<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Sun, 02 Aug 2026 17:30:31 +0000</lastBuildDate><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 17:30:31 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Alla scoperta dei pirocumulonembi, le grandi nuvole di fuoco create da incendi ed eruzioni vulcaniche]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche.html</link><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 17:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>I <strong>pirocumulonembi </strong>generati da grandi incendi boschivi riescono a raggiungere altitudini superiori agli 11-12 chilometri (il livello della tropopausa alle medie latitudini) e penetrano nella bassa stratosfera. Queste nuvole si possono vedere in alcune zone d'Italia.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche-1785274121545.jpg" data-image="qu91rz77cyi3" alt="Incendi." title="Incendi."><figcaption>I pirocumulonembi generati da grandi incendi boschivi riescono a raggiungere altitudini superiori agli 11-12 chilometri (il livello della tropopausa alle medie latitudini) e penetrano nella bassa stratosfera.</figcaption></figure><p>Il <strong>pirocumulo (o pyrocumulus / flammagenitus)</strong> e il <strong>pirocumulonembo (pyrocumulonimbus o cumulonimbus flammagenitus)</strong> sono tipi speciali di nubi che si formano grazie al calore intenso generato da incendi (soprattutto boschivi) o eruzioni vulcaniche, molto intensi. </p><div class="texto-destacado">Tali nuvole hanno l’aspetto di un cumulo o di un cumulonembo, solo che il calore che li origina è causato dal fuoco. Colore spesso grigiastro o brunastro per la presenza di fumo e cenere.</div><p>Quando il <strong>pirocumulo</strong> continua a svilupparsi verticalmente in modo molto intenso, diventa un vero e proprio cumulonembo. Può raggiungere l’alta troposfera o addirittura la bassa stratosfera (fino a 10-18 km di altezza). Queste nuvole possono produrre fulmini, precipitazioni, forti raffiche di vento e, in casi estremi, <strong>perfino tornado di fuoco (fire tornado).</strong></p><h2><strong>Come nasce un pirocumulonembo?</strong></h2><p>A differenza di quanto accade con la formazione di un Cumulo o Cumulonembo, dove la convezione che guida lo sviluppo delle nuvole è innescata dalla forte insolazione del suolo e alla presenza di aria più fredda del normale nella media e alta troposfera, nel caso di un incendio boschivo è l'intensa fonte di calore a generare un'ascesa molto importante di aria molto calda mista a gas e fumo e particelle di cenere, prodotto della combustione di materia vegetale.</p><p>Quando questa enorme colonna di fumo e calore raggiunge una certa altezza, lì dove l'ambiente è abbastanza freddo<strong>, il vapore acqueo, che in grandi quantità riesce ad arrivare lassù, cambia stato.</strong> A questo punto si formano goccioline di acqua e primi embrioni di ghiaccio ed inizia a formarsi il <strong>pirocumulonembo.</strong> La nube assume, nella sua parte superiore, la forma di un cavolfiore.</p><p>Il vapore acqueo che accompagna il fumo, raggiungendo gli strati più alti della troposfera, può trovare aria più fredda e cambiare stato formando goccioline di acqua liquida. Questo è il modo in cui si formano le nuvole di tipo cumulo o cumulonembo.</p><h2><strong>Possono superare i 10 km di altezza</strong></h2><p>I <strong>pirocumulonembi </strong>generati da grandi incendi boschivi riescono a raggiungere altitudini superiori agli 11-12 chilometri (il livello della tropopausa alle medie latitudini) e penetrano nella bassa stratosfera. I forti venti che soffiano nella parte superiore della troposfera e nella parte inferiore della stratosfera aiutano a diffondere la copertura nuvolosa in orizzontale ed a trasportare le minuscole particelle di fumo per lunghe distanze.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Le grandi dimensioni che raggiungono alcune di queste nubi convettive favoriscono i processi di precipitazione così come l'attività elettrica nella loro parte superiore, portando a rovesci e fulmini che colpiscono all'interno degli incendi stessi.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>A seconda dello sviluppo verticale raggiunto dal pirocumulonembo, la nuvola risultante può essere un Cumulus flammagenitus (sviluppo piccolo o intermedio), un Cumulus congestus flammagenitus (grande sviluppo) o anche un Cumulonimbus calvus flammagenitus (grande sviluppo e attività elettrica).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche-1785274313831.jpg" data-image="qpmh5yiih94p" alt="Pirocumulo." title="Pirocumulo."><figcaption>Generalmente, quando si avvia il processo di condensazione, si aggiunge ulteriore calore latente di condensazione che sommandosi al calore proveniente dalla fonte di calore continua a supportare l’attività convettiva, con forti moti ascensionali che contribuiranno a far crescere in altezza la nube. </figcaption></figure><p>Mentre nella parola pyrocumulus, <strong>il prefisso pyro- ha la sua origine nel termine greco pyros, che significa "fuoco", </strong>nel caso di "flammagenitus", il significato è "generato da fiamma o fuoco", quindi quel nome è stato scelto per identificare le nuvole generate sia dagli incendi boschivi che dalle eruzioni vulcaniche.</p><div class="texto-destacado">In Europa la formazione di pirocumuli può avvenire in paesi come la Spagna e Portogallo, dove in estate si possono verificare incendi di vaste dimensioni. Mentre in Italia si può vedere attorno l'Etna, durante le forti eruzioni.</div><p>La maggior parte di questi incendi è causata dall'uomo, quindi la nube risultante, oltre ad includere nel suo nome il termine flammagenitus, dovrebbe includere anche homogenitus (nube creata da attività umana), anche se nell'Atlante Internazionale delle Nubi della WMO questo termine si usa solo per le scie di condensazione degli aerei, o ai grandi pennacchi che si formano sopra le torri di raffreddamento delle centrali elettriche.</p><h2><strong>Il caso dei pirocumuli etnei</strong></h2><p>In Italia queste nuvole si possono notare frequentemente durante i parossismi dell’Etna. Proprio come i cumuli e i più imponenti <strong>cumulonembi temporaleschi</strong> (che possono superare i 10-12 km di altezza) i <strong>“pirocumulonembi”</strong> crescono in altezza per convezione, venendo alimentati da fonti di calore di una certa consistenza, derivate appunto dall’eruzione vulcanica di tipo esplosivo, che favoriscono lo sviluppo delle cosiddette <strong>“termiche”,</strong> le intense correnti ascensionali che generano l’imponente nube cumuliforme. </p><p>Questa <strong>“bolla di aria calda e umida”,</strong> mischiata alla cenere e ai gas prodotti dalla stessa eruzione, progredisce verso l’alto. Raggiunta una determinata quota parte del vapore acqueo contenuto in seno a questa nuvola di detriti vulcanici comincia a saturarsi, con l’attivazione del processo di condensazione che determina la nascita della nube stessa. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779885" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-sud-europa-brucia-spagna-italia-e-francia-nella-morsa-degli-incendi.html" title="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi">Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-sud-europa-brucia-spagna-italia-e-francia-nella-morsa-degli-incendi.html" title="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/incendi-da-spagna-a-sicilia-1784801363164_320.jpeg" alt="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi"></a></article></aside><p>Generalmente, quando si avvia il processo di condensazione, si aggiunge ulteriore calore latente di condensazione che sommandosi al calore proveniente dalla fonte di calore continua a supportare l’attività convettiva, con forti moti ascensionali che contribuiranno a far crescere in altezza la nube. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche-1785274196283.jpg" data-image="aqsl2fh5vp5c" alt="Pirocumulo." title="Pirocumulo."><figcaption>In Europa la formazione di pirocumuli può avvenire in paesi come la Spagna e Portogallo, dove in estate si possono verificare incendi di vaste dimensioni. </figcaption></figure><p>Solitamente questo tipo di nubi detritiche, dalla base non sempre ben determinabile per via delle colonne di cenere sollevate dall’irruenza dell’eruzione, possono raggiungere un notevole sviluppo verticale, arrivando fino al limite superiore della troposfera, e in qualche caso a bucare la troposfera sfondando fino in stratosfera, con la classica incudine (simile a quella dei grandi cumulonembi) che a quelle quote, con temperature largamente negative, <strong>fino a -50°C -60°C,</strong> tende interamente a ghiacciarsi ed espandersi in orizzontale.</p><p>Se il <strong>“pirocumulo”,</strong> dopo aver esaurito tutta la quantità di vapore acqueo a disposizione, riesce a superare i 10-12 km di spessore, arrivando a sfondare fino in stratosfera, può anche produrre attività elettrica, come nei cumulonembi, e precipitazioni sotto forma di granelli di cenere e materiale lavico in caduta dalla base della stessa nube vulcanica. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni.html" title="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni">Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni.html" title="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni-1785070975838_320.jpg" alt="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni"></a></article></aside><p>Nelle fasi più parossistiche di una eruzione, quando un pennacchio di ceneri sovrasta il vulcano, non è infrequente notare la presenza di fulmini. I fulmini associati alle eruzioni vulcaniche iniziano a manifestarsi parecchi minuti dopo che è avvenuta l’esplosione, quando la nuova nuvola di cenere si sta strutturando. <strong>I fulmini vengono innescati dalle particelle sospese di materiali vulcanici che compongono la nube, nei quali si attivano meccanismi di accumulo di carica elettrica opposta che alla fine scatenano la scarica elettrica all’interno del “pirocumulo”.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-dei-pirocumulonembi-le-grandi-nuvole-di-fuoco-create-da-incendi-ed-eruzioni-vulcaniche.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Guida alla cura della Bougainvillea: 10 regole per una fioritura estiva spettacolare]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare.html</link><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Rustica, colorata e amata per le sue spettacolari brattee, la Bougainvillea è una delle piante simbolo dell’estate. Ecco 10 consigli per coltivarla e ottenere una fioritura rigogliosa.cù</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420428900.jpeg" data-image="9ryr6iwd1k1b"><figcaption>Guida alla cura della Bougainvillea: 10 regole per una fioritura estiva spettacolare</figcaption></figure><p><strong>Un fusto legnoso che sembra nascere direttamente dal cemento, rami vigorosi che sfidano la gravità e risalgono lungo un muro assolato in pietra, fino a una chioma ricadente che nel pieno dell’estate forma una spettacolare cascata di colore</strong>. Questa immagine estiva racconta molto del carattere della Bougainvillea: una pianta rustica, vigorosa e generosa nella fioritura, capace di adattarsi ai climi miti e di regalare per mesi un’esplosione di tonalità vivaci. </p><p>Originaria delle regioni tropicali e subtropicali dell’America Meridionale, questa pianta rampicante è oggi uno dei simboli vegetali delle aree costiere calde, dove viene coltivata per ricoprire muri, pergolati e terrazze.</p><div class="texto-destacado"> In realtà, dietro la sua straordinaria resistenza si nascondono esigenze precise: la Bougainvillea ama il sole, teme i ristagni d’acqua e dà il meglio di sé quando viene coltivata nel clima mite tipico delle zone costiere. </div><p><strong>Un dettaglio curioso riguarda proprio la sua fioritura</strong>: quelli che comunemente vengono chiamati "fiori" sono in realtà brattee, cioè foglie modificate dai colori vivaci che circondano i piccoli fiori veri, generalmente bianchi o giallastri. Sono proprio queste strutture a rendere la Bougainvillea una delle piante ornamentali più amate.</p><p><strong>Il genere comprende circa 18 specie</strong>, ma tra quelle più diffuse troviamo:</p><ul><li><strong>Bougainvillea glabra</strong>, molto vigorosa e apprezzata per la capacità di ricoprire muri e pergolati;</li><li><strong>Bougainvillea spectabilis</strong>, caratterizzata da una crescita rigogliosa e brattee generalmente rosa-magenta;</li><li><strong>Bougainvillea x buttiana</strong>, un ibrido molto coltivato che presenta numerose varietà con colorazioni diverse, dal rosso al rosa, fino all'arancio.</li></ul><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778208" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-dei-girasoli-10-regole-per-coltivare-con-successo-il-fiore-simbolo-dell-estate.html" title="Guida alla cura dei girasoli: 10 regole per coltivare con successo il fiore simbolo dell’estate">Guida alla cura dei girasoli: 10 regole per coltivare con successo il fiore simbolo dell’estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-dei-girasoli-10-regole-per-coltivare-con-successo-il-fiore-simbolo-dell-estate.html" title="Guida alla cura dei girasoli: 10 regole per coltivare con successo il fiore simbolo dell’estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-dei-girasoli-10-regole-per-coltivare-con-successo-il-fiore-simbolo-dell-estate-1784715750297_320.jpeg" alt="Guida alla cura dei girasoli: 10 regole per coltivare con successo il fiore simbolo dell’estate"></a></article></aside><p>Per ottenere una pianta sana e una fioritura abbondante, ecco dieci regole fondamentali.</p><h2>1. Scegliere una posizione in pieno sole</h2><p><strong>La luce è il principale alleato della Bougainvillea</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420239719.jpeg" data-image="xwbus36lzpf1"><figcaption>Scegliere una posizione in pieno sole</figcaption></figure><p>Per produrre molte brattee colorate necessita di diverse ore di sole diretto ogni giorno. Una posizione luminosa e riparata favorisce una crescita compatta e una fioritura più intensa.</p><h2>2. Utilizzare un terreno ben drenato</h2><p><strong>La Bougainvillea è una pianta rustica, ma non tollera i ristagni idrici</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420266238.jpeg" data-image="ai03wxqgxpv6"><figcaption>Utilizzare un terreno ben drenato</figcaption></figure><p>Il terreno ideale deve essere leggero e permettere all'acqua di defluire rapidamente. Un substrato troppo compatto può provocare problemi alle radici.</p><h2>3. Annaffiare senza esagerare</h2><p><strong>Durante la primavera e l'estate le irrigazioni devono essere regolari, soprattutto per gli esemplari giovani o coltivati in vaso</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420305905.jpeg" data-image="j6jmwzuhw9td"><figcaption>Annaffiare senza esagerare</figcaption></figure><p>È però importante lasciare asciugare il terreno tra un'annaffiatura e l'altra: un eccesso d'acqua può indebolire la pianta e ridurre la fioritura.</p><h2>4. Ridurre le irrigazioni durante l'inverno</h2><p><strong>Nel periodo di riposo vegetativo la Bougainvillea richiede meno acqua</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420319797.jpeg" data-image="9vasfovrx6cl"><figcaption>Ridurre le irrigazioni durante l'inverno</figcaption></figure><p>Nelle zone con clima mite le annaffiature possono essere notevolmente ridotte, evitando sempre che il terreno rimanga costantemente umido.</p><h2>5. Concimare nel periodo di crescita</h2><p><strong>Dalla primavera all'estate è possibile sostenere la fioritura con concimi specifici per piante da fiore</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420345957.jpeg" data-image="phql4zr3apw9"><figcaption>Concimare nel periodo di crescita</figcaption></figure><p>È preferibile evitare eccessi di azoto, che favoriscono lo sviluppo di foglie e rami a discapito delle brattee colorate.</p><h2>6. Scegliere un vaso adatto</h2><p><strong>La coltivazione in vaso è possibile, ma occorre scegliere contenitori abbastanza capienti e dotati di fori di drenaggio</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420456262.jpeg" data-image="nc1qivv9333e"><figcaption>Scegliere un vaso adatto</figcaption></figure><p>I rinvasi si effettuano generalmente alla ripresa vegetativa, tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera.</p><h2>7. Potare nel momento giusto</h2><p><strong>La potatura principale si effettua alla fine dell'inverno, eliminando rami deboli o secchi e contenendo la crescita dove necessario</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420473449.jpeg" data-image="mi0r2hqj6gg6"><figcaption>Potare nel momento giusto</figcaption></figure><p>Una potatura equilibrata stimola la formazione di nuovi getti, sui quali si svilupperà la fioritura.</p><h2>8. Fornire un sostegno alla crescita</h2><p><strong>Essendo una pianta rampicante e vigorosa, la Bougainvillea ha bisogno di supporti come muri, pergolati o graticci</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420491377.jpeg" data-image="8y3da08eo41u"><figcaption>Fornire un sostegno alla crescita</figcaption></figure><p>I suoi rami possono svilupparsi rapidamente e creare spettacolari coperture vegetali.</p><h2>9. Proteggerla dal freddo</h2><p><strong>La Bougainvillea ama il caldo e può soffrire temperature rigide e gelate</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420511093.jpeg" data-image="u77v1fpzaqt8"><figcaption>Proteggerla dal freddo</figcaption></figure><p>Nelle zone con inverni freddi è consigliabile coltivarla in vaso, così da poterla spostare in un luogo riparato durante i mesi più difficili.</p><h2>10. Rispettare i suoi ritmi naturali</h2><p><strong>Una Bougainvillea rigogliosa non si ottiene forzando la pianta, ma assecondandone le esigenze</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare-1785420529484.jpeg" data-image="jiv4gczk6pgv"><figcaption>Rispettare i suoi ritmi naturali</figcaption></figure><p>Sole, temperature miti, terreno asciutto e una corretta gestione dell'acqua sono gli elementi che permettono di ottenere una fioritura spettacolare.</p><h2>La pianta che racconta l'estate</h2><p><strong>Dai borghi costieri ai giardini privati, dai balconi alle terrazze assolate, la Bougainvillea è diventata uno dei simboli vegetali dell'estate</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="714446" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piu-bella-della-bouganville-e-quasi-indistruttibile-resistente-al-sole-richiede-poche-annaffiature-e-decora.html" title="Più bella della Bougainvillea e quasi indistruttibile: resiste al sole, richiede poca acqua e decora ogni angolo">Più bella della Bougainvillea e quasi indistruttibile: resiste al sole, richiede poca acqua e decora ogni angolo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piu-bella-della-bouganville-e-quasi-indistruttibile-resistente-al-sole-richiede-poche-annaffiature-e-decora.html" title="Più bella della Bougainvillea e quasi indistruttibile: resiste al sole, richiede poca acqua e decora ogni angolo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mas-bonita-que-la-buganvilla-y-casi-indestructible-resistente-al-sol-requiere-poco-riego-y-decora-cualquier-rincon-1749284543051_320.jpg" alt="Più bella della Bougainvillea e quasi indistruttibile: resiste al sole, richiede poca acqua e decora ogni angolo"></a></article></aside><p>I suoi colori intensi trasformano muri e pergolati in scenari spettacolari, celebrando il legame tra natura, architettura e paesaggio. Con le giuste cure, questa pianta generosa può regalare ogni anno una delle fioriture più affascinanti della stagione calda.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-della-bougainvillea-10-regole-per-una-fioritura-estiva-spettacolare.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’acqua dell’Oceano Artico rimane “prigioniera” per decenni prima di ritornare verso Sud]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-acqua-dell-oceano-artico-rimane-prigioniera-per-decenni-prima-di-ritornare-verso-sud.html</link><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Secondo un recente studio le acque fredde dell'Artico possono rimanere intrappolate a ridosso del Polo Nord per decenni. Ecco quali sono i tempi. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-acqua-dell-oceano-artico-rimane-prigioniera-per-decenni-prima-di-ritornare-verso-sud-1785188474069.jpg" data-image="a37b5n1fcihf" alt="Artico." title="Artico."><figcaption>Queste acque dense non tornano immediatamente verso sud. Al contrario, trascorrono diversi decenni all’interno dei bacini profondi dell’Oceano Artico, muovendosi lentamente prima di riuscire a fuoriuscire</figcaption></figure><p>Un recente studio ha rivelato un dettaglio affascinante e inaspettato sul funzionamento del <strong>sistema circolatorio oceanico globale. </strong>Difatti, le acque che raggiungono l’Oceano Artico impiegano spesso decenni, più di vent’anni in media, prima di completare il loro viaggio e fluire nuovamente verso sud. </p><p>Non si tratta di un percorso rapido, ma di un lungo e lento soggiorno nei bacini profondi artici, prima di raggiungere le latitudini più meridionali.</p><h2><strong>La circolazione meridionale atlantica: il “nastro trasportatore” del pianeta</strong></h2><p>Al centro di questo meccanismo c’è la <strong>Circolazione Meridionale Atlantica (AMOC),</strong> uno dei sistemi più importanti del nostro pianeta. Spesso descritta come un gigantesco nastro trasportatore, l’<strong>AMOC</strong> ridistribuisce calore dall’equatore verso le regioni polari, <strong>regolando in modo significativo il clima globale e, in particolare, quello dell’emisfero settentrionale.</strong></p><p>Il processo è guidato dalla <strong>circolazione termoalina,</strong> un meccanismo alimentato dalle differenze di temperatura e salinità delle masse d’acqua. <strong>In superficie, correnti calde e salate provenienti dai tropici viaggiano verso nord lungo l’Oceano Atlantico.</strong> </p><p>Man mano che avanzano, <strong>queste acque cedono enormi quantità di calore all’atmosfera,</strong> regalando un clima sorprendentemente mite alle coste della Scozia, della Norvegia e della Scandinavia rispetto ad altre regioni poste alla stessa latitudine.</p><h2><strong>Dal calore al freddo profondo</strong></h2><p>Giunte nelle regioni subpolari e artiche, le acque si raffreddano notevolmente. Il calo di temperatura le rende più dense e pesanti, fino al punto in cui sprofondano verso i fondali oceanici. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Over the past 150 years, Earths entire surface has been warming, except for one patch of the north Atlantic. Located south-east of Greenland, this area has cooled by as much as 1°C and is known as the warming hole or the cold blob. Read more: <a href="https://t.co/x14THWpIyH">https://t.co/x14THWpIyH</a> <a href="https://t.co/jl6Yz798sj">pic.twitter.com/jl6Yz798sj</a></p>— New Scientist (@newscientist) <a href="https://x.com/newscientist/status/2077813621917200798?ref_src=twsrc%5Etfw">July 16, 2026</a></blockquote></figure><p>È qui che avviene il fenomeno messo in luce dallo studio. Queste acque dense non tornano immediatamente verso sud. <strong>Al contrario, trascorrono diversi decenni all’interno dei bacini profondi dell’Oceano Artico, muovendosi lentamente prima di riuscire a fuoriuscire, principalmente attraverso lo Stretto di Fram,</strong> tra la Groenlandia e l’arcipelago delle Svalbard.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706796" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-analizzano-un-raro-temporale-il-piu-vicino-al-polo-nord-e-un-segno-del-riscaldamento-dell-artico.html" title="Gli scienziati analizzano uno strano temporale avvenuto vicino al Polo Nord: è un segno del riscaldamento dell'Artico?">Gli scienziati analizzano uno strano temporale avvenuto vicino al Polo Nord: è un segno del riscaldamento dell'Artico?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-analizzano-un-raro-temporale-il-piu-vicino-al-polo-nord-e-un-segno-del-riscaldamento-dell-artico.html" title="Gli scienziati analizzano uno strano temporale avvenuto vicino al Polo Nord: è un segno del riscaldamento dell'Artico?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/rara-tormenta-electrica-polo-norte-1744861673916_320.jpg" alt="Gli scienziati analizzano uno strano temporale avvenuto vicino al Polo Nord: è un segno del riscaldamento dell'Artico?"></a></article></aside><p>Solo dopo questo lungo periodo di stazionamento le acque fredde e dense riprendono il loro cammino verso sud, scorrendo lungo il fondo dell’Atlantico e completando così l’anello della circolazione.</p><h2><strong>L’importanza di questa ricerca</strong></h2><p>Comprendere con precisione questi tempi di residenza è fondamentale per diversi motivi. Innanzitutto permette ai modelli climatici di essere più accurati. In secondo luogo, aiuta a prevedere come il sistema risponderà ai rapidi cambiamenti in atto nell’Artico, <strong>in particolare alla riduzione dei ghiacci marini.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-acqua-dell-oceano-artico-rimane-prigioniera-per-decenni-prima-di-ritornare-verso-sud-1785188585847.jpg" data-image="0vr4t3yb8dar" alt="Artico." title="Artico."><figcaption>Un Artico sempre più libero dai ghiacci modifica gli scambi di calore, la salinità delle acque e i processi di formazione delle acque dense. </figcaption></figure><p>Un Artico sempre più libero dai ghiacci modifica gli scambi di calore, la salinità delle acque e i processi di formazione delle acque dense. <strong>Se la circolazione termoalina dovesse rallentare in modo significativo, uno scenario che alcuni studi ritengono già in corso,</strong> le conseguenze sul clima europeo e globale potrebbero essere notevoli.</p><div class="texto-destacado">Ci troveremo davanti ad estati più calde in alcune zone, inverni più rigidi in altre, <strong>alterazioni delle precipitazioni e un innalzamento del livello del mare lungo certe coste.</strong></div><p>La ricerca recente sottolinea come l’<strong>AMOC</strong> non sia un sistema immediato e reattivo, ma un meccanismo lento e “paziente”, <strong>con tempi di risposta che si misurano in decenni.</strong> Questo rende ancora più delicata la comprensione di come le attività umane e il riscaldamento globale stiano influenzando un sistema che regola il clima del nostro pianeta da migliaia di anni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="749028" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-polo-nord-magnetico-sta-rallentando-e-cambiando-direzione-dovremo-cambiare-bussola-e-gps.html" title="Il polo nord magnetico sta rallentando e cambiando direzione, dovremo cambiare bussola e GPS?">Il polo nord magnetico sta rallentando e cambiando direzione, dovremo cambiare bussola e GPS?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-polo-nord-magnetico-sta-rallentando-e-cambiando-direzione-dovremo-cambiare-bussola-e-gps.html" title="Il polo nord magnetico sta rallentando e cambiando direzione, dovremo cambiare bussola e GPS?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/o-polo-norte-magnetico-abranda-e-muda-de-direcao-teremos-de-mudar-as-nossas-bussolas-e-gps-1768326294651_320.jpg" alt="Il polo nord magnetico sta rallentando e cambiando direzione, dovremo cambiare bussola e GPS?"></a></article></aside><p>In sintesi, l’acqua che oggi bagna le coste norvegesi potrebbe aver lasciato le regioni tropicali decenni fa e, dopo un lungo soggiorno artico, <strong>tornerà un giorno verso sud per continuare il suo ciclo millenario.</strong> Un promemoria della straordinaria complessità e lentezza dei grandi meccanismi che governano il clima della Terra.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-acqua-dell-oceano-artico-rimane-prigioniera-per-decenni-prima-di-ritornare-verso-sud.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'innalzamento del livello del mare potrebbe colpire 1,4 milioni di persone in più entro il 2200 nel solo Regno Unito]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-innalzamento-del-livello-del-mare-potrebbe-colpire-oltre-1-4-milioni-di-persone-in-piu-entro-il-2200-secondo-uno-studio.html</link><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Una nuova ricerca ha quantificato l'entità della popolazione del Regno Unito minacciata dalle inondazioni costiere entro il 2200, prevedendo che circa 1,4 milioni di persone in più potrebbero essere a rischio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sea-level-rise-could-affect-over-1-4-million-more-people-by-2200-new-research-finds-1785247045280.jpeg" data-image="mcbr9gdxgnnz" alt="Secondo una nuova ricerca, le inondazioni costiere potrebbero colpire ulteriori 1,4 milioni di persone entro il 2200. Immagine: Adobe." title="Secondo una nuova ricerca, le inondazioni costiere potrebbero colpire ulteriori 1,4 milioni di persone entro il 2200. Immagine: Adobe."><figcaption>Secondo una nuova ricerca, le inondazioni costiere potrebbero colpire ulteriori 1,4 milioni di persone entro il 2200. Immagine: Adobe.</figcaption></figure><p>Entro la fine del prossimo secolo, <strong>almeno mezzo milione di persone in più nel Regno Unito sarà esposto al rischio di alluvioni costiere</strong>, secondo una nuova ricerca che quantifica la quota della popolazione britannica minacciata dalle inondazioni costiere in base alle future previsioni di innalzamento del livello del mare.</p><h2>Altri 1,4 milioni di persone a rischio</h2><p>Secondo lo studio condotto dal Met Office e dall'Università di Bristol, <strong>entro il 2200 circa 1,4 milioni di persone in più – un aumento del 25% rispetto a oggi – potrebbero essere esposte al rischio di alluvioni costiere</strong>. Questo scenario si verificherebbe anche nel caso in cui fossero rispettati gli attuali impegni globali di riduzione delle emissioni di carbonio. La ricerca, pubblicata sulla rivista <em>Nature Communications</em>, stima inoltre che il numero possa salire a 1,7 milioni entro il 2300.</p><p>"Gli oceani e le regioni ricoperte di ghiaccio del pianeta reagiscono molto lentamente al riscaldamento globale, il che rende l'innalzamento del livello del mare il "gigante addormentato" del cambiamento climatico", ha dichiarato Matt Palmer, professore associato di Scienze del Clima presso il Cabot Institute for the Environment dell'Università di Bristol e ricercatore del Met Office.</p><p>Secondo Palmer, il risultato è che <strong>l'innalzamento del livello del mare è ormai "destinato a protrarsi per secoli".</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-tabu-del-cambiamento-climatico-perche-gli-scienziati-hanno-urgenza-di-parlare-dello-scenario-peggiore-possibile.html" title="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'">Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello "scenario peggiore possibile"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-tabu-del-cambiamento-climatico-perche-gli-scienziati-hanno-urgenza-di-parlare-dello-scenario-peggiore-possibile.html" title="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-tabu-del-cambio-climatico-por-que-los-cientificos-urgen-a-hablar-del-peor-escenario-posible-1784803404526_320.jpeg" alt="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'"></a></article></aside><p>"Il nostro studio quantifica l'entità della sfida legata all'adattamento e mette in evidenza come la riduzione delle emissioni di gas serra possa contribuire a evitare gli scenari peggiori", ha proseguito Palmer. "I risultati sottolineano l'importanza di un'azione globale sulle emissioni, come previsto dall'Accordo di Parigi, per ridurre il rischio legato all'innalzamento del livello del mare e la necessità di adattarsi all'innalzamento inevitabile che si verificherà nei prossimi decenni".</p><h2>Entro il 2300 il livello del mare potrebbe triplicare</h2><p><strong>Entro il 2100 il livello del mare lungo le coste del Regno Unito è destinato ad aumentare tra 0,4 e 0,6 metri</strong>. Secondo la ricerca, ciò comporterebbe un incremento del 13% delle aree classificate a rischio di alluvioni costiere. Entro il 2300, invece, l'innalzamento potrebbe raggiungere tra 1,2 e 1,8 metri, con un aumento del 56% delle aree esposte al rischio.</p><p>Utilizzando le valutazioni del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (IPCC) insieme alle proiezioni sul livello del mare elaborate con un avanzato modello dinamico britannico di simulazione delle alluvioni sviluppato da Fathom, i ricercatori hanno analizzato diversi scenari di innalzamento del mare e stimato l'aumento della popolazione esposta al rischio di alluvioni costiere nel corso di questo secolo e dei successivi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775211" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-potrebbe-essere-storico-una-nuova-previsione-indica-un-riscaldamento-di-oltre-2-5-c-nel-pacifico.html" title="El Niño 2026-2027 potrebbe essere storico: una nuova previsione indica un riscaldamento di oltre 2,5 °C nel Pacifico">El Niño 2026-2027 potrebbe essere storico: una nuova previsione indica un riscaldamento di oltre 2,5 °C nel Pacifico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-potrebbe-essere-storico-una-nuova-previsione-indica-un-riscaldamento-di-oltre-2-5-c-nel-pacifico.html" title="El Niño 2026-2027 potrebbe essere storico: una nuova previsione indica un riscaldamento di oltre 2,5 °C nel Pacifico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-pode-ser-historico-nova-previsao-indica-aquecimento-acima-de-2-5-c-no-pacifico-1782154814200_320.png" alt="El Niño 2026-2027 potrebbe essere storico: una nuova previsione indica un riscaldamento di oltre 2,5 °C nel Pacifico"></a></article></aside><p><strong>"Come ci si può aspettare, le aree a bassa quota saranno quelle più colpite dall'innalzamento del livello del mare",</strong> ha spiegato il dottor James Savage, responsabile della modellazione delle alluvioni presso Fathom. «L'area di The Wash e l'estuario dell'Humber emergono come veri e propri punti caldi del rischio di alluvioni costiere in tutti gli scenari analizzati.»</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/sea-level-rise-could-affect-over-1-4-million-more-people-by-2200-new-research-finds-1785247130222.jpeg" data-image="vkkkie6qncab" alt="L'innalzamento del livello del mare potrebbe mettere a rischio oltre 1,4 milioni di persone entro il 2200" title="L'innalzamento del livello del mare potrebbe mettere a rischio oltre 1,4 milioni di persone entro il 2200"> <figcaption>Entro il 2100 il livello del mare potrebbe aumentare tra 0,4 e 0,6 metri lungo le coste del Regno Unito. Immagine: Adobe.</figcaption> </figure><p>In uno «scenario ragionevolmente peggiore», che include i controversi processi di instabilità delle calotte glaciali, <strong>il livello del mare potrebbe aumentare di oltre 15 metri nel Regno Unito entro il 2300. </strong>Una simile evoluzione minaccerebbe infrastrutture strategiche, come l'autostrada M25 e il distretto finanziario di Londra, e potrebbe lasciare vaste aree della parte occidentale e settentrionale della capitale sommerse da oltre un metro d'acqua durante un grave evento di alluvione costiera.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>"Gli scenari peggiori relativi all'innalzamento del livello del mare rappresenterebbero una sfida enorme per il Regno Unito nei prossimi secoli e potrebbero rendere necessario un trasferimento su larga scala di popolazioni e insediamenti lontano dalle coste", ha affermato Jeffrey Neal, professore di Idrologia all'Università di Bristol e consulente scientifico capo di Fathom.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Lo studio evidenzia inoltre la necessità di proseguire il monitoraggio dell'innalzamento del livello del mare</strong>, con particolare attenzione alle calotte glaciali, così da individuare tempestivamente eventuali cambiamenti che possano indicare un'accelerazione verso scenari ancora più estremi.</p><p>Secondo Neal, gli scenari più gravi potrebbero essere mitigati «attraverso uno sforzo globale coordinato per ridurre le emissioni di gas serra, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi».</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento scientifico</h3> <p class="article-reference__body"> <cite data-author="Palmer et al." data-year="2026" data-title="Quantifying UK coastal flood exposure under future sea-level rise to 2300" data-url="https://www.nature.com/articles/s41467-026-74982-1"> Palmer et al. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41467-026-74982-1" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation"> Quantifying UK coastal flood exposure under future sea-level rise to 2300 </a>. </cite> </p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-innalzamento-del-livello-del-mare-potrebbe-colpire-oltre-1-4-milioni-di-persone-in-piu-entro-il-2200-secondo-uno-studio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quarta ondata di calore in arrivo: ecco la dinamica atmosferica che sta arroventando Italia ed Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quarta-ondata-di-calore-in-arrivo-ecco-la-dinamica-atmosferica-che-sta-arroventando-italia-ed-europa.html</link><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 05:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco la complessa dinamica atmosferica che sta favorendo l'arrivo del grande caldo in Italia e su gran parte d'Europa, in questo inizio di agosto. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xatybam"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatybam.jpg" id="xatybam"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il mese di agosto è appena iniziato e l’Europa centro-meridionale sta affrontando la quarta ondata di calore dell’estate. Non si tratta di un semplice “anticiclone africano” generico, ma di una configurazione ben strutturata in media troposfera (livello 500 hPa) che sta orchestrando una reazione a catena tipica delle <strong>onde di Rossby.</strong></p><p>Analizziamola nel dettaglio, osservando la mappa geopotenziale da ovest verso est, si può osservare come l’arrivo dell’ondata di calore sull’Europa meridionale sia frutto di una congeniale configurazione barica che ormai si ripete, di settimana in settimana.</p><h2><strong>Le quattro strutture principali fra Nord America ed Europa</strong></h2><p>Se osserviamo per bene le mappe sulla distribuzione del geopotenziale sul Nord Atlantico, noteremo la presenza di una saccatura sulla costa orientale degli Stati Uniti. Questa vasta saccatura sta convogliando aria fredda di origine canadese verso latitudini molto più basse del normale, <strong>creando un forte contrasto termico.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quarta-ondata-di-calore-in-arrivo-ecco-la-dinamica-atmosferica-che-sta-arroventando-italia-ed-europa-1785361237348.png" data-image="hsux4nwhjymq" alt="Carta sinottica." title="Carta sinottica."><figcaption>Nel cuore dell’Atlantico settentrionale troviamo in azione una circolazione ciclonica isolata (cut-off) con valori minimi intorno ai 570 dam. Questo sistema depressionario isolato sta scivolando verso sud-est, lungo il bordo orientale dell’anticiclone oceanico, fungendo da vero e proprio “perno” della configurazione.</figcaption></figure><p>Ad est della saccatura americana, la discesa di aria fredda verso sud “solleva” una massa d’aria calda tropicale. Si forma così un promontorio anticiclonico in pieno oceano Atlantico, <strong>con valori di geopotenziale fino a 594 dam.</strong></p><p>Ma poco più ad est di questo promontorio oceanico troviamo in azione, nel cuore dell’Atlantico settentrionale, <strong>una circolazione ciclonica isolata (cut-off) con valori minimi intorno ai 570 dam.</strong> </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Questo sistema depressionario isolato sta scivolando verso sud-est, lungo il bordo orientale dell’anticiclone oceanico, <strong>fungendo da vero e proprio “perno” della configurazione.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Sul bordo orientale del <strong>cut-off atlantico</strong> si è attivato un esteso flusso di aria calda e secca, in parte proveniente dal Sahara occidentale, ed in parte dall’Atlantico tropicale (dal tratto a largo dell’Africa occidentale), che sta favorendo lo sviluppo di un robusto <strong>promontorio dinamico in quota, </strong>esteso dal Nord Africa verso l’Europa occidentale e il bacino del Mediterraneo. <strong>Valori di geopotenziale molto alti (594 dam o superiori, specialmente sulla Spagna) stanno progressivamente inglobando l’Italia intera.</strong></p><h2><strong>Il meccanismo delle onde di Rossby e la catena che alimenta il caldo</strong></h2><p>Questa disposizione non è casuale, <strong>ma un classico schema d’onda di Rossby in fase.</strong> La saccatura atlantica centrale funge da perno rotante in senso antiorario. Sul suo bordo orientale richiama intensamente <strong>masse d’aria calda e secca direttamente dal deserto del Sahara, e in parte dal basso Atlantico orientale, in corrispondenza del fronte africano.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quarta-ondata-di-calore-in-arrivo-ecco-la-dinamica-atmosferica-che-sta-arroventando-italia-ed-europa-1785361336852.png" data-image="7q6o83zese5l" alt="Onde di Rossby." title="Onde di Rossby."><figcaption>Questa disposizione non è casuale, ma un classico schema d’onda di Rossby in fase. La saccatura atlantica centrale funge da perno rotante in senso antiorario. Sul suo bordo orientale richiama intensamente masse d’aria calda e secca direttamente dal deserto del Sahara, e in parte dal basso Atlantico orientale, in corrispondenza del fronte africano.</figcaption></figure><p>L'aria calda richiamata verso nord si accumula all'interno del promontorio europeo (valori di 594 dam o forse più sulla Spagna e in progressiva estensione verso l'Italia). </p><p>Il geopotenziale sale, l'aria si espande verso l'alta troposfera, ma quest'aria è costretta a scendere verso il basso (subsidenza). Scendendo, si comprime e si riscalda ulteriormente, azzerando la nuvolosità e massimizzando l'irraggiamento solare. Da qui nascono i guai, come abbiamo visto molto bene a giugno e luglio, sulle medesime aree.</p><h2>Il blocco alle perturbazioni atlantiche</h2><p><strong>L'altezza e la robustezza del geopotenziale sul Mediterraneo sbarreranno la strada alle perturbazioni dall’Atlantico.</strong> Il flusso atlantico si troverà un blocco, tanto da essere costretto a scorrere a latitudini molto elevate (oltre il 60°N, sopra la Scandinavia), lasciando l'Europa centro-meridionale sotto una cupola di caldo stagnante.</p><p>Il promontorio subtropicale sul Mediterraneo agisce come un vero e proprio sbarramento. Le perturbazioni atlantiche, invece di raggiungere l’Europa centro-meridionale, sono costrette a deviare su latitudini molto elevate, sulla Scandinavia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780863" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti.html" title="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti">Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti.html" title="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti-1785230696991_320.jpg" alt="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti"></a></article></aside><p>L’Europa meridionale rimane così isolata sotto questa cupola stagnante, di aria calda subtropicale marittimizzata sul Mediterraneo, con pochissimo ricambio d’aria.</p><h2><strong>Verso il clou dell’ondata di calore</strong></h2><p>Questo scenario supporta perfettamente le previsioni per l'inizio di agosto 2026. La persistenza di questa cupola subtropicale causerà un incremento costante delle temperature, con picchi termici localmente anche al di sopra dei <strong>+40 °C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quarta-ondata-di-calore-in-arrivo-ecco-la-dinamica-atmosferica-che-sta-arroventando-italia-ed-europa-1785361401434.png" data-image="yuoge8n3zokr" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>L'aria calda richiamata verso nord si accumula all'interno del promontorio europeo (valori di 594 dam o forse più sulla Spagna e in progressiva estensione verso l'Italia). Il geopotenziale sale, l'aria si espande verso l'alta troposfera, ma quest'aria è costretta a scendere verso il basso (subsidenza). Scendendo, si comprime e si riscalda ulteriormente, azzerando la nuvolosità e massimizzando l'irraggiamento solare. </figcaption></figure><p>Questa configurazione è destinata a persistere nei prossimi giorni. Le conseguenze saranno un netto aumento delle temperature massime, <strong>con picchi localmente superiori ai 40 °C (soprattutto su Pianura Padana, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia interna).</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Notti tropicali molto intense e prolungate a causa della forte compressione dell’umidità nei bassi strati (temperature minime spesso sopra i 25-28 °C).</strong></div><p>Disagio fisico elevato, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. Basso rischio di precipitazioni significative sull’Italia centro-meridionale almeno fino alla prima decade di agosto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'">Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: "c'è la possibilità che si formino quest'autunno"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-meteorologo-aleman-sobre-el-riesgo-de-medicanes-en-el-mediterraneo-este-otono-hay-potencial-para-su-formacion-1785188590384_320.png" alt="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"></a></article></aside><p>Dopo le ondate precedenti, la macchina atmosferica si è rimessa in moto con lo stesso schema. Una saccatura americana profonda, un <strong>cut-off atlantico</strong> che funge da pompa di calore sahariana e un promontorio subtropicale sempre più robusto sull’Europa meridionale. <strong>Il risultato è quella che, con ogni probabilità, sarà ricordata come la quarta ondata di calore significativa dell’estate 2026.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quarta-ondata-di-calore-in-arrivo-ecco-la-dinamica-atmosferica-che-sta-arroventando-italia-ed-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo anomalo, domenica 2 agosto bollente fino a 40°C su queste regioni del Centro-Nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-anomalo-domenica-2-agosto-bollente-fino-a-40-c-su-queste-regioni-del-centro-nord.html</link><pubDate>Sun, 02 Aug 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il caldo si avvicinerà alla sua fase di picco, tanto che in molte regioni si raggiungeranno valori di ben +39°C +40°C, mentre nelle città le notti tropicali non daranno tregua.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xatx3qi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatx3qi.jpg" id="xatx3qi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’ennesima ondata di calore eccezionale, per la climatologia del nostro Paese, sta avvolgendo l’Italia in questi primi giorni di agosto, con temperature che superano di gran lunga le medie stagionali e valori che, in alcune aree, si avvicinano a record storici. </p><div class="texto-destacado">Quella di oggi, <strong>domenica 2 agosto 2026,</strong> si conferma come la giornata più calda del periodo, <strong>con picchi previsti fino a +40°C su alcune zone particolarmente esposte.</strong></div><p>In particolare in diverse zone interne di Lazio e Toscana, nonché in alcune zone della pianura emiliana. Si tratta di valori davvero elevatissimi per il mese di agosto, <strong>resi ancora più insopportabili dall’umidità presente soprattutto nelle valli e nelle aree pianeggianti.</strong></p><h2><strong>Sulle aree interne del Centro-Nord fino a +40°C</strong></h2><p>La calura interesserà un po’ tutta la Penisola, ma saranno le regioni del Centro-Nord a vedere le temperature più alte, <strong>fino a massime di +38°C +40°C. </strong></p><p>Il caldo sarà però intenso e diffuso su tutta la Penisola. <strong>Le temperature massime oscilleranno generalmente tra i +33°C e +34°C, ma saliranno facilmente fino a +37°C/+38°C su gran parte delle regioni centro-settentrionali e su molte aree interne del Sud.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-anomalo-domenica-2-agosto-bollente-fino-a-40-c-su-queste-regioni-del-centro-nord-1785576162962.jpg" data-image="8gkhow8wshil" alt="Caldo intenso." title="Caldo intenso."><figcaption>Il caldo sarà molto intenso in molte città, specialmente al Centro-Nord.</figcaption></figure><p>Solo lungo le coste, grazie alla brezza marina, i valori risulteranno leggermente più contenuti, anche se l’afa rimarrà elevata, causa il grande contenuto di vapore acqueo rilasciato dal mare molto caldo in superficie.</p><p>Mentre l'altezza dello zero termico resterà invariata su valori davvero anomali, <strong>fino a oltre 4500 metri nell'area alpina.</strong> Una gran brutta notizia per tutti i ghiacciai alpini, già in forte sofferenza.</p><h2><strong>Attenzione alle notti tropicali</strong></h2><p>Una delle caratteristiche più pesanti di questa ondata di calore saranno le <strong>notti tropicali. </strong>In numerose città, <strong>le temperature minime non scenderanno sotto i +25°C/+28°C,</strong> impedendo al corpo di recuperare dal calore accumulato durante il giorno. <strong>Roma, Firenze, Bologna, Milano, Napoli e molte altre aree urbane vivranno notti opprimenti, </strong>con un disagio bioclimatico molto alto soprattutto per anziani, bambini e persone con problemi di salute.</p><p>Questo promontorio di alta pressione di matrice africana si estenderà a tutto il territorio nazionale, <strong>avvettando aria molto calda, d’estrazione subtropicale continentale.</strong> Il caldo anomalo è destinato a proseguire almeno <strong>fino alla metà della prossima settimana,</strong> con temperature che rimarranno ben al di sopra delle medie del periodo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-anomalo-domenica-2-agosto-bollente-fino-a-40-c-su-queste-regioni-del-centro-nord-1785576244762.png" data-image="a256671py668" alt="Zero termico." title="Zero termico."><figcaption>L'altezza dello zero termico, fino a oltre i 4500 metri sulle Alpi.</figcaption></figure><p>Nelle giornate successive il caldo si estenderà con maggiore decisione anche alle regioni meridionali, dove l’afa diventerà la vera protagonista. Un mix di alte temperature, umidità elevata e scarsa ventilazione renderanno l’aria pesante, <strong>soprattutto tra Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.</strong></p><h2><strong>L’estate 2026 sul podio, come una delle più calde di sempre</strong></h2><p>L’estate 2026 si conferma dunque tra le più calde degli ultimi anni, con agosto partito a tutta forza e senza apparente intenzione di concedere tregua, almeno per i prossimi giorni. Non certo una buona notizia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781433" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html" title="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani">Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html" title="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani-1785494889076_320.png" alt="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani"></a></article></aside><p>Quest’estate è ormai destinata a battere la famigerata <strong>estate del 2003</strong> per calore totale, specialmente al Nord e sulle regioni centrali tirreniche, come dimostrano i primi dati preliminari. Ma non è ancora finita qui. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-anomalo-domenica-2-agosto-bollente-fino-a-40-c-su-queste-regioni-del-centro-nord.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'asteroide che ha ucciso i dinosauri non li ha congelati, ma ha riscaldato la Terra in sole 2 ore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-asteroide-che-ha-ucciso-i-dinosauri-non-li-ha-congelati-ma-ha-riscaldato-la-terra-in-sole-2-ore.html</link><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 18:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Nuove ricerche suggeriscono che l'estinzione dei dinosauri potrebbe essere avvenuta molto più rapidamente di quanto si pensasse in precedenza. Una gigantesca nube di polvere avrebbe trasformato la Terra in un vero e proprio forno poche ore dopo l'impatto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-mas-parecido-al-infierno-el-asteroide-que-mato-a-los-dinosaurios-no-los-congelo-pero-si-aso-la-tierra-en-2-horas-1785323774030.jpg" data-image="045gsq2yjeeh" alt="Dinosauri ed estinzione." title="Dinosauri ed estinzione."><figcaption>Ciò che ancora oggi genera dibattito tra gli scienziati non è se l'impatto abbia causato quell'estinzione di massa, ma come sia avvenuto esattamente.</figcaption></figure><p>Sessantasei milioni di anni fa, un asteroide di circa 10 chilometri di diametro colpì la Terra vicino a quella che oggi è la penisola dello Yucatán, in Messico. La collisione creò il <strong>cratere di Chicxulub</strong> e segnò la fine del periodo Cretaceo, causando la scomparsa di circa il 75% delle specie che abitavano il pianeta, inclusi quasi tutti i dinosauri.</p><p>Ciò che ancora oggi genera dibattito tra gli scienziati non è se l'impatto abbia causato questa estinzione di massa, ma come sia avvenuta esattamente. Per anni, una delle ipotesi più accreditate sosteneva che la maggior parte delle specie si fosse estinta lentamente <strong>a causa di un prolungato inverno globale, con temperature molto basse e una drastica riduzione della luce solare.</strong></p><p>Tuttavia, una ricerca pubblicata sul <strong>Journal of Geophysical Research: Biogeosciences</strong> propone uno scenario molto diverso. <strong>Secondo i suoi autori, l'impatto iniziale potrebbe essere stato molto più letale di quanto si pensasse in precedenza e avrebbe potuto spazzare via gran parte della vita sulla Terra in appena una o due ore.</strong></p><h2>La chiave si trovava in un'enorme nuvola di polvere</h2><p>Lo studio, condotto da ricercatori della Purdue University, ha ricostruito ciò che accadde immediatamente dopo l'impatto dell'asteroide. La collisione vaporizzò oltre 1.000 chilometri cubi di roccia e sedimenti, proiettando questo materiale a decine di chilometri di altezza.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Durante il raffreddamento, parte di questo vapore si trasformò in minuscole goccioline di roccia fusa chiamate sferule. Queste particelle iniziarono a ricadere sulla superficie e, durante la loro discesa, furono intensamente riscaldate dall'attrito con l'atmosfera, irradiando un'enorme quantità di energia. Fino a questo punto, il meccanismo era già noto. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La novità dello studio risiede nell'identificazione del ruolo cruciale di un'enorme nube di polvere finissima rimasta sospesa nell'atmosfera dopo l'impatto. Questa polvere agì come un gigantesco coperchio: invece di permettere al calore di disperdersi nello spazio, lo rifletteva continuamente verso la superficie.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-mas-parecido-al-infierno-el-asteroide-que-mato-a-los-dinosaurios-no-los-congelo-pero-si-aso-la-tierra-en-2-horas-1785323841764.jpg" data-image="sb3da7vggjc0" alt="Dinosauri, estinzione di massa." title="Dinosauri, estinzione di massa."><figcaption>I ricercatori paragonano lo scenario dell'impatto di un asteroide a un vero e proprio inferno.</figcaption></figure><p>Il risultato fu devastante. I calcoli indicano che la radiazione termica sul pianeta divenne circa tre volte e mezzo più intensa di quella prodotta unicamente dalle sferule, <strong>creando un ambiente in grado di provocare incendi boschivi spontanei ed eliminare rapidamente la maggior parte della fauna terrestre.</strong></p><h2>Un pianeta trasformato in un forno</h2><p><strong>I ricercatori hanno paragonato quello scenario a un vero e proprio inferno. La densa nube di polvere bloccava quasi completamente la luce solare,</strong> intrappolando il calore vicino al suolo e innalzando le temperature a livelli estremi.</p><div class="texto-destacado"><strong>Secondo le simulazioni, gli animali esposti ricevettero una dose di radiazioni termiche equivalente a 17 volte la dose letale per un essere umano. In tali condizioni, solo le specie che riuscirono a rifugiarsi sottoterra, a rimanere sott'acqua o a trovare una qualche forma di protezione naturale dal calore intenso avrebbero avuto una possibilità di sopravvivenza.</strong></div><p>Questa potrebbe essere una spiegazione del perché piccoli mammiferi, anfibi, rettili e altri organismi resistenti riuscirono a superare la catastrofe, mentre i grandi dinosauri scomparvero quasi completamente.</p><h2>Dal calore estremo a un inverno globale</h2><p>Paradossalmente, la stessa polvere responsabile dell'intenso riscaldamento iniziale potrebbe anche essere stata la causa di un cambiamento climatico completamente opposto.</p><p>Una volta cessata la pioggia di sferule e spenti gli incendi, le minuscole particelle sono rimaste sospese nell'atmosfera per anni, persino decenni. Bloccando gran parte delle radiazioni solari, <strong>hanno innescato un inverno globale che ha drasticamente ridotto le temperature e sconvolto le catene alimentari in tutto il pianeta.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="749413" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/da-cucciolo-a-re-dei-dinosauri-la-lunga-adolescenza-del-tyrannosaurus-rex.html" title="Da cucciolo a re dei dinosauri: la lunga adolescenza del Tyrannosaurus Rex">Da cucciolo a re dei dinosauri: la lunga adolescenza del Tyrannosaurus Rex</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/da-cucciolo-a-re-dei-dinosauri-la-lunga-adolescenza-del-tyrannosaurus-rex.html" title="Da cucciolo a re dei dinosauri: la lunga adolescenza del Tyrannosaurus Rex"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-cucciolo-a-re-dei-dinosauri-la-lunga-adolescenza-del-tyrannosaurus-rex-1768576286372_320.jpg" alt="Da cucciolo a re dei dinosauri: la lunga adolescenza del Tyrannosaurus Rex"></a></article></aside><p>I ricercatori sottolineano inoltre che questa polvere aveva un diametro di soli 2,5 micrometri, una dimensione simile a quella delle particelle presenti nel fumo degli incendi attuali. Se fossero sopravvissute al calore iniziale, molti animali avrebbero comunque sofferto di gravi problemi respiratori a causa dell'inalazione di questo materiale.</p><h2>Un puzzle non ancora completato</h2><p>Sebbene i risultati rafforzino l'ipotesi di un'estinzione estremamente rapida, <strong>gli autori stessi riconoscono che sono ancora necessarie ulteriori prove geologiche per confermare l'estensione globale degli incendi innescati dall'impatto.</strong></p><p>Finora, i segni più evidenti di questi incendi sono stati rinvenuti in Nord America. Tuttavia, gli scienziati ritengono che future ricerche potrebbero individuare tracce simili in altre regioni del pianeta e contribuire a ricostruire con maggiore precisione le prime ore successive all'impatto dell'asteroide.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779985" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/verso-l-asteroide-piu-misterioso-del-sistema-solare-la-missione-psyche-nasa-prepara-l-incontro-con-marte.html" title="Verso l'asteroide più misterioso del sistema solare: la missione Psyche (NASA) prepara l'incontro con Marte">Verso l'asteroide più misterioso del sistema solare: la missione Psyche (NASA) prepara l'incontro con Marte</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/verso-l-asteroide-piu-misterioso-del-sistema-solare-la-missione-psyche-nasa-prepara-l-incontro-con-marte.html" title="Verso l'asteroide più misterioso del sistema solare: la missione Psyche (NASA) prepara l'incontro con Marte"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/rumbo-al-asteroide-mas-misterioso-del-sistema-solar-la-mision-psyche-nasa-prepara-su-encuentro-con-marte-1784558061398_320.jpg" alt="Verso l'asteroide più misterioso del sistema solare: la missione Psyche (NASA) prepara l'incontro con Marte"></a></article></aside><p>Rispondere a questa domanda va ben oltre la conoscenza del destino dei dinosauri. Comprendere come la Terra ha reagito a uno dei più grandi disastri naturali della sua storia ci permette anche di comprendere la resilienza degli ecosistemi e perché alcune specie sono riuscite a sopravvivere mentre altre sono scomparse per sempre.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-asteroide-che-ha-ucciso-i-dinosauri-non-li-ha-congelati-ma-ha-riscaldato-la-terra-in-sole-2-ore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nel super anticiclone troveranno spazio i temporali, ecco le aree a rischio fra Centro e Sud Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-super-anticiclone-troveranno-spazio-i-temporali-ecco-le-aree-a-rischio-fra-centro-e-sud-italia.html</link><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 09:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Anticiclone alla massima forza con temperature prossime ai 40°C quasi ovunque. Tuttavia, attenzione ai forti temporali pomeridiani su diverse aree con rischio concreto di grandine.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xatwh56"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatwh56.jpg" id="xatwh56"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’anticiclone africano continua a essere il grande protagonista dello scenario meteorologico italiano. La sua espansione verso il Mediterraneo centrale garantirà condizioni prevalentemente stabili e soleggiate su buona parte del Paese, ma ciò non significa che avremo giornate completamente prive di disturbi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Ai margini dell’alta pressione continueranno infatti a scorrere correnti leggermente più instabili, sufficienti a favorire la formazione di temporali anche piuttosto energici.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il cambiamento inizierà a manifestarsi già nella giornata di domani, domenica 2 agosto. Durante la mattinata prevarranno ancora condizioni generalmente tranquille, con ampie schiarite su molte regioni. Con il passare delle ore, però, il forte riscaldamento del suolo aumenterà l’instabilità soprattutto lungo la dorsale appenninica.</p><p><strong>Tra il pomeriggio e la prima parte della serata potranno svilupparsi numerosi temporali sulle zone interne del Centro e del Sud.</strong> Le aree maggiormente coinvolte sembrano essere quelle comprese tra Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Basilicata, senza escludere sconfinamenti verso le pianure e, localmente, in direzione delle coste.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nel-super-anticiclone-troveranno-spazio-i-temporali-ecco-le-aree-a-rischio-1785569059110.png" data-image="7kkpy2tn3abd" alt="Densità dei fulmini previsti per domani domenica 2 agosto" title="Densità dei fulmini previsti per domani domenica 2 agosto"><figcaption>Domenica particolarmente attiva sul versante tirrenico centro-meridionale</figcaption></figure><p>Particolare attenzione dovrà essere rivolta proprio al settore tirrenico centrale. I temporali potrebbero formarsi inizialmente nelle aree appenniniche e successivamente estendersi verso il Lazio e la Campania, interessando potenzialmente anche le zone di Roma e Napoli. <strong>Si tratterà di fenomeni molto irregolari, ma localmente capaci di produrre rovesci intensi, frequente attività elettrica, grandine e improvvise raffiche di vento.</strong></p><p>Altri temporali sono attesi sulle zone interne della Sardegna, dove l’attività convettiva potrebbe risultare piuttosto vivace nelle ore più calde. Anche la Calabria, la Sicilia settentrionale e parte della Puglia potranno assistere alla formazione di celle temporalesche sparse. </p><p>Non tutte le località verranno raggiunte dalle precipitazioni: a pochi chilometri di distanza si potrà passare da un forte acquazzone a condizioni completamente asciutte.</p><h2>Settimana prossima tra caldo intenso e temporali violenti</h2><p><strong>L’inizio della prossima settimana non porterà una vera rottura dell’estate, ma l’instabilità continuerà a disturbare il dominio dell’alta pressione.</strong> Tra lunedì e martedì i temporali tenderanno a concentrarsi soprattutto lungo Alpi e Prealpi, alimentati anche da infiltrazioni più fresche collegate alle perturbazioni in transito sull’Europa centrale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781428" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo">Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo-1785499323164_320.png" alt="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"></a></article></aside><p>Qualche fenomeno di calore potrà però svilupparsi nuovamente lungo l’Appennino, specialmente nelle ore pomeridiane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nel-super-anticiclone-troveranno-spazio-i-temporali-ecco-le-aree-a-rischio-1785569244398.png" data-image="s9cl7ewkplli" alt="Le precipitazioni previste fino a metà della prossima settimana" title="Le precipitazioni previste fino a metà della prossima settimana"><figcaption>Alpi e Appennini saranno le zone con il maggior rischio di temporali</figcaption></figure><p>Entro la mattinata di mercoledì, gli accumuli più significativi dovrebbero concentrarsi sull’arco alpino, con precipitazioni diffuse soprattutto sui settori centro-occidentali. Una fascia di piogge e temporali interesserà a più riprese anche le regioni centrali e parte del versante tirrenico meridionale. </p><p><strong>Il Nord Italia potrebbe dunque essere raggiunto da temporali localmente forti, mentre al Centro-Sud continueranno a prevalere fenomeni più isolati e legati principalmente al ciclo diurno.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781264" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo.html" title="Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo">Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo.html" title="Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo-1785479342359_320.png" alt="Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo"></a></article></aside><p>Sul fronte termico cambierà ben poco. L’anticiclone africano continuerà a richiamare masse d’aria molto calde verso l’Italia, determinando un ulteriore aumento delle temperature. </p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong></div><p><strong>Nei prossimi giorni il caldo diventerà intenso, con valori prossimi o superiori ai 40°C sulle zone interne delle due Isole maggiori e su alcuni settori del Centro-Sud.</strong> Farà caldo anche al Nord, dove l’elevata umidità potrà accentuare la sensazione di afa, nonostante le temporanee rinfrescate portate dai temporali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-super-anticiclone-troveranno-spazio-i-temporali-ecco-le-aree-a-rischio-fra-centro-e-sud-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso stupito dai modelli: la svolta si ridimensiona e sarà solo una pausa, altro caldo estremo a Ferragosto? ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-stupito-dai-modelli-la-svolta-si-ridimensiona-e-sara-solo-una-pausa-altro-caldo-estremo-a-ferragosto.html</link><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 07:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’Italia è attanagliata dalla rovente aria tropicale, giornate a 38-40°C ininterrotte per tutta la prossima settimana. I temporali di calore sono presenti, ma non risolutivi. Possibile passaggio frontale verso il 10 agosto, ma il caldo potrebbe tornare a Ferragosto. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xatpfji"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatpfji.jpg" id="xatpfji"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Gran caldo come da previsione ieri, fra i valori<strong> colpisce il caldo ai piedi delle Alpi, </strong>38°C a Bolzano, al centro<strong> la consueta Firenze tocca i 39°C e 40.3°C ad Orte,</strong> al sud 35-36°C diffusi con punte di 37-38°C, valori frequenti anche in Sardegna e Sicilia. In Emilia Romagna varie località fuori dalla rete ufficiale hanno toccato e superato i <strong>40°C.</strong></p><p>È questo <strong>solo l’inizio di una ondata di caldo </strong>che sembra caratterizzarsi soprattutto per la sua lunghezza, ora <strong>posticipata di qualche giorno come durata dai modelli.</strong> E comunque <strong>i picchi ancora più estremi potrebbero arrivare proprio a ridosso di un eventuale fronte</strong> freddo che andrà attentamente seguito, visto il terreno rovente che troverà. Altrettanto ci si comincia a chiedere cosa succederà a Ferragosto: tornerà il caldo o si romperà addirittura l’estate?</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Non ci sono dubbi, <strong>quello sull’Italia è l’anticiclone africano.</strong> A confermarlo, oltre alla morfologia della dorsale di alta pressione in quota con il promontorio a 5900 m di geopotenziale a 500 hPa,<strong> la presenza di massa d’aria xT, Tropicale invecchiata.</strong> È in pratica la stessa aria che aveva invaso Spagna e e Francia, ora individuata sulla nostra Penisola.<strong> In prossimità della Sardegna poi aleggia minacciosa la rovente cT, </strong>continentale tropicale.</p><p>Nei prossimi giorni, l’aria così calda farà addirittura calare leggermente la pressione al suolo, e<strong> la coda dei fronti atlantici che sfiora le Alpi attiverà a tratti forti temporali di calore al nord,</strong> ma non ancora risolutivi del caldo estremo. </p><h2>Domenica caldissima, temporali sulle Alpi.</h2><p>Domani <strong>domenica 2 agosto sole bollente e caldo intenso,</strong> localmente estremo, in tutt’Italia.<strong> La notte sarà tropicale, con minime oltre i 20°C anche fino a 1000-1200 </strong>m perfino sulle Alpi.<strong> Nelle città anche equatoriale, a oltre 25°C.</strong> La giornata vede <strong>massime sui 37-39°C al nord, 38-40°C al centro e Sardegna, 32-38°C al sud</strong>, ma picchi locali anche oltre questi valori sono possibili. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781428" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo">Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo-1785499323164_320.png" alt="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"></a></article></aside><p>Riguardo<strong> i temporali, sembrano confinati alle Alpi e al pomeriggio</strong>, soprattutto nell’arco alpino di confine centro orientale, e molto isolati in Appennino. Basso il rischio di sconfinamento in pianura padana.</p><h2>Inizio settimana con 38-40°C costanti </h2><p><strong>Lunedì, martedì, mercoledì e giovedì nessun cambiamento di sostanza, </strong>il tempo resta soleggiato ma con<strong> troppo caldo da cambiamenti climatici</strong>. L’attività dei <strong>temporali di calore</strong>, presenti sulle Alpi e a tratti sull’Appennino, tenderà ad aumentare e con essa la <strong>possibilità di sconfinamento nelle pianure</strong> pedemontante del nord, raro invece il rovescio al centro. Pur isolati, i temporali potrebbero risultare molto forti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-stupito-dai-modelli-la-svolta-si-ridimensiona-e-sara-solo-una-pausa-altro-caldo-estremo-a-ferragosto-1785519658626.png" data-image="ddkijtjxjjg3"><figcaption>Densità di fulmini prevista da ECMWF lunedì pomeriggio: le dorsali montuose saranno costellate di rovesci termoconvettivi.</figcaption></figure><p>Le temperature, restano attorno a<strong> 38-40°C, mercoledì anche in possibile lieve aumento</strong>. Le notti molto calde continuano a caratterizzare tutt’Italia. <br>Una parola sulle spiagge, le brezze attenuano la calura, ma resterà forte disagio, e al calar del sole con la cessazione del vento sarà molto afoso.</p><h2>Fine settimana: ulteriore aumento temperature sabato, temporali domenica? </h2><p><strong>Venerdì e sabato potrebbero risultare ancora e ulteriormente più calde, </strong>ECMWF a tratti indica <strong>picchi di 41°C per esempio a Firenze venerdì, e di 40°C a Bologna sabat</strong>o. Il caldo ulteriore è dovuto al<strong> richiamo da SW, con aria tropicale compressa dal fenomeno del garbino</strong> sottovento ai monti appenninici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781428" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo">Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo-1785499323164_320.png" alt="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"></a></article></aside><p>Col caldo ancora più estremo,<strong> aumentano ulteriormente i temporali sulle Alpi e sabato potrebbero sconfinare, molto forti, in alta pianura</strong> piemontese, lombarda e localmente veneta, alimentati dall’aria bollente appena più a sud. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-stupito-dai-modelli-la-svolta-si-ridimensiona-e-sara-solo-una-pausa-altro-caldo-estremo-a-ferragosto-1785519616943.png" data-image="xtbl5sjzmhuv"><figcaption>A metà settimana nuova fiammata, e nel fine settimana possibile addirittura un lieve ulteriore aumento anche oltre i valori di questa mappa.</figcaption></figure><p>Il <strong>passaggio frontale di domenica appare poi molto incerto,</strong> nell’ultimo run ECMWF addirittura indebolito, ma una relativa diminuzione , di 4-6°C, di temperatura ci sarà. </p><h2>Relativa rinfrescata poi caldo intenso a ferragosto?</h2><p>Dal 10 agosto ECMWF entra in crisi di attendibilità. Un <strong>segnale di rinfrescata c’è, ma cluster ECMWF sono dispersi in ben 7 scenari</strong>. La rottura del caldo estremo è probabile, ma incerta nell’entità e durata. Probabile che i termometri restino ovunque quasi sempre oltre i 30°C. </p><p>Comunque da godersi, perché <strong>i segnali per ferragosto sono sempre più diretti verso una nuova ennesima onda di calore</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781433" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html" title="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani">Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html" title="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani-1785494889076_320.png" alt="Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani"></a></article></aside><p>Paradossalmente, c<strong>'è più accordo negli ensemble per Ferragosto che per il 9-10 agosto.</strong> Dopo la pausa, la tendenza prevalente dei cluster ECMWF riporta appunto il gran caldo sull'Italia. Non stupisce: spesso è proprio nelle fasi di transizione che i modelli faticano a individuare cosa succede, mentre gli anticicloni di grande estensione sono più prevedibili.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-stupito-dai-modelli-la-svolta-si-ridimensiona-e-sara-solo-una-pausa-altro-caldo-estremo-a-ferragosto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Sulle tracce di Ulisse in Italia: i luoghi dell'Odissea dallo Stretto di Messina al Circeo ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/sulle-tracce-di-ulisse-in-italia-i-luoghi-dell-odissea-dallo-stretto-di-messina-al-circeo.html</link><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 06:34:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Durante i suoi viaggi Ulisse ha toccato le coste dell'Italia più volte. Ecco quali sono i luoghi descritti nell'Odissea che si trovano sulla costa tirrenica, tra Sicilia, Campania e Lazio</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sulle-tracce-di-ulisse-in-italia-i-luoghi-dell-odissea-dallo-stretto-di-messina-al-circeo-1785312934332.jpg" data-image="xtp8iovmfc9o" alt="Luoghi Odissea Italia" title="Luoghi Odissea Italia"><figcaption>L'Etna, nell'Odissea, è la casa dei ciclope Polifemo </figcaption></figure><p>Durante il suo viaggio decennale seguito alla <strong>guerra di Troia</strong>, Ulisse ha viaggiato per tutto il Mediterraneo, toccando spesso le <strong>coste tirreniche</strong> del sud Italia.</p><div class="texto-destacado">Non esistono certezze assolute riguardo i luoghi raccontanti nell’Odissea, ma da millenni storici e geografi si cimentano nell’identificazione esatta di questi siti, basandosi sulle descrizioni geografiche di Omero, inclusa la direzione dei venti e i giorni di navigazione.</div><p>Sono <strong>sei </strong>le tappe italiane del viaggio di Ulisse verso Itaca, universalmente accettate come <em>certe. </em>Ecco quali sono, sa sud a nord.</p><h2>L’Etna, la terra di Polifemo</h2><p>La prima tappa di Ulisse sul suolo italiano è la <strong>Sicilia </strong>e in particolare l’Etna. Qui ha luogo uno degli episodi più celebri in assoluto dell’Odissea, quello in cui Ulisse con i suoi compagni finisce prigioniero del ciclope <strong>Polifemo</strong>. Per fuggire, Ulisse fa ubriacare il ciclope per poi privarlo del suo unico occhio.</p><p>Secondo alcune leggende la furia di Polifemo era la causa delle eruzioni del vulcano, ma questo dettaglio non è presente nell’Odissea. </p><p>Ad ogni modo oggi come allora, le eruzioni dell’Etna sono frequenti e spettacolari e infatti da sempre hanno sollecitato la fantasia di chi le osserva, inclusa quella degli <strong>antichi romani</strong>. Se per i greci la montagna di Catania era la casa di Polifemo, per i latini era invece la <strong>fucina del dio Vulcano</strong>, che vi forgiava le armi degli dei. </p><h2>Trinacria, l’isola del dio Sole</h2><p>Ancora oggi la Sicilia è detta Trinacria, per la sua forma a <strong>tre punte</strong>. I Greci la ritenevano sacra ad <strong>Iperione</strong>, dio del Sole. Sia la maga Circe che l’indovino Tiresia avvertono Ulisse di non toccare i buoi che pascolano sull’isola, consacrati al dio, tuttavia l’equipaggio stremato dalla fame disubbidisce all’ordine.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780168" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/troia-tra-mitologia-e-realta-cosa-vedere-nell-antica-citta-dell-iliade-e-dell-odissea.html" title="Troia tra mito e realtà: cosa vedere nell'antica città dell'Iliade e dell'Odissea">Troia tra mito e realtà: cosa vedere nell'antica città dell'Iliade e dell'Odissea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/troia-tra-mitologia-e-realta-cosa-vedere-nell-antica-citta-dell-iliade-e-dell-odissea.html" title="Troia tra mito e realtà: cosa vedere nell'antica città dell'Iliade e dell'Odissea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/troia-tra-mitologia-e-realta-cosa-vedere-nell-antica-citta-dell-iliade-e-dell-odissea-1784874530309_320.jpg" alt="Troia tra mito e realtà: cosa vedere nell'antica città dell'Iliade e dell'Odissea"></a></article></aside><p>Infuriato, Iperione chiede giustizia a Zeus, che non appena la nave di Ulisse si rimette in viaggio scaglia su di essa un <strong>fulmine</strong>. La nave e l’equipaggio finiscono in fondo al mare, si salva solo Ulisse che non aveva partecipato al banchetto.</p><p>Questo episodio generalmente viene collocato nell’area di <strong>Milazzo</strong>, lungo la costa nordoccidentale della Sicilia.</p><h2>Isole Eolie, la casa del dio del vento</h2><p>Poco più a nord della Sicilia, le isole Eolie devono il proprio nome ad <strong>Eolo</strong>, il dio del vento. Qui Ulisse trova finalmente ospitalità e riceve dal dio anche un dono prezioso, un otre contenente i venti del mare contrari alla navigazione. Eolo lascia libero solo Zefiro, un <strong>vento favorevole</strong> che riporta Ulisse verso la sua Itaca.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sulle-tracce-di-ulisse-in-italia-i-luoghi-dell-odissea-dallo-stretto-di-messina-al-circeo-1785312994587.jpg" data-image="wlxdc7gdizly" alt="Odissea Italia" title="Odissea Italia"><figcaption>L'isola di Lipari corrisponde quasi perfettamente con la descrizione che Omero fa della casa del dio Eolo</figcaption></figure><p>I compagni di Ulisse, però, convinti di trovare dei tesori all’interno dell’otre lo aprono, finendo per liberare i terribili venti e prolungando così di molto il viaggio dell’eroe verso casa.</p><p>In genere le “rupi erranti” che Omero descrive in questo episodio vengono identificate con <strong>Lipari</strong> e i suoi faraglioni, mentre secondo altre ricostruzioni l’aspetto dell’isola descritta nel poema corrisponderebbe a quello di <strong>Stromboli</strong>.</p><h2>Lo stretto di Messina e i mostri Scilla e Cariddi</h2><p>A breve distanza dall’Etna si trova lo Stretto di Messina, che Omero descrive come un braccio di mare quasi invalicabile a causa della presenza di due <strong>mostri marini</strong>, Scilla dal cui copro spuntano sei teste di cane, e Cariddi che forma gorghi letali inghiottendo e risputando l’acqua di mare tre volte al giorno.</p><p>Qui, lungo la rotta che le navi greche utilizzavano risalendo verso Cuma, Ulisse deve compiere una scelta drammatica e decidere quale dei due mostri affrontare. Scegliendo <strong>Scilla </strong>perde sei dei suoi uomini, ma salva il resto dell’equipaggio e la nave.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="667842" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-vento-cavaliere-l-intensa-termica-che-quasi-quotidianamente-soffia-sullo-stretto-di-messina.html" title="Il vento cavaliere, l'intensa termica che quasi quotidianamente soffia sullo Stretto di Messina">Il vento cavaliere, l'intensa termica che quasi quotidianamente soffia sullo Stretto di Messina</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-vento-cavaliere-l-intensa-termica-che-quasi-quotidianamente-soffia-sullo-stretto-di-messina.html" title="Il vento cavaliere, l'intensa termica che quasi quotidianamente soffia sullo Stretto di Messina"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-vento-cavaliere-l-intensa-termica-che-quasi-quotidianamente-soffia-sullo-stretto-di-messina-1722463507175_320.jpg" alt="Il vento cavaliere, l'intensa termica che quasi quotidianamente soffia sullo Stretto di Messina"></a></article></aside><p>Scilla è una località reale, che si trova sulla costa della <strong>Calabria</strong>, Cariddi invece è identificata col gorgo che si forma fra <strong>Capo Faro e Punta Sottile</strong> quando si incontrano le correnti del <strong>Tirreno </strong>e dello <strong>Ionio</strong>. </p><h2>Capri e la terra delle Sirene</h2><p>Un altro celebre episodio dell’Odissea è quello in cui Ulisse, dopo aver ordinato ai suoi di chiudersi le orecchie con la cera, si fa legare all’albero della nave per poter ascoltare il <strong>canto delle sirene</strong> senza esserne ammaliato e quindi indotto a gettarsi in mare.</p><p>Le sirene della mitologia greca erano creature mostruose <strong>divoratrici di uomini</strong> ma destinate a morire a loro volta qualora qualcuno fosse riuscito a resistere al loro canto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777680" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-giganti-del-mediterraneo-i-3-santuari-italiani-dove-puoi-avvistare-balene-e-delfini-nel-periodo-migliore.html" title="I giganti del Mediterraneo: i 3 santuari italiani dove puoi avvistare balene e delfini nel periodo migliore">I giganti del Mediterraneo: i 3 santuari italiani dove puoi avvistare balene e delfini nel periodo migliore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-giganti-del-mediterraneo-i-3-santuari-italiani-dove-puoi-avvistare-balene-e-delfini-nel-periodo-migliore.html" title="I giganti del Mediterraneo: i 3 santuari italiani dove puoi avvistare balene e delfini nel periodo migliore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-giganti-del-mediterraneo-i-3-santuari-italiani-dove-puoi-avvistare-balene-e-delfini-nel-periodo-migliore-1783526545873_320.jpg" alt="I giganti del Mediterraneo: i 3 santuari italiani dove puoi avvistare balene e delfini nel periodo migliore"></a></article></aside><p>Praticamente tutti gli studiosi concordano sul fatto che Capri sia il luogo dove è avvenuto questo episodio, mentre secondo alcune leggende i tre <strong>faraglioni </strong>che definiscono il famoso skyline dell’isola sarebbero tre sirene morte <strong>pietrificate </strong>per non essere riuscite a incantare Ulisse. </p><p>Il mito della sirena <strong>Partenope </strong>(da cui è nata la città di Napoli) innamorata di Ulisse, non viene raccontato da Omero ma si trova in altri autori antichi.</p><h2>La terra della maga Circe</h2><p>Da uno dei personaggi più famosi e interessanti dell’Odissea, la <strong>maga Circe</strong>, prende il nome il <strong>promontorio del Circeo</strong>. Qui la maga vive in un palazzo circondato da un bosco abitato da <strong>bestie selvatiche</strong>, che Ulisse scoprirà essere state un tempo uomini irretiti da Circe.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sulle-tracce-di-ulisse-in-italia-i-luoghi-dell-odissea-dallo-stretto-di-messina-al-circeo-1785313044842.jpg" data-image="j7reaintna2v" alt="Ulisse Italia" title="Ulisse Italia"><figcaption>Il promontorio del Circeo nel Lazio, con il lago di Sabaudia</figcaption></figure><p>Aiutato da <strong>Ermes</strong>, il messaggero degli dei, Ulisse riesce a salvare se stesso e il suo equipaggio dai sortilegi della maga, la quale finirà anche per aiutarlo dandogli dei consigli su come evitare i pericoli del viaggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="335821" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/circeo-ritrovamento-neanderthal-archeologia-grotta-guattari.html" title="Circeo, ritrovamento di 9 uomini di Neanderthal nella Grotta Guattari">Circeo, ritrovamento di 9 uomini di Neanderthal nella Grotta Guattari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/circeo-ritrovamento-neanderthal-archeologia-grotta-guattari.html" title="Circeo, ritrovamento di 9 uomini di Neanderthal nella Grotta Guattari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/circeo-335821-1_320.jpg" alt="Circeo, ritrovamento di 9 uomini di Neanderthal nella Grotta Guattari"></a></article></aside><p>Nel testo di Omero la casa di Circe è un’isola denominata <strong>Eea</strong>, il motivo per cui è identificata col Circeo è che migliaia di anni fa il promontorio era più simile ad un’isola, collegata probabilmente alla terraferma solo da una <strong>striscia di sabbia</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/sulle-tracce-di-ulisse-in-italia-i-luoghi-dell-odissea-dallo-stretto-di-messina-al-circeo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html</link><pubDate>Sat, 01 Aug 2026 04:40:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Nuovi modelli mostrano che la Terra potrebbe evitare l’inglobamento nel Sole gigante. La vita, però, scomparirà molto prima, mentre il pianeta potrebbe restare come mondo sterile attorno a una nana bianca.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta-1785253730206.png" data-image="kvgiejpz7s0e" alt="Fine della Terra" title="Fine della Terra"><figcaption>Rappresentazione artistica di una Terra ormai rovente e priva di oceani sopravvissuta alla fase di gigante del Sole.</figcaption></figure><p>La Scienza lo dice chiaramente: <strong>la fine della Terra non avverrà in un singolo istante spettacolare</strong>. Sarà piuttosto il risultato di una trasformazione lentissima, lungo un arco di milioni o decine di milioni di anni.</p><p>Durante questo arco di tempo il Sole diventerà progressivamente più luminoso, per poi trasformarsi in un gigantesca sfera rossastra per poi finire come piccola nana bianca.</p><p>Diversamente da quanto ritenuto in passato, uno studio pubblicato nel giugno 2026 suggerisce che l<strong>a Terra potrebbe evitare di essere inghiottita durante le fasi finali che porteranno il Sole a diventare una gigante rossa.</strong></p><p>Ciò non significa, tuttavia, che possa conservare oceani, atmosfera e vita:<strong> la fine della biosfera arriverà enormemente prima della morte del Sole.</strong></p><h2>La vita finirà prima che il Sole diventi una gigante rossa</h2><p><strong>Oggi il Sole si trova nella fase più stabile della propria evoluzione. </strong>Con un’età di circa 4.5 miliardi di anni, attualmente sta fondendo idrogeno in elio nel proprio nucleo, garantendo una luminosità costante perfettamente compatibile con il mantenimento della vita sulla Terra. Questo equilibrio non resterà identico per sempre.</p><p><strong>Esaurendo l’idrogeno nel nucleo</strong>, la temperatura di questo aumenterà, spostando la fusione nucleare verso strati più esterni al nucleo. <strong>Il risultato sarà un lento aumento della luminosità solare</strong>. Su scale di centinaia di milioni di anni, <strong>l’aumentato flusso energetico altererà il clima terrestre.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764176" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra.html" title="Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra">Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra.html" title="Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-diventera-gigante-e-cio-avra-delle-conseguenze-crescera-fino-a-compromettere-la-vita-sulla-terra-1776325334357_320.png" alt="Il Sole diventerà gigante e ciò avrà delle conseguenze: crescerà fino a compromettere la vita sulla Terra"></a></article></aside><p>Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Nature, <strong>l’atmosfera terrestre rimarrà ricca di ossigeno ancora per circa 1,08 ± 0,14 miliardi di anni</strong>. Successivamente, <strong>l’aumento della radiazione solare fisserà sempre più anidride carbonica nelle rocce,</strong> sottraendola progressivamente all’atmosfera. Questa potrebbe suonare come una buona notizia, alla luce dell’effetto serra prodotto dall’eccesso di anidride carbonica in atmosfera. </p><p>Tuttavia, la dimensione sarà tale da <strong>privare le piante di CO₂ per la fotosintesi</strong>. La produttività biologica diminuirebbe e, infine, <strong>la concentrazione di ossigeno crollerebbe verso valori inferiori all’1% di quelli attuali. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L'aumento di luminosità del Sole determinerà un crollo di concentrazione di ossigeno, l'evaporazione degli oceani e la fine dell'esistenza di una biosfera. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Il riscaldamento crescente favorirà l’evaporazione degli oceani</strong>, quindi una produzione di grandi quantità di vapore acqueo che raggiungendo gli strati superiori dell’atmosfera <strong>non solo aumenterà l’effetto serra </strong>(ricordiamo che il vapore acqueo è un potente gas serra), <strong>ma faciliterà la dispersione dell’idrogeno nello spazio.</strong> </p><p>Gli oceani non evaporerebbero in un solo evento, ma verrebbero perduti progressivamente. <strong>Quando il Sole inizierà davvero a trasformarsi in una gigante rossa, la Terra sarà già da molto tempo un mondo sterile. </strong></p><h2>Gigante rossa: la Terra verrà davvero inghiottita?</h2><p><strong>Tra circa cinque miliardi di anni</strong>, mentre il nucleo del Sole si contrarrà e gli involucri superficiali si espanderanno enormemente, <strong>il Sole diventerà così una gigante rossa</strong>, molto più grande e luminosa della stella attuale. Mercurio e Venere sono considerati condannati: verranno certamente inglobati.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="745471" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-morte-del-sole-ha-una-data-ecco-come-saranno-gli-ultimi-giorni-della-terra-secondo-la-scienza.html" title="La morte del Sole ha una data: ecco come saranno gli ultimi giorni della Terra secondo la scienza">La morte del Sole ha una data: ecco come saranno gli ultimi giorni della Terra secondo la scienza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-morte-del-sole-ha-una-data-ecco-come-saranno-gli-ultimi-giorni-della-terra-secondo-la-scienza.html" title="La morte del Sole ha una data: ecco come saranno gli ultimi giorni della Terra secondo la scienza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-fecha-en-la-que-el-sol-acabara-con-la-vida-en-la-tierra-1765967831678_320.jpg" alt="La morte del Sole ha una data: ecco come saranno gli ultimi giorni della Terra secondo la scienza"></a></article></aside><p>Secondo studi precedenti, il destino della Terra dipende dalla competizione tra due meccanismi con effetti opposti. Da un canto effetti mareali dissiperebbero energia, frenando l’orbita e trascinando il pianeta verso l’interno. Di contro, il Sole perderebbe massa attraverso intensi venti stellari, diminuendo la sua attrazione gravitazionale per cui la Terra tenderebbe ad allontanarsi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta-1785345788835.png" data-image="0u3f68nb3grw" alt="Nebulosa planetaria" title="Nebulosa planetaria"><figcaption>Esempio di nebulosa planetaria in cui si trasformerà il Sole dopo la fase di gigante rossa, con una nana bianca al centro.</figcaption></figure><p><strong>Secondo un modello pubblicato nel 2008 </strong>questo allontanamento non sarebbe stato sufficiente: <strong>le interazioni mareali avrebbero infine fatto precipitare la Terra nell’inviluppo solare. </strong></p><p><strong>Il nuovo studio</strong> di Mats Esseldeurs, Stéphane Mathis e Leen Decin, pubblicato nel 2026 su Astronomy & Astrophysics, utilizzando modelli più aggiornati della dissipazione mareale, <strong>dà maggiore probabilità che il nostro pianeta potrebbe superare la fase di gigante rossa</strong>, rimanendo in orbita attorno al Sole senza precipitare nel suo inviluppo esterno.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Recenti studi danno più probabile per la Terra la possibilità di sopravvivere alla fase di gigante rossa del Sole: non inglobata ma comunque resa sterile<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Gli autori sottolineano che una perdita di massa solare sufficientemente rapida allargherebbe l’orbita terrestre, garantendo una probabile sopravvivenza della Terra, ma non una certezza definitiva. </p><h2>Una Terra morta attorno a una nana bianca</h2><p>Alla fine della fase di gigante rossa, il Sole darà origine a una nebulosa planetaria con una nana bianca circondata da un inviluppo di gas e polveri espulso dalla gigante rossa. </p><div class="texto-destacado">La nana bianca è un oggetto estremamente denso, delle dimensioni approssimative della Terra, privo di nuove reazioni nucleari e destinato a raffreddarsi lentamente. </div><p><strong>Se la Terra sopravviverà alla fase di gigante rossa si troverà ad orbitare attorno ad una nana bianca, ma ormai priva di oceani e probabilmente senza un’atmosfera significativa.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716867" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/dove-andare-quando-la-terra-non-ci-sara-piu-su-europa-la-luna-di-giove-ecco-il-perche.html" title="Dove andare quando la Terra non ci sarà più? Su Europa, la luna di Giove: ecco il perché">Dove andare quando la Terra non ci sarà più? Su Europa, la luna di Giove: ecco il perché</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/dove-andare-quando-la-terra-non-ci-sara-piu-su-europa-la-luna-di-giove-ecco-il-perche.html" title="Dove andare quando la Terra non ci sarà più? Su Europa, la luna di Giove: ecco il perché"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dove-andare-quando-la-terra-non-ci-sara-piu-su-europa-la-luna-di-giove-ecco-il-perche-1750862884327_320.jpg" alt="Dove andare quando la Terra non ci sarà più? Su Europa, la luna di Giove: ecco il perché"></a></article></aside><p>L’osservazione del cielo mostra come tutte e due gli scenari prospettati siano possibili. </p><p>Abbiamo esempi di “cannibalismo” in cui la stella ingloba i propri pianeti, come osservato nel 2023, dove gli effetti mareali combinati all’espansione della stella hanno distrutto i pianeti più vicini.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta-1785345844934.png" data-image="rgivzwwxx2k9" alt="Evoluzione del Sole" title="Evoluzione del Sole"><figcaption>Schema esemplificativo dell'evoluzione del Sole dalla sua formazione alla fine come nana bianca.</figcaption></figure><p><strong>Di contro, nel 2024 è stato individuato un pianeta di circa 1,9 masse terrestri in orbita attorno a una nana bianca</strong>, a poco più di due unità astronomiche di distanza. Ricostruendo la storia del sistema, i ricercatori hanno ipotizzato che il pianeta potesse trovarsi originariamente su un’orbita vicina a una unità astronomica, paragonabile quindi alla distanza attuale fra la Terra e il Sole. <strong>Questa è una prova di come sia possibile la sopravvivenza del pianeta alla fase di gigante rossa.</strong></p><p>Sembra che non ci siano dubbi sul fatto che <strong>in ogni caso la Terra diventerà un pianeta sterile e inabitabile</strong> entro tempi dell’ordine di un miliardo di anni. La Terra in quanto pianeta potrebbe invece sopravvivere alla morte del Sole, continuando a orbitare, ma<strong> come una reliquia arida,</strong> per tempi immensi attorno alla nana bianca.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Esseldeurs%2C%20M.%2C%20Mathis%2C%20S.%20e%20Decin%2C%20L." data-year="2026" data-title="he%20fate%20of%20Earth%20during%20the%20Sun%E2%80%99s%20giant%20phases%3A%20New%20constraints%20from%20ab%20initio%20tidal%20modelling%20and%20AGB%20mass%20loss" data-url="https%3A%2F%2Farxiv.org%2Fabs%2F2606.19575">Esseldeurs, M., Mathis, S. e Decin, L.. (2026). <a href="https://arxiv.org/abs/2606.19575" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">he fate of Earth during the Sun’s giant phases: New constraints from ab initio tidal modelling and AGB mass loss</a>.</cite><br><cite data-author="De%2C%20K.%20et%20al." data-year="2023" data-title="An%20infrared%20transient%20from%20a%20star%20engulfing%20a%20planet" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41586-023-05842-x.pdf">De, K. et al.. (2023). <a href="https://www.nature.com/articles/s41586-023-05842-x.pdf" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">An infrared transient from a star engulfing a planet</a>.</cite><br><cite data-author="Zhang%2C%20K.%20et%20al." data-year="2024" data-title="An%20Earth-mass%20planet%20and%20a%20brown%20dwarf%20in%20orbit%20around%20a%20white%20dwarf" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41550-024-02375-9">Zhang, K. et al.. (2024). <a href="https://www.nature.com/articles/s41550-024-02375-9" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">An Earth-mass planet and a brown dwarf in orbit around a white dwarf</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[ Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 20:31:33 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La scossa di terremoto avvenuta in provincia di Napoli ha provocato anche dei danni ad alcune abitazioni e il crollo di un costone roccioso nel comune di Pozzuoli. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero-1785529557794.jpg" data-image="yxcc6jna9phl" alt="Campi Flegrei." title="Campi Flegrei."><figcaption>I Campi Flegrei rappresentano una caldera vulcanica attiva e densamente popolata (oltre 500.000 persone nell’area). Da anni è in corso una fase di crisi bradisismica con sollevamento del suolo e sciami sismici frequenti. </figcaption></figure><p>Torna a tremare la terra nell’area dei Campi Flegrei. <strong>Attorno alle 19.46,</strong> una scossa, di <strong>magnitudo 4,7 Richter,</strong> ha scosso tutta l’area ad ovest di Napoli, creando tanto spavento, ma anche dei lievi danni ad alcuni edifici e crolli di alcuni costoni, nel comune di Pozzuoli. La bassa profondità ha reso lo scuotimento parecchio intenso. </p><p>Si tratta della scossa di maggiore intensità da quando è ripreso a farsi vivo il fenomeno del bradisismo <strong>nell'area di Pozzuoli.</strong> Il sisma è stato distintamente avvertito nel capoluogo ma anche nei comuni della provincia di Napoli. <strong>Si registrano otto feriti lievi da codice giallo,</strong> ma le loro condizioni di salute non preoccupano.</p><h2><strong>Attivata l’Unità di Crisi</strong></h2><p>I Campi Flegrei rappresentano una caldera vulcanica attiva e densamente popolata (oltre 500.000 persone nell’area). <strong>Da anni è in corso una fase di crisi bradisismica con sollevamento del suolo e sciami sismici frequenti.</strong></p><p>Una scossa di questa intensità (la più forte recente in alcuni contesti) attiva protocolli di protezione civile per ragioni di precauzione, come il controllo di edifici, reti idriche, elettriche e gas per evitare rischi secondari (crolli, fughe, incendi).</p><div class="texto-destacado"><strong>Il Dipartimento della Protezione Civile, Regione Campania, Prefettura, Comuni (Napoli, Pozzuoli, Bacoli), Vigili del Fuoco e INGV-Osservatorio Vesuviano si riuniscono nell’Unità di Crisi per monitorare l’evoluzione dello sciame, gestire informazioni alla popolazione e attivare eventuali aree di accoglienza.</strong></div><p>In un’area ad alta vulnerabilità, anche senza gravi danni, si rafforzano i controlli sulla viabilità e si preparano misure di assistenza alla popolazione. </p><h2><strong>Un protocollo da seguire in caso di terremoti </strong></h2><p>Questo meccanismo è stato utilizzato in occasione di scosse simili precedenti (es. magnitudo 4.4 nel 2025-2026), proprio per gestire la <strong>“crisi bradisismica”</strong> in atto dal 2005. Linee come la Cumana e la Circumflegrea (gestite da EAV), che servono direttamente la zona flegrea (Pozzuoli, Bagnoli, ecc.), vengono spesso sospese temporaneamente dopo scosse significative. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">WATCH: Massive rocks crush vehicles after the earthquake (terremoto) in Pozzuoli, Italy <a href="https://x.com/hashtag/earthquake?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#earthquake</a> <a href="https://x.com/hashtag/italy?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#italy</a> <br><br>Cc <a href="https://x.com/ScopeReport_?ref_src=twsrc%5Etfw">@ScopeReport_</a> <a href="https://t.co/X5yyexsMuN">pic.twitter.com/X5yyexsMuN</a></p>— sustainme.in️ (@sustainme_in) <a href="https://x.com/sustainme_in/status/2083284987034599818?ref_src=twsrc%5Etfw">July 31, 2026</a></blockquote></figure><p>Il motivo è puramente precauzionale. Verifiche statiche e di sicurezza sulle infrastrutture (binari, ponti, gallerie, stazioni) per escludere danni invisibili che potrebbero compromettere la sicurezza dei treni. Oltre alla riduzione del rischio per i passeggeri in caso di repliche sismiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778843" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ecco-come-si-e-spostato-il-terreno-in-venezuela-dopo-il-doppio-terremoto.html" title="Ecco come si è spostato il terreno in Venezuela dopo il doppio terremoto">Ecco come si è spostato il terreno in Venezuela dopo il doppio terremoto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ecco-come-si-e-spostato-il-terreno-in-venezuela-dopo-il-doppio-terremoto.html" title="Ecco come si è spostato il terreno in Venezuela dopo il doppio terremoto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-come-si-e-spostato-il-terreno-in-venezuela-dopo-il-doppio-terremoto-1784148975244_320.jpg" alt="Ecco come si è spostato il terreno in Venezuela dopo il doppio terremoto"></a></article></aside><p>In passato, queste sospensioni hanno causato ritardi o cancellazioni temporanee (fino a ore), ma permettono di riprendere il servizio in sicurezza dopo ispezioni. </p><h2><strong>Quale collegamento con il bradisismo?</strong></h2><p>Il terremoto del 31 luglio è un sisma di origine vulcanica-tettonica, tipico della caldera dei Campi Flegrei. Si tratta di eventi superficiali (ipocentro a soli 2-3 km di profondità), a differenza dei terremoti tettonici “normali” che possono avere ipocentri più profondi (10-30 km o più).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero-1785529607718.jpg" data-image="fs542peegpre" alt="Area dei Campi Flegrei." title="Area dei Campi Flegrei."><figcaption>Il terremoto del 31 luglio è un sisma di origine vulcanica-tettonica, tipico della caldera dei Campi Flegrei. Si tratta di eventi superficiali (ipocentro a soli 2-3 km di profondità), a differenza dei terremoti tettonici “normali” che possono avere ipocentri più profondi (10-30 km o più).</figcaption></figure><p>Legato allo stress nelle rocce causato dal movimento del suolo e dalla pressione di fluidi (acqua geotermica, gas magmatici) in un sistema idrotermale attivo. <strong>Non è un’eruzione imminente, ma il risultato del respiro della caldera. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Il bradisismo (dal greco: “movimento lento del suolo”) è il fenomeno principale. Esso consiste in fasi di sollevamento (uplift) o abbassamento del terreno dovute a processi magmatico-idrotermali nella caldera. Ai Campi Flegrei è documentato da secoli (famoso l’esempio del Tempio di Serapide a Pozzuoli).</strong></div><p>Dal 2005 è in atto una nuova fase di sollevamento (cumulativo oltre 1 metro in alcune zone), accompagnata da sciami sismici. I terremoti sono la conseguenza dello stress accumulato nelle rocce fratturate mentre il suolo si solleva (fino a 20-30 mm/mese in picchi). <strong>I sismi aiutano a “rilasciare” questo stress, ma aumentano la preoccupazione nella popolazione. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-e-l-unico-paese-al-mondo-autosufficiente-al-100-in-termini-di-cibo-si-trova-in-sud-america.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 17:56:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Uno studio pubblicato su Nature Food ha analizzato la produzione alimentare in 186 paesi e ha concluso che solo un paese può coprire, da solo, tutti i gruppi alimentari necessari per una dieta sana.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-argentina-ni-brasil-el-unico-pais-del-mundo-100-autosuficiente-en-alimentos-esta-en-sudamerica-1784647373123.jpg" data-image="143kwtanzywu" alt="alimentazione" title="alimentazione"><figcaption>Esiste un solo Paese in grado di nutrire in modo sano tutta la sua popolazione.</figcaption></figure><p>Quando si parla di produzione alimentare, è facile pensare a giganti agricoli come Stati Uniti, Brasile o Cina. Tuttavia, nessuno di questi guida la classifica mondiale dell'autosufficienza alimentare. </p><p><strong>Quel primato appartiene alla Guyana</strong>, un Paese sudamericano con meno di un milione di abitanti che, secondo uno studio pubblicato sulla rivista <em>Nature Food</em>, è l'unico in grado di produrre cibo sufficiente per soddisfare completamente il fabbisogno della propria popolazione senza dipendere dalle importazioni.</p><div class="texto-destacado"><strong>La ricerca ha analizzato 186 Paesi, confrontando la produzione nazionale con le raccomandazioni nutrizionali per una dieta sana. Invece di misurare soltanto la disponibilità di calorie, gli scienziati hanno valutato sette gruppi alimentari essenziali: cereali e tuberi, frutta, verdura, legumi, frutta secca e semi, carne, latticini, pesce e frutti di mare.</strong></div><p>Il risultato è stato netto: solo la Guyana è riuscita a coprire il fabbisogno di tutti e sette i gruppi alimentari. <strong>Cina e Vietnam si sono fermati a un solo gradino di distanza</strong>, raggiungendo l'autosufficienza in sei delle sette categorie. All'estremo opposto della classifica si trovano Afghanistan, Iraq, Qatar, Yemen, Emirati Arabi Uniti e Macao, che non sono riusciti a soddisfare completamente nessuna delle categorie con la propria produzione interna.</p><p><strong>Oltre un terzo dei Paesi analizzati raggiunge l'autosufficienza in appena due gruppi alimentari o meno</strong>, mentre solo uno su sette riesce a produrre quantità sufficienti in cinque o più categorie.</p><h2>La sicurezza alimentare non dipende più soltanto dall'agricoltura</h2><p>Gli autori sottolineano che l'obiettivo dello studio non era mettere in discussione il commercio internazionale, ma <strong>valutare quanto i Paesi siano preparati ad affrontare un'interruzione prolungata dell'approvvigionamento globale</strong>.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-argentina-ni-brasil-el-unico-pais-del-mundo-100-autosuficiente-en-alimentos-esta-en-sudamerica-1784647516206.jpg" data-image="tx07013f0efz" alt="Sostenibilità" title="Sostenibilità"> <figcaption>Gli scienziati hanno analizzato sette gruppi alimentari essenziali: cereali e tuberi, frutta, verdura, legumi, frutta secca e semi, carne, latticini, pesce e frutti di mare.</figcaption> </figure><p>La pandemia di COVID-19, la guerra in Ucraina e le crescenti tensioni geopolitiche hanno dimostrato che le catene di approvvigionamento possono subire interruzioni in tempi molto rapidi. </p><p>A questo scenario <strong>si aggiunge il cambiamento climatico</strong>, che aumenta la frequenza e l'intensità di siccità, alluvioni e ondate di calore in grado di compromettere contemporaneamente la produzione agricola in diverse regioni del pianeta.</p><p>In questo contesto, dipendere <strong>da pochi fornitori</strong> può trasformarsi in un rischio.</p><div class="texto-destacado"><strong>Lo studio mostra che numerosi Paesi ottengono oltre la metà delle proprie importazioni alimentari da un unico partner commerciale. Se questo fornitore dovesse affrontare un cattivo raccolto, restrizioni alle esportazioni o problemi logistici, l'approvvigionamento alimentare potrebbe essere seriamente compromesso.</strong></div><p>La <strong>vulnerabilità emerge anche nei blocchi regionali</strong>. Il Consiglio di Cooperazione del Golfo raggiunge l'autosufficienza soltanto nella carne, mentre la Comunità dei Caraibi e l'Unione Economica e Monetaria dell'Africa Occidentale riescono a coprire appena due gruppi alimentari.</p><h2>E l'Argentina?</h2><p>Sebbene lo studio non elabori una classifica dettagliata per tutti i Paesi, mostra che <strong>il Sud America è tra le regioni con i migliori risultati a livello mondiale</strong> e comprende diversi Stati in grado di soddisfare il fabbisogno in cinque o più gruppi alimentari.</p><p><strong>L'Argentina si distingue come uno dei maggiori produttori ed esportatori mondiali di cereali</strong>, semi oleosi e carne. Tuttavia, lo studio chiarisce che l'autosufficienza alimentare non dipende soltanto dal volume della produzione, ma dall'equilibrio tra tutti i gruppi alimentari necessari per una dieta sana.</p><p>Questa differenza spiega perché <strong>grandi potenze agricole</strong> non riescano a conquistare il primo posto della classifica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774188" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/citta-del-vaticano-sara-indipendente-energeticamente-grazie-a-un-impianto-agrivoltaico-cos-e.html" title="Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta">Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/citta-del-vaticano-sara-indipendente-energeticamente-grazie-a-un-impianto-agrivoltaico-cos-e.html" title="Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/citta-del-vaticano-sara-indipendente-energeticamente-grazie-a-un-impianto-agrivoltaico-cos-e-1781609575445_320.jpeg" alt="Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta"></a></article></aside><p>I ricercatori sottolineano inoltre che una bassa autosufficienza attuale non significa necessariamente che un Paese sia incapace di produrre più alimenti. In molti casi, <strong>la produzione è determinata da fattori economici, commerciali o tecnologici</strong>, e non esclusivamente dal potenziale agricolo disponibile.</p><p>Le proiezioni mostrano infatti che la maggior parte <strong>dei Paesi potrebbe migliorare la propria autosufficienza</strong> nel prossimo decennio grazie a investimenti nell'agricoltura di precisione, nelle nuove tecnologie, nell'acquacoltura, nelle coltivazioni in ambienti controllati e nei programmi di miglioramento genetico.</p><p>Il messaggio finale dello studio è chiaro. L'autosufficienza assoluta, come quella raggiunta oggi dalla Guyana, rappresenta un'eccezione. In un mondo in cui i sistemi alimentari sono profondamente interconnessi, <strong>il commercio internazionale continuerà a essere indispensabile per garantire diete varie ed equilibrate.</strong> La vera sfida consiste nel costruire catene di approvvigionamento più resilienti e diversificate, capaci di resistere alle crisi geopolitiche, agli eventi estremi e agli impatti sempre più evidenti del cambiamento climatico.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento dello studio</h3> <p class="article-reference__body"><cite data-author="Stehl%2C%20J.%2C%20Vonderschmidt%2C%20A.%2C%20Vollmer%2C%20S.%20et%20al." data-year="2025" data-title="Gap%20between%20national%20food%20production%20and%20food-based%20dietary%20guidance%20highlights%20lack%20of%20national%20self-sufficiency" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs43016-025-01173-4">Stehl, J., Vonderschmidt, A., Vollmer, S. et al. (2025). <a href="https://www.nature.com/articles/s43016-025-01173-4" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation"><em>Gap between national food production and food-based dietary guidance highlights lack of national self-sufficiency</em></a>.</cite></p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-e-l-unico-paese-al-mondo-autosufficiente-al-100-in-termini-di-cibo-si-trova-in-sud-america.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo prossima settimana: l’Italia verso 39 °C, anomalie fino a +8 °C e temporali pomeridiani]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 16:47:41 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Agosto partirà con l’anticiclone ben disteso sull’Italia, ma non sarà una settimana completamente tranquilla. Il caldo aumenterà ancora, mentre nelle ore più calde torneranno temporali sparsi, soprattutto sui rilievi.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/lWcCNbnGD48/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=lWcCNbnGD48" id="lWcCNbnGD48"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Il weekend apre agosto con caldo intenso che sarà il filo conduttore anche dei prossimi giorni: <strong>l’alta pressione resterà la figura dominante</strong>, ma lungo il suo bordo settentrionale continueranno a scorrere correnti leggermente più instabili. Il risultato sarà un’Italia in gran parte soleggiata e molto calda, con improvvisi temporali pomeridiani capaci di accendersi tra Alpi, Prealpi e, a tratti, lungo la dorsale appenninica. </p><p>Sabato 1 agosto il sole avrà la meglio quasi ovunque. Le temperature previste nel pomeriggio mostrano valori di <strong>37°C a Milano e Bologna, 38°C a Verona e Roma, 36°C a Firenze e Perugia e fino a 39°C a Foggia</strong>. Più contenuti, ma comunque pienamente estivi, i valori lungo alcune coste: circa 30°C a Venezia, Napoli e Cagliari, 31°C ad Ancona e 33°C a Bari.</p><p>Nelle conche interne e nelle aree lontane dal mare non si escludono punte prossime ai 40°C. Domenica cambierà poco: ancora sole diffuso, afa in aumento e scarso refrigerio notturno. L’unica vera crepa nel muro anticiclonico sarà rappresentata dai temporali di calore sui rilievi alpini, con qualche possibile episodio anche sull’Appennino. Le pianure, invece, resteranno in gran parte all’asciutto.</p><h2>Lunedì 3 agosto: temporali più numerosi nel pomeriggio</h2><p>L’inizio della nuova settimana non porterà una svolta, ma l’atmosfera diventerà un po’ più vivace. Nel pomeriggio di lunedì la probabilità di precipitazione salirà localmente oltre il <strong>70-80% lungo i settori alpini occidentali e di confine</strong>, mentre scenderà rapidamente procedendo verso la Pianura Padana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani-1785494828193.png" data-image="nnfa7wjz6i2o" alt="Lunedì 3 agosto, temporali più probabili sulle Alpi e localmente lungo l’Appennino" title="Lunedì 3 agosto, temporali più probabili sulle Alpi e localmente lungo l’Appennino"><figcaption>Lunedì 3 agosto, temporali più probabili sulle Alpi e localmente lungo l’Appennino</figcaption></figure><p>L’instabilità potrà comparire anche lungo l’Appennino. Si tratterà di fenomeni irregolari, perchè una località potrà restare completamente asciutta, mentre pochi chilometri più in là potrà scoppiare un acquazzone accompagnato da numerose fulminazioni. Le nostre simulazioni di Meteored individuano infatti nuclei temporaleschi tra l’Appennino centrale, la Sardegna e alcuni settori della Sicilia.</p><h2>Martedì 4 agosto: l’anticiclone protegge pianure e coste, qualche temporale resta sulle Alpi</h2><p>Martedì l’alta pressione continuerà a occupare gran parte del Mediterraneo centrale, garantendo <strong>tempo stabile e prevalentemente soleggiato sulle pianure e lungo le coste italiane</strong>. L’aria tenderà inoltre a comprimersi verso il basso all’interno della struttura anticiclonica, limitando lo sviluppo delle nubi e favorendo un ulteriore aumento delle temperature.</p><p>La situazione sarà un po’ diversa lungo l’arco alpino. Qui l’anticiclone risulterà meno solido e il passaggio di infiltrazioni d’aria leggermente più fresca in quota potrà riaccendere l’instabilità nelle ore pomeridiane. Dopo una mattinata generalmente tranquilla, <strong>tra Piemonte, Valle d’Aosta e rilievi alpini centro-occidentali potranno quindi svilupparsi rovesci e temporali</strong>, localmente accompagnati da raffiche di vento e grandine di piccole dimensioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781264" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo.html" title="Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo">Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo.html" title="Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo-1785479342359_320.png" alt="Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo"></a></article></aside><p>Qualche nube a sviluppo verticale potrà comparire anche lungo l’Appennino centro-meridionale, ma in questo caso gli eventuali acquazzoni saranno più isolati e di breve durata.</p><p>Nel complesso sarà dunque una giornata dominata dal sole e dal caldo, ma chi programma un’escursione in montagna dovrà prestare attenzione al rapido cambiamento del cielo durante il pomeriggio.</p><h2>Mercoledì 5 agosto: il caldo raggiunge il culmine, ma sui rilievi restano temporali isolati</h2><p>L’alta pressione continuerà a favorire cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte del Paese, mentre la forte insolazione e la compressione dell’aria verso il suolo porteranno le temperature verso il probabile picco della settimana.</p><p>Il caldo sarà particolarmente intenso nelle aree interne e nelle grandi pianure. <strong>In Val Padana e nelle vallate del Centro si potranno diffusamente raggiungere i 37-38°C</strong>, mentre sul Tavoliere delle Puglie saranno possibili punte intorno ai 39°C e, localmente, prossime ai 40°C. Valori elevati interesseranno anche le zone interne della Sicilia e del resto del Sud, sebbene lungo alcuni tratti costieri le brezze marine riescano a contenere parzialmente la salita dei termometri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani-1785494889076.png" data-image="070xteiv0w0v" alt="Temperature fino a 8°C sopra la media tra Nord e Centro" title="Temperature fino a 8°C sopra la media tra Nord e Centro"><figcaption>Temperature fino a 8°C sopra la media tra Nord e Centro</figcaption></figure><p>Le nostre mappe indicano <strong>anomalie positive fino a 7-8°C tra il Nord, la Toscana e alcune aree interne del Centro</strong>, mentre scarti di 5-6°C potranno estendersi verso l’Adriatico e parte del Mezzogiorno. In altre parole, non sarà semplicemente una normale giornata calda di agosto: in molte città si registreranno valori decisamente superiori a quelli tipici del periodo.</p><p>Nelle ore più calde, il riscaldamento dei rilievi potrà ancora favorire la formazione di <strong>temporali isolati sulle Alpi occidentali, lungo alcuni tratti dell’Appennino e nelle zone interne della Sardegna</strong>. </p><h2>Quanto durerà questa fase?</h2><p>Almeno fino a metà settimana prossima non emerge un vero ricambio d’aria su scala nazionale. Il caldo resterà quindi il protagonista, interrotto soltanto da temporali diurni sui rilievi.</p><p>Per la seconda parte della settimana l’incertezza inevitabilmente aumenta, ma lo scenario più probabile continua a favorire <strong>temperature superiori alla media e nuovi episodi temporaleschi soprattutto al Nord</strong>. Non si intravede, al momento, l’arrivo di una perturbazione abbastanza organizzata da spazzare via il caldo da tutta Italia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781209" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tentativo-di-transizione-tropicale-sullo-ionio-il-vortice-si-carica-di-energia-nessun-rischio-per-le-nostre-coste.html" title="Tentativo di transizione tropicale su un caldissimo Ionio: il vortice si carica di energia, nessun rischio per l'Italia">Tentativo di transizione tropicale su un caldissimo Ionio: il vortice si carica di energia, nessun rischio per l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tentativo-di-transizione-tropicale-sullo-ionio-il-vortice-si-carica-di-energia-nessun-rischio-per-le-nostre-coste.html" title="Tentativo di transizione tropicale su un caldissimo Ionio: il vortice si carica di energia, nessun rischio per l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tentativo-di-transizione-tropicale-sullo-ionio-il-vortice-si-carica-di-energia-nessun-rischio-per-le-nostre-coste-1785402111494_320.png" alt="Tentativo di transizione tropicale su un caldissimo Ionio: il vortice si carica di energia, nessun rischio per l'Italia"></a></article></aside><p>Le tendenze a più lunga scadenza mantengono la prima decade di agosto molto calda sul Mediterraneo centrale. Un’eventuale maggiore instabilità potrebbe affacciarsi più avanti, avvicinandosi alla settimana di Ferragosto, ma su questa distanza è corretto parlare soltanto di una linea di tendenza e non di una previsione dettagliata. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-l-italia-verso-39-c-anomalie-fino-a-8-c-e-temporali-pomeridiani.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Clima, il riscaldamento globale sta accelerando in questi ultimi anni: la svolta dal 2013-2014]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-il-riscaldamento-globale-sta-accelerando-in-questi-ultimi-anni-la-svolta-dal.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un recente studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Climate, <br>evidenzia un punto di cambiamento significativo nel tasso di aumento <br>delle temperature a partire dal 2013-2014 e una rapidità di aumento <br>circa raddoppiata nell’ultimo decennio rispetto ai precedenti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/clima-il-riscaldamento-globale-sta-accelerando-in-questi-ultimi-anni-la-svolta-dal-1785313024013.jpeg" data-image="4x5w764ye94t" alt="clima" title="clima"><figcaption>Il riscaldamento globale sta accelerando dal 2013-2014, secondo un recente studio.</figcaption></figure><p>Diversi studi scientifici cercano di stabilire se il riscaldamento globale stia subendo un’accelerazione ma, a causa di fattori naturali nella variabilità del clima da un anno all’altro – <strong>per esempio, l’oscillazione del Pacifico legata a El Niño</strong> – che incidono nelle tendenze globali, i risultati sono stati finora piuttosto contrastanti. </p><p>In questo quadro si inserisce una ricerca congiunta dell’Università dell’Aquila e dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iia) che ha applicato un metodo statistico robusto all’analisi di serie di temperature medie globali. </p><p><strong>Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Climate, evidenzia un punto di cambiamento significativo nel tasso di aumento delle temperature a partire dal 2013-2014</strong> e una rapidità di aumento circa raddoppiata nell’ultimo decennio rispetto ai precedenti.</p><h2>Il tasso di aumento delle temperature globali è raddoppiato dal 2013-2014</h2><p>“Nel nostro lavoro – spiega Umberto Triacca del Dipartimento di ingegneria e scienze dell’informazione e matematica (Disim) dell’Università dell’Aquila, primo autore dell’articolo – siamo partiti da uno studio recente di colleghi stranieri che, una volta depurate cinque diverse serie di temperature globali dai fattori di variabilità naturale, riscontravano effettivamente un cambiamento nel tasso di riscaldamento dai primi anni del decennio scorso. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-tabu-del-cambiamento-climatico-perche-gli-scienziati-hanno-urgenza-di-parlare-dello-scenario-peggiore-possibile.html" title="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'">Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello "scenario peggiore possibile"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-tabu-del-cambiamento-climatico-perche-gli-scienziati-hanno-urgenza-di-parlare-dello-scenario-peggiore-possibile.html" title="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-tabu-del-cambio-climatico-por-que-los-cientificos-urgen-a-hablar-del-peor-escenario-posible-1784803404526_320.jpeg" alt="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'"></a></article></aside><p>Tuttavia, come mostriamo, la loro analisi statistica non rendeva assolutamente affidabili i risultati. Abbiamo così applicato una metodica diversa, evidenziando un <strong>chiaro punto di svolta nel 2013-2014, anni da cui il tasso di aumento della temperatura globale è addirittura raddoppiato, da 0,16-0,18 °C/decennio a 0,34-0,42”.</strong></p><h3><strong>Risultati molto affidabili</strong></h3><p><strong>L’aumento misurato in gradi centigradi per decennio è quindi doppio negli ultimi 10 anni rispetto al periodo prima del 2013-2014.</strong> “I nostri risultati sono estremamente affidabili e valgono per tutte le serie considerate, che vengono dai centri di ricerca più importanti: NASA, NOAA, HadCRU, Berkeley ed ERA5”, aggiunge Antonello Pasini (Cnr-Iia), autore corrispondente dell’articolo. </p><p>“Lo sviluppo di questi studi sarà collegare questo cambio di passo della temperatura globale alle sue possibili cause, naturali o dovute all’azione umana, cercando analoghi punti di cambiamento in altre variabili causali come le <strong>emissioni antropogeniche di solfati o le proprietà di riflettività del pianeta</strong>. Dopo queste analisi statistiche potremo analizzare l’evoluzione del sistema clima con i nostri modelli dinamici e di intelligenza artificiale”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775282" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fine-giugno-rovente-ma-a-luglio-e-agosto-puo-fare-ancora-piu-caldo-ecco-perche.html" title="Caldo estremo sull’Italia, ma per la climatologia il peggio deve ancora arrivare">Caldo estremo sull’Italia, ma per la climatologia il peggio deve ancora arrivare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fine-giugno-rovente-ma-a-luglio-e-agosto-puo-fare-ancora-piu-caldo-ecco-perche.html" title="Caldo estremo sull’Italia, ma per la climatologia il peggio deve ancora arrivare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fine-giugno-rovente-ma-a-luglio-e-agosto-puo-fare-ancora-piu-caldo-ecco-perche-1782246419440_320.png" alt="Caldo estremo sull’Italia, ma per la climatologia il peggio deve ancora arrivare"></a></article></aside><p>“Nell’attuale contesto, in cui assistiamo a un nuovo cambiamento ma non ne comprendiamo ancora le cause specifiche, riteniamo che diventi ancora più <strong>importante agire negli ambiti che possiamo controllare e ridurre al minimo,</strong> per quanto possibile, <strong>l'impatto umano sull'aumento delle temperature”</strong>, conclude Pasini.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Triacca%2C%20U.%2C%20%26%20Pasini%2C%20A." data-year="2026" data-title="Recent%20Structural%20Breaks%20in%20Global%20Temperature%20Series%3A%20Evidence%20from%20a%20Changepoint%20Analysis." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.3390%2Fcli14060129">Triacca, U., & Pasini, A.. (2026). <a href="https://doi.org/10.3390/cli14060129" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Recent Structural Breaks in Global Temperature Series: Evidence from a Changepoint Analysis.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-il-riscaldamento-globale-sta-accelerando-in-questi-ultimi-anni-la-svolta-dal.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 14:02:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'anticiclone continua a dominare il Lazio: Roma sfiorerà i 40 °C e, dopo un lieve calo a inizio settimana, il caldo tornerà ancora più intenso con punte fino a 41 °C</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xatmjr6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatmjr6.jpg" id="xatmjr6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'alta pressione continua a dominare il Mediterraneo e il Lazio resta tra le regioni più colpite da questa quarta ondata di calore dell'estate 2026. A Roma il picco è ormai imminente, ma il leggero calo previsto tra domenica e lunedì non segnerà affatto la fine del caldo: anzi, nella seconda parte della prossima settimana le temperature torneranno a salire fino a valori da record.</p><h2>Roma verso il picco della quarta ondata di calore</h2><p>Sarà la giornata di domani a far registrare i valori più elevati di questa prima fase dell'ondata di calore. Secondo i modelli di Meteored, <strong>Roma</strong> raggiungerà i <strong>39 °C</strong>, accompagnati da una temperatura minima di <strong>25 °C</strong>, mentre nei quartieri più urbanizzati e densamente edificati la temperatura sarà ancora più elevata a causa dell'isola di calore urbana.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/isole-di-calore-urbane-fino-a-4-c-in-meno-con-riforestazione-e-depavimentazioni-roma-e-firenze-lo-dimostrano.html" title="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano">Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/isole-di-calore-urbane-fino-a-4-c-in-meno-con-riforestazione-e-depavimentazioni-roma-e-firenze-lo-dimostrano.html" title="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/https-www-cnr-it-it-comunicato-stampa-1783496807435_320.jpeg" alt="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano"></a></article></aside><p>Chi spera in una svolta dovrà però attendere ancora. <strong>Domenica 2 agosto</strong> la temperatura massima scenderà appena a <strong>38 °C</strong>, una differenza praticamente impercettibile per la popolazione, soprattutto considerando che l'umidità tenderà ad aumentare. <strong>Lunedì 3 agosto</strong> le massime si porteranno intorno ai <strong>36 °C</strong>, ma le minime saliranno fino a <strong>26 °C</strong>, dando origine a un'altra <strong>notte tropicale</strong> con scarso raffreddamento notturno. </p><div class="texto-destacado">Da martedì l'anticiclone tornerà ancora più forte: a Roma sono previsti nuovamente <strong>38 °C</strong>, poi <strong>39 °C</strong> tra mercoledì e giovedì e addirittura <strong>41 °C venerdì</strong>, con valori ancora prossimi ai <strong>40 °C</strong> anche sabato prossimo.</div><p>Più che una tregua, dunque, assisteremo soltanto a una lieve attenuazione temporanea del caldo prima di una nuova intensificazione.</p><h2>Temporali pomeridiani ma senza una vera svolta atmosferica</h2><p>L'alta pressione continuerà a garantire condizioni di tempo stabile e soleggiato sulla maggior parte del <strong>Lazio</strong>, ma il forte riscaldamento del suolo favorirà la formazione di nubi cumuliformi nelle ore più calde.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781248" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-sabato-e-domenica-roventi-fino-a-41-c-in-toscana-umbria-e-lazio-ma-attenzione-ai-temporali.html" title="Caldo, sabato 1 e domenica 2 saranno roventi: fino a 41° C in Toscana, Umbria e Lazio ma attenzione ai temporali">Caldo, sabato 1 e domenica 2 saranno roventi: fino a 41° C in Toscana, Umbria e Lazio ma attenzione ai temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-sabato-e-domenica-roventi-fino-a-41-c-in-toscana-umbria-e-lazio-ma-attenzione-ai-temporali.html" title="Caldo, sabato 1 e domenica 2 saranno roventi: fino a 41° C in Toscana, Umbria e Lazio ma attenzione ai temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-sabato-e-domenica-roventi-fino-a-41-c-in-toscana-umbria-e-lazio-ma-attenzione-ai-temporali-1785418730609_320.png" alt="Caldo, sabato 1 e domenica 2 saranno roventi: fino a 41° C in Toscana, Umbria e Lazio ma attenzione ai temporali"></a></article></aside><p>Già <strong>domani</strong> non si esclude qualche <strong>isolato acquazzone</strong> sui rilievi appenninici, soprattutto lungo il settore orientale della regione, al confine con Abruzzo e Molise. <strong>Domenica</strong>, dopo una mattinata decisamente soleggiata e molto calda, aumenterà il <strong>rischio di temporali</strong> anche di forte intensità sul <strong>Reatino</strong> e lungo gran parte della dorsale appenninica laziale, coinvolgendo localmente anche la provincia di <strong>Frosinone</strong>. Non si può escludere che qualche cella temporalesca riesca a sconfinare verso le aree orientali della provincia di <strong>Roma</strong> o a lambire la stessa Capitale.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xatn6h2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatn6h2.jpg" id="xatn6h2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questi fenomeni, tuttavia, avranno carattere locale e non saranno sufficienti a modificare il quadro meteorologico generale. Al contrario, proprio l'umidità rilasciata dai temporali contribuirà ad aumentare l'afa nei giorni successivi, rendendo il caldo ancora più pesante nonostante un lieve calo delle <strong>temperature</strong> massime tra domenica e lunedì.</p><h2>Quando finirà davvero questa ondata di calore?</h2><p>Le ultime elaborazioni dei modelli meteorologici non mostrano, almeno per il momento, l'arrivo di una perturbazione in grado di interrompere definitivamente questa lunga fase anticiclonica. Dopo il leggerissimo calo previsto tra domenica e lunedì, <strong>il caldo tornerà infatti a intensificarsi</strong>, con valori prossimi o superiori ai <strong>40 °C</strong> su diverse aree dell'entroterra laziale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo-1785499323164.png" data-image="e4jm2tiagoau" alt="Mappa temperature previste domani alle ore 16" title="Mappa temperature previste domani alle ore 16"><figcaption>Ondata di calore nel Lazio, ecco le temperature previste alle ore 16 di domani</figcaption></figure><p>Il <strong>Lazio</strong> continua quindi a essere una delle regioni italiane maggiormente penalizzate dalle continue ondate di calore che, ormai da maggio, si susseguono senza lunghe pause. </p><p>Per trovare un po' di sollievo sarà necessario spostarsi verso le aree appenniniche già oltre i <strong>500-600 metri di quota</strong>, dove le notti risultano più fresche e l'umidità decisamente inferiore rispetto alle pianure. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781407" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-l-eclissi-totale-del-12-agosto-in-spagna-potrebbe-coincidere-con-una-svolta-meteo.html" title="Meteorologo spagnolo: 'l'eclissi totale del 12 agosto in Spagna potrebbe coincidere con una svolta meteo'">Meteorologo spagnolo: "l'eclissi totale del 12 agosto in Spagna potrebbe coincidere con una svolta meteo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-l-eclissi-totale-del-12-agosto-in-spagna-potrebbe-coincidere-con-una-svolta-meteo.html" title="Meteorologo spagnolo: 'l'eclissi totale del 12 agosto in Spagna potrebbe coincidere con una svolta meteo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/samuel-biener-meteorologo-el-eclipse-de-sol-del-12-de-agosto-en-espana-podria-coincidir-con-un-cambio-de-tiempo-1785449821746_320.png" alt="Meteorologo spagnolo: 'l'eclissi totale del 12 agosto in Spagna potrebbe coincidere con una svolta meteo'"></a></article></aside><p>Un'altra possibilità resta il litorale laziale, dove la brezza marina rende il clima più sopportabile durante il pomeriggio, pur in presenza di un'umidità elevata che farà aumentare sensibilmente la temperatura percepita.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Lecci più resilienti dei pini al cambiamento climatico, i risultati di uno studio vicino Roma]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lecci-piu-resilienti-dei-pini-al-cambiamento-climatico.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 13:13:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Le pinete dell'area di Roma sono sempre più colpite dagli effetti del cambiamento climatico, mentre il leccio è un albero che si sta mostrando più resiliente ai grandi cambiamenti in corso, tra cui l'arrivo di parassiti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/lecci-piu-resilienti-dei-pini-al-cambiamento-climatico-1784720952778.jpeg" data-image="sgt6qvbp71yl" alt="castelporziano" title="castelporziano"><figcaption>Una foto della tenuta di Castelporziano, vicino Roma.</figcaption></figure><p>La diffusione di insetti parassiti, combinata a una maggiore siccità, ha <strong>danneggiato il 13% dei 6 mila ettari di foreste della Tenuta Presidenziale di Castelporziano</strong>, una riserva naturale situata sul litorale laziale all’interno del territorio di Roma Capitale. È quanto emerge da uno studio condotto da ENEA, insieme a Sapienza Università di Roma, Cnr e European Forest Institute, che evidenzia come<strong> le aree più colpite siano le pinete, interessate dal 2018 da infestazioni di bostrico del pino e cocciniglia tartaruga.</strong> </p><p>Al contrario,<strong> i lecci si sono dimostrati più resilienti,</strong> continuando a svolgere un ruolo importante come serbatoio di carbonio e nell’assorbimento di inquinanti atmosferici come l’ozono.</p><p>“Per analizzare lo stato di salute della vegetazione dell’intera Tenuta si sono rivelate uno strumento essenziale le immagini satellitari acquisite dalla missione Sentinel-2”, spiega Alessandro Sebastiani, ricercatore del dipartimento ENEA di Sostenibilità e coautore dello studio insieme ai ricercatori Giuseppe Scarascia-Mugnozza (European Forest Institute e Accademia Nazionale delle Scienze dei XL), Fausto Manes (Sapienza Università di Roma) e Silvano Fares (direttore Cnr-Disba).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="752802" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-sta-succedendo-ai-pini-di-roma-cambiamento-climatico.html" title="Pini di Roma, perché stanno cadendo e come cambierà il volto della città">Pini di Roma, perché stanno cadendo e come cambierà il volto della città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-sta-succedendo-ai-pini-di-roma-cambiamento-climatico.html" title="Pini di Roma, perché stanno cadendo e come cambierà il volto della città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-sta-succedendo-ai-pini-di-roma-cambiamento-climatico-1771410211427_320.jpeg" alt="Pini di Roma, perché stanno cadendo e come cambierà il volto della città"></a></article></aside><p><strong>La quasi totalità delle variazioni negative si è verificata nelle pinete a partire dal 2020,</strong> a causa delle infestazioni da parassiti che hanno provocato la morte delle piante. Tuttavia, oltre l’85% della Tenuta di Castelporziano mostra una condizione complessivamente stabile della vegetazione, con <strong>la foresta di leccio che ha mostrato elevati tassi di assimilazione del carbonio e variazioni minime in risposta alla siccità e alle alte temperature.</strong> </p><h2>Lecci più resistenti ai cambiamenti del clima: un insegnamento per le aree mediterranee</h2><p>Nel dettaglio, la lecceta assorbe 8 tonnellate di carbonio per ettaro in media all’anno, un valore che risulta maggiore del 20% rispetto a quello osservato negli stessi tipi di foresta negli anni ’90. Inoltre, <strong>il leccio rappresenta anche un importante alleato nella rimozione dell’ozono troposferico</strong>, con un assorbimento medio annuo fino a circa 8 grammi per metro quadrato.</p><p><strong>“I risultati dello studio ci indicano di puntare nelle aree mediterranee su specie più resilienti, come il leccio,</strong> a scapito di specie più vulnerabili, come il pino domestico e alcune querce decidue. Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma nella gestione forestale, anche perché molte delle specie più colpite sono tra le più tipiche del paesaggio mediterraneo. Infatti, solo le specie capaci di adottare strategie di adattamento efficaci riusciranno a prosperare in un clima in evoluzione”, aggiunge Sebastiani.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Bisogna<strong> puntare nelle aree mediterranee su specie più resilienti, come il leccio,</strong> a scapito di specie più vulnerabili, come il pino domestico e alcune querce decidue. <strong>Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma</strong> nella gestione forestale, anche perché molte delle specie più colpite sono tra le più tipiche del paesaggio mediterraneo. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Con oltre 30 anni di raccolta dati sul campo, <strong>la Tenuta di Castelporziano rappresenta un ecosistema che contribuisce a comprendere gli effetti degli stress legati al cambiamento climatico</strong> sulla vegetazione naturale e sulla fornitura dei relativi servizi ecosistemici nel bacino del Mediterraneo; nel 2022 è stata riconosciuta come stazione di Classe 1 da ICOS, l’unica stazione forestale nazionale ad aver ottenuto questo massimo riconoscimento per la qualità dei dati forniti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764425" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperta-inaespattata-aree-archeologiche-santuari-della-biodiversita.html" title="Scoperta inaspettata: le aree archeologiche sono santuari della biodiversità, i risultati di uno studio recente">Scoperta inaspettata: le aree archeologiche sono santuari della biodiversità, i risultati di uno studio recente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperta-inaespattata-aree-archeologiche-santuari-della-biodiversita.html" title="Scoperta inaspettata: le aree archeologiche sono santuari della biodiversità, i risultati di uno studio recente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scoperta-inaespattata-aree-archeologiche-santuari-della-biodiversita-1783501731701_320.jpeg" alt="Scoperta inaspettata: le aree archeologiche sono santuari della biodiversità, i risultati di uno studio recente"></a></article></aside><p>E per questo motivo l’area naturale è destinata a diventare sempre più un modello di Forest Living Lab, un laboratorio a cielo aperto in linea con i tre obiettivi della Strategia europea per la biodiversità al 2030: <strong>arrestare la perdita di biodiversità,</strong> contrastare il degrado dei servizi ecosistemici e promuoverne il ripristino su larga scala.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Scarascia-Mugnozza%2C%20G.%2C%20Manes%2C%20F.%2C%20Sebastiani%2C%20A.%20et%20al." data-year="2026" data-title="Analysis%20of%20regulating%20ecosystem%20services%20at%20the%20mediterranean%20nature%20reserve%20of%20Castelporziano%20(Rome%2C%20Italy)%20in%20response%20to%20changing%20environmental%20conditions" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1007%2Fs12210-025-01403-8">Scarascia-Mugnozza, G., Manes, F., Sebastiani, A. et al.. (2026). <a href="https://doi.org/10.1007/s12210-025-01403-8" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Analysis of regulating ecosystem services at the mediterranean nature reserve of Castelporziano (Rome, Italy) in response to changing environmental conditions</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lecci-piu-resilienti-dei-pini-al-cambiamento-climatico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteorologo spagnolo: "l'eclissi totale del 12 agosto in Spagna potrebbe coincidere con una svolta meteo"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-l-eclissi-totale-del-12-agosto-in-spagna-potrebbe-coincidere-con-una-svolta-meteo.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Mancano meno di due settimane alla prima eclissi solare totale in più di un secolo in Spagna: analizziamo l'andamento delle temperature e delle precipitazioni del modello europeo dal 10 al 16 agosto nel paese iberico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorologo-spagnolo-l-eclissi-totale-del-12-agosto-in-spagna-potrebbe-coincidere-con-una-svolta-meteo-1785485352222.jpeg" data-image="1y4w53hv2zku" alt="eclissi totale" title="eclissi totale"><figcaption>L'eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026.</figcaption></figure><p><span style="letter-spacing: 0.03em;">Ormai manca pochissimo! </span><strong style="letter-spacing: 0.03em;">Al tramonto del prossimo 12 agosto 2026 si verificherà la prima eclissi totale di Sole visibile dalla penisola iberica dopo oltre un secolo</strong><span style="letter-spacing: 0.03em;">. Sarà inoltre la prima della cosiddetta "triade delle eclissi iberiche": la successiva eclissi totale di Sole visibile dalla Spagna avverrà il 2 agosto 2027, seguita da un'eclissi anulare il 26 gennaio 2028. Dopo questi eventi, dalla Spagna non sarà possibile osservare un'altra eclissi totale di Sole fino al 2053.</span></p><div class="texto-destacado"><span style="letter-spacing: 0.03em;">Si tratterà di uno spettacolo unico, visibile soprattutto dalla Spagna settentrionale, ma anche nell'Italia nord-occidentale e nella Sardegna nord-occidentale lo spettacolo sarà garantito, con oltre il 95% di occultamento del Sole.</span></div><p><strong>La fascia di totalità dell'eclissi di agosto attraverserà il settore nord-orientale della Spagna continentale e le Isole Baleari, estendendosi da A Coruña fino a Palma di Maiorca</strong>, passando per Oviedo, Valladolid, León, Bilbao, Saragozza, Palencia, Soria, Teruel, Castellón e Valencia. Il territorio spagnolo si troverà nella parte finale della fascia di totalità, per cui il fenomeno si verificherà quando il Sole sarà ormai prossimo al tramonto, intorno alle 20:30 (ora della Spagna peninsulare), molto basso sull'orizzonte.</p><h2>L'eclissi coinciderà con il picco delle Perseidi</h2><p>Naturalmente sarà fondamentale seguire tutte le raccomandazioni e le misure di sicurezza diffuse dagli organismi ufficiali per osservare questo straordinario fenomeno. Come già ricordato, <strong>il Sole sarà molto basso sull'orizzonte, quindi sarà necessario scegliere un luogo con un'ottima visuale verso ovest-nordovest</strong>: l'ideale è trovare un punto elevato e privo di ostacoli. Nelle città o nelle aree montuose l'osservazione potrebbe risultare più difficile.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/samuel-biener-meteorologo-el-eclipse-de-sol-del-12-de-agosto-en-espana-podria-coincidir-con-un-cambio-de-tiempo-1785448926626.png" data-image="nxj4yu6mwft3"> <figcaption>Durata della fase di totalità e percentuale di oscuramento durante l'eclissi totale di Sole del 12 agosto. Fonte: IGN.</figcaption> </figure><p>Questa prima eclissi della triade iberica cadrà nel pieno del mese di agosto, il periodo delle vacanze per eccellenza in Spagna e in gran parte d'Europa. Milioni di turisti raggiungeranno il Paese per assistere all'evento che, come se non bastasse, <strong>coinciderà con il picco di attività dello sciame meteorico delle Perseidi e con la fase di Luna Nuova, offrendo condizioni eccezionali per l'osservazione del cielo</strong>. Molte persone hanno già prenotato l'alloggio per quei giorni, ma... è già possibile sapere che tempo farà?</p><h2>Rischio di piogge e temporali il 12 agosto?</h2><p><strong>Mancano ancora quasi due settimane, quindi è impossibile prevedere con precisione il tempo che farà il 12 agosto, tanto meno in una località specifica.</strong> Tuttavia è possibile analizzare le tendenze meteorologiche, pur con un livello di affidabilità ancora limitato. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759582" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/eclissi-di-sole-del-12-agosto-2026-dove-in-italia-l-oscuramento-superera-il.html" title="Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: dove in Italia l’oscuramento supererà il 95%">Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: dove in Italia l’oscuramento supererà il 95%</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/eclissi-di-sole-del-12-agosto-2026-dove-in-italia-l-oscuramento-superera-il.html" title="Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: dove in Italia l’oscuramento supererà il 95%"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/eclissi-di-sole-del-12-agosto-2026-dove-in-italia-l-oscuramento-superera-il-1777471409473_320.jpg" alt="Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: dove in Italia l’oscuramento supererà il 95%"></a></article></aside><p>Come spiegato da Meteored, il mese di agosto inizierà con temperature superiori alla norma sul versante mediterraneo della Spagna, soprattutto nel nord-est, dove potranno risultare comprese tra 3 e 6 °C oltre la media del periodo.</p><p>Al contrario, nella parte occidentale della penisola iberica le temperature dovrebbero tornare su valori più vicini alla norma già nei primi giorni del mese. Per quanto riguarda le precipitazioni, le anomalie previste risultano positive nel terzo settentrionale della Spagna e negative nel sud della penisola. </p><p>Per la settimana dal 10 al 16 agosto, quella dell'eclissi, le proiezioni continuano a indicare un possibile punto di svolta, con temperature ancora comprese tra 1 e 3 °C sopra la media, ma con una tendenza meno definita sul fronte delle precipitazioni.</p><p><strong>Esistono infatti alcuni deboli segnali che indicano possibili anomalie positive delle piogge nel centro e nel settore orientale della Spagna.</strong> Va ricordato che sui Pirenei e lungo il Sistema Iberico agosto è già normalmente un mese relativamente piovoso a causa dei frequenti temporali pomeridiani. </p><p><strong>A partire dal 17 agosto, una volta concluso il periodo più caldo dell'estate, emerge un segnale più evidente di precipitazioni superiori alla media</strong> su gran parte del territorio, favorito da un possibile abbassamento del getto polare e da una maggiore ondulazione della sua traiettoria.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/samuel-biener-meteorologo-el-eclipse-de-sol-del-12-de-agosto-en-espana-podria-coincidir-con-un-cambio-de-tiempo-1785448782524.png" data-image="rzvv73grm9in"> <figcaption>Per la settimana dell'eclissi non emerge ancora una tendenza significativa riguardo alle precipitazioni, anche se nel settore orientale compaiono alcune deboli anomalie positive. Quei giorni potrebbero rappresentare il passaggio verso una fase meteorologica più instabile.</figcaption> </figure><p>Si tratta di una situazione piuttosto tipica della seconda metà di agosto, quando iniziano ad arrivare più frequentemente infiltrazioni di aria fresca in quota capaci di favorire episodi temporaleschi anche intensi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779979" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-spagna-lancia-il-visore-trio-di-eclissi-strumento-gratuito-per-pianificare-l-evento-storico-delle-eclissi-totali.html" title="La Spagna lancia il visore 'Trio di Eclissi', strumento gratuito per pianificare l'evento storico delle eclissi totali">La Spagna lancia il visore 'Trio di Eclissi', strumento gratuito per pianificare l'evento storico delle eclissi totali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-spagna-lancia-il-visore-trio-di-eclissi-strumento-gratuito-per-pianificare-l-evento-storico-delle-eclissi-totali.html" title="La Spagna lancia il visore 'Trio di Eclissi', strumento gratuito per pianificare l'evento storico delle eclissi totali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-gobierno-lanza-el-visor-trio-de-eclipses-la-herramienta-gratuita-para-planificar-el-acontecimiento-historico-1784022327243_320.png" alt="La Spagna lancia il visore 'Trio di Eclissi', strumento gratuito per pianificare l'evento storico delle eclissi totali"></a></article></aside><p><strong>Per conoscere con maggiore precisione le condizioni meteorologiche del pomeriggio del 12 agosto sarà però necessario attendere almeno la prossima settimana</strong>, quando sarà possibile capire se si profilerà un primo peggioramento oppure se l'alta pressione riuscirà ancora a resistere prima dell'eventuale arrivo di masse d'aria più fredde.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-l-eclissi-totale-del-12-agosto-in-spagna-potrebbe-coincidere-con-una-svolta-meteo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I parchi urbani sono un rifugio climatico: a Madrid fino a 8 gradi in meno rispetto al resto della città]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-parchi-urbani-sono-un-rifugio-climatico-a-madrid-fino-a-8-gradi-in-meno-rispetto-al-resto-della-citta.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:45:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Lo studio spagnolo ha rilevato una differenza fino a 10°C tra la grande villa comunale del Parco del Retiro e le aree costruite, nel centro di Madrid, una città molto calda in estate e dove le ondate di calore dell'estate 2026 sono particolarmente intense. Uno studio italiano ha rilevato l'importanza delle aree verdi urbane anche a Roma e Firenze.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-parchi-urbani-sono-un-rifugio-climatico-a-madrid-fino-a-8-gradi-in-meno-rispetto-al-resto-della-citta-1785400693081.jpeg" data-image="ud5lhfwye8al" alt="parco del retiro madrid" title="parco del retiro madrid"><figcaption>Il Parco del Retiro a Madrid, con una estensione di 118 ettari, è un polmone verde nel cuore della città ed è anche un rifugio climatico quando ci sono ondate di calore.</figcaption></figure><p>Durante un'ondata di calore, <strong>in città grandi la cosa migliore da fare è rimanere vicino a grandi spazi verdi</strong> . Grazie all'abbondanza di vegetazione, infatti, le temperature in queste aree sono sensibilmente più basse, creando un clima più piacevole. Un team di ricerca spagnolo del progetto MULTIURBAN ha condotto una campagna sperimentale nel parco del Retiro di Madrid, una grande villa situata nel cuore della città dove si trovano migliaia di alberi, <strong>per studiare come la vegetazione e la struttura urbana influenzino il microclima, lo stress da calore e la percezione personale delle temperature.</strong> </p><p>Grazie all'abbondanza di vegetazione, le temperature in queste aree sono più basse, <strong>creando un clima più piacevole</strong>. Il progetto è stato guidato dall'Unità di Modellazione Atmosferica (UNIMA) del Centro di Ricerca Energetica, Ambientale e Tecnologica (CIEMAT) e ha coinvolto l'Università Complutense di Madrid, l'Agenzia Meteorologica Statale Spagnola (AEMET) e il Comune di Madrid. </p><h2>Come un parco urbano influenza il microclima </h2><p>Nell'ambito dello studio, <strong>le temperature tra le aree più fresche del parco e le aree urbane più calde variavano tra i 4 e i 5 gradi Celsius</strong>; in alcuni casi, sono state registrate<strong> differenze fino a 10 gradi Celsius.</strong> Nello specifico, i ricercatori hanno scoperto che la temperatura più alta registrata si è verificata nella calle Velázquez (in pieno centro a Madrid, un'area densamente costruita e priva di spazi verdi) nel pomeriggio del 23 giugno, <strong>con oltre 40 gradi Celsius per almeno 40 minuti</strong>, mentre all'interno del parco la temperatura era di 4 gradi inferiore. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-parchi-urbani-sono-un-rifugio-climatico-a-madrid-fino-a-8-gradi-in-meno-rispetto-al-resto-della-citta-1785400769803.jpg" data-image="hsbm9r7rp5iw" alt="alberi a roma" title="alberi a roma"><figcaption>Pini a Roma, altra città dove si è visto come la presenza di ville e parchi raffresca la città sensibilmente.</figcaption></figure><p>La differenza di temperatura tra le zone più fresche del parco e le aree urbane più calde variava dai 4 ai 5 gradi Celsius. Per analizzare il microclima dell'area, è stata installata una stazione sul tetto della sede territoriale dell'AEMET (Agenzia meteorologica statale spagnola) a Madrid, situata nel Parco del Retiro, per ottenere misurazioni meteorologiche della radiazione solare e terrestre. Una rete di sensori di temperatura e umidità è stata inoltre dispiegata sia all'interno del parco che nelle strade circostanti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777363" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città">Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore-1783496103656_320.jpeg" alt="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"></a></article></aside><p><strong>Questa complessa configurazione sperimentale ha permesso ai ricercatori di valutare l'interazione tra l'atmosfera e le superfici urbane,</strong> nonché di studiare come la temperatura dell'aria variasse in funzione della copertura vegetale, della distanza dal parco e delle caratteristiche dell'ambiente urbano. Oltre a caratterizzare l'impatto della vegetazione sulla temperatura dell'aria, lo studio ha valutato come questi cambiamenti microclimatici si traducano in una <strong>riduzione dello stress da calore e in un miglioramento del comfort delle persone.</strong> </p><h2>Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni, Roma e Firenze lo dimostrano</h2><p>Lo studio spagnolo si aggiunge a un altro studio italiano da poco pubblicato, che ha dimostrato come <strong>ridurre le temperature delle città fino a 4 gradi è possibile.</strong> Lo dimostrano le simulazioni del progetto Mirificus nelle aree di Roma e Firenze, dove <strong>l’introduzione di pavimentazioni che non trattengono calore, la realizzazione di nuovi spazi verdi e la piantumazione di nuovi alberi, </strong>producono un calo netto delle temperature nelle ore più calde della giornata. </p><p>In queste settimane di calore intenso in Italia e in Europa, sta emergendo però come nelle grandi città anche la protezione dall'effetto isola di calore sia soggetta a disuguaglianze.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779488" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/vivere-in-un-forno-l-ingiustizia-sociale-si-nascnell-uso-dell-aria-condizionata-e-il-suo-aggravamento-nelle-isole-di.html" title="Vivere in un 'forno': l'ingiustizia sociale si fa vedere anche nell'uso di aria condizionata e nei quartieri più caldi">Vivere in un "forno": l'ingiustizia sociale si fa vedere anche nell'uso di aria condizionata e nei quartieri più caldi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/vivere-in-un-forno-l-ingiustizia-sociale-si-nascnell-uso-dell-aria-condizionata-e-il-suo-aggravamento-nelle-isole-di.html" title="Vivere in un 'forno': l'ingiustizia sociale si fa vedere anche nell'uso di aria condizionata e nei quartieri più caldi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/viver-no-forno-a-injustica-social-escondida-no-uso-do-ar-condicionado-1783517169098_320.png" alt="Vivere in un 'forno': l'ingiustizia sociale si fa vedere anche nell'uso di aria condizionata e nei quartieri più caldi"></a></article></aside><p><strong>Nei quartieri più poveri delle città, in generale, l'assenza di parchi e di zone verdi, o di alberi, fa sì che le isole di calore urbano siano maggiori</strong> e ci siano quindi temperature più alte. Questo si aggiunge a un minor accesso a condizionatori che permettano di rinfrescare l'aria nelle case, e a case meno isolate termicamente. Si traduce tutto in una maggior esposizione delle aree povere delle città alle ondate di calore estive.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="CIEMAT" data-year="2026" data-title="El%20Retiro%20puede%20reducir%20hasta%208%20%C2%B0C%20el%20estr%C3%A9s%20t%C3%A9rmico%20frente%20a%20las%20calles%20de%20su%20entorno%2C%20seg%C3%BAn%20un%20estudio%20del%20CIEMAT%20y%20la%20UCM" data-url="https%3A%2F%2Fwww.ciemat.es%2Fw%2Fel-retiro-puede-reducir-hasta-8-%25C2%25B0c-el-estr%25C3%25A9s-t%25C3%25A9rmico-frente-a-las-calles-de-su-entorno-seg%25C3%25BAn-un-estudio-del-ciemat-y-la-ucm">CIEMAT. (2026). <a href="https://www.ciemat.es/w/el-retiro-puede-reducir-hasta-8-%C2%B0c-el-estr%C3%A9s-t%C3%A9rmico-frente-a-las-calles-de-su-entorno-seg%C3%BAn-un-estudio-del-ciemat-y-la-ucm" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">El Retiro puede reducir hasta 8 °C el estrés térmico frente a las calles de su entorno, según un estudio del CIEMAT y la UCM</a>.</cite><br><cite data-author="CNR" data-year="2026" data-title="Isole%20di%20calore%20urbane%2C%20fino%20a%204%C2%B0C%20in%20meno%20con%20riforestazione%20e%20depavimentazioni%2C%20Roma%20e%20Firenze%20lo%20dimostrano" data-url="https%3A%2F%2Fwww.cnr.it%2Fit%2Fcomunicato-stampa%2F14486%2Fisole-di-calore-urbane-fino-a-4-c-in-meno-con-riforestazione-e-depavimentazioni-roma-e-firenze-lo-dimostrano">CNR. (2026). <a href="https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/14486/isole-di-calore-urbane-fino-a-4-c-in-meno-con-riforestazione-e-depavimentazioni-roma-e-firenze-lo-dimostrano" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni, Roma e Firenze lo dimostrano</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-parchi-urbani-sono-un-rifugio-climatico-a-madrid-fino-a-8-gradi-in-meno-rispetto-al-resto-della-citta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo rovente, sabato 1 agosto bollino rosso in 19 città: solo 3 capoluoghi avranno bollino giallo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 06:34:41 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'ondata di calore è già sull'Italia: per sabato 1 agosto il Ministero della salute ha attivato allerta rossa (bollino rosso) in ben 19 città. Solo 3 città italiane scamperanno al caldo estremo. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xatldhe"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatldhe.jpg" id="xatldhe"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'ondata di calore, la quarta dell'estate 2026, si sta espandendo sull'Italia in queste ore lasciando già temperature molto elevate e picchi di 40°C. Giorno dopo giorno assistiamo a un incremento dei valori. Già oggi sarà una giornata rovente in molte aree ed il Ministero della Salute ha attivato allerta rossa (bollino rosso) in 11 città.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Per la giornata di venerdì <strong>31 luglio il Ministero ha messo in allerta 11 città, che si troveranno al livello 3 (bollino rosso). </strong>Ma sarà <strong>sabato 1 agosto </strong>la giornata in cui vedremo letteralmente esplodere il caldo, con una generalizzazione dell'ondata di calore. Saranno 19 le città in allerta rossa. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p> Per la giornata di venerdì <strong>31 luglio il Ministero ha messo in allerta 11 città, che si troveranno al livello 3 (bollino rosso). </strong>Ma sarà <strong>sabato 1 agosto </strong>la giornata in cui vedremo letteralmente esplodere il caldo, con una generalizzazione dell'ondata di calore. Saranno 19 le città in allerta rossa.</p><p>Solo Ancona, Messina e Reggio Calabria avranno un livello di rischio più basso, con bollino giallo. </p><h2>Il bollino rosso attivo in 19 città sabato 1 agosto</h2><p>Secondo il bollettino del Ministero della Salute, il livello 3 di allerta nella giornata di sabato riguarderà le seguenti città:</p><ul> <li> Bologna </li> <li> Bolzano </li><li> Brescia</li><li>Cagliari</li><li> Campobasso</li><li>Civitavecchia</li> <li> Firenze </li> <li> Frosinone </li> <li> Latina </li><li> Milano</li><li>Napoli</li> <li> Palermo </li> <li> Perugia </li> <li> Pescara </li> <li> Rieti </li> <li> Roma </li><li> Torino</li><li>Venezia</li><li> Verona</li><li> Viterbo </li> </ul><p><strong>Il bollino rosso rappresenta il livello massimo di rischio previsto dal sistema nazionale di sorveglianza delle ondate di calore</strong> e indica condizioni meteorologiche tali da poter provocare conseguenze sulla salute dell'intera popolazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781248" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-sabato-e-domenica-roventi-fino-a-41-c-in-toscana-umbria-e-lazio-ma-attenzione-ai-temporali.html" title="Caldo, sabato 1 e domenica 2 saranno roventi: fino a 41° C in Toscana, Umbria e Lazio ma attenzione ai temporali">Caldo, sabato 1 e domenica 2 saranno roventi: fino a 41° C in Toscana, Umbria e Lazio ma attenzione ai temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-sabato-e-domenica-roventi-fino-a-41-c-in-toscana-umbria-e-lazio-ma-attenzione-ai-temporali.html" title="Caldo, sabato 1 e domenica 2 saranno roventi: fino a 41° C in Toscana, Umbria e Lazio ma attenzione ai temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-sabato-e-domenica-roventi-fino-a-41-c-in-toscana-umbria-e-lazio-ma-attenzione-ai-temporali-1785418730609_320.png" alt="Caldo, sabato 1 e domenica 2 saranno roventi: fino a 41° C in Toscana, Umbria e Lazio ma attenzione ai temporali"></a></article></aside><h2>Un rischio per la salute</h2><p><strong>Il caldo causa problemi alla salute nel momento in cui altera il sistema di regolazione della temperatura corporea.</strong> Normalmente, il corpo si raffredda sudando, ma in certe condizioni fisiche e ambientali questo non è sufficiente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo-1785479342359.png" data-image="3815xojz2j1r" alt="caldo" title="caldo"><figcaption>Le temperature massime previste sull'Italia sabato 1 agosto 2026.</figcaption></figure><p>Se, ad esempio, l’umidità è molto elevata, il sudore non evapora rapidamente e il calore corporeo non viene eliminato efficacemente. La temperatura del corpo, quindi, aumenta rapidamente e può arrivare a danneggiare diversi organi vitali e il cervello stesso.</p><h2>Quanto durerà il caldo?</h2><p>L'ondata di calore sarà duratura e continuerà anche nella prima settimana di agosto.<strong> In questi primi giorni del mese ci saranno ancora temporali,</strong> che si svilupperanno nel pomeriggio nelle aree di montagna, sia sulle Alpi che sull'Appennino. Si tratterà però di fenomeni locali. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-rovente-sabato-1-agosto-bollino-rosso-in-19-citta-solo-3-capoluoghi-avranno-bollino-giallo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il miglior sistema per combattere gli incendi boschivi si trova in Australia: perché non viene usato in Europa?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-miglior-sistema-per-combattere-gli-incendi-boschivi-si-trova-in-australia-perche-non-viene-usato-in-europa.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L'Australia ha sviluppato uno dei sistemi più avanzati al mondo per la prevenzione degli incendi boschivi, la cui efficacia è stata comprovata, sebbene il suo trasferimento in Europa si preannunci complesso per una serie di motivi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-mejor-modelo-contras-los-incendios-forestales-del-mundo-esta-en-australia-por-que-no-se-utiliza-aun-en-europa-1785236591089.jpeg" data-image="6tpmbn59trxb"><figcaption>Analizziamo i motivi per cui il modello australiano di gestione e prevenzione degli incendi boschivi è difficile da replicare in Europa.</figcaption></figure><p>Negli ultimi anni, l'aumento delle temperature, le siccità prolungate e le ondate di calore hanno fatto sì che regioni tradizionalmente umide, come <strong>il Regno Unito o diverse aree d'Europa non abituate agli incendi boschivi</strong>, <strong>iniziassero anch'esse a essere colpite da grandi roghi.</strong></p><p>Tuttavia, <strong>esiste un Paese che convive con questo fenomeno da generazioni: l'Australia.</strong> Qui gli incendi fanno parte del paesaggio naturale da migliaia di anni, spingendo il Paese a sviluppare uno dei sistemi di prevenzione, monitoraggio e comunicazione più avanzati del pianeta.</p><h2>Black Summer: un punto di svolta per l'Australia</h2><p><strong>Dopo i devastanti incendi dell'estate 2019-2020</strong>, che secondo le stime degli esperti hanno devastato oltre 18 milioni di ettari, <strong>l'Australia ha avviato una profonda revisione dei protocolli di emergenza.</strong></p><p>Questa revisione ha portato a intervenire molto prima ancora che venga dichiarato un incendio, seguendo una filosofia semplice: <strong>«Più i cittadini sono informati e minore è la quantità di vegetazione accumulata, minore sarà l'impatto quando arriverà un grande incendio».</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">The Australian Fire Danger Rating System <a href="https://x.com/hashtag/AFDRS?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#AFDRS</a> has changed. This new, nationally consistent rating system provides clearer, more accurate information for firefighters, communities and you to make better decisions in the event of a bushfire. <a href="https://x.com/AFACnews?ref_src=twsrc%5Etfw">@AFACnews</a> <a href="https://t.co/YqqPPQOxV6">https://t.co/YqqPPQOxV6</a> <a href="https://t.co/8fEEHl5AoU">pic.twitter.com/8fEEHl5AoU</a></p>— Bureau of Meteorology, Australia (@BOM_au) <a href="https://x.com/BOM_au/status/1618851618140594176?ref_src=twsrc%5Etfw">January 27, 2023</a></blockquote></figure><p>Nel 2022 l'Australia ha introdotto l'<strong>Australian Fire Danger Rating System (AFDRS)</strong>, un sistema unificato per tutto il Paese che valuta quotidianamente il livello di pericolo di incendi.</p><p>Per calcolare il livello di rischio vengono combinati numerosi parametri:</p><ul> <li>Temperatura.</li> <li>Umidità relativa.</li> <li>Velocità del vento.</li> <li>Livello di siccità del terreno.</li> <li>Quantità di vegetazione disponibile come combustibile.</li> <li>Comportamento previsto dell'incendio.</li> </ul><p><strong>Sulla base di queste informazioni vengono definiti quattro livelli di rischio</strong>: <strong>moderato</strong> (pianificare e prepararsi), <strong>alto</strong> (essere pronti ad agire), <strong>estremo</strong> (proteggere immediatamente persone e beni) e <strong>catastrofico</strong> (abbandonare il prima possibile le aree a rischio).</p><h2>Quando l'incendio divampa entra in funzione un secondo sistema</h2><p>Se viene effettivamente dichiarato un incendio, il Paese attiva un protocollo completamente diverso: <strong>l'Australian Warning System (AWS)</strong>, con tre livelli di allerta identificati anche da colori molto intuitivi.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Australia's new national emergency alert system, AusAlert, was tested nationwide at 2 pm with millions of mobile phones receiving a loud siren warning simultaneously. <a href="https://t.co/jYx6xhInC2">pic.twitter.com/jYx6xhInC2</a></p>— 7NEWS Sydney (@7NewsSydney) <a href="https://x.com/7NewsSydney/status/2081661982214599058?ref_src=twsrc%5Etfw">July 27, 2026</a></blockquote></figure><p>Inoltre, <strong>entro la fine del 2026 l'Australia introdurrà anche AusAlert</strong>, un sistema nazionale che invierà messaggi direttamente a tutti i telefoni cellulari presenti nelle aree interessate, molto simile al sistema <strong>EsAlert</strong> utilizzato in Spagna.</p><h3>Il segreto è anche provocare piccoli incendi controllati</h3><p>Per quanto possa sembrare contraddittorio, uno dei pilastri del successo australiano consiste nel <strong>provocare incendi in modo controllato, noti come fuochi prescritti o incendi preventivi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780392" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ondata-di-incendi-in-europa-l-italia-deve-prendere-precauzioni-estreme-in-previsione-di-una-nuova-ondata-di-calore.html" title="Ondata di incendi in Europa: 'L'Italia deve prendere precauzioni estreme in previsione di una nuova ondata di calore'">Ondata di incendi in Europa: "L'Italia deve prendere precauzioni estreme in previsione di una nuova ondata di calore"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ondata-di-incendi-in-europa-l-italia-deve-prendere-precauzioni-estreme-in-previsione-di-una-nuova-ondata-di-calore.html" title="Ondata di incendi in Europa: 'L'Italia deve prendere precauzioni estreme in previsione di una nuova ondata di calore'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ondata-di-incendi-in-europa-l-italia-deve-prendere-precauzioni-estreme-in-previsione-di-una-nuova-ondata-di-calore-1784971631928_320.jpeg" alt="Ondata di incendi in Europa: 'L'Italia deve prendere precauzioni estreme in previsione di una nuova ondata di calore'"></a></article></aside><p>In questo modo <strong>viene eliminata parte della vegetazione secca durante condizioni meteorologiche favorevoli e sicure,</strong> riducendo notevolmente la quantità di combustibile disponibile quando arriva l'estate. Così i grandi incendi perdono intensità e diventano più facili da controllare.</p><h2>Perché l'Europa non applica questo modello?</h2><p>A prima vista potrebbe sembrare una soluzione semplice, ma trasferire parte del modello australiano nel continente europeo presenta numerose difficoltà. Innanzitutto, l'Europa non dispone di un'unica autorità incaricata della gestione degli incendi: <strong>ogni Paese ha una propria legislazione, servizi di emergenza differenti e strategie di prevenzione molto diverse.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Were you shocked by the AusAlert? <br><br>(Warning: Loud) <br><br>A 10-second alarm rang out on every mobile phone across the country today as part of the nationwide warning system.<br><br> Read more: <a href="https://t.co/xFMwEO8jx9">https://t.co/xFMwEO8jx9</a> <a href="https://t.co/G3wLOdjU8Y">pic.twitter.com/G3wLOdjU8Y</a></p>— The Advertiser (@theTiser) <a href="https://x.com/theTiser/status/2081593298909863998?ref_src=twsrc%5Etfw">July 27, 2026</a></blockquote></figure><p>A ciò si aggiungono <strong>l'enorme diversità climatica e forestale del continente</strong> e le importanti differenze sociali nella percezione delle bruciature prescritte, una pratica che in parte dell'opinione pubblica continua a suscitare forte diffidenza.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-miglior-sistema-per-combattere-gli-incendi-boschivi-si-trova-in-australia-perche-non-viene-usato-in-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[A Matera hanno inventato l’aria condizionata secoli fa grazie a questo tipo di architettura bioclimatica ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/a-matera-hanno-inventato-l-aria-condizionata-secoli-fa-grazie-a-questo-tipo-di-architettura-bioclimatica.html</link><pubDate>Fri, 31 Jul 2026 04:26:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>A Matera, da secoli, il genio dei costruttori consente di avere case climatizzate da molto prima che fossero inventati i condizionatori. Ecco l'affascinante segreto della Città dei Sassi</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-matera-hanno-inventato-l-aria-condizionata-secoli-fa-grazie-a-questo-tipo-di-architettura-bioclimatica-1784705670356.jpg" data-image="25tb0o12s516" alt="Matera temperature" title="Matera temperature"><figcaption>Matera, la città costruita sul fianco di una gravina di calcarenite</figcaption></figure><p>Matera è un luogo unico al mondo per la sue case scavate in buona parte nella <strong>roccia</strong>. Oltre all'indiscutibile bellezza, il suo centro storico ha un'altra particolarità: all'interno delle abitazioni le temperature sono piacevoli anche nel pieno dell’estate. </p><div class="texto-destacado">Il segreto di Matera è nel modo in cui sono stati realizzati gli edifici, ingegnosamente costruiti per regolare le temperature sia in estate che in inverno, e per ottimizzare l’utilizzo dell’acqua.</div><p><strong>Sostenibili ed efficienti</strong>, gli edifici di Matera sono tra le più antiche architetture <strong>bioclimatiche </strong>d’Italia.</p><h2>Un antico sapere, valido ancora ora</h2><p>Situata al confine dell’altopiano delle <strong>Murge</strong>, in Basilicata, Matera si trova in un’area <strong>scarsamente ventilata</strong>, dove <strong>piove poco</strong> e dove le estati sono <strong>torride </strong>da sempre, ma ancora di più da quando le ondate di calore sono diventate frequenti.</p><p>Qui, però, il problema del clima è stato aggirato da secoli in modo geniale. </p><p>Una buona parte degli edifici della città antica è infatti costruita scavando delle cavità nella parete di <strong>calcarenite </strong>della <strong>Gravina di Matera</strong> e il materiale di risulta degli scavi è il materiale da costruzione più utilizzato in assoluto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-matera-hanno-inventato-l-aria-condizionata-secoli-fa-grazie-a-questo-tipo-di-architettura-bioclimatica-1784705580516.jpg" data-image="wnckwa2bsj3u" alt="Matera clima" title="Matera clima"><figcaption>Palombaro Lungo è una delle grandi cisterne per la raccolta dell'acqua a Matera</figcaption></figure><p>A Matera si è costruito così fin dal <strong>Neolitico; </strong>la città un tempo era tristemente famosa per le condizioni di povertà estrema della popolazione ma qui<strong> </strong>a livello intuitivo gli abitanti del luogo sanno utilizzare i principi base dell’architettura bioclimatica praticamente da sempre. </p><p>Impiegare le <strong>risorse del luogo</strong>, integrare le abitazioni con l’ambiente, sfruttare l'<strong>orientamento </strong>e le proprietà dei materiali serve a <strong>regolare la temperatura</strong> delle abitazioni senza consumi aggiuntivi.</p><h2>Le proprietà del tufo di Matera </h2><p>Se negli ipogei di Matera le temperature sono costantemente sui 15/18°C, anche negli edifici che non si trovano sotto terra la temperatura si mantiene tra i <strong>15 e i 20 °C</strong> in estate, mentre in inverno è sui <strong>10/15 °C</strong>. </p><p>Questo si deve in particolar modo al materiale di cui è fatta la gravina, e di conseguenza quasi tutta la città. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778588" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-fuga-dal-caldo-alla-scoperta-delle-7-citta-sotterranee-piu-affascinanti-d-italia.html" title="In fuga dal caldo: alla scoperta delle 7 città sotterranee più affascinanti d’Italia">In fuga dal caldo: alla scoperta delle 7 città sotterranee più affascinanti d’Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-fuga-dal-caldo-alla-scoperta-delle-7-citta-sotterranee-piu-affascinanti-d-italia.html" title="In fuga dal caldo: alla scoperta delle 7 città sotterranee più affascinanti d’Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/in-fuga-dal-caldo-alla-scoperta-delle-7-citta-sotterranee-piu-affascinanti-d-italia-1784025970538_320.jpg" alt="In fuga dal caldo: alla scoperta delle 7 città sotterranee più affascinanti d’Italia"></a></article></aside><p>È il così detto tufo di Matera, di cui è interessante in particolare l'<strong>inerzia termica, </strong>proprietà che rende praticamente superfluo ogni impianto di condizionamento e che rende Matera una città bioclimatica, dove le temperature sono confortevoli e i consumi energetici ridotti perché non sono necessari impianti di condizionamento.</p><p>Questo materiale ha la proprietà di <strong>assorbire </strong>lentamente il calore e di <strong>rilasciarlo </strong>altrettanto lentamente, così in estate il caldo non penetra nelle case troppo rapidamente, in inverno non si <strong>disperde</strong> e l'escursione termica è moderata tutto l'anno.</p><h2>Un geniale sistema di ventilazione</h2><p>Il tufo materano assorbe l'umidità e la rilascia quando l'aria diventa troppo secca, tuttavia sia gli edifici rupestri, che gli ipogei, che le case della città vecchia devono lo stesso fare fronte ad un tasso di umidità che può essere <strong>elevato</strong> e arrivare fino al <strong>70–80%</strong>. </p><p>Anche in questo caso la soluzione per favorire la ventilazione è stata ingegnosa e naturale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="735151" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-se-sfruttassimo-la-saggezza-ancestrale-per-raggiungere-l-efficienza-energetica.html" title="E se sfruttassimo la saggezza ancestrale dell'architettura tradizionale italiana per migliorare l'efficienza energetica?">E se sfruttassimo la saggezza ancestrale dell'architettura tradizionale italiana per migliorare l'efficienza energetica?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-se-sfruttassimo-la-saggezza-ancestrale-per-raggiungere-l-efficienza-energetica.html" title="E se sfruttassimo la saggezza ancestrale dell'architettura tradizionale italiana per migliorare l'efficienza energetica?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-se-aproveitassemos-a-sabedoria-ancestral-para-alcancar-a-eficiencia-energetica-1746474902486_320.jpg" alt="E se sfruttassimo la saggezza ancestrale dell'architettura tradizionale italiana per migliorare l'efficienza energetica?"></a></article></aside><p>Nelle case a due o più pianis si sfrutta <strong>l’effetto camino</strong> posizionando delle aperture in basso e un lucernario sulla sommità degli edifici. In questo modo l’aria calda, muovendosi verso l’alto per uscire, crea una leggera <strong>aspirazione </strong>consentendo all’aria fresca di entrare. </p><p>Una rete di cortili, cunicoli e grotte, forma inoltre delle differenze di <strong>temperatura </strong>e <strong>pressione </strong>che contribuiscono a indurre il passaggio dell'aria.</p><h2>La funzione termoregolatrice dell'acqua </h2><p>Oltre al tufo e alla ventilazione, la terza e preziosa alleata per la termoregolazione degli edifici di Matera è l’acqua.</p><p>Dove la <strong>siccità </strong>è un fenomeno frequente, l'acqua è una risorsa da <strong>ottimizzare </strong>il più possibile. A Matera, grazie all’inclinazione dei tetti può essere <strong>canalizzata </strong>verso i pozzi di ventilazione e raccolta nelle cisterne sotterranee. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777297" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-semplice-intervento-sul-tetto-potrebbe-abbassare-la-temperatura-di-diversi-gradi-nella-tua-citta-quest-estate.html" title="Un semplice intervento sul tetto potrebbe abbassare la temperatura di diversi gradi nella tua città quest'estate">Un semplice intervento sul tetto potrebbe abbassare la temperatura di diversi gradi nella tua città quest'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-semplice-intervento-sul-tetto-potrebbe-abbassare-la-temperatura-di-diversi-gradi-nella-tua-citta-quest-estate.html" title="Un semplice intervento sul tetto potrebbe abbassare la temperatura di diversi gradi nella tua città quest'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-sencillo-cambio-en-los-tejados-que-podria-bajar-los-termometros-de-tu-ciudad-varios-grados-este-verano-1782332563278_320.jpg" alt="Un semplice intervento sul tetto potrebbe abbassare la temperatura di diversi gradi nella tua città quest'estate"></a></article></aside><p>Qui l'acqua arriva pulita grazie ai <strong>gurnali</strong>, delle vasche dove la sabbia e le impurità si depositano sul fondo per gravità.</p><p>Una volta nelle cisterne, dove la temperatura è costante e di circa 15°C, l’acqua entra in contatto con <strong>l’aria calda</strong> che viene aspirata dall'esterno e la rinfresca prima che questa venga immessa nelle grotte.</p><p>Molti edifici di Matera, quindi, si trovano al di sopra di grandi masse di acqua fresca che potenziano l'inerzia termica del tufo, contribuendo a ridurre gli <strong>sbalzi di temperatura</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772259" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-respiro-della-terra-l-equilibrio-vitale-del-ciclo-del-carbonio.html" title="Esiste un termostato naturale che regola il clima del pianeta, ma lo abbiamo compromesso">Esiste un termostato naturale che regola il clima del pianeta, ma lo abbiamo compromesso</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-respiro-della-terra-l-equilibrio-vitale-del-ciclo-del-carbonio.html" title="Esiste un termostato naturale che regola il clima del pianeta, ma lo abbiamo compromesso"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-respiro-della-terra-l-equilibrio-vitale-del-ciclo-del-carbonio-1780662912193_320.jpg" alt="Esiste un termostato naturale che regola il clima del pianeta, ma lo abbiamo compromesso"></a></article></aside><p>Questo sistema che <strong>integra </strong>la raccolta dell’acqua piovana con la termoregolazione degli edifici è così geniale da essere stato uno dei motivi principali per cui l’UNESCO ha incluso Matera nel patrimonio dell’umanità nel 1993.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/a-matera-hanno-inventato-l-aria-condizionata-secoli-fa-grazie-a-questo-tipo-di-architettura-bioclimatica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo, sabato 1 e domenica 2 saranno roventi: fino a 41° C in Toscana, Umbria e Lazio ma attenzione ai temporali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-sabato-e-domenica-roventi-fino-a-41-c-in-toscana-umbria-e-lazio-ma-attenzione-ai-temporali.html</link><pubDate>Thu, 30 Jul 2026 15:16:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il primo weekend di agosto sarà segnato da un'ondata di caldo eccezionale, con temperature fino a 41°C tra Toscana, Umbria e Lazio. Il sole dominerà gran parte d'Italia, ma sulle Alpi torneranno i temporali di calore, localmente intensi.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xatfda6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatfda6.jpg" id="xatfda6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questa nuova ondata di caldo raggiungerà la massima intensità proprio tra sabato e domenica, regalando due giornate di sole quasi ovunque, ma con valori termici estremi, soprattutto nelle zone interne del Centro Italia. L'unica eccezione sarà rappresentata dai rilievi alpini, dove nel pomeriggio e in serata aumenterà il rischio di temporali.</p><h2><strong>Sabato da bollino rosso: fino a 41°C tra Toscana, Umbria e Lazio</strong></h2><p>La giornata di sabato sarà una delle più calde dell'estate. Nelle aree interne di <strong>Toscana e Lazio</strong> e nelle vallate del <strong>Ternano</strong> le temperature potranno raggiungere i <strong>40-41°C</strong>, con punte localmente superiori nelle vallate più riparate. Molto caldo anche in <strong>Pianura Padana</strong>, <strong>Sardegna</strong> e nelle zone interne della <strong>Campania</strong>, dove si toccheranno diffusamente i 37-39°C. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780863" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti.html" title="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti">Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti.html" title="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti-1785230696991_320.jpg" alt="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti"></a></article></aside><p>Le coste saranno leggermente mitigate dalle brezze marine, ma il caldo resterà intenso anche lungo il litorale. </p><h2><strong>Domenica ancora rovente, notti tropicali e afa in aumento</strong></h2><p><strong>Domenica 2 agost</strong>o cambierà ben poco. Il sole continuerà a prevalere e il caldo sarà accompagnato da un'<strong>umidità più elevata</strong>, rendendo l'afa particolarmente fastidiosa soprattutto nelle grandi città. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-sabato-e-domenica-roventi-fino-a-41-c-in-toscana-umbria-e-lazio-ma-attenzione-ai-temporali-1785415730962.png" data-image="glofo2sstb1y" alt="Weekend rovente al Cerntro-Nord, non si escludono punte di 42° C" title="Weekend rovente al Cerntro-Nord, non si escludono punte di 42° C"><figcaption>Temperature previste sabato 1 agosto alle ore 16</figcaption></figure><p>Le temperature minime resteranno molto elevate, spesso comprese tra <strong>24 e 28°C</strong>, dando vita alle cosiddette <strong>notti tropicali</strong>, con scarso refrigerio anche dopo il tramonto. </p><h2><strong>Attenzione ai temporali: ecco dove potranno colpire</strong></h2><p>Nonostante il dominio dell'alta pressione, nel corso dei pomeriggi non mancheranno episodi di instabilità sulle <strong>Alpi</strong>, soprattutto tra <strong>Lombardia</strong>, T<strong>rentino-Alto Adige</strong>, <strong>Veneto</strong> e <strong>Friuli Venezia Giulia</strong>. </p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xatfh3q"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xatfh3q.jpg" id="xatfh3q"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Qui il <strong>forte riscaldamento del suolo</strong> favorirà la formazione di <strong>temporali di calore</strong>, localmente intensi e accompagnati da raffiche di vento, <strong>grandine</strong> e bruschi cali della temperatura. Fenomeni che difficilmente riusciranno però a raggiungere le pianure, dove continuerà a prevalere il sole. </p><h2><strong>Il caldo non finirà con il weekend</strong></h2><p>Le ultime proiezioni dei modelli matematici indicano che questa <strong>intensa ondata di calore</strong> proseguirà anche nei primi giorni della prossima settimana. </p><p>Tra <strong>lunedì 3</strong> e <strong>mercoledì 4 agosto </strong>molte zone del <strong>Centro-Sud</strong> vedranno salire ulteriormente le temperature e quindi il <strong>gran caldo</strong> raggiungerà anche il nostro <strong>Meridione</strong> e proprio nelle zone interne di Puglia, Campania e Sicilia si supererà la soglia dei 40°C. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781041" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-siccita-il-cambiamento-climatico-mette-in-crisi-persino-i-cammelli.html" title="Caldo estremo e siccità: il cambiamento climatico mette in crisi persino i cammelli">Caldo estremo e siccità: il cambiamento climatico mette in crisi persino i cammelli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-siccita-il-cambiamento-climatico-mette-in-crisi-persino-i-cammelli.html" title="Caldo estremo e siccità: il cambiamento climatico mette in crisi persino i cammelli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-estremo-e-siccita-il-cambiamento-climatico-mette-in-crisi-persino-i-cammelli-1785314845794_320.jpg" alt="Caldo estremo e siccità: il cambiamento climatico mette in crisi persino i cammelli"></a></article></aside><p>Al <strong>Nord</strong> i temporali alpini potrebbero diventare gradualmente più frequenti senza determinare un vero cambiamento generale. Per un deciso calo delle temperature bisognerà quindi attendere ancora. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-sabato-e-domenica-roventi-fino-a-41-c-in-toscana-umbria-e-lazio-ma-attenzione-ai-temporali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuvole-di-fuoco-colpi-di-vento-e-fulmini-il-pericoloso-fenomeno-meteorologico-generato-dai-mega-incendi.html</link><pubDate>Thu, 30 Jul 2026 14:03:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>I grandi incendi non solo avanzano rapidamente: quando raggiungono un'intensità estrema possono modificare l'atmosfera e complicare ulteriormente le operazioni di spegnimento, come è accaduto in Spagna negli ultimi giorni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nubes-de-fuego-reventones-termicos-y-rayos-el-peligroso-fenomeno-meteorologico-que-generen-los-megaincendios-1785311920477.png" data-image="p1w8xq7rqtxw" alt="mega incendio spagna" title="mega incendio spagna"><figcaption>Le tempeste di fuoco si verificano quando un grande incendio boschivo altera l'atmosfera e genera nubi pirocumulo. Questo fenomeno può modificare il comportamento delle fiamme e complicarne lo spegnimento.</figcaption></figure><p>Gli incendi boschivi che hanno colpito la Spagna nelle ultime settimane hanno riportato l'attenzione su un fenomeno che preoccupa particolarmente gli esperti: <strong>i cosiddetti "temporali di fuoco"</strong>. Secondo i dati di Copernicus, il programma europeo di osservazione e monitoraggio della Terra, i roghi più estesi hanno devastato oltre 127.000 ettari e coinvolto circa 92.000 persone, con un impatto particolarmente grave nelle province di Ávila, Madrid e Castellón. <strong>In alcuni casi si tratta di incendi di sesta generazione</strong>, il cui comportamento è molto più difficile da controllare.</p><p>Quando un incendio raggiunge un'intensità molto elevata, non è più condizionato soltanto da temperatura, vento o umidità. <strong>Il calore sviluppato modifica l'aria circostante e può alterare la meteorologia</strong> <strong>nell'area stessa dell'incendio, creando un proprio microclima.</strong> Questo processo spiega perché alcuni roghi accelerino improvvisamente la loro propagazione, cambino direzione nel giro di pochi minuti o assumano comportamenti che rendono estremamente difficile il lavoro delle squadre antincendio.</p><h2>Pirocumuli: come i temporali di fuoco modificano la meteorologia locale</h2><p>L'enorme quantità di calore liberata dalle fiamme provoca una rapida risalita dell'aria, trasportando fumo, cenere e vapore acqueo fino a diversi chilometri di quota. Questo movimento verticale <strong>favorisce la formazione di grandi nubi chiamate pirocumuli</strong>, la cui comparsa indica generalmente che l'incendio ha raggiunto un livello di intensità molto elevato.</p><p>Il meteorologo di Meteored Samuel Biener spiega che <strong>queste nubi si formano quando le correnti di aria calda generate dall'incendio entrano in contatto con aria più fredda</strong> presente negli strati superiori dell'atmosfera. Il risultato è una struttura nuvolosa che può svilupparsi rapidamente e modificare il comportamento dello stesso incendio.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"> <p lang="es" dir="ltr">20:30 Piloto de <a href="https://x.com/AirNostrumm?ref_src=twsrc%5Etfw">@AirNostrumm</a> volando Madrid - Santiago de Compostela a 21.000 pies (+-6.500 metros de altitud) y se ve a su misma altura el Pirocúmulo del incendio de Burgohondo Ávila <a href="https://x.com/hashtag/IfBurgohondo?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#IfBurgohondo</a><br><br>Respeto a este gran incendio <a href="https://t.co/IfLIMgkAs7">pic.twitter.com/IfLIMgkAs7</a></p>— Infues Avila (@InfuesAvila) <a href="https://x.com/InfuesAvila/status/2080772185652679012?ref_src=twsrc%5Etfw">24 luglio 2026</a> </blockquote></figure><p>Negli episodi più intensi, <strong>i pirocumuli possono generare scariche elettriche in grado di innescare nuovi incendi lontano dal fronte principale.</strong> Inoltre, quando queste nubi collassano, possono provocare forti raffiche di vento che alimentano ulteriormente le fiamme e favoriscono una propagazione imprevedibile.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Negli episodi più intensi, <strong>i pirocumuli possono generare scariche elettriche in grado di innescare nuovi incendi lontano dal fronte principale.</strong> Inoltre, quando queste nubi collassano, possono provocare forti raffiche di vento che alimentano ulteriormente le fiamme e favoriscono una propagazione imprevedibile. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Secondo Biener, alcuni specialisti sottolineano inoltre che <strong>se un grande incendio coincide con l'arrivo di una fascia di deboli precipitazioni, possono verificarsi i cosiddetti downburst termici</strong>. Quando la pioggia evapora a causa dell'intenso calore dell'incendio, le correnti d'aria discendenti si espandono in tutte le direzioni una volta raggiunto il suolo, generando talvolta <strong>venti compresi tra 80 e 100 km/h</strong>, una situazione che rende ancora più difficile contenere il rogo.</p><h2>Incendi di sesta generazione: perché sono così difficili da controllare</h2><p>La situazione si complica ulteriormente quando coincidono diversi fattori meteorologici. <strong>Temperature elevate, vegetazione estremamente secca e venti persistenti</strong> <strong>creano condizioni ideali per una rapida propagazione del fuoco.</strong> Negli incendi di sesta generazione, queste circostanze possono superare la capacità di risposta dei servizi antincendio.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/tormentas-de-fuego-por-que-los-megaincendios-crean-su-propio-tiempo-y-multiplican-el-riesgo-con-vientos-y-rayos-1785232264947.jpeg" data-image="fsgglxuzxjcu" alt="Incendio boschivo" title="Incendio boschivo"> <figcaption>I megaincendi possono generare forti raffiche di vento e scariche elettriche attraverso la formazione di pirocumuli. Queste condizioni favoriscono nuovi focolai e aumentano i rischi durante le operazioni di spegnimento.</figcaption> </figure><p><strong>Biener ha inoltre osservato che durante gli incendi verificatisi a Madrid, Toledo, Ávila e Castellón</strong> <strong>nelle ultime notti sono state registrate inversioni termiche.</strong> In queste situazioni l'aria più fresca e il fumo rimangono intrappolati sul fondo delle valli, mentre uno strato d'aria più calda agisce come una barriera. Se questa stabilità atmosferica viene meno improvvisamente, il comportamento delle fiamme può cambiare nel giro di pochi minuti, aumentando rapidamente di intensità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779885" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-sud-europa-brucia-spagna-italia-e-francia-nella-morsa-degli-incendi.html" title="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi">Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-sud-europa-brucia-spagna-italia-e-francia-nella-morsa-degli-incendi.html" title="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/incendi-da-spagna-a-sicilia-1784801363164_320.jpeg" alt="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi"></a></article></aside><p>Per questo motivo i grandi incendi non vengono più analizzati soltanto in base alla superficie bruciata. <strong>Oggi vengono studiati anche i processi atmosferici che si sviluppano attorno al rogo</strong>, poiché possono favorire nuovi focolai, modificare la direzione dell'incendio e aumentare il rischio per le squadre impegnate sul campo.</p><h2>Tempeste di fuoco: cosa accade durante e dopo un incendio</h2><p>Gli effetti di un grande incendio non si limitano all'area direttamente interessata dalle fiamme. <strong>Il fumo può spostarsi per decine di chilometri e peggiorare la qualità dell'aria anche in zone molto lontane</strong> dal fronte del fuoco. Negli ultimi giorni situazioni di questo tipo sono state registrate anche in aree della provincia di Alicante.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/tormentas-de-fuego-por-que-los-megaincendios-crean-su-propio-tiempo-y-multiplican-el-riesgo-con-vientos-y-rayos-1785232294420.jpeg" data-image="87h59omqh2f3" alt="Elicottero impegnato nello spegnimento di un incendio" title="Elicottero impegnato nello spegnimento di un incendio"> <figcaption>Secondo Copernicus, i grandi incendi hanno devastato oltre 127.000 ettari in Spagna. Le tempeste di fuoco spiegano perché alcuni roghi riescano a creare una propria meteorologia.</figcaption> </figure><p><strong>La presenza di grandi nubi di fumo modifica anche la quantità di radiazione solare che raggiunge la superficie.</strong> Queste masse riducono la radiazione diretta e aumentano la luce diffusa, conferendo spesso al cielo caratteristiche tonalità rossastre. <strong>Il fumo può limitare l'aumento della temperatura durante il giorno</strong> e, di notte, contribuire a trattenere il calore più a lungo.</p><p>Quando l'incendio viene completamente spento, questi effetti atmosferici scompaiono gradualmente. <strong>Samuel Biener sottolinea che non esistono prove di cambiamenti permanenti del tempo dopo un grande incendio</strong>, anche se possono verificarsi piccole variazioni locali legate alla perdita della copertura forestale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779680" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/italia-divisa-in-due-violenti-temporali-al-nord-incendi-devastanti-in-sicilia-i-video.html" title="Luglio estremo: la Sicilia in allerta rossa per gli incendi, grandine enorme a Milano I VIDEO">Luglio estremo: la Sicilia in allerta rossa per gli incendi, grandine enorme a Milano I VIDEO</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/italia-divisa-in-due-violenti-temporali-al-nord-incendi-devastanti-in-sicilia-i-video.html" title="Luglio estremo: la Sicilia in allerta rossa per gli incendi, grandine enorme a Milano I VIDEO"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/italia-divisa-in-due-violenti-temporali-al-nord-incendi-devastanti-in-sicilia-i-video-1784634614021_320.png" alt="Luglio estremo: la Sicilia in allerta rossa per gli incendi, grandine enorme a Milano I VIDEO"></a></article></aside><p>Le conseguenze più importanti si manifestano però sul territorio. Senza la protezione della vegetazione, <strong>il suolo diventa molto più vulnerabile all'erosione.</strong> Piogge che in precedenza avrebbero avuto un impatto minimo possono trascinare ceneri e altri materiali verso fiumi, bacini e falde acquifere, mentre <strong>la scomparsa del bosco favorisce un aumento della temperatura del terreno</strong> e piccole modifiche nella formazione delle nebbie, a causa della perdita dell'umidità trattenuta dalla vegetazione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuvole-di-fuoco-colpi-di-vento-e-fulmini-il-pericoloso-fenomeno-meteorologico-generato-dai-mega-incendi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo estremo, sempre di più le regioni italiane con provvedimenti per tutelare i lavoratori: funzionano?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/worklimate-e-ordinanze-anti-caldo-tutelano-davvero-i-lavoratori.html</link><pubDate>Thu, 30 Jul 2026 13:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Sono numerose le regioni italiane che anche quest'anno hanno emanato ordinanze per tutelare la salute dei lavoratori dagli effetti delle temperature <br>estreme. Questo ha effetti importanti nella riduzione di infortuni e nell'aumento della sicurezza di chi lavora all'aperto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/worklimate-e-ordinanze-anti-caldo-tutelano-davvero-i-lavoratori-1785404661944.jpeg" data-image="g3zq3qwxqqc9" alt="caldo" title="caldo"><figcaption>I lavoratori esposti alle temperarture estreme devono essere tutelati, ancor di più ora che le temperature elevate si fanno più frequenti.</figcaption></figure><p>Anche quest’anno numerose regioni italiane hanno emanato ordinanze per tutelare la salute dei lavoratori dagli effetti delle temperature estreme, che prevedono la <strong>sospensione temporanea delle attività all’aperto dalle 12:30 alle 16:00 nelle giornate e nelle località</strong> in cui si segnala un livello di rischio alto per lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa. L</p><p>La piattaforma previsionale Cnr e Inail è stata appena rinnovata con il nuovo progetto Worklimate 3.0 “Salute occupazionale e resilienza aziendale nell’era delle temperature estreme” (Bric Inail 2025). Il progetto mira a sviluppare <strong>strumenti e soluzioni innovative per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori esposti a temperature estreme</strong> e per il rafforzamento della resilienza dei contesti aziendali. </p><p>Adotta un approccio integrato e multidisciplinare, coinvolgendo un’ampia rete di aziende di diversi settori lavorativi e medici competenti impegnati in un programma di sorveglianza sanitaria. <strong>Le attività includono anche il monitoraggio degli ambienti di lavoro indoor non climatizzati e la gestione delle suscettibilità individuali al caldo.</strong> Il progetto amplia inoltre l’attenzione agli effetti del freddo sui lavoratori. Tra i risultati attesi vi è anche lo sviluppo di un prototipo di sistema di allerta per prevedere gli effetti del freddo.</p><h2>L'aumento delle ordinanze tra 2024 e 2026</h2><p><strong>Nel 2024 le ordinanze erano state adottate da 15 regioni italiane,</strong> interessando oltre 1,5 milioni di lavoratori; nel 2025 il numero è salito a 18 regioni e oltre 2,3 milioni di addetti. <strong>Per il 2026, ancor prima dell’inizio dell’estate astronomica, hanno emanato tali provvedimenti già 16 regioni,</strong> a partire dal Lazio, a cui si sono aggiunte più recentemente anche la Campania e le Marche, coinvolgendo quindi la quasi totalità delle regioni italiane (18 regioni, con l’esclusione della Val d’Aosta e il Trentino-Alto Adige). </p><p>“L’evoluzione testimonia la<strong> crescente attenzione verso i rischi associati al caldo estremo</strong>” commenta Morabito. “Oltre ai tradizionali comparti agricoltura ed edilizia, molte regioni hanno esteso la tutela a settori come florovivaismo, per il personale impegnato in serre e tunnel agricoli, attività estrattive, logistica di piazzale, consegne urbane, manutenzione stradale e ferroviaria, igiene ambientale e comparto forestale. Calabria e Puglia hanno ampliato l’ambito di applicazione agli ambienti confinati privi di adeguata ventilazione o sistemi di raffrescamento. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="346821" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/puglia-troppo-caldo-vietato-lavoro-campi-dopo-morte-bracciante.html" title="In Puglia stop al lavoro nei campi nelle ore più calde">In Puglia stop al lavoro nei campi nelle ore più calde</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/puglia-troppo-caldo-vietato-lavoro-campi-dopo-morte-bracciante.html" title="In Puglia stop al lavoro nei campi nelle ore più calde"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/puglia-troppo-caldo-vietato-lavoro-campi-dopo-morte-bracciante-346821-1_320.jpg" alt="In Puglia stop al lavoro nei campi nelle ore più calde"></a></article></aside><p>Un’altra novità riguarda la tempistica: Lazio, Umbria, Toscana, Liguria, Puglia e Piemonte hanno anticipato la vigenza delle misure già nell’ultima decade di maggio e fino a settembre (Lazio, Umbria, Puglia, Emila Romagna, Lombardia, Calabria, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia e Molise), adeguandosi a una realtà climatica che frequentemente indica condizioni di rischio alto per i lavoratori già in primavera e fino a inizio autunno”.</p><h2> L’efficacia di queste misure preventive </h2><p>L’efficacia di queste misure preventive è anche valutata in uno studio realizzato nell’ambito di <strong>Worklimate da ricercatori di Cnr e Inail</strong>, pubblicato sul <em>Journal of Exposure Science & Environmental Epidemiology</em>. “Nell’estate 2024, l’anno più caldo registrato a livello globale, i tassi di infortunio sul lavoro nelle regioni che avevano o meno adottato le ordinanze mostrano una significativa riduzione nelle prime, nonostante fossero più esposte a caldo intenso”, prosegue Morabito. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780863" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti.html" title="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti">Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti.html" title="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteo-ad-agosto-in-italia-fra-caldo-estremo-e-temporali-violenti-1785230696991_320.jpg" alt="Il meteo ad agosto in Italia: fra caldo estremo e temporali violenti"></a></article></aside><p><strong>“Nel settore edile il tasso di infortuni è inferiore del 21,9% rispetto alle regioni prive di ordinanza,</strong> nel settore agricolo di circa il 25% e nei giorni classificati a maggior rischio dalla piattaforma, la riduzione degli infortuni nel settore delle costruzioni ha superato il 40%”.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Lo studio rappresenta la prima evidenza a livello europeo dell’efficacia di una politica pubblica finalizzata alla prevenzione degli effetti del caldo sul lavoro e conferma come previsioni meteo e biometeorologiche possano agire come strumenti operativi e contribuire concretamente alla riduzione infortunistica e alla sicurezza dei lavoratori maggiormente esposti. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Lo studio rappresenta la prima evidenza a livello europeo dell’efficacia di una politica pubblica finalizzata alla prevenzione degli effetti del caldo sul lavoro e <strong>conferma come previsioni meteo e biometeorologiche possano agire come strumenti operativi e contribuire concretamente alla riduzione infortunistica </strong>e alla sicurezza dei lavoratori maggiormente esposti. </p><p>L’aumento di frequenza, intensità e durata delle ondate di calore impone di fornire un importante supporto scientifico alle strategie di adattamento e protezione della salute.</p><h2>Il problema dei lavoratori meno tutelati</h2><p><strong>Il crescente numero di ordinanze per tutelare i lavoratori dal caldo ha però effetti diversi sulla base del tipo di contratto di lavoro.</strong> I lavoratori "super-precari" come i rider, che guadagnano solo sulla base del numero di consegne effettuate (formalmente si tratta di lavoratori autonomi, a partita iva o con collaborazione occasionale) , se da una parte <strong>vengono beneficiati dalla sospensione del lavoro quando scatta il bollino rosso per caldo estremo dall'altra perdono ingressi per via del minor numero di consegne. </strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr"> Per saperne di più: <a href="https://t.co/yLs4XOCIEu">https://t.co/yLs4XOCIEu</a><a href="https://x.com/hashtag/sciopero?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#sciopero</a> <a href="https://x.com/hashtag/rider?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#rider</a> <a href="https://x.com/hashtag/lavoro?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#lavoro</a> <a href="https://t.co/X8NxRPkmT6">pic.twitter.com/X8NxRPkmT6</a></p>— IlSole24ORE (@sole24ore) <a href="https://x.com/sole24ore/status/2076984564782698656?ref_src=twsrc%5Etfw">July 14, 2026</a></blockquote></figure><p><strong>Per questo i lavoratori che effettuano consegne a domicilio hanno portato avanti quest'estate uno sciopero</strong>, per cercare di sensibilizzare sul tema e ottenere maggiori tutele contrattuali. </p><p>I sindacati <strong>chiedono alle grandi piattaforme come </strong><strong> Glovo o Deliveroo di dare sostegni reali a chi si trova a lavorare in condizioni estreme</strong> a causa delle temperature. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Morabito%2C%20M.%2C%20Crisci%2C%20A.%2C%20Guerri%2C%20G.%20et%20al." data-year="2025" data-title="Exploring%20the%20effectiveness%20of%20a%20heat-related%20occupational%20prevention%20policy%3A%20A%20case%20study%20from%20Italy." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs41370-025-00831-w">Morabito, M., Crisci, A., Guerri, G. et al.. (2025). <a href="https://doi.org/10.1038/s41370-025-00831-w" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Exploring the effectiveness of a heat-related occupational prevention policy: A case study from Italy.</a>.</cite><br><cite data-author="Internazionale" data-year="2026" data-title="I%20rider%20costretti%20a%20lavorare%20nelle%20ore%20pi%C3%B9%20calde%20dei%20giorni%20pi%C3%B9%20caldi" data-url="https%3A%2F%2Fwww.internazionale.it%2Fnotizie%2Falice-facchini%2F2026%2F07%2F15%2Frider-sciopero-caldo">Internazionale. (2026). <a href="https://www.internazionale.it/notizie/alice-facchini/2026/07/15/rider-sciopero-caldo" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">I rider costretti a lavorare nelle ore più calde dei giorni più caldi</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/worklimate-e-ordinanze-anti-caldo-tutelano-davvero-i-lavoratori.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>