<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Fri, 04 Sep 2026 16:30:25 +0000</lastBuildDate><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 16:30:25 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Le case a prova di terremoto esistono davvero e resistono anche alle scosse più violente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-case-a-prova-di-terremoto-esistono-davvero-e-resistono-anche-alle-scosse-piu-violente.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Le tecnologie antisismiche hanno fatto passi da gigante e il nuovo traguardo è diventato ancora più ambizioso. Quello di rendere l'edificio utilizzabile subito dopo il sisma.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-case-a-prova-di-terremoto-esistono-davvero-e-resistono-anche-alle-scosse-piu-violente-1787001128442.jpg" data-image="lzuqx0j4zyy1" alt="Isolatore sismico." title="Isolatore sismico."><figcaption>La tecnica più elegante e potente è l’isolamento alla base. Tra le fondazioni e la struttura si inseriscono speciali dispositivi, isolatori elastomerici in gomma e acciaio, o isolatori a pendolo a frizione, che disaccoppiano l’edificio dal terreno. </figcaption></figure><p>Per decenni l’ingegneria sismica ha avuto un obiettivo chiaro e quasi brutale: salvare vite. L’edificio poteva anche uscire devastato dal terremoto, purché non crollasse sulle persone. Oggi quella filosofia è superata. </p><p>Le tecnologie antisismiche hanno fatto passi da gigante e il nuovo traguardo è molto più ambizioso. Ossia quello di costruire (e mettere in sicurezza) edifici capaci di resistere, di danneggiarsi poco o per nulla, e di tornare operativi in tempi brevissimi. </p><h2><strong>La tecnica dell’isolamento sismico</strong></h2><p>La tecnica più elegante e potente è l’isolamento alla base. Tra le fondazioni e la struttura si inseriscono speciali dispositivi, <strong>isolatori elastomerici in gomma e acciaio, o isolatori a pendolo a frizione</strong>, che disaccoppiano l’edificio dal terreno. </p><div class="texto-destacado"><strong>Quando la terra si muove e accelera di colpo, le fondazioni ballano, ma la struttura sovrastante resta quasi ferma. Le accelerazioni si riducono drasticamente e i danni calano in modo impressionante. </strong></div><p>Questa tecnologia è ormai diffusissima in Giappone, dove ormai è standard per ospedali, scuole e molti edifici pubblici e residenziali. La si trova largamente anche in Nuova Zelanda, Stati Uniti (soprattutto California), Cile, Turchia e, in misura crescente, in Italia, dove viene adottata per strutture strategiche e nuovi edifici di prestigio.</p><h2><strong>Dissipare l’energia, gli ammortizzatori del terremoto</strong></h2><p>Un’altra strada è assorbire l’energia sismica prima che possa fare danni. È il compito dei dispositivi di dissipazione: smorzatori viscosi, metallici, a frizione, o le più sofisticate masse sintonizzate. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-case-a-prova-di-terremoto-esistono-davvero-e-resistono-anche-alle-scosse-piu-violente-1787001169760.jpg" data-image="jzk75xhh4bcl" alt="Tecnologia antisismica." title="Tecnologia antisismica."><figcaption>Tra le novità più interessanti ci sono i sistemi attivi, come gli Active Mass Damper. Sensori e algoritmi leggono in tempo reale le vibrazioni e fanno reagire masse mobili che contrastano il movimento dell’edificio. </figcaption></figure><p>Tra le novità più interessanti ci sono i sistemi attivi, come gli <strong>Active Mass Damper.</strong> Sensori e algoritmi leggono in tempo reale le vibrazioni e fanno reagire masse mobili che contrastano il movimento dell’edificio. </p><p>I dissipatori passivi sono comuni in Giappone, Stati Uniti, Cina e Taiwan. I sistemi attivi e semi-attivi trovano applicazione soprattutto in Giappone e, più di recente, in Italia e in alcuni Paesi europei, dove si stanno sperimentando soluzioni poco invasive ideali per il miglioramento degli edifici esistenti.</p><h2><strong>Duttilità intelligente e sistemi che si rialzano</strong></h2><p>Le strutture moderne non cercano più di essere rigide come rocce. Preferiscono essere duttili in modo controllato: si deformano dove devono, dissipano energia nei punti giusti e proteggono gli elementi critici. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778630" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-nord-alfeo-la-struttura-attiva-sotto-il-mar-ionio-si-muove-e-puo-provocare-forti-terremoti.html" title="La faglia Nord Alfeo: la struttura attiva sotto il Mar Ionio si muove e può provocare forti terremoti">La faglia Nord Alfeo: la struttura attiva sotto il Mar Ionio si muove e può provocare forti terremoti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-nord-alfeo-la-struttura-attiva-sotto-il-mar-ionio-si-muove-e-puo-provocare-forti-terremoti.html" title="La faglia Nord Alfeo: la struttura attiva sotto il Mar Ionio si muove e può provocare forti terremoti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-faglia-nord-alfeo-la-struttura-attiva-sotto-il-mar-ionio-si-muove-e-puo-provocare-forti-terremoti-1784039011625_320.jpg" alt="La faglia Nord Alfeo: la struttura attiva sotto il Mar Ionio si muove e può provocare forti terremoti"></a></article></aside><p>Ancora più avanzati sono i sistemi self-centering, o rocking. <strong>Pareti e telai oscillano, si sollevano leggermente e poi tornano da soli in posizione grazie a particolari cavi.</strong> Nel legno, i sistemi Pres-Lam stanno dimostrando che anche gli edifici multipiano in materiale naturale possono essere estremamente resilienti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-case-a-prova-di-terremoto-esistono-davvero-e-resistono-anche-alle-scosse-piu-violente-1787001210652.jpg" data-image="a4988zi1zzc3" alt="Costruzioni antisismiche." title="Costruzioni antisismiche."><figcaption>Per il patrimonio edilizio esistente il vero problema di molti Paesi europei nasce dalle soluzioni ibride, con esoscheletri in acciaio, tiranti, rinforzi con materiali compositi. </figcaption></figure><p>Queste soluzioni “low-damage” sono particolarmente sviluppate in Nuova Zelanda (paese pioniere dopo i terremoti di Christchurch), Giappone, Stati Uniti e Canada. In Europa cominciano a diffondersi, con esperienze interessanti anche in Italia e Svizzera.</p><h2><strong>Materiali e soluzioni per l’esistente</strong></h2><p>Accanto alle grandi tecnologie strutturali avanzano i materiali: calcestruzzi ad alte prestazioni, compositi in fibra di carbonio, sistemi a cassero isolante e cappotti sismici che rinforzano e isolano termicamente allo stesso tempo. </p><p>Per il patrimonio edilizio esistente il vero problema di molti Paesi europei nasce dalle soluzioni ibride, con esoscheletri in acciaio, tiranti, rinforzi con materiali compositi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773581" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia.html" title="Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia">Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia.html" title="Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia-1781276488584_320.jpg" alt="Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia"></a></article></aside><p>Queste tecniche di retrofit sono particolarmente utilizzate in Italia, Grecia, Turchia, Portogallo e Spagna, ma anche in Giappone e Stati Uniti, dove il miglioramento sismico degli edifici più vecchi è diventata una priorità nazionale.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-case-a-prova-di-terremoto-esistono-davvero-e-resistono-anche-alle-scosse-piu-violente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cambio imminente in Italia: mercoledì 9 forti temporali si diffonderanno molto rapidamente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-imminente-in-italia-mercoledi-9-forti-temporali-si-diffonderanno-molto-rapidamente.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nel corso del fine settimana l’anticiclone africano porterà bel tempo su tutta l’Italia, ma successivamente una perturbazione di origine atlantica si dirigerà a grandi passi verso il nostro paese portando forti temporali e bruschi cali termici.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3uava"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3uava.jpg" id="xb3uava"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il fine settimana che sta per cominciare vedrà <strong>una decisa rimonta dell’anticiclone nordafricano che porterà tempo stabile e tanto caldo</strong>, soprattutto al centro-sud.</p><div class="texto-destacado">Sia per oggi che per domani ci aspettiamo giornate asciutte e soleggiate, con temperature che <strong>sulle regioni centro-meridionali si riavvicineranno ai 40 °C</strong>.</div><p>Da domenica poi inizieremo a notare <strong>i primi segni di cedimento dell’alta pressione</strong> che pian piano verrà erosa a ovest <strong>dall’arrivo di una perturbazione di origine atlantica</strong> che finalmente porterà un po’ di fresco sull’Italia.</p><h2>Ancora un fine settimana di stampo estivo, poi la svolta</h2><p>Procediamo però per gradi: <strong>da domenica il tempo passerà da essere spiccatamente stabile a variabile</strong>. Infatti inizieremo a notare un leggero aumento della nuvolosità al centro-nord, in particolare <strong>lungo i settori alpini e appenninici durante le ore centrali</strong> della giornata.</p><p>Queste nuvole, soprattutto al pomeriggio, <strong>raggiungeranno una compattezza tale da riuscire a portare locali rovesci o piovaschi</strong> che però si esauriranno entro la serata.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Anche per lunedì e martedì ci aspettiamo un andamento meteo simile con però <strong>una copertura nuvolosa di giorno in giorno più estesa e compatta</strong>.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ciò significa che mentre <strong>domenica i fenomeni saranno estremamente localizzati e relegati alle zone montane</strong> e pedemontane centrali e settentrionali, da lunedì qualche precipitazione inizierà ad interessare anche le zone pianeggianti o collinari del centro-nord e <strong>le aree interne delle regioni meridionali e delle due isole maggiori</strong>.</p><p>Martedì poi <strong>i fenomeni si faranno ancora più estesi sulle regioni centro-meridionali</strong>, interessando soprattutto i settori adriatici dove raggiungeranno abbastanza facilmente anche le zone costiere.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambio-imminente-in-italia-mercoledi-9-forti-temporali-si-diffonderanno-molto-rapidamente-1788514030185.jpg" data-image="1hj6rki7zlkt" alt="Precipitazione cumulata" title="Precipitazione cumulata"><figcaption>Precipitazione cumulata in Italia fino a mercoledì prossimo. Abbondanti piogge interesseranno le regioni settentrionali.</figcaption></figure><p>Oltre a farsi via via più diffuse <strong>le precipitazioni diventeranno anche man mano più intense</strong> e quindi inizieremo ad avere anche i primi temporali.</p><p>Tuttavia fino a martedì continueremo ad avere della variabilità diurna, ovvero <strong>giornate che si aprono con cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso</strong>, la formazione graduale di nuvole durante le ore centrali che porteranno precipitazioni soprattutto durante le ore pomeridiane, <strong>infine rasserenamenti e l’esaurimento dei fenomeni entro la serata</strong>.</p><p>Da mercoledì invece la situazione cambierà a causa dell’<strong>effettivo ingresso della perturbazione atlantica nel nostro paese</strong>. Ciò porterà nubi decisamente più estese e compatte sull’Italia, associate anche a <strong>rovesci e temporali assolutamente più estesi, intensi e persistenti</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787013" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html" title="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre.">ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre.</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html" title="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre."><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-nella-seconda-meta-di-settembre-1788473406530_320.jpg" alt="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre."></a></article></aside><p>Rapidamente le precipitazioni si estenderanno dalle regioni nord-occidentali, Piemonte e Valle D’Aosta, verso est e verso sud, ed <strong>entro la serata temporali anche particolarmente violenti riusciranno ad interessare praticamente tutte le regioni settentrionali</strong> e anche parte di quelle centro-meridionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambio-imminente-in-italia-mercoledi-9-forti-temporali-si-diffonderanno-molto-rapidamente-1788515417140.jpg" data-image="sjstp8z0oq2k" alt="Maltempo." title="Maltempo."><figcaption>Dalla prossima settimana avremo il rischio di temporali intensi, ad iniziare dal Nord.</figcaption></figure><p>Si tratterà di una perturbazione ben strutturata e <strong>i temporali di cui stiamo parlando potranno insistere per parecchio tempo sulle medesime zone</strong>, portando possibili criticità.</p><h2>Previsti temporali in estensione e bruschi cali termici</h2><p>Come sempre quando nominiamo i temporali <strong>dobbiamo associarci tutta una serie di fenomeni a corredo</strong>: sicuramente piogge ingenti e abbondanti, numerose fulminazioni, ma anche <strong>raffiche di vento attorno alle celle temporalesche e anche possibili locali grandinate</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786571" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero">Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250877043_320.jpg" alt="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"></a></article></aside><p>La perturbazione non porterà solo stravolgimenti da un punto di vista meteorologico ma anche termico. Infatti <strong>con l’arrivo del maltempo sono previsti anche bruschi e decisi crolli nelle temperature</strong> che finalmente si riporteranno più o meno in linea con quelle tipiche per questo periodo dell’anno.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Pensate infatti che da ora fino a martedì i termometri di quasi tutta Italia <strong>segneranno temperature circa +10 °C al di sopra della media climatologica</strong>, ovvero quella calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020. Da mercoledì invece al nord <strong>si potranno iniziare a registrare valori anche – 3/4 °C al di sotto della media</strong>. Una variazione termica enorme in meno di 24 ore.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-imminente-in-italia-mercoledi-9-forti-temporali-si-diffonderanno-molto-rapidamente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La corrente a getto polare cambia rotta sull’Italia: temporali e temperature più fresche da mercoledì 9]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-corrente-a-getto-polare-cambia-rotta-sull-italia-temporali-e-temperature-piu-fresche-da-mercoledi.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 14:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La corrente a getto polare sta per modificare il suo assetto sull’Europa, aprendo la strada a un cambiamento anche sull’Italia. Dopo un weekend ancora molto caldo, da mercoledì 9 aumenteranno temporali e infiltrazioni di aria più fresca.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/8hAPhitxlVg/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=8hAPhitxlVg" id="8hAPhitxlVg"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Il primo fine settimana di settembre trascorrerà ancora sotto il segno dell’estate, ma <strong>più a nord qualcosa comincerà lentamente a cambiare</strong>. La corrente a getto polare, finora disposta in modo da mantenere le perturbazioni lontane dal Mediterraneo, tenderà infatti a ondularsi maggiormente sull’Europa occidentale.</p><p>Questo movimento sarà importante perché permetterà alle correnti atlantiche di scendere progressivamente verso latitudini più basse. <strong>L’Italia non verrà coinvolta immediatamente</strong>: prima dovrà affrontare un altro weekend molto caldo e un inizio di settimana ancora dominato dall’anticiclone.</p><h2>Weekend del 5-6 settembre: sole e temperature fino a sfiorare i 40°C al Sud</h2><p>Sabato 5 sarà probabilmente una delle giornate più calde di questa fase. Il sole dominerà su quasi tutta la Penisola, fatta eccezione per qualche disturbo pomeridiano sulle Alpi, dove potranno comparire addensamenti e isolati fenomeni.</p><p>Le temperature previste rendono bene l'idea del clima quasi da piena estate: <strong>35°C tra Torino e Milano, 34°C tra Verona e Bologna e circa 34°C anche a Roma</strong>. Sul versante adriatico e soprattutto nelle zone interne della Puglia il caldo potrà spingersi ancora oltre: la mappa ECMWF porta <strong>Foggia intorno ai 39°C</strong>, con Bari sui 34°C e Taranto attorno ai 33°C.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-corrente-a-getto-polare-cambia-rotta-sull-italia-temporali-e-temperature-piu-fresche-da-mercoledi-1788516828086.png" data-image="tdu4x2xkgwp2" alt="Il primo fine settimana di settembre ancora con condizioni tipicamente estive" title="Il primo fine settimana di settembre ancora con condizioni tipicamente estive"><figcaption>Il primo fine settimana di settembre ancora con condizioni tipicamente estive</figcaption></figure><p>Valori elevati anche in Sicilia, dove Catania potrebbe raggiungere circa <strong>34°C</strong>, mentre lungo alcune coste l'effetto mitigatore del mare manterrà le massime leggermente più contenute.</p><p>Domenica 6 il quadro cambierà poco: l'anticiclone continuerà a garantire una giornata largamente stabile e soleggiata, con temperature ancora superiori alle medie stagionali. Soltanto sulle Alpi occidentali potrebbero affacciarsi le prime nubi legate alla circolazione atlantica presente più a nord.</p><h2>Lunedì e martedì ancora estate: anomalie fino a +10 °C al Nord</h2><p>Neppure l'inizio della nuova settimana porterà immediatamente sollievo. <strong>Lunedì 7 resterà caldo e prevalentemente stabile</strong>, anche se sulle zone alpine e localmente lungo l'Appennino l'atmosfera inizierà a diventare un po' più irrequieta, con qualche rovescio o temporale pomeridiano. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787013" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html" title="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre.">ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre.</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html" title="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre."><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-nella-seconda-meta-di-settembre-1788473406530_320.jpg" alt="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre."></a></article></aside><p>Martedì 8 potrebbe rappresentare l'ultimo vero atto di questa lunga parentesi estiva. Ed è soprattutto la carta delle anomalie termiche a impressionare: nel pomeriggio ECMWF indica valori <strong>circa 9 °C sopra la norma tra Torino e Milano, +10 °C a Verona, +8 °C su Trento e Firenze</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>In altre parole, martedì l'Italia potrebbe trovarsi ancora immersa in una massa d'aria decisamente più calda rispetto a quella normalmente attesa a inizio settembre.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il caldo anomalo continuerà a farsi sentire anche più a sud, con <strong>+6 °C circa a Roma, +7 °C tra Perugia e Foggiano e +5 °C sulla Puglia</strong>. Anche la Sardegna vedrebbe scarti importanti, localmente prossimi ai +7 °C.</p><h2>Mercoledì 9 la corrente a getto apre la porta ai temporali</h2><p>È tra la notte di martedì e la giornata di mercoledì che le carte iniziano finalmente a movimentarsi. Una perturbazione atlantica dovrebbe raggiungere l'arco alpino per poi avanzare sulle regioni settentrionali, con <strong>piogge e temporali più diffusi tra Piemonte, Lombardia, Liguria, Triveneto ed Emilia-Romagna</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-corrente-a-getto-polare-cambia-rotta-sull-italia-temporali-e-temperature-piu-fresche-da-mercoledi-1788516918367.png" data-image="bylaphcicuej" alt="Mercoledì 9 cambia il tempo: i primi temporali organizzati arrivano al Nord" title="Mercoledì 9 cambia il tempo: i primi temporali organizzati arrivano al Nord"><figcaption>Mercoledì 9 cambia il tempo: i primi temporali organizzati arrivano al Nord</figcaption></figure><p><br>Anche la Toscana potrebbe essere coinvolta con maggiore decisione nel corso della giornata. Le probabilità di precipitazione previste per mercoledì pomeriggio salgono <strong>oltre il 60% su alcuni settori alpini</strong>, mentre tra pianure settentrionali, Levante ligure e Toscana si collocano diffusamente nell'ordine del <strong>35-45%</strong>.<br><br> Ancora più interessante è la distribuzione degli accumuli entro le prime ore di giovedì: nelle mappe ECMWF compaiono <strong>quantitativi dell'ordine dei 30-40 mm tra Lombardia e Liguria</strong>, con circa <strong>43 mm nell'area milanese e 30 mm su quella genovese</strong>. Valori attorno ai <strong>15 mm</strong> sono invece indicati tra Trentino e Toscana settentrionale. Il Centro-Sud, almeno in questa prima fase, rimarrebbe più ai margini. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787072" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia.html" title="Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: 'rischio di forti temporali in Italia'">Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: "rischio di forti temporali in Italia"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia.html" title="Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: 'rischio di forti temporali in Italia'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia-1788511339128_320.jpg" alt="Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: 'rischio di forti temporali in Italia'"></a></article></aside><p><strong>La seconda parte della settimana potrebbe quindi rappresentare il primo vero cambio di passo di settembre.</strong> L’ondulazione della corrente a getto favorirà un’atmosfera più dinamica, con il ritorno dei temporali e un progressivo afflusso di aria più fresca, soprattutto al Nord. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-corrente-a-getto-polare-cambia-rotta-sull-italia-temporali-e-temperature-piu-fresche-da-mercoledi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il roditore notturno molto attivo nei nostri boschi, ecco cosa non sappiamo su questo piccolo animaletto ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-roditore-notturno-molto-attivo-nei-nostri-boschi-ecco-cosa-non-sappiamo-su-questo-piccolo-animaletto.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo piccolo mammifero è molto attivo nei nostri boschi durante le ore notturne. Si tratta di un ottimo saltatore e agile scalatore, dimostrandosi dotato di una grande dinamicità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-roditore-notturno-molto-attivo-nei-nostri-boschi-ecco-cosa-non-sappiamo-su-questo-piccolo-animaletto-1781708071390.jpg" data-image="0rck8k5xg3cv" alt="Ghiro." title="Ghiro."><figcaption>Il ghiro è un animale prevalentemente notturno, che durante il giorno dorme nella propria tana e, durante l’inverno, soprattutto nei luoghi caratterizzati da climi freddi, va in letargo. </figcaption></figure><p>Il ghiro è un roditore dall'aspetto simile a quello dello scoiattolo, ha occhi grandi, orecchie arrotondate, muso allungato e lunghe vibrisse. I denti incisivi sono aguzzi, per permettergli di rosicchiare il legno.</p><p>La pelliccia del ghiro è morbida e densa, di colore da grigio a rossastro sul dorso, mentre il ventre è bianco. Alcune specie hanno una striscia scura lungo il dorso e segni facciali scuri.</p><h2><strong>Alcune caratteristiche del ghiro</strong></h2><p><strong>Il ghiro è un animale prevalentemente notturno, </strong>che durante il giorno dorme nella propria tana e, durante l’inverno, soprattutto nei luoghi caratterizzati da climi freddi, va in letargo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-roditore-notturno-molto-attivo-nei-nostri-boschi-ecco-cosa-non-sappiamo-su-questo-piccolo-animaletto-1781708146085.jpg" data-image="5grg62psn3q7" alt="Ghiro." title="Ghiro."><figcaption>Ecco un simpatico ghiro durante la fase del letargo autunnale che lo vede sprofondare in un sonno profondo.</figcaption></figure><p>Questo piccolo mammifero è molto attivo. Si tratta di un ottimo saltatore e agile scalatore, dimostrandosi dotato di una grande dinamicità. Si tratta di un animale che ama la compagnia dei suoi simili, <strong>con i quali condivide il nido e si coalizza per difendersi dai predatori, principalmente gufi, gatti selvatici e martore.</strong></p><div class="texto-destacado">La specie più grande, che pesa fino a <strong>180 grammi,</strong> ed è il ghiro europeo, <strong>lungo fino a più di 19/20 cm.</strong> Il ghiro più piccolo, invece, è il ghiro giapponese, che pesa solo 40 grammi <strong>ed è lungo appena 8 cm. </strong>Questi animali in media vivono non più di 3/5 anni. </div><p>La dieta del ghiro, basata essenzialmente sui vegetali, varia durante l'arco dell'anno ed è costituita principalmente <strong>da castagne, ghiande, nocciole, bacche, frutti di bosco.</strong> In autunno si ciba di funghi. Una minima parte dell'alimentazione del ghiro può comprendere anche animali, in particolare piccoli insetti e crostacei.</p><h2><strong>L’habitat del ghiro</strong></h2><p>Il ghiro vive un po’ in quasi tutti i boschi della fascia temperata, in un’ampia area che va dall’Eurasia fino al Giappone. <strong>Ma diverse specie di ghiro sono presenti anche sulle aree boscate del Nord Africa e delle più grandi isole del Mediterraneo.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Lo si può osservare dalle foreste boreali ai frutteti e alle foreste pluviali tropicali, dall'aperta campagna, Ma alcune specie di ghiro si sono adattate pure a vivere nelle aree arbustive vicino a territori desertici, o su altopiani rocciosi. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Oggi è possibile scorgerlo anche nelle zone abitate, nei pressi di parchi, giardini o aree rurali. E’ possibile trovarlo anche in ambiente domestico, frequentando soffitte o sottotetti. </p><h2><strong>Dove è presente il ghiro in Italia?</strong></h2><p>In Italia questo animaletto è molto comune, dalle Alpi, fino ai 1500 metri di quota, alle isole. In Sardegna, in particolare, è presente con una sottospecie locale che si credeva estinta.</p><p>Stiamo parlando del <strong>ghiro sardo (Glis glis melonii), </strong>avvistato da una naturalista di <strong>Urzulei, </strong>a distanza di 25 anni dall'ultima segnalazione, nell'estate del 2006 e poi ancora nel 2014, <strong>nel Supramonte.</strong> Questa sottospecie sarda è presente pure nei boschi di Ollolai.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-roditore-notturno-molto-attivo-nei-nostri-boschi-ecco-cosa-non-sappiamo-su-questo-piccolo-animaletto-1781708108146.jpg" data-image="nid9s2hjfa64" alt="Ghiro." title="Ghiro."><figcaption>In Italia questo animaletto è molto comune, dalle Alpi, fino ai 1500 metri di quota, alle isole. In Sardegna, in particolare, è presente con una sottospecie locale che si credeva estinta.</figcaption></figure><p><strong>In Sicilia è diffuso il ghiro euroasiatico in molte aree boscate, specie fra Etna e Nebrodi.</strong> Ma il ghiro è presente pure in molte isole mediterranee, tra cui l'isola d'Elba e l'isola di Salina. Viste le sue abitudini notturne questo animale non è facile da osservare. </p><h2><strong>A proposito di riproduzione</strong></h2><p>Il periodo riproduttivo si situa in primavera, al risveglio dal letargo. Le femmine partoriscono una sola volta all'anno, da 2 a 8 piccoli, dopo una gestazione di circa un mese. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="672308" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/esiste-davvero-l-immortalita-nel-mondo-animale-ecco-alcuni-casi-particolari.html" title="Esiste davvero l'immortalità nel mondo animale? Ecco alcuni casi particolari">Esiste davvero l'immortalità nel mondo animale? Ecco alcuni casi particolari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/esiste-davvero-l-immortalita-nel-mondo-animale-ecco-alcuni-casi-particolari.html" title="Esiste davvero l'immortalità nel mondo animale? Ecco alcuni casi particolari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/esiste-davvero-l-immortalita-nel-mondo-animale-ecco-alcuni-casi-particolari-1725143616342_320.jpg" alt="Esiste davvero l'immortalità nel mondo animale? Ecco alcuni casi particolari"></a></article></aside><p>Può accadere che più femmine utilizzino contemporaneamente una cavità di un albero o lo stesso riparo per partorire ed allevare la prole. <strong>Questo fatto accade generalmente quando in una zona si verifica una riduzione di rifugi naturali.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-roditore-notturno-molto-attivo-nei-nostri-boschi-ecco-cosa-non-sappiamo-su-questo-piccolo-animaletto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un rinverdimento del Sahara comporterà fasi di siccità sempre più estreme per l'Europa meridionale?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-rinverdimento-del-sahara-comportera-fasi-di-siccita-sempre-piu-estreme-per-l-europa-meridionale.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L'alterazione del regime pluviometrico sull'area del Sahara rischia di avere pesanti ripercussioni sul clima dell'Europa meridionale, ampliando i periodi di siccità sulle nostre regioni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-rinverdimento-del-sahara-comportera-fasi-di-siccita-sempre-piu-estreme-per-l-europa-meridionale-1788248605934.jpg" data-image="vo3hn8ow6jln" alt="Sahara, oasi." title="Sahara, oasi."><figcaption>Da recenti studi emergerebbe un aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi piovosi, specialmente in estate, legato a variazioni climatiche naturali, che stanno contribuendo a rinverdire aree desertiche, un tempo prive di vegetazione.</figcaption></figure><p>Il Sahara è noto per essere il deserto più esteso e arido della Terra, dove prima di vedere cadere una goccia di pioggia possono passare vari anni. Eppure, nell’ultimo decennio, in alcune regioni sahariane si sta registrando un aumento degli eventi piovosi, anche di carattere estremo.</p><div class="texto-destacado">Questi cambiamenti sono legati a dinamiche atmosferiche globali, come lo spostamento della <strong>Zona di Convergenza Intertropicale (ITCZ)</strong>, che trasporta umidità dalle latitudini sub-equatoriali. </div><p>Tali variazioni del regime pluviometrico pare che abbiano delle conseguenze, più o meno dirette, sulle sempre più frequenti ondate di calore e cicli di siccità che interessano l’Europa meridionale, e quindi pure l’Italia. </p><h2><strong>Ma cosa sta accadendo nel Sahara?</strong></h2><p>Il Sahara copre circa <strong>9 milioni di chilometri quadrati</strong> in Nord Africa, dal Marocco al Mar Rosso, ed è caratterizzato da un clima secco subtropicale nel nord e tropicale nel sud. Le precipitazioni medie annue sono inferiori a <strong>5 mm</strong> in molte aree, con massimi estivi dovuti a forti temporali. </p><p>Tuttavia, studi recenti indicano un aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi piovosi, specialmente in estate, legato a variazioni climatiche naturali, che stanno contribuendo a rinverdire aree desertiche, un tempo prive di vegetazione.</p><p>Dati satellitari della <strong>NASA,</strong> come quelli della missione <strong>Global Precipitation Measurement (GPM),</strong> hanno documentato anomalie significative nel 2024. Ad agosto e settembre, parti del Sahara hanno ricevuto piogge superiori a cinque volte la media annuale, <strong>causando inondazioni in Sudan nord-orientale e danni infrastrutturali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-rinverdimento-del-sahara-comportera-fasi-di-siccita-sempre-piu-estreme-per-l-europa-meridionale-1788248662226.jpg" data-image="8me8qpf36xdx" alt="Cella di Hadley." title="Cella di Hadley."><figcaption>Ecco uno schema di rappresentazione della circolazione atmosferica che fa capo alla cosiddetta cella di Hadley. </figcaption></figure><p>Uno studio pubblicato su <strong>Weather and Climate Extremes</strong> nel 2024 ha analizzato 21 anni di dati IMERG (2000-2021) e identificato <strong>oltre 38.000 eventi di precipitazioni intense (HPEs) nel Sahara, con il 30% in estate.</strong> </p><p>Questi eventi sono più comuni nel Sahara meridionale e mostrano un incremento dei fenomeni convettivi, spesso associati depressioni termiche o piccole <strong>onde tropicali</strong> che risucchiano aria molto umida dalla regione del Golfo di Guinea.</p><p>Questi cambiamenti non sono uniformi. Ad esempio il nord-est del Sahara rimane il più arido, ma eventi estremi, <strong>come il ciclone extratropicale del settembre 2024 in Marocco e Algeria,</strong> hanno creato laghi temporanei e inondato dune sabbiose.</p><h2><strong>Il collegamento con la cella di Hadley</strong></h2><p>La <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cos-e-la-cella-di-hadley-e-perche-preoccupa-cosi-tanto-i-meteorologi-in-europa.html">cella di Hadley</a></strong> è un sistema di circolazione atmosferica che ascende all'equatore (moti convettivi legati all’ITCZ) e discende alle latitudini sub-tropicali (circa 30° latitudine), <strong>trasportando calore verso i poli.</strong></p><p>Il suo ramo discendente, dove l’aria dopo essersi scaldata in quota si muove dall’alto verso il basso, crea zone di alta pressione, favorendo un clima secco, lì dove prevalgono i deserti. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">An example of how they can go wrong. If the models do not reproduce the hypothesised Hadley Cell behaviour, they throw the model out and start again. But if you look at the radiosondes in the tropics for the past 50-70 years and compute the mass flux, zero evidence for Hadley! <a href="https://t.co/XQUym07F8K">pic.twitter.com/XQUym07F8K</a></p>— Stephen Connolly (@connolly_s) <a href="https://twitter.com/connolly_s/status/1723289201297215520?ref_src=twsrc%5Etfw">November 11, 2023</a></blockquote></figure><p>Da recenti studi è emerso che la <strong>cella di Hadley</strong> si stia espandendo sempre più verso nord. La causa è la riduzione del gradiente termico fra equatore e polo. <strong>Modelli CMIP6</strong> indicano che gas serra e ozono stratosferico <strong>contribuiscono al 30-50% dell'espansione,</strong> con effetti regionali. </p><p>Sul Sahara, lo spostamento dell<strong>'ITCZ</strong> più verso nord porta piogge estive più frequenti nel sud, ma rende sempre più arido il nord. <strong>Secondo alcuni studi la cella di Hadley potrebbe spostarsi verso nord di altri 2°-3° entro il 2100,</strong> influenzato da aerosol e polvere sahariana, che modulano il bilancio radiativo.</p><h2><strong>Verso fasi siccitose sempre più frequenti sull’Europa meridionale?</strong></h2><p>L'Europa meridionale, inclusa l'Italia, ha visto un aumento delle fasi di siccità dal 1850 ad oggi, esacerbato dal riscaldamento antropogenico. Il 2022 ha segnato il deficit di storage idrico totale più alto dal 2002, <strong>con 280 km³ di acqua mancante nei suoli di Europa centrale e meridionale, dovuto a deficit di precipitazioni e evaporazione potenziata.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-rinverdimento-del-sahara-comportera-fasi-di-siccita-sempre-piu-estreme-per-l-europa-meridionale-1788248710273.jpg" data-image="24ix9v2q8pkt" alt="Sahara." title="Sahara."><figcaption>Dati satellitari della NASA, come quelli della missione Global Precipitation Measurement (GPM), hanno documentato anomalie significative nel 2024. Ad agosto e settembre, parti del Sahara hanno ricevuto piogge superiori a cinque volte la media annuale, causando inondazioni in Sudan nord-orientale e danni infrastrutturali. </figcaption></figure><p>In Italia, siccità multi-annuali (es. 2021-2023) hanno colpito il Po e il sud, con deficit idrici del 48% nel 2023. L'Osservatorio Europeo sulle Siccità (EDO) riporta che nel 2025, oltre il 40% dell'Europa è in siccità, <strong>con alert in Italia meridionale, Grecia e Spagna. </strong></p><p>L'espansione verso latitudini settentrionali della <strong>cella di Hadley</strong> sposta il ramo discendente verso latitudini superiori (35-40° N), <strong>favorendo un aumento delle condizioni di tempo stabile, caldo e secco su gran parte dell’Europa meridionale.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="710323" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-nel-cuore-del-sahara-esistono-delle-foreste-lussureggiante-nascoste-fra-canyon-e-rilievi-rocciosi.html" title="Lo sapevate che nel cuore del Sahara esistono delle foreste lussureggianti nascoste fra canyon e rilievi rocciosi?">Lo sapevate che nel cuore del Sahara esistono delle foreste lussureggianti nascoste fra canyon e rilievi rocciosi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-nel-cuore-del-sahara-esistono-delle-foreste-lussureggiante-nascoste-fra-canyon-e-rilievi-rocciosi.html" title="Lo sapevate che nel cuore del Sahara esistono delle foreste lussureggianti nascoste fra canyon e rilievi rocciosi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lo-sapevate-che-nel-cuore-del-sahara-esistono-delle-foreste-lussureggiante-nascoste-fra-canyon-e-rilievi-rocciosi-1747150270813_320.jpg" alt="Lo sapevate che nel cuore del Sahara esistono delle foreste lussureggianti nascoste fra canyon e rilievi rocciosi?"></a></article></aside><p>Questo riduce le precipitazioni nel Mediterraneo, ampliando le zone aride. Inoltre con una <strong>cella di Hadley</strong> sempre più alta di latitudine diminuiranno i cicloni extratropicali sull’area del Mediterraneo, con una diminuzione delle precipitazioni su molte regioni italiani. </p><p>Maggiormente esposte saranno soprattutto le regioni del Sud, dove le precipitazioni fra primavera ed estate <strong>si sono ridotte del -20-30%.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-rinverdimento-del-sahara-comportera-fasi-di-siccita-sempre-piu-estreme-per-l-europa-meridionale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: "rischio di forti temporali in Italia"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 09:35:37 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Caldo intenso tardivo nel primo weekend di settembre, ma finalmente si vedono cambiamenti importanti. Dall’8 settembre arrivano le prime vere perturbazioni, sarà una svolta definitiva? </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3troi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3troi.jpg" id="xb3troi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Cagliari 37.8°C, Firenze 35.5°C, Bologna 33.1°C: siamo a settembre, in autunno meteorologico, ma <strong>le temperature di ieri sarebbero sopra media perfino in luglio.</strong> </p><p>Una lunga estate da record questa del 2026, iniziano a uscire i primi dati degli osservatori storici e il 2003 in molte zone è stato battuto. </p><p>Oggi l’Italia da <a href="https://www.ilmeteo.net/satelliti/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Satellite</a> è praticamente tutta serena, scarsa anche l’attività cumuliforme pomeridiana su Alpi e Appennino e abbiamo i<strong>n vista un fine settimana ancora decisamente caldo </strong>e soleggiato. Ma finalmente qualcosa cambia nei modelli, bisogna solo pazientare qualche giorno poi arriva la svolta.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Nel primo fine settimana di settembre d<strong>omina ancora un campo di alta pressione a matrice subtropicale</strong>, parzialmente africana. I <strong>segni di cambiamento arrivano con l’inizio della prossima settimana</strong>, con la formazione di una ondulazione della corrente a getto polare. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Una saccatura inizierà a stagliarsi a ovest delle Alpi,</strong> per poi fare irruzione con un <strong>fronte freddo fra l’8 e il 9 settembre.</strong> Si osserva anche una probabile formazione di una depressione al suolo, che potrebbe portare una fase piovosa anche a matrice autunnale al nord. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>A seguire, <strong>vi saranno probabilmente altre ondulazioni con passaggi perturbati, </strong>insomma l’estate 2026 sembra prendere un deciso colpo. Resterà però caldo al sud, dove permarrà almeno inizialmente una residua cellula anticiclonica subtropicale.</p><h2>Sabato 5 e domenica 6 settembre estivi</h2><p><strong>Due belle giornate di sole in tutt’Italia,</strong> ottime per le ultime tintarelle e bagni al mare e ai laghi,<strong> favorevoli anche a escursioni e gite in montagna</strong> grazie alla scarsa attività cumuliforme. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786801" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-il-caldo-africano-non-molla-il-primo-weekend-di-settembre-sara-ancora-bollente.html" title="Meteo Weekend, il caldo africano non molla: il primo weekend di settembre sarà ancora bollente">Meteo Weekend, il caldo africano non molla: il primo weekend di settembre sarà ancora bollente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-il-caldo-africano-non-molla-il-primo-weekend-di-settembre-sara-ancora-bollente.html" title="Meteo Weekend, il caldo africano non molla: il primo weekend di settembre sarà ancora bollente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-primo-weekend-di-settembre-ancora-sotto-il-segno-del-gran-caldo-africano-1788357062353_320.jpg" alt="Meteo Weekend, il caldo africano non molla: il primo weekend di settembre sarà ancora bollente"></a></article></aside><p><strong>Nelle città invece si soffre disagio da caldo, </strong>non estremo come a luglio e agosto ma fastidioso nelle ore pomeridiane, con <strong>massime a 34-36°C da nord a sud.</strong> Per fortuna<strong> le notti sono sopportabili, </strong>apparentemente fresche nelle campagne del nord, anche se spesso si raggiunge la soglia di notte tropicale.</p><h2>Lunedì ancora bel tempo, martedì primi temporali sulle Alpi</h2><p><strong>Lunedì 7 settembre è ancora una bella giornata</strong> tardo estiva e calda in tutt’Italia, il cielo soleggiato permane, ma <strong>sulle Alpi e nell’interno Appennino riprende l’attività cumuliforme </strong>pomeridiana e si formeranno<strong> alcuni brevi temporali, locali ma insidiosi.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia-1788511294116.jpg" data-image="y6165rch3354"><figcaption>Ancora caldo intenso tardivo nel primo fine settimana di autunno meteorologico, con massime anche a 35-36°C</figcaption></figure><p>Anche<strong> martedì 8 il caldo permane</strong> in tutta la penisola e isole, e la maggior parte delle regioni avrà cielo soleggiato con massime anche in leggero aumento, al nord e al centro si raggiungono anche i 36°C, localmente 37°C. Caldo anche al sud. A conferma della svolta però,<strong> dal pomeriggio i temporali alpini si intensificano </strong>e verso sera potranno già <strong>sconfinare nelle zone di pianura </strong>a ridosso delle Prealpi, specie in Piemonte e Lombardia. Temporali anche nell’Appennino centrale e localmente meridionale.</p><h2>Mercoledì e giovedì temporali organizzati</h2><p>Fra <strong>mercoledì 9 e giovedì 10 settembre 2026 i temporali irrompono </strong>al nord<strong>, </strong>poi si estendono al centro e quindi raggiungono il sud. Si presenteranno, specie al nord e parzialmente al centro, <strong>anche in forma organizzata, con piogge che a tratti saranno anche diffuse e continue</strong>, associate a lampi e tuoni. T<strong>emporali molto forti raggiungono appunto anche il sud,</strong> a tratti rovesci anche in Sardegna e Sicilia. </p><div class="texto-destacado">Purtroppo col caldo pre esistente e i mari caldi, avremo a che fare anche con fenomeni dannosi, come tipo di situazione in particolare sono da attendersi nubifragi con grandi quantitativi di pioggia in alcune zone del nord, maggior dettaglio sulle zone colpite nei prossimi aggiornamenti. </div><p><br>Ci sono infatti ancora <strong>incertezze sia nei cluster ECMWF sia rispetto ad altri modelli</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia-1788511339128.jpg" data-image="hyyku55um8i4"><figcaption>Le precipitazioni cumulate mostrano come arriva e si estende la perturbazione fra mercoledì e giovedì, ma sarà solo l'inizio, possibile una fase di piogge diffuse in alcune regioni giovedì 10 settembre.</figcaption></figure><p>Incertezze che si ripercuotono sul calo delle temperature: alcuni scenari indicano massime anche entro 25-26°C al nord, altri che vedono fenomeni più irregolari le portano a 28°C. al centro 28-32°C, al sud ancora 32-35°C. </p><h2>Meno caldo e variabile nel secondo weekend di settembre</h2><p><strong>Giornate meno calde fra venerdì 11 e domenica 13 settembre 2026,</strong> ma è ancora è <strong>prematuro parlare di arrivo dell’autunno</strong>. Il tempo sarà spesso variabile, con <strong>alcuni veloci passaggi perturbati </strong>specie al nord, da definire nei dettagli. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786571" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero">Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250877043_320.jpg" alt="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"></a></article></aside><p>Le temperature sono in diminuzione, q<strong>uello che sembrerà fresco non sarà altro che un rientro nelle medie stagionali</strong>, o a tratti e specie al sud anche con temperature sopra la norma. </p><p>Da dire che <strong>si assisterà a oscillazioni notevoli,</strong> negli intervalli fra le perturbazioni addirittura ECMWF propone un temporaneo acuto a 30-32°C al nord sabato, mentre domenica 13 probabilmente scenderanno a 26-28°C. Al centro 38-30°C, al sud ancora caldo estivo, spesso con 32-34°C. Insomma, è del tutto presto per il cambio armadi, ma una felpa alla sera sarà utile. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre.]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 08:47:14 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il caldo intenso domina ancora la scena sull'Italia, ma il Centro Meteo Europeo, con i dati probabilistici, indica una possibile svolta, con un calo termico in arrivo dal 9-10 settembre insieme ad un peggioramento del tempo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3o61a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3o61a.jpg" id="xb3o61a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il prestigioso modello matematico del <strong>Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, ECMWF,</strong> già da qualche giorno ha iniziato a mostrare<strong> la possibilità per uno scenario meteorologico di svolta</strong> per questa lunga e caldissima estate. </p><p>Infatti, se è vero che <strong>nei prossimi giorni continueremo ancora ad essere interessati dall'attuale circolazione statica e calda</strong>, che fa riferimento ancora e per la quinta volta quest'anno, all'estensione dell'anticiclone nord-africano verso l'Europa Occidentale poi, nella seconda decade del mese, dovrebbe arrivare un cambiamento.</p><h2>Ancora con il grande caldo ma non per molto</h2><p>Perciò, ancora <strong>in queste prime giornate di settembre</strong>, la nostra penisola continua ad essere protetta da un robusto <strong>promontorio anticiclonico subtropicale</strong>. Sta causando<strong> una fase pienamente estiva</strong>, con t<strong>emperature diffusamente sopra le medie</strong> climatiche di riferimento, specialmente lungo le <strong>regioni centro-meridionali e sulle isole maggiori</strong>, dove i <strong>valori </strong>continuano ad essere<strong> più tipici di luglio che di settembre. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-nella-seconda-meta-di-settembre-1788474263232.jpg" data-image="r287zl4ldvlz"><figcaption>Nei prossimi giorni continueremo ancora ad essere interessati dall'attuale circolazione statica e calda, che fa riferimento ancora e per la quinta volta quest'anno, all'estensione dell'anticiclone nord-africano verso l'Europa Occidentale poi, nella seconda decade del mese, dovrebbe arrivare un cambiamento. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Tuttavia, osservando con attenzione<strong> il medio termine</strong> e provando anche a spingersi oltre, <strong>con l'aiuto delle proiezioni probabilistiche,</strong> con i grafici comunemente noti come "spaghi", è possibile iniziare a cogliere <strong>segnali di cambiamento. </strong></p><h2>Gli spaghi tracciano la rotta verso una svolta per l'Italia</h2><p>Già <strong>a partire dal 9-10 settembre</strong> è possibile osservare <strong>la flessione decisa della linea media delle temperature a 850 hPa</strong>, che sancisce la <strong>progressiva </strong><strong>conclusione </strong>di questa prolungata <strong>onda di calore</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-nella-seconda-meta-di-settembre-1788473406530.jpg" data-image="t7dohy6wbbqy"><figcaption>La circolazione atmosferica a 300 hPa, insieme alle isobare al suolo, ci permette di vedere come ECMWF stia ipotizzando, nelle sue simulazioni, il probabile abbassamento di latitudine del jet-stream, con conseguente inserimento di depressioni verso l'Europa Centrale e poi verso il Mediterraneo. Questo, intorno al 9-10 settembre, potrebbe produrre un peggioramento delle condizioni atmosferiche nche sul nostro Paese, insieme ad un calo termico. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Come spesso accade, oltre i 5-6 giorni di distanza, le diverse "perturbazioni", inserite negli input del modello, producono una <strong>a</strong><strong>pertura a ventaglio dell'andamento dei singoli scenari proposti</strong>, tuttavia questa forbice<strong> non è molto ampia</strong>, restando tutto sommato limitata<strong> intorno a valori prossimi e non distanti dalla media </strong>climatologica del periodo. </p><p> L'indebolimento del blocco anticiclonico dovrebbe permettere, infatti, alle <strong>prime correnti più fresche e instabili di matrice atlantica </strong>di fare breccia fin <strong>verso la penisola</strong>, determinando un calo termico che potrebbe interessare <strong>prima le regioni settentrionali</strong>, per poi riuscire ad estendersi gradualmente al resto del territorio italiano. </p><h2> La transizione e il blocco della circolazione nel cuore del mese </h2><p>Questo primo cedimento della pressione atmosferica potrebbe essere il preludio per una successiva fase, quella che potrebbe realizzarsi nella<strong> parte centrale del mese. Questa potrebbe essere</strong> caratterizzata da un probabile e <strong>marcato sblocco della situazione meteorologica su scala europea</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786886" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni.html" title="Duro colpo per l’estate in Italia: l’aria polare potrebbe arrivare tra sette giorni">Duro colpo per l’estate in Italia: l’aria polare potrebbe arrivare tra sette giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni.html" title="Duro colpo per l’estate in Italia: l’aria polare potrebbe arrivare tra sette giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni-1788420567508_320.jpg" alt="Duro colpo per l’estate in Italia: l’aria polare potrebbe arrivare tra sette giorni"></a></article></aside><p>Infatti, prende gradualmente corpo la <strong>possibilità di un affondo di depressioni più fredde dirette verso il bacino del Mediterraneo</strong>, favorite dall'indebolimento definitivo del blocco anticiclonico che ha dominato la scena per molte settimane. </p><p><strong>Un cambiamento di questo tipo</strong>, qualora venisse confermato dai prossimi aggiornamenti modellistici, <strong>potrebbe esporre l'Italia al ritorno della pioggia</strong>, ma anche<strong> al rischio di fenomeni meteorologici localmente intensi. </strong></p><h2>I rischi legati all'eccessivo calore accumulato dai mari</h2><p>Purtroppo dobbiamo tornare a parlare dell'<strong>enorme quantità di calore</strong> che è stata <strong>accumulata </strong>fino a questo momento <strong>nei primi strati superficiali dei nostri mari</strong>. Infatti, con un'<strong>estate eccezionalmente calda</strong>, aumentano le probabilità che le successive fasi possano essere capaci di produrre fenomeni molto intensi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786571" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero">Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250877043_320.jpg" alt="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"></a></article></aside><p>Questi possono essere il prodotto dell'<strong>improvvisa liberazione del potenziale energetico finora immagazzinato e trattenuto proprio nelle acque marine di superfici</strong>e. Parliamo di<strong> enormi quantità di calore</strong> e, di conseguenza di <strong>vapore </strong><strong>ceduto all'atmosfera</strong>, capaci di <strong>esaltare i contrasti termici</strong> e di dare luogo a f<strong>enomeni molto intensi,</strong> come temporali, nubifragi, grandinate o anche a precipitazioni abbondanti e persistenti. </p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xb3tr0a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3tr0a.jpg" id="xb3tr0a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'augurio, al momento attuale, è che la transizione possa avvenire in modo graduale e senza degli scatti improvvisi. Un progressivo passaggio ad un periodo più movimentato e piovoso, ma con temperature in lenta discesa, è decisamente preferibile, perché ridurrebbe sicuramente le situazioni di rischio per il nostro Paese. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786571" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero">Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250877043_320.jpg" alt="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"></a></article></aside><p>Ricordiamo che le analisi elaborate attraverso gli strumenti probabilistici non costituiscono una previsione, <strong>bensì una tendenza preliminare basata sui segnali attuali dei modelli, la cui affidabilità si riduce inevitabilmente con l'aumentare della distanza temporale e necessita, </strong>pertanto, di continui aggiornamenti. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Insetti indigesti? Non è solo per motivi culturali: come si sono evolute nei millenni le abitudini alimentari]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/insetti-indigesti-non-e-solo-per-motivi-culturali-come-si-sono-evolute-nei-millenni-le-abitudini-alimentari.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L’idea di mangiare insetti provoca repulsione in molti, specialmente nelle società occidentali. Le ragioni di questa avversione hanno origini ancestrali, da ricercare nella genetica, nel DNA e nell'evoluzione</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/insetti-indigesti-non-e-solo-per-motivi-culturali-come-si-sono-evolute-nei-millenni-le-abitudini-alimentari-1788291318037.jpg" data-image="lnf60a6bcs3o" alt="mangiare insetti" title="mangiare insetti"><figcaption>Gli insetti sono comunemente consumati in specifiche regioni del pianeta</figcaption></figure><p>Sempre più spesso si parla degli insetti come fonte di <strong>nutrimento del futuro</strong>, a basso impatto ambientale. </p><div class="texto-destacado">Sono molte le prove a favore dell’utilità di inserire gli insetti nella dieta e anche la FAO li indica come ideale fonte di sostentamento, in un mondo in cui la crescita demografica è inarrestabile e le risorse si fanno insufficienti.</div><p>C'è più di un argomento razionale a favore dell'entomofagia, resta però il fatto che in molte società, specialmente in quelle <strong>occidentali</strong>, l’avversione a consumare insetti è forte se non proprio insormontabile. </p><p>Le ragioni però non sono solo culturali.</p><h2>I vantaggi dell'entomofagia</h2><p><strong>Nutrienti e salutari</strong>, gli insetti contengono gli <strong>amminoacidi essenziali</strong> necessari per il corpo, vari gruppi di <strong>vitamine </strong>e meno <strong>grassi </strong>saturi rispetto alla carne. Per di più il loro allevamento richiede molte meno risorse rispetto a quelle necessarie per allevare altri animali che fanno parte della dieta di milioni di persone.</p><p>In molti luoghi del mondo, quindi, mangiare insetti è una <strong>pratica quotidiana</strong> comune, che non desta alcuno stupore né tanto meno senso di fastidio.</p><p>In occidente, invece, questo tipo di alimentazione è vista con enorme scetticismo.</p><p>Secondo i ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche spagnolo e dell'Università Pompeu Fabra di Barcellona, le ragioni di questa avversione hanno un <strong>fondamento scientifico</strong> e sono da ricercare nel passato più remoto.</p><h2>Mangiare insetti, questione di DNA</h2><p>Il DNA delle antiche popolazioni dell’Eurasia vissute <strong>trentatremila </strong>anni fa e le loro abitudini alimentari ci dicono molto sul perché, praticamente in tutte le culture occidentali, mangiare gli insetti è considerato disgustoso.</p><p>Non è solo una questione di abitudine, il motivo è nei <strong>geni </strong>delle popolazioni che vivono a queste latitudini, ereditati dai loro <strong>antenati</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="687367" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mosche-nello-spazio-la-cina-invia-insetti-per-valutare-gli-impatti-della-microgravita-sugli-esseri-viventi.html" title="Mosche nello spazio: la Cina invia insetti per valutare gli impatti della microgravità sugli esseri viventi">Mosche nello spazio: la Cina invia insetti per valutare gli impatti della microgravità sugli esseri viventi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mosche-nello-spazio-la-cina-invia-insetti-per-valutare-gli-impatti-della-microgravita-sugli-esseri-viventi.html" title="Mosche nello spazio: la Cina invia insetti per valutare gli impatti della microgravità sugli esseri viventi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/moscas-no-espaco-china-envia-insetos-para-avaliar-impactos-da-microgravidade-nos-seres-vivos-1733759804865_320.jpg" alt="Mosche nello spazio: la Cina invia insetti per valutare gli impatti della microgravità sugli esseri viventi"></a></article></aside><p>Secondo la recente ricerca pubblicata su <em>Science Advances</em>, il consumo di insetti nella preistoria era comune nelle <strong>regioni tropicali</strong> e tra i <strong>Neanderthal</strong>, mentre era molto più rara o occasionale altrove.</p><p>Questo dato è stato dedotto dallo studio di centinaia di <strong>dentature </strong>di esseri umani vissuti millenni fa. Nel tartaro dei denti è contenuto infatti il DNA delle specie che venivano consumate regolarmente, e per i popoli dell’Eurasia settentrionale gli insetti non erano tra queste.</p><h2>Insetti indigesti, ma non per tutti</h2><p>Un altro dato interessante arriva dai geni coinvolti nella scomposizione della <strong>chitina</strong>, componente principale degli esoscheletri degli insetti. È emerso che tra i membri delle popolazioni eurasiatiche la capacità di <strong>digerire </strong>gli esoscheletri era molto <strong>ridotta</strong>.</p><p>Per i popoli che abitavano nel nord dell'Europa e dell'Asia novemila anni fa, quindi, gli insetti erano letteralmente <strong>indigesti </strong>e non per motivi culturali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="575522" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/entomofagia-cos-e-e-perche-sta-diventando-sempre-piu-importante-nel-settore-alimentare.html" title="Entomofagia: cos'è e perché sta diventando sempre più importante nel settore alimentare?">Entomofagia: cos'è e perché sta diventando sempre più importante nel settore alimentare?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/entomofagia-cos-e-e-perche-sta-diventando-sempre-piu-importante-nel-settore-alimentare.html" title="Entomofagia: cos'è e perché sta diventando sempre più importante nel settore alimentare?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/entomofagia-que-es-y-por-que-esta-tomando-cada-vez-mas-importancia-en-la-industria-alimenticia-1697454523416_320.jpg" alt="Entomofagia: cos'è e perché sta diventando sempre più importante nel settore alimentare?"></a></article></aside><p>Le stesse analisi condotte sulla dentatura dei Neanderthal ha dato il risultato <strong>opposto</strong>. Essi erano provvisti dei geni della chitinasi e potevano quindi digerire efficientemente gli esoscheletri e non solo. Nel tartaro dei Neanderthal, infatti, sono presenti molte più tracce del DNA degli insetti consumati.</p><h2>Clima e dieta a base di insetti</h2><p>La diffusione dell’entomofagia in alcune aree geografiche è legata anche alle condizioni ambientali delle diverse <strong>fasce climatiche.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/insetti-indigesti-non-e-solo-per-motivi-culturali-come-si-sono-evolute-nei-millenni-le-abitudini-alimentari-1788291361898.jpg" data-image="wfqs9oj2ro6p" alt="mangiare insetti Europa" title="mangiare insetti Europa"><figcaption>In molti paesi del mondo gli insetti sono un cibo così diffuso da essere la base del comune street food</figcaption></figure><p> Sia l’analisi di campioni antichi che di quelli moderni mostra che i popoli delle <strong>regioni tropicali</strong> erano molto più spesso dotati degli enzimi necessari a digerire gli insetti. </p><p> Questo perché nelle aree calde e umide la disponibilità di insetti che vivono in colonie di milioni di esemplari è molto maggiore, rendendo molto più facile e meno dispendiosa la loro raccolta. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="731095" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-zoo-europei-al-fianco-di-api-farfalle-e-altri-insetti-impollinatori-prende-vita-il-progetto-zoo-life-pollinators.html" title="Gli zoo europei al fianco di api, farfalle e altri insetti impollinatori: prende vita il progetto 'Zoo Life Pollinators'">Gli zoo europei al fianco di api, farfalle e altri insetti impollinatori: prende vita il progetto "Zoo Life Pollinators"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-zoo-europei-al-fianco-di-api-farfalle-e-altri-insetti-impollinatori-prende-vita-il-progetto-zoo-life-pollinators.html" title="Gli zoo europei al fianco di api, farfalle e altri insetti impollinatori: prende vita il progetto 'Zoo Life Pollinators'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gli-zoo-europei-al-fianco-di-api-farfalle-e-altri-insetti-impollinatori-prende-vita-il-progetto-zoo-life-pollinators-1760008578800_320.jpeg" alt="Gli zoo europei al fianco di api, farfalle e altri insetti impollinatori: prende vita il progetto 'Zoo Life Pollinators'"></a></article></aside><p>Ciò consentiva e consente ancora un'alimentazione ricca di nutrienti a fronte di un dispendio energetico quasi <strong>nullo</strong>. </p><p>Gli inverni poco rigidi, inoltre, hanno fatto degli insetti una fonte di nutrimento disponibile praticamente <strong>tutto l’anno.</strong></p><h2>Gli insetti nella dieta del futuro</h2><p>Nel corso del tempo, più le popolazioni si sono spostate verso <strong>nord</strong>, e verso climi più <strong>rigidi</strong>, più la presenza degli enzimi digerenti è diminuita. </p><p>In pratica la ridotta presenza di insetti ad alte latitudini ha spinto gli esseri umani ad <strong>evolversi </strong>in modo da non essere più fisicamente adatti al loro consumo e questo è avvenuto ben prima che entrassero in gioco fattori culturali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762107" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/la-tecnologia-che-consente-di-coltivare-in-aria-e-che-potrebbe-cambiare-il-futuro-dell-alimentazione.html" title="La tecnologia che consente di coltivare in aria e che potrebbe cambiare il futuro dell'alimentazione">La tecnologia che consente di coltivare in aria e che potrebbe cambiare il futuro dell'alimentazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/la-tecnologia-che-consente-di-coltivare-in-aria-e-che-potrebbe-cambiare-il-futuro-dell-alimentazione.html" title="La tecnologia che consente di coltivare in aria e che potrebbe cambiare il futuro dell'alimentazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-tecnologia-che-consente-di-coltivare-in-aria-e-che-potrebbe-cambiare-il-futuro-dell-alimentazione-1777995981316_320.jpeg" alt="La tecnologia che consente di coltivare in aria e che potrebbe cambiare il futuro dell'alimentazione"></a></article></aside><p>Oggi, comunque, il problema della digeribilità non si pone più. La <strong>lavorazione industriale</strong> consente di aggirare i problemi legati alla mancanza degli enzimi giusti.</p><p>Anche sul mercato occidentale si potrebbero quindi immettere prodotti alimentari a base di insetti che ne sfruttino i benefici a livello nutrizionale senza che chi li consuma debba mettere alla prova il proprio sistema digerente. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="ScienceDaily" data-year="2026" data-title="Your%20dislike%20of%20eating%20bugs%20may%20be%209%2C000%20years%20old" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sciencedaily.com%2Freleases%2F2026%2F08%2F260827010516.htm">ScienceDaily. (2026). <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2026/08/260827010516.htm" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Your dislike of eating bugs may be 9,000 years old</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/insetti-indigesti-non-e-solo-per-motivi-culturali-come-si-sono-evolute-nei-millenni-le-abitudini-alimentari.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le onde giganti nelle profondità dello Stretto di Messina spiate dai satelliti, come si formano?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 16:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo fenomeno è talmente imponente da essere osservato persino dai satelliti, eppure per le navi e le barche che solcano questo braccio di mare il mare appare calmo, o appena increspato. Ecco perchè.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano-1788213298486.jpg" data-image="k01ra5shcze0" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>L'immagine satellitare sulle onde interne nello Stretto di Messina è stata catturata dalla costellazione Sentinel-2, che fa parte di Copernicus, il programma di osservazione della Terra coordinato e gestito dalla Commissione Europea in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA).</figcaption></figure><p>Se guardiamo lo Stretto di Messina dall'alto, attraverso gli occhi tecnologici dei satelliti <strong>Sentinel di Copernicus, </strong>il mare tra Sicilia e Calabria rivela un segreto affascinante. Grandi treni di onde concentriche, simili a cerchi concentrici generati da un sasso lanciato in uno stagno, si propagano regolarmente lungo la superficie dell'acqua. </p><p>Eppure, se vi trovaste a navigare in quel preciso istante su una barca, attorno a voi vedreste solo un mare calmo e piatto. O al massimo, un forte flusso d’acqua orizzontale. Si tratta di uno dei fenomeni oceanografici più spettacolari e studiati del pianeta, <strong>le onde interne solitarie.</strong></p><h2><strong>Il motore sottomarino dello Stretto</strong></h2><p>Per capire come nascono questi giganti invisibili, dobbiamo immergerci sotto la superficie dello Stretto. In questo braccio di mare ogni 6 ore si incontrano due corpi d'acqua profondamente diversi.</p><p>Da un lato abbiamo l'acqua del Mar Tirreno, più calda e meno salata (quindi più leggera), e quella del Mar Ionio, più fredda e densa. Soprattutto in estate, questa separazione crea un netto confine termico chiamato <strong>termoclino,</strong> una sorta di invisibile pavimento liquido che divide i due strati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano-1788212703543.jpg" data-image="nca9k44rzxmj" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>Il catalizzatore del fenomeno è la conformazione del fondale. Nell’imboccatura Nord dello Stretto si trova una "sella" sottomarina, un rilievo che riduce la profondità del mare a circa 72 metri nel punto più stretto, tra Ganzirri e Punta Pezzo.</figcaption></figure><p>Il catalizzatore del fenomeno è la conformazione del fondale. Nell’imboccatura Nord dello Stretto si trova una "sella" sottomarina, un rilievo che riduce la profondità del mare a circa 72 metri nel punto più stretto, tra Ganzirri e Punta Pezzo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Quando le potentissime correnti di marea dello Stretto cambiano direzione, spingono con violenza la massa d'acqua stratificata sopra questa barriera rocciosa.</strong> <strong>L'ostacolo deprime lo strato d'acqua superiore, facendolo sprofondare in quello inferiore.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Una volta superata la sella, l'acqua rimbalza come una molla, generando grosse turbolenze che si manifestano <strong>in gigantesche onde sottomarine che possono raggiungere ampiezze verticali comprese tra i 30 e i 100 metri.</strong></p><h2><strong>Invisibili a bordo, evidenti dallo spazio</strong></h2><p>La caratteristica più sorprendente delle onde interne è la loro interazione con la superficie. L'energia dell'onda viaggia in profondità, <strong>lasciando il livello del mare geometricamente orizzontale.</strong> Una nave non beccheggia e non sale lungo il profilo dell'onda.</p><p>Tuttavia, il movimento verticale sottomarino genera forti correnti orizzontali chiamate rispettivamente <strong>Scendende,</strong> con moto Nord-Sud, e <strong>Montante,</strong> con moto Sud-Nord.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="421411" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/stretto-messina-correnti-miti-leggende-vortici-scilla-cariddi.html" title="Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina">Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/stretto-messina-correnti-miti-leggende-vortici-scilla-cariddi.html" title="Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/correnti-e-fenomeni-idrodinamici-che-animano-lo-stretto-di-messina-1655648731661_320.jpeg" alt="Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina"></a></article></aside><p>Laddove l'acqua superficiale tende a salire dalle profondità dello Stretto verso l’alto, le increspature tese dal vento vengono compresse, <strong>creando fasce di mare liscio come uno specchio, note nella tradizione marinara dello Stretto come macchie d'olio.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano-1788212749065.jpg" data-image="alpninljbfmi" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>La caratteristica più sorprendente delle onde interne è la loro interazione con la superficie. L'energia dell'onda viaggia in profondità, lasciando il livello del mare geometricamente orizzontale. Una nave non beccheggia e non sale lungo il profilo dell'onda.</figcaption></figure><p>Lì dove l'acqua si muove dall’alto verso il basso, la superficie si fa più rugosa e frammentata, con increspature, e fenomeni come le scale di mare, comunissimi nel quotidiano lungo tutto lo Stretto. </p><h2><strong>I satelliti come riescono a vedere queste onde?</strong></h2><p>I sensori ottici dei satelliti sfruttano un fenomeno geometrico chiamato <strong>sunglint (il riflesso del sole specchiato sul mare).</strong> Le zone lisce riflettono la luce solare lontano dal sensore (apparendo scure nell'immagine satellitare), mentre le zone rugose la disperdono in tutte le direzioni (apparendo chiare). </p><p>È così che lo spazio riesce a fotografare l'impronta digitale di un fenomeno totalmente sommerso, presente solo a grandi profondità.</p><h2><strong>L'importanza per l'ecosistema e la navigazione</strong></h2><p>Le <strong>onde interne</strong> non sono solo uno spettacolo visivo, ma rappresentano il cuore pulsante dell'ecosistema dello Stretto. Rompendosi contro le coste o i fondali, queste onde mescolano i diversi strati d'acqua provocando <strong>l'upwelling,</strong> ovvero la risalita di nutrienti profondi, fosfati e nitrati verso la superficie illuminata dal sole. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="701270" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina.html" title="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?">Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina.html" title="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina-1741911000274_320.jpg" alt="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?"></a></article></aside><p>Questa continua fertilizzazione è il motivo per cui lo Stretto di Messina vanta una biodiversità marina straordinaria ed è un punto di transito cruciale per grandi pelagici <strong>come tonni, pesci spada e cetacei.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Rose in fiore anche in autunno: 10 regole per favorire una nuova fioritura dopo l'estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 16:16:24 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dopo il caldo estivo, le rose tornano a fiorire: ecco 10 semplici regole per favorire questo spettacolo botanico autunnale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343591930.jpeg" data-image="utr8oyzxdqf5"><figcaption>Rose in fiore anche in autunno: 10 regole per favorire una nuova fioritura dopo l'estate</figcaption></figure><p><strong>Con la fine dell'estate e il graduale ritorno a temperature più miti, le rose possono tornare a produrre nuovi germogli e boccioli</strong>. Il caldo intenso e la siccità dei mesi estivi rallentano la loro fioritura, ma con l'arrivo dell'autunno e il ritorno di condizioni ambientali più favorevoli le piante possono fiorire nuovamente, seppur in modo generalmente meno abbondante rispetto alla primavera. Alcune rose sono naturalmente più predisposte a rifiorire e alcune semplici regole di giardinaggio permettono di facilitare questo processo.</p><h2>1. Scegliere varietà rifiorenti</h2><p><strong>La rifiorenza è una caratteristica varietale che permette alla rosa di produrre più cicli di fioritura durante la stagione vegetativa</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343790666.jpeg" data-image="2sz3b43rgcoj"><figcaption>Scegliere varietà rifiorenti</figcaption></figure><p>Se si desidera una fioritura autunnale abbondante e prolungata, scegliere una varietà rifiorente rappresenta quindi un importante vantaggio. Anche le rose non rifiorenti possono tornare a produrre qualche fiore dopo l'estate, ma generalmente in misura più contenuta.</p><h2>2. Eliminare i fiori appassiti</h2><p><strong>Rimuovere regolarmente i fiori sfioriti aiuta la pianta a non concentrare energie nella formazione dei frutti, cioè i cinorrodi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343817544.jpeg" data-image="ys1k4ghjepte"><figcaption>Eliminare i fiori appassiti</figcaption></figure><p>Nelle rose rifiorenti, questa semplice operazione può favorire la produzione di nuovi germogli fiorali. È sufficiente recidere lo stelo appena sopra una foglia ben sviluppata, utilizzando cesoie pulite e affilate.</p><h2>3. Potare e ripulire la pianta</h2><p><strong>In autunno non è necessario ricorrere a una potatura drastica, ma è utile ridimensionare i rami eccessivamente lunghi o deboli e dare alla chioma una forma equilibrata</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343637611.jpeg" data-image="bplan4ere41c"><figcaption>Potare e ripulire la pianta</figcaption></figure><p>Vanno inoltre eliminati i rami secchi, danneggiati o malati. Una pianta ben ripulita e arieggiata può sfruttare meglio le condizioni favorevoli della stagione.</p><h2>4. Concimare in modo equilibrato</h2><p><strong>Dopo lo stress estivo, una concimazione equilibrata può sostenere la ripresa vegetativa e la formazione dei nuovi fiori</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343663388.jpeg" data-image="1u6b5wwwx9em"><figcaption>Concimare in modo equilibrato</figcaption></figure><p>Meglio evitare però gli eccessi di azoto, che stimolano una vegetazione molto tenera e vigorosa poco prima dell'arrivo del freddo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="742351" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/ecco-alcuni-metodi-comprovati-dalla-scienza-per-allungare-la-vita-alle-tue-rose.html" title="Ecco alcuni metodi comprovati dalla scienza per allungare la vita alle tue rose">Ecco alcuni metodi comprovati dalla scienza per allungare la vita alle tue rose</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/ecco-alcuni-metodi-comprovati-dalla-scienza-per-allungare-la-vita-alle-tue-rose.html" title="Ecco alcuni metodi comprovati dalla scienza per allungare la vita alle tue rose"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/save-your-roses-proven-ways-to-prevent-deadly-rose-diseases-1764613122017_320.jpg" alt="Ecco alcuni metodi comprovati dalla scienza per allungare la vita alle tue rose"></a></article></aside><p>Sono preferibili concimi specifici per rose, seguendo sempre dosi e modalità indicate in etichetta.</p><h2>5. Irrigare se l'autunno è siccitoso</h2><p><strong>Il calo delle temperature non significa necessariamente che le rose abbiano già a disposizione tutta l'acqua necessaria</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343845447.jpeg" data-image="k5cj7r2cjotw"><figcaption>Irrigare se l'autunno è siccitoso</figcaption></figure><p>Se le piogge tardano ad arrivare, è importante controllare l'umidità del terreno e irrigare quando necessario, soprattutto per le piante in vaso. L'acqua va distribuita alla base della pianta, evitando di bagnare inutilmente foglie e fiori.</p><h2>6. Arieggiare superficialmente il terreno</h2><p><strong>Dopo mesi di caldo e siccità, la superficie del terreno può diventare compatta e formare una vera e propria crosta</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343684356.jpeg" data-image="smobifdvky6c"><figcaption>Arieggiare superficialmente il terreno</figcaption></figure><p>Con una piccola zappetta è possibile smuovere delicatamente lo strato più superficiale, migliorando l'infiltrazione dell'acqua e la porosità del terreno. L'operazione deve essere molto superficiale, per non danneggiare le radici.</p><h2>7. Mantenere pulito il colletto e pacciamare</h2><p><strong>Foglie morte, residui vegetali ed erbe infestanti non dovrebbero accumularsi alla base della pianta</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343874208.jpeg" data-image="m7c8a9zu9gh5"><figcaption>Mantenere pulito il colletto e pacciamare</figcaption></figure><p>Dopo aver mantenuto libero il colletto, è possibile distribuire uno strato di corteccia come pacciamatura, sia in piena terra sia nei vasi. La pacciamatura limita la crescita delle infestanti e aiuta a conservare più a lungo l'umidità del terreno.</p><h2>8. Sostenere la pianta con i biostimolanti</h2><p><strong>I biostimolanti possono rappresentare un supporto aggiuntivo per le rose che hanno affrontato un'estate particolarmente stressante</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343960345.jpeg" data-image="0pzq6q9fvtuv"><figcaption>Sostenere la pianta con i biostimolanti</figcaption></figure><p>Prodotti a base di estratti di alghe, sostanze umiche o altri composti organici possono aiutare la pianta a utilizzare meglio le risorse disponibili e a reagire agli stress. Non sostituiscono però irrigazione, nutrizione e condizioni di coltivazione adeguate.</p><h2>9. Controllare malattie e parassiti</h2><p><strong>L'aumento dell'umidità e le temperature ancora miti dell'autunno possono favorire alcune malattie fungine, tra cui ticchiolatura, oidio e ruggine</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343707842.jpeg" data-image="pv8330n1n9d5"><figcaption>Controllare malattie e parassiti</figcaption></figure><p>È quindi importante controllare frequentemente foglie e germogli e rimuovere tempestivamente le parti fortemente colpite. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="739678" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/potatura-delle-rose-quando-e-come-farla-per-una-fioritura-abbondante-in-primavera.html" title="Potatura delle rose: quando e come farla per una fioritura abbondante in primavera">Potatura delle rose: quando e come farla per una fioritura abbondante in primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/potatura-delle-rose-quando-e-come-farla-per-una-fioritura-abbondante-in-primavera.html" title="Potatura delle rose: quando e come farla per una fioritura abbondante in primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/potatura-delle-rose-quando-e-come-farla-per-una-fioritura-abbondante-in-primavera-1763854913041_320.jpeg" alt="Potatura delle rose: quando e come farla per una fioritura abbondante in primavera"></a></article></aside><p>In caso di necessità, si possono utilizzare prodotti autorizzati per la coltura e per l'avversità da trattare, seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate in etichetta.</p><h2>10. Rinvasare o mettere a dimora le rose</h2><p><strong>L'autunno può essere un buon momento per dare più spazio alle rose coltivate in contenitore o mettere a dimora quelle ancora nei vasi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343990723.jpeg" data-image="x6w1lee5co3b"><figcaption>Rinvasare o mettere a dimora le rose</figcaption></figure><p>Il terreno conserva infatti parte del calore estivo e le condizioni più miti possono favorire lo sviluppo delle radici prima dell'inverno. Nel rinvaso è importante scegliere un contenitore proporzionato all'apparato radicale e assicurare sempre un buon drenaggio.</p><h2>Protagoniste di una seconda primavera</h2><p><strong> La fine dell'estate e del caldo intenso segnano l'inizio di una nuova stagione di crescita e fioritura</strong>. Le rose, con la ripresa della fioritura, diventano protagoniste di questa seconda primavera, contraddistinta da colori e profumi che accompagnano il giardino fino alle soglie dell'inverno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Uno studio rivela come la siccità possa limitare le precipitazioni causate da tifoni e cicloni tropicali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-studio-rivela-come-la-siccita-possa-limitare-le-precipitazioni-causate-da-tifoni-e-cicloni-tropicali.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L'aumento delle temperature permette all'atmosfera di trattenere più umidità, il che, combinato con tempeste più intense, dovrebbe teoricamente portare a precipitazioni più distruttive. Tuttavia, analizzando le proiezioni dei modelli climatici, i ricercatori si imbattono in un fenomeno enigmatico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sequedad-atmosferica-precipitaciones-ciclones-tropicales-1787633499697.png" data-image="t8p0q4ne5tje" alt="Cicloni tropicali." title="Cicloni tropicali."><figcaption>Le precipitazioni associate ai cicloni tropicali sono determinate dall'intensità della tempesta, dall'umidità atmosferica e dall'efficienza con cui tale umidità si trasforma in pioggia. Illustrazione a scopo puramente concettuale.</figcaption></figure><p>Nel contesto del riscaldamento globale, gli scienziati hanno previsto che i cicloni tropicali (inclusi tifoni e uragani) porteranno precipitazioni più intense e frequenti.</p><p>La fisica alla base di questo fenomeno sembra intuitiva: l'aumento delle temperature permette all'atmosfera di trattenere più umidità, il che, combinato con l'intensificarsi delle tempeste, dovrebbe, in teoria, innescare piogge torrenziali più distruttive. </p><p>Tuttavia, analizzando le proiezioni dei modelli climatici, i ricercatori si imbattono in un fenomeno enigmatico: alcuni modelli prevedono aumenti delle precipitazioni molto inferiori a quelli che la sola termodinamica permetterebbe di stimare. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Questa incertezza ha a lungo ostacolato la capacità della comunità scientifica di prevedere con precisione le future precipitazioni causate dai cicloni tropicali e di valutare i rischi di alluvione ad esse associati.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Recentemente, un nuovo studio condotto dall'Università di Hong Kong (HKU) e dall'Imperial College di Londra (ICL) ha svelato un tassello fondamentale mancante del puzzle: l'aumento dell'aridità atmosferica. Pubblicato su <strong><em>Nature Geoscience,</em></strong> lo studio rivela che, sebbene un'atmosfera più calda possa trattenere più umidità, diventa anche più secca, sopprimendo le precipitazioni e agendo da freno alle piogge generate dai cicloni tropicali.</p><h2>L'aumento della desaturazione atmosferica ostacola la formazione delle nuvole e accelera l'evaporazione</h2><p>Il team ha osservato che la chiave risiede in un meccanismo fisico noto come <strong>"deficit di saturazione della colonna d'aria".</strong> La differenza tra la quantità effettiva di vapore acqueo nell'atmosfera e il suo livello di saturazione completa (la soglia per le precipitazioni). La pioggia si verifica tipicamente quando il vapore acqueo si condensa in goccioline di nuvola, si aggrega in gocce di pioggia e cade al suolo. </p><div class="texto-destacado">Tuttavia, in un clima più caldo, la capacità dell'atmosfera di trattenere l'umidità aumenta esponenzialmente. Di conseguenza, anche se l'umidità relativa rimane costante, la differenza dalla "saturazione completa" aumenta significativamente, il che significa che l'aria diventa sostanzialmente più secca. Questa secchezza può innescare due effetti:<br></div><p><strong>- Evaporazione prima dell'atterraggio:</strong> le gocce di pioggia che si condensano ad alta quota durante un tifone evaporano rapidamente nell'aria secca della troposfera inferiore e media mentre scendono, impedendo loro di raggiungere il suolo.</p><p><strong>- Inibizione della condensazione:</strong> l'aria secca proveniente dall'ambiente circostante, aspirata dalla corrente ascensionale del tifone, diluisce l'umidità, sopprimendo la formazione di nubi e pioggia alla sua origine.</p><p>Questo effetto limitante della secchezza atmosferica è sufficientemente potente da contrastare l'aumento delle precipitazioni causato dall'intensificarsi delle tempeste. Ciò fornisce una solida spiegazione fisica del perché molti modelli climatici prevedano aumenti delle precipitazioni costantemente inferiori rispetto ai calcoli teorici tradizionali.</p><h2>Pionieri in un “Quadro di valutazione unificato”</h2><p>Lo studio propone anche un quadro unificato per la comprensione delle precipitazioni associate ai cicloni tropicali. <strong>Dimostra che le precipitazioni dipendono non solo dall'intensità della tempesta e dalla quantità di vapore acqueo nell'atmosfera,</strong> ma anche dall'efficienza delle precipitazioni: ovvero, da quanto efficacemente l'umidità viene convertita in pioggia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677768" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?">Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti-1728503576299_320.jpg" alt="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"></a></article></aside><p>Due effetti opposti in un clima in riscaldamento influenzano questa efficienza: l'aumento dell'intensità delle tempeste tende ad incrementarla, mentre l'aumento della secchezza atmosferica tende a ridurla. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Sebbene la secchezza atmosferica predomini in alcuni modelli climatici, questo quadro non esclude un aumento dell'efficienza delle precipitazioni qualora l'intensificazione futura delle tempeste superi l'effetto di riduzione della secchezza atmosferica.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I risultati potrebbero avere importanti implicazioni pratiche. Per le comunità costiere, i responsabili della gestione delle emergenze e i pianificatori delle infrastrutture, proiezioni più accurate delle precipitazioni derivanti da futuri uragani e tifoni sono fondamentali per la protezione dalle inondazioni, la pianificazione delle evacuazioni e la resilienza climatica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/uno-studio-rivela-come-la-siccita-possa-limitare-le-precipitazioni-causate-da-tifoni-e-cicloni-tropicali-1788128672815.jpg" data-image="g9tlyx875kf5" alt="Cicloni tropicali." title="Cicloni tropicali."><figcaption>Lo studio propone anche un quadro unificato per la comprensione delle precipitazioni associate ai cicloni tropicali.</figcaption></figure><p>Tenendo conto dell'effetto della secchezza atmosferica, il nuovo quadro potrebbe migliorare le valutazioni delle precipitazioni e del rischio di inondazioni e supportare una pianificazione dell'adattamento climatico più informata.</p><p>Lo studio rileva inoltre che i modelli climatici globali non riescono a cogliere appieno alcuni processi su piccola scala. Pertanto, saranno necessarie future simulazioni ad alta risoluzione per affinare le proiezioni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773967" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità">La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nociones-basicas-sobre-los-ciclones-tropicales-1781360074663_320.jpg" alt="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"></a></article></aside><p><strong>Ciononostante, numerosi set di dati e modelli mostrano in modo coerente che l'aumento dell'aridità atmosferica riduce l'efficienza delle precipitazioni. </strong>Questa forte correlazione negativa sottolinea che l'aridità atmosferica è un vincolo termodinamico critico che deve essere incorporato nelle future proiezioni climatiche.</p><p>Fuente: <a href="https://hku.hk/" target="_blank"><strong>Facultad de Ciencias, Universidad de Hong Kong</strong> </a></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Chen%2C%20J.%2C%20Toumi%2C%20R.%20%26%20Xi" data-year="" data-title="Future%20tropical%20cyclone%20rainfall%20constrained%20by%20increased%20atmospheric%20dryness.%20Nat.%20Geosci" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41561-026-02047-5">Chen, J., Toumi, R. & Xi. <a href="https://www.nature.com/articles/s41561-026-02047-5" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Future tropical cyclone rainfall constrained by increased atmospheric dryness. Nat. Geosci</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-studio-rivela-come-la-siccita-possa-limitare-le-precipitazioni-causate-da-tifoni-e-cicloni-tropicali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La scossa passò nel dimenticatoio collettivo a causa dei pochissimi danni nelle due città. Ecco cosa sappiamo oggi di quel terremoto, il più forte avvenuto nell'area dopo quello disastroso del 1908.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307410950.jpg" data-image="v1zs5srpy66u" alt="Terremoto, Stretto di Messina." title="Terremoto, Stretto di Messina."><figcaption>L'epicentro del grande terremoto del 28 dicembre 1908. Fonte immagine Wikipedia.</figcaption></figure><p>Non tutti sanno che dopo la catastrofe sismica del 28 dicembre 1908 l’area dello Stretto di Messina è stata colpita da un terremoto di <strong>magnitudo 5,0 Richter,</strong> passato quasi nel dimenticatoio. Nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 1975, alle 01:09, lo Stretto di Messina tornò a tremare. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Una scossa di magnitudo stimata tra 4,7 e 5,1, con ipocentro a una profondità compresa tra i 10 e i 21 chilometri e epicentro nel settore calabrese tra Gallico Marina e Reggio Calabria,</strong> scosse le due sponde. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Fu il più forte evento sismico locale dopo la catastrofe del 28 dicembre 1908. Eppure, a distanza di cinquant’anni, resta un terremoto quasi cancellato dalla memoria collettiva, a causa dell’assenza di danni nelle due città.</p><h2><strong>Cosa sappiamo oggi di quel terremoto?</strong></h2><p>La scossa si originò lungo il piano di una faglia a gradini che borda la costa di Reggio Calabria, sulla sponda calabra dello Stretto. <strong>Sistema che probabilmente non si era del tutto scaricato durante il grande terremoto del 1908.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307515545.jpg" data-image="8m7f1vd0yuh3" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>L'area dello Stretto di Messina rimane una delle zone a più alta sismicità del Mediterraneo.</figcaption></figure><p>Gli studi più recenti sullo Stretto di Messina (in particolare quello del 2025-2026 pubblicato su <strong>Tectonophysics</strong>) descrivono un sistema di piccoli segmenti di faglia orientati NE-SW, <strong>disposti a scalinata (en-échelon),</strong> che formano un’area ellittica proprio in prossimità dell’epicentro del 1908.</p><div class="texto-destacado"><strong>Queste strutture, molto più piccole della faglia del 1908, sono quelle che oggi generano le sequenze sismiche di bassa-media magnitudo (es. 2005, 2006, 2013, 2016) e sono coerenti con i meccanismi di fagliazione tipici della zona.</strong></div><p>L’intensità macrosismica raggiunse il <strong>VII-VIII grado</strong> della scala <strong>Mercalli.</strong> A Reggio Calabria si registrarono lesioni in alcuni edifici più datati, caduta di calcinacci e cornicioni, crepe in chiese e palazzi storici, tra cui il Duomo e alcune strutture pubbliche. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Qualche fabbricato fu dichiarato pericolante e dovette essere demolito. A Messina gli effetti furono ancora più contenuti, con qualche lesione leggera, caduta di intonaci e qualche cornicione. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Migliaia di persone uscirono in strada impaurite, molte trascorsero la notte all’aperto. Le vittime furono sei in totale, quasi tutte per collasso cardiocircolatorio dovuto allo spavento. Solo pochi feriti leggeri per la caduta di calcinacci.</p><h2><strong>Perché non ci furono molti danni?</strong></h2><p>Ciò che colpisce, a posteriori, è proprio la limitatezza dei danni. In due città densamente abitate, colpite da una scossa capace di generare panico e di far registrare intensità elevate, i crolli furono praticamente assenti e le conseguenze strutturali rimaste circoscritte. </p><p>E’ vero che <strong>un sisma di magnitudo 5,1 Richter non è nemmeno così intenso.</strong> Ma il merito dei danni ridotti va in larga parte <strong>alle norme antisismiche introdotte dopo il 1908.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307591093.jpg" data-image="bdwhu9n85e3e" alt="Messina, terremoto del 1908." title="Messina, terremoto del 1908."><figcaption>Le macerie di Messina dopo il terremoto del 28 dicembre 1908. Fonte immagine Wikipedia.</figcaption></figure><p>Il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908 aveva raso al suolo interi quartieri e causato decine di migliaia di morti. La risposta legislativa fu immediata e rigorosa. <strong>Il Regio Decreto del 18 aprile 1909 (e i successivi aggiornamenti) impose regole severe per la ricostruzione e per ogni nuova edificazione nell’area dello Stretto.</strong></p><p>Vennero limitazioni di altezza, obblighi di collegamenti orizzontali e verticali, uso di materiali e tecniche costruttive più resistenti, controlli stringenti. Quelle norme, applicate con relativa coerenza per decenni, <strong>trasformarono il patrimonio edilizio delle due città.</strong></p><p>Gli edifici in muratura ricostruiti o realizzati dopo il 1909, e in misura ancora maggiore quelli in cemento armato degli anni successivi, <strong>dimostrarono una capacità di resistenza nettamente superiore rispetto al tessuto urbano pre-1908.</strong></p><h2><strong>Un banco di prova per l’area ricostruita in maniera antisismica</strong></h2><p>Il terremoto del 1975 fu, in un certo senso, la prima prova seria di quel sistema normativo. La scossa, sebbene moderata, bastò a mettere in evidenza la differenza nel patrimonio edilizio della zona. </p><p>Dove le costruzioni rispettavano i criteri antisismici, <strong>i danni rimasero superficiali o praticamente nulli.</strong> Lì dove, invece, insistevano edifici più vecchi o realizzati con minore attenzione, o con materiali scadenti, <strong>apparvero lesioni e distacchi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="689803" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-segnale-precursore-del-catastrofico-terremoto-che-all-alba-del-28-dicembre-1908-distrusse-messina-e-reggio.html" title="Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria">Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-segnale-precursore-del-catastrofico-terremoto-che-all-alba-del-28-dicembre-1908-distrusse-messina-e-reggio.html" title="Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-segnale-precursore-del-catastrofico-terremoto-che-all-alba-del-28-dicembre-1908-distrusse-messina-e-reggio-1735472481622_320.jpg" alt="Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria"></a></article></aside><p>Non ci furono crolli generalizzati, non ci furono strade intere rese inagibili, non ci fu una seconda catastrofe urbana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307665263.jpg" data-image="ehksm9z5uxsj" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>Panoramica dello Stretto di Messina nella sua parte centrale, fra le due sponde.</figcaption></figure><p>Oggi, a distanza di mezzo secolo, quel sisma è quasi scomparso dal racconto pubblico. È stato superato, nella memoria collettiva, da eventi più mediatici o da scosse successive (come quella del Golfo di Patti del 1978). Eppure resta un episodio istruttivo. </p><p>Ci ricorda che lo Stretto di Messina è un’area sismicamente attiva, caratterizzata da un sistema complesso di faglie (altre più piccole dopo il sistema madre del 1908), e che eventi di magnitudo intermedia possono verificarsi anche a pochi decenni da un grande terremoto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="645338" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ci-sono-segnali-precursori-che-annunciano-forte-terremoto-recente-studio-cerca-risposta.html" title="Ci sono segnali precursori che annunciano un forte terremoto? Un recente studio cerca di dare risposta">Ci sono segnali precursori che annunciano un forte terremoto? Un recente studio cerca di dare risposta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ci-sono-segnali-precursori-che-annunciano-forte-terremoto-recente-studio-cerca-risposta.html" title="Ci sono segnali precursori che annunciano un forte terremoto? Un recente studio cerca di dare risposta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ci-sono-segnali-precursori-che-annunciano-forte-terremoto-recente-studio-cerca-risposta-1708787564778_320.jpg" alt="Ci sono segnali precursori che annunciano un forte terremoto? Un recente studio cerca di dare risposta"></a></article></aside><p><strong>Ma ci ricorda soprattutto che le regole antisismiche, quando sono scritte bene e applicate con rigore, funzionano.</strong> Nel 1975, a Reggio e a Messina, quelle regole, nate dal dolore del 1908, <strong>hanno fatto la differenza tra un terremoto spaventoso e un disastro.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Grandine come arance e raffiche estreme: che temporale ha devastato il Cremonese lo scorso 28 agosto? ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 12:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il temporale distruttivo che ha colpito Cremona, e parte della sua provincia, potrebbe essere legato a un potente rear flank downdraft associato a una grossa supercella di tipo HP. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto-1788209656391.jpg" data-image="t5g60hk5y1bk" alt="Grandinata nel Cremonese." title="Grandinata nel Cremonese."><figcaption>Almeno una quarantina di persone (43 secondo i bilanci più aggiornati) hanno ricevuto assistenza al pronto soccorso, nessuna in condizioni gravi; otto-dodici famiglie sono state evacuate. </figcaption></figure><p>Nel pomeriggio di <strong>venerdì 28 agosto 2026,</strong> poco dopo le 16, Cremona e ampie porzioni del Cremonese sono state travolte da un evento meteo estremo di rara violenza. In una decina di minuti, secondo alcune testimonianze addirittura otto, la città è stata messa in ginocchio da grandine di dimensioni eccezionali (chicchi grandi come arance o palline da tennis), raffiche di vento devastanti, alberi secolari sradicati a migliaia, tetti scoperchiati, sottopassi allagati e un patrimonio storico ferito in modo doloroso. </p><div class="texto-destacado"><strong>Sono crollati la copertura di una guglia del Duomo e il tetto della Torre Civica del Palazzo Comunale.</strong> Almeno dieci chiese hanno riportato danni significativi, decine di abitazioni e i padiglioni della Fiera sono stati colpiti; circa diecimila automobili hanno subito lesioni più o meno gravi.</div><p>Almeno una quarantina di persone (43 secondo i bilanci più aggiornati) hanno ricevuto assistenza al pronto soccorso, nessuna in condizioni gravi; otto-dodici famiglie sono state evacuate. I Vigili del Fuoco hanno accumulato un centinaio di interventi solo nella fase acuta.</p><h2><strong>Cosa ha provocato questi danni ingenti?</strong></h2><p>Si è letto, in particolare nei media generalisti, dei gravissimi danni provocati nel Cremonese a causa di una tromba d’aria (tornado), oltre alle grandinate distruttive. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto-1788209719133.jpg" data-image="ufz1pf9awkis" alt="Grandine, Cremona." title="Grandine, Cremona."><figcaption>Nel Cremonese si parla di oltre 10.000 veicoli danneggiati seriamente dalla grandine.</figcaption></figure><p>Al momento pare probabile che si sia trattato di un intenso <strong>downburst,</strong> che non significa minimizzare l’evento, anzi. Un <strong>downburst</strong> cattivo può produrre danni anche maggiori di un tornado debole-moderato, essendo il downburst più prolungato ed esteso, quindi ha più tempo e spazio per distruggere. </p><p>Ma c’è un particolare. Quegli effetti e quei danni sono stati provocati da <strong>temporali a supercella</strong> <strong>di tipo HP (High Precipitation).</strong> </p><h2><strong>Cosa accade nelle supercelle HP?</strong></h2><p>Per semplificare, distribuisce le correnti discendenti associate alle precipitazioni in modo particolare, ovvero le “sventaglia” seguendo la circolazione del mesociclone (il cuore del mesociclone). </p><p>Si hanno quindi due aree principali di flussi che scendono. La prima è il <strong>FFD (Forward Flank Downdraft), </strong>anteriore, e il <strong>RFD (Rear Flank Downdraft),</strong> sul lato posteriore. </p><p>Il secondo si “arriccia” intorno al mesociclone, anzi, ne fa proprio parte, rappresentando quella parte di cascata di precipitazioni che passa dietro al centro del mesociclone e fuoriesce con spinta generalmente da nord-ovest verso sud-est.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le raffiche distruttive associate alle <strong>supercelle HP</strong> del 28 agosto potrebbero essere state prodotte da intensi <strong>RFD (Rear Flank Downdraft),</strong> caratterizzati non tanto da un significativo raffreddamento evaporativo nello strato sub-nube (tipico dei normali <strong>downburst</strong>), quanto dalla combinazione di precipitazione estremamente abbondante, forzante dinamica associata alla struttura rotante della <strong>supercella (mesociclone)</strong> e trasporto verso il basso di elevata quantità di moto dai medi livelli. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>È noto come la forte rotazione dell’<strong>updraft </strong>e del <strong>mesociclone</strong> produca un notevole abbassamento della pressione in determinate regioni della supercella. Soprattutto sul lato posteriore della corrente ascendente che ruota, la forza del <strong>gradiente di pressione</strong> può contribuire direttamente all’accelerazione del vento verso il basso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto-1788209776902.jpg" data-image="5r43auszolsc" alt="Supercella." title="Supercella."><figcaption>Le raffiche distruttive associate alle supercelle HP del 28 agosto potrebbero essere state prodotte da intensi RFD (Rear Flank Downdraft), caratterizzati non tanto da un significativo raffreddamento evaporativo.</figcaption></figure><p>L’elevatissima umidità nei bassi strati potrebbe aver limitato il raffreddamento evaporativo puro, senza tuttavia impedire la formazione di correnti discendenti esplosive, proprio perché l’<strong>RFD</strong> di una supercella rappresenta una struttura dinamicamente complessa e non un semplice <strong>downdraft termodinamico. </strong></p><p>Tra l’altro, nelle <strong>HP supercells</strong> la separazione fra <strong>updraft</strong> e zona delle precipitazioni è meno netta rispetto alle <strong>supercelle classiche,</strong> e la struttura delle correnti discendenti può essere particolarmente complessa. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786038" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali.html" title="Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni">Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali.html" title="Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali-1787949392970_320.png" alt="Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni"></a></article></aside><p>La corrente discendente, poi, non porta verso il basso soltanto aria raffreddata e accelerata per galleggiamento negativo (evaporazione, fusione), ma può anche trasportare verso il basso aria che possiede già un elevato momento orizzontale. </p><h2><strong>Le condizioni ideali per fenomeni estremi</strong></h2><p>Le condizioni di quel pomeriggio erano ideali per lo sviluppo di strutture così organizzate. Difatti, avevamo aria calda e umidissima nei bassi strati della Pianura Padana, forte contrasto termico e <strong>wind shear</strong> intenso in quota. La supercella ha trasformato un temporale in un sistema capace di concentrare energia in modo spaventoso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto-1788209859762.jpg" data-image="swh61nxwbalh" alt="Forte instabilità." title="Forte instabilità."><figcaption>Le condizioni di quel pomeriggio erano ideali per lo sviluppo di strutture così organizzate. Difatti, avevamo aria calda e umidissima nei bassi strati della Pianura Padana, forte contrasto termico e wind shear intenso in quota. </figcaption></figure><p>Il bilancio, a pochi giorni di distanza, resta pesante. La città e il territorio contano i danni materiali e il trauma collettivo. I lavori di messa in sicurezza, sgombero e verifica strutturale proseguono, con task force di tecnici attivate e immobiliare storico e civile da ripristinare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="25592" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/meteorologia-supercella-spiegazione.html" title="Che cos’è una supercella?">Che cos’è una supercella?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/meteorologia-supercella-spiegazione.html" title="Che cos’è una supercella?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/che-cos-e-una-supercella-25592-10_320.jpg" alt="Che cos’è una supercella?"></a></article></aside><p>Quello del 28 agosto non è stato un <strong>“semplice temporale estivo”.</strong> È stata la dimostrazione concreta di come, in un ambiente fortemente instabile come quello padano, una <strong>supercella HP</strong> possa produrre <strong>RFD downburst</strong> capaci di concentrare su aree relativamente circoscritte una potenza distruttiva eccezionale, amplificata dalla grandine di dimensioni straordinarie. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 11:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il disastro in Nepal è un monito ulteriore dei pericoli indotti dalla crisi climatica: la conseguenza del ritiro dei ghiacciai non è solo il cambio del paesaggio. Ecco le prime ipotesi sul ruolo del riscaldamento globale nella catastrofe del 26 agosto. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb0zj76"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb0zj76.jpg" id="xb0zj76"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il Nepal è stato colpito da <strong>una delle più drammatiche catastrofi idrogeologiche e glaciali </strong>del 2026. Lo scorso 26 agosto, ricordiamo, <strong>un ghiacciaio d’alta quota, a oltre 5000 metri, è collassato </strong>generando una gigantesca frana di ghiaccio e roccia che, scendendo a valle,<strong> ha generato una grande alluvione lampo. </strong><strong>Drammatici gli impatti</strong> su villaggi, turisti e alpinisti, impianti idroelettrici a valle e soprattutto sulla popolazione locale.</p><p>A differenza di alcune notizie delle prime ore, <strong>non risulta né la presenza un lago glaciale preesistente né di un bacino artificiale</strong> all'origine o come causa dell'evento. Qual è il <strong>ruolo dei cambiamenti climatici </strong>in questo evento? Ecco le prime ipotesi formulate da un professore universitario dell’Università di Bristol.</p><h2>Cosa sta succedendo ai ghiacciai dell’Himalaya </h2><p>A fornire alcune notizie e chiarimenti è il<strong> prof. Jonathan Bamber, docente di glaciologia e osservazioni della Terra all’Università di Bristol</strong>. In un articolo pubblicato su The Conversion, fa presente che <strong>otto delle quattordici cime di oltre 8000 metri si trovano proprio in Nepal.</strong> La parte settentrionale del paese ha una orografia particolarmente ripida, il che la rende <strong>facilmente soggetta a frane, </strong>colate di pietre, <strong>valanghe</strong> e crolli di ghiacciai. </p><p><strong>Il riscaldamento globale dovuto alle attività umane qui è particolarmente marcato,</strong> in modo simile a quanto avviene nelle regioni polari il tasso di aumento delle temperature è più alto della media globale.</p><p>In base a dati satellitari e misure da terra,<strong> fra il dal 1976 e il 2024 il bilancio di massa dei ghiacciai mostra un'accelerazione della perdita di ghiaccio </strong>nell'ultimo decennio. Nell'High Mountain Asia (HMA), che comprende l'Himalaya, <strong>il ritmo di perdita è aumentato di circa il 25%</strong>; nelle Alpi europee è più che raddoppiato.</p><h2>I pericoli del ritiro dei ghiacciai</h2><p>La prima conseguenza della fusione dei ghiacciai è il rilascio di acqua di fusione. Si formano così <strong>torrenti di fusione che alimentano a loro volta ampi sistemi fluviali</strong>. Tuttavia c’è un altro grave problema e pericolo: <strong>i ghiacciai si trovano sul permafrost, </strong>terreno ghiacciato anche in profondità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785753" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/alluvione-in-nepal-la-gigantesca-frana-ha-generato-un-sisma-di-magnitudo-5-2-e-non-viceversa.html" title="Alluvione in Nepal: la gigantesca frana ha generato un terremoto di magnitudo 5,2 (e non viceversa)">Alluvione in Nepal: la gigantesca frana ha generato un terremoto di magnitudo 5,2 (e non viceversa)</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/alluvione-in-nepal-la-gigantesca-frana-ha-generato-un-sisma-di-magnitudo-5-2-e-non-viceversa.html" title="Alluvione in Nepal: la gigantesca frana ha generato un terremoto di magnitudo 5,2 (e non viceversa)"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alluvione-in-nepal-la-gigantesca-frana-ha-generato-un-sisma-di-magnitudo-5-2-e-non-viceversa-1787819986875_320.png" alt="Alluvione in Nepal: la gigantesca frana ha generato un terremoto di magnitudo 5,2 (e non viceversa)"></a></article></aside><p><strong>Con l’aumento delle temperature, il permafrost si scongela e roccia e ghiacciao diventano instabil</strong>i. La conseguenza sono frane e destabilizzazione del ghiaccio nei terreni scoscesi. </p><p>Questo processo si somma all’instabilità del ghiacciaio stesso, che può avere parti in posizioni tali in cui si crea una sorta di tipping poing, punto critico o di non ritorno. In Italia, lo abbiamo purtroppo visto bene nel <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/marmolada-ghiacciaio-collassa-morti-feriti-alpi-caldo-record-video.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">disastro della Marmolada</a> del luglio 2022. </p><h2>Focus Nepal e Tibet</h2><p>Nel caso della catastrofe nel Tibet e Nepal, dobbiamo immaginare un <strong>gigantesco blocco di ghiaccio lungo circa 600 metri e alto 50 metri.</strong> Crollando, una massa di oltre <strong>mezzo milione di tonnellate è scesa a valle, </strong>scatenando purtroppo quel che abbiamo visto. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet-1788362497809.jpg" data-image="90svgnj9ccq4"><figcaption>Valanga di neve sul versante dell'Annapurna II, Circuito dell'Annapurna, Nepal. I cambiamenti climatici espongono a maggior rischio le spedizioni alpinistiche, sia sulle alpi che in Himalaya. Un professore dell'Università di Bristol spiega che ruolo hanno avuto nel recente disastro in Nepal.</figcaption></figure><p>Crolli minori, ma comunque pericolosi, sono ben noti agli alpinisti.<strong> I seracchi collassano spesso nelle ore più calde</strong>, gli alpinisti cercano quindi di superare le barriere di seracchi di notte o al mattino presto. Il ritiro dei ghiacciai inoltre può favorire la <strong>formazione di laghi “effimeri”, dovuti ghiaccio o morene </strong>che formano piccole ( anche grandi) dighe naturali. <strong>Il cedimento</strong> improvviso dello sbarramento <strong>può generare devastanti alluvioni lampo di acqua e ghiaccio.</strong> Molti sentieri in Nepal e in India sono dotati di cartelli di avvertimento per questo fenomeno.</p><h2>Cosa dovrebbero fare gli Stati?</h2><p>Il <strong>ritiro dei ghiacciai è uno dei più chiari ed evidenti impatti</strong> dei cambiamenti climatici. Un problema che sembra lontano dalle città europee, colpite però dalle ondate di calore come sta avvenendo nella lunga estate 2026. </p><p><strong>In Europa abbiamo sotto gli occhi l’emergenza salute di questa lunga estate,</strong> gli incendi boschivi in Spagna e Francia, la siccità che si è estesa perfino al Regno Unito, coi parchi di Londra con l’erba ingiallita e secca.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785736" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-stato-il-collasso-di-un-ghiacciaio-a-scatenare-la-tragica-alluvione-in-nepal-con-centinaia-di-morti-e-dispersi.html" title="È stato il collasso di un ghiacciaio a scatenare la tragica alluvione lampo in Nepal, con centinaia di morti e dispersi">È stato il collasso di un ghiacciaio a scatenare la tragica alluvione lampo in Nepal, con centinaia di morti e dispersi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-stato-il-collasso-di-un-ghiacciaio-a-scatenare-la-tragica-alluvione-in-nepal-con-centinaia-di-morti-e-dispersi.html" title="È stato il collasso di un ghiacciaio a scatenare la tragica alluvione lampo in Nepal, con centinaia di morti e dispersi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nepal-bajo-el-agua-una-avalancha-de-hielo-habria-desatado-la-inundacion-que-arraso-rasuwa-1787768487800_320.jpg" alt="È stato il collasso di un ghiacciaio a scatenare la tragica alluvione lampo in Nepal, con centinaia di morti e dispersi"></a></article></aside><p> Alle <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cop30-il-grande-assente-di-belem-senza-i-combustibili-fossili-nell-accordo-possiamo-davvero-salvare-1-5-c.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">ultime COP</a> <strong>si sono intensificati gli sforzi per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili,</strong> ma di fatto <strong>le emissioni serra continuani ad aumentare</strong>. Le simboliche dichiarazioni di emergenza climatica di alcuni Stati, non sono state seguite da fatti concreti e sufficienti. </p><p>Secondo il prof. Jonathan Bamber, <strong>abbiamo le competenze e la tecnologia per affrontare la crisi climatica. Ciò che manca è la volontà politica</strong> e la visione a lungo termine, che conclude con un monito: senza azioni rapide, lo scioglimento dei ghiacciai sarà solo un aspetto della crisi climatica causata dall'uomo, e le conseguenze saranno devastanti.</p><h3>Riferimento notizia:</h3><p><em>Nepal‑Tibet disaster linked to climate change – a glaciologist explains, The Conversion, <a href="https://theconversation.com/nepal-tibet-disaster-linked-to-climate-change-a-glaciologist-explains-290656">https://theconversation.com/nepal-tibet-disaster-linked-to-climate-change-a-glaciologist-explains-290656</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Duro colpo per l’estate in Italia: l’aria polare potrebbe arrivare tra sette giorni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 08:44:29 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Cambio di scena clamoroso che metterà almeno in pausa l'estate dopo la sesta ondata di calore. Dalla seconda decade di settembre possibile cambio di circolazione.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3ihxm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3ihxm.jpg" id="xb3ihxm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Ormai vi diciamo sempre le stesse cose ed è anche abbastanza normale che, a questo punto, vi siate un attimino stancati. E avete tutte le ragioni del caso. Questa <strong>estate 2026</strong> si candida infatti a essere la più calda in assoluto sull’<strong>Italia</strong>: non soltanto per le temperature folli, tipiche del continente africano, ma soprattutto per la durata delle <strong>ondate di caldo</strong>. Pensate che, nell’arco di tutta l’estate, ce ne sono state “solo” cinque.</p><p>Aggiungiamo alla ricetta anche <strong>afa e umidità alle stelle</strong>, specie sulle <strong>regioni meridionali</strong> e lungo le aree costiere, e “la frittata è fatta”, citando un detto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786736" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html" title="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record">Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html" title="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-in-italia-giovedi-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record-1788339827791_320.jpg" alt="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record"></a></article></aside><p>Insomma, questa estate ci ha fatto soffrire parecchio, anche perché sull’altro lato della medaglia abbiamo dovuto affrontare <strong>fenomeni meteo estremi</strong> completamente opposti al caldo. I temporali, seppur relativamente pochi, hanno marciato “mangiando” l’enorme quantità di energia accumulata al suolo durante le lunghe giornate roventi, ma soprattutto quella presente nei nostri mari, che hanno raggiunto temperature altrettanto folli, stabilmente oltre i <strong>30°C</strong>.</p><p>Il risultato sono stati temporali spesso molto violenti, accompagnati da <strong>grandinate eccezionali</strong>, in alcuni casi anch’esse da record.</p><h2><strong>Weekend ancora nel segno del caldo</strong></h2><p>Il <strong>weekend</strong> che si sta per aprire non avrà molto altro da dire, se non per la presenza dell’<strong>anticiclone africano</strong>, che tornerà di prepotenza dopo queste 36-48 ore di relativa pausa. E lo farà, come sempre, in grandissimo stile.</p><p>La <strong>sesta ondata di caldo</strong>, alle porte di settembre, è ancora qualcosa di molto raro, soprattutto per la “potenza” che potrebbe assumere. Le <strong>temperature massime</strong> previste nel weekend saranno infatti ancora di <strong>6-8°C oltre la media stagionale</strong>, con anomalie localmente anche di <strong>10-12°C</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni-1788420406230.jpg" data-image="8izk051irjul" alt="Aumento termico nel weekend" title="Aumento termico nel weekend"><figcaption>Fine settimana con temperature prossime ai 40°C sulle regioni meridionali</figcaption></figure><p>I valori che potremo registrare saranno quelli di piena estate, con la colonnina di mercurio pronta a raggiungere ancora <strong>37-39°C</strong> nelle aree interne delle <strong>regioni meridionali</strong>.</p><p>Entro <strong>domenica 6 settembre</strong>, inoltre, le temperature massime potrebbero superare i <strong>33-34°C su tutta Italia</strong>, confermando a tutti gli effetti l’ennesima <strong>ondata di caldo</strong> di questa interminabile estate.</p><h2><strong>Ma qualcosa all’orizzonte sembra davvero cambiare</strong></h2><p>Tuttavia, qualcosa all’orizzonte sembra veramente stia cambiando.</p><p>Parliamo di una <strong>tendenza meteo a lungo termine</strong> che, per ovvi motivi legati alle tempistiche, dovrà necessariamente essere confermata nei prossimi aggiornamenti. Ma, ad oggi, quello che mostrano i <strong>modelli matematici</strong> è quasi una situazione irreale, assurda. Semplicemente perché non siamo più abituati. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786571" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero">Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250877043_320.jpg" alt="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"></a></article></aside><p>A partire dal <strong>10 settembre</strong>, quindi nella seconda decade del mese, potremmo infatti assistere a un vero e proprio <strong>cambio della circolazione atmosferica</strong>.</p><p>Aria più fresca e più instabile potrebbe riuscire a scalfire il dominio dell’<strong>anticiclone africano</strong> e riportare condizioni decisamente più fresche su tutta l’Italia. E non si tratterebbe soltanto di una semplice attenuazione del caldo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni-1788420567508.jpg" data-image="t80v95qcvaii" alt="Aria polare verso l'Italia nella seconda decade di settembre?" title="Aria polare verso l'Italia nella seconda decade di settembre?"><figcaption>La vasta area depressionaria che potrebbe ridimensionare l'anticiclone sull'Italia</figcaption></figure><p>L’aumento dell’<strong>instabilità atmosferica</strong> potrebbe infatti favorire anche il ritorno delle <strong>piogge</strong>, con fenomeni che potrebbero coinvolgere gran parte della Penisola dopo una fase caratterizzata da caldo, stabilità e temperature eccezionalmente elevate.</p><p>Al momento, è il <strong>Centro-Nord</strong> il candidato ideale a ricevere la “parte grossa” del peggioramento, ma non è affatto da escludere che l’instabilità possa riuscire a raggiungere anche le <strong>regioni meridionali</strong>.</p><h3><strong>È davvero finita l’estate?</strong></h3><p>Come anticipato, però, si tratta ancora soltanto di una <strong>tendenza meteo</strong> e, proprio per questo, potrebbe cambiare anche sensibilmente nei prossimi giorni.</p><p>Ad oggi, le sensazioni sembrano positive e, per una volta, vogliamo crederci anche noi. Ma che sia finita davvero l’<strong>estate 2026</strong>, invece, non possiamo ancora dirlo.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br></div><p>Del resto, dopo tutto quello che abbiamo vissuto negli ultimi mesi, sarebbe davvero troppo presto per abbassare la guardia.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 05:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>I modelli numerici iniziano a prefigurare un cambiamento importante non prima della parte finale di settembre, con l'arrivo delle prime vere perturbazioni autunnali. Ecco cosa si rischia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3fqxu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3fqxu.jpg" id="xb3fqxu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Con l’arrivo di settembre si apre ufficialmente l’autunno meteorologico che, per convenzione, esordisce l’1° settembre. Eppure, nonostante questo, questa prima parte di settembre sarà tutt’altro che autunnale. Come del resto gli ultimi anni ci hanno abituato.</p><p>L’anticiclone subtropicale continuerà a dominare lo scenario meteorologico, garantendo una certa stabilità, con giornate calde e soleggiate. Solo sulle regioni del Nord si assisterà a qualche passaggio nuvoloso, o a qualche locale fenomeno d’instabilità atmosferico. </p><h2><strong>Ma quando arriveranno i primi segnali autunnali?</strong></h2><p>Stando alle ultime proiezioni dei grandi centri di calcolo internazionali, <strong>non prima della metà di settembre si profila un cambiamento importante nella circolazione atmosferica.</strong> Il graduale raffreddamento dell’Artico e lo sviluppo del vortice polare stratosferico favoriranno la ripresa e l’intensificazione dei venti zonali. </p><p>Questo processo contribuirà a far abbassare il flusso perturbato principale sull’Europa. Le prime <strong>vere perturbazioni autunnali</strong> saranno pronte a investire soprattutto il Nord Italia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250813024.jpg" data-image="l8bzkohm63rz" alt="Autunno meteorologico." title="Autunno meteorologico."><figcaption>Nella parte finale del mese l’Italia potrebbe divenire sede di forti contrasti termici, fra le masse d’aria più fresche, in discesa dall’Atlantico settentrionale, e l’aria caldissima, subtropicale, dominante sull’area mediterranea, e al Sud.</figcaption></figure><p>Proprio sulle regioni settentrionali si attendono delle fasi di maltempo più organizzate, con forti temporali, piogge anche abbondanti ed eventi estremi localmente possibili, solo dopo il 15 del mese. </p><h2><strong>A fine mese l’Italia terra di forti contrasti termici?</strong></h2><p>Nella parte finale del mese l’Italia potrebbe divenire sede di forti contrasti termici, fra le masse d’aria più fresche, in discesa dall’Atlantico settentrionale, e l’aria caldissima, subtropicale, dominante sull’area mediterranea, e al Sud.</p><p>Il contrasto tra l’aria più fresca in arrivo e l’aria calda e umida preesistente nei bassi strati, potrà amplificare l’instabilità, <strong>rendendo i fenomeni potenzialmente intensi, soprattutto nelle aree alpine, prealpine e sulla Pianura Padana.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786245" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel.html" title="Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà">Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel.html" title="Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel-1788185039411_320.jpeg" alt="Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà"></a></article></aside><p>Ma forti eventi temporaleschi potranno coinvolgere anche la Sardegna, e le regioni tirreniche, al transito del primo fronte freddo organizzato, o del primo sistema frontale d’origine atlantica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250877043.jpg" data-image="2yz9tr7z7d4v" alt="Maltempo." title="Maltempo."><figcaption>L'arrivo dei primi refoli di aria fresca potrebbe favorire anche fenomeni di forte intensità, con il rischio di nubifragi e temporali violenti.</figcaption></figure><p>Le aree del Centro-Sud, pur risentendo in misura minore di questi impulsi nelle fasi iniziali, potranno comunque sperimentare un progressivo attenuarsi del caldo, con una maggiore variabilità atmosferica e un aumento nella frequenza dei temporali di calore sui monti, nelle ore più calde del giorno.</p><h2><strong>Attenzione alle calde acque del Mediterraneo</strong></h2><p>Un elemento chiave di questa tendenza resta la temperatura delle acque del Mediterraneo, ancora molto elevata dopo l’estate. I mari caldi determineranno un clima caldo e umido lungo le coste italiane, alimentando l’afa e rendendo le notti particolarmente oppressive nelle fasce litoranee.</p><div class="texto-destacado"><strong>Allo stesso tempo, questo serbatoio di calore e umidità potrà favorire fenomeni di forte intensità all’affondo della prima saccatura o allo sviluppo del primo cut-off (goccia fredda) sui mari italiani.</strong></div><p>Quando le correnti più fresche e instabili interagiranno con lo strato di aria molto calda e umida presente sopra la superficie marina, il contrasto termico <strong>potrà innescare temporali violenti, nubifragi e, in alcuni casi, eventi localmente estremi, </strong>soprattutto in prossimità delle coste e nelle aree esposte a flussi di aria umida, che interagiscono con rilievi o massicci montuosi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786471" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”">Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: "speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre-1788203969598_320.jpg" alt="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"></a></article></aside><p>Peraltro queste situazioni andranno monitorate con grande attenzione, visto l’enorme potenziale termico in gioco, lungo i mari attorno l’Italia. La possibilità di vedere eventi meteorologici estremi, purtroppo, non sarà più solo una semplice possibilità. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Formiche e afidi: la simbiosi che si instaura negli orti a fine estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/formiche-e-afidi-la-simbiosi-che-si-instaura-negli-orti-a-fine-estate.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 03:30:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Quando vedi le formiche che salgono e scendono lungo gli steli, presumi che siano loro a danneggiare la pianta. In realtà, sono lì per un altro motivo, ed è proprio questo che sta causando il danno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/formigas-e-pulgoes-a-parceria-que-se-instala-nas-hortas-no-fim-do-verao-1787763649616.png" data-image="nwwi7urb9srt" alt="Formiche." title="Formiche."><figcaption>Formiche accanto a una colonia di afidi, che proteggono in cambio del liquido zuccherino che questi rilasciano.</figcaption></figure><p>In questo periodo dell'anno, in ogni orto si ripete una scena ricorrente. Una fila di formiche <strong>si arrampica con impressionante disciplina sul fusto di una pianta e, in cima, sui germogli più giovani,</strong> si trova un gruppo di minuscoli insetti verdi o neri.</p><p>La prima conclusione che si giunge è solitamente che le formiche stiano attaccando la pianta. Non è così. Stanno semplicemente accudendo un gruppo di formiche.</p><h2>Una partnership con secoli di esperienza</h2><p>Gli afidi si nutrono di linfa, che è molto ricca di zuccheri e povera di proteine. Per ottenere le proteine di cui hanno bisogno, <strong>devono ingerire grandi quantità di linfa e tutto lo zucchero rimanente viene espulso sotto forma di un liquido zuccherino.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Melata:</strong> una sostanza zuccherina e appiccicosa che gli afidi rilasciano dopo essersi nutriti di linfa. È ciò che rende le foglie lucide e appiccicose, attrae formiche e vespe e serve da nutrimento per un fungo nero che si insedia sulla superficie.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le formiche adorano questo zucchero. In cambio, proteggono gli afidi dai predatori naturali, <strong>tengono lontane coccinelle e crisope, li trasportano su foglie più tenere e addirittura immagazzinano le uova nel formicaio durante l'inverno.</strong> È un allevamento a tutti gli effetti.</p><h2>Perché sta succedendo proprio adesso e non a luglio?</h2><p>Gli afidi prediligono temperature miti e soffrono durante i periodi di caldo intenso<strong>. Sopra i 30°C, la riproduzione rallenta,</strong> motivo per cui il problema di solito si attenua a metà luglio.</p><p>Alla fine di agosto, con le notti che si rinfrescano e le temperature massime che si attenuano, arriva il momento ideale. E c'è un dettaglio che fa la differenza: quando le condizioni sono favorevoli, le femmine si sbarazzano dei maschi e partoriscono larve già formate, capaci di riprodursi dopo pochi giorni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Con temperature miti, la popolazione raddoppia in pochi giorni. Ecco perché una piccola colonia diventa incontrollabile in una settimana.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Aggiungete a questo il fatto che l'orto è pieno di germogli nuovi e teneri delle colture autunnali appena piantate, e capirete perché la fine dell'estate è la stagione dei parassiti.</p><h2>Come capire se il problema è già grave?</h2><p>Ci sono diversi segnali a cui prestare attenzione. Nella tabella sottostante troverete alcuni dei principali, il loro significato e cosa fare in ogni caso.</p><p><strong>La patina nera merita una menzione speciale.</strong> Non è una malattia della pianta e non penetra nei tessuti. Si deposita sulla melata e il danno che provoca è quello di ricoprire la foglia, impedendole di ricevere luce. Se si eliminano gli afidi, alla fine scomparirà.</p><h2>Interrompere la collaborazione vale più che uccidere gli afidi</h2><p>Ecco le informazioni essenziali. Eliminare gli afidi è inutile se le formiche continuano a portarne di nuovi sulla pianta e a scacciare quelle che se ne nutrono.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="710737" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-usare-il-sale-da-cucina-per-eliminare-le-formiche-senza-insetticidi-e-in-modo-rapido.html" title="Come usare il sale da cucina per eliminare le formiche senza insetticidi e in modo rapido">Come usare il sale da cucina per eliminare le formiche senza insetticidi e in modo rapido</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-usare-il-sale-da-cucina-per-eliminare-le-formiche-senza-insetticidi-e-in-modo-rapido.html" title="Come usare il sale da cucina per eliminare le formiche senza insetticidi e in modo rapido"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-usare-il-sale-da-cucina-per-eliminare-le-formiche-senza-insetticidi-e-in-modo-rapido-1747579640713_320.jpeg" alt="Come usare il sale da cucina per eliminare le formiche senza insetticidi e in modo rapido"></a></article></aside><p>Iniziate impedendo loro di arrampicarsi. Una striscia di colla entomologica intorno al tronco, o del nastro biadesivo, funziona bene per gli alberi da frutto e le piante con fusti legnosi. <strong>Rimuovete anche qualsiasi cosa possa fungere da ponte, come rami appoggiati ai muri, erbacce alte vicino al tronco o tutori fissati ad altre piante.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/formigas-e-pulgoes-a-parceria-que-se-instala-nas-hortas-no-fim-do-verao-1787763677943.png" data-image="pef1nej0bspd" alt="Afidi." title="Afidi."><figcaption>Una colonia di afidi si è insediata su un nuovo germoglio, la parte più tenera e pregiata della pianta.</figcaption></figure><p>Poi, un getto d'acqua. Sembra troppo semplice, ma funziona. Un forte getto al mattino stacca buona parte della colonia e gli afidi che cadono raramente risalgono da soli. Ripetete l'operazione ogni due giorni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Tagliate e rimuovete i rami con colonie dense. Non lasciateli a terra o nel compost.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>E lasciate spazio ai predatori. Una coccinella adulta mangia decine di afidi al giorno e le sue larve ne mangiano ancora di più. Se vedete larve grigie allungate con macchie arancioni sulle foglie, non rimuovetele: sono le vostre migliori alleate.</p><h2>L'eccesso di azoto è un invito</h2><p>Un dettaglio che molti ignorano: <strong>le piante con un eccesso di fertilizzante azotato producono germogli teneri e linfa più ricca di amminoacidi, proprio ciò che gli afidi cercano.</strong> Un giardino con un eccesso di azoto attira più parassiti di uno con un equilibrio ottimale.</p><p>Nelle prossime settimane, prestate attenzione a due aspetti delle previsioni meteo per la vostra zona. Se le temperature massime scendono intorno ai 25°C e le notti diventano miti, come accade a fine agosto a Braga o Aveiro, è il momento di controllare i nuovi germogli due volte a settimana. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="665435" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-formiche-sono-capaci-di-compiere-operazioni-chirurgiche-sulle-compagne-ferite.html" title="Le formiche sono capaci di compiere operazioni chirurgiche sulle compagne ferite">Le formiche sono capaci di compiere operazioni chirurgiche sulle compagne ferite</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-formiche-sono-capaci-di-compiere-operazioni-chirurgiche-sulle-compagne-ferite.html" title="Le formiche sono capaci di compiere operazioni chirurgiche sulle compagne ferite"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-formiche-sono-capaci-di-compiere-operazioni-chirurgiche-sulle-compagne-ferite-1720992286484_320.jpg" alt="Le formiche sono capaci di compiere operazioni chirurgiche sulle compagne ferite"></a></article></aside><p>E controllateli anche dopo una forte pioggia, perché l'acqua pulisce le colonie ma lava via anche qualsiasi protezione che potreste aver applicato.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/formiche-e-afidi-la-simbiosi-che-si-instaura-negli-orti-a-fine-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché questo massiccio montuoso viene considerato il più pericoloso del mondo?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Queste massiccio montuoso presenta delle caratteristiche davvero uniche, alcune di queste vette sono considerate le più pericolose del mondo da scalare. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo-1781710953991.jpg" data-image="w8ae1wvho276" alt="Annapurna." title="Annapurna."><figcaption>Scalato per la prima volta nel 1950, prima di qualsiasi altro "ottomila", l'Annapurna attira avventurieri da tutto il globo, ma il suo tasso di mortalità superiore al 30% lo rende la montagna più pericolosa dell’intero pianeta.</figcaption></figure><p>L'Annapurna è uno dei massicci montuosi più iconici e temuti al mondo, nel Nepal centrale. Questo imponente complesso himalayano non è solo celebre per le sue vette maestose, <strong>tra cui l'Annapurna I, che con i suoi 8.091 metri rappresenta la decima montagna più alta della Terra,</strong> ma anche per la sua storia pionieristica nell'alpinismo e per il suo primato di pericolosità. </p><p>Scalato per la prima volta nel 1950, prima di qualsiasi altro "ottomila", l'Annapurna attira avventurieri da tutto il globo, ma il suo tasso di mortalità superiore al 30% lo rende la montagna più pericolosa dell’intero pianeta.</p><h2><strong>La geografia del massiccio dell'Annapurna</strong></h2><p>Il massiccio dell'Annapurna si estende per circa 55 chilometri nella regione centrale del Nepal, all'interno della catena himalayana, e fa parte della vasta area protetta dell'<strong>Annapurna</strong> <strong>Conservation Area,</strong> la più grande del paese. </p><p>Situato tra i fiumi Marsyangdi a est e Kali Gandaki a ovest, il massiccio include diverse vette principali, tra cui l'Annapurna I (8.091 m), l'Annapurna II (7.937 m), l'Annapurna III (7.555 m) e l'Annapurna IV (7.525 m). </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>La sua posizione geografica lo rende un baluardo naturale, con versanti ripidi e ghiacciai perenni che lo isolano dal resto dell'Himalaya.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questa conformazione geologica è il risultato di processi tettonici millenari, dove la placca indiana si scontra con quella eurasiatica, creando spettacolari canyon, come la <strong>gola del Kali Gandaki,</strong> una delle più profonde al mondo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo-1781710791879.jpg" data-image="hxs9ixgmf87v" alt="Annapurna." title="Annapurna."><figcaption>L'Annapurna è universalmente riconosciuta come una delle montagne più letali del pianeta, con un tasso di mortalità storico che supera il 30%. Secondo dati del 2022, su 365 ascensioni riuscite, si contano 72 morti, per un rapporto di circa 1 decesso ogni 5 salite. </figcaption></figure><p>Il clima è influenzato dai monsoni estivi, che portano piogge abbondanti e nevicate intense, rendendo l'area soggetta a instabilità atmosferica. Molti incidenti su questa montagna sono legati al meteo estremo.</p><h2><strong>Perché è considerata la montagna più pericolosa del mondo?</strong></h2><p>L'Annapurna è universalmente riconosciuta come una delle montagne più letali del pianeta, con un tasso di mortalità storico che supera il 30%. Secondo dati del 2022, su 365 ascensioni riuscite, si contano 72 morti, per un rapporto di circa 1 decesso ogni 5 salite. <strong>Più recenti stime al 2024 indicano un tasso intorno al 38%, anche se dal 2012 al 2022 è sceso sotto il 20% grazie a miglioramenti nelle pratiche di sicurezza. </strong></p><p>I pericoli derivano da molteplici fattori, fra cui valanghe frequenti, crepacci nascosti nei ghiacciai e condizioni meteorologiche estreme, <strong>con venti forti e tempeste improvvise.</strong> Nel 2014 una tempesta di neve improvvisa causò almeno 43 morti tra gli escursionisti, vicino all'Annapurna e al Dhaulagiri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo-1781710922333.jpg" data-image="40o83vsn2bxk" alt="Annapurna." title="Annapurna."><figcaption>Nonostante i rischi, come altitudine, maltempo e, in rari casi, valanghe, alcuni percorsi sono considerati gestibile per trekker preparati, con un basso tasso di incidenti rispetto alle scalate. </figcaption></figure><p>Inoltre, la via di salita standard dal versante nord è esposta a rischi costanti, e anche se recentemente ha perso il titolo di "più pericolosa" a favore del <strong>Nanga Parbat,</strong> rimane un test supremo per gli alpinisti.</p><h2><strong>La bellezza di queste montagne</strong></h2><p>L'Annapurna è rinomata per il suo potenziale turistico, in particolare per i trekking accessibili a un pubblico più ampio. L'Annapurna Circuit, un itinerario circolare di circa 160-230 chilometri, è uno dei percorsi più popolari al mondo, attraversando villaggi etnici <strong>Gurung e Thakali, </strong>foreste di rododendri, deserti alpini e il <strong>passo di Thorong La</strong> (5.416 m). Questo trek offre un mix di avventura e cultura, con viste panoramiche sull'intero massiccio e opportunità di immersione nella vita locale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="691624" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo.html" title="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo">Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo.html" title="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo-1736546987785_320.jpg" alt="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo"></a></article></aside><p>Nonostante i rischi, come altitudine, maltempo e, in rari casi, valanghe, il Circuit è considerato gestibile per trekker preparati, <strong>con un basso tasso di incidenti rispetto alle scalate.</strong> Ogni anno, migliaia di visitatori lo percorrono, contribuendo all'economia locale, <strong>ma è essenziale una guida esperta e un'acclimatazione adeguata per mitigare pericoli come il mal di montagna.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-questo-massiccio-montuoso-viene-considerato-il-piu-pericoloso-del-mondo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Non serve un giardino per i limoni: ecco come mantenere un albero di limoni produttivo sul balcone o sulla terrazza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-serve-un-giardino-per-i-limoni-ecco-come-mantenere-un-albero-di-limoni-produttivo-sul-balcone-o-sulla-terrazza.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Anche un balcone o una terrazza possono diventare il luogo ideale per coltivare un albero di limoni, capace di fiorire e produrre frutti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-necesitas-un-gran-jardin-para-cosechar-limones-asi-puedes-mantener-un-limonero-productivo-en-tu-balcon-o-terraza-1788043930793.jpeg" data-image="ctze6gwrklz4" alt="Limoni." title="Limoni."><figcaption>Un albero di limoni in vaso può diventare un piccolo albero da frutto produttivo su balconi e terrazze, a condizione che il contenitore sia sufficientemente grande da ospitarne la crescita.</figcaption></figure><p>Non serve un patio per godersi i limoni coltivati in casa. Un albero di limoni può vivere per anni in vaso e rimanere produttivo, a patto che abbia spazio sufficiente per le radici, luce e sostanze nutritive.</p><p>A fine inverno, quando la pianta inizia a riprendersi, è un buon momento per controllarne le condizioni e prepararla per i mesi a venire. Alcune di queste operazioni sono semplici, ma possono fare una grande differenza nella fioritura e nella produzione di frutti.</p><h2>Innanzitutto, controlla lo spazio in cui si trovano le sue radici</h2><p>Un vaso di almeno 40 litri è un buon punto di partenza per un albero di limoni, anche se gli esemplari più grandi avranno gradualmente bisogno di un contenitore più capiente. Se le radici fuoriescono dai fori di drenaggio o formano una massa molto compatta attorno al pane di terra, la pianta ha bisogno di più spazio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-necesitas-un-gran-jardin-para-cosechar-limones-asi-puedes-mantener-un-limonero-productivo-en-tu-balcon-o-terraza-1788044186017.jpeg" data-image="8yr3ivfnw67s" alt="Albero di limoni." title="Albero di limoni."><figcaption>Il trapianto permette di rinnovare parte del substrato e fornisce alle radici un nuovo volume in cui continuare a svilupparsi durante la stagione vegetativa.</figcaption></figure><p>In tal caso, è consigliabile rinvasarla in un contenitore più grande, approfittando di questo periodo di rinnovata crescita. <strong>Non è necessario passare subito a un vaso enorme: basta aumentare gradualmente il volume e utilizzare un terriccio ben drenante.</strong></p><p>Se non è possibile aumentare le dimensioni del vaso, non è una buona idea iniziare a potare le radici regolarmente. Una potatura radicale drastica può ridurre la capacità della pianta di assorbire acqua e sostanze nutritive. <strong>Per un albero che si desidera mantenere produttivo, è preferibile controllarne le dimensioni scegliendo una varietà meno vigorosa e potando moderatamente la chioma.</strong></p><h2>I compiti da svolgere in questo periodo</h2><p>Ora che il limone sta entrando nella sua nuova fase di crescita, è il momento ideale per controllare alcuni aspetti prima che il suo fabbisogno di acqua e nutrienti aumenti.</p><p><strong>Rimuovete i rami secchi o danneggiati:</strong> la crescita primaverile facilita l'individuazione delle parti che non si sono riprese durante l'inverno. Eliminate i polloni dal portainnesto: se spuntano germogli dalla base o sotto il punto di innesto, rimuoveteli per evitare che competano con la varietà di limone. </p><p><strong>Controllate il drenaggio:</strong> dopo un'abbondante annaffiatura, l'acqua dovrebbe defluire dai fori di drenaggio sul fondo; se ristagna, è necessario intervenire. Trovate la posizione più soleggiata: gli agrumi necessitano di diverse ore di luce solare diretta per una crescita e una produzione sane. <strong>Non è necessaria una potatura drastica per ottenere più limoni. </strong></p><p>In questo periodo dell'anno, è sufficiente rimuovere i germogli danneggiati, incrociati o in crescita sotto il punto di innesto, mantenendo una chioma equilibrata.</p><h2>Anche il fertilizzante fa parte del raccolto</h2><p><strong>I limoni coltivati in vaso hanno una riserva di nutrienti molto più limitata rispetto a quelli piantati direttamente nel terreno</strong>. Inoltre, parte di questi nutrienti viene persa con l'irrigazione, quindi necessitano di concimazioni regolari durante la fase di crescita.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-necesitas-un-gran-jardin-para-cosechar-limones-asi-puedes-mantener-un-limonero-productivo-en-tu-balcon-o-terraza-1788044217295.jpeg" data-image="ufvb2llv5hi7" alt="Alberello di limoni." title="Alberello di limoni."><figcaption>Negli agrumi coltivati in vaso, la concimazione primaverile e autunnale aiuta a reintegrare le sostanze nutritive che l'irrigazione ha dilavato dal contenitore durante l'anno.</figcaption></figure><p>Utilizzate un fertilizzante specifico per agrumi, seguendo le istruzioni di dosaggio del produttore e assicurandovi che fornisca anche micronutrienti come ferro, zinco e manganese.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780628" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-che-possono-aiutarti-a-trasformare-un-piccolo-balcone-in-un-mini-giardino.html" title="Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino">Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-che-possono-aiutarti-a-trasformare-un-piccolo-balcone-in-un-mini-giardino.html" title="Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/las-plantas-que-pueden-ayudarte-a-transformar-un-balcon-pequeno-en-un-mini-jardin-1784951323175_320.png" alt="Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino"></a></article></aside><p>Una semplice regola per la coltivazione domestica è concimare una volta <strong>in primavera e una volta in autunno,</strong> regolando la frequenza in base alle istruzioni del prodotto e allo sviluppo della pianta. </p><div class="texto-destacado">La concimazione fogliare può essere utilizzata come integratore, soprattutto quando si desidera correggere rapidamente una carenza di micronutrienti. È preferibile applicarla durante i periodi di crescita attiva, evitando le ore più calde della giornata, i giorni in cui sono previste piogge e i periodi in cui l'albero è sottoposto a stress idrico o termico.</div><p>Più fertilizzante non significa più limoni: una nutrizione equilibrata favorisce la crescita, la fioritura e la formazione dei frutti senza stimolare un'eccessiva produzione di germogli e foglie.</p><h2>Luce e acqua: due chiavi per far sì che i limoni tornino a produrre</h2><p>La posizione in cui piantate il vostro albero di limoni può essere importante quanto il vaso. Cercate il punto più soleggiato del vostro balcone o terrazzo, idealmente <strong>con almeno 6 ore di luce solare diretta al giorno.</strong> Una minore esposizione al sole manterrà l'albero sano, ma ne limiterà la fioritura e la fruttificazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-necesitas-un-gran-jardin-para-cosechar-limones-asi-puedes-mantener-un-limonero-productivo-en-tu-balcon-o-terraza-1788044129931.jpeg" data-image="fyt0wwqunveg" alt="Limoni." title="Limoni."><figcaption>In un albero di limoni coltivato su un terrazzo, trovare il punto più soleggiato può essere fondamentale: circa sei ore di luce solare diretta al giorno sono un'utile indicazione per mantenere una buona produzione.</figcaption></figure><p>L'irrigazione, d'altra parte, deve essere adattata alle condizioni. Alla fine dell'inverno, può ancora essere relativamente poco frequente, ma aumenterà con l'aumento delle temperature e la crescita della pianta.</p><p><strong>Uno dei vantaggi di coltivare un limone in vaso è la possibilità di spostarlo in un luogo riparato in caso di rischio di gelo.</strong> Bisogna però pianificare in anticipo: man mano che l'albero cresce, la combinazione di pianta, terriccio e acqua può diventare piuttosto pesante. </p><p>Pertanto, se si prevede di doverlo spostare, è consigliabile installare fin da subito un supporto con ruote, posizionandolo sul vaso quando l'albero è ancora piccolo e il terriccio è asciutto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="693475" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/limonio-il-fiore-reciso-che-non-appassisce-mai.html" title="Limonio: il fiore reciso che non appassisce mai, ideale per composizioni floreali">Limonio: il fiore reciso che non appassisce mai, ideale per composizioni floreali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/limonio-il-fiore-reciso-che-non-appassisce-mai.html" title="Limonio: il fiore reciso che non appassisce mai, ideale per composizioni floreali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/limonio-il-fiore-reciso-che-non-appassisce-mai-1737566876040_320.jpeg" alt="Limonio: il fiore reciso che non appassisce mai, ideale per composizioni floreali"></a></article></aside><p>In questo modo, un'operazione che inizialmente sembra semplice non si trasformerà in seguito in uno sforzo inutile o in un rischio di danneggiare l'albero o il vaso.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-serve-un-giardino-per-i-limoni-ecco-come-mantenere-un-albero-di-limoni-produttivo-sul-balcone-o-sulla-terrazza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Uno dei pesci tipici del nostro Mediterraneo, la sua presenza indica una buona salute dei mari italiani]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo pesce è capace di tollerare ampie variazioni di salinità e temperatura, il che le permette di colonizzare una varietà di ambienti. La sua presenza è un indicare di buona salute delle acque. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani-1779483915038.jpg" data-image="fn2o0wongsbb" alt="Mennola." title="Mennola."><figcaption>Esemplare maschio di mennola durante la fase d'accoppiamento. Credit immagine Wikipedia. </figcaption></figure><p>Non è molto conosciuta come altre specie più famose, come il sarago o la castagnola. Eppure la <strong>menola,</strong> nome scientifico <strong><em>“Atherina boyeri”,</em></strong> è un pesce agile, molto bello da osservare.</p><p>Rappresenta un esempio di come la biodiversità del nostro mare sia ricca di elementi tipici e insostituibili. E’presente un po’ su tutti i mari che circondano la nostra Penisola.</p><h2><strong>Alcune caratteristiche su questo pesce mediterraneo</strong></h2><p>La menola vive nelle acque temperate e salmastre del Tirreno, dell'Adriatico e dello Ionio, <strong>aree che rappresentano circa il 70% del territorio marino italiano.</strong> La sua presenza è così diffusa da essere menzionata in antichi testi di ictiologia romana, come quelli di <strong>Plinio il Vecchio</strong> nella <strong><em>“Naturalis Historia”,</em></strong> dove viene descritta come un pesce umile ma abbondante nelle lagune e nelle baie.</p><p>In aree come la Laguna Veneta, il Delta del Po o le coste laziali e campane, <strong>la menola è una delle specie più catturate in modo artigianale.</strong> Dal punto di vista gastronomico, è un ingrediente essenziale in piatti regionali, come la fritta in umido nelle cucine liguri, o nelle zuppe siciliane.</p><h2><strong>Areale di distribuzione di questo pesce</strong></h2><p>La menola è un pesce capace di tollerare ampie variazioni di salinità e temperatura, il che le permette di colonizzare una varietà di ambienti. Tipicamente, vive in acque costiere poco profonde, tra 1 e i 10 metri di profondità, <strong>preferendo zone con fondali sabbiosi, fangosi o erbosi, ricchi di posidonie e alghe.</strong></p><p>È una specie gregaria, che forma banchi numerosi per difendersi dai predatori, e migra stagionalmente in cerca di cibo e siti di riproduzione. </p><div class="texto-destacado">Nel Mediterraneo, la sua distribuzione è cosmopolita, ma in Italia raggiunge la massima densità fra il Golfo di Genova fino e lo Stretto di Messina.</div><p>Gli habitat preferiti della menola sono le lagune, gli estuari e le aree portuali, dove l'influenza fluviale crea un mix di acqua dolce e salata ideale per la sua sopravvivenza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani-1779483998418.jpg" data-image="wxl8ajbzu66z" alt="Mennola femmina." title="Mennola femmina."><figcaption>La menola è un pesce capace di tollerare ampie variazioni di salinità e temperatura, il che le permette di colonizzare una varietà di ambienti. </figcaption></figure><p>Da recenti studi portati avanti <strong>dall'ICRAM (ora parte di ISPRA)</strong> indicano che le popolazioni italiane sono stabili, specie in primavera quando i banchi possono raggiungere migliaia di individui. </p><p>Tuttavia, il riscaldamento globale sta alterando i suoi pattern migratori, spingendola verso nord in cerca di temperature ottimali, un fenomeno osservato nelle coste adriatiche.</p><h2><strong>Buon indicatore della salute delle acque</strong></h2><p>La menola è un indicatore ambientale di prim'ordine. La sua tolleranza all'eutrofizzazione e all'inquinamento <strong>la rende un bioindicatore per la qualità delle acque costiere.</strong> Popolazioni in declino segnalano problemi come l'accumulo di plastica o lo sversamento di nutrienti agricoli, come evidenziato in report dell'Agenzia Europea per l'Ambiente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="669957" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-piu-colorati-del-mediterraneo-la-donzella-pavonina.html" title="Uno dei pesci più colorati del Mediterraneo, la donzella pavonina">Uno dei pesci più colorati del Mediterraneo, la donzella pavonina</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-piu-colorati-del-mediterraneo-la-donzella-pavonina.html" title="Uno dei pesci più colorati del Mediterraneo, la donzella pavonina"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uno-dei-pesci-piu-colorati-del-mediterraneo-la-donzella-pavonina-1723734700396_320.jpg" alt="Uno dei pesci più colorati del Mediterraneo, la donzella pavonina"></a></article></aside><p>Dal punto di vista della riproduzione, la menola depone uova adesive su vegetazione sommersa, <strong>contribuendo alla rigenerazione degli habitat bentonici e supportando la dispersione di semi e spore marine.</strong></p><p>In un ecosistema marino sotto pressione,<strong> con il Mediterraneo che ha perso il 41% della sua biodiversità negli ultimi 50 anni,</strong> preservare la menola significa salvaguardare l'intero Mediterraneo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Weekend, il caldo africano non molla: il primo weekend di settembre sarà ancora bollente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-il-caldo-africano-non-molla-il-primo-weekend-di-settembre-sara-ancora-bollente.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il primo fine settimana di settembre sarà dominato ancora dall'anticiclone africano con tempo stabile e caldo intenso. Temperature fino a 38°C e cielo sereno, salvo isolati rovesci pomeridiani sulle Alpi nord-orientali.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3cjju"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3cjju.jpg" id="xb3cjju"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Lo <strong>scenario meteorologico </strong>a livello europeo continua <strong>sulla scia di quanto vissuto in questa lunga calda estate</strong>. Infatti, il robusto il <strong>promontorio di alta pressione di matrice subtropicale</strong>, ben disteso tra la Penisola Iberica, il Mediterraneo centrale e l'Italia, bloccherà ancora le spinte perturbate atlantiche in discesa dal Nord Europa, convogliando, invece, <strong>masse d'aria molto calda direttamente dal Nord Africa verso nord.</strong></p><h2>Italia: prevalenza di tempo stabile con qualche disturbo alpino </h2><p> Sulla <strong>maggior parte del territorio italiano</strong> l'atmosfera si manterrà decisamente <strong>stabile</strong>, con un tempo <strong>prevalentemente </strong><strong>soleggiato </strong>per l'intero<strong> fine settimana</strong>.</p><div class="texto-destacado">Tuttavia, non mancherà occasione per dei <strong>disturbi pomeridiani di origine termoconvettiva diurna</strong>, soprattutto sulle <strong>Alpi Orientali</strong>, dove è confermata la possibilità di locali formazioni cumuliformi con associati <strong>brevi rovesci o piovaschi</strong>, specie in prossimità delle creste<strong> nella giornata di domenica</strong>. Da non escludere anche la possibilità per qualche breve episodio temporalesco.</div><p>Anche al <strong>Centro</strong> e al <strong>Sud</strong>, comprese le isole maggiori, il quadro meteorologico sarà caratterizzato sempre da <strong>cielo sereno o poco nuvoloso</strong>, venti generalmente deboli e mari prevalentemente calmi o poco mossi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-primo-weekend-di-settembre-ancora-sotto-il-segno-del-gran-caldo-africano-1788357062353.jpg" data-image="2s6pg3yfjpi4"><figcaption>Temperature da piena estate nel fine settimana su tutta Italia, con punte anche di 37-38°C sulle aree pianeggianti interne Centromeridionali, della Sardegna e anche della Pianura Padana. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>L'afa</strong> si farà sentire ancora, soprattutto<strong> </strong><strong>n</strong><strong>ei grandi centri urbani e lungo le valli inter</strong><strong>ne</strong>, dove l'assenza di ventilazione significativa accentuerà il disagio fisiologico durante le <strong>ore centrali della giornata. </strong></p><h2>Previsioni tra venerdì, sabato e domenica</h2><p>Inequivocabilmente, il dato più importante di questa fase meteo sarà ancora <strong>l'eccezionale persistenza del caldo,</strong> con temperature ben al di sopra delle medie climatiche di riferimento per i primi giorni di settembre, con <strong>anomalie positive</strong> che localmente raggiungeranno i <strong>+6 o +8°C rispetto alla norma</strong>. </p><p>Tornando alla previsione per <strong>venerdì 4 settembre</strong>, il tempo sarà ancora ampiamente <strong>soleggiato </strong><strong>da nord a sud</strong>, con valori massimi che potranno toccare anche picchi di <strong>36°C sulle aree pianeggianti e sulle valli interne</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786736" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html" title="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record">Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html" title="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-in-italia-giovedi-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record-1788339827791_320.jpg" alt="Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record"></a></article></aside><p><strong> L'apice del caldo </strong>si vivrà <strong>nel fine settimana</strong>, con <strong>sabato 5 settembre</strong> ancora ampiamente<strong> stabile e soleggiato</strong> su tutta la penisola. Temperature massime che si attesteranno<strong> diffusamente intorno ai 35°C sia in pianura al Nord, che sulle aree interne centromeridionali e in Sardegna, con locali punte anche superiori, tra i 37 e i 38°C. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-primo-weekend-di-settembre-ancora-sotto-il-segno-del-gran-caldo-africano-1788356528723.jpg" data-image="1wokxlmxsoen"><figcaption>Domenica possibili locali e brevi fenomeni di instabilità soprattutto sulle Alpi Orientali durante il pomeriggio, ma saranno piuttosto localizzati, con possibili rovesci o temporali isolati. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Domenica 6, </strong>sempre condizioni diffuse di <strong>bel tempo </strong>con ancora il <strong>caldo anomalo</strong> che porterà a massime elevate, diffusamente intorno ai <strong>34-35°C</strong>, con punte anche superiori, ma con <strong>locali e</strong> <strong>brevi fenomeni di instabilità sulle Alpi Orientali durante il pomeriggio</strong>, ma saranno piuttosto localizzati, con possibili rovesci o temporali isolati.</p><h2>Tendenza meteorologica per la seconda settimana di settembre </h2><p>Dando uno sguardo <strong>all'inizio della prossima settimana</strong>, si può notare ancora la persistenza dell'<strong>anticiclone subtropicale</strong>, con condizioni di tempo ancora stabile e <strong>temperature ben superiori alle medie stagionali</strong>, almeno <strong>fino a mercoledì 9</strong>. </p><p>E sarà a partire dalla<strong> seconda metà della prossima settimana</strong> che potrebbe verificarsi <strong>un inizio di cambiamento</strong>. Infatti, i modelli matematici indicano una tendenza a <strong>progressivo cedimento della struttura anticiclonica</strong> sotto la spinta delle correnti atlantiche più fresche. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786727" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html" title="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni">Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html" title="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni-1788337476204_320.png" alt="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni"></a></article></aside><p>Come già accennato in altri articoli sulla tendenza per la prima metà del mese, questo cambiamento <strong>potrebbe anche aprire la porta a una fase maggiormente variabile</strong>, con una graduale tendenza verso <strong>una diminuzione delle temperature</strong>, con la possibilità di <strong>precipitazioni più organizzate a partire dalle regioni settentrionali. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-il-caldo-africano-non-molla-il-primo-weekend-di-settembre-sara-ancora-bollente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il passero domestico rischia di scomparire dalle nostre città, ecco le cause che lo stanno portando verso l'estinzione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-passero-domestico-rischia-di-scomparire-dalle-nostre-citta-ecco-le-cause-che-lo-stanno-portando-verso-l-estinzione.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il passero è senza ombra di dubbio uno degli uccelli piccoli più comuni e diffusi sul nostro continente, e in Italia, ma fra non molto rischia di sparire dalle nostre città. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-passero-domestico-rischia-di-scomparire-dalle-nostre-citta-ecco-le-cause-che-lo-stanno-portando-verso-l-estinzione-1783545156955.jpg" data-image="wqny92nnmhb4" alt="Passero domestico." title="Passero domestico."><figcaption>Quella del passero domestico (Passer domesticus) è la specie che ha subito le perdite maggiori, arrivando a dimenticare quasi metà della sua popolazione, mentre il suo parente più vicino, il passero mattugio, ha subito la diminuzione di più di 30 milioni di esemplari. </figcaption></figure><p>Il passero è senza ombra di dubbio uno degli uccelli piccoli più comuni e diffusi sul nostro continente, e in Italia. Eppure secondo recenti studi si sta avviando verso l’estinzione. Negli ultimi quattro decenni <strong>si è assistito alla scomparsa di 1/6 degli uccelli, pari a una perdita di</strong> <strong>quasi 600 milioni di esemplari.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Fra le specie più colpite da questa estinzione ci sono la <strong>cutrettola gialla</strong> (97 milioni di esemplari in meno), lo <strong>storno</strong> (75 milioni in meno) e <strong>l’allodola </strong>(68 milioni di uccelli in meno).<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Lo studio ha analizzato i dati relativi a 378 delle 445 specie di uccelli nativi dell’Unione europea e del Regno Unito, <strong>osservando che il declino della popolazione alata è passato dal 17 al 19 per cento nel periodo compreso fra il 1980 e il 2017.</strong></p><h2><strong>Il passero domestico a rischio estinzione</strong></h2><p>Quella del <strong>passero domestico (Passer domesticus)</strong> è la specie che ha subito le perdite maggiori, arrivando a dimenticare quasi metà della sua popolazione, mentre il suo parente più vicino, <strong>il passero mattugio, </strong><strong>ha subito la diminuzione di più di 30 milioni di esemplari.</strong></p><p>Entrambe le specie si stanno estinguendo a causa dei cambiamenti nelle pratiche di coltivazione, <strong>ma il passero domestico risulta sparito anche dai cieli di molte città per ragioni che gli scienziati non sono riusciti ancora a comprendere del tutto,</strong> ma che probabilmente includono la scarsezza di cibo, l’inquinamento e la sempre maggior presenza di corvidi, che spesso risultano specie predatrici dei passeri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-passero-domestico-rischia-di-scomparire-dalle-nostre-citta-ecco-le-cause-che-lo-stanno-portando-verso-l-estinzione-1783545200517.jpg" data-image="k5c1y60kmjr1" alt="Passero domestico." title="Passero domestico."><figcaption>L’innalzamento della temperatura sta cambiando i delicati equilibri naturali che regolano il fenomeno migratorio, come le date di arrivo e partenza delle specie volatili dall’Europa verso l’Africa. Anche la desertificazione e la scomparsa di zone umide, per la crescente antropizzazione.</figcaption></figure><p>In Italia la scomparsa del passero si osserva soprattutto nelle grandi aree urbane del Nord, dove invece risultano crescenti specie, <strong>come le cornacchie o le taccole. </strong></p><h2><strong>In Europa una specie di uccelli su cinque è a rischio estinzione</strong></h2><p>I cambiamenti climatici hanno ulteriormente aggravato la situazione, sia in modo indiretto a causa degli effetti negativi sugli habitat degli uccelli, sia in quello diretto soprattutto per le specie migratorie, come dimostrano ormai numerosissime ricerche scientifiche svolte in questo ambito. </p><div class="texto-destacado">L’innalzamento della temperatura sta cambiando i delicati equilibri naturali che regolano il fenomeno migratorio, come le date di arrivo e partenza delle specie volatili dall’Europa verso l’Africa. </div><p>Anche la desertificazione e la scomparsa di zone umide, per la crescente antropizzazione, mettono in difficoltà molti uccelli che non trovano più i siti di sosta abituali durante il loro viaggio.</p><h2><strong>Le possibili soluzioni</strong></h2><p>La lotta a ridurre gli effetti e le conseguenze del cambiamento climatico sta diventando sempre più difficile, <strong>anche per il venir meno di politiche ambientali serie,</strong> di concreta attuazione nei singoli territori. </p><p>Ripristinare gli elementi naturali del paesaggio agricolo, conservare i prati storici, le praterie alpine e le zone più steppiche, <strong>diminuire il carico di fertilizzanti e di pesticidi di sintesi, e sostenere sempre e comunque l’agricoltura biologica,</strong> potrebbe contribuire a migliorare in parte la situazione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="667175" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-degli-uccelli-piu-strani-e-misteriosi-d-europa-il-succiacapre-noto-come-uccello-vampiro.html" title="Uno degli uccelli più strani e misteriosi d'Europa: il succiacapre noto come 'uccello vampiro'">Uno degli uccelli più strani e misteriosi d'Europa: il succiacapre noto come "uccello vampiro"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-degli-uccelli-piu-strani-e-misteriosi-d-europa-il-succiacapre-noto-come-uccello-vampiro.html" title="Uno degli uccelli più strani e misteriosi d'Europa: il succiacapre noto come 'uccello vampiro'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uno-degli-uccelli-piu-strani-e-misteriosi-d-europa-il-succiacapre-noto-come-uccello-vampiro-1722033039137_320.jpg" alt="Uno degli uccelli più strani e misteriosi d'Europa: il succiacapre noto come 'uccello vampiro'"></a></article></aside><p>Ma bisogna agire fin da subito, visto che gli effetti di questi cambiamenti si potranno vedere solo nel lungo termine. <strong>Nel frattempo per molte specie di uccelli, fra cui il passero domestico, potrebbe essere troppo tardi.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-passero-domestico-rischia-di-scomparire-dalle-nostre-citta-ecco-le-cause-che-lo-stanno-portando-verso-l-estinzione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo intenso in Italia: domani il promontorio nordafricano raggiungerà dimensioni record]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 10:18:02 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni l’anticiclone nordafricano registrerà una nuova rimonta che porterà l’ennesima ondata di calore dell’anno, con temperature roventi soprattutto al sud e sulle due isole maggiori.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3ag6y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3ag6y.jpg" id="xb3ag6y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sull’Italia <strong>sta transitando una rapida perturbazione</strong> che ben presto lascerà il nostro paese, lasciando spazio ad una <strong>rimonta dell’anticiclone nordafricano che porterà aria calda di origine subtropicale</strong>.</p><div class="texto-destacado">Già da domani infatti il campo di alta pressione tornerà a rinvigorirsi <strong>con effetti sia sulle condizioni atmosferiche in generale che sulle temperature</strong>.</div><p>Se infatti tra oggi e domani è previsto un leggero aumento dell’instabilità, con possibili locali rovesci e temporali, soprattutto sulle zone montane e pedemontane, <strong>da giovedì il tempo diventerà più stabile e asciutto</strong>.</p><h2>Rimonta dell'anticiclone nordafricano</h2><p>Nel corso delle prossime giornate <strong>è comunque previsto il passaggio di qualche innocua velatura</strong>, nubi alte, tenui e di tipo stratificato non associate a precipitazioni, <strong>oppure la formazione di locali addensamenti nuvolosi</strong> più compatti, in particolare lungo l’arco alpino e la dorsale appenninica, dove <strong>non è escluso qualche locale rovescio o piovasco</strong>, specie durante le ore pomeridiane.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’effetto più evidente riguarderà però le temperature, che <strong>si riporteranno decisamente troppo al di sopra del normale</strong>, con valori anche oltre +10 °C superiori alla media climatologica.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ricordiamo che ieri è iniziato ufficialmente l’autunno meteorologico ma <strong>le temperature previste nei prossimi giorni saranno decisamente di stampo estivo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-in-italia-giovedi-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record-1788339827791.jpg" data-image="i2l2x9aqqoe6" alt="Anomalia termica" title="Anomalia termica"><figcaption>Anomalia di temperatura prevista durante le ore più calde della giornata di domenica.</figcaption></figure><p>Farà caldo ovunque e per tutto l’arco delle 24 ore. <strong>Si raggiungeranno valori massimi considerevoli, diffusamente al di sopra dei 35 °C</strong> al centro-sud, dove si potranno avere picchi prossimi ai 40 °C, ma anche le temperature minime saranno troppo elevate e <strong>su buona parte dell’Italia si tornerà a registrare il fenomeno delle notti tropicali</strong>.</p><p>Ricordiamo che si parla di notte tropicale quando <strong>la temperatura in una determinata località non scende mai al di sotto dei 20 °C</strong>, neppure durante le ore più fresche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786727" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html" title="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni">Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html" title="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni-1788337476204_320.png" alt="Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni"></a></article></aside><p>Il nome stesso è abbastanza eloquente, t<strong>emperature minime così elevate non sono tipiche del bacino mediterraneo</strong> ma sono temperature consuete nelle zone tropicali. Il fatto che sempre più spesso questo fenomeno si verifichi anche nel nostro paese, sia al sud che al nord, <strong>ci da un’idea di come stia cambiando il clima</strong>.</p><h2>Previsto troppo caldo almeno fino alla prossima settimana</h2><p>L’anticiclone nordafricano ci accompagnerà per svariati giorni, <strong>almeno fino alla prima metà della settimana prossima</strong>, quando sembrerebbe previsto l’arrivo di una perturbazione che porterà tempo decisamente meno stabile e temperature in diffuso calo, che <strong>finalmente dopo troppo tempo si riavvicineranno alla media del periodo</strong>.</p><p>Ricordiamo che <strong>quest’ultima è una tendenza meteo con un’attendibilità limitata</strong>. Noi di Meteored continueremo a monitorare gli aggiornamenti dei modelli matematici per <strong>verificare se questo andamento verrà confermato o smentito</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786691" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-mar-mediterraneo-controcorrente-rispetto-alla-spagna-continentale-la-sua-temperatura-aumentera-nei-prossimi-7-giorni.html" title="Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni">Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-mar-mediterraneo-controcorrente-rispetto-alla-spagna-continentale-la-sua-temperatura-aumentera-nei-prossimi-7-giorni.html" title="Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-mar-mediterraneo-contra-natura-junto-a-la-espana-peninsular-subira-su-temperatura-en-los-proximos-7-dias-1788262047183_320.jpg" alt="Il Mar Mediterraneo controcorrente rispetto alla Spagna continentale: la sua temperatura aumenterà nei prossimi 7 giorni"></a></article></aside><p>Quello che al momento sembra certo è che <strong>da domani e per tutto il prossimo fine settimana in Italia farà troppo caldo</strong> e probabilmente il Ministero della Salute assegnerà <strong>il bollino rosso per le ondate di calore a svariate città</strong> d’Italia.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p><strong>Attenzione anche agli elevati tassi di umidità</strong> previsti nei prossimi giorni perché sarà anche a causa loro che il caldo sembrerà ancora più opprimente, <strong>in particolare lungo i settori costieri</strong> del nostro paese.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-in-italia-domani-il-promontorio-nordafricano-raggiungera-dimensioni-record.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, Luca Ciceroni: “Il caldo estivo non accenna a lasciare l’Italia”. Previsioni per i prossimi 7 giorni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 08:25:26 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nuova ondata di caldo intenso sull’Italia con picco nel weekend e temperature fino a 37-38 °C. Un primo calo delle temperature è possibile soltanto dalla seconda parte della prossima settimana.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb39r0m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb39r0m.jpg" id="xb39r0m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Da domani l’alta pressione tornerà a rinforzarsi e le temperature aumenteranno di nuovo. Anche se l’estate meteorologica è terminata il 31 agosto, quella astronomica continua fino al 23 settembre: possiamo quindi parlare di una quinta ondata di caldo della stagione.</p><h2>Da domani caldo ancora più intenso </h2><p><strong>Giovedì 3 settembre</strong> l’anticiclone tornerà protagonista soprattutto al <strong>Centro-Nord</strong>, mentre al <strong>Sud</strong> continueranno a soffiare correnti di Maestrale, a tratti moderate sui bacini meridionali. </p><p>Il tempo sarà in prevalenza stabile e soleggiato: al mattino non sono previste precipitazioni significative e nel pomeriggio resterà soltanto una modesta instabilità sull’Appennino calabro-lucano, con qualche breve acquazzone locale. Le <strong>temperature</strong> inizieranno subito a salire: a <strong>Roma</strong> sono previsti 36 °C, a <strong>Milano</strong> 33 °C e a <strong>Torino</strong> 34 °C.</p><h2>Weekend da piena estate: punte di 37-38 °C</h2><p>Il <strong>picco della nuova ondata di caldo</strong> è atteso tra venerdì e il weekend, con valori tipicamente estivi e molto superiori alle medie di inizio settembre. Milano e Torino potranno arrivare a 36 °C, <strong>Bologna</strong> toccherà 36 °C tra venerdì e sabato, mentre <strong>Firenze</strong> potrebbe raggiungere 37 °C domenica. </p><figure><a href="caldo anomalo sull'Italia"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni-1788334364717.png" data-image="53oqqyj8e04z" alt="Mappa relativa all'anomalia di temperature prevista nel weekend" title="Mappa relativa all'anomalia di temperature prevista nel weekend"></a><figcaption>Quinta ondata di calore dell'estate, massime fino a 38 °C</figcaption></figure><p>A <strong>Roma</strong> sono previste punte di 36 °C e farà caldo anche di notte. Sul versante adriatico <strong>Pescara</strong> potrà toccare 35 °C. Al Sud i valori più elevati sono attesi in <strong>Puglia</strong>: <strong>Foggia</strong> potrebbe raggiungere 38 °C, sfiorando nuovamente i <strong>40 °C</strong>, con 35 °C a <strong>Lecce</strong> e 34 °C a <strong>Bari</strong>. Molto caldo anche nelle zone interne di <strong>Sicilia</strong> e <strong>Sardegna</strong>.</p><h2>Quanto durerà la quinta ondata di caldo?</h2><p>Il caldo non finirà con il <strong>weekend</strong>. L’alta pressione dovrebbe resistere anche nei primi giorni della prossima settimana, soprattutto al <strong>Centro-Sud</strong>. A <strong>Roma</strong> sono previsti ancora circa 35 °C tra lunedì 7 e martedì 8 settembre, mentre al Sud molte località resteranno sopra i 30 °C. </p><div class="texto-destacado">Anche sull’Appennino farà molto caldo con Potenza e Campobasso che potranno raggiungere i 35 °C nel fine settimana. </div><p>Una prima attenuazione è possibile da <strong>mercoledì 9 settembre</strong> al Nord e su parte del Centro, ma inizialmente il calo sarà graduale.</p><h2>Cambio di scenario dalla seconda parte della prossima settimana</h2><p>Il segnale più interessante arriva tra <strong>giovedì 10</strong> e <strong>venerdì 11 settembre</strong>, quando una rotazione delle correnti potrebbe favorire un calo termico più deciso soprattutto al Nord, sull’<strong>Adriatico </strong>e lungo l’<strong>Appennino</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786378" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/aumentera-vertiginosamente-fino-a-250-km-h-cambiamenti-nel-getto-polare-che-interesseranno-l-italia.html" title="Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia">Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/aumentera-vertiginosamente-fino-a-250-km-h-cambiamenti-nel-getto-polare-che-interesseranno-l-italia.html" title="Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamenti-nel-getto-polare-che-avranno-effetti-in-italia-arrivera-fino-a-250-km-h-1788169560266_320.jpg" alt="Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia"></a></article></aside><p>A Milano le massime potrebbero scendere prima verso i 30 °C e poi intorno ai 26°C nel weekend del 12-13 settembre. A Bologna si potrebbe passare a circa 24°C venerdì 11, mentre a Pescara il calo potrebbe essere ancora più netto, dai 31°C di giovedì ai 23 °C di venerdì. <strong>Al Sud, invece, il caldo potrebbe attenuarsi più lentamente, con temperature massime ancora superiori ai 30 °C.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-ciceroni-il-caldo-estivo-non-accenna-a-lasciare-l-italia-previsioni-per-i-prossimi-7-giorni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño e l’estate dei record 2026: quanto ha davvero contato sul caldo estremo?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo.html</link><pubDate>Wed, 02 Sep 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Ecco quanto ha davvero inciso il fenomeno di El Niño sulla caldissima estate del 2026 in Europa, caratterizzata dall'abbattimento di migliaia di record di caldo. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2pygu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2pygu.jpg" id="xb2pygu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>El Niño</strong> è nato tardi e si è sviluppato gradualmente. All’inizio dell’estate si trovava ancora nelle sue fasi iniziali. La letteratura scientifica è chiara e ci dice che l’impatto diretto di questo fenomeno sull’Europa estiva è statisticamente debole, quasi fumoso. </p><p>In estate la circolazione alle nostre latitudini è dominata da dinamiche regionali, come temperature superficiali dell’Atlantico, posizione della <strong>corrente a getto polare,</strong> pattern di blocco locali. Pensare a <strong>El Niño</strong> come a un telecomando capace di surriscaldare la Pianura Padana o le pianure francesi è una semplificazione errata. Eppure un’influenza debole riesce ad averla.</p><h2><strong>L’influenza indiretta sul clima europeo</strong></h2><p>Il meccanismo è elegante e potente. <strong>El Niño</strong> scalda le acque del Pacifico centro-orientale. Quel surplus di calore marino alimenta una intensa convezione tropicale. Si vengono così a creare <strong>sistemi temporaleschi giganteschi</strong> che agiscono come immensi camini termici. </p><p>Iniettano nell’atmosfera calore sensibile e, soprattutto, calore latente (l’energia imprigionata nel vapore acqueo e rilasciata quando questo condensa). Questa massiccia iniezione di energia raggiunge l’alta troposfera, fino alle latitudini temperate, perturba la <strong>corrente a getto,</strong> <strong>generando e amplificando le onde di Rossby,</strong> le grandi oscillazioni planetarie del flusso atmosferico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo-1788181364074.jpg" data-image="0w4shgbvre5x" alt="Pacifico." title="Pacifico."><figcaption>Le anomalie oceaniche attualmente presenti sull'Oceano Pacifico tropicale.</figcaption></figure><p>Quando queste onde, esasperate dall’energia tropicale, raggiungono il settore euro-atlantico, interagiscono con il mosaico preesistente di alte e basse pressioni. L’equilibrio locale viene alterato. <strong>Aumentano drasticamente le probabilità che si sviluppino anticicloni di blocco stabili.</strong> L’onda si amplifica, quasi si spezza, e si pianta sopra l’Europa occidentale. </p><p>Nasce così una cupola di alta pressione statica che sbarra la strada alle perturbazioni atlantiche e intrappola aria calda di matrice subtropicale. È la configurazione che ha caratterizzato larga parte dell’estate 2026, con ondate di calore consecutive e asfissianti. <strong>Un autentico effetto farfalla su scala planetaria.</strong></p><h2><strong>Quanto ha davvero inciso sulla caldissima estate 2026?</strong></h2><p>Qui la scienza dell’attribuzione parla con voce ancora più netta. Analisi rapide e rigorose, come quelle del consorzio <strong>World Weather Attribution,</strong> hanno mostrato che le ondate di calore record (soprattutto quella di giugno, ma anche le successive di luglio e agosto) sarebbero state “virtualmente impossibili” senza il riscaldamento globale di origine antropica. </p><p>Eventi di questa intensità e persistenza, in un clima preindustriale o anche solo di qualche decennio fa, risultano estremamente improbabili. <strong>Il cambiamento climatico ha reso queste configurazioni più calde, più lunghe e più frequenti: il vero motore di fondo.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo-1788181519850.jpg" data-image="dz80p0nv23f0" alt="Pacifico." title="Pacifico."><figcaption>Le anomalie termiche eccezionali presenti attualmente sopra l'Oceano Pacifico.</figcaption></figure><p><strong>El Niño,</strong> nel 2026, non è stato il regista principale. Era ancora debole o in fase di consolidamento proprio nei mesi in cui le ondate più intense hanno colpito l’Europa occidentale. La variabilità naturale legata a <strong>El Niño</strong> non spiega l’estremo osservato. </p><p>Il blocco atmosferico, la cupola di calore e l’aria sahariana/mediterranea in risalita sono fenomeni regionali che avrebbero potuto verificarsi (e di fatto si sono verificati in forme simili in passato) anche senza un <strong>Niño</strong> in atto. Il background di un pianeta già più caldo di oltre <strong>+1,5 °C</strong> rispetto all’era preindustriale ha fatto il resto, rendendo ogni grado in più pericoloso.</p><h2><strong>Qualche chiarimento su El Niño</strong></h2><p>Certo, <strong>El Niño</strong> non è del tutto estraneo. Contribuisce a elevare le temperature medie globali rilasciando calore dagli oceani verso l’atmosfera. Agisce come un amplificatore di fondo, <strong>rendendo le ondate di calore locali un po’ più calde di quanto non sarebbero state altrimenti e può favorire, attraverso le onde planetarie, la persistenza di certi pattern di blocco.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo-1788181428811.jpg" data-image="bf8vyncy9yb6" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>Nell’estate 2026 il contributo di El Niño è stato quindi secondario, indiretto e quantificabile in una frazione minore dell’anomalia totale. Un tocco che ha forse reso qualche giorno più afoso o qualche blocco più stabile, ma non ha creato il caldo estremo.</figcaption></figure><p>Nell’estate 2026 il suo contributo è stato quindi secondario, indiretto e quantificabile in una frazione minore dell’anomalia totale. Un tocco che ha forse reso qualche giorno più afoso o qualche blocco più stabile, <strong>ma non ha creato il caldo estremo, con le migliaia di record a seguito.</strong> Il grosso del peso è del riscaldamento di lungo periodo e delle dinamiche atmosferiche regionali.</p><p>Mentre scriviamo, a fine agosto 2026, <strong>El Niño</strong> sta accelerando e le previsioni parlano di un evento potenzialmente molto intenso. I suoi effetti più evidenti sull’Europa arriveranno probabilmente in autunno e inverno, con maggiori probabilità di condizioni più piovose sull’Europa nord-occidentale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786356" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attuale-intenso-fenomeno-el-nino-sta-per-intensificarsi-ulteriormente.html" title="L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente">L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attuale-intenso-fenomeno-el-nino-sta-per-intensificarsi-ulteriormente.html" title="L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-cambiar-a-una-marcha-superior-1788063993028_320.png" alt="L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente"></a></article></aside><p>L’estate che stiamo chiudendo, invece, resterà nella memoria come il prodotto di un clima già alterato, <strong>su cui un Niño ancora giovane ha lasciato solo un’impronta leggera,</strong> quasi delicata, ma scientificamente non trascurabile.</p><p>Capire questa distinzione non è solo un esercizio di precisione meteorologica. Ma serve a non confondere le cause e per guardare con lucidità al futuro: le ondate di calore europee continueranno a intensificarsi finché le emissioni di gas serra non verranno drasticamente ridotte. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item></channel></rss>