<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Wed, 02 Sep 2026 20:20:17 +0000</lastBuildDate><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 20:20:17 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Perché questo massiccio montuoso viene considerato il più pericoloso del mondo?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Queste massiccio montuoso presenta delle caratteristiche davvero uniche, alcune di queste vette sono considerate le più pericolose del mondo da scalare. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo-1781710953991.jpg" data-image="w8ae1wvho276" alt="Annapurna." title="Annapurna."><figcaption>Scalato per la prima volta nel 1950, prima di qualsiasi altro "ottomila", l'Annapurna attira avventurieri da tutto il globo, ma il suo tasso di mortalità superiore al 30% lo rende la montagna più pericolosa dell’intero pianeta.</figcaption></figure><p>L'Annapurna è uno dei massicci montuosi più iconici e temuti al mondo, nel Nepal centrale. Questo imponente complesso himalayano non è solo celebre per le sue vette maestose, <strong>tra cui l'Annapurna I, che con i suoi 8.091 metri rappresenta la decima montagna più alta della Terra,</strong> ma anche per la sua storia pionieristica nell'alpinismo e per il suo primato di pericolosità. </p><p>Scalato per la prima volta nel 1950, prima di qualsiasi altro "ottomila", l'Annapurna attira avventurieri da tutto il globo, ma il suo tasso di mortalità superiore al 30% lo rende la montagna più pericolosa dell’intero pianeta.</p><h2><strong>La geografia del massiccio dell'Annapurna</strong></h2><p>Il massiccio dell'Annapurna si estende per circa 55 chilometri nella regione centrale del Nepal, all'interno della catena himalayana, e fa parte della vasta area protetta dell'<strong>Annapurna</strong> <strong>Conservation Area,</strong> la più grande del paese. </p><p>Situato tra i fiumi Marsyangdi a est e Kali Gandaki a ovest, il massiccio include diverse vette principali, tra cui l'Annapurna I (8.091 m), l'Annapurna II (7.937 m), l'Annapurna III (7.555 m) e l'Annapurna IV (7.525 m). </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>La sua posizione geografica lo rende un baluardo naturale, con versanti ripidi e ghiacciai perenni che lo isolano dal resto dell'Himalaya.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questa conformazione geologica è il risultato di processi tettonici millenari, dove la placca indiana si scontra con quella eurasiatica, creando spettacolari canyon, come la <strong>gola del Kali Gandaki,</strong> una delle più profonde al mondo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo-1781710791879.jpg" data-image="hxs9ixgmf87v" alt="Annapurna." title="Annapurna."><figcaption>L'Annapurna è universalmente riconosciuta come una delle montagne più letali del pianeta, con un tasso di mortalità storico che supera il 30%. Secondo dati del 2022, su 365 ascensioni riuscite, si contano 72 morti, per un rapporto di circa 1 decesso ogni 5 salite. </figcaption></figure><p>Il clima è influenzato dai monsoni estivi, che portano piogge abbondanti e nevicate intense, rendendo l'area soggetta a instabilità atmosferica. Molti incidenti su questa montagna sono legati al meteo estremo.</p><h2><strong>Perché è considerata la montagna più pericolosa del mondo?</strong></h2><p>L'Annapurna è universalmente riconosciuta come una delle montagne più letali del pianeta, con un tasso di mortalità storico che supera il 30%. Secondo dati del 2022, su 365 ascensioni riuscite, si contano 72 morti, per un rapporto di circa 1 decesso ogni 5 salite. <strong>Più recenti stime al 2024 indicano un tasso intorno al 38%, anche se dal 2012 al 2022 è sceso sotto il 20% grazie a miglioramenti nelle pratiche di sicurezza. </strong></p><p>I pericoli derivano da molteplici fattori, fra cui valanghe frequenti, crepacci nascosti nei ghiacciai e condizioni meteorologiche estreme, <strong>con venti forti e tempeste improvvise.</strong> Nel 2014 una tempesta di neve improvvisa causò almeno 43 morti tra gli escursionisti, vicino all'Annapurna e al Dhaulagiri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo-1781710922333.jpg" data-image="40o83vsn2bxk" alt="Annapurna." title="Annapurna."><figcaption>Nonostante i rischi, come altitudine, maltempo e, in rari casi, valanghe, alcuni percorsi sono considerati gestibile per trekker preparati, con un basso tasso di incidenti rispetto alle scalate. </figcaption></figure><p>Inoltre, la via di salita standard dal versante nord è esposta a rischi costanti, e anche se recentemente ha perso il titolo di "più pericolosa" a favore del <strong>Nanga Parbat,</strong> rimane un test supremo per gli alpinisti.</p><h2><strong>La bellezza di queste montagne</strong></h2><p>L'Annapurna è rinomata per il suo potenziale turistico, in particolare per i trekking accessibili a un pubblico più ampio. L'Annapurna Circuit, un itinerario circolare di circa 160-230 chilometri, è uno dei percorsi più popolari al mondo, attraversando villaggi etnici <strong>Gurung e Thakali, </strong>foreste di rododendri, deserti alpini e il <strong>passo di Thorong La</strong> (5.416 m). Questo trek offre un mix di avventura e cultura, con viste panoramiche sull'intero massiccio e opportunità di immersione nella vita locale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="691624" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo.html" title="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo">Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo.html" title="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo-1736546987785_320.jpg" alt="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo"></a></article></aside><p>Nonostante i rischi, come altitudine, maltempo e, in rari casi, valanghe, il Circuit è considerato gestibile per trekker preparati, <strong>con un basso tasso di incidenti rispetto alle scalate.</strong> Ogni anno, migliaia di visitatori lo percorrono, contribuendo all'economia locale, <strong>ma è essenziale una guida esperta e un'acclimatazione adeguata per mitigare pericoli come il mal di montagna.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Non serve un giardino per i limoni: ecco come mantenere un albero di limoni produttivo sul balcone o sulla terrazza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-serve-un-giardino-per-i-limoni-ecco-come-mantenere-un-albero-di-limoni-produttivo-sul-balcone-o-sulla-terrazza.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Anche un balcone o una terrazza possono diventare il luogo ideale per coltivare un albero di limoni, capace di fiorire e produrre frutti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-necesitas-un-gran-jardin-para-cosechar-limones-asi-puedes-mantener-un-limonero-productivo-en-tu-balcon-o-terraza-1788043930793.jpeg" data-image="ctze6gwrklz4" alt="Limoni." title="Limoni."><figcaption>Un albero di limoni in vaso può diventare un piccolo albero da frutto produttivo su balconi e terrazze, a condizione che il contenitore sia sufficientemente grande da ospitarne la crescita.</figcaption></figure><p>Non serve un patio per godersi i limoni coltivati in casa. Un albero di limoni può vivere per anni in vaso e rimanere produttivo, a patto che abbia spazio sufficiente per le radici, luce e sostanze nutritive.</p><p>A fine inverno, quando la pianta inizia a riprendersi, è un buon momento per controllarne le condizioni e prepararla per i mesi a venire. Alcune di queste operazioni sono semplici, ma possono fare una grande differenza nella fioritura e nella produzione di frutti.</p><h2>Innanzitutto, controlla lo spazio in cui si trovano le sue radici</h2><p>Un vaso di almeno 40 litri è un buon punto di partenza per un albero di limoni, anche se gli esemplari più grandi avranno gradualmente bisogno di un contenitore più capiente. Se le radici fuoriescono dai fori di drenaggio o formano una massa molto compatta attorno al pane di terra, la pianta ha bisogno di più spazio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-necesitas-un-gran-jardin-para-cosechar-limones-asi-puedes-mantener-un-limonero-productivo-en-tu-balcon-o-terraza-1788044186017.jpeg" data-image="8yr3ivfnw67s" alt="Albero di limoni." title="Albero di limoni."><figcaption>Il trapianto permette di rinnovare parte del substrato e fornisce alle radici un nuovo volume in cui continuare a svilupparsi durante la stagione vegetativa.</figcaption></figure><p>In tal caso, è consigliabile rinvasarla in un contenitore più grande, approfittando di questo periodo di rinnovata crescita. <strong>Non è necessario passare subito a un vaso enorme: basta aumentare gradualmente il volume e utilizzare un terriccio ben drenante.</strong></p><p>Se non è possibile aumentare le dimensioni del vaso, non è una buona idea iniziare a potare le radici regolarmente. Una potatura radicale drastica può ridurre la capacità della pianta di assorbire acqua e sostanze nutritive. <strong>Per un albero che si desidera mantenere produttivo, è preferibile controllarne le dimensioni scegliendo una varietà meno vigorosa e potando moderatamente la chioma.</strong></p><h2>I compiti da svolgere in questo periodo</h2><p>Ora che il limone sta entrando nella sua nuova fase di crescita, è il momento ideale per controllare alcuni aspetti prima che il suo fabbisogno di acqua e nutrienti aumenti.</p><p><strong>Rimuovete i rami secchi o danneggiati:</strong> la crescita primaverile facilita l'individuazione delle parti che non si sono riprese durante l'inverno. Eliminate i polloni dal portainnesto: se spuntano germogli dalla base o sotto il punto di innesto, rimuoveteli per evitare che competano con la varietà di limone. </p><p><strong>Controllate il drenaggio:</strong> dopo un'abbondante annaffiatura, l'acqua dovrebbe defluire dai fori di drenaggio sul fondo; se ristagna, è necessario intervenire. Trovate la posizione più soleggiata: gli agrumi necessitano di diverse ore di luce solare diretta per una crescita e una produzione sane. <strong>Non è necessaria una potatura drastica per ottenere più limoni. </strong></p><p>In questo periodo dell'anno, è sufficiente rimuovere i germogli danneggiati, incrociati o in crescita sotto il punto di innesto, mantenendo una chioma equilibrata.</p><h2>Anche il fertilizzante fa parte del raccolto</h2><p><strong>I limoni coltivati in vaso hanno una riserva di nutrienti molto più limitata rispetto a quelli piantati direttamente nel terreno</strong>. Inoltre, parte di questi nutrienti viene persa con l'irrigazione, quindi necessitano di concimazioni regolari durante la fase di crescita.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-necesitas-un-gran-jardin-para-cosechar-limones-asi-puedes-mantener-un-limonero-productivo-en-tu-balcon-o-terraza-1788044217295.jpeg" data-image="ufvb2llv5hi7" alt="Alberello di limoni." title="Alberello di limoni."><figcaption>Negli agrumi coltivati in vaso, la concimazione primaverile e autunnale aiuta a reintegrare le sostanze nutritive che l'irrigazione ha dilavato dal contenitore durante l'anno.</figcaption></figure><p>Utilizzate un fertilizzante specifico per agrumi, seguendo le istruzioni di dosaggio del produttore e assicurandovi che fornisca anche micronutrienti come ferro, zinco e manganese.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780628" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-che-possono-aiutarti-a-trasformare-un-piccolo-balcone-in-un-mini-giardino.html" title="Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino">Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-che-possono-aiutarti-a-trasformare-un-piccolo-balcone-in-un-mini-giardino.html" title="Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/las-plantas-que-pueden-ayudarte-a-transformar-un-balcon-pequeno-en-un-mini-jardin-1784951323175_320.png" alt="Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino"></a></article></aside><p>Una semplice regola per la coltivazione domestica è concimare una volta <strong>in primavera e una volta in autunno,</strong> regolando la frequenza in base alle istruzioni del prodotto e allo sviluppo della pianta. </p><div class="texto-destacado">La concimazione fogliare può essere utilizzata come integratore, soprattutto quando si desidera correggere rapidamente una carenza di micronutrienti. È preferibile applicarla durante i periodi di crescita attiva, evitando le ore più calde della giornata, i giorni in cui sono previste piogge e i periodi in cui l'albero è sottoposto a stress idrico o termico.</div><p>Più fertilizzante non significa più limoni: una nutrizione equilibrata favorisce la crescita, la fioritura e la formazione dei frutti senza stimolare un'eccessiva produzione di germogli e foglie.</p><h2>Luce e acqua: due chiavi per far sì che i limoni tornino a produrre</h2><p>La posizione in cui piantate il vostro albero di limoni può essere importante quanto il vaso. Cercate il punto più soleggiato del vostro balcone o terrazzo, idealmente <strong>con almeno 6 ore di luce solare diretta al giorno.</strong> Una minore esposizione al sole manterrà l'albero sano, ma ne limiterà la fioritura e la fruttificazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-necesitas-un-gran-jardin-para-cosechar-limones-asi-puedes-mantener-un-limonero-productivo-en-tu-balcon-o-terraza-1788044129931.jpeg" data-image="fyt0wwqunveg" alt="Limoni." title="Limoni."><figcaption>In un albero di limoni coltivato su un terrazzo, trovare il punto più soleggiato può essere fondamentale: circa sei ore di luce solare diretta al giorno sono un'utile indicazione per mantenere una buona produzione.</figcaption></figure><p>L'irrigazione, d'altra parte, deve essere adattata alle condizioni. Alla fine dell'inverno, può ancora essere relativamente poco frequente, ma aumenterà con l'aumento delle temperature e la crescita della pianta.</p><p><strong>Uno dei vantaggi di coltivare un limone in vaso è la possibilità di spostarlo in un luogo riparato in caso di rischio di gelo.</strong> Bisogna però pianificare in anticipo: man mano che l'albero cresce, la combinazione di pianta, terriccio e acqua può diventare piuttosto pesante. </p><p>Pertanto, se si prevede di doverlo spostare, è consigliabile installare fin da subito un supporto con ruote, posizionandolo sul vaso quando l'albero è ancora piccolo e il terriccio è asciutto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="693475" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/limonio-il-fiore-reciso-che-non-appassisce-mai.html" title="Limonio: il fiore reciso che non appassisce mai, ideale per composizioni floreali">Limonio: il fiore reciso che non appassisce mai, ideale per composizioni floreali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/limonio-il-fiore-reciso-che-non-appassisce-mai.html" title="Limonio: il fiore reciso che non appassisce mai, ideale per composizioni floreali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/limonio-il-fiore-reciso-che-non-appassisce-mai-1737566876040_320.jpeg" alt="Limonio: il fiore reciso che non appassisce mai, ideale per composizioni floreali"></a></article></aside><p>In questo modo, un'operazione che inizialmente sembra semplice non si trasformerà in seguito in uno sforzo inutile o in un rischio di danneggiare l'albero o il vaso.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-serve-un-giardino-per-i-limoni-ecco-come-mantenere-un-albero-di-limoni-produttivo-sul-balcone-o-sulla-terrazza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Uno dei pesci tipici del nostro Mediterraneo, la sua presenza indica una buona salute dei mari italiani]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo pesce è capace di tollerare ampie variazioni di salinità e temperatura, il che le permette di colonizzare una varietà di ambienti. La sua presenza è un indicare di buona salute delle acque. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani-1779483915038.jpg" data-image="fn2o0wongsbb" alt="Mennola." title="Mennola."><figcaption>Esemplare maschio di mennola durante la fase d'accoppiamento. Credit immagine Wikipedia. </figcaption></figure><p>Non è molto conosciuta come altre specie più famose, come il sarago o la castagnola. Eppure la <strong>menola,</strong> nome scientifico <strong><em>“Atherina boyeri”,</em></strong> è un pesce agile, molto bello da osservare.</p><p>Rappresenta un esempio di come la biodiversità del nostro mare sia ricca di elementi tipici e insostituibili. E’presente un po’ su tutti i mari che circondano la nostra Penisola.</p><h2><strong>Alcune caratteristiche su questo pesce mediterraneo</strong></h2><p>La menola vive nelle acque temperate e salmastre del Tirreno, dell'Adriatico e dello Ionio, <strong>aree che rappresentano circa il 70% del territorio marino italiano.</strong> La sua presenza è così diffusa da essere menzionata in antichi testi di ictiologia romana, come quelli di <strong>Plinio il Vecchio</strong> nella <strong><em>“Naturalis Historia”,</em></strong> dove viene descritta come un pesce umile ma abbondante nelle lagune e nelle baie.</p><p>In aree come la Laguna Veneta, il Delta del Po o le coste laziali e campane, <strong>la menola è una delle specie più catturate in modo artigianale.</strong> Dal punto di vista gastronomico, è un ingrediente essenziale in piatti regionali, come la fritta in umido nelle cucine liguri, o nelle zuppe siciliane.</p><h2><strong>Areale di distribuzione di questo pesce</strong></h2><p>La menola è un pesce capace di tollerare ampie variazioni di salinità e temperatura, il che le permette di colonizzare una varietà di ambienti. Tipicamente, vive in acque costiere poco profonde, tra 1 e i 10 metri di profondità, <strong>preferendo zone con fondali sabbiosi, fangosi o erbosi, ricchi di posidonie e alghe.</strong></p><p>È una specie gregaria, che forma banchi numerosi per difendersi dai predatori, e migra stagionalmente in cerca di cibo e siti di riproduzione. </p><div class="texto-destacado">Nel Mediterraneo, la sua distribuzione è cosmopolita, ma in Italia raggiunge la massima densità fra il Golfo di Genova fino e lo Stretto di Messina.</div><p>Gli habitat preferiti della menola sono le lagune, gli estuari e le aree portuali, dove l'influenza fluviale crea un mix di acqua dolce e salata ideale per la sua sopravvivenza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani-1779483998418.jpg" data-image="wxl8ajbzu66z" alt="Mennola femmina." title="Mennola femmina."><figcaption>La menola è un pesce capace di tollerare ampie variazioni di salinità e temperatura, il che le permette di colonizzare una varietà di ambienti. </figcaption></figure><p>Da recenti studi portati avanti <strong>dall'ICRAM (ora parte di ISPRA)</strong> indicano che le popolazioni italiane sono stabili, specie in primavera quando i banchi possono raggiungere migliaia di individui. </p><p>Tuttavia, il riscaldamento globale sta alterando i suoi pattern migratori, spingendola verso nord in cerca di temperature ottimali, un fenomeno osservato nelle coste adriatiche.</p><h2><strong>Buon indicatore della salute delle acque</strong></h2><p>La menola è un indicatore ambientale di prim'ordine. La sua tolleranza all'eutrofizzazione e all'inquinamento <strong>la rende un bioindicatore per la qualità delle acque costiere.</strong> Popolazioni in declino segnalano problemi come l'accumulo di plastica o lo sversamento di nutrienti agricoli, come evidenziato in report dell'Agenzia Europea per l'Ambiente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="669957" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-piu-colorati-del-mediterraneo-la-donzella-pavonina.html" title="Uno dei pesci più colorati del Mediterraneo, la donzella pavonina">Uno dei pesci più colorati del Mediterraneo, la donzella pavonina</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-piu-colorati-del-mediterraneo-la-donzella-pavonina.html" title="Uno dei pesci più colorati del Mediterraneo, la donzella pavonina"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uno-dei-pesci-piu-colorati-del-mediterraneo-la-donzella-pavonina-1723734700396_320.jpg" alt="Uno dei pesci più colorati del Mediterraneo, la donzella pavonina"></a></article></aside><p>Dal punto di vista della riproduzione, la menola depone uova adesive su vegetazione sommersa, <strong>contribuendo alla rigenerazione degli habitat bentonici e supportando la dispersione di semi e spore marine.</strong></p><p>In un ecosistema marino sotto pressione,<strong> con il Mediterraneo che ha perso il 41% della sua biodiversità negli ultimi 50 anni,</strong> preservare la menola significa salvaguardare l'intero Mediterraneo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Weekend, il caldo africano non molla: il primo weekend di settembre sarà ancora bollente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-il-caldo-africano-non-molla-il-primo-weekend-di-settembre-sara-ancora-bollente.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il primo fine settimana di settembre sarà dominato ancora dall'anticiclone africano con tempo stabile e caldo intenso. Temperature fino a 38°C e cielo sereno, salvo isolati rovesci pomeridiani sulle Alpi nord-orientali.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3cjju"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3cjju.jpg" id="xb3cjju"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Lo <strong>scenario meteorologico </strong>a livello europeo continua <strong>sulla scia di quanto vissuto in questa lunga calda estate</strong>. Infatti, il robusto il <strong>promontorio di alta pressione di matrice subtropicale</strong>, ben disteso tra la Penisola Iberica, il Mediterraneo centrale e l'Italia, bloccherà ancora le spinte perturbate atlantiche in discesa dal Nord Europa, convogliando, invece, <strong>masse d'aria molto calda direttamente dal Nord Africa verso nord.</strong></p><h2>Italia: prevalenza di tempo stabile con qualche disturbo alpino </h2><p> Sulla <strong>maggior parte del territorio italiano</strong> l'atmosfera si manterrà decisamente <strong>stabile</strong>, con un tempo <strong>prevalentemente </strong><strong>soleggiato </strong>per l'intero<strong> fine settimana</strong>.</p><div class="texto-destacado">Tuttavia, non mancherà occasione per dei <strong>disturbi pomeridiani di origine termoconvettiva diurna</strong>, soprattutto sulle <strong>Alpi Orientali</strong>, dove è confermata la possibilità di locali formazioni cumuliformi con associati <strong>brevi rovesci o piovaschi</strong>, specie in prossimità delle creste<strong> nella giornata di domenica</strong>. Da non escludere anche la possibilità per qualche breve episodio temporalesco.</div><p>Anche al <strong>Centro</strong> e al <strong>Sud</strong>, comprese le isole maggiori, il quadro meteorologico sarà caratterizzato sempre da <strong>cielo sereno o poco nuvoloso</strong>, venti generalmente deboli e mari prevalentemente calmi o poco mossi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-primo-weekend-di-settembre-ancora-sotto-il-segno-del-gran-caldo-africano-1788357062353.jpg" data-image="2s6pg3yfjpi4"><figcaption>Temperature da piena estate nel fine settimana su tutta Italia, con punte anche di 37-38°C sulle aree pianeggianti interne Centromeridionali, della Sardegna e anche della Pianura Padana. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>L'afa</strong> si farà sentire ancora, soprattutto<strong> </strong><strong>n</strong><strong>ei grandi centri urbani e lungo le valli inter</strong><strong>ne</strong>, dove l'assenza di ventilazione significativa accentuerà il disagio fisiologico durante le <strong>ore centrali della giornata. </strong></p><h2>Previsioni tra venerdì, sabato e domenica</h2><p>Inequivocabilmente, il dato più importante di questa fase meteo sarà ancora <strong>l'eccezionale persistenza del caldo,</strong> con temperature ben al di sopra delle medie climatiche di riferimento per i primi giorni di settembre, con <strong>anomalie positive</strong> che localmente raggiungeranno i <strong>+6 o +8°C rispetto alla norma</strong>. </p><p>Tornando alla previsione per <strong>venerdì 4 settembre</strong>, il tempo sarà ancora ampiamente <strong>soleggiato </strong><strong>da nord a sud</strong>, con valori massimi che potranno toccare anche picchi di <strong>36°C sulle aree pianeggianti e sulle valli interne</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786736" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html" title="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record">Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html" title="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-in-italia-giovedi-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record-1788339827791_320.jpg" alt="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record"></a></article></aside><p><strong> L'apice del caldo </strong>si vivrà <strong>nel fine settimana</strong>, con <strong>sabato 5 settembre</strong> ancora ampiamente<strong> stabile e soleggiato</strong> su tutta la penisola. Temperature massime che si attesteranno<strong> diffusamente intorno ai 35°C sia in pianura al Nord, che sulle aree interne centromeridionali e in Sardegna, con locali punte anche superiori, tra i 37 e i 38°C. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-primo-weekend-di-settembre-ancora-sotto-il-segno-del-gran-caldo-africano-1788356528723.jpg" data-image="1wokxlmxsoen"><figcaption>Domenica possibili locali e brevi fenomeni di instabilità soprattutto sulle Alpi Orientali durante il pomeriggio, ma saranno piuttosto localizzati, con possibili rovesci o temporali isolati. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Domenica 6, </strong>sempre condizioni diffuse di <strong>bel tempo </strong>con ancora il <strong>caldo anomalo</strong> che porterà a massime elevate, diffusamente intorno ai <strong>34-35°C</strong>, con punte anche superiori, ma con <strong>locali e</strong> <strong>brevi fenomeni di instabilità sulle Alpi Orientali durante il pomeriggio</strong>, ma saranno piuttosto localizzati, con possibili rovesci o temporali isolati.</p><h2>Tendenza meteorologica per la seconda settimana di settembre </h2><p>Dando uno sguardo <strong>all'inizio della prossima settimana</strong>, si può notare ancora la persistenza dell'<strong>anticiclone subtropicale</strong>, con condizioni di tempo ancora stabile e <strong>temperature ben superiori alle medie stagionali</strong>, almeno <strong>fino a mercoledì 9</strong>. </p><p>E sarà a partire dalla<strong> seconda metà della prossima settimana</strong> che potrebbe verificarsi <strong>un inizio di cambiamento</strong>. Infatti, i modelli matematici indicano una tendenza a <strong>progressivo cedimento della struttura anticiclonica</strong> sotto la spinta delle correnti atlantiche più fresche. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786727" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html" title="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni">Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html" title="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni-1788337476204_320.png" alt="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni"></a></article></aside><p>Come già accennato in altri articoli sulla tendenza per la prima metà del mese, questo cambiamento <strong>potrebbe anche aprire la porta a una fase maggiormente variabile</strong>, con una graduale tendenza verso <strong>una diminuzione delle temperature</strong>, con la possibilità di <strong>precipitazioni più organizzate a partire dalle regioni settentrionali. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-il-caldo-africano-non-molla-il-primo-weekend-di-settembre-sara-ancora-bollente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il passero domestico rischia di scomparire dalle nostre città, ecco le cause che lo stanno portando verso l'estinzione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-passero-domestico-rischia-di-scomparire-dalle-nostre-citta-ecco-le-cause-che-lo-stanno-portando-verso-l-estinzione.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il passero è senza ombra di dubbio uno degli uccelli piccoli più comuni e diffusi sul nostro continente, e in Italia, ma fra non molto rischia di sparire dalle nostre città. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-passero-domestico-rischia-di-scomparire-dalle-nostre-citta-ecco-le-cause-che-lo-stanno-portando-verso-l-estinzione-1783545156955.jpg" data-image="wqny92nnmhb4" alt="Passero domestico." title="Passero domestico."><figcaption>Quella del passero domestico (Passer domesticus) è la specie che ha subito le perdite maggiori, arrivando a dimenticare quasi metà della sua popolazione, mentre il suo parente più vicino, il passero mattugio, ha subito la diminuzione di più di 30 milioni di esemplari. </figcaption></figure><p>Il passero è senza ombra di dubbio uno degli uccelli piccoli più comuni e diffusi sul nostro continente, e in Italia. Eppure secondo recenti studi si sta avviando verso l’estinzione. Negli ultimi quattro decenni <strong>si è assistito alla scomparsa di 1/6 degli uccelli, pari a una perdita di</strong> <strong>quasi 600 milioni di esemplari.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Fra le specie più colpite da questa estinzione ci sono la <strong>cutrettola gialla</strong> (97 milioni di esemplari in meno), lo <strong>storno</strong> (75 milioni in meno) e <strong>l’allodola </strong>(68 milioni di uccelli in meno).<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Lo studio ha analizzato i dati relativi a 378 delle 445 specie di uccelli nativi dell’Unione europea e del Regno Unito, <strong>osservando che il declino della popolazione alata è passato dal 17 al 19 per cento nel periodo compreso fra il 1980 e il 2017.</strong></p><h2><strong>Il passero domestico a rischio estinzione</strong></h2><p>Quella del <strong>passero domestico (Passer domesticus)</strong> è la specie che ha subito le perdite maggiori, arrivando a dimenticare quasi metà della sua popolazione, mentre il suo parente più vicino, <strong>il passero mattugio, </strong><strong>ha subito la diminuzione di più di 30 milioni di esemplari.</strong></p><p>Entrambe le specie si stanno estinguendo a causa dei cambiamenti nelle pratiche di coltivazione, <strong>ma il passero domestico risulta sparito anche dai cieli di molte città per ragioni che gli scienziati non sono riusciti ancora a comprendere del tutto,</strong> ma che probabilmente includono la scarsezza di cibo, l’inquinamento e la sempre maggior presenza di corvidi, che spesso risultano specie predatrici dei passeri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-passero-domestico-rischia-di-scomparire-dalle-nostre-citta-ecco-le-cause-che-lo-stanno-portando-verso-l-estinzione-1783545200517.jpg" data-image="k5c1y60kmjr1" alt="Passero domestico." title="Passero domestico."><figcaption>L’innalzamento della temperatura sta cambiando i delicati equilibri naturali che regolano il fenomeno migratorio, come le date di arrivo e partenza delle specie volatili dall’Europa verso l’Africa. Anche la desertificazione e la scomparsa di zone umide, per la crescente antropizzazione.</figcaption></figure><p>In Italia la scomparsa del passero si osserva soprattutto nelle grandi aree urbane del Nord, dove invece risultano crescenti specie, <strong>come le cornacchie o le taccole. </strong></p><h2><strong>In Europa una specie di uccelli su cinque è a rischio estinzione</strong></h2><p>I cambiamenti climatici hanno ulteriormente aggravato la situazione, sia in modo indiretto a causa degli effetti negativi sugli habitat degli uccelli, sia in quello diretto soprattutto per le specie migratorie, come dimostrano ormai numerosissime ricerche scientifiche svolte in questo ambito. </p><div class="texto-destacado">L’innalzamento della temperatura sta cambiando i delicati equilibri naturali che regolano il fenomeno migratorio, come le date di arrivo e partenza delle specie volatili dall’Europa verso l’Africa. </div><p>Anche la desertificazione e la scomparsa di zone umide, per la crescente antropizzazione, mettono in difficoltà molti uccelli che non trovano più i siti di sosta abituali durante il loro viaggio.</p><h2><strong>Le possibili soluzioni</strong></h2><p>La lotta a ridurre gli effetti e le conseguenze del cambiamento climatico sta diventando sempre più difficile, <strong>anche per il venir meno di politiche ambientali serie,</strong> di concreta attuazione nei singoli territori. </p><p>Ripristinare gli elementi naturali del paesaggio agricolo, conservare i prati storici, le praterie alpine e le zone più steppiche, <strong>diminuire il carico di fertilizzanti e di pesticidi di sintesi, e sostenere sempre e comunque l’agricoltura biologica,</strong> potrebbe contribuire a migliorare in parte la situazione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="667175" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-degli-uccelli-piu-strani-e-misteriosi-d-europa-il-succiacapre-noto-come-uccello-vampiro.html" title="Uno degli uccelli più strani e misteriosi d'Europa: il succiacapre noto come 'uccello vampiro'">Uno degli uccelli più strani e misteriosi d'Europa: il succiacapre noto come "uccello vampiro"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-degli-uccelli-piu-strani-e-misteriosi-d-europa-il-succiacapre-noto-come-uccello-vampiro.html" title="Uno degli uccelli più strani e misteriosi d'Europa: il succiacapre noto come 'uccello vampiro'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uno-degli-uccelli-piu-strani-e-misteriosi-d-europa-il-succiacapre-noto-come-uccello-vampiro-1722033039137_320.jpg" alt="Uno degli uccelli più strani e misteriosi d'Europa: il succiacapre noto come 'uccello vampiro'"></a></article></aside><p>Ma bisogna agire fin da subito, visto che gli effetti di questi cambiamenti si potranno vedere solo nel lungo termine. <strong>Nel frattempo per molte specie di uccelli, fra cui il passero domestico, potrebbe essere troppo tardi.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-passero-domestico-rischia-di-scomparire-dalle-nostre-citta-ecco-le-cause-che-lo-stanno-portando-verso-l-estinzione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:18:02 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni l’anticiclone nordafricano registrerà una nuova rimonta che porterà l’ennesima ondata di calore dell’anno, con temperature roventi soprattutto al sud e sulle due isole maggiori.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3ag6y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3ag6y.jpg" id="xb3ag6y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sull’Italia <strong>sta transitando una rapida perturbazione</strong> che ben presto lascerà il nostro paese, lasciando spazio ad una <strong>rimonta dell’anticiclone nordafricano che porterà aria calda di origine subtropicale</strong>.</p><div class="texto-destacado">Già da domani infatti il campo di alta pressione tornerà a rinvigorirsi <strong>con effetti sia sulle condizioni atmosferiche in generale che sulle temperature</strong>.</div><p>Se infatti tra oggi e domani è previsto un leggero aumento dell’instabilità, con possibili locali rovesci e temporali, soprattutto sulle zone montane e pedemontane, <strong>da giovedì il tempo diventerà più stabile e asciutto</strong>.</p><h2>Rimonta dell'anticiclone nordafricano</h2><p>Nel corso delle prossime giornate <strong>è comunque previsto il passaggio di qualche innocua velatura</strong>, nubi alte, tenui e di tipo stratificato non associate a precipitazioni, <strong>oppure la formazione di locali addensamenti nuvolosi</strong> più compatti, in particolare lungo l’arco alpino e la dorsale appenninica, dove <strong>non è escluso qualche locale rovescio o piovasco</strong>, specie durante le ore pomeridiane.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’effetto più evidente riguarderà però le temperature, che <strong>si riporteranno decisamente troppo al di sopra del normale</strong>, con valori anche oltre +10 °C superiori alla media climatologica.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ricordiamo che ieri è iniziato ufficialmente l’autunno meteorologico ma <strong>le temperature previste nei prossimi giorni saranno decisamente di stampo estivo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-in-italia-giovedi-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record-1788339827791.jpg" data-image="i2l2x9aqqoe6" alt="Anomalia termica" title="Anomalia termica"><figcaption>Anomalia di temperatura prevista durante le ore più calde della giornata di domenica.</figcaption></figure><p>Farà caldo ovunque e per tutto l’arco delle 24 ore. <strong>Si raggiungeranno valori massimi considerevoli, diffusamente al di sopra dei 35 °C</strong> al centro-sud, dove si potranno avere picchi prossimi ai 40 °C, ma anche le temperature minime saranno troppo elevate e <strong>su buona parte dell’Italia si tornerà a registrare il fenomeno delle notti tropicali</strong>.</p><p>Ricordiamo che si parla di notte tropicale quando <strong>la temperatura in una determinata località non scende mai al di sotto dei 20 °C</strong>, neppure durante le ore più fresche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786727" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html" title="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni">Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html" title="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni-1788337476204_320.png" alt="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni"></a></article></aside><p>Il nome stesso è abbastanza eloquente, t<strong>emperature minime così elevate non sono tipiche del bacino mediterraneo</strong> ma sono temperature consuete nelle zone tropicali. Il fatto che sempre più spesso questo fenomeno si verifichi anche nel nostro paese, sia al sud che al nord, <strong>ci da un’idea di come stia cambiando il clima</strong>.</p><h2>Previsto troppo caldo almeno fino alla prossima settimana</h2><p>L’anticiclone nordafricano ci accompagnerà per svariati giorni, <strong>almeno fino alla prima metà della settimana prossima</strong>, quando sembrerebbe previsto l’arrivo di una perturbazione che porterà tempo decisamente meno stabile e temperature in diffuso calo, che <strong>finalmente dopo troppo tempo si riavvicineranno alla media del periodo</strong>.</p><p>Ricordiamo che <strong>quest’ultima è una tendenza meteo con un’attendibilità limitata</strong>. Noi di Meteored continueremo a monitorare gli aggiornamenti dei modelli matematici per <strong>verificare se questo andamento verrà confermato o smentito</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786691" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-mar-mediterraneo-controcorrente-rispetto-alla-spagna-continentale-la-sua-temperatura-aumentera-nei-prossimi-7-giorni.html" title="Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni">Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-mar-mediterraneo-controcorrente-rispetto-alla-spagna-continentale-la-sua-temperatura-aumentera-nei-prossimi-7-giorni.html" title="Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-mar-mediterraneo-contra-natura-junto-a-la-espana-peninsular-subira-su-temperatura-en-los-proximos-7-dias-1788262047183_320.jpg" alt="Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni"></a></article></aside><p>Quello che al momento sembra certo è che <strong>da domani e per tutto il prossimo fine settimana in Italia farà troppo caldo</strong> e probabilmente il Ministero della Salute assegnerà <strong>il bollino rosso per le ondate di calore a svariate città</strong> d’Italia.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p><strong>Attenzione anche agli elevati tassi di umidità</strong> previsti nei prossimi giorni perché sarà anche a causa loro che il caldo sembrerà ancora più opprimente, <strong>in particolare lungo i settori costieri</strong> del nostro paese.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 08:25:26 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nuova ondata di caldo intenso sull’Italia con picco nel weekend e temperature fino a 37-38 °C. Un primo calo delle temperature è possibile soltanto dalla seconda parte della prossima settimana.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb39r0m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb39r0m.jpg" id="xb39r0m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Da domani l’alta pressione tornerà a rinforzarsi e le temperature aumenteranno di nuovo. Anche se l’estate meteorologica è terminata il 31 agosto, quella astronomica continua fino al 23 settembre: possiamo quindi parlare di una quinta ondata di caldo della stagione.</p><h2>Da domani caldo ancora più intenso </h2><p><strong>Giovedì 3 settembre</strong> l’anticiclone tornerà protagonista soprattutto al <strong>Centro-Nord</strong>, mentre al <strong>Sud</strong> continueranno a soffiare correnti di Maestrale, a tratti moderate sui bacini meridionali. </p><p>Il tempo sarà in prevalenza stabile e soleggiato: al mattino non sono previste precipitazioni significative e nel pomeriggio resterà soltanto una modesta instabilità sull’Appennino calabro-lucano, con qualche breve acquazzone locale. Le <strong>temperature</strong> inizieranno subito a salire: a <strong>Roma</strong> sono previsti 36 °C, a <strong>Milano</strong> 33 °C e a <strong>Torino</strong> 34 °C.</p><h2>Weekend da piena estate: punte di 37-38 °C</h2><p>Il <strong>picco della nuova ondata di caldo</strong> è atteso tra venerdì e il weekend, con valori tipicamente estivi e molto superiori alle medie di inizio settembre. Milano e Torino potranno arrivare a 36 °C, <strong>Bologna</strong> toccherà 36 °C tra venerdì e sabato, mentre <strong>Firenze</strong> potrebbe raggiungere 37 °C domenica. </p><figure><a href="caldo anomalo sull'Italia"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni-1788334364717.png" data-image="53oqqyj8e04z" alt="Mappa relativa all'anomalia di temperature prevista nel weekend" title="Mappa relativa all'anomalia di temperature prevista nel weekend"></a><figcaption>Quinta ondata di calore dell'estate, massime fino a 38 °C</figcaption></figure><p>A <strong>Roma</strong> sono previste punte di 36 °C e farà caldo anche di notte. Sul versante adriatico <strong>Pescara</strong> potrà toccare 35 °C. Al Sud i valori più elevati sono attesi in <strong>Puglia</strong>: <strong>Foggia</strong> potrebbe raggiungere 38 °C, sfiorando nuovamente i <strong>40 °C</strong>, con 35 °C a <strong>Lecce</strong> e 34 °C a <strong>Bari</strong>. Molto caldo anche nelle zone interne di <strong>Sicilia</strong> e <strong>Sardegna</strong>.</p><h2>Quanto durerà la quinta ondata di caldo?</h2><p>Il caldo non finirà con il <strong>weekend</strong>. L’alta pressione dovrebbe resistere anche nei primi giorni della prossima settimana, soprattutto al <strong>Centro-Sud</strong>. A <strong>Roma</strong> sono previsti ancora circa 35 °C tra lunedì 7 e martedì 8 settembre, mentre al Sud molte località resteranno sopra i 30 °C. </p><div class="texto-destacado">Anche sull’Appennino farà molto caldo con Potenza e Campobasso che potranno raggiungere i 35 °C nel fine settimana. </div><p>Una prima attenuazione è possibile da <strong>mercoledì 9 settembre</strong> al Nord e su parte del Centro, ma inizialmente il calo sarà graduale.</p><h2>Cambio di scenario dalla seconda parte della prossima settimana</h2><p>Il segnale più interessante arriva tra <strong>giovedì 10</strong> e <strong>venerdì 11 settembre</strong>, quando una rotazione delle correnti potrebbe favorire un calo termico più deciso soprattutto al Nord, sull’<strong>Adriatico </strong>e lungo l’<strong>Appennino</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786378" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/aumentera-vertiginosamente-fino-a-250-km-h-cambiamenti-nel-getto-polare-che-interesseranno-l-italia.html" title="Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia">Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/aumentera-vertiginosamente-fino-a-250-km-h-cambiamenti-nel-getto-polare-che-interesseranno-l-italia.html" title="Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamenti-nel-getto-polare-che-avranno-effetti-in-italia-arrivera-fino-a-250-km-h-1788169560266_320.jpg" alt="Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia"></a></article></aside><p>A Milano le massime potrebbero scendere prima verso i 30 °C e poi intorno ai 26°C nel weekend del 12-13 settembre. A Bologna si potrebbe passare a circa 24°C venerdì 11, mentre a Pescara il calo potrebbe essere ancora più netto, dai 31°C di giovedì ai 23 °C di venerdì. <strong>Al Sud, invece, il caldo potrebbe attenuarsi più lentamente, con temperature massime ancora superiori ai 30 °C.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño e l’estate dei record 2026: quanto ha davvero contato sul caldo estremo?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Ecco quanto ha davvero inciso il fenomeno di El Niño sulla caldissima estate del 2026 in Europa, caratterizzata dall'abbattimento di migliaia di record di caldo. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2pygu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2pygu.jpg" id="xb2pygu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>El Niño</strong> è nato tardi e si è sviluppato gradualmente. All’inizio dell’estate si trovava ancora nelle sue fasi iniziali. La letteratura scientifica è chiara e ci dice che l’impatto diretto di questo fenomeno sull’Europa estiva è statisticamente debole, quasi fumoso. </p><p>In estate la circolazione alle nostre latitudini è dominata da dinamiche regionali, come temperature superficiali dell’Atlantico, posizione della <strong>corrente a getto polare,</strong> pattern di blocco locali. Pensare a <strong>El Niño</strong> come a un telecomando capace di surriscaldare la Pianura Padana o le pianure francesi è una semplificazione errata. Eppure un’influenza debole riesce ad averla.</p><h2><strong>L’influenza indiretta sul clima europeo</strong></h2><p>Il meccanismo è elegante e potente. <strong>El Niño</strong> scalda le acque del Pacifico centro-orientale. Quel surplus di calore marino alimenta una intensa convezione tropicale. Si vengono così a creare <strong>sistemi temporaleschi giganteschi</strong> che agiscono come immensi camini termici. </p><p>Iniettano nell’atmosfera calore sensibile e, soprattutto, calore latente (l’energia imprigionata nel vapore acqueo e rilasciata quando questo condensa). Questa massiccia iniezione di energia raggiunge l’alta troposfera, fino alle latitudini temperate, perturba la <strong>corrente a getto,</strong> <strong>generando e amplificando le onde di Rossby,</strong> le grandi oscillazioni planetarie del flusso atmosferico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo-1788181364074.jpg" data-image="0w4shgbvre5x" alt="Pacifico." title="Pacifico."><figcaption>Le anomalie oceaniche attualmente presenti sull'Oceano Pacifico tropicale.</figcaption></figure><p>Quando queste onde, esasperate dall’energia tropicale, raggiungono il settore euro-atlantico, interagiscono con il mosaico preesistente di alte e basse pressioni. L’equilibrio locale viene alterato. <strong>Aumentano drasticamente le probabilità che si sviluppino anticicloni di blocco stabili.</strong> L’onda si amplifica, quasi si spezza, e si pianta sopra l’Europa occidentale. </p><p>Nasce così una cupola di alta pressione statica che sbarra la strada alle perturbazioni atlantiche e intrappola aria calda di matrice subtropicale. È la configurazione che ha caratterizzato larga parte dell’estate 2026, con ondate di calore consecutive e asfissianti. <strong>Un autentico effetto farfalla su scala planetaria.</strong></p><h2><strong>Quanto ha davvero inciso sulla caldissima estate 2026?</strong></h2><p>Qui la scienza dell’attribuzione parla con voce ancora più netta. Analisi rapide e rigorose, come quelle del consorzio <strong>World Weather Attribution,</strong> hanno mostrato che le ondate di calore record (soprattutto quella di giugno, ma anche le successive di luglio e agosto) sarebbero state “virtualmente impossibili” senza il riscaldamento globale di origine antropica. </p><p>Eventi di questa intensità e persistenza, in un clima preindustriale o anche solo di qualche decennio fa, risultano estremamente improbabili. <strong>Il cambiamento climatico ha reso queste configurazioni più calde, più lunghe e più frequenti: il vero motore di fondo.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo-1788181519850.jpg" data-image="dz80p0nv23f0" alt="Pacifico." title="Pacifico."><figcaption>Le anomalie termiche eccezionali presenti attualmente sopra l'Oceano Pacifico.</figcaption></figure><p><strong>El Niño,</strong> nel 2026, non è stato il regista principale. Era ancora debole o in fase di consolidamento proprio nei mesi in cui le ondate più intense hanno colpito l’Europa occidentale. La variabilità naturale legata a <strong>El Niño</strong> non spiega l’estremo osservato. </p><p>Il blocco atmosferico, la cupola di calore e l’aria sahariana/mediterranea in risalita sono fenomeni regionali che avrebbero potuto verificarsi (e di fatto si sono verificati in forme simili in passato) anche senza un <strong>Niño</strong> in atto. Il background di un pianeta già più caldo di oltre <strong>+1,5 °C</strong> rispetto all’era preindustriale ha fatto il resto, rendendo ogni grado in più pericoloso.</p><h2><strong>Qualche chiarimento su El Niño</strong></h2><p>Certo, <strong>El Niño</strong> non è del tutto estraneo. Contribuisce a elevare le temperature medie globali rilasciando calore dagli oceani verso l’atmosfera. Agisce come un amplificatore di fondo, <strong>rendendo le ondate di calore locali un po’ più calde di quanto non sarebbero state altrimenti e può favorire, attraverso le onde planetarie, la persistenza di certi pattern di blocco.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo-1788181428811.jpg" data-image="bf8vyncy9yb6" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>Nell’estate 2026 il contributo di El Niño è stato quindi secondario, indiretto e quantificabile in una frazione minore dell’anomalia totale. Un tocco che ha forse reso qualche giorno più afoso o qualche blocco più stabile, ma non ha creato il caldo estremo.</figcaption></figure><p>Nell’estate 2026 il suo contributo è stato quindi secondario, indiretto e quantificabile in una frazione minore dell’anomalia totale. Un tocco che ha forse reso qualche giorno più afoso o qualche blocco più stabile, <strong>ma non ha creato il caldo estremo, con le migliaia di record a seguito.</strong> Il grosso del peso è del riscaldamento di lungo periodo e delle dinamiche atmosferiche regionali.</p><p>Mentre scriviamo, a fine agosto 2026, <strong>El Niño</strong> sta accelerando e le previsioni parlano di un evento potenzialmente molto intenso. I suoi effetti più evidenti sull’Europa arriveranno probabilmente in autunno e inverno, con maggiori probabilità di condizioni più piovose sull’Europa nord-occidentale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786356" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attuale-intenso-fenomeno-el-nino-sta-per-intensificarsi-ulteriormente.html" title="L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente">L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attuale-intenso-fenomeno-el-nino-sta-per-intensificarsi-ulteriormente.html" title="L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-cambiar-a-una-marcha-superior-1788063993028_320.png" alt="L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente"></a></article></aside><p>L’estate che stiamo chiudendo, invece, resterà nella memoria come il prodotto di un clima già alterato, <strong>su cui un Niño ancora giovane ha lasciato solo un’impronta leggera,</strong> quasi delicata, ma scientificamente non trascurabile.</p><p>Capire questa distinzione non è solo un esercizio di precisione meteorologica. Ma serve a non confondere le cause e per guardare con lucidità al futuro: le ondate di calore europee continueranno a intensificarsi finché le emissioni di gas serra non verranno drasticamente ridotte. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-mar-mediterraneo-controcorrente-rispetto-alla-spagna-continentale-la-sua-temperatura-aumentera-nei-prossimi-7-giorni.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 03:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una nuova cupola di calore sta intensificando ulteriormente l'ondata di calore marina nelle acque del Mediterraneo. Le temperature record per il mese di settembre potrebbero addirittura essere superate.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-mar-mediterraneo-contra-natura-junto-a-la-espana-peninsular-subira-su-temperatura-en-los-proximos-7-dias-1788253383230.jpg" data-image="yhcdaveid5o7" alt="Mar Mediterraneo." title="Mar Mediterraneo."><figcaption>L'autunno climatologico inizierà con livelli delle acque superficiali del Mar Mediterraneo ben al di sopra della media.</figcaption></figure><p>In condizioni normali, la temperatura superficiale del Mediterraneo di solito diminuisce alla fine di agosto, a causa delle notti più lunghe e dell'arrivo delle prime perturbazioni associate al fronte polare, che danno origine alle tempeste tipiche di settembre.</p><p>Quest'anno, dopo un'estate da record in Spagna, come in Italia, e un'incessante ondata di calore marino, <strong>le previsioni per i primi giorni di settembre rappresenteranno un'eccezione alla tendenza climatica.</strong> Le temperature superficiali del mare continueranno a salire e potrebbero raggiungere valori prossimi ai record, con un'intensificazione dell'ondata di calore marino.</p><h2>Nel Mediterraneo occidentale si va verso un aumento della temperatura del mare</h2><p>Ieri, le boe dell'Autorità Portuale Statale situate <strong>nelle Isole Baleari hanno registrato temperature del mare fino a 29°C a Mahón e Dragonera.</strong> <strong>Questi valori sono di 3-4°C superiori a quelli previsti per il picco annuale, a metà agosto.</strong> Pertanto, l'ondata di calore marino rimane estrema in quest'area.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'">Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: "c'è la possibilità che si formino quest'autunno"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-meteorologo-aleman-sobre-el-riesgo-de-medicanes-en-el-mediterraneo-este-otono-hay-potencial-para-su-formacion-1785188590384_320.png" alt="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"></a></article></aside><p>Le boe lungo la costa della penisola iberica mostrano valori più moderati, seppur ancora elevat. <strong>Ben +25°C alla boa di Valencia, tra i 24 e i 25°C alla boa di Barcellona e quasi 25°C alla boa di Capo Begur.</strong> La boa di Malaga si distingue nettamente per la risalita di acque profonde e fredde, con le temperature che sono scese a <strong>17°C,</strong> al di sotto della media.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-mar-mediterraneo-contra-natura-junto-a-la-espana-peninsular-subira-su-temperatura-en-los-proximos-7-dias-1788254613867.jpg" data-image="4tul7lc0nxru" alt="Temperature Mediterraneo." title="Temperature Mediterraneo."><figcaption>Previsioni delle temperature nel Mediterraneo occidentale, elaborate dal modello europeo, per domenica prossima alle ore 17:00.</figcaption></figure><p>Questi dati indicano che le acque più calde si sono spostate leggermente verso est<strong>, con i valori più elevati registrati dalle boe al largo delle Isole Baleari.</strong> Lungo la costa di Alboran si osservano anomalie negative, mentre nella Spagna orientale i valori sono intorno alla media o leggermente superiori. Questa situazione potrebbe cambiare con l'arrivo della nuova cupola di calore prevista per l'inizio di settembre, che porterà venti deboli e un aumento delle temperature.</p><div class="texto-destacado">Secondo il modello europeo, le anomalie della temperatura superficiale del mare aumenteranno nei prossimi giorni, raggiungendo valori estremi entro la fine della prima settimana del mese. </div><p><strong>Entro il 6 settembre, si prevede che l'anomalia raggiunga i +4°C nelle Isole Baleari, i +3°C lungo le coste orientali e nord-orientali della Penisola Iberica,</strong> mentre le acque del Mar di Alboran dovrebbero tornare ai valori normali per questo periodo dell'anno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-mar-mediterraneo-contra-natura-junto-a-la-espana-peninsular-subira-su-temperatura-en-los-proximos-7-dias-1788254991715.jpg" data-image="w4gsoe9slstp" alt="Anomalie temperature del mare." title="Anomalie temperature del mare."><figcaption>Previsioni sulle anomalie della temperatura superficiale del mare per il 6 settembre. Fonte: modello europeo.</figcaption></figure><p><strong>È addirittura possibile che si registrino temperature di 30°C presso le boe delle Isole Baleari, in particolare quelle al largo di Dragonera e Maó.</strong> Queste boe hanno già raggiunto i 29°C ieri, e questa ondata di alte temperature è appena iniziata. Il record per settembre presso la boa di Dragonera è di 29,73°C, quindi siamo vicini a stabilire un nuovo primato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786311" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali">La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124914254_320.jpg" alt="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"></a></article></aside><p>L'aumento della temperatura del mare potrebbe arrestarsi intorno al 10 settembre, con l'arrivo dei venti settentrionali e di una saccatura di bassa pressione. Ciononostante, i valori previsti per i prossimi giorni confermano un trend allarmante lungo la costa mediterranea, proseguendo l'ondata di calore marino iniziata a maggio.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-mar-mediterraneo-controcorrente-rispetto-alla-spagna-continentale-la-sua-temperatura-aumentera-nei-prossimi-7-giorni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli scienziati individuano aree sulla Luna in cui i microbi terrestri potrebbero sopravvivere e diventare una minaccia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-scienziati-individuano-aree-sulla-luna-in-cui-i-microbi-terrestri-potrebbero-sopravvivere-e-diventare-una-minaccia.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 18:15:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Clandestini spaziali? Una nuova ricerca ha rivelato che i microrganismi terrestri potrebbero accidentalmente viaggiare a bordo di missioni dirette al Polo Sud della Luna e sopravvivere per anni nei suoi microambienti in ombra.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-identifican-las-zonas-de-la-luna-donde-microbios-terrestres-podria-resistir-y-amenazar-futuras-misiones-1788105086611.png" data-image="ui7mfo9ybd7l" alt="Mappa del Polo Sud della luna." title="Mappa del Polo Sud della luna."><figcaption>Mappa topografica del Polo Sud lunare che mostra crateri e attività vulcanica risalenti a milioni di anni fa, comprese le aree permanentemente ombreggiate. Immagine per gentile concessione di NASA/GSFC/Università dell'Arizona.</figcaption></figure><p>Giorni, mesi e anni volano via nell'incessante corsa allo spazio. Negli ultimi due decenni sono stati compiuti numerosi progressi ed è ormai un dato di fatto che, con il passare dei giorni, ci avviciniamo sempre di più al raggiungimento di nuovi orizzonti.</p><p>Tuttavia, ogni passo verso un futuro in cui i viaggi spaziali saranno all'ordine del giorno solleva nuove domande, sfide e problemi che devono essere analizzati da molteplici prospettive. <strong>Una delle domande più intriganti nella comunità scientifica è la sopravvivenza della vita terrestre oltre il nostro pianeta.</strong></p><div class="texto-destacado">Per decenni si è pensato che le condizioni sul nostro satellite naturale, la Luna, fossero impossibili per la sopravvivenza dei microrganismi terrestri, ma un nuovo studio basato sull'analisi topografica della sua superficie sta rivoluzionando questa ipotesi.</div><p>E no, non dobbiamo spingerci "così lontano" con l'immaginazione o in termini di distanza, perché si tratta piuttosto di un nuovo orizzonte di sopravvivenza che quasi nessuno aveva preso in considerazione, e che è emerso nella forma di vita più semplice: i microbi.</p><p><strong>E se potessero sopravvivere persino sulla Luna?</strong> Questa domanda ha spinto i ricercatori del <strong>Goddard Space Flight Center della NASA,</strong> in collaborazione con altre istituzioni, a cercare di identificare le regioni in cui le condizioni ambientali potrebbero consentire la sopravvivenza dei microrganismi e, di conseguenza, a prevedere i potenziali rischi.</p><h2>Topografia lunare: molto più varia di quanto sembri</h2><p>Composto da basalto, anortosite e silicati, il suolo lunare è molto diverso da quello terrestre. È ruvido, con spigoli vivi e minuscoli frammenti di vetro vulcanico, resti di antiche eruzioni esplosive avvenute milioni di anni fa. <strong>Inoltre, quando i meteoriti colpiscono la superficie, il calore estremo fonde il materiale, aggiungendo uno strato di polvere composto da microscopiche perline appuntite.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-identifican-las-zonas-de-la-luna-donde-microbios-terrestres-podria-resistir-y-amenazar-futuras-misiones-1788106922575.png" data-image="u1pcatrkqvuv" alt="Luna." title="Luna."><figcaption>La Luna presenta sulla sua superficie un'infinita varietà di regolite lunare, composta da minerali come l'ilmenite e il plagioclasio.</figcaption></figure><p>Il fatto che la Luna sia stata a lungo considerata un ambiente estremamente ostile per la vita sulla Terra non è del tutto errato. L'ambiente lunare presenta temperature che superano i 120 °C durante il giorno, livelli estremi di radiazioni ultraviolette e un vuoto pressoché perfetto.</p><p><strong>Cosa è cambiato?</strong> Questa recente ricerca, pubblicata il 17 agosto 2026, suggerisce che le regioni permanentemente in ombra del satellite naturale potrebbero offrire condizioni molto più favorevoli alla sopravvivenza dei microrganismi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ogni giorno vediamo la stessa faccia della Luna e, sebbene non appaia sempre identica, ciò che cambia è la sua fase. <strong>Questa si riferisce alla variazione del riflesso della luce solare in base al movimento del nostro satellite naturale, in un ciclo di 29,5 giorni.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Per determinarlo, sono state utilizzate tecniche di telerilevamento della superficie lunare e l'analisi della sua topografia, consentendo una migliore comprensione delle condizioni superficiali ad alta risoluzione spaziale e quindi considerando <strong>gli effetti di ombreggiamento della topografia locale.</strong></p><h3>Ombre permanenti: un nuovo spazio per la vita?</h3><p>È importante sottolineare che, a differenza della Terra, che ha un'inclinazione assiale di circa 23,5°, <strong>la Luna è inclinata di soli 1,5° rispetto al piano dell'eclittica.</strong> Questo fa sì che i raggi solari penetrino nelle regioni polari con angoli estremamente bassi, proiettando ombre che si estendono per chilometri.</p><p>Queste aree sono note come regioni d'ombra permanenti. L'assenza di luce solare diretta e di radiazioni UV fa sì che le temperature siano opposte a quelle della superficie illuminata dal sole, scendendo a valori estremamente bassi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769801" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-piu-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante.html" title="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni">Nuova rotta per la Luna: un algoritmo "scopre" una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-piu-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante.html" title="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-super-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante-1779295329552_320.jpg" alt="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni"></a></article></aside><p>Tuttavia, tra queste regioni d'ombra e le aree illuminate dal sole, esistono anche zone in cui la conformazione del terreno blocca solo parzialmente la radiazione solare. Queste caratteristiche geografiche creano microambienti con peculiarità molto specifiche al Polo Sud lunare, consentendo persino l'esistenza di acqua ghiacciata.</p><h2>Microrganismi terrestri e il problema di uscire da questo mondo</h2><p>Dato che l'esplorazione lunare con equipaggio della NASA, nell'ambito del Programma Artemis, si concentra specificamente sul Polo Sud lunare, e che le condizioni in alcune aree eliminano due dei più potenti agenti battericidi presenti nello spazio, è sorta la domanda: <strong>cosa succederebbe se alcuni microbi ubiquitari raggiungessero anche la Luna?</strong></p><p>I test condotti dai ricercatori si sono concentrati su tre generi batterici e due generi fungini; tra questi, un batterio estremofilo coltivato a scopo di ricerca <strong>per la sua incredibile capacità di adattamento alle dure e estreme condizioni dell'ambiente spaziale.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-identifican-las-zonas-de-la-luna-donde-microbios-terrestres-podria-resistir-y-amenazar-futuras-misiones-1788105124212.png" data-image="di64pu6ac5cu" alt="Robot lunari." title="Robot lunari."><figcaption>Le prossime missioni robotiche e con equipaggio sulla Luna saranno dirette al Polo Sud lunare, nell'ambito del Programma Artemis, che mira a sviluppare una base lunare permanente.</figcaption></figure><p>I risultati hanno rivelato un quadro affascinante ma preoccupante. I microrganismi possono sopravvivere nelle regioni in ombra della Luna. <strong>Sebbene non lo facciano nello stesso modo in cui lo fanno sulla Terra, entrerebbero in uno stato di profonda dormienza noto come criptobiosi.</strong></p><p>Non riproducendosi né crescendo, e in assenza di acqua e nutrienti, potrebbero rimanere inattivi per lungo tempo. Poiché questo avviene in aree relativamente "sicure" da condizioni estreme, i microrganismi potrebbero mantenere la loro vitalità per decenni, in attesa di condizioni favorevoli.</p><p>Questo solleva una nuova preoccupazione, poiché l'introduzione involontaria di microrganismi o materia organica sulla Luna costituirebbe una forma di contaminazione del satellite naturale, che potrebbe influenzare direttamente i risultati delle ricerche sul ghiaccio lunare condotte nelle future missioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782290" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-razzo-spacex-si-schianta-sulla-luna-e-il-mondo-intero-guarda-verso-il-satellite-alla-ricerca-del-cratere.html" title="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere">Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-razzo-spacex-si-schianta-sulla-luna-e-il-mondo-intero-guarda-verso-il-satellite-alla-ricerca-del-cratere.html" title="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cohete-de-spacex-choca-contra-la-luna-y-todo-el-mundo-voltea-sus-ojos-hacia-el-satelite-en-busca-del-crater-1785979007476_320.jpg" alt="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere"></a></article></aside><p><strong>Tuttavia, questo studio apre una nuova prospettiva in astrobiologia e introduce nuovi protocolli di sicurezza per l'esplorazione spaziale,</strong> riconoscendo che siamo ancora lontani dal controllare l'entità della nostra impronta biologica in questa nuova corsa allo spazio.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Science%20Advances" data-year="2026" data-title="Potential%20survivable%20niches%20for%20microbial%20life%20on%20the%20lunar%20south%20pole" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fsciadv.aec0811">Science Advances. (2026). <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aec0811" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Potential survivable niches for microbial life on the lunar south pole</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-scienziati-individuano-aree-sulla-luna-in-cui-i-microbi-terrestri-potrebbero-sopravvivere-e-diventare-una-minaccia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Rocchetta Mattei: storia di un nobile eccentrico, dell’elettromeopatia e di un curioso legame con Dostoevskij]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Fra i colli che circondano Bologna sorge la Rocchetta Mattei, un eccentrico castello sopravvissuto a decenni di abbandono. Tra le sue splendide sale dallo stile eclettico visse un nobile intellettuale, politico e medico autodidatta la cui fama ha viaggiato lontano</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij-1788163108070.jpg" data-image="66qzqbefcjhr" alt="Rocchetta Mattei" title="Rocchetta Mattei"><figcaption>Una veduta dal drone della Rocchetta Mattei con il bosco che la circonda, in cima alla collina</figcaption></figure><p>La Rocchetta Mattei prende il nome dal proprio fondatore, il <strong>conte Cesare Mattei. </strong>Il nobile filantropo e grande studioso scelse un promontorio roccioso e isolato a Savignano, in provincia di <strong>Bologna</strong>, per costruirsi una casa davvero particolare.</p><p>Qui il conte si ritirò e trascorse parecchi anni, fino alla fine dei suoi giorni, arrivando a fondare <strong>l’elettromeopatia</strong>, i cui benefici attiravano alla Rocchetta Mattei anche molti personaggi importanti. </p><p>Sul finire del XIX secolo, la fama di questa nuova tecnica raggiunse infatti anche i grandi sovrani d'Europa.</p><h2>Un nuovo castello sulle tracce del Medioevo </h2><p>La Rocchetta Mattei è un monumento giovane. Nel 1859 i lavori di costruzione erano per lo più finiti e il castello era già abitabile. </p><p>La storia del sito però è molto più antica e coinvolge nomi illustri della storia <strong>medievale</strong>. Vista la posizione strategica, infatti, sullo stesso sito che era probabilmente dominio della <strong>contessa Matilde di Canossa</strong>, fu costruito un complesso di edifici, proprietà degli imperatori <strong>Federico Barbarossa e Ottone IV.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij-1788163263074.jpg" data-image="xo5z6eu57mzp" alt="Rocchetta Mattei Bologna" title="Rocchetta Mattei Bologna"><figcaption>Una delle grandi finestre rotonde di Rocchetta Mattei, vista dal giardino</figcaption></figure><p>Dal XIII secolo in poi, il castello venne lasciato all’abbandono finché Cesare Mattei non rilevò il sito con l’intenzione di costruirne uno nuovo, riprendendo l’originale stile medievale.</p><p>Il progetto però cambiò con l’aggiunta di elementi <strong>rinascimentali, moreschi, neoclassici</strong> e così via, che lo trasformarono nel <strong>capolavoro dell’eclettismo</strong> che si può visitare oggi.</p><p>Dal <strong>2015 </strong>la Rocchetta Mattei è stata <strong>riaperta al pubblico</strong> dopo i danni inflitti dalle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale e dopo circa un quarto di secolo di abbandono.</p><h2> Un castello da fiaba tra torri, leoni e creature fantastiche </h2><p>Tra eccentriche architetture, iscrizioni in latino, <strong>gargoyle e creature fantastiche</strong>, la Rocchetta Mattei è davvero un luogo unico, in parte <strong>castello delle favole</strong>, in parte vero e proprio monumento al <strong>genio </strong>del suo fondatore.</p><p>Lo <strong>stile moresco</strong> e quello <strong>medievale </strong>si fondono a perfezione a partire dall’ingresso, segnato da un ippogrifo e da due gnomi. L'entrata è costituita da un cortile scavato nella roccia dove si trovano una fontana ricavata dall’antico fonte battesimale della <strong>parrocchia di Verzuno</strong> e la <strong>prima pietra di posa</strong>, deposta il 5 novembre del 1850.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762738" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma">I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma-1775574668109_320.jpg" alt="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"></a></article></aside><p>Il bel <strong>giardino pensile</strong> permette sia di ammirare la rocca dall’esterno, con le sue torri e le vetrate, che di godere di un bel <strong>panorama </strong>sugli Appennini.</p><p>Il <strong>Cortile dei Leoni</strong> è altrettanto affascinante. Si ispira di nome e di fatto a quello omonimo dell’<strong>Alhambra di Granada </strong>di cui è una sorta di versione in miniatura.</p><h2><br> Dentro la Rocchetta Mattei, tra stelle, marmi e misteri <br></h2><p>Ancora più che all'esterno, all'interno la Rocchetta Mattei invita i visitatori in un mondo esotico, fatto di stucchi, colori e ancora una volta di un delicato equilibrio di stili all'apparenza incompatibili.</p><p>La <strong>sala da ballo</strong> è un perfetto esagono con un soffitto blu pieno di stelle e una grande vetrata rotonda che raffigura il conte Mattei.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij-1788163205723.jpg" data-image="91yijvy9r4ct" alt="Rocchetta Mattei - cappella" title="Rocchetta Mattei - cappella"><figcaption>Le eccezionali volte della cappella all'interno della Rocchetta Mattei</figcaption></figure><p>Si racconta che il conte avrebbe voluto usarla per festeggiare i suoi novant'anni insieme ad <strong>ottantanove novantenni</strong> e da questa idea l'ambiente avrebbe preso la denominazione di <strong>Sala dei Novanta</strong>. Purtroppo la festa non ebbe luogo perché il conte venne a mancare prima di raggiungere i novant'anni.</p><p>Fra i tanti ambienti notevoli dell'interno ci sono anche la <strong>cappella</strong>, ispirata alla <strong>Mezquita di Cordova</strong>, la <strong>Sala dell'Oblio</strong>, e la <strong>Sala della Pace</strong>, uno straordinario esempio di architettura <strong>liberty</strong>, con seta alle pareti, ampie vetrate e un lampadario d’alabastro. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-medievali-piu-belli-del-mondo.html" title="I castelli medievali più belli del mondo">I castelli medievali più belli del mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-medievali-piu-belli-del-mondo.html" title="I castelli medievali più belli del mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-castillos-medievales-mas-bonitos-del-mundo-1751257112566_320.jpeg" alt="I castelli medievali più belli del mondo"></a></article></aside><p>La <strong>Sala Rossa</strong>, con gli archi di legno e in stile moresco, era invece quella in cui il conte Mattei si dedicava ai suoi studi. Qui nacque anche la sua personale scienza, <strong>l’elettromeopatia,</strong> che pur non avendo mai ottenuto alcun riconscimento di fondatezza dalla comunità medica, conobbe lo stesso un'enorme successo.</p><h2>Da Rocchetta Mattei alla Russia: il successo dell’elettromeopatia</h2><p>Cerare Mattei non era laureato in medicina ma studiò da autodidatta fino ad arrivare a combinare i principi dell’<strong>omeopatia</strong> con le presunte <strong>energie elettriche</strong> del corpo umano. </p><p>Il conte esercitò la sua professione di guaritore sempre in collaborazione con un vero medico e nonostante qualche polemica, i suoi <strong>fluidi elettromeopatici</strong>, in gocce, elisir o polveri, divennero enormemente popolari in tutta l'Europa e oltre.</p><p>A Rocchetta Mattei arrivavano infatti anche pazienti illustri, tra cui <strong>Ludovico III di Baviera</strong>, il Principe di Piemonte e lo <strong>Zar Alessandro II </strong>dalla lontana Russia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-i-luoghi-mistici-attraggono-sempre-piu-turisti.html" title="Perché i luoghi mistici attraggono sempre più turisti?">Perché i luoghi mistici attraggono sempre più turisti?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-i-luoghi-mistici-attraggono-sempre-piu-turisti.html" title="Perché i luoghi mistici attraggono sempre più turisti?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lieux-mystiques-tourisme-stonehenge-nazca-voyage-1780984937800_320.jpg" alt="Perché i luoghi mistici attraggono sempre più turisti?"></a></article></aside><p>Ed è con la Russia che la Rocchetta mattei ha un legame che incuriosisce. Proprio negli anni in cui l’elettromeopatia raggiungeva il picco della sua fama, <strong>Dostoevskij </strong>scriveva <em>I fratelli Karamazov</em>, citando in un famoso passaggio gli studi e i rimedi di Mattei, pur facendolo erroneamente risiedere a Milano.</p><p>I due intellettuali non si incontrarono mai, ma evidentemente la notizia degli studi di Cesare Mattei colpì proprio tutti.</p><h2>Visitare la Rocchetta Mattei</h2><p>La Rocchetta Mattei si trova a Savignano, nel comune di <strong>Grizzana Morandi</strong>, in provincia di Bologna ed è raggiungibile tramite la <strong>statale nº 64 Porrettana.</strong></p><p>Le visite sono possibili solo con guida e con <strong>prenotazione</strong>, nei fine settimana.</p><p>Ogni momento dell’anno è speciale a suo modo per visitare questo sito. Tra <strong>primavera ed estate</strong> la luce mette in risalto la meravigliosa policromia delle pietre, dei marni, degli stucchi e delle vetrate, mentre i <strong>boschi </strong>intorno al castello si fanno più rigogliosi e verdi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="757351" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-pozzo-sacro-di-santa-cristina-e-il-misterioso-riflesso-lunare-che-si-verifica-ogni-18-anni.html" title="Il Pozzo Sacro di Santa Cristina e il misterioso riflesso lunare che si verifica ogni 18 anni">Il Pozzo Sacro di Santa Cristina e il misterioso riflesso lunare che si verifica ogni 18 anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-pozzo-sacro-di-santa-cristina-e-il-misterioso-riflesso-lunare-che-si-verifica-ogni-18-anni.html" title="Il Pozzo Sacro di Santa Cristina e il misterioso riflesso lunare che si verifica ogni 18 anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-pozzo-sacro-di-santa-cristina-e-il-misterioso-riflesso-lunare-che-si-verifica-ogni-18-anni-1772709478580_320.jpg" alt="Il Pozzo Sacro di Santa Cristina e il misterioso riflesso lunare che si verifica ogni 18 anni"></a></article></aside><p> In <strong>autunno e in inverno</strong>, invece, lo stile orientale che sembra così fuori contesto sull’Appennino Tosco-Emiliano si somma alla foschia, alle nebbie mattutine e talvolta persino a qualche nevicata. </p><p>Quando questo avviene tutto il castello con il paesaggio circostante assume un’atmosfera ancora più <strong>magica e misteriosa</strong>.<br> </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le fiumare, alla scoperta di quei corsi d'acqua caratteristici di alcune aree del Sud Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questi corsi d'acqua, tipici di alcune aree dell'Italia meridionale, presentano delle caratteristiche che li rendono unici, non solo in Italia. Ecco quali sono. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia-1775124286784.jpg" data-image="h9ke8r09f5oe" alt="Fiumara." title="Fiumara."><figcaption>Ecco il tipico letto di una fiumara, nel territorio di Fiumedinisi, in provincia di Messina. Si nota l'ampio letto e i ciottoli portati dalle piene stagionali.</figcaption></figure><p>Con la parola <strong>fiumara,</strong> in idrologia, si fa riferimento a un corso d'acqua, di carattere torrentizio, caratterizzato da un corso relativamente breve, con un letto molto largo e ciottoloso, contraddistinto da una portata d’acqua irregolare, spesso solo durante i mesi autunnali e invernali.</p><p>Rispetto ai normali torrenti, le fiumare, pur avendo dei letti molto larghi, rimangono asciutte per gran parte dell’anno, specialmente durante i mesi estivi, quando il sensibile aumento delle temperature medie aumenta l’evaporazione dei suoli. </p><h2><strong>Una caratteristica esclusiva di alcune regioni dell’Italia meridionale</strong></h2><p>Forse non tutti lo sanno, ma le <strong>fiumare</strong> sono una caratteristica idrografica solo di alcune regioni dell’Italia meridionale. Questi corsi d’acqua si trovano in un’area molto ristretta del Sud Italia, <strong>fra Basilicata, Calabria e Sicilia orientale. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Quest’angolo di Italia, soprattutto nell’area attorno l’Aspromonte in Calabria e ai Monti Peloritani in Sicilia, ha una particolare geologia che si differenzia dal resto dell’Appennino. Qui le rocce sono più impermeabili del resto della catena montuosa.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Anche in altri Paesi mediterranei sono presenti sistemi idrografici simili alle fiumare, come in Spagna, Grecia, e in alcuni Stati dell’Africa settentrionale, che si affacciano al Mar Mediterraneo.</p><p>Dal punto di vista morfologico le zone sopracitate sono molto prossime al mare e presentano pendenze elevate a causa di una orografia che supera i 1.000-1.500 metri, con pendii aspri che degradano rapidamente al mare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia-1775124369886.jpg" data-image="ylgn98m1t5o5" alt="Fiumare, Sicilia." title="Fiumare, Sicilia."><figcaption>La nascita di alcune fiumare lungo i pendii orientali dei Monti Peloritani, dove viene raccolta tutta l'acqua che cade a monte.</figcaption></figure><p>Per tali ragioni le fiumare hanno alvei con pendenze molto ripide. Pertanto, in caso di piene, l’acqua che scende dentro l’alveo assume una grandissima velocità, acquisendo parecchia energia durante la discesa a valle. </p><h2><strong>La grande stagionalità di questi corsi d’acqua</strong></h2><p>L’altro fattore che caratterizza questi corsi d’acqua è la forte stagionalità delle piogge, che a differenza ad esempio delle Alpi presenta un picco in inverno, o nella parte iniziale della stagione primaverile. Le precipitazioni sono distribuite nel corso dell’anno in maniera molto irregolare.</p><div class="texto-destacado"><strong>Spesso possono cadere in tempi ristretti, con velocità orarie molto elevate durante il passaggio di fronti temporaleschi che vengono resi stazionari dall’orografia. </strong></div><p>Durante gli eventi precipitativi intensi l’acqua non riesce a infiltrarsi nel sottosuolo, ma scivola velocemente a valle, per l’effetto di ruscellamento dell’acqua, provocando così ondate di piena istantanee degli alvei, con tempi di corrivazione molto ristretti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia-1775124473961.jpg" data-image="y59rm25atwcg" alt="Fiumare, Calabria." title="Fiumare, Calabria."><figcaption>Ecco l'ampio letto della fiumara di Melito, lungo il versante orientale dell'Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria.</figcaption></figure><p>Quando arriva l’autunno e l’inverno, dopo i mesi estivi in cui rimangono in secca, le fiumare cominciano nuovamente a trasportare acqua. Con l’arrivo delle prime vere perturbazioni atlantiche, o mediterranee, le piogge costanti che cadono sui rilievi tendono a riempire di acqua gli alvei, trasformandoli in fiumi in piena.</p><h2><strong>Perché hanno dei letti così ampi?</strong></h2><p>A differenza dei fiumi del Nord, le fiumare, durante le piene stagionali, trasportano grandi quantità di sedimenti e roccia. Questi materiali si accumulano sul fondo, <strong>costringendo l'acqua a cercare nuove strade lateralmente a ogni piena, allargando continuamente l'alveo.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721349" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questi-sono-i-10-fiumi-piu-lunghi-del-mondo.html" title="Questi sono i 10 fiumi più lunghi del mondo">Questi sono i 10 fiumi più lunghi del mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questi-sono-i-10-fiumi-piu-lunghi-del-mondo.html" title="Questi sono i 10 fiumi più lunghi del mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-10-rios-mas-largos-del-mundo-1751631086227_320.jpeg" alt="Questi sono i 10 fiumi più lunghi del mondo"></a></article></aside><p>Per questo i letti delle fiumare sono molto ciottolosi e molto ampi a causa di un elevato trasporto solido di importanti dimensioni a causa della grande energia cinetica dell’acqua.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia-1775124573022.jpg" data-image="dkzk5srigohj" alt="Fiumare." title="Fiumare."><figcaption>Fiumara del Patrì nella valle di Fondachelli-Fantina tra i monti Peloritani in Sicilia. Fonte immagine Wikipedia.</figcaption></figure><p>Inoltre, l'acqua che scende a grande velocità, acquisisce un'enorme energia erosiva. Questa forza permette al fiume di scavare lateralmente, allargando il letto invece di approfondirlo. Spesso anche per decine e decine di metri. </p><h2><strong>Dove si trovano le fiumare più ampie?</strong></h2><p>Le fiumare più lunghe sono quelle presenti in Calabria, come la fiumara Amendolea, in provincia di Reggio Calabria, che presenta un greto larghissimo, <strong>ampio in alcuni punti più di 400 metri.</strong> Altre fiumare importanti le troviamo in Sicilia, nel Messinese, come quella del Patrì o la fiumara Zappulla.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="739715" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-fiumi-artici-si-stanno-arrugginendo-il-fenomeno-allarma-gli-scienziati-dell-alaska.html" title="I fiumi artici si stanno arrugginendo, il fenomeno allarma gli scienziati dell'Alaska">I fiumi artici si stanno arrugginendo, il fenomeno allarma gli scienziati dell'Alaska</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-fiumi-artici-si-stanno-arrugginendo-il-fenomeno-allarma-gli-scienziati-dell-alaska.html" title="I fiumi artici si stanno arrugginendo, il fenomeno allarma gli scienziati dell'Alaska"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-rios-del-artico-se-estan-oxidando-el-fenomeno-que-alarma-a-los-cientificos-de-alaska-1762841662062_320.png" alt="I fiumi artici si stanno arrugginendo, il fenomeno allarma gli scienziati dell'Alaska"></a></article></aside><p>Se da un punto di vista naturalistico le fiumare sono molto belle da vedere, soprattutto in estate, <strong>per quel che riguarda il rischio idraulico-geologico possono rappresentare un elevato fattore di rischio con conseguenze sul suolo e sui centri abitati limitrofi.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tendenza meteo a lungo termine: l'analisi probabilistica degli ensemble verso metà settembre ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-lungo-termine-l-analisi-probabilistica-degli-ensemble-verso-meta-settembre.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 15:15:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Con l'analisi probabilistica degli ensemble di ECMWF e di GFS, proviamo a tracciare una linea di tendenza per la prima decade di settembre. Questa sarà quasi sicuramente dominata dal caldo fino a metà mese, dove gli spaghi indicano un segnale che potrebbe prefigurare un cedimento dell'alta pressione.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2ygjy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2ygjy.jpg" id="xb2ygjy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Con la giornata di<strong> oggi, 1 settembre 2026</strong>, prende il via l'<strong>autunno meteorologico</strong>, mentre per la stagione astronomica dovremmo attendere ancora <strong>l'equinozio del 23 settembre</strong>. Lo <strong>scenario atmosferico </strong>sull'area europea centro-meridionale e, soprattutto su quella mediterranea, però, si mostra <strong>ancora prettamente estivo.</strong> </p><p>Le<strong> ultime analisi</strong> provenienti dai principali modelli meteorologici indicano che questa robusta campana anticiclonica continuerà a dominare la scena ancora per molti giorni. </p><p>Perciò<strong> le perturbazioni atlantiche verranno nuovamente bloccate</strong>, <strong>potendo entrare solo parzialmente in quota</strong>, portando quindi degli impulsi di aria più fresca in grado di produrre <strong>instabilità </strong>sulle <strong>aree montuose del Nord e parzialmente su quelle appenniniche. </strong></p><h2>Primo fine settimana con caldo persistente e anomalie anche marcate</h2><p>Nel corso dei<strong> prossimi giorni </strong>e poi, soprattutto <strong>nel primo fine settimana</strong> <strong>di settembre</strong>, l'Italia vivrà una fase di<strong> caldo anomalo e persistente</strong>, caratteristica principale dell'estate meteorologica appena conclusasi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-a-lungo-termine-l-analisi-probabilistica-degli-ensemble-verso-meta-settembre-1788270447932.jpg" data-image="e2itmj3z6llz"><figcaption> Lo scenario atmosferico sull'area europea centro-meridionale e, soprattutto su quella mediterranea, però, si mostra ancora prettamente estivo. Le ultime analisi provenienti dai principali modelli meteorologici indicano che questa robusta campana anticiclonica continuerà a dominare la scena ancora per molti giorni, almeno fino al 6 settembre. Poi la circolazione atmosferica dovrebbe iniziare a cambiare. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Andremo di nuovo su <strong>temperature fino a 6-8°C al di sopra del medio del periodo</strong>, in un <strong>contesto pienamente estivo</strong>, con massime <strong>spesso oltre i 30°C </strong>nelle pianure e nelle valli interne. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786418" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html" title="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite">Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html" title="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788187339506_320.jpg" alt="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite"></a></article></aside><p>Solo<strong> al Nord</strong>, in particolare su <strong>rilievi alpini, prealpini</strong>, e, sporadicamente, lungo la <strong>dorsale appenninica</strong>, il transito di veloci infiltrazioni più fresche ed instabili in quota potrà innescare de<strong>i temporali pomeridiani</strong>, spesso caratterizzati anche da forte intensità, ma con una distribuzione poco omogenea, diciamo<strong> a macchia di leopardo. </strong></p><h2>Ensemble e spaghetti tra 10 e 15 giorni </h2><p>Nel tentativo di spingere <strong>lo sguardo oltre il fine settimana</strong>, possiamo provare ad interpretare le <strong>elaborazioni probabilistiche d'insieme</strong>, in particolare con i sistemi modellistici EPS di ECMWF e GEFS di GFS.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-a-lungo-termine-l-analisi-probabilistica-degli-ensemble-verso-meta-settembre-1788270589928.jpg" data-image="bvarv9m76ash"><figcaption>Come è possibile vedere anche dalle temperature massime previste per domenica prossima, 5 settembre, la prima decade di settembre sarà comunque un prolungamento dell'estate meteorologica 2026, con caldo ancora marcato e, complessivamente, scarse precipitazioni, salvo casi isolati, soprattutto in prossimità dei rilievi settentrionali e appenninici. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Da queste osservazioni si deduce che <strong>un primo segnale di cedimento del promontorio anticiclonico </strong>potrebbe avvenire proprio <strong>nel periodo tra l'8 e il 15 settembre</strong>. Infatti, nel medio-lungo termine, <strong>il fascio delle temperature a 850 hPa tende a flettersi gradualmente</strong> verso il basso dopo i picchi raggiunti nel weekend.</p><p>Di conseguenza, <strong>le temperature dovrebbero iniziare a scendere verso valori meno estremi</strong>, quindi più <strong>vicini alle medie tipiche della stagione</strong>, insieme ad una crescente segnale sul campo delle precipitazioni che indica il<strong> probabile arrivo di disturbi perturbati o instabili</strong>. </p><h2>Differenze evolutive tra le regioni del Centro-Nord e del Sud</h2><p><strong>La circolazione</strong>, perciò,<strong> tenderà a cambiare</strong>, ma non lo farà in modo uniforme lungo la penisola. Infatti è possibile notare la <strong>tendenza </strong>verso u<strong>n abbassamento del flusso perturbato atlantico</strong>, che <strong>potrebbe </strong>essere in grado di <strong>raggiungere le regioni centro-settentrionali </strong>già dal <strong>secondo fine settimana di settembre</strong> (12-13 settembre).</p><div class="texto-destacado">È probabile, quindi, l'avvicinamento di<strong> cavi d'onda depressionari</strong> atti a favorire <strong>una maggiore instabilità atmosferica</strong>, con il possibile transito di fronti organizzati con associate <strong>precipitazioni </strong>ed un <strong>apprezzabile calo termico. </strong></div><p><strong>Al Sud e sulle isole maggiori</strong>, invece, <strong>l'anticiclone subtropicale</strong> tenderà ad opporsi con maggiore efficacia, quindi a mantenere <strong>condizioni prevalentemente soleggiate e con temperature ancora elevate fino a almeno il 12-14 settembre</strong>. Poi,<strong> in prospettiva</strong>, lo scenario (sempre probabilisticamente parlando) potrebbe cambiare, quindi <strong>non sarà da escludere un cambio di circolazione anche al Sud,</strong> spostandosi <strong>verso la conclusione della seconda decade. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786619" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c.html" title="Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C">Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c.html" title="Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c-1788263309029_320.jpg" alt="Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C"></a></article></aside><p>Tuttavia, <strong>questa prospettiva non ha un supporto di dati sufficiente </strong>a renderla in qualche modo utile, pur restando nel campo dell'analisi probabilistica. </p><h2>Conclusioni sulla possibile svolta di metà mese</h2><p>Volendo tirare le <strong>conclusioni a questa escursione sul lungo termine</strong>, basata sui<strong> </strong><strong>dati probabilistici</strong>, possiamo senza dubbio affermare che la<strong> prima decade di settembre</strong> sarà comunque un<strong> prolungamento dell'estate</strong> 2026, con <strong>caldo ancora marcato </strong>e, complessivamente,<strong> scarse precipitazioni</strong>,<strong> salvo casi isolati,</strong> soprattutto in prossimità dei rilievi settentrionali e appenninici.</p><p><strong>L'ipotesi di un cambio di passo della circolazione</strong> su scala continentale potrebbe acquisire consistenza <strong>tra la seconda e la terza decade mensile</strong>, quindi verso <strong>metà mese</strong>, con l'avanzamento verso sud dei primi veri fronti atlantici organizzati.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786471" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”">Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: "speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre-1788203969598_320.jpg" alt="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"></a></article></aside><p>Ricordiamo che, tuttavia, trattandosi di <strong>proiezioni ricavate dall'interpretazione probabilistica d'insieme dei modelli ad ampio raggio e a lungo termine</strong>, tale tendenza va considerata ancora <strong>poco affidabile</strong> e andrà costantemente <strong>verificata con i prossimi aggiornamenti.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-lungo-termine-l-analisi-probabilistica-degli-ensemble-verso-meta-settembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un'autostrada brasiliana è diventata famosa in tutto il mondo per attraversare la giungla tramite viadotti alti 70 metri]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-autostrada-brasiliana-e-diventata-famosa-in-tutto-il-mondo-per-attraversare-la-giungla-tramite-viadotti-alti-70-metri.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Tra gallerie, viadotti e dolci curve, la Rodovia dos Imigrantes attraversa la Serra do Mar combinando ingegneria all'avanguardia, sistemi di monitoraggio meteorologico e dispositivi progettati per ridurre gli incidenti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/rodovia-brasileira-ganha-fama-mundial-ao-cortar-a-mata-atlantica-com-viadutos-de-ate-70-metros-1788030580365.jpg" data-image="0m7rs4718r6o"><figcaption>La Rodovia dos Imigrantes (Autostrada degli Immigrati) attraversa la catena montuosa della Serra do Mar grazie a gallerie, viadotti e un sistema operativo all'avanguardia. Credito: Xataka Brasil.</figcaption></figure><p><strong>La Rodovia dos Immigrantes (SP-160) è una delle principali arterie che collegano la città di San Paolo con la Baixada Santista, in Brasile</strong>. Attraversando la Serra do Mar, questa autostrada percorre uno dei tratti più complessi della rete viaria brasiliana, caratterizzato da forti pendenze, dalla foresta atlantica, da piogge intense e da frequenti episodi di nebbia.</p><p><strong>Con una lunghezza di 58,5 chilometri, la strada è stata costruita in diverse fasi. Il primo tratto è entrato in servizio negli anni '70</strong>, mentre il secondo, noto come "Pista Sul", è stato inaugurato nel 2002. Entrambi sono testimonianza di due epoche diverse dell'ingegneria e di due modalità molto differenti di adattare la strada al versante montuoso.</p><h2>Due strade, due modi di attraversare la montagna</h2><p>La costruzione della prima carreggiata, denominata "Pista Norte", ha richiesto un importante intervento sulla vegetazione. <strong>Durante i lavori sono stati eliminati circa 16 milioni di metri quadrati di vegetazione</strong>, in un'epoca in cui le tecniche disponibili richiedevano trasformazioni più significative del terreno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rodovia-brasileira-ganha-fama-mundial-ao-cortar-a-mata-atlantica-com-viadutos-de-ate-70-metros-1788030811249.jpg" data-image="nfjudssahst0"><figcaption>La Rodovia dos Imigrantes attraversa la Serra do Mar attraverso viadotti e gallerie che collegano San Paolo alla costa, nel cuore della foresta atlantica, riducendo al contempo al minimo l'intervento sulla vegetazione. Credito: Xataka Brasil.</figcaption></figure><p>Decenni più tardi, la Pista Sul ha adottato una strategia diversa. Invece di seguire continuamente i contorni della montagna,<strong> il progetto si è basato su gallerie più lunghe e viadotti per attraversare il massiccio.</strong> In questo modo, la strada passa all'interno della montagna oppure rimane sospesa sopra il rilievo, riducendo la necessità di aprire nuovi passaggi nella foresta.</p><p>Questo si traduce in una differenza considerevole in termini di impatto ambientale. Nel caso della seconda carreggiata, <strong>la superficie di vegetazione eliminata è stata limitata a circa 400.000 metri quadrati, con una riduzione di circa il 97,5%</strong> rispetto alla prima costruzione. Il progetto ha inoltre aumentato la distanza tra alcuni pilastri dei viadotti, riducendo così il numero di strutture collocate nel cuore della foresta.</p><h2>Gallerie, viadotti e tecnologie contro la nebbia</h2><p><strong>Nel suo percorso di 58,5 chilometri, la Rodovia dos Imigrantes conta 44 viadotti, sette ponti e 14 gallerie.</strong> Nella zona montuosa, alcune strutture raggiungono diverse decine di metri di altezza, mentre alcune gallerie del tratto più recente superano i tre chilometri di lunghezza.</p><div class="texto-destacado">Questa soluzione ha permesso di realizzare un tracciato con curve più dolci e di adattare l'autostrada al rilievo senza dover trasformare l'intero versante per fare spazio alla carreggiata. Oltre alla sfida geografica, c'è un altro fattore che influisce direttamente sulla sicurezza: le condizioni meteorologiche.</div><p><strong>Nella Serra do Mar la nebbia può formarsi rapidamente e ridurre considerevolmente la visibilità.</strong> Per affrontare queste condizioni, la gestione dell'autostrada dispone di telecamere di sorveglianza, pannelli a messaggio variabile e stazioni meteorologiche in grado di monitorare le precipitazioni, il vento e la visibilità. Il sistema di circolazione può inoltre essere modificato in funzione del traffico e delle condizioni nella zona montuosa.</p><h2>Quando la visibilità diminuisce, cambiano le condizioni di circolazione</h2><p>Quando si verificano episodi di nebbia intensa, può essere attivata l'Operazione Comboio. Nell'ambito di questa iniziativa, <strong>i veicoli della società concessionaria e della polizia militare stradale guidano gli altri automobilisti a bassa velocità</strong>, fungendo così da punto di riferimento per coloro che hanno difficoltà a distinguere la carreggiata davanti a loro.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780836" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-e-l-unico-paese-al-mondo-autosufficiente-al-100-in-termini-di-cibo-si-trova-in-sud-america.html" title="Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America">Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-e-l-unico-paese-al-mondo-autosufficiente-al-100-in-termini-di-cibo-si-trova-in-sud-america.html" title="Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ni-argentina-ni-brasil-el-unico-pais-del-mundo-100-autosuficiente-en-alimentos-esta-en-sudamerica-1784647373123_320.jpg" alt="Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America"></a></article></aside><p>Questa strategia risponde ai rischi che hanno già provocato gravi incidenti lungo questo tratto. <strong>Nel 2011, una fitta nebbia contribuì a un tamponamento a catena che coinvolse 103 veicoli, con 29 feriti</strong> e una vittima. Due anni più tardi, le forti piogge provocarono una frana al chilometro 52, seguita da un altro tamponamento a catena che causò una vittima.</p><p>La storia della Rodovia dos Imigrantes è quindi molto più di quella di una grande opera infrastrutturale. Il confronto tra le sue due carreggiate mostra come l'evoluzione delle tecniche costruttive abbia permesso di attraversare la Serra do Mar <strong>riducendo considerevolmente l'impatto sull'ambiente, grazie alla combinazione di gallerie, viadotti e sistemi di sorveglianza</strong> progettati per affrontare uno degli ambienti stradali più difficili del Paese.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Xataka" data-year="2026" data-title="Rodovia%20brasileira%20ganha%20fama%20mundial%20ao%20cortar%20a%20Mata%20Atl%C3%A2ntica%20com%20viadutos%20de%20at%C3%A9%2070%20metros%3A%2020%20km%20de%20curvas%20suaves%20reduzem%20riscos%20sob%20neblina" data-url="https%3A%2F%2Fwww.xataka.com.br%2Fengenharia%2Frodovia-brasileira-ganha-fama-mundial-ao-cortar-a-mata-atlantica-com-viadutos-ate-70-metros-20-km-curvas-suaves-reduzem-riscos-sob-neblina">Xataka. (2026). <a href="https://www.xataka.com.br/engenharia/rodovia-brasileira-ganha-fama-mundial-ao-cortar-a-mata-atlantica-com-viadutos-ate-70-metros-20-km-curvas-suaves-reduzem-riscos-sob-neblina" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Rodovia brasileira ganha fama mundial ao cortar a Mata Atlântica com viadutos de até 70 metros: 20 km de curvas suaves reduzem riscos sob neblina</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-autostrada-brasiliana-e-diventata-famosa-in-tutto-il-mondo-per-attraversare-la-giungla-tramite-viadotti-alti-70-metri.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 12:49:36 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo rinforzo dell’anticiclone nordafricano porterà temperature in forte rialzo, soprattutto al centro-sud dove si torneranno a registrare temperature prossime ai 40 °C.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2zkt6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2zkt6.jpg" id="xb2zkt6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Oggi inizia ufficialmente l’autunno meteorologico</strong> ma al momento le condizioni meteo rimangono di stampo prettamente estivo. Infatti <strong>al momento sull’Italia è presente un modesto anticiclone delle Azzorre</strong> che sta portando tempo in prevalenza stabile e non troppo caldo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Tuttavia tra domani e dopodomani<strong> una lieve flessione del campo di alta pressione porterà un temporaneo peggioramento</strong> delle condizioni meteo, soprattutto sulle regioni settentrionali.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Il peggioramento sarà abbastanza breve</strong> e ci interesserà in prevalenza tra il pomeriggio di domani e la mattinata di giovedì. <strong>Ci aspettiamo locali rovesci e possibili temporali</strong> che interesseranno soprattutto le zone montane e pedemontane.</p><h2>Autunno dal sapore spiccatamente estivo</h2><p><strong>A seguire poi è previsto un nuovo rinforzo del campo di alta pressione</strong>, non si tratterà però, come ora, dell’anticiclone delle Azzorre, sarà infatti nuovamente la volta di quello nordafricano, <strong>che porterà aria subtropicale sulla nostra penisola</strong>.</p><p>È proprio questo anticiclone <strong>il responsabile delle forti ondate di calore che interessano il nostro paese</strong> e che negli ultimi anni sta diventando sempre più presente, lasciando ben poco spazio a <strong>quello delle Azzorre che è invece stato il re delle estati mediterranee</strong> nei decenni precedenti.</p><p>Dal prossimo giovedì quindi <strong>è previsto l’arrivo di aria calda e di origine subtropicale</strong> che porterà l’ennesima ondata di calore della stagione.</p><p>Le temperature, <strong>già ora qualche grado al di sopra della media</strong> climatologica, ovvero quella calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020, torneranno ad aumentare <strong>fino a portarsi anche oltre 10 °C al di sopra del normale </strong>su praticamente tutto lo stivale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c-1788263309029.jpg" data-image="goj2n60vgy2f" alt="Temperatura massima domenica 6 settembre" title="Temperatura massima domenica 6 settembre"><figcaption>Temperature massime previste in Italia per domenica 6 settembre.</figcaption></figure><p>Ciò significa che <strong>le temperature si riavvicineranno in maniera preoccupante ai 40 °C al sud</strong>. In particolare, secondo gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteo, <strong>la giornata più calda sembrerebbe essere quella di domenica</strong>, quando si raggiungeranno <strong>picchi intorno ai 38 °C in Sicilia, in Puglia e in Basilicata.</strong></p><p>Anche nel resto del territorio nazionale <strong>è prevista una domenica rovente</strong>, con valori massimi diffusamente intorno o al di sopra dei 35 °C.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786471" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”">Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: "speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre-1788203969598_320.jpg" alt="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"></a></article></aside><p>Attenzione perché <strong>non saranno solo le giornate a essere roventi ma anche le nottate</strong>. Infatti pure durante la notte farà decisamente caldo e i valori minimi si attesteranno tra i 20 °C e i 28 °C su buona parte dell’Italia, ciò significa che <strong>si riproporrà anche il fenomeno ormai consueto delle notti tropicali</strong>, notti in cui le temperature non scenderanno mai al di sotto dei 20 °C.</p><h2>Entro domenica le anomalie supereranno i +10 °C</h2><p>Ci attende quindi <strong>un fine settimana stretto nella morsa del caldo</strong> che ci accompagnerà per tutte le 24 ore delle varie giornate. Sarà proprio questa assenza di tregua, anche durante le ore notturne o la prima mattina, <strong>a rendere ancora più opprimente la sensazione di caldo</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786041" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html" title="Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea">Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html" title="Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/espana-lidera-el-mapa-de-incendios-de-europa-acumula-el-46-7-de-toda-la-superficie-quemada-en-la-ue-1787901187667_320.jpg" alt="Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea"></a></article></aside><p>I valori termici maggiori sono previsti nelle aree interne, tuttavia <strong>lungo i settori costieri sono attesi tassi di umidità maggiori</strong>, con il risultato che il nostro corpo percepirà <strong>temperature più elevate di quelle realmente registrate</strong> dai termometri.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Insomma, <strong>questo primo fine settimana dell’autunno meteorologico non sembrerà assolutamente di stampo autunnale</strong>. Per i ragazzi che devono ancora riprendere con la scuola e gli adulti che hanno scelto di godere delle ferie a settembre sarà sicuramente <strong>un week end dal sapore estivo</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 12:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Ecco in che modo un Mediterraneo cosi estremamente caldo potrà favorire eventi meteorologici estremi nei prossimi mesi, anche sulle nostre coste. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124914254.jpg" data-image="k4zrh07p5n6z" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Il grosso problema sta nel fatto che il calore non si ferma alla superficie. Studi e monitoraggi mostrano che le anomalie termiche penetrano nella colonna d’acqua, spesso fino a 40 metri di profondità.</figcaption></figure><p>Dopo una delle estati più calde di sempre il Mar Mediterraneo si è trasformato in un mare chiuso tropicale, con temperature mai osservate finora. Boe e rilevazioni satellitari documentano valori che fino a pochi anni fa sembravano impossibili. </p><p>La boa di <strong>Dragonera (a ovest di Maiorca)</strong> ha toccato i <strong>+33,02 °C</strong> il 5 agosto, il massimo assoluto mai registrato in un punto del Mediterraneo. Altre boe hanno segnato <strong>+32,36 °C a Maó (Minorca), oltre +30 °C in diverse stazioni italiane e spagnole</strong>. </p><p>Stiamo parlando di <strong>anomalie termiche di +5/6 °C rispetto alle medie di riferimento (e localmente fino a +8 °C) non sono più eccezioni isolate,</strong> ma la nuova normalità di un’estate caratterizzata da prolungate ondate di calore. </p><h2><strong>La benzina per gli eventi meteo dell’autunno</strong></h2><p>Il grosso problema sta nel fatto che il calore non si ferma alla superficie. Studi e monitoraggi mostrano che le anomalie termiche penetrano nella colonna d’acqua, spesso fino a 40 metri di profondità e, in eventi intensi, ben oltre, accumulando un enorme contenuto termico che resisterà nel tempo. </p><div class="texto-destacado">Fra ottobre e novembre, quando arriveranno i primi fronti freddi e le prime depressioni si formeranno sui nostri mari (con l'abbassamento del flusso perturbato principale), tutto questo calore accumulato verrà rilasciato. </div><p>L’acqua calda riscalda l’aria sovrastante, aumentandone la galleggiabilità e favorendo moti convettivi violenti (spinta delle particelle d’aria verso l’alto). La differenza termica tra superficie e quote medie-alte dell’atmosfera (quando arriva aria più fresca) genera instabilità e convezione profonda. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124685287.jpg" data-image="zyi1uy1l0kg0" alt="Mare caldo." title="Mare caldo."><figcaption>L’acqua calda riscalda l’aria sovrastante, aumentandone la galleggiabilità e favorendo moti convettivi violenti (spinta delle particelle d’aria verso l’alto). La differenza termica tra superficie e quote medie-alte dell’atmosfera (quando arriva aria più fresca) genera instabilità e convezione profonda. </figcaption></figure><p>L’evaporazione intensa da un mare a <strong>+28°C 30+ °C</strong> immette nell’atmosfera enormi quantità di vapore acqueo. Quando questo vapore condensa, durante la convezione, nelle <strong>nubi temporalesche, </strong>libera energia latente che potenzia ulteriormente le correnti ascensionali dei temporali, intensificando le precipitazioni e prolungando la vita dei sistemi temporaleschi che stazionando per ore sulle stesse zone danno origine alle alluvioni lampo.</p><h2><strong>Il cambiamento climatico sta rendendo i temporali sempre più estremi?</strong></h2><p>Perché si formi un temporale intenso devono coincidere diversi ingredienti. Serve aria umida negli strati bassi dell’atmosfera, una divergenza in quota che favorisca l’ascesa delle particelle d’aria verso l’alto, instabilità termodinamica e, perché il sistema si organizzi, una sufficiente <strong>shear del vento</strong> (cioè la variazione di intensità o direzione del vento con l’altezza). La complessa orografia delle nostre coste e le convergenze locali forniscono spesso la spinta iniziale.</p><div class="texto-destacado"><strong>La convezione può essere immaginata come una bolla di aria calda che sale perché più leggera rispetto all’aria circostante più fredda. È lo stesso principio che fa salire una mongolfiera: l’aria interna viene riscaldata rispetto a quella esterna.</strong></div><p>Un Mediterraneo eccezionalmente caldo non sostituisce nessuno di questi meccanismi. Agisce piuttosto come amplificatore, poichè aumenta l’umidità negli strati bassi e l’instabilità. Quando il vento collega il mare alla <strong>cella temporalesca,</strong> può immettere quantità maggiori di vapore acqueo e di energia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124737306.jpg" data-image="c262gcf3wdap" alt="Temporali, meteo estremo." title="Temporali, meteo estremo."><figcaption>Un Mediterraneo eccezionalmente caldo non sostituisce nessuno di questi meccanismi. Agisce piuttosto come amplificatore, poichè aumenta l’umidità negli strati bassi e l’instabilità. </figcaption></figure><p><strong>Per ogni grado di riscaldamento l’atmosfera può contenere circa il 7 % in più di vapore acqueo.</strong> Le correnti ascendenti e il rilascio di calore latente all’interno della nube cumuliforme amplificano ulteriormente le precipitazioni, la formazione di grandine e le raffiche di vento violente.</p><h2><strong>Gli eventi estremi prodotti da un Mediterraneo sempre più caldo</strong></h2><p>Negli ultimi anni il Mediterraneo è stato interessato da diversi episodi convettivi estremi. Tre di essi sono stati analizzati attraverso delle simulazioni, che rispondono a una domanda semplice. <strong>Cosa sarebbe successo con la stessa situazione atmosferica in un clima preindustriale?</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il primo è il derecho mediterraneo del 18 agosto 2022, un sistema convettivo esteso e duraturo che ha generato raffiche fino a 224 km/h in Corsica.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le simulazioni mostrano che raffreddando di tre gradi la superficie del mare il sistema perdeva organizzazione, intensità e persistenza. In un clima preindustriale quel <strong>derecho</strong> non si sarebbe nemmeno formato. Questo è uno dei primi lavori che evidenzia come il cambiamento climatico <strong>possa addirittura “creare” eventi convettivi estremi di questo tipo.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785769" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-prolungato-poi-i-primi-segnali-d-autunno-ecco-la-tendenza-del-modello-ecmwf-per-settembre.html" title="Caldo prolungato, poi i primi segnali d’autunno: ecco la tendenza del modello ECMWF per settembre">Caldo prolungato, poi i primi segnali d’autunno: ecco la tendenza del modello ECMWF per settembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-prolungato-poi-i-primi-segnali-d-autunno-ecco-la-tendenza-del-modello-ecmwf-per-settembre.html" title="Caldo prolungato, poi i primi segnali d’autunno: ecco la tendenza del modello ECMWF per settembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-prolungato-poi-i-primi-segnali-d-autunno-ecco-la-tendenza-del-modello-ecmwf-per-settembre-1787823769489_320.jpg" alt="Caldo prolungato, poi i primi segnali d’autunno: ecco la tendenza del modello ECMWF per settembre"></a></article></aside><p>Dodici giorni dopo, <strong>una supercella ha prodotto a La Bisbal d’Empordà (Girona) chicchi di grandine fino a 12 centimetri di diametro.</strong> L’ondata di calore marina, con un’anomalia media superiore ai <strong>3 °C</strong> su tre settimane, ha rafforzato i moti ascensionali, spingendoli fino alla tropopausa. Senza quella anomalia e in condizioni preindustriali la tempesta poteva ancora formarsi, ma l’ambiente era meno favorevole allo sviluppo di grandine gigante.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124809948.jpg" data-image="r0hsalcnnvsi" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Negli ultimi anni il Mediterraneo è stato interessato da diversi episodi convettivi estremi. Tre di essi sono stati analizzati attraverso delle simulazioni che hanno dimostrato delle correlazioni.</figcaption></figure><p>Il terzo caso è l’alluvione di Valencia del 29 ottobre 2024. Simulazioni a risoluzione di un chilometro indicano che <strong>il riscaldamento antropogenico ha aumentato del 21 % la pioggia accumulata in sei ore, del 55 % la superficie che ha superato i 180 millimetri e del 19 % il volume precipitato nel bacino del Júcar.</strong> Il cambiamento climatico non ha generato l’evento, ma ha aggravato in modo significativo i suoi effetti, amplificando anche la dinamica interna del sistema.</p><h2><strong>Più frequenti o solo più intensi?</strong></h2><p>Questi risultati non permettono di affermare che i temporali mediterranei siano oggi più frequenti. Le serie osservative di grandine e venti estremi (microburst) sono corte e irregolari, e questi fenomeni hanno scale troppo piccole per molti modelli climatici globali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124947432.jpg" data-image="pkcza6ndn8iq" alt="Temporali." title="Temporali."><figcaption>Una maggiore instabilità favorisce correnti ascendenti capaci di sostenere chicchi grandi, mentre un livello di zero termico più alto può far fondere più facilmente la grandine piccola.</figcaption></figure><p>Sappiamo però che la regione mediterranea può diventare mediamente più secca e, allo stesso tempo, sperimentare acquazzoni più intensi quando l’atmosfera diviene instabile. Per la grandine esiste una dicotomia. <strong>Una maggiore instabilità favorisce correnti ascendenti capaci di sostenere chicchi grandi, mentre un livello di zero termico più alto può far fondere più facilmente la grandine piccola.</strong></p><p>Ancora non è del tutto chiaro se aumenterà la frequenza. Ma quello che ormai certo è che i temporali che si formeranno, però, <strong>troveranno un’atmosfera più umida e un mare più caldo, cioè un potenziale maggiore per sviluppare eventi convettivi estremi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786005" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre.html" title="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'">Massimiliano Santini avverte: "caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre.html" title="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre-1787930801024_320.jpg" alt="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'"></a></article></aside><p>Un Mediterraneo con maggiore carico termico non è l’unico responsabile di ogni temporale, ma non è nemmeno uno spettatore innocente. <strong>Il serbatoio di combustibile contiene sempre più energia e di qualità migliore, </strong>ma è l’atmosfera a decidere quando scatta la scintilla. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Oltre il Lago di Como: 5 oasi di acque cristalline per fuggire dalla folla]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/oltre-il-lago-di-como-5-oasi-di-acque-cristalline-per-fuggire-dalla-folla.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>I grandi laghi soffrono il sovraffollamento, ma l'Italia custodisce anche tanti angoli tranqulli dove non esiste il caos, perfetti per godersi il meglio dei laghi più belli, lontano dall’overtourism</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-il-lago-di-como-5-oasi-di-acque-cristalline-per-fuggire-dalla-folla-1788166987865.jpg" data-image="ccvlofowk4e0" alt="laghi italia" title="laghi italia"><figcaption>Il Gran Sasso e i Monti della Laga, in Abruzzo, si affacciano sulle acque pure del lago di Campotosto</figcaption></figure><p>I laghi più grandi d’Italia, come il <strong>Lago di Como </strong>e il<strong> Lago di Garda</strong>, hanno una fama sicuramente meritata e per questo attraggono ogni anno migliaia di visitatori.</p><div class="texto-destacado">Il fascino di certi luoghi è indiscutibile, tuttavia il traffico, il caos e la folla possono rendere problematica anche la vacanza più rilassante.</div><p>Fortunatamente, per chi cerca un'esperienza più <strong>autentica e rilassante</strong>, lontano dalle mete più gettonate, la soluzione c'è.</p><p>Scopriamo 5 alternative dove andare in ogni stagione per per trovare acque limpide, una natura spettacolare e la magia di piccoli borghi silenziosi.</p><h2>5. Lago di Lugano</h2><p>A una manciata di chilometri dal Lago di Como si trova uno dei <strong>laghi prealpini</strong> più belli d'Italia. È il Lago di Lugano, situato proprio a cavallo del confine tra Italia e Svizzera; il suo ramo italiano si trova tra le province di <strong>Como e Varese</strong>.</p><p> Nelle acque blu del lago si specchiano le montagne e lungo le sue sponde si trovano <strong>piccoli borghi</strong> dotati anche di lidi attrezzati o spiagge libere.</p><p><strong>Porlezza</strong>, il più vivace, è uno dei più belli dove fare il bagno per le sue acque limpide e la vicinanza con le montagne che creano un contesto ancora più suggestivo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="717328" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-segreto-meglio-custodito-della-lombardia-un-lago-alpino-color-smeraldo-a-un-ora-da-milano.html" title="Il segreto meglio custodito della Lombardia: un lago alpino color smeraldo a un’ora da Milano">Il segreto meglio custodito della Lombardia: un lago alpino color smeraldo a un’ora da Milano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-segreto-meglio-custodito-della-lombardia-un-lago-alpino-color-smeraldo-a-un-ora-da-milano.html" title="Il segreto meglio custodito della Lombardia: un lago alpino color smeraldo a un’ora da Milano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-segreto-meglio-custodito-della-lombardia-un-lago-alpino-color-smeraldo-a-un-ora-da-milano-1751125903682_320.jpg" alt="Il segreto meglio custodito della Lombardia: un lago alpino color smeraldo a un’ora da Milano"></a></article></aside><p>Non sono da meno <strong>Lavena Ponte Tresa</strong>, situato su un piccolo golfo appartato e <strong>Porto Ceresio</strong>, con le case colorate e le villette liberty.</p><p>In ogni caso il Lago di Lugano, col suo clima mite da aprile a settembre inoltrato, è ideale per una vacanza di totale relax quasi in ogni stagione.</p><h2>4. Lago d'Orta</h2><p>Non è propriamente una gemma nascosta, il lago d’Orta, ma sicuramente le sue sponde sono meno affollate di quelle del vicino <strong>Lago Maggiore</strong>.</p><p>In particolare, la riva <strong>occidentale</strong>, proprio di fronte alla rinomata località di Orta San Giulio, vanta bellissime acque, atmosfere rilassanti e ritmi più tranquilli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-il-lago-di-como-5-oasi-di-acque-cristalline-per-fuggire-dalla-folla-1788167086868.jpg" data-image="gqmbqffwieyw" alt="Lago d'Orta" title="Lago d'Orta"><figcaption>L'isola di San Giulio, nel lago d'Orta, vista dal drone</figcaption></figure><p>Le spiagge che si trovano in località <strong>San Maurizio d'Opaglio</strong>, ad esempio, sono bagnate da acque limpidissime, ed offrono la possibilità di sostare sul prato o sulla sabbia soffice, ma in ogni caso di godere di bellissime vedute panoramiche sul versante opposto del lago.</p><p>Quando non è più tempo di fare il bagno, i borghi più nascosti come <strong>Pella o Corconio</strong> offrono invece atmosfere <strong>intime e rilassanti</strong>, per passeggiare tra vicoletti coperti di ciottoli e piccole piazze, alla ricerca degli scorci e degli angoli più suggestivi.</p><h2>3. Lago di Molveno</h2><p>Il Trentino-Alto Adige è una regione che può vantare laghi di enorme bellezza, e tra di essi c’è sicuramente il Lago di Molveno, il secondo più grande della regione.</p><p>Facilmente raggiungibile, vista la vicinanza con Trento, ha un versante più affollato dove si trova il borgo con il lido. Percorrendo invece la passeggiata che ne disegna il perimetro per 11 Km si possono trovare diverse <strong>cale silenziose</strong>, quasi <strong>selvagge</strong>, tra i boschi e le montagne che si specchiano nell’acqua. </p><p>Nel tardo pomeriggio, poi, questi luoghi tranquilli diventano ancora più suggestivi grazie ai <strong>colori del tramonto</strong>. Intorno al lago ci sono anche diverse passeggiate da fare per una vera e propria <strong>full immersion nella natura</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783438" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno.html" title="Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno">Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno.html" title="Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno-1786574814481_320.jpg" alt="Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno"></a></article></aside><p>Salendo fino ai <strong>Fortini di Napoleone</strong> si può ammirare una bellissima veduta dall’alto, mentre il <strong>sentiero Andalo-Molveno</strong> e la <strong>passeggiata del Ciclamino</strong> seguono il corso di un ruscello dalle acque scintillanti che si addentra nel bosco tra i faggi e gli abeti.</p><h2>2. Lago di Bolsena</h2><p>Si trova in Lazio, quasi al confine con l’Umbria, quello che è considerato <strong>il lago più pulito d’Italia</strong>. E se i borghi come Bolsena, Marta e Capodimonte sono mete turistiche molto frequentate, lungo le sponde del lago di Bolsena si trovano anche tanti <strong>angoli poco affollati</strong>, bagnati da acque se possibile ancora più splendide.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-il-lago-di-como-5-oasi-di-acque-cristalline-per-fuggire-dalla-folla-1788167158121.jpg" data-image="iamwfkfnrnbw" alt="Lago di Bolsena" title="Lago di Bolsena"><figcaption>Tra le acque limpide e tranquille del Lago di Bolsena, in kayak</figcaption></figure><p>La riva più tranquilla è quella <strong>ovest</strong>, in particolare tra <strong>Capodimonte e Gradoli</strong>. Qui si trovano spiagge libere dalla sabbia scura di origine vulcanica, come del resto è tutto il lago, che il clima mite della regione rende perfette per una giornata all’aperto fino ad <strong>autunno inoltrato</strong>.</p><p>La <strong>spiaggia di Cavajano</strong> si raggiunge a piedi tramite uno sterrato, è quindi una vera oasi nella natura, per di più <strong>pet friendly,</strong> mentre i pioppeti che circondano la <strong>spiaggia dell’Acetosa</strong> garantiscono piacevoli <strong>zone d’ombra</strong> anche quando il sole si fa cocente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="732757" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-borgo-fantasma-d-abruzzo-tornato-a-vivere-grazie-agli-artisti-oggi-e-un-museo-a-cielo-aperto.html" title="Il borgo fantasma d’Abruzzo tornato a vivere grazie agli artisti: oggi è un museo a cielo aperto ">Il borgo fantasma d’Abruzzo tornato a vivere grazie agli artisti: oggi è un museo a cielo aperto </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-borgo-fantasma-d-abruzzo-tornato-a-vivere-grazie-agli-artisti-oggi-e-un-museo-a-cielo-aperto.html" title="Il borgo fantasma d’Abruzzo tornato a vivere grazie agli artisti: oggi è un museo a cielo aperto "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-borgo-fantasma-d-abruzzo-tornato-a-vivere-grazie-agli-artisti-oggi-e-un-museo-a-cielo-aperto-1759653501067_320.jpg" alt="Il borgo fantasma d’Abruzzo tornato a vivere grazie agli artisti: oggi è un museo a cielo aperto "></a></article></aside><p>Chi avesse voglia di camminare alla ricerca degli scorci panoramici più belli sulle acque blu del lago, può invece passeggiare lungo i sentieri limitrofi che incrociano la <strong>Via Francigena e il Sentiero dei Briganti.</strong></p><h2>1.Lago di Campotosto<br></h2><p>Questo splendido specchio d’acqua situato a oltre <strong>1.300 metri di altitudine</strong> è parte del <strong>Parco Nazionale del Gran Sasso. </strong>È un lago di origine artificiale, ma questo non toglie nulla alla sua bellezza. </p><p>Ampi spazi aperti e l’assenza di stabilimenti balneari rendono questo lago davvero perfetto per chi cerca la natura incontaminata, il silenzio e anche delle <strong>vedute magnifiche</strong> sui monti circostanti. </p><p>Il perimetro ha una lunghezza di <strong>40 Km</strong>, ed essendo quasi tutto in piano è molto piacevole da percorrere in bici, con molte occasioni anche per fare <strong>soste, pic nic, e facili passeggiate</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753898" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-treni-storici-per-scoprire-l-italia-autentica-dalle-langhe-alla-transiberiana-d-abruzzo.html" title="5 treni storici per scoprire l'Italia autentica: dalle Langhe alla Transiberiana d'Abruzzo">5 treni storici per scoprire l'Italia autentica: dalle Langhe alla Transiberiana d'Abruzzo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-treni-storici-per-scoprire-l-italia-autentica-dalle-langhe-alla-transiberiana-d-abruzzo.html" title="5 treni storici per scoprire l'Italia autentica: dalle Langhe alla Transiberiana d'Abruzzo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-itinerari-da-sogno-in-treno-storico-alla-scoperta-dell-italia-tra-natura-emozioni-e-panorami-1770927483389_320.jpg" alt="5 treni storici per scoprire l'Italia autentica: dalle Langhe alla Transiberiana d'Abruzzo"></a></article></aside><p>La bellezza di questi luoghi deriva anche dal fatto che il Lago di Campotosto è parte di una riserva statale ed è quindi tutelato. Le sue acque sono <strong>pure e limpide </strong>ma <strong>fredde </strong>anche in estate, con temperature che raramente salgono oltre i 12°C. Al <strong>Ponte delle Stecche</strong> però si possono praticare sport acquatici come <strong>canoa, kayak e anche windsurf</strong>.</p><p>Essendo questo un vero e proprio lago di montagna, in inverno gela, anche totalmente, mentre le vette dei monti si coprono di neve creando un paesaggio <strong>sognante e fiabesco</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/oltre-il-lago-di-como-5-oasi-di-acque-cristalline-per-fuggire-dalla-folla.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: "speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 07:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Qualche temporale nelle prossime ore, ma l'imperativo del caldo non molla e anzi settembre si apre con 35-36°C tardivi perfino al nord. Quanto durerà l'ennesima onda di calore? Ecco la data chiave proposta dai modelli.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2sv1m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2sv1m.jpg" id="xb2sv1m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il caldo non da tregua: è incredibile come<strong> temporali e code dei fronti freddi attenuano solo leggermente la calura</strong>, ieri Sigonella ha toccato i 39°C, ma anche al nord il caldo è ancora così alto che sarebbe stato anomalo perfino per fine luglio, <strong>36°C a Ferrara la città padana più calda</strong>. </p><div class="texto-destacado">Quanto ai temporali, ieri il nostro <a href="https://www.ilmeteo.net/satelliti/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">satellite</a> mostrava due sistemi convettivi a mesoscala fra Basilica e Puglia, mentre <strong>sulle Alpi i rovesci da radar risultavano limitati alle zone di confine </strong>fra Alto Adige e Austria. </div><p>Un quadro dunque che conduce ai <strong>primi giorni di autunno meteorologico </strong>ancora con <strong>caldo tardivo, </strong>ed anzi dopo una breve fase instabile u<strong>na nuova onda di calore bussa alle porte.</strong> Proviamo dunque a guardare non ai dettagli giorno per giorno, ma alla tendenza. Quando ci sarà una svolta? </p><h2>Situazione sinottica</h2><p>La dorsale in quota si attenua leggermente nel suo lato settentrionale, sotto una <strong>lieve temporanea ondulazione del flusso atlantico </strong>che porta aria leggermente più fresca e instabile sulle Alpi nordorientali e marginalmente al nord. </p><p>A seguire<strong> l’alta pressione diventa temporaneamente azzorriana</strong>, ma verso il fine settimana <strong>riprende incredibilmente vigore l’anticiclone africano.</strong> L’isoterma di <strong>+20°C a 850 hPa scavalcherà le Alpi,</strong> e il caldo non sarà solo relativo alla stagione, ma intenso anche in termini assoluti.</p><h2>Temporali mercoledì, ma l’estate prosegue</h2><p>Domani <strong>mercoledì 2 settembre 2026, giornata soleggiata in quasi tutt’Italia al mattino,</strong> con nubi medio alte sulle Alpi, <strong>fiorire di cumuli su Alpi centro orientali, Appennino</strong> Tosco-emiliano e meridionale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786418" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html" title="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite">Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html" title="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788187339506_320.jpg" alt="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite"></a></article></aside><p>Si formeranno di conseguenza alcuni <strong>temporali, che occasionalmente potrebbero sconfinare</strong> in Emilia Romagna e nell’alta pianura veneta. Non è una situazione temporalesca estrema, ma <strong>qualche fenomeno forte non si esclude.</strong> Leggero calo delle temperature, ma sempre caldo.</p><p><strong>Giovedì 3 settembre rapido ritorno di bel sole </strong>da nord a sud, con aria più limpida. L’eccezione di rovesci pomeridiani potrebbe verificarsi fra interno calabro e lucano. Temperature minime attorno ai 18-20°C, <strong>ancora notti tropicali </strong>nelle città, massime sui 30-33°C al nord, 32-36°C al centro sud. </p><h2>Fine settimana più che estivo</h2><p><strong>Venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 settembre</strong> i cluster ECMWF, benchè divisi in 3 scenari, <strong>sono invece allineati nella sinottica del Mediterraneo e Itali</strong>a, ovvero nuova espansione dell’<strong>anticiclone africano.</strong> Le divergenze riguardano infatti solo le latitudini più settentrionali. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre-1788203969598.jpg" data-image="3quwp0wa48ms"><figcaption>Le temperature proposte da ECMWF potrebbero addirittura sfiorare i record storici in alcune zone del nord.</figcaption></figure><p>In pratica, <strong>sarà un fine settimana di sole e ideale al mare e ai monti,</strong> scarsa infatti l’attività convettiva pomeridiana. Il termometro torna a 35°C anche al nord, <strong>localmente perfino 36-37°C, molto caldo</strong> al centro, e al sud la solita<strong> Puglia torna verso i 38-40°C</strong>. che dire, salvo chiedersi quanto durerà questa situazione?</p><h2>Scenari più incerti a inizio seconda settimana di settembre</h2><p>Prendiamo come speranza <strong>alcuni membri degli Ensamble che propongono l’ingresso di correnti instabili al nord, </strong>anche se significherebbe ritorno di temporali anche forti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre-1788204017872.jpg" data-image="06x1p4vw036x"><figcaption>Questo prodotto di previsioni di Ensemble si chiama cluster: in pratica con metodi matematici vengono raggruppati scenari simili. Per il secondo fine settimana di settembre alcuni scenari vedono irrompere una saccatura al nord, ma ancora con molte divergenze, altri scenari vedono addirittura resistere l'anticiclone.</figcaption></figure><p>Sono infatti ben sei i cluster, ma <strong>la maggior parte propone sull’Italia una figura anticiclonica e anche il persistere di caldo tardivo</strong> e perfino di nuove espansioni della dorsale subtropicale. Non è in ogni caso presente una rottura dell’estate né l’arrivo delle necessarie piogge. Il quadro termico resterà probabilmente sopra la media, con altre giornate sopra ai 30°C in tutta italia. </p><h2>Svolta nel secondo fine settimana di settembre?</h2><p>Possibile <strong>cambio di circolazione attorno al 12-13 settembre:</strong> una saccatura potrebbe tentare l’affondo al nord e anche al centro, portando il primo vero fronte freddo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786136" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”">Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia-1788097389908_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"></a></article></aside><p><strong>Gli effetti sarebbero comunque temporalesch</strong>i, non paiono formarsi le prime depressioni autunnali, che talvolta arrivano già verso metà mese. Ci sono comunque incertezze, con <strong>4 diversi scenari possibili, </strong>e non è dato sapere sarà un cambiamento definitivo o solo una fase di instabilità più marcata. </p><p>Men che meno possibile capire ora dove colpiranno i temporali e la tempistica. Andiamo dunque con cautela a ipotizzare una vera e definitiva rottura della lunga super ondata di calore dell’estate 2026 in corso di fatto da metà giugno per non dire fine maggio. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/aumentera-vertiginosamente-fino-a-250-km-h-cambiamenti-nel-getto-polare-che-interesseranno-l-italia.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco come l'intensificazione della corrente a getto polare riuscirà a modificare il tempo dei prossimi giorni sull'Italia. Quando si potrebbe avvicinare una svolta?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2omg2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2omg2.jpg" id="xb2omg2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Anche se il quadro barico sull’Italia rimarrà invariato, nei prossimi giorni il <strong>getto polare,</strong> la potente corrente d’aria che scorre in alta quota tra le medie e le alte latitudini, è destinato a intensificarsi in modo significativo. Le proiezioni modellistiche indicano che, in alcuni settori del flusso principale, <strong>le velocità potranno raggiungere i 250 km/h.</strong></p><p>Non si tratta di un’anomalia improvvisa, ma del risultato di processi atmosferici tipici del passaggio dalla stagione calda a quella più fredda.</p><h2><strong>Cosa sta succedendo al getto polare?</strong></h2><p>Alla base di questa accelerazione ci sono due fattori principali. Il primo è il raffreddamento stagionale dell’Artico. Con l’avanzare dell’autunno meteorologico, le temperature sulla regione polare diminuiscono in maniera più marcata e prolungata,<strong> per l’arrivo dell’oscurità autunnale. </strong></p><p>Questo raffreddamento accentua il contrasto termico tra le latitudini settentrionali e quelle temperate, fornendo energia aggiuntiva alla <strong>corrente a getto</strong> e favorendone l’intensificazione. Il secondo elemento è l’inspessimento del <strong>gradiente di geopotenziale</strong> sull’Atlantico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamenti-nel-getto-polare-che-avranno-effetti-in-italia-arrivera-fino-a-250-km-h-1788169560266.jpg" data-image="shde6q3do1o3" alt="Getto polare." title="Getto polare."><figcaption>Si nota la notevole intensificazione del getto polare sull'Europa nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p>Sulle acque dell’oceano settentrionale le differenze di pressione e di altezza delle superfici isobariche diventano più pronunciate. Le superfici di geopotenziale si “stringono”, concentrando e velocizzando il flusso d’aria in quota. <strong>Il risultato combinato di questi due processi è un getto polare più teso, più rapido e maggiormente organizzato.</strong></p><h2><strong>Quali effetti sull’Italia?</strong></h2><p>Va chiarito che l’effetto di questa configurazione non sarà immediato né uniforme su tutto il territorio italiano. Il rafforzamento del <strong>getto</strong> favorirà un lento e graduale abbassamento del flusso perturbato verso sud. </p><div class="texto-destacado"><strong>La corrente non scenderà in modo brusco e diretto sul Mediterraneo, ma tenderà a sfiorare le Alpi. Nella parte finale della settimana questo movimento si tradurrà in un aumento della variabilità atmosferica sulle regioni settentrionali. </strong></div><p>Si potranno osservare maggiori passaggi nuvolosi, possibili infiltrazioni di aria più fresca in quota e una progressiva attenuazione della stabilità che ha caratterizzato le settimane precedenti. Non si tratterà ancora di un cambio radicale, ma di un primo segnale di maggiore dinamismo.</p><h2><strong>Segnali di cambiamento dopo metà mese?</strong></h2><p>Il resto del Paese, invece, resterà protetto dall’anticiclone africano. Il Sud continuerà a essere interessato da condizioni stabili e calde, <strong>con temperature ancora elevate per il periodo, scarse probabilità di fenomeni significativi e una persistenza dell’aria di matrice subtropicale.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786349" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato">Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato-1788159756421_320.jpeg" alt="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"></a></article></aside><p>Solo a partire da metà mese si apre la possibilità che una prima perturbazione organizzata riesca a spingersi fino al Nord Italia. Fino ad allora il quadro generale resterà caratterizzato da questa dualità. <strong>Il rafforzamento del getto polare fino a velocità di 250 km/h rappresenta il segnale più evidente di una fase di transizione che sta iniziando. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamenti-nel-getto-polare-che-avranno-effetti-in-italia-arrivera-fino-a-250-km-h-1788169620004.jpg" data-image="efbza2qcb23u" alt="Mare caldo." title="Mare caldo."><figcaption>Le temperature molto elevate delle acque superficiali del Mediterraneo.</figcaption></figure><p>Non determinerà un cambiamento improvviso e generalizzato del tempo su tutta la penisola, <strong>ma segnerà l’inizio di un’evoluzione più dinamica, destinata a interessare progressivamente le regioni settentrionali</strong>, mentre il Centro-Sud godrà ancora di condizioni stabili e relativamente calde.</p><h2><strong>Nel frattempo il Mediterraneo accumula calore</strong></h2><p>In questo momento l’accelerazione del <strong>getto polare,</strong> indotta dal raffreddamento artico e dal rafforzamento del <strong>gradiente termico,</strong> prepara il terreno a un lento abbassamento del flusso perturbato. </p><p>Le Alpi fungeranno da prima linea di contatto, aumentando la variabilità al Nord nella parte finale della settimana. <strong>Il Sud rimarrà sotto l’influenza dell’anticiclone africano,</strong> e solo da metà mese una perturbazione più organizzata potrebbe raggiungere le regioni settentrionali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786367" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porteràoltre 40ºC in Spagna'">Meteorologo spagnolo conferma: "nuova cupola di calore porteràoltre 40ºC in Spagna"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porteràoltre 40ºC in Spagna'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-meteorologo-samuel-biener-se-acerca-un-domo-de-calor-que-dejara-temperaturas-de-mas-de-40-c-en-espana-1788118953014_320.png" alt="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porteràoltre 40ºC in Spagna'"></a></article></aside><p>Un’evoluzione graduale, ma chiara, che merita di essere seguita con attenzione nei prossimi aggiornamenti. Visto che le acque del Mediterraneo continueranno ad accumulare calore nei prossimi giorni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/aumentera-vertiginosamente-fino-a-250-km-h-cambiamenti-nel-getto-polare-che-interesseranno-l-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Settembre, il settimo mese dell'anno per gli antichi Romani: ecco quando smise di esserlo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/settembre-il-settimo-mese-dell-anno-per-gli-antichi-romani.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 04:05:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il nome del mese di settembre, così come anche ottobre, novembre e dicembre, porta con sé l'impronta dell'antico calendario romano precedente a Giulio Cesare. Ecco un po' di curiosità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/settembre-il-settimo-mese-dell-anno-per-gli-antichi-romani-1788185692140.jpeg" data-image="hssqv56wfhov" alt="calendario" title="calendario"><figcaption>C'è stato un tempo in cui il mese di settembre era il settimo dell'anno. Per questo si chiama così, ancora oggi.</figcaption></figure><p>Siamo arrivati a <strong>Settembre, il nono mese dell'anno</strong> nel calendario in uso attualmente, che è quello gregoriano. Questo mese ha trenta giorni e segna l’inizio dell'autunno. <strong>Il primo settembre inizia infatti l'autunno meteorologico</strong>, <strong>mentre l'autunno astronomico inizia nel giorno dell'equinozio, </strong>che in questo 2026 avverrà mercoledì 23. </p><p>Ma perché settembre si chiama così? Scopriremo in questo articolo che un tempo era il settimo mese del calendario, e che il suo nome è legato proprio a questa caratteristica del passato.</p><h2>Il vecchio calendario romano iniziava a marzo</h2><p>Fino al 46 a.C., quando <strong>nell'antica Roma era ancora vigente il calendario romano, </strong><strong>l’anno prendeva inizio il primo marzo</strong>. Il calendario era un po' diverso da quello che usiamo oggi, ed era basato principalmente sui cicli lunari. <strong>Aveva solo dieci mesi, iniziava a marzo e terminava a dicembre</strong>. </p><p><strong>In totale l'anno durava 304 giorni, e non c'erano i mesi di gennaio e febbraio</strong>. Le tracce di quell’antico calendario si vedono ancora oggi nel nome dei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre, che erano rispettivamente il settimo, l'ottavo, il nono ed il decimo mese dell'anno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="746926" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-il-7-gennaio-e-di-nuovo-natale-c-entra-la-riforma-del-calendario.html" title="Perché il 7 gennaio è di nuovo Natale? C'entra la riforma del calendario ">Perché il 7 gennaio è di nuovo Natale? C'entra la riforma del calendario </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-il-7-gennaio-e-di-nuovo-natale-c-entra-la-riforma-del-calendario.html" title="Perché il 7 gennaio è di nuovo Natale? C'entra la riforma del calendario "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-7-gennaio-e-di-nuovo-natale-c-entra-la-riforma-del-calendario-1767795683198_320.jpg" alt="Perché il 7 gennaio è di nuovo Natale? C'entra la riforma del calendario "></a></article></aside><p><strong>Luglio e agosto si chiamavano in latino “<em>quintilis</em>” (quinto mese) e “<em>sextilis</em>” (sesto mese)</strong>, e vennero dedicati solo in seguito a Giulio Cesare e Augusto a seguito delle grandi riforme successive, e per questo il loro nome venne cambiato in "luglio" ed "agosto". </p><h3>Il vecchio calendario romano di Numa Pompilio</h3><p>Secondo quanto riportava Tito Livio nel suo "Storia di Roma dalla fondazione", <strong>fu il secondo re di Roma, Numa Pompilio, (che regnò nel periodo 754 a.C. - 673 a.C.) ad introdurre l'attuale calendario di dodici mesi</strong>. Con la sua riforma vennero inseriti i mesi di gennaio (mese dedicato a Giano, il dio degli inizi), e febbraio. </p><p>Questi due mesi vennero posti alla fine dell'anno, ma il calendario continuava ad essere aperto dal mese primaverile di marzo. </p><h2>La riforma giuliana: è stato Giulio Cesare a introdurre il calendario più simile a come è oggi</h2><p>La riforma di questo calendario arrivò nel 46 a.C., <strong>promulgata da Giulio Cesare. </strong>Da quel momento il calendario sarebbe stato chiamato "giuliano" in omaggio al suo fondatore, e poi utilizzato fino al 1582, anno della riforma gregoriana che ha dato vita al calendario che usiamo ancora oggi.</p><p>Con la riforma giuliana, che introdusse un calendario molto simile a quello in uso ai giorni nostri, <strong>l’anno iniziava a gennaio, seguito da febbraio, e marzo passò ad essere il terzo mese dell’anno.</strong> Una importante novità introdotta dalla riforma fu l'inserimento degli anni bisestili ogni quattro anni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721212" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-c-entra-con-agosto-questo-importante-personaggio-dell-antichita-ecco-perche-si-chiama-cosi-questo-mese.html" title="Cosa c'entra con agosto questo importante personaggio dell'antichità? Ecco perché si chiama così questo mese">Cosa c'entra con agosto questo importante personaggio dell'antichità? Ecco perché si chiama così questo mese</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-c-entra-con-agosto-questo-importante-personaggio-dell-antichita-ecco-perche-si-chiama-cosi-questo-mese.html" title="Cosa c'entra con agosto questo importante personaggio dell'antichità? Ecco perché si chiama così questo mese"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-c-entra-con-agosto-questo-importante-personaggio-dell-antichita-ecco-perche-si-chiama-cosi-questo-mese-1753270653441_320.jpg" alt="Cosa c'entra con agosto questo importante personaggio dell'antichità? Ecco perché si chiama così questo mese"></a></article></aside><p><strong>Il calendario giuliano è stato usato fino al 1582,</strong> quando l’inserimento del calendario Gregoriano (che prende il nome dal papa Gregorio XIII, che lo introdusse con la bolla papale Inter gravissimas), rimediò ad alcuni errori che si erano accumulati nel corso dei secoli.</p><h2>Settembre, il settimo mese diventa il nono<br></h2><p><strong>Settembre si chiama così perché era il settimo mese nell'antico calendario romano</strong>, prima quindi della grande riforma promulgata da Giulio Cesare. Questa impronta nel nome del mese rimase anche nei secoli a seguire, anche quando - con l'inserimento di gennaio e febbraio come primo e secondo mese dell'anno - settembre passò ad essere il nono.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="482081" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-due-date-pasqua-cattolica-ortodossa-calendario.html" title="Le due date di Pasqua e quei dieci giorni cancellati dal calendario">Le due date di Pasqua e quei dieci giorni cancellati dal calendario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-due-date-pasqua-cattolica-ortodossa-calendario.html" title="Le due date di Pasqua e quei dieci giorni cancellati dal calendario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/perche-due-date-pasqua-cattolica-ortodossa-calendario-1680599064190_320.jpg" alt="Le due date di Pasqua e quei dieci giorni cancellati dal calendario"></a></article></aside><p><strong>Stessa cosa accade con ottobre, novembre, e dicembre, che erano un tempo l'ottavo, il nono ed il decimo mese dell'anno. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/settembre-il-settimo-mese-dell-anno-per-gli-antichi-romani.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Settembre si apre con una parziale attenuazione de caldo al Nord, ma con dell'instabilità tra domani, martedì, e dopodomani, mercoledì. Sono attesi temporali pomeridiani, inizialmente concentrati sui rilievi orientali e successivamente in estensione alle Alpi occidentali e alle pianure adiacenti.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2qxq6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2qxq6.jpg" id="xb2qxq6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nel<strong> passaggio tra la fine di agosto e l'avvio di settembre</strong>, la circolazione atmosferica tende a un graduale cambiamento sul bacino del Mediterraneo. I principali centri di calcolo (ECMWF e GFS), con le loro elaborazioni modellistiche, indicano un<strong> progressivo consolidamento di un anticiclone più temperato di origine oceanica</strong> (Anticiclone delle Azzorre).</p><p> Questa dinamica favorirà <strong>una progressiva attenuazione dell'ondata di calore, specie al Nord, </strong>che sta ancora interessando la maggior parte del Paese, seppur <strong>meno intensa rispetto alle scorse settimane</strong>, con un regime termico che, però, resta generalmente sempre superiore di alcuni gradi ai valori attesi per la stagione.</p><p>Lungo il bordo settentrionale dell'alta pressione, in quota, continueranno a scorrere <strong>modeste infiltrazioni di aria più fresca ed instabile, responsabili di una vivace attività convettiva pomeridiana al Nord.</strong></p><h2>Nord Italia: martedì 1 settembre tra Alpi orientali e primi sconfinamenti</h2><p>Per la giornata di <strong>domani</strong>, 1° settembre, non avremo una vera e propria perturbazione, ma un graduale cedimento della stabilità al Nord sotto la spinta di correnti più umide e fresche di matrice atlantica che transiteranno in quota. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788186846593.jpg" data-image="dhah8hmwf4ff"><figcaption>Infiltrazioni, in quota, di aria atlantica più fresca ed instabile, potranno innescare nelle ore centrali e in quelle pomeridiane di martedì 1 settembre dei fenomeni convettivi con possibili rovesce temporali, soprattutto sui settori centro-orientali alpini e prealpini, con qualche fenomeno possibile anche lungo la dorsale appenninica. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Nelle prime ore del mattino</strong>, il <strong>tempo si manterrà asciutto e soleggiato </strong>sulla gran parte della Valle Padana e sulle coste adriatiche e liguri, con<strong> i primi addensamenti che inizieranno a manifestarsi a ridosso dell'arco alpino centro-orientale e sui rilievi friulani. </strong></p><p>A partire <strong>dalle ore centrali del giorno</strong> e poi <strong>nel corso del pomeriggio</strong>, il contrasto fra il forte riscaldamento diurno e l'aria fresca in quota, accenderà <strong>una vivace attività convettiva temporalesca. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>I rovesci e i temporali</strong> si sviluppano con maggiore intensità e frequenza lungo i <strong>settori alpini e prealpini del Trentino Alto Adige, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia</strong>, per poi coinvolgere<strong> gradualmente anche le Prealpi lombarde e l'Alto Piemonte. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Tra il tardo pomeriggio e le ore serali</strong>, avremo anche il rischio di <strong>sconfinamenti verso le aree pianeggianti adiacenti</strong>, in particolare sulle <strong>alte pianure venete friulane e lungo la fascia pedemontana lombarda. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788187339506.jpg" data-image="hr46vj1vk1j6"><figcaption>Per la giornata di domani, 1° settembre, non avremo una vera e propria perturbazione, ma un graduale cedimento della stabilità al Nord sotto la spinta di correnti più umide e fresche di matrice atlantica che transiteranno in quota. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Il tempo rimarrà generalmente <strong>più stabile e asciutto fino a sera</strong> sulle <strong>pianure centro-meridionali del Piemonte</strong>, sul <strong>settore emiliano-romagnolo e lungo la riviera Ligure</strong>. Tuttavia, non saranno da escludere eventuali locali e brevi annuvolamenti, prevalentemente innocui. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786349" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato">Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato-1788159756421_320.jpeg" alt="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"></a></article></aside><p><strong>Le temperature</strong> risentiranno di queste infiltrazioni e, quindi, dei loro effetti. Infatti, <strong>sulle aree alpine e prealpine interessate alle precipitazioni tenderanno a scenderenei </strong>valori massimi, mentre<strong> in pianura</strong> si registreranno ancora <strong>punte tra il 30 e 33°C. </strong></p><h2>Nord Italia: mercoledì 2 settembre con instabilità più estesa ad ovest fin sulle pianure</h2><p>Sarà nella giornata di <strong>mercoledì 2 settembre</strong>, che <strong>l'ingresso di correnti nord-occidentali leggermente più marcate</strong>, riuscirà a determinare <strong>una maggiore instabilità </strong>con moti convettivi pomeridiani più diffusi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788186600668.jpg" data-image="yn29ohhv21ow"><figcaption>Le infiltrazioni in quota instabili e fresche tenderanno ad essere leggermente più marcate nella giornata di mercoledì 2 settembre. Nel tardo pomeriggio e serata, i fenomeni potranno localmente sconfinare anche sulle pianure adiacenti ai rilievi alpini e prealpini, oltre ad interessare localmente anche altri settori della penisola. ECMWF MeteoRed </figcaption></figure><p>Perciò<strong> i temporali non rimarranno circoscritti sui settori centro-orientali nel Nord</strong>, ma si svilupperanno con maggiore decisione anche sul <strong>settore alpino e prealpino lombardo e piemontese.</strong> </p><div class="texto-destacado">Nel corso del <strong>tardo pomeriggio</strong> aumenteranno le probabilità per degli isolati <strong>sconfinamenti temporaleschi verso le aree di pianura adiacenti</strong>, in particolare <strong>sull'alta pianura lombarda</strong>, <strong>sulla pianura veneta e sulla pedemontana emiliana</strong>.</div><p>Lungo la <strong>dorsale appenninica tosco-emiliana</strong> potranno formarsi dei <strong>modesti addensamenti cumuliformi con associato rischio per brevi rovesci isolati</strong>, in successivo e rapido assorbimento serale. I valori massimi delle <strong>temperature </strong>in pianura subiranno una <strong>lieve flessione</strong>, attestandosi generalmente tra i <strong>28 e i 32°C</strong>.<sup></sup> </p><h2>Centro, Sud e Isole Maggiori: prevalenza di sole e caldo ancora intenso</h2><p>Sul <strong>resto della penisola, l'anticiclone </strong>sarà ancora in grado di garantire condizioni di tempo prevalentemente<strong> stabile e saleggiato per entrambe le due giornate. </strong>Perciò<strong> sia martedì che mercoledì, </strong>il cielo sarà<strong> prevalentemente sereno, poco nuvoloso, sia al Centro-Sud che sulle due isole maggiori,</strong> con <strong>solo qualche temporaneo addensamento cumuliforme,</strong> possibile a ridosso dell'<strong>Appennino centrale e meridionale nelle ore più calde</strong>, dove non sarà del tutto da escludere la possibilità per isolati rovesci o piovaschi.<strong> </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786367" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna'">Meteorologo spagnolo conferma: "nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-meteorologo-samuel-biener-se-acerca-un-domo-de-calor-que-dejara-temperaturas-de-mas-de-40-c-en-espana-1788118953014_320.png" alt="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna'"></a></article></aside><p><strong>Qualche fenomeno più organizzato</strong> e intenso sarà possibile mercoledì pomeriggio tra Puglia interna e Basilicata.</p><p>Al Centro-Sud <strong>l</strong><strong>e temperature continueranno ad essere ampiamente estive</strong>, anche se inferiori rispetto alle temperature delle scorse settimane. Tuttavia, continueremo a rimanere<strong> sopra media</strong>, con valori compresi <strong>tra i 32°C e i 36°C</strong>, con <strong>locali punte</strong> anche di <strong>37°C e 38°C</strong> sulle <strong>aree interne centrali e su quelle della Puglia, della Basilicata, della Sicilia e della Sardegna</strong>. Lungo le coste, il clima potrà essere a tratti ancora afoso. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 16:04:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma bisognerà aspettare ancora un po' per l'inizio di quello astronomico, che prende il via con l'equinozio. Nell'articolo vedremo anche la data del cambio d'ora, con il ritorno all'ora solare, che sarà comunque alla fine di ottobre.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel-1788185039411.jpeg" data-image="g9cs12ssfvgu" alt="autunno" title="autunno"><figcaption>Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, mentre nella seconda metà del mese ci sarà l'equinozio, ed entreremo a tutti gli effetti nella stagione autunnale.</figcaption></figure><p><strong>Ormai l'estate si avvia verso la sua fine. </strong>Il 1° settembre inizia infatti l'autunno meteorologico, il periodo di tre mesi (che si concluderà il 30 novembre) utilizzato per convenzione dai climatologi per analizzare e confrontare più facilmente le condizioni atmosferiche di questo periodo dell'anno. Per l'inizio dell'autunno astronomico, invece, bisognerà attendere ancora alcune settimane, fino all'equinozio di settembre. </p><div class="texto-destacado">L'equinozio <strong>è un momento particolare nella fase di rivoluzione della Terra intorno al Sole.</strong> In quel momento i raggi solari cadono perpendicolarmente all'asse di rotazione della Terra, e <strong>sia l’emisfero settentrionale che quello meridionale vengono raggiunti dai raggi del Sole con la stessa inclinazione</strong>.</div><p> Mentre nell'emisfero settentrionale (boreale) l'equinozio segnerà l’inizio della stagione autunnale, nell'emisfero meridionale (australe) inizierà la primavera. <strong>A partire dall'equinozio d'autunno, nel nostro emisfero i raggi del sole arriveranno sempre più indeboliti sulla Terra,</strong> e le giornate inizieranno ad accorciarsi, fino al giorno del solstizio d’inverno, quando la durata del giorno sarà minima ed inizierà la stagione invernale. </p><p>Quando sarà nel 2026?</p><h2>L'equinozio d'autunno 2026</h2><p>Nel 2026 l'equinozio d'autunno sarà il 23 settembre. <strong>Quel giorno le ore di luce e quelle della notte saranno le stesse, quindi la durata del giorno e della notte sarà uguale</strong><strong><strong>.</strong> </strong>È per questo che si parla di equinozio, una parola che viene dal latino <em>aequinoctium</em>, composto da <em>aequus</em> (uguale) e da <em>nox </em>(notte). Questo è infatti il momento in cui il giorno è uguale alla notte. </p><p><strong>Resteremo così nella stagione autunnale fino al giorno del solstizio d'inverno</strong>, che quest'anno avverrà il 21 dicembre.</p><h3>Giornate che si accorciano</h3><p>A settembre le giornate iniziano ad accorciarsi in maniera sempre più evidente. Il sole tramonta prima e le notti si allungano, e dal giorno dell’equinozio in poi la durata della notte sarà maggiore della durata del dì. Avremo quindi più ore di buio che di luce.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786136" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”">Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia-1788097389908_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"></a></article></aside><p> Di conseguenza <strong>ci saranno meno ore a disposizione di giorno per riscaldare l’aria </strong>e viceversa <strong>di notte la perdita di calore per irraggiamento aumenta.</strong> Una buona notizia per i tanti che quest'estate hanno sofferto le infinite ondate di calore che hanno colpito l'Italia.</p><h2>Cambio d'ora, quando?</h2><p> <strong>Con l'arrivo dell'autunno torna anche la domanda di sempre</strong>: ci sarà anche il cambio dell'ora? La risposta è sì, e continueremo a farlo anche quest'anno. Il cambio d'ora però non avviene a settembre, ma <strong>alla fine di ottobre.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel-1788185010258.jpeg" data-image="za6oiqia7nwa"><figcaption>Cambio d'ora nel mese di ottobre 2026: sarà a fine mese, tra sabato 24 e domenica 25.</figcaption></figure><p> Il prossimo cambio d'ora, con il ritorno all'ora solare, a<strong>vrà luogo nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. </strong>Le lancette dell'orologio dovranno essere spostate indietro di un'ora, il che significa che alle 3:00 saranno le 2:00. Ciò significa che dormiremo un'ora in più quella notte e, da quel momento in poi, farà buio prima, ma farà anche luce prima. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 15:13:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Quest'estate gli incendi boschivi hanno colpito nuovamente con particolare violenza. I dati di Copernicus rivelano quanto la Spagna si distingua nella mappa europea degli incendi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/espana-lidera-el-mapa-de-incendios-de-europa-acumula-el-46-7-de-toda-la-superficie-quemada-en-la-ue-1787900794748.jpg" data-image="kyk5w0i158tv" alt="Incendio forestale" title="Incendio forestale"><figcaption>Quasi un ettaro su due devastato dagli incendi nell'Unione Europea si trova in territorio spagnolo.</figcaption></figure><p>La mappa europea degli incendi boschivi vede la Spagna in una situazione particolarmente preoccupante nel 2026. <strong>Quasi un ettaro su due distrutto dalle fiamme nell'Unione Europea si trova sul territorio spagnolo, </strong>secondo gli ultimi dati del sistema europeo di monitoraggio degli incendi.</p><div class="texto-destacado"><strong>Tra il 1° gennaio e il 26 agosto, la Spagna ha accumulato 295.405 ettari bruciati, </strong>pari al 46,7% dell'intera superficie colpita dagli incendi boschivi nell'Unione Europea. Lo mostrano i dati dell'European Forest Fire Information System (EFFIS), integrato nel programma Copernicus della Commissione Europea.</div><p><strong>Nell'insieme dell'UE, nello stesso periodo le fiamme hanno interessato 632.169 ettari</strong>. Le cifre permettono di comprendere la portata della stagione degli incendi in Spagna: praticamente la metà dell'intera superficie bruciata nei Paesi dell'Unione si concentra all'interno dei suoi confini.</p><h2>Solo dietro all'Italia per numero di incendi</h2><p>La leadership della Spagna per superficie interessata contrasta con un altro degli indicatori raccolti da EFFIS. La Spagna non è il Paese europeo che ha registrato il maggior numero di incendi boschivi dall'inizio dell'anno. <strong>L'Italia occupa questa posizione con 485 incendi, mentre la Spagna ne conta 427 e la Francia arriva a 356.</strong> Tuttavia, l'estensione della superficie interessata dalle fiamme sul territorio spagnolo è molto maggiore.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr"> Un grande incendio boschivo vicino a Niebla, nel sud della Spagna, ha bruciato oltre 33.000 ettari, diventando il secondo incendio più esteso mai registrato in Andalusia.<br><br>️ Questa <a href="https://x.com/hashtag/CopernicusEU?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#CopernicusEU</a> <a href="https://x.com/hashtag/ImageOfTheDay?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#ImageOfTheDay</a> di Sentinel-2 mostra l'ampia area bruciata in rosso e marrone.<br><br> <a href="https://t.co/FV9NJIyIlo">https://t.co/FV9NJIyIlo</a> <a href="https://t.co/eusAkn5Yif">pic.twitter.com/eusAkn5Yif</a></p>— Copernicus EU (@CopernicusEU) <a href="https://x.com/CopernicusEU/status/2090739466600067235?ref_src=twsrc%5Etfw">21 agosto 2026</a></blockquote></figure><p>Questa differenza dimostra che il numero di incendi, da solo, non consente di comprendere la gravità di una stagione. <strong>La superficie complessivamente distrutta dipende da numerosi fattori, tra cui lo stato della vegetazione, la disponibilità di materiale combustibile, l'orografia</strong> e, soprattutto, le condizioni meteorologiche presenti durante l'incendio.</p><p><strong>Le temperature elevate, la bassa umidità e il vento possono favorire una propagazione molto più rapida delle fiamme</strong> e rendere notevolmente più difficili le operazioni di spegnimento. Quando queste condizioni coincidono con una vegetazione molto secca, un incendio può raggiungere dimensioni considerevoli in un periodo relativamente breve.</p><h2>Il 22,1% in meno rispetto al 2025</h2><p>Nonostante l'entità del bilancio attuale, <strong>la superficie bruciata in Spagna è inferiore a quella registrata nello stesso periodo dell'anno scorso</strong>. Alla fine di agosto 2025, le fiamme avevano interessato 379.101 ettari, contro i 295.405 ettari conteggiati quest'anno.</p><p>Questo significa circa <strong>il 22,1% in meno rispetto allo stesso momento del 2025.</strong> Tuttavia, il confronto deve essere contestualizzato, poiché l'anno scorso è stato caratterizzato da una stagione degli incendi eccezionalmente grave. Il 2025 si è infatti concluso con 393.079 ettari bruciati, una delle cifre più elevate degli ultimi decenni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuvole-di-fuoco-colpi-di-vento-e-fulmini-il-pericoloso-fenomeno-meteorologico-generato-dai-mega-incendi.html" title="Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna ">Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuvole-di-fuoco-colpi-di-vento-e-fulmini-il-pericoloso-fenomeno-meteorologico-generato-dai-mega-incendi.html" title="Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nubes-de-fuego-reventones-termicos-y-rayos-el-peligroso-fenomeno-meteorologico-que-generen-los-megaincendios-1785311920477_320.png" alt="Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna "></a></article></aside><p>Nel corso di agosto di quell'anno, inoltre, diversi grandi incendi provocarono un rapidissimo aumento del bilancio nazionale nel giro di poche settimane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/espana-lidera-el-mapa-de-incendios-de-europa-acumula-el-46-7-de-toda-la-superficie-quemada-en-la-ue-1787901187667.jpg" data-image="vtkmq8p8l51r" alt="Incendio" title="Incendio"><figcaption>Il 2025 si è concluso con 393.079 ettari bruciati, una delle cifre più elevate degli ultimi decenni.</figcaption></figure><p>L'andamento del 2026 dimostra inoltre quanto una stagione possa cambiare nel corso dell'estate. <strong>All'inizio di luglio, la Spagna aveva già superato i 50.750 ettari bruciati,</strong> più del doppio della superficie registrata alla stessa data del 2025. Gli episodi di grande portata verificatisi successivamente hanno fatto schizzare il bilancio fino ad avvicinarlo agli attuali 300.000 ettari.</p><p>Oltre ai mezzi antincendio, la prevenzione e la gestione del territorio sono fondamentali per ridurre il potenziale impatto di questi episodi. <strong>Il monitoraggio meteorologico permette inoltre di anticipare le giornate in cui le condizioni possono favorire una propagazione particolarmente rapida delle fiamme.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779885" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-sud-europa-brucia-spagna-italia-e-francia-nella-morsa-degli-incendi.html" title="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi">Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-sud-europa-brucia-spagna-italia-e-francia-nella-morsa-degli-incendi.html" title="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/incendi-da-spagna-a-sicilia-1784801363164_320.jpeg" alt="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi"></a></article></aside><p>EFFIS utilizza informazioni provenienti dall'osservazione terrestre e satellitare per monitorare gli incendi boschivi e valutare le aree interessate in Europa. I suoi ultimi dati delineano, per il momento, uno scenario nel quale <strong>la Spagna concentra il 46,7% dell'intera superficie bruciata nell'Unione Europea nel 2026, pur non essendo il Paese con il maggior numero di incendi.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Comisi%C3%B3n%20Europea%2C%20Joint%20Research%20Centre." data-year="2026" data-title="European%20Forest%20Fire%20Information%20System%20(EFFIS)%3A%20Current%20situation.%20Copernicus%20Emergency%20Management%20Service." data-url="https%3A%2F%2Fforest-fire.emergency.copernicus.eu%2F">Commissione Europea, Joint Research Centre. (2026). <a href="https://forest-fire.emergency.copernicus.eu/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">European Forest Fire Information System (EFFIS): Current situation. Copernicus Emergency Management Service.</a></cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Amatrice dalla terra allo spazio: l'eredità scientifica a 10 anni dal terremoto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/amatrice-dalla-terra-allo-spazio-l-eredita-scientifica-a-10-anni-dal-terremoto.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 14:02:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>A dieci anni dal sisma di Amatrice, un bilancio sul lavoro svolto dal Cnr con gli altri Enti di ricerca italiani, che ha prodotto risultati concreti su conoscenza delle faglie attive, deformazioni del suolo, microzonazione sismica, osservazioni satellitari della Terra.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/amatrice-dalla-terra-allo-spazio-l-eredita-scientifica-a-10-anni-dal-terremoto-1788183736846.jpeg" data-image="m38xy204v1i6"><figcaption>Il terremoto del 24 agosto 2016 causò 299 morti nell'Appennino centrale. Amatrice, nel Lazio, fu il comune con più vittime.</figcaption></figure><p><strong>Il terremoto che il 24 agosto 2016 colpì Amatrice e vaste aree dell'Appennino centrale</strong> è stata una catastrofe che ha lasciato 299 vittime e moltissimi feriti, oltre a danni incalcolabili in parte ancora oggi non recuperati.</p><p> Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr)ha però ricordato, in occasione del 10° anniversario, che da quella enorme tragedia italiana sono nati studi, tecnologie e <strong>strumenti per migliorare il monitoraggio e la prevenzione dei rischi naturali in Italia</strong>. Tutte conoscenze che serviranno in futuro ad evitare che si ripetano disastri simili.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>A dieci anni dal sisma di Amatrice, il lavoro svolto dal Cnr con gli altri Enti di ricerca ha prodotto risultati concreti su conoscenza delle faglie attive, deformazioni del suolo, microzonazione sismica, osservazioni satellitari della Terra. Dallo studio di quella tragedia è nato un patrimonio di conoscenze e strumenti che oggi supporta la pianificazione, la prevenzione, la ricostruzione, la protezione civile e la sicurezza dei territori. Applicati anche ai Campi Flegrei e all'Etna<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>“Integrando osservazioni del terreno, dati geofisici e informazioni sismologiche, <strong>oggi disponiamo di una conoscenza molto più dettagliata della geologia e del sistema di faglie dell'Appennino centrale</strong> che ha generato la sequenza sismica nell’area di Amatrice e Norcia”, spiega Massimiliano Moscatelli, direttore dell’Istituto di geoscienze del Cnr (Cnr-Geo). </p><p>“Il completamento del Foglio geologico ‘Norcia’ nell'ambito del progetto Carg (Cartografia geologica e geotematica), e le ricostruzioni tridimensionali sviluppate con il progetto Retrace 3D hanno consentito di definire con maggiore precisione la geometria e la relazione delle faglie attive con gli ipocentri della sequenza sismica di allora. <strong>Queste conoscenze consentono oggi di individuare meglio le criticità del territorio e di fornire informazioni più accurate a supporto di prevenzione</strong>, ricostruzione e sicurezza delle comunità”.</p><h2>Dieci anno dopo, conosciamo meglio il territorio e i suoi pericoli geologici</h2><p>Un avanzamento che nasce dalla collaborazione con il Dipartimento della protezione civile e con gli Enti Ingv e Ispra, e nel quale il maggiore ente pubblico di ricerca italiano continua a credere e investire. In questa prospettiva è nato il nuovo Istituto di Geoscienze del Cnr (Cnr-Geo), il più grande dell'Ente, frutto dell'integrazione degli Istituto di geologia ambientale e geoingegneria, di geoscienze e georisorse e di ricerca per la protezione idrogeologica. Una realtà che riunisce competenze multidisciplinari per lo studio della Terra e dei rischi naturali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Gli studi condotti ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto mostrano come le caratteristiche del sottosuolo influenzino gli effetti locali dello scuotimento sismico, quindi il moto del terreno durante un terremoto”, aggiunge Iolanda Gaudiosi, ricercatrice Cnr-Geo. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Gli studi condotti ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto mostrano come le caratteristiche del sottosuolo influenzino gli effetti locali dello scuotimento sismico, quindi il moto del terreno durante un terremoto”, aggiunge Iolanda Gaudiosi, ricercatrice Cnr-Geo. <strong>“È una delle principali eredità scientifiche del terremoto</strong>: grazie a rilievi e modelli numerici avanzati, possiamo individuare con maggiore affidabilità le aree più esposte ad amplificazioni locali, frane e altri effetti indotti, fornendo informazioni preziose per la pianificazione territoriale e la sicurezza delle costruzioni”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785144" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia.html" title="Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia">Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia.html" title="Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia-1787514802352_320.jpeg" alt="Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia"></a></article></aside><p>L'esperienza maturata nei 138 Comuni del cratere trasforma quindi la conoscenza scientifica in strumenti concreti di ricostruzione e prevenzione. “Attraverso il ‘Centro per la microzonazione sismica’ (CentroMs), coordinato dal Cnr, disponiamo di una delle più ampie raccolte di dati e cartografie sugli effetti locali dei terremoti, a supportare la pianificazione, le attività quotidiane e la gestione del rischio”, sottolinea Marco Mancini dell’Istituto di Geoscienze. <strong>Altro indicatore concreto per le politiche di prevenzione è la ‘Condizione limite per l'emergenza’ (Cle)</strong>, strumento che analizza il sistema urbano per garantire le funzioni strategiche, l'accessibilità e l'operatività dei soccorsi durante e dopo un sisma. </p><p>“Nel 2016 solo il 22% dei Comuni del cratere disponeva di una Cle approvata, oggi siamo arrivati all'86%, un dato importante che mostra come gli strumenti di prevenzione si traducano in pianificazione e gestione territoriale”, evidenzia Margherita Giuffré del Cnr-Geo.</p><h2>L'applicazione delle tecnologie satellitari </h2><p><strong>Amatrice ha rappresentato anche uno dei primi casi di applicazione operativa delle tecnologie satellitari</strong> per il monitoraggio delle deformazioni del suolo. Nelle ore immediatamente successive all'evento, i ricercatori dell'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente (Cnr-Irea) elaborarono le prime immagini radar satellitari per misurare gli spostamenti del terreno causati dal sisma. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785754" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-tragedia-in-nepal-ricorda-il-vajont-63-anni-fa-in-italia-una-frana-genero-un-onda-e-uccise-1-917-persone.html" title="Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane">Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-tragedia-in-nepal-ricorda-il-vajont-63-anni-fa-in-italia-una-frana-genero-un-onda-e-uccise-1-917-persone.html" title="Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-tragedia-in-nepal-ricorda-il-vajont-63-anni-fa-in-italia-una-frana-genero-un-onda-e-uccise-1-917-persone-1787827388417_320.jpg" alt="Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane"></a></article></aside><p>“Le immagini evidenziarono un'estesa area di abbassamento del suolo, con <strong>deformazioni fino a circa 20 centimetri nell'area di Accumoli,</strong> confermando l'efficacia dell'interferometria differenziale radar satellitare (DinSar), tecnica che consente di confrontare immagini precedenti e successive ad un evento sismico per misurare con estrema precisione gli spostamenti superficiali e le deformazioni associate alle faglie responsabili”, ricorda Riccardo Lanari, del Cnr-Irea e direttore dell'Istituto all'epoca del sisma.</p><p>Anche queste tecnologie hanno conosciuto una notevole evoluzione, in cui un ruolo centrale è stato svolto dalla tecnica P-Sbas (Parallel Small baseline subset) sviluppata dal Cnr-Irea. “La tecnica permette di elaborare grandi quantità di immagini radar della costellazione nazionale Cosmo-SkyMed e di quella europea Sentinel-1, con elevata frequenza, copertura globale e misurazione millimetrica dei movimenti del terreno”, prosegue Lanari. </p><h2>Sistemi di monitoraggio migliorati ed applicati anche a Vesuvio, Etna e Campi Flegrei</h2><p>“Grazie alla continuità dei dati satellitari e all'automazione delle elaborazioni basate sulla tecnica P-Sbas, siamo passati dall'analisi di singoli eventi a sistemi permanenti di monitoraggio, oggi impiegati per i Campi Flegrei, il Vesuvio, l'Etna, Stromboli e Vulcano, oltre che per le deformazioni legate a subsidenza e dissesto idrogeologico su scala nazionale, come nel recente caso della frana di Niscemi”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="751314" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/video-la-grande-frana-di-niscemi-in-sicilia-sta-crollando-tutta-la-collina.html" title="Nuovi VIDEO dell'enorme frana di Niscemi: 1500 persone evacuate. 'Crolla tutta la collina'">Nuovi VIDEO dell'enorme frana di Niscemi: 1500 persone evacuate. "Crolla tutta la collina"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/video-la-grande-frana-di-niscemi-in-sicilia-sta-crollando-tutta-la-collina.html" title="Nuovi VIDEO dell'enorme frana di Niscemi: 1500 persone evacuate. 'Crolla tutta la collina'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/video-la-grande-frana-di-niscemi-in-sicilia-sta-crollando-tutta-la-collina-1769586538477_320.png" alt="Nuovi VIDEO dell'enorme frana di Niscemi: 1500 persone evacuate. 'Crolla tutta la collina'"></a></article></aside><p>“Nell’ambito della infrastruttura europea Epos”, conclude Francesco Casu del Cnr-Irea, “è stato anche sviluppato un servizio in grado di rilevare, alla scala globale, le deformazioni che si verificano sulla terra solida a seguito di terremoti di notevole magnitudo (superiore a 5.5) e ha reso disponibili i propri algoritmi su cloud, consentendo elaborazioni automatiche e on demand da parte della comunità scientifica internazionale”. Un altro passaggio alla risposta condivisa e concreta indotto dalla tragica esperienza di Amatrice. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/amatrice-dalla-terra-allo-spazio-l-eredita-scientifica-a-10-anni-dal-terremoto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come combustibile per temporali di intensità elevatissima]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-combustibile-per-temporali-di-intensita-elevatissima.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il cambiamento climatico sta creando le condizioni ideali per l'intensificarsi dei temporali nel Sud Europa: analizziamo il ruolo svolto dal Mar Mediterraneo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-tras-las-lluvias-extremas-el-mediterraneo-como-gasolina-de-tormentas-muy-intensas-1788085492113.png" data-image="xq14ccrj6mej"><figcaption>Il riscaldamento degli oceani è un potenziale fattore scatenante di eventi tempestosi estremi.</figcaption></figure><p><strong>La parte occidentale del Mediterraneo ha già registrato nel mese di luglio temperature superficiali record </strong>e ha mantenuto per tutto il mese di agosto un'intensa ondata di calore marina. Tra i valori più significativi spiccano i 33 °C misurati alcune settimane fa dalla boa di Puertos del Estado a Dragonera, Maiorca. Anche i <strong>mari intorno all'Italia sono caldissimi in questa estate 2026.</strong></p><p><strong>Il riscaldamento globale di origine antropica ha contribuito per circa 2 °C a questa ondata di calore marina</strong>, secondo uno studio di attribuzione attualmente in attesa di revisione paritaria.</p><h2>Un Mediterraneo molto caldo fornisce benzina di prima qualità ai temporali</h2><p><strong>Perché si formi un temporale estremo devono coincidere diversi ingredienti:</strong> aria umida negli strati bassi, una divergenza negli strati alti che favorisca la risalita di questa aria umida dalla superficie, instabilità atmosferica con aria più fredda in quota e sufficiente <em>wind shear</em> (la variazione dell'intensità e della direzione del vento con la quota), affinché il temporale possa organizzarsi e rafforzarsi.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="ca" dir="ltr">Nuovo record della temperatura media della superficie del mare (SST) nel Mediterraneo, che ha raggiunto i 28,6 °C il 14 agosto 2026 (dati di <a href="https://x.com/CMEMS_EU?ref_src=twsrc%5Etfw">@cmems_eu</a>). Una severa ondata di calore marina si estende sul Mediterraneo occidentale, con ampie zone in categoria estrema. <a href="https://t.co/ev2jklUyj8">pic.twitter.com/ev2jklUyj8</a></p>— CEAM-Meteorología (@CEAM_Meteo) <a href="https://x.com/CEAM_Meteo/status/2088652400835920015?ref_src=twsrc%5Etfw">15 agosto 2026</a></blockquote></figure><p>La nostra <strong>orografia varia e le convergenze locali che essa provoca sulle masse d'aria possono in molti casi fornire la spinta iniziale </strong>a un episodio temporalesco: l'aria al suolo è costretta a risalire quando incontra una montagna. Durante la risalita si raffredda e condensa, formando nubi che, favorite dalla presenza di aria fredda in quota, innescano precipitazioni che in alcuni casi possono essere estreme.</p><p><strong>I temporali sono episodi convettivi nei quali il meccanismo della convezione funziona come una bolla di aria calda che sale </strong>perché è più calda dell'aria circostante. Questa differenza di temperatura tra la bolla e l'ambiente circostante le permette di salire fino a quando la sua temperatura non raggiunge quella dell'aria circostante oppure diventa più fredda.</p><div class="texto-destacado">Il fatto che il Mediterraneo si trovi a temperature molto elevate aumenta l'umidità negli strati bassi dell'atmosfera, favorendo l'instabilità atmosferica necessaria per innescare fenomeni temporaleschi e trasformandosi in un potenziale combustibile. Per ogni grado in più, l'atmosfera può contenere il 7% in più di vapore acqueo.</div><p><strong>Quando il vento collega la massa d'acqua marina al sistema temporalesco, può persino apportare ulteriore vapore acqueo e più energia a questi episodi.</strong> I meccanismi che si verificano all'interno delle nubi, come le correnti ascensionali e il rilascio di calore, possono amplificare ulteriormente la quantità di pioggia, la formazione di grandine di maggiori dimensioni e le raffiche di vento molto forti.</p><h2>Tre recenti episodi di maltempo estremo nel Mediterraneo occidentale</h2><p>Negli ultimi anni sono stati registrati diversi episodi convettivi estremi nel Mediterraneo occidentale, ma <strong>sono tre quelli che sono stati analizzati attraverso studi di attribuzione scientifica</strong> <strong>che ne indagano la relazione con il cambiamento climatico.</strong></p><ul><li><strong>Il derecho con forti venti lineari che per diverse ore hanno attraversato centinaia di chilometri</strong> <strong>in Corsica il 18 agosto 2022</strong>, lasciando raffiche fino a 224 km/h. In un clima preindustriale non si sarebbe formato e questo è stato il primo studio a dimostrare che il cambiamento climatico può contribuire agli eventi convettivi estremi.</li></ul><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="539572" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-riscaldamento-globale-favorito-distruttivo-derecho-18-agosto-2022-che-succedera-in-futuro.html" title="Clima: il riscaldamento globale ha favorito il distruttivo 'derecho' del 18 agosto 2022. Cosa succederà in futuro?">Clima: il riscaldamento globale ha favorito il distruttivo 'derecho' del 18 agosto 2022. Cosa succederà in futuro?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-riscaldamento-globale-favorito-distruttivo-derecho-18-agosto-2022-che-succedera-in-futuro.html" title="Clima: il riscaldamento globale ha favorito il distruttivo 'derecho' del 18 agosto 2022. Cosa succederà in futuro?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/clima-il-riscaldamento-globale-ha-favorito-il-distruttivo-derecho-del-18-agosto-2022-che-succedera-in-futuro-1693835759525_320.jpeg" alt="Clima: il riscaldamento globale ha favorito il distruttivo 'derecho' del 18 agosto 2022. Cosa succederà in futuro?"></a></article></aside><ul><li><strong>L'ondata di calore marina, con un'anomalia media superiore a 3 °C per 3 settimane, </strong>ha rafforzato l'instabilità durante <strong>l'evento di grandine gigante, con chicchi fino a 12 cm, registrato a Girona nell'agosto 2022.</strong> Il temporale avrebbe potuto formarsi anche senza quell'ondata di calore e in condizioni preindustriali, ma l'ambiente sarebbe stato meno favorevole allo sviluppo di grandine gigante.</li><li>Le simulazioni con una risoluzione di un chilometro indicano che <strong>il riscaldamento antropico ha aumentato del 21% la pioggia cumulata in 6 ore</strong>, del 55% la superficie che ha superato i 180 l/m² e del 19% il volume delle precipitazioni nel bacino dello Júcar durante <strong>la DANA che ha provocato inondazioni catastrofiche a Valencia e in altre province nell'ottobre 2024.</strong> Lo studio di attribuzione indica che il riscaldamento globale ha amplificato la dinamica interna del temporale e, sebbene il cambiamento climatico non abbia originato la tempesta, ne ha aggravato gli effetti.</li></ul><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/SevereWeather?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#SevereWeather</a> <br>Immagini incredibili del passaggio del derecho nel canale di <a href="https://x.com/hashtag/C%C3%B3rcega?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Corsica</a>.<br><br>È già stato definito uno degli eventi meteorologici più significativi ed estremi della storia recente d'Europa. <a href="https://t.co/40hbdCqlrm">pic.twitter.com/40hbdCqlrm</a></p>— Meteored España (@MeteoredES) <a href="https://x.com/MeteoredES/status/1561318618037616641?ref_src=twsrc%5Etfw">21 agosto 2022</a></blockquote></figure><h2>Aumenterà la frequenza degli episodi temporaleschi estremi?</h2><p>Attualmente <strong>non si può affermare che i temporali nel Mediterraneo siano oggi più frequenti,</strong> poiché le serie di osservazioni sulla grandine e sul vento convettivo sono ancora brevi e irregolari, e questi fenomeni sono di dimensioni troppo ridotte per essere studiati attraverso molti modelli climatici.</p><p>Tuttavia, <strong>la regione mediterranea potrebbe diventare più secca e, allo stesso tempo, essere interessata da episodi di precipitazioni più intense in alcuni periodi dell'anno</strong>. Questo non significa necessariamente che le DANA diventeranno più frequenti, ma che, quando si formeranno, saranno favorite da un Mediterraneo più caldo e da un'atmosfera più umida, con un potenziale maggiore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="682266" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/meteo-perche-la-goccia-fredda-o-gota-fria-adesso-si-chiama-dana.html" title="Meteo, perché la goccia fredda (o gota fría) adesso si chiama DANA?">Meteo, perché la goccia fredda (o gota fría) adesso si chiama DANA?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/meteo-perche-la-goccia-fredda-o-gota-fria-adesso-si-chiama-dana.html" title="Meteo, perché la goccia fredda (o gota fría) adesso si chiama DANA?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-la-gota-fria-ahora-se-llama-dana-1731054126275_320.jpg" alt="Meteo, perché la goccia fredda (o gota fría) adesso si chiama DANA?"></a></article></aside><p>Una maggiore instabilità atmosferica<strong> favorisce inoltre le correnti ascensionali all'interno delle nubi, capaci di sostenere e facilitare la formazione di chicchi di grandine più grandi</strong>, mentre un livello di congelamento più elevato può sciogliere maggiormente la grandine di piccole dimensioni.</p><div class="texto-destacado">Le conseguenze di un temporale non dipendono soltanto dalla sua intensità e dalla sua violenza, ma anche dal luogo in cui cade la pioggia, dalla morfologia del territorio, dalle condizioni del suolo, dall'occupazione di torrenti e aree soggette a inondazioni, dagli avvisi e dall'esposizione della popolazione. Dipende da noi essere più preparati ad affrontare gli episodi estremi.</div><p><strong>I temporali registrati in alcune aree del Sud Europa, Italia compresa, durante questa seconda metà di agosto si sono verificati con un Mediterraneo eccezionalmente caldo, che può fornire ulteriore umidità,</strong> ma sarà necessario effettuare un'analisi approfondita attraverso osservazioni e simulazioni per capire quanto questi temporali siano stati rafforzati dal Mediterraneo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="WWA" data-year="2026" data-title="Climate%20change%20is%20driving%20unprecedented%20European%20ocean%20temperatures%2C%20with%20severe%20impacts%20for%20marine%20life" data-url="https%3A%2F%2Fwww.worldweatherattribution.org%2Fclimate-change-is-driving-unprecedented-european-ocean-temperatures-with-severe-impacts-for-marine-life%2F">WWA. (2026). <a href="https://www.worldweatherattribution.org/climate-change-is-driving-unprecedented-european-ocean-temperatures-with-severe-impacts-for-marine-life/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il cambiamento climatico sta causando temperature oceaniche europee senza precedenti, con gravi conseguenze per la vita marina</a>.</cite><br><cite data-author="IPCC" data-year="2023" data-title="Sixth%20Assessment%20Report" data-url="https%3A%2F%2Fwww.ipcc.ch%2Freport%2Far6%2Fwg1%2Fchapter%2Fchapter-8%2F">IPCC. (2023). <a href="https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/chapter/chapter-8/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Sesto Rapporto di Valutazione</a>.</cite><br><cite data-author="Gonz%C3%A1lez%20Alem%C3%A1n%2C%20J.J.%2C%20et%20al.%2C" data-year="2023" data-title="Anthropogenic%20Warming%20Had%20a%20Crucial%20Role%20in%20Triggering%20the%20Historic%20and%20Destructive%20Mediterranean%20Derecho%20in%20Summer%202022" data-url="https%3A%2F%2Fjournals.ametsoc.org%2Fview%2Fjournals%2Fbams%2F104%2F8%2FBAMS-D-23-0119.1.xml">González Alemán, J.J. et al. (2023). <a href="https://journals.ametsoc.org/view/journals/bams/104/8/BAMS-D-23-0119.1.xml" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il riscaldamento antropico ha avuto un ruolo cruciale nell'innescare lo storico e distruttivo derecho mediterraneo dell'estate 2022</a>.</cite><br><cite data-author="Calvo%20Sancho%2C%20C%20et%20al%2C." data-year="2024" data-title="Giant%20hail%20in%20Spain%2C%20was%20it%20climate%20change%3F" data-url="https%3A%2F%2Frepositorio.aemet.es%2Fhandle%2F20.500.11765%2F16820">Calvo Sancho, C. et al. (2024). <a href="https://repositorio.aemet.es/handle/20.500.11765/16820" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Grandine gigante in Spagna: è stata colpa del cambiamento climatico?</a>.</cite><br><cite data-author="Calvo-Sancho%2C%20C.%2C%20D%C3%ADaz-Fern%C3%A1ndez%2C%20J.%2C%20Gonz%C3%A1lez-Alem%C3%A1n%2C%20J.J.%20et%20al." data-year="2026" data-title="Human-induced%20climate%20change%20amplification%20on%20storm%20dynamics%20in%20Valencia%E2%80%99s%202024%20catastrophic%20flash%20flood.%20Nat%20Commun%2017%2C%201492" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs41467-026-68929-9">Calvo-Sancho, C., Díaz-Fernández, J., González-Alemán, J.J. et al. (2026). <a href="https://doi.org/10.1038/s41467-026-68929-9" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Amplificazione dei cambiamenti climatici di origine antropica sulla dinamica dei temporali durante la catastrofica alluvione improvvisa di Valencia del 2024. Nat Commun 17, 1492</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-combustibile-per-temporali-di-intensita-elevatissima.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>