<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Sun, 20 Sep 2026 20:20:12 +0000</lastBuildDate><pubDate>Sun, 20 Sep 2026 20:20:12 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Secondo le recensioni lasciate su Google Maps, la foresta più bella della Francia si trova in Provenza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/secondo-le-recensioni-lasciate-su-google-maps-la-foresta-piu-bella-della-francia-si-trova-in-provenza.html</link><pubDate>Sun, 20 Sep 2026 16:14:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Secondo la classifica di Holidu, la foresta di Sainte-Baume è in testa per le recensioni su Google. È seguita a breve distanza dalla foresta di Huelgoat, in Bretagna, e poi da quella di Aïtone, in Corsica.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/d-apres-les-avis-laisses-sur-google-maps-la-plus-belle-foret-de-france-se-situe-en-provence-1789466058131.jpg" data-image="a13hvmsm4586" alt="La foresta della Sainte-Baume in autunno: muschi, funghi e grotte in prospettiva." title="La foresta della Sainte-Baume in autunno: muschi, funghi e grotte in prospettiva."><figcaption>La foresta della Sainte-Baume in autunno: muschi, funghi e grotte in prospettiva.</figcaption></figure><p>"In Francia, le foreste non hanno ancora finito di sorprendere. Le recensioni lasciate da migliaia di escursionisti su Google Maps delineano un ritratto delle foreste preferite dai francesi che non corrisponde a quello che si potrebbe immaginare". È con questa introduzione che <strong>Holidu</strong>, il portale specializzato negli affitti per le vacanze, assegna alla Sainte-Baume il primo posto della sua classifica dedicata alle <strong>destinazioni forestali francesi da scoprire in autunno</strong>, "quando le faggete si tingono prima di giallo e poi di rosso, per ispirarvi nella scelta della vostra prossima fuga nella natura". <em></em> </p><p>Ma attenzione: questa classifica va presa con cautela. È vero che la foresta del Var ottiene un punteggio di<strong> 4,9 su 5</strong>. Tuttavia, il numero di recensioni è appena di <strong>238 </strong>(e non di «migliaia di escursionisti»), contro le <strong>5534</strong> <strong>recensioni </strong>lasciate per la foresta di <strong>Huelgoat</strong>, che si piazza al <strong>2° posto</strong> con un punteggio di 4,8. Il <strong>Bois de Vincennes</strong>, che arriva appena al <strong>14° posto</strong> con un punteggio di 4,5 su 5, raccoglie comunque ben <strong>41456 recensioni</strong>! La scala è quindi sensibilmente diversa. </p><p>Ciononostante, "<em>si tratta della valutazione migliore tra le foreste prese in considerazione"</em>, spiega il media di viaggiatori <em>Ulysse</em>, precisando: « <em>Questo risultato si basa quindi sul giudizio degli utenti e non sul voto di una giuria o su uno studio scientifico.</em> »</p><h2>Un'antica faggeta e un importante luogo di pellegrinaggio</h2><p>Classificata come "<strong>foresta d'eccezione</strong>" dall'Office national des forêts, la foresta di Sainte-Baume è un <strong>luogo di grande valore storico e naturalistico nel Mediterraneo</strong>. Si trova sul versante settentrionale dell'omonimo massiccio, a cavallo tra i dipartimenti del Var e delle Bouches-du-Rhône. Questa parete rocciosa, lunga 12 km, orientata da est a ovest e alta 300 metri, domina il paesaggio locale come un punto di riferimento inconfondibile. Ospita un'<strong>antica faggeta</strong>, la cui presenza a queste latitudini mediterranee è spiegata dalle condizioni climatiche locali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789324" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/boschi-vetusti-le-prime-tre-foreste-inserite-nella-rete-nazionale-si-trovano-nel-friuli-venezia-giulia.html" title="Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia ">Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/boschi-vetusti-le-prime-tre-foreste-inserite-nella-rete-nazionale-si-trovano-nel-friuli-venezia-giulia.html" title="Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/boschi-vetusti-1789727319758_320.jpeg" alt="Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia "></a></article></aside><p>L'ombra del rilievo e l'umidità favoriscono in particolare la crescita di faggi, muschi, edera e funghi. L'<strong>abbondanza di acqua</strong> nel massiccio contribuisce pienamente al carattere del luogo e ha dato origine a numerose<strong> curiosità naturali</strong>: lapiés, grotte, voragini, inghiottitoi, risorgive, tufi e altro ancora. </p><p>Questi ultimi sono presenti nel <strong>vallon de Castellette</strong>, dove formano delicate e fragili <strong>vasche naturali</strong>. Il paesaggio cambia con l'arrivo dell'autunno, quando le foglie degli alberi assumono tonalità ramate. Questi colori contrastano con le bianche pareti calcaree del massiccio. </p><h3>La grotta di Sainte-Marie-Madeleine</h3><p>Il sito è inoltre noto per la grotta di Sainte-Marie-Madeleine, ricavata nella parete rocciosa e raggiungibile attraverso sentieri che attraversano la foresta. Questa grotta (la <em>baume</em>), situata ai piedi della falesia, è meta di un pellegrinaggio dedicato a Sainte-Marie-Madeleine che, secondo la tradizione cristiana, si sarebbe stabilita proprio qui. Dall'XI secolo, numerosi personaggi illustri (re, regine, papi ecc.) e semplici pellegrini si sono recati sul posto per motivi religiosi. </p><h2>Huelgoat e Aïtone: caos granitico e cattedrale vegetale</h2><p>La foresta di Huelgoat, nella Bretagna centrale, occupa il secondo posto della classifica, con un punteggio di 4,8 su 5. Culla di numerose <strong>leggende celtiche</strong>, la foresta di Huelgoat è conosciuta soprattutto per la particolarità e la bellezza delle sue rocce: un<strong> accumulo caotico di massi arrotondati</strong> che ha ispirato numerosi racconti. Qui scorre anche la<strong> rivière d'Argent</strong>, il regno delle fate di Huelgoat.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/foliage-gia-a-settembre-ecco-quali-sono-i-primi-boschi-a-tingersi-d-oro.html" title="Foliage già a settembre? Ecco quali sono i primi boschi d'Italia a tingersi d’oro">Foliage già a settembre? Ecco quali sono i primi boschi d'Italia a tingersi d’oro</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/foliage-gia-a-settembre-ecco-quali-sono-i-primi-boschi-a-tingersi-d-oro.html" title="Foliage già a settembre? Ecco quali sono i primi boschi d'Italia a tingersi d’oro"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/foliage-gia-a-settembre-ecco-quali-sono-i-primi-boschi-a-tingersi-d-oro-1787737207945_320.jpg" alt="Foliage già a settembre? Ecco quali sono i primi boschi d'Italia a tingersi d’oro"></a></article></aside><p>Il terzo posto va alla foresta di Aïtone, in Corsica, anch'essa valutata 4,8 su 5 sulla base di 116 recensioni. Situata nell'<strong>alta valle del Liamone</strong>, è caratterizzata dai suoi <strong>pini larici</strong>, che formano una vera e propria cattedrale vegetale, e dalle sue<strong> piscine naturali</strong> scavate nel granito. Qui si incontrano mucche al pascolo libero, uccelli forestali e, talvolta, i celebri maiali neri che si aggirano tranquillamente ai bordi delle strade.</p><h4><em>Riferimenti</em></h4><p><em><a href="https://ulysse.com/news/tout-le-monde-attendait-fontainebleau-ou-broceliande-cest-une-foret-du-var-qui-decroche-le-titre-de-plus-belle-foret-de-france-en-2026" title="https://ulysse.com/news/tout-le-monde-attendait-fontainebleau-ou-broceliande-cest-une-foret-du-var-qui-decroche-le-titre-de-plus-belle-foret-de-france-en-2026" target="_blank">Le foreste più belle della Francia nel 2026</a></em></p><p><em><a href="https://ulysse.com/news/tout-le-monde-attendait-fontainebleau-ou-broceliande-cest-une-foret-du-var-qui-decroche-le-titre-de-plus-belle-foret-de-france-en-2026" title="https://ulysse.com/news/tout-le-monde-attendait-fontainebleau-ou-broceliande-cest-une-foret-du-var-qui-decroche-le-titre-de-plus-belle-foret-de-france-en-2026" target="_blank">Tutti si aspettavano Fontainebleau o Brocéliande… è invece una foresta del Var a conquistare il titolo di «foresta più bella di Francia nel 2026», Luc Rongier, 15 settembre 2026</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/secondo-le-recensioni-lasciate-su-google-maps-la-foresta-piu-bella-della-francia-si-trova-in-provenza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, tra martedì e mercoledì confermato il brusco calo delle temperature: bisognerà rispolverare i vestiti autunnali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali.html</link><pubDate>Sun, 20 Sep 2026 14:10:55 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il calo termico si farà notare con forza già da martedì 22 e poi nelle giornate di mercoledì 23 e giovedì 24 settembre. Mentre in Spagna e Francia ci sarà un nuovo assaggio di intenso caldo estivo (massime fino a 37°C), in Italia bisognerà rispolverare l'abbigliamento autunnale, almeno nelle prime ore della mattina. Minime anche sotto i 10°C e massime a fatica sopra i 25°C.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbajz2u"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbajz2u.jpg" id="xbajz2u"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>L'Italia si tingerà di blu dopo mesi in cui ha dominato il rosso.</strong> Mentre sull'Europa si allunga una nuova fase di caldo anomalo, con temperature sopra la media, il nostro Paese si prepara a cambiare scenario: <strong>nei prossimi giorni sono attese temperature nettamente più basse</strong>, con un calo che si farà sentire soprattutto nelle prime ore del mattino, ma non solo.</p><h2>Europa rovente, Italia in controtendenza</h2><p>Tra martedì e giovedì <strong>in Spagna sono previste </strong><strong>massime fino a 37 gradi, e fino a 35 in Francia</strong>. Si tratta di una nuova fase di calore intenso che segue una estate lunghissima e caldissima. L'Italia, invece, assisterà all'ingresso di <strong>masse d'aria fredda in arrivo dai Balcani, con un netto abbassamento dei valori.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali-1789912756809.jpg" data-image="mxrp27j25650"><figcaption>Le anomalie di temperatura in Europa questo mercoledì 23 settembre: caldo in Spagna e Francia, mentre in Italia si abbasseranno nettamente i valori.</figcaption></figure><p>Sulle mappe delle anomalie termiche, quelle che per mesi hanno mostrato una <strong>penisola avvolta dal </strong><strong>rosso</strong>, <strong>arriverà finalmente il </strong><strong>blu</strong>. Un cambio di colore che si traduce in valori sensibilmente inferiori alla norma.</p><h3>Mattine fresche: da martedì 22 sotto i 10 gradi, anche in certe località del Centro-Sud</h3><p>Gli effetti si noteranno soprattutto <strong>poco dopo l'alba</strong>, quando in numerose città le temperature scenderanno <strong>sotto i 10 gradi</strong>. E non riguarderà solo il Nord: il fresco raggiungerà anche il Centro-Sud. Valori intorno ai 10°C di minima, o anche inferiori, si registreranno a <strong>Bologna, Firenze, Perugia e L'Aquila</strong>, ma anche a <strong>Potenza e Cosenza</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali-1789912823388.jpg" data-image="o14bvkmhmldr"><figcaption>Le temperature minime in Italia la mattina di mercoledì 23: predomina il verde, quindi valori nettamente più bassi rispetto ai giorni scorsi.</figcaption></figure><p>Insomma, è il momento di <strong>tirare fuori dall'armadio i capi autunnali. Serviranno solo di prima mattina</strong>, ma uscire di casa in maglietta in molte zone d'Italia non sarà più così normale come è stato negli ultimi mesi.</p><p>Poi nel corso della giornata i valori saliranno, e il <strong>clima sarà ancora gradevole e dal sapore estivo</strong>, ma avremo comunque una sensibile riduzione. </p><h3>Anche le massime scendono</h3><p>Il calo non riguarderà quindi solo le prime ore del giorno. Anche le <strong>temperature massime</strong> saranno notevolmente più basse rispetto ai giorni scorsi, e la differenza si farà notare dopo il lungo periodo di caldo:<strong> mercoledì 23, secondo il modello europeo, a</strong><strong>l Sud sarà difficile superare di molto i 25 gradi, mentre al Nord i valori oscilleranno tra i 20 e i 24 gradi. </strong>Solo nel Nord della Sardegna potrebbero essere toccati i 30 gradi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali-1789913078001.png" data-image="v8rrkigc6ux2"><figcaption>Le temperature massime e minime previste mercoledì 23 settembre 2026 in Italia, secondo il modello europeo ECMWF.</figcaption></figure><ul> </ul><h2>Quanto durerà?</h2><p>L'abbassamento delle temperature si concentrerà <strong>a partire da martedì 22</strong>, facendosi sentire inizialmente soprattutto al Centro-Nord ma in rapida estensione anche al Sud. Si farà sentire con forza <strong>mercoledì 23</strong> e proseguirà anche nella <strong>giornata di giovedì</strong> 24.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789172" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html" title="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia">Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html" title="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila-1789651167731_320.jpg" alt="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia"></a></article></aside><h3>Non solo freddo: in arrivo nuova instabilità</h3><p>Il quadro, però, non si esaurisce qui. Oltre al calo termico, sono in arrivo <strong>nuove fasi di instabilità</strong>, soprattutto al <strong>Sud e al Centro</strong>. Nei prossimi giorni vi aggiorneremo con maggiori dettagli. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tra-martedi-e-mercoledi-confermato-il-brusco-calo-delle-temperature-bisognera-rispolverare-i-vestiti-autunnali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scoperta una nuova specie di gatto per la prima volta dopo un secolo: il primo esemplare noto vive in Bolivia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/scoperta-una-nuova-specie-di-gatto-per-la-prima-volta-dopo-un-secolo-il-primo-esemplare-noto-vive-in-bolivia.html</link><pubDate>Sun, 20 Sep 2026 12:40:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Per la prima volta da un secolo a questa parte è stata scoperta una nuova specie di gatto, che potrebbe portare all’identificazione di altri nuovi felini. È successo in Bolivia, dove un piccolo micio dal manto maculato ha colto tutti di sorpresa</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperta-una-nuova-specie-di-gatto-per-la-prima-volta-dopo-un-secolo-il-primo-esemplare-noto-vive-in-bolivia-1789720602624.jpg" data-image="1324spa7exd3" alt="Scoperta gatto" title="Scoperta gatto"><figcaption>Il gatto mai osservato prima ha i colori della pelliccia simili a quelli dileopardi e ocelot</figcaption></figure><p>L’ultima volta che una nuova specie di gatto è stata scoperta era il <strong>1923</strong>. Si trattava del gatto delle pampas, un raro felino che vive ad est delle Ande argentine.</p><p>Ora, a più di cento anni di distanza, e ancora una volta in Sud America, è stato identificato un piccolo <strong>felino selvatico</strong>, che nell'aspetto ha molti tratti in comune con i <strong>gatti domestici</strong>.</p><p>Il nome della nuova specie è <strong>Leopardus tilcayo</strong>.</p><h2>Il cucciolo di gatto che ha sorpreso gli scienziati</h2><p>Come accade spesso, la scoperta del Leopardus tilcayo è avvenuta <strong>casualmente</strong>, quando un abitante di una regione boscosa a circa novanta chilometri a nord-est di La Paz, in Bolivia, ha notato al margine di una foresta un <strong>cucciolo di gatto</strong> e lo ha portato a casa.</p><p>Dopo averlo allevato per circa <strong>un anno</strong> l’uomo si è accorto che l’animale che aveva salvato non era un comune gatto domestico come aveva pensato, ed ha quindi contattato un <strong>rifugio per animali selvatici</strong>.</p><p> Da quel momento è iniziato lo studio che sul finire dell’estate del 2026 ha condotto alla conclusione del tutto inattesa che quel gatto appartiene a una specie <strong>mai osservata prima</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="549242" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/animali-alla-scoperta-fantasma-boschi-gatto-selvatico-europeo.html" title="Alla scoperta del fantasma dei boschi, il gatto selvatico europeo">Alla scoperta del fantasma dei boschi, il gatto selvatico europeo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/animali-alla-scoperta-fantasma-boschi-gatto-selvatico-europeo.html" title="Alla scoperta del fantasma dei boschi, il gatto selvatico europeo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-del-fantasma-dei-boschi-il-gatto-selvatico-europeo-1695476660432_320.jpg" alt="Alla scoperta del fantasma dei boschi, il gatto selvatico europeo"></a></article></aside><p><br>Ci sono voluti anni, lo sviluppo di nuove <strong>analisi genomiche</strong> e un confronto con altre trentasette razze feline per avere la conferma che il piccolo gatto raccolto dalla strada è ancora totalmente <strong>sconosciuto alla scienza</strong>.</p><h2>Un gatto misterioso</h2><p>Di questo gatto appena scoperto si sa che la sua razza ha iniziato ad allontanarsi da quella degli altri felini <strong>1,4 milioni di anni fa,</strong> una tempo davvero lungo anche in termini evolutivi, simile a quello che intercorre tra i leoni di oggi e quelli delle caverne, ormai estinti.</p><p>Oltre a ciò e al fatto che il suo habitat è quello delle <strong>foreste delle Yungas</strong> in Bolivia, al momento di lui non si conosce molto altro. </p><div class="texto-destacado">Come quasi tutti i felini è più attivo di notte, ma metodi di caccia, di riproduzione, dieta, abitudini e così via, sono tutti <strong>ancora da scoprire</strong>.</div><p>Il nuovo micio, quindi, pone sicuramente una sfida interessante per gli studiosi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775352" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-errore-che-si-commette-quando-si-abbraccia-il-proprio-gatto-in-una-brutta-giornata-gli-esperti-spiegano.html" title="L'errore che si commette quando si abbraccia il proprio gatto in una brutta giornata: gli esperti spiegano">L'errore che si commette quando si abbraccia il proprio gatto in una brutta giornata: gli esperti spiegano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-errore-che-si-commette-quando-si-abbraccia-il-proprio-gatto-in-una-brutta-giornata-gli-esperti-spiegano.html" title="L'errore che si commette quando si abbraccia il proprio gatto in una brutta giornata: gli esperti spiegano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-error-que-cometes-al-abrazar-a-tu-gato-en-un-mal-dia-conoce-la-explicacion-de-los-expertos-1782190949437_320.jpg" alt="L'errore che si commette quando si abbraccia il proprio gatto in una brutta giornata: gli esperti spiegano"></a></article></aside><p> Tutt’ora l'esemplare studiato vive al sicuro nel <strong>rifugio di Senda Verde</strong>, mentre l’unico altro esemplare avvistato è una femmina che è stata curata dopo essere stata trovata ferita, e poi <strong>reimmessa in natura</strong>.</p><h2>Com'è fatto il nuovo gatto</h2><p>Battezzato <em>Leopardus tilcayo, </em>il piccolo felino boliviano è sconosciuto alla scienza ma non del tutto alla popolazione locale, che gli ha anche trovato un nome. Le persone del posto lo chiamano appunto <em><strong>tilcayo</strong></em>.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"> <a href="https://x.com/hashtag/GrupoFides?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#GrupoFides</a> | <a href="https://x.com/hashtag/ANF?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#ANF</a> Un equipo internacional de científicos identificó en los Yungas de Bolivia una nueva especie de felino silvestre, el Leopardus tilcayo o gato tilcayo. Se trata de la primera descripción de un nuevo gato salvaje en más de un siglo, hallado a partir del <a href="https://t.co/H9TgaSzNcl">pic.twitter.com/H9TgaSzNcl</a></p>— Agencia de Noticias Fides (@noticiasfides) <a href="https://x.com/noticiasfides/status/2100652666036883754?ref_src=twsrc%5Etfw">September 17, 2026</a></blockquote></figure><p>Nessuno sa esattamente cosa significhi questo termine, che non vuol dire <strong>nulla di preciso</strong> né nella lingua locale, il quechua, né in spagnolo, ma alla fine è prevalsa l’abitudine quindi il nome è rimasto.</p><p>Quanto ai <strong>leopardi</strong>, il nome deriva dal genere, ma dal punto di vista esteriore il gatto condivide con quei grandi felini solo l’aspetto del manto, <strong>rossiccio e maculato</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="642616" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/affascinante-leopardo-anamur-felino-piu-raro-del-mondo-che-vive-nella-taiga-siberiana.html" title="L'affascinante leopardo dell'Amur, il felino più raro del mondo che vive nella taiga siberiana">L'affascinante leopardo dell'Amur, il felino più raro del mondo che vive nella taiga siberiana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/affascinante-leopardo-anamur-felino-piu-raro-del-mondo-che-vive-nella-taiga-siberiana.html" title="L'affascinante leopardo dell'Amur, il felino più raro del mondo che vive nella taiga siberiana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-affascinante-leopardo-dell-anamur-il-felino-piu-raro-del-mondo-che-vive-nella-taiga-siberiana-1707133448477_320.jpg" alt="L'affascinante leopardo dell'Amur, il felino più raro del mondo che vive nella taiga siberiana"></a></article></aside><p>Per il resto si tratta di un piccolo animale che misura <strong>quarantacinque centimetri</strong> di lunghezza dalla testa alla coda e pesa solo 1,4 chilogrammi, è quindi più piccolo in media dei gatti di casa ma sicuramente più simile nell'aspetto a questi ultimi che non ai leopardi</p><p>Come per i comuni gatti, il muso del <em>Leopardus tilcayo</em> è piccolo, le orecchie sono<strong> arrotondate </strong>e i <strong>baffi lunghi.</strong></p><h2>Il valore della scoperta</h2><p>Aver identificato un gatto mai osservato prima non è importante solo perché è la prima scoperta del genere dopo svariati decenni, ma anche perché grazie ad essa si va ad arricchire <strong>l’albero genealogico</strong> dei felini.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperta-una-nuova-specie-di-gatto-per-la-prima-volta-dopo-un-secolo-il-primo-esemplare-noto-vive-in-bolivia-1789720699702.jpg" data-image="hvctalntkg4n" alt="gatto Bolivia" title="gatto Bolivia"><figcaption>Un gatto domestico, in attesa di nuove scoperte tra i felini</figcaption></figure><p>Gli studi condotti sul <em>Leopardus tilcayo</em>, attraverso l’analisi genomica, aprono la porta a nuove scoperte che possono permettere di identificare ulteriori <strong>nuove specie </strong>di gatto o a <strong>proteggere </strong>meglio quelle già note, talvolta persino <strong>dall’estinzione</strong>.</p><p>Già si parla, ad esempio, di una nuova sottospecie di <strong>gatto tigre in Perù</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="652575" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/incredibile-scoperta-in-sud-america-censita-una-nuova-sottospecie-di-gatto-tigre.html" title="Incredibile scoperta in Sud America: censita una nuova sottospecie di gatto tigre">Incredibile scoperta in Sud America: censita una nuova sottospecie di gatto tigre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/incredibile-scoperta-in-sud-america-censita-una-nuova-sottospecie-di-gatto-tigre.html" title="Incredibile scoperta in Sud America: censita una nuova sottospecie di gatto tigre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/incredibile-scoperta-in-sud-america-censita-una-nuova-sottospecie-di-gatto-tigre-1713348405133_320.jpg" alt="Incredibile scoperta in Sud America: censita una nuova sottospecie di gatto tigre"></a></article></aside><p>A differenza dei grandi felini come leoni e pantere, infatti, quelli piccoli sono ancora <strong>poco studiati</strong> anche a causa della loro eccezionale <strong>abilità nel nascondersi</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Jason%20Bittel" data-year="2026" data-title="meet%20the%20first%20new%20cat%20species%20discovered%20in%20100%20years" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nationalgeographic.com%2Fanimals%2Farticle%2Fmeet-the-first-new-cat-species-discovered-in-100-years%3Fcmpid%3Dorg%3Dngp%3A%3Amc%3Dsocial%3A%3Asrc%3Dinstagram%3A%3Acmp%3Deditorial%3A%3Aadd%3Dig20260917animals-wildcatspeciesfreemiumhedcard%26fbclid%3DPAVERTVgUZCzFwZG9mAmV4dG4DYWVtAjEwAHNydGMGYXBwX2lkDzU2NzA2NzM0MzM1MjQyNwABp_EcuDyeQRiyRM0zHC8fgm-QxaH8jtVG9sSj4oDaQay32OHFpXyNUkjOGEZB_aem_eZDRWEfRQz6E6M89usWRAw">Jason Bittel. (2026). <a href="https://www.nationalgeographic.com/animals/article/meet-the-first-new-cat-species-discovered-in-100-years?cmpid=org=ngp::mc=social::src=instagram::cmp=editorial::add=ig20260917animals-wildcatspeciesfreemiumhedcard&fbclid=PAVERTVgUZCzFwZG9mAmV4dG4DYWVtAjEwAHNydGMGYXBwX2lkDzU2NzA2NzM0MzM1MjQyNwABp_EcuDyeQRiyRM0zHC8fgm-QxaH8jtVG9sSj4oDaQay32OHFpXyNUkjOGEZB_aem_eZDRWEfRQz6E6M89usWRAw" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">meet the first new cat species discovered in 100 years</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/scoperta-una-nuova-specie-di-gatto-per-la-prima-volta-dopo-un-secolo-il-primo-esemplare-noto-vive-in-bolivia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/boschi-vetusti-le-prime-tre-foreste-inserite-nella-rete-nazionale-si-trovano-nel-friuli-venezia-giulia.html</link><pubDate>Sun, 20 Sep 2026 10:15:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Tre boschi del Friuli Venezia Giulia sono entrati a far parte della Rete nazionale dei boschi vetusti, istituita in Italia nel 2023. Si tratta di Croseraz Val Bona e Pian dele Stele, nel Cansiglio pordenonese, e del Bosco Vintulins, nella foresta di Forchiutta, in provincia di Udine: ecosistemi di grande valore naturalistico e biodiversità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/boschi-vetusti-1789727319758.jpeg" data-image="7yix7fsfvgdd" alt="faggeta" title="faggeta"><figcaption>Una foto di una faggeta in Italia. In Italia circa un terzo del territorio è coperto da boschi.</figcaption></figure><p>Nel guigno del 2023 in Italia è stata istituita la <strong>Rete nazionale dei boschi vetusti</strong>. L'Italia è stata la prima nazione in Europa a dare il via a questa rete, che nelle intenzioni del Ministero dell'Agricoltura e delle foreste vuole essere "un innovativo strumento per la valorizzazione della biodiversità degli ecosistemi forestali".</p><p>Adesso, a distanza di quasi tre anni, <strong>tre boschi del Friuli Venezia Giulia</strong> sono stati iscritti in queste Rete nazionale. Si tratta di Croseraz Val Bona, nel Comune di Budoia, e Pian dele Stele, nel Comune di Polcenigo, entrambe nella foresta del Cansiglio nel territorio pordenonese, e del Bosco Vintulins, nella foresta di Forchiutta, nel Comune di Paularo, in territorio udinese.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Si tratta di Croseraz Val Bona, nel Comune di Budoia, e Pian dele Stele, nel Comune di Polcenigo, entrambe nella foresta del Cansiglio nel territorio pordenonese, e del Bosco Vintulins, nella foresta di Forchiutta, nel Comune di Paularo, in territorio udinese. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p> I boschi vetusti sono ecosistemi forestali caratterizzati dalla presenza di specie autoctone e da un'evoluzione naturale protratta per oltre sessant'anni senza significative interferenze antropiche. <strong>Si tratta di ambienti di particolare valore naturalistico e scientifico, ricchi di biodiversità</strong> e nei quali convivono piante secolari, giovani individui, alberi adulti, fusti senescenti e legno morto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/isole-di-calore-urbane-fino-a-4-c-in-meno-con-riforestazione-e-depavimentazioni-roma-e-firenze-lo-dimostrano.html" title="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano">Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/isole-di-calore-urbane-fino-a-4-c-in-meno-con-riforestazione-e-depavimentazioni-roma-e-firenze-lo-dimostrano.html" title="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/https-www-cnr-it-it-comunicato-stampa-1783496807435_320.jpeg" alt="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano"></a></article></aside><p>La loro tutela si inserisce in una gestione complessiva e sostenibile del patrimonio forestale, che comprende anche le utilizzazioni boschive. Il legno rappresenta infatti una materia prima rinnovabile di rilievo per l'economia, impiegata in numerosi settori, dall'arredo all'edilizia fino alla produzione di strumenti musicali, e contribuisce allo stoccaggio duraturo dell'anidride carbonica. </p><h2>Cosa sono i boschi vetusti?</h2><p>La parola vetusto viene dal termine latino <em>vetustus</em>, che a sua volta proviene da <em>vetus</em> (vecchio). In Italia sono stati censiti 166 boschi vetusti, per una superficie complessiva di oltre 4.000 ettari. <strong>Devono essere estesi almeno 10 ettari, non utilizzati dall'uomo da oltre 60 anni</strong> e presentare tutti gli stadi di evoluzione naturale degli alberi: dalle piantine giovani agli alberi adulti, dagli alberi morti in piedi a quelli atterrati, con una profonda lettiera e ampi spazi arbustivi ed erbacei. </p><p><strong>Tutti i boschi vetusti riconosciuti e identificati come tali dalle singole Regioni saranno inseriti nella Rete nazionale,</strong> informa il Ministero, alla cui gestione, monitoraggio e aggiornamento provvederà la Direzione generale delle foreste del Masaf, sul modello operativo già adottato con successo per la tutela degli alberi monumentali d'Italia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="7772" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/le-antiche-faggete-italiane-patrimonio-dell-umanita-ecco-dove-sono.html" title="Le antiche faggete italiane, patrimonio dell’UNESCO: ecco dove sono">Le antiche faggete italiane, patrimonio dell’UNESCO: ecco dove sono</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/le-antiche-faggete-italiane-patrimonio-dell-umanita-ecco-dove-sono.html" title="Le antiche faggete italiane, patrimonio dell’UNESCO: ecco dove sono"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-antiche-faggete-italiane-patrimonio-dell-umanita-ecco-dove-sono-7772-1_320.jpg" alt="Le antiche faggete italiane, patrimonio dell’UNESCO: ecco dove sono"></a></article></aside><p>Le foreste vetuste d'Italia iscritte nella Rete nazionale saranno georeferenziate sul sito web del Masaf e mappate nella futura Carta forestale d'Italia, anch'essa in corso di realizzazione da parte della Direzione foreste, del CREA e dell'Università di Firenze.Nella rete nazionale dei boschi vetusti saranno inserite, in una sezione a parte, anche le <strong>13 faggete vetuste primordiali riconosciute dall'Unesco come Patrimonio mondiale dell'umanità,</strong> per un'ulteriore superficie complessiva di 2.150 ettari.</p><h2>I boschi in Italia</h2><p>L'Italia è uno dei paesi più boscosi d'Europa. Nonostante l'enorme consumo di suolo, le foreste italiane, secondo i dati Ispra <strong>oggi coprono oltre 11 milioni di ettari, circa il 38% del territorio nazionale</strong>. Questa crescita dei boschi è dovuta anche all'abbandono progressivo delle campagne. Le regioni più verdi sono il <strong>Trentino-Alto Adige, Piemonte e Friuli Venezia Giulia,</strong>ma un po' tutte le regioni godono di aree boscose piuttosto diffuse.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Ministero%20Agricoltura%20Italia" data-year="" data-title="Boschi%20vetusti" data-url="https%3A%2F%2Fwww.masaf.gov.it%2Fboschi_vetusti">Ministero Agricoltura Italia. <a href="https://www.masaf.gov.it/boschi_vetusti" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Boschi vetusti</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/boschi-vetusti-le-prime-tre-foreste-inserite-nella-rete-nazionale-si-trovano-nel-friuli-venezia-giulia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/prevenire-insieme-i-danni-di-siccita-e-alluvioni-due-conseguenze-del-cambiamento-climatico-che-si-aggravano-a-vicenda.html</link><pubDate>Sun, 20 Sep 2026 07:28:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Siccità e incendi in estate e inondazioni o piene in autunno non sono due problemi separati, ma complicazioni del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda, e che possono essere prevenuti insieme</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-siccita-e-incendi-estivi-rendono-piu-gravi-le-alluvioni-autunnali-1789374295864.jpg" data-image="bfuywwfe4upd" alt="siccità incendi" title="siccità incendi"><figcaption>Un vasto incendio che distrugge la vegetazione su una collina</figcaption></figure><p>In Europa del sud come in tutto il Mediterraneo, ma anche nell’est degli Stati Uniti e in Australia, il caldo sempre più estremo ha accentuato il problema degli incendi boschivi nel 2026, a cui faranno seguito le alluvioni autunnali.</p><div class="texto-destacado">Incendi e piogge non sono due fenomeni separati, come si potrebbe pensare, in quanto amplificano gli uni gli effetti distruttivi degli altri nei territori colpiti.</div><p>Nel contesto del <strong>clima estremo</strong> attuale, anche la <strong>ricrescita dei boschi</strong> dopo le stagioni delle piogge, per assurdo che sembri, può diventare <strong>dannosa</strong>, perché la vegetazione più <strong>giovane </strong>è anche la più soggetta agli incendi.</p><h2>Cosa succede al suolo dopo un incendio </h2><p>Un grande rogo estivo segna il territorio per <strong>anni</strong>, e lo rende più <strong>vulnerabile </strong>alle piogge della stagione autunnale.</p><p>Quando il fuoco distrugge la vegetazione, il territorio perde infatti la sua <strong>barriera naturale</strong> contro lo <strong>scorrimento superficiale</strong> delle acque piovane.</p><p>Quando piove, infatti, radici, rami e foglie delle piante <strong>trattengono </strong>una parte dell’acqua. L’acqua che penetra nel terreno non causa <strong>smottamenti </strong>se le radici delle piante sono grandi e forti abbastanza da mantenerlo strutturato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784618" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html" title="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003">Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html" title="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate-1787218628149_320.jpg" alt="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003"></a></article></aside><p>Quando il fuoco porta via questa protezione naturale il suolo rimane quindi esposto e l'acqua <strong>scorrere in superficie </strong>invece di penetrare nel suolo.</p><p> Il calore del fuoco, inoltre, altera temporaneamente alcune delle <strong>proprietà </strong>del terreno, rendendolo quasi <strong>impermeabile</strong>.</p><h2>Gli effetti delle piogge torrenziali dopo un incendio</h2><p>Il modo in cui un incendio lascia segni permanenti su un territorio diventa evidente quando arrivano piogge molto intense. In questi casi l’acqua scorre in superficie invece di essere assorbita, trasformandosi in <strong>colate di fango e detriti.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-siccita-e-incendi-estivi-rendono-piu-gravi-le-alluvioni-autunnali-1789374356733.jpg" data-image="b0mujjcfidb6" alt="alluvioni frane" title="alluvioni frane"><figcaption>Le frane nei territori abitati sono tra le conseguenze più gravi del dissesto idogeologico</figcaption></figure><p>Un temporale forte e breve genera facilmente una <strong>piena </strong>che trascina con sé anche tutte le <strong>ceneri </strong>e qualunque altra cosa il fuoco abbia lasciato dietro di sè. Nei territori segnati dai roghi, comunque, anche una pioggia poco violenta, che normalmente non causerebbe disastri, può facilmente provocare <strong>danni gravi</strong>.</p><p>Dove c’è molta <strong>pendenza</strong>, come nelle zone montuose, le colate si fanno ancora più pericolose e distruttive, al punto da sradicare anche gli alberi e la vegetazione rimasti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni.html" title="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni">Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni.html" title="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni-1785070975838_320.jpg" alt="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni"></a></article></aside><p><br>Al loro posto cresce poi una vegetazione <strong>meno fitta </strong>e quindi più sensibile alla siccità estiva, che diventa facilmente <strong>materiale combustibile</strong> pronto ad alimentare gli incendi.</p><h2>Un circolo vizioso che dura anni</h2><p>Una ricerca pubblicata su <em>Nature Reviews Earth & Environment</em> nel 2024 mostra che questo circolo vizioso che collega alluvioni e incendi può andare avanti per alcuni <strong>anni</strong>.</p><p>La vegetazione ha i suoi <strong>tempi di ripristino</strong>, così come le <strong>proprietà idrologiche</strong> del suolo. Un territorio ha bisogno di tempi lunghi per tornare alle condizioni di partenza, sempre ammesso che non si verifichino altri eventi estremi che interrompono il processo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786311" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali">La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124914254_320.jpg" alt="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"></a></article></aside><p>Le colate di detriti nei territori colpiti dagli incendi diventano quindi particolarmente <strong>frequenti </strong>nei primi <strong>due anni</strong>, ma rimangono comunque superiori ai livelli precedenti gli incendi per un periodo che dura fino a <strong>cinque anni</strong>.</p><h2>Un intervento semplice contro incendi e alluvioni</h2><p>Per rendere i territori <strong>meno vulnerabili</strong> c’è un intervallo di tempo tra incendi estivi e alluvioni invernali, che purtroppo diventa sempre più breve.</p><p>Un'osservazione condotta in Portogallo a partire dal 2016 ha però dimostrato due cose importanti: la prima è che incendi e inondazioni non possono essere trattati come due problemi <strong>separati</strong>, la seconda è che per ridurre i rischi sono sufficienti interventi relativamente <strong>semplici</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780992" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche.html" title="Alla scoperta dei pirocumulonembi, le grandi nuvole di fuoco create da incendi ed eruzioni vulcaniche">Alla scoperta dei pirocumulonembi, le grandi nuvole di fuoco create da incendi ed eruzioni vulcaniche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche.html" title="Alla scoperta dei pirocumulonembi, le grandi nuvole di fuoco create da incendi ed eruzioni vulcaniche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche-1785274121545_320.jpg" alt="Alla scoperta dei pirocumulonembi, le grandi nuvole di fuoco create da incendi ed eruzioni vulcaniche"></a></article></aside><p>In una piantagione di eucalipti del centro del paese devastata dal fuoco, la <strong>pacciamatura del suolo</strong> realizzata con residui forestali è stata sufficiente a proteggere il territorio dalle forti piogge. </p><p>In un lasso di tempo di cinque anni il <strong>ruscellamento </strong>è diminuito del <strong>50% </strong>rispetto ai suoli non trattati e <strong>l’erosione </strong>del <strong>91%, </strong>con un trasporto di sedimenti alluvionali dalle colline a valle davvero minimo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Afonso%20Nuno%20Martins" data-year="2026" data-title="Fire%20and%20floods%20are%20usually%20treated%20as%20separate%20hazards.%20Portugal%E2%80%99s%20Pinhal%20Interior%20shows%20why%20they%20are%20part%20of%20the%20same%20cycle" data-url="https%3A%2F%2Ftheconversation.com%2Ffire-and-floods-are-usually-treated-as-separate-hazards-portugals-pinhal-interior-shows-why-they-are-part-of-the-same-cycle-290857">Afonso Nuno Martins. (2026). <a href="https://theconversation.com/fire-and-floods-are-usually-treated-as-separate-hazards-portugals-pinhal-interior-shows-why-they-are-part-of-the-same-cycle-290857" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Fire and floods are usually treated as separate hazards. Portugal’s Pinhal Interior shows why they are part of the same cycle</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/prevenire-insieme-i-danni-di-siccita-e-alluvioni-due-conseguenze-del-cambiamento-climatico-che-si-aggravano-a-vicenda.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html</link><pubDate>Sun, 20 Sep 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Settembre è il momento ideale per piantare nel tuo giardino o sul tuo terrazzo nuove varietà che tollerano bene l'aria fresca e la pioggia. Fortunatamente, esistono molte opzioni belle e colorate.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/herbstblueher-bringen-farbe-in-den-eigenen-garten-1789216833036.jpeg" data-image="tejz8k1c6m2b" alt="Un giardino autunnale colorato è possibile e facile da realizzare." title="Un giardino autunnale colorato è possibile e facile da realizzare."><figcaption>Un giardino autunnale colorato è possibile e facile da realizzare.</figcaption></figure><p>I fiori d'autunno non solo restituiscono colore e un aspetto accogliente alla terrazza o al giardino, ma portano anche un tocco di colore prima dell'arrivo dell'inverno. <strong>Molte varietà sono resistenti al freddo, per cui rispuntano l'anno successivo</strong>.</p><h2>Il momento ideale per piantarli è adesso</h2><p>Uno dei fiori d'autunno più conosciuti è l'aster, o Margherita di Michaelmas, o "<strong>settembrino</strong>". Possono essere piante alte dal portamento classico o varietà più delicate, con fiori nelle tonalità tenui del rosa chiaro e del bianco; tuttavia, <strong>è più comune trovarle nelle tonalità del viola, del rosa e del bianco</strong>.</p><p>Un altro gruppo di fiori classico e molto colorato sono i <strong>crisantemi</strong>. Oggi esistono varietà resistenti all'inverno, disponibili in una grande varietà di colori.</p><h2>Esistono più di 30 specie di crisantemi</h2><p>I crisantemi autunnali sono particolarmente apprezzati nelle tonalità del rosa-rossastro, del giallo, dell'arancione e del bianco luminoso. Infatti, <strong>il genere <em>Chrysanthemum</em> comprende un totale di 35 specie diverse</strong>. In generale, questi fiori colorati preferiscono luoghi luminosi, ma senza calore o sole diretto intenso; per questo, una posizione a mezz'ombra è la scelta ideale.</p><h2>Alcuni fiori fioriscono fino all'arrivo dell'inverno</h2><p>Naturalmente esistono anche fiori d'autunno con un periodo di fioritura particolarmente lungo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/herbstblueher-bringen-farbe-in-den-eigenen-garten-1789216882499.jpeg" data-image="dk3bwpq34y7z" alt="Le piante fiorite e i fiori fanno sì che non ci dimentichiamo così presto dell'estate." title="Le piante fiorite e i fiori fanno sì che non ci dimentichiamo così presto dell'estate."><figcaption>Le piante fiorite e i fiori fanno sì che non ci dimentichiamo così presto dell'estate.</figcaption></figure><p>Il geranio 'Rozanne', una pianta da fiore premiata più volte, è così prolifico che <strong>fiorisce fino alle prime gelate di novembre o dicembre</strong>. I suoi bellissimi fiori color blu-violaceo sono un vero spettacolo visivo.</p><p><strong>La margherita della Groenlandia è un fiore d'autunno poco conosciuto e un po' dimenticato</strong>. I suoi fiori tipici, dai petali bianchi e dal centro giallo, iniziano a spuntare già a settembre e, con le cure adeguate, possono restare fioriti per parecchio tempo. In genere, questa margherita raggiunge un'altezza compresa tra i 30 e i 40 centimetri.</p><h2>I fiori resistenti al freddo ricompaiono senza problemi l'anno successivo</h2><p>Come la margherita classica, <strong>la margherita della Groenlandia può diffondersi e colonizzare nuovi spazi, permettendo la comparsa di nuovi esemplari l'anno successivo</strong>. Tuttavia, questa pianta autunnale resistente al freddo richiede un terreno ricco di nutrienti e ben drenato, oltre a molta esposizione al sole.</p><h2>L'elleboro non fiorisce solo nel periodo natalizio</h2><p>Infine, va segnalato <strong>l'elleboro, una pianta autunnale che acquista particolare rilievo verso la fine della stagione</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786932" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html" title="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate">10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html" title="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369713990_320.jpeg" alt="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate"></a></article></aside><p>La varietà tipica di elleboro suole mostrare i suoi fiori proprio nel periodo natalizio. Tuttavia, <strong>esiste la varietà 'Praecox', che inizia a fiorire già a novembre</strong>. Entrambe le varietà preferiscono posizioni a mezz'ombra.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="mein-schoener-garten.de" data-year="2026" data-title="Herbstbl%C3%BCher%3A%2010%20Bl%C3%BCtenstauden%20f%C3%BCrs%20Saisonfinale" data-url="https%3A%2F%2Fwww.mein-schoener-garten.de%2Fgartenpraxis%2Fziergaerten%2Fherbstblueher-10-bluetenstauden-fuers-saisonfinale-37805">mein-schoener-garten.de. (2026). <a href="https://www.mein-schoener-garten.de/gartenpraxis/ziergaerten/herbstblueher-10-bluetenstauden-fuers-saisonfinale-37805" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Herbstblüher: 10 Blütenstauden fürs Saisonfinale</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luna piena ed equinozio d'autunno: sono imminenti due importanti eventi astronomici di settembre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/luna-piena-ed-equinozio-d-autunno-sono-imminenti-due-importanti-eventi-astronomici-di-settembre.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 17:21:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>In arrivo la decima Luna piena del 2026, a settembre, che seguirà di pochissimi giorni l'equinozio d'autunno. Scopriamo le date e facciamo un ripasso su cosa accadrà.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/luna-piena-ed-equinozio-d-autunno-sono-imminenti-due-importanti-eventi-astronomici-di-settembre-1789724762990.jpeg" data-image="ru09nvqjwm0m" alt="luna piena" title="luna piena"><figcaption>La Luna piena di settembre: seguirà di pochissimi giorni l'equinozio d'autunno.</figcaption></figure><p>Il mese di Settembre porta con sé <strong>due appuntamenti astronomici importanti: la Luna piena, con il decimo plenilunio di questo 2026, e l'inizio dell'autunno astronomico</strong>, che avverrà nel momento dell'equinozio. Entrambi questi avvenimenti astronomici sono molto ravvicinati nel calendario. Vediamo quando saranno.</p><h2><strong>La Luna piena di settembre</strong></h2><p>Ormai manca poco alla Luna piena di settembre, <strong>la decima di questo 2026. </strong>L'appuntamento è per il <strong>26 settembre, alle 18:49 ora italiana</strong> (16:49 UTC), quando il nostro satellite si troverà nella costellazione dei Pesci. </p><p>Nonostante ci troviamo a settembre, nono mese dell'anno, sarà la decima Luna piena, perché a maggio abbiamo avuto due lune piene (il 1° e il 31 del mese).</p><div class="texto-destacado"> Tra due momenti di Luna piena passano in media 29 giorni, 12 ore e 44 minuti, un intervallo di tempo che si chiama mese sinodico, o lunazione, o mese lunare. È il tempo che la Luna impiega per riallineare nuovamente la sua posizione con il Sole e la Terra. Si tratta di una media, perché ci sono delle irregolarità nel moto lunare. </div><p><strong>Questa Luna piena viene indicata dai media anche con il nome di Luna del Raccolto</strong> (<em>Harvest Moon</em>), dalla tradizione dei nativi americani. Sarà il plenilunio più vicino all'equinozio d'autunno. </p><h2>La prossima Luna piena nel 2026</h2><p>Dopo quello di settembre mancheranno solo tre pleniluni nel 2026. Ecco quali: </p><ul><li><strong>26 settembre 2026</strong></li> <li>26 ottobre 2026</li> <li>24 novembre 2026</li> <li>24 dicembre 2026</li> </ul><p>Come sempre, anche nel 2026 assisteremo al fenomeno della <strong>Superluna</strong>.</p><p> Questo termine, pur non essendo scientifico in senso stretto, viene comunemente usato per indicare <strong>un plenilunio che coincide con il perigeo</strong>, cioè il momento in cui la Luna si trova alla minima distanza dalla Terra.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789047" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-luna-potrebbe-essere-nata-in-appena-cinque-ore-dopo-il-grande-impatto.html" title="La Luna potrebbe essere nata in appena cinque ore dopo il grande impatto">La Luna potrebbe essere nata in appena cinque ore dopo il grande impatto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-luna-potrebbe-essere-nata-in-appena-cinque-ore-dopo-il-grande-impatto.html" title="La Luna potrebbe essere nata in appena cinque ore dopo il grande impatto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-luna-potrebbe-essere-nata-in-appena-cinque-ore-dopo-il-grande-impatto-1789573468781_320.png" alt="La Luna potrebbe essere nata in appena cinque ore dopo il grande impatto"></a></article></aside><p> Nel corso dell’anno la distanza tra Terra e Luna oscilla da un minimo di <strong>356.400 km</strong> (perigeo) a un massimo di <strong>406.700 km</strong> (apogeo). Questa differenza non è facilmente percepibile a occhio nudo, ma <strong>può essere apprezzata con confronti o attraverso strumenti ottici.</strong></p><p><strong>Nel 2026 ci sarà un solo plenilunio coincidente con il perigeo: <strong>quello del 24 dicembre</strong>. </strong>In quel momento la Luna sarà a circa 363.000 km di distanza dalla Terra. La notte della Vigilia di Natale sarà quindi illuminata da una splendida Superluna. </p><h2><strong>L'equinozio d'autunno</strong></h2><p><strong>Quest'anno l'autunno astronomico inizierà mercoledì 23 settembre.</strong> L'equinozio avverrà alle 00:05 UTC, cui corrispondono le 02:05 dell'ora legale italiana. </p><p><strong>Quel giorno le ore di luce e quelle della notte saranno le stesse, quindi la durata del giorno e della notte sarà uguale</strong><strong><strong>.</strong> </strong>È per questo che si parla di equinozio, una parola che viene dal latino <em>aequinoctium</em>, composto da <em>aequus</em> (uguale) e da <em>nox </em>(notte). Questo è infatti il momento in cui il giorno è uguale alla notte.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787711" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ora-solare-2026-si-avvicina-il-cambio-di-orario-ecco-quando-spostare-le-lancette.html" title="Ora solare 2026, si avvicina il cambio di orario: ecco quando spostare le lancette">Ora solare 2026, si avvicina il cambio di orario: ecco quando spostare le lancette</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ora-solare-2026-si-avvicina-il-cambio-di-orario-ecco-quando-spostare-le-lancette.html" title="Ora solare 2026, si avvicina il cambio di orario: ecco quando spostare le lancette"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ora-solare-2026-si-avvicina-il-cambio-di-orario-ecco-quando-spostare-le-lancette-1788873421235_320.jpeg" alt="Ora solare 2026, si avvicina il cambio di orario: ecco quando spostare le lancette"></a></article></aside><p><strong>Resteremo nella stagione autunnale fino al giorno del solstizio d'inverno</strong>, che quest'anno avverrà il 21 dicembre.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/luna-piena-ed-equinozio-d-autunno-sono-imminenti-due-importanti-eventi-astronomici-di-settembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Moscerini della frutta: 10 modi per tenerli lontani dalla frutta di stagione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Tra fine estate e inizio autunno, frutta matura e temperature miti favoriscono la presenza dei moscerini della frutta in casa. Ecco 10 semplici accorgimenti per limitarne la proliferazione.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione-1789058204171.jpeg" data-image="mp05znu6znra"><figcaption>Moscerini della frutta: 10 modi per tenerli lontani dalla frutta di stagione</figcaption></figure><p><strong>Tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, all'interno delle abitazioni, si creano condizioni particolarmente favorevoli alla proliferazione dei moscerini della frutta</strong>. La presenza di frutta estiva tardiva e di frutti autunnali a rapida maturazione come uva, fichi, cachi e pere, insieme a temperature ancora miti, favorisce l'attività di questi minuscoli insetti.</p><h2>Identikit di un insetto casalingo</h2><p><strong>Il moscerino della frutta è un piccolo insetto appartenente al genere <em>Drosophila</em>.</strong> Nelle abitazioni è comune soprattutto <em>Drosophila melanogaster</em>, lungo appena 2-3 millimetri, con corpo giallo-bruno e occhi rossi. Gli adulti sono attratti soprattutto dalla frutta molto matura o che inizia a fermentare, ma anche da altri materiali organici in decomposizione.</p><p><strong>Il suo ciclo vitale è molto rapido: in condizioni favorevoli può completarsi in circa 8-10 giorni</strong>. Le femmine depongono le uova sulla superficie di frutta e altri substrati adatti, dove le larve trovano nutrimento. La rapidità di riproduzione rende il moscerino della frutta un ospite indesiderato. Ecco 10 possibili accorgimenti da adottare per ridurne la presenza in casa.</p><h2>1. Conservare la frutta in frigorifero</h2><p><strong>Quando possibile, riporre in frigorifero la frutta più matura o quella che non verrà consumata rapidamente</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione-1789058227585.jpeg" data-image="9771jagebck1"><figcaption>Conservare la frutta in frigorifero</figcaption></figure><p>Questo accorgimento aiuta a rallentarne il deterioramento e riduce le condizioni favorevoli alla presenza dei moscerini.</p><h2>2. Non lasciare esposta la frutta tagliata o molto matura</h2><p><strong>Frutta già tagliata, molto morbida o prossima alla fermentazione dovrebbe essere consumata rapidamente oppure coperta e riposta al fresco</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione-1789058250293.jpeg" data-image="mfasmx6dd97g"><figcaption>Non lasciare esposta la frutta tagliata o molto matura</figcaption></figure><p>Lasciarla esposta a lungo aumenta infatti la possibilità che venga raggiunta dagli insetti e utilizzata come substrato per la deposizione delle uova.</p><h2>3. Controllare e pulire regolarmente il cesto della frutta</h2><p><strong>È buona norma controllare ogni giorno la frutta conservata a temperatura ambiente, eliminando rapidamente quella ammaccata, spaccata o deteriorata</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione-1789058291830.jpeg" data-image="i2dwnhl7g6n5"><figcaption>Controllare e pulire regolarmente il cesto della frutta</figcaption></figure><p>Anche un singolo frutto molto maturo può offrire condizioni favorevoli allo sviluppo delle larve.</p><h2>4. Gestire correttamente i rifiuti organici</h2><p><strong>Bucce, scarti di frutta e altri residui alimentari vanno raccolti in contenitori chiusi e rimossi frequentemente</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione-1789058313515.jpeg" data-image="4mmz5rgn1fnd"><figcaption>Gestire correttamente i rifiuti organici</figcaption></figure><p>È importante mantenere pulito anche il bidone dell'organico, evitando che al suo interno si accumulino residui umidi e fermentabili.</p><h2>5. Pulire i possibili luoghi di ovideposizione</h2><p><strong>Frutta e rifiuti non sono gli unici punti da controllare: <em>Drosophila</em> può deporre le uova anche in sottili accumuli di materiale organico umido presenti, per esempio, in alcuni scarichi, contenitori, panni o spugne</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione-1789058348681.jpeg" data-image="dt47ng1w9a6i"><figcaption>Pulire i possibili luoghi di ovideposizione</figcaption></figure><p>Una pulizia accurata di queste zone contribuisce a eliminare possibili focolai.</p><h2>6. Utilizzare trappole commerciali</h2><p><strong>Le trappole specifiche possono essere utili per catturare gli adulti presenti in cucina e ridurne progressivamente il numero</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione-1789058400175.jpeg" data-image="a8tueku9ocah"><figcaption>Utilizzare trappole commerciali</figcaption></figure><p>Per ottenere un risultato migliore è però importante utilizzarle insieme alla rimozione delle fonti che permettono agli insetti di nutrirsi e riprodursi.</p><h2>7. Costruire una trappola fai da te con aceto di mele</h2><p><strong>Una soluzione semplice consiste nel versare in un piccolo contenitore dell'aceto di mele e aggiungere una goccia di detergente per piatti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione-1789058419984.jpeg" data-image="0kzs1k0o58ta"><figcaption>Costruire una trappola fai da te con aceto di mele</figcaption></figure><p>L'aceto svolge la funzione di attrattivo, mentre il detergente riduce la tensione superficiale del liquido, facilitando la cattura degli insetti che vi si posano.</p><h2>8. Fare attenzione a finestre e zanzariere</h2><p><strong>Le zanzariere integre e ben aderenti possono contribuire a limitare l'ingresso degli insetti dall'esterno</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione-1789058459929.jpeg" data-image="4f5vudmlw76q"><figcaption>Fare attenzione a finestre e zanzariere</figcaption></figure><p>È quindi utile controllare che non presentino strappi o aperture e, quando possibile, evitare di lasciare a lungo porte e finestre spalancate nei periodi di maggiore presenza.</p><h2>9. Non trascurare il cibo degli animali domestici</h2><p><strong>Anche le ciotole e gli habitat degli animali domestici meritano attenzione</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione-1789058478017.jpeg" data-image="ywqqbcxh8ll7"><figcaption>Non trascurare il cibo degli animali domestici</figcaption></figure><p>Residui di alimenti umidi, soprattutto se lasciati a lungo, possono deteriorarsi e diventare un'ulteriore fonte di materiale organico. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783792" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/non-sono-solo-gli-esseri-umani-ad-adottare-animali-esistono-casi-sorprendenti-di-scimmie-con-i-loro-animali-domestici.html" title="Non sono solo gli esseri umani ad adottare animali: esistono casi sorprendenti di scimmie con i loro animali domestici">Non sono solo gli esseri umani ad adottare animali: esistono casi sorprendenti di scimmie con i loro animali domestici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/non-sono-solo-gli-esseri-umani-ad-adottare-animali-esistono-casi-sorprendenti-di-scimmie-con-i-loro-animali-domestici.html" title="Non sono solo gli esseri umani ad adottare animali: esistono casi sorprendenti di scimmie con i loro animali domestici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/no-solo-los-humanos-adoptan-animales-los-sorprendentes-casos-de-monos-con-sus-propias-mascotas-1786047454044_320.jpg" alt="Non sono solo gli esseri umani ad adottare animali: esistono casi sorprendenti di scimmie con i loro animali domestici"></a></article></aside><p>È quindi utile rimuovere gli avanzi e pulire regolarmente ciotole, contenitori e superfici circostanti, sia per cani e gatti sia per gli animali erbivori.</p><h2>10. Una pianta carnivora nelle vicinanze</h2><p><strong> Le drosere sono piante carnivore che catturano piccoli insetti grazie alla superficie appiccicosa delle loro foglie</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione-1789058495000.jpeg" data-image="6n8lgjo2ld0x"><figcaption>Una pianta carnivora nelle vicinanze</figcaption></figure><p>Posizionarne una vicino al cesto della frutta può contribuire a catturare qualche moscerino, come aiuto complementare agli altri accorgimenti.</p><h2>Frutta tra estate e autunno: qualche attenzione in più </h2><p><strong> Sulla tavola di fine estate si incontrano gli ultimi frutti estivi e le prime varietà autunnali, che regalano un mix unico di colori, profumi e sapori</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773521" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-tenere-lontane-le-zecche-dal-giardino-5-semplici-trucchi-per-proteggere-la-famiglia-e-gli-animali-domestici.html" title="Come tenere lontane le zecche dal giardino: 5 semplici trucchi per proteggere la famiglia e gli animali domestici">Come tenere lontane le zecche dal giardino: 5 semplici trucchi per proteggere la famiglia e gli animali domestici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-tenere-lontane-le-zecche-dal-giardino-5-semplici-trucchi-per-proteggere-la-famiglia-e-gli-animali-domestici.html" title="Come tenere lontane le zecche dal giardino: 5 semplici trucchi per proteggere la famiglia e gli animali domestici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/como-mantener-a-las-garrapatas-fuera-de-tu-jardin-5-trucos-sencillos-para-proteger-a-tu-familia-y-mascotas-1781169452024_320.jpeg" alt="Come tenere lontane le zecche dal giardino: 5 semplici trucchi per proteggere la famiglia e gli animali domestici"></a></article></aside><p>La presenza di frutti diversi per caratteristiche e grado di maturazione richiede qualche attenzione in più nella loro conservazione, con accorgimenti mirati per mantenerne più a lungo qualità e freschezza, in attesa che i frutti invernali, spesso caratterizzati da bucce e scorze più resistenti, diventino i nuovi protagonisti della tavola.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/moscerini-della-frutta-10-modi-per-tenerli-lontani-dalla-frutta-di-stagione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-scienza-ha-scoperto-nuove-prove-che-venere-potrebbe-aver-ospitato-la-vita-in-passato.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Uno studio suggerisce che alcune fratture su Venere potrebbero conservare tracce di antichi oceani. Questa scoperta riapre interrogativi sulla sua abitabilità, sebbene non dimostri che il pianeta abbia ospitato la vita in passato.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-encuentra-nuevas-pruebas-de-que-venus-posiblemente-albergo-vida-en-el-pasado-1789170853417.jpg" data-image="m5ojpxepmqog"><figcaption>Le condizioni presenti su Venere e nuovi studi forniscono prove di una possibile vita passata sul pianeta.</figcaption></figure><p>Venere torna a sollevare interrogativi sul proprio passato grazie a <strong>una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista <em>Earth and Planetary Science Letters</em></strong>, che propone di interpretare alcune fratture superficiali come possibili tracce di antichi depositi oceanici.</p><p>L'ipotesi nasce dalle immagini radar ottenute dalla missione Magellano, nelle quali alcune reti di poligoni potrebbero corrispondere a sedimenti che si sono contratti dopo essersi accumulati sott'acqua. Si tratta di un'interpretazione geologica interessante, ma che necessita ancora di misurazioni in grado di distinguere con certezza i diversi materiali.</p><p>È importante separare tre domande che spesso vengono confuse:</p><ol><li><p><strong>C'è mai stata acqua liquida?</strong></p></li><li><p><strong>Sono esistite condizioni abitabili?</strong></p></li><li><strong>È comparsa anche la vita?</strong></li></ol><div class="texto-destacado">Anche un antico oceano, qualora venisse confermato, non dimostrerebbe automaticamente la presenza di microrganismi né permetterebbe di ricostruire completamente l'ambiente in cui si sarebbe sviluppato.</div><p>La superficie attuale di Venere è estremamente ostile: <strong>raggiunge i 465 gradi Celsius e sopporta una pressione circa 90 volte superiore a quella terrestre</strong>, mentre l'atmosfera, dominata dall'anidride carbonica, trattiene intensamente il calore. Comprendere come il pianeta sia arrivato a queste condizioni fa parte della questione.</p><p>La somiglianza nelle dimensioni tra Venere e la Terra rende particolarmente interessante il confronto: due pianeti rocciosi relativamente vicini al Sole sono arrivati ad avere ambienti molto diversi. Studiare questa divergenza può aiutarci a capire quali condizioni permettono all'acqua di conservarsi e quali, invece, ne impediscono la permanenza.</p><h2>Cosa ci rivelano le mappe</h2><p>Le nubi di Venere impediscono di osservare direttamente il suolo e <strong>per cartografarlo è necessario utilizzare un radar</strong>, poiché i suoi segnali attraversano questa copertura e permettono di registrare caratteristiche del rilievo e della superficie. Un'immagine radar, tuttavia, non equivale all'analisi diretta di un campione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-encuentra-nuevas-pruebas-de-que-venus-posiblemente-albergo-vida-en-el-pasado-1789170676833.png" data-image="w3cviiy25loa"><figcaption>I motivi osservati nelle pianure conservano possibili tracce di antichi oceani e della loro scomparsa. Credito: Ghail et al.</figcaption></figure><p>La <strong>ipotesi oceanica</strong> mette a confronto le fratture con strutture terrestri associate a sedimenti marini. La somiglianza permette di proporre un meccanismo da sottoporre a verifica, ma forme simili possono essere prodotte da cause differenti. Per questo, durante lo studio delle fratture, devono essere presi in considerazione anche il raffreddamento e i processi vulcanici.</p><p>Per stabilire se questi terreni contengano materiali compatibili con antichi depositi acquosi, sarà necessario combinare mappe più dettagliate con informazioni sulla loro composizione.</p><p>Lo studio <strong>deduce la possibile presenza di sedimenti a partire dalle forme superficiali, senza confermare direttamente la presenza di argille</strong>. La ricerca permette quindi di comprendere l'interesse per questa nuova proposta, ma è ancora prematuro parlare di oceani dimostrati o di vita su Venere.</p><h3>Un passato più temperato</h3><p>Nel 2016, <strong>Michael Way e il suo team pubblicarono simulazioni climatiche</strong> nelle quali Venere, se inizialmente avesse avuto un oceano poco profondo, avrebbe potuto mantenere temperature moderate. I risultati dipendevano da alcune condizioni ipotizzate, tra cui la rotazione del pianeta, l'atmosfera e la distribuzione delle terre emerse.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787076" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno.html" title="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno">Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno.html" title="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno-1788513004500_320.png" alt="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno"></a></article></aside><p>I modelli mostrano una possibilità fisica in determinate condizioni, non un'osservazione diretta del passato. Il fatto che una simulazione permetta all'acqua di rimanere allo stato liquido non conferma che Venere abbia effettivamente iniziato la propria storia con quella quantità d'acqua o con quella composizione atmosferica. Per ricostruire una storia reale, quindi, le diverse ipotesi devono essere verificate attraverso le osservazioni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-encuentra-nuevas-pruebas-de-que-venus-posiblemente-albergo-vida-en-el-pasado-1789170979355.png" data-image="spurpfsg4hgk"><figcaption>Distribuzione globale dei terreni poligonali, dei canali e delle creste di corrugamento. Credito: Ghail et al.</figcaption></figure><p>Nel 2021, <strong>il team di Martin Turbet ha studiato un'altra fase, considerando la possibilità che il vapore acqueo iniziale potesse condensarsi</strong>. Le simulazioni hanno mostrato che alcune nubi avrebbero potuto rafforzare il riscaldamento e impedire la formazione di oceani. Come si vede, sono quindi possibili ricostruzioni climatiche differenti.</p><p>Queste ricerche permettono di formulare una distinzione fondamentale tra la conservazione di un oceano già esistente e la possibilità che un oceano si sia formato per la prima volta. Il nuovo argomento geologico è interessante proprio perché cerca tracce fisiche che possano permettere di confrontare queste due possibili storie.</p><h3>L'anello mancante</h3><p>Individuare un ambiente potenzialmente abitabile significherebbe riconoscere condizioni compatibili con qualche forma di vita conosciuta. Rilevare la vita, invece, richiede la presenza di segnali biologici e l'esclusione di ragionevoli spiegazioni non biologiche. Nel caso di Venere, lo studio delle fratture non presenta fossili, organismi né una firma biologica confermata.</p><p>È in questo contesto che è stata concepita <strong>la missione DAVINCI della NASA, che studierà l'atmosfera attraverso una sonda di discesa</strong> e osservazioni complementari. Misurandone la composizione sarà possibile ricostruire meglio l'evoluzione del pianeta e, infine, mettere alla prova le ipotesi sulla perdita o sull'assenza di acqua.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787275" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-umanita-dovra-attendere-fino-al-2178-per-vedere-plutone-completare-la-sua-prima-orbita-attorno-al-sole.html" title="L'umanità dovrà attendere fino al 2178 per vedere Plutone completare la sua prima orbita attorno al Sole">L'umanità dovrà attendere fino al 2178 per vedere Plutone completare la sua prima orbita attorno al Sole</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-umanita-dovra-attendere-fino-al-2178-per-vedere-plutone-completare-la-sua-prima-orbita-attorno-al-sole.html" title="L'umanità dovrà attendere fino al 2178 per vedere Plutone completare la sua prima orbita attorno al Sole"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-humanidad-tendra-que-esperar-hasta-2178-para-ver-a-pluton-realizar-su-primera-orbita-completa-alrededor-del-sol-1788258539077_320.jpeg" alt="L'umanità dovrà attendere fino al 2178 per vedere Plutone completare la sua prima orbita attorno al Sole"></a></article></aside><p>Saranno inoltre necessarie osservazioni capaci di definire con maggiore precisione il terreno e di collegarlo alla sua storia geologica, sottoponendo le diverse interpretazioni a verifiche concrete. <strong>Un risultato contrario all'ipotesi oceanica sarebbe altrettanto importante</strong>, perché ridurrebbe il numero di possibili ricostruzioni della storia di Venere.</p><p>Per ora, il risultato consiste in una nuova proposta sull'esistenza di antichi oceani che dovrà essere verificata. La domanda se Venere abbia mai ospitato la vita rimane aperta e non esistono al momento prove che lo confermino. Ricostruire la storia dell'acqua sul pianeta permetterà di affrontare questa domanda su basi più solide e verificabili. Dalla Terra, continueremo a seguire gli sviluppi...</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Richard%20C.%20Ghail%20a%2C%20Eloise%20J.P.%20Crouch%20a%2C%20Philippa%20J.%20Mason%20b" data-year="2026" data-title="The%20lost%20oceans%20of%20Venus" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sciencedirect.com%2Fscience%2Farticle%2Fpii%2FS0012821X2600436X">Richard C. Ghail, Eloise J.P. Crouch, Philippa J. Mason. (2026). <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0012821X2600436X" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">The lost oceans of Venus</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-scienza-ha-scoperto-nuove-prove-che-venere-potrebbe-aver-ospitato-la-vita-in-passato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Sai qual è la strada più bella del Portogallo?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/sai-qual-e-la-strada-piu-bella-del-portogallo.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 12:31:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Tra strade tortuose e paesaggi suggestivi, alcuni itinerari nazionali si distinguono per il modo in cui svelano il territorio, fondendo storia, natura ed esperienze di viaggio in percorsi memorabili.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sabe-qual-e-a-estrada-mais-bonita-de-portugal-1788203903213.jpg" data-image="funp2ehi302u" alt="Tunnel degli alberi di Marvão" title="Tunnel degli alberi di Marvão"><figcaption>Provate a indovinare dove si trova questo paesaggio stradale, considerato uno dei più belli del Paese. Foto: Comune di Marvão</figcaption><superhuman-go-underlines data-grammarly-shadow-root="true" class="dnXmp"></superhuman-go-underlines></figure><p>La domanda, posta nel titolo di questo articolo, ha naturalmente una forte componente soggettiva. <strong>In Portogallo non mancano strade che potrebbero rivendicare questo titolo, a seconda dello sguardo di chi le percorre e del momento in cui lo fa.</strong></p><p>Costeggiando il fiume Douro, tra vigneti terrazzati e curve che incorniciano il paesaggio, la <strong>Strada Nazionale 222</strong>, tra Peso da Régua e Pinhão, viene spesso indicata come punto di riferimento.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La Strada Nazionale 2, che attraversa il Paese da Chaves a Faro, si distingue invece per la varietà degli scenari, alternando montagne, altopiani e spazi aperti.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Anche la <strong>Strada Nazionale 108</strong>, tra Porto ed Entre-os-Rios, lungo il Douro, offre viste continue sul fiume, con pendii ripidi e piccoli centri abitati che punteggiano il percorso.</p><h2>Un corridoio di alberi che accompagna i viaggiatori</h2><p>Eppure, c'è un tratto molto particolare che sta raccogliendo un consenso crescente tra chi percorre il Paese. Il <strong>Tunnel degli alberi di Marvão</strong> si distingue come uno degli scenari più singolari della rete stradale nazionale. Gli alberi si allineano lungo la strada con una precisione quasi coreografica, creando un fitto corridoio che accompagna il movimento delle automobili.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sabe-qual-e-a-estrada-mais-bonita-de-portugal-1788204108457.jpg" data-image="cetq7ho56g59" alt="Tunnel degli alberi di Marvão" title="Tunnel degli alberi di Marvão"><figcaption>In estate, l'ombra continua dei frassini crea un riparo naturale che protegge i viaggiatori dal caldo intenso dell'Alentejo. Foto: Comune di Marvão</figcaption><superhuman-go-underlines data-grammarly-shadow-root="true" class="dnXmp"></superhuman-go-underlines></figure><p>Allineati come soldati in alta uniforme, sembrano quasi rendere gli onori a tutti gli automobilisti, sorvegliati dall'alto dal <strong>Castello di Marvão</strong>, visibile in lontananza.</p><p>La sua immagine circola ampiamente sui social network, sui blog di viaggio e nei video online, dove diverse angolazioni mostrano <strong>variazioni sottili</strong> dello stesso luogo. La <strong>luce</strong> cambia nel corso della giornata, la nebbia compare nelle mattine invernali e i <strong>colori</strong> si trasformano con il susseguirsi delle stagioni, offrendo interpretazioni diverse dello stesso luogo.</p><h2>Da Castelo de Vide a Marvão, tra montagne e castelli</h2><p>Per chi vuole scoprire il tunnel, è utile innanzitutto sapere che si trova sulla <strong>Strada Nazionale 246-1</strong>, lungo il collegamento tra <strong>Castelo de Vide e Marvão</strong>, nel tratto tra Portagem e São Salvador de Aramenha. La vicinanza alla montagna e il patrimonio storico dell'area circostante contribuiscono a rendere il percorso ancora più memorabile.</p><p>Il Comune di Marvão ha assunto un ruolo attivo nella <strong>conservazione</strong> di questa strada. Gli alberi sono sottoposti a valutazioni periodiche che ne analizzano lo stato e consentono di individuare in anticipo eventuali parassiti o segnali di degrado. Anche Infraestruturas de Portugal effettua <strong>ispezioni</strong> <strong>frequenti</strong>, garantendo che la sicurezza stradale sia compatibile con la conservazione dell'insieme arboreo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788848" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-classifica-dei-migliori-aeroporti-del-2026-molti-scali-europei-occupano-le-prime-posizioni.html" title="La classifica dei migliori aeroporti del 2026: molti scali europei tra le prime posizioni">La classifica dei migliori aeroporti del 2026: molti scali europei tra le prime posizioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-classifica-dei-migliori-aeroporti-del-2026-molti-scali-europei-occupano-le-prime-posizioni.html" title="La classifica dei migliori aeroporti del 2026: molti scali europei tra le prime posizioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-classifica-dei-migliori-aeroporti-del-2026-molti-scali-europei-occupano-le-prime-posizioni-1789481735801_320.jpg" alt="La classifica dei migliori aeroporti del 2026: molti scali europei tra le prime posizioni"></a></article></aside><p>In tutto sono più di <strong>230 frassini a foglia stretta</strong> a formare il tunnel. Classificati come alberi di interesse pubblico dal 1997, molti hanno ormai raggiunto un'età centenaria e si sviluppano lungo diverse centinaia di metri, formando un corridoio continuo intorno alla strada.</p><p>La <strong>fascia bianca alla base dei tronchi</strong>, dipinta per guidare gli automobilisti durante la notte, accentua la sensazione di profondità. La strada stretta intensifica ulteriormente questa impressione, avvicinando chi guida alle chiome che si chiudono sopra la carreggiata, sotto un cielo quasi nascosto dalla vegetazione.</p><h2>Frassini centenari riscrivono il paesaggio durante tutto l'anno</h2><p>Qualsiasi periodo dell'anno è adatto per passare da qui. Ogni stagione offre una lettura diversa di questo spazio. In <strong>autunno</strong>, le foglie assumono tonalità dorate e si accumulano sul terreno, disegnando uno strato di colori che accompagna la strada.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sabe-qual-e-a-estrada-mais-bonita-de-portugal-1788204343928.jpg" data-image="sggfx1nd50rl" alt="Marvão" title="Marvão"><figcaption>Gli abitanti di Marvão sono orgogliosi del loro tunnel degli alberi e lo considerano un tesoro del patrimonio naturale locale. Foto: Comune di Marvão</figcaption><superhuman-go-underlines data-grammarly-shadow-root="true" class="dnXmp"></superhuman-go-underlines></figure><p>In <strong>primavera</strong>, la vegetazione appare fitta e luminosa, con un verde intenso che filtra la luce. Durante l'<strong>inverno</strong>, i rami rimangono spogli, rivelandone la struttura contorta. In <strong>estate</strong>, l'ombra continua diventa particolarmente preziosa, creando un riparo naturale che protegge i viaggiatori dalle temperature elevate dell'Alentejo.</p><p>Ai bordi della strada ci sono <strong>piccoli spazi</strong> in cui è possibile fermarsi e <strong>osservare</strong> il paesaggio, anche se è importante tenere conto del traffico regolare. È essenziale prestare particolare attenzione quando si scende dal veicolo o ci si avvicina alla carreggiata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788161" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ne-noiosi-ne-pericolosi-i-5-paesi-piu-sicuri-e-facili-da-visitare-se-si-viaggia-da-soli.html" title="Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli">Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ne-noiosi-ne-pericolosi-i-5-paesi-piu-sicuri-e-facili-da-visitare-se-si-viaggia-da-soli.html" title="Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aburridos-ni-peligrosos-los-5-paises-mas-seguros-y-faciles-de-recorrer-si-viajas-solo-1787998115496_320.jpeg" alt="Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli"></a></article></aside><p>La presenza costante nelle immagini, sia quelle d'epoca sia quelle condivise sulle piattaforme digitali, conferma la trasformazione di questo tratto in un simbolo riconosciuto. Un luogo in cui la strada smette di essere soltanto un percorso di passaggio e diventa parte integrante dell'esperienza del viaggio.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Munic%C3%ADpio%20de%20Marv%C3%A3o" data-year="" data-title="T%C3%BAnel%20das%20%C3%81rvores%20Fechadas%20de%20Marv%C3%A3o%20-%20um%20mais%20ic%C3%B3nicos%20conjuntos%20de%20%C3%A1rvores%20em%20Portugal" data-url="https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fcmmarvao%2Fphotos%2F-t%25C3%25BAnel-das-%25C3%25A1rvores-fechadas-de-marv%25C3%25A3o-um-mais-ic%25C3%25B3nicos-conjuntos-de-%25C3%25A1rvores-em-p%2F1560705404260848%2F">Comune di Marvão. <a href="https://www.facebook.com/cmmarvao/photos/-t%C3%BAnel-das-%C3%A1rvores-fechadas-de-marv%C3%A3o-um-mais-ic%C3%B3nicos-conjuntos-de-%C3%A1rvores-em-p/1560705404260848/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Tunnel degli alberi di Marvão - uno dei complessi arborei più iconici del Portogallo</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/sai-qual-e-la-strada-piu-bella-del-portogallo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il tuo cane sbatte le palpebre quando ti guarda: può essere un gesto d’affetto?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-tuo-cane-sbatte-le-palpebre-quando-ti-guarda-puo-essere-un-gesto-d-affetto.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 10:56:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Molto percettivi, estremamente comunicativi, i cani sanno dire tanto con un solo sguardo e sembrano reagire anche a un semplice battito di ciglia. La scienza tenta di spiegare il significato di questo comportamento</p><p class="top-inicio"></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="744499" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-gatti-miagolano-di-piu-agli-uomini-o-alle-donne-la-scienza-spiega-il-comportamento-felino.html" title="I gatti miagolano di più agli uomini o alle donne? La scienza spiega il comportamento felino">I gatti miagolano di più agli uomini o alle donne? La scienza spiega il comportamento felino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-gatti-miagolano-di-piu-agli-uomini-o-alle-donne-la-scienza-spiega-il-comportamento-felino.html" title="I gatti miagolano di più agli uomini o alle donne? La scienza spiega il comportamento felino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sera-que-os-gatos-miam-mais-para-o-homem-ou-para-a-mulher-a-ciencia-explica-o-comportamento-felino-1765832727126_320.png" alt="I gatti miagolano di più agli uomini o alle donne? La scienza spiega il comportamento felino"></a></article></aside><p>Un esperimento dell’Università di Pavia condotto su <strong>38 cani</strong> ha studiato la <strong>reazione </strong>degli animali al battito di ciglia delle persone.</p><p>Il risultato suggerisce che il battito delle palpebre nei cani può effettivamente avere un <strong>significato sociale</strong>, anche se molti punti rimangono ancora da chiarire.</p><div class="texto-destacado">Decifrare questo significato aggiunge un tassello in più alla comprensione del linguaggio <strong>non verbale</strong> dei cani, che è più complesso di quanto sembri.</div><h2><br>Un linguaggio complesso, senza parole</h2><p>Lo scopo dell’esperimento è capire se i cani reagiscono agli esseri umani quando questi ultimi sbattono le ciglia, e perché. Può apparire un dettaglio insignificante, ma i cani comunicano moltissimo con <strong>ogni parte</strong> del loro corpo, con un insieme vasto di comportamenti e atteggiamenti talvolta fatti di <strong>segnali visivi</strong> che agli esseri umani quasi passano <strong>inosservati</strong>, o sembrano <strong>trascurabili</strong>.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-cane-sbatte-le-palpebre-quando-ti-guarda-puo-essere-un-gesto-d-affetto-1789576282225.jpg" data-image="2h2sot5104fv" alt="linguaggio dei cani" title="linguaggio dei cani"><figcaption>Un cane dà la zampa ad una persona: un gesto spesso associato alla ricerca di contatto</figcaption></figure><p>Se i movimenti della coda sono i più ovvi, ad essi si accompagnano anche l’inclinazione delle <strong>orecchie</strong>, la <strong>velocità </strong>e l’intera <strong>postura </strong>del corpo. Anche il movimento degli occhi fa parte della lunga lista di segnali che i cani usano per <strong>interagire </strong>tra loro e con le persone.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783792" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/non-sono-solo-gli-esseri-umani-ad-adottare-animali-esistono-casi-sorprendenti-di-scimmie-con-i-loro-animali-domestici.html" title="Non sono solo gli esseri umani ad adottare animali: esistono casi sorprendenti di scimmie con i loro animali domestici">Non sono solo gli esseri umani ad adottare animali: esistono casi sorprendenti di scimmie con i loro animali domestici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/non-sono-solo-gli-esseri-umani-ad-adottare-animali-esistono-casi-sorprendenti-di-scimmie-con-i-loro-animali-domestici.html" title="Non sono solo gli esseri umani ad adottare animali: esistono casi sorprendenti di scimmie con i loro animali domestici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/no-solo-los-humanos-adoptan-animales-los-sorprendentes-casos-de-monos-con-sus-propias-mascotas-1786047454044_320.jpg" alt="Non sono solo gli esseri umani ad adottare animali: esistono casi sorprendenti di scimmie con i loro animali domestici"></a></article></aside><p>Uno <strong>sguardo fisso</strong>, ad esempio, non comunica lo stesso messaggio di uno sguardo accompagnato da un battito di palpebre frequente. Il significato di questi due comportamenti dipende ad esempio dal contesto p dal rapporto tra cane e persona o altri animali.</p><h2>Il test del battito di ciglia</h2><p>Per portare a conclusione lo studio pubblicato su <em>Royal Society Open Science</em>, a ciascun cane sono stati fatti guardare alcuni <strong>brevi video</strong>: uno di un <strong>uomo sconosciuto</strong>, uno di una <strong>donna sconosciuta</strong> e uno del <strong>padrone </strong>o della <strong>padrona</strong>.</p><p>In alcuni video, la persona sbatteva le palpebre circa ogni <strong>tre secondi</strong>, in altri, fissava la telecamera con un'espressione <strong>neutra</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773521" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-tenere-lontane-le-zecche-dal-giardino-5-semplici-trucchi-per-proteggere-la-famiglia-e-gli-animali-domestici.html" title="Come tenere lontane le zecche dal giardino: 5 semplici trucchi per proteggere la famiglia e gli animali domestici">Come tenere lontane le zecche dal giardino: 5 semplici trucchi per proteggere la famiglia e gli animali domestici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-tenere-lontane-le-zecche-dal-giardino-5-semplici-trucchi-per-proteggere-la-famiglia-e-gli-animali-domestici.html" title="Come tenere lontane le zecche dal giardino: 5 semplici trucchi per proteggere la famiglia e gli animali domestici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/como-mantener-a-las-garrapatas-fuera-de-tu-jardin-5-trucos-sencillos-para-proteger-a-tu-familia-y-mascotas-1781169452024_320.jpeg" alt="Come tenere lontane le zecche dal giardino: 5 semplici trucchi per proteggere la famiglia e gli animali domestici"></a></article></aside><p>Il comportamento dei cani è stato monitorato per tutta la durata dell’osservazione.</p><p>Il primo risultato dello studio è che i cani tendono a sbattere le palpebre quando lo fanno anche le persone nei video. Questo prova che il movimento viene <strong>notato </strong>dai cani e che almeno in parte il loro è un comportamento che “risponde” a quello degli umani.</p><p>Ancora più significativo è che i cani sbattono le palpebre più <strong>di </strong><strong>frequente </strong>quando vedono i <strong>padroni </strong>fare lo stesso in video, mentre sono <strong>meno reattivi</strong> di fronte a degli estranei.</p><p>Per finire, anche se il focus dell’esperimento non era sul genere degli esseri umani, sembra che i cani sbattono le palpebre più spesso quando sullo schermo compare <strong>la padrona</strong> invece che il padrone.</p><h2>Un gesto, tanti significati</h2><p>Il significato preciso di questa reazione da parte dei cani non è ancora del tutto chiaro.</p><p> Appare evidente che gli animali notano il movimento degli occhi delle persone e che in qualche modo questo inneschi <strong>una reazione</strong> da parte loro, tuttavia non è possibile dire <strong>con certezza</strong> che questo sia uno specifico gesto <strong>d’affetto </strong>nei confronti dei padroni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-cane-sbatte-le-palpebre-quando-ti-guarda-puo-essere-un-gesto-d-affetto-1789576145227.jpg" data-image="ax6u6ph4gi39" alt="linguaggio cani" title="linguaggio cani"><figcaption>Anche il movimento degli occhi può attirare l'attenzione del cane e provocare una risposta</figcaption></figure><p>Nel 57,3% dei casi, infatti, i tempi di reazione dei cani rientrano in una media che è la stessa che ci può aspettare da una reazione casuale. </p><p>La conclusione a cui sono arrivati gli studiosi è che il battito delle palpebre nei cani può avere una gamma di significati, come <strong>eccitazione, attenzione o legami sociali</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769401" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/origine-del-cane-domestico-la-scoperta-italiana-che-puo-riscrivere-la-storia.html" title="Origine del cane domestico: la scoperta italiana che può riscrivere la storia">Origine del cane domestico: la scoperta italiana che può riscrivere la storia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/origine-del-cane-domestico-la-scoperta-italiana-che-puo-riscrivere-la-storia.html" title="Origine del cane domestico: la scoperta italiana che può riscrivere la storia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/origine-del-cane-domestico-la-scoperta-italiana-che-puo-riscrivere-la-storia-1779108799554_320.jpg" alt="Origine del cane domestico: la scoperta italiana che può riscrivere la storia"></a></article></aside><p><br>Da studi precedenti, infatti, si sa che i cani sbattono le palpebre anche quando vedono <strong>altri cani</strong> farlo. Presumibilmente questa non è una forma di imitazione passiva, ma serve ad instaurare un legame o ad aprire un canale di comunicazione.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Antonio%20Ferrer" data-year="2026" data-title="Tu%20perro%20podr%C3%ADa%20analizar%20c%C3%B3mo%20parpadeas%20frente%20a%20%C3%A9l%3A%20la%20ciencia%20revela%20que%20var%C3%ADa%20seg%C3%BAn%20el%20sexo%20del%20humano" data-url="https%3A%2F%2Fwww.larazon.es%2Ftecnologia-consumo%2Fciencia%2Ftu-perro-podria-analizar-como-parpadeas-frente-ciencia-revela-varia-sexo-humano_202609126a9e5d153bfe5d1eff46316a.html">Antonio Ferrer. (2026). <a href="https://www.larazon.es/tecnologia-consumo/ciencia/tu-perro-podria-analizar-como-parpadeas-frente-ciencia-revela-varia-sexo-humano_202609126a9e5d153bfe5d1eff46316a.html" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Tu perro podría analizar cómo parpadeas frente a él: la ciencia revela que varía según el sexo del humano</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-tuo-cane-sbatte-le-palpebre-quando-ti-guarda-puo-essere-un-gesto-d-affetto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Affrontare temporali e burrasche in mare: alcuni consigli pratici per navigare in sicurezza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/affrontare-temporali-e-burrasche-in-mare-alcuni-consigli-pratici-per-navigare-in-sicurezza.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 09:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Ecco alcuni consigli pratici per affrontare un intenso temporale o una burrasca mentre ci si trova, in navigazione, in mare aperto. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/affrontare-temporali-e-burrasche-in-mare-alcuni-consigli-pratici-per-navigare-in-sicurezza-1785186308359.jpg" data-image="o2rt7cmjxdku" alt="Barca a vela." title="Barca a vela."><figcaption>Se c’è tempo, la scelta più saggia è cercare riparo in un porto protetto o in una baia sicura. Quando invece la burrasca arriva all’improvviso o non si può evitare, bisogna prepararsi con metodo.</figcaption></figure><p>Navigare in barca a vela o con un’imbarcazione da diporto regala sensazioni uniche di libertà, ma impone un rispetto costante per il mare e per le condizioni meteorologiche. </p><p>Quando un temporale o una burrasca si avvicina, la differenza tra un’esperienza impegnativa e un’emergenza grave dipende quasi sempre dalla preparazione, dalla calma e dalle decisioni prese con anticipo.</p><h2><strong>L’attento monitoraggio delle previsioni del tempo</strong></h2><p>Un buon skipper monitora continuamente le previsioni da fonti diverse come app specializzate, bollettini locali e l’andamento del barometro di bordo. Nuvole come i cumulonembi, alte e scure, una rapida discesa della pressione o un mare che inizia a crescere sono segnali da non sottovalutare. </p><div class="texto-destacado">Se c’è tempo, la scelta più saggia è cercare riparo in un porto protetto o in una baia sicura. Quando invece la burrasca arriva all’improvviso o non si può evitare<strong>, bisogna prepararsi con metodo.</strong></div><p>Appena si capisce che il maltempo è inevitabile, si inizia a mettere la barca in assetto di sicurezza. <strong>Si chiudono tutti i boccaporti, gli oblò e le prese a mare, si verificano gli scarichi del pozzetto e si fissano con cura ogni oggetto mobile, sia in coperta che sottocoperta.</strong></p><p>Tutto ciò che può trasformarsi in un proiettile pericoloso, come stoviglie, attrezzi, zaini, deve essere ben riposto e assicurato. Il tender viene legato bene sul ponte, il bimini abbassato e ogni cosa superflua tolta dalla coperta. Per le barche a vela si controllano con attenzione le drizze, i terzaroli, i garrocci e si preparano le vele di tempesta.</p><h2><strong>La corretta gestione dell’equipaggio a bordo</strong></h2><p>L’equipaggio va equipaggiato per tempo. Ognuno indossa il giubbotto di salvataggio e l’imbracatura, collegando il longline a punti solidi della barca. Si attiva la life-line da poppa a prua e si prepara vestiario tecnico impermeabile, strati termici e stivali. Chi soffre il mal di mare prende preventivamente il suo rimedio. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/affrontare-temporali-e-burrasche-in-mare-alcuni-consigli-pratici-per-navigare-in-sicurezza-1785186348169.jpg" data-image="a8xe7g6rrjws" alt="Barca a vela, navigazione." title="Barca a vela, navigazione."><figcaption>Nei casi di emergenza è importante preparare anche viveri semplici e caldi, in modo che restino accessibili anche con la barca che sbanda. La radio VHF viene provata e si fa una chiamata di attenzione alle autorità o alle altre imbarcazioni comunicando posizione, rotta e numero di persone a bordo.</figcaption></figure><p>È importante preparare anche viveri semplici e caldi, in modo che restino accessibili anche con la barca che sbanda. <strong>La radio VHF viene provata e si fa una chiamata di attenzione alle autorità o alle altre imbarcazioni comunicando posizione, rotta e numero di persone a bordo.</strong></p><p>Quando il vento rinforza davvero, si riduce progressivamente la velatura. Si prendono una o più mani di terzaroli sulla randa e si passa a un fiocco piccolo. Se il mare diventa troppo duro, si ammaina tutto e si prosegue solo con le vele di tempesta o, se necessario, a motore. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="744131" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-onde-di-rossby-il-vero-motore-invisibile-del-meteo-su-scala-planetaria.html" title="Le onde di Rossby, il vero motore invisibile del meteo su scala planetaria">Le onde di Rossby, il vero motore invisibile del meteo su scala planetaria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-onde-di-rossby-il-vero-motore-invisibile-del-meteo-su-scala-planetaria.html" title="Le onde di Rossby, il vero motore invisibile del meteo su scala planetaria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/onde-di-rossby-1765811234190_320.png" alt="Le onde di Rossby, il vero motore invisibile del meteo su scala planetaria"></a></article></aside><p>L’obiettivo è mantenere il controllo senza sovraccaricare né lo scafo né l’alberatura. Il timoniere più esperto prende il timone e sceglie con cura l’andatura. In molti casi conviene evitare di prendere le onde al traverso, <strong>perché in quel caso le onde più alte della media possono rappresentare un grosso pericolo.</strong></p><h2><strong>Alcune tattiche per la gestione dell’emergenza</strong></h2><p>Esistono diverse tattiche collaudate per gestire le condizioni estreme. Si può continuare a navigare attivamente con vele ridotte, <strong>mantenendo velocità sufficiente per governare bene.</strong> In poppa, con vento e onde da dietro, si può usare un drogue per rallentare la barca e impedire sbandamenti improvvisi, ma serve molto spazio di mare. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Una soluzione spesso molto efficace è la messa in cappa. Questa procedura consiste nel bordare il fiocco controvento, stringendo la randa e bloccando il timone in modo che la barca derivi lentamente a circa sessanta gradi dalla direzione del vento, con un moto che permette all’equipaggio di riposare un po’. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In casi estremi si può anche usare un ancorotto galleggiante (sea anchor) dalla prua per tenere la barca orientata correttamente rispetto alle onde.</p><h2><strong>Cosa fare quando ci si trova in mezzo alla burrasca?</strong></h2><p>Durante tutta la burrasca è fondamentale muoversi in sicurezza. Spostamenti ridotti al minimo, sempre agganciati e con cautela. I turni al timone devono essere brevi per evitare che la fatica accumulata porti a errori. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/affrontare-temporali-e-burrasche-in-mare-alcuni-consigli-pratici-per-navigare-in-sicurezza-1785186420564.jpg" data-image="7i4tqbcn87e8" alt="Barca a vela." title="Barca a vela."><figcaption>Durante tutta la burrasca è fondamentale muoversi in sicurezza. Spostamenti ridotti al minimo, sempre agganciati e con cautela. I turni al timone devono essere brevi per evitare che la fatica accumulata porti a errori. </figcaption></figure><p>Si continua a monitorare il barometro e quando la pressione inizia a risalire, significa che il peggio sta passando e si può pensare gradualmente a aumentare un po’ di tela.</p><p>Una volta passata la <strong>perturbazione,</strong> è il momento di ispezionare con cura la barca. Solo dopo aver verificato che tutto sia a posto si riprende la navigazione normale, con calma e senza fretta.</p><p>Affrontare una burrasca in mare è sempre un’esperienza intensa, a volte faticosa, ma anche formativa. La vera sicurezza non nasce dall’improvvisazione, <strong>ma dall’abitudine alla prevenzione, dalla manutenzione costante della barca e dall’addestramento dell’equipaggio.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="749396" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-calcolare-l-altezza-delle-onde-conoscendo-forza-e-durata-del-vento-ecco-alcune-informazioni-preziose.html" title="Come calcolare l’altezza delle onde conoscendo forza e durata del vento, ecco alcune informazioni preziose">Come calcolare l’altezza delle onde conoscendo forza e durata del vento, ecco alcune informazioni preziose</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-calcolare-l-altezza-delle-onde-conoscendo-forza-e-durata-del-vento-ecco-alcune-informazioni-preziose.html" title="Come calcolare l’altezza delle onde conoscendo forza e durata del vento, ecco alcune informazioni preziose"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-calcolare-l-altezza-delle-onde-conoscendo-forza-e-durata-del-vento-ecco-alcune-informazioni-preziose-1768565566230_320.jpg" alt="Come calcolare l’altezza delle onde conoscendo forza e durata del vento, ecco alcune informazioni preziose"></a></article></aside><p>Con questi accorgimenti, anche un temporale forte può trasformarsi in una prova superata con successo, lasciando solo il ricordo di una notte o di un giorno in cui il mare ha mostrato tutta la sua potenza e la barca ha dimostrato di saperla affrontare. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/affrontare-temporali-e-burrasche-in-mare-alcuni-consigli-pratici-per-navigare-in-sicurezza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, Alessio Colella conferma il brusco calo delle temperature tra martedì 22 e mercoledì 23: "fino a 7-8ºC in meno"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-alessio-colella-conferma-il-brusco-calo-delle-temperature-tra-martedi-e-mercoledi-fino-a-7-8-c-in-meno.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 07:03:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Circolazione che resterà particolarmente attiva durante la prossima settimana: atteso un nuovo calo termico grazie ad un rinforzo dei venti e nuove piogge.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb9oml6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb9oml6.jpg" id="xb9oml6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La seconda perturbazione di settembre ha trascinato l'Italia in una fase decisamente più autunnale, proprio a pochi giorni dall'inizio della nuova stagione dal punto di vista astronomico. Dopo settimane caratterizzate da temperature elevate e da una circolazione prevalentemente anticiclonica, <strong>lo scenario meteorologico è cambiato rapidamente, lasciando spazio a temporali anche intensi che hanno interessato gran parte della Penisola</strong>, comprese le regioni meridionali rimaste inizialmente ai margini del maltempo.</p><p>Insomma, <strong>l'estate sembra aver improvvisamente rallentato la sua corsa.</strong> Un cambiamento che, in realtà, vi avevamo anticipato da tempo e che sta mostrando tutte le sue conseguenze, soprattutto in termini di instabilità atmosferica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789192" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni.html" title="Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni ">Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni.html" title="Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni-1789657450889_320.jpg" alt="Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni "></a></article></aside><p>Ma attenzione, perché il ritorno del bel tempo non sarà necessariamente duraturo. Dopo una breve parentesi più stabile, una nuova circolazione depressionaria potrebbe infatti riportare piogge, temporali e temperature più basse su parte del nostro Paese.</p><h2><strong>Weekend ancora instabile, poi torna l'alta pressione</strong></h2><p>La giornata di sabato 19 settembre sarà ancora caratterizzata da una spiccata variabilità atmosferica, soprattutto sulle regioni centro-meridionali. <strong>I fenomeni tenderanno a concentrarsi maggiormente nelle aree interne e montuose</strong>, ma non si escludono sconfinamenti temporaleschi verso le zone costiere.</p><p>Situazione leggermente diversa sulle regioni settentrionali, dove le condizioni meteorologiche tenderanno progressivamente a migliorare, pur in un contesto ancora caratterizzato da una certa variabilità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-alessio-colella-conferma-il-brusco-calo-delle-temperature-tra-martedi-e-mercoledi-fino-a-7-8-c-in-meno-1789760055004.jpg" data-image="uwa43cit0y9k"><figcaption>Ancora instabilità sabato pomeriggio: nella mappa le aree a maggior probabilità di precipitazioni secondo il modello ECMWF.</figcaption></figure><p><strong>La svolta arriverà tra domenica e l'inizio della nuova settimana</strong>, quando l'alta pressione comincerà a guadagnare terreno sul Mediterraneo centrale, favorendo un graduale miglioramento delle condizioni atmosferiche.</p><p>Il sole tornerà protagonista soprattutto al Centro-Nord, mentre al Meridione potranno persistere gli ultimi episodi di instabilità, in particolare tra Sicilia e Calabria.</p><p><strong>Lunedì 21 settembre il miglioramento dovrebbe estendersi a gran parte dell'Italia</strong>, con condizioni prevalentemente soleggiate e un deciso ridimensionamento dei fenomeni temporaleschi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789296" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-francia-si-avvia-verso-un-caldo-degno-della-piena-estate-per-l-equinozio-d-autunno-e-anche-oltre.html" title="La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia">La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-francia-si-avvia-verso-un-caldo-degno-della-piena-estate-per-l-equinozio-d-autunno-e-anche-oltre.html" title="La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-france-se-dirige-vers-une-chaleur-digne-du-plein-ete-pour-l-equinoxe-d-automne-et-meme-au-dela-1789707359364_320.jpg" alt="La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia"></a></article></aside><p>Insieme al ritorno dell'alta pressione assisteremo anche a una ripresa delle temperature. La colonnina di mercurio tornerà a salire, con valori che potranno raggiungere localmente i 30°C in Val Padana, lungo le regioni tirreniche e sulle isole maggiori.</p><p>Si tratterà, dunque, di una breve parentesi dal sapore ancora estivo, con temperature nuovamente superiori alle medie stagionali in diverse aree del Paese.</p><h2><strong>Da mercoledì 23 settembre possibile nuovo peggioramento</strong></h2><p>La stabilità atmosferica dovrebbe accompagnarci anche durante la giornata di martedì 22 settembre, ma proprio a ridosso della metà della settimana potrebbe verificarsi un nuovo cambiamento della circolazione.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Una vasta area depressionaria, alimentata da correnti fredde di origine artica, potrebbe infatti approfondirsi sull'Europa orientale, estendendo temporaneamente la propria influenza verso il Mediterraneo centrale.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tra mercoledì 23 e giovedì 24 settembre, l'Italia potrebbe quindi essere raggiunta da correnti settentrionali più fresche e instabili, con conseguenze soprattutto sulle regioni affacciate sul versante adriatico e ionico e, in parte, sulla Val Padana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-alessio-colella-conferma-il-brusco-calo-delle-temperature-tra-martedi-e-mercoledi-fino-a-7-8-c-in-meno-1789760197105.jpg" data-image="rtcetz1xlaoh"><figcaption>Anomalie di temperatura previste mercoledì 23 settembre: correnti fredde arriveranno sull'Italia da est.</figcaption></figure><p>Il possibile peggioramento potrebbe tradursi in un aumento della nuvolosità, rovesci e temporali sparsi, accompagnati da un generale calo delle temperature.</p><p>Proprio l'aspetto termico rappresenterebbe uno degli elementi più significativi di questa evoluzione. Dopo il temporaneo rialzo dei giorni precedenti, <strong>le temperature potrebbero tornare a diminuire sensibilmente</strong>, riportandosi su valori più consoni alla stagione autunnale.</p><p>La ventilazione settentrionale contribuirebbe ad accentuare la sensazione di fresco, soprattutto lungo il versante adriatico, mentre le regioni tirreniche e l'estremo Nord-Ovest potrebbero risentire in misura minore degli effetti della circolazione depressionaria.</p><h3><strong>E verso il prossimo weekend? Tutto dipenderà dalla posizione della depressione</strong></h3><p>La vera incognita riguarda però l'evoluzione successiva. <strong>La posizione della circolazione depressionaria sull'Europa orientale e la sua eventuale estensione verso il Mediterraneo potrebbero infatti condizionare il tempo anche nella seconda parte della settimana.</strong></p><p>Al momento, uno degli scenari contempla un coinvolgimento temporaneo delle nostre regioni, seguito da un nuovo rinforzo dell'alta pressione. Non è tuttavia ancora possibile stabilire con sufficiente precisione quanto sarà incisivo il peggioramento e quali territori verranno maggiormente interessati.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>La traiettoria della depressione sarà determinante per capire se l'instabilità riuscirà a raggiungere anche altre regioni italiane oppure resterà confinata prevalentemente ai settori orientali della Penisola.</p><p>Per questo motivo sarà fondamentale seguire i prossimi aggiornamenti previsionali, che permetteranno di definire meglio l'intensità del possibile calo termico, la distribuzione delle precipitazioni e l'evoluzione delle condizioni meteorologiche in vista del prossimo weekend.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-alessio-colella-conferma-il-brusco-calo-delle-temperature-tra-martedi-e-mercoledi-fino-a-7-8-c-in-meno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[A fine settembre potrebbe cambiare tutto sul fronte meteo in Italia: il getto polare rallenta e si ondula]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/a-fine-settembre-potrebbe-cambiare-tutto-sul-fronte-meteo-in-italia-il-getto-polare-rallenta-e-si-ondula.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco cosa accadrà a fine mese con l'ondulazione della corrente a getto polare pronta a stravolgere le condizioni meteorologiche sull'area del Mediterraneo. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb9ltz6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb9ltz6.jpg" id="xb9ltz6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Verso la fine di settembre la circolazione atmosferica sull’Europa sta per subire un’importante riorganizzazione, guidata da una più marcata ondulazione della <strong>corrente a getto polare.</strong> Questo fiume di aria che scorre in alta quota, tra i 9 e i 12 chilometri di altezza, separa le masse d’aria fredda di origine polare da quelle più calde subtropicali. </p><p>Quando il flusso, di norma più zonale (da ovest verso est), <strong>inizia a meandrare in modo accentuato, genera creste e saccature pronunciate</strong> che possono restare relativamente stazionarie per diversi giorni. <strong>È proprio questa dinamica a delineare lo scenario previsto per l’ultima parte del mese sull’Italia.</strong></p><h2><strong>L’ondulazione della corrente a getto di fine mese</strong></h2><p>L’ondulazione crea una vasta dorsale anticiclonica sull’Europa centrale. Si tratta di un vero e proprio anticiclone di blocco: un’area di alta pressione robusta e persistente che agisce come una barriera, impedendo alle perturbazioni atlantiche di scorrere liberamente verso est. </p><div class="texto-destacado">Sotto questa protezione, le regioni settentrionali italiane beneficiano di una fase di maggiore stabilità. </div><p>Questo assicurerà un tempo più soleggiato e poco nuvolosi, mentre le precipitazioni diverranno scarse o assenti e le temperature si mantengono spesso sopra le medie del periodo, con giornate gradevoli e notti fresche ma non fredde. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-fine-settembre-potrebbe-cambiare-tutto-sul-fronte-meteo-in-italia-il-getto-polare-rallenta-e-si-ondula-1789746778094.jpg" data-image="8n1j3n9itjs8" alt="Piogge, temporali." title="Piogge, temporali."><figcaption>Ecco la distribuzione delle precipitazioni attesa per i prossimi giorni.</figcaption></figure><p>L’aria discendente associata all’anticiclone favorisce infatti la dissipazione delle nubi e limita l’instabilità, regalando al Nord un tempo più “estivo” residuo o, quantomeno, tipicamente settembrino e asciutto.</p><h2><strong>Cosa accadrà al Sud?</strong></h2><p>A valle di questa dorsale, tuttavia, il <strong>getto polare</strong> scende di latitudine formando saccature che sprofondano verso i Balcani. Queste depressioni in quota, o cavi d’onda, sospingeranno aria più fresca e instabile verso il Mediterraneo orientale e sud-orientale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788824" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-gusci-di-lumaca-sono-incredibili-capsule-meteo-del-tempo-possono-rivelare-informazioni-sui-cicloni-preistorici.html" title="I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici">I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-gusci-di-lumaca-sono-incredibili-capsule-meteo-del-tempo-possono-rivelare-informazioni-sui-cicloni-preistorici.html" title="I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/conchas-de-caracol-son-capsulas-del-tiempo-meteorologicas-1789440444315_320.png" alt="I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici"></a></article></aside><p>Parte di questa aria fredda può scivolare verso il Sud Italia, interagendo con il mare ancora relativamente caldo. <strong>Il contrasto termico tra l’aria fresca in quota e la superficie marina calda crea condizioni ideali per lo sviluppo di depressioni al suolo o di gocce fredde (cut-off) in quota. </strong></p><p>Ossia nuclei di aria fredda isolati che, una volta separati dal flusso principale, possono stazionare o muoversi lentamente sulle regioni meridionali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il risultato più probabile è un aumento dell’instabilità atmosferica al Sud, con particolare enfasi sui settori ionici. Qui i temporali possono risultare localmente intensi: rovesci a carattere di nubifragio, possibili grandinate e raffiche di vento.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le aree più esposte sono tipicamente la Calabria ionica, la Basilicata orientale, la Puglia meridionale e parte della Sicilia orientale, dove l’orografia e l’esposizione al flusso favoriscono la formazione e l’organizzazione dei nuclei temporaleschi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-fine-settembre-potrebbe-cambiare-tutto-sul-fronte-meteo-in-italia-il-getto-polare-rallenta-e-si-ondula-1789747252766.jpg" data-image="jvlugl7ed2ca" alt="Corrente a getto." title="Corrente a getto."><figcaption>L'ondulazione della corrente a getto che favorirà lo sviluppo della configurazione che dominerà lo scenario meteorologico di fine settembre. </figcaption></figure><p>Al Centro, invece, la situazione resta spesso intermediaria, data la maggiore protezione del blocco anticiclonico a nord, ma non del tutto immune a qualche infiltrazione umida o a residui di instabilità.</p><h2><strong>Uno schema classico della stagione autunnale</strong></h2><p>Questo schema, caratterizzato da un anticiclone di blocco sull’Europa centrale e una saccatura che dai Balcani si allunga fino al Mediterraneo, è classico nelle fasi di transizione autunnale. </p><p>L’ondulazione del <strong>getto polare</strong> non solo determina la posizione delle figure bariche, ma ne influenza anche la persistenza. <strong>Quando le onde sono ampie e lente, i regimi atmosferici tendono a durare più a lungo, prolungando la stabilità al Nord e l’instabilità al Sud.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789192" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni.html" title="Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni ">Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni.html" title="Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni-1789657450889_320.jpg" alt="Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni "></a></article></aside><p>Naturalmente le previsioni a medio-lungo termine restano soggette a margini di incertezza, legati all’esatta posizione e intensità della dorsale e delle saccature. Aggiornamenti modellistici successivi potranno raffinare i dettagli di timing e intensità dei fenomeni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/a-fine-settembre-potrebbe-cambiare-tutto-sul-fronte-meteo-in-italia-il-getto-polare-rallenta-e-si-ondula.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il geologo Chris Goldfinger avverte che due faglie in Nord America potrebbero allinearsi provocando un megaterremoto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-geologo-chris-goldfinger-avverte-che-due-faglie-in-nord-america-potrebbero-allinearsi-provocando-un-megaterremoto.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 17:05:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Una nuova ricerca sui sedimenti del fondale marino ha individuato un collegamento tra le faglie di Sant'Andrea e di Cascadia; potrebbero insieme causare il prossimo megaterremoto?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/podria-haber-un-megaterremoto-el-geologo-chris-goldfinger-advierte-que-dos-fallas-podrian-sincronizarse-1789194526604.png" data-image="5vtqlzdkibgj"><figcaption>Nella California settentrionale, la possibilità di un terremoto è sempre presente, a causa della faglia di Sant'Andrea e del suo potenziale collegamento sismico con la faglia di Cascadia.</figcaption></figure><p><strong>Praticamente tutti, prima o poi, abbiamo sentito parlare della famosa faglia di San Andreas.</strong> Che sia attraverso film o libri di fantascienza, notizie su recenti terremoti, documenti storici o persino teorie del complotto, questa frattura della crosta terrestre situata nella parte occidentale degli Stati Uniti ha sempre fatto molto parlare di sé.</p><p>E non è un caso. Oltre a essere effettivamente una faglia attiva e con un elevato potenziale distruttivo, <strong>per gli esperti di sismologia rappresenta un'anomalia estremamente interessante e istruttiva per comprendere meglio la struttura della Terra.</strong> È letteralmente una cicatrice del passato, trattandosi di una faglia trascorrente esposta in superficie.</p><div class="texto-destacado">La faglia di San Andreas si estende per 1.200 km in California. La sua esposizione permette di studiare il movimento tra le placche e la deformazione del paesaggio, oltre allo sviluppo dell'ingegneria antisismica e dei sistemi di allerta precoce.</div><p>La sua singolarità è un motivo sufficiente per farne la trama principale di film in cui la faglia diventa l'antagonista da temere? Probabilmente sì, ma non perché la Terra si aprirà in due in pochi secondi né per la possibilità che compaia improvvisamente un vulcano; <strong>il vero motivo è il suo potenziale di provocare un terremoto intenso, capace di causare danni devastanti.</strong></p><p>È importante ricordare che, al di là delle teorie e delle possibilità, è attraverso la scienza che possiamo comprendere meglio questa e altre faglie, per anticiparne gli effetti di fronte a possibili eventi e movimenti. In questo caso, la ricerca potrebbe aver portato alla luce <strong>un secondo protagonista della storia sismica della regione.</strong></p><h2>Un segreto sismico nascosto sulla costa occidentale degli USA: due faglie potrebbero essere sincronizzate</h2><p><strong>Cascadia</strong>. Probabilmente questo nome è meno familiare, ma si tratta anch'essa di un'importante struttura tettonica, in grado di <strong>produrre terremoti di magnitudo estremamente elevata attraverso il processo di subduzione</strong>. In questa zona, infatti, la placca di Juan de Fuca scivola al di sotto della placca nordamericana. La struttura si estende dalla California settentrionale fino al Canada.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/podria-haber-un-megaterremoto-el-geologo-chris-goldfinger-advierte-que-dos-fallas-podrian-sincronizarse-1789231772822.png" data-image="x2rke5tfeuwd"><figcaption>Rappresentazione della faglia di San Andreas in rosso, che attraversa lo Stato della California, negli Stati Uniti, e dei suoi movimenti.</figcaption></figure><p>Con un'estensione di oltre 1.000 chilometri, collegata geograficamente e, inoltre, <strong>connessa dal punto di vista sismico alla faglia di San Andreas, con la quale converge direttamente nella California settentrionale</strong> in corrispondenza della struttura geologica nota come «Triplo Giunto di Mendocino», la possibilità che le due faglie possano insieme provocare un evento catastrofico senza precedenti supera senza dubbio qualsiasi scenario di fantasia.</p><p>Per questo motivo, una ricerca pubblicata nel settembre 2025 e guidata da <strong>Chris Goldfinger, geologo marino dell'Università dell'Oregon</strong>, insieme a un gruppo di esperti, ha posto una domanda che, a questo punto, appare naturale: <strong>è possibile che il movimento di una delle due faglie possa innescare un terremoto nell'altra?</strong></p><div class="texto-destacado">Il megaterremoto di Cascadia si verificò il 26 gennaio 1700 ed è una testimonianza fondamentale della storia geologica recente della regione. Ebbe una magnitudo stimata tra 8,7 e 9,2 e provocò diversi effetti, tra cui uno tsunami che raggiunse il Giappone.</div><p>La scoperta è sorprendente per due motivi: il primo è che questo fenomeno, oltre a essere possibile, si è già verificato in passato; il secondo è che <strong>l'evento conseguente nella faglia vicina potrebbe verificarsi nell'arco di pochi minuti, ma anche dopo ore, giorni o persino anni.</strong></p><h3>Una nuova storia sismica nascosta nei sedimenti delle profondità</h3><p>In uno studio pubblicato sulla rivista scientifica specializzata <em>Geosphere</em>, <strong>il geologo racconta che la scoperta è nata da un errore</strong>, mentre il gruppo stava effettuando una ricerca al largo della costa dell'Oregon per studiare la faglia di Cascadia. A causa di una lieve deviazione durante la navigazione, i ricercatori si ritrovarono davanti a Capo Mendocino, nella zona in cui le due faglie convergono.</p><p>Una volta accortisi dell'errore, decisero di raccogliere alcuni campioni di sedimenti marini nella zona prima di tornare al punto originario della ricerca, distante circa 90 chilometri, utilizzandoli come informazioni complementari per lo studio. Ma quando li analizzarono, qualcosa non tornava: <strong>lo strato di sedimenti presentava una struttura invertita rispetto alla normale sequenza di deposizione dei depositi noti come torbiditi.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/podria-haber-un-megaterremoto-el-geologo-chris-goldfinger-advierte-que-dos-fallas-podrian-sincronizarse-1789236504890.png" data-image="oowrvdlxv57t"><figcaption>Attraverso lo studio dei sedimenti nella zona di convergenza tra le due faglie, gli scienziati hanno individuato un'anomalia indicativa di eventi sismici consecutivi.</figcaption></figure><p>Questo tipo di materiale presenta normalmente una transizione graduale, con sedimenti grossolani alla base e sedimenti fini nella parte superiore. In questo caso, invece, <strong>l'anomalia mostrava strati grossolani al di sopra di quelli fini</strong>. Normalmente, quando un terremoto scuote il fondale marino, provoca una frana sottomarina che deposita prima la sabbia più grossolana e successivamente i sedimenti fini, non il contrario.</p><p>La ricerca ha quindi preso una nuova direzione, alla ricerca di una spiegazione<strong>: è emerso che i sedimenti non erano la traccia di un singolo terremoto, ma di due eventi avvenuti in rapida successione, tanto che il materiale del secondo si depositò sopra quello del primo</strong> prima che quest'ultimo avesse terminato di assestarsi.</p><h2>Da Cascadia a San Andreas, il nuovo rischio emerso dalla ricerca</h2><p>I risultati hanno evidenziato <strong>una possibile trasmissione dello stress, sia statico sia dinamico, tra le due strutture.</strong> I depositi analizzati indicano che l'effetto potrebbe essere principalmente <strong>unidirezionale</strong>: quando la faglia di Cascadia si rompe, libera lo stress accumulato nella propria struttura, ma redistribuisce parte di questa energia nelle rocce circostanti.</p><p>Questo provoca un forte aumento dello stress sismico e dell'energia esercitata sull'estremità settentrionale della faglia di San Andreas. Secondo l'analisi di Goldfinger, la relazione <strong>non funzionerebbe allo stesso modo in entrambe le direzioni</strong>, anche perché si tratta di tipologie di faglia differenti. Ma soprattutto, <strong>sono state trovate evidenze secondo cui grandi terremoti avvenuti a Cascadia potrebbero aver innescato eventi sulla faglia di San Andreas.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="686525" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/the-big-one-il-mega-terremoto-tanto-temuto-in-california-e-che-avverra-lungo-la-faglia-di-sant-andrea.html" title="The Big One, il mega-terremoto tanto temuto in California e che avverrà lungo la faglia di Sant'Andrea">The Big One, il mega-terremoto tanto temuto in California e che avverrà lungo la faglia di Sant'Andrea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/the-big-one-il-mega-terremoto-tanto-temuto-in-california-e-che-avverra-lungo-la-faglia-di-sant-andrea.html" title="The Big One, il mega-terremoto tanto temuto in California e che avverrà lungo la faglia di Sant'Andrea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/the-big-one-il-mega-terremoto-tanto-temuto-in-california-e-che-avverra-lungo-la-faglia-di-sant-andrea-1733488544090_320.jpg" alt="The Big One, il mega-terremoto tanto temuto in California e che avverrà lungo la faglia di Sant'Andrea"></a></article></aside><p>In diversi casi, <strong>gli eventi presentavano un intervallo temporale tale da far pensare che le rotture si fossero verificate a pochi minuti o ore di distanza l'una dall'altra.</strong> Indipendentemente dall'intervallo tra questi movimenti, però, emerge una nuova domanda: quanto potrebbe essere dannoso un evento conseguente nell'attuale contesto infrastrutturale, considerando che entrambe le faglie si trovano vicino ad aree densamente popolate?</p><p>Se ciò dovesse accadere, città come <strong>San Francisco, Portland, Seattle e Vancouver potrebbero trovarsi contemporaneamente ad affrontare una situazione di emergenza</strong>. Questo apre una nuova prospettiva nella ricerca di sistemi di allerta precoce e, allo stesso tempo, invita a chiedersi quali altre faglie nel mondo possano nascondere dinamiche ancora sconosciute, capaci di produrre effetti che oggi non siamo in grado di immaginare.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Chris%20Goldfinger" data-year="2025" data-title="Unravelling%20the%20dance%20of%20earthquakes%3A%20Evidence%20of%20partial%20synchronization%20of%20the%20northern%20San%20Andreas%20fault%20and%20Cascadia%20megathrust" data-url="https%3A%2F%2Fpubs.geoscienceworld.org%2Fgsa%2Fgeosphere%2Farticle%2F21%2F6%2F1132%2F661517%2FUnravelling-the-dance-of-earthquakes-Evidence-of">Chris Goldfinger. (2025). <a href="https://pubs.geoscienceworld.org/gsa/geosphere/article/21/6/1132/661517/Unravelling-the-dance-of-earthquakes-Evidence-of" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Unravelling the dance of earthquakes: Evidence of partial synchronization of the northern San Andreas fault and Cascadia megathrust</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-geologo-chris-goldfinger-avverte-che-due-faglie-in-nord-america-potrebbero-allinearsi-provocando-un-megaterremoto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quali sono i 5 borghi più belli della Toscana e quando visitarli: tra dolci colline, secoli di storia e patrimoni UNESCO]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/quali-sono-i-5-borghi-piu-belli-della-toscana-e-quando-visitarli-tra-dolci-colline-secoli-di-storia-e-patrimoni-unesco.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>In una regione dallo straordinario patrimonio culturale si trovano luoghi incantevoli fermi nel tempo. Ecco quali sono i 5 borghi più belli della Toscana, tra i preferiti dal National Geographic </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-5-borghi-piu-belli-della-toscana-e-quando-visitarli-tra-dolci-colline-secoli-di-storia-e-patrimoni-unesco-1789722468276.jpg" data-image="35m1pvrhwmge" alt="borghi più belli Toscana" title="borghi più belli Toscana"><figcaption>L'inconfondibile cinta di mura che incorona la collina di Monteriggioni</figcaption></figure><p>La Toscana è una delle regioni più visitate d’Italia grazie ad un patrimonio praticamente infinito di splendidi <strong>paesaggi, arte e cultura</strong>, a cui si accompagnano i deliziosi sapori della <strong>cucina tradizionale</strong> e di alcuni dei <strong>vini </strong>più rinomati d’Italia.</p><div class="texto-destacado">Gli antichi borghi che costellano una campagna fatta di verdi colline e campi di girasole sono piccoli scrigni di storia e fascino dove è custodita questa ricchezza che conosce pochi paragoni.</div><p>Perdersi tra le vie ricoperte dei ciottoli è uno dei modi più suggestivi per conoscere <strong>l’identità </strong>della regione. </p><p>Partiamo allora alla scoperta dei 5 borghi più belli della Toscana citati anche dal National Geographic.</p><h2>5. Monteriggioni</h2><p>In provincia di <strong>Siena </strong>c’è un minuscolo borgo che è un luogo straordinario dove vivere una full immersion nel <strong>Medioevo</strong>. Monteriggioni si trova in cima ad una collina, circondato dalla cinta muraria. Le mura sono praticamente intatte sono le stesse che Siena costruì nei primi anni del ‘200 a scopo difensivo, citate anche da <strong>Dante Alighieri</strong> nella <strong>Divina commedia</strong>.</p><p>In centro storico ha un diametro di soli <strong>centosettantadue metri</strong> e ha il proprio cuore in <strong>Piazza Roma</strong>, nella Chiesa di Santa Maria Assunta e nel Museo delle armi e delle armature dedicato ai cimeli <strong>medioevali e rinascimentali</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777337" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ville-medicee-in-toscana-4-itinerari-tra-le-dimore-storiche-e-i-giardini-patrimonio-unesco.html" title="Ville Medicee in Toscana: 4 itinerari tra le dimore storiche e i giardini patrimonio UNESCO">Ville Medicee in Toscana: 4 itinerari tra le dimore storiche e i giardini patrimonio UNESCO</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ville-medicee-in-toscana-4-itinerari-tra-le-dimore-storiche-e-i-giardini-patrimonio-unesco.html" title="Ville Medicee in Toscana: 4 itinerari tra le dimore storiche e i giardini patrimonio UNESCO"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ville-medicee-in-toscana-4-itinerari-tra-le-dimore-storiche-e-i-giardini-patrimonio-unesco-1783342862786_320.jpg" alt="Ville Medicee in Toscana: 4 itinerari tra le dimore storiche e i giardini patrimonio UNESCO"></a></article></aside><p>Il nucleo abitato è fatto invece di <strong>edifici di pietra</strong>, piccoli orti e giardini e un solo hotel.</p><p>Vale la pena sfidare anche il caldo di <strong>luglio </strong>per visitare Monteriggioni durante la splendida rievocazione storica della <strong>Festa Medievale</strong>.</p><h2>4. Montalcino</h2><p>Non solo uno dei borghi più belli della Toscana, Montalcino è anche la patria del <strong>Brunello</strong>, uno dei più famosi vini toscani.</p><p>Ancora una volta in provincia di Siena, circondato da tutte le bellezze della <strong>Val d’Orcia</strong>, questo borgo vanta una splendida <strong>rocca del XIV secolo</strong>, la chiesa romanica di Sant’Egidio e il bel loggiato di <strong>Piazza del Popolo</strong>, la piazza principale su cui domina la torre del Palazzo dei Priori.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-5-borghi-piu-belli-della-toscana-e-quando-visitarli-tra-dolci-colline-secoli-di-storia-e-patrimoni-unesco-1789722661878.jpg" data-image="dnxw27ldye4j" alt="Toscana borghi più belli" title="Toscana borghi più belli"><figcaption>I vigneti della Toscana, dove nascono alcuni dei vini più apprezzati d'Italia</figcaption></figure><p>A Montalcino si trova anche una colonna di marmo sormontata dalla statua di una lupa, questo perché si ritiene che Siena sia stata fondata dai discendenti di <strong>Remo </strong>e sia quindi una <strong>“sorella” di Roma.</strong></p><p>I colori della campagna e la stagione della <strong>vendemmia </strong>fanno della <strong>fine dell’estate o dell’inizio dell’autunno</strong> un ottimo momento per visitare Montalcino.</p><h2>3. Cortona</h2><p>Sorta sulle tracce di un’antica <strong>città etrusca</strong>, la splendida Cortona che possiamo ammirare oggi è quella medievale e rinascimentale. Le tracce delle epoche passate, però, convivono in un centro storico raccolto e compatto, perfetto da visitare a piedi. Il MAEC, ad esempio, il <strong>museo d’arte etrusca</strong>, si trova nei sotterranei di un palazzo duecentesco a pochi passi dalla piazza principale, circondata da alcuni dei più importanti palazzi storici.</p><p>Da non perdere, a Cortona, ci sono anche il <strong>Duomo</strong>, situato a ridosso delle mura, dove un tempo si trovava un tempio pagano, e il suggestivo convento di <strong>San Francesco</strong>, fondato dal santo <strong>in persona</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="731158" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-segreto-meglio-custodito-della-toscana-un-borgo-rinascimentale-tra-i-vigneti-a-circa-un-ora-da-firenze.html" title="Il segreto meglio custodito della Toscana: un borgo rinascimentale tra i vigneti a circa un’ora da Firenze">Il segreto meglio custodito della Toscana: un borgo rinascimentale tra i vigneti a circa un’ora da Firenze</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-segreto-meglio-custodito-della-toscana-un-borgo-rinascimentale-tra-i-vigneti-a-circa-un-ora-da-firenze.html" title="Il segreto meglio custodito della Toscana: un borgo rinascimentale tra i vigneti a circa un’ora da Firenze"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-segreto-meglio-custodito-della-toscana-un-borgo-rinascimentale-tra-i-vigneti-a-circa-un-ora-da-firenze-1758747221517_320.jpg" alt="Il segreto meglio custodito della Toscana: un borgo rinascimentale tra i vigneti a circa un’ora da Firenze"></a></article></aside><p>Poco fuori dall’abitato, invece, c’è un’importante<strong> area archeologica etrusca</strong>.</p><p>Cortona si trova in <strong>Valdichiana</strong>, in provincia di <strong>Arezzo</strong>. Per pianificare una visita conviene ricordare che il mese <strong>più caldo</strong> è generalmente luglio, ma anche ad agosto le temperature sono elevate; il mese <strong>più freddo</strong> è gennaio, mentre novembre è quello <strong>più piovoso</strong>. </p><h2>2. San Gimignano</h2><p>Tra i panorami più celebri della Toscana, e tra i suoi borghi più famosi, c’è senza dubbio la piccola San Gimignano con il suo centro storico <strong>patrimonio UNESCO</strong>.</p><p>Le sue torri rendono lo skyline del borgo inconfondibile. Solo quattordici sono quelle oggi visibili, ma nel medioevo erano ben <strong>settantadue</strong>, tutte costruite dalle famiglie più ricche che facevano a gara per dimostrare la propria importanza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-5-borghi-piu-belli-della-toscana-e-quando-visitarli-tra-dolci-colline-secoli-di-storia-e-patrimoni-unesco-1789722738840.jpg" data-image="h0w2xj7i7dqr" alt="5 borghi Toscana" title="5 borghi Toscana"><figcaption>Le torri medievali che svettano sul centro storico di San Gimignano</figcaption></figure><p>Due delle piazze più principali del borgo cono collegate fra loro e sono <strong>Piazza della Cisterna</strong>, col suo pozzo, e <strong>Piazza del Duomo</strong> dove si trova il duomo con affreschi che richiamano l'immaginario di <strong>Dante </strong>che qui soggiornò per qualche tempo.</p><p>In Toscana si va sicuramente anche per la buona cucina. A San Gimignano in particolare si trova lo <strong>zafferano</strong>, coltivato nell’area fin dal XIII secolo e ancora raccolto a mano secondo tradizione, per non rovinare i pistilli. Oggi è un <strong>prodotto DOP</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="700493" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-e-la-definizione-della-nuova-geografia-del-vino-in-europa.html" title="Il cambiamento climatico e la definizione della nuova geografia del vino in Europa">Il cambiamento climatico e la definizione della nuova geografia del vino in Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-e-la-definizione-della-nuova-geografia-del-vino-in-europa.html" title="Il cambiamento climatico e la definizione della nuova geografia del vino in Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-cambiamento-climatico-e-la-definizione-della-nuova-geografia-del-vino-in-europa-1741451364685_320.jpg" alt="Il cambiamento climatico e la definizione della nuova geografia del vino in Europa"></a></article></aside><p>San Gimignano è in assoluto tra i borghi più famosi della Toscana, ma anche tra i più piccoli e risente quindi più facilmente di altri dell'overtourism. Una visita in <strong>bassa stagione,</strong> lontano ad esempio dalle vacanze di Pasqua o dai ponti di primavera, è da preferire per evitare la folla.</p><h2>1. Volterra</h2><p>In provincia di <strong>Pisa</strong>, Volterra è un luogo straordinario, su cui veglia dall'alto la Fortezza Medicea.</p><p> Come Cortona il borgo è famoso per le <strong>origini etrusche</strong>, da esplorare nel museo che conta ben <strong>trentotto sale.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-5-borghi-piu-belli-della-toscana-e-quando-visitarli-tra-dolci-colline-secoli-di-storia-e-patrimoni-unesco-1789722871998.jpg" data-image="2grx336dcmw4" alt="Borghi Toscana - Volterra" title="Borghi Toscana - Volterra"><figcaption>Volterra che si affaccia sulla campagna pisana</figcaption></figure><p>Volterra è nota anche per la lavorazione dell’<strong>alabastro</strong>, protagonista assoluto dell’<strong>artigianato locale </strong>e per ospitare<strong> </strong>il più antico palazzo comunale della Toscana, in <strong>piazza dei Priori</strong>.</p><p>Il <strong>Duomo</strong>, con il <strong>Battistero </strong>che si trova di fronte, forma uno straordinario complesso architettonico con più di mille anni di storia alle spalle; ancora più antico, invece, è il <strong>teatro romano</strong> del del I secolo a.C. costruito sul fianco della collina.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764128" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/sembra-islanda-ma-e-in-toscana-viaggio-tra-i-soffioni-di-larderello-monte-amiata.html" title="Sembra l'Islanda, ma è la Toscana: i paesaggi sorprendenti dei soffioni tra Larderello e il Monte Amiata">Sembra l'Islanda, ma è la Toscana: i paesaggi sorprendenti dei soffioni tra Larderello e il Monte Amiata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/sembra-islanda-ma-e-in-toscana-viaggio-tra-i-soffioni-di-larderello-monte-amiata.html" title="Sembra l'Islanda, ma è la Toscana: i paesaggi sorprendenti dei soffioni tra Larderello e il Monte Amiata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-islanda-ma-e-in-toscana-viaggio-tra-i-soffioni-di-larderello-1776344445934_320.jpeg" alt="Sembra l'Islanda, ma è la Toscana: i paesaggi sorprendenti dei soffioni tra Larderello e il Monte Amiata"></a></article></aside><p><strong>Maggio e giungo</strong> sono i mesi più picevoli per visitare Volterra, grazie al clima mite e poco piovoso, ma le <strong>atmosfere di Natale</strong> sono particolarmente suggestivo e rendono questo splendido borgo della Toscana una meta ideale per una vacanza invernale.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Aar%C3%B3n%20Caballero%20Illescas" data-year="2026" data-title="Los%205%20mejores%20pueblos%20de%20la%20Toscana%20italiana%2C%20seg%C3%BAn%20%E2%80%98National%20Geographic%E2%80%99%3A%20localidades%20con%20siglos%20de%20historia%2C%20valles%20verdes%20y%20un%20casco%20hist%C3%B3rico%20Patrimonio%20de%20la%20Humanidad" data-url="https%3A%2F%2Fwww.infobae.com%2Fespana%2Fviajes%2F2026%2F09%2F12%2Flos-5-mejores-pueblos-de-la-toscana-italiana-segun-national-geographic-localidades-con-siglos-de-historia-valles-verdes-y-un-casco-historico-patrimonio-de-la-humanidad%2F">Aarón Caballero Illescas. (2026). <a href="https://www.infobae.com/espana/viajes/2026/09/12/los-5-mejores-pueblos-de-la-toscana-italiana-segun-national-geographic-localidades-con-siglos-de-historia-valles-verdes-y-un-casco-historico-patrimonio-de-la-humanidad/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Los 5 mejores pueblos de la Toscana italiana, según ‘National Geographic’: localidades con siglos de historia, valles verdes y un casco histórico Patrimonio de la Humanidad</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/quali-sono-i-5-borghi-piu-belli-della-toscana-e-quando-visitarli-tra-dolci-colline-secoli-di-storia-e-patrimoni-unesco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Rischio tsunami in Italia, Palmi è stato riconosciuto come comune italiano "Tsunami Ready"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/rischio-tsunami-in-italia-palmi-riconosciuto-come-comune-italiano-tsunami-ready.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 13:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il Comune di Palmi (RC) riceve il prestigioso riconoscimento “Tsunami Ready”, dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (IOC-UNESCO), diventando il secondo comune Italiano, dopo Minturno (LT), a ottenere l’accreditamento.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/tsunami-italia-1789548530458.png" data-image="vfh6dq3mlyg5"><figcaption>Veduta aerea di Palmi, in Calabria. foto: INGV</figcaption></figure><p>Nuovo passo avanti in Italia nel lavoro di prevenzione dal rischio tsunami, con la preparazione delle comunità esposte. Nella giornata di sabato 12 settembre 2026, il Comune di Palmi (Reggio Calabria) ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “<strong>Tsunami Ready</strong>”, dalla <strong>Commissione Oceanografica Intergovernativa</strong> dell’<strong>UNESCO</strong> (<strong>IOC-UNESCO</strong>), diventando il secondo comune Italiano, dopo Minturno (LT), a ottenere l’accreditamento.</p><div class="texto-destacado">Il programma “<a href="https://tsunamireadyviewer.ioc-tsunami.org/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://tsunamireadyviewer.ioc-tsunami.org/&source=gmail&ust=1789633353389000&usg=AOvVaw3Q3BlnHUVk3XgoOMx6SIAN">Tsunami Ready</a>” promuove la preparazione delle comunità al rischio maremoto, coinvolgendo Protezione Civile, Amministrazione e cittadini, al fine di migliorare la prontezza e la capacità di reazione in caso di evento. </div><p>Palmi, comune della costa tirrenica calabrese, si trova in un’area a medio-alta pericolosità, colpita in passato da tsunami, come documentato dall’<strong>Italian Tsunami Effects Database</strong> (<strong>ITED</strong>) dell’INGV. Il percorso che ha portato a questo riconoscimento ha coinvolto la popolazione e il territorio costiero, rafforzando la consapevolezza del rischio tsunami e la capacità di risposta della comunità palmese. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="680577" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-italia-il-primo-comune-dell-area-euro-mediterranea-ad-adottare-il-programma-di-mitigazione-del-rischio-tsunami.html" title="In Italia il primo comune dell'area Euro-Mediterranea ad adottare il programma di mitigazione del rischio tsunami">In Italia il primo comune dell'area Euro-Mediterranea ad adottare il programma di mitigazione del rischio tsunami</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-italia-il-primo-comune-dell-area-euro-mediterranea-ad-adottare-il-programma-di-mitigazione-del-rischio-tsunami.html" title="In Italia il primo comune dell'area Euro-Mediterranea ad adottare il programma di mitigazione del rischio tsunami"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/in-italia-il-primo-comune-dell-area-euro-mediterranea-ad-adottare-il-programma-di-mitigazione-del-rischio-tsunami-1730190954979_320.jpg" alt="In Italia il primo comune dell'area Euro-Mediterranea ad adottare il programma di mitigazione del rischio tsunami"></a></article></aside><p>Un passo importante è stato compiuto con il coinvolgimento del Comune di Palmi nel progetto<strong> CoastWAVE 2.0</strong>, finanziato dalla Commissione europea attraverso la DG ECHO (Protezione Civile Europea) nelle annualità 2025-2026. </p><h2>Mappe di evacuazione e preparazione della popolazione</h2><p>Nell’ambito del progetto sono state sviluppate specifiche <strong>mappe </strong><strong>di evacuazione per il rischio maremoto</strong>, che individuano le aree potenzialmente interessate da inondazione e i <strong>percorsi di evacuazione dalla fascia costiera </strong><strong>verso le aree di raccolta</strong>. Le mappe sono <strong>consultabili sul sito </strong><strong>del <a href="https://cat.ingv.it/en/tsunami-ready/evacuation-maps/evacuation-map-of-palmi-municipality" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://cat.ingv.it/en/tsunami-ready/evacuation-maps/evacuation-map-of-palmi-municipality&source=gmail&ust=1789633353389000&usg=AOvVaw2hr3da_As2s0FLx_NsdgXw">Centro Allerta Tsunami</a> </strong>dell’INGV. </p><p>Alla cerimonia presenti rappresentanti del <strong>Centro Allerta Tsunami</strong> (<strong>CAT</strong>), dell’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</strong> (<strong>INGV</strong>), del <strong>Dipartimento della Protezione Civile</strong> (<strong>DPC</strong>) e dell’<strong>Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale</strong> (<strong>ISPRA</strong>), il Sindaco di Palmi, <strong>Giovanni Calabria</strong>, il Vicesindaco, <strong>Salvatore Celi</strong>, il Presidente della Consulta Giovanile Palmese, <strong>Daniele Trimboli </strong>e il Comandante della Polizia Locale, <strong>Francesco Managò</strong>. La certificazione Tsunami Ready consegnata da Denis Chang Seng di IOC-UNESCO.</p><h2>Il rischio tsunami in Italia</h2><p><strong>Le coste italiane nel passato sono state interessate anche da tsunami</strong> (anche noti come maremoti), ricorda il Centro Allerta Tsunami italiano (CAT), sia di scarsa entità che distruttivi. Questo lo sappiamo grazie a fonti storiche, testi scritti da testimoni diretti o cronache che descrivono gli effetti dei maremoti avvenuti nel passato.</p><div class="texto-destacado">"La scarsa consapevolezza del rischio maremoto in Italia - si legge nel sito del CAT - sta probabilmente nel fatto che gli tsunami, fortunatamente, accadono meno frequentemente dei terremoti, e che l’ultimo tsunami disastroso avvenuto in Italia risale a oltre un secolo fa. Si tratta dello tsunami originato dal catastrofico terremoto di Messina del 1908".</div><p>Se è vero che eventi così devastanti sono fortunatamente rari in Italia, il maremoto del 1908 documenta che anche le coste italiane, <strong>specialmente quelle della Calabria e della Sicilia, sono esposte al rischio di grandi maremoti</strong>. Bisogna poi ricordare che anche eventi di minore intensità, più frequenti e più probabili, sono pur sempre pericolosi per chi si trova vicino alla costa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="689930" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sono-passati-22-anni-dallo-tsunami-a-stromboli-ecco-cosa-ci-ha-insegnato-il-maremoto-del-30-dicembre.html" title="Sono passati 22 anni dallo tsunami a Stromboli: ecco cosa ci ha insegnato il maremoto del 30 dicembre 2002">Sono passati 22 anni dallo tsunami a Stromboli: ecco cosa ci ha insegnato il maremoto del 30 dicembre 2002</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sono-passati-22-anni-dallo-tsunami-a-stromboli-ecco-cosa-ci-ha-insegnato-il-maremoto-del-30-dicembre.html" title="Sono passati 22 anni dallo tsunami a Stromboli: ecco cosa ci ha insegnato il maremoto del 30 dicembre 2002"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sono-passati-22-anni-dallo-tsunami-a-stromboli-ecco-cosa-ci-ha-insegnato-il-maremoto-del-30-dicembre-1735552520788_320.jpg" alt="Sono passati 22 anni dallo tsunami a Stromboli: ecco cosa ci ha insegnato il maremoto del 30 dicembre 2002"></a></article></aside><p><strong>Gli tsunami italiani, così come in generale nel resto del mondo, sono causati principalmente da terremoti sottomarini</strong> o con epicentro in terra molto vicino alla costa. Anche le eruzioni vulcaniche e le frane – talvolta innescate proprio da scosse di terremoto - possono tuttavia generare maremoti.</p><h2> Per saperne di più </h2><p>Online è disponibile il <strong> <a href="https://ingv.maps.arcgis.com/apps/webappviewer/index.html?id=a14231712588470ea1c4454301b8294c" target="_blank"> Database delle osservazioni di tsunami in Itali</a>. </strong>Nel 2018 è stato invece pubblicato il primo modello probabilistico di pericolosità da tsunami di origine sismica per l’area del Mediterraneo e dell’Atlantico nord-orientale (TSUMAPS-NEAM), frutto di un progetto europeo coordinato dall’INGV, che è <strong> <a href="http://www.tsumaps-neam.eu/about-tsumaps-neam/summary-of-the-project/" target="_blank"> descritto qui </a> </strong> .</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Centro%20Allerta%20Tsunami%20-%20INGV" data-year="" data-title="Tsunami%20in%20Italia" data-url="https%3A%2F%2Fcat.ingv.it%2Findex.php%2Fit%2F">Centro Allerta Tsunami - INGV. <a href="https://cat.ingv.it/index.php/it/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Tsunami in Italia</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/rischio-tsunami-in-italia-palmi-riconosciuto-come-comune-italiano-tsunami-ready.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'intensificarsi della Corrente del Golfo riapre il dibattito sul rischio reale di collasso della AMOC]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-intensificarsi-della-corrente-del-golfo-riapre-il-dibattito-sul-rischio-reale-di-collasso-della-amoc.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 11:23:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Secondo nuove osservazioni satellitari, la Corrente del Golfo si sta rafforzando; questo ridimensiona gli allarmi riguardanti un indebolimento del sistema di circolazione atlantico, oppure i due fenomeni non sono correlati?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/gulf-stream-is-strengthening-so-what-does-this-mean-for-fears-of-an-amoc-collapse-1789385044132.png" data-image="raee1tgb91d0" alt="La Corrente del Golfo si sta intensificando: cosa significa questo per i timori di un collasso dell'AMOC?" title="La Corrente del Golfo si sta intensificando: cosa significa questo per i timori di un collasso dell'AMOC?"><figcaption>La Corrente del Golfo si sta intensificando: cosa significa questo per i timori di un collasso dell'AMOC?</figcaption></figure><p>Una nuova ricerca satellitare ha scoperto che <strong>la Corrente del Golfo si è rapidamente rafforzata tra il 2014 e il 2023</strong>, il che solleva interrogativi su cosa significhi questa scoperta per le preoccupazioni relative al futuro della AMOC <em>- Atlantic meridional overturning circulation</em> , in italiano Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica.</p><p>A prima vista, <strong>i risultati potrebbero sembrare in contraddizione</strong> con gli avvertimenti secondo cui l'AMOC potrebbe indebolirsi a causa del riscaldamento globale. Tuttavia, <strong>la Corrente del Golfo e l'AMOC non sono la stessa cosa</strong>, e le ricerche più recenti non mostrano che l'intero sistema di circolazione si stia rafforzando.</p><h2>La Corrente del Golfo e l'AMOC sono collegate, ma non sono la stessa cosa</h2><p>La <strong>Corrente del Golfo</strong> è una potente corrente oceanica che trasporta acqua calda verso nord dai tropici, portando calore attraverso l'Atlantico fino in Europa.</p><p><strong>Costituisce una parte importante della ben più estesa AMOC</strong>, che comprende un vasto sistema di correnti oceaniche che trasportano acqua superficiale calda verso nord e riportano acqua più fredda e densa verso sud nelle profondità.</p><p>Per questo motivo, la Corrente del Golfo può variare senza che l'intera Circolazione Meridionale di Rovesciamento Atlantica <strong>risponda esattamente allo stesso modo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gulf-stream-is-strengthening-so-what-does-this-mean-for-fears-of-an-amoc-collapse-1789385067035.png" data-image="4v1x7x2qesfq" alt="La Corrente del Golfo è una potente corrente oceanica che porta acqua calda verso nord dai tropici, trasportando calore attraverso l'Atlantico fino in Europa." title="La Corrente del Golfo è una potente corrente oceanica che porta acqua calda verso nord dai tropici, trasportando calore attraverso l'Atlantico fino in Europa."><figcaption>La Corrente del Golfo è una potente corrente oceanica che porta acqua calda verso nord dai tropici, trasportando calore attraverso l'Atlantico fino in Europa.</figcaption></figure><p>Il nuovo studio ha utilizzato più di tre decenni di osservazioni satellitari per esaminare i cambiamenti della Corrente del Golfo. I ricercatori hanno individuato un <strong>periodo prolungato di minore intensità tra il 2005 e il 2014, seguito da una rapida intensificazione a partire dal 2014</strong>.</p><div class="texto-destacado"><strong>È importante sottolineare che gli autori avvertono come questo rafforzamento osservato non possa essere interpretato direttamente come un rafforzamento dell'AMOC.</strong></div><p>Le diverse parti della circolazione atlantica sono influenzate da fattori differenti, il che significa che <strong>una componente può intensificarsi mentre il sistema nel suo insieme si comporta in modo diverso</strong>.</p><h2>L'AMOC potrebbe indebolirsi ulteriormente?</h2><p><strong>Sì.</strong> Le nuove scoperte non eliminano le preoccupazioni riguardo a un indebolimento a lungo termine dell'AMOC. La Circolazione Meridionale è influenzata dai cambiamenti di temperatura, salinità e densità dell'acqua marina. Con il riscaldamento del pianeta, <strong>l'aumento dell'acqua dolce che entra nell'Atlantico settentrionale e le variazioni delle temperature oceaniche</strong> <strong>potrebbero incidere sulla circolazione</strong>.</p><p>I modelli climatici prevedono generalmente che l'AMOC <strong>si indebolirà nel corso del XXI secolo con l'aumento delle concentrazioni di gas serra</strong>. Tuttavia, gli scienziati continuano a studiare con quale rapidità ciò potrebbe verificarsi e quale sarà l'entità finale del cambiamento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784464" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-indebolimento-del-sistema-di-correnti-dell-oceano-atlantico-l-amoc-potrebbe-accelerare-il-riscaldamento-globale.html" title="L'indebolimento del sistema di correnti dell’Oceano Atlantico, l’AMOC, potrebbe accelerare il riscaldamento globale">L'indebolimento del sistema di correnti dell’Oceano Atlantico, l’AMOC, potrebbe accelerare il riscaldamento globale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-indebolimento-del-sistema-di-correnti-dell-oceano-atlantico-l-amoc-potrebbe-accelerare-il-riscaldamento-globale.html" title="L'indebolimento del sistema di correnti dell’Oceano Atlantico, l’AMOC, potrebbe accelerare il riscaldamento globale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-debilitamiento-amoc-acelerar-el-calentamiento-global-1787033783062_320.jpg" alt="L'indebolimento del sistema di correnti dell’Oceano Atlantico, l’AMOC, potrebbe accelerare il riscaldamento globale"></a></article></aside><p>Un collasso totale e improvviso è uno scenario molto più estremo rispetto a un indebolimento graduale, e permane una <strong>notevole incertezza su come reagirà esattamente il sistema</strong>.</p><p>Per l'Europa questo è rilevante perché l'AMOC contribuisce a <strong>trasportare calore verso l'Atlantico settentrionale</strong>, favorendo il clima relativamente mite di cui godono la Gran Bretagna e l'Europa occidentale.</p><div class="texto-destacado">Un indebolimento significativo <strong>potrebbe alterare le temperature, i modelli di precipitazione e la circolazione atmosferica nella regione</strong>.</div><p>Le ultime scoperte sulla Corrente del Golfo, quindi, non significano che siano svaniti i timori di un indebolimento dell'AMOC, <strong>né dimostrano che un collasso sia imminente</strong>. Offrono invece agli scienziati una preziosa nuova osservazione su come è cambiata <strong>una parte importante</strong> della circolazione atlantica.</p><p>Il messaggio chiave è che una Corrente del Golfo più forte e un'AMOC potenzialmente più debole <strong>non sono necessariamente in contraddizione tra loro</strong>. La Corrente del Golfo è una componente di un sistema molto più ampio e complesso, e comprendere come interagiscono queste componenti resta un importante ambito di ricerca climatica.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Breaking: A new review paper of the tipping point risk of the Atlantic ocean circulation known as <a href="https://x.com/hashtag/AMOC?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#AMOC</a> has been published. <br>The evidence has broadened over the last years that the present <a href="https://x.com/hashtag/AMOC?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#AMOC</a> is in a multi-stable regime, posing a risk of tipping .<a href="https://t.co/mwV7ShKv03">https://t.co/mwV7ShKv03</a> <a href="https://t.co/UNwu8VYSTA">pic.twitter.com/UNwu8VYSTA</a></p>— Prof. Stefan Rahmstorf (@rahmstorf) <a href="https://x.com/rahmstorf/status/2038640202294477264?ref_src=twsrc%5Etfw">March 30, 2026</a></blockquote></figure><p>Per ora, i nuovi dati satellitari aggiungono <strong>un tassello in più al puzzle</strong>, senza fornire una risposta definitiva sul futuro dell'AMOC.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Shenfu%20Dong%2C%20Marlos%20Goes%2C%20Denis%20Volkov%2C%20Sang-Ki%20Lee%2C%20Hosmay%20Lopez" data-year="2026" data-title="Rapid%20Surface%20Intensification%20of%20the%20Gulf%20Stream%20Since%202014" data-url="https%3A%2F%2Fagupubs.onlinelibrary.wiley.com%2Fdoi%2F10.1029%2F2026GL122338">Shenfu Dong, Marlos Goes, Denis Volkov, Sang-Ki Lee, Hosmay Lopez. (2026). <a href="https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2026GL122338" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Rapid Surface Intensification of the Gulf Stream Since 2014</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-intensificarsi-della-corrente-del-golfo-riapre-il-dibattito-sul-rischio-reale-di-collasso-della-amoc.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'alta pressione potrebbe arretrare dal 22 settembre, con il possibile arrivo di correnti fredde ed instabili, pronte a riportare delle precipitazioni dal 24 settembre, insieme ad un nuovo calo termico sull'Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb909cu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb909cu.jpg" id="xb909cu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Analizzare l'evoluzione della circolazione atmosferica a una settimana di distanza, richiede una doverosa cautela. Infatti, quando ci si spinge oltre i cinque giorni, <strong>le dinamiche atmosferiche simulate dai modelli matematici presentano un fisiologico margine di incertezza</strong>, per cui è corretto ragionare in termini di tendenza e di probabilità, senza dare alcuno scenario per scontato. </p><p>Tuttavia, i segnali che giungono dai principali modelli matematici, come ECMWF e GFS, iniziano a delineare la possibilità di <strong>un nuovo cambio di circolazione per la seconda parte della prossima settimana</strong>. Infatti, dopo la stabilità che si andrà affermando già nel prossimo fine settimana a partire dal Nord Italia e poi anche al Centro, con il Sud ancora alle prese con un po' di instabilità, ci sarà la possibilità per un nuovo peggioramento.</p><div class="texto-destacado">L<strong>'anticiclone</strong> tornerà a rinforzarsi rapidamente sulla Penisola Iberica già nella giornata di domenica. Questa rimonta riuscirà ad estendere parzialmente i suoi effetti anche sull'Italia e, con<strong> il ritorno di condizioni di maggiore stabilità,</strong> aumenteranno anche le temperature. In alcuni casi le massime torneranno a superare con decisione le medie del periodo.</div><p>Tuttavia durerà poco. Infatti, l'<strong>alta pressione tenderà a modificare la propria posizione</strong>, ritirando il suo raggio d'azione verso l'Atlantico e contemporaneamente sulla Scandinavia, aprendo, in questo modo,<strong> un canale a correnti più fresche e instabili di origine settentrionale</strong> che potrebbero interessare anche la nostra penisola.</p><h2>Il confronto tra ECMWF e GFS attraverso l'analisi degli spaghi e l'AI</h2><p>Dal confronto di proiezioni deterministiche, statistiche con AI ed ensemble dei due principali centri di calcolo (l'europeo <strong>ECMWF, la sua versione AI </strong>e l'americano <strong>GFS)</strong> emergono degli spunti evolutivi che proveremo a commentare. <strong>Il modello americano</strong>, attualmente, propende per una visione orientata verso "il fresco" e al peggioramento, con <strong>una discesa d'aria artica verso l'Europa Orientale </strong>che potrebbe riuscire a coinvolgere anche la nostra penisola, soprattutto<strong> i versanti adriatici con temperature anche sotto media e precipitazioni</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789293" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi.html" title="Allerta meteo: nuovi temporali nelle prossime ore, miglioramento nel weekend ma non dappertutto">Allerta meteo: nuovi temporali nelle prossime ore, miglioramento nel weekend ma non dappertutto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi.html" title="Allerta meteo: nuovi temporali nelle prossime ore, miglioramento nel weekend ma non dappertutto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi-1789717140640_320.jpeg" alt="Allerta meteo: nuovi temporali nelle prossime ore, miglioramento nel weekend ma non dappertutto"></a></article></aside><p>Mentre la <strong>corsa modellistica </strong><strong>europea resta più prudente, </strong>proponendo una discesa fredda, facente riferimento ad un vortice depressionario tra paesi dell'est Russia, leggermente più defilato verso est, con <strong>una maggiore tenuta del campo di alta pressione ad ovest. </strong></p><p><strong>AIFS,</strong> il modello AI di ECMWF propone una visione anche più estrema, ancor più sbilanciata <strong>verso il fresco e il maltempo</strong>. In questo caso un impulso di aria polare potrebbe sostanzialmente alimentare una nuova circolazione depressionaria. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni-1789657450889.jpg" data-image="aqgncqqu7ind"><figcaption>Il cambio di circolazione evidenziato da questa mappa, previsto per le prime ore di mercoledì 23, ci offre la possibilità di vedere la proiezione più orientata al freddo del modello europeo. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Per cercare di orientarci tra queste visioni, con <strong>un'approccio probabilistico</strong> <strong>sul</strong><strong>la tendenza</strong>, possiamo osservare gli "spaghi" con le medie delle corse probabilistiche dell'ensemble. Entrambi i modelli vedono <strong>una generale tendenza al ribasso delle temperature a partire da martedì 22 settembre e fino ad almeno il 25-26 settembre. </strong></p><div class="texto-destacado">Tuttavia, i fasci degli spaghi, proprio in concomitanza con questa discesa, iniziano ad aprirsi e divergere in entrambi i modelli, sintomo di un <strong>passaggio abbastanza incerto a livello deterministico</strong>. </div><p>Lo scenario attualmente proposto dalle emissioni ufficiali di GFS e ECMWF, sono accompagnate da<strong> un fascio di clusters</strong> (proiezioni simulate dagli stessi input in ingresso, ma disturbate volutamente per valutare la tenuta della visione ufficialmente proposta), <strong>che tendono a dividersi, con versioni che iniziano a divergere sostanzialmente</strong>, soprattutto dal punto di vista termico. </p><h2>La mappa delle precipitazioni e il calo termico </h2><p><strong>S</strong><strong>e la prospettiva proposta da ECMWF dovesse trovare riscontro</strong> nelle prossime emissioni, la pioggia potrebbe tornare solo occasionalmente a bagnare alcune regioni italiane a partire <strong>da giovedì 24</strong>.<strong> </strong></p><p>Si tratterebbe di un impulso piuttosto debole, <strong><strong>più influenzato dall'anticiclone</strong></strong><strong>,</strong> che potrebbe vedere <strong><strong>l'Italia ai margini del peggioramento</strong></strong>, con l'ingresso di aria fresca ma sostanzialmente asciutta, incapace di produrre effetti consistenti in termini di precipitazioni. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni-1789657498998.jpg" data-image="v7i0208lldb1"><figcaption>La mappa di martedì 22 ci mostra la discesa fredda sull'Europa orientale, che potrebbe influenzare il tempo anche sull'Italia nei giorni successivi. ECMWF MeteoRed </figcaption></figure><p><strong>Visione molto diversa, </strong>invece,<strong> quella proposta dal "modello AIFS", che opera con l'Intelligenza Artificiale </strong>e che propone scenari "noti" perché verificatisi in passato in situazioni di partenza molto simili a quelle attuali, dedotti ma non deterministicamente.<strong> In questo caso freddo e precipitazioni coinvolgerebbero maggiormente il nostro Paese</strong>, potendo contare sull'approfondimento di un'area depressionaria sui mari ad ovest della Penisola.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789142" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-cambia-tutto-getto-polare-verso-l-adriatico-mentre-l-anticiclone-tenta-il-blocco-scandinavo.html" title="Luca Lombroso: cambia tutto, getto polare verso l'Adriatico mentre l'anticiclone tenta il blocco scandinavo">Luca Lombroso: cambia tutto, getto polare verso l'Adriatico mentre l'anticiclone tenta il blocco scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-cambia-tutto-getto-polare-verso-l-adriatico-mentre-l-anticiclone-tenta-il-blocco-scandinavo.html" title="Luca Lombroso: cambia tutto, getto polare verso l'Adriatico mentre l'anticiclone tenta il blocco scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-cambia-tutto-getto-polare-verso-l-adriatico-mentre-l-anticiclone-tenta-il-blocco-scandinavo-1789633979134_320.jpg" alt="Luca Lombroso: cambia tutto, getto polare verso l'Adriatico mentre l'anticiclone tenta il blocco scandinavo"></a></article></aside><p>L'ingresso di correnti fredde dai quadranti settentrionali, sempre in questo scenario, attiverebbe venti di Bora e di Tramontana, provocando <strong>una marcata flessione delle temperature</strong>. </p><h2>L'assetto dell'alta pressione come ago della bilancia</h2><p>La reale portata di questo ipotetico guasto del tempo dipenderà dall'esatta collocazione e dalla potenza del blocco anticiclonico atlantico. <strong>Qualora l'alta pressione dovesse ergersi con maggiore vigore verso le latitudini settentrionali</strong>, il corridoio per la discesa artica verso l'Italia risulterebbe diretto e quindi maggiormente incisivo, con <strong>fenomeni e con una sorta di anticipo d'autunno tangibile su tutta la Penisola. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789172" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html" title="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia">Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html" title="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila-1789651167731_320.jpg" alt="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia"></a></article></aside><p>L'intrusione di <strong>aria polare o nordatlantica, vista da AIFS, </strong>renderebbe il <strong>quadro precipitativo ancor più generoso,</strong> in un contesto comunque<strong> fresco per il periodo. </strong></p><p><strong>Al contrario</strong>, un'inclinazione più orientale o una blanda spinta fredda verso l'Europa Orientale, <strong>smo</strong><strong>rzerebbe l'entità dell'irruzione</strong> e di conseguenza anche dei fenomeni precipitativi, limitandone probabilmente gli effetti parziali al solo medio-basso Adriatico. </p><div class="texto-destacado"><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Nei prossimi aggiornamenti seguiremo da vicino l'uscita delle carte modellistiche per cercare di valutare la tendenza e definire con maggiore precisione ed attendibilità traiettoria ed effetti della discesa di aria fredda. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-francia-si-avvia-verso-un-caldo-degno-della-piena-estate-per-l-equinozio-d-autunno-e-anche-oltre.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 08:40:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il caldo in Francia non accenna a finire. Tornerà già da questo fine settimana e persisterà per tutta la prossima. L'inizio dell'autunno astronomico sarà caratterizzato da temperature pienamente estive.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb9eehu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb9eehu.jpg" id="xb9eehu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Un nuovo blocco anticiclonico si instaurerà sull'Europa occidentale e sulla Francia già a partire da questo fine settimana, persistendo per tutta la prossima settimana. <strong>Questo determinerà un nuovo riscaldamento della massa d'aria, con il ritorno di un caldo pienamente estivo sul Paese</strong>.</p><p><strong>Queste temperature anormalmente elevate accompagneranno l'inizio dell'autunno astronomico e potrebbero protrarsi in Francia fino alla fine di settembre</strong>. Dallo scorso maggio, le anomalie calde si susseguono sulla Francia con una regolarità sorprendente.</p><p>Stavolta il caldo anomalo che colpirà la Francia non si estenderà all'Italia, dove invece proprio martedì prossimo, 22 settembre, è in arrivo un netto calo delle temperature per l'arrivo di masse d'aria provenienti dai Balcani.</p><h2>Massa d'aria rovente per l'equinozio d'autunno</h2><p>L'anticiclone si appresta a rafforzarsi sulla Francia e la prossima settimana si estenderà verso le Isole Britanniche e il Mare del Nord. La massa d'aria si riscalderà sensibilmente con il passare dei giorni. La prossima settimana, <strong>la temperatura in quota sulla Francia sarà spesso di una decina di gradi superiore alle medie stagionali</strong>.</p><p>Quest'anno, <strong>l'equinozio d'autunno si verificherà mercoledì 23 settembre</strong>. In quella data, le simulazioni prevedono una temperatura della massa d'aria<strong> fino a 11°C superiore alle medie in Francia</strong>. Sotto l'influenza dell'alta pressione, il sole sarà molto presente e contribuirà a<strong> portare nel corso dei pomeriggi della prossima settimana un caldo degno del cuore dell'estate.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-france-se-dirige-vers-une-chaleur-digne-du-plein-ete-pour-l-equinoxe-d-automne-et-meme-au-dela-1789707359364.jpg" data-image="hw41nmt3p3lw" alt="La temperatura della massa d'aria sarà di oltre 10°C superiore alle medie mercoledì 23 settembre" title="La temperatura della massa d'aria sarà di oltre 10°C superiore alle medie mercoledì 23 settembre"><figcaption>La temperatura della massa d'aria sarà di oltre 10°C superiore alle medie mercoledì 23 settembre</figcaption></figure><p>Le temperature previste per mercoledì 23 settembre, giorno dell'equinozio d'autunno, sono quindi notevoli. Le proiezioni attuali indicano <strong>temperature vicine ai 30°C nella regione di Parigi</strong> e nella valle del Rodano, con punte di 31°C nella Francia centrale e <strong>valori spesso compresi tra 32 e 34°C nel sud-ovest della Francia</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788809" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente.html" title="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente">Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente.html" title="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente-1789460704429_320.png" alt="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente"></a></article></aside><p>Alcuni modelli prevedono <strong>temperature localmente fino a 35°C nel sud-ovest</strong>, in particolare nel dipartimento delle Landes. Le temperature saranno probabilmente meno elevate procedendo verso la Manica e nelle regioni del nord-est al confine, dove il caldo sarà più moderato.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-france-se-dirige-vers-une-chaleur-digne-du-plein-ete-pour-l-equinoxe-d-automne-et-meme-au-dela-1789707431570.jpg" data-image="mormrb6nyj33" alt="In Francia sono attese temperature tra 30 e 35°C mercoledì 23 settembre" title="In Francia sono attese temperature tra 30 e 35°C mercoledì 23 settembre"><figcaption>In Francia sono attese temperature tra 30 e 35°C mercoledì 23 settembre</figcaption></figure><p>Valori simili sono semplicemente notevoli a stagione così avanzata.<strong> È molto probabile che vengano battuti alcuni record relativi alla terza decade di settembre</strong>. A Mont-de-Marsan, la temperatura più elevata mai misurata nella terza decade di settembre è stata di 33,5°C nel 1985. È molto probabile che questo valore venga superato.</p><h2>Caldo estivo fino alla fine di settembre?</h2><p>Secondo le tendenze a lungo termine, <strong>questo blocco anticiclonico ha buone probabilità di protrarsi oltre la prossima settimana</strong>. Le attuali proiezioni mantengono una netta prevalenza dell'alta pressione sulla Francia fino alla settimana compresa tra il 28 settembre e il 4 ottobre.</p><p><strong>Il caldo, a tratti intenso, potrebbe quindi persistere fino alla fine di settembre </strong>e potrebbe persino protrarsi fino all'inizio di ottobre. Inoltre, <strong>la carenza di piogge rischia di diventare critica, aggravando una siccità che è già di portata storica</strong>.</p><p>Dallo scorso maggio, la successione di episodi anormalmente caldi e secchi in Francia è stata storica. <strong>Non si erano mai osservate anomalie termiche positive così persistenti per un periodo di quasi 5 mesi</strong>, con centinaia di record di caldo battuti ripetutamente in Francia.</p><h2>In Italia situazione opposta, almeno per qualche giorno</h2><p>Mentre in Francia si vivrà una nuova fase da estate piena, con temperature del tutto anomale per la seconda metà di settembre, in Italia si assisterà a un abbassamento dei valori piuttosto importante, che porterà un'atmosfera autunnale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789201" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti.html" title="Italia coinvolta da mercoledì 23: aria polare nel Mediterraneo, ecco gli effetti">Italia coinvolta da mercoledì 23: aria polare nel Mediterraneo, ecco gli effetti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti.html" title="Italia coinvolta da mercoledì 23: aria polare nel Mediterraneo, ecco gli effetti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti-1789656192566_320.jpg" alt="Italia coinvolta da mercoledì 23: aria polare nel Mediterraneo, ecco gli effetti"></a></article></aside><p>Nelle vallate alpine, ma anche nelle conche interne del centro Italia, le minime saranno anche inferiori ai 10°C e la sensazione di un calo termico deciso sarà piuttosto diffusa.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-francia-si-avvia-verso-un-caldo-degno-della-piena-estate-per-l-equinozio-d-autunno-e-anche-oltre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta meteo: nuovi temporali nelle prossime ore, miglioramento nel weekend ma non dappertutto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 07:39:12 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nuovi temporali interessano oggi diverse regioni italiane, ma nel weekend il tempo tenderà gradualmente a migliorare. Da martedì possibile svolta più fresca con correnti balcaniche</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb9exka"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb9exka.jpg" id="xb9exka"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Instabilità e temporali anche forti oggi, soprattutto tra Lombardia, Centro Campania e Sicilia. Weekend in miglioramento, poi Grecale e sensibile calo delle temperature minime.</p><h2>Oggi forti temporali: peggiora al Centro, instabilità anche al Sud</h2><p>Nuovo peggioramento delle condizioni del tempo sull’Italia. <strong>Al Nord </strong>l’instabilità interessa soprattutto Lombardia, Alpi centro-occidentali e basso Piemonte, con piogge che fin dalle prime ore hanno coinvolto anche l’area <strong>milanese </strong>e i laghi lombardi. </p><div class="texto-destacado">Nelle prossime ore il maltempo si concentrerà soprattutto tra Romagna, Marche, Umbria, zone interne della Toscana e Abruzzo, con possibili temporali</div><p>La <strong>Protezione Civile</strong> ha emesso allerta gialla per rischio temporali su numerose aree del Paese.</p><p><strong>Al Sud</strong>, dopo il passaggio di alcuni temporali su <strong>Campania</strong> e <strong>Sicilia</strong>, nel pomeriggio rovesci e acquazzoni interesseranno soprattutto l’Appennino tra <strong>Molise</strong> e <strong>Basilicata</strong>, localmente anche la <strong>Puglia</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788973" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/alluvioni-in-italia-settembre-e-un-mese-da-tenere-d-occhio-ecco-cosa-e-successo-negli-ultimi-25-anni.html" title="Alluvioni in Italia, settembre è un mese da tenere d'occhio: ecco cosa è successo negli ultimi 26 anni">Alluvioni in Italia, settembre è un mese da tenere d'occhio: ecco cosa è successo negli ultimi 26 anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/alluvioni-in-italia-settembre-e-un-mese-da-tenere-d-occhio-ecco-cosa-e-successo-negli-ultimi-25-anni.html" title="Alluvioni in Italia, settembre è un mese da tenere d'occhio: ecco cosa è successo negli ultimi 26 anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alluvioni-in-italia-settembre-e-un-mese-da-tenere-d-occhio-ecco-cosa-e-successo-negli-ultimi-25-anni-1789624118091_320.jpeg" alt="Alluvioni in Italia, settembre è un mese da tenere d'occhio: ecco cosa è successo negli ultimi 26 anni"></a></article></aside><p>In <strong>Sardegna</strong> prevalgono le schiarite, ma resta il rischio di temporali sul settore orientale.</p><p><strong>Attenzione soprattutto alla Sicilia</strong>: nuovi temporali si svilupperanno sui rilievi e potranno estendersi a gran parte della regione, risultando localmente di forte intensità.</p><h2>Sabato migliora al Nord, ma temporali ancora su medio Adriatico e Sicilia</h2><p><strong>Sabato 19 settembre</strong> è previsto un deciso miglioramento al <strong>Nord</strong>, con residua nuvolosità al mattino tra <strong>Romagna</strong> e <strong>Ferrarese</strong>. Nel pomeriggio acquazzoni intermittenti si concentreranno soprattutto sul medio Adriatico, sulla Puglia e lungo l’Appennino, con qualche fenomeno possibile anche nel Reatino.</p><figure><a href="Nubi e piogge previste nelle prossime ore"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi-1789712797933.png" data-image="y2u3iwf0lyjy" alt="Mappa relativa a nubi e piogge previste per oggi e nel weekend" title="Mappa relativa a nubi e piogge previste per oggi e nel weekend"></a><figcaption>Il maltempo si sposta al Centro-Sud, Allerta meteo in 12 regioni</figcaption></figure><p>La <strong>Sicilia</strong> resterà la regione più instabile, con temporali soprattutto sui rilievi e sul settore settentrionale, ma con possibili fenomeni anche sul resto dell’isola. Tempo generalmente buono in <strong>Sardegna</strong>, salvo qualche addensamento sul Cagliaritano. Le temperature continueranno a mantenersi superiori alla media del periodo, con valori prossimi ai <strong>30 °C sul Lazio</strong> e in alcune zone del <strong>Sud</strong>.</p><h2>Domenica torna l’alta pressione, ma non ovunque</h2><p><strong>Domenica 20 settembre</strong> l’alta pressione tornerà a conquistare gran parte dell’Italia. Sole e condizioni più stabili sono attesi sulla Pianura Padana, sulle coste del Centro e su gran parte delle regioni settentrionali. Anche su Alpi e Appennino il tempo sarà buono al mattino, con qualche nube in più durante il pomeriggio.</p><figure><a href="Meteo weekend"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi-1789713303898.png" data-image="ht8prx8plr6p" alt="Mappa relativa alle previsioni per domenica 20 settembre in Italia" title="Mappa relativa alle previsioni per domenica 20 settembre in Italia"></a><figcaption>Ecco cosa si prevede domenica in Italia</figcaption></figure><p>Le piogge resteranno più probabili tra Appennino calabro-lucano, versante ionico della <strong>Calabria</strong> e soprattutto <strong>Sicilia</strong>, dove potranno verificarsi ancora temporali localmente intensi. In serata i venti tenderanno a disporsi dai quadranti settentrionali, con <strong>Maestrale</strong> moderato su medio-basso Adriatico e Mar Ionio.</p><h2>Da martedì aria fresca dai Balcani: minime fino a 6 °C</h2><p><strong>Lunedì 21 settembre</strong> il sole dovrebbe prevalere su gran parte dell’Italia, con soltanto una residua instabilità pomeridiana tra Calabria e Sicilia orientale. La nuova settimana si annuncia quindi in prevalenza stabile, ma con una novità importante sul fronte delle temperature.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789172" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html" title="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia">Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html" title="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila-1789651167731_320.jpg" alt="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia"></a></article></aside><p>Tra <strong>martedì 22</strong> e <strong>giovedì 24 settembre</strong> l’arrivo di aria più fresca dai Balcani, accompagnata da venti di Grecale, provocherà un abbassamento soprattutto delle temperature minime <strong>al</strong> <strong>Centro</strong> e lungo l’Appennino. <strong>Al Sud</strong> il Grecale potrà soffiare anche con forte intensità, favorendo qualche rovescio sulla Sicilia orientale.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tonnellate di calamari: il Mare del Nord si sta riscaldando e ora stanno arrivando i polpi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tonnellate-di-calamari-il-mare-del-nord-si-sta-riscaldando-e-ora-stanno-arrivando-i-polpi.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 07:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Ciò che nove anni fa era una rarità, ora rappresenta un quinto del pescato. Le acque del Mare del Nord si sono riscaldate di quattro gradi in un secolo e i polpi hanno trovato l'habitat perfetto per moltiplicarsi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/toneladas-de-calamares-el-mar-del-norte-se-esta-calentando-y-ahora-llegan-los-pulpos-1787533772276.jpg" data-image="2cl7e6308u9w" alt="calamari" title="calamari"><figcaption>La temperatura nella parte meridionale del Mare del Nord, una regione di acque poco profonde, è aumentata di circa quattro gradi negli ultimi cento anni.</figcaption></figure><p>Le reti dei pescatori belgi non portano più a riva quello che pescavano abitualmente. Dove un tempo abbondavano granchi e merluzzi, ora compaiono <strong>tonnellate di polpi e calamari.</strong> Il Mare del Nord ha cambiato la propria catena alimentare e il responsabile di questa trasformazione è il riscaldamento globale.</p><p>Hans Polet, direttore scientifico dell'Istituto fiammingo per la ricerca agricola e della pesca (ILVO), lo ha spiegato in un'intervista all'<a href="https://www.focus.de/earth/umwelt/die-nordsee-wird-waermer-jetzt-kommen-tonnenweise-kraken_c2dd8883-14c9-4e6a-b49b-744f0469d60a.html" target="_blank">emittente pubblica</a> svizzera RTS. La temperatura nella zona meridionale del Mare del Nord, una regione caratterizzata da acque poco profonde, è aumentata di circa quattro gradi negli ultimi cento anni.</p><div class="texto-destacado"><strong>Le uova hanno bisogno che l'acqua raggiunga una temperatura compresa tra 9 e 11 gradi Celsius per svilupparsi e schiudersi. In passato il Mare del Nord era troppo freddo, ma ora, secondo Polet, numerose covate riescono a sopravvivere. In altre parole, il freddo non rappresenta più una barriera.</strong></div><p>Ma la temperatura è solo una parte di ciò che è cambiato. Anche la disponibilità di cibo è aumentata. Granchi, gamberetti e aringhe sono ancora abbondanti nella regione e si trasformano in prede ideali per polpi e calamari. </p><p>Allo stesso tempo, uno dei loro <strong>principali predatori naturali</strong>, il merluzzo, sta scomparendo dalla zona perché le acque più calde gli impediscono di riprodursi con successo. Meno predatori e più cibo: la formula perfetta per un'esplosione demografica.</p><h2>Un'attività che cresce alla velocità del mare</h2><p>L'entità del fenomeno si misura nei mercati ittici. Tom Premereur, direttore del Mercato ittico fiammingo, descrive il cambiamento in termini molto chiari. Appena nove anni fa, praticamente non si pescavano calamari. «Oggi costituiscono la maggior parte delle nostre catture», ha affermato. Secondo Premereur, <strong>i grandi polpi vengono pescati regolarmente </strong>da appena due anni.</p><div class="texto-destacado"><strong>I numeri confermano le sue parole. I cefalopodi (polpi, seppie e calamari) rappresentano attualmente più di un quinto del pescato complessivo della pesca marittima fiamminga. È quanto ha calcolato l'Agenzia fiamminga per l'agricoltura e la pesca marittima del governo delle Fiandre per il 2025. </strong></div><p>Di fronte a questa situazione, il mercato ha reagito rapidamente. Con prezzi compresi tra cinque e nove euro al chilo,<strong> la domanda è cresciuta notevolmente. Gran parte del pescato viene ora esportato nel Mediterraneo.</strong> Italia, sud della Francia e Spagna ricevono con interesse questa nuova produzione, in un contesto in cui la pesca eccessiva ha decimato le popolazioni locali di polpi e calamari in quelle acque, trasformando il Mare del Nord nel nuovo fornitore.</p><h2>Anche la Germania sente l'impatto</h2><p>Il fenomeno non riguarda soltanto il Belgio. In Germania, le pratiche di pesca sono cambiate radicalmente. Daniel Oesterwind, responsabile del dipartimento dedicato ai calamari presso l'Istituto Thünen per la pesca nel Mar Baltico, ha illustrato i dati in un'intervista al quotidiano <em>taz</em>. </p><p>Nel 2024, <strong>i calamari hanno rappresentato tra il 20 e il 21 per cento dei ricavi</strong> complessivi della pesca tedesca a strascico. Quattro anni prima, nel 2020, la percentuale era appena dell'1 per cento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/toneladas-de-calamares-el-mar-del-norte-se-esta-calentando-y-ahora-llegan-los-pulpos-1787533918631.jpg" data-image="ezby9l1dfv1i" alt="pesca" title="pesca"><figcaption>I cefalopodi (polpi, seppie e calamari) rappresentano attualmente più di un quinto del pescato complessivo della pesca marittima</figcaption></figure><p>Oesterwind chiarisce che la presenza di questi animali non è casuale. Specie come il calamaro comune e il calamaro pinna corta si sono stabilite in modo permanente nel Mare del Nord. In passato venivano catturate occasionalmente; ora sono abitanti stabili. «Questo è dovuto agli effetti del <strong>cambiamento climatico </strong>e, probabilmente, anche a squilibri nell'ecosistema», ha spiegato il ricercatore.</p><p>«Adoro i calamari, sono animali davvero meravigliosi», ha ammesso Oesterwind, aggiungendo però che i cambiamenti negli oceani sono «molto drastici» dal punto di vista ecologico. Non è una questione di gusti. È un avvertimento.</p><h2>Il costo dell'abbondanza</h2><p>Polpi e calamari sono predatori voraci. «Mangiano tutto ciò che riescono a sopraffare», ha avvertito Oesterwind. Questa capacità li ha trasformati in attori fondamentali dell'<strong>ecosistema </strong>in gran parte del Mare del Nord. La loro espansione non è neutrale e sta ridisegnando i rapporti di predazione e competizione.</p><p>Il merluzzo è la grande vittima di questa storia. Negli anni Settanta, le sue popolazioni nel Mare del Nord raggiungevano circa 270.000 tonnellate. Nel 2006, secondo il Marine Stewardship Council, erano crollate a circa 44.000 tonnellate. Dopo una parziale ripresa favorita da quote di <strong>pesca più restrittive,</strong> la popolazione è tornata a diminuire.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786820" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet">Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet-1788368902482_320.png" alt="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"></a></article></aside><p>Stefan Neuenfeldt, dell'Istituto nazionale danese per le risorse acquatiche, ha cercato di spiegare il fenomeno nel 2020, in un'intervista a Euronews. «Non possiamo davvero rispondere alla domanda sul perché la popolazione di <strong>merluzzo</strong> stia crollando», ha ammesso. Tra le possibili cause figurano il riscaldamento della parte meridionale del Mare del Nord, l'alterazione delle reti trofiche e un minore tasso di riproduzione. La scienza è ancora alla ricerca di risposte definitive.</p><h2>Un nuovo ordine oceanico</h2><p>L'espansione dei cefalopodi nel Mare del Nord non è un semplice episodio. È un sintomo. I <strong>polpi hanno trovato un rifugio </strong>dove prima non riuscivano a sopravvivere. I calamari hanno trasformato una rotta migratoria in una presenza permanente. E i pescatori, nel frattempo, riempiono le loro stive con una specie che fino a meno di dieci anni fa non compariva nelle loro reti.</p><p>Ma il boom della pesca nasconde una trasformazione profonda. L'ecosistema del Mare del Nord viene riscritto a ritmo accelerato. La <strong>scomparsa del merluzzo</strong>, l'arrivo di nuovi predatori e la riorganizzazione della catena alimentare sono elementi di uno stesso puzzle. Il motore di tutto è l'aumento della temperatura.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779891" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/preoccupa-l-energia-per-i-temporali-in-arrivo-l-italia-e-circondata-da-mari-con-anomalie-calde-straordinarie.html" title="Preoccupa l'energia per i temporali in arrivo: l'Italia �� circondata da mari con anomalie calde straordinarie">Preoccupa l'energia per i temporali in arrivo: l'Italia è circondata da mari con anomalie calde straordinarie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/preoccupa-l-energia-per-i-temporali-in-arrivo-l-italia-e-circondata-da-mari-con-anomalie-calde-straordinarie.html" title="Preoccupa l'energia per i temporali in arrivo: l'Italia è circondata da mari con anomalie calde straordinarie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/preoccupa-l-energia-per-i-temporali-in-arrivo-l-italia-e-circondata-da-mari-con-anomalie-calde-straordinarie-1784727417921_320.jpg" alt="Preoccupa l'energia per i temporali in arrivo: l'Italia è circondata da mari con anomalie calde straordinarie"></a></article></aside><p>Oesterwind ha riassunto il dilemma con una frase: la pesca sostenibile richiede un <strong>sistema di gestione,</strong> e attualmente questo sistema non esiste. Il Mare del Nord non è più quello conosciuto dai pescatori delle generazioni passate. La domanda che rimane sospesa, come una boa sull'acqua, è se questo nuovo ordine porterà stabilità oppure se, al contrario, rappresenti soltanto l'inizio di una fase di maggiore instabilità.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tonnellate-di-calamari-il-mare-del-nord-si-sta-riscaldando-e-ora-stanno-arrivando-i-polpi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un Mediterraneo più caldo può intensificare i temporali aumentando i rischi per l’aviazione: il caso di Fiumicino]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-mediterraneo-piu-caldo-puo-intensificare-i-temporali-e-aumentare-i-rischi-per-l-aviazione.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 05:03:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Uno studio INGV su un violento temporale che ha colpito l’aeroporto di Roma-Fiumicino nel 2024 mostra come il riscaldamento del Mediterraneo stia modificando le condizioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni temporaleschi particolarmente intensi. Questo ha implicazioni per la sicurezza e l’operatività dei grandi hub aeroportuali del continente.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-mediterraneo-piu-caldo-puo-intensificare-i-temporali-e-aumentare-i-rischi-per-l-aviazione-1789549869067.jpeg" data-image="a0yrxtyqq8ed"><figcaption>I violenti temporali, in intensificazione a causa del cambiamento climatico, pongono nuove sfide di sicurezza per gli aeroporti.</figcaption></figure><p><strong>Il cambiamento climatico sta avendo una serie di effetti sempre più evidenti sulle nostre vite</strong>. L'aumento delle ondate di calore sta rendendo molto diverse le nostre estati e sta obbligando le città a mettersi all'opera per mitigare l'effetto "isola di calore", l'agricoltura si deve adattare a enormi cambiamenti nei tempi di raccolta della frutta e della verdura, e a nuove sfide, ed <strong>anche il settore turistico e dei trasporti si trova ad affrontare nuovi problemi.</strong></p><p>Un nuovo studio coordinato dall’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</strong> ha analizzato un forte temporale che il <strong>13 dicembre 2024</strong> ha interessato l’aeroporto di <strong>Roma-Fiumicino “Leonardo Da Vinci”</strong> provocando, in circa tre ore di intensa attività convettiva, almeno otto dirottamenti, ritardi e circuiti di attesa. </p><p>Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica <em>Atmospheric Science Letters</em> della Royal Meteorological Society, ha permesso di <strong>valutare come il riscaldamento del Mediterraneo stia modificando le condizioni atmosferiche nelle quali si sviluppano questi fenomeni</strong>.</p><p>Attraverso un metodo basato sugli analoghi atmosferici, <strong>i ricercatori hanno confrontato condizioni atmosferiche simili a quell</strong><strong>e osservate durante l’evento in un periodo passato (1979-2000) e in uno più recente (2002-2023)</strong>. <a href="https://services.meteored.com/img/article/un-mediterraneo-piu-caldo-puo-intensificare-i-temporali-e-aumentare-i-rischi-per-l-aviazione-1789549276091.png"> </a></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758606" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/video-grandinata-copre-fiumicino-di-bianco-nuovi-temporali-in-arrivo-a-roma.html" title="VIDEO Maltempo a Roma: impressionante grandinata imbianca l'aeroporto di Fiumicino, nuovi temporali nelle prossime ore">VIDEO Maltempo a Roma: impressionante grandinata imbianca l'aeroporto di Fiumicino, nuovi temporali nelle prossime ore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/video-grandinata-copre-fiumicino-di-bianco-nuovi-temporali-in-arrivo-a-roma.html" title="VIDEO Maltempo a Roma: impressionante grandinata imbianca l'aeroporto di Fiumicino, nuovi temporali nelle prossime ore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/video-grandinata-copre-fiumicino-di-bianco-nuovi-temporali-in-arrivo-a-roma-1773322703731_320.jpg" alt="VIDEO Maltempo a Roma: impressionante grandinata imbianca l'aeroporto di Fiumicino, nuovi temporali nelle prossime ore"></a></article></aside><p>I risultati mostrano che l’ambiente termodinamico nel quale queste configurazioni si verificano è notevolmente cambiato: nel periodo più recente <strong>la temperatura dell’aria risulta più elevata di circa 2°C su ampie zone dell’Italia, mentre la temperatura superficiale del Mar Mediterraneo è aumentata di circa 1,5°C</strong> su gran parte del bacino. Lo studio rileva inoltre variazioni del <em>wind shear</em>, ovvero cambiamenti improvvisi della direzione e dell’intensità del vento, e delle raffiche, oltre che una riduzione della visibilità, parametri fondamentali in fasi cruciali del volo come il decollo e l’atterraggio.</p><h2>Il Mediterraneo sempre più caldo e i suoi effetti</h2><p>“Il risultato più importante emerso dal nostro lavoro è che non sono necessariamente cambiate le configurazioni atmosferiche che generano questi eventi, ma è cambiato il contesto climatico nel quale esse agiscono”, spiega <strong>Tommaso Alberti</strong>, ricercatore dell’INGV e primo autore dello studio. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-mediterraneo-piu-caldo-puo-intensificare-i-temporali-e-aumentare-i-rischi-per-l-aviazione-1789549276091.png" data-image="m6w5fa59sv4t"><figcaption>Figura 2: Confronto tra il periodo presente (2002-2023) e il periodo passato (1979-2000) per alcuni parametri osservati all'aeroporto di Roma-Fiumicino. I valori più recenti mostrano condizioni più estreme e potenzialmente più critiche per le operazioni aeroportuali. </figcaption></figure><p>“<strong>Un Mediterraneo più caldo </strong><strong>fornisce maggiori quantità di calore e umidità all’atmosfera, aumentando l’energia potenzialmente disponibile per la formazione di temporali molto intensi</strong>, che possono dare origine a precipitazioni intense, forti raffiche di vento, riduzioni della visibilità e altri fenomeni meteorologici severi”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786311" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali">La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124914254_320.jpg" alt="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"></a></article></aside><p>Il caso di Fiumicino è particolarmente significativo perché il temporale si è verificato nel mese di dicembre. “<strong>Il riscaldamento del Mediterraneo non riguarda soltanto i temporali fuori stagione</strong>”, prosegue <strong>Alberti</strong>. “Durante l’estate, temperature molto elevate possono accompagnarsi a condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali intensi, un mare ancora più caldo può aumentare l’energia e l’umidità disponibili in atmosfera e contribuire, in presenza degli altri ‘ingredienti’ necessari, allo sviluppo di temporali più intensi. </p><p>Allo stesso tempo, il calore accumulato durante l’estate può persistere nei mesi successivi, prolungando condizioni favorevoli alla convezione anche durante l’autunno e l’inverno. È un aspetto importante per comprendere come potrebbe evolvere il rischio associato agli eventi convettivi in un clima che continua a riscaldarsi”.<em></em><em><br></em></p><h2>I problemi per gli aeroporti<em><em></em></em></h2><p>Gli effetti negativi di quanto analizzato nello studio INGV diventano particolarmente rilevanti quando questi fenomeni interessano direttamente un grande hub aeroportuale come Roma-Fiumicino. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="687170" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cambiamenti-climatici-aumento-della-turbolenza-aerea-e-dei-rischi-nei-cieli-europei.html" title="C'è un aumento significativo delle turbolenze aeree nei cieli europei, ed è legato ai cambiamenti climatici">C'è un aumento significativo delle turbolenze aeree nei cieli europei, ed è legato ai cambiamenti climatici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cambiamenti-climatici-aumento-della-turbolenza-aerea-e-dei-rischi-nei-cieli-europei.html" title="C'è un aumento significativo delle turbolenze aeree nei cieli europei, ed è legato ai cambiamenti climatici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamenti-climatici-aumento-della-turbolenza-aerea-e-dei-rischi-nei-cieli-europei-1733917556197_320.jpg" alt="C'è un aumento significativo delle turbolenze aeree nei cieli europei, ed è legato ai cambiamenti climatici"></a></article></aside><p>Temporali, forti raffiche di vento, precipitazioni intense e riduzioni della visibilità possono limitare rapidamente decolli e atterraggi, provocando dirottamenti e ritardi che, in una rete fortemente interconnessa come quella europea, possono propagarsi anche ad altri scali nazionali e internazionali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Temporali, forti raffiche di vento, precipitazioni intense e riduzioni della visibilità possono limitare rapidamente decolli e atterraggi, provocando dirottamenti e ritardi che, in una rete fortemente interconnessa come quella europea, possono propagarsi anche ad altri scali nazionali e internazionali. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>“Il blocco o la forte riduzione dell’operatività di un aeroporto delle dimensioni di Fiumicino, anche per poche ore, può produrre conseguenze che vanno ben oltre l’area interessata dal temporale”, prosegue <strong>Alberti</strong>. </p><h2>Temporali ancora più violenti in futuro</h2><p>“I cambiamenti che osserviamo indicano una direzione che merita particolare attenzione. <strong>Se il Mediterraneo continuerà a riscaldarsi, sarà plausibile attendersi condizioni potenzialmente favorevoli alla formazione di temporali più intensi, sia durante l’estate sia nei successivi mesi autunnali e invernali</strong><strong>, con un crescente impatto sulla resilienza delle infrastrutture aeroportuali e sulle operazioni di volo</strong>. </p><p>Questo non significa necessariamente che i temporali diventeranno ovunque più frequenti, ma potranno agire in un ambiente sempre più caldo e ricco di energia. <strong>Quantificare questo rischio futuro sarà uno dei prossimi obiettivi della nostra ricerca</strong>, soprattutto per infrastrutture strategiche e particolarmente esposte come i grandi aeroporti”, conclude il ricercatore.<em><br></em></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783658" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-caldissima-la-vendemmia-2026-anticipata-di-settimane-in-italia-francia-e-spagna.html" title="Estate caldissima, la vendemmia 2026 anticipata di settimane in Italia, Francia e Spagna ">Estate caldissima, la vendemmia 2026 anticipata di settimane in Italia, Francia e Spagna </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-caldissima-la-vendemmia-2026-anticipata-di-settimane-in-italia-francia-e-spagna.html" title="Estate caldissima, la vendemmia 2026 anticipata di settimane in Italia, Francia e Spagna "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-caldissima-la-vendemmia-2026-anticipata-di-settimane-in-italia-francia-e-spagna-1787916000622_320.jpeg" alt="Estate caldissima, la vendemmia 2026 anticipata di settimane in Italia, Francia e Spagna "></a></article></aside><p>Lo studio si inserisce in una più ampia attività di ricerca sugli effetti del cambiamento climatico sui fenomeni atmosferici che interessano l’aviazione. Il prossimo passo sarà estendere questo tipo di analisi agli scenari climatici futuri, per comprendere come potranno evolvere la convezione severa e i suoi impatti sui grandi hub del Mediterraneo, contribuendo allo sviluppo di strategie di adattamento e a una maggiore resilienza del trasporto aereo in un clima che cambia. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Alberti%2C%20T.%2C%20and%20D.%20Faranda" data-year="2026" data-title="%E2%80%9CMediterranean%20Warming%20Amplified%20the%20Convective%20Environment%20During%20the%20December%2013%2C%202024%20Severe%20Thunderstorm%20at%20Rome%E2%80%93Fiumicino%20Airport.%E2%80%9D%20Atmospheric%20Science%20Letters%2027%2C%20no.%209%3A%20e70060." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1002%2Fasl2.70060">Alberti, T., and D. Faranda. (2026). <a href="https://doi.org/10.1002/asl2.70060" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">“Mediterranean Warming Amplified the Convective Environment During the December 13, 2024 Severe Thunderstorm at Rome–Fiumicino Airport.” Atmospheric Science Letters 27, no. 9: e70060.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-mediterraneo-piu-caldo-puo-intensificare-i-temporali-e-aumentare-i-rischi-per-l-aviazione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Italia coinvolta da mercoledì 23: aria polare nel Mediterraneo, ecco gli effetti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 03:53:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Aria decisamente più fresca, di origine polare, dovrebbe raggiungere l'Italia a partire da mercoledì 23 settembre, interessando le regioni del Nord. Ecco gli effetti sul tempo in Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb8zyji"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb8zyji.jpg" id="xb8zyji"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Da metà della prossima settimana si apre per l’Italia un periodo meteorologico particolarmente interessante e dinamico, destinato ad avvicinarci sempre più alla stagione autunnale, sempre più imminente. </p><p>Il Paese si troverà posizionato sul bordo orientale di un robusto promontorio di alta pressione di matrice azzorriana. </p><div class="texto-destacado">Questa configurazione, estesa verso il Mediterraneo occidentale e parte dell’Europa centrale, garantirà condizioni generalmente più stabili e soleggiate su diverse aree del territorio nazionale, soprattutto al Centro-Nord in una prima fase. </div><p>Tuttavia, la posizione marginale rispetto al cuore dell’anticiclone lascerà spazio all’ingresso di masse d’aria di diversa origine, rendendo lo scenario meno monotono e più articolato del previsto.</p><h2><strong>Da mercoledì 23 aria polare verso l’Italia</strong></h2><p>L’elemento chiave di questa evoluzione sarà l’influenza di una vasta depressione fredda stazionante sul nord-est dell’Europa. Questa struttura depressionaria, alimentata da aria di estrazione polare, andando in <strong>stretching </strong>favorirà la discesa di correnti fresche e via via più fredde fin verso le regioni settentrionali della Penisola. </p><div class="texto-destacado"><strong>L’arrivo di queste masse d’aria determinerà un deciso crollo termico, con temperature in netto calo soprattutto al Nord.</strong></div><p>Si passerà da valori ancora tipici di fine estate o inizio autunno a condizioni decisamente più fresche, con minime che potranno scendere sensibilmente nelle vallate alpine e nelle pianure, e massime che resteranno contenute anche nelle ore centrali della giornata. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti-1789656192566.jpg" data-image="ci8pjoxz3zgj" alt="Ara polare." title="Ara polare."><figcaption>L'avvicinamento dell'aria polare all'Italia a metà della prossima settimana.</figcaption></figure><p>Il contrasto termico accentuerà la sensazione di fresco, in particolare nelle ore notturne e al primo mattino, <strong>mentre i venti settentrionali potranno rendere l’aria ancora più pungente lungo le zone esposte.</strong></p><p>L’irrompere dell’aria fresca da nord-est potrebbe produrre pure dell’instabilità su parte delle regioni centrali, dove non si escludono anche dei fenomeni temporaleschi.</p><h2><strong>Occhi puntati sul possibile peggioramento al Sud</strong></h2><p>Sulle regioni meridionali lo scenario si presenta invece più complesso e potenzialmente più perturbato. Una goccia fredda in uscita dalla Tunisia potrebbe progressivamente entrare in fase con la saccatura presente sull’Europa orientale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788883" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'">Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: "chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione-1789500722596_320.jpeg" alt="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"></a></article></aside><p>Questa interazione tra due elementi di diversa natura, una struttura di aria fresca in quota proveniente dal Nord Africa e la più ampia depressione sull’Europa nord-orientale, <strong>potrebbe spalancare la strada a una forte ondata di maltempo al Meridione. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le regioni del Sud, e in particolare quelle più esposte ai flussi umidi e instabili, <strong>potrebbero quindi sperimentare una fase di instabilità marcata, con precipitazioni intense, temporali anche organizzati e un generale peggioramento delle condizioni atmosferiche.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Non si esclude che i fenomeni possano risultare localmente abbondanti, <strong>con rischio di accumuli significativi in breve tempo,</strong> soprattutto sull’estremo Sud.</p><h2><strong>I limiti di questa tendenza</strong></h2><p>Anche se l’orientamento dei modelli inizia a prendere questa strada, la distanza temporale è ancora troppa, per formulare ulteriori dettagli. Di certo c’è che da <strong>mercoledì 23 settembre</strong> l’Italia si troverà coinvolta in una dinamica atmosferica piuttosto articolare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti-1789656255680.jpg" data-image="nsebfg2kj563" alt="Aria polare." title="Aria polare."><figcaption>La vasta depressione fredda in quota sull'Est Europa, pronta a scivolare verso l'Italia.</figcaption></figure><p>L’aria polare in arrivo sui settori settentrionali, con un conseguente crollo delle temperature e un’impressione di autunno ormai consolidato, e il rischio di maltempo intenso e localmente violento su quelli meridionali. </p><p>Il contrasto tra le due anime della Penisola risulterà evidente. Al Nord un netto calo termico, ma senza fenomeni particolarmente intensi, mentre al Sud un’evoluzione più incisiva sul fronte precipitativo. </p><p><strong>Si tratta di una configurazione tipica di questa fase di transizione stagionale,</strong> capace di produrre effetti molto diversi a seconda della latitudine e dell’esposizione geografica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788824" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-gusci-di-lumaca-sono-incredibili-capsule-meteo-del-tempo-possono-rivelare-informazioni-sui-cicloni-preistorici.html" title="I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici">I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-gusci-di-lumaca-sono-incredibili-capsule-meteo-del-tempo-possono-rivelare-informazioni-sui-cicloni-preistorici.html" title="I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/conchas-de-caracol-son-capsulas-del-tiempo-meteorologicas-1789440444315_320.png" alt="I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici"></a></article></aside><p>Chi si trova nelle regioni settentrionali dovrà prepararsi a un’aria più fresca e a un cambio di stagione più netto, <strong>mentre al Sud sarà necessario prestare attenzione all’evoluzione dei prossimi giorni, visto che sarà concreto il rischio di avere fenomeni temporaleschi e conseguenti criticità idrogeologiche locali.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[“Non vuole il sole”: la pianta per tutti i terreni che i floricoltori consigliano per le case buie]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-vuole-il-sole-la-pianta-per-tutti-i-terreni-che-i-floricoltori-consigliano-per-le-case-buie.html</link><pubDate>Thu, 17 Sep 2026 17:04:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Esiste una specie capace di prosperare negli angoli dove molte piante falliscono. Tollera poca luce, poche cure e può essere tenuto in casa per anni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-quiere-nada-de-sol-la-planta-todoterreno-que-los-floricultores-recomiendan-para-casas-oscuras-1788228788486.jpg" data-image="9knvgu8j4ays" alt="pianta" title="pianta"><figcaption>Conosciuta come "pianta di ghisa", l'aspidistra tollera condizioni che possono essere difficili per molte altre piante d'appartamento.</figcaption></figure><p>Ci sono angoli della casa che sembrano destinati a rimanere senza piante: corridoi, ingressi, angoli lontani dalle finestre o stanze dove la luce naturale arriva con difficoltà. <strong>In questi luoghi, molte specie perdono le foglie, si indeboliscono o smettono direttamente di crescere.</strong></p><div class="texto-destacado">Esiste però una pianta che rompe questa logica e che i floricoltori consigliano proprio per la sua capacità di sopportare condizioni poco favorevoli. <strong>È resistente, longeva, cresce lentamente e può vivere con molta meno luce rispetto a gran parte delle più popolari piante da appartamento.</strong></div><p>Il floricoltore spagnolo Ángel Illescas la definisce <strong>una vera e propria pianta “tuttofare” e assicura che è particolarmente adatta ai principianti</strong>. Il suo avvertimento più importante sembra, addirittura, andare controcorrente rispetto a quanto si pensa normalmente: <strong>“non vuole affatto il sole”</strong>, ha spiegato in dichiarazioni riportate da Infobae.</p><h2>La pianta che può sopravvivere dove le altre non ce la fanno</h2><p>La protagonista è l'<strong>aspidistra (</strong><em><strong>Aspidistra elatior</strong></em><strong>)</strong>, una classica pianta da appartamento che per decenni ha fatto parte delle abitazioni, delle gallerie e dei cortili protetti. La sua resistenza non è soltanto una percezione popolare, ma una caratteristica confermata da diverse istituzioni botaniche.</p><p>La <strong>Royal Horticultural Society (RHS)</strong> la include tra le piante da appartamento più semplici da coltivare e ne sottolinea la capacità di tollerare <strong>poca luce, annaffiature irregolari e variazioni di temperatura</strong>. L'istituzione segnala inoltre che può essere mantenuta in luoghi lontani dalla luce intensa, ampliando notevolmente le possibilità di collocarla all'interno di una casa.</p><p>La <strong>North Carolina State University Extension</strong> concorda e la considera adatta persino a condizioni di “ombra profonda”, vale a dire <strong>zone con meno di due ore di sole diretto o direttamente prive di esposizione solare</strong>. Sottolinea inoltre la sua scarsa necessità di manutenzione e la tolleranza a periodi relativamente secchi, purché il terreno abbia un buon drenaggio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-quiere-nada-de-sol-la-planta-todoterreno-que-los-floricultores-recomiendan-para-casas-oscuras-1788229025605.jpg" data-image="5v6a140s185g" alt="pianta" title="pianta"><figcaption>L'ombra e la luce indiretta sono le sue migliori alleate: il sole intenso può provocare bruciature visibili sulle foglie.</figcaption></figure><p>Questo spiega perché possa funzionare bene in corridoi, ingressi o stanze poco luminose. Tuttavia, <strong>“non vuole affatto il sole” non significa che possa vivere nella completa oscurità</strong>, ma che si adatta particolarmente bene all'ombra e alla luce tenue o filtrata.</p><h3>Il sole diretto può diventare il suo principale nemico</h3><p>Illescas consiglia di mantenerla protetta quando viene coltivata in cortili o altri spazi esterni, perché <strong>il sole forte può provocare danni visibili alle sue foglie.</strong> In casa, invece, può conservare il caratteristico fogliame verde anche quando si trova lontano da una finestra.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Keeping the Aspidistra flying Looking better living outside than the ones in my house <a href="https://x.com/hashtag/Gardening?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Gardening</a> <a href="https://x.com/hashtag/Green?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Green</a> <a href="https://x.com/hashtag/Houseplants?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Houseplants</a> <a href="https://t.co/9um2WLBI4P">pic.twitter.com/9um2WLBI4P</a></p>— Makinggardens (@makinggardens) <a href="https://x.com/makinggardens/status/1740410692166107579?ref_src=twsrc%5Etfw">December 28, 2023</a></blockquote></figure><p>La RHS avverte inoltre che <strong>la luce intensa o diretta può bruciare le foglie</strong>, mentre l'illuminazione scarsa o indiretta è molto più favorevole. In condizioni di oscurità estrema potrà sopravvivere, anche se la sua crescita sarà ancora più lenta.</p><h3>L'altro errore che può rovinarla riguarda l'irrigazione</h3><p>La sua fama di pianta resistente non significa che possa essere annaffiata in qualsiasi modo. <strong>L'eccesso d'acqua è uno dei principali rischi per questa specie</strong>, perché mantenere il substrato costantemente saturo può danneggiare le radici.</p><p>La RHS raccomanda di fornire acqua con moderazione durante la fase di crescita e di ridurre la frequenza nei mesi freddi. Avverte inoltre che <strong>i ristagni d'acqua possono favorire il marciume radicale, per cui è fondamentale che il vaso abbia un drenaggio efficiente.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-quiere-nada-de-sol-la-planta-todoterreno-que-los-floricultores-recomiendan-para-casas-oscuras-1788229102569.jpg" data-image="n2pwoyapgzz0" alt="pianta" title="pianta"><figcaption>Le sue grandi foglie e la scarsa necessità di manutenzione spiegano perché questa specie stia tornando a conquistare spazio nell'arredamento degli interni.</figcaption></figure><p>Anziché seguire un calendario rigido, è consigliabile controllare l'umidità del terreno prima di annaffiare nuovamente. <strong>Quanto minore è l'illuminazione e più bassa è la temperatura, tanto più lentamente il vaso perderà acqua</strong>, quindi le annaffiature dovranno essere più distanziate.</p><h2>Cinque cure di base per farla durare molti anni</h2><p>Il suo soprannome inglese, <strong>“cast-iron plant”, ovvero pianta di ferro</strong>, riassume perfettamente la sua fama di specie resistente. Anche in questo caso, però, alcune semplici cure aiutano a mantenere il fogliame sano e a evitare i problemi più frequenti.</p><ul><li><strong>Luce:</strong> ombra o illuminazione indiretta, evitando soprattutto il sole forte.</li><li><strong>Annaffiatura:</strong> lasciare che il substrato perda parte della sua umidità prima di fornire nuovamente acqua.</li><li><strong>Drenaggio:</strong> utilizzare vasi con fori ed evitare ristagni d'acqua.</li><li><strong>Pulizia:</strong> rimuovere occasionalmente la polvere dalle foglie con un panno umido.</li><li><strong>Rinvaso:</strong> effettuarlo solo quando necessario, perché la sua crescita è lenta.</li></ul><p>La RHS indica inoltre che <strong>tollera bene l'aria relativamente secca delle abitazioni</strong>, per cui non necessita dell'elevata umidità ambientale richiesta da molte piante tropicali. Questa caratteristica la rende ancora più semplice da gestire per chi è alle prime armi con le piante da appartamento.</p><h2>Una superstite asiatica dalla crescita particolare</h2><p>L'aspidistra appartiene alla famiglia delle <strong>Asparagaceae</strong> e ha origine lontano dalle abitazioni occidentali nelle quali è poi diventata famosa. <strong>Plants of the World Online, la banca dati scientifica dei Royal Botanic Gardens di Kew, colloca l'</strong><em><strong>Aspidistra elatior</strong></em><strong> nel sud del Giappone e la descrive come una specie perenne e rizomatosa.</strong></p><p>Questi rizomi sono fusti sotterranei dai quali spuntano nuove foglie, permettendo alla pianta di espandersi lentamente. La North Carolina State University Extension sottolinea inoltre che si tratta di <strong>una specie sempreverde e dalla crescita lenta</strong>, una caratteristica che spiega perché possa rimanere per lunghi periodi nello stesso vaso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786932" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html" title="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate">10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html" title="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369713990_320.jpeg" alt="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate"></a></article></aside><p>Grazie alla combinazione di resistenza, longevità e capacità di adattarsi ad ambienti difficili, l'aspidistra ha attraversato generazioni e conserva ancora uno dei suoi soprannomi più conosciuti: <strong>“la pianta delle nonne”</strong>. E ciò che per anni può averla fatta apparire antiquata oggi torna a renderla <strong>un'opzione particolarmente pratica per gli angoli più bui della casa.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-vuole-il-sole-la-pianta-per-tutti-i-terreni-che-i-floricoltori-consigliano-per-le-case-buie.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>