<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Fri, 03 Jul 2026 19:10:20 +0000</lastBuildDate><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 19:10:20 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Il frutto che richiede pazienza per diventare buono: 5 curiosità sul sorbo domestico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-frutto-che-richiede-pazienza-per-diventare-buono-5-curiosita-sul-sorbo-domestico.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Il sorbo domestico è un albero da frutto poco conosciuto ma ricco di peculiarità. Cresce lentamente, richiede poche cure e produce frutti che maturano solo dopo la raccolta. Un esempio perfetto di come i ritmi della natura seguano tempi diversi da quelli a cui siamo abituati.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-frutto-che-richiede-pazienza-per-diventare-buono-5-curiosita-sul-sorbo-1782919783411.jpeg" data-image="l8kjxa735z4y"><figcaption>Il frutto che richiede pazienza per diventare buono: 5 curiosità sul sorbo domestico e sulla pianta che lo produce</figcaption></figure><p><strong>Il sorbo domestico (<em>Sorbus domestica</em> o <em> Cormus domestica</em>) è uno di quegli alberi da frutto che oggi si incontrano di rado</strong>, ma che per secoli hanno caratterizzato campagne, frutteti e paesaggi rurali di molte regioni europee. </p><p><strong>Appartenente alla famiglia delle Rosacee, la stessa di meli e peri, è una specie longeva</strong>, rustica e capace di adattarsi a diversi tipi di terreno, purché ben drenati. Può superare i 15 metri di altezza e offre in primavera una fioritura bianca molto ornamentale, seguita da piccoli frutti simili a minuscole mele o pere. </p><div class="texto-destacado"><strong>Oltre al valore paesaggistico, rappresenta una preziosa risorsa per la biodiversità</strong>, attirando insetti impollinatori e offrendo nutrimento a numerose specie di uccelli. </div><p><strong> Nonostante oggi sia poco coltivato</strong><strong>, il sorbo può rappresentare una scelta originale per chi desidera arricchire il giardino</strong> con un albero longevo, ornamentale e capace di produrre frutti davvero particolari. Prima di metterlo a dimora, però, è utile conoscere cinque aspetti fondamentali della sua coltivazione, insieme ad alcune peculiarità che lo rendono unico tra gli alberi da frutto. </p><h2> 1. Piantare un esemplare giovane in uno spazio ampio e assolato</h2><ol></ol><ol></ol><ol></ol><ol></ol><p><strong>Il modo migliore per iniziare la coltivazione è mettere a dimora un giovane astone acquistato in vivaio, preferibilmente durante il riposo vegetativo, tra l'autunno e la fine dell'inverno</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-frutto-che-richiede-pazienza-per-diventare-buono-5-curiosita-sul-sorbo-domestico-1782919835174.jpeg" data-image="10e9tin6arvg"><figcaption>Esemplare di sorbo domestico coltivato che ha già raggiunto la fase produttiva</figcaption></figure><p>La scelta della posizione è importante: il sorbo predilige esposizioni soleggiate e, considerando le dimensioni che può raggiungere nel tempo, necessita di uno spazio adeguato per sviluppare chioma e apparato radicale senza ostacoli.</p><h2>2. È un albero che richiede poche cure</h2><p><strong> Dopo i primi anni di crescita, il sorbo è un albero poco esigente</strong>. Tollera senza particolari problemi il freddo invernale e, grazie all'apparato radicale profondo, sopporta discretamente anche i periodi asciutti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772385" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-chiarisce-perche-dormire-sotto-un-albero-non-e-una-buona-idea.html" title="La scienza chiarisce perché dormire sotto un albero non è una buona idea">La scienza chiarisce perché dormire sotto un albero non è una buona idea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-chiarisce-perche-dormire-sotto-un-albero-non-e-una-buona-idea.html" title="La scienza chiarisce perché dormire sotto un albero non è una buona idea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-aclara-por-que-dormir-bajo-un-arbol-no-es-una-buena-idea-1780565842674_320.png" alt="La scienza chiarisce perché dormire sotto un albero non è una buona idea"></a></article></aside><p>Nei primi anni è consigliabile irrigare in caso di siccità e mantenere libera dalle infestanti l'area intorno al tronco, ma successivamente gli interventi di manutenzione diventano piuttosto limitati.</p><h2>3. Produce i primi frutti dopo 10-15 anni </h2><p><strong>Chi pianta un sorbo deve mettere in conto tempi ben diversi rispetto alla maggior parte degli altri alberi da frutto</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-frutto-che-richiede-pazienza-per-diventare-buono-5-curiosita-sul-sorbo-domestico-1782919962616.jpeg" data-image="35k3s5jxxugb"><figcaption>Produce i primi frutti dopo 10-15 anni </figcaption></figure><p>La produzione, infatti, inizia generalmente dopo 10-15 anni dalla messa a dimora, talvolta anche più tardi in funzione delle condizioni di crescita. È una caratteristica che oggi può sembrare insolita, ma che rende questo albero un investimento destinato a durare nel tempo, spesso per più generazioni.</p><h2>4. Potature mirate per contenere l'altezza della pianta</h2><p><strong>I</strong><strong>l sorbo tende naturalmente a sviluppare una chioma ampia e armoniosa</strong>. Per questo motivo le potature devono essere leggere e mirate, soprattutto nei primi anni, quando si definisce la struttura e la forma dell'albero. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767630" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-albero-piu-profumato-del-mondo-come-coltivarlo-in-vaso-e-reinventare-il-tuo-balcone.html" title="L'albero più profumato del mondo: come coltivarlo in vaso e reinventare il tuo balcone">L'albero più profumato del mondo: come coltivarlo in vaso e reinventare il tuo balcone</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-albero-piu-profumato-del-mondo-come-coltivarlo-in-vaso-e-reinventare-il-tuo-balcone.html" title="L'albero più profumato del mondo: come coltivarlo in vaso e reinventare il tuo balcone"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-arbol-con-mas-perfume-del-mundo-como-cultivarlo-en-maceta-y-reinventar-tu-balcon-1777668953826_320.jpg" alt="L'albero più profumato del mondo: come coltivarlo in vaso e reinventare il tuo balcone"></a></article></aside><p>Interventi troppo energici possono favorire la produzione di vegetazione a scapito della fruttificazione. Mantenere un'altezza contenuta facilita inoltre le future operazioni di raccolta senza compromettere la naturale crescita della pianta.</p><h2>5. I frutti appena raccolti non sono ancora commestibili</h2><p><strong>È uno degli aspetti che distingue maggiormente il sorbo dagli altri alberi da frutto.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-frutto-che-richiede-pazienza-per-diventare-buono-5-curiosita-sul-sorbo-domestico-1782919989326.jpeg" data-image="mjz1sj18fnsd"><figcaption>I frutti appena raccolti non sono ancora commestibili</figcaption></figure><p> Le sorbole raccolte direttamente dall’albero hanno un sapore molto astringente e risultano dure e poco gradevoli da mangiare. </p><div class="texto-destacado">Per diventare commestibili devono attraversare un naturale processo di maturazione successivo alla raccolta, noto come "<strong>ammezzitura</strong>". </div><p>Durante questo periodo la polpa si ammorbidisce, gli amidi si trasformano progressivamente in zuccheri e l'astringenza diminuisce fino a lasciare spazio a un sapore dolce e aromatico. Solo allora il frutto raggiunge le migliori qualità organolettiche.</p><h2>Un albero che insegna il valore del tempo</h2><p><strong>In un'epoca in cui si cercano risultati sempre più rapidi, il sorbo segue ritmi completamente diversi</strong>. Cresce lentamente, entra in produzione dopo molti anni e perfino i suoi frutti hanno bisogno di tempo per raggiungere la piena maturazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="736860" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni.html" title="Si chiama Matusalemme ed è considerato l'albero più antico del mondo, la sua età stimata è di circa 4.800 anni">Si chiama Matusalemme ed è considerato l'albero più antico del mondo, la sua età stimata è di circa 4.800 anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni.html" title="Si chiama Matusalemme ed è considerato l'albero più antico del mondo, la sua età stimata è di circa 4.800 anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni-1761822363574_320.jpg" alt="Si chiama Matusalemme ed è considerato l'albero più antico del mondo, la sua età stimata è di circa 4.800 anni"></a></article></aside><p>È proprio questa sua natura a renderlo una pianta così particolare: la crescita lenta e la lunga attesa prima di gustare i suoi frutti ci ricordano che la natura segue ritmi diversi dai nostri e che il tempo non è un ostacolo, ma una risorsa preziosa. Un albero che merita di essere riscoperto nei giardini e nei frutteti di oggi e di domani.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-frutto-che-richiede-pazienza-per-diventare-buono-5-curiosita-sul-sorbo-domestico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Oltre Einstein: come la meccanica quantistica sta cercando di riscrivere la legge di gravità ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/oltre-einstein-come-la-meccanica-quantistica-sta-cercando-di-riscrivere-la-legge-di-gravita.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La gravità è il pilastro del nostro universo, ma la fisica quantistica ne mette in dubbio le regole. Nuovi esperimenti cercano di svelare i segreti della forza più misteriosa del cosmo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-einstein-la-sfida-per-hackerare-i-segreti-della-gravita-1782688645644.jpg" data-image="0qfh4bjhu1ao"><figcaption>Un esperimento che sembra uscito da un laboratorio di fantascienza si propone di risolvere la frattura che separa la Teoria della Relatività e la Meccanica quantistica, svelando la natura quantistica della gravità "in armonia" con la relatività.</figcaption></figure><p><strong>Per quasi un secolo</strong>, la nostra<strong> visione dell'universo</strong> è stata dominata da quella di un<strong> gigante della Fisica: Albert Einstein</strong>. Con la sua<strong> Teoria della Relatività Generale</strong>, Einstein ci ha spiegato elegantemente che <strong>la gravità non è una forza attrattiva invisibile tra le masse</strong>, <strong>ma una deformazione geometrica della trama dello spazio-tempo</strong>, rappresentabile come un telo elastico che si curva sotto l'azione delle grandi masse dei pianeti, delle stelle, delle galassie e di tanti altri corpi massicci. </p><p>Eppure, questa visione bellissima è <strong>ancora incompleta</strong>. Esiste un altro pilastro della fisica,<strong> la Meccanica Quantistica</strong>, che descrive il mondo microscopico con la sua natura caotica e probabilistica. Il problema? <strong>La Relatività e la Meccanica Quantistica ancora non si parlano.</strong></p><h2>La ricerca di una "lingua comune"</h2><p>Questa frattura è <strong>il problema più grande della fisica moderna</strong>. Da molti anni, le menti più brillanti del pianeta cercano di capire se anche la gravità possa trovare un'intesa con le "leggi" degli atomi. Tra i protagonisti di questa sfida troviamo <strong>Vlatko Vedral</strong> e <strong>Chiara Marletto</strong>, fisici teorici dell'Università di Oxford.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-einstein-la-sfida-per-hackerare-i-segreti-della-gravita-1782688998826.jpg" data-image="nxbba8jy0m6c"><figcaption>L'apparato di Cavendish: nel 1798, Henry Cavendish utilizzò questa bilancia a torsione per misurare la debolissima forza di attrazione tra due sfere di piombo. Il meccanismo consisteva nell'osservare la rotazione di un braccio orizzontale, sospeso a un filo sottile, causata dall'attrazione gravitazionale tra le masse, permettendo così di determinare la costante di gravitazione universale e confermare la legge di Newton in laboratorio.</figcaption></figure><p>Vedral, noto per i suoi contributi pionieristici sull'informazione quantistica, collabora da anni con la Marletto, esperta di teoria costruttiva, per<strong> definire cosa sia possibile o impossibile nella fisica</strong>. Insieme a <strong>Sougato Bose</strong> (University College of London), hanno dato vita al <strong>protocollo BMV</strong> (dalle iniziali di Bose, Marletto e Vedral). </p><p><strong>S</strong><strong>i tratta del culmine di decenni di studi sulla natura dell'informazione e sulla struttura profonda della realtà</strong>.</p><h2>L'esperimento: far "intrecciare" due masse</h2><p>Un <strong>esperimento </strong>che sembra uscito da un laboratorio di fantascienza nasce dall'idea che <strong>due minuscoli oggetti (nanostrutture) </strong>possano essere messi in uno <strong>stato di "sovrapposizione"</strong>, cioè che debbano trovarsi "collegati in due posti contemporaneamente".</p><p> Immaginiamo di avere queste <strong>due minuscole masse</strong> immerse in una sorta di <strong>piscina ideale dello spazio-tempo</strong>. Per capire se la gravità è quantistica, i ricercatori propongono di <strong>mettere queste "particelle" in uno stato di sovrapposizione in un ambiente completamente schermato da qualsiasi altra possibile sollecitazione </strong>che possa metterle in sovrapposizione o influre su di essa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-einstein-la-sfida-per-hackerare-i-segreti-della-gravita-1782689597499.jpg" data-image="reut0gbtnyco"><figcaption>Nella fisica classica, due masse non potrebbero mai "intrecciarsi" (entanglement) solo grazie alla gravità, proprio perché una curva spazio-temporale non può trasportare informazione quantistica. Se invece la gravità avesse una natura quantistica, dovrebbe comportarsi come un "ponte" invisibile, un vero e proprio messaggero capace di creare tra le due masse quello che i fisici chiamano entanglement, una sorta di collegamento invisibile e istantaneo.</figcaption></figure><p><strong>Se la gravità fosse soltanto una curva passiva dello spazio</strong>, come immaginava Einstein, queste due masse <strong>non potrebbero mai scambiarsi informazioni</strong> complesse, perché una semplice curvatura geometrica non ha la capacità di trasmettere segnali quantistici. </p><div class="texto-destacado">Se invece la gravità avesse una natura quantistica, dovrebbe comportarsi come un "ponte" invisibile, un vero e proprio messaggero capace di creare tra le due masse quello che i fisici chiamano entanglement, una sorta di collegamento invisibile e istantaneo. </div><p>Questo legame<strong> è un fenomeno controintuitivo</strong>, dove <strong>ciò che accade a un oggetto influenza istantaneamente l'altro</strong>, <strong>a prescindere dalla distanza</strong>. Questo fenomeno esiste e non solo è stato provato sperimentalmente, ma viene utilizzato nei computer quantistici. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765793" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/max-planck-e-la-teoria-dei-quanti-la-rivoluzione-scientifica-nata-per-caso.html" title="Max Planck e la Teoria dei Quanti: la rivoluzione scientifica nata per caso">Max Planck e la Teoria dei Quanti: la rivoluzione scientifica nata per caso</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/max-planck-e-la-teoria-dei-quanti-la-rivoluzione-scientifica-nata-per-caso.html" title="Max Planck e la Teoria dei Quanti: la rivoluzione scientifica nata per caso"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/max-planck-e-a-teoria-dei-quanti-la-rivoluzione-scientifica-nata-per-caso-1777208367440_320.jpg" alt="Max Planck e la Teoria dei Quanti: la rivoluzione scientifica nata per caso"></a></article></aside><p>Tuttavia,<strong> nella fisica classica, le due masse non potrebbero mai "intrecciarsi" solo grazie alla gravità</strong>, proprio perché una curva spazio-temporale non può trasportare informazione quantistica. È come cercare di far parlare due persone senza alcun mezzo di comunicazione, dove la sincronizzazione è semplicemente impossibile. </p><div class="texto-destacado">Se invece riuscissimo ad osservare questo intreccio nella "piscina spazio-temporale", schermata da qualsiasi altra possibile interazione, avremmo la prova definitiva che la gravità è un mediatore quantistico. <br></div><p><strong>In questo caso, quel segnale invisibile svelerebbe la natura quantistica della gravità stessa</strong>. </p><p> È un momento storico, perché <strong>per la prima volta</strong> abbiamo un metodo, un esperimento per provare a svelare un segreto che è rimasto celato per un secolo (se c'è). In tutto il mondo si stanno verificando e sviluppando tecnologie tanto sensibili da poter effettuare questo <strong>esperimento, che è ancora "la frontiera" e purtroppo non un risultato già acquisito.</strong> </p><h2> La gravità che respinge: il paradosso quantistico </h2><p>Di recente, Vedral e Marletto, lavorando con Pablo Saldanha, hanno esplorato <strong>un'idea ancora più audace: la gravità repulsiva</strong>. In fisica quantistica, una particella non occupa un punto preciso, ma è spalmata <strong>in una nuvola di posizioni possibili, su onde di probabilità</strong>. Quando due di queste "nuvole" interagiscono, la forza gravitazionale non è una spinta unica, ma la somma di migliaia di possibilità che accadono contemporaneamente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-einstein-la-sfida-per-hackerare-i-segreti-della-gravita-1782690038335.jpg" data-image="4hicqeclyebl"><figcaption>E' un momento storico, perché per la prima volta abbiamo un metodo, un esperimento per provare a svelare un segreto che è rimasto nascosto per un secolo (se c'è). Un esperimento che potrebbe trovare quel collegamento che unirebbe la Relatività Generale alla Meccanica Quantistica, aprendo un nuovo modo alla Scienza per capire e svelare i segreti dell'Universo</figcaption></figure><p>Nella maggior parte dei casi queste possibilità si sommano producendo<strong> la classica forza di attrazione</strong>, ma<strong> in rarissimi </strong><strong>casi </strong>le onde si combinano in modo tale da annullarsi a vicenda, lasciando emergere<strong> una spinta verso l'esterno</strong> (negativa).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767954" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/relativita-ristretta-spiegata-semplice-tempo-non-uguale.html" title="La Relatività Ristretta spiegata in modo semplice: perché il tempo non scorre uguale per tutti ">La Relatività Ristretta spiegata in modo semplice: perché il tempo non scorre uguale per tutti </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/relativita-ristretta-spiegata-semplice-tempo-non-uguale.html" title="La Relatività Ristretta spiegata in modo semplice: perché il tempo non scorre uguale per tutti "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/relativita-ristretta-spiegata-semplice-tempo-non-uguale-1778411954255_320.jpg" alt="La Relatività Ristretta spiegata in modo semplice: perché il tempo non scorre uguale per tutti "></a></article></aside><p>Tengono conto soltanto quella minuscola frazione di risultati in cui, per una pura combinazione statistica, le masse si sono respinte,<strong> si potrebbe capire e isolare l'antigravità</strong>. In pratica, si tratterebbe di usare "un filtro" per isolare quei rari momenti in cui, nel caos quantistico, la gravità mostra un volto diverso.</p><h2>Perché tutto questo conta?</h2><p><strong>La gravità è una forza debolissima,</strong> infatti la forza magnetica di un comune magnete da frigo è immensamente più forte dell'attrazione gravitazionale esercitata dall'intera Terra su una clip. <strong>Misurarla a livello quantistico è come cercare di sentire il respiro di una formica durante un concerto rock</strong>.</p><p>Se ci riuscissimo, però, questo cambierebbe la nostra storia. Avremmo in mano <strong>la "chiave" per capire come "manipolare" la forza che regge l'intero universo</strong>. Passare dalla semplice osservazione alla capacità di influenzare la gravità quantistica sarebbe, per l'umanità, un salto di paradigma paragonabile a quello che portò dalla scoperta dell'elettricità alla nascita dei supercomputer. </p><p>Significherebbe <strong>completare il capolavoro relativistico di Enstein e svelare l'universo.</strong></p><h3><em>Fonte:</em></h3><p><em>Bose, S., et al. (2017) e Marletto, C. & Vedral, V. (2017), pubblicati su Physical Review Letters. Lavoro di Saldanha, Marletto & Vedral (2024). </em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/oltre-einstein-come-la-meccanica-quantistica-sta-cercando-di-riscrivere-la-legge-di-gravita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’Europa contro la fast fashion: le nuove regole per ridurre gli sprechi di uno dei settori più inquinanti al mondo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-europa-contro-la-fast-fashion-le-nuove-regole-per-ridurre-gli-sprechi-di-uno-dei-settori-piu-inquinanti-al-mondo.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Fast fashion ma anche moda di lusso, gli sprechi del settore tessile continuano a inquinare il mondo. A partire da luglio 2026 entra in vigore il nuovo regolamento EU che vieta lo smaltimento dei capi invenduti</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-europa-contro-la-fast-fashion-le-nuove-regole-per-ridurre-gli-sprechi-di-uno-dei-settori-piu-inquinanti-al-mondo-1782813976589.jpg" data-image="ib7tpmokw1uc" alt="inquinamento fast fashion" title="inquinamento fast fashion"><figcaption>Balle di rifiuti tessili in attesa di essere smaltiti</figcaption></figure><p>Da molti anni, ormai, l'industria della moda è costantemente sul podio dei settori <strong>più inquinanti al mondo</strong> insieme all’industria energetica e all’agroalimentare.</p><p>Con un nuovo regolamento che entrerà in vigore a partire da luglio 2026, l’Unione Europea sta provando a contenere gli sprechi, enormi, del settore fast fashion ma anche dei brand di lusso. </p><p>Ecco quali sono le novità.</p><h2>Il problema dalla sovrapproduzione </h2><p>Inquinamento globale, sfruttamento dei lavoratori e rischi per la salute, a cui si aggiunge la spinta sempre più forte verso <strong>l’acquisto compulsivo</strong> di capi di <strong>scarsa qualità</strong>, grazie ai costi molto bassi. </p><div class="texto-destacado">La moda usa e getta ha una lunga serie di criticità, difficili da risolvere. L’Unione europea, però, ha emanato un nuovo regolamento che cerca di arginare uno di questi problemi, e cioè lo spreco in fase di produzione.</div><p>Secondo stime della <em>Ellen MacArthur Foundation</em>, fondazione con lo scopo di spingere la transizione verso l'economia circolare<strong>, </strong>nel mondo si producono oltre <strong>100 miliardi di capi all’anno</strong>, e solo in Europa ogni anno vengono eliminati circa <strong>6 milioni di tonnellate</strong> di capi tessili <strong>completamente nuovi</strong>, destinati al macero senza mai essere stati immessi sul mercato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763145" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche">Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche-1775810229090_320.jpg" alt="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"></a></article></aside><p>Le aziende, anche quelle di lusso, eliminano migliaia e migliaia di capi ogni volta che deve uscire una nuova collezione, per mantenere alti i prezzi e non svalutare il nome del brand lasciando che arrivino nei negozi capi firmati a prezzi troppo bassi. </p><p>Uno dei modi più efficaci per limitare lo spreco è intervenire alla radice del problema, impedendo la <strong>sovrapproduzione </strong>sistemica di abiti e scarpe.</p><h2>Come ripensare la produzione nel settore della moda</h2><p>Il regolamento europeo sull’Ecodesign di Prodotti Sostenibili ha introdotto a partire dal 2024 alcuni requisiti che riguardano la <strong>durabilità</strong>, la <strong>riparabilità </strong>e la <strong>riciclabilità </strong>dei capi. Ad essi si aggiunge adesso il <strong>divieto di distruggere</strong> i beni rimasti in magazzino, che potranno però essere riciclati o donati. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750417" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anatomia-di-un-laboratorio-atmosferico-perche-la-pianura-padana-fabbrica-l-inquinamento.html" title="Anatomia di un laboratorio atmosferico: perché la Pianura Padana 'fabbrica' l'inquinamento">Anatomia di un laboratorio atmosferico: perché la Pianura Padana "fabbrica" l'inquinamento</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anatomia-di-un-laboratorio-atmosferico-perche-la-pianura-padana-fabbrica-l-inquinamento.html" title="Anatomia di un laboratorio atmosferico: perché la Pianura Padana 'fabbrica' l'inquinamento"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/anatomia-di-un-laboratorio-atmosferico-perche-la-pianura-padana-fabbrica-l-inquinamento-1769083884931_320.jpg" alt="Anatomia di un laboratorio atmosferico: perché la Pianura Padana 'fabbrica' l'inquinamento"></a></article></aside><p>Tutto questo, per i grandi produttori, vuol dire rivedere la scelta dei materiali e la progettazione dei capi in modo da renderli più duraturi e più facilmente riciclabili, ma anche <strong>pianificare </strong>diversamente la produzione.</p><p>Per portare la produzione dei capi a livelli più sostenibili le aziende di moda potranno avvalersi delle nuove tecnologie. </p><p><strong>Sistemi predittivi</strong> sempre più avanzati e più accurati potranno fornire dati da usare in modo strategico per pianificare la produzione in base alle reali richieste del mercato. Questo eviterà la realizzazione in massa di abiti e accessori da cui derivano le eccedenze.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706811" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-moda-inquina-le-microplastiche-provenienti-dall-industria-tessile-viaggiano-in-tutto-il-mondo-trasportate-dalle-corr.html" title="La moda inquina: le microplastiche provenienti dall’industria tessile viaggiano ovunque, trasportate dalle correnti">La moda inquina: le microplastiche provenienti dall’industria tessile viaggiano ovunque, trasportate dalle correnti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-moda-inquina-le-microplastiche-provenienti-dall-industria-tessile-viaggiano-in-tutto-il-mondo-trasportate-dalle-corr.html" title="La moda inquina: le microplastiche provenienti dall’industria tessile viaggiano ovunque, trasportate dalle correnti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/moda-que-contamina-microplasticos-de-la-industria-textil-viajan-por-todo-el-mundo-a-traves-de-corrientes-marinas-1744838067168_320.png" alt="La moda inquina: le microplastiche provenienti dall’industria tessile viaggiano ovunque, trasportate dalle correnti"></a></article></aside><p>La normativa infatti riguarda le <strong>grandi imprese</strong> in primis, che dovranno adeguarsi a partire dal <strong>19 luglio 2026</strong>. Le <strong>imprese medie</strong> hanno tempo invece fino al <strong>2030</strong>, mentre per il momento non sono coinvolte le piccole imprese. </p><h2>Il prezzo dello smaltimento dei rifiuti tessili</h2><p>I capi invenduti dalle aziende vengono smaltiti con sistemi opachi quasi sempre nei paesi in via di sviluppo, che pagano un costo ambientale e sociale altissimo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-europa-contro-la-fast-fashion-le-nuove-regole-per-ridurre-gli-sprechi-di-uno-dei-settori-piu-inquinanti-al-mondo-1782813942675.jpg" data-image="r514hilw0kan" alt="Atacama fast fashion" title="Atacama fast fashion"><figcaption>La pila di rifiuti provenienti dall'industria della moda nel deserto di Atacama</figcaption></figure><p>Tra le aree più colpite c’è il <strong>deserto di Atacama</strong> in Cile, un paradiso naturale che raccoglie tonnellate di rifiuti tessili provenienti da Asia, Nord America e Europa. Nel 2023 una foto satellitare ha mostrato una montagna di rifiuti così grande da essere visibile <strong>dallo spazio.</strong></p><p>Tristemente noto anche il caso di Accra, in <strong>Ghana</strong>, dove la crisi è anche sanitaria. Parte di questi rifiuti, infatti, viene <strong>bruciata illegalmente</strong> e poiché la materia prima è a base di fibre sintetiche, il materiale lasciato al sole o bruciato rilascia <strong>microplastiche </strong>e sostanze <strong>chimiche </strong>nel terreno e nell’aria. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772189" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quanto-inquina-una-domanda-a-chatgpt-uno-studio-delle-nazioni-unite-rivela-l-enorme-impronta-ecologica-dell-intelligenz.html" title="Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale">Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quanto-inquina-una-domanda-a-chatgpt-uno-studio-delle-nazioni-unite-rivela-l-enorme-impronta-ecologica-dell-intelligenz.html" title="Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cuanto-contamina-una-pregunta-a-chatgpt-estudio-de-la-onu-destapa-la-millonaria-huella-ecologica-de-la-ia-1780477020302_320.jpg" alt="Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale"></a></article></aside><p>Molto simile la situazione di<strong> Panipat,</strong> a un centinaio di chilometri da New Delhi, che raccoglie 100.000 tonnellate di vestiti all'anno in arrivo da tutto il mondo e ha il poco invidiabile primato di essere considerata la capitale globale della raccolta degli abiti, usati o no.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-europa-contro-la-fast-fashion-le-nuove-regole-per-ridurre-gli-sprechi-di-uno-dei-settori-piu-inquinanti-al-mondo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dalle foglie tenere al profumo inconfondibile, il basilico è una pianta aromatica stagionale che non può mancare in un balcone estivo: i consigli essenziali per uno sviluppo rigoglioso e un raccolto abbondante</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-averlo-sempre-verde-e-profumato-questa-estate-1782655008003.jpeg" data-image="sebrwmpz4nfa"><figcaption>Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate</figcaption></figure><p><strong>Poche piante evocano l'estate quanto il basilico</strong>. Il profumo intenso delle sue foglie appena raccolte accompagna da sempre la cucina mediterranea, apprezzata in tutto il mondo, trasformando con semplicità un piatto di pasta, un'insalata, una bruschetta o un sugo. È l'ingrediente simbolo del pesto, uno dei condimenti più conosciuti e apprezzati, ma anche una delle erbe aromatiche più coltivate in vasi, balconi e orti domestici.</p><p><strong>Il basilico comune (<em>Ocimum basilicum</em>) è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Lamiacee, la stessa di salvia, rosmarino e menta</strong>. Originario delle regioni tropicali dell'Asia, oggi è diffuso praticamente ovunque grazie al suo aroma delicato e alla facilità di coltivazione. </p><div class="texto-destacado"> Accanto al basilico più comune, il cosiddetto <strong>Genovese </strong>(a foglia larga e dal profumo dolce e intenso), esistono numerose varietà, come il basilico <strong>a foglia di lattuga</strong>, il basilico<strong> greco</strong>, quello<strong> thai </strong>e le varietà <strong>a foglia viola</strong>, ciascuna con caratteristiche aromatiche e ornamentali differenti.</div><p><strong>Il basilico è una pianta semplice da coltivare e capace di regalare grandi soddisfazioni anche ai meno esperti</strong>. Tuttavia, alcuni errori molto comuni possono comprometterne rapidamente crescita e vitalità. Ecco dieci semplici regole per mantenerlo rigoglioso, verde e profumato fino alla fine dell'estate.</p><h2>1. Rinvasa subito la pianta acquistata</h2><p><strong>Le piantine vendute nei supermercati e nei vivai vengono coltivate in contenitori molto piccoli, pensati per la vendita e non per una coltivazione prolungata</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655336245.jpeg" data-image="5yh0y4c7qfsk"><figcaption>Rinvasa subito la pianta acquistata</figcaption></figure><p>Appena possibile è consigliabile trasferirle in un vaso più capiente, che offrirà alle radici maggiore spazio per svilupparsi e consentirà al terriccio di trattenere meglio l'umidità.</p><h2>2. Usa un buon substrato e dividi il cespo</h2><p><strong>Durante il rinvaso conviene separare delicatamente il pane di terra con le mani, dividendo il cespo in due o più parti e sistemandole in vasi differenti</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655416784.jpeg" data-image="0viht8hji4vk"><figcaption>Usa un buon substrato e dividi il cespo</figcaption></figure><p>Il vaso acquistato, infatti, contiene spesso numerose piantine molto ravvicinate, che se non divise finiscono per competere tra loro, riducendo lo sviluppo complessivo della pianta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765795" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine.html" title="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine">Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine.html" title="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine-1779636402015_320.jpeg" alt="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine"></a></article></aside><p>Utilizzare un terriccio universale di buona qualità aiuterà inoltre la pianta a crescere in modo vigoroso.</p><h2>3. Scegli una posizione luminosa, ma evita il sole diretto nelle ore più calde</h2><p><strong>Il basilico ama la luce, ma durante l'estate il sole diretto può diventare eccessivo, soprattutto se la pianta è coltivata in vaso</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655679154.jpeg" data-image="lqmenokjjfp3"><figcaption>Scegli una posizione luminosa, ma evita il sole diretto nelle ore più calde</figcaption></figure><p>L'ideale è collocarlo in un luogo molto luminoso, dove riceva il sole nelle ore più fresche della giornata e sia invece riparato durante i momenti di maggiore calore.</p><h2>4. Mantieni il terriccio sempre leggermente umido</h2><p><strong>Il basilico è una delle aromatiche meno tolleranti alla siccità. Anche poche ore di forte stress idrico possono causare foglie afflosciate e perdita di vigore</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655704411.jpeg" data-image="369664jumugp"><figcaption>Mantieni il terriccio sempre leggermente umido</figcaption></figure><p>Il terreno dovrebbe rimanere costantemente fresco, evitando però ristagni d'acqua che potrebbero favorire marciumi radicali.</p><h2>5. Elimina i fiori appena compaiono</h2><p><strong>Quando il basilico inizia a produrre le caratteristiche spighe fiorali, gran parte delle sue energie viene destinata alla formazione dei semi</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655741386.jpeg" data-image="d0vbuk1brqef"><figcaption>Elimina i fiori appena compaiono</figcaption></figure><p>Per prolungare la produzione di foglie è consigliabile eliminare i fiori non appena compaiono, recidendo la spiga alla base con forbici pulite o con le dita.</p><h2>6. Raccogli le foglie nel modo corretto</h2><p><strong>Un errore molto frequente consiste nello staccare soltanto le foglie più grandi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655760253.jpeg" data-image="2px9tpmqyttt"><figcaption>Raccogli le foglie nel modo corretto</figcaption></figure><p>È preferibile invece cimare i germogli, tagliando il fusto appena sopra una coppia di foglie. Da quel punto la pianta produrrà due nuovi rami, diventando progressivamente più folta e produttiva.</p><h2>7. Non bagnare le foglie</h2><p><strong>Durante l'irrigazione è buona norma distribuire l'acqua direttamente sul terreno, evitando di bagnare la vegetazione</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655795701.jpeg" data-image="rmr257a9vc3b"><figcaption>Non bagnare le foglie</figcaption></figure><p>L'umidità persistente sulle foglie può infatti favorire lo sviluppo di malattie fungine, tra cui la peronospora del basilico, una delle patologie più dannose per questa specie.</p><h2>8. Tieni sotto controllo lumache e parassiti </h2><p><strong>Lumache, afidi e altri piccoli parassiti possono compromettere rapidamente la salute della pianta</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655817882.jpeg" data-image="yj07yobos8sj"><figcaption>Tieni sotto controllo lumache e parassiti</figcaption></figure><p>È utile controllare periodicamente le foglie e collocare il vaso lontano da aree particolarmente umide o ricche di vegetazione spontanea, dove questi organismi tendono a essere più numerosi.</p><h2>9. Coltivalo in vaso</h2><p><strong>Il basilico può crescere bene anche nell'orto, ma la coltivazione in vaso permette di controllare più facilmente irrigazione, esposizione e qualità del terreno</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655971851.jpeg" data-image="zacwjdiprast"><figcaption>Coltivalo in vaso</figcaption></figure><p>Inoltre, se le temperature diventano eccessive o sono previste piogge intense, il vaso può essere facilmente spostato nella posizione più adatta.</p><h2>10. Raccogli spesso le foglie</h2><p><strong>Può sembrare un controsenso, ma raccogliere il basilico con una certa regolarità stimola la pianta a produrre nuovi germogli e nuove foglie</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655994252.jpeg" data-image="t06wpbo7m419"><figcaption>Raccogli spesso le foglie</figcaption></figure><p>Se la produzione supera il consumo fresco, le foglie possono essere congelate intere oppure tritate, mantenendo gran parte del loro aroma. Anche il pesto può essere preparato in anticipo e conservato nel congelatore in piccole porzioni, pronto per essere utilizzato durante tutto l'anno.</p><h2>Un raccolto da gustare tutto l'anno</h2><p><strong> A differenza di molte altre aromatiche perenni, il basilico vive una sola stagione vegetativa e concentra la sua crescita proprio nei mesi estivi</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="707528" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-borgo-sospeso-sul-mare-della-liguria-dove-il-tempo-sembra-essersi-fermato-profuma-di-basilico-e-di-mare.html" title="Il borgo sospeso sul mare della Liguria dove il tempo sembra essersi fermato: profuma di basilico e di mare">Il borgo sospeso sul mare della Liguria dove il tempo sembra essersi fermato: profuma di basilico e di mare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-borgo-sospeso-sul-mare-della-liguria-dove-il-tempo-sembra-essersi-fermato-profuma-di-basilico-e-di-mare.html" title="Il borgo sospeso sul mare della Liguria dove il tempo sembra essersi fermato: profuma di basilico e di mare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-borgo-sospeso-sul-mare-della-liguria-dove-il-tempo-sembra-essersi-fermato-profuma-di-basilico-e-di-mare-1745523688152_320.jpg" alt="Il borgo sospeso sul mare della Liguria dove il tempo sembra essersi fermato: profuma di basilico e di mare"></a></article></aside><p>È quindi in questo periodo che conviene sfruttarne al massimo la straordinaria capacità produttiva, seguendo queste dieci semplici regole. Le foglie raccolte potranno essere gustate fresche oppure conservate, per ritrovare il profumo e il sapore dell'estate nei piatti e nelle ricette di ogni stagione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Una cometa aliena più antica del Sole: Webb svela il segreto di 3I/ATLAS venuta da un altro sistema planetario]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La cometa interstellare 3I/ATLAS osservata da Webb rivela isotopi mai osservati nelle comete solari: potrebbe essere una reliquia nata in ambienti gelidi della Via Lattea primordiale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario-1782495846113.jpeg" data-image="8sxjk9fygnxi" alt="3I/ATLAS" title="3I/ATLAS"><figcaption>L'oggetto interstellare 3I/ATLAS proviene dal un sistema extrasolare e probabilmente molto antico ancor più del Sole.</figcaption></figure><p><strong>L’oggetto interstellare 3I/ATLAS continua a far parlare di sé</strong>. Stavolta, è la sua composizione chimica a suscitare la sorpresa degli scienziati.<strong> L’idrogeno presente su questa cometa interstellare mostra un rapporto isotopico mai prima osservato</strong> in nessuna cometa del Sistema Solare. </p><p>Sulla base delle osservazioni del telescopio spaziale James Webb, un team di ricercatori conferma sulla rivista Nature l’importanza per la scienza della 3I/ATLAS, in quanto offre un’opportunità quasi unica di conoscere la chimica di un sistema planetario extrasolare molto antico.</p><h2>Un visitatore venuto da fuori: perché 3I/ATLAS è speciale</h2><p>E’ stata l’orbita iperbolica della cometa 3I/ATLAS a svelare la sua provenienza da altri mondi.<strong> Sebbene abbia risentito dell’attrazione gravitazionale del Sole</strong>, con cui è stata rifiondata nello spazio profondo, di fatto <strong>questa cometa non è mai stata legata al esso</strong>. Una volta passata vicino si sta allontanandosi e mai più si riavvicinerà al nostro Sistema Solare: la sua è stata una visita unica e irripetibile.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario-1782487506576.png" data-image="lvdwwnxeb712" alt="3I/ATLAS" title="3I/ATLAS"><figcaption>Il confronto con altre comete del Sistema Solare mostra come la composizione chimica della 3I/ATLAS, in particolare i rapporti isotopici dell'idrogeno e del carbonio, siano molto diversi. Credit: NASA, ESA, CSA, Martin Cordiner (CUA, NASA-GSFC), Leah Hustak (STScI)</figcaption></figure><p>A differenza delle comete periodiche, con orbita ellittica, note per la caratteristica di trasportare materiale primitivo ma comune nel nostro Sistema Solare, <strong>3I/ATLAS porta con sé ghiacci, gas e polveri formati in un altro ambiente stellare.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765262" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-saluta-il-sistema-solare-ma-continua-a-fornire-scoperte-scientifiche.html" title="3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche">3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-saluta-il-sistema-solare-ma-continua-a-fornire-scoperte-scientifiche.html" title="3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/3i-atlas-se-despede-do-sistema-solar-mas-segue-rendendo-descobertas-cientificas-1776536685254_320.png" alt="3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche"></a></article></aside><p>Il suo passaggio non ha rappresentato alcun pericolo per la Terra, come affermato dalla NASA, piuttosto una grande opportunità per gli scienziati. La 3I/ATLAS, riscaldata dal Sole, ha rilasciato dalla sua superficie una nube di elementi chimici. <strong>Gli scienziati sono riusciti a cogliere la “firma chimica” infrarossa di natura extrasolare</strong> di questi elementi grazie alle osservazioni del telescopio James Webb, effettuate quando la cometa era a noi più vicina.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’oggetto Interstellare 3I/ATLAS ha rappresentato una possibilità rara di studiare la chimica di un antico mondo extrasolare<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>E’ come se nel nostro laboratorio naturale, il Sistema Solare, sia transitato per un breve periodo un frammento proveniente da una regione remota dello spazio. Possiamo ben dire che siamo stati bravi a riconoscerlo e ad analizzarlo, carpendone i segreti.</p><h2>Una composizione mai vista nelle comete solari</h2><p>Le osservazioni del James Webb hanno svelato che <strong>l’acqua presente su 3I/ATLAS ha un rapporto isotopico estremo</strong>. Ma cosa intendiamo con rapporto isotopico?</p><p>L’idrogeno, che insieme all’ossigeno forma le molecole dell’acqua (la formula H<sub>2</sub>O, cioè due atomi di idrogeno legati ad un atomo di ossigeno), può esistere in natura sotto forme diverse. Esiste il cosiddetto atomo di <strong>idrogeno</strong>, con un protone ed un elettrone. Esiste l’atomo con un protone, un neutrone ed un elettrone, chiamato <strong>deuterio</strong>, ma esiste anche l’atomo con un protone, due neutroni ed un elettrone, detto <strong>trizio</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario-1782487242646.png" data-image="6wsxa3y5zlvd" alt="3I/ATLAS" title="3I/ATLAS"><figcaption>I ricercatori hanno utilizzato lo strumento NIRSpec (spettrografo nel vicino infrarosso) del telescopio spaziale James Webb della NASA per mappare la composizione chimica specifica della cometa 3I/ATLAS mentre si allontanava dal Sole. I tre pannelli sono immagini della cometa 3I/ATLAS centrate alle lunghezze d'onda dell'acqua, Co2 e ossido di carbonio. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, Martin Cordiner (CUA, NASA-GSFC); Alyssa Pagan (STScI)</figcaption></figure><p>Nell’acqua generalmente troviamo prevalentemente molecole contenenti idrogeno, ma ce ne sono in percentuale molto bassa, anche contenenti deuterio o trizio al posto dell’idrogeno.</p><div class="texto-destacado">Idrogeno, deuterio e trizio avendo lo stesso numero di protoni (1) e di elettroni (1) ma diverso numero di neutroni, sono chiamati isotopi.</div><p><strong>La percentuale di deuterio trovata nell’acqua della cometa 3I/ATLAS è fino a 30 volte superiore a quella trovata nell’acqua delle comete del Sistema Solare.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763224" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-provenienti-dalla-cometa-interstellare-3i-atlas-saranno-fondamentali-per-capire-le-comete-interstellari.html" title="I dati provenienti dalla cometa interstellare 3I/ATLAS saranno fondamentali per capire le comete interstellari">I dati provenienti dalla cometa interstellare 3I/ATLAS saranno fondamentali per capire le comete interstellari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-provenienti-dalla-cometa-interstellare-3i-atlas-saranno-fondamentali-per-capire-le-comete-interstellari.html" title="I dati provenienti dalla cometa interstellare 3I/ATLAS saranno fondamentali per capire le comete interstellari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cometa-interestelar-3i-atlas-nasa-1774847622798_320.jpg" alt="I dati provenienti dalla cometa interstellare 3I/ATLAS saranno fondamentali per capire le comete interstellari"></a></article></aside><p>I rapporti isotopici di idrogeno e carbonio osservati sulla 3I/ATLAS sono molto diversi da quelli del Sistema Solare, confermando l’origine extrasolare</p><p>Sappiamo che il deuterio si forma più facilmente in ambienti molto freddi dove la chimica dei ghiacci procede lentamente e lascia tracce riconoscibili. Secondo gli autori dello studio su Nature, <strong>la cometa potrebbe essersi formata</strong> a temperature inferiori a circa 30 Kelvin (cioè circa a 240 gradi Celsius sotto lo zero), cioè <strong>in un ambiente estremamente freddo.</strong></p><p>Ma anche il carbonio ha isotopi, il carbonio-12 (con 12 neutroni), il carbonio-13 ed il carbonio-14, quello radioattivo utilizzato per la datazione di reperti archeologici.</p><p><strong>La cometa 3I/ATLAS presenta anche un rapporto isotopico del carbonio anomalo</strong>, non osservato in nessun luogo del sistema solare e delle regioni vicine.</p><p>Una possibile interpretazione di queste anomalie isotopiche è che 3I/ATLAS possa essere un frammento di un antico sistema planetario, forse formatosi 10-12 miliardi di anni fa, quando la Via Lattea era molto più giovane.</p><h2>Una capsula del tempo della Via Lattea primordiale</h2><p>Grazie a telescopi come James Webb o ALMA stiamo già studiando le proprietà chimiche di altre stelle e di altri sistemi planetari, ma mai come nel caso 3I/ATLAS è stato possibile farlo così in dettaglio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="734007" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-cometa-interstellare-o-astronave-aliena-che-cosa-ha-stimolato-la-fantasia-su-questo-oggetto.html" title="3I/ATLAS: cometa interstellare o astronave aliena? Che cosa ha stimolato la fantasia su questo oggetto">3I/ATLAS: cometa interstellare o astronave aliena? Che cosa ha stimolato la fantasia su questo oggetto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-cometa-interstellare-o-astronave-aliena-che-cosa-ha-stimolato-la-fantasia-su-questo-oggetto.html" title="3I/ATLAS: cometa interstellare o astronave aliena? Che cosa ha stimolato la fantasia su questo oggetto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/3i-atlas-cometa-interstellare-o-astronave-aliena-che-cosa-ha-stimolato-la-fantasia-su-questo-oggetto-1760349957104_320.png" alt="3I/ATLAS: cometa interstellare o astronave aliena? Che cosa ha stimolato la fantasia su questo oggetto"></a></article></aside><p><strong>La sua composizione suggerisce che la diversità dei sistemi planetari sia ancora più ampia di quanto immaginassimo</strong>. Se è vero che le nostre comete sono reperti fossili del Sistema Solare primordiale, quindi risalenti fino a 4.5 miliardi di anni fa, con la 3I/ATLAS andiamo ben oltre, essa rappresenta un reperto della nostra Galassia primordiale, formatasi in uno dei primi sistemi planetari della Via Lattea.</p><p><strong>3I/ATLAS potrebbe essere ricordata (perché non la rivedremo mai più) come una delle prime vere finestre aperte sulla chimica dei planetesimi extrasolari.</strong> Speriamo che altri oggetti interstellari possano visitare il nostro Sistema Solare in modo da poter confrontare campioni provenienti da sistemi planetari diversi.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Cordiner%2C%20Martin%20%20%20Roth%2C%20Nathan%20%20%20Micheli%2C%20Marco%20et%20al" data-year="2026" data-title="Isotopic%20Evidence%20for%20a%20Cold%20and%20Distant%20Origin%20of%203I%2FATLAS" data-url="https%3A%2F%2Fzenodo.org%2Frecords%2F20800335">Cordiner, Martin Roth, Nathan Micheli, Marco et al. (2026). <a href="https://zenodo.org/records/20800335" target="_blank">Isotopic Evidence for a Cold and Distant Origin of 3I/ATLAS</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La NASA tenta di salvare Swift: il telescopio che osserva i lampi gamma rischia di cadere sulla Terra]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-tenta-di-salvare-swift-il-telescopio-che-osserva-i-lampi-gamma-rischia-di-cadere-sulla-terra.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Swift, il telescopio spaziale della NASA in grado di osservare i lampi gamma, rischia il rientro per il decadimento orbitale. La missione Swift Boost userà il robot LINK per rialzarlo, salvando scienza preziosa e aprendo l’era della manutenzione spaziale commerciale in orbita.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-tenta-di-salvare-swift-il-telescopio-che-osserva-i-lampi-gamma-rischia-di-cadere-sulla-terra-1782848494049.jpg" data-image="sdruv4il57e8" alt="Swift" title="Swift"><figcaption>Rappresentazione artistica del telescopio spaziale Swift per lo studio dei lampi gamma. Credit: NASA</figcaption></figure><p><strong>La NASA</strong> sta preparando una missione spaziale particolarissima, potrebbe essere una pietra miliare nel suo genere.<strong> Sta realizzando un robot</strong> che lanciato nello spazio <strong>salverà il telescopio spaziale SWIFT ormai condannato a precipitare sulla Terra.</strong></p><p>Se questa missione di salvataggio avrà successo, potrebbe essere applicata ad altri telescopi spaziali, garantendone una vita operativa molto più duratura.</p><h2>Perché la durata operativa dei telescopi spaziali è limitata</h2><p><strong>I telescopi spaziali possono essere collocati in diverse tipologie di orbita.</strong></p><p>Si va da<strong> orbite alte ellittiche</strong>, a <strong>orbite nel punto Lagrangiano L2</strong>, a <strong>orbite eliocentriche</strong> fino a <strong>orbite basse LEO</strong>. Ciascuna di queste ha i suoi pro e contro e viene scelta anche in base alla tipologia di scienza che col telescopio si vuole fare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Telescopi e satelliti in orbita LEO risentono dell'attrito atmosferico. A meno di correzioni, sono destinati a cadere sulla Terra.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tra i vantaggi delle <strong>orbite basse LEO</strong> (Low Earth Orbit) c’è la facilità con cui vengono raggiunte, la possibilità di effettuare manutenzioni, come avvenuto per il telescopio spaziale Hubble che appunto si trova in orbita LEO. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763880" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/detriti-spaziali-in-caduta-il-caso-kinetica-2-e-il-rischio-crescente-dei-rientri-incontrollati-per-persone-aerei-e-citta-in-italia-cosa-sapere-oggi.html" title="Scie luminose e detriti invisibili: cosa rischiamo davvero quando qualcosa cade dallo spazio?">Scie luminose e detriti invisibili: cosa rischiamo davvero quando qualcosa cade dallo spazio?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/detriti-spaziali-in-caduta-il-caso-kinetica-2-e-il-rischio-crescente-dei-rientri-incontrollati-per-persone-aerei-e-citta-in-italia-cosa-sapere-oggi.html" title="Scie luminose e detriti invisibili: cosa rischiamo davvero quando qualcosa cade dallo spazio?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/detriti-spaziali-in-caduta-il-caso-kinetica-2-e-il-rischio-crescente-dei-rientri-incontrollati-per-persone-aerei-e-citta-in-italia-cosa-sapere-oggi-1776179977782_320.jpg" alt="Scie luminose e detriti invisibili: cosa rischiamo davvero quando qualcosa cade dallo spazio?"></a></article></aside><p><strong>I principali svantaggi </strong>sono la vicinanza della Terra, che può coprire zone di cielo, impedendone temporaneamente l’osservazione, ma anche <strong>la presenza di atmosfera</strong>. Ad altezze tra i 500 e i 1000 km l’atmosfera non scompare del tutto: pur essendo molto tenue, può ancora frenare lentamente il moto orbitale del telescopio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-tenta-di-salvare-swift-il-telescopio-che-osserva-i-lampi-gamma-rischia-di-cadere-sulla-terra-1782848619461.jpg" data-image="s6ot09egs0vh" alt="LINK" title="LINK"><figcaption>Il robot LINK della missione spaziale SWIFt BOOST in fase di test. Credit: NASA</figcaption></figure><p><strong>Durante il massimo del ciclo solare</strong>, quando aumenta la frequenza delle tempeste solari, si ha un’espansione dell’atmosfera terrestre, quindi <strong>si ha un aumento dell’attrito atmosferico alle quote LEO</strong>. Questo attrito ha l’effetto di far perdere quota al telescopio. Tuttavia, grazie al carburante a bordo, vengono fatte correzioni e il telescopio viene riposizionato alla corretta orbita.</p><p>Finito il carburante, il telescopio inizia il suo decadimento orbitale che infine lo porterà a schiantarsi sulla Terra (nell'Oceano).</p><h2>Il telescopio spaziale che osserva i lampi gamma a rischio caduta</h2><p><strong>Il prossimo telescopio che a causa del decadimento orbitale cadrà sulla Terra è il telescopio Swift,</strong> lanciato nel 2004. Dopo oltre 20 anni di onorata carriera, a causa delle ultime frequenti tempeste solari, ha dato segni di decadimento per cui la NASA sta progettando un intervento di recupero.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="649044" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/spazio-satellite-swift-nasa-entrato-in-modalita-sicurezza.html" title="Il satellite Swift della NASA è entrato in modalità sicurezza">Il satellite Swift della NASA è entrato in modalità sicurezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/spazio-satellite-swift-nasa-entrato-in-modalita-sicurezza.html" title="Il satellite Swift della NASA è entrato in modalità sicurezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-satellite-swift-della-nasa-e-entrato-in-modalita-sicurezza-1711099119379_320.jpg" alt="Il satellite Swift della NASA è entrato in modalità sicurezza"></a></article></aside><p>I<strong>l telescopio Swift studia il cielo alle lunghezze d’onda dei raggi gamma, la radiazione più energetica dello spettro elettromagnetico.</strong> Esistono eventi violenti come l’esplosione di supernovae, la nascita di buchi neri, la fusione di stelle, che sono tra i più energetici nell’Universo dopo il Big Bang, e che sono caratterizzati dall’emissione di lampi gamma che possono durare dai millisecondi ai minuti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Swift è un telescopio spaziale della NASA che studia i lampi gamma prodotti durante i fenomeni più energetici dell'Universo<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Swift è stato progettato per rilevare questi lampi gamma</strong>, ma non solo. E’ rapidissimo, per cui una volta intercettato un lampo, rapidamente perfeziona il puntamento verso la posizione del cielo in cui è avvenuto per osservarlo anche nella banda X, ultravioletta e visibile.</p><p><strong>Riesce ad effettuare osservazioni multiwavelength contemporanee di uno stesso fenomeno.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-tenta-di-salvare-swift-il-telescopio-che-osserva-i-lampi-gamma-rischia-di-cadere-sulla-terra-1782848756037.jpg" data-image="xte71y2kxfg9" alt="Rocket" title="Rocket"><figcaption>Lo Stargazer di Northrop Grumman, un velivolo L-1011 modificato, decolla dalla base aerea di Vandenberg, in California. Il razzo Pegasus XL dell'azienda, trasportato sotto il velivolo come mostrato nell'immagine, lancerà il veicolo spaziale LINK di Katalyst. Credit: Northrop Grumman</figcaption></figure><p>Grazie ai suoi 20 anni di osservazione, la nostra comprensione dell’Universo nei raggi gamma è enormemente cresciuta. Ad oggi il telescopio è perfettamente funzionante, un vero gioiello che la NASA non intende perdere.</p><h2>L’idea di un salvataggio robotico</h2><p>La NASA sta pianificando la <strong>missione Swift Boost</strong>. Questa prevede l’invio del veicolo robotico <strong>LINK</strong>, costruito dall'azienda privata Katalyst Space, che dovrà raggiungere Swift, agganciarlo e sollevarlo lentamente nel corso di alcuni mesi. </p><div class="texto-destacado">LINK sarà lanciato a bordo di un razzo Pegasus XL di Northrop Grumman dall’atollo di Kwajalein, nelle Isole Marshall. Il lancio previsto per il 30 giugno 2026 è stato rinviato per condizioni meteo sfavorevoli; il nuovo tentativo è indicato non prima di questa settimana.</div><p>E’ una vera sfida se si pensa che Swift non era stato progettato per subire interventi di manutenzione. Per cui andrà afferrato da LINK senza danneggiarlo per modificarne la quota orbitale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="519041" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/immagini-dei-telescopi-spaziali-arte-colorare-invisibile.html" title="Le immagini dei telescopi spaziali e l’arte di colorare l’invisibile">Le immagini dei telescopi spaziali e l’arte di colorare l’invisibile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/immagini-dei-telescopi-spaziali-arte-colorare-invisibile.html" title="Le immagini dei telescopi spaziali e l’arte di colorare l’invisibile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-immagini-dei-telescopi-spaziali-e-l-arte-di-colorare-l-invisibile-1689933132537_320.jpg" alt="Le immagini dei telescopi spaziali e l’arte di colorare l’invisibile"></a></article></aside><p><strong>Con robot come LINK, potrebbe aprirsi una nuova fase:</strong> non più soltanto lanciare satelliti, ma anche recuperarli, spostarli, rifornirli o aggiornarli.</p><p><strong>La missione ha un doppio valore: scientifico e tecnologico.</strong> Scientifico, perché potrebbe restituire agli astronomi un osservatorio ancora prezioso. Invece di considerare i telescopi come strumenti “usa e getta”, si potrebbe iniziare a pensarli come piattaforme da mantenere e proteggere. </p><p>La missione ha anche un valore tecnologico, perché potrebbe inaugurare un modello più sostenibile per la gestione delle infrastrutture spaziali. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-tenta-di-salvare-swift-il-telescopio-che-osserva-i-lampi-gamma-rischia-di-cadere-sulla-terra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 10:24:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>La tempesta Vaia ha abbattuto milioni di alberi in Veneto, ma oggi il Sentiero del Respiro testimonia la resilienza della natura che torna a vivere, anche grazie all'aiuto dell'uomo</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia-1782996077690.jpg" data-image="9ykijn9k2m7i" alt="Sentiero del Respiro" title="Sentiero del Respiro"><figcaption>Il Castello di Andraz, punto di inizio e di arrivo del Sentiero del Respiro</figcaption></figure><p>Il Sentiero del Respiro è un percorso che attraversa i boschi delle <strong>Dolomiti </strong>in provincia di <strong>Belluno</strong>. Qui, dove nel 2018 la <strong>tempesta Vaia</strong> ha portato la devastazione, la natura sta cercando di riprendersi con l’aiuto dell’uomo.</p><div class="texto-destacado">La passeggiata è un’occasione per saperne di più sulla foresta stessa e sulla sua storia, sugli effetti della tempesta e anche sulle impegnative operazioni di recupero volte a salvare questo piccolo paradiso naturale.<br><br></div><p>Il sentiero offre comunque molte altre attrazioni, tra i luoghi legati alla storia e i paesaggi di incredibile bellezza delle Dolomiti.</p><h2>Perché dedicare un sentiero alla tempesta Vaia</h2><p>Il Sentiero del Respiro non è solo una bellissima passeggiata attraverso i boschi, è anche un percorso di <strong>sensibilizzazione </strong>e di <strong>memoria</strong>. </p><p>Nel 2018 la tempesta Vaia si è abbattuta violentemente su Francia, Svizzera, Croazia e Austria oltre che sull’Italia. Proprio in Italia, e in particolar modo in Veneto, i venti forti come <strong>uragani </strong>e le violente piogge hanno raso al suolo quarantunomila ettari di boschi e causato la perdita di <strong>quindici milioni di alberi.</strong></p><p>Colpendo anche le infrastrutture, come strade, binari e cavi elettrici, la tempesta ha acutizzato i danni per le popolazioni locali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="742814" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/i-fiori-delle-dolomiti-gioielli-colorati-che-sbocciano-sulla-roccia.html" title="I fiori delle Dolomiti: gioielli colorati che sbocciano sulla roccia">I fiori delle Dolomiti: gioielli colorati che sbocciano sulla roccia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/i-fiori-delle-dolomiti-gioielli-colorati-che-sbocciano-sulla-roccia.html" title="I fiori delle Dolomiti: gioielli colorati che sbocciano sulla roccia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-fiori-delle-dolomiti-gioielli-colorati-che-sbocciano-sulla-roccia-1765749284792_320.jpeg" alt="I fiori delle Dolomiti: gioielli colorati che sbocciano sulla roccia"></a></article></aside><p>Negli anni a seguire sono stati piantati diecimila alberi, in questo modo i boschi stanno lentamente tornando a vivere. Il Sentiero del Respiro è diventato così anche la testimonianza dell'importanza della tutela dell'ambiente e degli <strong>ecosistemi </strong>che vi abitano.</p><h2>Come è fatto il Sentiero del Respiro </h2><p>Il Sentiero del Respiro è parte del comune di <strong>Livinallongo del Col di Lana</strong>, in provincia di Belluno. Non lontano da <strong>Cortina d’Ampezzo</strong>, l’itinerario inizia e finisce presso la bella fortezza medievale del <strong>Castello di Andraz</strong>, arroccato su uno spuntone di roccia a quasi milleottocento metri di altitudine.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia-1782996360342.jpg" data-image="amk53cnwz0ic" alt="Arabba" title="Arabba"><figcaption>L'abitato di Arabba, un buon punto di partenza per un'escursione sul Sentiero del Respiro</figcaption></figure><p>La lunghezza totale del tragitto è di <strong>quattro chilometri</strong> lungo i quali si trovano pannelli informativi dotati anche di QR code per scoprire di più sulla foresta e sulla tempesta.</p><p>I primi quattrocento metri del percorso sono dotati di una <strong>passerella in legno</strong> per chi ha difficoltà deambulatorie. La passerelle raggiunge un’area attrezzata fruibile anche dai visitatori ipovedenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="708952" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-villaggio-nascosto-delle-dolomiti-con-viste-mozzafiato-e-poche-centinaia-di-abitanti.html" title="Il villaggio nascosto delle Dolomiti con viste mozzafiato e poche centinaia di abitanti ">Il villaggio nascosto delle Dolomiti con viste mozzafiato e poche centinaia di abitanti </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-villaggio-nascosto-delle-dolomiti-con-viste-mozzafiato-e-poche-centinaia-di-abitanti.html" title="Il villaggio nascosto delle Dolomiti con viste mozzafiato e poche centinaia di abitanti "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-villaggio-nascosto-delle-dolomiti-con-viste-mozzafiato-e-poche-centinaia-di-abitanti-1746344469748_320.jpg" alt="Il villaggio nascosto delle Dolomiti con viste mozzafiato e poche centinaia di abitanti "></a></article></aside><p>Il tragitto segue un percorso ad anello, la difficoltà è medio/bassa ed è adatto alle famiglie. La durata è di un’ora o poco più.</p><h2>Cosa vedere lungo il percorso</h2><p>Il punto di inizio del sentiero costituisce già una prima attrazione. Il castello di Andraz è un edificio <strong>millenario </strong>che comprende anche un museo. È aperto dal 30 maggio al 1 novembre, ma per gruppi e su prenotazione è visitabile anche nei periodi di chiusura.</p><p>Iniziato il cammino, si può visitare il piccolo <strong>villaggio </strong>che fa capo al castello, e ammirare i bei <strong>panorami </strong>di montagna, che sono una delle bellezze più attrattive di tutto il percorso.</p><p>Ad arricchire il sentiero ci sono anche un <strong>antico mulino</strong> e una <strong>grotta </strong>che veniva usata come deposito di munizioni durante la prima guerra mondiale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758551" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/escursioni-tra-leggende-e-paesaggi-unici-nei-monti-sibillini-tra-marche-e-umbria.html" title="Escursioni tra leggende e paesaggi unici nei Monti Sibillini tra Marche e Umbria">Escursioni tra leggende e paesaggi unici nei Monti Sibillini tra Marche e Umbria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/escursioni-tra-leggende-e-paesaggi-unici-nei-monti-sibillini-tra-marche-e-umbria.html" title="Escursioni tra leggende e paesaggi unici nei Monti Sibillini tra Marche e Umbria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/escursioni-tra-leggende-e-paesaggi-unici-nei-monti-sibillini-tra-marche-e-umbria-1773307194443_320.jpg" alt="Escursioni tra leggende e paesaggi unici nei Monti Sibillini tra Marche e Umbria"></a></article></aside><p><strong>Rio Castello</strong> è il torrente parte del <strong>Percorso “Kneipp” Valparola</strong> inserito nell'itinerario. Qui si può trovare il benessere sfruttando le proprietà benefiche della camminata a piedi nudi nell’acqua fresca.</p><h2>Come raggiungere il Sentiero del Respiro </h2><p>Il Castello di Andraz si raggiunge facilmente in auto da <strong>Arabba</strong>, frazione del comune di Livinallongo ai piedi del Passo Pordoi.</p><p> Il borgo si trova all’interno del grande comprensorio sciistico <strong>Dolomiti Superski </strong>e dista dal castello poco più di 17 Km.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775254" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-alpi-diventano-piu-verdi-l-avanzata-delle-foreste-minaccia-la-fauna-di-alta-quota.html" title="Le Alpi diventano più verdi: l’avanzata delle foreste minaccia la fauna di alta quota">Le Alpi diventano più verdi: l’avanzata delle foreste minaccia la fauna di alta quota</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-alpi-diventano-piu-verdi-l-avanzata-delle-foreste-minaccia-la-fauna-di-alta-quota.html" title="Le Alpi diventano più verdi: l’avanzata delle foreste minaccia la fauna di alta quota"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-alpi-diventano-piu-verdi-l-avanzata-delle-foreste-minaccia-la-fauna-di-alta-quota-1782230051457_320.jpg" alt="Le Alpi diventano più verdi: l’avanzata delle foreste minaccia la fauna di alta quota"></a></article></aside><p>Poco prima di arrivare al castello è possibile parcheggiare.</p><p>Arabba è collegata al Castello di Andraz anche dagli <strong>autobus </strong>di linea, mentre la stazione dei <strong>treni </strong>più vicina è quella di <strong>Brunico</strong>, che dista 48 km.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo, temporali o entrambi? Cambia tutto nei modelli: Luca Lombroso svela la sorpresa dell’8 luglio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-temporali-o-entrambi-cambia-tutto-nei-modelli-luca-lombroso-svela-la-sorpresa-dell-8-luglio.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 08:46:16 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo il passaggio temporalesco si espande l’anticiclone delle Azzorre, poi ci prova anche l’africano ma c’è una novità. Modelli stravolti, spunta un fronte freddo a metà settimana ma rimanda la minaccia di nuova ondata di caldo a metà mese. In diretta dal Trentino i dettagli.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xakv0fy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xakv0fy.jpg" id="xakv0fy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Si allontana il <strong>vivace fronte freddo </strong>che ha posto fine alla <strong>più potente ondata di caldo europea mai vistasi a giugno</strong>, ed anche una delle più estreme in assoluto. L’aria entrata non è certo fredda in termini assoluti, ma certo <strong>il calo delle temperature è stato vistoso.</strong></p><div class="texto-destacado">Le temperature massime di ieri sono scese attorno ai 28-30°C, raramente oltre al centro nord, localmente <strong>ancora piuttosto caldo nel sud della Puglia, con 35°C</strong> a <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Taranto-Europa-Italia-Taranto--1-31527.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Taranto</a>.</div><p>Sulle Alpi, da dove vi aggiorniamo in diretta meteo,<strong> l’aria fredda ha ripulito il cielo, e reso anche più stabile l’atmosfera, </strong>senza più temporali di calore che erano quasi quotidiani.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Nel fine settimana <strong>si espande un promontorio dell’anticiclone delle Azzorre, </strong>con ritorno di una componente subtropicale più calda, ma per il momento senza il temuto contributo dell’anticiclone africano. </p><p>Le isoterme <strong>a 850 hPa tornano comunque ad avvolgere l’Italia fra le linee di +15 e +20°C</strong>, tipiche da un lato dell’estate ma già nella fascia di sopra la media.</p><p>La novità dei modelli delle ultime ore però è <strong>per metà settimana, con l’anticiclone che si espande più verso il Mare del Nord</strong> e lascia spazio sul suo fianco orientale alla <strong>discesa di un fronte freddo </strong>anche più marcato del precedente. Interesserà maggiormente il settore adriatico e nordest, ma eviterà almeno al momento il nuovo acuto di caldo estremo ed anzi potrebbe anche rinfrescare notevolmente.</p><h2>Bel fine settimana</h2><p>Il <strong>primo weekend di luglio è tipicamente estivo, caldo ma a livelli sopportabili, </strong>anche se <strong>nelle città inizia ad infastidire </strong>specie sommandosi all’isola di calore urbana, soprattutto notturna. <strong>Bella e piacevole giornata in tutte le spiagge</strong>, ai laghi e anche in montagna, dove l<strong>’attività dei cumuli pomeridiani resta scarsa. </strong>Veramente piccoli e locali eventuali rovesci pomeridiani, quasi non si notano dai modelli.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776734" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html" title="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore">Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html" title="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore-1782974390368_320.png" alt="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore"></a></article></aside><p> Le temperature appunto aumentano, al nord, centro e Sardegna <strong>le massime saranno fra 32 e 35°C, al sud fra 30 e 33°C</strong>. Minime notturne fra 18 e 20°C, con notti tropicali a 22-23°C nelle città.</p><h2>Caldo in aumento lunedì e martedì</h2><p><strong>Lunedì 6 e martedì 7 luglio prova a partire una ondata di caldo, </strong>ma come vedremo dopo c’è una sorpresa. Intanto però<strong> i primi due giorni della settimana vedono un quadro di tempo in genere stabile soleggiato estivo, </strong>con risalita netta delle temperature a livelli fastidiosi ma non estremi.<strong> </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-temporali-o-entrambi-cambia-tutto-nei-modelli-luca-lombroso-svela-la-sorpresa-dell-8-luglio-1783023769760.png" data-image="2tvay79iozld"><figcaption>A inizio settimana temperature in aumento, su Spagna e sud della Francia torna l'anticiclone africano e sfiora il nord, martedì al nord le massime arriveranno a 35-36°C.</figcaption></figure><p><strong>Le massime infatti aumentano a 35-36°C</strong> sempre al nord e al centro, in zone isolate anche leggermente oltre ma ben distanti per fortuna dai temuti 40°C.<br>Il caldo intenso aumenta la formazione di nubi termoconvettive sui rilievi alpini e appenninici, tornano così brevi rovesci pomeridiani a innesco orografico. </p><h2>Temporali in transito fra mercoledì e giovedì?</h2><p>Ecco la novità, appunto <strong>fra mercoledì 8 e giovedì 9 luglio, transita un fronte freddo con una saccatura </strong>che si approfondisce fra l’Adriatico e i Balcani. <strong>Temporali anche intensi spazzeranno dapprima il nordest ed Emilia Romagna, saltando il nordovest, poi le regioni centrali adriatiche </strong>e quindi il sud, specie verso le coste adriatiche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-temporali-o-entrambi-cambia-tutto-nei-modelli-luca-lombroso-svela-la-sorpresa-dell-8-luglio-1783023908903.png" data-image="otztn08jiced"><figcaption>La disposizione della corrente a getto per mercoledi 8 luglio preannuncia una discesa di aria fredda con transito di un fronte sul settore Adriatico e una probabile inaspettata rinfrescata e ritardo dell'anticiclone africano.</figcaption></figure><p> Presto per i dettagli, ma se confermato questo scenario, <strong> sono da mettere in conto nuovi colpi di vento di downburst, isolate grandinate, nubifragi. </strong> e diminuzione delle temperature.</p><p><strong>Gli Ensamble e i cluster sono però molto incerti</strong> e nelle ultimissime corse dei modelli riprende quota uno scenario caldo intenso anche se non estremo.</p><h2>Arriverà la temuta grande ondata calda di metà luglio?</h2><p>Vi avevamo parlato di tre scenari, <strong>per fortuna pare prevalere, se ricordate, quello di una fase estiva fra normale e moderata</strong>, con qualche acuto di caldo ma dai nuovi cluster si ridimensiona il rischio di una fase di anticiclone africano. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776483" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luglio-2026-addio-caldo-infernale-attenzione-sta-gia-scalpitando-per-tornare.html" title="Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare">Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luglio-2026-addio-caldo-infernale-attenzione-sta-gia-scalpitando-per-tornare.html" title="Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-sara-il-mese-di-luglio-2026-uns-tregua-dal-grande-caldo-che-tuttavia-scalpita-per-tornare-protagonista-1782834266113_320.jpg" alt="Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare"></a></article></aside><p>Certo il caldo si sentirà a tratti, e a meteo termine lontano, 10-15 giorni, compaiono isoterme molto calde su tutt'Italia e stavolta anche e particolarmente al sud. Probabile dunque arrivi una nuova ondata di caldo, che dettaglieremo nei prossimi aggiornamenti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-temporali-o-entrambi-cambia-tutto-nei-modelli-luca-lombroso-svela-la-sorpresa-dell-8-luglio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tregua dal grande caldo: un fine settimana estivo finalmente più a misura d’uomo ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tregua-dal-grande-caldo-un-fine-settimana-estivo-finalmente-piu-a-misura-d-uomo.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 07:50:09 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo l'intensa e prolungata ondata di calore che ha caratterizzato la chiusura di giugno, l'Italia si sta avviando verso un primo fine settimana di luglio con un contesto climatico finalmente più equilibrato e consono alla stagione.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xakleby"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xakleby.jpg" id="xakleby"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questo primo fine settimana di luglio segna una <strong>svolta decisiva</strong> per l'Italia itera, che finalmente <strong>ha voltato pagina</strong>, con la<strong> fine dell'intensa ondata di calore</strong> che ha caratterizzato soprattutto la fine del mese di giugno<sup></sup>. Anche se, nonostante l'aumento dell'instabilità dei giorni scorsi, a cavallo tra <strong>fine giugno e inizio luglio</strong>, le temperature, specie al Centro-Nord, hanno comunque continuato a far registrare <strong>valori ancora molto elevati</strong>. </p><p>In molte località del nostro Paese,<strong> fino a mercoledì 1° luglio</strong>, i termometri hanno ancora avuto modo di superare agevolmente la soglia dei<strong> 35°C</strong>, con effetti di disagio fisico dovuto al contemporaneo <strong>aumento dell'afa</strong> per tassi di umidità spesso molto elevati. </p><h2>La circolazione è cambiata</h2><p><strong>Lo spostamento dell'Anticiclone</strong> <strong>dall'Oceano verso l'Europa Occidentale</strong>, annunciato sulla nostra penisola dai primi refoli di aria atlantica in quota, responsabili dei tanti temporali, anche estesi e violenti, dei giorni scorsi, ha prodotto una<strong> significativa trasformazione della circolazione anche sull'Italia.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tregua-dal-grande-caldo-un-fine-settimana-all-insegna-di-un-estate-finalmente-a-misura-d-uomo-1783028080570.jpg" data-image="2e5gyvvkazfl"><figcaption>L'anticiclone delle Azzorre, ben evidente sull'Atlantico ad ovest della Francia, ha convogliato correnti più fresche ed instabili anche verso la nostra penisola, producendo un sensibile calo termico che ci ha riportati su valori più consoni al periodo. Nel fine settimana, l'Italia beneficerà di questo nuovo regime termico, con un sabato e una domenica più stabili e con temperature non più estreme. ECMWF Meteored</figcaption></figure><p><strong>Tra mercoledì 1° luglio e ieri, giovedì 2</strong>, il transito di una <strong>goccia fredda sul Tirreno</strong> (un vortice depressionario e freddo in quota), che ha prodotto molti fenomeni temporaleschi, ci ha portato anche <strong>un deciso ricambio d'aria</strong>, mettendo fine all'ondata di calore anche sul nostro Paese. Questa massa d'aria, <strong>c</strong><strong>o</strong><strong>n valori anche sotto media in quota</strong>, che si è isolata dal flusso principale delle correnti atlantiche, scivolando <strong>velocemente verso il Mare Egeo</strong> sta già permettendo un rapido miglioramento a partire dalle regioni settentrionali e centrali, con <strong>residui strascichi su quelle meridionali</strong>.</p><h2>Fine dell'anomalia termica</h2><p>Questo<strong> evento</strong>, non ci ha portato temperature molto distanti da quelle che, normalmente, avremmo dovuto avere sul nostro territorio in queste fasi iniziali di luglio. Anzi, a dirla tutta, dopo un <strong>primo sensibile calo termico </strong><strong>nella fase perturbata</strong>,<strong> il recupero</strong> non si farà attendere molto, con valori in aumento già nella giornata di <strong>oggi</strong>, venerdì, per poi continuare nel fine settimana. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Il calo termico rispetto ai picchi di fine giugno è netto, con una diminuzione di circa 6-9°C su gran parte dell'Italia<sup></sup>. Nonostante questa flessione, le temperature non scenderanno sotto media, ma si assesteranno su valori estivi standard, da 1 a 3°C sopra la media di inizio luglio<sup></sup>. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Insomma, si tratterà di un <strong>ritorno a condizioni pressoché normali, </strong><strong>più consoni alla stagione</strong>, allontanandoci notevolmente dai picchi estremi dei giorni scorsi<sup></sup>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776734" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html" title="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore">Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html" title="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore-1782974390368_320.png" alt="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore"></a></article></aside><p>Tuttavia, non si può nascondere che la <strong>tendenza di lungo periodo</strong>, proposta da diversi modelli meteorologici, indica<strong> un nuovo graduale rialzo delle temperature</strong>, anche se restano ancora <strong>ampi margini di incertezza</strong>, questa, anche la elevata distanza temporale.</p><h2>Il quadro meteorologico di venerdì 3 luglio</h2><p>La giornata di <strong>oggi, venerdì 3 luglio</strong>, vedrà l<strong>'instabilità legata al transito della goccia fredda</strong>, trasferirsi <strong>principalmente sui settori meridionali</strong><sup></sup>. Al mattino, i fenomeni temporaleschi interesseranno in prevalenza il <strong>mar Tirreno meridionale</strong>, le <strong>coste tirreniche della Sardegna </strong>e l'area dello <strong>Stretto di Messina</strong>, con la possibilità di vedere<strong> qualche isolato temporale anche in Molise e sull'area garganica</strong><sup></sup>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tregua-dal-grande-caldo-un-fine-settimana-all-insegna-di-un-estate-finalmente-a-misura-d-uomo-1783028226481.jpg" data-image="woxfao63dylr"><figcaption>Tempo previsto in Italia oggi alle ore 16:00. È facile notare come la maggior parte del Centro-Nord sia ormai interessato da condizioni di tempo stabile e soleggiato, mentre il Meridione e le isole maggiori, oltre a parte del Lazio, avranno ancora dei fenomeni residui dovuti alla goccia fredda in allontanamento verso est. ECMWF Meteored </figcaption></figure><p>Nel corso del <strong>pomeriggio</strong>, sul Meridione il <strong>maltempo </strong>diverrà<strong> più diffuso e intenso</strong>, interessando <strong>la Sicilia, le aree interne di Calabria, Basilicata e il Salernitano</strong>, <strong>dove i </strong><strong>temporali potrebbero anche risultare intensi</strong><sup></sup>. Al <strong>Centro-Nord</strong>, invece, la situazione risulterà nettamente più tranquilla, con <strong>ampie schiarite</strong>, fatta eccezione per la formazione di una nuvolosità sparsa pomeridiana che potrà interessare il Lazio, specie le aree interne, e i rilievi alpini, in particolare <strong>le Dolomiti e le Alpi Carniche, con possibili rovesci</strong>, in esaurimento entro sera<sup></sup>.</p><h2>Weekend all'insegna della stabilità e del clima gradevole</h2><p><strong>A partire da sabato 4 luglio</strong>, assisteremo a un rapido <strong>miglioramento </strong>delle condizioni meteo <strong>su tutto il territorio nazionale</strong>, grazie al definitivo allontanamento del vortice instabile e alla contemporanea espansione di un campo di <strong>alta pressione atlantica</strong><sup></sup>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tregua-dal-grande-caldo-un-fine-settimana-all-insegna-di-un-estate-finalmente-a-misura-d-uomo-1783028102165.jpg" data-image="2kfzfn3gl6mg"><figcaption>Dopo il calo di oggi, anche al Sud, le temperature massime torneranno a salire gradualmente tra sabato e domenica su Sardegna, regioni centrali tirreniche e Nord-Ovest, pur rimanendo ben distanti da picchi estremi. Il clima, dunque, si manterrà su livelli tipicamente estivi, al massimo pochi gradi superiori alla media climatologica tra domenica e lunedì. ECMWF Meteored</figcaption></figure><p>Nelle<strong> prime ore del mattino di sabato</strong>, una residua nuvolosità sulla Sicilia tirrenica e sulla Calabria meridionale, potrebbe ancora produrre dei brevi piovaschi che, tuttavia, andranno esaurendosi in breve tempo, con il resto della giornata caratterizzato da<strong> cielo sereno o poco nuvoloso su quasi tutta l'Italia</strong><sup></sup>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776336" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-agonia-delle-alpi-con-l-eccezionale-fusione-dei-ghiacciai-in-questo-fine-giugno.html" title="L’agonia delle Alpi con l’eccezionale fusione dei ghiacciai in questo fine giugno 2026">L’agonia delle Alpi con l’eccezionale fusione dei ghiacciai in questo fine giugno 2026</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-agonia-delle-alpi-con-l-eccezionale-fusione-dei-ghiacciai-in-questo-fine-giugno.html" title="L’agonia delle Alpi con l’eccezionale fusione dei ghiacciai in questo fine giugno 2026"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-agonia-delle-alpi-con-l-eccezionale-fusione-dei-ghiacciai-in-questo-fine-giugno-1782808211752_320.jpg" alt="L’agonia delle Alpi con l’eccezionale fusione dei ghiacciai in questo fine giugno 2026"></a></article></aside><p>Quella di<strong> domenica 5 </strong>sarà una <strong>giornata di bel tempo</strong>, con prevalenza di sole sulla penisola<sup></sup>. Solo <strong>lungo la catena alpina</strong>, potremmo avere un aumento della nuvolosità cumuliforme durante il pomeriggio, con il <strong>rischio </strong>per qualche <strong>isolato temporale</strong><sup></sup>.</p><h2>Riassumendo, un rientro nei canoni di luglio </h2><p><strong>Dopo il calo di oggi, anche al Sud</strong>, le temperature massime <strong>torneranno a salire gradualmente tra sabato e domenica su Sardegna, regioni centrali tirreniche e Nord-Ovest</strong>, pur rimanendo ben distanti da picchi estremi.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Il clima, dunque, si manterrà su <strong>livelli tipicamente estivi</strong>, al massimo pochi gradi <strong>superiori </strong>alla media climatologica <strong>tra domenica e lunedì. L</strong><strong>a una ventilazione settentrionale costante</strong>, che pur rendendo i mari mossi o localmente agitati, come l'Adriatico centrale e meridionale e il Mar Ionio, renderà le <strong>giornate del weekend decisamente gradevoli e "più a misura d'uomo"</strong><sup></sup>. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tregua-dal-grande-caldo-un-fine-settimana-estivo-finalmente-piu-a-misura-d-uomo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo in risalita: già dalla prossima settimana tornano i 36°C sull’Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-risalita-gia-dalla-prossima-settimana-tornano-i-36-c-sull-italia.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 07:15:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il caldo tornerà ad interessare l'Italia già dal weekend, per l'espansione di un robusto promontorio anticiclonico subtropicale che spingerà i termometri fino alla soglia dei +36°C. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaklube"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaklube.jpg" id="xaklube"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo una fase caratterizzata da maggiore variabilità, l’anticiclone subtropicale africano si prepara a riconquistare la scena sul Mediterraneo centrale e sull’Italia. </p><p>A partire dalla prossima settimana, la struttura anticiclonica si rafforzerà progressivamente su tutto il Paese, <strong>riportando condizioni di tempo stabile e prevalentemente soleggiato, dopo l’instabilità delle ultime ore.</strong></p><h2><strong>Un grande promontorio verso l’Italia</strong></h2><p>Tra <strong>lunedì 6</strong> e <strong>martedì 7 luglio</strong> il vasto promontorio anticiclonico, pronto a svilupparsi sopra la Penisola Iberica e la Francia, riuscirà ad espandersi in direzione dell’Italia, ripristinando la tipica stabilità estiva.</p><p>Il cielo si presenterà sereno o poco nuvoloso per lunghi tratti della giornata, con solo qualche modesto addensamento possibile lungo i rilievi alpini e appenninici, <strong>dalle ore 15:00</strong><strong>.</strong> Le correnti in quota rimarranno deboli, favorendo un rapido riscaldamento diurno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-in-risalita-gia-dalla-prossima-settimana-tornano-i-36-c-sull-italia-1783029491811.png" data-image="k096v0dh15ur" alt="Alta pressione." title="Alta pressione."><figcaption>Il promontorio anticiclonico in risalita verso l'Italia già dal weekend.</figcaption></figure><p>Il nucleo più caldo dell’anticiclone, tuttavia, resterà posizionato sulla Spagna e sulla Francia meridionale, <strong>dove le temperature raggiungeranno picchi particolarmente elevati, anche fino a +40°C.</strong> Sull’Italia il caldo tornerà comunque a farsi sentire in modo deciso, <strong>anche se con caratteristiche leggermente diverse rispetto alle ondate precedenti.</strong></p><h2><strong>Temperature in risalita, caldo intenso ma meno afoso</strong></h2><p>Le masse d’aria calda in quota determineranno un progressivo aumento delle temperature su tutto il territorio nazionale. Già da lunedì i termometri inizieranno a spingere verso l’alto, <strong>con massime che tra martedì e mercoledì supereranno diffusamente i +34°C +36°C in molte città della Pianura Padana,</strong> delle zone interne del Centro e di parte del Sud. </p><div class="texto-destacado"><strong>Localmente, soprattutto nelle aree più favorevoli (pianure interne e valli), non si escludono picchi prossimi o superiori ai +37°C.</strong></div><p>La buona notizia è che questa nuova fase di caldo dovrebbe risultare <strong>meno afosa</strong> rispetto alle ondate di fine giugno. <strong>L’umidità relativa sarà infatti più contenuta grazie a una maggiore subsidenza dell’aria e a venti più secchi in quota,</strong> rendendo le temperature percepite più sopportabili rispetto a episodi con forte contributo di vapore acqueo, della scorsa settimana.</p><h2><strong>Da metà settimana instabilità?</strong></h2><p>La stabilità non durerà però a lungo. Secondo le proiezioni del modello <strong>ECMWF,</strong> nostro punto di riferimento, a partire da mercoledì 8 una nuova goccia fredda scivolerà lungo il bordo orientale dell’anticiclone, dirigendosi verso l’Italia.</p><p>Questo afflusso di aria più fresca in quota destabilizzerà l’atmosfera, <strong>favorendo il ritorno di temporali e rovesci, localmente anche di forte intensità.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-in-risalita-gia-dalla-prossima-settimana-tornano-i-36-c-sull-italia-1783029543478.png" data-image="dkzr9ehsu8i6" alt="Caldo." title="Caldo."><figcaption>A inizio della prossima settimana si toccheranno punte di oltre +36°C sul Nord Italia.</figcaption></figure><p>Le regioni più esposte al fenomeno, almeno nelle prime fasi, saranno il Nord-Est (Friuli-Venezia Giulia, Veneto orientale e Trentino), le regioni centrali (soprattutto interne di Toscana, Umbria, Marche e Lazio) e, in un secondo momento, parte del Sud, fino alla Sicilia.</p><p>Sarà quindi una tipica situazione da <strong>“cuscinetto” anticiclonico,</strong> con sole e caldo sul versante occidentale e tirrenico, maggiore variabilità e rischio temporali su quello adriatico e orientale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776614" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html" title="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia">Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html" title="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia-1782895792904_320.png" alt="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia"></a></article></aside><p>Nei prossimi giorni seguiremo con attenzione l’evoluzione della goccia fredda, che potrebbe modulare non solo le temperature, ma anche la distribuzione delle precipitazioni temporalesche. L’estate meteorologica continua a mostrare il suo volto più classico, <strong>passando dal caldo intenso alternato a brevi ma energiche fasi instabili.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-risalita-gia-dalla-prossima-settimana-tornano-i-36-c-sull-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Da dove arriva il caldo in Italia? Il Sahara sta vivendo un inizio d'estate insolitamente fresco]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-dove-arriva-il-caldo-in-italia-il-sahara-sta-vivendo-un-inizio-d-estate-insolitamente-fresco.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Se sul Sahara stiamo vivendo un periodo con temperature sotto media, da dove arriva questo caldo estremo che sta fiaccando l'Europa? Ecco come nascono queste ondate di calore.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xakefp2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xakefp2.jpg" id="xakefp2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Negli ultimi giorni, e ancora nei prossimi, l’Italia e buona parte dell’Europa occidentale vivranno <strong>un nuovo episodio di caldo intenso.</strong> Immagini satellitari e mappe mostrano spesso polveri sahariane in quota, e i titoli parlano di <strong>“anticiclone africano”.</strong></p><p>Eppure, la realtà è più sfumata e affascinante dal punto di vista meteorologico. Il Sahara, in questo inizio d’estate 2026, <strong>sta registrando temperature nella media o addirittura leggermente sotto le medie stagionali in diverse aree.</strong> Il vero motore del caldo che ci riguarda non è principalmente un forno desertico in piena attività, ma un meccanismo atmosferico più complesso.</p><h2><strong>L’origine del calore: non solo dal Sahara</strong></h2><p>Spesso tutto nasce da <strong>masse d’aria molto calde in quota,</strong> nella media troposfera (intorno ai 500 hPa, circa 5-6 km di altitudine), provenienti dalle medie latitudini dell’Atlantico e solo in parte dal Nord Africa. </p><p>Queste masse subtropicali o di transizione atlantico-mediterranea si scaldano già durante il loro percorso, <strong>ma non sono necessariamente “africane continentali” roventi e secche.</strong> Come evidenziano diversi studi e analisi modellistiche, buona parte dell’aria calda che raggiunge l’Europa ha spesso un’origine atlantica subtropicale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-dove-arriva-il-caldo-in-italia-il-sahara-sta-vivendo-un-inizio-d-estate-insolitamente-fresco-1782982489676.png" data-image="5a0avgoqkyzf" alt="Sahara, anomalie termiche." title="Sahara, anomalie termiche."><figcaption>In questi giorni su vaste aree del Sahara si presentano temperature sotto le medie del periodo, come sull'Algeria e nella vicina Libia.</figcaption></figure><p>Quindi umida all’inizio, ma capace di riscaldarsi enormemente una volta intrappolata nei meccanismi dinamici. Il contributo diretto del Sahara esiste, ma è parziale. Il deserto, in questa fase, non sta vivendo un’eccezionale fiammata, <strong>quanto piuttosto funge da “serbatoio” geografico per l’espansione verso nord di aria calda.</strong></p><h2><strong>I meccanismi che fanno “esplodere” il caldo</strong></h2><p>Una volta in posizione, queste masse d’aria innescano una catena di processi che trasformano un’anomalia termica in un’ondata di calore intensa e persistente.</p><p>Tutto inizia spesso da una <strong>depressione extratropicale</strong> sull’Atlantico settentrionale (tra Islanda, Groenlandia e isole britanniche). Questa bassa pressione ruota in senso antiorario e richiama aria calda dalle latitudini subtropicali (Maghreb, Spagna meridionale, bacino del Mediterraneo) spingendola verso nord-nordest, direttamente sull’Europa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-dove-arriva-il-caldo-in-italia-il-sahara-sta-vivendo-un-inizio-d-estate-insolitamente-fresco-1782982577220.png" data-image="oa4498jiynm4" alt="Getto polare." title="Getto polare."><figcaption>Sul bordo occidentale del promontorio, l’aria calda subtropicale incontra quella più fresca e umida dell’Atlantico. Si crea un forte gradiente termico orizzontale che accelera i venti in quota. Il getto polare si intensifica e si incurva lungo il fianco dell’anticiclone.</figcaption></figure><p>Questa aria subtropicale, già calda, riscalda l’intera colonna atmosferica dal suolo fino a 8-10 km di quota. L’aria si espande, la colonna atmosferica <strong>si “gonfia” e aumenta il geopotenziale.</strong> Da qui si forma così un <strong>promontorio anticiclonico in quota,</strong> un vero e proprio cappello di alta pressione che può estendersi dal Nord Africa fino alla Scandinavia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772417" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/queste-sono-le-dinamiche-che-causano-le-intense-e-persistenti-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Queste sono le dinamiche che causano le intense e persistenti ondate di calore in Europa">Queste sono le dinamiche che causano le intense e persistenti ondate di calore in Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/queste-sono-le-dinamiche-che-causano-le-intense-e-persistenti-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Queste sono le dinamiche che causano le intense e persistenti ondate di calore in Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/queste-sono-le-dinamiche-che-causano-le-intense-e-persistenti-ondate-di-calore-in-europa-1780657154550_320.jpg" alt="Queste sono le dinamiche che causano le intense e persistenti ondate di calore in Europa"></a></article></aside><p>Sotto questo promontorio il cielo rimane sereno o poco nuvoloso (a volte velato solo da pulviscolo desertico), il sole batte senza interruzioni e le temperature al suolo salgono rapidamente.</p><h2><strong>Il ruolo cruciale del getto polare e del blocco Omega</strong></h2><p>Sul bordo occidentale del promontorio, l’aria calda subtropicale incontra quella più fresca e umida dell’Atlantico. Si crea un forte <strong>gradiente termico orizzontale</strong> che accelera i venti in quota. Il <strong>getto polare</strong> si intensifica e si incurva lungo il fianco dell’anticiclone.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-dove-arriva-il-caldo-in-italia-il-sahara-sta-vivendo-un-inizio-d-estate-insolitamente-fresco-1782982635679.jpg" data-image="yk3qp2o9qt1s" alt="Onda di calore." title="Onda di calore."><figcaption>Il vero “motore” dell’intensità e della durata è un feedback positivo fra suoli, mari e atmosfera. L’alta pressione in quota provoca subsidenza (discesa di aria dall’alto verso il basso). L’aria che scende si comprime e si riscalda per compressione adiabatica, divenendo molto calda nei bassi strati.</figcaption></figure><p>Questo <strong>getto forte</strong> favorisce la divergenza di massa d’aria in quota sul lato orientale del promontorio. È come un “aspirapolvere” in alto che sostiene dinamicamente l’alta pressione e rinforza la depressione a valle. Si configura così il classico <strong>blocco Omega</strong> (dalla forma della lettera greca Ω), uno schema estremamente stabile.</p><h2><strong>Il circolo vizioso che rende il caldo persistente</strong></h2><p><strong>Il vero “motore” dell’intensità e della durata è un feedback positivo fra suoli, mari e atmosfera. </strong>L’alta pressione in quota provoca <strong>subsidenza (discesa di aria dall’alto verso il basso). </strong>L’aria che scende si comprime e si riscalda per <strong>compressione adiabatica</strong>.</p><div class="texto-destacado"><strong>Questo riscaldamento aggiuntivo espande ulteriormente la colonna atmosferica, fa salire ancora il geopotenziale e rafforza l’anticiclone.</strong></div><p>Il contrasto termico con l’aria atlantica più fresca mantiene forte il <strong>getto polare,</strong> che continua a sostenere il blocco per giorni o settimane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-dove-arriva-il-caldo-in-italia-il-sahara-sta-vivendo-un-inizio-d-estate-insolitamente-fresco-1782982687155.png" data-image="0vb5l8zvzmhh" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Questa aria subtropicale, già calda, riscalda l’intera colonna atmosferica dal suolo fino a 8-10 km di quota. L’aria si espande, la colonna atmosferica si “gonfia” e aumenta il geopotenziale. Da qui si forma così un promontorio anticiclonico in quota, un vero e proprio cappello di alta pressione che può estendersi dal Nord Africa fino al Regno Unito o Scandinavia.</figcaption></figure><p>A questo si aggiunge il Mediterraneo, che in estate, durante queste situazioni di blocco che durano intere settimane accumula molto calore, fungendo da serbatoio di calore e umidità e contribuendo alle notti tropicali (temperature minime elevate) soprattutto lungo le coste, rendendo il disagio ancora più opprimente.</p><h2><strong>Un fenomeno sempre più frequente</strong></h2><p>Questi meccanismi non sono nuovi, ma il cambiamento climatico li rende più probabili e intensi. La presenza di temperature medie globali più alte, maggior riscaldamento del continente rispetto all’oceano, favoriscono la formazione e la persistenza di questi blocchi.</p><p>In sintesi, il caldo che stiamo vivendo non arriva direttamente da un Sahara bollente, <strong>ma da una sofisticata danza atmosferica in cui masse d’aria di origine prevalentemente atlantico-subtropicale vengono catturate, </strong>compresse e amplificate da un blocco anticiclonico persistente, sulle stesse zone continentali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775411" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ormai-fa-molto-caldo-senza-vere-ondate-di-calore-il-ruolo-del-mediterraneo-sempre-piu-bollente.html" title="Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente">Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ormai-fa-molto-caldo-senza-vere-ondate-di-calore-il-ruolo-del-mediterraneo-sempre-piu-bollente.html" title="Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ormai-fa-molto-caldo-senza-vere-ondate-di-calore-il-ruolo-del-mediterraneo-sempre-piu-bollente-1782295374259_320.png" alt="Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente"></a></article></aside><p>Il Sahara gioca un ruolo, ma spesso è più un attore di contorno che il protagonista assoluto. Capire queste dinamiche ci aiuta non solo a interpretare meglio le previsioni, <strong>ma anche a contestualizzare un’estate che, con ogni probabilità, ci riserverà ancora diversi episodi di caldo intenso.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-dove-arriva-il-caldo-in-italia-il-sahara-sta-vivendo-un-inizio-d-estate-insolitamente-fresco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Alle Canarie scoperto un "mondo neonato" nel vulcano di La Palma: aiuterà a cercare vita su Marte]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alle-canarie-scoperto-un-mondo-neonato-nel-vulcano-di-la-palma-aiutera-a-cercare-vita-su-marte.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Cinque anni dopo l'eruzione del vulcano Tajogaite, gli scienziati hanno individuato a La Palma un laboratorio naturale unico nel suo genere, dove potranno studiare come la vita si sviluppa in ambienti estremi simili a quelli di Marte.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-descubren-un-mundo-recien-nacido-en-el-volcan-de-la-palma-que-servira-para-buscar-vida-en-marte-1781619041253.png" data-image="f5983g7kn0dd" alt="eruzione alle canarie" title="eruzione alle canarie"><figcaption>L'eruzione del Tajogaite ha modificato il paesaggio di quest'area di La Palma alla fine del 2021.</figcaption></figure><p>Nel 2021, l'eruzione del Tajogaite, il nuovo vulcano della Cumbre Vieja, ha <strong>cambiato per sempre il paesaggio dell'isola di La Palma, alle Canarie</strong>. Quello che per settimane è stato uno scenario da film, con fiumi di lava, esplosioni e colonne di cenere, si è trasformato oggi in uno dei luoghi più sorprendenti per la ricerca scientifica.</p><p>Ora un team internazionale di ricercatori guidato da esperte ed esperti del CSIC (Consiglio Superiore delle Ricerche Scientifiche spagnolo) <strong>ha iniziato a studiare gli ecosistemi che stanno comparendo sui nuovi materiali vulcanici</strong>. L'obiettivo è comprendere come la vita colonizzi territori appena formati e utilizzare queste conoscenze nelle future missioni di esplorazione planetaria.</p><h2>La ricerca della vita su Marte passa da La Palma</h2><p><strong>Gli scienziati coinvolti nello studio descrivono questo ambiente come un autentico "mondo appena nato"</strong>, dove ogni organismo che riesce a stabilirsi fornisce indizi sui meccanismi biologici che consentono la sopravvivenza in condizioni estreme.</p><p><strong>I nuovi campi vulcanici di La Palma permettono di testare tecnologie</strong>, metodi di campionamento e strategie di analisi che potrebbero essere utilizzati in future esplorazioni di Marte.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"> <p lang="es" dir="ltr"> La vita si fa strada nel <a href="https://x.com/hashtag/Tajogaite?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Tajogaite</a>: scoperti microrganismi che aiutano a comprendere Marte.<br> Un team internazionale di ricercatori ha identificato le prime comunità microbiche che hanno colonizzato i tubi di lava del <a href="https://x.com/hashtag/volc%C3%A1n?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#vulcano</a> di La Palma. </p> </blockquote></figure><p>Molti dei processi geologici osservati sull'isola delle Canarie, infatti, <strong>presentano somiglianze con i paesaggi vulcanici marziani</strong>, trasformando questo luogo in un autentico laboratorio naturale per l'astrobiologia.</p><h2>Un paesaggio che ricorda il Pianeta Rosso</h2><p>Le recenti colate laviche presentano caratteristiche che le rendono un eccellente analogo terrestre di Marte. <strong>Le elevate temperature iniziali, l'assenza di un suolo sviluppato, la scarsità di nutrienti e le condizioni chimiche ostili</strong> creano infatti una chiara somiglianza con alcuni degli ambienti marziani studiati dalle sonde spaziali.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-descubren-un-mundo-recien-nacido-en-el-volcan-de-la-palma-que-servira-para-buscar-vida-en-marte-1781608745959.jpeg" data-image="hud794lg8xg6"> <figcaption>Marte è caratterizzato da un paesaggio desolato, vasto e dominato da tonalità rossastre. Immagine che ricrea il Pianeta Rosso a partire da una fotografia delle Cañadas del Teide.</figcaption> </figure><p>Per questo motivo, gli scienziati ritengono che <strong>La Palma</strong> offra un'opportunità eccezionale per osservare in tempo reale <strong>le prime fasi della colonizzazione biologica di un territorio appena creato</strong>.</p><p>Le ricerche si concentrano in particolare sui <strong>microrganismi capaci di sopravvivere in condizioni estreme</strong>, noti come estremofili. Questi esseri viventi potrebbero fornire informazioni fondamentali sui tipi di organismi che potrebbero esistere o essere esistiti su Marte.</p><h3>Una finestra sul passato della Terra</h3><p>Oltre a contribuire agli studi astrobiologici, la recente eruzione del 2021 <strong>consente di ricostruire come potrebbe essersi sviluppata la vita sulla Terra dopo grandi eventi geologici</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="699814" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/forti-piogge-alle-canarie-sul-vulcano-di-la-palma-si-forma-uno-strano-fenomeno.html" title="Forti piogge alle Canarie, a La Palma strano fenomeno sul vulcano che esplose 3 anni fa ">Forti piogge alle Canarie, a La Palma strano fenomeno sul vulcano che esplose 3 anni fa </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/forti-piogge-alle-canarie-sul-vulcano-di-la-palma-si-forma-uno-strano-fenomeno.html" title="Forti piogge alle Canarie, a La Palma strano fenomeno sul vulcano che esplose 3 anni fa "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/forti-piogge-alle-canarie-sul-vulcano-di-la-palma-si-forma-uno-strano-fenomeno-1741097131043_320.jpg" alt="Forti piogge alle Canarie, a La Palma strano fenomeno sul vulcano che esplose 3 anni fa "></a></article></aside><p><strong>Miliardi di anni fa il nostro pianeta era dominato da un'intensa attività vulcanica e da condizioni molto diverse da quelle attuali</strong>. Comprendere come i microrganismi riescano a colonizzare superfici vulcaniche appena formate aiuta quindi a chiarire meglio le origini degli ecosistemi terrestri.</p><p>Questi studi offrono un'opportunità unica per <strong>analizzare l'adattabilità e la resilienza</strong> della vita in ambienti particolarmente ostili.</p><h3><em>Riferimento scientifico</em></h3><p><em>Miller, A.Z., Gutierrez-Patricio, S., Gázquez, F. et al. <strong>Stochastic seeding and environmental stressors as dual drivers of pioneer microbial colonization in newly formed basaltic lava tubes</strong>. Environmental Microbiome, <strong>21</strong>, 60 (2026). <a href="https://link.springer.com/article/10.1186/s40793-026-00874-y#citeas" target="_blank" rel="nofollow">https://doi.org/10.1186/s40793-026-00874-y</a></em><em><br></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alle-canarie-scoperto-un-mondo-neonato-nel-vulcano-di-la-palma-aiutera-a-cercare-vita-su-marte.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'intelligenza artificiale è in grado di scoprire una nuova fisica? Forse dovrebbe prima reimparare tutto da capo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-intelligenza-artificiale-e-in-grado-di-scoprire-una-nuova-fisica-forse-dovrebbe-prima-reimparare-tutto-da-capo.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 18:31:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo studio illustra come l'intelligenza artificiale possa aiutare a scoprire aspetti della fisica che vanno oltre il modello standard e quali siano le difficoltà che ciò comporta.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-inteligencia-artificial-consegue-descobrir-uma-nova-fisica-talvez-precise-reaprender-tudo-primeiro-1781999745107.png" data-image="a53h6zw0yh2n" alt="IA." title="IA."><figcaption>Quando un'intelligenza artificiale dipende eccessivamente dai dati di addestramento, può avere difficoltà a riconoscere fenomeni realmente nuovi. Crediti: NASA</figcaption></figure><p>Negli ultimi anni, alcuni dei nomi di spicco nel campo dell’intelligenza artificiale (IA), come <strong>Sam Altman, Jensen Huang ed Elon Musk,</strong> hanno iniziato a sottolineare l’importanza della fisica per il progresso di questo settore. L’idea è che modelli sempre più avanzati siano in grado di apprendere relazioni fisiche a partire da dati osservativi e sperimentali. Ciò consentirebbe di costruire sistemi che contribuirebbero a nuove scoperte e ipotesi scientifiche.</p><div class="texto-destacado"><strong>Ciononostante, insegnare la fisica ai modelli di IA rimane una sfida, poiché molti problemi fisici comportano relazioni complesse, scale spaziali e temporali multiple e incertezza.</strong> Per questo motivo, università, centri di ricerca e aziende stanno investendo nello sviluppo di architetture in grado di incorporare direttamente le conoscenze fisiche durante l’addestramento. </div><p>Questi approcci spaziano dalle reti neurali informate dalla fisica (physics-informed neural networks) ai modelli basati su simulazioni numeriche e sull’apprendimento simbolico.</p><p><strong>Un nuovo studio suggerisce che le tecniche attuali possano presentare un limite quando l’obiettivo è scoprire una nuova fisica.</strong> I ricercatori hanno analizzato metodi di apprendimento noti come «transfer learning», in cui i modelli riutilizzano conoscenze acquisite in precedenza. Sebbene questa strategia riduca i costi computazionali, l’IA può apprendere i modelli fisici attuali così bene da finire per avere difficoltà a identificare fenomeni che vanno oltre di essi.</p><h2>Simulazioni cosmologiche</h2><p>Un esempio di come questo processo venga utilizzato in Fisica è il modo in cui vengono realizzate le simulazioni cosmologiche. <strong>Queste simulazioni comportano un elevato costo computazionale poiché devono riprodurre l’evoluzione dell’Universo nel corso di miliardi di anni.</strong> Tali simulazioni seguono la dinamica della materia oscura, del gas interstellare, della formazione stellare, dell’evoluzione delle galassie e dell’influenza dell’energia oscura. Ciò comporta l’esecuzione di un numero elevato di operazioni matematiche.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Un’altra sfida è rappresentata dal fatto che molti fenomeni si verificano su scale diverse e devono essere trattati contemporaneamente, dai processi su scala galattica a quelli che coinvolgono centinaia di milioni di anni luce.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Anche il costo computazionale aumenta perché piccole variazioni nei parametri cosmologici richiedono nuove simulazioni. È necessario testare diversi scenari che coinvolgono la materia oscura, l’energia oscura, la formazione galattica e le condizioni iniziali per confrontare i risultati. Il tempo necessario può variare da giorni a mesi, a seconda della risoluzione utilizzata e della complessità del sistema, per ciascuna delle simulazioni.</p><h2>Uso dell'intelligenza artificiale</h2><p>Per questo motivo, lo sviluppo di metodi in grado di accelerare tali simulazioni è diventato una priorità per fisici e astrofisici. <strong>L’IA si è affermata come uno strumento promettente per accelerare le simulazioni cosmologiche. Anziché risolvere direttamente tutte le equazioni,</strong> i modelli di IA possono imparare a riprodurre determinati processi sulla base di grandi insiemi di simulazioni già esistenti. In alcuni casi, simulazioni che richiederebbero ore o giorni di elaborazione possono essere eseguite in pochi secondi o minuti.</p><p>Il vantaggio principale è la possibilità di esplorare un numero molto maggiore di ipotesi e scenari fisici. Poiché il costo computazionale è ridotto, diventa fattibile testare diversi valori dei parametri. Inoltre, <strong>i modelli di IA possono identificare modelli ricorrenti nei dati e individuare regioni dello spazio dei parametri che in precedenza venivano ignorate.</strong> Questa capacità accelera il processo scientifico e aiuta a comprendere meglio i dati, consentendo al contempo l’esplorazione di un maggior numero di scenari.</p><h2>Il problema attuale</h2><p>In un nuovo articolo, i ricercatori hanno addestrato una rete neurale utilizzando il transfer learning e i dati delle simulazioni del modello cosmologico <strong>standard ΛCDM.</strong> Successivamente, la stessa rete è stata adattata per studiare scenari più complessi che includono possibili estensioni della fisica conosciuta. I risultati hanno dimostrato che questa strategia può ridurre di oltre un ordine di grandezza il numero di simulazioni necessarie. <strong>Tuttavia, i ricercatori hanno individuato alcune limitazioni quando l’obiettivo è individuare fenomeni nuovi.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-inteligencia-artificial-consegue-descobrir-uma-nova-fisica-talvez-precise-reaprender-tudo-primeiro-1781999821735.png" data-image="958t52ph5809" alt="IA." title="IA."><figcaption>Il futuro della Terra non dipende solo dalle dimensioni che il Sole raggiungerà, ma anche da fenomeni quali la perdita di massa stellare e le interazioni gravitazionali che potrebbero alterare l'orbita del pianeta. Crediti: NOIRLab</figcaption></figure><p><strong>Il problema si verifica perché l’IA tende a interpretare le nuove informazioni utilizzando gli schemi appresi in precedenza durante il pre-addestramento.</strong> Questo fenomeno, noto come “negative transfer”, si verifica quando i segnali prodotti da una possibile nuova fisica assomigliano agli effetti già presenti nel modello cosmologico standard. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772189" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quanto-inquina-una-domanda-a-chatgpt-uno-studio-delle-nazioni-unite-rivela-l-enorme-impronta-ecologica-dell-intelligenz.html" title="Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale">Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quanto-inquina-una-domanda-a-chatgpt-uno-studio-delle-nazioni-unite-rivela-l-enorme-impronta-ecologica-dell-intelligenz.html" title="Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cuanto-contamina-una-pregunta-a-chatgpt-estudio-de-la-onu-destapa-la-millonaria-huella-ecologica-de-la-ia-1780477020302_320.jpg" alt="Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale"></a></article></aside><p>Nello studio, i ricercatori hanno osservato questo comportamento <strong>in simulazioni di neutrini massivi in cui gli effetti sono stati confusi con variazioni di parametri già noti del modello ΛCDM.</strong></p><h2>Apprendimento per trasferimento</h2><p>Di conseguenza, l’articolo ha dimostrato che la rete neurale ha avuto difficoltà a distinguere i due scenari e a identificare correttamente il nuovo effetto fisico. Ciò evidenzia la necessità di nuove tecniche che non dipendano in misura così marcata dai dati di input. <strong>Il termine “negative transfer” deriva dal “transfer learning”, una tecnica che si basa proprio sui dati di input. </strong>Anziché iniziare l’addestramento da zero, la rete neurale riutilizza modelli, rappresentazioni e relazioni apprese in precedenza.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773968" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-intelligenza-artificiale-porta-le-emissioni-dei-data-center-a-livelli-paragonabili-a-quelli-di-alcuni-stati.html" title="L'intelligenza artificiale porta le emissioni dei data center a livelli paragonabili a quelli di alcuni stati">L'intelligenza artificiale porta le emissioni dei data center a livelli paragonabili a quelli di alcuni stati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-intelligenza-artificiale-porta-le-emissioni-dei-data-center-a-livelli-paragonabili-a-quelli-di-alcuni-stati.html" title="L'intelligenza artificiale porta le emissioni dei data center a livelli paragonabili a quelli di alcuni stati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-ia-propulse-les-emissions-des-data-centers-au-niveau-de-certains-etats-et-menace-eau-sols-et-climat-changement-climatique-1781425965851_320.jpeg" alt="L'intelligenza artificiale porta le emissioni dei data center a livelli paragonabili a quelli di alcuni stati"></a></article></aside><p>In fisica, il “transfer learning” è stato ampiamente utilizzato per ridurre il costo computazionale di problemi che comportano simulazioni onerose. Questa strategia consente di esplorare un numero molto maggiore di ipotesi senza la necessità di eseguire altre simulazioni complete o di addestrare nuovamente il modello partendo da zero. Tuttavia, il nuovo studio mostra come il “transfer learning” e tecniche simili possano finire per ostacolare nuove scoperte.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-intelligenza-artificiale-e-in-grado-di-scoprire-una-nuova-fisica-forse-dovrebbe-prima-reimparare-tutto-da-capo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il "canto del cigno" dei ghiacciai svizzeri: il caldo intenso anticipa di un mese e mezzo il Glacier Loss Day]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-canto-del-cigno-dei-ghiacciai-svizzeri-il-caldo-intenso-anticipa-di-un-mese-e-mezzo-il-glacier-loss-day.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 29 giugno 2026, le riserve di neve dei ghiacciai svizzeri si sono esaurite. Da quel momento in poi, perderanno massa con ogni litro di acqua di fusione: è il Giorno del Ritiro dei Ghiacciai.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-canto-del-cisne-glaciares-suizos-1782793152160.jpg" data-image="27u303cx8vkb"><figcaption>Immagine del ghiacciaio Claridenfirn. Foto: M. Huss</figcaption></figure><p>Solo tra <strong>gli anni estremi del 2003 e del 2022 sono scomparsi 200 chilometri quadrati di ghiaccio</strong>, una superficie pari quasi a quella del Canton Zugo. Questo si riflette anche <strong>nel volume dell'acqua di fusione</strong>, come dimostrano le analisi dell'Istituto Federale Svizzero per la Ricerca su Foreste, Neve e Paesaggio (WSL): <strong>sebbene la perdita di ghiaccio sia stata maggiore nell'estate del 2022 rispetto al 2003, dai ghiacciai è defluita una quantità inferiore di acqua</strong>.</p><div class="texto-destacado">- Il 29 giugno è la Giornata della Riduzione dei Ghiacciai, il giorno a partire dal quale i ghiacciai perdono volume di ghiaccio con ogni litro di acqua di fusione.</div><p>- L'attuale evoluzione dello scioglimento dei ghiacciai è molto simile a quella del 2022, il peggior anno mai registrato in Svizzera.</p><p>- La perdita della superficie glaciale si riflette già nella quantità di acqua proveniente dai ghiacciai durante gli anni più estremi.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/el-canto-del-cisne-glaciares-suizos-1782793226249.jpg" data-image="nkcxda4v07ad"> <figcaption>Tre immagini mostrano il ritiro del ghiacciaio dal 2022 al 2025 in metri. Ogni immagine ritrae una persona con un'asta che indica la perdita di ghiaccio: 2022 -6,0 m, 2023 -4,7 m, 2024 -4,0 m e 2025 -4,6 m. Quantità di ghiaccio persa a Konkordiaplatz, sul Grande Ghiacciaio dell'Aletsch (Canton Vallese), tra il 2022 e il 2025, rispetto alla media delle misurazioni effettuate tra il 1953 e il 1983. (Foto: M. Huss)</figcaption> </figure><p><strong>L'anno è iniziato nel peggiore dei modi per i ghiacciai svizzeri e la situazione continua a peggiorare</strong>: ad aprile il manto nevoso ha raggiunto minimi storici in alcuni casi o, nella migliore delle ipotesi, livelli medi su singoli ghiacciai. A marzo la polvere del Sahara ha raggiunto la Svizzera e attualmente il Paese è interessato da un'ondata di caldo. </p><p>Di conseguenza, il ghiaccio si sta sciogliendo rapidamente e il 29 giugno è stata commemorata la Giornata della Perdita dei Ghiacciai, il giorno in cui lo scioglimento inizia ad avere conseguenze devastanti. La poca neve ancora presente sul ghiacciaio, che avrebbe potuto alimentarlo, è già scomparsa nelle aree a quote più basse e ogni giornata di caldo comporta direttamente una riduzione del volume del ghiaccio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775429" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/in-arrivo-42-gradi-a-parigi-e-berlino-nuova-impennata-del-caldo-in-francia-e-germania-piu-caldo-che-in-spagna.html" title="In arrivo 42 gradi a Parigi e Berlino, nuova impennata del caldo: 'in Francia e Germania più caldo che in Spagna'">In arrivo 42 gradi a Parigi e Berlino, nuova impennata del caldo: "in Francia e Germania più caldo che in Spagna"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/in-arrivo-42-gradi-a-parigi-e-berlino-nuova-impennata-del-caldo-in-francia-e-germania-piu-caldo-che-in-spagna.html" title="In arrivo 42 gradi a Parigi e Berlino, nuova impennata del caldo: 'in Francia e Germania più caldo che in Spagna'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hitzerekord-bis-zu-42-grad-in-berlin-eine-extreme-belastung-am-hitze-sonntag-im-osten-1782292351678_320.jpg" alt="In arrivo 42 gradi a Parigi e Berlino, nuova impennata del caldo: 'in Francia e Germania più caldo che in Spagna'"></a></article></aside><p>Il grafico mostra i bilanci di massa dei ghiacciai per diversi anni e le rispettive medie. Si osserva come lo scioglimento di quest'anno sia solo leggermente inferiore a quello del 2022.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/el-canto-del-cisne-glaciares-suizos-1782793173108.jpg" data-image="d7icxpu4bj82"> <figcaption>Andamento del bilancio di massa dei ghiacciai negli ultimi anni. Attualmente i ghiacciai si stanno sciogliendo a un ritmo doppio rispetto alla media del periodo 2010-2020 (linea blu tratteggiata). I valori record registrati alla fine di giugno 2022 sono ormai vicini. Grafico del 26 giugno 2026. (Grafico: GLAMOS)</figcaption> </figure><p>Nel 2022 questa data cadde qualche giorno prima, il 26 giugno. Anche quell'inverno fu caratterizzato da scarse nevicate e, con tre ondate di caldo, risultò (fino a oggi) l'anno più caldo mai registrato in Svizzera dall'inizio delle rilevazioni nel 1864. Le temperature estive furono superate soltanto durante l'ondata di caldo del 2003. <strong>Nel 2022 i ghiacciai si sciolsero più che in qualsiasi altro anno</strong>, perdendo circa il sei per cento della loro massa nel corso dell'anno. Con l'attuale ondata di caldo, tutto lascia pensare che anche quest'anno possa avvicinarsi a livelli analoghi (vedi grafico).</p><p><strong>Il rapido scioglimento presenta anche alcuni aspetti positivi</strong>: l'acqua di fusione dei ghiacciai contribuisce a mitigare l'abbassamento delle falde acquifere e l'aumento della temperatura delle acque, almeno finché la superficie glaciale rimane sufficientemente estesa. Tuttavia, proprio negli anni più estremi — quando questa risorsa è maggiormente necessaria — gli effetti del ritiro dei ghiacciai potrebbero diventare evidenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="728712" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-ghiacciaio-piu-grande-delle-dolomiti-sta-collassando-un-rapporto-rivela-una-perdita-di-ghiaccio-allarmante.html" title="Il ghiacciaio più grande delle Dolomiti sta collassando: un rapporto rivela perdite di ghiaccio allarmanti">Il ghiacciaio più grande delle Dolomiti sta collassando: un rapporto rivela perdite di ghiaccio allarmanti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-ghiacciaio-piu-grande-delle-dolomiti-sta-collassando-un-rapporto-rivela-una-perdita-di-ghiaccio-allarmante.html" title="Il ghiacciaio più grande delle Dolomiti sta collassando: un rapporto rivela perdite di ghiaccio allarmanti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-ghiacciaio-piu-grande-delle-dolomiti-sta-collassando-un-rapporto-rivela-una-perdita-di-ghiaccio-allarmante-1757667030545_320.jpg" alt="Il ghiacciaio più grande delle Dolomiti sta collassando: un rapporto rivela perdite di ghiaccio allarmanti"></a></article></aside><p>Come dimostrato dai ricercatori dell'Istituto Federale Svizzero per la Ricerca su Foreste, Neve e Paesaggio (WSL), tra giugno e agosto del 2022 <strong>l'acqua di fusione dei ghiacciai ha contribuito meno al deflusso nella maggior parte dei bacini idrografici</strong> studiati rispetto ai tre mesi estivi del 2003, nonostante nel 2022 i ghiacciai si siano sciolti molto più rapidamente.</p><p>«<em>La riduzione della copertura glaciale è già chiaramente percepibile</em>», afferma <strong>Matthias Huss</strong>, glaciologo del WSL e del Politecnico Federale di Zurigo (ETH Zurigo). Tuttavia, la diminuzione dell'acqua di fusione rispetto al 2003 e al 2022 rappresenta ancora un caso isolato: «<em>I tassi di scioglimento, estremamente elevati ogni anno dal 2022 e aumentati in modo significativo anche nella media pluriennale dal 2003, stanno mascherando questo effetto</em>». Per questo motivo, i ricercatori non osservano ancora una riduzione complessiva dell'acqua di fusione. Ma, avverte Huss, questa situazione durerà solo per un periodo limitato, fino a quando le masse di ghiaccio si saranno ridotte a tal punto che nemmeno tassi di scioglimento estremi riusciranno più a compensare la perdita di massa.</p><p>Fonte: <a href="https://www.wsl.ch/" target="_blank"><strong>ETH Zurigo</strong></a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-canto-del-cigno-dei-ghiacciai-svizzeri-il-caldo-intenso-anticipa-di-un-mese-e-mezzo-il-glacier-loss-day.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 15:09:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Malgrado l’Italia sia uno dei Paesi a più alto rischio sismico ancora in molti continuano a sottovalutare l’importanza di vivere in una casa antisismica. Eppure può salvare la nostra vita e quella della nostra famiglia, in caso di sisma di alta magnitudo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia-1781276488584.jpg" data-image="epjubljf5c58" alt="Case antisismiche." title="Case antisismiche."><figcaption>Una costruzione antisismica è un edificio progettato per resistere alle forze generate da un terremoto, limitando i danni strutturali e garantendo la massima sicurezza possibile ai suoi abitanti. </figcaption></figure><p>L’Italia è uno dei paesi europei con il più alto rischio sismico al mondo. La sua posizione geografica, al confine tra la placca africana e quella eurasiatica, rende i terremoti un fenomeno purtroppo ricorrente nella nostra storia. </p><p>Eppure, nonostante questo, molti continuano a sottovalutare <strong>l’importanza di vivere in una casa antisismica.</strong> Una costruzione progettata e realizzata secondo criteri antisismici non è un lusso, ma una necessità per proteggere vite umane e ridurre drammaticamente i danni in caso di scossa.</p><h2><strong>Cosa sono le costruzioni antisismiche?</strong></h2><p>Una costruzione antisismica è un edificio progettato per resistere alle forze generate da un terremoto,<strong> limitando i danni strutturali e garantendo la massima sicurezza possibile ai suoi abitanti.</strong> </p><p>Non si tratta solo di evitare il crollo totale, ma una buona struttura deve resistere <strong>a scosse di magnitudo 7 o superiore,</strong> sopportare eventi multipli in successione, mantenere la propria integrità dopo il sisma e permettere l’agibilità o una riparazione rapida ed economica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia-1781276546872.jpg" data-image="jxxqzaxl505f" alt="Case antisismiche." title="Case antisismiche."><figcaption>L’Italia è tutta a rischio sismico. Non esiste più un’Italia sicura dal punto di vista sismico. Dal 2003, con l’Ordinanza PCM 3274, l’intero territorio nazionale è stato classificato in quattro zone in base alla pericolosità. </figcaption></figure><p><strong>In pratica, significa progettare l’edificio in modo che assorba e dissipi l’energia del terremoto </strong>senza mettere a rischio chi ci vive dentro.</p><h2><strong>L’Italia è il rischio sismico</strong></h2><p>L’Italia è tutta a rischio sismico. Non esiste più un’Italia sicura dal punto di vista sismico. Dal 2003, con <strong>l’Ordinanza</strong> <strong>PCM 3274,</strong> l’intero territorio nazionale è stato classificato in quattro zone in base alla pericolosità. </p><div class="texto-destacado"><strong>Nelle zone 1, 2 e 3 l’obbligo di progettare secondo criteri antisismici è pieno. Questo significa che oggi praticamente tutta Italia deve rispettare standard di sicurezza elevati per le nuove costruzioni e per gli interventi di ristrutturazione importanti.</strong></div><p>Avere una casa antisismica è così importante perché salva vite umane. La storia italiana è piena di tragedie legate a edifici non adeguati. <strong>Solo partendo dal Novecento si va da Messina nel 1908, all’Irpinia nel 1980, L’Aquila 2009, Amatrice 2016. </strong>In molti casi i crolli non sono stati causati solo dalla forza del sisma, <strong>ma dalla scarsa qualità costruttiva o dalla mancanza di adeguamento.</strong></p><h2><strong>L’importanza di avere una casa antisismica</strong></h2><p>Una casa antisismica riduce enormemente i danni economici. Una struttura progettata correttamente subisce danni minimi o comunque riparabili, <strong>evitando ricostruzioni totali e lunghi periodi di emergenza abitativa. </strong>Garantisce anche continuità di vita. </p><p>Dopo un terremoto, una casa antisismica spesso resta agibile, <strong>permettendo alle famiglie di rimanere nelle proprie abitazioni o di rientrarvi rapidamente, senza grossi problemi.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia-1781276634211.jpg" data-image="3eh88j01txha" alt="Case antisismiche." title="Case antisismiche."><figcaption>Per le case esistenti esistono interventi di miglioramento o adeguamento sismico: consolidamento delle murature, irrigidimento dei solai, incamiciatura dei pilastri, inserimento di connettori e cerchiature. </figcaption></figure><p>Non va dimenticato l’aspetto economico a lungo termine. Una casa costruita o adeguata secondo le nuove norme ha un valore immobiliare superiore e risulta più attrattiva per compratori e compagnie assicurative.</p><h2><strong>Le norme per l’adeguamento sismico</strong></h2><p>Le norme tecniche per le costruzioni (ultimo aggiornamento 2018) definiscono criteri precisi su calcolo, materiali e sistemi costruttivi. I punti chiave sono fondamenta solide ancorate al terreno dopo un’analisi geologica accurata, elementi verticali capaci di assorbire e dissipare energia, solai e tetto leggeri ma resistenti alle spinte orizzontali, e l’uso di materiali adeguati come calcestruzzo armato, acciaio, muratura rinforzata o legno per la sua elasticità naturale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="663759" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/terremoti-potenzialita-allerta-sismica-precoce-avvisare-arrivo-onde-sismiche.html" title="Terremoti, allertare la popolazione prima dell’arrivo delle onde sismiche: le potenzialità dell’allerta precoce">Terremoti, allertare la popolazione prima dell’arrivo delle onde sismiche: le potenzialità dell’allerta precoce</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/terremoti-potenzialita-allerta-sismica-precoce-avvisare-arrivo-onde-sismiche.html" title="Terremoti, allertare la popolazione prima dell’arrivo delle onde sismiche: le potenzialità dell’allerta precoce"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/terremoti-le-potenzialita-dell-allerta-sismica-precoce-1720524991518_320.jpg" alt="Terremoti, allertare la popolazione prima dell’arrivo delle onde sismiche: le potenzialità dell’allerta precoce"></a></article></aside><p>Per le case esistenti esistono interventi di miglioramento o adeguamento sismico: consolidamento delle murature, irrigidimento dei solai, incamiciatura dei pilastri, inserimento di connettori e cerchiature. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>La normativa italiana è evoluta proprio grazie alle tragedie del passato, a partire dalla prima norma del 1909 dopo il terremoto di Messina e Reggio Calabria, fino alle attuali Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018).</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Costruire o adeguare una casa in chiave antisismica costa di più rispetto a una realizzazione tradizionale, ma il rapporto costi-benefici è nettamente a favore della sicurezza. In un paese come il nostro, dove un terremoto forte può arrivare in qualsiasi momento, scegliere una casa antisismica significa proteggere ciò che di più prezioso abbiamo: la vita delle persone che amiamo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767299" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-le-onde-love-sono-tra-le-piu-lente-e-pericolose-in-un-terremoto-ecco-come-distruggono-le-onde-laterali.html" title="Perché le onde Love sono tra le più lente e pericolose in un terremoto: ecco come distruggono le onde laterali">Perché le onde Love sono tra le più lente e pericolose in un terremoto: ecco come distruggono le onde laterali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-le-onde-love-sono-tra-le-piu-lente-e-pericolose-in-un-terremoto-ecco-come-distruggono-le-onde-laterali.html" title="Perché le onde Love sono tra le più lente e pericolose in un terremoto: ecco come distruggono le onde laterali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-las-ondas-love-son-las-mas-lentas-y-las-mas-peligrosas-en-un-sismo-asi-destruyen-las-ondas-laterales-1777898022361_320.jpeg" alt="Perché le onde Love sono tra le più lente e pericolose in un terremoto: ecco come distruggono le onde laterali"></a></article></aside><p>Il suggerimento è di comprare o ristrutturare una casa esistente seguendo le normative esistenti, sempre sulla classe sismica dell’edificio e sulla data di realizzazione o di ultimo intervento. La differenza può essere letteralmente tra la vita e la morte.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il mare come specchio della salute: cosa ci dicono gli organismi marini ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mare-come-specchio-della-salute-cosa-ci-dicono-gli-organismi-marini.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 13:25:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La biodiversità marina e i piccoli organismi che popolano i fondali agiscono da <strong>bioindicatori naturali</strong>, offrendoci chiare risposte sulla qualità dell'acqua durante la nostra stagione balneare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mare-come-specchio-della-salute-cosa-ci-dicono-gli-organismi-marini-1782693697706.jpg" data-image="03x9gypdsrqm"><figcaption>Ricerche approfondite, come quelle condotte in ambito universitario, sottolineano che la valutazione corretta della salubrità di un ambiente marino non si basa sul singolo guscio, ma sulla struttura dell'intera comunità vivente.</figcaption></figure><p>Nella biologia marina da molto tempo si utilizzano gli organismi invertebrati (come molluschi e crostacei) come <strong>bioindicatori di qualità ambientale</strong>. Secondo le linee guida del Sistema Nazionale a Rete per la Protezione dell’Ambiente (SNPA),<strong> la valutazione della qualità delle acque costiere </strong>non può limitarsi più solo ai parametri microbiologici (come i batteri <em>Escherichia coli</em> o <em>Enterococchi</em>, monitorati costantemente durante la stagione balneare), ma deve integrare anche le analisi sulle comunità di <strong>macroinvertebrati bentonici<sup></sup></strong>. </p><p>Si tratta di<strong> tutti quei piccoli animali senza scheletro osseo</strong>, come crostacei, molluschi, stelle marine e ricci che vivono stabilmente sul fondale o all'interno della sabbia. </p><p>Studi recenti (con dati ISPRA aggiornati al 2024 relativi al periodo 2016-2021) confermano che la biodiversità è il parametro più affidabile per definire il "<strong>Buono Stato Ambientale</strong>".<sup></sup> Un ambiente in equilibrio ospita <strong>una varietà di specie sensibili</strong>, mentre lo stress ambientale tende a favorire <strong>solo poche specie ultra-resistenti.</strong><sup></sup> </p><h2>Gusci vuoti: segno di inquinamento o natura?</h2><p>È essenziale sfatare un mito: trovare molti gusci di conchiglie o scheletri di animali sulla spiaggia <strong>non indica necessariamente che l’acqua sia inquinata<sup></sup></strong>. Molti di questi resti sono il frutto di cicli biologici naturali o di mareggiate (fenomeni costantemente monitorati dalla Rete Ondametrica Nazionale, con rapporti aggiornati al 2023).<sup></sup> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mare-come-specchio-della-salute-cosa-ci-dicono-gli-organismi-marini-1782693803474.jpg" data-image="nsw0egd089ug"><figcaption>La moria massiccia di pesci o altri animali marini, che possiamo facilmente riconoscere dal rinvenimento di molti esemplari morti di diverse specie nello stesso momento e nello stesso luogo, è un segnale critico che richiede attenzione immediata. </figcaption></figure><p>Tuttavia, se la presenza di questi resti è <strong>associata a una totale scomparsa di forme viventi nello stesso tratto</strong>, ciò può effettivamente segnalare<strong> una sofferenza dell'ecosistema</strong>. Ricerche approfondite, come quelle condotte in ambito universitario, sottolineano che la<strong> valutazione corretta</strong> non si basa sul singolo guscio, ma <strong>sulla </strong><strong>struttura dell'intera comunità vivente<sup></sup></strong>. </p><h2>Il caso delle cozze: sentinelle del mare</h2><p>La<strong> diceria </strong>che le <strong>cozze (mitili) siano "amanti" dell'inquinamento</strong> è in parte <strong>un'interpretazione errata </strong>di una loro caratteristica biologica, infatti sono organismi<strong> filtratori estremamente efficienti</strong>. <strong>Studi recenti </strong>(es. ricerche dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, 2023-2024) confermano che <strong>i mitili accumulano nei tessuti sostanze presenti nell'acqua</strong>, dai <strong>contaminanti chimici</strong> alle <strong>nanoparticelle o microplastiche</strong>.<sup></sup> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759135" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-microplastiche-stanno-cadendo-al-suolo-con-la-pioggia-in-tutto-il-pianeta.html" title="Le microplastiche stanno cadendo al suolo con la pioggia in tutto il pianeta">Le microplastiche stanno cadendo al suolo con la pioggia in tutto il pianeta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-microplastiche-stanno-cadendo-al-suolo-con-la-pioggia-in-tutto-il-pianeta.html" title="Le microplastiche stanno cadendo al suolo con la pioggia in tutto il pianeta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/microplastics-are-falling-in-rain-across-the-planet-1773405834954_320.jpeg" alt="Le microplastiche stanno cadendo al suolo con la pioggia in tutto il pianeta"></a></article></aside><p>La loro capacità di <strong>sopravvivere in acque ricche di nutrienti</strong> (spesso derivanti da scarichi antropici) non significa che l'acqua sia "pulita", ma che <strong>la specie ha un'elevata</strong> <strong>valenza ecologica<sup></sup></strong>. <strong>La loro presenza massiccia, in assenza di altre specie più sensibili</strong>, è un<strong> segnale di allerta </strong>che gli ecologi analizzano per<strong> valutare il rischio di bioaccumulo.</strong></p><h2>Pesci morti: quando preoccuparsi davvero?</h2><p>Il ritrovamento di<strong> pesci morti sulla battigia</strong> è un evento che, naturalmente, <strong>allarma i bagnanti</strong>, ma anche in questo caso la scienza ci invita a <strong>distinguere</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mare-come-specchio-della-salute-cosa-ci-dicono-gli-organismi-marini-1782693887369.jpg" data-image="3f368tdz9a8m"><figcaption>Il ritrovamento di pesci morti sulla battigia è un evento che, naturalmente, allarma i bagnanti, ma anche in questo caso la scienza ci invita a distinguere. Eventi isolati possono essere legati a cause naturali, come morte per selezione naturale o correnti che hanno trasportano delle carcasse da lontano. </figcaption></figure><p><strong>Eventi isolati </strong>possono essere legati a <strong>cause naturali</strong>, come morte per selezione naturale o <strong>correnti </strong>che hanno trasportano delle carcasse da lontano. </p><div class="texto-destacado">Tuttavia, <strong>la moria massiccia di pesci o altri animali marini, </strong>che possiamo facilmente riconoscere dal rinvenimento di<strong> </strong><strong>molti esemplari morti di diverse specie nello stesso momento e nello stesso luogo</strong>, è un <strong>segnale critico che richiede attenzione immediata</strong>. </div><p>In questi casi, il protocollo suggerisce di <strong>non toccare nulla</strong> e di <strong>segnalare l'accaduto alle autorità competenti </strong>(Capitaneria di Porto o ARPA), poiché <strong>potrebbe trattarsi di sversamenti</strong>, ipossia (mancanza di ossigeno nell'acqua) o <strong>malattie infettive</strong> che<strong> richiedono verifiche rapide</strong>.</p><h2>Stelle marine e ricci: lasciamoli vivere nel loro mondo</h2><p>Spesso, per curiosità o gioco, stelle marine e ricci vengono raccolti dal bagnante. È fondamentale sapere che <strong>le stelle marine sono organismi estremamente delicati</strong> e <strong>non dovrebbero mai essere rimosse dall'acqua, nemmeno per pochi minuti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mare-come-specchio-della-salute-cosa-ci-dicono-gli-organismi-marini-1782693966878.jpg" data-image="pr0s3nhsktw2"><figcaption>Le stelle marine sono organismi estremamente delicati e non dovrebbero mai essere rimosse dall'acqua, nemmeno per pochi minuti. Rimuoverle anche per poco tempo dal loro ambiente significa spesso condannarle a morte.</figcaption></figure><p>Quando le solleviamo, <strong>interrompiamo il loro complesso sistema di scambio gassoso e circolatorio</strong>, che dipende interamente dall'ambiente acquatico. Inoltre, molti di questi organismi <strong>sono protetti</strong> o comunque sono essenziali per l'equilibrio del fondale. </p><div class="texto-destacado">Una stella marina che sembra "ferma" o "morta" potrebbe essere semplicemente in una fase di riposo o di alimentazione. Rimuoverla significa spesso condannarla a morte. </div><p> Il <strong>guscio vuoto di un riccio o di una stella marina</strong> (non sono scheletri ossei) trovato sulla sabbia è una testimonianza di <strong>un ciclo vitale concluso</strong>. Possiamo <strong>osservarlo</strong>, <strong>ammirarlo</strong>, ma è opportuno<strong> lasciarlo lì</strong>, perché diventerà nutrimento per altri organismi e, con il tempo, <strong>tornerà a far parte del sedimento naturale della spiaggia</strong>. </p><h2>Una guida per il bagnante consapevole<sup></sup></h2><p>In base ai dati ISPRA più recenti (ottobre 2024), <strong>la gran parte dei mari italiani mantiene uno stato "buono" o "elevato"</strong>, ma è fondamentale mantenere alta la soglia di attenzione.<sup></sup> Per il bagnante, <strong>la regola d'oro </strong>è l'osservazione della <strong>diversità. </strong>Una costa dove si incontrano <strong>granchi</strong>, <strong>diverse varietà di molluschi</strong> e <strong>una flora marina vivace</strong><strong> è</strong>, secondo la normativa europea (Direttiva 2000/60/CE), <strong>un ecosistema in salute</strong>.<sup></sup> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768469" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/bandiere-blu-2026-in-italia.html" title="Bandiere Blu 2026 in Italia: ecco la lista ufficiale delle spiagge premiate, regione per regione">Bandiere Blu 2026 in Italia: ecco la lista ufficiale delle spiagge premiate, regione per regione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/bandiere-blu-2026-in-italia.html" title="Bandiere Blu 2026 in Italia: ecco la lista ufficiale delle spiagge premiate, regione per regione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/spiagge-bandiere-blu-2026-in-italia-1778583016370_320.jpg" alt="Bandiere Blu 2026 in Italia: ecco la lista ufficiale delle spiagge premiate, regione per regione"></a></article></aside><p>Al contrario, <strong>la monotonia biologica,</strong> dove appare una sola specie che domina incontrastata, è spesso un indicatore di <strong>pressione ambientale che merita attenzione.</strong><sup></sup> </p><h3><em>Fonte: </em></h3><p><em>Rapporti ISPRA 2024 relativi al periodo 2016-2021, protocolli di monitoraggio SNPA/ARPA aggiornati al 2023-2024, pubblicazioni scientifiche recenti in materia di bioindicatori e contaminanti marini.</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mare-come-specchio-della-salute-cosa-ci-dicono-gli-organismi-marini.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Temporali violenti, Margherita Erriu avvisa: "l’appuntamento è per oggi giovedì 2 luglio, ecco dove"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-violenti-margherita-erriu-avvisa-l-appuntamento-e-per-oggi-giovedi-2-luglio-ecco-dove.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 12:21:22 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ci attendono ore caratterizzate da condizioni di forte maltempo, con temporali particolarmente violenti, possibili nubifragi e anche grandinate di medie dimensioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xakf7ji"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xakf7ji.jpg" id="xakf7ji"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La perturbazione che sta interessando l’Italia <strong>sta portando condizioni di deciso maltempo</strong>, al momento soprattutto sulle regioni centrali.</p><div class="texto-destacado">Nel corso della giornata odierna <strong>fenomeni particolarmente intensi e violenti interesseranno numerose regioni d’Italia</strong> e proprio per questo motivo <strong>il Dipartimento della Protezione Civile ha diramato tantissime allerte</strong> per rischio temporali, rischio idrogeologico, ovvero il rischio di avere frane o smottamenti, e rischio idraulico, <strong>ossia il rischio di avere allagamenti ed esondazioni</strong>.</div><p>Le allerte sono in buona parte gialle, per rischio ordinario, e <strong>interessano quasi tutte le regioni centro-meridionali</strong>. Attenzione però perché sono presenti anche delle allerte arancioni in Veneto e in Emilia Romagna per rischio temporali e per rischio idrogeologico. Inoltre, sempre in Veneto, è presente <strong>addirittura l’allerta rossa, per elevata criticità per rischio idrogeologico</strong>.</p><h2>Temporali con fulmini, raffiche di vento e grandinate</h2><p>Insomma, <strong>il maltempo è generale e interessa l’Italia da nord a sud</strong>, scopriamo però meglio dove e quando ci aspettiamo i fenomeni più violenti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Nelle prossime ore la perturbazione <strong>colpirà con particolare veemenza le regioni centro-meridionali</strong> dove ci aspettiamo piogge concentrate, intense e abbondanti, anche a carattere di nubifragio.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Non mancheranno <strong>temporali con numerose fulminazioni, raffiche di vento e addirittura possibili grandinate di medie dimensioni</strong>, in particolare lungo la dorsale appenninica dove, grazie alla presenza di rilievi, <strong>potremo avere chicchi di dimensioni notevoli</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/temporali-violenti-margherita-erriu-l-appuntamento-e-per-oggi-giovedi-2-luglio-ecco-dove-1782988197401.png" data-image="8iprb9ops20r" alt="Precipitazione cumulata" title="Precipitazione cumulata"><figcaption>Pioggia cumulata in Italia nel corso delle prossime 48 ore.</figcaption></figure><p><strong>Nel corso delle ore poi le precipitazioni si sposteranno verso sud</strong>, dove continueranno ad insistere anche nel corso della giornata di domani.</p><p><strong>Anche le due isole maggiori saranno colpite da rovesci e temporali</strong> che perdureranno nel corso della giornata di domani.</p><p>Con il transito della perturbazione, e il suo spostamento verso sud, <strong>al nord sono previste ampie schiarite</strong> e il quasi totale esaurimento dei fenomeni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776734" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html" title="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore">Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html" title="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore-1782974390368_320.png" alt="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore"></a></article></aside><p>La perturbazione <strong>non porterà solo condizioni di deciso maltempo ma anche bruschi cali termici</strong> e passeremo dall’avere temperature roventi, anche 10 °C al di sopra della media climatologica per l’inizio di luglio, <strong>ad avere temperature in linea o addirittura al di sotto del normale</strong>.</p><p>Finalmente quindi, <strong>dopo circa 10 giorni di caldo estremo</strong>, su buona parte dell’Italia si tornerà a respirare. Ci teniamo a sottolineare il fatto che <strong>non farà freddo, assolutamente, semplicemente farà meno caldo</strong>.</p><h2>Fine settimana con tempo in miglioramento</h2><p>A parte l’attuale situazione critica causata dalle precipitazioni decisamente violente, <strong>il passaggio della perturbazione porterà quindi anche degli aspetti positivi</strong>, come appunto i cali termici fonte anch’essi di criticità per la salute della popolazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776614" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html" title="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia">Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html" title="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia-1782895792904_320.png" alt="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia"></a></article></aside><p>A seguire poi, nel corso del fine settimana, <strong>il tempo tornerà a stabilizzarsi e ci aspettiamo quindi un sabato e una domenica con tempo soleggiato</strong> e in prevalenza asciutto, con temperature estive ma non estreme.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Successivamente, osservando la tendenza meteo per la prossima settimana, sembrerebbe previsto <strong>un leggero aumento dell’instabilità, con il ritorno di qualche piovasco</strong>, soprattutto sulle zone montane e pedemontane, senza però condizioni di vero e proprio maltempo, almeno secondo gli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici che <strong>noi di Meteored continueremo a monitorare per fornirvi le informazioni più attendibili possibili</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-violenti-margherita-erriu-avvisa-l-appuntamento-e-per-oggi-giovedi-2-luglio-ecco-dove.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nelle prossime ore, attenzione a questo fenomeno molto pericoloso: può produrre raffiche oltre 100 km/h]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nelle-prossime-ore-attenzione-a-questo-fenomeno-molto-pericoloso-puo-produrre-raffiche-oltre-100-km-h.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Questi fenomeni sono particolarmente frequenti e pericolosi quando si sviluppano su mari molto caldi, come quelli attuali nel Mediterraneo centro-meridionale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xak1ldy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xak1ldy.jpg" id="xak1ldy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Chi si trova in mare, soprattutto lungo le coste tirreniche del Sud Italia, dovrà prestare la massima attenzione nelle prossime ore. I temporali in arrivo non saranno solo intensi. Tra i rischi più insidiosi figurano i <strong>downburst</strong> e i fenomeni ancora più localizzati e violenti chiamati <strong>microburst.</strong></p><p>Si tratta di improvvise e potentissime raffiche di vento discendenti che possono colpire la superficie del mare con effetti devastanti, <strong>capaci di mettere in grave pericolo imbarcazioni di ogni dimensione.</strong></p><h2><strong>Cosa sono i downburst e i microburst?</strong></h2><p>I downburst sono correnti d’aria discendenti molto intense generate all’interno di temporali forti (cumulonembi). Quando questa massa d’aria raggiunge il suolo (o il mare), <strong>si espande radialmente in tutte le direzioni producendo raffiche di vento che possono superare i 100-150 km/h in pochi secondi.</strong></p><div class="texto-destacado">I <strong>microburst </strong>sono <strong>downburst</strong> di dimensioni ridotte (meno di 4 km di diametro) ma spesso ancora più intensi e concentrati, <strong>con venti che cambiano direzione e velocità in maniera estremamente rapida.</strong></div><p>Questi fenomeni sono particolarmente frequenti e pericolosi quando si sviluppano su mari molto caldi, come quelli attuali nel Mediterraneo centro-meridionale.</p><h2><strong>Il ruolo del mare caldo</strong></h2><p>Il mare caldo provoca una forte evaporazione, rendendo l’aria vicino alla superficie molto umida, <strong>con valori di punto di rugiada (dew point) spesso compresi tra +22°C e +25°C o superiori.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nelle-prossime-ore-attenzione-a-questo-fenomeno-molto-pericoloso-puo-produrre-raffiche-oltre-100-km-h-1782852812109.jpg" data-image="90ptwxlofvty" alt="Downburst." title="Downburst."><figcaption>I downburst sono correnti d’aria discendenti molto intense generate all’interno di temporali forti (cumulonembi). Quando questa massa d’aria raggiunge il suolo (o il mare), si espande radialmente in tutte le direzioni producendo raffiche di vento che possono superare i 100-150 km/h in pochi secondi. </figcaption></figure><p>Quando questa aria umida e instabile viene sollevata all’interno del temporale, il vapore condensa in grosse gocce e cristalli di ghiaccio, liberando enormi quantità di <strong>calore latente.</strong> Questo processo rinforza potentemente le <strong>correnti ascensionali (updrafts),</strong> rendendo il temporale più vigoroso e duraturo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775946" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-stravolto-nella-prossima-settimana-possibile-fase-piu-fresca-e-molto-instabile.html" title="Meteo stravolto la prossima settimana in Italia: possibile fase più fresca e molto instabile, ecco cosa accadrà">Meteo stravolto la prossima settimana in Italia: possibile fase più fresca e molto instabile, ecco cosa accadrà</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-stravolto-nella-prossima-settimana-possibile-fase-piu-fresca-e-molto-instabile.html" title="Meteo stravolto la prossima settimana in Italia: possibile fase più fresca e molto instabile, ecco cosa accadrà"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-stravolto-nella-prossima-settimana-possibile-fase-piu-fresca-e-molto-instabile-1782563518579_320.jpeg" alt="Meteo stravolto la prossima settimana in Italia: possibile fase più fresca e molto instabile, ecco cosa accadrà"></a></article></aside><p>Temporali più potenti significano maggiore probabilità di <strong>forti correnti discendenti (downdrafts).</strong> L’energia disponibile e l’elevata umidità favoriscono inoltre rovesci torrenziali (veri e propri nubifragi localizzati con accumuli impressionanti in poche ore), grandinate anche di medie-grosse dimensioni e fulminazioni molto frequenti.</p><h2><strong>Come si forma un downburst umido?</strong></h2><p>Nei <strong>downburst umidi,</strong> i più comuni nel Sud Italia, <strong>la pioggia intensa che cade dal temporale evapora parzialmente negli strati d’aria più caldi e secchi sottostanti.</strong> L’evaporazione raffredda rapidamente l’aria circostante (raffreddamento evaporativo). L’aria così raffreddata diventa più densa e pesante, accelerando violentemente verso il basso.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nelle-prossime-ore-attenzione-a-questo-fenomeno-molto-pericoloso-puo-produrre-raffiche-oltre-100-km-h-1782852958800.jpg" data-image="oh9rx9obzhm1" alt="Downburst." title="Downburst."><figcaption>Nei downburst umidi, i più comuni nel Sud Italia, la pioggia intensa che cade dal temporale evapora parzialmente negli strati d’aria più caldi e secchi sottostanti. L’evaporazione raffredda rapidamente l’aria circostante (raffreddamento evaporativo). L’aria così raffreddata diventa più densa e pesante, accelerando violentemente verso il basso.</figcaption></figure><p>Il mare molto caldo fornisce una quantità enorme di “carburante”. <strong>Più acqua liquida sotto forma di pioggia intensa significa più evaporazione possibile e, di conseguenza, downdraft ancora più forti e organizzati.</strong></p><h2><strong>Perché sono così pericolosi?</strong></h2><p>Queste potenti raffiche di vento sono generate dal <strong>forte gradiente termico (differenza di temperatura)</strong> all’interno e intorno alla nube. La sacca d’aria fredda che si crea aumenta la pressione all’interno del temporale, determinando un significativo <strong>gradiente barico</strong> rispetto alle aree circostanti, più calde e con pressione più bassa.</p><div class="texto-destacado"><strong>La differenza di pressione genera un intenso flusso d’aria turbolento diretto verso l’esterno, che tende a riequilibrare rapidamente il sistema. </strong></div><p>Nelle fasi più intense, gli <strong>updrafts molto forti</strong> trasportano l’aria fino alla sommità del cumulonembo (l’incudine), dove l’umidità si ghiaccia. <strong>Questa aria diventa estremamente fredda e pesante rispetto alle masse circostanti.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nelle-prossime-ore-attenzione-a-questo-fenomeno-molto-pericoloso-puo-produrre-raffiche-oltre-100-km-h-1782852994961.jpg" data-image="msq8ymlai24p" alt="Downburst." title="Downburst."><figcaption>Nelle prossime ore il rischio di downburst e microburst pericolosi interesserà tutta la costa del basso Tirreno, dalle aree campane fino alla Sicilia e alla Calabria tirrenica. </figcaption></figure><p>Si forma così una sacca d’aria gelida e densa che, con il supporto della forza gravitazionale, tende a ridiscendere molto rapidamente verso la base del temporale, impattando la superficie (mare o terra) attraverso le precipitazioni.</p><h2><strong>Rischio elevato su tutto il basso Tirreno</strong></h2><p>Nelle prossime ore il rischio di <strong>downburst</strong> e <strong>microburst</strong> pericolosi interesserà tutta la costa del basso Tirreno, dalle aree campane fino alla Sicilia e alla Calabria tirrenica. Le condizioni marine e termiche attuali rendono l’ambiente particolarmente favorevole allo sviluppo di questi fenomeni.</p><p>Se siete in barca o in prossimità della costa, monitorate costantemente le previsioni e i radar. <strong>Un downburst può arrivare con pochissimo preavviso, con cielo che si oscura improvvisamente, vento che rinforza in modo anomalo e improvviso, pioggia intensa.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776431" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-saccatura-che-fermera-il-grande-caldo-si-muove-a-gran-velocita-verso-l-italia-data-della-svolta-regione-per-regione.html" title="La saccatura che fermerà il grande caldo si muove a gran velocità verso l’Italia: data della svolta regione per regione">La saccatura che fermerà il grande caldo si muove a gran velocità verso l’Italia: data della svolta regione per regione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-saccatura-che-fermera-il-grande-caldo-si-muove-a-gran-velocita-verso-l-italia-data-della-svolta-regione-per-regione.html" title="La saccatura che fermerà il grande caldo si muove a gran velocità verso l’Italia: data della svolta regione per regione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-saccatura-che-fermera-il-grande-caldo-si-muove-a-gran-velocita-verso-l-italia-data-della-svolta-regione-per-regione-1782823973232_320.png" alt="La saccatura che fermerà il grande caldo si muove a gran velocità verso l’Italia: data della svolta regione per regione"></a></article></aside><p>In questi casi la manovra più sicura è spesso quella di cercare riparo tempestivo in porto o di allontanarsi rapidamente dalla zona di temporale, mantenendo sempre la massima prudenza. Il mare può trasformarsi in pochissimi minuti da calmo a mosso o molto mosso. La prevenzione e l’attenzione restano gli strumenti migliori per navigare sicuri.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nelle-prossime-ore-attenzione-a-questo-fenomeno-molto-pericoloso-puo-produrre-raffiche-oltre-100-km-h.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 08:18:06 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'alta pressione torna dopo la pausa di queste ore causate da un fronte perturbato che ha riportato condizioni instabili su gran parte del territorio. Temperature in media.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xakdjri"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xakdjri.jpg" id="xakdjri"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il mese di luglio è iniziato in maniera completamente diversa da come abbiamo lasciato giugno. Il passaggio temporalesco del fronte perturbato ha smosso un po' le acque dopo giorni caratterizzati dalla presenza del campo anticiclonico di origine sub tropicale che aveva portato le temperature ben oltre la media.</p><p>Ma adesso, molti si stanno chiedendo se l'estate sia davvero pronta a riprendersi la scena oppure se ci sarà ancora spazio per qualche sorpresa. La risposta, come spesso accade, non è così netta. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L'alta pressione è pronta a tornare sul Mediterraneo, ma lascerà ancora qualche spiraglio all'instabilità prima di riportare condizioni pienamente estive.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tra sabato e domenica assisteremo infatti ad un progressivo miglioramento del tempo su gran parte della Penisola. Le schiarite diventeranno via via più ampie e il sole riuscirà a prevalere su molte regioni, ma attenzione a pensare che sia tutto finito. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776614" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html" title="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia">Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html" title="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia-1782895792904_320.png" alt="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia"></a></article></aside><p>L'atmosfera conserva ancora una certa energia e, soprattutto nelle ore più calde della giornata, potranno svilupparsi locali rovesci o brevi temporali lungo la dorsale appenninica e su alcuni settori del Sud.</p><p><strong>Non saranno fenomeni diffusi come quelli che hanno interessato il Paese nelle ultime 24 ore (e che si protrarranno nelle prossime 24 ore), ma potranno risultare localmente intensi proprio perché inseriti in un contesto ancora piuttosto instabile.</strong> </p><p>Le aree maggiormente esposte saranno soprattutto i rilievi dell'Appennino centro-meridionale, la Calabria e, localmente, il nord-est della Sicilia, dove qualche rovescio potrà ancora accompagnare parte del weekend.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore-1782974315667.png" data-image="e75t2ytqyfwp" alt="Le piogge accumulate in tutto il weekend sull'Italia" title="Le piogge accumulate in tutto il weekend sull'Italia"><figcaption>Spazio ad una pioggia diffusa per gran parte del Paese</figcaption></figure><p>Nel frattempo, però, il protagonista tornerà lentamente ad essere lui: l'anticiclone. La pressione atmosferica tenderà infatti ad aumentare su tutto il bacino del Mediterraneo favorendo cieli via via più sereni e temperature in graduale ripresa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776534" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-dal-6-luglio-c-e-un-rischio-concreto-di-una-nuova-importante-ondata-di-caldo.html" title="Luca Lombroso avverte: 'dal 6 luglio c'è un rischio concreto di una nuova importante ondata di caldo'">Luca Lombroso avverte: "dal 6 luglio c'è un rischio concreto di una nuova importante ondata di caldo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-dal-6-luglio-c-e-un-rischio-concreto-di-una-nuova-importante-ondata-di-caldo.html" title="Luca Lombroso avverte: 'dal 6 luglio c'è un rischio concreto di una nuova importante ondata di caldo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-dal-6-luglio-c-e-un-rischio-concreto-di-una-nuova-importante-ondata-di-caldo-1782851865049_320.png" alt="Luca Lombroso avverte: 'dal 6 luglio c'è un rischio concreto di una nuova importante ondata di caldo'"></a></article></aside><p><strong>Dopo il temporaneo sollievo di queste ultime ore, i valori termici torneranno quindi ad aumentare, riportandosi oltre le medie climatiche del periodo</strong>, anche se senza raggiungere, almeno nell'immediato, gli eccessi della precedente ondata di calore.</p><h2>Weekend più soleggiato, ma occhio a qualche fenomeno e al vento</h2><p>Chi trascorrerà il fine settimana al mare dovrà però prestare attenzione ad un altro elemento spesso sottovalutato: il moto ondoso. Infatti, se il cielo tornerà rapidamente sereno, il mare impiegherà qualche ora in più a ritrovare condizioni di calma.</p><p>Le elaborazioni mostrano infatti un <strong>basso Adriatico ancora piuttosto mosso nella serata di sabato</strong>, con onde generalmente comprese tra i 2 e i 3 metri e locali valori anche superiori al largo della Puglia meridionale e nel Canale d'Otranto. Mare mosso anche sullo Ionio, mentre il Tirreno centro-settentrionale, il Mar Ligure e buona parte del Mar di Sardegna presenteranno condizioni decisamente più favorevoli, con onde generalmente inferiori al metro.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore-1782974390368.png" data-image="6ocwaioyka04" alt="I mari del Centro-Sud italiano mossi o agitati" title="I mari del Centro-Sud italiano mossi o agitati"><figcaption>Dopo il passaggio instabile si attiva il maestrale: conseguenza mari mossi</figcaption></figure><p>Le precipitazioni previste fino alla mattinata di domenica confermano questa evoluzione. Sull'Italia gli accumuli saranno generalmente modesti e distribuiti in maniera irregolare, ma non mancheranno alcune eccezioni.</p><p>Le piogge più abbondanti interesseranno soprattutto parte dell'Emilia-Romagna, dove localmente potranno cadere oltre 25 mm di pioggia, mentre valori compresi tra 10 e 15 mm saranno possibili tra Campania, Calabria e Sicilia nord-orientale. Sul resto della Penisola prevarranno invece accumuli molto contenuti oppure del tutto assenti. </p><div class="texto-destacado"><strong> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></strong></div><p><strong>Insomma, il weekend segnerà il ritorno del sole su gran parte del no</strong><strong>stro Paese, ma non sarà ancora un dominio anticiclonico assoluto.</strong> Tale situazione si dovrebbe protrarre anche per la prossima settimana con il ritorno delle temperature oltre la media stagionale, seppur decisamente più contenute.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’agonia delle Alpi con l’eccezionale fusione dei ghiacciai in questo fine giugno 2026]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-agonia-delle-alpi-con-l-eccezionale-fusione-dei-ghiacciai-in-questo-fine-giugno.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 08:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'eccezionale ondata di caldo di questo fine giugno 2026 sta colpendo duramente le Alpi. L'innalzamento record dello zero termico, con la fusione accelerata dei ghiacciai e la conseguente instabilità dei versanti montani, delineano una situazione senza precedenti per il nostro territorio.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xajt5aa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xajt5aa.jpg" id="xajt5aa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In questi ultimi giorni di giugno, nel corso di <strong>una delle ondate di caldo più intense e prolungate che il nostro continente abbia vissuto a memoria d'uomo</strong>, il <strong>panorama glaciale italiano</strong> mostra segni di <strong>grande sofferenza</strong>. Secondo i dati riportati dagli enti preposti in data odierna, ci troviamo di fronte a <strong>uno scenario eccezionale</strong>.</p><h2>Un limite dello zero termico estremo</h2><p> Il dato che ha destato la preoccupazione maggiore, in questo fine giugno, è la <strong>quota dello zero termico</strong>, ovvero l'altitudine in cui la temperatura dell'aria tocca esattamente gli 0°C. In questa fase, il limite si è spinto molto in alto, stabilmente <strong>oltre i 4.500 metri</strong>, con punte che, in diverse località dell'arco alpino, hanno localmente sfiorato persino i <strong>5.400 metri</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-agonia-delle-alpi-con-l-eccezionale-scioglimento-dei-ghiacciai-in-questo-fine-giugno-1782767170841.jpg" data-image="22o23bocj19l"><figcaption>La permanenza prolungata dello zero termico sopra i 4.500 metri comporta che la superficie della quasi totalità dei ghiacciai alpini sia stata esposta a temperature costantemente positive, annullando completamente il fondamentale processo di rigelo notturno, vitale al ghiaccio durante la stagione estiva.</figcaption></figure><p>È fondamentale ricordare che, <strong>nel corso del secolo scorso</strong>,<strong> in questo specifico periodo dell'anno</strong>, il limite dello zero termico <strong>si attestava stabilmente sotto i</strong> <strong>3.000 metri</strong>, mentre oggi la media climatica è salita significativamente fin sui <strong>3.400 metri</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="722591" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sci-estivo-cambiamenti-climatici-storia-declino-futuro-ghiacciai-alpini.html" title="Lo sci estivo sopravviverà ai cambiamenti climatici? Storia, declino e futuro delle piste sui ghiacciai alpini">Lo sci estivo sopravviverà ai cambiamenti climatici? Storia, declino e futuro delle piste sui ghiacciai alpini</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sci-estivo-cambiamenti-climatici-storia-declino-futuro-ghiacciai-alpini.html" title="Lo sci estivo sopravviverà ai cambiamenti climatici? Storia, declino e futuro delle piste sui ghiacciai alpini"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sci-estivo-cambiamenti-climatici-storia-declino-futuro-ghiacciai-alpini-1754039045762_320.jpeg" alt="Lo sci estivo sopravviverà ai cambiamenti climatici? Storia, declino e futuro delle piste sui ghiacciai alpini"></a></article></aside><p>Tuttavia, la <strong>permanenza prolungata dello zero termico sopra i 4.500 metri</strong> comporta che<strong> la superficie della quasi totalità dei ghiacciai alpini </strong>sia stata <strong>esposta a temperature costantemente positive</strong>, annullando completamente quel fondamentale processo di rigelo notturno che risulta vitale per permettere al ghiaccio di conservare la propria massa durante l'intera stagione estiva. </p><h2>Temperature record e la totale perdita dello manto nevoso protettivo</h2><p>Le stazioni meteorologiche d'alta quota stanno ancora registrando<strong> valori assolutamente inusuali</strong>, se confrontati con i dati storici. Se paragoniamo l'attuale ondata di caldo con quella del <strong>2003</strong>, anno che fino a poco tempo fa deteneva i record di precocità e intensità del caldo sul nostro continente, notiamo che <strong>il 2026 presenta </strong><strong>picchi termici ancora più estremi</strong>, con scarti che in alcune rilevazioni superano addirittura di <strong>12°C i valori medi storici</strong> di riferimento. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-agonia-delle-alpi-con-l-eccezionale-scioglimento-dei-ghiacciai-in-questo-fine-giugno-1782767196041.jpg" data-image="i6xzdvegsmh8"><figcaption>La quota della neve è così elevata da rendere improbabile un ripristino, seppur minimo di un manto nevoso protettivo per i ghiacciai. Manto nevoso che con il caldo si è completamente fuso, lasciando scoperto il ghiaccio praticamente su tutte le Alpi.</figcaption></figure><p>Tutto questo calore sta causando un <strong>processo di fusione accelerata</strong>, non soltanto nelle vallate, ma soprattutto <strong>sulle zone d'alta quota</strong>, quelle sommitali, dove la <strong>neve residua</strong>, che dovrebbe fungere da scudo protettivo per il ghiaccio sottostante, è ormai <strong>quasi del tutto scomparsa</strong>. Assenza del manto nevoso che, lasciando <strong>il ghiaccio esposto direttamente alla radiazione solare e all'aria calda</strong>, ne favorisce la <strong>conseguente rapida e abbondante fusione</strong>.</p><h2>Le cascate sul Cervino e l'instabilità dei versanti</h2><p>La comparsa di<strong> torrenti d'acqua lungo le pareti verticali</strong> di vette iconiche come il <strong>Monte Cervino</strong>, ha impressionato non solo gli esperti, ma tutti gli escursionisti e gli italiani in genere. È importante chiarire che queste colate, a quelle quote, non rappresentano una normalità stagionale. <strong>Vedere l'acqua scorrere liberamente a 4.000 metri è un segno evidente di un evento eccezionale, estremo</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="676520" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cambiamento-climatico-la-fusione-dei-ghiacciai-obbliga-l-italia-e-la-svizzera-a-modificare-i-confini-sulle-alpi.html" title="Cambiamento climatico, la fusione dei ghiacciai alpini obbliga l'Italia e la Svizzera a modificare i confini">Cambiamento climatico, la fusione dei ghiacciai alpini obbliga l'Italia e la Svizzera a modificare i confini</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cambiamento-climatico-la-fusione-dei-ghiacciai-obbliga-l-italia-e-la-svizzera-a-modificare-i-confini-sulle-alpi.html" title="Cambiamento climatico, la fusione dei ghiacciai alpini obbliga l'Italia e la Svizzera a modificare i confini"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamento-climatico-la-fusione-dei-ghiacciai-obbliga-l-italia-e-la-svizzera-a-modificare-i-confini-sulle-alpi-1731321757452_320.jpg" alt="Cambiamento climatico, la fusione dei ghiacciai alpini obbliga l'Italia e la Svizzera a modificare i confini"></a></article></aside><p>Il disgelo rapido dei nevai sommitali e la contemporanea <strong>degradazione del permafrost</strong>, il terreno gelato che funge da vero e proprio <strong>collante naturale per la struttura rocciosa della montagna</strong>, rendono i <strong>versanti </strong>estremamente <strong>instabili</strong>. Ciò aumenta in modo drastico il <strong>rischio di frane e crolli di roccia</strong> proprio nel momento di massima frequentazione della montagna.</p><h2>Prospettive future e resilienza degli ecosistemi montani</h2><p>Le proiezioni per i<strong> prossimi giorni </strong>confermano che la <strong>fase di caldo intenso</strong> continuerà ancora a mantenere i <strong>ghiacciai in uno stato di sofferenza</strong>. La totale <strong>mancanza di neve</strong> lascia ancora il <strong>ghiaccio vivo direttamente esposto alla radiazione solare</strong>, accelerando la fusione e quindi il ritiro dei nostri ghiacciai. </p><div class="texto-destacado">Gli enti che monitorano il fenomeno e la comunità scientifica sottolineano che stiamo perdendo in modo molto rapido quella fascia di freddo essenziale per la sopravvivenza stessa dell'ecosistema montano. </div><p>Lo scenario attuale richiede dunque una <strong>riflessione urgente sulla resilienza delle Alpi</strong>, poiché la nostra montagna sta subendo <strong>cambiamenti strutturali profondi</strong>, derivanti da un'anomalia termica che continua ad aumentare, non risparmiando nemmeno le quote più elevate.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-agonia-delle-alpi-con-l-eccezionale-fusione-dei-ghiacciai-in-questo-fine-giugno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo anticiclone eccezionale si sta per sviluppare sull'Europa occidentale e rischia di produrre una intensa e persistente ondata di calore, in graduale estensione verso Francia e Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xak57oa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xak57oa.jpg" id="xak57oa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Una nuova <strong>anomalia di geopotenziale a 500 hPa </strong>si sta configurando sull’Europa occidentale e centrale, con valori estremi, tra i più intensi del periodo di riferimento 1971-2021. </p><div class="texto-destacado">Le mappe settimanali di <strong>ECMWF, </strong>il modello europeo, nostro punto di riferimento, evidenziano un pattern marcato, con un’area colorata di magenta e rosso intenso che segnala <strong>la nascita di una potente cresta anticiclonica tra Spagna e Portogallo. </strong></div><p><strong>I valori di percentile sfiorano il 99,5%, configurando un record su un’area molto vasta.</strong> Non si tratta di una semplice estensione dell’anticiclone delle Azzorre, ma di una vera ridistribuzione del campo di massa con un forte contributo della dinamica atmosferica.</p><h2><strong>Come nasce questa nuova cupola di calore?</strong></h2><p>Il <strong>getto polare</strong> risulta deviato nettamente a nord della cresta, dove il flusso zonale appare debole o addirittura retrogrado in alcune zone, mentre a sud viene convogliato verso il Mediterraneo occidentale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia-1782895728035.png" data-image="9mcxocorw0nm" alt="Anticiclone." title="Anticiclone."><figcaption>Ecco l'onda di Rossby sull'Atlantico che alimenterà il promontorio anticiclonico molto intenso sull'Europa occidentale.</figcaption></figure><p>Questo spostamento favorisce una situazione di stagnazione atmosferica sull’Europa sud-occidentale, con aria calda e stabile che tende a rimanere intrappolata per diversi giorni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La genesi di questo nuovo promontorio subtropicale è legata <strong>all’amplificazione di un’onda di Rossby a lunga lunghezza d’onda. </strong>La cresta si gonfia in risposta a una saccatura, posizionata sull’Atlantico nord-orientale, nei pressi dell’Islanda. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Una forte <strong>avvezione di vorticità negativa</strong> sta pompando <strong>aria subtropicale calda e stabile verso nord-est, fino alle latitudini europee.</strong></p><h2><strong>Un nuovo promontorio subtropicale pronto a fondersi con l’azzorriano</strong></h2><p>L’anticiclone delle Azzorre si fonde con un nuovo promontorio di origine continentale, <strong>alimentato dall’avvezione calda in media troposfera, proprio al traverso dell’oceano e del Portogallo.</strong></p><p>Il risultato è un robusto rinforzo della cresta iberica, sostenuto da intensi fenomeni di subsidenza e riscaldamento adiabatico.<strong> L’aria discendente all’interno della struttura fa salire le temperature a 500 hPa di +10/+15°C rispetto alla norma.</strong></p><h2><strong>I fattori che rischiano di renderlo intenso e duraturo</strong></h2><p>Diversi fattori si combinano per rendere questa ondata di calore particolarmente intensa e persistente. Innanzitutto la subsidenza anticiclonica, <strong>con l’aria scende lentamente, anche solo pochi centimetri al secondo, ma su uno spessore di migliaia di metri,</strong> producendo un riscaldamento compressivo che fa aumentare sensibilmente le temperature ai livelli di 850 e 700 hPa. </p><div class="texto-destacado">A questo si aggiunge una <strong>radiazione solare diretta</strong> quasi ininterrotta, per via dei cieli sereni o poco nuvolosi per giorni consecutivi, <strong>proprio nel periodo di massima insolazione estiva, scaldano intensamente il suolo e lo strato limite. </strong></div><p>Sul bordo occidentale della cresta, il flusso sud-occidentale e meridionale trasporta inoltre aria calda di origine subtropicale in parte dall’Atlantico ed in parte dal Sahara marocchino, soprattutto verso Spagna e Portogallo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia-1782895792904.png" data-image="h4eh9m03uvk2" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>La gigantesca anomalia positiva di temperature attesa sull'Europa occidentale già dai prossimi giorni.</figcaption></figure><p>L’effetto di blocco è un altro elemento chiave. Difatti il pattern impedisce il passaggio delle perturbazioni atlantiche, lasciando i fronti freddi “incastrati” a ovest. Non va trascurato neppure il <strong>feedback del suolo.</strong> <strong>Dopo un’estate già avanzata con terreni secchi, la bassa evapotraspirazione lascia più energia disponibile per riscaldare l’aria, amplificando ulteriormente il calore.</strong></p><h2><strong>Temperature attese e evoluzione</strong></h2><p>Nel fine settimana saranno Portogallo e Spagna occidentale i primi a sperimentare i picchi più elevati, <strong>con temperature che potranno raggiungere i +40/+45°C in pianura e nelle valli, e valori localmente superiori in Andalusia. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La cresta mostra una buona robustezza, grazie all’alta ampiezza e al supporto dinamico. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Nei prossimi giorni tenderà a spostarsi gradualmente verso est/nord-est, coinvolgendo progressivamente anche l’Italia settentrionale e la Germania, pur mantenendo il nucleo più caldo su Iberia e Francia.</p><h2><strong>Il promontorio raggiungerà l’Italia?</strong></h2><p>Almeno per il momento il cuore dell’ondata di calore resterà concentrato a ovest, <strong>ma un nuovo ciclo di ricarica e accumulo di masse d’aria calda è atteso già nella prossima settimana su questa porzione del continente. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776483" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luglio-2026-addio-caldo-infernale-attenzione-sta-gia-scalpitando-per-tornare.html" title="Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare">Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luglio-2026-addio-caldo-infernale-attenzione-sta-gia-scalpitando-per-tornare.html" title="Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-sara-il-mese-di-luglio-2026-uns-tregua-dal-grande-caldo-che-tuttavia-scalpita-per-tornare-protagonista-1782834266113_320.jpg" alt="Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare"></a></article></aside><p>L’Italia, in particolare il Nord, dovrà monitorare con attenzione l’evoluzione. Questo nuovo promontorio da record sembra avere tutte le carte in regola per estendere la sua influenza anche sul nostro Paese, favorendo un ritorno del caldo, in particolare al centro-nord, già da metà della prossima settimana.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il passato segreto dell'Eufrate: nacque da due corsi d'acqua che sfociavano in un Mediterraneo desertico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-passato-segreto-dell-eufrate-nacque-da-due-corsi-d-acqua-che-sfociavano-in-un-mediterraneo-desertico.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Dai deserti di sale alla Mezzaluna Fertile: gli scienziati ripercorrono il lungo, mutevole e antico viaggio del fiume Eufrate, culla della civiltà umana.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/o-passado-secreto-do-eufrates-o-rio-que-nasceu-de-duas-correntes-que-desaguavam-num-mar-mediterraneo-desertico-1780994547654.png" data-image="2oiakqgnyhpr"><figcaption>Inizialmente le acque del fiume sfociavano nel Mar Mediterraneo, in un'epoca in cui questo era un enorme deserto salino.</figcaption></figure><p>Il mistero geologico che circondava la formazione e l’evoluzione del fiume Eufrate, uno dei corsi d’acqua più emblematici della storia dell’umanità. La ricerca ha rivelato che <strong>questo grande fiume della Mesopotamia è nato dalla fusione di due antichi sistemi fluviali indipendenti</strong>, guidata da una combinazione di forze tettoniche e dinamiche climatiche avvenute milioni di anni fa.</p><h2>I due fiumi precursori</h2><p>Secondo la ricostruzione geologica ottenuta, circa 5,4 milioni di anni fa <strong>l’Eufrate non esisteva come il fiume unico e continuo che conosciamo oggi.</strong></p><div class="texto-destacado"> Al suo posto esistevano due sistemi fluviali distinti nella regione che oggi comprende Turchia e Siria: il Paleo-Karasu (più a nord) e il Paleo-Murat (più a sud). </div><p>Sorprendentemente, le simulazioni al computer e i dati geologici indicano che questi due antichi fiumi trasportavano un volume colossale di acqua dolce e sedimenti, la cui somma <strong>superava la portata attuale del Nilo, del Tigri e dello stesso Eufrate moderno messi insieme.</strong></p><h2>Lo sbocco in un Mediterraneo che era un deserto</h2><p>Una delle scoperte più sorprendenti dello studio riguarda la destinazione iniziale di queste acque. Invece di fluire verso il Golfo Persico, come avviene oggi, il Paleo-Karasu e il Paleo-Murat <strong>sfociavano nel bacino del Mediterraneo orientale.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/o-passado-secreto-do-eufrates-o-rio-que-nasceu-de-duas-correntes-que-desaguavam-num-mar-mediterraneo-desertico-1780994723600.png" data-image="yvx7457uma59"> <figcaption>L’attuale configurazione dell’Eufrate è il risultato dello “scontro” di quattro placche tettoniche che hanno modificato il rilievo di Turchia e Siria.</figcaption> </figure><p><strong>Questo periodo coincide con la famosa “crisi di salinità del Messiniano”,</strong> una fase geologica in cui il Mediterraneo rimase temporaneamente isolato dall’Oceano Atlantico a causa di blocchi tettonici e si prosciugò quasi completamente, trasformandosi in un gigantesco deserto di sale.</p><p>I due fiumi ancestrali svolsero quindi un ruolo fondamentale <strong>nel depositare enormi quantità di sedimenti su questi spessi strati salini.</strong></p><h2>La forza della tettonica delle placche e la fusione dei corsi fluviali</h2><p>La transizione verso l’attuale configurazione del fiume iniziò a delinearsi a causa della intensa <strong>attività tettonica nella zona di collisione di quattro placche tettoniche della regione</strong>, incluse le faglie attive della catena del Tauro.</p><div class="texto-destacado"> Circa 3,6 milioni di anni fa, il progressivo sollevamento del terreno e i terremoti modificarono il rilievo, costringendo il Paleo-Murat a deviare il suo corso verso sud e sud-est, allontanandolo dal Mediterraneo. </div><p><strong>Circa 800.000 anni dopo (circa 2,8 milioni di anni fa), anche il Paleo-Karasu subì una deviazione simile.</strong> Una volta liberati dal bacino precedente, i due corsi d’acqua confluirono in un’unica rete idrografica interconnessa.</p><h2>Il consolidamento della Mezzaluna Fertile</h2><p><strong>Questo lungo processo di riorganizzazione si concluse con la definitiva stabilizzazione del fiume Eufrate circa 1,6 milioni di anni fa.</strong> Da quel momento il fiume iniziò a scorrere per circa 2.800 chilometri verso la placca Arabica, tracciando il percorso che oggi attraversa Turchia, Siria e Iraq fino al Golfo Persico.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/o-passado-secreto-do-eufrates-o-rio-que-nasceu-de-duas-correntes-que-desaguavam-num-mar-mediterraneo-desertico-1780994917298.png" data-image="fxkuti9rk28e"> <figcaption>L’Eufrate ha stabilizzato il suo corso 1,6 milioni di anni fa, aprendo la strada alla futura culla dell’umanità.</figcaption> </figure><p>Per ricostruire questo scenario a lungo termine <strong>sono state analizzate carte geologiche terrestri e utilizzati dati di riflessione sismica ad alta risoluzione</strong> per esaminare i sedimenti sepolti nel sottosuolo, incrociandoli con modelli digitali di trasporto sedimentario.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="657138" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/geologia-nuovi-dettagli-crisi-salinita-che-6-milioni-di-anni-fa-prosciugato-mediterraneo.html" title="Nuovi dettagli sulla crisi di salinità che 6 milioni di anni fa prosciugò il Mediterraneo: conseguenze anche sul clima">Nuovi dettagli sulla crisi di salinità che 6 milioni di anni fa prosciugò il Mediterraneo: conseguenze anche sul clima</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/geologia-nuovi-dettagli-crisi-salinita-che-6-milioni-di-anni-fa-prosciugato-mediterraneo.html" title="Nuovi dettagli sulla crisi di salinità che 6 milioni di anni fa prosciugò il Mediterraneo: conseguenze anche sul clima"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nuovi-dettagli-crisi-salinita-che-6-milioni-di-anni-fa-ha-prosciugato-mediterraneo-1716796633330_320.jpg" alt="Nuovi dettagli sulla crisi di salinità che 6 milioni di anni fa prosciugò il Mediterraneo: conseguenze anche sul clima"></a></article></aside><p>Questo avanzamento scientifico colma un importante vuoto storico e <strong>dimostra come le dinamiche profonde della Terra abbiano scolpito il paesaggio</strong> che, molto più tardi, avrebbe fatto da base alla nascita della Mezzaluna Fertile e delle prime grandi civiltà umane.</p><h3><em>Riferimento della notizia:</em></h3><p><em> Seidel, J.V., Parmentier, V., Prinoth, B. et al. Magnetic field strengths of hot giant exoplanets consistent with Solar System values. Nat Astron (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41550-026-02870-1" target="_blank" rel="nofollow">https://doi.org/10.1038/s41550-026-02870-1</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-passato-segreto-dell-eufrate-nacque-da-due-corsi-d-acqua-che-sfociavano-in-un-mediterraneo-desertico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come sfuggire alle pericolose correnti di risacca: cosa sono, dove si formano e come affrontarle per mettersi in salvo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-sfuggire-alle-pericolose-correnti-di-risacca-cosa-sono-dove-si-formano-e-come-affrontarle-per-mettersi-in-salvo.html</link><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La risacca non è solo un lento e naturale movimento del mare, ma una forza dinamica che può sorprendere improvvisamente e mettere in difficoltà anche il nuotatore più esperto e allenato. Conoscere le "correnti di ritorno", sapere come comportarsi è il primo passo fondamentale per vivere il mare in piena sicurezza.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-trappola-invisibile-come-funzionano-dove-si-formano-le-correnti-di-risacca-come-uscirne-per-salvarsi-1782427264964.jpg" data-image="xrtd3dvb2txm"><figcaption>Nella foto ripresa da un drone lungo la cosa della Green bowl beach di Bali (Indonesia) è ben visibile il tratto di mare con la corrente di risacca che ha scavato anche un canale sottomarino, visibile dall'alto ma non dal mare.</figcaption></figure><p>La risacca non è il semplice moto di ritorno della massa d'acqua giunta sulla spiaggia con le onde, ma <strong>un processo fisico molto dinamico che è in grado di modellare anche la conformazione stessa del litorale</strong>. Si tratta di un fenomeno costante, prodotto dalla topografia sottomarina, che in cui <strong>l'acqua si accumula e defluisce verso il largo dopo aver raggiunto la riva</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L'enorme massa d'acqua </strong>che viene trasportata dalle onde che impattano contro il bagnasciuga, specie quando il moto ondoso è vivace, deve trovare <strong>una via di fuga per tornare verso il mare aperto</strong>. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questo processo genera le correnti di risacca che costituiscono un <strong>rischio concreto per la balneazione.</strong> Si tratta di <strong>veri e propri corridoi d'acqua che scorrono verso il mare aperto</strong> con velocità sorprendenti, in grado di mettere<strong> in seria difficoltà anche i nuotatori più esperti e allenati</strong>.</p><h2>L'inganno delle giornate serene</h2><p>È cruciale distinguere la risacca ordinaria dalle correnti di ritorno, perché il pericolo maggiore risiede proprio nella natura ingannevole di queste ultime. Mentre il primo è un fenomeno diffuso e innocuo, <strong>la corrente di risacca si concentra in zone specifiche</strong>, dei veri e propri <strong>canali</strong>, che spesso sono già scavati nel fondale o che sono stati <strong>prodotti proprio dalla corrente anche nel giro in poche ore</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-trappola-invisibile-come-funzionano-dove-si-formano-le-correnti-di-risacca-come-uscirne-per-salvarsi-1782428874073.jpg" data-image="g0arbokrlx3v"><figcaption>Veduta della spiaggia di Ditch Plains a Montauk, Long Island, New York, negli Hamptons, con un cartello di avvertimento per corrente di risacca</figcaption></figure><p>È un errore comune quello di pensare che tali correnti siano esclusive delle giornate di forte mareggiata. Al contrario, esse possono presentarsi anche <strong>in condizioni di totale calma apparente</strong>. Infatti, bisogna tenere conto del fatto chedurante l'evento di mare mosso, la forza delle onde scava dei <strong>canali perpendicolari alla linea della riva</strong>, spostando molta sabbia e creando delle buche o delle depressioni dove prima non ce ne erano. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="421411" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/stretto-messina-correnti-miti-leggende-vortici-scilla-cariddi.html" title="Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina">Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/stretto-messina-correnti-miti-leggende-vortici-scilla-cariddi.html" title="Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/correnti-e-fenomeni-idrodinamici-che-animano-lo-stretto-di-messina-1655648731661_320.jpeg" alt="Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina"></a></article></aside><p>Anche quando <strong>il vento è cessato e l'altezza delle onde in mare è diminuita</strong>,<strong> la nuova conformazione del fondale è ancora lì</strong>. </p><div class="texto-destacado">L'acqua che continua ad arrivare verso riva anche se sotto forma di onde di altezza modesta, trova<strong> un fondale che è stato "pre-configurato" dalla mareggiata per incanalare il ritorno verso il largo</strong>.</div><p><strong>Una zona di mare che prima era completamente innocua</strong> ora può diventare <strong>una trappola invisibile per l'ignaro bagnante </strong>che venga attratto <strong>proprio </strong>dal tratto di mare antistante la spiaggia <strong>dove ci sono meno onde o onde più basse</strong>. </p><h2>La capacità di lettura della superficie marina</h2><p>La prima difesa è quella di <strong>saper interpretare i segnali che il mare ci invia</strong>. Nelle nostre spiagge sabbiose, <strong>la corrente di risacca si manifesta spesso come una zona in cui il moto ondoso sembra svanire</strong>, lasciando spazio a una superficie d'<strong>acqua piatta</strong>, talvolta caratterizzata da una <strong>colorazione diversa</strong> o dalla<strong> presenza di schiuma sospesa</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-trappola-invisibile-come-funzionano-dove-si-formano-le-correnti-di-risacca-come-uscirne-per-salvarsi-1782427546941.jpg" data-image="i2x27dakzkqf"><figcaption>Per un surfista esperto la corrente di risacca diventa un "passaggio gratis", un nastro trasportatore che gli permette di risparmiare numerosissime bracciate nel tentativo di tornare a largo, per poi reinserirsi nel flusso delle onde.</figcaption></figure><p>Questo è il primo <strong>segnale visivo più è evidente. </strong><strong>Dove le onde non frangono</strong>, la <strong>corrente</strong> è <strong>al suo massimo</strong>. I surfisti, che conoscono bene queste dinamiche, utilizzano proprio tali canali per uscire rapidamente al largo, sfruttando una forza che, invece, per il bagnante impreparato può rivelarsi una trappola mortale.<strong> </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="673686" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cos-e-il-fetch-perche-e-cosi-importante-per-lo-studio-e-la-previsione-del-moto-ondoso.html" title="Cos'è il fetch? Perchè è così importante per lo studio e la previsione del moto ondoso?">Cos'è il fetch? Perchè è così importante per lo studio e la previsione del moto ondoso?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cos-e-il-fetch-perche-e-cosi-importante-per-lo-studio-e-la-previsione-del-moto-ondoso.html" title="Cos'è il fetch? Perchè è così importante per lo studio e la previsione del moto ondoso?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cos-e-il-fetch-perche-e-cosi-importante-per-lo-studio-e-la-previsione-del-moto-ondoso-1725978678381_320.jpg" alt="Cos'è il fetch? Perchè è così importante per lo studio e la previsione del moto ondoso?"></a></article></aside><p><strong>Per un surfista esperto la corrente di risacca diventa un "passaggio gratis"</strong>, un <strong>nastro trasportatore</strong> che gli permette di risparmiare numerosissime bracciate nel tentativo di tornare a largo,<strong> per poi reinserirsi nel flusso delle onde</strong>. </p><h2>Le lezioni apprese dalle notizie di cronaca</h2><p>Le testimonianze di chi è sopravvissuto a queste correnti confermano che <strong>la forza fisica, da sola, non è sufficiente</strong>. </p><div class="texto-destacado">In molte cronache nazionali ed internazionali, i sopravvissuti descrivono la sensazione di essere risucchiati in un <strong>corridoio d'acqua impossibile da risalire</strong>. </div><p><strong>L'istinto di </strong><strong>nuotare frontalmente contro la corrente </strong>che ci allontana dalla costa, rappresenta il <strong>tragico errore che porta allo sfinimento fisico</strong>, il principale fattore di rischio negli annegamenti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-trappola-invisibile-come-funzionano-dove-si-formano-le-correnti-di-risacca-come-uscirne-per-salvarsi-1782427488860.jpg" data-image="enwg2fx76ast"><figcaption>Un turista che fa il bagno vicino a una pericolosa corrente di risacca presso la spiaggia di Piha ad Auckland, in Nuova Zelanda</figcaption></figure><p> Anche<strong> i tentativi di soccorso</strong>, se compiuti <strong>senza la necessaria preparazione</strong> tecnica, <strong>possono finire drammaticamente</strong>, <strong>trascinando a largo sia la vittima che il soccorritore</strong>. </p><div class="texto-destacado"><strong>La calma assoluta</strong> rimane, in ogni circostanza, l'unica vera ancora di salvezza. È fondamentale, ragionare e non andare nel panico, sia per la persona in difficoltà, che per il soccorritore. </div><p><strong>Il rischio </strong>è quello di<strong> stancarsi talmente tanto da non riuscire più nemmeno a tenersi a galla, </strong>spesso in preda a<strong> crampi oppure colti da malore per il grande sforzo sostenuto. </strong></p><h2><strong>Protocolli di comportamento e prevenzione</strong></h2><p>Nel caso sfortunato in cui ci si trovasse in balia di una corrente di risacca, il protocollo di sicurezza impone di <strong>non sprecare energie inutilmente</strong>. La strategia corretta è <strong>nuotare parallelamente alla costa</strong>, cercando di uscire lateralmente dal canale di risacca, la cui larghezza è generalmente limitata.<strong> Una volta al di fuori del flusso principale</strong>, l'energia potrà essere direzionata verso<strong> il ritorno a riva</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-trappola-invisibile-come-funzionano-dove-si-formano-le-correnti-di-risacca-come-uscirne-per-salvarsi-1782428498911.jpg" data-image="lgmq43jiq4b8"><figcaption>La strategia corretta per uscire dalla corrente di risacca è nuotare parallelamente alla costa, cercando di uscire lateralmente dal canale di risacca, la cui larghezza è generalmente limitata. Una volta al di fuori del flusso principale, l'energia potrà essere utilizzata per ritornare a riva.</figcaption></figure><p>In conclusione:</p><ul><li><strong>osservare le bandiere di segnalazione</strong> e confrontarsi con i <strong>bagnini</strong>, veri esperti della morfologia locale, </li><li><strong>n</strong><strong>on farsi mai prendere dal panico</strong>, </li><li><strong>chiedere aiuto a gesti</strong>, </li><li>possibilmente tenere sempre <strong>accanto a sé </strong>sempre<strong> un oggetto</strong> che ci possa <strong>aiutare sostenendoci a galla</strong>, </li><li><strong>nuotare secondo le proprie possibilità parallelamente alla spiaggia, </strong></li><li>tentare di <strong>tornare verso riva </strong>solo una volta <strong>usciti dal flusso che ci spinge a largo.</strong></li></ul><p><strong>Queste </strong>sono <strong>istruzioni salvavita, </strong>che <strong>tutti dovrebbero conoscere e seguire</strong> per trasformare il mare da minaccia a luogo di svago vissuto con il dovuto rispetto. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-sfuggire-alle-pericolose-correnti-di-risacca-cosa-sono-dove-si-formano-e-come-affrontarle-per-mettersi-in-salvo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scoperti due pianeti super-puff: grandi come Giove ma più leggeri dello zucchero filato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scoperti-due-pianeti-super-puff-grandi-come-giove-ma-piu-leggeri-dello-zucchero-filato.html</link><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>TESS ha scoperto due pianeti giganti e leggerissimi, TOI-791 b e c. Grandi quanto Giove ma meno densi dello zucchero filato, sfidano i modelli di formazione ed evoluzione planetaria e promettono nuove osservazioni con Webb.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperti-due-pianeti-super-puff-grandi-come-giove-ma-piu-leggeri-dello-zucchero-filato-1782563384522.png" data-image="124jp8s5xshp" alt="TOI 179" title="TOI 179"><figcaption>Questa illustrazione raffigura la stella TOI-791, simile al Sole, e due pianeti giganti scoperti in orbita attorno ad essa dal telescopio spaziale TESS della NASA. Tali pianeti, denominati TOI-791 b e TOI-791 c, hanno dimensioni paragonabili a quelle di Giove ma una massa che ne rappresenta solo una minima frazione; ciò implica una densità straordinariamente bassa. Credit: NASA / Daniel Rutter</figcaption></figure><p>La scoperta di nuovi esopianeti di per sé non è più una notizia eccezionale. Oltre sei mila sono stati già confermati e diverse altre migliaia aspettano una conferma, essendo ancora classificati come “candidati” pianeti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Tuttavia, <strong>alcuni di questi nuovi esopianeti non mancano di stupire gli astronomi </strong>e di mettere alla prova la loro capacità di spiegarne l’esistenza.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>E’ il caso dei due pianeti scoperti attorno alla stella TOI 791</strong>, sono pianeti enormi ma ultra leggeri e per questo <strong>chiamati super-puff</strong> (super gonfi). <strong>La loro densità è così bassa da essere stata paragonata a quella dello zucchero filato.</strong></p><p>E’ come se si fossero scoperti due pianeti di dimensioni simili a Giove ma leggeri come lo zucchero filato, e peraltro attorno alla stessa stella, finora un caso unico più che raro.</p><h2>Due giganti quasi vuoti attorno a una stella lontana</h2><p><strong>I due pianeti sono TOI 791 b e TOI 791 c </strong>in orbita attorno alla stella TOI 791, poco più calda e più massiccia del Sole. Sono <strong>stati scoperti con il metodo dei transiti</strong> grazie alle osservazioni effettuate <strong>con il telescopio spaziale TESS.</strong></p><div class="texto-destacado">Osservando in modo continuativo la stella TOI 791, il telescopio TESS ha notato delle piccole diminuzioni periodiche della luminosità. Proprio queste diminuzioni, ossia delle eclissi, hanno svelato l’esistenza dei due pianeti che periodicamente transitano davanti alla propria stella, bloccando temporaneamente parte della luce.</div><p>Dalle caratteristiche delle eclissi prodotte da questi due pianeti è stato possibile determinare il loro raggio, quasi uguale a quello di Giove per TOI 791 b ed anche superiore per TOI 791 c.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767662" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-compie-un-altro-grande-passo-scopre-piu-di-10-000-nuovi-esopianeti-in-un-unico-studio-alcuni-forse-abitabili.html" title="La NASA compie un altro grande passo: scopre più di 10.000 nuovi esopianeti in un unico studio (alcuni forse abitabili)">La NASA compie un altro grande passo: scopre più di 10.000 nuovi esopianeti in un unico studio (alcuni forse abitabili)</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-compie-un-altro-grande-passo-scopre-piu-di-10-000-nuovi-esopianeti-in-un-unico-studio-alcuni-forse-abitabili.html" title="La NASA compie un altro grande passo: scopre più di 10.000 nuovi esopianeti in un unico studio (alcuni forse abitabili)"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-compie-un-altro-grande-passo-scopre-piu-di-10-000-nuovi-esopianeti-in-un-unico-studio-alcuni-forse-abitabili-1778149937366_320.jpg" alt="La NASA compie un altro grande passo: scopre più di 10.000 nuovi esopianeti in un unico studio (alcuni forse abitabili)"></a></article></aside><p>Ricordiamo che Giove impiega 11 anni per compiere un’orbita attorno al Sole. Quindi <strong>TOI 791 b e TOI 791 c</strong> con i loro periodi di 139 e 232 giorni, rispettivamente, s<strong>ono molto più vicini alla loro stella di quanto non lo sia Giove al Sole</strong>. </p><div class="texto-destacado">I periodi orbitali di TOI 791 b e c sono in un curioso rapporto 5:3 cioè ogni 5 giri di TOI 791 b attorno alla stella, TOI 791 c ne compie esattamente 3. Queste sono configurazioni di risonanza che intensificano l’interazione gravitazionale tra i due pianeti.</div><p>Sono pertanto degli <strong>Hot Jupiters</strong>, ossia gioviani caldi con temperature superficiali molto elevate.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>TOI 791 b e TOI 791 c</strong> sono classificati come jot jupiters ossia gioviani caldi<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Dal periodo orbitale di 139 giorni per TOI 791 b e di 232 giorni per TOI 791 c è stato poi possibile determinare la distanza dalla stella e la massa dei due, che è risultata essere piccolissima. <strong>I due pianeti sebbene enormi di dimensioni hanno masse pari a circa il 3% e il 6% di quella di Giove.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperti-due-pianeti-super-puff-grandi-come-giove-ma-piu-leggeri-dello-zucchero-filato-1782563547450.png" data-image="qyb0zwzlhvsi" alt="TOI 791 b e c" title="TOI 791 b e c"><figcaption>Un confronto tra le dimensioni dei pianeti TOI 791 b e c con i pianeti del Sistema Solare. Credit: NASA / Daniel Rutter</figcaption></figure><p>La densità di questi due pianeti è di gran lunga inferiore a quella dell’acqua e addirittura inferiore a quella dello zucchero filato.</p><h2>Perché i super-puff sono un problema per gli astronomi</h2><p>Che pianeti del genere possano essersi formati è comprensibile per gli astronomi, <strong>ciò che è incomprensibile è come possano aver fatto a sopravvivere così vicini alla propria stella</strong>. Infatti, a motivo della piccolissima massa la gravità superficiale di questi pianeti è estremamente bassa. Pertanto la radiazione ed il vento della stella madre dovrebbero molto facilmente riuscire a strapparne via l'atmosfera - questi pianeti sono così leggeri da essere fatti di sola atmosfera.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="720367" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-giovanissima-e-irrequieta-stella-sta-evaporando-il-suo-baby-pianeta-bombardandolo-di-raggi-x.html" title="Una giovanissima e irrequieta stella sta facendo letteralmente evaporare il suo baby pianeta, bombardandolo di raggi X">Una giovanissima e irrequieta stella sta facendo letteralmente evaporare il suo baby pianeta, bombardandolo di raggi X</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-giovanissima-e-irrequieta-stella-sta-evaporando-il-suo-baby-pianeta-bombardandolo-di-raggi-x.html" title="Una giovanissima e irrequieta stella sta facendo letteralmente evaporare il suo baby pianeta, bombardandolo di raggi X"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-giovanissima-e-irrequieta-stella-sta-evaporando-il-suo-baby-pianeta-bombardandolo-di-raggi-x-1752833321572_320.png" alt="Una giovanissima e irrequieta stella sta facendo letteralmente evaporare il suo baby pianeta, bombardandolo di raggi X"></a></article></aside><p>Allora, <strong>com’è possibile che dopo circa 400 milioni di anni </strong>(l’età stimata di questa stella e dei suoi pianeti) <strong>questi pianeti supef puff non siano stati completamente erosi?</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperti-due-pianeti-super-puff-grandi-come-giove-ma-piu-leggeri-dello-zucchero-filato-1782579205494.jpg" data-image="kp3hzn79bogy" alt="Astep" title="Astep"><figcaption>Il telescopio ASTEP (Antarctic Search for Transiting Extrasolar Planets) presso Dome C in Antartide.</figcaption></figure><p><strong>L’unica spiegazione</strong> che gli astronomi riescono a dare al momento <strong>è che questi si siano formati molto lontano dalla stella</strong>, in un ambiente poco soggetto agli effetti erosivi di radiazione e vento stellare, <strong>e che solo in epoche recenti siano migrati in prossimità della loro stella.</strong></p><h2>L’Antartide, TESS e il futuro con il James Webb</h2><p>La caratterizzazione di questi pianeti è stata possibile anche grazie alle osservazioni del <strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ASTEP">telescopio ASTEP in Antartide</a></strong>. Qui, durante l’inverno australe, le notti durano mesi per cui il telescopio ha potuto monitorare ininterrottamente questa stella, delineandone con precisione le eclissi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="481062" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-si-scoprono-gli-esopianeti-il-metodo-dei-transiti-spazio.html" title="Come si scoprono gli esopianeti? Ecco cos'è il metodo dei transiti">Come si scoprono gli esopianeti? Ecco cos'è il metodo dei transiti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-si-scoprono-gli-esopianeti-il-metodo-dei-transiti-spazio.html" title="Come si scoprono gli esopianeti? Ecco cos'è il metodo dei transiti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-si-scoprono-gli-esopianeti-il-metodo-dei-transiti-1680683682322_320.jpeg" alt="Come si scoprono gli esopianeti? Ecco cos'è il metodo dei transiti"></a></article></aside><p><strong>Questi due pianeti super leggeri hanno un’atmosfera così rarefatta da essere ideali per lo studio con la tecnica della spettroscopia di trasmissione.</strong> Osservando la luce della stella, dopo che questa ha attraversato l’atmosfera rarefatta dei pianeti, è possibile ricavarne la composizione chimica.</p><p>E qui entrerà sicuramente in gioco il telescopio spaziale <strong>James Webb</strong>, ideale nell’uso di questa tecnica osservativa.</p><p>TOI-791 b e c non sono pianeti abitabili nel senso comune del termine. Sono giganti gassosi privi di una superficie solida come quella terrestre. <strong>La loro esistenza ci mostra che la formazione planetaria è molto più varia di quanto suggerisca il nostro Sistema Solare.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scoperti-due-pianeti-super-puff-grandi-come-giove-ma-piu-leggeri-dello-zucchero-filato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Estati sempre più calde: 5 piante da tenere sul terrazzo che resistono a caldo intenso e siccità]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita.html</link><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Le ondate di calore sempre più intense mettono a dura prova piante coltivate su balconi e terrazzi esposti al sole: ecco i 5 gruppi botanici più resistenti, capaci di trasformare gli spazi assolati di casa in piccole oasi verdi a bassa manutenzione</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita-1782659389854.jpeg" data-image="sme7vio14drd"><figcaption>Estati sempre più calde: 5 piante da tenere sul terrazzo che resistono a caldo intenso e siccità</figcaption></figure><p><strong>Le ondate di calore sempre più frequenti mettono a dura prova le piante coltivate in vaso, soprattutto su balconi e terrazzi esposti in pieno sole</strong>. Molte specie ornamentali, quando il caldo si protrae anche nelle ore notturne e l’acqua nel terriccio si esaurisce rapidamente, perdono turgore e seccano rapidamente. </p><p><strong>Non tutte, però, reagiscono allo stesso modo: alcune piante si sono adattate a vivere in ambienti aridi e assolati e, proprio per questo, sopportano meglio temperature elevate, lunghi periodi asciutti e cure ridotte</strong>. Sono queste le piante ideali da ospitare per mantenere il balcone verde e resiliente durante l’estate, anche quando le temperature raggiungono valori record, proprio come un’oasi nel cuore del deserto.</p><h2> 1. Agave</h2><ol></ol><p><strong>L’agave è una delle piante ornamentali più affidabili quando si cerca una specie capace di tollerare sole pieno e siccità</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita-1782659415908.jpeg" data-image="0fye39kymq92"><figcaption>Agave</figcaption></figure><p>Non si tratta di una singola pianta, ma di un genere che comprende numerose specie originarie soprattutto delle zone aride del Messico e dell’America centrale, come <em>Agave americana</em>, tra le più diffuse in ambito ornamentale, <em>Agave attenuata</em>, dal portamento più morbido e privo di spine evidenti, e <em>Agave parryi</em>, apprezzata per la forma compatta. </p><div class="texto-destacado">Le foglie carnose, riunite in grandi rosette, immagazzinano acqua e permettono alla pianta di superare periodi molto lunghi senza pioggia. </div><p>In vaso richiede poche annaffiature: in estate può bastare bagnare a fondo ogni 10–15 giorni, lasciando asciugare bene il substrato tra un intervento e l’altro.</p><h2>2. Cactus</h2><p><strong>Con il termine “cactus” si indica un’ampia famiglia botanica, le Cactacee, estremamente varia per forme e dimensioni</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita-1782659433309.jpeg" data-image="aoty0v0mw3u0"><figcaption>Cactus</figcaption></figure><p>Tra le specie più adatte alla coltivazione in vaso su terrazzi si trovano <em>Echinocactus grusonii</em>, riconoscibile per la forma globosa e le coste ben marcate, <em>Ferocactus</em>, caratterizzato da spine robuste e crescita lenta, e <em>Cereus</em>, che comprende specie a portamento colonnare anche di notevoli dimensioni. </p><div class="texto-destacado">La loro struttura è il risultato di un’evoluzione in ambienti aridi: i fusti succulenti accumulano acqua e rappresentano una riserva idrica per la pianta, mentre le spine hanno sostituito le foglie, riducendo la traspirazione. </div><p>In coltivazione in vaso è fondamentale garantire un substrato molto drenante e irrigazioni molto distanziate, in genere ogni 2–3 settimane durante l’estate.</p><h2>3. Sedum</h2><p><strong>Sedum è un ampio genere della famiglia delle Crassulacee, diffuso soprattutto nelle regioni temperate dell’emisfero boreale</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita-1782659451396.jpeg" data-image="siqs7hwbg3b1"><figcaption><em>Sedum palmeri</em></figcaption></figure><p>Comprende specie molto diverse tra loro, con portamenti che vanno dalle forme tappezzanti e striscianti fino a piccoli cespi eretti o ricadenti. </p><div class="texto-destacado">Tra le specie ornamentali più diffuse si trovano <em>Sedum spurium</em>, spesso utilizzato come tappezzante; <em>Sedum acre</em>, di crescita bassa e molto vigorosa; <em>Sedum palmeri</em>, compatto e facile da coltivare in vaso, con tipiche fioriture gialle estive; <em>Sedum morganianum</em>, dal portamento ricadente adatto a contenitori sospesi; infine, <em>Sedum spectabile</em>, apprezzato per la fioritura rosa verso la fine dell’estate. <br></div><p>In coltivazione predilige substrati leggeri e ben drenati, dove può svilupparsi senza difficoltà.</p><h2>4. Sempervivum</h2><p><strong>Piccole rosette compatte scolpite nella pietra: i <em>Sempervivum</em> sono tra le succulente più riconoscibili e tenaci, capaci di colonizzare substrati poveri e spazi ridotti con estrema facilità</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita-1782659474421.jpeg" data-image="aeadthbne0jv"><figcaption>Sempervivum</figcaption></figure><p>Il genere appartiene alla famiglia delle Crassulacee ed è caratterizzato dalla formazione di rosette che tendono a moltiplicarsi producendo nuovi individui attorno alla pianta madre. </p><div class="texto-destacado">Le foglie appuntite e ravvicinate permettono di ridurre la perdita d’acqua e di adattarsi ad ambienti rocciosi e ghiaiosi. </div><p>Tra le specie più comuni in coltivazione ornamentale si trovano <em>Sempervivum tectorum</em> e <em>Sempervivum arachnoideum</em>, riconoscibili per la loro struttura geometrica e la capacità di colonizzare rapidamente piccoli spazi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775201" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-trucco-per-evitare-che-l-acqua-nei-vasi-di-fiori-evapori-all-istante-durante-un-ondata-di-calore.html" title="Il trucco per evitare che l'acqua nei vasi di fiori evapori all'istante durante un'ondata di calore">Il trucco per evitare che l'acqua nei vasi di fiori evapori all'istante durante un'ondata di calore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-trucco-per-evitare-che-l-acqua-nei-vasi-di-fiori-evapori-all-istante-durante-un-ondata-di-calore.html" title="Il trucco per evitare che l'acqua nei vasi di fiori evapori all'istante durante un'ondata di calore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-truco-para-que-el-agua-de-tus-macetas-no-se-evapore-al-instante-durante-una-ola-de-calor-1782142113679_320.jpeg" alt="Il trucco per evitare che l'acqua nei vasi di fiori evapori all'istante durante un'ondata di calore"></a></article></aside><p>In vaso si sviluppa meglio in contenitori bassi e ben drenati, dove forma nel tempo piccoli tappeti vegetali di grande effetto visivo.</p><h2>5. Yucca</h2><p><strong>Con il suo portamento verticale e le foglie lunghe, rigide e appuntite, la yucca è una pianta adatta a vivere in ambienti aridi e assolati</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita-1782659492421.jpeg" data-image="qr8shlub2vyx"><figcaption><em>Yucca rostrata</em></figcaption></figure><p> Il genere comprende specie come <em>Yucca gloriosa</em>, più rustica e compatta, <em>Yucca filamentosa</em>, con foglie sottili e margini fibrosi, e <em>Yucca rostrata</em>, originaria delle regioni aride del Messico settentrionale e del Texas. </p><div class="texto-destacado"> Dall'aspetto esotico, la forma scultorea della chioma e le foglie disposte in rosetta rendono la yucca una presenza inconfondibile sul terrazzo. <br></div><p>Le foglie coriacee e l’organizzazione a rosetta apicale riducono la dispersione idrica e consentono alla pianta di mantenere un aspetto stabile anche in condizioni di forte insolazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762096" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa.html" title="Piante grasse in fiore: quali scegliere e come favorire questo spettacolo a casa">Piante grasse in fiore: quali scegliere e come favorire questo spettacolo a casa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa.html" title="Piante grasse in fiore: quali scegliere e come favorire questo spettacolo a casa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225036869_320.jpeg" alt="Piante grasse in fiore: quali scegliere e come favorire questo spettacolo a casa"></a></article></aside><p>In coltivazione in vaso richiede contenitori ben drenati e irrigazioni distanziate, in genere ogni 10–15 giorni durante i mesi estivi, adattando la frequenza in base alle condizioni del substrato.</p><h2> Quando le piante diventano risorsa per il giardinaggio </h2><p><strong>Agave, cactus, sedum, sempervivum e yucca</strong>: ben più di cinque semplici piante, questi gruppi botanici comprendono innumerevoli varietà e specie capaci di sopravvivere a temperature elevate e carenza d'acqua, condizioni sempre più frequenti durante la stagione estiva. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772721" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/6-regole-per-proteggere-le-piante-in-vaso-dal-caldo-torrido.html" title="6 regole per proteggere le piante in vaso dal caldo torrido">6 regole per proteggere le piante in vaso dal caldo torrido</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/6-regole-per-proteggere-le-piante-in-vaso-dal-caldo-torrido.html" title="6 regole per proteggere le piante in vaso dal caldo torrido"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/6-regole-per-proteggere-le-piante-in-vaso-dal-caldo-torrido-1781977642001_320.jpeg" alt="6 regole per proteggere le piante in vaso dal caldo torrido"></a></article></aside><p>Con fusti trasformati in riserva d'acqua e foglie che si restringono fino a diventare spine, ecco come il mondo vegetale si è adattato a sopravvivere in condizioni ambientali difficili. Strategie che oggi offrono al giardinaggio l'opportunità di mantenere terrazzi sempre verdeggianti e rigogliosi, anche quando le ondate di calore sono in agguato.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item></channel></rss>