<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Wed, 08 Apr 2026 18:10:11 +0000</lastBuildDate><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 18:10:11 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Quanto durerà la bolla d'aria calda sull'Italia? La previsione del meteorologo Massimiliano Santini]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-durera-la-bolla-d-aria-calda-sull-italia-la-previsione-del-meteorologo-massimiliano-santini.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 17:14:06 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo un periodo di caldo anomalo assisteremo ad un cambio di rotta, che ci riporterà precipitazioni e temperature più vicine alle medie tipiche di questo scorcio di primavera, ma spesso ancora superiori.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4th1a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4th1a.jpg" id="xa4th1a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il<strong> vasto campo di alta pressione</strong> che ha garantito un tempo stabile e temperature ben oltre la norma, con punte massime anche di 25-27°C sulla Pianura Padana e nelle aree interne del Centro-Nord, <strong>sta iniziando a mostrare i primi segni di cedimento</strong>. La situazione attuale vede l<strong>'anticiclone proiettato fin verso la Scandinavia</strong>, una posizione che ha favorito la discesa di aria fredda verso l'est europeo, ma che <strong>lo ha reso anche più vulnerabile.</strong> </p><div class="texto-destacado">Infatti proprio <strong>questo allungamento</strong>, che sta coincidendo con un suo contemporaneo assottigliamento, <strong>esporrà l'alta pressione all'attacco di ben tre distinti centri di bassa pressione</strong>, che ne favoriranno una progressiva erosione con la conseguente fine della stabilità atmosferica anche sulla nostra penisola. </div><p>Oltre alla <strong>depressione fredda presente sull'est europeo</strong>, rinvigorita dal flusso di aria fredda settentrionale, e a<strong>l flusso perturbato atlantico pronto ad attraversare e tagliare l'anticiclone </strong>nella sua parte centrale più sottile, arriverà da ovest anche <strong>una goccia fredda, formatasi oggi in Atlantico, a largo delle coste portoghesi</strong>. </p><p>Quest'ultima, in particolare, procederà lentamente verso est, entrando nel bacino occidentale del Mar Mediterraneo e raggiungendo l'Italia nella giornata di domenica, con i primi deboli fenomeni sulla Sardegna e sul Nord-Ovest a partire dal pomeriggio/sera.</p><h2> Il taglio dell'atlantico e la fine del caldo</h2><p><strong>Oggi i modelli (GFS e ECMWF) concordano </strong>sulla dinamica che, per venerdì 10, vede un <strong>impulso instabile in arrivo dalle Isole Britanniche</strong>, attraversare da ovest ad est la struttura di alta pressione verso l'Europa centrale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsione-degli-esperti-quanto-durera-la-bolla-d-aria-calda-sull-italia-1775661273648.png" data-image="eiqrcamrt0ln"><figcaption>Accumuli di pioggia previsti sull'Italia fino alle prime ore di Martedì 14 aprile. I fenomeni più intensi ed abbondanti interesseranno le regioni del Nord-Ovest, la Lombardia e il Triveneto, dove l'interazione tra le correnti umide e l'orografia alpina favorirà piogge diffuse e persistenti tra lunedì 13 e martedì 14. </figcaption></figure><p><strong>Questo primo impulso farà da apripista ad un secondo e più incisivo fronte perturbato</strong> che, agganciando la goccia fredda "portoghese", riuscirà a portare<strong> un peggioramento strutturato direttamente sull'Italia a partire dalla giornata di domenica 12 aprile</strong>. </p><div class="texto-destacado"><strong>Le correnti fredde balcanich</strong><strong>e</strong>, invece, verranno <strong>spinte verso est </strong>dall'ingresso del flusso atlantico. Di conseguenza, non avremo un <strong>c</strong><strong>alo termico sensibile, come quello ipotizzato nei giorni scorsi, perché </strong><strong>la massa di aria di arrivo da Ovest sarà decisamente più temperata </strong>e <strong>umida, perché di origine oceanica</strong>. </div><p>Le <strong>temperature, quindi, si riassesteranno semplicemente su valori tipici di questa fase della stagione</strong>, o ancora leggermente superiori. </p><h2>L'avanzata della goccia fredda e il peggioramento nel weekend</h2><p><strong>Il nucleo instabile si muoverà da Gibilterra verso l'Italia</strong>, entrando in fase con il flusso atlantico proprio durante il fine settimana. La depressione tenderà ad approfondirsi portando un peggioramento graduale, con un <strong>aumento della nuvolosità a partire dalla Sardegna e dai settori tirrenici </strong>già <strong>tra sabato e domenica</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsione-degli-esperti-quanto-durera-la-bolla-d-aria-calda-sull-italia-1775661547488.jpeg" data-image="jci31dxkz1v2"><figcaption>I primi effetti di una depressione raggiungeranno l'Italia nella giornata di domenica, con i primi deboli fenomeni sulla Sardegna e sul Nord-Ovest a partire dal pomeriggio/sera.</figcaption></figure><p>La giornata di <strong>sabato</strong> trascorrerà <strong>senza precipitazioni significative</strong> su tutto il territorio nazionale. Sarà una giornata di attesa, caratterizzata ancora da temperature gradevoli, spesso con un sole meno presente a causa delle <strong>velature e poi addensamenti sempre più densi</strong>. </p><h2>Confronto tra i modelli GFS e ECMWF</h2><p> Le emissioni aggiornate mostrano una <strong>convergenza sempre più stretta</strong> tra i due principali modelli matematici, sebbene permangano ancora alcune sfumature su tempistica e intensità dei fenomeni. <strong>ECMWF</strong> e <strong>GFS</strong> concordano pienamente sul <strong>cedimento dell'anticiclone</strong>, ma differiscono leggermente sulla velocità di traslazione del fronte. </p><div class="texto-destacado"><strong>GFS</strong> ipotizza un <strong>ingresso </strong>delle correnti atlantiche leggermente <strong>più rapido</strong>, con le prime piogge che potrebbero interessante <strong>il Nord-Ovest e l'Appennino settentrionale già nella mattinata di domenica</strong>. <strong>ECMWF</strong> mostra un leggero rallentamento della perturbazione a ridosso dell'arco alpino, il che posticiperebbe il clou del maltempo di <strong>qualche ora.</strong></div><p>Anche l'esatta <strong>collocazione dei minimi secondari</strong>, ancora <strong>difficile e prematura da prevedere</strong>, vista<strong> la distanza temporale</strong>, non concorda del tutto. Tuttavia, per il momento, il modello europeo suggerisce la formazione di un minimo di bassa pressione più settentrionale, tra il Mar Ligure e la Pianura Padana. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762820" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-spaccata-tra-caldo-quasi-estivo-e-ritorno-delle-piogge-weekend-in-bilico-poi-torna-il-maltempo.html" title="Italia spaccata tra caldo quasi estivo e ritorno delle piogge: weekend in bilico, poi torna il maltempo">Italia spaccata tra caldo quasi estivo e ritorno delle piogge: weekend in bilico, poi torna il maltempo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-spaccata-tra-caldo-quasi-estivo-e-ritorno-delle-piogge-weekend-in-bilico-poi-torna-il-maltempo.html" title="Italia spaccata tra caldo quasi estivo e ritorno delle piogge: weekend in bilico, poi torna il maltempo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/italia-spaccata-tra-caldo-quasi-estivo-e-ritorno-delle-piogge-weekend-in-bilico-poi-cambia-tutto-1775640401240_320.png" alt="Italia spaccata tra caldo quasi estivo e ritorno delle piogge: weekend in bilico, poi torna il maltempo"></a></article></aside><p>Questa configurazione favorirebbe delle piogge abbondanti e persistenti su <strong>Alpi e Prealpi</strong>. Invece il modello americano propende per una traiettoria leggermente più bassa, che distribuirebbe le precipitazioni in modo più uniforme, coinvolgendo maggiormente le regioni centrali tirreniche. </p><h2>Tendenza e aree con maggiore insistenza ed accumulo</h2><p>La tendenza indica che i fenomeni più intensi ed abbondanti interesseranno le <strong>regioni del Nord-Ovest, la Lombardia e il Triveneto</strong>, dove l'interazione tra le correnti umide e l'orografia alpina dovrebbe favorire <strong>piogge diffuse e persistenti tra lunedì 13 e martedì 14</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsione-degli-esperti-quanto-durera-la-bolla-d-aria-calda-sull-italia-1775668266348.png" data-image="lkua00icda89" alt="Maltempo." title="Maltempo."><figcaption>Questo primo impulso farà da apripista ad un secondo e più incisivo fronte perturbato che, agganciando la goccia fredda "portoghese", riuscirà a portare un peggioramento strutturato direttamente sull'Italia a partire dalla giornata di domenica 12 aprile.</figcaption></figure><p>La quota neve si dovrebbe portare intorno a 1800-2000 m. Anche la <strong>Sardegna e l'area centrale tirrenica</strong>, in particolare<strong> tra Toscana, Umbria e Lazio, potrebbero vedere</strong> <strong>temporali anche di forte intensità</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762718" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-venerdi-10-aprile-nucleo-d-aria-fredda-verso-l-italia-temperature-in-calo.html" title="Da venerdì 10 aprile nucleo d'aria fredda verso l'Italia, temperature in calo ">Da venerdì 10 aprile nucleo d'aria fredda verso l'Italia, temperature in calo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-venerdi-10-aprile-nucleo-d-aria-fredda-verso-l-italia-temperature-in-calo.html" title="Da venerdì 10 aprile nucleo d'aria fredda verso l'Italia, temperature in calo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-venerdi-10-aprile-nucleo-d-aria-fredda-verso-l-italia-temperature-in-calo-1775570394982_320.png" alt="Da venerdì 10 aprile nucleo d'aria fredda verso l'Italia, temperature in calo "></a></article></aside><p>Al contrario del settentrione, il <strong>Sud peninsulare e la Sicilia,</strong><strong> in una prima fase</strong> si troveranno in <strong>"ombra pluviometrica"</strong> o semplicemente interessati da richiami caldi pre-frontali <strong>con precipitazioni meno intense</strong>. In queste zone avremo un <strong>deciso rinforzo dei venti e una nuvolosità irregolare</strong>, con piogge inizialmente deboli e intermittenti.<strong> Il peggioramento più consistente, qui, arriverà lunedì sera/notte</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-durera-la-bolla-d-aria-calda-sull-italia-la-previsione-del-meteorologo-massimiliano-santini.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Sfera di Dyson: un’ipotetica mega struttura per sfruttare tutta l’energia di una stella]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-sfera-di-dyson-un-ipotetica-mega-struttura-per-sfruttare-tutta-l-energia-di-una-stella.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 16:45:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La Sfera di Dyson è una mega struttura teorica per sfruttare l’energia stellare. Analizziamo il concetto, i metodi di ricerca tramite infrarosso e le implicazioni per la scala di Kardashev e le civiltà avanzate.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-sfera-di-dyson-un-ipotetica-mega-struttura-per-sfruttare-tutta-l-energia-di-una-stella-1775560296547.png" data-image="l2af2rizoyan" alt="Sfera di Dyson" title="Sfera di Dyson"><figcaption>Immagine pittorica di una Sfera di Dyson: una mega struttura artificiale per raccogliere tutta l'energia emessa da una stella e necessaria per l'uso di tecnologia avanzata.</figcaption></figure><p>La nostra è una civiltà tecnologicamente avanzata, ma quanto è avanzata? E’ possibile definire un livello e su che base?</p><h2>La nostra civiltà nella scala Kardashev</h2><p>Ci ha pensato agli inizi degli anni ‘60 l’astronomo russo Nikolai Kardashev. Questi ha definito tre livelli per classificare l’avanzamento tecnologico di una civiltà, sia essa la nostra stessa civiltà umana o una civiltà extraterrestre. Questa classificazione si basa sulla capacità (tecnologica) di utilizzare l’energia resa disponibile dalle stelle.</p><div class="texto-destacado">Kardashev definisce civiltà di livello I o “planetaria” quella che riesce a utilizzare interamente l’energia disponibile sul proprio pianeta, la Terra nel nostro caso. </div><p>Definisce civiltà di livello II o “stellare” quella che riesce ad utilizzare interamente l'energia prodotta dalla propria stella, il Sole nel nostro caso. Infine, una civiltà di livello III o “galattica” sarebbe quella in grado di utilizzare interamente l’energia dell’intera galassia (somma dell'energia delle singole stelle + energia gravitazionale + ...).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-sfera-di-dyson-un-ipotetica-mega-struttura-per-sfruttare-tutta-l-energia-di-una-stella-1775561183083.png" data-image="l6me55z2m76s" alt="Kardashev" title="Kardashev"><figcaption>Tipici consumi di energia previsti nella scala Kardashev per cilviltà di Tipo I, II e III</figcaption></figure><p>La nostra civiltà umana dove si colloca? In questa scala, “la scala Kardashev”, ci posizioniamo al livello 0.7, in quanto non siamo ancora capaci di sfruttare interamente l’energia disponibile sul nostro pianeta, quella solare, eolica, quella degli oceani o quella geotermica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753869" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/tipo-i-ii-o-iii-la-scala-di-kardashev-per-misurare-il-livello-di-civilta-degli-extraterrestri.html" title="Tipo I, II o III? La scala di Kardashev per misurare il livello di civiltà degli extraterrestri">Tipo I, II o III? La scala di Kardashev per misurare il livello di civiltà degli extraterrestri</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/tipo-i-ii-o-iii-la-scala-di-kardashev-per-misurare-il-livello-di-civilta-degli-extraterrestri.html" title="Tipo I, II o III? La scala di Kardashev per misurare il livello di civiltà degli extraterrestri"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tipo-i-ii-o-iii-la-scala-di-kardashev-per-misurare-il-livello-di-civilta-degli-extraterrestri-1770911765616_320.jpg" alt="Tipo I, II o III? La scala di Kardashev per misurare il livello di civiltà degli extraterrestri"></a></article></aside><p>Anche se abbiamo le idee, ci mancano le risorse ma anche la volontà per sfruttare interamente le cosiddette fonti rinnovabili e posizionarci al livello I della scala Kardashev. Per poter raggiungere il livello II e diventare una civiltà di Livello II o stellare, abbiamo una strada suggerita da Dyson. Sempre negli anni ‘60, il fisico e matematico Freeman Dyson partiva dalla consapevolezza di come una civiltà tecnologica avesse sempre più bisogno di energia per poter progredire.</p><h2>La sfera di Dyson</h2><p>Allora, Dyson teorizzò la possibilità di utilizzare una mega-struttura, chiamata sfera di Dyson, che possa raccogliere tutta l’energia emessa dal Sole. Questa struttura, non tanto rigida quanto modulare e composta da una rete di satelliti, sarebbe posizionata concentricamente al Sole in modo da intercettare l’energia elettromagnetica da poi conferire a Terra o comunque rendere disponibile per l’uso.</p><p>Non si tratta di trasformare con pannelli fotovoltaici tutta la radiazione solare che arriva a Terra, ma tutta la radiazione emessa entro l’angolo solido dal Sole. Quindi, la sfera di Dyson sarebbe composta da un numero inimmaginabile di satelliti artificiali (“lo sciame di Dyson”) in orbita attorno al Sole in grado di raccoglierne l’energia elettromagnetica e convogliarla verso Terra o altri pianeti o stazioni spaziali orbitanti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="656044" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-astronomi-cercano-prove-di-sfere-di-dyson-create-da-civilta-extraterrestri.html" title="Gli astronomi cercano prove di sfere di Dyson create da civiltà extraterrestri">Gli astronomi cercano prove di sfere di Dyson create da civiltà extraterrestri</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-astronomi-cercano-prove-di-sfere-di-dyson-create-da-civilta-extraterrestri.html" title="Gli astronomi cercano prove di sfere di Dyson create da civiltà extraterrestri"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-buscam-evidencias-de-esferas-de-dyson-criadas-por-civilizacoes-extraterrestres-1715446044478_320.png" alt="Gli astronomi cercano prove di sfere di Dyson create da civiltà extraterrestri"></a></article></aside><p>L’idea di una sfera di Dyson non sarebbe un’esclusiva della nostra civiltà. Infatti, già altre civiltà superiori (di livello II) potrebbero averne costruite attorno alla propria stella. E proprio queste megastrutture potrebbero svelare l’esistenza di altre civiltà extraterrestri più evolute.</p><div class="texto-destacado">Infatti, una stella circondata da una tale struttura se vista dall’esterno e a distanze grandissime apparirebbe brillare in maniera anomala. La sua emissione infrarossa, dovuta alla cattura e al conseguente riscaldamento della sfera di Dyson, sarebbe ben superiore a quella che ci si aspetta da una stella normale, cioè senza sfera.</div><p>Allora, questa “firma infrarossa” diventa uno strumento diagnostico nella ricerca di civiltà extraterrestri evolute. </p><h2>Ma è solo fantasia?</h2><p> Non proprio. Un caso noto è quello della <strong>stella KIC 8462852,</strong> soprannominata <strong>“Tabby’s Star”</strong> il cui eccesso di luminosità infrarossa ha fatto sospettare che fosse una di quelle stelle circondate da una sfera di Dyson. Tuttavia, esistono anche fenomeni interamente naturali che ne possono spiegare il comportamento. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-sfera-di-dyson-un-ipotetica-mega-struttura-per-sfruttare-tutta-l-energia-di-una-stella-1775560785466.png" data-image="07gpvvismdqj" alt="Tabby's star" title="Tabby's star"><figcaption>Rappresentazione artistica della mega struttura, la sfera di Dyson attorno alla stella di Tabby che potrebbe essere la causa delle sue variazioni di luminosità. Credit: energyphysics.wikispaces.com</figcaption></figure><p><br>L'astronoma <strong>Tabetha S. Boyajian, </strong>è stata la prima a studiare in dettaglio il comportamento anomalo di questa stella, <strong>la cui luminosità varia di parecchi percento ed in modo molto irregolare.</strong> Si ritiene che nubi dense di polvere possano transitare davanti al disco di questa stella producendo la variabilità osservata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761771" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sempre-meno-stelle-gli-esperti-avvertono-che-le-megacostellazioni-di-satelliti-cambieranno-per-sempre-il-cielo-notturno.html" title="Sempre meno stelle: gli esperti avvertono che le megacostellazioni di satelliti cambieranno per sempre il cielo notturno">Sempre meno stelle: gli esperti avvertono che le megacostellazioni di satelliti cambieranno per sempre il cielo notturno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sempre-meno-stelle-gli-esperti-avvertono-che-le-megacostellazioni-di-satelliti-cambieranno-per-sempre-il-cielo-notturno.html" title="Sempre meno stelle: gli esperti avvertono che le megacostellazioni di satelliti cambieranno per sempre il cielo notturno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cada-vez-menos-estrellas-advierten-que-las-megaconstelaciones-de-satelites-cambiaran-para-siempre-el-cielo-nocturno-1774893352897_320.jpg" alt="Sempre meno stelle: gli esperti avvertono che le megacostellazioni di satelliti cambieranno per sempre il cielo notturno"></a></article></aside><p>La <strong>sfera di Dyson</strong> rimane un concetto affascinante, una sfida concettuale ancora praticamente irrealizzabile, ma comunque fonte di ispirazione per scienziati, ingegneri e ma anche scrittori di fantascienza e spunto di riflessione sul futuro dell’energia e sull’evoluzione delle civiltà</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-sfera-di-dyson-un-ipotetica-mega-struttura-per-sfruttare-tutta-l-energia-di-una-stella.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Italia spaccata tra caldo quasi estivo e ritorno delle piogge: weekend in bilico, poi torna il maltempo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-spaccata-tra-caldo-quasi-estivo-e-ritorno-delle-piogge-weekend-in-bilico-poi-torna-il-maltempo.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:45:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Alta pressione protagonista fino a giovedì con clima mite e punte quasi estive. Nel weekend arrivano nubi, vento e i primi segnali di cambiamento.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4n774"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4n774.jpg" id="xa4n774"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’Italia vive una fase stabile e sorprendentemente mite grazie all’alta pressione, ma all’orizzonte si intravedono segnali di cambiamento che si concretizzeranno nel weekend.</p><h2>Sole e temperature in deciso aumento: Italia quasi estiva</h2><p>L’<strong>alta pressione</strong> domina la scena meteorologica sull’Italia garantendo condizioni di tempo stabile e soleggiato da <strong>Nord</strong> a <strong>Sud</strong>. La giornata di oggi si distingue per un clima particolarmente mite, con <strong>temperature in sensibile aumento</strong> su tutte le regioni. </p><p>Tra le città più calde spiccano <strong>Bolzano</strong> con ben <strong>28°C</strong>, mentre <strong>Torino</strong>, <strong>Trento</strong> e <strong>Sassari</strong> raggiungono oggi i 25°C. Un contesto da primavera avanzata con valori termici sopra la media del periodo. La stabilità atmosferica proseguirà anche nella giornata di <strong>giovedì 9 aprile</strong>, quando il sole continuerà a prevalere, seppur con qualche velatura in arrivo.</p><h2>Scirocco e prime nubi al Nord: segnali di un cambiamento</h2><p>Le previsioni per domani <strong>giovedì 8 aprile</strong> sono caratterizzate dal <strong>bel tempo</strong>, da segnalare soltanto un rinforzo dello <strong>Scirocco</strong> in <strong>Adriatico</strong>. Questo flusso umido porterà un aumento della nuvolosità sulle <strong>coste romagnole</strong>, sulla <strong>Laguna veneta</strong> e sul <strong>Golfo di Trieste</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762089" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/weekend-roma-del-10-11-12-aprile-festival-cultura-e-appuntamenti-iconici-nella-capitale.html" title="Weekend Roma del 10-11-12 aprile: festival, cultura e appuntamenti iconici nella capitale">Weekend Roma del 10-11-12 aprile: festival, cultura e appuntamenti iconici nella capitale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/weekend-roma-del-10-11-12-aprile-festival-cultura-e-appuntamenti-iconici-nella-capitale.html" title="Weekend Roma del 10-11-12 aprile: festival, cultura e appuntamenti iconici nella capitale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-roma-del-10-11-12-aprile-festival-cultura-e-appuntamenti-iconici-nella-capitale-1775211136281_320.jpg" alt="Weekend Roma del 10-11-12 aprile: festival, cultura e appuntamenti iconici nella capitale"></a></article></aside><p>Si tratterà comunque di <strong>nubi alte e sottili</strong> senza precipitazioni associate, ma indicative di una progressiva modifica della circolazione atmosferica. Il resto del Paese continuerà a godere di condizioni stabili, con t<strong>emperature ancora miti </strong>e clima gradevole.</p><h2>Venerdì più grigio: calo della pressione e nubi in espansione</h2><p>La giornata di <strong>venerdì 10 aprile </strong>segnerà un ulteriore passo verso il cambiamento. Il calo della pressione atmosferica favorirà un <strong>aumento delle nub</strong>i fin dal mattino sul <strong>Triveneto</strong>, in estensione nel corso del pomeriggio verso il resto della <strong>Pianura Padana</strong>, l’<strong>Appennino </strong>centro-settentrionale e le <strong>coste adriatiche</strong>. </p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xa4n466"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4n466.jpg" id="xa4n466"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Le <strong>due Isole Maggiori</strong> resteranno invece ai margini di questa nuvolosità, con cieli sereni e <strong>clima ancora piacevole</strong>, seppur caratterizzato da una <strong>marcata escursione termica</strong> tra giorno e notte. Le temperature massime subiranno un lieve calo, ma valori ancora elevati si registreranno tra <strong>Toscana</strong>, <strong>Umbria</strong> e <strong>Lazio</strong>, con punte di <strong>26°C a Firenze</strong> e <strong>24°C tra Roma e Terni</strong>.</p><h2><strong>Weekend dinamico: vento, nubi in attesa del ritorno delle piogge</strong></h2><p>Il <strong>weekend</strong> rappresenterà una fase di transizione verso condizioni più instabili. <strong>Sabato 11 aprile</strong> avremo ancora tempo nel complesso discreto, soprattutto al mattino, assisteremo ad un lieve calo delle temperature massime lungo le regioni adriatiche e qualche fenomeno di <strong>instabilità pomeridiana</strong> lungo l’<strong>Appennino</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762669" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile.html" title="Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile">Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile.html" title="Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile-1775557435319_320.png" alt="Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile"></a></article></aside><p><strong>Domenica 12 aprile </strong>il quadro meteo cambierà più decisamente: una circolazione depressionaria in risalita dalle coste algerine richiamerà <strong>forti venti di Scirocco</strong>, soprattutto sul <strong>Canale di Sicilia</strong>, sulla <strong>Sardegna</strong> e lungo l’<strong>Adriatico</strong>. Le raffiche saranno intense anche sulle <strong>Bocche di Bonifacio</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/italia-spaccata-tra-caldo-quasi-estivo-e-ritorno-delle-piogge-weekend-in-bilico-poi-cambia-tutto-1775640495600.png" data-image="h3bdqxca2k9m" alt="Piogge, instabilità." title="Piogge, instabilità."><figcaption>Dalla prossima settimana le piogge torneranno ad interessare l'Italia, da Nord a Sud.</figcaption></figure><p>La nuvolosità aumenterà progressivamente a partire dal <strong>Nord</strong>, dove non si escludono deboli piogge già sul <strong>Piemonte</strong> e <strong>sulle Alpi centro-occidentali</strong>, in estensione alla Val Padana. Il peggioramento coinvolgerà anche la <strong>Sardegna</strong> entro la notte <strong>tra domenica e lunedì</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="737369" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie.html" title="Le città italiane sempre più esposte al rischio di alluvioni lampo, bisogna adottare nuove strategie ">Le città italiane sempre più esposte al rischio di alluvioni lampo, bisogna adottare nuove strategie </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie.html" title="Le città italiane sempre più esposte al rischio di alluvioni lampo, bisogna adottare nuove strategie "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie-1762083197787_320.jpg" alt="Le città italiane sempre più esposte al rischio di alluvioni lampo, bisogna adottare nuove strategie "></a></article></aside><p>L’inizio della nuova settimana vedrà un ulteriore peggioramento: <strong>lunedì 13 aprile</strong> sono attesi <strong>temporali</strong> diffusi nelle zone interne del <strong>Centro</strong>, in particolare su <strong>Toscana</strong>, <strong>Lazio </strong>e Sardegna, mentre al Nord torneranno piogge diffuse con un <strong>sensibile calo termico</strong>, fino a 10°C in meno tra <strong>Milano</strong> e <strong>Torino </strong>entro martedì 14 aprile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-spaccata-tra-caldo-quasi-estivo-e-ritorno-delle-piogge-weekend-in-bilico-poi-torna-il-maltempo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Uno studio collegato alla NASA si concentra su strani oggetti in orbita terrestre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/uno-studio-collegato-alla-nasa-si-concentra-su-strani-oggetti-in-orbita-terrestre.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:03:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Fotografie astronomiche degli anni '50 hanno rivelato lampi inspiegabili, risalenti a prima dell'era spaziale. Si trattava di oggetti sconosciuti in orbita o semplicemente di artefatti? In questo articolo analizziamo il presunto mistero di questi oggetti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-estudio-ligado-a-la-nasa-pone-el-foco-en-objetos-extranos-en-la-orbita-terrestre-1774783189994.jpg" data-image="ih8w9ictoi9r" alt="Nasa." title="Nasa."><figcaption>È comune sentire o leggere frasi come "secondo la NASA..." per dare credito a studi che possono essere interpretati in modo scientifico rigoroso.</figcaption></figure><p>Negli archivi astronomici della metà del <strong>XX secolo,</strong> prima del lancio dello <strong>Sputnik,</strong> erano state registrate scie luminose. Decenni dopo, la loro riscoperta ha riacceso un interrogativo enigmatico: cosa orbitava attorno alla Terra quando, ufficialmente, non esistevano satelliti artificiali?</p><p>Le immagini provengono da lastre fotografiche scattate tra il 1949 e il 1958, nelle quali i ricercatori hanno rilevato lampi fugaci che appaiono in una singola esposizione e scompaiono nella successiva, <strong>senza una spiegazione immediata nei cataloghi astronomici.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>La notizia ha attirato l'attenzione dei media, suggerendo la possibilità dell'esistenza di "satelliti sconosciuti".</strong> Tuttavia, lo studio stesso non lo afferma in modo definitivo. Si riferisce con cautela a fenomeni transitori non identificati che richiedono ulteriori analisi e confronti sistematici.</div><p>Il contesto storico è fondamentale, poiché prima del 1957 non esisteva alcuna tecnologia umana in grado di mantenere stabili oggetti artificiali in orbita, e qualsiasi segnale compatibile con tale comportamento richiede un'attenta revisione dei dati, degli strumenti e delle condizioni fisiche di quell'epoca.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-estudio-ligado-a-la-nasa-pone-el-foco-en-objetos-extranos-en-la-orbita-terrestre-1774783353455.jpg" data-image="omx6gqpsxknt" alt="Spazio." title="Spazio."><figcaption>Prima dell'era CCD, le lastre fotografiche venivano realizzate utilizzando lastre di vetro con emulsioni; il processo non era sempre del tutto pulito.</figcaption></figure><p>Pertanto, la scoperta non rappresenta una rivelazione straordinaria immediata, ma un punto di partenza per lo studio del cielo osservato in passato, che, in una certa misura, può ancora riservare delle sorprese, a patto che vengano interpretate con rigore e senza ricorrere a titoli sensazionalistici.</p><h2>Cosa hanno rilevato esattamente le lastre fotografiche?</h2><p>Gli oggetti osservati non sono strutture definite o traiettorie chiare. <strong>Ma si tratta di brevi lampi puntiformi, visibili in una singola immagine e assenti nelle successive.</strong> Ciò suggerisce fenomeni di brevissima durata, difficili da classificare con i metodi tradizionali.</p><p>In alcuni casi, l'intensità del lampo sembrava incompatibile con quella di stelle distanti,<strong> il che ha portato a considerare che il fenomeno potesse essere relativamente vicino alla Terra. </strong>Questa apparente vicinanza ha alimentato interpretazioni più speculative.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-estudio-ligado-a-la-nasa-pone-el-foco-en-objetos-extranos-en-la-orbita-terrestre-1774783680123.jpg" data-image="930iguopn2np" alt="Luci e lampi puntiformi." title="Luci e lampi puntiformi."><figcaption>Nelle immagini CCD, le stelle più luminose vengono contrassegnate e selezionate per il calcolo successivo. Questo non avveniva con le lastre di vetro.</figcaption></figure><p>Tuttavia, le vecchie lastre fotografiche presentano limiti ben noti. Emulsioni chimiche, raggi cosmici, difetti dei materiali o riflessioni interne possono produrre segnali luminosi isolati che simulano oggetti reali senza esserlo effettivamente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755901" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-esplosione-di-un-buco-nero-potrebbe-cambiare-la-nostra-comprensione-dell-universo.html" title="L'esplosione di un buco nero potrebbe cambiare la nostra comprensione dell'universo">L'esplosione di un buco nero potrebbe cambiare la nostra comprensione dell'universo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-esplosione-di-un-buco-nero-potrebbe-cambiare-la-nostra-comprensione-dell-universo.html" title="L'esplosione di un buco nero potrebbe cambiare la nostra comprensione dell'universo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/explosao-de-buraco-negro-pode-ter-sido-observada-e-pode-mudar-nossa-compreensao-do-universo-1770584645126_320.png" alt="L'esplosione di un buco nero potrebbe cambiare la nostra comprensione dell'universo"></a></article></aside><p>Inoltre, la calibrazione strumentale del tempo non consente una ricostruzione accurata di distanze, velocità o dimensioni. <strong>Le immagini registrano la luce, non la natura fisica; pertanto, gli stessi ricercatori insistono sul fatto che questi dati da soli non dimostrano l'esistenza di oggetti artificiali sconosciuti.</strong></p><h3>Le spiegazioni scientifiche</h3><p>Una delle ipotesi più dibattute collega i lampi a <strong>fenomeni atmosferici o ionosferici associati ai test nucleari atmosferici condotti in quegli anni.</strong> La correlazione temporale tra esplosioni e aumento dei segnali è suggestiva, sebbene non conclusiva.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Un'altra possibilità è l'impatto dei raggi cosmici sulle lastre fotografiche. Questo fenomeno produce segni luminosi molto brevi, difficili da distinguere da veri eventi astronomici senza un'analisi statistica di grandi insiemi di dati.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Vengono prese in considerazione anche meteore estremamente veloci, riflessi solari momentanei o persino particelle cariche che interagiscono con gli strumenti. Tutte queste opzioni sono ben documentate nell'astronomia osservativa e spesso spiegano anomalie storiche simili.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="713686" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/confrontando-la-prima-immagine-della-terra-dallo-spazio-con-le-immagini-odierne-il-cambiamento-e-incredibile.html" title="Confronto tra la prima immagine della Terra dallo spazio con le immagini di oggi: il cambiamento è incredibile">Confronto tra la prima immagine della Terra dallo spazio con le immagini di oggi: il cambiamento è incredibile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/confrontando-la-prima-immagine-della-terra-dallo-spazio-con-le-immagini-odierne-il-cambiamento-e-incredibile.html" title="Confronto tra la prima immagine della Terra dallo spazio con le immagini di oggi: il cambiamento è incredibile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/confrontando-la-prima-immagine-della-terra-dallo-spazio-con-le-immagini-odierne-il-cambiamento-e-incredibile-1749031056902_320.jpg" alt="Confronto tra la prima immagine della Terra dallo spazio con le immagini di oggi: il cambiamento è incredibile"></a></article></aside><p>Il punto chiave è che nessuna di queste spiegazioni richiede l'introduzione di tecnologie sconosciute o di agenti esterni straordinari. Si tratta di processi fisici noti che, in combinazione con strumenti obsoleti, possono generare segnali enigmatici.</p><h3>Scienza, titoli di giornale e il valore dello scetticismo</h3><p>Questo caso illustra come un'osservazione legittima possa trasformarsi in un titolo sensazionalistico se scollegata dal metodo scientifico. Parlare di "satelliti sconosciuti" è accattivante, ma non riflette accuratamente il contenuto effettivo degli studi pubblicati.</p><div class="texto-destacado">La scienza progredisce accumulando prove, scartando ipotesi e affinando le spiegazioni, e questi studi dimostrano che gli archivi astronomici possono ancora offrire nuove informazioni. <strong>Riesaminare vecchi dati con strumenti moderni può rivelare fenomeni interessanti.</strong></div><p>Sottolineano inoltre l'importanza del pensiero critico nella comunicazione scientifica, dove la curiosità, pur essendo essenziale, deve essere accompagnata da contesto, cautela, <strong>rispetto per l'incertezza e verifica dei dati attraverso articoli sottoposti a revisione paritaria.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750931" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/otto-miliardi-di-persone-scompaiono-momentaneamente-nello-spazio.html" title="Otto miliardi di persone 'scompaiono' momentaneamente nello spazio">Otto miliardi di persone "scompaiono" momentaneamente nello spazio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/otto-miliardi-di-persone-scompaiono-momentaneamente-nello-spazio.html" title="Otto miliardi di persone 'scompaiono' momentaneamente nello spazio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ocho-mil-millones-de-personas-desaparecen-1769318105523_320.png" alt="Otto miliardi di persone 'scompaiono' momentaneamente nello spazio"></a></article></aside><p>Pertanto, lungi dal confermare misteri nascosti nell'orbita terrestre, queste immagini ci ricordano qualcosa di più profondo:<strong> l'Universo è sempre più complesso di quanto sembri, e comprenderlo richiede pazienza, metodologia e scetticismo informato.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/uno-studio-collegato-alla-nasa-si-concentra-su-strani-oggetti-in-orbita-terrestre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Si chiama Matusalemme ed è considerato l'albero più antico del mondo, la sua età stimata è di circa 4.800 anni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:02:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L'età di questo esemplare è stata determinata attraverso la dendrocronologia, la scienza che studia gli anelli di crescita degli alberi. Ogni anello rappresenta un anno di vita, e nel caso di questo pino, ne conta ben 4.853.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni-1761822363574.jpg" data-image="o3zh35rn1rpf" alt="L'albero più antico del mondo." title="L'albero più antico del mondo."><figcaption>La sua età è stata determinata attraverso la dendrocronologia, la scienza che studia gli anelli di crescita degli alberi. Ogni anello rappresenta un anno di vita, e nel caso di questo pino, ne conta ben 4.853, rendendolo più antico delle piramidi d'Egitto. </figcaption></figure><p>Nel cuore delle Montagne Bianche, in California, si erge l’essere vivente più antico oggi esistente sulla Terra. Stiamo parlando di Matusalemme, un esemplare di <strong>Pinus longaeva (pino dalle lunghe foglie),</strong> riconosciuto come l'albero più vecchio del mondo </p><p><strong>L'età stimata è di oltre 4.800 anni.</strong> Questo gigante silenzioso non è solo un simbolo di longevità, ma un vero e proprio archivio vivente della Terra, che ha assistito a ere geologiche, cambiamenti climatici e l'evoluzione della civiltà umana.</p><h2><strong>La scoperta nel 1957</strong></h2><p>Scoperto nel 1957 dall’esperto <strong>Edmund Schulman,</strong> Matusalemme cresce a un'altitudine di circa 3.000 metri nel cosiddetto <strong>bosco antico di Bristlecone,</strong> all'interno della <strong>Foresta Nazionale di Inyo. </strong></p><div class="texto-destacado">La sua età è stata determinata attraverso la dendrocronologia, la scienza che studia gli anelli di crescita degli alberi. </div><p>Ogni anello rappresenta un anno di vita, e nel caso di questo pino, ne conta ben 4.853, rendendolo più antico delle piramidi d'Egitto e della nascita della scrittura.</p><h2><strong>Un adattamento in un ambiente estremo e crescita lentissima</strong></h2><p>Ciò che rende <strong>Matusalemme</strong> e i suoi simili così resistenti è una combinazione di fattori ambientali e biologici. Le Montagne Bianche offrono un habitat estremo, <strong>caratterizzato da una litologia povera di nutrienti, venti forti, temperature rigide e precipitazioni scarse.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">El árbol más antiguo conocido del mundo es un pino de la especie Pinus longaeva llamado "Matusalén". Se encuentra en las Montañas Blancas de California, en el Parque Nacional de las Secuoyas. Se estima que Matusalén tiene alrededor de 4,845 años de edad. <a href="https://t.co/W9XyTlJ03M">pic.twitter.com/W9XyTlJ03M</a></p>— Los Árboles Mágicos ️, (by Oscar Gaitan) (@arboles_magicos) <a href="https://twitter.com/arboles_magicos/status/1679009994786721792?ref_src=twsrc%5Etfw">July 12, 2023</a></blockquote></figure><p>In queste condizioni avverse questi alberi sono riusciti ad adattarsi ad una crescita lentissima, con la conseguente produzione di legno denso e resinoso. Questo tipo di legno resiste con maggiore facilità a funghi, incendi e parassiti. </p><p>Le loro radici si ancorano a rocce dolomitiche, assorbendo umidità minima, mentre le foglie aghiformi riducono la perdita d'acqua. <strong>Questo adattamento estremo permette loro di sopravvivere per millenni, </strong>superando di gran lunga la longevità di altre specie arboree.</p><h2><strong>Quello di Matusalemme non è un caso isolato</strong></h2><p>La specie <strong>Pinus longaeva</strong> è nota per la sua eccezionale durata vitale. Un altro esemplare, chiamato <strong>Prometeo, </strong>fu abbattuto nel 1964 per scopi scientifici. Dopo diversi studi un gruppo di scienziati scopri che aveva <strong>4.900 anni,</strong> ma la sua distruzione suscitò polemiche e portò a una maggiore protezione di questi alberi. </p><p>Oggi, <strong>la posizione esatta di Matusalemme è tenuta segreta dal Servizio Forestale degli Stati Uniti per prevenire vandalismi e turismo eccessivo,</strong> che potrebbero danneggiarlo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni-1761822438557.jpg" data-image="r7qzvb3xnl4w" alt="Albero millenario." title="Albero millenario."><figcaption>Le loro radici si ancorano a rocce dolomitiche, assorbendo umidità minima, mentre le foglie aghiformi riducono la perdita d'acqua. </figcaption></figure><p>I visitatori possono esplorare il bosco antico, ma solo su sentieri designati, ammirando questi patriarchi senza conoscerne l'identità precisa, per ragioni di sicurezza. Il turismo di massa, difatti, rappresenterebbe una grave minaccia per questi giganti. </p><h2><strong>Una macchina del tempo per conoscere dati sul clima del passato</strong></h2><p>Questi antichi pini non sono solo meraviglie naturali, ma anche preziosi per la scienza. Gli anelli di crescita rivelano dati sul clima passato, come periodi di siccità, grandi eruzioni vulcaniche e variazioni solari. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="731053" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-albero-piu-antico-della-spagna-produce-ancora-frutti-un-ulivo-romano-di-1-700-anni-ancora-oggi-utilizzato-per-produr.html" title="Uno dei più antichi alberi d'Europa produce ancora frutti: è un olivo romano che ha 1.700 anni ">Uno dei più antichi alberi d'Europa produce ancora frutti: è un olivo romano che ha 1.700 anni </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-albero-piu-antico-della-spagna-produce-ancora-frutti-un-ulivo-romano-di-1-700-anni-ancora-oggi-utilizzato-per-produr.html" title="Uno dei più antichi alberi d'Europa produce ancora frutti: è un olivo romano che ha 1.700 anni "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-olivo-mas-antiguo-de-espana-1-700-anos-y-aun-da-frutos-1758199169371_320.jpeg" alt="Uno dei più antichi alberi d'Europa produce ancora frutti: è un olivo romano che ha 1.700 anni "></a></article></aside><p><strong>Matusalemme ha "vissuto" l'era glaciale, l'ascesa e la caduta di imperi, e continua a resistere al riscaldamento globale. </strong>La sua esistenza ci ricorda l'importanza della conservazione, in un mondo in rapida trasformazione, questi testimoni millenari meritano protezione per le generazioni future.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Da venerdì 10 aprile nucleo d'aria fredda verso l'Italia, temperature in calo ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-venerdi-10-aprile-nucleo-d-aria-fredda-verso-l-italia-temperature-in-calo.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 09:03:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nella giornata di <strong>venerdì 10 aprile</strong> il nucleo di aria fredda, accompagnato da sostenuti venti di Grecale, dopo aver raggiunto l'Adriatico si estenderà anche al Sud, con un calo delle temperature e un aumento dell’instabilità.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4kx1y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4kx1y.jpg" id="xa4kx1y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo settimane di instabilità, piogge, e temperature sotto le medie, sull’Italia oggi splende il sole, grazie a un campo anticiclonico, di matrice subtropicale, che assicura una certa stabilità. Le temperature si sono riportate su valori sopra le medie del periodo, con picchi di oltre <strong>+25°C +26°C.</strong></p><p>Questa fase di tempo stabile e soleggiato, però, non avrà vita lunga. Già da <strong>venerdì 10 aprile,</strong> una massa d’aria fredda, in discesa dall’Europa nord-orientale, interesserà l’Italia, determinando un calo delle temperature e l’arrivo di un po’ di instabilità.</p><h2><strong>Venerdì primi fenomeni lungo l’Adriatico</strong></h2><p>Questo nucleo di aria fredda che venerdì inizierà ad interessare il Nord-Est, e il settore adriatico, è collegato ad una vasta circolazione depressionaria, a carattere freddo, che stazionerà sopra le pianure della Russia europea.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-venerdi-10-aprile-nucleo-d-aria-fredda-verso-l-italia-temperature-in-calo-1775570394982.png" data-image="inm95go6aamf" alt="Aria fredda." title="Aria fredda."><figcaption>Ecco la discesa di aria fredda che dall'Europa centro-orientale andrà ad interessare più da vicino i nostri settori adriatici.</figcaption></figure><p>Da qui si staccherà una saccatura, con caratteristiche retrograde, che avvetterà aria fredda fino ai Balcani, interessando i settori più orientale dell’Italia nella giornata di <strong>venerdì 10.</strong> In pratica l’aria fredda si muoverà lungo il margine più meridionale dell’anticiclone presente in prossimità della Scandinavia, indirizzandosi fino alle nostre regioni adriatiche. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L’arrivo dell’aria fredda provocherà, entro il pomeriggio di venerdì, un aumento della nuvolosità sulle regioni di Nord-Est, ed in seguito pure sulle coste adriatiche, con la possibilità di piovaschi, e rovesci nelle aree di Molise e Puglia, già duramente colpite dalle piogge torrenziali della scorsa settimana.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Inoltre, l’irrompere dell’aria fredda, sarà accompagnato pure da un sensibile rinforzo dei venti settentrionali, con venti di Grecale che spireranno su tutti i mari attorno l’Italia, soprattutto lungo l’Adriatico. </p><h2><strong>Sabato l’aria fredda raggiungerà il Sud</strong></h2><p>Nella giornata di <strong>sabato 11 aprile</strong> il nucleo di aria fredda, accompagnato da sostenuti venti di Grecale, si estenderà anche al Sud, con un calo delle temperature e un aumento dell’instabilità. Piogge e locali rovesci bagneranno diverse regioni, fra cui Molise, Puglia, Basilicata e Calabria.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-venerdi-10-aprile-nucleo-d-aria-fredda-verso-l-italia-temperature-in-calo-1775570461321.png" data-image="cuawusgmzvkw" alt="Instabilità." title="Instabilità."><figcaption>L'instabilità che nei prossimi giorni interesserà le regioni adriatiche, portando piogge e locali rovesci.</figcaption></figure><p>Eccetto un po' di nuvolosità sulle coste abruzzesi, altrove si faranno avanti ampie schiarite, con larghi spazi di sole, malgrado un clima fresco e ventilato. Le temperature subiranno <strong>un ulteriore diminuzione in serata sulle regioni meridionali. </strong></p><p>Solo la Sardegna e le regioni di Nord-Ovest saranno interessate più marginalmente da questo calo termico che sarà quasi ininfluente in queste aree.</p><h2><strong>Domenica ritorna lo Scirocco</strong></h2><p>Da domenica 12 aprile 2026 gli effetti di questa avvezione fredda andranno rapidamente ad esaurirsi anche al Sud, mentre l’avanzare da ovest di una nuova depressione attiverà sostenuti<strong> venti di Scirocco, </strong>pronti a rinforzarsi sui mari attorno la Sardegna e la Sicilia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762646" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-ancora-tanto-sole-e-clima-mite-primi-segnali-di-cambiamento-nel-weekend.html" title="Meteo Roma: ancora tanto sole e clima mite, primi segnali di cambiamento nel weekend">Meteo Roma: ancora tanto sole e clima mite, primi segnali di cambiamento nel weekend</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-ancora-tanto-sole-e-clima-mite-primi-segnali-di-cambiamento-nel-weekend.html" title="Meteo Roma: ancora tanto sole e clima mite, primi segnali di cambiamento nel weekend"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-la-capitale-tra-stabilita-anticiclonica-e-primi-segnali-di-cedimento-nel-weekend-1775561350501_320.jpeg" alt="Meteo Roma: ancora tanto sole e clima mite, primi segnali di cambiamento nel weekend"></a></article></aside><p>Le temperature sono attese in aumento su tutte le regioni, mentre il tempo si presenterà soleggiato un po’ ovunque. Solo fra Sardegna e coste ioniche della Sicilia ci sarà una certa nuvolosità, ma per lo più composta da nubi innocue. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-venerdi-10-aprile-nucleo-d-aria-fredda-verso-l-italia-temperature-in-calo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: domina l'anticiclone sull'Italia, ma ecco la data che metterà in pausa la Primavera]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-domina-l-anticiclone-sull-italia-ma-ecco-la-data-che-mettera-in-pausa-la-primavera.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 09:00:44 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Continua la Primavera su tutta Italia mentre si contano ancora i danni dell'ultimo ciclone. Temperature oltre i 20°C e tante giornate soleggiate, ma una nuova perturbazione minaccia la Primavera.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4n76e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4n76e.jpg" id="xa4n76e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo le fasi instabili dei giorni scorsi, la situazione meteorologica sull’Italia ha imboccato una strada completamente diversa, dominata da un campo di alta pressione che continua a garantire condizioni diffusamente stabili. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L’anticiclone resta il protagonista assoluto anche nelle prossime 48 ore</strong>, imponendo una configurazione atmosferica tipicamente primaverile, con tanto sole e poche variazioni significative.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il vasto promontorio anticiclonico, ben strutturato sul Mediterraneo con valori barici elevati, mantiene lontane le perturbazioni, favorendo <strong>una prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte della Penisola</strong>. Solo a tratti si osservano annuvolamenti innocui, più frequenti lungo il versante adriatico e su alcune aree del Nord, ma senza fenomeni degni di nota. </p><h2>Tempo stabile e soleggiato anche nelle prossime ore</h2><p>Nel dettaglio, il quadro meteorologico si presenta nel complesso tranquillo. Al Nord il tempo si mantiene stabile e in gran parte soleggiato, con qualche nube di passaggio tra Nordest ed Emilia Romagna, mentre le temperature restano su valori miti, pienamente in linea con la stagione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762669" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile.html" title="Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile">Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile.html" title="Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile-1775557435319_320.png" alt="Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile"></a></article></aside><p>Anche al Centro prevale il sole, soprattutto lungo le regioni tirreniche, mentre qualche addensamento interessa il versante adriatico, ma senza precipitazioni. </p><p>Situazione analoga al Sud, dove <strong>il dominio dell’alta pressione garantisce condizioni di stabilità diffusa e ampi spazi soleggiati</strong>, accompagnati solo da locali velature o modesti addensamenti nelle ore più calde, specie sui rilievi. Le temperature si mantengono gradevoli, con valori generalmente compresi tra i 18 e i 22 gradi, contribuendo a creare un contesto climatico decisamente piacevole. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/anticiclone-dominante-sull-italia-nelle-prossime-ore-ma-ecco-la-data-che-mettera-in-pausa-la-primavera-1775634958528.png" data-image="fz6tfns3j48h" alt="Sole non solo sull'Italia ma su gran parte dell'Europa" title="Sole non solo sull'Italia ma su gran parte dell'Europa"><figcaption>Assoluta stabilità su tutta la Penisola</figcaption></figure><p>Questa fase stabile non sarà però completamente immutabile. <strong>L’anticiclone tenderà gradualmente a indebolirsi</strong>, pur senza cedere nell’immediato, a causa dell’avvicinamento di aria più fresca dai quadranti orientali. </p><p>Tale evoluzione porterà soprattutto un lieve calo delle temperature e un aumento della nuvolosità, più evidente tra giovedì e le ore successive, ma ancora senza effetti concreti in termini di precipitazioni diffuse. </p><p>Il quadro generale resta dunque improntato alla stabilità, con un’atmosfera che conserva caratteristiche primaverili su tutta Italia. </p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xa4njaa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4njaa.jpg" id="xa4njaa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Tuttavia, osservando lo scenario su scala più ampia, si intravedono i primi segnali di cambiamento: <strong>una saccatura più fredda si avvicinerà all’Europa orientale</strong>, iniziando a erodere il campo anticiclonico e preparando il terreno a una possibile variazione più marcata verso il weekend e l'inizio della prossima settimana.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br> </div><p>Nel frattempo, le prossime ore continueranno a essere segnate da condizioni meteorologiche favorevoli, con <strong>tempo stabile, temperature miti e scarsa dinamicità atmosferica</strong>, elementi che confermano una fase pienamente primaverile su gran parte del territorio nazionale.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-domina-l-anticiclone-sull-italia-ma-ecco-la-data-che-mettera-in-pausa-la-primavera.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 08:35:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L'agenzia meteorologica delle Nazioni Unite ha avvertito all'inizio di questa settimana che il clima terrestre è più squilibrato che in qualsiasi altro momento della storia documentata. Ora si teme inoltre che El Niño possa aggravare ulteriormente la situazione. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale-1775252080804.jpg" data-image="jux99w35ezzh" alt="Cambiamento climatico." title="Cambiamento climatico."><figcaption>Oltre il 90% di questo calore intrappolato è immagazzinato negli oceani, che hanno raggiunto temperature record, accelerando l'innalzamento del livello del mare e intensificando le tempeste. </figcaption></figure><p>L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) ha avvertito che il clima terrestre è attualmente più "sbilanciato" che in qualsiasi altro momento della storia documentata.</p><div class="texto-destacado"><strong>Questo squilibrio si riferisce alla differenza tra la quantità di energia termica che il pianeta assorbe dal Sole e la quantità che irradia nello spazio. </strong></div><p>Secondo l'OMM, la Terra sta attualmente assorbendo molto più calore di quanto ne possa rilasciare, principalmente a causa dei gas serra come l'anidride carbonica, prodotti dalle attività umane come la combustione di combustibili fossili. Questa energia in eccesso non viene dispersa innocuamente, <strong>anzi, si sta accumulando all'interno del sistema climatico e sta causando cambiamenti diffusi.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">My new State of the Climate report over at <a href="https://twitter.com/CarbonBrief?ref_src=twsrc%5Etfw">@CarbonBrief</a> finds that 2025 had the:<br>️ Warmest ocean heat content<br>️ Tied as second warmest surface temps<br>️ Second warmest troposphere<br>️ Record high sea level and GHGs<br>️ Record low winter Arctic ice <a href="https://t.co/HbeTL6ZKN8">pic.twitter.com/HbeTL6ZKN8</a></p>— Zeke Hausfather (@hausfath) <a href="https://twitter.com/hausfath/status/2011451256619896920?ref_src=twsrc%5Etfw">January 14, 2026</a></blockquote></figure><p>Le conseguenze sono già visibili. <strong>Oltre il 90% di questo calore intrappolato è immagazzinato negli oceani, che hanno raggiunto temperature record, accelerando l'innalzamento del livello del mare e intensificando le tempeste. </strong>Allo stesso tempo, i ghiacciai si stanno ritirando rapidamente e il ghiaccio marino polare è ai minimi storici o quasi.</p><p>L'OMM sottolinea inoltre che gli ultimi 11 anni sono stati i più caldi da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1850, <strong>con temperature globali che ora sono circa 1,43 °C superiori ai livelli preindustriali.</strong> Le concentrazioni di anidride carbonica nell'atmosfera sono ai massimi livelli da almeno due milioni di anni, a conferma del fatto che l'attività umana è la causa principale di questo squilibrio.</p><p>In breve, l'avvertimento dell'OMM significa che il cambiamento climatico non solo è in corso, ma sta accelerando, con molteplici indicatori che puntano tutti nella stessa direzione.</p><h2>Perché l'arrivo di El Niño preoccupa?</h2><p><strong>Una delle principali preoccupazioni attuali è il potenziale ritorno di El Niño,</strong> un fenomeno climatico naturale che potrebbe intensificare questa tendenza al riscaldamento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/the-world-meteorological-organisation-warns-earth-s-climate-is-out-of-balance-will-el-nino-worsen-impacts-1774784292484.png" data-image="x8m8wuw9e0qd" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>Gli anni di El Niño sono spesso associati a un aumento annuale della temperatura globale.</figcaption></figure><p><strong>El Niño</strong> è una fase dell'oscillazione meridionale di <strong>El Niño (ENSO),</strong> un ciclo guidato dalle interazioni tra oceano e atmosfera nel Pacifico tropicale. In condizioni normali, gli alisei spingono le acque superficiali calde verso ovest, in direzione dell'Asia e dell'Australia, permettendo alle acque più fredde di risalire in prossimità del Sud America. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759162" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-noaa-lancia-un-allarme-per-il-fenomeno-el-nino-cosa-potrebbe-significare-per-la-stagione-degli-uragani-di-quest-anno.html" title="La NOAA lancia un allarme per il fenomeno El Niño: cosa potrebbe significare per la stagione degli uragani di quest'anno">La NOAA lancia un allarme per il fenomeno El Niño: cosa potrebbe significare per la stagione degli uragani di quest'anno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-noaa-lancia-un-allarme-per-il-fenomeno-el-nino-cosa-potrebbe-significare-per-la-stagione-degli-uragani-di-quest-anno.html" title="La NOAA lancia un allarme per il fenomeno El Niño: cosa potrebbe significare per la stagione degli uragani di quest'anno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-noaa-emite-una-alerta-por-el-fenomeno-de-el-nino-que-podria-significar-para-la-temporada-de-huracanes-de-este-ano-1773612541509_320.jpeg" alt="La NOAA lancia un allarme per il fenomeno El Niño: cosa potrebbe significare per la stagione degli uragani di quest'anno"></a></article></aside><p><strong>Durante El Niño, questi venti si indeboliscono e le acque calde si diffondono verso est attraverso il Pacifico.</strong> Questo spostamento rilascia ulteriore calore nell'atmosfera e riduce la capacità dell'oceano di assorbirlo, portando a un temporaneo aumento delle temperature globali.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">If twin tropical cyclones form in the West Pacific in April, 2026 would be in a class with 2015 and 1997 previous super El Niño events.<br><br>In March 2015 (left), Cyclones Pam and Bavi were twins, fueling a major westerly wind burst.<br><br>The same thing could happen in 2026 (right). <a href="https://t.co/qV3bEqt2GV">pic.twitter.com/qV3bEqt2GV</a></p>— Ben Noll (@BenNollWeather) <a href="https://twitter.com/BenNollWeather/status/2037537628934078851?ref_src=twsrc%5Etfw">March 27, 2026</a></blockquote></figure><p>Ecco perché l'OMM è preoccupata. <strong>Sebbene El Niño sia un fenomeno naturale e ricorrente, che si verifica in genere ogni due-sette anni, ora agisce su un pianeta già in fase di riscaldamento. </strong>Eventi El Niño intensi possono aumentare le temperature globali di circa 0,2 °C.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>In sostanza, El Niño agisce come un amplificatore, intensificando gli effetti del cambiamento climatico di origine antropica.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La storia recente ne dimostra l'impatto: un El Niño prolungato ha contribuito a temperature record nel 2023, seguite da temperature ancora più elevate nel 2024. <strong>Le previsioni suggeriscono che un altro El Niño potrebbe svilupparsi nel 2026, spingendo potenzialmente le temperature globali a nuovi record entro il 2027.</strong></p><h2>Ulteriori preoccupazioni</h2><p>Oltre a queste problematiche principali, diversi dettagli aggiuntivi sottolineano la gravità della situazione. Il calore immagazzinato negli strati superficiali dell'oceano è aumentato a un ritmo più che doppio rispetto a quello registrato alla fine del XX secolo, <strong>segnalando una rapida accelerazione del riscaldamento globale. </strong></p><p>Questo riscaldamento oceanico non solo influenza i sistemi meteorologici, ma danneggia anche gli ecosistemi marini e contribuisce alla diffusione di malattie come la dengue.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/the-world-meteorological-organisation-warns-earth-s-climate-is-out-of-balance-will-el-nino-worsen-impacts-1774784398501.png" data-image="z5b6p29ow164" alt="Cambiamento climatico." title="Cambiamento climatico."><figcaption>L'effetto dello sbiancamento dei coralli prodotto dal cambiamento climatico. </figcaption></figure><p>Nel frattempo, leader globali come <strong>António Guterres</strong> hanno avvertito che <strong>"ogni indicatore climatico chiave sta lampeggiando in rosso", </strong>sollecitando una transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili per il clima, l'energia e la sicurezza nazionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="749463" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cambiamento-climatico-il-2025-e-stato-il-terzo-tra-gli-anni-piu-caldi.html" title="Cambiamento climatico: Il 2025 è stato il terzo tra gli anni più caldi">Cambiamento climatico: Il 2025 è stato il terzo tra gli anni più caldi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cambiamento-climatico-il-2025-e-stato-il-terzo-tra-gli-anni-piu-caldi.html" title="Cambiamento climatico: Il 2025 è stato il terzo tra gli anni più caldi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamento-climatico-il-2025-e-stato-il-terzo-tra-gli-anni-piu-caldi-1768591351476_320.png" alt="Cambiamento climatico: Il 2025 è stato il terzo tra gli anni più caldi"></a></article></aside><p>Le prove dimostrano quindi un sistema climatico sottoposto a una pressione crescente, con la variabilità naturale come El Niño che ora interagisce con il riscaldamento a lungo termine causato dall'uomo in modi che potrebbero produrre eventi estremi senza precedenti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 06:12:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'ultima linea di tendenza del modello europeo cambia la previsione delle anomalie termiche attese sull'Italia dalla prossima settimana. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4kchc"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4kchc.jpg" id="xa4kchc"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La fase di tempo stabile e soleggiato di questi ultimi giorni sembra più una parentesi che una vera svolta verso la bella stagione. Difatti, secondo l’ultima linea di tendenza elaborata dal modello europeo, <strong>ECMWF,</strong> punto di riferimento di <strong>Meteored,</strong> dal 13 al 20 aprile assisteremo a un importante cambio di circolazione.</p><p>Già a partire dal prossimo fine settimana, e soprattutto <strong>nella settimana dal 13 al 20 aprile,</strong> si profila un nuovo cambio di circolazione caratterizzato dal ritorno del blocco scandinavo. Ciò comporterà il ritorno delle perturbazioni sul Mediterraneo.</p><h2><strong>Il ritorno del blocco scandinavo</strong></h2><p>Questo pattern meteorologico, che ha caratterizzato buona parte della stagione, vede l’isolamento di un robusto anticiclone sul Nord Europa, fra Scandinavia e Paesi Baltici. </p><div class="texto-destacado">Tale “barriera” di alta pressione devia il flusso atlantico, <strong>aprendo la strada a saccature e perturbazioni che dal Nord Atlantico si dirigono verso il Mediterraneo.</strong></div><p>Inoltre, la <strong>corrente a getto polare,</strong> in uscita dal Nord America, verrà costretta ad abbassarsi di latitudine, penetrando fino al cuore del Mediterraneo. Proprio qui, si troverà ad interagire con il ramo del <strong>getto subtropicale,</strong> che dal Sahara sale verso nord, a seguito della stagionale espansione della <strong>Cella di Hadley</strong> che segue i passaggi zenitali del sole. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile-1775557072293.png" data-image="zv0skbbklal7" alt="Corrente a getto." title="Corrente a getto."><figcaption>La simulazione per il prossimo lunedì mostra l'interazione fra il getto polare e il getto subtropicale sull'area del Mediterraneo, dove nasceranno nuove ciclogenesi.</figcaption></figure><p>Questa interazione fra le due correnti a getto trasformerà il Mediterraneo in una fabbrica di depressioni extratropicali e sistemi frontali che causeranno nuove fasi di maltempo sulle nostre regioni.</p><h2><strong>Cosa cambia per l’Italia?</strong></h2><p>Il <strong>blocco scandinavo</strong> indebolisce l’anticiclone subtropicale e favorisce l’ingresso di masse d’aria più fredde sul nostro Paese. Il modello europeo ha modificato le previsioni termiche per la settimana dal 13 al 20 aprile, <strong>evidenziando la possibilità di valori termici sotto la media stagionale, soprattutto al Centro-Sud e sulle Isole.</strong></p><p>Non si tratterà di un ritorno dell’inverno vero e proprio, ma di una primavera più vivace e instabile, con piogge e rovesci, più frequenti sulle regioni centro-meridionali e sulle Isole Maggiori. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761560" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricercatori-sviluppano-un-agente-di-intelligenza-artificiale-per-rivoluzionare-la-ricerca-meteorologica-e-climatica.html" title="Ricercatori sviluppano un agente di intelligenza artificiale per rivoluzionare la ricerca meteorologica e climatica">Ricercatori sviluppano un agente di intelligenza artificiale per rivoluzionare la ricerca meteorologica e climatica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricercatori-sviluppano-un-agente-di-intelligenza-artificiale-per-rivoluzionare-la-ricerca-meteorologica-e-climatica.html" title="Ricercatori sviluppano un agente di intelligenza artificiale per rivoluzionare la ricerca meteorologica e climatica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/investigadores-desarrollan-un-agente-de-ia-que-podria-revolucionar-la-investigacion-del-tiempo-y-del-clima-1774173242762_320.jpg" alt="Ricercatori sviluppano un agente di intelligenza artificiale per rivoluzionare la ricerca meteorologica e climatica"></a></article></aside><p>Oltre alla maggiore probabilità di vedere l’isolamento di gocce fredde (depressioni in cut-off) sui mari italiani (Tirreno, Ionio e Adriatico meridionale), <strong>che innescheranno instabilità diurna con temporali, anche intensi, in prossimità dei monti, nelle ore centrali della giornata.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile-1775557313445.png" data-image="6akgdkdjsope" alt="Anomalie termiche" title="Anomalie termiche"><figcaption>Ecco l'anomalia di temperatura attesa ad inizio della prossima settimana sull'area europea, con temperature sotto le medie del periodo fino all'Italia.</figcaption></figure><p>Le temperature, inoltre, subiranno un calo rispetto alla fase attuale, <strong>con anomalie negative che il modello ECMWF sta insistendo con maggiore convinzione rispetto alle emissioni precedenti.</strong></p><h2><strong>Quando persisterà l’anomalia?</strong></h2><p>Al momento, dall’ultima proiezione di <strong>ECMWF,</strong> sembra che questo pattern possa persistere anche dopo il 20, protraendo questa fase di instabilità, con temperature al di sotto delle medie stagionali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762367" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-anticiclone-si-trasforma-in-blocco-scandinavo-attenzione-al-fine-settimana-tornano-piogge-e-freddo.html" title="Meteo Italia, l’anticiclone si trasforma in blocco scandinavo: attenzione al fine settimana, tornano pioggia e freddo">Meteo Italia, l’anticiclone si trasforma in blocco scandinavo: attenzione al fine settimana, tornano pioggia e freddo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-anticiclone-si-trasforma-in-blocco-scandinavo-attenzione-al-fine-settimana-tornano-piogge-e-freddo.html" title="Meteo Italia, l’anticiclone si trasforma in blocco scandinavo: attenzione al fine settimana, tornano pioggia e freddo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-l-anticiclone-si-trasforma-in-blocco-scandinavo-attenzione-al-fine-settimana-tornano-piogge-e-freddo-1775455754276_320.jpeg" alt="Meteo Italia, l’anticiclone si trasforma in blocco scandinavo: attenzione al fine settimana, tornano pioggia e freddo"></a></article></aside><p>Non un nuovo colpo di coda dell’inverno, come accaduto a fine marzo, ma una primavera vivace e piovosa, <strong>con il Mediterraneo meridionale che diventerà il teatro ideale per l’isolamento di gocce fredde e depressioni.</strong></p><p>Dopo la stabilità di questa parte di aprile, ci dobbiamo iniziare a preparare a un finale di aprile decisamente più movimentato, con tanta instabilità.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[In che modo le energie rinnovabili possono contribuire a limitare l'attuale crisi energetica globale?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-che-modo-le-energie-rinnovabili-possono-contribuire-a-limitare-l-attuale-crisi-energetica-globale.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 04:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Secondo un recente studio, lo sviluppo delle energie rinnovabili, particolarmente evidente negli ultimi anni, limiterebbe significativamente l'impatto dell'attuale crisi energetica mondiale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/comment-les-energies-renouvelables-limitent-la-crise-energetique-mondiale-actuelle-1774684167499.jpeg" data-image="zhouh2mwk0ge" alt="Energia rinnovabile." title="Energia rinnovabile."><figcaption>Negli ultimi anni, l'energia eolica e solare hanno registrato un vero e proprio boom in tutto il mondo</figcaption></figure><p>La guerra in Medio Oriente sta causando <strong>una vera e propria crisi energetica globale,</strong> che tuttavia viene significativamente attenuata dallo sviluppo esponenziale delle energie rinnovabili.</p><h2>I notevoli risparmi</h2><p>Secondo uno studio del gruppo <strong>Ember,</strong> che mira a un futuro sistema energetico globale più economico, pulito, efficiente e sicuro, <strong>l'energia solare ed eolica hanno registrato una crescita record a livello mondiale nel 2025,</strong> rappresentando l'equivalente di oltre un settimo della produzione globale di gas.</p><p>Sebbene questo possa sembrare relativamente piccolo, il loro impatto è già visibile. Infatti, dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, <strong>il 28 febbraio, la capacità eolica e solare esistente in tutto il mondo ha contribuito a mitigare l'impatto della conseguente crisi energetica.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>In effetti, questa capacità ha impedito la produzione di circa 330 terawattora (TWh) di elettricità dal gas, con un potenziale risparmio di oltre 40 miliardi di dollari.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In altre parole, l'impatto del conflitto in Medio Oriente avrebbe potuto essere ancora maggiore senza le energie rinnovabili, soprattutto considerando l'impennata dei prezzi del petrolio e del gas delle ultime settimane.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755772" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-energia-solare-passiva-guadagna-terreno-nell-architettura-moderna.html" title="L'energia solare passiva guadagna terreno nell'architettura moderna ">L'energia solare passiva guadagna terreno nell'architettura moderna </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-energia-solare-passiva-guadagna-terreno-nell-architettura-moderna.html" title="L'energia solare passiva guadagna terreno nell'architettura moderna "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-energia-solare-passiva-guadagna-terreno-nell-architettura-moderna-1771942413999_320.jpg" alt="L'energia solare passiva guadagna terreno nell'architettura moderna "></a></article></aside><p>Ai prezzi di mercato attuali, il risparmio sulle importazioni di gas ammonterebbe a circa 138 miliardi di dollari. Come sottolinea <strong>Kingmill Bond,</strong> analista di Ember, <strong>"le energie rinnovabili offrono agli importatori una vera e propria via verso la sicurezza energetica: una soluzione meno costosa, più rapida da implementare e libera da vincoli geopolitici".</strong></p><h2>L'ascesa dell'energia solare e dell'eolico</h2><p>La crisi energetica derivante dal conflitto in Medio Oriente ci ricorda con forza l'importanza cruciale di ridurre la nostra dipendenza energetica da petrolio e gas<strong>, un obiettivo che, secondo gli esperti di Ember, è sulla buona strada.</strong> In effetti, la portata e la velocità di sviluppo dell'energia solare negli ultimi anni non hanno precedenti nel settore energetico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="712382" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-c-e-una-importante-e-peosoitivs-crescita-delle-energie-rinnovabili-in-italia-la-situazione-nel.html" title="Crisi climatica, sempre più energie rinnovabili in Italia: forte crescita negli ultimi anni, ecco la situazione nel 2025">Crisi climatica, sempre più energie rinnovabili in Italia: forte crescita negli ultimi anni, ecco la situazione nel 2025</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-c-e-una-importante-e-peosoitivs-crescita-delle-energie-rinnovabili-in-italia-la-situazione-nel.html" title="Crisi climatica, sempre più energie rinnovabili in Italia: forte crescita negli ultimi anni, ecco la situazione nel 2025"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/crisi-climatica-c-e-una-importante-e-peosoitivs-crescita-delle-energie-rinnovabili-in-italia-la-situazione-nel-1748331609793_320.jpeg" alt="Crisi climatica, sempre più energie rinnovabili in Italia: forte crescita negli ultimi anni, ecco la situazione nel 2025"></a></article></aside><p>Secondo Ember, <strong>nel 2025 sono stati aggiunti a livello globale 814 gigawatt di capacità solare ed eolica.</strong> Ciò porta la capacità globale combinata di queste due fonti di energia rinnovabile a <strong>oltre 4 terawatt, con l'energia solare che rappresenta la quota maggiore, pari a 2,9 terawatt, entro la fine del 2025.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet" data-conversation="none"><p lang="en" dir="ltr">#3 Solar continued its run as the fastest-growing electricity source in history, by far ️<br><br>It took 8 years for solar to jump from 100 TWh to 1,000 TWh of power<br><br> and just another 3 years to leap past 2,000 TWh <a href="https://t.co/YDoMWT4hsP">pic.twitter.com/YDoMWT4hsP</a></p>— Ember (@ember_energy) <a href="https://twitter.com/ember_energy/status/2034558865346351445?ref_src=twsrc%5Etfw">March 19, 2026</a></blockquote></figure><p>Anche l'energia eolica sta compiendo progressi significativi, <strong>raggiungendo una capacità globale di circa 1,3 terawatt entro la fine del 2025. </strong>Ciononostante, la strada da percorrere è ancora lunga prima che queste energie rinnovabili diventino la fonte energetica dominante a livello mondiale.</p><div class="texto-destacado"><strong>Nel 2024, secondo l'Energy Institute, la produzione energetica commerciale globale era così ripartita: 33,6% petrolio, 27,9% carbone, 25,1% gas naturale, 5,2% nucleare e 8,2% energie rinnovabili, di cui 2,7% idroelettrico e 5,5% energia eolica, solare, biomassa, geotermica e biocarburanti combinati.</strong></div><p>Pertanto, pur essendo sulla strada giusta, soprattutto considerando la crescita dell'energia solare ed eolica negli ultimi anni, <strong>un cambiamento radicale non è ancora imminente.</strong> Sebbene l'energia solare possa attenuare l'attuale crisi energetica, quest'ultima rimane comunque rilevante, con le conseguenti ripercussioni economiche che ne derivano.</p><h3><em>Fonte dell'articolo : </em></h3><p><em><a href="https://www.geo.fr/environnement/sans-les-energies-renouvelables-la-crise-energetique-mondiale-serait-bien-plus-importante-revele-une-etude-231373" target="_blank">Sans les énergies renouvelables, la crise énergétique mondiale serait bien plus importante révèle une étude</a></em>, Geo et AFP, 26/03/2026</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-che-modo-le-energie-rinnovabili-possono-contribuire-a-limitare-l-attuale-crisi-energetica-globale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ecco la più grande scoperta scientifica degli ultimi anni, rivoluzionerà la vita di milioni di persone]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-la-piu-grande-scoperta-scientifica-degli-ultimi-anni-rivoluzionera-la-vita-di-milioni-di-persone.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 18:24:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il 2025 è stato un anno ricco di scoperte scientifiche, alcune davvero straordinarie, capaci di avere un impatto diretto sulla nostra vita quotidiana. Una in particolare salverà la vita a milioni di persone.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-la-piu-grande-scoperta-scientifica-di-questo-2024-rivoluzionera-la-vita-di-milioni-di-persone-1734214387618.jpg" data-image="vv6k52ykpk7q" alt="scoperte scientifiche" title="scoperte scientifiche"><figcaption>Il 2024 è stato un anno ricco di scoperte scientifiche, alcune davvero straordinarie, capaci di avere un impatto diretto sulla nostra vita quotidiana. </figcaption></figure><p>Questi ultimi anni sono stati pieni di scoperte scientifiche, alcune davvero straordinarie, capaci di avere un impatto diretto sulla nostra vita quotidiana. </p><p>Ma mica finisce qui. L'anno appena trascorso è da ricordare per diversi traguardi raggiunti nel campo della biologia, dell’agricoltura, della fisica, dell’antropologia e della geologia, sempre secondo <strong><em>Science.</em></strong></p><h2><strong>Ecco a chi spetta il primo posto secondo Science</strong></h2><p>Che si tratti di ampliare la nostra conoscenza del mondo microscopico o di trasformare il modo in cui percepiamo il nostro vicinato galattico, ogni progresso è degno di nota. Uno su tutti è lo studio sul virus dell' <strong>HIV, </strong>i cui esiti hanno sbalordito gli scienziati, e gli stessi ricercatori.</p> <figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-la-piu-grande-scoperta-scientifica-di-questo-2024-rivoluzionera-la-vita-di-milioni-di-persone-1734214440247.jpg" data-image="5f0t6kh55j0k" alt="scoperte scientifiche" title="scoperte scientifiche"><figcaption>Un ampio studio condotto su ragazze adolescenti e giovani donne africane ha riportato a giugno che queste iniezioni hanno ridotto le infezioni da HIV a zero, un’efficacia sbalorditiva del 100%. </figcaption></figure> <p>Nonostante decenni di progressi, <strong>questo virus al giorno d’oggi infetta ancora più di 1 milione di persone all’anno.</strong> Quest’anno però il mondo ha avuto un assaggio di quella che potrebbe essere the <strong>next best thing:</strong> <strong>un farmaco iniettabile che protegge le persone per 6 mesi con ogni iniezione.</strong></p><h2><strong>I risultati dello studio più importante del 2024</strong></h2><p>Un ampio studio condotto su ragazze adolescenti e giovani donne africane ha riportato a giugno che queste iniezioni <strong>hanno ridotto le infezioni da HIV a zero,</strong> un’efficacia sbalorditiva del 100%. </p><p>Tre mesi dopo, uno studio simile condotto in quattro continenti <strong>ha riportato un’efficacia del 99,9% in persone di genere diverso che hanno rapporti sessuali con uomini confermandone quindi la validità.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="678220" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-studio-rivela-che-l-insonnia-cronica-aumenta-il-rischio-di-malattie-cardiovascolari.html" title="Uno studio rivela che l'insonnia cronica aumenta il rischio di malattie cardiovascolari">Uno studio rivela che l'insonnia cronica aumenta il rischio di malattie cardiovascolari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-studio-rivela-che-l-insonnia-cronica-aumenta-il-rischio-di-malattie-cardiovascolari.html" title="Uno studio rivela che l'insonnia cronica aumenta il rischio di malattie cardiovascolari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estudo-revela-que-a-insonia-cronica-aumenta-o-risco-de-doencas-cardiovasculares-1728334100694_320.jpeg" alt="Uno studio rivela che l'insonnia cronica aumenta il rischio di malattie cardiovascolari"></a></article></aside><p>Molti ricercatori ora sperano che il farmaco, <strong>il lenacapavir,</strong> ridurrà notevolmente i tassi di infezione globali se usato come profilassi pre-esposizione. «Ha il potenziale, se riusciamo a farlo bene, il che significa fare le cose in grande e diffonderlo», afferma <strong>Linda-Gail Bekker,</strong> specialista in malattie infettive presso l’Università di <strong>Città del Capo</strong> che ha guidato uno dei due test di efficacia per il produttore del farmaco, <strong>Gilead Sciences.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’innovatività del farmaco risiede poi nel suo meccanismo di azione: <strong>è un inibitore del capside, la struttura che avvolge il materiale genetico del virus.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>E anche molti altri virus hanno le proprie proteine capside e il trionfo quindi di questo farmaco solleva l’entusiasmante prospettiva che simili inibitori del capside possano combattere altre malattie virali. Insomma, una vera e propria pietra miliare per la scienza.<strong> La strada ora si apre per nuovi traguardi da raggiungere in questo 2026 che verrà. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-la-piu-grande-scoperta-scientifica-degli-ultimi-anni-rivoluzionera-la-vita-di-milioni-di-persone.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un fenomeno mai visto prima dagli astronomi, una cometa inverte la sua rotazione nello spazio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-fenomeno-mai-visto-prima-dagli-astronomi-una-cometa-inverte-la-sua-rotazione-nello-spazio.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 18:23:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Nuove osservazioni del telescopio spaziale Hubble rivelano che la cometa 41P non solo ha rallentato la sua rotazione dopo essere passata vicino al Sole, ma l'ha addirittura invertita. Questo fenomeno, mai registrato prima, solleva interrogativi sulla vita e sull'evoluzione di questi corpi ghiacciati.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-fenomeno-nunca-antes-visto-por-los-astronomos-un-cometa-invierte-su-rotacion-en-el-espacio-1774635277372.jpg" data-image="9d42pmj12vn2" alt="cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák Hubble NASA" title="cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák Hubble NASA"><figcaption>Questa rappresentazione artistica mostra la cometa 41P, una piccola cometa della famiglia di Giove, mentre si avvicina al Sole e i suoi gas ghiacciati iniziano a sublimare, espellendo materiale nello spazio. Crediti: Illustrazione: NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI)</figcaption></figure><p>Gli astronomi che lavorano con il <strong>telescopio spaziale Hubble della NASA</strong> hanno rilevato un comportamento senza precedenti in una piccola cometa del sistema solare: la sua rotazione ha subito un brusco rallentamento e, poco dopo, ha iniziato a ruotare nella direzione opposta.</p><p>Questa è la prima prova osservata di una cometa che inverte la sua rotazione, una scoperta che offre uno sguardo eccezionale sull'evoluzione fisica di questi corpi fragili.</p><div class="texto-destacado"><strong>La cometa in questione è la 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák, nota semplicemente come 41P, che probabilmente ha avuto origine nella Fascia di Kuiper. Da lì, attratta dalla potente gravità di Giove, è rimasta intrappolata in un'orbita che la riporta nel sistema solare interno ogni 5,4 anni.</strong></div><p>Dopo il suo avvicinamento al Sole nel 2017, i ricercatori hanno iniziato a notare che stava accadendo qualcosa di insolito. Le osservazioni effettuate quell'anno dall'Osservatorio Swift della NASA hanno mostrato che la cometa ruotava tre volte più lentamente rispetto a pochi mesi prima, quando era stata studiata con il <strong>Discovery Channel Telescope </strong>in Arizona. Ma la cosa più sorprendente sarebbe arrivata più tardi.</p><h2>Una svolta drammatica rilevata da Hubble</h2><p>Una recente analisi delle immagini scattate da Hubble nel dicembre 2017 ha rivelato che la cometa aveva ripreso ad accelerare, ma non nel modo previsto. Il suo periodo di rotazione era allora di circa 14 ore, ben lontano dalle 46-60 ore misurate da Swift. </p><div class="texto-destacado"><strong>La spiegazione più semplice, secondo gli autori dello studio, è che il nucleo della cometa si sia quasi fermato e sia stato poi costretto a ruotare nella direzione opposta da getti di gas eruttati dalla sua superficie.</strong></div><p>L'articolo, pubblicato su <strong>The Astronomical Journal,</strong> descrive uno scenario degno di un romanzo di fantascienza, ma del tutto plausibile per questi piccoli e instabili oggetti.</p><h2>Un nucleo minuscolo e capriccioso </h2><p>Le immagini di Hubble hanno anche permesso agli scienziati di misurare le dimensioni del nucleo della cometa: appena un chilometro di diametro, equivalente a circa tre volte l'altezza della Torre Eiffel. <strong>Dimensioni così ridotte rendono estremamente facile l'inclinazione o la destabilizzazione.</strong></p><p>Quando una cometa si avvicina al Sole, il calore provoca la sublimazione dei suoi ghiacci e la formazione di getti di gas e polvere. Questi "geyser" naturali possono fungere da minuscoli sistemi di propulsione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-fenomeno-nunca-antes-visto-por-los-astronomos-un-cometa-invierte-su-rotacion-en-el-espacio-1774635345110.jpg" data-image="7aokhwfxejhg" alt="cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák Hubble NASA" title="cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák Hubble NASA"><figcaption>Pannello di sinistra: Immagine composita con integrazione di 3840 s in TGK. Una barra di scala di 1″ e le direzioni cardinali indicate si applicano a entrambi i pannelli. Pannello di destra: Stessa immagine con contorni per evidenziare la chioma vicino al nucleo. Le frecce direzionali mostrano la direzione antisolare (–S) e il vettore di velocità eliocentrica negativo proiettato (–V). Crediti: The Astronomical Journal (2026). DOI: 10.3847/1538-3881/ae4355.</figcaption></figure><p><strong>"I getti agiscono come minuscoli motori",</strong> ha spiegato <strong>David Jewitt,</strong> astronomo dell'Università della California, Los Angeles, e autore principale dello studio. <strong>"Se sono distribuiti in modo non uniforme, possono alterare drasticamente la rotazione di una cometa, soprattutto se è piccola come la 41P".</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="749512" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-ricerca-dell-universita-di-oxford-dimostra-che-gli-asteroidi-non-si-possono-far-esplodere.html" title="Una ricerca dell'Università di Oxford dimostra che gli asteroidi non si possono far esplodere">Una ricerca dell'Università di Oxford dimostra che gli asteroidi non si possono far esplodere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-ricerca-dell-universita-di-oxford-dimostra-che-gli-asteroidi-non-si-possono-far-esplodere.html" title="Una ricerca dell'Università di Oxford dimostra che gli asteroidi non si possono far esplodere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/armageddon-how-oxford-research-shows-asteroids-are-not-easy-to-blow-up-1768406152403_320.jpg" alt="Una ricerca dell'Università di Oxford dimostra che gli asteroidi non si possono far esplodere"></a></article></aside><p>Pertanto, i getti inizialmente rallentavano la rotazione originale della cometa. Continuando a spingere, sono riusciti a invertirne completamente la rotazione. <strong>"È come spingere una giostra",</strong> ha illustrato Jewitt. "Se gira in una direzione e si spinge contro di essa, prima la si rallenta e poi la si fa girare nella direzione opposta".</p><h2>Un corpo in rapida trasformazione</h2><p><strong>Lo studio mostra anche che l'attività complessiva della cometa 41P è diminuita notevolmente durante i suoi recenti passaggi ravvicinati al Sole. </strong>Quando è passata vicino al Sole nel 2001, era insolitamente attiva per le sue dimensioni. Nel 2017, la sua produzione di gas si era ridotta di quasi dieci volte.</p><div class="texto-destacado">Questo cambiamento suggerisce che la superficie della cometa potrebbe evolversi rapidamente, forse perché i materiali volatili circostanti stanno scomparendo o vengono ricoperti da strati isolanti di polvere. </div><p>Le trasformazioni nelle comete in genere richiedono secoli, persino millenni. Pertanto, osservare variazioni così rapide offre un'opportunità eccezionale per studiarne l'evoluzione in tempo reale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="688530" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-della-nasa-scoprono-nuovi-tipi-di-comete-oscure-nel-sistema-solare.html" title="Gli scienziati della NASA scoprono nuovi tipi di comete oscure nel sistema solare">Gli scienziati della NASA scoprono nuovi tipi di comete oscure nel sistema solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-della-nasa-scoprono-nuovi-tipi-di-comete-oscure-nel-sistema-solare.html" title="Gli scienziati della NASA scoprono nuovi tipi di comete oscure nel sistema solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gli-scienziati-della-nasa-scoprono-nuovi-tipi-di-comete-oscure-nel-sistema-solare-1734703791375_320.jpg" alt="Gli scienziati della NASA scoprono nuovi tipi di comete oscure nel sistema solare"></a></article></aside><p>I modelli basati sulle forze torsionali misurate e sulla perdita di massa indicano che, se questa tendenza dovesse continuare, la cometa potrebbe diventare strutturalmente instabile. <strong>Una rotazione troppo rapida potrebbe frammentarla o addirittura disintegrarla.</strong> "Penso che questo nucleo si autodistruggerà molto presto", ha avvertito <strong>Jewitt.</strong> Ciononostante, la cometa 41P orbita attorno al Sole sulla sua traiettoria attuale da circa 1.500 anni.</p><h2>Una scoperta nascosta negli archivi</h2><p>La scoperta è stata resa possibile dal vasto archivio di Hubble, che contiene dati provenienti da oltre trent'anni di missioni astronomiche. Jewitt ha trovato le osservazioni mentre esaminava questo archivio e si è accorto che non erano ancora state analizzate.</p><p>La politica di accesso aperto ai dati della NASA ha fatto ancora una volta la differenza: anche le immagini scattate anni fa possono fornire nuove risposte. E, in questo caso, <strong>hanno permesso agli scienziati di svelare il sorprendente caso della cometa che ha imparato a ruotare all'indietro.</strong></p><h3><strong><em>Fonte della notizia</em></strong></h3><p><em>David Jewitt. <a href="https://iopscience.iop.org/article/10.3847/1538-3881/ae4355" target="_blank">Reversal of Spin: Comet 41P/Tuttle–Giacobini–Kresa</a>k. AJ 171 229. DOI 10.3847/1538-3881/ae4355</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-fenomeno-mai-visto-prima-dagli-astronomi-una-cometa-inverte-la-sua-rotazione-nello-spazio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Clonazione dei mammiferi, una scoperta scientifica conferma la sua pericolosità]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clonazione-dei-mammiferi-una-scoperta-scientifica-conferma-la-sua-pericolosita.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 17:11:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un esperimento condotto su un topo ha dimostrato che le mutazioni genetiche influenzano le generazioni successive, arrivando persino a bloccarne la riproduzione. Ecco perché la clonazione non dovrebbe mai essere applicata agli esseri umani.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/clonacion-en-mamiferos-el-impactante-descubrimiento-cientifico-que-confirma-por-que-es-peligrosa-1774451274142.png" data-image="uds12z9pa27e" alt="Clonazione roditori." title="Clonazione roditori."><figcaption>L'esperimento di clonazione con una femmina di topo è iniziato nel 2005.</figcaption></figure><p>Per decenni, la clonazione è stata sinonimo di promessa, mistero e fascino. Dalla celebre pecora Dolly (il primo mammifero clonato nel 1996, quasi 30 anni fa) agli esperimenti più avanzati della biotecnologia moderna, il sogno di replicare la vita sembrava inarrestabile. Tuttavia, dopo 20 anni di un esperimento senza precedenti, la scienza ci ricorda ancora una volta un aspetto essenziale: la natura ha dei limiti che non possono essere ignorati.</p><div class="texto-destacado">Uno studio condotto dal ricercatore giapponese Teruhiko Wakayama (dell'Università di Yamanashi), recentemente pubblicato su Nature Communications, ha dimostrato, <strong>con sorprendente chiarezza, che la clonazione nei mammiferi non può essere sostenuta indefinitamente.</strong></div><p>A un certo punto, la nascita di nuovi cloni cessa semplicemente. Non per caso o per una tecnica inadeguata, ma a causa di un accumulo progressivo e fatale di mutazioni. In breve, la vita collassa letteralmente.</p><h2>Quando la clonazione si ritorce contro se stessa</h2><p>L'esperimento è iniziato nel 2005, <strong>nove anni dopo la clonazione della pecora Dolly.</strong> Il soggetto era una singola topolina femmina, dalle cui cellule somatiche è stata prodotta la prima generazione di cloni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/clonacion-en-mamiferos-el-impactante-descubrimiento-cientifico-que-confirma-por-que-es-peligrosa-1774451373847.png" data-image="99ujoedz9mp3" alt="Clonazione." title="Clonazione."><figcaption>Il primo lotto di cloni è stato generato a partire da cellule somatiche di topo.</figcaption></figure><p>Il processo veniva poi ripetuto con ogni nuova generazione, come una sorta di <strong>"fotocopia di una fotocopia".</strong></p><p>Inizialmente, con grande sorpresa degli scienziati, tutto funzionò a meraviglia. Le prime 25 generazioni di topi clonati si svilupparono normalmente, vissero per circa due anni e mostrarono persino un leggero miglioramento nei tassi di successo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Non esageriamo dicendo che l'idea di una clonazione seriale infinita sembrava allettante. Ma la natura, come sempre, aveva altri piani.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Dalla generazione 25 in poi, qualcosa iniziò a non funzionare. Gli embrioni non si svilupparono più con la stessa frequenza e il tasso di successo dei cloni vitali iniziò a calare drasticamente. Alla generazione 57, il successo era quasi simbolico, con solo lo 0,6% dei tentativi che portavano alla nascita, mentre la generazione 58 non sopravvisse oltre un giorno.</p><p>Quello che stava accadendo fu spiegato con un accumulo silenzioso, progressivo e irreversibile di mutazioni genetiche.</p><h2>Accumulo di mutazioni</h2><p>Il team di scienziati ha sequenziato i genomi di topi clonati di diverse generazioni e la conclusione è stata sconvolgente. Ogni generazione ha introdotto circa 70 nuove mutazioni puntiformi (SNV), <strong>nonché circa 1,5 mutazioni strutturali (SV),</strong> come riarrangiamenti cromosomici o la perdita di interi frammenti di DNA.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/clonacion-en-mamiferos-el-impactante-descubrimiento-cientifico-que-confirma-por-que-es-peligrosa-1774451494037.png" data-image="gnie4mv9h2mt" alt="Clonazione." title="Clonazione."><figcaption>Dalla venticinquesima generazione di topi clonati in poi, gli embrioni non si sviluppavano con la stessa frequenza, quindi il tasso di cloni vitali iniziò a diminuire in modo incontrollato.</figcaption></figure><p><strong>Tra la 23a e la 57a generazione, il numero di mutazioni dannose raddoppiò.</strong> Iniziarono a comparire perdite cromosomiche, traslocazioni e anomalie che interessavano geni essenziali. Questo spiegava gli embrioni non vitali, le nascite fallite e il graduale collasso della linea genetica clonata.</p><p>In definitiva, la natura confermò che la clonazione ha una data di scadenza.</p><h2>L'importanza del sesso per salvare la specie</h2><p>Nonostante l'accumulo di mutazioni, gli scienziati osservarono qualcosa di straordinario: i topi rimasero fertili.</p><div class="texto-destacado">Quando i cloni di generazioni successive vennero incrociati con maschi normali, la prole mostrò tassi di natalità normali, cucciolate più numerose, placente sane e, soprattutto, una drastica riduzione delle mutazioni ereditarie.</div><p>La riproduzione sessuale agì come un sistema naturale di purificazione genetica. Ciò che la clonazione non poteva correggere, la riproduzione poteva.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/clonacion-en-mamiferos-el-impactante-descubrimiento-cientifico-que-confirma-por-que-es-peligrosa-1774451536764.png" data-image="nnwijvmjbly6" alt="Clonazione." title="Clonazione."><figcaption>Alla 57esima generazione di topi clonati, il successo era praticamente simbolico: appena lo 0,6% dei tentativi si concludeva con una nascita.</figcaption></figure><p>"Oltre un certo numero di generazioni, la clonazione porta inevitabilmente all'accumulo di mutazioni che solo la riproduzione sessuale può eliminare", ha spiegato Wakayama.</p><h2>Un esperimento difficilmente ripetibile</h2><p>Complessivamente, più di 1.200 topi clonati sono stati coinvolti in questo esperimento. <strong>Si è trattato di uno studio che esperti come Lluís Montoliu (CNB CSIC) hanno definito "eroico", </strong>sebbene probabilmente impossibile da replicare a causa della sua complessità tecnica e delle attuali restrizioni etiche. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760522" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-impatto-ambientale-dei-cibi-di-largo-consumo-uno-studio-rivela-gli-equivoci-piu-frequenti.html" title="L’impatto ambientale dei cibi di largo consumo: uno studio rivela gli equivoci più frequenti">L’impatto ambientale dei cibi di largo consumo: uno studio rivela gli equivoci più frequenti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-impatto-ambientale-dei-cibi-di-largo-consumo-uno-studio-rivela-gli-equivoci-piu-frequenti.html" title="L’impatto ambientale dei cibi di largo consumo: uno studio rivela gli equivoci più frequenti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-impatto-ambientale-dei-cibi-di-largo-consumo-uno-studio-rivela-gli-equivoci-piu-frequenti-1774367958610_320.jpg" alt="L’impatto ambientale dei cibi di largo consumo: uno studio rivela gli equivoci più frequenti"></a></article></aside><p>Infatti, lo studio mette in discussione anche teorie classiche come l'ipotesi della Regina Rossa, che sostiene che la riproduzione sessuale sia necessaria per adattarsi <strong>ai cambiamenti ambientali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/clonacion-en-mamiferos-el-impactante-descubrimiento-cientifico-que-confirma-por-que-es-peligrosa-1774451568242.png" data-image="w8z6ssp2y9u5" alt="Clonazione." title="Clonazione."><figcaption>La 58esima generazione di topi clonati direttamente non è sopravvissuta più di un giorno.</figcaption></figure><p>Qui, in condizioni controllate, senza pressioni ambientali o minacce esterne, la clonazione è fallita a causa delle inevitabili mutazioni causate dal trascorrere del tempo.</p><h2>La clonazione umana, un confine che non deve essere oltrepassato</h2><p>La scoperta riapre un dibattito scientifico ed etico di lunga data. Per Sagrario Ortega, responsabile dell'Unità di Modifica del Genoma del Topo presso il CNIO, la conclusione è chiara.</p><p>"<strong>La clonazione è uno strumento prezioso per la ricerca e la biotecnologia, ma non dovrebbe mai essere applicata agli esseri umani. La natura è sempre un passo avanti."</strong> E le prove sono inequivocabili: la clonazione infinita non esiste.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clonazione-dei-mammiferi-una-scoperta-scientifica-conferma-la-sua-pericolosita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Artemis 2: tanti record e obiettivi raggiunti, e un rientro con il fiato sospeso]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:03:19 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>A bordo della capsula Orion-Integrity, quattro astronauti hanno infranto ogni record di distanza dalla Terra. Ora la sfida si sposta sul rientro con la manovra Skip Entry, che proteggerà l'equipaggio dal calore estremo attraverso un audace "rimbalzo atmosferico".</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso-1775577751400.jpg" data-image="l6ljx659v2u3" alt="Luna." title="Luna."><figcaption>Gli astronauti di Artemis 2 hanno toccato la massima distanza mai raggiunta dalla Terra da esseri umani, con un record di 406.771 Km, più di qualsiasi altro equipaggio, circa 6.600 km oltre il limite raggiunto dall'Apollo 13, mentre il suo punto più vicino alla Luna è stato di 6.545 Km.</figcaption></figure><p> In questo momento, <strong>a migliaia di chilometri nello spazio</strong>, quattro esseri umani stanno vivendo un’esperienza che per oltre mezzo secolo è stata solo un ricordo lontano, vissuto con tanta emozione da chi allora e lo vide su piccoli schermi in bianco e nero. La missione <strong>Artemis 2</strong> rappresenta un punto di svolta del nuovo programma lunare della NASA, con il passaggio cruciale dalla fredda missione automatizzata di Artemis 1, al nuovo volo umano nello spazio profondo. </p><p>Partita il 1° aprile dal complesso di lancio del Kennedy Space Center, la capsula Orion è stata battezzata <strong>Integrity</strong>, un nome scelto dall'equipaggio per incarnare i valori fondamentali di fiducia, rispetto, sincerità e umiltà, necessari per il ritorno dell'umanità verso la Luna, e per rappresentare anche la profonda e proficua unione tra gli astronauti e le migliaia di persone che lavorano e hanno lavorato al progetto. </p><h2>Risultati scientifici e validazione dei sistemi di bordo</h2><p> Gli astronauti di <strong>Artemis 2</strong> hanno toccato la massima distanza mai raggiunta dalla Terra da esseri umani, con un<strong> record di </strong><strong>406.771 Km</strong>, più di qualsiasi altro equipaggio, circa 6.600 km oltre il limite raggiunto dall'Apollo 13, mentre il suo punto più vicino alla Luna è stato di 6.545 Km. </p><div class="texto-destacado">Durante questo passaggio, gli astronauti hanno potuto <strong>osservare direttamente i "lampi di impatto" </strong>(le meteore nel momento in cui colpiscono la superficie lunare) e hanno scattato delle <strong>foto ad alta risoluzione dei crateri sul lato nascosto</strong> (spesso impropriamente definito "oscuro", poiché <strong>non visibile dalla Terra)</strong>. </div><p>E sempre in questa fase, mentre la Terra non era più visibile ma eclissata dalla Luna, <strong>per 40 lunghi minuti di blackout radio </strong>dovuto alla schermatura lunare, gli astronauti hanno potuto verificare la resilienza e rispondenza dei sistemi di <strong>navigazione inerziale senza controllo da terra</strong>. </p><h2>Un rientro "delicato" per la gestione termica tramite Skip Entry</h2><p>L'attenzione di tutti, equipaggio in primis, è ora orientata a<strong> venerdì 10 aprile</strong>, quando Integrity affronterà <strong>la fase più delicata</strong>, quella del<strong> rientro in atmosfera</strong>. Infatti nell'esperienza di <strong>Artemis 1 non era andato tutto liscio</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso-1775575243065.jpeg" data-image="bhsmp57srcgd"><figcaption>La fase di rientro in atmosfera è molto delicata perché gli strati più rarefatti riscaldano per attrito i materiali con cui le molecole di gas entrano in contatto. L'angolo di incidenza della capsula con l'atmosfera nella fase di rientro riveste un'omportanza cruciale per li,itare il calore e la decelerazione che dovranno sopportare gli astronauti.</figcaption></figure><p>La capsula di Artemis 1, una volta ripescata dall'Oceano, aveva evidenziato <strong>un'usura imprevista dello scudo termico in Avcoat</strong>, avviando un attento studio per formulare nuove strategie di protezione dal plasma durante discesa. </p><div class="texto-destacado">Per proteggere equipaggio e modulo, <strong>la NASA</strong>, non senza dubbi e critiche, <strong>ha optato per un cambiamento di tipo di manovra di rientro</strong>, optando per quella chiamata <strong>Skip Entry</strong> (rientro a rimbalzo). Questa tecnica fondamentalmente non ha agito sullo scudo, ma sul suo utilizzo. </div><p>Artemis 2 raggiungerà <strong>la velocità più elevata mai raggiunta da umani</strong> in una fase di rientro <strong>(stabilendo un nuovo record o uguagliando quello di Apollo 10)</strong> alla velocità ipersonica di quasi <strong>40.000 km/h</strong>. Per gestire al meglio il carico termico generato dall'attrito dello scudo termico della capsula con gli strati più rarefatti dell'atmosfera, si è pensato di procedere in <strong>due fasi distinte</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso-1775574678407.jpg" data-image="4ns6igepjta3"><figcaption>Gli astronauti hanno potuto osservare direttamente i "lampi di impatto" (le meteore mentre colpiscono la superficie lunare) e hanno scattato foto ad alta risoluzione dei crateri sul lato nascosto, quello nascosto (spesso impropriamente definito "oscuro"), poiché non visibile dalla Terra. Foto: Credit NASA</figcaption></figure><p>Nella <strong>fase iniziale</strong>, la Integrity effettuerà<strong> un primo "tuffo" controllato</strong> negli strati superiori dell'atmosfera. L'attrito genererà temperature vicine ai <strong>2.760 °C</strong>, ma prima che il calore possa penetrare eccessivamente nella struttura,<strong> l</strong><strong>a capsula sfrutterà la portanza generata dalla sua inclinazione per risalire brevemente nello spazio</strong>, cioè fuori dall'atmosfera densa. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761686" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-autostrada-invisibile-il-capolavoro-balistico-di-artemis-dal-lancio-al-rientro-fase-per-fase.html" title="L'autostrada invisibile: il capolavoro balistico di Artemis 2, dal lancio al rientro fase per fase">L'autostrada invisibile: il capolavoro balistico di Artemis 2, dal lancio al rientro fase per fase</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-autostrada-invisibile-il-capolavoro-balistico-di-artemis-dal-lancio-al-rientro-fase-per-fase.html" title="L'autostrada invisibile: il capolavoro balistico di Artemis 2, dal lancio al rientro fase per fase"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-autostrada-invisibile-il-capolavoro-balistico-di-artemis-1775035566859_320.jpeg" alt="L'autostrada invisibile: il capolavoro balistico di Artemis 2, dal lancio al rientro fase per fase"></a></article></aside><p>Questo "salto" permetterà una parziale <strong>dissipazione radiativa del calore accumulato</strong> dallo scudo e anche di ridurre drasticamente la velocità di avanzamento nella fase successiva.</p><h2>Precisione di atterraggio e sicurezza dell'equipaggio</h2><p>La <strong>seconda fase del rientro </strong>avverrà poco dopo, quando la velocità sarà scesa a livelli più facilmente gestibili. Questo <strong>approccio frazionato</strong> ridurrà sensibilmente <strong>la forza G (di decelerazione) </strong>che graverà sugli astronauti, riportandola su valori molto più sicuri e confortevoli rispetto a un "rientro balistico diretto", con una frenata più intensa. </p><div class="texto-destacado">Lo Skip Entry fornisce anche la possibilità di modulare l'entità del "rimbalzo", infatti i computer di navigazione possono correggere la traiettoria con estrema precisione, dirigendo la capsula verso il punto di ammaraggio previsto nell'Oceano Pacifico. </div><p><strong>Le critiche avanzate a questo tipo di rientro a singhiozzo</strong>, con tanto di rimbalzo di decine di km verso lo spazio, derivano dal timore che <strong>un rimbalzo esagerato</strong> <strong>possa </strong><strong>far perdere nello spazio capsula ed equipaggio</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso-1775574709645.jpeg" data-image="jmnmgn9l31ou"><figcaption>Artemis 2 raggiungerà la velocità più elevata mai raggiunta da umani in una fase di rientro (altro record) alla velocità ipersonica di circa 40.000 km/h. Per gestire al meglio il carico termico generato dall'attrito con gli strati più rarefatti dell'atmosfera, si è pensato di procedere in due fasi distinte. </figcaption></figure><p>In realtà, per rimbalzare, la velocità di fuga dovrebbe essere addirittura superiore a quella di ingresso in atmosfera (40.320 km/h). E questo guadagno di velocità è fisicamente impossibile senza una spinta propulsiva aggiuntiva. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761559" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-fissa-il-2028-come-data-per-colonizzare-la-luna.html" title="La NASA fissa il 2028 come data per colonizzare la Luna">La NASA fissa il 2028 come data per colonizzare la Luna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-fissa-il-2028-come-data-per-colonizzare-la-luna.html" title="La NASA fissa il 2028 come data per colonizzare la Luna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-marca-2028-como-fecha-para-colonizar-la-luna-un-plan-de-20-000-millones-y-una-base-lunar-permanente-1774721297284_320.jpeg" alt="La NASA fissa il 2028 come data per colonizzare la Luna"></a></article></aside><p> Sebbene<strong> errori nei calcoli</strong> potrebbero teoricamente immettere la Orion in un'orbita ellittica più lunga,<strong> ritardando pericolosamente il rientro della Integrity di qualche giorno</strong>, <strong>la NASA esclude tale scenario,</strong> grazie alla ridondanza dei sistemi di guida automatica di cui la capsula è dotata. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le città italiane sempre più esposte al rischio di alluvioni lampo, bisogna adottare nuove strategie ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il problema non risiede solo nella quantità di pioggia, ma nella sproporzione tra ciò che cade dal cielo, in spazi temporali molto ristretti, e ciò che la città è in grado di gestire.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie-1762083139153.jpg" data-image="uc7ib3uajz9l" alt="Allagamenti, alluvioni lampo." title="Allagamenti, alluvioni lampo."><figcaption>Gli allagamenti non sono più un’eccezione stagionale, ma una minaccia strutturale che colpisce ormai ogni singola città del mondo. </figcaption></figure><p>Solo nei giorni scorsi in Italia si sono verificati diversi eventi precipitativi estremi che hanno coinvolto porzioni molto ristrette di territorio, dalla Toscana alla Sicilia, passando per la Calabria.</p><p>Nello spazio temporale di circa 2-3 ore in queste località <strong>sono caduti fino a oltre 100-150 mm di pioggia, con punte ben oltre i 200 mm.</strong> Stiamo parlando di quantitativi d’acqua estremi, in pratica più della pioggia che normalmente cade in questi luoghi in tutto il mese di novembre, in sole 2-3 ore. </p><p>E’ vero che l’autunno è la stagione dei fenomeni meteorologici estremi, ma oggi, rispetto al passato, questi eventi sono divenuti la piena normalità. Non più un’eccezione, ma normalità quotidiana. </p><h2><strong>Non più una semplice eccezione stagionale</strong></h2><p>Gli allagamenti non sono più un’eccezione stagionale, ma una minaccia strutturale che colpisce ormai ogni singola città del mondo. Anzi, con la loro particolare morfologia, le città italiane sono le più esposte al fenomeno degli allagamenti istantanei. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie-1762083293608.jpg" data-image="1vy3a53auppq" alt="Piogge estreme." title="Piogge estreme."><figcaption>Il Mediterraneo sta vivendo una progressiva estremizzazione del clima. I temporali più concentrati, celle convettive stazionarie, precipitazioni brevi ma devastanti. </figcaption></figure><p>Il problema non risiede solo nella quantità di pioggia, ma nella sproporzione tra ciò che cade dal cielo e ciò che la città è in grado di gestire. <strong>Le reti fognarie e i sistemi di scolo urbano sono stati progettati decenni fa, quando le precipitazioni intense erano meno frequenti e meno violente.</strong></p><h2><strong>Il cambiamento del regime pluviometrico</strong></h2><p>I criteri di dimensionamento si basavano su <strong>intensità pluviometriche medie tra i 20 e i 40 mm/h (intensità della pioggia basata si millimetri all’ora) per eventi brevi.</strong> Oggi, invece, <strong>si registrano picchi che superano i 100-150 mm/h, </strong>con concentrazioni d’acqua che in meno di un’ora equivalgono a un intero mese di pioggia media.</p><p>Per capire la portata del disallineamento, basta un calcolo semplice. Su una superficie urbana di 1.000 metri quadrati, equivalente di un isolato, <strong>una pioggia di 120 mm/h genera circa 33 litri di deflusso al secondo. </strong></p><p>Una caditoia standard, anche perfettamente pulita, <strong>ne smaltisce al massimo 8-12 litri al secondo.</strong> Ne servirebbero almeno tre o quattro per ogni tratto di strada per evitare il ristagno, ma la densità reale delle griglie delle città oggi è molto inferiore. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie-1762083197787.jpg" data-image="5yi2u3fhm4hd" alt="Allagamenti." title="Allagamenti."><figcaption>Le città italiane sempre più esposte al rischio di alluvioni lampo, bisogna adottare nuove strategie mirate al potenziamento della raccolta delle acque piovane.</figcaption></figure><p>E questo senza considerare che, in molti casi, i pozzetti sono ostruiti da spazzatura, detriti, foglie o sedimenti accumulati nel tempo. Il suolo, impermeabilizzato da cemento e asfalto non lascia spazio all’infiltrazione. </p><p>Anche interventi di pulizia straordinaria, fondamentali, non risolvono il problema strutturale, <strong>quando l’intensità supera di tre, quattro o cinque volte i valori di progetto,</strong> nessun tombino può fare miracoli.</p><h2><strong>Verso un clima sempre più estremo</strong></h2><p>Il Mediterraneo sta vivendo una progressiva estremizzazione del clima. I temporali più concentrati, <strong>celle convettive stazionarie,</strong> precipitazioni brevi ma devastanti. I dati pluviometrici storici su cui si basano le norme tecniche non sono più rappresentativi. </p><div class="texto-destacado"><strong>Ciò che un tempo era un evento eccezionale con ritorno centenario è diventato una possibilità quasi annuale. Le infrastrutture, invece, restano ancorate al passato. </strong></div><p>Per questo serve un cambio di paradigma. Non basta più intervenire dopo l’emergenza con pompe idrovore o sacchi di sabbia. Occorre ripensare l’intero sistema idrico urbano, attraverso criteri moderni e resilienti, adattati al nuovo regime pluviometrico. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Ad esempio bisognerebbe riprogettare l’intero sistema fognario, con tubazioni e canali dimensionati per intensità fino a 150 mm/h o più, almeno nei nodi critici della città.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>A ciò bisogna aggiungere delle normative comunali ben più severe nel limitare l’impermeabilizzazione del suolo nelle nuove costruzioni, con l’installazione di sistemi di raccolta delle acque meteoriche negli edifici, incentivare la depavimentazione dove possibile. </p><h2><strong>Un problema che affligge tutte le città del mondo</strong></h2><p>Questo non è solo il problema di Milano, Roma e Napoli. Ma è un problema continentale e globale. Per ripensare a riprogettare il sistema di drenaggio urbano le amministrazioni comunali e le regioni devono coordinarsi in un piano integrato di lungo periodo, con finanziamenti dedicati e obiettivi misurabili. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="736698" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alluvioni-l-emilia-romagna-e-nel-cul-de-sac-per-colpa-del-clima-che-cambia-lo-affermano-i-climatologi.html" title="Alluvioni, l'Emilia-Romagna è nel “cul-de-sac” per colpa del clima che cambia: lo affermano i climatologi">Alluvioni, l'Emilia-Romagna è nel “cul-de-sac” per colpa del clima che cambia: lo affermano i climatologi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alluvioni-l-emilia-romagna-e-nel-cul-de-sac-per-colpa-del-clima-che-cambia-lo-affermano-i-climatologi.html" title="Alluvioni, l'Emilia-Romagna è nel “cul-de-sac” per colpa del clima che cambia: lo affermano i climatologi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alluvioni-l-emilia-romagna-e-nel-cul-de-sac-per-colpa-del-clima-che-cambia-lo-affermano-i-climatologi-1761736982961_320.jpeg" alt="Alluvioni, l'Emilia-Romagna è nel “cul-de-sac” per colpa del clima che cambia: lo affermano i climatologi"></a></article></aside><p>Non si tratta di spese, ma di investimenti. Del resto ogni euro speso in prevenzione ne risparmia dieci in danni e ricostruzione. <strong>Altrimenti saranno guai, e costi ingenti, ad ogni temporale e acquazzone. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le stelle cadenti di primavera: quando vedere le Liridi nel 2026]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-stelle-cadenti-di-primavera-quando-vedere-le-liridi-nel.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:13:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Ogni anno nel mese di aprile i cieli notturni si illuminano grazie al passaggio di uno sciame di meteore. Ecco come e dove si possono osservare al meglio nel 2026</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-stelle-cadenti-di-primavera-quando-vedere-le-liridi-nel-1775566828810.jpg" data-image="6aso2rcltvsu" alt="Liridi 2026" title="Liridi 2026"><figcaption>Composizione di stelle cadenti al passaggio delle Liridi in un periodo di 2 ore</figcaption></figure><p>Secondo la tradizione, per esprimere un desiderio ad una stella cadente bisogna aspettare le notti d’estate e precisamente la notte di San Lorenzo. Il 10 agosto di ogni anno, ma anche nei giorni seguenti, le <strong>Perseidi</strong> creano lo spettacolo delle <em>Lacrime di San Lorenzo</em>, con picchi anche di decine di meteore all’ora a solcare i cieli notturni.</p><p>La <strong>prima pioggia di meteore</strong> dell’anno, però, arriva diversi mesi prima.</p><p>Ad <strong>aprile </strong>si possono infatti osservare le <strong>Liridi</strong>, che da duemilasettecento anni rendono magico il cielo primaverile, appassionando studiosi e sognatori. Questo è uno tra i più antichi sciami meteorici mai avvistati e se ne trova già notizia negli studi degli astronomi cinesi del<strong> 687 a.C. </strong></p><h2>Cosa sono le Liridi</h2><p>Come le Perseidi, anche le Liridi sono frammenti che si sono distaccati da un corpo celeste detto <em>progenitore</em>. In questo caso si tratta della cometa C/1861, o più semplicemente <strong>Cometa Tatcher, </strong>dal nome del suo scopritore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760890" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/oumuamua-il-primo-visitatore-interstellare-e-ormai-lontano-ma-restano-i-misteri-irrisolti.html" title="'Oumuamua: il primo visitatore interstellare è ormai lontano, ma restano i misteri irrisolti">'Oumuamua: il primo visitatore interstellare è ormai lontano, ma restano i misteri irrisolti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/oumuamua-il-primo-visitatore-interstellare-e-ormai-lontano-ma-restano-i-misteri-irrisolti.html" title="'Oumuamua: il primo visitatore interstellare è ormai lontano, ma restano i misteri irrisolti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/oumuamua-il-primo-visitatore-interstellare-e-ormai-lontano-ma-restano-i-misteri-irrisolti-1774557683770_320.jpg" alt="'Oumuamua: il primo visitatore interstellare è ormai lontano, ma restano i misteri irrisolti"></a></article></aside><p>Orbitando intorno al sole in un arco di tempo di circa quattrocentoventidue anni, la cometa lascia dietro di sé rocce e detriti. Ad aprile di ogni anno, quando la Terra transita per la regione del Sistema Solare dove si trovano i frammenti, questi entrano in contatto con l’atmosfera, si incendiano e danno vita al fenomeno delle stelle cadenti. </p><p>Queste meteore prendono il loro nome dalla <strong>costellazione della Lira</strong> dove, in prossimità di una delle stelle più luminose del cielo, <strong>Vega</strong>, si trova il <strong>punto radiante</strong> dello sciame di meteore. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-stelle-cadenti-di-primavera-quando-vedere-le-liridi-nel-1775566939223.jpg" data-image="jczaw6knzlif" alt="Liridi - Vega" title="Liridi - Vega"><figcaption>La stella Vega, nella costellazione della Lira, si trova a 25 anni luce dalla Terra ed è una delle più luminose del cielo</figcaption></figure><p><br>È questo il punto da cui, per effetto della prospettiva, sembrano divergere le traiettorie delle stelle cadenti. Si tratta comunque solo di una <strong>illusione ottica</strong> e le Liridi non sono connesse in alcun modo dalla costellazione della Lira.</p><h2>Le stelle cadenti più luminose della primavera</h2><p>Lo spettacolo delle Liridi è evidente da ogni parte del globo, ma in particolare dall’emisfero nord.</p><p>In media si possono osservare circa <strong>diciotto meteore all’ora</strong>. Questo fa delle Liridi uno sciame non particolarmente prolifico, tuttavia a volte si sono avute anche impennate di quasi novanta “stelle” ogni sessanta minuti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="757662" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-violenta-storia-dietro-l-origine-della-luna-secondo-la-scienza-moderna.html" title="La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna">La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-violenta-storia-dietro-l-origine-della-luna-secondo-la-scienza-moderna.html" title="La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-violenta-storia-dietro-l-origine-della-luna-secondo-la-scienza-moderna-1772817070223_320.jpeg" alt="La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna"></a></article></aside><p>Le Liridi non sono l’unico sciame meteorico del mese di aprile ma sono di certo quello più visibile e massiccio. Sono anche considerate tra le più <strong>affidabili </strong>perché di anno in anno arrivano puntuali e non deludono mai. Questo perché l’orbita della Cometa Tatcher è tale che i suoi frammenti non vengono dispersi a causa dell’attrazione gravitazionale del pianeti.</p><p>Gli spettacolari frammenti di cometa viaggiano ad una velocità di <strong>quarantanove chilometri al secondo</strong> e producono scie qualche volta anche abbastanza persistenti e in ogni caso luminose poiché ardono ad una temperatura che raggiunge i 1600°C.</p><h2>Quando e dove osservare le Liridi nel 2026</h2><p>Il periodo di osservazione delle Liridi va dal <strong>14 al 30 aprile. </strong></p><div class="texto-destacado">Il picco nel 2026 è atteso per il <strong>22 aprile</strong> a partire dalle 19:30 e questo è anche un anno fortunato per chi vuole osservarle, dal momento che la luna nuova sarà nata appena da due giorni, lasciando il cielo un po’ più buio.</div><p>In Europa del sud, e quindi in <strong>Italia</strong>, le migliori condizioni di osservazione si hanno tra le 22:30 e le 2:30, quando il punto radiante è alto in cielo. </p><p>Naturalmente i luoghi bui e lontani dall’inquinamento luminoso sono i favoriti per l’osservazione ma anche <strong>in città</strong> si possono vedere circa cinque o sei stelle cadenti ogni ora.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762282" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo.html" title="Le nane brune che popolano l'universo, oggetti che nascono come stelle ma non riescono a diventarlo ">Le nane brune che popolano l'universo, oggetti che nascono come stelle ma non riescono a diventarlo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo.html" title="Le nane brune che popolano l'universo, oggetti che nascono come stelle ma non riescono a diventarlo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo-1775327472921_320.png" alt="Le nane brune che popolano l'universo, oggetti che nascono come stelle ma non riescono a diventarlo "></a></article></aside><p>Con un po’ di fortuna al passaggio delle Liridi si possono osservare anche le così dette <strong>“palle di fuoco”</strong>. Si tratta di frammenti più grandi della media, che danno origine a scie più lunghe, luminose e durature. Non sono particolarmente rare, ma nemmeno molto frequenti. Sembra comunque che il 2026 sia un anno propizio anche per il passaggio di questi bolidi celesti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-stelle-cadenti-di-primavera-quando-vedere-le-liridi-nel.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Guida pratica per eliminare le erbacce che crescono tra le piastrelle, nei tombini e nelle crepe]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-pratica-per-eliminare-le-erbacce-che-crescono-tra-le-piastrelle-nei-tombini-e-nelle-crepe.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 14:17:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Consigli semplici ed efficaci per eliminare le erbacce dalle superfici dure e impedirne la ricomparsa nel tempo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/guia-facil-para-eliminar-yuyos-que-crecen-en-baldosas-desagues-grietas-y-otros-lugares-insolitos-1774732300951.jpg" data-image="4nkxp0en79w8" alt="Piante." title="Piante."><figcaption>Le erbacce possono attecchire anche nelle fessure più piccole, se c'è umidità e terriccio accumulato.</figcaption></figure><p>Non è solo un problema estetico. Quando crescono su superfici dure, vedi cemento, pietra, mattoni, le radici trovano piccole fessure, si aggrappano e, col tempo, possono allargare le crepe o spostare pezzi. Rimuoverle non è sempre facile: strappare semplicemente la pianta raramente funziona, perché la radice rimane e ricresce.</p><p>La chiave, più che semplicemente "strapparla", sta nel combinare due cose: rimuovere completamente ciò che è già cresciuto e impedirne la ricrescita.</p><h2>Rimuovere ciò che è cresciuto</h2><p>Nei patii e nei marciapiedi, il primo passo è piuttosto impegnativo. <strong>Le erbacce che crescono tra le piastrelle o le lastre di pavimentazione devono essere rimosse dalla base. </strong>Qualsiasi attrezzo stretto andrà bene: un decespugliatore manuale, una spatola o persino un vecchio cacciavite, purché permetta di raggiungere la fessura e raschiare. L'obiettivo non è strappare, ma allentare la radice e rimuoverla completamente, o il più completamente possibile.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guia-facil-para-eliminar-yuyos-que-crecen-en-baldosas-desagues-grietas-y-otros-lugares-insolitos-1774732356884.jpg" data-image="6b9lc9b5n12d" alt="piante" title="piante"><figcaption>Sradicare l'erbaccia è solo il primo passo: l'importante è impedirne la ricrescita</figcaption></figure><p>Quando il problema è più esteso, si può utilizzare un erbicida specifico per le erbacce. È più efficace nelle giornate asciutte, applicato direttamente sulle foglie, e di solito richiede più di un'applicazione. Successivamente, è necessario rimuovere il materiale essiccato per pulire a fondo la superficie.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716387" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-curare-la-menta-in-vaso-consigli-di-giardinaggio-per-una-crescita-estiva-sana-ed-equilibrata.html" title="Come curare la menta in vaso: consigli di giardinaggio per una crescita estiva sana ed equilibrata">Come curare la menta in vaso: consigli di giardinaggio per una crescita estiva sana ed equilibrata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-curare-la-menta-in-vaso-consigli-di-giardinaggio-per-una-crescita-estiva-sana-ed-equilibrata.html" title="Come curare la menta in vaso: consigli di giardinaggio per una crescita estiva sana ed equilibrata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-curare-la-menta-in-vaso-consigli-di-giardinaggio-per-una-crescita-estiva-sana-ed-equilibrata-1750975907071_320.jpeg" alt="Come curare la menta in vaso: consigli di giardinaggio per una crescita estiva sana ed equilibrata"></a></article></aside><p>Sui muri, il procedimento è simile, ma più delicato. Le piante crescono spesso in piccole fessure dove si accumulano terra e umidità. È meglio rimuoverle con cura, cercando di estirpare l'intera radice. Se anche solo una parte rimane attaccata, ricrescerà.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guia-facil-para-eliminar-yuyos-que-crecen-en-baldosas-desagues-grietas-y-otros-lugares-insolitos-1774732427125.jpg" data-image="3z3npmezk1qp" alt="piante" title="piante"><figcaption>Dove c'è un po' di terra e acqua, le erbacce spuntano presto.</figcaption></figure><p>Nelle griglie e nei tombini, la rimozione viene effettuata manualmente. Le radici sono generalmente superficiali, quindi estrarle è più facile, a patto che non si sia accumulato troppo terriccio.</p><h2>Pulire in modo che non tornino</h2><p>Una volta che le erbacce sono spuntate, ciò che rimane nascosto sono terra, materia organica e semi. Ed è proprio questo che riattiva il problema.</p><div class="texto-destacado">Su piastrelle o pavimenti esterni, è consigliabile pulire accuratamente la superficie. Questo può essere fatto con acqua e una spazzola, o anche con un'idropulitrice a bassa pressione se il materiale lo consente. L'obiettivo è rimuovere sporco, polvere e qualsiasi detrito che possa essersi accumulato nelle fughe.</div><p>Sui muri, la pulizia delle fessure è fondamentale. Se si è accumulata terra, l'area rimane adatta alla germinazione di nuove piante. Una spazzolata o anche solo un po' d'acqua è sufficiente per lasciare la superficie il più pulita possibile.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guia-facil-para-eliminar-yuyos-que-crecen-en-baldosas-desagues-grietas-y-otros-lugares-insolitos-1774732545573.jpg" data-image="e8yfl687omqr" alt="piante" title="piante"><figcaption>Il problema non è solo estetico: le radici possono allargare le crepe e danneggiare le superfici.</figcaption></figure><p>Nelle fognature, questa fase è essenzialmente una questione di manutenzione. Foglie, fango e detriti formano una sorta di "vaso di fiori involontario". Rimuoverli regolarmente previene il problema prima ancora che si manifesti.</p><p>Ecco dove sorge una tentazione comune: l'aceto. Sebbene spesso raccomandato come soluzione "naturale", non è innocuo. La sua acidità può danneggiare le piastrelle o il cemento, lasciando macchie o indebolendo la superficie. In questi casi, è meglio evitarlo.</p><h2>Blocca la via d'accesso</h2><p>Una volta pulita la superficie, arriva il passaggio che fa la differenza, ossia quello di impedire che le erbacce ricompaiano.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760430" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/aprile-in-fiore-le-piante-che-segnano-il-vero-risveglio-della-primavera-italiana.html" title="Aprile in fiore: le piante che segnano il vero risveglio della primavera italiana">Aprile in fiore: le piante che segnano il vero risveglio della primavera italiana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/aprile-in-fiore-le-piante-che-segnano-il-vero-risveglio-della-primavera-italiana.html" title="Aprile in fiore: le piante che segnano il vero risveglio della primavera italiana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/aprile-in-fiore-le-piante-che-segnano-il-vero-risveglio-della-primavera-italiana-1774351722047_320.jpeg" alt="Aprile in fiore: le piante che segnano il vero risveglio della primavera italiana"></a></article></aside><p>Su patii e marciapiedi, questo significa riempire le fughe tra le piastrelle. <strong>Se sono vuote o sfuse, fungono da punti di ingresso per le erbacce. </strong>La sabbia aiuta a stabilizzare la malta e, in alcuni casi, l'applicazione di un sigillante sulla superficie contribuisce a fissare il materiale e a ridurre la comparsa di nuove erbacce.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guia-facil-para-eliminar-yuyos-que-crecen-en-baldosas-desagues-grietas-y-otros-lugares-insolitos-1774732667944.jpg" data-image="3tfsqozxbdgv" alt="piante." title="piante."><figcaption>Una piccola svista può trasformarsi nel luogo ideale per la crescita delle erbacce.</figcaption></figure><p>Sulle pareti, sigillare le crepe visibili con un materiale adatto non solo migliora l'aspetto estetico, ma elimina anche lo spazio in cui le erbacce potrebbero ricrescere. In caso di umidità persistente, è importante intervenire, poiché è la causa principale del problema.</p><p>Nei tombini, sigillare non è possibile, ma la prevenzione sì. Mantenerli puliti e liberi da ostruzioni è ciò che impedisce loro di diventare, <strong>ancora una volta, un terreno fertile per le erbacce.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758648" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-api-sono-in-pericolo-ma-tu-puoi-aiutarle-scopri-piante-e-fiori-primaverili-utili-e-facili-da-coltivare.html" title="Le api sono in pericolo, ma tu puoi aiutarle: scopri piante e fiori primaverili utili e facili da coltivare">Le api sono in pericolo, ma tu puoi aiutarle: scopri piante e fiori primaverili utili e facili da coltivare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-api-sono-in-pericolo-ma-tu-puoi-aiutarle-scopri-piante-e-fiori-primaverili-utili-e-facili-da-coltivare.html" title="Le api sono in pericolo, ma tu puoi aiutarle: scopri piante e fiori primaverili utili e facili da coltivare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-api-sono-in-pericolo-ma-tu-puoi-aiutarle-scopri-piante-e-fiori-primaverili-utili-e-facili-da-coltivare-1774178105127_320.jpeg" alt="Le api sono in pericolo, ma tu puoi aiutarle: scopri piante e fiori primaverili utili e facili da coltivare"></a></article></aside><p>Le erbacce non spuntano dal nulla: approfittano di fessure, umidità e incuria. Pertanto, la soluzione migliore è una combinazione di pulizia, rimozione corretta e prevenzione. Perché sì, possono ricomparire. Ma quando lo spazio a loro disposizione viene bloccato, diventa sempre più difficile per loro ricrescere.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-pratica-per-eliminare-le-erbacce-che-crescono-tra-le-piastrelle-nei-tombini-e-nelle-crepe.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Roma: ancora tanto sole e clima mite, primi segnali di cambiamento nel weekend]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-ancora-tanto-sole-e-clima-mite-primi-segnali-di-cambiamento-nel-weekend.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 12:51:17 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'attuale situazione meteorologica sulla Capitale rispecchia un assetto di stampo pienamente primaverile, con un campo di alta pressione di matrice subtropicale che garantisce condizioni di stabilità pur mostrando i primi segnali di un possibile cedimento nel fine settimana, più probabile a partire da domenica.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4kip4"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4kip4.jpg" id="xa4kip4"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In questi giorni la Capitale sembra essere entrata pienamente in <strong>"modalità primavera"</strong>, probabilmente la stagione migliore per vivere e visitare la città eterna. Alberi in fiore e parchi di nuovo verdi e riecheggianti degli ormai onnipresenti pappagallini variopinti, perfettamente inseriti nel clima sempre più mite dell'area metropolitana romana, continueranno a beneficiare di questa<strong> fase anticiclonica</strong> che, <strong>dopo</strong> averci concesso<strong> delle festività pasquali sorprendentemente gradevoli</strong>, <strong>continuerà ancora per qualche giorno</strong> a regalare cieli azzurri e temperature sopra media.</p><p>Ma quanto durerà ancora questa fase particolarmente dolce della primavera romana?</p><h2>Il dominio dell'alta pressione e la ventilazione settentrionale</h2><p>Ancora per domani,<strong> mercoledì 8 aprile</strong>, il robusto campo di alta pressione riuscirà ad assicurare un <strong>cielo in prevalenza sereno o al massimo attraversato da sottili velature del tutto innocue</strong>. La circolazione attuale favorisce un flusso debole ma costante dai quadranti settentrionali o nord-orientali che riuscirà a mantenere l'aria ancora piuttosto secca e, quindi, la visibilità resterà ancora ottima su tutto il bacino del Tevere. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762467" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c.html" title="Meteo Sardegna: verso un anticipo d'estate, attesi picchi fino a +27°C">Meteo Sardegna: verso un anticipo d'estate, attesi picchi fino a +27°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c.html" title="Meteo Sardegna: verso un anticipo d'estate, attesi picchi fino a +27°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c-1775472744009_320.png" alt="Meteo Sardegna: verso un anticipo d'estate, attesi picchi fino a +27°C"></a></article></aside><p> Per la giornata di domani le temperature massime si attesteranno su valori molto gradevoli, oscillando tra i <strong>22 e i 24°C nelle aree urbane</strong>, potendo toccare localmente punte anche più elevate. Le minime notturne, invece, continueranno a scendere intorno ai 10°C per via del forte irraggiamento notturno. </p><h2>Segnali di cedimento e divergenze tra i principali modelli</h2><p>A partire da<strong> giovedì 9 aprile</strong>, il bordo orientale dell'anticiclone inizierà a subire la crescente pressione di una massa d'aria più instabile e fresca in discesa dai Balcani. In questa fase, però, è possibile osservare una <strong>leggera divergenza tra i principali centri di calcolo.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-la-capitale-tra-stabilita-anticiclonica-e-primi-segnali-di-cedimento-nel-weekend-1775561350501.jpeg" data-image="jmeyh9q98d7o"><figcaption>Anche se, a partire da giovedì 9 aprile, il bordo orientale dell'anticiclone inizierà a subire la crescente pressione di una massa d'aria più instabile e fresca in discesa dai Balcani. Il tempo, in questa fase, resterà prevalentemente stabile e soleggiato, con al massimo qualche velatura o stratificazione in più. </figcaption></figure><p>Infatti, mentre<strong> il modello europeo </strong>(ECMWF) suggerisce <strong>un indebolimento più </strong><strong>pronunciato e rapido della struttura anticiclonica</strong>, con un conseguente aumento della nuvolosità stratiforme innocua<strong>, il modello americano</strong> (GFS)<strong> ipotizza una tenuta maggiore, posticipando ogni possibile disturbo</strong>. </p><p><strong>Venerdì </strong>questa tendenza si confermerebbe, con <strong>aria instabile nordorientale per ECMWF</strong> e conseguente<strong> instabilità pomeridiana appenninica</strong>, anche se con poche conseguenze per la Capitale. GFS, pur confermando l'<strong>ulteriore rinforzo del vento da Nord-Est, </strong>non vede nessun<strong> </strong>rischio di precipitazioni appenniniche significative, e quindi probabilità anche inferiori per eventuali sconfinamenti verso il centro cittadino.</p><h2>Fine settimana tra incertezza e calo termico</h2><p> Il<strong> fine settimana del 11 e 12 aprile</strong> rappresenta il punto di <strong>maggiore incertezza previsionale</strong> a causa di una configurazione potenzialmente molto complessa.<strong> </strong>Infatti oltre alla <strong>presenza più o meno invadente dell'area depressionaria e fresca in avvicinamento dai Balcani, </strong>bisognerà tenere conto dell'<strong>avvicinamento da ovest di un'insidiosa goccia fredda che, proprio entro le prossime ore, si isolerà dalla circolazione nordatlantica ad ovest del Portogallo. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762399" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-dal-weekend-italia-nel-mirino-di-pioggia-e-freddo.html" title="Torna il blocco scandinavo a metà mese, dal weekend Italia nel mirino di pioggia e freddo">Torna il blocco scandinavo a metà mese, dal weekend Italia nel mirino di pioggia e freddo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-dal-weekend-italia-nel-mirino-di-pioggia-e-freddo.html" title="Torna il blocco scandinavo a metà mese, dal weekend Italia nel mirino di pioggia e freddo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-italia-nel-mirino-delle-perturbazioni-1775424200533_320.jpg" alt="Torna il blocco scandinavo a metà mese, dal weekend Italia nel mirino di pioggia e freddo"></a></article></aside><p> Questa goccia fredda nei prossimi giorni tenderà a <strong>muoversi lentamente verso est</strong> nel bacino del Mediterraneo Occidentale.<strong> </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Le ultime proiezioni del modello GFS</strong> indicano che questo<strong> nucleo instabile</strong> potrebbe rivelarsi <strong>più profondo e incisivo</strong> di quanto ipotizzato in precedenza.</div><p><strong> ECMWF, invece, lo vede meno profondo e leggermente più lento </strong>nel suo avvicinamento all'Italia. Se la "visione americana" dovesse concretizzarsi, <strong>sabato 11</strong> il tempo inizierebbe a peggiorare, con<strong> un aumento della copertura nuvolosa anche a Roma</strong>, ed un <strong>crescente rischio per degli isolati piovaschi pomeridiani in estensione dalle aree montuose orientali verso la città.</strong> Viceversa ECMWF posticiperebbe questo peggioramento di alcune ore, fino a domenica 12.</p><h2>Oscillazioni termiche e tendenza per domenica</h2><p>L'evoluzione per domenica vede il modello americano <strong>GFS proporre lo scenario più perturbato </strong>(che, invece, fino all'emissione precedente era più ottimista dell'europeo), poiché vede la goccia fredda atlantica <strong>influenzare direttamente il tempo sulla nostra penisola,</strong> con una maggiore penetrazione dell'aria umida e instabile. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-la-capitale-tra-stabilita-anticiclonica-e-primi-segnali-di-cedimento-nel-weekend-1775561690910.jpeg" data-image="ta2ecau121ho"><figcaption>Nello scenario più dinamico visto da GFS, la domenica non trascorrerebbe soltanto sotto un cielo irregolarmente nuvoloso (come visto da ECMWF), ma vedrebbe il rischio più concreto di precipitazioni sparse e locali rovesci, specialmente durante le ore pomeridiane. </figcaption></figure><p> Mentre il modello europeo attribuisce a questo disturbo un ruolo marginale, limitandolo a un aumento della nuvolosità e a un rinforzo della ventilazione, la <strong>nuova proiezione di GFS </strong><strong>suggerisce </strong>che l'intrusione atlantica possa effettivamente portare <strong>un peggioramento più marcato anche su Roma</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762452" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico.html" title="Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data">Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico.html" title="Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico-1775457961183_320.png" alt="Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data"></a></article></aside><p> In questo scenario più dinamico, la <strong>domenica </strong>non trascorrerebbe soltanto sotto un cielo irregolarmente nuvoloso (come visto da ECMWF), ma vedrebbe il rischio più concreto di <strong>precipitazioni sparse e locali rovesci</strong>, specialmente durante le ore pomeridiane. </p><p>Anche sotto il profilo termico, si assisterebbe una <strong>flessione delle temperature massime</strong> che faticherebbero a superare i 18°C. La <strong>ventilazione </strong>che, dopo una fase iniziale prevalentemente occidentale, ruoterebbe progressivamente <strong>da Nord-Est</strong>, al calare del sole <strong>potrebbe far percepire temperature anche più fresche </strong>di quelle realmente registrate dai termometri, ancora prossime ai valori medi attesi per la stagione. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-ancora-tanto-sole-e-clima-mite-primi-segnali-di-cambiamento-nel-weekend.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Siepi a misura di giardino: quali piante scegliere per vivere al meglio il tuo spazio verde]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 10:15:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dalle siepi alte e schermanti a quelle ornamentali, scegliere le specie giuste permette di trascorrere momenti di totale tranquillità nel proprio giardino e di valorizzare lo spazio verde a disposizione</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde-1775322871963.jpeg" data-image="9k5vtkppi2i8"><figcaption>Siepi a misura di giardino: scopri quella più adatta al tuo</figcaption></figure><p>Con l’arrivo della primavera, il giardino torna a essere uno <strong>spazio da vivere quotidianamente</strong>: un luogo di relax, di contatto con la natura e, durante l’estate, anche di convivialità. Tuttavia, quando lo spazio verde confina con strade o aree di passaggio, la <strong>tranquillità</strong> può essere <strong>compromessa da rumori, traffico e sguardi esterni</strong>. </p><p>In questi casi, la presenza di una siepe <strong>alta e fitta</strong> lungo il perimetro del giardino diventa una soluzione pratica e funzionale. Oltre a creare una <strong>barriera visiva</strong>, contribuisce ad attenuare i <strong>rumori</strong> e a filtrare <strong>polveri sottili e agenti inquinanti</strong>. </p><p>Se il giardino ne è privo, o se la siepe esistente non è abbastanza efficace, è arrivato il momento di integrarla: la scelta della specie giusta rappresenta il primo passo per migliorare la <strong>qualità</strong> e la<strong> fruibilità</strong> dello spazio.</p><h2>Le migliori piante per siepi fitte e schermanti</h2><p>Per ottenere una siepe capace di garantire <strong>privacy durante tutto l’anno</strong>, è consigliabile orientarsi su <strong>specie sempreverdi</strong>, caratterizzate da una crescita compatta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761563" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/sette-arbusti-a-crescita-rapida-ideali-per-separare-gli-spazi-e-garantire-la-privacy-anche-tra-balconi.html" title="Sette arbusti a crescita rapida, ideali per separare gli spazi e garantire la privacy (anche tra balconi)">Sette arbusti a crescita rapida, ideali per separare gli spazi e garantire la privacy (anche tra balconi)</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/sette-arbusti-a-crescita-rapida-ideali-per-separare-gli-spazi-e-garantire-la-privacy-anche-tra-balconi.html" title="Sette arbusti a crescita rapida, ideali per separare gli spazi e garantire la privacy (anche tra balconi)"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/siete-arbustos-de-crecimiento-rapido-ideales-para-separar-espacios-y-ganar-privacidad-incluso-entre-balcones-1774645874468_320.jpg" alt="Sette arbusti a crescita rapida, ideali per separare gli spazi e garantire la privacy (anche tra balconi)"></a></article></aside><p>Tra le più diffuse troviamo il <strong>lauroceraso</strong>, apprezzato per la rapidità di crescita e il fogliame denso, e la<strong> fotinia</strong>, che unisce capacità schermante e valore ornamentale grazie ai giovani germogli rossastri. Molto utilizzato è anche il <strong>ligustro</strong>, resistente e adattabile a diverse condizioni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde-1775323388950.jpeg" data-image="jvnigp4le345"><figcaption>Siepe di carpino: fitta, ordinata e ideale per creare schermature naturali eleganti ed efficaci, definendo al contempo gli spazi del giardino</figcaption></figure><p>Per chi cerca soluzioni meno comuni, il<strong> bambù</strong> rappresenta un’alternativa interessante: alcune varietà formano barriere fitte e slanciate, ideali per creare schermature moderne e leggere. Anche il<strong> tasso</strong> e il <strong>cipresso leylandii</strong> sono spesso impiegati per siepi alte e compatte, soprattutto in contesti più ampi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde-1775323550192.jpeg" data-image="uj49bmqkffar"><figcaption>Grazie alla crescita veloce e al portamento verticale, il bambù è ideale per realizzare siepi compatte e decorative</figcaption></figure><p>Altre specie come l’<strong>alloro</strong>, il <strong>viburno</strong> e l’<strong>eleagno</strong> offrono un buon compromesso tra rusticità, densità e facilità di gestione, adattandosi bene a diversi tipi di giardino.</p><h2>Siepi per esigenze diverse</h2><p> Nella progettazione di un giardino, la siepe non ha necessariamente solo una funzione schermante. Esistono diverse tipologie pensate per rispondere a esigenze specifiche. </p><h3> Siepi basse e ornamentali</h3><p>Ideali per delimitare aiuole o vialetti, specie come il <strong>bosso </strong>permettono di creare bordure ordinate e geometriche.</p><h3> Siepi fiorite e profumate</h3><p><strong>Oleandro, gelsomino e lillà</strong><strong> </strong>offrono fioriture decorative e, in alcuni casi, profumi intensi, rendendo il giardino più vivace.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde-1775323006856.jpeg" data-image="bai1uwatqt1b"><figcaption>La spirea è un’ottima scelta per siepi fiorite: in primavera si ricopre di piccoli fiori chiari, creando una barriera fitta e decorativa</figcaption></figure><h3> Siepi a crescita rapida</h3><p>Per ottenere un effetto immediato si possono scegliere specie come <strong>pyracantha ed evonimo</strong>, oppure alcune varietà di <strong>salice arbustivo</strong>, capaci di svilupparsi velocemente. </p><h3>Siepi miste naturali</h3><p>Combinando più specie si ottengono siepi dall’aspetto spontaneo: ad esempio <strong>photinia, viburno e lauroceraso</strong> per un effetto compatto, oppure <strong>biancospino, prugnolo e sanguinello</strong> per una siepe più naturale e dal carattere stagionale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde-1775323675918.jpeg" data-image="gapvzy01bt08"><figcaption>Siepe mista ad effetto naturale</figcaption></figure><h3> Siepi da frutto</h3><p>Alcune piante, come <strong>corniolo e melograno</strong>, uniscono funzione estetica e produzione di frutti, arricchendo il giardino anche dal punto di vista funzionale. </p><h3> Siepi resistenti a condizioni difficili</h3><p>In contesti esposti a vento o salsedine, specie come <strong>tamarice e pitosforo</strong> garantiscono buona resistenza e adattabilità.</p><h2>Un valore ecologico spesso sottovalutato</h2><p>Oltre ai benefici per chi vive il giardino, le siepi svolgono un <strong>ruolo ecologico</strong> fondamentale. Rappresentano infatti un <strong>habitat</strong> prezioso per molte specie animali, in particolare per gli <strong>uccelli</strong>. Tra i rami fitti trovano riparo e luoghi adatti alla <strong>nidificazione</strong>, protetti dalle intemperie e dai predatori. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde-1775323211149.jpeg" data-image="xdwjmzxs1476"><figcaption>Un nido tra i rami fitti di una siepe è più sicuro: la vegetazione lo protegge su tutti i lati, sopra, sotto e lateralmente</figcaption></figure><p>Le siepi offrono inoltre <strong>cibo </strong>sotto forma di bacche, insetti e piccoli organismi, contribuendo al mantenimento della biodiversità anche in contesti urbani.</p><h2>Benefici per chi vive il giardino e per l'ambiente</h2><p>La siepe è, per sua natura, un elemento di<strong> protezione</strong>. Assicura tranquillità per chi vive il giardino, creando uno <strong>spazio più intimo e raccolto</strong>, ma allo stesso tempo offre<strong> rifugio e sicurezza alla fauna urbana</strong>. </p><p>Integrarla nel proprio spazio verde non è solo una<strong> scelta estetica o funzionale</strong>, ma anche un modo per migliorare la <strong>qualità dell’ambiente circostante</strong>. Un gesto semplice, capace di generare benefici concreti sia per le persone che per la natura.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Sardegna: verso un anticipo d'estate, attesi picchi fino a +27°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 10:06:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’arrivo di aria insolitamente mite, d’estrazione subtropicale marittima, sommata anche ai moti discendenti, tipici dell’anticiclone subtropicale, spingeranno i termometri oltre la soglia dei <strong>+25°C +26°C,</strong> con picchi fino a <strong>+27°C. </strong></p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4el9c"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4el9c.jpg" id="xa4el9c"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’anticiclone di tipo subtropicale che da Pasqua domina lo scenario meteorologico sull’Italia, oltre che in gran parte d’Europa, sta garantendo un clima mite, e temperature che si sono spinte ben sopra le medie del periodo. </p><p>La Sardegna sarà una delle regioni più interessate da questa nuova fase di stabilità, e clima mite, con temperature massime che raggiungeranno punte di oltre <strong>+20°C +22°C,</strong> ma con punte che localmente potrebbero raggiungere picchi fino a <strong>+25°C +26°C</strong> nelle aree dell’entroterra.</p><h2><strong>Sole e bel tempo sulla regione</strong></h2><p>L’ulteriore intensificazione del promontorio subtropicale sull’area del Mediterraneo sta provocando <strong>un deciso aumento dei geopotenziali</strong> e una generale stabilizzazione della colonna atmosferica. Ne consegue quindi un proseguo di settimana stabile, soleggiato e nel complesso mite, con ventilazione debole, prevalentemente di brezza, e temperature in ulteriore lieve aumento. </p><p>L’arrivo di aria insolitamente mite, d’estrazione subtropicale marittima, sommata anche ai moti discendenti, tipici dell’anticiclone subtropicale, spingeranno i termometri oltre la soglia dei <strong>+24°C +25°C,</strong> con picchi fino a <strong>+26°C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c-1775472551473.png" data-image="2lb4cmaocp92" alt="Meteo Sardegna." title="Meteo Sardegna."><figcaption>Le zone dove si potrà sfondare il muro dei +25°C +26°C sono quelle del Campitano, la valle del Coghinas e l’area attorno Ottana, nel Nuorese, dove la locale orografia enfatizza queste brusche escursioni termiche, fra giorno e notte. </figcaption></figure><p>Le zone dove si potrà sfondare il muro dei <strong>+25°C +26°C</strong> sono quelle del Campitano, la valle del Coghinas e l’area attorno Ottana, nel Nuorese, dove la locale orografia enfatizza queste brusche escursioni termiche, fra giorno e notte. </p><p>In queste aree dell’entroterra sardo le temperature massime, date le sopra citate condizioni atmosferiche, potranno facilmente superare la soglia dei <strong>+25°C,</strong> facendo registrare i valori termici più alti d’Italia, almeno temporaneamente.</p><h2><strong>Domani possibili picchi fino a +27°C</strong></h2><p>Da metà settimana la struttura anticiclonica tenderà ulteriormente a rinforzarsi, venendo alimentata da aria calda di matrice subtropicale continentale, stavolta proveniente dall’Africa Nord-occidentale. Questa avvezione calda rafforzerà il promontorio anticiclonico, che evolverà in un promontorio di blocco, elongato fino alla Scandinavia. </p><div class="texto-destacado">Ciò intensificherà il richiamo di aria calda subtropicale verso l’isola, spingendo ad un ulteriore aumento delle temperature massime. </div><p>In questo caso, il ruolo delle subsidenze atmosferiche, sommato alla sempre più intensa radiazione solare di metà aprile, <strong>avrà una certa importanza nello spingere le massime sopra i +27°C +28°C. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c-1775472640753.jpg" data-image="p0y9oag9vio2" alt="Sardegna, mare." title="Sardegna, mare."><figcaption>Il caldo anticipato di questi giorni spingerà molti turisti ad assaporare le spiagge incontaminate della regione. </figcaption></figure><p>Specialmente nella giornata di domani che sarà con molta probabilità<strong> la più calda della settimana. </strong></p><h2><strong>Possibile cambiamento nel weekend?</strong></h2><p>La fase di tempo stabile e soleggiato progredirà fino alle giornate di <strong>giovedì 16 e venerdì 17 aprile,</strong> con sole, qualche velatura, e temperature massime stabili, o in lieve diminuzione. Da sabato 18 e domenica 19 aprile sulla regione si assisterà ad un progressivo aumento della nuvolosità che potrebbe aprire la strada a un peggioramento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762452" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico.html" title="Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data">Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico.html" title="Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico-1775457961183_320.png" alt="Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data"></a></article></aside><p>Tale peggioramento, però, pare limitato alle coste meridionali e orientali dell’isola, dove si potrebbe generare qualche precipitazione sparsa, in un contesto di maggiore variabilità atmosferica, tipica di aprile. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questo piccolo roditore rappresenta il simbolo della grande biodiversità dei boschi calabresi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-roditore-rappresenta-il-simbolo-della-grande-biodiversita-dei-boschi-calabresi.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 08:06:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo animale affascinante è stato a lungo avvolto da un velo di mistero, spesso confuso con forme melaniche dello scoiattolo comune. La sua presenza rappresenta la ricchezza di fauna dei boschi calabresi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-roditore-rappresenta-il-simbolo-della-grande-biodiversita-dei-boschi-calabresi-1756245717753.jpg" data-image="rt9d5n65vqmt" alt="Scoiattolo nero meridionale." title="Scoiattolo nero meridionale."><figcaption>Negli ultimi anni, gli avvistamenti sono aumentati esponenzialmente. Secondo dati del 2023-2024 la popolazione si è espansa grazie ai rimboschimenti di conifere nella Catena Costiera, che hanno ricongiunto areali disgiunti. </figcaption></figure><p>Fra i fitti boschi della Calabria e della Basilicata vive un piccolo roditore elusivo, endemico di quest’area del Sud Italia. Stiamo parlando dello <strong>scoiattolo nero meridionale,</strong> nome scientifico <strong><em>Sciurus meridionalis</em></strong>. </p><p>Questo animale affascinante è stato a lungo avvolto da un velo di mistero, spesso confuso con forme melaniche dello scoiattolo comune. Negli ultimi anni, però, gli avvistamenti si sono intensificati, grazie al rimboschimento e a un maggiore monitoraggio nelle aree protette. </p><p>Dal 2017, quando è stato riconosciuto come specie distinta, <strong>lo scoiattolo nero è diventato un simbolo della ricchezza faunistica del Sud Italia.</strong></p><h2><strong>Scoperto per la prima volta all’inizio del 900</strong></h2><p>Questo animale venne scoperto nel 1907, dal naturalista calabrese <strong>Armando Lucifero</strong>, che l’ho descriveva come una specie “unica”. Per molti decenni fu considerato una sottospecie dello <strong>scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris).</strong></p><p>Solo nel 2017, grazie a uno studio genetico, morfologico ed ecologico condotto da ricercatori dell’Università dell’Insubria e altre istituzioni italiane, è stato elevato a specie autonoma. </p><div class="texto-destacado"><strong>Questa scoperta ha confermato che si tratta di un endemismo italiano, probabilmente isolato durante le glaciazioni Würm</strong>.</div><p>Negli ultimi anni, gli avvistamenti sono aumentati esponenzialmente. Secondo dati del 2023-2024 la popolazione si è espansa grazie ai rimboschimenti di conifere nella Catena Costiera, che hanno ricongiunto areali disgiunti. </p><p>In Calabria, segnalazioni arrivano da litorali marini e zone fino a 1.500 metri, mentre in Basilicata si spinge verso il centro. <strong>Nel 2010 c’erano solo un centinaio di esemplari. Oggi se ne contano migliaia. </strong></p><h2><strong>Un animale diurno che vive nei boschi</strong></h2><p>Lo scoiattolo nero è un animale diurno e solitario, attivo soprattutto al mattino e al pomeriggio, evitando le ore più calde. Vive in un territorio di 5-10 ettari, segnato con urina e graffi sugli alberi. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">@Jacobzt_ scoiattolo nero meridionale <a href="https://t.co/ZiWJWIJVpN">pic.twitter.com/ZiWJWIJVpN</a></p>— Tib ʕ·ᴥ·ʔ (@tibbipenegrosso) <a href="https://twitter.com/tibbipenegrosso/status/1688294752859348992?ref_src=twsrc%5Etfw">August 6, 2023</a></blockquote></figure><p>Si nutre di semi di pino, ghiande, nocciole, funghi, bacche e germogli. In autunno, accumula scorte in nidi o buche, rosicchiando pigne. Può integrare la sua dieta con insetti e uova, ma non attacca nidiacei in modo sistematico. A differenza degli altri scoiattoli non va in letargo, ma in inverno riduce l’attività durante nevicate.</p><h2><strong>Habitat e area di distribuzione </strong></h2><p>Endemico di Calabria e Basilicata, lo scoiattolo nero predilige boschi maturi di conifere, come le pinete di Pino loricato, tra 600 e 1.500 metri. Ma si adatta a querce, faggi e macchie costiere. </p><p>L’areale copre <strong>circa 7.000 km², </strong>con popolazioni principali nei Parchi Nazionali del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte. Negli ultimi anni, si è espanso verso nord in Basilicata (fino al Vulture) e sud in Puglia e Campania, <strong>grazie a corridoi verdi come la Catena Costiera.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-roditore-rappresenta-il-simbolo-della-grande-biodiversita-dei-boschi-calabresi-1756245948669.jpg" data-image="pit0lgztprk2" alt="Scoiattolo nero meridionale." title="Scoiattolo nero meridionale."><figcaption>Dal 2017, quando è stato riconosciuto come specie distinta, lo scoiattolo nero è diventato un simbolo della ricchezza faunistica del Sud Italia. </figcaption></figure><p><strong>Monitoraggi ISPRA e WWF indicano un’espansione del 20-30% negli ultimi 5 anni, ma l’habitat frammentato resta una minaccia.</strong> Evita aree antropizzate, preferendo foreste protette. Alcuni esemplari sono stati avvistati nei litorali calabresi, sfidando il caldo grazie all’ombra arborea.</p><h2><strong>Un endemismo che va protetto</strong></h2><p>Lo scoiattolo nero è cruciale per l’ecosistema, poiché disperde semi, <strong>favorendo il rinnovamento forestale, e controlla insetti.</strong> Tuttavia, è classificato vulnerabile dall’<strong>IUCN</strong> per l’areale limitato e la competizione con specie aliene come lo scoiattolo grigio. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="725118" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questi-minuscoli-animali-contribuiscono-silenziosamente-a-ridurre-il-riscaldamento-globale.html" title="Questi minuscoli animali contribuiscono silenziosamente a ridurre il riscaldamento globale">Questi minuscoli animali contribuiscono silenziosamente a ridurre il riscaldamento globale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questi-minuscoli-animali-contribuiscono-silenziosamente-a-ridurre-il-riscaldamento-globale.html" title="Questi minuscoli animali contribuiscono silenziosamente a ridurre il riscaldamento globale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cuales-son-los-minusculos-animales-que-estan-ayudando-a-reducir-el-calentamiento-global-del-planeta-silenciosamente-1753728955153_320.jpg" alt="Questi minuscoli animali contribuiscono silenziosamente a ridurre il riscaldamento globale"></a></article></aside><p>La deforestazione e il cambiamento climatico (caldo estremo) aggravano il rischio; si stima una popolazione di 5.000-10.000 individui, ma con declino potenziale del 50% in 10 anni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-roditore-rappresenta-il-simbolo-della-grande-biodiversita-dei-boschi-calabresi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Torna il blocco scandinavo a metà mese, dal weekend Italia nel mirino di pioggia e freddo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-dal-weekend-italia-nel-mirino-di-pioggia-e-freddo.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 06:16:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Lo sviluppo di un’area anticiclonica sul Nord Europa, un leitmotiv di questa stagione, aprirà nuovamente la strada dell'instabilità sul Mediterraneo, e sulle nostre regioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4d9ua"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4d9ua.jpg" id="xa4d9ua"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In questi giorni l’anticiclone subtropicale torna ad essere il grande protagonista dello scenario meteorologico in Europa, e sull’Italia, garantendo una certa stabilità, e un ritorno a un clima mite, con temperature sopra le medie di stagione. </p><p>In alcune regioni italiane, nei prossimi giorni, si potranno registrare tipiche di fine maggio, <strong>con valori localmente oltre i +25°C.</strong> Questo trend proseguirà fino al prossimo fine settimana, regalando delle giornate soleggiate, tipiche della primavera. </p><h2><strong>L’anticiclone non durerà a lungo, ecco perché</strong></h2><p>Secondo le ultime elaborazioni del modello europeo <strong>ECMWF,</strong> questa fase anticiclonica non avrà vita molto lunga. Già da metà mese assisteremo ad un nuovo cambio di circolazione, con il ritorno del blocco scandinavo che avrà ripercussioni sulla circolazione atmosferica sull’intera Europa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-italia-nel-mirino-delle-perturbazioni-1775423677663.png" data-image="3vjpeevwvwz5" alt="Blocco scandinavo." title="Blocco scandinavo."><figcaption>Lo sviluppo di un’area anticiclonica sul Nord Europa, un leitmotiv di questa stagione, aprirà nuovamente la strada delle piovose perturbazioni atlantiche sul Mediterraneo. </figcaption></figure><p>Lo sviluppo di un’area anticiclonica sul Nord Europa, un leitmotiv di questa stagione, aprirà nuovamente la strada delle piovose perturbazioni atlantiche sul Mediterraneo, spingendo verso nuovi periodi di instabilità atmosferica, soprattutto al Centro-Sud, e sulle Isole Maggiori. </p><h2><strong>Cosa cambia con il blocco scandinavo?</strong></h2><p>Con il termine di <strong>blocco scandinavo</strong> si fa riferimento una configurazione di alta pressione estesa e ancorata sui Paesi nordici (Scandinavia e Nord Europa). Questa “barriera” anticiclonica devia il flusso atlantico occidentale, impedendo alle perturbazioni di scorrere verso est e costringendole a prendere rotte alternative. </p><div class="texto-destacado"><strong>In pratica, l’anticiclone subtropicale (quello africano che di solito garantisce bel tempo) si indebolisce e arretra, aprendo la strada alle saccature atlantiche che scendono verso il Mediterraneo.</strong></div><p>Proprio questo meccanismo è ciò che il modello europeo sta insistendo con forza: dal momento in cui il blocco si consolida (fine aprile, ma con primi segnali già dalla seconda decade), diverse saccature atlantiche riusciranno a penetrare sul bacino mediterraneo, favorendo l’isolamento di diverse gocce fredde (depressioni in <strong>cut-off,</strong> cioè masse d’aria fredda staccate dal getto principale) proprio sui mari dell’Italia meridionale.</p><h2><strong>Come nascono le gocce fredde e le depressioni sui mari del Sud</strong></h2><p>Quando una saccatura atlantica si stacca dal flusso principale e rimane intrappolata sul Mediterraneo, si forma una goccia fredda, <strong>una bolla di aria polare o artica in quota che, a contatto con le acque più calde del Tirreno, dello Ionio o dell’Adriatico meridionale, genera forte instabilità.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-italia-nel-mirino-delle-perturbazioni-1775423722898.png" data-image="jhhikrlya5xz" alt="Instabilità, maltempo." title="Instabilità, maltempo."><figcaption>L'Italia, dopo questa breve pausa anticiclonica, ritornerà ad essere sede di depressioni e gocce fredde che porteranno instabilità e maltempo.</figcaption></figure><p>Queste depressioni in quota, isolandosi sopra l’Italia meridionale, causano ondate di maltempo, anche severe, con piogge, rovesci, <strong>ma pure fenomeni temporaleschi.</strong> Concentrati soprattutto nelle ore centrali del giorno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761560" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricercatori-sviluppano-un-agente-di-intelligenza-artificiale-per-rivoluzionare-la-ricerca-meteorologica-e-climatica.html" title="Ricercatori sviluppano un agente di intelligenza artificiale per rivoluzionare la ricerca meteorologica e climatica">Ricercatori sviluppano un agente di intelligenza artificiale per rivoluzionare la ricerca meteorologica e climatica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricercatori-sviluppano-un-agente-di-intelligenza-artificiale-per-rivoluzionare-la-ricerca-meteorologica-e-climatica.html" title="Ricercatori sviluppano un agente di intelligenza artificiale per rivoluzionare la ricerca meteorologica e climatica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/investigadores-desarrollan-un-agente-de-ia-que-podria-revolucionar-la-investigacion-del-tiempo-y-del-clima-1774173242762_320.jpg" alt="Ricercatori sviluppano un agente di intelligenza artificiale per rivoluzionare la ricerca meteorologica e climatica"></a></article></aside><p>In questo caso, va detto che il blocco scandinavo non porterà un nuovo colpo di coda dell’inverno, come accaduto a fine marzo, ma <strong>una primavera vivace e piovosa,</strong> con il Mediterraneo meridionale che diventerà il teatro ideale per l’isolamento di gocce fredde e depressioni. </p><p>Un segnale importante per chi segue il meteo. Dopo la stabilità di questa parte di aprile, ci dobbiamo iniziare a preparare a un finale di aprile decisamente più movimentato, con tanta instabilità.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-dal-weekend-italia-nel-mirino-di-pioggia-e-freddo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nel 2025 il livello medio globale della vegetazione ha raggiunto un massimo storico: la tendenza al rialzo continua]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2025-il-livello-medio-globale-della-vegetazione-ha-raggiunto-un-massimo-storico-la-tendenza-al-rialzo-continua.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 04:58:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Da decenni le foreste ricevono un apporto extra di CO2, il che consente loro di sequestrare tonnellate di anidride carbonica, di effettuare più fotosintesi e di crescere di più. Di fatto, questo maggiore sequestro di carbonio ha contribuito a ridurre la quantità di CO2 nell'atmosfera.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-medio-mundial-de-vegetacion-2025-maximo-1775187554839.png" data-image="7o3be5hqyc4a" alt="Vegetazione nel mondo." title="Vegetazione nel mondo."><figcaption>Pannelli che mostrano l'inverdimento globale nel corso del 2025, distinguendo le diverse regioni del pianeta. Crediti: Anniwaer, N., Zhu, D., Gui, Y. et al. Nat Rev Earth Environ (2026).</figcaption></figure><p>Un nuovo studio segna un record per la media globale di inverdimento entro il 2025, confermando il trend degli ultimi anni, ma con importanti sfumature da considerare.</p><div class="texto-destacado">Lo studio in questione indica i seguenti risultati a livello globale. <strong>Il 68,2% delle aree terrestri vegetate ha registrato un inverdimento,</strong> soprattutto nelle praterie e nei terreni coltivati dell'emisfero australe e delle medie latitudini settentrionali.</div><p>Il 2025 ha segnato un record per l'inverdimento della vegetazione globale, accentuando il trend di inverdimento medio globale da 8,1 × 10⁻⁴ anno⁻¹ (2000-2024) a 8,5 × 10⁻⁴ anno⁻¹ (2000-2025).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-medio-mundial-de-vegetacion-2025-maximo-1775195280149.jpg" data-image="9sj2bt9j7zdl" alt="Inverdimento." title="Inverdimento."><figcaption>Nel 2025, nelle aree con abbondanti precipitazioni, praterie e terreni agricoli hanno contribuito all'inverdimento del pianeta. Fonte immagine: PXHERE.com</figcaption></figure><p>Nel 2025, gli ecosistemi di prateria hanno dominato il segnale di inverdimento, <strong>con il 72,1% delle praterie e il 77,6% delle aree coltivate</strong> che hanno mostrato un aumento della vegetazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="624752" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-sta-spostando-la-vegetazione-a-quote-sempre-piu-alte-sulle-alpi.html" title="Il cambiamento climatico sta spostando la vegetazione a quote sempre più alte sulle Alpi">Il cambiamento climatico sta spostando la vegetazione a quote sempre più alte sulle Alpi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-sta-spostando-la-vegetazione-a-quote-sempre-piu-alte-sulle-alpi.html" title="Il cambiamento climatico sta spostando la vegetazione a quote sempre più alte sulle Alpi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-cambiamento-climatico-sta-spostando-la-vegetazione-a-quote-sempre-piu-alte-sulle-alpi-1703935649258_320.jpg" alt="Il cambiamento climatico sta spostando la vegetazione a quote sempre più alte sulle Alpi"></a></article></aside><p>Le zone di inverdimento osservate nell'Africa meridionale, nel Sud America meridionale, nell'Australia settentrionale, in Europa, nell'America settentrionale centrale e nella Cina settentrionale coincidono con un aumento delle precipitazioni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il 60% delle foreste ha mostrato segni di inverdimento, una percentuale inferiore a quella registrata nel 2024.</strong> Un notevole oscuramento è stato osservato nella Siberia orientale, a causa delle temperature insolitamente basse durante la stagione di crescita.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Nelle foreste pluviali tropicali, i segnali contrastanti provenienti dai sensori satellitari MODIS (oscuramento) e VIIRS (inverdimento) evidenziano le incertezze nel monitoraggio del recupero della copertura arborea dopo l'evento El Niño del 2023-2024.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-medio-mundial-de-vegetacion-2025-maximo-1775188547841.png" data-image="o07w34pgy8sw" alt="Inverdimento." title="Inverdimento."><figcaption>Proiezione sull'inverdimento globale tra il 2081 e il 2100 (in %). NASA.</figcaption></figure><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-medio-mundial-de-vegetacion-2025-maximo-1775188560456.png" data-image="qyjcsge9powz"><figcaption>Come nel caso precedente, ma dal 2000 al 2100 e per regione, dai tropici alle alte latitudini emisferiche. NASA</figcaption></figure><h3>Un fenomeno multiforme</h3><p>Sebbene l'inverdimento globale sia una buona notizia, poiché contribuisce al raffreddamento del pianeta, si è osservato che negli ultimi decenni questo processo si è verificato principalmente nelle aree destinate all'agricoltura e allo stoccaggio del carbonio, e non è efficiente quanto quello svolto dalle foreste.</p><div class="texto-destacado">L'inverdimento previsto è più intenso alle alte latitudini dell'emisfero settentrionale che ai tropici.</div><p><strong>Alcuni studi indicano che l'inverdimento globale sta raggiungendo il suo limite.</strong> L'aumento delle foreste in alcune regioni non compensa la deforestazione che si verifica in aree come l'Amazzonia e altre zone tropicali di fondamentale importanza climatica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674401" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-scienziati-della-nasa-scoprono-che-la-vegetazione-della-tundra-diventera-piu-alta-e-piu-verde-fino-al.html" title="Gli scienziati della NASA scoprono che la vegetazione della tundra diventerà più alta e più verde fino al 2100">Gli scienziati della NASA scoprono che la vegetazione della tundra diventerà più alta e più verde fino al 2100</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-scienziati-della-nasa-scoprono-che-la-vegetazione-della-tundra-diventera-piu-alta-e-piu-verde-fino-al.html" title="Gli scienziati della NASA scoprono che la vegetazione della tundra diventerà più alta e più verde fino al 2100"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nasa-vegetacion-de-la-tundra-crecera-mas-alta-y-mas-verde-1724767370555_320.jpg" alt="Gli scienziati della NASA scoprono che la vegetazione della tundra diventerà più alta e più verde fino al 2100"></a></article></aside><p>Le piante hanno bisogno di <strong>CO2,</strong> acqua e nutrienti per crescere. Indipendentemente da quanto aumenti la CO2, se i nutrienti e l'acqua non aumentano parallelamente, <strong>le piante non saranno in grado di sfruttare la maggiore quantità di questo gas.</strong> </p><p>L'effetto fertilizzante della CO2 non durerà per sempre. Le piante non possono crescere indefinitamente perché altri fattori ne limitano la crescita.</p><h3><em>Riferimenti</em></h3><p><em>Anniwaer, N., Zhu, D., Gui, Y. et al. Vegetation greenness in 2025. Nat Rev Earth Environ (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s43017-026-00776-0" target="_blank">https://doi.org/10.1038/s43017-026-00776-0 </a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2025-il-livello-medio-globale-della-vegetazione-ha-raggiunto-un-massimo-storico-la-tendenza-al-rialzo-continua.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le nane brune che popolano l'universo, oggetti che nascono come stelle ma non riescono a diventarlo ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo.html</link><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 16:02:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Le nane brune nascono dal collasso di nubi molecolari ma non innescano la fusione dell’idrogeno, restando oggetti freddi, numerosi e fondamentali per comprendere formazione stellare</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo-1775327472921.png" data-image="stpw5crwx59t" alt="Nane brune" title="Nane brune"><figcaption>Non sono pianeti gassosi ma neanche stelle, la strana natura delle nane brune. </figcaption></figure><p>Quando in una nube di gas interstellare si innesca il collasso gravitazionale,<strong> è nel nucleo che si gioca il destino di ciò che ne risulterà: stella, nana bruna o pianeta gassoso.</strong></p><p>Il nostro Universo, ma più vicino a noi la nostra stessa Galassia, è popolato di nubi giganti di gas molecolare molto freddo. </p><div class="texto-destacado">Il peso delle nubi molecolari può variare da migliaia a decine di milioni di masse solari di solo gas e polveri, mentre la loro temperatura può variare dai -263<sup>0</sup>C ai -253<sup>0</sup>C. Le molecole che costituiscono queste nubi sono prevalentemente di idrogeno, in percentuale molto minore di elio con tracce di elementi chimici più pesanti.</div><p>Dicevamo che quando una perturbazione, generalmente proveniente dall’esterno della nube (ad esempio l’onda d’urto prodotta dall’esplosione di una supernova), innesca il collasso, la nube si frammenta e ogni frammento precipita su se stesso per effetto della gravità in caduta libera, cioè senza nulla che ne ostacoli la caduta.</p><p>Col procedere del collasso la densità e la temperatura nel nucleo di questo frammento, che via via diventa sempre più compatto, aumentano. <strong>E’ la temperatura massima che si raggiunge nel nucleo che deciderà la sorte del frammento, cioè se diventerà una stella, una nana bruna o addirittura un pianeta gassoso.</strong></p><h2>Nel nucleo si gioca la sorte tra stella o nana bruna</h2><p>Infatti, quando la temperatura del nucleo raggiunge circa il milione di gradi Kelvin, inizia la fusione termonucleare (il bruciamento) del deuterio (atomo di idrogeno che oltre al protone contiene un neutrone). Il bruciamento del deuterio inizia ad aumentare ulteriormente la temperatura ma anche la pressione del gas che inizia a rallentare il collasso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo-1775327973973.png" data-image="9zjxh0dqmqij" alt="Nane brune" title="Nane brune"><figcaption>Confronto tra le dimensioni di una piccola stella, una nana bruna ed un pianeta gassoso.</figcaption></figure><p>Se la massa iniziale del frammento è sufficientemente grande (sono sufficienti almeno 8 centesimi di massa solare) la temperatura aumenta fino ai 3 milioni di gradi ed<strong> inizia il bruciamento dell'idrogeno. Questo segna ufficialmente la nascita della stella.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="612492" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ancor-piu-leggere-dei-pianeti-le-nane-brune-recentemente-scoperte-dal-telescopio-james-webb.html" title="Ancor più leggere dei pianeti, le nane brune recentemente scoperte dal telescopio James Webb">Ancor più leggere dei pianeti, le nane brune recentemente scoperte dal telescopio James Webb</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ancor-piu-leggere-dei-pianeti-le-nane-brune-recentemente-scoperte-dal-telescopio-james-webb.html" title="Ancor più leggere dei pianeti, le nane brune recentemente scoperte dal telescopio James Webb"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ancor-piu-leggere-dei-pianeti-sono-le-nane-brune-recentemente-scoperte-dal-telescopio-james-webb-1702729318817_320.png" alt="Ancor più leggere dei pianeti, le nane brune recentemente scoperte dal telescopio James Webb"></a></article></aside><p><strong>Se invece la massa è inferiore a 0.08 masse solari circa, il collasso del frammento di nube si conclude con la formazione di una nana bruna. </strong>Infatti, la temperatura del nucleo rimarrà sufficiente a bruciare ed esaurire il solo deuterio, senza mai arrivare a bruciare l’idrogeno, il vero combustibile che assicura alla stella di brillare dai milioni ai miliardi di anni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Frammenti di nube molecolare con massa inferiore a 0.08 masse solari collassando gravitazionalmente sono destinati a diventare nane brune.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>La nana bruna </strong>non splendendo di luce, per questo motivo chiamata bruna, avrà la stessa forma sferica di una stella ma <strong>rimarrà un oggetto tiepido destinato a diventare sempre più freddo.</strong></p><p>Recenti studi indicano che a masse ancora più basse, più basse di quelle delle nane brune, si possano formare addirittura dei pianeti gassosi, completamente privi di sorgente interna di energia.</p><p>Tuttavia, <strong>il luogo privilegiato per la formazione dei pianeti</strong>, siano essi gassosi o rocciosi, <strong>rimane il disco protoplanetario</strong> che circonda la neo stella per alcuni milioni di anni, prima di dissolversi completamente o lasciare un disco di frammenti rocciosi (il <em>debris disc</em>).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="733025" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/ll-telescopio-james-webb-aveva-osservato-le-nane-brune-piu-lontane-della-nostra-galassia-ma-non-ce-ne-eravamo-accorti.html" title="Il telescopio James Webb aveva osservato le nane brune più lontane della nostra Galassia, ma non ce ne eravamo accorti">Il telescopio James Webb aveva osservato le nane brune più lontane della nostra Galassia, ma non ce ne eravamo accorti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/ll-telescopio-james-webb-aveva-osservato-le-nane-brune-piu-lontane-della-nostra-galassia-ma-non-ce-ne-eravamo-accorti.html" title="Il telescopio James Webb aveva osservato le nane brune più lontane della nostra Galassia, ma non ce ne eravamo accorti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ll-telescopio-james-webb-aveva-osservato-le-nane-brune-piu-lontane-della-nostra-galassia-ma-non-ce-ne-eravamo-accorti-1759824511526_320.png" alt="Il telescopio James Webb aveva osservato le nane brune più lontane della nostra Galassia, ma non ce ne eravamo accorti"></a></article></aside><p>Si stima che le nane brune rappresentino circa tra il 15% e il 25% dell’intera popolazione stellare, quindi una componente di assoluto rispetto nell’Universo. </p><p><strong>L’essere di dimensioni piccole e poco luminose le rende molto difficili da scoprire. </strong>Tuttavia, grazie alle osservazioni nella banda infrarossa, cioè la banda in cui questi corpi splendono di più, è stato possibile trovarne, studiare e comprendere sempre meglio la loro natura.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo-1775328136454.png" data-image="plymud59ogf4" alt="Nana bruna" title="Nana bruna"><figcaption>Rappresentazione artistica dell'aurora polare osservata dal telescopio James Webb su una nana bruna isolata e lontana dal Sole 47 anni luce. Credit: NASA, ESA, CSA, and L. Hustak (STScI)</figcaption></figure><p>Infatti, a fronte dell'elevata percentuale di nane brune, parliamo di milioni nella nostra Galassia, <strong>ne sono state scoperte circa 3000</strong>.</p><p>Fondamentale è stato e continua ad essere il contributo del telescopio spaziale James Webb nello scoprire nuove nane brune, anche a grandi distanze.</p><h2>Oggetti a dir poco interessanti</h2><p>C'è ancora molto da scoprire sulle nane brune e le sorprese non mancano.</p><p>Nella nebulosa a riflessione IC 348 a circa 1000 anni luce dalla Terra, il telescopio spaziale James Webb ha individuato tre nane brune, di cui una assolutamente unica: si tratta della <strong>nana bruna più piccola mai osservata, con una massa addirittura inferiore a quella dei pianeti gassosi più massicci ad oggi conosciuti.</strong></p><p>Sono state scoperte sempre da James Webb ben <strong>68 nane brune ai confini della nostra Galassia</strong> a circa 16000 anni luce dalla Terra. Per inciso, inizialmente si pensava fossero galassie molto lontane e quindi deboli di luminosità e molto arrossate, invece un’analisi successiva ne ha svelato la natura di nane brune.</p><p>Sono state scoperte sempre da James Webb<strong> nane brune extragalattiche</strong> e precisamente nell’ammasso stellare NGC602 <strong>nella Piccola Nube di Magellano.</strong></p><p>Ad oggi la nana bruna denominata <strong>W1935 rimane la più interessante</strong> in quanto <strong>James Webb ha osservato su di essa un’aurora polare,</strong> simile a quelle osservate sui pianeti del sistema solare, ma che <strong>“non dovrebbe esistere”.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="634102" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/aurora-polare-osservata-su-una-nana-bruna-e-la-prima-volta.html" title="Incredibile ed inaspettata aurora polare osservata su una nana bruna. È la prima volta">Incredibile ed inaspettata aurora polare osservata su una nana bruna. È la prima volta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/aurora-polare-osservata-su-una-nana-bruna-e-la-prima-volta.html" title="Incredibile ed inaspettata aurora polare osservata su una nana bruna. È la prima volta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-nana-bruna-l-ultimo-posto-su-cui-ci-si-aspettava-di-osservare-un-aurora-polare-1704887299104_320.png" alt="Incredibile ed inaspettata aurora polare osservata su una nana bruna. È la prima volta"></a></article></aside><p>Infatti, affinché ci sia un’aurora serve il vento solare che interagisca col campo magnetico della nana bruna. La W1935 tuttavia è isolata e si trova a 47 anni luce di distanza dal Sole, cioè troppo lontana perché possa essere investita dal vento solare. Rimane ancora misteriosa l'origine di questa aurora.</p><p>Via via che di nane brune se ne andranno scoprendo la casistica di peculiarità e curiosità potrà solo crescere.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[È vero che il vento influenza l'umore: la scienza alla base dell'effetto Föhn]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/e-vero-che-il-vento-influenza-l-umore-la-scienza-alla-base-dell-effetto-fohn.html</link><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 14:04:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Non si tratta di suggestione o semplice cattivo umore. La scienza spiega come il vento di Föhn alteri i livelli di serotonina attraverso la ionizzazione positiva dell'aria e perché ci influenzi così tanto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-verdad-el-viento-nos-altera-el-animo-la-ciencia-que-hay-detras-del-efecto-foehn-1775052056100.jpeg" data-image="my0sq3k6ex61" alt="Efetto Foehn" title="Efetto Foehn"><figcaption>Esiste un tipo di vento che modifica il nostro umore, non da solo, ma che contribuisce a creare la tempesta perfetta... nella nostra testa.</figcaption></figure><p>Ci sono giorni in cui il mondo sembra leggermente storto. Ti svegli con il rumore delle persiane che sbattono e un’inquietudine che non sai nominare. <strong>Il vento spinge, fischia, secca, infastidisce</strong>, <strong>e senti che</strong> <strong>qualcosa dentro non è al suo posto</strong>. </p><p>Non serve credere in energie mistiche o superstizioni per ammettere che, <strong>quando soffia forte, tutto diventa più teso</strong>. Ma non è magia: <strong>è una combinazione di </strong><strong>fisica, biologia e percezione umana</strong> che si rafforzano a vicenda.</p><h2><strong>L’effetto Foehn: il vento che arriva “storto” fin dall’origine</strong></h2><p>Il vento che spesso ci mette più in difficoltà è quello generato dall’<strong>effetto foehn</strong>, un fenomeno in cui <strong>una massa d’aria umida sale, si raffredda, scarica precipitazioni e poi scende sul versante opposto più calda, veloce ed estremamente secca.</strong> In Italia lo conosciamo con nomi diversi a seconda delle zone: vento di caduta, föhn alpino, favonio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-verdad-el-viento-nos-altera-el-animo-la-ciencia-que-hay-detras-del-efecto-foehn-1775052195885.jpeg" data-image="y8a7ieo62pd9" alt="Effetto Foehn" title="Effetto Foehn"><figcaption>L’aria arriva “surriscaldata”, carica di ioni positivi, alterando la serotonina e quindi il nostro stato d’animo.</figcaption></figure><p>Il punto è che questo vento arriva “trasformato”, <strong>alterando la temperatura percepita</strong>, <strong>irritando occhi e mucose</strong> e lasciando l’ambiente così secco che, a volte, sembra inaridire anche l’umore.</p><h3><strong>Elettricità nell’aria: ioni e serotonina sulle montagne russe</strong></h3><p><strong>Il foehn non muove solo gli alberi, ma modifica anche la</strong> <strong>carica elettrica dell’aria</strong>. In condizioni normali respiriamo una miscela equilibrata di ioni, ma quando il vento è forte e secco aumenta la presenza di <strong>ioni positivi</strong>, che sono molto meno “positivi” di quanto il nome suggerisca. <strong>Un loro eccesso può alterare la fisiologia</strong> e provocare una <strong>liberazione massiccia di serotonina</strong>, qualcosa che sembra benefico ma che, in realtà, <strong>può creare uno squilibrio nell’organismo</strong>.</p><p>Questo aumento improvviso può generare una sorta di <strong>sindrome da irritazione serotoninergica</strong>, che si manifesta con <strong>ansia, irritabilità, insonnia ed emicranie</strong> difficili da ignorare. Non è questione di essere ipersensibili: è il sistema nervoso che reagisce a un’atmosfera letteralmente alterata.</p><h2><strong>Il vento non agisce quasi mai da solo</strong></h2><p>Anche se spesso lo indichiamo come unico responsabile, <strong>il vento è quasi sempre accompagnato</strong> <strong>da altri fattori che incidono sul nostro benessere</strong>. La luce solare, che regola i ritmi circadiani e ormonali come la melatonina, può diminuire. La temperatura può cambiare bruscamente. L’umidità tende a crollare, irritando occhi e vie respiratorie. E il rumore costante delle raffiche rende difficile il riposo notturno, creando la tempesta perfetta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="24701" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/effetto-fohn.html" title="Effetto Föhn, cos'è?">Effetto Föhn, cos'è?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/effetto-fohn.html" title="Effetto Föhn, cos'è?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/effetto-fohn-24701-8_320.jpg" alt="Effetto Föhn, cos'è?"></a></article></aside><p>Tutti questi elementi insieme formano <strong>un “cocktail” in cui</strong> <strong>il vento è un protagonista secondario</strong>, ma abbastanza intenso da influenzare l’equilibrio generale.</p><h2><strong>E quanto avviene nella mente… e quanto nel corpo?</strong></h2><p>Una parte del malessere è fisiologica, ma un’altra è percettiva. <strong>Se sei cresciuto sentendo dire che <em>“il vento fa stare male”</em></strong>, il cervello tende a interpretarlo in quel modo. È il cosiddetto <strong>effetto nocebo</strong>, la versione meteorologica del convincersi che qualcosa farà male… e finire per sentirlo davvero. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-verdad-el-viento-nos-altera-el-animo-la-ciencia-que-hay-detras-del-efecto-foehn-1775052267608.jpeg" data-image="hf4dqo71z5qp" alt="vento, salute" title="vento, salute"><figcaption>È vero che in alcune persone il vento ha effetti concreti, ma la mente ha più potere di quanto immaginiamo, nel bene e nel male.</figcaption></figure><p>Il fatto che la mente giochi un ruolo non significa che sia tutto immaginario: dimostra semplicemente che <strong>corpo e cervello sono strettamente connessi</strong>, anche quando la “colonna sonora” è una tempesta.</p><h2><strong>La scienza non spiega tutto… ma spiega molto</strong></h2><p><strong>Gli studi scientifici non sono unanimi</strong>. Alcuni trovano un legame tra vento e peggioramento dell’umore, altri no. Ciò che appare più chiaro è che, <strong>nelle persone con emicrania, ansia o disturbi del sonno, le giornate ventose possono agire da amplificatore</strong>. Il vento non ti trasforma, ma può ridurre la tolleranza allo stress e rendere più evidenti fastidi che in altri giorni passerebbero inosservati.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">A mountain range stopping clouds like a natural wall <a href="https://t.co/web8FsqwtT">pic.twitter.com/web8FsqwtT</a></p>— Potato (@MrLaalpotato) <a href="https://twitter.com/MrLaalpotato/status/2016408942310793381?ref_src=twsrc%5Etfw">January 28, 2026</a></blockquote></figure><p><br>Quindi no, non è corretto dire che “il vento colpisce tutti allo stesso modo”, ma nemmeno che non colpisca nessuno. <strong>La vulnerabilità individuale è decisiva</strong>, e il vento si limita a premere pulsanti già parzialmente attivi.</p><h2><strong>E cosa possiamo fare?</strong></h2><p>Non si tratta di negare ciò che sentiamo, ma di <strong>capirlo meglio.</strong> Se noti che i giorni ventosi ti influenzano:</p><ul> <li>cura il riposo (riduci il rumore se possibile);</li> <li>adatta l’abbigliamento per compensare la temperatura percepita;</li> <li>mantieni routine regolari di sonno ed esposizione alla luce;</li> <li>e, soprattutto, <strong>non attribuire al vento più potere di quanto abbia</strong>.</li></ul><p>Perché sì, il vento soffia. Ma <strong>non decide da solo come ti senti</strong>. Può influenzare la percezione dell’ambiente e, indirettamente, il benessere. Tuttavia, <strong>le evidenze scientifiche non lo indicano come causa unica, diretta e universale</strong> dei cambiamenti dell’umore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="735504" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/luna-piena-e-parto-nascono-davvero-piu-bambini-nei-giorni-di-plenilunio-ecco-cosa-dice-la-scienza.html" title="Luna piena e parto: nascono davvero più bambini nei giorni di plenilunio? Ecco cosa dice la scienza">Luna piena e parto: nascono davvero più bambini nei giorni di plenilunio? Ecco cosa dice la scienza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/luna-piena-e-parto-nascono-davvero-piu-bambini-nei-giorni-di-plenilunio-ecco-cosa-dice-la-scienza.html" title="Luna piena e parto: nascono davvero più bambini nei giorni di plenilunio? Ecco cosa dice la scienza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luna-piena-e-parto-nascono-davvero-piu-bambini-nei-giorni-di-plenilunio-ecco-cosa-dice-la-scienza-1762169091866_320.jpg" alt="Luna piena e parto: nascono davvero più bambini nei giorni di plenilunio? Ecco cosa dice la scienza"></a></article></aside><p>Come spesso accade, la scienza è molto più interessante di una risposta semplice.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/e-vero-che-il-vento-influenza-l-umore-la-scienza-alla-base-dell-effetto-fohn.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>