<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 28 Sep 2026 18:00:11 +0000</lastBuildDate><pubDate>Mon, 28 Sep 2026 18:00:11 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Festa di San Francesco 2026, il 4 ottobre cade di domenica: lunedì 5 sarà festivo?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/festa-di-san-francesco-2026-il-4-ottobre-cade-di-domenica-lunedi-5-sara-festivo.html</link><pubDate>Mon, 28 Sep 2026 16:47:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Nel 2026 il 4 ottobre, il giorno di San Francesco, torna ad essere festivo dopo deceni, ma capita di domenica. Ecco cosa succederà tra giorni di riposo, straordinari e bonus in busta paga </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/festa-di-san-francesco-2026-il-4-ottobre-cade-di-domenica-lunedi-5-sara-festivo-1790601926564.jpg" data-image="rw6l1y6ppal6" alt="San Francesco 2026" title="San Francesco 2026"><figcaption>La basilica di San Francesco ad Assisi e la statua che rappresenta il santo di ritorno dalla guerra che abbandona il sogno della gloria militare</figcaption></figure><p>San Francesco d'Assisi è stato proclamato patrono d’Italia nel <strong>1939 </strong>insieme a Santa Caterina da Siena, da Papa Pio XII. </p><p>Il <strong>3 ottobre</strong> si ricorda la sua morte avvenuta nel <strong>1226 </strong>ad Assisi, ma la giornata a lui dedicata è il <strong>4 ottobre</strong> principalmente per due motivi. San Francesco morì al <strong>crepuscolo </strong>e secoli fa, secondo il computo della Chiesa, il <strong>cambio di data</strong> non avveniva alla mezzanotte, ma al tramonto del sole. </p><p>La chiesa cattolica, inoltre, non sempre celebra la nascita terrena, dando maggiore rilevanza alla <strong>rinascita alla vita eterna</strong>, il <em>Dies Natalis</em>, che avviene appunto con la morte e l’ascesa in cielo.</p><p>Per questo motivo il 4 ottobre ancora oggi è la giornata dedicata al santo, che a partire dal <strong>2026 </strong>tornerà ad essere <strong>festiva </strong>anche per i lavoratori.</p><h2>Il 4 ottobre, da festa nazionale a festa civile</h2><p>Il 4 ottobre è diventato un giorno di riposo dal lavoro dal <strong>1958</strong>, quando si decise di unificare le feste dei due compatroni d’Italia. </p><p>Nel <strong>1977 </strong>il governo Andreotti, nel tentativo di arginare la crisi economica, spostò alcune feste alla domenica e ne abolì altre, tra cui il Corpus Domini e l’Epifania, reinserita in calendario nel 1985, e appunto il giorno di San Francesco e Santa Caterina da Siena.</p><p>La legge n. 151/2025 ha ripristinato la festa di San Francesco a partire dal 2026, in occasione degli <strong>ottocento anni dalla sua morte</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788162" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-giornate-di-caldo-estremo-si-estendono-oltre-l-estate-l-autunno-e-la-primavera-il-caso-dell-europa.html" title="Le giornate di caldo estremo si estendono oltre l'estate, l'autunno e la primavera: il caso dell'Europa">Le giornate di caldo estremo si estendono oltre l'estate, l'autunno e la primavera: il caso dell'Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-giornate-di-caldo-estremo-si-estendono-oltre-l-estate-l-autunno-e-la-primavera-il-caso-dell-europa.html" title="Le giornate di caldo estremo si estendono oltre l'estate, l'autunno e la primavera: il caso dell'Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-dias-de-calor-extremo-se-extienden-mas-alla-del-verano-1789101278284_320.png" alt="Le giornate di caldo estremo si estendono oltre l'estate, l'autunno e la primavera: il caso dell'Europa"></a></article></aside><p>Rimane al momento in sospeso la questione dello spostamento della data della festività di <strong>Santa Caterina da Siena</strong>. La chiesa celebra da sempre la data storica della sua morte, avvenuta il <strong>29 aprile 1380</strong>, ed è quindi quasi certo che il 29 aprile tornerà ad essere a tutti gli effetti la giornata dedicata alla santa, ma rimarrà una <strong>solennità civile</strong>, quindi una normale <strong>giornata lavorativa</strong>.</p><h2>Cosa succede il giorno di San Francesco 2026</h2><p>Proprio nel primo anno del suo ritorno la giornata di San Francesco capita di <strong>domenica</strong>, quindi il 4 ottobre 2026 sarà una festività non goduta e <strong>non recuperata</strong> il lunedì successivo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/festa-di-san-francesco-2026-il-4-ottobre-cade-di-domenica-lunedi-5-sara-festivo-1790602722868.jpg" data-image="4uzum8chiazu" alt="4 ottobre 2026" title="4 ottobre 2026"><figcaption>La rappresentazione classica di San Francesco con una colomba, nella versione dello scultore Roberto Cremesini</figcaption></figure><p>In Italia infatti manca quel meccanismo diffuso in alcuni paesi anglosassoni per cui una festività che capita nel weekend viene spostata al lunedì successivo.</p><div class="texto-destacado">Nessun weekend lungo d’autunno, purtroppo, o gite fuori porta in occasione del 4 ottobre 2026, ma anche se il lunedì sarà una normale giornata lavorativa, ci sarà comunque qualche vantaggio a livello retributivo.</div><p>Pur non avendo un giorno di riposo, almeno i lavoratori dipendenti vedranno in <strong>busta paga</strong> un giorno di stipendio in più per la <strong>festività non goduta</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="733214" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/viaggiare-senza-internet-5-posti-perfetti-per-dimenticare-il-mondo-digitale.html" title="Viaggiare senza internet: 5 posti perfetti per dimenticare il mondo digitale">Viaggiare senza internet: 5 posti perfetti per dimenticare il mondo digitale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/viaggiare-senza-internet-5-posti-perfetti-per-dimenticare-il-mondo-digitale.html" title="Viaggiare senza internet: 5 posti perfetti per dimenticare il mondo digitale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/viajar-sin-internet-5-lugares-perfectos-para-olvidarse-del-mundo-digital-1759687915561_320.jpeg" alt="Viaggiare senza internet: 5 posti perfetti per dimenticare il mondo digitale"></a></article></aside><p>Chi lavora su turni nel weekend, invece, ad esempio nel settore dei trasporti o della sanità, riceverà una <strong>retribuzione straordinaria</strong> superiore al comune straordinario domenicale. La cifra varia parecchio, dal 20% al 50% a seconda del proprio contratto.</p><h2>I prossimi weekend lunghi e ponti d'autunno</h2><p>Se il giorno di San Francesco 2026 capita di domenica, non va molto meglio nemmeno in occasione del successivo possibile ponte di autunno, quello di <strong>Ognissanti</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="736339" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-giorno-in-cui-il-mondo-salto-10-giorni-il-geniale-segreto-del-calendario-che-usiamo-tutti-i-giorni.html" title="Il mese di ottobre in cui il mondo saltò 10 giorni: il geniale segreto del calendario che usiamo tutti i giorni">Il mese di ottobre in cui il mondo saltò 10 giorni: il geniale segreto del calendario che usiamo tutti i giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-giorno-in-cui-il-mondo-salto-10-giorni-il-geniale-segreto-del-calendario-che-usiamo-tutti-i-giorni.html" title="Il mese di ottobre in cui il mondo saltò 10 giorni: il geniale segreto del calendario che usiamo tutti i giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-giorno-in-cui-il-mondo-salto-10-giorni-il-geniale-segreto-del-calendario-che-usiamo-tutti-i-giorni-1761566580960_320.jpg" alt="Il mese di ottobre in cui il mondo saltò 10 giorni: il geniale segreto del calendario che usiamo tutti i giorni"></a></article></aside><p>Anche il 1 novembre 2026 cade infatti di domenica.</p><p>Chi volesse approfittare per prolungare il weekend prima che arrivi il freddo invernale dovrà aspettare il giorno dell’<strong>Immacolata 2026</strong> che capita di martedì. Se le temperature saranno ancora miti e le giornate poco piovose, questa sarà un’ottima occasione per organizzare passeggiate, escursioni all'aperto e viaggi brevi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789871" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-viaggiare-in-europa-nel-2027-ecco-4-destinazioni-di-nicchia-per-evitare-il-sovraffollamento-turistico.html" title="Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico">Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-viaggiare-in-europa-nel-2027-ecco-4-destinazioni-di-nicchia-per-evitare-il-sovraffollamento-turistico.html" title="Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ou-voyager-en-europe-en-2027-voici-4-destinations-confidentielles-pour-eviter-le-surtourisme-1789739635836_320.jpg" alt="Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico"></a></article></aside><p>Per quanto riguarda il giorno di San Francesco, invece, i prossimi due anni saranno ideali, con il <strong>4 ottobre 2027</strong> che cade di lunedì, regalando ai lavoratori un weekend lungo, e il <strong>4 ottobre 2028</strong> che sarà un martedì, quindi un’altra buona occasione per un ponte d’autunno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/festa-di-san-francesco-2026-il-4-ottobre-cade-di-domenica-lunedi-5-sara-festivo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre.html</link><pubDate>Mon, 28 Sep 2026 15:24:15 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo il caldo anomalo, a partire dal 4-5 ottobre, l'anticiclone cederà gradualmente il passo alle perturbazioni atlantiche che torneranno a bagnare almeno parzialmente l'Italia. Apriranno la strada ad un successivo e più incisivo peggioramento.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbe25ge"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbe25ge.jpg" id="xbe25ge"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'avvio dell'autunno sul bacino del Mediterraneo sta mostrando una faccia poco convenzionale, ma alla quale ci siamo da tempo ormai abituati.<strong> La figura anticiclonica nordafricana</strong>, che ha dominato incontrastata per l'intera estate, <strong>continua ad influenzare il tempo anche in questa nuova stagione</strong>.</p><p>A supporto della sua azione ha un alleato nordico. <strong>Una figura anticiclonica sull'Europa Settentrionale e sulla Russia </strong>che fornisce il supporto ad incursioni estese e persistenti su buona parte del vecchio continente. Qui la risalita di correnti calde favorisce <strong>temperature elevate, anche di 4 o 6°C°</strong> sopra le medie e un ampio soleggiamento. </p><p>Le perturbazioni atlantiche, trovandosi il muro anticiclonico a est, sono costrette a percorrere una strada alternativa che le spinge a salire di latitudine. </p><h2>Possibile cedimento dell'alta pressione tra il 4 e il 5 ottobre</h2><p>Anche se coriaceo e persistente,<strong> l'anticiclone</strong> messo in crisi dal<strong> flusso perturbato atlantico </strong>che, secondo modelli matematici principali (tra cui il modello europeo ECMWF), vedrà <strong>un netto indebolimento </strong>proprio a partire dal prossimo fine settimana con <strong>un aumento della nuvolosità e crescenti possibilità di precipitazioni</strong>, soprattutto sul Nord-Ovest e lungo i versanti tirrenici, in particolare sulla Sardegna. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre-1790606545016.jpg" data-image="ulg3ittt9jw8"><figcaption>Dopo l'inizio di ottobre da "ottobrata", secondo i principali modelli matematici (tra cui il modello europeo ECMWF), vedrà un netto indebolimento proprio a partire dal prossimo fine settimana con un aumento della nuvolosità e crescenti possibilità di precipitazioni, soprattutto sul Nord-Ovest e lungo i versanti tirrenici, in particolare sulla Sardegna. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Proprio <strong>tra domenica 4 e lunedì 5 ottobre</strong> una perturbazione potrebbe riuscire a scardinare l'anticiclone e penetrare maggiormente nel Mediterraneo, anche se questa informazione dovrà essere suffragata da ulteriori conferme nei prossimi giorni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790833" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/si-e-aperta-la-porta-atlantica-da-domenica-4-ottobre-sull-italia-la-prima-ondata-di-maltempo-autunnale.html" title="Si è aperta la porta atlantica: da domenica 4 ottobre la prima ondata di maltempo autunnale potrebbe colpire l'Italia">Si è aperta la porta atlantica: da domenica 4 ottobre la prima ondata di maltempo autunnale potrebbe colpire l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/si-e-aperta-la-porta-atlantica-da-domenica-4-ottobre-sull-italia-la-prima-ondata-di-maltempo-autunnale.html" title="Si è aperta la porta atlantica: da domenica 4 ottobre la prima ondata di maltempo autunnale potrebbe colpire l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/si-e-aperta-la-porta-atlantica-da-domenica-4-ottobre-sull-italia-la-prima-ondata-di-maltempo-autunnale-1790588827921_320.jpg" alt="Si è aperta la porta atlantica: da domenica 4 ottobre la prima ondata di maltempo autunnale potrebbe colpire l'Italia"></a></article></aside><p>Tuttavia, risulta<strong> probabile </strong>che in questa fase<strong> la circolazione atmosferica</strong>, a livello europeo, subirà una<strong> riorganizzazione</strong> progressiva che, nel giro di alcuni giorni, potrebbe portare ad un graduale smantellamento della struttura di blocco anticiclonico. Se questo tentativo dovesse andare a segno, si aprirà la porta atlantica che <strong>favorirà l'arrivo di ulteriori fronti nuvolosi verso il Mediterraneo</strong> Centrale, segnando <strong>la conclusione della stabilità ottobrina</strong>. </p><h2>Tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate</h2><p>Nel periodo compreso <strong>tra il 5 e il 12 ottobre</strong>, le perturbazioni oceaniche, da quanto deducibile dai modelli e dalle tendenze settimanali di ECMWF sulla piovosità, <strong>le perturbazioni oceaniche dovrebbero riuscire a raggiungere con maggiore regolarità l'Europa, il Mediterraneo Occidentale e i bacini prossimi alla penisola italiana. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre-1790606411884.png" data-image="fxfebxl2bg55"><figcaption>Come evidenziato dalle tendenze settimanali di ECMWF sulla piovosità, le perturbazioni oceaniche dovrebbero riuscire a raggiungere con maggiore regolarità l'Europa, il Mediterraneo Occidentale e i bacini prossimi alla penisola italiana. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Le analisi dei centri di calcolo mostrano, <strong>per questo intervallo di tempo</strong>, un <strong>marcato aumento della piovosità media</strong>, con accumuli significativi e sopra media (anomalia positiva) che dovrebbero riuscire a coinvolgere inizialmente le regioni nord-occidentali e, soprattutto, la fascia tirrenica, per poi estendersi alle aree interne del Centro e a parte del Sud. </p><p>Dal punto di vista <strong>termico</strong>, l'ingresso di queste masse d'aria di estrazione atlantica non riusciranno, per loro natura, a portare un netto calo delle temperature, tuttavia queste correnti temperate riusciranno a riportare gradualmente le<strong> temperature massime</strong> su <strong>valori più consoni al calendario</strong>, facendo terminare l'anomalia calda tardo-estiva. </p><h2>Gli scenari su base probabilistica: verso il 19 ottobre</h2><p>Andando con lo sguardo <strong>oltre la prima decade</strong>, le proiezioni a lungo termine del modello europeo mostrano un segnale persistente di <strong>anomalia pluviometrica positiva sul bacino centrale del Mediterraneo</strong>, anche per la settimana che va dal <strong>12 al 19 ottobre</strong>. Perciò, la circolazione atmosferica tenderà ad essere dominata dalla strada atlantica, con situazioni prevalentemente depressionarie, con spazio per ulteriori perturbazioni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790881" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-meteo-in-germania-dopo-i-nuovi-record-di-caldo-cio-che-accadra-giovedi-sorprende-molti.html" title="Svolta meteo in Germania dopo i nuovi record di caldo: ciò che accadrà giovedì 1° ottobre sorprende molti ">Svolta meteo in Germania dopo i nuovi record di caldo: ciò che accadrà giovedì 1° ottobre sorprende molti </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-meteo-in-germania-dopo-i-nuovi-record-di-caldo-cio-che-accadra-giovedi-sorprende-molti.html" title="Svolta meteo in Germania dopo i nuovi record di caldo: ciò che accadrà giovedì 1° ottobre sorprende molti "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/wetter-hammer-nach-200-hitzerekorden-was-am-donnerstag-passiert-uberrascht-viele-und-dann-kommt-der-goldene-oktober-1790577305558_320.jpg" alt="Svolta meteo in Germania dopo i nuovi record di caldo: ciò che accadrà giovedì 1° ottobre sorprende molti "></a></article></aside><p>Sarà da monitorare la<strong> probabile interferenza con le acque superficiali</strong> del Mediterraneo, che, come sappiamo, continuano a far segnare temperature molto elevate per la stagione e che potrebbero fornire l'energia necessaria allo sviluppo di<strong> fenomeni anche intensi e persistenti. </strong></p><p><strong>Questi scenari</strong>, creati con il supporto di dati probabilistici, <strong>non hanno una valenza previsionale</strong>, rappresentano soltanto un tentativo di individuare<strong> la più probabile tra le tendenze possibili indicate dai sistemi di calcolo numerico che simulano l'evoluzione dell'atmosfera</strong>. Scenari ipotetici che andranno verificati e aggiornati man mano che ci avvicineremo al periodo in questione. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'atmosfera terrestre ha raggiunto un livello record di vapore acqueo: perché questo preoccupa gli scienziati]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-atmosfera-terrestre-ha-raggiunto-un-livello-record-di-vapore-acqueo-perche-questo-preoccupa-gli-scienziati.html</link><pubDate>Mon, 28 Sep 2026 14:22:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Ad agosto, l'atmosfera terrestre ha registrato la più alta concentrazione di vapore acqueo mai rilevata. Il riscaldamento globale e il fenomeno El Niño sembrano essere i fattori chiave alla base di questo nuovo record.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-atmosfera-de-la-tierra-alcanzo-un-record-de-vapor-de-agua-por-que-preocupa-a-los-cientificos-1789929001794.jpg" data-image="s6fcjrdj77kq" alt="Vapore acqueo record nel mondo" title="Vapore acqueo record nel mondo"><figcaption>L'indice di acqua precipitabile rappresenta la quantità totale di vapore acqueo contenuta in una colonna d'aria.</figcaption></figure><p><strong>L’atmosfera della Terra ha appena raggiunto un record che, a prima vista, può passare inosservato,</strong> ma che ha importanti implicazioni per il tempo atmosferico. Nel corso di agosto, la quantità media di vapore acqueo presente nell’atmosfera ha raggiunto <strong>27,35 chilogrammi per metro quadrato</strong>, il valore più elevato dall’inizio della serie di dati nel 1979.</p><p>Il record è stato individuato a partire dai dati del Servizio per i cambiamenti climatici di Copernicus (C3S) e <strong>supera di 0,04 kg/m² il precedente massimo, stabilito nel luglio 2024.</strong> Sebbene la differenza possa sembrare piccola, equivale a circa <strong>20.000 miliardi di litri d’acqua aggiuntivi</strong> distribuiti nell’atmosfera su scala planetaria.</p><h2><strong>Cosa significa avere più vapore acqueo nell’atmosfera?</strong></h2><p>Il dato non significa che ci sia una gigantesca massa d’acqua sospesa sopra le nostre teste, pronta a cadere. Si tratta di una misura nota come <strong>acqua precipitabile: la quantità totale di vapore contenuta in una colonna d’aria che si estende dalla superficie fino agli strati superiori dell’atmosfera</strong>.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il vapore acqueo è un elemento fondamentale del sistema climatico. Fa parte del ciclo dell’acqua ed è indispensabile per la formazione delle nuvole e delle precipitazioni. Ma svolge anche un altro ruolo: è un potente gas serra.</strong></div><p>Ed è qui che emerge uno degli aspetti chiave del nuovo record. <strong>L’aria più calda può contenere una maggiore quantità di umidità.</strong> Secondo Julien Nicolas, scienziato senior specializzato in climatologia del C3S, per ogni grado Celsius di riscaldamento l’aria può trattenere circa il 7% in più di vapore acqueo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788821" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-mediterraneo-piu-caldo-puo-intensificare-i-temporali-e-aumentare-i-rischi-per-l-aviazione.html" title="Un Mediterraneo più caldo può intensificare i temporali aumentando i rischi per l’aviazione: il caso di Fiumicino">Un Mediterraneo più caldo può intensificare i temporali aumentando i rischi per l’aviazione: il caso di Fiumicino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-mediterraneo-piu-caldo-puo-intensificare-i-temporali-e-aumentare-i-rischi-per-l-aviazione.html" title="Un Mediterraneo più caldo può intensificare i temporali aumentando i rischi per l’aviazione: il caso di Fiumicino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-mediterraneo-piu-caldo-puo-intensificare-i-temporali-e-aumentare-i-rischi-per-l-aviazione-1789549869067_320.jpeg" alt="Un Mediterraneo più caldo può intensificare i temporali aumentando i rischi per l’aviazione: il caso di Fiumicino"></a></article></aside><p>Per questo, l’aumento della temperatura globale favorisce un’atmosfera con una maggiore capacità di immagazzinare umidità. A sua volta, questa umidità aggiuntiva può <strong>modificare l’intensità di alcuni fenomeni meteorologici</strong>.</p><h2><strong>Più umidità disponibile per i temporali</strong></h2><p>Il problema non è semplicemente che ci sia più acqua nell’aria. Quando il vapore acqueo sale, si raffredda e condensa formando goccioline all’interno delle nubi, libera calore. <strong>Questa energia può alimentare i sistemi temporaleschi e contribuire a rendere alcune precipitazioni più estreme.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-atmosfera-de-la-tierra-alcanzo-un-record-de-vapor-de-agua-por-que-preocupa-a-los-cientificos-1789929065307.jpg" data-image="np8j29vssn7s" alt="Record di vapore acqueo" title="Record di vapore acqueo"><figcaption>Media dell’acqua precipitabile nel periodo 1991-2020. La media globale è di circa 24 mm.</figcaption></figure><p>Un’atmosfera più umida, quindi, dispone di <strong>una maggiore quantità di energia disponibile per determinati eventi di pioggia estrema</strong>, soprattutto quando si verificano contemporaneamente altri fattori favorevoli alla convezione e alla formazione di temporali.</p><p>L’effetto può essere osservato anche nei cicloni tropicali, dove l’abbondante umidità disponibile può favorire precipitazioni più intense e fornire ulteriore energia al sistema. I meteorologi avvertono, tuttavia, che il record globale di vapore acqueo <strong>non significa che tutti i luoghi del pianeta sperimenteranno automaticamente un aumento delle precipitazioni estreme</strong>. La risposta dipende dalla circolazione atmosferica e dalle condizioni regionali.</p><h2><strong>Anche El Niño entra in gioco</strong></h2><p><strong>Le temperature eccezionalmente elevate degli oceani tropicali sono state un altro elemento importante.</strong> L’oceano è la principale fonte di vapore acqueo per l’atmosfera e, quando la sua superficie è più calda, aumenta l’evaporazione.</p><p><strong>Ad agosto, le temperature del Pacifico tropicale erano particolarmente elevate, in un contesto di El Niño in rafforzamento</strong>. Copernicus sottolinea che queste condizioni hanno probabilmente contribuito al record di umidità atmosferica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786311" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali">La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124914254_320.jpg" alt="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"></a></article></aside><p>Il dato assume ancora maggiore rilevanza perché <strong>anche agosto 2026 è stato tra i mesi più caldi mai registrati</strong>. Per Copernicus, è stato l’agosto più caldo della serie di dati ERA5, con una temperatura media globale di 16,96 °C, mentre è risultato a pari merito con luglio 2023 come mese più caldo mai registrato in assoluto.</p><p>Il record del vapore acqueo è, in definitiva, <strong>un altro segnale di quanto temperatura, oceani e umidità siano strettamente collegati</strong>. E mostra che i cambiamenti del clima globale non si manifestano soltanto sul termometro: stanno modificando anche uno dei componenti fondamentali dell’atmosfera.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-atmosfera-terrestre-ha-raggiunto-un-livello-record-di-vapore-acqueo-perche-questo-preoccupa-gli-scienziati.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Svolta meteo in Germania dopo i nuovi record di caldo: ciò che accadrà giovedì 1° ottobre sorprende molti ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-meteo-in-germania-dopo-i-nuovi-record-di-caldo-cio-che-accadra-giovedi-sorprende-molti.html</link><pubDate>Mon, 28 Sep 2026 13:20:32 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In Germania cadono record per il caldo anomalo, a fine settembre. Ma già avanza un fronte temporalesco, che non arriverà in Italia. La vera sorpresa per il paese arriva dopo: ancora temperature sopra la media a ottobre. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbe03n6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbe03n6.jpg" id="xbe03n6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Non era mai successo: domenica 27 settembre, in Germania <strong>oltre 200 stazioni meteorologiche</strong> hanno registrato nuovi <strong>record di caldo</strong> per questo periodo dell’anno. Le persone stavano all’aperto in maglietta, le gelaterie erano affollate e qualcuno si chiedeva se il calendario indicasse davvero già l’autunno.</p><p>Tutte cose davvero anomale per la Germania, che viene peraltro da un'estate 2026 eccezionalmente calda.</p><p>Ora, però, c’è una parola che sta facendo drizzare le antenne a molti: <strong>cambio di tempo</strong>. Giovedì 1 ottobre potrebbe esserci una vera svolta. È dunque arrivata la fine definitiva dell’estate tardiva? La risposta potrebbe sorprendere molti, perché a quanto pare l’autunno ha in programma qualcosa di molto diverso da quanto ci si potrebbe aspettare.</p><h2>Fino a mercoledì 30 settembre continua l’ondata di caldo in Germania</h2><p>Inizialmente non succederà nulla che faccia pensare all’autunno. Fino a mercoledì compreso, sarà ancora l’<strong>alta pressione</strong> a dominare la situazione. In molte zone il sole splenderà indisturbato e le temperature saranno diffusamente <strong>superiori ai 20 gradi</strong>. Nel Sud e nell’Ovest della Germania, nelle zone pianeggianti, farà persino più caldo.</p><p>Regnerà la stessa stabilità che ci sarà in Italia nei prossimi giorni, ma lì le anomalie rispetto alla media del periodo saranno maggiori.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/wetter-hammer-nach-200-hitzerekorden-was-am-donnerstag-passiert-uberrascht-viele-und-dann-kommt-der-goldene-oktober-1790577219749.jpg" data-image="0jf9ly1p0jtq" alt="maltempo, meteo, ottobre" title="maltempo, meteo, ottobre"><figcaption>All’inizio di ottobre 2026, una perturbazione con rovesci e temporali attraverserà la Germania.</figcaption></figure><p><strong>Per la fine di settembre è semplicemente eccezionale.</strong> Sembra più di essere in piena estate che all’inizio dell’autunno. Solo al mattino, in alcune vallate, potrà persistere la <strong>nebbia</strong>. Nella maggior parte dei casi, però, si dissolverà rapidamente lasciando spazio a un’altra giornata di sole.</p><h4>Giovedì: la svolta arriva con l’inizio di ottobre</h4><p>E poi arriva la giornata di cui tutti parlano. Proprio con l’<strong>inizio di ottobre, giovedì 1° ottobre</strong>, da ovest arriverà una <strong>perturbazione con rovesci e temporali</strong>. Localmente potranno verificarsi piogge intense e non sono esclusi singoli <strong>temporali</strong> accompagnati da raffiche di vento localmente forti. Le temperature diminuiranno sensibilmente e il tempo diventerà più instabile.</p><div class="texto-destacado">E in Italia? <br>L'inizio di ottobre in Italia sarà all'insegna del tempo tardo-estivo, con massime che sfioreranno i 30°C e tempo stabile in tutto il paese. Qualcosa potrebbe cambiare a partire dal 4-5 ottobre, ma la previsione per quei giorni è ancora incerta. Maggior probabilità di un cambio meteo brusco per l'Italia è intorno al 10-11 ottobre.</div><p>Molti si aspettano ora una vera e propria <strong>irruzione autunnale in Germania</strong>. Ma è proprio qui che arriva la sorpresa: giovedì sarà soltanto un <strong>breve colpo di coda</strong>. La perturbazione attraverserà il Paese e poco dopo sarà già passata. Non si intravedono giorni di pioggia incessante e freddo.</p><h4>La sorpresa: già venerdì cambia di nuovo tutto</h4><p>Non appena la perturbazione sarà passata, il tempo cambierà nuovamente. <strong>Venerdì 2 ottobre</strong> le nubi lasceranno spazio alle schiarite da ovest e il sole tornerà a imporsi sempre più spesso. Sull’Europa centrale si ristabilirà nuovamente una situazione di <strong>alta pressione</strong>, che allontanerà rapidamente la breve fase di bassa pressione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/wetter-hammer-nach-200-hitzerekorden-was-am-donnerstag-passiert-uberrascht-viele-und-dann-kommt-der-goldene-oktober-1790577305558.jpg" data-image="38gqe5g7vfu2" alt="caldo, meteo, Germania" title="caldo, meteo, Germania"><figcaption>Dopo un inizio di ottobre variabile, il primo fine settimana del mese porterà nuovamente condizioni piacevoli e un clima da estate tardiva, con temperature “nettamente superiori alla norma”.</figcaption></figure><p>Molti avevano già dato per archiviato l’autunno, ma a quanto pare è proprio adesso che inizierà la parte più interessante. Nelle notti serene le temperature saranno un po’ più fresche. Durante il giorno, però, tornerà un clima piacevolmente mite, con aria limpida e il sole capace di far risaltare le <strong>foglie dai colori autunnali</strong>.</p><h4>Tempo da sogno per il lungo weekend festivo</h4><p>Il vero momento clou arriverà nel <strong>primo fine settimana di ottobre</strong>, in concomitanza con la <strong>Giornata dell’Unità tedesca</strong>, sabato. Secondo le previsioni attuali, gran parte della Germania sarà interessata da un <strong>tempo ideale</strong>: molto sole, poco vento e temperature gradevoli. Condizioni perfette per escursioni, feste del vino o una gita nella natura.</p><p>Chi ha programmi per quel fine settimana può quindi aspettarsi condizioni favorevoli. L’unica insidia sarà nelle prime ore del mattino, quando nelle vallate fluviali potrà formarsi la <strong>nebbia</strong>. Nella maggior parte dei casi, però, entro mezzogiorno si sarà già dissolta.</p><h2>Ottobre dorato: possibili ancora temperature fino a 25 gradi nel paese</h2><p>E come proseguirà il mese? Anche in questo caso arrivano indicazioni favorevoli. Per la <strong>prima settimana di ottobre</strong>, i modelli meteorologici mostrano nuovamente la presenza di un <strong>robusto anticiclone</strong> sull’Europa centrale. Saranno quindi ancora possibili temperature <strong>fino a 25 gradi</strong>, soprattutto nel Sud-Ovest della Germania e lungo il Reno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790810" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-estate-di-fine-settembre-l-anticiclone-africano-riporta-le-temperature-oltre-la-media.html" title="L'estate di fine Settembre: l'anticiclone africano riporta le temperature oltre la media in Italia">L'estate di fine Settembre: l'anticiclone africano riporta le temperature oltre la media in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-estate-di-fine-settembre-l-anticiclone-africano-riporta-le-temperature-oltre-la-media.html" title="L'estate di fine Settembre: l'anticiclone africano riporta le temperature oltre la media in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-estate-di-fine-settembre-l-anticiclone-africano-riporta-le-temperature-oltre-la-media-1790589975685_320.png" alt="L'estate di fine Settembre: l'anticiclone africano riporta le temperature oltre la media in Italia"></a></article></aside><p>L’ottobre, quindi, sembra intenzionato a dare il meglio di sé. Giovedì sarà soltanto un piccolo contrattempo, dopodiché il clima autunnale mite dovrebbe proseguire. È ancora troppo presto per definire con certezza l’evoluzione a questa distanza temporale. Per ora, però, le indicazioni puntano più verso <strong>tanto sole</strong> che verso le tempeste autunnali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-meteo-in-germania-dopo-i-nuovi-record-di-caldo-cio-che-accadra-giovedi-sorprende-molti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio.html</link><pubDate>Mon, 28 Sep 2026 12:49:51 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Uno studio rivela che i bambini di oggi da adulti saranno esposti al rischio di incendi per un tempo molto più lungo rispetto alle generazioni precedenti. I più colpiti saranno quelli dei paesi mediterranei</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio-1790538173955.jpg" data-image="5twriobq2z5f" alt="incendi caldo estremo" title="incendi caldo estremo"><figcaption>Gli incendi che devastano l'Europa sono una delle conseguenze del caldo estremo e diventeranno più frequenti</figcaption></figure><p>Il futuro per i bambini nati a partire dal <strong>2025 </strong>non si prospetta molto roseo dal punto di vista ambientale e climatico.</p><p>Se nessuna politica seria per limitare i danni del clima estremo verrà messa in atto, la generazione che sta nascendo adesso, pur essendo quella che meno ha contribuito al cambiamento climatico, sarà esposta molto di più agli <strong>incendi </strong>rispetto alla generazione nata negli <strong>anni ‘50</strong>.</p><p>Il problema riguarda in particolare i futuri adulti del <strong>sud dell’Europa</strong>. </p><h2>Quanto siamo esposti al rischio incendi nel corso della vita</h2><p>In un recente studio condotto dall’<strong>Università di Murcia</strong> e pubblicato sulla rivista <em>Environmental Research Letters</em> i ricercatori hanno contato quanti giorni in media, nell’<strong>arco della vita</strong>, una persona è esposta al caldo estremo e agli incendi che ne derivano.</p><p>La stima è di 3,5 anni di esposizione in totale per i nati nel 1950, ma per i bambini nati a partire dal 2025, questo periodo va quasi a <strong>raddoppiare</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780830" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-gli-incendi-boschivi-stanno-peggiorando-i-ricercatori-dell-ucla-individuano-i-principali-responsabili.html" title="Perché gli incendi boschivi stanno peggiorando? I ricercatori dell'UCLA individuano i principali responsabili">Perché gli incendi boschivi stanno peggiorando? I ricercatori dell'UCLA individuano i principali responsabili</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-gli-incendi-boschivi-stanno-peggiorando-i-ricercatori-dell-ucla-individuano-i-principali-responsabili.html" title="Perché gli incendi boschivi stanno peggiorando? I ricercatori dell'UCLA individuano i principali responsabili"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/empeorando-los-incendios-forestales-1785044960634_320.jpg" alt="Perché gli incendi boschivi stanno peggiorando? I ricercatori dell'UCLA individuano i principali responsabili"></a></article></aside><p>Se nulla verrà fatto per invertire la tendenza al riscaldamento globale, le temperature aumenteranno gradualmente di <strong>2,6 °C entro il 2100.</strong> Questo valore si traduce in <strong>ulteriori 3,5 anni</strong> di esposizione al caldo estremo e agli incendi per i bambini di oggi, quindi un totale di<strong> 7,3 anni</strong> nell’arco di <strong>tutta la vita</strong> per i nuovi nati del 2025.</p><h2>Le cause dell'emergenza del futuro</h2><p>A creare questa previsione poco rassicurante c’è la somma di vari fattori. <strong>L’aspettativa di vita</strong> più lunga per gli adulti del futuro aumenta naturalmente la probabilità di essere esposti agli incendi.</p><p>Il fattore principale di rischio, comunque, rimane sempre il <strong>clima estremo</strong>, caratterizzato da <strong>siccità, vento e alte temperature</strong>, cioè i fattori che già adesso rendono gli incendi più frequenti, più distruttivi e sempre più difficili da domare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790371" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ondate-di-calore-in-primavera-e-autunno-la-nasa-conferma-caldo-estremo-in-estensione-anche-fuori-dall-estate.html" title="Ondate di calore in autunno e primavera, la NASA conferma: caldo estremo in estensione anche fuori dall'estate">Ondate di calore in autunno e primavera, la NASA conferma: caldo estremo in estensione anche fuori dall'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ondate-di-calore-in-primavera-e-autunno-la-nasa-conferma-caldo-estremo-in-estensione-anche-fuori-dall-estate.html" title="Ondate di calore in autunno e primavera, la NASA conferma: caldo estremo in estensione anche fuori dall'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-calor-extremo-ya-no-respeta-las-estaciones-las-olas-de-calor-se-extienden-hacia-la-primavera-y-el-otono-1790250819969_320.png" alt="Ondate di calore in autunno e primavera, la NASA conferma: caldo estremo in estensione anche fuori dall'estate"></a></article></aside><p>Secondo quanto sotiene Marco Turco, coautore dello studio, <em>“in tutta Europa circa l'<strong>86%</strong> della differenza tra le due generazioni è dovuta all'aumento delle condizioni meteorologiche favorevoli agli incendi, associate ai cambiamenti climatici, e circa il <strong>14% </strong>alla maggiore aspettativa di vita.”</em></p><p><em></em>È quindi evidente che il riscaldamento globale è la vera causa dell'emergenza.</p><h2>Quali sono i paesi più esposti</h2><p>Tra i paesi dove il fenomeno è più marcato ci sono quelli dell’area mediterranea e in particolare la <strong>penisola Iberica</strong>.</p><p>In <strong>Spagna </strong>clima continentale delle vaste aree interne causerà un aumento significativo dei giorni di caldo estremo e siccità che già stanno favorendo gli incendi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio-1790538269959.jpg" data-image="6x942f3nxlny" alt="clima incendi" title="clima incendi"><figcaption>Ciò che resta di una foresta portoghese devastata da un incendio</figcaption></figure><p>Negli ultimi decenni, inoltre, il <strong>Portogallo </strong>è stato il paese europeo che ha visto la maggiore percentuale del proprio territorio distrutto dalle fiamme. Questo avviene non solo per il clima estremo ma anche a causa della <strong>gestione forestale </strong>e di <strong>criteri di prevenzione </strong>non sufficienti.</p><p>Il nordest del paese è la zona più colpita, quindi i bambini nati in quest’area sono anche quelli che passeranno il maggior numero di giorni esposti al rischio di ulteriori incendi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786041" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html" title="Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea">Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html" title="Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/espana-lidera-el-mapa-de-incendios-de-europa-acumula-el-46-7-de-toda-la-superficie-quemada-en-la-ue-1787901187667_320.jpg" alt="Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea"></a></article></aside><p>Qualora invece venisse rispettato il programma degli <strong>accordi di Parigi</strong> e l’aumento delle temperature fosse limitato a <strong>1,5°C,</strong> il tempo di esposizione al rischio sarebbe di <strong>6,5 anni</strong> invece che dei previsti 7,3 anni.</p><h2>Clima estremo e ingiustizia intergenerazionale</h2><p>Oltre al problema ambientale, lo studio sottolinea anche un problema di <strong>ingiustizia intergenerazionale</strong>.</p><div class="texto-destacado">I bambini che sono nati negli ultimi anni e che nasceranno nel prossimo futuro si troveranno da adulti a dover gestire territori più fragili e danneggiati<strong> </strong>e tutte le conseguenze di un clima estremo.</div><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786637" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-cambia-e-si-trasforma-un-territorio-che-e-stato-colpito-da-un-grosso-incendio.html" title="Come cambia e si trasforma un territorio che è stato colpito da un grosso incendio?">Come cambia e si trasforma un territorio che è stato colpito da un grosso incendio?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-cambia-e-si-trasforma-un-territorio-che-e-stato-colpito-da-un-grosso-incendio.html" title="Come cambia e si trasforma un territorio che è stato colpito da un grosso incendio?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-cambia-e-si-trasforma-un-territorio-che-e-stato-colpito-da-un-grosso-incendio-1788270898212_320.jpg" alt="Come cambia e si trasforma un territorio che è stato colpito da un grosso incendio?"></a></article></aside><p>Pur non avendo contribuito al problema, le future generazioni vedranno la <strong>qualità della vita</strong> <strong>compromessa </strong>da una crisi climatica che ormai non è più un’emergenza ma una costante e dallo <strong>squilibrio </strong>sempre più evidente<strong> </strong>tra le risorse ambientali utilizzate o danneggiate e quelle che l’ambiente riesce a rigenerare.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Eva%20Rodr%C3%ADguez" data-year="2026" data-title="Los%20ni%C3%B1os%20nacidos%20hoy%20en%20Europa%20vivir%C3%A1n%20un%2084%20%25%20m%C3%A1s%20de%20d%C3%ADas%20de%20clima%20extremo%20favorable%20a%20incendios" data-url="https%3A%2F%2Fwww.agenciasinc.es%2FNoticias%2FLos-ninos-nacidos-hoy-en-Europa-viviran-un-84-mas-de-dias-de-clima-extremo-favorable-a-incendios">Eva Rodríguez. (2026). <a href="https://www.agenciasinc.es/Noticias/Los-ninos-nacidos-hoy-en-Europa-viviran-un-84-mas-de-dias-de-clima-extremo-favorable-a-incendios" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Los niños nacidos hoy en Europa vivirán un 84 % más de días de clima extremo favorable a incendios</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Si è aperta la porta atlantica: da domenica 4 ottobre la prima ondata di maltempo autunnale potrebbe colpire l'Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/si-e-aperta-la-porta-atlantica-da-domenica-4-ottobre-sull-italia-la-prima-ondata-di-maltempo-autunnale.html</link><pubDate>Mon, 28 Sep 2026 10:05:48 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In Europa le perturbazioni atlantiche stanno facendo ritorno in questi ultimi giorni, ed oggi stanno già portando piogge su Spagna e Francia. Questa settimana l'Italia resterà al riparo, ma dal 4 ottobre le cose potrebbero cambiare con il ritorno del maltempo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbdwcpu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbdwcpu.jpg" id="xbdwcpu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sull'Europa sono tornate le perturbazioni atlantiche. Dopo un'estate lunghissima e caldissima, i segnali di un cambiamento erano già arrivati e ora assistiamo al passaggio di diversi fronti anche a latitudini più basse, come non succedeva da mesi. </p><p>Si può vedere oggi come sull'Europa occidentale ci sia una circolazione decisamente più dinamica rispetto alle settimane scorse. <strong>Oggi la pioggia interessa Spagna e Francia</strong>, mentre mercoledì 30 settembre un <strong>nuovo fronte atlantico attraverserà l'Europa occidentale, con la Francia tra i territori più esposti, ma anche la penisola iberica verrà interessata.</strong></p><p>Non è una notizia da poco: sia la Spagna che la Francia vengono da lunghi mesi estivi che sono stati eccezionalmente caldi. Nella penisola iberica settembre è stato per certi versi simile ad agosto, con massime molto elevate, e picchi vicini ai 40 gradi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-e-aperta-la-porta-atlantica-da-domenica-4-ottobre-sull-italia-la-prima-ondata-di-maltempo-autunnale-1790588827921.jpg" data-image="pafhhfbavhdh"><figcaption>Perturbazioni atlantiche spazzano oggi la Penisola Iberica e la Francia. Non raggiungeranno però l'Italia.</figcaption></figure><p>Il ritorno delle piogge e l'abbassamento delle temperature sono quindi salutati come novità meteo davvero importanti.</p><p>A regolare questa fase è un esteso centro di bassa pressione posizionato a nord-ovest delle isole britanniche, che funziona da vero e proprio motore delle perturbazioni dirette verso il continente.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-e-aperta-la-porta-atlantica-da-domenica-4-ottobre-sull-italia-la-prima-ondata-di-maltempo-autunnale-1790588922341.jpg" data-image="78cg5fxcfk9s"><figcaption>L'ondulazione del jet stream all'origine dell'ingresso di saccature sull'Europa anche a latitudini più basse.</figcaption></figure><p>Per tutta la settimana avremo instabilità e perturbazioni in buona parte dell'Europa centro-occidentale.</p><h2><strong>L'Italia, per ora, resta al riparo: ottobrata a oltranza</strong></h2><p>Il nostro Paese, almeno nell'immediato, rimane fuori dai giochi. <strong>Sull'Italia continuerà a farsi sentire l'influenza dell'anticiclone, con giornate soleggiate e un clima mite, quasi estivo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-e-aperta-la-porta-atlantica-da-domenica-4-ottobre-sull-italia-la-prima-ondata-di-maltempo-autunnale-1790588884584.jpg" data-image="q5ueef3vvkmb"><figcaption>Temperature miti e tardo-estive questa settimana in tutta Italia, con valori prossimi ai 30°C da nord a sud.</figcaption></figure><p>Una vera e propria <strong>ottobrata, da godersi ancora per qualche giorno. Le massime sfioreranno i 30°C</strong> in numerose aree interne, e il tempo sarà generalmente soleggiato. Ma fino a quando?</p><h2><strong>Dal 4 ottobre il cambio di scenario: ondata di maltempo su tutta l'Italia?</strong></h2><p>I modelli del centro meteorologico europeo, ECMWF, indicano però che <strong>la situazione potrebbe cambiare a partire da domenica 4 ottobre,</strong> con l'ingresso di correnti instabili anche sull'Italia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-e-aperta-la-porta-atlantica-da-domenica-4-ottobre-sull-italia-la-prima-ondata-di-maltempo-autunnale-1790589607357.jpg" data-image="whj8zj0b0h4k"><figcaption>Il modello europeo mostra questa possibile situazione per lunedì 5 ottobre: una perturbazione potrebbe portare piogge su gran parte d'Italia. Mancano 7 giorni, e questa previsione potrebbe però cambiare con i prossimi aggiornamenti.</figcaption></figure><p>La previsione è ancora incerta e a questa distanza sarebbe azzardato indicare quali aree saranno colpite con maggiore intensità: <strong>al momento l'ipotesi è quella di una instabilità distribuita un po' su tutto il territorio nazionale.</strong></p><p><strong>La prima giornata di maltempo generalizzato per l'Italia potrebbe essere lunedì 5 ottobre, tra una settimana, ma già dal 4 potremmo assistere a piogge </strong>in alcune aree, più probabilmente nelle regioni occidentali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong> <strong>La prima giornata di maltempo generalizzato per l'Italia potrebbe essere lunedì 5 ottobre, tra una settimana, ma già dal 4 potremmo assistere a piogge in alcune aree, più probabilmente nelle regioni occidentali.</strong> </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le piogge, dunque, potrebbero interessare l'Italia da nord a sud, in un contesto termico che resterebbe comunque al di sopra della media stagionale.</p><h3><strong>L'incognita: pioggia autunnale o temporali violenti?</strong></h3><p>Il punto più delicato, come sottolineato ieri da Luca Lombroso <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-l-anticiclone-evolve-a-possibile-blocco-scandinavo-cosa-cambia-per-l-italia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">in un articolo previsionale</a>, riguarda il tipo di fenomeni. Le perturbazioni potrebbero comportarsi in modo stratiforme, con piogge diffuse e persistenti come avveniva tradizionalmente in autunno. Oppure, <strong>complice il calore accumulato dai mari nel corso dell'estate, potrebbero prevalere fenomeni convettivi, cioè temporali anche forti e localmente intensi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790810" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-estate-di-fine-settembre-l-anticiclone-africano-riporta-le-temperature-oltre-la-media.html" title="L'estate di fine Settembre: l'anticiclone africano riporta le temperature oltre la media in Italia">L'estate di fine Settembre: l'anticiclone africano riporta le temperature oltre la media in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-estate-di-fine-settembre-l-anticiclone-africano-riporta-le-temperature-oltre-la-media.html" title="L'estate di fine Settembre: l'anticiclone africano riporta le temperature oltre la media in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-estate-di-fine-settembre-l-anticiclone-africano-riporta-le-temperature-oltre-la-media-1790577840807_320.jpg" alt="L'estate di fine Settembre: l'anticiclone africano riporta le temperature oltre la media in Italia"></a></article></aside><p>Sarà uno degli aspetti chiave da monitorare: ne riparleremo nei prossimi aggiornamenti, man mano che i modelli restituiranno un quadro più affidabile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/si-e-aperta-la-porta-atlantica-da-domenica-4-ottobre-sull-italia-la-prima-ondata-di-maltempo-autunnale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Cina invierà una città prefabbricata da 52 milioni di dollari nelle Ande argentine per ospitare 5.000 minatori]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-cina-inviera-una-citta-prefabbricata-da-52-milioni-di-dollari-nelle-ande-argentine-per-ospitare-5-000-minatori.html</link><pubDate>Mon, 28 Sep 2026 09:17:13 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La costruzione di case prefabbricate prodotte in Cina è stata considerata la soluzione più economicamente vantaggiosa per ospitare circa 4.500 persone a un'altitudine di oltre 4.000 metri sulle Ande.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/china-enviara-a-los-andes-argentinos-una-ciudad-prefabricada-de-52-millones-de-dolares-para-5-000-mineros-1789648356559.png" data-image="qgegq5izkhem"><figcaption>Vicuña è il nome di una joint venture situata nel grande distretto minerario delle Ande, tra Argentina e Cile.</figcaption></figure><p>Nel cuore della Cordigliera delle Ande, <strong>a oltre 4.200 metri di altitudine</strong>, è prevista la costruzione di <strong>un enorme campo minerario</strong> i cui moduli saranno fabbricati interamente in Cina e trasportati fino a San Juan, in Argentina.<strong> La struttura servirà il gigantesco progetto Vicuña</strong>, promosso da BHP e Lundin Mining, e potrà ospitare migliaia di lavoratori attraverso un sistema di turni a rotazione.</p><h2>Una città modulare in un luogo estremo</h2><p>Il complesso sarà costruito nell'area del progetto minerario Vicuña, nella provincia argentina di San Juan, <strong>vicino al confine con il Cile, </strong>a oltre 4.230 metri sul livello del mare e a circa 471 chilometri su strada dalla città di San Juan.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">¡Vicuña Corp. prepara la inversión extranjera más grande de la historia de Argentina!<br><br>Un proyecto revolucionario está tomando forma en el norte de San Juan: Vicuña Corp., que unirá los gigantes mineros Josemaría y Filo del Sol, podría convertirse en una de las minas más grandes <a href="https://t.co/PfA8TBbNlj">pic.twitter.com/PfA8TBbNlj</a></p>— El Viejo Libertario. (@ViejoLibertario) <a href="https://x.com/ViejoLibertario/status/1952892554862625060?ref_src=twsrc%5Etfw">August 6, 2025</a></blockquote></figure><p>Non si tratta, quindi, di costruire un quartiere convenzionale in una zona dotata di strade, servizi e popolazione nelle vicinanze, ma di <strong>realizzare un campo che dovrà funzionare praticamente come una città autonoma in alta montagna,</strong> fornendo alloggi e servizi ai lavoratori impegnati nello sviluppo dell'attività mineraria.</p><p><strong>La prima fase di ampliamento del campo Batidero prevede circa 2.500 posti letto,</strong> ma ne saranno necessari altri a causa del sistema di lavoro a turni normalmente adottato nell'attività mineraria d'alta quota.</p><h3>Le case saranno fabbricate in Cina e arriveranno smontate</h3><p><strong>Gli edifici saranno costituiti da moduli prefabbricati con strutture in acciaio</strong>, fabbricati dalla società cinese.</p><p><strong>I moduli vengono prodotti in anticipo e successivamente trasportati in Argentina</strong>, dove vengono effettuate le operazioni di assemblaggio e di collegamento degli impianti.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"> | Así son las casas modulares chinas que sorprenden en Mendoza: se instalan en 30 minutos<br><br>Las casas prefabricadas chinas ya son una realidad en Mendoza y comienzan a posicionarse como una alternativa frente a la construcción tradicional. <br><br>Estos módulos habitacionales que <a href="https://t.co/BCF9AdWYNQ">pic.twitter.com/BCF9AdWYNQ</a></p>— LOS ANDES (@LosAndesDiario) <a href="https://x.com/LosAndesDiario/status/2062953612859646267?ref_src=twsrc%5Etfw">June 5, 2026</a></blockquote></figure><p><strong>Questo tipo di costruzione consente di ridurre considerevolmente il lavoro da effettuare direttamente sulla cordigliera</strong>. Invece di trasportare a oltre 4.000 metri di quota tutti i materiali necessari per costruire ogni edificio da zero, buona parte del processo industriale viene effettuata in precedenza in fabbrica.</p><h2>Perché fabbricarli in Cina?</h2><p>La scelta di utilizzare moduli fabbricati in Cina è legata principalmente ai costi. <strong>La decisione ha suscitato un dibattito </strong><strong>tra imprese e organizzazioni dell'industria argentina</strong>, che contestano il fatto che una parte importante dell'infrastruttura venga fabbricata fuori dal Paese, ma alla base della scelta ci sono anche altri fattori oltre a quelli economici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748679" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-esperto-dell-universita-di-londra-spiega-perche-la-groenlandia-e-una-miniera-d-oro.html" title="Un esperto dell'Università di Londra spiega perché la Groenlandia è una 'miniera d'oro'">Un esperto dell'Università di Londra spiega perché la Groenlandia è una "miniera d'oro"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-esperto-dell-universita-di-londra-spiega-perche-la-groenlandia-e-una-miniera-d-oro.html" title="Un esperto dell'Università di Londra spiega perché la Groenlandia è una 'miniera d'oro'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-experto-de-la-universidad-de-londres-aclara-por-que-groenlandia-es-una-mina-de-oro-1767998265359_320.jpg" alt="Un esperto dell'Università di Londra spiega perché la Groenlandia è una 'miniera d'oro'"></a></article></aside><p>In particolare, i tempi di costruzione,<strong> </strong>poiché una struttura prefabbricata può essere realizzata in modo considerevolmente più rapido e prevedibile.<strong> Si tratta di un elemento molto importante quando è necessario costruire un'infrastruttura di queste dimensioni</strong> in un luogo remoto e ad alta quota.</p><h3>Il progetto si trova in un luogo davvero inospitale</h3><p><strong>Josemaría si trova a oltre 4.200 metri di altitudine, </strong>in una regione fortemente montuosa, caratterizzata da condizioni ambientali molto dure e difficilmente paragonabili a quelle di altre aree urbane argentine.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">️ China fabricará una ciudad modular para 5.000 trabajadores mineros en la cordillera de San Juan<br><br>El campamento Batidero, vinculado al proyecto de cobre Vicuña, será ampliado mediante módulos habitacionales fabricados principalmente en China y posteriormente ensamblados en la <a href="https://t.co/5ECFyj2jvI">pic.twitter.com/5ECFyj2jvI</a></p>— Reporte Asia (@reporteasia) <a href="https://x.com/reporteasia/status/2098117942034538929?ref_src=twsrc%5Etfw">September 10, 2026</a></blockquote></figure><p>La minore disponibilità di ossigeno è uno dei fattori più evidenti: a questa altitudine,<strong> l'aria contiene circa</strong> <strong>il 40% in meno di ossigeno per unità di volume rispetto al livello del mare</strong>, anche se la percentuale di ossigeno nell'atmosfera rimane praticamente la stessa.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-cina-inviera-una-citta-prefabbricata-da-52-milioni-di-dollari-nelle-ande-argentine-per-ospitare-5-000-minatori.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'estate di fine Settembre: l'anticiclone africano riporta le temperature oltre la media in Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-estate-di-fine-settembre-l-anticiclone-africano-riporta-le-temperature-oltre-la-media.html</link><pubDate>Mon, 28 Sep 2026 06:50:56 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Stop alle perturbazioni e ritorno all'anticiclone africano su tutta Italia. Temperature in aumento oltre la media stagionale e pochissime piogge.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbdtaai"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbdtaai.jpg" id="xbdtaai"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Settembre torna a mettere in pausa l’autunno e le piogge che hanno caratterizzato soprattutto la seconda metà del mese. Dopo una prima fase ancora pienamente estiva, contraddistinta da <strong>caldo eccessivo e temperature che localmente hanno raggiunto i 40°C</strong>, una serie di perturbazioni ha cambiato completamente le carte in tavola sul Mediterraneo, coinvolgendo anche buona parte dell’Europa.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Una perturbazione dopo l’altra ha progressivamente respinto l’anticiclone africano verso latitudini più meridionali, allontanando soprattutto l’afa che aveva dominato nelle settimane precedenti. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Le temperature sono così rientrate nella media stagionale, scendendo in alcuni casi persino al di sotto dei valori tipici del periodo</strong>, mentre le precipitazioni sono tornate protagoniste su diverse regioni. Localmente non sono mancati fenomeni di forte intensità, accompagnati anche da grandinate.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790698" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-100-mm-nei-prossimi-7-giorni-brusco-cambiamento-meteo-in-spagna-diverse-perturbazioni.html" title="Fino a 100 mm nei prossimi 7 giorni: brusco cambiamento meteo in Spagna, tornano le perturbazioni atlantiche">Fino a 100 mm nei prossimi 7 giorni: brusco cambiamento meteo in Spagna, tornano le perturbazioni atlantiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-100-mm-nei-prossimi-7-giorni-brusco-cambiamento-meteo-in-spagna-diverse-perturbazioni.html" title="Fino a 100 mm nei prossimi 7 giorni: brusco cambiamento meteo in Spagna, tornano le perturbazioni atlantiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-tiempo-en-espana-durante-la-semana-que-viene-una-borrasca-y-varias-vaguadas-dejaran-lluvias-de-hasta-100-l-m-1790499155241_320.jpg" alt="Fino a 100 mm nei prossimi 7 giorni: brusco cambiamento meteo in Spagna, tornano le perturbazioni atlantiche"></a></article></aside><p>L’ultima perturbazione ha coinvolto parte dell’Italia provocando un ulteriore abbassamento delle temperature, qualche pioggia e una ventilazione sostenuta dai quadranti settentrionali. Tuttavia, mentre sul versante adriatico il vortice di bassa pressione ha continuato a favorire condizioni più fresche e instabili, da ovest <strong>l’anticiclone subtropicale ha iniziato progressivamente a guadagnare terreno</strong>.</p><p>Ed ecco che il weekend appena trascorso, l’ultimo di settembre, ha mostrato un volto decisamente diverso: <strong>il sole è tornato protagonista su gran parte dell’Italia, accompagnato da un generale aumento delle temperature</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790677" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-l-anticiclone-evolve-a-possibile-blocco-scandinavo-cosa-cambia-per-l-italia.html" title="Meteo, Luca Lombroso: l'anticiclone evolve a possibile blocco scandinavo, cosa cambia per l'Italia a inizio ottobre">Meteo, Luca Lombroso: l'anticiclone evolve a possibile blocco scandinavo, cosa cambia per l'Italia a inizio ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-l-anticiclone-evolve-a-possibile-blocco-scandinavo-cosa-cambia-per-l-italia.html" title="Meteo, Luca Lombroso: l'anticiclone evolve a possibile blocco scandinavo, cosa cambia per l'Italia a inizio ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-lombroso-l-anticiclone-evolve-a-possibile-blocco-scandinavo-cosa-cambia-per-l-italia-1790496824176_320.jpg" alt="Meteo, Luca Lombroso: l'anticiclone evolve a possibile blocco scandinavo, cosa cambia per l'Italia a inizio ottobre"></a></article></aside><p>Le massime sono aumentate praticamente su tutti i settori, con i valori più elevati registrati soprattutto lungo il versante tirrenico, con Lazio e Toscana in prima fila, oltre che sulla Sardegna e su gran parte del Nord. </p><p>Situazione differente al Sud, in particolare sui settori del medio-basso Adriatico e dello Ionio, dove le temperature sono rimaste di qualche grado al di sotto della media stagionale per la residua influenza della bassa pressione, ormai spostatasi verso la Grecia.</p><h2><strong>L’anticiclone apre la strada a ottobre</strong></h2><p><strong>L’anticiclone africano ha dunque già aperto le danze per la nuova settimana, quella che ci accompagnerà direttamente nel mese di ottobre e nel pieno dell’autunno.</strong></p><p>Stando alle ultime proiezioni dei principali modelli di calcolo, per gran parte della settimana l’alta pressione dovrebbe riuscire ad avere la meglio sul Mediterraneo centrale e, di conseguenza, anche sull’Italia. Ciò significherà condizioni meteorologiche prevalentemente stabili e soleggiate su buona parte del Paese.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-estate-di-fine-settembre-l-anticiclone-africano-riporta-le-temperature-oltre-la-media-1790577785672.jpg" data-image="07xxtxniimsh" alt="Il meteo in simboli: sole presente su gran parte d'Europa" title="Il meteo in simboli: sole presente su gran parte d'Europa"><figcaption>Le conseguenze dell'anticiclone africano su gran parte d'Europa</figcaption></figure><p>Qualche differenza continuerà comunque a essere evidente tra le diverse aree della Penisola. <strong>L’estremo Sud resterà ancora parzialmente esposto a correnti più fresche legate all’area depressionaria presente sul Mar Egeo</strong>. Proprio per questo motivo, sulle regioni meridionali le temperature non dovrebbero registrare particolari impennate, mantenendosi generalmente attorno ai <strong>24-26°C nei valori massimi</strong>.</p><p>Scenario differente sul resto d’Italia. In particolare su Sardegna, Lazio, Toscana e sulle regioni settentrionali, <strong>le temperature potranno portarsi al di sopra della media stagionale anche di 4-5°C</strong>. La colonnina di mercurio potrebbe così raggiungere diffusamente i <strong>26-28°C, soprattutto nelle aree interne</strong>, regalando quello che potrebbe essere uno degli ultimi assaggi di fine estate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-estate-di-fine-settembre-l-anticiclone-africano-riporta-le-temperature-oltre-la-media-1790577840807.jpg" data-image="z37ng1cdb1x6" alt="Aumento termico con massime anche oltre le medie stagionali" title="Aumento termico con massime anche oltre le medie stagionali"><figcaption>Temperature in aumento su tutta la Penisola, ma spiccano i 28-29°C della Sardegna</figcaption></figure><p>Nonostante la presenza dell’anticiclone, tuttavia, la stabilità atmosferica potrebbe non essere assoluta per tutta la settimana. <strong>Verso metà settimana qualche episodio di instabilità potrebbe interessare soprattutto il Nord-Ovest</strong>, a causa di una perturbazione atlantica in avvicinamento all’Europa occidentale.</p><p>Il fronte perturbato, però, dovrà fare i conti con la resistenza dell’alta pressione presente sul Mediterraneo. Al momento, quindi, non sembra profilarsi un vero e proprio cambio di circolazione su scala nazionale, quanto piuttosto la possibilità di qualche disturbo più localizzato.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></strong><br> </div><p><strong>L’inizio di ottobre potrebbe quindi trascorrere sotto il segno dell’anticiclone, con tanto sole e temperature superiori alla media su diverse regioni italiane</strong>, mentre il Sud continuerà a risentire maggiormente delle correnti più fresche orientali. Una parentesi stabile e relativamente calda nel cuore dell’autunno, in attesa di capire quanto a lungo l’alta pressione riuscirà a mantenere questa configurazione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-estate-di-fine-settembre-l-anticiclone-africano-riporta-le-temperature-oltre-la-media.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un geologo ha scoperto un cratere meteoritico di 260 metri nell'entroterra australiano utilizzando Google Earth]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-geologo-ha-scoperto-un-cratere-meteoritico-di-260-metri-nell-entroterra-australiano-utilizzando-google-earth.html</link><pubDate>Mon, 28 Sep 2026 06:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Un'immagine di Google Earth ha permesso a un ricercatore di scoprire il cratere causato dall'impatto di un meteorite in Australia, che è stato poi confermato da successive indagini geologiche.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-geologo-descubre-en-google-earth-un-crater-de-meteorito-de-260-metros-en-el-interior-de-australia-1790328482081.png" data-image="pup5bc2bshu6"><figcaption>Immagine del cratere tratta da Google Earth.</figcaption></figure><p>Quella che sembrava una curiosa forma circolare nel cuore dell'Australia si è rivelata essere <strong>la traccia dell'impatto di un meteorite.</strong> A individuarla è stato il geologo Arthur Hickman, del Geological Survey of Western Australia.</p><p>La forma attirò rapidamente l'attenzione dell'esperto perché aveva <strong>un diametro di circa 260 metri, un bordo rialzato e un fondo relativamente piatto</strong>, caratteristiche compatibili con un cratere da impatto, ma era ancora necessario condurre un'indagine approfondita.</p><p>Ed è stato proprio grazie alle successive ricerche geologiche, ai lavori sul campo e, soprattutto, <strong>a una perforazione realizzata diversi anni dopo, che è stato possibile confermare che l'origine di questa struttura era l'impatto di un meteorite.</strong></p><h2>Una forma perfetta nascosta nel deserto australiano</h2><p><strong>Il cratere si trova a circa</strong> <strong>36 chilometri a nord di Newman</strong>, nella catena montuosa di Ophthalmia, all'interno della regione di Pilbara, un'area caratterizzata da rocce estremamente antiche appartenenti al cosiddetto cratone di Pilbara.</p><p>Il suo diametro medio è di circa 260 metri, con <strong>un bordo che si eleva per circa 30 metri rispetto al fondo relativamente piatto della struttura.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-geologo-descubre-en-google-earth-un-crater-de-meteorito-de-260-metros-en-el-interior-de-australia-1790327961365.jpeg" data-image="oz1sgh24n39o"><figcaption>La regione di Pilbara, in Australia.</figcaption></figure><p>Il caso Hickman è un buon esempio di come le immagini ottenute dai satelliti possano cambiare <strong>il modo di studiare la superficie terrestre.</strong></p><p>Prima che esistessero strumenti come Google Earth, individuare una struttura circolare di appena poche centinaia di metri in una regione così estesa<strong> avrebbe richiesto l'esplorazione di vaste aree di territorio o la disponibilità di informazioni geologiche e fotografie aeree molto dettagliate.</strong></p><h2>Una perforazione di quasi 65 metri ha attraversato il cratere</h2><p>Nel 2012, il Geological Survey of Western Australia ha condotto u<strong>na campagna di perforazione scientifica in collaborazione con la compagnia mineraria Atlas Iron</strong>, che era già attiva nella zona.</p><p>I ricercatori hanno realizzato <strong>un sondaggio verticale fino a quasi 65 metri di profondità</strong> al centro della struttura, permettendo di ricostruire parte della storia di questo cratere.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"> Un team di ricercatori ha scoperto il cratere da impatto più antico della Terra, almeno finora, nel cratone di Pilbara (Australia), formatosi circa 3,5 miliardi di anni fa, quando il nostro pianeta era un luogo molto diverso. <a href="https://t.co/np0P8Zd8UK">pic.twitter.com/np0P8Zd8UK</a></p>— Un geólogo en apuros ️ (@geologoenapuros) <a href="https://x.com/geologoenapuros/status/1897706387913768966?ref_src=twsrc%5Etfw">6 marzo 2025</a></blockquote></figure><p>I primi 48,4 metri erano costituiti praticamente da sedimenti che si erano accumulati dopo l'impatto e, al di sotto di questi,<strong> comparivano le rocce originarie del terreno, ma intensamente fratturate dall'evento.</strong></p><p>E più la perforazione procedeva in profondità, più i ricercatori si avvicinavano a <strong>rocce che avevano subito direttamente le conseguenze dell'impatto,</strong> fornendo quindi informazioni più affidabili e di maggiore qualità.</p><h3>Il ferro del meteorite ha lasciato la sua firma chimica</h3><p>I ricercatori hanno analizzato i materiali provenienti dalle perforazioni effettuate nella zona del cratere, trovando<strong> concentrazioni elevate di nichel ed elementi del gruppo del platino, tra cui iridio e palladio.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="507921" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/strana-forma-semi-circolare-canada-baia-hudson-nastapoka-arc-geologia-mistero.html" title="Cos'è quella strana forma semi-circolare nella Baia di Hudson, in Canada? Il mistero dell'Arco di Nastapoka">Cos'è quella strana forma semi-circolare nella Baia di Hudson, in Canada? Il mistero dell'Arco di Nastapoka</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/strana-forma-semi-circolare-canada-baia-hudson-nastapoka-arc-geologia-mistero.html" title="Cos'è quella strana forma semi-circolare nella Baia di Hudson, in Canada? Il mistero dell'Arco di Nastapoka"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/strana-forma-semi-circolare-nella-baia-di-hudson-nastapoka-arc-geologia-1695205893019_320.jpg" alt="Cos'è quella strana forma semi-circolare nella Baia di Hudson, in Canada? Il mistero dell'Arco di Nastapoka"></a></article></aside><p>Inoltre, l'elevata concentrazione di nichel indicava la presenza di <strong>un meteorite ferroso.</strong></p><h2>Un meteorite fino a 10 metri di diametro</h2><p>I calcoli effettuati dai ricercatori indicano che l'oggetto che ha scavato <strong>il cratere poteva avere un diametro di circa 10 metri.</strong></p><p>Questa cifra può sembrare piccola, ma un oggetto di queste dimensioni che viaggia a velocità incalcolabili<strong> libera un'enorme quantità di energia quando colpisce il suolo.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Una nuova ricerca di <a href="https://x.com/hashtag/CurtinResearch?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#CurtinResearch</a> ha portato alla scoperta del più antico cratere da meteorite del mondo, nella regione di <a href="https://x.com/hashtag/WesternAustralia?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#WesternAustralia</a>, nel <a href="https://x.com/hashtag/Pilbara?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Pilbara</a>, risalente a 3,5 miliardi di anni fa! La ricerca, guidata dai professori Tim Johnson e Chris Kirkland, potrebbe cambiare la nostra comprensione della storia della Terra. <a href="https://x.com/hashtag/EarthScience?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#EarthScience</a> <a href="https://x.com/hashtag/MeteoriteImpact?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#MeteoriteImpact</a> <a href="https://t.co/raH8X9Q6sw">pic.twitter.com/raH8X9Q6sw</a></p>— Curtin Media (@CurtinMedia) <a href="https://x.com/CurtinMedia/status/1899630879791882521?ref_src=twsrc%5Etfw">12 marzo 2025</a></blockquote></figure><p>Il risultato è stato una depressione di, come detto in precedenza, circa <strong>260 metri di diametro e con un dislivello fino a 30 metri lungo il bordo.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-geologo-ha-scoperto-un-cratere-meteoritico-di-260-metri-nell-entroterra-australiano-utilizzando-google-earth.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fortezza con vista: le più grandi rovine di un castello in Germania sorgono su un cono vulcanico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/fortezza-con-vista-le-piu-grandi-rovine-di-un-castello-in-germania-sorgono-su-un-cono-vulcanico.html</link><pubDate>Mon, 28 Sep 2026 04:38:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Un paesaggio unico, vicino al confine svizzero, vanta imponenti castelli storici che si possono esplorare a piedi o in bicicletta; inoltre, le montagne offrono panorami che spaziano dal Lago di Costanza fino alle Alpi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/die-gro-te-burgruine-deutschlands-liegt-auf-einem-vulkankegel-1789415400490.jpg" data-image="4qnztmkn3b57" alt="Hegau" title="Hegau"><figcaption>Paesaggio con coni vulcanici e vista fino alle Alpi: l'Hegau. Foto: Pixabay</figcaption></figure><p>Un <strong>monte vulcanico</strong>, un'imponente fortezza e un panorama che, nelle giornate limpide, si estende dal Lago di Costanza fino alle Alpi: <strong>l'Hohentwiel nei pressi di Singen</strong> è una delle mete escursionistiche più insolite dell'<strong>Hegau</strong>, un territorio caratterizzato da <strong>coni vulcanici</strong> nel sud del Baden-Württemberg.</p><p>La regione si trova <strong>a ovest del Lago di Costanza </strong>e a nord del Reno, al confine con la <strong>Svizzera</strong>. Su una superficie di 9,3 ettari si estendono le rovine della <strong>più grande fortezza diroccata della Germania</strong>, sulla sommità boscosa del cono vulcanico.</p><h2>Più di 1100 anni di storia</h2><p>La storia dell'Hohentwiel risale al 915. Dall'originario <strong>castello medievale</strong> nacque nel XVII secolo una <strong>fortezza territoriale del Württemberg</strong>, le cui mura e torri sono oggi conservate sotto forma di rovine.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/die-gro-te-burgruine-deutschlands-liegt-auf-einem-vulkankegel-1789415570023.jpg" data-image="fbcmj0j26y28" alt="Hohentwiel" title="Hohentwiel"><figcaption>Come se fosse cresciuta direttamente dalla montagna: la fortezza di Hohentwiel nell'Hegau. Foto: Wikipedia</figcaption></figure><p>Un percorso conduce attraverso l'ampio complesso, passando accanto agli antichi edifici di servizio, alle cantine per il vino, al panificio e alla fucina. I pannelli informativi aiutano a comprendere la funzione che avevano un tempo i diversi edifici.</p><h3>Dal campanile lo sguardo arriva fino al Lago di Costanza</h3><p>Particolarmente suggestiva è la <strong>fortezza interna</strong>. Tra mura, volte e resti delle fortificazioni ricoperti dalla vegetazione si aprono continuamente nuovi punti panoramici. Una scala di legno conduce al <strong>campanile storico</strong>.</p><p>Dalla piattaforma panoramica si osserva l'Hegau con i suoi caratteristici coni vulcanici; nelle giornate limpide lo sguardo arriva oltre il <strong>Lago di Costanza</strong> fino alle <strong>Alpi</strong>. La salita alla fortezza, tuttavia, non è del tutto agevole: dall'ingresso parte un sentiero piuttosto ripido.</p><h2>Tra castelli e vulcani attraverso l'Hegau</h2><p>L'Hohentwiel è solo una delle numerose fortificazioni medievali costruite sui coni vulcanici dell'Hegau. Anche le rovine di <strong>Hohenkrähen</strong>, <strong>Mägdeberg</strong> e <strong>Staufen</strong> possono essere raggiunte a piedi.</p><p>Chi vuole collegarne diverse può seguire l'<strong>Hegauer Kegelspiel</strong>, una rete di sette itinerari escursionistici premium che permettono di esplorare questo paesaggio fuori dal comune.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788161" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ne-noiosi-ne-pericolosi-i-5-paesi-piu-sicuri-e-facili-da-visitare-se-si-viaggia-da-soli.html" title="Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli">Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ne-noiosi-ne-pericolosi-i-5-paesi-piu-sicuri-e-facili-da-visitare-se-si-viaggia-da-soli.html" title="Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aburridos-ni-peligrosos-los-5-paises-mas-seguros-y-faciles-de-recorrer-si-viajas-solo-1787998115496_320.jpeg" alt="Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli"></a></article></aside><p>Un percorso particolarmente adatto agli appassionati di castelli è il <strong>sentiero escursionistico premium Hohentwieler</strong>. Il percorso ad anello parte ai piedi dell'Hohentwiel, raggiunge la <strong>rovina di Staufen</strong> e torna al punto di partenza. I metri di dislivello aggiuntivi necessari per salire alle due fortificazioni garantiscono un allenamento impegnativo per cuore, polmoni e polpacci.</p><h3>In bicicletta da una fortezza all'altra</h3><p>È possibile esplorare ancora più fortificazioni anche in bicicletta: il <strong>Burgenradweg</strong> <strong>3 </strong>collega le quattro grandi rovine lungo un percorso circolare di circa <strong>38 chilometri</strong>, con <strong>566 metri di dislivello</strong>.</p><p>Le biciclette possono essere lasciate presso il centro informazioni durante la salita all'Hohentwiel; qui sono disponibili anche <strong>stazioni di ricarica per biciclette elettriche</strong>.</p><p>Come <strong>punto di partenza</strong> è indicato il villaggio di Hohentwiel, ai piedi della montagna. Qui si trovano l'ufficio del turismo e una <strong>mostra dedicata alla storia</strong> del luogo. Da qui è possibile combinare la visita alle rovine della fortezza con una <strong>variegata escursione attraverso il paesaggio vulcanico dell'Hegau</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento dell'articolo</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Nick%20Schindowski" data-year="2026" data-title="Deutschlands%20gr%C3%B6%C3%9Fte%20Burgruine%20thront%20auf%20einem%20Vulkan%20-%20der%20Aufstieg%20lohnt%20sich" data-url="https%3A%2F%2Fwww.chip.de%2Fnews%2Fhobby-freizeit%2Fdeutschlands-groesste-burgruine-thront-auf-einem-vulkan-der-aufstieg-lohnt-sich_cca1c43c-8db9-418c-8f21-44fdb3f7b80d.html">Nick Schindowski. (2026). <a href="https://www.chip.de/news/hobby-freizeit/deutschlands-groesste-burgruine-thront-auf-einem-vulkan-der-aufstieg-lohnt-sich_cca1c43c-8db9-418c-8f21-44fdb3f7b80d.html" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La più grande rovina castellana della Germania domina un vulcano: la salita ne vale la pena</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/fortezza-con-vista-le-piu-grandi-rovine-di-un-castello-in-germania-sorgono-su-un-cono-vulcanico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Evonimo: l'arbusto dalle innumerevoli varietà, perfetto da piantare in autunno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/evonimo-l-arbusto-dalle-innumerevoli-varieta-perfetto-da-piantare-in-autunno.html</link><pubDate>Sun, 27 Sep 2026 16:13:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Sempreverde o deciduo, l'evonimo è una garanzia di variegature perenni o spettacolari colori autunnali: scopri le caratteristiche di questo genere botanico e perché è considerato un protagonista del giardinaggio autunnale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/evonimo-l-arbusto-dalle-innumerevoli-varieta-perfetto-da-piantare-in-autunno-1790327846057.jpeg" data-image="jhf5umd6yqyq"><figcaption>Evonimo: l'arbusto dalle innumerevoli varietà, perfetto da piantare in autunno</figcaption></figure><p><strong>Verde brillante, verde screziato di bianco o di giallo, fino alle intense sfumature rosse e porpora che accompagnano l'arrivo dell'autunno</strong>: l'evonimo è un arbusto capace di offrire un'incredibile varietà di colori e forme.</p><div class="texto-destacado">Il genere <em>Euonymus</em> comprende infatti specie sempreverdi e decidue, alcune apprezzate per il fogliame che rimane decorativo tutto l'anno, altre per lo spettacolare cambio di colore autunnale. </div><p>Una diversità che rende l'evonimo una pianta interessante da scegliere e mettere a dimora proprio in questa stagione.</p><h2>Un genere botanico dalle molteplici forme e sfumature </h2><p><strong>Con il nome evonimo si indicano le numerose specie appartenenti al genere <em>Euonymus</em>, della famiglia delle Celastracee</strong>. Si tratta prevalentemente di arbusti, ma il genere comprende anche piccoli alberi e piante dal portamento più espanso o strisciante. Presentano dimensioni molto diverse, da forme compatte adatte alla coltivazione in vaso fino a esemplari che possono raggiungere diversi metri di altezza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/evonimo-l-arbusto-dalle-innumerevoli-varieta-perfetto-da-piantare-in-autunno-1790328010834.jpeg" data-image="9i69xq2ousod"><figcaption>Un genere botanico dalle molteplici forme e sfumature</figcaption></figure><p><strong>Le foglie dell'evonimo, che costituiscono il principale elemento ornamentale di questa pianta, hanno in genere dimensioni contenute, forma ovale e margini spesso seghettati</strong>. L'aspetto più rilevante riguarda invece il colore e le sfumature della lamina: negli evonimi sempreverdi possono essere lucide e uniformemente verdi oppure presentare variegature bianche, crema o gialle; quelli decidui, invece, possono regalare in autunno foglie dalle tonalità rosse, rosa e porpora, spesso accompagnate da frutti ornamentali.</p><h2>Specie e cultivar per ogni esigenza</h2><p><strong>La scelta è particolarmente ampia</strong>: il genere <em>Euonymus</em> comprende circa 150 specie riconosciute. Tra quelle utilizzate a scopo ornamentale troviamo <em>Euonymus fortunei</em>, apprezzato per il portamento compatto o strisciante e per le numerose cultivar dal fogliame variegato, ed <em>Euonymus japonicus</em>, più eretto e adatto anche alla formazione di siepi. </p><p><strong>Per chi cerca invece un effetto autunnale, <em>Euonymus alatus</em> si distingue per l'intensa colorazione rossa delle foglie</strong>, mentre <em>Euonymus europaeus</em>, specie presente anche in Italia come pianta spontanea, unisce il colore autunnale alla presenza di caratteristici frutti ornamentali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/evonimo-l-arbusto-dalle-innumerevoli-varieta-perfetto-da-piantare-in-autunno-1790327879560.jpeg" data-image="ymkjwl3yukrs"><figcaption><em>Euonymus alatus</em></figcaption></figure><p><strong>Tra le cultivar sempreverdi si possono scegliere, per esempio, <em>E. fortunei</em> 'Emerald Gaiety', con foglie verdi bordate di bianco, oppure 'Emerald 'n' Gold', caratterizzata da una variegatura giallo-dorata</strong>. Esistono inoltre forme particolarmente compatte, espanse o adatte a ricoprire il terreno: prima dell'acquisto è quindi importante verificare dimensioni e portamento della cultivar scelta.</p><h2>Rustico e poco esigente, ma attenzione a...</h2><p><strong>Gli evonimi sono generalmente arbusti resistenti e adattabili</strong>. Crescono in diverse condizioni di esposizione, dal pieno sole alla mezz'ombra, e si adattano a molti tipi di terreno purché ben drenati. </p><div class="texto-destacado">Sopportano bene sia il caldo estivo sia il freddo invernale, con molte specie capaci di tollerare temperature comprese indicativamente tra -15 °C e 35 °C, anche se la resistenza varia in base alla specie e alla cultivar. </div><p><strong>Il ristagno idrico prolungato </strong><strong>rappresenta invece una delle principali condizioni da evitare</strong>, così come i terreni eccessivamente asciutti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/evonimo-l-arbusto-dalle-innumerevoli-varieta-perfetto-da-piantare-in-autunno-1790328075694.jpeg" data-image="qg4cervkur52"><figcaption>Rustico e poco esigente</figcaption></figure><p><strong>L'autunno è un buon momento per mettere a dimora un nuovo esemplare in giardino o per trasferirlo in un contenitore più grande</strong>. Le temperature più basse rispetto all'estate riducono lo stress da trapianto e permettono alla pianta di adattarsi rapidamente alle nuove condizioni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787809" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/giardini-pluviali-cosa-sono-e-come-aiutano-a-prevenire-le-inondazioni-nelle-citta.html" title="Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città">Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/giardini-pluviali-cosa-sono-e-come-aiutano-a-prevenire-le-inondazioni-nelle-citta.html" title="Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/jardines-de-lluvia-que-son-y-como-ayudan-a-evitar-inundaciones-en-las-ciudades-1788903318128_320.jpg" alt="Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città"></a></article></aside><p>In particolare, un autunno mite e piovoso rappresenta una finestra di crescita e sviluppo utile per questa pianta. In assenza di precipitazioni dopo la messa a dimora, è importante assicurare acqua a sufficienza fino all'arrivo delle piogge.</p><h2>Dal vaso alla siepe: dove coltivarlo?</h2><p><strong> La versatilità è uno dei punti di forza dell'evonimo</strong>. Le forme più compatte possono essere coltivate in vaso sul balcone o sul terrazzo, mentre in giardino possono trovare posto nelle bordure, come esemplari isolati o in gruppi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/evonimo-l-arbusto-dalle-innumerevoli-varieta-perfetto-da-piantare-in-autunno-1790328117420.jpeg" data-image="ha3a0zcexftz"><figcaption>Dal vaso alla siepe: dove coltivarlo?</figcaption></figure><p>Le varietà sempreverdi più sviluppate sono adatte anche alla realizzazione di siepi e schermature, mentre quelle rampicanti o striscianti di <em>E. fortunei</em> possono essere utilizzate come coprisuolo o per creare pareti verdi.</p><h2>Malattie più comuni</h2><p><strong> Anche se facile da coltivare, l'evonimo può essere colpito da malattie fungine e parassiti</strong>. Le prime si manifestano con macchie biancastre sulle foglie (oidio) o marciumi radicali (<em>Phytophthora</em>), mentre tra i parassiti possono comparire soprattutto le cocciniglie.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/evonimo-l-arbusto-dalle-innumerevoli-varieta-perfetto-da-piantare-in-autunno-1790328184632.jpeg" data-image="u276s0yne7oq"><figcaption>Macchia di oidio su foglia di evonimo</figcaption></figure><div class="texto-destacado">La pianta in genere tollera questi problemi e i sintomi possono manifestarsi in modo più o meno evidente a seconda della stagione. </div><p>La prevenzione è comunque importante e parte dalla scelta di una posizione di crescita adeguata, con sufficiente circolazione dell'aria e terreno ben drenato, mentre un controllo periodico permette di intervenire tempestivamente con la rimozione o il risanamento delle parti sintomatiche. </p><h2> L'evonimo, una scelta autunnale per tutte le altre stagioni </h2><p><strong> L'autunno è un momento ideale per dedicarsi al giardino e scegliere nuove piante in base alle proprie esigenze, tra le quali non può mancare l'evonimo, capace di soddisfare gusti e necessità diverse</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786438" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-serve-un-giardino-per-i-limoni-ecco-come-mantenere-un-albero-di-limoni-produttivo-sul-balcone-o-sulla-terrazza.html" title="Non serve un giardino per i limoni: ecco come mantenere un albero di limoni produttivo sul balcone o sulla terrazza">Non serve un giardino per i limoni: ecco come mantenere un albero di limoni produttivo sul balcone o sulla terrazza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-serve-un-giardino-per-i-limoni-ecco-come-mantenere-un-albero-di-limoni-produttivo-sul-balcone-o-sulla-terrazza.html" title="Non serve un giardino per i limoni: ecco come mantenere un albero di limoni produttivo sul balcone o sulla terrazza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/no-necesitas-un-gran-jardin-para-cosechar-limones-asi-puedes-mantener-un-limonero-productivo-en-tu-balcon-o-terraza-1788043930793_320.jpeg" alt="Non serve un giardino per i limoni: ecco come mantenere un albero di limoni produttivo sul balcone o sulla terrazza"></a></article></aside><p>Tra fogliame sempreverde, variegature luminose e spettacolari colori autunnali, questo genere botanico permette di trovare soluzioni originali per balconi, terrazzi e giardini, aggiungendo colori e sfumature diverse nelle quattro stagioni dell'anno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/evonimo-l-arbusto-dalle-innumerevoli-varieta-perfetto-da-piantare-in-autunno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 100 mm nei prossimi 7 giorni: brusco cambiamento meteo in Spagna, tornano le perturbazioni atlantiche]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-100-mm-nei-prossimi-7-giorni-brusco-cambiamento-meteo-in-spagna-diverse-perturbazioni.html</link><pubDate>Sun, 27 Sep 2026 13:47:25 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Inizia una settimana che segnerà una svolta in Spagna, con un'atmosfera decisamente più autunnale dopo una lunghissima e rovente estate. Sono previsti diversi episodi di pioggia e temporali, insieme al progressivo attenuarsi del caldo torrido in tutte le regioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbdi79i"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbdi79i.jpg" id="xbdi79i"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La dinamica della prossima settimana sarà più autunnale, con la presenza dell'anticiclone sul settore orientale della Penisola Iberica e sulle Baleari, mentre il tempo sarà più instabile nel terzo occidentale. <strong>Nella prima metà della settimana una profonda depressione si avvicinerà alla Galizia, con maltempo sulla costa e il passaggio di un fronte accompagnato da alcune piogge.</strong></p><p>Si tratta della prima perturbazione autunnale dopo i lunghi mesi dell'estate 2026, che ha battuto ogni record di temperatura in Spagna.</p><p>Verso la fine della settimana potrebbe verificarsi un episodio di temporali sul Mediterraneo, <strong>in coincidenza con il cosiddetto "Cordonazo de San Francisco" (il 4 ottobre),</strong> anche se questo scenario è ancora caratterizzato da una notevole incertezza.</p><div class="texto-destacado"><strong>E in Italia? </strong><br>Se in Spagna è in arrivo finalmente una settimana autunnale, in Italia le condizioni stabili dureranno ancora un po', per il dominio dell'anticiclone. Bisogna anche dire che in Italia sono già passate diverse perturbazioni a settembre, e le temperature si sono già ridimensionate di molto, mentre nella penisola iberica nelle ultime settimane le massime hanno superato i 35 gradi in molte aree e le precipitazioni hanno interessato solo la costa mediterranea.</div><h2>Nella prima parte della settimana le piogge si estenderanno progressivamente sulla Spagna</h2><p>Lunedì sarà una giornata instabile, con piogge moderate in Andalusia, in arrivo dal Mare di Alborán, e alcune piogge deboli lungo il litorale del Levante spagnolo. <strong>Nel pomeriggio sono attesi rovesci e temporali sparsi nelle zone interne della Penisola, che potrebbero risultare localmente intensi in Navarra, nel sud di Badajoz e nel nord di Huelva.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790677" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-l-anticiclone-evolve-a-possibile-blocco-scandinavo-cosa-cambia-per-l-italia.html" title="Meteo, Luca Lombroso: l'anticiclone evolve a possibile blocco scandinavo, cosa cambia per l'Italia a inizio ottobre">Meteo, Luca Lombroso: l'anticiclone evolve a possibile blocco scandinavo, cosa cambia per l'Italia a inizio ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-l-anticiclone-evolve-a-possibile-blocco-scandinavo-cosa-cambia-per-l-italia.html" title="Meteo, Luca Lombroso: l'anticiclone evolve a possibile blocco scandinavo, cosa cambia per l'Italia a inizio ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-lombroso-l-anticiclone-evolve-a-possibile-blocco-scandinavo-cosa-cambia-per-l-italia-1790496824176_320.jpg" alt="Meteo, Luca Lombroso: l'anticiclone evolve a possibile blocco scandinavo, cosa cambia per l'Italia a inizio ottobre"></a></article></aside><p>Martedì sarà una giornata ancora più instabile, a causa dell'avvicinamento della depressione al nord-ovest della Penisola e degli effetti di una saccatura sul Mediterraneo. <strong>Sono attese piogge localmente abbondanti in Galizia, con accumuli superiori ai 30 l/m<sup>2</sup> nelle province di A Coruña e Pontevedra. </strong>Tutto il litorale galiziano sarà interessato da un'allerta gialla per moto ondoso e sono previste raffiche superiori agli 80 km/h nelle zone esposte. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-tiempo-en-espana-durante-la-semana-que-viene-una-borrasca-y-varias-vaguadas-dejaran-lluvias-de-hasta-100-l-m-1790499454256.jpg" data-image="841p4f840031"><figcaption>Domani i rovesci si estenderanno su ampie zone della Penisola.</figcaption></figure><p><strong> D'altra parte, sono attesi rovesci e temporali nel nord-est della Penisola,</strong> che potrebbero risultare intensi lungo la costa settentrionale della Comunità Valenciana, in Catalogna e Aragona. </p><p>Mercoledì l'instabilità si attenuerà sul versante mediterraneo, con al massimo qualche pioggia debole. <strong>Il fronte associato alla depressione atlantica porterà piogge in Galizia, Asturie, Cantabria e nella metà settentrionale di Castiglia e León, con accumuli compresi tra 15 e 30 l/m<sup>2</sup>. </strong>Il fronte perderà consistenza spostandosi verso est, con appena qualche debole pioggia in arrivo sul Sistema Centrale, La Rioja e Navarra. </p><h2>Nel fine settimana arriverà un'altra saccatura</h2><p>A partire da venerdì, l'affondo di una nuova saccatura dalla Francia genererà instabilità nel nord-est della Penisola, mentre la situazione si calmerà sul versante atlantico. Sono attese piogge e rovesci in Catalogna, Aragona, nella metà settentrionale della Comunità Valenciana, Castiglia-La Mancia, Navarra e lungo la costa cantabrica orientale. <strong>Venerdì potrebbero risultare intensi in Navarra, con accumuli superiori ai 50 l/m<sup>2</sup>, e anche nella metà settentrionale di Aragona e Catalogna.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-tiempo-en-espana-durante-la-semana-que-viene-una-borrasca-y-varias-vaguadas-dejaran-lluvias-de-hasta-100-l-m-1790499155241.jpg" data-image="9m9199vdp4f7"><figcaption>Le precipitazioni si estenderanno su buona parte della Spagna nella prossima settimana, con i quantitativi più elevati nella Galizia occidentale, nell'area dei Pirenei e nel nord-est.</figcaption></figure><p><strong>L'instabilità potrebbe proseguire nel fine settimana, con piogge e rovesci che si estenderebbero su gran parte del territorio peninsulare. </strong>Gli accumuli di precipitazione potrebbero superare i 50 l/m<sup>2</sup> tra sabato e domenica nel Mar delle Baleari e nelle zone costiere della Catalogna, nel settore settentrionale della Comunità Valenciana e nelle Baleari. </p><p>Secondo il modello europeo, <strong>entro la fine della settimana potrebbero accumularsi quasi 100 l/m² nel nord della Navarra, in alcuni punti di Huesca </strong>e nelle zone settentrionali della Catalogna.</p><h3>Verso una normalizzazione termica: le temperature massime arriveranno appena a 30 °C<br></h3><p>Nel corso della settimana le temperature diminuiranno, soprattutto verso la fine della settimana, quando il clima assumerà caratteristiche pienamente autunnali. Già da martedì, nessuna zona della Penisola raggiungerà o supererà i 35 °C di temperatura massima. <strong>Si tratta comunque di una normalizzazione termica dopo il caldo record degli ultimi giorni.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-tiempo-en-espana-durante-la-semana-que-viene-una-borrasca-y-varias-vaguadas-dejaran-lluvias-de-hasta-100-l-m-1790499540165.jpg" data-image="d0epxb3492gp"><figcaption>Questo lunedì si registrerà un'importante diminuzione delle temperature in ampie zone del centro e del sud, con valori massimi inferiori alla media del periodo.</figcaption></figure><p>Solo in alcuni punti della valle del Guadalquivir, in Extremadura, nella Meseta meridionale, nelle zone interne del sud-est e nel sud delle Canarie si supereranno i 32 °C. <strong>A partire da venerdì, le temperature massime saranno inferiori ai 25 °C in ampie zone della metà settentrionale della Penisola, </strong>con valori ancora più bassi, che durante il fine settimana non supereranno i 22 °C.</p><h2>Cosa dice questo cambio meteo per l'Italia?</h2><p>Significa che la circolazione atmosferica sta cambiando in Europa, con l'ingresso di perturbazioni atlantiche. Questa settimana non raggiungeranno ancora l'Italia, ma già dalla settimana prossima potrebbero raggiungere il nostro paese portando precipitazioni e tempo più autunnale.</p><p><strong> </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-100-mm-nei-prossimi-7-giorni-brusco-cambiamento-meteo-in-spagna-diverse-perturbazioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, Luca Lombroso: l'anticiclone evolve a possibile blocco scandinavo, cosa cambia per l'Italia a inizio ottobre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-l-anticiclone-evolve-a-possibile-blocco-scandinavo-cosa-cambia-per-l-italia.html</link><pubDate>Sun, 27 Sep 2026 10:08:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Fine settembre e primi ottobre con l’anticlone, avremo giornate tiepide e sere mattine con aria fresca. Mancano le grandi piogge autunnali, segnali di svolta nella settimana 2-12 ottobre. Arriva il blocco scandinavo?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbdhyma"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbdhyma.jpg" id="xbdhyma"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Lasciamo alle spalle un <strong>fine settimana anticiclonico al centro nord,</strong> instabile specie sabato scorso al sud e Sicilia in particolare. Allagamenti in particolare a Catania, mentre all’opposto <strong>le Alpi vedono le migliori giornate per alpinismo </strong>ed escursionismo. </p><p>La mattina si sente l’<strong>effetto delle notti che si allungano, le aperte campagne del centro nord iniziano a scendere a valori a una cifra</strong>, ovvero sotto ai 10°C.<strong> Di giorno però il sole picchia bene e i 26-28°C diffusi </strong>anche al centro nord sono anomali per la stagione. </p><p>Quello che manca ancora sono però le piogge autunnali, arriveranno nel corso di questa settimana?</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>L’anticiclone che interessa l’Italia, dall’iniziale origine azzorriana, sta ora saldandosi con un<strong> campo di alta pressione presente sull’est Europa</strong>. Questo contribuisce a inviare aria leggermente fresca nei bassi strati, mentre in quota la componente è più mite, in parte subtropicale.</p><p><strong>Figura opposta si trova invece nell’oceano Atlantico</strong>, con una gigantesca e profonda depressione islandese, <strong>al suolo la pressione scende addirittura a soli 955 hPa</strong>, valore straordinario per il mese di settembre.<br>Il suo lungo fronte però resta bloccato, e non va oltre la Francia e la Spagna, senza riuscire se non con effetti del tutto marginali a entrare in Italia. </p><h2>Settembre finisce asciutto e mite</h2><p>Tre <strong>belle giornate più tardo estive che autunnali chiudono un mese di settembre </strong>che al nord e parte del centro, risulterà fra i più caldi mai registrati, forse perfino record assoluto. Nel dettaglio <strong>martedì è una giornata di sole dalle Alpi alla Sicilia e anche fino a Lampedusa</strong>, al più qualche velatura in transito o piccole nubi residue al sud. sostanzialmente piatte le mappe di precipitazioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790552" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-pausa-anticiclonica-con-stop-alle-piogge-ma-niente-caldo-eccessivo-quanto-durera.html" title="Meteo: pausa anticiclonica con stop alle piogge, ma niente caldo eccessivo. Quanto durerà?">Meteo: pausa anticiclonica con stop alle piogge, ma niente caldo eccessivo. Quanto durerà?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-pausa-anticiclonica-con-stop-alle-piogge-ma-niente-caldo-eccessivo-quanto-durera.html" title="Meteo: pausa anticiclonica con stop alle piogge, ma niente caldo eccessivo. Quanto durerà?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-pausa-anticiclonica-con-stop-alle-piogge-ma-niente-caldo-eccessivo-quanto-durera-1790411899124_320.jpg" alt="Meteo: pausa anticiclonica con stop alle piogge, ma niente caldo eccessivo. Quanto durerà?"></a></article></aside><p><strong>Mercoledì 30 settembre aumentano le velature sulle Alpi </strong>e si annuvola in parte al nordovest, ma sono nubi non produttive a precipitazioni. Anche al sud permangono nubi residue dovute ai flussi da est. </p><p>Le temperature, specie massime aumentano, perfino<strong> sfiorando i 30°C in alcune zone per esempio attorno a Bologna e Firenze</strong>. Al mattino 10-14°C al centro nord, 16-18°C al sud, localmente 20°C nelle isole. Valori diurno appunto sui 27-28°C diffusi, leggermente più fresco al sud ma al nord qualche zona isolata martedì sfiora, ma difficilmente supera, i 30°C.</p><h2>Giovedì e venerdì cambia poco ma piove in Sardegna</h2><p>I primi due giorni di ottobre, <strong>giovedì 1 e venerdì 2, non ci sono cambiamenti sostanziali </strong>ma l’anticiclone invecchiando rende le giornate più ovattate dai primi strati di foschia e locali banchi di nebbia notturni al nord. <strong>Aumentano in parte le nubi medio alte al nordovest,</strong> con qualche piovasco nelle Alpi occidentali ma una zona piovosa potrebbe invece raggiungere venerdì la Sardegna. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-lombroso-l-anticiclone-evolve-a-possibile-blocco-scandinavo-cosa-cambia-per-l-italia-1790496824176.jpg" data-image="nstcsmnf7pi1"><figcaption>Temperature sopra media specie di giorno negli ultimi giorni di settembre</figcaption></figure><p><strong>Poche le variazioni nelle temperature,</strong> non c’è ricambio di massa d’aria, e resta caldo non in senso assoluto ma per inizio ottobre, avremo infatti molte città del centro nord a 28-29°C, pomeriggio estivo ma sera fresca solo grazie all’accorciarsi del dì.</p><h2>Ottobrata nel primo weekend del mese</h2><p>Puntuale come ormai da anni, ecco che<strong> avremo giornate non autunnali ma da ottobrata in tutta Italia</strong>. Il cielo non è perfettamente sereno in verità ma le nubi saranno scarse e stratificate, in prevalenza alte, con foschie mattutine in val Padana. Le condizioni di suolo secco però limitano la possibilità del formarsi dei banchi di nebbia che in passato erano tipici della stagione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-lombroso-l-anticiclone-evolve-a-possibile-blocco-scandinavo-cosa-cambia-per-l-italia-1790496944322.jpg" data-image="d2r1q9z77an0"><figcaption>Nel nostro modello ECMWF sono disponibili anche le mappe di visibilità. Come si nota, l'avvezione umida dal mare porta foschie e banchi di nebbia verso la pianura Padana.</figcaption></figure><p>La <strong>ventilazione prevalente orientale rende fresche le mattine</strong>, con 10-12°C nelle pianure del centro nord, 14-16°C in quelle del sud, ma <strong>l’aria in quota mite e il sole portano i valori diurni ancora a 26-28°C</strong> in tutta Italia.</p><h2>A quando le piogge?</h2><p>Le tendenze per la prima settimana piena del mese, <strong>dal 5 al 12 ottobre, sembrano delineare la formazione di un blocco Scandinavo</strong> che lascerebbe spazio all’ingresso nel Mediterraneo di perturbazioni atlantiche, possibile che da esse, specie nella seconda parte della settimana, si isolino depressioni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790423" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ritorno-della-pioggia-in-italia-a-15-giorni-il-mediterraneo-secondo-ecmwf-potrebbe-scatenare-numerosi-temporali.html" title="Ritorno della pioggia in Italia a 15 giorni? Il Mediterraneo, secondo ECMWF, potrebbe scatenare numerosi temporali">Ritorno della pioggia in Italia a 15 giorni? Il Mediterraneo, secondo ECMWF, potrebbe scatenare numerosi temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ritorno-della-pioggia-in-italia-a-15-giorni-il-mediterraneo-secondo-ecmwf-potrebbe-scatenare-numerosi-temporali.html" title="Ritorno della pioggia in Italia a 15 giorni? Il Mediterraneo, secondo ECMWF, potrebbe scatenare numerosi temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ritorno-della-pioggia-in-italia-a-15-giorni-il-mediterraneo-secondo-ecmwf-potrebbe-scatenare-numerosi-temporali-1790350305244_320.jpg" alt="Ritorno della pioggia in Italia a 15 giorni? Il Mediterraneo, secondo ECMWF, potrebbe scatenare numerosi temporali"></a></article></aside><p>Le piogge dunque potrebbero finalmente arrivare un po’ in tutta Italia, in un quadro termicamente sopra la media. L’incognita è se si comporteranno in modo stratiforme autunnale come avveniva in passato, o se il caldo accumulato nei mari porterà a fenomeni convettivi temporaleschi anche forti. Di questo ne riparleremo nei prossimi aggiornamenti. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-l-anticiclone-evolve-a-possibile-blocco-scandinavo-cosa-cambia-per-l-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il raro miele "salato" della laguna di Venezia che rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico.html</link><pubDate>Sun, 27 Sep 2026 09:17:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>In un ecosistema straordinario e fragile come quello della laguna di Venezia, e da una tradizione secolare, nasce un miele unico al mondo, raro e dal sapore complesso. Oggi questo prodotto d'eccellenza è sempre più spesso in pericolo</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico-1790325032609.jpg" data-image="k301cqgmb8n3" alt="miele di barena" title="miele di barena"><figcaption>Il miele, una delle eccellenze della gastronomia italiana meno note</figcaption></figure><p>Quando si parla di cucina e tradizione italiane, probabilmente il miele non è tra i primi prodotti che vengono in mente. </p><div class="texto-destacado">Molti non sanno che l’Italia detiene il record mondiale per la <strong>biodiversità del miele.</strong></div><p>Sono oltre sessanta le tipologie di miele che si producono sul territorio, dove si trovano un milione e mezzo di alveari. Di queste tipologie, più di trenta sono <strong>uniflorali</strong>.</p><p>Tra le varietà più note ci sono il miele di acacia, quello di castagno, il millefiori. Ad essi si accompagnano molte altre varietà di miele raro e tra questi c’è il <strong>miele di barena</strong>, uno dei più <strong>rari e affascinanti</strong>, legato all’unicità del territorio della laguna veneta.</p><h2>L'eccezionale ecosistema delle barene</h2><p>Per comprendere la particolarità di questo miele, nato dall’incontro tra i <strong>fiori </strong>e il <strong>mare</strong>, bisogna conoscere il territorio delle barene, in Italia tipiche dell’<strong>alto Adriatico.</strong></p><p>Queste pianure vengono ciclicamente <strong>sommerse dalle maree</strong>, con l’acqua che si accumula talvolta nelle <strong>depressioni interne</strong>, poco profonde.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785565" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/fiori-nettare-e-vita-le-piante-che-trasformano-il-tuo-balcone-in-un-rifugio-per-api-e-altri-impollinatori.html" title="Fiori, nettare e vita: le piante che trasformano il tuo balcone in un rifugio per api e altri impollinatori">Fiori, nettare e vita: le piante che trasformano il tuo balcone in un rifugio per api e altri impollinatori</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/fiori-nettare-e-vita-le-piante-che-trasformano-il-tuo-balcone-in-un-rifugio-per-api-e-altri-impollinatori.html" title="Fiori, nettare e vita: le piante che trasformano il tuo balcone in un rifugio per api e altri impollinatori"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/flores-nectar-y-vida-las-plantas-que-convierten-tu-balcon-en-un-refugio-para-abejas-y-otros-polinizadores-1787587281922_320.jpeg" alt="Fiori, nettare e vita: le piante che trasformano il tuo balcone in un rifugio per api e altri impollinatori"></a></article></aside><p>Sono molto importanti per proteggere le coste dalle onde, perché permettono all’acqua di <strong>espandersi </strong>su una superficie molto ampia. Oltre a ciò, le barene favoriscono il <strong>ricambio idrico</strong> e sono un <strong>habitat </strong>straordinario per una flora e una fauna uniche.</p><p>Nelle barene di Venezia cresce, tra le altre piante, il <strong>limonio </strong>da cui si ricava il prezioso miele.</p><h2>Come nasce il miele di barena</h2><p>Talvolta le arnie si trovano già sulle barene, ma generalmente vengono <strong>trasportate </strong>sul posto all’<strong>inizio dell’estate,</strong> quando i fiori di limonio sbocciano tingendo le barene di viola. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico-1790325145885.jpg" data-image="rsx1p0qk4yek" alt="barene venete" title="barene venete"><figcaption>Il territorio umido delle barene, tipico della lagina veneta e del nord est dell'Adriatico</figcaption></figure><p>La finestra temporale in cui le api possono produrre il miele è di qualche settimana, tra la fine di luglio e l'inizio di settembre.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="730147" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/timo-limone-profumo-intenso-e-foglie-agrumate-per-cucinare-piatti-dal-sapore-autentico.html" title="Timo limone: profumo intenso e foglie agrumate per cucinare piatti dal sapore autentico">Timo limone: profumo intenso e foglie agrumate per cucinare piatti dal sapore autentico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/timo-limone-profumo-intenso-e-foglie-agrumate-per-cucinare-piatti-dal-sapore-autentico.html" title="Timo limone: profumo intenso e foglie agrumate per cucinare piatti dal sapore autentico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/timo-limone-profumo-intenso-e-foglie-agrumate-per-cucinare-piatti-dal-sapore-autentico-1760866542124_320.jpeg" alt="Timo limone: profumo intenso e foglie agrumate per cucinare piatti dal sapore autentico"></a></article></aside><p>Dopo, il miele <strong>riposa </strong>per circa un mese e <strong>cristallizza </strong>in modo naturale assumendo una consistenza morbida e cremosa che lo rende spalmabile. A quel punto il miele è pronto e può essere messo nei barattoli di vetro.</p><h2>Sapore unico e abbinamenti insoliti</h2><p>Il miele di barena ha un colore giallo opaco, ma la vera peculiarità è un sapore davvero <strong>particolare e complesso</strong>.</p><p>Accanto alla tipica dolcezza che si avverte al primo assaggio ci sono le note <strong>balsamiche </strong>donate dalle erbe lagunari. La vera sorpresa arriva dopo, quando si avvertono delicate <strong>note salmastre</strong> dovute allo iodio di cui è impregnato il terreno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="704449" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/turismo-gastronomico-qual-e-la-citta-leader-in-europa-prima-di-roma-e-parigi.html" title="Turismo gastronomico: qual è la città leader in Europa, prima di Roma e Parigi?">Turismo gastronomico: qual è la città leader in Europa, prima di Roma e Parigi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/turismo-gastronomico-qual-e-la-citta-leader-in-europa-prima-di-roma-e-parigi.html" title="Turismo gastronomico: qual è la città leader in Europa, prima di Roma e Parigi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tourisme-gastronomique-quelle-est-la-premiere-ville-d-europe-devant-rome-et-paris-madrid-1743173254654_320.jpeg" alt="Turismo gastronomico: qual è la città leader in Europa, prima di Roma e Parigi?"></a></article></aside><p><br>Questo gusto insolito rende questo miele ottimo per accompagnare i <strong>formaggi stagionati o erborinati</strong>, ma anche il <strong>pescato della laguna</strong>, visto che si abbina bene a crostacei e molluschi diventando la base di <strong>marinature, glassature e salse agrodolci</strong>.</p><h2>Cosa minaccia il miele di barena</h2><p>Il miele di barena è un prodotto <strong>tutelato </strong>perché purtroppo corre il forte rischio di scomparire.</p><p> Trasportare le arnie in barca tra secche e canali, tra zone palustri e terreni fangosi, non è semplice né economico, ma il rischio più grave per il miele arriva dall’<strong>innalzamento del livello del mare </strong>e dal <strong>cambiamento climatico.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico-1790325075147.jpg" data-image="kfxk4wph9x8a" alt="api da miele" title="api da miele"><figcaption>Clima e inquinamento mettono in pericolo le api e il territorio delle barene</figcaption></figure><p> La crisi climatica e l'inquinamento sono un rischio costante per le api, ma questo non è l'unico ostacolo. Con il livello dell’acqua che cresce progressivamente e le onde generate dalle imbarcazioni, il <strong>terreno argilloso</strong> delle barene viene <strong>eroso </strong>e i fiori di limonio non possono più germogliare. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765795" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine.html" title="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine">Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine.html" title="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine-1779636402015_320.jpeg" alt="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine"></a></article></aside><p><br>Il resto lo fanno le <strong>gelate </strong>tardive, i lunghi periodi di <strong>siccità </strong>e le forti <strong>mareggiate </strong>che danneggiano irreversibilmente la fioritura. </p><p>Negli ultimi anni, purtroppo, la produzione di miele di barena è andata <strong>calando </strong>progressivamente.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ondate di calore in autunno e primavera, la NASA conferma: caldo estremo in estensione anche fuori dall'estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ondate-di-calore-in-primavera-e-autunno-la-nasa-conferma-caldo-estremo-in-estensione-anche-fuori-dall-estate.html</link><pubDate>Sun, 27 Sep 2026 07:04:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo studio rivela che gli episodi di caldo estremo si stanno prolungando oltre la tradizionale stagione calda, sebbene il fenomeno non si manifesti allo stesso modo in tutte le regioni del pianeta.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-calor-extremo-ya-no-respeta-las-estaciones-las-olas-de-calor-se-extienden-hacia-la-primavera-y-el-otono-1790250819969.png" data-image="p0sav65a98ry"><figcaption>I risultati dello studio mostrano che i periodi di caldo estremo si sono prolungati in modo significativo.</figcaption></figure><p>Il caldo estremo è sempre più frequente. La scienza lo documenta ormai da anni e milioni di persone ne fanno esperienza. Tuttavia, un nuovo studio pone l'attenzione su un aspetto meno analizzato: <strong>quando si verificano questi episodi e come sta cambiando la loro distribuzione nel corso dell'anno</strong>.</p><p>La ricerca ha rilevato che il caldo estremo non si è intensificato soltanto durante le stagioni tradizionalmente più calde. In molte regioni, infatti, <strong>si sta verificando con maggiore frequenza anche nei mesi immediatamente precedenti o successivi alla consueta stagione calda</strong>.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il momento in cui si verifica non è un dettaglio secondario. Un'ondata di calore precoce può essere particolarmente impegnativa per l'organismo, che non si è ancora adattato alle temperature della stagione. Qualcosa di simile accade alla fine della stagione, quando persone e comunità sono già esposte da mesi a condizioni termiche avverse.</strong></div><p>Inoltre, i sistemi di allerta e i centri di raffrescamento sono generalmente organizzati seguendo un calendario stagionale che potrebbe risultare <strong>sempre più disallineato.</strong></p><h2><strong>Il caldo estremo si sta estendendo in modo disomogeneo</strong></h2><p>Lo studio è stato realizzato da climatologi della NASA e della New York University e pubblicato sulla rivista <em>AGU Advances</em>. Gli autori hanno analizzato gli <strong>episodi di caldo estremo</strong> registrati nei sei continenti abitati.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"> Nos encontramos en el tercer episodio de temperaturas anormalmente altas de este mes de septiembre.<br><br>️ Aunque a finales de mes habrá un descenso térmico, es prácticamente seguro que septiembre de 2026 será el más cálido de la serie histórica, superando a los de 1987 y 1964. <a href="https://t.co/rwOwewRk6Z">pic.twitter.com/rwOwewRk6Z</a></p>— AEMET (@AEMET_Esp) <a href="https://x.com/AEMET_Esp/status/2102777295115034629?ref_src=twsrc%5Etfw">September 23, 2026</a></blockquote></figure><p>Per stabilire un riferimento, hanno confrontato il periodo 1980-1989 con il decennio più recente disponibile, dal 2015 al 2024. Sono stati considerati estremi i giorni che rientravano <strong>nel 5% delle temperature giornaliere più elevate</strong>.</p><p>L'analisi è stata condotta utilizzando due diversi sistemi per misurare il caldo. Il primo teneva conto esclusivamente della <strong>temperatura dell'aria</strong>, mentre il secondo incorporava la <strong>temperatura di bulbo umido e globo</strong>, che permette di valutare lo stress termico considerando anche l'umidità e la radiazione solare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-calor-extremo-ya-no-respeta-las-estaciones-las-olas-de-calor-se-extienden-hacia-la-primavera-y-el-otono-1790250897221.png" data-image="xj6mswtu6lqg"><figcaption>L'estensione temporale degli episodi estremi può anche aumentare la sovrapposizione con altri fenomeni pericolosi.</figcaption></figure><p>I risultati mostrano che le stagioni caratterizzate da caldo estremo si sono ampliate in modo significativo in <strong>poco più della metà delle superfici continentali del pianeta</strong> considerando il caldo secco, e in <strong>poco meno della metà</strong> analizzando il caldo umido.</p><p>Ma c'è un elemento particolarmente significativo: <strong>l'espansione non è stata uniforme</strong>. In alcune regioni, gli episodi estremi hanno iniziato a estendersi verso la <strong>primavera</strong>, mentre in altre si sono protratti sempre più verso l'<strong>autunno</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790131" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli">Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli-1790172973662_320.jpeg" alt="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"></a></article></aside><p><strong>Nell'ovest degli Stati Uniti, nella Cina orientale, nel Nord Africa e nell'Europa orientale, l'aumento è stato particolarmente marcato nei</strong> <strong>due mesi successivi alla stagione storica del caldo</strong>. Al contrario, l'Europa occidentale, l'Africa meridionale e l'India nord-occidentale hanno registrato una maggiore frequenza di episodi estremi nei <strong>due mesi precedenti</strong>.</p><h2><strong>Phoenix, un esempio di stagione del caldo più lunga</strong></h2><p>La città statunitense di <strong>Phoenix</strong> <strong>permette di osservare chiaramente questa trasformazione</strong>. Durante gli anni Ottanta ha registrato 183 giornate di caldo estremo sulla base della temperatura. Tra il 2015 e il 2024, il dato è salito a 338 giorni.</p><p>Nel periodo di riferimento, <strong>nessuno di questi episodi si è verificato dopo la fine della stagione calda</strong>. Nell'ultimo decennio analizzato, invece, il 6% si è verificato al di fuori di questo periodo.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr"> More than 1.5 billion people experienced at least 30 days of risky heat added by climate change this summer.<br><br>Wondering where climate change was felt the most strongly this summer?<br><br>Explore the full analysis from <a href="https://x.com/hashtag/ClimateCentral?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#ClimateCentral</a>: <a href="https://t.co/7H3qOckGAM">https://t.co/7H3qOckGAM</a> <a href="https://t.co/ff3llF0EQ6">pic.twitter.com/ff3llF0EQ6</a></p>— Climate Central (@ClimateCentral) <a href="https://x.com/ClimateCentral/status/2100704624629940533?ref_src=twsrc%5Etfw">September 17, 2026</a></blockquote></figure><p><strong>La data mediana degli episodi di caldo estremo secco si è spostata di dieci giorni verso una fase più avanzata dell'anno</strong>, mentre gli eventi di <strong>caldo umido</strong> si sono anticipati di circa 5,5 giorni.</p><p><strong>Il caso del 2024 è stato particolarmente significativo</strong>. Phoenix ha sopportato 113 giorni consecutivi con temperature superiori a 38 °C e, successivamente, tra la fine di settembre e la metà di ottobre, ha eguagliato o superato i record giornalieri di temperatura per 21 giorni consecutivi. Nello stesso anno, la contea di Maricopa, dove si trova Phoenix, ha registrato <strong>608 decessi legati al caldo</strong>.</p><h2><strong>Più caldo, più rischi che possono sovrapporsi</strong></h2><p>L'estensione temporale degli episodi estremi può anche <strong>aumentare la sovrapposizione con altri fenomeni pericolosi</strong>. Il caldo secco rappresenta una minaccia importante per le colture e gli ecosistemi, mentre il caldo umido può essere ancora più pericoloso per le persone perché ostacola la capacità del corpo di raffreddarsi attraverso la sudorazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789591" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/parigi-record-storico-dopo-154-anni-per-la-prima-volta-100-giorni-con-temperature-oltre-i-25-c-in-un-anno.html" title="Parigi, record storico dopo 154 anni: per la prima volta 100 giorni con temperature oltre i 25 °C in un anno">Parigi, record storico dopo 154 anni: per la prima volta 100 giorni con temperature oltre i 25 °C in un anno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/parigi-record-storico-dopo-154-anni-per-la-prima-volta-100-giorni-con-temperature-oltre-i-25-c-in-un-anno.html" title="Parigi, record storico dopo 154 anni: per la prima volta 100 giorni con temperature oltre i 25 °C in un anno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/paris-quebra-recorde-de-154-anos-com-100-dias-de-calor-1789599496428_320.jpg" alt="Parigi, record storico dopo 154 anni: per la prima volta 100 giorni con temperature oltre i 25 °C in un anno"></a></article></aside><p>A questo si aggiunge la <strong>possibilità che le ondate di calore coincidano con altri rischi stagionali</strong>. Nell'ovest degli Stati Uniti, per esempio, il caldo estremo può sovrapporsi alla stagione degli incendi boschivi, mentre nel sud-est del Paese può coincidere con il periodo di maggiore attività degli uragani.</p><p>Quando diversi pericoli si verificano contemporaneamente o a pochi giorni di distanza, i loro impatti possono moltiplicarsi. La sfida, quindi, non consiste soltanto nell'affrontare temperature più elevate, ma anche nel prepararsi a <strong>un calendario dei rischi che sta iniziando a cambiare</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Ivanovich%2C%20Catherine%20C.%3B%20Cook%2C%20Benjamin%20y%20Sonali%20McDermid" data-year="2026" data-title="Extreme%20Dry%20and%20Humid%20Heat%20Seasons%20Are%20Changing%20Asymmetrically" data-url="https%3A%2F%2Fagupubs.onlinelibrary.wiley.com%2Fdoi%2F10.1029%2F2026AV002516">Ivanovich, Catherine C.; Cook, Benjamin e Sonali McDermid. (2026). <a href="https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2026AV002516" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Extreme Dry and Humid Heat Seasons Are Changing Asymmetrically</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ondate-di-calore-in-primavera-e-autunno-la-nasa-conferma-caldo-estremo-in-estensione-anche-fuori-dall-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I vaccini in Europa sono in diminuzione dopo 40 anni di progressi: cosa dicono i dati ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-vaccini-in-europa-sono-in-diminuzione-dopo-40-anni-di-progressi-cosa-dicono-i-dati.html</link><pubDate>Sun, 27 Sep 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nell’Unione Europea la copertura vaccinale infantile è rimasta in crescita quasi costantemente per quaran’tanni, ma da qualche tempo la situazione è cambiata in peggio. Ecco perché e quali sono i paesi dove si registano i cali maggiori</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-vaccini-in-europa-sono-in-diminuzione-dopo-40-anni-di-progressi-cosa-dicono-i-dati-1790257322811.jpg" data-image="63p49s1vq95e" alt="vaccini Europa" title="vaccini Europa"><figcaption>In Unione Europea la copertura vaccinale è ancora buona, ma in calo rispetto ai decenni precedenti</figcaption></figure><p>In uno studio italiano basato sui dati dell’OMS e dell’UNICEF è stata analizzata la copertura vaccinale infantile in <strong>27 Paesi UE</strong> dal 1980 al 2024, per quanto riguarda sette vaccini: <strong>difterite, tetano e pertosse, epatite B, Haemophilus influenzae di tipo b, morbillo, pneumococco, poliomielite e rosolia</strong>.</p><p>In più di quattro decenni il numero dei bambini vaccinati è rimasto in crescita in modo quasi costante. Negli ultimi anni, invece, si è verificata <strong>un’inversione di tendenza</strong> perlopiù in tutta l’Europa, ma in particolare in alcuni paesi.</p><p>Lo studio pubblicato su <em>The Lancet,</em> uno dei pochi in cui è stato monitorato l’utilizzo dei vaccini in un arco di tempo così lungo, mostra la dimensione del problema e da dove nasce questo nuovo scetticismo.</p><h2>I paesi più virtuosi e quelli più problematici</h2><p>Dai dati è emerso che nel corso dei quattro decenni e oltre presi in esame, venti paesi europei su ventisette hanno avuto una media di bambini vaccinati all’anno superiore al 95%, per almeno quattro sui sette antigeni considerati.</p><p>Di questi paesi nove hanno mostrato andamento positivo per <strong>tutti e sette</strong> gli antigeni. </p><div class="texto-destacado">Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Francia, Lussemburgo, Malta, Portogallo e Spagna sono i paesi che si possono definire più virtuosi. </div><p>Accanto a questi, ce ne sono altri come <strong>Belgio, Cipro, Germania e Ungheria</strong> che hanno avuto un andamento positivo per sei vaccini su sette.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="704438" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-vaccino-contro-l-herpes-zoster-puo-ridurre-il-rischio-di-sviluppare-demenza-del-20-secondo-uno-studio.html" title="Il vaccino contro l'herpes zoster può ridurre il rischio di sviluppare demenza del 20%, secondo uno studio">Il vaccino contro l'herpes zoster può ridurre il rischio di sviluppare demenza del 20%, secondo uno studio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-vaccino-contro-l-herpes-zoster-puo-ridurre-il-rischio-di-sviluppare-demenza-del-20-secondo-uno-studio.html" title="Il vaccino contro l'herpes zoster può ridurre il rischio di sviluppare demenza del 20%, secondo uno studio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/vacina-contra-herpes-zoster-pode-reduzir-em-20-o-risco-de-desenvolver-demencia-revela-estudo-1743619781723_320.jpg" alt="Il vaccino contro l'herpes zoster può ridurre il rischio di sviluppare demenza del 20%, secondo uno studio"></a></article></aside><p>Tra i paesi <strong>meno virtuosi</strong>, invece, ci sono ad esempio <strong>Finlandia e Polonia</strong> dove la media di vaccinati all’anno è significativa solo per quattro degli antigeni.</p><p><strong>Fanalino di coda</strong> la Romania, dove la percentuale di vaccinati è inferiore all’80% per tutti i vaccini.</p><h2>Quando e dove i vaccini hanno iniziato ad essere impopolari</h2><p>L'inversione di tendenza si è regsitrata in particolare negli ultimi anni del periodo esaminato, <strong>dal 2019 al 2024</strong>. In questi anni la copertura vaccinale ha iniziato diminuire un po’ ovunque.</p><p>Bulgaria, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Romania e Svezia sono i paesi dove si è osservato un <strong>calo maggiore</strong> della percentuale dei bambini vaccinati all’anno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-vaccini-in-europa-sono-in-diminuzione-dopo-40-anni-di-progressi-cosa-dicono-i-dati-1790257415564.jpg" data-image="c4ki6ylholxw" alt="Vaccini EU" title="Vaccini EU"><figcaption>Il calo del numero di persone vaccinate favorisce il ritorno di malattie che erano diventate rare</figcaption></figure><p><strong>L’Italia</strong>, insieme a Cipro, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Polonia e Slovenia ha mostrato una diminuzione dei vaccinati per <strong>quattro antigeni</strong> su sette: poliomielite, epatite B, <em>Haemophilus influenzae</em> di tipo B e il vaccino unico per difterite, tetano e pertosse.</p><p>I dati quindi dimostrano che anche nei paesi che nei quarant’anni precedenti hanno fatto più progressi, negli ultimi tempi è incominciata una fase negativa.</p><p>Gli ultimi dati disponibili cronologicamente sono quelli del 2024. Questo è quindi un anno importante perché restituisce la fotografia più <strong>aggiornata </strong>dell’Europa e consente di capire qual è il livello di copertura vaccinale per ciascun paese dopo quattro decenni di progressi e quattro anni di calo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="641717" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/minaccia-morbillo-sta-tornando-denuncia-organizzazione-mondiale-della-sanita-vaccini-mondo-italia.html" title="La denuncia dell’OMS: la minaccia del morbillo sta tornando per la riduzione della copertura vaccinale">La denuncia dell’OMS: la minaccia del morbillo sta tornando per la riduzione della copertura vaccinale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/minaccia-morbillo-sta-tornando-denuncia-organizzazione-mondiale-della-sanita-vaccini-mondo-italia.html" title="La denuncia dell’OMS: la minaccia del morbillo sta tornando per la riduzione della copertura vaccinale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-amenaza-del-sarampion-regresa-al-mundo-oms-1705986051522_320.jpg" alt="La denuncia dell’OMS: la minaccia del morbillo sta tornando per la riduzione della copertura vaccinale"></a></article></aside><p>Nel 2024 il paese con la copertura vaccinale migliore è stato il<strong> Lussemburgo</strong>, l'unico a raggiungere almeno <strong>il 95%</strong> dei vaccinati per tutti e sette gli antigeni. </p><p>Bene anche <strong>Belgio e Lettonia</strong> che hanno raggiunto almeno il 95% per sei dei sette antigeni. </p><h2>Perché ci si vaccina di meno</h2><p>Il calo nella diffusione dei vaccini infantili degli ultimi anni coincide con l’arrivo del COVID. </p><p>In molti paesi dell’Europa, ma non solo, la pandemia ha creato un periodo di <strong>“vuoto vaccinale” </strong>che non sempre è stato recuperato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="695802" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-genoma-dei-pipistrelli-offre-nuove-speranze-per-combattere-malattie-virali-come-il-coronavirus.html" title="Il genoma dei pipistrelli offre nuove speranze per combattere malattie virali come il coronavirus">Il genoma dei pipistrelli offre nuove speranze per combattere malattie virali come il coronavirus</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-genoma-dei-pipistrelli-offre-nuove-speranze-per-combattere-malattie-virali-come-il-coronavirus.html" title="Il genoma dei pipistrelli offre nuove speranze per combattere malattie virali come il coronavirus"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/bats-genome-offers-new-hope-to-combat-viral-diseases-like-coronavirus-1738592120191_320.jpeg" alt="Il genoma dei pipistrelli offre nuove speranze per combattere malattie virali come il coronavirus"></a></article></aside><p>La pandemia ha obbligato i governi mondiali a concentrare le risorse dei sistemi sanitari sul contenimento del virus, mentre chiusure parziali e lockdown totali hanno spinto le famiglie a <strong>rinviare </strong>gli appuntamenti per i vaccini, talvolta a tempo <strong>indeterminato</strong>.</p><p>A tutto questo si sono sommate <strong>disinformazione e fake news</strong> sempre più difficili da contenere, che hanno generato un clima di sfiducia nella popolazione che ancora oggi persiste. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765072" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/tarassaco-o-soffione-perche-fa-felici-i-bambini-da-secoli-e-fa-bene-alla-salute.html" title="Tarassaco o soffione: perché fa felici i bambini da secoli e fa bene anche alla salute">Tarassaco o soffione: perché fa felici i bambini da secoli e fa bene anche alla salute</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/tarassaco-o-soffione-perche-fa-felici-i-bambini-da-secoli-e-fa-bene-alla-salute.html" title="Tarassaco o soffione: perché fa felici i bambini da secoli e fa bene anche alla salute"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-la-pianta-piu-amata-da-bambini-e-adulti-in-primavera-le-sue-infiorescenze-regalano-momenti-speciali-1778064365159_320.jpeg" alt="Tarassaco o soffione: perché fa felici i bambini da secoli e fa bene anche alla salute"></a></article></aside><p>La responsabilità in parte è anche della <strong>comunicazione istituzionale</strong> che mostrando messaggi frammentati o contraddittori ha minato la <strong>fiducia </strong>del pubblico che già da prima percepiva in modo distorto le malattie che i vaccini prevengono, non avendone mai vissuto in prima persona gli <strong>effetti devastanti</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Leonardo%20Villani%20et%20al." data-year="2026" data-title="Trends%20in%20childhood%20vaccination%20coverage%20in%20the%20European%20Union%2C%201980%E2%80%932024%3A%20an%20ecological%20time-series%20study" data-url="https%3A%2F%2Fwww.thelancet.com%2Fjournals%2Flanepe%2Farticle%2FPIIS2666-7762(26)00246-2%2Ffulltext">Leonardo Villani et al.. (2026). <a href="https://www.thelancet.com/journals/lanepe/article/PIIS2666-7762(26)00246-2/fulltext" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Trends in childhood vaccination coverage in the European Union, 1980–2024: an ecological time-series study</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-vaccini-in-europa-sono-in-diminuzione-dopo-40-anni-di-progressi-cosa-dicono-i-dati.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un angolo d’Italia ad Istanbul: l’antico quartiere che ha conservato una forte eredità italiana]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-angolo-d-italia-ad-istanbul-l-antico-quartiere-che-ha-conservato-una-forte-eredita-italiana.html</link><pubDate>Sat, 26 Sep 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Istanbul, la meravigliosa e multietnica città turca è un po’ anche italiana. Nel suo cuore si trova l’antico quartiere dei mercanti genovesi dove per secoli hanno vissuto gli italiani</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-angolo-d-italia-ad-istanbul-l-antico-quartiere-che-ha-conservato-una-forte-eredita-italiana-1790259234285.jpg" data-image="x8opfe69fd45" alt="quartiere italiano Istanbul" title="quartiere italiano Istanbul"><figcaption>La torre medievale che veglia sul quartiere italiano ad Istanbul</figcaption></figure><p>A nord del <strong>Corno d’Oro</strong>, nel cuore di Istanbul, si trova un quartiere dove si incrociano diverse culture e dove si parla anche <strong>l’italiano</strong>. </p><p>Ai piedi di uno dei suoi maggiori monumenti, la torre che sorveglia il porto e tutta la città, nobili e mercanti italiani, cristiani ed ebrei, hanno vissuto per molti secoli e ancora ci vivono.</p><div class="texto-destacado"><br>Sotto il controllo della <strong>Repubblica di Genova</strong> per moltissimi anni, questo quartiere è rimasto importante nel corso del tempo, anche durante l'impero ottomano, di cui fu il <strong>centro finanziario.</strong></div><p> Le tracce di questo lungo passato sono tante, e ancora adesso evidenti, così l'area non solo è diventata una rinomata meta turistica, ma è anche uno dei simboli dell'anima <strong>multiculturale </strong>di Istanbul. </p><h2>Lo scalo genovese in oriente</h2><p>Il nome del <strong>quartiere genovese</strong> di Istanbul ha un’etimologia incerta. </p><p>Anticamente si chiamava Pera, ma nei secoli è diventato ed è rimasto tutt’ora <strong>Galata</strong>. L’origine potrebbe essere greca, ma il nome potrebbe derivare anche da un’arcaica parola italiana, <em>calata</em>, che vuol dire scalo.</p><p>Questa spiegazione avrebbe sicuramente senso, specialmente se si pensa che il quartiere era appunto lo scalo dei mercanti genovesi alle porte dell’oriente. La sua <strong>importanza strategica </strong>era enorme, e proprio per questo alcuni ritengono che <strong>l'incendio </strong>che distrusse Galta nel 1171 sia stato appiccato dai veneziani, i rivali storici di Genova. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765212" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-nuova-atlantide-una-citta-sommersa-di-2-400-anni-scoperta-in-turchia.html" title="La nuova Atlantide? Una città sommersa di 2.400 anni scoperta in Turchia">La nuova Atlantide? Una città sommersa di 2.400 anni scoperta in Turchia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-nuova-atlantide-una-citta-sommersa-di-2-400-anni-scoperta-in-turchia.html" title="La nuova Atlantide? Una città sommersa di 2.400 anni scoperta in Turchia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nueva-atlantida-descuben-una-antigua-ciudad-sumergida-hace-2-400-anos-1776384460306_320.png" alt="La nuova Atlantide? Una città sommersa di 2.400 anni scoperta in Turchia"></a></article></aside><p> Fino al 1453, in ogni caso, il quartiere rimase nelle mani dei genovesi che ricostruirono la bella torre che ancora oggi domina su di esso e che è uno dei punti più rappresentativi di tutta la città.</p><h2>Chi sono i levantini che abitano ad Istanbul</h2><p>Galata è un quartiere dove per molti secoli è stata prevalente la presenza dei <strong>levantini</strong>.</p><p>Con questo nome si indica il gruppo etnico italiano, di origine prevalentemente <strong>genovese e veneziana</strong>, che si è stabilito in Medio Oriente, e in particolare in <strong>Turchia</strong>, fin dal tempo delle <strong>crociate</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-angolo-d-italia-ad-istanbul-l-antico-quartiere-che-ha-conservato-una-forte-eredita-italiana-1790259383858.jpg" data-image="4et8vcpxtljw" alt="Istanbul Galata" title="Istanbul Galata"><figcaption>Gli edifici colorati di una strada di Galata, che ricordano le architetture liguri</figcaption></figure><p>Non essendosi mai del tutto mescolati alle popolazioni locali, i levantini hanno conservato nei secoli la <strong>religione cattolica e la lingua italiana.</strong></p><p>Questa popolazione che ancora vive in Turchia originariamente non era composta solo da mercanti, ma anche di <strong>cavalieri e nobili</strong> che soprattutto nel<em> </em>XIX secolo invitarono <strong>artisti e intellettuali</strong> dall’Italia per lavorare ad Istanbul.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="705249" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-piccolo-borgo-tra-torri-e-fiume-cosi-si-cammina-nel-cuore-medievale-della-liguria.html" title="Un piccolo borgo tra torri e un fiume: così si cammina nel cuore medievale della Liguria ">Un piccolo borgo tra torri e un fiume: così si cammina nel cuore medievale della Liguria </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-piccolo-borgo-tra-torri-e-fiume-cosi-si-cammina-nel-cuore-medievale-della-liguria.html" title="Un piccolo borgo tra torri e un fiume: così si cammina nel cuore medievale della Liguria "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-piccolo-borgo-tra-torri-e-fiume-cosi-si-cammina-nel-cuore-medievale-della-liguria-1744226283479_320.jpeg" alt="Un piccolo borgo tra torri e un fiume: così si cammina nel cuore medievale della Liguria "></a></article></aside><p> L'eredità della cultura italiana a Galata è quindi ancora visibile e si trova nelle <strong>strade</strong>, negli <strong>edifici </strong>e nella <strong>toponomastica.</strong></p><h2>Le tracce della cultura italiana ad Istanbul </h2><p>A Galata i palazzi colorati e le strette strade acciottolate dove l'ombra offre refigerio in estate ricordano i <strong>carruggi genovesi</strong> e si alternano alle vie dello shopping. I <strong>caffè </strong>alla moda e le <strong>botteghe </strong>di artigianato che sono un'ottimo modo per riposarsi o trascorrere una giornata di pioggia respirando le atmosfere uniche del quartiere, un po' italiane e un po' turche. </p><p>E poi ci sono chiese cattoliche, sinagoghe e moschee: Galata è davvero un piccolo mondo dalle mille sfaccettature.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-angolo-d-italia-ad-istanbul-l-antico-quartiere-che-ha-conservato-una-forte-eredita-italiana-1790259434851.jpg" data-image="6szslcq1fcnn" alt="quartiere italiano Istanbul" title="quartiere italiano Istanbul"><figcaption>La Torre di Galata era parte di una grande opera difensia, e oggi è un museo e un punto panoramico</figcaption></figure><p><strong>L’antico Palazzo del Podestà di Genova</strong>, che si trova nei pressi di Bankalar Caddesi, è una delle più importanti tracce italiane nel quartiere. Visibile oggi solo in parte, era a suo tempo un edifico di grande rilevanza perché sede delle autorità della Repubblica di Genova.</p><p>Nella <strong>Chiesa dei Santi Pietro e Paolo</strong> del IX secolo, si possono osservare invece diverse iscrizioni in italiano.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777440" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-straordinaria-scoperta-archeologica-sottomarina-riporta-in-vita-una-delle-7-meraviglie-del-mondo-antico.html" title="Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico">Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-straordinaria-scoperta-archeologica-sottomarina-riporta-in-vita-una-delle-7-meraviglie-del-mondo-antico.html" title="Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-impresionante-hallazgo-arqueologico-bajo-el-agua-que-va-a-revivir-una-de-las-7-maravillas-del-mundo-antiguo-1782728866756_320.jpeg" alt="Una straordinaria scoperta archeologica sottomarina riporta in vita una delle 7 meraviglie del mondo antico"></a></article></aside><p> <strong>Arap Camii</strong> è ora una moschea, ma un tempo era la chiesa domenicana di <strong>San Paolo e San Domenico</strong>, che i genovesi edificarono nel XIV secolo. L'antico campanile è stato trasformato in minareto. </p><h2>I tramonti su Istanbul dalla torre genovese</h2><p> Il monumento più importante del quartiere è senza dubbio la <strong>Torre di Galata</strong>, che i genovesi costruirono e che chiamavano Torre di Cristo. Dall’alto dei suoi quasi settanta metri tiene testa ai minareti di Istanbul ed era parte di un’imponente <strong>opera muraria difensiva</strong>, anch’essa realizzata dai genovesi. </p><p>Da qui, secondo una leggenda popolare, uno scienziato ottomano si gettò in volo con un paio delle prime <strong>ali artificiali</strong> della storia, nel XVII secolo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760816" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-boom-delle-microvacanze-fughe-brevi-di-48-ore-sono-il-nuovo-trend-di-viaggio-mondiale.html" title="Il boom delle microvacanze: fughe brevi di 48 ore sono il nuovo trend di viaggio mondiale ">Il boom delle microvacanze: fughe brevi di 48 ore sono il nuovo trend di viaggio mondiale </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-boom-delle-microvacanze-fughe-brevi-di-48-ore-sono-il-nuovo-trend-di-viaggio-mondiale.html" title="Il boom delle microvacanze: fughe brevi di 48 ore sono il nuovo trend di viaggio mondiale "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-boom-delle-microvacanze-fughe-brevi-di-40-ore-sono-il-nuovo-trend-di-viaggio-mondiale-1774530926847_320.jpg" alt="Il boom delle microvacanze: fughe brevi di 48 ore sono il nuovo trend di viaggio mondiale "></a></article></aside><p>Oggi la torre ospita un museo ma è anche uno dei più bei punti panoramici della città. I <strong>tramonti</strong>, soprattutto, sono infuocati e davvero spettacolari, ma bisogna sempre verificare che non ci siano <strong>nuvole</strong>, frequenti da ottobre ad aprile, a rovinare lo spettacolo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-angolo-d-italia-ad-istanbul-l-antico-quartiere-che-ha-conservato-una-forte-eredita-italiana.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Guida alla cura dell'Alchechengi: 10 cose da sapere sulla lanterna cinese e i suoi frutti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-dell-alchechengi-10-cose-da-sapere-sulla-lanterna-cinese-e-i-suoi-frutti.html</link><pubDate>Sat, 26 Sep 2026 15:20:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Con le sue caratteristiche lanterne aranciate, l'Alchechengi porta un tocco originale nei giardini e sui balconi d'autunno. Tra coltivazione, frutti e uso ornamentale, 10 cose da sapere sulla lanterna cinese.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-dell-alchechengi-10-cose-da-sapere-sulla-lanterna-cinese-e-i-suoi-frutti-1790070828902.jpeg" data-image="7nzdchh0ly73"><figcaption>Guida alla cura dell'Alchechengi: 10 cose da sapere sulla lanterna cinese e i suoi frutti</figcaption></figure><p><strong>Tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, nei garden center fanno la loro comparsa piante capaci di accompagnare il passaggio verso la stagione fredda con colori caldi e vivaci</strong>. Tra queste c'è l'Alchechengi, noto anche come lanterna cinese: una pianta originaria dell'Asia che in autunno raggiunge il suo massimo interesse ornamentale, quando i caratteristici calici che avvolgono i frutti si colorano di arancione, trasformando gli steli in una successione di piccole lanterne. </p><p><strong> Il nome botanico della specie è <em>Physalis alkekengi</em> e appartiene alla famiglia delle Solanacee, la stessa di pomodoro, peperone e melanzana</strong>. La pianta è una perenne erbacea rizomatosa: in primavera ricaccia dal terreno e durante l'estate sviluppa foglie e piccoli fiori, mentre verso la fine della stagione forma le bacche racchiuse nei caratteristici calici rigonfi. Ecco 10 cose da sapere per coltivare, raccogliere e utilizzare l'Alchechengi.</p><h2> 1. Si può coltivare in vaso o in piena terra </h2><p><strong> L'Alchechengi si adatta sia alla coltivazione in vaso sia alla piena terra</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-dell-alchechengi-10-cose-da-sapere-sulla-lanterna-cinese-e-i-suoi-frutti-1790070849762.jpeg" data-image="o67ezj3w0yqw"><figcaption>Si può coltivare in vaso o in piena terra</figcaption></figure><p>In giardino può svilupparsi formando gruppi piuttosto fitti, mentre in contenitore è possibile controllarne più facilmente l'espansione. Il terreno deve essere fertile e soprattutto ben drenato, perché i ristagni d'acqua possono danneggiare le radici. Attenzione alla vigoria: in giardino, grazie ai suoi rizomi, tende a espandersi occupando progressivamente gli spazi vicini.</p><h2>2. È una pianta perenne</h2><p><strong>A differenza di molte piante stagionali acquistate alla fine dell'estate, l'Alchechengi non termina il proprio ciclo con la produzione dei frutti autunnali</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-dell-alchechengi-10-cose-da-sapere-sulla-lanterna-cinese-e-i-suoi-frutti-1790072918625.jpeg" data-image="r5f7ih5ahrhd"><figcaption>È una pianta perenne</figcaption></figure><p>La parte aerea è decidua e con l'arrivo dell'inverno tende a scomparire, mentre il rizoma rimane nel terreno e permette alla pianta di ricacciare nella primavera successiva. È quindi possibile coltivarla per diversi anni, purché trovi condizioni adatte.</p><h2>3. Ama la luce</h2><p><strong>L'esposizione ideale è in pieno sole o in mezz'ombra</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-dell-alchechengi-10-cose-da-sapere-sulla-lanterna-cinese-e-i-suoi-frutti-1790070872842.jpeg" data-image="0etpil40de7p"><figcaption>Ama la luce</figcaption></figure><p>Una buona disponibilità di luce favorisce lo sviluppo della pianta e la maturazione dei frutti, mentre una posizione troppo ombreggiata può compromettere la crescita e la produzione delle caratteristiche lanterne.</p><h2>4. L'irrigazione deve essere regolare</h2><p><strong>Durante la crescita vegetativa il terreno va mantenuto moderatamente umido, senza però creare ristagn</strong><strong>i</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-dell-alchechengi-10-cose-da-sapere-sulla-lanterna-cinese-e-i-suoi-frutti-1790072938358.jpeg" data-image="ma3o1w8jpav7"><figcaption>L'irrigazione deve essere regolare</figcaption></figure><p>In vaso è particolarmente importante controllare l'umidità del substrato, perché i contenitori possono asciugarsi più rapidamente ma, allo stesso tempo, trattenere acqua in eccesso se il drenaggio non è sufficiente.</p><h2>5. Sopporta bene il freddo</h2><p><strong> L'Alchechengi è una specie rustica e può superare senza particolari problemi anche inverni rigidi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-dell-alchechengi-10-cose-da-sapere-sulla-lanterna-cinese-e-i-suoi-frutti-1790070897123.jpeg" data-image="n873ez8dbctb"><figcaption>Sopporta bene il freddo</figcaption></figure><p>Con l'abbassamento delle temperature la parte aerea dissecca e scompare, mentre il rizoma rimane vitale nel terreno e permette alla pianta di ricacciare nella primavera successiva.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789315" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html" title="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino">Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html" title="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/herbstblueher-bringen-farbe-in-den-eigenen-garten-1789216833036_320.jpeg" alt="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino"></a></article></aside><p>In vaso, tuttavia, le radici sono maggiormente esposte alle temperature basse e il contenitore va protetto in caso di gelate particolarmente intense.</p><h2> 6. Specie diverse a confronto</h2><p><strong> Al genere <em>Physalis</em> appartengono specie diverse</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-dell-alchechengi-10-cose-da-sapere-sulla-lanterna-cinese-e-i-suoi-frutti-1790072960657.jpeg" data-image="jm3qul7bxw2q"><figcaption>Specie diverse a confronto (<em>Physalis peruviana</em>)</figcaption></figure><p><em>Physalis alkekengi</em> è particolarmente apprezzata per i calici aranciati e per l'impiego ornamentale, mentre <em>Physalis peruviana</em> è coltivata soprattutto per i suoi frutti commestibili, noti anche come goldenberry.</p><h2>7. A maturità i frutti diventano commestibili </h2><p><strong>Le bacche racchiuse all'interno delle lanterne diventano commestibili quando sono pienamente mature.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-dell-alchechengi-10-cose-da-sapere-sulla-lanterna-cinese-e-i-suoi-frutti-1790070924751.jpeg" data-image="aij9r4mur6qj"><figcaption>Il frutto si raccoglie solo quando è maturo</figcaption></figure><p>La maturazione si riconosce dal progressivo disseccamento del calice e dal cambiamento di colore del frutto al suo interno. Il frutto maturo può essere consumato fresco, candito o sotto forma di succo. In caso di dubbi, però, è preferibile non consumarlo.</p><h2>8. Le proprietà del frutto</h2><p><strong>L’Alchechengi presenta un interessante profilo nutrizionale ed è ricco di vitamina C, fibre alimentari, carotenoidi, polifenoli e altri composti antiossidanti</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-dell-alchechengi-10-cose-da-sapere-sulla-lanterna-cinese-e-i-suoi-frutti-1790073008489.jpeg" data-image="okx81cmlbfvy"><figcaption>Le proprietà del frutto</figcaption></figure><p>Contiene inoltre diversi minerali e un’elevata percentuale di acqua, a fronte di un contenuto calorico contenuto. Tra i suoi componenti caratteristici figurano anche le physaline, composti tipici del genere <em>Physalis</em>, studiati per le loro attività antiossidanti e antinfiammatorie.</p><h2> 9. Ha un sapore fresco e leggermente acidulo </h2><p><strong> Il frutto maturo ha una polpa succosa e un gusto fresco e acidulo, con una nota leggermente amarognola</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-dell-alchechengi-10-cose-da-sapere-sulla-lanterna-cinese-e-i-suoi-frutti-1790073084981.jpeg" data-image="1qodt6lxp8ri"><figcaption>Ha un sapore fresco e leggermente acidulo</figcaption></figure><p>Il suo sapore può ricordare quello del lampone, ma con sfumature che richiamano anche il pomodoro maturo, risultando comunque meno dolce rispetto a molti piccoli frutti. </p><h2>10. Le lanterne possono essere essiccate</h2><p><strong>Una delle caratteristiche più interessanti dell'Alchechengi è che il calice aranciato mantiene a lungo la propria forma anche quando la pianta si è ormai seccata</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-dell-alchechengi-10-cose-da-sapere-sulla-lanterna-cinese-e-i-suoi-frutti-1790070943851.jpeg" data-image="c69p72wyqyp5"><figcaption>Le lanterne possono essere essiccate</figcaption></figure><p>Gli steli possono quindi essere raccolti e lasciati essiccare, diventando un elemento decorativo per composizioni autunnali e invernali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788683" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-vuole-il-sole-la-pianta-per-tutti-i-terreni-che-i-floricoltori-consigliano-per-le-case-buie.html" title="“Non vuole il sole”: la pianta per tutti i terreni che i floricoltori consigliano per le case buie">“Non vuole il sole”: la pianta per tutti i terreni che i floricoltori consigliano per le case buie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-vuole-il-sole-la-pianta-per-tutti-i-terreni-che-i-floricoltori-consigliano-per-le-case-buie.html" title="“Non vuole il sole”: la pianta per tutti i terreni che i floricoltori consigliano per le case buie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/no-quiere-nada-de-sol-la-planta-todoterreno-que-los-floricultores-recomiendan-para-casas-oscuras-1788228788486_320.jpg" alt="“Non vuole il sole”: la pianta per tutti i terreni che i floricoltori consigliano per le case buie"></a></article></aside><p>In questo modo le piccole “lanterne” possono continuare a portare colore negli ambienti domestici anche dopo la fine della stagione vegetativa.</p><h2> Una lanterna d'autunno </h2><p><strong> Con i suoi colori aranciati, l'Alchechengi è pronto a portare sul balcone o in giardino le sfumature dell'autunno</strong>: non attraverso le classiche foglie che dal verde passano al giallo e all'arancione prima di cadere, ma grazie ai suoi caratteristici calici rigonfi, che avvolgono e proteggono un frutto prezioso, diventando così simbolo di protezione e buon auspicio in vista della stagione invernale.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-dell-alchechengi-10-cose-da-sapere-sulla-lanterna-cinese-e-i-suoi-frutti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Per stupirsi non servono buchi neri o supernove: basta un “sasso” di 250 km con due anelli]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/per-stupirsi-non-servono-buchi-neri-o-supernove-basta-un-sasso-di-250-km-con-due-anelli.html</link><pubDate>Sat, 26 Sep 2026 13:22:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Non servono esplosioni stellari o buchi neri giganteschi per stupirci: Chariklo, un piccolo corpo di 250 chilometri, possiede due sottili anelli che JWST ha scoperto cambiare in direzioni opposte nel giro di pochi anni soltanto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/per-stupirsi-non-servono-buchi-neri-o-supernove-basta-un-sasso-di-250-km-con-due-anelli-1789814309774.jpg" data-image="sc6jpmykrwpe" alt="Cariklo" title="Cariklo"><figcaption>Rappresentazione artistica dell'asteroide Chariklo e il suo sistema di due anelli. Credits: L. Maquet, Observatoire de Paris</figcaption></figure><p>Nell’osservazione dell’Universo ci si imbatte frequentemente in oggetti o fenomeni stupefacenti. Forma, colori, ma anche i meccanismi fisici che li generano sono motivo di stupore e meraviglia anche per gli scienziati.</p><p>Tuttavia, <strong>la bellezza non è necessariamente legata a intensità o dimensioni</strong> come per i buchi neri da miliardi di masse solari, le supernove o le stelle di neutroni e le collisioni cosmiche. <strong>La Natura riesce a stupirci anche con un “sasso”.</strong></p><p><strong>E’ il caso di Chariklo,</strong> un piccolo corpo roccioso del Sistema Solare grande appena un paio di centinaia di chilometri. <strong>Ciò che lo rende un meraviglioso gioiellino sono i due sottilissimi anelli che gli orbitano attorno</strong>. Nulla a che vedere con gli anelli di Saturno, eppure nel suo piccolo anche questo oggetto è una meraviglia della Natura.</p><p>Peraltro, il James Webb Space Telescope ha recentemente scoperto che quegli anelli non sono strutture permanenti, ma <strong>sembrano cambiare nel corso di pochi anni.</strong></p><h2>Un piccolo corpo che non avrebbe dovuto avere anelli</h2><p><strong>Chariklo è un piccolo asteroide</strong> che orbita attorno al Sole, ad una distanza di circa un miliardo di chilometri, tra le orbite di Saturno e Urano. Di piccoli corpi rocciosi come lui ne esistono numerosi e <strong>la loro famiglia è chiamata dei Centauri.</strong> Ma Chariklo ha una peculiarità scoperta inaspettatamente nel 2013, durante un’occultazione stellare.</p><div class="texto-destacado">Si parla di occultazione stellare quando un corpo celeste, ad esempio un pianeta o un asteroide del Sistema Solare, passa prospetticamente davanti ad una stella nascondendola parzialmente o interamente. Durante l'occultazione, parte della luce della stella viene bloccata e il flusso di luce osservato da Terra mostra una flessione: si osserva un'eclissi. </div><p>Nel Giugno del 2013 fu osservata l'occultazione di una stella da parte di Chariklo con un telescopio da Terra.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779985" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/verso-l-asteroide-piu-misterioso-del-sistema-solare-la-missione-psyche-nasa-prepara-l-incontro-con-marte.html" title="Verso l'asteroide più misterioso del sistema solare: la missione Psyche (NASA) prepara l'incontro con Marte">Verso l'asteroide più misterioso del sistema solare: la missione Psyche (NASA) prepara l'incontro con Marte</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/verso-l-asteroide-piu-misterioso-del-sistema-solare-la-missione-psyche-nasa-prepara-l-incontro-con-marte.html" title="Verso l'asteroide più misterioso del sistema solare: la missione Psyche (NASA) prepara l'incontro con Marte"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/rumbo-al-asteroide-mas-misterioso-del-sistema-solar-la-mision-psyche-nasa-prepara-su-encuentro-con-marte-1784558061398_320.jpg" alt="Verso l'asteroide più misterioso del sistema solare: la missione Psyche (NASA) prepara l'incontro con Marte"></a></article></aside><p>Immaginate la sorpresa e la meraviglia di Braga-Ribas e del suo gruppo di ricerca quando analizzando i dati raccolti <strong>invece dell'attesa eclissi ne trovarono 3: una più profonda preceduta e seguita da altre due meno profonde.</strong></p><p> La spiegazione era straordinaria: <strong>Chariklo possedeva un sistema di 2 anelli distinti. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong> L'asteroide Chariklo della famiglia dei Centauri ha un sistema di due anelli.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Come mostrato nella figura di sotto, si osserva che l’eclissi inizia con il transito dell’anello più esterno (chiamato C2R) e subito dopo dell’anello più interno (chiamato C1R). Dei due è quello interno ad essere più largo producendo un’eclissi secondaria più profonda del primo. Poi c'è il transito del corpo roccioso, che bloccando una maggiore frazione di flusso produce un’eclissi più profonda. Infine, avviene in sequenza il transito in uscita dell’anello C1R e C2R.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/per-stupirsi-non-servono-buchi-neri-o-supernove-basta-un-sasso-di-250-km-con-due-anelli-1789833161237.png" data-image="a0l6bw3w2pey" alt="Chariklo" title="Chariklo"><figcaption>Questa curva di luce (flusso stellare al passare del tempo) mostra la sequenza di eclissi prodotte dal passaggio in sequenza degli anelli e dell'asteroide davanti al disco della stella.</figcaption></figure><p>Fino ad allora sistemi di anelli erano noti soprattutto attorno ai quattro pianeti giganti: Giove, Saturno, Urano e Nettuno. </p><div class="texto-destacado">Si stima che gli anelli orbitino a circa 400 chilometri dal centro di Chariklo. L’anello interno, è largo circa 6–7 km; quello esterno appena 2–4 km, con una separazione fra i due di circa 9 km.</div><p>Chariklo dimostrò invece che non solo i pianeti giganti, ma anche un corpo largo appena circa 250 chilometri può trattenere attorno a sé un sistema di anelli. </p><h2>JWST aspetta che una stella passi dietro agli anelli</h2><p><strong>Una seconda occultazione stellare da parte di Chariklo è stata osservata circa 9 anni dopo, stavolta con il telescopio James Webb</strong>. Il 18 ottobre 2022, JWST ha osservato Chariklo mentre passava davanti alla stella Gaia DR3 6873519665992128512. In realtà, <strong>in questa circostanza la stella non fu occultata dall’asteroide ma solo dai suoi due anelli.</strong> Pertanto, sono state osservate solo le eclissi secondarie prodotte dai due anelli (si veda la figura di sotto)..</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781696" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato.html" title="L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato">L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato.html" title="L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato-1785690948983_320.png" alt="L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato"></a></article></aside><p>Naturalmente l’osservazione non è stata casuale, era stata pianificata appositamente per essere effettuata dal James Webb Space Telescope. Questa osservazione ha riservato una sorpresa. Dal confronto con le osservazioni precedenti si è visto che è cambiato il modo in cui gli anelli attenuano la luce.</p><p><strong>L’anello interno C1R è diventato circa il 50% più opaco</strong> rispetto alle osservazioni precedenti.<strong> L’anello esterno C2R</strong>, al contrario, appare molto più debole, con <strong>un’opacità diminuita di circa il 60% rispetto al 2017.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/per-stupirsi-non-servono-buchi-neri-o-supernove-basta-un-sasso-di-250-km-con-due-anelli-1789833438830.png" data-image="btcovkrxe4op" alt="Chariklo" title="Chariklo"><figcaption>L'occultazione stellare osservata con il James Webb telescope è avvenuta solo da parte degli anelli, per cui nella curva di luce è assente l'eclissi principale. Credit: NASA, ESA, CSA, Leah Hustak (STScI)</figcaption></figure><p>In altre parole, mentre un anello sembra essersi infittito, l’altro sembra essersi diradato.</p><h2>Un minuscolo laboratorio di dinamica planetaria</h2><p><strong>Il sistema di anelli di Chariklo</strong> invece di essere simile ad una versione in miniatura degli anelli di Saturno si sta rivelando invece <strong>dinamico e in continua evoluzione.</strong></p><p>Quale potrebbero essere le cause di questa cambiata opacità?</p><p>Una possibilità è che l'anello interno ha acquistato materiale o gli urti interni, producendo numerosi frammenti piccoli, hanno aumento la superficie complessiva così da bloccare più efficacemente la luce della stella.</p><p>Nel caso dell’anello esterno, invece, la diminuzione dell’opacità potrebbe indicare una progressiva perdita o redistribuzione di materiale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783990" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/asteroidi-potenzialmente-pericolosi-pho-come-l-italia-monitora-le-minacce-cosmiche-e-il-rischio-di-impatto.html" title="Asteroidi potenzialmente pericolosi (PHO): come l’Italia monitora le minacce cosmiche e il rischio di impatto">Asteroidi potenzialmente pericolosi (PHO): come l’Italia monitora le minacce cosmiche e il rischio di impatto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/asteroidi-potenzialmente-pericolosi-pho-come-l-italia-monitora-le-minacce-cosmiche-e-il-rischio-di-impatto.html" title="Asteroidi potenzialmente pericolosi (PHO): come l’Italia monitora le minacce cosmiche e il rischio di impatto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/asteroidi-potenzialmente-pericolosi-pho-come-l-italia-monitora-le-minacce-cosmiche-e-il-rischio-di-impatto-1786889429214_320.jpeg" alt="Asteroidi potenzialmente pericolosi (PHO): come l’Italia monitora le minacce cosmiche e il rischio di impatto"></a></article></aside><p>Tuttavia, <strong>non si esclude che questa variazione non sia effettiva ma un effetto strumentale. </strong> <strong>La spiegazione definitiva potrebbe essere una combinazione fra vera evoluzione temporale e dipendenza dalla lunghezza d’onda a cui vengono osservati.</strong></p><p>Tornando alle meraviglie che ci riserva l’Universo, per scoprire qualcosa di nuovo e sorprendente non è sempre necessario osservare la nascita di un buco nero, l’esplosione di una supernova o una galassia distante miliardi di anni luce.</p><p><strong>A volte basta aspettare che un piccolo corpo di 250 chilometri passi davanti a una stella per svelarne la sorprendente esistenza di un sistema di anelli. </strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="F.%20Braga-Ribas%20et%20al." data-year="2014" data-title="A%20ring%20system%20detected%20around%20the%20Centaur%20(10199)%20Chariklo" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fnature13155%23MOESM77">F. Braga-Ribas et al.. (2014). <a href="https://www.nature.com/articles/nature13155#MOESM77" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">A ring system detected around the Centaur (10199) Chariklo</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/per-stupirsi-non-servono-buchi-neri-o-supernove-basta-un-sasso-di-250-km-con-due-anelli.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[In arrivo su Spagna e Francia il fronte che porterà pioggia, temporali e un calo delle temperature fino a 10ºC]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/sta-arrivando-su-spagna-e-francia-il-fronte-che-portera-pioggia-temporali-e-un-calo-delle-temperature-fino-a-10-c.html</link><pubDate>Sat, 26 Sep 2026 12:53:05 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni, una tempesta in fase di ciclogenesi esplosiva nell'Atlantico porterà un significativo cambiamento delle condizioni meteorologiche in Spagna, con piogge localmente intense e temporali, venti forti e temperature più basse. Cambio del tempo anche in Francia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbdafb6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbdafb6.jpg" id="xbdafb6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>L'ultimo fine settimana di settembre porterà un importante cambiamento del tempo in Spagna,</strong> con piogge, vento e calo delle temperature in diverse regioni della penisola iberica. Il tutto <strong>dopo un mese che è stato estremamente caldo,</strong> con una temperatura media simile a quella dei mesi estivi: in questo 2026, praticamente, le temperature estive si sono protratte per quattro mesi e mezzo. E <strong>alle porte di ottobre si sfiorano ancora i 40 °C nelle pianure del Guadiana e nella valle del Guadalquivir, mentre si registrano 35 gradi a Madrid.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>In Italia</strong><br> Dopo il passaggio della perturbazione che venerdì 25 ha riportato piogge, temporali e un deciso aumento della ventilazione su diverse regioni italiane, <strong>lo scenario meteorologico sta cambiando nuovamente</strong>. Questa volta, non sembra esserci alle porte un'altra fase di maltempo organizzato: sarà l'alta pressione a conquistare progressivamente gran parte del Mediterraneo centrale. Mentre nella Spagna del nord e in Francia arriva la pioggia, in Italia avremo generale stabilità ancora per qualche giorno.</div><p><strong>Nei prossimi giorni una profonda saccatura si isolerà sull'Atlantico e, al suo interno, una depressione si approfondirà rapidamente, in modo esplosivo.</strong> Va sottolineato che il suo centro passerà molto lontano dalla penisola iberica, ma ne in Spagna si avvertiranno gli effetti: una prima perturbazione in avvicinamento da nord-ovest porterà piogge, il vento soffierà forte, il moto ondoso raggiungerà le coste settentrionali e le temperature diminuiranno nella maggior parte delle regioni, anche se si tratterà soprattutto di un ritorno a valori più normali.</p><h2>Da domenica tornano le piogge in Spagna</h2><p>Nelle prossime ore aumenteranno le nubi medie e alte sulla Penisola Iberica, anticipando il cambiamento del tempo, e già nel pomeriggio-sera potrebbero verificarsi alcuni rovesci in Galizia. <strong>Domani la perturbazione raggiungerà in pieno il nord-ovest di questa regione, portando alcune piogge localmente intense</strong> e occasionalmente temporalesche. Le precipitazioni si estenderanno in modo più sporadico alla parte occidentale delle Asturie, al nord della Castiglia e León, al versante cantabrico e ai Pirenei.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/se-aproxima-rapidamente-el-frente-que-activara-las-lluvias-tormentas-y-un-refrescamiento-de-hasta-10-c-en-espana-1790370759619.jpg" data-image="4ty98yrq3b02"><figcaption>La profonda depressione, che potrebbe essere nominata, porterà piogge, vento e un calo delle temperature in Spagna, nonostante il suo centro passerà lontano.</figcaption></figure><p>Il modello europeo indica che <strong>lunedì le precipitazioni torneranno ad intensificarsi su vaste aree del Paese, comprese le comunità mediterranee, per la presenza di una saccatura in quota</strong>. Potranno risultare localmente intense e temporalesche, spostandosi da ovest verso est. Tra martedì e mercoledì l'alta pressione tornerà a rafforzarsi sulla Spagna, con piogge associate a una nuova perturbazione nel nord-ovest e rovesci irregolari sulle comunità mediterranee.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790552" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-pausa-anticiclonica-con-stop-alle-piogge-ma-niente-caldo-eccessivo-quanto-durera.html" title="Meteo: pausa anticiclonica con stop alle piogge, ma niente caldo eccessivo. Quanto durerà?">Meteo: pausa anticiclonica con stop alle piogge, ma niente caldo eccessivo. Quanto durerà?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-pausa-anticiclonica-con-stop-alle-piogge-ma-niente-caldo-eccessivo-quanto-durera.html" title="Meteo: pausa anticiclonica con stop alle piogge, ma niente caldo eccessivo. Quanto durerà?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-pausa-anticiclonica-con-stop-alle-piogge-ma-niente-caldo-eccessivo-quanto-durera-1790411899124_320.jpg" alt="Meteo: pausa anticiclonica con stop alle piogge, ma niente caldo eccessivo. Quanto durerà?"></a></article></aside><p>A quel punto l<strong>a situazione cambierà radicalmente, con un probabile blocco britannico che favorirà l'afflusso di aria calda e molto umida da est, </strong>che, insieme alla presenza di aria più fredda in quota, favorirà rovesci molto intensi sul settore orientale e alle Baleari, con possibili precipitazioni più irregolari anche in altre comunità. Le Canarie resteranno ai margini di questa situazione, ma nelle prossime ore dovranno prestare attenzione alle possibili bande di umidità subtropicale e alle fasce di precipitazioni associate alla tempesta tropicale Gonzalo.</p><h2>Forti raffiche di vento, mare agitato e calo delle temperature</h2><p><strong>Il vento da sud e sud-ovest aumenterà d'intensità tra lunedì e mercoledì, soprattutto sulla Cordigliera Cantabrica e in Galizia,</strong> dove localmente le raffiche potrebbero superare i 90-100 km/h. Anche il mare sarà molto mosso, con onde superiori ai 3 metri in Galizia e nel Cantabrico tra mercoledì e giovedì, secondo gli ultimi aggiornamenti delle mappe.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/se-aproxima-rapidamente-el-frente-que-activara-las-lluvias-tormentas-y-un-refrescamiento-de-hasta-10-c-en-espana-1790370859703.jpg" data-image="8b26vgfmzgtd"><figcaption>Le raffiche di vento potrebbero superare i 90-100 km/h sul versante cantabrico e in Galizia.</figcaption></figure><p><strong>D'altra parte, le temperature diminuiranno in alcune zone del nord e dell'interno anche di 10 °C.</strong><strong> Non parleremo però di freddo vero e proprio, bensì di un ritorno a valori più normali</strong> dopo i valori record degli ultimi giorni. Anche nel sud e sulle coste mediterranee continueremo a parlare di caldo e di temperature anormalmente elevate per il periodo, ma senza più gli estremi di questa interminabile estate di San Michele che sta facendo sudare tutta la Spagna.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/sta-arrivando-su-spagna-e-francia-il-fronte-che-portera-pioggia-temporali-e-un-calo-delle-temperature-fino-a-10-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? Questi 4 arbusti fioriscono in autunno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pensavi-che-i-fiori-sparissero-con-l-estate-questi-4-arbusti-fioriscono-in-autunno.html</link><pubDate>Sat, 26 Sep 2026 11:48:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>I fiori autunnali non si limitano ai crisantemi e ad altre piante di stagione. Tra le opzioni figurano anche questi quattro arbusti: possono essere piantati ora e fiorire, almeno in parte, in questo periodo dell'anno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/did-you-think-flowers-disappeared-with-summer-these-4-shrubs-bloom-in-fall-1790025292902.jpg" data-image="dp2nyvbqut7k"><figcaption>Alcuni arbusti possono essere piantati in autunno, quando le temperature più miti danno alle radici il tempo di attecchire prima dell'inverno.</figcaption></figure><p>Non tutte le nuove piantumazioni devono aspettare la primavera. <strong>Alcuni arbusti possono essere messi a dimora in giardino anche in autunn</strong>o, quando le temperature più miti e il calore meno intenso permettono loro di sviluppare le radici per diverse settimane prima dell'inverno.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Nelle regioni più fredde, è meglio piantarli prima che il terreno geli.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La scelta dipenderà dal clima e dallo spazio disponibile. Tra le opzioni da piantare in questo periodo ci sono questi quattro arbusti, che fioriscono, almeno in parte, anche durante l'autunno.</p><h2><strong>Azalea rifiorente</strong></h2><p><strong>Le azalee sono strettamente associate alla primavera</strong>, ma gli ibridi rifiorenti seguono un calendario diverso. Dopo la prima fioritura primaverile, tornano a fiorire tra la fine dell'estate e l'autunno. A seconda della varietà, i fiori possono essere bianchi, rosa, rossi, viola o arancioni.</p><p>Le loro radici sono superficiali, un dettaglio importante da tenere presente al momento della messa a dimora. Hanno bisogno di un terreno acido, ricco di sostanza organica e ben drenato. La pacciamatura aiuta a trattenere l'umidità, ma non dovrebbe essere accumulata alla base dell'arbusto.</p><div class="texto-destacado">Le annaffiature restano importanti durante l'autunno se l'arbusto è stato appena piantato. La potatura, invece, non è necessaria: tagliarlo in questo periodo potrebbe eliminare le gemme della fioritura successiva.</div><h2><strong><em>Camellia sasanqua</em></strong></h2><p><strong><em>Camellia sasanqua</em> può iniziare a fiorire a settembre</strong> e continuare per diversi mesi. I suoi fiori possono essere bianchi, rosa o rossi, semplici o doppi, e spiccano sul fogliame verde scuro che rimane presente durante tutto l'anno.</p><p>La profondità di impianto è importante per le camelie: il pane di terra dovrebbe trovarsi all'incirca allo stesso livello del terreno circostante, che deve essere leggermente acido, ricco e ben drenato. Molte varietà possono ricevere il sole del mattino e un po' d'ombra nelle ore più calde del pomeriggio.</p><div class="texto-destacado">Una camelia appena piantata ha ancora bisogno di acqua durante i periodi asciutti dell'autunno. Se è necessario contenerne le dimensioni o eliminare alcuni rami, è meglio aspettare la fine della fioritura prima di potarla.</div><h2><strong>Ortensia paniculata</strong></h2><p>Non è necessario eliminare i fiori dell'ortensia paniculata quando termina l'estate. Le infiorescenze secche possono rimanere sui rami durante i mesi più freddi. La potatura può essere rimandata alla fine dell'inverno o all'inizio della primavera, prima della comparsa dei nuovi germogli.</p><div class="texto-destacado">Se viene piantata in autunno, è necessario prestare attenzione alle annaffiature durante le prime settimane. Il terreno dovrebbe conservare una certa umidità senza mantenere le radici costantemente impregnate d'acqua.</div><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/did-you-think-flowers-disappeared-with-summer-these-4-shrubs-bloom-in-fall-1790025484436.jpg" data-image="xr12dkt2i8c0" alt="Arbusti con fiori rosa e foglie verdi in giardino, Phlox paniculata è una specie di pianta da fiore della famiglia delle Polemoniaceae in estate, sfondo con motivo floreale naturale. Di Sarawut" title="Arbusti con fiori rosa e foglie verdi in giardino, Phlox paniculata è una specie di pianta da fiore della famiglia delle Polemoniaceae in estate, sfondo con motivo floreale naturale. Di Sarawut"><figcaption>Molte ortensie paniculata sono bianche, color crema o verdastre quando sbocciano e sviluppano successivamente tonalità rosa o bordeaux. </figcaption></figure><p>Questa ortensia tollera più ore di sole rispetto ad altre varietà, anche se un po' d'ombra nel pomeriggio può ridurre lo stress della pianta nelle regioni più calde.</p><h2><strong>Caryopteris o barbazzurra</strong></h2><p>Per il caryopteris, una delle prime cose da controllare è il terreno. Ha bisogno di pieno sole e di un suolo in cui l'acqua non ristagni attorno alle radici, soprattutto durante i mesi più freddi.</p><div class="texto-destacado">I suoi fiori blu compaiono in gruppi lungo i fusti dalla fine dell'estate e continuano per una parte dell'autunno. In questo periodo i fiori attirano anche api, farfalle e altri impollinatori.</div><p>Nelle regioni con inverni rigidi, le basse temperature possono danneggiare i fusti e arrivare a provocare il disseccamento quasi fino al terreno della parte della pianta che si trova fuori dal suolo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789315" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html" title="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino">Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html" title="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/herbstblueher-bringen-farbe-in-den-eigenen-garten-1789216833036_320.jpeg" alt="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino"></a></article></aside><p>Questo non significa necessariamente che l'arbusto sia perduto. Se le radici rimangono sane, in primavera può produrre nuovi germogli. È meglio aspettare prima di effettuare una potatura drastica dopo le prime gelate.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="SanSone%2C%20A." data-year="2026" data-title="6%20Fall-Blooming%20Shrubs%20That%20Put%20On%20A%20Show%20Until%20The%20First%20Frost" data-url="https%3A%2F%2Fwww.southernliving.com%2Fauthor%2Farricca-elin-sansone">SanSone, A.. (2026). <a href="https://www.southernliving.com/author/arricca-elin-sansone" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">6 Fall-Blooming Shrubs That Put On A Show Until The First Frost</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pensavi-che-i-fiori-sparissero-con-l-estate-questi-4-arbusti-fioriscono-in-autunno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: pausa anticiclonica con stop alle piogge, ma niente caldo eccessivo. Quanto durerà?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-pausa-anticiclonica-con-stop-alle-piogge-ma-niente-caldo-eccessivo-quanto-durera.html</link><pubDate>Sat, 26 Sep 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Si allontana il fronte freddo al Sud e temperature in lieve aumento su tutti i settori complice la rimonta dell'anticiclone.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbd8osm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbd8osm.jpg" id="xbd8osm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo il passaggio della perturbazione che nelle ultime ore ha riportato piogge, temporali e un deciso aumento della ventilazione su diverse regioni italiane, <strong>lo scenario meteorologico è pronto a cambiare nuovamente</strong>. Questa volta, però, non sembra esserci alle porte un'altra fase di maltempo organizzato: sarà l'alta pressione a conquistare progressivamente gran parte del Mediterraneo centrale.</p><p>Nella giornata di ieri il fronte freddo ha attraversato rapidamente l'Italia, concentrando successivamente la propria azione soprattutto sulle regioni meridionali. Campania, Basilicata, Puglia e Calabria sono state interessate da rovesci e temporali localmente intensi, mentre con il passare delle ore i fenomeni hanno raggiunto anche la Sicilia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790423" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ritorno-della-pioggia-in-italia-a-15-giorni-il-mediterraneo-secondo-ecmwf-potrebbe-scatenare-numerosi-temporali.html" title="Ritorno della pioggia in Italia a 15 giorni? Il Mediterraneo, secondo ECMWF, potrebbe scatenare numerosi temporali">Ritorno della pioggia in Italia a 15 giorni? Il Mediterraneo, secondo ECMWF, potrebbe scatenare numerosi temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ritorno-della-pioggia-in-italia-a-15-giorni-il-mediterraneo-secondo-ecmwf-potrebbe-scatenare-numerosi-temporali.html" title="Ritorno della pioggia in Italia a 15 giorni? Il Mediterraneo, secondo ECMWF, potrebbe scatenare numerosi temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ritorno-della-pioggia-in-italia-a-15-giorni-il-mediterraneo-secondo-ecmwf-potrebbe-scatenare-numerosi-temporali-1790350305244_320.jpg" alt="Ritorno della pioggia in Italia a 15 giorni? Il Mediterraneo, secondo ECMWF, potrebbe scatenare numerosi temporali"></a></article></aside><p><strong>Le ultime conseguenze della perturbazione continueranno a farsi sentire soprattutto all'estremo Sud</strong>, dove tra Calabria e Sicilia potrà persistere una maggiore variabilità. </p><p>Contemporaneamente, però, da Ovest iniziavano già ad arrivare i primi segnali del cambiamento. Le condizioni meteorologiche sono migliorate sulle regioni settentrionali e su buona parte del versante tirrenico, anticipando quella che sarà la tendenza dominante dei prossimi giorni.</p><h2>Alta pressione in rinforzo già dal weekend</h2><p><strong>Il fronte perturbato è ormai destinato ad allontanarsi verso il Mediterraneo orientale</strong>, anche se la sua influenza non scomparirà immediatamente. Soprattutto l'estremo Sud potrà continuare a risentire di infiltrazioni di aria più fresca provenienti dai quadranti orientali, responsabili di annuvolamenti irregolari e, localmente, di qualche breve precipitazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-pausa-anticiclonica-con-stop-alle-piogge-ma-niente-caldo-eccessivo-quanto-durera-1790411173974.jpg" data-image="fqudnnvqvg00" alt="Fronte in allontanamento verso la Grecia" title="Fronte in allontanamento verso la Grecia"><figcaption>Correnti di maestrale ancora su tutto il Meridione</figcaption></figure><p>Sul resto dell'Italia, invece, l'anticiclone avrà progressivamente la meglio. La prossima settimana potrebbe quindi trascorrere senza particolari scossoni meteorologici. <strong>L'anticiclone garantirà una fase generalmente stabile e asciutta su gran parte del Paese</strong>, anche se non mancheranno alcune insidie ai margini della struttura anticiclonica. Qualche infiltrazione orientale potrà ancora disturbare l'estremo Sud, mentre successivamente una perturbazione atlantica proverà ad avvicinarsi alle regioni nord-occidentali.</p><p>Non si tratterà, almeno secondo le attuali indicazioni, di un cambiamento generalizzato della circolazione. Per assistere a una vera rottura del dominio anticiclonico potrebbe essere necessario attendere ulteriormente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790404" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/oggi-venerdi-25-un-super-fronte-di-12-000-km-unisce-usa-azzorre-isole-britanniche-artico-terminando-in-un-ricciolo-islandese.html" title="Oggi un super-fronte di 12.000 km unisce USA, Azzorre, Isole Britanniche, Artico: termina in un 'ricciolo' islandese">Oggi un super-fronte di 12.000 km unisce USA, Azzorre, Isole Britanniche, Artico: termina in un "ricciolo" islandese</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/oggi-venerdi-25-un-super-fronte-di-12-000-km-unisce-usa-azzorre-isole-britanniche-artico-terminando-in-un-ricciolo-islandese.html" title="Oggi un super-fronte di 12.000 km unisce USA, Azzorre, Isole Britanniche, Artico: termina in un 'ricciolo' islandese"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/oggi-venerdi-25-un-super-fronte-di-12-000-km-sta-collegando-l-artico-con-le-isole-britanniche-le-azzorre-e-gli-usa-1790333640477_320.jpg" alt="Oggi un super-fronte di 12.000 km unisce USA, Azzorre, Isole Britanniche, Artico: termina in un 'ricciolo' islandese"></a></article></aside><p><strong>Con l'avvicinarsi dei primi giorni di ottobre l'Atlantico proverà a spingere nuovamente verso il Mediterraneo</strong>, ma resta ancora da capire quanto l'alta pressione sarà effettivamente disposta a cedere terreno.</p><p>E veniamo alle temperature, perché alta pressione non significherà necessariamente un ritorno a condizioni pienamente estive su tutta Italia. Le giornate si stanno accorciando rapidamente e l'irraggiamento solare è ormai ben diverso rispetto a quello delle settimane centrali dell'estate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-pausa-anticiclonica-con-stop-alle-piogge-ma-niente-caldo-eccessivo-quanto-durera-1790411899124.jpg" data-image="3egqxwihk2h1" alt="La stabilità dell'anticiclone porterà un aumento delle temperature" title="La stabilità dell'anticiclone porterà un aumento delle temperature"><figcaption>Aumento termico, ma senza grossi eccessi: temperature più alte in Sardegna</figcaption></figure><p><strong>Al Centro-Sud i valori massimi dovrebbero generalmente mantenersi attorno ai 25 °C</strong>, risultando nel complesso vicini alle medie del periodo. Qualche grado in più sarà invece possibile lungo i settori tirrenici centrali e soprattutto sulle regioni settentrionali, dove nelle ore più calde <strong>si potranno raggiungere valori nell'ordine dei 26-28 °C</strong>. Temperature localmente più elevate saranno possibili in Sardegna.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></strong><br> </div><p>Insomma, dopo la parentesi perturbata degli ultimi giorni, <strong>l'Italia si prepara a vivere una fase decisamente più tranquilla, stabile e mite</strong>, senza però particolari eccessi termici su buona parte del territorio. L'attenzione si sposterà inevitabilmente verso l'inizio di ottobre, quando dovremo capire se le perturbazioni atlantiche riusciranno finalmente a indebolire l'anticiclone oppure se la stabilità sarà destinata a proseguire ancora.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-pausa-anticiclonica-con-stop-alle-piogge-ma-niente-caldo-eccessivo-quanto-durera.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Pensavamo che Venere fosse un paradiso tropicale; in realtà la sua atmosfera si è rivelata infernale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/pensavamo-che-venere-fosse-un-paradiso-tropicale-in-realta-la-sua-atmosfera-si-e-rivelata-infernale.html</link><pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:20:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il pianeta Venere ha dimensioni simili a quelle della Terra, ma la sua atmosfera è molto più densa. È ricca di CO2, il che genera un forte effetto serra che trasforma il pianeta in un mondo inospitale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ardiente-y-opresora-atmosfera-de-venus-1789711948417.jpg" data-image="nt59jhyd65d2" alt="pianeta Venere" title="pianeta Venere"><figcaption>A sinistra: immagine elaborata di Venere ripresa dalla sonda Mariner 10 nel febbraio 1974. Crediti: ©NASA/JPL-Caltech. A destra: vista di Venere basata su dati radar raccolti dalla sonda Magellan tra il 1990 e il 1994. Crediti: ©NASA/JPL-Caltech/USGS.</figcaption></figure><p><strong>Il pianeta Venere presenta alcune caratteristiche e alcuni parametri simili a quelli della Terra,</strong> ma anche grandi differenze, tra cui la sua atmosfera, che lo rendono un mondo ostile e inabitabile.</p><div class="texto-destacado"><strong>Venere</strong>. <br>Situato a una distanza media dal Sole di 108 milioni di chilometri (0,72 unità astronomiche), ha un raggio leggermente inferiore a quello terrestre (6.000 km contro 6.400 km), una massa e una gravità anch’esse inferiori, ma, come la Terra, è un corpo roccioso, con una struttura interna simile, circondato da un involucro gassoso.</div><p>Le similitudini vengono meno quando si analizza <strong>il denso strato di nubi che ricopre il pianeta e impedisce di vederne la superficie</strong>. Questo involucro fa sì che Venere rifletta verso lo spazio una grande quantità della radiazione solare incidente (albedo di 0,75, contro lo 0,30 terrestre), motivo per cui, visto dalla Terra, è il terzo oggetto più luminoso della volta celeste, dopo il Sole e la Luna. </p><p>A questo contribuisce anche la sua relativa vicinanza a noi: si trova infatti a una distanza media di 41 milioni di chilometri, che in termini astronomici significa essere praticamente nel nostro vicinato cosmico.</p><h2><strong>Un potente effetto serra </strong></h2><p>L’atmosfera di Venere, come abbiamo accennato, è molto diversa da quella terrestre. Prima che le prime sonde spaziali vi penetrassero e si posassero sulla superficie venusiana – negli anni ’60 e ’70 –, <strong>si ipotizzava che sotto l’opaco manto di nubi che ricopre permanentemente il pianeta potessero esserci giungle, foreste tropicali e abbondanti quantità d’acqua</strong>. </p><p>Questa visione cambiò completamente quando furono disponibili i primi dati raccolti dalle sonde spaziali che riuscirono a posarsi sulla sua superficie, negli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80 del secolo scorso.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ardiente-y-opresora-atmosfera-de-venus-1789711982199.jpg" data-image="kjy32r1j7fe9" alt="Effetto serra" title="Effetto serra"><figcaption>L’effetto serra terrestre (a sinistra) a confronto con quello di Venere (a destra). Credito: ©2011 Pearson Education, Inc.</figcaption></figure><p>La densa e opprimente atmosfera venusiana è composta per la maggior parte da CO<sub>2</sub> (poco più del 96%), provocando un potente effetto serra. Oltre all’anidride carbonica, nella sua composizione troviamo azoto molecolare (N<sub>2</sub>) e tracce di anidride solforosa (SO<sub>2</sub>). </p><p><strong>Le nubi che lo ricoprono interamente sono costituite da acqua </strong>(che fa parte di sali minerali idratati)<strong>, goccioline di acido solforico e solfati di ferro e magnesio.</strong></p><p>L’effetto serra provocato dalla presenza predominante di CO<sub>2</sub> nell’atmosfera di Venere fa sì che sulla sua superficie si registri <strong>una temperatura quasi invariabile di circa 460 ºC</strong> – indipendentemente dal fatto che sia giorno o notte, che ci si trovi ai poli o all’equatore – e una pressione atmosferica al suolo 90 volte superiore a quella terrestre. </p><p>È difficile immaginare un luogo più infernale. <strong>Alla temperatura della superficie di Venere il piombo fonde</strong> (punto di fusione: 328 ºC), un dato che fa capire quanto sia stata una sfida riuscire, decenni fa, a far posare diverse sonde spaziali sul pianeta e a far loro trasmettere fotografie.</p><h2><strong>Cosa si nasconde sotto le dense nubi di Venere</strong></h2><p>Prima che venissero inviate le prime missioni spaziali su Venere e iniziassero ad arrivare dati sul nostro fratello “gemello” del Sistema Solare, l’impossibilità di sapere cosa si nascondesse sotto la densa atmosfera che ricopre il pianeta alimentò ogni tipo di speculazione su ciò che si sarebbe trovato laggiù. <strong>Le elevate temperature misurate sulla sua superficie superarono ogni aspettativa</strong> e spazzarono via le teorie che ipotizzavano la presenza di oceani e di una vegetazione rigogliosa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784019" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-temperature-degli-oceani-sono-in-aumento-il-rischio-di-un-circolo-vizioso-letale-per-il-pianeta.html" title="Le temperature degli oceani sono in aumento: il rischio di un circolo vizioso letale per il pianeta">Le temperature degli oceani sono in aumento: il rischio di un circolo vizioso letale per il pianeta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-temperature-degli-oceani-sono-in-aumento-il-rischio-di-un-circolo-vizioso-letale-per-il-pianeta.html" title="Le temperature degli oceani sono in aumento: il rischio di un circolo vizioso letale per il pianeta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-temperature-degli-oceani-sono-in-aumento-il-rischio-di-un-circolo-vizioso-letale-per-il-pianeta-1786910171949_320.jpg" alt="Le temperature degli oceani sono in aumento: il rischio di un circolo vizioso letale per il pianeta"></a></article></aside><p>L’ostilità di quel luogo costrinse gli ingegneri che, a partire dagli anni ’60, lavorarono ai programmi di esplorazione di Venere (le missioni Venera [URSS] e alcune delle Mariner [USA]) a progettare sonde spaziali estremamente resistenti, capaci di attraversare la densa atmosfera del pianeta, posarsi sulla sua superficie rovente e opprimente, attivare i propri strumenti, tra cui una fotocamera panoramica dotata di protezioni estreme, e trasmettere le informazioni, anche se solo per pochi secondi, prima di soccombere in quel mondo infernale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ardiente-y-opresora-atmosfera-de-venus-1789712018504.jpg" data-image="zahtp08b25rk" alt="Immagini di Venere" title="Immagini di Venere"><figcaption>Immagini a colori dell’atmosfera e della superficie di Venere scattate dalla sonda sovietica Venera 13 il 1° marzo 1982. Credito: © Venera 13/Don P. Mitchell/Archivio ESA.</figcaption></figure><p><strong>Le principali tappe della storia dell’esplorazione spaziale di Venere sono sovietiche</strong>. L’ex URSS sviluppò tra il 1961 e il 1983 il programma Venera (che in russo significa “Venere”). Dopo le prime missioni orbitali di ricognizione, nel 1975 furono lanciate Venera 9 e 10, che oltre a un orbiter trasportavano un modulo di discesa e atterraggio. <strong>Sebbene Venera 9 si schiantò durante la discesa, riuscì a scattare la prima fotografia del terreno roccioso e abrasivo della superficie venusiana.</strong></p><p>Nel 1978 i sovietici lanciarono Venera 11 e 12, ancora una volta una coppia di sonde gemelle, in questo caso dotate di telecamere a colori e strumenti più sofisticati. Sebbene riuscissero ad atterrare, un guasto impedì loro di scattare immagini.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788810" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-scienza-ha-scoperto-nuove-prove-che-venere-potrebbe-aver-ospitato-la-vita-in-passato.html" title="La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato">La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-scienza-ha-scoperto-nuove-prove-che-venere-potrebbe-aver-ospitato-la-vita-in-passato.html" title="La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-encuentra-nuevas-pruebas-de-que-venus-posiblemente-albergo-vida-en-el-pasado-1789170853417_320.jpg" alt="La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato"></a></article></aside><p>Questo traguardo fu raggiunto il 1° marzo 1982 da un’altra coppia di sonde dello stesso programma spaziale: le <strong>Venera 13 e 14</strong>. Entrambi i moduli di atterraggio rimasero operativi per un paio d’ore sulla superficie di Venere, ottenendo <strong>immagini panoramiche come quelle che accompagnano queste righe, che riuscirono a trasmettere con successo sulla Terra</strong>. Raccolsero inoltre informazioni di grande valore su quel mondo inospitale che si nasconde sotto il manto di nubi che avvolge Venere.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/pensavamo-che-venere-fosse-un-paradiso-tropicale-in-realta-la-sua-atmosfera-si-e-rivelata-infernale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Protezione Civile ha pubblicato la mappa sui livelli di allerta dei vulcani italiani]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-protezione-civile-ha-pubblicato-la-mappa-sui-livelli-di-allerta-dei-vulcani-italiani.html</link><pubDate>Sat, 26 Sep 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La mappa indica i vulcani italiani attivi e quiescenti, cioè non in attività da molto tempo, e il relativo livello di allerta. Al momento, il livello di allerta più alto è il giallo, attivo solo presso Stromboli, Etna e Campi Flegrei.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-protezione-civile-ha-pubblicato-la-mappa-sui-livelli-di-allerta-dei-vulcani-italiani-1790154543006.jpeg" data-image="7nfkdq755xyq" alt="Etna" title="Etna"><figcaption>Una splendida foto aerea di una eruzione sull'Etna, vulcano attivo situato nella Sicilia nord-orientale.</figcaption></figure><p>Il Dipartimento della Protezione Civile ha reso disponibile online una mappa interattiva che riunisce, p<strong>er la prima volta in un unico strumento, i livelli di allerta dei principali vulcani italiani</strong>. L'iniziativa, realizzata in stretto raccordo con le strutture regionali di protezione civile, punta a rendere accessibile a tutti un'informazione finora dispersa tra diverse fonti tecniche.</p><h2><strong>Cosa mostra la mappa</strong></h2><p>Attraverso un sistema di colori — verde, giallo, arancione e rosso �� <strong>la mappa restituisce lo stato di attività di cinque vulcani monitorati:</strong> Campi Flegrei, Vesuvio, Stromboli, Vulcano ed Etna. Si tratta dei vulcani maggiormente monitorati per la loro attività recente o per i fenomeni secondari collegati (come nel caso dei Campi Flegrei).</p><p><strong>Ogni colore indica la possibile evoluzione del comportamento del vulcano,</strong> sulla base dell'incrocio tra i parametri di monitoraggio scientifico e i dati relativi a eventi in corso. In sostanza, il codice cromatico traduce in un linguaggio immediato la condizione di equilibrio — o disequilibrio — in cui si trova ciascun sistema vulcanico.</p><div class="texto-destacado">Allo stato attuale il livello più elevato è giallo, attivo presso l'Etna, lo Stromboli e i Campi Flegrei. Nessun vulcano italiano si trova nel livello arancione o rosso. </div><p>Cliccando sui singoli triangoli che rappresentano i vulcani sulla mappa, è possibile accedere a schede di approfondimento con le caratteristiche principali di ciascun sito e, dove disponibili, indicazioni sui comportamenti corretti da adottare e sulla pianificazione nazionale di protezione civile, corredate di link di approfondimento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero.html" title=" Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero"> Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero.html" title=" Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero-1785529557794_320.jpg" alt=" Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero"></a></article></aside><p>Non tutti i vulcani italiani rientrano però in questo sistema di allerta: <strong>per Colli Albani, Panarea, Lipari e Pantelleria i livelli non sono stati definiti,</strong> mentre per l'isola di Ischia sono ancora in fase di elaborazione.</p><h2><strong>Estinti, quiescenti, attivi: come si classificano i vulcani italiani</strong></h2><p>La comunità scientifica internazionale distingue i vulcani italiani in base al loro stato di attività. Come indicato sul sito ufficiale della Protezione Civile, <strong>sono considerati estinti quelli la cui ultima eruzione risale a oltre diecimila anni fa:</strong> rientrano in questa categoria Salina, Amiata, Vulsini, Cimini, Vico, Sabatini, le Isole Pontine, Roccamonfina e il Vulture.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-protezione-civile-ha-pubblicato-la-mappa-sui-livelli-di-allerta-dei-vulcani-italiani-1790154586011.jpeg" data-image="3lsgqorb4fhl" alt="Vesuvio" title="Vesuvio"><figcaption>Una foto aerea del Vesuvio, vulcano quiescente situato alle porte di Napoli.</figcaption></figure><p> <strong>Sono invece quiescenti i vulcani che hanno eruttato negli ultimi diecimila anni</strong> ma che oggi attraversano una fase di riposo — più precisamente, quelli il cui periodo di quiete attuale è più breve del più lungo intervallo di riposo mai registrato in passato. I<strong>n questo gruppo troviamo Colli Albani, Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio, Lipari, Vulcano, Panarea, l'Isola Ferdinandea e Pantelleria</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> <strong>Sono considerati estinti quelli la cui ultima eruzione risale a oltre diecimila anni fa:</strong> rientrano in questa categoria Salina, Amiata, Vulsini, Cimini, Vico, Sabatini, le Isole Pontine, Roccamonfina e il Vulture. <strong>Sono invece quiescenti i vulcani che hanno eruttato negli ultimi diecimila anni</strong> ma che oggi attraversano una fase di riposo. I<strong>n questo gruppo troviamo Colli Albani, Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio, Lipari, Vulcano, Panarea, l'Isola Ferdinandea e Pantelleria</strong>. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tra questi, <strong>Vesuvio, Vulcano e Campi Flegrei si trovano in condizioni di "condotto ostruito" </strong>e hanno una frequenza eruttiva molto bassa. Il livello di rischio, però, non è uniforme: varia sia in base alla pericolosità dei fenomeni attesi sia alla densità della popolazione esposta, e alcuni di questi vulcani mostrano fenomeni di vulcanismo secondario — degassamento dal suolo, fumarole — che nella quotidianità possono comunque generare situazioni di rischio.</p><h2>I vulcani attivi oggi in Italia</h2><p><strong>Sono infine attivi i vulcani che hanno eruttato negli ultimi anni: Etna e Stromboli,</strong> che eruttano con frequenza regolare e che, proprio per la loro condizione a "condotto aperto", presentano una pericolosità più contenuta e a breve termine.</p><p>Un capitolo a parte riguarda i <strong>vulcani sottomarini</strong>, concentrati nelle aree sommerse del Mar Tirreno e del Canale di Sicilia: alcuni sono ancora attivi, altri ormai estinti costituiscono vere e proprie montagne sottomarine. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="3371" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperti-nuovi-vulcani-sottomarini-nel-mar-tirreno-meridionale.html" title="Scoperti nuovi vulcani sottomarini nel Mar Tirreno meridionale">Scoperti nuovi vulcani sottomarini nel Mar Tirreno meridionale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperti-nuovi-vulcani-sottomarini-nel-mar-tirreno-meridionale.html" title="Scoperti nuovi vulcani sottomarini nel Mar Tirreno meridionale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scoperti-nuovi-vulcani-sottomarini-nel-mar-tirreno-meridionale-3371-3_320.jpg" alt="Scoperti nuovi vulcani sottomarini nel Mar Tirreno meridionale"></a></article></aside><p>Tra i più noti figurano Marsili, Vavilov e Magnaghi, ma vanno ricordati anche Palinuro, Glauco, Eolo, Sisifo, Enarete e i numerosi apparati presenti nel Canale di Sicilia.</p><h2><strong>Il quadro completo: dove si trovano i vulcani italiani</strong></h2><p><strong>L'Italia ospita, non a caso, il vulcano più grande d'Europa: l'Etna</strong>. Ma il suo territorio è disseminato di sistemi vulcanici attivi o da poco quiescenti, <strong>concentrati in quattro grandi aree</strong>: la pianura campana con il mare antistante (Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio), l'arcipelago delle Eolie, l'Etna e l'area del Canale di Sicilia.</p><div class="texto-destacado"> Tutti questi vulcani italiani sono posizionati nell'area del Tirreno centro-meridionale. </div><p><strong>Ci sono poi i vulcani la cui attività è terminata migliaia di anni fa</strong>, ma che geologicamente sono comunque recenti, come quelli dell'area romana (<strong>Colli Albani</strong>). Ancora più antichi quelli situati nel Lazio settentrionale (nell'area oggi disseminata di magnifici laghi vulcanici come Bolsena, Vico e Bracciano) e nella Toscana del sud, come l'Amiata.</p><h3>Un breve ripasso </h3><p><strong><em>Vesuvio e Campi Flegrei.</em></strong> Il Vesuvio, famoso in tutto il mondo per la sua storia e il suo mito, è tra i vulcani più pericolosi del pianeta. <strong>La sua ultima eruzione risale al 1944, in piena Seconda guerra mondiale</strong>; da allora resta quiescente, ma la sua storia geologica insegna che, dopo pause anche molto lunghe, il risveglio tende a essere violento. <strong>Il monitoraggio costante è imposto anche dalla densità abitativa dell'area: circa 600mila persone vivono entro un raggio di 10 km dal cratere.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="647679" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/vesuvio-ottanta-anni-dopo-ultima-eruzione-cosa-ci-dicono-gli-ultimi-terremoti.html" title="Il Vesuvio 80 anni dopo l'ultima eruzione: cosa ci dicono gli ultimi terremoti, e qual è la situazione del vulcano oggi?">Il Vesuvio 80 anni dopo l'ultima eruzione: cosa ci dicono gli ultimi terremoti, e qual è la situazione del vulcano oggi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/vesuvio-ottanta-anni-dopo-ultima-eruzione-cosa-ci-dicono-gli-ultimi-terremoti.html" title="Il Vesuvio 80 anni dopo l'ultima eruzione: cosa ci dicono gli ultimi terremoti, e qual è la situazione del vulcano oggi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/vesuvio-ottanta-anni-dopo-ultima-eruzione-cosa-ci-dicono-gli-ultimi-terremoti-1710248187083_320.jpg" alt="Il Vesuvio 80 anni dopo l'ultima eruzione: cosa ci dicono gli ultimi terremoti, e qual è la situazione del vulcano oggi?"></a></article></aside><p>Poco distante si trova la grande caldera dei Campi Flegrei, che racchiude numerose bocche eruttive: negli ultimi dodicimila anni si sono contate 61 eruzioni, l'ultima delle quali, nel 1531, portò alla formazione del Monte Nuovo. Il problema principale in quest'area, attualmente, resta quello dei terremoti collegati al bradisismo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-protezione-civile-ha-pubblicato-la-mappa-sui-livelli-di-allerta-dei-vulcani-italiani-1790154623414.jpeg" data-image="c2s5z7689x87" alt="Stromboli" title="Stromboli"><figcaption>Lo Stromboli, definito dai Greci il "Faro del Mediterraneo" è noto per le sue continue eruzioni che hanno dato il nome al tipo di attività definito "stromboliana".</figcaption></figure><p><em><strong>Le Eolie.</strong></em> L'arcipelago è composto da sette isole — Alicudi, Filicudi, Salina, Lipari, Vulcano, Panarea e Stromboli — a cui si aggiungono almeno sei vulcani sottomarini. <strong>Oggi sono considerati attivi Stromboli, Vulcano e Lipari.</strong> Stromboli, alto 924 metri sul livello del mare, si eleva in realtà da un fondale profondo 1.500-2.000 metri: contando anche questa parte sommersa, le sue dimensioni si avvicinano a quelle dell'Etna. </p><p><strong>La sua attività, fatta di continue esplosioni di modesta entità, ha dato il nome allo stile eruttivo "stromboliano".</strong> Vulcano, la cui base si trova a mille metri sotto il livello del mare, ha eruttato l'ultima volta tra il 1888 e il 1890 e oggi mostra numerose fumarole attive nell'area craterica. Lipari, invece, alterna cicli eruttivi esplosivi a lunghe fasi di quiete: l'ultimo ciclo attivo risale a un periodo compreso tra 8.000 e 1.200 anni fa.</p><p><strong><em>Etna e Canale di Sicilia.</em></strong> Con un'altezza che oggi si aggira intorno ai 3.340 metri sul livello del mare (variabile nel tempo), l'Etna è non solo il vulcano attivo più grande d'Europa, ma anche uno dei più attivi al mondo, con un'attività prevalentemente effusiva fatta di colate laviche fluide e esplosioni di intensità contenuta. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="623522" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-affascinante-storia-dell-isola-ferdinandea-potrebbe-nuovamente-riemergere-dal-mare.html" title="L'affascinante storia dell'isola Ferdinandea, potrebbe nuovamente riemergere dal mare?">L'affascinante storia dell'isola Ferdinandea, potrebbe nuovamente riemergere dal mare?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-affascinante-storia-dell-isola-ferdinandea-potrebbe-nuovamente-riemergere-dal-mare.html" title="L'affascinante storia dell'isola Ferdinandea, potrebbe nuovamente riemergere dal mare?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-affascinante-storia-dell-isola-ferdinandea-potrebbe-nuovamente-riemergere-dal-mare-1703808606463_320.jpg" alt="L'affascinante storia dell'isola Ferdinandea, potrebbe nuovamente riemergere dal mare?"></a></article></aside><p>Nel Canale di Sicilia, le isole di Pantelleria e Linosa non registrano attività vulcanica di superficie da migliaia di anni, ma l'area resta viva grazie ai numerosi vulcani sottomarini, responsabili di eruzioni sporadiche nel 1831 e nel 1891 al largo di Pantelleria. Proprio l'eruzione del 1831 portò alla temporanea emersione dell'isola Ferdinandea, cancellata pochi mesi dopo dalla forza delle onde.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Protezione%20Civile%20italiana" data-year="2026" data-title="Mappa%20Livelli%20di%20allerta%20vulcani%20in%20Italia" data-url="https%3A%2F%2Fmappe.protezionecivile.gov.it%2Fit%2Fmappe-e-dashboard-rischi%2Fmappa-livelli-di-allerta-vulcani-italia%2F">Protezione Civile italiana. (2026). <a href="https://mappe.protezionecivile.gov.it/it/mappe-e-dashboard-rischi/mappa-livelli-di-allerta-vulcani-italia/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Mappa Livelli di allerta vulcani in Italia</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-protezione-civile-ha-pubblicato-la-mappa-sui-livelli-di-allerta-dei-vulcani-italiani.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ritorno della pioggia in Italia a 15 giorni? Il Mediterraneo, secondo ECMWF, potrebbe scatenare numerosi temporali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ritorno-della-pioggia-in-italia-a-15-giorni-il-mediterraneo-secondo-ecmwf-potrebbe-scatenare-numerosi-temporali.html</link><pubDate>Fri, 25 Sep 2026 17:34:55 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'inizio di ottobre sarà dominato dall'anticiclone delle Azzorre, regalandoci una classica "ottobrata" con giornate miti e soleggiate. Tuttavia, le tendenze indicano che verso la fine della prima decade l'Atlantico potrebbe tornare a comunicare con il Mediterraneo, portando piogge, temporali e un calo termico.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbd0q6i"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbd0q6i.jpg" id="xbd0q6i"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Le ultime proiezioni modellistiche, facendo riferimento soprattutto a quelle del centro europeo <strong>ECMWF</strong>, confermano la tendenza già delineata per i <strong>prossimi giorni</strong> e per la prima parte di ottobre.</p><p>Il bacino occidentale del Mar Mediterraneo e quindi anche l'Italia rimarranno <strong>saldamente protetti da una robusta figura anticiclonica</strong> che riuscirà a respingere le correnti atlantiche a latitudini decisamente più settentrionali, anche grazie al contributo di anticicloni nordici oscillanti tra la Scandinavia e la Russia.</p><h2>La lunga coda dell'estate con l'influenza dell'anticiclone</h2><p>Andremo incontro a una <strong>lunga fase prevalentemente stabile, </strong>sulla scia del tempo che ha caratterizzato il mese di settembre, seppur con<strong> una anomalia termica non estrema, ma abbastanza contenuta</strong>, capace comunque di farci vivere, ad inizio ottobre, <strong>una classica "ottobrata"</strong>. Infatti l'alta pressione non avrà salde radici nord africane, ma deriverà dall'espansione dell'anticiclone delle Azzorre, seppur parzialmente collegato al Nord Africa. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ritorno-della-pioggia-in-italia-a-15-giorni-il-mediterraneo-secondo-ecmwf-potrebbe-scatenare-numerosi-temporali-1790350305244.jpg" data-image="bypuxez6aljl"><figcaption>Nei prossimi giorni e fino ai primi di ottobre, il bacino occidentale del Mar Mediterraneo e quindi anche l'Italia rimarranno saldamente protetti da una robusta figura anticiclonica che riuscirà a respingere le correnti atlantiche a latitudini decisamente più settentrionali, anche grazie al contributo di anticicloni nordici oscillanti tra la Scandinavia e la Russia a fare da sponda. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Perciò i<strong> valori termici</strong>, soprattutto quelli delle ore centrali della giornata, si manterranno <strong>sopra media </strong>e saranno più caratteristici della metà di settembre che di inizio di ottobre. </p><div class="texto-destacado">Le <strong>massime </strong>potranno spesso risultare <strong>prossime o superiore ai 25°C</strong>, con possibili picchi anche più alti, che interesseranno soprattutto i settori centro-meridionali e le due isole maggiori.</div><p> È doveroso ricordare che, nell'analizzare questo arco temporale così esteso, <strong>quando si supera la soglia dei 7 giorni, si passa fisiologicamente dal campo delle previsioni a quello delle tendenze e poi delle ipotesi</strong>. Ma i segnali per la prima decade appaiono abbastanza stabili e, di conseguenza, anche i possibili scenari sembrano poter essere piuttosto plausibili.</p><h2>Il mare caldo e l'energia potenziale del Mediterraneo</h2><p>Questa <strong>lunga fase di tepore fuori stagione</strong> sta contribuendo a mantenere eccezionalmente elevate le temperature superficiali dei nostri mari. L'intero bacino del Mediterraneo costituisce, attualmente, un enorme serbatoio di energia termica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ritorno-della-pioggia-in-italia-a-15-giorni-il-mediterraneo-secondo-ecmwf-potrebbe-scatenare-numerosi-temporali-1790350561126.jpg" data-image="gx68621w0izf"><figcaption>I Mar Mediterraneo, dopo un'estate eccezionale caratterizzata da numerose ondate di calore, resta ancora molto caldo. Questo calore latente non produrrà alcun effetto particolare, finché lo scudo anticiclonico garantirà un tempo stabile, ma potrà diventare un fattore cruciale non appena la circolazione inizierà a cambiare. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Questo <strong>calore latente</strong> non produrrà alcun effetto particolare finché lo scudo anticiclonico garantirà un tempo stabile, ma potrà diventare <strong>un fattore cruciale non appena la circolazione inizierà a cambiare. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790404" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/oggi-venerdi-25-un-super-fronte-di-12-000-km-unisce-usa-azzorre-isole-britanniche-artico-terminando-in-un-ricciolo-islandese.html" title="Oggi un super-fronte di 12.000 km unisce USA, Azzorre, Isole Britanniche, Artico: termina in un 'ricciolo' islandese">Oggi un super-fronte di 12.000 km unisce USA, Azzorre, Isole Britanniche, Artico: termina in un "ricciolo" islandese</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/oggi-venerdi-25-un-super-fronte-di-12-000-km-unisce-usa-azzorre-isole-britanniche-artico-terminando-in-un-ricciolo-islandese.html" title="Oggi un super-fronte di 12.000 km unisce USA, Azzorre, Isole Britanniche, Artico: termina in un 'ricciolo' islandese"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/oggi-venerdi-25-un-super-fronte-di-12-000-km-sta-collegando-l-artico-con-le-isole-britanniche-le-azzorre-e-gli-usa-1790333640477_320.jpg" alt="Oggi un super-fronte di 12.000 km unisce USA, Azzorre, Isole Britanniche, Artico: termina in un 'ricciolo' islandese"></a></article></aside><p>L'energia accumulata nelle acque superficiali, infatti, sarà il carburante per alimentare lo sviluppo di <strong>intensi sistemi nuvolosi </strong><strong>nel momento in cui le</strong><strong> correnti oceaniche riusciranno a penetrare</strong> sul nostro territorio in modo franco.</p><h2>I primi segnali di cedimento barico di inizio ottobre</h2><p>Andiamo quindi <strong>oltre i 7 giorni </strong>di previsione, affrontando la prima decade di ottobre, pur avendo la consapevolezza della<strong> riduzione di attendibilità</strong>. I modelli, non solo ECMWF, tra il 5 e il 7 di ottobre iniziano ad evidenziare i primi sintomi di <strong>invecchiamento </strong>e quindi di <strong>indebolimento </strong><strong>della struttura anticiclonica</strong>.</p><div class="texto-destacado">Le tendenze per la settimana in questione, infatti, prevedono <strong>una piovosità superiore alla media</strong>. </div><p>Saranno probabili, quindi, delle <strong>infiltrazioni di aria atlantica umida e relativamente fresca</strong>, in grado di produrre un nuovo calo della pressione sull'area mediterranea, fornendo probabilmente nuova energia alla depressione relativa ancora presente sui mari italici. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ritorno-della-pioggia-in-italia-a-15-giorni-il-mediterraneo-secondo-ecmwf-potrebbe-scatenare-numerosi-temporali-1790351130666.jpg" data-image="ifyc6xqlh5pb"><figcaption>Le tendenze per la settimana in questione, infatti, prevedono una piovosità superiore alla media. Saranno probabili, quindi, delle infiltrazioni di aria umida e relativamente fresca atlantica, in grado di produrre un nuovo calo della pressione sull'area mediterranea, probabilmente fornendo nuova energia alla depressione relativa ancora presente sui mari italici. ECMWF</figcaption></figure><p>Tuttavia, in questa fase, la dinamica dell'<strong>evoluzione atmosferica</strong> ipotizzata per l'Europa e quindi anche per l'area mediterranea, inizia ad apparire <strong>più incerta</strong>, con un'apertura delle ensamble tale, da suggerire il<strong> rischio di possibili scenari diametralmente opposti</strong>. </p><h2>L'ipotesi di un'apertura della porta atlantica più decisa e il ritorno delle piogge</h2><p>Analizzando gli scenari a lungo termine ritenuti oggi maggiormente probabili, <strong>a cavallo tra la fine della prima decade di ottobre e e l'inizio della seconda</strong>, potrebbe concretizzarsi <strong>una fase dal tempo più instabile</strong> e quindi più autunnale. </p><p>Protagonista di questo cambiamento sarebbe la depressione d'Islanda, già attiva in questi giorni, che potrebbe abbassare il proprio baricentro, inviando<strong> impulsi perturbati più organizzati fin nel cuore del Mediterraneo</strong>. Qualora questo scenario dovesse realizzarsi, assisteremmo all'<strong>incontro tra le fresche correnti oceaniche e l'aria calda e umida preesistente sul Mare Nostrum</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790252" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-ultime-previsioni-di-luca-lombroso-per-ottobre-ecco-quando-potrebbe-arrivare-la-prima-tempesta-d-autunno.html" title="Le ultime previsioni di Luca Lombroso per ottobre: ecco quando potrebbe arrivare la prima tempesta d'autunno ">Le ultime previsioni di Luca Lombroso per ottobre: ecco quando potrebbe arrivare la prima tempesta d'autunno </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-ultime-previsioni-di-luca-lombroso-per-ottobre-ecco-quando-potrebbe-arrivare-la-prima-tempesta-d-autunno.html" title="Le ultime previsioni di Luca Lombroso per ottobre: ecco quando potrebbe arrivare la prima tempesta d'autunno "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-ultime-previsioni-di-luca-lombroso-per-ottobre-ecco-quando-potrebbe-arrivare-la-prima-tempesta-d-autunno-1790279158412_320.jpeg" alt="Le ultime previsioni di Luca Lombroso per ottobre: ecco quando potrebbe arrivare la prima tempesta d'autunno "></a></article></aside><p>Questa evoluzione, come ripetutamente accennato, innescherebbe la<strong> probabile formazione di fronti instabili ed estesi </strong>che, attraversando rapidamente la Penisola da nord verso sud, porterebbero<strong> precipitazioni più diffuse</strong>, localmente anche di forte intensità, accompagnate da un drastico <strong>calo delle temperature</strong> su tutto il territorio nazionale, con un clima più consono al calendario.</p><p>In qualche run modellistico, come spesso accade in questa parte dell'anno, si riescono anche a scorgere ipotesi di <strong>p</strong><strong>ossibili scenari severi o molto severi</strong>, in cui il Mediterraneo potrebbe divenire sede di TLC (Tropical Like Cyclone), cicloni mediterranei, detti anche Medicane. Tuttavia, al momento, i <strong>segnali</strong> restano <strong>discontinui e ancora poco attendibili</strong>.</p><h2>Monitoraggio costante per una dinamica complessa</h2><p>Il passaggio da un regime statico, sulla scia dell'estate, ad un contesto autunnale, potrebbe essere anche piuttosto vivace. Sebbene l'impianto generale dell'evoluzione sia stato ormai individuato dai principali modelli matematici, sarà importante seguire <strong>ulteriori </strong><strong>aggiornamenti </strong>ed annessi aggiustamenti, per definire le tempistiche e l'intensità di questo possibile scenario meteorologico.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ritorno-della-pioggia-in-italia-a-15-giorni-il-mediterraneo-secondo-ecmwf-potrebbe-scatenare-numerosi-temporali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item></channel></rss>