<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 24 Aug 2026 15:20:19 +0000</lastBuildDate><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 15:20:19 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Enorme nube di polvere dal Sahara verso l'Italia: cielo giallastro e concentrazioni elevate tra 27 e 28 agosto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 13:59:12 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una enorme nube di polvere sahariana è in arrivo sull'Italia. Secondo le previsioni del modello europeo, l'irruzione inizierà a interessare in modo massiccio Sardegna e Sud già da martedì 25 agosto, ma il picco è atteso tra giovedì 27 e venerdì 28, proprio mentre sull'Italia raggiungerà il culmine la nuova ondata di calore.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb0c6ui"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb0c6ui.jpg" id="xb0c6ui"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Una enorme lingua di polvere proveniente dal Sahara si sta dirigendo verso l'Italia. </strong>Nei prossimi giorni grandi quantità di pulviscolo desertico verranno trasportate dal Nord Africa verso il Mediterraneo e poi sulla nostra penisola, <strong>accompagnando la nuova e intensa ondata di calore attesa in questa parte finale di agosto.</strong></p><p>Secondo le previsioni aggiornate del <strong>modello europeo</strong>, l'episodio sarà particolarmente intenso e persistente. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Secondo le previsioni aggiornate del <strong>modello europeo</strong>, l'episodio sarà particolarmente intenso e persistente. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La polvere sahariana non interesserà infatti soltanto le regioni meridionali e le isole, ma nei giorni successivi riuscirà a estendersi progressivamente verso il resto d'Italia.</p><h2>La polvere del Sahara arriva già da martedì 25 agosto</h2><p>Il primo ingresso significativo è previsto già nella giornata di <strong>martedì 25 agosto</strong>, quando una massiccia quantità di polvere desertica raggiungerà soprattutto <strong>Sardegna e regioni meridionali</strong>.</p><p>Si tratterà però soltanto dell'inizio dell'episodio. Nei giorni successivi il trasporto di polvere verso l'Italia <strong>aumenterà ulteriormente, seguendo la risalita della massa d'aria molto calda di origine nordafricana.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi-1787579228376.jpg" data-image="0gjn5g2v1iji"><figcaption>La grande lingua di polvere sahariana in risalita sull'Italia mercoledì 26 agosto. Il giorno prima avrà già interessato Sud e Sardegna.</figcaption></figure><p><strong>Ci sarà infatti un impulso più potente da mercoledì, che porterà maggiori concentrazioni sull'Italia centro-meridionale e poi anche verso quella settentrionale</strong>. Il risultato saranno, nelle zone senza copertura nuvolosa, cieli molto meno limpidi rispetto alle normali giornate estive, ma con un'atmosfera lattiginosa, talvolta dal colore giallognolo, marroncino, o biancastro.</p><h2>Giovedì 27 agosto il picco della polvere: cieli lattiginosi e giallastri</h2><p><strong>Il momento più interessante dell'episodio è atteso </strong><strong>giovedì 27 agosto</strong>. Secondo l'aggiornamento del modello europeo, in questa giornata concentrazioni elevate di polvere interesseranno <strong>tutta l'Italia</strong>. Non è raro che ci siano fenomeni del genere in Italia, ma una irruzione cos persistente, così intensa e così estesa è meno usuale. <strong>Le concentrazioni, se la previsione viene confermata, saranno molto elevate.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni.html" title="Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord">Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni.html" title="Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni-1787554544238_320.jpg" alt="Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord"></a></article></aside><p>La presenza di una quantità così importante di pulviscolo in sospensione avrà un effetto molto evidente sull'aspetto del cielo. Al posto del consueto azzurro estivo potremo osservare una volta celeste <strong>lattiginosa, opaca e tendente al giallognolo</strong>, soprattutto nelle aree dove le concentrazioni saranno maggiori.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi-1787579723451.jpg" data-image="0lvly824gwa5" alt="Previsione meteo di irruzione di polvere sahariana sull'Italia" title="Previsione meteo di irruzione di polvere sahariana sull'Italia"><figcaption>La lingua di polvere sahariana sull'Italia sarà davvero massiccia nella giornata di giovedì 27 agosto.</figcaption></figure><p>Non si tratterà quindi soltanto di un fenomeno confinato alle isole o al Mezzogiorno: la previsione indica una presenza importante di polvere anche sul <strong>Centro-Nord</strong>.</p><h2>Venerdì 28 agosto la polvere potrebbe essere ancora più concentrata al Nord</h2><p>L'episodio non terminerà giovedì. Anche <strong>venerdì 28 agosto</strong> la polvere sahariana continuerà infatti a essere trasportata verso l'Italia.</p><p>Un elemento particolarmente interessante dell'ultima previsione riguarda proprio la distribuzione delle concentrazioni: mentre giovedì l'intero Paese sarà interessato da valori elevati, <strong>venerdì le concentrazioni potrebbero risultare particolarmente elevate al Nord</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi-1787579774371.jpg" data-image="c4xaqb6749wy"><figcaption>Venerdì 28 agosto la concentrazioni di polveri desertiche potrebbe essere elevata al Nord.</figcaption></figure><p>Si tratta di una previsione che potrà naturalmente subire modifiche nei prossimi aggiornamenti, ma che conferma la persistenza del trasporto di polvere sahariana sull'Italia per diversi giorni consecutivi.</p><h2>Polvere del Sahara e caldo estremo: i due fenomeni arriveranno insieme</h2><p>L'episodio di polvere sahariana coinciderà con il <strong>picco della nuova ondata di calore</strong> che sta raggiungendo l'Italia. Il modello europeo prevede infatti una nuova forte risalita delle temperature, con valori molto elevati soprattutto al Centro-Sud e sulle isole.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785160" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html" title="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata">L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html" title="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata-1787519104692_320.jpeg" alt="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata"></a></article></aside><p>La giornata di <strong>giovedì 27 agosto</strong> sarà particolarmente calda: sono previste temperature massime fino a <strong>42-44 °C nelle aree interne della Sardegna e della Sicilia</strong>, mentre in Puglia potranno essere raggiunti i 40 °C. Al Centro si potranno toccare 36-38 °C e al Nord 34-36 °C, con valori particolarmente elevati in Emilia-Romagna.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Raffiche fino a 150 km/h e tempeste di polvere enormi: ecco come sono i fenomeni meteo estremi su Marte]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raffiche-fino-a-150-km-h-e-tempeste-di-polvere-enormi-ecco-come-sono-i-fenomeni-meteo-estremi-su-marte.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 13:11:45 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>L'atmosfera di Marte è molto diversa da quella terrestre. È ricca di CO<sub>2</sub>, caratterizzata da forti venti e da grandi tempeste di polvere che ricoprono gran parte del pianeta rosso.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-atmosfera-de-marte-y-su-meteorologia-1786343253900.jpg" data-image="2q4f12va8pc5" alt="Marte e la sua atmosfera" title="Marte e la sua atmosfera"><figcaption>Marte con la sua sottile atmosfera e il cratere Cassini in primo piano, nella regione di Arabia Terra, fotografato dalla sonda Emirates Mars Mission. © UAESA / MBRSC / Hope Mars Mission / EXI / Andrea Luck</figcaption></figure><p><strong>Come la Terra, anche Marte possiede un'atmosfera</strong>. In essa si formano nubi alte e orografiche, soffiano venti e si verificano alcuni fenomeni meteorologici, ma con marcate differenze, dovute alle diverse caratteristiche dei due pianeti e dei loro involucri gassosi. </p><p><strong>Le dimensioni di Marte sono circa la metà di quelle della Terra e la sua massa è pari al 10% di quella terrestre</strong>, per cui anche la gravità è molto più bassa: il 38% di quella terrestre (3,7 m/s<sup>2</sup> contro 9,8 m/s<sup>2</sup>).</p><p>Le immagini raccolte dai diversi strumenti che sono atterrati sulla sua superficie (<em>lander</em>) e da quelli che si sono spostati in alcune aree del pianeta (<em>rover</em>) ‒ dalle missioni Viking degli anni '70 fino alle più recenti, come Perseverance/Ingenuity (2021) ‒ mostrano un <strong>cielo di colore salmone, la cui intensità varia in funzione della concentrazione di polvere fine in sospensione</strong>, sempre presente in grandi quantità. Questa caratteristica provoca tramonti di colore bluastro.</p><h2><strong>Un'atmosfera ricca di CO<sub>2</sub>, ma con un effetto serra molto debole</strong></h2><p>L'atmosfera marziana presenta una struttura termica verticale e una composizione chimica molto diversa da quella terrestre. <strong>Il gas di gran lunga più abbondante è il CO<sub>2</sub>, che rappresenta circa il 96%</strong>, seguito da azoto e argon (ciascuno intorno al 2%). </p><p>La piccola percentuale restante (meno dell'1%) è costituita da gas in tracce come l'ossigeno molecolare, il monossido di carbonio e il vapore acqueo. La presenza di quest'ultimo permette la formazione di nubi, costituite da ghiaccio e formate soprattutto nella parte alta dell'atmosfera.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-atmosfera-de-marte-y-su-meteorologia-1786343287447.jpg" data-image="jjzepoenbuyr" alt="Atmosfere di Marte e della Terra" title="Atmosfere di Marte e della Terra"><figcaption>Confronto tra la composizione chimica dell'atmosfera di Marte (a sinistra) e quella della Terra (a destra). Fonte: ©ESA</figcaption></figure><p>La bassa densità dell'atmosfera di Marte (estremamente leggera) riduce la capacità dell'effetto serra del CO<sub>2</sub>, nonostante sia il principale componente gassoso. </p><p>La temperatura media globale sulla superficie marziana si aggira intorno ai -60 ºC, con importanti variazioni tra il giorno e la notte e tra le diverse stagioni. In estate, durante il giorno e nella zona equatoriale, si raggiungono valori intorno ai 20 ºC, mentre <strong>in inverno, durante la notte e nelle regioni polari, le temperature arrivano talvolta a sfiorare i -150 ºC.</strong> </p><p>L'effetto serra marziano contribuisce per non più di 5 ºC alla temperatura misurata sulla superficie del Pianeta Rosso.</p><h2><strong>Le tempeste di polvere marziane</strong></h2><p>Se c'è un elemento che caratterizza la meteorologia marziana, sono le tempeste di polvere, la cui propagazione è straordinaria, arrivando a interessare gran parte del pianeta. <strong>La bassa pressione al suolo (circa 7 hPa in media, contro i 1013 hPa della pressione media al livello del mare sulla Terra) favorisce il sollevamento di grandi quantità di polvere dalla superficie</strong>, che viene trasportata per lunghe distanze a causa dei forti venti presenti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-atmosfera-de-marte-y-su-meteorologia-1786343321013.jpg" data-image="4xdrtl2ojgpf" alt="Diavolo di polvere" title="Diavolo di polvere"><figcaption>Immagine di un diavolo di polvere e della sua ombra sinuosa sulla superficie marziana, catturata dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter della NASA il 16 febbraio 2012. © NASA/JPL-Caltech/Università dell'Arizona</figcaption></figure><p><strong>La formazione di vortici o diavoli di polvere, dalla morfologia simile alle trombe di polvere che si formano sulla Terra, è frequente sulla superficie di Marte</strong>. Sul Pianeta Rosso soffiano venti più forti di quelli terrestri, con raffiche che raggiungono facilmente i 150 km/h. La densità dell'atmosfera marziana è così bassa che, se ci trovassimo sulla sua superficie, percepiremmo appena il vento. Questo fenomeno si manifesta soprattutto attraverso i vortici che talvolta si formano sulla superficie ricoperta di polvere, in particolare durante la primavera e l'estate.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784003" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-davvero-possibile-trasformare-marte-in-una-seconda-terra-la-scienza-conosce-gia-i-limiti-piu-preoccupanti.html" title="È davvero possibile trasformare Marte in una seconda Terra? La scienza conosce già i limiti più preoccupanti">È davvero possibile trasformare Marte in una seconda Terra? La scienza conosce già i limiti più preoccupanti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-davvero-possibile-trasformare-marte-in-una-seconda-terra-la-scienza-conosce-gia-i-limiti-piu-preoccupanti.html" title="È davvero possibile trasformare Marte in una seconda Terra? La scienza conosce già i limiti più preoccupanti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-davvero-possibile-trasformare-marte-in-una-seconda-terra-la-scienza-conosce-gia-i-limiti-piu-preoccupanti-1786895720788_320.jpeg" alt="È davvero possibile trasformare Marte in una seconda Terra? La scienza conosce già i limiti più preoccupanti"></a></article></aside><p>Tornando alle tempeste di polvere (in realtà si tratta di vere e proprie tempeste di polvere, ma solitamente la parola <em>storm</em> viene tradotta dall'inglese come "tempesta"), le grandi quantità di polvere costantemente presenti in sospensione nell'atmosfera marziana si spostano rapidamente, spinte dai forti venti presenti. In inverno questi venti sono particolarmente intensi nelle regioni polari, dando origine a <strong>tempeste inizialmente locali che finiscono per trasformarsi in vaste tempeste estese su gran parte del pianeta.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-atmosfera-de-marte-y-su-meteorologia-1786343355679.jpg" data-image="0t6k0octtk04" alt="Marte e tempesta di polvere" title="Marte e tempesta di polvere"><figcaption>Immagini di Marte scattate a meno di tre mesi di distanza l'una dall'altra da una delle fotocamere del campo profondo planetario del telescopio spaziale Hubble, nel 2001. Si può osservare l'effetto di una grande tempesta di polvere che ha interessato il pianeta (a destra). Fonte: © NASA</figcaption></figure><p><strong>Quasi l'intera superficie di Marte viene ricoperta da un velo opaco</strong> dalle tonalità giallastre, arancioni e rosate, che impedisce di osservare dall'esterno i diversi elementi del rilievo marziano (catene montuose, crateri, valli…), come confermano le immagini delle sonde che orbitano intorno al pianeta e quelle dei telescopi spaziali Hubble (figura allegata) e James Webb.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raffiche-fino-a-150-km-h-e-tempeste-di-polvere-enormi-ecco-come-sono-i-fenomeni-meteo-estremi-su-marte.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Lo squalo leopardo torna a nuotare nei mari dell'Indonesia grazie a un ambizioso progetto contro l'estinzione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lo-squalo-leopardo-torna-a-nuotare-nei-mari-dell-indonesia-grazie-a-un-ambizioso-progetto-contro-l-estinzione.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 12:08:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Quasi scomparsi dal loro habitat, in Indonesia, ora gli squali leopardo possono essere salvati grazie ad un'idea geniale. Cos'è il progetto StAr e quali risultati sta dando </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-squalo-leopardo-torna-a-nuotare-nei-mari-dell-indonesia-grazie-a-un-ambizioso-progetto-contro-l-estinzione-1787240994179.jpg" data-image="6zudhs9914b0" alt="squalo leopardo" title="squalo leopardo"><figcaption>Un esemplare di squalo leopardo che si distingue per la sua pelle maculata</figcaption></figure><p>Lo squalo zebra, noto anche come come <strong>squalo leopardo indo-pacifico</strong>, è uno squalo dalla pelle maculata che può raggiungere i due metri e mezzo di lunghezza, ma è <strong>innocuo </strong>per l’uomo.</p><p>Nuota in genere sul fondo del mare nutrendosi di altri pesci e da alcuni anni la sua specie è <strong>in pericolo</strong>. Per questo motivo lo squalo leopardo, il cui nome scientifico è <em>Stegostoma tigrinum, </em>sta quasi scomparendo dal suo habitat, nelle acque dell’Indonesia. </p><p>Oggi però questo animale è al centro di un ambizioso <strong>progetto di conservazione</strong> denominato <strong>StAR</strong>.</p><h2>Perché lo squalo leopardo si sta estinguendo</h2><p>Al largo dell'isola di <strong>Kri</strong>, nell'arcipelago indonesiano di <strong>Raja Ampat</strong>, il numero di esemplari di squali leopardo si è ridotto drasticamente negli ultimi decenni, tanto da far temere l’estinzione.</p><div class="texto-destacado">La sua presenza era normale in queste acque, ma oggi un avvistamento è considerato un fatto quasi <strong>eccezionale </strong>e gli studiosi stimano che senza un intervento mirato potrebbero volerci svariati <strong>decenni </strong>per ripopolare la specie.</div><p>Nei mari di Raja Ampat la scomparsa di questi animali inclusi oramai ufficialmente tra le specie a rischio, è dovuta specialmente a tre fattori.</p><p> Il primo è la <strong>pesca</strong>, che prende di mira gli squali leopardo la cui pelle è ritenuta pregiata. Il secondo è la <strong>distruzione dell’habitat</strong> a causa delle attività umane che danneggiano la costa e la barriera corallina. </p><p>Per finire c’è poi la <strong>cattura accidentale</strong> che avviene durante le battute di pesca delle comunità locali.</p><h2>Cos'è il progetto StAr</h2><p>A differenza di altre specie, lo squalo leopardo riesce a riprodursi bene anche in <strong>cattività</strong>. Nel 2015 Mark Erdmann, biologo marino e oggi direttore esecutivo del progetto <strong>ReShark</strong>, volto a salvare gli squali dall’estinzione, osservò proprio che questi animali facevano <strong>più cuccioli</strong> di quanto l’acquario di Singapore (così come altri) riuscisse ad ospitarne.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767603" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-progetto-di-de-estinzione-potrebbe-riportare-in-vita-l-antilope-azzurra-e-altri-animali-scomparsi.html" title="Un progetto di de-estinzione potrebbe riportare in vita l’antilope azzurra e altri animali scomparsi usando il DNA">Un progetto di de-estinzione potrebbe riportare in vita l’antilope azzurra e altri animali scomparsi usando il DNA</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-progetto-di-de-estinzione-potrebbe-riportare-in-vita-l-antilope-azzurra-e-altri-animali-scomparsi.html" title="Un progetto di de-estinzione potrebbe riportare in vita l’antilope azzurra e altri animali scomparsi usando il DNA"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-progetto-di-de-estinzione-potrebbe-riportare-in-vita-l-antilope-azzurra-e-altri-animali-scomparsi-1778138226254_320.jpg" alt="Un progetto di de-estinzione potrebbe riportare in vita l’antilope azzurra e altri animali scomparsi usando il DNA"></a></article></aside><p>Da questa situazione un po’ paradossale è nata l’idea del progetto StAR (<em>Stegostoma tigrinum Augmentation and Recovery</em>), ufficialmente avviato nel 2020. Si tratta del primo progetto con l’obiettivo di <strong>reintrodurre in natura</strong> una popolazione animale stabile, che ha per protagonisti gli <strong>elasmobranchi</strong>, cioè i pesci cartilaginei tra cui razze, mante e appunto squali.</p><p>Nel giro di pochi anni il progetto si è <strong>ampliato </strong>e oggi coinvolge ONG, università, governi di altri paesi e anche le comunità locali.</p><h2>Il futuro degli squali leopardo</h2><p>Ad oggi il numero degli squali leopardo reimmessi in natura è di <strong>sessantadue esemplari</strong>, con <strong>undici </strong>nuovi arrivi solo nel 2026. Il progetto prevede di arrivare a <strong>cinquecento </strong>squali nell’arco di dieci anni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-squalo-leopardo-torna-a-nuotare-nei-mari-dell-indonesia-grazie-a-un-ambizioso-progetto-contro-l-estinzione-1787241052987.jpg" data-image="yonepatx25yl" alt="barriera corallina" title="barriera corallina"><figcaption>Lo sbiacamento dei coralli è sintomo del danno che le attività umane apportano alle barriere coralline</figcaption></figure><p>Se i risultati fino a questo momento appaiono incoraggianti, resta però da vedere come riusciranno ad evolversi gli animali in natura. Perché il rischio di estinzione sia eliminato, infatti, occorre che gli squali si riproducano e formino una popolazione <strong>diversificata </strong>dal punto di vista <strong>genetico</strong>, il tutto senza intervento dell’uomo.</p><p>Per verificare il successo completo del progetto, quindi, dovrà passare ancora <strong>qualche anno</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="722011" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/nello-stretto-di-messina-esiste-una-delle-ultime-colonie-di-squali-bianchi-del-mediterraneo.html" title="Nello Stretto di Messina esiste una delle ultime colonie di squali bianchi del Mediterraneo?">Nello Stretto di Messina esiste una delle ultime colonie di squali bianchi del Mediterraneo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/nello-stretto-di-messina-esiste-una-delle-ultime-colonie-di-squali-bianchi-del-mediterraneo.html" title="Nello Stretto di Messina esiste una delle ultime colonie di squali bianchi del Mediterraneo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nello-stretto-di-messina-esiste-una-delle-ultime-colonie-di-squali-bianchi-del-mediterraneo-1753715380988_320.jpg" alt="Nello Stretto di Messina esiste una delle ultime colonie di squali bianchi del Mediterraneo?"></a></article></aside><p>A questo si aggiunge il problema, forse anche più difficile da risolvere, di eliminare le <strong>cause </strong>che in primo luogo hanno messo a rischio la specie, come <strong>inquinamento, riscaldamento globale e pesca indiscriminata</strong>.</p><h2>Gli squali di Raja Ampat, dagli acquari del mondo alla comunità locale</h2><p>Il caso degli squali leopardo di Raja Ampat è interessante perché ha anche la particolarità di coinvolge direttamente la <strong>popolazione </strong>del luogo. Gli abitanti dell'arcipelago vengono infatti formati per <strong>partecipare </strong><strong>attivamente </strong>alla cura degli squali e alla protezione del loro habitat.</p><p>È compito degli acquari di tutto il mondo, invece, raccogliere le uova degli squali, selezionare le più idonee e trasportarle fino ai vivai del sud-est asiatico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674264" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-importanza-delle-mangrovie-una-barriera-di-protezione-per-le-aree-costiere-tropicali.html" title="L'importanza delle mangrovie, una barriera di protezione per le aree costiere tropicali">L'importanza delle mangrovie, una barriera di protezione per le aree costiere tropicali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-importanza-delle-mangrovie-una-barriera-di-protezione-per-le-aree-costiere-tropicali.html" title="L'importanza delle mangrovie, una barriera di protezione per le aree costiere tropicali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-importanza-delle-mangrovie-una-barriera-di-protezione-per-le-aree-costiere-tropicali-1726351625718_320.JPG" alt="L'importanza delle mangrovie, una barriera di protezione per le aree costiere tropicali"></a></article></aside><p>Qui le uova vengono fatte schiudere e i piccoli squali vengono <strong>accuditi e allevati </strong>in modo da essere pronti a vivere in mare aperto autonomamente, fino a quando non sono grandi abbastanza da provvedere alla propria sopravvivenza.</p><p>Ogni esemplare viene inoltre <strong>marcato </strong>in modo da poter essere monitorato anche in seguito al rilascio, e per finire viene liberato in mare.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Maheshpreet%20Kaur%20Narula" data-year="2026" data-title="The%20%E2%80%98world%E2%80%99s%20first%20rewilded%20sharks%E2%80%99%20are%20being%20raised%20by%20shark%20nannies" data-url="https%3A%2F%2Fedition.cnn.com%2Fscience%2Freshark-rewilding-shark-nannies-c2e-spc">Maheshpreet Kaur Narula. (2026). <a href="https://edition.cnn.com/science/reshark-rewilding-shark-nannies-c2e-spc" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">The ‘world’s first rewilded sharks’ are being raised by shark nannies</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lo-squalo-leopardo-torna-a-nuotare-nei-mari-dell-indonesia-grazie-a-un-ambizioso-progetto-contro-l-estinzione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come realizzare vasi con sistema di auto-irrigazione utilizzando semplici bottiglie di plastica]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-realizzare-vasi-con-sistema-di-auto-irrigazione-utilizzando-semplici-bottiglie-di-plastica.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 09:13:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Troppa o troppo poca acqua? Lascia che sia la pianta a decidere. Una guida passo dopo passo per riutilizzare le bottiglie di plastica e creare un sistema autosufficiente che si prenda cura delle tue piante al posto tuo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-crear-macetas-de-autoriego-con-botellas-de-plastico-recicla-ahorra-agua-y-olvidate-de-regar-1786987093398.jpg" data-image="jms2r4bmt2u7" alt="Piante." title="Piante."><figcaption>Trasformare le bottiglie di plastica in vasi autosufficienti permette di prendersi cura delle piante senza fatica e di riciclare.</figcaption></figure><p>L’irrigazione richiede un’attenzione che a volte non si concilia con i nostri ritmi quotidiani. La soluzione ideale è proprio questa: lasciare che sia la pianta stessa a decidere quanto e quando bere. </p><p>Per questo c’è un trucchetto: trasformare le bottiglie di plastica in vasi con sistema di auto-irrigazione, un modo semplice per liberarsi dall’annaffiatoio e garantire la giusta umidità senza sorprese.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-crear-macetas-de-autoriego-con-botellas-de-plastico-recicla-ahorra-agua-y-olvidate-de-regar-1786987229240.jpg" data-image="w1hguseg2rlo" alt="Piante." title="Piante."><figcaption>Riciclaggio creativo e irrigazione automatica: il connubio perfetto per una casa ecologica e senza preoccupazioni.</figcaption></figure><p>Non solo dai una seconda vita a un rifiuto quotidiano, ma crei anche un sistema autosufficiente.</p><p>Grazie al fenomeno della capillarità, il terriccio assorbe il liquido da un serbatoio sottostante man mano che ne ha bisogno. In questo modo, la coltura mantiene un equilibrio perfetto, le radici non vanno a soffocare e puoi tranquillamente dimenticarti di annaffiare per diversi giorni.</p><h2> Metodo 1: sistema con stoppino e imbuto rovesciato </h2><p>Questo progetto sfrutta la forma stessa della bottiglia ed è ideale per piante di piccole dimensioni o erbe aromatiche. Tagliare la bottiglia: taglia a metà una bottiglia di plastica trasparente usando delle forbici o un taglierino.</p><p>Preparare lo stoppino: annodare una striscia di tessuto di cotone o u<strong>n cordoncino assorbente e farla passare attraverso un foro praticato nel tappo. </strong>Il nodo deve rimanere sul lato interno per bloccare la striscia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-crear-macetas-de-autoriego-con-botellas-de-plastico-recicla-ahorra-agua-y-olvidate-de-regar-1786987408967.jpg" data-image="vlerqllequsz" alt="Piante." title="Piante."><figcaption>Taglia a metà la bottiglia trasparente con le forbici o un taglierino per creare la struttura del contenitore.</figcaption></figure><p>Assemblare il contenitore: avvitare il coperchio, capovolgere il beccuccio della bottiglia e inserirlo nella base, in modo da formare un imbuto.</p><p>Versare l’acqua e il terriccio: riempire la base inferiore con acqua senza che questa tocchi il beccuccio. Riempire l’imbuto con terriccio leggero, lasciando lo stoppino sepolto al centro, e sistemare la pianta.</p><h2> Metodo 2: sistema a serbatoio inferiore con tubo di riempimento </h2><p>Una soluzione ideale per vasi più grandi o piante che necessitano di una base più stabile.</p><p><strong>Realizza il foro di troppo pieno: pratica un paio di piccoli fori sui lati della bottiglia, a circa sei centimetri dal fondo. </strong>Questi fori consentono all’acqua in eccesso di defluire nel caso in cui il serbatoio si riempia troppo.</p><figure class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/He10y0UVTyI/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=He10y0UVTyI" id="He10y0UVTyI"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Posizionare il conduttore: metti una striscia di microfibra o una spugna sul fondo per favorire la distribuzione dell’umidità.</p><div class="texto-destacado">Aggiungere il tubo di riempimento: inserisci una cannuccia rigida o un pezzo di tubo flessibile sottile che vada dalla parte superiore fino al fondo della bottiglia.</div><p>Aggiungere il substrato: ricopri il fondo con del terriccio e posiziona la tua pianta. Per ricaricare la riserva, basta versare acqua attraverso il tubo; in questo modo la superficie rimane asciutta e si evitano la presenza di moscerini o un'eccessiva umidità sulle foglie.</p><h2> Idee per rivestire e mimetizzare la plastica </h2><p>È vero che una bottiglia tagliata non ha il fascino della ceramica o dell’argilla. Tuttavia, la plastica trasparente della base funge solo da struttura interna del sistema, quindi è molto facile da nascondere o decorare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781125" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate.html" title="Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate">Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate.html" title="Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422768981_320.jpeg" alt="Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate"></a></article></aside><p>Copri-vasi in tessuto o corda: avvolgere e incollare corda di iuta, filo di sisal o cordoncino di cotone attorno alla bottiglia ne trasforma completamente la consistenza. <strong>L’aspetto rustico del filo nasconde la plastica e si abbina bene al verde del fogliame.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-crear-macetas-de-autoriego-con-botellas-de-plastico-recicla-ahorra-agua-y-olvidate-de-regar-1786987567933.jpg" data-image="4hhwof5si1cn" alt="Piante." title="Piante."><figcaption>Avvolgere e incollare del filo di sisal o della corda attorno al contenitore nasconde la plastica e si armonizza perfettamente con il fogliame.</figcaption></figure><p><strong>Copri-bottiglie in tessuto riciclato:</strong> un copri-bottiglia lavorato all’uncinetto, ritagli di tela di iuta o persino il polsino di una felpa che non usi più possono fungere da rivestimenti decorativi, facili da rimuovere quando devi controllare il livello dell’acqua.</p><p><strong>Vernice spray per superfici in plastica: un paio di mani di vernice opaca in tonalità neutre — come terracotta, verde oliva o grigio cemento </strong>— conferiscono alla bottiglia l’aspetto di un vaso artigianale.</p><p>Contenitori di recupero: puoi inserire il vaso di plastica all’interno di grandi barattoli dipinti, cesti di vimini o barattoli di vetro. <strong>In questo modo mantieni il vantaggio dell’irrigazione automatica nascosto all’interno di un oggetto decorativo.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778010" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza.html" title="Radici più forti e piante più sane: 5 motivi per cui le micorrize possono fare la differenza">Radici più forti e piante più sane: 5 motivi per cui le micorrize possono fare la differenza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza.html" title="Radici più forti e piante più sane: 5 motivi per cui le micorrize possono fare la differenza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza-1785421425438_320.jpeg" alt="Radici più forti e piante più sane: 5 motivi per cui le micorrize possono fare la differenza"></a></article></aside><p>Con pochi semplici attrezzi e un po’ di creatività per abbellire il contenitore, otterrai un angolo verde che si gestisce quasi senza aiuto e che dona una seconda vita a un materiale di uso quotidiano. È la scusa perfetta per aggiungere più vegetazione alla casa, liberare tempo dalla routine e assicurarti che ogni goccia svolga la sua funzione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-realizzare-vasi-con-sistema-di-auto-irrigazione-utilizzando-semplici-bottiglie-di-plastica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 07:03:49 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Tra oggi, ma soprattutto domani, fase di maltempo intensa sulle regioni del Centro-Nord della Penisola. Al Sud, invece, continuerà l'estate inoltrata.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb07ep2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb07ep2.jpg" id="xb07ep2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questa lunga estate 2026 si avvia lentamente verso la conclusione, almeno <strong>seguendo i tempi del calendario meteorologico</strong>. Dal primo settembre, infatti, inizierà ufficialmente l'autunno meteorologico, mentre per quello astronomico bisognerà attendere il 23 settembre. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Eppure l'anticiclone sembra tutt'altro che intenzionato a farsi da parte, con l'obiettivo di mantenere una presenza importante almeno fino alla prima parte di settembre.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Prima di arrivare a quel momento, però, <strong>l'ultima settimana di agosto proporrà un cambio di scenario</strong>. Non sarà un cambiamento generalizzato e non interesserà allo stesso modo tutte le regioni, ma alcune zone d'Italia dovranno fare i conti con un nuovo passaggio instabile.</p><p>La perturbazione transitata nel corso del weekend ha infatti lasciato dietro di sé <strong>piogge localmente abbondanti, temporali intensi e grandinate</strong>, confermando ancora una volta quanto possa essere violento il contrasto tra una lunga fase anticiclonica e l'arrivo di aria più instabile.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785160" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html" title="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata">L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html" title="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata-1787519104692_320.jpeg" alt="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata"></a></article></aside><p>Dopo giorni caratterizzati da sole, caldo e condizioni atmosferiche molto stabili, l'atmosfera ha accumulato una notevole quantità di energia. Le prime infiltrazioni instabili hanno quindi trovato terreno fertile per lo sviluppo di fenomeni temporaleschi anche particolarmente intensi.</p><p>Ed è proprio quello che potrebbe accadere nuovamente nei prossimi giorni. <strong>Le crepe lasciate nel campo anticiclonico dalla precedente perturbazione favoriranno infatti l'ingresso di nuove correnti umide e instabili</strong>, mentre il sistema perturbato, dopo aver interessato la Francia, si muoverà progressivamente verso la nostra Penisola.</p><p>Il peggioramento sarà comunque piuttosto rapido e non coinvolgerà tutta l'Italia. <strong>Nord e parte del Centro saranno le zone maggiormente interessate</strong>, mentre il Sud resterà ancora sotto l'influenza dell'anticiclone, con condizioni più stabili e temperature in ulteriore aumento.</p><h2>Tra oggi e domani piogge diffuse specie al Centro-Nord</h2><p>La giornata di oggi partirà ancora con un quadro meteorologico abbastanza tranquillo su buona parte d'Italia. La situazione cambierà soprattutto nel corso del pomeriggio. <strong>I primi temporali raggiungeranno le Alpi occidentali</strong>, per poi spostarsi progressivamente verso le aree di pianura e le zone costiere.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785009" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html" title="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?">Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html" title="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi-1787413613518_320.jpg" alt="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?"></a></article></aside><p>Entro la serata i fenomeni potranno interessare <strong>Piemonte, Liguria e Lombardia</strong>, mentre durante la notte il peggioramento tenderà ad allargarsi al resto del Nord.</p><p>Sarà proprio nella fase serale e notturna che alcuni temporali potrebbero diventare particolarmente intensi. L'elevata energia disponibile potrebbe infatti favorire <strong>grandinate, forti raffiche di vento e precipitazioni localmente molto abbondanti</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni-1787554479094.jpg" data-image="prwndggyrync" alt="Gli accumuli previsti dal nostro modello" title="Gli accumuli previsti dal nostro modello"><figcaption>Centro-Nord con gli accumuli delle prossime ore</figcaption></figure><p>Il Centro vivrà invece una giornata ancora in buona parte stabile e soleggiata, anche se dalla sera aumenteranno le nubi sulla Toscana. I primi fenomeni potranno comparire soprattutto durante la notte. Nuvolosità in aumento anche sulla Sardegna.</p><p>Martedì rappresenterà la giornata più dinamica di questa fase perturbata. Al Nordovest inizieranno a farsi strada le prime schiarite, ma sul resto del settentrione resteranno <strong>rovesci e temporali</strong>, alcuni dei quali ancora localmente intensi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784901" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picco-di-40-c-in-sicilia.html" title="Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia">Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picco-di-40-c-in-sicilia.html" title="Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picchi-di-40-c-in-sicilia-1787321153620_320.jpg" alt="Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia"></a></article></aside><p>Il miglioramento procederà gradualmente verso est. Nel corso del pomeriggio i fenomeni tenderanno ad attenuarsi sulla Lombardia, mentre entro la serata il miglioramento raggiungerà anche <strong>Emilia Romagna e Nordest</strong>. Nel frattempo, però, il fronte instabile avanzerà verso il Centro Italia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni-1787554544238.jpg" data-image="o4egqfndtuoe" alt="Migliora al Nord Est, ma la perturbazione avanza" title="Migliora al Nord Est, ma la perturbazione avanza"><figcaption>Rischio forti temporali tra Emilia Romagna, Toscana e Triveneto</figcaption></figure><p>I temporali si muoveranno rapidamente dalla Toscana in direzione di <strong>Umbria e Marche</strong>, mentre nel pomeriggio qualche fenomeno potrà interessare in maniera più isolata anche <strong>Lazio e Abruzzo</strong>. Anche sul Centro la situazione tenderà comunque a migliorare progressivamente nel corso della serata.</p><p>Completamente diverso il quadro sulle regioni meridionali. Qui l'anticiclone manterrà il controllo della situazione, garantendo <strong>tempo prevalentemente soleggiato e una bassa probabilità di precipitazioni</strong>. Qualche annuvolamento potrà comparire lungo i settori tirrenici, ma senza compromettere la prevalente stabilità.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Il passaggio della perturbazione sarà accompagnato da un <strong>calo delle temperature al Nord e su parte del Centro</strong>, mentre il caldo continuerà a intensificarsi al Sud.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[È arrivato il Super El Niño, ed un inverno del passato potrebbe anticipare come sarà quello del 2026/2027 in Germania]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-arrivato-il-super-el-nino-ed-un-inverno-del-passato-potrebbe-anticipare-come-sara-in-germania.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 06:02:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il più forte El Niño degli ultimi anni si sta avvicinando e uno sguardo alla storia meteorologica mostra cosa potrebbe aspettarci nell'inverno 2026-2027.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-ist-da-und-ausgerechnet-ein-alter-winter-verrat-was-uns-2026-2027-erwartet-1787262165061.jpg" data-image="m39pqjljcoa9" alt="winter, el nino" title="winter, el nino"><figcaption>L'inverno 2026/27 potrebbe riservare una o due sorprese per quanto riguarda il meteo in Germania.</figcaption></figure><p><strong>È tornato, e questa volta arriva in versione XXL. Nel Pacifico si è sviluppato un El Niño come non se ne vedevano da anni</strong>. Le acque oceaniche sono insolitamente calde e gli esperti parlano ormai di uno degli eventi più intensi mai registrati.</p><p>Non sorprende quindi che in Germania inizi a circolare una domanda: cosa farà questo <strong>gigante climatico e che effetti avrà sull'inverno tedesco</strong>? La risposta interessante non arriva da un modello meteorologico né da una sfera di cristallo, ma dall'analisi degli inverni passati caratterizzati da El Niño. E quello che emerge è tutt'altro che scontato.</p><h2>Un gigante climatico nel Pacifico, mentre la Germania osserva con attenzione</h2><p>Partiamo da una verità che potrebbe sorprendere molti: <strong>El Niño si sviluppa a migliaia di chilometri di distanza, al largo delle coste del Sud America</strong>. Se e in che modo i suoi effetti riescano a raggiungere l'Europa è tutt'altro che certo. Per Paesi come Australia e Perù le conseguenze sono molto più evidenti, mentre per l'Europa centrale resta difficile prevedere con precisione cosa accadrà.</p><p><strong>Ed è proprio questo a rendere la situazione così</strong> <strong>interessante</strong>. Le acque calde del Pacifico modificano infatti le grandi correnti atmosferiche su scala globale. A volte questo impulso può tradursi in Germania in una <strong>ondata di freddo</strong>, altre volte può favorire una successione di correnti occidentali miti. Le carte vengono rimescolate, ma nessuno può sapere in anticipo quale sarà lo scenario vincente.</p><h3>L'inverno 2009/2010: quando El Niño portò neve e gelo</h3><p>Guardare al passato può far sperare in un inverno da cartolina. Anche nell'inverno <strong>2009/2010</strong> era presente El Niño e la Germania visse una stagione invernale memorabile: <strong>gelida, molto nevosa, con laghi ghiacciati e bambini sulle slitte dalla costa fino alle Alpi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785009" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html" title="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?">Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html" title="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi-1787413613518_320.jpg" alt="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?"></a></article></aside><p>La <strong>neve</strong> rimase al suolo per settimane e durante la notte le temperature scesero ampiamente sotto lo zero. Per molti fu uno degli inverni più belli degli ultimi anni. Chi desidera un vero <strong>inverno nevoso</strong> guarda proprio a quel ricordo e spera che la storia possa ripetersi.</p><h3>2015/2016: caldo record invece della neve</h3><p>Ma attenzione, perché arriva la doccia fredda. Solo pochi anni dopo, nell'inverno <strong>2015/2016</strong>, si verificò un El Niño altrettanto potente, ma il risultato fu completamente opposto. La Germania visse il <strong>dicembre più caldo dall'inizio delle misurazioni</strong>, con temperature quasi primaverili.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-ist-da-und-ausgerechnet-ein-alter-winter-verrat-was-uns-2026-2027-erwartet-1787262345137.jpg" data-image="e49qagk0uodh" alt="inverno, traffico e caos per la neve in Germania" title="inverno, traffico e caos per la neve in Germania"> <figcaption>La neve in Germania può provocare notevoli disagi e mettere in crisi intere regioni, come accadde anche nell'inverno 2009/2010.</figcaption> </figure><p>Al posto di pupazzi di neve e pattinaggio sul ghiaccio fiorirono i primi fiori, nei giardini spuntarono i crochi e alla vigilia di Natale molte persone poterono stare all'aperto con temperature superiori ai 10 °C. </p><p><strong>Lo stesso fenomeno atmosferico, ma un risultato meteorologico completamente opposto.</strong> Proprio per questo qualsiasi <strong>previsione sull'inverno</strong> fatta troppo presto deve essere considerata con estrema cautela.</p><h3>Perché la parte finale dell'inverno può spesso riservare sorprese</h3><p>C'è però un elemento che potrebbe far drizzare le antenne agli amanti del freddo. Negli anni caratterizzati da El Niño, l'inverno in Europa centrale inizia spesso in modo <strong>mite</strong>: novembre e dicembre tendono a essere relativamente caldi e caratterizzati da correnti occidentali. Il momento più interessante arriva spesso nella parte finale della stagione.</p><p>El Niño può infatti contribuire a destabilizzare in quota il cosiddetto <strong>vortice polare</strong>. Quando questo enorme vortice di aria fredda nella stratosfera viene disturbato, può aprire una sorta di via di fuga per l'aria gelida artica. A quel punto, proprio nei mesi di <strong>gennaio e febbraio</strong>, possono verificarsi improvvisi episodi di freddo intenso, con gelo e neve, quando ormai molti non se li aspettano più.</p><h2>La conclusione: suspense fino all'ultimo</h2><p>Cosa significa tutto questo per l'inverno <strong>2026/2027</strong>? A dire il vero, El Niño può aumentare la probabilità di determinati scenari, ma non decide da solo quale sarà il tempo. Può aumentare le possibilità di vivere situazioni sorprendenti in entrambe le direzioni: dal <strong>Natale senza neve</strong> fino a una tardiva e intensa <strong>irruzione artica</strong>, tutto resta aperto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784618" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html" title="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003">Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html" title="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate-1787218628149_320.jpg" alt="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003"></a></article></aside><p>Il consiglio è quindi di non sbilanciarsi troppo presto e di osservare soprattutto l'andamento della parte finale dell'<strong>inverno</strong>. Sarà allora che si potrà capire se questa stagione finirà nei libri di storia come una delusione mite o come una sorprendente parentesi gelida. La situazione resta quindi molto interessante.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-arrivato-il-super-el-nino-ed-un-inverno-del-passato-potrebbe-anticipare-come-sara-in-germania.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 24 agosto 2016, alle 3:36, un terremoto di magnitudo 6.0 colpì l'Italia centrale e devastò Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Dieci anni dopo, il ricordo di quella notte resta legato alle 299 vittime e a una lunga sequenza sismica che avrebbe interessato per anni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia-1787514755465.jpeg" data-image="tq4z9bfyrtct" alt="terremoto amatrice" title="terremoto amatrice"><figcaption>Amatrice devastata dal sisma del 24 agosto 2016. Nella cittadina appenninica ci furono centinaia di morti.</figcaption></figure><p>Sono trascorsi dieci anni da quella notte tra il 23 e il 24 agosto 2016 in cui un terremoto di <strong>magnitudo momento 6.0 sconvolse una vasta area dell'Italia centrale, tra Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche</strong>. Erano le 3:36 del 24 agosto quando la forte scossa colpì Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, nell'Appennino centrale. Un momento che moltissime persone ricordano con dolore. Erano passati solo pochi anni dall'altro grande evento devastante lungo l'Appennino, il terremoto de L'Aquila del 2009, e non molto tempo dal sisma del 1997.</p><p>Il bilancio anche stavolta fu drammatico: <strong>299 persone persero la vita e numerosi centri abitati subirono gravissimi danni</strong>, anche a diversi chilometri dall'epicentro. Ma quella scossa non fu un evento isolato. Fu l'inizio di una lunga sequenza sismica che avrebbe continuato a interessare l'Appennino centrale per anni.</p><h2>24 agosto 2016: la notte del terremoto di Amatrice</h2><p>Alle <strong>3:36 del 24 agosto 2016</strong>, un terremoto di magnitudo <strong>Mw 6.0</strong> colpì Accumoli, Amatrice e diverse altre località al confine tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.</p><p>La forte scossa devastò in particolare i comuni di <strong>Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto</strong>. I crolli provocarono <strong>299 vittime</strong>. La stagione turistica era al culmine e molti centri dell'Appennino centrale erano tornati a essere popolati da residenti rientrati nelle seconde case, turisti e visitatori. Il terremoto <strong>arrivò inoltre nel cuore della notte, sorprendendo molte persone mentre dormivano.</strong></p><p>Ad Amatrice si contarono 237 vittime, 51 ad Arquata del Tronto, quasi tutte nella frazione di Pescara del Tronto, e 11 ad Accumoli. Il borgo di Pescara del Tronto venne devastato.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il bilancio del terremoto del 24 agosto 2016 fu di 299 vittime: 237 ad Amatrice, 51 ad Arquata del Tronto e 11 ad Accumoli.</strong></div><p>Nei comuni di <strong>Amatrice e Arquata del Tronto</strong> venne raggiunta un'intensità pari al <strong>X grado della scala macrosismica europea EMS</strong>, corrispondente a un livello di distruzione quasi totale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero.html" title=" Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero"> Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero.html" title=" Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero-1785529557794_320.jpg" alt=" Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero"></a></article></aside><p>La gravità della distruzione ad Amatrice e l'elevato numero di vittime portarono inizialmente a parlare di <strong>"terremoto di Amatrice"</strong>. In realtà, gli effetti interessarono una vasta area dell'Appennino centrale e numerosi altri centri abitati.</p><h2>Non fu un terremoto isolato: iniziò una lunga sequenza sismica</h2><p><strong>La scossa del 24 agosto diede inizio a quella che l'INGV ha denominato </strong><strong>"sequenza sismica Amatrice-Visso-Norcia"</strong>, una delle più importanti sequenze sismiche che hanno interessato il territorio italiano in questo secolo. </p><p> L'area colpita dal terremoto era caratterizzata anche dalla presenza di antichi paesi e numerose opere architettoniche antiche e fragili, elementi che contribuirono alla gravità degli effetti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia-1787514802352.jpeg" data-image="9pla2skrotsf"><figcaption>Ad ottobre venne devastata un'area dei Sibillini, tra cui Norcia e Castelluccio.</figcaption></figure><p>La sequenza non si esaurì dopo la prima scossa. Nei mesi successivi si verificarono altri terremoti, con nuovi danni e nuove emergenze.</p><h3>26 ottobre 2016: nuove forti scosse nell'area umbro-marchigiana</h3><p>Il <strong>26 ottobre 2016</strong>, poco più di due mesi dopo il terremoto del 24 agosto, due scosse con epicentro tra i comuni di <strong>Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera</strong>, in provincia di Macerata, colpirono un'area situata alcune decine di chilometri più a nord rispetto a quella interessata ad agosto.</p><p><strong>La sequenza si spostava così verso l'Appennino umbro-marchigiano, provocando nuovi danni.</strong></p><h3>30 ottobre 2016: il terremoto di magnitudo 6.5, il più forte in Italia dall'Irpinia</h3><p>Pochi giorni dopo arrivò una delle scosse più forti dell'intera sequenza. Alle <strong>7:40 del 30 ottobre 2016</strong> venne registrato un terremoto di magnitudo <strong>6.5</strong>, con epicentro tra <strong>Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera</strong>.</p><p>Fu il <strong>più forte terremoto avvenuto in Italia dal 1980</strong>, quando un violento sisma aveva sconvolto l'Irpinia. La scossa del 30 ottobre provocò il crollo della <strong>basilica di San Benedetto a Norcia</strong> e distrusse la frazione di <strong>Castelluccio di Norcia</strong>, danneggiando ulteriormente territori già colpiti nei mesi precedenti.</p><p>In questa occasione non ci furono vittime, perché molti avevano ormai abbandonato le case già danneggiate, ma l'area interessata dalla distruzione diventò ancora più vasta. I comuni danneggiati arrivarono a <strong>131</strong> e il cratere sismico comprendeva ormai quattro regioni: <strong>Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo</strong>. Gli sfollati furono decine di migliaia.</p><h3>18 gennaio 2017: quattro nuove scosse in Abruzzo</h3><p>La sequenza proseguì anche nel 2017. Il <strong>18 gennaio</strong> quattro terremoti fecero nuovamente tremare la terra in provincia dell'Aquila.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756103" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni.html" title="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni">Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni.html" title="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni-1781708506117_320.jpg" alt="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni"></a></article></aside><p>La prima scossa, alle 10:25, ebbe magnitudo <strong>5.1</strong> ed epicentro a Montereale. Alle 11:14 una seconda scossa raggiunse magnitudo <strong>5.5</strong>, con epicentro a Capitignano. Alle 11:25 si verificò una terza scossa di magnitudo <strong>5.4</strong>, con epicentro a Pizzoli, mentre alle 14:33 una quarta scossa di magnitudo <strong>5.0</strong> ebbe epicentro a Cagnano Amiterno.</p><h2>Oltre 124.000 terremoti registrati dall'INGV dal 2016 al 2021</h2><p>La dimensione della sequenza emerge con particolare chiarezza dai dati della Rete Sismica Nazionale dell'INGV. Dal <strong>24 agosto 2016 fino al 2021</strong> sono stati registrati <strong>oltre 124.000 eventi sismici</strong> nell'area interessata.</p><p>La sequenza di <strong>Amatrice-Visso-Norcia</strong> ha coinvolto un'area di circa <strong>8.000 chilometri quadrati</strong>, comprendendo <strong>140 comuni e circa 600.000 persone</strong>. L'area interessata si estende lungo la catena appenninica e comprende Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/terremoto-anniversario-amatrice-sequenza-sismica-norcia-visso-ingv-24agosto-1661330926287.jpg" data-image="2hrd4tdoty9r" alt="sequenza sismica Amatrice Norcia Visso 2016 2017" title="sequenza sismica Amatrice Norcia Visso 2016 2017"><figcaption>Gli eventi sismici di magnitudo uguale o superiore a 2.5 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nell'area interessata dalla sequenza sismica del 2016-2017.</figcaption></figure><p>La lunga durata della sequenza è testimoniata anche dal fatto che, a oltre un anno di distanza dal terremoto del 24 agosto, venivano ancora registrati circa <strong>un centinaio di terremoti al giorno</strong> nell'area coinvolta.</p><h2>Dieci anni dopo, l'INGV racconta la sequenza attraverso una nuova story map</h2><p>In occasione del <strong>decimo anniversario della sequenza sismica dell'Italia centrale</strong>, l'INGV ha preparato una serie di prodotti di approfondimento scientifico e di informazione dedicati ai risultati della ricerca, alla memoria collettiva e alla risposta all'emergenza.</p><div class="texto-destacado">Il Dipartimento Terremoti dell'INGV ha raccolto questi contenuti in una <strong>sezione speciale del blog-magazine INGVterremoti.com</strong>. Tra le iniziative c'è una nuova <strong>story map</strong> dedicata alla lunga sequenza sismica del 2016-2017 e, in particolare, alla risposta dell'INGV durante l'emergenza.</div><p>Il terremoto delle 3:36 del 24 agosto 2016 rappresentò infatti un momento di intensa attività per le infrastrutture di emergenza dell'Istituto e per tutto il personale impegnato nella gestione dell'emergenza. Il contributo del personale dell'Ente fu considerevole durante una sequenza che avrebbe continuato a produrre terremoti per un periodo molto lungo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775799" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questi-sono-stati-i-terremoti-piu-catastrofici-degli-ultimi-duemila-anni-in-europa-e-nel-mediterraneo.html" title="Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo">Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questi-sono-stati-i-terremoti-piu-catastrofici-degli-ultimi-duemila-anni-in-europa-e-nel-mediterraneo.html" title="Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questi-sono-stati-i-terremoti-piu-catastrofici-degli-ultimi-duemila-anni-in-europa-e-nel-mediterraneo-1782654024462_320.jpg" alt="Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo"></a></article></aside><p><strong>La nuova story map permette quindi di ripercorrere non soltanto la successione degli eventi sismici, ma anche il lavoro svolto dall'INGV </strong>durante una delle più importanti sequenze sismiche della storia recente italiana.</p><h2>Link e materiale per approfondire</h2><p>A dieci anni dalla sequenza sismica che tra il 2016 e il 2017 ha interessato l’Italia centrale, il Dipartimento Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) promuove una serie di iniziative volte alla conoscenza e alla memoria degli eventi, per raccontare l’attività svolta e mettere a disposizione di tutti e tutte il patrimonio di dati e studi maturato nel corso degli anni. </p><div class="texto-destacado">L’hub delle iniziative è raggiungibile dalla pagina web “<a href="https://ingvterremoti.com/terremoti-in-italia/sequenza-sismica-italia-centrale-2016-2017/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ingvterremoti.com/terremoti-in-italia/sequenza-sismica-italia-centrale-2016-2017/&source=gmail&ust=1787602037823000&usg=AOvVaw3oeUMRkecTo4VBncWH2fKy">La sequenza sismica in Italia centrale</a>”, dalla quale il pubblico può accedere a diversi percorsi di approfondimento.</div><p>In particolare, la story map “<a href="https://storymaps.arcgis.com/stories/b9b60c4c7a0c4d768a3141b4f24be5dc" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://storymaps.arcgis.com/stories/b9b60c4c7a0c4d768a3141b4f24be5dc&source=gmail&ust=1787602037823000&usg=AOvVaw3wclK1ohr7tJ-_I9UDW54R">I forti terremoti in Italia centrale nel 2016-2017</a>” offre un percorso interattivo che, attraverso mappe, contenuti multimediali e linguaggi diversi, accompagna il pubblico alla scoperta della lunga sequenza sismica e della risposta dell’INGV.</p><p><strong>L’iniziativa “<a href="https://ingvterremoti.com/custodi-di-memoria/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ingvterremoti.com/custodi-di-memoria/&source=gmail&ust=1787602037823000&usg=AOvVaw2OU4YflPnx6lie7NamPnEh">Custodi di Memoria</a>” invita chi ha vissuto in prima persona i forti terremoti del 2016-2017 a partecipare alla raccolta di testimonianze</strong>, che saranno pubblicate nella prima mappa dei ricordi dei terremoti d’Italia.</p><p>Una sezione specifica è dedicata agli articoli scientifici e divulgativi pubblicati nel corso degli anni da ricercatori e ricercatrici dell’INGV, insieme ai più recenti studi, consultabili per argomento. </p><p>L’iniziativa proseguirà nel tempo con nuovi contributi diffusi con cadenza settimanale, per approfondire di volta in volta temi e aspetti diversi.</p><p>All’interno della pagina web, ulteriori percorsi di conoscenza sono offerti da una timeline che aiuta a orientarsi nella successione degli eventi, arricchita dall’animazione della sequenza sismica, da una fotogallery e una videoteca, infine da una raccolta di report e pubblicazioni.</p><p>La pagina è in continuo aggiornamento. Insieme ai nuovi articoli, saranno disponibili altri percorsi, come ad esempio una serie dedicata al decennale del video podcast “Inside - dentro il mondo della ricerca e del monitoraggio”, con voci e volti di chi c’era al servizio dei territori.<a href="https://ingvterremoti.com/custodi-di-memoria/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ingvterremoti.com/custodi-di-memoria/&source=gmail&ust=1787602037823000&usg=AOvVaw2OU4YflPnx6lie7NamPnEh"></a></p><h2>Il ricordo delle vittime</h2><p>Quella iniziata alle <strong>3:36 del 24 agosto 2016</strong> con il terremoto di magnitudo 6.0 di Accumoli-Amatrice è stata una sequenza eccezionale per durata, estensione e numero di eventi registrati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia-1787514858869.jpeg" data-image="f4ztgl78z80p"><figcaption>La basilica di Norcia distrutta dal sisma, è stata restaurata negli anni successivi al terremoto.</figcaption></figure><p>Dal primo terremoto ai forti eventi di ottobre, fino alle nuove scosse del gennaio 2017, l'Appennino centrale fu interessato da una lunga successione di terremoti che coinvolse quattro regioni, 140 comuni e un'area di circa 8.000 chilometri quadrati.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>A dieci anni di distanza, l'INGV torna a raccontare quella sequenza attraverso una serie di iniziative dedicate alla ricerca scientifica, alla memoria e alla risposta all'emergenza. Tra queste c'è anche una nuova story map che ricostruisce gli eventi del 2016-2017 e il lavoro svolto dall'Istituto durante la crisi sismica. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>A dieci anni di distanza, il ricordo di quella notte resta legato soprattutto alle 299 vittime e alla distruzione di Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e di numerosi altri centri dell'Appennino</strong>. La nuova iniziativa dell'INGV permette di rileggere quella lunga emergenza attraverso i dati, la ricerca scientifica e la memoria di una sequenza che ha profondamente segnato l'Italia centrale.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="INGV" data-year="2026" data-title="Una%20story%20map%20per%20raccontare%20la%20lunga%20sequenza%20sismica%20in%20Italia%20centrale%20del%202016-17%20e%20la%20risposta%20dell%E2%80%99INGV" data-url="https%3A%2F%2Fingvterremoti.com%2F2026%2F08%2F20%2Funa-story-map-per-raccontare-la-lunga-sequenza-sismica-in-italia-centrale-del-2016-17-e-la-risposta-dellingv%2F">INGV. (2026). <a href="https://ingvterremoti.com/2026/08/20/una-story-map-per-raccontare-la-lunga-sequenza-sismica-in-italia-centrale-del-2016-17-e-la-risposta-dellingv/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Una story map per raccontare la lunga sequenza sismica in Italia centrale del 2016-17 e la risposta dell’INGV</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 03:42:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La vampata di caldo si farà sentire nettamente da martedì 25 agosto al Sud, e raggiungerà anche Centro e Nord nei giorni successivi. Saranno però il Sud ed il Centro ad essere maggiormente investiti dal caldo, che sarà intenso e duraturo. Attenzione però alle insidie temporalesche dietro l'angolo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb01816"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb01816.jpg" id="xb01816"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dal punto di vista meteo <strong>le notizie non sono buone: una nuova ondata di calore, l'ennesima di questa eterna e caldissima estate 2026, sta per avvolgere l'Italia </strong>iniziando da sud, e porterà nuovamente le temperature su valori estremi in questa parte finale del mese di agosto, anche al Centro e al Nord.</p><p>L'episodio sarà particolarmente intenso al Sud, e saranno le regioni del centro-sud a fare i conti con valori di temperatura molto elevati per più giorni. Torna ad aumentare ulteriormente il rischio incendi, quindi bisognerà prestare massima attenzione.</p><p>In questo articolo andremo a vedere quali le aree più colpite e cosa dicono i modelli meteo sulla durata.</p><h2>L'ondata di calore avanza sull'Italia: attenzione da martedì 25 agosto</h2><p>Già lunedì 24 agosto ci sarà un aumento dei valori al Sud, ma sarà la giornata di martedì 25 a segnare un aumento più deciso, con un netto aumento del caldo sulle regioni meridionali. <strong>Tra Puglia, Basilicata e Calabria si toccheranno i 40°C nelle aree interne, e avremo massime sopra i 35 gradi in Sardegna e Sicilia</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata-1787517091378.jpg" data-image="7kneugl1z9wz"><figcaption>Le temperature massime previste al Sud nel primo pomeriggio di martedì 25 agosto.</figcaption></figure><p>Ma saranno i due giorni successivi a far segnare una ulteriore intensificazione. Attenzione in particolare tra Sardegna e Sicilia, dove le aree interne si infuocheranno. Il modello europeo non esclude picchi di 43-44°C mercoledì 26 e giovedì 27 agosto in queste regioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785009" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html" title="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?">Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html" title="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi-1787413613518_320.jpg" alt="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?"></a></article></aside><p>Attenzione<strong> specie giovedì 27 su Sardegna, Sicilia e aree interne del Sud. </strong>I<strong> modelli prevedono fino a 42-44°C in Sardegna e interno Sicilia</strong> e 40°C nella pianura pugliese.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata-1787518145991.jpg" data-image="ojsadoshxf0n"><figcaption>Temperature massime previste giovedì 27 agosto al Centro-Sud. Attenzione in Sardegna, possibili massime di oltre 40°C nelle parti interne.</figcaption></figure><p><strong>Al Centro avremo una giornata infuocata con 36-38°C, incluse città come Firenze e Roma</strong>, mentre al nord si torna sui 34-36°C, specie in Emilia Romagna.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Attenzione<strong> specie giovedì 27 su Sardegna, Sicilia e aree interne del Sud. </strong>I<strong> modelli prevedono fino a 42-44°C in Sardegna e interno Sicilia</strong> e 40°C nella pianura pugliese. <strong>Al Centro avremo una giornata infuocata con 36-38°C, incluse città come Firenze e Roma</strong>, mentre al nord si torna sui 34-36°C, specie in Emilia Romagna. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Da segnalare in questi giorni di gran caldo anche un <strong>importante trasporto di polvere sahariana sull'Italia.</strong></p><p><strong>Al momento il <a href="https://www.ilmeteo.net/mappe-meteorologiche/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">modello europeo </a>prevede che il caldo continuerà anche venerdì 28 agosto</strong>, con la dorsale africana piazzata su gran parte del territorio italiano. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata-1787519050584.png" data-image="m3dbnsza214q"><figcaption>Il modello europeo mostra l'espansione della dorsale africana sull'Italia ancora venerdì 28 agosto, alla fine di questa settimana.</figcaption></figure><p>Poi nel fine settimana attenzione alla possibile svolta: al Nord e parte del Centro ci sarà un cambiamento, con una rinfrescata, mentre <strong>il caldo intenso persisterà al Sud, almeno fino a domenica.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784617" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-il-getto-polare-al-nord-si-scontra-con-aria-tropicale-continentale-rischio-di-una-fine-agosto-estremo.html" title="Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”">Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-il-getto-polare-al-nord-si-scontra-con-aria-tropicale-continentale-rischio-di-una-fine-agosto-estremo.html" title="Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-il-getto-polare-al-nord-si-scontra-con-aria-tropicale-continentale-rischio-di-una-fine-agosto-estrema-1787216613310_320.jpg" alt="Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”"></a></article></aside><p><strong>Sarà quindi probabilmente ancora un fine settimana di grande caldo nelle regioni meridionali,</strong> mentre al Nord potremmo avere una rinfrescata e l'arrivo di una ondata di temporali. Ma torneremo su questa previsione: <strong>seguiteci</strong>!</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I dati raccolti dai cacciatori di uragani rivelano i primi segnali di un rafforzamento dei cicloni tropicali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-raccolti-dai-cacciatori-di-uragani-rivelano-i-primi-segnali-di-un-rafforzamento-dei-cicloni-tropicali.html</link><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 16:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Quasi trent'anni di osservazioni radar aeree hanno permesso di identificare quattro caratteristiche che aiutano le tempeste tropicali ad allinearsi prima di intensificarsi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/primeros-indicios-de-un-fortalecimiento-de-los-ciclones-tropicales-1786863690687.jpeg" data-image="h5kqndqqc5bs" alt="Cicloni tropicali." title="Cicloni tropicali."><figcaption>L'uragano Melissa si è rapidamente intensificato dopo essersi formato il 21 ottobre 2025, raggiungendo la categoria 5 il 27 ottobre. Fonte: NOAA, Cooperative Institute for Atmospheric Research (CIRA).</figcaption></figure><p>Affinché i cicloni tropicali si intensifichino significativamente, in genere devono allinearsi verticalmente, con i loro centri di rotazione che si sovrappongono nell'atmosfera. Una nuova ricerca, basata su quasi trent'anni di osservazioni effettuate dai cacciatori di uragani della <strong>NOAA,</strong> ha individuato quattro caratteristiche che possono aiutare una tempesta inclinata ad allinearsi e ad avere una maggiore capacità di intensificarsi.</p><p>Lo studio, condotto da scienziati della Rosenstiel School of Marine, Atmospheric and Earth Sciences dell'Università di Miami, del suo Cooperative Institute for Marine and Atmospheric Studies e da colleghi dell'<strong>Atlantic</strong> <strong>Oceanographic and Meteorological Laboratory della NOAA,</strong> ha scoperto che l'allineamento verticale dipende da una combinazione di struttura della tempesta, direzione del vento e condizioni ambientali circostanti.</p><h2>Rapida intensificazione dei cicloni tropicali: un problema da risolvere</h2><p><strong>Le tempeste tropicali che si intensificano rapidamente possono lasciare agli abitanti delle zone costiere e ai soccorritori poco tempo per prepararsi.</strong> Una migliore comprensione di questi cambiamenti strutturali potrebbe aiutare i meteorologi a riconoscere quando un ciclone tropicale disorganizzato ha maggiori probabilità di intensificarsi, dando alle comunità più tempo per prendere decisioni sull'evacuazione e per altri preparativi essenziali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="727326" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/vent-anni-fa-il-devastante-uragano-katrina-cosa-e-andato-storto-a-new-orleans-una-svolta-nella-gestione-del-rischio.html" title="Vent'anni fa il devastante uragano Katrina: cosa andò storto a New Orleans? ">Vent'anni fa il devastante uragano Katrina: cosa andò storto a New Orleans? </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/vent-anni-fa-il-devastante-uragano-katrina-cosa-e-andato-storto-a-new-orleans-una-svolta-nella-gestione-del-rischio.html" title="Vent'anni fa il devastante uragano Katrina: cosa andò storto a New Orleans? "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/katrina-20-anos-huracan-devastador-fallo-nueva-orleans-alertas-gestion-de-riesgos-muertos-inundaciones-estados-unidos-1756463641884_320.jpeg" alt="Vent'anni fa il devastante uragano Katrina: cosa andò storto a New Orleans? "></a></article></aside><p>"Un ciclone tropicale ha bisogno di stabilizzarsi prima di potersi intensificare", ha spiegato <strong>Michael S. Fischer, </strong>autore principale e professore assistente presso il Dipartimento di Scienze dell'Atmosfera della Rosenstiel School. <strong>"I forti venti nell'alta atmosfera possono allontanare la parte superiore della circolazione della tempesta dal centro, vicino alla superficie dell'oceano.</strong> Finché questi centri non si ricongiungono, la tempesta in genere non può intensificarsi in modo significativo."</p><h2>Quattro caratteristiche che favoriscono l'allineamento</h2><p>Lo studio individua quattro caratteristiche che aiutano a spiegare <strong>se un ciclone tropicale inclinato ha probabilità di allinearsi verticalmente: </strong>una circolazione ristretta vicino alla superficie del mare; un'inclinazione orientata favorevolmente rispetto al wind shear; correnti ascensionali più intense e precipitazioni più abbondanti in prossimità del centro di bassa quota. Oltre ad acqua oceanica calda, abbondante umidità atmosferica e venti relativamente deboli a media quota.</p><div class="texto-destacado"><strong>I meteorologi definiscono "inclinazione" la separazione tra i centri di circolazione di bassa e media quota di una tempesta tropicale. Il wind shear verticale, ovvero le variazioni di velocità o direzione del vento a diverse altitudini, può alterare l'organizzazione della tempesta disallineando questi centri.</strong></div><p>I ricercatori hanno analizzato le osservazioni del Tropical Cyclone Radar Archive with Refocusing Doppler Analysis, noto come <strong>TC-RADAR,</strong> un database sviluppato da Fischer e colleghi contenente 1.510 analisi radar raccolte dagli aerei da ricognizione della NOAA durante 28 stagioni degli uragani, dal 1997 al 2024.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773967" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità">La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nociones-basicas-sobre-los-ciclones-tropicales-1781360074663_320.jpg" alt="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"></a></article></aside><p>"Le tempeste tropicali che si sono allineate apparivano già diverse il giorno prima", ha affermato Fischer, che è anche membro della facoltà del Frost Institute for Data Science and Informatics, Earth Systems Sciences. "Presentavano circolazioni più forti e compatte vicino alla superficie e temporali più estesi e intensi che sollevavano aria vicino ai loro centri. I nostri risultati suggeriscono che questi temporali non sono solo un segno di organizzazione. Potrebbero anche contribuire a raddrizzare la circolazione inclinata della tempesta."</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Poiché gli aerei da ricognizione possono misurare la velocità del vento a bassa quota, le dimensioni della tempesta, la copertura dei fulmini e la direzione di inclinazione durante le missioni operative, i risultati forniscono anche un modo per verificare se i modelli di uragano ad alta risoluzione riproducono accuratamente il processo di allineamento.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>"Anche un modesto aumento dell'affidabilità delle previsioni con un giorno di anticipo può fornire un tempo di preparazione più utile alle comunità che si trovano sulla traiettoria di una tempesta", ha affermato Fischer. "Questo studio ci fornisce prove concrete di ciò che distingue una tempesta che si sta organizzando da una che rimane disorientata e meno propensa a intensificarsi."</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/primeros-indicios-de-un-fortalecimiento-de-los-ciclones-tropicales-1786863738825.jpg" data-image="2qa11m10vtt1" alt="Rapida intensificazione degli uragani." title="Rapida intensificazione degli uragani."><figcaption>Diagramma che confronta i cicloni tropicali che si raddrizzano rapidamente (a sinistra) con quelli che rimangono inclinati (a destra). Le tempeste che si raddrizzano presentano una circolazione a bassa quota più forte e compatta e correnti ascensionali più vigorose vicino al centro di bassa quota, che contribuiscono a raddrizzare la tempesta inclinata. Fischer, M. S., et al., Journal of Geophysical Research: Atmospheres, 131, e2025JD045986. https://doi.org/10.1029/2025JD045986</figcaption></figure><p>Lo studio, intitolato e tradotto come <strong>"Allinearsi o non allinearsi? </strong>Questo è il dilemma", è stato pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Atmospheres. Oltre a Fischer, gli autori sono <strong>George R. Alvey III,</strong> del Cooperative Institute for Marine and Atmospheric Studies e dell'Atlantic Oceanographic and Meteorological Laboratory della NOAA; <strong>Deelan Jariwala,</strong> che ha conseguito una laurea in meteorologia e matematica presso l'Università di Miami nella primavera del 2026; e <strong>Paul D. Reasor, </strong>della Hurricane Research Division presso l'Atlantic Oceanographic and Meteorological Laboratory della NOAA. </p><p>Fuente: <a href="https://news.miami.edu/" target="_blank"><strong>Universidad de Miami</strong> </a></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Fischer%2C%20M.%20S.%2C%20Alvey%2C%20G.%20R.%2C%20Jariwala%2C%20D.%2C%20%26%20Reasor%2C%20P.%20D" data-year="" data-title="To%20align%20or%20not%20to%20align%3F%20That%20is%20the%20question.%20Journal%20of%20Geophysical%20Research%3A%20Atmospheres" data-url="https%3A%2F%2Fagupubs.onlinelibrary.wiley.com%2Fdoi%2F10.1029%2F2025JD045986">Fischer, M. S., Alvey, G. R., Jariwala, D., & Reasor, P. D. <a href="https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2025JD045986" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">To align or not to align? That is the question. Journal of Geophysical Research: Atmospheres</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-raccolti-dai-cacciatori-di-uragani-rivelano-i-primi-segnali-di-un-rafforzamento-dei-cicloni-tropicali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il “vento dell’eclissi” esiste davvero: la scienza conferma un mito di 300 anni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-vento-dell-eclissi-esiste-davvero-la-scienza-conferma-un-mito-di-300-anni.html</link><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il fenomeno è ancora più raro dell'eclissi stessa, dato che si può presentare solo se preesistono determinate condizioni in atmosfera. Ecco quali.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vento-dell-eclissi-esiste-davvero-la-scienza-conferma-un-mito-di-300-anni-1786566583916.jpg" data-image="oy71o6ia4fvb" alt="Eclissi." title="Eclissi."><figcaption>Quello che i presenti stavano sperimentando era il "vento dell'eclissi" (eclipse wind). Per oltre 300 anni, questo fenomeno è stato considerato poco più di una suggestione o un mito folkloristico. </figcaption></figure><p>Durante la storica eclisse dell’11 agosto 1999, in Cornovaglia migliaia di persone con il naso all'insù notarono un dettaglio inquietante. Proprio nel momento dell'oscurità totale, <strong>la temperatura crollò e un improvviso cambio di vento sferzò la folla.</strong></p><p>Quello che i presenti stavano sperimentando era il <strong>"vento dell'eclissi" (eclipse wind).</strong> Per oltre 300 anni, questo fenomeno è stato considerato poco più di una suggestione o un mito folkloristico. </p><h2><strong>Dal "Senso di Orrore" di Halley alla Scienza Moderna</strong></h2><p>Il primo a documentare formalmente il fenomeno fu il celebre astronomo inglese Edmond Halley, nel 1715. Osservando un'eclissi totale, si accorse come il freddo e l'umidità improvvisamente subirono dei cambiamenti, innescando una ventilazione definita anomala.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vento-dell-eclissi-esiste-davvero-la-scienza-conferma-un-mito-di-300-anni-1786566672565.jpg" data-image="df8tv8fhlylu" alt="Eclissi." title="Eclissi."><figcaption>Il primo a documentare formalmente il fenomeno fu il celebre astronomo inglese Edmond Halley, nel 1715. Osservando un'eclissi totale, si accorse come il freddo e l'umidità improvvisamente subirono dei cambiamenti.</figcaption></figure><p>Per secoli, la comunità scientifica è rimasta scettica. Isolare il "vento dell'eclissi" dalle normali correnti atmosferiche locali era quasi impossibile con i vecchi strumenti. <strong>Molti ritenevano che si trattasse di un'illusione psicologica dovuta al repentino calo della luce e del calore sulla pelle.</strong></p><h2><strong>La svolta del mondo scientifico</strong></h2><p>Il punto di svolta accademico è arrivato quando i fisici dell'atmosfera hanno iniziato a trattare le eclissi come dei giganteschi esperimenti di laboratorio naturali. I ricercatori hanno raccolto, standardizzato e revisionato la letteratura scientifica e i parametri meteorologici di 44 eclissi solari documentate dal 1834 ad oggi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Analizzando i dati combinati di questi 44 eventi unici, gli scienziati hanno cercato anomalie ripetitive in quattro parametri chiave. Ossia la radiazione solare netta, la temperatura al suolo e in quota, la pressione dell’aria e la direzione e velocità del vento. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I modelli matematici hanno evidenziato uno schema inequivocabile. <strong>Durante il passaggio del cono d'ombra, le stazioni meteo registravano costantemente una variazione del vento non spiegabile con le normali previsioni del giorno.</strong> Il fenomeno non era una coincidenza; era una firma fisica dell'eclissi.</p><h2><strong>Cosa Succede all'Atmosfera durante l’eclissi?</strong></h2><p>L'analisi dei dati ha svelato il meccanismo fisico che si cela dietro questo raro evento meteorologico. Non si tratta di una tempesta generata dal nulla, ma di un rapido "spegnimento" del motore atmosferico terrestre.</p><div class="texto-destacado">Normalmente, il Sole riscalda la Terra, l'aria calda sale e genera turbolenza e vento. Quando la Luna oscura il Sole, il terreno si raffredda in pochi minuti. L'aria calda smette di salire di colpo.</div><p>Questo stop termico stabilizza la fascia d'aria a contatto con il suolo. I dati delle 44 eclissi mostrano che, nella maggior parte dei casi, <strong>il vento superficiale diminuisce significativamente di velocità (fino al 9% in meno), creando una strana quiete diffusa.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vento-dell-eclissi-esiste-davvero-la-scienza-conferma-un-mito-di-300-anni-1786566626789.jpg" data-image="niil4m7rnhag" alt="Eclissi di sole." title="Eclissi di sole."><figcaption>Analizzando i dati combinati di questi 44 eventi unici, gli scienziati hanno cercato anomalie ripetitive in quattro parametri chiave. Ossia la radiazione solare netta, la temperatura al suolo e in quota, la pressione dell’aria e la direzione e velocità del vento. </figcaption></figure><p>Nelle zone in cui il cielo è perfettamente sereno, l'improvvisa sacca di aria fredda e pesante (generata dall'ombra della Luna) crea una piccola zona di alta pressione locale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782867" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/dalla-paura-ancestrale-alla-scienza-come-le-eclissi-sono-passate-dall-essere-un-cattivo-presagio-a-un-fenomeno-comunitario.html" title="Dalla paura ancestrale alla scienza: le eclissi sono passate dall'essere un cattivo presagio a un fenomeno comunitario">Dalla paura ancestrale alla scienza: le eclissi sono passate dall'essere un cattivo presagio a un fenomeno comunitario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/dalla-paura-ancestrale-alla-scienza-come-le-eclissi-sono-passate-dall-essere-un-cattivo-presagio-a-un-fenomeno-comunitario.html" title="Dalla paura ancestrale alla scienza: le eclissi sono passate dall'essere un cattivo presagio a un fenomeno comunitario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-los-eclipses-sembraban-el-panico-hace-miles-de-anos-y-como-ayudaron-a-demostrar-que-einstein-tenia-razon-1785916202094_320.jpeg" alt="Dalla paura ancestrale alla scienza: le eclissi sono passate dall'essere un cattivo presagio a un fenomeno comunitario"></a></article></aside><p>L'aria circostante si sposta per riequilibrare la pressione, provocando una rotazione della direzione del vento di circa 20 gradi. È precisamente questo cambio repentino può essere appena percepito fisicamente dagli osservatori come il <strong>"vento dell'eclissi".</strong></p><h2><strong>Perché è un evento rarissimo?</strong></h2><p>Sebbene lo studio sulle 44 eclissi ne certifichi l'esistenza, i meteorologi avvertono che il vento dell'eclissi è un fenomeno estremamente elusivo. <strong>Si presenta in modo netto solo se si allineano condizioni atmosferiche perfette.</strong></p><p>L’eclissi stessa, da sola, non basta per produrlo. Ma occorre avere delle condizioni meteorologiche, preesistenti, più che favorevoli per ottenerlo. Come la presenza di un cielo sereno, o la presenza di un vento molto debole, o assente, in un contesto anticiclonico. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783167" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/c-e-la-data-per-la-prossima-eclissi-totale-di-sole-sara-nell-agosto-del-2027-e-si-vedra-anche-da-un-pezzettino-d-italia.html" title="C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia">C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/c-e-la-data-per-la-prossima-eclissi-totale-di-sole-sara-nell-agosto-del-2027-e-si-vedra-anche-da-un-pezzettino-d-italia.html" title="C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/c-e-la-data-per-la-prossima-eclissi-totale-di-sole-sara-nell-agosto-del-2027-e-si-vedra-anche-da-un-pezzettino-d-italia-1786453870064_320.jpg" alt="C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia"></a></article></aside><p>Se la giornata è già molto ventosa a causa di una perturbazione sinottica (come una depressione o un fronte freddo), il debole effetto termico dell'eclissi viene letteralmente spazzato via e il “vento dell’eclissi” non può manifestarsi. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-vento-dell-eclissi-esiste-davvero-la-scienza-conferma-un-mito-di-300-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno.html</link><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Dopo aver attraversato buona parte d'Europa questo piccolo uccello trascorrerà il prossimo autunno e l'inverno in Italia, fra gli ambienti ancora incontaminati di fiumi, laghi e mari.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno-1786574814481.jpg" data-image="zgk8xm2jesgd" alt="Martin pescatore." title="Martin pescatore."><figcaption>Molti di questi esemplari, insieme a diversi individui locali, scelgono di passare i mesi freddi sui grandi laghi prealpini, nelle lagune salmastre e lungo le coste italiane. Questo fenomeno biologico risponde a precise necessità di sopravvivenza.</figcaption></figure><p>Il <strong>martin pescatore,</strong> nome scientifico <strong><em>Alcedo atthis Linnaeus,</em></strong> è un uccello coraciforme della famiglia degli Alcedinidi. E’ la specie più comune della famiglia, nonché l'unica presente in Europa.</p><p>Si tratta di uno degli uccelli più affascinanti e fotogenici del panorama italiano, grazie a un piumaggio che sfida i colori del nostro clima temperato. Incontrare un martin pescatore su un lago o lungo una spiaggia italiana è un ottimo segno ecologico. Difatti la sua presenza certifica la limpidezza dell'acqua e la ricchezza di biodiversità ittica del luogo.</p><h2><strong>Un capolavoro di aerodinamica e colore</strong></h2><p>Il martin pescatore è un concentrato di adattamenti evolutivi straordinari. Lungo appena 16-17 centimetri, si distingue per una silhouette inconfondibile, con un corpo compatto, coda cortissima e un becco robusto e lungo, perfetto per arpionare le prede. </p><p>La sua caratteristica più spettacolare è il colore. Il dorso e le ali brillano di un azzurro-turchese metallico. Questa colorazione non è data da pigmenti azzurri, ma da un fenomeno fisico chiamato colorazione strutturale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno-1786574927308.jpg" data-image="h1kkxgxc38py" alt="Martin pescatore." title="Martin pescatore."><figcaption>Durante il tuffo, gli occhi del martin pescatore vengono protetti da una terza palpebra trasparente (la membrana nittitante) che funge da veri e propri occhialini subacquei. Il becco entra in acqua senza quasi produrre onde, riducendo l'impatto visivo e acustico per la preda. </figcaption></figure><p><strong>In pratica le piume rifrangono la luce solare proprio come un prisma.</strong> Il petto, al contrario, è di un caldo arancione fulvo, che garantisce all'uccello un perfetto mimetismo quando è appollaiato sui rami secchi in autunno, rendendolo invisibile ai pesci dal basso verso l'alto.</p><h2><strong>Perché molti martin pescatore svernano in Italia?</strong></h2><p>Il martin pescatore è una specie parzialmente migratrice. Mentre le popolazioni dell'Italia centro-meridionale tendono a essere stanziali, in autunno i nostri laghi e fiumi assistono a un massiccio arrivo di esemplari provenienti dall'Europa settentrionale e orientale, <strong>dove i rigidi inverni ghiacciano i fiumi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674766" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-sentinella-della-salubrita-delle-acque-del-mediterraneo-il-gabbiano-corso.html" title="La sentinella della salubrità delle acque del Mediterraneo: il gabbiano corso">La sentinella della salubrità delle acque del Mediterraneo: il gabbiano corso</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-sentinella-della-salubrita-delle-acque-del-mediterraneo-il-gabbiano-corso.html" title="La sentinella della salubrità delle acque del Mediterraneo: il gabbiano corso"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-sentinella-della-salubrita-delle-acque-del-mediterraneo-il-gabbiano-corso-1726696459067_320.jpg" alt="La sentinella della salubrità delle acque del Mediterraneo: il gabbiano corso"></a></article></aside><p>Molti di questi esemplari, insieme a diversi individui locali, scelgono di passare i mesi freddi sui grandi laghi prealpini, nelle lagune salmastre e lungo le coste italiane. Questo fenomeno biologico risponde a precise necessità di sopravvivenza.</p><div class="texto-destacado">Il martin pescatore caccia esclusivamente a vista. Se la superficie dell'acqua gela, l'uccello non può tuffarsi e va incontro a morte certa. I grandi laghi italiani e le acque salate delle coste non ghiacciano mai, <strong>garantendo un accesso continuo alle risorse idriche.</strong></div><p>Inoltre in inverno, i piccoli corsi d'acqua montani o i torrenti minori subiscono forti piene stagionali che intorbidano l'acqua, rendendo impossibile la caccia. Le coste marine protette, le foci dei fiumi e i laghi offrono acque più calme, limpide e una densità costante di piccoli pesci (come le esche e gli avannotti) e crostacei.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno-1786574859116.jpg" data-image="4zyqaubd2loz" alt="Martin pescatore." title="Martin pescatore."><figcaption>Il martin pescatore è un concentrato di adattamenti evolutivi straordinari. Lungo appena 16-17 centimetri, si distingue per una silhouette inconfondibile, con un corpo compatto, coda cortissima e un becco robusto e lungo, perfetto per arpionare le prede. </figcaption></figure><p>Le coste e i grandi bacini lacustri mitigano le temperature invernali. Questo risparmio energetico è vitale per un uccello così piccolo, che deve consumare ogni giorno <strong>una quantità di pesce pari al 60% del proprio peso corporeo per mantenere la temperatura interna.</strong></p><h2><strong>Le incredibili tecniche di caccia</strong></h2><p>Il comportamento di caccia del martin pescatore è uno spettacolo di pura precisione. Solitamente osserva l'acqua da un ramo sporgente. Una volta individuata la preda (un piccolo pesce, un girino o un insetto acquatico), <strong>si lancia in picchiata a una velocità che può raggiungere i 45 km/h.</strong></p><p>Durante il tuffo, gli occhi del martin pescatore vengono protetti da una terza palpebra trasparente (la membrana nittitante) che funge da veri e propri occhialini subacquei. Il becco entra in acqua senza quasi produrre onde, riducendo l'impatto visivo e acustico per la preda. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="623002" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-incredibile-fascino-dell-upupa-l-uccello-che-ha-ispirato-poeti-e-letterati.html" title="L'incredibile fascino dell'upupa, l'uccello che ha ispirato poeti e letterati">L'incredibile fascino dell'upupa, l'uccello che ha ispirato poeti e letterati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-incredibile-fascino-dell-upupa-l-uccello-che-ha-ispirato-poeti-e-letterati.html" title="L'incredibile fascino dell'upupa, l'uccello che ha ispirato poeti e letterati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-incredibile-fascino-dell-upupa-l-uccello-che-ha-ispirato-poeti-e-letterati-1703765852226_320.jpg" alt="L'incredibile fascino dell'upupa, l'uccello che ha ispirato poeti e letterati"></a></article></aside><p>Una volta catturato il pesce, l'uccello torna sul posatoio, tramortisce la preda colpendola ripetutamente contro il ramo e la inghiotte intera, rigorosamente a partire dalla testa per evitare che le pinne dorsali si conficchino nella gola. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le Ande sepolte dalla neve: oltre 7 metri di neve accumulata in un inverno straordinario in Cile e in Argentina]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-ande-sepolte-dalla-neve-oltre-7-metri-di-neve-accumulata-in-un-inverno-straordinario-in-cile-e-in-argentina.html</link><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Le intense nevicate delle ultime settimane hanno trasformato le Ande in un paesaggio completamente bianco. In alcuni punti della cordigliera si sono accumulati diversi metri di neve. Il blocco delle strade e il rischio di valanghe complicano la situazione.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/_URbXmskxts/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=_URbXmskxts" id="_URbXmskxts"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>La cordigliera delle Ande sta attraversando <strong>uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni.</strong> Le successive e abbondanti nevicate registrate da metà luglio hanno lasciato diversi metri di neve accumulata in vari punti dell’alta montagna, specialmente nel settore delle Ande centrali che si estende tra Cile e Argentina.</p><p>Uno dei luoghi in cui la situazione risulta più spettacolare è la provincia argentina di Mendoza. Secondo l’Ente Nazionale per le Strade di questo Paese, <strong>le ultime tempeste hanno lasciato accumuli fino a quattro metri di neve in alcuni settori compresi tra Punta de Vacas e Las Cuevas.</strong> Si tratta del record più alto registrato in quella zona dal 2008.</p><h2> Oltre sette metri di neve accumulata </h2><p>Anche in Cile l'evento ha registrato dati ancora più straordinari. All'inizio di agosto, la stazione sciistica di Portillo <strong>aveva accumulato 701 centimetri di neve caduta.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-andes-se-cubren-de-nieve-varios-metros-acumulados-tras-un-invierno-extraordinario-en-chile-y-argentina-1787256552201.jpg" data-image="pqec8031vtre" alt="Neve Ande." title="Neve Ande."><figcaption>L'eccezionale accumulo di neve è una buona notizia per le stazioni sciistiche del Cile e dell'Argentina.</figcaption></figure><p>In poco più di una settimana, <strong>la catena montuosa ha ricevuto una quantità di neve paragonabile a quella che in altri inverni può accumularsi nell’arco di un’intera stagione.</strong></p><p>Il susseguirsi di tempeste ha reso questo inverno una stagione eccezionale per gran parte delle località sciistiche del Cile e dell’Argentina. <strong>Portillo, Valle Nevado, Las Leñas e altre località di alta montagna presentano spessori di neve molto elevati, specialmente alle quote più elevate.</strong></p><h2> Un confine bloccato da più di un mese </h2><p>L’intensità e la persistenza delle nevicate hanno avuto ripercussioni anche sulle comunicazioni tra i due paesi. Il valico internazionale Cristo Redentor, che collega Mendoza alla zona centrale del Cile attraverso la cordigliera, <strong>è rimasto chiuso per settimane a causa della neve e del forte vento.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784513" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-deserto-di-atacama-e-stata-scoperta-una-discarica-di-abiti-proveniente-dall-europa-visibile-persino-dallo-spazio.html" title="Nel deserto di Atacama è stata scoperta una discarica di abiti proveniente dall'Europa, visibile persino dallo spazio">Nel deserto di Atacama è stata scoperta una discarica di abiti proveniente dall'Europa, visibile persino dallo spazio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-deserto-di-atacama-e-stata-scoperta-una-discarica-di-abiti-proveniente-dall-europa-visibile-persino-dallo-spazio.html" title="Nel deserto di Atacama è stata scoperta una discarica di abiti proveniente dall'Europa, visibile persino dallo spazio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-vertedero-textil-de-atacama-acumula-60-000-toneladas-de-ropa-y-ya-puede-verse-desde-el-espacio-1786957064423_320.jpg" alt="Nel deserto di Atacama è stata scoperta una discarica di abiti proveniente dall'Europa, visibile persino dallo spazio"></a></article></aside><p>La chiusura è iniziata il 14 luglio e ha interessato <strong>circa 80 chilometri della Strada Nazionale 7,</strong> mentre gli spazzaneve lavoravano senza sosta per ripristinare la circolazione dei veicoli. In alcuni tratti, lo spessore della neve ha raggiunto i quattro metri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-andes-se-cubren-de-nieve-varios-metros-acumulados-tras-un-invierno-extraordinario-en-chile-y-argentina-1787257039104.png" data-image="a7wo3gvgwu6a" alt="Neve sulle Ande." title="Neve sulle Ande."><figcaption>Il valico internazionale “Los Libertadores”, noto anche come Cristo Redentor, è uno dei percorsi più suggestivi che collegano l’Argentina e il Cile attraverso la Cordigliera delle Ande.</figcaption></figure><p>La situazione ha costretto a tenere isolati per giorni i lavoratori e gli abitanti delle zone di alta montagna e ha causato anche notevoli problemi al trasporto merci. <strong>Centinaia di camion sono rimasti fermi su entrambi i lati del confine</strong> mentre le autorità attendevano condizioni meteorologiche che consentissero di riaprire il valico in tutta sicurezza.</p><p>Infine, il Sistema Integrato Cristo Redentor ha riaperto al traffico internazionale il 18 agosto, dopo una chiusura durata 34 giorni, che è diventata la più lunga mai registrata finora per questo motivo.</p><h2> Il rischio dopo la forte nevicata </h2><p><strong>Uno dei principali problemi dopo un evento di questo tipo è proprio l’enorme quantità di neve accumulata.</strong> Le autorità mantengono alta la vigilanza per il rischio di valanghe e frane, specialmente sui versanti più ripidi e nelle zone in cui il vento ha formato grandi accumuli.</p><p>L’Ente Nazionale per la Viabilità sta inoltre conducendo operazioni di pulizia e sgombero delle strade interessate. Le condizioni possono cambiare rapidamente in alta montagna, dove le temperature, il vento e le nuove precipitazioni determinano la stabilità del manto nevoso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781103" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-stanno-monitorando-una-galassia-gigantesca-che-si-sta-espandendo-1-2-miliardi-di-anni-dopo-il-big-bang.html" title="Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang">Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-stanno-monitorando-una-galassia-gigantesca-che-si-sta-espandendo-1-2-miliardi-di-anni-dopo-il-big-bang.html" title="Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-acompanham-uma-galaxia-massiva-crescendo-1-2-bilhoes-de-anos-apos-big-bang-1785011969511_320.png" alt="Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang"></a></article></aside><p>Sul versante argentino, le squadre di soccorso sono dovute intervenire per prestare assistenza alle persone rimaste isolate a causa dell’accumulo di neve.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-ande-sepolte-dalla-neve-oltre-7-metri-di-neve-accumulata-in-un-inverno-straordinario-in-cile-e-in-argentina.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html</link><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 04:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nuovo acuto dell’anticiclone africano a metà settimana, in arrivo anche polvere desertica dal Sahara. Le conseguenze: ondata di caldo estrema al sud, attenzione però al fronte freddo che potrebbe irrompere al nord</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xazthhm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xazthhm.jpg" id="xazthhm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo la<strong> violenta perturbazione del 20-21 agosto</strong> e la sua prevista <strong>scia di danni vari</strong>, il tempo si è stabilizzato velocemente in gran parte d’Italia. <strong>Al nord ieri è stata una giornata calda nel giusto</strong> e variabile a nuvolosità, al centro cumuli anche a medio sviluppo in Appennino ma scarsi fenomeni, simile la situazione al sud. </p><p>Temperature massime vicine ai 30°C al nord, che sono già sopra media, 30-32°C al centro e buona parte del sud, ma <strong>nell’interno della Sicilia si sono raggiunti i 36-38°C</strong>. Insomma,<strong> l’anticiclone africano si è solo ritirato un po’ più al sud </strong>e pare non volerci dire facilmente addio in questa calda estate 2026.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Due sistemi da tenere d’occhio attorno all’Italia. <strong>L’anticiclone attualmente si trova sull’Europa centrale</strong> e porta suoi promontori anche al nord, mentre <strong>al sud permane la componente africana</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ad ovest però è presente una depressione, domani con <strong>minimo sulle coste del Portogallo e un fronte caldo vicino alle Alpi</strong>, poi a metà settimana porta il minimo a sud dell’Irlanda, allungata e associata a una saccatura sempre inclinata e alimentata dal getto polare. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Il nord sarà minacciato dai suoi fronti, </strong>ma al sud per opposto si assiste a un ulteriore richiamo di aria africana.<strong> La dorsale subtropicale fra giovedì e venerdì si espanderà brevemente fino al nord</strong> con isoterma +20°C a 850 hPa, <strong>poi un fronte freddo potrebbe irrompere</strong> in una nuova situazione di contrasto termico estremo con le isole sfiorate dalla linea di +30°C.</p><h2>Lunedì inizia col sole, poi temporali al NW</h2><p>Domani<strong> lunedì 24 agosto giornata buona e in prevalenza soleggiata </strong>in quasi tutta Italia.<strong> Scarsa anche l’attività cumuliforme sulle Alpi,</strong> dove però nel settore occidentale e di confine centrale aumentano le nubi medio alte specie dal pomeriggio. <strong>A sera prime piogge o rovesci temporaleschi su Piemonte e Val d’Aosta</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784617" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-il-getto-polare-al-nord-si-scontra-con-aria-tropicale-continentale-rischio-di-una-fine-agosto-estremo.html" title="Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”">Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-il-getto-polare-al-nord-si-scontra-con-aria-tropicale-continentale-rischio-di-una-fine-agosto-estremo.html" title="Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-il-getto-polare-al-nord-si-scontra-con-aria-tropicale-continentale-rischio-di-una-fine-agosto-estrema-1787216613310_320.jpg" alt="Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”"></a></article></aside><p><strong>Sole diffuso al centro sud,</strong> con ovattatura del cielo in giornata per <strong>richiamo di polvere sahariana</strong>. A Temperature in rialzo, al nord 30-32°C di massima, al centro 33-35°C, al sud 35-38°C. </p><h2>Martedì veloce passata temporalesca al nord e Toscana</h2><p>Nella notte <strong>verso martedì 25 mattina, i temporali si estendono a tutto il nordovest e alla Liguria, </strong>dove localmente causeranno <strong>nubifragi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi-1787413534543.jpg" data-image="1lst5i64f7zf"><figcaption>Gli effetti del veloce passaggio frontale previsto nella notte fra lunedì e martedì da ECMWF.</figcaption></figure><p>Al primo mattino migliora velocemente al nordovest e arrivano temporali su tutto il resto del nord e buona parte della Toscana, anche molto forti e <strong>con possibile formazione di MCS sistemi convettivi a mesoscala o temporali autorigeneranti V-shape fra Toscana ed Emilia Romagna e poi sulle Alpi centro orientali.</strong> Nel pomeriggio, a sorpresa, rapido miglioramento e ritorno del sole in quasi tutto il nord e Toscana.</p><div class="texto-destacado">Nel resto del <strong>centro, temporali sull’Umbria e parte dell’interno abruzzese, </strong>variabilità ventosa con ampi spazi di sole nelle altre regioni e Sardegna. <br><strong>Al sud: nubi irregolari e qualche rovescio nell’interno </strong>siculo e calabrese, e occasionalmente qua e là, per il resto prevalenza di sole.</div><p><strong>Al nord e Toscana relativa rinfresca a 28-30°C</strong>, in Sardegna e Lazio caldo, 33-35°C, al sud <strong>vampata delle temperature specie fra Sicilia, Calabria e sud della Puglia</strong>, con picchi anche vicini a 40°C.</p><h2>Mercoledì e giovedì rimonta l’aria africana con polvere desertica</h2><p><strong>Due giornate estive e soleggiate quelle di metà settimana, il 26-27 agosto. </strong>Da segnalare un <strong>grande trasporto di polvere sahariana,</strong> non solo su Sicilia e Sardegna ma <strong>giovedì anche fino al nord.</strong> </p><p>Scarsa deposizione, data l’assenza di precipitazioni, salvo <strong>fra alto Piemonte e Val d’Aosta dove il forte contrasto termico e il flusso da SW possono portare, giovedì, addirittura nubifragi</strong> e alluvioni lampo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi-1787413613518.jpg" data-image="p9hg6atcmj1a"><figcaption>Una "fiammata africana" colpisce il sud e isole, previste temperature massime oltre i 40°C in alcune zone.</figcaption></figure><p><strong>Gran rialzo delle temperature, specie giovedì e su Sardegna, Sicilia e sud. </strong>I valori dipendono anche dalla velatura da nubi alte frammiste a pulviscolo desertico, ma <strong>si notano nei modelli perfino dei 42-44°C in Sardegna e interno Sicilia</strong> e 40°C nella pianura pugliese. <strong>Al centro 36-38°C, incluse Firenze e Roma</strong>, al nord si torna a 34-36°C, specie in Emilia Romagna. </p><h2>Fine mese infuocato al sud, violenti temporali al nord?</h2><p>Situazione da monitorare strettamente nell’ultimo fine settimana di agosto. <strong>Una notevole ondata di caldo investirà il sud</strong>, i cluster in questo paiono concordi.<strong> Al nord inizialmente la cellula anticiclonica</strong> <strong>subtropicale porta una breve onda calda </strong>tardiva, con 35-37°C in alcune zone, p<strong>oi potrebbe irrompere anche in modo deciso l’aria fredda</strong> della saccatura formata dalla corrente a getto polare. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784901" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picco-di-40-c-in-sicilia.html" title="Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia">Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picco-di-40-c-in-sicilia.html" title="Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picchi-di-40-c-in-sicilia-1787321153620_320.jpg" alt="Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia"></a></article></aside><p>Sulla saccatura però <strong>ci sono ancora varie incertezze, incluso i suoi effetti</strong>, che nel caso irrompa potrebbero appunto essere sotto forma di temporali molto forti, ma che è presto dettagliare in zone e tipo di fenomeni.</p><p>Molto <strong>probabili invece picchi anche sopra ai 40°C anche in varie città del sud e isole</strong>, perfino <strong>verso i 45°C nell’interno di Sardegna e Sicilia.</strong> Molto caldo anche in Toscana e Lazio, con 37-38°C, al nord dopo un paio di giorni di caldo intenso tardivo probabile diminuzione fra il 30 e 31 agosto, ma l’autunno è imminente solo sul calendario meteo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Agosto mese della Vergine: tra Spica, miti antichi e giganti cosmici]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/agosto-mese-della-vergine-tra-spica-miti-antichi-e-giganti-cosmici.html</link><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Tra le costellazioni zodiacali, la Vergine unisce osservazione e mito: da Spica alle galassie dell’ammasso Virgo, fino a M87. Le tradizioni la legano ad Astrea, Demetra, Persefone ed Erigone, simboli di giustizia, raccolto e rinascita.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-mese-della-vergine-tra-spica-miti-antichi-e-giganti-cosmici-1786987551837.jpeg" data-image="58zg9ru922va" alt="Costellazione della Vergine" title="Costellazione della Vergine"><figcaption>Costellazione della Vergine</figcaption></figure><p><strong>La Vergine è una delle 12 costellazioni zodiacali </strong>ed è tra le più antiche della tradizione occidentale. Posizionata lungo l’eclittica, ha nella <strong>stella Spica</strong> il suo faro principale.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Anticamente questa costellazione veniva attraversata dal Sole nel suo moto apparente lungo l'eclittica proprio a partire dalla terza decade di Agosto. Come poche altre costellazioni, <strong>la Vergine possiede un patrimonio mitologico ricco e stratificato, </strong>che racconta di storie di giustizia, fertilità, raccolti e ritorno delle stagioni.<br><br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Oggi, nella stessa costellazione gli astronomi studiano una varietà di oggetti celesti dai sistemi stellari, agli ammassi di galassie, ai buchi neri più celebri.</p><h2>Astrea, Demetra e Persefone: le molte Vergini del mito</h2><p><strong>La Vergine dell’omonima costellazione ha molteplici interpretazioni mitologiche.</strong> Una delle più suggestive interpretazioni la identifica con <strong>Astrea, una divinità greco-romana legata alla giustizia e alla purezza</strong>. Secondo la tradizione Astrea avrebbe vissuto tra gli uomini durante l’Età dell’Oro. Successivamente, l’aumento della violenza e dell’ingiustizia, le avrebbero fatto abbandonare la Terra, salendo in cielo e diventando Virgo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-mese-della-vergine-tra-spica-miti-antichi-e-giganti-cosmici-1786987947968.png" data-image="52zitddqynwv" alt="Ratto di Persefone" title="Ratto di Persefone"><figcaption>Gianlorenzo Bernini, Ratto di Proserpina, 1621-1622, Marmo bianco, H 255 cm, Roma, Galleria Borghese</figcaption></figure><p>Questa interpretazione è anche supportata dalla sua vicinanza alla <strong>costellazione della Bilancia</strong>. In seguito fanciulla e bilancia sono diventate immagini complementari della giustizia.</p><div class="texto-destacado">Per Età dell’Oro si intende quel tempo mitico di pace, abbondanza e felicità in cui l'umanità viveva senza fatica, guerre o proprietà privata, nutrita da una terra generosa.</div><p><strong>La Vergine è anche associata a Demetra, dea delle messi,</strong> come anche <strong>a sua figlia Persefone</strong>. Per gli antichi il rapimento di Persefone da parte di Ade spiegava l’alternarsi delle stagioni. Quando la giovane vergine ritornava in superficie presso la madre, la terra rifioriva; quando tornava nuovamente nel mondo sotterraneo, la vegetazione declinava. La stella più brillante della costellazione si chiama <strong>Spica, che in latino significa spiga</strong>, che ulteriormente lega la Vergine all’agricoltura e alla fertilità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748172" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse.html" title="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere">Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse.html" title="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse-1767949968694_320.png" alt="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere"></a></article></aside><p>La Vergine è secondo altra tradizione legata a <strong>Erigone, figlia di Icario</strong>. Dopo la morte tragica del padre, Erigone si sarebbe tolta la vita e sarebbe stata posta tra le stelle. </p><h2>3. Dietro la figura mitologica, un universo di galassie</h2><p>La Vergine è non solo ricca di tradizioni mitologiche ma <strong>in direzione di questa costellazione si trovano oggetti astronomici molto interessanti.</strong></p><p><strong>Il più brillante è proprio la stella Spica</strong>, per questo denominata alpha Virginis, di magnitudine 1 ed utile per individuare la costellazione. Non è una stella singola ma doppia, un sistema binario formato da due stelle calde e massicce di tipo B, talmente vicine da non poter essere separate a occhio nudo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="678013" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scene-da-film-di-fantascienza-nel-cuore-della-galassia-m87-cosa-e-stato-osservato.html" title="Scene da film di fantascienza nel cuore della galassia M87: questo è quello che hanno osservato alcuni astronomi">Scene da film di fantascienza nel cuore della galassia M87: questo è quello che hanno osservato alcuni astronomi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scene-da-film-di-fantascienza-nel-cuore-della-galassia-m87-cosa-e-stato-osservato.html" title="Scene da film di fantascienza nel cuore della galassia M87: questo è quello che hanno osservato alcuni astronomi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scene-da-film-di-fantascienza-nel-cuore-della-galassia-m87-cosa-e-stato-osservato-1728637309671_320.png" alt="Scene da film di fantascienza nel cuore della galassia M87: questo è quello che hanno osservato alcuni astronomi"></a></article></aside><p>Accanto a Spica si trovano altre stelle storicamente nominate, tra cui <strong>Porrima e Vindemiatrix</strong>. Quest’ultima, il cui nome richiama la vendemmia, conserva un legame con il calendario agricolo: la comparsa stagionale delle stelle fu per secoli uno strumento per scandire raccolti e attività.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-mese-della-vergine-tra-spica-miti-antichi-e-giganti-cosmici-1786988125393.jpg" data-image="ruatixrasa94" alt="Virgo cluster" title="Virgo cluster"><figcaption>L'ammasso della Vergine contiene circa 1500 galassie. Credit: RubinObs/NOIRLab/SLAC/NSF/DOE/AURA</figcaption></figure><p>Sempre nella costellazione della Vergine si trova <strong>l’ammasso della Vergine, un grande ammasso di galassie</strong>, ne contiene circa 1500, a 60 milioni di anni luce dalla Via Lattea. Uno dei suoi membri più celebri è <strong>Messier 87, una galassia ellittica gigante che ospita il buco nero supermassiccio M87*.</strong></p><div class="texto-destacado">M87* ha una massa pari a circa 6,5 miliardi di volte quella del Sole. È famoso per essere il primo buco nero della storia ad essere stato fotografato. Osservazioni di questo buco nero hanno mostrato una possibile co-precessione del disco di accrescimento e del getto relativistico di M87.</div><p>Sempre nella costellazione della Vergine si trova <strong>la galassia SDSS J133519.91+072807.4, il cui nucleo, soprannominato “Ansky”</strong> è anch’esso un buco nerosupermassiccio, caratterizzato da esplosioni quasi periodiche di raggi X, tra le più estreme osservate in un buco nero massiccio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706397" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-buco-nero-della-vergine-si-e-risvegliato-ansky-rilascia-raffiche-di-energia-che-sorprenderanno-gli-astronomi.html" title="L'enorme buco nero della Vergine si è risvegliato: Ansky rilascia raffiche di energia che sorprenderanno gli astronomi">L'enorme buco nero della Vergine si è risvegliato: Ansky rilascia raffiche di energia che sorprenderanno gli astronomi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-buco-nero-della-vergine-si-e-risvegliato-ansky-rilascia-raffiche-di-energia-che-sorprenderanno-gli-astronomi.html" title="L'enorme buco nero della Vergine si è risvegliato: Ansky rilascia raffiche di energia che sorprenderanno gli astronomi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-buco-nero-della-vergine-si-e-risvegliato-ansky-rilascia-raffiche-di-energia-che-sorprenderanno-gli-astronomi-1744907821564_320.jpg" alt="L'enorme buco nero della Vergine si è risvegliato: Ansky rilascia raffiche di energia che sorprenderanno gli astronomi"></a></article></aside><p>Non meno interessanti sono la galassia Sombrero, in direzione della Vergine, e alcuni sistemi planetari come 70 Virginis, uno dei primi ad essere scoperti.</p><h2>Quando osservare la Vergine</h2><p><strong>La costellazione della Vergine inizia ad essere ben visibile dal nostro emisfero boreale a partire dalla primavera.</strong> Il suo sorgere era un riferimento importante per il calendario agricolo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-mese-della-vergine-tra-spica-miti-antichi-e-giganti-cosmici-1786987686406.jpg" data-image="jjkjyoewu32s" alt="Buco nero M87*" title="Buco nero M87*"><figcaption>Immagine del buco nero supermassiccio M87* nella costellazione della Vergine. Credit: Di Event Horizon Telescope</figcaption></figure><p><strong>La costellazione si trova lungo l’eclittica</strong>, cioè quella linea immaginaria che segna il percorso apparente del Sole in cielo. Prima che la precessione degli equinozi producesse un disallineamento con le costellazioni dello zodiaco, il Sole entrava nella Vergine il 23 Agosto. Oggi, l’ingresso in Vergine avviene con un mese di ritardo.</p><p><strong>La costellazione è posizionata tra quella del Leone e quella della Bilancia</strong> ed è la seconda costellazione più estesa del cielo, dopo l'Idra. La facilità di riconoscimento del Leone permette di individuare facilmente la stella Spica, la più brillante della Vergine, e quindi la stessa costellazione della Vergine. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/agosto-mese-della-vergine-tra-spica-miti-antichi-e-giganti-cosmici.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nel deserto di Atacama è stata scoperta una discarica di abiti proveniente dall'Europa, visibile persino dallo spazio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-deserto-di-atacama-e-stata-scoperta-una-discarica-di-abiti-proveniente-dall-europa-visibile-persino-dallo-spazio.html</link><pubDate>Sat, 22 Aug 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Più di 60.000 tonnellate di abbigliamento provenienti dall'Europa finiscono per accumularsi nel deserto di Atacama, vicino ad Alto Hospicio, in Cile, e sono visibili dallo spazio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-vertedero-textil-de-atacama-acumula-60-000-toneladas-de-ropa-y-ya-puede-verse-desde-el-espacio-1786957064423.jpg" data-image="jb0ebwmze2e5" alt="Discarica, deserto di Atacama." title="Discarica, deserto di Atacama."><figcaption>La discarica tessile di Atacama supera le 60.000 tonnellate e la sua estensione permette di distinguere l'accumulo anche tramite immagini satellitari.</figcaption></figure><p>Nei pressi della città di <strong>Alto Hospicio,</strong> nel nord del Cile, si può osservare un'enorme discarica di abiti, le cui dimensioni aumentano di anno in anno. L'estensione di questo accumulo di rifiuti è tale che l'app <strong>SkyFi </strong>permette agli utenti di visualizzarla tramite immagini satellitari. Gli indumenti arrivano principalmente attraverso il porto di Iquique, dove vengono scaricate le spedizioni provenienti dall'Europa e da altre parti del mondo.</p><p>Iquique fa parte delle zone di libero scambio cilene, pertanto una parte significativa di questa merce entra in esenzione doganale. <strong>Le spedizioni vengono poi trasportate ad Alto Hospicio per la distribuzione in altri paesi dell'America Latina.</strong> Quando alcuni capi non trovano acquirenti, vengono abbandonati nel deserto, senza alcuno scopo commerciale.</p><h2>La discarica tessile di Atacama riceve migliaia di tonnellate</h2><p>Ogni anno, <strong>oltre 60.000 tonnellate di abbigliamento arrivano al porto di Iquique.</strong> Questi indumenti usati entrano in una filiera commerciale che dovrebbe distribuirli a diversi mercati in America Latina, ma una quantità considerevole sfugge a questo sistema. Poiché non esiste un ente responsabile dello smaltimento di questi rifiuti, parte degli indumenti finisce per essere abbandonata illegalmente nel deserto.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Vista aérea de ropa usada desechada en el desierto de Atacama, en Alto Hospicio, Iquique, Chile. El basurero de ropa más grande del mundo. No nos cansamos de arruinar al planeta. Realmente somos el cáncer de la Tierra <a href="https://t.co/lddLbZ0PgR">pic.twitter.com/lddLbZ0PgR</a></p>— Juzo Calbuto (@conraro) <a href="https://x.com/conraro/status/1465436943815118850?ref_src=twsrc%5Etfw">November 29, 2021</a></blockquote></figure><p>Il lavoro dell'<strong>ONG</strong> <strong>Ekō</strong> e del collettivo cileno <strong>Desierto Vestido</strong> ha portato al ritrovamento di etichette di numerose marche. Tra queste, Old Navy, H&M, Adidas e Levi's, oltre a Zara, Hugo Boss, Under Armour, Tommy Hilfiger e Nike. La presenza di questi indumenti dimostra la diversità delle spedizioni che finiscono per accumularsi nella zona.</p><p><strong>Il problema si aggrava quando i rifiuti vengono bruciati.</strong> Dopo alcuni incendi, rimane una superficie scura di tessuto fuso, un aspetto che <strong>Bastian Barria,</strong> fondatore di Desierto Vestido, paragona al petrolio solidificato. Gli indumenti sintetici, compresi quelli in poliestere, possono rilasciare sostanze inquinanti durante la combustione e contaminare il suolo, l'aria e le falde acquifere.</p><h2>Gli abiti usati e gli incendi colpiscono Alto Hospicio</h2><p>Gli effetti degli incendi si stanno ripercuotendo anche sulle persone che vivono nelle vicinanze. Il fumo proveniente dagli incendi sta raggiungendo le zone abitate e alcuni residenti segnalano problemi respiratori. <strong>Particolare preoccupazione desta l'abbigliamento contenente poliestere, una fibra derivata dal petrolio che, se bruciata, può generare composti inquinanti.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-vertedero-textil-de-atacama-acumula-60-000-toneladas-de-ropa-y-ya-puede-verse-desde-el-espacio-1786957378620.jpg" data-image="jr31svyf31te" alt="Deserto di Atacama, Cile." title="Deserto di Atacama, Cile."><figcaption>La discarica tessile di Atacama rappresenta anche un problema ambientale e sanitario a causa dell'incenerimento di indumenti contenenti fibre sintetiche.</figcaption></figure><p>La città di <strong>Alto Hospicio</strong> si trova a poca distanza dalla discarica e convive con questa situazione da anni. Il suo sindaco, <strong>Patricio Ferreira, </strong>riassume il sentimento degli abitanti: "Ci sentiamo abbandonati. Sentiamo che la nostra terra è stata sacrificata. Siamo la discarica del mondo e non esiste ancora una vera soluzione a questo problema", ha dichiarato all'agenzia di stampa internazionale AFP.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760421" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricercatori-di-waterloo-trasformano-rifiuti-di-plastica-in-aceto-utilizzando-la-luce-solare.html" title="Ricercatori di Waterloo trasformano rifiuti di plastica in aceto utilizzando la luce solare">Ricercatori di Waterloo trasformano rifiuti di plastica in aceto utilizzando la luce solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricercatori-di-waterloo-trasformano-rifiuti-di-plastica-in-aceto-utilizzando-la-luce-solare.html" title="Ricercatori di Waterloo trasformano rifiuti di plastica in aceto utilizzando la luce solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ricercatori-di-waterloo-trasformano-rifiuti-di-plastica-in-aceto-utilizzando-la-luce-solare-1774346971233_320.jpeg" alt="Ricercatori di Waterloo trasformano rifiuti di plastica in aceto utilizzando la luce solare"></a></article></aside><p>Ferreira ha anche denunciato l'immagine che la discarica proietta: "<strong>Su internet, quando si cerca Alto Hospicio, compaiono video che dicono che è il posto più brutto del mondo. Siamo una piccola città nascosta nel nord del Cile e la gente ci conosce per questo".</strong> L'accumulo di vestiti è diventato sinonimo della città.</p><h2>Il Cile riceve fino a 180.000 tonnellate di abiti usati</h2><p>I dati disponibili indicano che il problema supera le 60.000 tonnellate di abiti abbandonati. <strong>Come riportato da Infobae nel gennaio 2026, Iquique riceve annualmente tra le 120.000 e le 180.000 tonnellate di abiti usati. </strong>Questa quantità colloca il Cile al quarto posto tra i maggiori importatori mondiali di indumenti di seconda mano.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-vertedero-textil-de-atacama-acumula-60-000-toneladas-de-ropa-y-ya-puede-verse-desde-el-espacio-1786957615206.jpg" data-image="3d12ocvtym30" alt="Deserto di Atacama." title="Deserto di Atacama."><figcaption>La montagna di rifiuti tessili nel deserto di Atacama riflette l'impatto della moda usa e getta e dei capi d'abbigliamento che finiscono per non trovare sbocco commerciale.</figcaption></figure><p>Il caso è giunto anche in tribunale. <strong>Il Primo Tribunale Ambientale di Antofagasta ha ritenuto lo Stato cileno responsabile per negligenza, per non aver impedito o controllato per anni l'accumulo illegale di rifiuti su terreni di proprietà statale ad Alto Hospicio.</strong> La sentenza ha stabilito un piano decennale di risanamento ambientale, sebbene non sia ancora definitivo poiché il Consiglio di Difesa dello Stato ha presentato ricorso alla Corte Suprema.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763145" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche">Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche-1775810229090_320.jpg" alt="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"></a></article></aside><p>Le Nazioni Unite inseriscono il problema in una crisi ben più ampia: "Gli esseri umani generano ogni anno oltre 2 miliardi di tonnellate di rifiuti in tutto il mondo – una quantità sufficiente a fare il giro del mondo 25 volte se imballata in container standard – inquinando la terra, l'aria e l'acqua, e colpendo in modo sproporzionato le comunità più povere".</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/NKd0LemASxk/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=NKd0LemASxk" id="NKd0LemASxk"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>«La moda è al centro della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne di quest'anno, per sottolineare il suo impressionante consumo di risorse e i livelli di inquinamento che genera. È un settore in cui le tendenze cambiano rapidamente e i capi vengono spesso gettati via dopo essere stati indossati solo poche volte. <strong>Gli esperti stimano che raddoppiare la durata di vita degli indumenti potrebbe ridurre le emissioni di gas serra del 44%», </strong>ha avvertito l'ONU.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-deserto-di-atacama-e-stata-scoperta-una-discarica-di-abiti-proveniente-dall-europa-visibile-persino-dallo-spazio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come prevedere meglio i fenomeni meteorologici che si verificano una volta ogni millennio: i "cigni neri" del meteo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-prevedere-meglio-i-fenomeni-meteorologici-che-si-verificano-una-volta-ogni-millennio-i-cigni-neri-del-meteo.html</link><pubDate>Sat, 22 Aug 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Sebbene le previsioni meteorologiche giornaliere siano migliorate, rimane una sfida prevedere eventi che potrebbero verificarsi una volta ogni 1.000 anni, come le ondate di calore più letali.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/fenomenos-meteorologicos-una-vez-cada-milenio-1787199752468.jpg" data-image="2f4kwvmwivci" alt="Fumo da incendi." title="Fumo da incendi."><figcaption>Fumo su Mosca. Nel 2010, le colonne di fumo provenienti dagli incendi boschivi a Mosca, in Russia, sono state aggravate dalle temperature estreme. In alcune zone sono stati registrati livelli di inquinamento dieci volte superiori alla norma per la capitale. Immagine dell'Agenzia Spaziale Europea/CC BY-SA 3.0 IGO.</figcaption></figure><p>I modelli tradizionali basati su supercomputer possono prevedere questi eventi, ma richiedono molto tempo e un elevato consumo energetico. D'altro canto, i modelli predittivi più recenti, basati sull'intelligenza artificiale, sono efficaci per le previsioni giornaliere, ma spesso non riescono a prevedere gli eventi anomali non rappresentati nei dati di addestramento.</p><p><strong>"I modelli meteorologici e climatici basati sull'IA rappresentano uno dei grandi successi dell'intelligenza artificiale in ambito scientifico,</strong> ma non sono miracolosi: falliscono con i cigni grigi, gli eventi più rari ed estremi", ha affermato <strong>Pedram Hassanzadeh,</strong> professore associato di scienze geofisiche all'Università di Chicago. <strong>"I modelli dettagliati basati sulla fisica possono catturare gli eventi estremi, ma richiedono quantità di tempo ed energia proibitive".</strong></p><div class="texto-destacado">Un team internazionale di ricercatori provenienti da Stati Uniti e Francia, co-diretto da membri del Climate Extremes Theory and Data Group di Hassanzadeh, ha sviluppato un nuovo metodo ibrido, pubblicato su Physical Review Letters, per risolvere questo problema.<br></div><p>La loro soluzione combina l'efficienza degli strumenti di intelligenza artificiale con l'affidabilità dei modelli tradizionali per prevedere la probabilità di eventi rari in modo rapido e preciso, utilizzando molte meno risorse.</p><p>"Il vantaggio di questo metodo", ha affermato Hassanzadeh, "è che unisce i punti di forza dell'IA e della fisica tradizionale, risultando particolarmente efficace per gli eventi estremi, che sono i più difficili da simulare e hanno il maggiore impatto sociale".</p><h2>Statistiche sugli eventi rari</h2><p>Le ondate di calore sono una delle forme più letali di eventi meteorologici estremi. Nel 2003, un'ondata di calore <strong>ha causato circa 70.000 morti in Europa,</strong> mentre in Russia se ne sono registrate 56.000 nel 2010. Lo scorso giugno, quasi metà degli Stati Uniti – <strong>circa 180 milioni di persone</strong> – ha sperimentato temperature pericolose.</p><p>Queste ondate di calore stanno diventando più frequenti e intense, ma la natura atipica di questi eventi le rende difficili da studiare e da prevedere.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fenomenos-meteorologicos-una-vez-cada-milenio-1787199777054.jpg" data-image="l45v5a2klo6x" alt="Eventi estremi." title="Eventi estremi."><figcaption>Mappa che mostra la temperatura superficiale del suolo in Europa. Un satellite ha registrato l'attività termica terrestre durante un'ondata di calore senza precedenti in Europa il 23 giugno 2026. Il colore più scuro nel grafico rappresenta temperature pari o superiori a 55 gradi Celsius (130 gradi Fahrenheit). Immagine di Copernicus Sentinel/Agenzia Spaziale Europea, CC BY-SA 3.0 IGO.</figcaption></figure><p>Le previsioni meteorologiche si sono tradizionalmente basate su modelli climatici e meteorologici fondati sulla fisica. Questi modelli ci aiutano a capire come diverse condizioni, come la pressione atmosferica, possano influenzare la temperatura e altre variabili nel tempo. Calcolano vari scenari potenziali che i ricercatori utilizzano per determinare cosa è più probabile che accada nella realtà.</p><div class="texto-destacado">Il problema è il seguente: se si vuole conoscere la probabilità che a Chicago si raggiungano i 30°C a luglio – un evento piuttosto comune – non sarebbero necessarie molte simulazioni per ottenere tale temperatura. Ma se si vuole conoscere la probabilità che si raggiungano i 40°C, saranno necessarie molte più simulazioni prima di osservare questo valore estremo. Eseguire così tante simulazioni richiede molto tempo e potenza di calcolo.</div><p>I ricercatori possono mitigare il problema utilizzando una tecnica statistica chiamata campionamento di eventi rari (RES), che velocizza il processo assegnando un punteggio alle condizioni in modo che il modello climatico possa concentrarsi solo su quelle più promettenti e ignorare le altre. Tuttavia, il campionamento di eventi rari non funziona bene per eventi di breve durata, come ondate di calore di una settimana, ma piuttosto per un'intera stagione generalmente insolitamente calda.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>“I modelli meteorologici e climatici basati sull'intelligenza artificiale sono uno dei maggiori successi dell'IA in ambito scientifico, ma non sono magici: non riescono a prevedere i cigni grigi, ovvero gli eventi più rari ed estremi.”</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Per ovviare a questo problema, il team ha ideato un nuovo metodo chiamato AI+RES, che migliora il meccanismo di punteggio aggiungendo la capacità dell'IA di prevedere quali condizioni hanno maggiori probabilità di produrre eventi estremi di breve durata e a rapido sviluppo.</p><p>“Ripetendo iterativamente questo processo, si arriva a una serie di simulazioni che catturano l'evento estremo raro di interesse”, ha spiegato <strong>Alexander Wikner,</strong> ricercatore post-dottorato presso lo Schmidt AI in Science nel gruppo di Hassanzadeh e co-autore senior dello studio. “Maggiore è il numero di simulazioni eseguite, migliore sarà la stima della probabilità di un tale evento, ottenendo in definitiva una certezza molto maggiore.”</p><p>Per testare il metodo, <strong>il team ha eseguito 50.000 simulazioni utilizzando un modello climatico tradizionale per prevedere le ondate di calore in alcune zone della Francia e del Midwest degli Stati Uniti. </strong>Il loro nuovo metodo AI+RES ha prodotto risultati praticamente identici utilizzando un centesimo delle simulazioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'">Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: "c'è la possibilità che si formino quest'autunno"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-meteorologo-aleman-sobre-el-riesgo-de-medicanes-en-el-mediterraneo-este-otono-hay-potencial-para-su-formacion-1785188590384_320.png" alt="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"></a></article></aside><p>Poiché questo lavoro era una dimostrazione di fattibilità, hanno utilizzato un modello che non teneva conto dei cambiamenti climatici, aggiungendo un ulteriore livello di complessità. I ricercatori sperano di testare il loro metodo con modelli che operano in diversi scenari di cambiamento climatico per vedere come i risultati potrebbero variare con il riscaldamento del pianeta.</p><p>Wikner osserva che il metodo potrebbe anche contribuire a generare set di dati di eventi rari per addestrare modelli di intelligenza artificiale ancora più performanti, il che a sua volta accelererebbe ulteriormente il loro approccio.</p><h2>Applicazione ad altri fenomeni estremi e rari</h2><p>Secondo gli scienziati, il metodo ibrido potrebbe essere applicato ad altri eventi meteorologici estremi, come cicloni tropicali o precipitazioni estreme.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>"Ciò che apprezzo di questo framework", ha affermato Hassanzadeh, "è la sua scalabilità. Esistono già modelli di intelligenza artificiale addestrati su osservazioni meteorologiche reali, quindi il passo successivo è quello di collegare un modello numerico di previsione meteorologica o climatica all'avanguardia a uno di questi, utilizzando questo algoritmo".</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>"Combina i vantaggi dell'intelligenza artificiale e della fisica tradizionale, ed è particolarmente efficace per gli eventi estremi, che sono i più difficili da simulare e hanno il maggiore impatto sociale".</p><p>Questo fornirebbe ai decisori politici l'accesso alle informazioni precise di cui hanno bisogno, come la frequenza di tempeste intense e ondate di calore nel clima attuale e futuro, a livello regionale, ad esempio, nello specifico in Texas, Florida o California.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782578" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html" title="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione">Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html" title="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione-1786137988309_320.png" alt="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione"></a></article></aside><p>"Questo è esattamente il tipo di informazione di cui i governi federali, statali e locali hanno bisogno come primo passo nella pianificazione dell'adattamento e della mitigazione dei cambiamenti climatici", ha aggiunto Hassanzadeh. "È molto incoraggiante poter estendere questo approccio a modelli reali che forniscono direttamente tali informazioni al pubblico e ai responsabili politici."</p><p>Fuente: <a href="https://news.uchicago.edu/" target="_blank"><strong>Universidad de Chicago</strong> </a></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Amaury%20Lancelin%20et%20al" data-year="" data-title="AI-Boosted%20Rare%20Event%20Sampling%20to%20Characterize%20Extreme%20Weather%2C%20Physical%20Review%20Letters" data-url="https%3A%2F%2Fjournals.aps.org%2Fprl%2Fabstract%2F10.1103%2Fb1gc-9c2q">Amaury Lancelin et al. <a href="https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/b1gc-9c2q" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">AI-Boosted Rare Event Sampling to Characterize Extreme Weather, Physical Review Letters</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-prevedere-meglio-i-fenomeni-meteorologici-che-si-verificano-una-volta-ogni-millennio-i-cigni-neri-del-meteo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Pino marittimo e pino domestico: come distinguere i due alberi simbolo dell'estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pino-marittimo-e-pino-domestico-come-distinguere-i-due-alberi-simbolo-dell-estate.html</link><pubDate>Sat, 22 Aug 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Vengono spesso scambiati l'uno per l'altro, ma il pino marittimo e il pino domestico sono due specie diverse, riconoscibili per forma della chioma, habitat e caratteristiche ecologiche.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/pino-marittimo-e-pino-domestico-come-distinguere-i-due-alberi-simbolo-dell-estate-1785424535125.jpeg" data-image="vib342raaajw"><figcaption>Pino marittimo e pino domestico: come distinguere i due alberi simbolo dell'estate</figcaption></figure><p><strong>Tra gli alberi che più caratterizzano il paesaggio mediterraneo ci sono senza dubbio i pini</strong>. Durante la stagione estiva, dalle pinete che costeggiano il mare ai grandi esemplari che ombreggiano viali e parchi cittadini, sono una presenza familiare e inconfondibile. </p><p><strong> All'apparenza simili, questi alberi appartengono a due specie differenti</strong>: il pino marittimo (<em>Pinus pinaster</em>) e il pino domestico (<em>Pinus pinea</em>). Pur condividendo lo stesso genere botanico e l'adattamento al clima mediterraneo, presentano caratteristiche, habitat e funzioni ecologiche diverse, che permettono di riconoscerli con maggiore facilità.</p><h2>Pino marittimo: il custode delle pinete costiere</h2><p><strong>Il pino marittimo è una delle specie arboree più caratteristiche delle coste mediterranee</strong>. Cresce spontaneamente lungo i litorali, dove forma estese pinete capaci di resistere al vento, alla salsedine e ai terreni sabbiosi e poveri di nutrienti. È un albero slanciato, che può superare i 30 metri di altezza, con una chioma ampia ma piuttosto irregolare e un tronco rivestito da una caratteristica corteccia spessa, profondamente fessurata e di colore bruno-rossastro.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pino-marittimo-e-pino-domestico-come-distinguere-i-due-alberi-simbolo-dell-estate-1785424555276.jpeg" data-image="j40375fckw31"><figcaption>Pino marittimo: il custode delle pinete costiere</figcaption></figure><p><strong>I suoi aghi, lunghi e rigidi, sono riuniti a coppie e rappresentano un efficace adattamento alla scarsità d'acqua</strong>, mentre il robusto apparato radicale contribuisce a consolidare i terreni sabbiosi e a contrastare l'erosione costiera. Le pinete di pino marittimo svolgono inoltre un ruolo fondamentale nella protezione delle dune e costituiscono habitat preziosi per numerose specie animali e vegetali.</p><h2>Pino domestico: l'albero dall'inconfondibile chioma a ombrello</h2><p><strong>Se il pino marittimo è il protagonista delle pinete costiere, il pino domestico è probabilmente il simbolo dei paesaggi urbani e rurali del Mediterraneo</strong>. È facilmente riconoscibile per la sua elegante chioma appiattita, che negli esemplari adulti assume la tipica forma ad ombrello.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pino-marittimo-e-pino-domestico-come-distinguere-i-due-alberi-simbolo-dell-estate-1785424580005.jpeg" data-image="d6sccp540sdp"><figcaption>Pino domestico: l'albero dall'inconfondibile chioma a ombrello</figcaption></figure><p><strong>Originario anch'esso dell'area mediterranea, viene coltivato da secoli nei giardini, nei parchi storici, lungo i viali e nelle campagne</strong>. Oltre al valore ornamentale, è apprezzato per la sua ampia ombra e per la produzione dei pinoli, i semi commestibili racchiusi nelle grandi pigne legnose, protagonisti di numerose ricette della tradizione mediterranea.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="625212" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-degli-alberi-simbolo-del-mediterraneo-il-pino-marittimo.html" title="Uno degli alberi simbolo del Mediterraneo, il pino marittimo">Uno degli alberi simbolo del Mediterraneo, il pino marittimo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-degli-alberi-simbolo-del-mediterraneo-il-pino-marittimo.html" title="Uno degli alberi simbolo del Mediterraneo, il pino marittimo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uno-degli-alberi-simbolo-del-mediterraneo-il-pino-marittimo-1704023062032_320.jpg" alt="Uno degli alberi simbolo del Mediterraneo, il pino marittimo"></a></article></aside><p><strong>Anche questa specie è ben adattata ai climi caldi e siccitosi grazie alle foglie aghiformi e all'apparato radicale sviluppato</strong>, ma rispetto al pino marittimo è meno legata agli ambienti costieri e più frequentemente associata ai paesaggi antropizzati.</p><h2>Come distinguerli a colpo d'occhio</h2><p><strong>Nonostante vengano spesso confusi, riconoscere le due specie è più semplice di quanto sembri</strong>. Il pino marittimo presenta generalmente una chioma più irregolare e sviluppata in altezza, cresce soprattutto nelle pinete costiere e predilige ambienti sabbiosi vicini al mare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="624001" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-straordinaria-ricchezza-di-biodiversita-offerta-dalla-macchia-mediterranea.html" title="La straordinaria ricchezza di biodiversità offerta dalla macchia mediterranea">La straordinaria ricchezza di biodiversità offerta dalla macchia mediterranea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-straordinaria-ricchezza-di-biodiversita-offerta-dalla-macchia-mediterranea.html" title="La straordinaria ricchezza di biodiversità offerta dalla macchia mediterranea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-straordinaria-ricchezza-di-biodiversita-offerta-dalla-macchia-mediterranea-1703851597996_320.jpg" alt="La straordinaria ricchezza di biodiversità offerta dalla macchia mediterranea"></a></article></aside><p>Il pino domestico, invece, sviluppa con l'età la caratteristica chioma larga e appiattita ad ombrello, che lo rende immediatamente riconoscibile anche da lontano ed è molto frequente nei parchi, nei giardini e lungo i viali cittadini.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pino-marittimo-e-pino-domestico-come-distinguere-i-due-alberi-simbolo-dell-estate-1785424611235.jpeg" data-image="5bgkyh79zn97"><figcaption>Pino marittimo (<em>Pinus pinaster</em>)</figcaption></figure><p><strong>Anche le pigne aiutano a distinguerli</strong>: quelle del pino domestico sono più grandi e tondeggianti e custodiscono i pinoli commestibili, mentre quelle del pino marittimo sono più allungate e hanno principalmente funzione riproduttiva.</p><h2>Due specie resilienti, ma minacciate dai cambiamenti climatici</h2><p><strong>Entrambi i pini rappresentano esempi straordinari di adattamento al clima mediterraneo</strong>. Resistono a lunghi periodi di siccità, sopportano elevate temperature estive e riescono a svilupparsi anche su terreni poveri grazie a foglie aghiformi che limitano la perdita d'acqua e ad apparati radicali ben sviluppati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pino-marittimo-e-pino-domestico-come-distinguere-i-due-alberi-simbolo-dell-estate-1785424675817.jpeg" data-image="bl416p6m5ctr"><figcaption>Due specie resilienti, ma minacciate dai cambiamenti climatici</figcaption></figure><p><strong>Negli ultimi decenni, tuttavia, anche queste specie stanno affrontando nuove sfide</strong>. L'aumento delle temperature, i periodi di siccità sempre più prolungati, gli incendi boschivi, la diffusione di nuovi parassiti e gli eventi meteorologici estremi possono compromettere la salute delle pinete e degli alberi urbani, rendendo ancora più importante la tutela di questi ecosistemi.</p><h2>Due alberi che raccontano il Mediterraneo</h2><p><strong> Il pino marittimo e il pino domestico sono tra gli alberi che meglio caratterizzano il paesaggio mediterraneo</strong>. Dalle pinete costiere ai viali alberati delle città, svolgono un ruolo ecologico, paesaggistico e culturale di grande valore.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pino-marittimo-e-pino-domestico-come-distinguere-i-due-alberi-simbolo-dell-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Procida a settembre: cosa vedere sull'isola de "Il Postino" quando l'estate non è ancora finita ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/procida-a-settembre-cosa-vedere-sull-isola-de-il-postino-quando-l-estate-non-e-ancora-finita.html</link><pubDate>Sat, 22 Aug 2026 12:01:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Cosa fare e cosa vedere a Procida, l'isola nata dall'eruzione di quattro crateri vulcanici. Atmosfere autentiche, borghi dai colori sgargianti e spiagge dal mare limpido si incontrano sull'isola più piccola del Golfo di Napoli</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/procida-a-settembre-cosa-vedere-sull-isola-de-il-postino-quando-l-estate-non-e-ancora-finita-1787172027872.jpg" data-image="34ifqqdntdiz" alt="Estate Procida" title="Estate Procida"><figcaption>La caratteristiche case colorate di Procida, visibili già dal mare</figcaption></figure><p>Procida, una delle tre isole principali del Golfo di Napoli, è anche quella meno presa d'assalto dal turismo di massa e proprio per questo una vacanza di fine estate è un ottimo pretesto per conoscerla.</p><div class="texto-destacado">Lontana dal glamour di Capri e dal turismo balneare e termale di Ischia, l’isola dove è stato ambientato il film <strong>Il Postino</strong> di Massimo Troisi si distingue per le sue atmosfere più <strong>raccolte </strong>e i colori vivaci delle sue case in pietra.</div><p>Sul finire di agosto e all’inizio di settembre il clima è ancora quello <strong>estivo </strong>ma i borghi sono meno affollati e le sue spiagge bagnate dal mare cristallino si fanno più tranquille.</p><h2>Le spiagge di Procida</h2><p>Una vacanza estiva a Procida naturalmente passa soprattutto dalle spiagge più belle dell'isola.</p><p>A fine agosto, infatti, il mare è ancora decisamente caldo e l’isola è mediamente poco ventilata. Chi preferisce godersi un po’ di brezza marina, specialmente nel pomeriggio, può visitare le spiagge di <strong>Chiaiolella </strong>dove soffia il <strong>Maestrale</strong>, e quella più lunga dell’isola, <strong>Ciraccio</strong>, dove splende il sole fino a tardi.</p><p>La spiaggia di <strong>Chiaia</strong>, sul versante est, è invece quella più <strong>riparata</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="728586" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/campi-flegrei-l-intelligenza-artificiale-scopre-faglie-e-terremoti-invisibili-agli-scienziati.html" title="Campi Flegrei, l'intelligenza artificiale scopre faglie e terremoti invisibili agli scienziati ">Campi Flegrei, l'intelligenza artificiale scopre faglie e terremoti invisibili agli scienziati </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/campi-flegrei-l-intelligenza-artificiale-scopre-faglie-e-terremoti-invisibili-agli-scienziati.html" title="Campi Flegrei, l'intelligenza artificiale scopre faglie e terremoti invisibili agli scienziati "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cfleg-1757419974037_320.jpg" alt="Campi Flegrei, l'intelligenza artificiale scopre faglie e terremoti invisibili agli scienziati "></a></article></aside><p><strong>Cala del Pozzo Vecchio</strong> è la spiaggia famosa per le scene del film Il Postino. Da qui si possono ammirare suggestivi <strong>tramonti </strong>e un’acqua verde smeraldo nonostante abbondi la <strong>sabbia scura</strong> di origine vulcanica. Alle sue spalle si trova una imponente <strong>parete di tufo</strong> che ne disegna la forma a ferro di cavallo.</p><p>Non ultima, la piccola spiaggia della <strong>Lingua </strong>si trova nei paraggi del porto di Marina Grande, ma nonostante questo ha mantenuto la sua aura un po’ <strong>selvaggia</strong>. Situata proprio di fronte <strong>Monte di Procida</strong>, sulla terraferma, vanta acque di un bel <strong>blu </strong>intenso perché profonde.</p><h2>I borghi di Procida</h2><p>Anche se il mare di Procida invoglia a rimanere in spiaggia il più a lungo possibile, l'isola offre molti altri spunti.</p><p>Spicca ad esempio <strong>palazzo D’Avalos</strong>, a pochi minuti dal porto di Marina Grande, dove attraccano i traghetti in arrivo da Napoli. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="734144" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/golfo-di-napoli-scoperta-una-spettacolare-scogliera-corallina-a-500-metri-di-profondita.html" title="Golfo di Napoli, scoperta una spettacolare scogliera corallina a 500 metri di profondità">Golfo di Napoli, scoperta una spettacolare scogliera corallina a 500 metri di profondità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/golfo-di-napoli-scoperta-una-spettacolare-scogliera-corallina-a-500-metri-di-profondita.html" title="Golfo di Napoli, scoperta una spettacolare scogliera corallina a 500 metri di profondità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/golfo-di-napoli-scoperta-una-spettacolare-scogliera-corallina-a-500-metri-di-profondita-1760428285032_320.jpg" alt="Golfo di Napoli, scoperta una spettacolare scogliera corallina a 500 metri di profondità"></a></article></aside><p>L’imponente fortezza nobiliare che è stata anche carcere si può visitare anche all’interno. Si trova nel cuore del borgo medievale fortificato di <strong>Terra Murata</strong> a cui si arriva tramite una ripida salita che però regala panorami memorabili.<br><br><strong>Marina Corricella</strong> è invece il <strong>coloratissimo </strong>borgo di pescatori che si specchia nell’acqua di un piccolo porto. Le sue case sono interamente dipinte in colori sgargianti secondo l’antica usanza che le voleva visibili dal mare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="727603" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fra-i-faraglioni-dell-isola-di-capri-vive-una-lucertola-unica-al-mondo-questo-endemismo-ha-stupito-gli-scienziati.html" title="Fra i Faraglioni dell'isola di Capri vive una lucertola unica al mondo, questo endemismo ha stupito gli scienziati">Fra i Faraglioni dell'isola di Capri vive una lucertola unica al mondo, questo endemismo ha stupito gli scienziati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fra-i-faraglioni-dell-isola-di-capri-vive-una-lucertola-unica-al-mondo-questo-endemismo-ha-stupito-gli-scienziati.html" title="Fra i Faraglioni dell'isola di Capri vive una lucertola unica al mondo, questo endemismo ha stupito gli scienziati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fra-i-faraglioni-dell-isola-di-capri-vive-una-lucertola-unica-al-mondo-questo-endemismo-ha-stupito-gli-scienziati-1786717760200_320.jpg" alt="Fra i Faraglioni dell'isola di Capri vive una lucertola unica al mondo, questo endemismo ha stupito gli scienziati"></a></article></aside><p>Un altro luogo da visitare a Procida è <strong>Marina Chiaiolella</strong>, quello dove si trova il lungomare con i <strong>ristoranti tipici</strong> e i bar. Il borgo si trova vicino al promontorio di Solchiaro, dove i sovrani Borbone andavano a caccia. </p><h2>L'oasi protetta di Vivara</h2><p>Procida è collegata da un ponte ad un’altra piccola isola, quella di Vivara, una mezza luna perfetta che è la parte emersa di un <strong>cratere vulcanico</strong>, come del resto anche Procida stessa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/procida-a-settembre-cosa-vedere-sull-isola-de-il-postino-quando-l-estate-non-e-ancora-finita-1787172065023.jpg" data-image="no1kkv38g2wa" alt="Estate Procida Vivara" title="Estate Procida Vivara"><figcaption>Il ponte che collega Procida con l'oasi protetta dell'isola di Vivara</figcaption></figure><p>Oggi Vivara è un’oasi protetta da visitare assolutamente, ma con la guida e su <strong>prenotazione</strong>. Ormai da tempo disabitata, milleni fa è stata la casa di <strong>popolazioni preistoriche</strong>, oggi invece è abitata da numerose specie di <strong>uccelli migratori</strong>, da altre specie endemiche ee è ricoperta da una rigogliosa macchia mediterranea che si alterna a <strong>piante rare</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784017" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/vacanze-nel-silenzio-5-luoghi-d-italia-dove-ascoltare-solo-la-voce-della-natura.html" title="Vacanze nel silenzio: 5 luoghi d'Italia dove ascoltare solo la voce della natura">Vacanze nel silenzio: 5 luoghi d'Italia dove ascoltare solo la voce della natura</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/vacanze-nel-silenzio-5-luoghi-d-italia-dove-ascoltare-solo-la-voce-della-natura.html" title="Vacanze nel silenzio: 5 luoghi d'Italia dove ascoltare solo la voce della natura"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/vacanze-nel-silenzio-5-luoghi-d-italia-dove-ascoltare-solo-la-voce-della-natura-1786908720003_320.jpg" alt="Vacanze nel silenzio: 5 luoghi d'Italia dove ascoltare solo la voce della natura"></a></article></aside><p>Anche il mare che la circonda è incontaminato e i suoi colori sono spettacolari. </p><p>Dal belvedere di Vivara, inoltre, si possono godere panorami magnifici sulle <strong>coste </strong><strong>Flegree </strong>e su <strong>Capri</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/procida-a-settembre-cosa-vedere-sull-isola-de-il-postino-quando-l-estate-non-e-ancora-finita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html</link><pubDate>Sat, 22 Aug 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L’estate 2026 resterà alla storia per il caldo estremo, preoccupa ora l’avvicinarsi dell’autunno meteorologico. Suolo secco, mari bollenti, atmosfera più calda e la complicazione de El Niño porteranno a un autunno estremo? Ecco cosa successe nel 2003 . </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate-1787218395512.jpeg" data-image="jgdj4ipvm59t"><figcaption>Alluvione dei fiume Ticino a Pavia, 16 novembre 2014. Le ondate di caldo estive possono alimentare alluvioni nel successivo autunno? Ecco cosa successe dopo l'estate 2003.</figcaption></figure><p>Ormai 23 anni dopo,<strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/meteo-storia-la-rovente-e-terribile-estate-2003.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext"> l’estate 2003</a> resta nella memoria</strong> e a confronto con le sempre più frequenti ondate di caldo estremo. Quell’episodio non a caso allora si definì <strong>“hyper estremo”.</strong></p><p>Temperature estreme, siccità, incendi, ghiacciai in forte sofferenza, problemi per lo sci estivo e decine di migliaia di vittime per il caldo. La situazione dell’estate 2026 è simile, e analogamente ad allora,<strong> ci chiediamo: cosa succederà in autunno? Un'estate calda estrema può condizionare gli eventi meteo nell'autunno</strong> successivo?</p><h2>L’estate 2003 non finì col 31 agosto</h2><p><strong>Ricordiamolo subito, a scanso di equivoci: </strong>le stagioni meteo vanno col calendario mensile. E <strong>il 1° settembre per meteorologi e climatologi inizia l’autunno</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Detto questo, giova ricordare che<strong> lunghe ondate di calore e siccità spesso non hanno una fine e inizio ben preciso.</strong> Le temperature alte e record nel 2003 non arrivarono con l’estate, ma già da maggio. E così è stato quest’anno. Altrettanto la fine del caldo. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Nel 2003 mancò la “burrasca di Ferragosto”,</strong> ad esempio <strong>Bologna registrà 35.6°C 28 agosto</strong>. A inizio settembre le temperature calarono ovunque a 25-26°C, ma a metà mese il caldo rialzò la cresta, con <strong>32.9°C a Firenze il giorno 18 settembre. </strong>A scala europea le precipitazioni furono generalmente sotto media da febbraio 2003 fino al giugno 2004. </p><h2>Il ruolo del suolo</h2><p>Vari studi scientifici sottolinearono il<strong> ruolo del suolo nel contribuire all’ulteriore aumento delle temperature.</strong> Un effetto a retroazione, feedback in climatologia, per cui <strong>caldo e siccità portano appunto a ridurre il contenuto di umidità del suolo. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="509131" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/20-anni-fa-scoppiava-estate-2003-evento-estremo-che-ha-cambiato-tutto-e-in-futuro-cosa-succedera.html" title="20 anni fa scoppiava l'estate 2003, un evento estremo che ha cambiato tutto. In futuro cosa succederà?">20 anni fa scoppiava l'estate 2003, un evento estremo che ha cambiato tutto. In futuro cosa succederà?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/20-anni-fa-scoppiava-estate-2003-evento-estremo-che-ha-cambiato-tutto-e-in-futuro-cosa-succedera.html" title="20 anni fa scoppiava l'estate 2003, un evento estremo che ha cambiato tutto. In futuro cosa succederà?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/20-anni-fa-scoppiava-l-estate-2003-un-evento-estremo-che-ha-cambiato-tutto-e-in-futuro-cosa-succedera-1687769334198_320.jpeg" alt="20 anni fa scoppiava l'estate 2003, un evento estremo che ha cambiato tutto. In futuro cosa succederà?"></a></article></aside><p><br>Col suolo secco però le temperature aumentano ulteriormente, perché <strong>si riduce la parte di energia solare spesa nel processo di evapotraspirazione</strong>. </p><div class="texto-destacado">In pratica una quota maggiore dell’energia solare va a riscaldare direttamente il suolo e l’aria, invece che a evaporare acqua. E a sua volta il caldo secca ulteriormente il suolo, in un perfido circolo vizioso.<br></div><p>La <strong>siccità estiva così può ripercuotersi anche sull’autunno,</strong> mantendo il caldo sopra la media, benchè meno estremo per ragioni stagionali e astronomiche, anche diverse settimane dopo la fine dell’estate. In pratica, <strong>non è detto arrivino le perturbazioni, ma quando arrivano, gli effetti possono essere estremi,</strong> proprio per il suolo secco meno permeabile, nonché per il mare caldo. </p><h2>Poi c’è il Mediterraneo</h2><p><strong>Suolo secco e mare caldo causeranno alluvioni in autunno?</strong> In breve: <strong>non necessariamente, ma il mix può accentuare le perturbazioni autunnali</strong> quando arriveranno. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate-1787218628149.jpg" data-image="7wjbwiv85m1c"><figcaption>Il mar Mediterraneo attorno all'Italia ha temperature degne dei tropici, con SST Temperatura superficiale del mare anche oltre i 30°C.</figcaption></figure><p>Nel 2003 a fine estate <strong>il Mar Mediterraneo attorno all’Italia era di 2-4°C sopra la media climatica</strong>, tanto che alcuni meteorologi esternarono il rischio di formazione di Medicane, in particolare nel mar Jonio. </p><div class="texto-destacado">Uno studio di Feudale e <strong>Shukla (Role of Mediterranean SST in enhancing the European heat wave of summer 2003 , Geoph.Research Letter, 2007)</strong> evidenzia come <strong>le anomalie calde del Mar Mediterraneo abbiano a loro volta intensificato le ondate di calore del 200</strong>3. </div><p>Le simulazioni indicano che il calore marino ha contribuito addirittura a circa la metà dell'ampiezza dell'anticiclone africano.<br>Il mare caldissimo ha così accumulato calore, alimentando piogge torrenziali all'arrivo delle prime perturbazioni autunnali a fine estate 2003. </p><h2>Cosa successe nel 2003</h2><p>Ed eccoci a cosa successe, già <strong>a fine agosto 2003 arriva la prima disastrosa flash flood</strong>, il 29-30 agosto un nubifragio colpisce la Val Canale,<strong> in Friuli: quasi 400 mm/24 h a Pontebba causarono danni, allagamenti, colate detritiche</strong>. </p><p><strong>L’8 settembre fu colpita la Puglia,</strong> con 244 mm in 24 ore nei bacini Lato-Tara, il giorno dopo toccò alla Campania, a Irno e Sarno.<strong> Il 17-18 settembre 2003 fu la volta della Sicilia orientale</strong>: nel bacino del <strong>fiume Anapo </strong>sono riportati in uno studio precipitazioni fino a 398 mm. Ne conseguirono importanti piene.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="13152" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/cambiamenti-climatici-ed-estati-del-futuro-verso-un-caldo-inaudito.html" title="Cambiamenti climatici ed estati del futuro: verso un caldo inaudito?">Cambiamenti climatici ed estati del futuro: verso un caldo inaudito?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/cambiamenti-climatici-ed-estati-del-futuro-verso-un-caldo-inaudito.html" title="Cambiamenti climatici ed estati del futuro: verso un caldo inaudito?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamenti-climatici-ed-estati-del-futuro-verso-un-caldo-inaudito-13152-5_320.jpg" alt="Cambiamenti climatici ed estati del futuro: verso un caldo inaudito?"></a></article></aside><p><strong>Altri eventi estremi colpirono la Toscana</strong> il 23-24 settembre con 333 mm/24 h a Carrione. Nuovamente poi la Sicilia, nel bacino del Salso, il 15-18 ottobre. <br>Infine una curiosità, che nulla implica per la prossima stagione: <strong>a ottobre 2003 il freddo arrivò precoce, </strong>con gelate in pianura al nord già a mese e nevicate sulle Alpi oltre i 1000 metri.</p><h2>E quest’anno, cosa aspettarci in autunno?</h2><p>Al 15 agosto, <strong>l’ondata di caldo della Canicola 2026 la prima metà del mese ha già battuto nettamente, come temperature medie, lo stesso periodo del 2003</strong>. Il bilancio della stagione estiva lo faremo ovviamente a mese concluso, ma non cambia la sostanza se anche il 2026, di pochi decimi, dovesse essere sotto al 2003.</p><p><strong>Il mar Mediterraneo mostra temperature assurde,</strong> con boe che, in prossimit�� delle Baleari, hanno perfino raggiunto i 33°C di SST, temperatura superficiale del mare. E <strong>anche gli oceani sono caldissimi, </strong>col quadro ulteriormente <strong>complicato a El Niño</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782578" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html" title="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione">Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html" title="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione-1786137988309_320.png" alt="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione"></a></article></aside><p>Il 2003 dimostra come q<strong>ueste condizioni possono portare passare, in poche settimane, dall'estremo del caldo e della siccità a quello delle precipitazioni intense.</strong> Ammesso però che le perturbazioni arrivano, la vera domanda da porsi infatti non è “Dopo un'estate molto calda arriveranno le alluvioni?” ma: “cosa succederà con suoli secchi e mari bollenti all’arrivo delle tempeste equinoziali?”.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picco-di-40-c-in-sicilia.html</link><pubDate>Sat, 22 Aug 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Le temperature andranno significativamente ad aumentare su tutte le regioni, in particolare al Centro-Sud, dove si potranno toccare punte di oltre +35°C, e localmente raggiungere persino i +40°C. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xazmg6u"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xazmg6u.jpg" id="xazmg6u"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Mentre sulle regioni del Nord sono arrivate le piogge e i temporali, con fenomeni anche localmente intensi fra Liguria e alta Toscana, le regioni del Centro-Sud dovranno prepararsi al ritorno del caldo intenso, di origine africana. </p><div class="texto-destacado">All’inizio della prossima settimana l’alta pressione di origine subtropicale tornerà a dominare il Mediterraneo, <strong>trainando masse d’aria calda direttamente dal Nord Africa. </strong></div><p>Il risultato sarà un rialzo termico generalizzato, particolarmente marcato al Centro-Sud, <strong>dove in almeno sette regioni la colonnina di mercurio supererà stabilmente i +35°C e in alcune zone interne si avvicinerà, o toccherà, i +40°C.</strong></p><h2><strong>Da lunedì 24 temperature in aumento quasi ovunque</strong></h2><p>Anche se già domani il caldo si inizierà a sentire all’estremo sud e sulla Sicilia, dalla giornata di <strong>lunedì 24 agosto 2026</strong> il caldo si farà più intenso e persistente. <strong>Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna saranno le aree più esposte a questa nuova rimonta africana.</strong></p><p>Su ampie aree di queste regioni i valori massimi si attesteranno nettamente sopra le medie del periodo, con picchi particolarmente elevati nelle zone interne lontane dall’influenza mitigatrice del mare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picchi-di-40-c-in-sicilia-1787321058105.jpg" data-image="3l92ju5i9xm7" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>In particolare sulla Sicilia, in Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania e Lazio, la colonnina di mercurio varcherà il muro dei +35°C, spingendosi anche oltre i +37°C +38°C nelle aree più interne. </figcaption></figure><p><strong>In particolare sulla Sicilia, in Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania e Lazio,</strong> la colonnina di mercurio varcherà il muro dei <strong>+35°C,</strong> spingendosi anche oltre i <strong>+37°C +38°C</strong> nelle aree più interne. Insomma, non sarà un caldo pesante come quello di luglio e inizio agosto, ma diverrà pesante, poiché si accompagna ad alti indici dell’umidità relativa. </p><h2><strong>Ad inizio settimana possibili locali punte di +40°C?</strong></h2><p>Anche stavolta le regioni più colpite saranno la Sardegna e la Sicilia. Ad esempio, in Sardegna, da <strong>martedì 25 agosto,</strong> nelle zone più interne del Cagliaritano si potranno toccare i <strong>+37°C +38°C,</strong> avvicinando i <strong>+40°C.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Ma la vera regina del caldo sarà proprio la Sicilia, dove fra martedì 25 e mercoledì 26 agosto, le temperature massime potranno varcare, localmente, il muro dei +40°C. Specie nelle zone più interne della Piana di Catania, e nelle conche interne, fra Palermitano, Ennese, Siracusano e Agrigentino. </strong></div><p>Mentre lungo le città costiere si supereranno i <strong>+35°C +37°C,</strong> ma con un clima che, soprattutto di notte, si farà più umido, con l’effetto afa in ascesa. </p><h2><strong>Da non sottovalutare il caldo anche sulle regioni centrali</strong></h2><p>Le regioni meridionali saranno quelle maggiormente colpite dal caldo, con la Sicilia pronta a sperimentare per l’ennesima volta i <strong>+40°C.</strong> Ma il caldo interesserà anche le regioni centrali, fino al Lazio, dove avremo temperature comprese fra i <strong>+32°C</strong> e i <strong>+37°C.</strong> Solo il Nord sarà appena lambito da questo richiamo caldo subtropicale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picchi-di-40-c-in-sicilia-1787321153620.jpg" data-image="pfuevomajbeu" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Le regioni meridionali saranno quelle maggiormente colpite dal caldo, con la Sicilia pronta a sperimentare per l’ennesima volta i +40°C. </figcaption></figure><p>Con l’umidità in aumento, da metà della prossima settimana, il disagio percepito sarà notevole nelle ore notturne, specialmente nei centri urbani, con un effetto afa molto importante.</p><p>Anche nella stessa Roma da martedì le temperature massime torneranno a superare la soglia dei <strong>+34°C +35°C.</strong> Qui nelle ore notturne il ritorno dell’afa renderà molto difficile il riposo notturno. </p><h2><strong>Quando finirà questo caldo?</strong></h2><p>Purtroppo il caldo proseguirà per buona parte della prossima settimana, insistendo soprattutto sulle regioni meridionali, almeno fino al weekend successivo, quando si farà strada un progressivo calo termico. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784626" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-modelli-gfs-ed-europei-concordano-tra-lunedi-e-giovedi-una-lingua-d-aria-calda-si-estendera-sull-italia.html" title="I modelli GFS ed europei concordano: tra lunedì e giovedì, una lingua d’aria calda si estenderà sull’Italia">I modelli GFS ed europei concordano: tra lunedì e giovedì, una lingua d’aria calda si estenderà sull’Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-modelli-gfs-ed-europei-concordano-tra-lunedi-e-giovedi-una-lingua-d-aria-calda-si-estendera-sull-italia.html" title="I modelli GFS ed europei concordano: tra lunedì e giovedì, una lingua d’aria calda si estenderà sull’Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-modelli-gfs-ed-europei-concordano-tra-lunedi-e-giovedi-una-lingua-d-aria-calda-si-estendera-sull-italia-1787219605207_320.jpg" alt="I modelli GFS ed europei concordano: tra lunedì e giovedì, una lingua d’aria calda si estenderà sull’Italia"></a></article></aside><p>Chi ha deciso di trascorrere l’ultima settimana di agosto nelle località di mare del Sud Italia, e delle nostre Isole Maggiori, ha di sicuro fatto la scelta giusta, visto che potrà godere di un clima tipicamente estivo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picco-di-40-c-in-sicilia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché le galassie hanno bracci a spirale? Gli scienziati sono ancora alla ricerca di una risposta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/perche-le-galassie-hanno-bracci-a-spirale-gli-scienziati-sono-ancora-alla-ricerca-di-una-risposta.html</link><pubDate>Fri, 21 Aug 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Le osservazioni effettuate con il telescopio Euclid stanno aiutando gli astronomi a comprendere come si formano e si evolvono i bracci a spirale delle galassie.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-as-galaxias-tem-bracos-espirais-cientistas-ainda-buscam-a-resposta-1785099366317.png" data-image="q8nwz611aea0" alt="Galassie." title="Galassie."><figcaption>Non sappiamo ancora con esattezza come si formano i bracci a spirale delle galassie, e nuove osservazioni del telescopio Euclid stanno aiutando gli scienziati a trovare la risposta. Fonte: NASA</figcaption></figure><p>Quando pensiamo a una galassia, l'immagine che solitamente ci viene in mente è quella di <strong>un disco con bracci a spirale ben definiti.</strong> Queste strutture sono tra le caratteristiche più evidenti delle cosiddette galassie a spirale e concentrano gran parte del gas, della polvere e delle regioni di formazione stellare.</p><p>La Via Lattea stessa appartiene alla classe delle galassie a spirale e presenta diversi bracci che si estendono dalla sua regione centrale. <strong>Il Sistema Solare si trova in uno di questi bracci e non possiamo osservarne la struttura completa. In luoghi con basso inquinamento luminoso, è possibile osservare il braccio.</strong></p><p>Nonostante siano estremamente comuni nell'Universo, l'origine dei bracci a spirale non è ancora del tutto chiara. Un nuovo studio basato sui dati del <strong>Telescopio Spaziale Euclid</strong> cerca di rispondere a questo enigma indagando la relazione tra il numero di bracci a spirale e la massa e la concentrazione di stelle.</p><h2>Bracci a spirale</h2><p>I bracci a spirale sono strutture curve che si estendono dalla regione centrale delle galassie a spirale, formando il disegno osservato in sistemi come la Via Lattea e la Galassia di Andromeda. Sono composti da concentrazioni di stelle, gas interstellare e polveri, nonché da regioni di formazione stellare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Grazie all'elevata densità di stelle e materiale, i bracci risultano essere le parti più brillanti del disco galattico.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Queste strutture rappresentano una delle componenti principali delle galassie a spirale e svolgono un ruolo importante nella loro organizzazione. Le stelle giovani sono concentrate nei bracci a spirale, mentre anche le stelle più vecchie attraversano queste regioni durante la loro orbita.</p><h2>Non orbita attorno al buco nero</h2><p><strong>Sebbene sia comune affermare che i bracci a spirale "orbitano" attorno al buco nero supermassiccio al centro della galassia, ciò non è corretto. </strong>Stelle, gas e polveri orbitano attorno al centro di massa della galassia, che è principalmente dominato dalla distribuzione di materia visibile e materia oscura.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-as-galaxias-tem-bracos-espirais-cientistas-ainda-buscam-a-resposta-1785099636068.png" data-image="hynf9xveoxki" alt="Universo." title="Universo."><figcaption>I bracci a spirale sono regioni in cui la densità di stelle, gas e polveri è maggiore. Pertanto, fungono da vere e proprie culle per le nuove stelle nelle galassie. Fonte: NASA</figcaption></figure><p>Se i bracci a spirale fossero strutture materiali che ruotano insieme alle stelle attorno al buco nero, <strong>scomparirebbero nel tempo a causa della rotazione differenziale della galassia.</strong> Le regioni interne del disco completerebbero un'orbita attorno al centro molto più velocemente delle regioni esterne.</p><h2>Comprendere le braccia a spirale</h2><p><strong>Per studiare l'origine dei bracci a spirale, i ricercatori hanno analizzato oltre 380.000 galassie osservate dal Telescopio Spaziale Euclid. </strong>Oltre al numero di bracci, il set di dati include anche informazioni sulla massa stellare, la concentrazione stellare e il tasso di formazione stellare.</p><p>I risultati hanno mostrato che circa il 60-70% delle galassie a spirale presenta due bracci principali, <strong>il 15-20% ne ha tre e circa l'1% ne ha solo uno.</strong> Le galassie con rigonfiamenti centrali più grandi, come la Via Lattea, tendono a mostrare due bracci dominanti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771575" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-lenti-gravitazionali-trasformano-l-universo-in-un-gigantesco-telescopio-e-rivelano-galassie-altrimenti-invisibili.html" title="Le lenti gravitazionali trasformano l'universo in un gigantesco telescopio e rivelano galassie altrimenti invisibili">Le lenti gravitazionali trasformano l'universo in un gigantesco telescopio e rivelano galassie altrimenti invisibili</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-lenti-gravitazionali-trasformano-l-universo-in-un-gigantesco-telescopio-e-rivelano-galassie-altrimenti-invisibili.html" title="Le lenti gravitazionali trasformano l'universo in un gigantesco telescopio e rivelano galassie altrimenti invisibili"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-lenti-gravitazionali-trasformano-l-universo-in-un-gigantesco-telescopio-e-rivelano-galassie-altrimenti-invisibili-1780218489393_320.png" alt="Le lenti gravitazionali trasformano l'universo in un gigantesco telescopio e rivelano galassie altrimenti invisibili"></a></article></aside><p>Sebbene lo studio non chiarisca l'origine dei bracci a spirale, fornisce prove che la loro struttura è correlata alla distribuzione di massa, inclusa la materia oscura. <strong>I risultati indicano che il numero di bracci a spirale potrebbe fungere da indicatore indiretto della concentrazione di materia.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-as-galaxias-tem-bracos-espirais-cientistas-ainda-buscam-a-resposta-1785099589926.png" data-image="9zye6lph1utv" alt="La Via Lattea." title="La Via Lattea."><figcaption>Anche la Via Lattea possiede bracci a spirale. Nelle zone con scarso inquinamento luminoso, è possibile osservarne uno come la luminosa fascia che attraversa il cielo notturno. Fonte: Cosmic Pursuits</figcaption></figure><p>I ricercatori hanno inoltre trovato prove del fatto che le galassie più massicce tendono a mantenere schemi persistenti con due bracci a spirale, mentre i sistemi con tre bracci potrebbero rappresentare strutture transitorie o ricorrenti.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Smith%20et%20al" data-year="2026" data-title="Galaxy%20Spiral%20Arm%20Count%20versus%20Concentration%20and%20Mass%3A%20A%20First%20Look%20with%20Euclid" data-url="https%3A%2F%2Fiopscience.iop.org%2Farticle%2F10.3847%2F1538-4357%2Fae7d22">Smith et al. (2026). <a href="https://iopscience.iop.org/article/10.3847/1538-4357/ae7d22" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Galaxy Spiral Arm Count versus Concentration and Mass: A First Look with Euclid</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/perche-le-galassie-hanno-bracci-a-spirale-gli-scienziati-sono-ancora-alla-ricerca-di-una-risposta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Oseresti immergeti in una città romana? Questi parchi archeologici italiani nascondono veri e propri tesori]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/oseresti-immergeti-in-una-citta-romana-questi-parchi-archeologici-italiani-nascondono-veri-e-propri-tesori.html</link><pubDate>Fri, 21 Aug 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Ville, mosaici, statue e tanto altro; sul fondo del Mediterraneo si trovano degli autentici musei sommersi dove il mare ha conservato numerose tracce di un antico passato. I parchi archeologici sommersi sono tra i luoghi più incredibili da visitare in Italia</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/oseresti-immergeti-in-una-citta-romana-questi-parchi-archeologici-italiani-nascondono-veri-e-propri-tesori-1787085457122.jpg" data-image="ld9nm0wf1x6v" alt="parchi archeologici sommersi" title="parchi archeologici sommersi"><figcaption>I due isolotti che caratterizzano il Parco Archeologico di Gaiola nel golfo di Napoli</figcaption></figure><p>L’Italia ha un patrimonio archeologico sterminato, che comprende anche <strong>trentuno aree marine protette e due parchi sommersi</strong>. Fare snorkeling tra le rovine di un passato tanto lontano è un’avventura che regala emozioni indescrivibili a chi pratica turismo archeologico subacqueo in estate, e non solo.</p><div class="texto-destacado">Se oggi si può nuotare tra le rovine di antiche ville romane, i responsabili sono quasi sempre terremoti e bradisismo.</div><p>Alle antiche dimore finite sott'acqua a causa dell'attività vulcanica si aggiunge poi un tesoro ugualmente prezioso fatto di <strong>navi</strong>, anch’esse quasi sempre di età romana, affondate in viaggio e riscoperte in temi relativamente recenti.</p><p>Per conoscere da vicino questo patrimonio le coste del <strong>sud </strong>sono il punto di partenza migliore.</p><h2>Baia, la Pompei sommersa</h2><p>L’area archeologica sommersa più importante e suggestiva d’Italia si trova nel <strong>Golfo di Napoli</strong>. È quella di <strong>Baia</strong>, gioiello dell’area dei <strong>Campi Flegrei</strong> insieme all’altro parco archeologico sommerso di Napoli, quello della <strong>Gaiola.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/Buongiorno?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Buongiorno</a> dal Parco Archeologico di Baia, Napoli <a href="https://t.co/81bWDybZwi">https://t.co/81bWDybZwi</a><a href="https://x.com/hashtag/Italiaviaggianellabellezza?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Italiaviaggianellabellezza</a> <a href="https://x.com/hashtag/MiBACTsocial?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#MiBACTsocial</a> <a href="https://t.co/FiCWFnzU0W">pic.twitter.com/FiCWFnzU0W</a></p>— Ministero della Cultura (@MiC_Italia) <a href="https://x.com/MiC_Italia/status/696623517429862400?ref_src=twsrc%5Etfw">February 8, 2016</a></blockquote></figure><p> Baia era un tempo una fiorente cittadina costiera; duemila anni fa era un’esclusiva <strong>località balneare</strong>, visitata anche da nobili e sovrani, come testimonia il sontuoso <strong>Palatium imperiale</strong>, che comprendeva dimore patrizie e stazioni termali. </p><p> La città si è poi <strong>inabissata </strong>a causa del fenomeno vulcanico del bradisismo, che ha causato l’abbassamento della linea di costa fino a <strong>otto metri</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764425" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperta-inaespattata-aree-archeologiche-santuari-della-biodiversita.html" title="Scoperta inaspettata: le aree archeologiche sono santuari della biodiversità, i risultati di uno studio recente">Scoperta inaspettata: le aree archeologiche sono santuari della biodiversità, i risultati di uno studio recente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperta-inaespattata-aree-archeologiche-santuari-della-biodiversita.html" title="Scoperta inaspettata: le aree archeologiche sono santuari della biodiversità, i risultati di uno studio recente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scoperta-inaespattata-aree-archeologiche-santuari-della-biodiversita-1783501731701_320.jpeg" alt="Scoperta inaspettata: le aree archeologiche sono santuari della biodiversità, i risultati di uno studio recente"></a></article></aside><p>Oggi, sotto almeno cinque metri di acqua, sono conservati quasi perfettamente diversi ambienti con statue e splendidi <strong>mosaici</strong>, tra cui il <strong>triclinio </strong>dell’imperatore Claudio, il <strong>Ninfeo</strong>, e i resti dei <strong>porti commerciali</strong> di Baia e Portus Julius, che rendono immediato ogni paragone con Pompei.</p><h2>Il Parco Sommerso della Gaiola, ai piedi di Posillipo</h2><p>Sempre nel Golfo di Napoli, ma sul versante est, tra il borgo marinaro di <strong>Marechiaro </strong>e la <strong>Baia di Trentaremi</strong>, si trova il Parco Sommerso della Gaiola Sovrastata dalla splendida collina di Posillipo, questa è un’area speciale per più di un motivo.</p><p>La bellezza del litorale campano in questo tratto, con le <strong>falesie di tufo giallo</strong> e i due isolotti collegati da un ponte, ha attirato l’attenzione della nobiltà dell’antica Roma, proprio come è successo alla vicina Baia, e proprio come Baia, anche questo tratto di costa è sprofondato a causa del <strong>bradisismo</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777440" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-straordinaria-scoperta-archeologica-sottomarina-riporta-in-vita-una-delle-7-meraviglie-del-mondo-antico.html" title="Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico">Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-straordinaria-scoperta-archeologica-sottomarina-riporta-in-vita-una-delle-7-meraviglie-del-mondo-antico.html" title="Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-impresionante-hallazgo-arqueologico-bajo-el-agua-que-va-a-revivir-una-de-las-7-maravillas-del-mundo-antiguo-1782728866756_320.jpeg" alt="Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico"></a></article></aside><p>Il sistema di circolazione delle <strong>correnti marine</strong>, inoltre, ha reso la Gaiola un’area ricca di <strong>biodiversità marina</strong>, nonostante un’estensione contenuta.</p><p>Sul fondo del suo mare ci possono vedere <strong>peschiere, ninfei, strutture portuali</strong> e l’elegante villa imperiale di <strong>Pausylipon</strong>, costruita dal ricco liberto Publio Vedio Pollione e donata poi all’imperatore Augusto. </p><h2>Visitare i parchi archeologici sommersi in Campania</h2><p>Per vedere queste meraviglie la <strong>primavera </strong>è un buon momento, visto che le acque sono più limpide grazie ad una minore <strong>fioritura algale</strong> rispetto ai mesi estivi.</p><p>Anche la minore folla di turisti e barche che possono sollevare la sabbia dal fondo rende l’acqua più limpida e la <strong>visibilità </strong>migliore. </p><p>Quanto alla <strong>temperatura</strong>, in primavera lungo le coste del sud il mare inizia ad essere tiepido e arriva a sfiorare i 20°C a fine maggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="717915" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-sito-archeologico-sul-mare-che-pochi-conoscono-eppure-e-patrimonio-mondiale-da-25-anni.html" title="Il sito archeologico sul mare che pochi conoscono, eppure è Patrimonio Mondiale da 25 anni ">Il sito archeologico sul mare che pochi conoscono, eppure è Patrimonio Mondiale da 25 anni </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-sito-archeologico-sul-mare-che-pochi-conoscono-eppure-e-patrimonio-mondiale-da-25-anni.html" title="Il sito archeologico sul mare che pochi conoscono, eppure è Patrimonio Mondiale da 25 anni "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-sito-archeologico-sul-mare-che-pochi-conoscono-eppure-e-patrimonio-mondiale-da-25-anni-1751468178016_320.jpg" alt="Il sito archeologico sul mare che pochi conoscono, eppure è Patrimonio Mondiale da 25 anni "></a></article></aside><p>Le modalità di vista sono comunque diverse e non per forza bisogna essere sub esperti. C’è ad esempio il battello col <strong>fondo trasparente</strong>, ma si può anche nuotare in superficie o appunto immergersi in profondità, se si è in possesso del <strong>brevetto </strong>da sub.</p><h2>Gli altri tesori sommersi d'Italia</h2><p>Tra i diversi altri tesori archeologici sommersi d’Italia, uno dei più affascinati è il <strong>Parco Sommerso di Egnazia </strong>in Puglia. Dell’antica città rimangono le strutture portuali, visibili fino a sei metri di profondità ed esempio importante della elevata qualità dell’ingegneria romana. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oseresti-immergeti-in-una-citta-romana-questi-parchi-archeologici-italiani-nascondono-veri-e-propri-tesori-1787086796267.jpg" data-image="rhv0osbv04ni" alt="Egnazia sommersa" title="Egnazia sommersa"><figcaption>Le mura messapiche del porto di Egnazia, al limite dell'area archeologica sommersa</figcaption></figure><p>Non meno importante, il <strong>Parco Archeologico Sommerso di Kaulonia</strong> in Calabria è un sito che risale all’età della <strong>Magna Grecia</strong>. Sul fondo del mare qui si trovano decine di colonne di marmo, che erano forse parte di un cantiere finito per sprofondare, oppure di un carico navale di enormi proporzioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="751672" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-nave-medievale-e-stata-ritrovata-sul-fondo-del-mare-il-suo-interno-sorprende-gli-archeologi.html" title="La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi">La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-nave-medievale-e-stata-ritrovata-sul-fondo-del-mare-il-suo-interno-sorprende-gli-archeologi.html" title="La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hallan-un-barco-medieval-en-el-fondo-del-mar-y-lo-que-hay-en-su-interior-sorprende-a-los-arqueologos-1769474131487_320.jpg" alt="La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi"></a></article></aside><p>A proposito di navi, l’<strong>Itinerario delle Anfore</strong> lungo le coste del <strong>Lazio </strong>è uno straordinario cimitero di navi romane che si trovano per lo più al largo di <strong>Ventotene</strong>. I relitti, con tutti i reperti e in particolare con le anfore, sono stati lasciati sul posto e sono adesso degli incredibili <strong>musei sottomarini.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/oseresti-immergeti-in-una-citta-romana-questi-parchi-archeologici-italiani-nascondono-veri-e-propri-tesori.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Italia nel mirino del maltempo: sono previsti 10 giorni di scontri tra masse d'aria polari e subtropicali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-nel-mirino-del-maltempo-sono-previsti-10-giorni-di-scontri-tra-masse-d-aria-polari-e-subtropicali.html</link><pubDate>Fri, 21 Aug 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'estate vorrà dire la sua per l'ultima settimana di agosto, ma dovrà fare i conti con masse d'aria più fredde e instabili.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xazkqcu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xazkqcu.jpg" id="xazkqcu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'estate 2026 non sembra avere alcuna intenzione di concedersi una conclusione tranquilla. Dopo settimane caratterizzate da caldo persistente e da diverse ondate di calore, l'atmosfera europea sta cambiando volto e l'Italia potrebbe diventare uno dei principali terreni di scontro tra <strong>masse d'aria completamente differenti</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La situazione è già evidente in queste ore: una perturbazione sta interessando il Centro-Nord, con temporali localmente intensi, grandinate, forti raffiche di vento e rischio di nubifragi. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il weekend porterà una temporanea attenuazione dell'instabilità, soprattutto al Centro-Sud, mentre il Nord rimarrà maggiormente esposto a qualche fenomeno. Al tempo stesso, <strong>il caldo tornerà a rafforzarsi sulle regioni meridionali</strong>, creando nuovamente un marcato divario termico all'interno del Paese.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/italia-colpita-sono-previsti-10-giorni-di-scontri-tra-masse-d-aria-polari-e-subtropicali-1787306467195.jpg" data-image="f708ri14b9au" alt="Le piogge che interesseranno il nord fino a domani" title="Le piogge che interesseranno il nord fino a domani"><figcaption>Maltempo diffuso che continuerà anche nelle prossime ore al Centro-Nord</figcaption></figure><p>Ed è proprio questo il punto di partenza della tendenza più interessante.</p><h2><strong>Fine agosto movimentata: il getto polare cambia assetto</strong></h2><p>La configurazione atmosferica che si sta delineando sull'Europa è tutt'altro che banale. La corrente a getto polare tende infatti a ondularsi maggiormente, favorendo la discesa di una saccatura verso l'Europa occidentale e il Mediterraneo.</p><p>L'Italia potrebbe così trovarsi frequentemente <strong>sul confine tra due circolazioni opposte</strong>: da una parte le correnti più fresche e instabili provenienti dalle alte latitudini, dall'altra l'aria molto calda di origine subtropicale pronta a risalire dal Nord Africa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784786" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerte-meteo-arancioni-e-gialle-oggi-21-agosto-per-temporali-e-grandine-le-regioni-coinvolte.html" title="Maltempo, allerte meteo arancioni e gialle oggi 21 agosto per temporali e grandine: le regioni coinvolte">Maltempo, allerte meteo arancioni e gialle oggi 21 agosto per temporali e grandine: le regioni coinvolte</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerte-meteo-arancioni-e-gialle-oggi-21-agosto-per-temporali-e-grandine-le-regioni-coinvolte.html" title="Maltempo, allerte meteo arancioni e gialle oggi 21 agosto per temporali e grandine: le regioni coinvolte"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerte-meteo-arancioni-e-gialle-oggi-21-agosto-per-temporali-e-grandine-le-regioni-coinvolte-1787283971667_320.png" alt="Maltempo, allerte meteo arancioni e gialle oggi 21 agosto per temporali e grandine: le regioni coinvolte"></a></article></aside><p>Questo non significa che avremo dieci giorni consecutivi di maltempo, né che il caldo sparirà definitivamente. Al contrario, lo scenario più probabile è quello di una <strong>continua alternanza tra rimonte anticicloniche e passaggi perturbati</strong>, con condizioni molto diverse anche a distanza di poche centinaia di chilometri.</p><h2><strong>Nuove perturbazioni in arrivo dopo il weekend</strong></h2><p>Dopo la tregua del fine settimana, la situazione potrebbe tornare rapidamente a movimentarsi. I principali modelli previsionali continuano a mostrare un flusso occidentale piuttosto attivo sull'Europa, con nuove perturbazioni in grado di raggiungere il continente e, in alcune fasi, anche l'Italia. </p><p>Il Nord e parte del Centro sarebbero le aree maggiormente esposte alle incursioni perturbate, mentre il Sud potrebbe beneficiare più a lungo della protezione dell'anticiclone subtropicale.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xazl8te"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xazl8te.jpg" id="xazl8te"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Potremmo quindi assistere a <strong>nuovi temporali, improvvisi cali termici e fasi di maltempo anche intenso</strong>, intervallati però da parentesi più stabili e soleggiate.</p><p>Ed è proprio la successione di queste fasi a rendere particolarmente interessante la tendenza di fine agosto.</p><h2><strong>Il caldo non è finito: nuove rimonte subtropicali</strong></h2><p>L'elemento da non sottovalutare è infatti la presenza dell'aria calda subtropicale. Ogni qualvolta la saccatura atlantica tenderà a spostarsi verso ovest o a rallentare la propria avanzata, l'anticiclone potrà nuovamente espandersi verso il Mediterraneo. In queste circostanze <strong>le temperature torneranno rapidamente a salire</strong>, soprattutto al Centro-Sud e sulle Isole maggiori.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784626" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-modelli-gfs-ed-europei-concordano-tra-lunedi-e-giovedi-una-lingua-d-aria-calda-si-estendera-sull-italia.html" title="I modelli GFS ed europei concordano: tra lunedì e giovedì, una lingua d’aria calda si estenderà sull’Italia">I modelli GFS ed europei concordano: tra lunedì e giovedì, una lingua d’aria calda si estenderà sull’Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-modelli-gfs-ed-europei-concordano-tra-lunedi-e-giovedi-una-lingua-d-aria-calda-si-estendera-sull-italia.html" title="I modelli GFS ed europei concordano: tra lunedì e giovedì, una lingua d’aria calda si estenderà sull’Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-modelli-gfs-ed-europei-concordano-tra-lunedi-e-giovedi-una-lingua-d-aria-calda-si-estendera-sull-italia-1787219605207_320.jpg" alt="I modelli GFS ed europei concordano: tra lunedì e giovedì, una lingua d’aria calda si estenderà sull’Italia"></a></article></aside><p>Non è quindi da escludere che, anche dopo un passaggio perturbato, l'Italia possa ritrovarsi nuovamente sotto condizioni pienamente estive nel giro di pochi giorni o addirittura poche ore. È uno schema che potrebbe ripetersi più volte: <strong>caldo, irruzione fresca, temporali, miglioramento e nuova rimonta calda</strong>.</p><p> Questa configurazione merita attenzione soprattutto per un motivo: il Mediterraneo, dopo settimane molto calde, conserva una notevole quantità di calore. </p><p>Quando una massa d'aria più fresca riesce a entrare in contatto con un ambiente così caldo e umido, possono svilupparsi condizioni favorevoli a <strong>temporali molto intensi, grandinate, forti raffiche di vento e precipitazioni concentrate in poche ore</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/italia-colpita-sono-previsti-10-giorni-di-scontri-tra-masse-d-aria-polari-e-subtropicali-1787306703214.jpg" data-image="qny9vnye0p0p" alt="Caldo in attenuazione specialmente al Nord" title="Caldo in attenuazione specialmente al Nord"><figcaption>Il caldo continuerà al Sud Italia con punte oltre i 35°C</figcaption></figure><p>Non è dunque necessariamente la durata del maltempo a rappresentare l'elemento più importante, quanto piuttosto la sua possibile intensità.</p><p>Le perturbazioni potrebbero attraversare l'Italia rapidamente, lasciando spazio a successive rimonte anticicloniche. Questo spiega perché la tendenza appare così dinamica e perché, a oltre una settimana di distanza, sia ancora difficile stabilire con precisione quali saranno le regioni maggiormente coinvolte dai singoli peggioramenti.</p><h2><strong>Dieci giorni di scontri tra masse d'aria?</strong></h2><p>Il titolo non è quindi casuale. <strong>La fine di agosto potrebbe trasformarsi in una lunga fase di confronto tra aria polare e aria subtropicale</strong>, con l'Italia frequentemente collocata proprio nella zona di passaggio tra queste due realtà atmosferiche.</p><p>Da una parte il flusso perturbato potrebbe continuare a spingere verso il Mediterraneo nuove saccature; dall'altra il Nord Africa continuerà a fornire aria molto calda pronta a risalire verso il nostro Paese.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783573" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/sopra-l-artico-sta-per-sorgere-il-vortice-polare-stratosferico-verso-una-svolta-autunnale.html" title="Sopra l'Artico sta per sorgere il vortice polare stratosferico, verso una svolta autunnale?">Sopra l'Artico sta per sorgere il vortice polare stratosferico, verso una svolta autunnale?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/sopra-l-artico-sta-per-sorgere-il-vortice-polare-stratosferico-verso-una-svolta-autunnale.html" title="Sopra l'Artico sta per sorgere il vortice polare stratosferico, verso una svolta autunnale?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sopra-l-artico-sta-per-sorgere-il-vortice-polare-stratosferico-autunno-piu-vicino-1786653469211_320.png" alt="Sopra l'Artico sta per sorgere il vortice polare stratosferico, verso una svolta autunnale?"></a></article></aside><p>Il risultato potrebbe essere un'Italia divisa, con il Nord più frequentemente interessato dalle perturbazioni e il Sud più spesso alle prese con il caldo, ma anche con <strong>rapidi ribaltoni atmosferici</strong> capaci di modificare lo scenario nel giro di pochi giorni.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Naturalmente, trattandosi di una tendenza a medio termine, la posizione esatta delle perturbazioni e la loro traiettoria potranno ancora cambiare. Non avrebbe senso parlare oggi di previsioni dettagliate per gli ultimi giorni di agosto.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-nel-mirino-del-maltempo-sono-previsti-10-giorni-di-scontri-tra-masse-d-aria-polari-e-subtropicali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli specchi spaziali potrebbero oscurare la luna piena e la comunità scientifica lancia l'allarme]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-specchi-spaziali-potrebbero-oscurare-la-luna-piena-e-la-comunita-scientifica-lancia-l-allarme.html</link><pubDate>Fri, 21 Aug 2026 13:30:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Reflect Orbital mira a catturare la luce solare su richiesta utilizzando tecnologie satellitari e terrestri. Un nuovo studio preliminare suggerisce che gli specchi satellitari potrebbero illuminare il cielo notturno in misura significativamente maggiore di quanto previsto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/space-mirrors-could-outshine-the-full-moon-and-the-scientific-community-is-alarmed-1786802407859.jpeg" data-image="xyecribw0ksv" alt="Reflect Orbital constellation." title="Reflect Orbital constellation."><figcaption>Reflect Orbital spera di vendere in futuro energia solare su richiesta, fornendo energia solare dopo il tramonto e prima dell'alba a clienti paganti. Il concetto si basa su una costellazione di satelliti dotati di specchi.</figcaption></figure><p>E se il cielo notturno fosse sempre illuminato dalla luna? Reflect Orbital, una startup tecnologica californiana, ha ottenuto l'approvazione della Federal Communications Commission (FCC) <strong>per lanciare un prototipo di satellite in grado di irradiare efficacemente la radiazione solare a richiesta.</strong> La soluzione si basa su una costellazione di satelliti in orbita, dotati di enormi specchi progettati per riflettere la luce solare verso giganteschi pannelli solari terrestri.</p><p>L'obiettivo di <strong>Reflect Orbital</strong> è lanciare una rete di fino a 50.000 satelliti dotati di specchi entro il 2035, al fine di sfruttare al meglio la radiazione solare e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>"Il problema è che l'energia solare non è disponibile quando ne abbiamo effettivamente bisogno", ha affermato <strong>Ben Nowack,</strong> CEO di Reflect Orbital, alla Conferenza Internazionale sull'Energia dallo Spazio del 2024 a Londra.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La sonda spaziale di prova, <strong>Earendil-1,</strong> il cui lancio è previsto per il 2026, dispiegherà in orbita terrestre bassa <strong>uno specchio di 18 metri per 18 metri.</strong> Questo specchio proietterà un fascio di luce solare riflessa, largo circa 5 chilometri, verso la superficie terrestre. Reflect Orbital paragona l'aumento della radiazione solare notturna a <strong>un "debole bagliore lunare".</strong></p><h2>La reazione contraria: la ricerca e le preoccupazioni ambientali</h2><p>L'approvazione concessa a <strong>Reflect Orbital dalla FCC</strong> lo scorso luglio per il lancio di Earendil-1 è stata accolta da un'ondata di critiche da parte di astronomi ed esperti di fauna selvatica. L'American Astronomical Society (AAS) ha inviato una lettera alla FCC opponendosi al rilascio della licenza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-specchi-spaziali-potrebbero-oscurare-la-luna-piena-e-la-comunita-scientifica-lancia-l-allarme-1787060821467.jpg" data-image="br109bbmpqvp" alt="Luna piena." title="Luna piena."><figcaption>L'approvazione concessa a Reflect Orbital dalla FCC lo scorso luglio per il lancio di Earendil-1 è stata accolta da un'ondata di critiche da parte di astronomi ed esperti di fauna selvatica. </figcaption></figure><p>L'AAS ha espresso preoccupazioni riguardo all'aumento dell'inquinamento luminoso, al rischio di danni alla vista per gli astronomi amatoriali e alle distrazioni per i piloti. Ha inoltre osservato che gli osservatori finanziati a livello federale potrebbero sprecare risorse governative qualora i loro telescopi diventassero inefficaci a causa dell'aumento dell'inquinamento luminoso.</p><div class="texto-destacado"><strong>"Alcuni potrebbero desiderare di trasformare la notte in giorno, ma altri no", ha affermato Stacy McGaugh, direttrice del dipartimento di astronomia della Case Western Reserve University.</strong></div><p>Anche gli esperti di fauna selvatica hanno espresso preoccupazioni. DarkSky International, anch'essa contraria alla richiesta della FCC, ha avvertito che la luce artificiale <strong>potrebbe introdurre un nuovo e potente fattore di stress per gli ecosistemi notturni. </strong>Ricerche precedenti hanno dimostrato che anche bassi livelli di luce artificiale introdotti di notte alterano i modelli di navigazione, migrazione, alimentazione e riproduzione di centinaia di specie.</p><h2>Un nuovo studio rileva una luminosità simile a quella della luna piena</h2><p>Il nuovo articolo, attualmente pubblicato su arXiv (un archivio di preprint ad accesso aperto di articoli scientifici), descrive in dettaglio uno studio condotto congiuntamente dall'Accademia Slovacca delle Scienze e dal Dipartimento di Scienze Astrofisiche di Princeton. Lo studio ha modellato la luminosità del cielo per gli osservatori sia all'interno che all'esterno della zona illuminata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769732" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-arcobaleno-nel-cuore-della-notte-il-misterioso-fenomeno-del-moonbow-che-si-verifica-solo-durante-la-luna-piena.html" title="Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del 'moonbow' che si verifica solo durante la luna piena">Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del "moonbow" che si verifica solo durante la luna piena</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-arcobaleno-nel-cuore-della-notte-il-misterioso-fenomeno-del-moonbow-che-si-verifica-solo-durante-la-luna-piena.html" title="Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del 'moonbow' che si verifica solo durante la luna piena"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/arcoiris-en-plena-noche-el-misterioso-espectaculo-moonbow-que-solo-ocurre-bajo-la-luna-llena-1778882648636_320.png" alt="Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del 'moonbow' che si verifica solo durante la luna piena"></a></article></aside><p><strong>I risultati preliminari paragonano la luminosità a quella della luna piena. </strong>Inoltre, poiché i satelliti si muovono rapidamente sopra la testa, lo studio sostiene che un'illuminazione costante richiederebbe una costellazione di migliaia di satelliti. È importante notare che lo studio non è ancora stato sottoposto a una revisione paritaria completa.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-specchi-spaziali-potrebbero-oscurare-la-luna-piena-e-la-comunita-scientifica-lancia-l-allarme.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[5 curiosità che forse non tutti sanno sulla pianta del tè]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-te.html</link><pubDate>Fri, 21 Aug 2026 12:30:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dietro ogni tazza di tè si nasconde una pianta dalle caratteristiche particolari e spesso poco note. Ecco cinque curiosità per conoscere meglio l’origine di una delle bevande più consumate al mondo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-te-1785425990675.jpeg" data-image="cj05cv74v16h"><figcaption>5 curiosità che forse non tutti sanno sulla pianta del tè</figcaption></figure><p><strong>Dopo l’acqua, il tè è una delle bevande più consumate al mondo</strong>. Nel corso dei secoli ha dato vita a tradizioni, rituali e abitudini quotidiane che attraversano culture molto diverse. Eppure, pochi sanno che tutto ha origine da una pianta coltivata da migliaia di anni e profondamente legata alla storia delle grandi civiltà asiatiche.</p><p><strong>Secondo un’antica leggenda cinese, la scoperta del tè risalirebbe all’imperatore e studioso Shennong</strong>, figura mitica della tradizione cinese, che avrebbe osservato alcune foglie cadere accidentalmente in acqua calda. Da allora, il tè ha accompagnato la storia dell’Asia fino a oggi, diventando una delle principali colture agricole di molte regioni tropicali e subtropicali.</p><p><strong>Dietro il prodotto che troviamo in filtri, bustine e confezioni, e che spesso diamo per scontato, si cela una pianta</strong> coltivata in genere ad alta quota, dalle caratteristiche botaniche e biologiche tutte da scoprire. </p><p>Ecco cinque aspetti che forse non conoscevi sulla pianta del tè.</p><h2>1. È una camelia sempreverde originaria dell’Asia</h2><p><strong>La pianta del tè è <em>Camellia sinensis</em>, un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Theaceae</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-te-1785426004848.jpeg" data-image="oyedipl993xt"><figcaption>È una camelia sempreverde originaria dell’Asia</figcaption></figure><p>In natura può superare i dieci metri di altezza, con tronco legnoso e foglie lucide, ellittiche e dal margine finemente seghettato. Nelle coltivazioni viene mantenuta più bassa, tra i 60 e i 120 centimetri, attraverso potature regolari che favoriscono la produzione di germogli teneri, i più pregiati per la lavorazione.</p><h2>2. Le sue foglie danno origine a tè molto diversi</h2><p><strong>Tè verde, nero, bianco e oolong non derivano da piante diverse, ma dalla stessa specie botanica (<em>Camellia sinensis</em>)</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-te-1785426026848.jpeg" data-image="z6nhub8lzh5v"><figcaption>Le sue foglie danno origine a tè molto diversi</figcaption></figure><p>Le differenze tra le varie tipologie dipendono dai processi di lavorazione applicati dopo la raccolta, in particolare dal grado di ossidazione e dalle successive fasi di trattamento delle foglie. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="642131" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/te-o-caffe-una-di-queste-infusioni-puo-migliorare-la-qualita-della-tua-vita.html" title="Tè o caffè? Una di queste infusioni può migliorare la qualità della tua vita">Tè o caffè? Una di queste infusioni può migliorare la qualità della tua vita</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/te-o-caffe-una-di-queste-infusioni-puo-migliorare-la-qualita-della-tua-vita.html" title="Tè o caffè? Una di queste infusioni può migliorare la qualità della tua vita"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/te-cafe-estas-infusiones-puede-mejorar-calidad-vida-1706186662827_320.jpg" alt="Tè o caffè? Una di queste infusioni può migliorare la qualità della tua vita"></a></article></aside><p>Nei tè più ossidati il colore tende a scurirsi e il profilo aromatico diventa più intenso, mentre nei tè meno ossidati o non ossidati si preservano note più vegetali e delicate.</p><h2>3. Le sue parti più pregiate sono germogli e foglie giovani</h2><p>La qualità del tè è strettamente legata alla parte della pianta che viene raccolta.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-te-1785426050751.jpeg" data-image="gllu6r6sl3gb"><figcaption>Le sue parti più pregiate sono germogli e foglie giovani</figcaption></figure><p>Le foglie più giovani e i germogli apicali sono infatti quelli più ricchi di composti aromatici e sostanze attive, oltre a risultare più teneri e adatti alla lavorazione. La raccolta, ancora oggi effettuata a mano in molte aree, segue criteri molto precisi e viene ripetuta più volte nel corso dell’anno. Questa attenzione influisce direttamente sulla finezza e sul valore commerciale del prodotto finale.</p><h2>4. Produce teanina, una sostanza caratteristica del tè</h2><p><strong> Tra le sostanze più caratteristiche della pianta del tè c’è la teanina, un amminoacido presente soprattutto nelle foglie più giovani</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-te-1785426069826.jpeg" data-image="wg9s4mdrvde3"><figcaption>Produce teanina, una sostanza caratteristica del tè</figcaption></figure><p>Nell’infuso, questa molecola contribuisce al gusto morbido e alla complessità aromatica del tè e, insieme alla caffeina naturalmente presente, è associata ai suoi effetti più tipici sull’organismo: una stimolazione generalmente più graduale e meno brusca rispetto a quella del caffè.</p><h2>5. Può essere apprezzata come pianta ornamentale</h2><p><strong>Oltre al valore produttivo, la pianta del tè può essere coltivata anche come pianta ornamentale in climi miti, grazie al fogliame sempreverde e al portamento elegante</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-te-1785426092759.jpeg" data-image="fzdyaj4b8xzk"><figcaption>Può essere apprezzata come pianta ornamentale</figcaption></figure><p>Produce piccoli fiori bianchi, generalmente solitari o riuniti in piccoli gruppi, di dimensioni contenute e con una corolla delicata, talvolta leggermente profumata. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="699966" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-sicuro-bere-bevande-calde-i-medici-svelano-i-rischi-per-la-salute-di-questa-abitudine.html" title="È sicuro bere bevande calde? I medici svelano i rischi per la salute di questa abitudine">È sicuro bere bevande calde? I medici svelano i rischi per la salute di questa abitudine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-sicuro-bere-bevande-calde-i-medici-svelano-i-rischi-per-la-salute-di-questa-abitudine.html" title="È sicuro bere bevande calde? I medici svelano i rischi per la salute di questa abitudine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/es-seguro-beber-bebidas-calientes-la-ciencia-detras-de-los-riesgos-para-la-salud-de-este-habito-1741081792336_320.jpg" alt="È sicuro bere bevande calde? I medici svelano i rischi per la salute di questa abitudine"></a></article></aside><p>Appartiene allo stesso genere di molte camelie ornamentali diffuse nei giardini, come <em>Camellia japonica</em>, <em>Camellia sasanqua</em> e <em>Camellia reticulata</em>, apprezzate per i loro fiori vistosi che sbocciano tra inverno e primavera.</p><h2>Il volto autentico del tè</h2><p><strong> Caldo o freddo, a colazione o alle cinque del pomeriggio, il tè porta con sé una storia millenaria che dal lontano Oriente ha raggiunto ogni angolo del mondo</strong>. Ecco il volto autentico del tè: una camelia sempreverde le cui foglie, raccolte e lavorate con cura, trasformano ogni sorso in un’esperienza universale di aromi, cultura e tradizioni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-te.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item></channel></rss>