan-cubriendo-los-bosques-1774793291792_320.jpeg" alt="Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo"></a></article></aside><p>Un’alta percentuale dei rifiuti plastici che inquinano le Hawaii, inoltre, deriva dalle attività della popolazione locale e dall’alto afflusso di turisti. Sulle isole <strong>mancano </strong>le infrastrutture per il <strong>riciclaggio </strong>dei rifiuti e le <strong>discariche </strong>sono da tempo troppo piene.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="TOI%20Science%20Desk" data-year="2026" data-title="jason%20momoa%20launched%20a%20water%20brand%20to%20fight%20plastic%20pollution%20after%20reporting%20more%20than%206%20million%20plastic%20bottles%20removed%20his%20company%20introduced%20hotel%20machines%20that%20can%20refill%20up%20to%20500%20bottles%20an%20hour" data-url="https%3A%2F%2Ftimesofindia.indiatimes.com%2Fscience%2Fnature%2Fjason-momoa-launched-a-water-brand-to-fight-plastic-pollution-after-reporting-more-than-6-million-plastic-bottles-removed-his-company-introduced-hotel-machines-that-can-refill-up-to-500-bottles-an-hour%2Farticleshow%2F135119843.cms">TOI Science Desk. (2026). <a href="https://timesofindia.indiatimes.com/science/nature/jason-momoa-launched-a-water-brand-to-fight-plastic-pollution-after-reporting-more-than-6-million-plastic-bottles-removed-his-company-introduced-hotel-machines-that-can-refill-up-to-500-bottles-an-hour/articleshow/135119843.cms" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">jason momoa launched a water brand to fight plastic pollution after reporting more than 6 million plastic bottles removed his company introduced hotel machines that can refill up to 500 bottles an hour</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Sergio Messina, esperto di astronomia: “Le Tauridi sono ricche di bolidi”. Quando osservarle nel Novembre 2026]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 17:29:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Le Tauridi illuminano le notti autunnali con poche meteore, talvolta spettacolari. A Novembre 2026, due massimi e una Luna poco invadente offrono buone occasioni per osservare questo incontro tra la Terra e antichi detriti cometari.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri-1793188741234.jpeg" data-image="f7izz2eqmyse" alt="Tauridi" title="Tauridi"><figcaption>Le Tauridi di inizio Novembre sembreranno provenire da una stessa direzione, il radiante, nella costellazione del Toro. </figcaption></figure><p>Le notti di inizio Novembre ci offrono uno spettacolo anche noto come <strong>le “palle di fuoco di Halloween”</strong>. Si tratta dello <strong>sciame meteorico delle Tauridi</strong> che, per la vicinanza con la festa di Halloween, vengono creativamente chiamate anche in questo modo. L’attività di questo sciame è massima a <strong>Novembre con ben due appuntamenti</strong>, accompagnati quest’anno da condizioni lunari favorevoli.</p><h2>Due sciami e due appuntamenti nel cielo di Novembre</h2><p>Lo sciame meteorico delle Tauridi si manifesterà durante due finestre temporali. <strong>Intorno al 5 Novembre saranno visibili le Tauridi meridionali; a seguire, intorno al 12 Novembre, le Tauridi settentrionali.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>I due picchi dello sciame delle Tauridi saranno il 5 e il 12 Novembre.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il nome di uno sciame meteorico deriva dalla posizione apparente in cielo del radiante, cioè la direzione dalla quale sembrano arrivare le meteoriti e quindi dalla direzione da cui sembrano dipartirsi le scie luminose. Nel caso delle Tauridi,<strong> il radiante si trova all’interno dei confini della costellazione del Toro</strong> (Taurus in latino). </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764449" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco.html" title="Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco">Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco.html" title="Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco-1776437044815_320.png" alt="Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco"></a></article></aside><p><strong>Ma proprio nel caso delle Tauridi, i radianti sono due</strong>: uno posizionato nella parte meridionale della costellazione (quasi di fronte alla testa del Cetus) da cui promanano le <strong>Tauridi meridionali</strong> e l’altro in quella settentrionale (vicino alla brillante stella Aldebaran) da cui promanano le <strong>Tauridi settentrionali</strong>.</p><div class="texto-destacado">La suddivisione di uno stesso sciame meteorico in due o più “rami” o “componenti” non è rara. Oltre alle Tauridi, altri esempi sono le Delta Aquaridi divise in Sud Delta Aquaridi (molto più intense) e Nord Delta Aquaridi, o le Draconidi di Agosto, suddivise addirittura in tre rami, secondo quanto emerso da recenti studi.</div><p>Secondo le previsioni dell’International Meteor Organization <strong>il massimo delle Tauridi meridionali sarà nella notte tra 4 e 5 Novembre, il massimo delle Tauridi settentrionali nella notte tra 11 e 12 Novembre</strong>. Ma conviene osservare anche nelle serate vicine: soprattutto il ramo settentrionale presenta un massimo ampio, distribuito su diversi giorni.</p><p>La frequenza media con cui appariranno le scie luminose è intorno a <strong>5–10 meteore all’ora per le meridionali e 5 per le settentrionali,</strong> ma in condizioni ideali. Il numero effettivamente visibile potrà essere sensibilmente inferiore.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri-1793188544812.jpg" data-image="3in62aznp6w2" alt="Radianti" title="Radianti"><figcaption>	I radianti delle Tauridi settentrionali e meridionali nella regione del Toro. Credit: NASA</figcaption></figure><p>La visibilità delle Tauridi quest’anno non sarà ostacolata dalla Luna. Questa sarà calante per il picco del 5 Novembre, quando sorgerà tardi nella notte. Sarà invece una sottile falce crescente per il secondo picco del 12 Novembre. Il novilunio del 9 novembre favorirà anche le notti intermedie. </p><h2>Perché non uno ma due sciami</h2><p><strong>Progenitrice dello sciame meteorico delle Tauridi è la cometa periodica 2P/Encke</strong>, che completa un’orbita attorno al Sole in circa 3,3 anni. </p><div class="texto-destacado">Questa cometa fu osservata per la prima volta da Pierre Méchain il 17 gennaio 1786, ma prende il nome dall'astronomo tedesco Johann Franz Encke, che ne calcolò e previde l'orbita nel 1819.</div><p>Lungo la propria orbita la cometa rilascia una scia persistente di detriti e polveri. Questa scia, che viene alimentata ogni 3.3 anni, nel corso del tempo tende ad allargarsi, ma non in maniera uniforme. Nel nostro caso specifico essa si suddivide in due sotto-scie che vengono attraversate dalla Terra a distanza di circa una settimana, appunto il 5 e poi il 12 Novembre.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674730" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-terra-potrebbe-presto-avere-la-sua-prima-pioggia-di-meteoriti-causata-dall-uomo.html" title="La Terra potrebbe presto avere il suo primo sciame meteorico causato dall’uomo">La Terra potrebbe presto avere il suo primo sciame meteorico causato dall’uomo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-terra-potrebbe-presto-avere-la-sua-prima-pioggia-di-meteoriti-causata-dall-uomo.html" title="La Terra potrebbe presto avere il suo primo sciame meteorico causato dall’uomo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-tierra-podria-tener-la-primera-lluvia-de-meteoros-provocada-por-humanos-1726154928088_320.jpg" alt="La Terra potrebbe presto avere il suo primo sciame meteorico causato dall’uomo"></a></article></aside><p>Polveri e detriti, chiamati meteore, intercettati dalla Terra e attraversando l’atmosfera terrestre ad una<strong> velocità di circa 27-29 km al secondo</strong>, si surriscaldano per attrito e si consumano producendo una scia luminosa. Questa, volgarmente viene chiamata “stella cadente” ma si tratta di grani di polvere, nulla a che vedere con le stelle.</p><p>L’eventuale frammento non consumato che dovesse raggiungere il suolo prende il nome di <strong>meteorite.</strong></p><p>Alcune meteore possono risultare particolarmente luminose e vengono comunemente chiamate<strong> bolidi</strong>. Ad esempio, nel novembre 2019, una Tauride osservata lungo la costa orientale degli Stati Uniti fu prodotta da un frammento di circa dieci centimetri: secondo l’analisi NASA, si consumò completamente, senza lasciare meteoriti. Una scia vistosa, dunque, non implica necessariamente un oggetto capace di raggiungere il terreno.<a href="https://fireballs.ndc.nasa.gov/skyfalls/events/20191113-030445?utm_source=chatgpt.com"> </a></p><h2>Come osservarle dall’Italia</h2><p>Come dicevamo, <strong>i due radianti,</strong> quello delle Tauridi settentrionali e di quelle meridionali, <strong>si trovano all’interno della costellazione del Toro</strong>. Questa costellazione, dopo la mezzanotte, è sufficientemente alta sopra l’orizzonte, posizionata di fronte alla costellazione del cacciatore Orione e con la costellazione di Perseo alle spalle.</p><p><strong>E’ facilmente riconoscibile grazie alla stella arancione Aldebaran e al vicino gruppo stellare delle Pleiadi. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri-1793187944413.png" data-image="q4wje5eheooy" alt="Tauridi" title="Tauridi"><figcaption>La costellazione del Toro, con il radiante delle Tauridi settentrionali, tra le costellazioni di Orione e di Perseo. Credit: Stellarium web</figcaption></figure><p>Per osservare lo sciame non è necessario fissare continuamente il Toro. Infatti, le scie possono comparire in ampie porzioni del cielo, sempre apparentemente provenienti dal radiante, e quelle lontane dal radiante possono apparire più lunghe.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="747846" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/guida-astronomica-2026-tutte-le-eclissi-gli-sciami-meteorici-e-gli-allineamenti-da-non-perdere.html" title="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere">Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/guida-astronomica-2026-tutte-le-eclissi-gli-sciami-meteorici-e-gli-allineamenti-da-non-perdere.html" title="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guia-astronomica-2026-todos-los-eclipses-lluvias-de-estrellas-y-alineaciones-que-no-te-puedes-perder-1767213132897_320.jpeg" alt="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere"></a></article></aside><p>Dall’Italia conviene scegliere un luogo con visuale aperta e poche luci artificiali, dedicando all’osservazione soprattutto le ore intorno alla mezzanotte. Gli occhi devono abituarsi al buio: controllare continuamente uno schermo luminoso riduce la capacità di distinguere le meteore deboli. E’ sconsigliabile l’uso di telescopi o binocoli poiché l’osservazione a occhio nudo abbraccia una porzione di cielo molto più vasta aumentando la probabilità di scovarne.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Fiori e foglie che conservano il loro fascino anche dopo l'essiccazione: 10 piante ideali per creare composizioni naturali e portare in casa i colori dell'autunno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965594900.jpeg" data-image="nbz5qzjyk4xm"><figcaption>10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno</figcaption></figure><p><strong>Piante verdeggianti e fiori colorati sono protagonisti di case, giardini, balconi e mazzi recisi durante la loro stagione più bella</strong>. È difficile immaginarli decorativi quando il loro ciclo vitale è ormai terminato, eppure alcune piante e alcuni fiori conservano forme, colori e persino profumi anche dopo essere stati essiccati. Sono perfetti per realizzare composizioni capaci di portare negli ambienti domestici un tocco naturale e suggestivo durante l'autunno. Ecco 10 piante che, una volta essiccate, mantengono intatto il loro fascino.</p><h2>1. Limonio</h2><p><strong>Il limonio è molto apprezzato nelle composizioni di fiori secchi per le sue numerose piccole infiorescenze, disponibili in diverse tonalità, dal viola al rosa fino al bianco</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965629951.jpeg" data-image="pow7c30r1k2g"><figcaption>Limonio</figcaption></figure><p>Una volta essiccati, i fiori mantengono a lungo la loro forma e il colore, diventando un elemento leggero e versatile per mazzi e decorazioni.</p><h2>2. Ortensia</h2><p><strong>Le grandi infiorescenze dell'ortensia sono particolarmente adatte all'essiccazione</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965646406.jpeg" data-image="3lupamjbo9iq"><figcaption>Ortensia</figcaption></figure><p>Con il passare del tempo i colori vivaci possono assumere sfumature più delicate e vintage, mentre la caratteristica forma globosa rimane intatta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764843" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/perche-le-tue-ortensie-cambiano-colore-da-sole-la-risposta-e-nel-terreno.html" title="Perché le tue ortensie cambiano colore da sole? La risposta è nel terreno">Perché le tue ortensie cambiano colore da sole? La risposta è nel terreno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/perche-le-tue-ortensie-cambiano-colore-da-sole-la-risposta-e-nel-terreno.html" title="Perché le tue ortensie cambiano colore da sole? La risposta è nel terreno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-chimica-che-trasforma-i-fiori-ortensie-che-cambiano-colore-da-rosa-a-blu-a-seconda-del-terreno-1778607588183_320.jpeg" alt="Perché le tue ortensie cambiano colore da sole? La risposta è nel terreno"></a></article></aside><p>Da sole o insieme ad altri fiori, sono ideali per composizioni autunnali dall'aspetto naturale ed elegante.</p><h2>3. Cardo blu</h2><p><strong>L'eringio, conosciuto anche come cardo blu, si distingue per le sue infiorescenze dalla caratteristica forma appuntita e per le tonalità bluastre o argentate</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965664895.jpeg" data-image="27v8xmx8op3v"><figcaption>Cardo blu</figcaption></figure><p>Anche da essiccato conserva molto bene la propria struttura e il colore, diventando un elemento originale per composizioni rustiche o dal gusto più contemporaneo.</p><h2>4. Elicriso</h2><p><strong>L'elicriso è conosciuto anche come fiore di carta proprio per la consistenza particolare dei suoi petali, che sembrano quasi fatti di materiale cartaceo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965685854.jpeg" data-image="bgdovmizbiid"><figcaption>Elicriso</figcaption></figure><p>Dopo l'essiccazione mantiene la forma dei fiori e colori intensi, dal giallo all'arancio, dal rosa al rosso. È uno dei fiori più caratteristici per creare decorazioni destinate a durare nel tempo.</p><h2>5. Eucalipto</h2><p><strong>Non solo fiori: anche il fogliame di alcune piante è perfetto per le composizioni secche</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965704569.jpeg" data-image="pkwz0z9044rn"><figcaption>Eucalipto</figcaption></figure><p>L'eucalipto mantiene a lungo le sue foglie tondeggianti e il caratteristico aspetto verde-argenteo, oltre al suo profumo. I suoi rami possono essere utilizzati da soli oppure accostati a fiori secchi per dare volume e movimento alla composizione.</p><h2>6. Lavanda</h2><p><strong>La lavanda conserva anche da essiccata le sue caratteristiche spighe fiorali e una parte del suo intenso profumo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965722624.jpeg" data-image="zhgwqdfhrrlq"><figcaption>Lavanda</figcaption></figure><p>Il colore tende a diventare più delicato, ma le infiorescenze rimangono decorative a lungo. I suoi piccoli fiori sono perfetti per mazzi, ghirlande e composizioni dal delicato carattere autunnale.</p><h2>7. Gipsofila</h2><p><strong>Con i suoi numerosissimi piccoli fiori bianchi, la gipsofila crea un effetto leggero e vaporoso, particolarmente adatto alle composizioni</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965744864.jpeg" data-image="lr7bptamnfkd"><figcaption>Gipsofila</figcaption></figure><p>Una volta essiccata conserva la ramificazione e la forma delle infiorescenze, diventando un elemento ideale per riempire i mazzi e accompagnare fiori più grandi.</p><h2>8. Cotone</h2><p><strong>Le caratteristiche capsule del cotone sono tra gli elementi più curiosi che si possono trovare nelle composizioni di fiori secchi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965764610.jpeg" data-image="pgf7nh6p6jtf"><figcaption>Cotone</figcaption></figure><p>Quando si aprono, mostrano la soffice fibra bianca che circonda i semi. La forma rimane stabile e il colore chiaro crea un piacevole contrasto con fiori e foglie dai toni autunnali.</p><h2>9. Erica</h2><p><strong>L'erica produce numerosi piccoli fiori lungo i suoi rametti, creando masse fiorite delicate e compatte</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965783044.jpeg" data-image="ntuov7ee0skz"><figcaption>Erica</figcaption></figure><p>Anche dopo l'essiccazione conserva bene la propria struttura e le tonalità rosate, violacee o bianche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793195" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale.html" title="Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale">Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale.html" title="Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale-1791964849059_320.jpeg" alt="Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale"></a></article></aside><p>È particolarmente adatta a composizioni semplici e dall'aspetto naturale, nelle quali può essere utilizzata anche insieme a rami e foglie secche.</p><h2>10. Protea</h2><p><strong>La protea è probabilmente una delle piante più scenografiche da utilizzare nelle composizioni secche</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965800957.jpeg" data-image="qr8adr0w56w0"><figcaption>Protea</figcaption></figure><p>Le sue grandi infiorescenze, caratterizzate da forme insolite e involucri coriacei, mantengono molto bene la propria struttura dopo l'essiccazione. Anche da sola può diventare il punto focale di un vaso, grazie al suo aspetto esotico e originale.</p><h2>Un autunno da portare in casa</h2><p><strong>Grazie a queste piante, l'autunno entra in casa con originalità</strong>: ai colori del foliage che osserviamo all'esterno si possono accostare quelli più tenui dei fiori essiccati, creando composizioni capaci di evocare la stagione che volge al termine. </p><p>Forme, colori e talvolta anche profumi rimangono così a lungo negli ambienti domestici, trasformando parti ormai prive di vita in decorazioni naturali tutte da ammirare.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 14:32:01 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Sarà un fine settimana all'insegna del maltempo sulle regioni meridionali, con piogge frequenti, ma anche temporali e prime spolverate di neve sull'Appennino. Ecco le regioni più a rischio.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrrma2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrrma2.jpg" id="xbrrma2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La fase stabile e soleggiata di questi ultimi giorni ha già le ore contate. Già a partire dalla giornata di <strong>venerdì 30 ottobre,</strong> masse d’aria più fredde, in discesa dall’Europa orientale, tramite i Balcani, andranno ad intrufolarsi lungo il margine più meridionale dell’anticiclone, molto robusto, presente su gran parte dell’Europa.</p><p>Una configurazione barica ben definita sull’Europa sta creando le condizioni ideali per la formazione di una depressione che sarà <strong>capace di portare piogge intense e i primi segnali invernali sull’Appennino meridionale.</strong></p><h2><strong>Il motore del cambiamento, l’anticiclone e il flusso freddo retrogrado</strong></h2><p>Il protagonista iniziale di questa evoluzione è il robusto promontorio anticiclonico posizionato sull’Europa centrale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793195939315.jpg" data-image="05wf3uatdyk9" alt="Vento, freddo." title="Vento, freddo."><figcaption>Il flusso fredda da nord-est atteso sull'Italia nel corso del prossimo fine settimana.</figcaption></figure><p>Questa struttura di alta pressione, piuttosto estesa e tenace, non si limiterà a garantire tempo stabile e soleggiato su gran parte del continente, ma avrà un effetto decisivo sulla circolazione a quote medio-alte. </p><div class="texto-destacado"><strong>Favorirà infatti un flusso freddo retrogrado proveniente da nord-est, che scorrerà lungo il suo bordo orientale e si spingerà progressivamente verso il Mediterraneo centrale.</strong></div><p>Questo tipo di dinamica è tipica delle configurazioni a blocco. In questa dinamica l’aria fredda non scende direttamente dal nord Europa, ma viene incanalata da est/nord-est, <strong>acquisendo caratteristiche continentali e risultando particolarmente efficace una volta giunta sul mare, ancora relativamente caldo in superficie.</strong></p><h2><strong>L’evoluzione della saccatura e la nascita della depressione</strong></h2><p>Nel corso del fine settimana una saccatura retrograda scivolerà proprio sul bordo orientale di questo anticiclone. Inizialmente allungata, la struttura tenderà a chiudersi e a isolarsi, <strong>trasformandosi in una vera e propria depressione centrata fra il basso Tirreno e il Mar Ionio. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo">Luca Lombroso, meteorologo: "Da novembre aria invernale sull'Italia". Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale-1793013115653_320.jpg" alt="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"></a></article></aside><p>Questa evoluzione è particolarmente significativa, poiché una volta isolata, la depressione potrà alimentarsi dell’energia termica e dell’umidità del Mediterraneo, <strong>intensificandosi e divenendo più stazionaria.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793195999816.jpg" data-image="otpmtjj7y6jt" alt="Piogge." title="Piogge."><figcaption>Ecco le precipitazioni cumulate dei prossimi giorni, si notano accumuli più importanti sulle aree del medio-basso Adriatico e Sud.</figcaption></figure><p>Stazionando intorno i mari dell’Italia meridionale questa depressione originerà un’area di maltempo organizzata che interesserà in modo diretto le regioni meridionali e parte del medio-basso Adriatico, il tutto accompagnato da freddi e sostenuti venti di Grecale e Tramontana.</p><h2><strong>Le aree più esposte al maltempo</strong></h2><p>La depressione porterà <strong>precipitazioni diffuse sulle coste del medio-basso Adriatico e su gran parte del Sud. </strong>Gli accumuli più significativi sono attesi soprattutto su parte della Puglia (in particolare i settori ionici e adriatici meridionali), e la Calabria, sia sul versante tirrenico che su quello ionico, con possibili fenomeni più intensi e persistenti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Un’altra regione, particolarmente colpita, soprattutto fra sabato e domenica, sarà proprio la Sicilia. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Qui le piogge, e probabilmente pure qualche temporale, saranno più intense sui settori orientali e settentrionali, <strong>dove l’interazione tra la circolazione depressionaria e l’orografia potrà esaltare le precipitazioni.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793196075062.jpg" data-image="rzbdzov3er02" alt="Neve, Appennino." title="Neve, Appennino."><figcaption>Sull’Appennino meridionale, a partire dalle quote medio-basse, sono attese le prime spolverate di neve sulle vette dei più importanti contrafforti montuosi. </figcaption></figure><p>In queste aree non si escludono temporali, anche di una certa intensità, e accumuli pluviometrici elevati in poche ore o nell’arco di 24-36 ore. Le zone interne e montuose potranno registrare valori particolarmente rilevanti a causa dell’effetto stau. Specie se la depressione stazionerà per maggior tempo lungo lo Ionio.</p><h2><strong>Prime spolverate di neve sull’Appennino meridionale</strong></h2><p>L’afflusso di aria più fredda associato alla saccatura e alla successiva depressione non si limiterà a generare pioggia. Sull’Appennino meridionale, a partire dalle quote medio-basse, sono attese le prime spolverate di neve sulle vette dei più importanti contrafforti montuosi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794708" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-meteorologo-dal-30-ottobre-tornera-lo-schema-atmosferico-che-provoca-piogge-intense-sul-mediterraneo.html" title="Daniele Ingemi, meteorologo: 'Dal 30 ottobre tornerà lo schema atmosferico che provoca piogge intense sul Mediterraneo'">Daniele Ingemi, meteorologo: "Dal 30 ottobre tornerà lo schema atmosferico che provoca piogge intense sul Mediterraneo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-meteorologo-dal-30-ottobre-tornera-lo-schema-atmosferico-che-provoca-piogge-intense-sul-mediterraneo.html" title="Daniele Ingemi, meteorologo: 'Dal 30 ottobre tornerà lo schema atmosferico che provoca piogge intense sul Mediterraneo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-meteorologo-dal-30-ottobre-tornera-lo-schema-atmosferico-che-provoca-piogge-intense-sul-mediterraneo-1792703008733_320.jpg" alt="Daniele Ingemi, meteorologo: 'Dal 30 ottobre tornerà lo schema atmosferico che provoca piogge intense sul Mediterraneo'"></a></article></aside><p>Non si tratterà di un episodio nevoso importante, ma di un segnale chiaro dell’ingresso di aria più fresca, <strong>capace di far scendere la quota neve fino a valori insoliti per la fine di ottobre in alcune zone montane calabresi e lucane.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 13:58:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni un'intensa irruzione di aria fredda da est-nord-est traghetterà l'Italia verso una fase tardo autunnale, se non verso un anticipo d'inverno, con un deciso calo termico.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrqr32"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrqr32.jpg" id="xbrqr32"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La circolazione atmosferica sul nostro continente si appresta ad <strong>un nuovo importante e radicale cambiamento</strong>, che potrà portare buona parte del continente a vivere un anticipo di inverno. Sarà l'alta pressione delle Azzorre a ritirarsi prima verso ovest e poi a spostarsi progressivamente verso le latitudini più settentrionali, puntando l'Europa nord-occidentale. </p><p>Questa dinamica, che poi proseguirà con il congiungimento con i massimi di pressione presenti tra Scandinavia e Russia, favorirà la discesa di <strong>masse d'aria via via più fredde</strong> che tenderanno a riversarsi verso ovest, con <strong>un clima</strong> che si farà progressivamente<strong> più rigido</strong>.</p><h2> Il tempo fino al prossimo fine settimana</h2><p>Nel corso della<strong> giornata di giovedì 29</strong>, il tempo si manterrà nel complesso stabile, prevalentemente soleggiato su gran parte della penisola, ancora protetta dall'anticiclone. </p><p>Tuttavia non mancheranno<strong> le caratteristiche del clima anticiclonico</strong>, come le foschie, le banchi di nebbia notturne e mattutine nelle pianure settentrionali e interne del centro, così come le<strong> forti inversioni termiche</strong> che porteranno localmente le temperature minime a scendere su valori relativamente rigidi, specie su pianure e vallate, e le massime più miti, soprattutto sui settori occidentali della penisola. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia-1793188614658.jpg" data-image="dfifj7fq55ib"><figcaption>Situazione prevista per Domenica prossima, 1° novembre. Oltre al netto calo termico, nubi, piogge sparse e dei rovesci che interesseranno oltre al versante adriatico (medio e basso), anche la Basilicata, la Calabria ionica e la Sicilia orientale. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Ci sarà una importante <strong>escursione termica</strong> tra valori diurni e notturni, spesso molto distanti tra loro.</p><h2>Il primo cambiamento venerdì 30 ottobre</h2><p>A partire<strong> da venerdì</strong> inizieranno ad arrivare i primi veri segnali del cambiamento della circolazione, infatti il parziale ritiro dell'anticiclone verso ovest favorirà <strong>l'ingresso delle correnti più fresche e relativamente instabili di origine balcanica</strong> lungo il Medio e Basso Adriatico e sulle regioni meridionali. </p><p>Le conseguenze di questo cambiamento consisteranno in un <strong>aumento della nuvolosità e a un graduale peggioramento</strong> sulle aree appena citate dove potranno arrivare anche delle <strong>piogge sparse e dei rovesci </strong>che interesseranno oltre al versante adriatico (medio e basso), anche la Basilicata, la Calabria ionica e la Sicilia orientale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia-1793188664309.jpg" data-image="whv4llhbc7t9"><figcaption>La prossima settimana, la circolazione ovest favorirà l'ingresso di correnti via via più fredde e instabili, con precipitazioni soprattutto lungo il Medio e Basso Adriatico e sulle regioni meridionali. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>I venti in rinforzo dei quadranti settentrionali, quindi di Tramontana e di Grecale, determineranno <strong>un primo sensibile calo delle temperature, specie sulle regioni maggiormente esposte.</strong></p><h2>Il netto calo termico di domenica</h2><p>Il flusso di<strong> aria fredda di estrazione continentale nel weekend</strong> e in particolare nella giornata di domenica guadagnerà terreno verso ovest estendendosi a buona parte del nostro Paese.</p><div class="texto-destacado">La diminuzione delle temperature sarà netta e avvertita sensibilmente su tutta la penisola in modo particolarmente marcato lungo i versanti orientali e meridionali.</div><p>Oltre al calo termico <strong>insisteranno condizioni di spiccata variabilità o anche di instabilità</strong> con nuove occasioni per precipitazioni sparse e per rovesci, <strong>soprattutto sulle regioni centro-meridionali adriatiche.</strong></p><h2>La tendenza "fredda" per la prossima settimana </h2><p>Secondo gli ultimi aggiornamenti dei modelli dei principali centri di calcolo meteorologico, tra cui <strong>ECMWF e GFS</strong>, la <strong>situazione di i</strong><strong>nizio novembre</strong> si configura <strong>estremamente dinamica</strong>, anche se con ancora dei nodi da sciogliere.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795524" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo">Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo-1793178666045_320.png" alt="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"></a></article></aside><p><strong>A livello europeo</strong> occidentale rimane un'<strong>anomalia barica positiva</strong>, ovvero con geopotenziale sopra media alle alte latitudini, e invece con una<strong> vasta saccatura fredda protesa sull'Europa orientale.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia-1793188581257.jpg" data-image="auwol9l8kiln"><figcaption>A partire da domenica prossima e poi nei giorni successivi, correnti continentali fredde, soprattutto verso i paesi balcanici, l'area danubiana e, in misura comunque importante, anche la nostra penisola, specie i settori orientali e meridionali. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Questa particolare disposizione favorisce l'isolamento dei <strong>celle anticicloniche tra l'Europa occidentale e l'area russo-scandinava</strong>, con una direttrice delle<strong> correnti continentali fredde</strong>, orientata soprattutto verso i paesi balcanici, l'area danubiana e, in misura comunque importante, anche la nostra penisola, specie i settori già menzionati orientali e meridionali. </p><h2>Durata dell'irruzione e incertezze modellistiche</h2><p>Sebbene questa<strong> irruzione fredda di stampo tardo autunnale o semi-invernale</strong> venga proposta dai modelli di simulazione ormai da diversi giorni, quindi in modo abbastanza credibile e consolidato,<strong> i modelli faticano ancora a trovare una linea comune sulla sua durata ed eventuale persistenza</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795372" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa">Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa-1793097932892_320.jpg" alt="Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa"></a></article></aside><p>Nelle<strong> tendenze a lungo termine</strong>, sul finire della prima decade di novembre, l'anomalia negativa termica sull'Europa orientale mostra infatti dei <strong>segnali di attenuazione</strong>, lasciando spazio a un <strong>possibile scenario con il ritorno delle dinamiche atlantiche.</strong></p><div class="texto-destacado">Qualora, l'impianto dovesse confermare lo <strong>scenario di massima incisività della fase fredda</strong>, per la <strong>prima decade di novembre</strong> ci si dovrebbero attendere <strong>temperature diffusamente di sotto delle medie del periodo,</strong> specie nei valori minimi notturni e nelle aree maggiormente interessate dall'instabilità.</div><p>Restano, tuttavia, <strong>ancora da definire dei dettagli</strong> legati all'esatta<strong> posizione degli eventuali minimi di pressione al suolo</strong>, che potrebbero formarsi e determinare, in modo attualmente poco prevedibile, <strong>una maggiore o minore ampiezza delle zone interessate dai fenomeni</strong>, nonché <strong>la quota neve lungo la dorsale appenninica</strong>.</p><p>Per maggiori dettagli sul freddo della prossima settimana, rimaniamo ad ulteriori approfondimenti su MeteoRed.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[28 ottobre 1922, il forte maltempo impantanò la Marcia su Roma: la storia poteva andare diversamente?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/28-ottobre-1922-quando-le-piogge-torrenziali-impantanarono-la-marcia-su-roma-mussolini-arrivo-al-potere-per-altre-vie.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 13:11:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p> Pioggia forte, camicie nere bagnate e rifornimenti scarsi. Il maltempo peggiorò le difficoltà degli squadristi attorno a Roma pronti per marciare sulla città. Nonostante la pioggia però, la mobilitazione armata raggiunse il suo obiettivo eversivo, grazie al cedimento delle istituzioni, alla mancata risposta del re Vittorio Emanuele III e al terrore seminato fin dal 1920 dai fascisti con incendi, saccheggi e omicidi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/28-ottobre-1922-quando-le-piogge-torrenziali-impantanarono-la-marcia-su-roma-mussolini-arrivo-al-potere-per-altre-vie-1793174917291.png" data-image="zv7e99wzy4t1"><figcaption>Colonne di camice nere alle porte di Roma. .Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3518583</figcaption></figure><p>Il 28 ottobre si ricorda in Italia una delle pagine più nere della storia nazionale: <strong>la Marcia su Roma del 1922, la manifestazione eversiva che aprì la strada all’ascesa finale del fascismo, </strong>alla fine della democrazia e alla presa del potere da parte di Mussolini. </p><p>L’offensiva fascista portò Benito Mussolini al governo e segnò una rottura decisiva nello Stato liberale italiano. Ma c'è un aspetto meteorologico che pochi conoscono: le piogge battenti sul Lazio e su Roma, cadute proprio in quel tardo mese di ottobre 1922, peggiorarono i problemi delle colonne fasciste, già bloccate dai fermi dei treni e dalla mancanza di rifornimenti. </p><div class="texto-destacado"><strong>Lo scrittore Antonio Scurati racconta queste situazioni nel libro "<em>M. Il figlio del secolo</em>"</strong>. Anche la<strong> storica Giulia Albanese inizia il saggio "<em>La marcia su Roma</em>" </strong>parlando degli squadristi bagnati e affamati fuori dalla città, inzuppati da piogge torrenziali. </div><p>Il maltempo autunnale, però, tipico di questo periodo nel nostro paese - anche se in questi giorni un vasto anticiclone ci mette al riparo da perturbazioni - non fermò il successo politico dell’operazione. </p><h2>Le camicie nere sotto la pioggia </h2><p>Nel passo di Scurati riportato su "Fatti di Storia", gli squadristi che si avvicinavano a Roma per marciare sulla città e prendere il potere con la violenza sono descritti come <strong>uomini assetati, affamati, a piedi, avviliti, male armati e fradici di pioggia. </strong>L’acqua passava attraverso gli indumenti. </p><p>Le interruzioni ferroviarie ordinate dal comando militare costringevano gruppi di fascisti a proseguire a piedi. Alcuni si dispersero nelle campagne e nei boschi. Cercavano protezione nelle capanne, nelle grotte e sotto gli alberi. <strong> È un’immagine lontana da quella di una conquista travolgente di Roma, che negli anni a venire il regime avrebbe celebrato. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/28-ottobre-1922-quando-le-piogge-torrenziali-impantanarono-la-marcia-su-roma-mussolini-arrivo-al-potere-per-altre-vie-1793187950904.jpg" data-image="h5o8zht1kaw5" alt="marcia su roma" title="marcia su roma"><figcaption>Foto di sbarramenti a difesa di Roma, ottobre 1922. foto di sconosciuto I. Balbo, Diario, 1932, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=121286160</figcaption></figure><p>Ma le difficoltà degli uomini radunati nel Lazio non raccontano tutta la storia. La mobilitazione eversiva e violenta coinvolgeva molte città italiane. In queste città, <strong>i fascisti occupavano edifici pubblici e punti chiave delle comunicazioni. </strong>Minacciavano le autorità e aggredivano chi si opponeva. La storica Giulia Albanese sottolinea quanto sia importante guardare a questa insurrezione come a un fenomeno che riguarda tutto il paese. </p><h2>Roma poteva essere difesa </h2><p>Come ricorda Agostino Giovagnoli su "<em>Domani</em>", <strong>l’offensiva nota a tutti come Marcia su Roma non nacque dal nulla ma era stata preceduta da anni di violenze,</strong> <strong>intimidazioni e devastazioni</strong>. Il progetto insurrezionale era noto anche grazie ai giornali e alle informazioni date alle autorità. Il pericolo non arrivò all’improvviso. </p><p>Nella capitale, il generale Emanuele Pugliese aveva organizzato le difese. <strong>Reparti dell’esercito fermarono convogli fascisti e bloccarono i collegamenti ferroviari. </strong>Le forze schierate avevano equipaggiamento migliore rispetto agli squadristi. Federico Fornaro, sempre su "Domani", distingue però la difesa di Roma dal contrasto all’offensiva nazionale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="705744" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/disastro-chernobyl-meteo-storia-nella-diffusione-della-nube-radioattiva-ha-messo-a-rischio-la-salute-di-milioni-di-persone.html" title="Il disastro di Chernobyl: meteo-storia della nube radioattiva che mise a rischio la salute di milioni di persone">Il disastro di Chernobyl: meteo-storia della nube radioattiva che mise a rischio la salute di milioni di persone</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/disastro-chernobyl-meteo-storia-nella-diffusione-della-nube-radioattiva-ha-messo-a-rischio-la-salute-di-milioni-di-persone.html" title="Il disastro di Chernobyl: meteo-storia della nube radioattiva che mise a rischio la salute di milioni di persone"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/chernobyl-il-ruolo-del-meteo-nella-diffusione-della-nube-radioattiva-ha-messo-a-rischio-la-salute-di-milioni-di-persone-1744571285490_320.jpeg" alt="Il disastro di Chernobyl: meteo-storia della nube radioattiva che mise a rischio la salute di milioni di persone"></a></article></aside><p><strong>Le truppe avrebbero potuto respingere un attacco alla capitale. Tuttavia, sarebbe stato più difficile rispondere ad attacchi simultanei nel centro-nord, </strong>dove parte degli apparati militari e delle forze dell’ordine simpatizzava per il fascismo. </p><h2> Il cedimento delle istituzioni rese vittoriosa la Marcia </h2><p><strong>Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre il governo di Luigi Facta decise lo stato d’assedio, ma il re</strong> <strong>Vittorio Emanuele III non firmò il decreto</strong>. Il provvedimento fu quindi revocato. La risposta militare perse così il sostegno del vertice dello Stato. Mussolini, che era rimasto a Milano nei giorni caldi in cui si organizzava la Marcia, proprio mentre i suoi uomini restavano letteralmente impantanati alle porte di Roma, arrivò nella Capitale in treno il 30 ottobre. </p><p><strong>Una volta a Roma ricevette l’incarico ufficiale di formare il governo. </strong>La capitale non era stata conquistata militarmente. <strong>Tuttavia, la pressione armata fascista aveva portato al risultato voluto.</strong></p><p>La storica Albanese avverte che ridurre la Marcia a un bluff vuol dire ignorare la sua violenza e la rottura istituzionale. Anche Emilio Gentile, in "E fu subito regime", contesta le letture che trasformano l’evento in una manifestazione grottesca e politicamente trascurabile. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Gli storici sono concordi tra loro nel sottolineare come la mancata azione del re Vittorio Emanuele III, che non firmò il decreto di stato d'assedio e incaricò Mussolini, fu determinante nell'avvento finale del fascismo. Fascismo che aveva però, attraverso incendi, saccheggi, devastazioni e omicidi, creato già dal 1919-1920 un clima di terrore e instabilità. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Gli storici sono poi concordi tra loro nel sottolineare come la mancata azione del re Vittorio Emanuele III, che non firmò il decreto di stato d'assedio e anzi incaricò Mussolini, fu determinante nell'avvento finale del fascismo. Fascismo che aveva però, attraverso incendi, saccheggi, devastazioni e omicidi, creato già da anni un clima di terrore e instabilità.</p><h2> Il ruolo del maltempo, oltre la propaganda </h2><p>Tornando alla curiosità meteorologica di questo articolo, <strong>le fonti parlano di piogge forti durante la mobilitazione</strong>. Però, senza dati precisi la ricostruzione della situazione meteorologica si fa complicata. Si parla di tanta pioggia, fango, ma non sappiamo quanto durarono le precipitazioni e se furono eccezionali.</p><p>Quel che sappiamo dalle testimonianze, però, è che <strong>la pioggia rese più difficile l’attesa degli squadristi. </strong>Tuttavia, non fermò l’attacco allo Stato liberale. Il fascismo vinse combinando violenza, pressione politica e cedimento delle istituzioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="653547" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-era-tempo-25-aprile-1945-curiosita-meteo-storia-festa-della-liberazione.html" title="Com’era il tempo il 25 aprile 1945? Curiosità di meteostoria della Festa della Liberazione">Com’era il tempo il 25 aprile 1945? Curiosità di meteostoria della Festa della Liberazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-era-tempo-25-aprile-1945-curiosita-meteo-storia-festa-della-liberazione.html" title="Com’era il tempo il 25 aprile 1945? Curiosità di meteostoria della Festa della Liberazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/com-era-il-tempo-il-25-aprile-1945-curiosita-di-meteostoria-della-festa-della-liberazione-1713944062989_320.jpg" alt="Com’era il tempo il 25 aprile 1945? Curiosità di meteostoria della Festa della Liberazione"></a></article></aside><p><strong>Le camicie nere, bagnate e infreddolite nelle campagne, e senza nessuna resistenza da parte dell'esercito per l'inazione del Re, facevano parte di quell’offensiva che portò alla vittoria. </strong>Questa realtà era molto diversa dall’immagine eroica celebrata dal regime, ma ebbe conseguenze altrettanto gravi.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Domani" data-year="" data-title="La%20marcia%20su%20Roma%20dei%20fascisti%20si%20poteva%20fermare" data-url="https%3A%2F%2Fwww.editorialedomani.it%2Flongform%2Fla-marcia-su-roma-dei-fascisti-si-poteva-fermare-yeqdeoby">Domani. <a href="https://www.editorialedomani.it/longform/la-marcia-su-roma-dei-fascisti-si-poteva-fermare-yeqdeoby" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La marcia su Roma dei fascisti si poteva fermare</a>.</cite><br><cite data-author="Giulia%20Albanese" data-year="" data-title="La%20marcia%20su%20Roma" data-url="">Giulia Albanese. La marcia su Roma.</cite><br><cite data-author="Antonio%20Scurati" data-year="" data-title="M.%20Il%20figlio%20del%20secolo" data-url="">Antonio Scurati. M. Il figlio del secolo.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/28-ottobre-1922-quando-le-piogge-torrenziali-impantanarono-la-marcia-su-roma-mussolini-arrivo-al-potere-per-altre-vie.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Incredibili anomalie di temperatura al Polo Nord: in Groenlandia fino a +20°C questo venerdì, quali effetti sull’Italia?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anomalie-al-polo-nord-in-groenlandia-fino-a-20-c-questo-venerdi-quali-effetti-sull-italia.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 12:08:46 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'incredibile ondata di caldo, fuori stagione, attesa sulla Groenlandia, avrà importanti ripercussioni sul fronte meteo dei prossimi giorni sul territorio italiano. Ecco cosa accadrà.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrqs96"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrqs96.jpg" id="xbrqs96"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Un’anomalia termica di portata eccezionale si prepara a interessare le latitudini artiche. Venerdì le temperature in alcune zone della Groenlandia meridionale e sud-occidentale <strong>potranno avvicinarsi o toccare i 20°C,</strong> valori da piena estate e decisamente fuori scala per la fine di ottobre. </p><p>Dietro questa fiammata, oltre il Circolo Polare Artico, si nasconde una dinamica atmosferica di grande interesse, <strong>destinata a influenzare anche il tempo sull’Italia nei prossimi giorni</strong> e a impostare le condizioni per un cambio di passo termico all’inizio di novembre.</p><h2><strong>L’attività delle onde di Rossby</strong></h2><p>Il motore di tutto è l’arrivo di più <strong>onde di Rossby</strong> in uscita dal Nord America. Queste onde planetarie, una volta giunte in prossimità delle coste meridionali della Groenlandia, sono pronte a rompersi in maniera ciclonica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/anomalie-al-polo-nord-in-groenlandia-fino-a-20-c-questo-venerdi-quali-effetti-sull-italia-1793188052053.jpg" data-image="d8qqs0kgxnnz" alt="Correnti." title="Correnti."><figcaption>Con le correnti occidentali bloccate, sull’Italia si instaureranno condizioni tipicamente anticicloniche, contraddistinte da cielo sereno o poco nuvoloso, tempo stabile e soleggiato.</figcaption></figure><p>La rottura ciclonica genera un forte <strong>forcing subtropicale,</strong> ossia una intensa risalita di aria calda in quota, proveniente dalle latitudini subtropicali, spinta verso nord fino a raggiungere la Groenlandia e la Scandinavia. </p><p>Il risultato è un’intensa avvezione calda che fa schizzare le temperature a quote basse e medie <strong>verso valori da record stagionale,</strong> creando un contrasto termico notevole con le aree circostanti ancora immerse nel freddo artico.</p><h2><strong>Lo sviluppo del promontorio anticiclonico verso l’Europa</strong></h2><p>Questa stessa massa d’aria calda alimenterà la costruzione di un esteso promontorio anticiclonico che si allungherà dal Maghreb fino al Baltico. Si tratterà di una struttura robusta e ben organizzata, capace di chiudere la porta, almeno temporaneamente, alle fredde depressioni atlantiche, <strong>quelle solitamente cariche di pioggia e aria fresca.</strong></p><p>Con le correnti occidentali bloccate, sull’Italia si instaureranno condizioni tipicamente anticicloniche, <strong>contraddistinte da cielo sereno o poco nuvoloso, tempo stabile e soleggiato,</strong> temperature spesso sopra la media del periodo soprattutto nelle ore centrali della giornata. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/anomalie-al-polo-nord-in-groenlandia-fino-a-20-c-questo-venerdi-quali-effetti-sull-italia-1793188196488.jpg" data-image="5ks8m0i49xie" alt="Anomalie termiche, Groenlandia." title="Anomalie termiche, Groenlandia."><figcaption>Le incredibili anomalie termiche attese in Groenlandia fra domani e venerdì, fino a valori di oltre +11°C rispetto la media.</figcaption></figure><p>Giornate ideali per godersi gli ultimi scorci di un autunno particolarmente mite, con inversioni termiche notturne nelle valli e nelle pianure, ma con massime gradevoli lungo le coste e nelle zone esposte al sole.</p><h2><strong>Aria fredda verso l’Italia</strong></h2><p>La parentesi di stabilità non sarà però eterna. A partire dal weekend, lungo il bordo meridionale di questo stesso anticiclone, inizierà a scorrere aria più fredda, <strong>di origine polare marittima, continentalizzata </strong>sulle pianure dell’Europa centro-orientale. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il meccanismo con cui questa aria fredda raggiungerà l’Italia è particolarmente interessante. Si tratterà di un movimento in moto retrogrado. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L’aria fredda, originariamente posizionata sull’Europa centro-orientale, non arriverà da ovest come avviene di solito con le perturbazioni atlantiche, ma si sposterà da est verso ovest, controcorrente rispetto al flusso zonale prevalente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo">Luca Lombroso, meteorologo: "Da novembre aria invernale sull'Italia". Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale-1793013115653_320.jpg" alt="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"></a></article></aside><p>Questo scorrimento retrogrado, favorito dalla configurazione dell’anticiclone e dal posizionamento delle saccature a est, <strong>permetterà all’aria fredda di infiltrarsi progressivamente sul Mediterraneo centrale e sulla Penisola.</strong></p><h2><strong>Atteso un forte calo delle temperature</strong></h2><p>Il graduale afflusso di aria fresca favorirà un calo termico progressivo che si farà sentire soprattutto tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre su tutta l’Italia. Le temperature diminuiranno in modo marcato, portandosi ben al di sotto delle medie del periodo, soprattutto al Nord e delle aree interne. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/anomalie-al-polo-nord-in-groenlandia-fino-a-20-c-questo-venerdi-quali-effetti-sull-italia-1793188280444.jpg" data-image="wfa1uohrnwf9" alt="Freddo." title="Freddo."><figcaption>L'avvezione fredda attesa in Italia all'inizio della prossima settimana, quando è atteso un brusco calo delle temperature.</figcaption></figure><p>Il calo sarà più evidente nelle minime, <strong>con possibili gelate precoci nelle zone collinari e montane,</strong> mentre al Centro-Sud il rinfrescamento risulterà più graduale ma comunque percepibile.</p><p>La Groenlandia vivrà un episodio di caldo fuori stagione generato da una combinazione di <strong>onde di Rossby</strong> e forzante subtropicale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794653" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/studio-su-nature-il-mit-perfeziona-le-previsioni-fino-a-6-settimane-di-ecmwf-con-il-machine-learning-di-microduet.html" title="Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet">Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/studio-su-nature-il-mit-perfeziona-le-previsioni-fino-a-6-settimane-di-ecmwf-con-il-machine-learning-di-microduet.html" title="Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-ad-intelligenza-artificiale-microduet-del-mit-rivoluziona-le-previsioni-1792679566707_320.jpg" alt="Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet"></a></article></aside><p>L’Italia, nel breve periodo, ne trarrà vantaggio con giornate stabili e soleggiate sotto la protezione dell’anticiclone, ma dovrà prepararsi a un piccolo anticipo d’inverno, già all’inizio di novembre, quando l’aria fredda di origine centro-orientale raggiungerà il nostro Paese muovendosi in moto retrogrado lungo il bordo meridionale dell’alta pressione. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anomalie-al-polo-nord-in-groenlandia-fino-a-20-c-questo-venerdi-quali-effetti-sull-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'ora legale è nata per risparmiare energia, ma i LED consumano l'86% in meno: ha senso mantenere il cambio d'ora?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ora-legale-e-nata-per-risparmiare-energia-ma-i-led-consumano-l-86-in-meno-ha-senso-mantenerla-parola-agli-esperti.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 11:15:30 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il cambio d'ora due volte l'anno potrebbe essere abolito nei prossimi anni in Europa, ma scegliere quale orario adottare non sarà facile. Sia l'adozione dell'ora solare che l'adozione dell'ora legale permanente creerebbero problemi. Vediamo quali, e perché - al di là del risparmio energetico ormai quasi nullo - potrebbe essere meglio mantenere il cambio d'ora.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ora-legale-e-nata-per-risparmiare-energia-ma-i-led-consumano-l-86-in-meno-ha-senso-mantenerla-parola-agli-esperti-1793183715611.jpeg" data-image="189ic9in89v0" alt="ora solare" title="ora solare"><figcaption>Il cambio d'ora due volte l'anno ha gli anni contati? Forse sì, ma scegliere quale orario adottare non è così immediato né facile.</figcaption></figure><p><strong>Il cambio d'ora di domenica scorsa, con il ritorno all’ora solare </strong>(che andrà avanti fino alla fine di marzo 2027)<strong> </strong>riapre come ogni 6 mesi una discussione che sembra non trovare conclusione: <strong>continuare a spostare le lancette oppure scegliere un unico orario per tutto l’anno?</strong> </p><p>Da anni si vanno moltiplicando le conferme sul fatto che il cambio d'ora, nato per risparmiare energia decenni fa, <strong>è sempre meno utile sul fronte del risparmio energetico, e sempre meno popolare per i disagi che crea</strong>. Tuttavia, andando ad analizzare le alternative, si vede subito che la sua abolizione solleva dei problemi di non facile risoluzione. </p><p><strong>Abolire il cambio d’ora significa scegliere tra ora solare e ora legale.</strong> Ma entrambe le scelte hanno pro e contro. </p><p>Iniziamo però dal perché il cambio d'ora è sempre meno popolare e perché trova sempre meno sostegno rispetto ai motivi per cui nacque decenni fa.</p><h2>Una lampadina consuma oggi l'86% in meno: cosa cambia per l’ora legale?</h2><p><strong>La diffusione dei LED ha ridimensionato uno dei motivi storici del cambio stagionale</strong>, che era sfruttare meglio la luce naturale e accendere meno lampadine quando si sta in casa.</p><p>Fino a pochi anni fa, infatti, <strong>quando ancora le lampadine a incandescenza erano ovunque, accendere o no la luce</strong> la mattina appena svegli poteva significare una differenza di consumo di energia significativa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ora-legale-e-nata-per-risparmiare-energia-ma-i-led-consumano-l-86-in-meno-ha-senso-mantenerla-parola-agli-esperti-1793184759472.jpeg" data-image="42jxclz9hkxv"><figcaption>Lampadine a LED: suppongono un risparmio energetico di oltre l'80% rispetto al passato.</figcaption></figure><p>Oggi il consumo delle lampadine si è ridotto tantissimo, e la principale fonte di consumo energetico nelle case arriva da alcuni elettrodomestici, non certo dalle lampadine.</p><p>A riprendere il tema, in un articolo pubblicato il 26 ottobre su <em>The Conversation</em>, è Amin Al-Habaibeh, professore di sistemi ingegneristici intelligenti alla Nottingham Trent University. Il suo esempio è concreto: <strong>una lampadina LED da circa 13,5 watt può fornire una luminosità paragonabile a quella di una vecchia lampadina a incandescenza da 100 watt</strong>. Il consumo si riduce di circa l’86% rispetto al passato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794445" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ora-solare-2026-in-italia-nella-notte-tra-il-24-e-il-25-ottobre-si-dorme-un-ora-in-piu-ecco-cosa-cambia.html" title="Ora solare 2026 in Italia: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre si dorme un’ora in più, ecco cosa cambia ">Ora solare 2026 in Italia: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre si dorme un’ora in più, ecco cosa cambia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ora-solare-2026-in-italia-nella-notte-tra-il-24-e-il-25-ottobre-si-dorme-un-ora-in-piu-ecco-cosa-cambia.html" title="Ora solare 2026 in Italia: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre si dorme un’ora in più, ecco cosa cambia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ora-solare-2026-in-italia-nella-notte-tra-il-24-e-il-25-ottobre-si-dorme-un-ora-in-piu-ecco-cosa-cambia-1792574715067_320.jpg" alt="Ora solare 2026 in Italia: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre si dorme un’ora in più, ecco cosa cambia "></a></article></aside><p>Questo significa che il cambio d'ora, che ci fa risparmiare in inverno un’ora di illuminazione artificiale, non ha più lo stesso impatto che aveva un tempo nel risparmio di elettricità. Certo, il calcolo è complicato da altri fattori. Per conoscere il reale consumo bisognerebbe considerare riscaldamento, climatizzazione e abitudini quotidiane. Un beneficio sull’illuminazione può essere compensato da altri consumi: il risultato dipende dal clima e dal territorio.</p><h2>Quanto si risparmia davvero in Italia?</h2><p>Per l’Italia, Terna (principale operatore italiano e uno dei maggiori gestori europei della rete di trasmissione dell'energia elettrica) ha comunicato nell’ottobre 2026 un risparmio stimato di circa <strong>300 milioni di chilowattora e oltre 90 milioni di euro</strong> <strong>durante i sette mesi di ora legale</strong>.</p><p> Il dato si riferisce al risparmio dovuto all'applicazione dell'ora legale, l'orario estivo, che permette di utilizzare meglio le ore di luce nei mesi dell'anno che vanno dalla primavera all'autunno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ora-legale-e-nata-per-risparmiare-energia-ma-i-led-consumano-l-86-in-meno-ha-senso-mantenerla-parola-agli-esperti-1793184879448.jpeg" data-image="2brsnyw9tqon"><figcaption>Il passaggio all'ora legale in Italia porta a un risparmio energetico calcolato da Terna in circa 300 milioni di chilowattora. </figcaption></figure><p>Lo studio di Terna, che evidenzia anche una riduzione di emissioni di CO2 stimata per circa 140 mila tonnellate,<strong> non parla però di benefici del cambio d'ora, ma solo dei 7 mesi di ora legale. </strong></p><p>I critici del cambio d'ora sottolineano che questo risparmio energetico è ormai minimo rispetto al passato. </p><h2>Chi sostiene l’ora legale permanente: più luce dopo il lavoro</h2><p> Come dicevamo, aumentano sempre più le voci contro il cambio d'ora, ma se verrà abolito <strong>bisognerà scegliere tra ora legale e ora solare.</strong> </p><p>In Italia una delle <strong>voci favorevoli all'ora legale permanente</strong> è Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale, SIMA. Nell’audizione del 3 giugno 2026 alla Commissione Attività produttive della Camera ha <strong>sostenuto l’opportunità di sperimentare l’orario estivo permanente.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong> Ora legale permanente: permette di <strong>avere più luce nel tardo pomeriggio.</strong>. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il suo argomento riguarda la distribuzione della luce rispetto alla vita sociale: <strong>averne di più nel tardo pomeriggio potrebbe favorire camminate, attività fisica, frequentazione dei parchi e socialità</strong>.</p><h2>Gli specialisti del sonno preferiscono l’ora solare permanente</h2><p> <strong>L'ora solare permanente avrebbe altri benefici perché permetterebbe di avere più luce la mattina,</strong> ma comporta anche un problema: il tramonto avviene prima, e i pomeriggi si accorciano. </p><p>L'importanza di non ritardare l’alba invernale viene però sottolineata dai medici del sonno: riducendo l’esposizione alla luce del mattino si aumenterebbe il rischio di disallineamento tra ritmi biologici e obblighi sociali.</p><div class="texto-destacado">Guardando al nostro orologio biologico la scelta tra ora legale ed ora solare si fa più evidente: la luce contribuisce a sincronizzare i ritmi circadiani, non conta soltanto quanta ne riceviamo, ma anche in quale momento della giornata.</div><p>In sostanza, se è vero che l'ora legale permanente regalerebbe pomeriggi più lunghi, particolarmente apprezzati in inverno, porterebbe a un'alba tardiva: molte persone inizierebbero la giornata lavorativa o di studio con un'atmosfera notturna. <strong>L'ora solare permanente permetterebbe di evitare questo problema.</strong></p><h2>Ora legale permanente, la lezione spagnola</h2><p>La possibilità di mantenere l'ora legale tutto l'anno è popolare perché permette di avere pomeriggi più lunghi. ma dalla Spagna arriva una lezione su questa possibile scelta.</p><div class="texto-destacado">Se è vero che la Spagna gode di pomeriggi lunghissimi di luce, sia in estate che in inverno, <strong>è anche vero che in autunno e inverno le attività lavorative e le scuole aprono quando il Sole deve ancora sorgere</strong>: traffico, metropolitane e ingressi al lavoro precedono spesso l’alba. </div><p>Come spiega <em>El Itagnol</em>, il motivo di questa curiosa situazione non è dovuto all'ora legale permanente: in Spagna c'è ancora il cambio d'ora due volte l'anno, come in Italia. Il motivo è che <strong>la Spagna peninsulare utilizza lo stesso orario dell’Italia pur trovandosi molto più a occidente. </strong></p><p></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ora-legale-e-nata-per-risparmiare-energia-ma-i-led-consumano-l-86-in-meno-ha-senso-mantenerla-parola-agli-esperti-1793185964575.jpeg" data-image="1ezp73garz77"><figcaption>Questa immagine di Milano potrebbe essere quella di una mattina di inverno intorno alle 9 del mattino, se venisse adottata in Italia l'ora legale permanente.</figcaption></figure><p>Alterna ancora UTC+1 in inverno e UTC+2 in estate: <strong>le sue albe tardive non dipendono dall’adozione dell’ora legale permanente</strong>, ma dal fatto di trovarsi in un fuso orario che "non gli corrisponde". La Spagna dovrebbe infatti geograficamente usare il fuso di Londra e Lisbona. </p><p>Questa anomalia spagnola porta però ad albe molto tardive da ottobre a febbraio, con il Sole che sorge davvero tardi (intorno alle 9 in certe aree occidentali). </p><h3>A Milano il Sole sorgerebbe dopo le 9</h3><p>Il caso spagnolo ci permette di vedere come sarebbe in Italia l'adozione di una ora legale permanente. Con l’ora legale permanente, <strong>gli orari invernali di alba e tramonto avanzerebbero di sessanta minuti.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong> Prendendo il 4 gennaio 2026 come esempio, <strong>a Milano il Sole sorgerebbe intorno alle</strong> <strong>9:03</strong>. A Roma <strong>alle 8:38</strong>. </strong></div><p><strong>Per molti studenti e lavoratori significherebbe raggiungere scuola o ufficio prima del sorgere del Sole</strong>. Per molti altri, iniziare a lavorare quando è ancora notte fonda. Il beneficio sarebbe sì un tramonto spostato avanti nel pomeriggio, ma...sono tutti d'accordo nel cominciare la giornata di notte?</p><h2>C’è chi difende il cambio stagionale: "cambiare ora non fa male alla salute"</h2><p>Viste queste difficoltà, c'è chi avanza quindi una difesa del cambio d'ora. Se anche non porta più a un risparmio energetico, servirebbe in sostanza a affiancare meglio la nostra vita alla luce solare.</p><p><strong>La difesa dell’alternanza del cambio d'ora ha una voce autorevole in Manolis Kogevinas,</strong> professore di epidemiologia ambientale a ISGlobal, Barcellona. In una tribuna pubblicata sul quotidiano spagnolo <em>El País </em>il 22 ottobre 2025, dal titolo "il cambio d'ora non ci fa ammalare, ci sincronizza con il Sole", sostiene che il <strong>sistema stagionale aiuti ad adattare le attività umane alla variazione annuale della luce.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706817" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ecco-5-dei-confini-piu-insoliti-del-mondo-da-divisioni-bizzarre-a-enormi-differenze-di-fuso-orario.html" title="Ecco 5 frontiere tra le più insolite al mondo: da confini in soggiorno a enormi differenze di fuso orario">Ecco 5 frontiere tra le più insolite al mondo: da confini in soggiorno a enormi differenze di fuso orario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ecco-5-dei-confini-piu-insoliti-del-mondo-da-divisioni-bizzarre-a-enormi-differenze-di-fuso-orario.html" title="Ecco 5 frontiere tra le più insolite al mondo: da confini in soggiorno a enormi differenze di fuso orario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/asi-son-los-5-pasos-fronterizos-mas-peculiares-del-mundo-1744741318678_320.jpg" alt="Ecco 5 frontiere tra le più insolite al mondo: da confini in soggiorno a enormi differenze di fuso orario"></a></article></aside><p>Kogevinas considera generalmente lieve e transitorio il disagio del passaggio orario due volte l'anno e invita a confrontarlo con gli svantaggi delle alternative permanenti. Il problema principale, spiega l'esperto, è che nei mesi invernali le ore di luce si riducono.</p><p> Cercare di sfruttarle al meglio è importante, ma bisogna vedere come. <strong>E in fondo, l'attuale cambio d'ora, anche se non fa più risparmiare tanta energia come prima, permetterebbe di adattare meglio la nostra vita alle ore di luce</strong>, evitando di alzarci la mattina che è ancora notte fonda.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="the%20Conversation" data-year="" data-title="Daylight%20saving%20was%20meant%20to%20save%20energy.%20Do%20we%20still%20need%20it%20in%20the%20age%20of%20LEDs%3F" data-url="https%3A%2F%2Ftheconversation.com%2Fdaylight-saving-was-meant-to-save-energy-do-we-still-need-it-in-the-age-of-leds-295109">the Conversation. <a href="https://theconversation.com/daylight-saving-was-meant-to-save-energy-do-we-still-need-it-in-the-age-of-leds-295109" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Daylight saving was meant to save energy. Do we still need it in the age of LEDs?</a>.</cite><br><cite data-author="Manolis%20Kogevinas" data-year="" data-title="El%20cambio%20de%20hora%3A%20%C2%BFqu%C3%A9%20significa%20para%20la%20salud%20de%20los%20trabajadores%3F" data-url="https%3A%2F%2Felpais.com%2Fsociedad%2F2026-10-22%2Fel-cambio-de-hora-que-significa-para-la-salud-de-los-trabajadores.html">Manolis Kogevinas. <a href="https://elpais.com/sociedad/2026-10-22/el-cambio-de-hora-que-significa-para-la-salud-de-los-trabajadores.html" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">El cambio de hora: ¿qué significa para la salud de los trabajadores?</a>.</cite><br><cite data-author="Il%20Sole%2024%20Ore" data-year="" data-title="Torna%20l%E2%80%99ora%20solare%3A%20ecco%20i%20motivi%20per%20cui%20conviene%20abolirla" data-url="https%3A%2F%2Fwww.ilsole24ore.com%2Fart%2Ftorna-l-ora-solare-ecco-motivi-cui-conviene-abolirla-AJwg8miB">Il Sole 24 Ore. <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/torna-l-ora-solare-ecco-motivi-cui-conviene-abolirla-AJwg8miB" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Torna l’ora solare: ecco i motivi per cui conviene abolirla</a>.</cite><br><cite data-author="Manolis%20Kogevinas" data-year="" data-title="Il%20cambio%20d%E2%80%99ora%20non%20ci%20fa%20ammalare%2C%20ci%20sincronizza%20con%20il%20Sole." data-url="https%3A%2F%2Felpais.com%2Fsociedad%2F2025-10-22%2Fel-cambio-de-hora-no-nos-enferma-nos-sincroniza-con-el-sol.html">Manolis Kogevinas. <a href="https://elpais.com/sociedad/2025-10-22/el-cambio-de-hora-no-nos-enferma-nos-sincroniza-con-el-sol.html" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il cambio d’ora non ci fa ammalare, ci sincronizza con il Sole.</a>.</cite><br><cite data-author="El%20Itagnol" data-year="" data-title="Ora%20legale%20tutto%20l%E2%80%99anno%20in%20Italia%3F%20Il%20rischio%20%C3%A8%20di%20avere%20mattinate%20notturne%20come%20in%20Spagna" data-url="https%3A%2F%2Fwww.itagnol.com%2F2026%2F10%2Fora-legale-tutto-lanno-in-italia-il-rischio-e-di-avere-mattinate-notturne-come-in-spagna%2F">El Itagnol. <a href="https://www.itagnol.com/2026/10/ora-legale-tutto-lanno-in-italia-il-rischio-e-di-avere-mattinate-notturne-come-in-spagna/" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Ora legale tutto l’anno in Italia? Il rischio è di avere mattinate notturne come in Spagna</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ora-legale-e-nata-per-risparmiare-energia-ma-i-led-consumano-l-86-in-meno-ha-senso-mantenerla-parola-agli-esperti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 09:53:35 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il weekend di Ognissanti porterà aria fredda dai Balcani e un deciso calo delle temperature. Domenica 1° novembre l’Italia sarà divisa tra maltempo, neve in Appennino e alcune zone ancora soleggiate.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrplye"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrplye.jpg" id="xbrplye"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Vento, freddo e piogge al Centro-Sud, con neve in Appennino e temperature in deciso calo, più sole sulle zone tirreniche e al Nord. Questo il riassunto del tempo che ci aspetta a inizio novembre.</p><h2>Bora e Grecale accompagnano pioggia e neve</h2><p>Da venerdì 30 ottobre si intensificheranno le correnti orientali, con <strong>Bora</strong> sull’alto Adriatico. Sabato aumenteranno le nubi al <strong>Centro-Sud </strong>e sulle <strong>Isole</strong>, con piogge soprattutto tra <strong>Puglia</strong>, <strong>Calabria</strong> e <strong>Sicilia</strong>. </p><p>Sui settori ionici saranno possibili anche <strong>temporali</strong> nella notte tra sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre, festività di <strong>Ognissanti</strong>. Al Nord il tempo resterà generalmente più stabile, salvo addensamenti e qualche pioggia sulla Romagna.</p><h2>Ognissanti, dove pioverà e dove ci sarà il sole</h2><p><strong>Domenica 1 novembre</strong> è prevista la formazione di una depressione sul <strong>Sud</strong> responsabile di un richiamo di aria fredda dai Balcani accompagnata da forti venti di Bora e Grecale. </p><figure><a href="Festività di Ognissanti con pioggia, freddo e neve sull'Italia"><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo-1793177429631.png" data-image="86602k57fxui" alt="Mappa relativa alla situazione meteo prevista per la festività di Ognissanti" title="Mappa relativa alla situazione meteo prevista per la festività di Ognissanti"></a><figcaption>Bassa pressione sull'Italia con venti freddi dai Balcani, pioggia e neve in molte regioni</figcaption></figure><p>Le piogge interesseranno soprattutto <strong>Abruzzo</strong>, <strong>Molise</strong> e <strong>Puglia</strong>, ma anche entroterra campano, <strong>Calabria</strong> ionica e <strong>Sicilia</strong> orientale. Cielo nuvoloso e fresco anche in <strong>Sardegna </strong>e possibili piogge su <strong>Romagna</strong> e basso <strong>Piemonte</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo">Luca Lombroso, meteorologo: "Da novembre aria invernale sull'Italia". Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale-1793013115653_320.jpg" alt="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"></a></article></aside><p>Le condizioni migliori sono attese sulle Alpi, in <strong>Liguria</strong>, sulle coste toscane e sul <strong>Lazio</strong>. Anche <strong>Napoli</strong> resterà più riparata dai fenomeni.</p><h2>Neve in arrivo sull’Appennino, quota in calo</h2><p>La <strong>neve</strong> tornerà sull’Appennino con l’arrivo dell’aria fredda. Domenica 1 novembre la quota si porterà indicativamente intorno ai <strong>1.500 metri in Abruzzo</strong>, più in basso sui rilievi umbro-marchigiani, fiocchi bianchi anche sul monte fumaiolo e sulle cime dell’Appennino romagnolo. </p><figure><a href="Festività di Ognissanti con venti freddi dai Balcani"><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo-1793178666045.png" data-image="vimpumg1qvz1" alt="Mappa relativa alle anomalie di temperatura previste per la festività di Ognissanti" title="Mappa relativa alle anomalie di temperatura previste per la festività di Ognissanti"></a><figcaption>Temperature in forte diminuzione per la festività di Ognissanti</figcaption></figure><p>All’inizio della nuova settimana la neve scenderà ulteriormente di quota <strong>al Centro</strong> e raggiungeranno l’Appennino meridionale, indicativamente dai 1.500 metri. Resta da precisare la quota esatta delle nevicate.</p><h2>Temperature in calo, ecco i valori nelle città</h2><p>Domenica <strong>Milano</strong> avrà circa 7 °C di minima e 12 °C di massima, con cielo prevalentemente nuvoloso. <strong>Roma</strong> vedrà schiarite e massime fino a 18 °C, mentre <strong>Napoli</strong> oscillerà tra 12 e 17 °C. Pioggia a <strong>L’Aquila</strong> e <strong>Campobasso</strong>, con valori tra 3 e 11 °C; <strong>Potenza</strong> sarà più fredda, tra 5 e 9 °C. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795379" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano.html" title="Margherita Erriu svela quale sarà la notte più fredda della settimana: “Fino a 6 °C a Milano”">Margherita Erriu svela quale sarà la notte più fredda della settimana: “Fino a 6 °C a Milano”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano.html" title="Margherita Erriu svela quale sarà la notte più fredda della settimana: “Fino a 6 °C a Milano”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano-1793102130176_320.jpg" alt="Margherita Erriu svela quale sarà la notte più fredda della settimana: “Fino a 6 °C a Milano”"></a></article></aside><p>Tra <strong>lunedì 2</strong><strong> </strong>e <strong>martedì 3 novembre</strong> le minime potranno avvicinarsi allo zero sulle pianure lombarda e piemontese, a Roma le massime scenderanno verso i 14 °C, con raffiche fino a 50 km/h. Anche <strong>Palermo</strong> si raffredderà, con minime verso i 10°C e massime in diminuzione di circa sei gradi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'ONU avvisa: "il mondo supererà l'aumento di 1,5 °C, urgente attivare un 'piano B' per trovare una soluzione"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-onu-avvisa-il-mondo-superera-l-aumento-di-1-5-c-urgente-attivare-un-piano-b-per-trovare-una-soluzione.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 07:22:30 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il pianeta è sulla buona strada per superare un riscaldamento di 1,5 °C entro il 2030 e le Nazioni Unite stanno proponendo un piano B per limitare tale eccesso e cercare di recuperare l'obiettivo prefissato.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-onu-lo-admite-el-mundo-superara-los-1-5-c-de-calentamiento-y-debemos-activar-un-plan-b-para-buscar-una-solucion-1793114034336.jpeg" data-image="5o4w5vmab7pa"><figcaption>L’ONU sta valutando nuovi obiettivi climatici a fronte del mancato raggiungimento dell’aumento di 1,5°C prima del 2030.</figcaption></figure><p>Per anni l’obiettivo climatico internazionale è stato chiaro: <strong>"evitare che la temperatura media del pianeta aumenti di oltre 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali"</strong>, un obiettivo fissato nell’Accordo di Parigi del 2015.</p><p>Tuttavia, <strong>l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) riconosce ora che non sarà più possibile impedire al mondo di superare questa soglia.</strong> È quanto emerge dal rapporto sul divario delle emissioni 2026, pubblicato dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP).</p><h2>Il nuovo obiettivo dell’ONU: 1,8 °C</h2><p>L’UNEP delinea ora una traiettoria che prevede un picco di superamento della soglia seguito da una discesa. In altre parole, il pianeta supererebbe gli 1,5 °C, raggiungerebbe un picco di riscaldamento e <strong>successivamente si cercherebbe di tornare a quel livello o al di sotto entro il 2100</strong>.</p><p>Nello scenario con il minore superamento della soglia analizzato dall’organismo,<strong> il riscaldamento massimo si collocherebbe tra 1,7 °C e 1,8 °C verso la metà del secolo.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Superare gli 1,5 °C è ormai inevitabile. Ma l’entità del superamento dipende dalle nostre emissioni. Il #EmissionsGapReport 2026 mostra quanto debbano essere profonde queste riduzioni per limitare il riscaldamento e tornare a 1,5 °C. Scopri le conclusioni: https://t.co/XfFkdYvsT5 https://t.co/PbF9nIuQzd</p>— Programma ONU per l’ambiente (@unep_espanol) <a href="https://x.com/unep_espanol/status/2113812784743936312?ref_src=twsrc%5Etfw">24 ottobre 2026</a></blockquote></figure><p>Questa nuova impostazione non considera inevitabile che il pianeta rimanga al di sopra degli 1,5 °C per il resto del secolo, ma avverte che <strong>tornare a quel livello richiederebbe uno sforzo straordinario, rendendo necessarie alcune misure impopolari.</strong></p><h3>I tagli alle emissioni richiesti dall’ONU</h3><p>La principale conclusione del rapporto è che<strong> non basta stabilizzare le emissioni di gas serra, </strong>ma occorre iniziare a ridurle rapidamente.</p><p>Tutto questo per seguire la traiettoria che limita il riscaldamento massimo a un valore compreso tra 1,7 °C e 1,8 °C, con i seguenti obiettivi di riduzione:</p><ul><li><strong>Il 18% entro il 2030.</strong></li><li><strong>Il 45% entro il 2035.</strong></li><li><strong>Il 69% entro il 2040.</strong></li></ul><p>Il problema è che gli impegni climatici presentati dai Paesi <strong>non si avvicinano a questo ritmo.</strong></p><p> Se gli attuali piani nazionali venissero attuati integralmente, <strong>le emissioni globali</strong> <strong>si ridurrebbero soltanto tra il 5% e l’8% entro il 2030,</strong> e tra l’11% e il 15% entro il 2035, rispetto al 2025.</p><h2><strong>Il piano B: rimuovere CO2 dall’atmosfera</strong></h2><p>La nuova strategia non si limita a ridurre le emissioni future, ma <strong>prevede anche di rimuovere parte dell’anidride carbonica già accumulata nell’atmosfera </strong>e di immagazzinarla in modo duraturo, per cercare di ridurre la temperatura globale nel lungo periodo.</p><p>Il rapporto stima che, anche nello scenario con il minore superamento della soglia, sarebbe necessario<strong> rimuovere e immagazzinare circa 320 gigatonnellate di CO2</strong> nel corso di questo secolo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-onu-lo-admite-el-mundo-superara-los-1-5-c-de-calentamiento-y-debemos-activar-un-plan-b-para-buscar-una-solucion-1793118175272.png" data-image="m540j3vr85sy"><figcaption>Gli esperti riconoscono ormai che sarà impossibile evitare il superamento della soglia di 1,5 °C.</figcaption></figure><p>Si tratta di una quantità enorme che <strong>equivale, approssimativamente, a otto anni di emissioni globali di anidride carbonica </strong>ai livelli registrati nel 2024.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790131" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli">Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli-1790172973662_320.jpeg" alt="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"></a></article></aside><p>Un’altra possibilità <strong>è rappresentata dalle tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio. </strong>Tuttavia, il loro impiego su scala così ampia solleva interrogativi sui costi, sulla capacità tecnica, sulla permanenza dello stoccaggio e sui possibili rischi ambientali.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Olhoff%2C%20A.%20(chief%20ed.)%2C%20Lamb%2C%20W.%2C%20Kuramochi%2C%20T.%2C%20Rogelj%2C%20J.%2C%20Pelz%2C%20S.%2C%20Khanna%2C%20T.%2C%20Boehm%2C%20S.%2C%20den%20Elzen%2C%20M.%2C%20Jeffery%2C%20L.%2C%20Minx%2C%20J.%2C%20Mu%C3%BBls%2C%20M.%2C%20Pachauri%2C%20S.%2C%20Pathak%2C%20M.%2C%20Riahi%2C%20K.%20and%20Sudharmma%20Vishwanathan%2C%20S.%20(eds).%20Nairobi" data-year="2026" data-title="Emissions%20Gap%20Report%202026%3A%20The%20point%20of%20return%20%E2%80%93%20Urgent%20emissions%20cuts%20needed%20to%20come%20back%20from%20overshoot%20of%201.5%C2%B0C." data-url="https%3A%2F%2Fwedocs.unep.org%2Fitems%2F87c02cac-8da8-4c28-ba61-c846ee68ea70">Olhoff, A. (chief ed.), Lamb, W., Kuramochi, T., Rogelj, J., Pelz, S., Khanna, T., Boehm, S., den Elzen, M., Jeffery, L., Minx, J., Muûls, M., Pachauri, S., Pathak, M., Riahi, K. and Sudharmma Vishwanathan, S. (eds). Nairobi. (2026). <a href="https://wedocs.unep.org/items/87c02cac-8da8-4c28-ba61-c846ee68ea70" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Rapporto sul divario delle emissioni 2026: il punto di ritorno – Servono tagli urgenti alle emissioni per rientrare dal superamento degli 1,5 °C.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-onu-avvisa-il-mondo-superera-l-aumento-di-1-5-c-urgente-attivare-un-piano-b-per-trovare-una-soluzione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come i Coldplay hanno trasformato un tour in un esperimento di successo per ridurre le emissioni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-i-coldplay-hanno-trasformato-un-tour-in-un-esperimento-di-successo-per-ridurre-le-emissioni.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 05:15:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>I tour delle grandi star della musica muovono mezzi e persone a migliaia in tutto il mondo, con un costo ambientale alto e spesso sottovalutato. I Coldplay hanno dimostrato che le soluzioni alternative ci sono, per spettacoli sempre più grandiosi e sempre più sostenibili</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/musica-e-sostenibilita-come-i-coldplay-hanno-trasformato-un-tour-in-un-esperimento-di-successo-per-ridurre-le-emissioni-1793111994858.jpg" data-image="012kdj7caw21" alt="Coldplay concerti" title="Coldplay concerti"><figcaption>I Coldplay in concerto ad Amburgo - Frank Schwichtenberg, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons</figcaption></figure><p>Nel 2019, al termine del tour <em>A Head Full of Dreams, </em>i Coldplay si erano ripromessi di non tornare a suonare in giro per il mondo finché non avessero trovato un modo più sostenibile per farlo, e ci sono riusciti.</p><p>Tra il 2022 e il 2025 il loro <em>Music of the Spheres World Tour</em> è stato la prova che le soluzioni innovative per <strong>ridurre le emissioni</strong> e consumare meno risorse ci sono, senza togliere nulla ad uno spettacolo che continua a entusiasmare milioni di fans.</p><p>I tour dei Coldplay sono infatti tra i più visti al mondo e adesso anche tra i più <strong>ecologici</strong>.</p><h2>Coldplay, un esperimento di successo</h2><p>L’obiettivo dei Coldplay nel 2019 era di <strong>dimezzare </strong>le emissioni di dirette di CO₂ per ciascun concerto. L’ultimo tour non solo ha raggiunto l’obiettivo ma lo ha pure <strong>superato</strong>, arrivando al taglio del <strong>59% </strong>di emissioni a spettacolo, rispetto alla tour precedente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/musica-e-sostenibilita-come-i-coldplay-hanno-trasformato-un-tour-in-un-esperimento-di-successo-per-ridurre-le-emissioni-1793111292843.jpg" data-image="8fv4ip9am0ip" alt="Coldplay concerti sostenibili" title="Coldplay concerti sostenibili"><figcaption>Lo stadio Rajamangala di Bangkok durante un concerto dei Coldplay - NONTARAT - stock.adobe.com</figcaption></figure><p> Per raggiungere questo straordinario obiettivo la band ha utilizzato un “piano di sostenibilità in 12 punti” con un particolare focus su tre aspetti fondamentali: <strong>ridurre, reinventare e ripristinare</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674610" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fashion-e-sostenibile-i-nuovi-tessuti-realizzati-con-gli-scarti-delle-patate-stanno-rivoluzionando-il-mondo-della-moda.html" title="Fashion e sostenibile: i nuovi tessuti realizzati con gli scarti delle patate stanno rivoluzionando il mondo della moda">Fashion e sostenibile: i nuovi tessuti realizzati con gli scarti delle patate stanno rivoluzionando il mondo della moda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fashion-e-sostenibile-i-nuovi-tessuti-realizzati-con-gli-scarti-delle-patate-stanno-rivoluzionando-il-mondo-della-moda.html" title="Fashion e sostenibile: i nuovi tessuti realizzati con gli scarti delle patate stanno rivoluzionando il mondo della moda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fashion-y-sustentable-nuevos-tejidos-fabricados-con-desechos-de-papas-vienen-a-revolucionar-el-mundo-de-la-moda-1726151302571_320.jpg" alt="Fashion e sostenibile: i nuovi tessuti realizzati con gli scarti delle patate stanno rivoluzionando il mondo della moda"></a></article></aside><p>L’esperimento è stato portato avanti con rigore scientifico, i dati per ogni spettacolo sono stati raccolti dalla società di consulenza ambientale <strong>Hope Solutions</strong> e poi analizzati dal <strong>MIT</strong>.</p><h2>Logistica a trasporti ottimizzati per inquinare di meno</h2><p>Una delle parti più problematiche di un concerto è quella che riguarda i <strong>trasporti</strong>. Ad ogni tappa bisogna spostare tonnellate di attrezzature oltre che, naturalmente, il personale. </p><p>Nell’ultimo tour dei Coldplay, per ridurre l’inquinamento, tutta la <strong>logistica </strong>è stata <strong>ottimizzata </strong>in modo da usare veicoli elettrici, biocarburanti ed eliminare i viaggi superflui.</p><p>Per quanto riguarda il <strong>trasporto aereo</strong>, invece, è stato impiegato il <strong>carburante sostenibile</strong> ottenuto da materie prime rinnovabili, noto come SAF.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="653878" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/festival-musicali-possono-fare-passo-avanti-per-essere-sostenibili-i-risultati-di-indagine.html" title="I festival musicali possono fare un passo avanti per essere più sostenibili? I risultati di un'indagine">I festival musicali possono fare un passo avanti per essere più sostenibili? I risultati di un'indagine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/festival-musicali-possono-fare-passo-avanti-per-essere-sostenibili-i-risultati-di-indagine.html" title="I festival musicali possono fare un passo avanti per essere più sostenibili? I risultati di un'indagine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/can-music-festivals-be-sustainable-1713527394572_320.jpeg" alt="I festival musicali possono fare un passo avanti per essere più sostenibili? I risultati di un'indagine"></a></article></aside><p>In totale, tutto questo ha portato ad una riduzione del <strong>33%</strong> dell’inquinamento legato alla spedizioni delle merci e a <strong>3.000 tonnellate</strong> di CO₂ in meno immesse nell’ambiente durante i viaggi aerei.</p><p>Anche l’invito rivolto al <strong>pubblico </strong>a muoversi con i mezzi pubblici, a piedi o in bici è stato accolto. Il risultato è stato che circa <strong>un terzo</strong> degli spettatori hanno raggiunto le locations dei concerti con mezzi sostenibili.</p><h2>Il palco dei Coldplay alimentato da energie rinnovabili</h2><p>Un altro aspetto molto importante per uno spettacolo dal vivo è l’utilizzo di <strong>energia</strong>. Il <em>Music of the Spheres World Tour</em> è stato decisamente innovativo anche da questo punto di vista. </p><p>Tutta l’attrezzatura presente sul palco del Coldplay è stata alimentata da batterie realizzate con celle recuperate da batterie di auto elettriche BMW i3. Le batterie sono <strong>ricaricabili </strong>e possono essere alimentate da fonti <strong>rinnovabili</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776618" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-riescono-a-trasformare-gli-scarti-alimentari-in-carburante-per-aerei-sostenibile.html" title="Gli scienziati riescono a trasformare gli scarti alimentari in carburante per aerei sostenibile">Gli scienziati riescono a trasformare gli scarti alimentari in carburante per aerei sostenibile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-riescono-a-trasformare-gli-scarti-alimentari-in-carburante-per-aerei-sostenibile.html" title="Gli scienziati riescono a trasformare gli scarti alimentari in carburante per aerei sostenibile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-logran-transformar-residuos-de-comida-en-combustible-sostenible-para-aviones-1782544644646_320.png" alt="Gli scienziati riescono a trasformare gli scarti alimentari in carburante per aerei sostenibile"></a></article></aside><p>Oltre alle batterie, l’energia è arrivata anche da <strong>pannelli solari e piste cinetiche</strong> che enerano energia grazie al movimento degli spettatori. I maxischermi erano invece illuminati da <strong>led a basso consumo</strong>, mentre i sistemi audio di ultima generazione sono quelli più efficienti dal punto di vista del risparmio energetico.</p><h2>I grandi eventi e il problema dei rifiuti</h2><p>Molto spesso un grande evento si lascia alle spalle montagne di <strong>rifiuti </strong>di ogni tipo. Anche per limitare questo problema sono state trovate diverse soluzioni.</p><p><strong>Materiali riutilizzabili</strong> sono stati impiegati per allestimenti e scenografie, inclusi <strong>coriandoli biodegradabili</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/musica-e-sostenibilita-come-i-coldplay-hanno-trasformato-un-tour-in-un-esperimento-di-successo-per-ridurre-le-emissioni-1793111375853.jpg" data-image="2txj9uf4z6oe" alt="Coldplay sostenibilità" title="Coldplay sostenibilità"><figcaption>I grandi eventi attirano milioni di persone che spesso si lasciando indietro rifiuti di ogni genere</figcaption></figure><p>Durante i concerti dei Coldplay, inoltre, solitamente vengono distribuiti dei <strong>braccialetti LED</strong>. Nell’ultimo tour i fans sono stati invitati a riconsegnarli in appositi punti di raccolta in modo che potessero essere sterilizzati e <strong>riutilizzati </strong>evitando lo spreco di risorse per crearne di nuovi. L’86% dei braccialetti è effettivamente stato riciclato.</p><p>Oltre a ciò, sono state impiantate fontanelle per permettere agli spettatori di riempire le borracce invece di acquistare bottiglie di plastica, il <strong>merchandising </strong>della band è stato realizzato con materiali più sostenibili e meno imballaggi, e le eccedenze degli stand alimentari sono state <strong>donate.</strong></p><h2>Cos'è che inquina di più durante un concerto<br></h2><p>Il tour dei Coldplay non è a impatto zero ma ha sicuramente <strong>indicato la via</strong> da seguire. Il monitoraggio dei diversi spettacoli ha permesso anche di individuare con più precisione dove si dovrebbe intervenire per ridurre l’impatto ambientale di questo tipo di eventi.</p><div class="texto-destacado">Nel 2025 la <strong>Climate Machine</strong> del MIT ha studiato più di 80000 concerti e festival nel Regno Unito e negli Stati Uniti. La conclusione è che gli <strong>spostamenti del pubblico</strong> sono il problema maggiore.</div><p> Prorpio gli spostamenti dei fans sono responsabili del 77% delle emissioni legate ad un concerto nel Regno Unito e del 62% negli Stati Uniti.</p><p>Un po’ più sorprendente, forse, il dato relativo <strong>all’alimentazione</strong>, che è in effetti una componente solo secondaria in uno spettacolo musicale. Il catering, invece, si è rivaleto essere responsabile del 7,6% delle emissioni legate ai concerti in UK, e del 17% in USA.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Melina%20Gubilatto" data-year="2026" data-title="Coldplay%20y%20la%20gira%20m%C3%A1s%20sustentable%20de%20la%20historia%3A%20los%20n%C3%BAmeros%20que%20marcan%20un%20hito" data-url="https%3A%2F%2Fwww.zeroma.io%2Fblog%2Fcoldplay-gira-mas-sustentable-historia">Melina Gubilatto. (2026). <a href="https://www.zeroma.io/blog/coldplay-gira-mas-sustentable-historia" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Coldplay y la gira más sustentable de la historia: los números que marcan un hito</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-i-coldplay-hanno-trasformato-un-tour-in-un-esperimento-di-successo-per-ridurre-le-emissioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta.html</link><pubDate>Tue, 27 Oct 2026 17:18:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 4 novembre 1966 l’Arno invase Firenze, provocando vittime e danni gravissimi. Sessant’anni dopo, le targhe sui muri conservano la memoria dei livelli raggiunti dall’acqua.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta-1793099652521.jpeg" data-image="o5mcimocjf4a" alt="Firenze, Alluvione Arno 1966, targhe" title="Firenze, Alluvione Arno 1966, targhe"><figcaption>In diverse strade nel centro di Firenze ci sono targhe che ricordano l'altezza raggiunta dall'Arno nell'alluvione del 4 novembre 1966.</figcaption></figure><p>Passeggiando per il centro di Firenze, facendo attenzione alle targhe collocate sui palazzi storici, può capitare di imbattersi in piccole iscrizioni sui muri collocate anche diversi metri sopra la strada. <strong>Indicano il livello raggiunto dall’acqua durante le alluvioni dell’Arno, il fiume che attraversa la città toscana e che in più occasioni - l'ultima in quel tragico 4 novembre 1966 di cui ricorrono 60 anni -</strong> ha invaso la città causando gravi danni.</p><p>Per rendersi conto dell'imponenza delle alluvioni passate basta fermarsi, guardare in alto e immaginare la strada sulla quale ci troviamo completamente sommersa.</p><p><strong>In via dei Neri, nel quartiere di Santa Croce, una targa ricorda il livello di 4 metri e 92 centimetri raggiunto dalla piena del 1966</strong>. È un’altezza riferita a quel punto della città, non una profondità uniforme in tutta Firenze, ma fa capire quanto disastrosa fu quell'alluvione. Altre targhe, collocate in altri punti, hanno altezze inferiori ma pur sempre impressionanti.</p><div class="texto-destacado"> Nel quartiere di Santa Croce, in via dei Neri, una targa ricorda il punto più alto raggiunto dalla piena: 4 metri e 92 centimetri. </div><p>Non solo ci ricordano l'imponenza di un evento naturale di enormi dimensioni, ma anche il disastro che causò: <strong>ci furono infatti decine di morti e danni gravissimi. </strong>Gravemente danneggiato fu anche il patrimonio artistico e storico della città. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta-1793100031156.jpg" data-image="w6z266ipk5io"><figcaption>L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 causò enormi danni nella città.</figcaption></figure><p>Anche se viene ricordato meno spesso, poi, <strong>il maltempo che investì la Toscana in quell'inizio di novembre del 1966 causò pesanti alluvioni anche in Friuli, Trentino e Veneto. A Venezia, ci fu un'acqua alta storica che causò anche gravissimi danni.</strong></p><h2>Le targhe sui muri raccontano le alluvioni di Firenze</h2><p>Torniamo per un attimo alle targhe poste sui palazzi di Firenze. Le testimonianze dell’acqua sui palazzi non ricordano soltanto il 1966. <strong>Firenze era stata colpita più volte, nel corso dei secoli, da gravi esondazioni dell’Arno</strong>, e alcune iscrizioni permettono ancora oggi di ripercorrere questa storia.</p><p>Nei pressi di via dei Neri, all’imbocco dell’attuale via don Giancarlo Setti, già via di San Remigio, si conserva una testimonianza dell’alluvione del <strong>4 novembre 1333</strong>. Un altro disastroso evento alluvionale che, per una curiosa coincidenza, avvenne nello stesso giorno dell'alluvione di 630 anni dopo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/60-anni-dalla-storica-alluvione-di-firenze-1779363938221.jpg" data-image="u4s929yt28qi" alt="alluvione firenze" title="alluvione firenze"><figcaption>Una targa indica, vicino Santa Maria del Fiore, il livello raggiunto dall'acqua nel corso dell'alluvione del 4 novembre 1966.</figcaption></figure><p><strong>In Via San Remigio, una mano scolpita indica il punto raggiunto dall’acqua nel 1333</strong>; ancora più in alto, un'altra targhetta he ricorda il livello raggiunto dalle acque nel 1966. <strong>Le targhe sono a circa quattro metri d'altezza rispetto alla strada.</strong></p><p><strong>Queste testimonianze, presenti anche in altre città italiane (basta pensare alle tante lapidi che nel centro di Roma ricordano le esondazioni del Tevere) rendono visibile il rapporto, spesso drammatico, tra Firenze e il suo fiume.</strong> Le date e le altezze incise sui muri riportano nella città di oggi eventi che potrebbero altrimenti sembrare lontani.</p><h2>Alluvione del 4 novembre 1966: tutto iniziò con le piogge sul bacino dell’Arno</h2><p>Tutto iniziò a fine ottobre 1966, quando piogge incessanti caddero sull’intero <strong>bacino idrografico dell’Arno</strong>. A inizio novembre una nuova ondata di maltempo portò letteralmente pioggia sul bagnato, facendo tracimare i fiumi.</p><p><strong>Dal pomeriggio del 3 novembre caddero in molte zone della Toscana centinaia di millimetri di pioggia.</strong> La stazione di Badia Agnano, nel bacino dell’Ambra, affluente dell’Arno, registrò uno dei quantitativi più elevati dell’evento: <strong>437,2 millimetri</strong>, secondo lo studio di Enrica Caporali, Massimo Rinaldi e Nicola Casagli pubblicato nel <em>Giornale di Geologia Applicata</em>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795106" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?">L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo-1792951830227_320.jpg" alt="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"></a></article></aside><p>Sempre nel pomeriggio del 3 novembre <strong>un aumento delle temperature portò allo scioglimento delle nevi che erano da poco cadute sull’Appennino</strong>, contribuendo ulteriormente all’aumento delle portate degli affluenti.</p><h2>Una valanga d’acqua invase Firenze nella notte del 4 novembre 1966</h2><p><strong>In serata iniziarono a verificarsi le prime esondazioni in provincia di Arezzo</strong> e numerosi smottamenti e frane lungo il reticolo idrografico dell’Arno. Prima della mezzanotte ci furono sette vittime a Reggello, investite dalle acque in piena del torrente Resco.</p><div class="texto-destacado">Da quel momento la situazione peggiorò di ora in ora, fino alla <strong>drammatica esondazione dell’Arno a Firenze, che avvenne a partire dalle quattro di notte del 4 novembre</strong>.</div><p>La piena eccezionale dell’Arno raggiunse, nel suo momento di picco, una portata stimata intorno ai <strong>4.000 metri cubi al secondo</strong>. Gli effetti furono drammatici, non solo a Firenze ma anche in tutta la provincia. Il bilancio riportato dal Comune è di <strong>35 vittime, di cui 17 a Firenze e 18 in provincia.</strong></p><p>L’acqua esondata invase anche i musei, le biblioteche antiche e le chiese della città, causando gravissimi danni alle opere d’arte e al patrimonio storico. Case, negozi e botteghe furono sommersi, mentre la corrente trascinava automobili e materiali di ogni genere.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/pH6Q703E4-c/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=pH6Q703E4-c" id="pH6Q703E4-c"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Le targhe che osserviamo oggi sui muri aiutano a immaginare quella situazione: sotto quei segni si trovavano intere porzioni della città, con le abitazioni e i luoghi di lavoro dei suoi abitanti.</p><h2>La drammatica radiocronaca dell’alluvione scuote l’Italia</h2><p>La gestione dell’emergenza in quell’evento catastrofico, almeno nella sua parte iniziale, fu disastrosa. <strong>La città toscana e tanti centri minori rimasero in balia dell’esondazione, senza un adeguato preallarme, colti alla sprovvista.</strong> La Protezione civile nazionale ricorda come l’assenza di una rete di monitoraggio impedì di preannunciare con anticipo l’esondazione. </p><p>Una testimonianza di quanto accaduto il 4 novembre 1966 è <strong>la celebre radiocronaca del giornalista della RAI Marcello Giannini</strong>, che quel giorno si trovava nell’ufficio della radio in pieno centro a Firenze.</p><p><strong>Per documentare quello che stava succedendo in città, avvicinò un microfono all’acqua da una finestra</strong>. Gli ascoltatori poterono sentire il rumore dell’acqua impetuosa che invadeva le strade e gli schianti delle automobili trascinate dalla corrente. Gli archivi RAI conservano la testimonianza di quel gesto, entrato nella storia del giornalismo italiano. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794123" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-allerta-meteo-solo-l-ultima-linea-di-difesa-la-prevenzione-delle-alluvioni-inizia-con-anni-di-anticipo.html" title="L'allerta meteo è solo l'ultima linea di difesa: la prevenzione delle alluvioni inizia con anni di anticipo">L'allerta meteo è solo l'ultima linea di difesa: la prevenzione delle alluvioni inizia con anni di anticipo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-allerta-meteo-solo-l-ultima-linea-di-difesa-la-prevenzione-delle-alluvioni-inizia-con-anni-di-anticipo.html" title="L'allerta meteo è solo l'ultima linea di difesa: la prevenzione delle alluvioni inizia con anni di anticipo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-alerta-y-avisos-en-el-movil-son-la-ultima-linea-de-defensa-la-prevencion-de-inundaciones-empieza-anos-atras-1791823259612_320.jpg" alt="L'allerta meteo è solo l'ultima linea di difesa: la prevenzione delle alluvioni inizia con anni di anticipo"></a></article></aside><p>"Questo non è un fiume. È via Cerretani, è il cuore di Firenze invaso dall’acqua", disse il cronista per raccontare quanto stava vedendo.</p><h2>Migliaia di giovani corrono a Firenze per aiutare: sono gli “Angeli del fango”</h2><p><strong>Il dopo alluvione fu segnato dall’enorme solidarietà alle popolazioni colpite, che arrivò soprattutto dai giovani.</strong> In moltissimi accorsero a Firenze da tutto il paese e da tutto il mondo, in modo volontario, per spalare via il fango dalle case e dalle cantine e aiutare nel difficile lavoro di recupero dei manoscritti della Biblioteca nazionale e delle opere d’arte.</p><p><strong>Questi giovani vennero chiamati “Angeli del fango”.</strong> Le immagini della loro mobilitazione fecero il giro del mondo: già nel novembre 1966 la trasmissione RAI <em>TV7</em> raccontò l’impegno dei volontari accorsi a Firenze. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta-1793100200511.jpg" data-image="6xpba0wgjpva"><figcaption>La Basilica di Santa Croce invasa dalle acque dell'Arno.</figcaption></figure><p>Spesso erano gli stessi ragazzi che in tutta Italia iniziavano a partecipare alle contestazioni e alle ribellioni <strong>che sarebbero poi sfociate nel grande movimento del 1968.</strong></p><h2><strong>L'Italia e il rischio idrogeologico</strong></h2><p>L’alluvione di Firenze del novembre 1966 non è stato certo l’unico evento catastrofico ad aver colpito l’Italia, un paese dove il rischio idrogeologico è altissimo e dove frane e alluvioni fanno ogni anno vittime e lasciano pesanti danni.</p><p>Inoltre, come ricordano le iscrizioni sui muri, <strong>Firenze era stata già colpita secoli prima da pesanti alluvioni, come quella del 1333</strong>. Tuttavia l’esondazione del 1966 contribuì a gettare le basi di un nuovo modo di affrontare la gestione del territorio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767289" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/5-maggio-1998-la-tragedia-di-sarno-e-quindici-il-disastro-che-cambio-la-lotta-al-rischio-idrogeologico.html" title="5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico">5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/5-maggio-1998-la-tragedia-di-sarno-e-quindici-il-disastro-che-cambio-la-lotta-al-rischio-idrogeologico.html" title="5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-maggio-1998-la-tragedia-di-sarno-e-quindici-il-disastro-che-cambio-la-lotta-al-rischio-idrogeologico-1777982397249_320.jpg" alt="5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico"></a></article></aside><p>In un paese che aveva conosciuto a partire dagli anni Cinquanta una <strong>crescita urbanistica spesso incontrollata</strong>, che non aveva tenuto adeguatamente conto delle zone di esondazione dei fiumi e degli equilibri naturali, non era cosa da poco.</p><h2>Dopo Firenze 1966, i lenti passi avanti nella mitigazione del rischio idrogeologico</h2><p><strong>Si sarebbe dovuto aspettare però la fine degli anni Ottanta perché venissero istituite in Italia le Autorità di bacino</strong>, con i relativi Piani di bacino. Un passo avanti enorme nella gestione del territorio, che teneva finalmente conto dell’assetto dei bacini idrografici.</p><p>Ancora, dopo il 1998 si sarebbero fatti ulteriori passi avanti nella prevenzione e nella mitigazione del rischio idrogeologico, con l’accelerazione della pianificazione attraverso i <strong>Piani di assetto idrogeologico, i PAI</strong>.</p><p>Oggi, per conoscere le aree esposte alle alluvioni nel territorio fiorentino, un riferimento fondamentale è anche il <strong>Piano di gestione del rischio di alluvioni, il PGRA</strong>, dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta-1793100270377.jpeg" data-image="rvrct73w2krl"><figcaption>Un'altra targa indica a Firenze l'altezza raggiunta dall'Arno nel novembre del 1966.</figcaption></figure><p>Le sue mappe individuano aree a pericolosità elevata, media e bassa. La cartografia ufficiale deriva da studi e modellazioni idrologiche e idrauliche, integrati, in alcuni casi, da ricostruzioni storiche e analisi geomorfologiche. </p><p><strong>Le targhe raccontano dove è arrivata l’acqua nel passato; le mappe aiutano a conoscere le aree che possono essere allagate.</strong> Questa conoscenza deve tradursi in scelte urbanistiche, interventi di prevenzione e preparazione alle emergenze.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La morte del Sole potrebbe distruggere la Terra entro 5 miliardi di anni, trasformandola in una gigante rossa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-morte-del-sole-potrebbe-distruggere-la-terra-entro-5-miliardi-di-anni-trasformandola-in-una-gigante-rossa.html</link><pubDate>Tue, 27 Oct 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il Sole si trasformerà prima o poi in una gigante rossa, un evento che dovrebbe portare alla scomparsa di Mercurio e Venere. Ma il destino della Terra rimane incerto. Il nostro pianeta potrebbe alla fine sfuggire a una fine catastrofica, anche se dovesse diventare inabitabile molto prima.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/mort-du-soleil-voici-ce-qui-pourrait-arriver-a-la-terre-dans-cinq-milliards-d-annees-1792080159368.jpeg" data-image="egk4soynjsap" alt="morte del sole" title="morte del sole"><figcaption>Entro 5 miliardi di anni il Sole inizierà la sua transizione verso una gigante rossa, inghiottendo diversi pianeti nel processo.</figcaption></figure><p>Il Sole, nato circa 4600 milioni di anni fa, si trova oggi a metà della sua vita. Tuttavia, tra quasi cinque miliardi di anni, la nostra stella si trasformerà in una gigante rossa, <strong>alterando profondamente il sistema solare</strong>. La Terra verrà allora inghiottita dal Sole oppure riuscirà a sfuggire a questo destino?</p><h2>Il Sole, una stella di 4600 milioni di anni</h2><p>Il Sole e i pianeti del nostro sistema solare si sono formati circa 4600 milioni di anni fa a partire da una vasta nube di gas e polveri. Per effetto della gravità, <strong>una parte di questa materia collassò gradualmente su se stessa</strong>, concentrandosi al centro e dando origine al giovane Sole. Attorno a esso, i materiali rimanenti <strong>si organizzarono in un disco di materia in rotazione</strong>.</p><p>Con il passare del tempo, le particelle di polvere presenti in questo disco si aggregarono formando corpi sempre più grandi, dando origine ai <strong>pianeti, agli asteroidi e agli altri oggetti che compongono il sistema solare</strong>. La formazione della Terra e degli altri pianeti proseguì quindi per diverse decine di milioni di anni, attraverso collisioni e accumulo di materia. Circa 4500 milioni di anni fa, il nostro pianeta iniziò ad assumere gradualmente la sua forma attuale.</p><div class="texto-destacado">Oggi il Sole è una stella di tipo spettrale G2V, comunemente chiamata nana gialla. Composto principalmente da idrogeno ed elio, genera energia attraverso la fusione nucleare che avviene nel suo nucleo, dove l’idrogeno si trasforma progressivamente in elio. Questo processo libera l’energia che ci raggiunge sotto forma di luce e calore, permettendo alla nostra stella di brillare da miliardi di anni.</div><p>Attualmente il Sole si trova in una fase relativamente stabile della sua esistenza, chiamata sequenza principale. Questa stabilità, però, non durerà per sempre. Man mano che le riserve di idrogeno nel suo nucleo si esauriranno, quest’ultimo si contrarrà e si riscalderà, mentre gli strati esterni del Sole si espanderanno gradualmente. La nostra stella diventerà allora <strong>una gigante rossa</strong>, un’evoluzione che trasformerà profondamente il sistema solare così come lo conosciamo oggi.</p><h2>Il Sole divorerà la Terra?</h2><p>Questa<strong> trasformazione avrà conseguenze importanti </strong>per i pianeti più vicini al Sole. Durante la trasformazione in gigante rossa, il diametro del Sole aumenterà considerevolmente, fino a raggiungere dimensioni potenzialmente paragonabili all’attuale distanza tra il Sole e la Terra. Questa espansione provocherà probabilmente l’inghiottimento di Mercurio e Venere, ma <strong>il destino del nostro pianeta rimane, per ora, più incerto</strong>.</p><p>Fino a poco tempo fa, gli scienziati ritenevano che la Terra avesse poche probabilità di sfuggire all’espansione del Sole, al pari di Mercurio e Venere. Espandendosi, gli strati esterni del Sole potrebbero raggiungere l’orbita terrestre, mentre le interazioni mareali tra i due corpi celesti tenderebbero ad avvicinare il nostro pianeta al Sole. Pertanto, <strong>questo scenario sembrava finora il più probabile, anche se l’evoluzione dell’orbita terrestre restava soggetta ad alcune incertezze</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/mort-du-soleil-voici-ce-qui-pourrait-arriver-a-la-terre-dans-cinq-milliards-d-annees-1792081470884.jpeg" data-image="ojdtlpgbez4e" alt="Diversi pianeti nel sistema" title="Diversi pianeti nel sistema"><figcaption>La Terra potrebbe rimanere in gran parte al di fuori della superficie del Sole durante la sua trasformazione in gigante rossa, ma le condizioni necessarie a sostenere la vita sulla sua superficie saranno scomparse da molto tempo.</figcaption></figure><p>Tuttavia, uno studio pubblicato nel giugno 2026 sulla rivista <em>Astronomy & Astrophysics</em> ha messo in discussione questa ipotesi. Affinando i modelli sulla perdita di massa del Sole e sugli effetti delle interazioni mareali, i ricercatori hanno dimostrato che<strong> la Terra potrebbe, alla fine, evitare un destino catastrofico</strong>.</p><p>Perdendo massa, <strong>il Sole eserciterà un’attrazione gravitazionale minore, che potrebbe consentire all’orbita terrestre di allargarsi</strong> e quindi al nostro pianeta di allontanarsi abbastanza dalla superficie della nostra stella da sopravvivere alla sua trasformazione in gigante rossa. Questo scenario rimane tuttavia incerto e dipenderà in larga misura dalla quantità di materia che la nostra stella perderà alla fine della sua vita.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795333" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-astrofisico-neil-degrasse-tyson-68-anni-si-puo-viaggiare-nel-futuro-ma-saremo-sempre-prigionierieri-del-presente.html" title="L'astrofisico Neil deGrasse Tyson (68 anni): 'Si può viaggiare nel futuro, ma saremo sempre prigionierieri del presente'">L'astrofisico Neil deGrasse Tyson (68 anni): "Si può viaggiare nel futuro, ma saremo sempre prigionierieri del presente"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-astrofisico-neil-degrasse-tyson-68-anni-si-puo-viaggiare-nel-futuro-ma-saremo-sempre-prigionierieri-del-presente.html" title="L'astrofisico Neil deGrasse Tyson (68 anni): 'Si può viaggiare nel futuro, ma saremo sempre prigionierieri del presente'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/neil-degrasse-tyson-podemos-viajar-en-el-tiempo-hacia-el-futuro-pero-siempre-seras-prisionero-del-presente-1793008179971_320.jpg" alt="L'astrofisico Neil deGrasse Tyson (68 anni): 'Si può viaggiare nel futuro, ma saremo sempre prigionierieri del presente'"></a></article></aside><p>In ogni caso, <strong>è molto probabile che la Terra abbia perso ogni forma di vita sulla sua superficie molto prima di questa trasformazione</strong>. Il progressivo aumento della luminosità solare potrebbe rendere il nostro pianeta inabitabile tra circa un miliardo di anni, alterandone il ciclo dell’acqua e favorendo, a lungo termine, la scomparsa degli oceani. Di conseguenza, anche se riuscisse a evitare di essere inghiottita, la Terra potrebbe continuare a esistere tra 5000 milioni di anni, ma <strong>trasformata in un mondo sterile in orbita attorno a un Sole diventato una nana bianca</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="NASA" data-year="2026" data-title="Sun%3A%20Facts" data-url="https%3A%2F%2Fscience.nasa.gov%2Fsun%2Ffacts%2F">NASA. (2026). <a href="https://science.nasa.gov/sun/facts/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il Sole: dati e caratteristiche</a>.</cite><br><cite data-author="CEA" data-year="2026" data-title="La%20Terre%20survivra-t-elle%20%C3%A0%20la%20fin%20du%20Soleil%20%3F" data-url="https%3A%2F%2Fwww.cea.fr%2Fparis-saclay%2FPages%2FActualites%2FScientifique%2F2026%2Fla-Terre-survivra-t-elle-a-la-fin-du-Soleil.aspx">CEA. (2026). <a href="https://www.cea.fr/paris-saclay/Pages/Actualites/Scientifique/2026/la-Terre-survivra-t-elle-a-la-fin-du-Soleil.aspx" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La Terra sopravvivrà alla fine del Sole?</a>.</cite><br><cite data-author="M.%20Esseldeurs1%2C%20S.%20Mathis%20%26%20L.%20Decin1" data-year="2026" data-title="The%20fate%20of%20Earth%20during%20the%20Sun%E2%80%99s%20giant%20phases" data-url="https%3A%2F%2Fwww.aanda.org%2Farticles%2Faa%2Ffull_html%2F2026%2F06%2Faa60576-26%2Faa60576-26.html">M. Esseldeurs1, S. Mathis & L. Decin1. (2026). <a href="https://www.aanda.org/articles/aa/full_html/2026/06/aa60576-26/aa60576-26.html" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il destino della Terra durante le fasi di gigante del Sole</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-morte-del-sole-potrebbe-distruggere-la-terra-entro-5-miliardi-di-anni-trasformandola-in-una-gigante-rossa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Margherita Erriu svela quale sarà la notte più fredda della settimana: “Fino a 6 °C a Milano”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano.html</link><pubDate>Tue, 27 Oct 2026 13:11:19 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Grazie al rinforzo dell’alta pressione in Italia ci aspettiamo una settimana caratterizzata da condizioni di generale stabilità atmosferica, attenzione però perché questo non si traduce sempre in caldo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbriz9e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbriz9e.jpg" id="xbriz9e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nei prossimi giorni <strong>l’Italia tornerà ad essere interessata da un campo di alta pressione</strong> che riporterà sul nostro paese tempo in prevalenza stabile e soleggiato, a parte <strong>un leggero aumento della variabilità nella seconda parte della settimana</strong>, soprattutto al centro-sud.</p><p>Questo aumento della variabilità sarà causato dall’approfondimento di u<strong>na debole depressione che porterà nuvole e precipitazioni sparse sulle regioni centrali adriatiche e su quelle meridionali</strong>. Localmente i fenomeni potranno anche essere di moderata intensità e assumere carattere di rovescio.</p><h2>Il ritorno delle nebbie e del freddo</h2><p>Malgrado il ritorno dell’anticiclone <strong>non torneremo a parlare di ottobrata e neppure di “novembrata”</strong>. Questo perché, seppure siano previste condizioni meteorologiche stabili, <strong>le temperature risulteranno tendenzialmente al di sotto del normale</strong> praticamente ovunque e per tutto l’arco della settimana.</p><p>Anzi, sarà proprio la spiccata stabilità atmosferica a causare <strong>nebbie nella Pianura Padana e nelle valli appenniniche</strong>, e temperature minime localmente particolarmente rigide.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano-1793102130176.jpg" data-image="qopcn872f7u2" alt="Anomalie termiche" title="Anomalie termiche"><figcaption>La giornata di domenica sarà caratterizzata da anomalie termiche negative su praticamente tutta l'Italia.</figcaption></figure><p>In sostanza quindi ci aspettiamo <strong>una settimana con forti escursioni termiche tra il giorno e la notte</strong>. Durante le ore diurne infatti le temperature risulteranno tutto sommato miti e gradevoli, seppur anche queste leggermente più basse del normale, <strong>nella notte invece i termometri registreranno valori decisamente più bassi</strong>, con anomalie termiche prossime ai -10 °C.</p><p>In generale le anomalie termiche negative <strong>sono previste inizialmente soprattutto sulle regioni centro-meridionali</strong>, mentre al nord avremo ancora anomalie positive, successivamente nella seconda metà della settimana <strong>farà più freddo rispetto alla norma in tutto il territorio nazionale</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795214" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto.html" title="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto ">I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto.html" title="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto-1793021529781_320.jpg" alt="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto "></a></article></aside><p>Ricordiamo che quando parliamo di anomalie termiche, di valori più o meno alti rispetto alla norma o al normale, <strong>stiamo mettendo in relazione le temperature previste nei prossimi giorni con quelle medie calcolate nell’ultimo trentennio</strong>, ovvero quello che va dal 1991 al 2020.</p><p>Confrontare i valori attuali con quelli relativi alla media climatologica <strong>serve per capire quanto sia “anomala”</strong> o meno la situazione prevista.</p><h2>Temperature minime rigide da nord a sud</h2><p>Dopo quindi una <strong>prima parte di ottobre e di autunno caratterizzata da temperature costantemente troppo alte</strong>, ecco che la fine del mese ci riserverà valori decisamente più rigidi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano-1793103510682.jpg" data-image="i7mknkb2wgnb" alt="Temperature minime" title="Temperature minime"><figcaption>Nella notte di domenica le temperature minime si porteranno intorno ai 5 °C nelle maggiori città del nord.</figcaption></figure><p>Tutte le prossime notti vedranno temperature piuttosto rigide, <strong>diffusamente entro i 10 °C sulle regioni centro-settentrionali</strong>, perlopiù tra i 10 °C e i 15 °C al sud. Tuttavia sarà la nottata di domenica a registrare i valori più bassi, <strong>con 8 °C previsti a Roma, 9 °C attesi a Firenze, 7 °C a Bologna, 6 °C a Milano e 4 °C a Torino</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795372" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa">Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa-1793097932892_320.jpg" alt="Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa"></a></article></aside><p>Per quanto riguarda le temperature massime invece <strong>fino a giovedì sono previsti valori intorno ai 20 °C</strong>, poco meno o poco più su buona parte del paese.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong></div><p>A seguire, <strong>con l’aumento della variabilità nel fine settimana</strong>, di cui abbiamo già parlato in introduzione, anche i valori massimi torneranno a registrare diffusi cali ed <strong>entro domenica si riporteranno tra i 15/17 °C su buona parte del centro-nord</strong>, con solo isolate punte oltre i 20 °C al sud, in particolare a Cagliari, a Catania e a Napoli.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa.html</link><pubDate>Tue, 27 Oct 2026 11:26:41 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il mese di novembre potrebbe esordire all'insegna di un colpo di scena, con il possibile affondo di un nucleo di aria molto fredda, in discesa dalle pianure dell'Europa centro-orientale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrifgq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrifgq.jpg" id="xbrifgq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dai modelli globali iniziano ad arrivare dei piccoli segnali, sempre di lungo termine, che delineano pero uno scenario particolarmente interessante per l’avvio della stagione invernale 2026-27.</p><p>Tutto nascerebbe dall’Atlantico, dove l’azione combinata di più <strong>onde di Rossby</strong> in uscita dal Nord America potrebbe innescare una dinamica atmosferica capace di favorire <strong>un primo episodio di freddo e neve su ampie aree del continente europeo,</strong> con possibili e non trascurabili ripercussioni anche sull’Italia.</p><h2><strong>Il blocco anticiclonico e la discesa di aria fredda</strong></h2><p>Il meccanismo descritto ruota intorno alla propagazione di queste onde planetarie, forzate sull’area pacifica dal fenomeno di <strong>El Niño.</strong> Una volta raggiunta l’area vicina alle coste meridionali della Groenlandia, <strong>le onde di Rossby mostrano la tendenza a rompersi in maniera ciclonica.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa-1793097853491.jpg" data-image="uv57hkqx3rrs" alt="Anticiclone, aria fredda." title="Anticiclone, aria fredda."><figcaption>Il flusso retrogrado di aria fredda in discesa dall'Europa orientale, lungo il margine più orientale dell'anticiclone.</figcaption></figure><p>Questo processo favorisce un forcing subtropicale, ossia una risalita di aria calda in quota dalle latitudini subtropicali che si spinge fino alla Scandinavia. </p><p>Il risultato è la formazione di un robusto anticiclone in grado di bloccare efficacemente il flusso perturbato atlantico, <strong>interrompendo temporaneamente la tipica circolazione zonale da ovest verso est.</strong></p><h2><strong>L’apertura del canale freddo da nord-est</strong></h2><p>Con il flusso zonale interrotto, si apre la strada alla discesa di masse d’aria molto fredde di origine polare verso l’Europa orientale e settentrionale. Su queste regioni potrebbero comparire <strong>le prime nevicate precoci su vaste aree,</strong> con temperature in netto calo rispetto alle medie del periodo e condizioni più tipicamente invernali già prima dell’arrivo dell’inverno meteorologico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa-1793097671632.jpg" data-image="pafoncuc5kyw" alt="Aria fredda." title="Aria fredda."><figcaption>Il canale di aria fredda diretto verso l'Italia nella prima settimana di novembre.</figcaption></figure><p>Un aspetto particolarmente rilevante di questo schema barico riguarda il modo in cui l’aria fredda si muoverà una volta instauratosi l’anticiclone scandinavo. </p><div class="texto-destacado"><strong>Le masse d’aria fredde non scenderanno in maniera diretta, ma tenderanno a scorrere lungo il margine orientale e meridionale dell’alta pressione, seguendo un moto retrogrado (cioè da est verso ovest o da nord-est verso sud-ovest).</strong></div><p>Questo percorso le porterà a lambire le regioni dell’Europa centro-orientale e balcanica, per poi spingersi progressivamente verso il bacino del Mediterraneo, arrivando probabilmente ad interessare pure parte del nostro territorio nazionale.</p><h2><strong>Occhi puntati al Mediterraneo</strong></h2><p>È proprio qui che la dinamica potrebbe diventare ancora più interessante. Arrivando a contattare le acque ancora relativamente calde del Mediterraneo, l’aria fredda polare creerebbe un contrasto termico notevole. </p><p>Questo scontro tra aria fredda in quota e superfici marine più miti è un classico ingrediente <strong>per lo sviluppo di instabilità atmosferica, anche intensa, </strong>soprattutto in questo periodo dell’anno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795214" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto.html" title="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto ">I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto.html" title="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto-1793021529781_320.jpg" alt="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto "></a></article></aside><p><strong>Si potrebbero così generare fenomeni convettivi, rovesci e temporali di natura pre-frontale o post-frontale,</strong> con la possibilità di nevicate a quote medio-basse sulle regioni alpine e appenniniche, e di precipitazioni più intense e localmente temporalesche sulle aree costiere e fra Sardegna e Sicilia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa-1793097932892.jpg" data-image="li0k2kpylv2v" alt="Neve, freddo." title="Neve, freddo."><figcaption>Se confermato entro la prima decade di novembre la neve potrebbe comparire a quote basse in molte aree d'Europa, fino alle nostre regioni orientali.</figcaption></figure><p>In alcuni casi, questo tipo di interazione può favorire anche la formazione di minimi depressionari mediterranei, <strong>capaci di organizzare precipitazioni più diffuse e di prolungare l’episodio di maltempo. Oltre a produrre venti forti e mareggiate.</strong></p><h2><strong>Alcune considerazioni su questa linea di tendenza</strong></h2><p>Va precisato che al momento si tratta solo di segnali. Non si tratta di una previsione di tipo deterministico, come quelle fatte a pochi giorni, con date e orario dei fenomeni previsti. Ma di una linea di tendenza, a largo spettro. </p><p>Un simile assetto barico, se confermato, potrebbe quindi spalancare le porte non solo ai primi freddi di stagione sull’Italia, <strong>ma anche a una fase di tempo più dinamico e potenzialmente instabile, soprattutto sulle regioni centro-meridionali e sul versante adriatico,</strong> dove il contrasto termico tra aria fredda e mare caldo risulta spesso più accentuato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo">Luca Lombroso, meteorologo: "Da novembre aria invernale sull'Italia". Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale-1793013115653_320.jpg" alt="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"></a></article></aside><p>È però fondamentale sottolineare che si tratta di proiezioni a lungo termine, <strong>caratterizzate da un elevato grado di incertezza.</strong> Le dinamiche atmosferiche su scale temporali così ampie restano soggette a variazioni significative e dovranno trovare riscontro nei calcoli dei modelli dei prossimi giorni. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'astrofisico Neil deGrasse Tyson (68 anni): "Si può viaggiare nel futuro, ma saremo sempre prigionierieri del presente"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-astrofisico-neil-degrasse-tyson-68-anni-si-puo-viaggiare-nel-futuro-ma-saremo-sempre-prigionierieri-del-presente.html</link><pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:25:06 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L'astrofisico statunitense spiega come la relatività consenta di percepire il trascorrere del tempo a ritmi differenti e perché viaggiare nel passato rimanga fuori dalla nostra portata.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/neil-degrasse-tyson-podemos-viajar-en-el-tiempo-hacia-el-futuro-pero-siempre-seras-prisionero-del-presente-1793008179971.jpg" data-image="eg1soula1xiy" alt="Neil deGrasse Tyson" title="Neil deGrasse Tyson"><figcaption>Neil deGrasse Tyson spiega i limiti fisici del viaggio nel tempo e il motivo per cui spostarsi in avanti verso il futuro non significa poter tornare nel passato. Immagine: foto della U.S. Air Force, scattata dall'Airman 1st Class Jonathan Whitely.</figcaption></figure><p>I viaggi nel tempo sono presenti da molti anni in romanzi, film e serie, ma la fisica ha sempre offerto una risposta che si discosta, e di molto, da quelle storie. <strong>L’astrofisico Neil deGrasse Tyson ha affrontato questo tema durante una recente intervista </strong>in cui ha spiegato quali possibilità contempla la scienza e quali continuano a non avere alcun riscontro sperimentale.</p><p>La conversazione ha lasciato spazio anche ad altre questioni legate alla divulgazione scientifica. <strong>Il ricercatore statunitense ha parlato dei limiti degli spostamenti temporali</strong> e ha partecipato a una classifica di alcune figure note per il loro lavoro nella scienza e nella comunicazione.</p><h2>Neil deGrasse Tyson spiega i viaggi nel tempo verso il futuro</h2><p>Durante la sua partecipazione al programma di interviste di YouTube <em>Hot Ones Game Night,</em> trasmesso il 14 ottobre e condotto da Joe Santagato, Tyson ha risposto a una domanda sulla possibilità che gli esseri umani riescano a viaggiare nel tempo.<strong> La sua prima reazione è stata escludere questa possibilità, anche se poi ha precisato la risposta</strong> per distinguere tra spostarsi verso il futuro e tornare a epoche precedenti.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/feiF4mTzfsU/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=feiF4mTzfsU" id="feiF4mTzfsU"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p><strong>"Possiamo viaggiare nel tempo verso il futuro, ma non verso il passato", ha spiegato l’astrofisico.</strong> Con questa affermazione ha riassunto una differenza fondamentale per comprendere che cosa consente la fisica e che cosa appartiene ancora al mondo della finzione. Per illustrarla, ha proposto il caso di una persona che viaggiasse nello spazio a una velocità molto elevata. Se durante il tragitto invecchiasse di dieci minuti, al ritorno sulla Terra potrebbe scoprire che per chi è rimasto sul pianeta è trascorsa un’ora, un giorno o persino un anno. La differenza dipenderebbe dalla velocità raggiunta.</p><p><strong>Questo effetto prende il nome di dilatazione temporale ed è legato alla teoria della relatività di Albert Einstein. </strong>Il tempo può scorrere a ritmi diversi a seconda del movimento dell’osservatore e delle condizioni gravitazionali. Il viaggiatore potrebbe quindi ritrovarsi su una Terra molti anni più avanti rispetto a quella che aveva lasciato.</p><h2>Perché non possiamo tornare nel passato, secondo Neil deGrasse Tyson</h2><p>La spiegazione di Tyson presenta un limite essenziale: sperimentare un intervallo temporale più breve rispetto a quello di altre persone non permette di scegliere liberamente una data né di tornare a un momento precedente. La relatività descrive differenze nel tempo trascorso, <strong>ma non dimostra che sia possibile tornare indietro nella storia.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/neil-degrasse-tyson-podemos-viajar-en-el-tiempo-hacia-el-futuro-pero-siempre-seras-prisionero-del-presente-1793007734109.jpeg" data-image="0t9si7xbnzh0" alt="Viaggiare nel tempo" title="Viaggiare nel tempo"><figcaption>I viaggi nel tempo verso il futuro sono possibili secondo la teoria della relatività, che permette di spiegare perché due persone possono invecchiare a ritmi diversi.</figcaption></figure><p>L’astrofisico ha riassunto questa idea con una riflessione sui limiti della nostra esperienza temporale: "È una forma di viaggio nel tempo, ma non c’è modo di viaggiare nel proprio futuro. No. <strong>S</strong><strong>ei prigioniero del presente nella tua linea temporale</strong>, in una transizione costante tra il tuo passato inaccessibile e il tuo futuro sconosciuto".</p><p>La frase allude all’impossibilità di controllare il proprio percorso temporale come accade in molte produzioni cinematografiche. Nell’esempio proposto da Tyson, <strong>il viaggiatore raggiunge un futuro più lontano per gli altri, ma continua ad avanzare dal proprio presente</strong>. Non dispone di un procedimento dimostrato per tornare al punto di partenza.</p><p>Inoltre, realizzare uno spostamento nello spazio a velocità prossime a quella della luce comporta enormi difficoltà tecnologiche. L’esistenza della dilatazione temporale <strong>non significa che oggi possiamo organizzare viaggi di questo tipo né che siano alla portata della tecnologia disponibile.</strong></p><h2>Stephen Hawking, Carl Sagan e Bill Nye: la classifica di Tyson</h2><p>In un altro momento dell’intervista, Santagato ha chiesto all’astrofisico <strong>di ordinare per intelligenza quattro personalità legate alla scienza: Stephen Hawking, Carl Sagan, Bill Nye e lo stesso Neil deGrasse Tyson.</strong> La domanda ha portato il ricercatore a spiegare le proprie preferenze senza stabilire una classifica basata su misurazioni oggettive. Tyson ha collocato Hawking al primo posto, presentandolo come il candidato indiscusso, fatta eccezione per Albert Einstein. Ha poi scelto Sagan, noto per la sua attività di divulgazione, riconoscendo che lo avrebbe collocato davanti a sé.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/neil-degrasse-tyson-podemos-viajar-en-el-tiempo-hacia-el-futuro-pero-siempre-seras-prisionero-del-presente-1793008093597.jpg" data-image="qfxvozdjgbej" alt="Neil deGrasse Tyson" title="Neil deGrasse Tyson"><figcaption>Neil deGrasse Tyson spiega come la teoria della relatività di Einstein permetta di viaggiare nel futuro grazie alla dilatazione temporale e perché tornare nel passato resti al di fuori delle possibilità della fisica conosciuta. Immagine: Wikipedia / BDEngler </figcaption></figure><p>"Senza dubbio Stephen Hawking, al primo posto, d’accordo? Il campione indiscusso. <strong>Be’, dopo Einstein, sì. </strong>E direi che il successivo sarebbe Carl Sagan, che era una persona intelligente. Sì, lo metterei davanti a me", ha risposto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756153" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/stephen-hawking-prevede-il-collasso-della-terra-entro-il-2600-e-sostiene-la-colonizzazione-spaziale.html" title="Stephen Hawking aveva previsto il collasso della Terra entro il 2600 e sostiene la colonizzazione spaziale">Stephen Hawking aveva previsto il collasso della Terra entro il 2600 e sostiene la colonizzazione spaziale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/stephen-hawking-prevede-il-collasso-della-terra-entro-il-2600-e-sostiene-la-colonizzazione-spaziale.html" title="Stephen Hawking aveva previsto il collasso della Terra entro il 2600 e sostiene la colonizzazione spaziale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/stephen-hawking-preve-colapso-da-terra-ate-2600-e-defende-colonizacao-espacial-1771523674399_320.jpg" alt="Stephen Hawking aveva previsto il collasso della Terra entro il 2600 e sostiene la colonizzazione spaziale"></a></article></aside><p>La scelta degli ultimi due posti è stata diversa. Tyson ha spiegato di essere amico di Bill Nye e di ritenere che entrambi abbiano capacità intellettuali simili. Per questo motivo, <strong>ha evitato di stabilire una differenza tra loro e ha condiviso con lui il terzo posto.</strong> La classifica è rimasta quindi un’opinione personale espressa durante un’intervista, non una valutazione scientifica dell’intelligenza dei quattro protagonisti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-astrofisico-neil-degrasse-tyson-68-anni-si-puo-viaggiare-nel-futuro-ma-saremo-sempre-prigionierieri-del-presente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>