<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 13 Jul 2026 11:20:20 +0000</lastBuildDate><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 11:20:20 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Giugno 2026 da record: caldo estremo in Europa e oceani roventi nel nuovo bollettino Copernicus]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/giugno-2026-da-record-caldo-estremo-in-europa-e-oceani-roventi-nel-nuovo-bollettino-copernicus.html</link><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il bollettino Copernicus fotografa un Giugno 2026 eccezionalmente caldo, con temperature record in Europa, oceani surriscaldati, siccità diffuse, segnali evidenti di un clima globale sempre più instabile e vulnerabile agli estremi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/giugno-2026-da-record-caldo-estremo-in-europa-e-oceani-roventi-nel-nuovo-bollettino-copernicus-1783717042439.jpeg" data-image="0x9yz5uf44x4" alt="Ondata calore" title="Ondata calore"><figcaption>Rappresentazione artistica dell'ondata di calore che ha colpito soprattutto l'Europa Occidentale nel mese di Giugno.</figcaption></figure><p>I timori da noi espressi nel nostro ultimo articolo sul bilancio climatico del mese di Maggio sono stati confermati. In quell'occasione scrivevamo che "Il bollettino climatico di Maggio preannuncia nulla di buono per l’estate ormai alle porte"...e così si è avverato. </p><p>Secondo il Climate Bulletin del Copernicus Climate Change Service,<strong> il mese appena trascorso è stato il secondo Giugno più caldo mai registrato a livello globale. </strong>Solo il Giugno del 2024 è stato il più caldo.</p><p>Anche per l’Europa, lo scorso Giugno è stato il secondo più caldo mai prima registrato; invece,<strong> in Europa Occidentale è stato nuovo record assoluto di temperatura. </strong></p><p>Ma vediamo più in dettaglio cosa è successo lo scorso Giugno.</p><h2>Un’ondata di caldo intensa e persistente sull’Europa</h2><p>La parola che meglio descrive il clima di Giugno in Europa è <strong>“ondata di calore”</strong>. Soprattutto <strong>l'Europa occidentale ha sperimentato un’intensa ondata di calore</strong> nella seconda parte del mese. Ma anche nell’Europa centro-orientale si sono registrate temperature ben sopra la media.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-10-giorni-per-l-italia-un-ondata-di-caldo-estremo-dall-africa-potrebbe-travolgere-il-nostro-paese.html" title="Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese">Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-10-giorni-per-l-italia-un-ondata-di-caldo-estremo-dall-africa-potrebbe-travolgere-il-nostro-paese.html" title="Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-a-10-giorni-per-l-italia-un-ondata-di-caldo-estremo-dall-africa-potrebbe-travolgere-il-nostro-paese-1783605426947_320.jpg" alt="Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese"></a></article></aside><p>La temperatura media dell’aria in Europa nel mese di Giugno 2026 è stata di <strong>19.14°C</strong>, ovvero <strong>1.78°C al di sopra della media</strong> del periodo 1991-2020 per il mese di Giugno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/giugno-2026-da-record-caldo-estremo-in-europa-e-oceani-roventi-nel-nuovo-bollettino-copernicus-1783716873991.png" data-image="qtgebtshk6jt" alt="Ondata calore" title="Ondata calore"><figcaption>Un'ondata di calore intensa, duratura ed estesa ha fatto del mese di Giugno il più caldo mai prima registrato nell'Europa Occidentale.</figcaption></figure><p>Il giugno 2026 è stato il secondo più caldo in Europa secondo il dataset ERA5, risultando leggermente meno caldo del giugno 2019, che detiene il primato (19,23°C, 1,87°C sopra la media).</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il Giugno 2026 è stato il secondo più caldo in Europa<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ciò che ha reso eccezionali le ondate di calore di Giugno in Europa sono stati la <strong>lunga durata, la grande estensione geografica, i valori di temperatura record che anche la notte sono rimasti elevati.</strong></p><p>Non scendendo le temperature minime notturne al di sotto dei 20 <sup>0</sup>C, <strong>le notti di Giugno sono state “tropicali”. </strong></p><div class="texto-destacado">Le notti tropicali, specialmente quando durano parecchi giorni, sono non meno pericolose del caldo diurno. Quando le minime notturne rimangono alte, infatti, il corpo umano non riesce a recuperare dallo stress termico accumulato durante il giorno (non tutti possono trascorrere le giornate in ambienti condizionati).</div><p>Le notti tropicali possono avere conseguenze particolarmente gravi per gli anziani, i bambini, le persone affette da patologie croniche e chi lavora all’aperto. </p><p>La temperatura media a livello globale per il mese di Giugno 2026 è stata di <strong>16.54 °C</strong>, ovvero <strong>0.56 °C al di sopra della media</strong> del periodo 1991-2020 e 1.39 °C superiore alla media preindustriale stimata per lo stesso mese nel periodo 1850-1900. Questi valori collocano Giugno al secondo posto tra i più caldi.</p><h2>Oceani mai così caldi nel mese di Giugno</h2><p>Uno degli elementi più significativi del bollettino riguarda la temperatura degli oceani. <strong>Nel giugno 2026 la temperatura superficiale media dei mari </strong>compresi nella fascia di latitudine tra 60 gradi sud e 60 gradi nord <strong>ha raggiunto il valore più alto mai osservato per questo mese. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/giugno-2026-da-record-caldo-estremo-in-europa-e-oceani-roventi-nel-nuovo-bollettino-copernicus-1783716543771.png" data-image="bclxv9cc8z3d" alt="clima" title="clima"><figcaption>Come mostrato dalla curva rosso scura, a Giugno la temperatura superficiale degli oceani è stata la più alta mai prima registrata nei mesi di Giugno.</figcaption></figure><p>Secondo Copernicus, la temperatura media giornaliera dell’oceano extrapolare ha raggiunto i <strong>20.86 °C</strong>, superando il precedente record registrato nel Giugno 2024 (20,85 °C).</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La temperatura superficiale degli oceani a Giugno è stata la più alta finora registrata<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Un contributo al raggiungimento di questo record è venuto dalla rapida crescita delle temperature nel Pacifico equatoriale, associata all’instaurarsi di El Niño. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775411" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ormai-fa-molto-caldo-senza-vere-ondate-di-calore-il-ruolo-del-mediterraneo-sempre-piu-bollente.html" title="Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente">Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ormai-fa-molto-caldo-senza-vere-ondate-di-calore-il-ruolo-del-mediterraneo-sempre-piu-bollente.html" title="Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ormai-fa-molto-caldo-senza-vere-ondate-di-calore-il-ruolo-del-mediterraneo-sempre-piu-bollente-1782295374259_320.png" alt="Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente"></a></article></aside><p>Come dicevamo in nostri precedenti articoli, le previsioni della World Meteorological Organization sono di un super El Niño, per cui <strong>è prevedibile che i prossimi bollettini estivi ci racconteranno di nuovi record della temperatura degli oceani.</strong></p><p>Secondo i dati rilasciati dall’Agenzia Spaziale Europea, ottenuti tramite il Copernicus Marine Service (CMEMS), i<strong>l Mediterraneo ha registrato a Giugno le temperature superficiali</strong><strong> più elevate con punte fino ad 8 gradi sopra la media.</strong></p><p>Gli aumenti più marcati della temperatura media si sono registrati al largo della costa della Francia meridionale, attorno alle isole della Corsica e della Sardegna e nei pressi della penisola italiana.</p><h2>Siccità europea e ghiacci polari sotto la media</h2><p><strong>Il caldo del mese di Giugno in Europa è stato accompagnato da condizioni più secche della norma</strong>. Ampie zone hanno ricevuto <strong>precipitazioni inferiori alla media</strong>, principalmente a causa della persistenza di sistemi di alta pressione. Anche <strong>la portata di numerosi fiumi è risultata più bassa del normale.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/giugno-2026-da-record-caldo-estremo-in-europa-e-oceani-roventi-nel-nuovo-bollettino-copernicus-1783716673977.jpg" data-image="bwgh5aqrnq15" alt="Temperatura Mediterraneo" title="Temperatura Mediterraneo"><figcaption>Nel mese di Giugno sono stati registrate in zone del Mar mediterraneo picchi di temperatura fino a 8 gradi in più rispetto ai valori medi stagionali. Credit: ESA (data sources: CMEMS/ESA SST CCI)</figcaption></figure><p>Queste condizioni di temperature elevate, scarse precipitazioni e suoli progressivamente più asciutti hanno sortito un effetto di amplificazione: quando manca acqua nel terreno, una parte minore dell’energia solare viene utilizzata per l’evaporazione e una quantità maggiore riscalda direttamente l’aria. Ciò può rendere le successive ondate di caldo ancora più intense.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748918" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-clima-in-un-app-climate-pulse-esplora-le-temperature-di-aria-e-oceani-in-maniera-interattiva.html" title="Il clima in un’app: “Climate Pulse” esplora le temperature di aria e oceani in maniera interattiva">Il clima in un’app: “Climate Pulse” esplora le temperature di aria e oceani in maniera interattiva</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-clima-in-un-app-climate-pulse-esplora-le-temperature-di-aria-e-oceani-in-maniera-interattiva.html" title="Il clima in un’app: “Climate Pulse” esplora le temperature di aria e oceani in maniera interattiva"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-clima-in-un-app-climate-pulse-esplora-le-temperature-di-aria-e-oceani-in-maniera-interattiva-1768333284980_320.png" alt="Il clima in un’app: “Climate Pulse” esplora le temperature di aria e oceani in maniera interattiva"></a></article></aside><p>Come più volte ribadito, l’evoluzione futura del clima non viene prevista sulla base del clima registrato nel singolo mese. Tuttavia, <strong>la frequenza con cui temperature atmosferiche e oceaniche raggiungono livelli eccezionali mostra che il sistema climatico si sta spostando verso condizioni sempre più calde. </strong></p><p>Poiché per ridurre l’effetto dei gas serra, sempre che ciò avverrà, ci vorranno molti anni, <strong>è prioritario prepararsi alle future ondate di caldo, siccità, incendi e precipitazioni estreme più frequenti. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/giugno-2026-da-record-caldo-estremo-in-europa-e-oceani-roventi-nel-nuovo-bollettino-copernicus.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso: oltre 40°C al sud e quattro giorni a 38°C al nord. Il calore estremo scatenerà violenti temporali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-oltre-40-c-al-sud-e-quattro-giorni-a-38-c-al-nord-il-calore-estremo-scatenera-violenti-temporali.html</link><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 10:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Almeno quattro giorni di "maltempo da caldo" con temperature da febbre al nord e desertiche al sud. il calore estremo innescherà anche forti temporali di calore, ecco dove e quando. Incertezze a fine mese, caldo ultra estremo o rinfrescata?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaot2z6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaot2z6.jpg" id="xaot2z6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Continua quella che <strong>ormai è una vera e propria unica grande onda di calore, in corso senza rinfrescate dal 12-13 giugno</strong>. Ieri la stazione meteo ufficiale più calda d’Italia è stata <strong>Catania</strong> con <strong>38.6°C. L’ondata di caldo dunque ora riguarda anche il sud,</strong> col centro che vede al solito spiccare <strong>Firenze</strong> con <strong>37°C. </strong></p><p>Al nord si osservano temperature massime fra i 32 e 35°C, ma se guardiamo ai dati giornalieri come avevamo già parlato osserviamo che per esempio <strong>Piacenza dal 12 giugno scorso non è mai scesa sotto i 30°C.</strong> </p><p>Scarsi ieri i temporali anche in montagna, che invece sabato hanno sconfinato in pianura al nord e anche sulle coste adriatiche al centro. Non hanno comunque portato rinfrescata, e ora arriva un ennesimo picco di caldo da febbre.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Un unico grande anticiclone interessa tutta Europa, il massimo principale domani martedì 14 luglio sarà di 1030 hPa sul Mare del nord, con un <strong>promontorio di pressione alta e livellata sul Mediterraneo</strong>. In dettaglio l’Italia vede ora un nuovo acuto del promontorio di origine africana. </p><div class="texto-destacado">La matrice di questo promontorio è confermata dall’analisi delle retrotraiettorie lagrangiane, che per esempio su Cagliari mostrano<strong> origine delle masse d’aria dal Sahara algerino a 1500 m</strong>, del resto l’isoterma è da caldo estremo, +28°C con nuclei di +30°C a 850 hPa.<strong> A 3000 m poi l’origine è addirittura dal Sahel, fra Mali, Mauritania </strong>e Burkina Faso. </div><p>Da segnalare <strong>per il nord che, in un quadro molto caldo con isoterma +20°C, in quota mercoledì entra leggermente l’isoterma di -10°C a 500 hPa</strong>, niente di freddo ma sufficiente a scatenare nuovamente temporali di calore.</p><h2>Martedì caldissimo ma con forte temporale sulle Alpi</h2><p>Domani <strong>martedì 14 luglio 2026 giornata di maltempo da caldo in quasi tutt’Italia. </strong>In Sardegna nell’interno <strong>si superano i 40°C, picchi simili anche in Sicilia, al centro e al sud fra 36 e 38°C</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778281" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-sull-italia-picco-tra-14-e-16-luglio-ecco-le-4-regioni-dove-si-supereranno-i-40-c.html" title="Caldo intenso sull'Italia: picco tra 14 e 16 luglio, ecco le 4 regioni dove si supereranno i +40°C">Caldo intenso sull'Italia: picco tra 14 e 16 luglio, ecco le 4 regioni dove si supereranno i +40°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-sull-italia-picco-tra-14-e-16-luglio-ecco-le-4-regioni-dove-si-supereranno-i-40-c.html" title="Caldo intenso sull'Italia: picco tra 14 e 16 luglio, ecco le 4 regioni dove si supereranno i +40°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-sull-italia-picco-tra-14-e-16-luglio-ecco-le-4-regioni-dove-si-supereranno-i-40-c-1783890792316_320.png" alt="Caldo intenso sull'Italia: picco tra 14 e 16 luglio, ecco le 4 regioni dove si supereranno i +40°C"></a></article></aside><p>Al nord molto caldo anche se meno estremo, ma pur sempre con 36-38°C diffusi. </p><div class="texto-destacado">Il fatto che ci sia sole non è bel tempo, viste le temperature e anche la presenza di polvere desertica che ovatta il cielo. Peraltro sulle Alpi centrali nel pomeriggio irrompe un forte temporale anche a MCS Sistema convettivo a mesoscala. <br></div><p>A<strong> rischio in particolare la zona fra Lombardia e Trentino Alto Adige, con nubifragi </strong>e possibili <strong>alluvioni lampo e/o colate di fango</strong> e detriti.</p><h2>Maltempo da caldo anche Mercoledì e giovedì, sconfinano i temporali</h2><p>Mercoled<strong>ì 15 luglio altra giornata di tempo soleggiato ma non definibile bel tempo. </strong>Al sud e isole caldo estremo, con <strong>picchi di 40°C specie su Isole ma localmente anche in Puglia e Toscana, 38-39°C a Roma</strong>. Alto rischio incendi e frequenti black out per sovraccarichi della rete elettrica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-oltre-40-c-al-sud-e-quattro-giorni-a-38-c-al-nord-il-calore-estremo-scatenera-violenti-temporali-1783928575760.png" data-image="lsqa4wqca53p"><figcaption>Ecco le temperature previste da ECMWF mercoledì: si commentano da sole, nessuno pittura appositamente di rosso le mappe, questo non è normale caldo estivo ma maltempo da onda di calore.</figcaption></figure><p><strong>Al nord fra 35 e 38°C diffusi, ma nel pomeriggio potrebbe formarsi un grande sistema convettivo </strong>con violenti temporali di calore non solo sulle Alpi ma anche nel caldo inquinato catino padano. Non saranno risolutivi del caldo, porteranno solo danni. </p><p><strong>Giovedì permane caldo ma si riduce l’attività dei temporali di calore, </strong>confinati ora sulle Alpi centro orientali e su Appennino centrale, e limitati al tardo pomeriggio.</p><p>Sulle temperature, da aggiungere le notti tropicali, con oltre 20°C nelle minime praticamente ovunque. </p><h2>Venerdì e sabato sempre bollenti</h2><p>Altre <strong>due giornate che metteranno a dura prova salute, agricoltura, boschi e foreste, acqua e reti elettriche.</strong> Il 17-18 luglio infatti <strong>il caldo non darà tregua al sud, centro e isole e anche in buona parte del nord.</strong> Sabato in particolare anche <strong>la Puglia vedrà salire le temperature addirittura anche a 42-44°C </strong>nel tavoliere, situazione simile nell’interno della Sardegna. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-oltre-40-c-al-sud-e-quattro-giorni-a-38-c-al-nord-il-calore-estremo-scatenera-violenti-temporali-1783928654290.png" data-image="2xzzv3g72juu"><figcaption>due situazioni simili, con mappa della densità fulmini praticamente fotocopia nella notte fra mercoledì e giovendì nonchè fra sabato e domenica. In queste fasi il nord potrebbe essere colpito da forti temporali, di calore mercoledi e frontali da domenica. </figcaption></figure><p>Al nord valori meno estremi ma restano prevalenti massime fra 35 e 37°C. qualche rovescio di calore ancora presente nelle zone alpine e Appenniche, ma al momento sembra con raro sconfinamento nelle zone pedemontante prealpine del nord.</p><p><strong>Notti invivibili nelle città, soprattutto a Roma, Firenze e anche nelle piccole città come Frosinone, Rieti, Benevento, Avellino. </strong>Caldissimo anche in Umbria, a <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Terni-Europa-Italia-Terni--1-31553.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Terni</a> previsti 40°C con minime sui 25°C.</p><h2>Spiragli di sollievo?</h2><p>I modelli erano quasi impazziti qualche giorno fa, con ipotesi di una onda di calore ultra estrema dopo il 20 luglio. Come ipotizzabile dai cluster, incerti e dispersi anche ora, questo rischio sembra per fortuna rientrato. Ora anzi <strong>compare la speranza che correnti settentrionali scorrano nel bordo dell’anticiclone </strong>nordico. </p><p>Oggi<strong> ECMWF propone un vero passaggio di fronte freddo</strong> che inizierà a portare refrigerio al nord, e a seguire anche al centro e quindi al sud. il prezzo però saranno furiosi temporali con danni diffusi per gli effetti in venti di downburst, nubifragi e grandine.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778070" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ondata-di-calore-in-arrivo-in-italia-perche-sara-cosi-forte-e-duratura.html" title="Ondata di calore in arrivo in Italia: perché sarà così forte e duratura">Ondata di calore in arrivo in Italia: perché sarà così forte e duratura</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ondata-di-calore-in-arrivo-in-italia-perche-sara-cosi-forte-e-duratura.html" title="Ondata di calore in arrivo in Italia: perché sarà così forte e duratura"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ondata-di-calore-in-arrivo-in-italia-perche-sara-cosi-forte-e-duratura-1783718156885_320.png" alt="Ondata di calore in arrivo in Italia: perché sarà così forte e duratura"></a></article></aside><p>I cluster tuttavia restano divisi fra tre ipotesi: un ingresso deciso della perturbazione, corrispondente al run operativo, un passaggio più attenuato e limitato al nord e regioni centrali adriatiche con caldo permanente al sud oppure un rinvio del cambiamento a data da destinarsi o addirittura le premesse di una ulteriore fase calda ancora più estrema.<strong> Facciamo il “tifo” per la prima ipotesi, e daremo conferme domani. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-oltre-40-c-al-sud-e-quattro-giorni-a-38-c-al-nord-il-calore-estremo-scatenera-violenti-temporali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Al via l'ondata di calore finora più intensa dell'estate. Le regioni più colpite e i valori estremi giorno per giorno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/al-via-l-ondata-di-calore-finora-piu-intensa-dell-estate-le-regioni-piu-colpite-e-i-valori-estremi-giorno-per-giorno.html</link><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 08:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'Italia entra nella fase clou di questa nuova e intensa ondata di calore. Sulle due isole maggiori e sul Centro-Sud si potrebbero toccare valori molto elevati, con punte potenzialmente anche estreme. Instabilità in arrivo al Nord.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaoq0wm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaoq0wm.jpg" id="xaoq0wm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>L’Italia entra nella fase clou di una nuova e intensa ondata di calore</strong>, che vedrà il Paese alle prese con <strong>temperature decisamente elevate</strong>. L’anticiclone subtropicale nord-africano ha ripreso vigore, imponendosi con una <strong>configurazione </strong>ad <strong>"Omega" </strong>sul Mediterraneo Occidentale. </p><div class="texto-destacado">Questa struttura è particolarmente efficace nel <strong>convogliare masse d’aria molto calda direttamente dalle zone subtropicali verso i nostri territori e i nostri mari</strong>. </div><p>Se <strong>le due isole maggiori e il Centro-Sud</strong> affronteranno <strong>l’apice del caldo a metà settimana,</strong> con valori massimi che si spingeranno <strong>significativamente sopra i 40°C</strong>,<strong> il Nord</strong> vivrà una fase meteorologica caratterizzata da un caldo meno estremo, ma con periodiche<strong> fasi di instabilità atmosferica</strong>, tipiche delle interazioni tra le correnti atlantiche, che si infiltreranno e il calore prodotto dalla spinta subtropicale anticiclonica, producendo <strong>dei temporali localmente anche intensi.</strong></p><h2>Lunedì 13 e Martedì 14: l’avvio della fase più calda</h2><p>All'<strong>inizio della settimana </strong>avremo condizioni di tempo <strong>prevalentemente stabile e soleggiato su gran parte della Penisola</strong>. La giornata di <strong>lunedì </strong>vedrà cieli sereni o poco nuvolosi ovunque, con <strong>il primo significativo aumento termico</strong>. </p><p>Durante il <strong>pomeriggio</strong>, si manifesterà una consueta <strong>attività cumuliforme a ridosso dei rilievi</strong>, con la possibilità di <strong>brevi rovesci o isolati temporali</strong> <strong>tra Alpi e Prealpi</strong>, in particolare <strong>su Lombardia e Trentino</strong>, destinati a esaurirsi rapidamente in serata.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/al-via-l-ondata-di-calore-piu-intensa-dell-estate-finora-ecco-le-regioni-piu-colpite-e-i-valori-estremi-1783899972154.jpg" data-image="v635ggp8hwk0"><figcaption>L’anticiclone subtropicale nord-africano ha ripreso vigore, imponendosi con una configurazione ad "Omega" sul Mediterraneo Occidentale. Questa struttura è particolarmente efficace nel convogliare masse d’aria molto calda direttamente dalle zone subtropicali verso i nostri territori e i nostri mari. ECMWF Meteored </figcaption></figure><p><strong>Martedì 14</strong> il quadro meteorologico rimarrà <strong>simile al Centro-Sud</strong>, mentre il <strong>Nord Italia</strong> risentirà del transito di una perturbazione sull'Europa centrale. Questo passaggio non porterà un calo termico, ma favorirà <strong>un aumento della nuvolosità e la possibilità di fenomeni più organizzati già dal mattino</strong>, concentrati sull'arco alpino e prealpino centro-orientale.</p><h2>Mercoledì 15 e Giovedì 16: il picco del caldo</h2><p>Il cuore della settimana coinciderà con<strong> il raggiungimento dei picchi di calore più elevati</strong>, con un’intensificazione degli effetti della compressione adiabatica. <strong>Le Isole Maggiori</strong>, con particolare riferimento alla <strong>Sardegna</strong>, si ritroveranno a fronteggiare una situazione difficile, con i <strong>termometri in risalita </strong>fino a toccare punte di <strong>oltre 40°C nelle aree interne</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/al-via-l-ondata-di-calore-piu-intensa-dell-estate-finora-ecco-le-regioni-piu-colpite-e-i-valori-estremi-1783900068662.jpg" data-image="721h4em1x80v"><figcaption>Il cuore della settimana coinciderà con il raggiungimento dei picchi di calore più elevati. Le Isole Maggiori, con particolare riferimento alla Sardegna, si ritroveranno a fronteggiare punte massime di oltre 40°C nelle aree interne. Valori localmente prossimi ai 40°C anche al Centro-Sud. ECMWF Meteored</figcaption></figure><p>Anche <strong>il Centro-Sud</strong> registrerà<strong> valori massimi molto alti</strong>, <strong>spesso prossimi ai 40°C,</strong> con rischio di superare localmente questo valore, specie su alcuni tratti di pianura interni e in Sicilia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777769" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-si-prepara-a-una-massiccia-irruzione-di-polvere-sahariana-arrivera-lunedi-insieme-al-caldo.html" title="L'Italia si prepara a una massiccia irruzione di polvere sahariana: arriverà insieme al caldo, la regione più colpita">L'Italia si prepara a una massiccia irruzione di polvere sahariana: arriverà insieme al caldo, la regione più colpita</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-si-prepara-a-una-massiccia-irruzione-di-polvere-sahariana-arrivera-lunedi-insieme-al-caldo.html" title="L'Italia si prepara a una massiccia irruzione di polvere sahariana: arriverà insieme al caldo, la regione più colpita"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-si-prepara-a-una-massiccia-irruzione-di-polvere-sahariana-arrivera-lunedi-insieme-al-caldo-1783758778035_320.png" alt="L'Italia si prepara a una massiccia irruzione di polvere sahariana: arriverà insieme al caldo, la regione più colpita"></a></article></aside><p><strong>Al Nord</strong>, la situazione rimarrà più dinamica, con<strong> il flusso perturbato atlantico che continuerà a lambire le regioni settentrionali,</strong> innescando <strong>temporali anche di forte intensità </strong>che, <strong>t</strong><strong>ra mercoledì e giovedì</strong>, avranno la capacità di estendersi dalle zone montuose verso i settori di pianura, con un conseguente temporaneo calo termico localizzato.</p><h2>Venerdì 17 e la tendenza per il fine settimana</h2><p><strong>Verso il finire della settimana</strong>, si potrebbe assistere ad <strong>un temporaneo e parziale indebolimento della cupola anticiclonica subtropicale</strong>. Questa<strong> lieve flessione</strong> potrebbe permettere a delle<strong> correnti più instabili di infiltrarsi ancora più a sud</strong>, portando a <strong>un aumento dell'instabilità</strong>, con un t<strong>empo più variabile anche sulle aree interne dell'Appennino Centra</strong><strong>le.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/al-via-l-ondata-di-calore-piu-intensa-dell-estate-finora-ecco-le-regioni-piu-colpite-e-i-valori-estremi-1783900282379.jpg" data-image="4v5cymlfzwun"><figcaption>Mappa el cumulato totale fissata alle 14 di sabato. Evidenti gli effetti dell'instabilità al Nord. Molto minori gli eventuali accumuli sul resto della penisola. ECMWF Meteored e </figcaption></figure><p><strong>Al Nord,</strong> la probabilità di <strong>temporali </strong>dovrebbe estendersi con <strong>maggiore decisione e frequenza alle pianure</strong>, specialmente su quelle<strong> centro-orientali</strong>. La tendenza per il <strong>fine settimana del 18 e 19 luglio </strong>mostra segnali di incertezza. Infatti il tempo continuerà ad essere comunque influenzato dalla <strong>cellula anticiclonica che proverà ad opporsi "all'Atlantico". </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778027" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-al-nord-nel-weekend-ma-il-caldo-non-molla-poi-nuova-impennata-fino-a-37-39-c.html" title="Meteo, in arrivo temporali al Nord ma il caldo non molla: nuova impennata imminente fino a 37-39°C">Meteo, in arrivo temporali al Nord ma il caldo non molla: nuova impennata imminente fino a 37-39°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-al-nord-nel-weekend-ma-il-caldo-non-molla-poi-nuova-impennata-fino-a-37-39-c.html" title="Meteo, in arrivo temporali al Nord ma il caldo non molla: nuova impennata imminente fino a 37-39°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-temporali-al-nord-nel-weekend-ma-il-caldo-non-molla-poi-nuova-impennata-fino-a-37-39-c-1783701548517_320.png" alt="Meteo, in arrivo temporali al Nord ma il caldo non molla: nuova impennata imminente fino a 37-39°C"></a></article></aside><p>Questo <strong>dovrebbe riuscire a mantenere un tempo prevalentemente stabile sulle regioni centro-meridionali</strong>, con <strong>temperature sempre su livelli molto elevati,</strong> mentre <strong>domenica</strong> un ulteriore <strong>impulso instabile</strong> potrebbe arrivare a coinvolgere le <strong>zone interne appenniniche e parte del versante adriatico</strong>, con possibili precipitazioni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/al-via-l-ondata-di-calore-finora-piu-intensa-dell-estate-le-regioni-piu-colpite-e-i-valori-estremi-giorno-per-giorno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ondata di calore in arrivo in Italia: perché sarà così forte e duratura]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ondata-di-calore-in-arrivo-in-italia-perche-sara-cosi-forte-e-duratura.html</link><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 06:41:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco perchè l'ondata di calore che investirà l'Italia sarà nuovamente intensa e molto duratura, tanto che in alcune regioni si supereranno i +40°C. Ecco dove.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xao87uy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xao87uy.jpg" id="xao87uy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Quella appena iniziata sarà un’altra settimana di caldo intenso, che interesserà soprattutto la Sardegna, il Nord e il Centro del Paese, con effetti marginali anche al Sud. Le temperature sono destinate a salire in modo significativo, <strong>con picchi che potranno superare i 35-38°C in pianura e valori molto elevati anche nelle ore notturne. </strong></p><p>Probabilmente in Sardegna si potranno superare i <strong>+40°C,</strong> con punte di oltre <strong>+42°C</strong> sulle aree più interne. <strong>Ma qual è la causa di questo gran caldo?</strong> La risposta si trova a circa 5.500 metri di quota, dove il modello GFS ha tracciato chiaramente l’evoluzione della situazione.</p><h2><strong>La ridistribuzione del geopotenziale</strong></h2><p>La mappa del geopotenziale a 500 hPa valida per oggi mostra un quadro sinottico molto significativo. Al centro della scena domina un robusto anticiclone, posizionato tra l’Atlantico orientale, le Isole Britanniche, la Francia e l’Europa centrale. </p><p>Le <strong>isoipse</strong> raggiungono <strong>valori compresi tra 582 e 585 dam,</strong> accompagnati da anomalie positive estremamente marcate (fino a +24/+30 dam rispetto alla media 1981-2010). Si tratta di un vero e proprio blocco anticiclonico di grande intensità e ampiezza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ondata-di-calore-in-arrivo-in-italia-perche-sara-cosi-forte-e-duratura-1783718087039.jpg" data-image="47bftpnl5hte" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Il gran caldo in arrivo nei prossimi giorni è il frutto di una serie di fattori dinamici atmosferici.</figcaption></figure><p>Sul lato opposto, sull’Atlantico settentrionale, è ben visibile una saccatura, con un <strong>cut/off</strong> in quota e marcate anomalie negative di geopotenziale. Questo contrasto tra alte e basse quote è la chiave di lettura dell’intera situazione.</p><h2><strong>Il ruolo della goccia fredda atlantica</strong></h2><p>Negli ultimi giorni una perturbazione proveniente dall’Atlantico si è approfondita notevolmente spostandosi verso il settore tra il Canada orientale e la Groenlandia. L’ingresso di aria più fredda in quota, unito alla dinamica tipica delle <strong>onde di Rossby</strong> provenienti dal Nord America, ha favorito lo scavo di questa saccatura che rompendosi ha isolato questa goccia fredda in quota. </p><div class="texto-destacado">In pratica, il minimo si è rafforzato grazie a processi dinamici in quota (divergenza del vento) e al forte contrasto termico tra masse d’aria diverse. </div><p>Lontano dall’essere un ostacolo, questo minimo in quota svolge un ruolo fondamentale, mantenendo un <strong>forte gradiente di pressione</strong> che alimenta costantemente un flusso sud-occidentale diretto verso l’Europa. È proprio questo “tapis roulant” in quota <strong>a trasportare aria calda di origine subtropicale dal vicino Atlantico e dal Nord Africa verso il Vecchio Continente.</strong></p><h2><strong>Perché questo pattern genera un’ondata di calore così intensa?</strong></h2><p>L’ondata di calore che sta colpendo l’Europa, e in parte l’Italia, è frutto di una serie di fattori dinamici, ad iniziare dalle subsidenze atmosferiche. Sotto il nucleo dell’anticiclone <strong>l’aria scende lentamente.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Questo movimento verso il basso provoca compressione adiabatica, cioè un riscaldamento dell’aria stessa, e soprattutto dissipa le nubi, garantendo tante ore di sole.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il flusso persistente da sud-ovest continua a immettere aria calda in quota, che poi si trasferisce anche ai bassi strati. Al contempo l’anticiclone, predisposto in un vero e proprio blocco, impedisce l’arrivo delle normali <strong>perturbazioni atlantiche,</strong> che vengono deviate molto più a nord. Il risultato è una persistenza della configurazione per diversi giorni consecutivi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ondata-di-calore-in-arrivo-in-italia-perche-sara-cosi-forte-e-duratura-1783718156885.png" data-image="zbk72otcn5d2" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Nei prossimi giorni il muro dei +40°C si potrà raggiungere e superare sulle aree interne della Sardegna.</figcaption></figure><p>Questa combinazione, anticiclone bloccato più flusso caldo persistente, unito ai cieli sereni, è la ricetta classica delle grandi ondate di calore europee.</p><h2><strong>Le conseguenze per l’Italia</strong></h2><p>Al Nord e nelle regioni centrali il caldo si farà sentire con maggiore forza già da oggi e domani per poi intensificarsi ulteriormente nei primi giorni della settimana prossima. </p><p>Le temperature in quota (livello 850 hPa) <strong>sono previste in forte aumento, </strong>con valori che favoriranno massime diffuse oltre i <strong>+34°C 36°C,</strong> <strong>localmente superiori ai +38°C +40°C</strong> nelle zone di pianura più interne (soprattutto Piemonte, Lombardia, Emilia e interne toscane). </p><p>Le minime faticheranno a scendere sotto i <strong>+24°C +26°C</strong> nelle aree urbane, regalando notti afose e tropicali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-10-giorni-per-l-italia-un-ondata-di-caldo-estremo-dall-africa-potrebbe-travolgere-il-nostro-paese.html" title="Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese">Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-10-giorni-per-l-italia-un-ondata-di-caldo-estremo-dall-africa-potrebbe-travolgere-il-nostro-paese.html" title="Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-a-10-giorni-per-l-italia-un-ondata-di-caldo-estremo-dall-africa-potrebbe-travolgere-il-nostro-paese-1783605426947_320.jpg" alt="Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese"></a></article></aside><p>Al Sud e sulle Isole maggiori l’ondata di calore sarà inizialmente più attenuata, ma con il progressivo rafforzamento e possibile espansione verso est dell’anticiclone, <strong>anche queste regioni vedranno un sensibile aumento delle temperature nella seconda parte della settimana.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ondata-di-calore-in-arrivo-in-italia-perche-sara-cosi-forte-e-duratura.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo intenso sull'Italia: picco tra 14 e 16 luglio, ecco le 4 regioni dove si supereranno i +40°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-sull-italia-picco-tra-14-e-16-luglio-ecco-le-4-regioni-dove-si-supereranno-i-40-c.html</link><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 05:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'ondata di calore raggiungerà il suo picco fra domani e giovedì 16, quando il muro dei +40°C si toccherà in diverse aree del Paese. Ci aspetta una delle settimane più calde dell'intero 2026.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaopjia"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaopjia.jpg" id="xaopjia"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La settimana che è appena iniziata si preannuncia come la più calda dell’intero 2026. Si, perché stavolta il caldo colpirà tutto il territorio nazionale, senza fare grosse distinzioni fra Nord e Sud. Proprio da oggi <strong>un robusto anticiclone di origine subtropicale</strong> sta conquistando il Mediterraneo centrale, dando il via all’ennesima intensa ondata di calore dell’estate 2026.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le condizioni meteorologiche stanno rapidamente evolvendo verso un flusso di aria calda, proveniente dalle latitudini subtropicali, che si sta consolidando sulla nostra Penisola, favorito da una poderosa espansione dell’alta pressione verso nord. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Già nelle prossime ore le temperature cominceranno a salire in modo deciso, <strong>soprattutto al Centro-Sud e sulle due Isole maggiori, ma sarà tra lunedì e mercoledì che il caldo diventerà davvero molto intenso.</strong></p><h2><strong>Il picco previsto tra 14 e 16 luglio</strong></h2><p>Secondo le proiezioni dei principali modelli, <strong>il culmine dell’ondata di calore è atteso tra domani, martedì 14, e giovedì 16 luglio.</strong> In questa fase le temperature massime <strong>si attesteranno diffusamente tra i +34°C e i +36°C su gran parte del Paese,</strong> con valori che risulteranno particolarmente elevati per il periodo e per l’umidità relativa ancora presente, soprattutto lungo le coste.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-sull-italia-picco-tra-14-e-16-luglio-ecco-le-4-regioni-dove-si-supereranno-i-40-c-1783890711965.png" data-image="uq8a9a9qqzm3" alt="Promontorio anticiclonico." title="Promontorio anticiclonico."><figcaption>Le punte più estreme, però, sono attese sulle aree interne della Sardegna e della Sicilia, dove si potranno facilmente superare i +40°C, e su settori specifici della Basilicata (materano) e della Puglia (foggiano), dove il termometro potrebbe toccare o localmente superare questa soglia.</figcaption></figure><p>Le aree più colpite saranno quelle interne e pianeggianti del Centro-Sud, ma il caldo si farà sentire con forza anche al Nord, seppur con valori mediamente di qualche grado inferiori rispetto al Meridione. </p><div class="texto-destacado"><strong>Le punte più estreme, però, sono attese sulle aree interne della Sardegna e della Sicilia, dove si potranno facilmente superare i +40°C, e su settori specifici della Basilicata (materano) e della Puglia (foggiano), dove il termometro potrebbe toccare o localmente superare questa soglia.</strong></div><p>Notti tropicali e afa intensa accompagneranno il picco, <strong>con le temperature minime che difficilmente scenderanno sotto i +22°C +25°C nelle aree urbane e costiere,</strong> rendendo il disagio fisico notevole soprattutto per le persone più fragili, bambini e anziani.</p><h2><strong>Quanto durerà l’ondata di calore?</strong></h2><p>Il caldo intenso non sarà un episodio breve. Questo grosso promontorio subtropicale manterrà la sua presa sull’Italia almeno fino alla fine della settimana, <strong>con temperature sopra la media stagionale anche nel weekend del 18-19 luglio.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-sull-italia-picco-tra-14-e-16-luglio-ecco-le-4-regioni-dove-si-supereranno-i-40-c-1783890792316.png" data-image="zr0ddjhtob0w" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Ecco le anomalie di temperature in quota attese per il picco dell'ondata di calore.</figcaption></figure><p>Solo a partire da domenica sera o <strong>lunedì 20 luglio</strong> è atteso un cambiamento più deciso, con l’arrivo di correnti meno calde da ovest che porteranno a un calo delle temperature generalizzato, più marcato al Nord e sul versante tirrenico.</p><h2><strong>Possibile cambio di circolazione dopo il 20 luglio?</strong></h2><p>Al momento, i modelli meteorologici suggeriscono che questa terza ondata di caldo della stagione potrebbe protrarsi almeno fino al 20 luglio. Dopo il 20 si intravede, seppur con una bassa attendibilità previsionale, <strong>la possibilità di un cambiamento nella circolazione atmosferica, con la possibile discesa di una saccatura verso l'Europa Centrale che potrebbe parzialmente coinvolgere anche il nostro Paese.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778027" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-al-nord-nel-weekend-ma-il-caldo-non-molla-poi-nuova-impennata-fino-a-37-39-c.html" title="Meteo, in arrivo temporali al Nord ma il caldo non molla: nuova impennata imminente fino a 37-39°C">Meteo, in arrivo temporali al Nord ma il caldo non molla: nuova impennata imminente fino a 37-39°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-al-nord-nel-weekend-ma-il-caldo-non-molla-poi-nuova-impennata-fino-a-37-39-c.html" title="Meteo, in arrivo temporali al Nord ma il caldo non molla: nuova impennata imminente fino a 37-39°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-temporali-al-nord-nel-weekend-ma-il-caldo-non-molla-poi-nuova-impennata-fino-a-37-39-c-1783701548517_320.png" alt="Meteo, in arrivo temporali al Nord ma il caldo non molla: nuova impennata imminente fino a 37-39°C"></a></article></aside><p>Va però precisato che al momento si tratta solo di una tendenza e non di una vera e propria previsione. Inoltre bisogna vedere se il promontorio africano sarà eroso dall’arrivo di una grossa saccatura dal Nord Atlantico, o se riuscirà a resistere all’attacco di questa.</p><p>Spesso questa figura meteorologica, in talune estati, tende a ripetere ciclicamente delle azioni di espansione sul Mediterraneo Occidentale con solo delle brevi e temporanee fasi di ritirata fisiologica che lascia aperta la strada delle perturbazioni atlantiche, e quindi dei temporali violenti. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-sull-italia-picco-tra-14-e-16-luglio-ecco-le-4-regioni-dove-si-supereranno-i-40-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli esperti avvertono: le notti tropicali stanno diventando il nuovo volto delle ondate di calore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-esperti-avvertono-le-notti-tropicali-stanno-diventando-il-nuovo-volto-delle-ondate-di-calore.html</link><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Le ondate di calore non terminano più al tramonto. Quando le temperature rimangono al di sopra dei 20°C per tutta la notte, il corpo non riesce a recuperare. Si tratta di un nuovo livello di intensità del riscaldamento globale?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/pourquoi-les-nuits-tropicales-deviennent-elles-le-nouveau-visage-des-canicules-changement-climatique-1782550323982.jpeg" data-image="gj28burkukx4" alt="Le notti tropicali limitano il naturale raffreddamento del corpo, aumentando i rischi per la salute, soprattutto tra le persone anziane." title="Le notti tropicali limitano il naturale raffreddamento del corpo, aumentando i rischi per la salute, soprattutto tra le persone anziane."><figcaption>Le notti tropicali limitano il naturale raffreddamento del corpo, aumentando i rischi per la salute, soprattutto tra le persone anziane.</figcaption></figure><p>Aprire una finestra al tramonto non garantisce più una brezza fresca. <strong>Sempre più spesso, l'aria esterna resta calda, pesante e quasi immobile.</strong> La notte non rappresenta più un sollievo dal caldo.</p><p><strong>I servizi meteorologici definiscono "notte tropicale" una notte in cui la temperatura non scende sotto i 20 °C.</strong> Se un tempo si trattava di un fenomeno raro nelle regioni dell'Europa centrale e settentrionale, oggi questa soglia viene raggiunta in molte aree durante le ondate di calore.</p><h2>Perché le notti restano così calde?</h2><p>Le grandi ondate di calore sono spesso associate a una "cupola di calore": una vasta area di alta pressione che agisce come un coperchio atmosferico. <strong>L'aria calda rimane intrappolata vicino al suolo, i cieli restano sereni e l'energia solare si accumula giorno dopo giorno.</strong></p><p>Queste condizioni sono talvolta intensificate da quello che i meteorologi chiamano <strong>"blocco a omega"</strong>, un particolare schema della corrente a getto che rallenta notevolmente lo spostamento delle masse d'aria e prolunga le ondate di calore. Tuttavia, le condizioni atmosferiche non spiegano da sole l'intero fenomeno.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">¿Sabías que según la temperatura mínima que se de una noche hablamos de noches tropicales, tórridas o infernales? Estos son los términos más utilizados actualmente. Aquí prácticamente todas las noches de verano son tropicales, algunas tórridas y, por suerte, pocas infernales. <a href="https://t.co/Ofhs39p1RY">pic.twitter.com/Ofhs39p1RY</a></p>— Proyecto Mastral (@ProyectoMastral) <a href="https://x.com/ProyectoMastral/status/1813663569185325170?ref_src=twsrc%5Etfw">July 17, 2024</a></blockquote></figure><p><strong>Nelle città, questo fenomeno è amplificato dall'effetto "isola di calore urbana".</strong> Edifici, strade e superfici asfaltate assorbono il calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente nel corso della notte.</p><h2>Sonno disturbato, salute a rischio</h2><p>Sebbene siano le giornate di caldo estremo ad attirare maggiormente l'attenzione, le notti tropicali rappresentano un rischio per la salute altrettanto importante. Il sonno dipende da un meccanismo semplice: <strong>il corpo ha bisogno di abbassare leggermente la propria temperatura interna per riuscire ad addormentarsi correttamente.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-10-giorni-per-l-italia-un-ondata-di-caldo-estremo-dall-africa-potrebbe-travolgere-il-nostro-paese.html" title="Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese">Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-10-giorni-per-l-italia-un-ondata-di-caldo-estremo-dall-africa-potrebbe-travolgere-il-nostro-paese.html" title="Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-a-10-giorni-per-l-italia-un-ondata-di-caldo-estremo-dall-africa-potrebbe-travolgere-il-nostro-paese-1783605426947_320.jpg" alt="Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese"></a></article></aside><p>Quando la temperatura dell'aria rimane <strong>al di sopra dei 20 °C</strong>, questo processo viene compromesso. <strong>Diventa più difficile prendere sonno, aumentano i risvegli notturni e diminuisce la fase di sonno profondo.</strong> L'esposizione ripetuta a queste notti calde provoca un accumulo di stanchezza.</p><p><strong>Le conseguenze riguardano la concentrazione, l'umore e il livello di attenzione.</strong> Gli specialisti segnalano inoltre un aumento del rischio per la salute cardiovascolare e respiratoria, oltre a una maggiore sonnolenza diurna, che incrementa la probabilità di incidenti nella vita quotidiana. A questa fatica fisiologica si aggiunge anche l'ecoansia, alimentata dalla crescente frequenza degli eventi meteorologici estremi.</p><h2>Un fenomeno che si estende anche alle regioni un tempo più fresche</h2><p>L'Europa è attualmente il continente che si sta riscaldando più rapidamente, con <strong>un aumento delle temperature pari a circa il doppio della media globale</strong> dagli anni Ottanta, secondo Copernicus.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"> Murcia is Tropical (y no, no es algo bueno).<br>Si al cambio climático añadimos el aumento de la superficie hormigonada en una zona geográficamente deprimida como es el área metropolitana de Murcia, el resultado es el aumento exponencial de las noches tropicales. Ojo a la noticia <a href="https://t.co/2u3sIIO2ix">pic.twitter.com/2u3sIIO2ix</a></p>— Ginés Mirón (@Ginesmir) <a href="https://x.com/Ginesmir/status/1964645525502009565?ref_src=twsrc%5Etfw">September 7, 2025</a></blockquote></figure><p>Analisi recenti indicano inoltre che <strong>il cambiamento climatico di origine antropica ha reso l'ondata di calore del giugno 2026 fino a 4 °C più intensa</strong> in alcune grandi città europee.</p><h2>Una nuova normalità climatica?</h2><p><strong>Le ondate di calore non sono più soltanto fenomeni diurni,</strong> ma si stanno trasformando in sistemi climatici complessi, nei quali il calare della notte non coincide più con la fine dello stress termico.</p><p>Di fronte a questa nuova realtà, alcune semplici abitudini possono contribuire a ridurre il disagio: <strong>tenere chiuse le persiane durante il giorno, arieggiare gli ambienti solo quando l'aria esterna è più fresca, mantenersi ben idratati</strong>, fare una doccia tiepida prima di andare a dormire oppure utilizzare un ventilatore. Tuttavia, queste misure individuali da sole non sono sufficienti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="735151" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-se-sfruttassimo-la-saggezza-ancestrale-per-raggiungere-l-efficienza-energetica.html" title="E se sfruttassimo la saggezza ancestrale dell'architettura tradizionale italiana per migliorare l'efficienza energetica?">E se sfruttassimo la saggezza ancestrale dell'architettura tradizionale italiana per migliorare l'efficienza energetica?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-se-sfruttassimo-la-saggezza-ancestrale-per-raggiungere-l-efficienza-energetica.html" title="E se sfruttassimo la saggezza ancestrale dell'architettura tradizionale italiana per migliorare l'efficienza energetica?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-se-aproveitassemos-a-sabedoria-ancestral-para-alcancar-a-eficiencia-energetica-1746474902486_320.jpg" alt="E se sfruttassimo la saggezza ancestrale dell'architettura tradizionale italiana per migliorare l'efficienza energetica?"></a></article></aside><p><strong>Nel lungo periodo, aumentare le aree verdi urbane, creare "isole di frescura",</strong> migliorare l'isolamento degli edifici e ridurre le superfici asfaltate o cementificate sono interventi fondamentali per limitare l'accumulo di calore.</p><p>Tuttavia, per quanto utili possano essere queste strategie di adattamento, non sostituiscono la necessità di affrontare la causa principale del problema: <strong>siamo ancora in tempo per ridurre in modo significativo le emissioni di gas serra.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3> <p class="article-reference__body"><cite data-author="Laury Henry" data-year="" data-title="Cette canicule de juin 2026 dépasse déjà l'enfer de l'été 2003, voici pourquoi" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science-et-vie.com%2Fnature-et-environnement%2Fcette-canicule-de-juin-2026-depasse-deja-lenfer-de-lete-2003-voici-pourquoi">Laury Henry. <a href="https://www.science-et-vie.com/nature-et-environnement/cette-canicule-de-juin-2026-depasse-deja-lenfer-de-lete-2003-voici-pourquoi" target="_blank">Cette canicule de juin 2026 dépasse déjà l'enfer de l'été 2003, voici pourquoi</a>.</cite></p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-esperti-avvertono-le-notti-tropicali-stanno-diventando-il-nuovo-volto-delle-ondate-di-calore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli scienziati riescono a trasformare gli scarti alimentari in carburante per aerei sostenibile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-riescono-a-trasformare-gli-scarti-alimentari-in-carburante-per-aerei-sostenibile.html</link><pubDate>Mon, 13 Jul 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Ogni anno, in tutto il mondo, vengono sprecate oltre un miliardo di tonnellate di cibo. Ora è stata avanzata una proposta per convertire parte di questi rifiuti in carburante per aerei sostenibile. È possibile?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-logran-transformar-residuos-de-comida-en-combustible-sostenible-para-aviones-1782544463842.png" data-image="kycu3rfwpzll" alt="Aeronautica." title="Aeronautica."><figcaption>Il settore aeronautico genera circa il 2,5% delle emissioni globali di anidride carbonica legate all'energia.</figcaption></figure><p>Anno dopo anno, milioni di tonnellate di rifiuti alimentari finiscono nelle discariche. Lì, generano emissioni di metano, uno dei gas serra più potenti. Ora, un gruppo di ricercatori ha dimostrato che questi stessi rifiuti possono essere trasformati in una preziosa fonte di carburante sostenibile per l'aviazione.</p><div class="texto-destacado">Secondo il <strong>Programma delle Nazioni Unite</strong> per l'ambiente, ogni anno in tutto il mondo si sprecano oltre 1 miliardo di tonnellate di cibo, <strong>mentre quasi 783 milioni di persone soffrono la fame.</strong></div><p>Lo studio rappresenta un passo importante per lo sviluppo di fonti di carburante sostenibili. L'aviazione, in particolare, rappresenta un'enorme sfida nel processo di decarbonizzazione. <strong>I voli a medio e lungo raggio richiedono carburanti con una densità energetica estremamente elevata per coprire lunghe distanze,</strong> una capacità che le batterie attuali non sono ancora in grado di fornire.</p><p>Attenzione però. Convertire i rifiuti alimentari in carburante non significa che il problema degli sprechi alimentari cessi di esistere. Ridurre le perdite e gli sprechi rimane la strategia più importante. Ciò che questo studio suggerisce è che, <strong>mentre il mondo continua a smaltire i rifiuti, una parte di essi potrebbe offrire un ulteriore beneficio ambientale.</strong></p><h2>Dalla discarica al serbatoio di un aereo</h2><p>Lo studio, pubblicato sulla rivista <strong>Nature Sustainability,</strong> ha valutato non solo la fattibilità tecnica del processo, ma ha anche analizzato il potenziale economico della trasformazione dei rifiuti alimentari in combustibile sostenibile.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-logran-transformar-residuos-de-comida-en-combustible-sostenible-para-aviones-1782544560571.png" data-image="yjva1e71gx0e" alt="Combustibile sostenibile." title="Combustibile sostenibile."><figcaption>Il SAF è considerato la principale alternativa per ridurre le emissioni del settore aeronautico nei prossimi decenni.</figcaption></figure><p>Il processo inizia con rifiuti organici umidi come materia prima, ad esempio scarti alimentari domestici, rifiuti di ristoranti o scarti dell'industria alimentare. <strong>Invece di smaltirli in discarica, vengono sottoposti a un processo termochimico noto come liquefazione idrotermale (HTL).</strong></p><p>Il carburante sostenibile per l'aviazione (SAF) può ridurre le emissioni di gas serra fino all'80% nel suo ciclo di vita, a seconda della materia prima e del processo di produzione.</p><p>Questa tecnica utilizza acqua ad alta temperatura e pressione per convertire rapidamente la materia organica in biogreggio, un olio ad alto contenuto energetico che può essere poi raffinato in un carburante simile al cherosene utilizzato dagli aerei commerciali. Questo tipo di carburante è noto come carburante sostenibile per l'aviazione (SAF).</p><h2>Meno emissioni, meno rifiuti</h2><p>Oltre a riutilizzare i rifiuti, questo sistema potrebbe ridurre le emissioni su due fronti contemporaneamente. Da un lato, impedirebbe la decomposizione degli scarti alimentari e il rilascio di metano. Dall'altro, <strong>potrebbe diminuire la dipendenza dai combustibili fossili attualmente utilizzati dall'aviazione.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706541" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-sta-rivoluzionando-il-mondo-dell-aviazione-molti-aeroporti-ora-dovranno-mettersi-in-sicurezza.html" title="Il cambiamento climatico sta rivoluzionando il mondo dell'aviazione, molti aeroporti ora dovranno mettersi in sicurezza">Il cambiamento climatico sta rivoluzionando il mondo dell'aviazione, molti aeroporti ora dovranno mettersi in sicurezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-sta-rivoluzionando-il-mondo-dell-aviazione-molti-aeroporti-ora-dovranno-mettersi-in-sicurezza.html" title="Il cambiamento climatico sta rivoluzionando il mondo dell'aviazione, molti aeroporti ora dovranno mettersi in sicurezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-cambiamento-climatico-sta-rivoluzionando-il-mondo-dell-aviazione-molti-aeroporti-ora-dovranno-mettersi-in-sicurezza-1745009809946_320.jpg" alt="Il cambiamento climatico sta rivoluzionando il mondo dell'aviazione, molti aeroporti ora dovranno mettersi in sicurezza"></a></article></aside><p>I ricercatori sottolineano che il valore di questa proposta risiede nel riutilizzo di rifiuti che attualmente finiscono solitamente in discarica o negli impianti di depurazione. <strong>Invece di diventare semplicemente rifiuti, questi scarti alimentari potrebbero essere reintrodotti nel ciclo produttivo come materia prima</strong> per la produzione di carburante per l'aviazione.</p><h2>E' fattibile?<br></h2><p>Ma dimostrare che qualcosa funziona in laboratorio è solo il primo passo. La grande domanda è se sia possibile produrlo su larga scala in modo economicamente vantaggioso, con un reale beneficio ambientale. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Per rispondere a questa domanda, hanno simulato diversi scenari di produzione e valutato i costi di raccolta dei rifiuti, trasporto, conversione in biocarburante grezzo, raffinazione e distribuzione del combustibile risultante.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Un limite importante è che la loro proposta è pensata per essere miscelata con il cherosene convenzionale, inizialmente in proporzioni minori o fino al 50%, non per sostituirlo completamente. Ciò consente una riduzione delle emissioni senza la necessità di modificare i motori o le infrastrutture esistenti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-logran-transformar-residuos-de-comida-en-combustible-sostenible-para-aviones-1782544644646.png" data-image="y1zvygxs3gsp" alt="Aviazione e sostenibilità." title="Aviazione e sostenibilità."><figcaption>Il carburante per aviazione sostenibile può essere utilizzato negli aerei attuali miscelato con il cherosene convenzionale.</figcaption></figure><p>I loro risultati dimostrano che, in determinate condizioni, questa tecnologia potrebbe essere economicamente sostenibile e integrarsi in un'economia circolare. Tuttavia, restano da affrontare sfide significative prima di poterla vedere impiegata su larga scala.</p><h2>Sarà il futuro dell'aviazione?</h2><p>Per ora, il lavoro è stato svolto su piccola scala. <strong>Il team è riuscito a produrre in laboratorio diversi litri di carburante, sufficienti per condurre test preliminari su motori diesel.</strong> Il prossimo passo sarà quello di testarlo su motori a reazione, il tipo di motore che alimenta la maggior parte degli aerei commerciali moderni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="699569" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-turbolenze-severe-per-il-traffico-aereo-il-ruolo-chiave-delle-cat-sono-davvero-un-pericolo-per-l-aviazione.html" title="Le turbolenze severe per il traffico aereo: il ruolo chiave delle CAT, sono davvero un pericolo per l'aviazione?">Le turbolenze severe per il traffico aereo: il ruolo chiave delle CAT, sono davvero un pericolo per l'aviazione?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-turbolenze-severe-per-il-traffico-aereo-il-ruolo-chiave-delle-cat-sono-davvero-un-pericolo-per-l-aviazione.html" title="Le turbolenze severe per il traffico aereo: il ruolo chiave delle CAT, sono davvero un pericolo per l'aviazione?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-turbolenze-severe-per-il-traffico-aereo-il-ruolo-chiave-delle-cat-sono-davvero-un-pericolo-per-l-aviazione-1740954975443_320.jpg" alt="Le turbolenze severe per il traffico aereo: il ruolo chiave delle CAT, sono davvero un pericolo per l'aviazione?"></a></article></aside><p>Il processo comporta ancora costi elevati, ma gli scienziati sono fiduciosi che perfezionando la tecnologia e, in seguito, ampliandone la produzione industriale, questi si ridurranno. <strong>Nel frattempo, la scienza continua a compiere piccoli passi verso la ricerca di soluzioni ad alcune delle maggiori sfide ambientali del nostro tempo.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Si%2C%20B.%2C%20Wang%2C%20Z.%2C%20Watson%2C%20J.%20y%20colaboradores" data-year="2026" data-title="A%20circular%20hydrothermal%20refinery%20for%20sustainable%20aviation%20fuel%20from%20food%20waste" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41893-026-01848-1">Si, B., Wang, Z., Watson, J. y colaboradores. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41893-026-01848-1" target="_blank">A circular hydrothermal refinery for sustainable aviation fuel from food waste</a>.</cite><br><cite data-author="Knowridge" data-year="2026" data-title="Scientists%20turn%20food%20waste%20into%20jet%20fuel%20in%20a%20step%20toward%20greener%20aviation" data-url="https%3A%2F%2Fknowridge.com%2F2026%2F06%2Fscientists-turn-food-waste-into-jet-fuel-in-a-step-toward-greener-aviation%2F">Knowridge. (2026). <a href="https://knowridge.com/2026/06/scientists-turn-food-waste-into-jet-fuel-in-a-step-toward-greener-aviation/" target="_blank">Scientists turn food waste into jet fuel in a step toward greener aviation</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-riescono-a-trasformare-gli-scarti-alimentari-in-carburante-per-aerei-sostenibile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli astronomi avvertono: "Lo spazio non ha più spazio, milioni di satelliti minacciano di spegnere le stelle"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-astronomi-avvertono-lo-spazio-non-ha-piu-spazio-milioni-di-satelliti-minacciano-di-spegnere-le-stelle.html</link><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Uno studio internazionale avverte che i progetti per il lancio di milioni di satelliti potrebbero compromettere seriamente l'osservazione dell'universo e alterare per sempre la qualità del cielo notturno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-astronomos-advierten-el-espacio-se-queda-sin-espacio-millones-de-satelites-amenazan-con-apagar-las-estrellas-1783258355034.jpg" data-image="2n6rkqe7vqfa" alt="satelliti" title="satelliti"><figcaption>Attualmente, le richieste di SpaceX e Reflect Orbital sono entrambe in fase di valutazione da parte della Commissione federale per le comunicazioni degli Stati Uniti (FCC).</figcaption></figure><p>Il numero di satelliti in orbita attorno alla Terra non ha smesso di crescere negli ultimi anni. <strong>Dal 2019, il loro numero è passato da poche migliaia a oltre 14.000</strong>, trainato soprattutto dal dispiegamento di grandi costellazioni destinate a migliorare le telecomunicazioni globali. Tuttavia, quella che oggi appare come una rapida espansione potrebbe essere solo l'inizio.</p><p>Un nuovo studio dell'<strong>Osservatorio Europeo Australe (ESO)</strong>, accettato per la pubblicazione sulla rivista <em>Astronomy & Astrophysics</em>, avverte che i progetti attualmente in fase di valutazione <strong>prevedono il lancio di oltre 1,7 milioni di nuovi satelliti</strong>.</p><div class="texto-destacado"><strong>Se questi piani dovessero concretizzarsi, l'impatto sull'astronomia sarebbe senza precedenti.</strong></div><p>La ricerca conclude che, per mantenere la capacità osservativa dei moderni telescopi, <strong>il numero di satelliti visibili dovrebbe restare al di sotto delle 100.000 unità</strong>, a condizione che siano anche sufficientemente deboli da risultare invisibili a occhio nudo.</p><h2>Un cielo sempre più luminoso rende più difficile esplorare l'universo</h2><p>Lo studio è <strong>il primo a valutare in modo congiunto come le megacostellazioni modifichino la luminosità naturale del cielo notturno</strong>. Finora gran parte delle preoccupazioni si concentrava sulle scie luminose lasciate dai satelliti quando attraversano il campo visivo dei telescopi. In realtà, il problema è molto più ampio.</p><p><strong>La luce solare riflessa da questi veicoli spaziali aumenta la luminosità di fondo del cielo, riducendo il contrasto necessario per individuare oggetti estremamente deboli</strong>, come galassie molto lontane, esopianeti simili alla Terra o asteroidi potenzialmente pericolosi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-astronomos-advierten-el-espacio-se-queda-sin-espacio-millones-de-satelites-amenazan-con-apagar-las-estrellas-1783258415574.jpg" data-image="iseva6wfa6f5" alt="Satelliti, inquinamento luminoso e cielo stellato" title="Satelliti, inquinamento luminoso e cielo stellato"><figcaption>Centinaia di satelliti attraversano il cielo sopra il deserto di Atacama (Cile) durante un'esposizione di un'ora. Credito: F. Kamphues, ESO/M. Kornmesser.</figcaption></figure><p>"Finora siamo riusciti a continuare a lavorare, ma la situazione sta peggiorando", afferma Olivier Hainaut, astronomo dell'ESO e autore principale dello studio. Sebbene riconosca che <strong>alcune aziende, tra cui SpaceX, abbiano adottato misure per ridurre la luminosità dei propri satelliti</strong>, ritiene che il numero previsto dai progetti attuali superi di gran lunga ciò che l'astronomia può tollerare.</p><p>Le simulazioni effettuate dal team delineano uno scenario preoccupante. Un'esposizione di due ore con il <strong>Very Large Telescope (VLT)</strong> dell'ESO potrebbe registrare decine di scie di satelliti in una sola immagine, causando <strong>la perdita fino al 28% del campo osservato</strong>. Nei telescopi a grande campo, come il <strong>Vera C. Rubin Observatory</strong>, molte immagini potrebbero risultare inutilizzabili per diverse ore ogni notte.</p><p>I ricercatori ricordano che i satelliti illuminati dal Sole sono molto più luminosi degli oggetti astronomici che si cerca di osservare. Quando uno di essi attraversa l'area inquadrata, <strong>lascia una traccia luminosa che rende inutilizzabili i dati relativi all'oggetto situato dietro di esso</strong>.</p><h2>Satelliti con specchi: il progetto che preoccupa maggiormente</h2><p>Tra tutti i progetti analizzati, uno concentra gran parte delle preoccupazioni della comunità scientifica. Si tratta di <em>Reflect Orbital</em>, una <strong>società che propone di lanciare una costellazione di satelliti dotati di specchi in grado di riflettere la luce del Sole verso la superficie terrestre durante la notte</strong>.</p><p>L'azienda prevede di lanciare un satellite dimostrativo già quest'anno e di <strong>raggiungere una flotta di 50.000 unità entro il 2035</strong>. Secondo i calcoli dello studio, sarebbero i satelliti più luminosi mai messi in orbita.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776159" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-satellite-swot-della-nasa-ha-intercettato-un-gigantesco-tsunami-compiendo-un-impresa-impossibile.html" title="Il satellite SWOT della NASA ha intercettato un gigantesco tsunami compiendo un'impresa impossibile">Il satellite SWOT della NASA ha intercettato un gigantesco tsunami compiendo un'impresa impossibile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-satellite-swot-della-nasa-ha-intercettato-un-gigantesco-tsunami-compiendo-un-impresa-impossibile.html" title="Il satellite SWOT della NASA ha intercettato un gigantesco tsunami compiendo un'impresa impossibile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-satelite-swot-de-la-nasa-que-vigila-los-oceanos-pilla-un-tsunami-gigante-haciendo-algo-imposible-1782393104362_320.jpg" alt="Il satellite SWOT della NASA ha intercettato un gigantesco tsunami compiendo un'impresa impossibile"></a></article></aside><p>All'interno del fascio riflesso, uno di questi satelliti potrebbe apparire fino a quattro volte più brillante della Luna piena. Anche al di fuori dell'area illuminata direttamente, <strong>la sua luminosità sarebbe paragonabile a quella di Venere e sufficiente ad aumentare di tre o quattro volte la luminosità complessiva del cielo notturno</strong>. In queste condizioni, una sola scia potrebbe compromettere alcune osservazioni scientifiche e, con l'intera costellazione operativa, un gran numero di immagini diventerebbe inutilizzabile per la ricerca.</p><h2>Un limite per proteggere l'astronomia e l'ambiente</h2><p>Gli autori sostengono che <strong>sia ancora possibile ridurre questi impatti introducendo limiti alla crescita delle megacostellazioni</strong>. La loro proposta è che il numero di satelliti visibili non superi le 100.000 unità e che tutti abbiano una luminosità inferiore alla magnitudine apparente 7, così da rimanere invisibili all'occhio umano.</p><p>"Non è un numero assoluto; <strong>personalmente preferirei 50.000</strong>", ammette Hainaut. Tuttavia, ritiene che un limite di 100.000 satelliti produrrebbe perdite paragonabili a quelle già causate da altre limitazioni tecniche tipiche delle osservazioni astronomiche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-astronomos-advierten-el-espacio-se-queda-sin-espacio-millones-de-satelites-amenazan-con-apagar-las-estrellas-1783258399722.jpg" data-image="onp4rtj4l9g1" alt="Satelliti e inquinamento luminoso" title="Satelliti e inquinamento luminoso"><figcaption>L'aumento dei lanci e il successivo rientro di migliaia di satelliti potrebbe avere conseguenze anche sulla qualità dell'aria, sugli ecosistemi e sui ritmi biologici.</figcaption></figure><p>Attualmente, sia le richieste di <em>SpaceX</em> sia quelle di <em>Reflect Orbital</em> sono <strong>al vaglio della Commissione Federale per le Comunicazioni degli Stati Uniti (FCC)</strong>. L'ESO, insieme alla Royal Astronomical Society e all'Unione Astronomica Internazionale, ha già presentato osservazioni formali basate sui risultati di questa ricerca.</p><p>Per Betty Kioko, responsabile del coordinamento della risposta dell'osservatorio europeo, lo scenario è chiaro: <strong>"Per l'astronomia ottica questa rappresenta una minaccia esistenziale".</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="739015" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raggi-di-luce-nel-cielo-come-i-satelliti-starlink-stanno-cambiando-il-nostro-cielo-notturno.html" title="Raggi di luce nel cielo: come i satelliti StarLink stanno cambiando il nostro cielo notturno">Raggi di luce nel cielo: come i satelliti StarLink stanno cambiando il nostro cielo notturno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raggi-di-luce-nel-cielo-come-i-satelliti-starlink-stanno-cambiando-il-nostro-cielo-notturno.html" title="Raggi di luce nel cielo: come i satelliti StarLink stanno cambiando il nostro cielo notturno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/raggi-di-luce-nel-cielo-come-i-satelliti-starlink-stanno-cambiando-il-nostro-cielo-notturno-1762885673533_320.jpg" alt="Raggi di luce nel cielo: come i satelliti StarLink stanno cambiando il nostro cielo notturno"></a></article></aside><p>I ricercatori ricordano inoltre che il problema va ben oltre l'astronomia. L'aumento dei lanci e il successivo rientro di migliaia di satelliti potrebbe avere <strong>ripercussioni sulla qualità dell'aria, sugli ecosistemi e sui ritmi biologici</strong>, aprendo un dibattito che coinvolge sia lo sviluppo tecnologico sia la tutela del cielo notturno.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento dello studio</h3> <p class="article-reference__body"><cite data-author="Olivier R. Hainaut" data-year="2026" data-title="Large satellite constellations: Effects on observations, including on the background sky brightness" data-url="https://arxiv.org/abs/2604.09427">Olivier R. Hainaut. (2026). <a href="https://arxiv.org/abs/2604.09427" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Large or bright satellite constellations: Effects on observations, including on the background sky brightness</a>.</cite></p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-astronomi-avvertono-lo-spazio-non-ha-piu-spazio-milioni-di-satelliti-minacciano-di-spegnere-le-stelle.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questa è la nuova meta culturale di tendenza in Italia, secondo i media francesi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questa-e-la-nuova-meta-culturale-di-tendenza-in-italia-secondo-i-media-francesi.html</link><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 15:20:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Per immergervi nella vera atmosfera culturale italiana quest'anno, dirigetevi a Ferrara, in Emilia-Romagna. Capitale del Rinascimento, questa città storica, patrimonio mondiale dell'UNESCO, attrae visitatori ancora oggi per la sua riuscita fusione di passato e presente, nonché per il suo stile di vita rilassato.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quelle-est-la-nouvelle-destination-culturelle-tendance-en-italie-1782916289020.jpeg" data-image="kk0rwsyazrtv" alt="Veduta aerea del Castello di Ferrara." title="Veduta aerea del Castello di Ferrara."><figcaption>Veduta aerea del Castello di Ferrara.</figcaption></figure><p>Nata attorno a un guado sul <strong>Po</strong>, Ferrara divenne, tra il XV e il XVI secolo, un importante <strong>centro intellettuale e artistico</strong> capace di attirare i più grandi artisti e pensatori del <strong>Rinascimento italiano</strong>. Tranquilla e a misura d’uomo, ricca di arte e cultura, <strong>il suo centro storico rappresenta l’esempio perfetto della città ideale secondo la visione umanistica</strong>. </p><p>A ogni passo, la città regala l’atmosfera magica di un passato glorioso, conservato con cura: la <strong>dinastia degli Este</strong>, nel corso di tre secoli, trasformò un piccolo centro rurale in un capolavoro urbanistico. E se il passato si racconta in ogni angolo, il presente è altrettanto accogliente, grazie all’aria pulita e alle biciclette che percorrono le sue strade.</p><h2>Tra arte e natura</h2><p>Situata nella pianura emiliana, Ferrara si trova a pochi chilometri a sud del fiume Po e a circa <strong>50 chilometri dal mare</strong>. È quindi una meta imperdibile sia per gli amanti dell’arte, che possono passeggiare tra le vie del centro storico, sia per gli appassionati di natura, protagonista assoluta nel <strong>Parco del Delta del Po</strong>.</p><p>Si passeggia lungo le <strong>antiche mura</strong>, si attraversano lentamente le grandi piazze e, svoltato un angolo, ci si imbatte nell’<strong>arte contemporanea</strong>. Dopo aver conquistato il pubblico con una grande mostra dedicata a Chagall e dopo aver fatto parlare di sé con la provocatoria serie <em>Ladies and Gentlemen</em> di Andy Warhol, Ferrara si prepara a rilanciare con forza la propria proposta culturale grazie a <strong>una mostra a Palazzo dei Diamanti intitolata "Da Monet a Van Gogh fino a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità"</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775556" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-trend-dell-estate-2026-e-viaggiare-di-notte-in-treno-ecco-perche-sempre-piu-persone-fanno-questa-scelta.html" title="Il trend dell’estate 2026 è viaggiare di notte in treno: ecco perché sempre più persone fanno questa scelta">Il trend dell’estate 2026 è viaggiare di notte in treno: ecco perché sempre più persone fanno questa scelta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-trend-dell-estate-2026-e-viaggiare-di-notte-in-treno-ecco-perche-sempre-piu-persone-fanno-questa-scelta.html" title="Il trend dell’estate 2026 è viaggiare di notte in treno: ecco perché sempre più persone fanno questa scelta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-trend-dell-estate-2026-e-viaggiare-di-notte-in-treno-ecco-perche-sempre-piu-persone-fanno-questa-scelta-1782393850461_320.jpg" alt="Il trend dell’estate 2026 è viaggiare di notte in treno: ecco perché sempre più persone fanno questa scelta"></a></article></aside><p>Dal 19 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, le celebri pareti rivestite dai caratteristici blocchi marmorei a punta di diamante ospiteranno 120 opere che raccontano quel momento cruciale in cui l’arte europea fu profondamente rivoluzionata, dando vita alla modernità. Il tutto ruota attorno al tema del <strong>paesaggio</strong>, sia esso naturale o urbano, offrendo l’occasione di scoprire come gli artisti del XIX secolo abbiano radicalmente reinventato il nostro rapporto con il mondo.</p><h2>Visite culturali, passeggiate e gastronomia</h2><p>Ferrara, però, non si esaurisce in questa sola esposizione. La forza della città risiede nel suo ricco ecosistema culturale. All’interno dello stesso Palazzo dei Diamanti, basta salire di un piano per ammirare i secoli di pittura italiana custoditi nella <strong>Pinacoteca Nazionale</strong>. Poco più avanti si aprono le porte del <strong>Palazzo Schifanoia</strong>, dove è possibile immergersi negli splendidi affreschi rinascimentali.</p><p>Da non perdere anche la <strong>Cattedrale di San Giorgio</strong> in marmo bianco e rosa, la visita al <strong>Castello Estense</strong>, i palazzi affrescati, il museo archeologico e le passeggiate a piedi o in bicicletta lungo le mura cittadine.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/quelle-est-la-nouvelle-destination-culturelle-tendance-en-italie-1782916733722.jpeg" data-image="lba0xfz2j4xq" alt="La chiesa di San Cristoforo alla Certosa" title="La chiesa di San Cristoforo alla Certosa"> <figcaption>La chiesa di San Cristoforo alla Certosa.</figcaption> </figure><p>E per dimostrare di non essere soltanto una città-museo, Ferrara si è recentemente arricchita di un nuovo spazio culturale: il <strong>Museo Michelangelo Antonioni</strong>. Dedicato al celebre regista nato proprio qui, il museo accompagna i visitatori nell’universo della sua opera attraverso film, fotografie inedite e oggetti personali. Un modo per comprendere come la luce così particolare di questo territorio abbia contribuito a plasmare il cinema moderno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773301" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dormire-di-giorno-e-scoprire-la-citta-di-notte-come-godersi-il-turismo-in-europa-sfuggendo-al-caldo-torrido.html" title="Dormire di giorno e scoprire la città di notte: come godersi il turismo in Europa sfuggendo al caldo torrido">Dormire di giorno e scoprire la città di notte: come godersi il turismo in Europa sfuggendo al caldo torrido</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dormire-di-giorno-e-scoprire-la-citta-di-notte-come-godersi-il-turismo-in-europa-sfuggendo-al-caldo-torrido.html" title="Dormire di giorno e scoprire la città di notte: come godersi il turismo in Europa sfuggendo al caldo torrido"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dormir-durante-el-dia-y-descubrir-la-ciudad-por-la-noche-como-disfrutar-del-turismo-en-europa-huyendo-del-calor-extremo-1781040350075_320.jpg" alt="Dormire di giorno e scoprire la città di notte: come godersi il turismo in Europa sfuggendo al caldo torrido"></a></article></aside><p>Dal punto di vista gastronomico, infine, non si può lasciare la città senza aver assaggiato la specialità locale, i <em>cappellacci di zucca</em>, accompagnati da un bicchiere di <strong>Lambrusco</strong> o di <strong>Pignoletto</strong>. Pronti per una fuga italiana all’insegna dell’arte e della dolce vita?</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Camille%20Vernin%2C%2028%20giugno%202026." data-year="2026" data-title="%C2%ABUna%20discreta%20citt%C3%A0%20italiana%20sta%20diventando%20la%20nuova%20destinazione%20culturale%20da%20scoprire%20nel%202026%C2%BB%2C" data-url="">Camille Vernin, 28 giugno 2026.. (2026). «Una discreta città italiana sta diventando la nuova destinazione culturale da scoprire nel 2026»,.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questa-e-la-nuova-meta-culturale-di-tendenza-in-italia-secondo-i-media-francesi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli ortaggi che dovremmo piantare per sopravvivere a un collasso planetario]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/gli-ortaggi-che-dovremmo-piantare-per-sopravvivere-a-un-collasso-planetario.html</link><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 13:56:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Uno studio ha calcolato l'esatta quantità di terreno e di alimenti chiave necessari a sostenere la popolazione di una città di medie dimensioni, in due scenari estremi di collasso globale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/autosuficiencia-revelan-que-vegetales-deberiamos-plantar-para-sobrevivir-a-un-colapso-del-planeta-1783342419045.jpg" data-image="ql3kjf1o4jz3" alt="piante" title="piante"><figcaption>Uno studio ha determinato quali colture sono le uniche in grado di prevenire la carestia in caso di collasso globale.</figcaption></figure><p><strong>Ti sei mai chiesto come riusciresti a sopravvivere se domani il mondo si fermasse? </strong>In uno scenario di collasso globale – una tempesta solare, una pandemia estrema o una guerra – le catene di approvvigionamento scomparirebbero nel giro di pochi giorni e i supermercati rimarrebbero vuoti.</p><p>In un contesto del genere, la differenza tra soffrire la fame o riuscire a sopravvivere <strong>dipenderebbe da ciò che saremmo in grado di coltivare</strong> nel nostro ambiente più vicino. Ma quanta terra sarebbe necessaria? E cosa converrebbe piantare?</p><p>Scienziati dell'Università di Otago, in Nuova Zelanda, <strong>hanno studiato quali condizioni siano necessarie affinché una comunità</strong> possa sopravvivere grazie agli alimenti prodotti nel proprio territorio.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/autosuficiencia-revelan-que-vegetales-deberiamos-plantar-para-sobrevivir-a-un-colapso-del-planeta-1783342646470.jpg" data-image="ixon0aq1xivu" alt="piante" title="piante"> <figcaption>Secondo gli scienziati, l'agricoltura nei parchi e sui balconi urbani rappresenta la prima linea di difesa in caso di collasso del commercio.</figcaption> </figure><p>Per la ricerca sono stati utilizzati i dati geografici, demografici e pedologici della città di Palmerston North, che conta circa 90.000 abitanti e si trova a 140 chilometri da Wellington.</p><div class="texto-destacado">Partendo da questo modello, i ricercatori hanno calcolato la quantità esatta di calorie e proteine necessarie per mantenere in vita l'intera popolazione utilizzando esclusivamente risorse locali.</div><p>Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il <strong>calcolo dello spazio fisico reale necessario per ogni abitante.</strong> Il modello matematico ha determinato che, in condizioni climatiche normali, ogni persona necessita di circa <strong>115 metri quadrati</strong> di coltivazioni periurbane per coprire i propri bisogni nutrizionali di base.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/autosuficiencia-revelan-que-vegetales-deberiamos-plantar-para-sobrevivir-a-un-colapso-del-planeta-1783342806558.jpg" data-image="bgvf6nhk4ajn" alt="piante" title="piante"> <figcaption>Secondo lo studio, una città di medie dimensioni avrebbe la capacità di alimentare tutti i suoi abitanti sfruttando il proprio territorio.</figcaption> </figure><p>Secondo i ricercatori, applicando questa scala a una città di medie dimensioni, un comune avrebbe bisogno di una cintura agricola periferica di poco superiore a 1.100 ettari. Questo dato dimostra che <strong>l'autosufficienza alimentare è geograficamente possibile, a patto che le amministrazioni locali proteggano i terreni fertili</strong> attorno ai centri urbani ed evitino che vengano occupati da nuove abitazioni o complessi industriali.</p><p>Per arrivare a queste conclusioni, gli esperti hanno sviluppato la loro analisi considerando <strong>due specifici scenari climatici</strong> che hanno accompagnato l'intera ricerca.</p><h2>Scenario 1: il collasso del commercio con clima normale</h2><p>Se la catastrofe bloccasse i trasporti ma il clima rimanesse stabile, lo studio sostiene che la strategia ottimale dovrebbe essere suddivisa in due fronti coordinati: <strong>il centro urbano e le aree periferiche.</strong></p><p><strong>Nel cuore della città (piselli):</strong> parchi, giardini e balconi urbani dovrebbero essere destinati alla coltivazione dei piselli. Secondo il rapporto, rappresentano un'eccellente fonte di proteine, fissano naturalmente l'azoto nel terreno e sfruttano in modo molto efficiente gli spazi ridotti.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/autosuficiencia-revelan-que-vegetales-deberiamos-plantar-para-sobrevivir-a-un-colapso-del-planeta-1783342993537.jpg" data-image="jqjcllzmasb8" alt="piante" title="piante"> <figcaption>I piselli secchi fornirebbero le proteine necessarie per resistere a un isolamento alimentare nelle città.</figcaption> </figure><p>Gli scienziati precisano che l'obiettivo sarebbe consumarli secchi, ad esempio sotto forma di piselli spezzati, facilitandone così la conservazione a lungo termine. Tuttavia, lo spazio urbano è limitato. Lo studio stima che, <strong>anche utilizzandolo al 100%, sarebbe possibile nutrire soltanto il 20% della popolazione.</strong></p><p><strong>Nella periferia, invece, spazio alle patate:</strong> per il restante 80% degli abitanti, gli autori dello studio hanno individuato la soluzione nei terreni ai margini della città. L'anello agricolo esterno dovrebbe essere dedicato interamente alla coltivazione della patata, indicata dalla ricerca come la coltura con il miglior rendimento calorico per ettaro.</p><h2><strong>Scenario 2: l'inverno nucleare (freddo e oscurità)</strong></h2><p>Il secondo scenario ipotetico <strong>prevede che il disastro blocchi la luce solare e provochi un crollo delle temperature.</strong> In un contesto di inverno permanente, patate e piselli morirebbero a causa delle gelate.</p><p>Le priorità agricole, quindi, cambierebbero completamente.</p><p><strong>All'interno della città:</strong> dovrebbero essere privilegiate colture a foglia e da radice resistenti al freddo estremo, <strong>in particolare spinaci e barbabietola da foraggio.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/autosuficiencia-revelan-que-vegetales-deberiamos-plantar-para-sobrevivir-a-un-colapso-del-planeta-1783343236193.jpg" data-image="s1x411b8q2zr" alt="piante" title="piante"> <figcaption>Grano e barbabietola da zucchero completerebbero la razione minima necessaria per sopravvivere a un collasso globale.</figcaption> </figure><p><strong>Nelle aree circostanti:</strong> la sopravvivenza dipenderebbe da una precisa combinazione matematica calcolata dagli autori dello studio. <strong>Il 97% dei terreni periferici dovrebbe essere destinato alla coltivazione del grano per garantire l'apporto calorico di base,</strong> mentre il restante 3% sarebbe riservato alle carote, fondamentali per fornire la vitamina A necessaria all'organismo.</p><h2>La fine dell'allevamento tradizionale</h2><p><strong>La ricerca analizza anche cosa accadrebbe agli animali da allevamento in un contesto di isolamento totale.</strong> La conclusione degli scienziati è netta: mantenere bestiame destinato alla produzione di carne o latte sarebbe insostenibile. Secondo il rapporto, gli animali consumano troppe risorse e trasformano l'energia vegetale in calorie disponibili per l'uomo in modo molto inefficiente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775628" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita.html" title="Estati sempre più calde: 5 piante da tenere sul terrazzo che resistono a caldo intenso e siccità">Estati sempre più calde: 5 piante da tenere sul terrazzo che resistono a caldo intenso e siccità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita.html" title="Estati sempre più calde: 5 piante da tenere sul terrazzo che resistono a caldo intenso e siccità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita-1782659389854_320.jpeg" alt="Estati sempre più calde: 5 piante da tenere sul terrazzo che resistono a caldo intenso e siccità"></a></article></aside><p>In una situazione di emergenza, lo studio conclude che i pascoli dovrebbero essere immediatamente convertiti in terreni agricoli destinati alla produzione diretta di alimenti. La dieta umana diventerebbe quindi strettamente vegetariana, poiché il terreno disponibile dovrebbe essere utilizzato esclusivamente per produrre cibo che passi direttamente dal campo al piatto, senza intermediari a quattro zampe.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/autosuficiencia-revelan-que-vegetales-deberiamos-plantar-para-sobrevivir-a-un-colapso-del-planeta-1783343460207.jpg" data-image="3stcunyn2acc" alt="piante" title="piante"> <figcaption>Lo studio ha identificato quali sono le uniche colture in grado di evitare la fame in caso di collasso globale.</figcaption> </figure><p>Lo studio precisa che <strong>la teoria appare perfetta sulla carta, ma la pratica presenterebbe enormi difficoltà</strong> in una crisi reale. Secondo i ricercatori, la transizione verso un'agricoltura di emergenza richiederebbe una pianificazione preventiva.</p><p>Il successo dipenderebbe dalla disponibilità di banche di semi locali e dalla previsione di alternative energetiche, come piccole coltivazioni di colza destinate alla produzione di biocarburanti, che permetterebbero di mantenere operativi i macchinari in caso di scarsità di petrolio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777363" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città">Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore-1783496103656_320.jpeg" alt="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"></a></article></aside><p>Fattori come <strong>il degrado dei suoli urbani</strong> o le difficoltà nel distribuire acqua con una rete elettrica fuori uso rappresentano variabili critiche evidenziate dall'analisi.</p><p>Tuttavia, questa ricerca dimostra che <strong>le città possiedono un potenziale di resilienza molto maggiore di quanto immaginiamo.</strong> Imparare oggi a prendersi cura di qualche vaso sul balcone potrebbe rappresentare il primo passo verso un futuro più autosufficiente.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3> <p class="article-reference__body"> <cite data-author="Boyd%20M%2C%20Wilson%20N" data-year="2025" data-title="Resilience%20to%20abrupt%20global%20catastrophic%20risks%20disrupting%20trade%3A%20Combining%20urban%20and%20near-urban%20agriculture%20in%20a%20quantified%20case%20study%20of%20a%20globally%20median-sized%20city" data-url="https%3A%2F%2Fwww.researchgate.net%2Fpublication%2F391525019_Resilience_to_abrupt_global_catastrophic_risks_disrupting_trade_Combining_urban_and_near-urban_agriculture_in_a_quantified_case_study_of_a_globally_median-sized_city"> Boyd M, Wilson N. (2025). <a href="https://www.researchgate.net/publication/391525019_Resilience_to_abrupt_global_catastrophic_risks_disrupting_trade_Combining_urban_and_near-urban_agriculture_in_a_quantified_case_study_of_a_globally_median-sized_city" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Resilience to abrupt global catastrophic risks disrupting trade: Combining urban and near-urban agriculture in a quantified case study of a globally median-sized city</a>. </cite> </p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/gli-ortaggi-che-dovremmo-piantare-per-sopravvivere-a-un-collasso-planetario.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA["Non è solo la pelle a risentirne": gli esperti avvertono che anche gli occhi soffrono quando le temperature aumentano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/non-e-solo-la-pelle-a-risentirne-gli-esperti-avvertono-che-anche-gli-occhi-soffrono-quando-le-temperature-aumentano.html</link><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 12:05:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Durante i periodi di temperature elevate, molte persone avvertono disturbi che vanno da lievi irritazioni a problemi più complessi che influiscono sulle attività quotidiane.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-es-solo-la-piel-los-expertos-advierten-que-los-ojos-tambien-sufren-cuando-suben-las-temperaturas-1782329077515.jpg" data-image="fc6kxcmigbze" alt="L'esposizione al sole senza protezione può alterare il naturale equilibrio dell'occhio e causare diverse patologie." title="L'esposizione al sole senza protezione può alterare il naturale equilibrio dell'occhio e causare diverse patologie."><figcaption>L'esposizione al sole senza protezione può alterare il naturale equilibrio dell'occhio e causare diverse patologie.</figcaption></figure><p>L'aumento delle temperature influisce direttamente sulla salute degli occhi e può provocare secchezza oculare, congiuntivite allergica e affaticamento visivo, avvertono gli oftalmologi degli Ospedali Civili di Guadalajara.</p><p><strong>Il caldo estremo provoca infatti una rapida evaporazione del film lacrimale, causando secchezza oculare,</strong> bruciore e la fastidiosa sensazione di avere della sabbia negli occhi. Inoltre, la disidratazione dovuta alle alte temperature e l'uso dell'aria condizionata riducono la qualità della visione e aumentano il rischio di congiuntivite.</p><div class="texto-destacado">Un ambiente più caldo favorisce anche la proliferazione di particelle in sospensione e allergeni. Inoltre, durante l'estate aumenta il rischio di congiuntivite per il contatto con l'acqua delle piscine, del mare e per l'esposizione alla brezza marina. Nei casi di grave disidratazione o colpo di calore, il sistema di autoregolazione dell'organismo può andare in crisi.</div><p>Questo fenomeno può provocare visione offuscata, vertigini, difficoltà di messa a fuoco e persino una temporanea perdita della visione periferica. <strong>Inoltre, con l'aumento delle temperature cresce anche l'esposizione ai raggi ultravioletti,</strong> aumentando il rischio di ustioni della cornea (fotocheratite) e cataratta.</p><h2>Il problema dell'occhio secco</h2><p>Analizziamo più nel dettaglio alcuni di questi disturbi. <strong>Le lacrime non hanno soltanto la funzione di mantenere gli occhi umidi,</strong> ma svolgono anche compiti essenziali: costituiscono una barriera protettiva contro polvere, microrganismi e particelle, apportano ossigeno e nutrienti alle strutture superficiali dell'occhio e garantiscono una lubrificazione adeguata, evitando l'attrito tra le palpebre e la superficie oculare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L'occhio secco comporta anche un altro problema: le particelle che raggiungono la superficie oculare non vengono eliminate correttamente, favorendo patologie come congiuntiviti, cheratiti e reazioni allergiche oculari.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>La carenza di lacrime non provoca soltanto la secchezza oculare, ma interessa direttamente anche la cornea,</strong> la struttura trasparente che permette di mettere a fuoco la luce. La continua evaporazione del film lacrimale può danneggiare le cellule superficiali della cornea, causando sintomi come:</p><ul> <li>Elevata sensibilità alla luce (fotofobia).</li> <li>Irritazione o sensazione di corpo estraneo.</li> <li>Lacrimazione continua.</li> <li>Arrossamento degli occhi.</li> <li>Dolore nei casi più gravi.</li></ul><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-es-solo-la-piel-los-expertos-advierten-que-los-ojos-tambien-sufren-cuando-suben-las-temperaturas-1782329641031.jpg" data-image="4echt8p5siwl" alt="L'occhio secco favorisce patologie come congiuntiviti, cheratiti e reazioni allergiche oculari." title="L'occhio secco favorisce patologie come congiuntiviti, cheratiti e reazioni allergiche oculari."><figcaption>L'occhio secco favorisce patologie come congiuntiviti, cheratiti e reazioni allergiche oculari.</figcaption></figure><p><strong>Il caldo influisce anche sulle ghiandole di Meibomio, responsabili della produzione dello strato lipidico del film lacrimale che ne limita l'evaporazione.</strong> Le alte temperature, il sudore e alcune condizioni ambientali possono favorire l'ostruzione di queste ghiandole, provocando la meibomite, con sintomi quali infiammazione del bordo palpebrale, irritazione oculare, alterazione della qualità del film lacrimale e maggiore evaporazione delle lacrime.</p><p><strong>Se l'ostruzione persiste, possono comparire infezioni localizzate come l'orzaiolo</strong> oppure il calazio, entrambe condizioni caratterizzate dalla formazione di piccole protuberanze dolorose sulla palpebra.</p><div class="texto-destacado">L'occhio contiene una struttura chiamata cristallino, la cui funzione principale è mettere a fuoco la luce in ingresso. Il cristallino svolge anche il ruolo di filtro naturale, assorbendo parte della radiazione ultravioletta. Tuttavia, quando l'esposizione al sole è intensa e prolungata, questo sistema di protezione non è più sufficiente.</div><p>Il sudore provocato dal caldo, pur non essendo la causa principale dei problemi oculari, può causare bruciore e alterare il pH della superficie dell'occhio, <strong>compromettendo il microbiota oculare naturale e favorendo irritazioni lievi o infezioni.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777340" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-clima-il-condizionatore-e-veramente-cosi-dannoso-per-salute-e-ambiente-facciamo-chiarezza.html" title="Caldo estremo e clima: il condizionatore è veramente così dannoso per salute e ambiente? Facciamo chiarezza">Caldo estremo e clima: il condizionatore è veramente così dannoso per salute e ambiente? Facciamo chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-clima-il-condizionatore-e-veramente-cosi-dannoso-per-salute-e-ambiente-facciamo-chiarezza.html" title="Caldo estremo e clima: il condizionatore è veramente così dannoso per salute e ambiente? Facciamo chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-estremo-e-clima-il-condizionatore-e-veramente-cosi-dannoso-per-salute-e-ambiente-facciamo-chiarezza-1783342241325_320.jpeg" alt="Caldo estremo e clima: il condizionatore è veramente così dannoso per salute e ambiente? Facciamo chiarezza"></a></article></aside><p>Con il passare del tempo, questa esposizione ai raggi UV può contribuire allo sviluppo della cataratta, una condizione in cui il cristallino perde la sua trasparenza e la visione diventa progressivamente offuscata. <strong>La cataratta rappresenta la principale causa di cecità reversibile nel mondo.</strong></p><h2>I consigli degli esperti</h2><p>Tra le raccomandazioni degli oftalmologi figurano <strong>l'utilizzo di occhiali da sole con protezione UV certificata, e non semplicemente con lenti scure o colorate, oltre all'uso di un cappello o di un berretto per ridurre l'esposizione diretta al sole.</strong></p><p><strong>È inoltre importante mantenere una corretta igiene degli occhi, evitare trucchi o creme che possano ostruire le ghiandole delle palpebre e non condividere cosmetici né utilizzare prodotti già usati o campioni.</strong> In caso di disturbi come occhio secco, congiuntivite o allergie oculari, è fondamentale rivolgersi a uno specialista e utilizzare esclusivamente i trattamenti prescritti.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3> <p class="article-reference__body"><cite data-author="A.J. Bron, J.M. Tiffany, S.M. Gouveia, N. Yokoi, L.W. Voon" data-year="2004" data-title="Aspectos funcionales de la capa lipídica de la película lagrimal" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sciencedirect.com%2Fscience%2Farticle%2Fabs%2Fpii%2FS0014483503003038%3Fvia%253Dihub">A.J. Bron, J.M. Tiffany, S.M. Gouveia, N. Yokoi, L.W. Voon. (2004). <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0014483503003038?via%3Dihub" target="_blank">Aspetti funzionali dello strato lipidico del film lacrimale</a>.</cite></p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/non-e-solo-la-pelle-a-risentirne-gli-esperti-avvertono-che-anche-gli-occhi-soffrono-quando-le-temperature-aumentano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Avete ancora i vostri vecchi cellulari riposti in un cassetto? Perché è così difficile sbarazzarsene e come si può fare ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/avete-ancora-i-vostri-vecchi-cellulari-riposti-in-un-cassetto-perche-e-cosi-difficile-sbarazzarsene-e-come-si-puo-fare.html</link><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 10:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Uno studio analizza gli ostacoli nascosti che ci portano ad accumulare dispositivi che non utilizziamo più e fornisce indicazioni su come smaltirli in modo sicuro.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/tenes-tus-celulares-viejos-guardados-en-un-cajon-por-que-nos-cuesta-deshacernos-de-ellos-y-como-hacerlo-correctamente-1781878571919.jpg" data-image="t47xq8v0bps2" alt="spazzatura elettronica" title="spazzatura elettronica"><figcaption>Si stima che quasi il 40% dei consumatori conservi i propri vecchi dispositivi a casa anziché riciclarli o venderli.</figcaption></figure><p>Quanti vecchi cellulari conservi in casa? Uno? Due? Un'intera pila di dispositivi che un tempo erano indispensabili e che oggi giacciono dimenticati in un cassetto? Non sei il solo. Invece di riciclarli, venderli o donarli, <strong>milioni di persone conservano i propri dispositivi elettronici per anni</strong> senza più utilizzarli.</p><p>È quanto emerge da uno studio condotto da ricercatori di diverse università statunitensi, che ha analizzato le risposte di <strong>quasi 4.000 consumatori per capire che fine fanno i dispositivi elettronici</strong> quando smettono di essere utilizzati.</p><p>I risultati mostrano che <strong>il 39% delle persone si limita a conservare i dispositivi inutilizzati</strong>, mentre solo circa il 10% li ricicla e una percentuale analoga li rivende. Il resto li dona, li consegna nell'ambito di programmi di permuta oppure li getta semplicemente via.</p><h2>Un problema che vale più di quanto sembri</h2><p>Il fenomeno va ben oltre lo spazio occupato da questi dispositivi nei cassetti. Telefoni, tablet, computer e smartwatch <strong>contengono materiali preziosi come rame, oro, argento e litio</strong>, che potrebbero essere recuperati attraverso adeguati processi di riciclo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tenes-tus-celulares-viejos-guardados-en-un-cajon-por-que-nos-cuesta-deshacernos-de-ellos-y-como-hacerlo-correctamente-1781878729766.jpg" data-image="idx6etbhsfn2" alt="Rifiuti elettronici" title="Rifiuti elettronici"><figcaption>I telefoni inutilizzati contengono materiali preziosi come oro, argento e litio che potrebbero essere recuperati e reimmessi nell'economia circolare.</figcaption></figure><p>Inoltre, quanto più a lungo rimangono inutilizzati, <strong>tanto più diminuisce il loro valore di rivendita</strong> e tanto più diventa difficile recuperarli per cancellare i dati memorizzati o recuperare informazioni importanti.</p><p>Per i ricercatori, questi piccoli <strong>"cimiteri tecnologici domestici"</strong> rappresentano un'opportunità persa sia dal punto di vista economico che ambientale.</p><p>Lo studio, pubblicato sulla rivista <em>Sustainability Analytics and Modeling</em>, ha cercato di comprendere <strong>quali fattori influenzino la decisione di conservare, riciclare, vendere, donare</strong> o smaltire i dispositivi elettronici domestici una volta giunti a fine vita.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tenes-tus-celulares-viejos-guardados-en-un-cajon-por-que-nos-cuesta-deshacernos-de-ellos-y-como-hacerlo-correctamente-1781878831520.jpg" data-image="ucu42eucckua" alt="Rifiuti elettronici" title="Rifiuti elettronici"><figcaption>Più tempo un dispositivo rimane dimenticato in un cassetto, più perde valore sul mercato dell'usato e più diventa difficile recuperarne i componenti.</figcaption></figure><p>Per farlo, gli autori hanno analizzato un'indagine nazionale condotta negli Stati Uniti su 3.747 consumatori. Oltre a rilevare i comportamenti relativi a computer, tablet e telefoni, <strong>hanno valutato conoscenze, percezioni e preoccupazioni riguardo alle diverse opzioni</strong> disponibili.</p><p>L'approccio non si è limitato al riciclo, ma ha confrontato tutte le possibili alternative. Questo ha permesso di capire con maggiore precisione <strong>che cosa spinge una persona a conservare un dispositivo</strong> e cosa, invece, la induce a dargli una seconda vita.</p><h2>La paura per i dati personali</h2><p>Il principale ostacolo è emerso in un ambito prevedibile, ma con un peso maggiore del previsto: <strong>la tutela della privacy</strong>.</p><p>Chi temeva che il riciclo o la rivendita di un dispositivo potessero <strong>esporre i propri dati personali mostrava una maggiore tendenza a conservarlo.</strong> Questa preoccupazione aumentava del 14% la probabilità di tenerlo in casa anziché riciclarlo e del 9% rispetto alla scelta di rivenderlo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tenes-tus-celulares-viejos-guardados-en-un-cajon-por-que-nos-cuesta-deshacernos-de-ellos-y-como-hacerlo-correctamente-1781879025754.jpg" data-image="wueejgg3y1kf" alt="Rifiuti elettronici" title="Rifiuti elettronici"><figcaption>Milioni di persone accumulano nelle proprie case una pila di dispositivi elettronici senza più utilizzarli.</figcaption></figure><p><strong>Foto, password, documenti e account digitali</strong> pesano più di qualsiasi incentivo economico quando arriva il momento di decidere cosa fare del proprio cellulare.</p><p>Lo studio ha inoltre evidenziato <strong>una differenza tra ciò che le persone dichiarano di voler fare e ciò che fanno realmente.</strong> La preoccupazione per i dati personali incide molto di più nelle decisioni concrete che nelle intenzioni dichiarate.</p><h2>L'altro grande ostacolo: non sapere cosa fare</h2><p>Il secondo ostacolo è meno tecnologico e molto più pratico: <strong>la mancanza di informazioni.</strong></p><p>Chi non sapeva dove riciclare i propri dispositivi aveva una probabilità superiore del 10% di conservarli. <strong>Molte persone, inoltre, li tengono come riserva,</strong> pensando che un giorno potrebbero aver bisogno dei dati contenuti al loro interno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tenes-tus-celulares-viejos-guardados-en-un-cajon-por-que-nos-cuesta-deshacernos-de-ellos-y-como-hacerlo-correctamente-1781879308875.jpg" data-image="22gmfzbg90zt" alt="Rifiuti elettronici" title="Rifiuti elettronici"><figcaption>Solo circa il 10% degli utenti decide di consegnare i propri dispositivi presso centri di riciclo autorizzati.</figcaption></figure><p>Al contrario, <strong>conoscere le opzioni disponibili cambia il comportamento</strong>: sapere dove riciclare aumenta del 47% la probabilità di farlo.</p><p>Lo studio ha identificato <strong>tre grandi gruppi di utenti:</strong></p><ul> <li>Il primo, caratterizzato da diffidenza e timore per la privacy, è quello che accumula il maggior numero di dispositivi.</li> <li>Il secondo, più informato e fiducioso nei sistemi di riutilizzo, tende maggiormente a vendere, donare o permutare i dispositivi.</li> <li>Il terzo mostra una minore preoccupazione per la privacy e una minore abitudine a conservare i dispositivi come riserva.</li> </ul><p>Ogni dispositivo dimenticato in un cassetto rappresenta una risorsa sottratta all'economia circolare. Nel loro insieme costituiscono una enorme quantità di <strong>materiali recuperabili</strong> che non rientrano nel sistema produttivo.</p><h2>Cosa fare prima di conservare (o buttare) un cellulare</h2><p>La buona notizia è che una parte del problema non richiede nuove tecnologie, ma semplicemente <strong>decisioni più consapevoli, informazioni chiare e procedure sicure.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tenes-tus-celulares-viejos-guardados-en-un-cajon-por-que-nos-cuesta-deshacernos-de-ellos-y-como-hacerlo-correctamente-1781879438464.jpg" data-image="iscefp733rrc" alt="Rifiuti elettronici" title="Rifiuti elettronici"><figcaption>Telefoni, tablet e computer inutilizzati nascondono minerali preziosi che il sistema produttivo ha urgente bisogno di recuperare.</figcaption></figure><p>Prima di lasciare un dispositivo in un cassetto, oppure prima di riciclarlo o venderlo, è consigliabile seguire alcuni <strong>semplici passaggi che riducono i rischi</strong> e ne facilitano il riutilizzo:</p><ul> <li>Eseguire un backup dei dati importanti.</li> <li>Disconnettere gli account associati (Google, Apple o altri).</li> <li>Ripristinare le impostazioni di fabbrica per eliminare tutte le informazioni personali.</li> <li>Rimuovere la scheda SIM e le eventuali schede di memoria.</li> <li>Verificare l'esistenza di punti di raccolta, programmi di permuta, rivendita o donazione presso negozi o centri autorizzati.</li> </ul><p>Si tratta di operazioni semplici, ma rappresentano un <strong>ponte tra l'intenzione e l'azione</strong>. Ed è proprio qui che lo studio ha individuato il principale ostacolo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753890" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricilaggio-dei-rifiuti-elettronici-perche-e-cosi-importante-e-quali-progressi-sono-stati-fatti.html" title="Ricilaggio dei rifiuti elettronici: perché è così importante e quali progressi sono stati fatti">Ricilaggio dei rifiuti elettronici: perché è così importante e quali progressi sono stati fatti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricilaggio-dei-rifiuti-elettronici-perche-e-cosi-importante-e-quali-progressi-sono-stati-fatti.html" title="Ricilaggio dei rifiuti elettronici: perché è così importante e quali progressi sono stati fatti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ricilaggio-dei-rifiuti-elettronici-perche-e-cosi-importante-e-quali-progressi-sono-stati-fatti-1770920106423_320.jpg" alt="Ricilaggio dei rifiuti elettronici: perché è così importante e quali progressi sono stati fatti"></a></article></aside><p>La prossima volta che aprirai quel cassetto, <strong>la decisione non dipenderà solo dalla tecnologia.</strong> Dipenderà soprattutto dal sapere cosa farne.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento dello studio</h3> <p class="article-reference__body"><cite data-author="Payam Saeedi et al." data-title="How declared knowledge and attitudes influence end-of-life decisions for electronic devices" data-url="https://www.mdpi.com/2071-1050/18/11/5239">Payam Saeedi et al. <a href="https://www.mdpi.com/2071-1050/18/11/5239" target="_blank">How declared knowledge and attitudes influence end-of-life decisions for electronic devices</a>.</cite></p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/avete-ancora-i-vostri-vecchi-cellulari-riposti-in-un-cassetto-perche-e-cosi-difficile-sbarazzarsene-e-come-si-puo-fare.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Architettura a prova di ondate di calore: che aspetto avranno gli edifici del futuro?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/architettura-a-prova-di-ondate-di-calore-che-aspetto-avranno-gli-edifici-del-futuro.html</link><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 08:08:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>E se gli edifici del futuro non avessero più bisogno dell'aria condizionata per rimanere piacevoli da vivere durante l'estate? Di fronte all'intensificarsi delle ondate di calore, una nuova generazione di edifici si affida a soluzioni tanto semplici quanto efficaci.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/architecture-anti-canicule-a-quoi-ressembleront-les-batiments-de-demain-immeuble-maison-jardin-secret-montpellier-france-climatisation-1783326419207.jpeg" data-image="166bf3x4a6io" alt="Vegetazione, facciate ondulate, specchi d'acqua… Le case del futuro si adattano all'ambiente e al clima locale." title="Vegetazione, facciate ondulate, specchi d'acqua… Le case del futuro si adattano all'ambiente e al clima locale."><figcaption>Vegetazione, facciate ondulate, specchi d'acqua… Le case del futuro si adattano all'ambiente e al clima locale.</figcaption></figure><p>Con l'aumento della frequenza e dell'intensità delle <strong>ondate di calore</strong>, è necessario ripensare completamente il modo di progettare gli edifici. Non basterà installare impianti di climatizzazione in tutti i nuovi immobili o adattare quelli esistenti. <strong>L'intera architettura dovrà evolversi per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico.</strong></p><p>Per troppo tempo <strong>l'aria condizionata è stata considerata la soluzione</strong> più semplice per raffrescare le abitazioni. Tuttavia presenta diversi limiti: <strong>consuma energia, rilascia calore all'esterno</strong> e contribuisce ad aggravare il fenomeno delle isole di calore urbane.</p><p>Di fronte a questa realtà, architetti e urbanisti stanno riscoprendo <strong>principi progettuali capaci di mantenere gli edifici freschi</strong> senza dover ricorrere sistematicamente alla climatizzazione. E sì, è davvero possibile.</p><h2>Un modello a Montpellier</h2><p>Uno degli <strong>esempi più recenti si trova a Montpellier</strong>, con il complesso residenziale "Jardins Secrets". Completati nel 2026, questi edifici sono stati <strong>progettati secondo i principi dell'architettura bioclimatica.</strong> L'obiettivo è semplice: sfruttare le caratteristiche naturali del luogo e del clima per <strong>limitare il surriscaldamento estivo.</strong></p><h3>Una facciata ondulata, bella e funzionale</h3><p>Per raggiungere questo risultato, gli edifici combinano diverse soluzioni: <strong>facciate protette dal sole</strong>, <strong>balconi sporgenti che fungono da schermature</strong>, pareti traforate che favoriscono la circolazione dell'aria, <strong>ampia vegetazione e la vicinanza di uno specchio d'acqua</strong>, che contribuisce a raffrescare l'ambiente circostante.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/architecture-anti-canicule-a-quoi-ressembleront-les-batiments-de-demain-immeuble-maison-jardin-secret-montpellier-france-climatisation-1783326491585.jpeg" data-image="9d17litf5hsg" alt="Edificio resistente al caldo in Francia" title="Edificio resistente al caldo in Francia"><figcaption>Tende da sole e persiane chiuse non bastano più per mantenere fresche le abitazioni.</figcaption></figure><p>Secondo i progettisti, questi accorgimenti consentono di <strong>garantire il comfort termico senza installare impianti di climatizzazione</strong> negli appartamenti. L'approccio si basa su un principio antico ma estremamente efficace: <strong>impedire al calore di entrare</strong>, invece di cercare di eliminarlo una volta accumulato all'interno.</p><p>L'architetto del progetto, Vincent Callebaut, spiega infatti: "<em><strong>Il miglior condizionatore è l'architettura bioclimatica.</strong> Viene progettata in funzione dei dati climatici, della direzione dei venti dominanti e dei materiali locali. L'obiettivo non è capire come raffrescare l'edificio, ma evitare che si surriscaldi.</em>"</p><h3>E senza consumare elettricità</h3><p><strong>Le schermature solari esterne svolgono quindi un ruolo fondamentale.</strong> A differenza delle tende interne, persiane, frangisole o sporgenze del tetto <strong>bloccano i raggi solari prima che attraversino le superfici vetrate.</strong> Anche la ventilazione naturale rappresenta un elemento chiave.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="fr" dir="ltr">Merci <a href="https://x.com/le20hfrancetele?ref_src=twsrc%5Etfw">@le20hfrancetele</a> pour ce reportage pédagogique consacré à notre projet bioclimatique "Jardins Secrets" à Montpellier. <a href="https://t.co/LLRnIxXvRP">https://t.co/LLRnIxXvRP</a></p>— VINCENT CALLEBAUT ARCHITECTURES (@VCALLEBAUT) <a href="https://x.com/VCALLEBAUT/status/2070472372528767103?ref_src=twsrc%5Etfw">June 26, 2026</a></blockquote></figure><p>Orientando gli edifici per <strong>sfruttare i venti dominanti</strong> e creando percorsi d'aria trasversali, gli architetti <strong>favoriscono il raffrescamento naturale delle abitazioni</strong>, soprattutto durante la notte, quando le temperature diminuiscono. Alcune facciate sono persino <strong>progettate per canalizzare le correnti d'aria</strong> e aumentarne l'efficacia.</p><p><strong>Anche i materiali da costruzione sono determinanti.</strong> Gli edifici con elevata inerzia termica, realizzati con materiali come <strong>calcestruzzo, pietra o terra cruda</strong>, <strong>assorbono parte del calore</strong> durante il giorno e lo rilasciano lentamente quando le temperature esterne iniziano a diminuire.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776784" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ondate-di-calore-sempre-piu-intense-il-tempo-per-vivere-e-lavorare-all-aperto-in-sicurezza-continua-a-ridursi.html" title="Ondate di calore sempre più intense: il tempo per vivere e lavorare all’aperto in sicurezza continua a ridursi">Ondate di calore sempre più intense: il tempo per vivere e lavorare all’aperto in sicurezza continua a ridursi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ondate-di-calore-sempre-piu-intense-il-tempo-per-vivere-e-lavorare-all-aperto-in-sicurezza-continua-a-ridursi.html" title="Ondate di calore sempre più intense: il tempo per vivere e lavorare all’aperto in sicurezza continua a ridursi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ondate-di-calore-sempre-piu-intense-il-tempo-per-vivere-e-lavorare-all-aperto-in-sicurezza-continua-a-ridursi-1782999324791_320.jpg" alt="Ondate di calore sempre più intense: il tempo per vivere e lavorare all’aperto in sicurezza continua a ridursi"></a></article></aside><p>Se sfruttata correttamente, <strong>questa inerzia consente di limitare i picchi di calore all'interno</strong> degli edifici, a condizione che gli ambienti possano essere adeguatamente ventilati durante la notte.</p><h2>Meno cemento, più verde</h2><p>Gli edifici del futuro dovranno inoltre <strong>integrarsi in un ambiente più ricco di vegetazione.</strong> Alberi, giardini, tetti verdi e superfici permeabili <strong>contribuiscono ad abbassare le temperature urbane</strong> grazie all'evapotraspirazione e all'ombreggiamento. Anche l'acqua può svolgere un ruolo importante, sotto forma di <strong>bacini o specchi d'acqua, che favoriscono localmente il raffrescamento dell'aria.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/architecture-anti-canicule-a-quoi-ressembleront-les-batiments-de-demain-immeuble-maison-jardin-secret-montpellier-france-climatisation-1783326560344.jpeg" data-image="kzfsgjamz4nn" alt="Edificio bioclimatico con vegetazione" title="Edificio bioclimatico con vegetazione"><figcaption>Oltre all'architettura, la presenza di vegetazione sugli edifici contribuisce a raffrescare naturalmente gli ambienti.</figcaption></figure><p>Questi principi <strong>stanno già ispirando le nuove normative.</strong> In Francia, la normativa RE2020 impone oggi di <strong>considerare il comfort estivo</strong> fin dalla fase di progettazione degli edifici, per limitare il rischio di surriscaldamento <strong>senza moltiplicare gli impianti di climatizzazione.</strong></p><p><strong>L'orientamento dell'edificio, la dimensione delle aperture, le schermature solari</strong> e la ventilazione naturale <strong>sono ormai criteri fondamentali</strong> fin dalle prime fasi della progettazione.</p><h3>Adattare l'architettura al clima</h3><p>L'architettura anti-caldo, o più propriamente bioclimatica, <strong>non consiste nell'inventare tecnologie rivoluzionarie</strong>, ma nell'adattare gli edifici al clima che li circonda. Combinando <strong>conoscenze costruttive spesso antiche con moderne tecniche edilizie</strong>, le abitazioni del futuro potrebbero offrire <strong>maggiore comfort riducendo al tempo stesso i consumi energetici.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><em>"L'architettura bioclimatica non è magia. Non permette di avere 20 °C in casa quando all'esterno ce ne sono 40, ma è straordinaria perché i suoi principi funzionano per tutta la vita dell'edificio. Non richiedono manutenzione, funzionano senza meccanismi e senza elettricità."</em><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Un altro vantaggio, tutt'altro che secondario, riguarda <strong>i costi</strong>: "<em><strong>Costa meno di un edificio tradizionale.</strong> Il costo di costruzione è circa il 5% superiore rispetto a quello di un edificio convenzionale, ma <strong>le spese di riscaldamento sono inferiori sia in inverno sia in estate</strong>. Se le persiane vengono chiuse correttamente, l'abitazione viene ventilata di notte e le finestre restano chiuse durante il giorno, <strong>si possono guadagnare da 8 a 12 gradi di comfort termico.</strong> Di conseguenza, anche l'utilizzo del climatizzatore si riduce notevolmente."</em><em><br></em></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="682876" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/3-strategie-dell-architettura-tradizionale-per-adattarsi-al-clima.html" title="3 strategie dell'architettura tradizionale per adattarsi al clima">3 strategie dell'architettura tradizionale per adattarsi al clima</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/3-strategie-dell-architettura-tradizionale-per-adattarsi-al-clima.html" title="3 strategie dell'architettura tradizionale per adattarsi al clima"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estrategias-de-la-arquitectura-tradicional-para-la-adaptacion-al-clima-1731170535165_320.jpg" alt="3 strategie dell'architettura tradizionale per adattarsi al clima"></a></article></aside><p>Questa tipologia di architettura offre quindi <strong>numerosi vantaggi rispetto agli edifici energeticamente inefficienti</strong>, nei quali molte persone soffrono il caldo in estate e il freddo in inverno. Un'evoluzione progettuale che rischia di diventare rapidamente indispensabile, considerando la portata degli effetti del cambiamento climatico.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento dell'articolo</h3> <p class="article-reference__body"><cite data-author="Marine Richard, Le Figaro" data-year="2026" data-title="Pas besoin de climatisation, ces bâtiments protègent naturellement de la chaleur" data-url="https://immobilier.lefigaro.fr/article/pas-besoin-de-climatisation-ces-batiments-protegent-naturellement-de-la-chaleur-20260705">Marine Richard, <em>Le Figaro</em> (2026). <a href="https://immobilier.lefigaro.fr/article/pas-besoin-de-climatisation-ces-batiments-protegent-naturellement-de-la-chaleur-20260705" target="_blank">Pas besoin de climatisation, ces bâtiments protègent naturellement de la chaleur</a>.</cite></p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/architettura-a-prova-di-ondate-di-calore-che-aspetto-avranno-gli-edifici-del-futuro.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Euclid ha trovato nuovi quasar remoti, tra i fari più antichi del cosmo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/euclid-ha-trovato-nuovi-quasar-remoti-tra-i-fari-piu-antichi-del-cosmo.html</link><pubDate>Sun, 12 Jul 2026 04:55:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Euclid ha scoperto 31 quasar antichissimi, due dei quali risalgono a soli 670 milioni di anni dopo il Big Bang. La scoperta aiuta a capire come siano cresciuti così presto i buchi neri supermassicci.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/euclid-ha-trovato-nuovi-quasar-remoti-tra-i-fari-piu-antichi-del-cosmo-1783419256066.jpg" data-image="utbxx9guym10" alt="Quasar" title="Quasar"><figcaption>Rappresentazione artistica di un quasar. Il materiale surriscaldandosi spiraleggia verso il centro da cui fuoriesce un sottile getto di materiale simile a un fascio a velocità relativistiche. Credit: ESA</figcaption></figure><p>In un solo anno <strong>il telescopio spaziale Euclid ha scovato 31 nuovi quasar remoti.</strong> Un numero eccezionale se si pensa che, prima del lancio di Euclid, erano serviti quasi 10 anni per scovare una decina di tali quasar così remoti.</p><p>Si è così passati da pochi casi eccezionali a un campione più ampio che permette di studiare la popolazione complessiva dei quasar antichi.</p><p><strong>Ma cosa sono i quasar e perché quelli antichi sono così importanti.</strong></p><h2>I quasar, una delle diverse manifestazioni dei buchi neri</h2><p><strong>I buchi neri stellari si manifestano in una molteplicità di forme</strong>. Quelli cosiddetti stellari hanno tutti una comune origine, l’esplosione di supernova di una stella massiccia. Una volta nato il buco nero, <strong>la sua massa iniziale,</strong> generalmente equivalente a pochissime masse solari, <strong>non smette di crescere alimentandosi di tutto ciò che rientra nel suo campo di attrazione gravitazionale.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Da poche masse solari il buco nero cresce fino a diventare supermassiccio, con una massa equivalente a milioni di masse solari.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>I buchi neri possono essere “quiescenti”</strong>, poiché non emettono luce e li si scopre osservando il movimento delle stelle che gli orbitano attorno.<strong> I buchi neri più massicci invece sono "attivi"</strong>. Questi emettono luce a diverse lunghezze d’onda, luce prodotta non dal buco nero ma dal materiale che cadendogli sopra forma un disco (di accrescimento) caldissimo e luminosissimo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="644970" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/voracita-galattica-da-1-sole-al-giorno-quella-del-quasar.html" title="L’oggetto più brillante finora scoperto nell’Universo è un quasar da record">L’oggetto più brillante finora scoperto nell’Universo è un quasar da record</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/voracita-galattica-da-1-sole-al-giorno-quella-del-quasar.html" title="L’oggetto più brillante finora scoperto nell’Universo è un quasar da record"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/voracita-galattica-da-1-sole-al-giorno-quella-del-quasar-1708595227853_320.jpg" alt="L’oggetto più brillante finora scoperto nell’Universo è un quasar da record"></a></article></aside><p><strong>Un</strong> <strong>buco nero supermassiccio, se posizionato al centro di una galassia, può manifestarsi come “nucleo galattico attivo”</strong> (<strong>AGN</strong>, <em>Active Galactic Nuclei). </em>E' la regione centrale straordinariamente luminosa di alcune galassie, alimentate da un buco nero supermassiccio che attrae e inghiotte la materia circostante.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/euclid-ha-trovato-nuovi-quasar-remoti-tra-i-fari-piu-antichi-del-cosmo-1783443789451.png" data-image="9bzqsywrf36b" alt="quasar" title="quasar"><figcaption>Immagine nella banda X del quasar PKS 1127-145 a 10 milioni di anni luce dalla Terra. Credit: NASA/CXC/A.Siemiginowska(CfA)/J.Bechtold(U.Arizona) - CHANDRA X-ray Observatory CXC Operated for NASA by SAO</figcaption></figure><p><strong>Ma può manifestarsi anche come quasar</strong> (<em>quasi-stellar radio source</em>) cioè un oggetto che sebbene alle osservazioni ottiche appaia simile a una stella, ha una luminosità radio fino a milioni di volte superiore a quella delle stelle più luminose, rivelando la sua natura non stellare.</p><h2>Perché i quasar remoti sono così importanti</h2><p>Grazie alla loro elevatissima luminosità, <strong>i quasar remoti sono visibili a grandissime distanze</strong>, distanze pari alle stesse dimensioni dell’Universo. <strong>Sono pertanto fari cosmici che popolavano il giovanissimo Universo</strong> quando questo aveva meno di un miliardo di anni (contro gli attuali 13.8 miliardi).</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>I quasar remoti trasportano preziose informazioni che ci aiutano a capire meglio le proprietà del giovanissimo universo. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Dei 31 scoperti da Euclid, missione dell’Agenzia Spaziale Europea con partecipazione NASA, <strong>due sono i quasar più antichi finora osservati</strong>: la loro luce proviene da un’epoca in cui il cosmo aveva appena 670 milioni di anni (circa il 5% dell’attuale età dell’Universo).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="511811" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/spazio-viaggio-a-ritroso-nel-tempo-telescopio-euclid.html" title="Com'era l'Universo 10 miliardi di anni fa? Viaggio a ritroso nel tempo grazie al telescopio Euclid">Com'era l'Universo 10 miliardi di anni fa? Viaggio a ritroso nel tempo grazie al telescopio Euclid</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/spazio-viaggio-a-ritroso-nel-tempo-telescopio-euclid.html" title="Com'era l'Universo 10 miliardi di anni fa? Viaggio a ritroso nel tempo grazie al telescopio Euclid"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-viaggio-a-ritroso-nel-tempo-grazie-al-telescopio-euclid-1688457471361_320.jpg" alt="Com'era l'Universo 10 miliardi di anni fa? Viaggio a ritroso nel tempo grazie al telescopio Euclid"></a></article></aside><p>I dati Euclid sono stati recentemente presentati nella <strong>Quick Data Release 1</strong>. </p><div class="texto-destacado"><strong>La Quick Data Release 1</strong> è una prima pubblicazione di dati e comprende 63,1 gradi quadrati di cielo e circa 26 milioni di rilevazioni, che verranno utilizzati per una vasta gamma di studi astrofisici. Per i risultati cosmologici è necessario accumulare ulteriori anni di dati. Il 30 giugno 2026 la rivista <em>Astronomy & Astrophysics</em> ha pubblicato uno speciale con 41 lavori scientifici basati sui dati Euclid Q1.</div><p>Questi quasar remoti si inseriscono in uno dei grandi problemi dell’astrofisica moderna: <strong>come hanno fatto alcuni buchi neri supermassicci a diventare enormi così presto?</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="675382" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/sono-neri-ma-possono-essere-brillantissimi-spieghiamo-questa-apparente-contraddizione-sui-buchi-neri.html" title="Sono neri ma possono essere brillantissimi: spieghiamo questa apparente contraddizione sui buchi neri">Sono neri ma possono essere brillantissimi: spieghiamo questa apparente contraddizione sui buchi neri</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/sono-neri-ma-possono-essere-brillantissimi-spieghiamo-questa-apparente-contraddizione-sui-buchi-neri.html" title="Sono neri ma possono essere brillantissimi: spieghiamo questa apparente contraddizione sui buchi neri"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sono-neri-ma-possono-essere-brillantissimi-spieghiamo-questa-apparente-contraddizione-sui-buchi-neri-1727091021138_320.png" alt="Sono neri ma possono essere brillantissimi: spieghiamo questa apparente contraddizione sui buchi neri"></a></article></aside><p>Si sono formati all’epoca in cui si stavano formando le prime galassie e quindi le prime stelle all’interno di queste. Come hanno fatto le stelle massicce a evolvere così rapidamente e produrre buchi neri che altrettanto rapidamente hanno raggiunto masse da milioni di masse solari, processo lento che richiede tanto tempo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/euclid-ha-trovato-nuovi-quasar-remoti-tra-i-fari-piu-antichi-del-cosmo-1783443966314.jpeg" data-image="t27o0ct8yz31" alt="Euclid" title="Euclid"><figcaption>Rappresentazione artistica del telescopio spaziale Euclid. Credit: NASA/ESA</figcaption></figure><p><strong>Una possibile ipotesi è che i primi “semi” di buco nero fossero già relativamente grandi,</strong> nati dal collasso diretto di enormi nubi di gas, quindi di origine non stellare. <strong>Un’altra ipotesi è che </strong>abbiano avuto un’origine stellare ma <strong>l’accrescimento sia stato molto più rapido ed efficiente di quanto previsto dai modelli più semplici. </strong></p><p><strong>Una terza possibilità è che le prime galassie abbiano offerto condizioni particolarmente favorevoli</strong>, fornendo ambienti densi ricchi di grandi quantità di gas freddo in cui i buchi neri potevano alimentarsi rapidamente.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le osservazioni raccolte negli ultimi anni ci mostrano un Universo primordiale più evoluto di quanto si credesse.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La scoperta di Euclid non ci dà risposte definitive, ma conferma che <strong>l’Universo primordiale era già “maturo”</strong>. A distanza di poche centinaia di milioni di anni dal Big Bang, era già ricco di strutture complesse, galassie in crescita, buchi neri giganteschi, regioni di formazione stellare ricche di gas.</p><p>Il futuro contributo che verrà dal James Webb e dal Roman Telescope nell’osservazione di questi fari cosmici avrà un ruolo chiave nel comprendere come l’Universo primitivo sia rapidamente evoluto.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/euclid-ha-trovato-nuovi-quasar-remoti-tra-i-fari-piu-antichi-del-cosmo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scoperta inaspettata: le aree archeologiche sono santuari della biodiversità, i risultati di uno studio recente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperta-inaespattata-aree-archeologiche-santuari-della-biodiversita.html</link><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 16:20:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>I siti archeologici sono luoghi di elevata biodiversità: un recente studio ne ha mappati molti, svelando questo inaspettato e poco conosciuto lato di aree solitamente valorizzate solo per motivi storici.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperta-inaespattata-aree-archeologiche-santuari-della-biodiversita-1783501731701.jpeg" data-image="06ve3tici08f" alt="biodiversità" title="biodiversità"><figcaption>La biodiversità nelle aree archeologiche, un lato poco conosciuto e analizzato in dettaglio in un nuovo studio.</figcaption></figure><p>Le aree archeologiche non sono soltanto luoghi di conservazione del passato, ma anche <strong>inaspettate riserve ecologiche con un ruolo importante nella tutela della biodiversità</strong>. Questo è quanto emerge dalla review pubblicata sulla rivista della British Ecological Society <em>People and Nature, </em>la più ampia attualmente disponibile sul rapporto tra archeologia e biodiversità: in essa, vengono <strong>censiti oltre 240 studi che documentano la biodiversità in più di 1400 siti archeologici internazionali.</strong></p><p>Il lavoro, realizzato da un team multidisciplinare del Consiglio Nazionale delle Ricerche -Antonio Romano dell’Istituto di BioEconomia (Cnr-Ibe), Elisa Storace dell’Unità Valorizzazione della Ricerca (Cnr-UVR), Diego Ronchi ed Elisa Dalla Longa dell’Istituto di Scienze del patrimonio culturale (Cnr-Ispc)- , evidenzia come <strong>molti siti archeologici siano rimasti relativamente invariati per lunghi periodi</strong>: questa limitata alterazione antropica ha favorito la presenza di rifugi biologici stabili, capaci di ospitare specie vegetali e animali che in alcuni casi risultano rare o scomparse dal paesaggio circostante.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="624001" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-straordinaria-ricchezza-di-biodiversita-offerta-dalla-macchia-mediterranea.html" title="La straordinaria ricchezza di biodiversità offerta dalla macchia mediterranea">La straordinaria ricchezza di biodiversità offerta dalla macchia mediterranea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-straordinaria-ricchezza-di-biodiversita-offerta-dalla-macchia-mediterranea.html" title="La straordinaria ricchezza di biodiversità offerta dalla macchia mediterranea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-straordinaria-ricchezza-di-biodiversita-offerta-dalla-macchia-mediterranea-1703851597996_320.jpg" alt="La straordinaria ricchezza di biodiversità offerta dalla macchia mediterranea"></a></article></aside><p>“Dal punto di vista ecologico, ogni tipologia archeologica genera microhabitat specifici: murature antiche, cavità sotterranee e superfici lapidee esposte offrono condizioni favorevoli a differenti taxa”, spiega Antonio Romano del Cnr-Ibe. “Una parete romana assolata può ospitare specie vegetali xerofile, una tomba ipogea muschi, insetti e pipistrelli, mentre un muro greco o medievale può costituire rifugio per rettili termofili, molluschi, artropodi e piccoli uccelli nidificanti”.</p><p>La review prende in esame studi e ricerche che coprono un <strong>arco temporale dagli anni ’40 del XVII secolo agli anni ’20 del XXI secolo,</strong> con una forte concentrazione tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo, segnalando l’emergere di una sensibilità interdisciplinare contemporanea.</p><h2>I siti archeologici studiati</h2><p><strong>I siti archeologici trattati vanno dalla media età della pietra (300.000 40.000 anni fa) fino ad alcune aree del XIX secolo</strong>, sebbene la maggioranza dei siti sia datata tra il V-IV secolo A.C. al XIV D.C. Nella review sono stati inclusi articoli peer-reviewed, atti congressuali e rapporti tecnici che analizzavano direttamente la biodiversità nei siti archeologici, registrando per ciascuno localizzazione geografica, finalità dello studio, gruppi tassonomici vegetali e animali, cronologia archeologica e presenza di specie aliene. <strong>I dati documentano la biodiversità in siti archeologici distribuiti su sei continenti, tutti eccetto l’Antartide.</strong></p><h3><strong>L’Italia il Paese con il maggior numero di studi e siti esaminati </strong></h3><p><strong>L’Europa è il continente più rappresentato, con particolare concentrazione nell’area mediterranea,</strong> dove l’Italia risulta il Paese con il maggior numero di studi e siti esaminati: l’86,9% degli studi riguarda esclusivamente la flora, il 13,1% la fauna e solo il 4,1% entrambe. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> <strong>L’Europa è il continente più rappresentato, con particolare concentrazione nell’area mediterranea,</strong> dove l’Italia risulta il Paese con il maggior numero di studi e siti esaminati <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tra le piante dominano nettamente le vascolari, mentre briofite, licheni e alghe risultano minoritari. Tra gli animali i rettili rappresentano il gruppo più studiato, seguiti da pipistrelli, uccelli, artropodi e mammiferi non volatori. Il 32,4% degli articoli riporta informazioni sulla presenza nei siti archeologici anche di specie aliene.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperta-inaespattata-aree-archeologiche-santuari-della-biodiversita-1783501089479.jpg" data-image="xb598nkk7n5l"><figcaption>Mappa che mostra la distribuzione mondiale (a) dei siti archeologici (punti rossi) nei quali sono stati condotti studi sulla biodiversità, con un dettaglio del bacino del Mediterraneo (b). La barra di scala rappresenta la distanza ellissoidale (geodetica).</figcaption></figure><p>Sul piano scientifico il campo resta ancora largamente aperto: la maggior parte delle ricerche riguarda insediamenti antichi, luoghi di culto e necropoli, mentre risultano molto meno studiati acquedotti, fortificazioni, infrastrutture storiche lineari e paesaggi archeologici minori.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777440" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-straordinaria-scoperta-archeologica-sottomarina-riporta-in-vita-una-delle-7-meraviglie-del-mondo-antico.html" title="Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico">Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-straordinaria-scoperta-archeologica-sottomarina-riporta-in-vita-una-delle-7-meraviglie-del-mondo-antico.html" title="Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-impresionante-hallazgo-arqueologico-bajo-el-agua-que-va-a-revivir-una-de-las-7-maravillas-del-mundo-antiguo-1782728866756_320.jpeg" alt="Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico"></a></article></aside><p>Le implicazioni applicative riguardano direttamente la gestione del patrimonio culturale, suggerendo modelli integrati in cui archeologi, botanici, zoologi, restauratori e responsabili dei siti lavorino su protocolli condivisi.</p><p>“Questo tipo di analisi suggerisce nuove possibilità di valorizzazione culturale dei siti: pensiamo ad arricchire le esperienze di visita con percorsi botanici, osservazione faunistica, pannelli ecologici, programmi educativi e visite stagionali dedicate, che possono ampliare il tempo di permanenza dei visitatori e diversificare il pubblico: <strong>un’area archeologica può essere raccontata non solo attraverso la sua cronologia storica, ma anche attraverso la biodiversità </strong>che ospita”, aggiunge Elisa Dalla Longa del Cnr-Ispc.</p><p>I monumenti, in quest’ottica, non sono soltanto documenti del passato: sono spazi viventi, capaci di produrre conoscenza scientifica, tutela ambientale e nuova narrazione culturale.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Romano%2C%20A.%2C%20Storace%2C%20E.%2C%20Ronchi%2C%20D.%2C%20%26%20Dalla%20Longa%2C%20E." data-year="2026" data-title="Ancient%20people%20and%20living%20nature%3A%20A%20global%20perspective%20on%20archaeological%20areas%20and%20biodiversity." data-url="https%3A%2F%2Fbesjournals.onlinelibrary.wiley.com%2Fdoi%2F10.1002%2Fpan3.70299">Romano, A., Storace, E., Ronchi, D., & Dalla Longa, E.. (2026). <a href="https://besjournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/pan3.70299" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Ancient people and living nature: A global perspective on archaeological areas and biodiversity.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperta-inaespattata-aree-archeologiche-santuari-della-biodiversita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scoperti 4 pianeti "proibiti" nella valle dei raggi e nel deserto dei Nettuniani caldi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scoperti-4-pianeti-proibiti-nella-valle-dei-raggi-e-nel-deserto-dei-nettuniani.html</link><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 15:03:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Esistono due regioni “proibite”, quella tra SuperTerre e MiniNettuniani, chiamata “valle dei raggi”, e quella vicino alla stella per i Nettuniani caldi, chiamato “deserto dei Nettuniani caldi”. Quattro rarissimi pianeti sono stati scoperti proprio in queste regioni “proibite”</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperti-4-pianeti-proibiti-nella-valle-dei-raggi-e-nel-deserto-dei-nettuniani-1783536410045.png" data-image="3w82i592l7d0" alt="esopianeta" title="esopianeta"><figcaption>SuperTerre e MiniNettuniani sono la tipologia più diffusa di esopianeta. Credit: NASA</figcaption></figure><p>Grazie alla scoperta di oltre 6300 esopianeti, sappiamo che <strong>la varietà di pianeti nell’Universo</strong>, o almeno nella nostra Galassia, <strong>è grande</strong>. I pianeti del nostro Sistema Solare non rappresentano affatto la popolazione estremamente variegata degli esopianeti.</p><p><strong>Potremmo dire che di esopianeti ne esistono di tutte le dimensioni,</strong> dai più piccoli ai giganti come Giove, di tutte le masse, dai più leggeri, come i “pianeti soffici”, ai più massicci, e di tutte le temperature, da quelli più freddi a quelli coperti da oceani di lava.</p><h2>Valli e deserti proibiti ai pianeti</h2><p><strong>Eppure esistono due curiose zone “proibite”</strong>, cioè un intervallo nei valori del raggio dei pianeti e nella distanza dalla stella madre, <strong>chiamate rispettivamente “valle dei raggi” e “deserto dei Nettuniani caldi” all’interno delle quali non esistono pianeti.</strong> Sin dalla loro scoperta, gli astronomi si interrogano ancora oggi sul perché di queste zone deserte nello spazio dei parametri.</p><p>In un recentissimo lavoro pubblicato sulla rivista <em>Monthly Notices of the Royal Astronomical Society</em>, Morello dell'Istituto de Astrofisica de Andalucia e colleghi hanno scoperto <strong>4 pianeti rarissimi poiché 2 sono tra i più vicini alla “valle dei raggi” e due al “deserto dei Nettuniani”.</strong> Questa scoperta è molto importante perché traccia la strada da seguire per svelare l’enigma delle zone “proibite”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="495732" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/superterre-e-mininettuniani-gli-assenti-del-sistema-solare.html" title="SuperTerre e MiniNettuniani, gli assenti del Sistema Solare">SuperTerre e MiniNettuniani, gli assenti del Sistema Solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/superterre-e-mininettuniani-gli-assenti-del-sistema-solare.html" title="SuperTerre e MiniNettuniani, gli assenti del Sistema Solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/superterre-e-mininettuniani-gli-assenti-del-sistema-solare-1684223439250_320.jpg" alt="SuperTerre e MiniNettuniani, gli assenti del Sistema Solare"></a></article></aside><p>La “valle dei raggi” è la zona che separa le due tipologie di esopianeti chiamate <strong>SuperTerre e MiniNettuniani</strong>, le prime con raggio inferiore a 1 raggio e mezzo terrestre, la seconda superiore ai 2 raggi terrestri. Nulla è stato trovato con raggio intermedio tra 1.5 e 2.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La "valle dei raggi" separa le SuperTerre dai MiniNettuniani<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Prima di addentrarci in queste zone “proibite”, vediamo cosa sono SuperTerre e MiniNettuniani e perchè sono stati definiti in questo modo</p><h3>Le SuperTerre</h3><p>Questi esopianeti vengono così chiamati poiché <strong>hanno dimensioni superiori a quelle della Terra</strong>: il loro raggio arriva ad essere fino ad una volta e mezza quello della Terra e, quindi, il loro volume fino a circa 3.3 volte quello della Terra. <strong>Sono pianeti rocciosi come la Terra</strong> e sono tra i più comuni finora scoperti dagli astronomi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Quasi il 29% degli esopianeti confermati appartiene alla classe delle SuperTerre<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L'altra tipologia è quella dei MiniNettuniani.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperti-4-pianeti-proibiti-nella-valle-dei-raggi-e-nel-deserto-dei-nettuniani-1783535161631.png" data-image="75jjdtpwqna6" alt="Exoplanets" title="Exoplanets"><figcaption>Rappresentazione delle proporzioni di SuperTerre e MiniNettuniani rispetto alla Terra. Credit: NASA/ESA/CSA and STScI</figcaption></figure><h3><br></h3><h3>I MiniNettuniani<br></h3><p>Vengono così chiamati poiché h<strong>anno dimensioni maggiori a quelle delle SupeTerre, ma inferiori a quelle dei pianeti Nettuniani</strong>. Il loro raggio va da 2 a 4 volte quello della Terra, quindi hanno volumi fino a 64 volte quello della Terra.</p><h2>I grandi assenti ma molto ricercati</h2><p>Ancora oggi non sono stati trovati pianeti con raggio compreso tra 1.5 e 2 raggi terrestri, ossia pianeti che siano più grandi delle SuperTerre e più piccoli dei MiniNettuniani.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="642749" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-superterre-esopianeti-potenzialmente-abitabili-ma-assenti-nel-sistema-solare.html" title="Le SuperTerre, esopianeti potenzialmente abitabili ma assenti nel Sistema Solare">Le SuperTerre, esopianeti potenzialmente abitabili ma assenti nel Sistema Solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-superterre-esopianeti-potenzialmente-abitabili-ma-assenti-nel-sistema-solare.html" title="Le SuperTerre, esopianeti potenzialmente abitabili ma assenti nel Sistema Solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-superterre-esopianeti-intriganti-potenzialmente-abitabili-ma-assenti-nel-sistema-solare-1707215002728_320.png" alt="Le SuperTerre, esopianeti potenzialmente abitabili ma assenti nel Sistema Solare"></a></article></aside><p>Gli astronomi li stanno cercando ma ancora con insuccesso.</p><p>In un grafico in cui il numero di pianeti scoperti è rappresentato in funzione del loro raggio, si nota che mentre sono numerosi i pianeti con raggio inferiore a 1.5 raggi terrestri (le SuperTerre) e sono numerosi quelli con raggio maggiore di 2 raggi terrestri (i MiniNettuniani) mancano quelli di raggio intermedio tra 1.5 e 2. Questa regione del grafico è chiamata <strong>“valle dei raggi” o “Fulton gap”</strong> dal nome dello scopritore.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Non esistono pianeti con dimensioni intermedie tra SuperTerre e MiniNettuniani.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Perché la Natura dovrebbe creare pianeti di tutte le dimensioni, da quelle di Mercurio a quelle di Giove, ma non tra 1.5 e 2 raggi terrestri?</p><h2>Perché esistono queste zone "proibite"</h2><p>Viene in mente il famoso detto latino <strong>“Natura non facit saltus” </strong>- La Natura non fa salti - cioè varia senza discontinuità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperti-4-pianeti-proibiti-nella-valle-dei-raggi-e-nel-deserto-dei-nettuniani-1783535548520.png" data-image="0gfcb3xeuc0r" alt="Valle dei raggi" title="Valle dei raggi"><figcaption>Per valle dei raggi si intende l'assenza di pianeti con raggi compresi tra quelli delle SuperTerre e quelli dei MiniNettuniani. Credit: Fulton et al.</figcaption></figure><p>Allora, non certo sulla base di questo detto, gli astronomi si sono chiesti se magari tali pianeti si siano effettivamente formati, ma poi siano evoluti lasciando questa “valle”. </p><p><strong>L’idea più valida è che i MiniNettuniani</strong> (raggio maggiore di 2 raggi terrestri) abbiano avuto la loro atmosfera rapidamente erosa dalla radiazione stellare con un processo noto come foto-evaporazione e di loro sia rimasto solo il nucleo roccioso (raggio inferiore ai 1.5 raggi solari) cioè <strong>siano diventati delle SuperTerre.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>E’ possibile che le SuperTerre una volta fossero MiniNettuaniani la cui atmosfera è stata erosa dalla radiazione stellare.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questa curiosità della “valle dei raggi” è collegata ad un’altra curiosità, quella del <strong>“deserto dei Nettuniani”</strong>. Ad oggi non vengono scoperti pianeti Nettuniani in orbita stretta, cioè vicini alla loro stella madre. </p><div class="texto-destacado">I Nettuniani sono in assoluto la tipologia di esopianeta più diffusa. Essa ammonta al 34% di tutti i pianeti confermati. Sebbene molto diffusi, si trovano tutti molto lontani dalla propria stella con periodi orbitali superiori ai 4 giorni.</div><p>Anche in questo caso, Nettuniani molto vicini e quindi caldi avrebbero potuto perdere rapidamente la propria atmosfera, quindi diventare una tipologia diversa di pianeta, lasciando a vista il nucleo roccioso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperti-4-pianeti-proibiti-nella-valle-dei-raggi-e-nel-deserto-dei-nettuniani-1783535848568.png" data-image="8d5d4dnjehpt" alt="Nettuniani caldi" title="Nettuniani caldi"><figcaption>Per deserto dei Nettuniani caldi si intende la mancanza di pianeti delle dimensioni di Nettuno in prossimità della propria stella (con periodi orbitali inferiori a circa 4 giorni). Credit Abbia et al.</figcaption></figure><p>Sulla base di questa ipotesi, <strong>maggiore è l’irraggiamento stellare e quindi la fotoevaporazione minore è la probabilità di trovare pianeti tra SuperTerre e MiniNettuniani o Nettuniani all’interno del deserto.</strong></p><h2>Verso la soluzione del mistero</h2><p>Per questo motivo <strong>gli astronomi hanno intensificato la loro ricerca su stelle con una minore emissione</strong>, in particolare stelle che siano magneticamente meno attive, o meno capaci di erodere le atmosfere dei vicini pianeti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="727859" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raggiunto-a-settembre-il-numero-record-di-6000-esopianeti-confermati.html" title="La NASA conferma il numero di esopianeti al di fuori del Sistema Solare: il numero vi sorprenderà">La NASA conferma il numero di esopianeti al di fuori del Sistema Solare: il numero vi sorprenderà</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raggiunto-a-settembre-il-numero-record-di-6000-esopianeti-confermati.html" title="La NASA conferma il numero di esopianeti al di fuori del Sistema Solare: il numero vi sorprenderà"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/raggiunto-a-settembre-il-numero-record-di-6000-esopianeti-confermati-1757002163134_320.png" alt="La NASA conferma il numero di esopianeti al di fuori del Sistema Solare: il numero vi sorprenderà"></a></article></aside><p>Proprio in questi giorni Morello e colleghi hanno confermato l’esistenza di <strong>4 pianeti attorno ad stelle di tipo K, cioè meno calde del Sole e molto meno “attive” delle stelle M.</strong> Due di questi esopianeti sono ad oggi i più vicini alla “valle dei raggi”. Questa è una scoperta molto importante perché supporta l’idea che minore sia l’attività della stella maggiore sia la probabilità di trovare pianeti all’interno del deserto dei nettuniani o all’interno della valle dei raggi.</p><p>Il problema nasce dal fatto che le stelle meno attive sono anche più grandi di dimensioni e più difficile diventa la scoperta dei loro pianeti.</p><p>Tuttavia, <strong>si apre la prospettiva che stelle di tipo K o ancor meglio stelle simili al Sole possano avere di </strong><strong>questi pianeti proibiti e che solo per limiti osservativi non sono ancora stati scoperti.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="G%20Morello%20%2C%20A%20Pel%C3%A1ez-Torres%20%2C%20F%20J%20Pozuelos%20%2C%20et%20al." data-year="2026" data-title="The%20K-dwarfs%20survey%20%E2%80%93%20I.%20Four%20validated%20planets%20from%20the%20radius%20valley%20to%20the%20Neptune%20desert" data-url="https%3A%2F%2Facademic.oup.com%2Fmnras%2Farticle%2F549%2F3%2Fstag183%2F8442244">G Morello , A Peláez-Torres , F J Pozuelos , et al.. (2026). <a href="https://academic.oup.com/mnras/article/549/3/stag183/8442244" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">The K-dwarfs survey – I. Four validated planets from the radius valley to the Neptune desert</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scoperti-4-pianeti-proibiti-nella-valle-dei-raggi-e-nel-deserto-dei-nettuniani.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli imballaggi alimentari trasferiscono additivi plastici al pesce quando è conservato in frigorifero o nel congelatore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-imballaggi-alimentari-trasferiscono-additivi-plastici-al-pesce-quando-e-conservato-in-frigorifero-o-nel-congelatore.html</link><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 14:08:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Questa è la conclusione di uno studio condotto da IDAEA-CSIC che analizza per la prima volta la migrazione di quattro famiglie di composti chimici nei pesci in condizioni reali di conservazione a freddo in ambito domestico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/aditivos-plasticos-al-pescado-nevera-congelador-1782016148259.jpg" data-image="qj33bjhsbyjh"><figcaption>Gli esperimenti sono stati condotti su salmone, tonno e nasello. / iStock</figcaption></figure><p>Uno studio dell'<strong>Istituto di Diagnosi Ambientale e Studi dell'Acqua (IDAEA-CSIC)</strong>, in collaborazione con l'Università di Firenze, ha dimostrato che diversi <strong>additivi presenti nella plastica</strong> utilizzata per gli imballaggi alimentari <strong>possono migrare nel pesce durante la conservazione domestica</strong> in frigorifero e nel congelatore. La ricerca, pubblicata sulla rivista <em>Environment International</em>, ha valutato <strong>per la prima volta questo fenomeno in condizioni reali di conservazione a freddo</strong>, rilevando che la migrazione aumenta con il tempo di stoccaggio.</p><h2>Migrazione degli additivi della plastica nel pesce</h2><p>Lo studio ha analizzato la <strong>migrazione di ftalati, esteri organofosforici, bisfenoli e plastificanti alternativi</strong> agli ftalati dagli imballaggi comunemente utilizzati per la <strong>conservazione del pesce fresco</strong>.</p><p>Si tratta di sostanze chimiche impiegate per conferire flessibilità, resistenza e stabilità ai materiali plastici. Tra i materiali esaminati dal team dell'IDAEA figurano <strong>vaschette in polistirene, vaschette compostabili, pellicole alimentari e sacchetti per il congelamento</strong>. Gli esperimenti sono stati condotti su salmone, tonno e nasello conservati in frigorifero (+4 °C per 48 ore) e nel congelatore (-18 °C per 30 giorni).</p><p>"<em>Finora la maggior parte degli studi valutava la presenza di questi contaminanti direttamente negli alimenti al momento dell'acquisto. Con questo lavoro abbiamo voluto avvicinarci a una situazione più realistica, studiando cosa accade quando il consumatore conserva il pesce a casa per diversi giorni o settimane a basse temperature prima del consumo"</em>, spiega <strong>Maria Vittoria Barbieri</strong>, ricercatrice dell'IDAEA-CSIC e prima autrice dello studio. "<em>Inoltre, le ricerche sulla possibile migrazione degli additivi dagli imballaggi agli alimenti si sono finora concentrate sugli effetti del calore come fattore accelerante; non esistevano invece studi che valutassero questo processo in condizioni di freddo</em>".</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706811" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-moda-inquina-le-microplastiche-provenienti-dall-industria-tessile-viaggiano-in-tutto-il-mondo-trasportate-dalle-corr.html" title="La moda inquina: le microplastiche provenienti dall’industria tessile viaggiano ovunque, trasportate dalle correnti">La moda inquina: le microplastiche provenienti dall’industria tessile viaggiano ovunque, trasportate dalle correnti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-moda-inquina-le-microplastiche-provenienti-dall-industria-tessile-viaggiano-in-tutto-il-mondo-trasportate-dalle-corr.html" title="La moda inquina: le microplastiche provenienti dall’industria tessile viaggiano ovunque, trasportate dalle correnti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/moda-que-contamina-microplasticos-de-la-industria-textil-viajan-por-todo-el-mundo-a-traves-de-corrientes-marinas-1744838067168_320.png" alt="La moda inquina: le microplastiche provenienti dall’industria tessile viaggiano ovunque, trasportate dalle correnti"></a></article></aside><p>I risultati mostrano la <strong>presenza di additivi appartenenti a tutte e quattro le famiglie chimiche analizzate</strong>, compreso il bisfenolo A, e la loro migrazione nel pesce sia durante la refrigerazione sia durante il congelamento. In questo processo, <strong>il tempo di contatto con l'imballaggio rappresenta uno dei principali fattori che favoriscono il trasferimento degli additivi</strong>. </p><p>Dei 49 contaminanti studiati, alcuni composti, come i bisfenoli, hanno mostrato tassi di migrazione fino al 100%. Alcune sostanze, come il di(2-etilesil) adipato (DEHA), utilizzato come plastificante alternativo, hanno evidenziato tassi di migrazione molto elevati in tutte le specie analizzate, superando il 95% nel salmone.</p><div class="texto-destacado">Il comportamento dei contaminanti varia in funzione delle caratteristiche del pesce. I composti più lipofili (solubili nei grassi) migrano più facilmente nei pesci grassi, come il salmone, mentre altri composti, come alcuni bisfenoli, mostrano una maggiore migrazione nelle specie con un contenuto d'acqua più elevato, come il nasello.</div><p>Diversi studi hanno dimostrato che alcuni additivi della plastica possono avere <strong>effetti tossicologici sulla salute</strong>, tra cui alterazioni del sistema endocrino e un potenziale effetto cancerogeno. Negli ultimi anni organismi come l'<strong>Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare</strong> (EFSA) hanno rivisto al ribasso i livelli di esposizione giornaliera ritenuti sicuri per la popolazione, in particolare per il bisfenolo A. Nel 2023 l'EFSA ha ridotto di ben 20.000 volte la dose giornaliera tollerabile, passando da 4.000 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno a soli 0,2 nanogrammi, riflettendo la crescente preoccupazione per il suo impatto sulla salute e sulla sicurezza alimentare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763145" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche">Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche-1775810229090_320.jpg" alt="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"></a></article></aside><p>Lo studio comprende anche una <strong>valutazione dell'esposizione agli additivi attraverso il consumo di pesce per adulti, bambini e lattanti</strong>. Per stimare la quantità di additivi ingerita da ciascun gruppo, le ricercatrici hanno combinato le concentrazioni rilevate nel pesce con i dati ufficiali sul consumo di pesce fresco in Spagna. Il risultato è stato poi rapportato al peso corporeo medio dei tre gruppi: 5 kg per i lattanti tra 6 e 12 mesi, 12 kg per i bambini tra 1 e 3 anni e 70 kg per gli adulti. In questo modo è stata calcolata la <strong>dose giornaliera stimata per chilogrammo di peso corporeo</strong> per ciascun profilo di consumatore. Il rischio è stato infine valutato confrontando questi valori con i limiti stabiliti da organismi internazionali come l'EFSA.</p><div class="texto-destacado">I risultati indicano che il pesce conservato in contenitori di plastica presenta livelli di esposizione agli additivi superiori rispetto al pesce fresco appena acquistato.</div><p>Le stime di rischio più elevate sono state osservate nel caso del nasello congelato per 30 giorni in vaschette compostabili. Gli scenari di rischio più bassi sono invece risultati quelli della conservazione in frigorifero all'interno di sacchetti di plastica.</p><p>In quasi <strong>la metà degli scenari analizzati è stata superata la soglia di rischio prevista</strong>. Tale superamento è stato determinato principalmente dalla <strong>presenza di bisfenolo A, responsabile di quasi il 100% dell'indice di rischio</strong>. Il contributo degli altri contaminanti rilevati è risultato invece minimo. «Considerando soltanto l'esposizione derivante dal consumo di pesce, viene già superato il valore raccomandato per il bisfenolo A. Tuttavia, <strong>i livelli di esposizione sono ancora più elevati se si tiene conto anche dell'assunzione attraverso gli altri alimenti, nonché dell'esposizione per inalazione e per contatto cutaneo</strong>», sottolinea la direttrice dell'IDAEA-CSIC e coautrice dello studio, <strong>Ethel Eljarrat</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="700292" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-spiegano-come-puoi-impedire-in-tempo-che-il-tuo-cervello-si-riempia-di-microplastiche.html" title="Scienziati spiegano come puoi impedire in tempo che il tuo cervello si riempia di microplastiche">Scienziati spiegano come puoi impedire in tempo che il tuo cervello si riempia di microplastiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-spiegano-come-puoi-impedire-in-tempo-che-il-tuo-cervello-si-riempia-di-microplastiche.html" title="Scienziati spiegano come puoi impedire in tempo che il tuo cervello si riempia di microplastiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-cientificos-explican-como-puedes-evitar-a-tiempo-que-tu-cerebro-se-llene-de-microplasticos-1741232950938_320.jpeg" alt="Scienziati spiegano come puoi impedire in tempo che il tuo cervello si riempia di microplastiche"></a></article></aside><p>«<em>Lo studio dimostra che le reali condizioni di conservazione domestica dovrebbero essere considerate con maggiore attenzione nelle valutazioni di sicurezza alimentare e nella progettazione dei materiali destinati al contatto con gli alimenti, con particolare riguardo a sostanze come il bisfenolo A e alcuni plastificanti alternativi, come il DEHA, che hanno mostrato elevati tassi di migrazione negli alimenti</em>», aggiunge Eljarrat. Inoltre, «<em>è urgente disporre di dati tossicologici sui nuovi additivi che stanno entrando sul mercato, così da poterne valutare anche l'impatto sulla salute</em>».</p><p>In questo contesto, <strong>l'Unione Europea ha approvato nel 2024 una nuova normativa che prevede una progressiva restrizione dell'uso dei bisfenoli</strong>, incluso il bisfenolo A, nei materiali destinati al contatto con gli alimenti. La misura è entrata in vigore nel gennaio 2025 e prevede un periodo transitorio di 36 mesi prima della sua piena applicazione. Le autrici sottolineano l'importanza di proseguire nella sostituzione di questi composti e nella valutazione della sicurezza delle nuove sostanze alternative.</p><p>Fonte: <a href="https://www.csic.es/es/actualidad-del-csic/los-envases-transfieren-aditivos-plasticos-al-pescado-guardado-en-la-nevera-o-el-congelador" target="_blank"><strong>IDAEA-CSIC</strong></a></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento dello studio</h3> <p class="article-reference__body"><cite data-author="Sforzi, L., Araya Piqué, V., Martellini, T., Cincinelli, A., Eljarrat, E., & Barbieri, M. V." data-year="" data-title="Storage-driven migration of plastic additives from packaging to fish: influencing factors and human exposure assessment. Environment International" data-url="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0160412026002199">Sforzi, L., Araya Piqué, V., Martellini, T., Cincinelli, A., Eljarrat, E., & Barbieri, M. V. <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0160412026002199" target="_blank">Storage-driven migration of plastic additives from packaging to fish: influencing factors and human exposure assessment</a>. <em>Environment International</em>.</cite></p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-imballaggi-alimentari-trasferiscono-additivi-plastici-al-pesce-quando-e-conservato-in-frigorifero-o-nel-congelatore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Eclissi totale del 12 agosto 2026: dove si vede meglio in Europa paese per paese]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/eclissi-totale-di-sole-del-12-agosto-2026-dove-si-vedra-meglio-in-europa-paese-per-paese.html</link><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 13:01:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L'eclissi di sole del 12 agosto 2026 è ormai vicina. Ecco come si vedrà in Europa, dalla totalità nel nord della Spagna, alle percentuali superiori al 90% in Francia, Svizzera e nord Italia. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/eclissi-totale-di-sole-del-12-agosto-2026-dove-si-vedra-meglio-in-europa-paese-per-paese-1783420286348.jpeg" data-image="qohwfa2m6v3k" alt="eclissi solare" title="eclissi solare"><figcaption>L'eclissi solare del 12 agosto 2026 sarà spettacolare anche fuori dalla fascia di totalità.</figcaption></figure><p><strong>L'eclissi solare del 12 agosto 2026 sarà visibile, in forme molto diverse, praticamente da tutta Europa.</strong> Ma tra chi vedrà il Sole scomparire completamente per quasi due minuti, con una spettacolare eclissi totale, e chi dovrà accontentarsi di un leggero ritaglio nel bordo del disco solare, la differenza è grande. Proviamo a raccontare come si presenterà questo fenomeno paese per paese, da ovest a est.</p><h2>La Spagna: unico paese europeo dove sarà totale</h2><p><strong>La Spagna è il Paese europeo più fortunato</strong>. La fascia di totalità percorrerà tutto il nord, dal nord-ovest atlantico fino al nord-est mediterraneo e alle Baleari. L'eclissi inizierà in territorio iberico da A Coruña, attraversando la Penisola in direzione est — <strong>passando per León, Burgos, Soria, Bilbao, Vitoria, Saragozza, Valencia, Castellón</strong> — e terminerà a Palma di Maiorca. </p><p>La durata della totalità varia da 76 secondi ad A Coruña fino a circa 104 secondi a Burgos. La linea di centralità — dove la durata è massima — <strong>passa vicino a Oviedo, Aranda de Duero, Soria e Peñíscola.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/eclissi-totale-di-sole-del-12-agosto-2026-dove-si-vedra-meglio-in-europa-paese-per-paese-1783420405370.jpeg" data-image="mhkw4bcwyjlu" alt="eclissi solare 12 agosto 2026" title="eclissi solare 12 agosto 2026"><figcaption>La fascia di totalità dell'eclissi del 12 agosto: attraverserà il nord della Spagna.</figcaption></figure><p>Madrid e Barcellona resteranno appena fuori dalla fascia totale e vedranno un'eclissi parziale con magnitudine vicina all'1. L'oscuramento a Madrid sarà elevatissimo, del 99%.</p><h2>Portogallo e Francia</h2><p><strong>Il Portogallo nord-orientale sarà sfiorato dalla totalità,</strong> mentre Lisbona e Porto vedranno un'eclissi parziale di oltre il 90%. In Francia la copertura sarà del 90% a Parigi, mentre Nizza e la Costa Azzurra avranno una copertura che raggiungerà il 95-98%. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759580" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/eclissi-totale-e-perseidi-nella-stessa-notte-il-doppio-spettacolo-celeste-dell-estate.html" title=" Eclissi totale e Perseidi nella stessa notte: il doppio spettacolo celeste dell'estate 2026"> Eclissi totale e Perseidi nella stessa notte: il doppio spettacolo celeste dell'estate 2026</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/eclissi-totale-e-perseidi-nella-stessa-notte-il-doppio-spettacolo-celeste-dell-estate.html" title=" Eclissi totale e Perseidi nella stessa notte: il doppio spettacolo celeste dell'estate 2026"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/eclissi-totale-e-perseidi-nella-stessa-notte-il-doppio-spettacolo-celeste-dell-estate-1781260027127_320.jpeg" alt=" Eclissi totale e Perseidi nella stessa notte: il doppio spettacolo celeste dell'estate 2026"></a></article></aside><p>Attenzione perché in Francia l'eclissi avverrà quando il Sole sarà molto vicino al tramonto.</p><h2>Islanda: il punto di massima durata</h2><p><strong>Il massimo assoluto dell'eclissi si verificherà vicino all'Islanda, a circa 65°N di latitudine, dove la totalità durerà 2 minuti e 18 secondi</strong>. Gran parte dell'Islanda occidentale sarà nella fascia di totalità. L'evento avverrà nel primo pomeriggio locale, con il Sole alto nel cielo — condizione ottimale per l'osservazione. Reykjavik vedrà la totalità alle 15:15 circa (ora locale).</p><h2>Gran Bretagna e Irlanda</h2><p><strong>L'Irlanda e la parte orientale della Gran Bretagna avranno percentuali di oscuramenti superiori al 90%</strong>. Lo spettacolo sarà molto pronunciato, con una riduzione sensibile della luminosità. Anche qui, lo spettacolo del tramonto con l'eclissi in corso sarà sorprendente.</p><h2>Italia</h2><p>Come descritto in un altro articolo qui su Meteored, l'Italia vedrà un'eclissi parziale con <strong>valori molto alti al Nord-Ovest </strong>(fino al 95% in Liguria e Sardegna settentrionale), superiori al 90% in tutto il nord e progressivamente più bassi verso Sud. A Roma circa 70%, a Napoli 45%, nel Salento appena il 10%.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759582" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/eclissi-di-sole-del-12-agosto-2026-dove-in-italia-l-oscuramento-superera-il.html" title="Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: dove in Italia l’oscuramento supererà il 95%">Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: dove in Italia l’oscuramento supererà il 95%</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/eclissi-di-sole-del-12-agosto-2026-dove-in-italia-l-oscuramento-superera-il.html" title="Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: dove in Italia l’oscuramento supererà il 95%"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/eclissi-di-sole-del-12-agosto-2026-dove-in-italia-l-oscuramento-superera-il-1777471409473_320.jpg" alt="Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: dove in Italia l’oscuramento supererà il 95%"></a></article></aside><h2>Europa centrale e orientale</h2><p><strong>Germania occidentale, Austria e Svizzera vedranno coperture fino al 90% o poco inferiori.</strong> Man mano che si sposta verso oriente, però, la percentuale di oscuramento andrà riducendosi. Lo farà in misura meno forte rispetto all'Italia, perché ci troviamo più a nord. Attenzione però: qui il tramonto avverrà prima e l'eclissi potrebbe avvenire quando il sole è già tramontato.</p><h2>Africa settentrionale</h2><p>Marocco, Algeria, Tunisia e Libia vedranno un'eclissi parziale fino al 90% nelle zone costiere del nord, con valori più bassi procedendo verso l'interno del continente.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/eclissi-totale-di-sole-del-12-agosto-2026-dove-si-vedra-meglio-in-europa-paese-per-paese.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un semplice intervento sul tetto potrebbe abbassare la temperatura di diversi gradi nella tua città quest'estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-semplice-intervento-sul-tetto-potrebbe-abbassare-la-temperatura-di-diversi-gradi-nella-tua-citta-quest-estate.html</link><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Dipingere i tetti di bianco e creare parchi rinfresca le città e ci protegge dal caldo. Tuttavia, uno studio avverte che queste misure locali non sono sufficienti a fermare l'aumento di oltre 6°C previsto per il 2100.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-sencillo-cambio-en-los-tejados-que-podria-bajar-los-termometros-de-tu-ciudad-varios-grados-este-verano-1782332563278.jpg" data-image="f7ave77adfan" alt="I tetti verdi contribuiscono a ridurre il calore durante il giorno, pur rilasciandolo di notte." title="I tetti verdi contribuiscono a ridurre il calore durante il giorno, pur rilasciandolo di notte."><figcaption>I tetti verdi contribuiscono a ridurre il calore durante il giorno, pur rilasciandolo di notte.</figcaption></figure><p>Un team di scienziati ha recentemente dimostrato che l'installazione di <strong>tetti di colore chiaro (come il bianco)</strong>, insieme alla realizzazione di <strong>nuovi parchi urbani</strong>, può <strong>contribuire a ridurre sensibilmente la temperatura nelle città</strong>, oltre a diminuire la vulnerabilità della popolazione durante le <strong>ondate di calore</strong>.</p><p>Secondo lo studio condotto presso l'<strong>Istituto di Scienza e Tecnologia Ambientale (ICTA-UAB) dell'Università Autonoma di Barcellona</strong>, in Spagna, gli esperti sottolineano che, pur trattandosi di misure efficaci, <strong>non sarebbero sufficienti a compensare l'aumento delle temperature previsto, superiore a 6 °C entro il 2100</strong>.</p><div class="texto-destacado">La ricerca ha utilizzato simulazioni meteorologiche ad alta risoluzione, realizzate in collaborazione con il Servizio Meteorologico della Catalogna e basate sul metodo del Pseudo Riscaldamento Globale (PGW), per simulare diversi scenari futuri di ondate di calore, in particolare nell'area metropolitana di Barcellona.</div><p><strong>I ricercatori hanno valutato gli effetti del calore in tre differenti scenari</strong>: dipingere di bianco i tetti per aumentare l'albedo, installare coperture verdi irrigate e ampliare i parchi urbani e l'agricoltura periurbana.</p><p>Per quanto riguarda i tetti bianchi, la strategia si è dimostrata molto efficace perché riflette una parte significativa della radiazione solare incidente, contribuendo a raffreddare le coperture degli edifici. Tuttavia, <strong>la misura potrebbe risultare controproducente se applicata alle facciate, poiché potrebbe aumentare la temperatura a livello stradale</strong>.</p><h2>Isolanti che raffreddano l'aria circostante</h2><p>I tetti verdi, invece, svolgono una funzione isolante e raffreddano l'aria circostante grazie all'evapotraspirazione, favorendo allo stesso tempo la biodiversità perché offrono rifugio a insetti e uccelli. <strong>Un aspetto da considerare è che la loro capacità di raffrescamento dipende dal tipo di vegetazione utilizzata e dalle esigenze di irrigazione</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-sencillo-cambio-en-los-tejados-que-podria-bajar-los-termometros-de-tu-ciudad-varios-grados-este-verano-1782332294693.jpg" data-image="vml92dbejy3u" alt="Dipingere di bianco il tetto aiuta a ridurre il calore dell'abitazione." title="Dipingere di bianco il tetto aiuta a ridurre il calore dell'abitazione."><figcaption>Dipingere di bianco il tetto contribuisce a ridurre il calore dell'abitazione.</figcaption></figure><p><strong>Le aree agricole e i parchi urbani forniscono ombra e raffrescano l'ambiente grazie all'evapotraspirazione delle piante</strong>. Inoltre, favoriscono l'infiltrazione dell'acqua piovana e riducono le superfici impermeabili. Va però considerato che gli effetti positivi dell'agricoltura dipendono dalle trasformazioni dell'uso del suolo che vengono realizzate.</p><h3>Alcuni interventi possono avere effetti negativi</h3><p>È noto che la trasformazione delle aree boschive in terreni agricoli comporta più effetti negativi che benefici, a partire dall'aumento della temperatura dell'aria. Tuttavia, <strong>la conversione di spazi urbani in aree agricole può apportare vantaggi</strong>, anche se il tipo di coltivazione scelto non è necessariamente il più efficace per ridurre il caldo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La trasformazione delle aree boschive in terreni agricoli comporta più effetti negativi che positivi, a partire dall'aumento della temperatura dell'aria.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Lo studio conclude che l'adozione dei tetti bianchi rappresenta la strategia più efficace durante il giorno, <strong>riducendo la temperatura fino a 1,75 °C nelle aree più vulnerabili</strong>. La creazione di nuovi parchi urbani e l'espansione delle aree periurbane <strong>consentono invece di abbassare la temperatura dell'aria di circa 0,26 °C, con un lieve aumento delle temperature durante la notte</strong>.</p><h2>La strategia migliore è combinare più soluzioni</h2><p><strong>I tetti verdi riducono il calore diurno di circa 0,37 °C, ma favoriscono un aumento della temperatura notturna di circa 0,24 °C</strong>. Gli esperti spiegano che durante la notte la vegetazione rilascia lentamente il calore accumulato nel corso della giornata, limitando la dispersione di energia verso l'atmosfera attraverso il raffreddamento radiativo.</p><p><strong>La combinazione tra tetti bianchi e nuovi parchi urbani rappresenta la misura più efficace</strong> per mitigare gli effetti del caldo nelle aree più vulnerabili e sensibili.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-sencillo-cambio-en-los-tejados-que-podria-bajar-los-termometros-de-tu-ciudad-varios-grados-este-verano-1782332936384.jpg" data-image="d3nkkkcfqmqc" alt="La trasformazione di spazi urbani in aree coltivate contribuisce a ridurre le isole di calore." title="La trasformazione di spazi urbani in aree coltivate contribuisce a ridurre le isole di calore."><figcaption>La trasformazione di spazi urbani in aree coltivate può contribuire a ridurre l'effetto delle isole di calore.</figcaption></figure><p>Tuttavia, nonostante gli sforzi e i benefici derivanti dall'applicazione di queste misure, <strong>la loro efficacia potrebbe diminuire con il passare del tempo</strong>.</p><h3>L'obiettivo è ridurre la vulnerabilità</h3><p>Applicare queste strategie nelle attuali condizioni climatiche potrebbe ridurre la vulnerabilità tra il 43% e il 47%, ma esiste il rischio che la loro efficacia diminuisca progressivamente, <strong>fino a circa il 16% negli scenari previsti per il 2100</strong>.</p><p>Gli esperti sottolineano che, sebbene nessun intervento singolo possa contrastare da solo il riscaldamento estremo, <strong>l'adozione di misure mirate nelle aree più vulnerabili può contribuire a ridurre significativamente i rischi per la salute della popolazione</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777313" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-nuova-ondata-di-caldo-in-italia-durera-molto-a-lungo-con-punte-d-38-c-quando-l-anticiclone-corichera-ad-est.html" title="Nuova ondata di caldo in Italia: durerà a lungo, con punte superiori ai 38°C. Previsioni fino al 15 luglio">Nuova ondata di caldo in Italia: durerà a lungo, con punte superiori ai 38°C. Previsioni fino al 15 luglio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-nuova-ondata-di-caldo-in-italia-durera-molto-a-lungo-con-punte-d-38-c-quando-l-anticiclone-corichera-ad-est.html" title="Nuova ondata di caldo in Italia: durerà a lungo, con punte superiori ai 38°C. Previsioni fino al 15 luglio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nuova-ondata-di-caldo-in-italia-durera-molto-a-lungo-con-punte-d-38-c-quando-l-anticiclone-corichera-ad-est-1783339685351_320.jpg" alt="Nuova ondata di caldo in Italia: durerà a lungo, con punte superiori ai 38°C. Previsioni fino al 15 luglio"></a></article></aside><p>Sebbene lo studio sia stato condotto su Barcellona, i risultati potrebbero essere applicati anche ad altre città con caratteristiche climatiche simili. <strong>L'obiettivo è offrire soluzioni urbanistiche a basso costo per contribuire a proteggere la salute della popolazione dagli effetti del caldo estremo.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento dello studio</h3> <p class="article-reference__body"><cite data-author="Ventura, S., Miró, J.R., Camacho-Caballero, D., Casellas, E., Segura-Barrero, R., Martilli, A., Villalba, G." data-year="2026" data-title="Adapting urban areas to rising temperatures: Strategies to reduce heat and vulnerability in a warming world" data-url="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2212095525004730?via%3Dihub">Ventura, S., Miró, J.R., Camacho-Caballero, D., Casellas, E., Segura-Barrero, R., Martilli, A., Villalba, G. (2026). <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2212095525004730?via%3Dihub" target="_blank">Adapting urban areas to rising temperatures: Strategies to reduce heat and vulnerability in a warming world</a>.</cite><br><cite data-author="Lock, L., Egan, R." data-year="2026" data-title="White roofs and urban parks reduce heat in cities, but do not offset extreme global warming" data-url="https://phys.org/news/2026-06-white-roofs-urban-cities-offset.html">Lock, L., Egan, R. (2026). <a href="https://phys.org/news/2026-06-white-roofs-urban-cities-offset.html" target="_blank">White roofs and urban parks reduce heat in cities, but do not offset extreme global warming</a>.</cite></p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-semplice-intervento-sul-tetto-potrebbe-abbassare-la-temperatura-di-diversi-gradi-nella-tua-citta-quest-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli esperti svelano il segreto: né troppa acqua né potatura per salvare le piante di pomodoro dal caldo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/gli-esperti-svelano-il-segreto-ne-troppa-acqua-ne-assenza-di-potatura-per-salvare-le-piante-di-pomodoro-dal-caldo.html</link><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Il caldo estremo può rovinare le piante di pomodoro se non vengono curate adeguatamente. Gli esperti spiegano come combinare irrigazione e potatura per mantenerle sane e garantire un buon raccolto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-expertos-revelan-el-secreto-ni-exceso-de-agua-ni-falta-de-poda-para-salvar-tus-tomateras-del-calor-1783350753701.jpeg" data-image="mfsgehtc2por" alt="piante di pomodoro orto" title="piante di pomodoro orto"><figcaption>Riuscire a coltivare una pianta di pomodoro sana e verde in estate sembra un'utopia.</figcaption></figure><p>Le alte temperature di luglio e agosto <strong>possono mettere seriamente in difficoltà la coltivazione del pomodoro durante l’estate.</strong> Molte persone credono che la soluzione sia aumentare le irrigazioni, tuttavia un eccesso d’acqua può essere dannoso quanto una potatura insufficiente.</p><p>Mantenere un equilibrio tra queste due pratiche è la chiave per permettere alle piante di pomodoro di affrontare le ondate di caldo senza compromettere la produzione dei frutti.</p><p><strong>Quando il termometro supera i 35 gradi, le piante entrano automaticamente in una situazione di stress</strong> e, per difendersi, riducono la loro attività destinando gran parte dell’energia alla sopravvivenza. Questo può tradursi in una minore fioritura, nella caduta dei frutti o in pomodori di qualità inferiore. Esistono però diverse misure semplici che aiutano a minimizzare questi effetti.</p><h2>L’errore di irrigare troppo</h2><p>Uno degli errori più frequenti consiste nell’aumentare considerevolmente la quantità d’acqua durante i giorni più caldi. Sebbene il terreno debba rimanere umido, <strong>un eccesso di irrigazione favorisce la comparsa di funghi, ostacola l’ossigenazione delle radici e può provocare la spaccatura dei frutti.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/los-expertos-revelan-el-secreto-ni-exceso-de-agua-ni-falta-de-poda-para-salvar-tus-tomateras-del-calor-1783352857323.jpg" data-image="0s8fj7m0aesd" alt="Pianta di pomodoro" title="Pianta di pomodoro"> <figcaption>I 35 °C rappresentano già una situazione di stress per le piante di pomodoro.</figcaption> </figure><p>Gli esperti raccomandano <strong>irrigazioni profonde e distanziate nel tempo, preferibilmente nelle prime ore del mattino.</strong> In questo modo, le radici ricevono sufficiente umidità per affrontare le ore più calde senza che l’acqua evapori rapidamente.</p><p>È inoltre <strong>importante evitare di bagnare le foglie durante l’irrigazione</strong>. L’acqua deve essere diretta direttamente alla base della pianta per ridurre il rischio di malattie e sfruttare al meglio ogni goccia.</p><h2>Anche la potatura fa la differenza</h2><p>La potatura è importante quanto l’irrigazione. <strong>Molto spesso vengono eliminate troppe foglie pensando che in questo modo i pomodori ricevano più luce</strong>. Tuttavia, durante l’estate questa pratica può rivelarsi controproducente.</p><div class="texto-destacado">Le foglie svolgono una funzione essenziale: proteggono i frutti dalla radiazione diretta del sole e, inoltre, realizzano la fotosintesi, attività fondamentale per la produzione dell’energia necessaria allo sviluppo dei frutti.</div><p>Se le foglie vengono eliminate in eccesso, i pomodori restano esposti al sole intenso e possono subire scottature che ne compromettono sia l’aspetto sia il sapore.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"> <p lang="it" dir="ltr">Continuiamo a raccogliere <a href="https://x.com/hashtag/Tomate?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Pomodori</a> di <a href="https://x.com/hashtag/Alcolea?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Alcolea</a> Rosado!!! <br><br>️️ Orto familiare, tradizione e soddisfazione!! <br><br>Buona domenica <a href="https://x.com/hashtag/Agrotuiteros?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Agrotuiteros</a>!!! <a href="https://t.co/6AkArW4vKV">pic.twitter.com/6AkArW4vKV</a></p> — José David Díaz Mohedano (@DiazJoseda) <a href="https://x.com/DiazJoseda/status/1277131087907442689?ref_src=twsrc%5Etfw">28 giugno 2020</a> </blockquote></figure><p><strong>La raccomandazione è rimuovere soltanto le foglie secche, malate o quelle che ostacolano la ventilazione della pianta.</strong> In questo modo si migliora la circolazione dell’aria senza lasciare i frutti completamente privi di protezione.</p><h2>La pacciamatura, un alleato contro il caldo</h2><p>Un’altra tecnica molto efficace consiste nel <strong>coprire il terreno con materiali organici come paglia, residui di sfalcio o corteccia triturata.</strong> Questa pacciamatura aiuta a conservare l’umidità del terreno, riduce l’evaporazione e mantiene una temperatura più stabile attorno alle radici.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/los-expertos-revelan-el-secreto-ni-exceso-de-agua-ni-falta-de-poda-para-salvar-tus-tomateras-del-calor-1783350132392.jpeg" data-image="tuq0rg1mcxoe" alt="Pacciamatura" title="Pacciamatura"> <figcaption>La pacciamatura è una tecnica molto utile in agricoltura, sia nelle colture orticole sia nelle piante ornamentali.</figcaption> </figure><p>Inoltre, <strong>limita la crescita delle erbe infestanti che competono con le piante di pomodoro</strong> per acqua e nutrienti, un aspetto particolarmente importante durante i mesi più secchi.</p><h2>Come riconoscere lo stress da caldo?</h2><p>Le piante di pomodoro mostrano generalmente <strong>segnali evidenti</strong> quando le temperature sono troppo elevate. <strong>Le foglie possono apparire afflosciate</strong> durante le ore centrali della giornata, anche se recuperano il loro aspetto verso sera. È inoltre <strong>frequente che i fiori cadano</strong> prima di trasformarsi in frutti se il caldo è eccessivo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776076" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate">Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-averlo-sempre-verde-e-profumato-questa-estate-1782655008003_320.jpeg" alt="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"></a></article></aside><p>In questi casi è opportuno controllare lo stato del terreno prima di irrigare nuovamente. <strong>Se il suolo conserva ancora umidità a pochi centimetri di profondità, è meglio aspettare.</strong></p><h2>Un equilibrio che garantisce raccolti migliori</h2><p>La combinazione di un’irrigazione adeguata, una potatura moderata e la protezione del terreno rappresenta la migliore strategia per mantenere sane le piante di pomodoro durante l’estate. <strong>A queste misure si aggiunge l’importanza di utilizzare fertilizzanti equilibrati e di monitorare la comparsa di parassiti</strong>, che tendono a proliferare quando le piante sono indebolite dal caldo.</p><p>In definitiva, prendersi cura di una pianta di pomodoro durante un’ondata di caldo non significa irrigarla continuamente né eliminare gran parte del fogliame. <strong>Il vero segreto consiste nel:</strong></p><ul> <li><strong>Mantenere un equilibrio</strong> che permetta alla pianta di conservare l’umidità.</li> <li><strong>Proteggere i frutti dal sole</strong>.</li> <li><strong>Effettuare potature moderate</strong> che consentano alla pianta di continuare a svilupparsi normalmente.</li> </ul><p>Seguendo queste raccomandazioni sarà molto più facile ottenere raccolti soddisfacenti e gustare pomodori saporiti anche durante le estati più torride.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/gli-esperti-svelano-il-segreto-ne-troppa-acqua-ne-assenza-di-potatura-per-salvare-le-piante-di-pomodoro-dal-caldo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'Italia si prepara a una massiccia irruzione di polvere sahariana: arriverà insieme al caldo, la regione più colpita]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-si-prepara-a-una-massiccia-irruzione-di-polvere-sahariana-arrivera-lunedi-insieme-al-caldo.html</link><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 09:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una enorme nube di polvere del Sahara si estenderà sull'Italia di pari passi con un aumento delle temperature, che saranno molto elevate la prossima settimana. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaocdea"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaocdea.jpg" id="xaocdea"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'Italia e gran parte dell'Europa stanno vivendo da settimane una fase di caldo eccezionale, i<strong>n un avvio d'estate che si sta rivelando tra le più roventi e anomale degli ultimi decenni.</strong> Gli ultimi aggiornamenti dei principali modelli meteorologici internazionali segnalano ora l'avvicinamento di una depressione isolata in quota (DANA) che, tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima, avrà ripercussioni sulla situazione meteo del continente.</p><p><strong>In particolare, favorirà la risalita di masse d'aria molto calde dal Nord Africa sull'Italia. </strong> I valori termici nei prossimi giorni si posizioneranno molto al di sopra delle medie del periodo, con picchi davvero elevati in molte aree. </p><div class="texto-destacado">Siamo di fronte alla<strong> terza ondata di caldo in poche settimane,</strong> e stavolta sarà particolarmente intensa e persistente. <strong>La risalita di una massa d'aria di origine sahariana</strong> verso il bacino del Mediterraneo porterà <strong>temperature molto al di sopra delle medie del periodo</strong>. </div><p> Oltre alla risalita del caldo avremo anche un altro fenomeno, che tingerà i cieli italiani di tonalità giallastre e grigiastre. Il fenomeno consiste nella risalita di polvere sahariana, che offuscherà il cielo di molte regioni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-si-prepara-a-una-massiccia-irruzione-di-polvere-sahariana-arrivera-lunedi-insieme-al-caldo-1783754681802.png" data-image="fwa1n9ob3do4" alt="polvere sahara" title="polvere sahara"><figcaption>L'irruzione di polvere del Sahara: a inizio settimana raggiungerà la Francia del nord.</figcaption></figure><h2>Una massiccia irruzione di polvere sahariana</h2><p>Una prima irruzione di polvere del Sahara sta avvenendo già questo fine settimana su alcune regioni del Sud, ma è solo un primo antipasto. L'irruzione più grande e intensa avverrà infatti lunedì 13 luglio, quando <strong>una enorme lingua di polvere proveniente dal Sahara si espanderà fino a Francia e Germania, raggiungendo poi anche l'Italia. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-si-prepara-a-una-massiccia-irruzione-di-polvere-sahariana-arrivera-lunedi-insieme-al-caldo-1783758778035.png" data-image="sdtk1so6pcnr" alt="polvere sahara" title="polvere sahara"><figcaption>Una massiccia irruzione di polvere del Sahara si estenderà sull'Italia, e in modo particolare sulla Sardegna.</figcaption></figure><p>In Italia il fenomeno <strong>diventerà particolarmente importante tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio</strong>. Secondo le previsioni del modello europeo, la grande massa di polvere desertica in sospensione avrà una intensità particolarmente elevata sulla Sardegna.</p><h3>Cielo giallo sulla Sardegna</h3><p>In Sardegna, come mostrano le mappe meteo, l'intensità del fenomeno di irruzione di polvere desertica sarà particolarmente elevato. Sull'isola avremo quindi cieli gialli e atmosfera lattiginosa.</p><h2>Insieme alla polvere desertica, tanto caldo</h2><p>Come spiegavamo all'inizio, questa enorme nube di polvere desertica proveniente dal nord Africa verrà spinta sull'Italia dall'anticiclone di matrice subtropicale, che tornerà a rinforzarsi ulteriormente proprio all'inizio della prossima settimana.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778106" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-al-mediterraneo-una-massa-d-aria-calda-africana-da-record-minaccia-di-attraversare-il-mare.html" title="L'Italia deve guardare al Mediterraneo: una massa d'aria calda africana da record minaccia di 'attraversare' il mare">L'Italia deve guardare al Mediterraneo: una massa d'aria calda africana da record minaccia di "attraversare" il mare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-al-mediterraneo-una-massa-d-aria-calda-africana-da-record-minaccia-di-attraversare-il-mare.html" title="L'Italia deve guardare al Mediterraneo: una massa d'aria calda africana da record minaccia di 'attraversare' il mare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-deve-guardare-al-mediterraneo-una-massa-d-aria-africana-da-record-minaccia-di-attraversare-il-mare-1783728327333_320.jpg" alt="L'Italia deve guardare al Mediterraneo: una massa d'aria calda africana da record minaccia di 'attraversare' il mare"></a></article></aside><p>Le proiezioni dei modelli meteo indicano un rialzo termico notevole, che porterà le temperature su valori anche estremi. Potremmo avere - secondo il meteorologo Massimiliano Santini - <strong>punte di 36-38°C nelle grandi città</strong>, anche <strong>superiori in Sardegna e in Sicilia</strong>, dove potrebbero essere facilmente<strong> superati i 40-42°C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-si-prepara-a-una-massiccia-irruzione-di-polvere-sahariana-arrivera-lunedi-insieme-al-caldo-1783758694180.png" data-image="z3d3tkvvpuy8" alt="anomalie temperatura europa" title="anomalie temperatura europa"><figcaption>Le anomalie di temperatura previste sull'Italia tra martedì e mercoledì.</figcaption></figure><p><strong>Laddove la polvere sahariana sarà più densa, quindi, avremo anche le temperature più elevate, </strong>come si vede nelle <a href="https://www.ilmeteo.net/mappe-meteorologiche/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">mappe meteo</a> pubblicate su Meteored Italia. Le anomalie termiche saranno comunque molto elevate un po' ovunque. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-si-prepara-a-una-massiccia-irruzione-di-polvere-sahariana-arrivera-lunedi-insieme-al-caldo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, in arrivo temporali al Nord ma il caldo non molla: nuova impennata imminente fino a 37-39°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-al-nord-nel-weekend-ma-il-caldo-non-molla-poi-nuova-impennata-fino-a-37-39-c.html</link><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 07:52:44 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’Italia si prepara a un fine settimana a due velocità: temporali al Nord, sole altrove, ma caldo ovunque. Poi, da lunedì, l’anticiclone africano tornerà a spingere con decisione, portando temperature elevate e notti sempre più afose.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/cROCKwC_5Bg/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=cROCKwC_5Bg" id="cROCKwC_5Bg"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>In arrivo nelle prossime ore una nuova fase meteorologica che accompagnerà l’Italia nei prossimi giorni: <strong>una breve parentesi più instabile al Nord</strong>, con temporali anche localmente intensi, e una nuova rimonta calda pronta a prendere spazio già dall’inizio della prossima settimana. Al Nord ci sarà quindi una piccola “crepa” nel campo anticiclonico. </p><p>Una crepa sufficiente per riportare rovesci e temporali su parte del Nord Italia, ma non abbastanza forte da spazzare via il caldo. Anzi: dopo il passaggio instabile, le temperature torneranno rapidamente a salire, con valori spesso oltre i 35°C e punte localmente superiori.</p><h2>Sabato con temporali al Nord: attenzione a rovesci, vento e grandine</h2><p>Nel corso della giornata i temporali tenderanno a svilupparsi inizialmente su <strong>Alpi e Prealpi</strong>, per poi muoversi verso alcuni tratti della pianura. Le aree più esposte saranno quelle del Nord-Ovest e del Nord-Est, con fenomeni più probabili tra Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna settentrionale.</p><div class="texto-destacado">Il weekend porterà un po’ di movimento al Nord, ma non una vera rinfrescata per tutta l’Italia: il caldo resterà il protagonista della scena.</div><p>Non pioverà ovunque e non lo farà per molte ore consecutive: sarà una tipica instabilità estiva ed irregolare. Proprio per questo, però, alcuni temporali potranno risultare improvvisi e intensi, accompagnati da <strong>rovesci concentrati in poco tempo, raffiche di vento e locali grandinate</strong>.</p><p>Nel pomeriggio la nuvolosità più compatta riguarderà soprattutto l’arco alpino, le Prealpi e parte della Val Padana. Alcuni rovesci potranno spingersi anche verso il medio-alto Adriatico, mentre sul resto del Paese il sole resterà decisamente più presente.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-temporali-al-nord-nel-weekend-ma-il-caldo-non-molla-poi-nuova-impennata-fino-a-37-39-c-1783701562042.png" data-image="n67niyfia1rn" alt="Sabato 11 Luglio con una temporanea fase instabile al Nord, con rovesci e temporali anche intensi." title="Sabato 11 Luglio con una temporanea fase instabile al Nord, con rovesci e temporali anche intensi."><figcaption>Sabato 11 Luglio con una temporanea fase instabile al Nord, con rovesci e temporali anche intensi.</figcaption></figure><p>La mappa delle precipitazioni cumulate di tutto il weekend evidenzia accumuli in genere contenuti ma localmente significativi: tra <strong>Trentino, Veneto e Friuli</strong> si potranno raggiungere valori intorno ai <strong>5-7 mm</strong>, con picchi vicini ai <strong>6 mm nell’area veneziana</strong>. Piogge più modeste sono previste su Emilia-Romagna, Marche e parte del medio Adriatico, spesso comprese tra <strong>1 e 3 mm</strong>. Sono numeri che confermano la natura del peggioramento: non una perturbazione organizzata, ma temporali localmente energici.</p><h2>Centro-Sud e Isole: tanto sole e caldo già ben presente</h2><p>Mentre il Nord vivrà una giornata più movimentata, il <strong>Centro-Sud</strong> resterà in gran parte sotto la protezione dell’alta pressione. Su Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e sulle due Isole maggiori il tempo sarà più stabile, con ampi spazi soleggiati e solo qualche addensamento pomeridiano nelle zone interne appenniniche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777939" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sicilia-allerta-per-il-weekend-di-fuoco-attese-massime-fino-a-40-c.html" title="Meteo Sicilia, allerta per il weekend di fuoco: attese massime fino a 40°C">Meteo Sicilia, allerta per il weekend di fuoco: attese massime fino a 40°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sicilia-allerta-per-il-weekend-di-fuoco-attese-massime-fino-a-40-c.html" title="Meteo Sicilia, allerta per il weekend di fuoco: attese massime fino a 40°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-sicilia-allerta-per-il-weekend-di-fuoco-attese-massime-fino-a-40-c-1783666296412_320.png" alt="Meteo Sicilia, allerta per il weekend di fuoco: attese massime fino a 40°C"></a></article></aside><p>Il caldo sarà già marcato, soprattutto lontano dalle coste. Le massime potranno salire diffusamente oltre i <strong>32-34°C</strong>, con punte superiori nelle aree interne. Tra Sardegna, Sicilia, basso Lazio, Campania interna, Puglia e Basilicata si potranno localmente avvicinare i <strong>35-36°C</strong>, mentre nelle zone meno ventilate il disagio sarà amplificato dall’umidità.</p><h2>Domenica più stabile, ma il caldo torna a guadagnare terreno</h2><p>Domenica l’instabilità tenderà gradualmente a ridimensionarsi. Qualche rovescio residuo potrà ancora interessare le aree alpine, prealpine e localmente l’Appennino, ma il quadro generale sarà più stabile rispetto al sabato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-10-giorni-per-l-italia-un-ondata-di-caldo-estremo-dall-africa-potrebbe-travolgere-il-nostro-paese.html" title="Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese">Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-10-giorni-per-l-italia-un-ondata-di-caldo-estremo-dall-africa-potrebbe-travolgere-il-nostro-paese.html" title="Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-a-10-giorni-per-l-italia-un-ondata-di-caldo-estremo-dall-africa-potrebbe-travolgere-il-nostro-paese-1783605426947_320.jpg" alt="Tendenza meteo a 10 giorni per l'Italia: un'ondata di caldo estremo dall'Africa potrebbe travolgere il nostro Paese"></a></article></aside><p><br>Sarà una giornata di transizione: meno temporali, più sole e temperature pronte a riprendere quota. L’anticiclone africano inizierà infatti a rinforzarsi nuovamente, preparando una settimana dal sapore pienamente estivo, a tratti anche molto caldo.</p><h2>Da lunedì nuova fiammata africana: martedì picchi fino a 37-39°C</h2><p>La fase più calda prenderà corpo tra lunedì e martedì, quando l’aria subtropicale risalirà con maggiore decisione verso il Mediterraneo centrale. Martedì mattina il caldo sarà già evidente: alle prime ore del giorno si potranno registrare circa <strong>27-28°C in Val Padana e sulle regioni centrali</strong>, con valori fino a <strong>29-30°C</strong> tra Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna.</p><p>Questo significa notti tropicali e scarso raffreddamento notturno, soprattutto nelle grandi città e lungo le coste. Una situazione da non sottovalutare, perché il disagio fisico aumenta quando il caldo non concede pause nemmeno dopo il tramonto.</p><p>Nel pomeriggio di martedì il termometro salirà ulteriormente: sono attesi circa <strong>35°C a Milano e Torino</strong>, <strong>36°C a Bologna e Napoli</strong>, <strong>37°C a Firenze e Roma</strong>, <strong>35°C tra Foggia e Taranto</strong>, mentre nelle zone interne della Sardegna si potranno sfiorare i <strong>39°C</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-temporali-al-nord-nel-weekend-ma-il-caldo-non-molla-poi-nuova-impennata-fino-a-37-39-c-1783701629328.png" data-image="l17walfxh7mc" alt="Temperature previste per la giornata di martedì prossimo." title="Temperature previste per la giornata di martedì prossimo."><figcaption>Temperature previste per la giornata di martedì prossimo.</figcaption></figure><p>Anche le anomalie termiche saranno importanti. Gran parte dell’Italia si troverà sopra la media del periodo, spesso di <strong>4-7°C</strong>, con scarti localmente più marcati tra Nord-Ovest, Sardegna, Toscana e settori tirrenici.</p><p>Il quadro, quindi, resta molto dinamico: <strong>temporali al Nord nel weekend, caldo ancora ben presente sul resto d’Italia e nuova accelerazione africana da lunedì</strong>. Saranno soprattutto l’intensità dei temporali e l’entità della prossima fiammata calda a fare la differenza nei prossimi giorni.</p><p>Per questo sarà importante seguire i prossimi aggiornamenti: le mappe meteo potranno definire meglio le aree più esposte ai fenomeni intensi e le zone dove le temperature raggiungeranno i valori più elevati. <strong>Continuate a seguirci su Meteored per tutti i dettagli, le nuove previsioni e l’evoluzione meteo aggiornata sull’Italia.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-al-nord-nel-weekend-ma-il-caldo-non-molla-poi-nuova-impennata-fino-a-37-39-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'Italia deve guardare al Mediterraneo: una massa d'aria calda africana da record minaccia di "attraversare" il mare]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-al-mediterraneo-una-massa-d-aria-calda-africana-da-record-minaccia-di-attraversare-il-mare.html</link><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 06:36:31 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo una breve e parziale pausa instabile di questo weekend, una nuova e intensa ondata di calore colpirà l'Italia. A causarla sarà la rotazione verso est dell'asse del promontorio anticiclonico nordafricano che spingerà aria molto calda dal Sahara verso le Isole Maggiori e poi sulla nostra penisola.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xao94a2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xao94a2.jpg" id="xao94a2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Con <strong>la terza e più intensa ondata di caldo</strong> in arrivo anche <strong>sul nostro Paese</strong>, l'<strong>estate 2026</strong> si sta confermando come <strong>una delle più critiche degli ultimi decenni</strong>, segnata da una persistente e <strong>invadente presenza dell'anticiclone nordafricano</strong>. Questa vasta cupola di alta pressione si presenta ormai sempre più frequentemente, non rappresenta più un evento eccezionale, ma una condizione strutturale che ha sostituito <strong>l'anticiclone delle Azzorre</strong>, che <strong>in passato</strong> garantiva la normalità per <strong>l'estate italiana</strong>. </p><p><strong>La risalita della massa d'aria di origine sahariana</strong> verso il bacino del Mediterraneo è favorita dal ricorrente e <strong>prolungato blocco anticiclonico</strong>, che impedisce il transito di correnti più fresche atlantiche e che, invece, produce <strong>temperature costantemente al di sopra delle medie del periodo</strong>. </p><p>Secondo i dati diffusi recentemente dal servizio <strong>Copernicus</strong>, <strong>il mese di giugno 2026</strong> è stato <strong>il più caldo di sempre sull'Europa Occidentale</strong>, con anomalie termiche che in alcune regioni, come <strong>in Francia</strong>, hanno <strong>superato anche i record storici del 2003</strong>.<strong> L'Italia</strong>, sebbene rimasta finora parzialmente ai margini in quella ondata, <strong>la prossima settimana sarà più direttamente investita da una terza onda di calore.</strong></p><h2>Il weekend: una breve tregua prima della nuova risalita</h2><p><strong>In questo fine settimana avremo una fase di transizione</strong>, con gran parte dell'Italia interessata da tempo stabile e soleggiato, ma il transito di <strong>un debole impulso </strong>produrrà dell'<strong>instabilità</strong>, in particolare <strong>al Nord e lungo la dorsale appenninica</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777939" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sicilia-allerta-per-il-weekend-di-fuoco-attese-massime-fino-a-40-c.html" title="Meteo Sicilia, allerta per il weekend di fuoco: attese massime fino a 40°C">Meteo Sicilia, allerta per il weekend di fuoco: attese massime fino a 40°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sicilia-allerta-per-il-weekend-di-fuoco-attese-massime-fino-a-40-c.html" title="Meteo Sicilia, allerta per il weekend di fuoco: attese massime fino a 40°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-sicilia-allerta-per-il-weekend-di-fuoco-attese-massime-fino-a-40-c-1783666296412_320.png" alt="Meteo Sicilia, allerta per il weekend di fuoco: attese massime fino a 40°C"></a></article></aside><p><strong>Durante le ore più calde</strong>, infatti, la formazione di cumuli favorisce lo sviluppo di <strong>rovesci e temporali localizzati</strong>, che potrebbero risultare <strong>anche intensi</strong>. Questa fase potrà offrire un parziale e<strong> temporaneo calo termico</strong>, specialmente <strong>sulle </strong><strong>regioni settentrionali e sui versanti adriatici</strong>, dove potremmo avere una breve tregua dal caldo. Tuttavia, questa parentesi instabile non influirà molto sulla tenuta della<strong> struttura anticiclonica</strong>, che invece rimarrà ben radicata sull'Europa occidentale,<strong> pronta ad inclinarsi proprio verso l'Italia</strong>.</p><h2>Verso un'intensificazione anche estrema</h2><p>E proprio nel corso della prossima settimana, dopo la breve parentesi di instabilità localizzata, l'anticiclone di matrice subtropicale tornerà a rinforzarsi ulteriormente. </p><div class="texto-destacado">Già dall'inizio della prossima settimana, la configurazione sinottica attuale, con una caratteristica forma ad <strong>"Omega"</strong> (per la sua forma che richiama quella della lettera greca), oltre a bloccare il flusso perturbato, richiamerà aria molto calda direttamente dall'entroterra sahariano. </div><p>Le proiezioni indicano rialzo termico notevole, che porterà le temperature su valori anche estremi. Potremmo avere <strong>punte di 36-38°C nelle grandi città</strong>, anche <strong>superiori in Sardegna e in Sicilia</strong>, dove potrebbero essere facilmente<strong> superati i 40-42°C. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-deve-guardare-al-mediterraneo-una-massa-d-aria-africana-da-record-minaccia-di-attraversare-il-mare-1783728327333.jpg" data-image="whoxg4iehhsu"><figcaption>La prossima settimana l'asse del promontorio anticiclonico di matrice nordafricana tenderà ad inclinarsi verso est, puntando verso l'Italia. Il caldo sarà intenso e interesserà soprattutto le isole maggiori e le regioni occidentali. Mappa delle temperature a 2 metri dal suolo prevista per giovedì 16 luglio. ECMWF Meteored</figcaption></figure><p>Queste anomalie sono evidenti dalla <strong>mappe a 1500 metri, alla quota isobarica di 850 hPa</strong>, dove <strong>le simulazioni modellistiche indicano</strong><strong> temperature con valori tipici del deserto del Sahara</strong>, tuttavia sulle nostre regioni occidentali tirreniche e sulle isole maggiori <strong>la presenza del mare, con la sua umidità,</strong> potrebbe rendere questi valori particolarmente sgradevoli se non addirittura opprimenti, con una <strong>crescente sensazione di afa</strong>, con <strong>un disagio fisiologico molto elevato</strong>.</p><h2>Una possibile uscita dal gran caldo sul lungo termine</h2><p>Al momento, i modelli meteorologici suggeriscono che <strong>questa terza ondata di caldo </strong>della stagione <strong>potrebbe protrarsi almeno fino al 20 luglio</strong>. Solo<strong> dopo tale data</strong> si intravede, seppur con una <strong>bassa attendibilità previsionale</strong>, la possibilità di un cambiamento nella circolazione atmosferica, con<strong> la possibile discesa di una saccatura verso l'Europa Centrale</strong> che potrebbe parzialmente coinvolgere anche il nostro Paese. </p><div class="texto-destacado">Tuttavia, come spesso accade nei periodi caratterizzati da una particolare e reiterata invadenza del promontorio anticiclonico nordafricano, riferito alla componete continentale dell'<strong>anticiclone subtropicale</strong>, <strong>non è affatto scontata un'azione di arretramento significativo dello stesso.</strong> </div><p>Spesso, infatti, questa figura meteorologica, in talune estati,<strong> tende a ripetere ciclicamente delle azioni di espansione sul Mediterraneo Occidentale con solo delle brevi e temporanee fasi di fisiologico riassorbimento</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-al-mediterraneo-una-massa-d-aria-calda-africana-da-record-minaccia-di-attraversare-il-mare.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Via Lattea si dirige verso una nuova e brutale fusione galattica: la prossima "collisione" cosmica è alle porte]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-via-lattea-si-sta-dirigendo-verso-una-nuova-e-brutale-fusione-galattica-la-prossima-collisione-cosmica-e-alle-porte.html</link><pubDate>Sat, 11 Jul 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La Via Lattea mostra tracce di antiche collisioni e sta nuovamente subendo tensioni gravitazionali che indicano un nuovo incontro con un'altra galassia massiccia nelle sue immediate vicinanze.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-via-lactea-afronta-un-nuevo-choque-galactico-la-gran-nube-de-magallanes-ya-deforma-su-estructura-interna-1781606916719.jpeg" data-image="r1ks6l50i988" alt="scontro tra galassie" title="scontro tra galassie"><figcaption>La Via Lattea conserva le tracce di antiche fusioni galattiche, rilevabili nel movimento irregolare di miliardi di stelle.</figcaption></figure><p>La Via Lattea non è un sistema statico, anche se dalla Terra può apparire come una fascia immobile nel cielo notturno. La sua storia è <strong>segnata da numerosi impatti avvenuti nel passato che ne hanno modificato la forma e la dinamica interna</strong> nel corso di miliardi di anni.</p><p>Lo studio della sua evoluzione ha permesso di ricostruire eventi che, pur non avendo lasciato resti visibili nel senso tradizionale, <strong>hanno impresso tracce nei movimenti e nella composizione delle sue stelle.</strong> La lettura di questo passato galattico consente anche di prevedere i cambiamenti che potrebbero verificarsi in futuro.</p><h2>Via Lattea: la memoria stellare delle antiche fusioni galattiche</h2><p>I grandi cataloghi astronomici hanno rivoluzionato l'analisi del cosmo. Il <strong>Sloan Digital Sky Survey</strong> ha reso accessibili enormi quantità di dati, mentre <strong>il telescopio Gaia</strong> ha portato questo lavoro a un livello superiore grazie al censimento di quasi 2 miliardi di stelle.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">¿Sabías que, en unos 4.000 millones de años, la Galaxia de Andrómeda y la Vía Láctea chocarán? ¿Es tan terrible y apocalíptico como suena? <a href="https://t.co/q1ILDbBfTH">pic.twitter.com/q1ILDbBfTH</a></p>— Álex Riveiro (@alex_riveiro) <a href="https://x.com/alex_riveiro/status/902616154635689988?ref_src=twsrc%5Etfw">August 29, 2017</a></blockquote></figure><p>Questa enorme quantità di informazioni <strong>ha permesso di identificare alcune stelle con traiettorie che non corrispondono al normale movimento del disco galattico.</strong> Si tratta di oggetti che attraversano la galassia seguendo orbite irregolari e schemi diversi da quelli delle stelle locali.</p><p><strong>Anche la loro composizione chimica conferma questa differenza.</strong> Presentano infatti una minore abbondanza di elementi pesanti, una caratteristica tipica di sistemi galattici più piccoli e con un'evoluzione più lenta, che suggerisce un'origine esterna alla Via Lattea.</p><h2>Gaia-Sausage-Enceladus e la trasformazione della Via Lattea</h2><p><strong>Uno degli episodi più importanti individuati nella storia della nostra galassia è</strong> <strong>Gaia-Sausage-Enceladus</strong>. Si tratta dei resti di una galassia assorbita dalla Via Lattea tra 8 e 11 miliardi di anni fa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-via-lactea-afronta-un-nuevo-choque-galactico-la-gran-nube-de-magallanes-ya-deforma-su-estructura-interna-1781607051548.jpeg" data-image="a5yunjxexgep" alt="Incontri tra galassie" title="Incontri tra galassie"><figcaption>La Grande Nube di Magellano esercita già la sua influenza sulla Via Lattea, alterandone l'alone e anticipando una nuova interazione gravitazionale.</figcaption></figure><p>L'impatto ha lasciato un'impronta evidente nella dinamica delle stelle. Una parte del disco primordiale è stata spinta verso l'alone galattico e <strong>nuovi ammassi stellari provenienti dalla galassia inglobata sono entrati a far parte della Via Lattea.</strong></p><p>Inoltre, <strong>si ritiene che quell'incontro</strong> <strong>possa aver modificato l'orientamento del disco galattico</strong> rispetto all'alone di materia oscura. Questa componente invisibile, ma dominante nelle regioni più esterne, determina gran parte della gravità complessiva del sistema.</p><h2>Materia oscura e mappatura della Via Lattea</h2><p>La materia oscura continua a rappresentare uno dei più grandi enigmi dell'astrofisica. Pur non emettendo luce, <strong>la sua influenza gravitazionale mantiene unite le galassie</strong> e ne regola la struttura e il movimento su larga scala.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/3TOFwxddi94/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=3TOFwxddi94" id="3TOFwxddi94"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Nella Via Lattea, <strong>la sua distribuzione può essere studiata con maggiore precisione rispetto ad altre galassie</strong> grazie al monitoraggio individuale delle stelle. Questo permette di stimarne la forma, la densità e il comportamento nelle diverse regioni del sistema.</p><p>I dati attuali suggeriscono che l'alone di materia oscura non sia uniforme. Presenta infatti irregolarità e deformazioni che <strong>potrebbero essere collegate ad antiche fusioni galattiche e alla dinamica interna della galassia.</strong></p><h2>La Grande Nube di Magellano: una nuova perturbazione gravitazionale</h2><p>Dopo un lungo periodo di relativa stabilità, la Via Lattea sta tornando a subire perturbazioni esterne. <strong>La Grande Nube di Magellano</strong>, la sua compagna più massiccia, <strong>sta esercitando una forte attrazione gravitazionale.</strong></p><p>Questo effetto <strong>sta già modificando la struttura dell'alone galattico e alterando l'equilibrio del sistema</strong>. Il fenomeno ricorda, su scala minore, quanto avvenuto durante le antiche fusioni galattiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772044" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/james-webb-risolve-il-grande-enigma-astrofisico-i-buchi-neri-sono-nati-prima-delle-loro-galassie.html" title="James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie">James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/james-webb-risolve-il-grande-enigma-astrofisico-i-buchi-neri-sono-nati-prima-delle-loro-galassie.html" title="James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/james-webb-resuelve-el-gran-enigma-astrofisico-los-agujeros-negros-nacieron-antes-que-sus-propias-galaxias-1780186480620_320.jpg" alt="James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie"></a></article></aside><p>Lo scenario attuale indica un'interazione destinata a protrarsi nel tempo e capace di ridefinire la dinamica di entrambe le galassie. Più che un singolo evento, si tratta di un processo graduale <strong>i cui effetti hanno già iniziato a manifestarsi nei loro movimenti.</strong></p><h3><em>Riferimento dell'articolo</em></h3><p><em>The Conversation: <a href="https://theconversation.com/the-milky-way-was-rewired-by-a-cataclysmic-collision-billions-of-years-ago-now-it-is-on-course-for-another-284721" target="_blank">The Milky Way was rewired by a cataclysmic collision billions of years ago. Now it is on course for another</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-via-lattea-si-sta-dirigendo-verso-una-nuova-e-brutale-fusione-galattica-la-prossima-collisione-cosmica-e-alle-porte.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha individuato milioni di stelle all'interno della Galassia del Sigaro]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-spaziale-james-webb-della-nasa-ha-individuato-milioni-di-stelle-all-interno-della-galassia-del-sigaro.html</link><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 17:12:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Situata a 12 milioni di anni luce di distanza e nel bel mezzo di una fase di formazione stellare, la galassia a spirale Messier 82 (M82), vista di taglio e comunemente chiamata Galassia del Sigaro, è uno spettacolo scientifico unico, e ora il telescopio spaziale James Webb della NASA ha rivelato dettagli mai visti prima.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/telescopio-james-webb-millones-de-estrellas-galaxia-del-cigarro-1782274744317.png" data-image="xi5qg0qh5cr7"><figcaption>Gli scienziati hanno utilizzato il telescopio spaziale James Webb della NASA per ottenere un'immagine di taglio della galassia Messier 82 Questa immagine composita, realizzata da Webb e Hubble, include 16,5 milioni di stelle (blu-bianche), granelli di polvere (rosso-arancio) e gas idrogeno ionizzato (giallo). Crediti: Immagine: NASA, ESA, CSA, Adam Smercina (STScI, Tufts), Thomas Williams (University of Manchester); Elaborazione dell'immagine: Alyssa Pagan (STScI)</figcaption></figure><p>L'intensa <strong>formazione stellare di M82</strong>, che si ritiene sia il risultato della <strong>fusione tra galassie</strong>, sarà un fenomeno effimero in termini astronomici, con una durata stimata di poche centinaia di milioni di anni. Questa fase temporanea di estrema formazione stellare rispetto alla massa della galassia, insieme alla sua posizione nell'universo locale, sono alcuni dei fattori che rendono <strong>M82, conosciuta anche come la Galassia del Sigaro</strong>, un ambiente unico da studiare.</p><h2>La galassia M82 è un magnifico caos</h2><p>Un team di astronomi ha recentemente completato uno studio di imaging con il telescopio spaziale James Webb. Il programma ha richiesto <strong>un totale di 65 ore di osservazione</strong> con la fotocamera NIRCam (Near Infrared Camera) del Webb e <strong>ha rivelato dettagli della galassia starburst mai osservati prima</strong>, tra cui la sua <strong>struttura a disco estesa e milioni di singole stelle</strong>. Le immagini ad alta risoluzione del Webb, in particolare del piano principale del disco galattico, hanno fornito informazioni fondamentali agli astronomi per ricostruire la storia della formazione di M82. Inoltre, i dati del Webb aiuteranno gli scienziati a comprendere i processi attualmente in corso all'interno di questa galassia a intensa formazione stellare.</p><p>"<em>M82 è un caos, ma un caos meraviglioso. Non comprendiamo ancora del tutto ciò che sta accadendo, soprattutto per quanto riguarda la sua storia evolutiva. Che cosa può aver innescato un tasso di formazione stellare così elevato? Da quanto tempo questa galassia espelle enormi colonne di materiale dal suo centro?</em>", ha dichiarato il ricercatore principale <strong>Adam Smercina</strong>, Hubble Fellow della NASA presso lo Space Telescope Science Institute di Baltimora e futuro professore associato alla Tufts University, in Massachusetts. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772044" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/james-webb-risolve-il-grande-enigma-astrofisico-i-buchi-neri-sono-nati-prima-delle-loro-galassie.html" title="James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie">James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/james-webb-risolve-il-grande-enigma-astrofisico-i-buchi-neri-sono-nati-prima-delle-loro-galassie.html" title="James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/james-webb-resuelve-el-gran-enigma-astrofisico-los-agujeros-negros-nacieron-antes-que-sus-propias-galaxias-1780186480620_320.jpg" alt="James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie"></a></article></aside><p>"<em>M82 rappresenta un laboratorio ideale per studiare l'evoluzione delle galassie, perché possiede caratteristiche che ci permettono di analizzare importanti processi fisici, come la formazione stellare in questi ambienti e il modo in cui essa alimenta le espulsioni di materia. M82 offre una finestra unica su numerose questioni astrofisiche che nessun'altra galassia dell'universo locale è in grado di fornire contemporaneamente".</em></p><p>Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha osservato di taglio la galassia Messier 82, una galassia caratterizzata da un'intensa formazione stellare, riuscendo a penetrare attraverso le nubi di polvere e rivelando 16,5 milioni di stelle e la struttura allungata del suo disco. Gli scienziati puntano a ricostruire la storia evolutiva della galassia grazie ai dati raccolti dal Webb.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/telescopio-james-webb-millones-de-estrellas-galaxia-del-cigarro-1782274895744.png" data-image="rxce8rfd65lz"><figcaption>Confronto tra una porzione della galassia Messier 82 (M82), caratterizzata da un'intensa formazione stellare, osservata dai telescopi spaziali Hubble (a sinistra) e James Webb (a destra) della NASA. Hubble ha mostrato la struttura di gas e polveri della galassia, mentre Webb è riuscito a penetrare le nubi di polvere rivelando milioni di stelle nella luce infrarossa. Immagine: NASA, ESA, CSA, Adam Smercina (STScI, Tufts), Thomas Williams (Università di Manchester); elaborazione: Alyssa Pagan (STScI).</figcaption></figure><p>L'immagine nel vicino infrarosso ottenuta dal telescopio rappresenta un'istantanea di uno scenario evolutosi nel corso di centinaia di milioni di anni. <strong>L'immagine del Webb contiene circa 16,5 milioni di stelle individuali distribuite in tutta la galassia</strong>. La luce di queste sorgenti stellari appare come luminosi puntini blu. Si tratta comunque soltanto di una piccola parte del numero totale di stelle che gli astronomi ritengono popolino una galassia come M82, poiché la maggior parte è troppo debole per essere osservata.</p><p>«<em>L'enorme quantità di stelle che siamo riusciti a osservare con il telescopio Webb è incredibile</em>», ha affermato <strong>Benjamin Williams</strong>, membro del team dell'Università di Washington. «<em>È un universo completamente diverso rispetto a quello che avevamo potuto osservare con altri telescopi. Tutte queste stelle, considerate nel loro insieme, costituiscono un dettagliato archivio fossile della formazione e dell'evoluzione di M82.</em>»</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765141" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-nuovo-el-dorado-e-nello-spazio-gli-asteroidi-troiani-e-la-corsa-alle-risorse.html" title=" Il nuovo “El Dorado” è nello spazio: gli asteroidi troiani e la corsa alle risorse"> Il nuovo “El Dorado” è nello spazio: gli asteroidi troiani e la corsa alle risorse</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-nuovo-el-dorado-e-nello-spazio-gli-asteroidi-troiani-e-la-corsa-alle-risorse.html" title=" Il nuovo “El Dorado” è nello spazio: gli asteroidi troiani e la corsa alle risorse"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-nuovo-el-dorado-e-nello-spazio-gli-asteroidi-troiani-e-la-corsa-alle-risorse-1776847932395_320.jpeg" alt=" Il nuovo “El Dorado” è nello spazio: gli asteroidi troiani e la corsa alle risorse"></a></article></aside><p>Osservando più in profondità, l'aumento della luminosità e la forma asimmetrica del disco galattico suggeriscono la particolare struttura della galassia a spirale. Le diverse dimensioni dei due lati indicano infatti che M82 presenta una forma distorta, caratteristica che può manifestarsi durante intense fusioni galattiche.</p><p>«<em>A prima vista il disco della galassia può sembrare meno spettacolare, perché il telescopio Webb riesce a vedere attraverso la polvere</em>», ha spiegato <strong>Eric Bell</strong>, membro del team dell'Università del Michigan. «<em>Ma M82 è un sistema straordinariamente complesso. Le osservazioni del Webb ci aiuteranno a risolvere alcuni misteri ancora irrisolti, come il modo in cui la formazione stellare si è spostata all'interno della galassia nel corso degli ultimi miliardi di anni.</em>»</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/telescopio-james-webb-millones-de-estrellas-galaxia-del-cigarro-1782274946349.gif" data-image="fxzui6as6i93"><figcaption>L'osservazione di M82 nel vicino infrarosso effettuata dal telescopio spaziale James Webb della NASA rappresenta il più recente contributo allo studio di questa galassia a intensa formazione stellare. Il telescopio spaziale Hubble aveva già osservato M82, documentando la struttura di gas e polveri nella luce visibile. Video: NASA, ESA, CSA, STScI, Alyssa Pagan (STScI).</figcaption></figure><p>A causa dell'estrema <strong>attività di formazione stellare all'interno della galassia, circa dieci volte più intensa rispetto a quella della Via Lattea</strong>, la nascita di nuove stelle finirà per interrompersi. Questo frenetico processo sta infatti provocando l'espulsione di enormi colonne bipolari di materiale sopra e sotto il disco galattico. Sebbene la regione appaia molto turbolenta, questi flussi a forma di clessidra presentano una struttura stratificata. <strong>I filamenti gialli</strong> più vicini al disco rappresentano <strong>gas ionizzato</strong>, mentre il <strong>materiale arancione</strong>, più distante, è costituito da <strong>minuscoli granelli di polvere</strong>. Queste particelle sono chiamate idrocarburi policiclici aromatici e rappresentano un importante indicatore del materiale presente nello spazio tra le stelle della galassia, il cosiddetto mezzo interstellare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770715" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-in-crisi-cosa-ci-dice-davvero-la-scienza-sulle-grandi-domande-dell-universo.html" title="Fisica in crisi? Cosa ci dice davvero la scienza sulle grandi domande dell'Universo?">Fisica in crisi? Cosa ci dice davvero la scienza sulle grandi domande dell'Universo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-in-crisi-cosa-ci-dice-davvero-la-scienza-sulle-grandi-domande-dell-universo.html" title="Fisica in crisi? Cosa ci dice davvero la scienza sulle grandi domande dell'Universo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fisica-in-crisi-cosa-ci-dice-davvero-la-scienza-sulle-grandi-domande-dell-universo-1779799875071_320.jpg" alt="Fisica in crisi? Cosa ci dice davvero la scienza sulle grandi domande dell'Universo?"></a></article></aside><p>Le informazioni raccolte nell'ambito di questo programma di osservazione del telescopio Webb rappresentano soltanto uno dei numerosi insiemi di dati che gli scienziati analizzeranno nel tentativo di ricostruire la storia della formazione di questa galassia a intensa attività stellare.</p><p>«<em>Le galassie sono ecosistemi estremamente complessi e, per comprenderle davvero, è necessario combinare dati provenienti da missioni differenti</em>», ha dichiarato <strong>Kristen McQuinn</strong>, membro dello Space Telescope Science Institute. «<em>Una singola missione non è in grado di rispondere completamente a tutte le domande che abbiamo su M82. Combinare le osservazioni raccolte da telescopi diversi, come Webb e Hubble, è estremamente prezioso. Integrando questi dati si amplia enormemente il campo di studio e diventa possibile affrontare quesiti scientifici ancora più complessi.</em>»</p><p>Fonte: <a href="https://science.nasa.gov/" target="_blank"><strong>NASA</strong></a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-spaziale-james-webb-della-nasa-ha-individuato-milioni-di-stelle-all-interno-della-galassia-del-sigaro.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>