<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Sat, 03 Oct 2026 14:20:16 +0000</lastBuildDate><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 14:20:16 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[In arrivo sulla Spagna una goccia fredda che porterà nuovi forti temporali: alluvioni lampo nelle ultime ore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/in-arrivo-sulla-spagna-la-goccia-fredda-che-portera-nuovi-forti-temporali-alluvioni-lampo-nelle-ultime-ore.html</link><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 14:09:26 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Questa domenica, una DANA (depressione isolata ad alta quota) si formerà vicino alla Spagna continentale, causando la propagazione di temporali in più regioni: in alcune zone saranno intensi e lasceranno dietro di sé fenomeni avversi.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbgtw1i"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbgtw1i.jpg" id="xbgtw1i"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Nelle ultime ore si sono verificati veri e propri nubifragi nelle regioni spagnole del versante mediterraneo</strong>, con immagini molto impressionanti che arrivano da Los Alcázares (Regione di Murcia), dove secondo la rete AMETSE ieri sono caduti oltre 220mm, e da <strong>Madrigueras (Albacete), con le strade trasformate in impetuosi torrenti dopo un intenso temporale</strong>. </p><p>Un violento temporale ha causato gravi inondazioni a Madrigueras, nella provincia spagnola di Albacete, <strong>in Castiglia-La Mancia, provocando un morto e immagini scioccanti di strade allagate</strong>, forti correnti d'acqua e fango e veicoli travolti dalla piena.</p><p>E l’instabilità continuerà ancora per alcuni giorni, quindi sarà necessario tenere l’ombrello a portata di mano in vaste zone della Spagna.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Che cos’è una DANA?</strong><br>Nota anche come «goccia fredda», è una depressione isolata alle quote alte della troposfera che si è completamente separata dalla corrente a getto polare. Le DANA sono accompagnate da un nucleo di aria fredda al di sopra dei 5000 metri e il termine non deve essere utilizzato come sinonimo di piogge torrenziali. </div><p><strong>Fino a oggi, questo episodio non ha avuto origine da una dana né da una perturbazione. </strong>Anzi, al suolo prevalgono le alte pressioni, sebbene con un flusso molto marcato da est dovuto alla posizione del blocco sull’Europa centrale. </p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xbgs3yq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbgs3yq.jpg" id="xbgs3yq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questo, insieme a<strong> un Mediterraneo ancora a 26-27 ºC e alla presenza di aria relativamente fredda in quota, ha creato una combinazione ideale</strong> per dar luogo a piogge e temporali molto intensi.</p><h2>Domani la DANA si sgancerà nelle vicinanze della Spagna</h2><p><strong>Domani la situazione cambierà</strong>.<strong> Per il momento, oggi sabato la Penisola Iberica e le Baleari saranno interessate da numerosi rovesci e temporali, alcuni forti o molto forti</strong>, in grado di provocare nuove improvvise piene di torrenti e fiumi. Sono previsti anche fenomeni avversi come grandine o forti raffiche di vento. Questa nuova fase di instabilità sarà associata a una saccatura che scenderà sulla verticale della parte occidentale della Penisola.</p><div class="texto-destacado"><strong>E in Italia? </strong><br>Al momento sull'Italia domina l'alta pressione e una situazione di generale stabilità, con temperature sopra la media del periodo e prossime ai 30°C al Centro-Sud. Aumenta però la probabilità di instabilità già dall'inizio della prossima settimana. Martedì 6 potrebbero tornare i temporali al Centro, e il maltempo potrebbe generalizzarsi nei giorni a seguire. </div><p><strong>Domani la saccatura finirà per staccarsi, dando così origine a una dana che si posizionerà n</strong><strong>elle vicinanze del settore ovest-nord-ovest della Penisola</strong>. </p><p>Ricordiamo che una dana, o «goccia fredda», non è sinonimo di pioggia torrenziale e che non tutte le precipitazioni estreme sono causate da una dana, come abbiamo appena visto negli ultimi giorni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/se-aproxima-a-toda-velocidad-la-dana-que-extendera-las-lluvias-y-las-tormentas-fuertes-por-espana-1790975142452.jpg" data-image="w99x5s46x48g"><figcaption>La dana si posizionerà di fronte al settore ovest-nord-ovest della Penisola, come mostra la mappa con il vento previsto a circa 9000 metri di quota.</figcaption></figure><p>Le mappe indicano che domani <strong>i rovesci temporaleschi torneranno a interessare gran parte del territorio, con maggiore intensità in Estremadura, Castiglia-La Mancia, nord della Galizia</strong>, versante cantabrico, area della Cordigliera Iberica, Catalogna e Baleari. Anche questa volta si registreranno accumuli significativi in poco tempo (in linea di massima non più della stessa entità di quelli degli ultimi giorni), con probabili allagamenti improvvisi, grandinate e qualche forte raffica di vento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791554" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm.html" title="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia">L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm.html" title="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm-1790940850292_320.jpeg" alt="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia"></a></article></aside><p>In altre parole, la presenza della dana estenderà i temporali, che saranno meno probabili sul litorale sud-orientale, nel sud dell’Andalusia e nelle zone occidentali di Castiglia e León e della depressione dell’Ebro. <strong>Lunedì, a causa della posizione della massa di aria fredda in quota, le cellule più attive e intense si concentreranno nelle aree interne,</strong> in particolare in Estremadura, Castiglia-La Mancia, Comunità di Madrid e Teruel.</p><h2>Martedì la dana sarà riassorbita da una saccatura, ma l’instabilità in Spagna continuerà</h2><p><strong>La posizione finale della dana presenta una certa incertezza e le previsioni possono quindi ancora cambiare, </strong>soprattutto per quanto riguarda la localizzazione delle precipitazioni più abbondanti. Le condizioni saranno ideali per la formazione di qualche sistema convettivo o supercella, strutture capaci di provocare fenomeni di maltempo nelle aree interessate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/se-aproxima-a-toda-velocidad-la-dana-que-extendera-las-lluvias-y-las-tormentas-fuertes-por-espana-1790975215319.jpg" data-image="3fdavkfwe7y2"><figcaption>Domani i temporali saranno nuovamente intensi, ma estremamente irregolari a causa della presenza della dana.</figcaption></figure><p><strong>A partire da martedì la dana sarà riassorbita da una nuova saccatura che rimarrà per alcuni giorni sulla nostra area</strong>. La rimonta dell’anticiclone potrebbe favorire il distacco di una nuova depressione in quota, che si sposterebbe rapidamente verso il nord-ovest del Marocco, ma i modelli mostrano ancora diversi scenari per quanto riguarda la sua evoluzione. Una cosa è chiara: ottobre è iniziato con un importante cambiamento nella circolazione atmosferica.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/in-arrivo-sulla-spagna-la-goccia-fredda-che-portera-nuovi-forti-temporali-alluvioni-lampo-nelle-ultime-ore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il tuo pothos produce liane senza foglie? Cause e rimedi per farlo tornare folto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto.html</link><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 13:29:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Pothos con fusti lunghi e quasi privi di foglie: la luce insufficiente può causare l'eziolatura, ma alcuni semplici accorgimenti aiutano a farlo tornare folto e rigoglioso come al momento dell'acquisto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929325162.jpeg" data-image="l96f33uvisrd"><figcaption>Il tuo pothos produce liane senza foglie? Cause e rimedi per farlo tornare folto</figcaption></figure><p><strong>Al momento dell'acquisto è un cespuglio lussureggiante, pronto a decorare qualsiasi angolo di casa</strong>. Con il tempo, però, il pothos produce lunghi fusti privi (o quasi) di foglie, perdendo progressivamente il suo aspetto folto. Nella maggior parte dei casi non si tratta di una malattia, ma di una risposta alla scarsa disponibilità di luce.</p><h2>Quando il pothos si allunga troppo: le cause</h2><p><strong>Il fenomeno prende il nome di eziolatura e si verifica quando una pianta cresce in condizioni di illuminazione insufficiente</strong>. Nel pothos, la carenza di luce provoca un allungamento degli internodi, con foglie progressivamente più rade. A questa condizione si aggiunge la naturale tendenza di questa pianta ad allungare indefinitamente i suoi fusti, che possono avere un comportamento ricadente o rampicante a seconda di come vengono coltivati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929422511.jpeg" data-image="tq9scyran0rn"><figcaption>Pothos ricadente</figcaption></figure><p>Il pothos tende a ricadere quando viene lasciato pendere da una mensola, mentre può arrampicarsi quando viene fatto crescere su appositi tutori muschiati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929351619.jpeg" data-image="69ogfoq4g3sc"><figcaption>Pothos rampicante</figcaption></figure><p> </p><p>Ricadente o rampicante, l'aspetto estetico della pianta cambia sensibilmente in base alla quantità e alla qualità della luce disponibile.</p><h2>3 rimedi semplici ed efficaci</h2><p><strong> Una volta individuata la causa, è possibile intervenire per migliorare le condizioni di crescita del pothos e accompagnarlo nella formazione di una nuova chioma</strong>. I risultati in genere sono positivi, poiché la pianta non sta facendo i conti con una vera e propria malattia, ma con condizioni di crescita non ottimali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787987" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piu-resistente-del-pothos-e-molto-piu-elegante-la-pianta-da-interno-di-tendenza.html" title="Più resistente del pothos e molto più elegante: la pianta da interno di tendenza">Più resistente del pothos e molto più elegante: la pianta da interno di tendenza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piu-resistente-del-pothos-e-molto-piu-elegante-la-pianta-da-interno-di-tendenza.html" title="Più resistente del pothos e molto più elegante: la pianta da interno di tendenza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mas-resistente-que-el-potus-y-mucho-mas-elegante-la-planta-de-interior-que-es-tendencia-1788785292741_320.jpg" alt="Più resistente del pothos e molto più elegante: la pianta da interno di tendenza"></a></article></aside><p>Ecco i principali accorgimenti da mettere in pratica. </p><h3> 1. Luce</h3><ol></ol><p><strong>Il pothos va spostato in un ambiente luminoso, preferibilmente vicino a una finestra, evitando però il sole diretto</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929453895.jpeg" data-image="jzu7makff39f"><figcaption>L'importanza della luce</figcaption></figure><p>È il primo intervento da mettere in pratica per favorire lo sviluppo di nuovi germogli ricchi di foglie. </p><h3>2. Potatura </h3><p><strong>I fusti troppo lunghi e spogli possono essere accorciati con un primo intervento di potatura, preferibilmente in primavera, quando la pianta riprende più attivamente la crescita, così da migliorare l'aspetto della pianta e favorire lo sviluppo di nuovi getti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929493464.jpeg" data-image="zc1vj70zq0v9"><figcaption>L'importanza della potatura</figcaption></figure><p>In seguito, una potatura regolare dei nuovi getti consente di mantenere una chioma fitta e un portamento più cespuglioso. Inoltre, le porzioni sane ottenute dalla potatura possono essere facilmente utilizzate come talee per infoltire alla base la pianta madre o per dare vita a nuove piante. </p><h3>3. Concimazione</h3><p><strong>Durante il periodo di crescita, è possibile concimare circa una volta al mese con un fertilizzante liquido per piante verdi, diluito nell'acqua di annaffiatura secondo le dosi indicate in etichetta</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929512768.jpeg" data-image="ydlv6mled48u"><figcaption>L'importanza della concimazione</figcaption></figure><p>Una concimazione equilibrata sostiene lo sviluppo della chioma, ma non può compensare un'illuminazione insufficiente. </p><h3> Altri accorgimenti utili</h3><p><strong>Per mantenere il pothos in buone condizioni è importante anche evitare temperature inferiori a 10-12 °C e annaffiare con moderazione, lasciando asciugare parzialmente il substrato tra un intervento e l'altro</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929536399.jpeg" data-image="ni6cyqb6nnph"><figcaption>La casa offre al pothos un ambiente protetto dove la temperatura non scenda mai sotto i 10-12 °C</figcaption></figure><p>Nei periodi più secchi, inoltre, si possono nebulizzare le foglie con acqua a temperatura ambiente per aumentare temporaneamente l'umidità intorno alla pianta.</p><h2> Il segreto per un pothos rigoglioso </h2><p><strong> Mantenere verdi, folte e ornamentali le piante d'appartamento anche a distanza di tempo dal loro acquisto è una delle sfide più comuni per chi sceglie di coltivarle in casa</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753971" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-tuo-pothos-non-cresce-4-fertilizzanti-casalinghi-che-funzionano-davvero.html" title="Il tuo pothos non cresce? 4 fertilizzanti casalinghi che funzionano davvero">Il tuo pothos non cresce? 4 fertilizzanti casalinghi che funzionano davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-tuo-pothos-non-cresce-4-fertilizzanti-casalinghi-che-funzionano-davvero.html" title="Il tuo pothos non cresce? 4 fertilizzanti casalinghi che funzionano davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cuatro-maneras-simples-de-preparar-abono-casero-para-que-tu-potus-crezca-fuerte-y-vigoroso-1768218254404_320.jpg" alt="Il tuo pothos non cresce? 4 fertilizzanti casalinghi che funzionano davvero"></a></article></aside><p>Offrire loro condizioni ambientali il più possibile compatibili con le esigenze della specie è fondamentale per favorirne una crescita sana e rigogliosa. Per il pothos, in particolare, la luce è vita.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Se ami la pioggia, questi cinque paesi in cui piove quasi tutto l'anno ti affascineranno completamente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/se-ami-la-pioggia-questi-cinque-paesi-in-cui-piove-quasi-tutto-l-anno-ti-affascineranno-completamente.html</link><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 10:15:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Questa risorsa vitale sostiene la vita e contribuisce a regolare la temperatura del pianeta. Se ami la pioggia, in questi paesi puoi godertela praticamente tutto l'anno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-eres-amante-de-las-lluvias-estos-5-paises-donde-llueve-casi-todo-el-ano-te-fascinaran-por-completo-1790624090585.jpg" data-image="4n381iqk670o" alt="Questo fenomeno meteorologico è ciò che guida in modo significativo la vita sul pianeta." title="Questo fenomeno meteorologico è ciò che guida in modo significativo la vita sul pianeta."><figcaption>Questo fenomeno meteorologico è ciò che guida in modo significativo la vita sul pianeta.</figcaption></figure><p><strong>Considerata il motore del ciclo idrologico, la pioggia è una risorsa vitale che sostiene la vita sulla Terra.</strong> Tra i suoi importanti benefici ci sono la regolazione delle temperature, la purificazione dell’ambiente e un importante contributo al benessere umano e ambientale.</p><p><strong>Oltre ad alimentare e ripristinare le riserve di fiumi, laghi, lagune e bacini, l’acqua piovana si infiltra nel terreno ricaricando le falde acquifere</strong>; inoltre, attenua gli effetti delle isole di calore negli spazi urbani, rinfrescando l’ambiente e riducendo le alte temperature.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Per chi ama la pioggia, il suo profumo è inconfondibile e contribuisce a mantenere un buonumore.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Per chi ama la pioggia, il suo profumo è inconfondibile e contribuisce a mantenere un buonumore</strong>. La pioggia, infatti, libera nell’aria ioni negativi che, ad alte concentrazioni, stimolano la produzione di serotonina, favorendo uno stato di rilassamento e benessere.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-eres-amante-de-las-lluvias-estos-5-paises-donde-llueve-casi-todo-el-ano-te-fascinaran-por-completo-1790624388986.jpg" data-image="zolw3f3glxzg" alt="Per le sue condizioni orografiche, fisiche e climatiche, la Colombia è il Paese più piovoso." title="Per le sue condizioni orografiche, fisiche e climatiche, la Colombia è il Paese più piovoso."><figcaption>Per le sue condizioni orografiche, fisiche e climatiche, la Colombia è il Paese più piovoso.</figcaption></figure><p>La pioggia contribuisce in qualche modo a ripulire l’aria; a seconda della quantità e dell’intensità, subito dopo il suo passaggio nella regione affluisce aria di qualità migliore, con un conseguente miglioramento delle condizioni atmosferiche. <strong>Se ti piace guardare la pioggia e bagnarti, ecco i cinque Paesi in cui piove praticamente durante tutto l’anno</strong>.</p><h2>1. Colombia</h2><p>Secondo i dati climatologici, la Colombia è in cima alla classifica mondiale dei Paesi in cui <strong>le precipitazioni si verificano praticamente durante tutto l’anno, con una media di 3.240 millimetri annui</strong>. La sua posizione tropicale e la convergenza di venti umidi favoriscono questa caratteristica.</p><p>Sebbene i principali periodi in cui le precipitazioni sono più frequenti e intense siano due, da aprile a giugno e da settembre a novembre, <strong>la regione del Pacifico presenta livelli estremi e costanti di pioggia durante tutto l’anno</strong>; nella regione caraibica, invece, le precipitazioni sono più brevi e variabili.</p><h3>2. São Tomé e Príncipe</h3><p><strong>Situato molto vicino all’Equatore e caratterizzato da alte montagne che intercettano i venti umidi provenienti dal mare</strong>, São Tomé e Príncipe è una piccola nazione insulare africana situata nel Golfo di Guinea, in una zona molto calda dove l’acqua evapora rapidamente, favorendo la formazione di nuvole praticamente ogni giorno dell’anno.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>São Tomé e Príncipe è una piccola nazione insulare africana situata nel Golfo di Guinea, in una zona molto calda dove l’acqua evapora rapidamente, favorendo la formazione di nuvole praticamente ogni giorno dell’anno.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I venti umidi si concentrano sulle alte cime montuose, come il Pico de São Tomé. Questo favorisce l’accumulo di umidità e precipitazioni intense. <strong>La piccola nazione insulare africana registra circa 3.200 millimetri di pioggia durante l’anno</strong>. La temperatura media raggiunge i 27 °C nelle zone costiere e l’umidità dell’aria arriva all’80%.</p><h2>3. Papua Nuova Guinea</h2><p><strong>È uno dei Paesi meno esplorati dal punto di vista culturale e geografico dalla comunità scientifica</strong>; molte delle sue specie di flora e fauna devono ancora essere scoperte. Si trova in Melanesia, nel Pacifico sud-occidentale, immediatamente a nord dell’Australia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-eres-amante-de-las-lluvias-estos-5-paises-donde-llueve-casi-todo-el-ano-te-fascinaran-por-completo-1790624601310.jpg" data-image="89i1kg8fuejk" alt="Con il suo impressionante Canale, anche a Panama piove per buona parte dell’anno." title="Con il suo impressionante Canale, anche a Panama piove per buona parte dell’anno."><figcaption>Con il suo impressionante Canale, anche a Panama piove per buona parte dell’anno.</figcaption></figure><p><strong>Fa parte dell’Oceania e registra una media di oltre 3.000 millimetri di pioggia all’anno</strong>. Le sue imponenti e alte catene montuose fanno sì che i venti carichi di umidità, incontrandole, condensino formando nubi orografiche e provocando piogge torrenziali; inoltre, il nord del Paese è influenzato dalla Zona di convergenza intertropicale, che apporta umidità per buona parte dell’anno.</p><h3>4. Isole Salomone</h3><p>In questo arcipelago situato nel Pacifico sud-occidentale, vicino alla zona equatoriale e tropicale, <strong>affluiscono correnti umide che trasportano nuvolosità e abbondanti precipitazioni</strong>. L’area è inoltre interessata dagli alisei di sud-est, che favoriscono la formazione di nubi orografiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789871" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-viaggiare-in-europa-nel-2027-ecco-4-destinazioni-di-nicchia-per-evitare-il-sovraffollamento-turistico.html" title="Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico">Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-viaggiare-in-europa-nel-2027-ecco-4-destinazioni-di-nicchia-per-evitare-il-sovraffollamento-turistico.html" title="Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ou-voyager-en-europe-en-2027-voici-4-destinations-confidentielles-pour-eviter-le-surtourisme-1789739635836_320.jpg" alt="Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico"></a></article></aside><p>L’ecosistema predominante è quello della foresta pluviale tropicale, con variazioni stagionali molto limitate durante gran parte dell’anno. <strong>Per quanto riguarda le temperature, raramente si superano i 32 °C</strong>; il clima è tropicale e le precipitazioni sono frequenti.</p><h2>5. Panama</h2><p>Questa nazione centroamericana registra una media di circa 2.928 millimetri di pioggia all’anno. <strong>Ha un clima tropicale caldo e umido, con una temperatura media superiore ai 26 °C</strong>; è uno stretto istmo montuoso attraversato dal Canale di Panama, che collega gli oceani Pacifico e Atlantico.</p><p>La costante evaporazione nella regione favorisce un’elevata umidità relativa, che contribuisce alla formazione di imponenti nubi a forte sviluppo verticale. <strong>La Cordigliera Centrale fa sì che, durante la risalita, i venti umidi si raffreddino, formando nuvolosità e intense precipitazioni di tipo orografico</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/se-ami-la-pioggia-questi-cinque-paesi-in-cui-piove-quasi-tutto-l-anno-ti-affascineranno-completamente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I nomi dei 12 pleniluni dell'anno solare: un richiamo a clima, natura, piante e tradizioni agricole]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole.html</link><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 06:41:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dal fascino senza tempo della Luna al suo legame con la natura: il ciclo lunare scandisce il tempo e le stagioni, raccontando ogni mese una storia diversa.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677438415.jpeg" data-image="u9egccdffj08"><figcaption>I nomi dei 12 pleniluni dell'anno solare: un richiamo a clima, natura, piante e tradizioni agricole</figcaption></figure><p><strong>La Luna affascina l'umanità da millenni e il suo ciclo ha accompagnato la nascita di calendari, tradizioni e pratiche agricole</strong>. Il suo influsso sulla Terra è ben documentato per fenomeni come le maree, mentre il rapporto tra fasi lunari e crescita delle piante è più complesso: la tradizione contadina ha associato a lungo luna crescente e calante a specifiche operazioni agricole, ma non ci sono prove sufficienti per considerare queste pratiche una regola agronomica.</p><p><strong>Questo profondo legame tra Luna, natura e civiltà si ritrova anche nei nomi tradizionalmente attribuiti ai pleniluni</strong>. </p><div class="texto-destacado">La Luna piena si verifica circa ogni 29,5 giorni e, sebbene il calendario possa occasionalmente contenerne 13, esiste una sequenza di 12 denominazioni di tradizione nordamericana ed europea conosciute in tutto il mondo. </div><p>I nomi possono variare localmente, ma richiamano fenomeni naturali, animali, piante e attività agricole strettamente legati a quel periodo dell'anno. </p><h2>1. Gennaio: la Luna del Lupo</h2><p><strong>La prima Luna piena dell'anno è tradizionalmente chiamata Luna del Lupo, un riferimento ai lupi e ai loro ululati nel cuore dell'inverno</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677456642.jpeg" data-image="yo37nm083wov"><figcaption>Gennaio: la Luna del Lupo</figcaption></figure><p>È conosciuta anche come Luna Vecchia o Luna del Ghiaccio. Il nome racconta un mese dominato dal freddo, dalla neve e dalla lunga pausa della vegetazione.</p><h2>2. Febbraio: la Luna della Neve</h2><p><strong>Febbraio porta la Luna della Neve, così chiamata per le abbondanti nevicate tipiche di questo periodo nelle regioni da cui provengono queste denominazioni</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677473132.jpeg" data-image="4uid4849ho58"><figcaption>Febbraio: la Luna della Neve</figcaption></figure><p>In alcune tradizioni è chiamata anche Luna della Fame, un richiamo alla difficoltà di procurarsi cibo durante l'inverno.</p><h2>3. Marzo: la Luna del Verme</h2><p><strong>Con il disgelo e l'avvicinarsi della primavera arriva la Luna del Verme</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677488077.jpeg" data-image="z6b4ozw9pl60"><figcaption>Marzo: la Luna del Verme</figcaption></figure><p>Il nome richiama la ricomparsa dei lombrichi nel terreno che si riscalda, segnale dell'imminente ripresa dell'attività biologica e della vegetazione. È quindi uno dei nomi che più chiaramente lega il ciclo lunare a quello del suolo e della natura.</p><h2>4. Aprile: la Luna Rosa</h2><p><strong>La Luna Rosa non deve il suo nome al colore che assume il nostro satellite</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677521831.jpeg" data-image="tajfh6q3wrp6"><figcaption>Aprile: la Luna Rosa</figcaption></figure><p>Il riferimento è piuttosto alla fioritura di alcune piante primaverili, in particolare il phlox selvatico, dai fiori rosa. È inoltre conosciuta in alcune tradizioni come Luna dell'Erba che germoglia o Luna dei Semi, tutti richiami alla rinascita primaverile.</p><h2>5. Maggio: la Luna dei Fiori</h2><p><strong>A maggio la natura esplode in una delle sue manifestazioni più evidenti e la Luna diventa la Luna dei Fiori</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677536103.jpeg" data-image="kmpld0lur1k3"><figcaption>Maggio: la Luna dei Fiori</figcaption></figure><p>Il nome descrive semplicemente l'abbondanza delle fioriture primaverili e testimonia quanto il calendario naturale fosse importante per orientarsi nel corso dell'anno.</p><h2>6. Giugno: la Luna delle Fragole</h2><p><strong>La Luna delle Fragole accompagna l'inizio dell'estate e la stagione di raccolta delle fragole</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677550841.jpeg" data-image="w0kwgkvs2uh8"><figcaption>Giugno: la Luna delle Fragole</figcaption></figure><p>Il nome è quindi un piccolo riferimento a una delle colture e delle raccolte caratteristiche di questo periodo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="757996" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/coltivare-l-orto-sulla-luna-si-aprono-nuove-prospettive-per-l-agricoltura-spaziale.html" title="Coltivare l'orto sulla Luna: si aprono nuove prospettive per l'agricoltura spaziale">Coltivare l'orto sulla Luna: si aprono nuove prospettive per l'agricoltura spaziale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/coltivare-l-orto-sulla-luna-si-aprono-nuove-prospettive-per-l-agricoltura-spaziale.html" title="Coltivare l'orto sulla Luna: si aprono nuove prospettive per l'agricoltura spaziale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/coltivare-l-orto-sulla-luna-si-aprono-nuove-prospettive-per-l-agricoltura-spaziale-1773053392552_320.jpg" alt="Coltivare l'orto sulla Luna: si aprono nuove prospettive per l'agricoltura spaziale"></a></article></aside><p>In altre tradizioni la stessa Luna può essere associata alle rose o al miele.</p><h2>7. Luglio: la Luna del Cervo</h2><p><strong>A luglio troviamo la Luna del Cervo, legata alla crescita dei nuovi palchi dei cervi maschi, che proprio in estate attraversano una fase di rapido sviluppo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677568113.jpeg" data-image="hjbrp5by9aou"><figcaption>Luglio: la Luna del Cervo</figcaption></figure><p>È un esempio di come i nomi lunari non raccontino soltanto il mondo vegetale e agricolo, ma anche i cicli degli animali.</p><h2>8. Agosto: la Luna dello Storione</h2><p><strong>La Luna dello Storione prende il nome dall'importante attività di pesca dello storione che caratterizzava questo periodo nei grandi laghi del Nord America</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677587249.jpeg" data-image="1g0zlxs6e7uv"><figcaption>Agosto: la Luna dello Storione</figcaption></figure><p>Altre denominazioni tradizionali di agosto fanno invece riferimento al mais, ai cereali e alla loro maturazione.</p><h2>9. Settembre: la Luna del Raccolto</h2><p><strong>La Luna del Raccolto è forse il nome più direttamente legato all'agricoltura</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677605815.jpeg" data-image="p5baywh9ddmm"><figcaption>Settembre: la Luna del Raccolto</figcaption></figure><p>Non identifica però necessariamente la Luna piena di settembre: è quella che cade più vicino all'equinozio d'autunno e può quindi verificarsi anche in ottobre. Il nome richiama il periodo dei raccolti, quando la luce lunare poteva aiutare a prolungare il lavoro nei campi dopo il tramonto.</p><h2>10. Ottobre: la Luna del Cacciatore</h2><p><strong>Dopo la stagione dei raccolti arriva la Luna del Cacciatore, tradizionalmente associata al periodo in cui ci si preparava all'inverno attraverso la caccia e la conservazione delle provviste</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677628726.jpeg" data-image="a5aomnxqvth7"><figcaption>Ottobre: la Luna del Cacciatore</figcaption></figure><p>Il nome riflette quindi un'altra attività stagionale fondamentale per le comunità rurali del passato.</p><h2>11. Novembre: la Luna del Castoro</h2><p><strong>La Luna del Castoro richiama i castori, particolarmente attivi nella preparazione delle tane e delle riserve prima dell'inverno</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677644429.jpeg" data-image="vh6at92630uh"><figcaption>Novembre: la Luna del Castoro</figcaption></figure><p>Un'altra interpretazione lega il nome alla tradizionale cattura di questi animali prima che le acque gelassero.</p><h2>12. Dicembre: la Luna Fredda</h2><p><strong>L'anno si chiude con la Luna Fredda, denominazione che evoca immediatamente l'arrivo dell'inverno e delle sue lunghe notti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677660339.jpeg" data-image="gfoerzsptmo8"><figcaption>Dicembre: la Luna Fredda</figcaption></figure><p>È conosciuta anche come Luna delle Lunghe Notti e rappresenta quasi naturalmente il punto conclusivo di questo calendario scandito dalla stagionalità.</p><h2>Un cielo che racconta la natura</h2><p><strong>La Luna piena rappresenta uno spettacolo astronomico che torna ciclicamente a illuminare il cielo, suscitando suggestione tra appassionati e non del cielo</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="732391" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/seminare-con-la-luna-giusta-funziona-davvero-cosa-dice-la-scienza-sulla-tradizione-agricola-piu-famosa.html" title="Seminare con la Luna giusta funziona davvero? Cosa dice la scienza sulla tradizione agricola più famosa">Seminare con la Luna giusta funziona davvero? Cosa dice la scienza sulla tradizione agricola più famosa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/seminare-con-la-luna-giusta-funziona-davvero-cosa-dice-la-scienza-sulla-tradizione-agricola-piu-famosa.html" title="Seminare con la Luna giusta funziona davvero? Cosa dice la scienza sulla tradizione agricola più famosa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/seminare-con-la-luna-giusta-funziona-davvero-cosa-dice-la-scienza-sulla-tradizione-agricola-piu-famosa-1759415743142_320.jpeg" alt="Seminare con la Luna giusta funziona davvero? Cosa dice la scienza sulla tradizione agricola più famosa"></a></article></aside><p>Ma i suoi nomi raccontano qualcosa che va oltre l'astronomia: osservando il susseguirsi di lupi, neve, vermi, fiori, fragole, cervi e raccolti, scopriamo come il cielo sia stato utilizzato per leggere i ritmi della natura e organizzare il tempo. Tra fenomeni astronomici, nomi suggestivi, richiami culturali e tradizioni agricole, la Luna continua così a unire tutti con il naso all'insù, tra scienza e umanesimo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La NASA ha inviato nello spazio più di 12 milioni di semi di pomodoro: dopo quasi 6 anni il risultato è sorprendente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-nasa-ha-inviato-nello-spazio-12-5-milioni-di-semi-di-pomodoro-sono-tornati-quasi-sei-anni-dopo-e-il-risultato-e-stato-sorprendente.html</link><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Avrebbero dovuto trascorrere solo un breve periodo lontano dalla Terra, ma vi sono rimasti per quasi sei anni. Al loro ritorno, i risultati sollevarono nuovi interrogativi sulla coltivazione di cibo nello spazio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-envio-12-5-millones-de-semillas-de-tomate-al-espacio-volvieron-casi-6-anos-despues-y-el-resultado-sorprendio-1790305148714.jpg" data-image="c5s5wsde1yza" alt="challenger" title="challenger"><figcaption>Nel 1984, lo Space Shuttle Challenger trasportò un esperimento che portò con sé milioni di semi di pomodoro per studiarne la risposta all'ambiente spaziale.</figcaption></figure><p>Nell’aprile del 1984, lo Space Shuttle Challenger trasportò un carico piuttosto diverso da quelli che normalmente vengono associati a una missione della NASA: <strong>12,5 milioni di semi di pomodoro destinati a rimanere fuori dalla Terra</strong>. L’obiettivo era semplice da formulare, anche se molto più complesso da verificare: capire cosa sarebbe potuto accadere a quel materiale biologico dopo essere stato esposto all’ambiente spaziale.</p><p>L’esperimento faceva parte del programma SEEDS — Space Exposed Experiment Developed for Students — e i semi viaggiarono all’interno del Long Duration Exposure Facility (LDEF), una grande piattaforma progettata per rimanere per mesi in orbita terrestre. <strong>L’intenzione iniziale non era lasciarli lì per quasi sei anni, ma una serie di eventi finì per trasformare l’esperimento in una prova molto più impegnativa del previsto.</strong></p><h2>Un anno che finì per diventare quasi sei</h2><p>L’LDEF avrebbe dovuto tornare sulla Terra molto prima, ma il suo recupero iniziò a subire ritardi e l’incidente dello Challenger, avvenuto nel gennaio del 1986, modificò profondamente il programma dei voli spaziali degli Stati Uniti. Quando la missione rientrò sulla Terra nel gennaio del 1990, <strong>i semi erano rimasti per 69 mesi intorno al nostro pianeta</strong>, sottoposti per tutto quel tempo a condizioni molto diverse da quelle terrestri.</p><div class="texto-destacado">Mentre quel lotto continuava a rimanere in orbita,<strong> i ricercatori conservarono sulla Terra semi equivalenti come gruppo di controllo,</strong> un confronto indispensabile per interpretare in seguito eventuali cambiamenti. In questo modo avrebbero potuto distinguere gli effetti legati alle radiazioni e all’ambiente spaziale da quelli associati semplicemente alla conservazione prolungata o al trascorrere del tempo.<br></div><p>Dopo il rientro, la NASA promosse un enorme esperimento educativo e distribuì i semi spaziali insieme a campioni di controllo a migliaia di scuole, dove studenti e insegnanti ne seguirono l’evoluzione. <strong>Circa 3,3 milioni di studenti parteciparono all’esperienza</strong>, registrando germinazione, crescita e sviluppo per verificare se quel viaggio straordinariamente lungo avesse lasciato conseguenze visibili.</p><p>I primi risultati mostrarono che<strong> i semi spaziali continuavano a essere perfettamente vitali</strong> e raggiunsero un tasso di germinazione vicino al 73,8%, contro circa il 70,3% di quelli rimasti sulla Terra. La differenza non permetteva di affermare che il viaggio nello spazio li avesse migliorati, ma mostrava qualcosa di molto più significativo: <strong>quasi sei anni in orbita non avevano distrutto la loro capacità di trasformarsi in piante.</strong></p><h2>Prima dei pomodori, ci furono alberi che viaggiarono intorno alla Luna</h2><p>L’idea di inviare semi fuori dalla Terra non nacque con quella missione del 1984, ma aveva un precedente molto più antico e simbolico. <strong>Tredici anni prima, durante Apollo 14, l’astronauta Stuart Roosa portò con sé centinaia di semi di alberi mentre orbitava intorno alla Luna</strong>, in un esperimento realizzato insieme al Servizio Forestale degli Stati Uniti.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">50 years ago today, Apollo 14 was on its way to the Moonand it was carrying the seeds for hundreds of "Moon Trees" that have been planted around the world &gt;&gt; <a href="https://t.co/SPkcUHgqIq">https://t.co/SPkcUHgqIq</a> <a href="https://x.com/hashtag/Apollo50?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Apollo50</a> <a href="https://t.co/soyqwSuN6n">pic.twitter.com/soyqwSuN6n</a></p>— NASA Marshall (@NASA_Marshall) <a href="https://x.com/NASA_Marshall/status/1357351627066396677?ref_src=twsrc%5Etfw">February 4, 2021</a></blockquote></figure><p>Dopo il rientro, molti di quei semi germogliarono e diedero origine ai cosiddetti <strong>Moon Trees</strong>, esemplari che in seguito furono piantati in diversi luoghi degli Stati Uniti e in altri Paesi. Quell’esperienza poneva già una domanda che decenni dopo sarebbe rimasta attuale: fino a che punto un seme poteva affrontare un viaggio nello spazio e conservare intatta la propria capacità biologica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772745" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-futuro-dell-esplorazione-spaziale-della-nasa-calendario-e-sfide-delle-prossime-missioni-artemis-iii-e-iv.html" title="Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV ">Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-futuro-dell-esplorazione-spaziale-della-nasa-calendario-e-sfide-delle-prossime-missioni-artemis-iii-e-iv.html" title="Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-futuro-dell-esplorazione-spaziale-della-nasa-calendario-e-sfide-delle-prossime-missioni-artemis-iii-e-iv-1780998687886_320.jpg" alt="Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV "></a></article></aside><p>Più di mezzo secolo dopo, quella storia si è ripetuta con una tecnologia completamente diversa, ma con una forte componente simbolica e scientifica. Nel 2022, <strong>la missione Artemis I è tornata a trasportare semi di alberi intorno alla Luna</strong>, e una nuova generazione di Moon Trees ha iniziato successivamente a essere distribuita per proseguire quell’esperienza iniziata durante il programma Apollo.</p><h3>Dal verificare se sopravvivevano al tentativo di produrre cibo</h3><p>Con il passare degli anni, tuttavia, la ricerca ha smesso di concentrarsi esclusivamente sulla possibilità che un seme potesse viaggiare nello spazio e tornare vivo sulla Terra. <strong>La sfida è diventata molto più ambiziosa: riuscire a far completare a una pianta una parte significativa del suo ciclo lassù e, eventualmente, trasformarla in alimento per un equipaggio.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-envio-12-5-millones-de-semillas-de-tomate-al-espacio-volvieron-casi-6-anos-despues-y-el-resultado-sorprendio-1790305288180.jpg" data-image="o0ouh66a8hg2" alt="Pomodoro" title="Pomodoro"><figcaption>Sebbene sembri una pianta comune, il pomodoro è diventato una delle specie utilizzate per studiare fin dove può spingersi l’agricoltura al di fuori della Terra.</figcaption></figure><p>Il salto è particolarmente importante perché produrre una foglia di lattuga comporta sfide molto diverse da quelle necessarie per ottenere un frutto da una pianta dal ciclo più lungo. <strong>Colture come pomodoro o peperone richiedono più acqua, fioritura, impollinazione e formazione dei frutti</strong>, esattamente il tipo di problema che qualsiasi futura missione di lunga durata verso la Luna o Marte dovrà risolvere.</p><h2>Una domanda ancora aperta</h2><p>Quei 12,5 milioni di semi di pomodoro non avevano certo l’obiettivo di risolvere da soli il problema dell’alimentazione degli astronauti lontano dalla Terra, ma finirono per occupare un posto particolare all’interno di questa storia. <strong>Si trovarono a metà strada tra due fasi molto diverse della ricerca spaziale: quella volta a verificare se un seme potesse resistere a un viaggio del genere e quella attuale, che cerca di trasformare le piante in una componente dei sistemi di sopravvivenza umana.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785920" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-se-si-mandano-3-300-api-nello-spazio-lo-storico-esperimento-della-nasa-che-ha-sfidato-la-gravita.html" title="Cosa succede se si mandano 3.300 api nello spazio? Lo storico esperimento della NASA che ha sfidato la gravità">Cosa succede se si mandano 3.300 api nello spazio? Lo storico esperimento della NASA che ha sfidato la gravità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-se-si-mandano-3-300-api-nello-spazio-lo-storico-esperimento-della-nasa-che-ha-sfidato-la-gravita.html" title="Cosa succede se si mandano 3.300 api nello spazio? Lo storico esperimento della NASA che ha sfidato la gravità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/que-pasa-si-envias-3-300-abejas-al-espacio-el-historico-experimento-de-la-nasa-que-desafio-a-la-gravedad-1787577448436_320.jpg" alt="Cosa succede se si mandano 3.300 api nello spazio? Lo storico esperimento della NASA che ha sfidato la gravità"></a></article></aside><p>Oggi <strong>l’agricoltura spaziale non è più soltanto una curiosità scientifica</strong>, perché quanto più lunghe saranno le missioni e quanto più lontano viaggerà l’essere umano, tanto più difficile sarà dipendere esclusivamente dai rifornimenti inviati dal nostro pianeta. In questo scenario, quell’esperimento inaspettatamente prolungato con i semi di pomodoro ha lasciato un insegnamento ancora attuale: <strong>la vita vegetale può sopportare condizioni molto più estreme di quanto si fosse immaginato.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-nasa-ha-inviato-nello-spazio-12-5-milioni-di-semi-di-pomodoro-sono-tornati-quasi-sei-anni-dopo-e-il-risultato-e-stato-sorprendente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 17:05:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Marte può attendere: con la missione MMX la JAXA punta su Phobos per aggirare i costi record dello sbarco sul pianeta rosso. Un mix di ingegneria, risparmio energetico e caccia a preziosi frammenti marziani per riscrivere il futuro dell'esplorazione marziana.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte-1790885406334.jpg" data-image="yvc4u7hispcf"><figcaption>La missione MMX (Martian Moons Exploration), in partenza il 20 ottobre 2026, punterà il "sistema marziano", per studiare da vicino le sue due lune Phobos e Deimos.</figcaption></figure><p><strong>L'agenzia spaziale giapponese JAXA</strong> si prepara ad un passo storico, puntando a una destinazione apparentemente stravagante, ma<strong> strategicamente vantaggiosa</strong>. </p><p>Infatti, mentre le agenzie spaziali mondiali si stanno confrontando con sfide economiche e logistiche molto difficili per raggiungere il pianeta rosso e studiarlo a fondo, la<strong> missione MMX</strong> (<strong>Martian Moons Exploration</strong>), il cui inizio è fissato per <strong>il 20 ottobre 2026</strong> con il lancio dal Tanegashima Space Center, non punterà al pianeta Marte, ma raggiungerà il "sistema marziano", per studiare da vicino le sue <strong>due lune Phobos e Deimos</strong>.</p><p>L'atterraggio avverrà<strong> direttamente sulla superficie di Phobos</strong>, con l'obiettivo di prelevare e <strong>riportare sulla Terra i primi campioni di questa luna</strong>. Questa scelta non è semplicemente dettata dalla volontà di esplorare e studiare il satellite naturale di Marte, ma anche dalla necessità di <strong>contenere costi e le enormi sfide ingegneristiche</strong>, rendendo fattibile una missione che resta comunque molto ambiziosa per il Giappone.</p><h2> Il vantaggio energetico </h2><p>La spinta necessaria per accelerare, frenare, atterrare e poi far ripartire una sonda su Marte ha dei <strong>costi enormi</strong>. Questa spinta chiamata <strong>Delta-V,</strong> risulterebbe molto elevata per atterrate sul <strong>pianeta rosso</strong>. Questo, infatti, rappresenta <strong>un sistema complesso e rischioso</strong>, composto da un'atmosfera che, pur rarefatta, è in grado di generare un <strong>attrito e </strong>un<strong> calore estremi</strong>, con la necessità di<strong> scudi termici sofisticati, paracaduti supersonici e sistemi di discesa con retrorazzi controllati</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte-1790885430560.jpg" data-image="90904e9794tl"><figcaption>Il Delta-V è l'inzieme della spinta necessaria per accelerare, frenare, atterrare e far ripartire una sonda su Marte. Più è alto il Delta-V e maggiori sono i costi di una missione. Marte rappresenta un sistema complesso e rischioso, composto da un'atmosfera che, pur rarefatta, è in grado di generare un attrito e un calore estremi, con la conseguente necessità di scudi termici sofisticati, paracaduti supersonici e sistemi di discesa con retrorazzi controllati.</figcaption></figure><p>La quantità di carburante che sarebbe necessaria per frenare la corsa e per poi ripartire, vincendo la forza di gravità marziana, rende <strong>le missioni di ritorno da Marte con campioni, progetti mastodontici e dai costi enormi</strong>. </p><div class="texto-destacado"><strong>Al contrario</strong>, quella per raggiungere <strong>Phobos</strong> sarà una missione radicalmente diversa. Infatti la luna ha<strong> un diametro di appena 22 km </strong>e la sua <strong>gravità</strong> è <strong>estremamente debole</strong>. Basti pensare che <strong>la velocità di fuga </strong>per allontanarsi dalla Luna è di soli <strong>11,4 metri al secondo</strong>.</div><p>Ma la missione per Phobos <strong>non</strong> è <strong>soltanto una scelta conveniente</strong>, infatti la luna marziana rappresenta un vero e proprio <strong>mistero cosmico</strong>. Tra le ipotesi si pensa che<strong> Phobos e Deimos</strong> siano degli <strong>asteroidi catturati dalla gravità marziana</strong>, <strong>oppure </strong>che derivino da detriti di <strong>un immenso impatto primordiale</strong>. In entrambi i casi le informazioni che dovessero derivare dal loro studio e dalle analisi dei campioni avranno<strong> una valenza scientifica enorme.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790039" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-pianeta-rosso-non-e-poi-cosi-rosso-su-marte-scoperte-misteriose-rocce-viola-scienziati-perplessi.html" title="Il Pianeta Rosso non è poi così rosso: su Marte scoperte misteriose rocce viola, scienziati perplessi">Il Pianeta Rosso non è poi così rosso: su Marte scoperte misteriose rocce viola, scienziati perplessi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-pianeta-rosso-non-e-poi-cosi-rosso-su-marte-scoperte-misteriose-rocce-viola-scienziati-perplessi.html" title="Il Pianeta Rosso non è poi così rosso: su Marte scoperte misteriose rocce viola, scienziati perplessi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-planeta-rojo-no-es-tan-rojo-las-misteriosas-rocas-purpuras-halladas-en-marte-que-desconciertan-a-la-nasa-1790108561910_320.jpg" alt="Il Pianeta Rosso non è poi così rosso: su Marte scoperte misteriose rocce viola, scienziati perplessi"></a></article></aside><p><strong>Per miliardi di anni</strong> la superficie di Phobos è stata bersaglio di <strong>frammenti della superficie di Marte</strong>, scagliati nello spazio in seguito all'impatto di asteroidi caduti sulla superficie del pianeta. Perciò i campioni raccolti potrebbero contenere tracce di <strong>materiale di origine marziana, da poter studiare nei laboratori terrestri</strong>.</p><h2>Cooperazione globale e il rover Idefix</h2><p>La missione giapponese è frutto di una cooperazione internazionale che vede collaborare insieme <strong>l'Agenzia Spaziale Francese e quella Tedesca</strong>, ma anche <strong>l'ESA</strong>, l'<strong>Agenzia Spaziale Europea</strong>, con il supporto dell'americana <strong>NASA</strong>. A bordo della sonda principale viaggerà <strong>un piccolo rover chiamato Pidefix</strong>, dal peso di <strong>circa 25 kg</strong>, che è stato sviluppato congiuntamente da francesi e tedeschi e che avrà il compito di studiare la superficie di Phobos.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte-1790885444683.jpg" data-image="1govnpdtnps0"><figcaption>A bordo della sonda principale viaggerà un piccolo rover chiamato Pidefix, dal peso di circa 25 kg, che è stato sviluppato congiuntamente da francesi e tedeschi e che avrà il compito di studiare la superficie di Phobos.</figcaption></figure><p>La NASA ha fornito<strong> il campionatore pneumatico P-Sampler</strong>, necessario per scavare la superficie della Luna e per raccogliere i campioni, mentre l'ESA fornirà la strumentazione per <strong>le comunicazioni da e per lo spazio profondo</strong> tramite la <strong>rete Eastrack</strong>. Il ritorno della capsula contenente i campioni è previsto per il 2031 con un atterraggio nel deserto australiano.</p><h2>Phobos e il futuro: tra prospettive e cautela ingegneristica</h2><p>La luna di Marte, risulta strategica anche <strong>per le future missioni verso il pianeta</strong>. Infatti l'idea di sfruttare la luna marziana come <strong>avamposto</strong>, per gestire le operazioni sul pianeta, non è nuova. Da anni le agenzie spaziali internazionali stanno valutando questa opzione che, tuttavia, non risulta priva di difficoltà e di rischi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756138" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-campo-magnetico-marziano-e-scomparso-e-con-esso-la-possibilita-di-vita.html" title="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita ">La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-campo-magnetico-marziano-e-scomparso-e-con-esso-la-possibilita-di-vita.html" title="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gemini-ha-detto-la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-suo-campo-magnetico-e-scomparso-e-con-esso-la-vita-1772105419453_320.png" alt="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita "></a></article></aside><p>Ii dati e i campioni, che la missione MMX potrà offrire, faranno <strong>chiarezza sugli eventuali vantaggi </strong>ma anche<strong> sui rischi</strong> dovuti, ad esempio, alle elevate radiazioni che un avamposto del genere potrebbe ricevere in modo diretto dal Sole e dallo spazio profondo. </p><h3></h3>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Massimiliano Santini conferma: tra il 7 e l'8 ottobre possibile cambio di scenario, con piogge e calo delle temperature]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-conferma-tra-il-7-e-l-8-ottobre-possibile-cambio-di-scenario-con-piogge-e-calo-delle-temperature.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 15:49:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'alta pressione si sposterà sull'Europa centrale, mantenendo l'Italia inizialmente protetta. Tra l'8 e il 9 ottobre, nuove gocce fredde porteranno dell'instabilità, ma le attuali proiezioni dei modelli potrebbero sovrastimare le piogge.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbgm7ee"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbgm7ee.jpg" id="xbgm7ee"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Sull'Italia</strong> ci attende <strong>un fine settimana tipicamente tardo-estivo</strong>, con condizioni atmosferiche ancora prevalentemente stabili e temperature miti, salvo una tendenza ad <strong>escursioni termiche crescenti tra notte e giorno</strong>, che rendono le ore del mattino fresche e quelle delle ore centrali ancora piuttosto calde. </p><p>Tuttavia, l'autunno è già iniziato e <strong>una gradevole ma persistente estate settembrina</strong> inizia ad apparire sempre più <strong>anomala </strong>via via che ci inoltriamo all'interno di uno dei mesi tipicamente più piovosi dell'anno per il nostro Paese.</p><h2>Alta pressione con i primi segnali di cambiamento </h2><p><strong>Nel corso del fine settimana</strong> e <strong>all'inizio della prossima settimana</strong>, sull'Europa la situazione sinottica atmosferica continuerà a cambiare, con riflessi <strong>sul tempo di diversi stati del continente</strong>. La circolazione atmosferica sta iniziando a riorganizzarsi, con una <strong>progressiva ritirata dell'alta pressione dalle latitudini settentrionali </strong>verso sud, che lascerà irrompere sulla Penisola Scandinava il flusso perturbato atlantico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-conferma-tra-il-7-e-l-8-ottobre-possibile-cambio-di-scenario-con-piogge-e-calo-delle-temperature-1790946602256.jpg" data-image="e81h9w16y84y"></figure><p>L'alta pressione, in ritirata, <strong>proverà a distendersi sull'Europa centrale</strong>, disponendosi lungo i paralleli, dall'Atlantico verso l'Europa orientale, garantendo <strong>inizialmente condizioni di tempo stabile e prevalente soleggiato sull'Italia</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791529" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-in-italia-a-ottobre-l-ultimo-caldo-della-stagione-previsto-lunedi-5-e-martedi.html" title="Fino a 30°C in Italia a ottobre: l’ultimo caldo della stagione fino a lunedì 5 e martedì 6, e forse anche oltre">Fino a 30°C in Italia a ottobre: l’ultimo caldo della stagione fino a lunedì 5 e martedì 6, e forse anche oltre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-in-italia-a-ottobre-l-ultimo-caldo-della-stagione-previsto-lunedi-5-e-martedi.html" title="Fino a 30°C in Italia a ottobre: l’ultimo caldo della stagione fino a lunedì 5 e martedì 6, e forse anche oltre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-30-c-in-italia-a-ottobre-l-ultimo-caldo-della-stagione-previsto-lunedi-5-e-martedi-1790931820608_320.png" alt="Fino a 30°C in Italia a ottobre: l’ultimo caldo della stagione fino a lunedì 5 e martedì 6, e forse anche oltre"></a></article></aside><p>Tuttavia, nel frattempo,<strong> sul settore iberico, su parte della Francia e sull'area mediterranea orientale</strong>, <strong>la presenza di alcune "gocce fredde" in quota</strong> determinerà una maggiore instabilità atmosferica, <strong>con fasi di maltempo localizzato</strong>.</p><h2>L'erosione dello scudo anticiclonico e la tendenza fino al 9 ottobre</h2><p>Anche se la struttura anticiclonica continuerà a proteggere la nostra penisola,<strong> non risulterà più solida ed estesa come nelle settimane passate</strong>, risentendo progressivamente delle infiltrazioni di aria più umida e instabile in quota che ne stanno già indebolendo la tenuta. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-conferma-tra-il-7-e-l-8-ottobre-possibile-cambio-di-scenario-con-piogge-e-calo-delle-temperature-1790946621253.jpg" data-image="w5tzwmkxv9re"></figure><p><strong>All'inizio della prossima settimana,</strong> l'Italia godrà ancora di una protezione, seppur <strong>attraversata da locali e deboli annuvolamenti</strong>, incapaci, però, di dare seguito a precipitazioni rilevanti. </p><div class="texto-destacado">Tuttavia,<strong> le probabilità di impulsi instabili aumenteranno progressivamente</strong>: <strong>tra giovedì 8 e venerdì 9 ottobre</strong>, i geopotenziali tenderanno a subire una flessione più marcata, incalzati da ulteriori infiltrazioni fredde in quota capaci di destabilizzare la colonna d'aria, non solo sul Mediterraneo Occidentale e Orientale, ma anche sul settore centrale, ponendo le basi per un progressivo ed ulteriore peggioramento.</div><p> Si andranno infatti via via a creare i presupposti favorevoli ad <strong>un possibile ingresso strutturato delle perturbazioni e delle depressioni atlantiche durante la settimana successiva</strong>, le quali potrebbero portare piogge più consistenti e organizzate su gran parte del nostro territorio. </p><h2>Bias statistico nei modelli e prospettive a lungo termine</h2><p> Nel delineare questa evoluzione, gli scenari che potrebbero verificarsi tra 7-10 giorni ed oltre, è fondamentale fare <strong>una riflessione tecnica</strong>. I modelli fisico-matematici deterministici, e in particolare le loro <strong>medie ensemble</strong>,<strong> indicano questa tendenza </strong>probabilistica verso il maltempo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791554" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm.html" title="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia">L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm.html" title="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm-1790940850292_320.jpeg" alt="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia"></a></article></aside><p>Tuttavia, come già spiegato in precedenti articoli, <strong>i modelli a lungo termine tendono ad essere influenzati da dati statistici caratteristici della fase di stagione che stiamo vivendo</strong>. Poiché, climatologicamente, in questa fase dell'anno ci si aspetta l'avanzamento della stagione autunnale, con le sue caratteristiche circolatorie, <strong>i calcolatori potrebbero essere portati a dare un risalto eccessivo a tendenze mediamente "attese"</strong>. </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Questo meccanismo introduce di fatto una sorta di "bias", ovvero <strong>una distorsione fisiologica che spinge i modelli a forzare un cambiamento climatico che nella realtà potrebbe tardare ad arrivare</strong>. Bisognerà quindi tenere sempre conto di questa variabile nel descrivere e interpretare gli scenari meteorologici a lungo termine, <strong>evitando di dare per certe piogge che potrebbero ancora essere ritardate</strong> da un periodo che fatica a lasciarsi l'estate alle spalle. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-conferma-tra-il-7-e-l-8-ottobre-possibile-cambio-di-scenario-con-piogge-e-calo-delle-temperature.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Spinaci e rucola: le verdure a foglia che preferiscono il freddo al caldo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/spinaci-e-rucola-le-verdure-a-foglia-che-preferiscono-il-freddo-al-caldo.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Chiunque abbia provato a seminare queste due varietà a luglio sa com'è andata a finire: piante che vanno a seme nel giro di tre settimane e foglie amare. Seminate ora, invece, si comportano diversamente e il sapore migliora addirittura con il freddo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/espinafres-e-rucula-as-folhas-que-preferem-o-frio-ao-calor-1790147244895.png" data-image="niubpmnh7gir"><figcaption>Spinaci, lattuga e cavolo riccio nella stessa aiuola: colture che traggono vantaggio dal clima autunnale più fresco.</figcaption></figure><p><strong>Ci sono ortaggi di cui ci accorgiamo solo quando qualcosa va storto</strong>. Gli spinaci e la rucola sono un buon esempio. Seminati in primavera o in estate, sembrano piante difficili: germinano male, crescono poco, fioriscono in fretta e hanno un sapore quasi inesistente oppure troppo amaro.</p><p>Seminati a partire da ora, invece, cambiano completamente. Sono tra le poche colture che<strong> migliorano man mano che le temperature si abbassano</strong>.</p><h2>Perché in estate fanno fatica</h2><p><strong>I problemi iniziano già dalla semina</strong>. Gli spinaci germinano bene tra i 10 e i 20 °C e praticamente smettono di germogliare sopra i 25-30 °C. Sono tra i semi più esigenti dell'orto sotto questo aspetto, e questo spiega buona parte delle semine estive fallite.</p><p>Poi arriva la fioritura, che in entrambe queste piante è rapidissima. Con il caldo e le giornate lunghe, la pianta smette di investire nelle foglie e produce fiori nel giro di poche settimane. Da quel momento, le foglie diventano piccole, dure e poco interessanti in cucina.</p><p><strong>A settembre accade il contrario. Il terreno si raffredda abbastanza perché il seme possa germinare bene</strong> e le giornate si accorciano, frenando la tendenza alla fioritura. La pianta rimane nella fase che ci interessa, cioè quella delle foglie.</p><h2>Due colture simili, ma con esigenze diverse</h2><p>Le diverse varietà di spinaci e rucola disponibili sul mercato differiscono per alcuni parametri: <strong>temperatura di germinazione, tempo necessario per la raccolta, esigenze termiche e periodo di semina</strong>. Nella tabella seguente è possibile consultare alcuni di questi dati.</p><table><thead><tr><th scope="col"><p>Coltura</p></th><th scope="col"><p>Germina meglio a</p></th><th scope="col"><p>Tempo fino alla raccolta</p></th><th scope="col"><p>Resiste fino a</p></th><th scope="col"><p>Semina</p></th></tr></thead><tbody><tr><td><p>Rucola</p></td><td><p>15-20 °C</p></td><td><p>30-45 giorni</p></td><td><p>Circa -5 °C</p></td><td><p>Tutto il mese</p></td></tr><tr><td><p>Spinaci</p></td><td><p>10-20 °C</p></td><td><p>45-60 giorni</p></td><td><p>Da -8 a -10 °C</p></td><td><p>Tutto il mese</p></td></tr><tr><td><p>Rucola selvatica</p></td><td><p>15-20 °C</p></td><td><p>50-60 giorni</p></td><td><p>Molto resistente</p></td><td><p>Prima metà del mese</p></td></tr><tr><td><p>Spinaci invernali</p></td><td><p>10-15 °C</p></td><td><p>60-70 giorni</p></td><td><p>Molto resistente</p></td><td><p>Seconda metà del mese</p></td></tr><tr class="pie-tabla"><td colspan="5">Valori indicativi per il Portogallo continentale relativi ad alcune caratteristiche di spinaci e rucola. Fonte: elaborazione propria.</td></tr></tbody></table><p><strong>La rucola è la più impaziente delle due</strong>. Germina in tre-cinque giorni e c'è chi la raccoglie un mese dopo la semina. Gli spinaci richiedono più tempo, ma compensano con una resistenza al freddo che poche altre piante da orto possiedono.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/espinafres-e-rucula-as-folhas-que-preferem-o-frio-ao-calor-1790147201146.png" data-image="f4wfago9mg60"><figcaption>Rucola in un'aiuola, con le tipiche foglie frastagliate. Con temperature fresche cresce più tenera e meno piccante.</figcaption></figure><p><strong>È inoltre importante distinguere la rucola comune dalla rucola selvatica,</strong> che è una pianta diversa, con foglie più frastagliate, un sapore decisamente più intenso e un ciclo più lungo. La rucola selvatica dura diversi anni e continua a produrre nuovi germogli, mentre quella comune è annuale e completa rapidamente il suo ciclo.</p><h2>Con il freddo cambia anche il sapore, e in meglio</h2><p>Questa è la parte che sorprende chi prova per la prima volta. Uno <strong>spinacio raccolto dopo le prime gelate </strong><strong>è visibilmente più dolce dello stesso spinacio raccolto a ottobre</strong>.</p><div class="texto-destacado"><strong>Indurimento al freddo</strong> - Processo attraverso il quale una pianta si prepara alle temperature sotto lo zero. Man mano che arriva il freddo, accumula zuccheri e altre sostanze all'interno delle cellule, abbassando il punto di congelamento della linfa e svolgendo una funzione simile a quella di un antigelo naturale. Per chi mangia la pianta, l'effetto secondario è che le foglie diventano più dolci.</div><p><strong>Con la rucola </strong>accade qualcosa di simile, anche se in senso opposto. Quel gusto piccante che a volte diventa insopportabile deriva da composti prodotti dalla pianta quando è sottoposta allo stress del caldo o della carenza d'acqua. <strong>Con temperature fresche e un'umidità regolare, la stessa varietà risulta molto più delicata e tenera</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La rucola piccante non è una varietà diversa. È la stessa pianta che reagisce al caldo e alla sete.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><h2>Come seminarle e dove crescono meglio</h2><p><strong>Entrambe si seminano direttamente nel terreno, a circa mezzo centimetro di profondità</strong>, in file distanti 20-25 centimetri. Non amano il trapianto e non vale la pena farle crescere in semenzaio.</p><p>Seminate in modo abbastanza rado e poi diradate, lasciando 10-15 centimetri tra le piante di spinaci e 5-10 centimetri tra quelle di rucola. <strong>Quando sono troppo ravvicinate, producono foglie più piccole e trattengono molta più umidità tra loro, favorendo le malattie in autunno</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789315" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html" title="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino">Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html" title="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/herbstblueher-bringen-farbe-in-den-eigenen-garten-1789216833036_320.jpeg" alt="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino"></a></article></aside><p>Nell'interno settentrionale, a Vila Real o Viseu, seminare nella prima metà del mese dà alla pianta il tempo di svilupparsi prima delle gelate. Al sud, a Faro, c'è tempo fino alla fine del mese e si può effettuare un'altra semina anche a ottobre.</p><p><strong>Un'avvertenza sulla rucola: appartiene alla famiglia dei cavoli e attira l'altica</strong>, quel piccolo coleottero scuro che lascia sulle foglie numerosi fori rotondi. Una rete fine sopra le piante risolve il problema, che si riduce notevolmente con l'abbassarsi delle temperature.</p><h2>Raccogliere senza estirpare la pianta</h2><p>È questo l'aspetto che fa davvero la differenza nella resa di queste due colture e che molte persone non conoscono.</p><p><strong>Non estirpate l'intera pianta</strong>. Tagliate le foglie esterne oppure tagliate tutta la pianta a tre o quattro centimetri dal terreno, lasciando intatta la parte centrale. Nel giro di due o tre settimane compariranno nuove foglie e, da una stessa semina, si possono ottenere tre o quattro raccolti prima che la pianta esaurisca le proprie energie.</p><p><strong>Raccogliete sempre quando le foglie sono asciutte, a metà mattina, dopo che la rugiada si è asciugata</strong>. Le foglie bagnate marciscono in frigorifero nel giro di due giorni e perdono consistenza.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786932" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html" title="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate">10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html" title="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369713990_320.jpeg" alt="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate"></a></article></aside><p>Controllate inoltre le <strong>temperature minime</strong> previste nella vostra zona. Quando iniziano ad avvicinarsi a zero, è il momento di <strong>coprire le piante con un tessuto leggero</strong>, non perché le piante muoiano, ma perché le foglie gelate si spezzano al minimo contatto. <strong>Aspettate che si scongelino naturalmente prima di raccoglierle</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/spinaci-e-rucola-le-verdure-a-foglia-che-preferiscono-il-freddo-al-caldo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dopo l'estate più calda, a Reggio Emilia si cerca di salvare un bosco dall'abbattimento: al suo posto un supermercato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-protesta-di-cui-pochi-parlano-cercano-di-salvare-un-bosco-vicino-reggio-emilia-sgomberati-dalle-forze-dell-ordine.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Le ruspe sono entrate nel Bosco Ospizio di Reggio Emilia: 4 ettari di verde urbano che verranno abbattuti per far posto a un supermercato Conad. I cittadini cercavano di bloccare l'abbattimento di questo rifugio climatico, dopo l'estate più calda di sempre in Italia, e gli esperti ricordano che alberi giovani piantati altrove non valgono quelli adulti abbattuti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-protesta-di-cui-pochi-parlano-cercano-di-salvare-un-bosco-vicino-reggio-emilia-sgomberati-dalle-forze-dell-ordine-1790940364684.jpg" data-image="4oyolg2ecrvy" alt="ruspe bosco ospizio" title="ruspe bosco ospizio"><figcaption>Le ruspe bloccate dai cittadini a Reggio Emilia, nella zona di Bosco Ospizio. Foto: Account Instagram @bosco.ospizio.re</figcaption></figure><p>C'è una protesta a cui non tutti i giornali italiani stanno dando risalto, ma che sta animando un intenso dibattito proprio quando stiamo uscendo dall'estate più calda mai registrata in Italia. Da quasi due mesi centinaia di cittadini di Reggio Emilia presidiano il Bosco Ospizio, <strong>45mila metri quadri di verde nel quartiere di via Emilia Ospizio,</strong> destinati a lasciare il posto a un supermercato Conad. Si tratta di un bosco di circa 4 ettari, che sorge nei pressi di un asilo, in un'area urbana, e che verrebbe distrutto per far spazio a nuovo cemento.</p><p>Da anni in Italia il dibattito sull'enorme consumo di suolo è molto intenso, anche per gli effetti della cementificazione sul rischio idrogeologico, ma dopo un'estate così calda l'importanza del verde urbano è diventata ancora più evidente.</p><p>Non solo le aree alberate offrono un rifugio climatico nelle città sempre più roventi, ma sono anche dei pozzi di carbonio, assorbono quella CO2 che sta contribuendo al cambiamento climatico in corso.</p><h2>L'abbattimento del bosco è iniziato</h2><p>Il 30 settembre, sotto scorta della polizia, le ruspe sono entrate e hanno iniziato ad abbattere decine di alberi: un passaggio che segna una svolta per una protesta pacifica, nata nel 2024 con un ricorso al Tar ancora pendente, e intensificatasi quest'estate con una mobilitazione dei cittadini della zona.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777363" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città">Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore-1783496103656_320.jpeg" alt="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"></a></article></aside><p>Mercoledì 30 settembre, all'alba, l'area di via Emilia Ospizio a Reggio Emilia si è trovata circondata da camionette, agenti in assetto antisommossa e pattuglie della polizia locale. <strong>Un dispositivo imponente, scrive Fanpage.it, messo in campo per permettere l'ingresso dei mezzi nel Bosco Ospizio, 45mila metri quadri di verde</strong> nati spontaneamente dove sorgeva un ospizio demolito nel 2005.</p><h2><strong>La resistenza e le prime ruspe</strong></h2><p>Secondo la ricostruzione di Fanpage, che si rifà alla cronaca della Gazzetta di Reggio, nonostante la resistenza passiva dei cittadini i mezzi sono entrati. Con il passare delle ore il presidio è cresciuto e <strong>ha assistito alle prime fasi di abbattimento di decine di alberi, alcuni ad alto fusto</strong>. Alcuni attivisti dell'Assemblea Bosco Ospizio sono entrati nel cantiere senza protezioni per fermare i lavori e sono stati portati via di peso dagli agenti.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/dCDGMTi44YM/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=dCDGMTi44YM" id="dCDGMTi44YM"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p><strong>È il momento più duro di una mobilitazione non violenta che alcuni giornali stanno raccontando da tempo.</strong> Più di cento cittadini erano in presidio permanente, con un'iniziativa pacifica e autorizzata che dal 3 agosto, giorno previsto per l'avvio dei lavori, aveva impedito l'accesso alle ruspe. <strong>Conad aveva poi presentato una denuncia contro ignoti, e la prefettura aveva fatto spostare il presidio lontano dall'ingresso.</strong> Da allora i cittadini si alternavano giorno e notte nella sorveglianza, in attesa del ritorno dei mezzi, per bloccare l'abbattimento del bosco.</p><h2><strong>Il progetto e la sua storia</strong></h2><p>L'area è stata acquisita da Conad per realizzare un supermercato con ampi parcheggi, che sarebbe la 62esima insegna del marchio in provincia. <strong>Il piano comprende anche un edificio di cinque piani con servizi di quartiere, tra cui un presidio sanitario e una biblioteca</strong>, e come opere compensative la piantumazione di 1500 alberi nuovi e un parco pubblico di 23mila metri quadri. </p><h2><strong>Le ragioni dei cittadini</strong></h2><p>Alessia Busani, dell'Assemblea Bosco Ospizio, ricorda al giornale "il manifesto" che nel raggio di un chilometro ci sono già cinque supermercati e definisce il <strong>bosco l'unico rifugio climatico del quartiere, frequentato d'estate da chi non può permettersi l'aria condizionata. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763697" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/carbonio-gli-alberi-ripiantati-dall-uomo-immagazzinano-molto-meno-co-rispetto-alle-foreste-primarie.html" title="Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie">Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/carbonio-gli-alberi-ripiantati-dall-uomo-immagazzinano-molto-meno-co-rispetto-alle-foreste-primarie.html" title="Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/carbone-les-arbres-replantes-par-l-homme-stockent-beaucoup-moins-de-co2-que-les-forets-primaires-1774858502437_320.jpeg" alt="Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie"></a></article></aside><p>Al suo fianco si sono schierati quindici docenti e ricercatori degli atenei emiliani, tra cui il meteorologo Luca Mercalli, secondo cui <strong>giovani alberi piantati altrove non equivalgono alla vegetazione adulta abbattuta.</strong></p><h3><strong>Le parole di Luca Lombroso</strong></h3><p><strong>Anche il meteorologo Luca Lombroso è intervenuto sulla vicenda, </strong>pubblicando un commento sul suo blog. <strong>"</strong>In una fase nella quale l<strong>e nostre città devono fare i conti con temperature sempre più elevate - </strong>scrive Lombroso - ogni spazio verde assume un’importanza che va oltre la sua semplice superficie. Gli<strong> alberi sono parte della soluzione alla crisi climatica [...]</strong>.<strong> Non si “salva il clima” solo piantando alberi, ma certo lo si danneggia tagliando quelli esistenti,</strong> tanto più se ad alto fusto. Alberi, boschi, parchi e foreste contribuiscono all’ombreggiamento e alla mitigazione delle temperature; il suolo permeabile favorisce l’infiltrazione dell’acqua e gli spazi verdi migliorano la qualità dell’ambiente urbano. Non sono elementi decorativi da spostare semplicemente da una parte all’altra della città".</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">L'area complessiva del Bosco Ospizio (Reggio Emilia) è di 4,5 ettari. Da oggi,a sorpresa, le ruspe e gli agenti in tenuta antisommossa si sono attivati per radere al suolo alberi e distruggere gli habitat di fauna e uccelli per far posto all'ennesimo centro commerciale. Maledetti <a href="https://t.co/rDKcDCLEas">pic.twitter.com/rDKcDCLEas</a></p>— Gimmoriso' (@fawollo13) <a href="https://x.com/fawollo13/status/2105273535539134757?ref_src=twsrc%5Etfw">September 30, 2026</a></blockquote></figure><p>Lombroso spiega anche che "l<strong>a perdita di un’area verde non può essere considerata risolta semplicemente piantando qualche albero altrove</strong>. Un albero piantato oggi non sostituisce un ecosistema ricco di biodiversità che si è formato nel corso degli anni".</p><p>Fanpage dà voce anche all'arboricoltore Davide Mattioli, del Collettivo Ecosistemico, che definisce <strong>l'area un bosco urbano "meraviglioso" in un quartiere popolare ad alta densità abitativ</strong>a. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790730" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio.html" title="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa">Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio.html" title="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio-1790538173955_320.jpg" alt="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa"></a></article></aside><p>Nella sua valutazione ecosistemica, elaborata con censimenti autonomi, Mattioli segnala 168 specie vegetali e stima che il bosco trattenga ogni anno circa 92 metri cubi di acqua di ruscellamento e sequestri 9,63 tonnellate di carbonio. Indica inoltre un esemplare di <em>Prunus cerasifera</em> che, per dimensioni, potrebbe rientrare tra gli alberi monumentali tutelati. Dati che vengono contestati dallo studio tecnico alla base dell'autorizzazione, che descrive due terzi delle piante come senescenti e "potenzialmente pericolose".</p><h2><strong>L'alternativa proposta e la politica</strong></h2><p><strong>Il comitato aveva presentato ad agosto a Conad e al Comune una proposta alternativa</strong>: una moratoria di 90 giorni per trattare una gestione condivisa del bosco, uno scambio dei diritti edificatori su un'area già urbanizzata oppure l'acquisto da parte del Comune, con i servizi pubblici spostati negli edifici dell'ex manicomio di San Lazzaro. Secondo Fanpage, la proposta non è stata accolta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787838" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'">Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: "è stata la più calda"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia-1788958531495_320.jpg" alt="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"></a></article></aside><p>Il sindaco Marco Massari si era detto disponibile al dialogo con gli attivisti e a cercare miglioramenti del progetto con Conad, ma senza rimettere in discussione l'abbattimento: i lavori sono autorizzati e, ha spiegato, un sindaco non può cancellarli.</p><p> Il comitato risponde, per voce di Maria Cecilia Azzali, che valuterà solo proposte che salvino l'area. In Regione, i consiglieri di Avs Simona Larghetti e Paolo Burani sostengono che la vicenda vada oltre il singolo caso e chiedono norme urbanistiche coerenti con la riduzione del consumo di suolo e più risorse per i comuni, oggi dipendenti dagli oneri di urbanizzazione e dagli investimenti privati.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Luca%20Lombroso" data-year="2026" data-title="Il%20caso%20del%20Bosco%20Ospizio%3A%20riflessioni" data-url="https%3A%2F%2Flombroso.it%2Fil-caso-del-bosco-ospizio-riflessioni%2F">Luca Lombroso. (2026). <a href="https://lombroso.it/il-caso-del-bosco-ospizio-riflessioni/" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il caso del Bosco Ospizio: riflessioni</a>.</cite><br><cite data-author="FanPage" data-year="2026" data-title="A%20Reggio%20Emilia%20stanno%20sradicando%20un%20bosco%20di%204%2C5%20ettari%20per%20fare%20spazio%20all%E2%80%99ennesimo%20ipermercato" data-url="https%3A%2F%2Fwww.fanpage.it%2Fattualita%2Fa-reggio-emilia-stanno-sradicando-un-bosco-di-45-ettari-per-fare-spazio-allennesimo-ipermercato%2F">FanPage. (2026). <a href="https://www.fanpage.it/attualita/a-reggio-emilia-stanno-sradicando-un-bosco-di-45-ettari-per-fare-spazio-allennesimo-ipermercato/" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">A Reggio Emilia stanno sradicando un bosco di 4,5 ettari per fare spazio all’ennesimo ipermercato</a>.</cite><br><cite data-author="Il%20manifesto" data-year="2026" data-title="Un%20ipermercato%20al%20posto%20di%2045mila%20mq%20di%20bosco" data-url="https%3A%2F%2Filmanifesto.it%2Fun-ipermercato-al-posto-di-45mila-mq-di-bosco">Il manifesto. (2026). <a href="https://ilmanifesto.it/un-ipermercato-al-posto-di-45mila-mq-di-bosco" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Un ipermercato al posto di 45mila mq di bosco</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-protesta-di-cui-pochi-parlano-cercano-di-salvare-un-bosco-vicino-reggio-emilia-sgomberati-dalle-forze-dell-ordine.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Una sola notte e nient'altro: la pianta che apre i suoi fiori al tramonto e offre uno spettacolo unico per i nottambuli]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/una-sola-notte-e-nient-altro-la-pianta-che-apre-i-suoi-fiori-al-tramonto-e-offre-uno-spettacolo-unico-per-i-nottambuli.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Il sole tramonta e il giardino si trasforma. Il profumo appare all'improvviso, dura qualche ora e scompare con l'arrivo del giorno. Così vive questo arbusto, che ha trasformato il suo orologio biologico in uno dei suoi punti di forza.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-noche-y-nada-mas-la-planta-que-abre-sus-flores-al-caer-el-sol-y-regala-un-espectaculo-exclusivo-para-noctambulos-1790774321457.jpg" data-image="ok406eoxol73" alt="piante" title="piante"><figcaption>Sebbene i suoi rami possano inarcarsi e assumere un aspetto pendulo, si tratta di un arbusto e non di una pianta rampicante.</figcaption></figure><p>Prima arriva il suo profumo dolce, intenso e difficile da ignorare; poi, quando si cerca da dove provenga, si scopre che è lei: <strong>la dama della notte in piena fioritura. </strong>I suoi fiori, discreti durante il giorno, si aprono al tramonto e l<strong>iberano un aroma che può essere percepito a diversi metri di distanza</strong>. Poche ore dopo, quando arriva l'alba, lo spettacolo finisce.</p><p>Ma è importante fare una precisazione: non si tratta di una pianta che fiorisce una sola notte nell'arco della sua vita. <strong>Ciò che dura così poco è ogni singolo fiore aperto e profumato. </strong>La pianta può produrre nuovi fiori e ripetere questo ciclo durante la stagione favorevole. Alle nostre latitudini, la fioritura tende a concentrarsi nei mesi più caldi, soprattutto tra primavera ed estate, anche se può prolungarsi in base alle condizioni di coltivazione.</p><h2>Più modi di crescere </h2><p><strong>Il suo nome scientifico è <em>Cestrum nocturnum</em></strong> e appartiene alla famiglia delle solanacee. È originaria delle regioni tropicali e subtropicali dell'America e viene coltivata come pianta ornamentale in molte parti del mondo.</p><p>Il suo aspetto può generare una certa confusione. Non è propriamente una pianta rampicante, <strong>anche se i suoi rami lunghi e flessibili possono incurvarsi, </strong>appoggiarsi su altre piante o assumere un portamento ricadente. </p><p>In realtà, è un arbusto molto ramificato, dalla crescita rapida, <strong>che può raggiungere diversi metri quando dispone di spazio</strong> e di condizioni favorevoli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-noche-y-nada-mas-la-planta-que-abre-sus-flores-al-caer-el-sol-y-regala-un-espectaculo-exclusivo-para-noctambulos-1790774517638.jpg" data-image="kxnpo1ynmxzo" alt="piante" title="piante"><figcaption>Coltivata in vaso, la dama della notte può essere mantenuta più compatta attraverso la potatura, anche se ha bisogno di spazio per sviluppare i suoi vigorosi rami.</figcaption></figure><p>Per questo può assumere forme diverse. In piena terra può diventare un arbusto voluminoso; con la potatura può essere mantenuta più compatta e, in determinati spazi, <strong>i suoi rami possono essere lasciati ricadere sopra un muro o una struttura.</strong></p><p>Non esiste un tempo preciso per stabilire quanto impieghi a raggiungere una determinata dimensione: influiscono il clima, la quantità di luce, l'acqua, il terreno e il fatto che cresca direttamente in terra o in vaso. <strong>Ciò che è documentato è la sua crescita vigorosa in condizioni favorevoli.</strong></p><h3>Sta bene in vaso</h3><p>È una buona alternativa<strong> per cortili, terrazze e balconi perché in vaso è possibile controllare</strong> meglio le dimensioni di un arbusto che, in piena terra, può crescere parecchio.</p><p>Ha bisogno di un vaso ampio,<strong> con un buon drenaggio e un substrato che non rimanga impregnato d'acqua</strong>. La posizione ideale è luminosa, al sole o a mezz'ombra, anche se nelle zone con estati molto intense è consigliabile proteggerla dal sole più forte delle ore centrali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-noche-y-nada-mas-la-planta-que-abre-sus-flores-al-caer-el-sol-y-regala-un-espectaculo-exclusivo-para-noctambulos-1790774631927.jpg" data-image="rw4q2c62rzhz" alt="piante" title="piante"><figcaption>La sua crescita rapida è una delle caratteristiche da considerare prima di scegliere dove collocarla.</figcaption></figure><p>L'irrigazione deve essere regolare durante il periodo di crescita, soprattutto in primavera e in estate.<strong> La chiave è evitare entrambi gli estremi. </strong>In inverno, quando la sua attività diminuisce, anche il fabbisogno d'acqua si riduce.</p><p>La potatura può aiutare a mantenere una forma compatta e a stimolare la ramificazione. Se viene coltivata in vaso, inoltre, <strong>permette di tenere sotto controllo le dimensioni di una pianta naturalmente vigorosa.</strong></p><p>E c'è un aspetto da considerare prima di scegliere dove collocarla:<strong> il profumo può essere davvero intenso.</strong> Una pianta posizionata vicino a una finestra o a uno spazio in cui si trascorre molto tempo durante la notte può riempire l'intero ambiente.</p><h2>Il profumo ha un orario</h2><p>I fiori della dama della notte sono piccoli, tubolari e di tonalità bianche, crema o verdastre.<strong> Con l'avvicinarsi della notte si aprono </strong>e inizia a diffondersi il loro caratteristico aroma.</p><p>Questa caratteristica è legata ai suoi impollinatori. I fiori biancastri e molto profumati r<strong>isultano particolarmente attraenti per gli insetti notturni. </strong>La pianta concentra così i propri segnali di attrazione nel momento in cui questi visitatori possono individuarli.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/dnXghG8emVI/hqdefault.jpg" alt="youtube video id=dnXghG8emVI" id="dnXghG8emVI"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Per questo, quando arriva l'alba, molti fiori hanno già superato il momento di massima apertura e fragranza. </p><p>Ma c'è qualcosa di ancora più sorprendente. Nel 1960, la ricercatrice Lillian Overland dimostrò <strong>che l'apertura dei fiori e l'emissione del profumo seguivano un ritmo interno </strong>di circa 24 ore. Anche in condizioni costanti di luce e temperatura, la pianta manteneva questo comportamento ciclico. </p><p>In altre parole, non ha semplicemente bisogno che qualcuno<strong> spenga la luce per capire che è arrivata la notte.</strong> Ha un proprio orologio biologico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-noche-y-nada-mas-la-planta-que-abre-sus-flores-al-caer-el-sol-y-regala-un-espectaculo-exclusivo-para-noctambulos-1790774850321.jpg" data-image="3654la89m75y" alt="piante" title="piante"><figcaption>Non ha bisogno di mantenere aperte le proprie strutture per tutto il giorno se i suoi principali visitatori arrivano di notte.</figcaption></figure><p>Per questo la dama della notte sembra avere un appuntamento programmato con l'oscurità.</p><h3>Come riprodurla</h3><p>Può essere moltiplicata attraverso i semi o per talea. Per i giardinieri che vogliono ottenere una nuova pianta da un esemplare che già possiedono,<strong> le talee sono l'alternativa migliore </strong>perché permettono di conservare le caratteristiche della pianta madre. È possibile anche la riproduzione per seme.</p><p>Con luce sufficiente, temperature miti, irrigazione equilibrata e un terreno ben drenato, <strong>reagisce rapidamente e può trasformarsi in poco tempo in un arbusto </strong>di buone dimensioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789886" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pensavi-che-i-fiori-sparissero-con-l-estate-questi-4-arbusti-fioriscono-in-autunno.html" title="Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? Questi 4 arbusti fioriscono in autunno">Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? Questi 4 arbusti fioriscono in autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pensavi-che-i-fiori-sparissero-con-l-estate-questi-4-arbusti-fioriscono-in-autunno.html" title="Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? Questi 4 arbusti fioriscono in autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/did-you-think-flowers-disappeared-with-summer-these-4-shrubs-bloom-in-fall-1790025292902_320.jpg" alt="Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? Questi 4 arbusti fioriscono in autunno"></a></article></aside><p>Attenzione, però: <strong>è consigliabile collocarla pensando alle sue dimensioni future,</strong> non soltanto a come appare quando arriva dal vivaio. Una piccola dama della notte può sembrare innocua in un vaso, ma i suoi rami crescono e si moltiplicano rapidamente.</p><p>Durante il giorno potrebbe non accadere nulla di straordinario. Ma <strong>quando il sole tramonta, i piccoli fiori inizieranno ad aprirsi, </strong>il profumo si diffonderà nell'aria e il giardino avrà alcune ore di assoluto protagonismo.</p><p>Poi arriverà l'alba. E la dama della notte tornerà a custodire <strong>il suo segreto fino al prossimo spettacolo.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/una-sola-notte-e-nient-altro-la-pianta-che-apre-i-suoi-fiori-al-tramonto-e-offre-uno-spettacolo-unico-per-i-nottambuli.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 11:34:32 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il periodo tranquillo di questi giorni non avrà vita molto lunga, e dalla prossima settimana una intensa perturbazione potrebbe colpire diverse aree del Paese, con fenomeni anche di forte intensità.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbgizwm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbgizwm.jpg" id="xbgizwm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il mese di ottobre esordisce assicurando condizioni meteorologiche da tarda estate su gran parte del territorio nazionale. Addirittura sulle regioni meridionali, e fra Sardegna e Sicilia, i più fortunati continuano a godersi questo clima da tarda estate al mare, potendo contare su temperature dell’acqua ancora molto calde.</p><div class="texto-destacado">Anche nel corso del weekend l’Italia continuerà a vivere un periodo sostanzialmente tranquillo, protetta da un esteso anticiclone di blocco che si distende dal Mediterraneo fino al Baltico. </div><p>Questa robusta figura di alta pressione manterrà condizioni stabili su gran parte del territorio nazionale, con cieli in prevalenza poco nuvolosi o sereni, temperature miti e venti molto deboli. Sarà ancora una fase di relativa quiete atmosferica, ideale per le attività all’aperto e per chi vuole godersi un po’ di sole.</p><h2><strong>Primi segnali di cambiamento da martedì 6</strong></h2><p>Fra <strong>martedì 6</strong> e <strong>mercoledì 7 ottobre,</strong> tuttavia, il quadro inizierà a modificarsi in modo progressivo. L’anticiclone perderà lentamente forza e si degraderà, mentre sul Mediterraneo rimarrà presente un’ampia riserva di aria calda e molto umida. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm-1790935365447.jpg" data-image="uj76tgfe6prf" alt="Corrente a getto." title="Corrente a getto."><figcaption>A inizio della prossima settimana l’anticiclone perderà lentamente forza e si degraderà, mentre sul Mediterraneo rimarrà presente un’ampia riserva di aria calda e molto umida.</figcaption></figure><p>Le regioni meridionali verranno lambite da una <strong>goccia fredda (depressione chiusa in quota),</strong> in uscita dalla Serbia e dalla Bosnia Erzegovina (<strong>moto retrogradato</strong> rispetto l'anticiclone), che andrà ad accentuare l’instabilità sulle regioni del Centro-Sud</p><p>Questo mix favorirà un graduale aumento dell’instabilità soprattutto fra la Sardegna e le regioni del Centro-Sud. Nel pomeriggio di martedì dei temporali potrebbero sorgere <strong>sulle aree interne dell’Abruzzo meridionale, Molise, Campania, Appennino calabro,</strong> ed in forma più isolata sui monti della Sardegna e Sicilia orientale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791519" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-avverte-la-goccia-fredda-che-si-formera-questo-fine-settimana-portera-forti-temporali-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo avverte: 'la goccia fredda che si formerà questo fine settimana porterà forti temporali in Spagna'">Meteorologo spagnolo avverte: "la goccia fredda che si formerà questo fine settimana porterà forti temporali in Spagna"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-avverte-la-goccia-fredda-che-si-formera-questo-fine-settimana-portera-forti-temporali-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo avverte: 'la goccia fredda che si formerà questo fine settimana porterà forti temporali in Spagna'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/jose-antonio-maldonado-meteorologo-la-dana-que-se-formara-este-fin-de-semana-generalizara-las-tormentas-1790860241969_320.png" alt="Meteorologo spagnolo avverte: 'la goccia fredda che si formerà questo fine settimana porterà forti temporali in Spagna'"></a></article></aside><p>Si tratterà ancora di fenomeni isolati e di durata generalmente limitata, ma sufficienti a interrompere la stabilità degli ultimi giorni e a portare i primi rovesci di una certa intensità.</p><h2><strong>Attenzione alla data di giovedì 8 ottobre</strong></h2><p>Il vero e più significativo peggioramento è atteso per <strong>giovedì 8 ottobre.</strong> Mentre l’anticiclone subtropicale si indebolisce e arretra, e il geopotenziale si abbassa, il flusso perturbato principale scende di latitudine e raggiunge l’Europa centrale e l’area alpina con una saccatura stretta, con a seguito aria fredda polare marittima. </p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xbgj2e2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbgj2e2.jpg" id="xbgj2e2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il transito di questa saccatura attiverà, nei bassi strati, <strong>un deciso richiamo di correnti umide e instabili dai quadranti meridionali.</strong> Quest’aria calda e carico di umidità dal Mediterraneo, molto caldo, andrà a interagire in modo efficace con l’orografia delle Alpi, Prealpi e dell’Appennino, <strong>creando le condizioni ideali per lo sviluppo di temporali intensi, locali nubifragi e forti rovesci.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Le precipitazioni potranno risultare abbondanti e concentrate in poche ore, con accumuli importanti soprattutto sui versanti più esposti ai flussi meridionali.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Dalle ultime elaborazioni del centro di calcolo europeo, nella giornata di giovedì 8, bisognerà fare particolare attenzione ad alcune zone della Liguria e dell’alta Toscana, <strong>dove i modelli numerici indicano la possibilità di raggiungere fino a 100 mm di pioggia in 24 ore.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm-1790940715009.jpg" data-image="61l2neyw9h0c"><figcaption>Il modello meteo ECMWF ipotizza una giornata di forte maltempo venerdì prossimo, 9 ottobre. Le piogge cumulate potrebbero essere molto importanti.</figcaption></figure><p>In queste aree il rischio di criticità idrogeologiche potrebbe aumentare rapidamente, specialmente lungo i corsi d’acqua minori, nei piccoli bacini e sui versanti più ripidi.</p><h2><strong>Le incertezze di questa previsione</strong></h2><p>Trattandosi di una previsione a medio termine e ancora piena di incertezze, sarà fondamentale seguire con attenzione tutti gli aggiornamenti dei centri di calcolo internazionali, nei prossimi giorni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791325" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-tra-caos-atmosferico-e-modelli-incerti-spunta-un-possibile-ciclone-in-sardegna.html" title="Meteo, Luca Lombroso: tra caos atmosferico e modelli incerti, spunta l'ipotesi di un ciclone in Sardegna il 5-7 ottobre">Meteo, Luca Lombroso: tra caos atmosferico e modelli incerti, spunta l'ipotesi di un ciclone in Sardegna il 5-7 ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-tra-caos-atmosferico-e-modelli-incerti-spunta-un-possibile-ciclone-in-sardegna.html" title="Meteo, Luca Lombroso: tra caos atmosferico e modelli incerti, spunta l'ipotesi di un ciclone in Sardegna il 5-7 ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-lombroso-tra-caos-atmosferico-e-modelli-incerti-spunta-un-possibile-ciclone-in-sardegna-1790843297964_320.jpeg" alt="Meteo, Luca Lombroso: tra caos atmosferico e modelli incerti, spunta l'ipotesi di un ciclone in Sardegna il 5-7 ottobre"></a></article></aside><p>La fase di instabilità del 6 e 7 ottobre e, soprattutto, il passaggio della saccatura di <strong>giovedì 8 ottobre</strong>, potrebbero infatti riservare locali situazioni di maltempo intenso e di difficile previsione nella distribuzione precisa delle precipitazioni, data la natura prevalentemente convettiva delle precipitazioni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[ Questo borgo celebra la castagna con una festa medievale: tre weekend d’autunno perfetti a meno di 2 ore da Roma]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questo-borgo-celebra-la-castagna-con-una-festa-medievale-il-weekend-d-autunno-perfetto-a-meno-di-2-ore-da-roma.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 10:24:29 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Il profumo delle caldarroste nell'aria e le atmosfere di altri tempi sono gli ingredienti per un perfetto weekend d'autunno. In un borgo del Lazio circondato da boschi millenari torna ogni anno una sagra della castagna davvero unica</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-borgo-celebra-la-castagna-con-una-festa-medievale-il-weekend-d-autunno-perfetto-a-meno-di-2-ore-da-roma-1790931694711.jpg" data-image="c7bfkzwhcw96" alt="Sagra Soriano nel Cimino" title="Sagra Soriano nel Cimino"><figcaption>Il Castello Orsini e il borgo di Soriano nel Cimino ai suoi piedi</figcaption></figure><p>Ogni anno in provincia di <strong>Viterbo </strong>si ripete una tradizione che anima i <strong>primi tre weekend di ottobre</strong> con una grande festa dove si possono trovare tutte le delizie della regione, insieme a coinvolgenti rievocazioni storiche, giochi, musica e spettacoli.</p><div class="texto-destacado"><br>Un massiccio castello medievale, una faggeta vetusta e soprattutto le castagne sono tutto ciò che serve per celebrare l’autunno con le sue atmosfere e i sapori di stagione.</div><p>Il grande evento dove andare per trascorrere un weekend di ottobre diverso dal solito attira ogni anni centinaia di visitatori per una full immersion nella storia, nella cultura e nelle leggende locali, a nemmeno cento chilometri da Roma.</p><h2>Una sagra per ricordare il passato</h2><p>Non una semplice sagra delle castagne, quella di <strong>Soriano nel Cimino</strong> è una festa che coinvolge di anno in anno tutta la comunità locale e dura ben tre settimane.</p><p>Per le vie dell'affascinante borgo della provincia di Viterbo, non distante da Roma, si respirano suggestive atmosfere grazie a una serie di eventi che affondano le radici in un passato antico di <strong>secoli</strong>.</p><p>La <strong>Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino</strong> nasce infatti sul finire del XV secolo, inizialmente come commemorazione di una dura <strong>battaglia </strong>che nel 1489 salvò da un attacco nemico il <strong>castello Orsini,</strong> il cuore del borgo. La leggenda vuole che a dare l’allarme appena in tempo sia stata un’anziana signora che abitava tra le colline e che quindi salvò il villaggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="737111" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-segreto-dei-cercatori-di-castagne-non-guardare-per-terra-ma-osservare-il-bosco-secondo-queste-semplici-regole.html" title="Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole">Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-segreto-dei-cercatori-di-castagne-non-guardare-per-terra-ma-osservare-il-bosco-secondo-queste-semplici-regole.html" title="Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-segreto-dei-cercatori-di-castagne-non-guardare-per-terra-ma-osservare-il-bosco-secondo-queste-regole-1761929957102_320.jpeg" alt="Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole"></a></article></aside><p>Oggi, a distanza di secoli, la sagra tiene vivo il ricordo di quegli eventi con <strong>manifestazioni, cortei, sfide e spettacoli</strong>, ambientati tra <strong>medioevo e rinascimento</strong>, all’ombra del castello che ancora veglia sul borgo.</p><h2>Le castagne di Soriano nel Cimino nella storia</h2><p>Trascorrere un weekend di ottobre a Soriano nel Cimino è naturalmente il pretesto perfetto non solo per conoscere la lunga storia di questi luoghi, ma soprattutto per assaggiare le squisite <strong>castagne della Tuscia</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-borgo-celebra-la-castagna-con-una-festa-medievale-il-weekend-d-autunno-perfetto-a-meno-di-2-ore-da-roma-1790931818076.jpg" data-image="hckvfytomzvc" alt="castagne Soriano nel Cimino" title="castagne Soriano nel Cimino"><figcaption>Le castagne, protagoniste assolute della grande festa di Soriano nel Cimino</figcaption></figure><p>Questo delizioso frutto dei boschi laziali non è solo di alta qualità, ma è anche un simbolo dell’identità e dell’unità del borgo. Oltre ad essere stata fonte di <strong>sostentamento </strong>per secoli per la popolazione locale, la castagna fu scelta come <strong>simbolo </strong>per celebrare la vittoria all’indomani della battaglia del 1489.</p><p>Oggi la castagna è anche protagonista delle ottime <strong>ricette </strong>con cui le quattro contrade in cui è suddivisa Soriano nel Cimino si sfidano durante il <strong>Convivium Secretum. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="735697" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-superfood-dell-autunno-5-benefici-delle-castagne-che-non-conoscevi.html" title="Il superfood dell'autunno: 5 benefici delle castagne che non conoscevi">Il superfood dell'autunno: 5 benefici delle castagne che non conoscevi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-superfood-dell-autunno-5-benefici-delle-castagne-che-non-conoscevi.html" title="Il superfood dell'autunno: 5 benefici delle castagne che non conoscevi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-superalimento-del-otono-los-5-beneficios-de-comer-castanas-que-desconocias-1761066897593_320.jpeg" alt="Il superfood dell'autunno: 5 benefici delle castagne che non conoscevi"></a></article></aside><p>Questa gara culinaria è al tempo stesso una <strong>rievocazione storica</strong> in cui una locanda per ogni contrada prepara piatti ispirati alla tradizione medievale. Anche l'allestimento delle locande è ispirato alla storia antica e influisce sulla vittoria di un ambito premio finale.</p><h2>Il grande corteo in costume</h2><p>Chi vista Soriano nel Cimino durante la sagra non dovrebbe assolutamente perdersi uno degli eventi più spettacolari della manifestazione, il grande <strong>corteo storico</strong> dal titolo <strong>Soriano e i Suoi Rioni</strong>, che raduna più di <strong>settecento figuranti</strong> vestiti con splendidi abiti realizzati <strong>a mano</strong> e ispirati agli affreschi e alle stampe medievali e rinascimentali. </p><p>Ogni rione ha un tema preferito e così il rione <strong>Papacqua </strong>mette in scena nobili, carrozze e momenti di caccia, il rione <strong>Rocca </strong>punta sui duelli tra spadaccini e sulle imprese dei capitani di ventura, <strong>San Giorgio</strong> porta in piazza la leggendaria battaglia tra San Giorgio e il drago mentre per il rione <strong>Trinità </strong>la protagonista è proprio l’anziana signora che salvò il Castello Orsini avvisando per tempo dell’arrivo dei nemici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="676805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/stagionalita-a-tavola-non-solo-castagne-e-zucche-ecco-tutti-i-tesori-che-caratterizzano-ottobre.html" title="Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre">Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/stagionalita-a-tavola-non-solo-castagne-e-zucche-ecco-tutti-i-tesori-che-caratterizzano-ottobre.html" title="Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/stagionalita-a-tavola-non-solo-castagne-e-zucca-i-tesori-di-ottobre-1728030110450_320.jpg" alt="Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre"></a></article></aside><p>L'alltestimento del corteo è curato in ogni dettaglio e gli abiti sono delle piccole ma delicate opere d'arte, per questo motivo <strong>in caso di pioggia</strong> l'evento può essere <strong>spostato o annullato</strong>. Meglio quindi <strong>controllare </strong>sempre le previsioni del tempo su questo sito prima di mettersi in viaggio.</p><h2>Cosa mangiare alla Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino</h2><p>Locande storiche, stand di street food o semplici caldarroste nel tipico cono di carta: qualunque soluzione si preferisca, le castagne sono naturalmente le protagoniste di ogni pasto durante l'evento.</p><p>I prodotti tipici della regione sono tanti, ma per gli appassionati di castagne non c'è che l'imbarazzo della scelta. <br><br>La <strong>zuppa di ceci e castagne</strong> è uno dei piatti della tradizione, apprezzatissimo in autunno. Altrettanto tipici, sia del luogo che della stagione, sono gli <strong>gnocchi col ferro al profumo di bosco</strong>, preparati secondo l'usanza grazie ad un ferro da lana, si condiscono con castagne sbriciolate, porcini e salsiccia locale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791238" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere.html" title="Ottobre 2026 sarà un mese spettacolare per il cielo: Draconidi, Orionidi e 5 congiunzioni da non perdere">Ottobre 2026 sarà un mese spettacolare per il cielo: Draconidi, Orionidi e 5 congiunzioni da non perdere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere.html" title="Ottobre 2026 sarà un mese spettacolare per il cielo: Draconidi, Orionidi e 5 congiunzioni da non perdere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere-1790760722193_320.jpg" alt="Ottobre 2026 sarà un mese spettacolare per il cielo: Draconidi, Orionidi e 5 congiunzioni da non perdere"></a></article></aside><p>Castagne ed <strong>erbe aromatiche</strong> sono un mix perfetto per condire diversi tipi di carne, e per chiudere in dolcezza c'è un altro grande classico, il <strong>castagnaccio</strong>, ma il <strong>rotolo alle castagne</strong>, fatto con frolla farcita di crema di castagne e cioccolato è altrettanto delizioso.</p><h2>La Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino nel 2026</h2><p>Nel 2026 la Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino si svolge nei weekend dall'1 al 4 ottobre, dall'8 all'11 ottobre e dal 13 al 18 ottobre.</p><p>Sia il centro che il Castello Orsini sono coinvolti con stand gastronomici, mercatini dell'artigianato, esibizioni di sbandieratori e musicisti e visite guidate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-borgo-celebra-la-castagna-con-una-festa-medievale-il-weekend-d-autunno-perfetto-a-meno-di-2-ore-da-roma-1790932013219.jpg" data-image="cuhizj4rwsr3" alt="castagne Cimino" title="castagne Cimino"><figcaption>Un sentiero tra i boschi del Cimino con i colori tipici dell'autunno</figcaption></figure><p>Se il tempo lo consente vale assolutamente la pena visitare anche la <strong>Faggeta Vetusta del Monte Cimino</strong>, un tempo sacra agli etruschi, oggi patrimonio <strong>UNESCO</strong>. Qui vivono indisturbati alcuni dei faggi più alti d'Europa e in autunno i colori del bosco si fanno caldi e vibranti.</p><p>Il <strong>Convivium Secretum</strong> si tiene nelle locande delle quattro contrade la sera di giovedì 15 e venerdì 16 ottobre.</p><p>Il <strong>Corteo Storico Soriano e i suoi Rioni </strong>è previsto invece per domenica 11 ottobre 2026 dalle 15:15 con partenza da Piazza Vittorio Emanuele II, ma nel corso della manifestazione sono in programma anche altre rievocazioni in costume e giochi ispirati alla tradizione medievale. Il programma dettagliato è sul sito dell'evento.<br> </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questo-borgo-celebra-la-castagna-con-una-festa-medievale-il-weekend-d-autunno-perfetto-a-meno-di-2-ore-da-roma.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 30°C in Italia a ottobre: l’ultimo caldo della stagione fino a lunedì 5 e martedì 6, e forse anche oltre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-in-italia-a-ottobre-l-ultimo-caldo-della-stagione-previsto-lunedi-5-e-martedi.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 09:36:46 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Anche all'inizio della settimana prossima le temperature si manterranno al di sopra la media in Italia, con giornate dal sapore tardo-estive e massime sopra i 25°C in molte località, dal Nord al Sud. Si raggiungeranno localmente i 30°C. Una situazione che potrebbe durare ancora, anche dopo martedì 6 ottobre.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbghueu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbghueu.jpg" id="xbghueu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo l'estate più calda mai osservata in Italia da quando ci sono rilevazioni e un mese in gran parte estivo anche a settembre, il caldo non ha ancora detto la sua ultima parola. Ormai non è più il caldo dei mesi scorsi, per fortuna, ma continuano comunque a registrarsi valori ben superiori alla media del periodo. <strong>Un nuovo afflusso di aria calda dal nord Africa sta portando sul nostro paese temperature elevate per il periodo, e vedrà una ulteriore (l'ultima?) vampata, all'inizio della prossima settimana</strong>.</p><p>Si tratta della stessa situazione che vivrà anche la Francia, paese vicino che - pur trovandosi più a nord - registrerà i primi giorni della prossima settimana massime fino a 30°C. Qualcosa di eccezionale visto che ci troviamo a inizio ottobre.</p><p>I giorni di lunedì 5 e martedì 6 ottobre dovrebbero segnare l'ultimo caldo della stagione, in Francia, ma anche in Italia <strong>il termometro supererà frequentemente il segno di 25°C e potrebbe raggiungere localmente i <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Sassari-Europa-Italia-Sassari--1-31338.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">29°C-30°C in Sardegna,</a> ma anche in aree del Centro (<a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Roma-Europa-Italia-Roma--1-31010.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Roma compresa</a>)</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-30-c-in-italia-a-ottobre-l-ultimo-caldo-della-stagione-previsto-lunedi-5-e-martedi-1790931542895.png" data-image="ece5cj2f97o4" alt="Le temperature massime e minime previste nelle principali località italiane domenica 4 ottobre 2026." title="Le temperature massime e minime previste nelle principali località italiane domenica 4 ottobre 2026."><figcaption>Le temperature massime e minime previste nelle principali località italiane domenica 4 ottobre 2026.</figcaption></figure><p>Al nord, poi, dove le massime comunque raggiungeranno i 28°C in certi punti, ci saranno anomalie termiche che si spingeranno <strong>fino a quasi +10°C sopra le medie del periodo.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791368" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta.html" title="Questo weekend una enorme lingua anticiclonica si allungherà dall'Italia alla Penisola Scandinava, poi possibile svolta">Questo weekend una enorme lingua anticiclonica si allungherà dall'Italia alla Penisola Scandinava, poi possibile svolta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta.html" title="Questo weekend una enorme lingua anticiclonica si allungherà dall'Italia alla Penisola Scandinava, poi possibile svolta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta-1790842544406_320.png" alt="Questo weekend una enorme lingua anticiclonica si allungherà dall'Italia alla Penisola Scandinava, poi possibile svolta"></a></article></aside><p>Sarà l'ultimo caldo tardo-estivo? In realtà il modello europeo vede un ridimensionamento dei valori dal 7 ottobre al Sud, mentre <strong>potrebbe durare ancora qualche giorno questa situazione tardo-estiva al Centro-Nord, con massime anche sopra i 25°C in molte località.</strong></p><h2>Fine settimana tardo-estivo</h2><p>Il fine settimana, come abbiamo spiegato qui a Meteored Italia nei giorni scorsi, sarà caldo e dal sapore tardo-estivo in gran parte d'Italia, con massime vicine ai 30°C in molte aree del Centro-Sud, specie in Sardegna e versante tirrenico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-30-c-in-italia-a-ottobre-l-ultimo-caldo-della-stagione-previsto-lunedi-5-e-martedi-1790931177091.jpg" data-image="4uyrwlm56ven"><figcaption>Le temperature previste in Italia domenica 4 ottobre nell'ora di punta, intorno alle 14.</figcaption></figure><p>Ma anche i primi giorni della settimana prossima saranno all'insegna delle temperature tardo-estive. </p><h2>Lunedì e martedì, si sfiorano i 30°C al Centro-Sud. Forti anomalie termiche al Nord</h2><p><strong>Lunedì 5 e martedì 6 In Sardegna potremo registrare 30°C</strong> nelle aree interne, ed avremo massime superiori ai 25°C in tutto il centro-sud. A Roma, martedì 6 ottobre sono previsti 29°C (saranno 27°C il giorno prima), la stessa temperatura prevista a Catania. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791519" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-avverte-la-goccia-fredda-che-si-formera-questo-fine-settimana-portera-forti-temporali-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo avverte: 'la goccia fredda che si formerà questo fine settimana porterà forti temporali in Spagna'">Meteorologo spagnolo avverte: "la goccia fredda che si formerà questo fine settimana porterà forti temporali in Spagna"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-avverte-la-goccia-fredda-che-si-formera-questo-fine-settimana-portera-forti-temporali-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo avverte: 'la goccia fredda che si formerà questo fine settimana porterà forti temporali in Spagna'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/jose-antonio-maldonado-meteorologo-la-dana-que-se-formara-este-fin-de-semana-generalizara-las-tormentas-1790860241969_320.png" alt="Meteorologo spagnolo avverte: 'la goccia fredda che si formerà questo fine settimana porterà forti temporali in Spagna'"></a></article></aside><p>Ma anche al centro-nord assisteremo a una situazione di temperature sopra la media. <strong>A Torino si registreranno 26°C</strong>, un valore molto superiore rispetto alla media del periodo per la città.</p><p>Basta vedere le mappe di anomalia termica per capire che la situazione vedrà massime ben superiori alla norma sul Nord.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-30-c-in-italia-a-ottobre-l-ultimo-caldo-della-stagione-previsto-lunedi-5-e-martedi-1790931049446.jpg" data-image="ix47t30z15u8"><figcaption>Le anomalie termiche di temperatura previste martedì 6 ottobre tra Francia e nord Italia: i valori saranno molto superiori alla norma.</figcaption></figure><p><strong>Al Sud, invece, dopo il 6 ottobre assisteremo probabilmente a un ridimensionamento dei valori</strong> per l'arrivo di una perturbazione con piogge, su cui vi informeremo in altri <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">aggiornamenti qui su Meteored Italia</a>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-in-italia-a-ottobre-l-ultimo-caldo-della-stagione-previsto-lunedi-5-e-martedi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteorologo spagnolo avverte: "la goccia fredda che si formerà questo fine settimana porterà forti temporali in Spagna"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-avverte-la-goccia-fredda-che-si-formera-questo-fine-settimana-portera-forti-temporali-in-spagna.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 08:30:19 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>A partire da domenica 4, la prima profonda depressione isolata dell'autunno si formerà vicino alla Spagna, portando con sé rovesci e temporali localmente intensi in diverse località.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbfx5ya"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbfx5ya.jpg" id="xbfx5ya"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Pochi giorni dopo la fine dell’autunno climatologico, la situazione meteorologica ha subito un cambiamento radicale in Spagna. Sono ormai alle spalle le temperature elevate, superiori ai 35 °C e, in alcune zone del sud-ovest, persino ai 40 °C che hanno caratterizzato la lunghissima ed estrema estate 2026. Inoltre, <strong>le piogge hanno chiaramente guadagnato protagonismo, con fenomeni torrenziali che nel pomeriggio di martedì hanno interessato la Catalogna.</strong></p><p>Dopo il passaggio di un fronte nel pomeriggio di ieri, che ha dato origine a precipitazioni deboli o moderate, <strong>nelle prossime ore torneranno a servire gli ombrelli in Spagna a causa del passaggio di un’onda in quota.</strong> Le piogge si intensificheranno nelle regioni vicine al Mediterraneo, comprese le Baleari, e potranno risultare particolarmente abbondanti tra Valencia e Tarragona.</p><div class="texto-destacado"><strong>Perché l'Italia deve guardare al meteo in Spagna?</strong><br>A partire da domenica 4 ottobre si formerà una DANA, o goccia fredda, a ovest della Penisola Iberica, che darà origine a rovesci e temporali localmente intensi, concentrati soprattutto sui versanti atlantico e mediterraneo. Questa zona di bassa pressione si sposterà poi verso est, ed andrà tenuta d'occhio la sua evoluzione per il possibile avvicinamento all'Italia. Al momento, però, in Italia, domina il bel tempo e la stabilità anticiclonica. Questo fine settimana avremo <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_destacados">temperature sopra la media </a>in gran parte del nostro paese.</div><p><strong>L’elemento più rilevante in vista dei prossimi giorni sarà la DANA (depressione isolata in quota, o goccia fredda) che si formerà nell’Atlantico vicino alla Penisola</strong> Iberica e che all’inizio della prossima settimana porterà una marcata instabilità, a partire dal nord-ovest. Se l’ingresso della DANA sarà confermato, potrebbe essere la prima perturbazione nominata della stagione, con il nome Adam.</p><h2>Piogge torrenziali nelle comunità mediterranee spagnole venerdì 2 e sabato 3 ottobre</h2><p>Nelle ore restanti di giovedì si formeranno nubi a forte sviluppo verticale nelle regioni mediterranee, che daranno origine a forti <strong>rovesci temporaleschi, alcuni dei quali di carattere torrenziale, che interesseranno soprattutto il nord della Comunità Valenciana e il sud di Tarragona.</strong> Il cielo resterà nuvoloso nel nord delle Canarie e sereno al sud.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791368" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta.html" title="Questo weekend una enorme lingua anticiclonica si allungherà dall'Italia alla Penisola Scandinava, poi possibile svolta">Questo weekend una enorme lingua anticiclonica si allungherà dall'Italia alla Penisola Scandinava, poi possibile svolta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta.html" title="Questo weekend una enorme lingua anticiclonica si allungherà dall'Italia alla Penisola Scandinava, poi possibile svolta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta-1790842544406_320.png" alt="Questo weekend una enorme lingua anticiclonica si allungherà dall'Italia alla Penisola Scandinava, poi possibile svolta"></a></article></aside><p><strong>Oggi la temperatura più alta si raggiungerà a Cordova, con 34 °C</strong>, seguita dai 33 °C di Murcia e Siviglia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/jose-antonio-maldonado-meteorologo-la-dana-que-se-formara-este-fin-de-semana-generalizara-las-tormentas-1790859471955.jpg" data-image="jfci99buslcd"><figcaption>Nel resto della settimana le piogge più intense si concentreranno sul Mediterraneo.</figcaption></figure><p>Domani l’instabilità sarà quasi generalizzata sulla Penisola e alle Baleari. <strong>Nelle prime ore le precipitazioni potranno essere ancora molto intense e accompagnate da temporali nella Comunità Valenciana, nel sud di Tarragona</strong>, nella parte orientale della Castiglia-La Mancia e alle Baleari. In queste zone le temperature diminuiranno. Nell’ovest della Penisola il tempo resterà insolitamente caldo per il periodo, con punte di 35 °C a Siviglia.</p><h2>Nel fine settimana si formerà una DANA che estenderà le piogge</h2><p><strong>Sabato</strong> l’atmosfera continuerà a mostrare condizioni di instabilità in gran parte della Penisola, soprattutto nella metà settentrionale, dove prevarranno cieli molto nuvolosi o coperti e si verificheranno <strong>rovesci temporaleschi localmente intensi e irregolari.</strong> Banchi di nebbia mattutini interesseranno il sud-est e l’area dello Stretto. A Cordova e Siviglia le temperature massime raggiungeranno i 33 °C.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorologo-spagnolo-avverte-la-goccia-fredda-che-si-formera-questo-fine-settimana-portera-forti-temporali-in-spagna-1790929719354.jpg" data-image="ilmqwydiu9ku"><figcaption>Precipitazioni molto abbondanti sono attese nel Mediterraneo spagnolo, tra la Comunità Valenciana e la Catalogna.</figcaption></figure><p><strong>Domenica persisterà l’instabilità atmosferica. Si formerà una goccia fredda o DANA a nord-ovest e soffieranno venti umidi provenienti dal Mediterraneo.</strong> Nel corso della mattinata si verificheranno rovesci temporaleschi nella metà orientale della costa cantabrica, mentre nel pomeriggio sarà nelle zone interne che ci sarà una maggiore probabilità di precipitazioni accompagnate da temporali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791325" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-tra-caos-atmosferico-e-modelli-incerti-spunta-un-possibile-ciclone-in-sardegna.html" title="Meteo, Luca Lombroso: tra caos atmosferico e modelli incerti, spunta l'ipotesi di un ciclone in Sardegna il 5-7 ottobre">Meteo, Luca Lombroso: tra caos atmosferico e modelli incerti, spunta l'ipotesi di un ciclone in Sardegna il 5-7 ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-tra-caos-atmosferico-e-modelli-incerti-spunta-un-possibile-ciclone-in-sardegna.html" title="Meteo, Luca Lombroso: tra caos atmosferico e modelli incerti, spunta l'ipotesi di un ciclone in Sardegna il 5-7 ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-lombroso-tra-caos-atmosferico-e-modelli-incerti-spunta-un-possibile-ciclone-in-sardegna-1790843297964_320.jpeg" alt="Meteo, Luca Lombroso: tra caos atmosferico e modelli incerti, spunta l'ipotesi di un ciclone in Sardegna il 5-7 ottobre"></a></article></aside><p><strong>Anche per un altro giorno si formeranno fitte nebbie nelle prime ore nelle vicinanze dello Stretto</strong>, alle Baleari e nell’estremo nord della Penisola.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/jose-antonio-maldonado-meteorologo-la-dana-que-se-formara-este-fin-de-semana-generalizara-las-tormentas-1790859263764.jpg" data-image="du71q084jzas"><figcaption>La DANA si isolerà a ovest della Penisola, risultando perfettamente visibile nei venti previsti a 9.000 metri di quota, dove si intravede una circolazione chiusa. Il vento di levante continuerà a trasportare umidità dal Mediterraneo.</figcaption></figure><p><strong>La prossima settimana è molto probabile che la Penisola venga interessata durante i primi due o tre giorni dalla DANA</strong> di cui abbiamo parlato e che, di conseguenza, si verifichino precipitazioni intense in numerose regioni, con particolare coinvolgimento dei versanti atlantico e cantabrico.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-avverte-la-goccia-fredda-che-si-formera-questo-fine-settimana-portera-forti-temporali-in-spagna.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quando la siccità trasforma le foreste: senza pioggia per troppo tempo gli alberi inquinano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-la-siccita-trasforma-le-foreste-senza-pioggia-per-troppo-tempo-gli-alberi-inquinano.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 07:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Caldo estremo e siccità sono causa di enormi danni ambientali, e anche di un paradosso: la mancanza prolungata di acqua trasforma le foreste rendendole inquinanti</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-la-siccita-trasforma-le-foreste-senza-pioggia-per-troppo-tempo-gli-alberi-inquinano-1790845192231.jpg" data-image="8zpnsceypl3h" alt="foreste siccità" title="foreste siccità"><figcaption>Un'illustrazione rappresenta il viaggio degli elefanti guidati da Annibale attraverso le Alpi</figcaption></figure><p>Le foreste del pianeta sono dei veri e propri <strong>carbon sinks</strong>,<strong> </strong>cioè pozzi di assorbimento dell’anidride carbonica.</p><div class="texto-destacado">Pur non essendo possibile fare un calcolo esatto, si stima che gli alberi riescano ad assorbire un quarto delle emissioni di carbonio dovute alle attività umane.</div><p>La <strong>siccità </strong>però blocca il meccanismo della fotosintesi e <strong>inverte </strong>il ciclo del carbonio trasformando le piante in <strong>fonti di CO₂.</strong></p><h2>Come e perché le piante assorbono CO₂ <br></h2><p>Per crescere e sostentarsi ogni pianta ha bisogno di <strong>zuccheri </strong>che ottiene assorbendo e <strong>convertendo </strong>l’anidride carbonica presente nell’ambiente.</p><p>Potrebbe sembrare quindi che molta CO₂ nell’ambiente possa fornire grandi quantità di nutrimento alla vegetazione favorendone una crescita rapida, ma non è così. </p><p>Questo complesso procedimento richiede un grande <strong>dispendio di acqua</strong> per le piante: per ogni molecola di CO₂ assorbita, la pianta “spende” infatti <strong>quattrocento molecole di acqua</strong> che viene reimmessa nell’ambiente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="727867" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-rinverdimento-del-sahara-comportera-fasi-di-siccita-sempre-piu-estreme-per-l-europa-meridionale.html" title="Un rinverdimento del Sahara comporterà fasi di siccità sempre più estreme per l'Europa meridionale?">Un rinverdimento del Sahara comporterà fasi di siccità sempre più estreme per l'Europa meridionale?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-rinverdimento-del-sahara-comportera-fasi-di-siccita-sempre-piu-estreme-per-l-europa-meridionale.html" title="Un rinverdimento del Sahara comporterà fasi di siccità sempre più estreme per l'Europa meridionale?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-rinverdimento-del-sahara-comportera-fasi-di-siccita-sempre-piu-estreme-per-l-europa-meridionale-1788248605934_320.jpg" alt="Un rinverdimento del Sahara comporterà fasi di siccità sempre più estreme per l'Europa meridionale?"></a></article></aside><p>Un albero di grosse dimensioni arriva a consumare <strong>centinaia </strong>di litri di acqua in un solo giorno, ecco perché durante i periodi di siccità le specie vegetali tendono a <strong>interrompere la fotosintesi</strong> per non disidratarsi del tutto e morire.</p><h2>Il flusso dell'acqua all'interno degli alberi</h2><p>Il complesso procedimento di trasformazione dell’anidride carbonica in zuccheri avviene in particolare grazie agli <strong>stomi</strong>, dei minuscoli fori presenti sulle foglie che si aprono e si chiudono a seconda delle circostanze. Da questi fori esce l’acqua necessaria a completare il procedimento di conversione dell'anidride carbonica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-la-siccita-trasforma-le-foreste-senza-pioggia-per-troppo-tempo-gli-alberi-inquinano-1790845080118.jpg" data-image="41bf8rcgfprv" alt="foglie-stomi" title="foglie-stomi"><figcaption>Gli stomi sulla superficie di una foglia fotografati al microscopio </figcaption></figure><p>Per viaggiare dalle radici alle foglie l'acqua si serve di un meccanismo simile a quello di una <strong>cannuccia </strong>in una bibita. Per metterlo in atto occorre una però una <strong>forte pressione</strong> che diventa estrema quando i terreni si fanno aridi a causa della siccità e l’acqua che le radici possono attingere è sempre meno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788583" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/prevenire-insieme-i-danni-di-siccita-e-alluvioni-due-conseguenze-del-cambiamento-climatico-che-si-aggravano-a-vicenda.html" title="Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda">Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/prevenire-insieme-i-danni-di-siccita-e-alluvioni-due-conseguenze-del-cambiamento-climatico-che-si-aggravano-a-vicenda.html" title="Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-siccita-e-incendi-estivi-rendono-piu-gravi-le-alluvioni-autunnali-1789374295864_320.jpg" alt="Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda"></a></article></aside><p>Questo stato provoca la <strong>cavitazione</strong>, cioè la formazione di <strong>piccole bolle d’aria</strong> all’interno dei canali legnosi nel fusto delle piante, per cui il flusso dell’acqua si blocca del tutto e irreversibilmente. </p><p>Quando questo avviene la pianta si secca e muore.</p><h2>Quando gli alberi diventano inquinanti</h2><p>Se una pianta secca è la conseguenza più evidente della mancanza di acqua, il vero pericolo per l’ambiente è la <strong>chiusura degli stomi</strong> presenti sulle foglie.</p><p>Quando questi minuscoli pori sono chiusi l’assorbimento di CO₂ dall’atmosfera non può avvenire. Nel frattempo la pianta cerca di sopravvivere dando fondo alle <strong>riserve di zucchero</strong> di cui dispone e <strong>rilasciando anidride carbonica</strong> nell’ambiente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780744" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua.html" title="Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua">Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua.html" title="Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785424927522_320.jpeg" alt="Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua"></a></article></aside><p>Anche una volta che la pianta muore, dopo un periodo di siccità, reimmette nell'ambiente tutta l'anidride carbonica accumulata nel corso del suo ciclo vitale. In questo modo gli alberi da <strong>depuratori </strong>dell’aria del pianeta diventano a tutti gli effetti <strong>inquinanti</strong>.</p><p>Oltre a ciò, un ulteriore problema deriva dal fatto che la vegetazione secca si trasforma in facile <strong>combustibile </strong>che alimenta<strong> </strong>gli incendi boschivi.</p><h2>Il riscaldamento globale che trasforma le foreste in savane</h2><p>Oltre ad un effetto devastante sul ciclo dell’anidride carbonica, la chiusura degli stomi causata dalla siccità rischia di avere un effetto domino grave sul <strong>clima mondiale</strong>.</p><p>Le foreste più grandi del pianeta, come <strong>l’Amazzonia</strong>, hanno un proprio ciclo di pioggia locale legato alla salute e al numero delle piante.</p><p>L’acqua che gli alberi delle foreste rilasciano viene trasportata dal vento trasformandosi nei cosiddetti <strong>fiumi volanti</strong> che alimentano fino al 35% delle piogge che cadono sulla foresta stessa. Se le piante smettono di rilasciare acqua, smette anche di piovere e la foresta è quindi <strong>condannata</strong>.</p><p>Esiste un punto di non ritorno per cui il ciclo delle piogge auto generate potrebbe interrompersi irreversibilmente trasformando le più grandi foreste pluviali del pianeta in <strong>aride savane</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="639984" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/consumo-di-questi-prodotti-sta-causando-una-massiccia-deforestazione-globale.html" title="Il consumo di questi prodotti sta causando una massiccia deforestazione globale">Il consumo di questi prodotti sta causando una massiccia deforestazione globale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/consumo-di-questi-prodotti-sta-causando-una-massiccia-deforestazione-globale.html" title="Il consumo di questi prodotti sta causando una massiccia deforestazione globale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uk-consumption-causing-massive-global-deforestation-1704885854665_320.jpeg" alt="Il consumo di questi prodotti sta causando una massiccia deforestazione globale"></a></article></aside><p>L'allarme si raggiunge quando la foresta perde circa il <strong>20-25% </strong>della sua estensione. Inizialmente la stima era meno preoccupante e il punto di non ritorno era il 40% di deforestazione, ma negli ultimi decenni l'aggravarsi del riscaldamento globale ha abbassato di molto la soglia critica.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Luc%C3%ADa%20Caballero" data-year="2026" data-title="Without%20water%2C%20forests%20lose%20their%20ability%20to%20absorb%20CO%E2%82%82" data-url="https%3A%2F%2Ftheconversation.com%2Fwithout-water-forests-lose-their-ability-to-absorb-co-289072">Lucía Caballero. (2026). <a href="https://theconversation.com/without-water-forests-lose-their-ability-to-absorb-co-289072" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Without water, forests lose their ability to absorb CO₂</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-la-siccita-trasforma-le-foreste-senza-pioggia-per-troppo-tempo-gli-alberi-inquinano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño ha raggiunto un'intensità record e non ha ancora toccato il picco: ecco perché il 2027 preoccupa gli esperti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-ha-raggiunto-un-intensita-record-e-non-ha-ancora-toccato-il-picco-ecco-perche-il-2027-preoccupa-gli-esperti.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 05:11:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il fenomeno El Niño sta già raggiungendo un'intensità senza precedenti, sebbene il suo picco abituale non sia ancora stato raggiunto. Gli esperti avvertono che i suoi effetti potrebbero farsi sentire con maggiore intensità nel 2027.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-atteint-un-niveau-jamais-vu-si-tot-dans-l-annee-decouvrez-pourquoi-2027-est-deja-dans-le-viseur-changement-climatique-1790501080024.jpeg" data-image="keh81bxl2rxh" alt="El Niño" title="El Niño"><figcaption>Il fenomeno El Niño potrebbe alterare l’andamento delle precipitazioni e aumentare il rischio di siccità in diverse regioni del mondo.</figcaption></figure><p>Alla data del <strong>21 settembre 2026</strong>, l’anomalia giornaliera della temperatura superficiale nella <strong>regione Niño 3.4</strong> ha raggiunto <strong>3,11 °C</strong>, superando il precedente record di <strong>3,08 °C</strong>, registrato il <strong>18 novembre 2015</strong>, durante l’evento di El Niño del 2015-2016.</p><h2>Un record battuto diversi mesi prima del picco</h2><p><strong>La regione Niño 3.4 si trova nel </strong><strong>Pacifico tropicale centrale.</strong> La sua anomalia di temperatura misura la differenza tra la temperatura della superficie del mare e una media di riferimento.</p><p>La cosa più sorprendente è la data del record. Gli episodi più intensi di El Niño raggiungono generalmente il loro picco tra novembre e dicembre. Tuttavia,<strong> all’inizio di settembre l’anomalia aveva già superato i 3 °C</strong>, contro circa <strong>1,9 °C</strong> nello stesso periodo del <strong>1997 e del 2015</strong>.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="fr" dir="ltr">Le super El Niño de cette année devrait entraîner 451 000 décès dus aux fortes chaleurs dici février 2027 sans compter les conséquences des sécheresses, incendies de forêt et inondations attendues avec la hausse des T°C et les modifications des régimes de précipitations https://t.co/tgvwB9tijU</p> Mystere Météo (@MystereMeteo) <a href="https://x.com/MystereMeteo/status/2102800775990718554?ref_src=twsrc%5Etfw">September 23, 2026</a></blockquote></figure><p>I dati mensili confermano questa tendenza. Nell’<strong>agosto 2026</strong>, l’anomalia del Niño 3.4 ha raggiunto circa <strong>2,45 °C</strong>, superando il massimo della quasi totalità degli episodi precedenti, con l’eccezione del <strong>2015-2016 (2,75 °C)</strong> e del <strong>1877-1878 (circa 2,7 °C)</strong>, un valore ricostruito sulla base di dati marini molto meno frequenti.</p><h2>Un’intensità straordinaria, ma ancora con un certo grado di incertezza</h2><p><strong>Gli scienziati utilizzano anche il </strong><strong>RONI</strong>, un indice che tiene maggiormente conto del riscaldamento generale degli oceani tropicali. A metà settembre ha raggiunto circa <strong>2,5 °C</strong>, un record per questo periodo dell’anno, ma ancora <strong>0,7 °C al di sotto del record giornaliero del 1982</strong>, raggiunto alla fine di dicembre.</p><p>Guardando al futuro, <strong>14 modelli stagionali e 674 simulazioni</strong> prevedono una temperatura massima mensile di circa <strong>4,1 °C</strong>. Nell’<strong>80% delle simulazioni</strong>, il picco si colloca tra <strong>3,4 °C e 4,6 °C</strong>. Tutte superano la temperatura massima mensile del 2015-2016, con una differenza prevista di circa <strong>1,3 °C</strong>.</p><p>Tuttavia, <strong>questa proiezione deve essere considerata con cautela: nessun sistema di previsione stagionale è stato ancora testato su un evento di questa portata.</strong> Inoltre, i modelli hanno leggermente sovrastimato le temperature di agosto, poiché le osservazioni sono risultate circa <strong>0,3 °C inferiori</strong> rispetto a quelle previste.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789992" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-le-previsioni-di-settembre-confermano-un-picco-eccezionale-di-3-5-c.html" title="Super El Niño: le previsioni di settembre confermano un picco eccezionale di 3,5°C">Super El Niño: le previsioni di settembre confermano un picco eccezionale di 3,5°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-le-previsioni-di-settembre-confermano-un-picco-eccezionale-di-3-5-c.html" title="Super El Niño: le previsioni di settembre confermano un picco eccezionale di 3,5°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-previsao-de-setembro-reforca-pico-excepcional-de-3-5-c-1790031405703_320.png" alt="Super El Niño: le previsioni di settembre confermano un picco eccezionale di 3,5°C"></a></article></aside><p>Gli eventi passati rappresentano un punto di riferimento: tutti gli episodi intensi di El Niño osservati finora hanno continuato a intensificarsi dopo la metà di settembre. <strong>I modelli concordano sul fatto che il picco sarà raggiunto tra </strong><strong>novembre 2026 e gennaio 2027</strong>.</p><h2>Perché abbiamo già il 2027 nel mirino?</h2><p>L’influenza di El Niño sulla temperatura media globale non è immediatamente evidente. <strong>Il riscaldamento dell’oceano Pacifico generalmente precede</strong> il suo effetto sulle temperature globali di <strong>diversi mesi.</strong></p><p>Se il picco si verificherà effettivamente tra novembre e gennaio, gran parte della sua influenza si farà sentire nel <strong>2027 anziché nel 2026. Questo</strong> momento arriva mentre <strong>il 2026 si avvia già a diventare l’anno più caldo o il secondo più caldo mai registrato</strong>, secondo le analisi più recenti.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">El Niño ya creció, y nos va a pasar por encima.<br><br>El 25 de septiembre se batió el récord de temperatura absoluta (29,822 °C.) en la zona de El Niño.<br><br>Lo peor de este dato no es que sea el récord o que queden meses de subida, lo peor es que casi nadie entiende qué significa. <a href="https://t.co/bqu05jQd0V">pic.twitter.com/bqu05jQd0V</a></p>— Juan Bordera (@JuanBordera) <a href="https://x.com/JuanBordera/status/2104586063486333420?ref_src=twsrc%5Etfw">September 28, 2026</a></blockquote></figure><p>El Niño è un fenomeno naturale, ma oggi si verifica in un clima già riscaldato dalle attività umane. Pertanto, il record raggiunto a settembre rappresenta solo un primo passo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788883" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'">Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: "chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione-1789500722596_320.jpeg" alt="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"></a></article></aside><p><strong>I prossimi mesi mostreranno se questa intensità eccezionale si manterrà durante l’inverno e quale impatto avrà sulle temperature globali nel 2027.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento dell’articolo</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Zeke%20Hausfather" data-year="2026" data-title="Analysis%3A%20%E2%80%98Super%20El%20Ni%C3%B1o%E2%80%99%20breaks%20%E2%80%98remarkable%E2%80%99%20all-time%20record" data-url="https%3A%2F%2Fwww.carbonbrief.org%2Fanalysis-super-el-nino-reaches-remarkable-all-time-record">Zeke Hausfather. (2026). <a href="https://www.carbonbrief.org/analysis-super-el-nino-reaches-remarkable-all-time-record" target="blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Analysis: ‘Super El Niño’ breaks ‘remarkable’ all-time record</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-ha-raggiunto-un-intensita-record-e-non-ha-ancora-toccato-il-picco-ecco-perche-il-2027-preoccupa-gli-esperti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cannella sulle piante: a cosa serve e l'errore che può danneggiarle]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cannella-sulle-piante-a-cosa-serve-e-l-errore-che-puo-danneggiarle.html</link><pubDate>Thu, 01 Oct 2026 16:51:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Sicuramente hai della cannella in casa, ma forse non sapevi che può essere utilizzata anche sulle piante. Il segreto sta nel sapere quando è utile e quando, invece, è meglio evitarla.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/canela-en-las-plantas-para-que-sirve-y-el-error-que-puede-danarlas-1789607960250.png" data-image="4p0l2kqmrg2g" alt="La cannella contiene composti dalle proprietà benefiche per il giardino, ma utilizzarne una quantità maggiore non significa offrire una protezione migliore alle nostre piante." title="La cannella contiene composti dalle proprietà benefiche per il giardino, ma utilizzarne una quantità maggiore non significa offrire una protezione migliore alle nostre piante."><figcaption>La cannella contiene composti dalle proprietà benefiche per il giardino, ma utilizzarne una quantità maggiore non significa offrire una protezione migliore alle nostre piante.</figcaption></figure><p><strong>Se hai delle piante in casa, probabilmente ti sarai già imbattuto nel famoso consiglio di usare la cannella.</strong> È comparsa della muffa nel terriccio? Cannella. Hai tagliato un ramo? Un po’ di cannella. Pensi di avere un problema di funghi? Anche in questo caso, cannella. Sembra che questo ingrediente serva praticamente a tutto in giardino.</p><p>Per questo la cannella è diventata uno dei rimedi casalinghi preferiti per prendersi cura delle piante. <strong>Alcuni di questi trucchi hanno una base scientifica, anche se molti altri sono stati esagerati nel tempo.</strong> Prima, quindi, di prendere il barattolo dalla cucina, vale la pena capire quando sì e quando no.</p><div class="texto-destacado">La cannella contiene un composto chiamato cinnamaldeide, responsabile in parte del suo aroma e anche di alcune delle sue proprietà. È stata studiata per la sua capacità di limitare la crescita di alcuni funghi, ed è da qui che deriva una parte della sua fama nel giardinaggio.</div><p>Questo è importante quando c’è troppa umidità o quando sono trascorsi diversi giorni di pioggia. Il terriccio impiega più tempo ad asciugarsi, e questo <strong>può far soffrire le radici a causa dell’eccesso d’acqua.</strong> Inoltre, se il vaso rimane bagnato troppo a lungo, possono comparire funghi, cattivi odori e marciumi.</p><p>Ed è qui che si commette uno degli errori più comuni: vedere della muffa o un fungo e applicare la cannella pensando che possa risolvere il problema. <strong>Se il terriccio è zuppo d’acqua, drena male o ha una scarsa ventilazione, la cannella non risolverà la causa.</strong> Per prima cosa bisogna capire da dove deriva l’eccesso di umidità e intervenire su quello.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">E così ho messo mano alla Monstruita, e c'è ancora una pianta dopo averla taleata e trasferita in un vaso più grande, mettendo della cannella sui monconi e mettendo in acqua tutto quello che è venuto fuori, e a occhio, se tutto va bene, mi vengono fuori facilmente tre nuove piante <a href="https://t.co/VnvlNqepgm">pic.twitter.com/VnvlNqepgm</a></p>— Esther️️️ (@haciendoelrubio) <a href="https://x.com/haciendoelrubio/status/2062936913288232986?ref_src=twsrc%5Etfw">5 giugno 2026</a></blockquote></figure><p>Quindi, la cannella serve oppure no? <strong>Può essere utile, ma non è un rimedio per tutto.</strong> La chiave è sapere quando usarla, farlo nelle quantità adeguate e capire di cosa ha realmente bisogno la nostra pianta prima di iniziare a provare rimedi casalinghi.</p><h2>Cosa può fare davvero la cannella per le tue piante</h2><p>La fama della cannella non nasce soltanto da internet. <strong>Questa spezia può avere alcuni impieghi interessanti in giardino</strong>, soprattutto contro alcune muffe, ma è importante capire fin dove può esserci d’aiuto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/canela-en-las-plantas-para-que-sirve-y-el-error-que-puede-danarlas-1789607977751.png" data-image="aiukk7cmfyns" alt="Prima di applicare qualsiasi rimedio casalingo, controlla il substrato, il drenaggio e l’umidità: spesso il vero problema comincia proprio lì." title="Prima di applicare qualsiasi rimedio casalingo, controlla il substrato, il drenaggio e l’umidità: spesso il vero problema comincia proprio lì."><figcaption>Prima di applicare qualsiasi rimedio casalingo, controlla il substrato, il drenaggio e l’umidità: spesso il vero problema comincia proprio lì.</figcaption></figure><p>Una piccola quantità può essere utile in alcuni casi, ma <strong>non è un trattamento per qualsiasi malattia</strong>. Se le radici hanno già iniziato a marcire o è presente un’infezione avanzata, cospargere di cannella il terriccio non sarà la soluzione miracolosa.</p><p>Un altro uso molto comune della cannella consiste nello spargerla sui tagli effettuati durante la potatura. <strong>Non è necessario ricoprire l’intera pianta né riempire il terriccio di cannella; è sufficiente applicarne una piccola quantità direttamente sul taglio.</strong> In questo modo si evita di lasciare quella zona esposta.</p><p>Con il substrato vale qualcosa di simile. Se noti della muffa sulla superficie, <strong>prima di mettere la cannella controlla quanto è umido il terriccio.</strong> Inserisci un dito per un paio di centimetri e, se è ancora bagnato, aspetta prima di annaffiare nuovamente. Controlla anche che i fori sul fondo del vaso non siano ostruiti ed evita di lasciare acqua stagnante nel sottovaso.</p><div class="texto-destacado">I vasi piccoli perdono umidità molto più rapidamente di quelli grandi, quindi due piante vicine non hanno necessariamente bisogno di essere annaffiate nello stesso momento.</div><p>E dopo diversi giorni di pioggia questo aspetto diventa ancora più importante. In questi momenti, <strong>più che aggiungere rimedi, le nostre piante hanno bisogno che il terriccio possa asciugarsi e che le radici tornino ad avere ossigeno</strong>. Se possibile, proteggi i vasi dalla pioggia diretta e sistemali in un luogo ben ventilato.</p><h2>L’errore non è nella cannella, ma nel voler risolvere tutto con la cannella</h2><p>Immagina che siano trascorsi diversi giorni di pioggia e che tu trovi uno strato biancastro sulla superficie del terriccio. Aggiungi molta cannella, il problema scompare alla vista e continui ad annaffiare come prima. <strong>È proprio questo l’errore: l’eccesso di umidità è ancora presente.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/canela-en-las-plantas-para-que-sirve-y-el-error-que-puede-danarlas-1789608011926.png" data-image="lb7bzl7i6zz2" alt="Anche le radici hanno bisogno di aria. Un substrato zuppo d’acqua troppo a lungo può danneggiarle e favorire la comparsa di marciumi." title="Anche le radici hanno bisogno di aria. Un substrato zuppo d’acqua troppo a lungo può danneggiarle e favorire la comparsa di marciumi."><figcaption>Anche le radici hanno bisogno di aria. Un substrato zuppo d’acqua troppo a lungo può danneggiarle e favorire la comparsa di marciumi.</figcaption></figure><p>I primi segnali sono generalmente facili da riconoscere. <strong>Foglie gialle, fusti molli, scarsa crescita, terriccio che rimane bagnato e un cattivo odore del substrato</strong> meritano attenzione. A quel punto è necessario controllare le radici, il drenaggio e la frequenza delle annaffiature, non semplicemente aggiungere altra cannella.</p><p><strong>Nei mesi piovosi, evita di annaffiare le piante semplicemente perché lo prevede il calendario</strong> e svuota i sottovasi dall’acqua accumulata. Anche un substrato ben aerato e con un buon drenaggio è fondamentale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789315" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html" title="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino">Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html" title="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/herbstblueher-bringen-farbe-in-den-eigenen-garten-1789216833036_320.jpeg" alt="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino"></a></article></aside><p>Se individui una malattia in fase avanzata, identifica prima il problema prima di applicare qualsiasi prodotto, perché <strong>non tutti i funghi si possono controllare nello stesso modo e non tutto ciò che è bianco in un vaso è necessariamente dannoso</strong>.</p><p>La cannella può essere una buona alleata per le tue piante, ma non fa miracoli. <strong>Usala quando serve davvero e in piccole quantità.</strong> Se il terriccio è zuppo d’acqua, migliora prima il drenaggio e lascia che si asciughi: sarà molto più utile che svuotare mezzo barattolo di cannella nel vaso.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cannella-sulle-piante-a-cosa-serve-e-l-errore-che-puo-danneggiarle.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Pianeta Rosso non è poi così rosso: su Marte scoperte misteriose rocce viola, scienziati perplessi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-pianeta-rosso-non-e-poi-cosi-rosso-su-marte-scoperte-misteriose-rocce-viola-scienziati-perplessi.html</link><pubDate>Thu, 01 Oct 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Nuove immagini di Marte mostrano una regione polare in cui tonalità rossastre convivono con sfumature viola, rosa e blu, rivelando la diversità dei materiali e dei processi che ne hanno modellato la superficie.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-planeta-rojo-no-es-tan-rojo-las-misteriosas-rocas-purpuras-halladas-en-marte-que-desconciertan-a-la-nasa-1790108561910.jpg" data-image="9u9pzsowjizk" alt="L'immagine mostra Thyles Rupes con una prospettiva zenitale. Si trova al di sopra di alcuni crateri e al di sotto di altri, con quelli più antichi situati al di sotto di essa." title="L'immagine mostra Thyles Rupes con una prospettiva zenitale. Si trova al di sopra di alcuni crateri e al di sotto di altri, con quelli più antichi situati al di sotto di essa."><figcaption>L'immagine mostra Thyles Rupes con una prospettiva zenitale. La formazione si sovrappone ad alcuni crateri e ne è sormontata da altri; quelli più antichi si trovano al di sotto di essa. Crediti: ESA/DLR/FU Berlin.</figcaption></figure><p><strong>Il rosso è, senza dubbio, il colore che definisce Marte</strong>. L’ossido di ferro presente nella polvere e nelle rocce della sua superficie è responsabile delle caratteristiche tonalità rossastre, ocra e marroni che hanno dato al pianeta il suo famoso soprannome: il Pianeta Rosso.</p><div class="texto-destacado">Tuttavia, nuove immagini della sua regione polare meridionale mostrano un volto decisamente più colorato. Qui compaiono <strong>suggestivi vortici di tonalità rosa, viola e rosse attorno a una formazione geologica nota come Thyles Rupes</strong>, un’imponente scarpata di ghiaccio le cui pareti superano il chilometro di altezza.</div><p>Il termine <em>rupes</em> significa <strong>“scarpata”</strong> in latino, mentre Thyles fa riferimento a una <strong>terra mitica dell’estremo nord</strong> menzionata nell’Antichità.</p><h2><strong>Un paesaggio formato da materiali molto diversi</strong></h2><p>La varietà cromatica osservata in questa zona <strong>non è dovuta a un unico materiale.</strong> Ogni tonalità ha un’origine diversa e permette di conoscere meglio la storia geologica di Marte.</p><p>I <strong>settori più scuri</strong> sono associati a materiali vulcanici ricchi di minerali come olivina e pirosseno. Entrambi sono abbondanti anche nel mantello terrestre. </p><p>L’<strong>olivina</strong> è composta da magnesio, ferro e silicati, mentre i <strong>pirosseni</strong> costituiscono un gruppo di minerali silicatici, ricchi di silicio e ossigeno, molto comuni negli strati superiori del mantello terrestre.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-planeta-rojo-no-es-tan-rojo-las-misteriosas-rocas-purpuras-halladas-en-marte-que-desconciertan-a-la-nasa-1790108653899.jpg" data-image="3eehvdepzba8" alt="Questa mappa topografica della regione mostra l’altezza di Thyles Rupes, che supera 1 km. Credito: ESA/DLR/FU Berlin" title="Questa mappa topografica della regione mostra l’altezza di Thyles Rupes, che supera 1 km. Credito: ESA/DLR/FU Berlin"><figcaption>Questa mappa topografica della regione mostra l’altezza di Thyles Rupes, che supera 1 km. Credito: ESA/DLR/FU Berlin.</figcaption></figure><p>Al contrario, le <strong>aree di colore azzurro pallido</strong>, come quelle osservabili all’interno del cratere, sono ricoperte da anidride carbonica congelata. Vicino al polo sud marziano, questo ghiaccio può persistere anche durante la primavera, la stagione in cui è stata ottenuta l’immagine.</p><p>Una delle macchie chiare visibili verso la parte inferiore sinistra corrisponde anch’essa alla regione della calotta polare meridionale. Il nucleo permanente di questa calotta non scompare mai del tutto, anche se su di esso <strong>si sviluppa una copertura stagionale di brina di anidride carbonica</strong>, che aumenta e diminuisce nel corso dell’anno marziano.</p><h2><strong>Perché Marte appare di colore viola?</strong></h2><p>La particolare tonalità violacea che domina gran parte della scena è il risultato di una <strong>combinazione di polvere e brina</strong>. Ma c’è un dettaglio interessante: il paesaggio non presenta necessariamente lo stesso aspetto durante tutta la giornata.</p><div class="texto-destacado"><strong>La luce soffusa delle prime ore del mattino, la polvere sospesa nell’atmosfera, la brina che ricopre il terreno e le zone in cui ghiaccio e particelle di polvere si mescolano generano insieme questo aspetto violaceo.</strong></div><p>Le immagini, quindi, non mostrano soltanto quali materiali si trovano sulla superficie marziana, ma anche <strong>come le condizioni di illuminazione e i cicli giornalieri possano modificare la percezione</strong> di questo paesaggio.</p><h2><strong>Dune diverse da quelle di altre zone di Marte</strong></h2><p>La scena permette inoltre di osservare diverse <strong>strutture sabbiose</strong>. I regimi dei venti di questa regione sono complessi e fanno sì che non compaiano le dune finemente modellate che si possono trovare in altre parti del pianeta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780925" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html" title="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta">La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html" title="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta-1785253730206_320.png" alt="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta"></a></article></aside><p>Si possono distinguere persino le cosiddette <strong>creste barcanoidi</strong>, strutture arcuate simili alle dune barcane presenti nei deserti terrestri. Queste formazioni hanno due estremità, o “corni”, orientate nella direzione verso cui soffia il vento.</p><h2><strong>L’origine di una gigantesca scarpata marziana</strong></h2><p>Thyles Rupes si estende per centinaia di chilometri e anche la sua origine è interessante. La formazione presenta alcune similitudini con le grandi strutture montuose terrestri, anche se <strong>Marte non possiede una tettonica a placche attiva</strong> come quella che caratterizza il nostro pianeta.</p><p>La Terra continua a formare montagne a causa del movimento delle sue placche tettoniche. <strong>Marte, invece, è un pianeta con un’unica placca</strong>, caratterizzato da una crosta rigida e dall’assenza di tettonica attiva.</p><p>Per questo, i ricercatori ritengono che Thyles Rupes si sia probabilmente formata quando l’interno del pianeta era ancora in fase di raffreddamento. Con la contrazione della crosta, alcune zone furono spinte verso l’alto, <strong>dando origine a questa enorme scarpata</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773336" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/artemis-3-luca-parmitano-nominato-pilota-della-missione-nelle-missioni-per-raggiungere-la-luna-c-e-tanta-italia.html" title="Artemis 3: Luca Parmitano nominato pilota della missione più complessa mai realizzata dalla NASA in prospettiva lunare">Artemis 3: Luca Parmitano nominato pilota della missione più complessa mai realizzata dalla NASA in prospettiva lunare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/artemis-3-luca-parmitano-nominato-pilota-della-missione-nelle-missioni-per-raggiungere-la-luna-c-e-tanta-italia.html" title="Artemis 3: Luca Parmitano nominato pilota della missione più complessa mai realizzata dalla NASA in prospettiva lunare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/artemis-3-luca-parmitano-nominato-pilota-della-missione-nelle-missioni-per-raggiungere-la-luna-c-e-tanta-italia-1781174420843_320.png" alt="Artemis 3: Luca Parmitano nominato pilota della missione più complessa mai realizzata dalla NASA in prospettiva lunare"></a></article></aside><p>Negli ultimi decenni, missioni orbitali come <strong>Mars Express</strong>, dell’Agenzia spaziale europea, e il <strong>Mars Reconnaissance Orbiter</strong>, della NASA, hanno permesso di osservare con un livello di dettaglio senza precedenti numerose aree di Marte.</p><p>Sebbene il pianeta non presenti più l’intensa attività geologica che caratterizza la Terra, la sua superficie conserva le tracce di processi avvenuti miliardi di anni fa. Ogni nuova immagine aiuta così a <strong>ricostruire il suo passato</strong> e, allo stesso tempo, permette di comprendere meglio le <strong>differenze tra i mondi rocciosi del Sistema solare</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-pianeta-rosso-non-e-poi-cosi-rosso-su-marte-scoperte-misteriose-rocce-viola-scienziati-perplessi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[È tempo di raccogliere le olive: 10 regole per coltivare un olivo in giardino]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/e-tempo-di-raccogliere-le-olive-10-regole-per-coltivare-un-olivo-in-giardino.html</link><pubDate>Thu, 01 Oct 2026 11:02:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Protagonista dell'autunno, tra raccolta delle olive e nuovi impianti, l'olivo è una pianta rustica e facile da coltivare: ecco tutto quello che c'è da sapere per portare l'atmosfera mediterranea sul terrazzo o in giardino.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-tempo-di-raccogliere-le-olive-10-regole-per-coltivare-un-olivo-in-giardino-1790677044603.jpeg" data-image="nhudg7vm1l5b"><figcaption>È tempo di raccogliere le olive: 10 regole per coltivare un olivo in giardino</figcaption></figure><p><strong>L'autunno è un periodo importante per l'olivo: tra ottobre e dicembre, a seconda della varietà e delle condizioni climatiche, arriva il momento della raccolta delle olive</strong>. È anche una stagione favorevole, nelle aree dal clima più mite, per mettere a dimora nuovi esemplari. Grazie alla sua resistenza alla siccità e alle temperature elevate, l'olivo è oggi sempre più diffuso anche al di fuori delle tradizionali aree mediterranee, favorito anche da inverni mediamente più miti. Ecco 10 regole per coltivarlo in giardino o in vaso, sia a scopo ornamentale sia per produrre olive.</p><h2>1. Scegliere la varietà</h2><p><strong>Le varietà di olivo sono numerose e presentano caratteristiche differenti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-tempo-di-raccogliere-le-olive-10-regole-per-coltivare-un-olivo-in-giardino-1790677070487.jpeg" data-image="9w865qt4e52r"><figcaption>Scegliere la varietà</figcaption></figure><p>Prima dell'acquisto è quindi utile informarsi sulla loro adattabilità al clima locale, sulla resistenza al freddo, sulla vigoria e sulla destinazione delle olive. Se l'obiettivo è ottenere frutti, va inoltre considerata la necessità di favorire l'impollinazione, scegliendo eventualmente varietà compatibili.</p><h2>2. Scegliere l'età della pianta</h2><p><strong>Nei vivai si trovano olivi di età e dimensioni molto diverse</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-tempo-di-raccogliere-le-olive-10-regole-per-coltivare-un-olivo-in-giardino-1790677084598.jpeg" data-image="2xuqvqdwu2rk"><figcaption>Scegliere l'età della pianta</figcaption></figure><p>Una pianta adulta offre un effetto ornamentale immediato, ma ha un costo maggiore e può rendere più complesso il trapianto. Una giovane pianta è invece più economica, attecchisce generalmente con maggiore facilità e permette di accompagnarne la crescita nel tempo.</p><h2>3. Garantire il pieno sole</h2><p><strong>L'olivo ama la luce: scegliamo quindi una posizione molto luminosa, possibilmente esposta al sole per gran parte della giornata</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-tempo-di-raccogliere-le-olive-10-regole-per-coltivare-un-olivo-in-giardino-1790677099294.jpeg" data-image="yrfwmul7oxxd"><figcaption>Garantire il pieno sole</figcaption></figure><p>In zone soggette a inverni rigidi può essere utile anche una collocazione riparata dai venti freddi.</p><h2>4. Irrigare senza ristagni</h2><p><strong>La resistenza alla siccità non significa che l'olivo non abbia bisogno d'acqua</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-tempo-di-raccogliere-le-olive-10-regole-per-coltivare-un-olivo-in-giardino-1790677115210.jpeg" data-image="v4wcelf0d6fn"><figcaption>Irrigare senza ristagni</figcaption></figure><p>Le giovani piante necessitano di irrigazioni regolari durante l'attecchimento, mentre gli esemplari adulti in piena terra possono essere molto più autonomi. In vaso, invece, l'acqua va fornita più frequentemente. In ogni caso, è fondamentale evitare i ristagni.</p><h2>5. Concimare nel momento giusto</h2><p><strong>Al momento della messa a dimora è utile preparare adeguatamente il terreno e fornire sostanza organica ben matura</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-tempo-di-raccogliere-le-olive-10-regole-per-coltivare-un-olivo-in-giardino-1790677132205.jpeg" data-image="f9ndmddpalhk"><figcaption>Concimare nel momento giusto</figcaption></figure><p>Successivamente, le concimazioni vanno concentrate soprattutto durante la fase vegetativa, seguendo le esigenze della pianta ed evitando eccessi, in particolare di azoto, che possono favorire una vegetazione troppo vigorosa a scapito della fruttificazione.</p><h2>6. Scegliere un vaso ampio</h2><p><strong>L'olivo può vivere e crescere anche in vaso, diventando un elemento ornamentale molto suggestivo su terrazzi e spazi esterni</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-tempo-di-raccogliere-le-olive-10-regole-per-coltivare-un-olivo-in-giardino-1790677147173.jpeg" data-image="e0stf4s34qh7"><figcaption>Scegliere un vaso ampio</figcaption></figure><p>Il contenitore deve essere ampio e proporzionato alla zolla, soprattutto se si vuole evitare di rinvasare frequentemente una pianta che, con il tempo, può diventare pesante e difficile da movimentare. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789886" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pensavi-che-i-fiori-sparissero-con-l-estate-questi-4-arbusti-fioriscono-in-autunno.html" title="Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? 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Lasciare spazio tra le piante</h2><p><strong>In piena terra, due olivi non dovrebbero essere collocati troppo vicini</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-tempo-di-raccogliere-le-olive-10-regole-per-coltivare-un-olivo-in-giardino-1790677162756.jpeg" data-image="0152oewf60f9"><figcaption>Lasciare spazio tra le piante</figcaption></figure><p>La distanza dipende dalla varietà, dalla vigoria e dalla forma che si intende dare alla chioma, ma in un normale giardino è opportuno lasciare diversi metri tra gli esemplari, così da garantire spazio per lo sviluppo delle radici e della chioma e una buona illuminazione.</p><h2>8. Potare con moderazione</h2><p><strong>La potatura serve soprattutto a dare una forma equilibrata alla pianta, mantenere la chioma arieggiata e luminosa ed eliminare rami secchi, danneggiati o malati</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-tempo-di-raccogliere-le-olive-10-regole-per-coltivare-un-olivo-in-giardino-1790677180822.jpeg" data-image="0qm3jpt983ep"><figcaption>Potare con moderazione</figcaption></figure><p>Non è necessario intervenire in modo drastico ogni anno: una potatura eccessiva può alterare l'equilibrio vegetativo e ridurre la produzione.</p><h2>9. Proteggerlo dal freddo</h2><p><strong>L'olivo è resistente, ma non è una pianta da climi molto rigidi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-tempo-di-raccogliere-le-olive-10-regole-per-coltivare-un-olivo-in-giardino-1790677195084.jpeg" data-image="gdqlnaqrmu8h"><figcaption>Proteggerlo dal freddo</figcaption></figure><p>La tolleranza alle basse temperature varia in funzione della varietà, dell'età e delle condizioni della pianta. I giovani esemplari sono i più vulnerabili e, nelle zone soggette a gelate intense, possono avere bisogno di protezioni invernali. Nelle aree più fredde è quindi importante scegliere con attenzione la varietà e la posizione.</p><h2>10. Raccogliere le olive al momento giusto</h2><p><strong>Il periodo della raccolta varia in base alla varietà, all'andamento della stagione e all'uso che si vuole fare delle olive</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-tempo-di-raccogliere-le-olive-10-regole-per-coltivare-un-olivo-in-giardino-1790677211893.jpeg" data-image="44dym61m11v7"><figcaption>Raccogliere le olive al momento giusto</figcaption></figure><p>Il grado di maturazione influenza infatti sia le caratteristiche del frutto sia quelle dell'olio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788328" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-pezzo-di-zenzero-puo-trasformarsi-in-una-pianta-un-vaso-della-terra-e-giusta-irrigazione-sono-tutto-cio-che-serve.html" title="Un pezzo di zenzero può trasformarsi in una pianta: un vaso, della terra e giusta irrigazione sono tutto ciò che serve">Un pezzo di zenzero può trasformarsi in una pianta: un vaso, della terra e giusta irrigazione sono tutto ciò che serve</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-pezzo-di-zenzero-puo-trasformarsi-in-una-pianta-un-vaso-della-terra-e-giusta-irrigazione-sono-tutto-cio-che-serve.html" title="Un pezzo di zenzero può trasformarsi in una pianta: un vaso, della terra e giusta irrigazione sono tutto ciò che serve"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-trozo-de-jengibre-puede-convertirse-en-una-planta-maceta-sustrato-y-riego-en-equilibrio-es-todo-lo-que-necesitas-1789062829879_320.jpeg" alt="Un pezzo di zenzero può trasformarsi in una pianta: un vaso, della terra e giusta irrigazione sono tutto ciò che serve"></a></article></aside><p>Per una pianta coltivata in giardino, la raccolta può diventare anche l'occasione per osservare da vicino il ciclo dell'olivo e apprezzarne il valore ornamentale e produttivo.</p><h2>Un angolo di Mediterraneo in giardino </h2><p><strong>Celebri per la loro longevità e resistenza, gli olivi sono testimoni viventi di secoli di storia</strong>. Ogni esemplare piantato oggi può così diventare testimone della storia presente e futura. In vaso o in giardino, porta l'atmosfera mediterranea anche lontano dal mare, trasformando uno spazio all'aperto in un piccolo angolo di natura autentica.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/e-tempo-di-raccogliere-le-olive-10-regole-per-coltivare-un-olivo-in-giardino.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, Luca Lombroso: tra caos atmosferico e modelli incerti, spunta l'ipotesi di un ciclone in Sardegna il 5-7 ottobre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-tra-caos-atmosferico-e-modelli-incerti-spunta-un-possibile-ciclone-in-sardegna.html</link><pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:29:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Situazione meteo incerta: si apre la possibilità di formazione di cicloni nel Mediterraneo, arriveranno le tanto attese piogge? Analizziamo la situazione attraverso i prodotti ensemble ECMWF: ci sono vari scenari dai prodotti cluster, ecco nell’articolo quelli più probabili. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbffria"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbffria.jpg" id="xbffria"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Seguiamo con attenzione le mappe a medio termine in questi caldi giorni, <strong>l’anomalo anticiclone infatti sta aprendo ottobre mite, i 30°C </strong>sono ancora presenti in alcune stazioni sinottiche italiane del centro e Sardegna. </p><p>Anche al nord<strong> le giornate sono tiepide per la stagione, </strong>e soprattutto<strong> mancano le vere piogge autunnali.</strong> Assenti finora le classiche tempeste equinoziali, ed ora siamo nel mese che, insieme a novembre, è statisticamente il più piovoso dell’anno al nord e per molte zone del centro.</p><p>Il peggioramento atlantico è slittato avanti, con<strong> le mappe meteo che sembrano “cambiare idea” ogni giorno</strong>. In realtà i modelli non cambiano idea ma ricalcolano, e con la tecnica cluster ECMWF possiamo anche sapere quanto è possibile che cambino idea nonché in che direzione.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Attualmente<strong> l’alta pressione si struttura in due centri uniti da una sella</strong>; un massimo di 1030 hPa si trova sulla Francia, <strong>il fronte responsabile delle piogge torrenziali sta andando in frontolisi</strong> per l’effetto blocco dell’altro grande massimo di 1035 hPa presente fra Russia e Finlandia.</p><p><strong>Nel fine settimana la pressione resterà livellata su valori alti</strong> in tutta Italia. Una modesta ondulazione del flusso sfiorerà il nord lunedì, ma senza effetti significativi. Nelle ultime ore poi <strong>è spuntato un possibile ciclone in formazione </strong>fra le isole Baleari e la Sardegna.</p><h2>Estate ottobrina nel fine settimana</h2><p>La giornata di<strong> venerdì 2 ottobre vede stratificazioni medio alte al nordovest e Sardegna, con qualche leggera pioggia</strong> irregolare e intermittente. <strong>Nel resto del nord ampiamente soleggiato</strong>, specie al nordest, <strong>bel tempo anche al centro sud, </strong>giornata molto mite per ottobre.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791368" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta.html" title="Questo weekend una enorme lingua anticiclonica si allungherà dall'Italia alla Penisola Scandinava, poi possibile svolta">Questo weekend una enorme lingua anticiclonica si allungherà dall'Italia alla Penisola Scandinava, poi possibile svolta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta.html" title="Questo weekend una enorme lingua anticiclonica si allungherà dall'Italia alla Penisola Scandinava, poi possibile svolta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta-1790842544406_320.png" alt="Questo weekend una enorme lingua anticiclonica si allungherà dall'Italia alla Penisola Scandinava, poi possibile svolta"></a></article></aside><p><strong>Sabato 3 e domenica 4 ottobre fine settimana quasi tardo estivo,</strong> in alcune zone anche caldo. Pur con cielo a tratti velato,<strong> avremo tanto sole</strong> su tutta la Penisola, splendide giornate sulle Alpi specie centro orientali, sole e tepore nelle spiagge. </p><p><strong>Calde le città, con 26-28°C diffusi</strong> da nord a sud, <strong>in Toscana e Lazio picchi di 30°C</strong> specie nelle città, incluse Roma e Firenze.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-lombroso-tra-caos-atmosferico-e-modelli-incerti-spunta-un-possibile-ciclone-in-sardegna-1790796490401.jpg" data-image="or9b56dkhif9"><figcaption>Marcata escursione termica in Pianura Padana e conche del centro: di giorno, come mostravamo ieri, le temperature sono nettamente sopra la media, ma di notte i valori scendono di un paio di gradi sotto ai riferimenti climatici. </figcaption></figure><p><strong>Sulla Sardegna nella costa occidentale aumento delle nubi</strong>, su quella sudorientale domenica possibili piogge a tratti. Rinforzano i venti meridionali nei canali di Sicilia e Sardegna, </p><h2>Inizio settimana, 5-7 ottobre: ciclone verso la Sardegna?</h2><p>Negli ultimi aggiornamenti modellistici per inizio settimana <strong>il nord pare fuori dalle perturbazioni, </strong>ancora sostanzialmente in campo barico livellato, anche se indebolito e con maggiori stratificazioni.<strong> Non mancherà ampio spazio al sole,</strong> anche al centro prevale soleggiato. Spunta però una importante novità, soprattutto nel modello tedesco ICON.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-lombroso-tra-caos-atmosferico-e-modelli-incerti-spunta-un-possibile-ciclone-in-sardegna-1790796557286.jpg" data-image="gn55bvbiqtwl"><figcaption>Ancora le piogge cumulate ECMWF non mostrano l'arrivo delle tanto attese e imporanti precipitazioni autunnali. Da seguire però la zona fra Francia e Baleari, da cui potrebbe evolvere un ciclone in movimento verso la Sardegna.</figcaption></figure><p><strong>Potrebbe formarsi un ciclone mediterraneo con circolazione chiusa (DANA) fra le Baleari e il sud della Francia, </strong>in possibile movimento verso la Sardegna. </p><p><strong>Questo scenario non si vede in ECMWF,</strong> né nei cluster ne nel modello operativo, che invece propendono per un promontorio subtropicale con solo modeste infiltrazioni umide ai suoi fianchi. </p><h2>8-11 ottobre: prevale il caos</h2><p><strong>Può il battito d’ali di una farfalla in Brasile scatenare un ciclone in Italia?</strong> La nota frase di Edward Lorenz, adattata al Mediterraneo, riassume bene la situazione.<strong> Gli spaghetti e il plume sono dispersi come di rado capita</strong>, ma qualcosa si può capire col prodotto cluster. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Può il battito d’ali di una farfalla in Brasile scatenare un ciclone in Italia?<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In pratica, <strong>da giovedì a domenica della prossima settimana aumenta la possibilità di una fase perturbata </strong>sull’Italia, ma la traiettoria delle perturbazioni e la loro intensità resta molto incerta. Sono cinque gli scenari, alcuni includono saccature in approfondimento, uno propone anche un ciclone sul centro nord Italia, ma è minoritario.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790843" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo.html" title="Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia ">Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo.html" title="Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo-1790591687816_320.jpg" alt="Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia "></a></article></aside><p>Riassumendo:<strong> si delinea una possibile fase di maltempo, </strong>ma è ancora presto per stabilire con precisione dove e con quale intensità colpirà l'Italia, così come le regioni più coinvolte.</p><h2>Che succederà nella settimana di metà ottobre?</h2><p>Oltre l’11 ottobre<strong> la previsione si fa ancora più dispersa</strong>. Tra lunedì 12 e giovedì 15 <strong>i cinque scenari cluster sono nettamente diversi</strong>. Alcuni mantengono depressioni sul Mediterraneo,<strong> uno minoritario vede una saccatura con ciclone sull’Italia</strong>, altri spostano le onde della corrente a getto un po’ ovunque, nell’Atlantico, in Europa centrale o il Nord Africa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791179" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/che-tempo-fara-a-ottobre-2026-le-ultime-novita-dalla-tendenza-meteo-secondo-ecmwf.html" title="Previsioni meteo ottobre 2026, le ultime novità dai modelli ECMWF: 'verso il primo grande cambio di circolazione'">Previsioni meteo ottobre 2026, le ultime novità dai modelli ECMWF: "verso il primo grande cambio di circolazione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/che-tempo-fara-a-ottobre-2026-le-ultime-novita-dalla-tendenza-meteo-secondo-ecmwf.html" title="Previsioni meteo ottobre 2026, le ultime novità dai modelli ECMWF: 'verso il primo grande cambio di circolazione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/che-tempo-fara-a-ottobre-2026-le-ultime-novita-dalla-tendenza-meteo-secondo-ecmwf-1790718263117_320.jpg" alt="Previsioni meteo ottobre 2026, le ultime novità dai modelli ECMWF: 'verso il primo grande cambio di circolazione'"></a></article></aside><p>Non vi sono scenari di freddo, mentre riguardo le piogge è poco probabile una vera svolta verso l’ingresso deciso dell’Atlantico. Possibili alcune fasi di maltempo in Italia, ma probabilmente non organizzate e persistenti e tali da parlare di vera e definitiva svolta piovosa. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-tra-caos-atmosferico-e-modelli-incerti-spunta-un-possibile-ciclone-in-sardegna.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questo weekend una enorme lingua anticiclonica si allungherà dall'Italia alla Penisola Scandinava, poi possibile svolta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta.html</link><pubDate>Thu, 01 Oct 2026 08:17:59 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Sembra fine estate, ma siamo in pieno autunno. Ottobre parte con temperature sopra la media al Nord e tempo stabile ovunque. Ecco come sarà il fine settimana e la prossima settimana in Italia e quando potrebbe arrivare la svolta autunnale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbfr8ha"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbfr8ha.jpg" id="xbfr8ha"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Ottobre è appena iniziato, ma a guardare le condizioni meteorologiche sull’Italia sembrerebbe quasi di trovarsi ancora alle battute finali dell’estate</strong>. L’autunno, almeno quello caratterizzato da perturbazioni organizzate, piogge diffuse e temperature decisamente più fresche, dovrà ancora aspettare. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L’alta pressione continuerà infatti a proteggere gran parte della Penisola anche durante il primo weekend di ottobre</strong>, garantendo condizioni prevalentemente stabili e temperature superiori alle medie del periodo.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La situazione atmosferica europea resta comunque piuttosto movimentata. Sul settore occidentale del continente agiscono profonde depressioni atlantiche, mentre più a est la risposta della circolazione favorisce il mantenimento di un promontorio anticiclonico esteso.</p><p>L’Italia rimarrà quindi sostanzialmente ai margini del flusso perturbato principale, con soltanto qualche infiltrazione nuvolosa capace di raggiungere soprattutto le regioni settentrionali.</p><p><strong>Il risultato sarà un fine settimana nel complesso stabile, asciutto e decisamente mite su buona parte del Paese</strong>, sebbene non mancheranno alcune eccezioni.</p><h2><strong>Sabato con qualche disturbo, domenica meglio</strong></h2><p>Il primo weekend di ottobre, quindi, dovrebbe trascorrere senza particolari scossoni meteorologici, con l’alta pressione ancora sufficientemente solida da proteggere gran parte dell’Italia dall’arrivo delle perturbazioni atlantiche. </p><div class="texto-destacado"><strong>Tra sabato 3 e domenica 4 ottobre avremo quindi molte ore di sole, poche precipitazioni e soprattutto temperature ancora elevate per il periodo</strong>, in un contesto che continuerà ad avere ben poco di pienamente autunnale.</div><p>Questo non significa che il cielo sarà completamente sereno ovunque. Le regioni settentrionali rimarranno quelle maggiormente esposte alle infiltrazioni più umide che riusciranno a scorrere lungo il bordo dell’anticiclone. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta-1790840683273.jpg" data-image="lqal0oj2m6lb" alt="Una perturbazione cercherà di affacciarsi sull'Italia" title="Una perturbazione cercherà di affacciarsi sull'Italia"><figcaption>Rischio pioggia per sabato sui settori nord occidentali</figcaption></figure><p>Qualche nube in più sarà possibile soprattutto al Nord-Ovest e in prossimità dell’arco alpino, dove localmente potranno verificarsi anche brevi precipitazioni. <strong>Allontanandosi dalle Alpi, però, il rischio di pioggia diminuirà rapidamente</strong>, lasciando spazio a condizioni decisamente più asciutte e a schiarite anche ampie sulle pianure.</p><p>Sul resto della Penisola l’atmosfera si presenterà ancora più tranquilla. Tra le regioni centrali, il Meridione e le due Isole maggiori saranno soprattutto il sole e la stabilità a caratterizzare il fine settimana, pur con il passaggio di qualche nube e con addensamenti temporaneamente più consistenti su alcune zone. </p><p>Toscana, settori ionici e rilievi meridionali potranno vedere qualche momento più nuvoloso, ma <strong>non si intravedono al momento le condizioni per un peggioramento organizzato capace di coinvolgere vaste aree del Paese</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791179" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/che-tempo-fara-a-ottobre-2026-le-ultime-novita-dalla-tendenza-meteo-secondo-ecmwf.html" title="Previsioni meteo ottobre 2026, le ultime novità dai modelli ECMWF: 'verso il primo grande cambio di circolazione'">Previsioni meteo ottobre 2026, le ultime novità dai modelli ECMWF: "verso il primo grande cambio di circolazione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/che-tempo-fara-a-ottobre-2026-le-ultime-novita-dalla-tendenza-meteo-secondo-ecmwf.html" title="Previsioni meteo ottobre 2026, le ultime novità dai modelli ECMWF: 'verso il primo grande cambio di circolazione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/che-tempo-fara-a-ottobre-2026-le-ultime-novita-dalla-tendenza-meteo-secondo-ecmwf-1790718263117_320.jpg" alt="Previsioni meteo ottobre 2026, le ultime novità dai modelli ECMWF: 'verso il primo grande cambio di circolazione'"></a></article></aside><p>Anche nel corso di domenica il quadro generale dovrebbe rimanere sostanzialmente invariato, con schiarite diffuse e soltanto qualche disturbo più probabile ancora una volta sulle aree alpine centro-occidentali e localmente sui rilievi tra Calabria e Sicilia.</p><p><strong>Le temperature continueranno a mantenersi su valori superiori alle medie tipiche dell’inizio di ottobre</strong>, con massime che in molte località potranno oscillare indicativamente <strong>tra 23 e 29°C</strong>. Le anomalie termiche saranno particolarmente evidenti al Centro-Nord e sulla Sardegna, mentre sulle regioni settentrionali lo scarto rispetto alla norma potrà raggiungere localmente anche 3-4°C.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta-1790840784451.jpg" data-image="4zqa48k52pg5" alt="Anticiclone si, ma caldo senza eccessi" title="Anticiclone si, ma caldo senza eccessi"><figcaption>Le temperature massime previste per la giornata di domenica 4 ottobre</figcaption></figure><p>Non parleremo necessariamente di caldo eccezionale, ma <strong>la sensazione durante le ore centrali della giornata sarà ancora quella di una stagione decisamente in ritardo rispetto al calendario. </strong></p><p>Anche il vento non dovrebbe rappresentare un elemento particolarmente significativo sulla maggior parte del territorio nazionale, fatta eccezione per alcune aree del Mediterraneo occidentale, come la Sardegna.</p><h2><strong>E la prossima settimana? Si intravede qualche movimento</strong></h2><p>La persistenza dell’anticiclone potrebbe però iniziare a mostrare qualche crepa durante la prossima settimana. </p><p><strong>Tra il 5 e il 7 ottobre il quadro dovrebbe rimanere ancora relativamente stabile soprattutto al Centro-Nord</strong>, mentre sulle basse latitudini mediterranee potrebbe svilupparsi una circolazione più instabile, con il Sud maggiormente esposto a qualche rovescio o temporale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790843" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo.html" title="Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia ">Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo.html" title="Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo-1790591687816_320.jpg" alt="Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia "></a></article></aside><p>La parte più interessante, ma anche più incerta, riguarda però i giorni successivi. <strong>Verso la seconda metà della prossima settimana potrebbe aumentare la possibilità di una discesa di aria più fredda dal Nord Europa</strong>, con l’anticiclone progressivamente più defilato verso l’Atlantico. .</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></strong><br> </div><p>Per parlare di una vera svolta autunnale, però, è ancora presto: <strong>la distanza temporale resta elevata e saranno necessari i prossimi aggiornamenti per capire se ottobre riuscirà davvero a cambiare passo dopo questo lungo avvio dal sapore tardo-estivo.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/lingua-anticiclonica-fino-alla-penisola-scandinava-nel-weekend-poi-possibile-svolta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cosa ci ucciderà per primo: l'IA o il cambiamento climatico?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-ci-uccidera-per-primo-l-ia-o-il-cambiamento-climatico.html</link><pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:28:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Tecnologie come l'Intelligenza Artificiale (IA) promettono innanzitutto di risolvere problemi quali il cambiamento climatico, per poi aggravarlo ulteriormente sovrapponendovi altre problematiche per le quali non disponiamo di soluzioni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/what-will-kill-us-first-ai-or-climate-change-1790274359016.jpg" data-image="s6mnxvckiybb" alt="Climate change versus AI" title="Climate change versus AI"><figcaption>Cosa ci ucciderà per primo: l'intelligenza artificiale o il cambiamento climatico? Non abbiamo una risposta chiara.</figcaption></figure><p>Alcuni esperti che lavorano nel campo dell’intelligenza artificiale (IA) ci hanno <strong>avvertito che una superintelligenza sviluppata nei prossimi anni potrebbe potenzialmente portare alla fine dell’umanità</strong>. I leader del settore hanno liquidato queste affermazioni come allarmismo, ma c’è un’altra minaccia che incombe: quella del cambiamento climatico. L’umanità sembrerebbe quindi condannata da entrambi i lati. Se non sarà una minaccia a colpirci, potrebbe essere l’altra. Dunque, quale delle due ci farà più male per prima?</p><h2>Cosa sta facendo l’IA?</h2><p><strong>L’avvento dei chatbot basati sull’IA ci ha certamente reso la vita più facile.</strong> In passato, quando avevamo un dubbio, lo inserivamo come query in un motore di ricerca e ottenevamo un centinaio di risultati, tra i quali dovevamo cercare quello giusto. L’IA, invece, svolge questa selezione al posto nostro e ci fornisce una risposta quasi completa.</p><p>Che si tratti di vera intelligenza o semplicemente di un’accurata previsione del testo è ancora oggetto di dibattito. Gli esperti di IA, tuttavia, non sono preoccupati tanto da questo aspetto. A destare allarme è il tipo di IA che le aziende stanno sviluppando in questo momento: sistemi che non sono ancora stati messi a disposizione del pubblico, ma che <strong>potrebbero essere in grado di auto-migliorarsi e rivelarsi più intelligenti di noi.</strong></p><p>Jacob Coxon, che ha lavorato per OpenAI e Anthropic, le aziende che hanno sviluppato rispettivamente ChatGPT e Claude, ha scritto in un <a href="https://x.com/hilbertspaess/status/2097476196791709843?s=20">post sui social media</a> che l’IA in fase di sviluppo potrebbe «hackerare qualsiasi cosa, <strong>"rivoluzionare interi settori nel giro di una notte e acquisire potere e risorse reali</strong>", arrivando a ucciderci tutti entro la fine del decennio.</p><p>Se da un lato ricercatori di alto livello e dirigenti delle principali aziende sono consapevoli di questo rischio, dall’altro non vogliono fare un passo indietro per il timore che, se lo facessero, un’altra azienda potrebbe arrivare per prima a questo traguardo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790730" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio.html" title="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa">Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio.html" title="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio-1790538173955_320.jpg" alt="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa"></a></article></aside><p><strong>La questione potrebbe essere facilmente affrontata se i governi introducessero alcune regole di tutela</strong> e chiedessero alle aziende di interrompere lo sviluppo di prodotti che potrebbero potenzialmente portare a una crisi esistenziale. Ma c’è un’altra crisi esistenziale che incombe già.</p><h2>Il cambiamento climatico è un problema più grave?</h2><p>Le temperature estive record degli ultimi tre anni hanno mostrato che <strong>l’impatto del cambiamento climatico sta diventando ogni giorno più concreto. </strong>Eventi meteorologici estremi come siccità e alluvioni stanno mettendo sotto pressione le risorse idriche e compromettendo i raccolti in diverse aree del mondo.</p><p><strong>Anche le temperature globali continuano a salire</strong> e, sebbene questo aumento possa non essere percepito immediatamente, sta influenzando la produttività e i mezzi di sussistenza in molte parti del mondo. Gli effetti potrebbero non essere immediati, ma possono accumularsi gradualmente e destabilizzare rapidamente le società.</p><p>La crescente diffusione dell’IA sta inoltre aumentando la pressione esercitata dal cambiamento climatico, poiché <strong>i data center utilizzano grandi quantità di acqua e sono alimentati anche da combustibili fossili,</strong> che aggiungono ulteriori emissioni nell’atmosfera e contribuiscono al riscaldamento del pianeta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773968" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-intelligenza-artificiale-porta-le-emissioni-dei-data-center-a-livelli-paragonabili-a-quelli-di-alcuni-stati.html" title="L'intelligenza artificiale porta le emissioni dei data center a livelli paragonabili a quelli di alcuni stati">L'intelligenza artificiale porta le emissioni dei data center a livelli paragonabili a quelli di alcuni stati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-intelligenza-artificiale-porta-le-emissioni-dei-data-center-a-livelli-paragonabili-a-quelli-di-alcuni-stati.html" title="L'intelligenza artificiale porta le emissioni dei data center a livelli paragonabili a quelli di alcuni stati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-ia-propulse-les-emissions-des-data-centers-au-niveau-de-certains-etats-et-menace-eau-sols-et-climat-changement-climatique-1781425965851_320.jpeg" alt="L'intelligenza artificiale porta le emissioni dei data center a livelli paragonabili a quelli di alcuni stati"></a></article></aside><p>In passato molti avevano ipotizzato che tecnologie come l’IA potessero aiutarci a risolvere il problema del cambiamento climatico e ad adottare misure in grado di prevenire un collasso della società. La tecnologia reale è ancora lontana da questo obiettivo e, anzi, sta accelerando il declino e spingendoci verso un possibile collasso, in un modo o nell’altro.</p><p>L’unico modo per fermare questa dinamica è cercare soluzioni concrete, invece di sperare che una tecnologia futuristica possa invertire i problemi che abbiamo di fronte.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-ci-uccidera-per-primo-l-ia-o-il-cambiamento-climatico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo.html</link><pubDate>Thu, 01 Oct 2026 05:55:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’umidità extra e l'eccesso di energia termica si traduce direttamente in precipitazioni più intense. Non solo quantità maggiori, ma spesso concentrata in tempi più brevi e su aree estremamente ristrette. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo-1790674162162.jpg" data-image="9p5wpkes7800" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Attualmente temperature superficiali del mare di +25/+26 °C, localmente +27 °C su Canale di Sicilia, Ionio e settori nord-africani (Algeria-Tunisia-Libia) a inizio ottobre rappresentano un’anomalia significativa.</figcaption></figure><p>Siamo arrivati nel mese di ottobre, ma chi in questi giorni ha fatto un bagno nelle acque dei nostri mari avrà notato come le temperature siano ancora molto calde, come fossimo in piena estate.</p><p><strong>Attualmente temperature superficiali del mare di +25/+26 °C, localmente +27 °C</strong> <strong>su Canale di Sicilia, Ionio e settori nord-africani </strong>(Algeria-Tunisia-Libia) a inizio ottobre rappresentano un’anomalia significativa rispetto alle medie climatologiche tipiche del periodo (spesso intorno ai <strong>+22°C +23 °C</strong> nelle stesse aree). </p><h2><strong>Un grande serbatoio di energia</strong></h2><p>Questo surplus termico agisce come <strong>un grande serbatoio di energia potenziale.</strong> L’acqua ha un’elevata capacità termica specifica. <strong>Un’anomalia di +2/+4 °C, o più, nello strato misto superficiale (spesso poco profondo in queste condizioni) equivale a un’enorme quantità di energia termica immagazzinata.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo-1790591569282.jpg" data-image="ryhhz7w1as7z" alt="Alluvioni lampo." title="Alluvioni lampo."><figcaption>Nei prossimi mesi, al transito del primo fronte o della prima perturbazione atlantica, diverse aree del Paese potrebbero vedere inondazioni e alluvioni lampo.</figcaption></figure><p>Quando una massa d’aria più fresca/fredda (associata a una saccatura, un <strong>cut-off</strong> o una perturbazione organizzata) scorre sopra queste acque, si intensificano i flussi di calore sensibile e soprattutto latente (evaporazione).</p><p>L’evaporazione aumenta perché la tensione di vapore saturo cresce quasi esponenzialmente con la temperatura (<strong>legge di Clausius-Clapeyron,</strong> circa <strong>+7 %</strong> di umidità specifica per ogni <strong>+1 °C</strong>). Il risultato è un arricchimento marcato di umidità nei bassi strati atmosferici e <strong>un innalzamento dell’energia potenziale convettiva disponibile (CAPE).</strong></p><h2><strong>Destabilizzazione verticale e innesco dei temporali</strong></h2><p>Il contrasto termico verticale diventa molto forte, specie quando aria relativamente fredda in quota sopra uno strato limite marino caldo e umido. Questo riduce la stabilità statica e favorisce la convezione profonda, ossia lo sviluppo di intensi moti ascensionali, <strong>in cui le particelle d’aria si possono spingere fino ai limiti della tropopausa. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Si generano o si intensificano celle temporalesche, spesso organizzate in sistemi convettivi a mesoscala (MCS), linee temporalesche o sistemi autorigeneranti (V-shaped).</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il calore latente rilasciato dalla condensazione riscalda ulteriormente la colonna d’aria, abbassando la pressione al suolo e creando circolazioni depressionarie (feedback positivo diabaticamente forzato).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo-1790591687816.jpg" data-image="gen51f2q3c8o" alt="Forti temporali, maltempo." title="Forti temporali, maltempo."><figcaption>Un mare più caldo rafforza i moti convettivi e favorisce lo sviluppo di temporali più severi e energetici.</figcaption></figure><p>Studi su eventi mediterranei mostrano che anomalie marine di pochi gradi possono incrementare sensibilmente i flussi di entalpia (calore sensibile e latente), l’intensità dei venti e soprattutto i ratei precipitativi (fino a +40 % o più in casi documentati di medicanes o cicloni intensi).</p><h2><strong>Un mare più caldo può creare cicloni più profondi?</strong></h2><p>Nel Mediterraneo le ciclogenesi sono tipicamente barocline (forzata da anomalie di vorticità potenziale in quota, flussi di aria fredda in quota e processi di breaking di onde di Rossby). <strong>L’eccesso di calore marino aggiunge un contributo diabaticamente importante, poiché incrementa la convergenza di umidità nei bassi strati.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="284031" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/temporali-v-shaped-responsabili-principali-alluvioni-italiane.html" title="Temporali v-shaped, i responsabili delle principali alluvioni italiane">Temporali v-shaped, i responsabili delle principali alluvioni italiane</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/temporali-v-shaped-responsabili-principali-alluvioni-italiane.html" title="Temporali v-shaped, i responsabili delle principali alluvioni italiane"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/temporali-v-shaped-i-responsabili-delle-principali-alluvioni-italiane-284031-1_320.jpeg" alt="Temporali v-shaped, i responsabili delle principali alluvioni italiane"></a></article></aside><p><strong>Produce vorticità potenziale dalle quote più basse per rilascio di calore latente.</strong> E, in certe situazioni, può favorire l’evoluzione verso strutture cicloniche a <strong>cuore caldo (warm-core)</strong> se il sistema staziona abbastanza a lungo su acque calde e con shear verticale moderato, producendo dei piccoli cicloni in miniature, ma molto potenti, capaci di assumere caratteristiche subtropicali o tropicali, come i temuti <strong>medicanes.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo-1790591766671.jpg" data-image="8jr5i9zqwdeq" alt="Ondata di piena." title="Ondata di piena."><figcaption>L’umidità extra si traduce direttamente in precipitazioni più intense. Non solo quantità maggiori, ma spesso concentrata in tempi più brevi.</figcaption></figure><p>I <strong>medicanes</strong> si formano preferibilmente in autunno proprio quando le temperature superficiali del mare sono ancora elevate e le irruzioni fredde in quota diventano più frequenti. Temperature di <strong>+25°C +27 °C</strong> rientrano pienamente nel range osservato per questi eventi.</p><h2><strong>Intensificazione delle precipitazioni e dei fenomeni estremi</strong></h2><p>L’umidità extra si traduce direttamente in precipitazioni più intense. Non solo quantità maggiori, ma spesso concentrata in tempi più brevi (nubifragi, flash flood). L’orografia (Sicilia, Calabria, Appennino, coste nordafricane) amplifica ulteriormente questi fenomeni. </p><div class="texto-destacado"><strong>I possibili effetti collaterali riguardano il rischio di raffiche di vento più forti (downburst, possibile organizzazione in derecho-like), grandinate o fenomeni convettivi severi, e mareggiate più energiche per i venti intensificati e il fetch sul mare caldo.</strong></div><p>Questi sistemi, durante il loro passaggio, estraggono calore dal mare. Dopo il passaggio di un ciclone intenso si osserva spesso un raffreddamento locale delle temperature superficiali marine (fino a diversi gradi) <strong>per upwelling indotto dal vento e mescolamento verticale delle acque, e per i flussi di calore verso l’atmosfera.</strong></p><h2><strong>Contesto climatico e probabilità</strong></h2><p>Anomalie marine così elevate all’inizio dell’autunno aumentano il potenziale di eventi estremi rispetto a un autunno “normale”. <strong>Non garantiscono automaticamente un medicane o un’alluvione,</strong> perché servono ancora le condizioni dinamiche alle quote superiori dell’atmosfera (saccatura, basso potenziale di vorticità, shear adatto).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768070" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tre-anni-dall-alluvione-in-emilia-romagna-il-bilancio-della-scienza-tra-clima-ambiente-e-salute.html" title="Tre anni dall'alluvione in Emilia-Romagna: il bilancio della scienza tra clima, ambiente e salute">Tre anni dall'alluvione in Emilia-Romagna: il bilancio della scienza tra clima, ambiente e salute</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tre-anni-dall-alluvione-in-emilia-romagna-il-bilancio-della-scienza-tra-clima-ambiente-e-salute.html" title="Tre anni dall'alluvione in Emilia-Romagna: il bilancio della scienza tra clima, ambiente e salute"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alluvione-in-romagna-tre-anni-dopo-dal-clima-alla-salute-e-ambiente-cosa-sappiamo-oggi-dalla-ricerca-scientifica-1778488730410_320.jpg" alt="Tre anni dall'alluvione in Emilia-Romagna: il bilancio della scienza tra clima, ambiente e salute"></a></article></aside><p>Tuttavia, quando queste condizioni si verificano, l’intensità e l’efficienza precipitativa tendono a essere maggiori. È un pattern già osservato in diversi eventi recenti (es. Apollo 2021, Daniel 2023 e altri cicloni autunnali).</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Previsioni meteo ottobre 2026, le ultime novità dai modelli ECMWF: "verso il primo grande cambio di circolazione"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/che-tempo-fara-a-ottobre-2026-le-ultime-novita-dalla-tendenza-meteo-secondo-ecmwf.html</link><pubDate>Thu, 01 Oct 2026 03:23:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ci attende un mese di ottobre che potrebbe riservare diversi cambiamenti dopo l'iniziale fase anticiclonica. Ecco cosa ci dice l'ultima linea di tendenza del centro di calcolo europeo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbeuuqi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbeuuqi.jpg" id="xbeuuqi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Con l’arrivo di ottobre l’autunno inizia ad entrare nel vivo, regalando i primi freddi di stagione, ma anche le prime intense perturbazioni atlantiche e mediterranee, capaci di causare fenomeni anche violenti. </p><div class="texto-destacado">Come ogni mese andiamo a vedere cosa dicono i principali modelli meteorologici internazionali con le previsioni stagionali e mensili. </div><p>La <strong>linea di tendenza</strong> ci permette di sapere se il mese in questione sarà più o meno piovoso della media, più o meno caldo della media. Sono modelli molto avanzati frutto di un gran lavoro scientifico, quindi con un elevato livello di attendibilità, ma va ricordato che si tratta di previsioni di tipo probabilistico.</p><h2><strong>Inizio ottobre con l’anticiclone, ma non durerà molto</strong></h2><p>Secondo l’ultima linea di tendenza del prestigioso centro di calcolo europeo, <strong>ECMWF,</strong> l’inizio del mese di ottobre vedrà una vasta anomalia termica e di pressione su gran parte dell’Europa centro-meridionale. In particolare sulle regioni centro-settentrionali, dove si attendono le anomalie più marcate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/che-tempo-fara-a-ottobre-2026-le-ultime-novita-dalla-tendenza-meteo-secondo-ecmwf-1790718188768.jpg" data-image="brtekpqmyzum" alt="Ottobre, autunno." title="Ottobre, autunno."><figcaption>La fase di stabilità non durerà a lungo. Già entro la fine della prima decade sopraggiungerà la prima perturbazione.</figcaption></figure><p>La persistenza di questo promontorio anticiclonico non sarà lunga. Già nella parte finale della prima decade di ottobre, l’alta pressione inizierà a cedere molto gradualmente e le prime intense saccature e perturbazioni atlantiche, da ovest, <strong>cominceranno a penetrare sulle nostre regioni settentrionali e sulla Sardegna, per poi interessare il resto del Paese</strong>, con conseguenti ondate di maltempo.</p><h2><strong>Cosa accadrà nella seconda decade?</strong></h2><p>Secondo le proiezioni del centro di calcolo europee, durante la seconda decade, si potrebbe assistere a un progressivo indebolimento delle <strong>anomalie di geopotenziale e di pressione sull’Europa centro-meridionale,</strong> con un conseguente abbassamento di latitudine del flusso perturbato principale e il possibile ingresso di fronti e sistemi frontali oceanici fin dentro il Mediterraneo, <strong>soprattutto nella parte finale della seconda decade.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>In questa fase diverse perturbazioni organizzate potranno coinvolgere le regioni del Nord e i settori tirrenici, producendo fasi di maltempo, anche intense, su vaste aree della Penisola. I mari ancora caldi rischiano di potenziare questi fronti, aumento il rischio di nubifragi lungo le zone costiere.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Mentre le regioni del Nord avranno un aumento della piovosità, le regioni del Sud rimarrebbero maggiormente protette dall’anticiclone subtropicale, <strong>con temperature medie di almeno +2°C sopra le medie del periodo. </strong></p><h2><strong>Cosa riserverà la terza decade?</strong></h2><p>Per la terza decade la distanza temporale comincia a farsi davvero notevole, pertanto il segnale prevalente non è chiarissimo. Ma secondo l’analisi di <strong>ECMWF</strong> nella parte finale di ottobre si potrebbe fare largo il primo vero cambio di circolazione di stagione, <strong>con condizioni meteorologiche più tipiche della stagione autunnale.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/che-tempo-fara-a-ottobre-2026-le-ultime-novita-dalla-tendenza-meteo-secondo-ecmwf-1790718263117.jpg" data-image="717w8ojyksr2" alt="Corrente a getto." title="Corrente a getto."><figcaption>Secondo le proiezioni del centro di calcolo europee, durante la seconda decade, si potrebbe assistere a un progressivo indebolimento delle anomalie di geopotenziale e di pressione sull’Europa centro-meridionale, con un conseguente abbassamento di latitudine del flusso perturbato principale.</figcaption></figure><p>Proprio nella parte finale del mese, <strong>una vasta area con geopotenziali molto alti</strong>, si andrà ad isolare sull’Europa settentrionale, contribuendo a spingere correnti di aria più fresca orientali verso l’Europa centrale, e probabilmente pure sull’Italia, <strong>con incursioni sia dalla porta del Rodano (mistral) che da quella del Golfo di Trieste (bora).</strong></p><p>L’ingresso di queste infiltrazioni di aria fresca, <strong>sopra le calde acque superficiali del Mar Mediterraneo,</strong> rischia di creare le situazioni ideali per severe fasi di maltempo e il probabile sviluppo delle <strong>prime ciclogenesi stagionali attorno l’Italia. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791025" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-met-office-avverte-l-imminente-fenomeno-di-el-nino-e-gia-ufficialmente-il-piu-forte-mai-registrato.html" title="Il Met Office avverte: 'L'imminente fenomeno di El Niño è già ufficialmente il più forte mai registrato'">Il Met Office avverte: "L'imminente fenomeno di El Niño è già ufficialmente il più forte mai registrato"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-met-office-avverte-l-imminente-fenomeno-di-el-nino-e-gia-ufficialmente-il-piu-forte-mai-registrato.html" title="Il Met Office avverte: 'L'imminente fenomeno di El Niño è già ufficialmente il più forte mai registrato'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-met-office-avisa-el-fenomeno-de-el-nino-que-se-avecina-es-ya-oficialmente-el-mas-intenso-jamas-registrado-1790547000986_320.png" alt="Il Met Office avverte: 'L'imminente fenomeno di El Niño è già ufficialmente il più forte mai registrato'"></a></article></aside><p>E per molte aree del nostro Paese si potrebbe aprire un periodo di piogge organizzate, estese su vaste porzioni di territorio. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/che-tempo-fara-a-ottobre-2026-le-ultime-novita-dalla-tendenza-meteo-secondo-ecmwf.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ottobre 2026 sarà un mese spettacolare per il cielo: Draconidi, Orionidi e 5 congiunzioni da non perdere]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 17:22:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Tra Draconidi favorite dalla Luna nuova, Orionidi visibili prima dell’alba e cinque suggestivi incontri della Luna con pianeti, stelle e Pleiadi, Ottobre 2026 offrirà agli osservatori italiani un calendario celeste insolitamente ricco, vario e accessibile.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere-1790760722193.jpg" data-image="it6y3azba4pt" alt="Congiunzioni" title="Congiunzioni"><figcaption>All’alba del 5 Ottobre la Luna calante sfiorerà Marte, mentre Giove risplenderà più in basso.</figcaption></figure><p><strong>Ottobre 2026 offre un’agenda ricca di eventi astronomici tutti accessibili ad occhio nudo.</strong> Basteranno un orizzonte libero, un luogo poco illuminato e qualche minuto per abituare gli occhi al buio.</p><p><strong>Protagonista sarà la Luna</strong> che nel corso del mese entrerà in congiunzione con stelle, ammassi stellari e pianeti, tra cui Saturno. Quest’ultimo il 4 Ottobre sarà in opposizione e quindi sarà visibile per tutta la notte.</p><p><strong>Ma non mancheranno gli sciami meteorici </strong>a partire dalle <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Draconidi">Draconidi</a></strong> nella prima decade del mese, favorite dalla Luna nuova, seguite dalle <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orionidi">Orionidi</a> </strong>che, tuttavia, richiederanno una sveglia prima dell’alba.</p><h2>Draconidi: la notte migliore sarà tra l’8 e il 9 Ottobre</h2><p>Dei due sciami meteorici che daranno spettacolo nel cielo di Ottobre, le prime protagoniste saranno<strong> le Draconidi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere-1790760829341.jpg" data-image="vdlq19uo8pas" alt="Draconidi" title="Draconidi"><figcaption>Le Draconidi sembrano irradiarsi dalla costellazione del Drago, alta nel cielo settentrionale.</figcaption></figure><p><br>Essendo uno sciame serale è osservabile già dopo la fine del crepuscolo, quando il radiante nella costellazione del Drago è ben visibile dall’Italia.</p><div class="texto-destacado">La cometa progenitrice dello sciame è la 21P/Giacobini-Zinner, una cometa periodica che si avvicina al Sole ogni 6-7 anni (l’ultimo avvicinamento è avvenuto nel 2025). </div><p>Saranno <strong>visibili indicativamente dal 6 al 10 Ottobre, con un massimo atteso nella notte tra i giorni 8 e 9. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791006" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/draconidi-2026-si-avvicina-il-picco-della-pioggia-di-stelle-cadenti-quando-vederle-dall-italia.html" title="Draconidi 2026, si avvicina il picco della pioggia di stelle cadenti: quando vederle dall’Italia">Draconidi 2026, si avvicina il picco della pioggia di stelle cadenti: quando vederle dall’Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/draconidi-2026-si-avvicina-il-picco-della-pioggia-di-stelle-cadenti-quando-vederle-dall-italia.html" title="Draconidi 2026, si avvicina il picco della pioggia di stelle cadenti: quando vederle dall’Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/draconidi-2026-si-avvicina-il-picco-della-pioggia-di-stelle-cadenti-quando-vederle-dall-italia-1790667524205_320.jpg" alt="Draconidi 2026, si avvicina il picco della pioggia di stelle cadenti: quando vederle dall’Italia"></a></article></aside><p>Il vantaggio per quest’anno è che la Luna nuova cadrà il 10 Ottobre, quindi <strong>nelle ore del massimo il cielo sarà praticamente buio. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Occhio alle Draconidi nella sera di giorno 8 Ottobre.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le previsioni sono di <strong>circa cinque meteore l’ora</strong>, anche se le Draconidi sono imprevedibili e in passato hanno prodotto improvvisi aumenti di attività. </p><h2>Le Orionidi: le rapide “figlie” della cometa di Halley</h2><p>Lo sciame meteorico delle <strong>Orionidi </strong>sarà visibile nella seconda metà del mese.</p><div class="texto-destacado">La cometa progenitrice dello sciame meteorico delle Orionidi è la famosa cometa di Halley.</div><p>Il nome dello sciame deriva dal radiante che si trova in direzione della costellazione di Orione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere-1790760497293.png" data-image="astebezvspee" alt="Orionidi" title="Orionidi"><figcaption>Le Orionidi sono meteore veloci e sembrano provenire dalla regione di cielo vicina a Orione.</figcaption></figure><p><strong>Il massimo di visibilità per il 2026 è previsto prima dell’alba dei giorni 21 e 22 Ottobre</strong>. La costellazione di Orione sorgerà sopra l'orizzonte intorno alle 23 dall'Italia, ma raggiungerà la sua massima elevazione, e quindi una più favorevole visibilità dello sciame, <strong>prima dell’alba.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="547881" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/costellazioni-quando-la-scienza-incontra-il-mito.html" title="Le costellazioni, quando la scienza incontra il mito">Le costellazioni, quando la scienza incontra il mito</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/costellazioni-quando-la-scienza-incontra-il-mito.html" title="Le costellazioni, quando la scienza incontra il mito"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-costellazioni-quando-la-scienza-incontra-il-mito-1695289577972_320.jpg" alt="Le costellazioni, quando la scienza incontra il mito"></a></article></aside><p>Si prevedono normalmente circa 1<strong>0-20 meteore l’ora</strong>. A differenza delle lente Draconidi, le Orionidi sono veloci: i detriti raggiungono l’atmosfera con velocità fino a 60 km/s, contro i 20 km/s delle Draconidi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Occhio alle Orionidi prima dell'alba dei giorni 21 e 22 Ottobre.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Nelle notti di massima visibilità la Luna sarà crescente e luminosa. Pur tuttavia, tramontando poco dopo le 03:00 nella notte tra il 21 e il 22, lascerà un cielo sufficientemente buio.</p><h2>Cinque congiunzioni da segnare sul calendario</h2><p>Nel linguaggio comune si parla di “congiunzione” quando due corpi celesti si incontrano durante i loro moti apparenti. Queste possono essere più o meno “centrate” e la distanza apparente minima può cambiare leggermente con la località e l’ora di osservazione.</p><ul><li><strong>5 Ottobre – Luna e Marte.</strong> È probabilmente l’incontro più fotogenico del mese. Prima dell’alba, una falce di Luna calante, alta nel cielo verso oriente, sarà a circa un grado dal Pianeta Rosso. Più in basso si vedrà brillare anche Giove.</li><li><strong>6 Ottobre – Luna e Giove</strong>. All’alba i due saranno separati da circa 2,5 gradi (circa 5 volte le dimensioni della Luna piena); la distanza si ridurrà ulteriormente durante il giorno.</li></ul><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788662" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-bilancia-la-costellazione-dell-equilibrio-piccola-ma-dalla-storia-millenaria.html" title="La Bilancia: la costellazione dell’equilibrio, piccola ma dalla storia millenaria">La Bilancia: la costellazione dell’equilibrio, piccola ma dalla storia millenaria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-bilancia-la-costellazione-dell-equilibrio-piccola-ma-dalla-storia-millenaria.html" title="La Bilancia: la costellazione dell’equilibrio, piccola ma dalla storia millenaria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-bilancia-la-costellazione-dell-equilibrio-piccola-ma-dalla-storia-millenaria-1789393579195_320.png" alt="La Bilancia: la costellazione dell’equilibrio, piccola ma dalla storia millenaria"></a></article></aside><ul><li><strong>7 Ottobre – Luna e Regolo</strong>. Intorno alle 05:00 la sottile falce di Luna passerà a meno di un grado dalla stella principale del Leone. Luna e Regolo insieme a Marte e Giove formeranno una notevole sequenza celeste nel cielo del mattino.</li></ul><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere-1790760657845.jpg" data-image="qsqdfrccyiov" alt="Luna e Pleiadi" title="Luna e Pleiadi"><figcaption>Il 28 ottobre la Luna gibbosa incontrerà le Pleiadi: il binocolo aiuterà a superare il forte chiarore lunare.</figcaption></figure><ul><li><strong>24 Ottobre – Luna e Saturno</strong>. Dopo il tramonto la Luna quasi piena e Saturno saranno visibili insieme tra le costellazioni dei Pesci e della Balena. La separazione sarà ampia, attorno a sei gradi, ma comunque garantirà un bello spettacolo.</li></ul><ol></ol><ol></ol><ol></ol><ol></ol><ul><li><strong>28 Ottobre – Luna e Pleiadi.</strong> Nella notte la Luna gibbosa calante passerà a circa un grado dalle Pleiadi, l’ammasso stellare noto anche come le Sette Sorelle. Il massimo avvicinamento avverrà verso le 02:30. Questa è l’unica congiunzione per cui l’utilizzo di un binocolo (7×50 o 10×50 ) farà apprezzare maggiormente il fenomeno.</li></ul>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item></channel></rss>