<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 21 Apr 2026 22:10:10 +0000</lastBuildDate><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 22:10:10 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Le anomalie della tropopausa, ecco come influenzano i fenomeni meteorologi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 18:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il risultato è una destabilizzazione dell’atmosfera, con la formazione di moti ascensionali e nubi e cumulonembi che possono dare origine a piogge e temporali</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi-1775944181586.jpg" data-image="5ob7sa78vm78" alt="Cumuli." title="Cumuli."><figcaption>Questi “su e giù” della tropopausa crea delle anomalie che possono essere di due tipi, positive e negative. Le anomalie positive si hanno quando aria della stratosfera (molto secca, fredda e stabile) scende e “invade” la parte alta della troposfera. </figcaption></figure><p>La <strong>tropopausa</strong> è lo strato dell’atmosfera che si trova più o meno tra i 12 e i 13 km di altezza (un po’ più in basso ai poli, un po’ più in alto verso l’equatore). È il “soffitto” della troposfera, la parte dell’atmosfera dove avvengono quasi tutti i fenomeni meteorologici che ci interessano, come nuvole, pioggia e temporali.</p><p>Questa tropopausa non è fissa, ma si alza e si abbassa continuamente a seconda del tipo di aria che passa. Quando arriva aria fredda dal Polo la tropopausa si abbassa. Quando circola aria calda dai tropici la tropopausa si alza.</p><h2><strong>Le anomalie positive della tropopausa</strong></h2><p>Questi “su e giù” della tropopausa crea delle anomalie che possono essere di due tipi, positive e negative. Le anomalie positive si hanno quando <strong>aria della stratosfera</strong> (molto secca, fredda e stabile) scende e “invade” la parte alta della troposfera. </p><p>Questa aria stratosferica può finire dentro la <strong>corrente a getto</strong> (il forte fiume di vento che soffia a grande altezza), instabilizzando la colonna d’aria troposferica.</p><h2><strong>Cosa provoca?</strong></h2><p>Sopra una zona di aria umida (per esempio dentro o vicino a una depressione), questa aria secca e vorticosa che scende dalla stratosfera crea un forte contrasto termico, ma ancora di più igrometrico. <strong>L’aria umida sotto vuole salire, quella secca sopra la spinge. </strong></p><p>Il risultato è una destabilizzazione dell’atmosfera, con la formazione di moti ascensionali e nubi e cumulonembi che possono dare origine a piogge e temporali, <strong>in alcuni casi, sistemi temporaleschi molto intensi e persistenti.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi-1775944233090.jpg" data-image="mmjz4l4cws4h" alt="Cumuli." title="Cumuli."><figcaption>Queste anomalie aiutano i meteorologi a capire dove ci saranno i contrasti più forti tra masse d’aria diverse, e quindi dove è più probabile che si formino depressioni (ciclogenesi) e fronti che portano brutto tempo.</figcaption></figure><p>In pratica quando si vede un’anomalia positiva della tropopausa di questo tipo alle nostre latitudini, è un segnale che può arrivare forte maltempo.</p><h2><strong>Le anomalie negative della tropopausa</strong></h2><p>Quando l’aria della troposfera (quella umida) sale tanto da avvicinarsi al limite della stratosfera. Questo avviene sotto una zona di alta pressione (anticiclone). <strong>In questo caso l’atmosfera diventa più stabile, quindi il tempo tende a essere più tranquillo e sereno.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="729149" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-che-modo-e-quali-aziende-contribuiscono-maggiormente-al-riscaldamento-globale-antropogenico-con-piu-ondate-di-calore.html" title="In che modo e quali aziende contribuiscono maggiormente al riscaldamento globale antropogenico con più ondate di calore?">In che modo e quali aziende contribuiscono maggiormente al riscaldamento globale antropogenico con più ondate di calore?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-che-modo-e-quali-aziende-contribuiscono-maggiormente-al-riscaldamento-globale-antropogenico-con-piu-ondate-di-calore.html" title="In che modo e quali aziende contribuiscono maggiormente al riscaldamento globale antropogenico con più ondate di calore?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/aumento-de-las-olas-de-calor-cemento-1757560856266_320.jpg" alt="In che modo e quali aziende contribuiscono maggiormente al riscaldamento globale antropogenico con più ondate di calore?"></a></article></aside><p>Una anomalia negativa della tropopausa tende a favorire stabilità, tempo bello o comunque più calmo, con venti deboli. Insomma, le condizioni tipiche del bel tempo.</p><h2><strong>L’importanza di queste anomalie nelle previsioni meteorologiche</strong></h2><p>Queste anomalie aiutano i meteorologi a capire dove ci saranno i contrasti più forti tra masse d’aria diverse, e quindi dove è più probabile che si formino depressioni (ciclogenesi) e fronti che portano brutto tempo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale.html" title="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale">L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale.html" title="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale-1775252080804_320.jpg" alt="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale"></a></article></aside><p>Esistono anche anomalie più basse nell’atmosfera, legate al riscaldamento o al raffreddamento dell’aria vicino al suolo, ma quelle più importanti per prevedere forti temporali sono soprattutto le anomalie positive in quota.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quattro progetti per salvare Venezia: cosa fare quando il MoSE non basterà più]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quattro-progetti-per-salvare-venezia-cosa-fare-quando-il-mose-non-bastera-piu.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 17:13:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Venezia non è al sicuro. Con l’innalzamento del livello dei mari che costituisce una minaccia costante, la necessità di strategie a lungo termine per proteggere il patrimonio della città e i suoi abitanti si fa sempre più urgente</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quattro-progetti-per-salvare-venezia-cosa-fare-quando-il-mose-non-bastera-piu-1776695890759.jpg" data-image="r1tq6vhwg0vj" alt="Venezia acqua alta" title="Venezia acqua alta"><figcaption>L'acqua alta a Venezia, un fenomeno che rischia di diventare quotidiano nei prossimi decenni</figcaption></figure><p><br>Negli ultimi centocinquanta anni Venezia è stata esposta sempre più spesso ai pericoli legati al cambiamento climatico. L’acqua alta si fa sempre più frequente, con <strong>diciotto eventi estremi</strong>, e cioè con l’inondazione di più del 60% del territorio cittadino, concentrati negli ultimi ventitré anni.</p><p>Attualmente le dighe del MoSE proteggono la città chiudendo la laguna in <strong>tre punti</strong> ma il loro utilizzo diventerà sempre più assiduo, costituendo un ostacolo per la <strong>viabilità </strong>nella laguna e un <strong>pericolo </strong>per tutte le forme di vita che si trovano nelle sue acque.</p><p>Uno studio internazionale condotto dal professore Piero Lionello dell’Università del Salento ha individuato quattro possibili strategie da implementare nel corso dei prossimi <strong>trecento anni</strong> per salvare Venezia.</p><h2>La necessità di una lunga pianificazione</h2><p>Tre secoli possono sembrare un tempo eccessivamente lungo per iniziare a preoccuparsi, ma la pianificazione a lungo termine in un caso come quello di Venezia è fondamentale. </p><p>Le opere per salvare la città saranno in ogni caso imponenti e i primi effetti disastrosi dell’innalzamento del livello del mare e dei cambiamenti climatici inizieranno a manifestarsi già tra una <strong>settantina</strong> di anni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quattro-progetti-per-salvare-venezia-cosa-fare-quando-il-mose-non-bastera-piu-1776695946363.jpg" data-image="gzbzrrcfz2nd" alt="Laguna di Venezia" title="Laguna di Venezia"><figcaption>Una veduta aerea della laguna di Venezia</figcaption></figure><p><strong>Entro il 2100</strong>, infatti è possibile che la città si ritrovi allagata fino al <strong>98% </strong>della sua estensione <strong>quotidianamente</strong>.</p><p>Per di più, anche se il problema principale o almeno più evidente è quello dell’acqua alta, l’aumento delle piogge, sempre più intense, e lo straripamento dei fiumi, sempre più frequente, sono un altro fattore di rischio da considerare perché in caso di allagamento o con le dighe chiuse, non c’è la possibilità di smaltire queste acque in mare.</p><div class="texto-destacado">I progetti che è stato possibile studiare in base alle conoscenze attuali sono quattro e si basano su quattro principi fondamentali: la preservazione delle tradizioni e della cultura di Venezia, la salvaguardia dei monumenti, la protezione dell’ecosistema lagunare e naturalmente il benessere della popolazione locale.</div><h2>I sistemi della "laguna aperta" e della "laguna chiusa"</h2><p>Il sistema <strong>meno invasivo</strong> per preservare Venezia sarebbe quello della<strong> “laguna aperta”</strong> che prevede l’utilizzo di <strong>barriere mobili</strong> simili a quelle che ci sono già adesso. </p><p>A queste si aggiungerebbero delle ulteriori barriere per proteggere i singoli monumenti. Alcune di esse già esistono, come ad esempio quella realizzata nel 2022 per proteggere la Basilica di San Marco. </p><p>I <strong>limiti </strong>di questo sistema sono nel fatto che funziona solo se il livello del mare non sale troppo. Con la chiusura sempre più frequente delle barriere, inoltre, si fa più frequente anche il rischio di <strong>malfunzionamenti </strong>e ci sarebbe il pericolo di creare una laguna stagnante a danno delle persone e degli animali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="734362" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-dipinti-di-canaletto-e-bellotto-su-venezia-come-indicatore-climatico.html" title="I dipinti di Canaletto e Bellotto su Venezia usati come indicatore climatico">I dipinti di Canaletto e Bellotto su Venezia usati come indicatore climatico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-dipinti-di-canaletto-e-bellotto-su-venezia-come-indicatore-climatico.html" title="I dipinti di Canaletto e Bellotto su Venezia usati come indicatore climatico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/las-pinturas-de-venecia-de-canaletto-y-bellotto-como-indicador-climatico-1750525526799_320.jpg" alt="I dipinti di Canaletto e Bellotto su Venezia usati come indicatore climatico"></a></article></aside><p>Il sistema della <strong>“laguna chiusa” </strong>consisterebbe invece nel creare dighe <strong>permanentemente chiuse</strong>, trasformando così la laguna in un <strong>lago</strong>. Anche questo è un sistema poco invasivo dal punto di vista visivo, ma <strong>distruttivo </strong>per l’ecosistema e molto costoso. </p><p>Il porto andrebbe spostato, ad esempio, e le infrastrutture necessarie, sebbene efficaci anche in caso di un forte innalzamento del mare, hanno costi enormi.</p><h2>Cambiare per sempre il volto di Venezia</h2><p>Le altre due strategie ipotizzate dagli studiosi sono quelle più <strong>estreme</strong>. Vantaggiose nei casi peggiori, quelli dove l'innalzamento del livello del mare sarebbe molto importante, cambierebbero però l’aspetto della città definitivamente e il suo <strong>rapporto col mare</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="700550" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-costruzione-di-venezia-e-l-ingegnoso-segreto-dei-10-milioni-di-tronchi-che-la-tengono-in-piedi.html" title="La costruzione di Venezia e l'ingegnoso segreto dei 10 milioni di tronchi che la tengono in piedi">La costruzione di Venezia e l'ingegnoso segreto dei 10 milioni di tronchi che la tengono in piedi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-costruzione-di-venezia-e-l-ingegnoso-segreto-dei-10-milioni-di-tronchi-che-la-tengono-in-piedi.html" title="La costruzione di Venezia e l'ingegnoso segreto dei 10 milioni di tronchi che la tengono in piedi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-costruzione-di-venezia-e-l-ingegnoso-segreto-dei-10-milioni-di-tronchi-che-la-tengono-in-piedi-1741513459601_320.jpeg" alt="La costruzione di Venezia e l'ingegnoso segreto dei 10 milioni di tronchi che la tengono in piedi"></a></article></aside><p>Il sistema delle "<strong>dighe ad anello"</strong> consiste nel circondare l’intero centro storico di Venezia con un <strong>argine artificiale e non mobile</strong>. In questo modo la città sarebbe per sempre separata dal mare e le acque piovane sarebbero eliminate grazie a un sistema di pompaggio. </p><p>L’intero sistema dei trasporti interni andrebbe riprogettato e la città perderebbe la propria identità. La laguna continuerebbe invece ad avere scambi con il mare, come avviene adesso e il suo ecosistema si evolverebbe in modo <strong>naturale</strong>.</p><p>L’ultimo sistema è quello detto del <strong>“ritiro”</strong> e consiste nel lasciare che Venezia venga inondata, <strong>spostando altrove la popolazione</strong>. </p><p>Per quanto riguarda i <strong>monumenti</strong>, alcuni di essi potrebbero essere <strong>sollevati </strong>con sistemi già in uso alcune volte a Venezia, o <strong>spostati </strong>applicando delle tecniche rare ma già note. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="658266" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/innalzamento-livello-mare-minaccia-diversita-geologica-laguna-veneziana.html" title="L'innalzamento del livello del mare minaccia la diversità geologica della laguna veneziana">L'innalzamento del livello del mare minaccia la diversità geologica della laguna veneziana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/innalzamento-livello-mare-minaccia-diversita-geologica-laguna-veneziana.html" title="L'innalzamento del livello del mare minaccia la diversità geologica della laguna veneziana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/innalzamento-livello-mare-minaccia-diversita-geologica-della-laguna-veneziana-1719565692636_320.jpg" alt="L'innalzamento del livello del mare minaccia la diversità geologica della laguna veneziana"></a></article></aside><p>Il tempio di <strong>Abu Simbel in Egitto</strong>, ad esempio, è stato interamente <strong>smontato e ricostruito</strong> a duecento metri di distanza per preservarlo dal pericolo di inondazione della diga di Assuan. </p><p>Naturalmente in questo caso il resto della città, con gli edifici, le calli, la sua storia e le sue atmosfere, sarebbe perduto definitivamente.</p><h3><em><strong>Fonte:</strong></em></h3><p><em><a href="https://www.cnr.it/it/news/14280" target="_blank">Cambiamento climatico: le strategie per salvare Venezia</a> - CNR.it (Aprile 2026)</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quattro-progetti-per-salvare-venezia-cosa-fare-quando-il-mose-non-bastera-piu.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 16:25:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il Sole non resterà uguale per sempre: quando entrerà nella fase di gigante, il suo raggio aumenterà enormemente e la Terra subirà un riscaldamento estremo, fino a perdere le condizioni necessarie alla vita come la conosciamo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra-1776325334357.png" data-image="gxomylxu7yrr" alt="Il Sole gigante rossa" title="Il Sole gigante rossa"><figcaption>Quando il Sole diventerà una gigante rossa, sarà per primo l'aumento di temperatura a rendere impossibile la vita sulla Terra. Rappresentazione artistica del Sole come gigante rossa generato con IA.</figcaption></figure><p>Siamo abituati a vedere il Sole come una presenza immutabile, che garantisce luce, calore e stabilità alla Terra. Tuttavia, come tutte le altre stelle, <strong>anche il Sole è destinato a cambiare profondamente nel corso del tempo</strong>. Le sue dimensioni, la sua luminosità e il rapporto energetico con il nostro pianeta muteranno significativamente quando entrerà nella <strong>fase di stella gigante</strong>. Conoscere la futura evoluzione del Sole ci aiuta a comprendere quanto sia fragile l’equilibrio che oggi rende possibile la vita sulla Terra.</p><h2>L’equilibrio attuale tra Terra e Sole</h2><p><strong>La Terra sta vivendo una fase di equilibrio stabile con il Sole</strong>. L’energia emessa dalla nostra stella è costante e la Terra si trova ad una distanza ottimale dal Sole. Ne segue che non solo la temperatura superficiale della Terra rimane costante, ma rimane costante ad un valore medio di circa 15 gradi centigradi, valore ideale per avere acqua allo stato liquido e per mantenere efficienti i processi biologici della vita sia animale sia vegetale.</p><p>In questa nostra considerazione stiamo volutamente trascurando il riscaldamento globale di origine antropica, essendo l’evoluzione del Sole e le sue conseguenze il nostro tema.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748629" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-annuncia-una-nuova-scoperta-sulla-stella-gigante-betelgeuse.html" title="La NASA annuncia una nuova scoperta sulla stella gigante Betelgeuse">La NASA annuncia una nuova scoperta sulla stella gigante Betelgeuse</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-annuncia-una-nuova-scoperta-sulla-stella-gigante-betelgeuse.html" title="La NASA annuncia una nuova scoperta sulla stella gigante Betelgeuse"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uma-nova-descoberta-sobre-a-estrela-gigante-betelgeuse-e-divulgada-pela-nasa-1768151267296_320.png" alt="La NASA annuncia una nuova scoperta sulla stella gigante Betelgeuse"></a></article></aside><p>Tuttavia, come dicevamo, <strong>si tratta di una fase temporanea</strong>, per quanto lunga miliardi di anni, cui seguirà un’altra fase durante la quale questo equilibrio prezioso andrà perduto.</p><h2>Quando il Sole diventerà gigante</h2><p>Grazie alle nostre conoscenze sull’evoluzione stellare, sappiamo che <strong>il nostro Sole dalla stella nana che è attualmente diventerà una stella gigante,</strong> cioè una stella le cui dimensioni saranno enormemente più grandi di quelle attuali.</p><p>I modelli di evoluzione stellare dicono che quando una stella nana come il Sole inizia ad aumentare il suo raggio, quindi le sue dimensioni, la sua temperatura superficiale inizia a diminuire. In prima battuta, ci si potrebbe aspettare che diminuendo la temperatura del Sole dovrebbe diminuire anche quella terrestre. E invece <strong>lo scenario realistico che si prospetta è quello di una fine rovente per la Terra.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra-1776326061531.png" data-image="7tq19611i76b" alt="Sole gigante rossa" title="Sole gigante rossa"><figcaption>L'aumento del raggio del Sole, durante la fase di gigante rossa, potrebbe portare la superficie del Sole fino all'orbita della Terra. </figcaption></figure><p>Infatti, aumentando il raggio solare aumenta anche la sua luminosità che andrà a compensare e superare la diminuzione di temperatura. Aumentando la luminosità e la superficie solare avvicinandosi alla Terra (per le accresciute dimensioni del Sole) il flusso di energia che arriverà a Terra crescerà enormemente.</p><p>Sulla base di calcoli molto semplificati, quando il raggio del Sole sarà aumentato di 20 volte rispetto a quello attuale, e la distanza della sua superficie dalla Terra sarà diminuita solo di un decimo, la temperatura media sulla superficie terrestre avrà superato i 500 gradi centigradi!</p><h2>Le conseguenze per la Terra e per la vita</h2><p>Le stelle giganti generalmente non superano i 100 raggi solari. Essendo la distanza Terra-Sole circa 200 raggi solari, <strong>non ci si aspetta che il Sole ingloberà la Terra nella sua progressiva espansione</strong>. Tuttavia, saranno le temperature a modellare sulla Terra uno scenario completamente differente da quello che oggi conosciamo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="740935" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/resiste-all-ebollizione-al-congelamento-e-al-lancio-nello-spazio-questa-creatura-che-sfida-le-leggi-della-vita.html" title="Resiste all'ebollizione, al congelamento e al lancio nello spazio: questa creatura che sfida le leggi della vita">Resiste all'ebollizione, al congelamento e al lancio nello spazio: questa creatura che sfida le leggi della vita</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/resiste-all-ebollizione-al-congelamento-e-al-lancio-nello-spazio-questa-creatura-che-sfida-le-leggi-della-vita.html" title="Resiste all'ebollizione, al congelamento e al lancio nello spazio: questa creatura che sfida le leggi della vita"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/resiste-la-ebullicion-la-congelacion-y-ser-lanzada-al-espacio-la-criatura-que-desafia-las-leyes-de-la-vida-1763839665611_320.png" alt="Resiste all'ebollizione, al congelamento e al lancio nello spazio: questa creatura che sfida le leggi della vita"></a></article></aside><p><strong>Già molto prima di arrivare a temperature estreme, la Terra perderebbe le condizioni che oggi rendono possibile la vita.</strong> A causa dell’aumento dell’energia ricevuta, gli oceani cominceranno a evaporare in maniera massiccia, immettendo nell’atmosfera grandi quantità di vapore acqueo. Poiché il vapor acqueo è un potente gas serra, il suo aumento di concentrazione aumenterà ulteriormente la temperatura. Questo innescherà un circolo vizioso: più calore, più evaporazione, ancora più intrappolamento del calore.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr"> The Sun will eventually grow so large that it will consume Earth.<br><br>This will happen when the Sun enters its Red Giant stage. So, where is the Sun today? <br><br>Its just a tiny speck known as a Yellow Dwarf. <br><br> At present, it burns hydrogen into helium a process that has been <a href="https://t.co/qbgtdhjeky">pic.twitter.com/qbgtdhjeky</a></p>— Astronomy Vibes (@AstronomyVibes) <a href="https://twitter.com/AstronomyVibes/status/2005448514873262295?ref_src=twsrc%5Etfw">December 29, 2025</a></blockquote></figure><p>In una fase successiva, <strong>i mari e gli oceani scomparirebbero del tutto rendendo la superficie terrestre sempre più arida e rovente.</strong> In queste condizioni le forme di vita complesse, sia piante che animali, non avrebbero alcuna possibilità di sopravvivere. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716480" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-pozzi-petroliferi-abbandonati-perdono-7-volte-piu-metano-di-quanto-si-pensasse-in-precedenza.html" title="I pozzi petroliferi abbandonati perdono 7 volte più metano di quanto si pensasse in precedenza">I pozzi petroliferi abbandonati perdono 7 volte più metano di quanto si pensasse in precedenza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-pozzi-petroliferi-abbandonati-perdono-7-volte-piu-metano-di-quanto-si-pensasse-in-precedenza.html" title="I pozzi petroliferi abbandonati perdono 7 volte più metano di quanto si pensasse in precedenza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-pozos-de-petroleo-abandonados-estan-filtrando-7-veces-mas-metano-de-lo-que-se-creia-1750313881710_320.jpg" alt="I pozzi petroliferi abbandonati perdono 7 volte più metano di quanto si pensasse in precedenza"></a></article></aside><p>Verosimilmente, anche quei microorganismi che conosciamo essere particolarmente resistenti al calore incontrerebbero limiti insormontabili quando le temperature diventassero troppo elevate e l’acqua liquida sparisse stabilmente dal pianeta.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il problema non sarà quindi il contatto fisico tra la Terra e la superficie esterna della futura gigante rossa, ma il fatto che la Terra verrà sottoposta a un’irradiazione insostenibile già nelle fasi precedenti.</strong></div><p>A questo scenario, dobbiamo aggiungere che durante la sua espansione il Sole sarà soggetto ad una significativa perdita di massa e a un’intensificazione del vento solare. Questo avrà impatto sia sull’atmosfera terrestre ma anche sugli equilibri dinamici all’interno del Sistema Solare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Tutto ciò sarà tuttavia secondario e successivo alla perdita da parte della Terra della sua abitabilità.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>I tempi a che ciò succeda sono molto lunghi, miliardi di anni.</strong> Tuttavia, prevedere l'evoluzione futura del Sole e pensarne le conseguenze, è uno spunto interessante a riflettere su <strong>quanto delicato sia l’equilibrio del nostro pianeta con la sua stella</strong> e come questo equilibrio non sia eterno, ma variable come tutto ciò che è nell’Universo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/carbonio-gli-alberi-ripiantati-dall-uomo-immagazzinano-molto-meno-co-rispetto-alle-foreste-primarie.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 16:01:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Come gli oceani, anche le foreste immagazzinano tonnellate di carbonio. Nel tentativo di compensare i milioni di alberi abbattuti in ogni angolo del pianeta, da decenni l'uomo ripianta alberelli. Tuttavia, secondo un nuovo studio, questi ultimi non sembrano assorbire il carbonio altrettanto efficacemente.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/carbone-les-arbres-replantes-par-l-homme-stockent-beaucoup-moins-de-co2-que-les-forets-primaires-1774858502437.jpeg" data-image="lc2mwnvc29ec" alt="Carbonio, foreste." title="Carbonio, foreste."><figcaption>Pur essendo dei serbatoi di carbonio, le foreste immagazzinano comunque meno CO₂ se sono state ripiantate dall'uomo.</figcaption></figure><p>Le foreste, gli alberi, ma anche i suoli forestali, costituiscono il secondo più grande serbatoio di carbonio del pianeta dopo gli oceani, spiega l’<strong>Office</strong> <strong>National des Forêts (ONF).</strong> «Fino al raggiungimento della maturità, un popolamento forestale <strong>cattura CO</strong><strong>₂</strong><strong>,</strong> contribuendo così alla riduzione della presenza di gas serra nell’atmosfera.»</p><p>Per raggiungere la neutralità carbonica, è quindi essenziale garantirne la salvaguardia e la rigenerazione. Ma secondo uno studio condotto in Svezia, pubblicato sulla rivista Science, le foreste piantate dall'uomo non hanno affatto le stesse proprietà rispetto al carbonio.</p><h2>Plus de 70 % de carbone en moins par hectare</h2><p>Se si considerano la vegetazione, il legno morto, <strong>i residui legnosi e il suolo, le foreste primarie immagazzinano oltre il 70% di carbonio in più rispetto alle foreste secondarie, un divario ben più ampio di quanto determinato in studi precedenti.</strong> Secondo gli scienziati, occorrerebbe rimuovere 8 miliardi di tonnellate di CO₂ dall’atmosfera per recuperare l’equivalente dello stoccaggio garantito dalle foreste naturali.</p><div class="texto-destacado">Lo stesso vale per le foreste boreali. Nel corso dei loro studi, i ricercatori hanno scoperto che la maggior parte del carbonio immagazzinato nelle foreste boreali non si trova negli alberi, ma nel suolo. <strong>«Nelle foreste primarie, i suoli contengono il 64% del carbonio totale, contro il 30% negli alberi e il 6% nel legno morto», precisa lo studio.</strong></div><p>«La capacità di stoccaggio che una foresta antica perde una volta che è stata massicciamente abbattuta e sfruttata non può essere recuperata facilmente», spiega Rob Jackson, uno degli autori dello studio.</p><h3>Come garantire che il rimboschimento svolga il proprio ruolo?</h3><p>Sebbene le foreste secondarie assorbano meno carbonio, non per questo sono meno essenziali. <strong>«I nostri risultati dimostrano che proteggere le poche foreste primarie rimaste ha un potenziale molto maggiore di quanto si pensasse.</strong> Il ripristino dei siti degradati dalla silvicoltura industriale potrebbe inoltre dare impulso alla biodiversità e consentire di immagazzinare ancora più carbonio», osserva <strong>Anders Ahlström, </strong>un altro autore dello studio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753892" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuovi-alberi-nelle-foreste-perche-non-e-una-buona-notizia.html" title="Nuovi alberi nelle foreste: perché non è una buona notizia">Nuovi alberi nelle foreste: perché non è una buona notizia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuovi-alberi-nelle-foreste-perche-non-e-una-buona-notizia.html" title="Nuovi alberi nelle foreste: perché non è una buona notizia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nuovi-alberi-nelle-foreste-perche-non-e-una-buona-notizia-1770922220176_320.jpg" alt="Nuovi alberi nelle foreste: perché non è una buona notizia"></a></article></aside><p>Lo studio dimostra infine che le stime precedenti hanno ampiamente sottovalutato il costo in termini di carbonio della trasformazione di una foresta primaria in foresta secondaria e che il rimboschimento, attuato dagli industriali da decenni, non sarà sufficiente a preservare il pianeta.</p><h3><em>Fonti dell'articolo:</em></h3><p><em>Geo, <a href="https://www.geo.fr/environnement/les-arbres-plantes-par-lhomme-stockent-bien-moins-de-carbone-que-les-forets-naturelles-231380" target="_blank">Les arbres plantés par l’homme stockent beaucoup moins de carbone que les forêts naturelles</a></em><em><br></em></p><p><em>ONF, <a href="https://www.onf.fr/vivre-la-foret/%2B/1ba8::la-foret-un-indispensable-pour-une-planete-decarbonee.html" target="_blank">La forêt : un indispensable pour une planète décarbonée</a></em><em><br></em></p><p><em>Science, <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.adz8554" target="_blank">Higher carbon storage in primary than secondary boreal forests in Sweden</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/carbonio-gli-alberi-ripiantati-dall-uomo-immagazzinano-molto-meno-co-rispetto-alle-foreste-primarie.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Roma: calo termico e grecale fino a giovedì, poi sole e caldo per il weekend del 25 aprile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-calo-termico-e-grecale-fino-a-giovedi-poi-sole-e-caldo-per-il-weekend-del-25-aprile.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 15:01:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'evoluzione del tempo per Roma per i prossimi giorni vede una transizione dalla circolazione instabile e fresca settentrionale attuale, verso una situazione più stabile. I modelli indicano, con in modo abbastanza concorde, che il fine settimana della Liberazione trascorrerà all'insegna del bel tempo e con temperature gradevoli grazie ad un progressivo rialzo termico.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa66v3m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa66v3m.jpg" id="xa66v3m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Oggi <strong>martedì 21 aprile</strong>, il Lazio e Roma sono ancora interessati da una circolazione di aria relativamente fredda proveniente dai quadranti nord-orientali. Questa situazione è determinata dalla presenza di un anticiclone sull'Atlantico settentrionale, sul cui bordo orientale scendono correnti fredde di matrice anche continentale. </p><p>Queste correnti favoriscono anche un <strong>tempo instabile soprattutto al nord e sul versante adriatico </strong>della nostra penisola, localmente anche sulle zone interne, mentre l'<strong>area tirrenica</strong> è <strong>maggiormente protetta</strong> con dei transiti nuvolosi e scarse precipitazioni, con <strong>fenomeni poco organizzati</strong> per la capitale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-roma-calo-termico-e-grecale-fino-a-giovedi-poi-deciso-miglioramento-con-sole-e-caldo-per-il-weekend-1776768644819.jpg" data-image="cei1b3hif88a"><figcaption>Dopo un inizio di settimana con tempo debolmente instabile e temperature anche leggermente sotto media, la capitale si appresta a vivere un fine settimana con temperature gradevoli, anche sopra media, ed un clima particolarmente adatto alle passeggiate all'aperto dentro e fuori la città. </figcaption></figure><p>Per la giornata di domani, <strong>mercoledì 22 aprile</strong>, i modelli evidenziano la persistenza di questo corridoio di aria fresca. Perciò il cielo <strong>su Roma</strong> risulterà ancora <strong>parzialmente nuvoloso</strong>, mentre gli addensamenti più consistenti li avremo a ridosso dell'Appennino. Tuttavia, data l'instabilità atmosferica ancora presente, <strong>non saranno del tutto da escludere degli isolati e brevi rovesci pomeridiani</strong>, ma in genere<strong> poco significativi</strong>. </p><p>Le <strong>temperature massime</strong> non dovrebbero superare i <strong>1</strong><strong>8-20°C</strong> che, per effetto della ventilazione settentrionale, <strong>potrebbero essere percepite anche più basse</strong>.</p><h2> Cambio di circolazione e tempo più stabile </h2><p>A partire da <strong>giovedì 23 aprile</strong>, assisteremo a un graduale aumento della pressione atmosferica al suolo, che tuttavia non sarà elevata. I <strong>venti di Tramontana</strong> inizieranno a perdere intensità, e anche<strong> la nuvolosità tenderà a diminuire</strong> ulteriormente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764904" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano.html" title="Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano">Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano.html" title="Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano-1776717530582_320.png" alt="Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano"></a></article></aside><p>In questa fase le <strong>temperature massime torneranno ad aumentare</strong>. Sebbene <strong>le minime </strong>di <strong>giovedì mattina risulteranno piuttosto basse</strong> a causa dell'irraggiamento favorito dal cielo sereno e dalla attenuazione del vento.</p><h2>Consolidamento del bel tempo da venerdì 24</h2><p>La giornata di <strong>venerdì 24 </strong>vedrà l'affermazione delle <strong>condizioni di stabilità</strong>. Anche la ventilazione settentrionale verrà sostituita da venti deboli, prevalentemente a regime di brezza. Il cielo si manterrà <strong>sereno o poco nuvoloso </strong>per l'intera giornata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764947" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-oggi-allerta-gialla-in-queste-6-regioni-per-temporali-e-grandinate-domenica-attesi-picchi-di-30-c.html" title="Meteo: oggi allerta gialla in queste 6 regioni per temporali e grandinate, domenica attesi picchi di +30°C">Meteo: oggi allerta gialla in queste 6 regioni per temporali e grandinate, domenica attesi picchi di +30°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-oggi-allerta-gialla-in-queste-6-regioni-per-temporali-e-grandinate-domenica-attesi-picchi-di-30-c.html" title="Meteo: oggi allerta gialla in queste 6 regioni per temporali e grandinate, domenica attesi picchi di +30°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ultime-ore-con-maltempo-prima-di-un-nuovo-rinforzo-dell-alta-pressione-1776763369306_320.png" alt="Meteo: oggi allerta gialla in queste 6 regioni per temporali e grandinate, domenica attesi picchi di +30°C"></a></article></aside><p>Di conseguenza il <strong>rialzo termico </strong>sarà evidente, specie valori nei massimi <strong>che si avvicineranno ai </strong><strong>24°C</strong>, tornando a superare leggermente le medie stagionali. Come accennato la diminuzione dell'intensità del vento renderà il <strong>clima molto gradevole. </strong></p><h2>Previsioni per il weekend: sabato 25 e domenica 26 aprile</h2><p>I modelli principali a livello globale, GFS ed ECMWF, per il prossimo fine settimana, confermano la persistenza del <strong>tempo stabile</strong>, <strong>pur in assenza di un vero e proprio campo di alta pressione sull'Italia</strong>. La pressione atmosferica, infatti, non sarà elevata, ma sufficiente a mantenere lontane le perturbazioni. Per <strong>sabato 25 aprile</strong>, su Roma si prevede una giornata di <strong>bel tempo con prevalenza di cielo sereno.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-roma-calo-termico-e-grecale-fino-a-giovedi-poi-deciso-miglioramento-con-sole-e-caldo-per-il-weekend-1776769110430.jpg" data-image="909dig2yqu8u"><figcaption>La giornata del 25 aprile a Roma trascorrerà con un cielo generalmente sereno o al massimo poco nuvoloso. Il rialzo delle temperature produrrà un clima gradevole, con massime prossime ai 25°C. </figcaption></figure><p>L'aria calda, presente soprattutto in quota, contribuirà ad un ulteriore incremento termico anche al suolo, portando le <strong>massime diurne</strong> verso i <strong>25°C, alcuni gradi sopra media</strong>. La ventilazione risulterà debole e di direzione variabile, rendendo l'ambiente ottimale per ogni attività all'aperto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-del-25-aprile-2026-gli-eventi-in-citta-e-idee-per-le-gite-fuori-porta.html" title="Cosa fare a Roma nel weekend del 25 aprile 2026: eventi in città e idee per le gite fuori porta">Cosa fare a Roma nel weekend del 25 aprile 2026: eventi in città e idee per le gite fuori porta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-del-25-aprile-2026-gli-eventi-in-citta-e-idee-per-le-gite-fuori-porta.html" title="Cosa fare a Roma nel weekend del 25 aprile 2026: eventi in città e idee per le gite fuori porta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-del-25-aprile-2026-gli-eventi-in-citta-e-idee-per-le-gite-fuori-porta-1776678297929_320.jpg" alt="Cosa fare a Roma nel weekend del 25 aprile 2026: eventi in città e idee per le gite fuori porta"></a></article></aside><p>Per la giornata di <strong>domenica 26 aprile</strong>, la situazione rimarrà sostanzialmente invariata, perciò il <strong>cielo resterà sereno</strong>, salvo il transito di <strong>innocue velature</strong> che non limiteranno in modo rilevante il soleggiamento. Le temperature massime resteranno quasi stazionarie, potendo oscillare appena intorno ai <strong>25°C</strong>. </p><p><strong>L'affidabilità</strong> di questa tendenza meteo per il fine settimana è attualmente stimata <strong>intorno al 90%</strong>, data la convergenza delle <strong>ensamble </strong>aggiornate ad oggi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-calo-termico-e-grecale-fino-a-giovedi-poi-sole-e-caldo-per-il-weekend-del-25-aprile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Piante grasse in fiore: quali scegliere e come favorire questo spettacolo a casa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Non solo resistenti e decorative: molte piante grasse regalano fioriture sorprendenti. Dalla scelta della specie alle tecniche di coltivazione, ecco come ottenerle.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225036869.jpeg" data-image="n3q9d6istdzp"><figcaption>Le piante grasse richiedono poche cure, ma farle fiorire non è sempre facile: specie utili e consigli pratici per ammirare questo spettacolo della natura</figcaption></figure><p>Le piante grasse sono generalmente apprezzate per le foglie carnose, le forme geometriche e la loro straordinaria capacità di resistere alla siccità. Meno nota, ma non meno affascinante, è la loro<strong> fioritura</strong>: uno spettacolo della natura in grado di portare <strong>colore e vita </strong>nel deserto, ma anche <strong>stupore e meraviglia</strong> sul terrazzo di casa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225313756.jpeg" data-image="48q87kr0k6np"><figcaption>Anche in natura fioriscono, portando colore e vita nelle zone aride in cui vivono</figcaption></figure><p>Le fioriture variano molto da specie a specie: alcune durano settimane, altre appena poche ore, talvolta addirittura una sola notte. Se la coltivazione di queste piante è relativamente semplice, ottenere la fioritura richiede invece qualche accortezza in più. La scelta della specie e la gestione delle condizioni ambientali giocano un ruolo determinante.</p><h2>Specie e fioriture: come orientarsi nella scelta</h2><p>Per chi desidera piante grasse fiorite, può essere utile orientarsi tra diverse tipologie, raggruppate in base a caratteristiche comuni.</p><h3>Specie facili da far fiorire</h3><p> Alcune piante sono particolarmente generose. Tra queste, il <em>Sedum palmeri</em> e il <em>Sedum spectabile</em> producono <strong>fiori gialli o rosati</strong>, generalmente in primavera o a fine estate, con una durata piuttosto prolungata. Anche molte <em>Echeveria</em> offrono fioriture frequenti, spesso dai colori caldi e vivaci. Tra le specie più apprezzate rientra anche il <strong>mesembriantemo</strong> (<em>Mesembryanthemum</em>), che produce fiori dai colori brillanti, simili a piccole margherite, particolarmente abbondanti nei mesi estivi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225202209.jpeg" data-image="ca8tq3003izb"><figcaption><em>Sedum spectabile</em></figcaption></figure><h3>Fioriture brevi o notturne</h3><p>Alcune specie, come certi cactus del genere <em>Echinopsis</em> o <em>Selenicereus</em>, sviluppano fiori spettacolari ma di <strong>brevissima durata</strong>, talvolta limitata a <strong>una sola notte</strong>. Si tratta di un<strong> adattamento evolutivo</strong>: la fioritura notturna consente l’impollinazione da parte di insetti o animali attivi nelle ore più fresche.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/_hwDdE0Gu4E/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=_hwDdE0Gu4E" id="_hwDdE0Gu4E"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><h3>Fioriture invernali</h3><p>Non tutte le piante grasse fioriscono nella stagione calda. La <em>Schlumbergera</em>, nota anche come <strong>cactus di Natale</strong>, produce fiori appariscenti tra dicembre e gennaio. È una scelta ideale per chi desidera colore nei mesi più freddi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="697498" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-piantare-le-piante-grasse-all-aperto-lo-spiegano-gli-esperti.html" title="Come piantare le piante grasse all'aperto? Lo spiegano gli esperti">Come piantare le piante grasse all'aperto? Lo spiegano gli esperti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-piantare-le-piante-grasse-all-aperto-lo-spiegano-gli-esperti.html" title="Come piantare le piante grasse all'aperto? Lo spiegano gli esperti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/como-plantar-suculentas-en-el-exterior-los-expertos-lo-explican-1739644134257_320.jpg" alt="Come piantare le piante grasse all'aperto? Lo spiegano gli esperti"></a></article></aside><h3>Fioriture primaverili ed estive</h3><p>Molte specie seguono un ciclo più tradizionale. Le <em>Mammillaria</em> e le <em>Rebutia</em>, ad esempio, fioriscono in primavera con<strong> corolle vivaci</strong>, mentre alcune <em>Crassula</em> e <em>Aloe</em> mostrano i loro fiori nei mesi estivi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225232367.jpeg" data-image="iunwmfnuxf77"><figcaption><em>Rebutia</em></figcaption></figure><p>Questa varietà permette di combinare diverse piante per ottenere <strong>fioriture distribuite durante tutto l’anno</strong>.</p><h2>Come favorire la fioritura</h2><p>Indurre una pianta grassa a fiorire richiede <strong>condizioni specifiche</strong>, spesso legate al suo <strong>ciclo naturale</strong>.</p><p>Un elemento fondamentale è il <strong>periodo di riposo</strong>: molte specie necessitano di una fase invernale fresca e con irrigazioni molto ridotte. Questo “stress controllato” stimola la successiva produzione di fiori.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225464546.jpeg" data-image="s0e2x0rdp0oi"><figcaption><em>Ariocarpus agavoides</em></figcaption></figure><p>Il <strong>substrato</strong> deve essere ben drenante, per evitare ristagni che compromettono la salute della pianta. Anche la <strong>luce</strong> è determinante: la maggior parte delle specie richiede esposizioni molto luminose, talvolta anche sole diretto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="708420" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alle-piante-grasse-tipologie-cure-e-trucchi-per-mantenerle-in-perfette-condizioni.html" title="Guida alle piante grasse: tipologie, cure e trucchi per mantenerle in perfette condizioni">Guida alle piante grasse: tipologie, cure e trucchi per mantenerle in perfette condizioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alle-piante-grasse-tipologie-cure-e-trucchi-per-mantenerle-in-perfette-condizioni.html" title="Guida alle piante grasse: tipologie, cure e trucchi per mantenerle in perfette condizioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guia-sobre-suculentas-tipos-cuidados-y-trucos-para-mantenerlas-perfectas-1743965269154_320.jpg" alt="Guida alle piante grasse: tipologie, cure e trucchi per mantenerle in perfette condizioni"></a></article></aside><p>La <strong>concimazione</strong> può aiutare, ma deve essere equilibrata: fertilizzanti troppo ricchi di azoto favoriscono lo sviluppo vegetativo a discapito della fioritura. Meglio scegliere prodotti con una maggiore presenza di fosforo e potassio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225523018.jpeg" data-image="rsxo7vskjse2"><figcaption><em>Lophophora williamsii</em></figcaption></figure><p>Alcune piante richiedono <strong>attenzioni specifiche</strong>: la <em>Schlumbergera</em>, ad esempio, beneficia di <strong>giornate più corte e temperature moderate</strong> per avviare la fioritura, mentre molti cactus hanno bisogno di percepire un <strong>cambio stagionale marcato</strong> tra il periodo di riposo invernale e la primavera.</p><h2>La fioritura: la vera sfida dell'hobbista</h2><p>Con le piante grasse, la vera sfida non è mantenerle in vita, ma indurle a fiore. Dopo tanta pazienza, dedizione e cura, quando la fioritura va a buon fine, la ricompensa è evidente: un piccolo spettacolo naturale che trasforma un angolo di casa in una piccola e suggestiva oasi desertica.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un tuffo nella Nebulosa Trifida: il nuovo sguardo di Hubble sulle stelle nascenti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-tuffo-nella-nebulosa-trifida-il-nuovo-sguardo-di-hubble-sulle-stelle-nascenti.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 13:14:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Hubble celebra 36 anni con una nuova immagine della Nebulosa Trifida, mostrando stelle giovani e cambiamenti rapidi. Uno sguardo unico sulla formazione stellare e sull’evoluzione dinamica dell’Universo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-tuffo-nella-nebulosa-trifida-il-nuovo-sguardo-di-hubble-sulle-stelle-nascenti-1776757731673.png" data-image="zn16h8akalol" alt="Nebulosa Trifida" title="Nebulosa Trifida"><figcaption>Piccola regione della Nebulosa Trifida osservata da Hubble con la Wide Field Camera 3 in occasione del suo 36esimo anniversario. Credit: NASA, ESA, STScI</figcaption></figure><p>L’Universo è spesso percepito come immobile, dominato da tempi troppo lunghi per essere osservati direttamente. Tuttavia, <strong>alcune regioni del cosmo mostrano cambiamenti sorprendenti anche su scale temporali "umane".</strong><br>Le nebulose, in particolare, sono tra questi ambienti dinamici in cui <br>grazie ai telescopi spaziali possiamo osservare queste trasformazioni nel dettaglio. Tra gli esempi più affascinanti c’è la<strong> Nebulosa Trifida, recentemente osservata da Hubble.</strong></p><h2>Hubble torna nella Nebulosa Trifida</h2><p><strong>Il telescopio spaziale Hubble ha celebrato il suo 36° anniversario</strong> osservando un oggetto celeste particolarmente interessante in quanto sede di un’intensa attività di formazione stellare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="691429" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/astronomia-da-10-anni-il-telescopio-hubble-tiene-sotto-occhio-i-giganti-del-nostro-sistema-solare.html" title="Astronomia, da 10 anni il telescopio Hubble tiene sott'occhio i giganti del nostro Sistema Solare">Astronomia, da 10 anni il telescopio Hubble tiene sott'occhio i giganti del nostro Sistema Solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/astronomia-da-10-anni-il-telescopio-hubble-tiene-sotto-occhio-i-giganti-del-nostro-sistema-solare.html" title="Astronomia, da 10 anni il telescopio Hubble tiene sott'occhio i giganti del nostro Sistema Solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-un-grande-fratello-da-10-anni-il-telescopio-hubble-tiene-sotto-occhio-i-giganti-del-nostro-sistema-solare-1736450140690_320.png" alt="Astronomia, da 10 anni il telescopio Hubble tiene sott'occhio i giganti del nostro Sistema Solare"></a></article></aside><p>Parliamo della <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nebulosa_Trifida">Nebulosa Trifida</a></strong> posizionata in direzione della costellazione del Sagittario a circa 5000 anni luce di distanza.</p><div class="texto-destacado">La nebulosa Trifida deve il suo nome alle abbondanti polveri oscure in essa presenti che le conferiscono una peculiare forma a tre lobi. Trifida è un aggettivo di origine latina che significa “diviso in tre parti” o “terminante con tre punte”.</div><p>Ma perché proprio questa nebulosa è stata osservata per celebrare un anniversario?</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-tuffo-nella-nebulosa-trifida-il-nuovo-sguardo-di-hubble-sulle-stelle-nascenti-1776763443741.png" data-image="ryu5idzt5d24" alt="Nebulosa Trifida" title="Nebulosa Trifida"><figcaption>La Nebulosa Trifida. Credit: ESO</figcaption></figure><p>Ricordiamo che il telescopio <strong>Hubble</strong> ha iniziato le osservazioni nel 1990. Circa trent’anni fa, <strong>nel 1997 ha acquisito le sue prime immagini proprio di questa nebulosa</strong>, o meglio di una sua piccola regione.</p><p>Questa rivisitazione della stessa regione della Nebulosa Trifida ha permesso un <strong>confronto tra due epoche diverse</strong>, svelando come in appena 30 anni, un tempo astronomico veramente breve, ci siano stati significativi cambiamenti all’interno di questa regione. </p><p>Il nuovo scatto mostra con maggiore dettaglio stelle giovani, gas e polveri in continua evoluzione.<br></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760423" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nebulosa-del-granchio-mille-anni-dopo-un-esplosione-ancora-in-evoluzione.html" title="La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione">La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nebulosa-del-granchio-mille-anni-dopo-un-esplosione-ancora-in-evoluzione.html" title="La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nebulosa-del-granchio-mille-anni-dopo-un-esplosione-ancora-in-evoluzione-1774346980507_320.png" alt="La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione"></a></article></aside><p>La Nebulosa Trifida è un ambiente estremamente dinamico, in cui il gas e la polvere interstellare stanno dando luogo alla formazione di nuove stelle. Grazie alla straordinaria risoluzione di Hubble, è possibile studiare questi meccanismi su tempi scala umani.</p><h2>Stelle giovani e un ambiente in trasformazione</h2><p>Nell’immagine di Hubble si osserva <strong>una popolazione di giovani stelle immerse in un ambiente turbolento costituito da gas e polveri.</strong> A dare forma a questo ambiente è la radiazione intensa emessa dalle stelle che scolpisce il gas circostante, erodendolo, comprimendolo o disperdendolo e creando forme filamentose intricate e spettacolari.</p><p>E’ quello che gli astronomi considerano un vero e proprio laboratorio naturale per studiare e poter comprendere i primi stadi della vita stellare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-tuffo-nella-nebulosa-trifida-il-nuovo-sguardo-di-hubble-sulle-stelle-nascenti-1776758237266.png" data-image="is6qom9m0qlf"></figure><div class="refranes">Questa regione di formazione stellare appare blu in alto a sinistra, marrone e ambra dall'alto a destra al centro in basso, e nera in basso a destra. Piccole stelle color ambra fluttuano al suo interno. Verso sinistra si nota una forma marrone che ricorda una testa con due corna. Un'etichetta, HH 399 jet, indica il corno sinistro. Una seconda etichetta, possibile controgetto, indica un'area più rossa all'interno del "corpo" di polvere marrone.<br></div><p><strong>Le stelle appena nate interagiscono con l’ambiente circostante e lo influenzano profondamente. </strong>Infatti, la loro luce e i loro venti stellari modellano il gas circostante, interrompendo o favorendo la nascita di nuove stelle. Hubble mostra chiaramente come queste interazioni rendano la nebulosa un sistema in continuo cambiamento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/per-caso-hubble-scopre-che-la-cometa-c-2025-k1-atlas-si-sta-frammentando-mai-prima-era-successo.html" title="Hubble scopre 'casualmente' che la cometa C/2025 K1 (ATLAS) si sta frammentando: non era mai successo prima">Hubble scopre "casualmente" che la cometa C/2025 K1 (ATLAS) si sta frammentando: non era mai successo prima</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/per-caso-hubble-scopre-che-la-cometa-c-2025-k1-atlas-si-sta-frammentando-mai-prima-era-successo.html" title="Hubble scopre 'casualmente' che la cometa C/2025 K1 (ATLAS) si sta frammentando: non era mai successo prima"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/per-caso-hubble-scopre-che-la-cometa-c-2025-k1-atlas-si-sta-frammentando-mai-prima-era-successo-1774033690042_320.png" alt="Hubble scopre 'casualmente' che la cometa C/2025 K1 (ATLAS) si sta frammentando: non era mai successo prima"></a></article></aside><p>Il confronto con le immagini del passato mostra come <strong>in pochi decenni siano possibili variazioni significative</strong> mostrando come i processi di formazione stellare possano evolversi più rapidamente di quanto si pensasse. Questo aspetto rende la Trifida un caso di studio particolarmente prezioso per l’astrofisica moderna.</p><h2>Un Universo dinamico e in continua evoluzione</h2><p>Uno degli aspetti più affascinanti di questa osservazione è la possibilità di vedere il cambiamento in tempo reale su scala cosmica.<br>Le immagini di Hubble mostrano come oggetti celesti che tendiamo a pensare statici, o comunque soggetti a evoluzione su tempi lunghissimi, in effetti siano soggetti a variazioni quasi in tempo reale, effetti oggi visibili grazie al progresso tecnologico.</p><p><strong>Il confronto delle immagini attuali con quelle di 30 anni fa mostrano variazioni di luminosità del gas, trasformazioni nella struttura del gas e delle polveri.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674569" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ai-confini-della-nostra-galassia-osservata-un-intensa-attivita-di-formazione-stellare.html" title="Ai confini della nostra Galassia osservata un’intensa attività di formazione stellare">Ai confini della nostra Galassia osservata un’intensa attività di formazione stellare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ai-confini-della-nostra-galassia-osservata-un-intensa-attivita-di-formazione-stellare.html" title="Ai confini della nostra Galassia osservata un’intensa attività di formazione stellare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ai-confini-della-nostra-galassia-osservata-un-intensa-attivita-di-formazione-stellare-1726567250994_320.png" alt="Ai confini della nostra Galassia osservata un’intensa attività di formazione stellare"></a></article></aside><p>Hubble, lanciato nel 1990, continua a essere uno dei telescopi più importanti per lo studio dell’Universo. Oltre alla sua impeccabile performance,<strong> la sua longevità risulta un vero punto di forza,</strong> essendo tra i pochissimi telescopi spaziali che permettano di confrontare l'immagine di stessi oggetti celesti in epoche diverse.</p><p>Con questa nuova immagine della Nebulosa Trifida Hubble celebra non solo il suo 36<sup>0</sup> anniversario ma dimostra concretamente quanto l’Universo sia vivo e dinamico. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-tuffo-nella-nebulosa-trifida-il-nuovo-sguardo-di-hubble-sulle-stelle-nascenti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dopo 7.300 anni una gigantesca caldera vulcanica del Giappone si sta riempiendo nuovamente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-7-300-anni-una-gigantesca-caldera-vulcanica-del-giappone-si-sta-riempiendo-nuovamente.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La camera magmatica derivante dalla più grande eruzione vulcanica dell'Olocene si sta riempiendo. Questa scoperta, effettuata dall'Università di Kobe sulla caldera di Kikai in Giappone, ci permette di comprendere meglio i vulcani a caldera gigante come Yellowstone o Toba in generale, e ci avvicina alla previsione del loro comportamento.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldera-de-japon-se-esta-volviendo-a-llenar-1774764763285.jpg" data-image="18p14kpmbjap" alt="Giappone." title="Giappone."><figcaption>Sappiamo molto poco sui processi che portano a una nuova eruzione di supervulcani, come la caldera di Kikai in Giappone, che è in gran parte sommersa, e quindi non siamo in grado di fare previsioni. Crediti: Seama Nobukazu.</figcaption></figure><p>Alcuni vulcani eruttano con una tale violenza, espellendo più magma di quanto potrebbe ricoprire l'intero Central Park (12 km di profondità), che tutto ciò che rimane è un grande cratere relativamente poco profondo, chiamato "caldera". Esempi di questi supervulcani includono la caldera di Yellowstone, la caldera di Toba e la caldera di Kikai, in gran parte sommersa, in Giappone, <strong>la cui ultima eruzione risale a 7.300 anni fa e fu la più grande eruzione vulcanica dell'attuale epoca geologica,</strong> l'Olocene. Sappiamo che questi vulcani possono eruttare di nuovo, ma sappiamo molto poco sui processi che precedono un'eruzione e siamo quindi impreparati a fare previsioni. "Dobbiamo capire come si accumulano quantità così ingenti di magma per capire come si verificano le eruzioni di caldere giganti", afferma il geofisico <strong>Seama Nobukazu</strong> dell'Università di Kobe.</p><p>Il fatto che la caldera di Kikai sia in gran parte sommersa è, di fatto, un vantaggio quando si affrontano questioni di questo tipo. <strong>Seama</strong> spiega: <strong>"la sua posizione sottomarina ci permette di condurre studi sistematici su larga scala".</strong> Per questo motivo, il ricercatore dell'Università di Kobe ha collaborato con l'Agenzia giapponese per le scienze e le tecnologie marine e terrestri (JAMSTEC) e ha utilizzato una serie di cannoni ad aria compressa che generano impulsi sismici artificiali, insieme a sismometri sul fondo oceanico che registrano la propagazione delle onde sismiche attraverso la crosta terrestre, per comprenderne lo stato attuale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="699636" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/eruzione-del-vesuvio-del-79-d-c-la-caldissima-nube-di-gas-ardente-trasformo-il-cervello-di-un-uomo-in-vetro.html" title="Caso unico al mondo: l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha trasformato in vetro il cervello di un uomo ">Caso unico al mondo: l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha trasformato in vetro il cervello di un uomo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/eruzione-del-vesuvio-del-79-d-c-la-caldissima-nube-di-gas-ardente-trasformo-il-cervello-di-un-uomo-in-vetro.html" title="Caso unico al mondo: l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha trasformato in vetro il cervello di un uomo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/eruzione-del-vesuvio-del-79-d-c-la-caldissima-nube-di-gas-ardente-trasformo-il-cervello-di-un-uomo-in-vetro-1740997336609_320.jpg" alt="Caso unico al mondo: l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha trasformato in vetro il cervello di un uomo "></a></article></aside><p>Il team ha ora pubblicato i suoi risultati sulla rivista Communications Earth & Environment. Hanno scoperto una regione composta principalmente da magma direttamente sotto il vulcano che eruttò 7.300 anni fa e ne hanno caratterizzato le dimensioni e la forma. Seama afferma: <strong>"Considerata la sua estensione e la sua posizione, è chiaro che si tratta dello stesso serbatoio magmatico dell'eruzione precedente".</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldera-de-japon-se-esta-volviendo-a-llenar-1774764959029.jpg" data-image="mbx4zvzxjpq2" alt="Caldera vulcanica." title="Caldera vulcanica."><figcaption>Il geofisico Seama Nobukazu dell'Università di Kobe e il suo team hanno scoperto una regione composta in gran parte da magma direttamente sotto il vulcano che eruttò 7.300 anni fa, caratterizzando le dimensioni e la forma del serbatoio magmatico. Afferma: "Data la sua estensione e posizione, è chiaro che si tratta dello stesso serbatoio magmatico dell'eruzione precedente". Fonte: A. Nagaya et al. (2026), Communications Earth & Environment (DOI 10.1038/s43247-026-03347-9)</figcaption></figure><p>Ma questo magma probabilmente non è un residuo di quell'eruzione. I ricercatori hanno notato che un nuovo duomo lavico si sta formando al centro della caldera da 3.900 anni, e le analisi chimiche hanno mostrato che il materiale prodotto da questa e da altre recenti attività vulcaniche ha una composizione diversa rispetto al materiale espulso durante l'ultima grande eruzione. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>"Questo significa che il magma attualmente presente nel serbatoio magmatico sotto il duomo lavico è probabilmente magma di recente iniezione", riassume Seama. Ciò consente ai ricercatori di proporre un modello generale per il riempimento dei serbatoi magmatici sotto i vulcani a caldera.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>"Questo modello di re-iniezione del magma è coerente con l'esistenza di grandi serbatoi magmatici superficiali sotto altre caldere giganti come Yellowstone e Toba", afferma Seama, auspicando che le scoperte del suo team contribuiscano alla comprensione dei cicli di approvvigionamento magmatico successivi alle eruzioni giganti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758757" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-vulcani-di-fango-in-sicilia-rivelano-un-fenomeno-inaspettato-geyser-freddi-e-gas-naturale-nascosto.html" title="I vulcani di fango in Sicilia rivelano un fenomeno inaspettato: “geyser freddi” e gas naturale nascosto">I vulcani di fango in Sicilia rivelano un fenomeno inaspettato: “geyser freddi” e gas naturale nascosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-vulcani-di-fango-in-sicilia-rivelano-un-fenomeno-inaspettato-geyser-freddi-e-gas-naturale-nascosto.html" title="I vulcani di fango in Sicilia rivelano un fenomeno inaspettato: “geyser freddi” e gas naturale nascosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-vulcani-di-fango-in-sicilia-rivelano-un-fenomeno-inaspettato-geyser-freddi-e-gas-naturale-nascosto-1773653650456_320.jpeg" alt="I vulcani di fango in Sicilia rivelano un fenomeno inaspettato: “geyser freddi” e gas naturale nascosto"></a></article></aside><p>Conclude dicendo: "Vogliamo perfezionare i metodi che si sono dimostrati così utili in questo studio per ottenere una comprensione più approfondita dei processi di re-iniezione. Il nostro obiettivo finale è quello di poter monitorare meglio gli indicatori cruciali di future eruzioni giganti."</p><p><a href="https://www.kobe-u.ac.jp/en/" target="_blank"></a></p><h3><em>Fonte:</em></h3><p><em>Nagaya, A., Seama, N., Fujie, G. et al. Melt re-injection into large magma reservoir after giant caldera eruption at Kikai Caldera Volcano. Commun Earth Environ 7, 237 (2026). </em><a href="https://doi.org/10.1038/s43247-026-03347-9" target="_blank"><em>https://doi.org/10.1038/s43247-026-03347-9</em></a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-7-300-anni-una-gigantesca-caldera-vulcanica-del-giappone-si-sta-riempiendo-nuovamente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: oggi allerta gialla in queste 6 regioni per temporali e grandinate, domenica attesi picchi di +30°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-oggi-allerta-gialla-in-queste-6-regioni-per-temporali-e-grandinate-domenica-attesi-picchi-di-30-c.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 10:02:17 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una perturbazione sta ancora interessando le regioni adriatiche ma nei prossimi giorni lascerà l’Italia permettendo un nuovo rinforzo dell’alta pressione con conseguente aumento della stabilità atmosferica.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa66lf4"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa66lf4.jpg" id="xa66lf4"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Una perturbazione sta ridiscendendo l’Italia, <strong>lambendo le regioni adriatiche dove porterà condizioni di generale maltempo</strong>, segnalato anche dalle numerose allerte per rischio temporali diramate dal Dipartimento della Protezione Civile.</p><p><strong>Per la giornata odierna infatti abbiamo l’allerta gialla per rischio temporali e grandinate</strong> in Lombardia, in Emilia Romagna, in Umbria, in Abruzzo, in Molise e in Puglia. In Abruzzo, Molise e Puglia <strong>è presente anche l’allerta per rischio idrogeologico</strong>, ovvero il rischio di avere frane o smottamenti.</p><p>Ovviamente, nel ridiscendere lo stivale <strong>la perturbazione andrà a colpire dapprima le regioni settentrionali</strong>, poi quelle centrali e infine quelle meridionali.</p><h2>Ancora maltempo, specie sui settori adriatici</h2><p>Al momento <strong>le precipitazioni stanno ancora interessando le regioni centro-settentrionali</strong>, in particolare l’Emilia Romagna dove si registrano rovesci e temporali, <strong>accompagnati anche da numerose fulminazioni</strong>.</p><div class="texto-destacado">Nel corso del pomeriggio poi i fenomeni si rinforzeranno al centro-sud, <strong>colpendo in maniera più vigorosa le regioni centrali</strong>, in particolare l’Umbria e l’Abruzzo.</div><p>A seguire sarà il turno delle regioni meridionali, che <strong>saranno maggiormente interessate dalla perturbazione durante la giornata di domani</strong>. Pure in questo caso non mancheranno rovesci e temporali sparsi che <strong>avranno luogo soprattutto sulle regioni peninsulari</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ultime-ore-con-maltempo-prima-di-un-nuovo-rinforzo-dell-alta-pressione-1776763369306.png" data-image="muygdh8do3dq" alt="Precipitazione cumulata" title="Precipitazione cumulata"><figcaption>Precipitazione cumulata in Italia nel corso dei prossimi giorni.</figcaption></figure><p>Giovedì invece la perturbazione arriverà ancora più a sud e <strong>toccherà alla Sicilia e in parte alla Calabria vivere le condizioni di instabilità più decisa</strong>. Avremo nubi irregolari con <strong>fenomeni anche stavolta di moderata o forte intensità</strong>, con rovesci e possibili temporali.</p><p>Durante il suo percorso <strong>la saccatura depressionaria porterà anche generali cali termici</strong>, con le temperature che, dall’essere diffusamente al di sopra del normale <strong>torneranno più basse, con anomalie termiche prossime ai -10 gradi</strong>, in particolare sulle regioni adriatiche.</p><p>Insomma <strong>tornerà a fare abbastanza freddo, ma si tratterà solo di una breve parentesi</strong>, infatti già da venerdì, quando il campo di alta pressione tornerà a rinforzarsi sull’Italia, le temperature torneranno ad aumentare, <strong>regalandoci un fine settimana con temperature miti e gradevoli</strong>, ossia con valori massimi diffusamente compresi tra i 20 e i 25 gradi, <strong>con punte addirittura prossime ai 30 gradi</strong> durante la giornata di domenica.</p><h2>Fine settimana col caldo e col bel tempo</h2><p>Per quanto riguarda <strong>il tempo da venerdì tornerà ad essere in prevalenza asciutto e soleggiato</strong>. Di tanto in tanto potremo assistere al passaggio di qualche innocua velatura, nubi alte e di tipo stratificato, <strong>troppo tenui e poco consistenti per riuscire a portare fenomeni</strong>, oppure alla formazione di isolati addensamenti nuvolosi a ridosso delle maggiori cime appenniniche e alpine, ma <strong>anche in questo caso senza precipitazioni degne di nota associate</strong>.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xa66py8"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa66py8.jpg" id="xa66py8"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questa condizione meteorologica <strong>si ripeterà anche nel corso della giornata di sabato</strong>, mentre domenica un leggero indebolimento dell’anticiclone porterà ad <strong>un aumento della nuvolosità sia al nord che sulle due isole maggiori</strong>, ancora però senza fenomeni di rilievo a parte <strong>isolati piovaschi che potranno interessare le regioni nord-orientali</strong> soprattutto tra la giornata di domenica e lunedì.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Infine, osservando la tendenza meteo per la prossima settimana, <strong>sembrerebbe confermata la presenza del campo di alta pressione</strong>, ciò significa che l’Italia risulterà tendenzialmente protetta dall’arrivo di nuove perturbazioni. Ciò però <strong>non esclude la possibilità di avere condizioni di locale variabilità atmosferica</strong>, in particolare sulle zone montane e pedemontane durante le ore centrali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-oggi-allerta-gialla-in-queste-6-regioni-per-temporali-e-grandinate-domenica-attesi-picchi-di-30-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: verso un ponte del 25 aprile soleggiato, non mancherà qualche disturbo pomeridiano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il ritorno dell'alta pressione porterà un po' di stabilità, ma non ovunque. In alcune aree non mancherà l'instabilità pomeridiana, ecco dove. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa64e0m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa64e0m.jpg" id="xa64e0m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo l’instabilità di questi giorni, durante <strong>il ponte del 25 aprile</strong> si assisterà ad un graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche, per un modesto promontorio anticiclonico che riuscirà a garantire una certa stabilità.</p><p>In sostanza ciò si tradurrà in giornate soleggiate, con cielo sereno o poco nuvoloso e temperature che andranno ad aumentare, soprattutto nei valori massimi. Quindi un clima decisamente più mite, ideale per le gite fuori porta, o i pic nic all’aperto. </p><h2><strong>Leggere infiltrazioni fresche sui settori adriatici e al Sud</strong></h2><p>Il giorno della Liberazione vedrà condizioni di bel tempo, con cielo sereno o poco nuvoloso su quasi tutte le nostre regioni. Possibili annuvolamenti cumuliformi sui rilievi, ma senza fenomeni significativi.</p><p>Durante il prossimo fine settimana, mentre l’alta pressione tornerà ad allungare i propri elementi verso l’Italia, sull’Europa orientale si assisterà alla discesa di un blocco d’aria fredda che riporterà condizioni climatiche più tipiche per l’inverno in molti Paesi dell’Europa nord-orientale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano-1776717530582.png" data-image="c7q9oyf16hm7" alt="Meteo Italia." title="Meteo Italia."><figcaption>Ecco il tempo atteso sull'Italia nei prossimi giorni. </figcaption></figure><p>Questa avvezione fredda scivolerà fino ai Balcani, sfiorando appena le nostre aree più orientali. In modo particolare il Nord-Est, e le coste adriatiche. Solo in queste aree, in particolare nella giornata di domenica, <strong>ci sarà un po’ di instabilità, capace di produrre qualche pioggia, o rovescio. </strong></p><p>Nelle aree interne dell’Appennino, durante il pomeriggio, non si potrà escludere lo sviluppo di qualche temporale di calore, a carattere isolato, in rapido dissolvimento nel corso del tardo pomeriggio e della serata successiva. </p><h2><strong>Atteso un significativo rialzo termico al Centro-Nord</strong></h2><p>L’aria piuttosto mite spinta dall’anticiclone favorirà un aumento delle temperature massime, soprattutto sulle regioni del Centro-Nord. In diverse località si potranno raggiungere o superare i <strong>+25°C +26°C,</strong> con picchi localmente superiori. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764806" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsione-per-la-settimana-e-tendenza-per-il-weekend-prima-instabilita-e-calo-termico-poi-rimonta-dell-alta-pressione.html" title="Meteo, previsioni per la settimana e tendenza weekend: prima temporali e calo termico, poi rimonta dell'alta pressione">Meteo, previsioni per la settimana e tendenza weekend: prima temporali e calo termico, poi rimonta dell'alta pressione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsione-per-la-settimana-e-tendenza-per-il-weekend-prima-instabilita-e-calo-termico-poi-rimonta-dell-alta-pressione.html" title="Meteo, previsioni per la settimana e tendenza weekend: prima temporali e calo termico, poi rimonta dell'alta pressione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsione-per-la-settimana-e-tendenza-per-il-weekend-prima-instabilita-e-calo-termico-poi-rimonta-dell-alta-pressione-1776696450045_320.jpg" alt="Meteo, previsioni per la settimana e tendenza weekend: prima temporali e calo termico, poi rimonta dell'alta pressione"></a></article></aside><p>Al Sud e sulle Isole farà meno caldo, ma il clima rimarrà molto mite, senza particolari picchi, ma con un clima gradevole e primaverile. Lungo le coste prevarranno le brezze, mentre i mari si presenteranno per lo più poco mossi, un po’ più increspati i bacini meridionali. </p><h2><strong>Alcuni consigli per il weekend</strong></h2><p>Chi ha già programmato escursioni in montagna, visite alle città d’arte o un weekend al mare può stare tranquillo: il rischio di rovinare i piani con piogge insistenti è basso. L’unica accortezza è quella di tenere in auto o nello zaino un k-way leggero per i possibili acquazzoni pomeridiani di breve durata, soprattutto se si è diretti verso il Nord-Est domenica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764778" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro.html" title="Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia">Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro.html" title="Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro-1776672096967_320.png" alt="Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia"></a></article></aside><p>In sintesi, il ponte del 25 Aprile 2026 si prospetta come uno dei più favorevoli degli ultimi anni, con tanto sole, temperature in aumento.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-verso-un-ponte-del-25-aprile-soleggiato-non-manchera-qualche-disturbo-pomeridiano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I luoghi più ventosi della Terra: dalle cime degli ottomila alle coste antartiche]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-luoghi-piu-ventosi-della-terra-dalle-cime-degli-ottomila-alle-coste-antartiche.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 05:51:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>I luoghi più ventosi della Terra si trovano negli oceani, soprattutto in una fascia situata nell'emisfero australe, e sulle cime delle montagne. Ma ci sono altre curiosità che vi sorprenderanno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-lugares-mas-ventosos-de-la-tierra-de-las-cimas-de-los-ochomiles-a-las-costas-antarticas-1776410595589.jpg" data-image="4t3v8wxdno56" alt="albero inclinato dal vento" title="albero inclinato dal vento"><figcaption>Nelle zone molto ventose, gli alberi e gli arbusti inclinati rivelano la direzione dei venti dominanti.</figcaption></figure><p>Il vento, che possiamo definire come <strong>il movimento dell’aria in un piano orizzontale rispetto alla superficie terrestre</strong>, ha come causa principale le differenze di pressione atmosferica che si generano proprio sulla superficie terrestre a causa del riscaldamento disomogeneo a cui è sottoposta. La sua grande variabilità (sia in velocità sia in direzione di provenienza) dipende anche da altri fattori come il rilievo e l’attrito.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Il vento, che possiamo definire come <strong>il movimento dell’aria in un piano orizzontale rispetto alla superficie terrestre</strong>, ha come causa principale le differenze di pressione atmosferica che si generano proprio sulla superficie terrestre a causa del riscaldamento disomogeneo a cui è sottoposta. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Su scala globale, le zone più ventose della Terra sono quelle oceaniche</strong>; lì, sulla superficie marina, l’attrito dell’aria si riduce significativamente rispetto a quello presente sulle aree continentali.</p><p>Tra tutte le aree oceaniche (che coprono il 71% della superficie terrestre), <strong>la fascia che circonda la Terra tra i paralleli 40 e 60 sud è quella in cui il vento, in media, soffia con maggiore intensità e persistenza</strong>. Si tratta di una zona quasi priva di ostacoli terrestri.</p><h2><strong>Il vento sulle cime</strong></h2><p><strong>L’intensità del vento aumenta man mano che si sale di quota nell’atmosfera</strong>, poiché la densità dell’aria diminuisce e con essa anche l’attrito molecolare all’interno della miscela gassosa che forma il mezzo atmosferico. </p><p>Si registra inoltre una progressiva diminuzione dell’attrito con il suolo all’aumentare dell’altitudine. Nei primi 2.000 metri circa di atmosfera (la cosiddetta strato limite planetario [SLP]), <strong>il vento aumenta con la quota proprio per la graduale riduzione dell’attrito dell’aria con il terreno</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-lugares-mas-ventosos-de-la-tierra-de-las-cimas-de-los-ochomiles-a-las-costas-antarticas-1776410639467.jpg" data-image="xrkp7kwguxac" alt="Ventisca" title="Ventisca"><figcaption>Forte bufera di neve sulle cime del Lhotse (8.526 m) e del Nuptse (7.861 m), nella catena dell’Himalaya</figcaption></figure><p><strong>Al di sopra dello strato limite planetario, la densità dell’aria è minore</strong> (e di conseguenza anche la pressione atmosferica), fattore che contribuisce ad aumentare l’intensità del vento. <strong>È per questo motivo che sulle cime delle montagne soffiano spesso venti forti</strong>, tanto più intensi quanto maggiore è l’altitudine. Il caso più estremo si trova nelle montagne oltre gli ottomila metri presenti sulla Terra, la maggior parte delle quali si trova nella catena dell’Himalaya.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="739916" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-il-deserto-del-sahara-arriva-fino-a-casa-nostra-la-potente-dinamica-del-vento-di-scirocco.html" title="Quando il deserto del Sahara arriva fino a casa nostra: la potente dinamica del vento di Scirocco">Quando il deserto del Sahara arriva fino a casa nostra: la potente dinamica del vento di Scirocco</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-il-deserto-del-sahara-arriva-fino-a-casa-nostra-la-potente-dinamica-del-vento-di-scirocco.html" title="Quando il deserto del Sahara arriva fino a casa nostra: la potente dinamica del vento di Scirocco"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-il-deserto-del-sahara-arriva-fino-a-casa-nostra-la-potente-dinamica-del-vento-di-scirocco-1763397053009_320.jpg" alt="Quando il deserto del Sahara arriva fino a casa nostra: la potente dinamica del vento di Scirocco"></a></article></aside><p>Per le ragioni appena descritte, <strong>sulle grandi vette della Terra soffiano frequentemente venti estremi</strong>, in molti casi a causa dell’impatto diretto delle correnti a getto. Nel caso di montagne iconiche come l’Everest (8.849 m) o il K2 (8.611 m), <strong>nei mesi invernali (tra dicembre e aprile) il vento può talvolta superare i 300 km/h</strong>.</p><p><strong>Queste condizioni sono incompatibili con un’alpinismo sicuro</strong>, che infatti si concentra nei mesi estivi, cercando sempre finestre di “bel tempo” adatte per tentare la salita delle sempre pericolose vette oltre gli ottomila metri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-lugares-mas-ventosos-de-la-tierra-de-las-cimas-de-los-ochomiles-a-las-costas-antarticas-1776410667041.jpg" data-image="g6mevky9sfvu" alt="Osservatorio del Monte Washington" title="Osservatorio del Monte Washington"><figcaption>Osservatorio del Monte Washington, USA. Foto: © Mike Theiss. Fonte: Peapix.</figcaption></figure><p>Non è necessario salire su montagne così elevate per trovare condizioni di vento estremo. <strong>La posizione geografica è un fattore che in alcuni casi risulta determinante</strong>. </p><p>Un buon esempio è il <strong>Monte Washington (1.917 m)</strong>, nello stato del New Hampshire, nel nord-est degli Stati Uniti. Si tratta di una montagna isolata, situata in una piccola catena montuosa perpendicolare ai venti dominanti della zona (da Ovest e Nord-Ovest), il che provoca un’accelerazione dei venti in vetta, dove si trova un osservatorio meteorologico.</p><p><strong>Qui si registrano talvolta venti straordinari</strong>, grazie anche a un ulteriore fattore decisivo: in questa area <strong>convergono tre traiettorie principali delle perturbazioni</strong> che attraversano il nord degli Stati Uniti. Sia quelle che arrivano dal Canada, sia quelle che scorrono più a sud finiscono per influenzare, in misura variabile, il Monte Washington.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759668" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-bora-di-trieste-il-vento-violento-che-puo-raggiungere-i-150-km-h-sulla-costa-adriatica.html" title="Arriva la Bora di Trieste, il vento violento che può raggiungere i 150 km/h sulla costa adriatica">Arriva la Bora di Trieste, il vento violento che può raggiungere i 150 km/h sulla costa adriatica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-bora-di-trieste-il-vento-violento-che-puo-raggiungere-i-150-km-h-sulla-costa-adriatica.html" title="Arriva la Bora di Trieste, il vento violento che può raggiungere i 150 km/h sulla costa adriatica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/arriva-la-bora-di-trieste-il-vento-violento-che-puo-raggiungere-i-150-km-h-sulla-costa-adriatica-1773912184181_320.jpg" alt="Arriva la Bora di Trieste, il vento violento che può raggiungere i 150 km/h sulla costa adriatica"></a></article></aside><p><strong>Il 12 aprile 1934 sulla sua cima fu registrata una raffica di vento di 372 km/h</strong>, che per oltre 70 anni è stata la più intensa mai misurata dalla rete di osservatori dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale.</p><h2><strong>I venti catabatici dell’Antartide</strong></h2><p><strong>Un altro luogo straordinariamente ventoso della Terra</strong> (il territorio dove in media soffiano i venti più forti) <strong>è l’Antartide</strong>, in particolare la vasta fascia costiera della sua parte orientale. Qui, nel grande continente bianco, si verifica una peculiarità unica al mondo, che dà origine a venti fortissimi e gelidi.</p><p><strong>L’interno del continente antartico è dominato da un’enorme piattaforma polare, coperta permanentemente da uno spesso strato di ghiaccio</strong>. Questa condizione fa sì che l’aria che scorre sopra di essa sia estremamente fredda, più di quella degli strati superiori, creando una forte inversione termica permanente.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-lugares-mas-ventosos-de-la-tierra-de-las-cimas-de-los-ochomiles-a-las-costas-antarticas-1776410722664.jpg" data-image="jkrsa7j3356p" alt="Venti in Antartide" title="Venti in Antartide"><figcaption>Sinistra: mappa delle intensità medie del vento in Antartide secondo la rianalisi ERA5, tra gennaio 2010 e dicembre 2017. Fonte: EGU. Destra: schema dei venti in Antartide. Adattato da Marks et al. 1999.</figcaption></figure><p><strong>La piattaforma polare agisce come un gigantesco congelatore che raffredda costantemente l’aria</strong>, aumentandone la densità e facendola scorrere dall’interno di questo deserto ghiacciato verso le zone periferiche, a quota più bassa. </p><p><strong>Questi venti catabatici (discendenti) aumentano progressivamente di velocità</strong>, accelerando man mano che si avvicinano alle coste antartiche, dove soffiano con grande intensità e violenza, sollevando neve e dando origine a violente bufere.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-luoghi-piu-ventosi-della-terra-dalle-cime-degli-ottomila-alle-coste-antartiche.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco.html</link><pubDate>Tue, 21 Apr 2026 03:55:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La costellazione del Toro unisce mito, zodiaco e osservazione del cielo: dalla leggenda di Europa alle Pleiadi, dalle Iadi ad Aldebaran, fino alla nebulosa del Granchio e ai suoi interessanti sistemi planetari.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco-1776437044815.png" data-image="egb9tpq2v12v" alt="Costellazione del Toro" title="Costellazione del Toro"><figcaption>Rappresentazione della costellazione del Toro tratta dall'opera di Jan Heweliusz "Firmamentum Sobiescianum, sive Uranographia" del 1690.</figcaption></figure><p>A partire dal giorno 21 Aprile il Sole inizierà a trovarsi in direzione della costellazione dell’Ariete. Tuttavia, nel calendario il Sole entra ufficialmente nella costellazione del Toro. </p><p>Questo sfasamento, che ammonta a circa 1 mese tra posizione del Sole e il rispettivo segno zodiacale, si è accumulato nel corso di secoli a causa della precessione dell’asse di rotazione terrestre.</p><div class="texto-destacado">Con il nome zodiaco si intende una fascia immaginaria di cielo che circonda la Terra e che venendo percorsa apparentemente dal Sole nel corso dell’anno risulta centrata lungo l’eclittica. Questa fascia viene divisa in 12 sezioni di 30 gradi ciascuna, ognuna delle quali contiene una costellazione dello zodiaco appunto. </div><p><strong>La figura del Toro è presente nella mitologia di quasi tutte le civiltà</strong>, da quella mesopotamica, a quella egizia, a quella indiana, nonché nella mitologia greca, rappresentando in tutte fertilità ma anche virilità.</p><h2>La costellazione del Toro nella mitologia greca</h2><p>Nella tradizione mitologica greca il toro appare in più leggende. Più famosa è quella che lo lega alla figura di Europa. figlia del re fenicio Agenore.</p><p>Zeus, vedendo la principessa Europa giocare con altre fanciulle sulla spiaggia, innamoratosene ricorse ad uno stratagemma per averla per sé. Si tramutò in un toro dalla bellezza unica, con un manto bianco come neve fresca e corna splendenti come metallo lucidato. Si confuse tra i buoi della mandria del re Agenore, che dai pascoli montani fu spostata sulla spiaggia grazie all’aiuto di Hermes, figlio di Zeus.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748172" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse.html" title="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere">Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse.html" title="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse-1767949968694_320.png" alt="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere"></a></article></aside><p>Qui, Europa notò la sua bellezza unica e vi montò sulla groppa. Dopo di ché il toro si immerse in acqua e trasportò Europa fino all’Isola di Creta dove, dopo aver svelato la sua vera identità, si unì a lei. Nacque Minosse, che diventò re di Creta e passò alla storia per la costruzione del celebre palazzo di Cnosso, fulcro della civiltà minoica, ma anche per la costruzione del labirinto.</p><p>Qui si innesta un’altra leggenda che vede il toro protagonista, anch’essa ambientata a Creta.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco-1776440233765.jpeg" data-image="sd7xiu85rxmh" alt="Il ratto di Eropa" title="Il ratto di Eropa"><figcaption>Ratto di Europa (Mosaico del III secolo d.C.), rinvenuto a Byblos e conservato al Museo nazionale di Beirut.</figcaption></figure><p>Qui a Creta, fu proprio il re Minosse a macchiarsi di una grave colpa. Dopo aver chiesto a Poseidone un magnifico toro da sacrificare, colpito dalla bellezza di questo rinunciò al suo sacrificio. Per vedetta, Poseidone fece innamorare la moglie di Minosse, Pisifae, di questo stesso toro.</p><p>Per potersi accoppiare al toro, la regina Pisifae si rivolse a Dedalo, il famoso inventore ateniese che si era rifugiato a Creta. Questi costruì una giovenca di legno, rivestita di vera pelle bovina. La regina Pisifae mettendosi all’interno della giovenca di legno riuscì ad accoppiarsi col toro.</p><p>Ne nacque il Minotauro, un mostro mezzo toro e mezzo uomo che per la sua ferocia fu rinchiuso all’interno del labirinto costruito anch’esso da Dedalo.</p><h2>La costellazione del Toro</h2><p><strong>Questa costellazione ha per millenni rivestito un ruolo importante in quanto in essa veniva a trovarsi il Sole nel giorno dell’equinozio di primavera. </strong>A causa della precessione dell’asse terrestre, attualmente il Sole si trova nella costellazione dei Pesci a inizio primavera.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760423" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nebulosa-del-granchio-mille-anni-dopo-un-esplosione-ancora-in-evoluzione.html" title="La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione">La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nebulosa-del-granchio-mille-anni-dopo-un-esplosione-ancora-in-evoluzione.html" title="La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nebulosa-del-granchio-mille-anni-dopo-un-esplosione-ancora-in-evoluzione-1774346980507_320.png" alt="La Nebulosa del Granchio: mille anni dopo, un’esplosione ancora in evoluzione"></a></article></aside><p>La sua identificazione in cielo è relativamente semplice. Il riferimento è la cintura della costellazione invernale di Orione. Proseguendo lungo la direzione individuata dalle tre stelle della cintura si arriva prima all’ammasso stellare delle Iadi, a forma di triangolo e da cui si dipartono le corna del Toro per poi arrivare al più brillante ammasso delle Pleiadi, posizionato in corrispondenza del muso.</p><p><strong>La costellazione del Toro è ricca di oggetti astronomici interessanti.</strong> Abbiamo menzionato <strong> i due ammassi stellari delle Pleiadi e delle Iadi.</strong> Si tratta di ammassi di stelle tra di loro legate gravitazionalmente, molto ben studiati dagli astronomi, e che con un’età stimata di 130 e circa 600 milioni di anni, rispettivamente, sono un importante riferimento per la stima delle età di altri ammassi stellari.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco-1776439930126.jpeg" data-image="09xsjdpmc7ic" alt="Costellazione del Toro" title="Costellazione del Toro"><figcaption>Costellazione del Toro con i nomi delle stelle più brillanti.</figcaption></figure><p>In questa costellazione cade <strong>la stella Aldebaran che rappresenta l’occhio del Toro</strong>. E’una stella gigante che per la luminosità e vicinanza alla Terra è tra le più brillanti del cielo.</p><p>Sempre all’interno del Toro si trova la famosa <strong>nebulosa del Granchio</strong>. E’ il resto di una supernova esplosa nel 1054, i cui resti ancora oggi in espansione sono oggetto di numerosi studi e di frequenti osservazioni anche da parte dei telescopi spaziali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="734704" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/cos-e-la-luce-zodiacale-e-come-vederla-in-autunno.html" title="Cos’è la luce zodiacale e come vederla in autunno">Cos’è la luce zodiacale e come vederla in autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/cos-e-la-luce-zodiacale-e-come-vederla-in-autunno.html" title="Cos’è la luce zodiacale e come vederla in autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cos-e-la-luce-zodiacale-e-come-vederla-in-autunno-1760689085848_320.jpg" alt="Cos’è la luce zodiacale e come vederla in autunno"></a></article></aside><p>Numerose sono le stelle binarie, ma ancor più numerose le stelle variabili. Menzioniamo tra tutte <strong>la stella T Tauri,</strong> considerata il prototipo delle stelle giovanissime, ancora circondate dal disco protoplanetario.</p><p>Tra le stelle con pianeti citiamo HD 37124 una nana gialla simile al Sole. Attorno ad essa orbitano tre pianeti gassosi di tipo gioviano freddo.</p><h2>Dove e quando osservare la costellazione del Toro</h2><p>Essendo vicina all’equatore celeste, questa costellazione è visibile da quasi tutte le latitudini terrestri. La sua visibilità abbraccia i mesi da ottobre a inizio marzo, quando poi inizia gradualmente a sovrapporsi alla posizione del Sole. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Alberi da frutto da evitare in casa: possono causare più problemi di quanto immaginiate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/alberi-da-frutto-da-evitare-in-casa-possono-causare-piu-problemi-di-quanto-immaginiate.html</link><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Sebbene sembrino innocui e decorativi, alcuni alberi da frutto possono attirare parassiti, sporcare eccessivamente o danneggiare le strutture, rendendoli una scelta inadatta per il giardino.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-arboles-frutales-que-no-deberias-tener-en-casa-pueden-causar-mas-problemas-de-los-que-imaginas-1776320283876.jpg" data-image="cc2gdc348jk4" alt="Imagen 1" title="Imagen 1"><figcaption>Gli alberi da frutto sono ideali per i giardini, ma richiedono una selezione attenta e ponderata.</figcaption></figure><p>Gli alberi da frutto, o almeno la maggior parte, <strong>sono spesso associati alla resistenza, alla bellezza e alla possibilità di ottenere frutta in casa.</strong> Tuttavia, <strong>non tutti sono una buona scelta</strong> per i giardini domestici, soprattutto in spazi ridotti. </p><p>Alcune specie <strong>possono generare più inconvenienti che benefici</strong> se non vengono scelte con criterio.</p><h2>Perché alcuni alberi da frutto non sono consigliabili?</h2><p>Prima di piantare un albero da frutto, <strong>è importante tenere conto di fattori come lo spazio disponibile, il tipo di radici,</strong> la quantità di frutti che produce e la sua capacità di attirare parassiti. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Han cortado el ciruelo de mi jardín porque se estaba muriendo por dentro con una plaga y se estaba secando, nos quedamos sin estas flores :( <a href="https://t.co/KFlmyl81Fs">pic.twitter.com/KFlmyl81Fs</a></p>— gon (@urgon97) <a href="https://twitter.com/urgon97/status/1894079643575111930?ref_src=twsrc%5Etfw">February 24, 2025</a></blockquote></figure><p>Ignorare questi aspetti <strong>può tradursi in problemi di manutenzione</strong>, sporco costante o persino danni strutturali all’abitazione.</p><h2>Alberi da frutto che possono causare problemi in casa</h2><p>Non tutto è positivo nel giardino di casa. <strong>Il tipo di specie scelta, la posizione e alcuni fattori esterni possono giocare brutti scherzi</strong> nella coltivazione di alberi da frutto domestici.</p><h3>Fico: una calamita per parassiti</h3><p>Il fico è molto apprezzato in estate per i suoi frutti dolci e anche per l’ombra che offre, ma può attirare numerosi insetti come <strong>vespe, mosche e formiche.</strong> Quando i fichi cadono e si decompongono, generano sporco, cattivi odori e un focolaio costante di infestazioni vicino alla casa.</p><h3>Gelso: macchie difficili e sporco costante</h3><p>Il gelso <strong>produce una grande quantità di piccoli frutti che cadono rapidamente al suolo.</strong> Questi possono macchiare pavimenti, vestiti e persino arredi esterni, oltre ad attirare uccelli e insetti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-arboles-frutales-que-no-deberias-tener-en-casa-pueden-causar-mas-problemas-de-los-que-imaginas-1776323435243.png" data-image="jpo3w90n9e9r"><figcaption>La manutenzione può diventare impegnativa in cortili o giardini piccoli.</figcaption></figure><h3>Noce: radici aggressive e ombra eccessiva</h3><p>Il noce sviluppa <strong>radici molto forti ed estese che possono sollevare il terreno, danneggiare tubature o compromettere strutture vicine.</strong> Inoltre, la sua chioma densa genera un’ombra intensa che <strong>rende difficile la crescita di altre piante nelle vicinanze.</strong></p><h3>Mandorlo</h3><p>Sebbene sia resistente e bello durante la fioritura, il mandorlo può sviluppare radici problematiche se piantato vicino a edifici. A questo si aggiunge la <strong>necessità di potature regolari e cure costanti per evitare malattie.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/SomosNuestraTierra?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#SomosNuestraTierra</a> Las principales enfermedades del almendro y su tratamiento. En los últimos años ha sufrido una importante transformación y ha sido uno de los cultivos que más se ha plantado, con un incremento del 18% de la superficie en los últimos tres años. <a href="https://t.co/BRFFVCQGOt">pic.twitter.com/BRFFVCQGOt</a></p>— COAG (@La_COAG) <a href="https://twitter.com/La_COAG/status/1661653725197238272?ref_src=twsrc%5Etfw">May 25, 2023</a></blockquote></figure><h3>Arancio: caduta dei frutti e sporco</h3><p>L’arancio, molto comune nei climi mediterranei, può diventare una fonte di sporco quando i frutti non vengono raccolti in tempo. <strong>Le arance cadute fermentano, attirano insetti e generano cattivi odori</strong>, soprattutto in spazi chiusi.</p><h3>Susino: parassiti e frutti in decomposizione</h3><p><strong>Il susino produce frutti in abbondanza, ma se non vengono raccolti in tempo, marciscono rapidamente.</strong> Questo attira insetti e può favorire la comparsa di funghi, danneggiando sia l’albero sia l’ambiente circostante.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761948" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-primo-bosco-vetusto-d-italia-il-santuario-degli-abeti-dove-vive-l-albero-piu-alto-d-europa.html" title="Il primo bosco vetusto d’Italia: il santuario degli abeti dove vive l'albero più alto d'Europa">Il primo bosco vetusto d’Italia: il santuario degli abeti dove vive l'albero più alto d'Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-primo-bosco-vetusto-d-italia-il-santuario-degli-abeti-dove-vive-l-albero-piu-alto-d-europa.html" title="Il primo bosco vetusto d’Italia: il santuario degli abeti dove vive l'albero più alto d'Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-primo-bosco-vetusto-d-italia-il-santuario-degli-abeti-dove-vive-l-albero-piu-alto-d-europa-1775128254158_320.jpg" alt="Il primo bosco vetusto d’Italia: il santuario degli abeti dove vive l'albero più alto d'Europa"></a></article></aside><h3>Pesco: molto sensibile alle malattie</h3><p>Il pesco <strong>è un albero molto delicato che richiede cure costanti.</strong> È soggetto a parassiti e malattie come la bolla del pesco, il che rende necessari trattamenti frequenti. <strong>Senza una manutenzione adeguata, può deteriorarsi rapidamente.</strong></p><h2>Scegliere con criterio evita problemi</h2><p>Avere alberi da frutto in casa non è negativo, ma richiede una buona pianificazione. Ad esempio...</p><ul><li><strong>Optare per varietà più piccole</strong>, con minore produzione di residui e radici meno invasive può fare la differenza.</li><li><strong>Scegliere specie poco invasive</strong> negli spazi ridotti</li><li><strong>Controllare attentamente eventuali parassiti e malattie</strong> per evitare che si diffondano e colpiscano altre piante vicine</li></ul><p>Inoltre, <strong>è fondamentale considerare lo spazio disponibile, il clima e il tempo che si può dedicare alla loro cura.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762639" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-piante-10-oggetti-che-rendono-il-tuo-giardino-piu-bello-e-accogliente-durante-la-bella-stagione.html" title="Non solo piante: 10 oggetti che rendono il tuo giardino più bello e accogliente durante la bella stagione">Non solo piante: 10 oggetti che rendono il tuo giardino più bello e accogliente durante la bella stagione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-piante-10-oggetti-che-rendono-il-tuo-giardino-piu-bello-e-accogliente-durante-la-bella-stagione.html" title="Non solo piante: 10 oggetti che rendono il tuo giardino più bello e accogliente durante la bella stagione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-piante-10-oggetti-che-rendono-il-tuo-giardino-piu-bello-e-accogliente-durante-la-bella-stagione-1775572816342_320.jpeg" alt="Non solo piante: 10 oggetti che rendono il tuo giardino più bello e accogliente durante la bella stagione"></a></article></aside><p>In definitiva, <strong>un albero da frutto può essere un’ottima aggiunta alla casa, purché venga scelto correttamente.</strong> In caso contrario, può trasformarsi in una fonte costante di problemi che incidono sia sul giardino sia sull’abitazione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/alberi-da-frutto-da-evitare-in-casa-possono-causare-piu-problemi-di-quanto-immaginiate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questi sono i paesi più ricchi del mondo nel 2026: gli esperti confermano che l'Europa continua a dominare la classifica]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questi-sono-i-paesi-piu-ricchi-del-mondo-nel-2026-gli-esperti-confermano-che-l-europa-continua-a-dominare-la-classifica.html</link><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 16:02:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Il Vecchio Continente sta riaffermando il suo dominio sulla mappa economica globale. Con una chiara presenza europea, i paesi più ricchi del mondo si distinguono non solo per il PIL, ma anche per il reddito pro capite, la stabilità e la qualità della vita.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/estos-son-los-paises-mas-ricos-del-mundo-en-2026-y-europa-domina-el-ranking-1776202448861.jpg" data-image="78qvqeyd8lux"><figcaption>Per la prima volta, la Norvegia si posiziona al primo posto della classifica dei paesi più ricchi del mondo.</figcaption></figure><p>Il ranking dei <strong>Paesi più ricchi del mondo nel 2026</strong>, elaborato a partire dall’<strong>Indice Globale di Prosperità di HelloSafe</strong>, piattaforma specializzata in assicurazioni di viaggio, conferma una tendenza consolidata: <strong>l’Europa</strong> <strong>continua a essere l’epicentro della ricchezza globale.</strong> Stati con economie altamente efficienti guidano una classifica in cui il benessere individuale pesa più della dimensione economica.</p><p>E parlare dei Paesi più ricchi del mondo non è così semplice come limitarsi a osservare la dimensione delle loro economie. Anche il <strong>PIL pro capite</strong>, che misura la ricchezza media per abitante e <strong>permette di confrontare il livello di vita reale tra Paesi</strong>, è un indicatore chiave in questa classifica. </p><p>Altri parametri utilizzati nello studio sono l’<strong>Indice di Sviluppo Umano</strong> (ISU), il <strong>coefficiente di Gini</strong> (disuguaglianza dei redditi) e il <strong>tasso di povertà</strong>. Sulla base di questi criteri, la mappa economica globale lascia una conclusione chiara: l’Europa continua a guidare il ranking con autorevolezza. </p><h2>Europa, epicentro della ricchezza globale</h2><p>Nella classifica dei Paesi più ricchi del mondo nel 2026, il dominio europeo è innegabile. Per la prima volta, <strong>Norvegia</strong> guida il ranking globale con un punteggio di 77,65, trainata dal <strong>più alto livello di reddito nazionale lordo tra quelli analizzati</strong> e da indicatori sociali esemplari.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estos-son-los-paises-mas-ricos-del-mundo-en-2026-y-europa-domina-el-ranking-1776202279967.jpg" data-image="slowczjs3bzd"><figcaption>Nel 2026 l’Irlanda si consolida come uno dei Paesi più ricchi d’Europa.</figcaption></figure><p>Questo cambio di leadership segna una svolta significativa. <strong>Lussemburgo</strong>, che per anni aveva occupato la prima posizione, <strong>scende al terzo posto</strong> (74,39), penalizzato da un profilo sociale meno solido rispetto ai Paesi nordici. Tra i due si colloca l'<strong>Irlanda</strong> (75,06), consolidando la sua posizione come <strong>una delle economie più dinamiche d’Europa</strong> grazie alla forte attrazione di investimenti esteri.</p><p>Al quarto posto compare la <strong>Svizzera</strong> (72,46), un altro esempio di stabilità economica, alto livello di vita ed efficienza istituzionale. Tutti questi Paesi condividono un modello comune: combinano <strong>prestazioni economiche eccezionali con una distribuzione dei redditi relativamente equilibrata</strong> e standard elevati di benessere.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"> Europa tiene algunos de los países más ricos del mundo.<br><br>Pero cuando ajustas por poder adquisitivo real, el ranking cambia mucho.<br><br>Un micro-estado lidera por una distancia enorme.<br><br>Y no es el que la mayoría imagina.<br><br>Aquí están los países de Europa con mayor PIB per cápita <a href="https://t.co/EDdUo44FWE">pic.twitter.com/EDdUo44FWE</a></p>— Future (@FutureNow2026) <a href="https://twitter.com/FutureNow2026/status/2040494671856635977?ref_src=twsrc%5Etfw">April 4, 2026</a></blockquote></figure><p>Al di là del podio, i Paesi nordici rafforzano la loro egemonia strutturale. <strong>Islanda</strong> (72,23) raggiunge la quinta posizione, mentre <strong>Danimarca</strong> (65,78) e <strong>Svezia</strong> (54,62) si collocano rispettivamente al settimo e al decimo posto. Queste economie si distinguono per i loro <strong>avanzati sistemi di welfare, la stabilità politica e livelli di sviluppo umano</strong> tra i più elevati al mondo. </p><h2>I giganti economici non sono sempre i più ricchi</h2><p>Un errore comune è confondere la ricchezza con la dimensione economica. Paesi come <strong>Stati Uniti</strong> o <strong>Cina</strong> guidano il ranking mondiale per PIL totale, ma non necessariamente per ricchezza individuale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estos-son-los-paises-mas-ricos-del-mundo-en-2026-y-europa-domina-el-ranking-1776202084041.jpg" data-image="ezbl32b9uz3w"><figcaption>Pur essendo la principale potenza economica mondiale, gli Stati Uniti non sono il Paese più ricco del pianeta a causa delle enormi disuguaglianze economiche tra la popolazione.</figcaption></figure><p>Nel 2026, gli Stati Uniti <strong>restano la più grande economia del mondo</strong> con oltre 31 trilioni di dollari, seguiti da Cina e Germania. </p><p>Tuttavia, quando si analizza il PIL pro capite, la classifica cambia radicalmente, e gli Stati Uniti <strong>si collocano dietro diversi Paesi europei più piccoli</strong>, tra le altre cose a causa delle grandi disparità nella distribuzione della ricchezza.</p><p>Inoltre, i loro cittadini affrontano <strong>costi elevati per istruzione, sanità e alloggio</strong>, il che limita l’accumulo di ricchezza personale. </p><h2>Asia e Medio Oriente: ricchezza trainata da risorse e tecnologia</h2><p>Sebbene l’Europa domini il ranking, anche altre regioni hanno una presenza significativa. In <strong>Asia</strong>, <strong>Singapore</strong> si consolida come uno dei Paesi più ricchi grazie al suo ruolo di <strong><em>hub</em> finanziario e tecnologico globale</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estos-son-los-paises-mas-ricos-del-mundo-en-2026-y-europa-domina-el-ranking-1776201825801.jpg" data-image="fzqcqdc6ez0d"><figcaption>Singapore guida la classifica dei Paesi più ricchi dell’Asia.</figcaption></figure><p>Nel <strong>Medio Oriente</strong>, Paesi come <strong>Qatar</strong> si distinguono per una ricchezza basata su <strong>risorse naturali, in particolare gas e petrolio</strong>. Tuttavia, molti di questi Paesi stanno diversificando le proprie economie verso settori come il turismo, l’aviazione o l’innovazione tecnologica. </p><p>Questi modelli dimostrano che la ricchezza può derivare da strategie diverse: <strong>dallo sfruttamento delle risorse alla specializzazione nei servizi avanzati.</strong></p><h2>Africa: un continente segnato dalle disuguaglianze</h2><p>In <strong>Africa</strong>, la mappa della prosperità nel 2026 riflette una realtà molto diversa da quella europea. Secondo l’Indice Globale di Prosperità di HelloSafe, <strong>non basta generare ricchezza: la chiave sta in come viene distribuita</strong>. E in questo continente emergono profonde differenze tra Paesi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estos-son-los-paises-mas-ricos-del-mundo-en-2026-y-europa-domina-el-ranking-1776201676469.jpg" data-image="2te5imkwt762"><figcaption>La città di Victoria, sull’isola di Mahé, è la capitale delle Seychelles.</figcaption></figure><p>In testa si collocano <strong>Seychelles</strong> (98,09) e <strong>Mauritius</strong> (77,09), due economie insulari che hanno saputo diversificare la propria attività — in particolare verso il turismo e i servizi — mantenendo livelli relativamente equilibrati di benessere. Al terzo posto compare <strong>Algeria</strong> (54,24), sostenuta dalle sue risorse energetiche, ma con maggiori sfide in termini di sviluppo sociale.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">La pobreza extrema como tal en Estados Unidos no existe. Pero según su indicador de pobreza nacional (menos de 27 dólares al día), hay un 11%. <a href="https://t.co/9ApUo3NpQM">pic.twitter.com/9ApUo3NpQM</a></p>— Santiago Calvo (@SantiCalvo_Eco) <a href="https://twitter.com/SantiCalvo_Eco/status/2031662280266395905?ref_src=twsrc%5Etfw">March 11, 2026</a></blockquote></figure><p>A partire da qui, la classifica mette in evidenza i limiti strutturali di diverse economie africane. Paesi come <strong>Gabon</strong> (52,45), <strong>Egitto</strong> (52,17) o <strong>Libia</strong> (46,61) hanno capacità di generare ricchezza, ma presentano forti squilibri interni. Lo stesso vale per <strong>Tunisia</strong> (45,19), <strong>Botswana</strong> (41,92) e <strong>Marocco</strong> (36,73), che avanzano nello sviluppo ma affrontano ancora sfide nella distribuzione dei redditi e nella riduzione della povertà.</p><h2>America Latina, lontana dal vertice globale</h2><p>In America Latina, la situazione è molto diversa. Sebbene alcune economie mostrino progressi, <strong>nessuna riesce a entrare nella top mondiale per PIL pro capite</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estos-son-los-paises-mas-ricos-del-mundo-en-2026-y-europa-domina-el-ranking-1776201481499.jpg" data-image="tbjzngjg3m91"><figcaption>Punta del Este, in Uruguay, conosciuta come la Miami Beach del Sud America. </figcaption></figure><p><strong>Uruguay</strong>, <strong>Cile</strong> e <strong>Panama</strong>,<strong> in quest’ordine, guidano la regione</strong> in termini di prosperità, ma i loro valori restano molto al di sotto delle economie europee o asiatiche più ricche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764035" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-la-poverta-energetica-sta-danneggiando-i-paesi-a-basso-reddito-e-quali-sono-le-possibili-soluzioni.html" title="Come la povertà energetica sta danneggiando i paesi a basso reddito e quali sono le possibili soluzioni">Come la povertà energetica sta danneggiando i paesi a basso reddito e quali sono le possibili soluzioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-la-poverta-energetica-sta-danneggiando-i-paesi-a-basso-reddito-e-quali-sono-le-possibili-soluzioni.html" title="Come la povertà energetica sta danneggiando i paesi a basso reddito e quali sono le possibili soluzioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-la-poverta-energetica-sta-danneggiando-i-paesi-a-basso-reddito-e-quali-sono-le-possibili-soluzioni-1776254564689_320.jpg" alt="Come la povertà energetica sta danneggiando i paesi a basso reddito e quali sono le possibili soluzioni"></a></article></aside><p><strong>Il divario si spiega con fattori strutturali </strong>come minore produttività, disuguaglianza e dipendenza dalle materie prime.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questi-sono-i-paesi-piu-ricchi-del-mondo-nel-2026-gli-esperti-confermano-che-l-europa-continua-a-dominare-la-classifica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, previsioni per la settimana e tendenza weekend: prima temporali e calo termico, poi rimonta dell'alta pressione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsione-per-la-settimana-e-tendenza-per-il-weekend-prima-instabilita-e-calo-termico-poi-rimonta-dell-alta-pressione.html</link><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 14:58:10 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo un iniziale dinamismo atmosferico, causato da correnti nord-orientali fresche, destinate a determinare una fase di instabilità e un calo termico, nella seconda parte della settimana seguirà un deciso rinforzo dell'alta pressione, con un tempo più stabile e un sensibile aumento delle temperature.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa62om0"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa62om0.jpg" id="xa62om0"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La settimana sull'Europa è iniziata con una discesa di correnti settentrionali con caratteristiche continentali, quindi anche moderatamente fredde. Questo tipo di circolazione, con aria in arrivo dai quadranti nord-orientali verso il Mediterraneo, favorisce sia un calo termico generalizzato, che l'instaurazione di condizioni di tempo instabile su determinate zone del nostro Paese. </p><p>A causare questa dinamica è il rinforzo alle alte latitudini di anticicloni, tra l'Atlantico Settentrionale e l'area Scandinava, che favoriscono un percorso meridiano e poi anche retrogrado sull'Europa centrale e su quella orientale. La nostra penisola verrà interessata, seppur marginalmente, da queste correnti.</p><h2>Evoluzione sull'Italia </h2><p>Due <strong>impulsi instabili in discesa da nord</strong> (il primo già in atto oggi al Centro-Nord) colpiranno prevalentemente il versante adriatico e le regioni settentrionali, prima di scivolare verso il basso Tirreno e le isole maggiori. </p><p>Le conseguenze si risolveranno soprattutto in <strong>episodi di instabilità</strong>, quindi con fenomeni anche a carattere di rovescio o di temporale che interesseranno <strong>principalmente i settori adriatici, ma anche le zone interne del Centro e del Sud</strong>, soprattutto nelle ore più calde della giornata. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764778" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro.html" title="Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia">Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro.html" title="Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro-1776672096967_320.png" alt="Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia"></a></article></aside><p>Fenomeni che poi andranno a sfilare, <strong>entro mercoledì</strong>, proprio sulle regioni meridionali dove, dopo aver interessato ancora la Calabria e la Sicilia, <strong>lasceranno in modo definitivo il nostro Paese</strong>. </p><div class="texto-destacado">Nella <strong>seconda parte della settimana</strong> la circolazione atmosferica subirà una nuova variazione sostanziale. Assisteremo<strong> </strong>ad un <strong>nuovo aumento della pressione atmosferica</strong> su tutto il Paese, con un conseguente ripristino di <strong>condizioni di stabilità. </strong></div><p>Questa andrà a determinare una fase finale della settimana di bel tempo, quindi sicuramente più calda e asciutta.</p><h2>Prima fase con impulsi instabili e maltempo sull'Adriatico</h2><p>Il <strong>p</strong><strong>eggioramento</strong> è<strong> iniziato oggi</strong> con l'arrivo di <strong>un modesto sistema frontale</strong> che ha già interessato il Nord e che, scorrendo lungo le regioni adriatiche, darà origine a <strong>rovesci e temporali sparsi</strong> lungo tutto il settore orientale della penisola. In questo contesto, qualche isolato fenomeno potrà verificarsi localmente anche sulle regioni tirreniche centrali, in particolar modo tra Toscana e Umbria. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsione-per-la-settimana-e-tendenza-per-il-weekend-prima-instabilita-e-calo-termico-poi-rimonta-dell-alta-pressione-1776696450045.jpg" data-image="vnggv5ynv20a"><figcaption>La settimana è iniziata con l'instabilità riconducibile a delle correnti nord-orientali fresche, responsabili anche del calo termico. Nella seconda parte della settimana seguirà un deciso rinforzo dell'alta pressione ed un tempo più stabile e mite.</figcaption></figure><p>Per la giornata di <strong>domani </strong>è atteso <strong>un secondo impulso instabile</strong>, con nubi e precipitazioni, che seguirà una <strong>traiettoria molto simile</strong>, con effetti prima al Settentrione nel corso della notte e in trasferimento lungo il versante adriatico. I fenomeni saranno <strong>prevalentemente</strong> prodotti dall'<strong>instabilità atmosferica dovuta al contrasto termico</strong> tra l'aria fredda in quota e quella più mite ed umida presente nei bassi strati.</p><h2>A metà settimana il calo termico con venti forti</h2><p>Mercoledì la pressione inizierà ad aumentare al Nord, mentre l'instabilità, con associate nubi e precipitazioni, insisteranno ancora al Centro-Sud e sulle isole maggiori. In questo frangente, la ventilazione e il moto ondoso subiranno una <strong>rapida intensificazione per l'ingresso del Grecale e della Tramontana</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764776" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-aria-di-matrice-artica-durante-la-settimana-con-calo-termico-e-temporali-anche-il-25-aprile-a-rischio.html" title="Meteo Puglia: aria di matrice artica durante la settimana con calo termico e temporali. Anche il 25 aprile a rischio?">Meteo Puglia: aria di matrice artica durante la settimana con calo termico e temporali. Anche il 25 aprile a rischio?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-aria-di-matrice-artica-durante-la-settimana-con-calo-termico-e-temporali-anche-il-25-aprile-a-rischio.html" title="Meteo Puglia: aria di matrice artica durante la settimana con calo termico e temporali. Anche il 25 aprile a rischio?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-puglia-aria-di-matrice-artica-durante-la-settimana-con-calo-termico-e-temporali-anche-il-25-aprile-a-rischio-1776670643594_320.png" alt="Meteo Puglia: aria di matrice artica durante la settimana con calo termico e temporali. Anche il 25 aprile a rischio?"></a></article></aside><p>Queste c<strong>orrenti settentrionali faranno diminuire sensibilmente le temperature</strong>, a partire dalle regioni settentrionali e adriatiche, per poi estendersi a tutto il territorio nazionale <strong>tra mercoledì e la notte di giovedì</strong>. Le <strong>isole maggiori</strong>, che <strong>fino a mercoledì manterranno valori massimi piuttosto elevati</strong> (in Sardegna ci saranno picchi anche rilevanti), vedranno anch'esse un r<strong>idimensionamento termico significativo</strong>.</p><h2>Il ritorno del sole e del clima mite</h2><p>La situazione <strong>migliorerà </strong>nettamente a partire <strong>da giovedì </strong>su gran parte del Paese. Sarà ancora possibile <strong>q</strong><strong>ualche rovescio o isolato temporale ad evoluzione diurna tra Calabria e Sicilia</strong>. Le<strong> temperature massime</strong> mostreranno i primi rialzi significativi al Nord e su parte del Centro. </p><div class="texto-destacado"><strong>Tra venerdì e sabato </strong>si consoliderà questo scenario improntato al <strong>bel tempo</strong>, con solo qualche modesto annuvolamento sui rilievi nelle ore centrali del giorno e una probabilità di pioggia molto bassa. </div><p>La ventilazione inizierà ad attenuarsi gradualmente, già da venerdì al Centro-Nord già venerdì, al Sud entro sabato.</p><h2>Weekend stabile e temperature primaverili</h2><p>Perciò il<strong> fi</strong><strong>ne settimana</strong> trascorrerà <strong>all'insegna della stabilità</strong>, con tempo stabile e <strong>soleggiato ovunque per domenica</strong>, con la possibilità solo per <strong>qualche annuvolamento innocuo</strong> nelle ore centrali della giornata. <strong>Al Nord e al Centro</strong> saranno <strong>possibili </strong>anche delle <strong>velature</strong>. </p><p><strong>Le temperature </strong>subiranno un ulteriore <strong>aumento generalizzato nel weekend</strong>, con valori <strong>molto gradevoli</strong> e tipicamente <strong>primaverili su tutta l'Italia</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsione-per-la-settimana-e-tendenza-per-il-weekend-prima-instabilita-e-calo-termico-poi-rimonta-dell-alta-pressione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cosa fare a Roma nel weekend del 25 aprile 2026: eventi in città e idee per le gite fuori porta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-del-25-aprile-2026-gli-eventi-in-citta-e-idee-per-le-gite-fuori-porta.html</link><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 13:56:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Nel weekend del 25 aprile 2026 a Roma ci sarà tanto da fare e da vedere, tra gli appuntamenti istituzionali, gli eventi collegati alla Festa della Liberazione e tante altre occasioni per passare un fine settimana diverso</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-del-25-aprile-2026-gli-eventi-in-citta-e-idee-per-le-gite-fuori-porta-1776678297929.jpg" data-image="q6bb1jerfhzt" alt="25 aprile 2026 Roma" title="25 aprile 2026 Roma"><figcaption>Piazza Venezia a Roma, il cuore delle manifestazioni istituzionali del 25 aprile 2026</figcaption></figure><p>A Roma il weekend del 24, 25 e 26 aprile 2026 sarà dedicato all’ottantunesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo ma come sempre ci saranno tanti appuntamenti da non perdere, per tutti i gusti e per tutte le età.</p><p><strong>Fiere e market</strong> sempre attesissimi insieme a <strong>mostre </strong>per scoprire artisti sempre interessanti sono in arrivo.</p><div class="texto-destacado">Questo fine settimana non mancheranno neanche le occasioni per fare delle belle gite fuori porta alla scoperta delle bellezze del Lazio ancora lontane dalle rotte del turismo di massa.</div><p>Andiamo allora a scoprire cosa fare a Roma nel <strong>weekend del 25 aprile 2026</strong>.</p><h2>Il 25 Aprile 2026 a Roma </h2><p>In occasione dell'anniversario Liberazione e degli ottant’anni dell’Assemblea Costituente, a Roma non mancherà <strong>l’appuntamento istituzionale</strong> più importante. Come ogni anno, anche sabato 25 aprile 2026 il Presidente della Repubblica sarà all’<strong>Altare della Patria</strong> per deporre la corona d’alloro in ricordo dei caduti della Resistenza, a partire dalle ore 9:00.</p><p>A Roma, inoltre, sta per iniziare una lunga festa di quattro giorni, <strong>dal 23 al 26 aprile</strong>, come ormai di consueto da alcuni anni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763862" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-statue-parlanti-di-roma-la-voce-irriverente-del-popolo-contro-i-potenti.html" title="Le statue parlanti di Roma: la voce irriverente del popolo contro i potenti">Le statue parlanti di Roma: la voce irriverente del popolo contro i potenti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-statue-parlanti-di-roma-la-voce-irriverente-del-popolo-contro-i-potenti.html" title="Le statue parlanti di Roma: la voce irriverente del popolo contro i potenti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-statue-parlanti-di-roma-la-voce-irriverente-del-popolo-contro-i-potenti-1776160188928_320.jpg" alt="Le statue parlanti di Roma: la voce irriverente del popolo contro i potenti"></a></article></aside><p>Il cuore dell’evento <strong>Festa della Resistenza</strong>, giunta alla sua quarta edizione, è il <strong>Mattatoio del Testaccio</strong>, ma sono coinvolte anche altre location in città.</p><p>Il calendario conta circa <strong>cento appuntamenti</strong>. Si va dal teatro, alla musica, alle mostre, ai laboratori e gli eventi sono quasi tutti ad ingresso <strong>gratuito</strong>. </p><h2>Fiere e mercatini</h2><p>Il 25 e il 26 aprile 2026 dalle 11:30 alle 20:00 <em>Roma Libera Fest</em> torna al <strong>Secret Garden</strong> di Via Tuscolana. Tra spazi aperti e ambienti al chiuso, l’evento prevede la partecipazione di <strong>artigiani e designer</strong> e tanti momenti di <strong>intrattenimento </strong>con musica dal vivo, artisti di strada, street food e laboratori creativi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="754067" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-arte-giapponese-che-trasforma-le-tue-piante-in-sculture-sospese-scopri-il-kokedama-e-le-piante-piu-adatte.html" title="L'arte giapponese che trasforma le tue piante in sculture sospese: scopri il Kokedama e le piante più adatte">L'arte giapponese che trasforma le tue piante in sculture sospese: scopri il Kokedama e le piante più adatte</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-arte-giapponese-che-trasforma-le-tue-piante-in-sculture-sospese-scopri-il-kokedama-e-le-piante-piu-adatte.html" title="L'arte giapponese che trasforma le tue piante in sculture sospese: scopri il Kokedama e le piante più adatte"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-arte-giapponese-che-trasforma-le-tue-piante-in-sculture-sospese-scopri-il-kokedama-e-le-piante-piu-adatte-1772233863327_320.jpeg" alt="L'arte giapponese che trasforma le tue piante in sculture sospese: scopri il Kokedama e le piante più adatte"></a></article></aside><p> I <em>Japan Days</em> sono un appuntamento attesissimo del weekend di Roma. Sabato 25 e domenica 26 aprile sarà possibile fare una full immersion nella cultura giapponese all’<strong>Atlantico Live all’EUR</strong>, grazie a più di cento espositori provenienti da tutta l’Italia, più ospiti e mostre. Le attività a cui partecipare sono infinite: dai laboratori di calligrafia, ikebana e moltissime altre discipline, al meglio dello street food del Sol Levante, passando per le esibizioni dei maestri di katana. </p><p> Domenica 26 aprile al <strong>Mediterraneo al MAXXI</strong> torna <em>Unconventional Market</em>. Tanti i designer, gli artigiani e i brand indipendenti da conoscere, e tanti anche i laboratori creativi a cui partecipare. Anche in questo caso la giornata sarà animata da musica dal vivo, con in più un aperitivo al tramonto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759544" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-parchi-urbani-piu-belli-di-roma-per-una-passeggiata-di-primavera.html" title="I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera">I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-parchi-urbani-piu-belli-di-roma-per-una-passeggiata-di-primavera.html" title="I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-parchi-urbani-piu-belli-di-roma-per-una-passeggiata-di-primavera-1773833220615_320.jpg" alt="I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera"></a></article></aside><p><em>Roma Incontra il Mondo</em> è il grande evento che si svolge alla <strong>Fiera di Roma</strong> per due weekend, dal 24 al 26 aprile e il fine settimana del 1° Maggio. In un’unica location si potrà partecipare a quasi trenta festival differenti, ciascuno dedicato ad una diversa cultura. Presenti ad esempio il festival <strong>irlandese</strong>, quello dell’<strong>oriente</strong>, quello <strong>country </strong>e tantissimi altri. Ci saranno inoltre <strong>motor shows</strong>, eventi dedicati al mondo dei <strong>tatuaggi</strong>, a quello dello <strong>street food</strong>, a quello dei <strong>giochi </strong>e così via.</p><h2>Trekking urbano e gite fori porta</h2><p>Per festeggiare il 25 Aprile 2026 a Roma in modo originale c’è un affascinante <strong>trekking urbano</strong> organizzato dall’associazione <strong>Librotrekking</strong>. La passeggiata attraversa i luoghi simbolo della Resistenza a Roma, i parchi meno conosciuti e prevede momenti di pausa e letture di gruppo di brani tratti dalle lettere dei partigiani.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-del-25-aprile-2026-gli-eventi-in-citta-e-idee-per-le-gite-fuori-porta-1776678424904.jpg" data-image="84b10u22gprb" alt="Roma weekend 25 aprile" title="Roma weekend 25 aprile"><figcaption>Panorama dai Monti Lepini, alle porte di Roma</figcaption></figure><p>Il 25 aprile c’è anche la passeggiata <em>Sulle Orme dell’Eremita</em>, che si svolge tra il verde e i piccoli borghi tra <strong>Arsoli e Riofreddo</strong>. Al termine del percorso si può partecipare alla <em>Festa della Primavera di Arsoli</em>, che prevede tanti momenti diversi come un mercatino creativo, passeggiate guidate del borgo, e la visita alla bellissima Villa Morani.</p><p>Per allontanarsi per un po’ dal caos cittadino c’è un itinerario nel verde sui <strong>Monti Lepini</strong> da scoprire domenica 26 aprile. La partenza è da <strong>Pian della Croce</strong>, il percorso poi attraversa i tranquilli paesaggi verdi della Grotta di Monte Fato, di Passo Praticlio dove vedere la gola più profonda del Lazio, fino ai panorami suggestivi sulla Valle del Sacco e gli Appennini.</p><h2>Le mostre del weekend a Roma</h2><p>Alla <strong>Galleria Angelica</strong>, fino al 28 aprile, si può assistere alla mostra collettiva intitolata <em>Pathos</em>, e ammirare più di ottanta opere. Tanti artisti diversi esprimono la propria visione sul tema del pathos inteso come la parte più irrazionale dell’anima e quindi più difficile da controllare, la passione, appunto, nel senso che gli antichi greci davano al termina.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762738" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma">I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma-1775574668109_320.jpg" alt="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"></a></article></aside><p><em>Estetiche Contemporanee </em>è la mostra in programma dal 25 aprile a 3 maggio 2026 alla <strong>Galleria dei Miracoli</strong> in via del Corso. Alle opere pittoriche di Vittorio Tapparini si uniscono le sculture di Natalia Giardina per una mostra coloratissima, che privilegia l’estetica pop e che pone l’accento sull’universo femminile attraverso alcune figure chiave del mondo contemporaneo come ad esempio Sophia Loren e Audrey Hepburn.</p><p><em>Sogno di Pietra</em> è la mostra visitabile ancora per pochi giorni alla <strong>galleria Metèria</strong> di via dei Latini. In esposizione ci sono le sculture antropomorfe di <strong>Stefano Canto</strong>, che trasforma le sale espositive in una sorta di cava. Qui le opere composte da una miscela di ossidi, pigmenti e ghiaccio sono qualcosa di vivo che evolve e si trasforma, perché l’acqua che proviene dallo scioglimento della parte ghiacciata ne cambia l’aspetto originario.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cosa-fare-a-roma-nel-weekend-del-25-aprile-2026-gli-eventi-in-citta-e-idee-per-le-gite-fuori-porta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Potrebbe formarsi un "Super El Niño" prima di ottobre? Ecco cosa dice l'ultima previsione del modello più affidabile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/potrebbe-formarsi-un-super-el-nino-prima-di-ottobre-ecco-cosa-dice-l-ultima-previsione-del-modello-piu-affidabile.html</link><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Alcuni modelli, tra cui quello dell'ECMWF, indicano la possibilità di un evento "SuperNiño" entro la fine dell'anno, ma è importante tenere a mente alcuni fattori. Scoprite cosa sappiamo già e cosa resta ancora incerto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-pode-se-formar-ate-outubro-entenda-o-cenario-atual-e-o-que-dizem-as-previsoes-1775593003011.png" data-image="scdffkfudgns" alt="Il modello ECMWF prevede anomalie della temperatura superficiale del mare superiori a 2 °C in primavera." title="Il modello ECMWF prevede anomalie della temperatura superficiale del mare superiori a 2 °C in primavera."><figcaption>Il modello ECMWF prevede anomalie della temperatura superficiale del mare superiori a 2 °C in primavera.</figcaption></figure><p>L’ultimo bollettino della NOAA, pubblicato il 6 aprile, ha confermato un segnale importante: l’oceano Pacifico equatoriale centrale continua a riscaldarsi gradualmente. La regione di monitoraggio del fenomeno El Niño-Oscillazione Meridionale ha raggiunto livelli di neutralità e <strong>una bolla di acqua calda negli strati subsuperficiali continua a propagarsi verso la superficie</strong>, indicando un oceano sempre più favorevole allo sviluppo del fenomeno di El Niño.</p><p>Allo stesso tempo, è sempre più frequente vedere sui portali di informazione l’idea che <strong>un “super Niño”, forse il più intenso del secolo, sia sul punto di formarsi.</strong> Infatti, alcuni modelli indicano un riscaldamento piuttosto elevato, incluso il modello ECMWF, di cui si fida Meteored.</p><p>Ma questo scenario si confermerà davvero? Per rispondere a questa domanda, <strong>è fondamentale andare oltre i titoli e analizzare con attenzione</strong> sia le condizioni attuali del Pacifico sia l’insieme più recente delle previsioni climatiche. Vediamo i dettagli.</p><h2>Il Pacifico continua a riscaldarsi e ha già raggiunto la soglia di neutralità</h2><p>Le condizioni attuali del Pacifico equatoriale mostrano una tendenza costante al riscaldamento. <strong>La temperatura superficiale del mare (TSM) nella regione Niño 3.4, dove si monitora il fenomeno, è passata da -0,6 °C il 18 marzo a -0,2 °C il 1° aprile</strong>, raggiungendo la soglia di neutralità (tra -0,5 e +0,5). La regione Niño 1+2, vicino alla costa del Perù, ha raggiunto la soglia di El Niño costiero l’11 febbraio e si è mantenuta su questi valori fino ad oggi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-pode-se-formar-ate-outubro-entenda-o-cenario-atual-e-o-que-dizem-as-previsoes-1775593057926.png" data-image="ysr3i1ezggxw"><figcaption>Evoluzione delle anomalie della temperatura superficiale del mare nelle regioni di monitoraggio (sinistra) e delle anomalie delle acque subsuperficiali (destra). Crediti: Meteored/Adattato da CPC/NOAA.</figcaption></figure><p>Un altro segnale molto importante proviene dalle acque subsuperficiali, a circa 300 metri di profondità. <strong>La presenza di un’ampia bolla di acqua calda con anomalie comprese tra +0,5 °C e +6 °C, che nelle ultime settimane è risalita verso la superficie</strong>, è un chiaro indizio che il fenomeno si sta avvicinando sempre di più.</p><p><strong>Questa situazione si riflette anche nelle previsioni probabilistiche.</strong> Confrontando gli ultimi aggiornamenti, si osserva un aumento costante della probabilità di sviluppo di El Niño.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-pode-se-formar-ate-outubro-entenda-o-cenario-atual-e-o-que-dizem-as-previsoes-1775593085477.png" data-image="dkel2qls0ihq"><figcaption>Previsione probabilistica dell’ENSO basata sui modelli IRI, avviata a metà marzo (sinistra), e previsione precedente (destra), avviata a inizio marzo. Crediti: Meteored/Adattato da IRI.</figcaption></figure><p>All’inizio di marzo, le previsioni indicavano una probabilità di circa il 45% che El Niño si sviluppasse nel trimestre maggio-giugno-luglio, mentre secondo i dati di metà mese questa probabilità supera già il 70% per lo stesso periodo. <strong>Questa evoluzione rafforza non solo la tendenza al riscaldamento, ma anche la crescente fiducia dei modelli nel cambio di fase.</strong></p><h2>Il modello più performante prevede un “super Niño”</h2><p>È stata definita una classificazione dell’intensità dei fenomeni di El Niño basata sulle anomalie della temperatura media superficiale del mare (TSM) nella regione Niño 3.4: valori fino a +0,5 °C indicano fenomeni deboli, <strong>fino a +1 °C moderati, fino a +1,5 °C forti e superiori a +2 °C molto forti.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-pode-se-formar-ate-outubro-entenda-o-cenario-atual-e-o-que-dizem-as-previsoes-1775593111516.png" data-image="84yr81rszrtk"><figcaption>Grafico di previsione delle anomalie della temperatura superficiale del mare (TSM) dei membri del modello ECMWF per la regione Niño 3.4.</figcaption></figure><p>L’ultimo aggiornamento del modello ECMWF, avviato ad aprile, attira l’attenzione proprio perché indica <strong>un riscaldamento piuttosto significativo.</strong></p><p>La maggior parte dei membri del modello prevede anomalie superiori a +2 °C nel corso della seconda metà dell’anno, e <strong>alcuni scenari raggiungono, o addirittura superano, i +3 °C verso ottobre.</strong> Una previsione di questo tipo, se confermata, collocherebbe il fenomeno nella categoria di “super Niño”, paragonabile agli episodi più intensi mai registrati.</p><h2>Cosa indicano nel complesso i modelli climatici?</h2><p>Negli ultimi giorni è diventato comune vedere portali di notizie diffondere l’idea che un “super Niño”, forse il più intenso del secolo, sia imminente. <strong>Questo tipo di narrazione, oltre a basarsi su interpretazioni superficiali, tende a generare allarmismo e preoccupazione tra la popolazione.</strong></p><div class="texto-destacado">Sebbene alcuni scenari specifici indichino un riscaldamento estremo, un’analisi più solida deve considerare l’insieme dei modelli. Questo perché ogni sistema presenta diverse parametrizzazioni, bias e limiti, e valutare le previsioni isolatamente può portare a interpretazioni fuorvianti.</div><p><strong>La previsione più recente del sistema di modelli dell’IRI, avviata a inizio marzo, offre un quadro più equilibrato.</strong> Nella figura, la linea rosa rappresenta la media dei modelli dinamici, mentre quella verde indica la media dei modelli statistici.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-pode-se-formar-ate-outubro-entenda-o-cenario-atual-e-o-que-dizem-as-previsoes-1775593218411.png" data-image="mgnd654ra81z"><figcaption>Previsione dei modelli ENSO a partire da marzo 2026. Crediti: IRI.</figcaption></figure><p>Secondo la media dei modelli dinamici, si prevede che la soglia di El Niño venga raggiunta tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno. L’intensità massima del fenomeno è attesa in primavera, con <strong>anomalie vicine a +1,5 °C, che lo classificherebbero come un evento da forte a molto forte</strong>, pur restando lontano dai valori estremi suggeriti da alcuni singoli scenari.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764455" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-stato-evoluzione-e-conseguenze.html" title="Stiamo andando verso un El Niño di forte intensità: quale potrebbe essere l'impatto in Europa ed Italia?">Stiamo andando verso un El Niño di forte intensità: quale potrebbe essere l'impatto in Europa ed Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-stato-evoluzione-e-conseguenze.html" title="Stiamo andando verso un El Niño di forte intensità: quale potrebbe essere l'impatto in Europa ed Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-stato-evoluzione-e-conseguenze-1776457101391_320.jpg" alt="Stiamo andando verso un El Niño di forte intensità: quale potrebbe essere l'impatto in Europa ed Italia?"></a></article></aside><p><strong>I dati più recenti indicano che è sempre più probabile lo sviluppo di un El Niño intenso</strong>, ma non esiste ancora una base solida per affermare con certezza che si verificherà un evento storico. La situazione resta in evoluzione e dovrà essere monitorata nelle prossime aggiornamenti, in particolare nella nuova emissione prevista a metà aprile, che incorporerà le osservazioni più recenti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/potrebbe-formarsi-un-super-el-nino-prima-di-ottobre-ecco-cosa-dice-l-ultima-previsione-del-modello-piu-affidabile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questa è la capitale dei fulmini: "i lampi sono visibili fino a 10 ore a notte"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questa-e-la-capitale-dei-fulmini-i-fulmini-sono-visibili-fino-a-10-ore-a-notte.html</link><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 10:31:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>In un angolo del pianeta, le tempeste non danno tregua e ogni notte, per ore, il cielo si illumina senza sosta in uno spettacolo elettrico unico al mondo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/esta-es-la-capital-de-los-rayos-los-relampagos-son-visibles-hasta-10-horas-por-noche-1776421827272.jpeg" data-image="bwhn7uz8xejf"><figcaption>Uno spettacolo naturale unico che unisce geografia, climatologia ed elettricità atmosferica.</figcaption></figure><p>Ci sono luoghi nel mondo dove i temporali sono eventi sporadici, e poi c’è <strong>il bacino del lago di Maracaibo</strong>, in Venezuela, dove i fulmini fanno parte del paesaggio quasi ogni notte.</p><p><strong>È qui che si verifica il </strong><strong>Relámpago del Catatumbo</strong>, un fenomeno unico che trasforma questa regione nella vera capitale mondiale dell’attività elettrica atmosferica.</p><p>Ma dove si trova esattamente il bacino del lago di Maracaibo? Si tratta di un’ampia depressione circondata da sistemi montuosi che le conferiscono una configurazione molto particolare e <strong>si trova nel</strong> <strong>nord-ovest del Venezuela</strong>, molto vicino al confine con la Colombia.</p><h2>Uno spettacolo che dura tutta la notte</h2><p>In determinati periodi dell’anno, <strong>i fulmini possono essere visibili per 8 o addirittura 10 ore consecutive ogni notte</strong>, illuminando il cielo in modo quasi continuo.</p><p>Non si tratta di temporali isolati, ma di un sistema persistente che può ripetersi per <strong>oltre 200 notti all’anno</strong>, con migliaia di scariche elettriche in ogni episodio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/esta-es-la-capital-de-los-rayos-los-relampagos-son-visibles-hasta-10-horas-por-noche-1776494492529.jpg" data-image="5tnxos0xnd3l"><figcaption>Il cielo dell’area del Catatumbo si illumina 200 notti all’anno per i fulmini, che non cessano per ore.</figcaption></figure><p>Da lontano, l’orizzonte sembra pulsare di lampi costanti, come se il cielo respirasse luce.</p><h2>La base è una spiegazione meteorologica</h2><p>Dal punto di vista meteorologico, il Relámpago del Catatumbo è il risultato di una combinazione molto specifica di fattori:</p><ul><li><strong>Alta umidità: </strong>qui il lago di Maracaibo svolge un ruolo fondamentale, agendo come una fonte costante di vapore acqueo e alimentando l’atmosfera con aria calda e umida.</li></ul><ul><li><strong>Convergenza dei venti: </strong>durante la notte, i venti scendono dalle montagne circostanti e si scontrano con l’aria calda del lago, generando instabilità.</li></ul><ul><li><strong>Convezione intensa: </strong>il contrasto termico esistente provoca forti correnti ascensionali che favoriscono la formazione di nubi temporalesche (cumulonembi).</li></ul><ul><li><strong>Elettricità costante: </strong>all’interno dei cumulonembi si genera un’intensa attività elettrica che si scarica sotto forma di fulmini nube-nube e nube-terra.</li></ul><p>Questo fenomeno non è solo spettacolare, ma anche estremo dal punto di vista statistico. È considerata una delle aree con <strong>la più alta densità di fulmini del pianeta</strong>, tanto da essere riconosciuta come un record naturale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760950" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-scienziati-hanno-rilevato-e-misurato-la-potenza-dei-fulmini-su-giove-associati-a-tempeste-che-durano-per-secoli.html" title="Giove, temporali che durano secoli e fulmini 100 volte più potenti di quelli terrestri: la scoperta degli scienziati">Giove, temporali che durano secoli e fulmini 100 volte più potenti di quelli terrestri: la scoperta degli scienziati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-scienziati-hanno-rilevato-e-misurato-la-potenza-dei-fulmini-su-giove-associati-a-tempeste-che-durano-per-secoli.html" title="Giove, temporali che durano secoli e fulmini 100 volte più potenti di quelli terrestri: la scoperta degli scienziati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/potencia-de-los-rayos-en-jupiter-1774419705893_320.jpg" alt="Giove, temporali che durano secoli e fulmini 100 volte più potenti di quelli terrestri: la scoperta degli scienziati"></a></article></aside><h2>Un laboratorio naturale per la scienza</h2><p>Il Relámpago del Catatumbo non è solo uno spettacolo visivo, ma anche un luogo chiave per studiare: <strong>la formazione dei temporali, la dinamica dell’atmosfera tropicale e la generazione delle scariche elettriche.</strong></p><ul> </ul><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Francis Drake no luchó contra los españoles en el Lago Maracaibo bajo la luz del Relámpago de Catatumbo, lo que se deduce tras leer "La Dragontea" de Lope de Vega. No os perdáis este articulo de Erik Quiroga (<a href="https://twitter.com/eqdiamundialozo?ref_src=twsrc%5Etfw">@eqdiamundialozo</a>), publicado en mi web ️ <a href="https://t.co/aKn4sQbH1y">[https://t.co/aKn4sQbH1y](https://t.co/aKn4sQbH1y)</a> <a href="https://t.co/UOR2zl4fW4">pic.twitter.com/UOR2zl4fW4</a></p>— José Miguel Viñas (@Divulgameteo) <a href="https://twitter.com/Divulgameteo/status/1787746650779169155?ref_src=twsrc%5Etfw">May 7, 2024</a></blockquote></figure><p>Per i meteorologi è un vero laboratorio a cielo aperto. E per i marinai che navigavano lungo la costa settentrionale del Sud America, <strong>questo bagliore costante veniva utilizzato come una sorta di </strong><strong>“faro naturale”</strong>, visibile a centinaia di chilometri al largo, soprattutto nelle notti serene, permettendo di individuare la vicinanza della costa del lago di Maracaibo anche senza carte precise.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questa-e-la-capitale-dei-fulmini-i-fulmini-sono-visibili-fino-a-10-ore-a-notte.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta meteo: martedì 21 aprile i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro.html</link><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 10:28:04 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Allerta meteo per temporali in questo lunedì 20 aprile nella regione Molise. Domani, martedì 21 aprile, i fenomeni si intensificheranno al Centro-Sud, su Appennini e fascia adriatica. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa623ku"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa623ku.jpg" id="xa623ku"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questa settimana inizia con tempo più instabile sull'Italia. Dopo un fine settimana di tempo pienamente primaverile, soleggiato e mite, con temperature molto sopra la media del periodo, <strong>lunedì 20 aprile si caratterizza per un tempo più variabile e soggetto a maggior instabilità,</strong> specie in alcune aree del Centro-Sud. </p><p>Gli addensamenti al Centro e in Sardegna si faranno vedere già dalla tarda mattina, e avremo maggior probabilità di temporali pomeridiani nelle aree interne appenniniche e sulla fascia adriatica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro-1776671009789.png" data-image="jh1br57xm1i4"><figcaption>Densità di fulmini prevista nel pomeriggio di lunedì 20 aprile 2026.</figcaption></figure><p>I temporali saranno più estesi e intensi tra Umbria e Marche, dove potrebbero formarsi celle temporalesche più vaste. I fenomeni si attenueranno in serata. Temporali colpiranno anche Abruzzo e Molise, e giù fino alla Puglia.</p><div class="texto-destacado">La Protezione Civile ha diramato oggi una allerta meteo di colore giallo proprio nel Molise, per temporali.</div><p>Ma spostandoci a domani, sarà la giornata di martedì 21 aprile a caratterizzarsi per una diffusa instabilità, con temporali pomeridiani che interesseranno aree più vaste.</p><h2> Instabilità meteo al centro-sud, ecco dove fioccheranno i temporali</h2><p><strong>Martedì 21 aprile l'instabilità sarà in crescendo nelle aree del Centro-Sud. </strong>Maggior instabilità verso l'Adriatico e nelle aree interne appenniniche, mentre sul Tirreno avremo maggior stabilità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764433" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/lunedi-20-tornano-i-temporali-e-si-abbassano-le-temperature-il-quadro-meteo-aggiornato.html" title="Allerta meteo: domenica 19 tornano i temporali al Nord, in estensione al Centro-Sud da lunedì 20">Allerta meteo: domenica 19 tornano i temporali al Nord, in estensione al Centro-Sud da lunedì 20</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/lunedi-20-tornano-i-temporali-e-si-abbassano-le-temperature-il-quadro-meteo-aggiornato.html" title="Allerta meteo: domenica 19 tornano i temporali al Nord, in estensione al Centro-Sud da lunedì 20"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lunedi-20-tornano-i-temporali-e-si-abbassano-le-temperature-il-quadro-meteo-aggiornato-1776544369143_320.png" alt="Allerta meteo: domenica 19 tornano i temporali al Nord, in estensione al Centro-Sud da lunedì 20"></a></article></aside><p>Secondo il nostro modello di riferimento, cioè quello europeo - che potete navigare qui<strong><a href="https://www.ilmeteo.net/mappe-meteorologiche/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext"> grazie alle mappe navigabili di Meteored</a></strong> - le aree dove maggiore sarà la probabilità di forti temporali saranno Marche e Abruzzo, ma temporali si svilupperanno anche in aree vicine, come Toscana e Umbria, fino a qualche punto della Romagna. Più a sud l'instabilità si farà sentire in Molise e Puglia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro-1776670875704.png" data-image="xxz213vl03sp"><figcaption>Martedì 21 aprile 2026 avremo una elevata probabilità di piogge in un'ampia fascia che va dalla Romagna alla Puglia. Più elevata su Appennini e area adriatica.</figcaption></figure><p><strong>L'instabilità sarà maggiore sul versante adriatico e sugli Appennini,</strong> mentre sul Tirreno ci sarà minor probabilità di piogge. </p><h2>Evoluzione meteo nei giorni a seguire</h2><p>Questa situazione di maggior dinamicità durerà anche nei giorni a seguire, quando sull'Italia potremo ancora assistere alla formazione di temporali pomeridiani. </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong> </div><p>I temporali torneranno a interessare anche le regioni del Nord, il Centro e il Sud, ma in generale andremo verso un <strong>aumento della stabilità con l'avvicinarsi del fine settimana del 25 aprile, </strong>quando le massime torneranno anche<strong> a salire di diversi punti sopra la media del periodo. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Puglia: aria di matrice artica durante la settimana con calo termico e temporali. Anche il 25 aprile a rischio?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-aria-di-matrice-artica-durante-la-settimana-con-calo-termico-e-temporali-anche-il-25-aprile-a-rischio.html</link><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:08:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nuovo impulso fresco e instabile sull'Italia durante questa settimana con il ritorno delle piogge e di qualche locale temporale. Si abbassano anche le temperature con le massime anche al di sotto della media stagionale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa6227i"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa6227i.jpg" id="xa6227i"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo un fine settimana all’insegna della stabilità e del sole su gran parte della Penisola italiana, la nuova settimana segna un <strong>cambio netto della circolazione atmosferica</strong>, riportando condizioni più dinamiche. L’atmosfera torna infatti a movimentarsi per effetto di <strong>correnti più fredde in discesa dal Nord Europa</strong>, pronte a destabilizzare il tempo e a favorire un generale calo termico.</p><p>Non si tratterà soltanto di un aumento delle nubi: <strong>piogge e temporali torneranno protagonisti</strong>, accompagnati da un <strong>rinforzo dei venti settentrionali</strong>, in particolare di maestrale lungo il versante adriatico, dove le raffiche potranno risultare anche sostenute. </p><p>In questo contesto, la Puglia si troverà pienamente esposta alla nuova configurazione barica, risultando tra le regioni più coinvolte dalla fase instabile almeno fino a ridosso del ponte del <strong>25 Aprile</strong>.</p><h2>Maltempo tra martedì e mercoledì, poi calo termico</h2><p>Nel dettaglio, la giornata di oggi, lunedì 20 aprile, si mantiene ancora relativamente tranquilla, ma rappresenta di fatto una fase di transizione. <strong>Dalla seconda parte della giornata è atteso un aumento della nuvolosità</strong>, soprattutto sulle aree interne delle Murge e sul Gargano, dove non si escludono <strong>brevi e isolati fenomeni</strong>. </p><p>Le temperature restano ancora piuttosto miti, con valori massimi che potranno raggiungere i <strong>24-25°C tra Capitanata e Salento</strong>, mantenendosi dunque leggermente sopra la media del periodo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764778" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro.html" title="Domani, martedì 21 aprile, i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia">Domani, martedì 21 aprile, i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro.html" title="Domani, martedì 21 aprile, i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/domani-i-temporali-si-intensificheranno-in-diverse-regioni-del-centro-1776672096967_320.png" alt="Domani, martedì 21 aprile, i temporali si intensificheranno in diverse regioni del Centro e Sud Italia"></a></article></aside><p>Il vero cambiamento si concretizzerà nel corso di martedì, quando <strong>l’ingresso di aria più fredda e instabile</strong> sarà accompagnato da venti di maestrale/grecale. In questa fase, <strong>i fenomeni diventeranno più diffusi</strong>, soprattutto tra la Puglia settentrionale e parte di quella centrale, mentre il Salento rimarrà più ai margini, conservando anche valori termici più elevati, prossimi ancora ai <strong>25°C</strong>. Altrove, invece, si inizierà a percepire un primo calo delle temperature.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-puglia-aria-di-matrice-artica-durante-la-settimana-con-calo-termico-e-temporali-anche-il-25-aprile-a-rischio-1776670643594.png" data-image="kyqnl6du086b" alt="Maltempo in Puglia la prossima settimana" title="Maltempo in Puglia la prossima settimana"><figcaption>Fino a 30 millimetri di accumulo nel foggiano</figcaption></figure><p>La fase più intensa del peggioramento è attesa tra la notte di martedì e la mattinata di mercoledì, quando <strong>il maltempo coinvolgerà gran parte della regione</strong>, con <strong>piogge diffuse e locali temporali</strong>, più probabili tra il Subappennino Dauno e le Murge. </p><p>Successivamente, nel corso della giornata, si assisterà a un miglioramento deciso, favorito dal <strong>rinforzo dei venti di maestrale</strong>, che potranno raggiungere raffiche anche di <strong>40-50 km/h</strong>.</p><p>Saranno proprio queste correnti settentrionali a determinare un <strong>sensibile calo delle temperature</strong>, che diventerà evidente nella giornata di giovedì. Nonostante il ritorno del sole, <strong>le massime difficilmente supereranno i 16-17°C</strong>, segnando una diminuzione anche di quasi <strong>10°C rispetto ai giorni precedenti</strong> e riportando il clima su valori decisamente più freschi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764532" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambiamenti-meteo-in-italia-la-prossima-settimana-dalla-stabilita-del-weekend-ad-aria-piu-fredda-e-instabile.html" title="Cambiamenti meteo in Italia la prossima settimana: in arrivo aria più fredda, tornano i temporali da Nord a Sud">Cambiamenti meteo in Italia la prossima settimana: in arrivo aria più fredda, tornano i temporali da Nord a Sud</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambiamenti-meteo-in-italia-la-prossima-settimana-dalla-stabilita-del-weekend-ad-aria-piu-fredda-e-instabile.html" title="Cambiamenti meteo in Italia la prossima settimana: in arrivo aria più fredda, tornano i temporali da Nord a Sud"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamenti-meteo-in-italia-la-prossima-settimana-dalla-stabilita-del-weekend-ad-aria-piu-fredda-e-instabile-1776506653669_320.jpeg" alt="Cambiamenti meteo in Italia la prossima settimana: in arrivo aria più fredda, tornano i temporali da Nord a Sud"></a></article></aside><p>In prospettiva, però, questa parentesi instabile sembra destinata a esaurirsi rapidamente. A ridosso del ponte del <strong>25 Aprile</strong>, infatti, si intravede una <strong>nuova espansione dell’anticiclone</strong>, che dovrebbe riportare condizioni di maggiore stabilità e un graduale aumento delle temperature, fino a valori in linea con le medie climatologiche.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br> </div><p>Resta comunque da monitorare l’evoluzione successiva: <strong>una nuova insidia perturbata potrebbe affacciarsi verso domenica 26 aprile</strong>, interessando inizialmente le regioni settentrionali e lasciando aperta la porta a ulteriori sviluppi anche sul resto del Paese.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-aria-di-matrice-artica-durante-la-settimana-con-calo-termico-e-temporali-anche-il-25-aprile-a-rischio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Internet a 10.000 metri: gli esperti del settore spiegano se il Wi-Fi sugli aerei è sicuro]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/internet-a-10-000-metri-gli-esperti-del-settore-spiegano-se-il-wi-fi-sugli-aerei-e-sicuro.html</link><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 06:49:36 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>La presenza del Wi-Fi a bordo degli aerei sta diventando sempre più comune, offrendo comodità ai passeggeri, ma sollevando al contempo importanti interrogativi sulla sicurezza dei dati e sui rischi associati alla navigazione in internet.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/internet-a-bordo-sera-o-wi-fi-dos-avioes-seguro-1776001898902.jpg" data-image="bgdlzm9xq599" alt="Wi-Fi a bordo" title="Wi-Fi a bordo"><figcaption>Il Wi-Fi di bordo ti permette di rimanere connesso durante il volo, ma devi fare molta attenzione a proteggere i tuoi dati personali ed evitare rischi per la sicurezza digitale.</figcaption></figure><p>Con la crescente disponibilità di wifi durante i voli, molti passeggeri ne approfittano per lavorare, guardare contenuti online o, semplicemente, restare connessi ai social network. Tuttavia, la domanda rimane: <strong>fino a che punto è sicuro utilizzare Internet a 10.000 metri di altitudine?</strong></p><p>Dal punto di vista tecnico, <strong>il wifi degli aerei funziona in modo simile a quello degli hotel, degli aeroporti</strong> o dei bar; vale a dire, si tratta di una rete pubblica condivisa tra decine o addirittura centinaia di utenti.</p><p>Questo significa che non è pericoloso di per sé, ma non deve nemmeno essere considerato totalmente sicuro. Curiosamente, alcuni esperti del settore sostengono che <strong>il wifi a bordo possa essere persino un po’ più sicuro rispetto a quello degli aeroporti o dei bar,</strong> a causa del numero più ridotto di utenti e, quindi, di potenziali attaccanti. Tuttavia, ciò non elimina i rischi.</p><h2>Quali sono i principali rischi?</h2><p>Nonostante la sua comodità, esistono diverse <strong>minacce associate all’uso del wifi durante il volo.</strong></p><ul><li><strong>Intercettazione dei dati: </strong>come in qualsiasi rete pubblica, gli hacker possono tentare di intercettare le comunicazioni tra l’utente e Internet, accedendo a password, email o dati bancari;</li></ul><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><span style="letter-spacing: 0.48px;">Queste reti sono allo stesso livello di altre reti pubbliche: si possono utilizzare, ma con i rischi che ciò comporta.</span><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><ul><li><strong>Reti false</strong>: uno dei rischi più comuni è la creazione di reti Wi-Fi false con nomi simili a quello della compagnia aerea. I passeggeri distratti possono connettersi a queste reti e fornire dati sensibili senza rendersene conto.</li></ul><ul><li><strong><em></em>Malware e virus</strong>: collegandosi a una rete compromessa, il dispositivo può essere esposto a software dannoso, che può rubare informazioni o danneggiare il sistema.</li></ul><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"> ¿Usando una red Wi-Fi pública gratuita?<br><br>️ Mucha precaución: no son seguras.<br><br> Evita consultar el banco o realizar compras online a través de ellas.<br><br> Las conexiones abiertas pueden ser interceptadas con facilidad para robar tu información.<br><br> Para cualquier operación <a href="https://t.co/1kzFlPEPZl">pic.twitter.com/1kzFlPEPZl</a></p>— Guardia Civil (@guardiacivil) <a href="https://twitter.com/guardiacivil/status/2043011193703682095?ref_src=twsrc%5Etfw">April 11, 2026</a></blockquote></figure><ul><li><strong>Mancanza di una crittografia solida:</strong> è possibile che alcune reti a bordo non dispongano di una crittografia robusta, il che facilita il monitoraggio del traffico da parte di terzi.</li></ul><h2>Ci sono motivi per stare tranquilli?</h2><p>Nonostante questi rischi, è importante chiarire <strong>un punto fondamentale: la rete wifi per i passeggeri è separata dai sistemi critici dell’aereo.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/internet-a-bordo-sera-o-wi-fi-dos-avioes-seguro-1776001951923.jpg" data-image="t9zi82laxkgz"><figcaption>La connessione a Internet durante il volo offre comodità ai passeggeri, ma è fondamentale seguire buone pratiche di sicurezza online.</figcaption></figure><p>In altre parole, anche se si verifica una falla di sicurezza, <strong>ciò non compromette il funzionamento dell’aeromobile.</strong></p><p>Inoltre, le compagnie aeree e i fornitori di Internet a bordo <strong>implementano diverse misure di sicurezza</strong>, anche se la loro efficacia non è sempre evidente per l’utente medio.</p><h2>Come usare il wifi in aereo in modo sicuro</h2><p>La buona notizia è che <strong>è possibile ridurre notevolmente i rischi </strong>con alcune semplici pratiche:</p><ul><li><strong>Conferma la rete ufficiale </strong>con l’equipaggio prima di connetterti e utilizza connessioni sicure; evita di effettuare operazioni delicate, come accedere ai conti bancari.</li></ul><ul><li><strong>Disattiva la condivisione dei file</strong> e i collegamenti automatici, e utilizza una VPN che cifri i dati.</li></ul><ul><li><strong>Mantieni il dispositivo aggiornato con antivirus e software recenti;</strong> inoltre, è consigliabile “dimenticare” la rete dopo il volo per evitare connessioni automatiche in futuro.</li></ul><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="736685" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/fine-della-modalita-aereo-l-esa-realizza-una-connessione-internet-ad-alta-velocita-continua-in-volo.html" title="Fine della “modalità aereo”: l’ESA realizza una connessione internet ad alta velocità continua in volo">Fine della “modalità aereo”: l’ESA realizza una connessione internet ad alta velocità continua in volo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/fine-della-modalita-aereo-l-esa-realizza-una-connessione-internet-ad-alta-velocita-continua-in-volo.html" title="Fine della “modalità aereo”: l’ESA realizza una connessione internet ad alta velocità continua in volo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/asi-sera-volar-desde-2028-con-internet-sin-cortes-1761648265981_320.jpeg" alt="Fine della “modalità aereo”: l’ESA realizza una connessione internet ad alta velocità continua in volo"></a></article></aside><p>Pertanto, <strong>come qualsiasi rete pubblica, richiede prudenza e consapevolezza dei rischi.</strong> Il vero pericolo non risiede tanto nella tecnologia in sé, quanto nel modo in cui la utilizziamo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/internet-a-10-000-metri-gli-esperti-del-settore-spiegano-se-il-wi-fi-sugli-aerei-e-sicuro.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 5 asteroidi potrebbero impattare la Terra entro questo secolo: gli astronomi rivelano quando potrebbe accadere]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/fino-a-cinque-asteroidi-potrebbero-impattare-la-terra-entro-questo-secolo-gli-astronomi-rivelano-quando-potrebbe-accade.html</link><pubDate>Mon, 20 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Gli esperti mettono in guardia da possibili impatti di asteroidi entro il 2100. Non saranno giganti, ma saranno abbastanza grandi da causare danni locali e interferire con i satelliti essenziali per la vita quotidiana.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cinco-asteroides-amenazan-la-tierra-este-siglo-que-que-podria-pasar-segun-los-cientificos-1775634968945.jpeg" data-image="tfr7nvt2o1uo" alt="asteroide" title="asteroide"><figcaption>Gli scienziati avvertono che fino a cinque asteroidi, delle dimensioni di un edificio di 15 piani, potrebbero impattare sulla Terra entro la fine del XXI secolo.</figcaption></figure><p>L’idea di un asteroide diretto verso la Terra tende a ricordarci alcuni spettacolari film cinematografici. Tuttavia, la realtà scientifica delinea uno scenario molto diverso, più discreto ma ugualmente rilevante.<strong> Non stiamo parlando di rocce gigantesche capaci di cancellare continenti, bensì di corpi più modesti, sebbene</strong> <strong>molto più frequenti di quanto si potesse pensare.</strong></p><p>Negli ultimi studi astronomici, gli specialisti della difesa planetaria hanno avanzato una previsione piuttosto inquietante: <strong>fino a cinque oggetti di dimensioni considerevoli potrebbero incrociare il nostro pianeta durante questo secolo</strong>. Anche se non causerebbero un collasso a livello globale, potrebbero generare problemi gravi in alcune aree specifiche e nell’ambiente spaziale.</p><h2>Asteroidi del XXI secolo: dimensioni e perché preoccupano</h2><p>Questi corpi, noti come <strong>asteroidi di scala decametrica</strong>, misurano solitamente diverse decine di metri. È il caso dell’asteroide 2024 YR4, scoperto poco più di un anno fa, con una dimensione stimata tra i 53 e i 67 metri. Per dare un’idea, avrebbe l’altezza di un edificio di quindici piani. Queste rocce spaziali non sono paragonabili agli asteroidi giganti di diversi chilometri, ma la loro frequenza è molto più elevata.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"> <p lang="es" dir="ltr">Has oído hablar del asteroide 2024 YR4 y nosotros hemos escuchado tus preguntas ¿Cuáles son las probabilidades de que impacte la Tierra? ¿Por qué estas cambian? ¿Deberías preocuparte? (Spoiler: No)<br>Conoce más de la mano de un experto de <a href="https://twitter.com/NASAJPL?ref_src=twsrc%5Etfw">@NASAJPL</a>.<br>+ info: <a href="https://t.co/Vhfx2MUZFz">https://t.co/Vhfx2MUZFz</a></p> </blockquote></figure><p>A differenza dei grandi impatti, che si verificano a intervalli di milioni di anni, <strong>questi oggetti compaiono nell’ambiente terrestre con molta più regolarità</strong>. Infatti, gli esperti stimano che colpiscano il sistema Terra-Luna ogni poche decine di anni, anche se spesso passano inosservati.</p><p>Le loro dimensioni ridotte non li rendono innocui. In caso di ingresso nell’atmosfera sopra una città, <strong>un asteroide di questo tipo potrebbe liberare un’energia equivalente a diversi megatoni</strong>. Questo basterebbe a causare danni importanti alle infrastrutture e a generare onde d’urto significative.</p><h2>Impatto degli asteroidi: conseguenze reali oltre il cinema</h2><p>Quando si verifica un evento di questo tipo, non sempre l’oggetto raggiunge il suolo. <strong>Molti di questi corpi esplodono in aria, generando quella che è nota come esplosione atmosferica</strong>. Tuttavia, l’effetto può essere percepito a chilometri di distanza, provocando vibrazioni capaci di scuotere edifici.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/cinco-asteroides-amenazan-la-tierra-este-siglo-que-que-podria-pasar-segun-los-cientificos-1775635082841.jpeg" alt="asteroide" title="asteroide"> <figcaption>Individuare gli asteroidi non è semplice. Le loro dimensioni ridotte fanno sì che riflettano poca luce, rendendo difficile l’osservazione dalla Terra.</figcaption> </figure><p>Oltre all’impatto diretto, esiste un’altra crescente preoccupazione: lo spazio vicino alla Terra. <strong>Un evento di una certa entità potrebbe compromettere i satelliti</strong>, fondamentali per comunicazioni, navigazione e servizi digitali. Ciò avrebbe ripercussioni immediate sulla vita quotidiana.</p><p>In scenari estremi, gli scienziati considerano la possibilità della formazione di una cascata di frammenti in orbita. <strong>Questo fenomeno potrebbe moltiplicare i detriti spaziali e rendere difficile per anni l’accesso allo spazio</strong>. Non causerebbe un blackout totale, ma rappresenterebbe comunque un serio problema tecnologico.</p><h2>Rilevamento degli asteroidi: la grande sfida scientifica</h2><p>Individuare questi oggetti non è semplice.<strong> Le loro piccole dimensioni fanno sì che riflettano poca luce, complicandone l’osservazione dalla Terra</strong>. I telescopi tradizionali, infatti, faticano a rilevarli con sufficiente anticipo.</p><p>Alcuni strumenti spaziali offrono risultati migliori, potendo operare in condizioni più favorevoli. Tuttavia, il loro utilizzo è molto limitato a causa dell’elevata richiesta di tempo di osservazione, <strong>il che impedisce un monitoraggio costante.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"> <p lang="en" dir="ltr">That purple line is a big asteroid called 2024-YR4.<br>For a while we thought it might hit Earth (we're the dark blue orbit). Then we thought it might hit the Moon.<br>But @NASAWebb & @esa tracked it closely and confirmed it will miss in 2032.</p> </blockquote></figure><p>Per migliorare questa situazione, si stanno sviluppando nuovi sistemi combinati. L’obiettivo è unire telescopi capaci di individuare questi oggetti con altri progettati per seguirne la traiettoria con precisione. Inoltre, vengono introdotti <strong>metodi di analisi che permettono di filtrare errori e confermare rilevamenti reali</strong>.</p><h2>Cinque asteroidi potrebbero colpire la Terra: quando e cosa si sa</h2><p>I calcoli attuali indicano una possibilità concreta: fino a cinque asteroidi di questo tipo potrebbero dirigersi verso la Terra entro la fine del secolo. Non si tratta di una certezza assoluta, ma <strong>di una previsione basata su diversi modelli osservativi</strong>.</p><p>Tra gli esempi più recenti spicca l’asteroide <strong>2024 YR4</strong>, <strong>con dimensioni paragonabili a un grande edificio, anche se il suo impatto sulla Terra nel 2032 è stato escluso</strong>. Questo tipo di oggetti consente di comprendere meglio i possibili impatti futuri e i loro effetti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764177" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-esa-si-sta-preparando-a-lanciare-una-sonda-verso-un-asteroide-che-passera-vicino-alla-terra-nell-aprile-del.html" title="L'ESA si sta preparando a lanciare una sonda verso un asteroide che passerà vicino alla Terra nell'aprile del 2029">L'ESA si sta preparando a lanciare una sonda verso un asteroide che passerà vicino alla Terra nell'aprile del 2029</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-esa-si-sta-preparando-a-lanciare-una-sonda-verso-un-asteroide-che-passera-vicino-alla-terra-nell-aprile-del.html" title="L'ESA si sta preparando a lanciare una sonda verso un asteroide che passerà vicino alla Terra nell'aprile del 2029"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/incroyable-l-europe-va-lancer-une-sonde-sur-un-asteroide-qui-frolera-la-terre-dans-3-ans-1775078153336_320.jpeg" alt="L'ESA si sta preparando a lanciare una sonda verso un asteroide che passerà vicino alla Terra nell'aprile del 2029"></a></article></aside><p>I ricercatori ritengono che nei prossimi anni verranno identificati diversi corpi con traiettorie potenzialmente pericolose. <strong>Alcuni potrebbero avvicinarsi abbastanza da richiedere un monitoraggio costante</strong>. Tuttavia, non esiste ancora un protocollo internazionale chiaro per affrontare una minaccia confermata. L’unica certezza è che le soluzioni cinematografiche non fanno parte dei piani reali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/fino-a-cinque-asteroidi-potrebbero-impattare-la-terra-entro-questo-secolo-gli-astronomi-rivelano-quando-potrebbe-accade.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come la povertà energetica sta danneggiando i paesi a basso reddito e quali sono le possibili soluzioni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-la-poverta-energetica-sta-danneggiando-i-paesi-a-basso-reddito-e-quali-sono-le-possibili-soluzioni.html</link><pubDate>Sun, 19 Apr 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Un rapporto del 2026 di The Lancet evidenzia come la disuguaglianza energetica danneggia e frena lo sviluppo, soprattutto nei paesi poveri. La soluzione è nella transizione green </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-la-poverta-energetica-sta-danneggiando-i-paesi-a-basso-reddito-e-quali-sono-le-possibili-soluzioni-1776254564689.jpg" data-image="aj667iwd0ejs" alt="Povertà energetica" title="Povertà energetica"><figcaption>Una donna in un villaggio africano, con un pannello fotovoltaico portatile</figcaption></figure><p>Dall’energia elettrica dipende la vita di <strong>miliardi di persone</strong>, praticamente sotto ogni aspetto: dalle cucine e dal riscaldamento delle case, al funzionamento degli ospedali.</p><p>Quando accedere all’energia pulita è difficile, <strong>ci si ammala di più</strong> e ci si cura di meno, ne risultano condizioni di <strong>disuguaglianza </strong>pari a quelle generate dalla povertà economica. </p><p>Una relazione pubblicata ad aprile 2026 su <strong>The Lancet</strong> esplora la condizione dei paesi a basso e medio reddito, dove sono più frequenti le malattie collegate alla mancanza di energia elettrica, in particolare da <strong>fonti rinnovabili</strong>, e dove cresce anche la disoccupazione per la difficoltà nell'alimentare le industrie.</p><h2>Cos’è la povertà energetica </h2><div class="texto-destacado">La povertà energetica è un concetto ben definito dalle Nazioni Unite come "l'assenza di sufficiente scelta nell'accesso a servizi energetici adeguati, accessibili, affidabili, di alta qualità, sicuri e rispettosi dell'ambiente, a sostegno dello sviluppo economico e umano". </div><p>Gli ostacoli allo sviluppo in questo senso sono quasi sempre di tipo <strong>politico </strong>prima ancora che <strong>economico</strong>. Accordi preesistenti per l’estrazione di <strong>carbone, petrolio e gas</strong>, ad esempio, impediscono la transizione ecologica anche dove questa sarebbe possibile in maniera relativamente semplice.</p><p>Nemmeno le <strong>guerre </strong>degli ultimi anni sono riuscite ad apportare cambiamenti significativi, nonostante siano la causa di continui aumenti del costo dell’energia proveniente da <strong>combustibili fossili</strong> anche nei paesi più avvantaggiati.</p><h2>I pericoli della povertà energetica</h2><p> Secondo il rapporto di The Lancet una delle conseguenze più disastrose della povertà energetica si può osservare nell’aumento di malattie respiratorie, tumori e quindi di <strong>decessi</strong>. </p><p>I dati degli ultimi anni dicono che l’utilizzo dei combustibili fossili nei paesi a basso e medio reddito causa un tasso di inquinamento troppo alto che nel 2023, ad esempio, ha causato più di <strong>quattro milioni</strong> di morti e <strong>centoundici milioni</strong> di malati. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="752590" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/energia-pulita-in-arrivo-in-italia-come-l-idrogeno-verde-puo-influire-su-clima-e-sviluppo.html" title="Energia pulita in arrivo in Italia: come l’idrogeno verde può influire su clima e sviluppo">Energia pulita in arrivo in Italia: come l’idrogeno verde può influire su clima e sviluppo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/energia-pulita-in-arrivo-in-italia-come-l-idrogeno-verde-puo-influire-su-clima-e-sviluppo.html" title="Energia pulita in arrivo in Italia: come l’idrogeno verde può influire su clima e sviluppo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/energia-pulita-in-arrivo-in-italia-come-l-idrogeno-verde-puo-influire-su-clima-ed-altro-1770228783307_320.jpg" alt="Energia pulita in arrivo in Italia: come l’idrogeno verde può influire su clima e sviluppo"></a></article></aside><p>A questi vanno aggiunte le vittime dell’inquinamento da combustibili solidi come sterco e rifiuti, che contano quasi tre milioni di morti e centocinque di nuovi malati.</p><p>Il problema è globale, ma particolarmente sentito nell’<strong>Africa subsahariana </strong>e nel<strong> sud dell’Asia.</strong></p><h2>Lo stretto legame tra clima e salute</h2><p>Agli effetti negativi della disuguaglianza energetica si uniscono i <strong>cambiamenti climatici</strong>, che li amplificano, e che dipendono anch’essi in larga percentuale dall’utilizzo di combustibili fossili. </p><p>Nel primo quarto del XXI secolo la mortalità legata al clima è aumentata del <strong>63,2% </strong>nelle persone con più di 65 anni mentre le malattie causate da una maggiore diffusione di insetti tropicali, che prosperano al caldo, sono aumentate del <strong>49%.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="738084" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/secondo-uno-studio-la-mancanza-di-azione-sul-cambiamento-climatico-costa-una-vita-al-minuto-a-causa-del-caldo-eccessivo.html" title="Secondo uno studio la mancanza di azione sul cambiamento climatico costa una vita al minuto a causa del caldo eccessivo">Secondo uno studio la mancanza di azione sul cambiamento climatico costa una vita al minuto a causa del caldo eccessivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/secondo-uno-studio-la-mancanza-di-azione-sul-cambiamento-climatico-costa-una-vita-al-minuto-a-causa-del-caldo-eccessivo.html" title="Secondo uno studio la mancanza di azione sul cambiamento climatico costa una vita al minuto a causa del caldo eccessivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/new-study-says-lack-of-action-on-climate-change-is-costing-a-life-a-minute-from-excessive-heat-1762353549635_320.jpeg" alt="Secondo uno studio la mancanza di azione sul cambiamento climatico costa una vita al minuto a causa del caldo eccessivo"></a></article></aside><p>Dalla <strong>malnutrizione </strong>dei bambini alla <strong>depressione </strong>negli anziani nelle aree urbane, l’impossibilità di utilizzare fonti di energia pulita è collegata in modo più o meno diretto ad un numero enorme di patologie.</p><h2>L'impatto sociale dell'errato utilizzo delle risorse</h2><p>Nei paesi a basso e medio reddito esistono spesso infrastrutture per l’estrazione delle risorse, che però non solo sono molto inquinanti, ma vengono portate all’estero.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-la-poverta-energetica-sta-danneggiando-i-paesi-a-basso-reddito-e-quali-sono-le-possibili-soluzioni-1776254627508.jpg" data-image="hae9ftnw4us9" alt="Disuguaglianza energetica" title="Disuguaglianza energetica"><figcaption>Sito per l'estrazione di carbone in Sud Africa</figcaption></figure><p>Alla popolazione locale non resta che fare affidamento per lo più alle <strong>biomasse</strong> come legna, sterco, rifiuti di origine agricola. L'impatto è anche <strong>sociale, </strong>oltre che sanitario. Nei paesi più poveri la ricerca di queste fonti di energia è spesso affidata ai <strong>bambini</strong>, che quindi non vanno a scuola.</p><p>Per questo l’obiettivo principale nei prossimi <strong>venticinque anni</strong> è raggiungere zero emissioni, abbandonando progressivamente gas, petrolio, carbone e biomasse e passando alle energie pulite, con ricadute positive anche per <strong>l’economia</strong>. </p><h2>Alcuni possibili effetti della transizione energetica</h2><p>Anche osservando solo l’aspetto <strong>economico </strong>l’esempio più emblematico del perché la transizione green è necessaria arriva dall’Africa. </p><p>Ovunque nel mondo l'utilizzo di energia a basso impatto ambientale sarebbe vantaggioso, ma qui la situazione è ancora una volta paradossale, perché solo il <strong>3%</strong> dell’elettricità utilizzata nel continente proviene dall’energia solare, ma la risorsa sarebbe praticamente infinita.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="751917" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-macchina-che-riuscira-a-imitare-il-sole-la-svolta-che-ci-avvicina-all-energia-pulita-definitiva.html" title="La macchina che riesce ad imitare il Sole: la svolta che ci avvicina all'energia pulita definitiva">La macchina che riesce ad imitare il Sole: la svolta che ci avvicina all'energia pulita definitiva</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-macchina-che-riuscira-a-imitare-il-sole-la-svolta-che-ci-avvicina-all-energia-pulita-definitiva.html" title="La macchina che riesce ad imitare il Sole: la svolta che ci avvicina all'energia pulita definitiva"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-macchina-che-riuscira-a-imitare-il-sole-la-svolta-che-ci-avvicina-all-energia-pulita-definitiva-1769877871772_320.jpeg" alt="La macchina che riesce ad imitare il Sole: la svolta che ci avvicina all'energia pulita definitiva"></a></article></aside><p>La <strong>spesa </strong>per installare i pannelli solari, inoltre, potrebbe ammortizzarsi nel giro di soli <strong>sei mesi. </strong></p><p>Il 2025, comunque, ha già segnato una <strong>piccola svolta positiva</strong>, con un aumento dell’acquisto dei pannelli solari provenienti dalla Cina, mentre anche le ONG cercano di dotare anche i villaggi remoti di celle solari.</p><h3><em><strong>Fonte:</strong></em></h3><p><em>Laura H Kwong - <a href="https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X(25)00526-1/fulltext">Powering health with energy in low-income and middle-income countries.</a> The Lancet (2026)</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-la-poverta-energetica-sta-danneggiando-i-paesi-a-basso-reddito-e-quali-sono-le-possibili-soluzioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il misterioso fenomeno delle sfere luminose che volano sopra i vulcani: UFO o fenomeno naturale?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-misterioso-fenomeno-delle-sfere-luminose-che-volano-sopra-i-vulcani-ufo-o-fenomeno-naturale.html</link><pubDate>Sun, 19 Apr 2026 12:03:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La comunità scientifica riconosce ormai in larga parte il fenomeno, osservato in vari vulcani del mondo. Ma di cosa si tratta? Ecco le risposte della scienza.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-misterioso-fenomeno-delle-sfere-luminose-che-volano-sopra-i-vulcani-ufo-o-fenomeno-naturale-1775234828255.jpg" data-image="a6cotswg0vqu" alt="Vulcani, Terra." title="Vulcani, Terra."><figcaption>Questo fenomeno da anni affascina scienziati e appassionati di ufologia da tutto il mondo. </figcaption></figure><p>Quello delle <strong>sfere luminose,</strong> o <strong>palle di luce,</strong> è un fenomeno ancora misterioso avvistato vicino ai crateri di diversi vulcani, un po’ in tutto il mondo, dall’America all’Asia. C’è chi li attribuisce addirittura agli ufo, mentre la scienza moderna, da oltre un decennio, li studia, <strong>associandoli a fenomeni atmosferici ancora sconosciuti. </strong></p><p>Per diversi scienziati non si tratta né di <strong>UFO</strong> o fenomeni paranormali, <strong>ma di un effetto elettromagnetico naturale legato allo stress tettonico e all’attività vulcanica.</strong></p><h2><strong>Le particolarità di questo fenomeno misterioso</strong></h2><p>Queste luci appaiono come sfere o globi luminosi, di colore bianco o giallastro, che fluttuano, si muovono lentamente o salgono in cielo, a volte emettendo dei bagliori diffusi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-misterioso-fenomeno-delle-sfere-luminose-che-volano-sopra-i-vulcani-ufo-o-fenomeno-naturale-1775235075026.jpg" data-image="mev4r466nqwr" alt="Vulcani, sfere di luci." title="Vulcani, sfere di luci."><figcaption>Queste cariche si accumulano soprattutto vicino i vulcani, sopra faglie verticali (comuni in molti vulcani attivi), spiegando perché le sfere appaiono proprio lì. </figcaption></figure><p>Non durano a lungo (da pochi secondi a minuti) e non sembrano neppure collegate direttamente alla lava incandescente, ma all’attività geofisica sotterranea.</p><h2><strong>Cosa dice la scienza moderna?</strong></h2><p>La comunità scientifica riconosce ormai in larga parte il fenomeno, osservato in vari vulcani del mondo. Al momento, fra le tante ipotesi in campo, quella ritenuta più plausibile guarda alle caratteristiche delle rocce presenti vicino i vulcani.</p><p>La prima ipotizza che le rocce vulcaniche contengono quarzo. Quando il magma in risalita o lo stress tettonico le comprime o le frattura, il quarzo genera campi elettrici intensi (come una pila naturale). </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Queste cariche possono ionizzare l’aria vicino alla superficie, creando brevi scariche luminose o plasmi che appaiono come sfere fluttuanti.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Sotto stress estremo, certi minerali (come nella riolite, dolomite o rocce ignee tipiche dei vulcani) rilasciano delle cariche positive. Queste cariche si muovono verso la superficie attraverso fratture o faglie. Una volta in aria, ionizzano l’ossigeno e creano <strong>piccoli volumi di plasma che emettono luce visibile.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760795" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-parco-vulcanico-piu-affascinante-del-pianeta-si-trova-alle-hawaii-tutto-quello-che-devi-sapere-prima-di-visitarlo.html" title="Il parco vulcanico più affascinante del pianeta si trova alle Hawaii: tutto quello che devi sapere prima di visitarlo">Il parco vulcanico più affascinante del pianeta si trova alle Hawaii: tutto quello che devi sapere prima di visitarlo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-parco-vulcanico-piu-affascinante-del-pianeta-si-trova-alle-hawaii-tutto-quello-che-devi-sapere-prima-di-visitarlo.html" title="Il parco vulcanico più affascinante del pianeta si trova alle Hawaii: tutto quello che devi sapere prima di visitarlo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-parque-volcanico-mas-fascinante-del-planeta-esta-en-hawaii-todo-lo-que-necesitas-saber-antes-de-visitarlo-1774433409848_320.jpeg" alt="Il parco vulcanico più affascinante del pianeta si trova alle Hawaii: tutto quello che devi sapere prima di visitarlo"></a></article></aside><p>Come un fulmine a bassa quota senza tuono, spesso di forma sferica dato che il plasma tende a formare globi stabili per qualche istante.</p><h2><strong>Perché vengono spesso scambiati per UFO?</strong></h2><p>Molti video di sfere che escono dal vulcano (Etna, Popocatépetl) circolano online. La scienza spiega che alcune sono davvero luci telluriche, <strong>altre possono essere effetti ottici.</strong></p><p>Studi su campi elettromagnetici generati da queste luci mostrano che possono influenzare il cervello umano, creando delle allucinazioni o sensazioni strane, ma restano fenomeni naturali al 100%.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-misterioso-fenomeno-delle-sfere-luminose-che-volano-sopra-i-vulcani-ufo-o-fenomeno-naturale-1775234991201.jpg" data-image="638fei2ydk34" alt="Vulcani." title="Vulcani."><figcaption>Molti video di sfere che escono dal vulcano (Etna, Popocatépetl) circolano online. La scienza spiega che alcune sono davvero sfere di luci, altre possono essere effetti ottici. </figcaption></figure><p>Queste cariche si accumulano soprattutto vicino i vulcani, sopra faglie verticali (comuni in molti vulcani attivi), spiegando perché le sfere appaiono proprio lì. Non richiedono un terremoto o eruzione in corso, <strong>ma bastano movimenti lenti del magma o tensioni accumulate.</strong></p><h2><strong>Si tratta di un fenomeno naturale?</strong></h2><p>Oggi, possiamo dire, che la scienza considera quello delle sfere luminose un fenomeno naturale, molto raro, di difficile riproduzione in laboratorio. In questo caso non si tratterebbe di alieni, o visitatori da altri mondi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758757" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-vulcani-di-fango-in-sicilia-rivelano-un-fenomeno-inaspettato-geyser-freddi-e-gas-naturale-nascosto.html" title="I vulcani di fango in Sicilia rivelano un fenomeno inaspettato: “geyser freddi” e gas naturale nascosto">I vulcani di fango in Sicilia rivelano un fenomeno inaspettato: “geyser freddi” e gas naturale nascosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-vulcani-di-fango-in-sicilia-rivelano-un-fenomeno-inaspettato-geyser-freddi-e-gas-naturale-nascosto.html" title="I vulcani di fango in Sicilia rivelano un fenomeno inaspettato: “geyser freddi” e gas naturale nascosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-vulcani-di-fango-in-sicilia-rivelano-un-fenomeno-inaspettato-geyser-freddi-e-gas-naturale-nascosto-1773653650456_320.jpeg" alt="I vulcani di fango in Sicilia rivelano un fenomeno inaspettato: “geyser freddi” e gas naturale nascosto"></a></article></aside><p>Ma si tratta di un fenomeno prodotto dalla Terra stessa che scarica energia elettrica nell’atmosfera, creando queste bellissime sfere luminose. Gli osservatori vulcanologici e sismologi le monitorano proprio perché possono essere un segnale indiretto di attività tettonica in corso.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-misterioso-fenomeno-delle-sfere-luminose-che-volano-sopra-i-vulcani-ufo-o-fenomeno-naturale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Qualità dell’aria, dati incoraggianti in Italia: valori stabili nel 2025, ma ci sono ancora criticità]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/qualita-dell-aria-dati-incoraggianti-in-italia-valori-stabili-nel-2025-ma-ci-sono-ancora-criticita.html</link><pubDate>Sun, 19 Apr 2026 10:07:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Sono stati rispettati i valori limite per PM10 e PM2,5 su quasi tutto il territorio, anche se permangono situazioni di superamento in diverse zone. Si riduce il biossido di azoto. Ecco il quadro della qualità dell'aria nel 2025 in Italia.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/qualita-dell-aria-1776346055046.jpeg" data-image="8c50naadpqpe"><figcaption>Qualità dell'aria, dati stabili in Italia nel 2025 ma ancora criticità in certe zone. Il rapporto ISPRA.</figcaption></figure><p>L’informativa annuale di SNPA-Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente offre il <strong>quadro nazionale relativo alla qualità dell’aria nell’anno appena trascorso, il 2025. </strong>Un rapporto sintetico elaborato ogni anno dagli esperti di ISPRA e delle Agenzie ambientali di Regioni e Province autonome, che riassume i dati rilevati dalle stazioni di monitoraggio presenti su tutto il territorio nazionale.</p><p>Da questo rapporto emergono dati incoraggianti. <strong>Sono stati infatti rispettati i valori limite per</strong> <strong>PM10 e PM2,5</strong> su quasi tutto il territorio, anche se permangono situazioni di superamento in diverse zone. <strong> </strong></p><h2><strong>Dati stabili nel 2025 ma ci sono anche situazioni di criticità</strong></h2><p> <strong>Sono stati infatti rispettati i valori limite per</strong> <strong>PM10 e PM2,5</strong> su quasi tutto il territorio, anche se permangono situazioni di superamento in diverse zone. <strong>Si riduce il biossido di azoto,</strong> ma il caldo estremo e l'assenza di precipitazioni<br> non migliorano la situazione dell’ozono in estate. <strong>La nuova Direttiva <br>europea impone limiti più stringenti da raggiungere entro il 1° gennaio <br>2030, per i quali si rendono necessarie strategie aggiuntive. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763680" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/marzo-2026-tra-i-piu-caldi-di-sempre-temperature-quasi-record-di-aria-e-oceani-e-ghiacci-in-calo-secondo-copernicus.html" title="Clima globale: marzo 2026 tra i più caldi mai registrati secondo Copernicus">Clima globale: marzo 2026 tra i più caldi mai registrati secondo Copernicus</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/marzo-2026-tra-i-piu-caldi-di-sempre-temperature-quasi-record-di-aria-e-oceani-e-ghiacci-in-calo-secondo-copernicus.html" title="Clima globale: marzo 2026 tra i più caldi mai registrati secondo Copernicus"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/marzo-2026-tra-i-piu-caldi-di-sempre-temperature-quasi-record-di-aria-e-oceani-e-ghiacci-in-calo-secondo-copernicus-1776069116802_320.png" alt="Clima globale: marzo 2026 tra i più caldi mai registrati secondo Copernicus"></a></article></aside><p>Nel rapporto si registra il <strong>rispetto del valore limite annuale (40 μg/m³ – microgrammi per metro cubo) del PM10 i</strong>n tutte le regioni; nel 92% delle stazioni è rispettato anche il valore limite giornaliero (50 μg/m³ per la media giornaliera, da non superare per più di 35 giorni in un anno). </p><h3>Le criticità, dalla Pianura Padana a certe aree del centro-sud</h3><p>Criticità in diverse zone del Paese: <strong>nel bacino padano, nell’agglomerato Napoli-Caserta, nella zona della Valle del Sacco</strong> (in provincia di Frosinone). Isolati casi di violazione sono stati registrati anche nella pianura venafrana (in provincia di Isernia) e a Palermo. In generale, l’analisi statistica del decennio 2015-2024 mostra una decrescita significativa nel primo quinquennio e poi una situazione di stabilità.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> In generale, l’analisi statistica del decennio 2015-2024 mostra una decrescita significativa nel primo quinquennio e poi una situazione di stabilità. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Occorre considerare che i <strong>periodi di stagnazione atmosferica invernali (inversione termica a bassa quota, alta pressione livellata, assenza di precipitazioni, vento molto debole o assente)</strong> in alcune delle aree del Paese solitamente più critiche, sono stati frequenti e intensi nell’anno appena trascorso favorendo in diversi giorni il superamento della soglia prevista per il valore limite giornaliero di 50 μg/m³.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750417" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anatomia-di-un-laboratorio-atmosferico-perche-la-pianura-padana-fabbrica-l-inquinamento.html" title="Anatomia di un laboratorio atmosferico: perché la Pianura Padana 'fabbrica' l'inquinamento">Anatomia di un laboratorio atmosferico: perché la Pianura Padana "fabbrica" l'inquinamento</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anatomia-di-un-laboratorio-atmosferico-perche-la-pianura-padana-fabbrica-l-inquinamento.html" title="Anatomia di un laboratorio atmosferico: perché la Pianura Padana 'fabbrica' l'inquinamento"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/anatomia-di-un-laboratorio-atmosferico-perche-la-pianura-padana-fabbrica-l-inquinamento-1769083884931_320.jpg" alt="Anatomia di un laboratorio atmosferico: perché la Pianura Padana 'fabbrica' l'inquinamento"></a></article></aside><p>Come noto, ai superamenti giornalieri possono contribuire, in taluni casi, fenomeni naturali come gli eventi di intrusione al suolo di polveri provenienti dalle aree desertiche del Nord Africa, del Medio Oriente e della depressione caspica. </p><p>La valutazione della frequenza e dell’intensità di questi fenomeni e quindi del contributo al numero di giorni di superamento per alcune regioni è attualmente in corso e sarà descritta nelle relazioni annuali sulla qualità dell’aria predisposte dalle Arpa/Appa maggiormente interessate nei prossimi mesi.</p><h2>Altri dati</h2><p>Il valore limite annuale del <strong>PM2,5</strong> (25 μg/m³) è rispettato su quasi tutto il territorio nazionale. Per questo inquinante si osserva una riduzione media di circa il 14% dei livelli annuali registrati nel 2025 rispetto alla media del decennio 2015-2024.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756870" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-nostro-modello-lancia-l-allerta-aria-irrespirabile-picchi-di-pm10-a-100-g-m-in-pianura-padana.html" title="Il meteorologo lancia l’allerta per la Pianura Padana: tra poco aria irrespirabile, picchi di PM10 a 100 µg/m³">Il meteorologo lancia l’allerta per la Pianura Padana: tra poco aria irrespirabile, picchi di PM10 a 100 µg/m³</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-nostro-modello-lancia-l-allerta-aria-irrespirabile-picchi-di-pm10-a-100-g-m-in-pianura-padana.html" title="Il meteorologo lancia l’allerta per la Pianura Padana: tra poco aria irrespirabile, picchi di PM10 a 100 µg/m³"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-nostro-modello-lancia-l-allerta-aria-irrespirabile-picchi-di-pm10-a-100-g-m-in-pianura-padana-1772498571126_320.png" alt="Il meteorologo lancia l’allerta per la Pianura Padana: tra poco aria irrespirabile, picchi di PM10 a 100 µg/m³"></a></article></aside><p>Anche il valore limite annuale del <strong>biossido di azoto</strong> è rispettato nella larga maggioranza delle stazioni di monitoraggio (99%), sebbene sia da registrare il superamento in un numero limitato di stazioni, localizzate in grandi aree urbane in prossimità di importanti arterie stradali, nell’agglomerato di Milano, a Genova, Napoli, Catania e Palermo. Il valore limite orario è invece rispettato ovunque.</p><p>I primi dati sembrano confermare l’andamento osservato nel periodo 2015-2024, con una riduzione marcata e progressiva per il biossido di azoto, estesa alla maggior parte delle stazioni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/qualita-dell-aria-dati-incoraggianti-in-italia-valori-stabili-nel-2025-ma-ci-sono-ancora-criticita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>