<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Wed, 19 Aug 2026 12:40:23 +0000</lastBuildDate><pubDate>Wed, 19 Aug 2026 12:40:23 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Asteroidi potenzialmente pericolosi (PHO): come l’Italia monitora le minacce cosmiche e il rischio di impatto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/asteroidi-potenzialmente-pericolosi-pho-come-l-italia-monitora-le-minacce-cosmiche-e-il-rischio-di-impatto.html</link><pubDate>Wed, 19 Aug 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Dai telescopi ai software orbitali, l’Italia è un nodo della difesa planetaria europea: monitora i NEO, raffina le traiettorie, valuta probabilità d’impatto e contribuisce a tecnologie capaci di prevenire future minacce cosmiche dirette verso Terra.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/asteroidi-potenzialmente-pericolosi-pho-come-l-italia-monitora-le-minacce-cosmiche-e-il-rischio-di-impatto-1786889429214.jpeg" data-image="t1gvfcbhactw" alt="Asteroidi" title="Asteroidi"><figcaption>Sono stati catalogati 42 mila asteroidi vicini alla Terra di cui 2500 potenzialmente pericolosi.</figcaption></figure><p>Quando si affronta l’argomento asteroidi e la minaccia di un possibile impatto con la Terra,<strong> la migliore difesa è il tempo</strong>. Scoprire con largo anticipo un asteroide potenzialmente pericoloso permette di osservarlo più a lungo e di determinarne con maggiore precisione l’orbita. <strong>Nel caso risulti effettivamente pericoloso, in principio producendo una piccolissima variazione della sua velocità se ne devia progressivamente la traiettoria, trasformando una futura collisione in un passaggio sicuro lontano dalla Terra.</strong></p><div class="texto-destacado">Per questo motivo, <strong>il maggiore sforzo nella difesa planetaria è proprio quello di individuare quanti più possibile di questi asteroidi potenzialmente pericolosi</strong>. Più osservazioni si accumulano dopo la loro scoperta, più l’orbita viene raffinata e la probabilità d’impatto può cambiare, spesso fino ad annullarsi.</div><p>Il caso più recente è quello dell’asteroide 2024 YR4: nel 2025 raggiunse il livello 3 della Scala Torino, ma le misure che successivamente si sono accumulate esclusero l’impatto con la Terra e, nel 2026, anche quello con la Luna.</p><p>In questo sistema internazionale di difesa planetaria <strong>l’Italia ha un ruolo operativo, scientifico e tecnologico di primo piano</strong>.</p><h2>1. Quando un asteroide è davvero “potenzialmente pericoloso”</h2><p>Secondo le più recenti stime della NASA, <strong>sono circa 42 mila i Near-Earth-Objects</strong>, abbreviati con la sigla <strong>NEO</strong>. Sono asteroidi o comete che si avvicinano al Sole a meno di 1,3 unità astronomiche. Quindi, sono oggetti che possono intersecare l'orbita terrestre che si trova, per definizione, ad 1 unità astronomica dal Sole.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="757662" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-violenta-storia-dietro-l-origine-della-luna-secondo-la-scienza-moderna.html" title="La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna">La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-violenta-storia-dietro-l-origine-della-luna-secondo-la-scienza-moderna.html" title="La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-violenta-storia-dietro-l-origine-della-luna-secondo-la-scienza-moderna-1772817070223_320.jpeg" alt="La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna"></a></article></aside><p>Un NEO viene poi classificato come <strong>PHA</strong>, cioè <strong>Potentially Hazardous Asteroid</strong> (Asteroide potenzialmente pericoloso) o <strong>PHO</strong> (<strong>Potentially Hazardous Object</strong>) se si avvicina a meno di 0.05 unità astronomiche ad un punto qualsiasi dell’orbita terrestre e possiede un diametro superiore a circa 140 metri.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Per un asteroide o una cometa essere classificato PHA/PHO non significa però essere destinato a colpirci: indica che dimensioni e geometria orbitale meritano attenzione.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il rischio nasce dall’incertezza sulla sua orbita. Al momento della scoperta esistono poche misure della posizione e quindi sono numerose le possibili orbite. A mano a mano che le misure di posizione dell’asteroide aumentano, le orbite vengono calcolate in maniera sempre più precisa:<strong> prima viene scoperto, per più tempo se ne osserva la posizione, più precisa è l’orbita calcolata.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="731101" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/distruggere-l-asteroide-2024-yr4-e-la-soluzione-migliore-per-impedirgli-di-colpire-la-luna.html" title="Distruggere l'asteroide 2024 YR4 è la soluzione migliore per impedirgli di colpire la Luna?">Distruggere l'asteroide 2024 YR4 è la soluzione migliore per impedirgli di colpire la Luna?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/distruggere-l-asteroide-2024-yr4-e-la-soluzione-migliore-per-impedirgli-di-colpire-la-luna.html" title="Distruggere l'asteroide 2024 YR4 è la soluzione migliore per impedirgli di colpire la Luna?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/distruggere-l-asteroide-2024-yr4-e-la-soluzione-migliore-per-impedirgli-di-colpire-la-luna-1758732476520_320.png" alt="Distruggere l'asteroide 2024 YR4 è la soluzione migliore per impedirgli di colpire la Luna?"></a></article></aside><p>Considerato l’elevatissimo numero di PHA (se ne contano ad oggi oltre 2500), si ricorre a sistemi automatici di calcolo delle orbite, selezionando fra migliaia di soluzioni compatibili con i dati, quelle che intersecano la Terra. </p><p>A questo punto è possibile assegnare un valore nella Scala Torino, comunicando al pubblico gravità e probabilità.</p><h2>2. La rete italiana della sorveglianza</h2><p>La ricerca di NEO, in particolare di PHA, viene condotta in seno a progetti internazionali poiché è indispensabile un approccio sinergico. In tale panorama, <strong>l’Italia occupa un ruolo centrale, non solo nella ricerca osservativa di PHA, ma anche nell’elaborazione dei dati ed il calcolo delle orbite.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/asteroidi-potenzialmente-pericolosi-pho-come-l-italia-monitora-le-minacce-cosmiche-e-il-rischio-di-impatto-1786889780726.jpg" data-image="g04puewcl0g7" alt="Flyeye" title="Flyeye"><figcaption>Il telescopio Flyeye durante la campagna di test finale. Crediti: Esa</figcaption></figure><p><strong>E’ a Frascati,</strong> nell’area del Castelli Romani vicino Roma, <strong>l</strong><strong>a sede del <a href="https://www.esa.int/Space_Safety/Planetary_Defence/Near-Earth_Object_Coordination_Centre">Near-Earth Object Coordination Centre dell’ESA</a>, ospitato all’<a href="https://www.esa.int/Space_in_Member_States/Italy/ESRIN_il_sito_dell_ESA_in_Italia">ESRIN</a></strong>. Qui vengono conferiti i dati internazionali (sostanzialmente le serie temporali di misure di posizione dei NEO), se ne determinano le orbite, si calcolano le probabilità d’impatto e si aggiorna la <a href="https://neo.ssa.esa.int/risk-list">Risk List</a>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>A metà Agosto 2026 il catalogo contava oltre 42 mila asteroidi near-Earth. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>E’ a Pisa</strong>, al dipartimento di Matematica dell’Università, <strong>che nel corso degli hanno sono stati sviluppati OrbFit e NEODyS</strong>, strumenti fondamentali per la determinazione orbitale e l'impact monitoring. Nel 2026 l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha acquisito il servizio NEODyS e nuovi algoritmi attraverso il progetto MonAster. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765587" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-occhio-di-mosca-a-difesa-della-terra-il-telescopio-flyeye-prende-forma-sulle-madonie.html" title=" Un “occhio di mosca” a difesa della Terra: il telescopio FlyEye prende forma sulle Madonie"> Un “occhio di mosca” a difesa della Terra: il telescopio FlyEye prende forma sulle Madonie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-occhio-di-mosca-a-difesa-della-terra-il-telescopio-flyeye-prende-forma-sulle-madonie.html" title=" Un “occhio di mosca” a difesa della Terra: il telescopio FlyEye prende forma sulle Madonie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-occhio-di-mosca-a-difesa-della-terra-il-telescopio-flyeye-prende-forma-sulle-madonie-1777043067364_320.png" alt=" Un “occhio di mosca” a difesa della Terra: il telescopio FlyEye prende forma sulle Madonie"></a></article></aside><p>Sul fronte osservativo, <strong>il telescopio Flyeye dell'ESA</strong>, un innovativo cacciatore di asteroidi progettato per la difesa planetaria, <strong>verrà collocato in Sicilia sul Monte Mufara,</strong> gestito dalla <a href="https://galhassin.it/">Fondazione GAL Hassin</a> per conto dell’ESA.</p><p><strong>A Medicina</strong>, <strong> i radiotelescopi INAF partecipano a campagne radar internazionali</strong>, come quella su 2025 FA22, <strong>per migliorare posizione, velocità e caratteristiche fisiche degli asteroidi.</strong></p><h2>3. Dal calcolo del rischio alla difesa planetaria</h2><p>Come detto, il primo strumento nella difesa planetaria da impatti è il tempo. <strong>Scoprire un oggetto con anni o decenni d’anticipo consente di accumulare misure di posizione, stimare la massa, le dimensioni, la composizione e scegliere una risposta proporzionata. </strong></p><p><strong>Se una minaccia fosse confermata, la tecnica di difesa più matura resta l’impattatore cinetico. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/asteroidi-potenzialmente-pericolosi-pho-come-l-italia-monitora-le-minacce-cosmiche-e-il-rischio-di-impatto-1786889577983.jpg" data-image="ayn5927kfmxq" alt="DART" title="DART"><figcaption>La missione DART è riuscita con l'impatto cinetico a modificare l'orbita di un asteroide. E' questa una possibilità per la difesa planetaria. Credits: NASA/Johns Hopkins Applied Physics Lab</figcaption></figure><p>La missione <strong>DART</strong>, nella quale la sonda è stata schiantata contro l’asteroide Dimorphos, ha permesso di indurre una piccolissima variazione della sua velocità. Ne è seguita a distanza di mesi una sensibile variazione dell’orbita. Questo esperimento ha dato conferma che <strong>una piccola variazione di velocità, applicata con sufficiente anticipo, può accumularsi fino a trasformare un impatto in un passaggio sicuro.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="445221" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nasa-conferma-successo-missione-dart-asteroidi.html" title="La NASA conferma il successo della missione DART">La NASA conferma il successo della missione DART</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nasa-conferma-successo-missione-dart-asteroidi.html" title="La NASA conferma il successo della missione DART"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dart-1665562848702_320.jpg" alt="La NASA conferma il successo della missione DART"></a></article></aside><p> L’Italia ha contribuito a DART con LICIACube, un piccolo satellite che sganciatosi da DART 2 settimane prima, ne ha documentato l’impatto.</p><p><strong>L’Italia </strong>con una forte competenza nella meccanica celeste e nella previsione delle traiettorie, con la sua capacità di sviluppo di modelli capaci di affinare il rischio reale di collisione, nonché con un ruolo importante nelle osservazioni di follow-up e radar, <strong>è uno dei nodi scientifici più rilevanti della sorveglianza asteroidale europea.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/asteroidi-potenzialmente-pericolosi-pho-come-l-italia-monitora-le-minacce-cosmiche-e-il-rischio-di-impatto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I primi giorni d’autunno si avvicinano in Italia: il getto polare si ondula da venerdì 21 agosto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-primi-giorni-d-autunno-si-avvicinano-in-italia-il-getto-polare-si-ondula-da-venerdi-21-agosto.html</link><pubDate>Wed, 19 Aug 2026 10:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’estate non è finita, ma da venerdì 21 agosto mostrerà un volto molto diverso sull’Italia. L’ondulazione della corrente a getto polare aprirà una fase più dinamica, con temporali e temperature in calo al Nord, mentre il Sud resterà immerso nel caldo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaz05zy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaz05zy.jpg" id="xaz05zy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Tra la seconda e la terza decade di agosto l’atmosfera cambierà passo. Non sarà ancora autunno, naturalmente, ma soprattutto al Nord per qualche giorno il tempo assumerà caratteristiche ben diverse da quelle delle fasi più stabili e roventi dell’estate.</p><h2>Venerdì 21 agosto, la corrente a getto cambia assetto</h2><p>La chiave dell’evoluzione si trova in alta quota. <strong>La corrente a getto polare tenderà a ondularsi in maniera più marcata sull’Europa</strong>, favorendo l’affondo di una saccatura verso l’Europa occidentale e il Mediterraneo. </p><div class="texto-destacado">L’Italia si troverà lungo una zona di forte contrasto, con correnti più fresche e instabili pronte a raggiungere il Centro-Nord, mentre sul Meridione continueranno a risalire masse d’aria molto più calde dal Nord Africa.</div><p>A circa 300 hPa, la fascia di venti molto intensi associata al getto supererà i <strong>100 km/h su ampi settori dell’Europa centrale</strong>. Sul suo bordo meridionale si disporrà il flusso sud-occidentale che accompagnerà aria umida e instabile verso il Nord Italia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-primi-giorni-d-autunno-si-avvicinano-in-italia-il-getto-polare-si-ondula-da-venerdi-21-agosto-1787130760199.png" data-image="3z43xeahlxdo" alt="La corrente a getto polare si ondula sull’Europa: ecco il cambiamento atteso da venerdì 21 agosto" title="La corrente a getto polare si ondula sull’Europa: ecco il cambiamento atteso da venerdì 21 agosto"><figcaption>La corrente a getto polare si ondula sull’Europa: ecco il cambiamento atteso da venerdì 21 agosto</figcaption></figure><p>Venerdì 21 questa spaccatura sarà già evidente. <strong>Piogge e temporali interesseranno gran parte del Settentrione e parte delle regioni centrali</strong>, con probabilità di precipitazione che nelle ore centrali potrà raggiungere l’80-90% su diversi settori <strong>tra Lombardia, Trentino, Liguria e Toscana. Veneto, Emilia-Romagna, Umbria e Marche</strong> resteranno coinvolti a tratti, mentre scendendo verso il basso Adriatico e il Sud i fenomeni diventeranno molto più sporadici.</p><h2>Nord quasi da settembre, Sud ancora in piena estate</h2><p>Il contrasto sarà altrettanto netto guardando i termometri. Nel primo pomeriggio di venerdì <strong>Milano potrebbe fermarsi attorno ai 21 °C, Torino sui 22 °C, Verona sui 23 °C e Bologna intorno ai 25 °C</strong>: valori decisamente più contenuti rispetto alla lunga parentesi calda delle ultime settimane.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783543" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-caldo-eccezionale-di-queste-settimane-ha-alzato-la-tropopausa-sull-italia-ecco-i-rischi-per-l-autunno.html" title="Il caldo eccezionale di queste settimane ha alzato la tropopausa sull’Italia, ecco i rischi per l'autunno">Il caldo eccezionale di queste settimane ha alzato la tropopausa sull’Italia, ecco i rischi per l'autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-caldo-eccezionale-di-queste-settimane-ha-alzato-la-tropopausa-sull-italia-ecco-i-rischi-per-l-autunno.html" title="Il caldo eccezionale di queste settimane ha alzato la tropopausa sull’Italia, ecco i rischi per l'autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-caldo-eccezionale-di-queste-settimane-ha-alzato-la-tropopausa-sull-italia-ecco-i-rischi-per-l-autunno-1786638353213_320.jpg" alt="Il caldo eccezionale di queste settimane ha alzato la tropopausa sull’Italia, ecco i rischi per l'autunno"></a></article></aside><p>Le anomalie termiche rendono bene l’idea. Sul Nord Italia sono attesi <strong>scarti negativi fino a circa 5-7 °C rispetto alla media</strong>, con valori indicativi di -7 °C nell’area milanese e -5 °C su quella torinese. Poche centinaia di chilometri più a sud lo scenario cambia completamente: sul medio-basso Adriatico e al Meridione le temperature resteranno sopra la norma, con anomalie positive anche di <strong>3-5 °C</strong>.</p><p>Foggia potrebbe raggiungere i <strong>38 °C</strong>, Bari i 33 °C e Catania i 35 °C. In pratica, mentre al Nord servirà tornare a fare i conti con ombrello e temperature più fresche, <strong>al Sud agosto continuerà a mostrare il suo volto più caldo</strong>.</p><h2>Piogge abbondanti: possibili accumuli importanti</h2><p>Il passaggio perturbato potrà lasciare quantità di pioggia rilevanti sui settori settentrionali. Gli accumuli previsti fino alla serata di domenica 23 mostrano <strong>punte superiori ai 70-100 mm</strong> tra alcune aree della Lombardia, della Liguria e del Nord-Est. Le simulazioni arrivano a indicare valori attorno ai 100 mm nell’area milanese, oltre 90 mm in quella genovese e quasi 80 mm tra Veneto occidentale e zone limitrofe.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-primi-giorni-d-autunno-si-avvicinano-in-italia-il-getto-polare-si-ondula-da-venerdi-21-agosto-1787130783821.png" data-image="p6xzn6wdl31l" alt="Probabilità di pioggia venerdì 21 agosto: Nord Italia nel mirino dell’instabilità" title="Probabilità di pioggia venerdì 21 agosto: Nord Italia nel mirino dell’instabilità"><figcaption>Probabilità di pioggia venerdì 21 agosto: Nord Italia nel mirino dell’instabilità</figcaption></figure><p>Non significa che pioverà con la stessa intensità ovunque: una parte importante di questi accumuli potrà concentrarsi in <strong>temporali brevi ma molto intensi</strong>. In questo contesto saranno possibili anche grandinate, raffiche di vento e locali nubifragi, con distribuzione dei fenomeni che potrà cambiare sensibilmente anche a poche ore di distanza.</p><h2><strong>Sabato 22 ancora instabile, Domenica 23 più tranquilla</strong></h2><p>Il weekend inizierà con un’Italia ancora divisa. <strong>Sabato 22 agosto il Nord resterà maggiormente esposto all’instabilità</strong>, con nuovi rovesci e temporali possibili soprattutto tra Piemonte, Lombardia, Liguria e Nord-Est. Qualche fenomeno potrà raggiungere anche la Toscana e le zone interne del Centro, mentre più a sud il tempo si manterrà in prevalenza stabile e decisamente più caldo.</p><div class="texto-destacado">La giornata di <strong>domenica 23 dovrebbe invece segnare un graduale miglioramento</strong>, con schiarite più ampie anche sulle regioni settentrionali e fenomeni più isolati, soprattutto in prossimità dei rilievi. Le temperature tenderanno nuovamente a salire: nel pomeriggio sono attesi circa <strong>27 °C a Torino, 25 °C a Milano, 28 °C a Verona e 30 °C a Bologna</strong>.</div><p>Al Centro-Sud il caldo continuerà a essere protagonista, con valori intorno ai <strong>32 °C tra Roma e Firenze</strong>, fino a <strong>36 °C a Foggia</strong> e punte di <strong>35-36 °C tra Sicilia e Sardegna</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784376" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/uca-lombroso-al-nord-in-arrivo-downburst-distruttivi-grandinate-e-nubifragi-al-sud-aria-bollente-dal-sahel.html" title="Luca Lombroso: “al nord in arrivo downburst distruttivi, grandinate e nubifragi. Al sud aria bollente dal Sahel”">Luca Lombroso: “al nord in arrivo downburst distruttivi, grandinate e nubifragi. Al sud aria bollente dal Sahel”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/uca-lombroso-al-nord-in-arrivo-downburst-distruttivi-grandinate-e-nubifragi-al-sud-aria-bollente-dal-sahel.html" title="Luca Lombroso: “al nord in arrivo downburst distruttivi, grandinate e nubifragi. Al sud aria bollente dal Sahel”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-al-nord-in-arrivo-downburst-distruttivi-grandinate-e-nubifragi-al-sud-aria-bollente-dal-sahel-1787069739297_320.jpg" alt="Luca Lombroso: “al nord in arrivo downburst distruttivi, grandinate e nubifragi. Al sud aria bollente dal Sahel”"></a></article></aside><p>Il fine settimana confermerà quindi una netta differenza tra le due Italie: <strong>più fresca e instabile al Nord, ancora pienamente estiva al Sud</strong>, anche se domenica il divario tenderà ad attenuarsi con una generale ripresa delle temperature anche sulle regioni settentrionali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-primi-giorni-d-autunno-si-avvicinano-in-italia-il-getto-polare-si-ondula-da-venerdi-21-agosto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il modello ECMWF modifica la distribuzione delle precipitazioni: ecco le zone più colpite nei prossimi 7 giorni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-ecmwf-modifica-la-distribuzione-delle-precipitazioni-ecco-le-zone-piu-colpite-nei-prossimi-7-giorni.html</link><pubDate>Wed, 19 Aug 2026 09:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il cambio di circolazione dei prossimi giorni modificherà la distribuzione delle piogge sull'Italia. Le regioni settentrionali saranno quelle più colpite, localmente si attendono oltre 150 mm di pioggia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaypvni"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaypvni.jpg" id="xaypvni"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Le ultime elaborazioni del modello europeo <strong>ECMWF</strong> iniziano a farsi davvero interessanti, evidenziando un quadro di graduale scaduta della stagione estiva. Anche se ci saranno notevoli differenze fra le regioni del Nord e quelle del Centro-Sud. </p><p>Il centro di calcolo europeo conferma il cambio significativo nella configurazione atmosferica sull’Italia nei prossimi sette giorni. </p><h2><strong>Il cambiamento di circolazione dei prossimi giorni</strong></h2><p>Già a partire da domani assisteremo a un graduale abbassamento del flusso perturbato principale, con un progressivo spostamento verso sud delle correnti atlantiche che fino a pochi giorni fa rimanevano confinate a latitudini più settentrionali. </p><p>Questo movimento favorirà <strong>l’ingresso di perturbazioni di stampo tipicamente autunnale,</strong> che interesseranno in modo particolare l’arco alpino e le regioni del Nord Italia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-ecmwf-modifica-la-distribuzione-delle-precipitazioni-ecco-le-zone-piu-colpite-nei-prossimi-7-giorni-1787044082149.jpg" data-image="suk7enax0qvv" alt="Maltempo, piogge." title="Maltempo, piogge."><figcaption>Questo movimento favorirà l’ingresso di perturbazioni di stampo tipicamente autunnale, che interesseranno in modo particolare l’arco alpino e le regioni del Nord Italia.</figcaption></figure><p>Le masse d’aria umida e instabile, spinte dal flusso perturbato in discesa di latitudine, transiteranno sulle Alpi e sulle regioni settentrionali, causando piogge e temporali anche di forte intensità. </p><h2><strong>Le regioni dove sono previste le precipitazioni più abbondanti</strong></h2><p>I fenomeni più rilevanti sono attesi <strong>sull’Alto Piemonte, sull’Alta Lombardia e su parte del Veneto,</strong> dove le cumulate pluviometriche potranno facilmente superare i <strong>150 mm nel corso della settimana. </strong>In queste zone i temporali potranno risultare localmente intensi, <strong>con possibili criticità idrogeologiche da monitorare con attenzione, </strong>specialmente nelle aree montane e pedemontane già saturate da eventuali precipitazioni precedenti.</p><div class="texto-destacado">Spesso si tratterà di precipitazione di carattere convettivo, molto intense, ma con una distribuzione spaziale molto irregolare, di zona in zona. Pertanto ci saranno delle aree dove si registreranno accumuli pluviometrici davvero importanti. Altre, vicine, dove pioverà un po’ meno. </div><p>Sulle cime alpine, grazie al calo termico associato all’ingresso di aria più fresca, tornerà la neve. Le quote nevose potrebbero scendere sensibilmente rispetto agli ultimi giorni, <strong>riportando un manto bianco sui rilievi più elevati e confermando il carattere di transizione stagionale di questa fase atmosferica.</strong></p><h2><strong>Al Centro-Sud continua l’estate, nuova ondata di calore in arrivo</strong></h2><p>Completamente diverso sarà invece lo scenario sulle regioni centrali e soprattutto al Sud. Qui continuerà a reggere l’anticiclone, che manterrà condizioni di stabilità atmosferica e cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-ecmwf-modifica-la-distribuzione-delle-precipitazioni-ecco-le-zone-piu-colpite-nei-prossimi-7-giorni-1787044131242.jpg" data-image="f3epjin56u2y" alt="Piogge abbondanti." title="Piogge abbondanti."><figcaption>In alcune aree del Nord, nei prossimi giorni, potranno cadere fino ad oltre 150 mm di pioggia.</figcaption></figure><p>A supportare questo quadro interverranno diversi richiami di aria calda in risalita da sud, i quali faranno aumentare progressivamente le temperature nel corso del weekend. <strong>All’estremo Sud si potranno toccare localmente valori compresi tra i +35 °C e i +38 °C,</strong> con una sensazione di afa più marcata nelle zone interne e costiere esposte ai flussi meridionali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784267" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi.html" title="Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi">Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi.html" title="Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi-1787040927289_320.jpg" alt="Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi"></a></article></aside><p>Praticamente l’Italia si troverà divisa in due macroaree. Quella del Nord, in una fase instabile e piovosa di matrice autunnale, <strong>con accumuli significativi e ritorno della neve in montagna.</strong> Il Centro-Sud, invece, in un prolungamento della fase anticiclonica, con temperature in rialzo e clima ancora pienamente estivo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-ecmwf-modifica-la-distribuzione-delle-precipitazioni-ecco-le-zone-piu-colpite-nei-prossimi-7-giorni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso: “al nord in arrivo downburst distruttivi, grandinate e nubifragi. Al sud aria bollente dal Sahel”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/uca-lombroso-al-nord-in-arrivo-downburst-distruttivi-grandinate-e-nubifragi-al-sud-aria-bollente-dal-sahel.html</link><pubDate>Wed, 19 Aug 2026 05:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Si ondula la corrente a getto polare ma l'Italia sarà investita dal ramo con direttrice da SW, in arrivo temporali violenti al nord. Opposta situazione al sud con richiamo di aria molto calda dalle zone subsahariane tropicali. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xayt66m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xayt66m.jpg" id="xayt66m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La breve fase perturbata di lunedì, come da noi annunciato, ha lasciato spazio a un<strong> rapido miglioramento con risalita delle temperature.</strong> Certo meno estreme dei giorni scorsi, ma <strong>ancora il caldo domina </strong>specie il nord, con 32-34°C di massime ieri, e il centro, <strong>Firenze con 36°C è ancora più calda de Il Cairo, </strong>33°C. </p><p>Il tutto in un <strong>quadro comunque instabile,</strong> quindi è ancora più inconsueto sia così caldo. <strong>Osservate ieri alcune trombe marine</strong> al largo di Rimini e Cattolica, e vari rovesci nell’interno dell Appennino e al sud, in Puglia anche sul mare.<br>Ora occhi puntati sulla intensa e più organizzata perturbazione in arrivo fra giovedì e venerdì.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Concentriamo l’analisi della situazione generale fra giovedì 20 e venerdì 21, in cui <strong>si osserva una blanda depressione sul Mediterraneo centrale</strong>. Un fronte viene individuato dagli algoritmi di appositi modelli a nord delle Alpi, fra Francia ed Europa centro oerientale, ma in realtà la sua influenza si estenderà alle nostre regioni centro settentrionali.</p><p>In quota infatti si <strong>struttura una onda del getto polare inclinata con una saccatura fra Scandinavia e Pirenei, e flussi da SW </strong>investono il centro nord Italia, mentre al sud viene richiamato l’anticiclone africano. Una situazione di forti contrasti e che pone alto il rischio di fenomeni estremi al nord e al centro.</p><h2>Giovedì irrompono forti temporali </h2><p>Cominciamo la previsione di <strong>domani giovedì 20 agosto dal sud, in quanto ancora domina sole e caldo e rinforzano venti meridionali,</strong> fra scirocco e libeccio. Ne consegue anche un <strong>rialzo delle temperature, con 40°C nelle pianure della Puglia</strong> e 34-36°C, localmente 38°C, nell’interno di Sicilia e Sardegna. Ancora non piove. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784063" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud.html" title="Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”">Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud.html" title="Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud-1786950943664_320.jpg" alt="Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”"></a></article></aside><p>Anche<strong> buona parte del centro resta sotto il richiamo caldo e stabile,</strong> inclusa Roma, ancora a 36°C. Unica eccezione, dal pomeriggio, la Toscana.<br>E veniamo al <strong>nord: i temporali iniziano al mattino sulle Alpi centro occidentali, per poi irrompere nelle città</strong> di Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, <strong>alto rischio nubifragi torrenziali a Milano</strong>. </p><p><strong>Temporali intensi colpiscono anche la Liguria e dal pomeriggio si estendono alle Alpi centro orientali e pianura Veneta e Friulana. </strong>Emilia Romagna interessata da temporali nel settore occidentale, vento da SW di garbino nell’emilia orientale e Romagna. A sera appunto primi temporali in alta Toscana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-al-nord-in-arrivo-downburst-distruttivi-grandinate-e-nubifragi-al-sud-aria-bollente-dal-sahel-1787069789034.jpg" data-image="oqw2dl0kfmgp"><figcaption>Nel fine settimana al nord variabilità, caldo in attenuazione ma sempre presente. Atteso invece un richiamo di aria molto calda al sud e Sardegna.</figcaption></figure><p>Temperature al nord in diminuzione nel settore occidentale, ma ancora si arriva attorno ai 28-30°C in molte zone e a 34-36°C a Bologna.</p><h2>Venerdì maltempo temporalesco organizzato</h2><p>La giornata della “<strong>burrasca di fine estate</strong>”, così veniva chiamata, è venerdì 21 agosto. <strong>Al nord temporali organizzati,</strong> ovvero fin dal mattino e inseriti in linee temporalesche e violenti sistemi convettivi a mesoscala. <strong>Tutte le regioni sono a rischio, inutile ora scendere nel dettaglio</strong>. È una giornata da tenere d’occhio dal <a href="https://www.ilmeteo.net/radar-italia-pioggia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">radar</a> per<strong> attuare auto protezione e mettersi al sicuro in caso di avvicinamento di forti celle temporalesche</strong>.</p><div class="texto-destacado">Probabili vari downburst distruttivi per alberi, coperture, ecc, grandinate dannose per agricoltura e auto, nubifragi con allagamenti urbani se colpiscono le città, onde di piena da flash flood quando si scaricano nei torrenti. </div><p>I temporali colpiranno in modalità e con <strong>effetti e danni simili al descritto sopra anche il centro, </strong>specie Toscana e Lazio e incluse Firenze e Roma, ed anche l’Umbria. Probabilmente più variabile il settore adriatico, sotto i venti da SW. La Sardegna vede variabilità e qualche rovescio, con rotazione del vento a Maestrale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-al-nord-in-arrivo-downburst-distruttivi-grandinate-e-nubifragi-al-sud-aria-bollente-dal-sahel-1787069739297.jpg" data-image="2mgqvsu51i8o"><figcaption>La previsione ECMWF al passaggio del fronte freddo di venerdì</figcaption></figure><p>Infine il <strong>sud: i primi temporali raggiungeranno la Campania, </strong>in parte inclusa Napoli, ma nelle altre regioni e Sicilia <strong>il SW insieme alla polvere desertica stabilizzano e rialzano le temperature anche a 40-42°C in Puglia. </strong>Calo anche sensibile invece al nord, probabilmente ovunque sotto i 30°C e nelle zone con temporali insistenti anche entro 24-26°C di massima. </p><h2>Ondata di caldo estremo al sud nel weekend?</h2><p>Attenzione al fine settimana, che vedrà un<strong>a strana ma classica Italia divisa in due. </strong>Al <strong>nord sabato pausa di sereno variabile, </strong>tornano in molte città i 30°C, <strong>domenica i flussi da SW potrebbero portare altri violenti temporali,</strong> ma ne riparleremo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784300" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-italia-spaccata-in-due-assaggio-d-autunno-al-nord-caldo-e-afa-al-sud.html" title="Meteo weekend: Italia spaccata in due. Assaggio d’autunno al Nord, caldo e afa al Sud">Meteo weekend: Italia spaccata in due. Assaggio d’autunno al Nord, caldo e afa al Sud</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-italia-spaccata-in-due-assaggio-d-autunno-al-nord-caldo-e-afa-al-sud.html" title="Meteo weekend: Italia spaccata in due. Assaggio d’autunno al Nord, caldo e afa al Sud"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-weekend-italia-divisa-in-due-assaggio-d-autunno-al-nord-caldo-in-forte-aumento-al-sud-1787043525380_320.png" alt="Meteo weekend: Italia spaccata in due. Assaggio d’autunno al Nord, caldo e afa al Sud"></a></article></aside><p><strong>Il sud e anche parte del centro vedranno una rapida espansione di una cellula anticiclonica africana.</strong> L’analisi delle retrotraiettorie lagrangiane mostra addirittura <strong>origine della massa d’aria sulla Sicilia dal Sahel, </strong>fra Niger, Mali e Burkina Faso. </p><p>La conseguenza sarebbero appunto forti temporali al nord, da definire nelle zone più interessate, probabilmente soprattutto quelle a ridosso delle Alpi, e temperature estreme anche sopra ai 40°C in molte zone del sud e Sicilia. Seguiteci, è una situazione da dettagliare perché ha vari potenziali pericoli. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/uca-lombroso-al-nord-in-arrivo-downburst-distruttivi-grandinate-e-nubifragi-al-sud-aria-bollente-dal-sahel.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il caldo eccezionale di queste settimane ha alzato la tropopausa sull’Italia, ecco i rischi per l'autunno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-caldo-eccezionale-di-queste-settimane-ha-alzato-la-tropopausa-sull-italia-ecco-i-rischi-per-l-autunno.html</link><pubDate>Wed, 19 Aug 2026 04:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il caldo molto intenso di questi giorni ha sollevato notevolmente l'altezza della tropopausa sull'Italia, aumentando sensibilmente il rischio di fenomeni meteorologici estremi nei prossimi mesi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-caldo-eccezionale-di-queste-settimane-ha-alzato-la-tropopausa-sull-italia-ecco-i-rischi-per-l-autunno-1786638288142.jpg" data-image="mp1akkuk4xnq" alt="Temporali, cumulonembo." title="Temporali, cumulonembo."><figcaption>La persistenza di queste anomalie termiche positive, durate ormai mesi, sta spingendo verso l’alto la tropopausa. E questa altezza eccessiva potrebbe trasformarsi, nei prossimi mesi, in un rischio concreto per fenomeni meteorologici estremi.</figcaption></figure><p>L’Italia sta vivendo un’estate che non sembra voler finire. Giorni e settimane di caldo intenso, notti tropicali, mare bollente. Quello che molti non sanno è che questo calore prolungato sta modificando qualcosa di invisibile, ma decisivo, nell’atmosfera.</p><p>La persistenza di queste anomalie termiche positive, durate ormai mesi, <strong>sta spingendo verso l’alto la tropopausa.</strong> E questa altezza eccessiva potrebbe trasformarsi, nei prossimi mesi, <strong>in un rischio concreto per fenomeni meteorologici estremi.</strong></p><h2><strong>Cos’è la tropopausa?</strong></h2><p>Immaginate l’atmosfera come una grande casa a più piani. Il piano terra e i primi piani sono la troposfera. Il piano terra è quello dove viviamo, dove si formano le nubi, le precipitazioni e il vento. Più in alto c’è la stratosfera, <strong>un ambiente molto diverso, quasi privo di umidità.</strong> </p><p>La tropopausa è il soffitto che separa questi due mondi. Normalmente, alle nostre latitudini, si trova tra i 9 e i 12 chilometri di quota. <strong>Durante le ondate di calore prolungate, però, l’aria calda si gonfia come un pallone e spinge questo soffitto più in alto, anche oltre i 13-14 chilometri.</strong></p><h2><strong>Un contenitore più grande e più spugnoso</strong></h2><p>Il vapore acqueo, cioè l’umidità dell’aria, resta quasi tutto sotto la tropopausa. <strong>Se il soffitto si alza, il “contenitore” diventa più alto e quindi più capace. </strong></p><p>Ma c’è di più. L’aria calda funziona come una spugna più grande, <strong>tanto che per ogni grado in più di temperatura può trattenere circa il 6-7% di umidità in più.</strong> Dopo settimane di caldo anomalo, <strong>la troposfera italiana è diventata un serbatoio enorme di vapore acqueo.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-caldo-eccezionale-di-queste-settimane-ha-alzato-la-tropopausa-sull-italia-ecco-i-rischi-per-l-autunno-1786638404944.png" data-image="8ebtaubv093o" alt="Corrente a getto." title="Corrente a getto."><figcaption>La ventura stagione autunnale si preannuncia ricca di eventi precipitativi estremi sull'Italia.</figcaption></figure><p>I meteorologi parlano di “acqua precipitabile”. <strong>In pratica, quanta pioggia potrebbe cadere se tutta quell’umidità si condensasse.</strong> In queste condizioni i valori sono decisamente sopra la media.</p><h2><strong>Cosa accadrà quando arriva l’autunno?</strong></h2><p>Finché resta l’alta pressione africana, l’umidità resta lì, sospesa, nei bassi strati. Ma l’autunno porta con sé le prime perturbazioni atlantiche o le depressioni che si formano sul Mediterraneo. Quando aria più fresca e dinamica riesce a entrare in questo serbatoio caldo e carico di umidità, scatta la reazione.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Pensate a una giornata di settembre o ottobre in cui un fronte freddo scende dalla Francia o dal Nord Atlantico e incontra il mare ancora caldo e l’aria satura di umidità sull’Italia. L’aria calda viene sollevata di colpo, le nubi si sviluppano verticalmente come torri altissime (grazie proprio alla tropopausa rialzata) e in poche ore possono scaricare quantitativi di pioggia che normalmente richiederebbero giorni. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Lo abbiamo già visto in passato. Nell’autunno 2023 in Emilia-Romagna e Marche, o in diversi episodi in Liguria e Toscana, <strong>piogge di 200-300 millimetri in poche ore hanno causato alluvioni devastanti.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="563012" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-cambiamento-climatico-sta-alzando-l-altezza-della-tropopausa-anche-in-italia-quali-rischi-temporali.html" title="Il cambiamento climatico sta alzando l'altezza della tropopausa anche in Italia, quali rischi?">Il cambiamento climatico sta alzando l'altezza della tropopausa anche in Italia, quali rischi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-cambiamento-climatico-sta-alzando-l-altezza-della-tropopausa-anche-in-italia-quali-rischi-temporali.html" title="Il cambiamento climatico sta alzando l'altezza della tropopausa anche in Italia, quali rischi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-cambiamento-climatico-sta-alzando-la-tropopausa-anche-in-italia-quali-rischi-1697231972798_320.jpg" alt="Il cambiamento climatico sta alzando l'altezza della tropopausa anche in Italia, quali rischi?"></a></article></aside><p>Situazioni simili si ripetono quando un’estate rovente lascia in eredità un’atmosfera “carica”. Non è solo la quantità di pioggia, <strong>ma la velocità con cui cade, spesso accompagnata da temporali violenti e grandine.</strong></p><h2><strong>L’effetto della forzatura orografica</strong></h2><p>Un altro esempio concreto riguarda le zone costiere e i versanti montani. Se una depressione staziona sul Tirreno o sull’Adriatico, le correnti umide meridionali (Scirocco e Libeccio), attivate da questo minimo barico, vengono spinte contro gli Appennini o le Alpi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-caldo-eccezionale-di-queste-settimane-ha-alzato-la-tropopausa-sull-italia-ecco-i-rischi-per-l-autunno-1786638353213.jpg" data-image="pvu0dgqg7jix" alt="Alluvione lampo." title="Alluvione lampo."><figcaption>Situazioni simili si ripetono quando un’estate rovente lascia in eredità un’atmosfera “carica”. Non è solo la quantità di pioggia, ma la velocità con cui cade, spesso accompagnata da temporali violenti e grandine.</figcaption></figure><p>L’orografia fa da spremiagrumi. Difatti, incontrando i primi contrafforti montuosi, l’aria sale, si raffredda e scarica tutta l’umidità accumulata nei mesi caldi. Il risultato può essere un fiume che esonda in poche ore o una città costiera allagata.</p><h2><strong>Un segnale chiaro per i prossimi mesi</strong></h2><p>Una tropopausa più alta non significa automaticamente che ci saranno alluvioni. Significa però che il “carburante” per fenomeni estremi è abbondante. Se le dinamiche atmosferiche di settembre e ottobre riusciranno a “accenderlo”, <strong>il rischio di eventi intensi e localizzati cresce sensibilmente.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763473" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi.html" title="Le anomalie della tropopausa, ecco come influenzano i fenomeni meteorologi">Le anomalie della tropopausa, ecco come influenzano i fenomeni meteorologi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi.html" title="Le anomalie della tropopausa, ecco come influenzano i fenomeni meteorologi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-anomalie-della-tropopausa-ecco-come-influenzano-i-fenomeni-meteorologi-1775944233090_320.jpg" alt="Le anomalie della tropopausa, ecco come influenzano i fenomeni meteorologi"></a></article></aside><p>L’estate 2026 non sta soltanto facendo sudare. <strong>Sta preparando l’atmosfera, alzando il soffitto e riempiendo il serbatoio.</strong> L’autunno, come sempre, avrà l’ultima parola. Ma questa volta parte con un vantaggio pericoloso. Più spazio e più umidità di quanta ne servirebbe.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-caldo-eccezionale-di-queste-settimane-ha-alzato-la-tropopausa-sull-italia-ecco-i-rischi-per-l-autunno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nebulosa del Leone: la NASA cattura con dettagli senza precedenti l'agonia della morte di una stella]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nebulosa-del-leone-la-nasa-cattura-con-dettagli-senza-precedenti-l-agonia-della-morte-di-una-stella.html</link><pubDate>Wed, 19 Aug 2026 03:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il telescopio spaziale James Webb ha osservato nuovamente la Nebulosa del Leone, rivelando strutture di polvere e gas ionizzato che consentono una migliore comprensione delle fasi finali della vita di una stella.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nebulosa-del-leon-la-nasa-captura-con-detalles-ineditos-la-agonia-de-la-muerte-de-una-estrella-1786570277794.jpg" data-image="02moxb6b78w9" alt="James Webb NASA." title="James Webb NASA."><figcaption>I resti della stella centrale sono responsabili della struttura della nebulosa, che comprende una bolla di gas ionizzato a forma di muso di leone e una "criniera" di polvere. Crediti: NASA, ESA, CSA, STScI</figcaption></figure><p>A migliaia di anni luce dalla Terra, una stella morente continua a trasformare lentamente ciò che la circonda. Ora, il telescopio spaziale <strong>James Webb </strong>della NASA ha catturato la Nebulosa del Leone, ufficialmente nota come NGC 2392, con un livello di dettaglio che rivela strutture precedentemente nascoste.</p><p>La nebulosa fu osservata per la prima volta dal telescopio spaziale Hubble nel 2000. Quell'immagine, scattata nella luce visibile, mostrò chiaramente per la prima volta la sua forma distintiva, che ricorda il muso di un leone, accompagnata da una criniera di strutture diffuse simili alle code di una cometa.</p><div class="texto-destacado"><strong>Più di vent'anni dopo, Webb ha nuovamente puntato i riflettori su questo oggetto utilizzando la sua visione a infrarossi.</strong> Le osservazioni, effettuate con due dei suoi strumenti, la telecamera NIRCam e lo strumento MIRI, consentono un'esplorazione più precisa della complessa interazione tra gas, polveri e resti della stella centrale. </div><p>A occhio nudo, la struttura generale può apparire simile a quella registrata da Hubble. Tuttavia, l'osservazione a infrarossi rivela una ricchezza di dettagli. <strong>Tra questi si trovano piccoli e compatti ammassi di polvere e vaste regioni di gas ionizzato che aiutano a ricostruire l'evoluzione della nebulosa.</strong></p><h2>La morte di una stella ha plasmato la nebulosa</h2><p>L'origine di questa spettacolare struttura risiede proprio al centro del "volto": i resti estremamente caldi di una stella giunta alla fine della sua vita.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>A differenza delle stelle molto massicce, che terminano la loro esistenza con violente esplosioni di supernova, le stelle di massa inferiore seguono un percorso diverso. Quando non sono più in grado di sostenere le reazioni nucleari che le mantengono in vita, iniziano a diventare instabili e a pulsare.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Durante questa fase, espellono progressivamente i loro strati esterni. Il materiale rilasciato si accumula attorno al nucleo e forma un involucro di gas e polvere che gli astronomi chiamano nebulosa planetaria.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nebulosa-del-leon-la-nasa-captura-con-detalles-ineditos-la-agonia-de-la-muerte-de-una-estrella-1786570348616.jpg" data-image="f9yp3xp9jv1d" alt="James Webb NASA." title="James Webb NASA."><figcaption>L'immagine nel medio infrarosso della nebulosa planetaria NGC 2392 evidenzia le varie strutture di polvere. Parte della polvere viene distrutta dalle radiazioni della stella centrale morente, mentre alcuni filamenti di polvere riescono a sopravvivere. Crediti: NASA, ESA, CSA, STScI;</figcaption></figure><p>La radiazione della stella morente continua a interagire con il materiale circostante, spingendolo nello spazio. Contemporaneamente, il nucleo stellare viene esposto e si trasforma in una nana bianca, estremamente calda e densa.</p><p>In NGC 2392, questa nana bianca agisce come una sorta di motore centrale. La sua intensa radiazione ionizza il gas circostante e forma un'enorme bolla che, nel tempo, si espande e distrugge parte della polvere sul suo cammino.</p><h2>Una “criniera” fatta di polvere</h2><p>Uno dei dettagli più sorprendenti nelle immagini del <strong>James Webb</strong> è proprio la struttura che conferisce alla nebulosa il suo aspetto leonino.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La cosiddetta "criniera" corrisponde all'interno di un involucro di polvere illuminato dalla radiazione della nana bianca. <strong>Al suo interno, si possono osservare piccoli agglomerati di materiale che ricordano le code cometarie.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questi frammenti di polvere sono particolarmente interessanti perché alcuni sono riusciti a sopravvivere all'intensa radiazione del nucleo stellare. <strong>In tal modo, agiscono come piccole strutture protettive che permettono al materiale retrostante di rimanere relativamente intatto.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775794" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-spaziale-james-webb-della-nasa-ha-individuato-milioni-di-stelle-all-interno-della-galassia-del-sigaro.html" title="Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha individuato milioni di stelle all'interno della Galassia del Sigaro">Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha individuato milioni di stelle all'interno della Galassia del Sigaro</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-spaziale-james-webb-della-nasa-ha-individuato-milioni-di-stelle-all-interno-della-galassia-del-sigaro.html" title="Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha individuato milioni di stelle all'interno della Galassia del Sigaro"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/telescopio-james-webb-millones-de-estrellas-galaxia-del-cigarro-1782274744317_320.png" alt="Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha individuato milioni di stelle all'interno della Galassia del Sigaro"></a></article></aside><p>Anche la complessa disposizione di anelli e strati di gas solleva interrogativi. Gli astronomi stanno ancora cercando di capire perché le nebulose planetarie sviluppino strutture così intricate durante le fasi finali dell'evoluzione delle loro stelle progenitrici.</p><h2>Uno spettacolo cosmico che ha una data di scadenza</h2><p><strong>L'immagine ottenuta da Webb offre una sorta di istantanea di un processo in corso. Il gas e la polvere di NGC 2392 continuano ad allontanarsi dal nucleo stellare,</strong> mentre la radiazione della nana bianca altera continuamente la nebulosa.</p><p>Ma questo paesaggio cosmico non sarà permanente. Gli astronomi stimano che la Nebulosa del Leone si disperderà tra circa 10.000 anni. Sebbene questo possa sembrare un'eternità dal punto di vista umano, è un periodo estremamente breve su scala astronomica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778549" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/grazie-al-telescopio-spaziale-james-webb-la-nasa-individua-l-origine-della-cometa-3i-atlas.html" title="Grazie al telescopio spaziale James Webb, la NASA individua l'origine della cometa 3I/ATLAS">Grazie al telescopio spaziale James Webb, la NASA individua l'origine della cometa 3I/ATLAS</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/grazie-al-telescopio-spaziale-james-webb-la-nasa-individua-l-origine-della-cometa-3i-atlas.html" title="Grazie al telescopio spaziale James Webb, la NASA individua l'origine della cometa 3I/ATLAS"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/con-ayuda-del-telescopio-espacial-james-webb-la-nasa-encuentra-el-origen-del-cometa-3i-atlas-1783871917782_320.jpg" alt="Grazie al telescopio spaziale James Webb, la NASA individua l'origine della cometa 3I/ATLAS"></a></article></aside><p><strong>Le nuove osservazioni del Telescopio Spaziale James Webb ci permettono quindi di studiare in dettaglio una delle fasi finali dell'evoluzione di una stella e di osservare come la sua morte trasformi lo spazio circostante. </strong>Allo stesso tempo, ci ricordano che anche le strutture più spettacolari dell'universo sono fenomeni dinamici, destinati a cambiare e infine a scomparire.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nebulosa-del-leone-la-nasa-cattura-con-dettagli-senza-precedenti-l-agonia-della-morte-di-una-stella.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Vacanze nel silenzio: 5 luoghi d'Italia dove ascoltare solo la voce della natura]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/vacanze-nel-silenzio-5-luoghi-d-italia-dove-ascoltare-solo-la-voce-della-natura.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Oltre le spiagge super affollate e le destinazioni più famose, in Italia ci sono molti altri luoghi dove andare per trovare il silenzio. Ecco 5 destinazioni da scoprire, via dal caos e dal traffico</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/vacanze-nel-silenzio-5-luoghi-d-italia-dove-ascoltare-solo-la-voce-della-natura-1786908720003.jpg" data-image="owce1y92ajv7" alt="vacanze silenziose" title="vacanze silenziose"><figcaption>Il Monte Terminio e le atmosfere rarefatte dell'Irpinia, nell'entroterra della Campania</figcaption></figure><p>In estate le spiagge <strong>si affollano</strong>, le serate <strong>si animano</strong> e anche in montagna si trovano piccole folle di escursionisti pronti a conquistare una vetta, o semplicemente di villeggianti che vogliono fuggire dal caldo.</p><p>Dove può andare, quindi, chi cerca il silenzio interrotto solo dai suoni della natura? </p><div class="texto-destacado">Anche nell’Italia sempre piena di turisti, si possono trovare luoghi tranquilli, dove gli unici rumori provengono dal vento tra le foglie, dal canto delle cicale o dallo scosciare dell’acqua di una cascata.</div><p>Ecco 5 posti dove andare a trascorrere una vacanza silenziosa.</p><h2>5. Val di Vizze in Alto Adige </h2><p>Tra le tante, famosissime valli dolomitiche, si trovano anche luoghi ancora <strong>selvaggi e incontaminati</strong>. Uno di questi è la <strong>Val di Vizze</strong> in Alto Adige, non distante da uno dei borghi più famosi della regione, <strong>Vipiteno</strong>.</p><p>Tra fitti boschi e sentieri che costeggiano il torrente Vizze, la folla è poca e si può camminare fino a raggiungere le <strong>Alpi dello Zillertal</strong> al confine con l’Austria, o anche cimentarsi nella scalata del <strong>Gran Pilastro</strong> la cui vetta raggiunge i 3510 metri.</p><p>Da pochi anni, inoltre, è stata inaugurata la nuova <strong>via ferrata di Ölberg</strong>, di difficoltà media.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779031" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/notti-d-estate-senza-caldo-5-borghi-di-montagna-dove-dormire-con-la-copertina-anche-in-piena-ondata-di-calore.html" title="Notti d'estate senza temere il caldo: 5 borghi di montagna dove dormire con la copertina anche in piena ondata di calore">Notti d'estate senza temere il caldo: 5 borghi di montagna dove dormire con la copertina anche in piena ondata di calore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/notti-d-estate-senza-caldo-5-borghi-di-montagna-dove-dormire-con-la-copertina-anche-in-piena-ondata-di-calore.html" title="Notti d'estate senza temere il caldo: 5 borghi di montagna dove dormire con la copertina anche in piena ondata di calore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/notti-d-estate-senza-caldo-e-zanzare-5-borghi-di-montagna-dove-dormire-con-la-copertina-anche-in-piena-ondata-di-calore-1784271874123_320.jpg" alt="Notti d'estate senza temere il caldo: 5 borghi di montagna dove dormire con la copertina anche in piena ondata di calore"></a></article></aside><p>La val di Vizze, poi, è adatta anche a chi cerca relax. Sicuramente più accessibile, la <strong>cascata Moassl </strong>ad esempio, è un luogo di grande pace dove andare per immergersi nella natura, o anche fare il <strong>percorso Kneipp.</strong><strong> </strong>Il tutto dopo una passeggiata molto semplice adatta davvero a tutti che inizia in località San Giacomo.</p><h2>4. Zannone, nell'arcipelago delle Isole Pontine</h2><p>Le Isole Pontine non sono probabilmente la prima meta a cui si pensa quando si cerca una vacanza senza rumore, ma oltre alla vivace <strong>Ponza</strong>, fa parte dell’arcipelago anche l’isola di <strong>Zannone</strong>.</p><p>Autentico paradiso naturale, dove prospera la macchia mediterranea e vivono specie endemiche, l’isola è un’area protetta parte del <strong>Parco Nazionale del Circeo</strong>. </p><p>In estate le sue meravigliose coste, frequentate da uccelli marini, si possono vedere via mare, ma sull’isola non si può pernottare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781325" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/estate-on-the-road-le-5-strade-costiere-piu-belle-d-europa.html" title="Estate al mare, ma on the road: le 5 strade costiere più belle d'Europa">Estate al mare, ma on the road: le 5 strade costiere più belle d'Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/estate-on-the-road-le-5-strade-costiere-piu-belle-d-europa.html" title="Estate al mare, ma on the road: le 5 strade costiere più belle d'Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-on-the-road-le-5-strade-costiere-piu-belle-d-europa-1785440079696_320.jpg" alt="Estate al mare, ma on the road: le 5 strade costiere più belle d'Europa"></a></article></aside><p>Zannone è infatti <strong>disabitata </strong>e quindi non ha alberghi, o ristoranti e tanto meno stabilimenti balneari, ma dall’approdo (l’unico) del <strong>Varo </strong>parte un sentiero per il trekking grazie a cui si possono vedere i resti di una <strong>peschiera romana</strong>, quelli di un <strong>monastero cistercense</strong> e un <strong>belvedere </strong>affacciato sull’isola di Ponza.</p><h2>3. Le foreste del Casentino</h2><p>Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è uno degli angoli verdi d’Italia meno affollati, nonostante si trovi in posizione molto centrale, tra <strong>Toscana </strong>ed <strong>Emilia-Romagna</strong> e diviso tra le province di Firenze, Arezzo e Forlì-Cesena.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/vacanze-nel-silenzio-5-luoghi-d-italia-dove-ascoltare-solo-la-voce-della-natura-1786908895149.jpg" data-image="kb9fajc957v2" alt="Luoghi silenziosi" title="Luoghi silenziosi"><figcaption>Il Santuario della Verna, circodato dal verde delle foreste del Casentino</figcaption></figure><p>Tra montagne e boschi, sulle pendici dell’Appennino tosco-romagnolo, il Parco comprende alcuni borghi più noti, come Bibbiena o Poppi, ma anche piccoli villaggi semi nascosti, sentieri per il trekking e luoghi dalla forte spiritualità. </p><p>In particolari quelli legati alla storia di <strong>San Francesco</strong> possiedono un’aura di sacralità che si unisce alle innumerevoli bellezze naturali dei luoghi. Il <strong>Santuario di La Verna</strong>, in provincia di Arezzo, è uno dei più noti, e si può raggiungere ad esempio tramite il <strong>Sentiero delle Foreste Sacre</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774674" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/perso-nel-bosco-di-notte-ecco-come-orientarsi-osservando-l-orsa-maggiore-e-le-stelle.html" title="Perso nel bosco di notte? Ecco come orientarsi osservando l'Orsa Maggiore e le stelle">Perso nel bosco di notte? Ecco come orientarsi osservando l'Orsa Maggiore e le stelle</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/perso-nel-bosco-di-notte-ecco-come-orientarsi-osservando-l-orsa-maggiore-e-le-stelle.html" title="Perso nel bosco di notte? Ecco come orientarsi osservando l'Orsa Maggiore e le stelle"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/perso-nel-bosco-di-notte-ecco-come-orientarsi-osservando-l-orsa-maggiore-e-le-stelle-1781888009009_320.png" alt="Perso nel bosco di notte? Ecco come orientarsi osservando l'Orsa Maggiore e le stelle"></a></article></aside><p>Questo è un lungo itinerario della durata di <strong>sette giorni</strong>, durante i quali sarà difficile incontrare persone e ancora più raro incontrare auto. Percorrerne una sola tappa o tutte, è sicuramente un ottimo modo per staccare dal caos e dal rumore della città.</p><h2>2. L'Irpinia, in Campania</h2><p>In Campania, molto vicina a mete super affollate come <strong>Napoli </strong>e la <strong>Costiera Amalfitana</strong>, si trova la valle dell’Irpinia, un luogo ben poco frequentato dai turisti nonostante le sue atmosfere sospese nel tempo e i bellissimi paesaggi.</p><p>Qui si trova la catena dei <strong>Monti Picentini</strong>, una delle zone più belle per le escursioni che possono partire ad esempio dal borgo di <strong>Senerchia</strong>. La parte medievale e più antica è <strong>disabitata</strong>, il ché non fa che aggiungere al fascino misterioso di questi luoghi dalla storia antica. Sia pure remoto da sempre, questo era infatti un insediamento romano, come testimoniano i diversi ritrovamenti archeologici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="746543" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/guida-alla-via-degli-dei-il-trekking-da-bologna-a-firenze-sull-antica-strada-romana.html" title="Guida alla Via degli Dei: il trekking da Bologna a Firenze sull'antica strada romana">Guida alla Via degli Dei: il trekking da Bologna a Firenze sull'antica strada romana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/guida-alla-via-degli-dei-il-trekking-da-bologna-a-firenze-sull-antica-strada-romana.html" title="Guida alla Via degli Dei: il trekking da Bologna a Firenze sull'antica strada romana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-via-degli-dei-il-trekking-da-bologna-a-firenze-sull-antica-strada-romana-1767093158212_320.jpg" alt="Guida alla Via degli Dei: il trekking da Bologna a Firenze sull'antica strada romana"></a></article></aside><p>La vicina l'<strong>Oasi WWF della Valle della Caccia</strong> è un luogo incantato dove andare per ammirare le bellezze di una natura dove la presenza umana si percepisce a stento. Qui si trovano verdi boschi, sorgenti, una cascata con un salto di circa trenta metri e la suggestiva “<strong>Grotta del Muschio</strong>”.</p><h2>1.Il Parco Nazionale del Pollino</h2><ol></ol><p>IParco nazionale <strong>più grande d’Italia</strong> e decisamente tra quelli meno noti al turismo di massa, il Pollino è un luogo di enormi spazi e <strong>profondi silenzi</strong>. Diviso tra <strong>Calabria e Basilicata</strong>, è ricco di altopiani, faggete e borghi autentici. Sono tanti, quindi, i luoghi dove trovare la pace, ma come fare a scegliere? </p><p><strong>San Severino Lucano</strong>, per esempio, è un’ottima base di partenza per esplorare il parco e a 900 metri di quota anche in estate è raramente afoso. <strong>Terranova di Pollino</strong> è invece la porta d’accesso ai sentieri meno battuti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/vacanze-nel-silenzio-5-luoghi-d-italia-dove-ascoltare-solo-la-voce-della-natura-1786908958214.jpg" data-image="l9j3wre566ip" alt="Pollino" title="Pollino"><figcaption>La natura incontaminata del parco del Pollino, fuori dalle rotte del turismo di massa</figcaption></figure><p>Chi, oltre il silenzio, cerca il <strong>fresco</strong>, può scegliere <strong>Piani del Pollino</strong>, con le sue praterie, le pinete e le viste che spaziano fin dove si incontrano Tirreno e Ionio. </p><p>Qui sarà facile percepire l'isolamento e anche godere di un clima quasi <strong>montano</strong>. Anche in estate il caldo è moderato e <strong>secco </strong>e di notte capita che le temperature si aggirino sui <strong>10 °C.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/vacanze-nel-silenzio-5-luoghi-d-italia-dove-ascoltare-solo-la-voce-della-natura.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Radici più forti e piante più sane: 5 motivi per cui le micorrize possono fare la differenza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dall'assorbimento di acqua e nutrienti alla resistenza agli stress ambientali: scopri cosa sono le micorrize, quali benefici possono offrire alle piante e come applicarle correttamente</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza-1785421425438.jpeg" data-image="c7bdpg4ho2hg"><figcaption>Radici più forti e piante più sane: 5 motivi per cui le micorrize possono fare la differenza</figcaption></figure><p><strong>Quando osserviamo una pianta siamo naturalmente attratti dalla parte fuori dal terreno: foglie, fiori, frutti e rami</strong>. Eppure, gran parte della sua salute dipende da ciò che non si vede. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L'apparato radicale svolge infatti funzioni essenziali, come l'assorbimento di acqua e sali minerali, l'ancoraggio al suolo, l'accumulo di sostanze di riserva e la produzione di molecole coinvolte nella crescita e nella risposta agli stress.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Favorire lo sviluppo di radici sane ed efficienti significa quindi creare le condizioni affinché la pianta possa crescere vigorosa e affrontare meglio gli stress ambientali a cui è soggetta</strong>. Tra gli strumenti oggi disponibili per il giardinaggio e l'orticoltura, un ruolo sempre più importante è svolto dalle micorrize, microrganismi che instaurano una preziosa collaborazione con le radici.</p><h2>Una collaborazione naturale tra funghi e radici</h2><p><strong>Le micorrize sono il risultato di una simbiosi tra particolari funghi del terreno e le radici delle piante</strong>. Si tratta di un rapporto di reciproco beneficio: la pianta fornisce ai funghi gli zuccheri prodotti con la fotosintesi, mentre questi ultimi sviluppano una fitta rete di filamenti, chiamati ife, che si estende nel terreno ben oltre l'apparato radicale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza-1785421448368.jpeg" data-image="qkuo2u6d5x8s"><figcaption>Le micorrize sono il risultato di una simbiosi tra particolari funghi del terreno e le radici delle piante</figcaption></figure><p><strong>Grazie a questa rete, aumenta la capacità della pianta di esplorare il suolo e di assorbire acqua e nutrienti, soprattutto quelli meno mobili, come il fosforo</strong>. Questa associazione è estremamente diffusa in natura e interessa la maggior parte delle specie vegetali. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza-1785421476127.jpeg" data-image="dcgijxq3ojj5"><figcaption>Questa associazione pianta-fungo è estremamente diffusa in natura e interessa la maggior parte delle specie vegetali</figcaption></figure><p><strong> Anche nel giardinaggio, sia in piena terra che in vaso, è possibile favorire questo processo naturale utilizzando prodotti contenenti funghi micorrizici</strong>. Una volta instaurata, la simbiosi può offrire numerosi vantaggi alle piante coltivate, dalle piante ornamentali agli ortaggi. Ecco cinque buoni motivi per cui sempre più appassionati scelgono di utilizzarli. </p><h2>1. Favoriscono l'assorbimento di acqua e nutrienti</h2><p><strong>Il principale vantaggio delle micorrize è l'aumento della superficie esplorata dalle radici</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza-1785421515710.jpeg" data-image="0zuh3tuzd03g"><figcaption>Favoriscono l'assorbimento di acqua e nutrienti</figcaption></figure><p>Le ife fungine raggiungono porzioni di terreno che le radici, da sole, non riuscirebbero a sfruttare, migliorando l'assorbimento di acqua e di elementi nutritivi come fosforo e alcuni microelementi.</p><h2>2. Aiutano le piante ad affrontare la siccità</h2><p><strong>Una rete radicale più efficiente permette alla pianta di utilizzare meglio le risorse idriche disponibili</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza-1785421532112.jpeg" data-image="zydfx1v49mxr"><figcaption>Aiutano le piante ad affrontare la siccità</figcaption></figure><p>Sebbene non rendano le piante "immuni" alla mancanza d'acqua, le micorrize possono contribuire a migliorare la tolleranza ai periodi di siccità, un aspetto sempre più importante nelle estati caratterizzate da temperature elevate e precipitazioni scarse.</p><h2>3. Favoriscono uno sviluppo radicale più vigoroso</h2><p><strong>Le piante con un apparato radicale ben sviluppato attecchiscono più facilmente dopo il trapianto e riescono a crescere in modo più equilibrato</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza-1785421553904.jpeg" data-image="ohhqiejf0h24"><figcaption>Favoriscono uno sviluppo radicale più vigoroso</figcaption></figure><p>Per questo motivo gli inoculi micorrizici vengono spesso utilizzati sia nelle nuove piantagioni sia durante il rinvaso di piante ornamentali, arbusti e ortaggi.</p><h2>4. Migliorano la resistenza agli stress</h2><p><strong>Le micorrize possono aiutare la pianta a superare meglio diverse condizioni di stress</strong>, come il trapianto, le alte temperature, la salinità del terreno e, in alcuni casi, anche l'attacco di determinati patogeni che colpiscono le radici. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza-1785421574622.jpeg" data-image="ml32fpkuhcys"><figcaption>Migliorano la resistenza agli stress</figcaption></figure><p>Non sostituiscono però le corrette pratiche colturali né rappresentano una protezione assoluta dalle malattie.</p><h2>5. Rendono più efficiente la nutrizione della pianta</h2><p><strong>Grazie alla maggiore capacità di assorbimento, le piante riescono a sfruttare meglio i nutrienti già presenti nel terreno o apportati con la concimazione</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza-1785421593191.jpeg" data-image="gahlkpkr8rvk"><figcaption>Rendono più efficiente la nutrizione della pianta</figcaption></figure><p>Le micorrize non sostituiscono quindi i fertilizzanti, ma possono contribuire a migliorarne l'efficienza, favorendo una crescita più equilibrata.</p><h2>Come si applicano i prodotti micorrizici?</h2><p><strong>In commercio sono disponibili inoculi micorrizici in polvere, in granuli o in formulazione liquida</strong>. Per ottenere i migliori risultati è importante che il prodotto entri in contatto diretto con le radici, poiché è proprio da questo contatto che prende avvio la simbiosi.</p><p><strong>l momento ideale per l'applicazione è durante il trapianto o il rinvaso, quando è più facile mettere il prodotto a diretto contatto con le radici</strong>. Alcune formulazioni possono essere impiegate anche su piante già messe a dimora, seguendo le modalità di applicazione indicate dal produttore. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779661" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/risparmia-acqua-e-tempo-come-installare-un-sistema-di-irrigazione-a-goccia-fai-da-te-sul-tuo-terrazzo.html" title="Risparmia acqua e tempo: come installare un sistema di irrigazione a goccia fai-da-te sul tuo terrazzo">Risparmia acqua e tempo: come installare un sistema di irrigazione a goccia fai-da-te sul tuo terrazzo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/risparmia-acqua-e-tempo-come-installare-un-sistema-di-irrigazione-a-goccia-fai-da-te-sul-tuo-terrazzo.html" title="Risparmia acqua e tempo: come installare un sistema di irrigazione a goccia fai-da-te sul tuo terrazzo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ahorra-agua-y-tiempo-como-montar-un-riego-por-goteo-casero-en-tu-terraza-1784543719732_320.jpeg" alt="Risparmia acqua e tempo: come installare un sistema di irrigazione a goccia fai-da-te sul tuo terrazzo"></a></article></aside><p><strong>Va infine ricordato che l'efficacia degli inoculi dipende anche dalle condizioni del terreno e dalla specie coltivata</strong>. Inoltre, non tutte le piante instaurano naturalmente questo tipo di simbiosi: ad esempio, gli ortaggi appartenenti alla famiglia delle Brassicacee, come cavoli, broccoli e ravanelli, generalmente non traggono beneficio dalle micorrize.</p><h2>Un alleato naturale per piante più sane</h2><p><strong>Un apparato radicale sano rappresenta il punto di partenza per ottenere piante ornamentali più vigorose e produzioni orticole di qualità</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755127" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-fungo-amazzonico-ispira-una-nuova-generazione-di-cosmetici-sostenibili.html" title="Il fungo amazzonico ispira una nuova generazione di cosmetici sostenibili">Il fungo amazzonico ispira una nuova generazione di cosmetici sostenibili</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-fungo-amazzonico-ispira-una-nuova-generazione-di-cosmetici-sostenibili.html" title="Il fungo amazzonico ispira una nuova generazione di cosmetici sostenibili"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fungo-amazonico-inspira-nova-geracao-de-cosmeticos-sustentaveis-1771264588195_320.jpg" alt="Il fungo amazzonico ispira una nuova generazione di cosmetici sostenibili"></a></article></aside><p>Le micorrize non sostituiscono irrigazione, concimazione e corrette cure colturali, ma possono renderle più efficaci, sfruttando un meccanismo che la natura utilizza da milioni di anni. Per questo motivo rappresentano uno strumento interessante per chi desidera coltivare in modo più sostenibile, valorizzando la naturale collaborazione tra funghi e piante.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La storia del borgo medievale siciliano che da secoli resiste ai grandi terremoti, ecco il suo segreto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-borgo-medievale-siciliano-che-da-secoli-resiste-ai-grandi-terremoti-ecco-il-suo-segreto.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>In questo borgo, nonostante gli storici e forti terremoti dei secoli passati, l'architettura delle case è rimasta la stessa, conservando lo storico impianto del passato. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-borgo-medievale-siciliano-che-da-secoli-resiste-ai-grandi-terremoti-ecco-il-suo-segreto-1786455798783.jpg" data-image="vvoryoct5t4p" alt="Forza d'Agrò." title="Forza d'Agrò."><figcaption>L'abitato di Forza d'Agrò ripreso dall'alto. Fonte immagine wikipedia.</figcaption></figure><p>Lungo le coste della Sicilia orientale, a circa 35 km a sud di Messina, sorge un bellissimo borgo medievale, <strong>arroccato come un nido d’aquila a oltre quattrocento metri sul livello del mare. </strong>Stiamo parlando di Forza d’Agrò. </p><p>Chiunque attraversi i suoi vicoli medievali, accarezzati dal vento e immortalati dal cinema mondiale, avverte una sensazione di immutabile eternità. Ma la vera magia di questo borgo della provincia di Messina non risiede solo nella sua bellezza da cartolina, bensì in un segreto geologico e storico.</p><h2><strong>Il segreto geologico di questo borgo</strong></h2><p>Forza d’Agrò è uno dei pochissimi centri della zona a non essere mai stato raso al suolo dai grandi terremoti della storia siciliana. Per comprendere la straordinaria resilienza di Forza d’Agrò, bisogna guardare sotto i piedi dei suoi abitanti. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il borgo non poggia su sabbia o argilla, ma sorge direttamente su una solida e compatta rupe di roccia calcarea.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In geologia e ingegneria sismica esiste un fenomeno chiamato <strong>amplificazione sismica locale.</strong> Quando le onde di un terremoto attraversano terreni soffici, alluvionali o sabbiosi (come quelli delle spiagge o delle foci dei fiumi), <strong>la loro forza si amplifica, scuotendo gli edifici con violenza distruttiva. </strong></p><p>Al contrario, la roccia viva e compatta di Forza d’Agrò si è comportata nei secoli come uno scudo naturale. Questa roccia ha trasmesso le vibrazioni in modo rapido e rigido, <strong>disperdendo gran parte dell’energia distruttiva.</strong></p><h2><strong>La prova del fuoco: il 1693 e il 1908</strong></h2><p>La storia della Sicilia orientale è segnata da due ferite indelebili. <strong>Il terremoto della Val di Noto del 1693 e il grande sisma dello Stretto del 1908, sono stati i terremoti più devastanti avvenuti in Europa, negli ultimi secoli.</strong> In entrambe le occasioni, l’area jonica venne sconvolta da scosse di magnitudo spaventosa.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Forza DAgró<br>-<br>-<br>-<a href="https://x.com/hashtag/Sicilia?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Sicilia</a> <a href="https://t.co/26LqgRf48K">pic.twitter.com/26LqgRf48K</a></p>— ɪsᴏʟᴀɴᴏ (@isolanoo) <a href="https://x.com/isolanoo/status/1470878774401159170?ref_src=twsrc%5Etfw">December 14, 2021</a></blockquote></figure><p>A Forza d’Agrò la terra tremò con violenza inaudita, il panico si diffuse tra la popolazione e non mancarono danni visibili. <strong>Come crepe nei muri, caduta di intonaci e il crollo di elementi architettonici secondari.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778630" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-nord-alfeo-la-struttura-attiva-sotto-il-mar-ionio-si-muove-e-puo-provocare-forti-terremoti.html" title="La faglia Nord Alfeo: la struttura attiva sotto il Mar Ionio si muove e può provocare forti terremoti">La faglia Nord Alfeo: la struttura attiva sotto il Mar Ionio si muove e può provocare forti terremoti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-nord-alfeo-la-struttura-attiva-sotto-il-mar-ionio-si-muove-e-puo-provocare-forti-terremoti.html" title="La faglia Nord Alfeo: la struttura attiva sotto il Mar Ionio si muove e può provocare forti terremoti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-faglia-nord-alfeo-la-struttura-attiva-sotto-il-mar-ionio-si-muove-e-puo-provocare-forti-terremoti-1784039011625_320.jpg" alt="La faglia Nord Alfeo: la struttura attiva sotto il Mar Ionio si muove e può provocare forti terremoti"></a></article></aside><p>Eppure, il nucleo del paese rimase in piedi. I monumenti simbolo, come la maestosa Cattedrale di Maria Santissima Annunziata, la Chiesa della Triade e lo stesso Castello Normanno, non capitolarono. <strong>Il borgo mantenne intatto il suo impianto medievale, offrendo rifugio e salvezza ai suoi abitanti.</strong></p><h2><strong>La vera minaccia di Forza d’Agrò</strong></h2><p>Se i terremoti non sono riusciti a cancellare Forza d’Agrò, la memoria storica del paese conserva comunque il ricordo di una distruzione, legata però a un nemico diverso, il dissesto idrogeologico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-borgo-medievale-siciliano-che-da-secoli-resiste-ai-grandi-terremoti-ecco-il-suo-segreto-1786455989068.jpg" data-image="dv21baco98a6" alt="Forza d'Agrò." title="Forza d'Agrò."><figcaption>La bellezza di Forza d'Agrò nelle ore serali.</figcaption></figure><p>Gli storici locali e le tradizioni popolari narrano infatti che l'originario insediamento non si trovasse sul picco attuale, ma più a valle, in una zona denominata <strong>Vicum Agrillae</strong> o <strong>Magril.</strong></p><div class="texto-destacado">Fu una terribile frana, provocata da piogge torrenziali, a seppellire l'antico villaggio. Questo evento drammatico spinse la popolazione a compiere una scelta strategica. </div><p>Abbandonare la valle instabile, nell’area dove oggi sorge la foce del torrente Agrò, per rifugiarsi e ricostruire le proprie case più in alto, sul dente roccioso che oggi ammiriamo. <strong>Una scelta di sopravvivenza che si rivelò profetica per difendersi, nei secoli successivi, dalle insidie del sottosuolo.</strong></p><p>È proprio grazie a questa miracolosa immunità ai terremoti che Forza d'Agrò ha potuto conservare quell'atmosfera autentica e sospesa nel tempo che stregò il regista <strong>Francis Ford Coppola,</strong> il quale la scelse come sfondo per le scene ambientate in Sicilia della saga de Il Padrino.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779031" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/notti-d-estate-senza-caldo-5-borghi-di-montagna-dove-dormire-con-la-copertina-anche-in-piena-ondata-di-calore.html" title="Notti d'estate senza temere il caldo: 5 borghi di montagna dove dormire con la copertina anche in piena ondata di calore">Notti d'estate senza temere il caldo: 5 borghi di montagna dove dormire con la copertina anche in piena ondata di calore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/notti-d-estate-senza-caldo-5-borghi-di-montagna-dove-dormire-con-la-copertina-anche-in-piena-ondata-di-calore.html" title="Notti d'estate senza temere il caldo: 5 borghi di montagna dove dormire con la copertina anche in piena ondata di calore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/notti-d-estate-senza-caldo-e-zanzare-5-borghi-di-montagna-dove-dormire-con-la-copertina-anche-in-piena-ondata-di-calore-1784271874123_320.jpg" alt="Notti d'estate senza temere il caldo: 5 borghi di montagna dove dormire con la copertina anche in piena ondata di calore"></a></article></aside><p>Oggi, camminare fra i stretti vicoli del paese o salire le scalinate che portano al castello non è solo un viaggio nella bellezza, ma un tributo alla resistenza di questo borgo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-borgo-medievale-siciliano-che-da-secoli-resiste-ai-grandi-terremoti-ecco-il-suo-segreto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questo super buco nero sta fermando il tempo: come il quasar inibisce la formazione stellare]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/questo-super-buco-nero-sta-fermando-il-tempo-come-il-quasar-controlla-la-crescita-stellare.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Un quasar dell’Universo primordiale mostra come la radiazione e i venti di un buco nero supermassiccio possano ridurre la formazione stellare, influenzando non solo la galassia ospite ma anche quelle vicine su scale intergalattiche enormi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-super-buco-nero-sta-fermando-il-tempo-come-il-quasar-controlla-la-crescita-stellare-1786873942236.png" data-image="vg7zv3nf87jq"><figcaption>il buco nero supermassiccio J0100+2802 con la sua intensa radiazione e i forti venti ha inibito la formazione di stelle nella galassia che lo opsita.</figcaption></figure><p>Il recente studio del <strong>buco nero supermassiccio</strong> <strong>J0100+2802</strong> ha svelato agli scienziati qualcosa di inatteso. Lo studio ha messo in luce come <strong>questi oggetti possano esercitare sull'ambiente circostante un'influenza molto più estesa di quanto si potesse immaginare</strong>. </p><div class="texto-destacado">Non solo divorano tutto ciò che gli sta intorno, <strong>possono influenzare il comportamento dell’intera galassia che li ospita e, addirittura, anche delle galassie vicine. </strong><strong>Ma cosa hanno esattamente osservato gli astronomi?</strong></div><p><strong>L’enorme radiazione e i venti</strong> che si producono nel disco che circonda i buchi neri supermassicci<strong> riescono a sopprimere la formazione di nuove stelle</strong> all’interno della galassia fermando, metaforicamente, l’orologio che scandisce il tempo della formazione stellare.</p><h2>J0100+2802, un mostro cosmico</h2><p><strong>Il buco nero J0100+2802 si trova nel cuore di una remota galassia, <strong>ad una distanza di circa 12.8 miliardi di anni luce</strong> dalla Terra in direzione tra le costellazioni dei Pesci e Andromeda. La sua massa è stata stimata dell’ordine di 10 miliardi di masse solari</strong>. </p><div class="texto-destacado">E’ straordinario anche per gli astronomi come questo oggetto cosmico abbia potuto raggiungere una tale massa ad un’età dell’Universo così giovane.</div><p><strong>J0100+2802</strong> <strong>si manifesta come quasar,</strong> cioè come un nucleo galattico che all’osservazione appare simile ad una stella.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777477" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/euclid-ha-trovato-nuovi-quasar-remoti-tra-i-fari-piu-antichi-del-cosmo.html" title="Euclid ha trovato nuovi quasar remoti, tra i fari più antichi del cosmo">Euclid ha trovato nuovi quasar remoti, tra i fari più antichi del cosmo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/euclid-ha-trovato-nuovi-quasar-remoti-tra-i-fari-piu-antichi-del-cosmo.html" title="Euclid ha trovato nuovi quasar remoti, tra i fari più antichi del cosmo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/euclid-ha-trovato-nuovi-quasar-remoti-tra-i-fari-piu-antichi-del-cosmo-1783419256066_320.jpg" alt="Euclid ha trovato nuovi quasar remoti, tra i fari più antichi del cosmo"></a></article></aside><p>Tuttavia, la sua luminosità, soprattutto alle lunghezze d’onda radio, nulla ha a che fare con quella di una stella: è così elevata da essere osservabile a distanza di miliardi e miliardi di anni luce.</p><div class="texto-destacado">Il termine quasar è una contrazione di QUASi-stellAR radio source, cioè "radiosorgente quasi stellare". E' un nucleo galattico attivo estremamente luminoso. Il nome deriva dal fatto che questi oggetti, la cui natura è stata controversa fino ai primi anni ottanta, furono inizialmente scoperti come potenti sorgenti radio, la cui controparte ottica risultava puntiforme come una stella.</div><p><strong>Yongda Zhu e colleghi</strong>, in un articolo pubblicato sulla rivista <em>The Astrophysical Journal Letters</em>, hanno riportato una curiosa scoperta.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-super-buco-nero-sta-fermando-il-tempo-come-il-quasar-controlla-la-crescita-stellare-1786874197609.png" data-image="qct7fygje9y1" alt="quasar" title="quasar"><figcaption>Immagine di un quasar (3C 273) come osservato dal telescopio spaziale Hubble nel visibile. Credit: ESA/Hubble & NASA</figcaption></figure><p> <strong>L</strong><strong>a galassia che ospita il buco nero supermassiccio J0100+280</strong>, sebbene sia giovane, tuttavia entro un raggio pari a circa 22 milioni di anni luce </p><p>J0100+280<strong> </strong><strong>non mostra evidenze di formazione di stelle</strong>: <strong>si comporta come se fosse vecchia</strong>.</p><div class="texto-destacado">La presenza di regioni in cui è in corso la formazione di stelle è caratterizzata da un'elevata concentrazione di ossigeno doppiamente ionizzato (atomi di ossigeno che hanno perso due elettroni). La galassia che ospita il buco nero ne è assolutamente povera, il che indica assenza di formazione stellare. </div><p>Eppure in una galassia così giovane si dovrebbe osservare un'intensa attività di formazione stellare.</p><h2>Inibitori di formazione stellare</h2><p><strong>La spiegazione più plausibile</strong> formulata da Yongda Zhu e colleghi <strong>è che sia colpa proprio del buco nero supermassiccio</strong>. L’<strong>abbondante radiazione ultravioletta</strong> emessa dal disco di accrescimento che circonda il buco nero riesce a fotodissociare l'idrogeno molecolare di cui sono costituite le nubi galattiche in cui avviene la formazione delle stelle.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775457" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/autopsia-cosmica-scoperto-il-vento-galattico-che-sta-uccidendo-cristal.html" title="Autopsia cosmica: scoperto il vento galattico che sta uccidendo CRISTAL-02">Autopsia cosmica: scoperto il vento galattico che sta uccidendo CRISTAL-02</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/autopsia-cosmica-scoperto-il-vento-galattico-che-sta-uccidendo-cristal.html" title="Autopsia cosmica: scoperto il vento galattico che sta uccidendo CRISTAL-02"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/autopsia-cosmica-scoperto-il-vento-galattico-che-sta-uccidendo-cristal-1782316031325_320.png" alt="Autopsia cosmica: scoperto il vento galattico che sta uccidendo CRISTAL-02"></a></article></aside><p>Ricordiamo che l'idrogeno molecolare è sufficientemente freddo da consentire il collasso di frammenti di nube, primo passo verso la formazione delle stelle. Invece, la fotodissociazione lo rende più caldo inibendone il collasso.</p><p>Ma non solo, anche i <strong>fortissimi venti</strong> che si originano nel disco possono spazzare via le nubi molecolari, privando la galassia della materia prima per la nascita delle stelle.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La radiazione ultravioletta e i venti emessi dal disco che circonda il buconero supermassiccio fotodissociano l’idrogeno delle nubi molecolari impedendo il collasso gravitazionale e l’innesco della formazione stellare.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Un altro studio del 2026, pubblicato su <em>Nature</em> a cura di Weizhe Liu e collaboratori, supporta ulteriormente questo scenario. Studiando 27 quasar del giovane Universo con JWST, hanno trovato potenti venti da questi prodotti che raggiungono velocità fino a circa 8.400 km/s che anche loro contribuiscono a ostacolare la formazione stellare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-super-buco-nero-sta-fermando-il-tempo-come-il-quasar-controlla-la-crescita-stellare-1786874644147.png" data-image="c0osg72n8afl" alt="Regione formazione stellare" title="Regione formazione stellare"><figcaption>Esempio di regione di formazione stellare. Queste sono assenti nella galassia che ospita il buco nero supermassiccio J0100+2802. Credit: NASA, ESA, and F. Paresce (INAF-IASF, Bologna, Italy), R. O'Connell (University of Virginia, Charlottesville), and the Wide Field Camera 3 Science Oversight Committee </figcaption></figure><p>Gli scienziati che hanno condotto lo studio sono arrivati a stimare che <strong>J0100+2802 da ben 3.1 milioni di anni sta inibendo la formazione stellare non solo nella galassia che lo ospita ma anche nelle galassie vicine.</strong></p><p>Radiazione e venti rappresentano quindi due facce dello stesso “feedback” del buco nero: la prima altera la chimica e lo stato termico del gas, i secondi possono spingerlo fuori dalle regioni in cui nascerebbero le stelle.</p><h2>Galassie giovani che appaiono vecchie</h2><p>Il quadro che emerge da questi recenti studi è che <strong>i buchi neri supermassicci</strong> non soltanto divorano tutto ciò che cade nel loro raggio di attrazione gravitazionale, ma <strong>con i loro potenti venti e l'intensa radiazione condizionano l’evoluzione della galassia ospite e delle galassie vicine</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768449" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-centro-delle-galassie-e-piu-caotico-di-quanto-credessimo-i-buchi-neri-si-muovono.html" title="I buchi neri non stanno fermi: vagano, oscillano e scappano dalle galassie">I buchi neri non stanno fermi: vagano, oscillano e scappano dalle galassie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-centro-delle-galassie-e-piu-caotico-di-quanto-credessimo-i-buchi-neri-si-muovono.html" title="I buchi neri non stanno fermi: vagano, oscillano e scappano dalle galassie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-centro-delle-galassie-e-piu-caotico-di-quanto-credessimo-i-buchi-neri-si-muovono-1778581102117_320.png" alt="I buchi neri non stanno fermi: vagano, oscillano e scappano dalle galassie"></a></article></aside><p>L’effetto risultante è che <strong>le galassie che li ospitano</strong> o si trovano ad essi vicine, non esibendo formazione stellare attiva,<strong> appaiono alle osservazioni più simili a galassie vecchie</strong> in cui il naturale processo di formazione stellare si è esaurito per età. </p><p>Invece si tratta di galassie giovani in cui i buchi neri ne hanno inibito la formazione stellare, "fermando" l’orologio che scandisce il tempo dell'evoluzione stellare.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Yongda%20Zhu%20et%20al." data-year="2026" data-title="Quasar%20Radiative%20Feedback%20May%20Suppress%20Galaxy%20Growth%20on%20Intergalactic%20Scales%20at%20z%20%3D%206.3" data-url="https%3A%2F%2Fiopscience.iop.org%2Farticle%2F10.3847%2F2041-8213%2Fae1f8e">Yongda Zhu et al.. (2026). <a href="https://iopscience.iop.org/article/10.3847/2041-8213/ae1f8e" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Quasar Radiative Feedback May Suppress Galaxy Growth on Intergalactic Scales at z = 6.3</a>.</cite><br><cite data-author="Weizhe%20Liu%20et%20al." data-year="2026" data-title="Extreme%20galaxy-scale%20outflows%20are%20frequent%20among%20luminous%20early%20quasars" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41586-026-10477-9">Weizhe Liu et al.. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41586-026-10477-9" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Extreme galaxy-scale outflows are frequent among luminous early quasars</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/questo-super-buco-nero-sta-fermando-il-tempo-come-il-quasar-controlla-la-crescita-stellare.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[È stato scoperto un meteorite proveniente da Marte, risale a 1,273 miliardi di anni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-stato-scoperto-un-meteorite-proveniente-da-marte-risale-a-1-273-miliardi-di-anni.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Un meteorite marziano scoperto in Algeria presenta una composizione isotopica mai osservata prima in altre rocce marziane. La scoperta permette ai ricercatori di studiare una fase poco conosciuta della sua evoluzione geologica.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/descubren-un-meteorito-de-marte-de-1-273-millones-de-anos-que-revela-un-secreto-del-planeta-rojo-1786378349520.jpg" data-image="054gd20xsa5h" alt="Marte." title="Marte."><figcaption>Finora sono stati identificati solo circa 400 meteoriti marziani.</figcaption></figure><p>Un meteorite proveniente da Marte ha appena fornito un tassello inaspettato per ricostruire la storia geologica del Pianeta Rosso. Gli scienziati del Boston College hanno determinato che una roccia scoperta in Nord Africa <strong>ha circa 1,273 miliardi di anni</strong> e, inoltre, proviene da una regione di Marte la cui composizione sembra essere rimasta praticamente invariata sin dalle origini del pianeta.</p><p>Lo studio, pubblicato sulla rivista <strong>Geochimica et Cosmochimica Acta,</strong> analizza il meteorite noto come <strong>Northwest Africa (NWA) 13441,</strong> ritrovato <strong>in Algeria nel 2019.</strong> La sua importanza non risiede solo nella sua età. La roccia presenta una firma isotopica non rilevata in altri meteoriti marziani dello stesso tipo e potrebbe offrire nuovi indizi sull'interno primordiale di Marte.</p><p>È estremamente difficile ottenere campioni di origine marziana. Affinché una roccia proveniente da Marte raggiunga la Terra, <strong>deve essere espulsa dalla superficie dall'impatto con un altro corpo celeste, </strong>viaggiare nello spazio e infine sopravvivere all'ingresso nella nostra atmosfera.</p><p>Pertanto, finora sono stati identificati solo circa 400 meteoriti marziani. Il problema è che questo campione presenta notevoli limitazioni.</p><h2>Un vuoto di quasi 2 miliardi di anni</h2><p>La maggior parte delle meteoriti marziane appartiene a un gruppo di rocce ignee chiamate <strong>shergottiti.</strong> La stragrande maggioranza di questi campioni, di cui è stata effettuata la datazione, è molto più giovane di 600 milioni di anni.</p><p>All'estremo opposto si trovano alcune <strong>shergottiti</strong> che hanno circa <strong>2,4 miliardi di anni. </strong>Tra questi due periodi, si è verificato un enorme vuoto nelle nostre conoscenze di circa 1,8 miliardi di anni, durante il quale gli scienziati non hanno avuto praticamente alcun campione di questo gruppo per ricostruire l'attività geologica di Marte.</p><h2>Il nuovo meteorite si trova precisamente in quell'intervallo</h2><p><strong>"Le caratteristiche di questo meteorite sono state del tutto sorprendenti. Nessun altro meteorite marziano come questo ha 1,27 miliardi di anni",</strong> ha spiegato <strong>Ethan Baxter,</strong> professore di Scienze della Terra e dell'Ambiente al Boston College e uno degli autori dell'articolo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/descubren-un-meteorito-de-marte-de-1-273-millones-de-anos-que-revela-un-secreto-del-planeta-rojo-1786378401319.jpg" data-image="5yarw63z90zu" alt="Pianeta rosso." title="Pianeta rosso."><figcaption>Il meteorite, noto come Northwest Africa (NWA) 13441, è stato ritrovato in Algeria nel 2019.</figcaption></figure><p>Per studiare <strong>NWA 13441,</strong> il team ha ricevuto un piccolo campione, pulito e frantumato, insieme a una sezione sottilissima della roccia montata su un vetrino da microscopio. I ricercatori hanno collaborato con scienziati dello <strong>Scripps Institution of Oceanography</strong> e della <strong>Open University nel Regno Unito.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780925" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html" title="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta">La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html" title="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta-1785253730206_320.png" alt="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta"></a></article></aside><p>Utilizzando tecniche di alta precisione basate su isotopi radioattivi, sono stati in grado di determinare l'età di cristallizzazione e di analizzarne in dettaglio la composizione chimica.</p><h2>Una firma isotopica </h2><p>Uno degli elementi chiave dello studio è stato il neodimio, un raro elemento presente in natura con sette isotopi. Il rapporto isotopico riscontrato in <strong>NWA 13441</strong> corrisponde alla composizione del sistema solare primordiale, un fenomeno mai osservato prima in nessun'altra shergottite conosciuta.</p><div class="texto-destacado"><strong>Questa scoperta è particolarmente importante perché questa composizione, nota come condritica, corrisponde a quella delle meteoriti chiamate condriti. Queste rocce rappresentano alcuni dei materiali più primitivi del sistema solare e si sono formate circa 4,56 miliardi di anni fa da aggregati di materiale che non aveva ancora subito fusione.</strong></div><p>Secondo i ricercatori, il ritrovamento di questa caratteristica in una meteorite marziana indica che una regione profonda del pianeta potrebbe aver conservato materiali praticamente inalterati per miliardi di anni.</p><h2>Una finestra all'interno di Marte</h2><p>La scoperta fornisce anche informazioni sull'evoluzione di Marte dalla sua formazione. Si ritiene che il pianeta rosso si sia formato molto rapidamente, meno di cinque milioni di anni dopo la nascita del sistema solare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>A differenza della Terra, Marte non presenta tettonica a placche attiva.</strong> Questa differenza è fondamentale: poiché non ricicla continuamente la sua crosta attraverso grandi movimenti tettonici, alcune composizioni chimiche molto antiche hanno potuto preservarsi al suo interno.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Pertanto, NWA 13441 potrebbe fungere da vera e propria capsula del tempo geologica.</strong> La sua composizione permette agli scienziati di stabilire nuovi limiti riguardo ai processi che hanno avuto luogo durante le prime fasi della formazione di Marte e, allo stesso tempo, aiuta a comprendere meglio la relazione tra le diverse famiglie di meteoriti marziane.</p><p>Il team del <strong>Boston College</strong> continua a studiare il campione. Ulteriori analisi mireranno a determinare la presenza e la distribuzione di altri sistemi isotopici per stabilire con maggiore precisione come questa roccia eccezionale si relazioni ad altri materiali provenienti da Marte primordiale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777987" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-rover-rivela-per-quanto-tempo-l-acqua-calda-sia-riuscita-a-sopravvivere-sotto-la-superficie-di-marte.html" title="Un rover rivela per quanto tempo l'acqua calda sia riuscita a sopravvivere sotto la superficie di Marte">Un rover rivela per quanto tempo l'acqua calda sia riuscita a sopravvivere sotto la superficie di Marte</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-rover-rivela-per-quanto-tempo-l-acqua-calda-sia-riuscita-a-sopravvivere-sotto-la-superficie-di-marte.html" title="Un rover rivela per quanto tempo l'acqua calda sia riuscita a sopravvivere sotto la superficie di Marte"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/rover-revela-cuanto-tiempo-pudo-sobrevivir-el-agua-calida-bajo-la-superficie-de-marte-1783019839809_320.jpg" alt="Un rover rivela per quanto tempo l'acqua calda sia riuscita a sopravvivere sotto la superficie di Marte"></a></article></aside><p>Per ora, una piccola roccia proveniente dal pianeta rosso ha raggiunto un obiettivo che per decenni è sembrato impossibile: aprire una finestra su un periodo di quasi 2 miliardi di anni della storia geologica di Marte, rimasto praticamente inesplorato.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Dylan%20M.%20Seal%20et%20al" data-year="2026" data-title="Implications%20for%20martian%20mantle%20reservoirs%20from%20petrogenesis%20of%20the%201.27%20Ga%20olivine-phyric%20shergottite%20Northwest%20Africa%2013441" data-url="https%3A%2F%2Flinkinghub.elsevier.com%2Fretrieve%2Fpii%2FS0016703726004102">Dylan M. Seal et al. (2026). <a href="https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0016703726004102" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Implications for martian mantle reservoirs from petrogenesis of the 1.27 Ga olivine-phyric shergottite Northwest Africa 13441</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-stato-scoperto-un-meteorite-proveniente-da-marte-risale-a-1-273-miliardi-di-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo weekend: Italia spaccata in due. Assaggio d’autunno al Nord, caldo e afa al Sud]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-italia-spaccata-in-due-assaggio-d-autunno-al-nord-caldo-e-afa-al-sud.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il tempo torna a cambiare rapidamente. Dopo la breve tregua di mercoledì, una nuova perturbazione investirà il Nord e parte del Centro. Nel weekend il contrasto diventerà netto: clima quasi autunnale al Settentrione, estate piena e caldo anomalo al Sud.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaypuxm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaypuxm.jpg" id="xaypuxm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’Italia si prepara a vivere una seconda parte della settimana dai due volti. La perturbazione transitata tra ieri e oggi si sta allontanando, <strong>lasciando le ultime condizioni di instabilità soprattutto al centro-sud</strong> e un miglioramento più evidente sulle regioni settentrionali. </p><p>La tregua avrà però vita breve: da giovedì una nuova ondulazione atlantica riporterà piogge e temporali al nord, mentre il sud tornerà progressivamente a fare i conti con temperature elevate.</p><h2>Martedì ancora instabile al sud, mercoledì una pausa quasi generale</h2><p>Nelle prossime ore il tempo tenderà a sistemarsi al nord, mentre al centro l’instabilità residua riguarderà soprattutto il versante adriatico e le zone interne. Al sud resterà maggiore spazio per rovesci e temporali tra basso Tirreno, Calabria, Sicilia e aree appenniniche, prima di un miglioramento serale.</p><p><strong>Mercoledì 19 agosto </strong>sarà invece la giornata più tranquilla della settimana. Il sole riuscirà a imporsi su gran parte del Paese, con soltanto qualche disturbo pomeridiano su Alpi e Appennino. Una parentesi breve, perché da ovest si avvicinerà rapidamente un nuovo sistema perturbato.</p><h2>Giovedì e venerdì nuova perturbazione al Nord: temperature in netto calo</h2><p>Il nuovo cambiamento entrerà nel vivo <strong>tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto</strong>, quando correnti più fresche di origine atlantica riusciranno a raggiungere il Nord Italia. Le prime regioni interessate saranno quelle nord-occidentali e l'arco alpino, con una successiva estensione dell'instabilità verso Lombardia, Triveneto e, in parte, le regioni centrali.</p><p>Nel pomeriggio di giovedì la probabilità di precipitazioni diventerà molto elevata su diversi settori settentrionali: in <strong>Lombardia, Trentino-Alto Adige, alto Veneto e Liguria</strong> sono previsti rovesci e temporali localmente intensi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784267" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi.html" title="Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi">Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi.html" title="Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi-1787040927289_320.jpg" alt="Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi"></a></article></aside><p>Il cambiamento non riguarderà soltanto le piogge. <strong>Le temperature inizieranno a perdere diversi gradi al nord</strong>, mentre il caldo continuerà a farsi sentire sul resto del Paese. Giovedì pomeriggio, ad esempio, si potranno registrare circa <strong>23 °C a Trento e 26 °C tra Milano e Torino</strong>, mentre tra Emilia-Romagna, Toscana e Centro-Sud i valori resteranno decisamente più elevati: attorno ai <strong>34 °C tra Bologna e Firenze</strong>, circa <strong>33 °C a Roma</strong> e ancora <strong>34-38 °C in alcune zone della Puglia</strong>.</p><p>Venerdì il divario diventerà ancora più evidente. L'aria fresca penetrerà ulteriormente sulle regioni settentrionali e <strong>Milano potrebbe fermarsi intorno ai 21 °C nelle ore pomeridiane</strong>, con valori sui <strong>25 °C a Torino</strong> e attorno ai <strong>26 °C tra Bologna e Firenze</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-weekend-italia-divisa-in-due-assaggio-d-autunno-al-nord-caldo-in-forte-aumento-al-sud-1787043490978.png" data-image="nqxv0f423ssn" alt="Venerdì 21 agosto temperature sotto media al Nord e caldo anomalo al Sud" title="Venerdì 21 agosto temperature sotto media al Nord e caldo anomalo al Sud"><figcaption>Venerdì 21 agosto temperature sotto media al Nord e caldo anomalo al Sud</figcaption></figure><p>Anche le anomalie termiche raccontano bene questa spaccatura: sul Nord-Ovest si potranno registrare temperature <strong>inferiori alla media del periodo</strong>, mentre tra medio Adriatico e al sud continueranno a prevalere valori sopra la norma.</p><p>Il passaggio perturbato potrebbe inoltre lasciare accumuli pluviometrici importanti. Entro domenica sera il modello europeo individua quantitativi <strong>superiori ai 100 mm su alcune zone della Lombardia</strong>, circa <strong>80 mm nell'area genovese</strong> e oltre <strong>60 mm tra Veneto e Trentino</strong>.</p><div class="texto-destacado">Numeri da leggere naturalmente come una tendenza e non come valori puntuali: con fenomeni temporaleschi gli accumuli possono cambiare sensibilmente anche nel giro di pochi chilometri. Il segnale generale resta però piuttosto netto: <strong>sarà il Nord la zona maggiormente coinvolta dalla nuova fase instabile.</strong></div><p>A rendere ancora più interessante il quadro c'è anche la temperatura del Mediterraneo. Sul Tirreno centrale la superficie del mare si trova attorno ai <strong>30 °C</strong>, con punte previste fino a circa <strong>31 °C nei prossimi giorni</strong>. Un serbatoio di calore e umidità notevole che, in presenza di aria più fresca in quota, può contribuire ad alimentare fenomeni temporaleschi particolarmente energici.</p><h2>Previsione weekend 22-23 agosto: Italia spaccata in due tra fresco al Nord e caldo al Sud</h2><p>Nel fine settimana il contrasto tra Nord e Sud diventerà ancora più evidente. <strong>Sabato resterà un po' di instabilità soprattutto sulle regioni settentrionali e sui rilievi alpini</strong>, mentre al Centro-Sud prevarranno condizioni più stabili e decisamente più calde.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-weekend-italia-divisa-in-due-assaggio-d-autunno-al-nord-caldo-in-forte-aumento-al-sud-1787043560295.png" data-image="3jb34tx2l271" alt="Le piogge attese fino a domenica 23 agosto: accumuli importanti al Nord" title="Le piogge attese fino a domenica 23 agosto: accumuli importanti al Nord"><figcaption>Le piogge attese fino a domenica 23 agosto: accumuli importanti al Nord</figcaption></figure><p>Le temperature racconteranno bene questa divisione: nel pomeriggio di sabato sono previsti circa <strong>23 °C a Torino e 26 °C a Milano</strong>, mentre si potranno raggiungere <strong>34 °C a Roma e 35-36 °C tra Puglia e Sicilia</strong>.</p><p>Domenica il tempo dovrebbe migliorare anche al Nord, ma il divario termico resterà marcato. Tra Piemonte e Lombardia potranno persistere valori leggermente inferiori alla media, mentre al Sud le anomalie positive rimangono <strong>localmente a +5/+7 °C</strong>, con punte di <strong>35-36 °C in Sicilia</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782578" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html" title="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione">Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html" title="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione-1786137988309_320.png" alt="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione"></a></article></aside><p><strong>L'Italia sembrerà così divisa tra due stagioni:</strong> un assaggio di fine estate, quasi autunnale, al Nord e una nuova fiammata estiva al Sud.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-italia-spaccata-in-due-assaggio-d-autunno-al-nord-caldo-e-afa-al-sud.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:17:48 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo l’ultima fiammata fino a 35°C, da giovedì la Lombardia passa bruscamente dal caldo ai temporali: rischio grandine, raffiche di vento e temperature in calo anche di 10°C</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xayp3ma"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xayp3ma.jpg" id="xayp3ma"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo una lunga estate segnata da caldo e afa, la Lombardia si prepara a un cambio di scena molto rapido. Tra mercoledì 19 e giovedì 20 agosto una perturbazione atlantica raggiungerà il Nord Italia, interrompendo bruscamente la nuova fiammata di caldo e aprendo una fase più fresca, ma anche decisamente più instabile.</p><h2>Mercoledì, ultimo assaggio d’estate: Milano torna a 34°C</h2><p>Prima del peggioramento ci sarà ancora spazio per il caldo. <strong>Mercoledì 19 agosto l’alta pressione tornerà temporaneamente protagonista</strong>, con ampie schiarite e temperature massime nuovamente vicine ai <strong>35°C sulla Pianura Padana</strong>. A Milano sono attesi circa <strong>34°C</strong> e, a causa dell’elevata umidità, il caldo potrà risultare ancora più pesante, con forte disagio nelle ore centrali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784063" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud.html" title="Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”">Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud.html" title="Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud-1786950943664_320.jpg" alt="Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”"></a></article></aside><p>Una situazione simile interesserà molte città della pianura lombarda, dopo una stagione che ha messo a dura prova soprattutto i grandi centri urbani. Ma già dalla serata il quadro inizierà a cambiare: i primi temporali potranno raggiungere la Lombardia occidentale e le zone dei laghi, tra <strong>Varesotto</strong>, <strong>Comasco</strong>, <strong>Monza-Brianza</strong> e <strong>Milanese</strong>.</p><h2>Giovedì arriva la perturbazione: rischio temporali forti, grandine e raffiche di vento</h2><p>Nella notte e soprattutto durante la giornata di <strong>giovedì 20 agosto</strong> il fronte atlantico entrerà con decisione sul Nord Italia. Le nubi aumenteranno rapidamente su Alpi e Prealpi, per poi estendersi alle aree pedemontane e alla pianura. Il passaggio avverrà in presenza di un forte contrasto tra <strong>l’aria fresca in arrivo dall’Atlantico e l’aria molto calda e umida</strong> ancora presente nei bassi strati. </p><div class="texto-destacado">I venti di Libeccio sul Mar Ligure e il richiamo di Scirocco sull’Adriatico contribuiranno ad alimentare l’umidità disponibile, creando condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali localmente molto intensi</div><p>Tra <strong>Milano, Monza, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia</strong> e le Prealpi saranno possibili rovesci violenti, grandinate e forti raffiche di vento. Nelle celle temporalesche più organizzate non si può escludere, in modo molto localizzato, anche la formazione di qualche tromba d’aria: un’eventualità che potrà essere valutata meglio soltanto a ridosso dell’evento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi-1787039066407.png" data-image="j9dw1ixfv3ma" alt="Forti piogge e temporali in arrivo, stop al caldo atroce" title="Forti piogge e temporali in arrivo, stop al caldo atroce"><figcaption>Accumuli di pioggia previsti tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto</figcaption></figure><p>Le precipitazioni potrebbero inoltre risultare molto intense in poco tempo con accumuli che potrebbero superare i 100 mm su <strong>Brescia e provincia</strong>. Sarà quindi importante seguire i prossimi aggiornamenti e soprattutto le eventuali <strong>allerte ufficiali della Protezione Civile</strong>.</p><h2>Temperature in picchiata: fino a 10°C in meno, venerdì ancora instabile</h2><p>Il cambiamento più evidente sarà quello termico. A <strong>Milano</strong> si passerà dai circa <strong>34°C di mercoledì a 24-25°C giovedì</strong>, con un calo nell’ordine di <strong>8-10°C in appena 24 ore</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783639" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-va-verso-il-declino.html" title="Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”">Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-va-verso-il-declino.html" title="Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-ha-raggiunto-il-suo-apice-1786699399843_320.png" alt="Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”"></a></article></aside><p>Venerdì 21 agosto l’aria più fresca avrà ormai conquistato tutta la regione: Milano potrebbe fermarsi attorno ai <strong>24°C</strong>, con minima sui 19°C, mentre anche <strong>Brescia</strong>, <strong>Bergamo</strong> e le altre città lombarde torneranno rapidamente su valori molto più vicini alle medie del periodo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi-1787040927289.jpg" data-image="sz3od8svlleg" alt="Milano, temporale." title="Milano, temporale."><figcaption>Fenomeni intensi sono attesi anche sul capoluogo lombardo, con rischio grandine e forti colpi di vento.</figcaption></figure><p>L’instabilità, però, non si esaurirà con il passaggio del fronte. Piogge e temporali potranno interessare ancora gran parte della Lombardia, spostandosi anche verso la <strong>bassa pianura, il Mantovano, la Bassa Bresciana e l’Oltrepò Pavese</strong>. Gli accumuli potranno risultare localmente importanti soprattutto dove i temporali insisteranno più a lungo.</p><h2>Weekend tra temporali e schiarite: domenica possibile miglioramento</h2><p>Per chi rientra dalle vacanze, il fine settimana si annuncia ancora variabile. <strong>Sabato 22 agosto</strong> resteranno condizioni di instabilità soprattutto sulla Lombardia occidentale, sulle Alpi e sulle Prealpi, con molte nubi e nuovi rovesci o temporali più probabili nel pomeriggio sui rilievi e nelle vicine aree pedemontane. Qualche fenomeno potrà sconfinare anche verso la pianura.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784075" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi.html" title="Maltempo, allerta meteo al Nord: temporali violenti, grandine e raffiche di vento. Giovedì rischio fenomeni estremi">Maltempo, allerta meteo al Nord: temporali violenti, grandine e raffiche di vento. Giovedì rischio fenomeni estremi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi.html" title="Maltempo, allerta meteo al Nord: temporali violenti, grandine e raffiche di vento. Giovedì rischio fenomeni estremi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi-1786960021516_320.jpg" alt="Maltempo, allerta meteo al Nord: temporali violenti, grandine e raffiche di vento. Giovedì rischio fenomeni estremi"></a></article></aside><p>Tra la notte di sabato e le prime ore di domenica potrebbe aprirsi una fase più tranquilla e durante <strong>domenica 23 agosto</strong> sono possibili schiarite più ampie. Il miglioramento, tuttavia, è ancora da confermare.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il fenomeno El Niño sta impoverendo il Pacifico di nutrienti: la NASA rileva un forte calo del fitoplancton]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-fenomeno-el-nino-sta-impoverendo-il-pacifico-di-nutrienti-la-nasa-rileva-un-forte-calo-del-fitoplancton.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>El Niño è ufficialmente arrivato nel Pacifico equatoriale ed è ora visibile dallo spazio. La NASA ha registrato un calo significativo dei livelli di clorofilla, segno che il fitoplancton sta perdendo l'apporto di nutrienti necessario alla sua crescita.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-esta-dejando-sin-nutrientes-al-pacifico-la-nasa-detecta-una-fuerte-caida-del-fitoplancton-1786837215965.jpg" data-image="sykjrfr2cogw" alt="Niño NASA" title="Niño NASA"><figcaption>Le mappe mostrano le concentrazioni medie mensili di clorofilla per giugno 2025 (a sinistra), in condizioni neutre, e per giugno 2026 (a destra), durante un evento El Niño in intensificazione. Immagini del NASA Earth Observatory di Michala Garrison.</figcaption></figure><p>Dal giugno 2026, El Niño è un fenomeno confermato nel Pacifico tropicale e i suoi primi effetti si stanno già facendo sentire dove sono meno visibili a occhio nudo: alla base della catena alimentare oceanica. Secondo un rapporto della NASA, le immagini satellitari mostrano un netto calo delle concentrazioni di clorofilla nel Pacifico centrale, confrontando le condizioni neutre del giugno 2025 con lo scenario del giugno 2026, <strong>quando El Niño era già in fase di intensificazione.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Il riscaldamento associato a El Niño riduce la risalita di nutrienti dalle profondità del Pacifico. Il declino del fitoplancton è già visibile dallo spazio e i suoi effetti stanno iniziando a incidere su una delle attività di pesca più importanti del pianeta.</strong></div><p>La clorofilla è il pigmento che ci permette di identificare la presenza di fitoplancton, gli organismi microscopici che sostengono l'intera rete alimentare marina. Quando la sua concentrazione diminuisce, l'impatto non si ferma all'acqua: diminuisce la disponibilità di cibo per lo zooplancton, i pesci, gli uccelli marini e i mammiferi marini che dipendono da quella catena alimentare per sopravvivere. È un effetto a cascata che inizia in modo invisibile e finisce per colpire intere attività di pesca, come sta già accadendo in Perù.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/WPA-KpldDVc/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=WPA-KpldDVc" id="WPA-KpldDVc"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Il <strong>Climate Prediction Center (CPC) della NOAA</strong> conferma la situazione: l'agenzia ha innalzato il livello di allerta a "Avviso El Niño" l'11 giugno 2026, dopo essere stata nella fase di "Osservazione", e ora prevede che il fenomeno continuerà a intensificarsi per tutto il 2026, <strong>con una probabilità del 97% di rimanere attivo fino all'inizio della primavera nell'emisfero settentrionale nel 2027.</strong> In altre parole: ciò che si osserva attualmente nelle mappe della clorofilla è solo l'inizio.</p><h2>Perché il riscaldamento degli oceani sta impoverendo gli oceani di nutrienti?</h2><p>Il meccanismo alla base di questo declino non ha nulla a che vedere con la minore quantità di luce solare o l'inquinamento, bensì con le leggi fondamentali della fisica oceanica. In condizioni normali, gli alisei spingono le calde acque superficiali verso ovest attraverso il Pacifico, permettendo alle acque fredde e ricche di nutrienti di risalire dalle profondità della zona equatoriale orientale: <strong>un processo chiamato upwelling. </strong>Questa risalita di nutrienti è ciò che alimenta il fitoplancton e, di conseguenza, l'intera catena alimentare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-esta-dejando-sin-nutrientes-al-pacifico-la-nasa-detecta-una-fuerte-caida-del-fitoplancton-1786838205931.png" data-image="1kkv43kv3uec" alt="Niño." title="Niño."><figcaption>L'8 giugno 2026, pochi giorni prima della dichiarazione di El Niño, sono stati osservati livelli del mare superiori alla norma (in rosso) nel Pacifico centrale e orientale. I dati per la mappa sono stati ottenuti dal satellite Sentinel-6 Michael Freilich ed elaborati dagli scienziati del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA.</figcaption></figure><p><strong>Durante El Niño, gli alisei si indeboliscono e l'acqua calda si accumula nel Pacifico centrale e orientale, formando uno strato profondo che blocca la risalita dei nutrienti.</strong> Il risultato è esattamente quello che il satellite PACE ha rilevato: meno clorofilla, meno fitoplancton e meno cibo disponibile. Questo meccanismo è stato documentato in dettaglio da un team guidato da Hyung-Gyu Lim del Geophysical Fluid Dynamics Laboratory (GFDL) della NOAA in uno studio pubblicato su Geophysical Research Letters.</p><div class="texto-destacado">Utilizzando un modello del sistema Terra di nuova generazione (ESM4.1), i ricercatori sono stati in grado di riprodurre, con una precisione molto maggiore rispetto alle versioni precedenti, sia il calo della clorofilla durante <strong>El Niño</strong> sia il suo successivo recupero, un fenomeno noto come "rimbalzo della clorofilla". </div><p>Secondo lo studio, questo rimbalzo è in gran parte spiegato da un trasporto anomalo di ferro dal Pacifico occidentale alla zona equatoriale attraverso la corrente sottomarina equatoriale, ulteriormente rafforzato dal contributo di ferro che arriva con le polveri provenienti dalla terraferma nella fase successiva all'evento.</p><h2>Il Perù ne sta già subendo le conseguenze: la pesca delle acciughe è stata sospesa</h2><p>Mentre i satelliti documentano il fenomeno dallo spazio, le sue conseguenze economiche si fanno già sentire in mare. Il Ministero della Produzione del Perù (PRODUCE) ha sospeso le attività di pesca di acciughe e acciughe bianche nella zona centro-settentrionale della costa peruviana. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782243" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-fenomeno-el-nino-sta-tornando-l-interruttore-si-sta-azionando-proprio-ora-ecco-cosa-ci-aspetta-in-inverno.html" title="Il fenomeno El Niño sta tornando: 'L'interruttore si sta azionando proprio ora' – ecco cosa ci aspetta in inverno">Il fenomeno El Niño sta tornando: "L'interruttore si sta azionando proprio ora" – ecco cosa ci aspetta in inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-fenomeno-el-nino-sta-tornando-l-interruttore-si-sta-azionando-proprio-ora-ecco-cosa-ci-aspetta-in-inverno.html" title="Il fenomeno El Niño sta tornando: 'L'interruttore si sta azionando proprio ora' – ecco cosa ci aspetta in inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-kehrt-zuruck-der-schalter-kippt-gerade-das-erwartet-uns-im-winter-1785915068738_320.jpg" alt="Il fenomeno El Niño sta tornando: 'L'interruttore si sta azionando proprio ora' – ecco cosa ci aspetta in inverno"></a></article></aside><p>La decisione si basa sui rapporti dell'Istituto Marino Peruviano (IMARPE), che ha messo in guardia sulla persistenza e l'intensificarsi delle temperature elevate e sulla maggiore vulnerabilità dello stock durante la prima stagione di pesca del 2026.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-esta-dejando-sin-nutrientes-al-pacifico-la-nasa-detecta-una-fuerte-caida-del-fitoplancton-1786838287034.jpg" data-image="3k5nt48uikj9" alt="Pesci." title="Pesci."><figcaption>Il governo peruviano ha deciso di sospendere la pesca delle acciughe. La decisione è stata presa a titolo precauzionale per salvaguardare la sostenibilità della principale risorsa ittica del paese, data l'elevata vulnerabilità dello stock e l'intensificarsi delle temperature elevate.</figcaption></figure><p>L'acciuga è la specie più importante per l'industria della pesca industriale in Perù e sostiene una parte significativa della produzione nazionale di farina e olio di pesce. <strong>La stagione è iniziata con una quota di 1.914.049 tonnellate, la più bassa degli ultimi dieci anni e inferiore del 36% rispetto all'anno precedente.</strong> Il collegamento con le osservazioni della NASA è diretto: quando i nutrienti diminuiscono e il fitoplancton cala, l'acciuga perde una delle sue principali fonti di cibo e l'impatto può estendersi all'intera filiera della pesca.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781288" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense.html" title="Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense">Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense.html" title="Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense-1785424937190_320.png" alt="Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense"></a></article></aside><p>La grande incognita è fino a che punto si spingerà questo sconvolgimento se El Niño continuerà a intensificarsi nel corso del 2026. La NOAA non esclude la possibilità che il fenomeno possa raggiungere un'intensità molto elevata verso la fine dell'anno, mentre la scienza sarà in grado di seguirne l'evoluzione con un livello di dettaglio senza precedenti. <strong>Il satellite PACE consente l'osservazione quotidiana dei cambiamenti nel colore dell'oceano e del fitoplancton,</strong> offrendo un'opportunità eccezionale per monitorare come El Niño trasforma la produttività del Pacifico e, infine, come inizia la sua ripresa.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Hyung-Gyu%20Lim%2C%20%20John%20P.%20Dunne%2C%20Charles%20A.%20Stock%2C%20Paul%20Ginoux%2C%20Jasmin%20G.%20John%2C%20John%20Krasting" data-year="2022" data-title="Oceanic%20and%20Atmospheric%20Drivers%20of%20Post-El-Ni%C3%B1o%20Chlorophyll%20Rebound%20in%20the%20Equatorial%20Pacific" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1029%2F2021GL096113">Hyung-Gyu Lim, John P. Dunne, Charles A. Stock, Paul Ginoux, Jasmin G. John, John Krasting. (2022). <a href="https://doi.org/10.1029/2021GL096113" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Oceanic and Atmospheric Drivers of Post-El-Niño Chlorophyll Rebound in the Equatorial Pacific</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-fenomeno-el-nino-sta-impoverendo-il-pacifico-di-nutrienti-la-nasa-rileva-un-forte-calo-del-fitoplancton.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In alcune aree del Mediterraneo si sono oltrepassati i +30°C, con punte oltre i +31°C in Italia, e fino a +33°C a sud delle Baleari. Si tratta di valori eccezionali. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaykumq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaykumq.jpg" id="xaykumq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il caldo intenso e persistente di questi mesi ha provocato un forte riscaldamento delle acque superficiali dei mari che circondano la nostra penisola. In alcuni bacini stiamo registrando alcuni dei valori termici più alti di sempre, superando i record della terribile estate del 2003. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Proprio nei giorni scorsi, nel tratto di mare attorno le Eolie, così come su alcuni tratti del Mar Ligure, <strong>la temperatura superficiale del mare ha oltrepassato pure i +30°C, arrivando a toccare i +31°C.</strong> La notizia è pessima, poiché lo strato di acqua surriscaldata si sta spingendo anche in profondità.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Ma nulla a che vedere con i +33°C dalla boa di Dragonera, situata poco a ovest dell'isola di Maiorca,</strong> in Spagna, nel pomeriggio del 4 agosto. Se questo dato verrà confermato, <strong>potrebbe trattarsi del record di temperatura superficiale marina misurato da una boa nel Mediterraneo.</strong></p><h2><strong>Come mai i mari sono così caldi?</strong></h2><p>Il promontorio anticiclonico sub-tropicale africano che da mesi ingloba il bacino centrale del Mediterraneo, oltre a rendere il soleggiamento pressoché costante e prolungato per l’intero arco di giornata, contribuisce a mantenere i mari quasi calmi o al più poco mossi a largo per via della debole o quasi del tutto assente ventilazione nei bassi strati, sotto la cupola anticiclonica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione-1786137988309.png" data-image="7385gyjkebbm" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Il mare a largo rimanendo calmo, sotto il sole cocente, immagazzina una maggiore quantità di calore. </figcaption></figure><p>Il mare a largo rimanendo calmo, sotto il sole cocente, immagazzina una maggiore quantità di calore. <strong>Ciò determina il considerevole aumento termico, soprattutto lungo il bacino adriatico, che essendo poco profondo è maggiormente soggetto a questi repentini mutamenti termici.</strong></p><h2><strong>Quali saranno le conseguenze in atmosfera?</strong></h2><p>Un mare molto caldo crea <strong>un forte gradiente termico verticale</strong> tra superficie e quote più alte. Questo aumenta l’instabilità atmosferica (misurata ad esempio dal <strong>CAPE, Convective Available Potential Energy).</strong> </p><div class="texto-destacado">L’aria umida e calda tende a salire rapidamente, formando cumuli e cumulonembi, di un certo spessore.</div><p>Maggiore umidità significa anche piogge più intense e persistenti (più acqua condensabile). Quindi ciò non fa che enfatizzare il rischio di eventi precipitativi estremi, al primo refolo di aria fresca e instabile, in quota. </p><h2><strong>Possono nascere davvero cicloni di tipo tropicale?</strong></h2><p>Nei tropici temperature marine elevate sono il “carburante” principale dei cicloni tropicali (uragani, tifoni). L’energia termica e il calore latente mantengono e intensificano il ciclone (principio del motore di Carnot atmosferico).</p><div class="texto-destacado"><strong>In zone subtropicali o temperate (es. Mediterraneo) un mare anomalo caldo favorisce la formazione di medicane (cicloni di tipo tropicale mediterranei) o l’approfondimento di depressioni extra-tropicali. L’aria calda e umida può rendere più “tropicale” la struttura del sistema, con un occhio più definito e venti più intensi.</strong></div><p>Anche senza arrivare a cicloni, il mare caldo aumenta il contenuto di umidità dell’aria (misurabile con il <strong>precipitable water</strong>). Ciò nella pratica facilita le alluvioni lampo, grandinate intense e trombe d’aria marine/terrestri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione-1786138041329.png" data-image="x9z8ml4zsv1p" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Maggiore umidità significa anche piogge più intense e persistenti (più acqua condensabile). Quindi ciò non fa che enfatizzare il rischio di eventi precipitativi estremi, al primo refolo di aria fresca e instabile, in quota. </figcaption></figure><p>In condizioni di blocco atmosferico o di aria fredda in quota, il contrasto termico fra mare e aria diventa ancora più estremo, amplificando la convezione e rendendola esplosiva, spingendola fino alla tropopausa.</p><h2><strong>Autunno a rischio eventi meteo estremi</strong></h2><p>Con l’ingresso delle prime saccature atlantiche e lo sviluppo di profonde ciclogenesi sul bacino del Mediterraneo si aprirà, in autunno, <strong>la stagione dei fenomeni meteorologici violenti.</strong> Come accade spesso in questi mesi, soprattutto fra il Mar Ligure, il Tirreno e i mari che circondano la Sardegna e la Sicilia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782427" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-per-ferragosto-cosa-vedono-e-ci-dicono-i-modelli-meteorologici.html" title="Tendenza Meteo per Ferragosto: cosa 'vedono' e ci 'dicono' i modelli meteorologici">Tendenza Meteo per Ferragosto: cosa "vedono" e ci "dicono" i modelli meteorologici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-per-ferragosto-cosa-vedono-e-ci-dicono-i-modelli-meteorologici.html" title="Tendenza Meteo per Ferragosto: cosa 'vedono' e ci 'dicono' i modelli meteorologici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-per-ferragosto-cosa-vedono-e-ci-dicono-i-modelli-meteorologici-1786085189153_320.png" alt="Tendenza Meteo per Ferragosto: cosa 'vedono' e ci 'dicono' i modelli meteorologici"></a></article></aside><p>Ad esempio, lo sviluppo delle ciclogenesi secondarie sul Mar Ligure o sul Mar di Corsica sovente produce una intensa ventilazione dai quadranti meridionali nei bassi strati, con formazione di <strong>“linee di confluenza”</strong> in mare che generano intensi “forcing” convettivi, con la formazione dei pericolosi “<strong>v-shaped storm</strong>”.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un misterioso ciclo di 27,5 milioni di anni potrebbe spiegare le più grandi catastrofi della Terra]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-misterioso-ciclo-di-27-5-milioni-di-anni-potrebbe-spiegare-le-piu-grandi-catastrofi-della-terra.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 03:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo studio riporta alla ribalta un'ipotesi controversa: le più gravi crisi geologiche della Terra potrebbero essere il risultato di un ciclo naturale che si ripete da centinaia di milioni di anni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-misterioso-ciclo-de-27-5-millones-de-anos-podria-explicar-las-mayores-catastrofes-de-la-tierra-1785459147254.jpg" data-image="fkmg65t02w3b" alt="Terra." title="Terra."><figcaption>Sono state esaminate banche dati geologiche già pubblicate che raccolgono 89 grandi eventi verificatisi negli ultimi 260 milioni di anni.</figcaption></figure><p>Le estinzioni di massa, le gigantesche eruzioni vulcaniche e i periodi in cui gli oceani hanno perso gran parte del loro ossigeno sembrano, a prima vista, fenomeni indipendenti. Tuttavia, un nuovo studio suggerisce che questi grandi episodi della storia del pianeta <strong>potrebbero essere collegati da uno schema sorprendente che si ripete all’incirca ogni 27,5 milioni di anni.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La ricerca, pubblicata sulla rivista <strong>Evolving Earth,</strong> riprende un’ipotesi che da decenni suscita dibattiti tra i geologi. L’idea è emersa negli anni ’80, quando diversi studi hanno ipotizzato che alcuni degli eventi più significativi registrati nella storia della Terra non avvenissero in modo del tutto casuale, <strong>ma seguendo una periodicità di decine di milioni di anni.</strong> Da allora, questa teoria è stata contestata e difesa in egual misura.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ora, il geologo Michael Rampino, dell’Università di New York, ha riesaminato le prove utilizzando scale temporali geologiche aggiornate e metodi statistici più precisi. Secondo le sue conclusioni, l’esistenza di questo ciclo non solo rimane compatibile con i dati disponibili, ma le prove a suo favore si sono rafforzate con il passare del tempo.</p><h2> Un'analisi di 260 milioni di anni di storia geologica </h2><p>Per portare avanti il lavoro, Rampino ha esaminato banche dati geologiche già pubblicate che raccolgono 89 grandi eventi <strong>verificatisi negli ultimi 260 milioni di anni.</strong></p><p>L'insieme comprende estinzioni di massa marine, episodi in cui gli oceani sono rimasti praticamente privi di ossigeno, enormi eruzioni di basalto continentale, variazioni globali del livello del mare, estinzioni di vertebrati terrestri, cambiamenti nella velocità di espansione del fondale oceanico e picchi di attività vulcanica all'interno delle placche tettoniche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-misterioso-ciclo-de-27-5-millones-de-anos-podria-explicar-las-mayores-catastrofes-de-la-tierra-1785459187982.jpg" data-image="ngda5ayvh0i5" alt="Terra." title="Terra."><figcaption>L'età di alcuni dei crateri più grandi conosciuti sulla Terra sembra essere compatibile con il ciclo di 27,5 milioni di anni.</figcaption></figure><p>Analizzando tutte queste informazioni nel loro insieme, è emerso nuovamente un modello dominante con una periodicità di circa <strong>27,5 milioni di anni.</strong> I risultati mostrano anche un segnale secondario, molto meno marcato, <strong>con una periodicità approssimativa di 8,9 milioni di anni.</strong></p><p>Lo studio non sostiene che un tipo di disastro geologico ne provochi direttamente un altro. Suggerisce invece che diversi sistemi terrestri potrebbero rispondere periodicamente a uno stesso meccanismo profondo che agisce su scale temporali estremamente lunghe.</p><h2> Cosa potrebbe determinare questo andamento? </h2><p>La spiegazione rimane un mistero, anche se i ricercatori stanno valutando diverse possibilità.</p><p>Una delle ipotesi punta all’interno del pianeta. Il mantello terrestre è in costante movimento grazie a correnti di convezione estremamente lente. Cambiamenti periodici in tale circolazione, o l’affioramento di grandi pennacchi di materiale caldo dalle profondità, potrebbero modificare l’attività vulcanica, la dinamica delle placche tettoniche e la formazione delle catene montuose.</p><div class="texto-destacado">Poiché tutti questi processi sono strettamente correlati, un’alterazione originata negli strati profondi della Terra potrebbe finire per influenzare la superficie, gli oceani, il clima e persino la biodiversità milioni di anni dopo.</div><p>Un’altra possibilità riguarda i cambiamenti orbitali a lunghissimo termine. Queste variazioni possono modificare il clima e il livello del mare, ridistribuendo enormi quantità di acqua, ghiaccio e sedimenti sulla superficie terrestre. Secondo Rampino, tali variazioni di carico potrebbero alterare sottilmente le sollecitazioni che agiscono sulla crosta e sul mantello superiore, <strong>favorendo determinati processi tettonici e vulcanici.</strong></p><h2> Si vagliano anche spiegazioni di origine cosmica </h2><p>Lo studio analizza inoltre scenari ancora più ipotetici relativi alla posizione del sistema solare all’interno della Via Lattea.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782398" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-terra-malata-quale-futuro-ci-attende-nella-crisi-climatica.html" title="La Terra malata: quale futuro ci attende nella crisi climatica?">La Terra malata: quale futuro ci attende nella crisi climatica?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-terra-malata-quale-futuro-ci-attende-nella-crisi-climatica.html" title="La Terra malata: quale futuro ci attende nella crisi climatica?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-malata-quale-futuro-ci-attende-nella-crisi-climatica-1786054548907_320.png" alt="La Terra malata: quale futuro ci attende nella crisi climatica?"></a></article></aside><p>Durante il suo percorso attorno al centro galattico, il sistema solare attraversa periodicamente il piano medio della galassia. <strong>Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che tali attraversamenti potrebbero alterare gravitazionalmente la lontana Nube di Oort,</strong> aumentando la probabilità che grandi comete vengano deviate verso l’interno del sistema solare e incrementando le possibilità di impatti con la Terra.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-misterioso-ciclo-de-27-5-millones-de-anos-podria-explicar-las-mayores-catastrofes-de-la-tierra-1785459222409.jpg" data-image="jhum0e5lqqm9" alt="Terra." title="Terra."><figcaption>Diversi sistemi terrestri potrebbero rispondere periodicamente a uno stesso meccanismo profondo che agisce su scale temporali estremamente lunghe.</figcaption></figure><p>Rampino menziona anche un’ipotesi legata alla materia oscura. Se questa fosse più concentrata in prossimità del piano galattico, piccole quantità potrebbero rimanere intrappolate dalla Terra <strong>durante tali attraversamenti e generare un leggero riscaldamento interno nel corso di milioni di anni. </strong>Tuttavia, riconosce che attualmente non esistono prove dirette a sostegno di nessuno di questi meccanismi, per cui continuano a essere ipotesi altamente controverse.</p><div class="texto-destacado">Neanche i grandi impatti di asteroidi sono stati inclusi nell’analisi statistica principale, sebbene il ricercatore sottolinei che l’età di molti dei più grandi crateri conosciuti sembra essere compatibile con il ciclo di 27,5 milioni di anni. Ciononostante, evita di stabilire una relazione causale.</div><p>Per ora, l’esistenza di questo presunto ritmo geologico rimane una questione aperta. <strong>La documentazione geologica è incompleta e la datazione di eventi molto antichi presenta incertezze crescenti.</strong> Inoltre, le analisi statistiche possono individuare modelli che scompaiono quando vengono incorporati nuovi dati.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775799" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questi-sono-stati-i-terremoti-piu-catastrofici-degli-ultimi-duemila-anni-in-europa-e-nel-mediterraneo.html" title="Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo">Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questi-sono-stati-i-terremoti-piu-catastrofici-degli-ultimi-duemila-anni-in-europa-e-nel-mediterraneo.html" title="Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questi-sono-stati-i-terremoti-piu-catastrofici-degli-ultimi-duemila-anni-in-europa-e-nel-mediterraneo-1782654024462_320.jpg" alt="Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo"></a></article></aside><p>Ciononostante, Rampino sostiene che la persistenza di questo segnale nel corso di decenni di ricerche e con banche dati sempre più complete giustifichi l’ulteriore approfondimento dell’ipotesi. Se future ricerche la confermeranno, le più grandi catastrofi della storia della Terra potrebbero smettere di essere interpretate come eventi isolati <strong>per diventare la manifestazione periodica di processi profondi che hanno modellato il pianeta, in milioni di anni.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-misterioso-ciclo-di-27-5-milioni-di-anni-potrebbe-spiegare-le-piu-grandi-catastrofi-della-terra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Una tigre siberiana viene liberata in natura in Kazakistan a quasi 80 anni dalla sua estinzione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-tigre-siberiana-viene-liberata-in-natura-in-kazakistan-a-quasi-80-anni-dalla-sua-estinzione.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Una femmina di nome Umit è stata liberata in una riserva nel sud del Paese dopo mesi di adattamento; il progetto mira a ricostituire la popolazione selvatica e a ripristinare l'ecosistema storico dell'Asia centrale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/tigre-siberiano-e-solto-na-natureza-no-cazaquistao-quase-80-anos-apos-extincao-1786286424049.jpg" data-image="i1qjyei6mfrt" alt="Tigre-siberiana." title="Tigre-siberiana."><figcaption> Una tigre siberiana di nome Umit è stata liberata in natura in Kazakistan quasi 80 anni dopo che la specie era stata dichiarata estinta. Crediti: Comunicato stampa/Governo del Kazakistan</figcaption></figure><p>A quasi 80 anni dall’estinzione della tigre nel Paese, il Kazakistan ha nuovamente registrato la presenza dell’animale nel suo habitat naturale. Una tigre siberiana femmina è stata liberata nella <strong>Riserva Naturale di Ile-Balkhash,</strong> nel sud del Paese, nell’ambito di un programma governativo di reintroduzione della specie.</p><p>Chiamata <strong>Umit,</strong> la tigre è stata trasferita dalla Russia al Kazakistan a maggio. Da allora è rimasta sotto la supervisione di esperti, che ne hanno valutato la capacità di sopravvivere in modo autonomo. All’animale è stato applicato un collare di localizzazione <strong>con tecnologia GPS/GSM e sarà monitorata 24 ore su 24 tramite satellite e fototrappole.</strong></p><p>Le ultime segnalazioni confermate di tigri in Kazakistan risalgono al 1948. Ora le autorità sperano che un maschio, <strong>anch’esso proveniente dalla Russia, venga liberato a breve.</strong> Altri due esemplari dovrebbero essere rilasciati tra circa un anno.</p><h2> Il progetto mira a ripristinare la popolazione selvatica della specie </h2><p>Secondo il ministro dell’Ecologia e delle Risorse Naturali del Kazakistan, <strong>Yerlan Nyssanbayev,</strong> il rilascio è il risultato di oltre un decennio di lavoro che ha coinvolto enti governativi, scienziati, esperti russi e partner internazionali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>«Abbiamo ancora molto lavoro da fare per monitorare le tigri e garantire la formazione di una popolazione sostenibile, ma oggi abbiamo compiuto il primo e più importante passo», ha affermato il ministro.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Se il progetto avrà esito positivo, il Kazakistan potrebbe diventare il primo Paese al mondo a reintrodurre con successo una popolazione di tigri selvatiche in una regione in cui questi animali erano completamente estinti.</p><h2> L'area protetta è stata scelta in base alle caratteristiche dell'habitat </h2><p><strong>La Riserva Naturale Statale di Ile-Balkhash è stata scelta per le sue caratteristiche ambientali.</strong> La regione faceva parte dell’habitat storico della tigre del Caspio, uno dei più grandi predatori dell’Asia centrale e appartenente alla stessa sottospecie della tigre siberiana.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780917" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/nonostante-il-caldo-intenso-e-gia-iniziata-la-grande-migrazione-autunnale-milioni-di-uccelli-verso-l-africa.html" title="Nonostante il caldo intenso è già iniziata la grande migrazione autunnale: milioni di uccelli verso l’Africa">Nonostante il caldo intenso è già iniziata la grande migrazione autunnale: milioni di uccelli verso l’Africa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/nonostante-il-caldo-intenso-e-gia-iniziata-la-grande-migrazione-autunnale-milioni-di-uccelli-verso-l-africa.html" title="Nonostante il caldo intenso è già iniziata la grande migrazione autunnale: milioni di uccelli verso l’Africa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nonostante-il-caldo-intenso-e-gia-iniziata-la-grande-migrazione-autunnale-milioni-di-uccelli-verso-l-africa-1785247563147_320.jpg" alt="Nonostante il caldo intenso è già iniziata la grande migrazione autunnale: milioni di uccelli verso l’Africa"></a></article></aside><p><strong>I boschi di galeria della regione e la disponibilità di prede offrivano condizioni favorevoli alla sopravvivenza dei grandi felini.</strong> Tuttavia, a partire dalla metà del XX secolo, la caccia, la distruzione dell’habitat e la riduzione della popolazione di prede hanno contribuito alla scomparsa delle tigri nel Paese.</p><h2> La preparazione ha richiesto più di un decennio </h2><p>La reintroduzione ha richiesto una serie di misure volte a preparare l'ambiente e a garantire l'adattamento degli animali. Tra queste figurano la creazione della riserva, il ripristino della base alimentare e la costruzione di recinti destinati al ricovero e all'adattamento delle tigri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tigre-siberiano-e-solto-na-natureza-no-cazaquistao-quase-80-anos-apos-extincao-1786286557334.jpg" data-image="rc9736fe7xla" alt="Regione del Caspio." title="Regione del Caspio."><figcaption> La regione è stata, storicamente, l'ecosistema naturale della tigre del Caspio, uno dei più grandi predatori dell'Asia centrale. Crediti: Divulgazione/Governo del Kazakistan</figcaption></figure><p>Il Paese ha inoltre investito nelle infrastrutture necessarie al progetto e nell’implementazione di un sistema permanente di monitoraggio scientifico. La strategia consiste nel seguire da vicino gli animali e valutare il loro adattamento all’ambiente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="726170" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione.html" title="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione">La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione.html" title="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione-1784021482415_320.jpg" alt="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione"></a></article></aside><p><strong>Con l’arrivo di nuovi esemplari, le autorità sperano di costituire una popolazione in grado di riprodursi e sopravvivere in modo sostenibile.</strong> Il successo dell’iniziativa dipenderà, tra gli altri fattori, dalla disponibilità di prede, dalla conservazione dell’habitat e dal monitoraggio continuo delle tigri.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="UOL" data-year="2026" data-title="Cientistas%20soltam%20tigre-siberiano%20na%20natureza%20quase%2080%20anos%20ap%C3%B3s%20extin%C3%A7%C3%A3o" data-url="https%3A%2F%2Fnoticias.uol.com.br%2Fmeio-ambiente%2Fultimas-noticias%2Fredacao%2F2026%2F08%2F07%2Fcazaquistao-solta-tigre-na-natureza-quase-80-anos-apos-especie-ser-extinta.ghtm%3Fshem%3Ddsdf%2Csharefoc%2Cagadiscoversdl%2C%2Csh%2Fx%2Fdiscover%2Fm1%2F4">UOL. (2026). <a href="https://noticias.uol.com.br/meio-ambiente/ultimas-noticias/redacao/2026/08/07/cazaquistao-solta-tigre-na-natureza-quase-80-anos-apos-especie-ser-extinta.ghtm?shem=dsdf,sharefoc,agadiscoversdl,,sh/x/discover/m1/4" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Cientistas soltam tigre-siberiano na natureza quase 80 anos após extinção</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-tigre-siberiana-viene-liberata-in-natura-in-kazakistan-a-quasi-80-anni-dalla-sua-estinzione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli scienziati dimostrano che le foreste hanno impiegato 100.000 anni per riprendersi dopo un evento di riscaldamento]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-dimostrano-che-le-foreste-hanno-impiegato-100-000-anni-per-riprendersi-dopo-un-evento-di-riscaldamento.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>I fossili ritrovati nel Wyoming rivelano che, dopo l'evento di riscaldamento globale di 56 milioni di anni fa, le foreste hanno impiegato più di 100.000 anni per riprendersi. Questo monito geologico smentisce i presunti benefici dell'eccesso di anidride carbonica.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientifico-muestran-que-los-bosques-tardaron-100-000-anos-en-recuperarse-tras-un-calentamiento-similar-al-actual-1786800610006.jpg" data-image="kdae9x6w24y0" alt="Foreste." title="Foreste."><figcaption>Le foreste, che ospitano molteplici ecosistemi, sono gravemente colpite dalla siccità e dagli incendi. Il loro recupero richiede molto più tempo di quanto immaginiamo.</figcaption></figure><p>Immaginare il pianeta come una macchina autosufficiente, capace di autoregolarsi in pochi decenni dopo uno shock climatico, è pura illusione. <strong>La storia geologica della Terra ci offre chiari avvertimenti sulla fragilità dei nostri ecosistemi.</strong></p><p>Un recente e rivelatore studio, basato sull'analisi di fossili vegetali nel bacino di Bighorn, in Wyoming, ha dimostrato che, dopo l'evento di riscaldamento globale più simile a quello attuale, avvenuto 56 milioni di anni fa, <strong>la copertura forestale terrestre ha impiegato più di 100.000 anni per ripristinare la sua densità e la piena gamma delle sue funzioni biologiche.</strong></p><h2>Un viaggio nel passato: il grande specchio termico del Paleocene-Eocene</h2><p>Per stimare l'entità degli attuali cambiamenti climatici, i paleoclimatologi si rifanno al Massimo Termico del Paleocene-Eocene (PETM). Durante questo evento, <strong>innescato da una massiccia immissione di carbonio nell'atmosfera,</strong> le temperature globali aumentarono tra i 5°C e gli 8°C in un periodo geologicamente breve.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781231" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-uccello-che-sta-rivoluzionando-i-boschi-italiani-un-vero-ingegnere-ecologico.html" title="L’uccello che sta rivoluzionando i boschi italiani: un vero ingegnere ecologico">L’uccello che sta rivoluzionando i boschi italiani: un vero ingegnere ecologico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-uccello-che-sta-rivoluzionando-i-boschi-italiani-un-vero-ingegnere-ecologico.html" title="L’uccello che sta rivoluzionando i boschi italiani: un vero ingegnere ecologico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-uccello-che-sta-rivoluzionando-i-boschi-italiani-un-vero-ingegnere-ecologico-1785406400167_320.jpg" alt="L’uccello che sta rivoluzionando i boschi italiani: un vero ingegnere ecologico"></a></article></aside><p>Il modello climatico globale è cambiato drasticamente, <strong>intensificando la siccità regionale e alterando completamente il ciclo idrologico. </strong>Esaminando la struttura cellulare e la densità degli stomi nelle foglie fossilizzate di quel periodo, <strong>i ricercatori hanno scoperto che la chioma degli alberi (lo strato superiore di foglie e rami che ricopre il suolo della foresta e regola il microclima terrestre) è collassata drasticamente, perdendo fino al 60% della sua copertura abituale.</strong></p><h2>Il mito dell'"inverdimento" dovuto all'eccesso di anidride carbonica</h2><p>Per anni si è sostenuto, in modo semplicistico, che concentrazioni più elevate di <strong>anidride carbonica (CO2) </strong>agiscano come un fertilizzante naturale che apporta benefici indiscriminati alla vegetazione. Tuttavia, i risultati ottenuti nel Wyoming confutano categoricamente questa ipotesi in scenari di riscaldamento globale intenso.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientifico-muestran-que-los-bosques-tardaron-100-000-anos-en-recuperarse-tras-un-calentamiento-similar-al-actual-1786799396890.jpg" data-image="dnb7ss9aecjs" alt="Cambiamento climatico." title="Cambiamento climatico."><figcaption>Inizialmente, l'aumento di CO2 può giovare agli alberi, ma le sue altre conseguenze, come l'aumento delle temperature, la siccità e gli incendi, danneggiano rapidamente la copertura vegetale.</figcaption></figure><p><strong>Sebbene la CO2 stimoli la fotosintesi in condizioni controllate, </strong>le temperature estremamente elevate e lo stress idrico associati al PETM hanno annullato qualsiasi potenziale beneficio di questo gas. Invece di un pianeta più verde e rigoglioso, <strong>la Terra ha sperimentato una marcata aridità, il degrado del suolo e la formazione di foreste rade e zone di macchia. </strong>La copertura vegetale ha perso la sua capacità fotosintetica ottimale e il suo ruolo di efficiente serbatoio di carbonio.</p><h2>Una lezione geologica per l'attuale bivio climatico</h2><p>La lezione fondamentale che emerge da questa documentazione fossile è l'asimmetria temporale del clima: mentre l'immissione di gas serra e l'alterazione dell'atmosfera avvengono nell'arco di secoli (o decenni, nel contesto dell'umanità moderna), la rigenerazione biologica della Terra si misura in tempi geologici.</p><div class="texto-destacado">Destabilizzare il clima richiede decenni; la rigenerazione biologica della Terra richiede migliaia di secoli.</div><p>Il fatto che le antiche foreste abbiano impiegato più di 100.000 anni per recuperare la loro rigogliosa vegetazione sottolinea come l'attuale biodiversità e la struttura forestale non si adatteranno al ritmo incontrollato delle emissioni antropogeniche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780744" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua.html" title="Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua">Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua.html" title="Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785424927522_320.jpeg" alt="Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua"></a></article></aside><p>Proteggere le foreste esistenti non è solo una strategia di conservazione, ma una necessità assoluta se vogliamo evitare un collasso dell'ecosistema le cui conseguenze si ripercuoteranno per migliaia di generazioni.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="The%20Conversation" data-year="2026" data-title="Ancient%20forests%20took%20100%2C000%20years%20to%20recover%20from%20the%20last%20global%20warming%20period%20similar%20to%20today%20%E2%80%93%20Wyoming%20fossils%20reveal%20what%20happened" data-url="https%3A%2F%2Ftheconversation.com%2Fancient-forests-took-100-000-years-to-recover-from-the-last-global-warming-period-similar-to-today-wyoming-fossils-reveal-what-happened-289462">The Conversation. (2026). <a href="https://theconversation.com/ancient-forests-took-100-000-years-to-recover-from-the-last-global-warming-period-similar-to-today-wyoming-fossils-reveal-what-happened-289462" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Ancient forests took 100,000 years to recover from the last global warming period similar to today – Wyoming fossils reveal what happened</a>.</cite><br><cite data-author="Historia%20de%20la%20Tierra" data-year="" data-title="El%20m%C3%A1ximo%20t%C3%A9rmico%20Paleoceno-Eoceno" data-url="https%3A%2F%2Fwww.historiadelatierra.com%2Fevento-34">Historia de la Tierra. <a href="https://www.historiadelatierra.com/evento-34" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">El máximo térmico Paleoceno-Eoceno</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-dimostrano-che-le-foreste-hanno-impiegato-100-000-anni-per-riprendersi-dopo-un-evento-di-riscaldamento.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Si può sentire l'odore della pioggia prima che cade? Ecco la spiegazione della scienza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/si-puo-sentire-l-odore-della-pioggia-prima-che-cade-ecco-la-spiegazione-della-scienza.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Questo fenomeno spesso può anticipare l'arrivo di un piovasco o un temporale più intenso, specie se le prime gocce di pioggia cadono su terreni resi secchi dalla siccità. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-puo-sentire-l-odore-della-pioggia-prima-che-cade-ecco-la-spiegazione-della-scienza-1785493538327.jpg" data-image="2klj10lq9d46" alt="Petricore." title="Petricore."><figcaption>Per ragioni puramente fisiche il petricore si può sentire prima dell’arrivo della pioggia. Quando l’aria comincia a saturarsi di acqua la tensione superficiale tende a ridursi, favorendo la liberazione di composti volatili.</figcaption></figure><p>Il <strong>petricore</strong> è quell’odore che si sprigiona dal terreno quando piove dopo un lungo periodo secco. Questo odore, che sentiamo non appena cadono le prime gocce di pioggia, nasce da un mix di composti volatili intrappolati nel suolo e liberati dall’acqua. </p><p>Quando la prima goccia colpisce il suolo poroso, l’impatto comprime l’aria intrappolata nei pori e forma minuscole bolle. Queste bolle salgono in superficie e scoppiano, <strong>lanciando in aria aerosol carichi di geosmina e oli vegetali. </strong></p><p>Il fenomeno è stato filmato al rallentatore dai ricercatori del <strong>MIT </strong>nel 2015. Ogni goccia genera centinaia di aerosol che viaggiano fino a 10 cm di altezza, sufficienti a raggiungere il nostro naso.</p><h2><strong>I principali responsabili di questo odore</strong></h2><p>All’origine del petricore troviamo la <strong>geosmina,</strong> prodotta da batteri filamentosi del genere <strong>Streptomyces (actinomiceti).</strong> Questi microrganismi vivono nel terreno e quando muoiono o si disidratano, <strong>rilasciano proprio la geosmina, una molecola alcolica dall’odore “di terra bagnata”. </strong></p><div class="texto-destacado">Oltre alla <strong>geosmina</strong> abbiamo pure gli oli vegetali. Difatti, durante i periodi secchi, piante e arbusti secernono oli cerosi per proteggersi dalla disidratazione. <strong>Questi oli si accumulano su rocce e suolo.</strong></div><p>Infine prima della pioggia, i fulmini o le correnti discendenti fratturano le molecole di ossigeno (O₂) in atomi liberi che si ricombinano in ozono<strong>. L’ozono ha un odore metallico, “elettrico”, simile a quello di un photocopiatrice.</strong></p><h2><strong>Il petricore si può sentire prima dell’arrivo della pioggia?</strong></h2><p>Per ragioni puramente fisiche il petricore si può sentire prima dell’arrivo della pioggia. Quando l’aria comincia a saturarsi di acqua la tensione superficiale tende a ridursi, favorendo la liberazione di composti volatili.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781189" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-temperature-superficiali-degli-oceani-terrestri-battono-livelli-record-da-oltre-50-giorni-consecutivi.html" title="Le temperature superficiali dei mari della Terra registrano oltre 50 giorni consecutivi di record">Le temperature superficiali dei mari della Terra registrano oltre 50 giorni consecutivi di record</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-temperature-superficiali-degli-oceani-terrestri-battono-livelli-record-da-oltre-50-giorni-consecutivi.html" title="Le temperature superficiali dei mari della Terra registrano oltre 50 giorni consecutivi di record"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/las-temperaturas-superficiales-de-los-mares-de-la-tierra-acumulan-50-dias-consecutivos-de-records-1784969448856_320.png" alt="Le temperature superficiali dei mari della Terra registrano oltre 50 giorni consecutivi di record"></a></article></aside><p>Inoltre, le correnti discendenti presenti nei dintorni delle nuvole cariche di pioggia, tendono a spingere verso il basso l’aria umida, portando con sé ozono e i primi aerosol sollevati da gocce lontane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-puo-sentire-l-odore-della-pioggia-prima-che-cade-ecco-la-spiegazione-della-scienza-1785493581567.jpg" data-image="eavn6ybxkfrd" alt="Petricore." title="Petricore."><figcaption>All’origine del petricore troviamo la geosmina, prodotta da batteri filamentosi del genere Streptomyces (actinomiceti). Questi microrganismi vivono nel terreno e quando muoiono o si disidratano, rilasciano proprio la geosmina, una molecola alcolica dall’odore “di terra bagnata”. </figcaption></figure><p><strong>Ciò fa in modo che in 10-30 minuti prima della pioggia, il naso umano riesce a captare questi segnali precursori.</strong> È un segnale che i nostri antenati cacciatori lo usavano per anticipare l’arrivo dei temporali e trovare un rifugio sicuro.</p><h2><strong>Il petricore si sente maggiormente in alcune aree?</strong></h2><p>Si, ci sono delle zone dove è più facile sentire l’odore del petricore, rispetto ad altre. Le aree più esposte sono quelle caratterizzate da terreni di natura argillosa, ricchi actinomiceti. Quindi fra campagne, foreste, ma anche nell’asfalto della città.</p><p>Dopo lunghi periodi di siccità, quando gocce di pioggia calde bagnano il terreno, vedi durante un temporale estivo, il petricore si sente per chilometri di distanza. </p><p>I cammelli del deserto percepiscono il petricore a chilometri di distanza per trovare acqua. In Australia gli aborigeni chiamano questo odore <strong>*maban*,</strong> legato a miti della creazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="6911" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/a-che-velocita-cadono-le-gocce-di-pioggia-.html" title="A che velocità cadono le gocce di pioggia?">A che velocità cadono le gocce di pioggia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/a-che-velocita-cadono-le-gocce-di-pioggia-.html" title="A che velocità cadono le gocce di pioggia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/-a-que-velocidad-caen-las-gotas-de-lluvia--6782-1_320.jpg" alt="A che velocità cadono le gocce di pioggia?"></a></article></aside><p>La prossima volta che annusate quell’aroma inconfondibile, sappiate che state inalando un messaggio chimico di milioni di anni. <strong>Del resto la nostra cara Terra che respira, si rigenera e ci avvisa, con gentilezza, che il cielo sta per aprirsi.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/si-puo-sentire-l-odore-della-pioggia-prima-che-cade-ecco-la-spiegazione-della-scienza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come le zanzare hanno conquistato il mondo: 45 specie vivono ormai al di fuori del loro territorio d'origine]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-le-zanzare-hanno-conquistato-il-mondo-45-specie-vivono-ormai-al-di-fuori-del-loro-territorio-d-origine.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un'analisi pubblicata su Nature dimostra che le zanzare portatrici di malattie stanno colonizzando regioni in cui non erano mai state presenti prima e che il ritmo di queste invasioni si è accelerato. L'Argentina si trova all'interno di questa mappa in continua evoluzione.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-los-mosquitos-conquistaron-el-mundo-45-especies-ya-viven-fuera-de-su-territorio-de-origen-1786177823073.jpg" data-image="603muz3ed8he" alt="Moscerini." title="Moscerini."><figcaption>L'aumento delle temperature globali ha un impatto diretto sulle condizioni che consentono una maggiore diffusione delle zanzare in tutto il mondo.</figcaption></figure><p>Il 29 luglio, la rivista <strong><em>Nature</em></strong> ha pubblicato un'analisi con quattro grafici su un fenomeno che fino a poco tempo fa sembrava marginale, ma che ora definisce una parte significativa della geografia sanitaria del pianeta: le zanzare portatrici di malattie non sono più confinate ai paesi tropicali. Hanno raggiunto regioni di Europa, Asia, Americhe e Australia dove la loro presenza non era mai stata registrata prima. <strong>Il dato chiave proviene da uno studio pubblicato su Nature Communications da Rebecca Pabst, Carla Sousa e César Capinha dell'Istituto di Igiene e Medicina Tropicale dell'Università NOVA di Lisbona.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Il commercio globale trasporta le zanzare, ma è il clima a decidere se possono rimanere. Il riscaldamento globale sta ampliando le regioni e i mesi dell'anno con condizioni favorevoli per i vettori di malattie.</strong></div><p>Gli autori hanno esaminato documenti risalenti al XV secolo e hanno contato 45 specie di zanzare vettrici introdotte al di fuori del loro areale nativo, dodici delle quali a partire dal 2000. In altre parole, un quarto di tutte le introduzioni documentate in cinque secoli si è verificato negli ultimi venticinque anni. <strong>"Questo indica un aumento davvero significativo in termini di nuove introduzioni", </strong>osserva <strong>Capinha, biogeografo dell'Università di Lisbona,</strong> nell'articolo pubblicato su <strong><em>Nature.</em></strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr"> EXPLAINED: What if we killed all the mosquitoes?<br><br>Wiping out mosquito-borne diseases like malaria has long been something humanity has dreamed of achieving. Could we do that? And just as importantly, should we? AFP journalists report on the latest developments in the fight <a href="https://t.co/7nkCjYGfNw">pic.twitter.com/7nkCjYGfNw</a></p>— AFP News Agency (@AFP) <a href="https://x.com/AFP/status/2085304891493204261?ref_src=twsrc%5Etfw">August 6, 2026</a></blockquote></figure><p>Il contesto sanitario non aiuta a inquadrare la situazione nella giusta prospettiva. Secondo il Rapporto Mondiale sulla Malaria 2025 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, <strong>nel 2024 si prevedevano circa 282 milioni di casi di malaria e 610.000 decessi in tutto il mondo, rispetto ai 273 milioni dell'anno precedente. </strong>Il peso globale delle malattie trasmesse dalle zanzare non sta diminuendo; anzi, è in aumento su diversi fronti. </p><p>Ma il fenomeno descritto da <strong><em>Nature </em></strong>non è strettamente medico. È geografico e climatico. E dipende da due condizioni che devono essere soddisfatte in sequenza: in primo luogo, la zanzara deve arrivare, e poi deve essere in grado di insediarsi.</p><h2>Il commercio fornisce i mezzi di trasporto; il resto è determinato dalle condizioni meteorologiche</h2><p>La prima condizione è di natura logistica e affonda le sue radici in secoli di storia. Il lavoro di Pabst e dei suoi colleghi fa risalire le introduzioni alle navi che trasportavano schiavi dall'Africa alle Americhe, navi che a bordo trasportavano anche zanzare. Ciò che è cambiato non è il meccanismo, ma la sua velocità e il suo volume. "Abbiamo assistito a una grande espansione delle reti commerciali globali, che ha permesso il trasporto di molte specie, un fenomeno molto comune nel caso delle zanzare", spiega Capinha.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-los-mosquitos-conquistaron-el-mundo-45-especies-ya-viven-fuera-de-su-territorio-de-origen-1786178175495.jpg" data-image="pieicn2jfxva" alt="Mappa, moscerini." title="Mappa, moscerini."><figcaption>Le mappe mostrano la distribuzione globale delle prime segnalazioni, indipendentemente dal periodo di insediamento (in rosso), per una specie rappresentativa di ciascuno dei quattro gruppi identificati. I dati alla base della mappa mondiale sono stati ottenuti da GADM. Immagine: Nature.</figcaption></figure><p>Nel corso dell'ultimo secolo, pneumatici usati e piante vive sono diventati i veicoli più efficienti per le uova e le larve di zanzara: accumulano acqua, viaggiano in contenitori e arrivano a destinazione intatte. Le zanzare adulte, inoltre, viaggiano in auto, treni e aerei, coprendo distanze intercontinentali in poche ore. <strong>Una zanzara può fare colazione in un continente e deporre le uova in un altro prima del tramonto.</strong> </p><p>La seconda condizione è quella di interesse dal punto di vista meteorologico, ed è quella che determina realmente l'esito. Arrivare non è la stessa cosa che stabilirsi. <strong>Affinché una popolazione si stabilisca, sono necessari calore costante e accumulo di acqua per un periodo sufficientemente lungo da completare diversi cicli riproduttivi.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-los-mosquitos-conquistaron-el-mundo-45-especies-ya-viven-fuera-de-su-territorio-de-origen-1786178345285.jpg" data-image="rlmjk2mohf3p" alt="Moscerini." title="Moscerini."><figcaption>Punti critici di proliferazione e introduzione e insediamento di zanzare non autoctone. Immagine: Natura.</figcaption></figure><p>Se queste condizioni durano solo poche settimane, l'introduzione si estingue da sola. Se invece persistono per mesi, diventa permanente. <strong>La differenza tra un ritrovamento isolato e una specie ormai consolidata dipende in larga misura dal calendario termico. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>È qui che il riscaldamento globale cambia le regole, e lo fa in modo particolare nel Cono Sud. Nel Brasile meridionale, in Uruguay, in Paraguay e in diverse regioni dell'Argentina, storicamente le condizioni favorevoli si verificavano solo per un breve periodo all'anno, insufficiente per l'insediamento della zanzara. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ora non è più così. "<strong>In molti paesi, le temperature iniziano a salire già a novembre e rimangono elevate fino a marzo, aprile o persino maggio</strong>", spiega Barcellos, sottolineando che questa estensione della finestra stagionale è la sua principale preoccupazione.</p><h2>Dall'Africa all'Europa: la mappa che cambia</h2><p>L'esempio più eclatante di recente conquista non si è verificato nei tropici americani, bensì in Africa. <strong>L'Anopheles stephensi, una zanzara originaria dell'Asia meridionale e del Golfo Persico, particolarmente adattata agli ambienti urbani, è stata individuata a Gibuti nel 2012 e da allora la sua presenza è stata confermata in otto paesi africani. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="726170" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione.html" title="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione">La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione.html" title="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione-1784021482415_320.jpg" alt="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione"></a></article></aside><p>Uno studio genomico pubblicato su Science ha ricostruito il suo percorso di invasione e avverte che la specie minaccia circa 126 milioni di abitanti delle città africane, in un continente dove la malaria era storicamente un problema rurale. L'OMS ha lanciato un'iniziativa specifica per arginare la sua diffusione.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/xEKHI3xIThg/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=xEKHI3xIThg" id="xEKHI3xIThg"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>In Europa, la diffusione è documentata quasi in tempo reale. <strong>Le mappe dell'ECDC mostrano che Aedes albopictus è ormai presente in 369 regioni di sedici paesi europei, rispetto alle sole 114 regioni di dieci anni fa. </strong>Tra giugno 2025 e aprile 2026, ha conquistato nuovi territori in Portogallo, Francia e Grecia, e l'ultimo aggiornamento ha segnalato l'introduzione di Aedes aegypti in Lussemburgo. Si tratta di paesi che, fino a vent'anni fa, non venivano nemmeno menzionati nelle discussioni sui vettori di zanzare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>In Argentina, i dati consentono un'interpretazione più sfumata, ed è importante farlo con cautela. Aedes albopictus è stata rilevata per la prima volta nel paese nel 1998, nella città di Eldorado, provincia di Misiones, come documentato dai ricercatori dell'Università di Buenos Aires e del Ministero della Salute.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Quasi trent'anni dopo, la sua distribuzione rimane limitata al nord-est subtropicale. L'arrivo non garantisce la conquista: è proprio questo che rende il caso argentino così interessante. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763700" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/eduardo-corella-esperto-di-piante-sulla-citronella-l-errore-comune-che-compromette-l-efficacia-contro-le-zanzare.html" title="Eduardo Corella, esperto di piante, sulla citronella: 'l'errore comune che compromette l'efficacia contro le zanzare'">Eduardo Corella, esperto di piante, sulla citronella: "l'errore comune che compromette l'efficacia contro le zanzare"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/eduardo-corella-esperto-di-piante-sulla-citronella-l-errore-comune-che-compromette-l-efficacia-contro-le-zanzare.html" title="Eduardo Corella, esperto di piante, sulla citronella: 'l'errore comune che compromette l'efficacia contro le zanzare'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/eduardo-corella-experto-en-plantas-sobre-la-citronela-es-un-error-comun-que-afecta-a-su-eficacia-contra-mosquitos-1775685063132_320.png" alt="Eduardo Corella, esperto di piante, sulla citronella: 'l'errore comune che compromette l'efficacia contro le zanzare'"></a></article></aside><p>L'Aedes aegypti, invece, reintrodotta nel 1986 dopo le campagne di eradicazione continentale della metà del XX secolo, ha esteso la sua distribuzione verso sud e verso ovest rispetto ai dati storici, ed è oggi la specie vettoriale più diffusa al mondo, presente in circa 150 paesi.</p><p>Le proiezioni che accompagnano l'analisi pubblicata su <strong><em>Nature</em></strong> stimano che, se le attuali tendenze al riscaldamento globale dovessero continuare, entro il 2080 circa un miliardo di persone in più vivranno in aree climaticamente idonee alla trasmissione di una specie. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783659" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-le-zanzare-pungono-piu-alcune-persone-che-altre-ecco-da-cosa-dipende.html" title="Perché le zanzare pungono più alcune persone che altre? Ecco da cosa dipende">Perché le zanzare pungono più alcune persone che altre? Ecco da cosa dipende</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-le-zanzare-pungono-piu-alcune-persone-che-altre-ecco-da-cosa-dipende.html" title="Perché le zanzare pungono più alcune persone che altre? Ecco da cosa dipende"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mosquitos-me-pican-a-mi-mas-que-a-otras-personas-1786510597644_320.jpg" alt="Perché le zanzare pungono più alcune persone che altre? Ecco da cosa dipende"></a></article></aside><p>Per l'Argentina, l'avvertimento non è che apparirà una nuova mappa, ma piuttosto che quella esistente si sposterà e, soprattutto, si estenderà nel tempo. <strong>Ciò che va monitorato non è solo dove viene rilevata una specie, ma anche per quanti mesi all'anno il clima le permette di rimanere.</strong> A questa domanda si può rispondere con i dati meteorologici.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Pabst%2C%20R.%2C%20Sousa%2C%20C.A.%2C%20Essl%2C%20F." data-year="2025" data-title="Global%20invasion%20patterns%20and%20dynamics%20of%20disease%20vector%20mosquitoes" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs41467-025-64446-3">Pabst, R., Sousa, C.A., Essl, F.. (2025). <a href="https://doi.org/10.1038/s41467-025-64446-3" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Global invasion patterns and dynamics of disease vector mosquitoes</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-le-zanzare-hanno-conquistato-il-mondo-45-specie-vivono-ormai-al-di-fuori-del-loro-territorio-d-origine.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I forti terremoti stanno davvero aumentando nel mondo? ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-forti-terremoti-stanno-davvero-aumentando-nel-mondo.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L'analisi dei sismologi risponde molto chiaramente al dubbio sorto, dopo la catena di forti terremoti che nelle ultime settimane hanno sconvolto diverse aree del pianeta.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-forti-terremoti-stanno-davvero-aumentando-nel-mondo-1786827983377.jpg" data-image="px0hkuv5easa" alt="Terremoto." title="Terremoto."><figcaption>Oggi le reti sismiche globali registrano quasi tutto, i media internazionali riprendono immediatamente le notizie e i social media moltiplicano la risonanza emotiva. </figcaption></figure><p>Ogni volta che un forte terremoto colpisce una regione del pianeta, come è avvenuto di recente in Venezuela, Colombia e Indonesia, torna con insistenza la stessa domanda. <strong>La sismicità globale sta aumentando?</strong> È una preoccupazione comprensibile, alimentata dalla velocità con cui le notizie viaggiano e dalla capacità dei social media di amplificare ogni evento. </p><p>Ma i dati scientifici, se ben analizzati, utilizzando il metodo scientifico, ci raccontano una storia ben diversa.</p><h2><strong>La percezione e la realtà</strong></h2><p>Fino a pochi decenni fa, un terremoto in zone remote come la Papua Nuova Guinea o alcune isole indonesiane <strong>raramente raggiungeva le prime pagine dei giornali occidentali.</strong> Oggi le reti sismiche globali registrano quasi tutto, i media internazionali riprendono immediatamente le notizie e i social media moltiplicano la risonanza emotiva. </p><div class="texto-destacado"><strong>A questo si aggiunge il timore di tsunami, ancora vivo dopo le tragedie di Sumatra 2004 e del Giappone 2011. Il risultato è una percezione distorta di “aumento” della sismicità.</strong></div><p>I sismologi parlano di <strong>pregiudizio di recenza (tendenza a dare più peso agli eventi recenti)</strong> e di <strong>illusione di frequenza (sensazione che un fenomeno diventi più comune solo perché se ne parla di più).</strong> Un’analisi rigorosa dei numeri, invece, permette di andare oltre le impressioni.</p><h2><strong>I dati USGS, nessun trend di aumento</strong></h2><p>L<strong>’Istituto</strong> <strong>Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</strong> ha esaminato il catalogo mondiale dell’USGS (United States Geological Survey), considerato il più omogeneo e completo per le magnitudo elevate. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-forti-terremoti-stanno-davvero-aumentando-nel-mondo-1786828061670.jpg" data-image="b62sau0pg4kq" alt="Terremoto." title="Terremoto."><figcaption>Dal 1950 in poi, quando le reti sismiche globali hanno iniziato a funzionare in modo adeguato, il numero medio annuo di eventi di magnitudo ≥ 6 è di circa 140. </figcaption></figure><p>I terremoti di magnitudo 6 o superiore vengono registrati da stazioni di tutto il mondo da molti decenni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Dal 1950 in poi, quando le reti sismiche globali hanno iniziato a funzionare in modo adeguato, il numero medio annuo di eventi di magnitudo ≥ 6 è di circa 140.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Alcuni anni superano questo valore (il massimo fu 207 nel 2011, fortemente influenzato dalle repliche del grande terremoto giapponese dell’11 marzo), altri restano sotto (come nel periodo 1973-1982). Nel complesso, l’andamento è sostanzialmente stabile. Non si osserva una tendenza chiara all’aumento né alla diminuzione.</p><p>Per i terremoti ancora più energetici (magnitudo ≥ 7) la media annua è di circa 13,9 eventi. Anche qui le fluttuazioni sono ampie. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756103" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni.html" title="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni">Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni.html" title="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni-1781708506117_320.jpg" alt="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni"></a></article></aside><p>Si va da soli 6-7 eventi in certi anni (1986, 1989, 2017) fino a 20-22 in altri (1995, 2010, 2011).<strong> Queste variazioni rientrano nella normale variabilità statistica.</strong></p><h2><strong>Cosa succede in questo 2026?</strong></h2><p><strong>Al 15 agosto 2026 si contano 89 scosse di magnitudo ≥ 6.</strong> Una proiezione lineare fino a fine anno (senza alcuna garanzia di costanza) indicherebbe <strong>circa 133 eventi,</strong> leggermente sotto la media storica. Per le magnitudo ≥ 7 gli eventi sono 11, proiettati a fine anno si arriverà probabilmente a 16-17, un valore superiore alla media ma lontano dai massimi storici e in linea con il 2025 (16 eventi).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-forti-terremoti-stanno-davvero-aumentando-nel-mondo-1786828117399.jpg" data-image="4iye61wylacl" alt="Terremoti." title="Terremoti."><figcaption>Va ricordato che i terremoti non seguono ciclicità precise. Periodi di maggiore attività si alternano naturalmente a periodi più quieti. Le variazioni osservate restano all’interno delle fluttuazioni attorno alla media di lungo periodo. </figcaption></figure><p>Va ricordato che i terremoti non seguono ciclicità precise. Periodi di maggiore attività si alternano naturalmente a periodi più quieti. Le variazioni osservate restano all’interno delle fluttuazioni attorno alla media di lungo periodo. <strong>Quindi non esiste un aumento significativo della sismicità di maggiore energia a scala mondiale.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783117" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-potente-terremoto-di-magnitudo-7-4-ha-scosso-la-colombia-oltre-cento-morti-e-milioni-di-persone-sotto-shock.html" title="Un potente terremoto di magnitudo 7.4 ha scosso la Colombia: oltre cento morti e milioni di persone sotto shock">Un potente terremoto di magnitudo 7.4 ha scosso la Colombia: oltre cento morti e milioni di persone sotto shock</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-potente-terremoto-di-magnitudo-7-4-ha-scosso-la-colombia-oltre-cento-morti-e-milioni-di-persone-sotto-shock.html" title="Un potente terremoto di magnitudo 7.4 ha scosso la Colombia: oltre cento morti e milioni di persone sotto shock"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/powerful-magnitude-7-4-earthquake-rocks-colombia-leaving-dozens-dead-and-millions-shaken-1786382827567_320.jpg" alt="Un potente terremoto di magnitudo 7.4 ha scosso la Colombia: oltre cento morti e milioni di persone sotto shock"></a></article></aside><p><strong>Ciò che è davvero aumentato è la nostra capacità di registrare, comunicare e discutere questi eventi.</strong> La diffusione di notizie in tempo reale e la ricerca di clic facili contribuiscono a creare un’immagine alterata della realtà geologica del pianeta. I numeri, invece, restano chiari.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-forti-terremoti-stanno-davvero-aumentando-nel-mondo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Maltempo, allerta meteo al Nord: temporali violenti, grandine e raffiche di vento. Giovedì rischio fenomeni estremi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 10:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il maltempo, in settimana, tornerà a fare sul serio in diverse aree del nostro Paese, dove si attendono fenomeni intensi, anche localmente estremi. Ecco i dettagli per i prossimi giorni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xayge2e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xayge2e.jpg" id="xayge2e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La lenta decadenza dell’anticiclone subtropicale, di origine africana, si inizia a sentire chiaramente sulle regioni settentrionali. Non solo per il graduale calo delle temperature, ma anche per la forte instabilità che sta interessando diverse aree del Nord, e ora anche del Centro Italia.</p><p>Già dal pomeriggio di oggi nuovi temporali, anche di forte intensità, si formeranno fra le Alpi e le Prealpi, sconfinando sulle sottostanti aree di pianura, fra Lombardia settentrionale e alto Veneto. </p><h2><strong>Nelle prossime ore temporali anche al Centro e parte del Sud</strong></h2><p>Nel corso del pomeriggio imponenti cumulonembi si svilupperanno anche lungo la dorsale appenninica centrale, dove si potranno verificare fenomeni intensi. Ma qualche temporale di calore si vedrà anche sull’Appennino meridionale e sui monti della Sicilia. </p><p>Alcuni di questi, nel corso del pomeriggio, potranno sconfinare sulle zone costiere, dando luogo a forti rovesci di pioggia, preceduti o accompagnati da forti raffiche di vento. Mentre in montagna si verificheranno delle locali grandinate, di piccola, ma anche media taglia. </p><h2><strong>Attenzione da metà settimana</strong></h2><p>Il graduale raffreddamento della zona artica, tipico di fine agosto, favorirà una intensificazione del flusso perturbato principale, con un abbassamento di latitudine dello <strong>storm track,</strong> fino al cuore dell’Europa. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi-1786960021516.jpg" data-image="8dcx6jbn3dkw" alt="Forte maltempo." title="Forte maltempo."><figcaption>Purtroppo, alcuni di questi fenomeni temporaleschi, potranno assumere carattere di forte intensità, causando anche qualche locale criticità, di carattere idraulico.</figcaption></figure><p>Fra la serata di <strong>mercoledì 19 e giovedì 20 agosto,</strong> una prima perturbazione atlantica raggiungerà la Francia, per spostarsi sul Nord Italia, causando piogge e forti temporali, con la prima neve fresca sulle cime delle Alpi, rimaste completamente spoglie. Il peggioramento entrerà nel vivo dalla mattinata di <strong>giovedì 20 agosto,</strong> interessando inizialmente la Liguria e il Piemonte, per spostarsi al resto del Nord.</p><div class="texto-destacado"><strong>Purtroppo, alcuni di questi fenomeni temporaleschi, potranno assumere carattere di forte intensità,</strong> <strong>causando anche qualche locale criticità, di carattere idraulico, soprattutto se uno di questi nubifragi si abbatterà su zone urbanizzate. Specie fra Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli.</strong></div><p>Sulle regioni meridionali, invece, l’avanzare del fronte da ovest, attiverà venti da Sud che sospingeranno aria calda, ma anche umida, che farà alzare temporaneamente le temperature, <strong>anche oltre i +35°C</strong> in diverse aree dell’estremo sud.</p><h2><strong>Come nascono questi forti temporali?</strong></h2><p>Per comprendere perché in queste giornate i temporali possono diventare così intensi, è utile ricordare i meccanismi fondamentali che li generano. Un temporale si forma quando tre ingredienti principali coincidono, <strong>ossia aria umida negli strati bassi, instabilità atmosferica e un fattore di sollevamento dell’aria.</strong></p><p>L’instabilità si misura spesso attraverso <strong>l’energia potenziale convettiva disponibile (CAPE).</strong> Quando l’aria calda e umida vicino al suolo è più leggera di quella circostante, tende a salire. Se durante la salita continua a essere più calda dell’ambiente, accelera verso l’alto formando le tipiche nubi a cumulonembo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi-1786960057813.jpg" data-image="kk2lp268g39o" alt="Temporali." title="Temporali."><figcaption>Il maltempo sferzerà l'Italia nei prossimi giorni, con fenomeni molto intensi.</figcaption></figure><p>Maggiore è il <strong>CAPE,</strong> più vigorosa può diventare la corrente ascendente e più elevate possono risultare le nubi. <strong>In condizioni estreme i top possono superare i 12-14 km di quota, oltre la tropopausa.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il sollevamento iniziale può essere fornito da diversi elementi, <strong>come il riscaldamento diurno del suolo (convezione termica), il sollevamento orografico lungo i versanti alpini o appenninici, o il passaggio di un fronte freddo o di una linea di convergenza dei venti.</strong> Nelle prossime ore e nei giorni a venire sarà proprio l’interazione tra aria più fresca e instabile in quota, legata all’affondo atlantico, e l’aria ancora calda e umida nei bassi strati a creare le condizioni ideali.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Quando alla forte instabilità si aggiunge un significativo <strong>wind shear (variazione di direzione e intensità del vento con la quota),</strong> le singole <strong>celle temporalesche</strong> possono organizzarsi e diventare più longeve e severe. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783437" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese ">L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-1786578687182_320.jpg" alt="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "></a></article></aside><p>Lo <strong>shear </strong>favorisce la separazione tra corrente ascendente e discendente, permettendo al temporale di “nutrirsi” più a lungo di aria umida.<strong> In questi casi aumentano le probabilità di grandine di grosse dimensioni (formata da ripetuti cicli di salita e discesa dei chicchi all’interno della nube),</strong> di raffiche di vento intense generate dai <strong>forti downdraft (detti downburst)</strong> e, in alcuni contesti, di tornado.</p><h2><strong>La combinazione perfetta</strong></h2><p>Sulle pianure del Nord, giovedì, la combinazione di aria calda preesistente, umidità residua e l’ingresso di aria più fresca in quota creerà un ambiente particolarmente favorevole a questi processi. </p><p>I modelli evidenziano <strong>valori elevati di CAPE e shear sufficiente a sostenere temporali organizzati,</strong> <strong>anche a carattere di supercella o di sistemi multicellulari.</strong> Ecco perché il rischio di fenomeni estremi, grandinate intense e colpi di vento, risulta concreto proprio su quei settori.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783982" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord.html" title="Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile">Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord.html" title="Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord-1786888523215_320.jpg" alt="Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile"></a></article></aside><p><strong>L’Italia si dovrà prepara a una settimana meteorologicamente contrastata: maltempo organizzato e a tratti violento al Nord e su parte del Centro, </strong>caldo intenso e più stabile al Sud.<strong> </strong>Chi vive nelle pianure settentrionali dovrà tenere d’occhio i bollettini di giovedì. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 08:48:08 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Arriva la burrasca di fine agosto, forti temporali al nord e neve estiva sui ghiacciai, ma al sud i flussi da SW del getto polare ondulato richiameranno aria africana. L’estate 2026 non se ne va facilmente. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xayfagq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xayfagq.jpg" id="xayfagq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Prima metà di agosto a<strong> Firenze più calda de Il Cairo, in Egitto.</strong> Sembra una battuta, una provocazione, eppure il sentore c’era. A confermarlo un post del LAMMA, il centro modellistico meteorologico ambientale della regione Toscana, secondo poi<strong> le temperature massime a Firenze con una media di ben 39 °C sono risultate più alte del Cairo di quasi 2 gradi </strong>(37,1 °C). Notare poi che il Cairo è comunque stata più calda della media di 2°C, ma<strong> Firenze, rispetto al periodo 1991-2020, addirittura eccede di 6°C</strong> la climatologia. </p><p>Da parte nostra aggiungiamo che abbiamo confrontato la media delle massime di quest’anno, 39°C appunto, con quelle del 2003 sempre nei primi 15 giorni di agosto, che risultarono di 37.2°C. </p><p>Insomma, l’ondata di caldo 2003 è stata battuta, ora bisognerà attendere fine agosto per un bilancio definitivo dell’estate, il tutto dipende anche da cosa succederà nei prossimi giorni.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>L’anticiclone africano cede il passo, ma in modo molto graduale, e non così convinto. La prima fase vede una<strong> lieve ondulazione del getto polare</strong>, che non irrompe al nord ma comunque porta all’ingresso al nordest e settore Adriatico dell’isoterma -10°C a 500 hPa nelle prossime 24 ore. </p><p>Solo <strong>da 84-96 ore, in pratica da metà settimana, la corrente a getto strutturerà una saccatura più tipica di fine agosto,</strong> con asse inclinato sulle coste occidentali Europee e verso la Scandinavia. L’Italia del nord riceveranno così flussi da SW via via più perturbati, ma al sud e parte del centro questa situazione potrebbe addirittura richiamare aria ancora più calda dell’attuale.</p><h2>Martedì residua instabilità al sud, mercoledì bella giornata</h2><p>Domani <strong>martedì 18 agosto rapido miglioramento al nord,</strong> l’ingresso di aria leggermente e relativamente più fresca, ma in realtà con temperature ancora ben sopra media, porterà una <strong>giornata soleggiata e stabile anche su gran parte di Alpi e Appennino settentrionale.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783982" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord.html" title="Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile">Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord.html" title="Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord-1786888523215_320.jpg" alt="Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile"></a></article></aside><p>Al <strong>centro entra il maestrale e rinfresca la Sardegna</strong>, tramontana ma non poi così fresca in Toscana e Lazio, con bel tempo, bello anche in Umbria, variabile nelle marche, rovesci residui fra Abruzzo e Molise<strong>. Al sud rovesci e temporali sulla Campania al mattino in movimento a Calabria</strong> e nord della Sicilia tirrenica nel primo pomeriggio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud-1786950908214.jpg" data-image="ui868ls055ag"><figcaption>nonostante un primo passaggio instabile, le temperature restano alte nei primi giorni della settimana.</figcaption></figure><p><strong>Mercoledì 19 agosto bella giornata estiva in quasi tutt’Italia, </strong>con locali piccole eccezioni nell’Appennino interno e qua e là sulle Alpi, dove è possibile qualche locale cumulo torreggiante nel pomeriggio associato a breve rovescio. Episodi però appunto isolati e molto locali.</p><p>Le temperature: <strong>calo relativo e temporaneo martedì, ma comunque con 32-34°C al nord e 30-32°C al centro sud</strong>, aumento mercoledì, anche molto caldo, con 35-36°C al nord e al centro,<strong> Firenze dopo una pausa sopportabile torna a 36°C. al sud, Sicilia e Sardegna 32-35°C</strong>. Notti inizialmente più sopportabili, martedì anche leggermente fresche, ma mercoledì tornano tropicali quasi ovunque.</p><h2>Temporali forti giovedì e venerdì</h2><p>Fra <strong>giovedì e venerdì è atteso un più deciso passaggio perturbato temporalesco </strong>al nord e al centro, che venerdì interesserà anche Sardegna e parte del sud, specie Campania. </p><p>Questa volta <strong>saranno temporali frontali e organizzati, giovedì colpiranno dapprima il nordovest e Alpi,</strong> per poi estendersi e raggiungere nordest e centro al pomeriggio. <strong>Venerdì spiragli di variabilità perturbata al nordovest, temporali forti e organizzati al nordest,</strong> quasi tutto il centro e appunto Sardegna. </p><p><strong>Al sud giovedì variabile, vento e rialzo termico, venerdì arrivano forti temporali </strong>in Campania e in modo più irregolare anche nelle altre regioni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud-1786950943664.jpg" data-image="toic4daq6mq5"><figcaption>Fra giovedì e venerdì il nord e il centro, ed in parte il sud, saranno colpiti da forti temporali.</figcaption></figure><p>Finalmente calano veramente e in modo deciso le temperature al nord già giovedì e in modo marcato, incluso il centro, venerdì, con massime anche entro 26-27°C al nord, 28-30°C al centro. Al sud richiamo caldo: in Puglia picchi di 40°C venerdì. </p><h2>Weekend incerto fra instabilità al nord e ondata calda africana al sud</h2><p>Evoluzione incerta e anche contraddittoria nel quarto fine settimana di agosto. <strong>Al</strong> <strong>nord avremo altri passaggi instabili, temporali e temporanee rinfrescate </strong>alternate a <strong>giornate comunque calde </strong>per fine agosto. <strong>Al sud e in parte al centro, attenzione </strong>che non solo il caldo fatica andarsene ma <strong>potremmo assistere perfino a un richiamo di aria molto calda</strong> desertica nord africana, specie su Sardegna e Sicilia e parte della Puglia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783639" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-va-verso-il-declino.html" title="Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”">Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-va-verso-il-declino.html" title="Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-ha-raggiunto-il-suo-apice-1786699399843_320.png" alt="Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”"></a></article></aside><p>In pratica, <strong>al nord si alterneranno forti temporali a giornate con 30-32°C, </strong>a tratti in Emilia Romagna anche verso i 35°C. <strong>Sulle Alpi potrebbe comparire neve sulle parti sommitali dei ghiacciai</strong>, oltre 2800-3000 m, ma la vera notizia sarebbe l’attuale caldo estremo in quota con chiusura dello sci estivo anche allo Stelvio.</p><p><strong>Al sud e in parte anche al centro rischio di temperature molto elevate, con oltre 40°C</strong> negli interni di Sardegna e Sicilia, 38-40°C in Puglia, al centro Firenze spesso attorno a 34-35°C, Roma anche a 36-38°C. Insomma, l’estate 2026 dice ancora la sua. <br> </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-va-verso-il-declino.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La parte più estrema ed attiva dell'estate è ormai messa alle spalle. Nei prossimi giorni le temperature caleranno ulteriormente, anche se il caldo continuerà a picchiare sulle regioni del Centro-Sud.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaxniny"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaxniny.jpg" id="xaxniny"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo settimane di caldo intenso e ondate di calore che hanno messo a dura prova gran parte del Paese, l’estate del 2026 inizia ad entrare nella sua fase calante.</p><p>Dopo aver toccato il suo punto più alto, <strong>fra fine luglio e inizio agosto,</strong> da qui in avanti la configurazione atmosferica evolverà verso tipi di pattern più tipici della tarda estate, andando a ridistribuire il caldo e restituendo un po’ di respiro a chi lo ha subito di più.</p><h2><strong>Il Centro-Nord verso una fase di normalizzazione</strong></h2><p>Per il Nord e gran parte del Centro, le prossime settimane porteranno un sollievo relativo. Già dai primi giorni le configurazioni atmosferiche dovrebbero favorire un’attenuazione delle masse d’aria calda più estreme.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le temperature massime, pur restando sopra la media stagionale per buona parte di agosto, non dovrebbero più raggiungere con regolarità i picchi eccessivi registrati nelle ultime ondate.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il grande protagonista di questo cambio di passo sarà l’anticiclone, che perderà progressivamente la sua capacità di dominare incontrastato il Nord Italia. Al suo posto, una maggiore variabilità, <strong>con possibili infiltrazioni di aria più fresca dall’Atlantico e una maggiore frequenza di temporali, soprattutto sulle zone alpine e prealpine.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-ha-raggiunto-il-suo-apice-1786699399843.png" data-image="zr2zwjk0j9i3" alt="Temperature." title="Temperature."><figcaption>Aria più fresca dal Nord Europa si avvicinerà all'Italia nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p>Il risultato sarà un caldo ancora estivo, ma più gestibile, con valori che si assesteranno <strong>più spesso tra i 28 e i 32-33°C</strong> nelle pianure, <strong>intervallati da break temporaleschi.</strong></p><h2><strong>Il Centro-Sud ancora nel mirino del grande caldo</strong></h2><p>Se al Nord la parte più estrema dell’estate è ormai messa alle spalle, sulle regioni meridionali, incluse Sicilia e Sardegna, si concentreranno le ondate di calore più intense, capaci di spingere i termometri oltre la soglia dei +35°C, localmente anche +40°C. </p><div class="texto-destacado"><strong>Le temperature minime, sostenute da mari molto caldi, renderanno le notti afose e faticose, mentre le massime potranno ancora spingersi oltre i 35-38°C, con picchi localmente superiori ai 40°C nelle zone interne e nelle Isole.</strong></div><p>È un pattern tipico delle estati recenti, amplificato dal contesto climatico più caldo della media, ma con una distribuzione geografica che ora privilegia il Sud, almeno fino alla prima decade di settembre.</p><h2><strong>I primi segnali dell’autunno che avanza</strong></h2><p>Un segnale importante arriverà con il progressivo accorciamento delle giornate. Già dopo il 20/25 agosto, <strong>sulle Alpi e sulle Prealpi le temperature minime cominceranno a calare in modo più evidente.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-ha-raggiunto-il-suo-apice-1786699334946.png" data-image="8snbetbrgi93" alt="Getto polare." title="Getto polare."><figcaption>Il rinforzo e l'abbassamento del getto nei prossimi giorni sull'Europa.</figcaption></figure><p>Le notti, che finora hanno faticato a scendere sotto i 20-22°C anche a quote medio-alte, diventeranno via via più fresche, <strong>con valori che potranno localmente scendere sotto i +15°C sulle valli alpine più elevate.</strong></p><p>Si tratta di un primo, timido segnale di transizione verso l’autunno meteorologico, che rimane lontano ancora. Le ore di luce diminuiscono, il sole è più basso sull’orizzonte e l’influenza delle masse d’aria atlantiche o nord-europee diventa più incisiva.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783437" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese ">L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-1786578687182_320.jpg" alt="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "></a></article></aside><p>Non sarà ancora il fresco autunnale, ma per chi ama le escursioni in montagna rappresenterà un sollievo benvenuto dopo settimane di afa opprimente.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-va-verso-il-declino.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un freddo glaciale dopo un'estate infernale? "Ora sì che si fa freddo": ecco cosa ci aspetta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-freddo-glaciale-dopo-un-estate-infernale-ora-si-che-si-fa-freddo-ecco-cosa-ci-aspetta.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Non appena il caldo record si è concluso, l'atmosfera cambia radicalmente: dopo un'estate torrida, dobbiamo aspettarci un inverno gelido e nevoso? I primi segnali a lungo termine stanno attirando l'attenzione, e sono tutt'altro che insignificanti.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaxzna6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaxzna6.jpg" id="xaxzna6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'estate infernale e le sue temperature record sono appena finite, e molti già guardano con preoccupazione alla stagione fredda. E la domanda che ci si pone è già: ci sarà un'inversione di tendenza radicale?</p><p>Dopo il caldo torrido, dobbiamo aspettarci un <strong>"inferno di ghiaccio",</strong> <strong>con un inverno freddo e nevoso che potrebbe tenerci stretti nella sua morsa per diverse settimane?</strong> I primi segnali delle previsioni a lungo termine sono ora disponibili. E sono tutt'altro che insignificanti.</p><h2>Questi segnali preannunciano un inverno gelido</h2><p>Ovviamente, una sola occhiata alle mappe non basta mai per trarre conclusioni. Ma quest'anno, diversi fattori stanno convergendo. Nel Pacifico si è instaurato un modello <strong>Niño, </strong>un fenomeno che, attraverso le teleconnessioni atmosferiche, può influenzare significativamente la circolazione generale e le condizioni meteorologiche in Europa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'">Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: "c'è la possibilità che si formino quest'autunno"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-meteorologo-aleman-sobre-el-riesgo-de-medicanes-en-el-mediterraneo-este-otono-hay-potencial-para-su-formacion-1785188590384_320.png" alt="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"></a></article></aside><p>A ciò si aggiunge un fattore che i meteorologi monitorano attentamente ogni inverno: lo stato del vortice polare, situato ad alta quota nell'atmosfera sopra l'Artico. <strong>Quando si indebolisce, aumenta il rischio di discesa di aria fredda verso le medie latitudini, </strong><strong>ed è proprio questo tipo di indebolimento che sembra emergere attualmente.</strong></p><h3><strong>Il vortice polare, un elemento chiave</strong></h3><p>Il vortice polare agisce in un certo senso come un guardiano dell'aria fredda artica. Quando è stabile e potente, mantiene l'aria gelida confinata alle alte latitudini, dove il clima generalmente rimane più mite, umido e variabile, come spesso è accaduto negli ultimi inverni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-freddo-glaciale-dopo-un-estate-infernale-ora-si-che-si-fa-freddo-ecco-cosa-ci-aspetta-1786872779536.jpg" data-image="j33plckcbwjj" alt="Neve, freddo." title="Neve, freddo."><figcaption>L'inverno 2026-2027 sarà l'equivalente dell'estate infernale del 2026?</figcaption></figure><p>D'altro canto, se la massa d'aria si disorganizza o si frammenta, può spostarsi molto più facilmente verso sud. Il risultato: <strong>gelo persistente, notti gelide sotto un cielo stellato e un'ondata di freddo che può durare diverse settimane: una situazione che può definire un inverno eccezionale.</strong></p><h3><strong>Neve fino in pianura?</strong></h3><p>E la neve? In una configurazione del genere, i venti possono facilmente ruotare verso nord o est, ed è qui che le cose si fanno particolarmente interessanti. Se l'aria umida incontra un terreno molto freddo, la neve potrebbe non essere più confinata alle montagne e cadere fino in pianura.</p><p>La seconda metà dell'inverno, in particolare gennaio e febbraio, è considerata un periodo particolarmente favorevole – o meglio, gelido – <strong>per questo tipo di ondata di freddo.</strong> Chi sogna un giardino ricoperto da una spessa coltre di neve potrebbe veder realizzato il proprio desiderio questa volta. Automobilisti e utenti dei mezzi pubblici, tuttavia, probabilmente la penseranno diversamente.</p><h3><strong>Perché il cambiamento climatico non garantisce un inverno mite</strong></h3><p>Tuttavia, è fondamentale tenere a mente un punto essenziale: il cambiamento climatico sta effettivamente rendendo i nostri inverni più miti in media nel lungo periodo. Su questo non ci sono dubbi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782893" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/una-bomba-a-orologeria-33-c-in-mare-verso-un-autunno-ad-alto-rischio.html" title="'Una bomba a orologeria': 33°C in mare, verso un autunno ad alto rischio?">"Una bomba a orologeria": 33°C in mare, verso un autunno ad alto rischio?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/una-bomba-a-orologeria-33-c-in-mare-verso-un-autunno-ad-alto-rischio.html" title="'Una bomba a orologeria': 33°C in mare, verso un autunno ad alto rischio?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/eine-tickende-zeitbombe-33-grad-im-meer-was-jetzt-auf-deutschland-zurollt-1786088906481_320.jpg" alt="'Una bomba a orologeria': 33°C in mare, verso un autunno ad alto rischio?"></a></article></aside><p>Ma "più miti in media" non significa che gli episodi di freddo estremo siano scomparsi, anzi, tutt'altro. <strong>Un vortice polare perturbato può, anche in un mondo più caldo, causare ondate di freddo intenso.</strong> Una tendenza generale al riscaldamento e inverni occasionalmente rigidi non sono quindi incompatibili: i due fenomeni possono perfettamente coesistere.</p><h3>I punti chiave</h3><p>Non prendiamoci in giro: <strong>è semplicemente impossibile prevedere con precisione il tempo durante i mesi invernali.</strong> Ciò che osserviamo oggi sono tendenze e segnali, non certezze assolute, ma un'istantanea dei diversi modelli meteorologici in un dato momento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-freddo-glaciale-dopo-un-estate-infernale-ora-si-che-si-fa-freddo-ecco-cosa-ci-aspetta-1786872820467.jpg" data-image="hwu5mil8hcy9" alt="Neve e gelo." title="Neve e gelo."><figcaption>L'inverno 2026/2027 potrebbe riservare parecchie sorprese nei prossimi mesi.</figcaption></figure><p>Quest'anno, però, <strong>gli ingredienti per un inverno davvero gelido sembrano particolarmente abbondanti. </strong>Il mio consiglio: se vivete in aree di montagna controllate le gomme invernali, tirate fuori la pala da neve e tenete d'occhio le previsioni del tempo per le prossime settimane. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-freddo-glaciale-dopo-un-estate-infernale-ora-si-che-si-fa-freddo-ecco-cosa-ci-aspetta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item></channel></rss>