<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 31 Aug 2026 17:20:18 +0000</lastBuildDate><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 17:20:18 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Settembre si apre con una parziale attenuazione de caldo al Nord, ma con dell'instabilità tra domani, martedì, e dopodomani, mercoledì. Sono attesi temporali pomeridiani, inizialmente concentrati sui rilievi orientali e successivamente in estensione alle Alpi occidentali e alle pianure adiacenti.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2qxq6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2qxq6.jpg" id="xb2qxq6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nel<strong> passaggio tra la fine di agosto e l'avvio di settembre</strong>, la circolazione atmosferica tende a un graduale cambiamento sul bacino del Mediterraneo. I principali centri di calcolo (ECMWF e GFS), con le loro elaborazioni modellistiche, indicano un<strong> progressivo consolidamento di un anticiclone più temperato di origine oceanica</strong> (Anticiclone delle Azzorre).</p><p> Questa dinamica favorirà <strong>una progressiva attenuazione dell'ondata di calore, specie al Nord, </strong>che sta ancora interessando la maggior parte del Paese, seppur <strong>meno intensa rispetto alle scorse settimane</strong>, con un regime termico che, però, resta generalmente sempre superiore di alcuni gradi ai valori attesi per la stagione.</p><p>Lungo il bordo settentrionale dell'alta pressione, in quota, continueranno a scorrere <strong>modeste infiltrazioni di aria più fresca ed instabile, responsabili di una vivace attività convettiva pomeridiana al Nord.</strong></p><h2>Nord Italia: martedì 1 settembre tra Alpi orientali e primi sconfinamenti</h2><p>Per la giornata di <strong>domani</strong>, 1° settembre, non avremo una vera e propria perturbazione, ma un graduale cedimento della stabilità al Nord sotto la spinta di correnti più umide e fresche di matrice atlantica che transiteranno in quota. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788186846593.jpg" data-image="dhah8hmwf4ff"><figcaption>Infiltrazioni, in quota, di aria atlantica più fresca ed instabile, potranno innescare nelle ore centrali e in quelle pomeridiane di martedì 1 settembre dei fenomeni convettivi con possibili rovesce temporali, soprattutto sui settori centro-orientali alpini e prealpini, con qualche fenomeno possibile anche lungo la dorsale appenninica. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Nelle prime ore del mattino</strong>, il <strong>tempo si manterrà asciutto e soleggiato </strong>sulla gran parte della Valle Padana e sulle coste adriatiche e liguri, con<strong> i primi addensamenti che inizieranno a manifestarsi a ridosso dell'arco alpino centro-orientale e sui rilievi friulani. </strong></p><p>A partire <strong>dalle ore centrali del giorno</strong> e poi <strong>nel corso del pomeriggio</strong>, il contrasto fra il forte riscaldamento diurno e l'aria fresca in quota, accenderà <strong>una vivace attività convettiva temporalesca. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>I rovesci e i temporali</strong> si sviluppano con maggiore intensità e frequenza lungo i <strong>settori alpini e prealpini del Trentino Alto Adige, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia</strong>, per poi coinvolgere<strong> gradualmente anche le Prealpi lombarde e l'Alto Piemonte. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Tra il tardo pomeriggio e le ore serali</strong>, avremo anche il rischio di <strong>sconfinamenti verso le aree pianeggianti adiacenti</strong>, in particolare sulle <strong>alte pianure venete friulane e lungo la fascia pedemontana lombarda. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788187339506.jpg" data-image="hr46vj1vk1j6"><figcaption>Per la giornata di domani, 1° settembre, non avremo una vera e propria perturbazione, ma un graduale cedimento della stabilità al Nord sotto la spinta di correnti più umide e fresche di matrice atlantica che transiteranno in quota. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Il tempo rimarrà generalmente <strong>più stabile e asciutto fino a sera</strong> sulle <strong>pianure centro-meridionali del Piemonte</strong>, sul <strong>settore emiliano-romagnolo e lungo la riviera Ligure</strong>. Tuttavia, non saranno da escludere eventuali locali e brevi annuvolamenti, prevalentemente innocui. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786349" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato">Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato-1788159756421_320.jpeg" alt="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"></a></article></aside><p><strong>Le temperature</strong> risentiranno di queste infiltrazioni e, quindi, dei loro effetti. Infatti, <strong>sulle aree alpine e prealpine interessate alle precipitazioni tenderanno a scenderenei </strong>valori massimi, mentre<strong> in pianura</strong> si registreranno ancora <strong>punte tra il 30 e 33°C. </strong></p><h2>Nord Italia: mercoledì 2 settembre con instabilità più estesa ad ovest fin sulle pianure</h2><p>Sarà nella giornata di <strong>mercoledì 2 settembre</strong>, che <strong>l'ingresso di correnti nord-occidentali leggermente più marcate</strong>, riuscirà a determinare <strong>una maggiore instabilità </strong>con moti convettivi pomeridiani più diffusi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788186600668.jpg" data-image="yn29ohhv21ow"><figcaption>Le infiltrazioni in quota instabili e fresche tenderanno ad essere leggermente più marcate nella giornata di mercoledì 2 settembre. Nel tardo pomeriggio e serata, i fenomeni potranno localmente sconfinare anche sulle pianure adiacenti ai rilievi alpini e prealpini, oltre ad interessare localmente anche altri settori della penisola. ECMWF MeteoRed </figcaption></figure><p>Perciò<strong> i temporali non rimarranno circoscritti sui settori centro-orientali nel Nord</strong>, ma si svilupperanno con maggiore decisione anche sul <strong>settore alpino e prealpino lombardo e piemontese.</strong> </p><div class="texto-destacado">Nel corso del <strong>tardo pomeriggio</strong> aumenteranno le probabilità per degli isolati <strong>sconfinamenti temporaleschi verso le aree di pianura adiacenti</strong>, in particolare <strong>sull'alta pianura lombarda</strong>, <strong>sulla pianura veneta e sulla pedemontana emiliana</strong>.</div><p>Lungo la <strong>dorsale appenninica tosco-emiliana</strong> potranno formarsi dei <strong>modesti addensamenti cumuliformi con associato rischio per brevi rovesci isolati</strong>, in successivo e rapido assorbimento serale. I valori massimi delle <strong>temperature </strong>in pianura subiranno una <strong>lieve flessione</strong>, attestandosi generalmente tra i <strong>28 e i 32°C</strong>.<sup></sup> </p><h2>Centro, Sud e Isole Maggiori: prevalenza di sole e caldo ancora intenso</h2><p>Sul <strong>resto della penisola, l'anticiclone </strong>sarà ancora in grado di garantire condizioni di tempo prevalentemente<strong> stabile e saleggiato per entrambe le due giornate. </strong>Perciò<strong> sia martedì che mercoledì, </strong>il cielo sarà<strong> prevalentemente sereno, poco nuvoloso, sia al Centro-Sud che sulle due isole maggiori,</strong> con <strong>solo qualche temporaneo addensamento cumuliforme,</strong> possibile a ridosso dell'<strong>Appennino centrale e meridionale nelle ore più calde</strong>, dove non sarà del tutto da escludere la possibilità per isolati rovesci o piovaschi.<strong> </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786367" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna'">Meteorologo spagnolo conferma: "nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-meteorologo-samuel-biener-se-acerca-un-domo-de-calor-que-dejara-temperaturas-de-mas-de-40-c-en-espana-1788118953014_320.png" alt="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna'"></a></article></aside><p><strong>Qualche fenomeno più organizzato</strong> e intenso sarà possibile mercoledì pomeriggio tra Puglia interna e Basilicata.</p><p>Al Centro-Sud <strong>l</strong><strong>e temperature continueranno ad essere ampiamente estive</strong>, anche se inferiori rispetto alle temperature delle scorse settimane. Tuttavia, continueremo a rimanere<strong> sopra media</strong>, con valori compresi <strong>tra i 32°C e i 36°C</strong>, con <strong>locali punte</strong> anche di <strong>37°C e 38°C</strong> sulle <strong>aree interne centrali e su quelle della Puglia, della Basilicata, della Sicilia e della Sardegna</strong>. Lungo le coste, il clima potrà essere a tratti ancora afoso. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 16:04:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma bisognerà aspettare ancora un po' per l'inizio di quello astronomico, che prende il via con l'equinozio. Nell'articolo vedremo anche la data del cambio d'ora, con il ritorno all'ora solare, che sarà comunque alla fine di ottobre.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel-1788185039411.jpeg" data-image="g9cs12ssfvgu" alt="autunno" title="autunno"><figcaption>Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, mentre nella seconda metà del mese ci sarà l'equinozio, ed entreremo a tutti gli effetti nella stagione autunnale.</figcaption></figure><p><strong>Ormai l'estate si avvia verso la sua fine. </strong>Il 1° settembre inizia infatti l'autunno meteorologico, il periodo di tre mesi (che si concluderà il 30 novembre) utilizzato per convenzione dai climatologi per analizzare e confrontare più facilmente le condizioni atmosferiche di questo periodo dell'anno. Per l'inizio dell'autunno astronomico, invece, bisognerà attendere ancora alcune settimane, fino all'equinozio di settembre. </p><div class="texto-destacado">L'equinozio <strong>è un momento particolare nella fase di rivoluzione della Terra intorno al Sole.</strong> In quel momento i raggi solari cadono perpendicolarmente all'asse di rotazione della Terra, e <strong>sia l’emisfero settentrionale che quello meridionale vengono raggiunti dai raggi del Sole con la stessa inclinazione</strong>.</div><p> Mentre nell'emisfero settentrionale (boreale) l'equinozio segnerà l’inizio della stagione autunnale, nell'emisfero meridionale (australe) inizierà la primavera. <strong>A partire dall'equinozio d'autunno, nel nostro emisfero i raggi del sole arriveranno sempre più indeboliti sulla Terra,</strong> e le giornate inizieranno ad accorciarsi, fino al giorno del solstizio d’inverno, quando la durata del giorno sarà minima ed inizierà la stagione invernale. </p><p>Quando sarà nel 2026?</p><h2>L'equinozio d'autunno 2026</h2><p>Nel 2026 l'equinozio d'autunno sarà il 23 settembre. <strong>Quel giorno le ore di luce e quelle della notte saranno le stesse, quindi la durata del giorno e della notte sarà uguale</strong><strong><strong>.</strong> </strong>È per questo che si parla di equinozio, una parola che viene dal latino <em>aequinoctium</em>, composto da <em>aequus</em> (uguale) e da <em>nox </em>(notte). Questo è infatti il momento in cui il giorno è uguale alla notte. </p><p><strong>Resteremo così nella stagione autunnale fino al giorno del solstizio d'inverno</strong>, che quest'anno avverrà il 21 dicembre.</p><h3>Giornate che si accorciano</h3><p>A settembre le giornate iniziano ad accorciarsi in maniera sempre più evidente. Il sole tramonta prima e le notti si allungano, e dal giorno dell’equinozio in poi la durata della notte sarà maggiore della durata del dì. Avremo quindi più ore di buio che di luce.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786136" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”">Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia-1788097389908_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"></a></article></aside><p> Di conseguenza <strong>ci saranno meno ore a disposizione di giorno per riscaldare l’aria </strong>e viceversa <strong>di notte la perdita di calore per irraggiamento aumenta.</strong> Una buona notizia per i tanti che quest'estate hanno sofferto le infinite ondate di calore che hanno colpito l'Italia.</p><h2>Cambio d'ora, quando?</h2><p> <strong>Con l'arrivo dell'autunno torna anche la domanda di sempre</strong>: ci sarà anche il cambio dell'ora? La risposta è sì, e continueremo a farlo anche quest'anno. Il cambio d'ora però non avviene a settembre, ma <strong>alla fine di ottobre.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel-1788185010258.jpeg" data-image="za6oiqia7nwa"><figcaption>Cambio d'ora nel mese di ottobre 2026: sarà a fine mese, tra sabato 24 e domenica 25.</figcaption></figure><p> Il prossimo cambio d'ora, con il ritorno all'ora solare, a<strong>vrà luogo nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. </strong>Le lancette dell'orologio dovranno essere spostate indietro di un'ora, il che significa che alle 3:00 saranno le 2:00. Ciò significa che dormiremo un'ora in più quella notte e, da quel momento in poi, farà buio prima, ma farà anche luce prima. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 15:13:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Quest'estate gli incendi boschivi hanno colpito nuovamente con particolare violenza. I dati di Copernicus rivelano quanto la Spagna si distingua nella mappa europea degli incendi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/espana-lidera-el-mapa-de-incendios-de-europa-acumula-el-46-7-de-toda-la-superficie-quemada-en-la-ue-1787900794748.jpg" data-image="kyk5w0i158tv" alt="Incendio forestale" title="Incendio forestale"><figcaption>Quasi un ettaro su due devastato dagli incendi nell'Unione Europea si trova in territorio spagnolo.</figcaption></figure><p>La mappa europea degli incendi boschivi vede la Spagna in una situazione particolarmente preoccupante nel 2026. <strong>Quasi un ettaro su due distrutto dalle fiamme nell'Unione Europea si trova sul territorio spagnolo, </strong>secondo gli ultimi dati del sistema europeo di monitoraggio degli incendi.</p><div class="texto-destacado"><strong>Tra il 1° gennaio e il 26 agosto, la Spagna ha accumulato 295.405 ettari bruciati, </strong>pari al 46,7% dell'intera superficie colpita dagli incendi boschivi nell'Unione Europea. Lo mostrano i dati dell'European Forest Fire Information System (EFFIS), integrato nel programma Copernicus della Commissione Europea.</div><p><strong>Nell'insieme dell'UE, nello stesso periodo le fiamme hanno interessato 632.169 ettari</strong>. Le cifre permettono di comprendere la portata della stagione degli incendi in Spagna: praticamente la metà dell'intera superficie bruciata nei Paesi dell'Unione si concentra all'interno dei suoi confini.</p><h2>Solo dietro all'Italia per numero di incendi</h2><p>La leadership della Spagna per superficie interessata contrasta con un altro degli indicatori raccolti da EFFIS. La Spagna non è il Paese europeo che ha registrato il maggior numero di incendi boschivi dall'inizio dell'anno. <strong>L'Italia occupa questa posizione con 485 incendi, mentre la Spagna ne conta 427 e la Francia arriva a 356.</strong> Tuttavia, l'estensione della superficie interessata dalle fiamme sul territorio spagnolo è molto maggiore.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr"> Un grande incendio boschivo vicino a Niebla, nel sud della Spagna, ha bruciato oltre 33.000 ettari, diventando il secondo incendio più esteso mai registrato in Andalusia.<br><br>️ Questa <a href="https://x.com/hashtag/CopernicusEU?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#CopernicusEU</a> <a href="https://x.com/hashtag/ImageOfTheDay?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#ImageOfTheDay</a> di Sentinel-2 mostra l'ampia area bruciata in rosso e marrone.<br><br> <a href="https://t.co/FV9NJIyIlo">https://t.co/FV9NJIyIlo</a> <a href="https://t.co/eusAkn5Yif">pic.twitter.com/eusAkn5Yif</a></p>— Copernicus EU (@CopernicusEU) <a href="https://x.com/CopernicusEU/status/2090739466600067235?ref_src=twsrc%5Etfw">21 agosto 2026</a></blockquote></figure><p>Questa differenza dimostra che il numero di incendi, da solo, non consente di comprendere la gravità di una stagione. <strong>La superficie complessivamente distrutta dipende da numerosi fattori, tra cui lo stato della vegetazione, la disponibilità di materiale combustibile, l'orografia</strong> e, soprattutto, le condizioni meteorologiche presenti durante l'incendio.</p><p><strong>Le temperature elevate, la bassa umidità e il vento possono favorire una propagazione molto più rapida delle fiamme</strong> e rendere notevolmente più difficili le operazioni di spegnimento. Quando queste condizioni coincidono con una vegetazione molto secca, un incendio può raggiungere dimensioni considerevoli in un periodo relativamente breve.</p><h2>Il 22,1% in meno rispetto al 2025</h2><p>Nonostante l'entità del bilancio attuale, <strong>la superficie bruciata in Spagna è inferiore a quella registrata nello stesso periodo dell'anno scorso</strong>. Alla fine di agosto 2025, le fiamme avevano interessato 379.101 ettari, contro i 295.405 ettari conteggiati quest'anno.</p><p>Questo significa circa <strong>il 22,1% in meno rispetto allo stesso momento del 2025.</strong> Tuttavia, il confronto deve essere contestualizzato, poiché l'anno scorso è stato caratterizzato da una stagione degli incendi eccezionalmente grave. Il 2025 si è infatti concluso con 393.079 ettari bruciati, una delle cifre più elevate degli ultimi decenni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuvole-di-fuoco-colpi-di-vento-e-fulmini-il-pericoloso-fenomeno-meteorologico-generato-dai-mega-incendi.html" title="Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna ">Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuvole-di-fuoco-colpi-di-vento-e-fulmini-il-pericoloso-fenomeno-meteorologico-generato-dai-mega-incendi.html" title="Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nubes-de-fuego-reventones-termicos-y-rayos-el-peligroso-fenomeno-meteorologico-que-generen-los-megaincendios-1785311920477_320.png" alt="Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna "></a></article></aside><p>Nel corso di agosto di quell'anno, inoltre, diversi grandi incendi provocarono un rapidissimo aumento del bilancio nazionale nel giro di poche settimane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/espana-lidera-el-mapa-de-incendios-de-europa-acumula-el-46-7-de-toda-la-superficie-quemada-en-la-ue-1787901187667.jpg" data-image="vtkmq8p8l51r" alt="Incendio" title="Incendio"><figcaption>Il 2025 si è concluso con 393.079 ettari bruciati, una delle cifre più elevate degli ultimi decenni.</figcaption></figure><p>L'andamento del 2026 dimostra inoltre quanto una stagione possa cambiare nel corso dell'estate. <strong>All'inizio di luglio, la Spagna aveva già superato i 50.750 ettari bruciati,</strong> più del doppio della superficie registrata alla stessa data del 2025. Gli episodi di grande portata verificatisi successivamente hanno fatto schizzare il bilancio fino ad avvicinarlo agli attuali 300.000 ettari.</p><p>Oltre ai mezzi antincendio, la prevenzione e la gestione del territorio sono fondamentali per ridurre il potenziale impatto di questi episodi. <strong>Il monitoraggio meteorologico permette inoltre di anticipare le giornate in cui le condizioni possono favorire una propagazione particolarmente rapida delle fiamme.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779885" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-sud-europa-brucia-spagna-italia-e-francia-nella-morsa-degli-incendi.html" title="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi">Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-sud-europa-brucia-spagna-italia-e-francia-nella-morsa-degli-incendi.html" title="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/incendi-da-spagna-a-sicilia-1784801363164_320.jpeg" alt="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi"></a></article></aside><p>EFFIS utilizza informazioni provenienti dall'osservazione terrestre e satellitare per monitorare gli incendi boschivi e valutare le aree interessate in Europa. I suoi ultimi dati delineano, per il momento, uno scenario nel quale <strong>la Spagna concentra il 46,7% dell'intera superficie bruciata nell'Unione Europea nel 2026, pur non essendo il Paese con il maggior numero di incendi.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Comisi%C3%B3n%20Europea%2C%20Joint%20Research%20Centre." data-year="2026" data-title="European%20Forest%20Fire%20Information%20System%20(EFFIS)%3A%20Current%20situation.%20Copernicus%20Emergency%20Management%20Service." data-url="https%3A%2F%2Fforest-fire.emergency.copernicus.eu%2F">Commissione Europea, Joint Research Centre. (2026). <a href="https://forest-fire.emergency.copernicus.eu/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">European Forest Fire Information System (EFFIS): Current situation. Copernicus Emergency Management Service.</a></cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Amatrice dalla terra allo spazio: l'eredità scientifica a 10 anni dal terremoto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/amatrice-dalla-terra-allo-spazio-l-eredita-scientifica-a-10-anni-dal-terremoto.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 14:02:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>A dieci anni dal sisma di Amatrice, un bilancio sul lavoro svolto dal Cnr con gli altri Enti di ricerca italiani, che ha prodotto risultati concreti su conoscenza delle faglie attive, deformazioni del suolo, microzonazione sismica, osservazioni satellitari della Terra.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/amatrice-dalla-terra-allo-spazio-l-eredita-scientifica-a-10-anni-dal-terremoto-1788183736846.jpeg" data-image="m38xy204v1i6"><figcaption>Il terremoto del 24 agosto 2016 causò 299 morti nell'Appennino centrale. Amatrice, nel Lazio, fu il comune con più vittime.</figcaption></figure><p><strong>Il terremoto che il 24 agosto 2016 colpì Amatrice e vaste aree dell'Appennino centrale</strong> è stata una catastrofe che ha lasciato 299 vittime e moltissimi feriti, oltre a danni incalcolabili in parte ancora oggi non recuperati.</p><p> Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr)ha però ricordato, in occasione del 10° anniversario, che da quella enorme tragedia italiana sono nati studi, tecnologie e <strong>strumenti per migliorare il monitoraggio e la prevenzione dei rischi naturali in Italia</strong>. Tutte conoscenze che serviranno in futuro ad evitare che si ripetano disastri simili.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>A dieci anni dal sisma di Amatrice, il lavoro svolto dal Cnr con gli altri Enti di ricerca ha prodotto risultati concreti su conoscenza delle faglie attive, deformazioni del suolo, microzonazione sismica, osservazioni satellitari della Terra. Dallo studio di quella tragedia è nato un patrimonio di conoscenze e strumenti che oggi supporta la pianificazione, la prevenzione, la ricostruzione, la protezione civile e la sicurezza dei territori. Applicati anche ai Campi Flegrei e all'Etna<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>“Integrando osservazioni del terreno, dati geofisici e informazioni sismologiche, <strong>oggi disponiamo di una conoscenza molto più dettagliata della geologia e del sistema di faglie dell'Appennino centrale</strong> che ha generato la sequenza sismica nell’area di Amatrice e Norcia”, spiega Massimiliano Moscatelli, direttore dell’Istituto di geoscienze del Cnr (Cnr-Geo). </p><p>“Il completamento del Foglio geologico ‘Norcia’ nell'ambito del progetto Carg (Cartografia geologica e geotematica), e le ricostruzioni tridimensionali sviluppate con il progetto Retrace 3D hanno consentito di definire con maggiore precisione la geometria e la relazione delle faglie attive con gli ipocentri della sequenza sismica di allora. <strong>Queste conoscenze consentono oggi di individuare meglio le criticità del territorio e di fornire informazioni più accurate a supporto di prevenzione</strong>, ricostruzione e sicurezza delle comunità”.</p><h2>Dieci anno dopo, conosciamo meglio il territorio e i suoi pericoli geologici</h2><p>Un avanzamento che nasce dalla collaborazione con il Dipartimento della protezione civile e con gli Enti Ingv e Ispra, e nel quale il maggiore ente pubblico di ricerca italiano continua a credere e investire. In questa prospettiva è nato il nuovo Istituto di Geoscienze del Cnr (Cnr-Geo), il più grande dell'Ente, frutto dell'integrazione degli Istituto di geologia ambientale e geoingegneria, di geoscienze e georisorse e di ricerca per la protezione idrogeologica. Una realtà che riunisce competenze multidisciplinari per lo studio della Terra e dei rischi naturali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Gli studi condotti ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto mostrano come le caratteristiche del sottosuolo influenzino gli effetti locali dello scuotimento sismico, quindi il moto del terreno durante un terremoto”, aggiunge Iolanda Gaudiosi, ricercatrice Cnr-Geo. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Gli studi condotti ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto mostrano come le caratteristiche del sottosuolo influenzino gli effetti locali dello scuotimento sismico, quindi il moto del terreno durante un terremoto”, aggiunge Iolanda Gaudiosi, ricercatrice Cnr-Geo. <strong>“È una delle principali eredità scientifiche del terremoto</strong>: grazie a rilievi e modelli numerici avanzati, possiamo individuare con maggiore affidabilità le aree più esposte ad amplificazioni locali, frane e altri effetti indotti, fornendo informazioni preziose per la pianificazione territoriale e la sicurezza delle costruzioni”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785144" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia.html" title="Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia">Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia.html" title="Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia-1787514802352_320.jpeg" alt="Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia"></a></article></aside><p>L'esperienza maturata nei 138 Comuni del cratere trasforma quindi la conoscenza scientifica in strumenti concreti di ricostruzione e prevenzione. “Attraverso il ‘Centro per la microzonazione sismica’ (CentroMs), coordinato dal Cnr, disponiamo di una delle più ampie raccolte di dati e cartografie sugli effetti locali dei terremoti, a supportare la pianificazione, le attività quotidiane e la gestione del rischio”, sottolinea Marco Mancini dell’Istituto di Geoscienze. <strong>Altro indicatore concreto per le politiche di prevenzione è la ‘Condizione limite per l'emergenza’ (Cle)</strong>, strumento che analizza il sistema urbano per garantire le funzioni strategiche, l'accessibilità e l'operatività dei soccorsi durante e dopo un sisma. </p><p>“Nel 2016 solo il 22% dei Comuni del cratere disponeva di una Cle approvata, oggi siamo arrivati all'86%, un dato importante che mostra come gli strumenti di prevenzione si traducano in pianificazione e gestione territoriale”, evidenzia Margherita Giuffré del Cnr-Geo.</p><h2>L'applicazione delle tecnologie satellitari </h2><p><strong>Amatrice ha rappresentato anche uno dei primi casi di applicazione operativa delle tecnologie satellitari</strong> per il monitoraggio delle deformazioni del suolo. Nelle ore immediatamente successive all'evento, i ricercatori dell'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente (Cnr-Irea) elaborarono le prime immagini radar satellitari per misurare gli spostamenti del terreno causati dal sisma. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785754" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-tragedia-in-nepal-ricorda-il-vajont-63-anni-fa-in-italia-una-frana-genero-un-onda-e-uccise-1-917-persone.html" title="Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane">Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-tragedia-in-nepal-ricorda-il-vajont-63-anni-fa-in-italia-una-frana-genero-un-onda-e-uccise-1-917-persone.html" title="Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-tragedia-in-nepal-ricorda-il-vajont-63-anni-fa-in-italia-una-frana-genero-un-onda-e-uccise-1-917-persone-1787827388417_320.jpg" alt="Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane"></a></article></aside><p>“Le immagini evidenziarono un'estesa area di abbassamento del suolo, con <strong>deformazioni fino a circa 20 centimetri nell'area di Accumoli,</strong> confermando l'efficacia dell'interferometria differenziale radar satellitare (DinSar), tecnica che consente di confrontare immagini precedenti e successive ad un evento sismico per misurare con estrema precisione gli spostamenti superficiali e le deformazioni associate alle faglie responsabili”, ricorda Riccardo Lanari, del Cnr-Irea e direttore dell'Istituto all'epoca del sisma.</p><p>Anche queste tecnologie hanno conosciuto una notevole evoluzione, in cui un ruolo centrale è stato svolto dalla tecnica P-Sbas (Parallel Small baseline subset) sviluppata dal Cnr-Irea. “La tecnica permette di elaborare grandi quantità di immagini radar della costellazione nazionale Cosmo-SkyMed e di quella europea Sentinel-1, con elevata frequenza, copertura globale e misurazione millimetrica dei movimenti del terreno”, prosegue Lanari. </p><h2>Sistemi di monitoraggio migliorati ed applicati anche a Vesuvio, Etna e Campi Flegrei</h2><p>“Grazie alla continuità dei dati satellitari e all'automazione delle elaborazioni basate sulla tecnica P-Sbas, siamo passati dall'analisi di singoli eventi a sistemi permanenti di monitoraggio, oggi impiegati per i Campi Flegrei, il Vesuvio, l'Etna, Stromboli e Vulcano, oltre che per le deformazioni legate a subsidenza e dissesto idrogeologico su scala nazionale, come nel recente caso della frana di Niscemi”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="751314" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/video-la-grande-frana-di-niscemi-in-sicilia-sta-crollando-tutta-la-collina.html" title="Nuovi VIDEO dell'enorme frana di Niscemi: 1500 persone evacuate. 'Crolla tutta la collina'">Nuovi VIDEO dell'enorme frana di Niscemi: 1500 persone evacuate. "Crolla tutta la collina"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/video-la-grande-frana-di-niscemi-in-sicilia-sta-crollando-tutta-la-collina.html" title="Nuovi VIDEO dell'enorme frana di Niscemi: 1500 persone evacuate. 'Crolla tutta la collina'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/video-la-grande-frana-di-niscemi-in-sicilia-sta-crollando-tutta-la-collina-1769586538477_320.png" alt="Nuovi VIDEO dell'enorme frana di Niscemi: 1500 persone evacuate. 'Crolla tutta la collina'"></a></article></aside><p>“Nell’ambito della infrastruttura europea Epos”, conclude Francesco Casu del Cnr-Irea, “è stato anche sviluppato un servizio in grado di rilevare, alla scala globale, le deformazioni che si verificano sulla terra solida a seguito di terremoti di notevole magnitudo (superiore a 5.5) e ha reso disponibili i propri algoritmi su cloud, consentendo elaborazioni automatiche e on demand da parte della comunità scientifica internazionale”. Un altro passaggio alla risposta condivisa e concreta indotto dalla tragica esperienza di Amatrice. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/amatrice-dalla-terra-allo-spazio-l-eredita-scientifica-a-10-anni-dal-terremoto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come combustibile per temporali di intensità elevatissima]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-combustibile-per-temporali-di-intensita-elevatissima.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il cambiamento climatico sta creando le condizioni ideali per l'intensificarsi dei temporali nel Sud Europa: analizziamo il ruolo svolto dal Mar Mediterraneo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-tras-las-lluvias-extremas-el-mediterraneo-como-gasolina-de-tormentas-muy-intensas-1788085492113.png" data-image="xq14ccrj6mej"><figcaption>Il riscaldamento degli oceani è un potenziale fattore scatenante di eventi tempestosi estremi.</figcaption></figure><p><strong>La parte occidentale del Mediterraneo ha già registrato nel mese di luglio temperature superficiali record </strong>e ha mantenuto per tutto il mese di agosto un'intensa ondata di calore marina. Tra i valori più significativi spiccano i 33 °C misurati alcune settimane fa dalla boa di Puertos del Estado a Dragonera, Maiorca. Anche i <strong>mari intorno all'Italia sono caldissimi in questa estate 2026.</strong></p><p><strong>Il riscaldamento globale di origine antropica ha contribuito per circa 2 °C a questa ondata di calore marina</strong>, secondo uno studio di attribuzione attualmente in attesa di revisione paritaria.</p><h2>Un Mediterraneo molto caldo fornisce benzina di prima qualità ai temporali</h2><p><strong>Perché si formi un temporale estremo devono coincidere diversi ingredienti:</strong> aria umida negli strati bassi, una divergenza negli strati alti che favorisca la risalita di questa aria umida dalla superficie, instabilità atmosferica con aria più fredda in quota e sufficiente <em>wind shear</em> (la variazione dell'intensità e della direzione del vento con la quota), affinché il temporale possa organizzarsi e rafforzarsi.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="ca" dir="ltr">Nuovo record della temperatura media della superficie del mare (SST) nel Mediterraneo, che ha raggiunto i 28,6 °C il 14 agosto 2026 (dati di <a href="https://x.com/CMEMS_EU?ref_src=twsrc%5Etfw">@cmems_eu</a>). Una severa ondata di calore marina si estende sul Mediterraneo occidentale, con ampie zone in categoria estrema. <a href="https://t.co/ev2jklUyj8">pic.twitter.com/ev2jklUyj8</a></p>— CEAM-Meteorología (@CEAM_Meteo) <a href="https://x.com/CEAM_Meteo/status/2088652400835920015?ref_src=twsrc%5Etfw">15 agosto 2026</a></blockquote></figure><p>La nostra <strong>orografia varia e le convergenze locali che essa provoca sulle masse d'aria possono in molti casi fornire la spinta iniziale </strong>a un episodio temporalesco: l'aria al suolo è costretta a risalire quando incontra una montagna. Durante la risalita si raffredda e condensa, formando nubi che, favorite dalla presenza di aria fredda in quota, innescano precipitazioni che in alcuni casi possono essere estreme.</p><p><strong>I temporali sono episodi convettivi nei quali il meccanismo della convezione funziona come una bolla di aria calda che sale </strong>perché è più calda dell'aria circostante. Questa differenza di temperatura tra la bolla e l'ambiente circostante le permette di salire fino a quando la sua temperatura non raggiunge quella dell'aria circostante oppure diventa più fredda.</p><div class="texto-destacado">Il fatto che il Mediterraneo si trovi a temperature molto elevate aumenta l'umidità negli strati bassi dell'atmosfera, favorendo l'instabilità atmosferica necessaria per innescare fenomeni temporaleschi e trasformandosi in un potenziale combustibile. Per ogni grado in più, l'atmosfera può contenere il 7% in più di vapore acqueo.</div><p><strong>Quando il vento collega la massa d'acqua marina al sistema temporalesco, può persino apportare ulteriore vapore acqueo e più energia a questi episodi.</strong> I meccanismi che si verificano all'interno delle nubi, come le correnti ascensionali e il rilascio di calore, possono amplificare ulteriormente la quantità di pioggia, la formazione di grandine di maggiori dimensioni e le raffiche di vento molto forti.</p><h2>Tre recenti episodi di maltempo estremo nel Mediterraneo occidentale</h2><p>Negli ultimi anni sono stati registrati diversi episodi convettivi estremi nel Mediterraneo occidentale, ma <strong>sono tre quelli che sono stati analizzati attraverso studi di attribuzione scientifica</strong> <strong>che ne indagano la relazione con il cambiamento climatico.</strong></p><ul><li><strong>Il derecho con forti venti lineari che per diverse ore hanno attraversato centinaia di chilometri</strong> <strong>in Corsica il 18 agosto 2022</strong>, lasciando raffiche fino a 224 km/h. In un clima preindustriale non si sarebbe formato e questo è stato il primo studio a dimostrare che il cambiamento climatico può contribuire agli eventi convettivi estremi.</li></ul><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="539572" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-riscaldamento-globale-favorito-distruttivo-derecho-18-agosto-2022-che-succedera-in-futuro.html" title="Clima: il riscaldamento globale ha favorito il distruttivo 'derecho' del 18 agosto 2022. Cosa succederà in futuro?">Clima: il riscaldamento globale ha favorito il distruttivo 'derecho' del 18 agosto 2022. Cosa succederà in futuro?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-riscaldamento-globale-favorito-distruttivo-derecho-18-agosto-2022-che-succedera-in-futuro.html" title="Clima: il riscaldamento globale ha favorito il distruttivo 'derecho' del 18 agosto 2022. Cosa succederà in futuro?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/clima-il-riscaldamento-globale-ha-favorito-il-distruttivo-derecho-del-18-agosto-2022-che-succedera-in-futuro-1693835759525_320.jpeg" alt="Clima: il riscaldamento globale ha favorito il distruttivo 'derecho' del 18 agosto 2022. Cosa succederà in futuro?"></a></article></aside><ul><li><strong>L'ondata di calore marina, con un'anomalia media superiore a 3 °C per 3 settimane, </strong>ha rafforzato l'instabilità durante <strong>l'evento di grandine gigante, con chicchi fino a 12 cm, registrato a Girona nell'agosto 2022.</strong> Il temporale avrebbe potuto formarsi anche senza quell'ondata di calore e in condizioni preindustriali, ma l'ambiente sarebbe stato meno favorevole allo sviluppo di grandine gigante.</li><li>Le simulazioni con una risoluzione di un chilometro indicano che <strong>il riscaldamento antropico ha aumentato del 21% la pioggia cumulata in 6 ore</strong>, del 55% la superficie che ha superato i 180 l/m² e del 19% il volume delle precipitazioni nel bacino dello Júcar durante <strong>la DANA che ha provocato inondazioni catastrofiche a Valencia e in altre province nell'ottobre 2024.</strong> Lo studio di attribuzione indica che il riscaldamento globale ha amplificato la dinamica interna del temporale e, sebbene il cambiamento climatico non abbia originato la tempesta, ne ha aggravato gli effetti.</li></ul><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/SevereWeather?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#SevereWeather</a> <br>Immagini incredibili del passaggio del derecho nel canale di <a href="https://x.com/hashtag/C%C3%B3rcega?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Corsica</a>.<br><br>È già stato definito uno degli eventi meteorologici più significativi ed estremi della storia recente d'Europa. <a href="https://t.co/40hbdCqlrm">pic.twitter.com/40hbdCqlrm</a></p>— Meteored España (@MeteoredES) <a href="https://x.com/MeteoredES/status/1561318618037616641?ref_src=twsrc%5Etfw">21 agosto 2022</a></blockquote></figure><h2>Aumenterà la frequenza degli episodi temporaleschi estremi?</h2><p>Attualmente <strong>non si può affermare che i temporali nel Mediterraneo siano oggi più frequenti,</strong> poiché le serie di osservazioni sulla grandine e sul vento convettivo sono ancora brevi e irregolari, e questi fenomeni sono di dimensioni troppo ridotte per essere studiati attraverso molti modelli climatici.</p><p>Tuttavia, <strong>la regione mediterranea potrebbe diventare più secca e, allo stesso tempo, essere interessata da episodi di precipitazioni più intense in alcuni periodi dell'anno</strong>. Questo non significa necessariamente che le DANA diventeranno più frequenti, ma che, quando si formeranno, saranno favorite da un Mediterraneo più caldo e da un'atmosfera più umida, con un potenziale maggiore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="682266" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/meteo-perche-la-goccia-fredda-o-gota-fria-adesso-si-chiama-dana.html" title="Meteo, perché la goccia fredda (o gota fría) adesso si chiama DANA?">Meteo, perché la goccia fredda (o gota fría) adesso si chiama DANA?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/meteo-perche-la-goccia-fredda-o-gota-fria-adesso-si-chiama-dana.html" title="Meteo, perché la goccia fredda (o gota fría) adesso si chiama DANA?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-la-gota-fria-ahora-se-llama-dana-1731054126275_320.jpg" alt="Meteo, perché la goccia fredda (o gota fría) adesso si chiama DANA?"></a></article></aside><p>Una maggiore instabilità atmosferica<strong> favorisce inoltre le correnti ascensionali all'interno delle nubi, capaci di sostenere e facilitare la formazione di chicchi di grandine più grandi</strong>, mentre un livello di congelamento più elevato può sciogliere maggiormente la grandine di piccole dimensioni.</p><div class="texto-destacado">Le conseguenze di un temporale non dipendono soltanto dalla sua intensità e dalla sua violenza, ma anche dal luogo in cui cade la pioggia, dalla morfologia del territorio, dalle condizioni del suolo, dall'occupazione di torrenti e aree soggette a inondazioni, dagli avvisi e dall'esposizione della popolazione. Dipende da noi essere più preparati ad affrontare gli episodi estremi.</div><p><strong>I temporali registrati in alcune aree del Sud Europa, Italia compresa, durante questa seconda metà di agosto si sono verificati con un Mediterraneo eccezionalmente caldo, che può fornire ulteriore umidità,</strong> ma sarà necessario effettuare un'analisi approfondita attraverso osservazioni e simulazioni per capire quanto questi temporali siano stati rafforzati dal Mediterraneo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="WWA" data-year="2026" data-title="Climate%20change%20is%20driving%20unprecedented%20European%20ocean%20temperatures%2C%20with%20severe%20impacts%20for%20marine%20life" data-url="https%3A%2F%2Fwww.worldweatherattribution.org%2Fclimate-change-is-driving-unprecedented-european-ocean-temperatures-with-severe-impacts-for-marine-life%2F">WWA. (2026). <a href="https://www.worldweatherattribution.org/climate-change-is-driving-unprecedented-european-ocean-temperatures-with-severe-impacts-for-marine-life/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il cambiamento climatico sta causando temperature oceaniche europee senza precedenti, con gravi conseguenze per la vita marina</a>.</cite><br><cite data-author="IPCC" data-year="2023" data-title="Sixth%20Assessment%20Report" data-url="https%3A%2F%2Fwww.ipcc.ch%2Freport%2Far6%2Fwg1%2Fchapter%2Fchapter-8%2F">IPCC. (2023). <a href="https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/chapter/chapter-8/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Sesto Rapporto di Valutazione</a>.</cite><br><cite data-author="Gonz%C3%A1lez%20Alem%C3%A1n%2C%20J.J.%2C%20et%20al.%2C" data-year="2023" data-title="Anthropogenic%20Warming%20Had%20a%20Crucial%20Role%20in%20Triggering%20the%20Historic%20and%20Destructive%20Mediterranean%20Derecho%20in%20Summer%202022" data-url="https%3A%2F%2Fjournals.ametsoc.org%2Fview%2Fjournals%2Fbams%2F104%2F8%2FBAMS-D-23-0119.1.xml">González Alemán, J.J. et al. (2023). <a href="https://journals.ametsoc.org/view/journals/bams/104/8/BAMS-D-23-0119.1.xml" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il riscaldamento antropico ha avuto un ruolo cruciale nell'innescare lo storico e distruttivo derecho mediterraneo dell'estate 2022</a>.</cite><br><cite data-author="Calvo%20Sancho%2C%20C%20et%20al%2C." data-year="2024" data-title="Giant%20hail%20in%20Spain%2C%20was%20it%20climate%20change%3F" data-url="https%3A%2F%2Frepositorio.aemet.es%2Fhandle%2F20.500.11765%2F16820">Calvo Sancho, C. et al. (2024). <a href="https://repositorio.aemet.es/handle/20.500.11765/16820" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Grandine gigante in Spagna: è stata colpa del cambiamento climatico?</a>.</cite><br><cite data-author="Calvo-Sancho%2C%20C.%2C%20D%C3%ADaz-Fern%C3%A1ndez%2C%20J.%2C%20Gonz%C3%A1lez-Alem%C3%A1n%2C%20J.J.%20et%20al." data-year="2026" data-title="Human-induced%20climate%20change%20amplification%20on%20storm%20dynamics%20in%20Valencia%E2%80%99s%202024%20catastrophic%20flash%20flood.%20Nat%20Commun%2017%2C%201492" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs41467-026-68929-9">Calvo-Sancho, C., Díaz-Fernández, J., González-Alemán, J.J. et al. (2026). <a href="https://doi.org/10.1038/s41467-026-68929-9" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Amplificazione dei cambiamenti climatici di origine antropica sulla dinamica dei temporali durante la catastrofica alluvione improvvisa di Valencia del 2024. Nat Commun 17, 1492</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-combustibile-per-temporali-di-intensita-elevatissima.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteorologo spagnolo conferma: "nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 11:25:05 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni, un nuovo ennesimo duomo di calore attraverserà completamente la Spagna, portando temperature superiori ai 40ºC e notti afose all'inizio di settembre. Si sposterà poi verso est, influenzando parzialmente anche Francia e Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2icbe"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2icbe.jpg" id="xb2icbe"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Domani inizia il mese di settembre e anche l'autunno climatologico, ma il tempo sarà più tipico della piena estate in quasi tutta la Spagna,</strong> come già raccontato sul portale spagnolo di Meteored. Dopo il rinfrescamento della fine della scorsa settimana dovuto all'arrivo di una massa d'aria polare, tra mercoledì e sabato si configurerà<strong> un nuovo domo di calore sulla Spagna</strong>, dando luogo a un episodio di temperature molto elevate in vaste aree del Paese.</p><p>Coinciderà con un momento di tregua per l'Italia, colpita proprio negli ultimi giorni da una potente ondata di calore, ma attenzione: questo duomo di calore potrebbe spostarsi verso est nel corso della settimana, interessando parti di Francia e Italia.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Nel video</strong><br>Una massa d'aria molto calda per il periodo porterà nei prossimi giorni un episodio di temperature molto elevate, con un nuovo domo di calore che farà salire i valori oltre i 40 °C nei primi giorni di settembre sulla Penisola Iberica.</div><p>La situazione sarà molto simile a quelle che hanno interessato l'Europa negli ultimi mesi, con una potente dorsale anticiclonica che si insedierà sull'area iberica, favorendo il riscaldamento della massa d'aria per subsidenza.</p><p> Inoltre, <strong>una piccola saccatura di aria fredda si isolerà a ovest della Penisola Iberica, rafforzando l'avvezione di aria calda dal Nord Africa.</strong> Le mappe mostrano che venerdì l'isoterma di 28 °C a circa 1500 metri di quota potrebbe raggiungere il centro della Penisola, valori molto significativi per il mese di settembre.</p><h2>Oltre 40 °C in diverse città della Spagna all'inizio di settembre</h2><p>Sebbene le temperature aumenteranno progressivamente nella prima parte della settimana, tutto lascia pensare che raggiungeranno il picco tra giovedì e venerdì. In quei giorni il domo di calore interesserà in pieno la Spagna, portando <strong>temperature di 40-43 °C in città come Badajoz, Cáceres, Ciudad Real, Córdoba, Granada, Jaén, Lleida, Siviglia, Toledo e Saragozza</strong>, mentre in altre località dell'interno della Penisola si resterà poco al di sotto di questi valori.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-meteorologo-samuel-biener-se-acerca-un-domo-de-calor-que-dejara-temperaturas-de-mas-de-40-c-en-espana-1788118343227.jpg" data-image="d5p4b8f3y94z"><figcaption>Il modello europeo prevede temperature fino a 43 °C nella valle del Guadalquivir tra giovedì e venerdì.</figcaption></figure><p><strong>Nelle aree centrali, nell'entroterra della metà orientale e sui Pirenei le temperature di questa settimana potrebbero risultare oltre 4 °C superiori alla media</strong> dei primi giorni di settembre, motivo per cui si tratta di anomalie molto significative. Il cielo sarà offuscato al Sud, nel Sud-Est e alle Baleari per la presenza di polvere sahariana, che potrebbe frenare leggermente l'aumento delle temperature nelle ore centrali della giornata in diverse comunità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786136" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”">Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia-1788097389908_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"></a></article></aside><p>Nelle stesse notti anche le temperature minime saranno elevate, con notti tropicali in vaste aree, e <strong>potrebbero non scendere sotto i 25 °C in alcune zone dell'Andalusia, lungo la costa mediterranea, alle Baleari e alle Canarie.</strong> Nell'arcipelago delle Canarie il caldo aumenterà ulteriormente, con valori superiori ai 35 °C a Gran Canaria e presenza di polvere sahariana. Durante il fine settimana, sembra che le temperature inizieranno a diminuire sul versante atlantico.</p><h2>Attesi rovesci e temporali sparsi nel corso della settimana</h2><p>Sebbene la dorsale anticiclonica porterà condizioni stabili nella maggior parte del Paese, non mancheranno alcune eccezioni. Oggi si verificheranno alcuni rovesci isolati al Nord e al Nord-Est, inizialmente di debole intensità. Tra domani e mercoledì cresceranno nubi a sviluppo verticale che porteranno precipitazioni sparse e qualche temporale sui Pirenei e sui rilievi orientali. <strong>Tra mercoledì e giovedì la presenza di una saccatura di aria fredda potrebbe favorire la formazione di rovesci sulle Canarie</strong>, soprattutto a Tenerife e nella provincia orientale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-meteorologo-samuel-biener-se-acerca-un-domo-de-calor-que-dejara-temperaturas-de-mas-de-40-c-en-espana-1788118396829.jpg" data-image="rdtk2ji7s2t6"><figcaption>Sebbene nella maggior parte della Spagna prevarranno condizioni stabili, al Nord, in alcune aree dell'interno e alle Canarie sono attesi alcuni rovesci.</figcaption></figure><p>L'incertezza aumenta in vista del fine settimana, ma secondo il modello europeo una saccatura potrebbe attraversare il nord-ovest della Penisola. Se questo scenario sarà confermato, <strong>le condizioni saranno più favorevoli alla formazione di temporali nelle aree interne e settentrionali, più estesi e anche più intensi.</strong> </p><h2>E in Italia?</h2><p><strong>Attualmente i modelli meteo indicano una elevata possibilità che questo duomo di calore si sposti verso est nel corso della settimana, </strong>quindi verso Francia e Italia. Già nella seconda parte della settimana sarà soprattutto la Francia ad essere investita, ma anche alcune aree dell'Italia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786349" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato">Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato-1788159756421_320.jpeg" alt="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"></a></article></aside><p><strong>Questa situazione porterebbe a una nuova impennata delle temperature in Italia. </strong>In Italia, però, la situazione sarà caratterizzata anche da aree di instabilità. Su questo tema vi invitiamo a seguire i nostri <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">ultimi aggiornamenti</a></strong> focalizzati sul meteo in Italia. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attuale-intenso-fenomeno-el-nino-sta-per-intensificarsi-ulteriormente.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 08:23:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il fenomeno El Niño del 2026 sta assumendo caratteristiche uniche e storiche a causa delle anomalie di temperatura superficiale nelle acque del Pacifico equatoriale centrale e orientale. La sua intensità aumenterà nei prossimi mesi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-cambiar-a-una-marcha-superior-1788063993028.png" data-image="4winy6eta54p"><figcaption>Anomalie della temperatura superficiale del mare, con particolare evidenza del Pacifico equatoriale con anomalie molto calde in tonalità rosse, segno dell'intenso El Niño al 28 agosto 2026. Climate Reanalyzer.</figcaption></figure><p>All'inizio di ottobre 2026, la guida settimanale dell'ECMWF mostra che le temperature del mare saliranno fino a raggiungere un'anomalia notevole di <strong>5,64 °C sopra la media nel Pacifico orientale (Niño 1+2)</strong> e di 3,55 °C nel Pacifico centrale (Niño 3.4). Entrambi sarebbero record assoluti.</p><p>Secondo l'esperto <strong>Ben Noll</strong>, @BenNollWeather, El Niño del 2026 potrebbe raggiungere valori storici alla luce delle nuove previsioni del modello ECMWF. Nell'immagine sopra sono riportati <strong>i valori degli indici di El Niño nelle diverse regioni di monitoraggio del fenomeno</strong> e le relative previsioni per ottobre 2026.</p><h2>Raffiche occidentali nel Pacifico equatoriale dopo una pausa temporanea</h2><p><strong>I venti occidentali anomali che accumulano acque calde</strong> nelle regioni del Pacifico centrale e orientale, al largo delle coste di Perù ed Ecuador, sono un'altra manifestazione del sistema accoppiato oceano-atmosfera che si instaura durante lo sviluppo di El Niño: gli alisei orientali, che favoriscono l'affioramento di acque più fresche, si indeboliscono e vengono sostituiti dai venti occidentali, che accumulano acque calde.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-cambiar-a-una-marcha-superior-1788064097554.png" data-image="6e27rtz34sjj"><figcaption>Evoluzione degli indici di El Niño nelle diverse regioni del Pacifico equatoriale e anomalie della temperatura del mare per il 27 agosto, a sinistra, e per l'11 ottobre 2026, a destra, con le forti anomalie in rosso scuro associate a El Niño. Ben Noll</figcaption></figure><p>Ebbene, sempre secondo l'autore citato in precedenza, <strong>un altro record di raffiche di vento occidentale è previsto nel Pacifico equatoriale centrale all'inizio di settembre 2026</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786243" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-da-record-un-meteorologo-ed-esperto-di-clima-tedesco-avverte-il-pericolo-viene-dall-atlantico.html" title="El Niño da record: un meteorologo ed esperto di clima tedesco avverte: 'Il pericolo viene dall'Atlantico'">El Niño da record: un meteorologo ed esperto di clima tedesco avverte: "Il pericolo viene dall'Atlantico"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-da-record-un-meteorologo-ed-esperto-di-clima-tedesco-avverte-il-pericolo-viene-dall-atlantico.html" title="El Niño da record: un meteorologo ed esperto di clima tedesco avverte: 'Il pericolo viene dall'Atlantico'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/winter-2026-27-rekord-el-nino-ist-da-meteorologe-mit-uberraschender-prognose-der-wahre-feind-kommt-vom-atlantik-1788036782346_320.jpg" alt="El Niño da record: un meteorologo ed esperto di clima tedesco avverte: 'Il pericolo viene dall'Atlantico'"></a></article></aside><p>Questo fenomeno avrà delle conseguenze, poiché probabilmente porrà fine alla pausa nel riscaldamento della regione Niño 3.4 e <strong>spingerà questo El Niño verso valori da record storico nel mese di settembre 2026</strong>.</p><h2><strong>Perché questo El Niño è diverso?</strong></h2><p><strong>Ogni evento di El Niño (o La Niña) è unico</strong>, poiché si sviluppa in condizioni globali differenti. Quello di quest'anno e del 2027 si svilupperà <strong>in un contesto di riscaldamento globale accentuato, con marcate ondate di calore marine</strong> nel Pacifico e in altre aree oceaniche del pianeta, sullo sfondo di un'atmosfera più calda.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-cambiar-a-una-marcha-superior-1788064559314.png" data-image="hisvkmp4fjxo"><figcaption>Le diverse regioni del Niño nel Pacifico dove viene monitorata la sua evoluzione. Fonte: CIIFEN</figcaption></figure><p>Quando si confrontano i <strong>diversi eventi intensi di El Niño con quello attuale del 2026 nel mese di agosto</strong>, le differenze sono evidenti e saltano all'occhio. Si sta sviluppando sullo sfondo di un clima più caldo. Questo altererà e, in alcuni casi, aggraverà i suoi effetti. In sintesi, <strong>questo El Niño fa sul serio e potrebbe essere storico</strong>.</p><p>Fonte dei testi di base e delle figure: <strong>Ben Noll</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attuale-intenso-fenomeno-el-nino-sta-per-intensificarsi-ulteriormente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 07:03:20 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'estate resta ancorata sul Mediterraneo con l'anticiclone possente che dominerà la scena anche per la prima settimana di settembre.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2ngoi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2ngoi.jpg" id="xb2ngoi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il mese di settembre è ormai alle porte, ma per vedere un vero cambio di passo sul fronte meteorologico bisognerà ancora aspettare. L'atmosfera sull'Italia continuerà infatti a essere caratterizzata da una <strong>prevalenza di condizioni anticicloniche</strong>, con il sole destinato a dominare la scena per diversi giorni e temperature ancora elevate.</p><p>Insomma, il calendario cambierà pagina ma il tempo non seguirà necessariamente la stessa strada. L'avvio del nuovo mese conserverà caratteristiche decisamente estive, soprattutto sulle regioni centro-meridionali, dove l'alta pressione riuscirà a garantire condizioni generalmente asciutte e cieli in prevalenza sereni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786136" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”">Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia-1788097389908_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"></a></article></aside><p>La situazione sarà un po' diversa sulle zone montuose, dove il calore accumulato durante le ore diurne continuerà a favorire lo sviluppo di nubi a carattere cumuliforme. Sarà proprio qui che si concentreranno le maggiori possibilità di <strong>rovesci e temporali pomeridiani</strong>, comunque piuttosto localizzati.</p><h2><strong>L'anticiclone tiene lontane le perturbazioni</strong></h2><p>A determinare questo scenario sarà soprattutto la configurazione atmosferica sull'Europa. Le perturbazioni atlantiche continueranno a muoversi a latitudini relativamente elevate, senza riuscire a conquistare con decisione il Mediterraneo.</p><p>L'Italia rimarrà così in una sorta di zona protetta, con l'<strong>alta pressione sul Mediterraneo</strong> pronta a mantenere condizioni generalmente stabili.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato-1788157893799.jpg" data-image="mk8peadmrmq8" alt="Il dominio del campo di alta pressione sull'Italia" title="Il dominio del campo di alta pressione sull'Italia"><figcaption>Alta pressione presente su tutta Italia e cieli abbastanza soleggiati</figcaption></figure><p>Non significa, però, che il cielo sarà sempre completamente sgombro dalle nubi. Le correnti occidentali presenti sul continente potranno infatti favorire qualche passaggio nuvoloso e soprattutto una maggiore instabilità lungo i rilievi.</p><p>Le Alpi saranno tra le aree maggiormente esposte a questo tipo di fenomeni. <strong>Nelle ore più calde potranno svilupparsi temporali, in particolare sui settori orientali</strong>, ma al momento non emerge l'idea di un peggioramento organizzato capace di coinvolgere in maniera estesa anche le pianure.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786103" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-si-ridimensiona-il-caldo-con-l-arrivo-dell-autunno-meteorologico-spazio-a-qualche-pioggia-in-piu.html" title="Meteo: si ridimensiona il caldo in Italia con l'arrivo dell'autunno meteorologico, ma attenzione ai temporali">Meteo: si ridimensiona il caldo in Italia con l'arrivo dell'autunno meteorologico, ma attenzione ai temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-si-ridimensiona-il-caldo-con-l-arrivo-dell-autunno-meteorologico-spazio-a-qualche-pioggia-in-piu.html" title="Meteo: si ridimensiona il caldo in Italia con l'arrivo dell'autunno meteorologico, ma attenzione ai temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-si-ridimensiona-il-caldo-con-l-arrivo-dell-autunno-meteorologico-spazio-a-qualche-pioggia-in-piu-1787990003986_320.jpg" alt="Meteo: si ridimensiona il caldo in Italia con l'arrivo dell'autunno meteorologico, ma attenzione ai temporali"></a></article></aside><p>Anche lungo la dorsale appenninica non mancheranno addensamenti pomeridiani. La presenza di aria calda e l'attività convettiva diurna potranno dare origine a qualche rovescio o temporale, soprattutto nelle aree interne del Mezzogiorno.</p><h2><strong>Caldo ancora protagonista al Centro-Sud</strong></h2><p>Se c'è un elemento che più di tutti accompagnerà l'ingresso di settembre, è proprio la <strong>persistenza del caldo</strong>.</p><p>Le temperature rimarranno infatti su valori elevati, soprattutto sulle regioni centrali e meridionali. Dopo una stagione estiva particolarmente calda, l'inizio del nuovo mese non porterà quindi quella rinfrescata che molti potrebbero aspettarsi guardando il calendario.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato-1788157975653.jpg" data-image="skhg3h86cuaw" alt="Temperature oltre la media stagionale su tutta Italia" title="Temperature oltre la media stagionale su tutta Italia"><figcaption>Ridimensionamento termico, ma valori oltre i 30°C dappertutto con punte di 35-36°C</figcaption></figure><p>I valori termici potranno inizialmente mantenersi stabili, con una possibile lieve flessione al Sud, ma successivamente è previsto un nuovo recupero delle temperature.</p><p>La fase più calda dovrebbe manifestarsi verso la fine della settimana, quando l'ulteriore consolidamento dell'alta pressione favorirà un <strong>nuovo aumento delle temperature</strong>.</p><h3><strong>Verso il weekend torna a crescere il caldo</strong></h3><p>Con l'avvicinarsi del fine settimana, infatti, l'alta pressione continuerà a esercitare la propria influenza sull'Italia e il <strong>bel tempo sarà prevalente su gran parte della penisola</strong>. La colonnina di mercurio sarà orientata verso l'alto, riportando il caldo su livelli più pronunciati.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Il weekend potrebbe quindi trascorrere con <strong>sole prevalente e temperature in aumento</strong>, mentre soltanto sulle Alpi sarà possibile qualche episodio temporalesco, soprattutto nella giornata di domenica.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'affascinante città transilvana con "occhi sui tetti" e un'impeccabile architettura medievale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/l-affascinante-citta-transilvana-con-occhi-sui-tetti-e-un-impeccabile-architettura-medievale.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 04:29:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Nel cuore della Transilvania sorge una città dove le case sembrano osservare chi passeggia per le sue strade. Piazze medievali ben curate, facciate colorate, antiche mura e curiosi "occhi" sui tetti ne fanno una meta indimenticabile.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascinante-ciudad-de-transilvania-con-ojos-en-los-tejados-y-arquitectura-medieval-impecable-1787602900572.jpg" data-image="chczp4algsse"><figcaption>La Torre del Consiglio, nel centro storico di Sibiu, in Romania, al tramonto.</figcaption></figure><p>Ci sono città che sembrano essere state pensate per perdersi nei loro angoli più nascosti. È chiaramente il caso di <strong>Sibiu, nel cuore della Transilvania (Romania)</strong>, il cui centro storico sembra costruito per essere esplorato senza fretta, tra strade acciottolate, passaggi, piazze monumentali e facciate che conservano le tracce di secoli di storia.</p><p>Inoltre, c'è <strong>un dettaglio che rende Sibiu immediatamente riconoscibile</strong>: i suoi tetti. Sopra molte delle antiche case compaiono <strong>piccole finestre a forma di occhi</strong> che sembrano osservare i visitatori. Sono i famosi <strong>«occhi di Sibiu»</strong>, uno degli elementi architettonici più singolari di questa bella e fotogenica città rumena.</p><h2><strong>Una città medievale nel cuore della Transilvania</strong></h2><p>Sibiu nacque come <strong>insediamento dei coloni sassoni arrivati in Transilvania nel Medioevo</strong>. L'UNESCO colloca la loro colonizzazione a metà del XII secolo e indica il <strong>1191</strong> come una delle prime testimonianze documentali. La città, conosciuta anche con il suo nome tedesco, <strong>Hermannstadt</strong>, divenne progressivamente uno dei principali centri fortificati, commerciali, amministrativi e religiosi della regione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascinante-ciudad-de-transilvania-con-ojos-en-los-tejados-y-arquitectura-medieval-impecable-1787603255013.jpg" data-image="p1j54pr3e7su"><figcaption>La Cattedrale della Santissima Trinità nel centro storico di Sibiu.</figcaption></figure><p>Le tracce di questo passato sono ancora leggibili nella sua struttura urbana<strong>. Il centro storico conserva la struttura di un'antica città fortificata, con tre spazi fondamentali:</strong> <strong>Piața Mare, Piața Mică e Piața Huet</strong>. Le tre piazze sono collegate da strade strette, scale, passaggi e antichi percorsi che permettono di scoprire Sibiu praticamente a piedi.</p><p>Il risultato è un <strong>insieme architettonico in cui convivono edifici</strong> <strong>gotici, rinascimentali e barocchi</strong>, oltre a costruzioni di epoche successive. Non è una città medievale congelata nel tempo, ma una città che ha incorporato epoche diverse senza perdere la personalità del suo centro storico.</p><h2><strong>I misteriosi "occhi" che guardano dai tetti</strong></h2><p>L'<strong>immagine più caratteristica di Sibiu</strong> si trova però diversi metri sopra le strade. Gli <strong>"occhi di Sibiu"</strong> sono finestre a abbaino integrate nelle enormi coperture delle case. Alcune hanno una forma trapezoidale, mentre altre sono arrotondate o allungate. In ogni caso, il loro aspetto ricorda inevitabilmente giganteschi occhi che osservano dall'alto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascinante-ciudad-de-transilvania-con-ojos-en-los-tejados-y-arquitectura-medieval-impecable-1787603011712.jpg" data-image="zzmd2rh6r16u"><figcaption>Queste finestre a abbaino hanno dato a Sibiu i soprannomi di «città degli occhi» o «città dove le case non dormono».</figcaption></figure><p>La loro storia, tuttavia, è molto meno misteriosa. Sebbene <strong>esistano testimonianze di questo tipo di elementi già dal XV secolo</strong>, molti degli esempi che oggi caratterizzano il paesaggio urbano di Sibiu furono costruiti successivamente.</p><p>La loro funzione era principalmente legata alla <strong>ventilazione degli spazi sotto le coperture</strong>. Con il tempo, queste finestre sono passate dall'essere una soluzione architettonica pratica a diventare uno dei simboli della città, alla quale hanno dato soprannomi come <strong>"la città degli occhi"</strong> o «la città dove le case non dormono».</p><h2><strong>Piața Mare, il grande palcoscenico di Sibiu</strong></h2><p>Il modo migliore per iniziare a conoscere la città è probabilmente da <strong>Piața Mare</strong>, la Grande Piazza. La sua esistenza è documentata dal XIV secolo e progressivamente è diventata il cuore della città storica. Intorno alla piazza sorgono edifici di epoche diverse, tra cui il <strong>Palazzo Brukenthal</strong>, uno dei principali punti di riferimento culturali di Sibiu.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascinante-ciudad-de-transilvania-con-ojos-en-los-tejados-y-arquitectura-medieval-impecable-1787603446843.jpg" data-image="ayt425hux8n8"><figcaption>Vista aerea della storica Grande Piazza (Piața Mare) di Sibiu.</figcaption></figure><p>La piazza è anche <strong>uno dei luoghi migliori per osservare i famosi occhi sui tetti</strong>. Le stesse autorità turistiche della città sottolineano che è proprio qui che possono essere ammirati particolarmente bene.</p><p>Oggi, Piața Mare <strong>combina il patrimonio architettonico con terrazze, caffè e un'intensa attività culturale</strong>. Il visitatore può semplicemente sedersi a osservare le facciate e scoprire come ogni edificio aggiunga un dettaglio diverso all'insieme.</p><h2><strong>Piața Mică e il Ponte delle Bugie</strong></h2><p>A pochi passi si trova <strong>Piața Mică</strong>, la Piccola Piazza, più raccolta e caratterizzata da una pianta curva. I suoi edifici, molti dei quali <strong>costruiti tra il XIV e il XVI secolo</strong>, conservano gallerie porticate e facciate storiche. Anche qui compaiono le caratteristiche finestre sui tetti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascinante-ciudad-de-transilvania-con-ojos-en-los-tejados-y-arquitectura-medieval-impecable-1787602738684.jpg" data-image="jrplsiag0zvy"><figcaption>Il Ponte delle Bugie, a Sibiu, è legato a numerose leggende locali.</figcaption></figure><p>Uno dei luoghi più fotografati di Sibiu si trova proprio in questa zona: il <strong>Ponte delle Bugie</strong>, una struttura in ferro battuto legata a numerose leggende locali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781309" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia.html" title="Verso l'estremo nord: in viaggio sulla E75, lungo la costa selvaggia della Norvegia">Verso l'estremo nord: in viaggio sulla E75, lungo la costa selvaggia della Norvegia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia.html" title="Verso l'estremo nord: in viaggio sulla E75, lungo la costa selvaggia della Norvegia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia-1785432791698_320.jpg" alt="Verso l'estremo nord: in viaggio sulla E75, lungo la costa selvaggia della Norvegia"></a></article></aside><p>Dal ponte e dai suoi dintorni si può ammirare una di quelle prospettive che spiegano perché <strong>Sibiu sia diventata una delle destinazioni più fotografate della Romania</strong>: tetti spioventi, facciate colorate e decine di «occhi» che guardano dall'alto.</p><h2><strong>La Torre del Consiglio e il profilo medievale</strong></h2><p>Tra le due piazze si trova un altro dei simboli di Sibiu: la <strong>Torre del Consiglio</strong>. Le sue origini sono legate al sistema difensivo della città. Nel corso dei secoli ha avuto diverse funzioni, da magazzino per il grano a punto di osservazione contro gli incendi, prigione e museo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascinante-ciudad-de-transilvania-con-ojos-en-los-tejados-y-arquitectura-medieval-impecable-1787603787918.jpg" data-image="j8opscxw47pb"><figcaption>Vista del centro storico della città di Sibiu dal campanile della Cattedrale di Santa Maria.</figcaption></figure><p>Tradizionalmente, <strong>salire sulla torre è stato uno dei modi migliori per ammirare il centro storico </strong>dall'alto e scoprire la particolarità dei suoi tetti.</p><p>Bisogna però tenere presente un dettaglio se si sta preparando un viaggio prossimamente: <strong>la Torre del Consiglio è chiusa al pubblico per lavori di ristrutturazione, che dovrebbero concludersi alla fine del 2027</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="UNESCO" data-year="2004" data-title="The%20Historic%20Centre%20of%20Sibiu%20and%20its%20Ensemble%20of%20Squares" data-url="https%3A%2F%2Fwhc.unesco.org%2Fen%2Ftentativelists%2F1929%2F%3Futm_source">UNESCO. (2004). <a href="https://whc.unesco.org/en/tentativelists/1929/?utm_source" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il centro storico di Sibiu e il suo insieme di piazze</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/l-affascinante-citta-transilvana-con-occhi-sui-tetti-e-un-impeccabile-architettura-medievale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño da record: un meteorologo ed esperto di clima tedesco avverte: "Il pericolo viene dall'Atlantico"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-da-record-un-meteorologo-ed-esperto-di-clima-tedesco-avverte-il-pericolo-viene-dall-atlantico.html</link><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 16:28:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Tutta la Germania attende con ansia quello che alcuni preannunciano come un inverno gelido come raramente se ne vedono. Ma se tutti si sbagliassero? Uno sguardo al vortice polare rivela che l'inverno potrebbe presentarsi in Europa in modo completamente diverso, e persino più pericoloso.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/winter-2026-27-rekord-el-nino-ist-da-meteorologe-mit-uberraschender-prognose-der-wahre-feind-kommt-vom-atlantik-1788036782346.jpg" data-image="fremewv8qtl8" alt="inverno" title="inverno"><figcaption>L'Europa e la Germania dovranno affrontare un inverno difficile.</figcaption></figure><p><strong>È il tema meteorologico dell'autunno: un</strong> <strong>El Niño da record</strong> si sta sviluppando nel Pacifico, con un'intensità che non si vedeva da decenni. Per questo sui titoli dei giornali, specie in Germania dove si è vissuta un'estate di caldo record, si parla già da tempo di un <strong>inverno del secolo caratterizzato dal gelo</strong>, di aria artica, metri di neve e gelo persistente fino a gran parte del nuovo anno.</p><p>Ma più forte diventa il coro, più cresce un piccolo sospetto: e se alla fine questo inverno arrivasse <strong>in modo completamente diverso</strong>, e soprattutto nella direzione totalmente opposta rispetto a quella attesa dalla maggior parte delle persone? Questa è la domanda che si fa il meteorologo ed esperto di clima tedesco che troviamo in queste righe, proposte per il pubblico italiano per Meteored Italia.</p><h2>Perché improvvisamente tutti parlano dell'inverno del secolo</h2><p><strong>L'origine di tutto si trova a migliaia di chilometri di distanza. Al largo delle coste del Sud America</strong>, il mare si è riscaldato in modo significativo, e<strong> l'episodio di El Niño</strong> è ormai considerato quasi certo e potrebbe essere estremamente intenso. Eventi di questo tipo possono sconvolgere il tempo atmosferico in metà del pianeta, ed è proprio questo ad alimentare le previsioni più fantasiose.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/winter-2026-27-rekord-el-nino-ist-da-meteorologe-mit-uberraschender-prognose-der-wahre-feind-kommt-vom-atlantik-1788037176430.jpg" data-image="kpjxvfxii2oq" alt="inverno, Atlantico, uragano" title="inverno, Atlantico, uragano"><figcaption>Il vero incubo potrebbe arrivare dall'Atlantico nell'inverno 2026/27.</figcaption></figure><p>Non sorprende quindi che sulle reti sociali circolino a raffica <strong>previsioni da incubo</strong>. "Più forte è il segnale, maggiore è il desiderio del grande inverno", afferma il noto e rinomato meteorologo e climatologo <strong>Dominik Jung</strong>. Solo che il desiderio non è una previsione.</p><h2>L'errore di ragionamento che fanno quasi tutti</h2><p>Ed è qui che nasce l'errore. <strong>El Niño si manifesta nel Pacifico tropicale, dall'altra parte del globo rispetto all'Europa ed alla Germania.</strong> Prima che un segnale di questo tipo arrivi da noi, deve attraversare l'intera atmosfera e, lungo il percorso, può indebolirsi, deformarsi o addirittura invertirsi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Il punto fondamentale, che viene semplicemente ignorato in molte delle fantasie sul possibile gelo in Europa, è questo: <strong>un El Niño forte può non soltanto indebolire il vortice polare in alta quota sopra l'Artico, ma addirittura</strong> <strong>rafforzarlo</strong>. E a quel punto l'intero inverno cambia volto. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il punto fondamentale, che viene semplicemente ignorato in molte delle fantasie sul gelo, è questo: <strong>un El Niño forte può non soltanto indebolire il vortice polare in alta quota sopra l'Artico, ma addirittura</strong> <strong>rafforzarlo</strong>. E a quel punto l'intero inverno cambia volto.</p><h2>Quando il vortice polare diventa un muro</h2><p>Bisogna immaginare il vortice polare come un gigantesco vortice d'aria sopra il Polo Nord. Quando è <strong>debole e instabile</strong>, l'aria gelida polare può scendere verso le nostre latitudini: è la ricetta per l'ondata di gelo tanto attesa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785928" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/gli-esperti-del-met-office-del-regno-unito-su-el-nino-in-arrivo-non-avevamo-mai-visto-un-segnale-cosi-intenso.html" title="Gli esperti del Met Office del Regno Unito su El Niño in arrivo: 'non avevamo mai visto un segnale così intenso'">Gli esperti del Met Office del Regno Unito su El Niño in arrivo: "non avevamo mai visto un segnale così intenso"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/gli-esperti-del-met-office-del-regno-unito-su-el-nino-in-arrivo-non-avevamo-mai-visto-un-segnale-cosi-intenso.html" title="Gli esperti del Met Office del Regno Unito su El Niño in arrivo: 'non avevamo mai visto un segnale così intenso'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-expertos-de-la-met-office-de-reino-unido-avisan-el-nino-que-se-avecina-podria-ser-el-mas-fuerte-que-se-recuerde-1787863618675_320.jpg" alt="Gli esperti del Met Office del Regno Unito su El Niño in arrivo: 'non avevamo mai visto un segnale così intenso'"></a></article></aside><p><strong>Se invece è forte e stabile, accade il contrario: funziona come un muro</strong> che trattiene il freddo in quota e ci invia invece una rapida autostrada dei venti occidentali. Lungo questa strada arrivano una dopo l'altra le depressioni dall'Atlantico. Niente gelo, niente neve, ma <strong>tempeste</strong>.</p><h2>Uragani, piogge persistenti, alluvioni: il vero pericolo per l'inverno 2026-2027 in Europa</h2><p>E questo scenario potrebbe avere conseguenze importanti. Al posto di un tranquillo paesaggio invernale bianco, potrebbero arrivare <strong>raffiche da uragano</strong>, alberi abbattuti, tetti scoperchiati e giorni di <strong>piogge persistenti</strong>. Il terreno finirebbe per saturarsi d'acqua, i fiumi si ingrosserebbero e improvvisamente non parleremmo più di caos causato dalla neve, ma di <strong>alluvioni</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Al posto di un tranquillo paesaggio invernale bianco, potrebbero arrivare <strong>raffiche da uragano</strong>, alberi abbattuti, tetti scoperchiati e giorni di <strong>piogge persistenti</strong>. Il terreno finirebbe per saturarsi d'acqua, i fiumi si ingrosserebbero e improvvisamente non parleremmo più di caos causato dalla neve, ma di <strong>alluvioni</strong>. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>"In un inverno del genere, il vero nemico non arriva dalla Siberia, ma dall'Atlantico", avverte Jung</strong>. Piedi bagnati invece del naso gelato: è questa la variante di cui finora parla quasi nessuno. Eppure è almeno altrettanto realistica.</p><h2>Cosa significa tutto questo per il vostro inverno?</h2><p><strong>Detto sinceramente: non c'è ancora nulla di deciso.</strong> Che sia mite e tempestoso oppure gelido e nevoso, lo si deciderà soltanto nelle prossime settimane, lassù nella <strong>stratosfera</strong>, e al momento entrambe le possibilità restano aperte.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Sia per la Germania, sia per l'Italia e il resto d'Europa, è ancora impossibile sapere che inverno sarà. Ma le previsioni di un inverno gelido causato dal "super El Nino" sono abbastanza fantasiose, ed è questo il punto critico di quest'articolo. Perché invece di essere freddo potrebbe essere molto piovoso e umido.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ma è proprio questo il punto:<strong> chi ora punta ciecamente sull'inverno del secolo potrebbe andare incontro a una brutta sorpresa</strong>. Quest'inverno non tenete d'occhio soltanto il <strong>termometro</strong>, ma soprattutto il <strong>barometro</strong>. Perché se questo El Niño ci sorprenderà, potrebbe farlo in un modo molto diverso da quello che tutti si aspettano.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-da-record-un-meteorologo-ed-esperto-di-clima-tedesco-avverte-il-pericolo-viene-dall-atlantico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Collo, ascelle e piedi: scienziati spiegano perché siamo tutti sensibili al solletico nelle stesse zone]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/collo-ascelle-e-piedi-scienziati-spiegano-perche-siamo-tutti-sensibili-al-solletico-nelle-stesse-zone.html</link><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La scienza riconosce due tipi principali di solletico: la knismesi, che consiste in un tocco delicato, e la gargalesi, una pressione più intensa che scatena risate incontrollabili. Maggiori dettagli qui.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cuello-axilas-y-pies-cientificos-crean-un-mapa-que-explica-por-que-todos-tenemos-cosquillas-en-las-mismas-zonas-1787718459320.jpg" data-image="6f3zx4gcua38" alt="Il solletico è un meccanismo evolutivo di interazione affettiva e di gioco che rafforza il legame tra genitori e figli fin dai primi anni di vita." title="Il solletico è un meccanismo evolutivo di interazione affettiva e di gioco che rafforza il legame tra genitori e figli fin dai primi anni di vita."><figcaption>Il solletico è un meccanismo evolutivo di interazione affettiva e di gioco che rafforza il legame tra genitori e figli fin dai primi anni di vita.</figcaption></figure><p>Il solletico è un fenomeno studiato fin dai tempi di Aristotele e Socrate. I ricercatori si sono interrogati sulla sua origine e sulla sua funzione, ma sono molte le domande ancora aperte. <strong>La sensibilità al solletico è uno degli enigmi scientifici più antichi e ancora irrisolti.</strong></p><p><strong>Già ai tempi di Aristotele e Socrate, gli studiosi avevano avanzato ipotesi sulle sue origini e sulla sua funzione, </strong>ma rimangono interrogativi fondamentali. La sensibilità al solletico è un tratto culturale condiviso o specifico? Segue una precisa organizzazione topografica del corpo? E come si relaziona alle altre sensazioni corporee?</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>In uno studio di Xiong, Z. e Kilteni, K., pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, sono stati analizzati dati provenienti da tre gruppi culturali (cinese, olandese e greco), rivelando schemi comportamentali e dinamiche sociali coerenti.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I ricercatori hanno realizzato una <strong>mappa corporea ad alta risoluzione della sensibilità al solletico</strong>, dimostrando che questa caratteristica è generalizzata tra gli individui. Hanno inoltre scoperto che si distingue dalle mappe della sensibilità tattile, del dolore e del piacere.</p><h2>Il solletico, un enigma</h2><p>Confrontando i risultati con le previsioni di cinque teorie storiche e contemporanee, i ricercatori hanno dimostrato che nessuna teoria, da sola, è in grado di spiegare completamente la <strong>topografia della sensibilità al solletico</strong>. </p><p>Sebbene la sensibilità sia maggiore nelle regioni del corpo che vengono toccate meno frequentemente, la sua distribuzione si basa su un meccanismo psicofisiologico più complesso di quanto si ritenesse.</p><p>Questa ricerca <strong>offre una solida base neurobiologica per comprendere come il cervello elabori il tatto sociale e la comunicazione non verbale dall'infanzia all'età adulta.</strong> Inoltre, contribuisce a <strong>comprendere i meccanismi di protezione del corpo dagli stimoli esterni</strong> e il modo in cui il sistema nervoso elabora sensazioni complesse che combinano stato di allerta e risposta affettiva.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cuello-axilas-y-pies-cientificos-crean-un-mapa-que-explica-por-que-todos-tenemos-cosquillas-en-las-mismas-zonas-1787719265048.jpg" data-image="ulxdxuolmad9" alt="Questa ricerca offre una solida base neurobiologica per comprendere come il cervello elabori il tatto sociale e la comunicazione non verbale" title="Questa ricerca offre una solida base neurobiologica per comprendere come il cervello elabori il tatto sociale e la comunicazione non verbale"><figcaption>Questa ricerca offre una solida base neurobiologica per comprendere come il cervello elabori il tatto sociale e la comunicazione non verbale.</figcaption></figure><p>Il lavoro guidato da Xiong e Kilteni rappresenta una pietra miliare nelle neuroscienze del tatto affettivo, distinguendo il solletico da una semplice reazione meccanica o da un mero condizionamento sociale. <strong>Esistono due principali tipi di solletico riconosciuti scientificamente: knismesis e gargalesis.</strong></p><div class="texto-destacado">Il team di ricerca ha elaborato una mappa ad alta densità delle aree con maggiore reattività alla gargalesis, il tipo di solletico intenso che provoca risate e reazioni involontarie, a differenza della knismesis, che corrisponde al leggero sfioramento simile a quello prodotto da una piuma o da un insetto.</div><p>Secondo la mappa, le zone di massima sensibilità sono le ascelle, le costole (i lati del busto), la pianta dei piedi, il collo e la parte posteriore delle ginocchia.</p><p>La sensibilità al solletico non coincide con le zone caratterizzate dalla maggiore acutezza tattile, come i polpastrelli delle dita o le labbra. <strong>Questo dimostra che il cervello elabora il solletico attraverso reti somatosensoriali e affettive</strong> diverse da quelle coinvolte nel tatto fine e funzionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774171" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-al-tuo-corpo-quando-avverti-un-congelamento-cerebrale-dopo-aver-mangiato-un-gelato.html" title="Cosa succede al tuo corpo quando avverti un 'congelamento cerebrale' dopo aver mangiato un gelato?">Cosa succede al tuo corpo quando avverti un "congelamento cerebrale" dopo aver mangiato un gelato?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-al-tuo-corpo-quando-avverti-un-congelamento-cerebrale-dopo-aver-mangiato-un-gelato.html" title="Cosa succede al tuo corpo quando avverti un 'congelamento cerebrale' dopo aver mangiato un gelato?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-detras-del-cerebro-congelado-despues-de-dar-un-mordisco-al-helado-y-lo-que-dice-de-tu-salud-1781164630822_320.png" alt="Cosa succede al tuo corpo quando avverti un 'congelamento cerebrale' dopo aver mangiato un gelato?"></a></article></aside><p><strong>Uno dei contributi più solidi dello studio è il confronto tra partecipanti con background culturali radicalmente diversi</strong>, provenienti dall'Asia orientale e dall'Europa. Le variazioni nella percezione delle zone più o meno sensibili sono risultate praticamente nulle.</p><p><strong>Questo suggerisce che la gargalesis sia un modulo somatosensoriale primario, conservato evolutivamente nella specie umana</strong>, in modo simile ai riflessi di difesa o alle espressioni facciali di base. E tu, soffri il solletico?</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Xiong%2C%20Z.%2C%20Kilteni%2C%20K." data-year="2026" data-title="La%20sensibilidad%20a%20las%20cosquillas%20en%20los%20humanos%20es%20una%20experiencia%20sensorial%20generalizada%2C%20compartida%20culturalmente%20y%20organizada%20corporalmente.%20Nat%20Hum%20Behav." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs41562-026-02535-z">Xiong, Z., Kilteni, K. (2026). <a href="https://doi.org/10.1038/s41562-026-02535-z" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La sensibilità al solletico negli esseri umani è un'esperienza sensoriale generalizzata, condivisa culturalmente e organizzata a livello corporeo. Nat Hum Behav.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/collo-ascelle-e-piedi-scienziati-spiegano-perche-siamo-tutti-sensibili-al-solletico-nelle-stesse-zone.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cavolo riccio, ravanelli e broccoli: come coltivare ortaggi cruciferi in casa e sfruttarne i benefici tutto l'anno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cavolo-nero-ravanelli-e-broccoli-come-coltivare-ortaggi-cruciferi-in-casa-e-sfruttarne-i-benefici-tutto-l-anno.html</link><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Consigli essenziali per la piantumazione e la cura, per trasformare il tuo balcone o giardino in una fonte inesauribile di antiossidanti, sostanze nutritive e fibre fresche.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/kale-rabanito-y-brocoli-como-cultivar-cruciferas-en-casa-y-aprovechar-sus-beneficios-digestivos-todo-el-ano-1787600818472.jpg" data-image="lqdu51qwn4s0" alt="verdure" title="verdure"><figcaption>Le verdure crucifere sono alleate fondamentali per la salute dell'apparato digerente e la protezione cellulare.</figcaption></figure><p>Convertire un angolo del proprio giardino in una <strong>fonte di nutrienti</strong> è più semplice di quanto si possa pensare. La famiglia delle crucifere comprende molte delle verdure più benefiche per <strong>la salute dell'apparato digerente e delle cellule.</strong></p><p><strong>Coltivare cavolo riccio, ravanelli e broccoli</strong> permette di avere una produzione quasi continua. Inserirli nell'orto garantisce una fornitura fresca di fibre, antiossidanti e composti protettivi durante tutte e quattro le stagioni.</p><p>Il segreto del loro valore per la salute risiede in una sorta di "scudo chimico" naturale. Queste verdure contengono glucosinolati, i <strong>composti solforati che conferiscono loro quel sapore così caratteristico.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/kale-rabanito-y-brocoli-como-cultivar-cruciferas-en-casa-y-aprovechar-sus-beneficios-digestivos-todo-el-ano-1787601541656.jpg" data-image="8cd98u3nwb4c" alt="VERDURE" title="VERDURE"><figcaption>Dalle foglie ai fiori e alle radici: l'universo delle crucifere offre freschezza, sapore intenso e nutrienti a ogni raccolto.</figcaption></figure><p>Quando vengono tagliate o masticate, la pianta attiva un enzima che trasforma questa sostanza in sulforafano, un potente antiossidante naturale. Questa molecola <strong>aiuta a ridurre l'infiammazione dei tessuti e protegge le pareti dell'intestino</strong>, mentre le sue fibre nutrono i batteri benefici del microbiota e favoriscono la digestione.</p><p>Queste sono <strong>tre opzioni</strong> da aggiungere al proprio orto.</p><h3>1. Cavolo riccio: la verdura resistente che produce per mesi</h3><p>Il cavolo riccio (anche noto come kale) si è adattato con successo al clima dell'Argentina. Sopporta senza problemi le gelate e <strong>il freddo mite riduce il suo naturale sapore amarognolo.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/kale-rabanito-y-brocoli-como-cultivar-cruciferas-en-casa-y-aprovechar-sus-beneficios-digestivos-todo-el-ano-1787601006245.jpg" data-image="n02oc6ukxlw3" alt="piante" title="piante"><figcaption>Il cavolo riccio permette di raccogliere le foglie esterne per mesi senza dover estirpare la pianta.</figcaption></figure><p>Per iniziare, si può seminarlo in semenzaio alla fine dell'estate o in autunno. Quando la piantina ha quattro foglie, viene trapiantata nella sua posizione definitiva. <strong>Ha bisogno di un contenitore di almeno 15 litri di capacità</strong> e di 30 centimetri di profondità per ogni pianta. In piena terra, è consigliabile lasciare circa 40 centimetri tra le file.</p><p><strong>Richiede almeno cinque o sei ore di sole diretto al giorno</strong> per crescere vigorosamente. Ha bisogno di un'irrigazione moderata ma costante, che mantenga il terreno sempre leggermente umido. Un terreno troppo secco rallenta la comparsa di nuove foglie e ne accentua il sapore amaro, mentre i ristagni d'acqua favoriscono la comparsa di funghi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776076" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate">Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-averlo-sempre-verde-e-profumato-questa-estate-1782655008003_320.jpeg" alt="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"></a></article></aside><p><strong>Il grande vantaggio del cavolo riccio è il raccolto continuo.</strong> Non è necessario estirpare l'intera pianta. Si raccolgono le foglie esterne più grandi, partendo dal basso e procedendo verso l'alto, lasciando libero il centro affinché possa continuare a crescere. Una sola pianta può produrre foglie fresche per più di quattro mesi.</p><h3>2. Broccoli: un'infiorescenza ricca di nutrienti</h3><p><strong>I broccoli richiedono più pazienza,</strong> ma la quantità del raccolto ripaga lo sforzo. È una coltura autunnale e invernale che cresce bene senza temperature eccessivamente elevate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/kale-rabanito-y-brocoli-como-cultivar-cruciferas-en-casa-y-aprovechar-sus-beneficios-digestivos-todo-el-ano-1787601128309.jpg" data-image="p3982dhq55b4" alt="piante" title="piante"><figcaption>Offre un'elevata concentrazione di nutrienti e richiede vasi di buone dimensioni per sviluppare la sua infiorescenza centrale.</figcaption></figure><p>Si può seminare in contenitori singoli durante febbraio o marzo. Al momento del trapianto, bisogna considerare che richiede spazio: <strong>servono vasi da 20-25 litri per ogni pianta oppure una distanza di mezzo metro</strong> tra le piante se vengono coltivate in aiuola. Richiede sole diretto e un terreno arricchito con compost fin dal primo giorno.</p><p>La testa principale va raccolta quando i boccioli sono compatti e verdi, prima che si aprano i fiori gialli. Dopo aver tagliato il fusto centrale, <strong>la pianta produce germogli laterali più piccoli</strong> per un paio di settimane aggiuntive.</p><h3>3. Ravanelli: rapidità e flessibilità per gli spazi piccoli</h3><p><strong>Il ravanello è l'alternativa ideale se si dispone di poco spazio</strong> o si è alle prime armi con l'orto. Può essere coltivato per quasi tutto l'anno, fatta eccezione per il periodo più caldo dell'estate.</p><p>Si semina direttamente nella posizione definitiva, senza bisogno di utilizzare un semenzaio. <strong>È sufficiente una fioriera profonda appena 15 centimetri.</strong> Bisogna solo lasciare circa 5-8 centimetri tra un seme e l'altro, affinché la radice possa svilupparsi senza essere compressa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/kale-rabanito-y-brocoli-como-cultivar-cruciferas-en-casa-y-aprovechar-sus-beneficios-digestivos-todo-el-ano-1787601195795.jpg" data-image="35ziinr5fmzh" alt="piante" title="piante"><figcaption>Ideale per balconi o spazi ridotti: offre radici fresche e croccanti in appena 30-40 giorni dalla semina.</figcaption></figure><p><strong>L'irrigazione costante è la chiave del successo.</strong> Se il substrato si asciuga completamente, la radice diventa legnosa e troppo piccante. A 30-40 giorni dalla comparsa dei germogli, i ravanelli sono già pronti per essere raccolti e consumati freschi.</p><h2>Come organizzare il calendario per raccogliere durante tutti i 12 mesi</h2><p>La chiave per mantenere la produzione durante tutto l'anno sta <strong>nella semina scalare delle tre specie in base alle stagioni</strong> nel nostro Paese:</p><p><strong>Autunno e inverno:</strong> è il periodo di massimo sviluppo del cavolo riccio e dei broccoli. Mentre il cavolo riccio fornisce foglie settimana dopo settimana, i broccoli producono le loro infiorescenze principali a metà stagione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/kale-rabanito-y-brocoli-como-cultivar-cruciferas-en-casa-y-aprovechar-sus-beneficios-digestivos-todo-el-ano-1787601266087.jpg" data-image="t3jnobez9gov" alt="piante" title="piante"><figcaption>Le crucifere sono indispensabili in cucina per la loro combinazione unica di antiossidanti, vitamine e fibre di alta qualità.</figcaption></figure><p><strong>Primavera:</strong> il ravanello entra nella sua fase di crescita più rapida, con semine ogni 15 giorni, accompagnato dai germogli laterali secondari dei broccoli e dalle ultime foglie del cavolo riccio prima dell'arrivo del caldo.</p><p><strong>Estate:</strong> durante i mesi di caldo intenso, il ravanello permette di mantenere il raccolto se viene seminato a mezz'ombra e irrigato abbondantemente. Alla fine di gennaio si possono già preparare i semenzai di cavolo riccio e broccoli per riavviare il ciclo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782858" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/tre-alberi-da-coltivare-in-vaso-ideali-per-balconi-e-piccoli-terrazzi.html" title="Tre alberi da coltivare in vaso: ideali per balconi e piccoli terrazzi">Tre alberi da coltivare in vaso: ideali per balconi e piccoli terrazzi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/tre-alberi-da-coltivare-in-vaso-ideali-per-balconi-e-piccoli-terrazzi.html" title="Tre alberi da coltivare in vaso: ideali per balconi e piccoli terrazzi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tres-arboles-para-cultivar-en-maceta-ideales-para-balcones-y-patios-chicos-1785795005040_320.jpg" alt="Tre alberi da coltivare in vaso: ideali per balconi e piccoli terrazzi"></a></article></aside><p>Il calore prolungato distrugge l'enzima che genera il sulforafano. Per conservare le proprietà del <strong>cavolo riccio e dei broccoli, è consigliabile cuocerli al vapore per tre-cinque minuti</strong>. Questo metodo li mantiene croccanti e di un verde intenso. Nel caso del ravanello, l'ideale è consumarlo crudo e tagliato finemente a fettine nelle insalate.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cavolo-nero-ravanelli-e-broccoli-come-coltivare-ortaggi-cruciferi-in-casa-e-sfruttarne-i-benefici-tutto-l-anno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cosa succede se si mandano 3.300 api nello spazio? Lo storico esperimento della NASA che ha sfidato la gravità]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-se-si-mandano-3-300-api-nello-spazio-lo-storico-esperimento-della-nasa-che-ha-sfidato-la-gravita.html</link><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 11:58:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Nel 1984, una colonia di api viaggiò a bordo dello Space Shuttle Challenger per studiare cosa accadeva al loro comportamento e alla costruzione dei favi in condizioni di assenza di gravità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/que-pasa-si-envias-3-300-abejas-al-espacio-el-historico-experimento-de-la-nasa-que-desafio-a-la-gravedad-1787577448436.jpg" data-image="ccod0b4xrfn6" alt="api NASA Challenger" title="api NASA Challenger"><figcaption>Modulo abitativo per le api utilizzato per ospitare la colonia di api mellifere durante la missione STS-41-C. Crediti: NASA.</figcaption></figure><p>Gli Space Shuttle della NASA erano abituati a trasportare satelliti, telescopi e sofisticati strumenti scientifici. Ma nell'aprile del 1984, uno dei loro carichi era decisamente più piccolo e, soprattutto, molto più rumoroso: <strong>una colonia di api</strong>.</p><p>Il 6 aprile di quell'anno, lo Space Shuttle Challenger decollò dal Kennedy Space Center nell'ambito della missione STS-41-C. Tra i principali obiettivi della missione c'erano la messa in orbita del <em>Long Duration Exposure Facility</em>, una <strong>piattaforma destinata a studiare gli effetti dell'esposizione prolungata all'ambiente spaziale, e il recupero e la riparazione del satellite Solar Maximum</strong>.</p><p>Nel bel mezzo di queste operazioni di grande importanza per la NASA viaggiava anche un esperimento promosso da alcuni studenti. L'obiettivo era semplice da formulare, anche se molto più complesso da verificare: <strong>le api potevano costruire normalmente un alveare in assenza di gravità?</strong></p><h2>Che cosa cambia per un'ape quando scompare la gravità?</h2><p><strong>Sulla Terra, le api utilizzano la gravità come riferimento per orientarsi</strong>. Questo segnale interviene in diversi aspetti del loro comportamento, dagli spostamenti alla costruzione dell'alveare e alla comunicazione all'interno della colonia.</p><p>La cosiddetta "danza delle api" è un esempio particolarmente interessante. Quando un'ape bottinatrice trova del cibo, può tornare all'alveare e compiere movimenti che<strong> trasmettono alle compagne informazioni sulla direzione e sulla distanza della fonte di cibo</strong>. L'orientamento di questi movimenti utilizza la gravità come riferimento e permette di mettere in relazione la posizione del cibo con quella del Sole.</p><p><strong>Nello spazio, questo riferimento scompare</strong>. Per questo motivo, gli scienziati volevano osservare cosa sarebbe accaduto quando le api fossero state esposte a un ambiente di microgravità. La risposta iniziò ad arrivare poco dopo che il Challenger raggiunse l'orbita.</p><h2>Disorientamento iniziale, ma rapido adattamento</h2><p>Sebbene la NASA non abbia specificato nel rapporto ufficiale il numero esatto di esemplari che viaggiarono durante la missione, <strong>altre fonti indicano una colonia di circa 3.300 api.</strong></p><p>I primi momenti non furono semplici. In assenza di gravità, gli insetti persero alcuni dei segnali che normalmente utilizzano per spostarsi e mantenere una traiettoria. Tuttavia, <strong>l'adattamento fu relativamente rapido.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/que-pasa-si-envias-3-300-abejas-al-espacio-el-historico-experimento-de-la-nasa-que-desafio-a-la-gravedad-1787577504104.jpg" data-image="ked0q4uitrbz" alt="Api NASA Challenger" title="Api NASA Challenger"><figcaption>L'astronauta James D. "Ox" Van Hoften, della missione STS-41-C, esamina l'esperimento degli studenti con le api. Crediti: NASA.</figcaption></figure><p>Il rapporto della missione segnala che, dopo questo periodo iniziale, le api riuscirono a <strong>camminare, volare e persino fluttuare</strong> all'interno del loro compartimento senza particolari difficoltà.</p><p>E la cosa più importante doveva ancora essere osservata.</p><h2>L'alveare continuò a crescere nello spazio</h2><p>Nonostante le condizioni completamente diverse da quelle terrestri, la colonia continuò a lavorare durante il viaggio. <strong>Al termine della missione aveva costruito circa 200 centimetri quadrati di favo</strong>.</p><p>L'analisi iniziale fu particolarmente interessante: le celle presentavano una struttura normale e comparabile con quella che le api costruiscono sulla Terra. <strong>La colonia non smise neppure di riprodursi</strong>. La regina depose 35 uova durante l'esperimento, un segnale del fatto che processi biologici fondamentali continuavano a svolgersi in condizioni di microgravità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785565" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/fiori-nettare-e-vita-le-piante-che-trasformano-il-tuo-balcone-in-un-rifugio-per-api-e-altri-impollinatori.html" title="Fiori, nettare e vita: le piante che trasformano il tuo balcone in un rifugio per api e altri impollinatori">Fiori, nettare e vita: le piante che trasformano il tuo balcone in un rifugio per api e altri impollinatori</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/fiori-nettare-e-vita-le-piante-che-trasformano-il-tuo-balcone-in-un-rifugio-per-api-e-altri-impollinatori.html" title="Fiori, nettare e vita: le piante che trasformano il tuo balcone in un rifugio per api e altri impollinatori"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/flores-nectar-y-vida-las-plantas-que-convierten-tu-balcon-en-un-refugio-para-abejas-y-otros-polinizadores-1787587281922_320.jpeg" alt="Fiori, nettare e vita: le piante che trasformano il tuo balcone in un rifugio per api e altri impollinatori"></a></article></aside><p>Il risultato fu successivamente analizzato in uno studio scientifico pubblicato sulla rivista <em>Apidologie</em>. La ricerca concluse che <strong>le api erano in grado di adattare il proprio comportamento all'assenza di gravità e di continuare a costruire celle esagonali riconoscibili</strong>.</p><p>Si osservò inoltre che, una volta adattate, potevano spostarsi all'interno del compartimento con una <strong>velocità di volo superiore a quella abituale sulla Terra</strong>.</p><h2>Un esperimento che anticipò le sfide dei viaggi verso Marte</h2><p>L'esperimento del Challenger risale a più di quattro decenni fa, ma i suoi risultati tornano a essere interessanti mentre <strong>le agenzie spaziali studiano missioni sempre più lunghe</strong>.</p><p>Viaggiare verso la Luna o Marte non significa soltanto risolvere il problema del trasporto degli esseri umani e del loro mantenimento in vita. Sarà anche necessario <strong>trovare sistemi per produrre alimenti e sostenere sistemi biologici per periodi prolungati</strong>. In questo contesto, gli insetti e gli impollinatori potrebbero svolgere un ruolo importante.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785542" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-sonda-della-nasa-cattura-immagini-del-cratere-creato-dall-impatto-del-razzo-falcon-9-di-spacex-sulla-luna.html" title="Una sonda della NASA cattura immagini del cratere creato dall'impatto del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna">Una sonda della NASA cattura immagini del cratere creato dall'impatto del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-sonda-della-nasa-cattura-immagini-del-cratere-creato-dall-impatto-del-razzo-falcon-9-di-spacex-sulla-luna.html" title="Una sonda della NASA cattura immagini del cratere creato dall'impatto del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-sonda-della-nasa-cattura-immagini-del-cratere-creato-dall-impatto-del-razzo-falcon-9-di-spacex-sulla-luna-1787730293923_320.jpeg" alt="Una sonda della NASA cattura immagini del cratere creato dall'impatto del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna"></a></article></aside><p>Una revisione scientifica pubblicata nel 2025 sulla rivista <em>Frontiers in Physiology</em> ha incluso le api tra le specie di insetti che <strong>meritano di essere ulteriormente studiate per la loro possibile utilità e resistenza nei futuri sistemi alimentari spaziali</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-se-si-mandano-3-300-api-nello-spazio-lo-storico-esperimento-della-nasa-che-ha-sfidato-la-gravita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Risolto l'enigma geologico che incuriosiva anche Leonardo: dopo 500 milioni di anni il Paleodictyon svela i suoi segreti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/risolto-l-enigma-geologico-che-incuriosiva-anche-leonardo-dopo-500-milioni-di-anni-il-paleodictyon-svela-i-suoi-segreti.html</link><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 10:43:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>C'è qualcosa che unisce gli studi di Leonardo da Vinci, i fossili degli Appennini e i fondali oceanici. È il Paleodictyon, una rete di gallerie perfettamente geometriche, scavate da un animale ignoto da sempre. Ora gli scienziati italiani sono finalmente riusciti a tracciarne l'identikit</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/risolto-l-enigma-geologico-che-affascinava-anche-leonardo-dopo-500-milioni-di-anni-il-paleodictyon-svela-i-suoi-segreti-1787841704830.jpg" data-image="q3h5oc10matj" alt="Paleodictyon" title="Paleodictyon"><figcaption>I perfetti reticoli geometrici trovati in forma fossile e noti come Paleodictyon </figcaption></figure><p>Un <strong>icnofossile </strong>è il reperto di un animale la cui identità è rimasta ignota e il <strong>Paleodictyon </strong>ne è forse l’esempio più eclatante e rappresentativo.</p><div class="texto-destacado">Costituito da sottilissimi <strong>tunnel </strong>che definiscono un reticolo di <strong>esagoni</strong>, un po’ come i nidi d’ape, il Paleodictyon è antichissimo. </div><p>I fossili fino ad ora rinvenuti risalgono a centinaia di milioni di anni prima che i T-Rex comparissero sulla Terra e sono giunti a noi dal <strong>Cambriano attraverso </strong>mezzo miliardo e oltre di anni di storia.</p><p>L'artefice di queste geometrie perfette non è mai stato identificato, diventando un vero e proprio <strong>enigma </strong>per i geologi, ma adesso gli studiosi dell’Università di Cagliari sono finalmente riusciti a tracciarne un identikit.</p><h2>Il Paleodictyon nell’era moderna</h2><p>Non solo un icnofossile, il Paleodictyon è stato definito anche <strong>fossile vivente </strong>perché viene tutt’ora realizzato dal suo misterioso autore.</p><p>La differenza con i fossili del Cambriano è che questi moderni reticoli sono spariti dalle acque poco profonde dove un tempo venivano creati e ora ne ne trovano solo nei profondi <strong>abissi oceanici</strong>.</p><p>In tempi moderni uno di essi è stato fotografato proprio mentre veniva realizzato, ma a <strong>3.500 metri di profondità</strong>, sulla Dorsale Medio-Atlantica. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779810" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-primo-fossile-di-dinosauro-scoperto-in-antartide-e-stato-identificato-come-un-titanosauro.html" title="Il primo fossile di dinosauro scoperto in Antartide è stato identificato come un titanosauro">Il primo fossile di dinosauro scoperto in Antartide è stato identificato come un titanosauro</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-primo-fossile-di-dinosauro-scoperto-in-antartide-e-stato-identificato-come-un-titanosauro.html" title="Il primo fossile di dinosauro scoperto in Antartide è stato identificato come un titanosauro"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/primer-fosil-de-dinosaurio-antartida-titanosaurio-1783000806746_320.png" alt="Il primo fossile di dinosauro scoperto in Antartide è stato identificato come un titanosauro"></a></article></aside><p>Lo studio dei reperti ad una tale profondità non è per niente semplice per questo molto a lungo e fino a tempi molto recenti, si è continuato ad attribuire il Paleodictyon a svariate forme di vita, tra cui spugne, vermi, alghe e amebe.</p><h2>Chi sono i veri <em>autori </em>del Paleodictyon</h2><p>Lo studio internazionale guidato dal paleontologo Andrea Baucon dell'Università di Cagliari si è basato sulla <strong>geometria </strong>dei tunnel, che è praticamente perfetta.</p><p>Gli spigoli sono acuti, mentre i lati degli esagoni che formano i reticoli sono quasi <strong>identici</strong>, con una variazione, nella loro lunghezza, di solo mezzo millimetro per ogni cella.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770063" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra.html" title="Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?">Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra.html" title="Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra-1779397196488_320.jpg" alt="Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?"></a></article></aside><p>Questo modo di scavare nel terreno è tipico degli <strong>artropodi</strong>, il gruppo di invertebrati più vasto al mondo. Essi possono scavare nei sedimenti grazie alle loro <strong>zampe articolate</strong> e alla protezione fornita da un <strong>esocheletro duro</strong> fatto di chitina.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/risolto-l-enigma-geologico-che-affascinava-anche-leonardo-dopo-500-milioni-di-anni-il-paleodictyon-svela-i-suoi-segreti-1787842015430.jpg" data-image="xxygoet0ynzt" alt="artropodi Paleodictyon" title="artropodi Paleodictyon"><figcaption>i porcellini di terra sarebbero i parenti più prossimi degli artropodi che realizzano i Paleodictyon</figcaption></figure><p>I misteriosi autori di queste geometrie perfette, quindi, sarebbero animali marini in tutto simili ai comuni <strong>porcellini di terra.</strong></p><h2>A cosa serve la maglia di tunnel </h2><p>Tra i misteri del <strong>Paleodictyon </strong> c'è anche lo scopo di questi tunnel perfetti, che non è del tutto chiaro. In passato si sono fatte diverse ipotesi, tra cui quella secondo cui le gallerie servivano per far <strong>proliferare i batteri</strong> di cui gli artropodi di nutrono.</p><p>Più di recente, invece, gli scienziati che hanno partecipato allo studio hanno concluso che le gallerie potrebbero fare da <strong>rete di comunicazione</strong> per i membri delle colonie di artropodi, che li userebbero per scambiarsi segnali acustici, chimici o idraulici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782196" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia.html" title="Scoperto un cratere sottomarino di 100 metri al largo di Panarea: nuovi camini idrotermali e cosa cambia">Scoperto un cratere sottomarino di 100 metri al largo di Panarea: nuovi camini idrotermali e cosa cambia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia.html" title="Scoperto un cratere sottomarino di 100 metri al largo di Panarea: nuovi camini idrotermali e cosa cambia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia-1785938798979_320.jpg" alt="Scoperto un cratere sottomarino di 100 metri al largo di Panarea: nuovi camini idrotermali e cosa cambia"></a></article></aside><p>L’idea è particolarmente affascinante perché lascia ipotizzare l’esistenza di una vera e propria <strong>organizzazione sociale</strong> all’interno delle colonie di questi piccoli animali.</p><h2>Leonardo da Vinci e il Paleodictyon</h2><p>Che esista un legame tra fossili antichi milioni di anni e il genio del Rinascimento sembra incredibile, e invece un legame c'è. </p><p>A contribuire al mistero di queste maglie esagonali di tunnel c’è anche la loro vasta diffusione. Gli esempi più moderni giacciono sul fondo dell’Atlantico, ma gli studiosi hanno esaminato in particolare i fossili che si trovano sugli <strong>Appennini</strong>.</p><p>La loro presenza sulle montagne è presto spiegata: gli Appennini erano un tempo il fondo del mare, che poi si è <strong>sollevato </strong>trasformandosi nelle montagne che vediamo oggi, infatti le tracce di organismi marini tra quelle cime sono già abbondantemente note.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/a-5-secoli-di-distanza-leonardo-da-vinci-e-il-protagonista-di-nuovi-importanti-progressi-nel-campo-della-genetica.html" title="A 5 secoli di distanza, Leonardo da Vinci è il protagonista di nuovi importanti progressi nel campo della genetica">A 5 secoli di distanza, Leonardo da Vinci è il protagonista di nuovi importanti progressi nel campo della genetica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/a-5-secoli-di-distanza-leonardo-da-vinci-e-il-protagonista-di-nuovi-importanti-progressi-nel-campo-della-genetica.html" title="A 5 secoli di distanza, Leonardo da Vinci è il protagonista di nuovi importanti progressi nel campo della genetica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/a-5-secoli-di-distanza-leonardo-da-vinci-e-il-protagonista-di-nuovi-importanti-progressi-nel-campo-della-genetica-1768211583666_320.jpg" alt="A 5 secoli di distanza, Leonardo da Vinci è il protagonista di nuovi importanti progressi nel campo della genetica"></a></article></aside><p>Non è sempre stato così, però, ed è qui che entra in gioco la figura di Leonardo da Vinci, che ebbe modo di vedere il Paleodictyon di persona, e di notarne le peculiarità. Ne prese quindi nota nei suoi taccuini, tra cui anche il famoso <strong>Codice Leicester</strong>.</p><p>Già cinque secoli fa Leonardo ipotizzava che quegli strani disegni avessero un’origine biologica, e che le montagne fossero nate in qualche modo dal mare, al tempo in cui la chiesa riteneva i fossili oggetti di origine minerale, generati da qualche <strong>anomalia della natura</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="CNR" data-year="2026" data-title="Identikit%20dell'animale%20che%20tesse%20esagoni%20da%20mezzo%20miliardo%20di%20anni" data-url="https%3A%2F%2Fwww.cnr.it%2Fit%2Fcomunicato-stampa%2F14584%2Fidentikit-dell-animale-che-tesse-esagoni-da-mezzo-miliardo-di-anni">CNR. (2026). <a href="https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/14584/identikit-dell-animale-che-tesse-esagoni-da-mezzo-miliardo-di-anni" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Identikit dell'animale che tesse esagoni da mezzo miliardo di anni</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/risolto-l-enigma-geologico-che-incuriosiva-anche-leonardo-dopo-500-milioni-di-anni-il-paleodictyon-svela-i-suoi-segreti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA["Pannelli solari che non fanno ombra": l'invenzione spagnola che rivoluziona il rapporto tra agricoltura ed energia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/pannelli-solari-che-non-fanno-ombra-l-invenzione-spagnola-che-rivoluziona-il-rapporto-tra-agricoltura-ed-energia.html</link><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 08:14:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Che l'energia solare sia una fonte di energia rinnovabile è un dato di fatto, ma... sapete come impedire che il suolo perda produttività? Scoprite come i ricercatori dell'Università di Jaén hanno analizzato questo aspetto e le soluzioni che propongono.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/paneles-solares-que-no-hacen-sombra-el-invento-espanol-que-revoluciona-la-convivencia-entre-agricultura-y-energia-1787827287539.jpeg" data-image="2x8rx5j3ag1p"><figcaption>La Spagna vanta una delle più vaste aree in cui pannelli solari e agricoltura coesistono.</figcaption></figure><p><strong>Negli ultimi anni, la crescita dell'energia solare ha trasformato radicalmente il paesaggio agricolo spagnolo e di altri paesi europei, compresa l'Italia.</strong><strong> </strong>Laddove prima predominavano ampi campi coltivati, terreni a riposo o uliveti, è sempre più frequente trovare grandi superfici occupate da pannelli fotovoltaici.</p><p>Questa convivenza tra agricoltura e produzione di energia elettrica mette in competizione due attività per una stessa risorsa, ma <strong>non deve necessariamente trasformarsi in una battaglia per il territorio.</strong></p><h2>Quando il sole deve alimentare due mondi</h2><p>La difficoltà sembra semplice da spiegare, ma dal punto di vista tecnico è considerevole, poiché <strong>un impianto fotovoltaico convenzionale è progettato per sfruttare al massimo la radiazione solare, mentre una coltura ha bisogno della stessa</strong> radiazione solare per effettuare la fotosintesi.</p><p>I tradizionali pannelli in silicio sono quindi essenzialmente opachi e, quando vengono installati su un terreno agricolo, <strong>generano ombra e modificano le condizioni di temperatura, umidità e radiazione.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Investigadores de la Universidad de Jaén muestran sus prototipos de paneles solares traslúcidos made in Spain para avanzar hacia una agricultura que comparte terrenos con la producción de energía fotovoltaica<a href="https://t.co/3vWGBTKYZ2">https://t.co/3vWGBTKYZ2</a><br><br> <a href="https://x.com/alexmunofer?ref_src=twsrc%5Etfw">@alexmunofer</a> <a href="https://t.co/PENSYQXPsi">pic.twitter.com/PENSYQXPsi</a></p>— SINC (@agencia_sinc) <a href="https://x.com/agencia_sinc/status/2090698426895696119?ref_src=twsrc%5Etfw">21 agosto 2026</a></blockquote></figure><p>Ed è proprio a questo punto che <strong>entra in gioco l'agrovoltaico, che non consiste semplicemente nel posizionare pannelli sopra le colture, ma nel trovare un equilibrio</strong> in cui l'impianto produca elettricità senza danneggiare e, in determinati casi, persino favorendo, la produzione agricola.</p><h3>Il problema dei pannelli semitrasparenti</h3><p>Una delle strade che vengono studiate consiste <strong>nella realizzazione di moduli che permettano a una parte della radiazione solare di attraversarli,</strong> e una possibilità è quella di separare le celle convenzionali in silicio all'interno del pannello, lasciando degli spazi tra di esse.</p><p>Il problema è che questa soluzione riduce<strong> l'efficienza e genera un'ombra irregolare sul terreno, </strong>un fattore che influisce negativamente sulla crescita delle piante.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774188" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/citta-del-vaticano-sara-indipendente-energeticamente-grazie-a-un-impianto-agrivoltaico-cos-e.html" title="Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta">Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/citta-del-vaticano-sara-indipendente-energeticamente-grazie-a-un-impianto-agrivoltaico-cos-e.html" title="Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/citta-del-vaticano-sara-indipendente-energeticamente-grazie-a-un-impianto-agrivoltaico-cos-e-1781609575445_320.jpeg" alt="Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta"></a></article></aside><p>Un'altra alternativa consiste nel modificare lo spessore del materiale semiconduttore per renderlo parzialmente trasparente e, in questo caso,<strong> l'efficienza può scendere al di sotto del 10%.</strong></p><p><strong>La sfida consiste quindi nel trovare quanta luce il pannello debba lasciar passare affinché la coltura possa continuare a svilupparsi</strong> correttamente senza rinunciare a una produzione elettrica sufficiente.</p><h2>Il modulo spagnolo che cerca di sfruttare la luce su entrambe le facce</h2><p>È qui che entra in gioco uno degli sviluppi del gruppo AdPVTech, <strong>un modulo semitrasparente RearCPVbif.</strong></p><p>Il suo funzionamento introduce una differenza importante rispetto a un pannello convenzionale, poiché <strong>utilizza celle solari bifacciali, capaci di sfruttare la radiazione</strong> che arriva sia dalla parte anteriore sia da quella posteriore.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/paneles-solares-que-no-hacen-sombra-el-invento-espanol-que-revoluciona-la-convivencia-entre-agricultura-y-energia-1787826322910.jpg" data-image="8vbqiue9937i"><figcaption>Esempio di modulo solare RearCPVbif.</figcaption></figure><p>Nel suo design vengono mantenuti <strong>s</strong><strong>pazi tra le celle per consentire a una parte della luce di raggiungere direttamente la coltura, </strong>mentre sul lato posteriore vengono integrati concentratori che permettono di sfruttare meglio la radiazione riflessa dal terreno, nota come albedo.</p><p>I ricercatori dell'azienda hanno lavorato proprio su questo equilibrio, poiché <strong>una trasparenza vicina al 60%</strong><strong> sarebbe la configurazione ottimale individuata per combinare la produzione di energia elettrica con le esigenze della coltura</strong>, anche se il design può essere adattato.</p><p>Il risultato è un pannello che non punta a bloccare completamente la luce solare, ma a <strong>distribuirla tra le piante e le celle fotovoltaiche.</strong></p><h3><strong>Una seconda generazione: pannelli che seguono il sole</strong></h3><p>La ricerca dell'Università di Jaén va addirittura un passo oltre con il <strong>prototipo WiT-CPV.</strong></p><p><strong>In questo caso vengono utilizzate lenti ad alta concentrazione capaci di moltiplicare sensibilmente la radiazione</strong> che raggiunge una piccola cella in silicio ad alta efficienza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/paneles-solares-que-no-hacen-sombra-el-invento-espanol-que-revoluciona-la-convivencia-entre-agricultura-y-energia-1787840075023.png" data-image="fexbyp6qh07k"><figcaption>Il prototipo WiT-CPV combina una piccola cella ad alta efficienza che segue il sole con lenti ad alta concentrazione.</figcaption></figure><p>L'aspetto più interessante è che <strong>la cella può spostarsi seguendo la posizione del sole, </strong>permettendo di modificare il livello di trasparenza del sistema nel corso della giornata e di controllare in modo più preciso la quantità di radiazione che raggiunge il terreno.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Arturo%20D%C3%ADaz-Ponce%2C%20%20Iv%C3%A1n%20Trejo-Z%C3%BA%C3%B1iga%2CFernando%20D%C3%A1valos%20Hern%C3%A1ndez%2C%20Pedro%20M.%20Rodrigo%2C%20%20Mar%C3%ADa%20A.%20Ceballos%2C%20%C3%81lvaro%20Valera-Albacete%2C%20Florencia%20Almonacid%2C%20Eduardo%20F.%20Fern%C3%A1ndez." data-year="2025" data-title="Development%20of%20a%20proof-of-concept%20concentrating%20photovoltaic%20module%20with%20integrated%20tracking%20and%20azimuthal%20cell%20rotation" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sciencedirect.com%2Fscience%2Farticle%2Fpii%2FS2590123025028026">Arturo Díaz-Ponce, Iván Trejo-Zúñiga, Fernando Dávalos Hernández, Pedro M. Rodrigo, María A. Ceballos, Álvaro Valera-Albacete, Florencia Almonacid, Eduardo F. Fernández. (2025). <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2590123025028026" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Development of a proof-of-concept concentrating photovoltaic module with integrated tracking and azimuthal cell rotation</a>.</cite><br><cite data-author="%C3%81lvaro%20Valera-Albacete%2C%20Mar%C3%ADa%20A.%20Ceballos%2C%20Jes%C3%BAs%20Montes-Romero%2C%20Florencia%20Almonacid%2C%20Eduardo%20F.%20Fern%C3%A1ndez" data-year="2025" data-title="Research%20paper%20Study%20on%20the%20potential%20of%20a%20novel%20semi-transparent%20rear%20concentrator%20photovoltaic%20system%20for%20agrivoltaics" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sciencedirect.com%2Fscience%2Farticle%2Fpii%2FS2590123025042872">Álvaro Valera-Albacete, María A. Ceballos, Jesús Montes-Romero, Florencia Almonacid, Eduardo F. Fernández. (2025). <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2590123025042872" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Research paper Study on the potential of a novel semi-transparent rear concentrator photovoltaic system for agrivoltaics</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/pannelli-solari-che-non-fanno-ombra-l-invenzione-spagnola-che-rivoluziona-il-rapporto-tra-agricoltura-ed-energia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questa Domenica parte il telescopio Roman: il nuovo “grande occhio” della NASA sull’Universo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/domenica-parte-il-telescopio-roman-il-nuovo-grande-occhio-della-nasa-sull-universo.html</link><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 05:37:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il telescopio spaziale Nancy Grace Roman è pronto al lancio. Con un campo visivo cento volte più ampio di Hubble studierà miliardi di galassie, energia oscura, materia oscura ed esopianeti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/domenica-parte-il-telescopio-roman-il-nuovo-grande-occhio-della-nasa-sull-universo-1787988933972.png" data-image="uwezzxib2036" alt="Roman telescope" title="Roman telescope"><figcaption>Rappresentazione artistica del telescopio spaziale Nancy Grace Roman.</figcaption></figure><p>Sulla rampa di lancio del Kennedy Space Center in Florida è già posizionato il <strong>Falcon Heavy di SpaceX</strong> con a bordo un carico molto speciale: <strong>il telescopio spaziale Nancy Grace Roman Space Telescope</strong>, più brevemente noto come <strong>Roman Telescope</strong>.</p><p><strong>Il lancio avverrà domenica 28 intorno alle 13:26 ora italiana.</strong></p><h2>Le fasi del lancio di Domenica 28 Agosto</h2><p>La messa in orbita del telescopio Roman è stata affidata ad un razzo Falcon Heavy della SpaceX.</p><p><strong>Il Falcon Heavy è un razzo composto di due “stadi”</strong>, cioè due unità autonome ciascuna dotata di propri motori propulsori e propri serbatoi di carburante. Il carico da trasportare in orbita, chiamato payload, cioè<strong> il telescopio Roman</strong> in questo caso, <strong>si trova all’interno di un guscio attaccato al secondo stadio</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772195" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/cento-volte-piu-potente-di-hubble-il-telescopio-roman-inaugura-il-suo-enorme-specchio-a-infrarossi.html" title="Cento volte più potente di Hubble: il telescopio Roman inaugura il suo enorme specchio a infrarossi">Cento volte più potente di Hubble: il telescopio Roman inaugura il suo enorme specchio a infrarossi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/cento-volte-piu-potente-di-hubble-il-telescopio-roman-inaugura-il-suo-enorme-specchio-a-infrarossi.html" title="Cento volte più potente di Hubble: il telescopio Roman inaugura il suo enorme specchio a infrarossi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/100-veces-mas-potente-que-el-hubble-el-telescopio-roman-estrena-su-enorme-espejo-infrarrojo-1780406703477_320.jpg" alt="Cento volte più potente di Hubble: il telescopio Roman inaugura il suo enorme specchio a infrarossi"></a></article></aside><p><strong>il primo “stadio” </strong>consiste in tre booster, uno centrale (core) e due laterali carichi di carburante e con propri motori. Sono questi che vengono accesi contemporaneamente (fase di litoff) in modo da imprimere al razzo una colossale spinta che gli permetta di vincere la forza di gravità terrestre.</p><div class="texto-destacado">Il peso al decollo del Falcon Heavy è di circa 1.400 tonnellate (1 milione e 400 mila kg) cui si aggiunge un peso di ulteriori 10 tonnellate del telescopio.</div><p>Una volta esaurito il carburante, fase chiamata MECO (Main Engine Cutoff), <strong>il primo stadio si sgancia dal secondo stadio</strong>. I due booster laterali rientrano sulla terraferma in maniera controllata, in modo da essere riutilizzati. Invece, il booster centrale non riutilizzabile viene fatto precipitare nell’oceano.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/domenica-parte-il-telescopio-roman-il-nuovo-grande-occhio-della-nasa-sull-universo-1787989266458.png" data-image="2w0rb1qxr6oq" alt="Falcon Heavy" title="Falcon Heavy"><figcaption>Schema del razzo Falcon Heavy. Credit: SpaceX</figcaption></figure><p><strong>Il secondo "stadio"</strong>, molto più leggero, accende i propri motori e porta il guscio contenente il telescopio verso la sua traiettoria preliminare. Esaurito il carburante del secondo stadio, <strong>il guscio si sgancia automaticamente, si apre a conchiglia e libera il telescopio che prosegue il suo viaggio verso la destinazione finale.</strong></p><h2>La crociera verso L2</h2><p>Il telescopio raggiungerà <strong>in 30 giorni</strong> una posizione orbitale molto stabile, il cosiddetto <strong>punto Lagrangiano L2</strong>. Questo si trova lungo la congiungente Sole-Terra, ma oltre la Terra ad una distanza di circa 1,5 milioni di km.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767107" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/chi-era-nancy-grace-roman-la-madre-di-hubble-il-suo-nome-ora-al-nuovo-telescopio-della-nasa.html" title="Chi era Nancy Grace Roman? La madre di Hubble, il suo nome ora al nuovo telescopio della NASA">Chi era Nancy Grace Roman? La madre di Hubble, il suo nome ora al nuovo telescopio della NASA</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/chi-era-nancy-grace-roman-la-madre-di-hubble-il-suo-nome-ora-al-nuovo-telescopio-della-nasa.html" title="Chi era Nancy Grace Roman? La madre di Hubble, il suo nome ora al nuovo telescopio della NASA"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quien-era-nancy-grace-roman-la-madre-del-hubble-cuyo-nombre-ahora-protagoniza-el-nuevo-telescopio-de-la-nasa-1777706709151_320.jpg" alt="Chi era Nancy Grace Roman? La madre di Hubble, il suo nome ora al nuovo telescopio della NASA"></a></article></aside><p>Più precisamente, <strong>il telescopio orbiterà attorno al punto L2 compiendo un intera orbita in 180 giorni mentre solidalmente con la Terra compirà un giro attorno al Sole in un anno.</strong></p><p>Nella posizione L2, il telescopio dispiegherà i pannelli solari verso il Sole, mentre punterà il proprio specchio in direzione opposta.</p><div class="texto-destacado">La posizione il L2, così come avviene per gli altri telescopi spaziali, permetterà al telescopio di osservare un emisfero durante 6 mesi e quello opposto nei successivi 6 mesi.</div><p><strong>La durata nominale prevista per la missione è di 5 anni.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/domenica-parte-il-telescopio-roman-il-nuovo-grande-occhio-della-nasa-sull-universo-1787989420525.png" data-image="2huza8cquesy" alt="Punto L2" title="Punto L2"><figcaption>Rappresentazione dei punti Lagrangiani. Il Roman Telescope orbiterà attorno al punto L2 a circa 1.5 milioni di km dalla Terra.</figcaption></figure><p>Durante i mesi successivi all'arrivo, gli ingegneri avviano l'allineamento dello specchio primario e la calibrazione degli strumenti di bordo in vista dell'inizio delle operazioni scientifiche ufficiali.</p><h2>Caratteristiche del Roman e obiettivi scientifici</h2><p><strong>Il telescopio ha uno specchio primario di 2,4 metri,</strong> simile a quello del telescopio Hubble. Con questo si otterrà la stessa capacità risolutiva, ma non si tratta di una duplicazione di Hubble. Infatti, <strong>Roman ha un campo di vista, cioè la regione di cielo che riesce a vedere con una singola fotografia, 100 volte maggiore.</strong></p><p>Grazie al suo strumento principale, il<strong> Wide Field Instrument (WFI)</strong>, una camera infrarossa da circa 300 megapixel, potrà effettuare osservazioni non di singoli oggetti cosmici o piccole porzioni dell’Universo, ma <strong>potrà effettuare survey del cielo fino a mille volte più velocemente di Hubble</strong>, permettendo di costruire immense mappe dell'Universo. Nel corso della missione potrebbe misurare la luce proveniente da circa un miliardo di galassie.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Nella sua attività Roman sarà complementare a James Webb.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Uno degli obiettivi principali sarà affrontare due dei maggiori problemi ancora aperti della cosmologia moderna:<strong> materia oscura ed energia oscura.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="766187" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-svela-il-successore-di-hubble-il-telescopio-romano-che-mappera-l-universo-100-volte-piu-velocemente.html" title="La NASA svela il successore di Hubble: il telescopio Roman mapperà l'universo 100 volte più velocemente">La NASA svela il successore di Hubble: il telescopio Roman mapperà l'universo 100 volte più velocemente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-svela-il-successore-di-hubble-il-telescopio-romano-che-mappera-l-universo-100-volte-piu-velocemente.html" title="La NASA svela il successore di Hubble: il telescopio Roman mapperà l'universo 100 volte più velocemente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-presenta-al-sucesor-del-hubble-el-telescopio-roman-que-mapeara-el-universo-100-veces-mas-rapido-1777282030562_320.jpg" alt="La NASA svela il successore di Hubble: il telescopio Roman mapperà l'universo 100 volte più velocemente"></a></article></aside><p>Le immagini del Roman permetteranno di costruire una sorta di cartografia cosmica la cui analisi permetterà di capire come l’Universo si è espanso e perchè la sua espansione sta accelerando</p><p><strong>Ma Roman sarà anche un formidabile cacciatore di esopianeti.</strong></p><p>Una delle tecniche più interessanti che utilizzerà è quella della microlente gravitazionale. Quando una stella passa prospetticamente davanti a un'altra stella più lontana, la gravità dell'oggetto in primo piano curva e amplifica temporaneamente la luce della sorgente retrostante.Se intorno alla stella che funge da lente orbita un pianeta, questo può produrre una piccola perturbazione nella curva di luminosità osservata che ne svela l’esistenza.</p><p><strong>Ma grazie anche al Coronagraph Instrument, Roman sarà in grado di osservare direttamente esopianeti, </strong>oscurando la brillante luce delle stelle che li ospitano e rendendoli visibili.</p><p>Se tutto procederà secondo programma, dopo circa tre mesi dedicati al dispiegamento, alla calibrazione e ai test degli strumenti, <strong>le prime immagini scientifiche sono previste all'inizio del 2027.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/domenica-parte-il-telescopio-roman-il-nuovo-grande-occhio-della-nasa-sull-universo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html</link><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 04:05:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Fine agosto ancora caldo, l’estate 2026 prosegue fra un estremo e l’altro anche a inizio settembre. Dopo nuovi violenti temporali al nord e parzialmente al centro, in arrivo una ondata di caldo tardiva. L’autunno? Non pervenuto.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2215q"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2215q.jpg" id="xb2215q"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Venerdì 28 agosto 2026, è stata una delle giornate più assurde </strong>dell’estrema estate 2026 <strong>indotta dai cambiamenti climatici </strong>causati dalle attività umane. </p><p>Condizioni da deserti tropicali ovunque,<strong> al sud per il caldo estremo,</strong> <strong>al nord per afa, polvere sahariana e anche temporali violenti</strong> oltre le previsioni. <br>Nel dettaglio,<strong> Sigonella ha toccato l’incredibile temperatura massima di 45.8°C,</strong> Cagliari 41.2°C, Viterbo 40.1°C. <strong>Al nord spicca al solito Bologna, 37°C</strong>, in un quadro iniziato con la nebbia a 24-25°C al mattino, <strong>roba da foreste pluviali, </strong>poi <strong>giornata dai cieli marziani per la sabbia</strong> in sospensione e quindi i temporali con grandine distruttiva di cui trovate dettaglio in un articolo.</p><p>Sono gli ultimi due giorni di estate meteorologica, come inizierà l’autunno 2026?</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>La <strong>dorsale africana dell’anticiclone si è parzialmente ritirata</strong> a sud, coinvolge ancora Sicilia e marginalmente la Sardegna e l’estremo meridione, con <strong>aria ancora calda ma meno bollente dei giorni scorsi.</strong> Le isoterme a 850 hPa restano comunque molto calde, fra +20 e +25°C. Il nord è invece interessato marginalmente dalla circolazione da SW indotta da una saccatura, con<strong> alternanza fra fasi di curvatura anticiclonica e ciclonica</strong>. Anche qui, alte le isoterme, con isolinea di +15°C a circa 1500 m.</p><p>Una nuova <strong>onda instabile transiterà fra martedì e mercoledì</strong>, a 500 hPa si avvicina l’isoterma -15°C, ma sarà una fase temporanea, a medio termine infatti aleggiano nuove fasi acute dell’anticiclone subtropicale.</p><h2>Agosto finisce con sole e caldo</h2><p>Due<strong> belle giornate tardo estive ma calde per la stagione oggi</strong> domenica 30 e domani lunedì 31 agosto 2026. L’<strong>instabilità pomeridiana sulle Alpi è limitata a sporadici rovesci </strong>a carattere isolato e breve, comunque da non sottovalutare nel fare escursioni. <strong>La maggior parte dell’arco alpino comunque avrà due giornate soleggiate</strong> al mattino e con cumuli irregolari a scarso o medio sviluppo al pomeriggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786038" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali.html" title="Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni">Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali.html" title="Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali-1787949392970_320.png" alt="Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni"></a></article></aside><p>Per il resto, <strong>soleggiato in tutt’Italia dalla pianura padana alle isole del sud,</strong> con qualche nube di scarso conto. Piccoli rovesci sempre brevi sono però possibili nell’Appennino centrale. Da segnalare anche, <strong>lunedì sera, l’aumento dei temporali sulle Alpi nordorientali</strong> di confine. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia-1788007821308.jpg" data-image="nt967xopgsrc"><figcaption>Previsione incerta nei dettagli, ci saranno temporali fra martedì 1 e mercoled' 2 settembre, più che le precipitazioni cumulate è indicativa del rischio la mappa di probabilità di precipitazioni.</figcaption></figure><p>Resta appunto caldo, con <strong>massime al nord fra 31 e 33°C, lunedì in aumento a 34-35.</strong> Al centro valori simili, con picchi di <strong>36-38°C nei quartieri più caldi di Roma e interno di Sardegna</strong>. Al sud, ancora nelle consuete zone penalizzate dall’orografia, come il tavoliere delle Puglie e interno Calabria e Sicilia, si arriva anche 38-40°C. </p><h2>Forti temporali martedì e mercoledì</h2><p>Fra <strong>martedì 1 e mercoledì 2 settembre,</strong> nonostante il caldo persista, <strong>al nord irrompono nuovi forti temporali.</strong> Colpito sembra soprattutto il nordest ed Emilia Romagna, lambito marginalmente il nordovest. <strong>I temporali non saranno solo sulle Alpi e Appennino, ma sconfineranno molto forti</strong> nella calda conca padana. </p><p>Presto per fornire dettagli delle zone colpite, mentre <strong>gli effetti al solito saranno venti di downburst, nubifragi e grandine</strong>. Seguite il prossimi aggiornamenti, gli allerta che saranno probabilmente emessi e, nelle due giornate, il<a href="https://www.ilmeteo.net/radar-italia-pioggia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext"> radar meteo</a> va tenuto sempre monitorato. Non mancheranno però lunghe fasi soleggiate e anche calde. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia-1788007990978.jpg" data-image="nctdx776c5hx"><figcaption>I temporali non portano reale rinfrascata, settembre anzi vedrà una nuova ondata di caldo anomalo, meno estremo solo grazie alla stagione, siamo in autunno meteorologico, ma comunque con temperature nettamente sopra media.</figcaption></figure><p><strong>Al centro probabile che sconfinino alcuni temporali </strong>specie su Marche, parte di Umbria e Toscana orientale, saltate il resto della Toscana e del centro e la Sardegna. Incerto l’eventuale interessamento dell’Abruzzo e Molise. Anche qui, <strong>i temporali saranno improvvisi, preceduti da ampio soleggiamento, </strong>e in un quadro sempre caldo. </p><p><strong>Al sud prevalenza di tempo stabile, caldo e soleggiato,</strong> con nuvolosità variabile mercoledì nei settori adriatici.<br>Le temperature diminuiscono, ma <strong>non va definita rinfrescata: al nord si scende sui 30°C, anomali a settembre</strong>, al centro 30-33°C, al sud mercoledì ancora 38°C in alcune zone, 32-34°C giovedì.</p><h2>Sesta ondata di caldo nel primo weekend di settembre? </h2><p>I cluster ECMWF confermano il run operativo e stupiscono: <strong>la maggior parte dei membri converge in una nuova ondata di caldo</strong>, sarebbe il sesto acuto della lunga ondata di caldo iniziata a metà giugno, e a carattere tardivo dato coinvolge i primi giorni di settembre<strong>. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786005" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre.html" title="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'">Massimiliano Santini avverte: "caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre.html" title="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre-1787930801024_320.jpg" alt="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'"></a></article></aside><p><strong>L’anticiclone africano pare espandersi nuovamente,</strong> con isoterme molto calde per la stagione, fino a +20°C a 850 hPa al nord. I<strong>l massimo del caldo sarebbe nel fine settimana 5-6 settembre, con massime dai 34-36°C </strong>del nord 36-38°C al sud. <strong>Una situazione che ci stupisce, </strong>e che rende la “stagione calda” 2026 perfino più lunga del 2003, in cui ai primi di settembre arrivò una rinfrescata. Non ci sbilanciamo oltre e al solito invitiamo a seguirci. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le spiagge dello sbarco in Normandia e i castelli catari nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-spiagge-dello-sbarco-in-normandia-e-i-castelli-catari-nella-lista-del-patrimonio-mondiale-dell-unesco.html</link><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 16:38:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Con l'aggiunta di due nuovi siti alla lista del Patrimonio Mondiale, la Francia conta ora 56 siti riconosciuti dall'UNESCO.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/les-plages-normandes-du-debarquement-et-les-chateaux-cathares-rejoignent-le-patrimoine-mondial-de-l-unesco-1786099155117.jpeg" data-image="3jmrnua6g468" alt="Le spiagge dello sbarco del D-Day in Normandia." title="Le spiagge dello sbarco del D-Day in Normandia."><figcaption>Le spiagge dello sbarco del D-Day in Normandia.</figcaption></figure><p><strong>Le spiagge dello Sbarco in Normandia sono state inserite, domenica 26 luglio, nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco.</strong> Su circa 80 chilometri di costa, lungo la baia della Senna, le spiagge dello sbarco alleato del 6 giugno 1944 furono teatro di una battaglia decisiva per liberare l'Europa dal nazismo e porre fine alla Seconda guerra mondiale.</p><p>Il sito seriale comprende le <strong>cinque spiagge dello Sbarco</strong>, conosciute con i loro nomi in codice <strong>Utah Beach, Omaha Beach, Gold Beach, Juno Beach e Sword Beach</strong>, oltre al sito dell'assalto della <strong>Pointe du Hoc</strong>. Queste spiagge <em>«sono direttamente e materialmente associate allo sbarco</em> (…) <em>che ha svolto un ruolo decisivo nella liberazione dell'Europa occidentale dall'occupazione nazista»</em>, ha ricordato una rappresentante del Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti (Icomos) dell'Unesco.</p><h2>Dal Vallo Atlantico al cimitero americano</h2><p>"<em>Il sito conserva elementi del Vallo Atlantico tedesco, tra cui casematte, batterie di artiglieria, postazioni per la direzione del tiro e “nidi di resistenza”, oltre a resti del campo di battaglia, equipaggiamenti originali e importanti siti e monumenti commemorativi, in particolare il cimitero americano di Colleville-sur-Mer"</em>, precisa ancora l'Unesco.</p><p>Anche le fortezze reali capetingie della Linguadoca, più conosciute con l'antico nome di «castelli catari», sono entrate a far parte del Patrimonio mondiale dell'Unesco. Il sito seriale comprende una parte di un <strong>sistema di fortificazioni</strong> realizzato dai re capetingi nel XIII e XIV secolo, all'indomani della crociata contro gli Albigesi (1209-1229), per sostenere la neonata siniscalcheria di Carcassonne.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/les-plages-normandes-du-debarquement-et-les-chateaux-cathares-rejoignent-le-patrimoine-mondial-de-l-unesco-1786099530274.jpeg" data-image="qrcl6i5j3t96" alt="Il castello di Aguilar a Tuchan, nell'Aude." title="Il castello di Aguilar a Tuchan, nell'Aude."><figcaption>Il castello di Aguilar a Tuchan, nell'Aude.</figcaption></figure><p>Questa serie di otto elementi comprende il <strong>castello di Carcassonne</strong> e una selezione di fortezze (<strong>Aguilar, Lastours, Montségur, Peyrepertuse, Puilaurens, Quéribus e Termes</strong>) costruite su creste rocciose e situate in posizioni strategiche dal punto di vista geografico e politico. </p><p><strong>Alcuni di questi siti erano stati precedentemente utilizzati come rifugi dai Catari accusati di eresia.</strong> Attraverso queste fortezze, il re di Francia voleva tenere sotto controllo la popolazione locale, ancora considerata dissidente, e sorvegliare il regno d'Aragona, situato a poche decine di chilometri da Quéribus e Peyrepertuse.</p><h2>Un adattamento al territorio impervio della Linguadoca</h2><p>La costruzione di questo sistema di fortificazioni, nel corso della conquista della Linguadoca da parte della Corona capetingia, permise di imporre l'autorità del siniscalco sul territorio delle antiche casate feudali e di affermare il potere reale attraverso edifici dall'architettura monumentale, inseriti in un territorio accidentato. «<em>Queste fortezze testimoniano l'eccezionale adattamento dell'architettura militare ai vincoli topografici e l'emergere di nuove forme di organizzazione del territorio da parte della monarchia francese</em>», ha dichiarato l'Unesco.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="724103" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/tutto-quello-che-devi-sapere-prima-di-visitare-las-medulas-il-paesaggio-di-leon-dichiarato-patrimonio-dell-umanita.html" title="Tutto quello che devi sapere prima di visitare Las Médulas, il paesaggio di León dichiarato Patrimonio dell'Umanità">Tutto quello che devi sapere prima di visitare Las Médulas, il paesaggio di León dichiarato Patrimonio dell'Umanità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/tutto-quello-che-devi-sapere-prima-di-visitare-las-medulas-il-paesaggio-di-leon-dichiarato-patrimonio-dell-umanita.html" title="Tutto quello che devi sapere prima di visitare Las Médulas, il paesaggio di León dichiarato Patrimonio dell'Umanità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/todo-lo-que-debes-saber-antes-de-visitar-las-medulas-el-paisaje-de-leon-declarado-patrimonio-de-la-humanidad-1734467136091_320.jpeg" alt="Tutto quello che devi sapere prima di visitare Las Médulas, il paesaggio di León dichiarato Patrimonio dell'Umanità"></a></article></aside><p>Il Mont-Saint-Michel, la Reggia di Versailles, le Rive della Senna a Parigi, la Cattedrale di Chartres, la Città fortificata di Carcassonne e, dall'anno scorso, i megaliti di Carnac figurano anch'essi nella lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco. Questo riconoscimento internazionale garantisce la protezione giuridica dei siti, ne favorisce la conservazione attraverso un sostegno finanziario e tecnico e contribuisce a stimolare il turismo locale.</p><h4><em>Riferimento</em></h4><p><em><a href="https://www.lemonde.fr/culture/article/2026/07/26/les-plages-du-debarquement-en-normandie-inscrites-au-patrimoine-mondial-de-l-unesco_6733114_3246.html" title="https://www.lemonde.fr/culture/article/2026/07/26/les-plages-du-debarquement-en-normandie-inscrites-au-patrimoine-mondial-de-l-unesco_6733114_3246.html">Le spiagge dello Sbarco in Normandia e le fortezze reali della Linguadoca inserite nel Patrimonio mondiale dell'Unesco, Le Monde con AFP, 26 luglio 2026</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-spiagge-dello-sbarco-in-normandia-e-i-castelli-catari-nella-lista-del-patrimonio-mondiale-dell-unesco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’inquinamento passato non scompare: composti chimici vietati negli anni ’70 sono ancora attivi e diffusi in Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-inquinamento-passato-non-scompare-composti-chimici-vietati-negli-anni-70-ancora-diffusi-in-europa.html</link><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 14:18:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Sostanze chimiche vietate negli anni ’70 continuano a contaminare l’Europa. Uno studio su Environmental Research rivela la persistenza di PBDE, PCB e pesticidi nel suolo e nella catena alimentare: un inquinamento invisibile che richiede bonifiche avanzate e monitoraggi continui.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-inquinamento-passato-non-scompare-composti-chimici-vietati-negli-anni-70-ancora-diffusi-in-europa-1787781539543.jpg" data-image="tinoescg5sle"><figcaption>Sono tante le sostanze che nel tempo sono entrate nel libro nero degli inquinanti e sono state di conseguenza vietate decenni fa. Tra i composti chimici più stabili, che significa che resistono maggiormente al naturale processo di degradazione, troviamo il PCB (policlorobifenili), diversi pesticidi clorurati, ma anche i ritardanti di fiamma bromurati</figcaption></figure><p>Uno studio recente rimette al centro l'annosa questione dell'<strong>inquinamento e della sua persistenza</strong>. Purtroppo<strong>, sostanze chimiche industriali messe a bando </strong>a partire<strong> dagli anni '70 continuano ancora a contaminare il suolo, sedimenti, aria e organismi viventi. </strong></p><p>Sono tante le sostanze che nel tempo sono entrate nel<strong> libro nero degli inquinanti</strong> e sono state di conseguenza<strong> vietate decenni fa</strong>. Tra i composti chimici più stabili, che significa <strong>che resistono maggiormente al naturale processo di degradazione</strong>, troviamo <strong>il PCB (policlorobifenili)</strong>, diversi<strong> pesticidi clorurati</strong>, ma anche i <strong>ritardanti di fiamma bromurati</strong>, utilizzati in molti oggetti per renderli meno facilmente infiammabili.</p><p>Questo <strong>inquinamento </strong>lo abbiamo <strong>ereditato dalle generazioni precedenti</strong> e, probabilmente, riuscirà a sopravvivere anche alla nostra generazione, trasmettendosi <strong>ancora nel futuro</strong>, <strong>spesso passando da un ambiente all'altro</strong>. </p><h2>Le evidenze scientifiche e le fonti ufficiali</h2><p>La ricerca, pubblicata su <strong>Environmental Research nei mesi scorsi (2026)</strong>, ha titolo "<em><strong>Contaminazione da eteri difenilici polibromurati (PBDE) nei compartimenti ambientali in Europa</strong></em>". La sua importanza è testimoniata anche dal rilancio sui principali canali scientifici e di informazione specializzata dell'intero pianeta. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-inquinamento-passato-non-scompare-composti-chimici-vietati-negli-anni-70-ancora-diffusi-in-europa-1787781013876.jpg" data-image="paak6et5mcox"><figcaption>I pesticidi clorurati, tra cui spiccano il celebre DDT, il lindano, l'aldrin e il dieldrin, per decenni sono stati sparsi massicciamente in nell'agricoltura intensiva e nelle campagne di disinfestazione antimalarica. La loro struttura lipofila (ossia con un'elevata affinità per i grassi) e la scarsa solubilità in acqua ne hanno favorito il legame duraturo alle particelle organiche del suolo e il trasferimento nei sedimenti acquatici.</figcaption></figure><p><strong>Phys.org</strong> ha Ripristino la notizia evidenziando la forte incongruenza normativa tra <strong>l'ambizione comunitaria verso l'economia circolare e il pericolo di reintrodurre plastiche contaminate nei cicli di riciclo industriale</strong>. Parallelamente, <strong>EurekAlert!</strong> ha documentato come l'esposizione umana avvenga quotidianamente attraverso <strong>l'inalazione e il contatto con la polvere domestica e l'aria indoor negli edifici</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785559" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-octo-blu-un-arma-biologica-contro-l-invasione-del-granchio-blu.html" title="Il progetto Octo-Blu: un’arma biologica contro l’invasione del granchio blu">Il progetto Octo-Blu: un’arma biologica contro l’invasione del granchio blu</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-octo-blu-un-arma-biologica-contro-l-invasione-del-granchio-blu.html" title="Il progetto Octo-Blu: un’arma biologica contro l’invasione del granchio blu"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-progetto-octo-blu-un-arma-biologica-contro-l-invasione-del-granchio-blu-1787733310436_320.jpg" alt="Il progetto Octo-Blu: un’arma biologica contro l’invasione del granchio blu"></a></article></aside><p><strong>Environment Journal</strong> ha spiegato che <strong>non basta più analizzare un solo elemento della natura (ad esempio solo l'acqua del fiume o solo la terra di un campo)</strong> per capire quanto un territorio possa essere sia inquinato. Questo scenario trova piena conferma nei pareri dell'<strong>Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA)</strong>, costantemente impegnata a tracciare <strong>la biomagnificazione dei ritardanti bromurati nella filiera nutrizionale</strong>, in particolare in alimenti ad alto tenore lipidico come pesce, carne, uova e latticini. </p><h2>Cosa sono i PBDE e dove venivano impiegati originariamente</h2><p> Gli <strong>eteri difenilici polibromurati (PBDE) </strong> sono una famiglia di <strong>composti organici aromatici</strong> sintetizzati e utilizzati massicciamente a partire dalla seconda metà del '900 con il ruolo di<strong> ritardanti di fiamma</strong>. </p><p>Inventati e prodotti allo scopo di ritardare l'innesco della combustione, quindi di <strong>ridurre la propagazione degli incendi nei materiali sintetici,</strong> vennero incorporati in quantitativi cospicui all'interno delle <strong>schede elettroniche</strong>, degli <strong>involucri plastici di elettrodomestici</strong>, <strong>computer</strong>, <strong>cablaggi</strong>, schiume poliuretaniche per<strong> imbottiture di arredi e materassi, sedili </strong>per <strong>autovetture </strong>e <strong>pannelli termoisolanti per l'edilizia</strong>. </p><p>Queste molecole erano aggiunte ai materiali polimerici, senza però legarsi ad essi. Perciò, <strong>quando le plastiche tendevano ad usurarsi e a degradarsi</strong>, i<strong> PBDE venivano liberati e dispersi nell'ambiente</strong>, dove si volatilizzavano.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-inquinamento-passato-non-scompare-composti-chimici-vietati-negli-anni-70-ancora-diffusi-in-europa-1787781771463.jpg" data-image="aky1qwhz0qm2"><figcaption>La maggior parte degli elettrodomestici del passato (insieme a numerosi altri prodotti di tutt'altro genere) erano creati con plastiche arricchite di PBDF, sostanze che avevano lo scopo di ritardarne la combustione, e quindi ridurre il rischio e gli effetti di un incendio.</figcaption></figure><p>I <strong>PCB (policlorobifenili)</strong> erano invece utilizzati come<strong> fluidi dielettrici e isolanti non infiammabili</strong> in <strong>trasformatori elettrici, condensatori industriali, oli idraulici, sigillanti per l'edilizia e vernici navali</strong>. La loro eccezionale inerzia termica e chimica li ha resi quasi indistruttibili, <strong>trasformando i vecchi siti industriali e i fanghi fluviali in serbatoi di contaminazione perenne</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="757636" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-natura-riconquista-le-citta-i-progetti-per-le-aree-portuali-che-fanno-bene-all-ambiente.html" title="La natura riconquista le città: i progetti per le aree portuali che fanno bene all'ambiente">La natura riconquista le città: i progetti per le aree portuali che fanno bene all'ambiente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-natura-riconquista-le-citta-i-progetti-per-le-aree-portuali-che-fanno-bene-all-ambiente.html" title="La natura riconquista le città: i progetti per le aree portuali che fanno bene all'ambiente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-natura-riconquista-le-citta-i-progetti-per-le-aree-portuali-che-fanno-bene-all-ambiente-1772806111653_320.jpg" alt="La natura riconquista le città: i progetti per le aree portuali che fanno bene all'ambiente"></a></article></aside><p>Infine, i <strong>pesticidi clorurati</strong>, tra cui spiccano il celebre <strong>DDT, il lindano, l'aldrin e il dieldrin</strong>, per decenni sono stati sparsi massicciamente in nell'<strong>agricoltura intensiva e nelle campagne di disinfestazione antimalarica</strong>. La loro struttura lipofila (ossia con un'elevata affinità per i grassi) e la scarsa solubilità in acqua ne hanno favorito <strong>il legame duraturo alle particelle organiche del suolo e il trasferimento nei sedimenti acquatici</strong>.</p><h2>I meccanismi di tossicità e i pericoli per la salute umana</h2><p>Il <strong>quadro tossicologico</strong> dovuto a queste sostanze evidenzia, in particolar modo, <strong>importanti interferenze endocrine</strong>. Infatti,<strong> l'affinità per i lipidi e la resistenza alla degradazione</strong> rendono tutte e tre le categorie inclini a<strong>l bioaccumulo nei tessuti adiposi</strong>, a<strong>umentando di concentrazione nel passaggio da un essere vivente all'altro nella catena alimentare</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-inquinamento-passato-non-scompare-composti-chimici-vietati-negli-anni-70-ancora-diffusi-in-europa-1787781706505.jpg" data-image="z1vzl6kxblae"><figcaption>Molte di queste molecole possono produrre gravi effetti di neurotossicità dello sviluppo cognitivo e comportamentale nei feti e nei neonati, esposti durante la gravidanza per via transplacentare o attraverso i grassi del latte materno.</figcaption></figure><p>Molte di queste molecole <strong>mimano o bloccano gli ormoni naturali</strong>, alterando l'<strong>asse tiroideo </strong>(come nel caso dei PBDE) o il <strong>sistema estrogenico e androgenico</strong> (tipico di PCB e DDT). Tali alterazioni determinano <strong>gravi effetti di neurotossicità dello sviluppo cognitivo e comportamentale nei feti e nei neonati</strong>, esposti durante la gravidanza<strong> per via transplacentare o attraverso i grassi del latte materno</strong>. </p><p>Si aggiungono a questa triste lista di effetti tossici, oltre ai<strong> danni alla fertilità</strong>, anche la <strong>cancerogenicità</strong>, spesso accertata, a volte sospetta, le<strong> disfunzioni immunitarie e metaboliche</strong>, tutte amplificate dal cosiddetto <strong>effetto cocktail</strong>, per l'azione combinata tra inquinanti storici residui e molecole chimiche più recenti. </p><h2>Bonifica dei terreni e nuove strategie ambientali europee</h2><p>È evidente che <strong>la sospensione di queste contaminazioni e quindi il loro divieto commerciale e produttivo non è bastato a sanare il territorio</strong>. Servono nuovi ed ulteriori provvedimenti e, soprattutto, un'attenzione severa per le nuove sostanze. </p><p> Nel quadro della <strong>Convenzione di Stoccolma </strong>e delle <strong>normative europee</strong> di tutela ambientale, la ricerca scientifica sta sviluppando <strong>avanzate strategie di decontaminazione per suoli e sedimenti compromessi</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-filtri-biomimetici-imitare-la-natura-contro-l-inquinamento-da-microplastiche.html" title="I filtri biomimetici: imitare la natura contro l’inquinamento da microplastiche">I filtri biomimetici: imitare la natura contro l’inquinamento da microplastiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-filtri-biomimetici-imitare-la-natura-contro-l-inquinamento-da-microplastiche.html" title="I filtri biomimetici: imitare la natura contro l’inquinamento da microplastiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-filtri-biomimetici-imitare-la-natura-contro-l-inquinamento-da-microplastiche-1774526908999_320.jpg" alt="I filtri biomimetici: imitare la natura contro l’inquinamento da microplastiche"></a></article></aside><p> Tra le soluzioni più accreditate figurano il "<strong>biorisanamento" </strong>tramite <strong>l'uso di batteri che operano in assenza di ossigeno per neutralizzare gli inquinanti, rimuovendo gli atomi di bromo e di cloro che li rendono tossici.</strong> Poi c'è la <strong>fitodepurazione con delle specie vegetali ad alto assorbimento radicale, capaci di estrarre o stabilizzare i composti organici.</strong> Infine abbiamo i <strong>trattamenti termici controllati e processi ossidativi avanzati a circuito chiuso</strong>. </p><p>L'esperienza accumulata con PBDE, PCB e pesticidi clorurati lascia un monito chiaro alla politica industriale contemporanea e a tutti i cittadini: <strong>ogni molecola persistente immessa oggi nell'ambiente, condizionerà inesorabilmente gli equilibri biologici e sanitari per i decenni a venire</strong>. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-inquinamento-passato-non-scompare-composti-chimici-vietati-negli-anni-70-ancora-diffusi-in-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[18 mesi di oscurità assoluta: l'evento vulcanico che distrusse i raccolti e cambiò il clima della Terra nel VI secolo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/18-mesi-di-oscurita-assoluta-l-evento-vulcanico-che-distrusse-i-raccolti-e-cambio-il-clima-della-terra-nel-vi-secolo.html</link><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 12:46:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Nel 536, una massiccia eruzione vulcanica oscurò il cielo per mesi, causando un improvviso raffreddamento e provocando la perdita dei raccolti, la carestia e profonde conseguenze sociali.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/18-meses-de-oscuridad-absoluta-el-evento-volcanico-que-destruyo-cosechas-y-cambio-el-clima-de-la-tierra-en-el-siglo-vi-1787751251790.png" data-image="o6seu8mdwg94"><figcaption>La grande eruzione del 536 causò un cambiamento climatico a livello globale.</figcaption></figure><p>Ci fu un momento nella storia in cui la luce del Sole divenne estremamente debole, l'estate perse gran parte del suo calore e i raccolti iniziarono a fallire. Non fu un'eclissi, ma <strong>la conseguenza di una gigantesca perturbazione vulcanica avvenuta nell'anno 536.</strong></p><p>Durante quel periodo, <strong>la luce diurna sarebbe stata straordinariamente fioca in vaste aree dell'Europa, del Medio Oriente e dell'Asia,</strong> con evidenze climatiche che, a posteriori, hanno permesso di verificare che quelle descrizioni non erano semplicemente racconti apocalittici: <strong>qualcosa di eccezionale accadde realmente nell'atmosfera terrestre.</strong></p><h2>Che cosa accadde nell'anno 536?</h2><p><strong>La spiegazione risiede in una grande eruzione vulcanica, il cui luogo esatto non è ancora stato completamente determinato e che inizialmente era stato ipotizzato in Islanda, </strong>anche se le ricerche paleoclimatiche mostrano che il segnale vulcanico registrato nei ghiacci e in altri archivi naturali potrebbe essere più complesso.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Pero no fue solo una erupción.<br><br>Nuevas pruebas científicas confirman tres eventos volcánicos:<br><br> 536<br> 540<br> 547<br><br>Fue una trilogía infernal.<br>Y con ella nació la llamada:<br>Pequeña Edad de Hielo de la Antigüedad Tardía <a href="https://t.co/dzFuONzkCx">pic.twitter.com/dzFuONzkCx</a></p>— Alexandra (@Alexalvz12) <a href="https://x.com/Alexalvz12/status/1939703771816149233?ref_src=twsrc%5Etfw">30 giugno 2025</a></blockquote></figure><p><span style="letter-spacing: 0.03em;">L'eruzione</span><strong style="letter-spacing: 0.03em;"> liberò enormi quantità di aerosol vulcanici, in particolare composti dello zolfo che possono rimanere sospesi negli strati più alti dell'atmosfera</strong><span style="letter-spacing: 0.03em;">. Da lì, possono disperdersi su distanze enormi e ridurre la quantità di radiazione solare che raggiunge la superficie terrestre. I testimoni dell'epoca percepirono proprio questo cambiamento nella luminosità.</span></p><h3>Il Sole non scomparve: l'atmosfera ne bloccò parte della luce</h3><p><strong>Parlare di "18 mesi di oscurità" può farci immaginare una notte permanente,</strong> ma non fu realmente così: il Sole continuò a sorgere ogni giorno, ma la sua luce raggiungeva la superficie terrestre molto più indebolita.</p><p><strong>Lo storico bizantino Procopio descrisse che il Sole emanava una luce "senza brillantezza",</strong> mentre un'altra testimonianza riferiva che per <strong>18 mesi la luce diurna era appena un'ombra.</strong></p><h2>Anche gli alberi registrarono quel cambiamento climatico</h2><p><strong>Gli anelli di accrescimento degli alberi funzionano come una sorta di archivio climatico naturale, </strong>e quando le condizioni ambientali sono favorevoli, determinate specie possono sviluppare anelli più ampi. Durante un periodo freddo o caratterizzato da condizioni sfavorevoli, invece, la crescita può ridursi considerevolmente.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/Curiosidades?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Curiosidades</a> <br>La Pequeña Edad de Hielo de la Antigüedad Tardía. <br><br>1. Que la humanidad ha tenido hambrunas, guerras, genocidios, en definitiva momentos terribles, de todos es sabido. Pero parece que hay consenso entre los historiadores para designar el año 536 como el peor de la <a href="https://t.co/qjgT0WWqVh">pic.twitter.com/qjgT0WWqVh</a></p> MaléficaReturns️ (@AliciaMimundo) <a href="https://x.com/AliciaMimundo/status/1905363398046744831?ref_src=twsrc%5Etfw">27 marzo 2025</a></blockquote></figure><p><strong>Le ricostruzioni climatiche mostrano che l'estate del 536 fu eccezionalmente fredda in numerose regioni dell'emisfero settentrionale</strong>. Diverse ricostruzioni collocano il calo delle temperature estive europee tra circa 1,6 e 2,5 °C rispetto alla media dei decenni precedenti.</p><h3>Il freddo arrivò nel momento peggiore possibile</h3><p>L'agricoltura dipende dalla presenza di una combinazione adeguata di temperatura, radiazione solare e disponibilità di acqua. <strong>Una brusca alterazione di uno qualsiasi di questi elementi può ridurre la produttività dei raccolti</strong> e, se l'episodio si protrae per diversi anni, le conseguenze possono accumularsi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782905" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/etna-l-eruzione-continua-e-da-spettacolo-nuova-chiusura-dell-aeroporto-di-catania-situazione-e-video-del-10-agosto.html" title="Etna, l'eruzione continua e dà spettacolo: nuova chiusura dell'aeroporto di Catania, situazione e video del 10 agosto">Etna, l'eruzione continua e dà spettacolo: nuova chiusura dell'aeroporto di Catania, situazione e video del 10 agosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/etna-l-eruzione-continua-e-da-spettacolo-nuova-chiusura-dell-aeroporto-di-catania-situazione-e-video-del-10-agosto.html" title="Etna, l'eruzione continua e dà spettacolo: nuova chiusura dell'aeroporto di Catania, situazione e video del 10 agosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/etna-continua-l-eruzione-1786357881262_320.jpeg" alt="Etna, l'eruzione continua e dà spettacolo: nuova chiusura dell'aeroporto di Catania, situazione e video del 10 agosto"></a></article></aside><p>In Irlanda, per esempio, le cronache registrarono nell'anno 536 un fallimento della produzione di pane. E il problema non terminò quell'anno<strong>. D</strong><strong>opo l'eruzione del 536, si verificarono altre grandi eruzioni intorno agli anni </strong><strong>540 e 547</strong>, prolungando e rafforzando il periodo freddo. Le ricerche climatiche hanno collegato questa successione di perturbazioni a uno dei periodi di raffreddamento più significativi degli ultimi duemila anni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/18-mesi-di-oscurita-assoluta-l-evento-vulcanico-che-distrusse-i-raccolti-e-cambio-il-clima-della-terra-nel-vi-secolo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: si ridimensiona il caldo in Italia con l'arrivo dell'autunno meteorologico, ma attenzione ai temporali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-si-ridimensiona-il-caldo-con-l-arrivo-dell-autunno-meteorologico-spazio-a-qualche-pioggia-in-piu.html</link><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 10:28:29 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Stop al caldo intenso, almeno per la prossima settimana. I flussi perturbati dal Nord Europa riusciranno a spostare più a sud l'efficacia del campo di alta pressione.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb1zl7m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb1zl7m.jpg" id="xb1zl7m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il <strong>maltempo che ha interessato il Nord Italia nelle ultime ore si allontana rapidamente verso est</strong>, lasciando spazio a un miglioramento delle condizioni atmosferiche. Ma attenzione, perché l'estate non ha ancora intenzione di mollare la presa, soprattutto sulle regioni meridionali.</p><p>Il quadro meteorologico resta infatti piuttosto interessante: da una parte troviamo un <strong>graduale rinforzo dell'alta pressione delle Azzorre</strong>, destinata a riportare maggiore stabilità al Nord, dall'altra l'anticiclone africano continuerà a mantenere la propria influenza sul Mediterraneo e soprattutto sul Sud Italia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786048" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-tempesta-tropicale-dolly-si-forma-nell-atlantico-l-nhc-avverte-che-portera-pioggia-nei-caraibi-prima-di-indebolirsi.html" title="La tempesta tropicale Dolly avanza nell'Atlantico: l'NHC avverte che porterà pioggia nei Caraibi prima di indebolirsi">La tempesta tropicale Dolly avanza nell'Atlantico: l'NHC avverte che porterà pioggia nei Caraibi prima di indebolirsi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-tempesta-tropicale-dolly-si-forma-nell-atlantico-l-nhc-avverte-che-portera-pioggia-nei-caraibi-prima-di-indebolirsi.html" title="La tempesta tropicale Dolly avanza nell'Atlantico: l'NHC avverte che porterà pioggia nei Caraibi prima di indebolirsi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nace-la-tormenta-tropical-dolly-en-el-atlantico-traera-lluvias-al-caribe-antes-de-debilitarse-1787867567852_320.jpg" alt="La tempesta tropicale Dolly avanza nell'Atlantico: l'NHC avverte che porterà pioggia nei Caraibi prima di indebolirsi"></a></article></aside><p>Insomma, il weekend sarà decisamente più tranquillo rispetto alle ultime ore, ma <strong>non sarà ancora un vero e proprio cambio di stagione</strong>. Anzi, il caldo resterà protagonista su diverse zone del Paese.</p><h2><strong>Weekend più stabile su tutto il territorio</strong></h2><p>Tra oggi e domani assisteremo a un <strong>netto miglioramento delle condizioni meteo sulle regioni settentrionali</strong>, dopo i temporali anche intensi che hanno interessato diverse zone nelle ultime ore. Tornerà a splendere il sole, già dalle prime ore della giornata odierna, e anche le temperature ne beneficeranno, tornando a salire.</p><p>Sui settori centrali dell'Italia, invece, si farà vedere qualche <strong>annuvolamento in più</strong>, soprattutto tra Lazio, Umbria e Marche. Nel corso del pomeriggio non si può escludere qualche rovescio, ma si tratterà comunque di fenomeni <strong>molto localizzati e di breve durata</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786005" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre.html" title="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'">Massimiliano Santini avverte: "caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre.html" title="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre-1787930801024_320.jpg" alt="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'"></a></article></aside><p>Al Sud, invece, continuerà a dominare la stabilità. Una situazione che, a questo punto, potremmo definire non solo degli ultimi giorni, ma addirittura delle <strong>ultime settimane</strong>. Qui il sole resterà protagonista e il caldo, seppur in lieve attenuazione, continuerà a farsi sentire.</p><p>Proprio sul fronte termico arriverà qualche cambiamento: le temperature <strong>torneranno a salire al Nord</strong>, mentre al Sud assisteremo a un calo, anche sensibile, dopo i <strong>40°C raggiunti diffusamente nella giornata di ieri</strong>. Insomma, qualche grado in meno arriverà anche al Mezzogiorno, ma l'estate è tutt'altro che intenzionata a mollare la presa.</p><h2><strong>Settembre parte con i temporali?</strong></h2><p>L'inizio di settembre potrebbe infatti proporre un <strong>nuovo cambiamento delle condizioni atmosferiche</strong>, almeno su parte d'Italia. L'anticiclone africano tenderà a ritirarsi parzialmente verso le basse latitudini mediterranee, pur mantenendo una certa influenza sul Mezzogiorno. Il Nord si troverà invece più esposto alle correnti occidentali e alle infiltrazioni umide di origine atlantica. Il risultato potrebbe essere un contesto ancora caldo, ma decisamente più instabile.</p><p>La giornata di <strong>martedì 1 settembre</strong> potrebbe rappresentare il primo passaggio importante. Una perturbazione proveniente da ovest dovrebbe raggiungere l'arco alpino nel corso della giornata, portando <strong>piogge e temporali in progressiva estensione verso est</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-si-ridimensiona-il-caldo-con-l-arrivo-dell-autunno-meteorologico-spazio-a-qualche-pioggia-in-piu-1787990003986.jpg" data-image="wavsd0aigea9" alt="Le piogge previste per l'inizio di settembre" title="Le piogge previste per l'inizio di settembre"><figcaption>A parte la variabilità sugli Appennini, piogge più corpose al Nord Est</figcaption></figure><p>I fenomeni potrebbero risultare localmente intensi e non è escluso qualche sconfinamento verso la Val Padana, soprattutto sulle <strong>alte pianure e nelle aree pedemontane occidentali</strong>.</p><p>Il peggioramento potrebbe poi estendersi ulteriormente nella giornata di mercoledì 2 settembre, quando qualche temporale potrebbe riuscire a raggiungere anche parte delle regioni centrali, con maggiore probabilità tra <strong>Appennino e versante adriatico</strong>.</p><h3><strong>Temperature ancora oltre la media stagionale, ma in calo</strong></h3><p>Il passaggio perturbato avrebbe come conseguenza anche un <strong>ridimensionamento delle temperature</strong>, più evidente al Nord e in parte al Centro. In particolare, sulla Val Padana il caldo dovrebbe diventare decisamente più contenuto, con valori massimi che potrebbero <strong>faticare a superare i 30°C</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-si-ridimensiona-il-caldo-con-l-arrivo-dell-autunno-meteorologico-spazio-a-qualche-pioggia-in-piu-1787990106224.jpg" data-image="78ka179c4ck5" alt="Le temperature massime previste per giovedì 3 settembre" title="Le temperature massime previste per giovedì 3 settembre"><figcaption>Temperature decisamente ridimensionate, anche se oltre i 30°C ovunque</figcaption></figure><p>Situazione diversa al Sud, dove l'anticiclone africano continuerà inizialmente a proteggere le regioni meridionali. Qui il caldo resterà abbastanza intenso anche nei primi giorni di settembre, prima di un possibile ridimensionamento tra il 3 e il 4 del mese, quando potrebbero aumentare anche le occasioni per qualche temporale.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Tuttavia, le proiezioni successive lasciano intravedere la possibilità di una <strong>nuova rimonta dell'anticiclone africano</strong>, con un ritorno verso condizioni più stabili e un nuovo aumento delle temperature.</p><p>Naturalmente siamo ancora a una distanza temporale importante e quindi questa evoluzione dovrà essere confermata nei prossimi aggiornamenti. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-si-ridimensiona-il-caldo-con-l-arrivo-dell-autunno-meteorologico-spazio-a-qualche-pioggia-in-piu.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[5 piante grasse pendenti per trasformare il tuo balcone in un'oasi con il minimo sforzo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-piante-grasse-pendenti-per-trasformare-il-tuo-balcone-in-un-oasi-con-il-minimo-sforzo.html</link><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 07:07:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Un bel balcone non deve per forza essere fonte di problemi. Con le piante giuste, puoi riempirlo di vita, anche se hai poco spazio, poca esperienza o a volte ti dimentichi di annaffiarlo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quieres-un-balcon-espectacular-sin-demasiado-esfuerzo-estas-5-suculentas-colgantes-son-ideales-para-mexico-1787279034224.png" data-image="v81wo6len6ma" alt="Le piante grasse pendenti permettono di creare composizioni ricche di texture e volume senza occupare troppo spazio sui piccoli balconi." title="Le piante grasse pendenti permettono di creare composizioni ricche di texture e volume senza occupare troppo spazio sui piccoli balconi."><figcaption>Le piante grasse pendenti permettono di creare composizioni ricche di texture e volume senza occupare troppo spazio sui piccoli balconi.</figcaption></figure><p>Vuoi dare vita al tuo balcone, ma non hai tempo per prenderti cura delle piante e controllarle ogni giorno? <strong>Le piante grasse ricadenti sono la soluzione: questo tipo di piante occupa poco spazio</strong>, richiede cure di base e, non da ultimo, crea cascate verdi capaci di cambiare completamente l'armonia di qualsiasi angolo.</p><p>Il loro principale vantaggio è che immagazzinano acqua nelle foglie e nei fusti, perciò tollerano meglio i periodi secchi. Questo non significa che possano essere abbandonate a se stesse, ma <strong>tollerano qualche dimenticanza e richiedono meno annaffiature</strong> rispetto a molte altre piante tradizionali.</p><div class="texto-destacado">Queste piante si adattano bene a diverse regioni, purché si controlli l'intensità del Sole<strong>. Nelle città dal clima temperato possono ricevere alcune ore di luce diretta, mentre nelle zone molto calde</strong> è meglio proteggerle dal Sole intenso delle ore centrali della giornata.</div><p>Un altro punto a loro favore è che sfruttano lo spazio verticale. <strong>Possiamo coltivare piante anche su balconi piccoli utilizzando vasi sospesi, mensole alte o fioriere fissate alla parete,</strong> senza occupare lo spazio che utilizziamo per camminare o sistemare i mobili.</p><p>Le cinque specie seguenti combinano foglie tonde, cuori, piccole banane e fusti cilindrici. Con loro puoi creare un balcone splendido senza trasformarne la cura in un'altra pesante incombenza. C'è però un dettaglio indispensabile: <strong>tutte hanno bisogno di un drenaggio eccellente</strong>.</p><h2>Cinque piante grasse per creare una cascata verde</h2><p>La <strong>coda d'asino (</strong><strong><em>Sedum morganianum</em></strong><strong>),</strong> è un'ottima alternativa per chi è alle prime armi con la cura delle piante grasse. Originaria del Messico, è stata segnalata negli Stati di Veracruz, Puebla e Chiapas. Questa pianta sviluppa fusti ricoperti da foglie verde-bluastre che possono formare cascate dense e ricadenti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quieres-un-balcon-espectacular-sin-demasiado-esfuerzo-estas-5-suculentas-colgantes-son-ideales-para-mexico-1787279054462.png" data-image="a2rruk860ww1" alt="La collana di cuori dà il meglio con molta luce filtrata, annaffiature moderate e un substrato che elimini rapidamente l'acqua." title="La collana di cuori dà il meglio con molta luce filtrata, annaffiature moderate e un substrato che elimini rapidamente l'acqua."><figcaption>La collana di cuori dà il meglio con molta luce filtrata, annaffiature moderate e un substrato che elimini rapidamente l'acqua.</figcaption></figure><p>Per farla crescere bene, sistemala in un luogo molto luminoso, con Sole delicato al mattino o nel pomeriggio. Nelle regioni calde, evita il Sole diretto delle ore centrali, perché può bruciare le foglie. <strong>Annaffiala solo quando il substrato è completamente asciutto</strong>. Come indicazione generale, potrebbe essere necessario farlo ogni 10-15 giorni nella stagione calda e ogni tre o quattro settimane in inverno.</p><p>Le foglie della coda d'asino si staccano facilmente, quindi evita di spostarla continuamente. Fortunatamente, molte di queste foglie possono generare nuove piante se appoggiate su un substrato asciutto. Utilizza un vaso resistente e ben fissato, perché i suoi fusti diventano piuttosto pesanti man mano che crescono.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781125" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate.html" title="Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate">Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate.html" title="Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422768981_320.jpeg" alt="Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate"></a></article></aside><p>La <strong>pianta del rosario (</strong><strong><em>Curio rowleyanus</em></strong><strong>, precedentemente </strong><strong><em>Senecio rowleyanus</em></strong><strong>)</strong> assomiglia a una tenda formata da piccole perle verdi. Ha bisogno di molta luce e può ricevere il Sole delicato delle prime ore della giornata. Le sue palline leggermente raggrinzite indicano una carenza d'acqua, mentre se diventano molli e traslucide, è probabile che ci sia un eccesso di umidità.</p><div class="texto-destacado">Le foglie bagnate non devono essere esposte immediatamente al Sole intenso, perché potrebbero subire ustioni.</div><ul> </ul><p>La <strong>stringa, o collana di banane (</strong><strong><em>Curio radicans</em></strong><strong>, precedentemente </strong><strong><em>Senecio radicans</em></strong><strong>)</strong> presenta foglie ricurve che ricordano delle piccole banane. È più vigorosa e generalmente più facile da curare, il che la rende una buona scelta per i principianti. Posizionala in un luogo molto luminoso, con alcune ore di Sole, e annaffiala quando il substrato è asciutto.</p><p>La <strong>collana di cuori (</strong><strong><em>Ceropegia woodii</em></strong><strong>)</strong> è una pianta rampicante con fusti delicati decorati da foglie a forma di cuore. Cresce bene con una luce intensa, anche se un po' di Sole mattutino aiuta a mantenere il colore intenso. Questa pianta tollera meglio la siccità rispetto all'eccesso d'acqua e può essere potata per favorire la formazione di nuovi rami.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quieres-un-balcon-espectacular-sin-demasiado-esfuerzo-estas-5-suculentas-colgantes-son-ideales-para-mexico-1787279079791.png" data-image="yp6d11xrfiaa" alt="Una posizione luminosa e protetta dal Sole intenso aiuta a mantenere il colore e la crescita compatta delle piante grasse." title="Una posizione luminosa e protetta dal Sole intenso aiuta a mantenere il colore e la crescita compatta delle piante grasse."><figcaption>Una posizione luminosa e protetta dal Sole intenso aiuta a mantenere il colore e la crescita compatta delle piante grasse.</figcaption></figure><p>Infine, il <strong>cactus coda di topo (</strong><strong><em>Aporocactus flagelliformis</em></strong><strong>, noto anche come </strong><strong><em>Disocactus flagelliformis</em></strong><strong>)</strong>, originario del Messico centrale e orientale, presenta fusti cilindrici che ricadono attorno al vaso. Per farlo crescere bene, assicuragli molta luce, annaffialo moderatamente durante la fase di crescita e proteggilo da piogge, gelate ed eccessiva umidità.</p><h3>Come sistemarle e mantenerle in salute</h3><p>Utilizza un terriccio commerciale per cactus oppure <strong>prepara un substrato arioso con terra, perlite e materiale minerale.</strong> Tutti i vasi devono avere i fori di drenaggio liberi; mettere delle pietre sul fondo non risolve il problema di un substrato che trattiene troppa acqua.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781134" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao.html" title="Il cibo degli dèi: 5 curiosità che forse non tutti sanno sulla pianta del cacao">Il cibo degli dèi: 5 curiosità che forse non tutti sanno sulla pianta del cacao</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao.html" title="Il cibo degli dèi: 5 curiosità che forse non tutti sanno sulla pianta del cacao"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao-1785420761718_320.jpeg" alt="Il cibo degli dèi: 5 curiosità che forse non tutti sanno sulla pianta del cacao"></a></article></aside><p>Proteggi i vasi dal vento e verifica che i supporti siano in grado di sostenere il loro peso quando sono bagnati. Durante la primavera e l'estate puoi applicare un fertilizzante per piante grasse a basse dosi una volta al mese. In inverno riduci l'acqua e, se nella tua zona si verificano gelate, spostale temporaneamente in un ambiente più luminoso e protetto.</p><p>Inizia con una coda d'asino e una pianta del rosario se cerchi un risultato d'effetto fin dall'inizio. Sistemale a diverse altezze e ricorda la regola principale: <strong>con queste piante, l'eccesso d'acqua tende a causare più problemi di un piccolo ritardo nell'annaffiatura</strong>. Con una buona illuminazione e un drenaggio adeguato, la manutenzione sarà davvero semplice.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-piante-grasse-pendenti-per-trasformare-il-tuo-balcone-in-un-oasi-con-il-minimo-sforzo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le rondini stanno abbandonando l'Italia, è partita la grande migrazione: ecco dove vanno in autunno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-rondini-stanno-abbandonando-l-italia-ecco-dove-vanno-in-autunno.html</link><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Rondini, rondoni e balestrucci, spesso unificati nell'immaginario sotto la categoria di "rondini", stanno lasciando l'Italia nella grande migrazione autunnale, spostandosi verso paesi più caldi in vista dell'inverno. Ecco cosa dicono i dati su questa grande migrazione appena iniziata.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-rondini-stanno-abbandonando-l-italia-ecco-dove-vanno-in-autunno-1787916264152.jpeg" data-image="mnzkplon2pka" alt="rondone" title="rondone"><figcaption>Rondini, rondoni e balestrucci sfrecciano nei cieli d'Italia nelle giornate di primavera ed estate.</figcaption></figure><p>Il loro verso allegro e la loro presenza ci ha tenuto compagnia per tutta la primavera e l'estate, ma adesso gli uccelli più associati alla bella stagione sono in partenza per la grande migrazione autunnale. Stiamo parlando delle <strong>rondini</strong>, <strong>quegli uccelli che rapidissimi sfrecciano nei nostri cieli in primavera ed estate</strong>.</p><p>Questi uccelli migratori, facilmente riconoscibili per il loro verso caratteristico che segna le giornate d'estate, piccoli e molto rapidi, dal colore scuro, <strong>sfrecciano sopra le nostre teste da fine marzo fino a settembre, </strong>ma fin da metà agosto stanno abbandonando il nostro paese. In questo articolo vedremo dove vanno, ma prima dobbiamo fare un po' di chiarezza sul loro nome.</p><h2><strong>Rondini, rondoni e balestrucci: sono specie diverse ma spesso confuse tra loro</strong></h2><p>Spesso si parla genericamente di rondini, ma in realtà stiamo confondendo tra loro tre specie di uccelli diversi, simili tra loro, sì, ma diversi. Le<strong> tre specie che vediamo sfrecciare e rallegrare le giornate primaverili ed estive in Italia sono infatti le rondini (<strong><em>Hirundo rustica</em></strong>), i rondoni (<em>Apus apus</em>) e i balestrucci (<em>Delichon urbicum)</em>. </strong> </p><h3>Le rondini<br></h3><p><strong>Le rondini fanno parte dell'ordine dei Passeriformi,</strong> e della famiglia Hirundinidae, o Irundinidi (Hirundo in latino significa "rondine). In Italia è comune la specie <strong>specie <em>Hirundo rustica</em>, la rondine comune,</strong> molto diffusa in tutta l'Europa. Poi ci sono anche tante altre specie di rondine, che si trovano solo in alcune aree, ad esempio la rondine montana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-rondini-stanno-abbandonando-l-italia-ecco-dove-vanno-in-autunno-1787916324923.png" data-image="xiudjg6x05va" alt="rondine comune" title="rondine comune"><figcaption>Nella figura, il disegno di una rondine comune (Hirundo rustica)</figcaption></figure><p> In Italia è comune la specie <strong>specie <em>Hirundo rustica</em>, la rondine comune,</strong> molto diffusa in tutta l'Europa e spesso confusa con il rondone e con il balestruccio. <strong>Ha il ventre chiaro, a differenza del rondone che è tutto scuro.</strong></p><h3><strong>I rondoni</strong></h3><p><strong>Spesso le rondini vengono scambiate con i rondoni,</strong> perché hanno forma e caratteristiche simili, ma fanno parte di famiglie diverse. La specie di rondone più comune in Europa è <em>Apus apus</em>, che fa parte della famiglia Apopidi. Questo uccello è <strong>capace di raggiungere velocità impressionanti,</strong> e ...di dormire in volo! Si nutrono di migliaia di insetti al giorno, tenendo sotto controllo la popolazione di zanzare nei mesi estivi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780917" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/nonostante-il-caldo-intenso-e-gia-iniziata-la-grande-migrazione-autunnale-milioni-di-uccelli-verso-l-africa.html" title="Nonostante il caldo intenso è già iniziata la grande migrazione autunnale: milioni di uccelli verso l’Africa">Nonostante il caldo intenso è già iniziata la grande migrazione autunnale: milioni di uccelli verso l’Africa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/nonostante-il-caldo-intenso-e-gia-iniziata-la-grande-migrazione-autunnale-milioni-di-uccelli-verso-l-africa.html" title="Nonostante il caldo intenso è già iniziata la grande migrazione autunnale: milioni di uccelli verso l’Africa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nonostante-il-caldo-intenso-e-gia-iniziata-la-grande-migrazione-autunnale-milioni-di-uccelli-verso-l-africa-1785247563147_320.jpg" alt="Nonostante il caldo intenso è già iniziata la grande migrazione autunnale: milioni di uccelli verso l’Africa"></a></article></aside><p>In città è più facile vedere i rondoni, mentre le rondini sono più diffuse in campagna.</p><p>Per distinguere rondini e rondoni bisogna guardare due cose: la prima è il colore. <strong>Le rondini hanno ventre chiaro e un po' rosso sotto il becco</strong>, <strong>mentre i rondoni sono più scuri</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-rondini-stanno-abbandonando-l-italia-ecco-dove-vanno-in-autunno-1787916416659.jpeg" data-image="fht6bawm114d" alt="rondini" title="rondini"><figcaption>Rondoni in volo.</figcaption></figure><p>Altra differenza è il modo di costruire il nido. I rondoni usano fessure, mentre <strong>le rondini costruiscono un nido di argilla</strong>, spesso sotto i tetti delle case. A proposito: sapevi che distruggere i nidi di rondine è reato?</p><h3>I balestrucci</h3><p>Anche questi uccelli vengono scambiati con rondini e rondoni, ma sono diversi. Fanno parte della famiglia delle rondini, Irundinidi, e la specie più diffusa nei mesi estivi in Italia ed Europa è <em>Delichon urbicum.</em></p><h2>Quando migrano le rondini dall'Italia?</h2><p>La migrazione autunnale delle rondini (parliamo quindi della specie <em>Hirundo rustica</em>) comincia <strong>già nella seconda decade di agosto</strong>. Esiste un "Atlante della Migrazione degli Uccelli in Italia", realizzato dall'ISPRA, con tutti i dati raccolti attraverso l'inanellamento di migliaia di uccelli in Italia, e che ci fornisce un quadro molto dettagliato.</p><p> Questi dati mostrano infatti che, proprio in questo periodo (tra fine agosto e inizio settembre), <strong>le popolazioni che hanno nidificato in Italia iniziano a frequentare i dormitori in modo sempre più intenso, preparandosi alla partenza verso l'Africa.</strong> </p><div class="texto-destacado">Il passaggio migratorio inizia a metà agosto, diventando poi più intenso durante settembre, quando gli spostamenti diventano particolarmente intensi. </div><p>La migrazione verso sud porta le rondini verso le aree di svernamento africane. Le ricatture evidenziate nell'Atlante confermano soprattutto <strong>movimenti lungo una direttrice nord-sud</strong>, con numerosi individui che raggiungono l'Africa centrale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783438" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno.html" title="Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno">Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno.html" title="Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno-1786574814481_320.jpg" alt="Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno"></a></article></aside><p>In sintesi, <strong>la partenza delle rondini dall'Italia non avviene in un giorno preciso</strong>: i primi movimenti post-riproduttivi iniziano già nella seconda metà di agosto, la migrazione entra nel vivo tra fine agosto e settembre e prosegue fino all'autunno inoltrato, con un netto calo delle presenze in ottobre.</p><h2>Quando migrano i balestrucci dall'Italia?</h2><p>Il balestruccio comune (<em>Delichon urbicum</em>) è una specie nidificante molto diffusa in Italia e un <strong>migratore regolare di passo</strong>, mentre solo un numero ridotto di individui rimane nel nostro paese durante l'inverno.</p><p> Per il balestruccio comune, i dati dell'Atlante mostrano una dinamica autunnale interessante, anche se il campione è molto più ridotto rispetto a quello delle rondini.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-rondini-stanno-abbandonando-l-italia-ecco-dove-vanno-in-autunno-1787916498820.jpeg" data-image="jugfticy625b"><figcaption>Nella foto, un rondone (Apus apus).</figcaption></figure><p>I dati sulle ricatture indicano che la migrazione autunnale è documentata <strong>tra l'ultima decade di settembre e la prima di novembre</strong>. Si tratta però di un campione molto limitato: le segnalazioni autunnali sono infatti poche e non permettono di individuare un unico momento preciso della partenza.</p><p>Un indizio importante arriva però dagli individui inanellati in Italia. <strong>Tra agosto e ottobre aumentano progressivamente sia le riserve di grasso sia la massa corporea</strong>. Questo indica che i balestrucci accumulano energia proprio nei mesi che precedono la partenza verso l'Africa, preparandosi al lungo viaggio migratorio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="651562" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/distruggere-i-nidi-di-rondine-e-un-reato-ecco-cosa-prevede-la-legge.html" title="Distruggere i nidi di rondine è un reato, ecco cosa prevede la legge">Distruggere i nidi di rondine è un reato, ecco cosa prevede la legge</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/distruggere-i-nidi-di-rondine-e-un-reato-ecco-cosa-prevede-la-legge.html" title="Distruggere i nidi di rondine è un reato, ecco cosa prevede la legge"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/distruggere-i-nidi-di-rondine-e-un-reato-ecco-cosa-prevede-la-legge-1712673993504_320.jpg" alt="Distruggere i nidi di rondine è un reato, ecco cosa prevede la legge"></a></article></aside><p>Nel complesso, <strong>i dati suggeriscono che la migrazione autunnale del balestruccio <br>dall'Italia si sviluppi soprattutto tra la fine dell'estate e l'autunno</strong>. Il periodo di preparazione è già evidente ad agosto, quando aumentano le riserve energetiche, mentre le ricatture confermano la presenza di individui in movimento tra la fine di settembre e ottobre, con segnalazioni che arrivano fino ai primi di novembre.</p><p><strong>Non è quindi possibile indicare una data precisa di partenza</strong>, ma i dati dell'Atlante mostrano chiaramente che agosto-ottobre è la fase nella quale il balestruccio accumula progressivamente le riserve necessarie alla migrazione verso l'Africa.</p><h2>Quando migrano i rondoni dall'Italia alla fine dell'estate?</h2><p> Per il rondone comune (<em>Apus apus</em>), il testo dell'Atlante ISPRA è più sintetico, ma permette comunque di ricavare un'indicazione abbastanza precisa sull'inizio della migrazione autunnale. </p><p>Il rondone comune è un <strong>migratore di passo e una specie nidificante comune</strong> in Italia, presente in tutto il territorio continentale, nelle principali isole e anche in numerose isole minori. La popolazione nidificante italiana è stimata tra 500.000 e 1.000.000 di coppie.</p><p>Per quanto riguarda la migrazione autunnale, l'Atlante evidenzia soprattutto <strong>la precocità dei movimenti post-riproduttivi</strong>. Le prime ricatture che documentano la partenza dall'Italia risalgono infatti già ad <strong>agosto</strong>. Il testo sottolinea che l'inizio precoce dei movimenti post-riproduttivi attraverso l'Italia è confermato proprio dalle ricatture effettuate in questo mese.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="698021" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-prime-rondini-solcano-i-cieli-dell-europa-la-grande-migrazione-di-primavera-e-sempre-piu-vicina.html" title="Le prime rondini solcano i cieli dell'Europa: la grande migrazione di primavera è sempre più vicina">Le prime rondini solcano i cieli dell'Europa: la grande migrazione di primavera è sempre più vicina</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-prime-rondini-solcano-i-cieli-dell-europa-la-grande-migrazione-di-primavera-e-sempre-piu-vicina.html" title="Le prime rondini solcano i cieli dell'Europa: la grande migrazione di primavera è sempre più vicina"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-prime-rondini-solcano-i-cieli-dell-europa-la-grande-migrazione-di-primavera-e-sempre-piu-vicina-1740092898557_320.jpg" alt="Le prime rondini solcano i cieli dell'Europa: la grande migrazione di primavera è sempre più vicina"></a></article></aside><p>Il dato è particolarmente interessante perché <strong>le popolazioni dell'Europa settentrionale iniziano a spostarsi verso sud già a luglio</strong>. Il territorio italiano si trova quindi lungo una delle rotte utilizzate durante questi spostamenti verso le aree meridionali.</p><p>Il campione disponibile non consente però di stabilire con precisione quando partano i rondoni che nidificano in Italia. Le ricatture sono poche e il testo non fornisce un picco autunnale paragonabile a quello individuato per le rondini.</p><p>La distribuzione delle ricatture mostra comunque che l'Italia viene raggiunta da rondoni provenienti soprattutto dall'Europa centro-settentrionale, con individui inanellati nei Paesi Bassi, in Svezia, Germania e Repubblica Ceca. Le segnalazioni italiane sono concentrate nelle regioni settentrionali e lungo la costa adriatica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-rondini-stanno-abbandonando-l-italia-ecco-dove-vanno-in-autunno-1787916627988.jpeg" data-image="s8qhlxlfdu6h" alt="balestrucci" title="balestrucci"><figcaption>Nidi di balestruccio sotto un tetto, un luogo scelto frequentemente da questi uccelli per nidificare.</figcaption></figure><p>In sintesi, <strong>il rondone è tra i migratori che iniziano molto presto il viaggio autunnale</strong>: i movimenti post-riproduttivi attraverso l'Italia sono già documentati in agosto, mentre alcune popolazioni dell'Europa settentrionale iniziano la discesa verso sud addirittura a luglio. Per i rondoni nidificanti in Italia, tuttavia, l'Atlante non permette di fissare una data precisa di partenza.</p><p><strong>Rispetto alle rondini, quindi, il rondone ha un calendario autunnale ancora più precoce</strong>: quando arriva agosto, una parte dei rondoni ha già iniziato il lungo movimento verso sud e l'Africa.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="ISPRA%20-%20Istituto%20Superiore%20per%20la%20Protezione%20e%20la%20Ricerca%20Ambientale" data-year="" data-title="Atlante%20della%20migrazione%20degli%20uccelli%20in%20Italia" data-url="https%3A%2F%2Fwww.isprambiente.gov.it%2Fit%2Fpubblicazioni%2Fpubblicazioni-di-pregio%2Fatlante-della-migrazione-degli-uccelli-in-italia">ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. <a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/pubblicazioni-di-pregio/atlante-della-migrazione-degli-uccelli-in-italia" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Atlante della migrazione degli uccelli in Italia</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-rondini-stanno-abbandonando-l-italia-ecco-dove-vanno-in-autunno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La tempesta tropicale Dolly avanza nell'Atlantico: l'NHC avverte che porterà pioggia nei Caraibi prima di indebolirsi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-tempesta-tropicale-dolly-si-forma-nell-atlantico-l-nhc-avverte-che-portera-pioggia-nei-caraibi-prima-di-indebolirsi.html</link><pubDate>Sat, 29 Aug 2026 04:03:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La tempesta tropicale Dolly si sta spostando attraverso l'Atlantico verso Porto Rico e le Antille. Porterà la pioggia per alleviare la grave siccità o si indebolirà? Scoprite la sua traiettoria e il suo potenziale impatto con i nostri esperti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nace-la-tormenta-tropical-dolly-en-el-atlantico-traera-lluvias-al-caribe-antes-de-debilitarse-1787867567852.jpg" data-image="z1nr4ioz0idj" alt="L'immagine satellitare mostra la nuvolosità convettiva associata alla circolazione della tempesta tropicale Dolly nell'Atlantico centrale." title="L'immagine satellitare mostra la nuvolosità convettiva associata alla circolazione della tempesta tropicale Dolly nell'Atlantico centrale."><figcaption>L'immagine satellitare mostra la nuvolosità convettiva associata alla circolazione della tempesta tropicale Dolly nell'Atlantico centrale.</figcaption></figure><p>La tempesta tropicale Dolly si è formata sull’Atlantico tropicale nelle prime ore di giovedì<strong> </strong>27 agosto<strong>. </strong>Dopo aver analizzato le immagini satellitari dell’Invest 96, il Centro Nazionale degli Uragani (NHC) ha stabilito che questo sistema presentava un centro di circolazione ben definito e aveva acquisito caratteristiche tropicali, <strong>con venti massimi sostenuti di 65 km/h</strong> (40 mph).</p><p>Secondo le analisi di meteorologia tropicale del NHC, l’anticiclone delle Bermuda è sufficientemente forte da trascinare Dolly lungo la sua periferia e farle seguire <strong>una traiettoria prevalentemente verso ovest-nordovest nei prossimi tre giorni.</strong></p><h2>Una tregua per la siccità estrema a Porto Rico</h2><p>Si prevede che un eventuale rafforzamento avvenga nella giornata di giovedì; a partire da venerdì, <strong>l’aumento del wind shear da sud-ovest e l’aria secca manterranno Dolly nell’intervallo di intensità di una tempesta tropicale.</strong></p><div class="texto-destacado">Secondo le previsioni preliminari, si prevede che il sistema si indebolisca fino a trasformarsi in un’onda tropicale o in una saccatura una volta raggiunto il Mar dei Caraibi.</div><p>Questo sarebbe lo scenario migliore possibile per il nord-est dei Caraibi, compreso Porto Rico, dove persistono <strong>condizioni di siccità estrema dovute al fenomeno di El Niño molto forte e al persistente wind shear</strong>, che limita significativamente le precipitazioni durante i mesi estivi su gran parte delle Antille.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nace-la-tormenta-tropical-dolly-en-el-atlantico-traera-lluvias-al-caribe-antes-de-debilitarse-1787867617792.jpg" data-image="mhbplupw4qvl" alt="Le precipitazioni raggiungeranno le Antille quando Dolly si avvicinerà tra venerdì e sabato." title="Le precipitazioni raggiungeranno le Antille quando Dolly si avvicinerà tra venerdì e sabato."><figcaption>Le precipitazioni raggiungeranno le Antille quando Dolly si avvicinerà tra venerdì e sabato.</figcaption></figure><p>Secondo le previsioni sulla traiettoria, Dolly continuerà a spostarsi rapidamente verso ovest per il resto della settimana. Attualmente, <strong>i modelli a lungo termine suggeriscono che l’onda potrebbe cambiare direzione verso nord, appena a est delle Bahamas.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785928" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/gli-esperti-del-met-office-del-regno-unito-su-el-nino-in-arrivo-non-avevamo-mai-visto-un-segnale-cosi-intenso.html" title="Gli esperti del Met Office del Regno Unito su El Niño in arrivo: 'non avevamo mai visto un segnale così intenso'">Gli esperti del Met Office del Regno Unito su El Niño in arrivo: "non avevamo mai visto un segnale così intenso"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/gli-esperti-del-met-office-del-regno-unito-su-el-nino-in-arrivo-non-avevamo-mai-visto-un-segnale-cosi-intenso.html" title="Gli esperti del Met Office del Regno Unito su El Niño in arrivo: 'non avevamo mai visto un segnale così intenso'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-expertos-de-la-met-office-de-reino-unido-avisan-el-nino-que-se-avecina-podria-ser-el-mas-fuerte-que-se-recuerde-1787863618675_320.jpg" alt="Gli esperti del Met Office del Regno Unito su El Niño in arrivo: 'non avevamo mai visto un segnale così intenso'"></a></article></aside><p>Va sottolineato che <strong>gli scenari previsionali possono cambiare radicalmente, considerando le attuali caratteristiche oceaniche dell’Atlantico e quelle del ciclone.</strong> A Meteored continueremo a monitorare la situazione, poiché diversi fattori potrebbero modificare l’evoluzione a lungo termine a metà della prossima settimana.</p><h2>Per ora non sono stati emessi avvisi né allerte costiere</h2><p><strong>Il sistema si trova a più di 2290 chilometri a est delle Isole Sottovento</strong>. Tuttavia, Dolly deve essere monitorata attentamente, poiché <strong>esiste una bassa probabilità che già domani vengano emessi avvisi o allerte</strong> per alcune aree delle Piccole Antille, almeno per un breve periodo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nace-la-tormenta-tropical-dolly-en-el-atlantico-traera-lluvias-al-caribe-antes-de-debilitarse-1787867662080.png" data-image="m0aq3hys7sek" alt="Traiettoria prevista per la tempesta tropicale Dolly nelle prossime 72 ore. Fonte: NHC." title="Traiettoria prevista per la tempesta tropicale Dolly nelle prossime 72 ore. Fonte: NHC."><figcaption>Traiettoria prevista per la tempesta tropicale Dolly nelle prossime 72 ore. Fonte: NHC.</figcaption></figure><p>Tutto dipenderà da quanto il sistema si indebolirà una volta che incontrerà aria secca e un wind shear da sud-ovest in aumento venerdì. È importante ricordare che <strong>gli avvisi relativi ai sistemi tropicali, comprese le allerte e le segnalazioni, si basano sulla velocità dei venti del sistema.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-tempesta-tropicale-dolly-si-forma-nell-atlantico-l-nhc-avverte-che-portera-pioggia-nei-caraibi-prima-di-indebolirsi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali.html</link><pubDate>Fri, 28 Aug 2026 20:44:22 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di venerdì 28 agosto, mentre gran parte d'Italia viveva una giornata di caldo eccezionale e una massiccia irruzione di polvere sahariana dai contorni straordinari, la Lombardia veniva colpita da temporali violentissimi. A Cremona c'è stata una grandinata catastrofica che ha causato gravi danni e due feriti gravi.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb1q7em"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb1q7em.jpg" id="xb1q7em"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>È bastato un temporale di pochi minuti per provocare una situazione drammatica a Cremona.</strong> Nel pomeriggio di venerdì 28 agosto, poco dopo le 16, una violenta <strong>supercella temporalesca</strong> ha investito la città, accompagnata da raffiche di vento violentissime e da una <strong>grandinata di eccezionale intensità</strong>.</p><p>Le immagini del video che pubblichiamo qui sopra mostrano la furia del temporale, con <strong>chicchi di grandine enormi, descritti da alcuni testimoni delle dimensioni di arance</strong>, che hanno colpito diversi quartieri della città. La violenza dell'evento ha provocato <strong>danni ingenti a edifici, automobili, alberi e viabilità</strong>.</p><p>Secondo quanto riportato dal <em>Corriere della Sera</em>, la supercella ha generato raffiche di vento potentissime e ben <strong>41 persone sono rimaste ferite</strong>. Tra i feriti più gravi ci sono un 63enne e un 84enne, le cui automobili sono state colpite dalla caduta di due alberi.</p><h2>Cremona devastata dalla grandine e dal vento</h2><p>La tempesta ha colpito duramente anche alcuni dei luoghi più rappresentativi di Cremona. <strong>La copertura di una guglia del Duomo è crollata</strong>, mentre è stato danneggiato anche <strong>il tetto della torre civica del Comune</strong>, unica testimonianza rimasta del più antico palazzo comunale, al posto del quale venne innalzato nel 1206 quello attuale.</p><div class="texto-destacado">La furia del vento e della grandine ha inoltre mandato in frantumi <strong>centinaia di vetrate nel centro cittadino</strong>, colpendo pesantemente anche le finestre del Palazzo Comunale.</div><p>Lo scenario è particolarmente drammatico nelle aree verdi della città, dove <strong>decine di alberi sono stati sradicati o spezzati</strong>. Alcuni sono finiti sulle automobili parcheggiate lungo le strade.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785551" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/meteorologi-molto-sorpresi-per-un-grande-tornado-nella-francia-del-sud-potrebbe-esser-stato-un-ef.html" title="Meteorologi molto sorpresi per il grande tornado che ha colpito la Francia del sud: 'potrebbe esser stato un EF3'">Meteorologi molto sorpresi per il grande tornado che ha colpito la Francia del sud: "potrebbe esser stato un EF3"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/meteorologi-molto-sorpresi-per-un-grande-tornado-nella-francia-del-sud-potrebbe-esser-stato-un-ef.html" title="Meteorologi molto sorpresi per il grande tornado che ha colpito la Francia del sud: 'potrebbe esser stato un EF3'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/impactante-poderoso-tornado-toca-tierra-en-el-sur-de-francia-podria-ser-un-ef-1787619464274_320.png" alt="Meteorologi molto sorpresi per il grande tornado che ha colpito la Francia del sud: 'potrebbe esser stato un EF3'"></a></article></aside><p>Particolarmente colpite anche <strong>piazza Roma e piazza Marconi, proprio davanti al Museo del Violino</strong>, dove giganteschi fusti e pesanti rami sono crollati sulla piazza, paralizzando la circolazione, informa ancora la stampa locale.</p><p>I chicchi di <strong>grandine gigante hanno crivellato le carrozzerie e sfondato parabrezza</strong> in diversi quartieri. Vigili del Fuoco e forze dell'ordine sono stati impegnati in un lavoro intenso e ininterrotto per rimuovere i detriti, liberare le strade e mettere in sicurezza le aree maggiormente a rischio.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/Maltempo?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Maltempo</a> <a href="https://x.com/hashtag/Lombardia?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Lombardia</a>, dal primo pomeriggio oltre 300 interventi svolti, più di 160 <a href="https://x.com/hashtag/vigilidelfuoco?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#vigilidelfuoco</a> al lavoro. Maggiori criticità nel cremonese (foto) per tetti divelti da alcune case e alberi caduti o pericolanti: inviate squadre di rinforzo dai comandi di Lodi, Monza e Torino. <a href="https://t.co/QfFj7Afamj">pic.twitter.com/QfFj7Afamj</a></p>— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) <a href="https://x.com/vigilidelfuoco/status/2093422185884823729?ref_src=twsrc%5Etfw">August 28, 2026</a></blockquote></figure><p>La Polizia Locale ha confermato che <strong>la città ha subito danni gravissimi</strong> e ha invitato la popolazione alla massima prudenza mentre proseguono le operazioni necessarie per riportare la situazione alla normalità.</p><p>La violenta grandinata non ha interessato soltanto Cremona. <strong>Grandine è stata segnalata anche nelle zone di Soresina, Crema e Casalmaggiore</strong>, a conferma dell'estensione del fenomeno temporalesco che ha interessato il territorio.</p><h2>Una giornata di allerta temporali che è stata peggiore del previsto</h2><p>Nella giornata di oggi, come avevamo spiegato su Meteored Italia, <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-violenti-in-arrivo-al-nord-attenzione-gia-stanotte-grandine-di-grosse-dimensioni-e-fino-a-60-mm-in-poche-ore.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">erano previsti violenti temporali sull'arco alpino </a>e nella fascia pedemontana, con possibile sconfinamento in pianura, ed e<strong>ra stata attivata allerta arancione in Lombardia.</strong> Avevamo scritto ieri, e i modelli avevano ben previsto una situazione avversa in ampie aree del nord-ovest e nella Lombardia settentrionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785830" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-la-protezione-civile-dirama-allerta-arancione-in-lombardia-attenzione-anche-alle-porte-di-milano.html" title="Allerta meteo venerdì 28 agosto: attenzione ai temporali in Lombardia e Piemonte, avviso arancione alle porte di Milano">Allerta meteo venerdì 28 agosto: attenzione ai temporali in Lombardia e Piemonte, avviso arancione alle porte di Milano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-la-protezione-civile-dirama-allerta-arancione-in-lombardia-attenzione-anche-alle-porte-di-milano.html" title="Allerta meteo venerdì 28 agosto: attenzione ai temporali in Lombardia e Piemonte, avviso arancione alle porte di Milano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-la-protezione-civile-dirama-allerta-arancione-in-lombardia-attenzione-anche-alle-porte-di-milano-1787842904981_320.png" alt="Allerta meteo venerdì 28 agosto: attenzione ai temporali in Lombardia e Piemonte, avviso arancione alle porte di Milano"></a></article></aside><p><strong>I temporali però si sono spinti più a sud, colpendo anche zone della Pianura Padana ben distanti dall'arco alpino</strong>. Una situazione che dimostra come alla fine di una estate caldissima, i fenomeni di instabilità possano essere davvero molto pericolosi in un'Italia circondata da mari caldissimi, che forniscono ulteriore combustibile per i temporali.</p><h3>Nel resto d'Italia il caldo ha toccato picchi estremi, e il Sahara ha invaso i cieli tingendolo di arancione</h3><p><strong>Venerdì 28 agosto è stata anche una giornata estrema dal punto di vista delle temperature.</strong> In tutta l'Italia centro-meridionale sono stati registrati valori di temperatura assolutamente fuori dalla norma. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali-1787948850975.jpg" data-image="y6sv0jz774ji"><figcaption>Le anomalie di temperature venerdì 28 agosto in Italia e in Europa.</figcaption></figure><p>Temperature molto elevate, afa, e il tutto accompagnato da una massiccia - anche questa <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/a-tutta-velocita-verso-l-italia-tra-poche-ore-l-enorme-nube-di-polvere-desertica-invadera-i-cieli-d-italia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">ampiamente prevista qui a Meteored</a> - <strong>irruzione di polvere del Sahara, che ha colorato il cielo di un tono lattiginoso e giallognolo.</strong></p><h2>Sabato 29 agosto nuova allerta per temporali</h2><p>Il maltempo non è però destinato a esaurirsi con l'episodio di venerdì. Per la giornata di <strong>sabato 29 agosto 2026</strong> è stata infatti diramata una nuova allerta meteo per il rischio di temporali.</p><p>In <strong>Lombardia</strong> è prevista <strong>allerta arancione per rischio temporali</strong> nelle zone del Lario e Prealpi occidentali, delle Orobie bergamasche, della Valchiavenna e dei Laghi e Prealpi Varesine.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr"> Sabato <a href="https://x.com/hashtag/29agosto?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#29agosto</a><br> <a href="https://x.com/hashtag/AllertaARANCIONE?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#AllertaARANCIONE</a> meteo-idro su parte della Lombardia<br> <a href="https://x.com/hashtag/AllertaGIALLA?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#AllertaGIALLA</a> in 13 regioni<br> Consulta il bollettino nazionale per conoscere il livello e le zone di allerta del territorio <a href="https://t.co/vQViJl1w5M">https://t.co/vQViJl1w5M</a><a href="https://x.com/hashtag/protezionecivile?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#protezionecivile</a> <a href="https://t.co/4845ToHb3r">pic.twitter.com/4845ToHb3r</a></p>— Dipartimento Protezione Civile (@DPCgov) <a href="https://x.com/DPCgov/status/2093345359762518335?ref_src=twsrc%5Etfw">August 28, 2026</a></blockquote></figure><p>È invece in vigore una <strong>allerta gialla per rischio temporali</strong> in altre aree della Lombardia, precisamente Media-bassa Valtellina, Alta Valtellina, Valcamonica e Laghi e Prealpi orientali.</p><h3>Allerta temporali anche nel Friuli-Venezia Giulia e nelle Marche</h3><p>Allerta gialla per temporali anche in <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong>, dove sono interessati il Bacino dell'Isonzo e la Pianura di Udine e Gorizia, il Bacino di Levante/Carso, il Bacino del Livenza e del Lemene, il Bacino montano del Tagliamento e quello del Torre.</p><p>Il rischio temporalesco è inoltre segnalato con <strong>allerta gialla nelle Marche</strong>, nelle aree Marc-1, Marc-2, Marc-3, Marc-4, Marc-5 e Marc-6.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786005" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre.html" title="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'">Massimiliano Santini avverte: "caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre.html" title="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre-1787930801024_320.jpg" alt="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'"></a></article></aside><p>Per la Lombardia è stata infine diramata anche <strong>allerta gialla per rischio idrogeologico</strong> nelle zone del Lario e Prealpi occidentali, Orobie bergamasche, Valchiavenna, Media-bassa Valtellina, Laghi e Prealpi Varesine e Valcamonica.</p><p>La situazione resta quindi da seguire con attenzione: <strong>dopo la violentissima grandinata che ha devastato Cremona, nuovi temporali sono attesi nella giornata di sabato 29 agosto</strong>, con particolare attenzione alle aree interessate dai livelli di allerta più elevati.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>