<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Thu, 18 Jun 2026 19:00:16 +0000</lastBuildDate><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 19:00:16 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il motore Raptor di SpaceX rappresenta un <strong>cambio di filosofia dell'intero settore aerospaziale</strong>. Se il motore Merlin, tuttora in funzione sui razzi Falcon 9 e Falcon Heavy, ha consolidato la reputazione di SpaceX per affidabilità ed efficienza nel contenimento dei costi (con i booster riutilizzabili), il Raptor segna un vero e proprio passaggio concettuale di "accesso" allo spazio. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale-1781554375197.jpg" data-image="9k0uw5giemk6"><figcaption>Nell'immagine, il motore Raptor V3, come uno dei 33 che hanno spinto l'ultima Starship nell'ultimo test sub-orbitale di poche settimane fa. Credit: SpaceX</figcaption></figure><p>Il Merlin, il suo predecessore, continua a essere ancora il motore di riferimento per la flotta dei lanci commerciali, satellitari e delle missioni verso la Stazione Spaziale Internazionale. Il Raptor, invece, è il propulsore dedicato esclusivamente al programma <strong>Starship, </strong>sviluppato per spingere il razzo<strong> Super Heavy</strong> e la stessa <strong>Starship</strong> verso missioni di portata superiore e per l'esplorazione spaziale. </p><p>Con il Raptor <strong>l'accesso allo spazio diventa più frequente, molto più potente e rapido e decisamente più sostenibile</strong>. Infatti questa tecnologia promette a SpaceX di rendere il volo spaziale una <strong>pratica routinaria:</strong> nel 2025, un lancio ogni tre giorni, mentre nel 2026, si punta a un lancio ogni due giorni, con una frequenza paragonabile al trasporto aereo intercontinentale.</p><h2>L'innovazione del ciclo a combustione "frazionata" a flusso pieno</h2><p>Mentre il <strong>Merlin, con la combustione di cherosene e ossigeno</strong>, rappresenta un progetto consolidato, affidabile, economico e ottimizzato per il riutilizzo in lanci in orbita terrestre, il <strong>Raptor, con la sua combustione metano-ossigeno,</strong> punta a prestazioni super-elevate, con un'efficienza termodinamica superiore e con la capacità di essere rifornito utilizzando risorse reperibili anche su altri corpi celesti (come Marte), rendendo "<strong>possibili" missioni interplanetarie</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770884" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-del-sistema-starship-v.html" title="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3">SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-del-sistema-starship-v.html" title="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-della-starship-v-1779913039062_320.jpeg" alt="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3"></a></article></aside><p>Il cuore dell'innovazione consiste nell'architettura chiamata "<strong>ciclo a combustione frazionata a flusso pieno"</strong> (Full-Flow Staged Combustion). Nei motori tradizionali dei razzi, una porzione di propellente liquido viene utilizzata per alimentare le turbine dei sistemi di pompaggio, e i gas esausti di questa alimentazione vengono espulsi come semplice scarico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale-1781554270931.jpg" data-image="pqmmgldra1v4"><figcaption>Nell'immagine, il booster Super Heavy in ritorno verso la rampa di aggancio a terra.</figcaption></figure><p>Il Raptor, invece, opera a <strong>"circuito chiuso"</strong>, dove<strong> l'intero volume di metano e di </strong><strong>ossigeno gassificato </strong>viene fatto passare <strong>attraverso le turbine prima di raggiungere la camera di combustione principale</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Questo azzera gli sprechi di combustibile, permettendo di produrre pressioni e temperature interne molto più elevate e inimmaginabili nelle tecnologie precedenti. È un sistema che opera costantemente a pochi gradi di distanza dal suo punto di fusione.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In questo modo SpaceX è riuscita a <strong>massimizzare l'efficienza energetica del motore</strong> a livelli considerati<strong> prossimi al limite teorico</strong>.</p><h2>La scelta strategica del metano</h2><p>L'adozione del <strong>metano </strong>risponde alla necessità operativa di <strong>riutilizzare il razzo in tempi rapidissimi</strong>. I<strong> motori classici</strong>, che utilizzano <strong>idrocarburi pesanti</strong> come il <strong>cherosene</strong>, soffrono di <strong>accumuli di fuliggine </strong>(il cosiddetto <em>"coking"</em>) <strong>all'interno dei condotti</strong>, imponendo <strong>cicli di manutenzione lunghi e costosi</strong>. </p><div class="texto-destacado">Il metano, bruciando in modo estremamente efficiente e pulito, non lascia residui significativi. Questa caratteristica permette al Raptor di essere riacceso ripetutamente con interventi di manutenzione saltuari, quasi nulli. </div><p>Si tratta di fattore fondamentale per <strong>abbattere i costi</strong> e permettere <strong>lanci a distanza di poche ore l'uno dall'altro</strong>.</p><h2> L'equilibrio dinamico tra ossigeno e metano </h2><p>Queste caratteristiche, però, hanno un costo che è la complessità di un meccanismo che è obbligato a funzionare alla perfezione. Il funzionamento interno del Raptor è paragonabile a una "<strong>orchestra meccanica ad alta precisione"</strong>. Infatti, poiché entrambi i flussi di propellente (liquido) devono essere trasformati in gas tramite pre-bruciatori separati prima di congiungersi, la <strong>sincronizzazione tra ossigeno e metano</strong> diventa un parametro critico. </p><div class="texto-destacado">Se i due processi non fossero perfettamente sincronizzati nel flusso, (pressione e portata), si verificherebbero oscillazioni molto pericolose, in grado di causare un cedimento catastrofico della struttura in poche frazioni di secondo. </div><p>Anche per gestire questo equilibrio, SpaceX ha sviluppato dei <strong>sistemi di iniezione molto complessi</strong>, supportati da<strong> infrastrutture di terra dedicate</strong>, chiamate "<strong>Stage </strong><strong>Zero</strong>", che <strong>forniscono lo slancio iniziale necessario all'avvio della rotazione delle turbine</strong>. Sono<strong> sistemi che aiutano i 33 motori del Super Heavy </strong>ad accendersi simultaneamente<strong> al decollo</strong>, garantendone la massima sicurezza e affidabilità durante la fase più delicata. Ma <strong>la Starship ha sistemi altrettanto efficaci </strong>per garantire l'accensione <strong>una volta separata dal booster per proseguire il suo volo anche nello spazio</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale-1781554564919.jpg" data-image="73i21zfg8vzs"><figcaption>Nell'immagine, la Starship spinta dal Super Heavy dai 33 motori Raptor V3. Questi motori sono stati ottimizzati, integrando molte parti in pochi componenti, in modo da poter eliminare anche le pesanti e ingombranti protezioni termiche. Credit: SpaceX</figcaption></figure><p>La <strong>Starship</strong>, l'astronave che prosegue il volo una volta che il Super Heavy l'ha lanciata in alta quota per poi tornare alla base, sono montati 6 Raptor con caratteristiche diverse in un <strong>sistema</strong> <strong>ibrido</strong>. Ci sono <strong>i</strong><strong> 3</strong> <strong>motori centrali</strong>, del tipo <strong>Sea Level,</strong> che vengono usati<strong> per il decollo</strong> e per le manovre di atterraggio (quando si attraversa l'atmosfera per il ritorno). Poi ci sono<strong> i 3 motori più esterni</strong>, del tipo <strong>Vacuum,</strong> che vengono <strong>accesi solo una volta raggiunta l'orbita</strong>. Questi possono fornire la spinta necessaria per le<strong> manovre nello spazio</strong>, necessarie per raggiungere la Luna o per viaggiare verso Marte.</p><h2>Confronto di potenza e performance</h2><p>Il famoso motore <strong>F-1 del Saturn V (alto 5,6 metri e largo 3,7 metri)</strong>, utilizzato nelle<strong> missioni Apollo per la Luna</strong> degli anni '60-'70 (con 5 motori per ogni Saturn), era un colosso capace di una spinta enorme, ma meno efficiente rispetto agli standard odierni. Il Raptor, pur avendo <strong>dimensioni contenute,</strong> circa <strong>3 metri di altezza per 1,5 metri di diametro</strong> genera pressioni in camera di combustione che superano i <strong>350 bar</strong>, contro i circa 100 bar del Merlin. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="749643" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-trionfo-dell-acciaio-perche-il-super-heavy-non-ha-bisogno-di-scudi-termici.html" title="Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici">Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-trionfo-dell-acciaio-perche-il-super-heavy-non-ha-bisogno-di-scudi-termici.html" title="Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-trionfo-dell-acciaio-perche-il-super-heavy-non-ha-bisogno-di-scudi-termici-1768676835561_320.jpg" alt="Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici"></a></article></aside><p>Anche confrontandolo con l'<strong>RS-25 dello Space Shuttle (riutilizzati dalla NASA per il vettore SLS che ultimamente ha spinto in orbita alta la Orion, prima di proseguire verso la Luna)</strong>, <strong>il Raptor risulta superiore nel rapporto spinta-peso</strong>, dimostrando che la forza di questa nuova generazione di motori risiede nella <strong>densità energetica,</strong> per ottenere la massima potenza nel minor volume possibile.</p><h2>Verso un Futuro di Routine Operativa</h2><p>Negli ultimi anni la SpaceX è riuscita a <strong>semplificare continuamente la complessità di produzione del Raptor</strong>. Sono stati progressivamente integrati vari condotti, ridotte le giunzioni bullonate e ottimizzato le saldature, e il motore è diventato un vero esempio di <strong>produzione seriale</strong>. </p><div class="texto-destacado">La filosofia aziendale, secondo cui la parte più efficiente di una macchina è quella che non esiste, ha permesso di trasformare quello che inizialmente era un prototipo complessissimo e fragile, in un elemento standardizzato. </div><p>Questo motore, pur <strong>operando costantemente vicino al proprio limite fisico</strong>, oggi permette di gestire flotte di razzi in grado di operare regolarmente, quasi come un sistema di trasporto aereo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Temporali tra venerdì e domenica: sempre a partire da quest'ora. Ecco le zone interessate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-da-quest-ora-ecco-le-zone-interessate.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'altra faccia dell'ondata di caldo prodotta dall'anticiclone subtropicale nordafricano sull'Italia, sono i temporali che nei prossimi giorni interesseranno soprattutto le aree montuose del Nord e parzialmente e, in misura minore, del Centro-Sud. A partire da venerdì pomeriggio, a cadenza regolare e puntualmente intorno alle 14 e per tutto il weekend, dei temporali di calore interesseranno l'arco alpino, la Pianura Padana e tratti della la dorsale appenninica.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaglb2e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaglb2e.jpg" id="xaglb2e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Gli ultimi aggiornamenti modellistici evidenziano uno<strong> scenario meteorologico a due facce</strong> sul nostro Paese. Infatti, nei prossimi giorni, l'Italia si troverà sotto un <strong>imponente </strong><strong>promontorio anticiclonico subtropicale di matrice nordafricana</strong>, responsabile di giornate ampiamente soleggiate e di un <strong>sensibile aumento delle temperature ben oltre le medie stagionali.</strong> </p><p>Sarà un'ondata di calore con medie anche <strong>fino ad 8°C sopra media</strong> che, tuttavia, non sarà in grado di garantire una stabilità atmosferica su tutto il Paese e per l'intera durata della giornata. </p><p>Anzi, <strong>l'intenso riscaldamento diurno,</strong> <strong>unito all'umidità presente nei bassi strati </strong>e ad<strong> alcune deboli infiltrazioni di aria più fresca in quota</strong>, favoriranno l'innesco di <strong>moti convettivi</strong> in cui l'<strong>aria umida e calda salirà in enormi bolle</strong>, soprattutto lungo i pendii montuosi, <strong>per poi incontrare l'aria più fresca in quota.</strong> </p><p>Questo <strong>contrasto </strong>provocherà la condensazione del vapore in goccioline d'acqua, che andranno a costruire i <strong>cumulonembi</strong>, le nubi alte e torreggianti tipiche dei <strong>temporali</strong>. </p><div class="texto-destacado"><strong>[Condensazione]<em> :</em></strong><em> è un processo esotermico, che rilascia calore. Questo calore produce un'ulteriore spinta all'aria e alle gocce della nube verso l'alto.</em> <strong>[Convezione] </strong><em>: salendo ancora all'interno della nube temporalesca, favorisce altra condensazione, e le gocce iniziano ad unirsi in cristalli di neve o gocce di pioggia. Questo processo può causare delle precipitazioni intense e anche grandinate.</em><strong> [Grandine] </strong><em>: la pioggia in caduta all'interno del cumulonembo, viene di nuovo intercettata e trascinata dalle correnti ascensionali che la spingono a salire. Superata la quota dello zero termico, la pioggia gela in chicchi di grandine che, a loro volta, scendono fondendo parzialmente e raccogliendo altra pioggia.</em><em> Risalendo nelle correnti ascensionali gelano, formando un nuovo strato di ghiaccio. Questo ciclo può avvenire diverse volte, unendo una successione di strati di ghiaccio "a cipolla", fino a produrre chicchi molto grandi e talmente pesanti da precipitare rovinosamente al suolo. </em> </div><p>Questa dinamica darà vita a <strong>temporali di calore</strong> <strong>pomeridiani </strong>anche <strong>grandinigeni</strong>, caratterizzati da una precisa e cadenzata sequenza di innesco, sviluppo ed espansione, picco di attività e poi di riassorbimento. <strong>Pronti a ripresentarsi regolarmente il giorno successivo. </strong></p><h2>Venerdì 19 giugno: l'innesco pomeridiano e il rischio grandine al Nord-Ovest</h2><p>La giornata di <strong>venerdì 19 </strong>segnerà l'inizio della fase più attiva per quanto riguarda lo sviluppo della nuvolosità termo-convettiva. Dopo una mattinata stabile, calda e ampiamente soleggiata ovunque, <strong>puntualmente a partire dalle ore 14:00,</strong> il calore assorbito dagli strati d'aria umida prossima al suolo innescherà <strong>i primi moti verticali</strong> (convettivi) dell'aria lungo i versanti maggiormente esposti al sole <strong>dell'arco alpino e prealpino</strong>, che fungeranno da "scivoli verso l'alto" per l'aria calda. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-dalle-14-ecco-le-zone-interessate-1781780918291.jpg" data-image="ga4700l4uaxk"><figcaption>Dopo una mattinata stabile, calda e ampiamente soleggiata ovunque, puntualmente a partire dalle ore 14:00, si formeranno dei temporali sulle zone montuose e sulle pianure adiacenti del Piemonte centro-settentrionale, della Lombardia, dell'alto Veneto e del Trentino. </figcaption></figure><p><strong>I primi focolai temporaleschi</strong> si accenderanno a partire dai crinali, per poi estendersi verso le pianure adiacenti. Le aree nel mirino dei fenomeni saranno soprattutto le zone montuose e le pianure adiacenti del <strong>Piemonte centro-settentrionale, della Lombardia, dell'alto Veneto e del Trentino</strong>. A causa dell'elevata energia in gioco, questi temporali pomeridiani potranno anche assumere forte intensità, con <strong>rischio di grandinate piuttosto localizzate ma potenzialmente violente,</strong> accompagnate da improvvisi colpi di vento. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774396" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c.html" title="Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C">Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c.html" title="Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c-1781698924533_320.png" alt="Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C"></a></article></aside><p><strong>Contemporaneamente</strong>, lo stesso meccanismo attiverà dei <strong>rovesci sparsi sull'Appennino Tosco-Emiliano e lungo l'Appennino centro-meridionale</strong>, in particolare sui rilievi <strong>tra Abruzzo, Lazio, Molise e Campania</strong>, poi in rapida dissolvenza prima di sera.</p><h2>Sabato 20 giugno: l'instabilità diurna si concentra sui rilievi montuosi</h2><p>Nel corso della giornata di <strong>sabato </strong>la pressione al suolo subirà un lieve aumento sulle regioni settentrionali, questo tenderà a confinare i <strong>fenomeni più intensi a ridosso dei rilievi</strong>. Perciò, dopo una mattinata soleggiata ovunque, il caldo che si farà via via più opprimente, <strong>sempre a partire dalle ore 14:00</strong>, le cime montuose vedranno la formazione di imponenti cumuli. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-dalle-14-ecco-le-zone-interessate-1781781185618.jpg" data-image="05bfocvi7lrp"><figcaption>Mappa delle precipitazioni accumulate entro domenica 21 giugno </figcaption></figure><p>I settori alpini più esposti saranno quelli del <strong>Triveneto, con particolare coinvolgimento delle Dolomiti e delle vette friulane</strong>, mentre le pianure padane vedranno <strong>fenomeni </strong>decisamente <strong>più sporadici </strong>rispetto al giorno precedente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia.html" title="Luca Lombroso avverte: 'in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia'">Luca Lombroso avverte: "in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia.html" title="Luca Lombroso avverte: 'in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia-1781770464974_320.png" alt="Luca Lombroso avverte: 'in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia'"></a></article></aside><p><strong>Al Centro-Sud</strong>, <strong>bel tempo lungo le coste</strong> e <strong>nubi pomeridiane</strong> sulla <strong>dorsale appenninica centro-meridional</strong><strong>e</strong>, con brevi rovesci più probabili e frequenti tra il <strong>settore calabro-lucano e le zone interne della Puglia</strong>, anch'essi destinati a spegnersi totalmente prima del tramonto.</p><h2>Domenica 21 giugno: apice del caldo africano e ultimi focolai di calore</h2><p>La giornata di domenica coinciderà con la massima espansione dell'alta pressione subtropicale, con i termometri in probabile ulteriore salita. La colonnina di mercurio potrà toccare i <strong>37-38°C in Val Padana</strong> e nelle aree interne di Sardegna, Toscana, Umbria e Lazio, con<strong> locali punte anche più elevate fino a sfiorare o raggiungere i 40°C</strong>.</p><p>L'<strong>enorme quantità di calore </strong>accumulata nei bassi strati manterrà l'atmosfera potenzialmente ancora e instabile. Pertanto, sempre<strong> a partire dal primo pomeriggio</strong>, potranno verificarsi gli ultimi temporali sparsi ma localmente intensi, lungo <strong>i rilievi alpini centro-occidentali e sulla dorsale appenninica centrale</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-da-quest-ora-ecco-le-zone-interessate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il bilanciamento termico positivo, il fenomeno che amplifica gli effetti delle onde di calore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 15:57:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo fenomeno è il principale responsabile dell'accumulo di calore durante il periodo estivo, ed oggi viene ulteriormente amplificato dal cambiamento climatico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore-1779657885804.jpg" data-image="7dftn076yj4t" alt="Accumulo di calore." title="Accumulo di calore."><figcaption>Quando l’energia assorbita supera quella emessa, si crea un bilanciamento termico positivo, che porta a un accumulo di calore e, di conseguenza, a un aumento delle temperature. </figcaption></figure><p>Il <strong>bilanciamento termico,</strong> noto anche come bilancio radiativo, rappresenta la differenza tra l’energia che la Terra riceve dal Sole (sotto forma di radiazione solare) e l’energia che restituisce allo spazio (sotto forma di radiazione infrarossa o calore). </p><p>Quando l’energia assorbita supera quella emessa, <strong>si crea un bilanciamento termico positivo, </strong>che porta a un accumulo di calore e, di conseguenza, <strong>a un aumento delle temperature.</strong> In estate, questo squilibrio energetico è particolarmente marcato, grazie a una combinazione di fattori astronomici e atmosferici.</p><h2><strong>L’angolazione dei raggi solari, più diretti più sono caldi</strong></h2><p>Uno dei motivi principali del bilanciamento termico positivo estivo è l’angolazione con cui i raggi solari colpiscono la Terra. </p><div class="texto-destacado">Durante l’estate, l’emisfero settentrionale (o meridionale, a seconda della posizione geografica) è inclinato verso il Sole. Questo fa sì che i raggi solari arrivino con un angolo più vicino alla perpendicolare rispetto alla superficie terrestre. </div><p>Un angolo più diretto significa che l’energia solare si concentra su un’area più piccola, aumentando l’intensità del calore assorbito dal suolo, dai mari e dall’atmosfera. Al contrario, in inverno, i raggi solari più obliqui si disperdono su un’area più ampia, riducendo l’energia assorbita e mantenendo le temperature più basse.</p><h2><strong>Giornate più lunghe, maggiore energia</strong></h2><p>Un altro fattore chiave è la durata delle giornate. In estate, le ore di luce aumentano, <strong>culminando nel solstizio d’estate (intorno al 21 giugno nell’emisfero nord), </strong>quando si registra il giorno più lungo dell’anno. Più ore di esposizione al Sole significano più tempo per assorbire energia solare, contribuendo a un bilancio termico positivo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore-1779657929643.jpg" data-image="s6r3w2e6gice" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Un altro fattore chiave è la durata delle giornate. In estate, le ore di luce aumentano, culminando nel solstizio d’estate (intorno al 21 giugno nell’emisfero nord), quando si registra il giorno più lungo dell’anno. </figcaption></figure><p>Questo effetto è particolarmente evidente nelle regioni più lontane dall’equatore, <strong>dove la differenza tra le ore di luce estive e invernali è più marcata.</strong> L’energia accumulata durante il giorno si traduce in temperature più elevate, sia nell’aria che nelle superfici terrestri.</p><h2><strong>Il cielo sereno e la perdita di calore</strong></h2><p>Le condizioni atmosferiche estive amplificano il bilanciamento termico positivo. Nei mesi estivi, l’alta pressione subtropicale, tipica di molte regioni come il Mediterraneo, porta cieli sereni e una riduzione della copertura nuvolosa. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Le nuvole riflettono parte della radiazione solare e intrappolano il calore emesso dalla Terra, ma in loro assenza, la radiazione solare raggiunge la superficie senza ostacoli.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Inoltre, le brevi notti estive limitano il tempo disponibile per la perdita di calore attraverso la radiazione infrarossa, permettendo al calore accumulato durante il giorno di persistere più a lungo.</p><h2><strong>Gli effetti del calore accumulato</strong></h2><p>Il surplus di energia derivante dal bilanciamento termico positivo si manifesta in diversi modi. Il suolo riscaldato trasferisce calore all’aria attraverso processi come la conduzione e la convezione, <strong>innalzando le temperature atmosferiche.</strong></p><div class="texto-destacado">Negli ambienti urbani, materiali come l’asfalto e il cemento accentuano questo effetto<strong>, assorbendo e rilasciando calore rapidamente.</strong> </div><p>Allo stesso tempo, gli oceani, con la loro elevata capacità termica, immagazzinano calore per periodi più lunghi, stabilizzando le temperature estive e influenzando il clima regionale per un periodo molto più lungo. Questi processi creano un circolo virtuoso di riscaldamento che caratterizza l’estate.</p><h2><strong>Lo zampino del cambiamento climatico</strong></h2><p>Il bilanciamento termico positivo è un fenomeno naturale, ma il cambiamento climatico sta intensificando i suoi effetti. L’aumento delle temperature globali, dovuto all’accumulo di gas serra, <strong>amplifica il calore estivo, portando a ondate di calore più frequenti e intense.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758262" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/1-8-c-in-15-anni-17-ondate-di-calore-e-80-notti-tropicali-i-dati-che-raccontano-come-sta-cambiando-il-clima-in-italia.html" title="+1,8°C in 15 anni, 17 ondate di calore e 80 notti tropicali: i dati che raccontano come sta cambiando il clima in Italia">+1,8°C in 15 anni, 17 ondate di calore e 80 notti tropicali: i dati che raccontano come sta cambiando il clima in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/1-8-c-in-15-anni-17-ondate-di-calore-e-80-notti-tropicali-i-dati-che-raccontano-come-sta-cambiando-il-clima-in-italia.html" title="+1,8°C in 15 anni, 17 ondate di calore e 80 notti tropicali: i dati che raccontano come sta cambiando il clima in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/1-8-c-in-15-anni-17-ondate-di-calore-e-80-notti-tropicali-i-dati-che-raccontano-come-sta-cambiando-il-clima-in-italia-1773262760198_320.jpeg" alt="+1,8°C in 15 anni, 17 ondate di calore e 80 notti tropicali: i dati che raccontano come sta cambiando il clima in Italia"></a></article></aside><p>Questo ha conseguenze su ecosistemi, agricoltura, salute umana e consumo energetico. Comprendere il bilanciamento termico positivo ci aiuta a prevedere e mitigare questi impatti, promuovendo strategie per un futuro più sostenibile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[È in arrivo caldo intenso che provocherà fenomeni estremi: alle 17, rischio di forti temporali e grandine]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-in-arrivo-caldo-intenso-che-provochera-fenomeni-estremi-alle-17-rischio-di-forti-temporali-e-grandine.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 11:21:06 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Le condizioni meteo resteranno stabili e soleggiate per gran parte del Paese e delle giornate, ma nel pomeriggio attenzione ai forti fenomeni temporaleschi.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagizby"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagizby.jpg" id="xagizby"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'estate astronomica è ormai alle porte e l'atmosfera sembra voler mostrare immediatamente il suo volto più dinamico. Nelle prossime ore l'anticiclone africano continuerà a rinforzarsi con decisione sul Mediterraneo centrale, favorendo una nuova impennata delle temperature su gran parte dell'Europa meridionale e dell'Italia. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ma proprio questo caldo intenso rappresenterà anche il carburante ideale per la formazione di fenomeni temporaleschi localmente molto forti.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le mappe previsionali evidenziano una situazione piuttosto eloquente. Tra questo weekend e l'inizio della prossima settimana molte aree italiane vedranno <strong>temperature superiori ai 35°C, con punte che potranno raggiungere e localmente superare i 37-38°C</strong> nelle pianure interne del Centro-Nord e nelle zone più lontane dall'influenza mitigatrice del mare. </p><p>Valori molto elevati interesseranno anche la Pianura Padana, le vallate interne della Toscana, dell'Umbria e parte delle regioni meridionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-caldo-intenso-porta-ai-fenomeni-piu-estremi-rischio-forti-temporali-con-grandine-in-queste-aree-1781769645620.png" data-image="b6kca26ph7ni" alt="Caldo anomalo su tutta Italia" title="Caldo anomalo su tutta Italia"><figcaption>Temperature oltre i 30°C su tutta Italia con punte fino a 38°C</figcaption></figure><p><strong>Il caldo non sarà soltanto intenso, ma soprattutto persistente nelle ore centrali della giornata</strong>, favorendo un forte accumulo di energia nei bassi strati dell'atmosfera. Quando il terreno viene riscaldato per molte ore consecutive, l'aria vicino al suolo diventa infatti sempre più calda e umida, creando condizioni di forte instabilità potenziale.</p><p>È proprio qui che entra in gioco il secondo protagonista della scena meteorologica: i temporali.</p><h2>Rischio fenomeni meteo estremi</h2><p>Spesso si tende a pensare che l'alta pressione sia sinonimo di tempo stabile ovunque, ma durante l'estate non è sempre così. Quando il caldo raggiunge livelli elevati e l'energia accumulata diventa molto consistente, basta l'arrivo di correnti leggermente più fresche in quota oppure il semplice effetto dei rilievi montuosi per innescare imponenti moti convettivi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774396" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c.html" title="Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C">Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c.html" title="Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c-1781698924533_320.png" alt="Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C"></a></article></aside><p><strong>Le aree maggiormente esposte ai fenomeni temporaleschi saranno, non a caso, quelle alpine e prealpine</strong>, dove il contrasto tra l'aria molto calda presente nei bassi strati e quella relativamente più fresca in quota potrà favorire la nascita di celle temporalesche particolarmente attive. </p><p>I fenomeni potranno svilupparsi rapidamente durante le ore pomeridiane, <strong>generalmente dopo le 16:00 o 17:00,</strong> per poi estendersi localmente verso le vicine pianure.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-caldo-intenso-porta-ai-fenomeni-piu-estremi-rischio-forti-temporali-con-grandine-in-queste-aree-1781769748391.png" data-image="6wyiqbrcwwso" alt="Le aree dove pioverà maggiormente" title="Le aree dove pioverà maggiormente"><figcaption>Fino all'inizio della prossima settimana occhio alle Alpi, Prealpi e Appennini</figcaption></figure><p>Particolare attenzione andrà posta su Valle d'Aosta, Piemonte settentrionale, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Le precipitazioni previste risultano infatti più abbondanti proprio lungo l'arco alpino centro-orientale, dove gli accumuli potranno risultare significativi nel giro di poche ore.</p><p><strong>Il rischio principale non sarà rappresentato soltanto dalla pioggia intensa, ma anche dalla possibile formazione di grandinate e forti raffiche di vento.</strong> L'enorme energia disponibile nell'atmosfera potrebbe infatti consentire ai temporali più organizzati di produrre chicchi di grandine di dimensioni rilevanti e improvvisi colpi di vento durante il loro passaggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774376" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree.html" title="Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree">Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree.html" title="Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree-1781691993430_320.jpg" alt="Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree"></a></article></aside><p>Anche parte dell'Appennino centrale e meridionale potrà assistere allo sviluppo di rovesci e temporali pomeridiani, sebbene in maniera più isolata e meno diffusa rispetto al Nord. In questi casi i fenomeni tenderanno a formarsi soprattutto nelle zone interne montuose per poi attenuarsi rapidamente durante la serata.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br> </div><p>Si conferma quindi uno scenario tipicamente estivo ma allo stesso tempo molto dinamico. </p><p>Da una parte il dominio del caldo africano, capace di spingere i termometri ben oltre le medie stagionali; dall'altra un'atmosfera sempre più carica di energia che, nelle zone più favorevoli, potrà trasformarsi in un terreno ideale per la nascita di <strong>temporali improvvisi, grandinate e fenomeni localmente intensi</strong>, soprattutto tra le Alpi e le regioni del Nord Italia all'inizio della prossima settimana.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-in-arrivo-caldo-intenso-che-provochera-fenomeni-estremi-alle-17-rischio-di-forti-temporali-e-grandine.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Guida alla cura del rosmarino: 10 regole per farlo crescere rigoglioso questa estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 09:12:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Sempreverde, profumato e rustico, il rosmarino è una delle piante aromatiche più amate da coltivare in estate: i consigli essenziali per mantenerlo sano e vigoroso</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646349412.jpeg" data-image="dlesj3h2zp28"><figcaption>Guida alla cura del rosmarino: 10 regole per farlo crescere rigoglioso questa estate</figcaption></figure><p>Il rosmarino è una delle piante aromatiche <strong>più apprezzate nel periodo estivo</strong>, capace di combinare <strong>estetica, rusticità e utilità</strong>. Sempreverde e molto profumato, permette di raccogliere rametti aromatici durante tutto l’anno.</p><p>Le sue foglie vengono utilizzate per<strong> insaporire arrosti, patate, focacce, pesce e verdure</strong>, mentre il suo profumo inconfondibile rende piacevole coltivarlo in prossimità di terrazzi, vialetti di passaggio e orti, adattandosi bene sia alla coltivazione in vaso che in piena terra.</p><h2>Caratteristiche botaniche e varietà</h2><p>Il rosmarino, oggi classificato come <em>Salvia rosmarinus</em>, è un<strong> arbusto aromatico perenne originario del Mediterraneo</strong>. Cresce formando cespugli legnosi longevi e resistenti alla siccità.</p><p>Produce piccoli fiori molto apprezzati da api e impollinatori, generalmente azzurri o lilla.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646417298.jpeg" data-image="6augsusfros2"><figcaption>Fioritura del rosmarino</figcaption></figure><p>Le varietà a <strong>portamento eretto</strong> sono ideali per cespugli compatti e siepi aromatiche, mentre il <strong>rosmarino prostrato</strong> presenta rami ricadenti perfetti per muretti, aiuole e vasi appesi o sopraelevati.</p><p>Pur essendo<strong> rustico e adattabile</strong>, il rosmarino cresce meglio seguendo alcuni semplici accorgimenti, soprattutto durante l’estate.</p><h2>1. Scegliere il luogo giusto</h2><p><strong>Il rosmarino ama ambienti soleggiati, asciutti e ventilati</strong>. Le piante adulte tollerano bene il pieno sole, mentre gli esemplari giovani o appena trapiantati possono soffrire durante le ondate di calore intense.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773307" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cinque-alberi-da-frutto-che-crescono-bene-in-vaso-e-possono-produrre-un-raccolto-piu-velocemente-di-quanto-pensiate.html" title="Cinque alberi da frutto che crescono bene in vaso e possono produrre un raccolto più velocemente di quanto pensiate">Cinque alberi da frutto che crescono bene in vaso e possono produrre un raccolto più velocemente di quanto pensiate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cinque-alberi-da-frutto-che-crescono-bene-in-vaso-e-possono-produrre-un-raccolto-piu-velocemente-di-quanto-pensiate.html" title="Cinque alberi da frutto che crescono bene in vaso e possono produrre un raccolto più velocemente di quanto pensiate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cinco-arboles-frutales-que-crecen-bien-en-maceta-y-pueden-dar-cosecha-mas-rapido-de-lo-que-pensas-1780929068339_320.jpg" alt="Cinque alberi da frutto che crescono bene in vaso e possono produrre un raccolto più velocemente di quanto pensiate"></a></article></aside><p>In questi casi è utile garantire qualche ora di ombra nelle ore centrali oppure utilizzare teli ombreggianti leggeri.</p><h2>2. Utilizzare un terriccio drenante</h2><p><strong>Il ristagno d’acqua è il principale nemico del rosmarino</strong>. In vaso è consigliato un terriccio alleggerito con sabbia, pomice o perlite. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646506382.jpeg" data-image="gdepmbdvaqwv"><figcaption>Utilizzare un terriccio drenante</figcaption></figure><p>Anche in piena terra è utile migliorare il drenaggio del suolo al momento del trapianto.</p><h2>3. Irrigare senza eccessi</h2><p><strong>Le piante adulte ben radicate necessitano di poche irrigazioni, soprattutto se coltivate in piena terra</strong>. Le piante giovani richiedono invece annaffiature più regolari nei primi mesi dopo il trapianto. In vaso bisogna irrigare solo quando il terreno appare asciutto, evitando acqua stagnante nel sottovaso.</p><h2>4. Potare con moderazione</h2><p><strong>La potatura aiuta a mantenere la pianta compatta e ordinata, soprattutto in età adulta</strong>. Dopo la fioritura o a fine estate si possono accorciare leggermente i rami più lunghi, evitando tagli drastici sul legno vecchio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646720197.jpeg" data-image="t8pfqcwpl8c5"><figcaption>Potare con moderazione</figcaption></figure><p>Anche sulle piante giovani in via di sviluppo è fondamentale limitare potature e prelievi di foglie, per non rallentare eccessivamente la crescita dell'apparato aereo nei primi anni di vita.</p><h2>5. Proteggere la pianta da parassiti e malattie</h2><p><strong>Il rosmarino può essere colpito dal coleottero del rosmarino (<em>Chrysolina americana</em>), oltre che da afidi, cocciniglie e marciumi radicali</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646846294.jpeg" data-image="4nm0tywzxmsu"><figcaption>Proteggere la pianta da parassiti e malattie</figcaption></figure><p>Per prevenire problemi è importante garantire aria, luce e terreno drenante. In caso di necessità si possono utilizzare prodotti biologici come sapone molle potassico o olio di neem.</p><h2>6. Favorire le consociazioni nell’orto</h2><p><strong>Il rosmarino cresce bene vicino a cavoli, carote, salvia e timo</strong>. Inoltre attira api e insetti utili grazie alla sua fioritura.</p><h2>7. Concimare poco ma correttamente</h2><p><strong>Il rosmarino non necessita di molte concimazioni</strong>. In vaso può essere utile distribuire in primavera una piccola quantità di concime organico o fertilizzante per aromatiche, evitando eccessi di azoto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781647044315.jpeg" data-image="lp3ozpi73q8z"><figcaption>Per un buon raccolto, non è necessario abbondare con le concimazioni</figcaption></figure><p>Una crescita troppo rapida e una vegetazione troppo tenera, infatti, può rendere la pianta meno compatta e più sensibile agli stress ambientali. </p><h2>8. Meglio partire da una pianta già sviluppata</h2><p><strong>La coltivazione da seme è lenta e poco pratica</strong>. Per risultati più rapidi conviene acquistare una piantina già formata oppure partire da una talea.</p><h2>9. Applicare la pacciamatura</h2><p><strong>La pacciamatura aiuta a ridurre l’evaporazione e a mantenere il terreno più fresco e stabile durante l’estate</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646900347.jpeg" data-image="jhx6o49x7u9y"><figcaption>Applicare la pacciamatura</figcaption></figure><p>Si possono utilizzare corteccia, ghiaia o altri materiali naturali, evitando però di coprire il colletto della pianta.</p><h2>10. Proteggerlo da caldo estremo e gelo</h2><p><strong>Durante le ondate di calore intense è importante evitare il surriscaldamento dei vasi e irrigare nelle ore più fresche</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646964638.jpeg" data-image="gbweb8tfzj9m"><figcaption>Proteggerlo da caldo estremo e gelo</figcaption></figure><p>Il rosmarino tollera generalmente brevi gelate fino a circa -5 °C/-10 °C, ma nelle zone più fredde può essere utile proteggere le piante con tessuto non tessuto o spostare i vasi in luoghi riparati.</p><h2>Una pianta profumata e facile da coltivare</h2><p> Grazie alla sua rusticità e longevità, unite a pochi ma importanti accorgimenti colturali, il rosmarino può vivere a lungo, <strong>regalando soddisfazioni e raccolti aromatici in ogni stagione</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765795" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine.html" title="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine">Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine.html" title="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine-1779636402015_320.jpeg" alt="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine"></a></article></aside><p>La sua presenza stabile e profumata sul terrazzo o in giardino <strong>rende ancora più gratificanti il tempo e la cura dedicati al verde domestico</strong>, fatto di fiori, ortaggi e piante aromatiche capaci di arricchire con profumo e sapore anche il più semplice dei piatti estivi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso avverte: "in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 08:59:01 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’anticiclone africano invade l’Europa e l’Italia, l’ondata di caldo potrebbe durare a oltranza, dai modelli non vi sono segnali di rinfrescata almeno fino ai primi di luglio. Da seguire i temporali orografici sui monti con occasionale formazione di cumulonembi di calore anche nelle bollenti pianure del centro nord.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagj3qa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagj3qa.jpg" id="xagj3qa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Si avvicina il giorno del <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/solstizio-d-estate-2026-quando-cade-a-che-ora-tramonta-il-sole-e-quanto-dura-il-giorno-piu-lungo.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">solstizio d’estate</a>, con la <strong>notte più corta e il dì più lungo dell’anno </strong>nell’emisfero boreale. Al tropico del cancro avremo il fenomeno del<a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/mezzogiorno-di-fuoco-avanza-verso-nord-il-giorno-senza-ombra-indice-uv-alle-stelle-arrivera-anche-in-italia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext"> sole zenitale,</a> che per ragioni geografiche non si verifica in Italia, ma comunque <strong>domenica 21 giugno il sole sarà alla massima altezza dell’anno</strong> al mezzogiorno vero. <br><strong>Questa situazione astronomica coincide con un’ondata di caldo </strong>che di fatto è solo agli inizi, i modelli a tratti presentano dati previsti preoccupanti per il nord e centro, ma è la durata del caldo che potrebbe risultare da record. Ecco le ultime previsioni.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p><strong>Un grande anticiclone si sta consolidando sempre più sull’Europa</strong> centro occidentale, in superficie diviso da quello delle Azzorre ma ampio e solido, il massimo domenica sarà di 1025 hPa fra Alpi e nord Italia.</p><div class="texto-destacado">In quota <strong>due elementi contribuiscono a portare aria calda</strong>, la classica cupola subtropicale corrispondente all’<strong>anticiclone africano e una blanda saccatura a ovest della Spagna.</strong> A questo si somma poi la subsidenza che scalda ulteriormente le masse d’aria per compressione, nonché la componente astronomica stagionale col sole appunto allla massima altezza possibile alle nostre latitudini.</div><p>Da notare che <strong>il profilo verticale dell’atmosfera presenta una temperatura convettiva sui 36°C</strong>, con condizioni idonee, al nord, a temporali di calore a base nubi alta.</p><h2>Venerdì: molto caldo, temporali sui monti</h2><p>Domani <strong>venerdì 19 giugno giornata estiva e calda in tutt’Italia</strong> con sole splendente, la formazione di cumuli risulta limitata alle zone montuose, con <strong>temporali di calore a innesco orografico, presenti sulle Alpi e Appennino </strong>settentrionale in modo anche forte in qualche caso, ma di breve durata, più localizzati nella dorsale appenninica centro meridionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774376" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree.html" title="Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree">Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree.html" title="Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree-1781691993430_320.jpg" alt="Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree"></a></article></aside><p>Temperature in lieve ulteriore aumento, con <strong>notte tropicale in quasi tutte le citta </strong>a minima maggiore di 20°C e <strong>massime diurne a 36-38°C al nord e centro</strong>, 30-34°C al sud. </p><h2>Fine settimana di caldo oprimente</h2><p>Il fine settimana del solstizio d’estate vede una <strong>condizione estiva che fatichiamo a chiamare bel tempo,</strong> almeno nelle città interne e di pianura, a causa del<strong> caldo ai limiti fra torrido e afoso a seconda delle zone.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia-1781770464974.png" data-image="zw4xriqfkluc"><figcaption>ECMWF stima 36-38°C sabato e domenica, il modello tedesco ICON non esclude però picchi anche di 40°C. Non cambia la sostanza: il caldo sarà comunque opprimente.</figcaption></figure><p>Dove si raggiungeranno i 38-39°C, come a <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Torino-Europa-Italia-Torino--1-31584.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Torino</a> e e Bologna, malgrado l’umidità non altissima, sul 40%, si soffrirà per la presenza di stratificazioni in quota e anche di leggero apporto di polvere desertica. Dove si resta sui 35-36°C, esempio Perugia e <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Verona-Europa-Italia-Verona--1-31758.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Verona</a>, si avrà invece alta umidità e forte afa. </p><div class="texto-destacado">Cosa significa temperatura convettiva 36°C? in pratica oltre i 36g la convezione si auto sostiene, ma a causa dell'aria secca e calda base nubi sarà piuttosto alta. i queste condizioni sono possibili temporali di calore “secchi” brevi e isolati, con poche precipitazioni, molte virga e possibili raffiche discendenti localmente intense.</div><p>Riguardo ai <strong>temporali di calore, sabato restano limitati alle Alpi e Appennino, </strong>in modo piuttosto locale, <strong>non diffusi, </strong>limitati alle ore più calde e brevi. <strong>Domenica il gran caldo potrebbe favorire la formazione di piccoli locali cumulonembi</strong> a base alta anche sulla bollente pianura padana. In queste condizioni in genere la pioggia di un eventuale rovescio evapora prima di toccare il suolo, con presenza di spettacolari virga di precipitazione. Possibili però raffiche di vento moderate in parte forti da <strong>dry microburst. </strong></p><h2>Inizio settimana ancora molto caldo con forte disagio</h2><p><strong>Pochi cambiamenti e non di sostanza</strong> anche nei primi giorni della quarta settimana di giugno.<strong> Nessun dubbio sul caldo intenso persistente e a oltranza.</strong> L’incertezza riguarda i valori in dettaglio: <strong>ECMWF a tratti presenta massime assurde, di 39-40°C</strong>, per 4-5 giorni consecutivi al nord e centro. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia-1781770522830.png" data-image="v0gvrh52j3nz"><figcaption>ECMWF vede alta probabilità di pioggia un po' tutti i pomeriggi sulle Alpi e localmente in Appennino: non deve stupire, l'orografia favorisce l'innesco dei temporali termoconvettivi che diventano cosi di tipo orografico.</figcaption></figure><p><strong>Oggi ridimensiona leggermente, ma avremmo comunque al centro nord 36-38°C</strong> da lunedì a mercoledì con ipotesi di flessione giovedì ma con massime pur sempre <strong>su 32-34°C.</strong><strong> Il modello tedesco ICON invece insiste a stimare 38-40°C </strong>almeno fino a mercoledì, il che vorrebbe dire 4-5 giorni consecutivi con temperature da febbre.</p><p>Riguardo ai temporali di calore, saranno presenti grazie all’innesco orografico sulle Alpi e Appennino, ma sempre brevi e locali. Occasionali sconfinamenti in pianura non sono però esclusi, ma saranno sporadici.</p><h2>Quanto durerà il caldo?</h2><p>Una situazione come questa <strong>non presenta un inizio e una fine ben definite</strong>. La durata dipende anche da come definiamo “ondata di calore”. Guardando a un concetto semplice, i giorni caldi con temperatura massima oltre i 30°C, al nord e centro questa soglia è superata quotidianamente dal 13-14 giugno. Ebbene, <strong>secondo ECMWF i giorni caldi proseguiranno ininterrotti almeno fino ai primi di luglio</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772109" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tutto-quello-che-c-e-da-sapere-sull-estate-2026-in-italia-il-modello-europeo-prevede-un-lungo-blocco-fino-a-meta-luglio.html" title="Tutto quello che c'è da sapere sull'estate 2026 in Italia: il modello europeo prevede un lungo blocco fino a metà luglio">Tutto quello che c'è da sapere sull'estate 2026 in Italia: il modello europeo prevede un lungo blocco fino a metà luglio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tutto-quello-che-c-e-da-sapere-sull-estate-2026-in-italia-il-modello-europeo-prevede-un-lungo-blocco-fino-a-meta-luglio.html" title="Tutto quello che c'è da sapere sull'estate 2026 in Italia: il modello europeo prevede un lungo blocco fino a metà luglio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tutto-quello-che-c-e-da-sapere-sull-estate-2026-in-italia-il-modello-europeo-prevede-un-lungo-blocco-fino-a-meta-luglio-1780494310679_320.png" alt="Tutto quello che c'è da sapere sull'estate 2026 in Italia: il modello europeo prevede un lungo blocco fino a metà luglio"></a></article></aside><p>Vere <strong>irruzioni temporalesche o rinfrrescate</strong>, che sottolineiamo dovrebbero essere normali anche in estate, ogni 6-8 giorni circa, <strong>non se ne vedono almeno per 12-14 giorni</strong>. </p><p>I cluster sono incredibilmente concordi anche a medio termine lontano, nessun membro <strong>ensamble</strong> propone cambiamenti o svolte sostanziali, <strong>il dubbio non è se sarà caldo ma quanto sarà estremo.</strong> Se anche non toccheremo picchi record assoluti,<strong> prepariamoci dunque a una ondata di calore che potrebbe essere storica </strong>per durata. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo studio sui meteoriti ferrosi indica che fosforo e azoto, ingredienti essenziali della vita, potrebbero essere arrivati sulla Terra da più vicino e prima di quanto si pensasse, guidati dall’azione gravitazionale di Giove.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra-1781025798971.png" data-image="kww5a5gp57kj" alt="Giove" title="Giove"><figcaption>Giove, grazie alla sua grande massa, ha esercitato un ruolo determinante nella distribuzione degli elementi chimici all'interno del Sistema Solare, favorendo la presenza di ingredienti essenziali per la vita nelle vicinanze della Terra.</figcaption></figure><p><strong>Dei numerosi elementi chimici </strong>presenti nell’Universo e di cui lo stesso si compone, <strong>solo alcuni si sono rivelati fondamentali per la nascita della vita</strong>. Tra questi ci sono fosforo e azoto che ritroviamo in quelli che vengono chiamati i mattoncini della vita. </p><div class="texto-destacado">Gli elementi più importanti per la nascita della vita sono: <strong>C</strong>arbonio, Idrogeno (<strong>H</strong>ydrogen), azoto (<strong>Ni</strong>trogen), <strong>O</strong>ssigeno, fosforo (<strong>P</strong>hosphorus) e zolfo (<strong>S</strong>olfur), spesso riassunti con l’acronimo <strong>CHNOPS</strong></div><p>L’idea finora più accreditata era che <strong>questi elementi chimici</strong>, in particolare fosforo e azoto, inizialmente assenti o scarsi sulla Terra, <strong>siano arrivati dallo spazio</strong>, trasportati da piogge di meteoriti provenienti <strong>dalle regioni più esterne del Sistema Solare</strong>, lì dove questi due elementi sono più abbondanti. Questi stessi meteoriti, cadendo sulla Terra, avrebbero arricchito la crosta terrestre anche di acqua, carbonio e zolfo.</p><p><strong>Da una recentissima ricerca emerge</strong> un quadro differente. Essa suggerisce la possibilità concreta <strong>che tali elementi siano arrivati sulla Terra da molto più vicino,</strong> dal Sistema Solare interno, e molto prima di quanto fino ad oggi si sia creduto.</p><h2>Meteoriti di ferro: capsule del tempo dei primi planetesimi</h2><p><strong>I meteoriti ferrosi sono tra i reperti archeologici più antichi del Sistema Solare,</strong> formatisi durante il primo milione di anni. Essi rappresentano frammenti dei nuclei ferrosi dei primi planetesimi, nuclei messi a nudo dalla frammentazione per urto.</p><div class="texto-destacado">I planetesimi sono i "mattoni" fondamentali del nostro sistema solare. Si tratta di piccoli corpi rocciosi e metallici formatisi circa 4,5 miliardi di anni fa. Scontrandosi e aggregandosi tra loro per gravità, hanno dato origine ai pianeti rocciosi.</div><p>Recenti esperimenti di laboratorio condotti da Pathak, Dasgupta e Iyer e pubblicati sulla rivista <em>Science Advances</em> e basati sull’analisi di questi meteoriti ferrosi mostrano per la prima volta come la distribuzione degli elementi chimici nel Sistema Solare primordiale sia cambiata significativamente e rapidamente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755977" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-bennu-rivela-un-cocktail-di-molecole-vitali-che-sfida-cio-che-credevamo-sull-origine-biologica.html" title="L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica">L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-bennu-rivela-un-cocktail-di-molecole-vitali-che-sfida-cio-che-credevamo-sull-origine-biologica.html" title="L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-bennu-rivela-un-cocktail-di-molecole-vitali-che-sfida-cio-che-credevamo-sull-origine-biologica-1772014567551_320.jpg" alt="L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica"></a></article></aside><p>In particolare, essi hanno analizzato <strong>la distribuzione di fosforo e azoto</strong>, due degli elementi fondamentali per la vita, e hanno trovato che <strong>se il loro rapporto era inizialmente alto nei meteoriti del Sistema Solare esterno </strong>(entro il primo milione di anni) , <strong>dopo appena due-tre milioni di anni lo è diventato alto nei meteoriti del Sistema Solare interno</strong>, lì dove si trova la Terra.</p><h2>Il ruolo di Giove: barriera, filtro e regista chimico</h2><p>L’idea forte che viene da questo recente studio è che <strong>Giove abbia esercitato una sorta di ruolo da regista chimico</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra-1781025446404.jpeg" data-image="mgndd2a2h1c0" alt="16 Psyche" title="16 Psyche"><figcaption>L'asteroide 16 Pshyche è un esempio di asteroide ferroso, nucleo di un planetesimo frammentato. Credit: NASA</figcaption></figure><p> La sua formazione a gigante gassoso ha esercitato gravitazionalmente un ruolo di filtro o barriera che ha impedito ai meteoriti più interni del Sistema Solare e più ricchi di ingredienti essenziali alla vita di migrare via verso le regioni esterne.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Fosforo e zolfo, fondamentali per la vita, sono arrivati sulla Terra trasportati da meteoriti ferrosi formatisi nel Sistema Solare interno.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il quadro secondo cui l’arricchimento chimico della Terra dalla caduta di meteoriti più esterni del Sistema Solare rimane valido, ma a questo si aggiunge la scoperta che <strong>già in prossimità della Terra vi era sufficiente abbondanza di asteroidi ricchi di ingredienti essenziali.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762833" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita.html" title="La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita">La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita.html" title="La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita-1775636332630_320.png" alt="La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita"></a></article></aside><p>Questo studio svela come l<strong>a chimica della vita sia strettamente connessa alla dinamica planetaria</strong>. Senza Giove, la Terra probabilmente non si sarebbe potuta arricchire a sufficienza di ingredienti essenziali per la vita.</p><h2>Abitabilità chimica: non basta avere acqua</h2><p>La ricerca di pianeti con possibili forme di vita extraterrestre diventa più selettiva. <strong>Non basta avere acqua liquida nella fascia di abitabilità</strong>. Serve che il disco protoplanetario abbia avuto una opportuna composizione chimica e che l’architettura planetaria abbia giocato a favore mantenendo le dosi giuste degli ingredienti essenziali nel posto giusto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770960" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html" title="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove">La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html" title="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove-1779870040304_320.jpeg" alt="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove"></a></article></aside><p>Serve che azoto e fosforo siano rimasti intrappolati nella crosta invece di essere dispersi nel nucleo o nello spazio. In sintesi serve che il pianeta si trovi anche all’interno di una fascia di abitabilità chimica.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La vita extraterrestre è più probabile quando l’esopianeta si trova contemporaneamente in una fascia di abitabilità e di abitabilità chimica.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La vita terrestre non è dipesa solo da un impatto fortunato di un asteroide che ha portato forme di vita o da una pioggia tardiva di meteoriti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra-1781025645877.png" data-image="nyb6jnuz6eut" alt="Fascia di abitabilità" title="Fascia di abitabilità"><figcaption>Non è sufficiente che il pianeta si trovi nella fascia di abitabilità (cioè ad una distanza dalla stella per cui l'acqua se esiste è allo stato liquido); serve anche la giusta chimica perché possa nascere la vita.</figcaption></figure><p><strong>La nascita della vita è dipesa da una sequenza di condizioni:</strong> composizione chimica iniziale del disco, formazione dei planetesimi, crescita di Giove, arrivo di materiali organici e conservazione degli elementi essenziali sulla superficie terrestre.</p><div class="texto-destacado">L’asteroide metallico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/16_Psyche">16 Psyche</a> sarà il prossimo ad essere studiato con la missione Psyche della NASA. A causa di un impatto, questo asteroide ha il proprio nucleo esposto il che faciliterà lo studio della sua composizione chimica e struttura interna.</div><p>I meteoriti ferrosi sono preziosi in quanto contengono parte dell’informazione su come il Sistema Solare abbia distribuito nel tempo i suoi elementi chimici e ne abbia selezionato e conservato alcuni che si sono poi rivelati essenziali per la vita.</p><h3>Riferimento allo studio</h3><p><a href="https://doi.org/10.1126/sciadv.aed8749">"</a><em><a href="https://doi.org/10.1126/sciadv.aed8749">Phosphorus-nitrogen systematics of first-generation planetesimals constrain life-essential element delivery to Earth"</a> Pathak, D., Dasgupta, R., & Iyer, N</em>. Science Advances, 12, (2026). DOI: 10.1126/sciadv.aed8749</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché il cielo ci appare blu e non viola? ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-il-cielo-ci-appare-blu-e-non-viola.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 05:15:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Non tutti sanno cosa si cela dietro il cielo blu che osserviamo quasi quotidianamente. Ecco il complesso processo fisico che rende il cielo di blu intenso.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-cielo-ci-appare-blu-e-non-viola-1777916247150.jpg" data-image="swulk5s3bgch" alt="Luce, cielo." title="Luce, cielo."><figcaption>Quando la luce bianca del sole entra nell’atmosfera, incontra le molecole di azoto e ossigeno, ed altri gas, presenti nella nostra atmosfera. Queste molecole non assorbono la luce in modo significativo, ma la diffondono in tutte le direzioni. </figcaption></figure><p>Sembra una cosa scontata che ci accompagna tutti i giorni. Eppure dietro il colore blu del cielo si cela un affascinante gioco di elementi, fra la luce del nostro sole e l’atmosfera terrestre, composta di ossigeno e azoto. </p><p>Per capire tutto questo dobbiamo partire dal sole e dal modo in cui interagisce con l’atmosfera terrestre, quindi l’aria che respiriamo ogni giorno.</p><h2><strong>La luce bianca del sole</strong></h2><p><strong>Il sole emette luce bianca, che in realtà è una miscela di tutti i colori visibili, fra rosso, arancione, giallo, verde, blu e viola. </strong>Ogni colore corrisponde a un’onda elettromagnetica con una frequenza (e quindi un’energia) diversa. </p><div class="texto-destacado"><strong>Nello spettro dell’arcobaleno, i colori sono ordinati per frequenza crescente. Il rosso ha la frequenza più bassa (e l’energia minore), seguito da arancione, giallo, verde, blu, fino al viola, che è il più energetico tra i colori visibili. Subito oltre il viola si trova l’ultravioletto (invisibile), mentre dopo il rosso c’è l’infrarosso, che percepiamo come calore sulla pelle.</strong></div><p>Quando la luce bianca del sole entra nell’atmosfera, incontra le molecole di azoto e ossigeno, ed altri gas, presenti nella nostra atmosfera. Queste molecole non assorbono la luce in modo significativo, ma la diffondono in tutte le direzioni. Da questa diffusione in tutte le direzioni nasce il fenomeno dello scattering.</p><h2><strong>Lo scattering di Rayleigh e la prevalenza del blu</strong></h2><p>Non tutti i colori vengono diffusi allo stesso modo. La probabilità di scattering è inversamente proporzionale alla quarta potenza della lunghezza d’onda. I colori con lunghezza d’onda più corta (e quindi frequenza ed energia più alte) vengono diffusi molto di più. <strong>La luce blu viene diffusa circa dieci volte di più rispetto alla luce rossa.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-cielo-ci-appare-blu-e-non-viola-1777916464347.jpg" data-image="zrbzu7jbhp70" alt="Cielo blu." title="Cielo blu."><figcaption>I raggi blu sbattono ripetutamente contro le molecole di ossigeno e azoto della nostra atmosfera, deviando la loro traiettoria. </figcaption></figure><p>Giusto per fare un esempio, dobbiamo immaginare che per ogni colore arrivino 10 raggi di luce. Quelli rossi e arancioni attraversano l’atmosfera quasi indisturbati, proseguendo dritti verso il suolo.<strong> I raggi blu, invece, sbattono ripetutamente contro le molecole di ossigeno e azoto, deviando la loro traiettoria. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La luce blu ha inoltre una frequenza particolarmente favorevole allo scattering, poiché naturalmente è relativamente vicina alla frequenza di risonanza naturale degli atomi e delle molecole dell’aria. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questo fa sì che le molecole assorbano temporaneamente l’energia della luce blu e la riemettano in tutte le direzioni, <strong>come in un gigantesco flipper luminoso.</strong> Il risultato è che il cielo, quando guardiamo verso l’alto, ci appare blu perché stiamo vedendo proprio questa luce diffusa proveniente da ogni direzione.</p><h2><strong>Perché non vediamo il viola?</strong></h2><p>La luce viola ha una lunghezza d’onda ancora più corta della blu e quindi dovrebbe diffondersi ancora di più. In teoria è vero, ma nella pratica il cielo non è viola <strong>perché il sole emette molta meno luce viola rispetto alla luce blu.</strong> Lo spettro solare ha un picco nell’area del verde e del giallo e diminuisce sensibilmente verso il viola. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-cielo-ci-appare-blu-e-non-viola-1777916540000.jpg" data-image="jd9xwmtxiad0" alt="Cielo." title="Cielo."><figcaption>Il fenomeno si capisce ancora meglio al tramonto. Quando il sole è alto nel cielo, la luce percorre uno strato relativamente sottile di atmosfera prima di arrivare ai nostri occhi. Quando invece il sole è vicino all’orizzonte, i suoi raggi devono attraversare uno spessore molto più vasto di aria.</figcaption></figure><p>Di conseguenza, anche se il viola viene diffuso con maggiore efficienza, <strong>la quantità totale di luce viola diffusa rimane inferiore a quella blu. Il blu, quindi, domina il cielo.</strong></p><h2><strong>Il rosso del tramonto, il viaggio più lungo</strong></h2><p>Il fenomeno si capisce ancora meglio al tramonto. Quando il sole è alto nel cielo<strong>, la luce percorre uno strato relativamente sottile di atmosfera prima di arrivare ai nostri occhi. </strong>Quando invece il sole è vicino all’orizzonte, <strong>i suoi raggi devono attraversare uno spessore molto più vasto di aria.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759200" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-e-una-stella-vagabonda-ma-non-e-sola-le-sue-gemelle-raccontano-il-suo-viaggio-nella-via-lattea.html" title="Sorpresa sul Sole: non è nato dove si trova oggi, le “gemelle” rivelano il suo lungo viaggio">Sorpresa sul Sole: non è nato dove si trova oggi, le “gemelle” rivelano il suo lungo viaggio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-e-una-stella-vagabonda-ma-non-e-sola-le-sue-gemelle-raccontano-il-suo-viaggio-nella-via-lattea.html" title="Sorpresa sul Sole: non è nato dove si trova oggi, le “gemelle” rivelano il suo lungo viaggio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-e-una-stella-vagabonda-ma-non-e-sola-le-sue-gemelle-raccontano-il-suo-viaggio-nella-via-lattea-1773674352588_320.jpg" alt="Sorpresa sul Sole: non è nato dove si trova oggi, le “gemelle” rivelano il suo lungo viaggio"></a></article></aside><p>In questo lungo tragitto, anche le lunghezze d’onda più lunghe (giallo, arancione) vengono progressivamente diffuse. <strong>Rimangono soprattutto i rossi e gli arancioni, che sono meno soggetti allo scattering.</strong> Ecco perché il cielo e il disco del sole assumono tonalità calde, dal giallo-arancione al rosso intenso.</p><p>Lo stesso meccanismo spiega l’aspetto del sole durante il giorno. Quando è alto nel cielo appare bianco-giallastro perché gran parte della luce blu è diffusa altrove (colorando il cielo), ma non è ancora stata rimossa tutta la componente gialla. <strong>Al tramonto, con lo scattering estremo, resta prevalentemente il rosso.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-il-cielo-ci-appare-blu-e-non-viola.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 03:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nonostante l'arrivo di un solido promontorio anticiclonico subtropicale permarrà ancora dell'instabilità latente che nelle ore pomeridiane e serali potrà favorire lo scoppio e di improvvisi e violenti temporali, accompagnati da forti raffiche di vento e grandine.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagclhm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagclhm.jpg" id="xagclhm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Ormai ci siamo, manca davvero poco. Il caldo intenso si prepara nuovamente ad investire l’Italia, con un robusto promontorio anticiclonico di matrice subtropicale, supportato in quota da masse d’aria molto calde, e secche, nella media troposfera, che dai deserti del Marocco si stanno spingendo verso l’Europa centro-occidentale, investendo pure buona parte del nostro Paese.</p><p>Questa configurazione determinerà una significativa ondata di calore che, dopo aver investito Spagna e Francia con temperature eccezionali, si estenderà con decisione all’Italia settentrionale nel corso del fine settimana, fra sabato 20 e domenica 21 giugno, <strong>dove si potranno toccare picchi fino a +37°C +38°C.</strong></p><p>Ma attenzione, perché nonostante il caldo sarà il protagonista assoluto nella Pianura Padana, non mancherà <strong>un’instabilità latente</strong> destinata a generare <strong>temporali anche forti e improvvisi,</strong> <strong>con grandine,</strong> soprattutto su Alpi, Prealpi e, per sconfinamento serale, su parte delle pianure.</p><h2><strong>Perché il caldo sarà intenso?</strong></h2><p>Il promontorio anticiclonico, in allungamento verso la Francia, favorirà una <strong>subsidenza</strong> marcata (discesa di aria dall’alto) che comprimerà e scalderà ulteriormente le masse d’aria nei bassi strati. A questo si aggiungeranno il forte soleggiamento diurno e alti valori di radiazione solare, tipici del <strong>solstizio di giugno.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree-1781691743242.png" data-image="3iwojn80yvkh" alt="Caldo." title="Caldo."><figcaption>Ecco la gigantesca ondata di calore che interesserà l'Europa centro-occidentale, fino alla Germania e al Nord Italia.</figcaption></figure><p>Aria molto secca in quota, che riduce la copertura nuvolosa e massimizza il riscaldamento diurno, assieme a un flusso meridionale in libera atmosfera che trasportano aria insolitamente calda dal Nord Africa e dal basso Atlantico. In pratica questa bolla d’aria calda rovente in quota (in media troposfera) che proviene dal Marocco, una volta raggiunta la Spagna orientale, la Francia, l’Ovest della Germania e il Nord Italia, tenderà a scivolare verso il basso, per l’azione delle <strong>subsidenze,</strong> scaldando ulteriormente tutta la bassa colonna troposferica.</p><div class="texto-destacado"><strong>Le subsidenze sono movimenti verticali discendenti di masse d’aria nell’atmosfera. Si creano principalmente all’interno degli anticicloni, dove in quota l’aria converge verso il centro dell’alta pressione e, non potendo accumularsi all’infinito, scende verso il basso. Man mano che scende, l’aria viene compressa dalla pressione crescente, si riscalda per compressione adiabatica e diventa più secca. Tale processo favorisce cieli sereni, forte soleggiamento e ulteriore riscaldamento al suolo, tipico delle ondate di calore.</strong></div><p>Il risultato di questo mix di elementi saranno temperature massime diffusamente <strong>oltre i +35°C/+36°C</strong> in gran parte della Pianura Padana, <strong>con picchi previsti fino a +37°C/+38°C (localmente anche superiori) sulla pianura emiliana tra Modena, Bologna, Reggio Emilia e Piacenza.</strong> Tra le città più colpite abbiamo le grandi aree urbane, come Torino, Milano, ma anche città più piccole come Pavia, Lodi, Cremona, Mantova, Parma e Ferrara. <strong>Le minime notturne faticheranno a scendere sotto i +20°C +23°C, con notti tropicali soprattutto nei centri urbani.</strong></p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xagcmpy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagcmpy.jpg" id="xagcmpy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’anomalia termica sarà marcata, <strong>di ben +6°C/+8°C rispetto alle medie climatiche del periodo, con punte di +9/+10°C sulle zone alpine.</strong> L’ondata di calore si preannuncia piuttosto duratura, <strong>con l’anticiclone che dovrebbe mantenere la sua influenza almeno fino all’inizio della settimana successiva,</strong> anche se con possibili fluttuazioni che potrebbero mantenere viva l’instabilità soprattutto sulle zone alpine.</p><h2><strong>Perché si formeranno forti temporali?</strong></h2><p>Nonostante la dominanza anticiclonica, il forte riscaldamento dei bassi strati creerà un ambiente termodinamico altamente instabile, soprattutto nei medi e bassi livelli dell’atmosfera.</p><p>L’enorme accumulo di <strong>energia potenziale (CAPE elevato),</strong> indotto dal forte riscaldamento diurno del suolo e degli strati più bassi, mentre in quota permarrà aria relativamente più fresca o umida, può favorire lo sviluppo di forti correnti ascensionali, soprattutto su vallate interne e aree pedemontane, dove i rilievi facilitano il sollevamento delle particelle d’aria verso l’alto.</p><div class="texto-destacado">Inoltre, nonostante l’aria secca in quota, nei bassi strati (soprattutto nelle valli alpine e prealpine) rimarrà sufficiente umidità per alimentare la convezione. <strong>Sarà proprio il contrasto tra aria calda e umida vicino al suolo e aria più secca in quota favorirà temporali con forte sviluppo verticale.</strong></div><p>In questi casi le catene montuose (Alpi e Appennino) agiranno da <strong>“rampa di lancio”.</strong> I venti deboli meridionali o la brezza di valle porteranno aria umida contro i rilievi, innescando l’ascendenza forzata necessaria a far scattare la convezione pomeridiana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree-1781691993430.jpg" data-image="3xvvbe4qayvz" alt="Temporali, instabilità." title="Temporali, instabilità."><figcaption>Nonostante la dominanza anticiclonica, il forte riscaldamento dei bassi strati creerà un ambiente termodinamico altamente instabile, ideale per lo scoppio di forti temporali.</figcaption></figure><p>Questi fattori si combineranno soprattutto nelle ore pomeridiane e serali di oggi e domani, determinando lo sviluppo di temporali anche intensi <strong>su aree alpine e prealpine (Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto occidentale), Appennino centrale e meridionale.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774335" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'">Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature "folli"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-preparez-vous-a-la-fournaise-pres-de-50-departements-en-vigilance-jaune-canicule-et-la-situation-va-s-aggraver-1781643640249_320.png" alt="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"></a></article></aside><p>Non sono esclusi, entro la serata, degli sconfinamenti fino alle pianure a nord del Po, in particolare tra Piemonte e Lombardia occidentale, <strong>dove i temporali potranno sconfinare dalle zone montane nelle ore serali/notturne.</strong></p><h2><strong>Rischio di eventi molto intensi</strong></h2><p>Visto il notevole carburante a disposizione dell’atmosfera i temporali più intensi potranno essere accompagnati da nubifragi, <strong>con accumuli molto elevati in poco tempo (anche oltre 30-50 mm/h).</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Forti raffiche di vento (downburst o microburst fino a 80-100 km/h), grandine di media e grossa taglia (2-4 cm, localmente superiore).</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Va detto comunque che questi fenomeni saranno molto localizzati, tanto che accanto a zone colpite duramente da nubifragi e grandine, a pochi chilometri di distanza potrà persistere il cielo poco nuvoloso e il caldo afoso. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716658" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura.html" title="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura">Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura.html" title="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura-1750758099016_320.jpg" alt="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura"></a></article></aside><p>Il rischio di fenomeni temporaleschi, anche improvvisi e violenti al Nord, sarà elevato non solo oggi e domani, ma anche nel corso del prossimo weekend e nella giornata di <strong>lunedì 22 giugno.</strong> </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong> </div><p>Pertanto, oltre al caldo intenso, bisognerà fare molta attenzione a questi temporali che cresceranno in un ambiente termodinamico davvero esplosivo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Andromeda si sta avvicinando a noi e gli astronomi stanno studiando come avverrà la collisione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/andromeda-si-sta-avvicinando-a-noi-e-gli-astronomi-stanno-studiando-come-avverra-la-collisione.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 16:56:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La galassia di Andromeda sta correndo verso la Via Lattea. La fusione potrebbe avvenire tra 4,5 miliardi di anni, anche se studi più recenti mostrano incertezze. Ecco cosa accadrà davvero e come osservarla.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/andromeda-si-sta-avvicinando-a-noi-e-gli-astronomi-stanno-studiando-come-avverra-la-collisione-1781594713529.png" data-image="dh4uqtbuifkc" alt="Andromeda" title="Andromeda"><figcaption>Come potrebbe apparire nel cielo notturno la galassia di Andromeda prima della sua collisione con la Via Lattea.</figcaption></figure><p><strong>La vicina galassia di Andromeda ci sta venendo addosso alla velocità di 400 mila km/h.</strong> Tuttavia, la collisione non sarà né presto né come potremmo immaginarla. Gli astronomi sono al lavoro per raccogliere quante più informazioni possibili e formulare possibili scenari di questa collisione galattica.</p><h2>Una collisione prevista tra 4,5 miliardi di anni, ma non più così certa</h2><p><strong>Lo studio su questa collisione</strong> tra i due big del Gruppo Locale, cioè l’ammasso di galassie cui sia Andromeda sia la Via Lattea fanno parte, col passare degli anni, a mano a mano che dati sempre più precisi sono stati raccolti, <strong>sta fornendo scenari diversi.</strong></p><p>Inizialmente, sulla base dei soli dati del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Telescopio_spaziale_Hubble">telescopio spaziale Hubble</a>, la collisione veniva data per certa. Sebbene in un futuro molto lontano tra circa 4.5 miliardi di anni la collisione sarebbe certamente avvenuta. Questa collisione avrebbe portato ad un primo contatto per poi generare una fusione in un’unica galassia chiamata “<strong>Lattomeda</strong>”.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>In studi passati la collisione tra Andromeda e la Via Lattea veniva data per certa<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Uno studio del 2025 a cura di <strong>Till Sawala </strong>e collaboratori, pubblicato sulla prestigiosa rivista <strong><em>Nature Astronomy, </em></strong>ha aggiunto ai dati del telescopio Hubble anche quelli di altissima precisione raccolti durante la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gaia_(satellite)">missione Gaia</a>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753317" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-via-lattea-e-andromeda-perche-due-galassie-che-dovrebbero-allontanarsi-sono-in-rotta-di-collisione.html" title="La Via Lattea e Andromeda: perché due galassie che dovrebbero allontanarsi sono in rotta di collisione">La Via Lattea e Andromeda: perché due galassie che dovrebbero allontanarsi sono in rotta di collisione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-via-lattea-e-andromeda-perche-due-galassie-che-dovrebbero-allontanarsi-sono-in-rotta-di-collisione.html" title="La Via Lattea e Andromeda: perché due galassie che dovrebbero allontanarsi sono in rotta di collisione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-via-lattea-e-andromeda-perche-due-galassie-che-dovrebbero-allontanarsi-sono-in-rotta-di-collisione-1770644864633_320.jpg" alt="La Via Lattea e Andromeda: perché due galassie che dovrebbero allontanarsi sono in rotta di collisione"></a></article></aside><p>Questa nuova analisi tiene conto dell’influenza gravitazionale esercitata da altre galassie vicine, nello specifico la galassia del Triangolo, M33, e la Grande Nube di Magellano, che potrebbe in qualche misura deviare la traiettoria di Andromeda.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/andromeda-si-sta-avvicinando-a-noi-e-gli-astronomi-stanno-studiando-come-avverra-la-collisione-1781596803158.jpg" data-image="6sd9zdifzpl0" alt="Galassia Antenna" title="Galassia Antenna"><figcaption>Le galassie Antenna offrono un esempio di collisione tra due galassie. Credit: NOAO/AURA/NSF, B. Twardy, B. Twardy, and A. Block (NOAO)</figcaption></figure><p>Sulla base di questo studio la probabilità di collisione scende da un iniziale 100% ad un 50%. <strong>Tutto dipende dal moto trasversale di Andromeda</strong>, che ancora oggi risulta particolarmente difficile da misurare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il nuovo studio abbassa al 50% la probabilità di collisione con la galassia di Andromeda<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>E’ come se una pallina da tennis ci venga lanciata contro, ma lungo il suo tragitto un vento trasversale ne potrebbe modificare leggermente la traiettoria, quanto basta per mancarci.</p><h2>Perché le stelle non si scontreranno davvero</h2><p>Il termine “collisione” è in qualche modo fuorviante quando lo si applica alle galassie. La separazione tra le stelle all’interno di una galassia è enorme e <strong>nello scontro tra due galassie la probabilità che anche due sole stelle letteralmente si scontrino è estremamente bassa</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="673464" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/osservata-l-inizio-di-una-collisione-galattica-con-una-lente-gravitazionale-dalla-curiosa-forma-di-punto-interrogativo.html" title="Spazio, una lente gravitazionale dalla curiosa forma di punto interrogativo svela l'inizio di una collisione galattica ">Spazio, una lente gravitazionale dalla curiosa forma di punto interrogativo svela l'inizio di una collisione galattica </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/osservata-l-inizio-di-una-collisione-galattica-con-una-lente-gravitazionale-dalla-curiosa-forma-di-punto-interrogativo.html" title="Spazio, una lente gravitazionale dalla curiosa forma di punto interrogativo svela l'inizio di una collisione galattica "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/osservata-l-inizio-di-una-collisione-galattica-con-una-lente-gravitazionale-dalla-curiosa-forma-di-punto-interrogativo-1725868389900_320.png" alt="Spazio, una lente gravitazionale dalla curiosa forma di punto interrogativo svela l'inizio di una collisione galattica "></a></article></aside><p>In qualche modo, due galassie potrebbero attraversarsi senza alcuna collisione stellare. Tuttavia, componenti galattiche quali gas e polveri e materia oscura risentirebbero gravitazionalmente di questa collisione, modificando significativamente la forma e la distribuzione dielle stelle all’interno delle due galassie.</p><div class="texto-destacado">Le collisioni galattiche sono un evento non raro nell'Universo. La compressione del gas interstellare durante la collisione genera nuova formazione stellare.</div><p>Se si potesse assistere a tale collisione da un qualche pianeta del futuro si assisterebbe ad uno sconvolgente cambiamento di tutte le costellazioni e Andromeda sarebbe così grande da occupare una grossa porzione del cielo notturno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/andromeda-si-sta-avvicinando-a-noi-e-gli-astronomi-stanno-studiando-come-avverra-la-collisione-1781597569418.png" data-image="a38tm4laqvmu" alt="Andromeda" title="Andromeda"><figcaption>Immagine della galassia di Andromeda ottenuta combinando un'immagine nella banda infrarossa ottenuta dal telescopio spaziale Herschel (in colore arancione) e dal telescopio XMM-Newton nella banda X (colore blu). Credit: ESA/Herschel/PACS/SPIRE/J. Fritz, U. Gent; X-ray: ESA/XMM Newton/EPIC/W. Pietsch, MPE</figcaption></figure><p>Abbiamo detto non a caso da un qualche pianeta del futuro perché <strong>tale spettacolo non sarà osservabile dalla Terra o sicuramente non ci sarà nessun spettatore.</strong> Sappiamo che in un futuro così lontano l’evoluzione del Sole a gigante rossa avrà già reso inabitabile la Terra, per cui quello di cui si parla è uno spettacolo che possiamo solo immaginare e mai vedremo.</p><h2>Come vedere Andromeda nel cielo notturno</h2><p>Grazie alla sua vicinanza alla Terra, appena 2.5 milioni di anni luce, e alle sue dimensioni <strong>la galassia di Andromeda è visibile ad occhio nudo</strong>. Essa si presenta come una piccola macchia lattiginosa e allungata. Nulla a che vedere con la sua nota forma a spirale, osservabile solo con l’ausilio di strumenti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Dopo le Nubi di Magellano, la galassia di Andromeda è l'unica visibile ad occhio nudo<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tuttavia, è necessario scegliere una postazione molto buia, esente da inquinamento luminoso, e con una Luna in fase nuova cosi da non rendere il cielo brillante.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/andromeda-si-sta-avvicinando-a-noi-e-gli-astronomi-stanno-studiando-come-avverra-la-collisione-1781596572617.png" data-image="u1m7mcca03a6" alt="Galassia di Andromeda" title="Galassia di Andromeda"><figcaption>Dove individuare la galassia di Andromeda</figcaption></figure><p><strong>Autunno ed inverno sono le stagioni di migliore visibilità</strong>. Per trovarla è più semplice individuare il grande quadrilatero del Pegaso e posi spostarsi nella vicina omonima costellazione di Andromeda (come mostrato nella figura di sopra).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="725286" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-mitologia-delle-costellazioni-la-principessa-andromeda.html" title="La mitologia delle costellazioni: la principessa Andromeda">La mitologia delle costellazioni: la principessa Andromeda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-mitologia-delle-costellazioni-la-principessa-andromeda.html" title="La mitologia delle costellazioni: la principessa Andromeda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-mitologia-delle-costellazioni-la-principessa-andromeda-1755590984048_320.jpg" alt="La mitologia delle costellazioni: la principessa Andromeda"></a></article></aside><p>Ancor meglio che a occhio nudo,<strong> è ben osservabile con un piccolo binocolo</strong>, ad esempio un 7x50 o un 10x50 (dove la prima parte 7x o 10x indica il numero di ingrandimenti e la seconda il diametro delle lenti) con cui si può notare il nucleo luminoso e una debole estensione ovale. </p><p>Un piccolo telescopio mostra meglio la regione centrale. Tuttavia, anche con pochi ingrandimenti si rischia di non poterla vedere intera dentro il campo visivo ma solo in parte, proprio perché Andromeda è molto estesa in cielo.</p><h3><em>Riferimento allo studio</em></h3><p><em><a href="https://doi.org/10.1038/s41550-025-02563-1">"</a><a href="https://doi.org/10.1038/s41550-025-02563-1">No certainty of a Milky Way–Andromeda collision" </a>Sawala, T., Delhomelle, J., Deason, A.J. et al. Nat Astron 9, 1206–1217 (2025). https://doi.org/10.1038/s41550-025-02563-1</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/andromeda-si-sta-avvicinando-a-noi-e-gli-astronomi-stanno-studiando-come-avverra-la-collisione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I trulli di Alberobello: ecco come è nata una delle architetture più singolari d'Europa ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-trulli-di-alberobello-ecco-come-e-nata-una-delle-architetture-piu-singolari-d-europa.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 15:03:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Alla scoperta dei trulli di Alberobello. Ecco come sono costruite le più iconiche case della Puglia e perché, e come fare per visitarli evitando la folla</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-trulli-di-alberobello-ecco-come-e-nata-una-delle-architetture-piu-singolari-d-europa-1781615198390.jpg" data-image="h90ceyqvefix" alt="trulli" title="trulli"><figcaption>I trulli con i tipici tetti a cono e i simboli religiosi o portafortuna</figcaption></figure><p>I trulli della Puglia, le tipiche case di pietra dalle spesse mura bianche e dal <strong>tetto a cono,</strong> sono uno dei principali segni distintivi della regione, e per di più sono perfetti per un soggiorno <strong>in ogni stagione.</strong></p><div class="texto-destacado">Freschi in estate, capaci di conservare il calore in inverno, i trulli che si trovano tra <strong>Murgia e Salento</strong>, ma non solo, sono oggi ambitissime dimore per le vacanze, ma la loro storia è particolare, proprio come la loro forma.</div><p>Su di essi si sanno tanto cose, ma i trulli conservano ancora qualche mistero.</p><h2>La fortuna dei trulli</h2><p>Un tempo semplici <strong>case di contadini</strong>, usate anche come <strong>stalle </strong>o <strong>locali agricoli</strong>, i trulli oggi sono patrimonio <strong>UNESCO</strong>. La loro storia è antica e secondo alcuni la tipica forma deriverebbe dal <em>tholos </em>greco, la costruzione a cupola del Tesoro di Atreo, del XVI secolo a.C.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-trulli-di-alberobello-ecco-come-e-nata-una-delle-architetture-piu-singolari-d-europa-1781615427970.jpg" data-image="nd4uvo62rccd" alt="Alberobello trulli" title="Alberobello trulli"><figcaption>Alberobello è la "capitale" dei trulli, nei quartieri storici se ne trovano millecinquecento </figcaption></figure><p>In ogni caso la forma circolare era diffusa e utilizzata già nella preistoria anche in Italia.</p><p>L’origine dei trulli è però ben più recente. La loro diffusione in Puglia e in particolare nella zona di Alberobello, risale alla prima metà del <strong>XVII secolo</strong>.</p><p>Secondo quanto si racconta i trulli devono la loro fortuna al fatto di essere costruiti senza l’utilizzo di <strong>malta </strong>o altri leganti. In caso di controlli i contadini potevano così rimuovere una sola pietra, sulla volta della cupola, per farla crollare, evitando di <strong>pagare il dazio</strong> dovuto per la costruzione dell’edificio al proprietario del terreno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762983" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli.html" title="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli">5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli.html" title="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli-1775727087390_320.jpg" alt="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli"></a></article></aside><p>Secondo una versione leggermente diversa gli abitanti della Puglia usavano i trulli come macchine per i <strong>segnali di fumo</strong>, da attivare all’arrivo degli esattori da Napoli, allora capitale del regno di cui era parte anche la Puglia. </p><p>Anche in questo caso l’epilogo era lo stesso, il trullo veniva fatto <strong>crollare </strong>per essere ricostruito al termine dell’ispezione.</p><h2>Come sono costruiti i trulli</h2><p>A prescindere dall’uso più o meno lecito che se ne faceva, i trulli erano e sono ancora delle costruzioni <strong>ingegnose</strong>.</p><p>Li realizzavano i <strong>mastri trullari</strong>, con opere murarie interamente <strong>a secco</strong>, e usando <strong>pietre calcaree locali</strong> ricavate dallo scavo delle cisterne. I tetti erano composti da lastre disposte in cerchi concentrici fino a formare dei coni, senza bisogno di centine o altre strutture di sostegno.</p><p>Tra le pietre così disposte si forma inoltre una camera d'aria che aiuta a <strong>isolare termicamente</strong> il trullo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="740680" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/questi-alberi-sopravvivono-a-climi-estremi-come-resistono-al-cambiamento-climatico-gli-ulivi-secolari-della-puglia.html" title="Questi alberi sopravvivono a climi estremi: come resistono al cambiamento climatico gli ulivi secolari della Puglia">Questi alberi sopravvivono a climi estremi: come resistono al cambiamento climatico gli ulivi secolari della Puglia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/questi-alberi-sopravvivono-a-climi-estremi-come-resistono-al-cambiamento-climatico-gli-ulivi-secolari-della-puglia.html" title="Questi alberi sopravvivono a climi estremi: come resistono al cambiamento climatico gli ulivi secolari della Puglia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questi-alberi-sopravvivono-a-climi-estremi-come-resistono-al-cambiamento-climatico-gli-ulivi-secolari-della-puglia-1764426750662_320.jpeg" alt="Questi alberi sopravvivono a climi estremi: come resistono al cambiamento climatico gli ulivi secolari della Puglia"></a></article></aside><p>Le <strong>travi di legno</strong> che talvolta si possono vedere all’interno non hanno nessuna funzione portante ma sono state montate nel tempo per altri scopi, ad esempio appendere utensili o prodotti per la stagionatura.</p><h2>Il significato simbolico dei tetti</h2><p>La particolarità dei trulli si trova principalmente nei <strong>tetti</strong>. Le inconfondibili coperture coniche sono costituite da una <strong>doppia calotta</strong>. In quella interna si trova la chiave di volta, quella esterna invece è fatta di lastre di pietra calcarea impermeabile, dette <strong><em>chiancarelle</em></strong>.</p><p>Alla base ci sono le <strong>grondaie </strong>che raccolgono l’acqua piovana e la portano fino alla <strong>cisterna </strong>del trullo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="632472" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/preistoria-mediterraneo-scoperta-fortificazione-di-oltre-3000-anni-fa-ustica-mistero.html" title="Nuova affascinante ed importante scoperta archeologica nel cuore del Mediterraneo">Nuova affascinante ed importante scoperta archeologica nel cuore del Mediterraneo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/preistoria-mediterraneo-scoperta-fortificazione-di-oltre-3000-anni-fa-ustica-mistero.html" title="Nuova affascinante ed importante scoperta archeologica nel cuore del Mediterraneo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/preistoria-mediterraneo-scoperta-fortificazione-di-oltre-3000-anni-fa-ustica-mistero-1704800804125_320.jpg" alt="Nuova affascinante ed importante scoperta archeologica nel cuore del Mediterraneo"></a></article></aside><p>Sulla parte esterna dei tetti spesso si trova un <strong>pinnacolo </strong>dalla forma creativa che serviva a scacciare la sfortuna. Allo stesso modo si possono notare <strong>simboli o iscrizioni</strong> in bianco che spiccano sul grigio della pietra, anch’essi con un significato. Alcuni simboli sono <strong>pagani </strong>e dal significato incerto, altri sono <strong>cristiani, </strong>e tutti hanno uno scopo o un messaggio.</p><p>Che lo stratagemma contro la cattiva sorte funzioni o no, nei secoli i trulli hanno resistito praticamente intatti anche ai <strong>terremoti</strong>, mentre in un documento del 1897 è menzionata un’<strong>alluvione</strong> tremenda che danneggiò pesantemente edifici e territori, senza scalfire i trulli.</p><h2>I trulli nella pace della Valle dell'Itria</h2><p>Visitare, o meglio ancora soggiornare in un trullo è sicuramente un’esperienza da provare se si viaggia in Puglia. </p><p><strong>Alberobello </strong>è considerata la capitale dei trulli perché ne conta circa millecinquecento, ma se ne trovano molti anche in altre località famose come Locorotondo e Ostuni. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-trulli-di-alberobello-ecco-come-e-nata-una-delle-architetture-piu-singolari-d-europa-1781615528220.jpg" data-image="f182ehhddu89" alt="tetti trulli" title="tetti trulli"><figcaption>Il dettaglio delle lastre di pietra grigia che compongono i tetti a cono dei trulli - Foto di AXP Photography: https://www.pexels.com/it-it/foto/30099428/</figcaption></figure><p>Soprattutto nei mesi estivi la Puglia richiama un gran numero di turisti ma per visitare i trulli con più calma basta scegliere quelli <strong>meno noti</strong> e non per questo meno affascinanti.</p><p>Ceglie Messapica e Martina Franca sono due pittoresche località dove si possono trovare trulli meno affollati rispetto a quelli di Alberobello.</p><p>Anche le <strong>campagne della Valle dell’Itria</strong> riservano molte sorprese. Tra Alberobello e Locorotondo e Locorotondo e Cisternino si trovano itinerari <strong>autentici </strong>che permettono di vedere trulli isolati o in piccoli gruppi, in un contesto rurale molto simile a quello originale, tra muretti a secco, <strong>masserie </strong>e gli immancabili <strong>uliveti</strong>.</p><h2>I trulli di Alberobello senza folla</h2><p>Sicuramente Alberobello merita una visita, ma per godersi i suoi trulli in tranquillità è meglio scoprirli la <strong>mattina </strong>o nel <strong>tardo pomeriggio</strong>, a <strong>giugno e settembre</strong>, più che a luglio e agosto. </p><p>In questo modo si possono evitare sia il grosso della folla che le ore più calde della giornata, quando la luce del sole estivo si fa <strong>accecante </strong>sulle pareti imbiancate. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="725074" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-faro-piu-romantico-della-puglia-tra-scogliere-selvagge-e-tramonti-infuocati-sull-adriatico.html" title="Il faro più romantico della Puglia: tra scogliere selvagge e tramonti infuocati sull’Adriatico ">Il faro più romantico della Puglia: tra scogliere selvagge e tramonti infuocati sull’Adriatico </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-faro-piu-romantico-della-puglia-tra-scogliere-selvagge-e-tramonti-infuocati-sull-adriatico.html" title="Il faro più romantico della Puglia: tra scogliere selvagge e tramonti infuocati sull’Adriatico "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-faro-piu-romantico-della-puglia-tra-scogliere-selvagge-e-tramonti-infuocati-sull-adriatico-1755454899217_320.jpg" alt="Il faro più romantico della Puglia: tra scogliere selvagge e tramonti infuocati sull’Adriatico "></a></article></aside><p>Il quartiere <strong>Aia Piccola</strong>, inoltre, è solitamente meno affollato del famoso Rione Monti.</p><p>Anche <strong>soggiornare </strong>in un trullo è un’ottima idea. Questo permette di ammirarli quasi in solitudine, alla luce suggestiva del <strong>tramonto </strong>e della sera e di dormire <strong>al fresco</strong> che le loro spesse pareti possono offrire anche durante le torride estati del sud Italia.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-trulli-di-alberobello-ecco-come-e-nata-una-delle-architetture-piu-singolari-d-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 13:59:46 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’alta pressione prende il comando sull’Italia e prepara una vera impennata delle temperature: già da giovedì molte città toccheranno 35-37 °C, ma il picco arriverà tra il fine settimana e l’inizio della prossima settimana</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagcyiq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagcyiq.jpg" id="xagcyiq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’estate alza la voce sull’Italia. L’alta pressione è pronta a consolidarsi con decisione, portando giornate ampiamente soleggiate e temperature in costante aumento. Il caldo sarà subito intenso al Centro-Nord, mentre al Sud l’ondata di calore arriverà con qualche giorno di ritardo.</p><h2>Giovedì 18 giugno: alta pressione protagonista, caldo già intenso al Centro-Nord</h2><p>La giornata di <strong>giovedì 18 giugno</strong> sarà dominata dall’alta pressione su gran parte dell’Italia. Al mattino il tempo si presenterà stabile e <strong>soleggiato</strong> su mari, monti, pianure e città, con cielo in prevalenza sereno e visibilità buona. Nel pomeriggio, tuttavia, il forte riscaldamento diurno favorirà un po’ di instabilità sulle aree alpine: <strong>isolati acquazzoni o temporali</strong> potranno svilupparsi su T<strong>rentino Alto Adige</strong>, <strong>Bellunese</strong>,<strong> Alpi Giulie</strong> e sull’estremo settore occidentale dell’arco alpino.</p><div class="texto-destacado">Il dato più importante sarà però quello termico. Le temperature sono previste in aumento e già giovedì il caldo diventerà intenso su molte città del Centro-Nord.</div><p>Secondo i modelli di Meteored, <strong>Roma</strong>, <strong>Firenze</strong> e <strong>Milano</strong> potranno raggiungere i 36 °C, <strong>Bologna</strong> si fermerà intorno ai 35 °C, mentre <strong>Torino</strong> potrebbe spingersi fino a 37 °C. Si tratterà quindi di una giornata pienamente estiva, con valori già superiori alla media del periodo quasi ovunque.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c-1781696724964.png" data-image="g1aidmgsatbc" alt="Alta pressione protagonista ssull'Italia" title="Alta pressione protagonista ssull'Italia"><figcaption>Configurazione barica prevista domani alle 6 di mattino</figcaption></figure><p><strong>Al Sud</strong> il tempo sarà stabile e soleggiato, ma l’ondata di calore arriverà con un leggero ritardo. <strong>Foggia</strong>, una delle città italiane più esposte alle fiammate calde, raggiungerà comunque i 34 °C, mentre <strong>Napoli</strong> si fermerà intorno ai <strong>29 °C grazie all’effetto mitigatore del mare</strong>. Valori più contenuti rispetto al Centro-Nord anche su <strong>Catania</strong> e <strong>Palermo</strong>, con massime prossime ai 30, mentre nelle zone interne della <strong>Sicilia</strong> saranno già possibili punte di 34 °C. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774077" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-e-ora-realta-ripassiamo-i-suoi-effetti-in-italia-quest-estate-e-quest-autunno.html" title="El Niño è ora realtà: ripassiamo i suoi effetti in Italia quest'estate e quest'autunno">El Niño è ora realtà: ripassiamo i suoi effetti in Italia quest'estate e quest'autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-e-ora-realta-ripassiamo-i-suoi-effetti-in-italia-quest-estate-e-quest-autunno.html" title="El Niño è ora realtà: ripassiamo i suoi effetti in Italia quest'estate e quest'autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-ora-realta-ripassiamo-i-suoi-effetti-in-italia-quest-estate-e-quest-autunno-1781555423198_320.png" alt="El Niño è ora realtà: ripassiamo i suoi effetti in Italia quest'estate e quest'autunno"></a></article></aside><p>Più gradevole il clima tra basso Adriatico e Ionio, dove la tramontana renderà l’aria più respirabile: <strong>Lecce</strong> si fermerà intorno ai 31 °C. In <strong>Sardegna</strong>, <strong>Cagliari</strong> avrà una massima di circa 25 °C, ma nell’entroterra si supereranno già i 30 °C.</p><h2>Venerdì 19 giugno: sole prevalente, ma sulle Alpi tornano acquazzoni e temporali</h2><p><strong>Venerdì 19 giugno</strong> l’alta pressione si consoliderà ulteriormente. La giornata inizierà con cielo sereno o poco nuvoloso su quasi tutta l’Italia e con condizioni generalmente stabili. Resisteranno solo residui rinforzi di tramontana sullo Ionio, soprattutto al largo, ma il quadro generale sarà ormai pienamente estivo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni.html" title="L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia">L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni.html" title="L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni-1781623236592_320.jpg" alt="L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia"></a></article></aside><p>Nel pomeriggio comparirà qualche nube in più lungo i rilievi appenninici, anche se il rischio di pioggia resterà basso e molto localizzato, più probabile sul settore emiliano. </p><div class="texto-destacado">Sulle Alpi e localmente sull'Appennino centrale è previsto lo sviluppo di nubi cumuliformi, con acquazzoni ed isolati temporali</div><p>Le <strong>temperature</strong> continueranno ad aumentare, con <strong>caldo diffuso</strong> soprattutto nelle pianure del Nord e nelle aree interne del Centro. Le città risentiranno in modo crescente dell’effetto combinato tra alta pressione, ampio soleggiamento e scarsa ventilazione, mentre lungo le coste il mare manterrà ancora valori più contenuti, pur con un aumento dell’umidità.</p><h2>Weekend rovente: 38 °C a Roma, Firenze e Torino, afa in aumento anche di notte</h2><p>Nel fine settimana il caldo farà un ulteriore salto in avanti. L’alta pressione garantirà ampi spazi di sole su quasi tutto il Paese, ma con una <strong>maggiore instabilità pomeridiana lungo l’arco alpino</strong>. Temporali saranno possibili dal <strong>Trentino Alto Adige </strong>al <strong>Friuli Venezia Giulia</strong>, oltre che su <strong>Valtellina</strong>, <strong>Valle d’Aosta</strong> e alto <strong>Piemonte</strong>. Non si esclude anche qualche isolato acquazzone sui rilievi più alti del <strong>Lazio</strong>, sempre nelle ore pomeridiane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c-1781698924533.png" data-image="3xcw9t83erzi" alt="Caldo in intensificazione: previsti 40°C domenica nelle zone interne della Sardegna" title="Caldo in intensificazione: previsti 40°C domenica nelle zone interne della Sardegna"><figcaption>Mappa relativa alle temperature previste domenica alle ore 14</figcaption></figure><p>La caratteristica principale del <strong>weekend</strong> sarà però l’ulteriore <strong>aumento delle temperature</strong>. Molte città supereranno facilmente i 35 °C. A <strong>Roma</strong> sono previsti picchi fino a <strong>38 °C</strong>, stesso valore possibile anche a <strong>Firenze</strong>. <strong>Milano</strong> potrà raggiungere i 37 °C nella giornata di domenica, mentre <strong>Torino</strong> vivrà un weekend caldo e afoso, con punte fino a 38 °C. Anche <strong>Bologna</strong> sarà interessata da tempo stabile e soleggiato, con massime fino a 37 °C.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773958" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-a-roma-da-mercoledi-17-temperature-in-costante-aumento-38-c-nel-giorno-del-solstizio.html" title="Caldo a Roma, fiammata da mercoledì 17: fino a 38°C nel giorno del solstizio, possibili temporali pomeridiani">Caldo a Roma, fiammata da mercoledì 17: fino a 38°C nel giorno del solstizio, possibili temporali pomeridiani</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-a-roma-da-mercoledi-17-temperature-in-costante-aumento-38-c-nel-giorno-del-solstizio.html" title="Caldo a Roma, fiammata da mercoledì 17: fino a 38°C nel giorno del solstizio, possibili temporali pomeridiani"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-a-roma-da-mercoledi-17-temperature-in-costante-aumento-38-c-nel-giorno-del-solstizio-1781522499699_320.png" alt="Caldo a Roma, fiammata da mercoledì 17: fino a 38°C nel giorno del solstizio, possibili temporali pomeridiani"></a></article></aside><p>Un elemento da non sottovalutare sarà l’<strong>aumento delle temperature minime</strong>, soprattutto da domenica. Le notti diventeranno più calde e meno confortevoli, con valori ben superiori alla media del periodo. Questo aspetto sarà particolarmente evidente nelle grandi città e lungo le coste, dove l’umidità renderà il caldo più pesante anche dopo il tramonto.</p><div class="texto-destacado">Al Sud il caldo si farà sentire in modo più graduale. La mitigazione del mare limiterà spesso le massime lungo le coste, ma aumenterà il disagio notturno. </div><p>In <strong>Puglia</strong> prevarrà il bel tempo: <strong>Foggia</strong> potrà arrivare fino a 37 °C, mentre <strong>Bari</strong>, come <strong>Napoli</strong>, beneficerà dell’azione mitigatrice del mare e di un po’ di ventilazione, con valori intorno ai 30 °C. Più calda <strong>Lecce</strong>, dove si potranno raggiungere i 33 °C. Da segnalare anche un po’ di i<strong>nstabilità pomeridiana sull’Appennino calabro-lucano</strong>, con possibili acquazzoni. <strong>Catanzaro</strong> si manterrà intorno ai 30 °C, mentre <strong>Cosenza</strong> potrà salire fino a 35 °C. In <strong>Sicilia</strong> il caldo aumenterà soprattutto nelle zone interne, con punte di 35 °C.</p><h2>Nuova settimana: apice del caldo tra lunedì e martedì, possibili 40 °C nelle zone interne</h2><p>Anche la <strong>Sardegna</strong> entrerà sempre più nel cuore dell’ondata calda. Nelle zone interne si potranno raggiungere <strong>40°C</strong> come mostra la mappa sopra e tra lunedì e martedì andare anche oltre, mentre lungo le coste la brezza di mare renderà l’aria decisamente più gradevole. Il contrasto tra il forte riscaldamento dell’entroterra e la temperatura del mare, più bassa rispetto alla terraferma nonostante valori superiori alla media, favorirà <strong>brezze pomeridiane </strong>anche sostenute.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xagddp6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagddp6.jpg" id="xagddp6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La tendenza per la nuova settimana conferma il dominio dell’alta pressione. Le <strong>temperature sono previste in ulteriore aumento </strong>e l’apice del caldo dovrebbe essere raggiunto tra lunedì e martedì. In questa fase i valori massimi potrebbero localmente toccare i <strong>40 °C nelle zone interne di Lazio e Toscana</strong>, localmente anche oltre in Sardegna, ma anche sulla Val Padana le temperature saranno elevate ed il caldo potrà diventare particolarmente intenso e afoso.</p><div class="texto-destacado">Il tempo resterà stabile e soleggiato lungo le coste e su gran parte delle pianure, mentre sulle Alpi potranno formarsi temporali di calore nelle ore pomeridiane.</div><p>Localmente questi fenomeni potranno sconfinare verso le zone di pianura limitrofe, soprattutto in presenza di aria molto calda e umida nei bassi strati. Sarà quindi una fase da piena estate, con caldo in progressiva intensificazione e notti sempre meno fresche, soprattutto nelle aree urbane.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nuovi temporali in arrivo sull'Italia, ecco le aree che saranno interessate nei prossimi giorni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-e-dove-i-prossimi-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-che-saranno-nel-mirino-dei-temporali-nei-prossimi-giorni.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:51:24 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'espansione di un imponente anticiclone subtropicale africano darà il via alla prima intensa ondata di caldo canicolare sull'Italia. Tuttavia, l'accumulo di calore favorirà improvvisi e violenti temporali pomeridiani sull'arco alpino e lungo la dorsale appenninica.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagcspm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagcspm.jpg" id="xagcspm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dall'analisi degli output dei principali modelli numerici è possibile osservare una assoluta concordia nel vedere<strong> l'espansione e il progressivo rinforzo</strong> di un imponente <strong>anticiclone subtropicale di matrice africana</strong> sulle latitudini centro-meridionali del continente europeo. </p><p>Questa struttura anticiclonica si espanderà anche sulla nostra Penisola, portando <strong>un progressivo e marcato aumento delle temperature</strong>, destinate a raggiungere <strong>punte molto elevate per il periodo</strong>. Tuttavia, la presenza dell'alta pressione non sarà sempre sinonimo di cielo sereno ovunque e per l'intera durata del giorno. </p><p>Infatti<strong> l'accumulo di calore nei bassi strati</strong>, associato all'arrivo di <strong>infiltrazioni di aria leggermente più fresca in quota</strong>, creeranno le <strong>condizioni ideali</strong> per lo <strong>sviluppo di improvvisi</strong> e talvolta violenti <strong>temporali di calore</strong>, localizzati soprattutto a<strong> ridosso dei principali rilievi montuosi italiani e in particolare sull'area alpina.</strong></p><h2>La situazione attuale e l'evoluzione diurna </h2><p>Le analisi di oggi mostrano il <strong>promontorio africano in rinforzo</strong>, ma già presente sul nostro territorio, capace di garantire delle mattinate stabili e ampiamente soleggiate su quasi tutte le regioni. Tuttavia, <strong>nelle ore centrali della giornata,</strong> il riscaldamento del suolo innesca dei moti convettivi capaci di produrre la <strong>formazione di nubi cumuliformi. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774352" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree.html" title="Dalle 14 cresceranno nubi di temporale: fulmini, pioggia intensa e colpi di vento in queste aree ">Dalle 14 cresceranno nubi di temporale: fulmini, pioggia intensa e colpi di vento in queste aree </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree.html" title="Dalle 14 cresceranno nubi di temporale: fulmini, pioggia intensa e colpi di vento in queste aree "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree-del-centro-sud-1781685906968_320.png" alt="Dalle 14 cresceranno nubi di temporale: fulmini, pioggia intensa e colpi di vento in queste aree "></a></article></aside><p>Anche nel pomeriggio di <strong>oggi, mercoledì 17 giugno</strong>, come ieri, lungo la <strong>dorsale appenninica centrale</strong> si verificheranno dei <strong>fenomeni anche intensi</strong>. I rovesci, che tendono a concentrarsi in particolar modo sui settori interni e montuosi, continueranno a spostarsi ed estendersi progressivamente verso sud, seguendo le correnti prevalentemente settentrionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-e-dove-i-prossimi-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-che-saranno-nel-mirino-dei-temporali-nei-prossimi-giorni-1781698514225.jpg" data-image="u0lrg5bjydsv"><figcaption>Situazione prevista sull'Europa per domenica 21 giugno. Evidente la presenza dell'anticiclone per l'assenza di nuvolosità in mattinata. Tuttavia, nelle ore pomeridiane, non mancheranno formazioni nuvolose lungo i rilievi alpini e appenninici, con associati fenomeni di instabilità, quindi rovesci e temporali. - ECMWF Meteored </figcaption></figure><p><strong>Al Sud</strong>, i <strong>temporali </strong>si svilupperanno<strong> l</strong><strong>ungo l'Appennino meridionale</strong>, specie sul <strong>settore calabro-lucano</strong> dove, pur rimanendo fenomeni a evoluzione destinati a un rapido esaurimento nel corso della serata, <strong>nel pomeriggio potranno essere anche frequenti. </strong> Oggi,<strong> sull'arco alpino</strong>, ci sarà <strong>una sporadica instabilità diurna</strong>, legata sempre alle medesime dinamiche dettate dal calore diurno. </p><h2>Giovedì e venerdì con la minaccia dell'instabilità pomeridiana</h2><p><strong>La seconda parte della settimana</strong> vedrà una reiterazione, seppur parziale e modificata, di questo copione. Infatti <strong>l'anticiclone subtropicale guadagnerà ulteriore terreno</strong>, facendo aumentare le temperature, ma <strong>senza riuscire a spegnere l'instabilità pomeridiana sui rilievi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-e-dove-i-prossimi-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-che-saranno-nel-mirino-dei-temporali-nei-prossimi-giorni-1781698340506.jpg" data-image="t7qoxvtml7x1"><figcaption>Pioggia prevista per le ore 19 di venerdì 19 - ECMWF Meteored </figcaption></figure><p>Nella giornata di <strong>domani, giovedì</strong>, mentre le pianure e le coste godranno di un tempo pienamente soleggiato con temperature <strong>massime diffusamente comprese tra i 30 e i 35°C</strong>, nelle <strong>ore centrali e nel pomeriggio</strong>, assisteremo di nuovo allo sviluppo di <strong>temporali di calore sui rilievi alpini e in forma minore su parte di quelli appenninici</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-e-dove-i-prossimi-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-che-saranno-nel-mirino-dei-temporali-nei-prossimi-giorni-1781699349184.jpg" data-image="bivz2biqpnqs"><figcaption>Nonostante l'ondata di caldo dovuta all'anticiclone africano, nelle ore centrali dei prossimi giorni, il riscaldamento del suolo sarà ancora in grado di innescare dei moti convettivi capaci di produrre la formazione di nubi cumuliformi con temporali annessi, localmente anche intensi.</figcaption></figure><p>Nelle proiezioni <strong>per la giornata di venerdì 19</strong> è possibile notare (modello ECMWF) una tendenza verso una temporanea <strong>accentuazione dell'instabilità sulle regioni settentrionali</strong> e in particolare sul <strong>Nord Ovest</strong>. </p><p>In questo caso, infatti,<strong> i fenomeni </strong>che nasceranno, come nei giorni precedenti, sulle aree montuose alpine, <strong>tenderanno poi a svilupparsi ulteriormente</strong> e <strong>a invadere anche gran parte delle pianure piemontesi, lombarde e emiliane</strong>, per esaurirsi per la sera. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774335" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'">Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature "folli"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-preparez-vous-a-la-fournaise-pres-de-50-departements-en-vigilance-jaune-canicule-et-la-situation-va-s-aggraver-1781643640249_320.png" alt="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"></a></article></aside><p><strong>Una debole instabilità diurna </strong>potrà ancora interessare<strong> l'Appennino centro-meridionale</strong>, oltre che quello settentrionale, <strong>producendo dei rovesci sparsi e qualche isolato temporale</strong>, soprattutto<strong> sulle aree montuose</strong>, più sporadici sulle aree limitrofe, in assorbimento serale. Il <strong>contesto </strong><strong>generale </strong>resterà, comunque, improntato all'<strong>ampio soleggiamento e a un caldo gradualmente più opprimente</strong>.</p><h2>Il fine settimana con l'apice della canicola e temporali montani</h2><p><strong>NeI fine settimana</strong>, questa prima <strong>severa ondata di calore</strong> stagionale raggiungerà il suo <strong>apice</strong>, anche se le <strong>proiezioni </strong>restano ancora <strong>poco definite</strong><strong> </strong>per l'eventuale attenuazione ipotizzata per metà della prossima settimana. <strong>Le ensamble</strong> dei modelli sono ancora <strong>molto aperte a diverse soluzioni</strong>, tra le quali <strong>l'ipotesi di un caldo persistente </strong>sta prendendo gradualmente il sopravvento. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-e-dove-i-prossimi-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-che-saranno-nel-mirino-dei-temporali-nei-prossimi-giorni-1781698446330.jpg" data-image="znz6r64v4x4q"><figcaption>Temperature previste alle ore 14 di domenica 21 giugno - ECMWF Meteored </figcaption></figure><p><strong>Tra sabato e domenica</strong> (giornata del <strong>solstizio</strong>) le temperature aumenteranno ulteriormente, tanto che nella <strong>giornata domenicale </strong>si attendono punte massime eccezionali di<strong> 37 o 38°C in Val Padana</strong>, nelle <strong>zone interne di Toscana, Umbria, Lazio, Sardegna</strong>, e con valori solo leggermente inferiori nelle aree interne di Campania, Puglia e Basilicata. </p><p>In questo <strong>contesto di caldo estremo</strong>,<strong> l'instabilità pomeridiana non scomparirà del tutto</strong>. Al contrario, il forte riscaldamento manterrà <strong>elevato il rischio di forti temporali diurni sulle Alpi e lungo la dorsale appenninica</strong>, dove alcuni fenomeni locali potrebbero risultare anche particolarmente intensi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-e-dove-i-prossimi-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-che-saranno-nel-mirino-dei-temporali-nei-prossimi-giorni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La scienza lancia allerte sul clima, ma spesso non indica le soluzioni: l'avviso di un macro-studio di Cambridge]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-lancia-allerte-sul-clima-ma-spesso-non-indica-le-soluzioni-l-avviso-di-un-macro-studio-di-cambridge.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 09:58:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La comunicazione dei cambiamenti climatici è uno degli aspetti più complessi e discussi: gli scienziati devono limitarsi a esporre i dati o devono proporre anche soluzioni? Uno studio dell’università di Cambridge analizza il problema.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-lancia-allerte-sul-clima-ma-spesso-non-indica-le-soluzioni-l-avviso-di-un-macro-studio-di-cambridge-1781630361404.jpeg" data-image="gly2xgggp6sf"><figcaption>La scienza indica quali sono gli scenari, la politica deve decidere le strategie e dove puntare nonchè con quali soluzioni. Il confine è sottile: guardando gli scenari IPCC, quale strada intraprere e con che soluzioni? deve indicarlo la scienza, e come deve farlo?</figcaption></figure><p>La scienza del clima è sempre è più chiara:<strong> i cambiamenti climatici sono una realtà e la causa sono le attività umane</strong>. I primi allarmi risalgono a fine anni 1980 e anni 1990, allora timidi, con dubbi e incertezze ma anche con una <strong>comunicazione scientifica e ambientale molto diversa </strong>da oggi.</p><p>A quei tempi <strong>gli scienziati del clima affermavano che non spettava a loro indicare soluzioni</strong> o enfatizzare l’urgenza di agire. Poi <strong>le cose sono cambiate, negli articoli scientifici compaiono sempre più indicazioni</strong> che sconfinano in scelte politiche. È un tema però discusso, nel passaggio dalla ricerca alla politica emergono questioni complesse.</p><p>La distinzione tra fare scienza e tradurla in raccomandazioni politiche è reale e spesso sottovalutata o non presentata nel migliore dei modi. A farci chiarezza, uno studio dell’Università di Cambridge. </p><h2>Come è cambiata la comunicazione del clima</h2><p>I climatologi degli <strong>anni 1980/90 appunto si limitavano a porre il problema, a sottolineare i dati e i fatti</strong>, indicando le cause ma senza sconfinare più di tanto sulle soluzioni o sull’urgenza di agire. Proprio questa prudenza e questo limitarsi da fare il proprio mestiere, appunto il climatologo, <strong>è stata indicata come limite della comunicazione dei cambiamenti climatici</strong> e come concausa delle scarse azioni intraprese.</p><p>Così a partire in particolare dal 4° rapporto di valutazione IPCC, nel 2007, <strong>gli scienziati hanno iniziato a spingersi sempre più su terreni più politici</strong> che scientifici. Gli era stato del resto espressamente richiesto da molti stakeholder, che dicevano “<strong>non dovete dirci solo i problemi, ma anche le soluzioni</strong>”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773424" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-osservatorio-hawaiano-del-mauna-loa-ha-appena-inviato-un-messaggio-di-allerta-al-mondo-sulla-co.html" title="L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ ">L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-osservatorio-hawaiano-del-mauna-loa-ha-appena-inviato-un-messaggio-di-allerta-al-mondo-sulla-co.html" title="L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-osservatorio-hawaiano-del-mauna-loa-ha-appena-inviato-un-messaggio-di-allerta-al-mondo-sulla-co-1781194195858_320.jpeg" alt="L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ "></a></article></aside><p>Negli articoli scientifici, nelle conferenze sia scientifiche che divulgative nonché all’interno dei side eventi alle Conferenze delle Parti, <strong>i ricercatori hanno così introdotto sempre più affermazion</strong>i del tipo “per stare dentro agli 1.5°C, i governi devono fare queste cose…”, “<strong>per evitare il superamento di tipping point, è necessario introdurre severe politiche di…</strong>”</p><p>Ora <strong>secondo uno studio dell’università di Cambridge sta emergendo il problema opposto.</strong> Analizzando oltre 3000 articoli scientifici sulla mitigazione dei cambiamenti climatici, emerge un problema: <strong>le raccomandazioni su come tradurre la ricerca in politiche sono troppo spesso vaghe,</strong> irrealizzabili o scollegate dai risultati dello studio stesso.</p><h2>Lo studio di Cambridge </h2><p>Nell’articolo pubblicato su Nature Environmental Social Sciences dal titolo “<strong>Confondere le prove con le argomentazioni: una revisione sistematica delle raccomandazioni politiche per le emissioni zero</strong>”, un gruppo di ricercatori ha analizzato oltre 3000 articoli scientifici inerenti le tematiche della mitigazione dei cambiamenti climatici, la transizione energetica a fonti rinnovibili, trasporti e mobilità sostenibile.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774015" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/copernicus-e-il-clima-che-cambia-il-nuovo-bollettino-di-maggio-e-un-segnale-d-allarme.html" title="Copernicus e il clima che cambia: il nuovo bollettino di Maggio è un segnale d’allarme">Copernicus e il clima che cambia: il nuovo bollettino di Maggio è un segnale d’allarme</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/copernicus-e-il-clima-che-cambia-il-nuovo-bollettino-di-maggio-e-un-segnale-d-allarme.html" title="Copernicus e il clima che cambia: il nuovo bollettino di Maggio è un segnale d’allarme"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/copernicus-e-il-clima-che-cambia-il-nuovo-bollettino-di-maggio-e-un-segnale-d-allarme-1781542178498_320.png" alt="Copernicus e il clima che cambia: il nuovo bollettino di Maggio è un segnale d’allarme"></a></article></aside><p><strong>Sono emersi tre problemi ricorrenti: incertezze nascoste, linguaggio emotivo, liste dei desideri spesso poco realizzabili </strong>politicamente. In pratica, venivano indicate soluzioni e politiche anche dure, introduzioni di divieti o di grosse limitazioni, raccomandazioni più politiche che scientifiche senza indicare come attuarle dal punto di vista pratico, sociale ed economico nella società reale.</p><h2>I limiti degli scienziati “duri e puri”</h2><p>Il team che ha pubblicato questo studio afferma che <strong>molti scienziati non conoscono nel dettaglio le modalità di elaborazione delle politiche, i</strong>l che può portarli a formulare raccomandazioni irrealistiche. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-lancia-allerte-sul-clima-ma-spesso-non-indica-le-soluzioni-l-avviso-di-un-macro-studio-di-cambridge-1781630465357.jpeg" data-image="ax7dnsynvgbv"><figcaption>Solare, eolico, o nucleare? Carbon Tax o quote di CO2? La scienza del clima spesso parla di soluzioni, ma distante dal mondo politico reale che deve decidere e operare quotidianamente.</figcaption></figure><p>D’altronde, <strong>viene riconosciuto che indicare raccomandazioni politiche è una parte fondamentale </strong>del processo di ricerca, proprio per evitare di dare solo problemi senza proporre le soluzioni.</p><div class="texto-destacado">"Il nostro primo passo per rendere la ricerca più accessibile ai decisori politici è stato capire come i ricercatori nel campo dell'ingegneria e delle scienze climatiche formulano attualmente le raccomandazioni politiche", ha affermato l'autore principale, il dottor Vangelis Danopoulos del Laboratorio di Statistica di Cambridge. "E abbiamo scoperto che, sebbene la scienza sia solida, le raccomandazioni politiche, ovvero come la scienza viene implementata, sono troppo spesso considerate un ripensamento".</div><p>Occorre però <strong>migliorare il modo di indicare le raccomandazioni,</strong> al proposito il gruppo di ricerca sostiene la necessità di offrire corsi di formazione a ricercatori e scienziati e che gli enti finanziatori dovrebbero includere la rendicontazione delle politiche nel processo di finanziamento.</p><h2>Il rischio di strumentalizzazione</h2><p>Uno studio come questo che di fatto critica la comunicazione scientifica climatica può essere usato dai negazionisti climatici. In realtà, <strong>l’articolo non nega affatto il problema clima</strong>, solo appunto intende <strong>intervenire in uno degli aspetti più difficili e discussi: la comunicazione del clima.</strong> La distinzione è fondamentale: <strong>criticare come si comunica la scienza non significa mettere in dubbio la scienza.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762082" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-che-modo-le-energie-rinnovabili-possono-contribuire-a-limitare-l-attuale-crisi-energetica-globale.html" title="In che modo le energie rinnovabili possono contribuire a limitare l'attuale crisi energetica globale?">In che modo le energie rinnovabili possono contribuire a limitare l'attuale crisi energetica globale?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-che-modo-le-energie-rinnovabili-possono-contribuire-a-limitare-l-attuale-crisi-energetica-globale.html" title="In che modo le energie rinnovabili possono contribuire a limitare l'attuale crisi energetica globale?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/comment-les-energies-renouvelables-limitent-la-crise-energetique-mondiale-actuelle-1774684167499_320.jpeg" alt="In che modo le energie rinnovabili possono contribuire a limitare l'attuale crisi energetica globale?"></a></article></aside><p>La soluzione d’altronde non è che gli scienziati parlino meno di politica, ma che ne parlino in modo migliore, con più rigore, umiltà e consapevolezza dei processi politici che sono molto diversi dal modo di lavorare nei laboratori scientifici. </p><p>Una buona comunicazione della scienza climatica è la base fondamentale affinché siano attuate altrettanto buone scelte politiche.</p><h3><em>Riferimento notizia</em></h3><p><em>Danopoulos, E., Shah, A., Schneider, C.R. et al. Blurring evidence with advocacy: a systematic review of policy recommendations for net zero. npj Environ. Soc. Sci. 1, 6 (2026). <a href="https://doi.org/10.1038/s44432-026-00012-6">https://doi.org/10.1038/s44432-026-00012-6</a>.</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-lancia-allerte-sul-clima-ma-spesso-non-indica-le-soluzioni-l-avviso-di-un-macro-studio-di-cambridge.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dalle 14 cresceranno nubi di temporale: fulmini, pioggia intensa e colpi di vento in queste aree ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:46:03 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il caldo in aumento continua a far crescere i temporali pomeridiani. Dalle 14 i cumulonembi si svilupperanno oggi lungo l'Appennino centro-meridionale, con fenomeni più intensi tra Abruzzo, Lazio, Molise e Campania. Coinvolte anche Basilicata, Calabria e le zone alpine, ma al Nord i temporali restano più deboli.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagbvqi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagbvqi.jpg" id="xagbvqi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questo mercoledì 17 giugno, lo abbiamo anticipato da giorni su Meteored Italia, <strong>segna l'avvio si una potente e persistente ondata di calore in Italia,</strong> paese che resta comunque al momento leggermente più al riparo dal caldo intenso rispetto al resto d'Europa. Oltre al caldo però, da segnalare ancora la possibilità di temporali pomeridiani. Non saranno di grande estensione e oggi non sono attivi avvisi di allerta meteo da parte ella Protezione Civile, ma bisognerà comunque prestare attenzione nelle zone dove sono più probabili.</p><p><strong>A partire dalle ore 14 i cumulonembi inizieranno a crescere rapidamente</strong>, dando il via a nuovi temporali che interesseranno nuovamente soprattutto le aree di montagna. </p><p><a href="https://www.ilmeteo.net/mappe-meteorologiche/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Le nostre mappe</a> indicano che la <strong>maggiore probabilità di fenomeni intensi si concentrerà al Centro Italia,</strong> in particolare sulle <strong>montagne dell'Appennino abruzzese e laziale</strong>. Più in generale, l'instabilità temporalesca interesserà tutto l'arco appenninico centro-meridionale, <strong>estendendosi anche a Molise e Campania, fino a toccare Basilicata e Calabria.</strong> In queste aree non si escludono fulmini, piogge intense e locali colpi di vento, soprattutto sui rilievi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree-del-centro-sud-1781685471370.png" data-image="lxtygivpxftc"><figcaption>Instabilità pomeridiana lungo l'Appennino in Italia nel pomeriggio di mercoledì 17 giugno 2026.</figcaption></figure><p><strong>Nubi temporalesche a sviluppo convettivo si formeranno anche sui settori alpini e prealpini del Nord Italia. </strong>Qui, però, l'instabilità sarà più contenuta sia per intensità che per estensione, e già dal pomeriggio la nuvolosità inizierà a dissolversi. La notte trascorrerà quindi prevalentemente serena su gran parte delle regioni settentrionali.</p><p><strong>Lungo la dorsale appenninica, gli addensamenti daranno vita a piovaschi o temporali sporadici</strong>, con un'attenzione particolare per l'area montuosa compresa tra Lazio e Abruzzo, dove i fenomeni potrebbero risultare più organizzati. Anche qui, però, l'attività convettiva tenderà ad attenuarsi dal tardo pomeriggio, lasciando spazio a un miglioramento serale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni.html" title="L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia">L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni.html" title="L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni-1781623236592_320.jpg" alt="L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia"></a></article></aside><p><strong>In Sardegna non si escludono temporali nelle zone centrali interne dell'isola, </strong>mentre le coste dovrebbero rimanere generalmente ai margini dei fenomeni più intensi.</p><h2>Temporali pomeridiani in un contesto di caldo crescente</h2><p>In sintesi, la giornata confermerà uno scenario già visto nei giorni scorsi: i <strong>temporali pomeridiani interesseranno soprattutto le aree montuose,</strong> con il livello di rischio più alto concentrato tra l'Appennino abruzzese e quello campano, includendo anche Lazio, Molise e Basilicata. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree-del-centro-sud-1781685790902.png" data-image="2zbgu1ypg9pm"><figcaption>L'area dell'Italia centrale appenninica sarà quella più soggetta a temporali oggi pomeriggio.</figcaption></figure><p>Una conformazione meteo tipica delle giornate estive più calde, quando il riscaldamento diurno innesca la formazione di nubi temporalesche sui rilievi nelle ore centrali e pomeridiane.</p><p>Il tutto in un contesto di caldo in aumento su tutto il territorio dell'Italia.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature "folli"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 07:15:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>38, 39, 40, 41, persino 42 °C: le temperature sono destinate a raggiungere livelli assolutamente folli nei prossimi giorni in tutta la Francia. Domenica 21 e lunedì 22 giugno si preannunciano eccezionali. Météo-France ha emesso un'allerta gialla per ondata di calore in quasi 50 dipartimenti, e il peggio deve ancora venire.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xag8bk2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xag8bk2.jpg" id="xag8bk2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Se ieri pomeriggio solo tre dipartimenti della Francia erano in allerta gialla per canicola, <strong>oggi, mercoledì 17 giugno, saranno quasi 50</strong>, segno che la situazione è destinata a peggiorare e che le temperature continueranno a salire nel paese.</p><div class="texto-destacado">Dopo un inizio di settimana ancora relativamente sopportabile, infatti, i valori termici tornano ad aumentare. <strong>Già da questo pomeriggio sono attese punte di 36-37 °C in diverse aree della Francia.</strong></div><p>Se ci concentriamo sul paese vicino, in questo articolo, è perché il caldo in arrivo sarà particolarmente eccezionale lì. Se è vero che in Italia sarà molto intenso, in Francia lo sarà di più, con anomalie termiche davvero eccezionali per quest'area geografica.</p><h2>Allerta meteo in quasi 50 dipartimenti francesi per il caldo</h2><p>Nel corso del pomeriggio, <strong>molti dipartimenti francesi passeranno all'allerta arancione.</strong> Le temperature continueranno infatti a crescere anche domani pomeriggio. Sono previste punte di 35-36 °C nel nord del Paese, <strong>mentre nel Sud-Ovest della Francia si potrebbero raggiungere localmente i 38-40 °C.</strong></p><p>Il caldo si intensificherà ulteriormente verso la fine della settimana. <strong>Il weekend si preannuncia rovente</strong>, soprattutto nella giornata di domenica, quando molte città potrebbero superare i 40 °C. <strong>Tuttavia, la giornata più calda potrebbe essere quella di lunedì prossimo, 22 giugno.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong> Il caldo si intensificherà ulteriormente verso la fine della settimana. <strong>Il weekend si preannuncia rovente</strong>, soprattutto nella giornata di domenica, quando molte città potrebbero superare i 40 °C. <strong>Tuttavia, la giornata più calda potrebbe essere quella di lunedì prossimo, 22 giugno.</strong> </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Quali sono i dipartimenti posti in allerta gialla per canicola questo mercoledì? <strong>Come evolverà la situazione?</strong> Quali regioni potrebbero passare all'allerta arancione? Ecco le ultime previsioni.</p><h2>Quasi 50 dipartimenti in allerta gialla per canicola in Francia</h2><p>L'ondata di caldo sta dunque entrando nel vivo. <strong>Si tratta della prima vera ondata di calore che colpisce la Francia quest'anno e si annuncia intensa ed eccezionale.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773971" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-38-c-in-italia-nei-giorni-del-solstizio-si-avvicinano-8-giorni-di-caldo-molto-intenso-a-partire-da-mercoledi.html" title="Fino a 38°C in Italia nei giorni del solstizio: si avvicinano 7 giorni di caldo molto intenso a partire da mercoledì 17 ">Fino a 38°C in Italia nei giorni del solstizio: si avvicinano 7 giorni di caldo molto intenso a partire da mercoledì 17 </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-38-c-in-italia-nei-giorni-del-solstizio-si-avvicinano-8-giorni-di-caldo-molto-intenso-a-partire-da-mercoledi.html" title="Fino a 38°C in Italia nei giorni del solstizio: si avvicinano 7 giorni di caldo molto intenso a partire da mercoledì 17 "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-38-c-in-italia-nei-giorni-del-solstizio-si-avvicinano-x-giorni-di-caldo-molto-intenso-a-partire-da-mercoledi-1781527998481_320.jpeg" alt="Fino a 38°C in Italia nei giorni del solstizio: si avvicinano 7 giorni di caldo molto intenso a partire da mercoledì 17 "></a></article></aside><p>Arriva dopo un precedente episodio di caldo estremo che aveva interessato parte del Paese alla fine di maggio.</p><h3>Quali regioni sono coinvolte?</h3><p>Numerose regioni sono interessate dall'allerta gialla per canicola. L'area coinvolta si estende dal Sud-Ovest verso l'Île-de-France per poi scendere nuovamente fino all'Auvergne-Rhône-Alpes. Sono interessate anche la Borgogna, la regione Centro-Valle della Loira, parte dei Paesi della Loira e il Poitou-Charentes. <strong>In tutte queste aree le temperature diventeranno progressivamente più elevate.</strong></p><h2>Allerta arancione imminente</h2><p>Nel pomeriggio di oggi, <strong>diverse regioni potrebbero passare all'allerta arancione per canicola</strong> in vista dell'inizio dell'evento previsto per giovedì. Le regioni che potrebbero essere interessate sono <strong>Auvergne-Rhône-Alpes, Borgogna-Franca Contea, Centro-Valle della Loira e Île-de-France.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-preparez-vous-a-la-fournaise-pres-de-50-departements-en-vigilance-jaune-canicule-et-la-situation-va-s-aggraver-1781644753256.png" data-image="giz5uwgxe4bw" alt="L'ondata di caldo si intensifica tra oggi e domani!" title="L'ondata di caldo si intensifica tra oggi e domani!"> <figcaption>L'ondata di caldo si intensifica tra oggi e domani!</figcaption> </figure><p>L'allerta arancione potrebbe essere estesa ad altre regioni già da giovedì, <strong>in particolare al Grand Est, ai Paesi della Loira, al Poitou e al Limousin.</strong></p><p>Tra sabato e martedì prossimo, <strong>quasi tutte le regioni francesi saranno interessate dall'ondata di calore e da condizioni di canicola.</strong></p><h2>Ondata di calore: fino a quando durerà?</h2><p>Al momento, <strong>non è ancora possibile stabilire una data certa per la fine dell'ondata di calore.</strong> Le giornate più calde dovrebbero essere quelle di domenica e lunedì. Da martedì prossimo potrebbe iniziare una temporanea diminuzione delle temperature, ma il calo sarebbe limitato nel tempo <strong>e successivamente i valori potrebbero tornare ad aumentare verso la fine di giugno.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-preparez-vous-a-la-fournaise-pres-de-50-departements-en-vigilance-jaune-canicule-et-la-situation-va-s-aggraver-1781644774654.png" data-image="e7e1pjw4g1bu" alt="Domenica attese punte di 40-42 °C!" title="Domenica attese punte di 40-42 °C!"> <figcaption>Domenica attese punte di 40-42 °C!</figcaption> </figure><p>Nei prossimi giorni la situazione potrebbe diventare particolarmente pericolosa <strong>a causa dell'instaurarsi di un'ondata di calore intensa e duratura.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 06:14:24 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo che, trainata da un persistente blocco anticiclonico subtropicale, minaccia di trasformarsi in una delle stagioni più torride degli ultimi anni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xag61da"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xag61da.jpg" id="xag61da"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’estate del 2026 giunge al termine di una primavera che ha mostrato, con estrema chiarezza, <strong>un clima europeo generalmente caratterizzato da una carenza di precipitazioni.</strong> Dai dati forniti dal Servizio di Copernicus per il Cambiamento Climatico (C3S), emerge come i mesi primaverili abbiano evidenziato un <strong>netto deficit di precipitazioni</strong> su gran parte dell'Europa occidentale, centrale e orientale. </p><p>Questa fase secca ha interessato anche l'Italia, dove la <strong>persistenza di figure anticicloniche</strong> ha ostacolato il transito delle perturbazioni umide atlantiche, lasciando i terreni in condizioni spesso vicine all'aridità. Il deficit idrico è stato poi ulteriormente aggravato dalle <strong>temperature elevate che sono state registrate già nella seconda metà di maggio. </strong><strong>Maggio 2026</strong> è stato <strong>il secondo maggio più caldo mai registrato a livello globale</strong>, con<strong> un’accelerazione del riscaldamento in Europa superiore rispetto al resto del mondo</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774335" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'">Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature "folli"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-preparez-vous-a-la-fournaise-pres-de-50-departements-en-vigilance-jaune-canicule-et-la-situation-va-s-aggraver-1781643640249_320.png" alt="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"></a></article></aside><p>Questo<strong> caldo fuori stagione</strong> ha accelerato i processi di evaporazione, i<strong>nfluenzando negativamente le portate di importanti bacini fluviali come il Reno e il Danubio</strong>.</p><p>A fare <strong>eccezione </strong>sono state alcune porzioni del continente, precedentemente in sofferenza per la carenza d’acqua, che hanno ricevuto<strong> precipitazioni eccezionali</strong>. Parliamo di aree come la <strong>Turchia </strong>e l’area del <strong>Mar Nero</strong> dove è le <strong>precipitazioni sono arrivate improvvise e abbondanti con </strong>fenomeni anche alluvionali. </p><h2>Il Mediterraneo come amplificatore termico per l'estate tra le più calde di sempre</h2><p><strong>L'estate del 2026</strong> si sta presentando sull'Europa Occidentale con caratteristiche che, secondo <strong>le ultime elaborazioni </strong>modellistiche aggiornate a metà giugno, <strong>evidenziano una persistente anomalia termica positiva capace di discostarsi significativamente dalla media climatologica del trentennio di riferimento.</strong> </p><p>Il Mar <strong>Mediterraneo</strong>, <strong>hotspot </strong>del cambiamento climatico, rappresenta un serbatoio di calore che potrebbe fungere da<strong> vero e proprio amplificatore termico</strong>, accumulando energia e rilasciandola sotto forma di calore. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774154" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/oltre-i-40-c-a-partire-da-sabato-20-giugno-una-cresta-subtropicale-potrebbe-far-impennare-le-temperature-in-europa.html" title="Oltre i 40°C a partire da sabato 20 giugno: una cresta subtropicale potrebbe far impennare le temperature in Europa">Oltre i 40°C a partire da sabato 20 giugno: una cresta subtropicale potrebbe far impennare le temperature in Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/oltre-i-40-c-a-partire-da-sabato-20-giugno-una-cresta-subtropicale-potrebbe-far-impennare-le-temperature-in-europa.html" title="Oltre i 40°C a partire da sabato 20 giugno: una cresta subtropicale potrebbe far impennare le temperature in Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mas-de-40-c-a-partir-del-sabado-20-una-cresta-subtropical-podria-disparar-las-temperaturas-de-espana-1781519545963_320.png" alt="Oltre i 40°C a partire da sabato 20 giugno: una cresta subtropicale potrebbe far impennare le temperature in Europa"></a></article></aside><p>Questo processo impedisce alle temperature notturne di scendere in modo significativo, <strong>provocando le "notti tropicali"</strong>, che riducono drasticamente le possibilità di rigenerazione fisica per l'organismo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni-1781622400560.jpg" data-image="sqa6nedx8ohr"><figcaption>L'etica prossima, 21 giugno, entreremo ufficialmente nell'estate 2026. La situazione prevista è quella di un dominio in contrasto con l'alta pressione subtropicale di matrice nordafricana sull'Italia e sulla gran parte del nostro continente. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Le <strong>proiezioni </strong>sul lungo, <strong>fino a fine mese</strong>, indicano che la <strong>circolazione atmosferica europea,</strong> nelle prossime settimane, potrebbe rimanere <strong>bloccata</strong>, con l'<strong>anticiclone subtropicale</strong> nella sua<strong> componente continentale</strong>, cioè <strong>nord-africana</strong>, a favorire la persistenza di un <strong>flusso di masse d'aria molto calda provenienti direttamente dal Sahara</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774187" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-grande-caldo-sta-per-esplodere-in-italia-da-domani-temperature-oltre-i-35-c-in-queste-regioni.html" title="Meteo, il grande caldo sta per esplodere in Italia: da domani temperature oltre i 35 °C in queste regioni">Meteo, il grande caldo sta per esplodere in Italia: da domani temperature oltre i 35 °C in queste regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-grande-caldo-sta-per-esplodere-in-italia-da-domani-temperature-oltre-i-35-c-in-queste-regioni.html" title="Meteo, il grande caldo sta per esplodere in Italia: da domani temperature oltre i 35 °C in queste regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-grande-caldo-sta-per-esplodere-in-italia-da-domani-temperature-oltre-i-35-c-in-queste-regioni-1781609485088_320.png" alt="Meteo, il grande caldo sta per esplodere in Italia: da domani temperature oltre i 35 °C in queste regioni"></a></article></aside><p><strong>Questo blocco anticiclonico, che sembrerebbe voler insistere soprattutto sull'area mediterranea e sull'Italia, </strong>è il principale indiziato per <strong>un'estate che si annuncia molto calda e </strong>che, per estensione e persistenza, potrebbe risultare <strong>tra le più severe mai registrate</strong>.</p><h2> L’avvio rovente: il modello ECMWF alza l'asticella</h2><p>Rispetto alle prime analisi stagionali, che avevano delineato uno scenario ancora relativamente cauto,<strong> gli ultimi aggiornamenti </strong>del modello europeo <strong>ECMWF </strong>per questa prima fase della stagione hanno spostato l'ago della bilancia verso <strong>una configurazione più estrema e più persistente</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni-1781623236592.jpg" data-image="gd8hpxeekto5"><figcaption>Temperature massime diffusamente superiori ai 35°C (con picchi anche superiori) previste sull'Italia per domenica 21 giugno, giorno del solstizio d'estate. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Il rinforzo dell'ipotesi di blocco anticiclonico</strong> sull'Europa centro-occidentale, vede il fulcro del caldo più intenso estendersi con decisione anche verso Francia e Germania. <strong>Per il nostro Paese, le conseguenze </strong>non saranno uniformi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni-1781622943635.jpg" data-image="enac0x972tbo"><figcaption>Temperature minime diffusamente tropicali (sopra ai 20°C) previste sull'Italia per l'alba di domenica 21 giugno, giorno del solstizio d'estate. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Il <strong>Nord</strong>, la <strong>Sardegna </strong>e le <strong>regioni tirreniche</strong> si troveranno in prima linea, esposti ad <strong>anomalie termiche particolarmente marcate</strong> a causa della maggiore prossimità al bordo occidentale del promontorio subtropicale, quello più caldo dove <strong>la risalita delle masse d'aria calda</strong> provenienti dal Sahara è <strong>più diretta</strong>.</p><h2>Oltre giugno: un’estate che rischia di passare alla storia</h2><p>Guardando le <strong>proiezioni stagionali</strong>, le ultime elaborazioni suggeriscono che l'anomalia termica di giugno non sarà un evento caldo isolato, ma solo l'incipit di una <strong>stagione estiva che si preannuncia tra le più calde degli ultimi anni</strong>. La probabilità che il trimestre estivo sarà caratterizzato da <strong>temperature costantemente al di sopra delle medie</strong> del trentennio di riferimento, secondo Copernicus, risulta molto elevata, fino all'<strong>80% di possibilità</strong>. </p><div class="texto-destacado">Ovviamente questo non significa che vivremo un'estate di caldo e sole ininterrotti, ma che la frequenza di queste ondate di calore aumenterà, rendendo la stagione particolarmente impegnativa per la popolazione e per l'ecosistema. </div><p>Le proiezioni indicano una anomalia barica positiva con una <strong>configurazione</strong> che evidenzia un'<strong>influenza subtropicale nord-africana persistente</strong>, capace di mantenere il bacino del Mediterraneo in un regime di alta pressione, con <strong>solo poche e brevi rinfrescate temporalesche</strong>, brevi pause in un contesto termico complessivamente sempre sopra media.</p><h2>Il rischio di fenomeni estremi prodotti dall'eccesso di calore</h2><p> Nonostante il prevalente dominio dell'alta pressione, come accennato, l'estate potrebbe comunque essere disturbata da <strong>qualche breve fase favorevole all'instabilità</strong>. L'<strong>eccesso di calore accumulato</strong>, con il <strong>contrasto tra l'aria rovente presente al suolo e le eventuali correnti più fresche in quota</strong> che potrebbero occasionalmente raggiungere il nostro Paese tra luglio e agosto, <strong>potrebbe fornire molta energia alla formazione di nubi cumuliformi imponenti, accompagnate da forti temporali e nubifragi localizzati</strong>, con grandinate anche di grandi dimensioni e raffiche di vento anche violente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774077" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-e-ora-realta-ripassiamo-i-suoi-effetti-in-italia-quest-estate-e-quest-autunno.html" title="El Niño è ora realtà: ripassiamo i suoi effetti in Italia quest'estate e quest'autunno">El Niño è ora realtà: ripassiamo i suoi effetti in Italia quest'estate e quest'autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-e-ora-realta-ripassiamo-i-suoi-effetti-in-italia-quest-estate-e-quest-autunno.html" title="El Niño è ora realtà: ripassiamo i suoi effetti in Italia quest'estate e quest'autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-ora-realta-ripassiamo-i-suoi-effetti-in-italia-quest-estate-e-quest-autunno-1781555423198_320.png" alt="El Niño è ora realtà: ripassiamo i suoi effetti in Italia quest'estate e quest'autunno"></a></article></aside><p>Questa dinamica, che rappresenta <strong>il tipico rovescio della medaglia delle stagioni più calde</strong>, impone la necessità di un <strong><strong>costante</strong> monitoraggio</strong> e di una consapevole prudenza, seguendo attentamente gli <strong>aggiornamenti meteorologici</strong> e i <strong>bollettini di allerta</strong> degli enti preposti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il frammento di un mondo scomparso: un meteorite del Sahara racconta il pianeta perduto del Sistema Solare]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-frammento-di-un-mondo-scomparso-un-meteorite-del-sahara-racconta-il-pianeta-perduto-del-sistema-solare.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 04:08:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Un raro meteorite, NWA 12774, potrebbe provenire da un antico protopianeta grande quanto la Luna o Marte. La sua chimica rivela pressioni enormi e riscrive la storia della formazione planetaria.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-frammento-di-un-mondo-scomparso-un-meteorite-del-sahara-racconta-il-pianeta-perduto-del-sistema-solare-1781352654128.png" data-image="7ws9yonphu3t" alt="NWA 12774" title="NWA 12774"><figcaption>La recente analisi del meteorite NWA12774 suggerisce la passata esistenza di un quinto pianeta , roccioso nel Sistema Solare interno di dimensioni quasi quanto Marte, che ancora in fase embrionale è andato distrutto. </figcaption></figure><p><strong>C’è stato un tempo, molto lontano, in cui il Sistema Solare interno ospitava non quattro ma almeno cinque pianeti rocciosi</strong>, cioè uno o più pianeti oltre Mercurio, Venere, Terra e Marte. Parliamo dei primi milioni di anni di vita del Sistema Solare durante i quali questi pianeti rocciosi erano accomunati dall’essere ancora in formazione. Il loro stato evolutivo era ancora in fase embrionale.</p><p>Tuttavia, mentre i 4 pianeti rocciosi oggi noti stavano seguendo un comune percorso evolutivo, <strong>questo quinto pianeta, e forse altri simili a questo, stavano seguendo un percorso evolutivo in qualche misura differente.</strong></p><p><strong>Questo o questi pianeti “diversi” sono poi scomparsi,</strong> <strong>probabilmente distrutti da urti</strong> tra loro stessi, o con altri pianeti o con asteroidi, chissà. Ma hanno lasciato una traccia della loro passata esistenza. Hanno lasciato come traccia i loro detriti che, tuttavia, solo ora iniziano ad essere correttamente interpretati.</p><div class="texto-destacado">Questa storia in qualche modo ricorda quel periodo della storia (circa 45 mila anni fa) in cui l’Homo Sapiens ha convissuto con l'Homo di Neanderthal. Sebbene entrambi uomini, avevano seguito percorsi evolutivi differenti e poi uno dei due, l'Homo di Neanderthal, è scomparso estinguendosi.</div><p>Ritornando ai pianeti, volendo forzare un po’ la mano o dare sfogo alla fantasia, <strong>è come se fossero esistiti uno o più pianeti “Neanderthal”, poi estinti.</strong></p><p>Ma quali sono le prove che questo suggestivo racconto sia vero?</p><h2>Il meteorite Northwest Africa 12774</h2><p>Di questo meteorite, abbreviato in <strong>NWA 12774</strong>, abbiamo notizie ufficiali a partire dal 2019, quando fu ufficialmente acquistato ad una storica fiera europea di meteoriti.<strong> Era stato rinvenuto nel deserto del Sahara</strong>, dove giaceva da tempo indefinito, e fu certificato come meteorite autentico nel Meteoritical Bulletin n. 108 nel 2020. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-frammento-di-un-mondo-scomparso-un-meteorite-del-sahara-racconta-il-pianeta-perduto-del-sistema-solare-1781347599918.png" data-image="uz6k2s4ea4t9" alt="NWA 12774" title="NWA 12774"><figcaption>Porzione del meteorite NWA 12774. Il cerchio verde è un cristallo di olivina, un minerale ricco di magnesio. Credit: John Kashuba</figcaption></figure><p><strong>Fu classificato come angrite, una rarissima famiglia di meteoriti basaltiche o vulcaniche. </strong>Si pensi che su 80 mila meteoriti noti sulla Terra, solo 68 sono angriti.</p><div class="texto-destacado">Nel Meteoritical Bulletin il meteorite viene descritto come una singola pietra scura, densa, ellissoidale, dal peso di 454 grammi, priva di crosta di fusione evidente. Una volta tagliato, l’interno mostra piccoli cristalli verdi immersi in una matrice nera, dalla tessitura porfirica. I minerali mostrano colori e geometrie che rivelano la sua origine magmatica e il raffreddamento rapido.</div><p><strong>Questo pezzetto di roccia extraterrestre contiene un’informazione unica e preziosissima su questo quinto pianeta estinto.</strong> Si pensa che esso sia un frammento prodotto nell’urto distruttivo avvenuto quasi 4.5 miliardi di anni fa e che, dopo aver vagato chissà per quanti milioni di anni nello spazio interplanetario, è poi caduto nel deserto del Sahara.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770960" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html" title="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove">La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html" title="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove-1779870040304_320.jpeg" alt="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove"></a></article></aside><p>Immaginate se, invece di essere stato reso disponibile alla Scienza, fosse finito nella teca privata nel salotto di un collezionista, avremmo perso questa occasione quasi unica di sapere della passata esistenza di questo pianeta che, concedetemi la licenza, chiameremo “Neanderthal”.</p><h2>Perché frammento di pianeta e non di asteroide</h2><p>Inizialmente si credeva che NWA 12774, insieme alle altre 68 angriti ad oggi note, fosse uno dei frammenti precipitati sulla Terra di un asteroide distrutto. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/PPOD?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#PPOD</a>: Rare Meteorite <br><br>This <a href="https://x.com/hashtag/meteorite?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#meteorite</a> was found in 2019 in northwest Africa and is officially named NWA 12774. Classified as an angrite, this relatively rare type of meteorite is made from material that formed just a few million years after the solar system began. Usually, <a href="https://t.co/44VrKpxGDT">pic.twitter.com/44VrKpxGDT</a></p>— The SETI Institute (@SETIInstitute) <a href="https://x.com/SETIInstitute/status/2065147443835031676?ref_src=twsrc%5Etfw">June 11, 2026</a></blockquote></figure><p><strong>La caratteristica anomala delle angriti è l’essere povere di silicio ma ricche di alluminio</strong>, a differenza degli altri pianeti rocciosi e della maggioranza di asteroidi. Pertanto, si era pensato che fossero frammenti di un particolarissimo asteroide povero di silicio, chiamato <strong>l’Angrite Parent Body</strong> (cioè il progenitore delle angriti) poi distrutto in un impatto.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Si pensava che NWA 12774 fosse un frammento di un asteroide dalla composizione chimica molto diversa da quella dei pianeti rocciosi e degli altri asteroidi, <strong>l’Angrite Parent Body</strong>, poi distrutto in un impatto.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tuttavia, i tempi non erano ancora maturi per una sua analisi più approfondita. <strong>La svolta si è avuta con un recente studio</strong> condotto da Aaron S. Bell e colleghi e pubblicato su Earth and Planetary Science Letters. Questo studio si è focalizzato sui <strong>cristalli di clinopirosseno presenti nel meteorite</strong>, nei quali i ricercatori hanno trovato concentrazioni eccezionalmente alte di alluminio. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="654422" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/migliaia-meteoriti-scompaiono-antartide-riscaldamento-globale-avvertono-glaciologi.html" title="L'allarme dei glaciologi: migliaia di meteoriti stanno scomparendo in Antartide a causa del riscaldamento globale">L'allarme dei glaciologi: migliaia di meteoriti stanno scomparendo in Antartide a causa del riscaldamento globale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/migliaia-meteoriti-scompaiono-antartide-riscaldamento-globale-avvertono-glaciologi.html" title="L'allarme dei glaciologi: migliaia di meteoriti stanno scomparendo in Antartide a causa del riscaldamento globale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/miles-de-meteoritos-desaparecen-en-la-antartida-por-el-calentamiento-global-advierte-un-estudio-1712695194586_320.jpg" alt="L'allarme dei glaciologi: migliaia di meteoriti stanno scomparendo in Antartide a causa del riscaldamento globale"></a></article></aside><p><strong>Una nuovissima tecnica, chiamata geobarometria, permette oggi di stimare la pressione alla quale si forma un dato minerale. </strong>Utilizzando uno strumento di nuova generazione, il geobarometro, è stato possibile ricavare la pressione a cui si era formato il clinopirosseno.</p><p>Una prima sorpresa è stata scoprire che <strong>il clinopirosseno presente in NWA 12774 si è formato a pressioni eccezionali di 17.5 mila bar. </strong></p><div class="texto-destacado">La pressione atmosferica al livello del mare vale circa 1 bar, mentre la pressione dell’acqua nella fossa delle Marianne, il punto più profondo dell’oceano, arriva a 1000 bar. La pressione a cui si è formato il clinopirosseno è stata di 17,5 mila bar.</div><p>Quindi,<strong> l’Angrite Parent Body,</strong> cioè l'oggetto madre da cui deriva NWA 12774, <strong>non poteva essere un asteroide </strong>al cui interno le pressioni sono relativamente basse, <strong>ma un corpo da almeno 1000 km di diametro.</strong></p><p>La seconda sorpresa è stata osservare che i cristalli all'interno del meteorite conservano bordi netti e zonature chimiche delicate, caratteristiche che probabilmente sarebbero state cancellate se si fossero formati molto in profondità. Quindi <strong>si tratta di un frammento di una zona poco profonda</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="693811" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/meteoriti-portatori-di-misteri-spaziali-e-oggetto-del-desiderio-di-molti.html" title="Meteoriti, portatori di misteri spaziali e oggetto del desiderio di molti">Meteoriti, portatori di misteri spaziali e oggetto del desiderio di molti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/meteoriti-portatori-di-misteri-spaziali-e-oggetto-del-desiderio-di-molti.html" title="Meteoriti, portatori di misteri spaziali e oggetto del desiderio di molti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteoriti-portatori-di-misteri-spaziali-e-oggetto-del-desiderio-di-molti-1737734360962_320.jpg" alt="Meteoriti, portatori di misteri spaziali e oggetto del desiderio di molti"></a></article></aside><p>Allora,<strong> se in zone poco profonde le pressioni erano così elevate</strong>, <strong>si deve supporre che l’Angrite Parent Body avesse dimensioni ben maggiori, confrontabili a quelle della Luna o addirittura di Marte. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Anche se ancora in fase embrionale, <strong>l’Angrite Parent Body </strong>non doveva essere un asteroide, ma un protopianeta a tutti gli effetti di dimensioni confrontabili forse anche a quelle di Marte.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La conclusione è che NWA 12774 sia qualcosa di molto intrigante: potrebbe essere un frammento di un protopianeta oggi scomparso, un embrione planetario che si formò molto presto e che poi venne distrutto in una collisione catastrofica. </p><h2>I possibili sviluppi futuri</h2><p><strong>L’idea ora sarebbe di applicare questa nuova tecnica</strong>, quella della geobarometria, <strong>anche alle altre angriti </strong>(dicevamo se ne conoscono 68), nella speranza di ottenere conferme indipendenti dell’esistenza di questo e magari altri pianeti “Neanderthal”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="335821" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/circeo-ritrovamento-neanderthal-archeologia-grotta-guattari.html" title="Circeo, ritrovamento di 9 uomini di Neanderthal nella Grotta Guattari">Circeo, ritrovamento di 9 uomini di Neanderthal nella Grotta Guattari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/circeo-ritrovamento-neanderthal-archeologia-grotta-guattari.html" title="Circeo, ritrovamento di 9 uomini di Neanderthal nella Grotta Guattari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/circeo-335821-1_320.jpg" alt="Circeo, ritrovamento di 9 uomini di Neanderthal nella Grotta Guattari"></a></article></aside><p><strong>Gli autori dello studio sottolineano che i materiali del corpo genitore</strong> delle angriti sembrano diversi da quelli che formarono Terra e Marte, quindi t<strong>estimonierebbero un percorso evolutivo planetario separato</strong>, che poi per urti distruttivi si è estinto lasciando pochi frammenti a testimonianza della sua passata esistenza. Si aprono quindi nuovi ed inaspettati scenari sui processi di formazione plaetaria, fino ad oggi non considerati.</p><h3><em>Riferimento allo studio</em></h3><p><em> <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0012821X26002128">“High-pressure clinopyroxene in Northwest Africa 12774 and new geobarometric evidence for a planetary embryo-sized angrite parent body”</a> Aaron S. Bell et al., Earth and Planetary Science Letters, 685, 120029, 2026. DOI: 10.1016/j.epsl.2026.120029. </em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-frammento-di-un-mondo-scomparso-un-meteorite-del-sahara-racconta-il-pianeta-perduto-del-sistema-solare.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come salvare l'Amazzonia: la soluzione del Brasile è semplice ed efficace]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-salvare-l-amazzonia-la-soluzione-del-brasile-e-semplice-ed-efficace.html</link><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Salvare la foresta amazzonica è ancora possibile? In Brasile la strategia vincente è semplicemente lasciare alla foresta il tempo di guarire sé stessa</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-salvare-l-amazzonia-la-soluzione-del-brasile-e-semplice-ed-efficace-1781525393622.jpg" data-image="omtmviwdx2h9" alt="Amazzonia" title="Amazzonia"><figcaption>La foresta amazzonica è la foresta pluviale più grande del mondo e si estende in nove paesi, tra cui il Brasile</figcaption></figure><p> Più di 400 miliardi di alberi e una biodiversità tale per cui si scoprono specie nuove in media ogni due giorni costituiscono l’immenso patrimonio della foresta amazzonica.</p><p>Parte anche di una sorta di reazione a catena che regola il <strong>clima mondiale</strong>,nonostante la sua eccezionale importanza negli ultimi anni la grande foresta pluviale è stata ridotta del <strong>15% </strong>circa, con un danno enorme a livello globale.</p><p>Le politiche ambientali brasiliane hanno però dimostrato che il danno è reversibile, <strong>per il momento</strong>, fornendo così una ricetta vincente anche per gli altri ecosistemi a rischio nel mondo.</p><h2>Qual è il pericolo principale per l’Amazzonia </h2><p>Ci sono molti fattori di rischio per le grandi foreste pluviali del Sud America, ma quello più grande è costituito dalla <strong>deforestazione</strong>. </p><div class="texto-destacado">Distruggendo l’intero ecosistema ed il suo equilibrio, la deforestazione può condannare l'Amazzonia ad una <strong>fine certa</strong>. </div><p>L’estensione della foresta è indispensabile affinché il sistema climatico dell’area resti intatto. Il 45% delle piogge amazzoniche proviene infatti da nuvole generate dalla foresta stessa grazie all’<strong>umidità</strong>, ma se l’abbattimento degli alberi dovesse continuare, l’Amazzonia non sarebbe più bagnata dalle piogge che le garantiscono la vita e finirebbe per fondersi con l’area di <strong>savana arbustiva</strong> che si trova al suo confine.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748609" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-4-specie-di-animali-che-vivono-solo-in-amazzonia-e-sono-a-rischio-di-estinzione.html" title="Le 4 specie di animali che vivono solo in Amazzonia e sono a rischio di estinzione">Le 4 specie di animali che vivono solo in Amazzonia e sono a rischio di estinzione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-4-specie-di-animali-che-vivono-solo-in-amazzonia-e-sono-a-rischio-di-estinzione.html" title="Le 4 specie di animali che vivono solo in Amazzonia e sono a rischio di estinzione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/4-especies-de-animais-que-so-existem-na-amazonia-e-correm-risco-de-extincao-1766675627236_320.jpg" alt="Le 4 specie di animali che vivono solo in Amazzonia e sono a rischio di estinzione"></a></article></aside><p>Ancora prima che si verifichi quello che è lo scenario più catastrofico, la foresta sta perdendo già una delle sue più importanti funzioni, quella di regolare la quantità di <strong>gas serra </strong>nell’ambiente.</p><h2>Quando la foresta contribuisce al riscaldamento globale</h2><p>Negli ultimi decenni la foresta amazzonica è diventata la protagonista di un <strong>paradosso</strong>. </p><p>Conosciuta come il grande polmone verde della Terra, contribuisce da sempre a tenere sotto controllo il livello di gas serra, ma tutti i danni causati dall'uomo hanno fatto sì che la foresta perdesse il proprio <strong>equilibrio</strong>, diventando quindi incapace di svolgere in pieno le proprie funzioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="670144" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosi-l-eta-degli-alberi-e-delle-foreste-impatta-sugli-ecosistemi-forestali-sottoposti-al-cambiamento-climatico.html" title="Così l'età degli alberi e delle foreste 'impatta' sugli ecosistemi forestali sottoposti al cambiamento climatico">Così l'età degli alberi e delle foreste "impatta" sugli ecosistemi forestali sottoposti al cambiamento climatico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosi-l-eta-degli-alberi-e-delle-foreste-impatta-sugli-ecosistemi-forestali-sottoposti-al-cambiamento-climatico.html" title="Così l'età degli alberi e delle foreste 'impatta' sugli ecosistemi forestali sottoposti al cambiamento climatico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cosi-l-eta-degli-alberi-e-delle-foreste-impatta-sugli-ecosistemi-forestali-sottoposti-al-cambiamento-climatico-1724592526455_320.jpg" alt="Così l'età degli alberi e delle foreste 'impatta' sugli ecosistemi forestali sottoposti al cambiamento climatico"></a></article></aside><p>Grandi alluvioni in alcune aree e prolungata assenza di pioggia in altre, hanno messo la foresta amazzonica nella condizione di <strong>rilasciare più gas di quanti riesca a trattenerne</strong>.</p><p>Questo fenomeno è particolarmente evidente al confine sud-est, dove le attività umane sono più intense.</p><p>La buona notizia, però, è che la tendenza può ancora essere <strong>invertita</strong>.</p><h2>Come il Brasile sta salvando l'Amazzonia</h2><p>Per vari anni la deforestazione dell’Amazzonia è stata condotta in modo <strong>indiscriminato</strong>, pur essendo consentita per legge. </p><p>L’attività mineraria e l'abbattimento degli alberi per fare posto a pascoli e piantagioni industriali, più una lunga serie di attività illegali, hanno portato alla perdita di circa <strong>900.000 ettari</strong> di foresta all’anno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-salvare-l-amazzonia-la-soluzione-del-brasile-e-semplice-ed-efficace-1781525982463.jpg" data-image="fx2rn3d09s0p" alt="foresta amazzonica" title="foresta amazzonica"><figcaption>L'umidità della foresta amazzonica è uno dei principali fattori che ne garantisce la sopravvivenza</figcaption></figure><p>Il Brasile, in particolare, dove il problema è particolarmente sentito, ha cercato di limitare il danno a partire dal 2023. Tra l’estate del 2024 e quella del 2025 l’abbattimento degli alberi è sceso a "soli" 570.000 ettari di foresta. </p><p>Ancora migliori i dati dell'ultimo semestre del 2026, in cui l'abbattimento è <strong>calato </strong>drasticamente, con il 74% in meno degli alberi eliminati rispetto allo storico record negativo del semestre del 2020/2021.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="537541" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/amazzonia-in-fiamme-la-deforestazione-e-il-riscaldamento-trasformano-la-foresta-pluviale-in-savana.html" title="Amazzonia in fiamme: la deforestazione e il riscaldamento globale trasformano la foresta pluviale in savana">Amazzonia in fiamme: la deforestazione e il riscaldamento globale trasformano la foresta pluviale in savana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/amazzonia-in-fiamme-la-deforestazione-e-il-riscaldamento-trasformano-la-foresta-pluviale-in-savana.html" title="Amazzonia in fiamme: la deforestazione e il riscaldamento globale trasformano la foresta pluviale in savana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/amazonas-zerstoerung-natur-klimawandel-weltweit-1692954038982_320.jpg" alt="Amazzonia in fiamme: la deforestazione e il riscaldamento globale trasformano la foresta pluviale in savana"></a></article></aside><p>Per evitare il collasso dell’ecosistema amazzonico, la chiave quindi è semplicemente <strong>lasciarlo vivere</strong>. In questo modo la foresta riuscirà ad autoregolare il proprio clima e il proprio regime delle piogge, ritrovando anche l’equilibrio tra i gas serra emessi e quelli consumati. </p><p>Il sistema sembra funzionare e il Brasile è al lavoro con paesi come <strong>Indonesia </strong>e <strong>Repubblica democratica del </strong><strong>Congo </strong>per salvare le foreste pluviali di tutto il mondo.</p><h2>Il possibile punto di non ritorno </h2><p>Per quanto sia un ecosistema straordinario da tanti punti di vista, inclusa la <strong>resilienza</strong>, la foresta amazzonica non è indistruttibile ed esiste un punto limite oltre il quale anche la sua capacità di rigenerarsi non può più funzionare.</p><p>Persino con un riscaldamento globale molto elevato, superiore a 3 °C rispetto ai livelli preindustriali, la foresta pluviale riuscirebbe ancora ad autoregolarsi, ma con temperature di poco superiori, come 3,7 o 4 °C, inizierebbe un <strong>declino irreversibile</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772228" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuove-specie-animali-scoperte-in-angola-un-tesoro-di-biodiversita-ancora-inesplorato.html" title="Decine di nuove specie animali appena scoperte in Angola: un tesoro di biodiversità ancora inesplorato ">Decine di nuove specie animali appena scoperte in Angola: un tesoro di biodiversità ancora inesplorato </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuove-specie-animali-scoperte-in-angola-un-tesoro-di-biodiversita-ancora-inesplorato.html" title="Decine di nuove specie animali appena scoperte in Angola: un tesoro di biodiversità ancora inesplorato "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nuove-specie-animali-scoperte-in-angola-un-tesoro-di-biodiversita-ancora-inesplorato-1780583702214_320.jpg" alt="Decine di nuove specie animali appena scoperte in Angola: un tesoro di biodiversità ancora inesplorato "></a></article></aside><p>Lo stesso accadrebbe se la foresta perdesse più del <strong>22-28%</strong> della sua area; questo ridurrebbe di molto anche la sua resistenza all’innalzamento delle temperature. </p><p>In questo caso il punto di non ritorno sarebbe già pericolosamente <strong>vicino</strong>. Basterebbe infatti un aumento di 1,5-1,9 °C delle temperature globali, il valore cioè verso cui il mondo si sta già avviando. </p><h3><em>Fonte della notizia:</em></h3><p><em><a href="https://www.nature.com/articles/d41586-026-01824-x" target="_blank">The Amazon can be saved — with concerted action inside and outside Brazil</a>. Nature (Giugno 2026)</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-salvare-l-amazzonia-la-soluzione-del-brasile-e-semplice-ed-efficace.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Stelle cadenti in pieno giorno: arrivano le Arietidi, lo sciame invisibile che si può ascoltare alla radio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/stelle-cadenti-in-pieno-giorno-arrivano-le-arietidi-lo-sciame-invisibile-che-si-puo-ascoltare-alla-radio.html</link><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Le Arietidi sono uno dei più intensi sciami meteorici diurni. Visibili solo poco prima dell’alba, possono anche essere captate via radio grazie alle scie ionizzate lasciate dai meteoroidi nell’alta atmosfera terrestre.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/stelle-cadenti-in-pieno-giorno-arrivano-le-arietidi-lo-sciame-invisibile-che-si-puo-ascoltare-alla-radio-1781097750326.jpg" data-image="pi0g7jm7znfk" alt="Arietidi" title="Arietidi"><figcaption>Lo sciame meteorico delle Arietidi visibile questa settimana poco prima dell'alba.</figcaption></figure><p>In questo periodo dell’anno la Terra attraversa una regione della sua orbita alquanto polverosa, per cui i granelli di polvere attraversando la nostra atmosfera e disintegrandosi danno vita ad uno sciame meteorico: <strong>lo sciame delle Arietidi.</strong></p><p>La diversità rispetto a sciami più tradizionali, come le Perseidi o le Geminidi, è che l'attraversamento di questa regione dello spazio ricca di polveri e detriti avviene di giorno! E quindi <strong>è uno sciame diurno di scie invisibili</strong>, o quasi. Subito prima dell’alba è ancora possibile osservare scie luminose, <strong>ma molto più comodamente è possibile sentire le scie alla radio, si proprio alla radio</strong>.</p><h2>Un’origine ancora dibattuta quelle delle Arietidi</h2><p>Sono numerosi gli studi dedicati all’individuazione del corpo progenitore la cui scia di detriti è all’origine della pioggia meteorica delle Arietidi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758185" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-entra-oggi-in-ariete-la-costellazione-dal-vello-d-oro.html" title="Il Sole entra oggi in Ariete: la costellazione dal vello d'oro">Il Sole entra oggi in Ariete: la costellazione dal vello d'oro</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-entra-oggi-in-ariete-la-costellazione-dal-vello-d-oro.html" title="Il Sole entra oggi in Ariete: la costellazione dal vello d'oro"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-entra-oggi-in-ariete-la-costellazione-dal-vello-d-oro-1773133172618_320.png" alt="Il Sole entra oggi in Ariete: la costellazione dal vello d'oro"></a></article></aside><p>Campbell-Brown nel 2004 sulla rivista <em>Monthly Notices of the Royal Astronomical Society </em>e successivamente Abedin e colleghi nel 2017 sulla rivista <em>Icarus</em> hanno individuato due probabili candidati come progenitori dello sciame. </p><p>Uno è <strong>l’asteroide near-Earth 1566 Icarus</strong>, un asteroide del diametro di circa 1.4 km e in rapidissima rotazione, un giro su se stesso in circa 2 ore, classificato come potenzialmente pericoloso in quando passa vicino l’orbita terrestre. Altro candidato è la <strong>cometa 96P/Machholz</strong>, una tra le comete che periodicanente più si avvicina al Sole durante il suo moto orbitale di circa 5 anni riuscendo a sopravvivere.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/stelle-cadenti-in-pieno-giorno-arrivano-le-arietidi-lo-sciame-invisibile-che-si-puo-ascoltare-alla-radio-1781112750036.png" data-image="pb9348bbxzr7" alt="96P/Machholz" title="96P/Machholz"><figcaption>Rappresentazione artistica della cometa 96P/Machholz rispetto alle dimensioni del monte Everest. Credit: spacereference.org</figcaption></figure><p>Entrambi questi corpi sono stati molto studiati con i radar, addirittura Icarus è stato il primo ad essere osservato con le tecniche radar.</p><div class="texto-destacado">Radio onde vengono inviate verso questi corpi del sistema Solare e studiandone la riflessione che avviene sulla loro superficie è possibile determinare la distanza, l’orbita e la forma.</div><p>Il loro movimento attorno al Sole ha lasciato una scia di detriti che la Terra intercetta proprio durante questa settimana dell’anno, dando vita allo spettacolo dello sciame meteorico delle Arietidi.</p><h2>Uno sciame diurno, il più attivo tra tutti quelli diurni</h2><p>La caratteristica peculiare delle Arietidi è che <strong>il loro radiante</strong>, cioè quel punto del cielo da cui tutte le meteore sembrano partire, <strong>si trova nel cielo luminoso diurno</strong>. Quindi, le scie luminose prodotte nell’attraversamento dell’atmosfera da parte dei detriti polverosi sono rese invisibili, sopraffatte dalla luminosità del cielo diurno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="693811" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/meteoriti-portatori-di-misteri-spaziali-e-oggetto-del-desiderio-di-molti.html" title="Meteoriti, portatori di misteri spaziali e oggetto del desiderio di molti">Meteoriti, portatori di misteri spaziali e oggetto del desiderio di molti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/meteoriti-portatori-di-misteri-spaziali-e-oggetto-del-desiderio-di-molti.html" title="Meteoriti, portatori di misteri spaziali e oggetto del desiderio di molti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteoriti-portatori-di-misteri-spaziali-e-oggetto-del-desiderio-di-molti-1737734360962_320.jpg" alt="Meteoriti, portatori di misteri spaziali e oggetto del desiderio di molti"></a></article></aside><p>Ma non tutte. Infatti,<strong> esiste una finestra temporale molto strett</strong><strong>a</strong>, tra i 40 e i 60 minuti<strong> prima dell’alba</strong>,<strong> durante la quale, osservando ad oriente è possibile vedere qualche scia </strong>che, curiosamente si muoverà o radente l’orizzonte o la si vedrà sorgere dall'orizzonte.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Lo spettacolo delle Arietidi è da osservare ad occhio nudo, scegliendo un luogo in cui la visuale dell’orizzonte ad oriente sia libera.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>E’ uno sciame problematico per gli osservatori amatoriali. Infatti, la vicinanza al Sole rende assolutamente sconsigliabile l’uso di strumenti quali binocoli, telescopi o altri strumenti ottici. Infatti, in attesa di osservare una scia il Sole potendo sorgere da un momento all’altro potrebbe essere intercettato dallo strumento e produrre danni agli occhi anche permanenti.</p><h2>Sentire le Arietidi alla radio di casa</h2><p>Questa è <strong>una vera curiosità</strong> che caratterizza lo sciame meteorico delle Arietidi, <strong>la possibilità di non vederle, essendo diurne, ma ascoltarle alla radio</strong>, ma in che senso?</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/stelle-cadenti-in-pieno-giorno-arrivano-le-arietidi-lo-sciame-invisibile-che-si-puo-ascoltare-alla-radio-1781112522857.jpeg" data-image="oujydhmhdv7i" alt="meteor scatter" title="meteor scatter"><figcaption>Rappresentazione schematica di come le scie ionizzate prodotte dallo sciame meteorico possano permettere ai segnali radio di arrivare anche a distanze oltre l'orizzonte.</figcaption></figure><p><strong>I detriti</strong> di polvere e roccia attraversando l’atmosfera ad altissime velocità, <strong>creano una scia di gas ionizzato che rappresenta una sorta di “specchio” per le onde radio.</strong> In questo modo, onde radio lontane (ad esempio una canzone trasmessa da un’emittente nelle Filippine), e che normalmente non raggiungerebbero mai la nostra radio di casa, potrebbero venire riflesse da queste scie e rimbalzate verso la nostra radio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="747846" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/guida-astronomica-2026-tutte-le-eclissi-gli-sciami-meteorici-e-gli-allineamenti-da-non-perdere.html" title="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere">Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/guida-astronomica-2026-tutte-le-eclissi-gli-sciami-meteorici-e-gli-allineamenti-da-non-perdere.html" title="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guia-astronomica-2026-todos-los-eclipses-lluvias-de-estrellas-y-alineaciones-que-no-te-puedes-perder-1767213132897_320.jpeg" alt="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere"></a></article></aside><p>Si tratta di un effetto anche noto come <em><strong>meteor scatter</strong></em>. Allora, sintonizzandosi su una frequenza che non trasmette e per cui si sente solo fruscio, al passaggio di una meteora, per pochi istanti possono emergere frammenti di voce magari in lingua straniera o musica provenienti da stazioni lontane, riflessi dalla scia ionizzata.<strong> Cos'altro allora se non augurare buona visione e/o sintonizzazione!</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/stelle-cadenti-in-pieno-giorno-arrivano-le-arietidi-lo-sciame-invisibile-che-si-puo-ascoltare-alla-radio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Copernicus e il clima che cambia: il nuovo bollettino di Maggio è un segnale d’allarme]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/copernicus-e-il-clima-che-cambia-il-nuovo-bollettino-di-maggio-e-un-segnale-d-allarme.html</link><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:02:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il bollettino Copernicus di Maggio mostra un clima sempre più caldo: temperature globali elevate, oceani prossimi ai record e ghiacci ridotti confermano l’intensificazione degli estremi climatici e l’urgenza di mitigazione e adattamento.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/copernicus-e-il-clima-che-cambia-il-nuovo-bollettino-di-maggio-e-un-segnale-d-allarme-1781542178498.png" data-image="ks8my07oliow" alt="Maggio 2026" title="Maggio 2026"><figcaption>Temperature globali elevate, oceani prossimi ai record e ghiacci ridotti confermano l’urgenza di mitigazione e adattamento.</figcaption></figure><p><strong>Il bollettino climatico di Maggio preannuncia nulla di buono per l’estate ormai alle porte</strong>. Grazie ai bollettini mensili emessi da Copernicus, combinando dati su temperatura dell’aria, oceani, ghiacciai e precipitazioni, è possibile seguire, quasi in tempo reale, la <strong>sempre più rapida evoluzione climatica.</strong></p><p>Questi bollettini non servono a soddisfare la curiosità, ma forniscono strumenti utili a comprendere come ondate di calore, siccità, piogge intense, ecosistemi e salute umana siano interconnessi.</p><p>Ciò che ormai da mesi accomuna questi bollettini è l’evidenza di un clima globale che sta entrando in una fase in cui <strong>i record non sono più episodi isolati, ma segnali di una nuova normalità climatica.</strong></p><h2>Temperature globali: il segnale della soglia di 1,5 °C</h2><p>Secondo il servizio Copernicus, <strong>Maggio 2026 è stato il secondo maggio più caldo mai registrato a livello globale</strong>, il settimo più caldo in Europa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale.html" title="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale">L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale.html" title="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale-1775252080804_320.jpg" alt="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Ni��o aggraverà gli effetti del riscaldamento globale"></a></article></aside><p>Il passo per nuovi record della temperatura dell’aria è proprio breve e, se anche nuovi record non sono stati raggiunti, <strong>la permanenza della temperatura media globali su questi livelli sta diventando costante.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong><strong>Maggio 2026 è stato il secondo maggio più caldo mai registrato a livello globale</strong></strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Solo una volta la soglia di 1.5 gradi sopra la media del periodo pre-industriale è stata superata. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/copernicus-e-il-clima-che-cambia-il-nuovo-bollettino-di-maggio-e-un-segnale-d-allarme-1781542331052.png" data-image="qd4d6j36aju5" alt="Maggio 2026" title="Maggio 2026"><figcaption>Maggio 2026 è stato il secondo maggio più caldo mai registrato a livello globale,</figcaption></figure><p>Ma, sebbene questo unico evento sia di per sé gravissimo, gli altri valori medi globali ne differiscono solo di pochissimi decimi di grado.</p><h2>Oceani sempre più caldi: il motore nascosto degli estremi</h2><p>Nel bollettino Copernicus, <strong>la temperatura superficiale degli oceani extra-polari è risultata la seconda più alta mai osservata per Maggio</strong>, con valori eccezionali nel Pacifico tropicale in tendenza a segnare <strong>un nuovo record dei valori di temperatura superficiale.</strong></p><div class="texto-destacado">Nel sistema climatico, gli oceani fungono da serbatoio termico, assorbendo il grosso dell’eccesso di calore trattenuto dall’atmosfera.</div><p>Oceani più caldi significa maggiore evaporazione, più umidità in atmosfera, più energia che può canalizzarsi in eventi estremi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748918" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-clima-in-un-app-climate-pulse-esplora-le-temperature-di-aria-e-oceani-in-maniera-interattiva.html" title="Il clima in un’app: “Climate Pulse” esplora le temperature di aria e oceani in maniera interattiva">Il clima in un’app: “Climate Pulse” esplora le temperature di aria e oceani in maniera interattiva</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-clima-in-un-app-climate-pulse-esplora-le-temperature-di-aria-e-oceani-in-maniera-interattiva.html" title="Il clima in un’app: “Climate Pulse” esplora le temperature di aria e oceani in maniera interattiva"><figure><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-clima-in-un-app-climate-pulse-esplora-le-temperature-di-aria-e-oceani-in-maniera-interattiva-1768333284980_320.png" alt="Il clima in un’app: “Climate Pulse” esplora le temperature di aria e oceani in maniera interattiva"></figure></a></article></aside><p>Ma non solo, la maggiore temperatura può innescare ondate di calore marino, alterare ecosistemi marini.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L</strong><strong>a temperatura superficiale degli oceani extra-polari è risultata la seconda più alta mai osservata per Maggio</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Copernicus fa notare come un recente studio mostri che la siccità dei terreni, quindi scarsità di umidità del suolo, fa sì che il Sole riscaldi in maniera più diretta l’aria, invece di far evaporare l’umidità, rafforzando l'intensità di episodi di ulteriore caldo e siccità.</p><h2>Ghiacci, piogge e adattamento: cosa ci dicono gli indicatori climatici</h2><p>Sul fronte ghiacci, <strong>nel Maggio 2026 l’estensione del ghiaccio artico è stata la quarta più bassa per il mese</strong>, con copertura particolarmente ridotta nel Mare di Barents settentrionale e intorno alle Svalbard.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>N</strong><strong>el Maggio 2026 l’estensione del ghiaccio artico è stata la quarta più bassa per il mese</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>La perdita dei ghiacci polare è un problema globale</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/copernicus-e-il-clima-che-cambia-il-nuovo-bollettino-di-maggio-e-un-segnale-d-allarme-1781541939407.png" data-image="vembshodaujm" alt="temperatura oceani" title="temperatura oceani"><figcaption>la temperatura superficiale degli oceani extra-polari è risultata la seconda più alta mai osservata per Maggio</figcaption></figure><p>La diminuzione di superficie riflettente aumenta la frazione di energia solare assorbita, accelerando il meccanismo di riscaldamento globale. Si tratta di uno di quei cosiddetti <strong>meccanismi di retroazione</strong>: una conseguenza del riscaldamento (diminuzione dei ghiacci) attiva ulteriori meccanismi di riscaldamento. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/sta-per-arrivare-el-nino-la-sicilia-si-dovra-preparare-a-un-nuovo-ciclo-di-siccita-nei-prossimi-anni.html" title="Sta per arrivare El Niño: la Sicilia si dovrà preparare a un nuovo ciclo di siccità nei prossimi anni?">Sta per arrivare El Niño: la Sicilia si dovrà preparare a un nuovo ciclo di siccità nei prossimi anni?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/sta-per-arrivare-el-nino-la-sicilia-si-dovra-preparare-a-un-nuovo-ciclo-di-siccita-nei-prossimi-anni.html" title="Sta per arrivare El Niño: la Sicilia si dovrà preparare a un nuovo ciclo di siccità nei prossimi anni?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/con-l-arrivo-1779014264512_320.jpg" alt="Sta per arrivare El Niño: la Sicilia si dovrà preparare a un nuovo ciclo di siccità nei prossimi anni?"></a></article></aside><p><strong>Mitigazione e adattamento sono l’unica strada da percorrere</strong>. Se da un canto si deve fare il massimo per ridurre l'immissione di gas serra, fattore primario del riscaldamento globale, d'altro canto si devono pensare e attuare strategia di adattamento ad un clima ormai cambiato; <strong>serve adattare città, agricoltura, sanità e gestione dell’acqua a un clima già cambiato.</strong></p><p>Da qui l’importanza dei bollettini mensili che non sono quindi soltanto fotografie del presente: sono strumenti operativi per decidere come vivere in un mondo più caldo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/copernicus-e-il-clima-che-cambia-il-nuovo-bollettino-di-maggio-e-un-segnale-d-allarme.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, il grande caldo sta per esplodere in Italia: da domani temperature oltre i 35 °C in queste regioni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-grande-caldo-sta-per-esplodere-in-italia-da-domani-temperature-oltre-i-35-c-in-queste-regioni.html</link><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 13:08:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In Italia continuiamo ad avere tempo variabile ma nei prossimi giorni il campo di alta pressione tornerà a rinforzarsi portando decisi aumenti nelle temperature massime, con valori oltre i 35 °C.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xag4nzq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xag4nzq.jpg" id="xag4nzq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sull’Italia <strong>continua ad essere presente un campo anticiclonico</strong> che nei prossimi giorni tornerà a rinforzarsi <strong>portando diffusi e a tratti decisi rialzi nelle temperature</strong>.</p><p>Da un punto di vista meteorologico <strong>il tempo si manterrà in prevalenza variabile e non mancheranno rovesci e temporali</strong>, soprattutto sulle zone montane e pedemontane.</p><p>Proprio per questo motivo <strong>il Dipartimento della Protezione Civile ha diramato per oggi alcune allerte gialle</strong> per rischio temporali, rischio idraulico, ovvero <strong>il rischio di avere allagamenti ed esondazioni</strong>, e per rischio idrogeologico, ossia <strong>il rischio di avere frane e smottamenti</strong>.</p><h2>Ancora temporali e possibili grandinate</h2><p>Queste allerte interessano <strong>la Sicilia, la Calabria, la Basilicata, la Puglia, il Molise, l’Abruzzo e l’Umbria</strong>.</p><p>In generale ci aspettiamo giornate con <strong>un andamento meteo piuttosto standard e ripetitivo</strong>.</p><p>Per la giornata odierna è previsto <strong>un aumento della nuvolosità soprattutto nelle aree interne delle regioni peninsulari</strong> e sulla Sicilia. Queste nubi porteranno poi <strong>precipitazioni sparse che potranno essere anche di forte intensità</strong>, con acquazzoni e temporali accompagnati da numerose fulminazioni, raffiche di celle attorno alle celle temporalesche e <strong>anche possibili locali grandinate fino a medie dimensioni</strong>.</p><p>In serata poi i fenomeni tenderanno ad indebolirsi gradualmente fino ad esaurirsi del tutto. <strong>Anche le nuvole finiranno per diradarsi lasciando posto a sempre maggiori spazi di sereno</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-grande-caldo-sta-per-esplodere-in-italia-da-domani-temperature-oltre-i-35-c-in-queste-regioni-1781609485088.png" data-image="b1to2fuj1u5b" alt="Temperature massime domenica" title="Temperature massime domenica"><figcaption>Temperature massime nella giornata di domenica, quando si potranno raggiungere picchi prossimi ai 40 °C.</figcaption></figure><p><strong>Questo andamento si ripeterà poi nelle prossime giornate</strong>, con però fenomeni tendenzialmente meno estesi e meno intensi, che <strong>si concentreranno soprattutto lungo l’arco alpino e sulla dorsale appenninica</strong>, dove comunque non saranno da escludere locali rovesci anche di moderata intensità, <strong>in special modo durante le ore pomeridiane</strong>.</p><p>Sul resto del territorio nazionale invece <strong>le condizioni meteo risulteranno decisamente più stabili</strong>, con cielo in prevalenza sereno e tempo asciutto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773965" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/attraversare-mezza-europa-senza-cambiare-treno-e-gia-possibile.html" title="Attraversare mezza Europa senza cambiare mai treno: ormai si può con questa nuova tratta di 1300 chilometri">Attraversare mezza Europa senza cambiare mai treno: ormai si può con questa nuova tratta di 1300 chilometri</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/attraversare-mezza-europa-senza-cambiare-treno-e-gia-possibile.html" title="Attraversare mezza Europa senza cambiare mai treno: ormai si può con questa nuova tratta di 1300 chilometri"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/atravessar-meia-europa-sem-trocar-de-comboio-ja-e-possivel-1781192372396_320.jpg" alt="Attraversare mezza Europa senza cambiare mai treno: ormai si può con questa nuova tratta di 1300 chilometri"></a></article></aside><p>Inoltre, <strong>con l’avvicinarsi al fine settimana, il tempo tenderà a migliorare ulteriormente</strong>, quindi nuvole e precipitazioni diventeranno gradualmente più localizzati.</p><p>Come anticipato, il miglioramento meteo sarà accompagnato anche da generali rialzi termici, con <strong>le temperature che si riporteranno decisamente al di sopra del normale</strong>.</p><h2>Temperature roventi e tempo in miglioramento</h2><p>Entro la fine della settimana<strong> i termometri finiranno per registrare temperature oltre 10 °C al di sopra della media climatologica</strong>, ciò significa che in buona parte delle regioni d’Italia si avranno valori massimi al di sopra dei 35 °C, con <strong>punte prossime ai 40 °C nella Pianura Padana, nel foggiano e in Sardegna</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773967" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità">La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nociones-basicas-sobre-los-ciclones-tropicales-1781360074663_320.jpg" alt="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"></a></article></aside><p>Farà quindi molto caldo ma non soltanto durante le ore centrali della giornata, <strong>anche durante la notte sono previste temperature troppo elevate</strong>, diffusamente al di sopra dei 20 °C. Ciò significa che <strong>si riproporrà il fenomeno delle cosiddette notti tropicali</strong>, ossia quelle notti in cui la temperatura non scende mai sotto i 20 °C.</p><p>Insomma, <strong>il prossimo fine settimana sarà a dir poco rovente</strong> e secondo la tendenza meteo <strong>continueremo ad avere bel tempo e molto caldo anche nel corso della prossima settimana</strong>, quando avrà ufficialmente inizio anche l’estate astronomica.</p><p> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al nuovo canale WhatsApp. Seguici e attiva le notifiche!</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-grande-caldo-sta-per-esplodere-in-italia-da-domani-temperature-oltre-i-35-c-in-queste-regioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Città del Vaticano punta all’indipendenza energetica con un impianto agrivoltaico: di cosa si tratta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/citta-del-vaticano-sara-indipendente-energeticamente-grazie-a-un-impianto-agrivoltaico-cos-e.html</link><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 12:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L'accordo siglato con Acea punta a generare energia in forma pulita, e usando un sistema che unisce fotovoltaico senza impattare negativamente sulle attività agricole locali. L'impianto sarà situato fuori Roma in un'area del Vaticano.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/citta-del-vaticano-sara-indipendente-energeticamente-grazie-a-un-impianto-agrivoltaico-cos-e-1781609575445.jpeg" data-image="4ob5anbagc5a" alt="città del vaticano roma" title="città del vaticano roma"><figcaption>La Città del Vaticano è lo stato più piccolo del mondo. Si trova nel cuore di Roma ed è uno stato indipendente dall'Italia. Esiste dal 1929.</figcaption></figure><p><strong>La Città del Vaticano, lo stato più piccolo del mondo, situato nel cuore di Roma dal 1929</strong>, sarà indipendente energeticamente grazie a un protocollo d'intesa appena siglato con Acea, una delle principali aziende pubbliche italiane attive nel settore della distribuzione di acqua ed energia. </p><p>Obiettivo dell’intesa è lo sviluppo di un percorso che porterà alla <strong>realizzazione di un impianto agrivoltaico</strong> che la Santa Sede – attraverso il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA), e la Fondazione <em>Fratello Sole</em> – intende realizzare <strong>all’interno della zona extraterritoriale di Santa Maria di Galeria. </strong></p><p> Il Progetto agrivoltaico, si legge nel comunicato di Acea, pone particolare attenzione all’utilizzo di soluzioni innovative e integrate, idonee a coniugare produzione energetica, uso efficiente delle risorse e valorizzazione del territorio.</p><div class="texto-destacado"> La Città del Vaticano è lo Stato indipendente più piccolo del mondo, con una superficie di circa 0,44 km² nel cuore di Roma. È una monarchia assoluta guidata dal Papa e ospita circa 800–900 abitanti, con cittadinanza temporanea. Nonostante le dimensioni minime, custodisce luoghi simbolo come la Basilica di San Pietro e i Musei Vaticani. Il suo assetto attuale nasce nel 1929 con i Patti Lateranensi tra Italia e Santa Sede, che chiusero la Questione Romana, il conflitto generatosi con l'Italia dall'unificazione in poi, in particolare dalla Presa di Roma del 1871.</div><p>A questo scopo, Papa Leone XIV, nel Chirografo del 1° giugno scorso, aveva istituito la Fondazione <em>Fratello Sole</em> e aveva approvato il relativo Statuto, affinché portasse a compimento la realizzazione di questo impianto agrivoltaico, per assicurare “non soltanto l’alimentazione elettrica della stazione radio ivi esistente, ma anche il <strong>completo sostentamento energetico dello Stato della Città del Vaticano”.</strong></p><p>Per questo, il Protocollo si pone in linea con le indicazioni del Magistero della Chiesa e, in particolare, quelle enunciate nell’Enciclica <em>Laudato si’</em>, nell’esortazione <em>Laudate Deum</em>, e nel Motu Proprio <em>Fratello Sole</em> di Papa Francesco, del 21 giugno 2024.</p><h2>L'attenzione alla sostenibilità ambientale</h2><p>Nel rispetto di questi principi, lo sviluppo del Progetto terrà conto dei <strong>criteri di sostenibilità ambientale lungo l’intero ciclo di vita delle infrastrutture</strong>, come la minimizzazione delle emissioni, l’uso efficiente delle risorse idriche ed energetiche, la tutela del suolo e degli ecosistemi e l’integrazione con le attività agricole.</p><p>L’intesa con Acea risponde, quindi, all’elevato grado di complessità tecnica e gestionale dell’impianto, che richiede un approccio integrato. Verranno, infatti, considerate le diverse componenti energetiche, idriche, ambientali e agricole, e le interrelazioni tra produzione, consumo, gestione delle risorse e valorizzazione delle stesse.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753552" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/citta-del-vaticano.html" title="11 febbraio 1929: 97 anni fa nasceva la Città del Vaticano: 9 curiosità sullo Stato più piccolo del mondo">11 febbraio 1929: 97 anni fa nasceva la Città del Vaticano: 9 curiosità sullo Stato più piccolo del mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/citta-del-vaticano.html" title="11 febbraio 1929: 97 anni fa nasceva la Città del Vaticano: 9 curiosità sullo Stato più piccolo del mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/citta-del-vaticano-1770739345877_320.jpeg" alt="11 febbraio 1929: 97 anni fa nasceva la Città del Vaticano: 9 curiosità sullo Stato più piccolo del mondo"></a></article></aside><p>Il quadro giuridico di riferimento dell’impianto agrivoltaico, e le modalità di realizzazione dell’iniziativa e di connessione alla rete elettrica, sono stati disciplinati dall’ “<em>Accordo tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede per un impianto agrivoltaico a Santa Maria di Galeria, fatto a Roma il 31 luglio 2025</em>”, ratificato con la Legge del 1° aprile 2026 n. 52, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 94 del 23 aprile 2026.</p><h2>Cos'è l'agrivoltaico</h2><p><strong>L’agrivoltaico è un sistema che integra la produzione agricola con quella di energia solare</strong> attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici sopra o in prossimità dei terreni coltivati. <strong>L’obiettivo è duplice: generare elettricità rinnovabile senza sottrarre suolo all’agricoltura</strong> e, in alcuni casi, migliorare le condizioni delle colture grazie all’ombreggiamento parziale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/citta-del-vaticano-sara-indipendente-energeticamente-grazie-a-un-impianto-agrivoltaico-cos-e-1781609618121.jpeg" data-image="gxfo4q9ag89q" alt="agrivoltaico" title="agrivoltaico"><figcaption>L'agrivoltaico consiste nel posizionamento di pannelli per l'energia solare senza eliminare l'attività agricola, che coesiste con la produzione di energia rinnovabile.</figcaption></figure><p><strong>Le strutture sono progettate per permettere il passaggio di luce, acqua e macchinari agricoli.</strong> Si tratta di una soluzione sempre più utilizzata nella transizione energetica e nell’adattamento ai cambiamenti climatici.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/citta-del-vaticano-sara-indipendente-energeticamente-grazie-a-un-impianto-agrivoltaico-cos-e.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño è ora realtà: ripassiamo i suoi effetti in Italia quest'estate e quest'autunno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-e-ora-realta-ripassiamo-i-suoi-effetti-in-italia-quest-estate-e-quest-autunno.html</link><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 11:08:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>El Niño è nato ufficialmente sull’Oceano Pacifico, ecco tutte le ripercussioni che bisognerà aspettarsi nei prossimi mesi. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xafwsh6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xafwsh6.jpg" id="xafwsh6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Ora è ufficiale, il fenomeno di <strong>El Niño</strong> è diventato realtà. La conferma ufficiale arriva proprio dal <strong>National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)</strong> che certifica la formazione del fenomeno. </p><p>Dovrebbe raggiungendo il picco di intensità tra autunno e inverno 2026-2027. Molti si interrogano sugli effetti che questo fenomeno del Pacifico potrebbe avere sul clima italiano, specialmente nella stagione autunnale. </p><h2><strong>Perché El Niño non decide da solo il tempo in Italia</strong></h2><p><strong>El Niño</strong> è un fenomeno potentissimo che riscalda le acque dell’Oceano Pacifico equatoriale, alterando la circolazione atmosferica globale. Tuttavia, la sua azione sull’Europa e sul Mediterraneo è indiretta e mediata. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-ora-realta-ripassiamo-i-suoi-effetti-in-italia-quest-estate-e-quest-autunno-1781555423198.png" data-image="a8e2xgbbyq9w" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>El Niño è un fenomeno potentissimo che riscalda le acque dell’Oceano Pacifico equatoriale, alterando la circolazione atmosferica globale. Tuttavia, la sua azione sull’Europa e sul Mediterraneo è indiretta e mediata. </figcaption></figure><p>Intanto per il momento il fenomeno è circoscritto alla superficie oceanica, con un ingente quantità di calore accumulata sotto la superficie oceanica. Per avere delle ripercussioni sulla circolazione atmosferica bisognerà attendere la risposta dall’atmosfera.</p><h2><strong>L’influenza indiretta sul tempo sul Mediterraneo</strong></h2><p>Come abbiamo già spiegato in precedenza <strong>El Niño</strong> deve sempre chiedere il permesso alla circolazione atmosferica dominante tra Atlantico ed Europa, per avere un’influenza diretta sul tempo alle nostre latitudini.</p><p>Questo significa che il pattern globale indotto dal <strong>Niño</strong> può favorire o sfavorire determinate configurazioni, ma è la circolazione locale, dominante sull’area euro atlantica, a decidere il tempo reale. </p><div class="texto-destacado"><strong>Fattori come le posizioni dell’anticiclone delle Azzorre, l’assetto del getto polare, e l’Oscillazione Nord Atlantica (NAO), hanno l’ultima parola sulle condizioni meteorologiche attese sull’Italia. </strong></div><p>Senza un’interazione favorevole con questi elementi regionali, <strong>El Niño</strong> da solo non è in grado di imporre siccità, ondate di calore o piogge eccezionali in Italia. Ma va anche detto che <strong>El Niño</strong> può influire notevolmente sulle <strong>onde di Rossby</strong> che nascono proprio sull’Oceano Pacifico, aumentando le probabilità di alcuni pattern. </p><h2><strong>Quali ripercussioni più probabili per l’autunno?</strong></h2><p>Mentre per l’estate 2026 l’influenza di <strong>El Niño</strong> sarà ancora debole (essendo nella fase iniziale o di rafforzamento), il suo picco di intensità è atteso proprio tra autunno e inverno. In questo periodo l’effetto indiretto potrebbe essere più marcato.</p><p>Studi e analisi indicano che un <strong>El Niño,</strong> soprattutto se forte, può aumentare le probabilità di avere dei lunghi periodi più miti del solito, con temperature sopra le medie, soprattutto sull’Europa occidentale e meridionale, inclusa l’Italia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-ora-realta-ripassiamo-i-suoi-effetti-in-italia-quest-estate-e-quest-autunno-1781555487355.png" data-image="i307yfatc1bc" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>El Niño può influire notevolmente sulle onde di Rossby che nascono proprio sull’Oceano Pacifico, aumentando le probabilità di alcuni pattern. </figcaption></figure><p>Sull’andamento delle precipitazioni, invece, si assisterebbe a una maggiore variabilità e rischio di un autunno più instabile. <strong>In alcuni casi storici si osserva un aumento delle piogge nel Mediterraneo occidentale e sulla Penisola Iberica.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Per l’Italia, questo potrebbe tradursi in un maggior numero di perturbazioni atlantiche, con possibili eventi intensi (piogge abbondanti, temporali forti) specialmente al Nord-Ovest e sulle regioni tirreniche, favorito dall’umidità presente nei mari ancora caldi. Mentre al Sud e sulla Sicilia si aprirebbero dei lunghi periodi secchi, con la predominanza dell’anticiclone subtropicale. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tuttavia, questi effetti rimangono probabilistici e non deterministici. Un autunno più piovoso o instabile non è garantito, dato che alla fine tutto dipenderà fortemente da come la <strong>NAO </strong>e le configurazioni atlantiche risponderanno al <strong>forcing del Niño.</strong></p><h2><strong>Il contesto del riscaldamento globale</strong></h2><p>È importante non attribuire a <strong>El Niño</strong> responsabilità eccessive. Il caldo anomalo e gli eventi estremi in Italia e nel Mediterraneo possono verificarsi anche in fasi neutrali o di <strong>La Niña.</strong> Il <strong>riscaldamento globale di fondo,</strong> legato ai gas serra, è il driver principale delle tendenze a lungo termine. </p><p><strong>El Niño</strong> pero può al massimo amplificare o modulare queste tendenze in certi periodi dell’anno, favorendo un ulteriore impennata delle temperature medie globali. <strong>A livello planetario, un El Niño forte contribuirà a rendere il 2026-2027 tra gli anni più caldi mai registrati,</strong> sovrapponendosi al trend antropico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769390" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-2026-l-estate-in-italia-sara-piu-calda-per-colpa-sua-facciamo-chiarezza.html" title="Super El Niño in arrivo: cosa cambierà davvero per l'estate 2026 in Italia. Facciamo chiarezza">Super El Niño in arrivo: cosa cambierà davvero per l'estate 2026 in Italia. Facciamo chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-2026-l-estate-in-italia-sara-piu-calda-per-colpa-sua-facciamo-chiarezza.html" title="Super El Niño in arrivo: cosa cambierà davvero per l'estate 2026 in Italia. Facciamo chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-forte-evento-di-el-nino-in-arrivo-influenzera-davvero-l-estate-2026-facciamo-chiarezza-1779101581866_320.png" alt="Super El Niño in arrivo: cosa cambierà davvero per l'estate 2026 in Italia. Facciamo chiarezza"></a></article></aside><p>Ma riguardo il corso dell’autunno e della ventura stagione invernale va detto che la circolazione euro-atlantica resta sovrana. E gli effetti finali dipenderanno proprio da essa. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-e-ora-realta-ripassiamo-i-suoi-effetti-in-italia-quest-estate-e-quest-autunno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Oltre i 40°C a partire da sabato 20 giugno: una cresta subtropicale potrebbe far impennare le temperature in Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/oltre-i-40-c-a-partire-da-sabato-20-giugno-una-cresta-subtropicale-potrebbe-far-impennare-le-temperature-in-europa.html</link><pubDate>Tue, 16 Jun 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Sabato 20, una cresta anticiclonica di origine subtropicale invaderà l'Europa a partire dalla Spagna, estendendosi poi a gran parte del continente europeo: causerà un ulteriore aumento delle temperature. Potrebbero registrarsi massime superiori ai 40°C.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xag3vj2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xag3vj2.jpg" id="xag3vj2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Ci avviamo verso una seconda parte della settimana che sarà molto calda in Italia, con anomalie particolarmente spiccate nel centro-nord ed in Sardegna. I <strong>temporali pomeridiani, che oggi punteggeranno il paese da nord a sud,</strong> porteranno un refrigerio temporaneo: si attendono infatti temperature in aumento nei prossimi giorni, con valori superiori ai 35°C in molte aree.</p><p>Attenzione però perché quello che arriva dal fine settimana del solstizio d'estate, tra sabato 20 e domenica 21 giugno, potrebbe impennare ulteriormente le temperature. </p><div class="texto-destacado"> <strong><strong><strong><strong><strong><strong>Nel video:</strong></strong></strong></strong></strong></strong><br> Una massa d’aria molto calda interesserà pienamente la Spagna a partire da sabato prossimo, con temperature superiori ai 40 °C e notti tropicali.Questa massa d'aria molto calda si espanderà poi verso l'Europa centrale, in particolare su Francia e</div><p>Diversi modelli meteorologici stanno infatti indicando con crescente probabilità un<strong> nuovo episodio di caldo molto intenso in Spagna, che potrebbe poi estendersi al resto d'Europa e all'Italia.</strong></p><h2>Una dorsale subtropicale colora di rosso le mappe sulla Spagna e su gran parte dell’Europa</h2><p><strong>Questa fase di caldo intenso potrebbe estendersi a gran parte della penisola iberica</strong> già da sabato 20 giugno. Come si vede dalle mappe di anomalia di temperatura, nella giornata di domenica 21, in concomitanza con il solstizio d'estate, le anomalie termiche potrebbero estendersi anche alla Francia e alla Germania. </p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/mas-de-40-c-a-partir-del-sabado-20-una-cresta-subtropical-podria-disparar-las-temperaturas-de-espana-1781519545963.png" data-image="ltz47jizsrgn" alt="Una massa d’aria molto calda spinta verso la penisola iberica e l’Europa occidentale da una dorsale subtropicale potrebbe far aumentare le temperature in molte regioni e su gran parte del continente." title="Una massa d’aria molto calda spinta verso la penisola iberica e l’Europa occidentale da una dorsale subtropicale potrebbe far aumentare le temperature in molte regioni e su gran parte del continente."> <figcaption>Una massa d’aria molto calda, spinta verso la penisola iberica e l’Europa occidentale da una dorsale subtropicale, potrebbe far aumentare le temperature in molte regioni e su gran parte del continente.</figcaption> </figure><p>All’origine di questo possibile episodio di caldo in Spagna ed Europa centrale vi sarebbe la risalita di una vasta dorsale subtropicale verso l’interno del continente europeo. Questa attraverserebbe la penisola iberica portando con sé un’avvezione di aria molto calda, <strong>provocando un marcato aumento delle temperature in molte regioni spagnole.</strong></p><p>Al momento, il modello europeo prevede per il prossimo sabato anomalie termiche positive <strong>nell’ordine di 6-12 °C su quasi tutto il territorio spagnolo.</strong> Inoltre, l’analisi delle mappe EFI (Extreme Forecast Index) della temperatura a 2 metri per questa scadenza mostra già valori particolarmente elevati su diversi settori della penisola iberica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773971" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-38-c-in-italia-nei-giorni-del-solstizio-si-avvicinano-8-giorni-di-caldo-molto-intenso-a-partire-da-mercoledi.html" title="Fino a 38°C in Italia nei giorni del solstizio: si avvicinano 7 giorni di caldo molto intenso a partire da mercoledì 17 ">Fino a 38°C in Italia nei giorni del solstizio: si avvicinano 7 giorni di caldo molto intenso a partire da mercoledì 17 </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-38-c-in-italia-nei-giorni-del-solstizio-si-avvicinano-8-giorni-di-caldo-molto-intenso-a-partire-da-mercoledi.html" title="Fino a 38°C in Italia nei giorni del solstizio: si avvicinano 7 giorni di caldo molto intenso a partire da mercoledì 17 "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-38-c-in-italia-nei-giorni-del-solstizio-si-avvicinano-x-giorni-di-caldo-molto-intenso-a-partire-da-mercoledi-1781527998481_320.jpeg" alt="Fino a 38°C in Italia nei giorni del solstizio: si avvicinano 7 giorni di caldo molto intenso a partire da mercoledì 17 "></a></article></aside><p><strong>Le anomalie saranno anche superiori a +10°C anche in Francia e Germania. </strong>L'Italia anche sarà investita dal caldo, anche se confrontando le mappe con i valori che si registreranno in altre zone del continente, il nostro paese risulta leggermente più fortunato. Ciò non vuol dire che non farà caldo: il caldo sarà intenso anche in Italia, ma le anomalie rispetto alla media del periodo saranno meno impressionanti.</p><h2>Diverse grandi città spagnole potrebbero raggiungere i 40 °C sabato prossimo</h2><p>Se questo scenario venisse confermato, il caldo si farebbe molto intenso su tutta la Spagna. Le aree più esposte sarebbero soprattutto quelle vicine alle principali valli fluviali, <strong>come quelle dell’Ebro, del Guadalquivir, del Guadiana o del Tago</strong>, dove potrebbero registrarsi temperature eccezionalmente elevate per il periodo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772800" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/solstizio-d-estate-2026-quando-cade-a-che-ora-tramonta-il-sole-e-quanto-dura-il-giorno-piu-lungo.html" title="Solstizio d'estate 2026: quando cade, a che ora tramonta il Sole e quanto dura il giorno più lungo">Solstizio d'estate 2026: quando cade, a che ora tramonta il Sole e quanto dura il giorno più lungo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/solstizio-d-estate-2026-quando-cade-a-che-ora-tramonta-il-sole-e-quanto-dura-il-giorno-piu-lungo.html" title="Solstizio d'estate 2026: quando cade, a che ora tramonta il Sole e quanto dura il giorno più lungo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/solstizio-d-estate-2026-quando-cade-a-che-ora-tramonta-il-sole-e-quanto-dura-il-giorno-piu-lungo-1781256408937_320.jpeg" alt="Solstizio d'estate 2026: quando cade, a che ora tramonta il Sole e quanto dura il giorno più lungo"></a></article></aside><p>Concentrandosi sulle principali città, <strong>Siviglia, Cordova, Granada, Badajoz, Toledo, Madrid e Saragozza potrebbero, sabato 20, avvicinarsi o raggiungere la soglia dei 40 °C.</strong> Non si esclude che anche altre località vicine possano superare temporaneamente questa soglia simbolica, dando un’idea dell’intensità potenziale di questo episodio di caldo, che dovrà essere monitorato attentamente nei prossimi giorni.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/mas-de-40-c-a-partir-del-sabado-20-una-cresta-subtropical-podria-disparar-las-temperaturas-de-espana-1781519776581.png" data-image="57az0f0mhp2q" alt="Da sabato, i 40 °C potrebbero essere raggiunti in diverse grandi città della penisola iberica." title="Da sabato, i 40 °C potrebbero essere raggiunti in diverse grandi città della penisola iberica."> <figcaption>Da sabato, i 40 °C potrebbero essere raggiunti in diverse grandi città della penisola iberica.</figcaption> </figure><p>Infine, alla luce delle ultime simulazioni dei modelli meteorologici, questo deciso aumento delle temperature potrebbe non essere un fenomeno isolato. <strong>L’ondata di caldo potrebbe infatti intensificarsi già da domenica e proseguire almeno per la prima metà della settimana successiva.</strong> Alcuni scenari ipotizzano persino un possibile episodio di canicola.</p><h2>E in Italia?</h2><p>Come dicevamo, in Italia il caldo sarà intenso ma leggermente meno estremo. <strong>Sarà più difficile veder sfondare i 40°C nel fine settimana. Domenica 21 giugno, comunque, le massime si attesteranno sui 37 gradi</strong> in diversi punti del centro-nord, da Bologna a Firenze. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/oltre-i-40-c-a-partire-da-sabato-20-giugno-una-cresta-subtropicale-potrebbe-far-impennare-le-temperature-in-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>