<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Fri, 06 Nov 2026 17:40:13 +0000</lastBuildDate><pubDate>Fri, 06 Nov 2026 17:40:13 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Porta atlantica aperta: piogge a più riprese sull’Italia la prossima settimana]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/porta-atlantica-aperta-piogge-a-piu-riprese-sull-italia-la-prossima-settimana.html</link><pubDate>Fri, 06 Nov 2026 16:07:15 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo una breve tregua domenicale, la prossima settimana si riaprirà la porta atlantica: da martedì 10 novembre due o tre perturbazioni porteranno piogge intense al Centro-Nord e neve sulle Alpi, ma in un contesto termico decisamente mite con punte anche oltre i 20°C al Sud</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbu9zze"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbu9zze.jpg" id="xbu9zze"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo <strong>il </strong><strong>passaggio piovoso e instabile</strong>, che sta interessando l'Italia oggi e che <strong>tenderà ad esaurirsi nel fine settimana</strong>, avremo una<strong> breve parentesi più stabile tra domenica e la prima parte di lunedì 9</strong>. Poi la circolazione atmosferica si imposterà su <strong>un nuovo schema con l'apertura della "porta atlantica"</strong>, che è alimentata da masse d'aria molto umide e temperate, in parte di origine subtropicale. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Queste<strong>, fin dall'area caraibica</strong>, risaliranno verso nord-est, andando ad innestarsi nelle westerlies, ovvero nel<strong> grande flusso zonale delle medie latitudini</strong>, da dove porteranno un<strong> drastico peggioramento</strong> su tutta l'area europea, Mediterraneo compreso. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Sarà<strong> lo scontro tra questo fiume atmosferico</strong>, ovvero di aria mite e ricca di umidità, <strong>e le correnti fredde</strong> in discesa dalle alte latitudini settentrionali a dare origine a delle <strong>vaste e profonde depressioni atlantiche</strong>. </p><p>Queste grandi strutture cicloniche si approfondiranno ridosso dell'Europa occidentale, sulle coste atlantiche, agendo come un perno pronto ad inviare una serie di <strong>fronti perturbati verso la nostra penisola a più riprese nel corso della prossima settimana. </strong></p><h2>ECMWF e GFS a confronto: la dinamica delle perturbazioni con le ensemble</h2><p>Dall'analisi dei due principali modelli meteorologici globali, l'europeo ECMWF e l'americano GFS, insieme alle rispettive ensemble, è possibile leggere <strong>una buona convergenza di fondo sull'impianto barico generale. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/porta-atlantica-aperta-la-prossima-settimana-piogge-a-piu-riprese-sull-italia-ecco-cosa-dicono-le-ensemble-1793979508909.jpg" data-image="esyn5yh270q6"><figcaption>La mappa dei venti a 300 hPa per mercoledì prossimo evidenzia il flusso zonale attivo alle medie latitudini del nostro emisfero, fin sull'Europa. ECMWF-MeteoRed. </figcaption></figure><p>Infatti, viene confermato<strong> il transito di due o anche tre perturbazioni atlantiche</strong> <strong>nella prossima settimana</strong> che, pur mantenendo alcune differenze su intensità e distribuzione dei fenomeni a scala locale, interesseranno la nostra penisola. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796948" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-il-fiume-atmosferico-e-confermato-trasporta-umidita-tropicale-piogge-di-oltre-100-mm-in-arrivo.html" title="Luca Lombroso avverte: il fiume atmosferico è confermato, trasporta umidità tropicale. Piogge di oltre 100 mm in arrivo">Luca Lombroso avverte: il fiume atmosferico è confermato, trasporta umidità tropicale. Piogge di oltre 100 mm in arrivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-il-fiume-atmosferico-e-confermato-trasporta-umidita-tropicale-piogge-di-oltre-100-mm-in-arrivo.html" title="Luca Lombroso avverte: il fiume atmosferico è confermato, trasporta umidità tropicale. Piogge di oltre 100 mm in arrivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-il-fiume-atmosferico-e-confermato-trasporta-umidita-tropicale-piogge-di-oltre-100-mm-in-arrivo-1793960598020_320.jpg" alt="Luca Lombroso avverte: il fiume atmosferico è confermato, trasporta umidità tropicale. Piogge di oltre 100 mm in arrivo"></a></article></aside><p>A partire dalla sera di lunedì 9 novembre, la nuvolosità compatta sarà in grado di produrre i <strong>primi piovaschi su Liguria, Alto Tirreno e Val Padana, per l'avvicinarsi del vero e proprio impulso perturbato</strong> che, nella giornata di <strong>martedì 10 novembre</strong> produrrà <strong>piogge e rovesci diffusi al Nord e soprattutto sulle regioni centrali,</strong> con particolare coinvolgimento di Toscana, Umbria, Lazio, Sardegna e Campania. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/porta-atlantica-aperta-la-prossima-settimana-piogge-a-piu-riprese-sull-italia-ecco-cosa-dicono-le-ensemble-1793978556124.jpg" data-image="olyborx97h75"><figcaption>Martedì prossimo, una prima perturbazione porterà un peggioramento soprattutto sulle regioni centrali e, in parte, su quelle settentrionali, in attesa del secondo, più intenso impulso perturbato che seguirà nella giornata di giovedì. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>IFS, il modello deterministico di <strong>ECMWF</strong>, evidenzia <strong>accumuli significativi lungo il versante tirrenico e le zone interne fino a mercoledì 11 novembr</strong><strong>e</strong>, e il ritorno della neve sulla catena alpina a quote medio-alte. </p><div class="texto-destacado">Dopo una<strong> breve fase più variabile mercoledì</strong>, <strong>tra giovedì 12 e venerdì 13 novembre, l'avvicinamento di una saccatura sarà all'origine di un nuovo peggioramento </strong>con una seconda<strong> più intensa, perturbazione</strong>, a cui potrebbe essere associata anche <strong>una ciclogenesi tirrenica</strong>. </div><p>In questa fase, l'obiettivo principale dei fenomeni saranno <strong>le regioni centro-settentrionali</strong> e, in particolare,<strong> la fascia tirrenic</strong>a, dove potremmo avere <strong>picchi anche superiori a 100 mm nelle 24 ore sul'Appennino Tosco-Emilano e sui rilievi prealpini centro-orientali. </strong></p><h2>Temperature in generale rialzo</h2><p>Il ritorno delle<strong> correnti atlantiche</strong>, con una componente anche meridionale mite, favorirà<strong> un generale rialzo termico su tutta l'Italia</strong>. <strong>Le ensemble </strong>mostrano sfumature diverse tra i modelli, con possibili differenze di veduta prodotte essenzialmente dall'<strong>esatta posizione dei minimi depressionari</strong> e quindi dalla curvatura dei venti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/porta-atlantica-aperta-la-prossima-settimana-piogge-a-piu-riprese-sull-italia-ecco-cosa-dicono-le-ensemble-1793979485499.jpg" data-image="e6myg8ihgmqn"><figcaption>Le temperature a livello del mare evidenziano, per la prossima settimana, valori superiori alla media, soprattutto al Centro-Sud, e valori prossimi alla media al Nord. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Al Nord, </strong>i valori delle massime si manterranno più contenuti e <strong>prossimi alle medie del periodo</strong>, con possibili 12-15 °C, mentre <strong>al Centro-Sud e sulle due isole maggiori le temperature saliranno sopra le medie del periodo</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796787" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalla-prossima-settimana-nuove-nevicate-sulle-alpi-le-perturbazioni-atlantiche-portano-l-inverno.html" title="Dalla prossima settimana nuove nevicate sulle Alpi: le perturbazioni atlantiche portano l’inverno">Dalla prossima settimana nuove nevicate sulle Alpi: le perturbazioni atlantiche portano l’inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalla-prossima-settimana-nuove-nevicate-sulle-alpi-le-perturbazioni-atlantiche-portano-l-inverno.html" title="Dalla prossima settimana nuove nevicate sulle Alpi: le perturbazioni atlantiche portano l’inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dalla-prossima-settimana-nuove-nevicate-sulle-alpi-le-perturbazioni-atlantiche-portano-l-inverno-1793877752291_320.jpg" alt="Dalla prossima settimana nuove nevicate sulle Alpi: le perturbazioni atlantiche portano l’inverno"></a></article></aside><p>Questa anomalia, secondo le stime più caute, potrebbe portare a <strong>punte di 20°C già a partire da martedì</strong>. Ma le proiezioni più calde mostrano la possibilità di raggiungere o superare<strong> localmente </strong><strong>i 25°C sulle regioni meridionali verso metà della prossima settimana.</strong> </p><h2>La tendenza per la settimana successiva (16-22 novembre)</h2><p>L'evoluzione per il periodo successivo, quindi spingendoci con<strong> uno scenario per la seconda parte del mese</strong>, ci porta a intravedere<strong> una possibile fase meno perturbata e, quindi, meno umida su parte del Paese. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796839" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/piogge-molto-intense-in-italia-da-martedi-10-correnti-atlantiche-cariche-di-umidita-alimenteranno-il-maltempo.html" title="Piogge molto intense in Italia da martedì 10: correnti atlantiche cariche di umidità alimenteranno il maltempo">Piogge molto intense in Italia da martedì 10: correnti atlantiche cariche di umidità alimenteranno il maltempo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/piogge-molto-intense-in-italia-da-martedi-10-correnti-atlantiche-cariche-di-umidita-alimenteranno-il-maltempo.html" title="Piogge molto intense in Italia da martedì 10: correnti atlantiche cariche di umidità alimenteranno il maltempo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/piogge-molto-intense-in-italia-da-martedi-10-l-aria-subtropicale-alimentera-il-maltempo-per-giorni-1793953967656_320.png" alt="Piogge molto intense in Italia da martedì 10: correnti atlantiche cariche di umidità alimenteranno il maltempo"></a></article></aside><p>Infatti, con la probabile <strong>espansione sull'Europa centro-occidentale di un'area anticiclonica</strong>, ci potrebbero essere <strong>precipitazioni inferiori alle medie</strong>, specie<strong> sulle regioni settentrionali,</strong> mentre<strong> al Centro-Sud e sulla Sicilia le precipitazioni dovrebbero mantenersi in linea con le medie del periodo.</strong></p><p>Non cambierà molto, invece, per quanto riguarda <strong>l'andamento delle temperature,</strong> che rimarranno miti, probabilmente<strong> su valori superiori alla media</strong> su quasi tutto il territorio nazionale e, in particolar modo, sulle aree montane.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/porta-atlantica-aperta-piogge-a-piu-riprese-sull-italia-la-prossima-settimana.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Città a prova di terremoto: come gli isolatori sismici azzerano i crolli]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/citta-a-prova-di-terremoto-come-gli-isolatori-sismici-azzerano-i-crolli.html</link><pubDate>Fri, 06 Nov 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Con i terremoti si può convivere in sicurezza grazie alle moderne tecnologie. Il caso di isolatori e dissuasori sismici che riescono ad azzerare i crolli.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/citta-a-prova-di-terremoto-come-gli-isolatori-sismici-azzerano-i-crolli-1793653371098.jpg" data-image="u5efjevs6u4l" alt="Isolatori sismici." title="Isolatori sismici."><figcaption>Gli isolatori sismici vengono collocati tra le fondazioni e la sovrastruttura. Hanno un’elevata rigidezza verticale (sostengono il peso dell’edificio) e una bassa rigidezza orizzontale. In questo modo “disaccoppiano” l’edificio dal terreno.</figcaption></figure><p>I terremoti restano una delle minacce naturali più imprevedibili e distruttive. La prevenzione non passa solo da norme costruttive molto stringenti, ma soprattutto da tecnologie moderne che modificano radicalmente il comportamento dinamico degli edifici. </p><p>Tra queste, gli <strong>isolatori sismici</strong> e i <strong>dissipatori sismici</strong> (spesso chiamati anche dissuasori o dispositivi di dissipazione di energia) rappresentano oggi le soluzioni più avanzate e collaudate.</p><h2><strong>Cosa sono e come funzionano?</strong></h2><p>Gli <strong>isolatori sismici</strong> vengono collocati tra le fondazioni e la sovrastruttura. Hanno un’elevata rigidezza verticale (sostengono il peso dell’edificio) e una bassa rigidezza orizzontale. In questo modo “disaccoppiano” l’edificio dal terreno.</p><div class="texto-destacado"><strong>Durante un sisma, il suolo si muove, mentre la struttura sopra gli isolatori oscilla con spostamenti maggiori ma accelerazioni drasticamente ridotte.</strong> L’edificio si comporta quasi come un corpo rigido, con deformazioni di interpiano minime. </div><p>Le tipologie più comuni sono gli <strong>isolatori elastomerici (gomma armata, spesso con nucleo di piombo)</strong> e quelli a scorrimento (a pendolo o piani).</p><p>I <strong>dissipatori sismici,</strong> invece, assorbono e dissipano l’energia trasmessa dal terremoto. Possono essere viscosi, isteretici, a attrito o elastoplastici e vengono installati in punti strategici della struttura (tra piani, nei controventi, o in combinazione con gli isolatori). <strong>Riducono l’ampiezza delle vibrazioni e limitano gli spostamenti, proteggendo sia gli elementi strutturali sia quelli non strutturali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/citta-a-prova-di-terremoto-come-gli-isolatori-sismici-azzerano-i-crolli-1793653453949.jpg" data-image="bm34an13m0z4" alt="Isolatori sismici." title="Isolatori sismici."><figcaption>Durante un sisma, il suolo si muove, mentre la struttura sopra gli isolatori oscilla con spostamenti maggiori ma accelerazioni drasticamente ridotte.</figcaption></figure><p>Molto spesso le due tecnologie lavorano insieme, dato che l’isolamento riduce le forze in ingresso, la dissipazione controlla gli spostamenti e smorza ulteriormente l’energia che penetra nell’edificio.</p><h2><strong>Perché sono così importanti?</strong></h2><p>Le tecniche tradizionali si basano sulla duttilità della struttura. In pratica l’edificio resiste deformandosi e danneggiandosi in modo controllato, <strong>salvando le vite ma accettando danni significativi e costi di riparazione elevati.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Isolatori e dissipatori, al contrario, mirano al danno zero o a danni minimi anche in terremoti di elevata intensità. La struttura resta in campo elastico, gli impianti e i contenuti vengono preservati, e gli edifici strategici (ospedali, centri di protezione civile, scuole) possono continuare a funzionare immediatamente dopo l’evento.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I vantaggi sono concreti, cominciando da una riduzione drastica delle accelerazioni, a una minore percezione della scossa da parte degli occupanti. Inoltre queste tecnologie fungono anche da protezione di beni e permettono la continuità operativa.</p><div class="texto-destacado"><strong>Esperienze reali in Giappone, California, Cina, Italia e altri Paesi confermano queste prestazioni.</strong></div><p>Edifici isolati hanno superato indenni o con danni trascurabili eventi tellurici molto grandi, <strong>come Northridge 1994, Kobe 1995, terremoti in Cina e lo stesso sisma del Centro Italia del 2016 (esempio della palazzina di Fabriano adeguata con isolamento).</strong> Migliaia di strutture protette in tutto il mondo hanno dimostrato un comportamento eccellente.</p><h2><strong>La tecnologia più sicura in caso di terremoto</strong></h2><p>Isolatori e dissipatori costituiscono attualmente la tecnologia più efficace e collaudata per raggiungere livelli di protezione non ottenibili con le sole tecniche tradizionali a base fissa. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/citta-a-prova-di-terremoto-come-gli-isolatori-sismici-azzerano-i-crolli-1793653529292.jpg" data-image="mu594r8gss8n" alt="Isolatori sismici." title="Isolatori sismici."><figcaption>Isolatori e dissipatori costituiscono attualmente la tecnologia più efficace e collaudata per raggiungere livelli di protezione non ottenibili con le sole tecniche tradizionali a base fissa. </figcaption></figure><p>Quando progettati, realizzati e collaudati correttamente, offrono la massima sicurezza possibile rispetto al collasso e ai danni gravi. A oggi, non si registrano casi di crolli di edifici correttamente protetti con questi sistemi. </p><p><strong>Stiamo parlando di ben</strong> <strong>zero crolli documentati su migliaia di applicazioni che hanno affrontato terremoti reali di forte intensità.</strong> Questo track record è unico nel campo dell’ingegneria sismica.</p><h2><strong>L’ eccezione dei terreni soffici</strong></h2><p>Non sempre sono la soluzione ideale. Su terreni soffici (argille, limi, depositi alluvionali con basse velocità di propagazione delle onde di taglio) l’isolamento può essere meno efficace o addirittura sconsigliato. </p><p>Questi suoli amplificano le componenti a lungo periodo e filtrano le alte frequenze. Il movimento del terreno si allunga e può avvicinarsi a quello dell’edificio isolato, riducendo o annullando il beneficio dell’isolamento. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773581" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia.html" title="Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia">Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia.html" title="Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia-1781276488584_320.jpg" alt="Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia"></a></article></aside><p><strong>Possono inoltre verificarsi effetti di interazione terreno-struttura.</strong> Le normative di molti Paesi limitano o sconsigliano l’uso dell’isolamento puro su siti di categoria molto soffice, privilegiando in questi casi altre soluzioni (rinforzo strutturale, dissipatori in combinazione con fondazioni speciali, o sistemi geotecnicamente modificati). Una valutazione geotecnica e dinamica accurata è quindi indispensabile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/citta-a-prova-di-terremoto-come-gli-isolatori-sismici-azzerano-i-crolli.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso avverte: il fiume atmosferico è confermato, trasporta umidità tropicale. Piogge di oltre 100 mm in arrivo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-il-fiume-atmosferico-e-confermato-trasporta-umidita-tropicale-piogge-di-oltre-100-mm-in-arrivo.html</link><pubDate>Fri, 06 Nov 2026 10:48:06 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Le tanto attese perturbazioni atlantiche arriveranno in sequenza proprio nei giorni dell’estate di San Martino. Piogge abbondanti nei versanti esposti al SW, ecco in quali regioni si rischiano i 100 mm. Temperature in rialzo, caldo al sud. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbu6zo2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbu6zo2.jpg" id="xbu6zo2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La fotografia dell’Italia da <a href="https://www.ilmeteo.net/satelliti/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">satellite</a> di stamane, venerdì 6 novembre, mostra<strong> la penisola piena di nubi da nord a sud, </strong>con timide schiarite al nordest e parte del sud. Sotto queste nubi il <a href="https://www.ilmeteo.net/radar-italia-pioggia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">radar</a> conferma<strong> piogge in prevalenza stratiformi lungo una stretta linea frontale</strong> che va da Milano a Napoli. </p><div class="texto-destacado">Le temperature sono tipicamente novembrine, <strong>senza freddo e con aria molto umida</strong> un po’ ovunque. </div><p>Insomma, <strong>siamo pienamente in autunno, e la situazione dei prossimi giorni lo sarà ancora di più,</strong> con l’incalzare di varie perturbazioni atlantiche guidate da flussi umidi mediterranei.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Nel fine settimana <strong>la pressione è in aumento</strong> e il campo barico sull’Italia sarà originato da una dorsale in quota collegata, al suolo, a un vasto anticiclone con massimo sull’est Europa. <strong>La massa d’aria resterà però relativamente mite </strong>e umida, di tipo marittima subtropicale. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ad ovest <strong>da seguire la vasta depressione presente sul vicino Atlantico </strong>e che avanza verso la Penisola Iberica. Il suo profondo minimo resterà sull’oceano, ma <strong>le correnti da SW si avvicineranno all’Italia insieme a lunghi sistemi frontali.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Lunedì un fronte caldo si avvicina alle Alpi occidentali, il libeccio e lo scirocco interesseranno i mari italiani. Aria ancora più umida porterà cosi giornata piovose specie nei versanti esposti. <strong>Anche il nord sarà interessato da precipitazioni, in alcune zone consistenti.</strong> Interessante osservare, con mappe tecniche, che l<strong>’acqua precipitabile è trasportata da un lungo fiume atmosferico </strong>che pesca umidità dai Caraibi e la somma a quella del Mediterraneo.</p><h2>Fine settimana di grigiori</h2><p>Domani <strong>sabato 7 novembre quasi tutt’Italia è coperta da nubi, prevalente di tipo medio basso</strong> al nord e buona parte del centro, più medio alte al sud. <strong>Scarse però le piogge, </strong>deboli e irregolari presenti principalmente fra Veneto ed Emilia Romagna, e qualche breve rovescio nelle coste tirreniche fra Sicilia e Calabria. Sulle Alpi centro orientali e Appennino schiarite a media e alta quota con mare di nubi sottostante.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796603" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore.html" title="Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”">Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore.html" title="Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore-1793785480422_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”"></a></article></aside><p><strong>Domenica 8 novembre poco cambia, giornata piuttosto nuvolosa</strong> specie al mattino, <strong>al pomeriggio schiarite anche ampie al nord e al centro,</strong> velato al sud, bel tempo sulle Alpi, salvo le nubi in quelle marittime. <strong>Giornata con bei colori da foliage in tutto l’Appennino.</strong> Praticamente nessuna pioggia si nota dai modelli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-il-fiume-atmosferico-e-confermato-trasporta-umidita-tropicale-piogge-di-oltre-100-mm-in-arrivo-1793960667746.jpg" data-image="4il6k38h71uf"><figcaption>i venti da SW porteranno le temperature quasi ovunque sopra la media, anche nettamente al sud.</figcaption></figure><p>Temperature in leggera diminuzione le minime al nord e centro domenica, ma senza gelate, fra 4 e 6°C sia in Valpadana che conche centrali. Massime 12-14°C al nord, sui 18°C al centro. Al sud notti sui 10°C con valori anche verso i 20°C al pomeriggio.</p><h2>Piogge a inizio settimana</h2><p><strong>Lunedì e martedì, 9-10 novembre, quasi tutt’Italia è nuovamente coperta </strong>da nubi, qualche diradamento e spazio di sole si avrà invece in Sardegna, parte della Sicilia, coste centrali adriatiche. Al nord possibili lievi pioviggini lunedì, <strong>piogge a tratti diffuse sulla pianura padana e Appennino martedì. </strong>Al centro piogge sempre martedì, in transito su tutte le regioni. In prevalenza sono fenomeni stratiformi, deboli-moderate insistenti, ma al centro è possibile qualche fase a carattere di rovescio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-il-fiume-atmosferico-e-confermato-trasporta-umidita-tropicale-piogge-di-oltre-100-mm-in-arrivo-1793960598020.jpg" data-image="4wfmq58fmpnp"><figcaption>Periodo piovoso sull'Italia, la prossima settimana perturbazioni a ripetizione. La mappa arriva fino a giovedì alle 02, ma le piogge proseguiranno nella giornata con cumuli anche di 100 mm in 24 ore.</figcaption></figure><p>Al sud la coda del fronte di martedì porta qualche pioggia o rovescio principalmente sul nord della Campania e della Puglia. Sicilia e Sardegna principalmente asciutto.</p><p>Le<strong> temperature aumentano specie al sud, fino a 25°C in Sicilia e Sardegna</strong>, al nord invece le giornate si appiattiscono, minime in aumento a 8°C, massime ferme sui 12°C. al centro 16-18°C, verso i 20°C a Roma se schiarisce a sufficienza, 22°C in molte località del sud. </p><h2>Piogge battenti a metà settimana</h2><p>Mercoledì 11, San Martino, <strong>altra giornata umida e grigia, con piogge principalmente lungo l’Appennino esposto al SW</strong> e nelle Alpi occidentali, <strong>neve a quote alte</strong>; diradamenti specie in quota in quelle centro orientali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796609" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-piu-forte-e-piu-temporali-in-europa-i-meteorologi-sperimentano-i-droni-per-rendere-piu-precise-le-previsioni.html" title="El Niño più forte e più temporali in Europa: i meteorologi sperimentano i droni per rendere più precise le previsioni">El Niño più forte e più temporali in Europa: i meteorologi sperimentano i droni per rendere più precise le previsioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-piu-forte-e-piu-temporali-in-europa-i-meteorologi-sperimentano-i-droni-per-rendere-piu-precise-le-previsioni.html" title="El Niño più forte e più temporali in Europa: i meteorologi sperimentano i droni per rendere più precise le previsioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/con-el-nino-disparado-y-mas-riesgo-de-tormentas-en-europa-los-meteorologos-prueban-drones-para-afinar-sus-previsiones-1793553375131_320.png" alt="El Niño più forte e più temporali in Europa: i meteorologi sperimentano i droni per rendere più precise le previsioni"></a></article></aside><p>Sardegna variabile ventosa da scirocco, libeccio e nubi ma con scarse precipitazioni su Lazio e Toscana, nuvoloso nel resto del centro. Al sud occasione di schiarite anche ampie e temperature perfino tiepide.</p><p><strong>Giovedì 12 dal pomeriggio sera probabile deciso peggioramento </strong>al nord e al centro con piogge spesso diffuse autunnali e insistenti in molte zone del nord e del centro, anche di oltre 100 mm complessivi fra Liguria, alta Toscana, Emilia occidentale,</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796787" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalla-prossima-settimana-nuove-nevicate-sulle-alpi-le-perturbazioni-atlantiche-portano-l-inverno.html" title="Dalla prossima settimana nuove nevicate sulle Alpi: le perturbazioni atlantiche portano l’inverno">Dalla prossima settimana nuove nevicate sulle Alpi: le perturbazioni atlantiche portano l’inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalla-prossima-settimana-nuove-nevicate-sulle-alpi-le-perturbazioni-atlantiche-portano-l-inverno.html" title="Dalla prossima settimana nuove nevicate sulle Alpi: le perturbazioni atlantiche portano l’inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dalla-prossima-settimana-nuove-nevicate-sulle-alpi-le-perturbazioni-atlantiche-portano-l-inverno-1793877752291_320.jpg" alt="Dalla prossima settimana nuove nevicate sulle Alpi: le perturbazioni atlantiche portano l’inverno"></a></article></aside><p><strong>Al centro a tratti anche temporali occasionalmente forti</strong>. Al sud solo parte della Campania viene raggiunga dalle piogge, per il resto anche schiarite. Rovesci irregolari in Sardegna.</p><p>Ulteriore rialzo delle temperature, tanto che sulle Alpi lo zero termico sale perfino a 3000 m, al sud caldo, <strong>in Sicilia perfino 26°C giovedì, </strong>localmente oltre. Al nord fra 6-8°C di minima, e 15-16°C di massima, al centro 8-10°C con massime anche 20°C, nel resto del sud verso 24°C.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-il-fiume-atmosferico-e-confermato-trasporta-umidita-tropicale-piogge-di-oltre-100-mm-in-arrivo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Piogge molto intense in Italia da martedì 10: correnti atlantiche cariche di umidità alimenteranno il maltempo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/piogge-molto-intense-in-italia-da-martedi-10-correnti-atlantiche-cariche-di-umidita-alimenteranno-il-maltempo.html</link><pubDate>Fri, 06 Nov 2026 09:56:46 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'Italia si avvia verso una nuova fase piovosa. Dopo un fine settimana movimentato e una breve pausa domenicale, dalla sera di lunedì le correnti atlantiche favoriranno l'arrivo di nuove perturbazioni. I fenomeni più consistenti sono attesi nei giorni successivi.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/LlP5Xs-ciRc/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=LlP5Xs-ciRc" id="LlP5Xs-ciRc"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>A riportare l'attenzione sulle previsioni non sarà un'irruzione di aria particolarmente fredda, ma la possibilità di più passaggi perturbati ravvicinati la prossima settimana. Il flusso atlantico, più attivo sull'Europa occidentale, potrebbe infatti accompagnare verso il Mediterraneo fronti nuvolosi e piogge, sfruttando anche l'umidità raccolta sopra i nostri mari.</p><p>Il peggioramento non arriverà ovunque nello stesso momento. E proprio questa alternanza tra brevi schiarite e nuove precipitazioni caratterizzerà l'evoluzione dei prossimi giorni.</p><h2>Un weekend ancora instabile, ma domenica il tempo concederà una pausa</h2><p>Prima di guardare alla prossima settimana, bisognerà fare i conti con una perturbazione già in movimento verso il nostro Paese. </p><div class="texto-destacado">Oggi, venerdì 6 novembre, le condizioni meteorologiche risulteranno piuttosto instabili, con piogge e rovesci soprattutto tra Nord-Ovest e regioni tirreniche. <strong>Liguria, Toscana, Lazio e Campania</strong> saranno tra le aree maggiormente esposte, mentre precipitazioni più irregolari potranno raggiungere anche Piemonte, Lombardia e Isole Maggiori.</div><p>Nel corso di sabato il sistema perturbato proseguirà lentamente verso est, portando nuovi rovesci soprattutto tra Emilia-Romagna, regioni centrali adriatiche e parte del Sud. <strong>Alle precipitazioni si accompagnerà una ventilazione sostenuta, con venti di Bora sull'Adriatico e Maestrale sui mari occidentali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piogge-molto-intense-in-italia-da-martedi-10-correnti-atlantiche-cariche-di-umidita-alimenteranno-il-maltempo-1793958536991.jpg" data-image="m4pov6dikgwt" alt="Maltempo, piogge." title="Maltempo, piogge."><figcaption>Le perturbazioni attese sull'Italia all'inizio della prossima settimana.</figcaption></figure><p>Per ritrovare condizioni più tranquille bisognerà attendere domenica 8 novembre, quando le schiarite torneranno a guadagnare spazio soprattutto al Nord e su parte del Centro. Qualche pioggia potrebbe ancora interessare il medio Adriatico e le regioni meridionali, ma nel complesso <strong>la giornata rappresenterà una breve parentesi più stabile prima del successivo cambiamento</strong>.</p><h2>L'Atlantico torna protagonista: perché le piogge potrebbero intensificarsi</h2><p>La nuova settimana si aprirà senza particolari scossoni su buona parte del Centro-Sud, dove un temporaneo rinforzo dell'alta pressione garantirà condizioni ancora abbastanza tranquille. Al Nord, invece, il cielo tenderà progressivamente a coprirsi, con i primi piovaschi possibili tra Liguria e alto Tirreno già nel corso di lunedì 9 novembre.</p><p>Sarà il segnale di un cambiamento più ampio. Una saccatura atlantica, in approfondimento verso l'Europa occidentale, potrebbe infatti favorire <strong>l'arrivo di correnti occidentali e sudoccidentali sempre più umide</strong>, capaci di alimentare nuovi sistemi perturbati sul Mediterraneo.</p><p>In situazioni di questo tipo, le regioni affacciate sul Tirreno risultano spesso particolarmente esposte: l'aria umida proveniente dal mare, incontrando i rilievi appenninici, viene costretta a sollevarsi, favorendo la formazione di nubi e precipitazioni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piogge-molto-intense-in-italia-da-martedi-10-l-aria-subtropicale-alimentera-il-maltempo-per-giorni-1793953967656.png" data-image="zjgbpwwcej34" alt="La loro distribuzione potrà cambiare nei prossimi aggiornamenti, soprattutto in funzione della traiettoria e della velocità di spostamento delle perturbazioni." title="La loro distribuzione potrà cambiare nei prossimi aggiornamenti, soprattutto in funzione della traiettoria e della velocità di spostamento delle perturbazioni."><figcaption>La loro distribuzione potrà cambiare nei prossimi aggiornamenti, soprattutto in funzione della traiettoria e della velocità di spostamento delle perturbazioni.</figcaption></figure><p>Ed è proprio lungo questo versante che le elaborazioni del modello europeo ECMWF mostrano i segnali più interessanti per martedì 10 novembre. Le piogge potrebbero intensificarsi dalla Liguria alla Toscana, coinvolgendo progressivamente Umbria, Lazio e Campania, oltre alla Sardegna. Anche il Nord e parte delle regioni adriatiche potranno essere interessati dai fenomeni, sebbene con una distribuzione meno uniforme.</p><h2>Piogge anche abbondanti: i quantitativi previsti fino a mercoledì</h2><p>Le mappe delle precipitazioni cumulate iniziano a delineare un quadro da seguire con attenzione. <strong>S</strong><strong>i osservano accumuli di circa 40 mm a Firenze, 30 mm a Roma e 30 mm anche nell'area di Napoli</strong>. Quantitativi significativi emergono anche tra Emilia-Romagna Marche e Umbria.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piogge-molto-intense-in-italia-da-martedi-10-l-aria-subtropicale-alimentera-il-maltempo-per-giorni-1793953776748.png" data-image="l0mwr0o57c9z" alt="Precipitazioni cumulate entro mercoledì" title="Precipitazioni cumulate entro mercoledì"><figcaption>Precipitazioni cumulate entro mercoledì</figcaption></figure><p>Con il passare delle ore, il grosso delle precipitazioni potrebbe trasferirsi verso le regioni meridionali, mentre al Centro-Nord si aprirebbero nuove pause asciutte. Una tregua che, anche in questo caso, potrebbe non durare molto.</p><h2>Non solo pioggia: temperature miti al Centro-Sud e neve sulle Alpi</h2><p>Il ritorno delle perturbazioni non sarà accompagnato da un raffreddamento generalizzato. Al contrario, le correnti più temperate favoriranno <strong>temperature superiori alle medie stagionali su diverse regioni</strong>, in particolare al Centro-Sud.</p><p>Ben diverso sarà lo scenario sulle Alpi, dove le precipitazioni potranno assumere carattere nevoso soprattutto alle quote medio-alte. Le proiezioni indicano accumuli vicini ai <strong>9 cm nell'area di Livigno</strong> entro mercoledì mattina, con quantitativi generalmente più contenuti su altre zone della catena alpina.</p><p>E lo sguardo dovrà spingersi anche oltre metà settimana. La circolazione atlantica potrebbe infatti mantenersi attiva, favorendo l'arrivo di ulteriori perturbazioni già da giovedì 12 novembre. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795347" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/divinita-atmosferiche-e-mega-siccita-il-complesso-rapporto-dei-maya-con-i-fenomeni-meteorologici-estremi.html" title="Divinità atmosferiche e mega-siccità: il complesso rapporto dei Maya con i fenomeni meteorologici estremi">Divinità atmosferiche e mega-siccità: il complesso rapporto dei Maya con i fenomeni meteorologici estremi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/divinita-atmosferiche-e-mega-siccita-il-complesso-rapporto-dei-maya-con-i-fenomeni-meteorologici-estremi.html" title="Divinità atmosferiche e mega-siccità: il complesso rapporto dei Maya con i fenomeni meteorologici estremi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dioses-atmosfericos-y-sequias-en-la-civilizacion-maya-1792785668318_320.jpg" alt="Divinità atmosferiche e mega-siccità: il complesso rapporto dei Maya con i fenomeni meteorologici estremi"></a></article></aside><p>Se questa tendenza venisse confermata, l'Italia si troverebbe ad affrontare una fase autunnale caratterizzata da piogge ripetute, soprattutto sulle regioni settentrionali e tirreniche.</p><p>Resta ancora da capire dove si concentreranno le precipitazioni più abbondanti e quanto durerà questa fase: dettagli che diventeranno più chiari con i prossimi aggiornamenti dei modelli meteorologici.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/piogge-molto-intense-in-italia-da-martedi-10-correnti-atlantiche-cariche-di-umidita-alimenteranno-il-maltempo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dalla prossima settimana nuove nevicate sulle Alpi: le perturbazioni atlantiche portano l’inverno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalla-prossima-settimana-nuove-nevicate-sulle-alpi-le-perturbazioni-atlantiche-portano-l-inverno.html</link><pubDate>Fri, 06 Nov 2026 08:02:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'ingresso di più perturbazioni atlantiche favorirà il ritorno della neve, fino a bassa quota nel settore occidentale. Ecco le regioni più esposte la prossima settimana.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbtvt6q"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbtvt6q.jpg" id="xbtvt6q"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo i primi assaggi invernali di questi giorni, lo sguardo si sposta già verso la prossima settimana. Dagli ultimi calcoli dei modelli matematici si conferma una riattivazione del flusso atlantico, <strong>con una serie di perturbazioni oceaniche pronte a raggiungere l’Europa occidentale e, di conseguenza, le nostre regioni settentrionali. </strong></p><p>Si tratta di un cambiamento di scenario che potrebbe riportare condizioni tipicamente autunnali-invernali, <strong>con piogge diffuse a quote basse e nevicate, anche intense sui settori alpini occidentali. </strong>Insomma, un tempo più dinamico, tipico del mese di novembre.</p><h2><strong>L’arrivo delle perturbazioni atlantiche</strong></h2><p>Le correnti umide di origine atlantica, trainate da un’ampia area depressionaria in approfondimento sull’oceano, dovrebbero iniziare a interessare il Nord-Ovest italiano a partire dai primi giorni della settimana entrante. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dalla-prossima-settimana-nuove-nevicate-sulle-alpi-le-perturbazioni-atlantiche-portano-l-inverno-1793877647046.jpg" data-image="j88o95xdnqjk" alt="Neve." title="Neve."><figcaption>Le nevicate attese la prossima settimana sull'arco alpino occidentale.</figcaption></figure><p>Su Piemonte e Valle d’Aosta l’effetto combinato dell’aria più fredda in quota e del sollevamento orografico<strong> potrebbe favorire nevicate di una certa consistenza, soprattutto sui versanti più esposti.</strong></p><p>Gli accumuli più generosi sono attesi sulle Alpi occidentali, dove in alcune fasi i fenomeni potrebbero risultare intensi e persistenti, capaci di incrementare in modo significativo il manto nevoso già presente alle quote medio-alte.</p><h2><strong>Le Alpi si preparano a fare il pieno di neve</strong></h2><p>Un elemento particolarmente interessante riguarda la quota neve. A differenza di quanto spesso accade con le perturbazioni più miti di matrice mediterranea<strong>, l’afflusso di aria oceanica più fresca potrebbe consentire ai fiocchi di spingersi fin sotto i 1000 metri, localmente anche verso i 900 metri, tra le valli piemontesi occidentali e la Valle d’Aosta.</strong></p><p>Non si tratterà di un abbassamento costante e uniforme, ma di episodi legati ai momenti di maggiore intensità delle precipitazioni e all’eventuale ingresso di aria più fredda nei bassi strati. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dalla-prossima-settimana-nuove-nevicate-sulle-alpi-le-perturbazioni-atlantiche-portano-l-inverno-1793877688809.jpg" data-image="ksi3g2bmoqqi" alt="Maltempo." title="Maltempo."><figcaption>L'intensa perturbazione atlantica in arrivo all'inizio della prossima settimana sull'Italia.</figcaption></figure><p>In queste condizioni i paesi di fondovalle e le località di media montagna potrebbero ritrovarsi imbiancati, regalando scenari suggestivi e un ulteriore anticipo di clima invernale.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Sulle Alpi Cozie, Graie e sul settore valdostano le nevicate potrebbero risultare più abbondanti, con possibili apporti consistenti oltre i 1500-1800 metri.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Anche le Alpi Marittime e Liguri potrebbero essere coinvolte, soprattutto nelle fasi iniziali del passaggio perturbato. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dalla-prossima-settimana-nuove-nevicate-sulle-alpi-le-perturbazioni-atlantiche-portano-l-inverno-1793877752291.jpg" data-image="gago1r1044kj" alt="Neve, Alpi." title="Neve, Alpi."><figcaption>In diverse vallate e località delle Alpi occidentali si potrebbero registrare accumuli di neve significativi.</figcaption></figure><p>L’evoluzione resta comunque da monitorare attentamente, perché l’esatta traiettoria delle depressioni atlantiche e la temperatura delle masse d’aria in arrivo potranno influenzare sia l’intensità dei fenomeni sia la quota precisa del limite pioggia-neve.</p><h2><strong>La conferma sul cambio di circolazione</strong></h2><p>Questa nuova fase instabile si inserisce in un contesto in cui l’Atlantico sembra finalmente pronto a riprendersi un ruolo da protagonista dopo settimane dominate da blocchi anticiclonici alle alte latitudini che hanno favorito piogge sul Sud. </p><p>Per gli appassionati di montagna e per chi vive nelle località alpine di Piemonte e Valle d’Aosta, le prossime giornate potrebbero quindi portare non solo pioggia a quote più basse, <strong>ma anche un ulteriore rinforzo del manto nevoso e la visione di fiocchi che scendono fino a quote insolitamente contenute per l’inizio di novembre.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796609" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-piu-forte-e-piu-temporali-in-europa-i-meteorologi-sperimentano-i-droni-per-rendere-piu-precise-le-previsioni.html" title="El Niño più forte e più temporali in Europa: i meteorologi sperimentano i droni per rendere più precise le previsioni">El Niño più forte e più temporali in Europa: i meteorologi sperimentano i droni per rendere più precise le previsioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-piu-forte-e-piu-temporali-in-europa-i-meteorologi-sperimentano-i-droni-per-rendere-piu-precise-le-previsioni.html" title="El Niño più forte e più temporali in Europa: i meteorologi sperimentano i droni per rendere più precise le previsioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/con-el-nino-disparado-y-mas-riesgo-de-tormentas-en-europa-los-meteorologos-prueban-drones-para-afinar-sus-previsiones-1793553375131_320.png" alt="El Niño più forte e più temporali in Europa: i meteorologi sperimentano i droni per rendere più precise le previsioni"></a></article></aside><p>Le previsioni andranno aggiornate nei prossimi giorni, ma il segnale è chiaro. Le perturbazioni atlantiche sono in avvicinamento e con loro la possibilità di nuove, e forse intense, nevicate sulle Alpi occidentali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalla-prossima-settimana-nuove-nevicate-sulle-alpi-le-perturbazioni-atlantiche-portano-l-inverno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dagli atomi alle stelle: come la luce rivela il movimento invisibile degli elettroni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/dagli-atomi-alle-stelle-come-la-luce-rivela-il-movimento-invisibile-degli-elettroni.html</link><pubDate>Fri, 06 Nov 2026 07:01:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Utilizzando impulsi ultrabrevi, i ricercatori sono riusciti a osservare le oscillazioni elettroniche in laboratorio e a comprendere meglio l'origine quantistica dei segnali luminosi provenienti dai confini dell'Universo.</p><figure id="first-image"><a href="https://esawebb.org/images/ann2301a/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank"><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-atomos-a-las-estrellas-asi-revela-la-luz-el-movimiento-invisible-de-los-electrones-1792957875597.png" data-image="yykx7u4no1bg" alt="Ammasso del Trapezio" title="Ammasso del Trapezio"></a><figcaption>Webb riprende la Nebulosa di Orione e l'ammasso del Trapezio, che si estendono per quattro anni luce. Crediti: NASA, ESA, CSA; M. McCaughrean, S. Pearson.</figcaption></figure><p>Non molto tempo fa abbiamo discusso di come distinguere una stella da un pianeta, osservando che la loro luce ci appare come un punto lontano; eppure, si tratta di molto altro. Questa luce, che percorre distanze immense, ci fornisce informazioni fondamentali sul corpo celeste.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Gli astronomi decifrano tali informazioni analizzando lo spettro della luce. Ogni elemento chimico lascia tracce caratteristiche, derivanti da processi quantistici, <strong>quando i suoi elettroni assorbono o emettono fotoni.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Comprendere queste tracce richiede di andare oltre le linee colorate che appaiono in uno spettro; ciò che conta è come un atomo evolve quando interagisce con la radiazione. Un esperimento recente rende ora possibile indagare questa evoluzione elettronica su scale temporali quasi inimmaginabili.</p><h2>Una fotocamera (quantistica) per osservarle tutte</h2><p>I ricercatori del Max Born Institute di Berlino, in Germania, hanno utilizzato impulsi luminosi della durata di circa 270 attosecondi per studiare atomi ionizzati.</p><p>Un attosecondo corrisponde a <strong>un quintilionesimo di secondo, </strong>una scala temporale talmente ridotta che, al confronto, persino molti fenomeni molecolari appaiono lenti. La procedura si articola in una sequenza di due impulsi:</p><div class="texto-destacado"><strong>Il primo rimuove un elettrone, portando l'atomo in una combinazione di stati quantistici. Il secondo interviene dopo un ritardo controllato e misura le variazioni nell'assorbimento di luce da parte dello ione.</strong></div><p>Entrambi gli impulsi rientrano nell'intervallo dell'ultravioletto estremo e sono generati mediante una tecnica nota come generazione di armoniche elevate. A differenza di altri approcci sperimentali, questo metodo non richiede un intenso impulso a infrarossi per esaminare gli sviluppi successivi, il che rende i risultati più semplici da interpretare.</p><figure><a href="https://science.nasa.gov/asset/webb/protoplanetary-disk-sz-cha-miri-spectrum/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank"><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-atomos-a-las-estrellas-asi-revela-la-luz-el-movimiento-invisible-de-los-electrones-1792957917036.jpg" data-image="yn10r6u12swd" alt="Gas neon in un disco protoplanetario." title="Gas neon in un disco protoplanetario."></a><figcaption>Spettro reale del disco protoplanetario di SZ Chamaeleontis, che mostra le righe del neon rilevate da Webb e Spitzer. Crediti: NASA/ESA.</figcaption></figure><p>Nello xeno, <strong>i ricercatori hanno osservato un'oscillazione con un periodo di 3,1 femtosecondi.</strong> Analizzando le variazioni nell'assorbimento, sono riusciti a ricostruire i cambiamenti in una distribuzione quantistica associata alla "lacuna" lasciata da un elettrone espulso da un atomo.</p><h3>La danza degli spettri (cosmici)</h3><p>Il team ha ripetuto queste misurazioni utilizzando diversi gas nobili, scoprendo che ognuno di essi possiede un proprio ritmo unico. <strong>Per l'argon sono stati registrati periodi di 23,3 femtosecondi, mentre per il neon il periodo è risultato di 42,9 femtosecondi. </strong>Differenze che riflettono i dislivelli energetici tra gli stati elettronici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793200" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuove-simulazioni-collegano-le-prime-stelle-dell-universo-a-segnali-ancora-visibili-oggi.html" title="Nuove simulazioni collegano le prime stelle dell'Universo a segnali ancora visibili oggi">Nuove simulazioni collegano le prime stelle dell'Universo a segnali ancora visibili oggi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuove-simulazioni-collegano-le-prime-stelle-dell-universo-a-segnali-ancora-visibili-oggi.html" title="Nuove simulazioni collegano le prime stelle dell'Universo a segnali ancora visibili oggi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/novas-simulacoes-ligam-as-primeiras-estrelas-do-universo-a-sinais-ainda-visiveis-hoje-1791107881970_320.png" alt="Nuove simulazioni collegano le prime stelle dell'Universo a segnali ancora visibili oggi"></a></article></aside><p>Nel caso del neon, i calcoli hanno rivelato che la distribuzione della lacuna elettronica oscilla tra una forma allungata, simile a un manubrio, e una configurazione ad anello, simile a una ciambella. Non si tratta di un buco fisico, bensì di una descrizione quantistica dell'elettrone assente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795804" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente.html" title="Far aggiustare dispositivi elettronici conviene: cosa prevede il Diritto alla Riparazione che protegge anche l'ambiente">Far aggiustare dispositivi elettronici conviene: cosa prevede il Diritto alla Riparazione che protegge anche l'ambiente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente.html" title="Far aggiustare dispositivi elettronici conviene: cosa prevede il Diritto alla Riparazione che protegge anche l'ambiente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente-1793298856453_320.jpg" alt="Far aggiustare dispositivi elettronici conviene: cosa prevede il Diritto alla Riparazione che protegge anche l'ambiente"></a></article></aside><p>Queste trasformazioni alterano il modo in cui l'atomo assorbe la radiazione: a determinati livelli energetici il segnale si intensifica, mentre ad altri diminuisce. Tale alternanza offre informazioni sullo stato elettronico che un'immagine convenzionale non sarebbe in grado di rivelare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-atomos-a-las-estrellas-asi-revela-la-luz-el-movimiento-invisible-de-los-electrones-1792957966544.jpeg" data-image="hoeawirrrbof" alt="Elettroni." title="Elettroni."><figcaption>Variazione nella forma della distribuzione elettrone-lacuna, che passa da una configurazione a manubrio a una ad anello. Crediti: Volkov et al.</figcaption></figure><p>Sebbene l'esperimento non replichi una stella né ne misuri direttamente l'atmosfera, gli spettri stellari dipendono anch'essi da transizioni tra stati elettronici; ciò ci aiuta a comprendere i meccanismi quantistici che rendono possibile l'interpretazione della luce.</p><h3><strong>Dal laboratorio alle stelle</strong></h3><p>Nelle nebulose e nelle regioni di gas ionizzato, le righe spettrali di elementi come il neon e l'argon sono utili per studiare la composizione e le condizioni fisiche della materia. Analizzarle richiede una conoscenza precisa dei livelli energetici degli atomi.</p><figure><a href="https://science.nasa.gov/asset/webb/tarantula-nebula-nirspec-ifu/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank"><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-atomos-a-las-estrellas-asi-revela-la-luz-el-movimiento-invisible-de-los-electrones-1792958197688.png" data-image="kvo4c7b03iku" alt="Formazione stellare." title="Formazione stellare."></a><figcaption>Spettroscopia che separa i componenti di una nebulosa in idrogeno atomico, idrogeno molecolare e polvere. Crediti: NASA/ESA.</figcaption></figure><p>Le misurazioni su scala di attosecondi aggiungono una dimensione diversa: anziché limitarsi a identificare quali energie un sistema assorbe, consentono di studiare come tale sistema evolva dopo essere stato esposto alla luce. Queste informazioni potrebbero arricchire la ricerca futura sui processi rapidi di ionizzazione e trasferimento di carica.</p><p>È tuttavia importante distinguere tra possibilità e scoperta effettiva. <strong>Questo lavoro è stato condotto utilizzando gas nobili in condizioni di laboratorio controllate; sebbene gli autori propongano di estendere la tecnica a molecole e solidi,</strong> un'applicazione diretta a stelle, nebulose o esopianeti rimane una prospettiva futura.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794508" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-stelle-morte-non-sono-tutte-bianche-gli-astronomi-confermano-che-ce-ne-sono-di-verdi-rosa-gialle-e-viola.html" title="Le stelle morte non sono tutte bianche”: gli astronomi confermano che ce ne sono di verdi, rosa, gialle e viola">Le stelle morte non sono tutte bianche”: gli astronomi confermano che ce ne sono di verdi, rosa, gialle e viola</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-stelle-morte-non-sono-tutte-bianche-gli-astronomi-confermano-che-ce-ne-sono-di-verdi-rosa-gialle-e-viola.html" title="Le stelle morte non sono tutte bianche”: gli astronomi confermano che ce ne sono di verdi, rosa, gialle e viola"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-stelle-morte-non-sono-tutte-bianche-gli-astronomi-confermano-che-ce-ne-sono-di-verdi-rosa-gialle-e-viola-1792600587713_320.png" alt="Le stelle morte non sono tutte bianche”: gli astronomi confermano che ce ne sono di verdi, rosa, gialle e viola"></a></article></aside><p>Dalla Terra, l'astronomia ricostruisce storie lontane interpretando la luce che riceviamo, mentre in laboratorio la fisica quantistica segue i cambiamenti che avvengono all'interno degli atomi. <strong>Entrambi gli approcci convergono sull'idea che comprendere l'Universo significhi comprenderne la luce.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Mikhail%20Volkov%2C%20Evaldas%20Svirplys%2C%20Stefanos%20Carlstr%C3%B6m%2C%20Serguei%20Patchkovskii%2C%20Misha%20Yu.%20Ivanov%2C%20Marc%20J.%20J.%20Vrakking%20%26%20Bernd%20Sch%C3%BCtte" data-year="2026" data-title="Table-top%20all-attosecond%20transient%20absorption%20spectroscopy" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41467-026-76019-z">Mikhail Volkov, Evaldas Svirplys, Stefanos Carlström, Serguei Patchkovskii, Misha Yu. Ivanov, Marc J. J. Vrakking & Bernd Schütte. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41467-026-76019-z" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Table-top all-attosecond transient absorption spectroscopy</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/dagli-atomi-alle-stelle-come-la-luce-rivela-il-movimento-invisibile-degli-elettroni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I 4 funghi commestibili che attualmente si possono raccogliere nel bosco]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/i-4-funghi-commestibili-che-attualmente-si-possono-raccogliere-nel-bosco.html</link><pubDate>Fri, 06 Nov 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Nel bosco si trovano ancora funghi commestibili che aspettano solo di essere raccolti e gustati. Ecco quali sono. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/4-champignons-comestibles-que-vous-pouvez-actuellement-cueillir-en-foret-automne-plantes-france-cepe-chanterelle-trompette-de-la-mort-1793629615113.jpeg" data-image="369jdnxtvxoh" alt="Funghi." title="Funghi."><figcaption>A novembre, c'è ancora tempo per raccogliere gli ultimi funghi prima dell'arrivo dell'inverno.</figcaption></figure><p>La stagione dei funghi non è ancora finita. A novembre, nei nostri boschi si possono ancora incontrare diverse specie commestibili. <strong>Porcini, trombette dei morti, finferli tubiformi e idni (o "piedi di pecora"). </strong>Questi sono le specie di funghi che si possono trovare in questo periodo.</p><p>La loro presenza dipende tuttavia dalla regione, dall’altitudine e dalle condizioni meteorologiche: il calendario non garantisce mai un buon raccolto. Ma attenzione, perchè alcune varietà di funghi si somigliano, ma possono essere tossiche o addirittura mortali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/4-champignons-comestibles-que-vous-pouvez-actuellement-cueillir-en-foret-automne-plantes-france-cepe-chanterelle-trompette-de-la-mort-1793629703784.jpeg" data-image="xossg14rbm06" alt="Porcini." title="Porcini."><figcaption>Tra i funghi che si possono ancora raccogliere a novembre: il porcino.</figcaption></figure><p>Se non siete esperti, è meglio far controllare il vostro raccolto da esperti certificati o dai membri di un'associazione micologica prima di consumarlo.</p><h2> Il porcino, una star ancora di stagione </h2><p>Il <strong>porcino (Boletus edulis)</strong> può essere presente anche nel mese di novembre. Si può trovare in diverse zone della Francia, sia in pianura che in montagna.</p><p>Il suo cappello bruno e il gambo robusto gli conferiscono una sagoma familiare a chiunque passeggi nei boschi. Per identificarlo correttamente, non basta osservare l'esemplare in sé, ma occorre considerare anche l'ambiente in cui si trova.</p><h3>La trombetta dei morti, un nome ingannevole…</h3><p>Con un nome del genere, nessuno ha voglia di mangiare questo fungo, eppure, la <strong>trombetta dei morti (Craterellus cornucopioides)</strong> è un fungo commestibile.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/4-champignons-comestibles-que-vous-pouvez-actuellement-cueillir-en-foret-automne-plantes-france-cepe-chanterelle-trompette-de-la-mort-1793629791677.jpeg" data-image="mn0oagkyrqb5" alt="Trombetta dei morti." title="Trombetta dei morti."><figcaption>Nonostante un nome piuttosto inquietante, le trombette dei morti sono funghi commestibili.</figcaption></figure><p>Il suo periodo di raccolta va, in particolare, da settembre a novembre. Trova quindi perfettamente posto nei cesti di fine autunno. Di colore scuro e con una forma a imbuto, si mimetizza facilmente tra le foglie secche.</p><p>Può crescere in gruppi: il ritrovamento di un primo esemplare suggerisce di osservare i dintorni con attenzione, senza però mettere a soqquadro il bosco o rastrellare il terreno.</p><h2>Per una raccolta tardiva: il finferlo tubiforme</h2><p>La <strong>Craterellus tubaeformis</strong> – questo il suo nome scientifico – predilige la tarda stagione. Si tratta di una specie piuttosto tardiva, che si trova sotto le latifoglie e, più frequentemente, sotto le conifere. È caratterizzata da un cappello bruno-giallastro e da un gambo giallo e cavo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="736399" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-essiccare-i-funghi-la-scienza-dietro-al-metodo-corretto.html" title="Come essiccare i funghi: la scienza dietro al metodo corretto">Come essiccare i funghi: la scienza dietro al metodo corretto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-essiccare-i-funghi-la-scienza-dietro-al-metodo-corretto.html" title="Come essiccare i funghi: la scienza dietro al metodo corretto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-essiccare-i-funghi-la-scienza-dietro-al-metodo-corretto-1761586274796_320.jpeg" alt="Come essiccare i funghi: la scienza dietro al metodo corretto"></a></article></aside><p><strong>Sotto il cappello sono presenti delle pieghe.</strong> Questi elementi costituiscono solo dei riferimenti descrittivi: non è raro, infatti, confonderla con dei cortinari tossici. Un motivo in più per esaminare ogni singolo fungo, anche quando crescono vicini.</p><h3>Il classico dell’autunno: l’idno</h3><p>Anche il <strong>fungo porcinello (Hydnum repandum)</strong> si può trovare nel mese di novembre. La sua particolarità si cela sotto il cappello color crema: al posto delle lamelle presenti in molti altri funghi, qui si trovano dei piccoli aculei.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/4-champignons-comestibles-que-vous-pouvez-actuellement-cueillir-en-foret-automne-plantes-france-cepe-chanterelle-trompette-de-la-mort-1793629838314.jpeg" data-image="k2mmkw7f13n4" alt="Funghi." title="Funghi."><figcaption>Un altro habitué delle raccolte tardive: l'idno repando.</figcaption></figure><p>Questa specie cresce, da solo o in gruppi, nelle foreste di latifoglie, <strong>in particolare sotto querce e castagni.</strong> A seconda delle regioni, lo si può sentire chiamare anche «barba di capra» o «lingua di gatto».</p><h2>Prima di passare dal cestino al piatto</h2><p><strong>Raccogliete i funghi interi, gambo compreso, per consentirne l'identificazione.</strong> Separate le diverse specie all'interno del cestino e scartate gli esemplari danneggiati. Un'applicazione o una fotografia non sono sufficienti a confermare che i funghi siano commestibili.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793584" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/nebbia-umidita-e-orientamento-andare-per-funghi-in-sicurezza-nei-boschi.html" title="Nebbia, umidità e orientamento: andare per funghi in sicurezza nei boschi ">Nebbia, umidità e orientamento: andare per funghi in sicurezza nei boschi </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/nebbia-umidita-e-orientamento-andare-per-funghi-in-sicurezza-nei-boschi.html" title="Nebbia, umidità e orientamento: andare per funghi in sicurezza nei boschi "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nebbia-umidita-e-orientamento-andare-per-funghi-in-sicurezza-nei-boschi-1792080408066_320.jpg" alt="Nebbia, umidità e orientamento: andare per funghi in sicurezza nei boschi "></a></article></aside><p>Dopo averne verificato l'identità, conservate il raccolto in frigorifero e consumatelo entro 2 giorni, assicurandovi sempre che sia ben cotto. La cottura non rende commestibile un fungo tossico!</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Mathieu" data-year="27%2F10%2F2026" data-title="Quels%20champignons%20ramasser%20en%20novembre%20%3F" data-url="https%3A%2F%2Fwww.les-champignons.fr%2Fchampignons%2Fquels-champignons-ramasser-en-novembre%2F">Mathieu. (27/10/2026). <a href="https://www.les-champignons.fr/champignons/quels-champignons-ramasser-en-novembre/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Quels champignons ramasser en novembre ?</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/i-4-funghi-commestibili-che-attualmente-si-possono-raccogliere-nel-bosco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tempeste solari e rischi per satelliti e comunicazioni: a Roma una nuova sala INGV per monitorarli]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/meteorologia-spaziale-adesso-anche-l-italia-ha-la-sua-sala-di-monitoraggio.html</link><pubDate>Fri, 06 Nov 2026 05:07:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>L’attività solare può interferire con satelliti, telecomunicazioni e navigazione. Per sorvegliare questi fenomeni, il 27 ottobre l’INGV ha inaugurato a Roma una nuova sala di monitoraggio della meteorologia spaziale, dedicata all’osservazione del Sole, della ionosfera e del campo magnetico terrestre.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorologia-spaziale-adesso-anche-l-italia-ha-la-sua-sala-di-monitoraggio-1793869960664.jpeg" data-image="z91dx9j7fs5l"><figcaption>Una tempesta solare può determinare pesanti problemi nella società attuale, dominata dall'uso di sistemi di telecomunicazioni.</figcaption></figure><p>Il <strong>27 ottobre 2026</strong> l’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</strong> ha inaugurato la nuova <strong>Sala di Monitoraggio Space Weather</strong> presso la sede centrale di Roma.</p><p>La nuova infrastruttura è dedicata alla <strong>sorveglianza in tempo reale dell’attività solare, delle condizioni della ionosfera e del campo magnetico terrestre</strong> e contribuisce a rafforzare le capacità nazionali di osservazione e analisi della meteorologia spaziale, che comprende i fenomeni legati all’attività solare e i loro effetti sull’ambiente circumterrestre.</p><p>Le tempeste solari e le conseguenti perturbazioni ionosferiche e del campo magnetico terrestre possono influire sul funzionamento dei satelliti, delle radiocomunicazioni in banda HF, dei sistemi di navigazione GNSS e di altre infrastrutture tecnologiche essenziali. Si tratta di servizi utilizzati in numerosi settori critici, tra cui l’aviazione, i trasporti, le telecomunicazioni e i servizi di emergenza.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Le tempeste solari e le conseguenti perturbazioni ionosferiche e del campo magnetico terrestre possono influire sul funzionamento dei satelliti, delle radiocomunicazioni in banda HF, dei sistemi di navigazione GNSS e di altre infrastrutture tecnologiche essenziali. Si tratta di servizi utilizzati in numerosi settori critici, tra cui l’aviazione, i trasporti, le telecomunicazioni e i servizi di emergenza. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>La nuova Sala di Monitoraggio Space Weather si aggiunge alle infrastrutture operative dell’INGV</strong>, che comprendono la Sala di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami, la Sala di Monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano e la Sala Operativa dell’Osservatorio Etneo.</p><h2>L'importanza della nuova Sala di Monitoraggio Space Weathera Roma</h2><p>"L’inaugurazione della nuova Sala di Monitoraggio Space Weather rappresenta un passo importante nel rafforzamento dell’osservazione e analisi dei fenomeni legati alla meteorologia spaziale", ha dichiarato <strong>Fabio Florindo</strong>, Presidente dell’INGV, nel comunicato di presentazione dell’iniziativa. </p><p>"Comprendere e monitorare questi fenomeni è fondamentale per valutare i possibili effetti sulle infrastrutture tecnologiche da cui dipendono numerosi servizi essenziali, dalle telecomunicazioni alla navigazione satellitare. Questa nuova infrastruttura valorizza le competenze scientifiche e tecnologiche dell’INGV e consolida il nostro impegno nel mettere la ricerca al servizio della società, anche attraverso la collaborazione con le istituzioni, le agenzie spaziali, l’aviazione civile e i soggetti responsabili della protezione delle infrastrutture tecnologiche critiche".</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776471" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-tempesta-solare-subisce-una-super-espansione-durante-il-suo-tragitto-verso-la-terra-lasciando-perplessi-i-fisici.html" title="Una tempesta solare subisce una 'super espansione' durante il suo tragitto verso la Terra, lasciando perplessi i fisici">Una tempesta solare subisce una "super espansione" durante il suo tragitto verso la Terra, lasciando perplessi i fisici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-tempesta-solare-subisce-una-super-espansione-durante-il-suo-tragitto-verso-la-terra-lasciando-perplessi-i-fisici.html" title="Una tempesta solare subisce una 'super espansione' durante il suo tragitto verso la Terra, lasciando perplessi i fisici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-tormenta-solar-sufre-una-super-expansion-camino-a-la-tierra-y-desconcierta-a-los-fisicos-1782594096644_320.jpeg" alt="Una tempesta solare subisce una 'super espansione' durante il suo tragitto verso la Terra, lasciando perplessi i fisici"></a></article></aside><p>La Sala contribuisce alle attività dell’INGV nell’ambito del servizio di meteorologia spaziale per l’aviazione civile fornito all’<strong>International Civil Aviation Organization (ICAO)</strong> attraverso il <strong>consorzio europeo PECASUS</strong>. L’infrastruttura si inserisce inoltre nelle attività di collaborazione con l’<strong>Agenzia Spaziale Europea (ESA)</strong> nel settore della <strong>Space Situational Awareness</strong>.</p><h2>La giornata dell'inaugurazione: il video dell'evento</h2><p>L'inaugurazione ha visto i saluti istituzionali del Presidente dell’INGV, <strong>Fabio Florindo</strong>, e del Direttore Generale, <strong>Giovanni Torre</strong>, seguiti dagli interventi di <strong>Ilaria Ermolli</strong>, Direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Roma dell’INAF; <strong>Tommaso Edoardo Frosini</strong>, Presidente del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA); <strong>Cristina Leone</strong>, Presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio (CTNA); <strong>Luca Vincenzo Maria Salamone</strong>, Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI); <strong>Alberico Gambino</strong>, Vicepresidente della Commissione per gli affari esteri (AFET) del Parlamento europeo e membro della Commissione per la sicurezza e la difesa (SEDE); e <strong>Antonio Iannone</strong>, Sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/ED_gU5gYV_I/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=ED_gU5gYV_I" id="ED_gU5gYV_I"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>La moderazione era affidata a <strong>Maria Fabrizia Buongiorno</strong>, Direttrice del Dipartimento Ambiente dell’INGV. Erano inoltre attesi rappresentanti delle istituzioni, degli enti di ricerca e delle principali organizzazioni e aziende attive nei settori aerospaziale e della meteorologia spaziale. Il programma comprendeva il taglio del nastro e due seminari tematici a cura di referenti scientifici dell’Istituto.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/meteorologia-spaziale-adesso-anche-l-italia-ha-la-sua-sala-di-monitoraggio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Divinità atmosferiche e mega-siccità: il complesso rapporto dei Maya con i fenomeni meteorologici estremi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/divinita-atmosferiche-e-mega-siccita-il-complesso-rapporto-dei-maya-con-i-fenomeni-meteorologici-estremi.html</link><pubDate>Thu, 05 Nov 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La fine della civiltà maya viene spesso collegata a gravi siccità verificatesi in Mesoamerica tra l'800 e il 950 d.C., che contribuirono al collasso dei Maya e del loro splendore religioso e culturale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/dioses-atmosfericos-y-sequias-en-la-civilizacion-maya-1792785639127.jpg" data-image="ceyeo72xqk1v" alt="rovine maya" title="rovine maya"><figcaption>Le rovine delle città maya sono testimoni silenziose del loro splendore. Gravi siccità contribuirono al crollo di quella civiltà mesoamericana.</figcaption></figure><p><strong>Da tempo si accumulano prove che collegano il collasso della civiltà maya a una serie di gravi siccità verificatesi in Mesoamerica</strong>, dove i Maya si insediarono tra il 2.000 a.C. (inizio del periodo preclassico) e il 900 d.C. (fine del periodo classico), quando iniziò il loro declino. <strong>Il dibattito scientifico mette a confronto l’idea che le siccità abbiano segnato la fine dei Maya e quella secondo cui sarebbero state soltanto uno dei diversi fattori in gioco. </strong></p><p>Secondo lo storico Peter Frankopan<em>: «…<strong>è possibile che l’aspetto più rilevante non fosse la mancanza di piogge, ma l’aumento delle temperature estive e il suo impatto sul mais</strong>, come hanno dimostrato ricerche moderne. Nella cultura maya questo era importante non solo per le conseguenze sulla disponibilità di cibo, ma anche per il legame simbolico tra la legittimità politica e il mais».</em></p><h2><strong>La macchina atmosferica controllata dagli dei</strong></h2><p><strong>I fenomeni meteorologici facevano parte della visione del mondo della cultura maya</strong>, come testimoniano le sue divinità. Per i Maya, gli dei non si limitavano a controllare la natura, ma erano essi stessi la natura, manifestandosi attraverso i diversi elementi vitali e atmosferici, come la pioggia o il vento. Una delle divinità più venerate era proprio <strong>Chaac, il dio dell’acqua, della pioggia e dei temporali</strong>. È facile immaginare che, quando sopraggiungeva la siccità, si moltiplicassero le offerte, le preghiere e i sacrifici umani affinché Chaac portasse l’acqua.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dioses-atmosfericos-y-sequias-en-la-civilizacion-maya-1792785668318.jpg" data-image="3fi2odwi6050" alt="Tempio maya dedicato a Chaac" title="Tempio maya dedicato a Chaac"><figcaption>Maschere del dio maya Chaac scolpite nella pietra in uno dei palazzi del complesso archeologico di Xlapak, nello Yucatán, in Messico.</figcaption></figure><p>Non possiamo dimenticare neppure Kukulkán, dio del vento e anche dell’acqua, raffigurato come un serpente piumato e ampiamente rappresentato nei templi e negli edifici delle città maya disseminate nella penisola dello Yucatán, come Chichén Itzá o Uxmal. <strong>Kukulkán è una delle divinità più importanti della Mesoamerica</strong>, perché al ruolo di dio delle tempeste affianca quello di uno degli dei creatori del mondo e dell’umanità, secondo quanto racconta il Popol-Vuh (libro sacro dei Maya).</p><p>Ma <strong>il nome di una divinità maya che ci suona più familiare è Hurakán</strong> (<em>hun-r-akan</em>) che, secondo il Popol-Vuh, significa “cuore del cielo” ed è rappresentato come una divinità con una sola gamba [<em>hun</em> (uno) e <em>akan</em> (gamba)]. Secondo la mitologia maya, emerse proprio dal cuore del cielo per governare il tuono, i fulmini, i venti e le tempeste. <strong>I conquistatori spagnoli adottarono questa parola dalla lingua taina quando arrivarono in quelle terre</strong>: divenne “huracán”, il termine spagnolo con cui viene comunemente indicato l’uragano, un ciclone tropicale.</p><h2><strong>Le grandi siccità come fattori scatenanti del collasso</strong></h2><p>Torniamo alle siccità che colpirono duramente la civiltà maya. Ancora una volta Peter Frankopan, nel suo libro “La Tierra transformada” (Crítica, 2024), ci aiuta a comprendere la questione: <em>«<strong>Le precipitazioni medie diminuirono di circa il 50% e, in alcuni casi, fino al 70%</strong>, probabilmente a causa di cambiamenti nell’attività solare, di eruzioni vulcaniche o di una combinazione di entrambi i fattori. Questo aggravò i problemi causati dalla rapida deforestazione (…) L’abbattimento degli alberi accentuò le condizioni di siccità, perché dai terreni disboscati evapora meno acqua, con ripercussioni negative sulla formazione delle nubi e sulle precipitazioni</em>».</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dioses-atmosfericos-y-sequias-en-la-civilizacion-maya-1792785703603.jpg" data-image="4bwjzj6bgrqe" alt="El Castillo di Chichén Itzá" title="El Castillo di Chichén Itzá"><figcaption>L’imponente piramide di El Castillo nel complesso archeologico maya di Chichén Itzá, nello Yucatán, in Messico.</figcaption></figure><p>Uno studio pubblicato nel 2012 sulla rivista <em>Science</em>, firmato dai ricercatori Martín Medina-Elizalde ed Eelco J. Rohling, ha dimostrato che nel periodo compreso <strong>tra gli anni 800 e 950</strong>, durante il quale la civiltà maya del periodo classico fiorì e collassò, <strong>le precipitazioni annuali diminuirono tra il 25 e il 40%</strong>: un calo abbastanza significativo da far prevalere l’evaporazione sulle precipitazioni nel bilancio idrico, riducendo rapidamente la disponibilità di acqua dolce.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="492322" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/antico-mistero-del-calendario-maya-e-stato-risolto.html" title="L'antico mistero del calendario Maya è stato risolto">L'antico mistero del calendario Maya è stato risolto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/antico-mistero-del-calendario-maya-e-stato-risolto.html" title="L'antico mistero del calendario Maya è stato risolto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/the-ancient-mystery-of-mayan-calendar-solved-history-culture-1682693760661_320.jpeg" alt="L'antico mistero del calendario Maya è stato risolto"></a></article></aside><p>Chaac cominciò a deludere i Maya, ma la siccità non ne decretò la fine in un colpo solo. Secondo Frankopan: <em>«<strong>A collassare non fu il mondo maya nel suo insieme, ma la struttura che lo sosteneva</strong>: l’intreccio di reti che collegava le diverse località, facilitava lo scambio di beni e idee e forniva il terreno per le alleanze, le rivalità e la competizione tra i sovrani. In un contesto di siccità, raccolti insufficienti e fallimento dei meccanismi di controllo, per i governanti divenne impossibile soddisfare le aspettative e mantenere la propria autorità»</em>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/divinita-atmosferiche-e-mega-siccita-il-complesso-rapporto-dei-maya-con-i-fenomeni-meteorologici-estremi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Una stella morta circondata da detriti planetari: il doppio disco che prefigura il futuro del Sistema Solare]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-stella-morta-circondata-da-detriti-planetari-il-doppio-disco-che-prefigura-il-futuro-del-sistema-solar.html</link><pubDate>Thu, 05 Nov 2026 16:35:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il telescopio VLT ha individuato due anelli di gas attorno a una nana bianca. La loro struttura suggerisce la presenza di due corpi planetari superstiti e offre nuovi indizi sul futuro del nostro Sistema Solare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-stella-morta-due-anelli-e-due-sopravvissuti-ecco-come-potrebbe-finire-il-sistema-solare-1793864250969.png" data-image="jzml3kv81ikw" alt="Nana bianca" title="Nana bianca"><figcaption>Rappresentazione artistica del disco di detriti attorno alla nana bianca J1328−1450. Il gas appare sotto forma di scie luminose, generate quando corpi planetari entrano in collisione con la polvere. Credit: ESO/L. Calçada</figcaption></figure><p><strong>Che cosa rimane di un sistema planetario quando la sua stella muore?</strong> Una recente scoperta, effettuata grazie al Very Large Telescope (VLT) dell'ESO, fornisce nuovi e sorprendenti indizi. <strong>Attorno ad una nana bianca sono stati identificati due distinti anelli di detriti</strong>, probabilmente mantenuti da altrettanti corpi planetari sopravvissuti. È uno <strong>scenario che, tra miliardi di anni, potrebbe riguardare anche il nostro Sistema Solare.</strong></p><h2>Una nana bianca nel futuro del nostro Sole</h2><p><strong>Le nane bianche</strong> rappresentano lo stadio finale dell’evoluzione stellare. Per questo motivo, in analogia al ciclo della vita, <strong>vengono definite stelle “morte”</strong>. Sono corpi estremamente compatti, in cui una massa simile a quella del Sole è concentrata in un volume piccolo simile a quello della Terra, da cui l’appellativo “nane”. Inizialmente sono caldissime (diverse decine di migliaia di gradi), per cui splendono di luce tendente al bianco/azzurro, ma poi nel corso del tempo si vanno raffreddando, non avendo più nessuna fonte propria di energia. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Nelle nane bianche una massa simile a quella del Sole è concentrata in un volume piccolo simile a quello della Terra.<br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ma <strong>non tutte le stelle diventano nane bianche</strong>. <strong>Questo è il destino finale riservato alle stelle con massa simile a quella del Sole.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780925" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html" title="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta">La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html" title="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta-1785253730206_320.png" alt="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta"></a></article></aside><p>Stelle molto più massicce del Sole diventeranno stelle di neutroni o buchi neri. Il fatto che il nostro Sole diventerà nana bianca tra miliardi di anni rende questi oggetti particolarmente interessanti.</p><div class="texto-destacado">La fase evolutiva finale di nana bianca è preceduta da una fase di gigante rossa e poi, esaurito il combustibile nucleare, dall’espulsione degli strati esterni e dal collasso del nucleo. Gli strati espulsi formano una serie di gusci in espansione quasi concentrici, noti come nebulose planetarie; questo nome deriva dal fatto che, osservati anche con piccoli cannocchiali, apparivano come dischi dai contorni sfumati e non come punti luminosi, venendo così scambiati inizialmente per piccoli pianeti.</div><p>Il Sole diventerà una nana bianca, ma che ne sarà del nostro sistema planetario, e della Terra in particolare?</p><h2>E il futuro della Terra?</h2><p>Su questo argomento sono stati fatti progressi. <strong>Negli studi passati la Terra veniva data per spacciata, incapace di sopravvivere alla fase di gigante rossa.</strong> Diversamente, <strong>studi e simulazioni più recenti danno come possibile la sopravvivenza del pianeta</strong>, ma sicuramente non della sua biosfera, la cui fine avverrà molto prima della fine del Sole.</p><div class="texto-destacado">Sembra che il destino della Terra sarà il risultato della competizione tra due meccanismi opposti, uno di attrazione della Terra verso il Sole per effetti mareali, l’altro di allontanamento grazie all’abbondante perdita di massa del Sole.</div><p>La previsione teorica che del sistema planetario possa rimanere un residuo è supportata dall'osservazioni di almeno <strong>21 nane bianche</strong>. Attorno a queste sono stati osservati anelli di gas e detriti, ritenuti essere residui di precedenti sistemi planetari.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-stella-morta-due-anelli-e-due-sopravvissuti-ecco-come-potrebbe-finire-il-sistema-solare-1793864624690.jpeg" data-image="r8e9ce9j7mls" alt="nana bianca" title="nana bianca"><figcaption>Rappresentazione di una nana bianca al centro della propria nebulosa planetaria costituita dagli strati esterni della gigante rossa espulsi ed in espansione.</figcaption></figure><p><strong>Essi, con il loro moto orbitale, imprimono una traccia inconfondibile nello spettro stellare. </strong>Ma anche la composizione chimica dell'atmosfera di queste nane bianche, ricca di elementi quali calcio, ossigeno, magnesio e ferro, svela un possibile arricchimento con materiale di origine planetaria. </p><h2>La nana bianca WD J1328−1450 unica nel suo genere</h2><p>Recentemente, una nana bianca, <strong>la WD J1328−1450</strong>, distante circa 1.600 anni luce dalla Terra, <strong>ha ricevuto gli onori della cronaca. </strong></p><p>La sua natura di nana bianca è stata svelata dal telescopio Gaia, mentre la presenza di un disco di detriti in orbita attorno ad essa è stata svelata dalla presenza di emissione termica infrarossa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="730919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-pianeta-extrasolare-simile-a-plutone-viene-divorato-da-una-nana-bianca-stto-gli-occhi-di-hubble.html" title="Spazio, è accaduto sotto gli occhi di Hubble: un pianeta extrasolare simile a Plutone viene divorato da una nana bianca">Spazio, è accaduto sotto gli occhi di Hubble: un pianeta extrasolare simile a Plutone viene divorato da una nana bianca</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-pianeta-extrasolare-simile-a-plutone-viene-divorato-da-una-nana-bianca-stto-gli-occhi-di-hubble.html" title="Spazio, è accaduto sotto gli occhi di Hubble: un pianeta extrasolare simile a Plutone viene divorato da una nana bianca"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-pianeta-extrasolare-simile-a-plutone-viene-divorato-da-una-nana-bianca-stto-gli-occhi-di-hubble-1758635872420_320.png" alt="Spazio, è accaduto sotto gli occhi di Hubble: un pianeta extrasolare simile a Plutone viene divorato da una nana bianca"></a></article></aside><p>Un gruppo di ricercatori guidato da Nicola Pietro Gentile Fusillo, dell'<a href="https://portale.units.it/it">Università di Trieste </a>e dell'<a href="https://www.inaf.it/it">INAF</a>, ha analizzato la luce proveniente dalla nana bianca, utilizzando lo spettrografo X-shooter installato sul VLT dell'ESO in Cile.</p><p>Con loro sorpresa <strong>hanno trovato evidenza non di uno, ma addirittura di due anelli di gas e detriti in rotazione attorno alla stella.</strong></p><p>Il primo anello si estende tra circa 100.000 e 240.000 chilometri dalla stella, mentre il secondo occupa una regione compresa tra circa 375.000 e 1,34 milioni di chilometri, entrambi in rotazione con velocità diverse attorno alla stella. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La nana bianca <strong>WD J1328−1450</strong> possiede due anelli distinti di gas e probabilmente due planetesimi al loro interno, possibili residui di un precedente sistema planetario.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Nuove osservazioni, a distanza di due anni dalle precedenti, mostrano che <strong>sebbene siano strutture di gas sono estremamente stabili. </strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Prometheus and Pandora, Shaping the Drapes This movie sequence from Cassini shows dark drapes in the inner strands of Saturn's F ring caused by the gravitational influence of the shepherd moon Prometheus (102 kilometers, or 63 miles across). NASA/JPL/Space Science Institute https://t.co/Tm9k8IWjd1</p>— p.s (@p_a_e_s) <a href="https://x.com/p_a_e_s/status/2101989183879364996?ref_src=twsrc%5Etfw">September 21, 2026</a></blockquote></figure><p><strong>Gli astronomi ipotizzano che due planetesimi</strong> ne garantiscano la stabilità dinamica e, in qualche modo, il rifornimento di gas. Questi, <strong>come i “pastori” degli anelli di Saturno (vedi animazione sopra), mantengono il gas confinato lungo la loro orbita.</strong></p><p>Questi planetesimi, di fatto ancora non osservati, potrebbero avere dimensioni di <strong>un asteroide il più interno</strong>, e <strong>paragonabile alle dimensioni di Plutone il più esterno</strong>, possibilmente sopravvissuti alla fase di gigante rossa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792494" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/riaperto-e-risolto-un-cold-case-lungo-25-anni-le-impronte-erano-di-pianeta-di-seconda-generazione.html" title="Spazio, riaperto e risolto un 'cold case' lungo 25 anni: le impronte erano di pianeta di 'seconda generazione' ">Spazio, riaperto e risolto un "cold case" lungo 25 anni: le impronte erano di pianeta di "seconda generazione" </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/riaperto-e-risolto-un-cold-case-lungo-25-anni-le-impronte-erano-di-pianeta-di-seconda-generazione.html" title="Spazio, riaperto e risolto un 'cold case' lungo 25 anni: le impronte erano di pianeta di 'seconda generazione' "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/riaperto-e-risolto-un-cold-case-lungo-25-anni-le-impronte-erano-di-pianeta-di-seconda-generazione-1791479277320_320.jpg" alt="Spazio, riaperto e risolto un 'cold case' lungo 25 anni: le impronte erano di pianeta di 'seconda generazione' "></a></article></aside><p>Diversa è anche la composizione chimica di questi anelli, che suggerisce possano essersi originati dalla distruzione di corpi diversi o originatisi da parti chimicamente differenziate di uno stesso corpo.</p><p><strong>Ciò che rende interessante questa nana bianca è la possibilità che oggi rappresenti un possibile scenario del nostro futuro Sistema Solare. </strong></p><p>Un aspetto curioso che emerge da questa scoperta è che il disco di gas, polveri e detriti generalmente osservato durante la formazione dei giovani sistemi planetari, ritorna ad essere di nuovo presente alla fine della vita dello stesso. </p><p>Per parafrasare una nota frase…disco di detriti eri e disco di detriti ritornerai.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Gentile%20Fusillo%2C%20N.%20P.%20et%20al." data-year="2026" data-title="A%20double%20debris%20disc%20around%20a%20white%20dwarf%20sculpted%20by%20two%20planetary%20bodies." data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41550-026-03004-3">Gentile Fusillo, N. P. et al.. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41550-026-03004-3" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">A double debris disc around a white dwarf sculpted by two planetary bodies.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-stella-morta-circondata-da-detriti-planetari-il-doppio-disco-che-prefigura-il-futuro-del-sistema-solar.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Più terremoti a ottobre in Italia per gli eventi nel Tirreno: "tra Eolie e Ustica il nuovo confine tra Africa e Eurasia"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/terremoti-nel-tirreno-meridionale-tra-eolie-e-ustica-il-nuovo-confine-tra-africa-ed-eurasia.html</link><pubDate>Thu, 05 Nov 2026 15:13:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>C'è stato un incremento nel numero di terremoti in Italia ad ottobre per gli eventi registrati nel Tirreno meridionale. Secondo quanto riportato in uno studio scientifico, questi eventi sismici sono legati al fatto che tra Eolie e Ustica sta nascendo il nuovo confine tra Africa ed Eurasia.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/terremoti-nel-tirreno-meridionale-tra-eolie-e-ustica-il-nuovo-confine-tra-africa-ed-eurasia-1793870362107.png" data-image="8g9hy9tnf2d9"><figcaption>Terremoti nel Tirreno meridionale: ad ottobre se ne sono registrati molti, nell'area delle Eolie, avvertiti distintamente nel nord della Sicilia.</figcaption></figure><p>L'INGV, l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha appena pubblicato il bilancio della sismicità nel mese di ottobre 2026 in Italia. <strong>Sono stati 1619 gli eventi registrati</strong> dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale dall’<strong>1 al 31 ottobre </strong><strong>2026</strong>, un numero in deciso aumento rispetto al mese di settembre ma anche ai mesi precedenti, con una media che sale ad oltre <strong>52 terremoti al giorno</strong>. </p><p>Dei 1619 eventi registrati, ben <strong>379 </strong>terremoti hanno avuto una magnitudo pari o superiore a<strong> 2.0</strong> e <strong>5</strong><strong>4 </strong>eventi di magnitudo pari o superiore a<strong> 3.0. </strong>Entrambi questi valori sono di gran lunga superiori a quelli degli scorsi mesi.</p><p>Il motivo per cui c'è stato questo incremento nel numero di terremoti in questo mese di ottobre <strong>è direttamente collegato alla</strong> <strong>sequenza sismica nel Mar Tirreno meridionale</strong> che ha fatto registrare oltre <strong>260 eventi, tutti</strong> localizzati nelle vicinanze delle <strong>Isole Eolie</strong>, a nord-ovest di Alicudi e Filicudi, fa sapere l'INGV. </p><div class="texto-destacado">Di questi eventi il più forte si è verificato il <strong>23 ottobre alle ore 12:19 di magnitudo Mw 5.5 (ML 5.0),</strong> fortemente risentito nell’arcipelago delle Isole Eolie e lungo la costa della Sicilia settentrionale. In queste aree è stato raggiunto il V grado nella scala Mercalli, che corrisponde a un terremoto "abbastanza forte", percepito da quasi tutto le persone e con apprensione da chi si trova in edifici, specie se ai piani alti o in aree soggette ad amplificazione delle onde sismiche.</div><p> A seguito di questo forte evento, il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV ha diramato una allerta tsunami nel Mediterraneo che è stata poi cancellata qualche ora dopo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795190" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-e-allerta-tsunami-cos-e-successo-il-23-ottobre-nel-tirreno-meridionale.html" title="Terremoto e allerta tsunami, cos'è successo il 23 ottobre nel Tirreno meridionale?">Terremoto e allerta tsunami, cos'è successo il 23 ottobre nel Tirreno meridionale?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-e-allerta-tsunami-cos-e-successo-il-23-ottobre-nel-tirreno-meridionale.html" title="Terremoto e allerta tsunami, cos'è successo il 23 ottobre nel Tirreno meridionale?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/terremoto-e-allerta-tsunami-cos-e-successo-il-23-ottobre-nel-tirreno-meridionale-1793009439298_320.png" alt="Terremoto e allerta tsunami, cos'è successo il 23 ottobre nel Tirreno meridionale?"></a></article></aside><p>In questo articolo andremo a vedere cosa sta accadendo nel Tirreno meridionale, quali spiegazioni geologiche ci sono dietro questi terremoti.</p><h2>Terremoti nel Tirreno meridionale: tra Eolie e Ustica il nuovo confine tra Africa ed Eurasia</h2><p>Il terremoto di magnitudo Mw 5,5 avvenuto il 23 ottobre alle 12:19 nel Tirreno meridionale, a nord-ovest delle Isole Eolie,<strong> si colloca nella fascia tettonica compresa tra l’arcipelago e l’isola di Ustica</strong> che - secondo uno studio pubblicato nel 2023 sulla rivista <em>Earth and Planetary Science Letters</em> - rappresenta un tratto di un <strong>nuovo limite di placca in formazione tra Africa ed Eurasia</strong>. </p><p>Le due placche continuano ad avvicinarsi - informa il CNR in una nota - comprimendo e deformando le rocce lungo il Mediterraneo. Il sistema di convergenza più antico, che aveva contribuito alla costruzione delle catene montuose nell’interno della Sicilia, ha progressivamente rallentato la propria attività. <strong>La spinta tra Africa ed Eurasia, però, non si è arrestata e parte della deformazione si è trasferita verso nord, lungo il Tirreno meridionale</strong>, attivando un diverso sistema di faglie. </p><p><strong>Lungo questa fascia si verificano numerosi terremoti.</strong> Le rocce accumulano lentamente deformazione sotto l’azione delle spinte tettoniche, per liberarne una parte attraverso movimenti improvvisi sulle faglie. </p><div class="texto-destacado">I terremoti di ottobre 2026 si inseriscono in questo quadro, anche se l’identificazione della faglia responsabile richiederà analisi sismologiche specifiche. Il nuovo confine non è una frattura unica e continua, ma una fascia articolata di strutture tettoniche. </div><p>Dallo Stretto di Messina e dal Tirreno meridionale, il tracciato prosegue attraverso il Mediterraneo centro-occidentale, interessando il margine algerino, marocchino e di Alboran, fino allo Stretto di Gibilterra. Anche questi territori sono sede di forti terremoti legati all’interazione tra Africa ed Eurasia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790373" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/26-settembre-ventinove-anni-di-terremoti-in-appennino-la-terra-che-si-stira.html" title="26 settembre, quasi 30 anni di terremoti in Italia centrale: 1997, 2009, 2016, 'l'Appennino si stira'">26 settembre, quasi 30 anni di terremoti in Italia centrale: 1997, 2009, 2016, "l'Appennino si stira"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/26-settembre-ventinove-anni-di-terremoti-in-appennino-la-terra-che-si-stira.html" title="26 settembre, quasi 30 anni di terremoti in Italia centrale: 1997, 2009, 2016, 'l'Appennino si stira'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/26-settembre-ventinove-anni-di-terremoti-in-appennino-la-terra-che-si-stira-1790328441954_320.jpeg" alt="26 settembre, quasi 30 anni di terremoti in Italia centrale: 1997, 2009, 2016, 'l'Appennino si stira'"></a></article></aside><p>A ricostruire questo assetto è stato un gruppo di ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche, oggi afferenti all’Istituto di Geoscienze (CNR-GEO), delle Università di Messina e Palermo. Uno studio, firmato da Andrea Billi, Marco Cuffaro, Barbara Orecchio, Mimmo Palano, Debora Presti e Cristina Totaro, ha integrato la distribuzione e le caratteristiche dei terremoti con le misure satellitari GPS/GNSS, capaci di rilevare spostamenti del suolo di pochi millimetri all’anno. </p><p>L’analisi congiunta di questi dati ha permesso di delineare il limite incipiente e ricostruire come viene distribuita la deformazione tra le due placche.</p><h2>Un Mediterraneo ancora in evoluzione</h2><p><strong>Il terremoto del 23 ottobre insieme al relativo sciame richiama dunque l’attenzione su un Mediterraneo ancora in evoluzione</strong>. Comprendere dove si concentra la deformazione aiuta a interpretare la sismicità e a migliorare le valutazioni della pericolosità sismica. Questo non consente di prevedere quando avverrà il prossimo terremoto, né implica che le strutture più antiche all’interno della Sicilia siano prive di attività.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Andrea%20Billi%2C%20Marco%20Cuffaro%2C%20Barbara%20Orecchio%2C%20Mimmo%20Palano%2C%20Debora%20Presti%2C%20Cristina%20Totaro." data-year="2023" data-title="Retracing%20the%20Africa%E2%80%93Eurasia%20nascent%20convergent%20boundary%20in%20the%20western%20Mediterranean%20based%20on%20earthquake%20and%20GNSS%20data%2C%20Earth%20and%20Planetary%20Science%20Letters%2C%20Volume%20601%2C%202023%2C%20117906%2C%20ISSN%200012-821X." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1016%2Fj.epsl.2022.117906">Andrea Billi, Marco Cuffaro, Barbara Orecchio, Mimmo Palano, Debora Presti, Cristina Totaro.. (2023). <a href="https://doi.org/10.1016/j.epsl.2022.117906" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Retracing the Africa–Eurasia nascent convergent boundary in the western Mediterranean based on earthquake and GNSS data, Earth and Planetary Science Letters, Volume 601, 2023, 117906, ISSN 0012-821X.</a>.</cite><br><cite data-author="INGV" data-year="OTTOBRE%202026" data-title="Le%20mappe%20mensili%20della%20sismicit%C3%A0%2C%20ottobre%202026" data-url="https%3A%2F%2Fingvterremoti.com%2F2026%2F11%2F02%2Fle-mappe-mensili-della-sismicita-ottobre-2026%2F">INGV. (OTTOBRE 2026). <a href="https://ingvterremoti.com/2026/11/02/le-mappe-mensili-della-sismicita-ottobre-2026/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Le mappe mensili della sismicità, ottobre 2026</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/terremoti-nel-tirreno-meridionale-tra-eolie-e-ustica-il-nuovo-confine-tra-africa-ed-eurasia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dai Caraibi fino all'Italia: martedì 10 novembre arriva una massa d'aria mite e carica di umidità]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fiume-atmosferico-in-rotta-verso-l-europa-quali-conseguenze-per-l-italia.html</link><pubDate>Thu, 05 Nov 2026 13:05:11 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un imponente fiume atmosferico in arrivo dall'Atlantico tropicale punta verso l'Europa occidentale e l'Italia. Potrebbero arrivare delle piogge intense, specie sui rilievi esposti, con differenze tra i modelli GFS e ECMWF e temperature eccezionalmente miti, ecco cosa ci attende la prossima settimana.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbtvlkm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbtvlkm.jpg" id="xbtvlkm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo una prima fase di novembre caratterizzata da alcuni sbalzi termici prodotti da impulsi freddi settentrionali, con maltempo soprattutto sui mari occidentali italiani, sul medio e basso Adriatico e al Meridione, <strong>l'attuale breve pausa sarà presto seguita da un nuovo peggioramento</strong>. Una perturbazione mediterranea tra domani, venerdì 6 novembre, e dopodomani, sabato 7 novembre, <strong>l'autunno dovrebbe tornare a mostrare un volto caratteristico,</strong> con arrivo delle perturbazioni atlantiche, <strong>nel corso della prossima settimana</strong>.</p><p>Infatti, dall'Oceano Atlantico stanno prendendo forma<strong> imponenti strutture atmosferiche </strong><strong>con flussi di aria di estrazione tropicale</strong>, risalita dall'Atlantico fin dall'area caraibica verso le coste portoghesi. </p><p>Queste grandi strutture nuvolose, chiamate<strong> fiumi atmosferici</strong>, fungono da veri e propri nastri trasportatori di enormi quantità di vapore acqueo che, dalle latitudini tropicali e subtropicali, trascinano il loro carico fin sull'Europa occidentale, dando vita a delle intense<strong> correnti zonali occidentali</strong>, pronte a ripristinare <strong>un autunno decisamente più dinamico e perturbato. </strong></p><h2>La configurazione oceanica e la genesi del flusso umido</h2><p>Osservando le dinamiche su larga scala, è possibile notare che la genesi di questi fiumi atmosferici è promossa da <strong>imponenti strutture di bassa pressione </strong>che si approfondiscono <strong>tra l'Atlantico settentrionale e settori occidentali del continente europeo. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-atmosferico-in-rotta-verso-l-europa-quali-conseguenze-per-l-italia-1793881202532.jpg" data-image="acbd1ukge6pm"><figcaption>La mappa dei venti, alla quota di 300 hPa, ci permette di vedere il flusso occidentale nel quale scorrerà il fiume atmosferico della prossima settimana. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Con questa configurazione, <strong>l'aria molto umida e carica di umidità può intraprendere un lunghissimo viaggio da sud-ovest verso nord-est</strong>, fino ad arrivare a confluire alle medie latitudini con l'aria più fredda in discesa da nord. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il contrasto termico e il carico di umidità</strong> sono all'origine di quello che, secondo le analisi modellistiche delle ultime ore, potrebbe portare a <strong>un forte peggioramento di stampo autunnale</strong> anche sull'area mediterranea e quindi sull'Italia. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La caratteristica di questi flussi umidi e caldi, provenienti dalle latitudini tropicali o subtropicali, è quella di avere un carico di energia tale da dare vita a perturbazioni particolarmente intense e piuttosto longeve. </p><h2>La fase di picco e l'impatto atteso sull'Italia</h2><p>Entrando nel dettaglio della previsione <strong>per la prossima settimana</strong>, con le dovute cautele dovute alla distanza temporale, si può evincere che,<strong> tra lunedì 9 e mercoledì 11</strong>, il flusso atlantico farà il suo ingresso ufficiale nel Mar Mediterraneo. L'alta pressione inizierà a cedere sotto la spinta delle correnti atlantiche. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796773" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/possibile-effetto-fujiwhara-tra-sabato-e-domenica-a-seguire-forti-piogge-in-portogallo.html" title="Possibile effetto Fujiwhara tra sabato e domenica sull'Atlantico: a seguire, forti piogge in Portogallo e Spagna">Possibile effetto Fujiwhara tra sabato e domenica sull'Atlantico: a seguire, forti piogge in Portogallo e Spagna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/possibile-effetto-fujiwhara-tra-sabato-e-domenica-a-seguire-forti-piogge-in-portogallo.html" title="Possibile effetto Fujiwhara tra sabato e domenica sull'Atlantico: a seguire, forti piogge in Portogallo e Spagna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/possivel-efeito-fujiwhara-entre-sabado-e-domingo-atentos-a-uma-depressao-complexa-que-podera-deixar-chuva-em-portugal-1793796836053_320.jpg" alt="Possibile effetto Fujiwhara tra sabato e domenica sull'Atlantico: a seguire, forti piogge in Portogallo e Spagna"></a></article></aside><p>Questo cambiamento si tradurrà inizialmente in<strong> un aumento della nuvolosità e nelle prime piogge sparse,</strong> che interesseranno soprattutto<strong> i settori occidentali, la Sardegna e le regioni tirreniche, come Toscana e Liguria, ma anche Alpi e Prealpi, nonché le pianure pedemontane settentrionali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fiume-atmosferico-in-rotta-verso-l-europa-quali-conseguenze-per-l-italia-1793882055625.jpg" data-image="dcd756xdxsqo"><figcaption>La mappa, delle prime ore di mercoledì 11, ci mostra una prima perturbazione in atto sulla penisola italiana, che sarà seguita da un ulteriore peggioramento nei giorni successivi. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Tuttavia, occorre evidenziare che le mappe del modello europeo <strong>ECMWF</strong> ricalcolano una traiettoria leggermente diversa, posticipando la fase clou con le <strong>precipitazioni più intense intorno a giovedì 12 e venerdì 13 novembre</strong>, un aspetto su cui torneremo nel prossimo paragrafo analizzando le divergenze previsionali.</p><p>Gli scenari proposti indicano, comunque, una intensa ondata di maltempo, tuttavia gli effetti sulla nostra penisola non saranno uniformi e contemporanei.</p><div class="texto-destacado">Le precipitazioni più intense si verificheranno sui versanti maggiormente esposti a queste correnti umide, dove l'orografia, con i rilievi montuosi, promuoverà il sollevamento della massa d'aria e quindi incentivando la condensazione e le conseguenti precipitazioni. </div><p>Gli <strong>accumuli pluviometrici</strong> potrebbero risultare particolarmente <strong>abbondanti sui settori maggiormente esposti</strong>, con punte che potrebbero <strong>raggiungere o anche superare i 100 mm di pioggia nell'arco delle 24 ore.</strong></p><p>Viceversa, le aree meno esposte perché protette dai rilievi rispetto a questo flusso zonale occidentale vedranno fenomeni decisamente più deboli, intermittenti e con accumuli complessivamente meno abbondanti, se non scarsi. </p><h2>Le divergenze modellistiche tra GFS ed ECMWF e le temperature</h2><p>Allo stato delle analisi di questa mattina, la portata di questo peggioramento è mostrata, con una buona convergenza generale della dinamica di insieme, sia dal modello europeo <strong>ECMWF </strong>che dal modello americano <strong>GFS</strong>. </p><div class="texto-destacado">Esistono alcune differenze sulla traiettoria dei minimi depressionari secondari. <strong>Il modello europeo evidenzia una spiccata persistenza del flusso atlantico anche nella sua intensità, nella seconda parte della settimana,</strong> con una fase iniziale prolungata di instabilità, prima dell'arrivo di un<strong> fronte perturbato più intenso tra giovedì 12 e venerdì 13 novembre</strong>. </div><p><strong>Il modello americano </strong>tende a vedere questo secondo peggioramento incisivo, ma meno "estremo" e quindi con precipitazioni meno abbondanti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-atmosferico-in-rotta-verso-l-europa-quali-conseguenze-per-l-italia-1793881490481.jpg" data-image="0nc1xpzgq6t2"><figcaption>Questa mappa di mercoledì 11, delle temperature a 700 hPa, ci permette di distinguere il regime termico mite che interesserà l'Italia nella prossima settimana. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Sotto il<strong> profilo termico</strong>, trattandosi di correnti di matrice oceanica e subtropicale, va detto che <strong>non ci sarà nessuna ondata di freddo</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796753" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-attivata-allerta-rossa-in-sardegna-questo-giovedi-5-novembre-gialla-in-altre-zone-di-sardegna-e-sicilia.html" title="Maltempo: attivata allerta rossa in Sardegna questo giovedì 5 novembre, gialla in altre zone di Sardegna e Sicilia">Maltempo: attivata allerta rossa in Sardegna questo giovedì 5 novembre, gialla in altre zone di Sardegna e Sicilia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-attivata-allerta-rossa-in-sardegna-questo-giovedi-5-novembre-gialla-in-altre-zone-di-sardegna-e-sicilia.html" title="Maltempo: attivata allerta rossa in Sardegna questo giovedì 5 novembre, gialla in altre zone di Sardegna e Sicilia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-attivata-allerta-rossa-in-sardegna-questo-giovedi-5-novembre-gialla-in-altre-zone-di-sardegna-e-sicilia-1793867124697_320.jpg" alt="Maltempo: attivata allerta rossa in Sardegna questo giovedì 5 novembre, gialla in altre zone di Sardegna e Sicilia"></a></article></aside><p>Anzi, le temperature subiranno<strong> un temporaneo e sensibile aumento</strong>, con valori massimi che potranno raggiungere 15-16°C sulle regioni settentrionali e fino a circa 20°C al Centro-Sud, con <strong>minime notturne sopra la media del periodo</strong>. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fiume-atmosferico-in-rotta-verso-l-europa-quali-conseguenze-per-l-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un El Niño da record e un collasso del Vortice Polare Stratosferico mai così precoce: che inverno avremo in Italia?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-da-record-e-un-collasso-del-vortice-polare-stratosferico-mai-cosi-precoce-che-inverno-avremo-in-italia.html</link><pubDate>Thu, 05 Nov 2026 12:57:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un Super El Niño da record e il collasso più precoce di sempre del Vortice Polare rappresentano delle anomalie senza precedenti. Una vera sfida per gli esperti di tutto il mondo per simulare e proporre i possibili, ma incerti scenari per l'inverno in Europa e in Italia.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-da-record-e-un-collasso-del-vortice-polare-stratosferico-mai-cosi-precoce-che-inverno-avremo-in-italia-1793871031225.jpg" data-image="x34fjit3qe28"><figcaption>Configurazioni macroclimatiche e di circolazione stratosferica globali senza precedenti: quali conseguenze avranno per l'inverno sull'Italia? Urbino, Marche. Foto di repertorio</figcaption></figure><p>L'autunno 2026 sta mostrando <strong>configurazioni macroclimatiche e di circolazione stratosferica globali senza precedenti </strong>nella storia delle osservazioni strumentali moderne. </p><p>Questa situazione, che vede in atto dei fenomeni tanto diversi quanto potenti ed influenti sulla circolazione atmosferica globale, ci pone di fronte a delle <strong>analisi stagionali tutt'altro che semplici</strong>, mancando, in entrambi i casi, sufficienti riferimenti statistici per poter individuare <strong>una direzione di tendenza dell'inverno sul nostro Paese</strong>. Tuttavia è possibile fare delle considerazioni, delle ipotesi e immaginare i possibili scenari.</p><h2> Un assetto atmosferico inedito tra oceano e stratosfera ad effetto domino</h2><p>Sul Pacifico Equatoriale, <strong>El Niño</strong> ha raggiunto un'<strong>intensità eccezionale</strong> con temperature superficiali dell'Oceano che hanno superato la soglia dei 30°C, <strong>battendo il record storico del fenomeno del 2015-2016</strong>, vicini all'ormai probabile traguardo dei +3°C di anomalia tra novembre e dicembre.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-da-record-e-un-collasso-del-vortice-polare-stratosferico-mai-cosi-precoce-che-inverno-avremo-in-italia-1793814057467.jpg" data-image="62n9xufcqbmq"><figcaption>Proiezione delle anomalie termiche delle acque superficiali per i mesi di novembre, dicembre e gennaio. Elaborazione composita di diversi modelli. Fonte: WMO </figcaption></figure><p>Questa immensa superficie calda, costituisce un vero e proprio serbatoio di calore a cielo aperto. Quando le acque superficiali della regione Niño 3.4 raggiungono temperature così elevate, si crea <strong>un enorme squilibrio termico ed energetico tra l'oceano e l'atmosfera sovrastante. </strong></p><div class="texto-destacado">Niño 3.4 è una specifica porzione dell'Oceano Pacifico equatoriale centrale che i meteorologi e i climatologi utilizzano come una sorta di termometro principale per capire se sono in atto i fenomeni di El Niño o della Niña e per misurarne l'intensità.<br></div><p>Quest'acqua caldissima funziona come un acceleratore per l'evaporazione, caricando l'aria di enormi quantità di umidità e vapore. Nella troposfera (lo strato più basso dell'atmosfera, dove avvengono i fenomeni meteorologici) si sviluppano <strong>enormi e intensi sistemi temporaleschi, che rilasciano una quantità straordinaria di calore latente</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-da-record-e-un-collasso-del-vortice-polare-stratosferico-mai-cosi-precoce-che-inverno-avremo-in-italia-1793814069370.jpg" data-image="96yv8wo0fawd"><figcaption>Proiezioni per l'evoluzione dell'intensità di El Niño nei prossimi mesi, secondo diversi modelli meteorologici. Fonte: WMO</figcaption></figure><p>In questo modo si vengono a formare una serie di gigantesche increspature ondulatorie che si propagano a scala emisferica. Queste <strong>onde planetarie</strong>, dette Onde di Rossby, possono essere <strong>amplificate e deformate</strong> a tal punto da propagare la loro<strong> energia</strong> in verticale <strong>verso gli strati più alti dell'atmosfera</strong> fino ad andare ad interferire con i venti zonali che rappresentano il confine meridionale del Vortice Polare Stratosferico (a quote intorno ai 28-30 km).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-da-record-e-un-collasso-del-vortice-polare-stratosferico-mai-cosi-precoce-che-inverno-avremo-in-italia-1793813307064.jpg" data-image="erea38230qfi"><figcaption>Grafico dell'andamento dei venti prevalenti in stratosfera (quota isobarica ci 10 hPa). La linea rossa grande rappresenta la media climatica della climatologia. Le linee rosse più sottili rappresentano gli estremi precedentemente raggiunti in questa parte della stagione. ECMWF</figcaption></figure><p>Questo<strong> improvviso ostacolo</strong> <strong>comprime, riscalda, frena e deforma il Vortice Polare Stratosferico</strong> che, in alcuni casi, tende a dividersi in due parti. È la dimostrazione pratica di come <strong>ciò che accade in un oceano a migliaia di km di distanza</strong> possa finire per condizionare, con <strong>un effetto domino atmosferico emisferico</strong>, la stabilità della circolazione atmosferica fino alle porte dell'Europa e dell'Italia. </p><h2>Dai record alla proiezione sul lungo periodo</h2><p>Secondo le proiezioni aggiornate prodotte dai modelli matematici, <strong>tra venerdì 6 novembre e l'inizio della prossima settimana</strong>, i venti zonali a 60° di latitudine nord subiranno una temporanea inversione, potendo scendere fino a valori intorno ai -10 km/h. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-da-record-e-un-collasso-del-vortice-polare-stratosferico-mai-cosi-precoce-che-inverno-avremo-in-italia-1793813083678.jpg" data-image="sv5kplrgtdxh"><figcaption>Anomalia dei geopotenziali sopra l'Artico: divisione in due lobi del Vortice Polare Stratosferico, ma senza coupling. Eventuali effetti tra 2-6 settimane. Credits: polarvortex.earth. </figcaption></figure><p>Il riscaldamento stratosferico è stato improvviso (SSW) ed è il <strong>più precoce mai registrato, in anticipo di circa 3 settimane dal precedente primato del 28 novembre 1968. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796603" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore.html" title="Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”">Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore.html" title="Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore-1793785480422_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”"></a></article></aside><p>Tuttavia, tutte le proiezioni confermano che, per il momento, il collasso stratosferico riguarderà<strong> esclusivamente il livello atmosferico stratosferico</strong>, <strong>senza segnali di accoppiamento immediato con la troposfera (coupling)</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Questo significa che i venti stratosferici zonali, effettivamente,<strong> tenderanno a recuperare vigore</strong> già <strong>a partire dal 13 novembre</strong>, mentre un eventuale trasferimento degli effetti verso il basso e verso il suolo potrà avvenire in un intervallo di tempo che va dalle 2 alle 6 settimane. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Quindi, dopo il parziale raffreddamento, dovuto al passaggio del vortice che si è approfondito sul Mediterraneo occidentale e in particolare sulle regioni meridionali italiane, con l'aria fredda scesa da nordest, nei prossimi giorni <strong>l</strong><strong>a dinamica atmosferica sull'Italia tornerà ad essere tipicamente autunnale</strong>, con il probabile arrivo di nuove perturbazioni atlantiche ed un conseguente rialzo delle temperature.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-da-record-e-un-collasso-del-vortice-polare-stratosferico-mai-cosi-precoce-che-inverno-avremo-in-italia-1793813129815.jpg" data-image="hgkx31yw5ioe"><figcaption>Anche in questa mappa è possibile vedere la situazione dei geopotenziali del Vortice Polare Stratosferico a 10 hPa e, contemporaneamente, la temperatura alla stessa quota. ECMWF</figcaption></figure><p>Tuttavia, g<strong>uardando verso la fine del mese</strong> e anche <strong>nelle prime 3 settimane di dicembre</strong>, le tendenze modellistiche indicano che El Niño potrebbe influire nel mantenere delle <strong>alte pressioni di blocco sull'Europa centro-occidentale</strong>, tale da favorire una fase più umida della media su gran parte del continente, sull'Italia e quindi <strong>un avvio di inverno ritardato</strong>. </p><h2>Possibili scenari invernali dalle simulazioni, con una forte incertezza </h2><p>Provare ad individuare degli <strong>scenari sull'evoluzione dell'inverno 2026-2027</strong> sull'Italia richiede un'<strong>estrema cautela</strong>. Infatti, si tratta comunque di ipotesi di scenari probabilistici<strong> molto incerti</strong>, dato che la contemporanea presenza di un El Niño da record e di un collasso del Vortice Polare Stratosferico così precoce da non avere precedenti, rappresenta<strong> una situazione decisamente inedita</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La mancanza di un riferimento statistico solido al quale riferirsi permette solo di fare delle deduzioni, anche se i modelli provano comunque a fornire dei scenari.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Per poter dare comunque un'indicazione, <strong>i ricercatori hanno analizzato migliaia di inverni simulati dai modelli climatici CMIP6</strong>, individuando <strong>solo 21 casi con condizioni simili</strong>, caratterizzate da super El Niño, QBO+ e collasso del Vortice Polare Stratosferico a inizio novembre.</p><div class="texto-destacado">Il CMIP6 è il più grande e autorevole progetto internazionale di cooperazione scientifica per la simulazione del clima passato, presente e futuro, utilizzato dalla comunità scientifica globale per studiare le risposte del sistema Terra e per alimentare le analisi climatiche.</div><p><strong> Da queste simulazioni</strong>, che quindi <strong>non rappresentano un dato oggettivo rilevato</strong>, ma un dato dedotto da modelli climatici e non rilevato in natura, emerge che<strong> il segnale isolato dello stratwarming potrebbe spingere verso anomalie fredde e probabilmente nevose l'Europa centro-orientale già a dicembre e sull'Europa centro-occidentale a gennaio. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796468" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/11-novembre-data-decisiva-per-l-inverno-cio-che-vedo-attualmente-nei-modelli-meteorologici-e-impressionante.html" title="11 novembre: data decisiva per l’inverno, 'Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante'">11 novembre: data decisiva per l’inverno, "Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/11-novembre-data-decisiva-per-l-inverno-cio-che-vedo-attualmente-nei-modelli-meteorologici-e-impressionante.html" title="11 novembre: data decisiva per l’inverno, 'Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/11-11-wird-zum-schicksalstag-des-winters-was-ich-gerade-in-den-wettermodellen-sehe-hat-es-in-sich-1793602718710_320.jpg" alt="11 novembre: data decisiva per l’inverno, 'Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante'"></a></article></aside><p> Queste ondate di freddo sarebbero innescate da <strong>blocchi anticiclonici presenti alle alte latitudini</strong>, in grado di produrre<strong> discese di aria artica verso il nostro continente. </strong></p><p>Tuttavia, l'intensa componente forzante prodotta da<strong>l Super El Niño</strong>, oltre a disturbare il Vortice Polare Stratosferico<strong>, potrebbe imporre correnti tese occidentali più miti</strong>. </p><p>Perciò l'inverno sull'Italia, molto probabilmente, sarà il frutto del <strong>braccio di ferro</strong> <strong>tra i disturbi stratosferici</strong>, più o meno capaci di propagarsi in troposfera, dove poi poter produrre i blocchi anticiclonici nordici e le conseguenti discese fredde verso sud, <strong>e un'impronta dettata dal Pacifico</strong>, con correnti atlantiche tese occidentali, con un clima più mite e umido anche sull'Italia.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-da-record-e-un-collasso-del-vortice-polare-stratosferico-mai-cosi-precoce-che-inverno-avremo-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scienziati scoprono tracce di sangue in un dinosauro di 115 milioni di anni fa rinvenuto nel Ceará]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-scoprono-tracce-di-sangue-in-un-dinosauro-di-115-milioni-di-anni-fa-rinvenuto-nel-ceara.html</link><pubDate>Thu, 05 Nov 2026 11:44:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Uno studio internazionale ha individuato in un fossile brasiliano strutture che ricordano i globuli rossi, contenenti tracce chimiche di emoglobina conservatesi per milioni di anni: una scoperta che amplia la nostra comprensione della biologia dei dinosauri preistorici.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientistas-descobrem-vestigios-de-sangue-em-dinossauro-de-115-milhoes-de-anos-encontrado-no-ceara-1793728162791.jpg" data-image="ylkmrxf63a3k" alt="Gli scienziati hanno rinvenuto tracce microscopiche di sangue nelle ossa del dinosauro *Aratasaurus museunacionali*, nel nord-ovest del Brasile. Crediti: Curtin University/Handout via Reuters." title="Gli scienziati hanno rinvenuto tracce microscopiche di sangue nelle ossa del dinosauro *Aratasaurus museunacionali*, nel nord-ovest del Brasile. Crediti: Curtin University/Handout via Reuters."><figcaption>Gli scienziati hanno rinvenuto tracce microscopiche di sangue nelle ossa del dinosauro *Aratasaurus museunacionali*, nel nord-ovest del Brasile. Crediti: Curtin University/Handout via Reuters.</figcaption></figure><p>Un gruppo internazionale di ricercatori ha identificato<strong> possibili tracce di sangue fossilizzato</strong> in un <strong>dinosauro</strong> vissuto circa<strong> 115 milioni di anni fa nell’attuale territorio brasiliano</strong>. La scoperta è avvenuta attraverso l’analisi di un osso rinvenuto nel Ceará ed è stata pubblicata sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).</p><p>Gli scienziati hanno trovato strutture simili a globuli rossi che <strong>conservano tracce chimiche del gruppo eme</strong>, componente dell’emoglobina responsabile del trasporto dell’ossigeno nel sangue. Secondo gli autori, si tratterebbe delle più antiche tracce conosciute di questa molecola associate a cellule sanguigne di dinosauri.</p><p>Il fossile appartiene ad <em>Aratasaurus museunacionali</em>, un dinosauro carnivoro lungo circa tre metri, considerato un<strong> lontano parente degli uccelli.</strong> Scoperto nel 2008, l’esemplare è sopravvissuto all’incendio che nel 2018 ha distrutto parte del Museo Nazionale di Rio de Janeiro.</p><h2>Le analisi identificano tracce chimiche conservate</h2><p>Per studiare il materiale, i ricercatori hanno utilizzato la<strong> microscopia elettronica </strong>e hanno identificato strutture ovali di circa 23 micrometri all’interno di canali ossei un tempo occupati da vasi sanguigni. Le analisi hanno rivelato la presenza di ferro, carbonio e azoto, elementi associati al gruppo eme.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientistas-descobrem-vestigios-de-sangue-em-dinossauro-de-115-milhoes-de-anos-encontrado-no-ceara-1793728210931.jpg" data-image="wy8jyst94685" alt="Attività sul campo della ricerca, pubblicata oggi sulla rivista scientifica PNAS. Foto: Curtin University." title="Attività sul campo della ricerca, pubblicata oggi sulla rivista scientifica PNAS. Foto: Curtin University."><figcaption>Attività sul campo della ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica PNAS. Crediti: Curtin University.</figcaption></figure><p>Il gruppo ha inoltre <strong>confrontato la composizione chimica dell’osso con quella delle rocce circostanti.</strong> Mentre il materiale fossilizzato presentava segnali prevalentemente riconducibili al gruppo eme, i sedimenti contenevano composti legati alla clorofilla dei microrganismi, rafforzando l’interpretazione di un’origine biologica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787725" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-nuova-specie-di-dinosauro-probabilmente-arrivato-dall-europa-e-emersa-dalle-fondamenta-di-un-cantiere-in-brasile.html" title="Una nuova specie di dinosauro, probabilmente arrivato dall'Europa, è emersa dalle fondamenta di un cantiere in Brasile">Una nuova specie di dinosauro, probabilmente arrivato dall'Europa, è emersa dalle fondamenta di un cantiere in Brasile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-nuova-specie-di-dinosauro-probabilmente-arrivato-dall-europa-e-emersa-dalle-fondamenta-di-un-cantiere-in-brasile.html" title="Una nuova specie di dinosauro, probabilmente arrivato dall'Europa, è emersa dalle fondamenta di un cantiere in Brasile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-nuova-specie-di-dinosauro-probabilmente-arrivato-dall-europa-e-emersa-dalle-fondamenta-di-un-cantiere-in-brasile-1788886323484_320.jpg" alt="Una nuova specie di dinosauro, probabilmente arrivato dall'Europa, è emersa dalle fondamenta di un cantiere in Brasile"></a></article></aside><p>Secondo Kliti Grice, ricercatrice dell’Università Curtin, in Australia, e autrice principale dello studio, la scoperta rappresenta una<strong> testimonianza minerale e molecolare della biologia originaria dell’animale,</strong> e non sangue conservato nella sua forma originale.</p><h2>Condizioni particolari hanno favorito la fossilizzazione</h2><p>Gli scienziati ritengono che il dinosauro sia stato sepolto sotto uno strato di microrganismi, in un ambiente povero di ossigeno. Queste condizioni avrebbero <strong>ridotto la decomposizione dei tessuti</strong>, mentre minerali contenenti manganese avrebbero contribuito alla loro conservazione.</p><div class="texto-destacado">Le strutture identificate sono più grandi e arrotondate rispetto ai globuli rossi degli uccelli e dei coccodrilli attuali. I ricercatori ritengono che queste differenze possano derivare dalle trasformazioni subite durante milioni di anni di fossilizzazione.</div><p>Nonostante le prove, gli autori riconoscono alcuni limiti. Una parte dei composti chimici <strong>potrebbe avere origine microbica</strong> e non sono state trovate proteine complete, ma frammenti molecolari associati al sangue.</p><h2>La scoperta apre nuove possibilità per la paleontologia</h2><p>La paleontologa Ángela Delgado Buscalioni, dell’Università Autonoma di Madrid, che non ha partecipato alla ricerca, ritiene che <strong>la combinazione di caratteristiche strutturali e chimiche rafforzi l’identificazione dei possibili globuli rossi.</strong></p><p>Lo studio dimostra inoltre che informazioni su tessuti e molecole possono conservarsi in fossili molto antichi, offrendo <strong>nuove possibilità di ricerca sugli organismi estinti.</strong></p><p>I ricercatori intendono <strong>analizzare esemplari di altre epoche e ambienti per verificare se questo tipo di conservazione sia eccezionale. </strong>La speranza è che nuove tecniche permettano di identificare tracce simili nelle collezioni paleontologiche già esistenti.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="SINC" data-year="2026" data-title="Descubren%20restos%20de%20sangre%20fosilizada%20en%20un%20dinosaurio%20brasile%C3%B1o" data-url="https%3A%2F%2Fwww.agenciasinc.es%2FNoticias%2Fdescubren-restos-de-sangre-fosilizada-en-un-dinosaurio-brasileno">SINC. (2026). <a href="https://www.agenciasinc.es/Noticias/descubren-restos-de-sangre-fosilizada-en-un-dinosaurio-brasileno" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Scoperti resti di sangue fossilizzato in un dinosauro brasiliano</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-scoprono-tracce-di-sangue-in-un-dinosauro-di-115-milioni-di-anni-fa-rinvenuto-nel-ceara.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Possibile effetto Fujiwhara tra sabato e domenica sull'Atlantico: a seguire, forti piogge in Portogallo e Spagna]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/possibile-effetto-fujiwhara-tra-sabato-e-domenica-a-seguire-forti-piogge-in-portogallo.html</link><pubDate>Thu, 05 Nov 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La pioggia potrebbe tornare in Portogallo e Spagna già da venerdì 6, ma nel corso del fine settimana la situazione meteorologica potrebbe farsi più complessa. L'ECMWF prevede la presenza di due centri di bassa pressione molto vicini tra loro sull'Atlantico, destinati a interagire in modo interessante.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbtimry"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbtimry.jpg" id="xbtimry"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo un periodo caratterizzato dalla scarsità di precipitazioni, <strong>il ritorno della pioggia sul Portogallo continentale ed anche sulla Spagna è previsto già per venerdì 6 novembre</strong>. Le previsioni del modello europeo ECMWF indicano l’avvicinamento di un sistema depressionario atlantico, la cui evoluzione potrebbe diventare particolarmente complessa durante il fine settimana, con la formazione di due centri di bassa pressione e la possibilità di un’interazione simile all’effetto Fujiwhara.</p><p>Tra venerdì e domenica 8 novembre potrebbero verificarsi almeno due episodi di precipitazioni più organizzate, anche se la distribuzione e l’intensità della pioggia restano soggette a cambiamenti nei prossimi aggiornamenti meteorologici.</p><h2>Venerdì 6 novembre: un primo fronte freddo potrebbe portare pioggia sulla Penisola Iberica</h2><p>Dal primo pomeriggio di venerdì, un fronte freddo associato a una depressione atlantica potrebbe iniziare ad attraversare il Portogallo continentale, interessando inizialmente le regioni costiere settentrionali e centrali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/possivel-efeito-fujiwhara-entre-sabado-e-domingo-atentos-a-uma-depressao-complexa-que-podera-deixar-chuva-em-portugal-1793796098889.jpg" data-image="kjdicoiy3wkq" alt="Pioggia, venerdì" title="Pioggia, venerdì"><figcaption>Una depressione di circa 995 hPa, situata nell’Atlantico, potrebbe inviare un primo fronte freddo verso il Portogallo continentale, portando pioggia soprattutto al Nord e al Centro.</figcaption></figure><p>Sebbene il nucleo principale della depressione si trovi ancora piuttosto lontano dalla costa portoghese, con una pressione atmosferica prevista vicina ai 995 hPa, <strong>la sua circolazione potrebbe favorire l’avanzamento di una fascia di precipitazioni verso il Portogallo continentale</strong>.</p><p>Secondo l’ECMWF, gli accumuli di precipitazione entro la fine di venerdì potrebbero essere più consistenti lungo le coste settentrionali e centrali, soprattutto in alcuni settori dei distretti di Braga, Porto e Aveiro, dove potrebbero raggiungere localmente valori prossimi ai 20-30 mm.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/possivel-efeito-fujiwhara-entre-sabado-e-domingo-atentos-a-uma-depressao-complexa-que-podera-deixar-chuva-em-portugal-1793796143113.jpg" data-image="1qy27x8dmq9f" alt="Precipitazioni accumulate" title="Precipitazioni accumulate"><figcaption>Il primo passaggio frontale potrebbe lasciare accumuli vicini ai 20-30 mm in alcune località costiere del Nord e del Centro, mentre gran parte del Sud potrebbe rimanere all’asciutto.</figcaption></figure><p>Al contrario, procedendo verso <strong>l’interno, gli accumuli previsti tendono a diminuire</strong>, mentre gran parte del Sud potrebbe rimanere senza precipitazioni significative durante questo primo passaggio frontale.</p><p>Questi valori rappresentano <strong>stime del modello </strong>e non devono essere interpretati come quantitativi garantiti per ogni località.</p><h2>Tra venerdì e sabato, due centri depressionari potrebbero interagire nell’Atlantico</h2><p>L’evoluzione atmosferica prevista per la fine di venerdì presenta una caratteristica particolarmente interessante. Nelle vicinanze della depressione principale, <strong>l’ECMWF suggerisce lo sviluppo di un secondo minimo di pressione, inizialmente prossimo ai 1008 hPa, inserito in un’area depressionaria più ampia nei pressi delle Azzorre</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/possivel-efeito-fujiwhara-entre-sabado-e-domingo-atentos-a-uma-depressao-complexa-que-podera-deixar-chuva-em-portugal-1793796218820.jpg" data-image="qsunx6oz1crv" alt="Situazione sinottica" title="Situazione sinottica"> <figcaption data-lt-tmp-id="lt-768545">Un secondo nucleo di bassa pressione, vicino ai 1008 hPa, si sviluppa nei pressi delle Azzorre, nell’ambito di una circolazione depressionaria più ampia. Potrebbe essere l’inizio di una configurazione atmosferica più complessa.</figcaption></figure><p>Nelle ore successive, questo nucleo secondario potrebbe approfondirsi e acquisire una circolazione più autonoma. Per sabato 7 novembre, attorno alle 15, il modello rappresenta due centri depressionari distinti, entrambi con pressioni centrali prossime ai 995 hPa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796603" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore.html" title="Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”">Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore.html" title="Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore-1793785480422_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”"></a></article></aside><p>Questa configurazione apre alla possibilità di un’<strong>interazione atmosferica conosciuta come effetto Fujiwhara</strong>.</p><h2>Che cos’è l’effetto Fujiwhara e potrebbe davvero verificarsi?</h2><p><strong>L’effetto Fujiwhara</strong> è un fenomeno meteorologico che si verifica quando due vortici depressionari sufficientemente vicini iniziano a influenzare reciprocamente le proprie traiettorie, arrivando a ruotare attorno a un centro comune.</p><div class="texto-destacado">A seconda dell’intensità relativa, delle dimensioni e della distanza tra i sistemi, questa interazione può modificarne le traiettorie, favorire l’avvicinamento dei centri o, in determinate circostanze, portare alla loro fusione. Tuttavia, <strong>la presenza di due nuclei di bassa pressione vicini non conferma, da sola, il verificarsi dell’effetto Fujiwhara.</strong></div><p>Nello scenario presentato dall’ECMWF, <strong>il secondo centro sembra svilupparsi nell’ambito della circolazione depressionaria principale,</strong> per poi acquisire eventualmente una struttura propria.</p><p>Sebbene questa evoluzione sia compatibile con una possibile interazione tra i nuclei, sarebbe necessario seguire la traiettoria relativa dei due centri in momenti successivi per individuare una rotazione reciproca.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796748" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nuova-perturbazione-verso-l-italia-tornano-piogge-e-temporali-ma-nel-weekend-cambia-tutto-ecco-dove.html" title="Meteo, nuovo peggioramento imminente: attenzione venerdì mattina, piogge e temporali da nord a sud. Svolta nel weekend">Meteo, nuovo peggioramento imminente: attenzione venerdì mattina, piogge e temporali da nord a sud. Svolta nel weekend</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nuova-perturbazione-verso-l-italia-tornano-piogge-e-temporali-ma-nel-weekend-cambia-tutto-ecco-dove.html" title="Meteo, nuovo peggioramento imminente: attenzione venerdì mattina, piogge e temporali da nord a sud. Svolta nel weekend"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-nuova-perturbazione-verso-l-italia-tornano-piogge-e-temporali-ma-nel-weekend-cambia-tutto-ecco-dove-1793869295773_320.png" alt="Meteo, nuovo peggioramento imminente: attenzione venerdì mattina, piogge e temporali da nord a sud. Svolta nel weekend"></a></article></aside><p>Per il momento, la definizione di <strong>depressione complessa</strong> è la più prudente, perché descrive la presenza di due nuclei di bassa pressione associati a una struttura depressionaria più ampia, senza presupporre il verificarsi di un fenomeno specifico.</p><h2>Sabato 7 novembre l’instabilità potrebbe persistere</h2><p>Durante la giornata di sabato, il sistema depressionario potrebbe continuare a condizionare la circolazione atmosferica nell’Atlantico nordorientale. Dopo il passaggio frontale di venerdì, potrebbero verificarsi fasi di instabilità residua, soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali. Nel frattempo, <strong>una nuova struttura frontale potrebbe organizzarsi </strong>sull’oceano,<strong> preparando le condizioni per un altro episodio di precipitazioni nella giornata di domenica</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/possivel-efeito-fujiwhara-entre-sabado-e-domingo-atentos-a-uma-depressao-complexa-que-podera-deixar-chuva-em-portugal-1793796836053.jpg" data-image="21hrxrpeaqo4" alt="Situazione sinottica" title="Situazione sinottica"> <figcaption>Nell’Atlantico si distinguono due centri depressionari, entrambi prossimi ai 995 hPa. La loro vicinanza suggerisce la possibilità di un’interazione di tipo Fujiwhara, anche se la rotazione reciproca rimane soggetta a cambiamenti nelle previsioni.</figcaption></figure><p>L’evoluzione dei due centri depressionari sarà particolarmente importante, perché piccoli cambiamenti nelle loro posizioni potrebbero modificare la traiettoria dei fronti associati.</p><h2>Domenica 8 novembre il secondo fronte potrebbe portare piogge più diffuse</h2><p><strong>Per domenica, l’ECMWF suggerisce l’avvicinamento di una seconda fascia di precipitazioni</strong>, associata alla circolazione del sistema depressionario atlantico. A differenza del primo fronte, che dovrebbe interessare soprattutto il Nord e il Centro, questo secondo passaggio potrebbe coinvolgere un’area geografica più ampia, con possibilità di pioggia su gran parte del territorio continentale, compreso il Sud.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/possivel-efeito-fujiwhara-entre-sabado-e-domingo-atentos-a-uma-depressao-complexa-que-podera-deixar-chuva-em-portugal-1793796766006.jpg" data-image="pp3bj8s9n3lm" alt="Precipitazioni" title="Precipitazioni"><figcaption>Una nuova fascia di precipitazioni potrebbe raggiungere il Portogallo domenica, portando pioggia in diverse regioni, compreso il Sud. L’intensità e la distribuzione di questo secondo episodio potrebbero ancora cambiare.</figcaption></figure><p>La mappa prevista per le 18 di domenica mostra precipitazioni in diverse regioni del Paese, seppure con differenze di intensità. Tuttavia, <strong>la posizione delle fasce più attive, gli accumuli e gli orari del loro passaggio rimangono soggetti a cambiamenti</strong>.</p><p><strong>La vicinanza delle strutture depressionarie potrebbe favorire anche fasi di vento più intenso e un aumento del moto ondoso</strong>, soprattutto lungo le coste esposte, ma non è ancora possibile determinare l’entità di questi effetti soltanto sulla base delle mappe analizzate.</p><p>In sintesi, la tendenza indica un ritorno della pioggia tra venerdì e domenica, probabilmente in due episodi distinti. <strong>Quanto all’eventuale effetto Fujiwhara, si tratta di un’ipotesi meteorologicamente interessante</strong>, ma ancora da verificare. I prossimi aggiornamenti dell’ECMWF saranno fondamentali per chiarire l’evoluzione dei centri depressionari e gli effetti che potrebbero avere sul Portogallo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/possibile-effetto-fujiwhara-tra-sabato-e-domenica-a-seguire-forti-piogge-in-portogallo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, nuovo peggioramento imminente: attenzione venerdì mattina, piogge e temporali da nord a sud. Svolta nel weekend]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nuova-perturbazione-verso-l-italia-tornano-piogge-e-temporali-ma-nel-weekend-cambia-tutto-ecco-dove.html</link><pubDate>Thu, 05 Nov 2026 09:02:42 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una perturbazione atlantica riuscirà a portare maltempo con pioggia e neve su gran parte d'Italia. Le temperature resteranno sotto la media.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbttiga"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbttiga.jpg" id="xbttiga"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La tregua dal maltempo sembra essere già arrivata ai titoli di coda. Dopo il vortice ciclonico che nei primi giorni di novembre ha interessato soprattutto le regioni meridionali, provocando piogge abbondanti, temporali e venti sostenuti, <strong>una nuova perturbazione è pronta a raggiungere la nostra Penisola</strong>, riportando condizioni meteorologiche instabili su diverse regioni italiane.</p><p>Questa volta, però, il peggioramento seguirà una traiettoria differente rispetto a quello dei giorni scorsi. Le correnti perturbate arriveranno infatti dai settori occidentali del continente europeo, interessando inizialmente il Nord-Ovest e le Isole Maggiori, per poi estendersi progressivamente verso il resto dell'Italia.</p><p>Insomma, novembre sembra proprio non voler concedere lunghe pause dal maltempo. Tuttavia, <strong>non tutte le regioni saranno interessate allo stesso modo</strong>, e proprio durante il prossimo weekend potremmo assistere a un nuovo cambiamento, questa volta verso condizioni meteorologiche decisamente più tranquille.</p><h2><strong>Meteo venerdì 6 novembre: nuova perturbazione sull'Italia, ecco dove tornerà la pioggia</strong></h2><p>La giornata di oggi, giovedì 5 novembre, sarà caratterizzata da un nuovo aumento dell'instabilità soprattutto sulle regioni occidentali. In particolare, <strong>le prime precipitazioni interesseranno il Nord-Ovest, la Sardegna e parte della Sicilia</strong>, mentre sul resto della Penisola prevarranno condizioni meteorologiche generalmente più stabili, seppur con nuvolosità irregolare.</p><p>Sarà però nella giornata di venerdì 6 novembre che il peggioramento entrerà maggiormente nel vivo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796753" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-attivata-allerta-rossa-in-sardegna-questo-giovedi-5-novembre-gialla-in-altre-zone-di-sardegna-e-sicilia.html" title="Maltempo: attivata allerta rossa in Sardegna questo giovedì 5 novembre, gialla in altre zone di Sardegna e Sicilia">Maltempo: attivata allerta rossa in Sardegna questo giovedì 5 novembre, gialla in altre zone di Sardegna e Sicilia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-attivata-allerta-rossa-in-sardegna-questo-giovedi-5-novembre-gialla-in-altre-zone-di-sardegna-e-sicilia.html" title="Maltempo: attivata allerta rossa in Sardegna questo giovedì 5 novembre, gialla in altre zone di Sardegna e Sicilia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-attivata-allerta-rossa-in-sardegna-questo-giovedi-5-novembre-gialla-in-altre-zone-di-sardegna-e-sicilia-1793867124697_320.jpg" alt="Maltempo: attivata allerta rossa in Sardegna questo giovedì 5 novembre, gialla in altre zone di Sardegna e Sicilia"></a></article></aside><p>Una perturbazione proveniente dal Mediterraneo occidentale riuscirà infatti a spingersi verso levante, favorendo <strong>piogge e rovesci soprattutto tra Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna</strong>. Qualche precipitazione potrà successivamente raggiungere anche i settori occidentali del Veneto.</p><p>Ma non sarà soltanto il Nord a dover fare i conti con il maltempo. Nel corso della giornata, infatti, <strong>le piogge interesseranno anche le regioni tirreniche, soprattutto Toscana, Lazio e Campania</strong>, con fenomeni che potranno localmente assumere carattere temporalesco.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-nuova-perturbazione-verso-l-italia-tornano-piogge-e-temporali-ma-nel-weekend-cambia-tutto-ecco-dove-1793864602023.jpg" data-image="qzxwvgwf88ho" alt="Probabilità di pioggia e neve per venerdì 5 novembre" title="Probabilità di pioggia e neve per venerdì 5 novembre"><figcaption>Probabilità di precipitazioni prevista per le prime ore di venerdì 6 novembre. Valori elevati soprattutto sul mar Tirreno, con possibilità di fenomeni anche tra il Nord-Ovest e le regioni occidentali della Penisola.</figcaption></figure><p>Un'attenzione particolare andrà rivolta <strong>anche alla Sicilia, dove saranno possibili ulteriori rovesci,</strong> mentre la Sardegna dovrebbe beneficiare di condizioni progressivamente più asciutte dopo le precipitazioni dei giorni precedenti.</p><p><strong>Le prime ore di venerdì potrebbero risultare particolarmente instabili sui settori del Mediterraneo centrale</strong>, con una maggiore probabilità di precipitazioni tra il mar Tirreno e le aree costiere maggiormente esposte alle correnti umide.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796624" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cos-e-un-evento-di-stratwarming-e-in-che-modo-potrebbe-influenzare-il-tempo-in-europa-quest-inverno.html" title="Cos'è un evento di stratwarming e in che modo potrebbe influenzare il tempo in Europa quest'inverno">Cos'è un evento di stratwarming e in che modo potrebbe influenzare il tempo in Europa quest'inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cos-e-un-evento-di-stratwarming-e-in-che-modo-potrebbe-influenzare-il-tempo-in-europa-quest-inverno.html" title="Cos'è un evento di stratwarming e in che modo potrebbe influenzare il tempo in Europa quest'inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/que-es-un-calentamiento-subito-estratosferico-y-como-podria-afectar-al-tiempo-en-europa-este-invierno-1793782903687_320.png" alt="Cos'è un evento di stratwarming e in che modo potrebbe influenzare il tempo in Europa quest'inverno"></a></article></aside><p>Sul versante adriatico, invece, il tempo dovrebbe risultare generalmente più tranquillo, almeno durante la prima parte della giornata, grazie a una maggiore protezione dalle correnti perturbate occidentali.</p><h3><strong>Weekend 7-8 novembre: sabato ancora piogge, domenica torna il sole?</strong></h3><p>Ma cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo fine settimana? Le ultime elaborazioni dei modelli meteorologici sembrano confermare <strong>un sabato 7 novembre ancora piuttosto variabile, seguito da una domenica decisamente più stabile su buona parte dell'Italia</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-nuova-perturbazione-verso-l-italia-tornano-piogge-e-temporali-ma-nel-weekend-cambia-tutto-ecco-dove-1793869086212.jpg" data-image="anvc3wwonv2m"><figcaption>Le piogge cumulate previste dal modello europeo nel corso della giornata di venerdì 6 novembre.</figcaption></figure><p>Durante la giornata di sabato, infatti, la perturbazione continuerà lentamente a spostarsi verso le regioni orientali, favorendo precipitazioni sparse soprattutto lungo il versante adriatico e su parte del Sud.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796534" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-all-atlantico-i-meteorologi-spagnoli-monitorano-un-fiume-atmosferico-in-arrivo-il-9-novembre-effetti-sull-italia.html" title="Occhi all’Atlantico: i meteorologi spagnoli monitorano un fiume atmosferico in arrivo il 9 novembre. Effetti sull'Italia">Occhi all’Atlantico: i meteorologi spagnoli monitorano un fiume atmosferico in arrivo il 9 novembre. Effetti sull'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-all-atlantico-i-meteorologi-spagnoli-monitorano-un-fiume-atmosferico-in-arrivo-il-9-novembre-effetti-sull-italia.html" title="Occhi all’Atlantico: i meteorologi spagnoli monitorano un fiume atmosferico in arrivo il 9 novembre. Effetti sull'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-all-atlantico-i-meteorologi-spagnoli-monitorano-un-fiume-atmosferico-in-arrivo-il-9-novembre-effetti-sull-italia-1793727142859_320.jpg" alt="Occhi all’Atlantico: i meteorologi spagnoli monitorano un fiume atmosferico in arrivo il 9 novembre. Effetti sull'Italia"></a></article></aside><p>Qualche pioggia sarà ancora possibile tra Romagna, Marche e regioni meridionali, mentre al Nord-Ovest e sui settori tirrenici tenderanno progressivamente ad aumentare le schiarite.</p><p><strong>Le temperature non subiranno particolari variazioni e si manterranno generalmente in linea con le medie stagionali</strong>, con un clima tipicamente autunnale su gran parte della Penisola.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-nuova-perturbazione-verso-l-italia-tornano-piogge-e-temporali-ma-nel-weekend-cambia-tutto-ecco-dove-1793864692521.jpg" data-image="9g1a1gdole1i" alt="Le temperature previste per il weekend" title="Le temperature previste per il weekend"><figcaption>Temperature previste per sabato 7 novembre. Valori generalmente più contenuti al Nord e nelle zone interne, mentre sulle regioni meridionali e sulle Isole Maggiori si potranno ancora raggiungere i 20°C.</figcaption></figure><p>In particolare, i valori massimi saranno generalmente compresi tra 10 e 15°C su molte località settentrionali, mentre al Centro-Sud si potranno raggiungere temperature intorno ai 17-20°C, con punte leggermente superiori sulle Isole Maggiori.</p><p><strong>Domenica 8 novembre dovrebbe invece segnare un miglioramento più evidente delle condizioni meteorologiche</strong>, grazie a un graduale aumento della pressione atmosferica sul Mediterraneo centrale.</p><p>Il sole dovrebbe tornare a farsi vedere soprattutto sulle regioni settentrionali e centrali, mentre qualche residuo annuvolamento, accompagnato da isolate precipitazioni, potrebbe ancora interessare le estreme regioni meridionali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796488" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-spagnoli-in-allerta-venerdi-6-si-intensifichera-una-depressione-atlantica-possibili-piogge-intense.html" title="I meteorologi spagnoli in allerta: una profonda depressione atlantica porterà una successione di fronti sulla Spagna">I meteorologi spagnoli in allerta: una profonda depressione atlantica porterà una successione di fronti sulla Spagna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-spagnoli-in-allerta-venerdi-6-si-intensifichera-una-depressione-atlantica-possibili-piogge-intense.html" title="I meteorologi spagnoli in allerta: una profonda depressione atlantica porterà una successione di fronti sulla Spagna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-de-espana-vigilantes-crecera-una-borrasca-atlantica-con-frentes-de-lluvia-muy-eficientes-el-viernes-1793695832163_320.jpg" alt="I meteorologi spagnoli in allerta: una profonda depressione atlantica porterà una successione di fronti sulla Spagna"></a></article></aside><p>Si tratterà dunque di una giornata complessivamente più tranquilla, con temperature massime anche in lieve aumento.</p><p>E attenzione anche all'inizio della prossima settimana: <strong>le correnti meridionali potrebbero favorire un nuovo rialzo termico su diverse regioni italiane</strong>, riportando condizioni climatiche più miti rispetto a quelle registrate durante i primi giorni di novembre.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Tuttavia, questa nuova parentesi di stabilità potrebbe non durare a lungo. Le perturbazioni atlantiche continueranno infatti a interessare l'Europa occidentale e, nel corso della prossima settimana, potrebbero nuovamente avvicinarsi alla nostra Penisola, soprattutto alle regioni centro-settentrionali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nuova-perturbazione-verso-l-italia-tornano-piogge-e-temporali-ma-nel-weekend-cambia-tutto-ecco-dove.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Maltempo: attivata allerta rossa in Sardegna questo giovedì 5 novembre, gialla in altre zone di Sardegna e Sicilia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-attivata-allerta-rossa-in-sardegna-questo-giovedi-5-novembre-gialla-in-altre-zone-di-sardegna-e-sicilia.html</link><pubDate>Thu, 05 Nov 2026 08:25:51 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Giovedì 5 novembre allerta rossa per rischio idrogeologico in Gallura e nei bacini Flumendosa-Flumineddu, in Sardegna, dove è prevista anche l’allerta arancione per temporali. Allerta gialla in altre zone dell’isola e in diversi settori della Sicilia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbttul2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbttul2.jpg" id="xbttul2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Forte maltempo oggi, giovedì 5 novembre, sulla Sardegna, specie nell'area orientale. Una struttura depressionaria presente sul Mediterraneo occidentale tenderà a spostarsi verso levante d<strong>eterminando una fase di maltempo sulla Sardegna</strong>, con particolare riferimento ai settori orientali. </p><p>Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-rossa-in-sardegna-1793866920738.jpg" data-image="l4irja3nn0wd"><figcaption>Forte maltempo sulla Sardegna orientale nella mattina di giovedì 5 novembre-</figcaption></figure><p>L’avviso prevede dal pomeriggio-sera di ieri, mercoledì 4 novembre, <strong>precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale sulla Sardegna, con particolare riferimento ai settori orientali e costieri</strong>. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica.</p><h2>Allerta rossa per forte maltempo in Sardegna</h2><p>Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di oggi, giovedì 5 novembre, allerta rossa sui settori orientali della Sardegna e allerta gialla sul restante territorio. Valutata inoltre allerta gialla su parte della Sicilia.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di oggi, giovedì 5 novembre, allerta rossa sui settori orientali della Sardegna e allerta gialla sul restante territorio. Valutata inoltre allerta gialla su parte della Sicilia.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il modello europeo prevede possibilità di decine di mm di pioggia concentrati in poco tempo sulla costa orientale dell'isola. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-rossa-in-sardegna-1793866884422.jpg" data-image="va8d2vo4eyte"><figcaption>Il radar di pioggia mostra le piogge in corso sulla Sardegna.</figcaption></figure><p>Come mostra anche il radar di pioggia di Meteored, sono in corso piogge intense in questa mattina di giovedì 5 novembre.</p><h2>Allerta meteo per oggi aggiornata</h2><p>Per <strong>giovedì 5 novembre 2026</strong>, <strong>allerta rossa per rischio idrogeologico in Sardegna</strong>, in Gallura e nei bacini Flumendosa-Flumineddu: sulle stesse zone sono previste anche l’allerta arancione per temporali e quella gialla per rischio idraulico.</p><p><strong>Allerta gialla per rischio idrogeologico</strong> nel resto delle zone sarde indicate: Iglesiente, Campidano, Montevecchio-Pischilappiu, Logudoro e bacino del Tirso.</p><p>In <strong>Sicilia</strong>, allerta gialla per temporali e rischio idrogeologico nei settori nord-orientali, nord-occidentali e sud-occidentali, nel bacino del Simeto e sulle isole Eolie, Egadi, Ustica e Pantelleria.</p><p> Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796603" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore.html" title="Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”">Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore.html" title="Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore-1793785480422_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”"></a></article></aside><p>Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-attivata-allerta-rossa-in-sardegna-questo-giovedi-5-novembre-gialla-in-altre-zone-di-sardegna-e-sicilia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'ONU avverte: l'oceano, nostro grande alleato contro il cambiamento climatico, non riesce più ad assorbire CO₂]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-onu-avverte-l-oceano-nostro-grande-alleato-contro-il-cambiamento-climatico-non-riesce-piu-ad-assorbire-carbonio.html</link><pubDate>Thu, 05 Nov 2026 07:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Per decenni, l'oceano ha fatto da cuscinetto al riscaldamento globale assorbendo parte della CO₂ che emettiamo, ma l'ONU avverte che la crisi climatica sta indebolendo questo processo naturale, fondamentale per il pianeta.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-oceano-nuestro-gran-aliado-contra-el-cambio-climatico-pierde-fuerza-su-capacidad-de-absorber-carbono-dice-la-onu-1793714089915.jpeg" data-image="m2db6g5c1wwg"><figcaption>L'oceano assorbe circa un terzo della CO2 generata dall'attività umana.</figcaption></figure><p>Il ruolo dell’oceano nella regolazione del clima è fondamentale perché <strong>assorbe circa il 30% delle emissioni di anidride carbonica generate dalle attività umane</strong>, catturando circa il 90% del calore in eccesso intrappolato dai gas serra.</p><p>Questa funzione permette di<strong> </strong>ridurre la quantità di CO₂ che rimane nell’atmosfera e di rallentare, in una certa misura, il riscaldamento del pianeta. Tuttavia, <strong>l’aumento delle temperature sta alterando</strong> <strong>i processi fisici, chimici e biologici</strong> che rendono possibile questo scambio di carbonio.</p><h2>Un oceano sempre più alterato</h2><p><strong>L’aumento della temperatura superficiale del mare modifica la capacità dell’acqua di assorbire CO₂</strong>, a cui si aggiungono l’acidificazione e la deossigenazione, oltre all’inquinamento e al degrado degli ecosistemi marini.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-oceano-nuestro-gran-aliado-contra-el-cambio-climatico-pierde-fuerza-su-capacidad-de-absorber-carbono-dice-la-onu-1793711926671.jpeg" data-image="xudzzzcwns96"><figcaption>Il riscaldamento dell’acqua e i cambiamenti nella chimica marina influenzano i processi che permettono all’oceano di assorbire e immagazzinare carbonio.</figcaption></figure><p>Queste alterazioni incidono sui<strong> meccanismi che permettono di assorbire, trasportare e immagazzinare carbonio.</strong> </p><p>Il conseguente indebolimento del pozzo di assorbimento oceanico <strong>può alimentare un circolo preoccupante se l’oceano rimuove meno CO₂ </strong>dall’atmosfera.</p><h3>Più monitoraggio per conoscere quanto carbonio immagazzina il mare</h3><p>Di fronte a questa realtà, <strong>le Nazioni Unite chiedono di potenziare l’osservazione oceanica attraverso sensori e sistemi di monitoraggio</strong>, infrastrutture per i dati e modelli scientifici.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">L’oceano assorbe circa il 30% delle emissioni di CO₂ prodotte dalle attività umane e il 90% del calore in eccesso generato dal cambiamento climatico. Ma fattori come il riscaldamento, l’acidificazione e l’inquinamento stanno compromettendo queste funzioni. Un nuovo rapporto @UN chiede dati migliori per orientare le tecnologie climatiche basate sull’oceano: https://t.co/iuadwCC9xR</p>— Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (@UNEP) <a href="https://x.com/UNEP/status/2115436505787150562?ref_src=twsrc%5Etfw">28 ottobre 2026</a></blockquote></figure><p><strong>L’obiettivo è comprendere meglio come si comporta il carbonio nell’oceano</strong> e anticipare i cambiamenti che possono influire sulla sua capacità di immagazzinarlo.</p><p>L’iniziativa, denominata <strong>Ocean Carbon Intelligence,</strong> punta a integrare scienza, tecnologia, dati e conoscenze locali per <strong>migliorare le informazioni disponibili e favorire decisioni fondate su solide basi.</strong></p><h2>Mangrovie e praterie marine, alleate nell’immagazzinamento del carbonio</h2><p>Il rapporto individua anche opportunità per<strong> proteggere e rafforzare la funzione climatica di determinati ecosistemi marini,</strong> soprattutto quelli legati al cosiddetto carbonio blu.</p><p><strong>Le mangrovie, le praterie marine e le paludi salmastre costiere </strong><strong>assorbono e immagazzinano carbonio in modo naturale</strong>. Secondo i dati riportati nel rapporto, questi ecosistemi rimuovono già circa 407 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-oceano-nuestro-gran-aliado-contra-el-cambio-climatico-pierde-fuerza-su-capacidad-de-absorber-carbono-dice-la-onu-1793713059471.jpeg" data-image="s07luqprwiqj"><figcaption>Le mangrovie, le paludi salmastre e le praterie marine sono ecosistemi di carbonio blu che contribuiscono all’immagazzinamento della CO₂.</figcaption></figure><p>Vengono analizzate anche <strong>le tecnologie di rimozione dell’anidride carbonica in ambiente marino</strong>, che mirano a estrarre CO₂ e a immagazzinarla in modo duraturo. </p><p>Queste soluzioni, tuttavia, <strong>presentano ancora importanti incertezze</strong> e richiedono ulteriori ricerche, monitoraggio e regolamentazione.</p><h3>Le comunità insulari in prima linea</h3><p>L’indebolimento degli ecosistemi oceanici ha conseguenze che vanno oltre il clima. <strong>I piccoli Stati insulari in via di sviluppo</strong>, responsabili di meno dell’1% delle emissioni mondiali, <strong>sono tra i territori più esposti</strong> agli impatti che interessano l’oceano.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773424" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-osservatorio-hawaiano-del-mauna-loa-ha-appena-inviato-un-messaggio-di-allerta-al-mondo-sulla-co.html" title="L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ ">L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-osservatorio-hawaiano-del-mauna-loa-ha-appena-inviato-un-messaggio-di-allerta-al-mondo-sulla-co.html" title="L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-osservatorio-hawaiano-del-mauna-loa-ha-appena-inviato-un-messaggio-di-allerta-al-mondo-sulla-co-1781194195858_320.jpeg" alt="L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ "></a></article></aside><p>Per questo, il rapporto citato più volte nell’articolo <strong>chiede di facilitare l’accesso di questi Paesi a finanziamenti, tecnologie e formazione</strong> per sviluppare soluzioni adatte alle loro esigenze.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Agencia%20SINC" data-year="2026" data-title="Al%20oc%C3%A9ano%20le%20cuesta%20cada%20vez%20m%C3%A1s%20protegernos%20del%20CO%E2%82%82" data-url="https%3A%2F%2Fwww.agenciasinc.es%2FNoticias%2Fal-oceano-le-cuesta-cada-vez-mas-protegernos-del-co%3Futm_source%3Dchatgpt.com">Agencia SINC. (2026). <a href="https://www.agenciasinc.es/Noticias/al-oceano-le-cuesta-cada-vez-mas-protegernos-del-co?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">L’oceano fatica sempre di più a proteggerci dalla CO₂</a>.</cite><br><cite data-author="Noticias%20ONU" data-year="2026" data-title="https%3A%2F%2Fwww.un.org%2Fes%2Fnode%2F249656%3Futm_source%3Dchatgpt.com" data-url="https%3A%2F%2Fwww.un.org%2Fes%2Fnode%2F249656%3Futm_source%3Dchatgpt.com">Noticias ONU. (2026). <a href="https://www.un.org/es/node/249656?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">https://www.un.org/es/node/249656?utm_source=chatgpt.com</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-onu-avverte-l-oceano-nostro-grande-alleato-contro-il-cambiamento-climatico-non-riesce-piu-ad-assorbire-carbonio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come e quando potare le piante aromatiche affinché crescano forti e rigogliose]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-e-quando-potare-le-piante-aromatiche-affinche-crescano-forti-e-rigogliose.html</link><pubDate>Thu, 05 Nov 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Una potatura corretta trasforma una pianta dall'aspetto slanciato e disordinato in un cespuglio compatto. Il segreto sta nel sapere dove tagliare, quanto eliminare e quando intervenire.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-y-cuando-podar-las-aromaticas-para-que-crezcan-fuertes-y-frondosas-1793408685677.jpg" data-image="7937u0c43gvq" alt="pianta di basilico" title="pianta di basilico"><figcaption>Conoscere il momento preciso e il punto corretto in cui effettuare un taglio evita che le piante aromatiche perdano le foglie alla base.</figcaption></figure><p>C’è un errore comune nella cura delle piante aromatiche. Molte persone le lasciano crescere liberamente e si limitano a raccogliere qualche foglia per cucinare, senza sapere che <strong>la potatura svolge una funzione fondamentale che va oltre l’estetica</strong>. </p><div class="texto-destacado">Potare al momento giusto e nel modo corretto frena la crescita verticale e stimola la ramificazione laterale. Inoltre, evita che i fusti si allunghino eccessivamente e assicura una produzione costante di foglie.</div><p><strong>Non tutte le aromatiche si potano allo stesso modo. </strong>Alcune hanno bisogno di frequenti tagli delle cime. Altre richiedono interventi più distanziati per rinnovare la propria struttura.</p><h3>Il segreto della cimatura: come farle crescere lateralmente</h3><p>Per capire dove tagliare, bisogna conoscere un meccanismo naturale delle piante chiamato <strong>dominanza apicale</strong>. <strong>La gemma più alta del fusto concentra un ormone </strong>che frena lo sviluppo dei germogli laterali e spinge la pianta a crescere verso l’alto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-y-cuando-podar-las-aromaticas-para-que-crezcan-fuertes-y-frondosas-1793408909673.jpg" data-image="ky14b1u43xkg" alt="piante" title="piante"><figcaption>Una manutenzione adeguata con forbici affilate stimola la ramificazione e la produzione di germogli.</figcaption></figure><p>Quando si effettua<strong> una cimatura, cioè quando si elimina la punta superiore del fusto,</strong> l’ormone smette di agire in quel punto. L’energia viene quindi ridistribuita verso le gemme sottostanti e la pianta comincia ad allargarsi.</p><h2>Cinque aromatiche: dove tagliare per moltiplicare i germogli</h2><p><strong>1. Basilico: cimare appena sopra il nodo delle foglie</strong></p><p>Il basilico è la specie che risponde meglio alla cimatura. Per ottenere un cespo ampio e arrotondato, <strong>bisogna individuare la cima del fusto principale</strong>, scendere fino al primo o al secondo paio di foglie ben sviluppate e tagliare il fusto appena sopra quel nodo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-y-cuando-podar-las-aromaticas-para-que-crezcan-fuertes-y-frondosas-1793409009395.jpg" data-image="t5xnq4df560v" alt="piante" title="piante"><figcaption>Tagliare la punta del fusto appena sopra le foglie stimola la nascita di due germogli laterali.</figcaption></figure><p><strong>All’ascella di queste due foglie si trovano due gemme dormienti. </strong>Eliminando la cima, entrambe si attivano e formano due nuovi rami. Ogni volta che questi rami crescono, è possibile ripetere l’operazione. È importante anche eliminare i fiori appena compaiono, perché consumano energia e rendono il fogliame più duro.</p><h2>2. Rosmarino: cimatura leggera sui rami teneri</h2><p>Il rosmarino è un arbusto legnoso che tende a spogliarsi alla base se cresce soltanto verso l’alto. Per favorirne lo sviluppo in larghezza, <strong>bisogna tagliare le cime dei rami verdi e flessibili,</strong> da due a cinque centimetri sopra un germoglio laterale o un gruppo di foglie sane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-y-cuando-podar-las-aromaticas-para-que-crezcan-fuertes-y-frondosas-1793409093580.jpg" data-image="6aicd67yf0l6" alt="piante" title="piante"><figcaption>La potatura del rosmarino richiede di accorciare le cime verdi, evitando il legno vecchio privo di foglie.</figcaption></figure><p>Eliminando la cima, <strong>si arresta la crescita verticale del ramo e si stimola la formazione di nuovi germogli laterali </strong>nella parte verde. È fondamentale non tagliare il legno vecchio, marrone e privo di foglie, perché il rosmarino raramente produce nuovi germogli da queste parti indurite.</p><h2> 3. Menta: cimatura costante per infoltire la base</h2><p>La menta cresce rapidamente e tende a sviluppare fusti lunghi e spogli alla base. Per stimolare la produzione di germogli laterali vicino al terreno, <strong>bisogna cimare frequentemente i fusti principali,</strong> tagliando appena sopra un nodo da cui nascono le foglie.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-y-cuando-podar-las-aromaticas-para-que-crezcan-fuertes-y-frondosas-1793409170452.jpg" data-image="1clddhlcicrc" alt="piante" title="piante"><figcaption>Cimare i rami principali della menta ne limita la crescita in altezza e rinnova il fogliame dalla base.</figcaption></figure><p>Ogni taglio frena l’allungamento del fusto e spinge la pianta a <strong>produrre rami laterali e nuovi germogli dalla base.</strong> Inoltre, rimuovere i fiori appassiti prolunga la produzione di foglie aromatiche.</p><h2>4. Origano: tagliare dopo la fioritura per rendere compatto il cespo</h2><p>L’origano tende a ricadere e ad aprirsi man mano che i fusti si allungano. Per mantenere la pianta compatta e folta al centro,<strong> la cimatura si esegue accorciando i fusti fino a un terzo della loro altezza totale</strong>, effettuando sempre il taglio sopra un paio di foglie giovani.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-y-cuando-podar-las-aromaticas-para-que-crezcan-fuertes-y-frondosas-1793409423350.jpg" data-image="ifwqyhacwf58" alt="piante" title="piante"><figcaption>Le potature di formazione in primavera garantiscono piante dell’orto più forti, sane e rigogliose.</figcaption></figure><p>Questo favorisce la formazione di<strong> piccole ramificazioni laterali lungo tutto il fusto rimanente.</strong> Il momento ideale per questo intervento esteso è al termine della fioritura. I rami tagliati con i fiori possono essere essiccati all’ombra per conservare l’aroma da usare in cucina.</p><h2>5. Prezzemolo: niente cimatura, tagli dalla base</h2><p>A differenza delle precedenti, il prezzemolo non forma fusti alti e non risponde alla cimatura tradizionale. <strong>Le sue foglie nascono direttamente da una corona centrale</strong> situata vicino al terreno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-y-cuando-podar-las-aromaticas-para-que-crezcan-fuertes-y-frondosas-1793409285244.jpg" data-image="6c44d6shm0mg" alt="piante" title="piante"><figcaption>Raccogliere i fusti esterni tagliandoli alla base permette al centro della pianta di continuare a produrre germogli.</figcaption></figure><p>Affinché la pianta aumenti di volume e continui a produrre fusti lateralmente, la <strong>raccolta va effettuata tagliando i fusti più esterni e più vecchi </strong>molto vicino alla base. Questa pulizia esterna lascia spazio e luce affinché i nuovi germogli centrali possano espandersi lateralmente in modo ordinato.</p><h2>Tre regole per non danneggiare le piante</h2><p><strong>Usare attrezzi affilati e disinfettati: </strong>le forbici devono eseguire un taglio netto, senza schiacciare né lacerare le fibre del fusto. Pulire la lama con alcol al 70% previene la trasmissione di malattie.</p><p><strong>Rispettare il limite di fogliame:</strong> nelle piante perenni, la regola d’oro è non rimuovere più del 30% della massa verde in un solo intervento.</p><p><strong>Utilizzare i residui della potatura:</strong> i rami sani di rosmarino, origano e menta ottenuti dalla potatura conservano un’elevata concentrazione di oli essenziali e possono essere essiccati appendendoli a testa in giù in un luogo fresco e buio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787732" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html" title="10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno">10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html" title="10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965594900_320.jpeg" alt="10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno"></a></article></aside><p><strong>La potatura non compensa le carenze di luce o del terreno</strong>. Le aromatiche hanno bisogno di sole diretto, di un substrato ben drenato e di irrigazioni moderate. Alcuni tagli strategici nel punto giusto garantiscono piante sane, compatte e pronte per la cucina.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-e-quando-potare-le-piante-aromatiche-affinche-crescano-forti-e-rigogliose.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[In Italia c'è una città dove le abitazioni sono scavate nella roccia: perché è considerata un luogo unico al mondo? ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-italia-c-e-una-citta-dove-le-abitazioni-sono-scavate-nella-roccia-perche-e-considerata-un-luogo-unico-al-mondo.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Una delle città più belle d'Italia è anche una delle più antiche al mondo. Nata dal tufo e circondata dalla natura selvaggia, che ha rischiato l'abbandono, ma da alcuni decenni è tornata a splendere. Ecco cosa rende questo luogo speciale</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/in-italia-c-e-una-citta-dove-le-abitazioni-sono-scavate-nella-roccia-perche-e-considerata-un-luogo-unico-al-mondo-1793720443566.jpg" data-image="u6eqt2am2bkx" alt="Sassi Matera" title="Sassi Matera"><figcaption>Veduta panoramica sulla città ricavata dalle cavità di tufo</figcaption></figure><p>Nel sud dell’Italia si trova un luogo fuori dall’ordinario che è anche un <strong>capolavoro d’ingegneria</strong>. Questa città è <strong>patrimonio UNESCO</strong> per la sua bellezza ma ancora di più per il suo immenso valore storico.</p><p>Circondata da una natura all’apparenza aspra, le sue strade e le sue piazze sono un museo a cielo aperto che raccoglie arte, tecnologia, antropologia e la storia di una straordinaria rinascita.</p><p>Alla fine del secolo scorso, infatti, la città si è salvata da uno stato di semi abbandono, trasformandosi in una delle mete più amate d’Italia.</p><h2>Una città tra natura e archeologia</h2><p>All’interno di un <strong>parco archeologico e naturale</strong>, tra grotte e gravine dove l'uomo ha vissuto fin dal Paleolitico, si trovano tracce di villaggi risalenti al <strong>Neolitico </strong>e decine di <strong>chiese rupestri</strong> dell’alto medioevo. </p><p>Qui la natura è varia e selvaggia e passa da brulli valloni alle sponde del <strong>torrente Gravina</strong>, dove abitano rettili, uccelli, cinghiali, volpi e quasi mille diverse specie vegetali.</p><p>Il <strong>Parco della Murgia</strong> si trova in Basilicata e il suo cuore è la <strong>Città dei Sassi</strong>, Matera. Le famose case scavate nella roccia non solo offrono vedute incredibilmente pittoresche, ma sono anche la testimonianza della perizia tecnica con cui anticamente si costruivano edifici in grado di adattarsi a un clima spesso inclemente.</p><h2>Una soria lunga millenni</h2><p>Tra i tanti primati di Matera ce n’è uno che è particolarmente suggestivo. Dopo Aleppo e Gerico, Matera è la città più antica al mondo ad essere stata abitata praticamente ininterrottamente dal <strong>Paleolitico </strong>in poi. </p><p>Nel corso di diecimila anni di storia si sono sovrapposti stili diversi, dalle abitazioni preistoriche alle chiese barocche, che oggi costituiscono una straordinaria testimonianza dell’evoluzione umana.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="708708" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-borgo-fantasma-della-basilicata-che-sta-rinascendo-ed-e-perfetto-per-un-weekend-insolito.html" title="Il borgo fantasma della Basilicata che sta rinascendo ed è perfetto per un weekend insolito ">Il borgo fantasma della Basilicata che sta rinascendo ed è perfetto per un weekend insolito </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-borgo-fantasma-della-basilicata-che-sta-rinascendo-ed-e-perfetto-per-un-weekend-insolito.html" title="Il borgo fantasma della Basilicata che sta rinascendo ed è perfetto per un weekend insolito "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-borgo-fantasma-della-basilicata-che-sta-rinascendo-ed-e-perfetto-per-un-weekend-insolito-1746129944468_320.jpg" alt="Il borgo fantasma della Basilicata che sta rinascendo ed è perfetto per un weekend insolito "></a></article></aside><p>La <strong>battuta d’arresto</strong> che la città ha subito nella seconda <strong>metà del XX secolo</strong> non è che un brevissimo capitolo di un percorso eccezionale. A causa delle condizioni di <strong>arretratezza </strong>in cui versava la città, infatti, circa 17000 persone furono obbligate a spostarsi nella Matera Nuova, così l’antico centro storico rimase quasi disabitato per circa tre decenni.<br><br> Nei primi anni ‘90, però, grazie a nuove leggi per la tutela e all’intervento dell’UNESCO, Matera è letteralmente <strong>rinata </strong>e adesso si mostra al mondo tutta la sua bellezza.</p><h2>Una città simbiotica, connessa con il territorio</h2><p>Non solo belli, i Sassi di Matera, cioè gli edifici del centro storico, sono anche la testimonianza di come nei secoli, gli abitanti del luogo abbiano saputo <strong>convivere con la natura</strong>, sfruttandone gli aspetti positivi e mitigando quelli negativi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/in-italia-c-e-una-citta-dove-le-abitazioni-sono-scavate-nella-roccia-perche-e-considerata-un-luogo-unico-al-mondo-1793720506999.jpg" data-image="9e8r4jl9gxp0" alt="Matera" title="Matera"><figcaption>L'interno di una delle case tipiche del centro storico di Matera</figcaption></figure><p>Le case di Matera sono costruite per <strong>sottrazione</strong>. Scavate nella parete di tufo, sono realizzate con lo stesso materiale che veniva prelevato dalla montagna per ricavare le cavità. Molti edifici, inoltre, hanno anche una parte sotterranea e proprio gli <strong>ipogei </strong>di Matera sono tra le sue componenti più interessanti. Oggi questi ambienti ospitano musei, botteghe e sono parte di affascinanti itinerari tematici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774042" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-trulli-di-alberobello-ecco-come-e-nata-una-delle-architetture-piu-singolari-d-europa.html" title="I trulli di Alberobello: ecco come è nata una delle architetture più singolari d'Europa ">I trulli di Alberobello: ecco come è nata una delle architetture più singolari d'Europa </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-trulli-di-alberobello-ecco-come-e-nata-una-delle-architetture-piu-singolari-d-europa.html" title="I trulli di Alberobello: ecco come è nata una delle architetture più singolari d'Europa "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-trulli-di-alberobello-ecco-come-e-nata-una-delle-architetture-piu-singolari-d-europa-1781615198390_320.jpg" alt="I trulli di Alberobello: ecco come è nata una delle architetture più singolari d'Europa "></a></article></aside><p>Nel cuore del parco della Basilicata, poi, dove le estati possono essere <strong>aride</strong> al limite della sopravvivenza e gli inverni altrettanto <strong>inclementi</strong>, i Materani hanno inventato dei geniali esempi di <strong>architettura bioclimatica</strong> <em>ante litteram</em>. </p><div class="texto-destacado">Se la città è sopravvissuta così a lungo nonostante la siccità, molto si deve ad un sistema di raccolta delle acque piovane unito a labirinti sotterranei di canali e cisterne, che serviva a gestire in modo intelligente la poca acqua disponibile. </div><p>Oltre a ciò, le abitazioni erano e sono tutt'ora dotate di aperture disposte in modo strategico per <strong>climatizzare </strong>gli ambienti in modo naturale, conservando il caldo all’interno in inverno e il fresco in estate.</p><h2>Gli spazi in comune contro gli effetti negativi del clima</h2><p>I vincoli che la natura ha imposto agli abitanti di Matera ha spinto questi ultimi verso uno stile di vita basato sulla<strong> condivisione</strong>. Le case scavate nella roccia erano <strong>buie </strong>e nei periodi di boom delle nascite anche sovraffollate, il ché favoriva il <strong>ristagno dell’umidità. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/in-italia-c-e-una-citta-dove-le-abitazioni-sono-scavate-nella-roccia-perche-e-considerata-un-luogo-unico-al-mondo-1793720557656.jpg" data-image="qer6buvhxu0l" alt="Matera cortili" title="Matera cortili"><figcaption>Uno dei cortili in cui si riunivano gli abitanti della città</figcaption></figure><p>Nei secoli, questo ha spinto gli abitanti a costruire le proprie case attorno a dei <strong>cortili condivisi</strong>, che potevano riunire anche quindici abitazioni tutte insieme. Non solo gli spazi erano in comune, ma lo erano anche le attrezzature che non si potevano tenere in casa per mancanza di spazio, come i <strong>forni </strong>per il pane, le stalle e le <strong>cisterne </strong>per l’acqua piovana. </p><p>I cortili in qualche modo avevano un effetto positivo anche sulla salute degli abitanti, che qualche volta il clima delle Murge poteva mettere a rischio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779801" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/a-matera-hanno-inventato-l-aria-condizionata-secoli-fa-grazie-a-questo-tipo-di-architettura-bioclimatica.html" title="A Matera hanno inventato l’aria condizionata secoli fa grazie a questo tipo di architettura bioclimatica ">A Matera hanno inventato l’aria condizionata secoli fa grazie a questo tipo di architettura bioclimatica </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/a-matera-hanno-inventato-l-aria-condizionata-secoli-fa-grazie-a-questo-tipo-di-architettura-bioclimatica.html" title="A Matera hanno inventato l’aria condizionata secoli fa grazie a questo tipo di architettura bioclimatica "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/a-matera-hanno-inventato-l-aria-condizionata-secoli-fa-grazie-a-questo-tipo-di-architettura-bioclimatica-1784705580516_320.jpg" alt="A Matera hanno inventato l’aria condizionata secoli fa grazie a questo tipo di architettura bioclimatica "></a></article></aside><p>Erano infatti spazi di <strong>aria salubre</strong> che contrastava gli effetti negativi dell’umidità, come malattie reumatiche o polmonari, al tempo stesso la conformazione di queste aree forniva un riparo dal <strong>vento gelido</strong> negli inverni più rigidi. Nelle giornate estive più afose, invece, negli <strong>spazi d’ombra</strong> dei cortili si poteva lavorare con più agio. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-italia-c-e-una-citta-dove-le-abitazioni-sono-scavate-nella-roccia-perche-e-considerata-un-luogo-unico-al-mondo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Chi trascura la scienza rinuncia al progresso: la lezione di Lockyer e la nascita della rivista Nature]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/chi-trascura-la-scienza-rinuncia-al-progresso-la-lezione-di-lockyer-e-la-nascita-della-rivista-nature.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 15:25:57 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 4 novembre 1869 nasceva Nature, destinata a diventare una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo. Dopo quasi 160 anni di successi, la testata continua a evolversi con nuove sfide e nuovi progetti </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/chi-trascura-la-scienza-rinuncia-al-progresso-la-lezione-di-lockyer-e-la-nascita-della-rivista-nature-1793804488714.jpg" data-image="h77xbvl74wv2" alt="Nature" title="Nature"><figcaption>Il frontespizion del primo numero mai pubblicato della rivista Nature</figcaption></figure><p>Novembre è il mese in cui una delle più prestigiose e longeve riviste scientifiche al mondo celebra il suo compleanno.</p><div class="texto-destacado">Nature è stata fondata il 4 novembre del 1869 e nel corso degli anni ha dato un contributo straordinario alla divulgazione scientifica.</div><p>Amata sia dagli studiosi, che considerano una pubblicazione sulle sue pagine un <strong>obbiettivo ambito</strong>, sia da chi semplicemente si interessa alla materia, Nature è una pubblicazione nata proprio per unire la comunità scientifica ed avvicinare le persone alla conoscenza.</p><h2>Come è nata la rivista Nature</h2><p>L’idea di fondare una rivista di <strong>divulgazione </strong>scientifica, che fosse però anche <strong>autorevole</strong>, è partita dall’idea di quattro uomini decisi a vincere una sfida persa già da altri, in precedenza.</p><p>A dare inizio a tutto è stato l’incontro fortunato tra <strong>Alexander Macmillan</strong>, editore di Cambridge che organizzava anche incontri per discutere di arte, letteratura e scienza, e l’astronomo <strong>J</strong><strong>. Norman Lockyer</strong>, già direttore di un’altra rivista dal successo limitato.</p><p>Al tempo del primo incontro Lockyer era ancora un dilettante, ma con gli anni diventò uno scienziato di fama, soprattutto grazie alla <strong>scoperta dell’elio </strong>tramite l'analisi della<strong> luce solare.</strong> Fu proprio sua l’idea di una nuova rivista che spiegasse ai lettori le nuove scoperte e al tempo stesso mettesse in risalto il lavoro degli scienziati nell’ambito della loro stessa comunità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793394" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-premio-nobel-per-la-fisica-del-2026-viene-assegnato-allo-scienziato-che-ha-rivoluzionato-lo-studio-dell-universo.html" title="Il Premio Nobel per la Fisica del 2026 viene assegnato allo scienziato che ha rivoluzionato lo studio dell'Universo">Il Premio Nobel per la Fisica del 2026 viene assegnato allo scienziato che ha rivoluzionato lo studio dell'Universo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-premio-nobel-per-la-fisica-del-2026-viene-assegnato-allo-scienziato-che-ha-rivoluzionato-lo-studio-dell-universo.html" title="Il Premio Nobel per la Fisica del 2026 viene assegnato allo scienziato che ha rivoluzionato lo studio dell'Universo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nobel-de-fisica-2026-reconhece-cientista-que-revolucionou-estudo-do-universo-com-particulas-fantasma-1791742287320_320.jpg" alt="Il Premio Nobel per la Fisica del 2026 viene assegnato allo scienziato che ha rivoluzionato lo studio dell'Universo"></a></article></aside><p>Al duo si unirono sin da subito il botanico <strong>Alfred W. Bennett</strong> e <strong>Thomas Huxley, </strong>grande sostenitore delle teorie di Darwin e nonno di <strong>Aldous Huxley</strong>, scrittore che alcuni decenni dopo avrebbe pubblicato il celebre romanzo, <em>Il Mondo Nuovo</em>. </p><h2>I punti chiave di una storia ultracentenaria</h2><p>In quasi 160 anni di attività, molti sono stati i momenti importanti che hanno portato la rivista alla fama odierna.</p><p>Nel 1896, ad esempio, Nature comincia ad assumente un taglio più internazionale, traducendo <strong>in inglese e tempestivamente</strong> la ricerca di Wilhelm Röntgen sui <strong>raggi X</strong>. Proprio Röntgen scrisse uno dei due articoli pubblicati nell’edizione del 23 gennaio di quello stesso anno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/chi-trascura-la-scienza-rinuncia-al-progresso-la-lezione-di-lockyer-e-la-nascita-della-rivista-nature-1793804605111.jpg" data-image="0ah3yaks1ml6" alt="Nature rivista" title="Nature rivista"><figcaption>Una delle prime radiografie mai eseguita da Wilhelm Röntgen, primo premio Nobel per la fisica della storia</figcaption></figure><p>Negli anni ‘20 del XX secolo, sotto la direzione di Richard Gregory, Nature comincia ad assumere un volto moderno con apprfondimenti e spazi riservati anche ad altri temi come la politica e la società. Nello stesso periodo, il 17 febbraio 1921, viene pubblicato il primo <strong>numero speciale</strong>, quasi interamente dedicato ad <strong>Einstein e alla teoria delle relatività</strong>. </p><p>Alcuni decenni più tardi, negli anni ‘60, viene introdotto un sistema di <strong>peer review</strong> più severo e più simile a quello moderno. Lo scopo era permettere una valutazione più attenta degli articoli proposti e rendere così Nature una fonte di notizie sempre più <strong>attendibile </strong>e autorevole.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776022" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/oltre-einstein-come-la-meccanica-quantistica-sta-cercando-di-riscrivere-la-legge-di-gravita.html" title="Oltre Einstein: come la meccanica quantistica sta cercando di riscrivere la legge di gravità ">Oltre Einstein: come la meccanica quantistica sta cercando di riscrivere la legge di gravità </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/oltre-einstein-come-la-meccanica-quantistica-sta-cercando-di-riscrivere-la-legge-di-gravita.html" title="Oltre Einstein: come la meccanica quantistica sta cercando di riscrivere la legge di gravità "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-einstein-la-sfida-per-hackerare-i-segreti-della-gravita-1782690038335_320.jpg" alt="Oltre Einstein: come la meccanica quantistica sta cercando di riscrivere la legge di gravità "></a></article></aside><p>A partire dagli anni ‘80, poi, Nature diventa un <strong>network internazionale</strong> e iniziano a nascere le varie riviste tematiche che andranno a formare una sorta di grande famiglia editoriale. La prima è stata <strong>Nature Biotechnology</strong>, a cui si sono aggiunte ad esempio <em>Nature Geoscience, Nature Medicine, Nature Physics</em> e così via.</p><p>Oggi il gruppo comprende <strong>sessantacinque riviste tematiche</strong>, più la testata originale. Le ultime arrivate in ordine cronologico sono <em>Nature Health </em>e<em> Nature Sensors,</em> entrambe lanciate a gennaio 2026.</p><h2>I progetti futuri di Nature</h2><p>Oggi il network di Nature è ampio e complesso ma non ha perso nulla dell’originale ambizione. Con sempre nuove sfide in <strong>settori emergenti </strong>e una spinta sempre maggiore verso<strong> l'interdisciplinarietà</strong>, i progetti per il futuro di certo non mancano.</p><p><em>Nature Reviews Computing </em>e<em> Nature Mechanical Engineering</em> sono le due prossime pubblicazioni già annunciate. Oltre ad esse, novità importanti riguardano l’uso dell’AI e in particolare i sistemi per migliorare la valutazione degli articoli sottoposti a review e i controlli sulla validità della ricerca.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791589" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/da-risorsa-a-minaccia-come-l-intelligenza-artificiale-sta-disturbando-il-lavoro-dei-ricercatori.html" title="Da risorsa a minaccia: come l'Intelligenza Artificiale sta disturbando il lavoro dei ricercatori ">Da risorsa a minaccia: come l'Intelligenza Artificiale sta disturbando il lavoro dei ricercatori </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/da-risorsa-a-minaccia-come-l-intelligenza-artificiale-sta-disturbando-il-lavoro-dei-ricercatori.html" title="Da risorsa a minaccia: come l'Intelligenza Artificiale sta disturbando il lavoro dei ricercatori "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-risorsa-a-minaccia-come-l-intelligenza-artificiale-sta-disturbando-il-lavoro-dei-ricercatori-1790964181466_320.jpg" alt="Da risorsa a minaccia: come l'Intelligenza Artificiale sta disturbando il lavoro dei ricercatori "></a></article></aside><p>La <strong>diffusione della conoscenza scientifica</strong> rimane una delle più importanti missioni di Nature, proprio come volevano J. Norman Lockyer e gli altri fondatori.</p><p>In questo senso una delle sfide più importanti per l’immediato futuro è quella di fare in modo che la rivista sia sostenibile dal punto di vista economico ma al tempo stesso rendere i contenuti più <strong>accessibili </strong>per i lettori con nuove soluzioni che vadano oltre il classico sistema di abbonamento.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Nadia%20Chiaramoni" data-year="2026" data-title="As%C3%AD%20naci%C3%B3%20Nature%2C%20la%20revista%20que%20cuenta%20ciencia%20hace%20m%C3%A1s%20de%20un%20siglo" data-url="https%3A%2F%2Fagencia.unq.edu.ar%2F%3Fp%3D39111">Nadia Chiaramoni. (2026). <a href="https://agencia.unq.edu.ar/?p=39111" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Así nació Nature, la revista que cuenta ciencia hace más de un siglo</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/chi-trascura-la-scienza-rinuncia-al-progresso-la-lezione-di-lockyer-e-la-nascita-della-rivista-nature.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Verso la COP31: di cosa si discuterà ad Antalya? Luca Lombroso: “La fisica dell’atmosfera non è negoziabile”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/verso-la-cop31-di-cosa-si-discutera-ad-antalya-luca-lombroso-la-fisica-dell-atmosfera-non-e-negoziabile.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 14:26:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Dopo il Brasile, la Turchia: si inaugura il 9 novembre la COP31 ad Antalya. L’elettrificazione al centro dei negoziati. Perché è importante passare all’elettrico i consumi energetici? L’analisi e le prospettive del vertice ONU sul clima. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/verso-la-cop31-di-cosa-si-discutera-ad-antalya-luca-lombroso-la-fisica-dell-atmosfera-non-e-negoziabile-1793795294000.jpeg" data-image="6sdsioonnx13"><figcaption>La COP31 su svolge ad Antalya in Turchia, con gestione condivisa con l'Austriale. Immagine CURIOS - stock.adobe.com </figcaption></figure><p>Prende il via l’edizione 2026 della Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. <strong>La COP31 si svolge ad Antalya, in Turchia, dal 9 al 20 novembre</strong> prossimi e si distingue per la doppia gestione del negoziato.<strong> La presidenza della COP è della Turchia, ma la guida dei negoziati è australiana</strong>. </p><p>Presidente della COP31 è il ministro dell’ambiente, Urbanizzazione e Cambiamenti climatici della Turchia Murat Kurum. I negoziati invece saranno presieduti da Chris Bowen, ministro australiano per i Cambiamenti climatici e l’Energia. </p><p>La presidenza propone una COP centrata sull’attuazione degli impegni, <strong>centrando i negoziati non su nuovi target riduzioni delle emissioni ma su percorsi legati appunto sulle azioni.</strong> Temi centrali l’elettrificazione, la riduzione dei rifiuti, le città resilienti.</p><h2>Elettrificazione: la proposta del “35 35”</h2><p>Spesso <strong>i non esperti confondo energia ed elettricità.</strong> Le fonti rinnovabili infatti producono in genere solo<strong> elettricità, che è una parte importante ma minoritaria del complesso dei consumi energetici mondial</strong>i, circa il 20%. Il resto dell’energia, in prevalenza da fonte fossile, è principalmente utilizzata per i trasporti e per la produzione di calore soprattutto ad uso industriale. Insomma<strong>, per arrivare alla decarbonizzazione o meglio al “net zero” </strong>entro possibilmente il 2025 occorre si implementare le rinnovabili, ma anche <strong>spostare sull’elettrico quanto più possibile </strong>degli altri consumi. </p><p>L’obiettivo della presidenza è dunque trovare un accordo per portare l’elettricità al 35% dei consumi finali mondiali di energia entro il 2035. </p><div class="texto-destacado">Mobilità elettrica, pompe di calore per il riscaldamento, processi industriali elettrificati sono alcuni degli esempi delle vie da percorrere, insieme e non alternatici a produzione da rinnovabili e a emissioni zero, miglioramento reti, aumento di accumuli ed efficienza.</div><p>Naturalmente questo percorso richiede anche finanziamenti adeguati e cambiamenti strutturali che esulano dalle singole buone azioni individuali.</p><h2>Transizione energetica e geopolitica</h2><p>L’elettrificazione e la transizione a energia rinnovabile <strong>è anche un tema strettamente legato alla sicurezza energetica,</strong> competitività industriale e accessibilità dei prezzi. Questo a maggior ragione nel contesto geopolitico del Medio Oriente, di cui la Turchia fa di fatto parte e che la vede molto attiva nella complessa situazione attuale legata alla guerra fra Israele USA ed Iran. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795508" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-onu-avvisa-il-mondo-superera-l-aumento-di-1-5-c-urgente-attivare-un-piano-b-per-trovare-una-soluzione.html" title="L'ONU avvisa: 'il mondo supererà l'aumento di 1,5 °C, urgente attivare un 'piano B' per trovare una soluzione'">L'ONU avvisa: "il mondo supererà l'aumento di 1,5 °C, urgente attivare un 'piano B' per trovare una soluzione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-onu-avvisa-il-mondo-superera-l-aumento-di-1-5-c-urgente-attivare-un-piano-b-per-trovare-una-soluzione.html" title="L'ONU avvisa: 'il mondo supererà l'aumento di 1,5 °C, urgente attivare un 'piano B' per trovare una soluzione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-onu-lo-admite-el-mundo-superara-los-1-5-c-de-calentamiento-y-debemos-activar-un-plan-b-para-buscar-una-solucion-1793114034336_320.jpeg" alt="L'ONU avvisa: 'il mondo supererà l'aumento di 1,5 °C, urgente attivare un 'piano B' per trovare una soluzione'"></a></article></aside><p>Ridurre la dipendenza dai combustibili richiede anche di gestire nuove dipendenze tecnologiche e industriali nonché di <strong>coinvolgere i paesi produttori di petrolio e gas,</strong> che ora hanno infrastrutture gravemente danneggiate se non distrutte dalle rappresaglie dell’Iran.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/verso-la-cop31-di-cosa-si-discutera-ad-antalya-luca-lombroso-la-fisica-dell-atmosfera-non-e-negoziabile-1793799697455.jpg" data-image="pgs63brell0z"><figcaption>Sit In di protesta contro il mercato del carbonio all'interno di COP30. foto Luca Lombroso.</figcaption></figure><p>La<strong> transizione in direzione rinnovabili e elettrificazione richiede finanziamenti, tecnologie e infrastrutture.</strong> Occorre inoltre integrarla con l’adattamento e con la tutela dei lavoratori dei lavori che devono essere decarbonizzati. Sono questi nodi sostanziali del confronto di Antalya.</p><h2>Gli Stati Uniti grandi assenti</h2><p>Gli <strong>USA sono nuovamente usciti dall’ dall’Accordo di Parigi,</strong> formalmente fuori dal 27 gennaio 2026. <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/donald-trump-annuncia-il-ritiro-degli-usa-dall-unfccc-e-dall-ipcc-quali-conseguenze-sulla-scienza-del-clima-e-su-cop.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Donald Trump ha poi emesso un ordine esecutivo </a><strong>per ritirarsi anche dalla Convenzione ONU sul clima</strong> stipulata all’Earth Summit 1992 a Rio De Janeiro e perfino dall'IPCC.<strong> La COP è proprio l’organo esecutivo della convenzione di cui UNFCCC è il segretariato</strong>. </p><div class="texto-destacado">Gli unici paesi che non hanno ratificato l’Accordo di Parigi sono Iran, Yemen, che però sono parte della Convenzione sul Clima. Gli USA sono quindi l’unico paese membro ONU che non aderisce alla convenzione UNFCCC.</div><p>I recenti risultati delle elezioni di Mid Term USA hanno portato i democratici alla conquista di Camera e Senato alle elezioni di metà mandato, ma Trump resta ovviamente presidente e minaccia il veto. <strong>L’eventuale rientro negli accordi climatici sul clima è dunque ipotizzabile solo fra due anni</strong> e se dovesse vincere un candidato democratico o uno repubblicano con visione diversa rispetto a Trump. </p><h2>Le aspettative: cosa si deciderà ad Antalya?</h2><p><strong>Elettrificare l’energia è passo fondamentale per ridurre veramente i combustili fossili.</strong> Il tema si prospetta meno controverso rispetto ad altre questione negoziali comunque importanti, ma il legame coi tavoli negoziati crea anche varie incognite. </p><p>È auspicabile che si raggiungano progressi operativi su elettrificazione, edifici e reti elettriche; più incerto un avanzamento sull’abbandono dei combustibili fossili.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="741106" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cop30-il-grande-assente-di-belem-senza-i-combustibili-fossili-nell-accordo-possiamo-davvero-salvare-1-5-c.html" title="COP30, il grande assente di Belém: senza i combustibili fossili nell’accordo possiamo davvero salvare 1,5°C?">COP30, il grande assente di Belém: senza i combustibili fossili nell’accordo possiamo davvero salvare 1,5°C?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cop30-il-grande-assente-di-belem-senza-i-combustibili-fossili-nell-accordo-possiamo-davvero-salvare-1-5-c.html" title="COP30, il grande assente di Belém: senza i combustibili fossili nell’accordo possiamo davvero salvare 1,5°C?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cop30-il-grande-assente-di-belem-senza-i-combustibili-fossili-nell-accordo-possiamo-davvero-salvare-1-5-c-1764072181853_320.JPG" alt="COP30, il grande assente di Belém: senza i combustibili fossili nell’accordo possiamo davvero salvare 1,5°C?"></a></article></aside><p>Fra le altre cose <strong>la Presidenza COP31 il 29 ottobre ha lanciato L’Antalya Compact for Energy Efficient Buildings, per</strong> collegare l’efficienza degli edifici alla loro elettrificazione. Obiettivo, ridurre del 25% l’intensità energetica operativa degli edifici rispetto al 2020. È un’iniziativa volontaria e aperta alle adesioni, non un obbligo, ma è un passaggio importante per un settore che incide molto sulle emissioni serra.</p><p>Mentre si discute però le emissioni serra stesse continuano ad aumentare e le concentrazioni secondo il WMO sono nuovamente a livelli record. La fisica dell’atmosfera non è negoziabile e non attende i tempi della diplomazia. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="COP31" data-year="" data-title="COP31%20Presidency%20launches%20Antalya%20Compact%20for%20Energy%20Efficient%20Buildings" data-url="https%3A%2F%2Fcop31.tr%2Fnews-detail%2Fcop31-launches-antalya-compact-for-energy-efficient-buildings%E2%80%8B%E2%80%8B">COP31. <a href="https://cop31.tr/news-detail/cop31-launches-antalya-compact-for-energy-efficient-buildings" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">COP31 Presidency launches Antalya Compact for Energy Efficient Buildings</a>.</cite><br><cite data-author="COP31" data-year="" data-title="COP31%20Presidency%20announces%20new%20targets%20on%20global%20electrification%2C%20cutting%20waste%2C%20resilient%20cities%3B%20press%20conference%20transcript." data-url="https%3A%2F%2Funfccc.int%2Fnews%2Fcop31-presidency-announces-new-targets-on-global-electrification-cutting-waste-resilient-cities">COP31. <a href="https://unfccc.int/news/cop31-presidency-announces-new-targets-on-global-electrification-cutting-waste-resilient-cities" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">COP31 Presidency announces new targets on global electrification, cutting waste, resilient cities; press conference transcript.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/verso-la-cop31-di-cosa-si-discutera-ad-antalya-luca-lombroso-la-fisica-dell-atmosfera-non-e-negoziabile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño più forte e più temporali in Europa: i meteorologi sperimentano i droni per rendere più precise le previsioni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-piu-forte-e-piu-temporali-in-europa-i-meteorologi-sperimentano-i-droni-per-rendere-piu-precise-le-previsioni.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Una nuova generazione di droni consentirà di misurare le variabili atmosferiche e analizzare le nuvole con maggiore precisione. Gli scienziati puntano a integrarli nelle reti di osservazione per migliorare le previsioni di fenomeni estremi e anticipare situazioni ad alto rischio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/con-el-nino-disparado-y-mas-riesgo-de-tormentas-en-europa-los-meteorologos-prueban-drones-para-afinar-sus-previsiones-1793553375131.png" data-image="9fk8juz6mrcj" alt="Droni previsioni meteo El Niño" title="Droni previsioni meteo El Niño"><figcaption>I servizi meteorologici potrebbero ottenere osservazioni di routine di porzioni dell'atmosfera che attualmente godono di una copertura limitata.</figcaption></figure><p><strong>La meteorologia potrebbe trovarsi di fronte a un nuovo salto tecnologico. </strong>Ricercatori degli Stati Uniti e del Regno Unito stanno sviluppando droni capaci di raccogliere informazioni atmosferiche in tempo reale, anche all’interno delle nubi. L’obiettivo è <strong>migliorare le previsioni e guadagnare tempo</strong> per anticipare temporali e altri fenomeni meteorologici estremi. </p><p>L’iniziativa assume particolare rilevanza nella prospettiva di un inverno europeo condizionato da <strong>un episodio di El Niño che potrebbe raggiungere un’intensità eccezionale</strong>. In questo contesto, disporre di più osservazioni e aggiornare i modelli meteorologici con maggiore frequenza è fondamentale.</p><h2><strong>Droni capaci di anticipare l’arrivo del maltempo</strong></h2><p>I ricercatori statunitensi hanno sottolineato che questi dispositivi possono misurare variabili come la pressione atmosferica e la velocità del vento durante i voli, trasmettendo informazioni in tempo reale per<strong> migliorare il monitoraggio di sistemi meteorologici potenzialmente pericolosi.</strong></p><p><strong>L’interesse per questa tecnologia ha raggiunto anche il settore energetico</strong>. Gli operatori elettrici hanno bisogno di anticipare i cambiamenti meteorologici: la nuvolosità può ridurre la produzione di energia solare, mentre un temporale in avvicinamento può far aumentare rapidamente la produzione dei parchi eolici.</p><p>La loro utilità, però, va ben oltre i mercati. I droni potrebbero <strong>integrare le misurazioni attualmente effettuate dai palloni meteorologici</strong>, fornendo informazioni in quota con maggiore frequenza, anche ogni ora o a intervalli più brevi. Permetterebbero inoltre di <strong>ridurre i rifiuti</strong> legati alle apparecchiature che vengono perse o scartate durante i lanci.</p><h2><strong>La sfida di misurare ciò che accade all’interno delle nubi</strong></h2><p>Uno dei progetti più promettenti viene sviluppato all’Università di Leeds, nel Regno Unito. Si tratta di DOOC (Drone Observation Of Clouds), una ricerca che punta a determinare <strong>come integrare le misurazioni effettuate dai droni nei sistemi di previsione meteorologica.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/con-el-nino-disparado-y-mas-riesgo-de-tormentas-en-europa-los-meteorologos-prueban-drones-para-afinar-sus-previsiones-1793553436891.jpg" data-image="iwxa9qlgvbno" alt="Droni previsioni meteorologiche El Niño" title="Droni previsioni meteorologiche El Niño"><figcaption>Questo progresso consentirebbe allerte più tempestive e maggiori possibilità di proteggere la popolazione.</figcaption></figure><p>Tra giugno e novembre 2026, il gruppo ha effettuato prove nello Yorkshire, in collaborazione con l’azienda specializzata Menapia. A questo scopo ha ottenuto <strong>l’autorizzazione a operare in una stretta colonna di spazio aereo </strong>larga appena 30 metri, dalla superficie fino a 1.600 metri di altezza.</p><div class="texto-destacado"><strong>I voli permettono di registrare temperatura, umidità e vento a diversi livelli, ma anche di analizzare le particelle che compongono le nubi.</strong> Per quest’ultima funzione, i droni sono dotati di un contatore capace di determinare le dimensioni e la concentrazione delle minuscole goccioline d’acqua sospese nell’aria.</div><p>Si tratta di informazioni particolarmente preziose, perché le caratteristiche delle nubi<strong> influenzano la formazione di precipitazioni, nebbia, grandine e temporali</strong>. Il dispositivo utilizzato ha richiesto quasi un decennio di sviluppo e perfezionamento per ottenere misurazioni affidabili da piattaforme aeree senza pilota.</p><h2><strong>Un nuovo strumento per le previsioni del futuro</strong></h2><p>L’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) aveva già compiuto un primo passo in questa direzione nel 2024, quando ha organizzato la sua <strong>prima dimostrazione di droni meteorologici</strong>, dedicata alla misurazione della temperatura e della velocità del vento negli strati più bassi dell’atmosfera.</p><p>La prospettiva è sviluppare <strong>reti di stazioni dotate di droni capaci di decollare e atterrare con controllo da remoto</strong>. In questo modo, i servizi meteorologici disporrebbero di osservazioni regolari di settori dell’atmosfera che attualmente presentano una copertura limitata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794653" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/studio-su-nature-il-mit-perfeziona-le-previsioni-fino-a-6-settimane-di-ecmwf-con-il-machine-learning-di-microduet.html" title="Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet">Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/studio-su-nature-il-mit-perfeziona-le-previsioni-fino-a-6-settimane-di-ecmwf-con-il-machine-learning-di-microduet.html" title="Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-ad-intelligenza-artificiale-microduet-del-mit-rivoluziona-le-previsioni-1792679566707_320.jpg" alt="Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet"></a></article></aside><p>Queste informazioni potrebbero favorire anche lo sviluppo dei <strong>modelli meteorologici basati sull’intelligenza artificiale</strong>, che dipendono particolarmente dalla quantità e dalla qualità dei dati disponibili per elaborare le previsioni.</p><p>Restano tuttavia alcuni ostacoli. Uno dei principali è<strong> ottenere dalle autorità competenti l’autorizzazione a svolgere operazioni scientifiche in uno spazio aereo condiviso con aerei commerciali e altri droni.</strong> Per questo, i ricercatori ritengono necessario investire nelle infrastrutture e sviluppare nuove norme che consentano di sfruttare questa tecnologia.</p><p>L’obiettivo finale è <strong>prevedere con maggiore anticipo i fenomeni meteorologici estremi</strong>. Se i droni riusciranno a fornire informazioni atmosferiche in modo continuo e a diverse quote, i meteorologi potrebbero individuare prima le condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali intensi. Un vantaggio che potrebbe tradursi in<strong> allerte più tempestive e maggiori possibilità di proteggere la popolazione</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-piu-forte-e-piu-temporali-in-europa-i-meteorologi-sperimentano-i-droni-per-rendere-piu-precise-le-previsioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'alluvione del 4 novembre 1966 non colpì solo Firenze: "fu una delle maggiori catastrofi geo-idrologiche italiane"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-del-novembre-1966-non-solo-firenze-fu-una-delle-maggiori-catastrofi-geo-idrologiche-italiane.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 11:14:38 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Ricordiamo il 4 novembre 1966 soprattutto per Firenze sommersa, ma la catastrofe colpì anche una vasta parte del Nord-Est. A sessant’anni di distanza, la ricercatrice CNR Paola Salvati ricostruisce le dimensioni del disastro e i fattori che ne amplificarono gli effetti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-del-novembre-1966-non-solo-firenze-fu-una-delle-maggiori-catastrofi-geo-idrologiche-italiane-1793790629148.jpg" data-image="ha97qkzpq14h"><figcaption>Una foto dell'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966.</figcaption></figure><p>Ricorrono in questo 4 novembre del 2026 i <strong>60 anni dalla storica alluvione di Firenze, un evento che commosse il mondo.</strong> In realtà, oltre alla Toscana, quell'ondata di maltempo causò pesanti danni anche in diverse altre regioni del territorio nazionale, come il Veneto (si ricorda l'"aqua granda" di Venezia, un allagamento eccezionale della città che sfiorò i 2 metri di altezza), il Friuli-Venezia Giulia e il Trentino Alto-Adige.</p><p>In merito a quell'evento, il CNR ha diffuso oggi un commento di Paola Salvati, ricercatrice dell’Istituto di Geoscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-GEO).</p><h2>Alluvione del 4 novembre 1966, una delle maggiori catastrofi geo-idrologiche italiane</h2><p>L'alluvione del 4 novembre 1966 è ricordata soprattutto per la devastazione della città di Firenze e del suo straordinario patrimonio artistico e culturale. In realtà, l'autunno del 1966 fu particolarmente severo in diverse aree del territorio nazionale, con piogge persistenti che, iniziate già in ottobre, raggiunsero l'apice nei primi giorni di novembre, ricorda Paola Salvati.</p><p>Una profonda perturbazione, caratterizzata da intensi flussi di aria calda e umida provenienti da sud, <strong>provocò precipitazioni eccezionali su territori già interessati da settimane di piogge abbondanti.</strong> Tra il 3 e il 5 novembre si verificarono estese inondazioni, numerose frane e intense mareggiate. </p><div class="texto-destacado">Le piene dell'Arno, dell'Ombrone, dell'Adige e del Tagliamento causarono conseguenze gravissime, mentre a Venezia l'acqua alta raggiunse il livello eccezionale di 194 centimetri, un record tuttora imbattuto. Le regioni maggiormente colpite furono la Toscana e quelle del Nord-Est: Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.</div><p>L'eccezionalità dell'evento non dipese soltanto dall'intensità delle precipitazioni, ma dalla <strong>combinazione di diversi fattori: la grande quantità di pioggia caduta in circa 48 ore, la persistenza dei flussi di aria umida </strong>sulle stesse aree e le condizioni di elevata saturazione dei terreni, dovute alle precipitazioni delle settimane precedenti. </p><p>Queste condizioni favorirono una risposta idrologica particolarmente intensa dei bacini, ulteriormente aggravata nelle aree alpine dalla fusione di parte della copertura nevosa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791563" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/firenze-riscoprire-la-grande-alluvione-di-60-anni-fa-dalla-radiocronaca-rai-al-documentario-di-zeffirelli.html" title="Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli">Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/firenze-riscoprire-la-grande-alluvione-di-60-anni-fa-dalla-radiocronaca-rai-al-documentario-di-zeffirelli.html" title="Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/libri-e-film-per-ricordare-la-grande-alluvione-di-firenze-del-1793354537596_320.jpg" alt="Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli"></a></article></aside><p>Secondo le ricostruzioni pubblicate sul sito POLARIS, <strong>l'evento causò 134 vittime, quasi 400 feriti e almeno 88.000 tra sfollati e senzatetto.</strong> </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Non ci furono danni e vittime solo a Firenze: secondo le ricostruzioni pubblicate sul sito POLARIS, <strong>l'evento del 4 novembre 1966 causò 134 vittime, quasi 400 feriti e almeno 88.000 tra sfollati e senzatetto.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In Toscana si contarono 47 vittime, delle quali 38 nella provincia di Firenze (19 nella città), cinque in provincia di Pisa, due in provincia di Grosseto, una in provincia di Arezzo e una in provincia di Lucca. <strong>L'analisi delle circostanze dei decessi ha evidenziato che oltre la metà delle vittime toscane perse la vita all'interno della propria abitazione</strong>, sottolineando il ruolo determinante delle condizioni di esposizione e vulnerabilità della popolazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795380" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/4-novembre-il-giorno-delle-grandi-alluvioni-in-italia-cosa-accadde-a-firenze-venezia-e-genova.html" title="4 novembre, dal 1966 al 2011 il giorno delle grandi alluvioni in Italia: ecco cosa accadde a Firenze, Venezia e Genova">4 novembre, dal 1966 al 2011 il giorno delle grandi alluvioni in Italia: ecco cosa accadde a Firenze, Venezia e Genova</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/4-novembre-il-giorno-delle-grandi-alluvioni-in-italia-cosa-accadde-a-firenze-venezia-e-genova.html" title="4 novembre, dal 1966 al 2011 il giorno delle grandi alluvioni in Italia: ecco cosa accadde a Firenze, Venezia e Genova"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/4-novembre-il-giorno-delle-grandi-alluvioni-in-italia-cosa-accadde-a-firenze-venezia-e-genova-1793710365643_320.jpeg" alt="4 novembre, dal 1966 al 2011 il giorno delle grandi alluvioni in Italia: ecco cosa accadde a Firenze, Venezia e Genova"></a></article></aside><p><strong>Nelle regioni settentrionali le vittime furono 87, distribuite in nove province, con i bilanci più gravi a Trento e Belluno (26 vittime ciascuna) e Udine (14)</strong>. Gli sfollati furono oltre 42.000. Nella Pianura Padana e nella Pianura Veneta furono inondati almeno 137 km² di territorio e si registrarono danni in almeno 209 comuni. Nella sola provincia di Belluno furono danneggiati o distrutti circa 4.300 edifici, 528 ponti e 1.346 strade.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-del-novembre-1966-non-solo-firenze-fu-una-delle-maggiori-catastrofi-geo-idrologiche-italiane-1793790668212.jpg" data-image="9u9roqeghp7o"><figcaption>Un'altra foto dell'alluvione di Firenze, 60 anni fa.</figcaption></figure><p>Anche le perdite economiche furono enormi, stimate all'epoca in circa 1.000 miliardi di lire, con danni diffusi ad abitazioni, infrastrutture, attività produttive e patrimonio artistico e culturale.</p><h2>Dal Vajont a Sarno, uno dei disastri geo-idrologici italiani peggiori del secondo dopoguerra</h2><p><strong>Per numero di vittime, l'evento del 1966 si colloca tra i più gravi disastri geo-idrologici italiani del secondo dopoguerra</strong>, dopo catastrofi quali il Vajont del 1963, le alluvioni e le frane del Salernitano del 1954, Stava nel 1985, Sarno nel 1998 e i grandi eventi alluvionali del 1951. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767289" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/5-maggio-1998-la-tragedia-di-sarno-e-quindici-il-disastro-che-cambio-la-lotta-al-rischio-idrogeologico.html" title="5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico">5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/5-maggio-1998-la-tragedia-di-sarno-e-quindici-il-disastro-che-cambio-la-lotta-al-rischio-idrogeologico.html" title="5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-maggio-1998-la-tragedia-di-sarno-e-quindici-il-disastro-che-cambio-la-lotta-al-rischio-idrogeologico-1777982397249_320.jpg" alt="5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico"></a></article></aside><p>La sua rilevanza storica risiede tuttavia non soltanto nel numero di vittime, ma anche nella vastissima estensione geografica, nella contemporaneità di fenomeni geo-idrologici differenti e nella gravità complessiva delle conseguenze sul territorio e sulla popolazione, conclude Paola Salvati.</p><p>Da ricordare poi che in questa data sono avvenuti anche disastri più recenti: <strong>il 4 novembre del 2011, 15 anni fa, si registrò una devastante alluvione a Genova</strong>, che causò varie vittime e gravissimi danni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-del-novembre-1966-non-solo-firenze-fu-una-delle-maggiori-catastrofi-geo-idrologiche-italiane.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli ulivi "mangiano" più CO2 di quanta ne emettono: così la scienza salva gli oliveti umbri]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-ulivi-mangiano-piu-co2-di-quanta-ne-emettono-cosi-la-scienza-salva-gli-oliveti-umbri.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 11:05:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Costi elevati e scarsa resa economica minacciano gli oliveti collinari. L'Università di Perugia risponde con tre progetti innovativi: gli ulivi assorbono più CO2 di quanta ne emettano, generando crediti di carbonio e un nuovo reddito agli agricoltori.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-ulivi-mangiano-piu-co2-di-quanta-ne-emettono-cosi-la-scienza-salva-gli-oliveti-umbri-1793736156779.jpg" data-image="wv2atfusein8"><figcaption>Gli olivi gestiti con pratiche sostenibili sequestrano dall'atmosfera molta più anidride carbonica (CO2) di quanta ne venga emessa per tutte le operazioni di coltivazione, raccolta e molitura.</figcaption></figure><p>In molte regioni italiane produrre olio extravergine di oliva di altissima qualità in territori collinari e frammentati, come accade in Umbria, rischia oggi di trasformarsi in un'attività in perdita. Infatti, il prestigio gastronomico e il valore caratteristico del paesaggio collinare olivicolo, la coltivazione <strong>dell'ulivo risulta spesso economicamente poco sostenibile</strong>.</p><p> L'assenza di un economia di scala, con gli <strong>elevati costi di manodopera</strong> per potatura, raccolta e spremitura con un <strong>prezzo di mercato dell'olio</strong> che spesso non riesce a coprire le spese vive di gestione, pesa sempre maggiormente sui bilanci delle piccole aziende agricole.</p><p>La conseguenza spesso è quella dell'<strong>abbandono dell'attività e del territorio</strong>. Da diversi anni, ormai, è facile vedere la progressiva<strong> dismissione di oliveti storici</strong> su aree interne dell'Appennino, con l<strong>'inselvatichimento e degrado colturale</strong> delle campagne e con gravi ripercussioni non solo sull'economia locale, ma anche sulla <strong>tenuta idrogeologica</strong> e, spesso, sulla biodiversità del territorio. </p><h2>La scienza scende in campo: tre direttrici per il futuro dell'olivo</h2><p>Il <strong>Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell'Università degli Studi di Perugia</strong> ha messo in campo una strategia scientifica che potrebbe restituire redditività agli agricoltori, invertendo questa triste tendenza.</p><p>Il team dell'Unità di Colture Arboree composto da Primo Proietti (professore ordinario di Arboricoltura), Luca Regni (professore associato) e dalla ricercatrice Arianna Cesarini, guidano la ricerca articolata su tre grandi fronti progettuali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-ulivi-mangiano-piu-co2-di-quanta-ne-emettono-cosi-la-scienza-salva-gli-oliveti-umbri-1793736179835.jpg" data-image="z00q7xdwlavf"><figcaption>In molte regioni italiane produrre olio extravergine di oliva di altissima qualità in territori collinari e frammentati, come accade in Umbria, rischia oggi di trasformarsi in un'attività in perdita. </figcaption></figure><p> Il primo pilastro riguarda l'<strong>innovazione agronomica e la sostenibilità della filiera</strong> (al centro anche del recente progetto interregionale tra Umbria e Calabria), che punta a razionalizzare la gestione del suolo, ottimizzare la potatura e ridurre gli input chimici ed energetici.<sup></sup> </p><p>Il secondo fronte esplora la <strong>selezione genetica e le colture in vitro</strong>, studiando la tolleranza delle diverse varietà di olivo agli <strong>stress idrici e salini</strong> legati all'aumento delle temperature.<sup></sup> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/secondo-l-iucn-il-96-delle-barriere-coralline-del-mondo-e-a-rischio-critico-di-collasso-entro-il.html" title="Secondo l'IUCN, il 96% delle barriere coralline del mondo è a rischio critico di collasso entro il 2075">Secondo l'IUCN, il 96% delle barriere coralline del mondo è a rischio critico di collasso entro il 2075</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/secondo-l-iucn-il-96-delle-barriere-coralline-del-mondo-e-a-rischio-critico-di-collasso-entro-il.html" title="Secondo l'IUCN, il 96% delle barriere coralline del mondo è a rischio critico di collasso entro il 2075"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-96-de-los-arrecifes-de-coral-del-mundo-en-peligro-critico-de-colapso-antes-de-2075-segun-la-uicn-1793123695468_320.jpg" alt="Secondo l'IUCN, il 96% delle barriere coralline del mondo è a rischio critico di collasso entro il 2075"></a></article></aside><p>Il terzo, e più rivoluzionario sul piano economico, trasforma l'oliveto in un vero e proprio <strong>strumento certificato di mitigazione climatica</strong>.</p><h2>L'oliveto come "pozzo di carbonio" e fonte di nuovo reddito</h2><p>I ricercatori perugini, impegnati in prima linea nel progetto europeo <strong>LIFE OliVER</strong> (erede dell'esperienza di <em>LIFE Olive4Climate</em>), hanno raccolto e analizzato i dati del <strong>bilancio complessivo dei gas serra della filiera olearia</strong>, arrivando ad un risultato straordinario: <strong>gli olivi</strong> gestiti con pratiche sostenibili <strong>sequestrano dall'atmosfera molta più anidride carbonica (<sup></sup>CO2) di quanta ne venga emessa </strong>per tutte le operazioni di coltivazione, raccolta e molitura.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-ulivi-mangiano-piu-co2-di-quanta-ne-emettono-cosi-la-scienza-salva-gli-oliveti-umbri-1793736197113.jpg" data-image="hav85rdlhvsr"><figcaption>Tecniche di "Carbon Farming" possono aiutare l'uliveto a diventare sostenibile e a produrre un reddito aggiuntivo con i crediti di carbonio (Carbon Credits). Queste tecniche sono: il mantenimento di un manto erboso permanente, l'interramento dei residui di potatura trinciati e il riciclo della sansa (bucce, residui della polpa e frammenti di nocciolino triturati) e degli scarti di frantoio per nutrire il terreno.</figcaption></figure><p><strong>L'oliveto immagazzina stabilmente il carbonio nel terreno e nelle strutture legnose della pianta</strong>, attraverso tecniche di "Carbon Farming", come il mantenimento di un manto erboso permanente, l'interramento dei residui di potatura trinciati e il riciclo della sansa (<strong>bucce, residui della polpa e frammenti di nocciolino</strong> triturati) e degli scarti di frantoio per nutrire il terreno.</p><h2>Una spinta decisiva ai bilanci aziendali</h2><p>Questa capacità di assorbimento, grazie ai protocolli di certificazione messi a punto dall'<strong>Ateneo di Perugia</strong>, diventa un valore economico misurabile, <strong>un'opportunità economica concreta</strong>. La CO2 sottratta all'atmosfera oggi può essere convertita in crediti di carbonio (<strong>Carbon Credits</strong>). </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789168" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-spettacolare-in-autunno.html" title="5 condizioni meteo che favoriscono un foliage spettacolare in autunno">5 condizioni meteo che favoriscono un foliage spettacolare in autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-spettacolare-in-autunno.html" title="5 condizioni meteo che favoriscono un foliage spettacolare in autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635346553_320.jpeg" alt="5 condizioni meteo che favoriscono un foliage spettacolare in autunno"></a></article></aside><p>Le aziende olivicole che adottano questo disciplinare hanno ora <strong>la possibilità di vendere i crediti sul mercato volontario alle imprese </strong>che intendono compensare le proprie emissioni, ottenendo<strong> un reddito integrativo diretto</strong> capace di sostenere i bilanci e <strong>salvare l'olivicoltura di qualità</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-ulivi-mangiano-piu-co2-di-quanta-ne-emettono-cosi-la-scienza-salva-gli-oliveti-umbri-1793736212832.jpg" data-image="sm4txypy6l0u"><figcaption>Il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell'Università degli Studi di Perugia ha messo in campo una strategia scientifica che potrebbe restituire redditività agli agricoltori.</figcaption></figure><p><strong> Il progetto <em>LIFE OliVER</em></strong> serve proprio a creare <strong>un sistema standardizzato </strong>(anche tramite consorzi e aggregazioni di produttori) affinché qualsiasi azienda agricola possa accedere facilmente a questo mercato <strong>senza costi burocratici proibitivi</strong>. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Roberto%20Calisti%2C%20Arianna%20Cesarini%2C%20Luca%20Regni%2C%20Primo%20Proietti" data-year="" data-title="PAC%20Magazine%3A%20Olivicoltura%20sostenibile%20per%20la%20generazione%20dei%20crediti%20di%20carbonio%3A%20il%20progetto%20LIFE%20OliVER.%20Opportunit%C3%A0%20di%20reddito%20integrativo%20per%20le%20aziende%20olivicole%20grazie%20ai%20crediti%20di%20carbonio%20generati%20con%20le%20pratiche%20agronomiche%20sostenibili" data-url="https%3A%2F%2Fwww.pianetapsr.it%2Fflex%2Fcm%2Fpages%2FServeBLOB.php%2FL%2FIT%2FIDPagina%2F3426">Roberto Calisti, Arianna Cesarini, Luca Regni, Primo Proietti. <a href="https://www.pianetapsr.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3426" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">PAC Magazine: Olivicoltura sostenibile per la generazione dei crediti di carbonio: il progetto LIFE OliVER. Opportunità di reddito integrativo per le aziende olivicole grazie ai crediti di carbonio generati con le pratiche agronomiche sostenibili</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-ulivi-mangiano-piu-co2-di-quanta-ne-emettono-cosi-la-scienza-salva-gli-oliveti-umbri.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item></channel></rss>