<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Wed, 04 Nov 2026 15:40:13 +0000</lastBuildDate><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 15:40:13 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Chi trascura la scienza rinuncia al progresso: la lezione di Lockyer e la nascita della rivista Nature]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/chi-trascura-la-scienza-rinuncia-al-progresso-la-lezione-di-lockyer-e-la-nascita-della-rivista-nature.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 15:25:57 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 4 novembre 1869 nasceva Nature, destinata a diventare una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo. Dopo quasi 160 anni di successi, la testata continua a evolversi con nuove sfide e nuovi progetti </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/chi-trascura-la-scienza-rinuncia-al-progresso-la-lezione-di-lockyer-e-la-nascita-della-rivista-nature-1793804488714.jpg" data-image="h77xbvl74wv2" alt="Nature" title="Nature"><figcaption>Il frontespizion del primo numero mai pubblicato della rivista Nature</figcaption></figure><p>Novembre è il mese in cui una delle più prestigiose e longeve riviste scientifiche al mondo celebra il suo compleanno.</p><div class="texto-destacado">Nature è stata fondata il 4 novembre del 1869 e nel corso degli anni ha dato un contributo straordinario alla divulgazione scientifica.</div><p>Amata sia dagli studiosi, che considerano una pubblicazione sulle sue pagine un <strong>obbiettivo ambito</strong>, sia da chi semplicemente si interessa alla materia, Nature è una pubblicazione nata proprio per unire la comunità scientifica ed avvicinare le persone alla conoscenza.</p><h2>Come è nata la rivista Nature</h2><p>L’idea di fondare una rivista di <strong>divulgazione </strong>scientifica, che fosse però anche <strong>autorevole</strong>, è partita dall’idea di quattro uomini decisi a vincere una sfida persa già da altri, in precedenza.</p><p>A dare inizio a tutto è stato l’incontro fortunato tra <strong>Alexander Macmillan</strong>, editore di Cambridge che organizzava anche incontri per discutere di arte, letteratura e scienza, e l’astronomo <strong>J</strong><strong>. Norman Lockyer</strong>, già direttore di un’altra rivista dal successo limitato.</p><p>Al tempo del primo incontro Lockyer era ancora un dilettante, ma con gli anni diventò uno scienziato di fama, soprattutto grazie alla <strong>scoperta dell’elio </strong>tramite l'analisi della<strong> luce solare.</strong> Fu proprio sua l’idea di una nuova rivista che spiegasse ai lettori le nuove scoperte e al tempo stesso mettesse in risalto il lavoro degli scienziati nell’ambito della loro stessa comunità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793394" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-premio-nobel-per-la-fisica-del-2026-viene-assegnato-allo-scienziato-che-ha-rivoluzionato-lo-studio-dell-universo.html" title="Il Premio Nobel per la Fisica del 2026 viene assegnato allo scienziato che ha rivoluzionato lo studio dell'Universo">Il Premio Nobel per la Fisica del 2026 viene assegnato allo scienziato che ha rivoluzionato lo studio dell'Universo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-premio-nobel-per-la-fisica-del-2026-viene-assegnato-allo-scienziato-che-ha-rivoluzionato-lo-studio-dell-universo.html" title="Il Premio Nobel per la Fisica del 2026 viene assegnato allo scienziato che ha rivoluzionato lo studio dell'Universo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nobel-de-fisica-2026-reconhece-cientista-que-revolucionou-estudo-do-universo-com-particulas-fantasma-1791742287320_320.jpg" alt="Il Premio Nobel per la Fisica del 2026 viene assegnato allo scienziato che ha rivoluzionato lo studio dell'Universo"></a></article></aside><p>Al duo si unirono sin da subito il botanico <strong>Alfred W. Bennett</strong> e <strong>Thomas Huxley, </strong>grande sostenitore delle teorie di Darwin e nonno di <strong>Aldous Huxley</strong>, scrittore che alcuni decenni dopo avrebbe pubblicato il celebre romanzo, <em>Il Mondo Nuovo</em>. </p><h2>I punti chiave di una storia ultracentenaria</h2><p>In quasi 160 anni di attività, molti sono stati i momenti importanti che hanno portato la rivista alla fama odierna.</p><p>Nel 1896, ad esempio, Nature comincia ad assumente un taglio più internazionale, traducendo <strong>in inglese e tempestivamente</strong> la ricerca di Wilhelm Röntgen sui <strong>raggi X</strong>. Proprio Röntgen scrisse uno dei due articoli pubblicati nell’edizione del 23 gennaio di quello stesso anno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/chi-trascura-la-scienza-rinuncia-al-progresso-la-lezione-di-lockyer-e-la-nascita-della-rivista-nature-1793804605111.jpg" data-image="0ah3yaks1ml6" alt="Nature rivista" title="Nature rivista"><figcaption>Una delle prime radiografie mai eseguita da Wilhelm Röntgen, primo premio Nobel per la fisica della storia</figcaption></figure><p>Negli anni ‘20 del XX secolo, sotto la direzione di Richard Gregory, Nature comincia ad assumere un volto moderno con apprfondimenti e spazi riservati anche ad altri temi come la politica e la società. Nello stesso periodo, il 17 febbraio 1921, viene pubblicato il primo <strong>numero speciale</strong>, quasi interamente dedicato ad <strong>Einstein e alla teoria delle relatività</strong>. </p><p>Alcuni decenni più tardi, negli anni ‘60, viene introdotto un sistema di <strong>peer review</strong> più severo e più simile a quello moderno. Lo scopo era permettere una valutazione più attenta degli articoli proposti e rendere così Nature una fonte di notizie sempre più <strong>attendibile </strong>e autorevole.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776022" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/oltre-einstein-come-la-meccanica-quantistica-sta-cercando-di-riscrivere-la-legge-di-gravita.html" title="Oltre Einstein: come la meccanica quantistica sta cercando di riscrivere la legge di gravità ">Oltre Einstein: come la meccanica quantistica sta cercando di riscrivere la legge di gravità </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/oltre-einstein-come-la-meccanica-quantistica-sta-cercando-di-riscrivere-la-legge-di-gravita.html" title="Oltre Einstein: come la meccanica quantistica sta cercando di riscrivere la legge di gravità "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-einstein-la-sfida-per-hackerare-i-segreti-della-gravita-1782690038335_320.jpg" alt="Oltre Einstein: come la meccanica quantistica sta cercando di riscrivere la legge di gravità "></a></article></aside><p>A partire dagli anni ‘80, poi, Nature diventa un <strong>network internazionale</strong> e iniziano a nascere le varie riviste tematiche che andranno a formare una sorta di grande famiglia editoriale. La prima è stata <strong>Nature Biotechnology</strong>, a cui si sono aggiunte ad esempio <em>Nature Geoscience, Nature Medicine, Nature Physics</em> e così via.</p><p>Oggi il gruppo comprende <strong>sessantacinque riviste tematiche</strong>, più la testata originale. Le ultime arrivate in ordine cronologico sono <em>Nature Health </em>e<em> Nature Sensors,</em> entrambe lanciate a gennaio 2026.</p><h2>I progetti futuri di Nature</h2><p>Oggi il network di Nature è ampio e complesso ma non ha perso nulla dell’originale ambizione. Con sempre nuove sfide in <strong>settori emergenti </strong>e una spinta sempre maggiore verso<strong> l'interdisciplinarietà</strong>, i progetti per il futuro di certo non mancano.</p><p><em>Nature Reviews Computing </em>e<em> Nature Mechanical Engineering</em> sono le due prossime pubblicazioni già annunciate. Oltre ad esse, novità importanti riguardano l’uso dell’AI e in particolare i sistemi per migliorare la valutazione degli articoli sottoposti a review e i controlli sulla validità della ricerca.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791589" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/da-risorsa-a-minaccia-come-l-intelligenza-artificiale-sta-disturbando-il-lavoro-dei-ricercatori.html" title="Da risorsa a minaccia: come l'Intelligenza Artificiale sta disturbando il lavoro dei ricercatori ">Da risorsa a minaccia: come l'Intelligenza Artificiale sta disturbando il lavoro dei ricercatori </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/da-risorsa-a-minaccia-come-l-intelligenza-artificiale-sta-disturbando-il-lavoro-dei-ricercatori.html" title="Da risorsa a minaccia: come l'Intelligenza Artificiale sta disturbando il lavoro dei ricercatori "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-risorsa-a-minaccia-come-l-intelligenza-artificiale-sta-disturbando-il-lavoro-dei-ricercatori-1790964181466_320.jpg" alt="Da risorsa a minaccia: come l'Intelligenza Artificiale sta disturbando il lavoro dei ricercatori "></a></article></aside><p>La <strong>diffusione della conoscenza scientifica</strong> rimane una delle più importanti missioni di Nature, proprio come volevano J. Norman Lockyer e gli altri fondatori.</p><p>In questo senso una delle sfide più importanti per l’immediato futuro è quella di fare in modo che la rivista sia sostenibile dal punto di vista economico ma al tempo stesso rendere i contenuti più <strong>accessibili </strong>per i lettori con nuove soluzioni che vadano oltre il classico sistema di abbonamento.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Nadia%20Chiaramoni" data-year="2026" data-title="As%C3%AD%20naci%C3%B3%20Nature%2C%20la%20revista%20que%20cuenta%20ciencia%20hace%20m%C3%A1s%20de%20un%20siglo" data-url="https%3A%2F%2Fagencia.unq.edu.ar%2F%3Fp%3D39111">Nadia Chiaramoni. (2026). <a href="https://agencia.unq.edu.ar/?p=39111" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Así nació Nature, la revista que cuenta ciencia hace más de un siglo</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/chi-trascura-la-scienza-rinuncia-al-progresso-la-lezione-di-lockyer-e-la-nascita-della-rivista-nature.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Verso la COP31: di cosa si discuterà ad Antalya? Luca Lombroso: “La fisica dell’atmosfera non è negoziabile”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/verso-la-cop31-di-cosa-si-discutera-ad-antalya-luca-lombroso-la-fisica-dell-atmosfera-non-e-negoziabile.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 14:26:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Dopo il Brasile, la Turchia: si inaugura il 9 novembre la COP31 ad Antalya. L’elettrificazione al centro dei negoziati. Perché è importante passare all0’elettrico i consumi energetici? L’analisi e le prospettive del vertice ONU sul clima. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/verso-la-cop31-di-cosa-si-discutera-ad-antalya-luca-lombroso-la-fisica-dell-atmosfera-non-e-negoziabile-1793795294000.jpeg" data-image="6sdsioonnx13"><figcaption>La COP31 su svolge ad Antalya in Turchia, con gestione condivisa con l'Austriale. Immagine CURIOS - stock.adobe.com </figcaption></figure><p>Prende il via l’edizione 2026 della Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. <strong>La COP31 si svolge ad Antalya, in Turchia, dal 9 al 20 novembre</strong> prossimi e si distingue per la doppia gestione del negoziato.<strong> La presidenza della COP è della Turchia, ma la guida dei negoziati è australiana</strong>. </p><p>Presidente della COP31 è il ministro dell’ambiente, Urbanizzazione e Cambiamenti climatici della Turchia Murat Kurum. I negoziati invece saranno presieduti da Chris Bowen, ministro australiano per i Cambiamenti climatici e l’Energia. </p><p>La presidenza propone una COP centrata sull’attuazione degli impegni, <strong>centrando i negoziati non su nuovi target riduzioni delle emissioni ma su percorsi legati appunto sulle azioni.</strong> Temi centrali l’elettrificazione, la riduzione dei rifiuti, le città resilienti.</p><h2>Elettrificazione: la proposta del “35 35”</h2><p>Spesso <strong>i non esperti confondo energia ed elettricità.</strong> Le fonti rinnovabili infatti producono in genere solo<strong> elettricità, che è una parte importante ma minoritaria del complesso dei consumi energetici mondial</strong>i, circa il 20%. Il resto dell’energia, in prevalenza da fonte fossile, è principalmente utilizzata per i trasporti e per la produzione di calore soprattutto ad uso industriale. Insomma<strong>, per arrivare alla decarbonizzazione o meglio al “net zero” </strong>entro possibilmente il 2025 occorre si implementare le rinnovabili, ma anche <strong>spostare sull’elettrico quanto più possibile </strong>degli altri consumi. </p><p>L’obiettivo della presidenza è dunque trovare un accordo per portare l’elettricità al 35% dei consumi finali mondiali di energia entro il 2035. </p><div class="texto-destacado">Mobilità elettrica, pompe di calore per il riscaldamento, processi industriali elettrificati sono alcuni degli esempi delle vie da percorrere, insieme e non alternatici a produzione da rinnovabili e a emissioni zero, miglioramento reti, aumento di accumuli ed efficienza.</div><p>Naturalmente questo percorso richiede anche finanziamenti adeguati e cambiamenti strutturali che esulano dalle singole buone azioni individuali.</p><h2>Transizione energetica e geopolitica</h2><p>L’elettrificazione e la transizione a energia rinnovabile <strong>è anche un tema strettamente legato alla sicurezza energetica,</strong> competitività industriale e accessibilità dei prezzi. Questo a maggior ragione nel contesto geopolitico del Medio Oriente, di cui la Turchia fa di fatto parte e che la vede molto attiva nella complessa situazione attuale legata alla guerra fra Israele USA ed Iran. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795508" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-onu-avvisa-il-mondo-superera-l-aumento-di-1-5-c-urgente-attivare-un-piano-b-per-trovare-una-soluzione.html" title="L'ONU avvisa: 'il mondo supererà l'aumento di 1,5 °C, urgente attivare un 'piano B' per trovare una soluzione'">L'ONU avvisa: "il mondo supererà l'aumento di 1,5 °C, urgente attivare un 'piano B' per trovare una soluzione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-onu-avvisa-il-mondo-superera-l-aumento-di-1-5-c-urgente-attivare-un-piano-b-per-trovare-una-soluzione.html" title="L'ONU avvisa: 'il mondo supererà l'aumento di 1,5 °C, urgente attivare un 'piano B' per trovare una soluzione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-onu-lo-admite-el-mundo-superara-los-1-5-c-de-calentamiento-y-debemos-activar-un-plan-b-para-buscar-una-solucion-1793114034336_320.jpeg" alt="L'ONU avvisa: 'il mondo supererà l'aumento di 1,5 °C, urgente attivare un 'piano B' per trovare una soluzione'"></a></article></aside><p>Ridurre la dipendenza dai combustibili richiede anche di gestire nuove dipendenze tecnologiche e industriali nonché di <strong>coinvolgere i paesi produttori di petrolio e gas,</strong> che ora hanno infrastrutture gravemente danneggiate se non distrutte dalle rappresaglie dell’Iran.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/verso-la-cop31-di-cosa-si-discutera-ad-antalya-luca-lombroso-la-fisica-dell-atmosfera-non-e-negoziabile-1793799697455.jpg" data-image="pgs63brell0z"><figcaption>Sit In di protesta contro il mercato del carbonio all'interno di COP30. foto Luca Lombroso.</figcaption></figure><p>La<strong> transizione in direzione rinnovabili e elettrificazione richiede finanziamenti, tecnologie e infrastrutture.</strong> Occorre inoltre integrarla con l’adattamento e con la tutela dei lavoratori dei lavori che devono essere decarbonizzati. Sono questi nodi sostanziali del confronto di Antalya.</p><h2>Gli Stati Uniti grandi assenti</h2><p>Gli <strong>USA sono nuovamente usciti dall’ dall’Accordo di Parigi,</strong> formalmente fuori dal 27 gennaio 2026. <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/donald-trump-annuncia-il-ritiro-degli-usa-dall-unfccc-e-dall-ipcc-quali-conseguenze-sulla-scienza-del-clima-e-su-cop.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Donald Trump ha poi emesso un ordine esecutivo </a><strong>per ritirarsi anche dalla Convenzione ONU sul clima</strong> stipulata all’Earth Summit 1992 a Rio De Janeiro e perfino dall'IPCC.<strong> La COP è proprio l’organo esecutivo della convenzione di cui UNFCCC è il segretariato</strong>. </p><div class="texto-destacado">Gli unici paesi che non hanno ratificato l’Accordo di Parigi sono Iran, Yemen, che però sono parte della Convenzione sul Clima. Gli USA sono quindi l’unico paese membro ONU che non aderisce alla convenzione UNFCCC.</div><p>I recenti risultati delle elezioni di Mid Term USA hanno portato i democratici alla conquista di Camera e Senato alle elezioni di metà mandato, ma Trump resta ovviamente presidente e minaccia il veto. <strong>L’eventuale rientro negli accordi climatici sul clima è dunque ipotizzabile solo fra due anni</strong> e se dovesse vincere un candidato democratico o uno repubblicano con visione diversa rispetto a Trump. </p><h2>Le aspettative: cosa si deciderà ad Antalya?</h2><p><strong>Elettrificare l’energia è passo fondamentale per ridurre veramente i combustili fossili.</strong> Il tema si prospetta meno controverso rispetto ad altre questione negoziali comunque importanti, ma il legame coi tavoli negoziati crea anche varie incognite. </p><p>È auspicabile che si raggiungano progressi operativi su elettrificazione, edifici e reti elettriche; più incerto un avanzamento sull’abbandono dei combustibili fossili.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="741106" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cop30-il-grande-assente-di-belem-senza-i-combustibili-fossili-nell-accordo-possiamo-davvero-salvare-1-5-c.html" title="COP30, il grande assente di Belém: senza i combustibili fossili nell’accordo possiamo davvero salvare 1,5°C?">COP30, il grande assente di Belém: senza i combustibili fossili nell’accordo possiamo davvero salvare 1,5°C?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cop30-il-grande-assente-di-belem-senza-i-combustibili-fossili-nell-accordo-possiamo-davvero-salvare-1-5-c.html" title="COP30, il grande assente di Belém: senza i combustibili fossili nell’accordo possiamo davvero salvare 1,5°C?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cop30-il-grande-assente-di-belem-senza-i-combustibili-fossili-nell-accordo-possiamo-davvero-salvare-1-5-c-1764072181853_320.JPG" alt="COP30, il grande assente di Belém: senza i combustibili fossili nell’accordo possiamo davvero salvare 1,5°C?"></a></article></aside><p>Fra le altre cose <strong>la Presidenza COP31 il 29 ottobre ha lanciato L’Antalya Compact for Energy Efficient Buildings, per</strong> collegare l’efficienza degli edifici alla loro elettrificazione. Obiettivo, ridurre del 25% l’intensità energetica operativa degli edifici rispetto al 2020. È un’iniziativa volontaria e aperta alle adesioni, non un obbligo, ma è un passaggio importante per un settore che incide molto sulle emissioni serra.</p><p>Mentre si discute però le emissioni serra stesse continuano ad aumentare e le concentrazioni secondo il WMO sono nuovamente a livelli record. La fisica dell’atmosfera non è negoziabile e non attende i tempi della diplomazia. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="COP31" data-year="" data-title="COP31%20Presidency%20launches%20Antalya%20Compact%20for%20Energy%20Efficient%20Buildings" data-url="https%3A%2F%2Fcop31.tr%2Fnews-detail%2Fcop31-launches-antalya-compact-for-energy-efficient-buildings%E2%80%8B%E2%80%8B">COP31. <a href="https://cop31.tr/news-detail/cop31-launches-antalya-compact-for-energy-efficient-buildings" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">COP31 Presidency launches Antalya Compact for Energy Efficient Buildings</a>.</cite><br><cite data-author="COP31" data-year="" data-title="COP31%20Presidency%20announces%20new%20targets%20on%20global%20electrification%2C%20cutting%20waste%2C%20resilient%20cities%3B%20press%20conference%20transcript." data-url="https%3A%2F%2Funfccc.int%2Fnews%2Fcop31-presidency-announces-new-targets-on-global-electrification-cutting-waste-resilient-cities">COP31. <a href="https://unfccc.int/news/cop31-presidency-announces-new-targets-on-global-electrification-cutting-waste-resilient-cities" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">COP31 Presidency announces new targets on global electrification, cutting waste, resilient cities; press conference transcript.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/verso-la-cop31-di-cosa-si-discutera-ad-antalya-luca-lombroso-la-fisica-dell-atmosfera-non-e-negoziabile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño più forte e più temporali in Europa: i meteorologi sperimentano i droni per rendere più precise le previsioni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-piu-forte-e-piu-temporali-in-europa-i-meteorologi-sperimentano-i-droni-per-rendere-piu-precise-le-previsioni.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Una nuova generazione di droni consentirà di misurare le variabili atmosferiche e analizzare le nuvole con maggiore precisione. Gli scienziati puntano a integrarli nelle reti di osservazione per migliorare le previsioni di fenomeni estremi e anticipare situazioni ad alto rischio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/con-el-nino-disparado-y-mas-riesgo-de-tormentas-en-europa-los-meteorologos-prueban-drones-para-afinar-sus-previsiones-1793553375131.png" data-image="9fk8juz6mrcj" alt="Droni previsioni meteo El Niño" title="Droni previsioni meteo El Niño"><figcaption>I servizi meteorologici potrebbero ottenere osservazioni di routine di porzioni dell'atmosfera che attualmente godono di una copertura limitata.</figcaption></figure><p><strong>La meteorologia potrebbe trovarsi di fronte a un nuovo salto tecnologico. </strong>Ricercatori degli Stati Uniti e del Regno Unito stanno sviluppando droni capaci di raccogliere informazioni atmosferiche in tempo reale, anche all’interno delle nubi. L’obiettivo è <strong>migliorare le previsioni e guadagnare tempo</strong> per anticipare temporali e altri fenomeni meteorologici estremi. </p><p>L’iniziativa assume particolare rilevanza nella prospettiva di un inverno europeo condizionato da <strong>un episodio di El Niño che potrebbe raggiungere un’intensità eccezionale</strong>. In questo contesto, disporre di più osservazioni e aggiornare i modelli meteorologici con maggiore frequenza è fondamentale.</p><h2><strong>Droni capaci di anticipare l’arrivo del maltempo</strong></h2><p>I ricercatori statunitensi hanno sottolineato che questi dispositivi possono misurare variabili come la pressione atmosferica e la velocità del vento durante i voli, trasmettendo informazioni in tempo reale per<strong> migliorare il monitoraggio di sistemi meteorologici potenzialmente pericolosi.</strong></p><p><strong>L’interesse per questa tecnologia ha raggiunto anche il settore energetico</strong>. Gli operatori elettrici hanno bisogno di anticipare i cambiamenti meteorologici: la nuvolosità può ridurre la produzione di energia solare, mentre un temporale in avvicinamento può far aumentare rapidamente la produzione dei parchi eolici.</p><p>La loro utilità, però, va ben oltre i mercati. I droni potrebbero <strong>integrare le misurazioni attualmente effettuate dai palloni meteorologici</strong>, fornendo informazioni in quota con maggiore frequenza, anche ogni ora o a intervalli più brevi. Permetterebbero inoltre di <strong>ridurre i rifiuti</strong> legati alle apparecchiature che vengono perse o scartate durante i lanci.</p><h2><strong>La sfida di misurare ciò che accade all’interno delle nubi</strong></h2><p>Uno dei progetti più promettenti viene sviluppato all’Università di Leeds, nel Regno Unito. Si tratta di DOOC (Drone Observation Of Clouds), una ricerca che punta a determinare <strong>come integrare le misurazioni effettuate dai droni nei sistemi di previsione meteorologica.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/con-el-nino-disparado-y-mas-riesgo-de-tormentas-en-europa-los-meteorologos-prueban-drones-para-afinar-sus-previsiones-1793553436891.jpg" data-image="iwxa9qlgvbno" alt="Droni previsioni meteorologiche El Niño" title="Droni previsioni meteorologiche El Niño"><figcaption>Questo progresso consentirebbe allerte più tempestive e maggiori possibilità di proteggere la popolazione.</figcaption></figure><p>Tra giugno e novembre 2026, il gruppo ha effettuato prove nello Yorkshire, in collaborazione con l’azienda specializzata Menapia. A questo scopo ha ottenuto <strong>l’autorizzazione a operare in una stretta colonna di spazio aereo </strong>larga appena 30 metri, dalla superficie fino a 1.600 metri di altezza.</p><div class="texto-destacado"><strong>I voli permettono di registrare temperatura, umidità e vento a diversi livelli, ma anche di analizzare le particelle che compongono le nubi.</strong> Per quest’ultima funzione, i droni sono dotati di un contatore capace di determinare le dimensioni e la concentrazione delle minuscole goccioline d’acqua sospese nell’aria.</div><p>Si tratta di informazioni particolarmente preziose, perché le caratteristiche delle nubi<strong> influenzano la formazione di precipitazioni, nebbia, grandine e temporali</strong>. Il dispositivo utilizzato ha richiesto quasi un decennio di sviluppo e perfezionamento per ottenere misurazioni affidabili da piattaforme aeree senza pilota.</p><h2><strong>Un nuovo strumento per le previsioni del futuro</strong></h2><p>L’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) aveva già compiuto un primo passo in questa direzione nel 2024, quando ha organizzato la sua <strong>prima dimostrazione di droni meteorologici</strong>, dedicata alla misurazione della temperatura e della velocità del vento negli strati più bassi dell’atmosfera.</p><p>La prospettiva è sviluppare <strong>reti di stazioni dotate di droni capaci di decollare e atterrare con controllo da remoto</strong>. In questo modo, i servizi meteorologici disporrebbero di osservazioni regolari di settori dell’atmosfera che attualmente presentano una copertura limitata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794653" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/studio-su-nature-il-mit-perfeziona-le-previsioni-fino-a-6-settimane-di-ecmwf-con-il-machine-learning-di-microduet.html" title="Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet">Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/studio-su-nature-il-mit-perfeziona-le-previsioni-fino-a-6-settimane-di-ecmwf-con-il-machine-learning-di-microduet.html" title="Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-ad-intelligenza-artificiale-microduet-del-mit-rivoluziona-le-previsioni-1792679566707_320.jpg" alt="Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet"></a></article></aside><p>Queste informazioni potrebbero favorire anche lo sviluppo dei <strong>modelli meteorologici basati sull’intelligenza artificiale</strong>, che dipendono particolarmente dalla quantità e dalla qualità dei dati disponibili per elaborare le previsioni.</p><p>Restano tuttavia alcuni ostacoli. Uno dei principali è<strong> ottenere dalle autorità competenti l’autorizzazione a svolgere operazioni scientifiche in uno spazio aereo condiviso con aerei commerciali e altri droni.</strong> Per questo, i ricercatori ritengono necessario investire nelle infrastrutture e sviluppare nuove norme che consentano di sfruttare questa tecnologia.</p><p>L’obiettivo finale è <strong>prevedere con maggiore anticipo i fenomeni meteorologici estremi</strong>. Se i droni riusciranno a fornire informazioni atmosferiche in modo continuo e a diverse quote, i meteorologi potrebbero individuare prima le condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali intensi. Un vantaggio che potrebbe tradursi in<strong> allerte più tempestive e maggiori possibilità di proteggere la popolazione</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-piu-forte-e-piu-temporali-in-europa-i-meteorologi-sperimentano-i-droni-per-rendere-piu-precise-le-previsioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'alluvione del 4 novembre 1966 non colpì solo Firenze: "fu una delle maggiori catastrofi geo-idrologiche italiane"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-del-novembre-1966-non-solo-firenze-fu-una-delle-maggiori-catastrofi-geo-idrologiche-italiane.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 11:14:38 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Ricordiamo il 4 novembre 1966 soprattutto per Firenze sommersa, ma la catastrofe colpì anche una vasta parte del Nord-Est. A sessant’anni di distanza, la ricercatrice CNR Paola Salvati ricostruisce le dimensioni del disastro e i fattori che ne amplificarono gli effetti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-del-novembre-1966-non-solo-firenze-fu-una-delle-maggiori-catastrofi-geo-idrologiche-italiane-1793790629148.jpg" data-image="ha97qkzpq14h"><figcaption>Una foto dell'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966.</figcaption></figure><p>Ricorrono in questo 4 novembre del 2026 i <strong>60 anni dalla storica alluvione di Firenze, un evento che commosse il mondo.</strong> In realtà, oltre alla Toscana, quell'ondata di maltempo causò pesanti danni anche in diverse altre regioni del territorio nazionale, come il Veneto (si ricorda l'"aqua granda" di Venezia, un allagamento eccezionale della città che sfiorò i 2 metri di altezza), il Friuli-Venezia Giulia e il Trentino Alto-Adige.</p><p>In merito a quell'evento, il CNR ha diffuso oggi un commento di Paola Salvati, ricercatrice dell’Istituto di Geoscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-GEO).</p><h2>Alluvione del 4 novembre 1966, una delle maggiori catastrofi geo-idrologiche italiane</h2><p>L'alluvione del 4 novembre 1966 è ricordata soprattutto per la devastazione della città di Firenze e del suo straordinario patrimonio artistico e culturale. In realtà, l'autunno del 1966 fu particolarmente severo in diverse aree del territorio nazionale, con piogge persistenti che, iniziate già in ottobre, raggiunsero l'apice nei primi giorni di novembre, ricorda Paola Salvati.</p><p>Una profonda perturbazione, caratterizzata da intensi flussi di aria calda e umida provenienti da sud, <strong>provocò precipitazioni eccezionali su territori già interessati da settimane di piogge abbondanti.</strong> Tra il 3 e il 5 novembre si verificarono estese inondazioni, numerose frane e intense mareggiate. </p><div class="texto-destacado">Le piene dell'Arno, dell'Ombrone, dell'Adige e del Tagliamento causarono conseguenze gravissime, mentre a Venezia l'acqua alta raggiunse il livello eccezionale di 194 centimetri, un record tuttora imbattuto. Le regioni maggiormente colpite furono la Toscana e quelle del Nord-Est: Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.</div><p>L'eccezionalità dell'evento non dipese soltanto dall'intensità delle precipitazioni, ma dalla <strong>combinazione di diversi fattori: la grande quantità di pioggia caduta in circa 48 ore, la persistenza dei flussi di aria umida </strong>sulle stesse aree e le condizioni di elevata saturazione dei terreni, dovute alle precipitazioni delle settimane precedenti. </p><p>Queste condizioni favorirono una risposta idrologica particolarmente intensa dei bacini, ulteriormente aggravata nelle aree alpine dalla fusione di parte della copertura nevosa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791563" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/firenze-riscoprire-la-grande-alluvione-di-60-anni-fa-dalla-radiocronaca-rai-al-documentario-di-zeffirelli.html" title="Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli">Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/firenze-riscoprire-la-grande-alluvione-di-60-anni-fa-dalla-radiocronaca-rai-al-documentario-di-zeffirelli.html" title="Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/libri-e-film-per-ricordare-la-grande-alluvione-di-firenze-del-1793354537596_320.jpg" alt="Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli"></a></article></aside><p>Secondo le ricostruzioni pubblicate sul sito POLARIS, <strong>l'evento causò 134 vittime, quasi 400 feriti e almeno 88.000 tra sfollati e senzatetto.</strong> </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Non ci furono danni e vittime solo a Firenze: secondo le ricostruzioni pubblicate sul sito POLARIS, <strong>l'evento del 4 novembre 1966 causò 134 vittime, quasi 400 feriti e almeno 88.000 tra sfollati e senzatetto.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In Toscana si contarono 47 vittime, delle quali 38 nella provincia di Firenze (19 nella città), cinque in provincia di Pisa, due in provincia di Grosseto, una in provincia di Arezzo e una in provincia di Lucca. <strong>L'analisi delle circostanze dei decessi ha evidenziato che oltre la metà delle vittime toscane perse la vita all'interno della propria abitazione</strong>, sottolineando il ruolo determinante delle condizioni di esposizione e vulnerabilità della popolazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795380" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/4-novembre-il-giorno-delle-grandi-alluvioni-in-italia-cosa-accadde-a-firenze-venezia-e-genova.html" title="4 novembre, dal 1966 al 2011 il giorno delle grandi alluvioni in Italia: ecco cosa accadde a Firenze, Venezia e Genova">4 novembre, dal 1966 al 2011 il giorno delle grandi alluvioni in Italia: ecco cosa accadde a Firenze, Venezia e Genova</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/4-novembre-il-giorno-delle-grandi-alluvioni-in-italia-cosa-accadde-a-firenze-venezia-e-genova.html" title="4 novembre, dal 1966 al 2011 il giorno delle grandi alluvioni in Italia: ecco cosa accadde a Firenze, Venezia e Genova"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/4-novembre-il-giorno-delle-grandi-alluvioni-in-italia-cosa-accadde-a-firenze-venezia-e-genova-1793710365643_320.jpeg" alt="4 novembre, dal 1966 al 2011 il giorno delle grandi alluvioni in Italia: ecco cosa accadde a Firenze, Venezia e Genova"></a></article></aside><p><strong>Nelle regioni settentrionali le vittime furono 87, distribuite in nove province, con i bilanci più gravi a Trento e Belluno (26 vittime ciascuna) e Udine (14)</strong>. Gli sfollati furono oltre 42.000. Nella Pianura Padana e nella Pianura Veneta furono inondati almeno 137 km² di territorio e si registrarono danni in almeno 209 comuni. Nella sola provincia di Belluno furono danneggiati o distrutti circa 4.300 edifici, 528 ponti e 1.346 strade.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-del-novembre-1966-non-solo-firenze-fu-una-delle-maggiori-catastrofi-geo-idrologiche-italiane-1793790668212.jpg" data-image="9u9roqeghp7o"><figcaption>Un'altra foto dell'alluvione di Firenze, 60 anni fa.</figcaption></figure><p>Anche le perdite economiche furono enormi, stimate all'epoca in circa 1.000 miliardi di lire, con danni diffusi ad abitazioni, infrastrutture, attività produttive e patrimonio artistico e culturale.</p><h2>Dal Vajont a Sarno, uno dei disastri geo-idrologici italiani peggiori del secondo dopoguerra</h2><p><strong>Per numero di vittime, l'evento del 1966 si colloca tra i più gravi disastri geo-idrologici italiani del secondo dopoguerra</strong>, dopo catastrofi quali il Vajont del 1963, le alluvioni e le frane del Salernitano del 1954, Stava nel 1985, Sarno nel 1998 e i grandi eventi alluvionali del 1951. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767289" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/5-maggio-1998-la-tragedia-di-sarno-e-quindici-il-disastro-che-cambio-la-lotta-al-rischio-idrogeologico.html" title="5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico">5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/5-maggio-1998-la-tragedia-di-sarno-e-quindici-il-disastro-che-cambio-la-lotta-al-rischio-idrogeologico.html" title="5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-maggio-1998-la-tragedia-di-sarno-e-quindici-il-disastro-che-cambio-la-lotta-al-rischio-idrogeologico-1777982397249_320.jpg" alt="5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico"></a></article></aside><p>La sua rilevanza storica risiede tuttavia non soltanto nel numero di vittime, ma anche nella vastissima estensione geografica, nella contemporaneità di fenomeni geo-idrologici differenti e nella gravità complessiva delle conseguenze sul territorio e sulla popolazione, conclude Paola Salvati.</p><p>Da ricordare poi che in questa data sono avvenuti anche disastri più recenti: <strong>il 4 novembre del 2011, 15 anni fa, si registrò una devastante alluvione a Genova</strong>, che causò varie vittime e gravissimi danni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-del-novembre-1966-non-solo-firenze-fu-una-delle-maggiori-catastrofi-geo-idrologiche-italiane.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli ulivi "mangiano" più CO2 di quanta ne emettono: così la scienza salva gli oliveti umbri]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-ulivi-mangiano-piu-co2-di-quanta-ne-emettono-cosi-la-scienza-salva-gli-oliveti-umbri.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 11:05:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Costi elevati e scarsa resa economica minacciano gli oliveti collinari. L'Università di Perugia risponde con tre progetti innovativi: gli ulivi assorbono più CO2 di quanta ne emettano, generando crediti di carbonio e un nuovo reddito agli agricoltori.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-ulivi-mangiano-piu-co2-di-quanta-ne-emettono-cosi-la-scienza-salva-gli-oliveti-umbri-1793736156779.jpg" data-image="wv2atfusein8"><figcaption>Gli olivi gestiti con pratiche sostenibili sequestrano dall'atmosfera molta più anidride carbonica (CO2) di quanta ne venga emessa per tutte le operazioni di coltivazione, raccolta e molitura.</figcaption></figure><p>In molte regioni italiane produrre olio extravergine di oliva di altissima qualità in territori collinari e frammentati, come accade in Umbria, rischia oggi di trasformarsi in un'attività in perdita. Infatti, il prestigio gastronomico e il valore caratteristico del paesaggio collinare olivicolo, la coltivazione <strong>dell'ulivo risulta spesso economicamente poco sostenibile</strong>.</p><p> L'assenza di un economia di scala, con gli <strong>elevati costi di manodopera</strong> per potatura, raccolta e spremitura con un <strong>prezzo di mercato dell'olio</strong> che spesso non riesce a coprire le spese vive di gestione, pesa sempre maggiormente sui bilanci delle piccole aziende agricole.</p><p>La conseguenza spesso è quella dell'<strong>abbandono dell'attività e del territorio</strong>. Da diversi anni, ormai, è facile vedere la progressiva<strong> dismissione di oliveti storici</strong> su aree interne dell'Appennino, con l<strong>'inselvatichimento e degrado colturale</strong> delle campagne e con gravi ripercussioni non solo sull'economia locale, ma anche sulla <strong>tenuta idrogeologica</strong> e, spesso, sulla biodiversità del territorio. </p><h2>La scienza scende in campo: tre direttrici per il futuro dell'olivo</h2><p>Il <strong>Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell'Università degli Studi di Perugia</strong> ha messo in campo una strategia scientifica che potrebbe restituire redditività agli agricoltori, invertendo questa triste tendenza.</p><p>Il team dell'Unità di Colture Arboree composto da Primo Proietti (professore ordinario di Arboricoltura), Luca Regni (professore associato) e dalla ricercatrice Arianna Cesarini, guidano la ricerca articolata su tre grandi fronti progettuali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-ulivi-mangiano-piu-co2-di-quanta-ne-emettono-cosi-la-scienza-salva-gli-oliveti-umbri-1793736179835.jpg" data-image="z00q7xdwlavf"><figcaption>In molte regioni italiane produrre olio extravergine di oliva di altissima qualità in territori collinari e frammentati, come accade in Umbria, rischia oggi di trasformarsi in un'attività in perdita. </figcaption></figure><p> Il primo pilastro riguarda l'<strong>innovazione agronomica e la sostenibilità della filiera</strong> (al centro anche del recente progetto interregionale tra Umbria e Calabria), che punta a razionalizzare la gestione del suolo, ottimizzare la potatura e ridurre gli input chimici ed energetici.<sup></sup> </p><p>Il secondo fronte esplora la <strong>selezione genetica e le colture in vitro</strong>, studiando la tolleranza delle diverse varietà di olivo agli <strong>stress idrici e salini</strong> legati all'aumento delle temperature.<sup></sup> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/secondo-l-iucn-il-96-delle-barriere-coralline-del-mondo-e-a-rischio-critico-di-collasso-entro-il.html" title="Secondo l'IUCN, il 96% delle barriere coralline del mondo è a rischio critico di collasso entro il 2075">Secondo l'IUCN, il 96% delle barriere coralline del mondo è a rischio critico di collasso entro il 2075</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/secondo-l-iucn-il-96-delle-barriere-coralline-del-mondo-e-a-rischio-critico-di-collasso-entro-il.html" title="Secondo l'IUCN, il 96% delle barriere coralline del mondo è a rischio critico di collasso entro il 2075"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-96-de-los-arrecifes-de-coral-del-mundo-en-peligro-critico-de-colapso-antes-de-2075-segun-la-uicn-1793123695468_320.jpg" alt="Secondo l'IUCN, il 96% delle barriere coralline del mondo è a rischio critico di collasso entro il 2075"></a></article></aside><p>Il terzo, e più rivoluzionario sul piano economico, trasforma l'oliveto in un vero e proprio <strong>strumento certificato di mitigazione climatica</strong>.</p><h2>L'oliveto come "pozzo di carbonio" e fonte di nuovo reddito</h2><p>I ricercatori perugini, impegnati in prima linea nel progetto europeo <strong>LIFE OliVER</strong> (erede dell'esperienza di <em>LIFE Olive4Climate</em>), hanno raccolto e analizzato i dati del <strong>bilancio complessivo dei gas serra della filiera olearia</strong>, arrivando ad un risultato straordinario: <strong>gli olivi</strong> gestiti con pratiche sostenibili <strong>sequestrano dall'atmosfera molta più anidride carbonica (<sup></sup>CO2) di quanta ne venga emessa </strong>per tutte le operazioni di coltivazione, raccolta e molitura.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-ulivi-mangiano-piu-co2-di-quanta-ne-emettono-cosi-la-scienza-salva-gli-oliveti-umbri-1793736197113.jpg" data-image="hav85rdlhvsr"><figcaption>Tecniche di "Carbon Farming" possono aiutare l'uliveto a diventare sostenibile e a produrre un reddito aggiuntivo con i crediti di carbonio (Carbon Credits). Queste tecniche sono: il mantenimento di un manto erboso permanente, l'interramento dei residui di potatura trinciati e il riciclo della sansa (bucce, residui della polpa e frammenti di nocciolino triturati) e degli scarti di frantoio per nutrire il terreno.</figcaption></figure><p><strong>L'oliveto immagazzina stabilmente il carbonio nel terreno e nelle strutture legnose della pianta</strong>, attraverso tecniche di "Carbon Farming", come il mantenimento di un manto erboso permanente, l'interramento dei residui di potatura trinciati e il riciclo della sansa (<strong>bucce, residui della polpa e frammenti di nocciolino</strong> triturati) e degli scarti di frantoio per nutrire il terreno.</p><h2>Una spinta decisiva ai bilanci aziendali</h2><p>Questa capacità di assorbimento, grazie ai protocolli di certificazione messi a punto dall'<strong>Ateneo di Perugia</strong>, diventa un valore economico misurabile, <strong>un'opportunità economica concreta</strong>. La CO2 sottratta all'atmosfera oggi può essere convertita in crediti di carbonio (<strong>Carbon Credits</strong>). </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789168" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-spettacolare-in-autunno.html" title="5 condizioni meteo che favoriscono un foliage spettacolare in autunno">5 condizioni meteo che favoriscono un foliage spettacolare in autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-spettacolare-in-autunno.html" title="5 condizioni meteo che favoriscono un foliage spettacolare in autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635346553_320.jpeg" alt="5 condizioni meteo che favoriscono un foliage spettacolare in autunno"></a></article></aside><p>Le aziende olivicole che adottano questo disciplinare hanno ora <strong>la possibilità di vendere i crediti sul mercato volontario alle imprese </strong>che intendono compensare le proprie emissioni, ottenendo<strong> un reddito integrativo diretto</strong> capace di sostenere i bilanci e <strong>salvare l'olivicoltura di qualità</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-ulivi-mangiano-piu-co2-di-quanta-ne-emettono-cosi-la-scienza-salva-gli-oliveti-umbri-1793736212832.jpg" data-image="sm4txypy6l0u"><figcaption>Il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell'Università degli Studi di Perugia ha messo in campo una strategia scientifica che potrebbe restituire redditività agli agricoltori.</figcaption></figure><p><strong> Il progetto <em>LIFE OliVER</em></strong> serve proprio a creare <strong>un sistema standardizzato </strong>(anche tramite consorzi e aggregazioni di produttori) affinché qualsiasi azienda agricola possa accedere facilmente a questo mercato <strong>senza costi burocratici proibitivi</strong>. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Roberto%20Calisti%2C%20Arianna%20Cesarini%2C%20Luca%20Regni%2C%20Primo%20Proietti" data-year="" data-title="PAC%20Magazine%3A%20Olivicoltura%20sostenibile%20per%20la%20generazione%20dei%20crediti%20di%20carbonio%3A%20il%20progetto%20LIFE%20OliVER.%20Opportunit%C3%A0%20di%20reddito%20integrativo%20per%20le%20aziende%20olivicole%20grazie%20ai%20crediti%20di%20carbonio%20generati%20con%20le%20pratiche%20agronomiche%20sostenibili" data-url="https%3A%2F%2Fwww.pianetapsr.it%2Fflex%2Fcm%2Fpages%2FServeBLOB.php%2FL%2FIT%2FIDPagina%2F3426">Roberto Calisti, Arianna Cesarini, Luca Regni, Primo Proietti. <a href="https://www.pianetapsr.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3426" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">PAC Magazine: Olivicoltura sostenibile per la generazione dei crediti di carbonio: il progetto LIFE OliVER. Opportunità di reddito integrativo per le aziende olivicole grazie ai crediti di carbonio generati con le pratiche agronomiche sostenibili</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-ulivi-mangiano-piu-co2-di-quanta-ne-emettono-cosi-la-scienza-salva-gli-oliveti-umbri.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cos'è un evento di stratwarming e in che modo potrebbe influenzare il tempo in Europa quest'inverno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cos-e-un-evento-di-stratwarming-e-in-che-modo-potrebbe-influenzare-il-tempo-in-europa-quest-inverno.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 10:32:19 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>I modelli prevedono un riscaldamento stratosferico improvviso (stratwarming) che potrebbe raggiungere proporzioni senza precedenti all’inizio di novembre. Potrebbe questa perturbazione insolitamente precoce nell’Artico alterare il clima in Europa prima ancora che l’inverno sia iniziato?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-x9dl7sa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-x9dl7sa.jpg" id="x9dl7sa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Un importante fenomeno atmosferico potrebbe essere in formazione sopra l’Artico</strong> e le previsioni indicano che è probabile un’inversione della direzione dei venti che circondano il vortice polare stratosferico durante la prossima settimana.</p><p>Se un riscaldamento stratosferico improvviso (SSW, noto in inglese come <em>stratwarming)</em>, di grande intensità si verificasse all’inizio di novembre, potrebbe anticipare di <strong>circa tre settimane l’evento più precoce registrato finora.</strong></p><h2>Che cos’è un riscaldamento stratosferico improvviso?</h2><p><strong>Durante l’autunno e l’inverno, le temperature nella stratosfera sopra l’Artico possono scendere fino a circa -80 °C</strong>, contribuendo a mantenere una circolazione di forti venti occidentali conosciuta come vortice polare stratosferico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/que-es-un-calentamiento-subito-estratosferico-y-como-podria-afectar-al-tiempo-en-europa-este-invierno-1793782903687.png" data-image="jrj3onhsyg0u"><figcaption>Tra gli appassionati di meteorologia questo fenomeno viene spesso associato a irruzioni di aria molto fredda e nevicate, ma non è sempre così.</figcaption></figure><p><strong>Questi venti contribuiscono solitamente a mantenere l’aria estremamente fredda sulla regione polare. </strong>Le onde atmosferiche che risalgono dai livelli inferiori possono però perturbare il vortice, provocando un indebolimento dei venti o persino un’inversione della loro direzione.</p><p>Quando i venti cambiano direzione,<strong> passando da occidentali a orientali a circa 30 chilometri di quota sopra l’Artico, questo può indicare un episodio maggiore di riscaldamento stratosferico improvviso</strong>, accompagnato da un rapido aumento delle temperature stratosferiche.</p><div class="texto-destacado">Nel caso dell'Italia, le irruzioni di aria molto fredda di origine polare o artica hanno maggiori difficoltà a raggiungere il Paese a causa della sua posizione geografica. Al momento, i modelli indicano un predominio della circolazione atlantica nelle prossime settimane.</div><p>Nonostante il nome, questo riscaldamento avviene a grande altezza sopra la superficie terrestre e<strong> non implica direttamente un tempo più caldo in Europa.</strong></p><h2>Perché il possibile evento di novembre 2026 è così insolito?</h2><p>Le previsioni del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) indicano <strong>un elevato grado di fiducia nel verificarsi di un drastico indebolimento dei venti in quota.</strong></p><p><strong>Gli episodi maggiori di riscaldamento stratosferico improvviso si verificano solitamente in una fase più avanzata dell’inverno</strong>, rendendo particolarmente insolita la tempistica di questo possibile fenomeno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/que-es-un-calentamiento-subito-estratosferico-y-como-podria-afectar-al-tiempo-en-europa-este-invierno-1793782662016.png" data-image="u38soqic7cys"><figcaption>Le previsioni d’insieme dell’ECMWF mostrano che i venti zonali a 10 hPa, nella parte alta della stratosfera, scenderanno sotto gli 0 m/s durante la prima settimana di novembre: ciò indica un’inversione dei venti zonali, da occidentali a orientali, e configura un episodio maggiore di riscaldamento stratosferico improvviso. Il 100% dei membri dell’insieme mostra questa inversione entro il 17 novembre.</figcaption></figure><p><strong>Il fatto che si verifichi in una fase così precoce genera una notevole incertezza</strong>, perché esistono relativamente pochi eventi comparabili sulla cui base valutare come potrebbe rispondere l’atmosfera.</p><p><strong>Sebbene sia probabile che il fenomeno si verifichi durante la prossima settimana, i suoi effetti sul tempo in Europa non sarebbero immediati</strong>. Generalmente, questi effetti impiegano da tre a sei settimane per manifestarsi: bisognerà quindi prestare attenzione alla fine di novembre e a dicembre.</p><h2>Significa che l’Europa va verso un inverno insolitamente freddo?</h2><p>Non necessariamente. Sebbene questo possibile riscaldamento stratosferico possa aumentare la probabilità di configurazioni meteorologiche di blocco e ondate di freddo come la “Bestia dell’Est”, <strong>non garantisce temperature sotto zero né nevicate diffuse.</strong></p><p>Non necessariamente. A seconda di dove si formeranno i blocchi anticiclonici,<strong> alcune zone d’Europa potrebbero invece sperimentare un tempo più mite e asciutto</strong>, mentre l’aria più fredda si dirigerebbe altrove. L’evento si sta inoltre sviluppando in un contesto caratterizzato dall’episodio di El Niño più intenso mai registrato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794827" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/novembre-mese-di-storiche-nevicate-precoci-in-pianura-luca-lombroso-quest-anno-el-nino-puo-cambiare-tutto.html" title="Novembre è un mese di storiche nevicate precoci in pianura, Luca Lombroso: “quest'anno El Niño può cambiare tutto”">Novembre è un mese di storiche nevicate precoci in pianura, Luca Lombroso: “quest'anno El Niño può cambiare tutto”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/novembre-mese-di-storiche-nevicate-precoci-in-pianura-luca-lombroso-quest-anno-el-nino-puo-cambiare-tutto.html" title="Novembre è un mese di storiche nevicate precoci in pianura, Luca Lombroso: “quest'anno El Niño può cambiare tutto”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/novembre-mese-di-storiche-nevicate-precoci-in-pianura-luca-lombroso-quest-anno-el-nino-puo-cambiare-tutto-1792761245641_320.jpg" alt="Novembre è un mese di storiche nevicate precoci in pianura, Luca Lombroso: “quest'anno El Niño può cambiare tutto”"></a></article></aside><p>Storicamente,<strong> El Niño favorisce condizioni più miti, umide e ventose durante la prima parte dell’inverno</strong> in alcune zone dell’Europa occidentale, con una maggiore probabilità di condizioni più fredde verso la fine della stagione.</p><p>Un riscaldamento stratosferico improvviso maggiore e precoce potrebbe complicare questo schema, aumentando la probabilità che si formi un blocco prima del previsto. <strong>Le prossime settimane saranno decisive per determinare se </strong>questa perturbazione atmosferica insolitamente precoce <strong>finirà per influenzare in modo significativo il tempo in Europa </strong>durante i primi mesi dell’inverno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cos-e-un-evento-di-stratwarming-e-in-che-modo-potrebbe-influenzare-il-tempo-in-europa-quest-inverno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso avvisa: “Un fiume atmosferico atlantico investirà l’Italia, possibili fino a 100 mm di pioggia in 24 ore”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 09:44:46 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Aria fredda già in ritirata e cambio di circolazione sul Mediterraneo nei prossimi giorni. Il grande anticiclone nord Europeo cede sul fianco sudoccidentale e apre la porta a correnti umide e miti. Piogge importanti in arrivo?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbtgmj6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbtgmj6.jpg" id="xbtgmj6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sessant’anni fa di questi giorni era in atto la più pericolosa delle situazioni meteo che possono interessare il nostro paese.<strong> Una depressione stretta e allungata stazionava sul Mar Tirreno,</strong> bloccata a est da un anticiclone sui Balcani. Il risultato fu la <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/4-novembre-il-giorno-delle-grandi-alluvioni-in-italia-cosa-accadde-a-firenze-venezia-e-genova.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">tragica alluvione di Firenze, </a>con alluvioni storiche anche in altre regioni del nord e del centro. Ne diamo conto con la meteo storia in vari nostri articoli, ora<strong> ci concentriamo invece sulla situazione attuale </strong>che per fortuna è molto diversa.</p><p>Il freddo si è sentito poco in pianura, filtrato dalla nuvolosità e dallo scarso spesso della <strong>massa d’aria, non artica bensì polare marittima. </strong>E ora sta già cedendo il passo a una circolazione a matrice diversa.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Protagonista principale in Europa è sempre <strong>un gigantesco anticiclone che tiene bloccate su quasi tutto il continente le perturbazioni</strong> atlantiche. Il massimo si trova ora fra Scozia e Norvegia, e si estende poi con asse verso il Balcani. Sul fianco occidentale<strong> si assiste però a un lento cedimento, in particolare ad opera di una ampia depressione</strong> che si avvicina dalla Penisola Iberica. </p><p>In quota<strong> una saccatura prova a infiltrarsi verso il Mediterraneo, </strong>correnti da SW inizieranno a prevalere in quota sull’Italia, ma con sistemi in realtà piuttosto deboli e spesso stazionari sui mari occidentali italiani. Una parte del fronte caldo però riuscirà a tratti a entrare sulla Penisola, portando aria più mite e umida e a tratti piovosa.</p><h2>Giovedì 5 e venerdì 6 novembre umido</h2><p><strong>Giornata grigia e umida al centro nord,</strong> con molte nubi stratificate, più dense al nordovest e Toscana, con diradamenti al nordest. <strong>Al sud più schiarite, </strong>ma con velature anche dense sulla Sicilia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore-1793785199323.jpg" data-image="nv3d63zszxh6"><figcaption>Un po' di piogge tra giovedì 5 e venerdì 6 su alcune aree dell'Italia.</figcaption></figure><p><strong>Le precipitazioni però sono scarse,</strong> concentrate fra Alpi occidentali e marittime e in Liguria di Ponente. Piove anche in Sardegna orientale, occasionalmente con temporali forti nella zona nordorientale dell’isola.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795106" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?">L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo-1792951830227_320.jpg" alt="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"></a></article></aside><p><strong>Giovedì 6 novembre ancora giornata autunnale, </strong>umida ma non fredda, in molte regioni; piogge a tratti, anche con qualche rovescio, fra Toscana e Lazio, piovaschi deboli al nordovest ed occasionalmente Emilia occidentale, specie appenninica. Le Alpi nordorientali, Veneto e Friuli Venezia Giulia vedono occasione di ampie schiarite.</p><p>Le <strong>temperature aumentano leggermente nelle minime, </strong>stazionarie nelle massime. Valori notturni sui 4-6°C al nord, senza gelate, diurni sui 12-14°C. Al centro minime 6-10°C, massime sui 16-18°C, fino a 22°C in Sardegna. Al sud 10-12°C di minima, 18-20°C di massima.</p><h2>Fine settimana ancora grigio, piogge domenica al nord</h2><p><strong>Fine settimana tipicamente novembrino in molte regioni, </strong>il nord complice il ristagno di aria in Val padana vede poco sole e molte nubi basse entrambe le giornate di sabato e domenica, con<strong> la domenica che tende a divenire piovosa</strong> per precipitazioni deboli o moderate diffuse e a tratti insistenti. <strong>Sulle Alpi nevica ma a quote piuttosto alte</strong>, sopra ai 2000-2300 m.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore-1793784104054.jpg" data-image="8uyq4r1kvbkf"><figcaption>Il paradosso dell'aria fredda: le temperature massime scendono sotto media solo dopo giorni, con l'arrivo della nuvolosità e sotto correnti miti da SW in quota.</figcaption></figure><p><strong>Al centro e Sardegna nubi estese con grigiori </strong>in alcune zone come le conche pianeggianti di Toscana e Lazio e monti esposti allo scirocco, più medio alte in Sardegna.<strong> Poca però la pioggia, principalmente su alta Toscana e qua e là </strong>come piogge deboli o pioviggini intermittenti.</p><p>Al sud velato con maggiori spazi di sole, non sono previste piogge.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore-1793784261018.jpg" data-image="6yti0k23pp20"><figcaption>Il fiume atmosferico richiamato dal grande ciclone sulla penisola Iberica inizia ad avvicinarsi all'Italia.</figcaption></figure><p>Le temperature aumentano ancora leggermente, al nord si sale nelle fasi di diradamento delle nubi, specie al nordest, a 15-16°C, al centro sud verso i 20°C. Notti umide ma non fredde.</p><h2>Inizio settimana più piovoso?</h2><p>Le <strong>mappe di inizio della seconda settimana di novembre si fanno più incerte,</strong> sia fra modelli, ICON, modello tedesco, vede la depressione portare correnti da SW più perturbate sull’Italia. ECMWF vede una situazione più border line, con<strong> a tratti SW a curvatura ciclonica e a tratti più anticiclonica stabilizzante, </strong>ma umida. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore-1793784176727.jpg" data-image="06t58aelpvog"><figcaption>Le mappe delle precipitazioni previste cumulate vedono un periodo umido e in tendenza più piovoso autunnale. Alcuni scenari e il modello ICON vedono piogge di 100 mm o più fra martedì e mercoledì.</figcaption></figure><p>I cluster confermano l’incertezza, con <strong>tre scenari dal tratto comune come circolazione umida e mite, </strong>divisi fra quelli più perturbati, alcuni scenari vedono <strong>piogge anche di 100 mm o più in 24 ore nelle zone esposte</strong> ai flussi sudoccidentali come alta Toscana, Appennino Emiliano, levante ligure, ed altri con piogge più scarse e irregolari.</p><p>Insomma, tempo umido garantito, freddo vero assente, qualche pioggia ci sarà, da valutare nei dettagli.</p><h2>Resto della settimana: irrompe l’atlantico?</h2><p>La seconda metà della settimana vede <strong>molta incertezza nei dettagli, ma un segnale chiaro di circolazione zonale atlantica molto ondulata.</strong> Sei i cluster, che possiamo dividere per semplicità in due blocchi.<strong> Una metà vede una dorsale sull’Atlantico favorevole a una incursione depressionaria </strong>sull’Europa ed Italia, con condizioni spesso perturbate e piovose. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796534" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-all-atlantico-i-meteorologi-spagnoli-monitorano-un-fiume-atmosferico-in-arrivo-il-9-novembre-effetti-sull-italia.html" title="Occhi all’Atlantico: i meteorologi spagnoli monitorano un fiume atmosferico in arrivo il 9 novembre. Effetti sull'Italia">Occhi all’Atlantico: i meteorologi spagnoli monitorano un fiume atmosferico in arrivo il 9 novembre. Effetti sull'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-all-atlantico-i-meteorologi-spagnoli-monitorano-un-fiume-atmosferico-in-arrivo-il-9-novembre-effetti-sull-italia.html" title="Occhi all’Atlantico: i meteorologi spagnoli monitorano un fiume atmosferico in arrivo il 9 novembre. Effetti sull'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-all-atlantico-i-meteorologi-spagnoli-monitorano-un-fiume-atmosferico-in-arrivo-il-9-novembre-effetti-sull-italia-1793727142859_320.jpg" alt="Occhi all’Atlantico: i meteorologi spagnoli monitorano un fiume atmosferico in arrivo il 9 novembre. Effetti sull'Italia"></a></article></aside><p>Sarebbe la svolta atlantica che manca ancora in questo autunno.<strong> Altri scenari vedono meno coinvolta l’Italia,</strong> ma pur sempre sotto correnti umide e a tratti piovose. <strong>Tratto comune, l’aria molto mite e umida prodotta da lunghi fiumi atmosferici </strong>e da correnti meridionali mediterranee. Freddo del tutto assente, neve solo sulle Alpi e a quote piuttosto alte. Insomma, autunno pieno senza assaggi di inverno. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-un-fiume-atmosferico-atlantico-investira-l-italia-in-alcuni-scenari-fino-a-100-mm-in-24-ore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[4 novembre, dal 1966 al 2011 il giorno delle grandi alluvioni in Italia: ecco cosa accadde a Firenze, Venezia e Genova]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/4-novembre-il-giorno-delle-grandi-alluvioni-in-italia-cosa-accadde-a-firenze-venezia-e-genova.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 4 novembre del 1966 la grande alluvione colpiva Firenze, mentre Venezia viveva una eccezionale e storica acqua alta che inondava la città quasi interamente. Nel 2011 un'altra alluvione a Genova causò diverse vittime: ecco un po' di informazioni per ricordare gli eventi alluvionali di questa data in Italia.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/4-novembre-il-giorno-delle-grandi-alluvioni-in-italia-cosa-accadde-a-firenze-venezia-e-genova-1793710365643.jpeg" data-image="hs1bpgbh4k7a"><figcaption>Alluvione a Genova: nel 2026 ricorrono 15 anni dal tragico evento del 4 novembre 2011.</figcaption></figure><p>I mesi autunnali in Italia sono purtroppo segnati da alluvioni ed eventi di dissesto idrogeologico che hanno causato molte vittime ed enormi danni in passato. <strong>Ottobre e novembre sono pieni di anniversari di alluvioni e frane</strong> rimaste nella memoria delle popolazioni colpite. </p><p><strong>Il 4 novembre è una data particolare da questo punto di vista</strong>, perché proprio in questo giorno si sono verificati alcuni degli eventi più gravi. <strong>Nel 2026 ricorrono 60 anni dalle alluvioni che nel 1966 devastarono Firenze e Venezia.</strong> Quella di Firenze è la più nota, ma anche Venezia venne duramente colpita e ci furono gravi danni e vittime anche in altre zone del centro-nord. </p><p>Più recentemente va poi ricordata l'alluvione di <strong>Genova del 2011, di cui ricorre il quindicesimo anniversario.</strong></p><h2>4 novembre 1966, sessant'anni fa l'alluvione di Firenze</h2><p><strong>Il 4 novembre 1966 l'esondazione del fiume Arno</strong> causò una catastrofica alluvione a Firenze. Nella sola provincia si contarono 34 morti e danni gravissimi. <strong>Duramente colpito anche il patrimonio artistico e storico della città.</strong> </p><p>Quella fase di maltempo provocò pesanti alluvioni <strong>anche in Friuli, Trentino e Veneto</strong>. Nello stesso giorno si verificò inoltre una storica acqua alta a Venezia, che sommerse buona parte della città.</p><div class="texto-destacado"><strong>L'alluvione di Firenze</strong> arrivò dopo giorni di piogge incessanti sul bacino idrografico dell'Arno, iniziate già alla fine di ottobre. Dal pomeriggio del 3 novembre caddero in <strong>molte zone della Toscana centinaia di millimetri di pioggia.</strong> L'aumento delle temperature favorì inoltre lo <strong>scioglimento della neve caduta da poco sull'Appennino</strong>, contribuendo a ingrossare ulteriormente gli affluenti del fiume.</div><p><strong>Tra la notte e la mattina del 4 novembre la situazione precipitò, con l'esondazione dell'Arno e l'invasione delle strade di Firenze.</strong> La piena eccezionale raggiunse una portata di circa 4.000 metri cubi al secondo. Gli effetti furono drammatici, non soltanto in città ma anche nel resto della provincia: delle 34 vittime, 17 persero la vita a Firenze e altre 17 nei comuni del territorio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791563" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/firenze-riscoprire-la-grande-alluvione-di-60-anni-fa-dalla-radiocronaca-rai-al-documentario-di-zeffirelli.html" title="Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli">Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/firenze-riscoprire-la-grande-alluvione-di-60-anni-fa-dalla-radiocronaca-rai-al-documentario-di-zeffirelli.html" title="Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/libri-e-film-per-ricordare-la-grande-alluvione-di-firenze-del-1793354537596_320.jpg" alt="Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli"></a></article></aside><p><strong>L'acqua invase musei, biblioteche e chiese, causando gravissimi danni</strong> alle opere d'arte e al patrimonio storico. Il dopo alluvione fu però segnato anche da un'enorme solidarietà verso le popolazioni colpite, arrivata soprattutto dai giovani. In moltissimi accorsero a Firenze da tutta Italia e dall'estero per spalare il fango dalle case e dalle cantine e <strong>aiutare nel difficile recupero dei libri, dei manoscritti della Biblioteca Nazionale e delle opere d'arte.</strong></p><figure id="first-image"  class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/i9Ck4is_RMA/sddefault.jpg" alt="youtube video id=i9Ck4is_RMA" id="i9Ck4is_RMA"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Quei giovani vennero chiamati <strong>“angeli del fango”.</strong> Per molti di loro quell'esperienza di solidarietà e partecipazione si intrecciò con il clima di contestazione che, negli anni successivi, sarebbe sfociato nel grande movimento del 1968.</p><h2>4 novembre 1966, l'alluvione anche a Venezia: “l'aqua granda” </h2><p><strong>Il 4 novembre 1966 non fu una giornata drammatica soltanto per Firenze.</strong> Anche <strong>Venezia</strong> venne colpita da un'alluvione che provocò danni pesantissimi. Un episodio di alta marea eccezionale portò all'allagamento di gran parte del centro cittadino.</p><p>Alle ore 18 il mareografo di Punta della Salute, punto di riferimento per le misurazioni della marea, <strong>registrò un livello di +194 centimetri.</strong> Fu il valore più alto mai rilevato nella storia delle osservazioni cittadine. Un evento paragonabile si sarebbe verificato soltanto il 12 novembre 2019, quando l'acqua alta raggiunse i 187 centimetri.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html" title="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa">Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html" title="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa-1793272897382_320.jpeg" alt="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa"></a></article></aside><p>Gli effetti di quella che i veneziani ricordano come <strong>“aqua granda”</strong> furono enormi, con danni stimati in miliardi di lire dell'epoca. Il disastro mostrò al mondo la fragilità della città e diede nuovo impulso agli interventi di salvaguardia e restauro.</p><div class="texto-destacado">Praticamente tutta la città andò sott’acqua, e vennero allagati i monumenti e i luoghi storici del centro cittadino. <strong>Il Palazzo Ducale venne invaso da un metro e mezzo d’acqua</strong>. La città andò letteralmente in tilt. Anche i Vigili del Fuoco avevano difficoltà a spostarsi, e la città visse un lungo <em>blackout</em> delle linee elettriche e telefoniche, restando isolata dal resto del paese.</div><p>A sessant'anni di distanza, la difesa di Venezia dalle alte maree resta un tema centrale. <strong>Dal 2020, l'impiego del</strong> <strong>sistema di paratie mobili MOSE</strong> permette di proteggere la città da numerosi episodi di acqua alta, limitando l'ingresso delle maree più elevate nella laguna. Ma ci sono dubbi sul futuro, quando gli innalzamenti si faranno più frequenti e il livello del mare crescerà.</p><h2>4 novembre 2011, quindici anni fa l'alluvione di Genova</h2><p>Il 4 novembre torna anche nella storia più recente delle alluvioni italiane. Dopo i disastri di Firenze e Venezia del 1966, <strong>il 4 novembre 2011 una nuova alluvione colpì Genova, causando sei vittime.</strong> Nel 2026 sono trascorsi quindici anni da quella giornata.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/3ZoGgn8isWw/hqdefault.jpg" alt="youtube video id=3ZoGgn8isWw" id="3ZoGgn8isWw"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Le piogge torrenziali provocarono l'esondazione del torrente Fereggiano, trasformando le strade in fiumi e travolgendo persone e veicoli. Soltanto pochi giorni prima, il 25 ottobre, si era verificata <strong>la drammatica alluvione fra Liguria e Toscana</strong>, che aveva colpito duramente le Cinque Terre, la Val di Vara e la Lunigiana.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/4-novembre-il-giorno-delle-grandi-alluvioni-in-italia-cosa-accadde-a-firenze-venezia-e-genova.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Occhi all’Atlantico: i meteorologi spagnoli monitorano un fiume atmosferico in arrivo il 9 novembre. Effetti sull'Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-all-atlantico-i-meteorologi-spagnoli-monitorano-un-fiume-atmosferico-in-arrivo-il-9-novembre-effetti-sull-italia.html</link><pubDate>Wed, 04 Nov 2026 04:33:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un vasto fiume atmosferico all'inizio della prossima settimana penetrerà sull'area del Mediterraneo, determinando una intensa ondata di maltempo, con piogge abbondanti.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbt7tyu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbt7tyu.jpg" id="xbt7tyu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Mentre sull’Europa settentrionale e sulle alte latitudini continua a dominare un <strong>solido e persistente blocco anticiclonico</strong>, capace di deviare, rallentare e spesso bloccare del tutto le perturbazioni in arrivo dall’Oceano, dall’Atlantico avanza progressivamente un flusso perturbato, basso di latitudine, più organizzato e dinamico. </p><p>Questo cambiamento di scenario non è casuale, ma viene in parte forzato e amplificato dalla presenza di un intenso episodio di <strong>El Niño,</strong> che sta influenzando profondamente la circolazione atmosferica su scala emisferica. <strong>El Niño, riscaldando le acque del Pacifico equatoriale, modifica i pattern delle correnti a getto e favorisce, alle medie latitudini, flussi occidentali più attivi, umidi e spesso più intensi del normale.</strong></p><h2><strong>Cosa accadrà nel fine settimana?</strong></h2><p>Nelle giornate di <strong>domenica 8 </strong>e<strong> lunedì 9 novembre</strong> una profonda depressione atlantica si avvicinerà alla Penisola Iberica. Il sistema, in fase di approfondimento, convoglierà verso est un esteso e ben definito <strong>fiume atmosferico.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-all-atlantico-i-meteorologi-spagnoli-monitorano-un-fiume-atmosferico-in-arrivo-il-9-novembre-effetti-sull-italia-1793727027959.jpg" data-image="3uojmnc4jhg6" alt="Corrente a getto." title="Corrente a getto."><figcaption>L'andamento della corrente a getto, con le onde di Rossby in ingresso dal vicino Atlantico.</figcaption></figure><p>Si tratta di un lungo e stretto canale di umidità tropicale che, originandosi dalle regioni caraibiche e dall’Atlantico tropicale-subtropicale, <strong>si estenderà per migliaia di chilometri fino a raggiungere il Mediterraneo occidentale e, nei giorni successivi, toccherà anche l’Italia.</strong></p><h2><strong>Cosa sono i fiumi atmosferici?</strong></h2><p>I <strong>fiumi atmosferici</strong> (in inglese <strong>atmospheric rivers</strong>) sono una delle strutture meteorologiche più importanti e ancora relativamente poco conosciute dal grande pubblico. Si tratta di corridoi di aria estremamente umida che si muovono nella troposfera media e bassa, generalmente tra i 1.000 e i 3.000 metri di quota, <strong>ma che possono estendersi anche più in alto.</strong></p><p><strong>Questi “fiumi” invisibili trasportano enormi quantità di vapore acqueo. </strong>Basti pensare che un singolo fiume atmosferico può contenere un flusso di acqua (sotto forma di vapore) equivalente a quello di 10-15 fiumi Mississippi messi insieme.</p><h2><strong>Quando si sviluppano?</strong></h2><p>Si formano tipicamente quando correnti d’aria calda e umida vengono canalizzate e concentrate da particolari configurazioni della circolazione atmosferica, spesso in prossimità di depressioni o lungo i rami meridionali delle <strong>correnti a getto.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-all-atlantico-i-meteorologi-spagnoli-monitorano-un-fiume-atmosferico-in-arrivo-il-9-novembre-effetti-sull-italia-1793727084164.jpg" data-image="hpyrwevcx33i" alt="Fiume atmosferico." title="Fiume atmosferico."><figcaption>Il vasto fiume atmosferico in ingresso sul Mediterraneo all'inizio della prossima settimana.</figcaption></figure><p>Quando questo <strong>“nastro trasportatore” di umidità</strong> incontra un ostacolo, come una catena montuosa, una costa o una massa d’aria più fredda, il vapore acqueo si condensa rapidamente, dando luogo a precipitazioni abbondanti, persistenti e talvolta estremamente intense.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796453" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html" title="Meteo Italia: breve tregua dopo il ciclone, ma da giovedì correnti umide da ovest riportano piogge verso il weekend">Meteo Italia: breve tregua dopo il ciclone, ma da giovedì correnti umide da ovest riportano piogge verso il weekend</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html" title="Meteo Italia: breve tregua dopo il ciclone, ma da giovedì correnti umide da ovest riportano piogge verso il weekend"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend-1793705229496_320.jpg" alt="Meteo Italia: breve tregua dopo il ciclone, ma da giovedì correnti umide da ovest riportano piogge verso il weekend"></a></article></aside><p>Non a caso i fiumi atmosferici sono responsabili di gran parte delle piogge più abbondanti che colpiscono le coste occidentali dei continenti (California, Portogallo, Galizia, Norvegia, Cile) e possono generare <strong>eventi alluvionali anche a grande distanza dalla loro zona di origine.</strong></p><h2><strong>Il fiume atmosferico in arrivo dal 9 novembre</strong></h2><p>Nel caso in esame, il fiume atmosferico che si formerà tra il 9 e il 10 novembre avrà caratteristiche particolarmente rilevanti. Esso sarà alimentato da aria molto umida di origine tropicale/caraibica e verrà incanalato verso il Mediterraneo da una profonda depressione atlantica, stimata sui <strong>982 hPa,</strong> posizionata a largo del Portogallo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-all-atlantico-i-meteorologi-spagnoli-monitorano-un-fiume-atmosferico-in-arrivo-il-9-novembre-effetti-sull-italia-1793727142859.jpg" data-image="9hirtq9cxdel" alt="Maltempo, piogge." title="Maltempo, piogge."><figcaption>L’interazione tra la depressione atlantica, il fiume atmosferico e le dinamiche mediterranee potrebbe favorire lo sviluppo di un’ondata di maltempo più intensa del previsto la prossima settimana. </figcaption></figure><p>Questo apporto di umidità “preziosa” (dal punto di vista energeticamente disponibile) rafforzerà sensibilmente una perturbazione che lunedì 9 entrerà sul Mediterraneo, attraverso lo Stretto di Gibilterra.</p><h2><strong>Gli effetti previsti sull’Italia</strong></h2><p>L’interazione tra la depressione atlantica, il fiume atmosferico e le dinamiche mediterranee potrebbe favorire lo sviluppo di un’ondata di maltempo più intensa del previsto. Secondo le proiezioni attuali dei principali modelli (ECMWF in primis), gli effetti si faranno sentire all’inizio della prossima settimana, sui settori occidentali dell’Italia.</p><div class="texto-destacado"><strong>Le regioni più esposte risultano quelle del versante tirrenico e del Nord-Ovest, dalla Liguria, Toscana, alto Lazio, Sardegna occidentale e, in misura variabile, le aree alpine e prealpine occidentali.</strong> </div><p>Qui sono attese piogge diffuse, a tratti abbondanti e persistenti, accompagnate da forti temporali localmente intensi. </p><p>L’orografia giocherà un ruolo decisivo. I flussi umidi di Libeccio o Scirocco, forzati contro i rilievi, <strong>potranno produrre accumuli elevati in poche ore, con rischio di fenomeni di natura alluvionale in aree già predisposte o con suoli saturati da precedenti precipitazioni.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796488" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-spagnoli-in-allerta-venerdi-6-si-intensifichera-una-depressione-atlantica-possibili-piogge-intense.html" title="I meteorologi spagnoli in allerta: una profonda depressione atlantica porterà una successione di fronti sulla Spagna">I meteorologi spagnoli in allerta: una profonda depressione atlantica porterà una successione di fronti sulla Spagna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-spagnoli-in-allerta-venerdi-6-si-intensifichera-una-depressione-atlantica-possibili-piogge-intense.html" title="I meteorologi spagnoli in allerta: una profonda depressione atlantica porterà una successione di fronti sulla Spagna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-de-espana-vigilantes-crecera-una-borrasca-atlantica-con-frentes-de-lluvia-muy-eficientes-el-viernes-1793695832163_320.jpg" alt="I meteorologi spagnoli in allerta: una profonda depressione atlantica porterà una successione di fronti sulla Spagna"></a></article></aside><p>Non si esclude che il maltempo possa estendersi, seppur in forma attenuata, anche ad altre zone del Centro e del Nord Italia, a seconda dell’esatta traiettoria della depressione e della persistenza del canale di umidità. Ed in seguito estendersi anche al Meridione, ad iniziare dalle coste tirreniche.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-all-atlantico-i-meteorologi-spagnoli-monitorano-un-fiume-atmosferico-in-arrivo-il-9-novembre-effetti-sull-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Agrumi in vaso, dalla maturazione dei frutti alla protezione dal freddo: le cure autunnali da conoscere]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 18:05:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Tra frutti in maturazione e freddo in agguato, gli agrumi in vaso richiedono alcune attenzioni durante l'autunno: ecco come preparare le piante all'inverno, riscoprendo una tradizione che affonda le radici nei giardini delle antiche corti europee.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793531867831.jpeg" data-image="w9jlrd9yz57j"><figcaption>Agrumi in vaso, dalla maturazione dei frutti alla protezione dal freddo: le cure autunnali da conoscere</figcaption></figure><p><strong>L’autunno è una stagione cruciale per la coltivazione degli agrumi in vaso</strong>. Mentre i frutti di numerose varietà iniziano il processo di maturazione, le temperature in graduale diminuzione rendono necessario adottare alcuni accorgimenti per proteggere queste piante dal freddo. Infatti, gli agrumi coltivati appartengono a un gruppo di specie originarie delle regioni tropicali e subtropicali dell’Asia, dove le condizioni climatiche sono generalmente più miti rispetto a quelle di molte aree in cui vengono coltivati oggi.</p><h2>Agrumi in vaso: quali maturano in autunno</h2><p><strong>Il periodo di maturazione degli agrumi varia in funzione della specie, della cultivar e delle condizioni climatiche, sebbene la maggior parte raggiunga la maturazione durante l'inverno, stagione per eccellenza di arance, mandarini, clementine e pompelmi</strong>. Varietà precoci di mandarini, clementine e arance permettono di anticipare il periodo di raccolta all'autunno. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793531926427.jpeg" data-image="w1tifiajlr0h"><figcaption>Varietà precoci di mandarini, clementine e arance permettono di anticipare il periodo di raccolta all'autunno</figcaption></figure><p>I limoni, invece, possono produrre frutti durante tutto l'anno, in particolare il limone Lunario o Quattro Stagioni (<em>Citrus Limon</em>), che permette di osservare contemporaneamente sulla pianta fiori, frutti verdi e limoni maturi pronti per la raccolta.</p><h2>Quando proteggere gli agrumi dal freddo?</h2><p><strong>Gli agrumi non presentano tutti la stessa resistenza alle basse temperature</strong>. Il limone è generalmente più sensibile al freddo rispetto al mandarino e al kumquat, mentre le arance dolci mostrano una tolleranza intermedia, variabile in funzione della cultivar.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793531962550.jpeg" data-image="y56dhghhz36r"><figcaption>Il limone è generalmente più sensibile al freddo rispetto ad altri agrumi</figcaption></figure><p><strong>In linea generale, temperature prossime allo zero possono già rappresentare un rischio per le specie più delicate, soprattutto se le gelate si protraggono per diverse ore</strong>. Per questo motivo, è preferibile intervenire prima che le temperature scendano stabilmente sotto i 5 °C, prestando particolare attenzione alle previsioni meteorologiche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793532322968.jpeg" data-image="o2ioxyrw0qws"><figcaption>La coltivazione in vaso aumenta la vulnerabilità delle radici al freddo invernale</figcaption></figure><p><strong>La coltivazione in vaso aumenta inoltre la vulnerabilità delle radici, perché il substrato è maggiormente esposto alle variazioni termiche rispetto al terreno</strong>. Anche la durata dell’esposizione al freddo, l’umidità e il grado di acclimatazione della pianta influenzano la sua capacità di resistenza invernale.</p><h2>Come proteggere gli agrumi dal freddo</h2><p><strong>Esistono diverse strategie per proteggere gli agrumi in vaso durante l’autunno e l’inverno</strong>. La scelta dipende dal clima, dalle dimensioni delle piante e dallo spazio disponibile.</p><p><strong>Una soluzione pratica consiste nell’utilizzare teli di tessuto non tessuto (TNT)</strong>, che permettono di attenuare gli effetti delle basse temperature senza impedire completamente il passaggio di aria e luce. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793532016343.jpeg" data-image="wklcsqgegivx"><figcaption>Una soluzione pratica consiste nell’utilizzare teli di tessuto non tessuto (TNT)</figcaption></figure><p>Si tratta di una protezione utile in caso di freddo moderato, ma non sufficiente durante gelate intense e prolungate.</p><p><strong>Un’altra possibilità è ricorrere a serre e strutture protette</strong>, anche di piccole dimensioni, che consentono di creare un ambiente più riparato. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793532059233.jpeg" data-image="p120uwmfixwz"><figcaption>Un’altra possibilità è ricorrere a serre e strutture protette</figcaption></figure><p>È importante, tuttavia, garantire una buona ventilazione nelle giornate soleggiate, evitando che le temperature interne aumentino eccessivamente.</p><p><strong>Quando le dimensioni della pianta lo consentono, gli agrumi possono essere trasferiti in spazi interni luminosi e non riscaldati</strong>, come verande, serre fredde o ambienti protetti dal gelo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793532091319.jpeg" data-image="eb7kcelflnu5"><figcaption>Quando le dimensioni della pianta lo consentono, gli agrumi possono essere trasferiti negli spazi interni domestici</figcaption></figure><p>In genere, non è necessario collocarli in stanze riscaldate: temperature fresche e una buona luminosità favoriscono il riposo vegetativo, evitando al contempo gli stress causati dal freddo intenso.</p><h2>Proteggere gli agrumi dal freddo: un’antica tradizione</h2><p><strong>La protezione degli agrumi durante l'inverno è una pratica strettamente connessa alla storia degli antichi giardini europei</strong>. Tra il XVII e il XVIII secolo, nelle residenze aristocratiche si diffusero le cosiddette <em>orangerie</em>, strutture architettoniche che ospitavano le piante di agrumi durante l'inverno. </p><div class="texto-destacado">Oltre alla loro funzione pratica, queste costruzioni divennero elementi distintivi dei giardini delle corti europee. </div><p>Tra gli esempi più celebri si ricordano le orangerie della Reggia di Versailles, in Francia, e del castello di Schönbrunn, a Vienna.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793532129512.jpeg" data-image="avbslbt4g2cy"><figcaption>Le piante di agrumi della Reggia di Versailles, ancora oggi, vengono spostati all'esterno durante l'estate e ricoverati nella seicentesca orangerie durante l'inverno</figcaption></figure><p><strong>Una tradizione che si rinnova ancora oggi, anche a Versailles, dove le piante di agrumi in vaso vengono disposte nei giardini durante la bella stagione e ricoverate all'interno in inverno</strong>. Un tempo, queste operazioni richiedevano un notevole impiego di manodopera e l'utilizzo di carri, carrelli e supporti costruiti appositamente per movimentare i pesanti contenitori. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791027" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-migliori-destinazioni-europee-da-visitare-nel-2027-natura-arte-e-itinerari-lontani-dalla-folla.html" title="Le migliori destinazioni europee da visitare nel 2027: natura, arte e itinerari lontani dalla folla">Le migliori destinazioni europee da visitare nel 2027: natura, arte e itinerari lontani dalla folla</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-migliori-destinazioni-europee-da-visitare-nel-2027-natura-arte-e-itinerari-lontani-dalla-folla.html" title="Le migliori destinazioni europee da visitare nel 2027: natura, arte e itinerari lontani dalla folla"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quelles-sont-les-meilleures-destinations-en-europe-en-1790256260904_320.jpeg" alt="Le migliori destinazioni europee da visitare nel 2027: natura, arte e itinerari lontani dalla folla"></a></article></aside><p>Oggi il lavoro viene agevolato da attrezzature meccaniche come transpallet e carrelli elevatori, che rendono più semplici e rapide le operazioni di trasferimento, mantenendo viva una tradizione secolare.</p><h2>Dalle orangerie ai terrazzi: le cure autunnali degli agrumi</h2><p><strong>Apprezzati da secoli per il loro valore ornamentale, gli agrumi continuano a decorare giardini, terrazzi e balconi grazie al fogliame sempreverde, ai fiori profumati e ai frutti colorati</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793532374555.jpeg" data-image="l0nrol8kfemd"><figcaption>Agrumi in vaso: foglie sempreverdi, fiori profumati e frutti colorati</figcaption></figure><p>La loro coltivazione al di fuori delle regioni di origine richiede tuttavia alcune attenzioni, soprattutto quando le temperature iniziano a diminuire.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794433" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cos-e-un-cucamelon-la-anguria-messicana-in-miniatura-dal-sapore-di-cetriolo-e-con-un-tocco-di-agrumi.html" title="Cos'è un cucamelon, l'anguria messicana in miniatura dal sapore di cetriolo e con un tocco di agrumi?">Cos'è un cucamelon, l'anguria messicana in miniatura dal sapore di cetriolo e con un tocco di agrumi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cos-e-un-cucamelon-la-anguria-messicana-in-miniatura-dal-sapore-di-cetriolo-e-con-un-tocco-di-agrumi.html" title="Cos'è un cucamelon, l'anguria messicana in miniatura dal sapore di cetriolo e con un tocco di agrumi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/que-es-el-cucamelon-la-sandia-miniatura-mexicana-con-sabor-a-pepino-y-toque-citrico-1791328518434_320.png" alt="Cos'è un cucamelon, l'anguria messicana in miniatura dal sapore di cetriolo e con un tocco di agrumi?"></a></article></aside><p><strong>Le strategie di protezione adottate oggi riprendono, in forma semplificata, una tradizione secolare</strong>: accorgimenti che permettono di mantenere queste piante decorative e dall’aspetto esotico anche in luoghi dove, in natura, non potrebbero prosperare spontaneamente.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il buco nero che fa ombra al proprio disco: scoperto un sorprendente paradosso cosmico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-buco-nero-che-fa-ombra-al-proprio-disco-scoperto-un-sorprendente-paradosso-cosmico.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Un buco nero si affievolisce, ma le regioni esterne del suo disco ricevono più radiazione. Uno studio su MAXI J0637−430 rivela un sorprendente effetto di auto-ombreggiamento che potrebbe cambiare i modelli di accrescimento cosmico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-buco-nero-che-fa-ombra-al-proprio-disco-scoperto-un-sorprendente-paradosso-cosmico-1793699747885.jpg" data-image="dkund3mg7qrs" alt="Buco nero" title="Buco nero"><figcaption>I buchi neri si trovano al centro delle galassie e si nutrono di gas e polvere, che vengono attratti dal loro intenso campo gravitazionale. Sono circondati da un disco di accrescimento, costituito da materiale caldo in rotazione. Credit: NOIRLab/AURA/NSF/P. Marenfeld</figcaption></figure><p><strong>La Natura continua a proporre nuove sfide agli astronomi,</strong> e questi le accettano come nuove opportunità per conoscere più profondamente la Natura stessa. Tra le ultime sfide c'è quella di un buco nero che, con il suo comportamento paradossale, mette in dubbio gli attuali modelli spronando a trovarne di migliori.</p><h2>Un buco nero che si alimenta di una stella compagna</h2><p><strong>Il buco nero MAXI J0637−430</strong> è stato scoperto relativamente da poco, nel 2019, grazie ad un telescopio, il <strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/MAXI">telescopio MAXI</a></strong> da cui prende il nome, montato sulla Stazione Spaziale Internazionale (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_spaziale_internazionale">ISS</a>). </p><div class="texto-destacado">L’agenzia spaziale giapponese JAXA nel 2009 ha ottenuto il permesso di poter montare un suo telescopio sulla ISS e che allora fu trasportato lassù dallo Space Shuttle Endeavour. Grazie al moto orbitale della stazione, il telescopio giapponese riesce a effettuare una scansione ai raggi X dell’intera volta celeste in meno di 2 ore.</div><p>Gli studi successivi alla scoperta, effettuati anche con altri telescopi sensibili alla radiazione X emessa dai buchi neri, tra cui i telescopi spaziali Swift e nuSTAR, scoprirono che <strong>si trova ad una distanza di circa 30 mila anni luce dal Sistema Solare, ha una massa tra le 5 e le 10 masse solari </strong>ed è legato ad una stella a cui sta sottraendo massa. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-buco-nero-che-fa-ombra-al-proprio-disco-scoperto-un-sorprendente-paradosso-cosmico-1793700170409.png" data-image="zn8gz6six312" alt="MAXI" title="MAXI"><figcaption>Il telescopio MAXI a raggi X a bordo della Stazione Spaziale internazionale. Credit: JAXA</figcaption></figure><p><strong>MAXI J0</strong><strong>637−430 è pertanto componente di un sistema binario</strong> il cui periodo di rotazione attorno al proprio centro di massa è di circa 2 ore.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il buco nero <strong>MAXI J0637−430</strong> forma un sistema binario con una stella a cui sta sottraendo massa.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Studi recenti condotti all'<a href="https://www.iac.es/">Instituto de Astrofísica de Canarias </a>e coordinati dall’astronomo <strong>Montserrat Armas Padilla</strong> hanno scoperto un interessante comportamento di questo buco nero, comportamento che sta svelando come la struttura di questi oggetti sia ancor più complessa di quanto finora creduto.</p><h2>Il comportamento (apparentemente) paradossale di MAXI J0637−430</h2><p>Utilizzando lo spettrografo X-shooter montato sul Very Large Telescope dell'ESO, in Cile, <strong>gli astronomi hanno osservato che quando la luminosità centrale del buco nero diminuiva, quella delle regioni esterne del disco aumentava.</strong></p><p><strong>Un apparente paradosso, </strong>a cui però gli astronomi hanno dato una spiegazione.</p><div class="texto-destacado">Ricordiamo che i buchi neri non permettono alla luce da loro emessa di attraversare il cosiddetto <strong>orizzonte degli eventi</strong>, pertanto, sono oggetti invisibili (da qui l’aggettivo “neri”). Questa tipologia di buchi neri viene generalmente definita “dormiente”. Diversamente, i buchi neri “attivi” sono molto luminosi in quanto attirano a sé stelle e/o gas avvolgendone la massa in una sorta di disco a spirale. Questa massa, prima di precipitare sulla superficie, si surriscalda a tal punto da diventare brillantissima, rendendo il buco nero visibile a grandissima distanza.</div><p><strong>Quando il flusso di massa che precipita nel buco nero subisce occasionalmente un temporaneo incremento, si ha un picco di luminosità</strong>, chiamato in inglese <em>outburst</em>. Questo viene poi seguito da un ritorno graduale del disco alla normale luminosità.</p><p>Paradossalmente, <strong>MAXI J0637−430 dopo un suo outburst</strong>, ritornando ad un livello più basso di luminosità, <strong>ha mostrato un aumento della brillantezza del disco esterno</strong>, un comportamento imprevisto ed inizialmente inspiegabile.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Dopo un outburst, mentre il buco nero MAXI J0637−430 ritornava alla sua normale luminosità il disco esterno diventava più brillante.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La possibile spiegazione<strong> è che l’outburst aumenti lo spessore del disco nelle regioni interne impedendo alla radiazione X di raggiungere e riscaldare anche le parti più esterne, che in qualche modo si ritrovano in ombra</strong>. Quando l’outburst finisce ed il disco interno si assottiglia, la radiazione X ancora elevata riesce a raggiungere e riscaldare il disco esterno.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">A self-shadowing black hole accretion disk at sub-Eddington luminosities dlvr.it/TW1W08 ️ https://t.co/SFUiZWO5MK</p>— Nature Astronomy (@NatureAstronomy) <a href="https://x.com/NatureAstronomy/status/2113268516757594494?ref_src=twsrc%5Etfw">October 22, 2026</a></blockquote></figure><p><strong>Ciò che allora si osserva è che mentre la luminosità complessiva del buco nero diminuisce, quella locale del disco esterno aumenta.</strong></p><p>Il fenomeno ricorda quello di una lampada schermata da un paralume. Se riduciamo la potenza della lampadina ma contemporaneamente togliamo il paralume, alcune superfici precedentemente in ombra possono ricevere più luce di prima.</p><h2>Una scoperta che potrebbe cambiare i modelli dei buchi neri</h2><p><strong>La scoperta potrebbe influenzare diversi aspetti dell'astrofisica dei buchi neri,</strong> a cominciare dalla misura della loro velocità di rotazione, o spin.</p><p>Secondo gli attuali modelli, il rigonfiamento del disco avviene quando la luminosità raggiunge il limite di Eddington, cioè esercita una pressione tale da contrastare la gravità, che altrimenti manterrebbe il disco sottile.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787569" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-stella-sfiora-sagittarius-a-cosi-potremo-misurare-la-rotazione-del-buco-nero-della-via-lattea.html" title="Una stella sfiora Sagittarius A*: così potremo misurare la rotazione del buco nero della Via Lattea">Una stella sfiora Sagittarius A*: così potremo misurare la rotazione del buco nero della Via Lattea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-stella-sfiora-sagittarius-a-cosi-potremo-misurare-la-rotazione-del-buco-nero-della-via-lattea.html" title="Una stella sfiora Sagittarius A*: così potremo misurare la rotazione del buco nero della Via Lattea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-stella-sfiora-sagittarius-a-cosi-potremo-misurare-la-rotazione-del-buco-nero-della-via-lattea-1788799239613_320.png" alt="Una stella sfiora Sagittarius A*: così potremo misurare la rotazione del buco nero della Via Lattea"></a></article></aside><p><strong>Nel caso di MAXI J0637−430 il rigonfiamento del disco</strong>, che ha messo in ombra la parte esterna dello stesso, <strong>è avvenuto a valori di circa il 10-20% del valore di Eddington.</strong></p><p>I parametri dei dischi dei buchi neri, quali la rotazione, dipendono dalle ipotesi adottate sulla geometria delle regioni più interne del disco. Se quest'ultimo risulta più spesso di quanto previsto, alcune stime potrebbero richiedere correzioni.</p><p>Come succede, con il progredire delle tecniche di osservazione ed analisi dei dati, e con la scoperta di una varietà sempre più ampia di oggetti,<strong> i modelli semplificati si mostrano inadeguati e nuovi sforzi teorici sono necessari per modellare sempre più fedelmente oggetti e fenomeni oltremodo complessi.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Armas%20Padilla%2C%20M.%20et%20al." data-year="2026" data-title="A%20self-shadowing%20black%20hole%20accretion%20disk%20at%20sub-Eddington%20luminosities" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41550-026-03005-2">Armas Padilla, M. et al.. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41550-026-03005-2" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">A self-shadowing black hole accretion disk at sub-Eddington luminosities</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-buco-nero-che-fa-ombra-al-proprio-disco-scoperto-un-sorprendente-paradosso-cosmico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I meteorologi spagnoli in allerta: una profonda depressione atlantica porterà una successione di fronti sulla Spagna]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-spagnoli-in-allerta-venerdi-6-si-intensifichera-una-depressione-atlantica-possibili-piogge-intense.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 15:09:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La formazione di una profonda depressione nell’Atlantico provocherà un cambio di scenario meteorologico sul finire della settimana. Una successione di fronti associati alla depressione interesserà la Spagna peninsulare e le Canarie. Ancora presto per sapere se anche l'Italia vedrà i suoi effetti: potrebbe averne nella settimana che inizia lunedì 9.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbt2v8y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbt2v8y.jpg" id="xbt2v8y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Da domenica scorsa, l’attenzione dei meteorologi spagnoli è concentrata sulle Canarie, dove il tempo è stato perturbato, con piogge molto intense accompagnate da temporali. In alcune zone delle isole occidentali si sono registrati accumuli molto rilevanti, mentre ieri, nelle prime ore della giornata, l’isola di La Palma è stata colpita da un blackout totale durato diverse ore. <strong>Oggi sono ancora attesi rovesci nell’arcipelago, ma più deboli e occasionali.</strong></p><p><strong>Il tempo peggiorerà questo martedì 3 sul Mediterraneo spagnolo</strong>, raggiunto da una massa d’aria fredda dalla quale si isolerà un’altra DANA, una depressione in quota che penetrerà da nord e da est nella Penisola Iberica, provocando un marcato calo delle temperature. <strong>Andranno quindi monitorati i rovesci lungo il versante mediterraneo peninsulare e sulle Baleari, perché potranno essere localmente forti. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong> </strong><strong><strong>Nel video</strong></strong><br>Da venerdì 6 novembre un’ampia area di bassa pressione si approfondirà nell’Atlantico, con un minimo principale e diversi minimi secondari. Si avvicinerà alla Penisola Iberica, portando un importante cambiamento del tempo. C'è la possibilità che si apra una fase in cui treni di perturbazioni raggiungono anche il Mediterraneo centrale, Italia compresa.</div><p>Sul versante atlantico persiste invece la stabilità atmosferica, con tempo soleggiato, <strong>in attesa di un importante cambiamento sul finire della settimana.</strong></p><h2><strong>Una depressione atlantica profonda ed estesa si avvicinerà alla Penisola Iberica</strong></h2><p>Domani, nei pressi delle Azzorre, <strong>inizierà a formarsi l’area di bassa pressione che nei giorni successivi darà origine a una vasta e profonda depressione atlantica</strong>, con diversi minimi secondari. I suoi effetti cominceranno a farsi sentire sia sulle Canarie sia sulla Penisola Iberica sul finire della settimana. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-de-espana-vigilantes-crecera-una-borrasca-atlantica-con-frentes-de-lluvia-muy-eficientes-el-viernes-1793695832163.jpg" data-image="tshhbz1modoo"><figcaption>Venerdì la profonda depressione in formazione nell’Atlantico invierà un primo fronte piovoso verso l’ovest della Penisola Iberica. Sarà l’anticipo di quanto arriverà nei giorni successivi, con una forte ondata di maltempo e piogge capaci di produrre accumuli elevati.</figcaption></figure><p> Nel frattempo, domani l’instabilità atmosferica persisterà nell’area mediterranea, sia sul<strong> mare di Alborán sia nel sud-est della Spagna, nella Comunità Valenciana e sulle Baleari</strong>, dove si verificheranno <strong>forti rovesci temporaleschi</strong>. </p><p><strong>Giovedì continueranno i rovesci e i temporali sul Mediterraneo, con una tendenza ad attenuarsi nel corso della giornata</strong>, tranne nel nord-est della Catalogna, dove potranno essere intensi nella seconda metà del giorno. La depressione si sarà già formata nell’Atlantico settentrionale, anche se si troverà ancora lontano dalla Penisola Iberica. Genererà un primo fronte che porterà nuvolosità sul sud peninsulare e sulle Canarie.</p><h2><strong>La depressione invierà una successione di fronti</strong></h2><p><strong>Venerdì un primo fronte associato alla depressione raggiungerà l’ovest dell’arcipelago delle Canarie e l’estremità occidentale della Penisola Iberica</strong>, portando piogge sulle isole occidentali delle Canarie, in Galizia (dove saranno intense e persistenti), nell’estremo ovest della Castiglia e León e in Estremadura. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-de-espana-vigilantes-crecera-una-borrasca-atlantica-con-frentes-de-lluvia-muy-eficientes-el-viernes-1793695892312.jpg" data-image="1cjmae4as40g"><figcaption>La depressione convoglierà un fiume di umidità subtropicale, che potrebbe intensificare le precipitazioni sulle Canarie e sull’ovest della Penisola Iberica.</figcaption></figure><p><strong>Sarà l’anticipo dei successivi fronti che la depressione genererà nei giorni seguenti, dando probabilmente origine a una</strong> <strong>fase di maltempo autunnale con piogge</strong> capaci di produrre accumuli molto rilevanti nei grandi bacini idrografici del versante atlantico peninsulare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796453" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html" title="Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio">Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html" title="Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend-1793705229496_320.jpg" alt="Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio"></a></article></aside><p><strong>Sabato le piogge si estenderanno a tutto il quadrante nord-occidentale della Penisola Iberica</strong>, potendo raggiungere anche altre zone del nord. Sulle Canarie occidentali il tempo resterà piovoso, con ulteriori accumuli. Domenica un fronte molto attivo investirà in pieno l’ovest peninsulare, dove sono probabili piogge abbondanti e intense.</p><div class="texto-destacado">Possibile coinvolgimento dell'Italia? Ancora è presto per poter confermare un coinvolgimento dell'Italia, ma i modelli già indicano la possibilità che questa depressione atlantica, in spostamento verso est, porti una serie di perturbazioni sull'Italia nella seconda parte della settimana che inizia lunedì 9.</div><p><strong>Sarà nei primi giorni della prossima settimana che le piogge si estenderanno a gran parte della Penisola Iberica</strong>. <strong>Pioverà in modo persistente e intenso</strong>. La depressione, alla quale probabilmente verrà assegnato un nome, continuerà a evolvere per diversi giorni al largo delle coste atlantiche della Galizia e del Portogallo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-spagnoli-in-allerta-venerdi-6-si-intensifichera-una-depressione-atlantica-possibili-piogge-intense.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un’onda record di 16,6 metri nel Mediterraneo: uno studio ricostruisce la forza del ciclone Harry]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/onde-record-nel-mediterraneo-uno-studio-svela-i-fattori-che-amplificano-il-rischio-costiero.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il ciclone Harry, che ha interessato il Mediterraneo centrale tra il 19 e il 22 gennaio 2026, rappresenta uno degli eventi meteo-marini più intensi mai osservati nell'area. Un nuovo studio svela i fattori che amplificano il rischio costiero.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/onde-record-nel-mediterraneo-uno-studio-svela-i-fattori-che-amplificano-il-rischio-costiero-1793709233823.jpeg" data-image="8fdexkts1iit" alt="ciclone Harry onde" title="ciclone Harry onde"><figcaption>Un'onda alta 16,6 metri, la più elevata mai registrata nel Mar Mediterraneo, condizioni marine eccezionali e segnali rilevabili persino dalle reti sismiche, quelli causati dal ciclone Harry.</figcaption></figure><p><strong>Un’onda di 16,6 metri, mareggiate eccezionali e segnali rilevati persino dalle reti sismiche</strong>. Il ciclone Harry, che ha colpito il Mediterraneo centrale tra il 19 e il 22 gennaio 2026, è stato<strong> uno degli eventi meteo-marini più intensi mai osservati nell’area</strong>. Causò gravissimi danni lungo le coste di Sicilia, Sardegna, Calabria e Malta. Le violente mareggiate provocarono allagamenti, erosione delle spiagge e danni alle infrastrutture costiere. </p><p>Ora un nuovo studio ne ricostruisce la dinamica e spiega perché, a parità di condizioni marine, <strong>alcune coste abbiano subito conseguenze molto più gravi di altre.</strong></p><p>La ricerca, intitolata <em>“Unprecedented storm impact in the Mediterranean revealed by models and seismic noise during Cyclone Harry”</em>, è stata pubblicata su <strong>Communications Earth & Environment, rivista del gruppo Nature</strong>, ed è stata coordinata da Giovanni Scicchitano, dell’Università di Bari Aldo Moro, e Andrea Cannata, dell’Università di Catania.</p><p>Il risultato centrale riguarda il ruolo della <strong>forma delle coste e dei fondali</strong>, che può amplificare gli effetti delle mareggiate e favorire la penetrazione dell’acqua nell’entroterra.</p><h2>L’onda di 16,6 metri registrata nel Canale di Sicilia</h2><p>Per ricostruire l’evento, i ricercatori hanno integrato dati satellitari, osservazioni di boe e mareografi, rilievi topografici e dei fondali, sopralluoghi e simulazioni numeriche ad alta risoluzione.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Tra i dati più rilevanti figura <strong>l’onda di 16,6 metri registrata da una boa della Rete Ondametrica Nazionale dell’ISPRA</strong>, nel Canale di Sicilia, tra Portopalo di Capo Passero e Malta: secondo lo studio, la più alta mai misurata nel Mediterraneo. Le simulazioni hanno inoltre indicato altezze d’onda superiori ai 10 metri nel Mar Ionio. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tra i dati più rilevanti figura <strong>l’onda di 16,6 metri registrata da una boa della Rete Ondametrica Nazionale dell’ISPRA</strong>, nel Canale di Sicilia, tra Portopalo di Capo Passero e Malta: secondo lo studio, la più alta mai misurata nel Mediterraneo. Le simulazioni hanno inoltre indicato altezze d’onda superiori ai 10 metri nel Mar Ionio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/onde-record-nel-mediterraneo-uno-studio-svela-i-fattori-che-amplificano-il-rischio-costiero-1793709129675.jpg" data-image="rlf0f5sh1abh"><figcaption>Effetti della storica mareggiata causata dal ciclone Harry in località Ognina (Siracusa, Sicilia sudorientale). Gli enormi blocchi sono stati spostati fin sulla strada dalle onde. </figcaption></figure><p>L’analisi ha permesso di ricostruire i processi che hanno trasformato una configurazione atmosferica eccezionale in inondazioni costiere, erosione e danni alle infrastrutture.</p><h2>La forza del mare rilevata dalle reti sismiche</h2><p>L’eccezionalità del ciclone emerge anche dai dati sismologici. L’energia delle onde marine, trasferendosi al suolo, ha provocato un forte aumento del <strong>rumore microsismico</strong>, ossia delle vibrazioni generate dall’interazione tra il mare e la Terra solida.</p><p>Analizzando i dati di <strong>55 stazioni sismiche distribuite nel Mediterraneo</strong>, i ricercatori hanno rilevato valori senza precedenti in molte delle serie storiche dell’area ionica.</p><p>«In questo quadro il microseism si propone come uno strumento complementare ai sistemi tradizionali di monitoraggio dello stato del mare, utile sia per seguire le mareggiate in tempo reale, sia per rileggere, attraverso le serie storiche, come gli eventi estremi a cui stiamo assistendo si collochino rispetto a quelli del passato», spiega <strong>Alfio Marco Borzì</strong>, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania.</p><h2>Perché alcune coste sono più vulnerabili</h2><p>Le simulazioni condotte in <strong>19 siti costieri di Sicilia, Sardegna, Calabria e Malta</strong> hanno mostrato quanto contino le caratteristiche locali del territorio.</p><p>Canyon sottomarini, antichi canali, depressioni alle spalle delle dune e pianure alluvionali possono favorire l’ingresso e l’accumulo dell’acqua marina nell’entroterra. Durante il ciclone Harry, <strong>in alcuni siti le inondazioni si sono spinte per oltre 500 metri dalla linea di costa</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750267" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ciclone-harry-una-boa-dell-ispra-registra-un-onda-di-16-metri-a-sud-della-sicilia-nuovo-record-per-il-mediterraneo.html" title="Ciclone Harry: una boa dell'Ispra registra un'onda di 16 metri a sud della Sicilia, nuovo record per il Mediterraneo">Ciclone Harry: una boa dell'Ispra registra un'onda di 16 metri a sud della Sicilia, nuovo record per il Mediterraneo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ciclone-harry-una-boa-dell-ispra-registra-un-onda-di-16-metri-a-sud-della-sicilia-nuovo-record-per-il-mediterraneo.html" title="Ciclone Harry: una boa dell'Ispra registra un'onda di 16 metri a sud della Sicilia, nuovo record per il Mediterraneo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ciclone-harry-una-boa-dell-ispra-registra-un-onda-di-16-metri-a-sud-della-sicilia-nuovo-record-per-il-mediterraneo-1768997681896_320.jpg" alt="Ciclone Harry: una boa dell'Ispra registra un'onda di 16 metri a sud della Sicilia, nuovo record per il Mediterraneo"></a></article></aside><p>«Lo studio mostra che la vulnerabilità delle coste non dipende solo dall’intensità della mareggiata, ma anche da fattori locali, gli amplificatori, che possono essere individuati prima dell’evento integrando rilievi ad alta risoluzione, modellazione e monitoraggio», spiega <strong>Giovanni Scardino</strong>, ricercatore dell’INGV, sezione di Roma 2. «Conoscerli permette di orientare le scelte urbanistiche, la localizzazione delle infrastrutture e le strategie di adattamento».</p><h2>Dalla ricerca ai sistemi di allerta</h2><p>Lo studio è stato realizzato nell’ambito di <strong>WAVEGUARD</strong>, progetto finanziato dal Programma Interreg Italia-Malta e coordinato dall’Università di Catania, con l’obiettivo di migliorare il monitoraggio e la mitigazione dei rischi meteo-marini nel Canale di Sicilia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750228" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-storica-mareggiata-del-20-gennaio-2026-in-sicilia-orientale-ecco-cosa-ha-reso-le-onde-cosi-alte-e-distruttive.html" title="VIDEO della storica mareggiata del 20 gennaio 2026 in Sicilia orientale: cosa ha reso le onde così alte e distruttive?">VIDEO della storica mareggiata del 20 gennaio 2026 in Sicilia orientale: cosa ha reso le onde così alte e distruttive?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-storica-mareggiata-del-20-gennaio-2026-in-sicilia-orientale-ecco-cosa-ha-reso-le-onde-cosi-alte-e-distruttive.html" title="VIDEO della storica mareggiata del 20 gennaio 2026 in Sicilia orientale: cosa ha reso le onde così alte e distruttive?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-storica-mareggiata-del-20-gennaio-2026-in-sicilia-orientale-ecco-cosa-ha-reso-le-onde-cosi-alte-e-distruttive-1768998536540_320.jpg" alt="VIDEO della storica mareggiata del 20 gennaio 2026 in Sicilia orientale: cosa ha reso le onde così alte e distruttive?"></a></article></aside><p>Hanno contribuito ricercatori di INGV, CNR, Università di Palermo e Malta, ISPRA, Colorado State University e Royal Observatory of Belgium.</p><p>I risultati sono consultabili anche attraverso <strong>ARCHIMEDE</strong>, la piattaforma Web-GIS che raccoglie e condivide dati sui cicloni mediterranei, e contribuiranno allo sviluppo dei sistemi prototipali di allerta previsti dal progetto.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Scardino%2C%20G.%2C%20Borz%C3%AC%2C%20A.M.%2C%20Alberti%2C%20T.%20et%20al." data-year="2026" data-title="Unprecedented%20storm%20impact%20in%20the%20Mediterranean%20revealed%20by%20models%20and%20seismic%20noise%20during%20Cyclone%20Harry.%20Commun%20Earth%20Environ%20(2026)." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs43247-026-04187-3">Scardino, G., Borzì, A.M., Alberti, T. et al.. (2026). <a href="https://doi.org/10.1038/s43247-026-04187-3" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Unprecedented storm impact in the Mediterranean revealed by models and seismic noise during Cyclone Harry. Commun Earth Environ (2026).</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/onde-record-nel-mediterraneo-uno-studio-svela-i-fattori-che-amplificano-il-rischio-costiero.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Freddo polare con +2 °C nelle città italiane: le ore più fredde arriveranno nelle prossime due notti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/freddo-polare-con-2-c-nelle-citta-italiane-le-ore-piu-fredde-arriveranno-nelle-prossime-due-notti.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 13:05:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La perturbazione si sta indebolendo e si sta allontanando dall’Italia, permettendo ad un debole promontorio di alta pressione di instaurarsi sulla nostra penisola, tuttavia le temperature rimarranno gelide.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbt4gi2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbt4gi2.jpg" id="xbt4gi2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La tempesta Agneta, <strong>la prima della stagione autunnale 2026</strong>, si sta indebolendo sempre più e <strong>un nuovo debole promontorio di alta pressione si sta posizionando sulla nostra penisola</strong>.</p><p>Ciò porterà tempo progressivamente più stabile sul nostro territorio nazionale, dove però continuerà a fare freddo, con <strong>temperature diffusamente e decisamente al di sotto del normale</strong>.</p><h2>Temperature gelide da nord a sud</h2><p><strong>Le anomalie negative risulteranno più marcate durante le ore notturne</strong>, ciò significa che soprattutto durante la notte si registreranno valori più bassi della media climatologica, che ricordiamo essere <strong>la media calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020</strong>.</p><p>Durante il giorno invece le temperature tenderanno a salire e localmente, in particolare sulle regioni centrali tirreniche, <strong>si potranno registrare valori in linea o addirittura leggermente al di sopra della norma</strong>.</p><p>Novembre sta quindi iniziando accompagnato da temperature di stampo tardo autunnale. <strong>I prossimi giorni saranno i più freddi almeno fino alla prima metà del mese</strong>, poi da venerdì le temperature inizieranno a registrare graduali rialzi.</p><p>Saranno quindi proprio le prossime notti, <strong>in special modo quella tra mercoledì e giovedì, e quella tra giovedì e venerdì a patire il freddo più pungente</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/freddo-polare-con-2-c-nelle-citta-italiane-le-ore-piu-fredde-arriveranno-nelle-prossime-due-notti-1793707145419.jpg" data-image="m494dhwtssxl" alt="Anomalia termica" title="Anomalia termica"><figcaption>Tra la notte di giovedì e le prime ore di venerdì si potranno raggiungere anomalie di -9 °C sull'Appennino centrale.</figcaption></figure><p><strong>Tra la notte e le prime ore del mattino si venerdì</strong> al nord, in particolare tra Lombardia e Veneto, e al centro, soprattutto sui settori appenninici tra Umbria, Marche e Abruzzo, <strong>sono attese anomalie termiche intorno ai -8/-9 °C</strong>.</p><p>Ma non farà freddo solo in montagna, <strong>anche in città le temperature risulteranno particolarmente rigide</strong>. La notte di giovedì infatti sono previsti valori minimi intorno ai 2 °C a Trento e <strong>addirittura prossimi allo 0 °C a Bolzano</strong>. Venerdì invece <strong>a Milano, Torino e Bologna si registreranno temperature minime intorno ai 6 °C</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796453" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html" title="Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio">Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html" title="Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend-1793705229496_320.jpg" alt="Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio"></a></article></aside><p>In generale quindi <strong>le prossime notti saranno caratterizzate da temperature tendenzialmente al di sotto dei 10 °C</strong> al centro-nord, mentre al sud e sulle due isole maggiori sono previsti valori più miti, con i termometri che, durante le ore più fredde, <strong>si attesteranno tra i 10 °C di Foggia e i circa 18 °C di Catania</strong>.</p><h2> Lievi rialzi sono previsti nel fine settimana </h2><p>Come anticipato, <strong>sul finire della settimana sono attesi lievi ma progressivi rialzi termici</strong>, con i valori che pian piano si riporteranno prossimi alla media. Ciò quindi <strong>non significa che farà caldo, semplicemente che farà meno freddo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/freddo-polare-con-2-c-nelle-citta-italiane-le-ore-piu-fredde-arriveranno-nelle-prossime-due-notti-1793707236670.jpg" data-image="kmgsif2tiwqz" alt="Temperature minime" title="Temperature minime"><figcaption>Le temperature minime di venerdì saranno diffusamente al di sotto dei 10 °C al centro-nord.</figcaption></figure><p>Infatti anche durante le ore più calde di sabato e domenica i termometri di quasi tutta Italia si attesteranno su v<strong>alori prevalentemente compresi tra i 10/11 °C di Bologna e Bolzano, e i 18 °C circa di Roma e Napoli</strong>.</p><p>Solamente sulle due isole maggiori sono previsti valori al di sopra dei 20 °C, <strong>con i 21 °C di Cagliari e i 22 °C di Catania</strong>.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong></div><p>Per quanto queste temperature ci sembrino rigide <strong>sono in realtà tutto sommato normali per l’inizio di novembre</strong>. Ci appaiono stranamente basse perché per quasi tutto il mese di ottobre abbiamo avuto anomalie termiche positive molto elevate, con <strong>repentini e decisi crolli termici avvenuti praticamente ovunque tra la giornata di sabato e di domenica scorsa</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/freddo-polare-con-2-c-nelle-citta-italiane-le-ore-piu-fredde-arriveranno-nelle-prossime-due-notti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tempesta Agneta, l'isola di Rodi in Grecia colpita da inondazioni catastrofiche]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tempesta-agneta-l-isola-di-rodi-colpita-da-inondazioni-catastrofiche.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 12:23:51 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Un violento temporale ha provocato gravi inondazioni sull'isola greca di Rodi. Le strade si sono trasformate in fiumi, decine di veicoli sono stati trascinati via dalla forza dell'acqua e numerose abitazioni ed attività commerciali sono state completamente allagate.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/QecnVvJUHKY/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=QecnVvJUHKY" id="QecnVvJUHKY"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p><strong>La tempesta Agneta, la prima perturbazione ciclonica intensa dell'autunno 2026 ad aver ricevuto un nome ufficiale</strong> dai sistemi meteo del Mediterraneo centrale, non ha sferzato solo le regioni del Sud Italia nelle ultime ore. Anche la Grecia è stata sferzata e ci sono purtroppo pesanti danni.</p><p>Le immagini che arrivano dall’<strong>isola greca di Rodi</strong> mostrano la forza devastante dell’acqua. <strong>Strade trasformate in veri e propri fiumi, auto trascinate dalle correnti e locali commerciali al piano terra completamente allagati</strong> delineano uno scenario di emergenza dopo diverse ore di piogge torrenziali. Il maltempo ha colpito con particolare intensità alcune località, dove l’acqua ha invaso le abitazioni e trascinato tutto ciò che incontrava sul suo percorso.</p><p><strong>La situazione più critica si è verificata nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre</strong>, quando le precipitazioni hanno provocato l’esondazione dei corsi d’acqua e l’accumulo di grandi quantità d’acqua nelle zone abitate. <strong>Oltre 60 veicoli sono stati trascinati dalle piene</strong>, mentre alcuni residenti sono stati costretti a rifugiarsi ai piani più alti delle proprie abitazioni per sfuggire all’innalzamento del livello dell’acqua.</p><h2><strong>Le piene trasformano le strade di Rodi in veri e propri torrenti</strong></h2><p>La località di <strong>Archangelos, situata sulla costa orientale di Rodi</strong>, è stata una delle zone più colpite dal maltempo. Qui, <strong>l’esondazione di un fiume</strong> ha fatto sì che enormi quantità d’acqua invadessero il centro abitato da più punti, trasformando le strade in correnti impetuose. I veicoli parcheggiati sono stati trascinati, alcuni ammassati gli uni contro gli altri, mentre l’acqua penetrava negli edifici e nelle attività commerciali.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">La tempesta Agneta ha provocato piogge intense ed esondazioni a Samo, Rodi, Volos e in altre zone della Grecia. https://t.co/Bv1Ibrl8M8</p>— Alertageo (@alertarojanot) <a href="https://x.com/alertarojanot/status/2117233963332751864?ref_src=twsrc%5Etfw">2 novembre 2026</a></blockquote></figure><p>I danni materiali riguardano sia le abitazioni private sia le attività commerciali, molte delle quali invase dall’acqua e dal fango. <strong>Alcuni residenti hanno dovuto salire sui tetti</strong> per mettersi in salvo di fronte alla rapidità con cui aumentava la portata delle correnti. Si sono registrati problemi anche in altre località, come <strong>Afantou e diversi centri del sud dell’isola</strong>, dove le strade sono state allagate e il traffico è stato interrotto.</p><p>I servizi di emergenza e le squadre comunali sono al lavoro per rimuovere i veicoli trascinati, pompare l’acqua fuori dagli immobili e liberare le strade colpite. La situazione ha reso necessario l’intervento di vigili del fuoco, volontari e personale della Protezione civile. <strong>Le autorità hanno chiesto a residenti e turisti di evitare gli spostamenti non necessari</strong> e di non avvicinarsi a corsi d’acqua, torrenti o zone allagate.</p><h2><strong>Un’allerta di emergenza per nuove piogge in Grecia</strong></h2><p>L’episodio ha portato ad <strong>attivare il sistema di emergenza 112</strong> nella notte di lunedì, intorno alle 3:30. L’avviso invitava la popolazione a limitare gli spostamenti e a seguire le indicazioni ufficiali. A scopo precauzionale, <strong>sono state sospese le lezioni nei distretti municipali di Archangelos, Afantou, Lindos e Rodi meridionale</strong>, a causa delle difficoltà nel garantire la sicurezza degli spostamenti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/las-inundaciones-arrasan-rodas-casas-anegadas-y-mas-de-60-vehiculos-arrastrados-por-las-riadas-1793655021244.png" data-image="x3geft7cdtn0"><figcaption>Un’immagine impressionante della forza con cui l’acqua ha trascinato tutto ciò che incontrava in una delle località più colpite dalle inondazioni a Rodi.</figcaption></figure><p>Il maltempo, associato alla <strong>tempesta Agneta</strong>, non ha interessato soltanto quest’isola dell’arcipelago del Dodecaneso. Si sono registrate anche<strong> inondazioni a Calimno e Samo</strong>, oltre a <strong>problemi nella regione della Magnesia, nella Grecia continentale</strong>. In alcune di queste zone, le precipitazioni hanno provocato frane, danni alle infrastrutture e ulteriori interventi delle squadre di soccorso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796429" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata">Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793688907929_320.jpg" alt="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata"></a></article></aside><p>La preoccupazione resta alta perché le piogge e i temporali potrebbero continuare nelle prossime ore in diverse zone del paese. Sebbene le precipitazioni avessero perso intensità a Rodi nel corso della mattinata, <strong>i servizi meteorologici non escludevano nuovi episodi di instabilità</strong>. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Euronews" data-year="2026" data-title="Schools%20closed%20and%20roads%20flooded%20as%20new%20wave%20of%20severe%20weather%20hits%20Greek%20islands" data-url="https%3A%2F%2Fwww.euronews.com%2F2026%2F11%2F02%2Fschools-closed-and-roads-flooded-as-new-wave-of-severe-weather-hits-greek-islands">Euronews. (2026). <a href="https://www.euronews.com/2026/11/02/schools-closed-and-roads-flooded-as-new-wave-of-severe-weather-hits-greek-islands" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Scuole chiuse e strade allagate: una nuova ondata di maltempo intenso colpisce le isole greche</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tempesta-agneta-l-isola-di-rodi-colpita-da-inondazioni-catastrofiche.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Italia: breve tregua dopo il ciclone, ma da giovedì correnti umide da ovest riportano piogge verso il weekend]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 11:44:45 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo una breve tregua variabile, l'Italia, in caso di cedimento dell'alta pressione ad est, potrebbe essere interessata da un nuovo peggioramento. Infatti, tra giovedì e il fine settimana, correnti umide atlantiche potrebbero riportare piogge e rovesci da ovest. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbt417m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbt417m.jpg" id="xbt417m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>L'alta pressione continua ad insistere tra le Isole Britanniche, il Mare del Nord e la Scandinavia</strong>, influenzando il tempo su tutto il continente europeo. Questa configurazione di blocco lascia il bacino del Mediterraneo occidentale scoperto a flussi più umidi e instabili occidentali.</p><p> Infatti, <strong>una blanda circolazione depressionari</strong>a, che non riuscirà ad approfondirsi in modo significativo, ostacolata e frenata nel suo movimento verso levante dall'alta pressione presente sull'Europa orientale, riuscirà comunque a portare un <strong>cambiamento delle condizioni atmosferiche sull'Italia nei prossimi giorni</strong>.</p><p><strong>Lo scorrimento di aria mite e umida al di sopra dell'aria più fresca</strong> affluita nei giorni scorsi tende a generare nuvolosità e un tempo debolmente instabile, senza le caratteristiche di un ciclone organizzato.</p><h2> L'allontanamento della tempesta e il graduale miglioramento di metà settimana</h2><p><strong>Nella giornata di oggi</strong>, il profondo vortice ciclonico alimentato dall'aria fredda nord-europea, scesa nei giorni scorsi da nordest, si sposterà gradualmente dalle regioni meridionali verso la Grecia e il mare Egeo, con<strong> una progressiva attenuazione dei fenomeni su tutto il nostro Paese,</strong> quindi con un generale miglioramento anche sul Meridione.</p><p><strong>Nella giornata di domani</strong>, mercoledì 4 novembre, si aprirà per l'Italia <strong>una fase più stabile</strong>, caratterizzata da un aumento della pressione atmosferica, quindi da una moderata variabilità e da un cielo non sempre limpido, quindi con possibili annuvolamenti, e con la persistenza delle correnti orientali fresche. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend-1793704994518.jpg" data-image="if89i3874uxn"><figcaption>Mappa del tempo per domani, mercoledì 4 novembre. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Al Nord</strong> il cielo continuerà ad essere nuvoloso, localmente anche molto nuvoloso, ma con alcune aperture, specie in serata. Nel corso della giornata <strong>qualche debole pioggia isolata sul Piemonte o a ridosso degli Alpi prealpine e, occasionalmente, tra Liguria ed Emilia Occidentale. </strong></p><p><strong>Al Centro e al Sud</strong>, invece, prevarrà un'alternanza tra annuvolamenti irregolari e spazi più soleggiati in un contesto in genere asciutto, salvo <strong>rari e brevi piovaschi localizzati su Toscana, Marche e tra Sicilia e Calabria, specie fascia ionica. Nuvolosità irregolare con possibilità per qualche piovasco lungo le coste della Sardegna. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796429" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata">Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793688907929_320.jpg" alt="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata"></a></article></aside><p>Questa banda nuvolosa tenderà a muoversi lentamente verso est, senza approfondirsi e quindi senza strutturarsi in una vera depressione, ostacolata da un temporaneo aumento della pressione atmosferica, con un debole promontorio anticiclonico presente sull'Europa orientale.</p><h2> Il peggioramento sulle Isole Maggiori di giovedì 5 novembre </h2><p>Il flusso umido innescato dalla blanda area depressionaria iberica tenderà ad avvicinarsi al nostro territorio, <strong>nella giornata di giovedì 5 novembre</strong>, portando una <strong>variabilità con ampi spazi di sole sulle regioni settentrionali</strong>, specie nella seconda parte della giornata, e con qualche a<strong>ddensamento più compatto sul Piemonte, con rischio di pioggia tra serata e notte. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend-1793704773238.jpg" data-image="p4q0syruh3sd"><figcaption>La situazione prevista nella notte tra giovedì e venerdì, quando la nuvolosità con i primi fenomeni potrebbe avvicinarsi da ovest. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Anche<strong> al Centro</strong>, la giornata scorrerà con <strong>prevalenza di sole sulle regioni tirreniche e qualche annuvolamento irregolare su quelle adriatiche</strong>, dove non sarà da escludere <strong>qualche sporadico piovasco</strong>. <strong>Al Sud</strong> e soprattutto sulle <strong>isole maggiori</strong>, ci saranno degli annuvolamenti, soprattutto la Calabria Ionica, la Sardegna e la Sicilia, con<strong> condizioni di spiccata instabilità</strong>, con possibili piogge e rovesci sparsi. </p><p>I venti soffieranno di Scirocco, specie intorno alle isole maggiori, di tramontana sulla Liguria e dai quadranti orientali sui restanti bacini italiani, dove i mari rimarranno da mossi a localmente molto mossi. Le <strong>temperature </strong>non subiranno variazioni significative, mantenendosi su valori <strong>in linea con le medie climatologiche di inizio novembre. </strong></p><h2> L'estensione dei fenomeni di venerdì verso le regioni tirreniche e il Sud (ECMWF Vs GFS)</h2><p>L'evoluzione nella <strong>seconda parte della settimana</strong> sarà direttamente collegata a quella dell'alta pressione ad est. Infatti, <strong>in caso di un cedimento</strong> dell'alta pressione (visione al momento predominante nel modello di ECMWF), nubi e fenomeni potrebbero avanzare verso est, interessando gran parte della Penisola, mentre, <strong>se l'alta pressione dovesse resistere</strong> (visione al momento predominante nel modello di GFS), il nostro territorio sarebbe interessato in forma minore da nubi e precipitazioni. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend-1793705229496.jpg" data-image="9ldy1pqa1w0n"><figcaption>Nella carta possiamo vedere la stima delle precipitazioni totali che potrebbero essere accumulate entro la serata di sabato. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Nel primo caso</strong>, il contrasto termico tra aria calda e umida richiamata da sud e massa di aria più fresca preesistente favorirà la formazione di <strong>nubi e rovesci,</strong> con rischio anche di temporali su diverse aree del Paese. </p><p><strong>Al Nord</strong>, si avrebbe un aumento della nuvolosità da ovest, con un cielo progressivamente da nuvoloso a <strong>molto nuvoloso, specie sulle regioni di Nord-Ovest</strong>, <strong>con piogge e nevicate sulle Alpi occidentali</strong>, mentre più a nord-est resisteranno degli spazi maggiormente soleggiati. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796468" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/11-novembre-data-decisiva-per-l-inverno-cio-che-vedo-attualmente-nei-modelli-meteorologici-e-impressionante.html" title="11 novembre: data decisiva per l’inverno, 'Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante'">11 novembre: data decisiva per l’inverno, "Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/11-novembre-data-decisiva-per-l-inverno-cio-che-vedo-attualmente-nei-modelli-meteorologici-e-impressionante.html" title="11 novembre: data decisiva per l’inverno, 'Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/11-11-wird-zum-schicksalstag-des-winters-was-ich-gerade-in-den-wettermodellen-sehe-hat-es-in-sich-1793602718710_320.jpg" alt="11 novembre: data decisiva per l’inverno, 'Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante'"></a></article></aside><p><strong>Al Centro</strong>, il tempo dovrebbe <strong>peggiorare </strong>soprattutto <strong>sulle regioni tirreniche</strong>, specie<strong> nella seconda parte della giornata</strong>, con l'arrivo di nuvolosità compatta e <strong>piogge</strong>, mentre sui versanti adriatici ampie schiarite potrebbero mantenersi più a lungo. </p><p><strong>Al Sud e sulle isole</strong>, il peggioramento sarà più diretto, con <strong>piogge temporali sulla Sicilia </strong>che, nel corso delle ore, potrebbero estendersi anche alla <strong>Calabria e alla Campania</strong>, con una maggiore variabilità sulla Sardegna, con possibili piogge sparse.</p><h2>Fine settimana piogge e rovesci dal Tirreno al Sud</h2><p><strong>Nel fine settimana</strong>, la giornata di <strong>sabato 7 novembre</strong> sarà decisamente instabile e autunnale su buona parte del paese. <strong>Al Nord </strong>avranno <strong>nubi e piogge isolate, soprattutto le regioni di Nord-Ovest</strong> (con il ritorno della neve a quote medie sulle Alpi), con ampie schiarite, invece, su quelle orientali. </p><p><strong>Sul resto d'Italia</strong>, sabato, il cielo sarà generalmente<strong> nuvoloso o molto nuvoloso, con piogge, rovesci e anche possibili temporali</strong>, in particolar modo lungo la <strong>fascia tirrenica</strong>, sulla<strong> Calabria</strong> e sulla <strong>Sicilia</strong>. Le precipitazioni saranno meno diffuse lungo il versante adriatico. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796357" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-siberia-si-sta-ricoprendo-di-neve-a-un-ritmo-record-ma-questo-non-garantisce-un-inverno-freddo-in-europa.html" title="La Siberia si sta ricoprendo di neve a un ritmo record, ma questo non garantisce un inverno freddo in Europa">La Siberia si sta ricoprendo di neve a un ritmo record, ma questo non garantisce un inverno freddo in Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-siberia-si-sta-ricoprendo-di-neve-a-un-ritmo-record-ma-questo-non-garantisce-un-inverno-freddo-in-europa.html" title="La Siberia si sta ricoprendo di neve a un ritmo record, ma questo non garantisce un inverno freddo in Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/siberia-se-cubre-de-nieve-a-un-ritmo-de-record-por-que-este-dato-no-asegura-un-invierno-frio-en-europa-1793389213727_320.png" alt="La Siberia si sta ricoprendo di neve a un ritmo record, ma questo non garantisce un inverno freddo in Europa"></a></article></aside><p><strong>Domenica</strong>: sistema nuvoloso in movimento verso Levante, di conseguenza, <strong>al Nord </strong>ci sarà ancora possibilità di nubi e isolate deboli piogge o nevicate lungo l'arco alpino. <strong>Al Centro</strong>, alternanza di schiarite e annuvolamenti con associate piogge intermittenti, soprattutto sulle zone interne e aree tirreniche. <strong>Al Sud</strong> e sulla Sicilia, il miglioramento sarà più lento ad arrivare, con rovesci sparsi, mentre sulla Sardegna ci sarà un deciso miglioramento con schiarite. La ventilazione sarà variabile e le <strong>temperature </strong>resteranno prossime o localmente lievemente inferiori alle medie climatologiche del periodo.</p><p>Data l'incertezza previsionale per il fine settimana, rimandiamo a ulteriori aggiornamenti e approfondimenti qui sul MeteoRed.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'ultimo viaggio del transatlantico dei record: la SS United States diventerà una barriera corallina]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ultimo-viaggio-del-transatlantico-dei-record-la-ss-united-states-diventera-una-barriera-corallina.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 10:29:58 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La SS United States sta per iniziare una nuova vita. Dalla superficie dell'oceano ai suoi fondali, una delle più iconiche navi americane continuerà la sua storia in mare trasformandosi nella più grande barriera corallina artificiale al mondo</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ultimo-viaggio-del-transatlantico-dei-record-la-ss-united-states-diventera-una-barriera-corallina-1793699425298.jpg" data-image="k5uzrwpx66fn" alt="SS Unites States" title="SS Unites States"><figcaption>La SS Unites States, ormeggiata nel porto di Philadelphia - Brian E Kushner - stock.adobe.com</figcaption></figure><p>Il 3 luglio del 1952 il più famoso, veloce ed elegante transatlantico statunitense, la SS United States, salpava dal porto di New York per il suo viaggio inaugurale verso l’Inghilterra. Nel corso di circa diciassette anni di attività, su questa nave straordinaria hanno viaggiato <strong>capi di stato e star mondiali</strong>.</p><p>I voli intercontinentali hanno poi cambiato il mondo e il modo di viaggiare, segnato <strong>la fine di un’epoca</strong> e anche quella della nave fiore all'occhiello navigazione civile americana.</p><div class="texto-destacado">Per molti anni la SS United States è rimasta ormeggiata come una sorta di gigantesco cimelio, ma il <strong>12 novembre 2026</strong> entrerà nella storia di nuovo, smettendo per sempre di navigare, senza abbandonare il mare.</div><h2>La SS United States, una storia eccezionale</h2><p>Grace Kelly e Ranieri di Monaco<strong>, </strong>Marilyn Monroe, Liz Taylor e poi Salvador Dalì, Walt Disney, Coco Chanel, John e Jacqueline Kennedy e tantissimi altri. La lista delle <strong>celebrità </strong>che hanno viaggiato sul transatlantico SS United States è infinita. </p><p>Attraverso le due sponde dell’Atlantico, la nave offriva ai passeggeri famosi e non tutto il comfort che potessero desiderare, viaggiando a una <strong>velocità inusuale</strong> per la sua stazza. <strong>Il record</strong>, rimasto imbattuto, è quello del primo viaggio di ritorno da Southempton verso New York, che il transatlantico compì in <strong>3 giorni, 10 ore e 40 minuti. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="648933" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/australia-stress-da-calore-sulla-grande-barriera-corallina-e-nuovo-sbiancamento-di-massa.html" title="Australia, nuovo allarmante sbiancamento di massa della Grande Barriera Corallina per il caldo anomalo">Australia, nuovo allarmante sbiancamento di massa della Grande Barriera Corallina per il caldo anomalo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/australia-stress-da-calore-sulla-grande-barriera-corallina-e-nuovo-sbiancamento-di-massa.html" title="Australia, nuovo allarmante sbiancamento di massa della Grande Barriera Corallina per il caldo anomalo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/australia-stress-da-calore-sulla-grande-barriera-corallina-e-nuovo-sbiancamento-di-massa-1711027092923_320.jpg" alt="Australia, nuovo allarmante sbiancamento di massa della Grande Barriera Corallina per il caldo anomalo"></a></article></aside><p>Nonostante il suo illustre passato, nel <strong>1969</strong> la SS United States venne <strong>ritirata dal servizio</strong>, passando per le mani di diversi proprietari senza mai trovare una destinazione d’uso definitiva. Da albergo a museo galleggiante, le ipotesi sono state tante ma mai nessuna si è trasformata in un progetto concreto a causa dei costi elevati.</p><p>Nel <strong>2024</strong>, infine, la contea di Okaloosa, in Florida, ha acquistato la nave per trasformarla in una <strong>barriera corallina artificiale</strong>.</p><h2>La nuova vita del transatlantico delle star</h2><p>Dalla superficie dell’oceano ai suoi fondali, il famoso transatlantico rimarrà comunque e per sempre in mare trasformandosi in una grande casa per decine di specie marine.</p><p>Il 12 novembre del 2026, a partire dalle dieci del mattino e se le condizioni meteo non sono contrarie, inizieranno le <strong>operazioni di affondamento</strong> della SS United States. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="751672" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-nave-medievale-e-stata-ritrovata-sul-fondo-del-mare-il-suo-interno-sorprende-gli-archeologi.html" title="La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi">La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-nave-medievale-e-stata-ritrovata-sul-fondo-del-mare-il-suo-interno-sorprende-gli-archeologi.html" title="La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hallan-un-barco-medieval-en-el-fondo-del-mar-y-lo-que-hay-en-su-interior-sorprende-a-los-arqueologos-1769474131487_320.jpg" alt="La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi"></a></article></aside><p><br>A sud ovest di Destin-Fort Walton Beach, al largo delle coste della Florida, verranno praticate delle <strong>aperture </strong>nello scafo in modo da consentire l’entrata graduale e controllata dell’acqua per fare in modo che la nave si inabissi in posizione <strong>verticale</strong>. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">#StatiUniti La SS United States diventerà la più grande barriera corallina artificiale al mondo. Varata nel 1952, la nave è lunga circa 300 metri (più grande del Titanic) e sarà affondata nel Golfo del Messico, il 12 novembre, meteo permettendo. https://t.co/ONJbJ9hTbE</p>— Rai Radio1 (@Radio1Rai) <a href="https://x.com/Radio1Rai/status/2115467588964626555?ref_src=twsrc%5Etfw">October 28, 2026</a></blockquote></figure><p>L’idea di affondare intenzionalmente una nave così importante non poteva piacere a tutti ed ha prevedibilmente suscitato qualche polemica. Ad ogni modo la SS United States continuerà a vivere anche <strong>in superficie</strong>. Alcune delle sue parti più iconiche, come una enorme <strong>elica,</strong> le <strong>ciminiere </strong>e <strong>l'albero radar</strong> verranno conservate in un museo in via di allestimento.</p><h2>La più grande barriera corallina artificiale al mondo</h2><p>Per fare della SS United States non solo una enorme barriera corallina artificiale, ma soprattutto un <strong>habitat sicuro</strong> per le forme di vita sottomarine, le parti <strong>dannose per l’ambiente</strong> come carburanti, lubrificanti e sostanze contaminanti sono state rimosse.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ultimo-viaggio-del-transatlantico-dei-record-la-ss-united-states-diventera-una-barriera-corallina-1793699832013.jpg" data-image="brsdgcn6k5i7" alt="Transatlantico SS Unites States" title="Transatlantico SS Unites States"><figcaption>Le ciminiere e la torre radar del Transatlantico SS Unites States sono tra le parti della nave che verranno espsote in un museo</figcaption></figure><p>Oltre alle aperture per l’acqua, sulla struttura della SS United States verranno realizzati anche dei <strong>passaggi </strong>per consentire<strong> </strong>agli organismi marini di entrare e uscire a proprio piacimento.</p><p>Questo aiuterà a favorire una graduale <strong>colonizzazione </strong>della nave da parte di <strong>alghe, batteri e microorganismi</strong> che costruiranno un po’ per volta un habitat accogliente per <strong>molluschi, spugne, invertebrati</strong> e così via. Per finire, si aggiungeranno <strong>organismi più evoluti</strong>, pesci e predatori<strong> </strong>più grandi, fino a che la nave non sarà un <strong>ecosistema complesso </strong>a cinquantacinque metri di profondità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794770" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/neve-marina-la-sorprendente-scoperta-che-potrebbe-cambiare-cio-che-sappiamo-sull-oceano-e-sui-cambiamenti-climatici.html" title="Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici">Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/neve-marina-la-sorprendente-scoperta-che-potrebbe-cambiare-cio-che-sappiamo-sull-oceano-e-sui-cambiamenti-climatici.html" title="Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nieve-marina-el-sorprendente-hallazgo-que-podria-cambiar-lo-que-sabemos-sobre-el-oceano-y-el-cambio-climatico-1792498082906_320.png" alt="Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici"></a></article></aside><p>Vista la posizione verticale, una estremità della nave si troverà invece a soli diciassette metri di profondità, quindi la nave diventerà anche una nuova meta per il <strong>turismo subacqueo</strong>, poiché si potrà visitare <strong>in immersione</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ultimo-viaggio-del-transatlantico-dei-record-la-ss-united-states-diventera-una-barriera-corallina.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[11 novembre: data decisiva per l’inverno, "Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/11-novembre-data-decisiva-per-l-inverno-cio-che-vedo-attualmente-nei-modelli-meteorologici-e-impressionante.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 09:49:24 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un antichissimo detto popolare tedesco indica nel giorno di San Martino un segnale di come sarà il tempo per tutto il corso dell’inverno. E, guarda caso, i modelli meteorologici annunciano ora l’arrivo di aria polare e neve sulla Germania proprio intorno all'11 novembre. Ma c’è un intoppo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbt36ti"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbt36ti.jpg" id="xbt36ti"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Quando si guardano le mappe meteorologiche in questi giorni, bisogna avere i nervi saldi.</strong> Domenica 1 novembre è nevicato sulle Alpi, con fiocchi osservati già a 700-900 metri di quota. E ho subito dato un’occhiata al calendario. Perché tra poco più di una settimana si avvicina una delle date più importanti dell’anno per i proverbi meteorologici:<strong> l’11 novembre, giorno di San Martino.</strong></p><p>Per i nostri antenati, <strong>questa data rappresentava una sorta di grande prova per prevedere quanto sarebbe stato rigido l’inverno successivo. </strong>E proprio attorno all’11 novembre i modelli meteorologici iniziano a prospettare uno scenario che da diversi giorni continua a incuriosirmi.</p><h2>Questo antico proverbio potrebbe prevedere l’intero inverno?</h2><p><strong>In Germania,</strong> quasi tutti coloro che sono cresciuti in campagna conoscono questo antico proverbio tedesco: <strong>«Se San Martino porta la barba bianca, l’inverno sarà lungo e rigido». </strong>In altre parole, se l’11 novembre ci sarà la neve,<strong> questo annuncerebbe un inverno particolarmente freddo e difficile.</strong></p><p>Ma neppure il sole sarebbe necessariamente di buon auspicio, perché un altro proverbio avverte: <strong>«Se a San Martino il cielo è limpido e sereno, l’inverno non tarderà ad arrivare».</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/11-11-wird-zum-schicksalstag-des-winters-was-ich-gerade-in-den-wettermodellen-sehe-hat-es-in-sich-1793602718710.jpg" data-image="tx3rnfkttyat" alt="Prime nevicate in Germania? Questo antico proverbio meteorologico fa una previsione sorprendente." title="Prime nevicate in Germania? Questo antico proverbio meteorologico fa una previsione sorprendente."><figcaption>Prime nevicate in Germania? Questo antico proverbio meteorologico fa una previsione sorprendente.</figcaption></figure><p>Un tempo i contadini avevano ottime ragioni per osservare attentamente il tempo in questa data. San Martino segnava la fine dell’anno agricolo: bisognava pagare gli affitti dei terreni e i salari, mentre il bestiame veniva riportato nelle stalle. <strong>Chi voleva sapere se le scorte alimentari sarebbero bastate fino alla primavera scrutava il cielo, sperando di trovarvi un segnale favorevole.</strong></p><h4>Arrivo di aria polare: che cosa mostrano i modelli meteorologici</h4><p>È qui che le cose diventano particolarmente interessanti.<strong> I modelli meteorologici prospettano una possibile offensiva invernale in Germania attorno al 10 novembre. </strong>Un anticiclone posizionato sul Mare del Nord potrebbe modificare la circolazione atmosferica e favorire l’arrivo di aria polare sulla Germania, accompagnata da un fronte freddo, gelate notturne con temperature fino a -10 °C e nevicate fino a bassa quota. </p><div class="texto-destacado"><strong>Le ultime previsioni del modello europeo mostrano una situazione ben diversa per l'Italia. </strong> <br>La prossima settimana, dopo un periodo più freddo del normale, <strong>le correnti dovrebbero tornare a provenire da ovest. </strong>Le temperature dovrebbero quindi aumentare sensibilmente, riportandosi nettamente al di sopra delle medie stagionali in tutta l'Italia nella settimana che inizia lunedì 9 novembre. <br><strong>La fase dal sapore invernale che stiamo vivendo dovrebbe dunque durare soltanto pochi giorni.</strong></div><p>Il modello statunitense si spinge ancora oltre. <strong>Per il pomeriggio di venerdì 13 novembre prospetta una fascia di precipitazioni nevose estesa dal Reno fino alla Sassonia, </strong>appena due giorni dopo San Martino. Difficile immaginare uno scenario più spettacolare sulle mappe meteorologiche in pieno novembre. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796364" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre.html" title="ECMWF prevede un cambiamento: il sistema di blocco alle alte latitudini collasserà dal 15 novembre">ECMWF prevede un cambiamento: il sistema di blocco alle alte latitudini collasserà dal 15 novembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre.html" title="ECMWF prevede un cambiamento: il sistema di blocco alle alte latitudini collasserà dal 15 novembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre-1793631105333_320.jpg" alt="ECMWF prevede un cambiamento: il sistema di blocco alle alte latitudini collasserà dal 15 novembre"></a></article></aside><p><strong>Se questo scenario venisse confermato, mercoledì 11 novembre potrebbe riservare qualche sorpresa. Chi viaggia ancora con pneumatici estivi farebbe bene a sostituirli con quelli invernali nei prossimi giorni. </strong>In caso di gelo e rovesci di neve, a volte basta un ponte all’ombra per trovarsi di fronte a una brutta sorpresa.</p><h2>Ma c’è un problema</h2><p>Bisogna comunque interpretare queste previsioni con prudenza. <strong>Il modello europeo prospetta per il momento uno scenario decisamente più tranquillo, privilegiando condizioni anticicloniche, notti fredde con gelate e nebbie persistenti.</strong></p><p><strong> </strong>Dopo il 5 novembre, la quota neve potrebbe persino risalire temporaneamente a 2.000 metri, o anche oltre. La tendenza alle nevicate rimane quindi molto incerta e, a una simile distanza temporale, le previsioni possono ancora cambiare considerevolmente.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/11-11-wird-zum-schicksalstag-des-winters-was-ich-gerade-in-den-wettermodellen-sehe-hat-es-in-sich-1793602853886.jpg" data-image="ddl8azdcjk20" alt="La situazione si annuncia interessante. Tra il 10 e il 15 novembre potrebbero verificarsi le prime nevicate fino a quote intermedie, o persino localmente in pianura." title="La situazione si annuncia interessante. Tra il 10 e il 15 novembre potrebbero verificarsi le prime nevicate fino a quote intermedie, o persino localmente in pianura."><figcaption>La situazione si annuncia interessante. Tra il 10 e il 15 novembre potrebbero verificarsi le prime nevicate fino a quote intermedie, o persino localmente in pianura.</figcaption></figure><p>Lo stesso proverbio popolare poggia però su basi fragili. I dati meteorologici non permettono infatti di stabilire alcun legame affidabile tra un San Martino innevato e un inverno rigido. Del resto, un altro proverbio sembra adattarsi perfettamente alle nevicate osservate domenica sulle Alpi: <strong>«Se Ognissanti porta l’inverno, San Martino riporta l’estate».</strong></p><h2>Il mio bilancio: l’inverno 2026-2027 si annuncia ricco di sorprese</h2><p>Le previsioni a lungo termine delineano infatti un quadro ben diverso. Novembre dovrebbe registrare nel complesso temperature <strong>di circa 3 °C superiori alle medie stagionali</strong> e i modelli prospettano anche per <strong>l’inverno 2026-2027</strong> valori nettamente superiori alla norma.</p><p>Ma un episodio di freddo isolato e un inverno complessivamente troppo mite non sono incompatibili. Negli ultimi anni ne abbiamo avuti numerosi esempi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796429" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata">Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793688907929_320.jpg" alt="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata"></a></article></aside><p>Per questo esamino attentamente ogni nuovo aggiornamento dei modelli meteorologici: i giorni decisivi si avvicinano. Entro il fine settimana dovremmo avere un quadro più chiaro e sapere se San Martino sfoggerà davvero la sua <strong>barba bianca</strong> in Germania, cioè se arriverà la neve, oppure se il tempo sarà semplicemente grigio e piovoso.</p><p>Il mio consiglio:<strong> la mattina dell’11 novembre date un’occhiata fuori dalla finestra.</strong> Forse quello che vedrete vi dirà sull’inverno in arrivo più di quanto avreste desiderato.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/11-novembre-data-decisiva-per-l-inverno-cio-che-vedo-attualmente-nei-modelli-meteorologici-e-impressionante.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[5 condizioni meteo che favoriscono un foliage spettacolare in autunno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-spettacolare-in-autunno.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 08:07:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dietro i colori autunnali delle chiome degli alberi c'è anche il meteo, che può influenzare il ritmo e l'intensità con cui il foliage prende forma: ecco quali condizioni possono esaltare i suoi colori e la sua durata.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635346553.jpeg" data-image="rkaxth9wlwwj"><figcaption>5 condizioni meteo che favoriscono un foliage autunnale spettacolare</figcaption></figure><p><strong>Il foliage è uno degli appuntamenti più affascinanti dell'autunno, osservabile nei boschi ma anche nei parchi, nei giardini e lungo le strade alberate</strong>: basta che nelle vicinanze ci sia un albero caducifoglie. Gli alberi, infatti, scandiscono puntuali il ritmo delle stagioni, sia che si trovino immersi nella natura sia che crescano circondati da case e asfalto.</p><p><strong> Diversi fattori possono influenzare tempi e intensità del foliage</strong>, come la specie e la varietà dell'albero, la latitudine, l'altitudine, l'esposizione e le condizioni ambientali in cui la pianta è cresciuta, ma particolarmente evidente può risultare l'effetto dell'andamento meteorologico. </p><div class="texto-destacado">Estati molto calde e siccitose, per esempio, possono sottoporre gli alberi a stress e provocare ingiallimenti e disseccamenti precoci, che non devono essere confusi con il normale foliage autunnale. </div><p><strong>Nella fase di senescenza fogliare, infatti, la clorofilla viene progressivamente degradata e diventano visibili altri pigmenti</strong>, responsabili delle caratteristiche tonalità gialle, arancioni e rosse. </p><p> Quali sono, dunque, le condizioni meteorologiche che possono favorire un foliage particolarmente spettacolare? </p><h2> 1. Estate senza stress termici e idrici</h2><ol></ol><ol></ol><ol></ol><ol></ol><ol></ol><p><strong> Un'estate caratterizzata da caldo intenso e siccità può sottoporre gli alberi a stress, soprattutto se le due condizioni si verificano in contemporanea</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635372560.jpeg" data-image="quoc83qdsxos"><figcaption>Estate senza stress termici e idrici</figcaption></figure><p>In questi casi le foglie possono ingiallire e disseccarsi prima del tempo, compromettendo il foliage. Diversamente, una pianta con una chioma in salute alla fine dell'estate va incontro ai normali processi di senescenza autunnale. </p><h2>2. Una transizione graduale verso l'autunno</h2><p><strong> Il passaggio dall'estate all'autunno è più favorevole quando è accompagnato da un graduale cambiamento delle condizioni meteorologiche</strong>, permettendo una colorazione più armoniosa e uniforme. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635394622.jpeg" data-image="aqfrk8c2agy8"><figcaption>Una transizione graduale verso l'autunno</figcaption></figure><p>Bruschi sbalzi termici o episodi di caldo anomalo possono invece alterare questo processo. </p><h2>3. Una buona escursione termica tra giorno e notte</h2><p><strong> Giornate miti e soleggiate seguite da notti fresche e serene favoriscono una buona escursione termica</strong>, creando condizioni particolarmente favorevoli alla colorazione autunnale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635420901.jpeg" data-image="wc7lm4nvw6h0"><figcaption>Una buona escursione termica tra giorno e notte</figcaption></figure><p>Una marcata differenza tra le temperature diurne e notturne può infatti favorire i processi fisiologici legati alla degradazione della clorofilla e, in alcune specie, alla formazione degli antociani responsabili delle tonalità rosse e porpora.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794622" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-foliage-delle-dolomiti-dura-poche-settimane-5-posti-dove-andare-per-vedere-i-larici-dorati-in-ottobre.html" title="Il foliage delle Dolomiti dura poche settimane: 5 posti dove andare per vedere i larici dorati in ottobre">Il foliage delle Dolomiti dura poche settimane: 5 posti dove andare per vedere i larici dorati in ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-foliage-delle-dolomiti-dura-poche-settimane-5-posti-dove-andare-per-vedere-i-larici-dorati-in-ottobre.html" title="Il foliage delle Dolomiti dura poche settimane: 5 posti dove andare per vedere i larici dorati in ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-foliage-delle-dolomiti-dura-poche-settimane-5-posti-dove-andare-per-vedere-i-larici-dorati-in-ottobre-1792665195008_320.jpg" alt="Il foliage delle Dolomiti dura poche settimane: 5 posti dove andare per vedere i larici dorati in ottobre"></a></article></aside><h2>4. Stabilità atmosferica</h2><p><strong>Una volta raggiunta la massima intensità dei colori, condizioni meteorologiche stabili possono contribuire a prolungare il foliage</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635459236.jpeg" data-image="21po7gpqmnnc"><figcaption>Stabilità atmosferica</figcaption></figure><p>Piogge intense e persistenti, forti raffiche di vento e gelate precoci possono infatti danneggiare le foglie o accelerarne la caduta, riducendo il tempo a disposizione per ammirare le chiome nel pieno dei loro colori. </p><h2>5. Una spolverata di neve</h2><p> <strong>La neve non favorisce direttamente il processo di colorazione, ma può creare una cornice paesaggistica spettacolare quando arriva mentre il foliage è ancora presente</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635481104.jpeg" data-image="s49dwz9fw9ml"><figcaption>Una spolverata di neve</figcaption></figure><p>Il contrasto tra il bianco della neve e le tonalità rosse, arancioni e gialle delle chiome può rendere il paesaggio particolarmente suggestivo. È una situazione più probabile in montagna, dove le prime nevicate possono arrivare quando gli alberi non hanno ancora perso le foglie. </p><h2>Cogliere l'attimo</h2><p><strong> Foliage, meteo e clima sono strettamente interconnessi</strong>. Ogni anno la colorazione autunnale si presenta seguendo i ritmi della natura, ma il momento, l'intensità e la durata dello spettacolo possono cambiare in base alle condizioni della stagione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795786" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia.html" title="Autunno e meteo da brividi: 5 fenomeni naturali che un tempo erano considerati magia ">Autunno e meteo da brividi: 5 fenomeni naturali che un tempo erano considerati magia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia.html" title="Autunno e meteo da brividi: 5 fenomeni naturali che un tempo erano considerati magia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia-1793295313700_320.jpg" alt="Autunno e meteo da brividi: 5 fenomeni naturali che un tempo erano considerati magia "></a></article></aside><p>Previsioni meteo alla mano, sta a noi cogliere l'attimo, individuando la finestra più favorevole per ammirare gli alberi nel pieno dei loro colori e vivere un'esperienza autunnale indimenticabile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-spettacolare-in-autunno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud per la tempesta Agneta: avviso arancione in Puglia e Basilicata]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 06:56:33 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Per martedì 3 novembre la Protezione Civile indica allerta arancione in Puglia e in parte della Basilicata. Allerta gialla in settori di Abruzzo, Calabria, Campania e Sicilia. I livelli e le tipologie di rischio variano secondo le zone interessate.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbt23qi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbt23qi.jpg" id="xbt23qi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il maltempo causato dalla tempesta Agneta, la prima perturbazione ciclonica intensa dell'autunno 2026 ad aver ricevuto un nome ufficiale dai servizi meteo del Mediterraneo centrale, mantiene alta l’attenzione su diverse regioni del Centro-Sud. Per la giornata di <strong>oggi, martedì 3 novembre 2026</strong>, il bollettino della Protezione Civile indica <strong>allerta arancione per temporali e rischio idrogeologico in Puglia</strong>, mentre in alcune zone della <strong>Basilicata</strong> il livello arancione riguarda il rischio idrogeologico a seguito delle abbondanti piogge cadute ieri.</p><p>Sono inoltre previste allerte gialle, con estensione e tipologie di rischio differenti, in settori di <strong>Abruzzo, Calabria, Campania e Sicilia</strong>, oltre che nella stessa Basilicata e in alcune zone pugliesi per il rischio idraulico.</p><p>Da segnalare che il maltempo è in allontanamento verso est già nel corso della mattinata di oggi, martedì 3 novembre. Le piogge andranno dissipandosi nel corso della giornata, anche se a seguito delle forti precipitazioni delle ultime ore bisognerà ancora prestare attenzione.</p><h2>Allerta arancione in Puglia: le zone interessate</h2><p>In Puglia l’allerta arancione riguarda sia il <strong>rischio temporali</strong> sia il <strong>rischio idrogeologico</strong> nelle seguenti zone:</p><ul><li>Tavoliere, bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle;</li><li>Gargano e Tremiti;</li><li>Salento;</li><li>Bacini del Lato e del Lenne;</li><li>Basso Fortore;</li><li>Puglia Centrale Bradanica;</li><li>Basso Ofanto;</li><li>Sub-Appennino Dauno;</li><li>Puglia Centrale Adriatica.</li></ul><p>Nelle zone del <strong>Tavoliere e dei bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle</strong>, dei <strong>bacini del Lato e del Lenne</strong> e del <strong>Basso Ofanto</strong> è indicata anche <strong>allerta gialla per rischio idraulico</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796492" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tempesta-agneta-l-isola-di-rodi-colpita-da-inondazioni-catastrofiche.html" title="Tempesta Agneta, l'isola di Rodi in Grecia colpita da inondazioni catastrofiche">Tempesta Agneta, l'isola di Rodi in Grecia colpita da inondazioni catastrofiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tempesta-agneta-l-isola-di-rodi-colpita-da-inondazioni-catastrofiche.html" title="Tempesta Agneta, l'isola di Rodi in Grecia colpita da inondazioni catastrofiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/las-inundaciones-arrasan-rodas-casas-anegadas-y-mas-de-60-vehiculos-arrastrados-por-las-riadas-1793653929226_320.png" alt="Tempesta Agneta, l'isola di Rodi in Grecia colpita da inondazioni catastrofiche"></a></article></aside><p>È una distinzione da tenere presente nella lettura del bollettino: sullo stesso territorio possono essere previsti livelli differenti per temporali, rischio idrogeologico e rischio idraulico.</p><h2>Basilicata: arancione per rischio idrogeologico in quattro zone</h2><p>In Basilicata l’<strong>allerta arancione per rischio idrogeologico</strong> interessa le zone identificate nel bollettino con i codici <strong>Basi-A1, Basi-B, Basi-E2 e Basi-E1</strong>. Negli stessi settori è prevista anche allerta gialla per temporali.</p><p>Nelle zone <strong>Basi-A2, Basi-D e Basi-C</strong> il livello di allerta per rischio idrogeologico è invece <strong>giallo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793688878246.jpg" data-image="uq3k5kykcc54"><figcaption>Il maltempo è in allontanamento verso est già nel corso della mattinata di oggi, martedì 3 novembre.</figcaption></figure><p>Per il <strong>rischio idraulico</strong>, l’allerta gialla comprende tutte e sette le zone elencate: Basi-A1, Basi-B, Basi-E2, Basi-E1, Basi-A2, Basi-D e Basi-C. Per individuare il proprio comune nelle zone contrassegnate da queste sigle occorre fare riferimento alla cartografia e agli aggiornamenti della Protezione Civile regionale.</p><h2>Allerta gialla in Calabria e Sicilia</h2><p>In <strong>Calabria</strong>, l’allerta gialla riguarda il <strong>versante ionico settentrionale</strong> e il <strong>versante ionico centro-settentrionale</strong> per tutte e tre le tipologie riportate nel bollettino: rischio idraulico, temporali e rischio idrogeologico.</p><p>In <strong>Sicilia</strong>, l’allerta gialla per temporali e rischio idrogeologico interessa i settori:</p><ul><li>centro-settentrionale, versante tirrenico;</li><li>nord-occidentale, comprese le isole Egadi e Ustica;</li><li>sud-occidentale, compresa l’isola di Pantelleria.</li></ul><p>Nei settori <strong>centro-settentrionale tirrenico</strong> e <strong>nord-occidentale, con Egadi e Ustica</strong>, è prevista anche allerta gialla per rischio idraulico.</p><h2>Le allerte in Abruzzo e Campania</h2><p>In <strong>Abruzzo</strong> è indicata <strong>allerta gialla per rischio idrogeologico</strong> nel <strong>bacino basso del Sangro</strong>, nei <strong>bacini del Tordino-Vomano</strong> e nel <strong>bacino del Pescara</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796220" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata">Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793546728880_320.png" alt="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata"></a></article></aside><p>In <strong>Campania</strong>, sempre per rischio idrogeologico, l’allerta gialla interessa <strong>Alta Irpinia e Sannio, Tanagro, Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini, Tusciano e Alto Sele</strong>.</p><h2>Dove consultare gli aggiornamenti</h2><p>Le indicazioni riportate si riferiscono alla giornata di <strong>martedì 3 novembre</strong>. Per conoscere il livello di allerta previsto nel proprio comune e le eventuali disposizioni locali è necessario seguire gli aggiornamenti della Protezione Civile regionale e del Comune.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793688907929.jpg" data-image="qwbomv5exf8z"><figcaption>Il maltempo, con le forti piogge associate, è in allontanamento verso est già nel corso della mattinata di oggi, martedì 3 novembre.</figcaption></figure><p>Il quadro nazionale è consultabile sul sito del <a href="https://www.protezionecivile.gov.it" target="_blank">Dipartimento della Protezione Civile</a>, dove sono disponibili i bollettini di criticità e le indicazioni sui comportamenti da adottare in caso di maltempo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un meteorite proveniente da Marte è tra i più antichi mai rinvenuti, rivela uno studio finanziato dalla NASA]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-meteorite-proveniente-da-marte-e-tra-i-piu-antichi-mai-rinvenuti-rivela-uno-studio-finanziato-dalla-nasa.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 06:44:18 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Un meteorite rinvenuto nel deserto del Sahara si è rivelato essere un frammento di Marte risalente a oltre 4,1 miliardi di anni fa. Denominata Teghaza 001, la roccia – del peso di 800 grammi – conserva testimonianze della crosta marziana primordiale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorito-de-marte-esta-entre-os-mais-antigos-ja-encontrados-revela-estudo-financiado-pela-nasa-1793476388447.png" data-image="ycdqfdccgrbp" alt="Il meteorite Teghaza 001 conserva indizi sulla crosta marziana risalenti a oltre 4,1 miliardi di anni fa, nonché sull'interazione tra acqua e rocce sul pianeta primordiale. Crediti: NASA" title="Il meteorite Teghaza 001 conserva indizi sulla crosta marziana risalenti a oltre 4,1 miliardi di anni fa, nonché sull'interazione tra acqua e rocce sul pianeta primordiale. Crediti: NASA"><figcaption>Il meteorite Teghaza 001 conserva indizi sulla crosta marziana risalenti a oltre 4,1 miliardi di anni fa, nonché sull'interazione tra acqua e rocce sul pianeta primordiale. Crediti: NASA</figcaption></figure><p><strong>Un meteorite di colore rosato trovato nel deserto del Sahara nel 2022 ha origine marziana e ha più di 4,1 miliardi di anni.</strong> L’età è stata determinata da ricercatori finanziati dalla NASA, che hanno analizzato i minerali della roccia, del peso di circa 800 grammi. </p><p>Una ricerca pubblicata sulla rivista <em>Science</em> presenta il <strong>primo studio dettagliato di Teghaza 001 e fornisce informazioni sulla crosta marziana nelle sue fasi iniziali. </strong>Essendosi formata più di 4,1 miliardi di anni fa, la roccia conserva tracce dei processi geologici avvenuti su Marte primordiale. </p><p><strong>Un altro studio ha analizzato il contenuto d’acqua del meteorite, fornendo indizi sull’interazione tra liquidi e materiali rocciosi </strong>all’inizio della storia di Marte. Nel loro insieme, le ricerche possono contribuire a comprendere come l’acqua abbia modificato la crosta marziana.</p><h2>Teghaza 001</h2><p><strong>Il meteorite Teghaza 001 è uno dei frammenti di Marte più antichi mai trovati sulla Terra, con un’età superiore a 4,1 miliardi di anni. </strong>La roccia, del peso di circa 800 grammi, presenta una combinazione insolita di minerali formatisi dal raffreddamento del magma all’interno del pianeta. </p><div class="texto-destacado">Le caratteristiche individuate rendono il campione una rara testimonianza della formazione della crosta marziana e dei primi processi geologici di Marte.</div><p><strong>Teghaza 001 conserva una diversità mineralogica che permette di ricostruire diverse fasi della sua evoluzione.</strong> La sua composizione indica che la crosta si è formata dal raffreddamento di materiale magmatico ed è stata successivamente modificata dall’interazione con acqua sotterranea.</p><h2>La scoperta nel Sahara</h2><p>La roccia è stata trovata nel 2022 nel deserto del Sahara, in una regione del Mali conosciuta come la piana salina di Teghaza, da cui prende il nome. <strong>Il meteorite fa parte di un gruppo di circa 435 frammenti di Marte riconosciuti sulla Terra </strong>ed è tra i tre più antichi mai identificati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorito-de-marte-esta-entre-os-mais-antigos-ja-encontrados-revela-estudo-financiado-pela-nasa-1793476309946.png" data-image="yv96bn1qkl1y" alt="Questa sezione del meteorite marziano Teghaza 001 è stata utilizzata dai ricercatori per analizzarne la mineralogia e la composizione chimica. Crediti: NASA" title="Questa sezione del meteorite marziano Teghaza 001 è stata utilizzata dai ricercatori per analizzarne la mineralogia e la composizione chimica. Crediti: NASA"><figcaption>Questa sezione del meteorite marziano Teghaza 001 è stata utilizzata dai ricercatori per analizzarne la mineralogia e la composizione chimica. Crediti: NASA</figcaption></figure><p>Come altri meteoriti marziani,<strong> Teghaza 001 è stato scagliato nello spazio in seguito a un impatto di grandi proporzioni sulla superficie del pianeta</strong>, ha attraversato lo spazio interplanetario ed è arrivato sulla Terra. La sua origine può essere confermata confrontando la composizione mineralogica e chimica con i dati raccolti su Marte.</p><h2>Nuovi indizi su Marte</h2><p>La composizione del meteorite Teghaza 001 ha rivelato informazioni importanti sulla formazione della crosta primitiva di Marte.<strong> Tra le caratteristiche identificate figurano alcuni minerali capaci di conservare tracce della formazione delle rocce. </strong>L’analisi ha rivelato che il frammento si è formato più di 4,1 miliardi di anni fa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792708" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-hanno-scoperto-che-l-asteroide-bennu-non-rientra-in-nessuna-categoria-e-la-colpa-potrebbe-essere-di-giove.html" title="Gli astronomi hanno scoperto che l'asteroide Bennu non rientra in nessuna categoria e la colpa potrebbe essere di Giove">Gli astronomi hanno scoperto che l'asteroide Bennu non rientra in nessuna categoria e la colpa potrebbe essere di Giove</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-hanno-scoperto-che-l-asteroide-bennu-non-rientra-in-nessuna-categoria-e-la-colpa-potrebbe-essere-di-giove.html" title="Gli astronomi hanno scoperto che l'asteroide Bennu non rientra in nessuna categoria e la colpa potrebbe essere di Giove"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-identifican-que-asteroide-bennu-no-encaja-en-ninguna-categoria-y-jupiter-podria-tener-la-culpa-1791317748871_320.jpg" alt="Gli astronomi hanno scoperto che l'asteroide Bennu non rientra in nessuna categoria e la colpa potrebbe essere di Giove"></a></article></aside><p><strong>Per determinarne l’età, il gruppo ha utilizzato una tecnica di datazione in situ, analizzando singolarmente i granuli minerali</strong>. A differenza dei metodi convenzionali, che richiedono la dissoluzione di un intero campione, questo approccio conserva praticamente tutto il materiale per ulteriori studi e analisi.</p><h2>L’acqua su Marte</h2><p><strong>L’analisi ha inoltre rivelato prove del fatto che Teghaza 001 sia stato alterato dalla presenza di acqua su Marte circa 4,1 miliardi di anni fa.</strong> Le firme dell’ossigeno, la tessitura e la composizione chimica indicano che il ciclo dell’acqua su Marte primordiale potrebbe essere stato più dinamico di quanto si immaginasse.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorito-de-marte-esta-entre-os-mais-antigos-ja-encontrados-revela-estudo-financiado-pela-nasa-1793476277244.png" data-image="ps1u66oeberr" alt="La NASA ha già identificato 13 regioni di Marte la cui composizione mineralogica e chimica corrisponde alle caratteristiche del meteorite Teghaza 001." title="La NASA ha già identificato 13 regioni di Marte la cui composizione mineralogica e chimica corrisponde alle caratteristiche del meteorite Teghaza 001."><figcaption>La NASA ha già identificato 13 regioni di Marte la cui composizione mineralogica e chimica corrisponde alle caratteristiche del meteorite Teghaza 001. Crediti: NASA</figcaption></figure><p>Queste prove aiutano a comprendere come l’acqua circolasse e modificasse i materiali della superficie e dell’interno della crosta marziana. <strong>I ricercatori sperano che nuove analisi di Teghaza 001 permettano di ricostruire meglio le condizioni ambientali </strong>e di comprendere come Marte abbia perso parte della propria acqua nel corso della sua evoluzione.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="NASA" data-year="2026" data-title="NASA-funded%20Study%20Details%20One%20of%20Oldest%20Mars%20Meteorites%20Ever%20Found" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nasa.gov%2Fsolar-system%2Fplanets%2Fmars%2Fnasa-funded-study-details-one-of-oldest-mars-meteorites-ever-found%2F">NASA. (2026). <a href="https://www.nasa.gov/solar-system/planets/mars/nasa-funded-study-details-one-of-oldest-mars-meteorites-ever-found/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Uno studio finanziato dalla NASA analizza in dettaglio uno dei meteoriti marziani più antichi mai trovati</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-meteorite-proveniente-da-marte-e-tra-i-piu-antichi-mai-rinvenuti-rivela-uno-studio-finanziato-dalla-nasa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Siberia si sta ricoprendo di neve a un ritmo record, ma questo non garantisce un inverno freddo in Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-siberia-si-sta-ricoprendo-di-neve-a-un-ritmo-record-ma-questo-non-garantisce-un-inverno-freddo-in-europa.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 04:47:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In Siberia nevica più intensamente del solito; gli amanti dell'inverno sognano già gelate e corse in slitta. Eppure, un'analisi dei dati meteorologici relativi a quasi 50 inverni rivela una sorpresa deludente.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sibirien-explodiert-im-schnee-winterfans-jubeln-zu-fruh-die-wahrheit-uber-unseren-winter-ist-eine-ganz-andere-1793351622751.jpg" data-image="653spwxewop4"><figcaption>In Siberia, l'inverno è già nel pieno. Cosa significa questo per il nostro inverno?</figcaption></figure><p>Mentre in gran parte del continente europeo cadono ancora le foglie autunnali, <strong>gran parte della Siberia è già ricoperta da un manto di neve.</strong> Dai boschi della taiga alle steppe della Mongolia, il paesaggio è diventato bianco in poco tempo.</p><p>Questo sta suscitando fermento nei forum di meteorologia. <strong>Molti vedono nella neve siberiana il primo indizio di un inverno gelido in diverse zone d’Europa.</strong> L’idea non è priva di fondamento: risale a uno studio del 2011. Un’analisi più approfondita rivela però che questa ipotesi presenta un limite considerevole.</p><h2>Non conta la quantità, ma il ritmo</h2><p><strong>In questa teoria non conta lo spessore della neve in Siberia, ma la velocità con cui il manto nevoso si estende a ottobre</strong>. Questo parametro viene misurato su un’area enorme, soprattutto nella Siberia meridionale, in Mongolia e sulle alte montagne dell’Asia centrale.</p><div class="texto-destacado">In Spagna le irruzioni più estreme di aria polare continentale vengono comunemente chiamate siberiane, anche se, per la posizione geografica del Paese, sono pochissime quelle che provengono effettivamente da quella zona.</div><p>Quest’anno l’inizio è stato lento. Nella prima settimana di ottobre, l’estensione della neve era persino leggermente inferiore alla media. Successivamente, però, il manto nevoso ha registrato un’avanzata davvero intensa. Al momento, <strong>questo ottobre si colloca tra quelli con l’espansione più rapida della copertura nevosa degli ultimi tre decenni, rientrando approssimativamente nel 15% dei casi più rapidi.</strong></p><h2>Dalla neve al vortice polare: la reazione a catena</h2><p>La teoria descrive una reazione a catena che coinvolge diversi livelli dell’atmosfera. <strong>La neve fresca riflette la luce solare, il suolo si raffredda notevolmente e l’anticiclone siberiano si intensifica. </strong>Questa alta pressione fredda orienta il flusso dell’aria e genera enormi onde nell’atmosfera.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Negli Stati Uniti tendiamo a concentrarci sul Canada settentrionale per la ricostituzione annuale delle masse d’aria fredda in autunno, ma la Siberia è la vera fabbrica del freddo e in questo momento ne sta producendo in eccesso. Aria molto più fredda del normale si è estesa fino al confine con Mongolia e Cina, e anche oltre. https://t.co/HXmgIpnD3y</p>— FLXweather-Dave (@FXweather26823) <a href="https://x.com/FXweather26823/status/2115117459355439587?ref_src=twsrc%5Etfw">27 ottobre 2026</a></blockquote></figure><p>Le onde planetarie possono raggiungere la stratosfera a circa 30 chilometri di quota: è ciò che sembra destinato ad accadere in questi giorni, come abbiamo spiegato su Meteored. Qui incontrano il vortice polare, che trattiene il freddo artico sopra il Polo Nord<strong>. Se si indebolisce o collassa, l’aria fredda può spingersi verso sud. I meteorologi parlano allora di oscillazione artica negativa,</strong> ed è proprio questa situazione a portare spesso importanti ondate di freddo in Europa.</p><h2>Calcoli alla mano: la regola non funziona da anni</h2><p><strong>Fin qui la teoria. Dal 1979, però, è stata messa alla prova su 47 inverni e il risultato è deludente</strong>: la regola ha funzionato in 25 occasioni e ha fallito in 22. In altre parole, non è molto più affidabile del lancio di una moneta.</p><div class="texto-destacado">In Siberia c’è già una quantità straordinaria di neve. Dopo un inizio piuttosto incerto ai primi di ottobre, il manto bianco si è esteso rapidamente nelle ultime settimane, facendo di questo ottobre uno dei mesi con l’espansione più rapida della copertura nevosa degli ultimi 30 anni.</div><p>Colpisce soprattutto il cambiamento avvenuto a partire dal 2011. Negli anni su cui si basava lo studio originale, la regola aveva funzionato in 9 casi su 14. <strong>Dalla sua pubblicazione, si è verificata soltanto in 6 inverni su 15. Uno strumento di previsione che sbaglia più spesso di quanto indovini non è più utile,</strong> semplicemente, per prevedere l’inverno.</p><h3>Dove si interrompe esattamente la catena</h3><p>È interessante osservare in quale punto il meccanismo smette di funzionare. La parte finale continua a essere valida: se a novembre e dicembre una grande quantità di energia delle onde risale verso la stratosfera, <strong>la probabilità che si verifichi una perturbazione del vortice polare a gennaio e febbraio raddoppia approssimativamente.</strong></p><p>L’inizio della catena, invece, è instabile. Oggi<strong> una grande quantità di neve a ottobre non garantisce più in modo affidabile un anticiclone siberiano più intenso. </strong>Due inverni illustrano quanto possano essere diverse le conseguenze. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796219" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno.html" title="Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?">Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno.html" title="Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno-1793545902498_320.jpg" alt="Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?"></a></article></aside><p>Dopo l’ottobre del 2009, caratterizzato dalla rapida espansione della neve, l’inverno 2009/10 fu gelido in Europa. Dopo un ottobre del 2019 altrettanto rapido, si verificò uno degli inverni più caldi della storia. È possibile che la perdita di ghiaccio nell’Artico e il riscaldamento degli oceani abbiano cambiato le regole del gioco.</p><h2>Che cosa determina davvero il nostro inverno</h2><p><strong>Quest’anno è un altro fattore a dettare il ritmo: il fenomeno di El Niño, eccezionalmente intenso, nel Pacifico. </strong>Analizzando gli anni passati in cui la neve era arrivata altrettanto precocemente a ottobre, in coincidenza con un episodio di El Niño, si osserva che la sola presenza della neve fornisce poche informazioni. Gli inverni successivi furono completamente diversi tra loro.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siberia-se-cubre-de-nieve-a-un-ritmo-de-record-por-que-este-dato-no-asegura-un-invierno-frio-en-europa-1793389213727.png" data-image="1xojwgkhop4z"><figcaption>Le prime previsioni indicano un inverno mite e perturbato, ma bisognerà seguire l’evoluzione del vortice polare.</figcaption></figure><p><strong>I modelli collocano il vortice polare entro i limiti della norma nelle prossime settimane</strong>. Successivamente potrebbe indebolirsi considerevolmente, a seconda dell’evoluzione dell’imminente riscaldamento stratosferico improvviso. </p><p>Le tendenze attuali indicano tuttavia soprattutto una circolazione occidentale mite sull’Europa, mentre il freddo potrebbe dirigersi maggiormente verso il Nord America. La neve in Siberia, quindi, non determinerà come sarà il nostro inverno. <strong>Sarà interessante osservare che cosa accadrà nella stratosfera durante novembre e dicembre.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-siberia-si-sta-ricoprendo-di-neve-a-un-ritmo-record-ma-questo-non-garantisce-un-inverno-freddo-in-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[ECMWF prevede un cambiamento: il sistema di blocco alle alte latitudini collasserà dal 15 novembre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 16:32:51 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In questo contesto assume particolare rilievo anche l’evoluzione dell’Oscillazione Nord Atlantica (NAO). Ecco cosa potrebbe succedere sull’Italia nel corso dei prossimi giorni. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsx0xm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsx0xm.jpg" id="xbsx0xm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’attuale assetto atmosferico sull’Europa continua a essere dominato da un robusto e persistente anticiclone di blocco posizionato tra la Scandinavia e il Regno Unito, con massimi di pressione a nord delle Alpi. </p><p>Questa struttura, tipica di una fase di blocco alle alte latitudini, <strong>sta interrompendo il normale scorrimento delle correnti atlantiche,</strong> isolando gran parte del continente dalle perturbazioni oceaniche e favorendo condizioni di maggiore stabilità, con scarse precipitazioni e una circolazione piuttosto statica.</p><h2><strong>Il cambiamento previsto dal centro di calcolo europeo</strong></h2><p>Secondo le più recenti elaborazioni del modello europeo <strong>ECMWF,</strong> questo schema è destinato a una progressiva e significativa trasformazione. L’imponente anticiclone verrà gradualmente eroso dall’azione di una profonda depressione che stazionerà a lungo sul Nord Atlantico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre-1793631039256.jpg" data-image="5fsqql4qd80a" alt="Blocco anticiclonico." title="Blocco anticiclonico."><figcaption>Il blocco anticiclonico posizionato tra la Scandinavia e il Regno Unito, con massimi di pressione a nord delle Alpi. </figcaption></figure><p>L’erosione del blocco alle alte latitudini rappresenterà il primo passo verso un ripristino del flusso zonale, aprendo finalmente la strada alle correnti occidentali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Attorno al 15 novembre il flusso atlantico dovrebbe guadagnare spazio in modo più concreto verso l’Europa. <strong>Si tratterà di un flusso ondulato, non ancora pienamente lineare e zonale,</strong> ma sufficientemente organizzato da consentire alle perturbazioni di raggiungere il continente. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le correnti umide e instabili provenienti dall’Atlantico potranno così estendersi verso le nostre latitudini, interrompendo la fase di stallo che ha caratterizzato le ultime settimane, soprattutto le regioni settentrionali.</p><h2><strong>L’evoluzione della NAO</strong></h2><p>In questo contesto assume particolare rilievo anche l’evoluzione dell’<strong>Oscillazione Nord Atlantica (NAO).</strong> Attualmente in una fase di debole neutralità o lievemente negativa, la NAO è prevista muoversi progressivamente verso una neutralità più positiva. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre-1793631105333.jpg" data-image="rjau0isb88z4" alt="Onde di Rossby." title="Onde di Rossby."><figcaption>Per l’Italia questo scenario apre prospettive concrete di un tempo sensibilmente più dinamico e piovoso, soprattutto sulle regioni del Nord e sulla fascia tirrenica. </figcaption></figure><p>Questo spostamento favorirà un rafforzamento del <strong>gradiente di pressione</strong> tra le basse latitudini subtropicali e le alte latitudini nord-atlantiche, sostenendo un flusso zonale, in uscita dal Nord America, più vigoroso e riducendo ulteriormente le possibilità di nuovi blocchi anticiclonici persistenti alle alte latitudini. </p><div class="texto-destacado">Una <strong>NAO</strong> che tende verso valori più positivi è coerente con il collasso dei sistemi di blocco e <strong>con il ritorno di un’attività perturbata di origine atlantica più organizzata e frequente.</strong></div><p>Il fenomeno di <strong>El Niño,</strong> in questa fase, può favorire flussi occidentali più organizzati nella fase precoce dell’inverno, ma la sua influenza rimane secondaria rispetto ai driver regionali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796216" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre">I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-coinciden-el-4-de-noviembre-se-producira-el-cse-mas-temprano-jamas-registrado-1793382753394_320.png" alt="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"></a></article></aside><p>Su scale di giorni-settimane come quella descritta (collasso del blocco intorno al 15 novembre), <strong>l’effetto di El Niño è quindi marginale e non determinante, contribuisce al contesto di fondo, ma non guida direttamente il cambiamento previsto dai modelli.</strong></p><h2><strong>Quali scenari si aprirebbero per l’Italia?</strong></h2><p>Per l’Italia questo scenario apre prospettive concrete di un tempo sensibilmente più dinamico e piovoso, <strong>soprattutto sulle regioni del Nord e sulla fascia tirrenica.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre-1793631154602.jpg" data-image="7ygnvw95ngfy" alt="Anomalie temperature." title="Anomalie temperature."><figcaption>Le temperature sotto media di questi giorni saranno sostituite da valori sopra le medie di stagione, con il ritorno del flusso atlantico.</figcaption></figure><p>Le perturbazioni atlantiche, spinte dal flusso ondulato e sostenute da una <strong>NAO orientata verso una neutralità più positiva,</strong> troveranno maggiori possibilità di influenzare queste zone, determinando un aumento delle precipitazioni e una maggiore variabilità atmosferica rispetto alla fase di blocco attuale. </p><p>Non si tratterà di un ritorno improvviso a condizioni pienamente invernali, <strong>ma di una transizione verso un regime più tipicamente autunnale,</strong> con piogge più diffuse e organizzate, in particolare al Nord e sul versante tirrenico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796244" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia.html" title="Luca Lombroso: 'il getto polare aggira l'Europa', ecco gli effetti in Italia questa settimana">Luca Lombroso: "il getto polare aggira l'Europa", ecco gli effetti in Italia questa settimana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia.html" title="Luca Lombroso: 'il getto polare aggira l'Europa', ecco gli effetti in Italia questa settimana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia-1793605980140_320.jpg" alt="Luca Lombroso: 'il getto polare aggira l'Europa', ecco gli effetti in Italia questa settimana"></a></article></aside><p>Il cambiamento non avverrà in modo brusco né definitivo in un solo giorno. Il collasso dei sistemi di blocco previsti dal modello <strong>ECMWF </strong>a partire dalla metà del mese, unito alla graduale evoluzione della <strong>NAO</strong> verso una neutralità più positiva, rappresenta però un segnale chiaro di evoluzione verso una circolazione atmosferica più dinamica e aperta alle influenze atlantiche.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Far aggiustare dispositivi elettronici conviene: cosa prevede il Diritto alla Riparazione che protegge anche l'ambiente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 15:53:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Sono in vigore le nuove regole del Diritto alla Riparazione che invita i consumatori ad aggiustare smartphone ed elettrodomestici invece che comprarne di nuovi. Ecco quali sono le novità per risparmiare e ridurre l’impatto ambientale </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente-1793298856453.jpg" data-image="0afx8qndwy8w" alt="Diritto alla riparazione" title="Diritto alla riparazione"><figcaption>Il Diritto alla Riparazione facilita i consumatori che non vogliono comprare dispositivi nuovi e preferiscono far riparare quelli ancora utilizzabili</figcaption></figure><p>Il <strong>22 ottobre 2026</strong> è entrata in vigore la legge sul Diritto alla Riparazione. La modifica al <strong>Codice del Consumo</strong> introduce per chi vende apparecchiature elettroniche ed elettrodomestici <strong>l’obbligo di riparazione</strong> di alcuni articoli, anche <strong>al di fuori della garanzia</strong>, o <strong>l’estensione </strong>di essa entro certi limiti.</p><p><strong>L’obsolescenza programmata</strong> che per anni ha obbligato le persone a comprare nuovi telefoni, TV, PC e così via, ha gravato sia sulle tasche degli acquirenti, che sul settore delle riparazioni, che sull'ambiete. Lo scopo quindi è <strong>ridurre gli sprechi</strong>. </p><p>Scopriamo cosa cambia adesso.</p><h2>Come funziona l'estenzione della garanzia </h2><p>Per invitare i consumatori a scegliere di far aggiustare un oggetto invece di comprarlo nuovo, la normativa prevede una <strong>estensione della garanzia</strong> che elimini il rischio di ritrovarsi nuovamente senza copertura poco dopo la riparazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente-1793299020174.jpg" data-image="hr5pr2qgo7hc" alt="gas serra" title="gas serra"><figcaption>Gas serra immessi nell'atmosfera: l'obsolescenza programmata ha un costo ambientale enorme</figcaption></figure><p>Ad esempio, se si sceglie di far riparare uno smartphone, la garanzia si estende di altri <strong>12 mesi</strong> dalla data della riparazione, ma solo <strong>per una volta</strong>.</p><p>Questa regola vale per gli acquisti effettuati a partire dal <strong>31 luglio 2026</strong> e va chiesta al negozio, fisico o on line, dove l’oggetto è stato comprato.</p><p>Il rinnovo <strong>non avviene</strong> se la riparazione si richiede a garanzia già <strong>scaduta</strong>. In questo caso si può comunque scegliere la riparazione, che produttori e venditori sono tenuti a effettuare in <strong>tempi brevi e costi ragionevoli</strong>.</p><h2>Nuove regole per la riparazione fuori garanzia </h2><p>Tra le novità più importanti c’è proprio quello che avviene a garanzia scaduta. Anche in questo caso è possibile chiedere ai produttori la riparazione di un dispositivo, che deve avvenire <strong>gratuitamente </strong>o a costi ragionevoli, in tempi rapidi. </p><p>I pezzi di ricambio devono avere un prezzo tale da non spingere le persone a preferire di acquistare un oggetto nuovo e soprattutto devono restare <strong>disponibili </strong>sul mercato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="745160" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-riciclaggio-dei-metalli-non-e-piu-un-opzione-e-diventato-una-priorita-globale-avvertono-gli-scienziati.html" title="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati">"Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale", avvertono gli scienziati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-riciclaggio-dei-metalli-non-e-piu-un-opzione-e-diventato-una-priorita-globale-avvertono-gli-scienziati.html" title="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/a-reciclagem-de-metais-deixou-de-ser-uma-opcao-passou-a-ser-uma-prioridade-global-alertam-os-cientistas-1765996282504_320.jpg" alt="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati"></a></article></aside><p>Per elettrodomestici come lavatrici e lavastovliglie, ad esempio, le parti di ricambio non possono essere ritirate dalla vendita per almeno <strong>dieci anni</strong> a partire dall’immissione sul mercato dell’ultima unità del modello. Per smartphone e tablet, il periodo è di <strong>sette anni.</strong></p><p>In ogni caso tutte le <strong>informazioni </strong>su come richiedere una riparazione e su come funziona la garanzia devono essere chiare, pubbliche e facilmente reperibili sui manuali o sui siti del prodotto stesso.</p><h2>Cosa si intende per "costo ragionevole"</h2><p>La definizione di "costo ragionevole" è vaga perché non esiste un tetto massimo al costo delle riparazioni ma l’utente finale può contestare un prezzo <strong>ingiustificabile </strong>e pretendere un preventivo dettagliato. Anche l'AGCM può intervenire se nascono controversie.</p><p>Per <strong>gennaio 2028</strong>, poi, è prevista la nascita di una <strong>piattaforma europea</strong> per i singoli paesi, dove i consumatori possono cercare chi ripara un prodotto nella propria città, confrontare le modalità, i costi e i tempi medi, che però vanno valutati in dettaglio di caso in caso. Quindi non si tratterà di un vero e proprio listino ma più che altro di una <strong>stima</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795418" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica.html" title="Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica">Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica.html" title="Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica-1793112428007_320.jpg" alt="Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica"></a></article></aside><p>Ad ogni modo un produttore non può impedire ai consumatori di far riparare un elettrodomestico a un costo più contenuto. Questo vuol dire che il Diritto alla Riparazione prevede che sia sempre possibile utilizzare <strong>parti di ricambio</strong> <strong>compatibili o usate</strong>, purché ciò avvenga in sicurezza e senza violare la proprietà intellettuale.</p><h2>Cosa succede se la riparazione non è possibile</h2><p>La riparazione non è oggettivamente possibile in tutti i casi, quindi il venditore non è obbligato a prescindere ad occuparsene.</p><p>In questo caso al consumatore può essere offerta una <strong>sostituzione </strong>con un prodotto <strong>ricondizionato </strong>a un costo contenuto. In alternativa il venditore può mettere a disposizione un prodotto <strong>sostitutivo temporaneo</strong>, per la durata della riparazione, gratuitamente o, ancora una volta, a un costo ragionevole. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="684731" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/finalmente-una-buona-notizia-record-storico-nell-utilizzo-di-materiali-riciclati-nell-unione-europea.html" title="Finalmente una buona notizia: record storico nell'utilizzo di materiali riciclati nell'Unione Europea, Italia seconda">Finalmente una buona notizia: record storico nell'utilizzo di materiali riciclati nell'Unione Europea, Italia seconda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/finalmente-una-buona-notizia-record-storico-nell-utilizzo-di-materiali-riciclati-nell-unione-europea.html" title="Finalmente una buona notizia: record storico nell'utilizzo di materiali riciclati nell'Unione Europea, Italia seconda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/por-fin-una-buena-noticia-record-historico-en-el-uso-de-materiales-reciclados-en-la-union-europea-1732436714584_320.jpeg" alt="Finalmente una buona notizia: record storico nell'utilizzo di materiali riciclati nell'Unione Europea, Italia seconda"></a></article></aside><p>Ricevere un prodotto sostitutivo e temporaneo, però, è un servizio aggiuntivo, che il venditore può <strong>scegliere </strong>di offrire, ma non è tenuto a farlo. Vale a dire che non è un diritto garantito del consumatore.</p><h2>I benefici per ambiente ed economia secondo la stima UE </h2><p>A pochi giorni dall’entrata in vigore della legge sul Diritto alla Riparazione non si può naturalmente notare ancora nessun beneficio, ma la Commissione Europea ha realizzato una stima per i prossimi <strong>quindici anni</strong>, per valutarne l’impatto sull’ambiente e sull’economia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente-1793298943802.jpg" data-image="y89fremex0bx" alt="rifiuti elettronici" title="rifiuti elettronici"><figcaption>Un punto di raccolta per il riciclo dei dispositivi elettronici usati</figcaption></figure><p>L’obsolescenza programmata e la scarsa convenienza nelle riparazioni che hanno spinto le persone a eliminare i dispositivi invece di ripararli, costano all'anno 35 milioni di tonnellate di rifiuti, 30 milioni di tonnellate di materie prime e altre risorse, più 261 milioni di tonnellate di emissioni espresse in CO₂ equivalente, cioè nell’unità di misura per l'impatto delle emissioni di vari gas serra sul riscaldamento globale.</p><div class="texto-destacado">Il risparmio annuo sarà di 1,23 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, 120.000 tonnellate di materiali e 200.000 tonnellate di rifiuti.</div><p>Dal punto di vista <strong>economico</strong>, invece, i <strong>consumatori </strong>risparmieranno 11,7 miliardi di euro all'anno evitando l'acquisto forzato di oggetti nuovi. Anche il settore delle <strong>riparazioni </strong>e della <strong>rigenerazione </strong>vedrà una crescita di <strong>320 milioni di euro all'anno</strong> in investimenti e sviluppo economico.</p><ul></ul><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Riccardo%20Liguori" data-year="2026" data-title="Diritto%20alla%20riparazione%20in%20vigore%20dal%2022%20ottobre%3A%20ti%20spiego%20le%20nuove%20regole%20per%20smartphone%20ed%20elettrodomestici" data-url="https%3A%2F%2Fwww.greenme.it%2Fesg%2Feconomia-circolare%2Fdiritto-alla-riparazione-in-vigore-dal-22-ottobre-ti-spiego-le-nuove-regole-per-smartphone-ed-elettrodomestici%2F">Riccardo Liguori. (2026). <a href="https://www.greenme.it/esg/economia-circolare/diritto-alla-riparazione-in-vigore-dal-22-ottobre-ti-spiego-le-nuove-regole-per-smartphone-ed-elettrodomestici/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Diritto alla riparazione in vigore dal 22 ottobre: ti spiego le nuove regole per smartphone ed elettrodomestici</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Notte stellata di Van Gogh: secondo i ricercatori, questo celebre dipinto potrebbe raffigurare un cielo reale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/notte-stellata-di-van-gogh-secondo-i-ricercatori-questo-celebre-dipinto-potrebbe-raffigurare-un-cielo-reale.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 14:45:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>A oltre un secolo dalla sua creazione, "La notte stellata" di Van Gogh continua ad affascinare gli studiosi. Uno studio sudcoreano fornisce nuovi indizi sul cielo che avrebbe ispirato il pittore nel luglio del 1889, ipotizzando una corrispondenza tra le stelle raffigurate e un ammasso stellare reale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nuit-etoilee-de-van-gogh-ce-tableau-celebre-pourrait-representer-un-ciel-reel-d-apres-les-chercheurs-1793119270011.jpeg" data-image="5lbwx8w79bsh" alt="Nuit étoilée" title="Nuit étoilée"><figcaption>La notte stellata è uno dei quadri più noti di Van Gogh. Secondo un recente studio, l'artista potrebbe essersi ispirato a una vera notte d'estate durante il suo soggiorno in Provenza.</figcaption></figure><p>Alcune delle più grandi opere d’arte della storia continuano <strong>a svelare i propri segreti</strong>, talvolta a diversi secoli dalla loro creazione.</p><p>È il caso della celebre <em>Notte stellata</em> di Vincent van Gogh. Alcuni ricercatori sudcoreani ritengono oggi di aver svelato un mistero che circonda questo dipinto da decenni: il cielo vorticoso rappresentato dal pittore potrebbe essere <strong>molto più vicino alla realtà di quanto si pensasse</strong>.</p><h2>Un dipinto molto studiato</h2><p>Dipinta nel 1889, <em>La notte stellata</em> è oggi una delle opere più celebri di Van Gogh. Il quadro rappresenta <strong>un villaggio provenzale dominato da un cielo notturno particolarmente espressivo</strong>, nel quale le stelle e la Luna sono circondate da ampie forme circolari. In primo piano si innalza anche un grande cipresso, che accentua il contrasto tra il paesaggio e questa volta celeste così particolare.</p><div class="texto-destacado">Durante la realizzazione del dipinto, il pittore soggiornava a Saint-Rémy-de-Provence, dove si era fatto ricoverare in una struttura psichiatrica. Questa situazione non gli impediva tuttavia di proseguire il proprio lavoro artistico e di realizzare diverse opere importanti, tra cui La notte stellata. Il cielo vorticoso rappresentato nel quadro incuriosisce infatti ricercatori e storici da decenni. </div><p>Nel 2008, per esempio, alcuni fisici hanno scoperto <strong>somiglianze tra le forme rappresentate da Van Gogh e la turbolenza di Kolmogorov</strong>, un fenomeno che si riscontra, tra l’altro, nei movimenti dell’aria nell’atmosfera. Nel 2024, altri ricercatori hanno esaminato quest’opera, mostrando che i vortici dipinti dall’artista seguivano schemi matematici simili a quelli osservati in alcuni fenomeni naturali. </p><p>Queste somiglianze con fenomeni fisici non permettono tuttavia di stabilire se Van Gogh si sia ispirato a un cielo realmente osservato o se abbia disposto gli astri secondo la propria immaginazione. Mentre alcuni ritenevano che il pittore avesse rappresentato una vera volta celeste, altri privilegiavano <strong>un’interpretazione più artistica</strong>. </p><h2>Una notte reale ha ispirato Van Gogh?</h2><p>Secondo uno studio recentemente pubblicato sulla rivista <em>Scientific Reports</em>, un gruppo di astronomi dell’Università Kyung Hee, in Corea del Sud, avrebbe trovato indizi utili a rispondere a questa domanda. A questo scopo, nel 2019 gli scienziati si sono recati due volte a<strong> Saint-Rémy-de-Provence</strong> per studiare i luoghi che ispirarono il pittore alla fine del XIX secolo.</p><p>I ricercatori hanno poi analizzato gli elementi del paesaggio visibili nelle opere di Van Gogh, in particolare edifici, ponti e rilievi, per determinare l’angolo di osservazione adottato dall’artista. A partire da queste osservazioni, hanno ricostruito, grazie a <strong>simulazioni astronomiche</strong>, l’aspetto del cielo sopra la località provenzale nel 1889.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Le notti di Van Gogh: 3 notti, 3 mondi diversi. Non dipingeva soltanto ciò che vedeva. Dipingeva le emozioni che la notte gli suscitava. Un caffè ad Arles. Un cielo pieno di stelle. Le luci del Rodano sull’acqua. Quale ti ispira di più? https://t.co/huVSxzD7oQ</p>— Impressions (@impression_ists) <a href="https://x.com/impression_ists/status/2114769984669000066?ref_src=twsrc%5Etfw">26 ottobre 2026</a></blockquote></figure><p>Questo metodo ha permesso di delimitare la porzione di cielo rappresentata nel dipinto e di restringere la ricerca ai periodi in cui la posizione degli astri poteva corrispondere a quella dipinta da Van Gogh. Gli scienziati hanno in particolare <strong>studiato le albe di giugno e luglio</strong>, quando la disposizione della Luna e di Venere era compatibile con quella osservata sulla tela.</p><p>Le loro analisi hanno infine permesso di identificare un ammasso stellare la cui disposizione corrisponde a quella rappresentata nella <em>Notte stellata</em>:<strong> le Iadi</strong>, situate nella costellazione del Toro. Secondo i ricercatori, questa configurazione celeste corrisponderebbe a <strong>quella visibile all’alba del 22 luglio 1889</strong>, offrendo così finalmente una pista concreta sul cielo che avrebbe realmente ispirato il pittore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="468412" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-piccola-era-glaciale-nella-pittura-europea.html" title="La piccola era glaciale nella pittura europea">La piccola era glaciale nella pittura europea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-piccola-era-glaciale-nella-pittura-europea.html" title="La piccola era glaciale nella pittura europea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-pequena-edad-de-hielo-en-la-pintura-europea-1674937502609_320.jpg" alt="La piccola era glaciale nella pittura europea"></a></article></aside><p>Questa data solleva tuttavia un interrogativo, poiché La notte stellata viene generalmente datata almeno al giugno 1889. Per spiegare questo scarto di diverse settimane, gli autori dello studio avanzano l’ipotesi che Van Gogh abbia <strong>combinato sulla stessa tela osservazioni effettuate in date diverse</strong>. Un’ipotesi comunque coerente con il<strong> postimpressionismo</strong>, un movimento nel quale i pittori cercano meno di riprodurre fedelmente la realtà che di rappresentarla secondo la propria sensibilità.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte dell’articolo</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Camille%20Coirault" data-year="2026" data-title="Le%20tableau%20La%20Nuit%20%C3%A9toil%C3%A9e%20de%20Van%20Gogh%20cachait%20un%20secret%20depuis%20plus%20d%E2%80%99un%20si%C3%A8cle%20%3A%20des%20scientifiques%20viennent%20de%20le%20percer" data-url="https%3A%2F%2Fwww.presse-citron.net%2Ftableau-nuit-etoilee-van-gogh-cachait-secret-depuis-dun-siecle-scientifiques-viennent-percer%2F">Camille Coirault. (2026). <a href="https://www.presse-citron.net/tableau-nuit-etoilee-van-gogh-cachait-secret-depuis-dun-siecle-scientifiques-viennent-percer/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il dipinto La notte stellata di Van Gogh nascondeva un segreto da oltre un secolo: gli scienziati lo hanno appena svelato</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/notte-stellata-di-van-gogh-secondo-i-ricercatori-questo-celebre-dipinto-potrebbe-raffigurare-un-cielo-reale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>