<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 03 Aug 2026 18:40:19 +0000</lastBuildDate><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 18:40:19 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[10 piante che fioriscono in riva al mare, da conoscere prima di una passeggiata in spiaggia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Le spiagge non sono solo sabbia e mare, ma ecosistemi ricchi di biodiversità. Scopri dieci piante che fioriscono lungo i litorali e il loro prezioso ruolo nella tutela degli ambienti costieri.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424062418.jpeg" data-image="b1p5ojq02bms"><figcaption>10 piante che fioriscono in riva al mare, da conoscere prima di una passeggiata in spiaggia</figcaption></figure><p><strong>È tempo di vacanze e nell'immaginario collettivo la spiaggia è sinonimo di sabbia, mare, sole e ombrelloni</strong>. È l'immagine tipica delle spiagge più antropizzate, occupate dagli stabilimenti balneari. </p><div class="texto-destacado">Basta però allontanarsi alla ricerca di un tratto di litorale meno frequentato per scoprire che le coste sono ambienti ricchi di vita, capaci di ospitare una sorprendente varietà di piante perfettamente adattate a vivere in condizioni estreme. </div><p><strong>Esposte al sole intenso, al vento, alla salsedine, ai terreni poveri e alla scarsità di acqua dolce</strong>, hanno sviluppato nel corso dell'evoluzione adattamenti straordinari che permettono loro di prosperare lungo i litorali. Queste specie altamente specializzate contribuiscono a stabilizzare le dune, proteggere le coste dall'erosione e offrire cibo, riparo e aree di riproduzione a numerosi insetti impollinatori, uccelli e altri piccoli animali. </p><p>Ecco dieci specie da conoscere in vista di una vacanza al mare.</p><h2> 1. Lavanda di mare (<em>Limonium sinuatum</em>)</h2><ol></ol><p><strong>Nonostante il nome, non appartiene al genere della lavanda, ma è una pianta costiera facilmente riconoscibile per le sue infiorescenze colorate, che possono variare dal rosa al viola</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424084076.jpeg" data-image="f9ualqse0fi7"><figcaption>Lavanda di mare (Limonium sinuatum)</figcaption></figure><p>Cresce soprattutto su terreni sabbiosi e salini, dove sopporta bene condizioni difficili grazie alla capacità di tollerare elevate concentrazioni di sale. Fiorisce generalmente tra la primavera e l'estate, regalando macchie di colore lungo le coste.</p><h2>2. Finocchio marino (<em>Crithmum maritimum</em>)</h2><p><strong>Con le sue foglie carnose e aromatiche, il finocchio marino è una delle piante più caratteristiche delle coste rocciose</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424127599.jpeg" data-image="20lng5koin92"><figcaption>Finocchio marino (Crithmum maritimum)</figcaption></figure><p>Cresce nelle fessure delle rocce e nelle scogliere esposte al sole e al vento, dove riesce a sopravvivere grazie alla capacità di immagazzinare acqua nei tessuti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="725443" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-spiaggia-rosa-della-sardegna-che-sembra-un-quadro-accesso-limitato-per-proteggerla.html" title="La spiaggia rosa della Sardegna che sembra un quadro: accesso limitato per proteggerla ">La spiaggia rosa della Sardegna che sembra un quadro: accesso limitato per proteggerla </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-spiaggia-rosa-della-sardegna-che-sembra-un-quadro-accesso-limitato-per-proteggerla.html" title="La spiaggia rosa della Sardegna che sembra un quadro: accesso limitato per proteggerla "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-spiaggia-rosa-della-sardegna-che-sembra-un-quadro-accesso-limitato-per-proteggerla-1755709145002_320.jpg" alt="La spiaggia rosa della Sardegna che sembra un quadro: accesso limitato per proteggerla "></a></article></aside><p>Tradizionalmente è stato utilizzato anche in cucina in alcune regioni costiere, ma oggi la raccolta indiscriminata può rappresentare una minaccia per le popolazioni naturali.</p><h2>3. Giglio di mare (<em>Pancratium maritimum</em>)</h2><p><strong>È probabilmente uno dei fiori più spettacolari delle spiagge</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424145124.jpeg" data-image="nmcuk395zn4b"><figcaption>Giglio di mare (Pancratium maritimum)</figcaption></figure><p>In piena estate il giglio di mare apre grandi fiori bianchi profumati sulle dune sabbiose, spesso quando molte altre piante hanno già terminato la fioritura. Il suo adattamento più importante è il grande bulbo sotterraneo, che gli permette di superare lunghi periodi di siccità e temperature elevate.</p><h2>4. Eringio marittimo (<em>Eryngium maritimum</em>)</h2><p><strong>Con le sue foglie rigide e spinose dal caratteristico colore verde-azzurro, l'eringio marittimo è una presenza inconfondibile delle dune costiere</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424162488.jpeg" data-image="0e9u0jra37fv"><figcaption>Eringio marittimo (Eryngium maritimum)</figcaption></figure><p>Le sue lunghe radici penetrano in profondità nella sabbia, aiutandolo a raggiungere l'acqua e contribuendo allo stesso tempo alla stabilizzazione del terreno. I suoi fiori attirano numerosi insetti impollinatori durante i mesi estivi.</p><h2>5. Papavero di mare (<em>Glaucium flavum</em>)</h2><p><strong>Chiamato anche papavero giallo, si distingue per i grandi fiori dai colori vivaci che ricordano quelli dei papaveri terrestri</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424178762.jpeg" data-image="a5qqvg3rbin5"><figcaption>Papavero di mare (Glaucium flavum)</figcaption></figure><p>Vive soprattutto sulle spiagge ghiaiose, sui litorali sabbiosi e negli ambienti costieri soggetti a disturbo naturale. Le sue foglie grigio-verdi e carnose rappresentano un adattamento alla forte esposizione solare e alla scarsità d'acqua.</p><h2>6. Ravastrello marittimo (<em>Cakile maritima</em>)</h2><p><strong>È una delle specie più vicine alla battigia, dove poche altre piante riescono a sopravvivere</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424195849.jpeg" data-image="xzhg3qs2no96"><figcaption>Ravastrello marittimo (Cakile maritima)</figcaption></figure><p>Il ravastrello marittimo tollera la salsedine e il continuo movimento della sabbia grazie ai suoi fusti flessibili e alle foglie carnose. I suoi semi possono essere trasportati dalle correnti marine, permettendo alla specie di colonizzare nuove spiagge.</p><h2>7. Violacciocca di mare (<em>Matthiola sinuata</em>)</h2><p><strong>Questa pianta regala alle dune piccoli fiori profumati dalle tonalità rosa e violacee</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424211983.jpeg" data-image="os9ptac2nau9"><figcaption>Violacciocca di mare (Matthiola sinuata)</figcaption></figure><p>Cresce soprattutto sui litorali sabbiosi, dove affronta vento e insolazione intensa grazie a una struttura resistente e a foglie ricoperte da una leggera peluria. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773335" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-spiaggia-piu-bella-d-europa-si-trova-in-portogallo.html" title="La spiaggia più bella d'Europa si trova in Portogallo">La spiaggia più bella d'Europa si trova in Portogallo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-spiaggia-piu-bella-d-europa-si-trova-in-portogallo.html" title="La spiaggia più bella d'Europa si trova in Portogallo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-mejor-playa-de-europa-esta-en-portugal-1780851431685_320.png" alt="La spiaggia più bella d'Europa si trova in Portogallo"></a></article></aside><p>La fioritura avviene generalmente tra la primavera e l'estate, attirando numerosi insetti impollinatori.</p><h2>8. Alisso marittimo (<em>Lobularia maritima</em>)</h2><p><strong>Con i suoi piccoli fiori bianchi riuniti in infiorescenze profumate, l'alisso marittimo è una delle piante più delicate delle coste</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424227403.jpeg" data-image="58lnutyadc52"><figcaption>Alisso marittimo (Lobularia maritima)</figcaption></figure><p>Oltre alla bellezza ornamentale, svolge un importante ruolo ecologico attirando api e altri impollinatori. È una specie molto adattabile, capace di crescere sia su terreni sabbiosi sia in ambienti rocciosi vicini al mare.</p><h2>9. Garofanino di mare (<em>Armeria maritima</em>)</h2><p><strong>Il garofanino di mare forma caratteristici piccoli cuscinetti vegetali, composti da numerose foglie strette e resistenti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424243268.jpeg" data-image="1xkh5shuikck"><figcaption>Garofanino di mare (Armeria maritima)</figcaption></figure><p>È una specie particolarmente tollerante al vento, al sale e alle condizioni ambientali difficili, tanto da essere presente non solo sulle coste temperate e calde, ma anche sui litorali più freddi dell'Europa settentrionale. I suoi fiori, raccolti in piccoli capolini, possono avere diverse tonalità dal bianco al rosa intenso.</p><h2>10. Campanella delle spiagge (<em>Calystegia soldanella</em>)</h2><p><strong>Con i suoi fiori rosa a forma di campanella, è una delle piante più affascinanti delle dune sabbiose</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424262855.jpeg" data-image="4q9472ayylku"><figcaption>Campanella delle spiagge (Calystegia soldanella)</figcaption></figure><p>I suoi fusti striscianti si sviluppano sulla superficie della sabbia, mentre le radici sotterranee le permettono di resistere alle condizioni estreme degli ambienti costieri. La sua presenza è spesso un segnale positivo della buona conservazione dei sistemi dunali.</p><h2> Un patrimonio naturale da proteggere </h2><p><strong>Non bisogna dimenticare che queste piante hanno sviluppato nel tempo una straordinaria resistenza e capacità di adattamento a uno degli ambienti naturali più difficili da colonizzare</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="699507" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-italia-si-trova-l-isola-piu-selvaggia-del-mediterraneo-la-sua-spiaggia-e-fra-le-piu-belle-del-mondo.html" title="In Italia si trova l'isola più selvaggia del Mediterraneo: la sua spiaggia è fra le più belle del mondo">In Italia si trova l'isola più selvaggia del Mediterraneo: la sua spiaggia è fra le più belle del mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-italia-si-trova-l-isola-piu-selvaggia-del-mediterraneo-la-sua-spiaggia-e-fra-le-piu-belle-del-mondo.html" title="In Italia si trova l'isola più selvaggia del Mediterraneo: la sua spiaggia è fra le più belle del mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/in-italia-si-trova-l-isola-piu-selvaggia-del-mediterraneo-la-sua-spiaggia-e-fra-le-piu-belle-del-mondo-1740912409502_320.jpg" alt="In Italia si trova l'isola più selvaggia del Mediterraneo: la sua spiaggia è fra le più belle del mondo"></a></article></aside><p>Nonostante ciò, sono altamente vulnerabili ai cambiamenti climatici, al calpestio, alla trasformazione del litorale e, più in generale, al disturbo antropico.</p><div class="texto-destacado">La loro presenza è fondamentale per la sopravvivenza di ecosistemi ricchi di biodiversità che, in molte spiagge, ospitano anche la nidificazione di animali straordinari come le tartarughe marine.</div><p><strong>La spiaggia è quindi molto più di un luogo di balneazione</strong>: è un ambiente naturale vulnerabile, da osservare e rispettare. Conoscere le piante che popolano le spiagge è il primo passo per vivere il mare in modo più consapevole, riconoscendo il valore di una biodiversità tanto preziosa quanto spesso inosservata.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le giornate si stanno già accorciando, quanto influirà sul caldo? ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-giornate-si-stanno-gia-accorciando-quanto-influira-sul-caldo.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:32:54 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nonostante le giornate stiano gradualmente accorciandosi, l'intensa ondata di caldo africano che sta interessando l'Italia non sembra voler terminare, ma le mappe dei modelli meteo ipotizzano la svolta.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xauj0m6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xauj0m6.jpg" id="xauj0m6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'imponente e ricorrente espansione di una<strong> vasta struttura d'alta pressione di matrice </strong>subtropicale spesso e, soprattutto, <strong>con componente continentale </strong><strong>nordafricana </strong>ha reso l'<strong>estate 2026</strong> particolarmente calda sul nostro continente e sull'Italia. <strong>La proiezione del C3S di Copernicus</strong>, che vedeva una stagione particolarmente calda sull'Europa, mai come quest'anno ha centrato nei minimi dettagli le valutazioni esposte nel focus emesso a maggio. </p><div class="texto-destacado">Il <strong>promontorio anticiclonico</strong>, anche in quest'ultima ondata di caldo, ha inizialmente raggiunto l'Europa centrale, con<strong> valori eccezionali </strong>e con <strong>record </strong>storici, in particolare <strong>in Germania</strong>, per poi stabilizzarsi in modo persistente sui settori centrali e occidentali del Mediterraneo. </div><p><strong>L'Italia </strong>attualmente si trova pienamente coinvolta in questa <strong>bolla di calore intenso</strong> che, solamente <strong>negli ultimi giorni</strong>, ha visto arrivare <strong>una debolissima e quasi impercettibile attenuazione della calura</strong>. Contemporaneamente è andata crescendo una generale <strong>instabilità atmosferica </strong>che, specie sulle aree interne del Centro-Nord e su diversi tratti della Pianura Padana, è stata in grado di produrre <strong>fenomeni temporaleschi</strong> anche intensi, con grandine e forti colpi di vento. </p><p>Tuttavia le <strong>temperature</strong> si sono mantenute su valori <strong>nettamente sopra media</strong>, <strong>scendendo solo nelle fasi prossime agli eventi, pronte a risalire immediatamente nella giornata successiva.</strong></p><h2>Il ruolo dell'accorciamento delle giornate e l'inerzia termica dei mari</h2><p><strong>Dal solstizio d'estate</strong> in poi, il totale di ore di luce quotidiane ha iniziato la sua lenta e inesorabile riduzione, con un conseguente e <strong>progressivo calo dell'irraggiamento solare totale</strong>. Tuttavia, questa graduale diminuzione della radiazione <strong>non riesce ancora a tradursi in una protezione concreta</strong> dalle non ondate di calore. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781766" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/prima-settimana-di-agosto-molto-bollente-nessuna-regione-sotto-i-35-c-arriva-anche-il-pulviscolo-sahariano.html" title="Prima settimana di Agosto molto bollente: nessuna regione sotto i 35°C. Arriva anche il pulviscolo sahariano">Prima settimana di Agosto molto bollente: nessuna regione sotto i 35°C. Arriva anche il pulviscolo sahariano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/prima-settimana-di-agosto-molto-bollente-nessuna-regione-sotto-i-35-c-arriva-anche-il-pulviscolo-sahariano.html" title="Prima settimana di Agosto molto bollente: nessuna regione sotto i 35°C. Arriva anche il pulviscolo sahariano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/prima-settimana-di-agosto-molto-bollente-nessuna-regione-sotto-i-35-c-arriva-anche-il-pulviscolo-sahariano-1785739753622_320.png" alt="Prima settimana di Agosto molto bollente: nessuna regione sotto i 35°C. Arriva anche il pulviscolo sahariano"></a></article></aside><p>Il motivo risiede nell'<strong>accumulo di energia termica nella nostra atmosfera e, soprattutto, nei bacini marini che circondano la penisola</strong>. Il mar Mediterraneo agisce come un vero e proprio serbatoio di calore. L'elevata inerzia termica del mare rilascia continuamente energia negli strati più bassi dell'atmosfera. </p><p>Per questa ragione, <strong>nonostante il sole rimanga in cielo meno tempo e con una inclinazione incidente minore </strong>rispetto a giugno o luglio, <strong>l'effetto combinato di un surplus energetico, dovuto ad un suolo surriscaldato e ad acque marine molto calde</strong>,<strong> neutralizza completamente la minor durata del giorno</strong>, rendendo la struttura anticiclonica ancora perfettamente in grado di alimentare severe e intense ondate di calore.</p><h2>La prosecuzione della settimana tra gran caldo e primi cedimenti</h2><p><strong>Le condizioni meteorologiche non mostreranno variazioni sostanziali nel breve termine. </strong>Per buona parte della settimana l'anticiclone continuerà a garantire giornate molto calde, dove le temperature massime nelle zone di pianura e di fondovalle, <strong>potranno toccare valori compresi tra 37°C e 39°C, con punte ancora vicine ai 40°C</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-giornate-si-stanno-gia-accorciando-quando-influira-sul-caldo-1785769773207.jpg" data-image="99noby88jmi6"><figcaption>Temperature previste mercoledì 6 agosto alle ore 13:00 sull'Italia. ECMWF MeteoRed </figcaption></figure><p><strong>Lungo i litorali </strong>le temperature massime continueranno a mantenersi leggermente più basse grazie all'effetto delle<strong> brezze marittime</strong> e all'inerzia termica della superficie d'acqua, ma <strong>l'aria risulterà particolarmente afosa </strong>per via degli elevati tassi di umidità. </p><p><strong>Una prima oscillazione delle temperature è attesa tra l'8 e il 9 agosto</strong>, quando si potrà registrare<strong> un temporaneo e lieve ridimensionamento</strong> termico a partire dal Nord. Tuttavia, i valori <strong>rimarranno superiori alle medie del periodo </strong>su quasi tutto il Paese. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781687" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto.html" title="La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto">La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto.html" title="La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto-1785679973802_320.png" alt="La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto"></a></article></aside><p>Per <strong>una attenuazione più tangibile </strong>probabilmente dovremo attendere<strong> il periodo di Ferragosto</strong>, tuttavia si tratta di una <strong>proiezione ancora estremamente incerta</strong>, sia per la distanza temporale di <strong>11-12 giorni,</strong> sia perché le analisi dei principali modelli matematici mostrano ancora ampia discrepanza tra i vari scenari forniti in output (ensamble).</p><h2>Il peso del periodo stagionale e l'impatto sul benessere fisiologico</h2><p>Quando si analizza un'ondata di calore occorre contestualizzarla nel periodo dell'anno in cui si verifica. <strong>Trovandoci nella fase statisticamente più calda dell'estate</strong>, registrare temperature di diversi gradi sopra la norma significa raggiungere <strong>picchi termici davvero elevati ed localmente anche eccezionali</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780931" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici.html" title="Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici">Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici.html" title="Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici-1785256814949_320.jpg" alt="Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici"></a></article></aside><p>In questo periodo<strong> il peso delle anomalie positive si fa sentire in modo determinante sul benessere fisiologico</strong>. Non sono soltanto le massime diurne a creare disagio, ma anche<strong> le minime notturne sopra i 22-24°C</strong>, responsabili delle <strong>opprimenti notti tropicali</strong>. <strong>La combinazione tra calore persistente e alti livelli di umidit</strong>à genera un'<strong>afa intensa</strong> che ostacola i naturali processi di termoregolazione dell'organismo, sia durante il giorno che durante la notte.</p><h2>L'instabilità pomeridiana: un refrigerio temporaneo ma a rischio fenomeni forti</h2><p><strong>Negli ultimi giorni</strong> l'unico<strong> elemento di novità </strong>è stato rappresentato da una <strong>moderata instabilità ad evoluzione diurna</strong> verificatasi a ridosso dei rilievi, <strong>specie Centro-Nord</strong>. Questi <strong>brevi e locali temporali pomeridiani</strong> spesso riescono a portare <strong>un immediato ma temporaneo refrigerio</strong> esclusivamente nelle zone colpite. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-giornate-si-stanno-gia-accorciando-quando-influira-sul-caldo-1785769790818.jpg" data-image="m3yvghgqvggu"><figcaption>Mappa di previsione centrata nel pomeriggio di mercoledì 6 agosto. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Tuttavia, l'altro lato della medaglia è rappresentato dalla violenza con cui tali fenomeni possono manifestarsi. <strong>L'enorme quantità calore, unita all'elevato contenuto di umidità nell'aria</strong>, rappresentano il "carburante" ideale per la genesi di <strong>temporali anche di forte intensità</strong>. </p><p><strong>Mercoledì e venerdì </strong>la probabilità di questi rovesci potrà aumentare<strong> al Nord e su parte della Pianura Padana</strong>, con il rischio per <strong>locali grandinate, forti raffiche di vento e un'intensa attività elettrica</strong>. Seguirà un<strong> parziale e temporaneo calo termico nel fine settimana.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-giornate-si-stanno-gia-accorciando-quanto-influira-sul-caldo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questa è la famosa "montagna dei due mari", da qui potete osservare uno dei panorami più belli d'Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questa-e-la-famosa-montagna-dei-due-mari-da-qui-potete-osservare-uno-dei-panorami-piu-belli-d-europa.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo monte, che si trova in Sicilia, è un luogo carico di storia, leggende e bellezze naturali, fra cui diversi endemismi. Quello più famoso riguarda l'<strong>Anthemis messanensis</strong>, la camomilla messinese.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/questa-e-la-famosa-montagna-dei-due-mari-da-qui-potete-osservare-uno-dei-panorami-piu-belli-d-europa-1781708950477.jpg" data-image="yyog277h32al" alt="Montagna dei due mari." title="Montagna dei due mari."><figcaption>Questo è un piccolo scorcio di panorama visibile dalla vetta della "montagna dei due mari"</figcaption></figure><p>Sospesa tra cielo e mare, a 1128 metri sopra il livello del mare, <strong>Dinnamare</strong> svetta come una sentinella sulla città di Messina, dominando lo Stretto e incantando chiunque si avventuri sulla sua cima. </p><p>Questa montagna, appartenente alla catena dei Peloritani, non è solo un punto di riferimento geografico, ma un luogo carico di storia, leggende e bellezze naturali. </p><p>Conosciuta come la <strong>“montagna dei due mari”</strong> per la sua capacità di offrire una vista mozzafiato su Mar Ionio e Mar Tirreno, <strong>Dinnamare è un’esperienza che unisce spiritualità, paesaggi indimenticabili e una natura incontaminata ricca di endemismi, tra cui la celebre camomilla messinese.</strong></p><h2><strong>La leggenda del quadro della Madonna di Dinnammare</strong></h2><p>Il cuore pulsante di Dinnamare è il suo santuario, dedicato alla <strong>Madonna di Dinnammare,</strong> un luogo di culto che affonda le radici in epoca bizantina, intorno al VII secolo d.C. La chiesetta, ricostruita più volte nel corso dei secoli, è al centro di affascinanti leggende che alimentano la devozione dei messinesi. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">Tramonto dal santuario di dinnamare direttamente sul golfo di Milazzo. ...spettacolare <a href="http://t.co/iQjCkIvqFv">pic.twitter.com/iQjCkIvqFv</a></p>— Rosaria (@rosariavisalli1) <a href="https://twitter.com/rosariavisalli1/status/495997285734809600?ref_src=twsrc%5Etfw">August 3, 2014</a></blockquote></figure><p>Secondo la leggenda un pastore, originario di Larderia, una frazione collinare di Messina (non molto lontana dal monte), trovò una tavoletta di marmo scolpita con l’immagine della <strong>Madonna col Bambino </strong>sulla vetta del monte. Ogni volta che il pastore cercava di portare la tavoletta a casa, questa ricompariva misteriosamente nel luogo del ritrovamento. </p><div class="texto-destacado">Dopo diversi tentativi, il parroco del paese decise che la volontà della Madonna era chiara, la tavoletta doveva restare sul monte. <strong>Fu così che si consolidò il culto, e il santuario divenne un simbolo di fede.</strong> La tavoletta originale fu distrutta da un fulmine nel 1837, ma fu sostituita con una nuova, ancora oggi venerata, che raffigura la Madonna con due delfini ai lati, un richiamo al suo arrivo dal mare.</div><p>Ogni anno, nella notte tra il 3 e il 4 agosto, i fedeli rinnovano la loro devozione con una suggestiva processione che parte da Larderia, portando in spalla il quadro ottocentesco di <strong>Michele Panebianco, </strong>custodito per il resto dell’anno nella chiesa di San Giovanni Battista. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">Che spettacolo naturale! <a href="https://twitter.com/hashtag/Messina?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Messina</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Dinnamare?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Dinnamare</a> <a href="https://t.co/T1kki1x1GU">pic.twitter.com/T1kki1x1GU</a></p>— Dino Pagano (@dinopagano74) <a href="https://twitter.com/dinopagano74/status/1287441430638743556?ref_src=twsrc%5Etfw">July 26, 2020</a></blockquote></figure><p>La salita a piedi, tra canti e preghiere, culmina all’alba con una messa al santuario, un momento di profonda spiritualità che unisce la comunità messinese. <strong>Il 5 agosto, il quadro fa ritorno a Larderia, accompagnato da festeggiamenti, fuochi d’artificio e momenti di spiritualità.</strong></p><h2><strong>Un panorama unico, a 360 gradi fra Ionio e Tirreno</strong></h2><p>Dalla sua cima si osserva uno dei panorami più belli d'Italia, e probabilmente dell'intera Europa. A est il Mar Ionio si stende fino all’orizzonte, abbracciando la costa siciliana verso Taormina e Catania, con l’Etna che domina maestoso sullo sfondo. </p><p><strong>A nord, il Mar Tirreno si apre verso le Isole Eolie, con il promontorio di Milazzo che si protende come un serpente sinuoso. </strong>A ovest, la vista spazia sulla catena dei Peloritani fin verso i Nebrodi e Monte Soro, con il Monte Scuderi in evidenza, mentre a sud lo Stretto di Messina unisce idealmente Sicilia e Calabria, offrendo scorci sulla costa calabra da Scilla a Palmi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questa-e-la-famosa-montagna-dei-due-mari-da-qui-potete-osservare-uno-dei-panorami-piu-belli-d-europa-1781708993444.jpg" data-image="0pktms671zhw" alt="Dinnamare." title="Dinnamare."><figcaption>I Monti Peloritani, di cui Dinnamare è una delle vette più elevate, sono un’oasi di biodiversità, caratterizzata da una natura incontaminata che sorprende per la sua varietà.</figcaption></figure><p>La posizione strategica di Dinnamare, che domina il “collo di bottiglia” dello Stretto, la rende anche un punto privilegiato per il birdwatching. <strong>Ogni anno da qui passano migliaia di uccelli migratori attraversano questa rotta, e la cima della montagna si trasforma in un teatro naturale per osservare falchi, poiane e altre specie in volo.</strong></p><h2><strong>Una natura incontaminata con diversi endemismi </strong></h2><p>I Monti Peloritani, di cui Dinnamare è una delle vette più elevate, <strong>sono un’oasi di biodiversità, caratterizzata da una natura incontaminata che sorprende per la sua varietà.</strong> La vegetazione, tipicamente mediterranea, si alterna a boschi di roverella, leccio, sughera, pino e castagno, e nei punti più alti pure qualche abete.</p><div class="texto-destacado">Questi boschi si infittiscono lungo i sentieri della Dorsale dei Peloritani, un’antica strada militare che attraversa la catena montuosa. Più in alto, si trovano specie come l’acero montano, l’agrifoglio e l’alloro, mentre il sottobosco è ricco di oleandri, ginestre e tamerici.</div><p>Tra le peculiarità naturalistiche di Dinnamare spiccano gli endemismi, specie uniche che si trovano solo in questo monte. <strong>Uno degli esempi più affascinanti è la “camomilla messinese”, nome scientifico Anthemis messanensis,</strong> che cresce lungo le rocce di questo promontorio che culmina con la vetta di Dinnamare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="670121" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/geologia-dimostrata-origine-iberica-monti-peloritani-nella-sicilia-nord-orientale.html" title="È stata dimostrata l’origine iberica dei Monti Peloritani nella Sicilia nord-orientale">È stata dimostrata l’origine iberica dei Monti Peloritani nella Sicilia nord-orientale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/geologia-dimostrata-origine-iberica-monti-peloritani-nella-sicilia-nord-orientale.html" title="È stata dimostrata l’origine iberica dei Monti Peloritani nella Sicilia nord-orientale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/geologia-dimostrata-origine-iberica-monti-peloritani-nella-sicilia-nord-orientale-1724275617833_320.jpg" alt="È stata dimostrata l’origine iberica dei Monti Peloritani nella Sicilia nord-orientale"></a></article></aside><p>Con i suoi delicati fiori bianchi e il cuore giallo, questa camomilla cresce tra le rocce e i pendii soleggiati, adattandosi alle condizioni ostili della montagna. La sua presenza è un simbolo della resilienza della flora locale e della ricchezza ecologica di quest’area. <strong>Altri endemismi includono il garofano rupicolo e il limonio ionico, che contribuiscono a rendere i Peloritani un paradiso per i botanici.</strong></p><p>Non è da meno la fauna che comprende, fra i mammiferi, volpi, martore, donnole, gatti selvatici, cinghiali, istrici e ricci. <strong>Mentre i cieli sono solcati da rapaci come il falco pellegrino, la poiana e il gheppio.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questa-e-la-famosa-montagna-dei-due-mari-da-qui-potete-osservare-uno-dei-panorami-piu-belli-d-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-stanno-monitorando-una-galassia-gigantesca-che-si-sta-espandendo-1-2-miliardi-di-anni-dopo-il-big-bang.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Osservato nell'universo primordiale, il gruppo compatto di sei galassie potrebbe rappresentare una fase iniziale nella formazione di una galassia ellittica gigante.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-acompanham-uma-galaxia-massiva-crescendo-1-2-bilhoes-de-anos-apos-big-bang-1785011969511.png" data-image="3uwxp78ypjs9" alt="Astronomia." title="Astronomia."><figcaption>Gli astronomi hanno osservato sei giovani galassie in fase di fusione, a soli 1,2 miliardi di anni dal Big Bang. Si prevede che, insieme, formeranno un'unica galassia, molto più massiccia.</figcaption></figure><p>Le prime osservazioni del telescopio <strong>James Webb</strong> hanno rivelato l'esistenza di galassie massicce quando l'Universo aveva meno di un miliardo di anni. <strong>Queste scoperte hanno sollevato nuovi interrogativi sulla velocità con cui grandi strutture potevano formarsi dopo il Big Bang.</strong></p><p>Le galassie crescono attraverso diversi meccanismi, come la continua formazione di stelle per accrescimento di gas e la fusione con altre galassie. Nell'attuale modello cosmologico, le collisioni e le fusioni tra sistemi più piccoli giocano un ruolo fondamentale nella formazione di galassie sempre più massicce.</p><p>Ora, gli astronomi hanno identificato un gruppo compatto di sei giovani galassie interagenti quando l'Universo aveva poco più di <strong>1,2 miliardi di anni.</strong> Le prove suggeriscono che questi sistemi siano in procinto di fondersi e potrebbero formare <strong>un'unica galassia, molto più massiccia.</strong></p><h2>Fusione di galassie</h2><p>Le fusioni galattiche si verificano quando due o più sistemi si legano gravitazionalmente e interagiscono per centinaia di milioni o addirittura miliardi di anni. In questo processo, <strong>le stelle raramente si scontrano direttamente, ma la gravità ne altera le orbite e ridistribuisce gas, polveri e materia oscura.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Le interazioni possono anche innescare intensi episodi di formazione stellare e alimentare i buchi neri supermassicci centrali.</strong></div><p>Quando le galassie si avvicinano, l'attrito dinamico fa sì che perdano energia orbitale e si avvicinino a spirale. Dopo passaggi successivi, i loro dischi e aloni di materia oscura si sovrappongono fino a quando i nuclei si fondono in un unico sistema.</p><h2> Come crescono le galassie?</h2><p><strong>La crescita delle galassie avviene attraverso diversi meccanismi nel corso della storia cosmica.</strong> Uno di questi è l'accrescimento continuo di gas dal mezzo intergalattico, che fornisce la materia prima per la formazione di nuove stelle. Un altro meccanismo è l'incorporazione di galassie più piccole.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-acompanham-uma-galaxia-massiva-crescendo-1-2-bilhoes-de-anos-apos-big-bang-1785011996707.png" data-image="i6c34p8akvlg" alt="Telescopio spaziale James Webb." title="Telescopio spaziale James Webb."><figcaption>Il telescopio spaziale James Webb ha catturato un momento estremamente raro nell'evoluzione galattica, registrando un sistema nel pieno della sua formazione durante l'universo primordiale. Crediti: Laishram et al.</figcaption></figure><p>Nel modello cosmologico ΛCDM, le fusioni galattiche sono uno dei processi principali responsabili della formazione delle galassie più grandi dell'Universo. Le galassie più piccole emergono per prime e, nel tempo, si fondono attraverso successive interazioni gravitazionali.</p><h2>Sistema con 6 galassie</h2><p>Una nuova ricerca ha analizzato un gruppo di sei giovani galassie, denominato SCGG-z5, risalenti a un'epoca <strong>in cui l'Universo aveva solo circa 1,2 miliardi di anni.</strong> I ricercatori hanno confermato che tutte e sei le galassie appartengono allo stesso sistema e occupano una regione di circa 52.000 anni luce di diametro.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Tutte e sei le galassie presentano morfologie irregolari e segni di un'intensa interazione gravitazionale. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L'analisi delle loro velocità mostra che possono effettuare molteplici avvicinamenti ravvicinati in circa 14 milioni di anni. Questo sistema offre uno sguardo sulla nascita di una galassia massiccia nell'Universo primordiale.</p><h2>Osservazioni</h2><p>I confronti con la simulazione cosmologica EAGLE indicano che le sei galassie del sistema SCGG-z5 dovrebbero fondersi completamente in un'unica galassia entro 400 milioni di anni. Dopo questa fusione, il nuovo sistema continuerà ad accumulare massa attraverso l'accrescimento di gas e nuove interazioni gravitazionali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772044" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/james-webb-risolve-il-grande-enigma-astrofisico-i-buchi-neri-sono-nati-prima-delle-loro-galassie.html" title="James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie">James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/james-webb-risolve-il-grande-enigma-astrofisico-i-buchi-neri-sono-nati-prima-delle-loro-galassie.html" title="James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/james-webb-resuelve-el-gran-enigma-astrofisico-los-agujeros-negros-nacieron-antes-que-sus-propias-galaxias-1780186480620_320.jpg" alt="James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie"></a></article></aside><p><strong>Le previsioni suggeriscono che potrebbe raggiungere una massa stellare prossima ai 100 miliardi di masse solari e diventare la galassia centrale di un ammasso. </strong>I ricercatori stimano che l'intero processo richiederà circa 800 milioni di anni. Ciò significa che James Webb ha registrato il sistema in una fase breve della sua evoluzione.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Laishram%20et%20al" data-year="2026" data-title="A%20Compact%20Proto-group%20at%20z%E2%88%BC5%3A%20A%20Massive%20Galaxy%20Caught%20in%20Formation" data-url="https%3A%2F%2Farxiv.org%2Fabs%2F2607.11182">Laishram et al. (2026). <a href="https://arxiv.org/abs/2607.11182" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">A Compact Proto-group at z∼5: A Massive Galaxy Caught in Formation</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-stanno-monitorando-una-galassia-gigantesca-che-si-sta-espandendo-1-2-miliardi-di-anni-dopo-il-big-bang.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo estremo in Italia: cosa rischiamo davvero con una lunga ondata di calore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-in-italia-cosa-rischiamo-davvero-con-una-lunga-ondata-di-calore.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 10:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Incendi, salute, infrastrutture stradali, ferroviarie e aeronautiche, salute, forti temporali al termine: attenzione nei prossimi giorni agli impatti dell’ondata di caldo. Cosa succederà all’arrivo dei fronti freddi e in autunno?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-estremo-in-italia-cosa-rischiamo-davvero-con-una-lunga-ondata-di-calore-1785324908971.jpeg" data-image="mh93or0ja250"><figcaption>La Spezia, 3 Agosto 2017, durante l’ondata di caldo allora in corso e simile alla attuale. Un aereo Canadair anti incendio in volo sopra una foresta in fiamme</figcaption></figure><p>Siamo alle prese una <strong>ondata di caldo di potenziale storico</strong>, la quarta della rovente estate 2026, sempre più avviata a insidiare il primato <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/meteo-storia-la-rovente-e-terribile-estate-2003.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">storico di quella del 2003. </a><br>Poche volte i modelli hanno prospettato così tanti giorni estremi. Ci si chiede cosa fare, come evitare il peggio in futuro, ma anche quali possano essere le conseguenze.</p><p>Non è catastrofismo parlarne, serve anche a conoscere e per quanto si può prevenire. Ecco dunque alcune delle possibili conseguenze del caldo in corso. </p><h2>La salute </h2><p>Il primo impatto delle ondate di caldo è quello sulla salute. La lunga ondata di caldo dell’<a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/20-anni-fa-scoppiava-estate-2003-evento-estremo-che-ha-cambiato-tutto-e-in-futuro-cosa-succedera.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">estate 2003 causò circa 70000 vittime</a> di eccesso di mortalità in Europa.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Non è la vera soluzione, ma giova ricordarlo<strong>: occorre evitare di esporsi nelle ore più calde, mangiare cibi freschi e leggeri, bere molta acqua</strong> soprattutto prima di avvertire la sete. Evitare lavori all’aperto di giorno e concentrarli all’alba e primo mattino o tarda serata. Non è certo opportuno praticare sport come footing o ciclismo, già il mattino in queste condizioni il caldo è pericoloso per la salute.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Attenzione anche in montagna, i 30°C arriveranno perfino a quasi 1500 m.</strong> Prudenza nelle discipline di alpinismo e arrimpicata, anche ad alta quota, con lo zero termico a 5000 m sono possibili crolli di parti di ghiacciai e di roccia per il disgelo del permafrost.</p><h2>Problemi elettrici, condizionatori, blackout</h2><p>L’uso dell’aria condizionata è inevitabile per chi la possiede e non ha problemi di <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-la-poverta-energetica-sta-danneggiando-i-paesi-a-basso-reddito-e-quali-sono-le-possibili-soluzioni.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">povertà energetica</a>. Con il gran caldo gli impianti lavorano a lungo e con alto consumo. <strong>Possono surriscaldarsi, con conseguenze su motori e circuiti,</strong> o possono aumentare la condensa, che se i tubi di scarico sono intasati può colare bagnando casa o i mobili sottostanti gli split. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777340" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-clima-il-condizionatore-e-veramente-cosi-dannoso-per-salute-e-ambiente-facciamo-chiarezza.html" title="Caldo estremo e clima: il condizionatore è veramente così dannoso per salute e ambiente? Facciamo chiarezza">Caldo estremo e clima: il condizionatore è veramente così dannoso per salute e ambiente? Facciamo chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-clima-il-condizionatore-e-veramente-cosi-dannoso-per-salute-e-ambiente-facciamo-chiarezza.html" title="Caldo estremo e clima: il condizionatore è veramente così dannoso per salute e ambiente? Facciamo chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-estremo-e-clima-il-condizionatore-e-veramente-cosi-dannoso-per-salute-e-ambiente-facciamo-chiarezza-1783342241325_320.jpeg" alt="Caldo estremo e clima: il condizionatore è veramente così dannoso per salute e ambiente? Facciamo chiarezza"></a></article></aside><p><strong>Gli alti consumi elettrici possono poi avere conseguenze </strong>sia domestiche che generali. In casa, se l’impianto è vecchio o sottodimensionato, possono causare <strong>pericolosi principi di incendio</strong>. Meglio evitare, se non si ha impianto e allacciamento di potenza adeguata, di usare simultaneamente gli elettrodomestici. </p><div class="texto-destacado">Nelle città, il grande consumo sta già causando gravi problemi alle reti elettriche. Si surriscaldano linee e trasformatori, e di conseguenza aumenta il rischio di blackout, anche estesi e di lunga durata. </div><p> E’ bene dunque prepararsi e attrezzarsi per questo rischio, presente in realtà tutto l’anno. <strong>Probabile che vari blackout interesseranno molte città</strong> nei prossimi giorni.</p><h2>Trasporti e infrastrutture</h2><p>Le ferrovie inglesi e svizzere in occasione di ondate di calore estreme in passato hanno sofferto <strong>ritardi e sospensioni di servizio per la dilatazione termica dei binari. </strong>Negli ultimi anni si sono attrezzate, pitturando di bianco binari e/o bagnando le linee.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-estremo-in-italia-cosa-rischiamo-davvero-con-una-lunga-ondata-di-calore-1785324988092.jpeg" data-image="6ds9udcrlwj0"><figcaption>Una centrale di trasformazione, con un principio di incendio dovuto a una ondata di caldo. </figcaption></figure><p>In viaggio <strong>le auto soffrono il caldo, massima attenzione </strong>a controllo di livelli di acqua e olio e corretto funzionamento del radiatore. Una sosta in più non guasta mai. Anche perché le gomme, complice l’asfalto caldo, altrettanto si surriscaldano. </p><div class="texto-destacado">Frequenti in queste condizioni <strong>problemi al bitume e asfalto, </strong>le superfici nere possono anche superare i 60°C.</div><p>Gli impatti si estendono anche alle infrastrutture aeronautiche.<strong> Gli aeroporti possono avere problemi analoghi per quanto riguarda refrigerazione e impianti elettrici,</strong> sono ovviamente soggetti ad eventuali blackout, anche se dispongono di gruppi elettronici. <strong>Le piste e raccordi sono sotto stress</strong>, e i piloti dovranno adeguatamente gestire la <strong>minor efficienza dei motori per l’aria molto calda</strong> e meno densa. </p><h2>Rischio incendi</h2><p>Molti incendi boschivi sono innescati da piromani e incendiari, ma<strong> le ondate di caldo favorite dai cambiamenti climatici</strong> che ne aumentano il potenziale, in pratica <strong>forniscono “combustibile” per il fuoco.</strong> In queste condizioni basta poi poco, nell’agosto 2017 un grande incendio nel Riminese fu innescato dalle scintille di un trattore che arava che aveva urtato pietre nel terreno. </p><div class="texto-destacado">Ricordiamo ancora, il numero unico per le emergenze di sicurezza, sanitarie e di incendi in Italia è il 112, alle prime avisaglie di incendio chiamare e chiedere l'intervento dei Vigili del Fuoco. </div><p>I prossimi giorni saranno ovviamente ad <strong>altissimo rischio incendi</strong>. Evitare dunque ogni comporamento che può favorirli, quindi evitiamo i barbecue nei parchi e boschi, ovviamente non buttare mozziconi di sigaretta non va comunque mai fatto, non accendere fuochi per diletto o compagnia. </p><p>Il <strong>rischio è che gli incendi divengano anche enormi</strong>, con pericolo per il fuoco ma anche impatti sanitari per i fumi.</p><h2>I rischi di fine ondata di caldo: temporali e autunno</h2><p>Le ondate di caldo si vede quando iniziano ma spesso non hanno una fine ben precisa e prevedibile. </p><div class="texto-destacado">A porne termine però spesso non è un indebolimento lento e graduale dell’anticiclone africano, ma fronti fredde o anche solo leggere infiltrazioni fresche e instabili. <br></div><p>Il contrasto col caldo accumulato da giorni, unito al contributo dei mari caldi, è lecito attendersi che al primo cambiamento di massa d’aria inneschi<strong> furiosi temporali, con potenti downburst e grandinate devastanti.</strong> Non si può sapere ad oggi dove colpiranno, ma la questione non è se e dove, ma quando e come.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'">Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: "c'è la possibilità che si formino quest'autunno"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-meteorologo-aleman-sobre-el-riesgo-de-medicanes-en-el-mediterraneo-este-otono-hay-potencial-para-su-formacion-1785188590384_320.png" alt="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"></a></article></aside><p>Occhi puntati anche a fine estate e autunno, compreso settembre. Il calore dei mari potrebbe aumentare lintensità dei fronti freddi e delle tempeste equinoziali, nonché addirittura favorire eventuali Medicane.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-in-italia-cosa-rischiamo-davvero-con-una-lunga-ondata-di-calore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Prima settimana di Agosto molto bollente: nessuna regione sotto i 35°C. Arriva anche il pulviscolo sahariano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/prima-settimana-di-agosto-molto-bollente-nessuna-regione-sotto-i-35-c-arriva-anche-il-pulviscolo-sahariano.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 07:37:59 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Quarta ondata di caldo senza sosta su tutta Italia. Nessuna regione sarà sotto i 35°C nella prima settimana di Agosto, anche se non mancheranno i temporali.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaufd5e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaufd5e.jpg" id="xaufd5e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La prima settimana di agosto sarà caratterizzata da condizioni meteorologiche tipicamente estive, ma con temperature tutt’altro che normali. L’anticiclone africano continuerà infatti a dominare gran parte del bacino del Mediterraneo, alimentato dalla risalita di masse d’aria estremamente calde provenienti direttamente dal Nord Africa. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il risultato sarà una fase prolungata di tempo stabile, prevalentemente soleggiato e soprattutto rovente.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Il caldo intenso interesserà praticamente tutta l’Italia e nessuna regione sarà completamente esclusa da temperature massime superiori ai 35°C.</strong> Naturalmente non tutte le località raggiungeranno questa soglia, soprattutto lungo le coste e nelle aree montuose, ma in ciascuna regione saranno possibili picchi almeno prossimi o superiori a tale valore.</p><h2>Temperature oltre stagione e classici temporali pomeridiani</h2><p>A soffrire maggiormente saranno ancora una volta le pianure interne e le grandi città, dove il caldo diventerà particolarmente opprimente anche durante le ore notturne. </p><p>In Pianura Padana, nelle zone interne della Toscana, del Lazio, della Sardegna, della Sicilia e della Puglia, <strong>le temperature potranno avvicinarsi ai 40°C e localmente raggiungerli</strong>, specialmente tra martedì e giovedì. Valori molto elevati sono attesi anche in Emilia-Romagna, nel basso Veneto, sulla bassa Lombardia, nella Valle dell’Arno, sul Tavoliere delle Puglie e nelle aree interne delle due Isole Maggiori.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780931" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici.html" title="Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici">Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici.html" title="Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici"><figure><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici-1785256814949_320.jpg" alt="Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici"></figure></a></article></aside><p>A rendere questa fase ancora più pesante non saranno soltanto le temperature massime. Nelle aree urbane e lungo alcuni tratti costieri, infatti, l’elevata umidità potrà accentuare la sensazione di disagio fisico, mentre durante la notte il calore accumulato dagli edifici e dall’asfalto verrà disperso con estrema difficoltà. <strong>Le notti tropicali diventeranno quindi molto frequenti, con valori minimi che in diverse città potrebbero non scendere sotto i 25°C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/prima-settimana-di-agosto-molto-bollente-nessuna-regione-sotto-i-35-c-arriva-anche-il-pulviscolo-sahariano-1785739630639.png" data-image="zblzqexktr79" alt="Le solite aree dove sarà possibile registrare qualche temporale" title="Le solite aree dove sarà possibile registrare qualche temporale"><figcaption>Alpi, Prealpi e Appennini centro-meridionali: le solite aree dove sarà possibile assistere ai temporali di calore</figcaption></figure><p>Il dominio dell’alta pressione non garantirà però stabilità assoluta. Durante le ore pomeridiane, il forte riscaldamento del suolo favorirà la formazione dei classici temporali di calore lungo i rilievi. Le zone maggiormente coinvolte saranno le Alpi e le Prealpi, con particolare attenzione ai settori centro-orientali, ma qualche fenomeno potrà svilupparsi anche lungo la dorsale appenninica.</p><p><strong>I temporali saranno generalmente localizzati, ma potranno risultare improvvisi e localmente intensi</strong>, accompagnati da forti raffiche di vento, frequente attività elettrica e possibili grandinate. Tra martedì e mercoledì qualche cella temporalesca potrebbe sconfinare verso le vicine aree pianeggianti del Piemonte e del Veneto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781687" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto.html" title="La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto">La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto.html" title="La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto-1785679973802_320.png" alt="La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto"></a></article></aside><p>Al Centro saranno soprattutto i rilievi tra Lazio e Abruzzo a vedere i fenomeni più probabili, mentre al Sud gli episodi resteranno più isolati e concentrati tra l’Appennino meridionale, la Calabria e le zone interne della Sicilia. Sulle coste e sulla maggior parte delle pianure prevarranno invece sole e caldo.</p><h2>Non solo caldo e temporali di calore: occhio al ritorno della "sabbia"</h2><p>Un altro elemento da tenere in considerazione sarà il <strong>ritorno del pulviscolo sahariano in sospensione</strong>, trasportato verso l’Italia dalle correnti meridionali associate all’anticiclone africano. </p><p>Le concentrazioni più evidenti sono previste tra Sardegna, Sicilia, regioni tirreniche e parte del Centro-Nord, con cieli che potranno apparire lattiginosi o velati nonostante l’assenza di una vera copertura nuvolosa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/prima-settimana-di-agosto-molto-bollente-nessuna-regione-sotto-i-35-c-arriva-anche-il-pulviscolo-sahariano-1785739753622.png" data-image="xgic4u8gg9ap" alt="Lingua di &quot;sabbia&quot; che arriverà fino alle regioni settentrionali" title="Lingua di &quot;sabbia&quot; che arriverà fino alle regioni settentrionali"><figcaption>Pulviscolo in quota verso metà settimana</figcaption></figure><p>In presenza di eventuali brevi precipitazioni, le particelle desertiche potrebbero inoltre depositarsi al suolo attraverso la cosiddetta “pioggia sporca”. <strong>Sarà dunque una settimana dominata dal caldo africano, dall’afa e dal pulviscolo sahariano</strong>, interrotta soltanto da qualche temporale pomeridiano capace di portare un sollievo temporaneo e molto localizzato. </p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Una possibile attenuazione della calura potrebbe raggiungere il Nord e parte del Centro nel fine settimana, ma la tendenza dovrà ancora essere confermata. Al Sud, invece, il caldo intenso potrebbe continuare senza particolari interruzioni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/prima-settimana-di-agosto-molto-bollente-nessuna-regione-sotto-i-35-c-arriva-anche-il-pulviscolo-sahariano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 05:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco le complesse dinamiche atmosferiche che si celano dietro la persistenza dei blocchi anticiclonici sull'Europa. Sono questi gli elementi che hanno favorito le intense ondate di calore.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xasyu7a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xasyu7a.jpg" id="xasyu7a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'estate 2026 si sta stagliando come una delle più calde e siccitose degli ultimi decenni per il vecchio continente. Con l'arrivo della <strong>quarta ondata di calore</strong> consecutiva, sorge spontanea una domanda<strong>: perché la stessa configurazione meteorologica estrema tende a riproporsi continuamente, intrappolando l'Europa in una morsa di aria subtropicale?</strong></p><p>La risposta non risiede in una semplice coincidenza, ma in una complessa catena di ingranaggi atmosferici che collega i mari tropicali alle dinamiche della corrente a getto, il tutto amplificato dall'ombra del cambiamento climatico.</p><h2><strong>Il "motore" nei tropici</strong></h2><p>Per capire cosa sta succedendo sopra le nostre teste, dobbiamo spostare lo sguardo a migliaia di chilometri di distanza, sugli oceani tropicali. Le acque superficiali, calde oltre la norma, fungono da immenso serbatoio energetico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici-1785256814949.jpg" data-image="4futfoi0i14s" alt="Caldo." title="Caldo."><figcaption>Le acque superficiali, calde oltre la norma, fungono da immenso serbatoio energetico ed alimentano da lontano le dinamiche che generano queste lunghe ondate di calore.</figcaption></figure><p>Questo calore alimenta imponenti <strong>sistemi temporaleschi</strong> (la cosiddetta convezione tropicale), capaci di iniettare nell'atmosfera quantità gigantesche di calore sensibile e latente.</p><p>Questa massiccia immissione di energia perturba la corrente a getto (il flusso di venti ad alta quota che circonda il pianeta), ondulandola. Queste oscillazioni sono note in fisica dell'atmosfera come <strong>Onde di Rossby</strong>.</p><h2><strong>Il freno alle medie latitudini e i blocchi atmosferici</strong></h2><p>Se i tropici sono la <strong>sorgente energetica</strong> che dà il via all'onda, non sono loro a decidere dove l'onda colpirà. Nel loro viaggio lungo l'Atlantico, le <strong>Onde di Rossby</strong> si scontrano con l’assetto della <strong>corrente a getto polare</strong> fra Nord America ed Europa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'">Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: "c'è la possibilità che si formino quest'autunno"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-meteorologo-aleman-sobre-el-riesgo-de-medicanes-en-el-mediterraneo-este-otono-hay-potencial-para-su-formacion-1785188590384_320.png" alt="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"></a></article></aside><p>Quando le onde subiscono un processo di amplificazione estrema, tendono a rompersi e a rimanere letteralmente bloccate in una determinata posizione favoriscono lo sviluppo di un pattern barico dominante, come lo sviluppo di un grosso promontorio che spesso evolve in un vero e proprio promontorio di blocco, <strong>capace di deviare, fino ai 60’ di latitudine Nord, il flusso perturbato oceanico.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici-1785256993414.png" data-image="vvadhxm28yhb" alt="Ondate di calore." title="Ondate di calore."><figcaption>L'aria calda che sale dalle latitudini tropicali, in quota, viene schiacciata verso il basso, comprimendosi e surriscaldandosi giorno dopo giorno, creando un feedback positivo che fa aumentare sensibilmente le temperature.</figcaption></figure><p>L'aria calda che sale dalle latitudini tropicali, in quota, viene schiacciata verso il basso, comprimendosi e surriscaldandosi giorno dopo giorno, creando un feedback positivo che fa aumentare sensibilmente le temperature.</p><h2><strong>Variabilità stagionale e cambiamento climatico</strong></h2><p>Il susseguirsi, ormai a distanza di poche settimane, di queste <strong>ondate di calore</strong> non dipende più dalla normale variabilità oceanica, ma dal clima che è strutturalmente cambiato e che facilita la ripetizione di questi eventi, in tempi molto stretti.</p><p><strong>L'aumento della temperatura media globale agisce come fattore rinforzante di queste ondate di calore.</strong> Ogni volta che si ripresenta una vecchia configurazione di blocco, la baseline termica di partenza è molto più alta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780863" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti.html" title="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti">Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti.html" title="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti-1785230696991_320.jpg" alt="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti"></a></article></aside><p>Pertanto le ondate di calore delle prossime estati rischiano di divenire ancora più intense e opprimenti di quelle recenti, aggravando gli effetti sulla salute pubblica sulle singole nazioni europee.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco fino a quanto durerà l'ondata di calore e cosa ci aspetta per il periodo di Ferragosto, ormai alle porte. Le ultime novità meteo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xau83ai"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xau83ai.jpg" id="xau83ai"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Mentre ci avviciniamo alla settimana centrale di agosto, il quadro meteorologico per il periodo di <strong>Ferragosto</strong> si sta definendo con maggiore chiarezza. </p><p><strong>L’estate 2026 continua a mostrare un carattere deciso,</strong> dominato da un robusto anticiclone di matrice africana che, pur con qualche cedimento temporaneo, sembra intenzionato a tenere banco almeno fino alla metà del mese.</p><h2><strong>Fino al 7-8 agosto: caldo intenso e persistente</strong></h2><p>Nei prossimi giorni il caldo resterà protagonista assoluto. Le temperature si manterranno su valori decisamente elevati, <strong>con massime che in molte zone del Centro-Sud e delle pianure del Nord supereranno agevolmente i 32-35°C, picchi locali anche oltre i 36-37°C.</strong></p><p>L’umidità renderà la percezione di afa particolarmente fastidiosa, soprattutto nelle ore serali e notturne, <strong>quando le minime non riusciranno a scendere sotto i +22°C +25°C nelle aree urbane e costiere.</strong></p><h2><strong>Un piccolo respiro tra l’8 e il 10 agosto </strong></h2><p>Intorno al 7-8 agosto è atteso un primo, seppur modesto, ridimensionamento della calura. Un passaggio di aria leggermente meno calda e più instabile riuscirà a intaccare marginalmente il dominio dell’anticiclone. </p><p>Non si tratterà di un vero e proprio <strong>break estivo,</strong> ma di una fase in cui <strong>le temperature scenderanno di 3-5°C rispetto ai picchi precedenti,</strong> riportandosi comunque su valori estivi e piacevoli. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto-1785679913100.png" data-image="4q8yav0pufhd" alt="Calo termico." title="Calo termico."><figcaption>Intorno al 7-8 agosto è atteso un primo, seppur modesto, ridimensionamento della calura. Un passaggio di aria leggermente meno calda e più instabile riuscirà a intaccare marginalmente il dominio dell’anticiclone sulle regioni settentrionali. </figcaption></figure><p>In questa finestra temporale aumenterà la probabilità di <strong>temporali pomeridiani,</strong> soprattutto su Alpi, Prealpi e Appennino settentrionale e centrale, dove l’instabilità termo-convettiva potrà generare rovesci anche di moderata intensità, localmente accompagnati da grandine.</p><h2><strong>Cosa accadrà a Ferragosto?</strong></h2><p>Superata questa breve parentesi, <strong>l’anticiclone africano dovrebbe riprendere forza, garantendo tempo stabile e soleggiato sulla maggior parte del Paese fino al ponte di Ferragosto.</strong> Il caldo tornerà a intensificarsi, seppur non necessariamente ai livelli estremi dei primi giorni di agosto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781428" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo">Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo-1785499323164_320.png" alt="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"></a></article></aside><p>Il vero elemento di novità <strong>sarà rappresentato dalle infiltrazioni di aria più fresca e instabile in quota, soprattutto sui settori alpini e prealpini, ma con possibili ripercussioni anche sull’Appennino.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto-1785679973802.png" data-image="ld4oe25nspsa" alt="Ferragosto." title="Ferragosto."><figcaption>Solo dopo Ferragosto le cose potrebbero cambiare in maniera più decisa. Le proiezioni a più lungo termine suggeriscono che l’anticiclone potrebbe gradualmente perdere mordente, permettendo un calo termico più significativo. </figcaption></figure><p>Queste correnti riusciranno a stimolare una <strong>instabilità di tipo termo-convettivo</strong> tipicamente pomeridiana. Con cieli che si velano rapidamente nel pomeriggio, <strong>con sviluppo di nubi cumuliformi e possibili temporali sparsi,</strong> più probabili sulle zone montuose e pedemontane. Le pianure e le coste, invece, dovrebbero godere di maggiore stabilità, pur con qualche annuvolamento di passaggio.</p><h2><strong>Dopo il 15 agosto, possibile ritorno alla normalità</strong></h2><p>Solo dopo <strong>Ferragosto</strong> le cose potrebbero cambiare in maniera più decisa. Le proiezioni a più lungo termine suggeriscono che l’anticiclone potrebbe gradualmente perdere mordente, permettendo un calo termico più significativo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781433" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html" title="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani">Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html" title="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani-1785494889076_320.png" alt="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani"></a></article></aside><p>Le temperature tornerebbero progressivamente verso i valori medi del periodo, con massime più contenute e notti più fresche. Questo passaggio, tuttavia, appare ancora sfumato e dipenderà dall’evoluzione del quadro barico sull’area euro-atlantica.</p><p>Va anche detto che questo eventuale allentamento della calura africana interesserà prevalentemente il Centro-Nord, mentre le regioni del Sud continueranno a patire la gran calura e le temperature elevate. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli scienziati riescono a trasformare la plastica in carburante: il sistema che converte la plastica in energia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-riescono-a-trasformare-la-plastica-in-carburante-il-sistema-che-converte-la-plastica-in-energia.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 03:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo nuovo processo raggiunge tre risultati in uno: trasforma la plastica più comune in idrogeno ad elevata purezza solidificando la CO2, impedendone così l'emissione nell'atmosfera.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-logran-transformar-los-plasticos-en-combustible-el-sistema-que-convierte-plasticos-en-energia-1784929874378.png" data-image="x8v6j7cda9ji" alt="Plastica." title="Plastica."><figcaption>Trasformazione della plastica tramite un nuovo trattamento termico alcalino, che dà origine a un biomateriale a zero emissioni di idrogeno. Immagine per gentile concessione di UCLA Newsroom.</figcaption></figure><p><strong>Quanta plastica c'è davvero sul pianeta?</strong> Una domanda a cui probabilmente non avremo mai risposta. Al di là di qualsiasi stima, la preoccupazione per questa situazione cresce lentamente rispetto all'accelerazione del problema stesso, perché la realtà è che ogni minuto c'è più plastica sul pianeta.</p><p>Tra le iniziative e le campagne volte a mitigare il problema, gli scienziati di tutto il mondo continuano a cercare soluzioni efficaci per sradicare rapidamente questo fenomeno, senza causare ulteriori danni al pianeta e ai suoi ecosistemi (ovvero, senza creare un'ulteriore fonte di inquinamento idrico, atmosferico o del suolo).</p><div class="texto-destacado"><strong>Dalle profondità degli oceani alle nuvole, e persino nel nostro sangue, la plastica ha raggiunto ogni spazio intorno a noi, rimanendo nell'ambiente e accompagnando le generazioni future per secoli.</strong></div><p>Uno degli studi più interessanti, che ha recentemente condiviso risultati promettenti nel luglio 2026, è stato pubblicato dall'Università della California, Los Angeles, e dalla <strong>Ewha Womans University</strong> in Corea del Sud.</p><p>Questo progetto non solo ha sviluppato con successo un processo che potrebbe rivoluzionare il riciclo della plastica in futuro senza causare ulteriore inquinamento, ma offre anche un modo nuovo ed estremamente efficiente per ottenere energia pulita.</p><h2>Dalla plastica all'idrogeno: una trasformazione a zero emissioni</h2><p><strong>Mescolare la plastica per trasformarla?</strong> Il risultato di questa nuova proposta non è altro che idrogeno ad elevata purezza ottenuto dalla combinazione di tre comuni tipi di plastica: <strong>PET, polietilene e polipropilene.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-logran-transformar-los-plasticos-en-combustible-el-sistema-que-convierte-plasticos-en-energia-1784929995504.png" data-image="fffo70waaptc" alt="Microplastica." title="Microplastica."><figcaption>Gli studi hanno dimostrato che milioni di microplastiche sono presenti nell'aria, nell'acqua e nel suolo, con un periodo di decomposizione che può richiedere centinaia di anni.</figcaption></figure><p>Questo risultato si ottiene attraverso un processo innovativo chiamato trattamento termico alcalino, che utilizza <strong>temperature fino a 400 °C</strong> inferiori rispetto a quelle impiegate nei processi di gassificazione convenzionali. Ciò consente di catturare l'anidride carbonica rilasciata durante il processo e di trasformarla nella sua forma solida.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Utilizzando idrossido di sodio e una differenza di temperatura così significativa (questo processo opera tipicamente a temperature comprese tra 700 °C e 1300 °C), questa tecnica richiede un minore consumo energetico, producendo al contempo idrogeno con una purezza superiore al 90%, un valore molto vicino allo standard richiesto per la sua implementazione nelle tecnologie per l'energia pulita.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Inoltre, <strong>catturando l'anidride carbonica (CO2) emessa durante il processo</strong>, <strong>si impedisce che il gas venga rilasciato e inquini l'atmosfera,</strong> aprendo la strada al suo utilizzo allo stato solido. Questo materiale trasformato può quindi essere impiegato nell'industria manifatturiera, edile e in altri settori.</p><p>Secondo l'UCLA, <strong>meno del 10% della plastica scartata viene riciclata; quasi l'80% finisce nelle discariche e negli oceani, </strong>mentre circa il 10% viene incenerito, rilasciando gas inquinanti nell'atmosfera.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760421" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricercatori-di-waterloo-trasformano-rifiuti-di-plastica-in-aceto-utilizzando-la-luce-solare.html" title="Ricercatori di Waterloo trasformano rifiuti di plastica in aceto utilizzando la luce solare">Ricercatori di Waterloo trasformano rifiuti di plastica in aceto utilizzando la luce solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricercatori-di-waterloo-trasformano-rifiuti-di-plastica-in-aceto-utilizzando-la-luce-solare.html" title="Ricercatori di Waterloo trasformano rifiuti di plastica in aceto utilizzando la luce solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ricercatori-di-waterloo-trasformano-rifiuti-di-plastica-in-aceto-utilizzando-la-luce-solare-1774346971233_320.jpeg" alt="Ricercatori di Waterloo trasformano rifiuti di plastica in aceto utilizzando la luce solare"></a></article></aside><p>Sebbene questo progetto sia ancora in fase sperimentale e necessiti di un'implementazione industriale al di fuori del laboratorio, i risultati sono promettenti per quanto riguarda la riduzione dei costi di selezione e separazione dei materiali plastici, <strong>la produzione di idrogeno ad elevata purezza e la gestione dei rifiuti rimanenti per il riutilizzo.</strong></p><h2>Un problema che offre una finestra di opportunità</h2><p>Dal 2020, sono emersi diversi progetti di ricerca volti a mitigare questo problema crescente, dato che la maggior parte della produzione attuale di beni essenziali purtroppo contiene qualche tipo di plastica.</p><p>Nel 2025, i ricercatori giapponesi hanno pubblicato una scoperta: avevano sviluppato una plastica a base di cellulosa altamente resistente che si degrada completamente in acqua salata. E all'inizio del 2026 è stato pubblicato un progetto che distrugge la plastica utilizzando enzimi, <strong>ottenendo la degradazione fino al 90% delle bottiglie in PET.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="608172" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-robot-ispirato-alle-lumache-mira-a-combattere-l-inquinamento-da-microplastica-nei-corpi-idrici.html" title="Un robot ispirato alle lumache mira a combattere l'inquinamento da microplastica nei corpi idrici">Un robot ispirato alle lumache mira a combattere l'inquinamento da microplastica nei corpi idrici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-robot-ispirato-alle-lumache-mira-a-combattere-l-inquinamento-da-microplastica-nei-corpi-idrici.html" title="Un robot ispirato alle lumache mira a combattere l'inquinamento da microplastica nei corpi idrici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/robo-inspirado-em-caracois-pretende-combater-a-poluicao-por-microplasticos-em-corpos-de-agua-tecnologia-1701905871177_320.jpg" alt="Un robot ispirato alle lumache mira a combattere l'inquinamento da microplastica nei corpi idrici"></a></article></aside><p>È importante notare che l'implementazione delle bioplastiche nella vita quotidiana e la creazione di nuovi meccanismi per mitigare questo materiale potrebbero richiedere ancora molto tempo. Pertanto, la migliore opportunità per apportare un cambiamento in questo ambito risiede nelle scelte di ciascuno di noi, <strong>volte a generare la minor quantità possibile di rifiuti di plastica nella nostra vita quotidiana.</strong></p><h3><em>Riferimento alla notizia</em><br></h3><p><em> PNAS, <a href="https://www.pnas.org/doi/10.1073/pnas.2537552123">Selective and direct hydrogen generation from mixed plastic waste via alkaline thermal treatment with inherent carbon storage</a>, Julio 2026. </em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-riescono-a-trasformare-la-plastica-in-carburante-il-sistema-che-converte-la-plastica-in-energia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Alla scoperta dei pirocumulonembi, le grandi nuvole di fuoco create da incendi ed eruzioni vulcaniche]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche.html</link><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 17:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>I <strong>pirocumulonembi </strong>generati da grandi incendi boschivi riescono a raggiungere altitudini superiori agli 11-12 chilometri (il livello della tropopausa alle medie latitudini) e penetrano nella bassa stratosfera. Queste nuvole si possono vedere in alcune zone d'Italia.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche-1785274121545.jpg" data-image="qu91rz77cyi3" alt="Incendi." title="Incendi."><figcaption>I pirocumulonembi generati da grandi incendi boschivi riescono a raggiungere altitudini superiori agli 11-12 chilometri (il livello della tropopausa alle medie latitudini) e penetrano nella bassa stratosfera.</figcaption></figure><p>Il <strong>pirocumulo (o pyrocumulus / flammagenitus)</strong> e il <strong>pirocumulonembo (pyrocumulonimbus o cumulonimbus flammagenitus)</strong> sono tipi speciali di nubi che si formano grazie al calore intenso generato da incendi (soprattutto boschivi) o eruzioni vulcaniche, molto intensi. </p><div class="texto-destacado">Tali nuvole hanno l’aspetto di un cumulo o di un cumulonembo, solo che il calore che li origina è causato dal fuoco. Colore spesso grigiastro o brunastro per la presenza di fumo e cenere.</div><p>Quando il <strong>pirocumulo</strong> continua a svilupparsi verticalmente in modo molto intenso, diventa un vero e proprio cumulonembo. Può raggiungere l’alta troposfera o addirittura la bassa stratosfera (fino a 10-18 km di altezza). Queste nuvole possono produrre fulmini, precipitazioni, forti raffiche di vento e, in casi estremi, <strong>perfino tornado di fuoco (fire tornado).</strong></p><h2><strong>Come nasce un pirocumulonembo?</strong></h2><p>A differenza di quanto accade con la formazione di un Cumulo o Cumulonembo, dove la convezione che guida lo sviluppo delle nuvole è innescata dalla forte insolazione del suolo e alla presenza di aria più fredda del normale nella media e alta troposfera, nel caso di un incendio boschivo è l'intensa fonte di calore a generare un'ascesa molto importante di aria molto calda mista a gas e fumo e particelle di cenere, prodotto della combustione di materia vegetale.</p><p>Quando questa enorme colonna di fumo e calore raggiunge una certa altezza, lì dove l'ambiente è abbastanza freddo<strong>, il vapore acqueo, che in grandi quantità riesce ad arrivare lassù, cambia stato.</strong> A questo punto si formano goccioline di acqua e primi embrioni di ghiaccio ed inizia a formarsi il <strong>pirocumulonembo.</strong> La nube assume, nella sua parte superiore, la forma di un cavolfiore.</p><p>Il vapore acqueo che accompagna il fumo, raggiungendo gli strati più alti della troposfera, può trovare aria più fredda e cambiare stato formando goccioline di acqua liquida. Questo è il modo in cui si formano le nuvole di tipo cumulo o cumulonembo.</p><h2><strong>Possono superare i 10 km di altezza</strong></h2><p>I <strong>pirocumulonembi </strong>generati da grandi incendi boschivi riescono a raggiungere altitudini superiori agli 11-12 chilometri (il livello della tropopausa alle medie latitudini) e penetrano nella bassa stratosfera. I forti venti che soffiano nella parte superiore della troposfera e nella parte inferiore della stratosfera aiutano a diffondere la copertura nuvolosa in orizzontale ed a trasportare le minuscole particelle di fumo per lunghe distanze.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Le grandi dimensioni che raggiungono alcune di queste nubi convettive favoriscono i processi di precipitazione così come l'attività elettrica nella loro parte superiore, portando a rovesci e fulmini che colpiscono all'interno degli incendi stessi.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>A seconda dello sviluppo verticale raggiunto dal pirocumulonembo, la nuvola risultante può essere un Cumulus flammagenitus (sviluppo piccolo o intermedio), un Cumulus congestus flammagenitus (grande sviluppo) o anche un Cumulonimbus calvus flammagenitus (grande sviluppo e attività elettrica).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche-1785274313831.jpg" data-image="qpmh5yiih94p" alt="Pirocumulo." title="Pirocumulo."><figcaption>Generalmente, quando si avvia il processo di condensazione, si aggiunge ulteriore calore latente di condensazione che sommandosi al calore proveniente dalla fonte di calore continua a supportare l’attività convettiva, con forti moti ascensionali che contribuiranno a far crescere in altezza la nube. </figcaption></figure><p>Mentre nella parola pyrocumulus, <strong>il prefisso pyro- ha la sua origine nel termine greco pyros, che significa "fuoco", </strong>nel caso di "flammagenitus", il significato è "generato da fiamma o fuoco", quindi quel nome è stato scelto per identificare le nuvole generate sia dagli incendi boschivi che dalle eruzioni vulcaniche.</p><div class="texto-destacado">In Europa la formazione di pirocumuli può avvenire in paesi come la Spagna e Portogallo, dove in estate si possono verificare incendi di vaste dimensioni. Mentre in Italia si può vedere attorno l'Etna, durante le forti eruzioni.</div><p>La maggior parte di questi incendi è causata dall'uomo, quindi la nube risultante, oltre ad includere nel suo nome il termine flammagenitus, dovrebbe includere anche homogenitus (nube creata da attività umana), anche se nell'Atlante Internazionale delle Nubi della WMO questo termine si usa solo per le scie di condensazione degli aerei, o ai grandi pennacchi che si formano sopra le torri di raffreddamento delle centrali elettriche.</p><h2><strong>Il caso dei pirocumuli etnei</strong></h2><p>In Italia queste nuvole si possono notare frequentemente durante i parossismi dell’Etna. Proprio come i cumuli e i più imponenti <strong>cumulonembi temporaleschi</strong> (che possono superare i 10-12 km di altezza) i <strong>“pirocumulonembi”</strong> crescono in altezza per convezione, venendo alimentati da fonti di calore di una certa consistenza, derivate appunto dall’eruzione vulcanica di tipo esplosivo, che favoriscono lo sviluppo delle cosiddette <strong>“termiche”,</strong> le intense correnti ascensionali che generano l’imponente nube cumuliforme. </p><p>Questa <strong>“bolla di aria calda e umida”,</strong> mischiata alla cenere e ai gas prodotti dalla stessa eruzione, progredisce verso l’alto. Raggiunta una determinata quota parte del vapore acqueo contenuto in seno a questa nuvola di detriti vulcanici comincia a saturarsi, con l’attivazione del processo di condensazione che determina la nascita della nube stessa. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779885" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-sud-europa-brucia-spagna-italia-e-francia-nella-morsa-degli-incendi.html" title="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi">Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-sud-europa-brucia-spagna-italia-e-francia-nella-morsa-degli-incendi.html" title="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/incendi-da-spagna-a-sicilia-1784801363164_320.jpeg" alt="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi"></a></article></aside><p>Generalmente, quando si avvia il processo di condensazione, si aggiunge ulteriore calore latente di condensazione che sommandosi al calore proveniente dalla fonte di calore continua a supportare l’attività convettiva, con forti moti ascensionali che contribuiranno a far crescere in altezza la nube. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche-1785274196283.jpg" data-image="aqsl2fh5vp5c" alt="Pirocumulo." title="Pirocumulo."><figcaption>In Europa la formazione di pirocumuli può avvenire in paesi come la Spagna e Portogallo, dove in estate si possono verificare incendi di vaste dimensioni. </figcaption></figure><p>Solitamente questo tipo di nubi detritiche, dalla base non sempre ben determinabile per via delle colonne di cenere sollevate dall’irruenza dell’eruzione, possono raggiungere un notevole sviluppo verticale, arrivando fino al limite superiore della troposfera, e in qualche caso a bucare la troposfera sfondando fino in stratosfera, con la classica incudine (simile a quella dei grandi cumulonembi) che a quelle quote, con temperature largamente negative, <strong>fino a -50°C -60°C,</strong> tende interamente a ghiacciarsi ed espandersi in orizzontale.</p><p>Se il <strong>“pirocumulo”,</strong> dopo aver esaurito tutta la quantità di vapore acqueo a disposizione, riesce a superare i 10-12 km di spessore, arrivando a sfondare fino in stratosfera, può anche produrre attività elettrica, come nei cumulonembi, e precipitazioni sotto forma di granelli di cenere e materiale lavico in caduta dalla base della stessa nube vulcanica. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni.html" title="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni">Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni.html" title="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni-1785070975838_320.jpg" alt="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni"></a></article></aside><p>Nelle fasi più parossistiche di una eruzione, quando un pennacchio di ceneri sovrasta il vulcano, non è infrequente notare la presenza di fulmini. I fulmini associati alle eruzioni vulcaniche iniziano a manifestarsi parecchi minuti dopo che è avvenuta l’esplosione, quando la nuova nuvola di cenere si sta strutturando. <strong>I fulmini vengono innescati dalle particelle sospese di materiali vulcanici che compongono la nube, nei quali si attivano meccanismi di accumulo di carica elettrica opposta che alla fine scatenano la scarica elettrica all’interno del “pirocumulo”.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Guida alla cura della Bougainvillea: 10 regole per una fioritura estiva spettacolare]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare.html</link><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Rustica, colorata e amata per le sue spettacolari brattee, la Bougainvillea è una delle piante simbolo dell’estate. Ecco 10 consigli per coltivarla e ottenere una fioritura rigogliosa.cù</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420428900.jpeg" data-image="9ryr6iwd1k1b"><figcaption>Guida alla cura della Bougainvillea: 10 regole per una fioritura estiva spettacolare</figcaption></figure><p><strong>Un fusto legnoso che sembra nascere direttamente dal cemento, rami vigorosi che sfidano la gravità e risalgono lungo un muro assolato in pietra, fino a una chioma ricadente che nel pieno dell’estate forma una spettacolare cascata di colore</strong>. Questa immagine estiva racconta molto del carattere della Bougainvillea: una pianta rustica, vigorosa e generosa nella fioritura, capace di adattarsi ai climi miti e di regalare per mesi un’esplosione di tonalità vivaci. </p><p>Originaria delle regioni tropicali e subtropicali dell’America Meridionale, questa pianta rampicante è oggi uno dei simboli vegetali delle aree costiere calde, dove viene coltivata per ricoprire muri, pergolati e terrazze.</p><div class="texto-destacado"> In realtà, dietro la sua straordinaria resistenza si nascondono esigenze precise: la Bougainvillea ama il sole, teme i ristagni d’acqua e dà il meglio di sé quando viene coltivata nel clima mite tipico delle zone costiere. </div><p><strong>Un dettaglio curioso riguarda proprio la sua fioritura</strong>: quelli che comunemente vengono chiamati "fiori" sono in realtà brattee, cioè foglie modificate dai colori vivaci che circondano i piccoli fiori veri, generalmente bianchi o giallastri. Sono proprio queste strutture a rendere la Bougainvillea una delle piante ornamentali più amate.</p><p><strong>Il genere comprende circa 18 specie</strong>, ma tra quelle più diffuse troviamo:</p><ul><li><strong>Bougainvillea glabra</strong>, molto vigorosa e apprezzata per la capacità di ricoprire muri e pergolati;</li><li><strong>Bougainvillea spectabilis</strong>, caratterizzata da una crescita rigogliosa e brattee generalmente rosa-magenta;</li><li><strong>Bougainvillea x buttiana</strong>, un ibrido molto coltivato che presenta numerose varietà con colorazioni diverse, dal rosso al rosa, fino all'arancio.</li></ul><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778208" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-dei-girasoli-10-regole-per-coltivare-con-successo-il-fiore-simbolo-dell-estate.html" title="Guida alla cura dei girasoli: 10 regole per coltivare con successo il fiore simbolo dell’estate">Guida alla cura dei girasoli: 10 regole per coltivare con successo il fiore simbolo dell’estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-dei-girasoli-10-regole-per-coltivare-con-successo-il-fiore-simbolo-dell-estate.html" title="Guida alla cura dei girasoli: 10 regole per coltivare con successo il fiore simbolo dell’estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-dei-girasoli-10-regole-per-coltivare-con-successo-il-fiore-simbolo-dell-estate-1784715750297_320.jpeg" alt="Guida alla cura dei girasoli: 10 regole per coltivare con successo il fiore simbolo dell’estate"></a></article></aside><p>Per ottenere una pianta sana e una fioritura abbondante, ecco dieci regole fondamentali.</p><h2>1. Scegliere una posizione in pieno sole</h2><p><strong>La luce è il principale alleato della Bougainvillea</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420239719.jpeg" data-image="xwbus36lzpf1"><figcaption>Scegliere una posizione in pieno sole</figcaption></figure><p>Per produrre molte brattee colorate necessita di diverse ore di sole diretto ogni giorno. Una posizione luminosa e riparata favorisce una crescita compatta e una fioritura più intensa.</p><h2>2. Utilizzare un terreno ben drenato</h2><p><strong>La Bougainvillea è una pianta rustica, ma non tollera i ristagni idrici</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420266238.jpeg" data-image="ai03wxqgxpv6"><figcaption>Utilizzare un terreno ben drenato</figcaption></figure><p>Il terreno ideale deve essere leggero e permettere all'acqua di defluire rapidamente. Un substrato troppo compatto può provocare problemi alle radici.</p><h2>3. Annaffiare senza esagerare</h2><p><strong>Durante la primavera e l'estate le irrigazioni devono essere regolari, soprattutto per gli esemplari giovani o coltivati in vaso</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420305905.jpeg" data-image="j6jmwzuhw9td"><figcaption>Annaffiare senza esagerare</figcaption></figure><p>È però importante lasciare asciugare il terreno tra un'annaffiatura e l'altra: un eccesso d'acqua può indebolire la pianta e ridurre la fioritura.</p><h2>4. Ridurre le irrigazioni durante l'inverno</h2><p><strong>Nel periodo di riposo vegetativo la Bougainvillea richiede meno acqua</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420319797.jpeg" data-image="9vasfovrx6cl"><figcaption>Ridurre le irrigazioni durante l'inverno</figcaption></figure><p>Nelle zone con clima mite le annaffiature possono essere notevolmente ridotte, evitando sempre che il terreno rimanga costantemente umido.</p><h2>5. Concimare nel periodo di crescita</h2><p><strong>Dalla primavera all'estate è possibile sostenere la fioritura con concimi specifici per piante da fiore</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420345957.jpeg" data-image="phql4zr3apw9"><figcaption>Concimare nel periodo di crescita</figcaption></figure><p>È preferibile evitare eccessi di azoto, che favoriscono lo sviluppo di foglie e rami a discapito delle brattee colorate.</p><h2>6. Scegliere un vaso adatto</h2><p><strong>La coltivazione in vaso è possibile, ma occorre scegliere contenitori abbastanza capienti e dotati di fori di drenaggio</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420456262.jpeg" data-image="nc1qivv9333e"><figcaption>Scegliere un vaso adatto</figcaption></figure><p>I rinvasi si effettuano generalmente alla ripresa vegetativa, tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera.</p><h2>7. Potare nel momento giusto</h2><p><strong>La potatura principale si effettua alla fine dell'inverno, eliminando rami deboli o secchi e contenendo la crescita dove necessario</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420473449.jpeg" data-image="mi0r2hqj6gg6"><figcaption>Potare nel momento giusto</figcaption></figure><p>Una potatura equilibrata stimola la formazione di nuovi getti, sui quali si svilupperà la fioritura.</p><h2>8. Fornire un sostegno alla crescita</h2><p><strong>Essendo una pianta rampicante e vigorosa, la Bougainvillea ha bisogno di supporti come muri, pergolati o graticci</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420491377.jpeg" data-image="8y3da08eo41u"><figcaption>Fornire un sostegno alla crescita</figcaption></figure><p>I suoi rami possono svilupparsi rapidamente e creare spettacolari coperture vegetali.</p><h2>9. Proteggerla dal freddo</h2><p><strong>La Bougainvillea ama il caldo e può soffrire temperature rigide e gelate</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420511093.jpeg" data-image="u77v1fpzaqt8"><figcaption>Proteggerla dal freddo</figcaption></figure><p>Nelle zone con inverni freddi è consigliabile coltivarla in vaso, così da poterla spostare in un luogo riparato durante i mesi più difficili.</p><h2>10. Rispettare i suoi ritmi naturali</h2><p><strong>Una Bougainvillea rigogliosa non si ottiene forzando la pianta, ma assecondandone le esigenze</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420529484.jpeg" data-image="jiv4gczk6pgv"><figcaption>Rispettare i suoi ritmi naturali</figcaption></figure><p>Sole, temperature miti, terreno asciutto e una corretta gestione dell'acqua sono gli elementi che permettono di ottenere una fioritura spettacolare.</p><h2>La pianta che racconta l'estate</h2><p><strong>Dai borghi costieri ai giardini privati, dai balconi alle terrazze assolate, la Bougainvillea è diventata uno dei simboli vegetali dell'estate</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="714446" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piu-bella-della-bouganville-e-quasi-indistruttibile-resistente-al-sole-richiede-poche-annaffiature-e-decora.html" title="Più bella della Bougainvillea e quasi indistruttibile: resiste al sole, richiede poca acqua e decora ogni angolo">Più bella della Bougainvillea e quasi indistruttibile: resiste al sole, richiede poca acqua e decora ogni angolo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piu-bella-della-bouganville-e-quasi-indistruttibile-resistente-al-sole-richiede-poche-annaffiature-e-decora.html" title="Più bella della Bougainvillea e quasi indistruttibile: resiste al sole, richiede poca acqua e decora ogni angolo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mas-bonita-que-la-buganvilla-y-casi-indestructible-resistente-al-sol-requiere-poco-riego-y-decora-cualquier-rincon-1749284543051_320.jpg" alt="Più bella della Bougainvillea e quasi indistruttibile: resiste al sole, richiede poca acqua e decora ogni angolo"></a></article></aside><p>I suoi colori intensi trasformano muri e pergolati in scenari spettacolari, celebrando il legame tra natura, architettura e paesaggio. Con le giuste cure, questa pianta generosa può regalare ogni anno una delle fioriture più affascinanti della stagione calda.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’acqua dell’Oceano Artico rimane “prigioniera” per decenni prima di ritornare verso Sud]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-acqua-dell-oceano-artico-rimane-prigioniera-per-decenni-prima-di-ritornare-verso-sud.html</link><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Secondo un recente studio le acque fredde dell'Artico possono rimanere intrappolate a ridosso del Polo Nord per decenni. Ecco quali sono i tempi. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-acqua-dell-oceano-artico-rimane-prigioniera-per-decenni-prima-di-ritornare-verso-sud-1785188474069.jpg" data-image="a37b5n1fcihf" alt="Artico." title="Artico."><figcaption>Queste acque dense non tornano immediatamente verso sud. Al contrario, trascorrono diversi decenni all’interno dei bacini profondi dell’Oceano Artico, muovendosi lentamente prima di riuscire a fuoriuscire</figcaption></figure><p>Un recente studio ha rivelato un dettaglio affascinante e inaspettato sul funzionamento del <strong>sistema circolatorio oceanico globale. </strong>Difatti, le acque che raggiungono l’Oceano Artico impiegano spesso decenni, più di vent’anni in media, prima di completare il loro viaggio e fluire nuovamente verso sud. </p><p>Non si tratta di un percorso rapido, ma di un lungo e lento soggiorno nei bacini profondi artici, prima di raggiungere le latitudini più meridionali.</p><h2><strong>La circolazione meridionale atlantica: il “nastro trasportatore” del pianeta</strong></h2><p>Al centro di questo meccanismo c’è la <strong>Circolazione Meridionale Atlantica (AMOC),</strong> uno dei sistemi più importanti del nostro pianeta. Spesso descritta come un gigantesco nastro trasportatore, l’<strong>AMOC</strong> ridistribuisce calore dall’equatore verso le regioni polari, <strong>regolando in modo significativo il clima globale e, in particolare, quello dell’emisfero settentrionale.</strong></p><p>Il processo è guidato dalla <strong>circolazione termoalina,</strong> un meccanismo alimentato dalle differenze di temperatura e salinità delle masse d’acqua. <strong>In superficie, correnti calde e salate provenienti dai tropici viaggiano verso nord lungo l’Oceano Atlantico.</strong> </p><p>Man mano che avanzano, <strong>queste acque cedono enormi quantità di calore all’atmosfera,</strong> regalando un clima sorprendentemente mite alle coste della Scozia, della Norvegia e della Scandinavia rispetto ad altre regioni poste alla stessa latitudine.</p><h2><strong>Dal calore al freddo profondo</strong></h2><p>Giunte nelle regioni subpolari e artiche, le acque si raffreddano notevolmente. Il calo di temperatura le rende più dense e pesanti, fino al punto in cui sprofondano verso i fondali oceanici. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Over the past 150 years, Earths entire surface has been warming, except for one patch of the north Atlantic. Located south-east of Greenland, this area has cooled by as much as 1°C and is known as the warming hole or the cold blob. Read more: <a href="https://t.co/x14THWpIyH">https://t.co/x14THWpIyH</a> <a href="https://t.co/jl6Yz798sj">pic.twitter.com/jl6Yz798sj</a></p>— New Scientist (@newscientist) <a href="https://x.com/newscientist/status/2077813621917200798?ref_src=twsrc%5Etfw">July 16, 2026</a></blockquote></figure><p>È qui che avviene il fenomeno messo in luce dallo studio. Queste acque dense non tornano immediatamente verso sud. <strong>Al contrario, trascorrono diversi decenni all’interno dei bacini profondi dell’Oceano Artico, muovendosi lentamente prima di riuscire a fuoriuscire, principalmente attraverso lo Stretto di Fram,</strong> tra la Groenlandia e l’arcipelago delle Svalbard.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706796" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-analizzano-un-raro-temporale-il-piu-vicino-al-polo-nord-e-un-segno-del-riscaldamento-dell-artico.html" title="Gli scienziati analizzano uno strano temporale avvenuto vicino al Polo Nord: è un segno del riscaldamento dell'Artico?">Gli scienziati analizzano uno strano temporale avvenuto vicino al Polo Nord: è un segno del riscaldamento dell'Artico?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-analizzano-un-raro-temporale-il-piu-vicino-al-polo-nord-e-un-segno-del-riscaldamento-dell-artico.html" title="Gli scienziati analizzano uno strano temporale avvenuto vicino al Polo Nord: è un segno del riscaldamento dell'Artico?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/rara-tormenta-electrica-polo-norte-1744861673916_320.jpg" alt="Gli scienziati analizzano uno strano temporale avvenuto vicino al Polo Nord: è un segno del riscaldamento dell'Artico?"></a></article></aside><p>Solo dopo questo lungo periodo di stazionamento le acque fredde e dense riprendono il loro cammino verso sud, scorrendo lungo il fondo dell’Atlantico e completando così l’anello della circolazione.</p><h2><strong>L’importanza di questa ricerca</strong></h2><p>Comprendere con precisione questi tempi di residenza è fondamentale per diversi motivi. Innanzitutto permette ai modelli climatici di essere più accurati. In secondo luogo, aiuta a prevedere come il sistema risponderà ai rapidi cambiamenti in atto nell’Artico, <strong>in particolare alla riduzione dei ghiacci marini.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-acqua-dell-oceano-artico-rimane-prigioniera-per-decenni-prima-di-ritornare-verso-sud-1785188585847.jpg" data-image="0vr4t3yb8dar" alt="Artico." title="Artico."><figcaption>Un Artico sempre più libero dai ghiacci modifica gli scambi di calore, la salinità delle acque e i processi di formazione delle acque dense. </figcaption></figure><p>Un Artico sempre più libero dai ghiacci modifica gli scambi di calore, la salinità delle acque e i processi di formazione delle acque dense. <strong>Se la circolazione termoalina dovesse rallentare in modo significativo, uno scenario che alcuni studi ritengono già in corso,</strong> le conseguenze sul clima europeo e globale potrebbero essere notevoli.</p><div class="texto-destacado">Ci troveremo davanti ad estati più calde in alcune zone, inverni più rigidi in altre, <strong>alterazioni delle precipitazioni e un innalzamento del livello del mare lungo certe coste.</strong></div><p>La ricerca recente sottolinea come l’<strong>AMOC</strong> non sia un sistema immediato e reattivo, ma un meccanismo lento e “paziente”, <strong>con tempi di risposta che si misurano in decenni.</strong> Questo rende ancora più delicata la comprensione di come le attività umane e il riscaldamento globale stiano influenzando un sistema che regola il clima del nostro pianeta da migliaia di anni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="749028" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-polo-nord-magnetico-sta-rallentando-e-cambiando-direzione-dovremo-cambiare-bussola-e-gps.html" title="Il polo nord magnetico sta rallentando e cambiando direzione, dovremo cambiare bussola e GPS?">Il polo nord magnetico sta rallentando e cambiando direzione, dovremo cambiare bussola e GPS?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-polo-nord-magnetico-sta-rallentando-e-cambiando-direzione-dovremo-cambiare-bussola-e-gps.html" title="Il polo nord magnetico sta rallentando e cambiando direzione, dovremo cambiare bussola e GPS?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/o-polo-norte-magnetico-abranda-e-muda-de-direcao-teremos-de-mudar-as-nossas-bussolas-e-gps-1768326294651_320.jpg" alt="Il polo nord magnetico sta rallentando e cambiando direzione, dovremo cambiare bussola e GPS?"></a></article></aside><p>In sintesi, l’acqua che oggi bagna le coste norvegesi potrebbe aver lasciato le regioni tropicali decenni fa e, dopo un lungo soggiorno artico, <strong>tornerà un giorno verso sud per continuare il suo ciclo millenario.</strong> Un promemoria della straordinaria complessità e lentezza dei grandi meccanismi che governano il clima della Terra.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-acqua-dell-oceano-artico-rimane-prigioniera-per-decenni-prima-di-ritornare-verso-sud.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'innalzamento del livello del mare potrebbe colpire 1,4 milioni di persone in più entro il 2200 nel solo Regno Unito]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-innalzamento-del-livello-del-mare-potrebbe-colpire-oltre-1-4-milioni-di-persone-in-piu-entro-il-2200-secondo-uno-studio.html</link><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Una nuova ricerca ha quantificato l'entità della popolazione del Regno Unito minacciata dalle inondazioni costiere entro il 2200, prevedendo che circa 1,4 milioni di persone in più potrebbero essere a rischio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sea-level-rise-could-affect-over-1-4-million-more-people-by-2200-new-research-finds-1785247045280.jpeg" data-image="mcbr9gdxgnnz" alt="Secondo una nuova ricerca, le inondazioni costiere potrebbero colpire ulteriori 1,4 milioni di persone entro il 2200. Immagine: Adobe." title="Secondo una nuova ricerca, le inondazioni costiere potrebbero colpire ulteriori 1,4 milioni di persone entro il 2200. Immagine: Adobe."><figcaption>Secondo una nuova ricerca, le inondazioni costiere potrebbero colpire ulteriori 1,4 milioni di persone entro il 2200. Immagine: Adobe.</figcaption></figure><p>Entro la fine del prossimo secolo, <strong>almeno mezzo milione di persone in più nel Regno Unito sarà esposto al rischio di alluvioni costiere</strong>, secondo una nuova ricerca che quantifica la quota della popolazione britannica minacciata dalle inondazioni costiere in base alle future previsioni di innalzamento del livello del mare.</p><h2>Altri 1,4 milioni di persone a rischio</h2><p>Secondo lo studio condotto dal Met Office e dall'Università di Bristol, <strong>entro il 2200 circa 1,4 milioni di persone in più – un aumento del 25% rispetto a oggi – potrebbero essere esposte al rischio di alluvioni costiere</strong>. Questo scenario si verificherebbe anche nel caso in cui fossero rispettati gli attuali impegni globali di riduzione delle emissioni di carbonio. La ricerca, pubblicata sulla rivista <em>Nature Communications</em>, stima inoltre che il numero possa salire a 1,7 milioni entro il 2300.</p><p>"Gli oceani e le regioni ricoperte di ghiaccio del pianeta reagiscono molto lentamente al riscaldamento globale, il che rende l'innalzamento del livello del mare il "gigante addormentato" del cambiamento climatico", ha dichiarato Matt Palmer, professore associato di Scienze del Clima presso il Cabot Institute for the Environment dell'Università di Bristol e ricercatore del Met Office.</p><p>Secondo Palmer, il risultato è che <strong>l'innalzamento del livello del mare è ormai "destinato a protrarsi per secoli".</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-tabu-del-cambiamento-climatico-perche-gli-scienziati-hanno-urgenza-di-parlare-dello-scenario-peggiore-possibile.html" title="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'">Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello "scenario peggiore possibile"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-tabu-del-cambiamento-climatico-perche-gli-scienziati-hanno-urgenza-di-parlare-dello-scenario-peggiore-possibile.html" title="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-tabu-del-cambio-climatico-por-que-los-cientificos-urgen-a-hablar-del-peor-escenario-posible-1784803404526_320.jpeg" alt="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'"></a></article></aside><p>"Il nostro studio quantifica l'entità della sfida legata all'adattamento e mette in evidenza come la riduzione delle emissioni di gas serra possa contribuire a evitare gli scenari peggiori", ha proseguito Palmer. "I risultati sottolineano l'importanza di un'azione globale sulle emissioni, come previsto dall'Accordo di Parigi, per ridurre il rischio legato all'innalzamento del livello del mare e la necessità di adattarsi all'innalzamento inevitabile che si verificherà nei prossimi decenni".</p><h2>Entro il 2300 il livello del mare potrebbe triplicare</h2><p><strong>Entro il 2100 il livello del mare lungo le coste del Regno Unito è destinato ad aumentare tra 0,4 e 0,6 metri</strong>. Secondo la ricerca, ciò comporterebbe un incremento del 13% delle aree classificate a rischio di alluvioni costiere. Entro il 2300, invece, l'innalzamento potrebbe raggiungere tra 1,2 e 1,8 metri, con un aumento del 56% delle aree esposte al rischio.</p><p>Utilizzando le valutazioni del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (IPCC) insieme alle proiezioni sul livello del mare elaborate con un avanzato modello dinamico britannico di simulazione delle alluvioni sviluppato da Fathom, i ricercatori hanno analizzato diversi scenari di innalzamento del mare e stimato l'aumento della popolazione esposta al rischio di alluvioni costiere nel corso di questo secolo e dei successivi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775211" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-potrebbe-essere-storico-una-nuova-previsione-indica-un-riscaldamento-di-oltre-2-5-c-nel-pacifico.html" title="El Niño 2026-2027 potrebbe essere storico: una nuova previsione indica un riscaldamento di oltre 2,5 °C nel Pacifico">El Niño 2026-2027 potrebbe essere storico: una nuova previsione indica un riscaldamento di oltre 2,5 °C nel Pacifico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-potrebbe-essere-storico-una-nuova-previsione-indica-un-riscaldamento-di-oltre-2-5-c-nel-pacifico.html" title="El Niño 2026-2027 potrebbe essere storico: una nuova previsione indica un riscaldamento di oltre 2,5 °C nel Pacifico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-pode-ser-historico-nova-previsao-indica-aquecimento-acima-de-2-5-c-no-pacifico-1782154814200_320.png" alt="El Niño 2026-2027 potrebbe essere storico: una nuova previsione indica un riscaldamento di oltre 2,5 °C nel Pacifico"></a></article></aside><p><strong>"Come ci si può aspettare, le aree a bassa quota saranno quelle più colpite dall'innalzamento del livello del mare",</strong> ha spiegato il dottor James Savage, responsabile della modellazione delle alluvioni presso Fathom. «L'area di The Wash e l'estuario dell'Humber emergono come veri e propri punti caldi del rischio di alluvioni costiere in tutti gli scenari analizzati.»</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/sea-level-rise-could-affect-over-1-4-million-more-people-by-2200-new-research-finds-1785247130222.jpeg" data-image="vkkkie6qncab" alt="L'innalzamento del livello del mare potrebbe mettere a rischio oltre 1,4 milioni di persone entro il 2200" title="L'innalzamento del livello del mare potrebbe mettere a rischio oltre 1,4 milioni di persone entro il 2200"> <figcaption>Entro il 2100 il livello del mare potrebbe aumentare tra 0,4 e 0,6 metri lungo le coste del Regno Unito. Immagine: Adobe.</figcaption> </figure><p>In uno «scenario ragionevolmente peggiore», che include i controversi processi di instabilità delle calotte glaciali, <strong>il livello del mare potrebbe aumentare di oltre 15 metri nel Regno Unito entro il 2300. </strong>Una simile evoluzione minaccerebbe infrastrutture strategiche, come l'autostrada M25 e il distretto finanziario di Londra, e potrebbe lasciare vaste aree della parte occidentale e settentrionale della capitale sommerse da oltre un metro d'acqua durante un grave evento di alluvione costiera.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>"Gli scenari peggiori relativi all'innalzamento del livello del mare rappresenterebbero una sfida enorme per il Regno Unito nei prossimi secoli e potrebbero rendere necessario un trasferimento su larga scala di popolazioni e insediamenti lontano dalle coste", ha affermato Jeffrey Neal, professore di Idrologia all'Università di Bristol e consulente scientifico capo di Fathom.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Lo studio evidenzia inoltre la necessità di proseguire il monitoraggio dell'innalzamento del livello del mare</strong>, con particolare attenzione alle calotte glaciali, così da individuare tempestivamente eventuali cambiamenti che possano indicare un'accelerazione verso scenari ancora più estremi.</p><p>Secondo Neal, gli scenari più gravi potrebbero essere mitigati «attraverso uno sforzo globale coordinato per ridurre le emissioni di gas serra, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi».</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento scientifico</h3> <p class="article-reference__body"> <cite data-author="Palmer et al." data-year="2026" data-title="Quantifying UK coastal flood exposure under future sea-level rise to 2300" data-url="https://www.nature.com/articles/s41467-026-74982-1"> Palmer et al. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41467-026-74982-1" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation"> Quantifying UK coastal flood exposure under future sea-level rise to 2300 </a>. </cite> </p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-innalzamento-del-livello-del-mare-potrebbe-colpire-oltre-1-4-milioni-di-persone-in-piu-entro-il-2200-secondo-uno-studio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quarta ondata di calore in arrivo: ecco la dinamica atmosferica che sta arroventando Italia ed Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quarta-ondata-di-calore-in-arrivo-ecco-la-dinamica-atmosferica-che-sta-arroventando-italia-ed-europa.html</link><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 05:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco la complessa dinamica atmosferica che sta favorendo l'arrivo del grande caldo in Italia e su gran parte d'Europa, in questo inizio di agosto. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xatybam"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatybam.jpg" id="xatybam"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il mese di agosto è appena iniziato e l’Europa centro-meridionale sta affrontando la quarta ondata di calore dell’estate. Non si tratta di un semplice “anticiclone africano” generico, ma di una configurazione ben strutturata in media troposfera (livello 500 hPa) che sta orchestrando una reazione a catena tipica delle <strong>onde di Rossby.</strong></p><p>Analizziamola nel dettaglio, osservando la mappa geopotenziale da ovest verso est, si può osservare come l’arrivo dell’ondata di calore sull’Europa meridionale sia frutto di una congeniale configurazione barica che ormai si ripete, di settimana in settimana.</p><h2><strong>Le quattro strutture principali fra Nord America ed Europa</strong></h2><p>Se osserviamo per bene le mappe sulla distribuzione del geopotenziale sul Nord Atlantico, noteremo la presenza di una saccatura sulla costa orientale degli Stati Uniti. Questa vasta saccatura sta convogliando aria fredda di origine canadese verso latitudini molto più basse del normale, <strong>creando un forte contrasto termico.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quarta-ondata-di-calore-in-arrivo-ecco-la-dinamica-atmosferica-che-sta-arroventando-italia-ed-europa-1785361237348.png" data-image="hsux4nwhjymq" alt="Carta sinottica." title="Carta sinottica."><figcaption>Nel cuore dell’Atlantico settentrionale troviamo in azione una circolazione ciclonica isolata (cut-off) con valori minimi intorno ai 570 dam. Questo sistema depressionario isolato sta scivolando verso sud-est, lungo il bordo orientale dell’anticiclone oceanico, fungendo da vero e proprio “perno” della configurazione.</figcaption></figure><p>Ad est della saccatura americana, la discesa di aria fredda verso sud “solleva” una massa d’aria calda tropicale. Si forma così un promontorio anticiclonico in pieno oceano Atlantico, <strong>con valori di geopotenziale fino a 594 dam.</strong></p><p>Ma poco più ad est di questo promontorio oceanico troviamo in azione, nel cuore dell’Atlantico settentrionale, <strong>una circolazione ciclonica isolata (cut-off) con valori minimi intorno ai 570 dam.</strong> </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Questo sistema depressionario isolato sta scivolando verso sud-est, lungo il bordo orientale dell’anticiclone oceanico, <strong>fungendo da vero e proprio “perno” della configurazione.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Sul bordo orientale del <strong>cut-off atlantico</strong> si è attivato un esteso flusso di aria calda e secca, in parte proveniente dal Sahara occidentale, ed in parte dall’Atlantico tropicale (dal tratto a largo dell’Africa occidentale), che sta favorendo lo sviluppo di un robusto <strong>promontorio dinamico in quota, </strong>esteso dal Nord Africa verso l’Europa occidentale e il bacino del Mediterraneo. <strong>Valori di geopotenziale molto alti (594 dam o superiori, specialmente sulla Spagna) stanno progressivamente inglobando l’Italia intera.</strong></p><h2><strong>Il meccanismo delle onde di Rossby e la catena che alimenta il caldo</strong></h2><p>Questa disposizione non è casuale, <strong>ma un classico schema d’onda di Rossby in fase.</strong> La saccatura atlantica centrale funge da perno rotante in senso antiorario. Sul suo bordo orientale richiama intensamente <strong>masse d’aria calda e secca direttamente dal deserto del Sahara, e in parte dal basso Atlantico orientale, in corrispondenza del fronte africano.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quarta-ondata-di-calore-in-arrivo-ecco-la-dinamica-atmosferica-che-sta-arroventando-italia-ed-europa-1785361336852.png" data-image="7q6o83zese5l" alt="Onde di Rossby." title="Onde di Rossby."><figcaption>Questa disposizione non è casuale, ma un classico schema d’onda di Rossby in fase. La saccatura atlantica centrale funge da perno rotante in senso antiorario. Sul suo bordo orientale richiama intensamente masse d’aria calda e secca direttamente dal deserto del Sahara, e in parte dal basso Atlantico orientale, in corrispondenza del fronte africano.</figcaption></figure><p>L'aria calda richiamata verso nord si accumula all'interno del promontorio europeo (valori di 594 dam o forse più sulla Spagna e in progressiva estensione verso l'Italia). </p><p>Il geopotenziale sale, l'aria si espande verso l'alta troposfera, ma quest'aria è costretta a scendere verso il basso (subsidenza). Scendendo, si comprime e si riscalda ulteriormente, azzerando la nuvolosità e massimizzando l'irraggiamento solare. Da qui nascono i guai, come abbiamo visto molto bene a giugno e luglio, sulle medesime aree.</p><h2>Il blocco alle perturbazioni atlantiche</h2><p><strong>L'altezza e la robustezza del geopotenziale sul Mediterraneo sbarreranno la strada alle perturbazioni dall’Atlantico.</strong> Il flusso atlantico si troverà un blocco, tanto da essere costretto a scorrere a latitudini molto elevate (oltre il 60°N, sopra la Scandinavia), lasciando l'Europa centro-meridionale sotto una cupola di caldo stagnante.</p><p>Il promontorio subtropicale sul Mediterraneo agisce come un vero e proprio sbarramento. Le perturbazioni atlantiche, invece di raggiungere l’Europa centro-meridionale, sono costrette a deviare su latitudini molto elevate, sulla Scandinavia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780863" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti.html" title="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti">Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti.html" title="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti-1785230696991_320.jpg" alt="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti"></a></article></aside><p>L’Europa meridionale rimane così isolata sotto questa cupola stagnante, di aria calda subtropicale marittimizzata sul Mediterraneo, con pochissimo ricambio d’aria.</p><h2><strong>Verso il clou dell’ondata di calore</strong></h2><p>Questo scenario supporta perfettamente le previsioni per l'inizio di agosto 2026. La persistenza di questa cupola subtropicale causerà un incremento costante delle temperature, con picchi termici localmente anche al di sopra dei <strong>+40 °C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quarta-ondata-di-calore-in-arrivo-ecco-la-dinamica-atmosferica-che-sta-arroventando-italia-ed-europa-1785361401434.png" data-image="yuoge8n3zokr" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>L'aria calda richiamata verso nord si accumula all'interno del promontorio europeo (valori di 594 dam o forse più sulla Spagna e in progressiva estensione verso l'Italia). Il geopotenziale sale, l'aria si espande verso l'alta troposfera, ma quest'aria è costretta a scendere verso il basso (subsidenza). Scendendo, si comprime e si riscalda ulteriormente, azzerando la nuvolosità e massimizzando l'irraggiamento solare. </figcaption></figure><p>Questa configurazione è destinata a persistere nei prossimi giorni. Le conseguenze saranno un netto aumento delle temperature massime, <strong>con picchi localmente superiori ai 40 °C (soprattutto su Pianura Padana, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia interna).</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Notti tropicali molto intense e prolungate a causa della forte compressione dell’umidità nei bassi strati (temperature minime spesso sopra i 25-28 °C).</strong></div><p>Disagio fisico elevato, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. Basso rischio di precipitazioni significative sull’Italia centro-meridionale almeno fino alla prima decade di agosto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'">Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: "c'è la possibilità che si formino quest'autunno"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-meteorologo-aleman-sobre-el-riesgo-de-medicanes-en-el-mediterraneo-este-otono-hay-potencial-para-su-formacion-1785188590384_320.png" alt="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"></a></article></aside><p>Dopo le ondate precedenti, la macchina atmosferica si è rimessa in moto con lo stesso schema. Una saccatura americana profonda, un <strong>cut-off atlantico</strong> che funge da pompa di calore sahariana e un promontorio subtropicale sempre più robusto sull’Europa meridionale. <strong>Il risultato è quella che, con ogni probabilità, sarà ricordata come la quarta ondata di calore significativa dell’estate 2026.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quarta-ondata-di-calore-in-arrivo-ecco-la-dinamica-atmosferica-che-sta-arroventando-italia-ed-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo anomalo, domenica 2 agosto bollente fino a 40°C su queste regioni del Centro-Nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-anomalo-domenica-2-agosto-bollente-fino-a-40-c-su-queste-regioni-del-centro-nord.html</link><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il caldo si avvicinerà alla sua fase di picco, tanto che in molte regioni si raggiungeranno valori di ben +39°C +40°C, mentre nelle città le notti tropicali non daranno tregua.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xatx3qi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatx3qi.jpg" id="xatx3qi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’ennesima ondata di calore eccezionale, per la climatologia del nostro Paese, sta avvolgendo l’Italia in questi primi giorni di agosto, con temperature che superano di gran lunga le medie stagionali e valori che, in alcune aree, si avvicinano a record storici. </p><div class="texto-destacado">Quella di oggi, <strong>domenica 2 agosto 2026,</strong> si conferma come la giornata più calda del periodo, <strong>con picchi previsti fino a +40°C su alcune zone particolarmente esposte.</strong></div><p>In particolare in diverse zone interne di Lazio e Toscana, nonché in alcune zone della pianura emiliana. Si tratta di valori davvero elevatissimi per il mese di agosto, <strong>resi ancora più insopportabili dall’umidità presente soprattutto nelle valli e nelle aree pianeggianti.</strong></p><h2><strong>Sulle aree interne del Centro-Nord fino a +40°C</strong></h2><p>La calura interesserà un po’ tutta la Penisola, ma saranno le regioni del Centro-Nord a vedere le temperature più alte, <strong>fino a massime di +38°C +40°C. </strong></p><p>Il caldo sarà però intenso e diffuso su tutta la Penisola. <strong>Le temperature massime oscilleranno generalmente tra i +33°C e +34°C, ma saliranno facilmente fino a +37°C/+38°C su gran parte delle regioni centro-settentrionali e su molte aree interne del Sud.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-anomalo-domenica-2-agosto-bollente-fino-a-40-c-su-queste-regioni-del-centro-nord-1785576162962.jpg" data-image="8gkhow8wshil" alt="Caldo intenso." title="Caldo intenso."><figcaption>Il caldo sarà molto intenso in molte città, specialmente al Centro-Nord.</figcaption></figure><p>Solo lungo le coste, grazie alla brezza marina, i valori risulteranno leggermente più contenuti, anche se l’afa rimarrà elevata, causa il grande contenuto di vapore acqueo rilasciato dal mare molto caldo in superficie.</p><p>Mentre l'altezza dello zero termico resterà invariata su valori davvero anomali, <strong>fino a oltre 4500 metri nell'area alpina.</strong> Una gran brutta notizia per tutti i ghiacciai alpini, già in forte sofferenza.</p><h2><strong>Attenzione alle notti tropicali</strong></h2><p>Una delle caratteristiche più pesanti di questa ondata di calore saranno le <strong>notti tropicali. </strong>In numerose città, <strong>le temperature minime non scenderanno sotto i +25°C/+28°C,</strong> impedendo al corpo di recuperare dal calore accumulato durante il giorno. <strong>Roma, Firenze, Bologna, Milano, Napoli e molte altre aree urbane vivranno notti opprimenti, </strong>con un disagio bioclimatico molto alto soprattutto per anziani, bambini e persone con problemi di salute.</p><p>Questo promontorio di alta pressione di matrice africana si estenderà a tutto il territorio nazionale, <strong>avvettando aria molto calda, d’estrazione subtropicale continentale.</strong> Il caldo anomalo è destinato a proseguire almeno <strong>fino alla metà della prossima settimana,</strong> con temperature che rimarranno ben al di sopra delle medie del periodo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-anomalo-domenica-2-agosto-bollente-fino-a-40-c-su-queste-regioni-del-centro-nord-1785576244762.png" data-image="a256671py668" alt="Zero termico." title="Zero termico."><figcaption>L'altezza dello zero termico, fino a oltre i 4500 metri sulle Alpi.</figcaption></figure><p>Nelle giornate successive il caldo si estenderà con maggiore decisione anche alle regioni meridionali, dove l’afa diventerà la vera protagonista. Un mix di alte temperature, umidità elevata e scarsa ventilazione renderanno l’aria pesante, <strong>soprattutto tra Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.</strong></p><h2><strong>L’estate 2026 sul podio, come una delle più calde di sempre</strong></h2><p>L’estate 2026 si conferma dunque tra le più calde degli ultimi anni, con agosto partito a tutta forza e senza apparente intenzione di concedere tregua, almeno per i prossimi giorni. Non certo una buona notizia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781433" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html" title="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani">Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html" title="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani-1785494889076_320.png" alt="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani"></a></article></aside><p>Quest’estate è ormai destinata a battere la famigerata <strong>estate del 2003</strong> per calore totale, specialmente al Nord e sulle regioni centrali tirreniche, come dimostrano i primi dati preliminari. Ma non è ancora finita qui. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-anomalo-domenica-2-agosto-bollente-fino-a-40-c-su-queste-regioni-del-centro-nord.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'asteroide che ha ucciso i dinosauri non li ha congelati, ma ha riscaldato la Terra in sole 2 ore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-asteroide-che-ha-ucciso-i-dinosauri-non-li-ha-congelati-ma-ha-riscaldato-la-terra-in-sole-2-ore.html</link><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 18:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Nuove ricerche suggeriscono che l'estinzione dei dinosauri potrebbe essere avvenuta molto più rapidamente di quanto si pensasse in precedenza. Una gigantesca nube di polvere avrebbe trasformato la Terra in un vero e proprio forno poche ore dopo l'impatto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-mas-parecido-al-infierno-el-asteroide-que-mato-a-los-dinosaurios-no-los-congelo-pero-si-aso-la-tierra-en-2-horas-1785323774030.jpg" data-image="045gsq2yjeeh" alt="Dinosauri ed estinzione." title="Dinosauri ed estinzione."><figcaption>Ciò che ancora oggi genera dibattito tra gli scienziati non è se l'impatto abbia causato quell'estinzione di massa, ma come sia avvenuto esattamente.</figcaption></figure><p>Sessantasei milioni di anni fa, un asteroide di circa 10 chilometri di diametro colpì la Terra vicino a quella che oggi è la penisola dello Yucatán, in Messico. La collisione creò il <strong>cratere di Chicxulub</strong> e segnò la fine del periodo Cretaceo, causando la scomparsa di circa il 75% delle specie che abitavano il pianeta, inclusi quasi tutti i dinosauri.</p><p>Ciò che ancora oggi genera dibattito tra gli scienziati non è se l'impatto abbia causato questa estinzione di massa, ma come sia avvenuta esattamente. Per anni, una delle ipotesi più accreditate sosteneva che la maggior parte delle specie si fosse estinta lentamente <strong>a causa di un prolungato inverno globale, con temperature molto basse e una drastica riduzione della luce solare.</strong></p><p>Tuttavia, una ricerca pubblicata sul <strong>Journal of Geophysical Research: Biogeosciences</strong> propone uno scenario molto diverso. <strong>Secondo i suoi autori, l'impatto iniziale potrebbe essere stato molto più letale di quanto si pensasse in precedenza e avrebbe potuto spazzare via gran parte della vita sulla Terra in appena una o due ore.</strong></p><h2>La chiave si trovava in un'enorme nuvola di polvere</h2><p>Lo studio, condotto da ricercatori della Purdue University, ha ricostruito ciò che accadde immediatamente dopo l'impatto dell'asteroide. La collisione vaporizzò oltre 1.000 chilometri cubi di roccia e sedimenti, proiettando questo materiale a decine di chilometri di altezza.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Durante il raffreddamento, parte di questo vapore si trasformò in minuscole goccioline di roccia fusa chiamate sferule. Queste particelle iniziarono a ricadere sulla superficie e, durante la loro discesa, furono intensamente riscaldate dall'attrito con l'atmosfera, irradiando un'enorme quantità di energia. Fino a questo punto, il meccanismo era già noto. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La novità dello studio risiede nell'identificazione del ruolo cruciale di un'enorme nube di polvere finissima rimasta sospesa nell'atmosfera dopo l'impatto. Questa polvere agì come un gigantesco coperchio: invece di permettere al calore di disperdersi nello spazio, lo rifletteva continuamente verso la superficie.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-mas-parecido-al-infierno-el-asteroide-que-mato-a-los-dinosaurios-no-los-congelo-pero-si-aso-la-tierra-en-2-horas-1785323841764.jpg" data-image="sb3da7vggjc0" alt="Dinosauri, estinzione di massa." title="Dinosauri, estinzione di massa."><figcaption>I ricercatori paragonano lo scenario dell'impatto di un asteroide a un vero e proprio inferno.</figcaption></figure><p>Il risultato fu devastante. I calcoli indicano che la radiazione termica sul pianeta divenne circa tre volte e mezzo più intensa di quella prodotta unicamente dalle sferule, <strong>creando un ambiente in grado di provocare incendi boschivi spontanei ed eliminare rapidamente la maggior parte della fauna terrestre.</strong></p><h2>Un pianeta trasformato in un forno</h2><p><strong>I ricercatori hanno paragonato quello scenario a un vero e proprio inferno. La densa nube di polvere bloccava quasi completamente la luce solare,</strong> intrappolando il calore vicino al suolo e innalzando le temperature a livelli estremi.</p><div class="texto-destacado"><strong>Secondo le simulazioni, gli animali esposti ricevettero una dose di radiazioni termiche equivalente a 17 volte la dose letale per un essere umano. In tali condizioni, solo le specie che riuscirono a rifugiarsi sottoterra, a rimanere sott'acqua o a trovare una qualche forma di protezione naturale dal calore intenso avrebbero avuto una possibilità di sopravvivenza.</strong></div><p>Questa potrebbe essere una spiegazione del perché piccoli mammiferi, anfibi, rettili e altri organismi resistenti riuscirono a superare la catastrofe, mentre i grandi dinosauri scomparvero quasi completamente.</p><h2>Dal calore estremo a un inverno globale</h2><p>Paradossalmente, la stessa polvere responsabile dell'intenso riscaldamento iniziale potrebbe anche essere stata la causa di un cambiamento climatico completamente opposto.</p><p>Una volta cessata la pioggia di sferule e spenti gli incendi, le minuscole particelle sono rimaste sospese nell'atmosfera per anni, persino decenni. Bloccando gran parte delle radiazioni solari, <strong>hanno innescato un inverno globale che ha drasticamente ridotto le temperature e sconvolto le catene alimentari in tutto il pianeta.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="749413" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/da-cucciolo-a-re-dei-dinosauri-la-lunga-adolescenza-del-tyrannosaurus-rex.html" title="Da cucciolo a re dei dinosauri: la lunga adolescenza del Tyrannosaurus Rex">Da cucciolo a re dei dinosauri: la lunga adolescenza del Tyrannosaurus Rex</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/da-cucciolo-a-re-dei-dinosauri-la-lunga-adolescenza-del-tyrannosaurus-rex.html" title="Da cucciolo a re dei dinosauri: la lunga adolescenza del Tyrannosaurus Rex"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-cucciolo-a-re-dei-dinosauri-la-lunga-adolescenza-del-tyrannosaurus-rex-1768576286372_320.jpg" alt="Da cucciolo a re dei dinosauri: la lunga adolescenza del Tyrannosaurus Rex"></a></article></aside><p>I ricercatori sottolineano inoltre che questa polvere aveva un diametro di soli 2,5 micrometri, una dimensione simile a quella delle particelle presenti nel fumo degli incendi attuali. Se fossero sopravvissute al calore iniziale, molti animali avrebbero comunque sofferto di gravi problemi respiratori a causa dell'inalazione di questo materiale.</p><h2>Un puzzle non ancora completato</h2><p>Sebbene i risultati rafforzino l'ipotesi di un'estinzione estremamente rapida, <strong>gli autori stessi riconoscono che sono ancora necessarie ulteriori prove geologiche per confermare l'estensione globale degli incendi innescati dall'impatto.</strong></p><p>Finora, i segni più evidenti di questi incendi sono stati rinvenuti in Nord America. Tuttavia, gli scienziati ritengono che future ricerche potrebbero individuare tracce simili in altre regioni del pianeta e contribuire a ricostruire con maggiore precisione le prime ore successive all'impatto dell'asteroide.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779985" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/verso-l-asteroide-piu-misterioso-del-sistema-solare-la-missione-psyche-nasa-prepara-l-incontro-con-marte.html" title="Verso l'asteroide più misterioso del sistema solare: la missione Psyche (NASA) prepara l'incontro con Marte">Verso l'asteroide più misterioso del sistema solare: la missione Psyche (NASA) prepara l'incontro con Marte</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/verso-l-asteroide-piu-misterioso-del-sistema-solare-la-missione-psyche-nasa-prepara-l-incontro-con-marte.html" title="Verso l'asteroide più misterioso del sistema solare: la missione Psyche (NASA) prepara l'incontro con Marte"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/rumbo-al-asteroide-mas-misterioso-del-sistema-solar-la-mision-psyche-nasa-prepara-su-encuentro-con-marte-1784558061398_320.jpg" alt="Verso l'asteroide più misterioso del sistema solare: la missione Psyche (NASA) prepara l'incontro con Marte"></a></article></aside><p>Rispondere a questa domanda va ben oltre la conoscenza del destino dei dinosauri. Comprendere come la Terra ha reagito a uno dei più grandi disastri naturali della sua storia ci permette anche di comprendere la resilienza degli ecosistemi e perché alcune specie sono riuscite a sopravvivere mentre altre sono scomparse per sempre.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-asteroide-che-ha-ucciso-i-dinosauri-non-li-ha-congelati-ma-ha-riscaldato-la-terra-in-sole-2-ore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nel super anticiclone troveranno spazio i temporali, ecco le aree a rischio fra Centro e Sud Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-super-anticiclone-troveranno-spazio-i-temporali-ecco-le-aree-a-rischio-fra-centro-e-sud-italia.html</link><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 09:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Anticiclone alla massima forza con temperature prossime ai 40°C quasi ovunque. Tuttavia, attenzione ai forti temporali pomeridiani su diverse aree con rischio concreto di grandine.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xatwh56"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatwh56.jpg" id="xatwh56"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’anticiclone africano continua a essere il grande protagonista dello scenario meteorologico italiano. La sua espansione verso il Mediterraneo centrale garantirà condizioni prevalentemente stabili e soleggiate su buona parte del Paese, ma ciò non significa che avremo giornate completamente prive di disturbi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Ai margini dell’alta pressione continueranno infatti a scorrere correnti leggermente più instabili, sufficienti a favorire la formazione di temporali anche piuttosto energici.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il cambiamento inizierà a manifestarsi già nella giornata di domani, domenica 2 agosto. Durante la mattinata prevarranno ancora condizioni generalmente tranquille, con ampie schiarite su molte regioni. Con il passare delle ore, però, il forte riscaldamento del suolo aumenterà l’instabilità soprattutto lungo la dorsale appenninica.</p><p><strong>Tra il pomeriggio e la prima parte della serata potranno svilupparsi numerosi temporali sulle zone interne del Centro e del Sud.</strong> Le aree maggiormente coinvolte sembrano essere quelle comprese tra Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Basilicata, senza escludere sconfinamenti verso le pianure e, localmente, in direzione delle coste.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nel-super-anticiclone-troveranno-spazio-i-temporali-ecco-le-aree-a-rischio-1785569059110.png" data-image="7kkpy2tn3abd" alt="Densità dei fulmini previsti per domani domenica 2 agosto" title="Densità dei fulmini previsti per domani domenica 2 agosto"><figcaption>Domenica particolarmente attiva sul versante tirrenico centro-meridionale</figcaption></figure><p>Particolare attenzione dovrà essere rivolta proprio al settore tirrenico centrale. I temporali potrebbero formarsi inizialmente nelle aree appenniniche e successivamente estendersi verso il Lazio e la Campania, interessando potenzialmente anche le zone di Roma e Napoli. <strong>Si tratterà di fenomeni molto irregolari, ma localmente capaci di produrre rovesci intensi, frequente attività elettrica, grandine e improvvise raffiche di vento.</strong></p><p>Altri temporali sono attesi sulle zone interne della Sardegna, dove l’attività convettiva potrebbe risultare piuttosto vivace nelle ore più calde. Anche la Calabria, la Sicilia settentrionale e parte della Puglia potranno assistere alla formazione di celle temporalesche sparse. </p><p>Non tutte le località verranno raggiunte dalle precipitazioni: a pochi chilometri di distanza si potrà passare da un forte acquazzone a condizioni completamente asciutte.</p><h2>Settimana prossima tra caldo intenso e temporali violenti</h2><p><strong>L’inizio della prossima settimana non porterà una vera rottura dell’estate, ma l’instabilità continuerà a disturbare il dominio dell’alta pressione.</strong> Tra lunedì e martedì i temporali tenderanno a concentrarsi soprattutto lungo Alpi e Prealpi, alimentati anche da infiltrazioni più fresche collegate alle perturbazioni in transito sull’Europa centrale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781428" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo">Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo-1785499323164_320.png" alt="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"></a></article></aside><p>Qualche fenomeno di calore potrà però svilupparsi nuovamente lungo l’Appennino, specialmente nelle ore pomeridiane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nel-super-anticiclone-troveranno-spazio-i-temporali-ecco-le-aree-a-rischio-1785569244398.png" data-image="s9cl7ewkplli" alt="Le precipitazioni previste fino a metà della prossima settimana" title="Le precipitazioni previste fino a metà della prossima settimana"><figcaption>Alpi e Appennini saranno le zone con il maggior rischio di temporali</figcaption></figure><p>Entro la mattinata di mercoledì, gli accumuli più significativi dovrebbero concentrarsi sull’arco alpino, con precipitazioni diffuse soprattutto sui settori centro-occidentali. Una fascia di piogge e temporali interesserà a più riprese anche le regioni centrali e parte del versante tirrenico meridionale. </p><p><strong>Il Nord Italia potrebbe dunque essere raggiunto da temporali localmente forti, mentre al Centro-Sud continueranno a prevalere fenomeni più isolati e legati principalmente al ciclo diurno.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781264" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo.html" title="Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo">Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo.html" title="Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo-1785479342359_320.png" alt="Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo"></a></article></aside><p>Sul fronte termico cambierà ben poco. L’anticiclone africano continuerà a richiamare masse d’aria molto calde verso l’Italia, determinando un ulteriore aumento delle temperature. </p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong></div><p><strong>Nei prossimi giorni il caldo diventerà intenso, con valori prossimi o superiori ai 40°C sulle zone interne delle due Isole maggiori e su alcuni settori del Centro-Sud.</strong> Farà caldo anche al Nord, dove l’elevata umidità potrà accentuare la sensazione di afa, nonostante le temporanee rinfrescate portate dai temporali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-super-anticiclone-troveranno-spazio-i-temporali-ecco-le-aree-a-rischio-fra-centro-e-sud-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso stupito dai modelli: la svolta si ridimensiona e sarà solo una pausa, altro caldo estremo a Ferragosto? ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-stupito-dai-modelli-la-svolta-si-ridimensiona-e-sara-solo-una-pausa-altro-caldo-estremo-a-ferragosto.html</link><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 07:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’Italia è attanagliata dalla rovente aria tropicale, giornate a 38-40°C ininterrotte per tutta la prossima settimana. I temporali di calore sono presenti, ma non risolutivi. Possibile passaggio frontale verso il 10 agosto, ma il caldo potrebbe tornare a Ferragosto. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xatpfji"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatpfji.jpg" id="xatpfji"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Gran caldo come da previsione ieri, fra i valori<strong> colpisce il caldo ai piedi delle Alpi, </strong>38°C a Bolzano, al centro<strong> la consueta Firenze tocca i 39°C e 40.3°C ad Orte,</strong> al sud 35-36°C diffusi con punte di 37-38°C, valori frequenti anche in Sardegna e Sicilia. In Emilia Romagna varie località fuori dalla rete ufficiale hanno toccato e superato i <strong>40°C.</strong></p><p>È questo <strong>solo l’inizio di una ondata di caldo </strong>che sembra caratterizzarsi soprattutto per la sua lunghezza, ora <strong>posticipata di qualche giorno come durata dai modelli.</strong> E comunque <strong>i picchi ancora più estremi potrebbero arrivare proprio a ridosso di un eventuale fronte</strong> freddo che andrà attentamente seguito, visto il terreno rovente che troverà. Altrettanto ci si comincia a chiedere cosa succederà a Ferragosto: tornerà il caldo o si romperà addirittura l’estate?</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Non ci sono dubbi, <strong>quello sull’Italia è l’anticiclone africano.</strong> A confermarlo, oltre alla morfologia della dorsale di alta pressione in quota con il promontorio a 5900 m di geopotenziale a 500 hPa,<strong> la presenza di massa d’aria xT, Tropicale invecchiata.</strong> È in pratica la stessa aria che aveva invaso Spagna e e Francia, ora individuata sulla nostra Penisola.<strong> In prossimità della Sardegna poi aleggia minacciosa la rovente cT, </strong>continentale tropicale.</p><p>Nei prossimi giorni, l’aria così calda farà addirittura calare leggermente la pressione al suolo, e<strong> la coda dei fronti atlantici che sfiora le Alpi attiverà a tratti forti temporali di calore al nord,</strong> ma non ancora risolutivi del caldo estremo. </p><h2>Domenica caldissima, temporali sulle Alpi.</h2><p>Domani <strong>domenica 2 agosto sole bollente e caldo intenso,</strong> localmente estremo, in tutt’Italia.<strong> La notte sarà tropicale, con minime oltre i 20°C anche fino a 1000-1200 </strong>m perfino sulle Alpi.<strong> Nelle città anche equatoriale, a oltre 25°C.</strong> La giornata vede <strong>massime sui 37-39°C al nord, 38-40°C al centro e Sardegna, 32-38°C al sud</strong>, ma picchi locali anche oltre questi valori sono possibili. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781428" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo">Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo-1785499323164_320.png" alt="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"></a></article></aside><p>Riguardo<strong> i temporali, sembrano confinati alle Alpi e al pomeriggio</strong>, soprattutto nell’arco alpino di confine centro orientale, e molto isolati in Appennino. Basso il rischio di sconfinamento in pianura padana.</p><h2>Inizio settimana con 38-40°C costanti </h2><p><strong>Lunedì, martedì, mercoledì e giovedì nessun cambiamento di sostanza, </strong>il tempo resta soleggiato ma con<strong> troppo caldo da cambiamenti climatici</strong>. L’attività dei <strong>temporali di calore</strong>, presenti sulle Alpi e a tratti sull’Appennino, tenderà ad aumentare e con essa la <strong>possibilità di sconfinamento nelle pianure</strong> pedemontante del nord, raro invece il rovescio al centro. Pur isolati, i temporali potrebbero risultare molto forti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-stupito-dai-modelli-la-svolta-si-ridimensiona-e-sara-solo-una-pausa-altro-caldo-estremo-a-ferragosto-1785519658626.png" data-image="ddkijtjxjjg3"><figcaption>Densità di fulmini prevista da ECMWF lunedì pomeriggio: le dorsali montuose saranno costellate di rovesci termoconvettivi.</figcaption></figure><p>Le temperature, restano attorno a<strong> 38-40°C, mercoledì anche in possibile lieve aumento</strong>. Le notti molto calde continuano a caratterizzare tutt’Italia. <br>Una parola sulle spiagge, le brezze attenuano la calura, ma resterà forte disagio, e al calar del sole con la cessazione del vento sarà molto afoso.</p><h2>Fine settimana: ulteriore aumento temperature sabato, temporali domenica? </h2><p><strong>Venerdì e sabato potrebbero risultare ancora e ulteriormente più calde, </strong>ECMWF a tratti indica <strong>picchi di 41°C per esempio a Firenze venerdì, e di 40°C a Bologna sabat</strong>o. Il caldo ulteriore è dovuto al<strong> richiamo da SW, con aria tropicale compressa dal fenomeno del garbino</strong> sottovento ai monti appenninici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781428" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo">Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo-1785499323164_320.png" alt="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"></a></article></aside><p>Col caldo ancora più estremo,<strong> aumentano ulteriormente i temporali sulle Alpi e sabato potrebbero sconfinare, molto forti, in alta pianura</strong> piemontese, lombarda e localmente veneta, alimentati dall’aria bollente appena più a sud. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-stupito-dai-modelli-la-svolta-si-ridimensiona-e-sara-solo-una-pausa-altro-caldo-estremo-a-ferragosto-1785519616943.png" data-image="xtbl5sjzmhuv"><figcaption>A metà settimana nuova fiammata, e nel fine settimana possibile addirittura un lieve ulteriore aumento anche oltre i valori di questa mappa.</figcaption></figure><p>Il <strong>passaggio frontale di domenica appare poi molto incerto,</strong> nell’ultimo run ECMWF addirittura indebolito, ma una relativa diminuzione , di 4-6°C, di temperatura ci sarà. </p><h2>Relativa rinfrescata poi caldo intenso a ferragosto?</h2><p>Dal 10 agosto ECMWF entra in crisi di attendibilità. Un <strong>segnale di rinfrescata c’è, ma cluster ECMWF sono dispersi in ben 7 scenari</strong>. La rottura del caldo estremo è probabile, ma incerta nell’entità e durata. Probabile che i termometri restino ovunque quasi sempre oltre i 30°C. </p><p>Comunque da godersi, perché <strong>i segnali per ferragosto sono sempre più diretti verso una nuova ennesima onda di calore</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781433" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html" title="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani">Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html" title="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani-1785494889076_320.png" alt="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani"></a></article></aside><p>Paradossalmente, c<strong>'è più accordo negli ensemble per Ferragosto che per il 9-10 agosto.</strong> Dopo la pausa, la tendenza prevalente dei cluster ECMWF riporta appunto il gran caldo sull'Italia. Non stupisce: spesso è proprio nelle fasi di transizione che i modelli faticano a individuare cosa succede, mentre gli anticicloni di grande estensione sono più prevedibili.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-stupito-dai-modelli-la-svolta-si-ridimensiona-e-sara-solo-una-pausa-altro-caldo-estremo-a-ferragosto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Sulle tracce di Ulisse in Italia: i luoghi dell'Odissea dallo Stretto di Messina al Circeo ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/sulle-tracce-di-ulisse-in-italia-i-luoghi-dell-odissea-dallo-stretto-di-messina-al-circeo.html</link><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 06:34:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Durante i suoi viaggi Ulisse ha toccato le coste dell'Italia più volte. Ecco quali sono i luoghi descritti nell'Odissea che si trovano sulla costa tirrenica, tra Sicilia, Campania e Lazio</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sulle-tracce-di-ulisse-in-italia-i-luoghi-dell-odissea-dallo-stretto-di-messina-al-circeo-1785312934332.jpg" data-image="xtp8iovmfc9o" alt="Luoghi Odissea Italia" title="Luoghi Odissea Italia"><figcaption>L'Etna, nell'Odissea, è la casa dei ciclope Polifemo </figcaption></figure><p>Durante il suo viaggio decennale seguito alla <strong>guerra di Troia</strong>, Ulisse ha viaggiato per tutto il Mediterraneo, toccando spesso le <strong>coste tirreniche</strong> del sud Italia.</p><div class="texto-destacado">Non esistono certezze assolute riguardo i luoghi raccontanti nell’Odissea, ma da millenni storici e geografi si cimentano nell’identificazione esatta di questi siti, basandosi sulle descrizioni geografiche di Omero, inclusa la direzione dei venti e i giorni di navigazione.</div><p>Sono <strong>sei </strong>le tappe italiane del viaggio di Ulisse verso Itaca, universalmente accettate come <em>certe. </em>Ecco quali sono, sa sud a nord.</p><h2>L’Etna, la terra di Polifemo</h2><p>La prima tappa di Ulisse sul suolo italiano è la <strong>Sicilia </strong>e in particolare l’Etna. Qui ha luogo uno degli episodi più celebri in assoluto dell’Odissea, quello in cui Ulisse con i suoi compagni finisce prigioniero del ciclope <strong>Polifemo</strong>. Per fuggire, Ulisse fa ubriacare il ciclope per poi privarlo del suo unico occhio.</p><p>Secondo alcune leggende la furia di Polifemo era la causa delle eruzioni del vulcano, ma questo dettaglio non è presente nell’Odissea. </p><p>Ad ogni modo oggi come allora, le eruzioni dell’Etna sono frequenti e spettacolari e infatti da sempre hanno sollecitato la fantasia di chi le osserva, inclusa quella degli <strong>antichi romani</strong>. Se per i greci la montagna di Catania era la casa di Polifemo, per i latini era invece la <strong>fucina del dio Vulcano</strong>, che vi forgiava le armi degli dei. </p><h2>Trinacria, l’isola del dio Sole</h2><p>Ancora oggi la Sicilia è detta Trinacria, per la sua forma a <strong>tre punte</strong>. I Greci la ritenevano sacra ad <strong>Iperione</strong>, dio del Sole. Sia la maga Circe che l’indovino Tiresia avvertono Ulisse di non toccare i buoi che pascolano sull’isola, consacrati al dio, tuttavia l’equipaggio stremato dalla fame disubbidisce all’ordine.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780168" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/troia-tra-mitologia-e-realta-cosa-vedere-nell-antica-citta-dell-iliade-e-dell-odissea.html" title="Troia tra mito e realtà: cosa vedere nell'antica città dell'Iliade e dell'Odissea">Troia tra mito e realtà: cosa vedere nell'antica città dell'Iliade e dell'Odissea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/troia-tra-mitologia-e-realta-cosa-vedere-nell-antica-citta-dell-iliade-e-dell-odissea.html" title="Troia tra mito e realtà: cosa vedere nell'antica città dell'Iliade e dell'Odissea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/troia-tra-mitologia-e-realta-cosa-vedere-nell-antica-citta-dell-iliade-e-dell-odissea-1784874530309_320.jpg" alt="Troia tra mito e realtà: cosa vedere nell'antica città dell'Iliade e dell'Odissea"></a></article></aside><p>Infuriato, Iperione chiede giustizia a Zeus, che non appena la nave di Ulisse si rimette in viaggio scaglia su di essa un <strong>fulmine</strong>. La nave e l’equipaggio finiscono in fondo al mare, si salva solo Ulisse che non aveva partecipato al banchetto.</p><p>Questo episodio generalmente viene collocato nell’area di <strong>Milazzo</strong>, lungo la costa nordoccidentale della Sicilia.</p><h2>Isole Eolie, la casa del dio del vento</h2><p>Poco più a nord della Sicilia, le isole Eolie devono il proprio nome ad <strong>Eolo</strong>, il dio del vento. Qui Ulisse trova finalmente ospitalità e riceve dal dio anche un dono prezioso, un otre contenente i venti del mare contrari alla navigazione. Eolo lascia libero solo Zefiro, un <strong>vento favorevole</strong> che riporta Ulisse verso la sua Itaca.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sulle-tracce-di-ulisse-in-italia-i-luoghi-dell-odissea-dallo-stretto-di-messina-al-circeo-1785312994587.jpg" data-image="wlxdc7gdizly" alt="Odissea Italia" title="Odissea Italia"><figcaption>L'isola di Lipari corrisponde quasi perfettamente con la descrizione che Omero fa della casa del dio Eolo</figcaption></figure><p>I compagni di Ulisse, però, convinti di trovare dei tesori all’interno dell’otre lo aprono, finendo per liberare i terribili venti e prolungando così di molto il viaggio dell’eroe verso casa.</p><p>In genere le “rupi erranti” che Omero descrive in questo episodio vengono identificate con <strong>Lipari</strong> e i suoi faraglioni, mentre secondo altre ricostruzioni l’aspetto dell’isola descritta nel poema corrisponderebbe a quello di <strong>Stromboli</strong>.</p><h2>Lo stretto di Messina e i mostri Scilla e Cariddi</h2><p>A breve distanza dall’Etna si trova lo Stretto di Messina, che Omero descrive come un braccio di mare quasi invalicabile a causa della presenza di due <strong>mostri marini</strong>, Scilla dal cui copro spuntano sei teste di cane, e Cariddi che forma gorghi letali inghiottendo e risputando l’acqua di mare tre volte al giorno.</p><p>Qui, lungo la rotta che le navi greche utilizzavano risalendo verso Cuma, Ulisse deve compiere una scelta drammatica e decidere quale dei due mostri affrontare. Scegliendo <strong>Scilla </strong>perde sei dei suoi uomini, ma salva il resto dell’equipaggio e la nave.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="667842" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-vento-cavaliere-l-intensa-termica-che-quasi-quotidianamente-soffia-sullo-stretto-di-messina.html" title="Il vento cavaliere, l'intensa termica che quasi quotidianamente soffia sullo Stretto di Messina">Il vento cavaliere, l'intensa termica che quasi quotidianamente soffia sullo Stretto di Messina</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-vento-cavaliere-l-intensa-termica-che-quasi-quotidianamente-soffia-sullo-stretto-di-messina.html" title="Il vento cavaliere, l'intensa termica che quasi quotidianamente soffia sullo Stretto di Messina"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-vento-cavaliere-l-intensa-termica-che-quasi-quotidianamente-soffia-sullo-stretto-di-messina-1722463507175_320.jpg" alt="Il vento cavaliere, l'intensa termica che quasi quotidianamente soffia sullo Stretto di Messina"></a></article></aside><p>Scilla è una località reale, che si trova sulla costa della <strong>Calabria</strong>, Cariddi invece è identificata col gorgo che si forma fra <strong>Capo Faro e Punta Sottile</strong> quando si incontrano le correnti del <strong>Tirreno </strong>e dello <strong>Ionio</strong>. </p><h2>Capri e la terra delle Sirene</h2><p>Un altro celebre episodio dell’Odissea è quello in cui Ulisse, dopo aver ordinato ai suoi di chiudersi le orecchie con la cera, si fa legare all’albero della nave per poter ascoltare il <strong>canto delle sirene</strong> senza esserne ammaliato e quindi indotto a gettarsi in mare.</p><p>Le sirene della mitologia greca erano creature mostruose <strong>divoratrici di uomini</strong> ma destinate a morire a loro volta qualora qualcuno fosse riuscito a resistere al loro canto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777680" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-giganti-del-mediterraneo-i-3-santuari-italiani-dove-puoi-avvistare-balene-e-delfini-nel-periodo-migliore.html" title="I giganti del Mediterraneo: i 3 santuari italiani dove puoi avvistare balene e delfini nel periodo migliore">I giganti del Mediterraneo: i 3 santuari italiani dove puoi avvistare balene e delfini nel periodo migliore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-giganti-del-mediterraneo-i-3-santuari-italiani-dove-puoi-avvistare-balene-e-delfini-nel-periodo-migliore.html" title="I giganti del Mediterraneo: i 3 santuari italiani dove puoi avvistare balene e delfini nel periodo migliore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-giganti-del-mediterraneo-i-3-santuari-italiani-dove-puoi-avvistare-balene-e-delfini-nel-periodo-migliore-1783526545873_320.jpg" alt="I giganti del Mediterraneo: i 3 santuari italiani dove puoi avvistare balene e delfini nel periodo migliore"></a></article></aside><p>Praticamente tutti gli studiosi concordano sul fatto che Capri sia il luogo dove è avvenuto questo episodio, mentre secondo alcune leggende i tre <strong>faraglioni </strong>che definiscono il famoso skyline dell’isola sarebbero tre sirene morte <strong>pietrificate </strong>per non essere riuscite a incantare Ulisse. </p><p>Il mito della sirena <strong>Partenope </strong>(da cui è nata la città di Napoli) innamorata di Ulisse, non viene raccontato da Omero ma si trova in altri autori antichi.</p><h2>La terra della maga Circe</h2><p>Da uno dei personaggi più famosi e interessanti dell’Odissea, la <strong>maga Circe</strong>, prende il nome il <strong>promontorio del Circeo</strong>. Qui la maga vive in un palazzo circondato da un bosco abitato da <strong>bestie selvatiche</strong>, che Ulisse scoprirà essere state un tempo uomini irretiti da Circe.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sulle-tracce-di-ulisse-in-italia-i-luoghi-dell-odissea-dallo-stretto-di-messina-al-circeo-1785313044842.jpg" data-image="j7reaintna2v" alt="Ulisse Italia" title="Ulisse Italia"><figcaption>Il promontorio del Circeo nel Lazio, con il lago di Sabaudia</figcaption></figure><p>Aiutato da <strong>Ermes</strong>, il messaggero degli dei, Ulisse riesce a salvare se stesso e il suo equipaggio dai sortilegi della maga, la quale finirà anche per aiutarlo dandogli dei consigli su come evitare i pericoli del viaggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="335821" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/circeo-ritrovamento-neanderthal-archeologia-grotta-guattari.html" title="Circeo, ritrovamento di 9 uomini di Neanderthal nella Grotta Guattari">Circeo, ritrovamento di 9 uomini di Neanderthal nella Grotta Guattari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/circeo-ritrovamento-neanderthal-archeologia-grotta-guattari.html" title="Circeo, ritrovamento di 9 uomini di Neanderthal nella Grotta Guattari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/circeo-335821-1_320.jpg" alt="Circeo, ritrovamento di 9 uomini di Neanderthal nella Grotta Guattari"></a></article></aside><p>Nel testo di Omero la casa di Circe è un’isola denominata <strong>Eea</strong>, il motivo per cui è identificata col Circeo è che migliaia di anni fa il promontorio era più simile ad un’isola, collegata probabilmente alla terraferma solo da una <strong>striscia di sabbia</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/sulle-tracce-di-ulisse-in-italia-i-luoghi-dell-odissea-dallo-stretto-di-messina-al-circeo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html</link><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 04:40:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Nuovi modelli mostrano che la Terra potrebbe evitare l’inglobamento nel Sole gigante. La vita, però, scomparirà molto prima, mentre il pianeta potrebbe restare come mondo sterile attorno a una nana bianca.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta-1785253730206.png" data-image="kvgiejpz7s0e" alt="Fine della Terra" title="Fine della Terra"><figcaption>Rappresentazione artistica di una Terra ormai rovente e priva di oceani sopravvissuta alla fase di gigante del Sole.</figcaption></figure><p>La Scienza lo dice chiaramente: <strong>la fine della Terra non avverrà in un singolo istante spettacolare</strong>. Sarà piuttosto il risultato di una trasformazione lentissima, lungo un arco di milioni o decine di milioni di anni.</p><p>Durante questo arco di tempo il Sole diventerà progressivamente più luminoso, per poi trasformarsi in un gigantesca sfera rossastra per poi finire come piccola nana bianca.</p><p>Diversamente da quanto ritenuto in passato, uno studio pubblicato nel giugno 2026 suggerisce che l<strong>a Terra potrebbe evitare di essere inghiottita durante le fasi finali che porteranno il Sole a diventare una gigante rossa.</strong></p><p>Ciò non significa, tuttavia, che possa conservare oceani, atmosfera e vita:<strong> la fine della biosfera arriverà enormemente prima della morte del Sole.</strong></p><h2>La vita finirà prima che il Sole diventi una gigante rossa</h2><p><strong>Oggi il Sole si trova nella fase più stabile della propria evoluzione. </strong>Con un’età di circa 4.5 miliardi di anni, attualmente sta fondendo idrogeno in elio nel proprio nucleo, garantendo una luminosità costante perfettamente compatibile con il mantenimento della vita sulla Terra. Questo equilibrio non resterà identico per sempre.</p><p><strong>Esaurendo l’idrogeno nel nucleo</strong>, la temperatura di questo aumenterà, spostando la fusione nucleare verso strati più esterni al nucleo. <strong>Il risultato sarà un lento aumento della luminosità solare</strong>. Su scale di centinaia di milioni di anni, <strong>l’aumentato flusso energetico altererà il clima terrestre.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764176" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra.html" title="Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra">Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra.html" title="Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra-1776325334357_320.png" alt="Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra"></a></article></aside><p>Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature, <strong>l’atmosfera terrestre rimarrà ricca di ossigeno ancora per circa 1,08 ± 0,14 miliardi di anni</strong>. Successivamente, <strong>l’aumento della radiazione solare fisserà sempre più anidride carbonica nelle rocce,</strong> sottraendola progressivamente all’atmosfera. Questa potrebbe suonare come una buona notizia, alla luce dell’effetto serra prodotto dall’eccesso di anidride carbonica in atmosfera. </p><p>Tuttavia, la dimensione sarà tale da <strong>privare le piante di CO₂ per la fotosintesi</strong>. La produttività biologica diminuirebbe e, infine, <strong>la concentrazione di ossigeno crollerebbe verso valori inferiori all’1% di quelli attuali. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L'aumento di luminosità del Sole determinerà un crollo di concentrazione di ossigeno, l'evaporazione degli oceani e la fine dell'esistenza di una biosfera. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Il riscaldamento crescente favorirà l’evaporazione degli oceani</strong>, quindi una produzione di grandi quantità di vapore acqueo che raggiungendo gli strati superiori dell’atmosfera <strong>non solo aumenterà l’effetto serra </strong>(ricordiamo che il vapore acqueo è un potente gas serra), <strong>ma faciliterà la dispersione dell’idrogeno nello spazio.</strong> </p><p>Gli oceani non evaporerebbero in un solo evento, ma verrebbero perduti progressivamente. <strong>Quando il Sole inizierà davvero a trasformarsi in una gigante rossa, la Terra sarà già da molto tempo un mondo sterile. </strong></p><h2>Gigante rossa: la Terra verrà davvero inghiottita?</h2><p><strong>Tra circa cinque miliardi di anni</strong>, mentre il nucleo del Sole si contrarrà e gli involucri superficiali si espanderanno enormemente, <strong>il Sole diventerà così una gigante rossa</strong>, molto più grande e luminosa della stella attuale. Mercurio e Venere sono considerati condannati: verranno certamente inglobati.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="745471" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-morte-del-sole-ha-una-data-ecco-come-saranno-gli-ultimi-giorni-della-terra-secondo-la-scienza.html" title="La morte del Sole ha una data: ecco come saranno gli ultimi giorni della Terra secondo la scienza">La morte del Sole ha una data: ecco come saranno gli ultimi giorni della Terra secondo la scienza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-morte-del-sole-ha-una-data-ecco-come-saranno-gli-ultimi-giorni-della-terra-secondo-la-scienza.html" title="La morte del Sole ha una data: ecco come saranno gli ultimi giorni della Terra secondo la scienza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-fecha-en-la-que-el-sol-acabara-con-la-vida-en-la-tierra-1765967831678_320.jpg" alt="La morte del Sole ha una data: ecco come saranno gli ultimi giorni della Terra secondo la scienza"></a></article></aside><p>Secondo studi precedenti, il destino della Terra dipende dalla competizione tra due meccanismi con effetti opposti. Da un canto effetti mareali dissiperebbero energia, frenando l’orbita e trascinando il pianeta verso l’interno. Di contro, il Sole perderebbe massa attraverso intensi venti stellari, diminuendo la sua attrazione gravitazionale per cui la Terra tenderebbe ad allontanarsi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta-1785345788835.png" data-image="0u3f68nb3grw" alt="Nebulosa planetaria" title="Nebulosa planetaria"><figcaption>Esempio di nebulosa planetaria in cui si trasformerà il Sole dopo la fase di gigante rossa, con una nana bianca al centro.</figcaption></figure><p><strong>Secondo un modello pubblicato nel 2008 </strong>questo allontanamento non sarebbe stato sufficiente: <strong>le interazioni mareali avrebbero infine fatto precipitare la Terra nell’inviluppo solare. </strong></p><p><strong>Il nuovo studio</strong> di Mats Esseldeurs, Stéphane Mathis e Leen Decin, pubblicato nel 2026 su Astronomy & Astrophysics, utilizzando modelli più aggiornati della dissipazione mareale, <strong>dà maggiore probabilità che il nostro pianeta potrebbe superare la fase di gigante rossa</strong>, rimanendo in orbita attorno al Sole senza precipitare nel suo inviluppo esterno.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Recenti studi danno più probabile per la Terra la possibilità di sopravvivere alla fase di gigante rossa del Sole: non inglobata ma comunque resa sterile<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Gli autori sottolineano che una perdita di massa solare sufficientemente rapida allargherebbe l’orbita terrestre, garantendo una probabile sopravvivenza della Terra, ma non una certezza definitiva. </p><h2>Una Terra morta attorno a una nana bianca</h2><p>Alla fine della fase di gigante rossa, il Sole darà origine a una nebulosa planetaria con una nana bianca circondata da un inviluppo di gas e polveri espulso dalla gigante rossa. </p><div class="texto-destacado">La nana bianca è un oggetto estremamente denso, delle dimensioni approssimative della Terra, privo di nuove reazioni nucleari e destinato a raffreddarsi lentamente. </div><p><strong>Se la Terra sopravviverà alla fase di gigante rossa si troverà ad orbitare attorno ad una nana bianca, ma ormai priva di oceani e probabilmente senza un’atmosfera significativa.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716867" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/dove-andare-quando-la-terra-non-ci-sara-piu-su-europa-la-luna-di-giove-ecco-il-perche.html" title="Dove andare quando la Terra non ci sarà più? Su Europa, la luna di Giove: ecco il perché">Dove andare quando la Terra non ci sarà più? Su Europa, la luna di Giove: ecco il perché</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/dove-andare-quando-la-terra-non-ci-sara-piu-su-europa-la-luna-di-giove-ecco-il-perche.html" title="Dove andare quando la Terra non ci sarà più? Su Europa, la luna di Giove: ecco il perché"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dove-andare-quando-la-terra-non-ci-sara-piu-su-europa-la-luna-di-giove-ecco-il-perche-1750862884327_320.jpg" alt="Dove andare quando la Terra non ci sarà più? Su Europa, la luna di Giove: ecco il perché"></a></article></aside><p>L’osservazione del cielo mostra come tutte e due gli scenari prospettati siano possibili. </p><p>Abbiamo esempi di “cannibalismo” in cui la stella ingloba i propri pianeti, come osservato nel 2023, dove gli effetti mareali combinati all’espansione della stella hanno distrutto i pianeti più vicini.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta-1785345844934.png" data-image="rgivzwwxx2k9" alt="Evoluzione del Sole" title="Evoluzione del Sole"><figcaption>Schema esemplificativo dell'evoluzione del Sole dalla sua formazione alla fine come nana bianca.</figcaption></figure><p><strong>Di contro, nel 2024 è stato individuato un pianeta di circa 1,9 masse terrestri in orbita attorno a una nana bianca</strong>, a poco più di due unità astronomiche di distanza. Ricostruendo la storia del sistema, i ricercatori hanno ipotizzato che il pianeta potesse trovarsi originariamente su un’orbita vicina a una unità astronomica, paragonabile quindi alla distanza attuale fra la Terra e il Sole. <strong>Questa è una prova di come sia possibile la sopravvivenza del pianeta alla fase di gigante rossa.</strong></p><p>Sembra che non ci siano dubbi sul fatto che <strong>in ogni caso la Terra diventerà un pianeta sterile e inabitabile</strong> entro tempi dell’ordine di un miliardo di anni. La Terra in quanto pianeta potrebbe invece sopravvivere alla morte del Sole, continuando a orbitare, ma<strong> come una reliquia arida,</strong> per tempi immensi attorno alla nana bianca.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Esseldeurs%2C%20M.%2C%20Mathis%2C%20S.%20e%20Decin%2C%20L." data-year="2026" data-title="he%20fate%20of%20Earth%20during%20the%20Sun%E2%80%99s%20giant%20phases%3A%20New%20constraints%20from%20ab%20initio%20tidal%20modelling%20and%20AGB%20mass%20loss" data-url="https%3A%2F%2Farxiv.org%2Fabs%2F2606.19575">Esseldeurs, M., Mathis, S. e Decin, L.. (2026). <a href="https://arxiv.org/abs/2606.19575" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">he fate of Earth during the Sun’s giant phases: New constraints from ab initio tidal modelling and AGB mass loss</a>.</cite><br><cite data-author="De%2C%20K.%20et%20al." data-year="2023" data-title="An%20infrared%20transient%20from%20a%20star%20engulfing%20a%20planet" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41586-023-05842-x.pdf">De, K. et al.. (2023). <a href="https://www.nature.com/articles/s41586-023-05842-x.pdf" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">An infrared transient from a star engulfing a planet</a>.</cite><br><cite data-author="Zhang%2C%20K.%20et%20al." data-year="2024" data-title="An%20Earth-mass%20planet%20and%20a%20brown%20dwarf%20in%20orbit%20around%20a%20white%20dwarf" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41550-024-02375-9">Zhang, K. et al.. (2024). <a href="https://www.nature.com/articles/s41550-024-02375-9" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">An Earth-mass planet and a brown dwarf in orbit around a white dwarf</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[ Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 20:31:33 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La scossa di terremoto avvenuta in provincia di Napoli ha provocato anche dei danni ad alcune abitazioni e il crollo di un costone roccioso nel comune di Pozzuoli. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero-1785529557794.jpg" data-image="yxcc6jna9phl" alt="Campi Flegrei." title="Campi Flegrei."><figcaption>I Campi Flegrei rappresentano una caldera vulcanica attiva e densamente popolata (oltre 500.000 persone nell’area). Da anni è in corso una fase di crisi bradisismica con sollevamento del suolo e sciami sismici frequenti. </figcaption></figure><p>Torna a tremare la terra nell’area dei Campi Flegrei. <strong>Attorno alle 19.46,</strong> una scossa, di <strong>magnitudo 4,7 Richter,</strong> ha scosso tutta l’area ad ovest di Napoli, creando tanto spavento, ma anche dei lievi danni ad alcuni edifici e crolli di alcuni costoni, nel comune di Pozzuoli. La bassa profondità ha reso lo scuotimento parecchio intenso. </p><p>Si tratta della scossa di maggiore intensità da quando è ripreso a farsi vivo il fenomeno del bradisismo <strong>nell'area di Pozzuoli.</strong> Il sisma è stato distintamente avvertito nel capoluogo ma anche nei comuni della provincia di Napoli. <strong>Si registrano otto feriti lievi da codice giallo,</strong> ma le loro condizioni di salute non preoccupano.</p><h2><strong>Attivata l’Unità di Crisi</strong></h2><p>I Campi Flegrei rappresentano una caldera vulcanica attiva e densamente popolata (oltre 500.000 persone nell’area). <strong>Da anni è in corso una fase di crisi bradisismica con sollevamento del suolo e sciami sismici frequenti.</strong></p><p>Una scossa di questa intensità (la più forte recente in alcuni contesti) attiva protocolli di protezione civile per ragioni di precauzione, come il controllo di edifici, reti idriche, elettriche e gas per evitare rischi secondari (crolli, fughe, incendi).</p><div class="texto-destacado"><strong>Il Dipartimento della Protezione Civile, Regione Campania, Prefettura, Comuni (Napoli, Pozzuoli, Bacoli), Vigili del Fuoco e INGV-Osservatorio Vesuviano si riuniscono nell’Unità di Crisi per monitorare l’evoluzione dello sciame, gestire informazioni alla popolazione e attivare eventuali aree di accoglienza.</strong></div><p>In un’area ad alta vulnerabilità, anche senza gravi danni, si rafforzano i controlli sulla viabilità e si preparano misure di assistenza alla popolazione. </p><h2><strong>Un protocollo da seguire in caso di terremoti </strong></h2><p>Questo meccanismo è stato utilizzato in occasione di scosse simili precedenti (es. magnitudo 4.4 nel 2025-2026), proprio per gestire la <strong>“crisi bradisismica”</strong> in atto dal 2005. Linee come la Cumana e la Circumflegrea (gestite da EAV), che servono direttamente la zona flegrea (Pozzuoli, Bagnoli, ecc.), vengono spesso sospese temporaneamente dopo scosse significative. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">WATCH: Massive rocks crush vehicles after the earthquake (terremoto) in Pozzuoli, Italy <a href="https://x.com/hashtag/earthquake?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#earthquake</a> <a href="https://x.com/hashtag/italy?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#italy</a> <br><br>Cc <a href="https://x.com/ScopeReport_?ref_src=twsrc%5Etfw">@ScopeReport_</a> <a href="https://t.co/X5yyexsMuN">pic.twitter.com/X5yyexsMuN</a></p>— sustainme.in️ (@sustainme_in) <a href="https://x.com/sustainme_in/status/2083284987034599818?ref_src=twsrc%5Etfw">July 31, 2026</a></blockquote></figure><p>Il motivo è puramente precauzionale. Verifiche statiche e di sicurezza sulle infrastrutture (binari, ponti, gallerie, stazioni) per escludere danni invisibili che potrebbero compromettere la sicurezza dei treni. Oltre alla riduzione del rischio per i passeggeri in caso di repliche sismiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778843" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ecco-come-si-e-spostato-il-terreno-in-venezuela-dopo-il-doppio-terremoto.html" title="Ecco come si è spostato il terreno in Venezuela dopo il doppio terremoto">Ecco come si è spostato il terreno in Venezuela dopo il doppio terremoto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ecco-come-si-e-spostato-il-terreno-in-venezuela-dopo-il-doppio-terremoto.html" title="Ecco come si è spostato il terreno in Venezuela dopo il doppio terremoto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-come-si-e-spostato-il-terreno-in-venezuela-dopo-il-doppio-terremoto-1784148975244_320.jpg" alt="Ecco come si è spostato il terreno in Venezuela dopo il doppio terremoto"></a></article></aside><p>In passato, queste sospensioni hanno causato ritardi o cancellazioni temporanee (fino a ore), ma permettono di riprendere il servizio in sicurezza dopo ispezioni. </p><h2><strong>Quale collegamento con il bradisismo?</strong></h2><p>Il terremoto del 31 luglio è un sisma di origine vulcanica-tettonica, tipico della caldera dei Campi Flegrei. Si tratta di eventi superficiali (ipocentro a soli 2-3 km di profondità), a differenza dei terremoti tettonici “normali” che possono avere ipocentri più profondi (10-30 km o più).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero-1785529607718.jpg" data-image="fs542peegpre" alt="Area dei Campi Flegrei." title="Area dei Campi Flegrei."><figcaption>Il terremoto del 31 luglio è un sisma di origine vulcanica-tettonica, tipico della caldera dei Campi Flegrei. Si tratta di eventi superficiali (ipocentro a soli 2-3 km di profondità), a differenza dei terremoti tettonici “normali” che possono avere ipocentri più profondi (10-30 km o più).</figcaption></figure><p>Legato allo stress nelle rocce causato dal movimento del suolo e dalla pressione di fluidi (acqua geotermica, gas magmatici) in un sistema idrotermale attivo. <strong>Non è un’eruzione imminente, ma il risultato del respiro della caldera. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Il bradisismo (dal greco: “movimento lento del suolo”) è il fenomeno principale. Esso consiste in fasi di sollevamento (uplift) o abbassamento del terreno dovute a processi magmatico-idrotermali nella caldera. Ai Campi Flegrei è documentato da secoli (famoso l’esempio del Tempio di Serapide a Pozzuoli).</strong></div><p>Dal 2005 è in atto una nuova fase di sollevamento (cumulativo oltre 1 metro in alcune zone), accompagnata da sciami sismici. I terremoti sono la conseguenza dello stress accumulato nelle rocce fratturate mentre il suolo si solleva (fino a 20-30 mm/mese in picchi). <strong>I sismi aiutano a “rilasciare” questo stress, ma aumentano la preoccupazione nella popolazione. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-e-l-unico-paese-al-mondo-autosufficiente-al-100-in-termini-di-cibo-si-trova-in-sud-america.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 17:56:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Uno studio pubblicato su Nature Food ha analizzato la produzione alimentare in 186 paesi e ha concluso che solo un paese può coprire, da solo, tutti i gruppi alimentari necessari per una dieta sana.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-argentina-ni-brasil-el-unico-pais-del-mundo-100-autosuficiente-en-alimentos-esta-en-sudamerica-1784647373123.jpg" data-image="143kwtanzywu" alt="alimentazione" title="alimentazione"><figcaption>Esiste un solo Paese in grado di nutrire in modo sano tutta la sua popolazione.</figcaption></figure><p>Quando si parla di produzione alimentare, è facile pensare a giganti agricoli come Stati Uniti, Brasile o Cina. Tuttavia, nessuno di questi guida la classifica mondiale dell'autosufficienza alimentare. </p><p><strong>Quel primato appartiene alla Guyana</strong>, un Paese sudamericano con meno di un milione di abitanti che, secondo uno studio pubblicato sulla rivista <em>Nature Food</em>, è l'unico in grado di produrre cibo sufficiente per soddisfare completamente il fabbisogno della propria popolazione senza dipendere dalle importazioni.</p><div class="texto-destacado"><strong>La ricerca ha analizzato 186 Paesi, confrontando la produzione nazionale con le raccomandazioni nutrizionali per una dieta sana. Invece di misurare soltanto la disponibilità di calorie, gli scienziati hanno valutato sette gruppi alimentari essenziali: cereali e tuberi, frutta, verdura, legumi, frutta secca e semi, carne, latticini, pesce e frutti di mare.</strong></div><p>Il risultato è stato netto: solo la Guyana è riuscita a coprire il fabbisogno di tutti e sette i gruppi alimentari. <strong>Cina e Vietnam si sono fermati a un solo gradino di distanza</strong>, raggiungendo l'autosufficienza in sei delle sette categorie. All'estremo opposto della classifica si trovano Afghanistan, Iraq, Qatar, Yemen, Emirati Arabi Uniti e Macao, che non sono riusciti a soddisfare completamente nessuna delle categorie con la propria produzione interna.</p><p><strong>Oltre un terzo dei Paesi analizzati raggiunge l'autosufficienza in appena due gruppi alimentari o meno</strong>, mentre solo uno su sette riesce a produrre quantità sufficienti in cinque o più categorie.</p><h2>La sicurezza alimentare non dipende più soltanto dall'agricoltura</h2><p>Gli autori sottolineano che l'obiettivo dello studio non era mettere in discussione il commercio internazionale, ma <strong>valutare quanto i Paesi siano preparati ad affrontare un'interruzione prolungata dell'approvvigionamento globale</strong>.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-argentina-ni-brasil-el-unico-pais-del-mundo-100-autosuficiente-en-alimentos-esta-en-sudamerica-1784647516206.jpg" data-image="tx07013f0efz" alt="Sostenibilità" title="Sostenibilità"> <figcaption>Gli scienziati hanno analizzato sette gruppi alimentari essenziali: cereali e tuberi, frutta, verdura, legumi, frutta secca e semi, carne, latticini, pesce e frutti di mare.</figcaption> </figure><p>La pandemia di COVID-19, la guerra in Ucraina e le crescenti tensioni geopolitiche hanno dimostrato che le catene di approvvigionamento possono subire interruzioni in tempi molto rapidi. </p><p>A questo scenario <strong>si aggiunge il cambiamento climatico</strong>, che aumenta la frequenza e l'intensità di siccità, alluvioni e ondate di calore in grado di compromettere contemporaneamente la produzione agricola in diverse regioni del pianeta.</p><p>In questo contesto, dipendere <strong>da pochi fornitori</strong> può trasformarsi in un rischio.</p><div class="texto-destacado"><strong>Lo studio mostra che numerosi Paesi ottengono oltre la metà delle proprie importazioni alimentari da un unico partner commerciale. Se questo fornitore dovesse affrontare un cattivo raccolto, restrizioni alle esportazioni o problemi logistici, l'approvvigionamento alimentare potrebbe essere seriamente compromesso.</strong></div><p>La <strong>vulnerabilità emerge anche nei blocchi regionali</strong>. Il Consiglio di Cooperazione del Golfo raggiunge l'autosufficienza soltanto nella carne, mentre la Comunità dei Caraibi e l'Unione Economica e Monetaria dell'Africa Occidentale riescono a coprire appena due gruppi alimentari.</p><h2>E l'Argentina?</h2><p>Sebbene lo studio non elabori una classifica dettagliata per tutti i Paesi, mostra che <strong>il Sud America è tra le regioni con i migliori risultati a livello mondiale</strong> e comprende diversi Stati in grado di soddisfare il fabbisogno in cinque o più gruppi alimentari.</p><p><strong>L'Argentina si distingue come uno dei maggiori produttori ed esportatori mondiali di cereali</strong>, semi oleosi e carne. Tuttavia, lo studio chiarisce che l'autosufficienza alimentare non dipende soltanto dal volume della produzione, ma dall'equilibrio tra tutti i gruppi alimentari necessari per una dieta sana.</p><p>Questa differenza spiega perché <strong>grandi potenze agricole</strong> non riescano a conquistare il primo posto della classifica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774188" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/citta-del-vaticano-sara-indipendente-energeticamente-grazie-a-un-impianto-agrivoltaico-cos-e.html" title="Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta">Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/citta-del-vaticano-sara-indipendente-energeticamente-grazie-a-un-impianto-agrivoltaico-cos-e.html" title="Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/citta-del-vaticano-sara-indipendente-energeticamente-grazie-a-un-impianto-agrivoltaico-cos-e-1781609575445_320.jpeg" alt="Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta"></a></article></aside><p>I ricercatori sottolineano inoltre che una bassa autosufficienza attuale non significa necessariamente che un Paese sia incapace di produrre più alimenti. In molti casi, <strong>la produzione è determinata da fattori economici, commerciali o tecnologici</strong>, e non esclusivamente dal potenziale agricolo disponibile.</p><p>Le proiezioni mostrano infatti che la maggior parte <strong>dei Paesi potrebbe migliorare la propria autosufficienza</strong> nel prossimo decennio grazie a investimenti nell'agricoltura di precisione, nelle nuove tecnologie, nell'acquacoltura, nelle coltivazioni in ambienti controllati e nei programmi di miglioramento genetico.</p><p>Il messaggio finale dello studio è chiaro. L'autosufficienza assoluta, come quella raggiunta oggi dalla Guyana, rappresenta un'eccezione. In un mondo in cui i sistemi alimentari sono profondamente interconnessi, <strong>il commercio internazionale continuerà a essere indispensabile per garantire diete varie ed equilibrate.</strong> La vera sfida consiste nel costruire catene di approvvigionamento più resilienti e diversificate, capaci di resistere alle crisi geopolitiche, agli eventi estremi e agli impatti sempre più evidenti del cambiamento climatico.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento dello studio</h3> <p class="article-reference__body"><cite data-author="Stehl%2C%20J.%2C%20Vonderschmidt%2C%20A.%2C%20Vollmer%2C%20S.%20et%20al." data-year="2025" data-title="Gap%20between%20national%20food%20production%20and%20food-based%20dietary%20guidance%20highlights%20lack%20of%20national%20self-sufficiency" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs43016-025-01173-4">Stehl, J., Vonderschmidt, A., Vollmer, S. et al. (2025). <a href="https://www.nature.com/articles/s43016-025-01173-4" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation"><em>Gap between national food production and food-based dietary guidance highlights lack of national self-sufficiency</em></a>.</cite></p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-e-l-unico-paese-al-mondo-autosufficiente-al-100-in-termini-di-cibo-si-trova-in-sud-america.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 16:47:41 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Agosto partirà con l’anticiclone ben disteso sull’Italia, ma non sarà una settimana completamente tranquilla. Il caldo aumenterà ancora, mentre nelle ore più calde torneranno temporali sparsi, soprattutto sui rilievi.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/lWcCNbnGD48/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=lWcCNbnGD48" id="lWcCNbnGD48"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Il weekend apre agosto con caldo intenso che sarà il filo conduttore anche dei prossimi giorni: <strong>l’alta pressione resterà la figura dominante</strong>, ma lungo il suo bordo settentrionale continueranno a scorrere correnti leggermente più instabili. Il risultato sarà un’Italia in gran parte soleggiata e molto calda, con improvvisi temporali pomeridiani capaci di accendersi tra Alpi, Prealpi e, a tratti, lungo la dorsale appenninica. </p><p>Sabato 1 agosto il sole avrà la meglio quasi ovunque. Le temperature previste nel pomeriggio mostrano valori di <strong>37°C a Milano e Bologna, 38°C a Verona e Roma, 36°C a Firenze e Perugia e fino a 39°C a Foggia</strong>. Più contenuti, ma comunque pienamente estivi, i valori lungo alcune coste: circa 30°C a Venezia, Napoli e Cagliari, 31°C ad Ancona e 33°C a Bari.</p><p>Nelle conche interne e nelle aree lontane dal mare non si escludono punte prossime ai 40°C. Domenica cambierà poco: ancora sole diffuso, afa in aumento e scarso refrigerio notturno. L’unica vera crepa nel muro anticiclonico sarà rappresentata dai temporali di calore sui rilievi alpini, con qualche possibile episodio anche sull’Appennino. Le pianure, invece, resteranno in gran parte all’asciutto.</p><h2>Lunedì 3 agosto: temporali più numerosi nel pomeriggio</h2><p>L’inizio della nuova settimana non porterà una svolta, ma l’atmosfera diventerà un po’ più vivace. Nel pomeriggio di lunedì la probabilità di precipitazione salirà localmente oltre il <strong>70-80% lungo i settori alpini occidentali e di confine</strong>, mentre scenderà rapidamente procedendo verso la Pianura Padana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani-1785494828193.png" data-image="nnfa7wjz6i2o" alt="Lunedì 3 agosto, temporali più probabili sulle Alpi e localmente lungo l’Appennino" title="Lunedì 3 agosto, temporali più probabili sulle Alpi e localmente lungo l’Appennino"><figcaption>Lunedì 3 agosto, temporali più probabili sulle Alpi e localmente lungo l’Appennino</figcaption></figure><p>L’instabilità potrà comparire anche lungo l’Appennino. Si tratterà di fenomeni irregolari, perchè una località potrà restare completamente asciutta, mentre pochi chilometri più in là potrà scoppiare un acquazzone accompagnato da numerose fulminazioni. Le nostre simulazioni di Meteored individuano infatti nuclei temporaleschi tra l’Appennino centrale, la Sardegna e alcuni settori della Sicilia.</p><h2>Martedì 4 agosto: l’anticiclone protegge pianure e coste, qualche temporale resta sulle Alpi</h2><p>Martedì l’alta pressione continuerà a occupare gran parte del Mediterraneo centrale, garantendo <strong>tempo stabile e prevalentemente soleggiato sulle pianure e lungo le coste italiane</strong>. L’aria tenderà inoltre a comprimersi verso il basso all’interno della struttura anticiclonica, limitando lo sviluppo delle nubi e favorendo un ulteriore aumento delle temperature.</p><p>La situazione sarà un po’ diversa lungo l’arco alpino. Qui l’anticiclone risulterà meno solido e il passaggio di infiltrazioni d’aria leggermente più fresca in quota potrà riaccendere l’instabilità nelle ore pomeridiane. Dopo una mattinata generalmente tranquilla, <strong>tra Piemonte, Valle d’Aosta e rilievi alpini centro-occidentali potranno quindi svilupparsi rovesci e temporali</strong>, localmente accompagnati da raffiche di vento e grandine di piccole dimensioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781264" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo.html" title="Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo">Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo.html" title="Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo-1785479342359_320.png" alt="Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo"></a></article></aside><p>Qualche nube a sviluppo verticale potrà comparire anche lungo l’Appennino centro-meridionale, ma in questo caso gli eventuali acquazzoni saranno più isolati e di breve durata.</p><p>Nel complesso sarà dunque una giornata dominata dal sole e dal caldo, ma chi programma un’escursione in montagna dovrà prestare attenzione al rapido cambiamento del cielo durante il pomeriggio.</p><h2>Mercoledì 5 agosto: il caldo raggiunge il culmine, ma sui rilievi restano temporali isolati</h2><p>L’alta pressione continuerà a favorire cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte del Paese, mentre la forte insolazione e la compressione dell’aria verso il suolo porteranno le temperature verso il probabile picco della settimana.</p><p>Il caldo sarà particolarmente intenso nelle aree interne e nelle grandi pianure. <strong>In Val Padana e nelle vallate del Centro si potranno diffusamente raggiungere i 37-38°C</strong>, mentre sul Tavoliere delle Puglie saranno possibili punte intorno ai 39°C e, localmente, prossime ai 40°C. Valori elevati interesseranno anche le zone interne della Sicilia e del resto del Sud, sebbene lungo alcuni tratti costieri le brezze marine riescano a contenere parzialmente la salita dei termometri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani-1785494889076.png" data-image="070xteiv0w0v" alt="Temperature fino a 8°C sopra la media tra Nord e Centro" title="Temperature fino a 8°C sopra la media tra Nord e Centro"><figcaption>Temperature fino a 8°C sopra la media tra Nord e Centro</figcaption></figure><p>Le nostre mappe indicano <strong>anomalie positive fino a 7-8°C tra il Nord, la Toscana e alcune aree interne del Centro</strong>, mentre scarti di 5-6°C potranno estendersi verso l’Adriatico e parte del Mezzogiorno. In altre parole, non sarà semplicemente una normale giornata calda di agosto: in molte città si registreranno valori decisamente superiori a quelli tipici del periodo.</p><p>Nelle ore più calde, il riscaldamento dei rilievi potrà ancora favorire la formazione di <strong>temporali isolati sulle Alpi occidentali, lungo alcuni tratti dell’Appennino e nelle zone interne della Sardegna</strong>. </p><h2>Quanto durerà questa fase?</h2><p>Almeno fino a metà settimana prossima non emerge un vero ricambio d’aria su scala nazionale. Il caldo resterà quindi il protagonista, interrotto soltanto da temporali diurni sui rilievi.</p><p>Per la seconda parte della settimana l’incertezza inevitabilmente aumenta, ma lo scenario più probabile continua a favorire <strong>temperature superiori alla media e nuovi episodi temporaleschi soprattutto al Nord</strong>. Non si intravede, al momento, l’arrivo di una perturbazione abbastanza organizzata da spazzare via il caldo da tutta Italia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781209" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tentativo-di-transizione-tropicale-sullo-ionio-il-vortice-si-carica-di-energia-nessun-rischio-per-le-nostre-coste.html" title="Tentativo di transizione tropicale su un caldissimo Ionio: il vortice si carica di energia, nessun rischio per l'Italia">Tentativo di transizione tropicale su un caldissimo Ionio: il vortice si carica di energia, nessun rischio per l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tentativo-di-transizione-tropicale-sullo-ionio-il-vortice-si-carica-di-energia-nessun-rischio-per-le-nostre-coste.html" title="Tentativo di transizione tropicale su un caldissimo Ionio: il vortice si carica di energia, nessun rischio per l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tentativo-di-transizione-tropicale-sullo-ionio-il-vortice-si-carica-di-energia-nessun-rischio-per-le-nostre-coste-1785402111494_320.png" alt="Tentativo di transizione tropicale su un caldissimo Ionio: il vortice si carica di energia, nessun rischio per l'Italia"></a></article></aside><p>Le tendenze a più lunga scadenza mantengono la prima decade di agosto molto calda sul Mediterraneo centrale. Un’eventuale maggiore instabilità potrebbe affacciarsi più avanti, avvicinandosi alla settimana di Ferragosto, ma su questa distanza è corretto parlare soltanto di una linea di tendenza e non di una previsione dettagliata. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Clima, il riscaldamento globale sta accelerando in questi ultimi anni: la svolta dal 2013-2014]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-il-riscaldamento-globale-sta-accelerando-in-questi-ultimi-anni-la-svolta-dal.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un recente studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Climate, <br>evidenzia un punto di cambiamento significativo nel tasso di aumento <br>delle temperature a partire dal 2013-2014 e una rapidità di aumento <br>circa raddoppiata nell’ultimo decennio rispetto ai precedenti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/clima-il-riscaldamento-globale-sta-accelerando-in-questi-ultimi-anni-la-svolta-dal-1785313024013.jpeg" data-image="4x5w764ye94t" alt="clima" title="clima"><figcaption>Il riscaldamento globale sta accelerando dal 2013-2014, secondo un recente studio.</figcaption></figure><p>Diversi studi scientifici cercano di stabilire se il riscaldamento globale stia subendo un’accelerazione ma, a causa di fattori naturali nella variabilità del clima da un anno all’altro – <strong>per esempio, l’oscillazione del Pacifico legata a El Niño</strong> – che incidono nelle tendenze globali, i risultati sono stati finora piuttosto contrastanti. </p><p>In questo quadro si inserisce una ricerca congiunta dell’Università dell’Aquila e dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iia) che ha applicato un metodo statistico robusto all’analisi di serie di temperature medie globali. </p><p><strong>Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Climate, evidenzia un punto di cambiamento significativo nel tasso di aumento delle temperature a partire dal 2013-2014</strong> e una rapidità di aumento circa raddoppiata nell’ultimo decennio rispetto ai precedenti.</p><h2>Il tasso di aumento delle temperature globali è raddoppiato dal 2013-2014</h2><p>“Nel nostro lavoro – spiega Umberto Triacca del Dipartimento di ingegneria e scienze dell’informazione e matematica (Disim) dell’Università dell’Aquila, primo autore dell’articolo – siamo partiti da uno studio recente di colleghi stranieri che, una volta depurate cinque diverse serie di temperature globali dai fattori di variabilità naturale, riscontravano effettivamente un cambiamento nel tasso di riscaldamento dai primi anni del decennio scorso. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-tabu-del-cambiamento-climatico-perche-gli-scienziati-hanno-urgenza-di-parlare-dello-scenario-peggiore-possibile.html" title="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'">Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello "scenario peggiore possibile"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-tabu-del-cambiamento-climatico-perche-gli-scienziati-hanno-urgenza-di-parlare-dello-scenario-peggiore-possibile.html" title="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-tabu-del-cambio-climatico-por-que-los-cientificos-urgen-a-hablar-del-peor-escenario-posible-1784803404526_320.jpeg" alt="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'"></a></article></aside><p>Tuttavia, come mostriamo, la loro analisi statistica non rendeva assolutamente affidabili i risultati. Abbiamo così applicato una metodica diversa, evidenziando un <strong>chiaro punto di svolta nel 2013-2014, anni da cui il tasso di aumento della temperatura globale è addirittura raddoppiato, da 0,16-0,18 °C/decennio a 0,34-0,42”.</strong></p><h3><strong>Risultati molto affidabili</strong></h3><p><strong>L’aumento misurato in gradi centigradi per decennio è quindi doppio negli ultimi 10 anni rispetto al periodo prima del 2013-2014.</strong> “I nostri risultati sono estremamente affidabili e valgono per tutte le serie considerate, che vengono dai centri di ricerca più importanti: NASA, NOAA, HadCRU, Berkeley ed ERA5”, aggiunge Antonello Pasini (Cnr-Iia), autore corrispondente dell’articolo. </p><p>“Lo sviluppo di questi studi sarà collegare questo cambio di passo della temperatura globale alle sue possibili cause, naturali o dovute all’azione umana, cercando analoghi punti di cambiamento in altre variabili causali come le <strong>emissioni antropogeniche di solfati o le proprietà di riflettività del pianeta</strong>. Dopo queste analisi statistiche potremo analizzare l’evoluzione del sistema clima con i nostri modelli dinamici e di intelligenza artificiale”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775282" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fine-giugno-rovente-ma-a-luglio-e-agosto-puo-fare-ancora-piu-caldo-ecco-perche.html" title="Caldo estremo sull’Italia, ma per la climatologia il peggio deve ancora arrivare">Caldo estremo sull’Italia, ma per la climatologia il peggio deve ancora arrivare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fine-giugno-rovente-ma-a-luglio-e-agosto-puo-fare-ancora-piu-caldo-ecco-perche.html" title="Caldo estremo sull’Italia, ma per la climatologia il peggio deve ancora arrivare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fine-giugno-rovente-ma-a-luglio-e-agosto-puo-fare-ancora-piu-caldo-ecco-perche-1782246419440_320.png" alt="Caldo estremo sull’Italia, ma per la climatologia il peggio deve ancora arrivare"></a></article></aside><p>“Nell’attuale contesto, in cui assistiamo a un nuovo cambiamento ma non ne comprendiamo ancora le cause specifiche, riteniamo che diventi ancora più <strong>importante agire negli ambiti che possiamo controllare e ridurre al minimo,</strong> per quanto possibile, <strong>l'impatto umano sull'aumento delle temperature”</strong>, conclude Pasini.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Triacca%2C%20U.%2C%20%26%20Pasini%2C%20A." data-year="2026" data-title="Recent%20Structural%20Breaks%20in%20Global%20Temperature%20Series%3A%20Evidence%20from%20a%20Changepoint%20Analysis." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.3390%2Fcli14060129">Triacca, U., & Pasini, A.. (2026). <a href="https://doi.org/10.3390/cli14060129" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Recent Structural Breaks in Global Temperature Series: Evidence from a Changepoint Analysis.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-il-riscaldamento-globale-sta-accelerando-in-questi-ultimi-anni-la-svolta-dal.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 14:02:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'anticiclone continua a dominare il Lazio: Roma sfiorerà i 40 °C e, dopo un lieve calo a inizio settimana, il caldo tornerà ancora più intenso con punte fino a 41 °C</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xatmjr6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatmjr6.jpg" id="xatmjr6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'alta pressione continua a dominare il Mediterraneo e il Lazio resta tra le regioni più colpite da questa quarta ondata di calore dell'estate 2026. A Roma il picco è ormai imminente, ma il leggero calo previsto tra domenica e lunedì non segnerà affatto la fine del caldo: anzi, nella seconda parte della prossima settimana le temperature torneranno a salire fino a valori da record.</p><h2>Roma verso il picco della quarta ondata di calore</h2><p>Sarà la giornata di domani a far registrare i valori più elevati di questa prima fase dell'ondata di calore. Secondo i modelli di Meteored, <strong>Roma</strong> raggiungerà i <strong>39 °C</strong>, accompagnati da una temperatura minima di <strong>25 °C</strong>, mentre nei quartieri più urbanizzati e densamente edificati la temperatura sarà ancora più elevata a causa dell'isola di calore urbana.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/isole-di-calore-urbane-fino-a-4-c-in-meno-con-riforestazione-e-depavimentazioni-roma-e-firenze-lo-dimostrano.html" title="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano">Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/isole-di-calore-urbane-fino-a-4-c-in-meno-con-riforestazione-e-depavimentazioni-roma-e-firenze-lo-dimostrano.html" title="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/https-www-cnr-it-it-comunicato-stampa-1783496807435_320.jpeg" alt="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano"></a></article></aside><p>Chi spera in una svolta dovrà però attendere ancora. <strong>Domenica 2 agosto</strong> la temperatura massima scenderà appena a <strong>38 °C</strong>, una differenza praticamente impercettibile per la popolazione, soprattutto considerando che l'umidità tenderà ad aumentare. <strong>Lunedì 3 agosto</strong> le massime si porteranno intorno ai <strong>36 °C</strong>, ma le minime saliranno fino a <strong>26 °C</strong>, dando origine a un'altra <strong>notte tropicale</strong> con scarso raffreddamento notturno. </p><div class="texto-destacado">Da martedì l'anticiclone tornerà ancora più forte: a Roma sono previsti nuovamente <strong>38 °C</strong>, poi <strong>39 °C</strong> tra mercoledì e giovedì e addirittura <strong>41 °C venerdì</strong>, con valori ancora prossimi ai <strong>40 °C</strong> anche sabato prossimo.</div><p>Più che una tregua, dunque, assisteremo soltanto a una lieve attenuazione temporanea del caldo prima di una nuova intensificazione.</p><h2>Temporali pomeridiani ma senza una vera svolta atmosferica</h2><p>L'alta pressione continuerà a garantire condizioni di tempo stabile e soleggiato sulla maggior parte del <strong>Lazio</strong>, ma il forte riscaldamento del suolo favorirà la formazione di nubi cumuliformi nelle ore più calde.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781248" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-sabato-e-domenica-roventi-fino-a-41-c-in-toscana-umbria-e-lazio-ma-attenzione-ai-temporali.html" title="Caldo, sabato 1 e domenica 2 saranno roventi: fino a 41° C in Toscana, Umbria e Lazio ma attenzione ai temporali">Caldo, sabato 1 e domenica 2 saranno roventi: fino a 41° C in Toscana, Umbria e Lazio ma attenzione ai temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-sabato-e-domenica-roventi-fino-a-41-c-in-toscana-umbria-e-lazio-ma-attenzione-ai-temporali.html" title="Caldo, sabato 1 e domenica 2 saranno roventi: fino a 41° C in Toscana, Umbria e Lazio ma attenzione ai temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-sabato-e-domenica-roventi-fino-a-41-c-in-toscana-umbria-e-lazio-ma-attenzione-ai-temporali-1785418730609_320.png" alt="Caldo, sabato 1 e domenica 2 saranno roventi: fino a 41° C in Toscana, Umbria e Lazio ma attenzione ai temporali"></a></article></aside><p>Già <strong>domani</strong> non si esclude qualche <strong>isolato acquazzone</strong> sui rilievi appenninici, soprattutto lungo il settore orientale della regione, al confine con Abruzzo e Molise. <strong>Domenica</strong>, dopo una mattinata decisamente soleggiata e molto calda, aumenterà il <strong>rischio di temporali</strong> anche di forte intensità sul <strong>Reatino</strong> e lungo gran parte della dorsale appenninica laziale, coinvolgendo localmente anche la provincia di <strong>Frosinone</strong>. Non si può escludere che qualche cella temporalesca riesca a sconfinare verso le aree orientali della provincia di <strong>Roma</strong> o a lambire la stessa Capitale.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xatn6h2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatn6h2.jpg" id="xatn6h2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questi fenomeni, tuttavia, avranno carattere locale e non saranno sufficienti a modificare il quadro meteorologico generale. Al contrario, proprio l'umidità rilasciata dai temporali contribuirà ad aumentare l'afa nei giorni successivi, rendendo il caldo ancora più pesante nonostante un lieve calo delle <strong>temperature</strong> massime tra domenica e lunedì.</p><h2>Quando finirà davvero questa ondata di calore?</h2><p>Le ultime elaborazioni dei modelli meteorologici non mostrano, almeno per il momento, l'arrivo di una perturbazione in grado di interrompere definitivamente questa lunga fase anticiclonica. Dopo il leggerissimo calo previsto tra domenica e lunedì, <strong>il caldo tornerà infatti a intensificarsi</strong>, con valori prossimi o superiori ai <strong>40 °C</strong> su diverse aree dell'entroterra laziale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo-1785499323164.png" data-image="e4jm2tiagoau" alt="Mappa temperature previste domani alle ore 16" title="Mappa temperature previste domani alle ore 16"><figcaption>Ondata di calore nel Lazio, ecco le temperature previste alle ore 16 di domani</figcaption></figure><p>Il <strong>Lazio</strong> continua quindi a essere una delle regioni italiane maggiormente penalizzate dalle continue ondate di calore che, ormai da maggio, si susseguono senza lunghe pause. </p><p>Per trovare un po' di sollievo sarà necessario spostarsi verso le aree appenniniche già oltre i <strong>500-600 metri di quota</strong>, dove le notti risultano più fresche e l'umidità decisamente inferiore rispetto alle pianure. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781407" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-l-eclissi-totale-del-12-agosto-in-spagna-potrebbe-coincidere-con-una-svolta-meteo.html" title="Meteorologo spagnolo: 'l'eclissi totale del 12 agosto in Spagna potrebbe coincidere con una svolta meteo'">Meteorologo spagnolo: "l'eclissi totale del 12 agosto in Spagna potrebbe coincidere con una svolta meteo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-l-eclissi-totale-del-12-agosto-in-spagna-potrebbe-coincidere-con-una-svolta-meteo.html" title="Meteorologo spagnolo: 'l'eclissi totale del 12 agosto in Spagna potrebbe coincidere con una svolta meteo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/samuel-biener-meteorologo-el-eclipse-de-sol-del-12-de-agosto-en-espana-podria-coincidir-con-un-cambio-de-tiempo-1785449821746_320.png" alt="Meteorologo spagnolo: 'l'eclissi totale del 12 agosto in Spagna potrebbe coincidere con una svolta meteo'"></a></article></aside><p>Un'altra possibilità resta il litorale laziale, dove la brezza marina rende il clima più sopportabile durante il pomeriggio, pur in presenza di un'umidità elevata che farà aumentare sensibilmente la temperatura percepita.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item></channel></rss>