<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Sat, 30 May 2026 15:00:20 +0000</lastBuildDate><pubDate>Sat, 30 May 2026 15:00:20 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Isola dei Conigli: perché non è davvero un’isola e come visitare la sua riserva naturale protetta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/isola-dei-conigli-perche-non-e-davvero-un-isola-e-come-visitarla.html</link><pubDate>Sat, 30 May 2026 14:17:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Tra le spiagge più famose di Lampedusa, quella dell’Isola dei Conigli nasconde tante curiosità. Non è proprio un’isola e non ha nulla a che fare con i conigli. Ecco quali sono i suoi segreti e cosa sapere prima di andarci</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/isola-dei-conigli-perche-non-e-davvero-un-isola-e-come-visitarla-1779883640192.jpg" data-image="e888b3ac2rke" alt="Isola dei Conigli" title="Isola dei Conigli"><figcaption>La spiaggia e l'Isola dei Conigli, lungo le coste di Lampedusa</figcaption></figure><p>La spiaggia dell’Isola dei Conigli è giustamente ritenuta una delle più belle del Mediterraneo per il suo mare spettacolare, ma ha anche tante altre particolarità. Più che dai conigli, ad esempio, è frequentata dalle <strong>tartarughe</strong>.</p><p>Questo piccolo paradiso è anche parte di una <strong>riserva naturale protetta</strong> dove andare seguendo i dovuti accorgimenti, per evitare di intaccarne il prezioso <strong>ecosistema</strong>. </p><p>Scopriamo allora come visitare la spiaggia dell’Isola dei Conigli e qual è il periodo migliore per <strong>evitare il caldo e la folla.</strong></p><h2>Cos’è davvero l’Isola dei Conigli</h2><p>Parte delle Isole Pelagie, a metà strada tra la costa della Sicilia meridionale e quella della Tunisia, l’Isola dei Conigli è <strong>bassa e rocciosa</strong> e si trova proprio di fronte alla <strong>spiaggia omonima</strong> sull’Isola di <strong>Lampedusa</strong>.</p><div class="texto-destacado">Dal punto di vista geologico l’Isola dei Conigli non è un’isola a sé stante ma un frammento di Lampedusa. A separare le due c’è infatti solo un piccolo istmo sabbioso di circa 30 metri e dalla profondità che varia da 50 cm a 1,5 metri.</div><p> Qualche volta, a causa delle onde che trasportano la sabbia, il passaggio si è trovato ad essere quasi del tutto emerso. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/sta-per-arrivare-el-nino-la-sicilia-si-dovra-preparare-a-un-nuovo-ciclo-di-siccita-nei-prossimi-anni.html" title="Sta per arrivare El Niño: la Sicilia si dovrà preparare a un nuovo ciclo di siccità nei prossimi anni?">Sta per arrivare El Niño: la Sicilia si dovrà preparare a un nuovo ciclo di siccità nei prossimi anni?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/sta-per-arrivare-el-nino-la-sicilia-si-dovra-preparare-a-un-nuovo-ciclo-di-siccita-nei-prossimi-anni.html" title="Sta per arrivare El Niño: la Sicilia si dovrà preparare a un nuovo ciclo di siccità nei prossimi anni?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/con-l-arrivo-1779014264512_320.jpg" alt="Sta per arrivare El Niño: la Sicilia si dovrà preparare a un nuovo ciclo di siccità nei prossimi anni?"></a></article></aside><p>L’ultima volta in cui ciò è accaduto era il <strong>2008</strong>, ma anche adesso, in estate, se il vento cala e la marea è bassa, si può “passeggiare” da Lampedusa fino all’Isola dei Conigli, senza mai essere completamente immersi in acqua. </p><p>Per provare a vivere questa divertente esperienza verifica lo stato del vento e delle maree su questo sito, nella <strong>sezione mappe</strong>.</p><h2>Conigli o tartarughe?</h2><p>L’Isola dei Conigli non deve il proprio nome ai simpatici roditori che almeno in tempi recenti, in effetti, non l’hanno abitata. Il nome deriva con ogni probabilità da un <strong>errore di trascrizione</strong> rinvenuto su carte nautiche ottocentesche della parola araba “rabit”, e non <em>rabbit</em>, che indica un passaggio, un collegamento. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/isola-dei-conigli-perche-non-e-davvero-un-isola-e-come-visitarla-1779883835438.jpg" data-image="a5wh43aufso0" alt="Isola dei Congili - tartarughe" title="Isola dei Congili - tartarughe"><figcaption>I piccoli di tartaruga caretta caretta corrono verso il mare subito dopo la schiusa delle uova</figcaption></figure><p>Se i conigli qui non ci sono, ci sono in compenso le tartarughe <strong>caretta caretta</strong>. Specie protetta, queste tartarughe nidificano nel Mediterraneo, ma la spiaggia antistante l’Isola dei Conigli è la sola in Italia dove continuano a tornare puntualmente da più di venticinque anni. </p><p>Tra <strong>maggio e agosto</strong> le tartarughe preparano i nidi. Se ne contano fino a sette all’anno, ciascuno dei quali contiene circa cento uova. I nidi vengono accuratamente <strong>protetti </strong>dalle autorità locali e lo spettacolo della <strong>schiusa </strong>è sempre una grande emozione.</p><h2>Come visitare la spiaggia dell’isola dei Conigli</h2><p>Specialmente in estate <strong>raggiungere Lampedusa</strong> è facile perché l'aeroporto dell'isola è ben collegato a quello di diverse città italiane tramite voli diretti. Nel resto dell'anno bisogna fare scalo a Palermo o Catania. In alternativa c’è <strong>l’aliscafo </strong>da Porto Empedocle sempre operativo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765308" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-dei-due-mari-il-sorprendente-percorso-di-trekking-in-sicilia-che-attraversa-le-montagne.html" title="Il Sentiero dei Due Mari: il sorprendente percorso di trekking in Sicilia che attraversa le montagne">Il Sentiero dei Due Mari: il sorprendente percorso di trekking in Sicilia che attraversa le montagne</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-dei-due-mari-il-sorprendente-percorso-di-trekking-in-sicilia-che-attraversa-le-montagne.html" title="Il Sentiero dei Due Mari: il sorprendente percorso di trekking in Sicilia che attraversa le montagne"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sentiero-dei-due-mari-il-sorprendente-percorso-panoramico-sui-monti-della-sicilia-1776938633558_320.jpg" alt="Il Sentiero dei Due Mari: il sorprendente percorso di trekking in Sicilia che attraversa le montagne"></a></article></aside><p>Per raggiungere la spiaggia dell’Isola dei Conigli dal centro di Lampedusa bisogna arrivare <strong>Capo Ponente</strong> in auto, scooter o navetta. Si prosegue poi a piedi per un quarto d’ora circa su un sentiero sterrato dove è possibile vedere anche la casa di <strong>Domenico Modugno</strong>, artista innamorato dell’isola.</p><p>È importante ricordare che la spiaggia dei Conigli dal 2021 è a <strong>numero chiuso</strong>. Trattandosi di un’area tutelata è accessibile solo a piedi. Sono vietati la pesca subacquea e l'attracco in barca. La prenotazione è <strong>gratuita </strong>ma <strong>obbligatoria</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/isola-dei-conigli-perche-non-e-davvero-un-isola-e-come-visitarla-1779883686431.jpg" data-image="yrwddely4v2r" alt="Spiaggia dei Conigli" title="Spiaggia dei Conigli"><figcaption>La baia dell'isola dei Conigli, parte della Riserva Naturale di Lampedusa </figcaption></figure><p>Di notte, tra le 19:30 e le 8:30 la spiaggia <strong>non è accessibile</strong> per permettere alle tartarughe di nidificare indisturbate. I nidi sono recintati e naturalmente non vanno mai toccati.</p><p>L’isolotto dei Conigli, invece, <strong>non è percorribile</strong> e non ha sentieri. Si può comunque nuotare fino alle sue coste rocciose, fare snorkeling o vederlo dal mare con uno dei tanti tour in barca che circumnavigano Lampedusa.</p><h2>Quando visitare l’Isola dei Conigli</h2><p>Primavera, estate e inizio di autunno sono i momenti migliori per visitare Lampedusa e la spiaggia dell’Isola dei Conigli. In particolare <strong>maggio, giugno</strong> e <strong>settembre </strong>sono i mesi in cui ci si può godere il mare con tutto lo splendore dei suoi colori, senza troppa folla.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753593" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-tragedia-silenziosa-sotto-il-mare-italiano-l-ecosistema-marino-che-difende-le-spiagge-e-in-pericolo.html" title="Una tragedia silenziosa sotto il mare italiano: l’ecosistema marino che difende le spiagge è in pericolo">Una tragedia silenziosa sotto il mare italiano: l’ecosistema marino che difende le spiagge è in pericolo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-tragedia-silenziosa-sotto-il-mare-italiano-l-ecosistema-marino-che-difende-le-spiagge-e-in-pericolo.html" title="Una tragedia silenziosa sotto il mare italiano: l’ecosistema marino che difende le spiagge è in pericolo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-tragedia-silenziosa-sotto-il-mare-italiano-l-ecosistema-marino-che-difende-le-spiagge-e-in-pericolo-1770746998847_320.jpg" alt="Una tragedia silenziosa sotto il mare italiano: l’ecosistema marino che difende le spiagge è in pericolo"></a></article></aside><p>I mesi centrali dell’estate, <strong>luglio e agosto</strong>, sono molto caldi. È consigliabile tenerne conto perché la spiaggia si raggiunge tramite un sentiero facile ma molto esposto al sole e in pendenza.</p><p>Nei mesi <strong>invernali </strong>la folla è quasi inesistente, e nelle belle giornate l’aria è limpida e i colori sono sgargianti, ma naturalmente è possibile anche imbattersi in pioggia e nuvole.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/isola-dei-conigli-perche-non-e-davvero-un-isola-e-come-visitarla.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le previsioni di Meteored per la stagione degli uragani del 2026: ci saranno più cicloni quest'anno?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-previsioni-di-meteored-per-la-stagione-degli-uragani-del-2026-ci-saranno-piu-cicloni-quest-anno.html</link><pubDate>Sat, 30 May 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Gli esperti di Meteored hanno fornito una previsione sulla stagione degli uragani del 2026 per il bacino atlantico, che comprende il Golfo del Messico e il Mar dei Caraibi, e per il bacino del Pacifico nord-orientale, che comprende la costa occidentale degli Stati Uniti, il Messico e l'America Centrale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/pronostico-oficial-de-meteored-para-la-temporada-de-huracanes-2026-tendremos-mas-ciclones-este-ano-1779838196467.png" data-image="7rs018jdf2ec" alt="Cicloni tropicali." title="Cicloni tropicali."><figcaption>Ufficialmente, la stagione degli uragani nell'Atlantico inizia il 1° giugno e nel Pacifico nord-orientale il 15 maggio, entrambe con termine il 30 novembre.</figcaption></figure><p>Per formulare le previsioni, è stata condotta un'analisi approfondita, tenendo conto di osservazioni ed eventi climatici, modelli numerici avanzati e interpolazione di dati provenienti da stime pubblicate da enti governativi e accademici.</p><p>Interpolando le previsioni già pubblicate da agenzie meteorologiche, tra cui la <strong>National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA),</strong> si osserva un consenso analitico in cui le proiezioni numeriche combinate mostrano un impatto sul wind shear correlato all'oscillazione di El Niño.</p><div class="texto-destacado">Le simulazioni a lungo termine del <strong>Modello Climatico Europeo (ECMWF),</strong> nella sua versione di previsione stagionale, forniscono dati cruciali sulle anomalie della pressione a livello del mare e sui vettori del vento. <strong>Il modello indica che, nonostante i segnali di El Niño, le pressioni nell'Atlantico tropicale rimarranno leggermente al di sotto della norma,</strong> il che potrebbe indebolire parzialmente il <strong>wind shear</strong> in specifiche aree dei Caraibi.</div><p>Inoltre, l'<strong>ECMWF</strong> evidenzia un elevato segnale di energia potenziale disponibile nel Pacifico centrale e orientale, confermando che le condizioni dinamiche saranno eccezionalmente favorevoli alla formazione di perturbazioni di grandi dimensioni e di lunga durata.</p><h2>ENSO e la sua influenza sulla formazione dei cicloni tropicali</h2><p>È importante ricordare che, statisticamente, il riscaldamento nel Pacifico equatoriale, associato a modelli climatici come El Niño, genera un accoppiamento atmosferico che aumenta il wind shear verticale nel bacino atlantico, agendo come un freno naturale allo sviluppo di sistemi tropicali organizzati.</p><p>Al contrario, nel Pacifico nord-orientale e centrale, la riduzione dei venti a quote medie e superiori, combinata con l'aumento dell'energia termica, favorisce tradizionalmente un ambiente altamente attivo per lo sviluppo e la rapida intensificazione di uragani di grande intensità.</p><h3><strong>Ondate di calore marine: carburante per lo sviluppo di cicloni tropicali</strong></h3><p><strong>Un altro fattore considerato è stata la persistenza di acque insolitamente calde al di fuori delle regioni equatoriali. </strong>Questa variazione ha generato cambiamenti nelle correnti oceaniche, nel posizionamento di sistemi di alta pressione semipermanenti in entrambi gli oceani e nell'alterazione dei monsoni negli ultimi anni. <strong>Fattori che influenzano anch'essi lo sviluppo dei sistemi tropicali.</strong></p><p>La variabilità climatica nell'interazione oceano-atmosfera ha modificato le traiettorie tipiche dei cicloni tropicali ed extratropicali, una teoria rafforzata dalle osservazioni più recenti del National Hurricane Center (NHC) e della NOAA.</p><h2>Previsioni per la stagione degli uragani atlantici del 2026: al di sotto della media</h2><p>Secondo le previsioni della <strong>NOAA </strong>e dell'<strong>NHC,</strong> quest'anno si prevede una stagione degli uragani al di sotto della media per il bacino atlantico. Le previsioni indicano una probabilità del 35% di una stagione nella norma, <strong>del 10% di una stagione al di sopra della norma e del 55% di una stagione al di sotto della norma.</strong></p><p><strong>Le stime di Meteored indicano: un totale di 10-14 cicloni tropicali con nome</strong></p><ul><li><strong>5 tempeste tropicali con nome</strong></li><li><strong>4-6 uragani (categoria 1 e 2)</strong></li></ul><p><strong>Circa 1-3 uragani di forte intensità (categoria 3, 4 e 5, o con venti superiori a 250 km/h).</strong> Le coste dell'America Centrale, del Golfo del Messico e dei Caraibi rimangono vulnerabili come di consueto, ma quest'anno i modelli estendono il rischio di impatti verso le medie latitudini, avvertendo di traiettorie che potrebbero raggiungere le coste orientali del Canada e alcune zone dell'Europa occidentale come intensi sistemi post-tropicali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pronostico-oficial-de-meteored-para-la-temporada-de-huracanes-2026-tendremos-mas-ciclones-este-ano-1779844274244.png" data-image="3facdd6bzy0g" alt="Nomi dei cicloni tropicali, stagione 2026." title="Nomi dei cicloni tropicali, stagione 2026."><figcaption>Elenco ufficiale dei nomi assegnati per identificare i cicloni tropicali che si svilupperanno nell'Atlantico nel 2026.</figcaption></figure><p>Per l'Atlantico, si prevede una moderazione nel numero netto di tempeste, <strong>sebbene permanga un potenziale distruttivo latente nei sistemi</strong> che riusciranno a svilupparsi.</p><h2>Previsioni per la stagione degli uragani del Pacifico nord-orientale del 2026: al di sopra della media annuale</h2><p>Secondo il <strong>Climate Prediction Center (CPC),</strong> c'è una probabilità del 70% che la stagione degli uragani sia superiore alla media. C'è una probabilità del 20% che la stagione sia nella norma e solo una probabilità del 10% che sia inferiore alla media.</p><p><strong>Le stime di Meteored sono le seguenti: un totale di 22-24 cicloni tropicali con nome</strong></p><ul><li><strong>10 tempeste tropicali con nome</strong></li><li><strong>7-8 uragani (categoria 1 e 2)</strong></li><li><strong>5-6 uragani di forte intensità (categoria 3, 4 e 5, o con venti superiori a 250 km/h)</strong></li></ul><p>Questi dati sono coerenti con un aumento dei giorni a rischio uragani, una condizione che consentirà di prevedere un numero di tempeste superiore alla media.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pronostico-oficial-de-meteored-para-la-temporada-de-huracanes-2026-tendremos-mas-ciclones-este-ano-1779844224941.png" data-image="1urwz1wh1jl9" alt="Lista ufficiale cicloni tropicali sul Pacifico nord-orientale." title="Lista ufficiale cicloni tropicali sul Pacifico nord-orientale."><figcaption>Elenco ufficiale dei nomi assegnati per identificare i cicloni tropicali nel Pacifico nord-orientale nel 2026.</figcaption></figure><p>La síntesis de estos modelos sugiere una temporada en el Pacífico Nororiental con una actividad significativamente superior al promedio histórico, <strong>c</strong><strong>abe mencionar que la posibilidad de impacto en tierra es alta para costas mexicanas, a donde incluso pudieran llegar huracanes mayores.</strong></p><h2>Cultura della prevenzione e della mitigazione dei rischi</h2><p>Considerato il complesso quadro meteorologico per la stagione 2026, la raccomandazione fondamentale per il pubblico è di rimanere costantemente attento agli avvisi emessi dai meteorologi, evitando la diffusione di voci infondate sui social media.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677768" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?">Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti-1728503576299_320.jpg" alt="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"></a></article></aside><p><strong>È di vitale importanza seguire scrupolosamente e tempestivamente le istruzioni e gli avvisi tempestivi delle autorità locali di Protezione Civile. </strong>Una preparazione preventiva è fondamentale per salvaguardare vite umane e beni materiali.</p><h3><strong>Piano d'azione familiare e kit di emergenza</strong></h3><p>Come misura preventiva immediata prima dell'inizio della stagione, ogni famiglia dovrebbe predisporre un piano di emergenza che includa l'individuazione di rifugi temporanei e vie di evacuazione. È essenziale avere a disposizione un kit di emergenza impermeabile, contenente i seguenti articoli essenziali per la sopravvivenza durante le prime 72 ore:</p><ul><li><strong>Acqua in bottiglia e cibo non deperibile</strong> per ogni membro della famiglia.</li><li><strong>Un kit di pronto soccorso con farmaci essenziali e materiale per la cura delle ferite.</strong></li><li><strong>Una torcia con batterie di ricambio e una radio portatile AM/FM</strong> per rimanere informati in caso di interruzione di corrente.</li><li><strong>Copie di documenti importanti (documenti d'identità, certificati di nascita, atti di proprietà, ecc.)</strong> conservate in sacchetti di plastica ermetici o su una chiavetta USB.</li><li><strong>Attrezzi di base,</strong> un fischietto di emergenza, articoli per l'igiene personale e coperte leggere.</li></ul><p>Ricorda di controllare gli avvisi di cicloni tropicali! Noi di Meteored forniamo informazioni ufficiali in tempo reale attraverso i nostri canali social, il sito web e l'app mobile, dove puoi accedere ad avvisi meteo immediati preparati dal nostro team di esperti di meteorologia tropicale.</p><ul></ul>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-previsioni-di-meteored-per-la-stagione-degli-uragani-del-2026-ci-saranno-piu-cicloni-quest-anno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dal 1° giugno cambia il meteo: verso una nuova circolazione atmosferica, ecco gli effetti in Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dal-1-giugno-cambia-il-meteo-verso-una-nuova-circolazione-atmosferica-ecco-gli-effetti-in-italia.html</link><pubDate>Sat, 30 May 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'estate meteorologica esordisce sull'Italia sotto il segno dell'anticiclone subtropicale, capace di determinare temperature eccezionalmente elevate e un clima da piena estate, pur lasciando aperta la porta a intensi break temporaleschi soprattutto al Nord.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xabqxyq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xabqxyq.jpg" id="xabqxyq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La<strong> fine della primavera meteorologica</strong> (si conclude con il mese di maggio), <strong>sull'Europa</strong> è stata caratterizzata da una <strong>netta contrapposizione tra il flusso atlantico</strong>, costretto a scorrere a latitudini piuttosto elevate, e <strong>una robusta risalita di matrice subtropicale. </strong></p><div class="texto-destacado">Questa<strong> alta pressione </strong>che si è estesa<strong> su gran parte dell'Europa centro-occidentale</strong> <strong>e sul bacino del Mediterraneo</strong>, ma anche prodotto <strong>una eccezionale anomalia termica</strong>, specie su <strong>Spagna, Francia e Gran Bretagna</strong>, dove sono stati battuti diversi <strong>record di temperatura</strong>. </div><p>Anche l'<strong>Italia</strong> è stata interessata da questa ondata di calore che proprio in questi ultimi giorni si è attenuata. Il <strong>calore</strong>, accumulato nei bassi strati, ora rappresenta un<strong> enorme serbatoio di energia</strong> che potrebbe sprigionarsi <strong>in modo anche violento all'arrivo delle perturbazioni atlantiche </strong>che dovrebbero arrivare proprio <strong>all'inizio del nuovo mese</strong> (inizio dell'estate meteorologica)+.</p><h2>La tendenza per giugno tra stabilità e infiltrazioni fresche</h2><p><strong>Giugno </strong>inizierà con condizioni meteorologiche abbastanza in accordo con l'inizio dell'estate meteorologica. Infatti<strong> le proiezioni mensili</strong>, basate sugli scenari proposti dal modello europeo <strong>ECMWF</strong>, indicano un'<strong>alta pressione persistente</strong> per gran parte del mese, soprattutto <strong>sull'area mediterranea </strong>e quindi <strong>sulle regioni meridionali italiane</strong>. </p><div class="texto-destacado">Tuttavia, la <strong>cupola anticiclonica non</strong> sarà più <strong>impenetrabile</strong>, infatti, nella <strong>prima decade</strong> del mese, <strong>a più riprese </strong>si apriranno dei varchi sul suo bordo settentrionale. </div><p>Il flusso delle <strong>correnti occidentali o nord-occidentali atlantiche </strong>riuscirà a scendere<strong> sul</strong> <strong>Nord Italia e a tratti anche più a sud</strong>, producendo un <strong>peggioramento</strong> delle condizioni atmosferiche. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/giugno-al-via-con-l-italia-divisa-in-2-anticiclone-e-caldo-al-sud-perturbazioni-e-maltempo-al-nord-1780063738683.jpg" data-image="xp6wxb3pca6b"><figcaption>Nei prossimi giorni l'Italia sarà spaccata in due con frequenti piogge al Nord e prevalenza di sole e temperature elevate al Sud. Nell'immagine il Lago di Como.</figcaption></figure><p>Il contrasto tra l'aria calda e l'aria più fresca nord-atlantica o atlantica potrà innescare fenomeni di instabilità, in alcuni casi anche intensi e violenti con possibili grandinate.</p><h2>Dove la pioggia per la prima settimana di giugno</h2><p>La <strong>prima settimana</strong> del mese vedrà <strong>l'Italia </strong>nettamente <strong>spaccata in due</strong>, con il parziale cedimento del promontorio anticiclonico sul suo perimetro settentrionale, che coinciderà proprio con lo spartiacque dell'Appennino Settentrionale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771293" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giugno-cambia-tutto-prima-il-sole-poi-temporali-e-calo-termico-al-nord.html" title="Da giugno cambia tutto: prima il sole, poi temporali e calo termico al Nord">Da giugno cambia tutto: prima il sole, poi temporali e calo termico al Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giugno-cambia-tutto-prima-il-sole-poi-temporali-e-calo-termico-al-nord.html" title="Da giugno cambia tutto: prima il sole, poi temporali e calo termico al Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-giugno-cambia-tutto-prima-il-sole-poi-temporali-e-calo-termico-al-nord-1780050044459_320.png" alt="Da giugno cambia tutto: prima il sole, poi temporali e calo termico al Nord"></a></article></aside><p>Perciò<strong> al Centro-Sud e sulle due isole maggiori il tempo, lunedì 1° giugno, si manterrà stabile e ampiamente soleggiato, </strong>con temperature massime supereranno con facilità la soglia dei 30°C.</p><div class="texto-destacado">La <strong>pioggia </strong>farà invece la sua comparsa <strong>al Nord</strong> <strong>a partire da lunedì</strong>, con un <strong>peggioramento più organizzato ed esteso</strong> <strong>tra martedì 2 giugno</strong>, giorno della Festa della Repubblica,<strong> e mercoledì 3 giugno</strong>. </div><p>Infatti il transito di un impulso instabile determinerà lo sviluppo di<strong> rovesci diffusi e temporali </strong>che si sposteranno progressivamente da ovest verso est <strong>lungo tutta la Pianura Padana e i settori prealpini</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/giugno-al-via-con-l-italia-divisa-in-2-anticiclone-e-caldo-al-sud-perturbazioni-e-maltempo-al-nord-1780063565210.jpg" data-image="to58bbmw7l9v"><figcaption>Probabilità di pioggia secondo ECMWF Meteored, per martedì 2 giugno ore 14.00.</figcaption></figure><p>Di questo <strong>peggioramento </strong>risentiranno pure le <strong>regioni centrali</strong> e solo in parte quelle meridionali, <strong>sia l'1 che il 2 giugno </strong>quando, dopo delle <strong>mattinate più stabili</strong>, <strong>nei pomeriggi</strong> la <strong>nuvolosità</strong> si farà <strong>più intensa sulle zone interne</strong>, dove non mancheranno<strong> rovesci e temporali</strong>. Le <strong>temperature </strong>massime resteranno su valori <strong>sopra media</strong>. <strong>Mercoledì 3</strong>, l'<strong>instabilità</strong> sarà<strong> più diffusa e marcata </strong>per il probabile affondo più deciso di un altro impulso perturbato atlantico, <strong>già al mattino,</strong> con un contemporaneo<strong> calo termico</strong>.</p><h2>Le regioni a rischio fenomeni intensi e grandinate</h2><p>I forti contrasti termici, determinati dall'arrivo di aria più fresca su una situazione di forte riscaldamento precedente, potranno generare f<strong>enomeni convettivi localmente anche molto intensi.</strong> Il modello ECMWF evidenzia che saranno<strong> 4 le regioni settentrionali maggiormente a rischio di temporali e grandinate</strong>, intensi colpi di vento e nubifragi localizzati. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/giugno-al-via-con-l-italia-divisa-in-2-anticiclone-e-caldo-al-sud-perturbazioni-e-maltempo-al-nord-1780063664029.jpg" data-image="njawzfa3srua"><figcaption>Probabilità di pioggia secondo ECMWF Meteored, per mercoledì 3 giugno ore 14.00.</figcaption></figure><p>Tra <strong>Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia occidentale</strong>, i <strong>temporali </strong>potranno assumere <strong>forte intensità</strong> durante le <strong>ore pomeridiane e serali del ponte festivo</strong>, con una concentrazione <strong>nella giornata di martedì 2 giugno e nelle prime ore di mercoledì 3 giugno</strong>. </p><p>Lungo la dorsale <strong>appenninica centro-settentrionale</strong> l'instabilità si manifesterà, sempre nelle stesse giornate, sotto forma di<strong> classici acquazzoni pomeridiani</strong> legati al ciclo diurno, in rapido assorbimento serale. Questo peggioramento favorirà un <strong>generale e sensibile abbassamento delle temperature al Centro-Nord</strong>, riportando <strong>temporaneamente </strong>i termometri <strong>su valori più vicini alle medie del periodo.</strong></p><h2>Tendenza più stabile a partire dalla seconda parte della settimana</h2><p> Per la <strong>seconda parte della settimana</strong>, i principali modelli meteo indicano una <strong>persistenza della situazione</strong>, con le<strong> regioni settentrionali</strong> sempre interessate dalla <strong>circolazione atlantica instabile o perturbata</strong>, mentre le<strong> regioni centromeridionali</strong> maggiormente protette dall'<strong>alta pressione</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771228" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-il-2-giugno-si-formera-un-enorme-sistema-temporalesco-ecco-le-regioni-colpite.html" title="Luca Lombroso avverte: il 2 giugno si formerà un enorme sistema temporalesco, ecco le regioni colpite">Luca Lombroso avverte: il 2 giugno si formerà un enorme sistema temporalesco, ecco le regioni colpite</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-il-2-giugno-si-formera-un-enorme-sistema-temporalesco-ecco-le-regioni-colpite.html" title="Luca Lombroso avverte: il 2 giugno si formerà un enorme sistema temporalesco, ecco le regioni colpite"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-il-2-giugno-si-formera-un-enorme-sistema-temporalesco-ecco-le-regioni-colpite-1779994019489_320.png" alt="Luca Lombroso avverte: il 2 giugno si formerà un enorme sistema temporalesco, ecco le regioni colpite"></a></article></aside><p>Anche le <strong>temperature </strong>rifletteranno questa divisione di regimi, con <strong>valori sopra media al Centro e soprattutto al Sud</strong>, mentre il <strong>Nord </strong>continuerà ad avere temperature<strong> meno elevate</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dal-1-giugno-cambia-il-meteo-verso-una-nuova-circolazione-atmosferica-ecco-gli-effetti-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La catastrofe invisibile: come le specie ittiche invasive stanno trasformando i fiumi del Mediterraneo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-catastrofe-invisibile-come-le-specie-ittiche-invasive-stanno-trasformando-i-fiumi-del-mediterraneo.html</link><pubDate>Sat, 30 May 2026 04:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L'urgenza di politiche transnazionali e di un monitoraggio precoce per contenere la diffusione delle specie ittiche esotiche. Ecco cosa sta succedendo. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-catastrofe-invisivel-como-peixes-invasores-estao-a-transformar-os-rios-mediterranicos-1779183890106.png" data-image="e2gcojzlc7x0" alt="Area mediterranea." title="Area mediterranea."><figcaption>I cambiamenti climatici e le siccità estreme danneggeranno gravemente i pesci autoctoni, ma creeranno l'habitat ideale per specie tropicali invasive come le tilapie.</figcaption></figure><p>Il bacino del Mediterraneo è riconosciuto a livello internazionale come un punto critico (hotspot) per la biodiversità globale, poiché ospita una fauna d'acqua dolce altamente endemica e unica, di cui oltre la metà è attualmente a rischio di estinzione.</p><p>Diversi studi mettono in guardia da una <strong>“catastrofe invisibile”:</strong> il grave e crescente impatto delle invasioni biologiche da parte di pesci non autoctoni in questi ecosistemi vulnerabili.</p><p><strong>In scenari estremi, come il fiume Segura in Spagna o il lago Pamvotis in Grecia, la percentuale di pesci esotici supera già rispettivamente il 70% e l'80% dell'intera comunità ittica,</strong> trasformando drasticamente la composizione originaria di queste comunità.</p><h2>Inventario delle specie e distribuzione geografica</h2><p>Sulla base di un'analisi approfondita dei dati aggiornati al gennaio 2025, <strong>i ricercatori hanno registrato un totale di 151 specie di pesci non autoctoni nelle acque interne della regione.</strong> Di queste, 106 specie sono pienamente insediate in natura con popolazioni autosufficienti, mentre 45 sono presenti ma non si sono ancora stabilizzate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-catastrofe-invisivel-como-peixes-invasores-estao-a-transformar-os-rios-mediterranicos-1779183757334.png" data-image="xdogv79sg2jo" alt="Fiume Segura." title="Fiume Segura."><figcaption>In casi estremi, come nel fiume Segura e nel lago Pamvotis, i pesci invasori rappresentano oltre il 70% e l'80% della fauna.</figcaption></figure><p>Paesi europei come l'Italia, la Spagna, la Francia, la Bosnia-Erzegovina e la Croazia sono in testa alla classifica per numero di specie esotiche insediate.</p><div class="texto-destacado"><strong>I cosiddetti “soliti sospetti” più diffusi sono la gambusia (Gambusia holbrooki), insediatasi in 21 paesi, la carpa comune (Cyprinus carpio), presente in 20, e il pesce persico sole (Lepomis gibbosus), registrato in 16 paesi.</strong></div><p>Queste specie dominanti condividono tratti biologici comuni, quali un'elevata capacità riproduttiva, un'ampia tolleranza ambientale e una forte competitività ecologica nei confronti delle popolazioni autoctone isolate.</p><h2>Origini e vie d'introduzione<br></h2><p>L'analisi biogeografica rivela che la maggior parte delle specie introdotte proviene dall'Europa stessa (58 specie), seguita dall'Asia (39) e dal Nord America (24). <strong>Si osserva un notevole fenomeno di “omogeneizzazione faunistica” dovuto al continuo scambio di specie tra nazioni europee confinanti.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-catastrofe-invisivel-como-peixes-invasores-estao-a-transformar-os-rios-mediterranicos-1779183837913.png" data-image="ldi8dq3mslio" alt="Fiume, ambiente." title="Fiume, ambiente."><figcaption>La gambesia e la carpa comune sono le specie invasive che hanno avuto maggior successo, essendo presenti rispettivamente in 21 e 20 paesi del bacino del Mediterraneo.</figcaption></figure><p>Per quanto riguarda le vie di dispersione, le fughe dagli allevamenti <strong>rappresentano il vettore principale (105 specie),</strong> strettamente legate all’espansione del commercio di acquariologia e all’acquacoltura commerciale di specie a crescita rapida <strong>come la trota iridea o le tilapie.</strong> In secondo luogo, <strong>si segnalano i rilasci intenzionali (57 specie), </strong>motivati sia dalla promozione della pesca sportiva (come il siluro o il luccio) sia dal controllo biologico delle infestazioni di zanzare (come nel caso della gambesia).</p><h2>Fattori socioeconomici e ambientali</h2><p>Lo studio dimostra che le invasioni non avvengono in modo casuale, ma sono correlate all'attività umana e alla disponibilità di habitat. <strong>È stata riscontrata una forte correlazione positiva tra la presenza di specie ittiche esotiche e il prodotto interno lordo (PIL) nazionale, dato che i paesi con maggiore capacità economica generano un maggiore commercio internazionale</strong> e favoriscono lo sviluppo di attività quali l'acquacoltura o la pesca ricreativa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-catastrofe-invisivel-como-peixes-invasores-estao-a-transformar-os-rios-mediterranicos-1779184023516.png" data-image="r42cngghysr9" alt="Fiumi." title="Fiumi."><figcaption>Le dighe fungono da vere calamite per le invasioni, creando acque stabili che favoriscono i pesci esotici a scapito delle specie autoctone.</figcaption></figure><p><strong>Inoltre, il numero di dighe funge da “porta d'ingresso” fondamentale:</strong> i bacini artificiali creano ambienti profondamente modificati e stabili che favoriscono le specie invasive, le quali sono più adatte a colonizzare questi habitat rispetto alle specie autoctone adattate ai fiumi in corso d'acqua.</p><p><strong>Anche le precipitazioni annuali e l'area geografica con clima mediterraneo influenzano positivamente questa ricchezza.</strong> Al contrario, la temperatura media presenta una correlazione negativa, spiegata dalla presenza di grandi distese desertiche aride in paesi caldi e popolosi (come Algeria, Libia ed Egitto) che rendono impossibile la sopravvivenza degli organismi acquatici.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-catastrofe-invisivel-como-peixes-invasores-estao-a-transformar-os-rios-mediterranicos-1779184269316.png" data-image="ubarfmz063j6"><figcaption>Ad esempio, i paesi dell'ex Jugoslavia condividono oggi esattamente le stesse specie invasive a causa delle politiche e delle pratiche di gestione ambientale adottate in passato.</figcaption></figure><p><strong>I cambiamenti climatici in atto e l'aumento dell'aridità nel bacino del Mediterraneo potrebbero mettere a dura prova le specie autoctone</strong> e offrire nuove opportunità ai pesci esotici termofili (come le tilapie del genere Oreochromis) di espandere il proprio areale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="612171" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-pesci-d-acqua-dolce-sono-a-rischio-di-estinzione.html" title="I pesci d'acqua dolce sono a rischio di estinzione ">I pesci d'acqua dolce sono a rischio di estinzione </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-pesci-d-acqua-dolce-sono-a-rischio-di-estinzione.html" title="I pesci d'acqua dolce sono a rischio di estinzione "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/peixes-de-agua-doce-estao-em-risco-de-extincao-biodiversidade-1702568662362_320.jpg" alt="I pesci d'acqua dolce sono a rischio di estinzione "></a></article></aside><p>Poiché il controllo e l'eradicazione delle popolazioni insediate si rivelano estremamente complessi e costosi, è fondamentale operare una chiara distinzione tra specie appena introdotte e specie già insediate. In questo senso, si raccomandano tre priorità regionali urgenti: <strong>l'applicazione di protocolli rigorosi di biosicurezza nel commercio internazionale delle specie;</strong> lo sviluppo di valutazioni predittive del rischio; e il rafforzamento delle reti di monitoraggio e sorveglianza precoce incentrate su focolai critici di invasione, come i bacini artificiali.</p><h3><em>Fonte della notizia</em></h3><p><em> Cano-Barbacil, C., García-Berthou, E., Ribeiro, F. et al. Patterns and correlates of non-native inland fishes in the circum-Mediterranean region. Hydrobiologia (2026). <a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s10750-026-06221-z" target="_blank">https://doi.org/10.1007/s10750-026-06221-z</a> </em></p><p><em><a href="https://theconversation.com/catastrofe-invisible-peces-invasores-en-los-rios-mediterraneos-282245">https://theconversation.com/catastrofe-invisible-peces-invasores-en-los-rios-mediterraneos-282245</a></em></p><ul></ul>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-catastrofe-invisibile-come-le-specie-ittiche-invasive-stanno-trasformando-i-fiumi-del-mediterraneo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-del-sistema-starship-v.html</link><pubDate>Fri, 29 May 2026 17:03:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Con il volo 12, SpaceX ha inaugurato la generazione delle Starship V3. Il test suborbitale del vettore più potente della storia ha registrato record di velocità, un "selfie" orbitale inedito e preziose lezioni ingegneristiche, spianando la strada al prossimo lancio di questa estate, con un occhio puntato sempre verso la Luna. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-della-starship-v-1779913039062.jpeg" data-image="6ksg5z0p22i4"><figcaption>Il sistema integrato Super Heavy e Starship V3 è il più alto e potente mai costruito, con i suoi 124 m di altezza (4 m in più della precedente, la V2). Il razzo supera di ben 14 m il Saturn V del programma Apollo e sprigiona al lancio una spinta di circa 80 MegaNewton (8.150 tonnellate di spinta), più del doppio rispetto all'SLS che ha portato la Orion a sorvolare la Luna. Nella foto una simulazione della Starship verso Marte.</figcaption></figure><p>Il decollo è avvenuto<strong> alle 00:30 italiane di sabato 23 maggio</strong> dal Pad 2 di Starbase, in Texas, dopo aver risolto il un problema meccanico a un perno del braccio di rifornimento della torre, che aveva costretto a un rinvio di 24 ore il giorno precedente. La partenza ha mostrato subito <strong>potenza </strong>di questo <strong>vettore con la nuova architettura V3</strong>. Si è trattato di una spinta potentissima che ha staccato il vettore dalla rampa <strong>molto più velocemente rispetto ai test precedenti</strong>.</p><h2>Non tutto perfetto, ma quasi</h2><p><strong>I 33 motori Raptor V3 </strong>(o Raptor 3) del<strong> booster Super Heavy </strong>si sono accesi tutti in simultanea, ma a circa un minuto dal lancio c'è stato lo <strong>spegnimento imprevisto di un motore dell'anello più esterno</strong>. Ma la ridondanza del sistema di propulsione del primo stadio, progettato appositamente <strong>sovradimensionato</strong>, ha però permesso alla Starship di <strong>continuare la corsa</strong>, completando con successo la complessa manovra di <em><strong>hot staging</strong></em> (l'accensione della navicella mentre è ancora agganciata al primo stadio) <strong>a circa 60 km di quota</strong>. </p><div class="texto-destacado">Questa <strong>innovazione</strong>, con una manovra di <strong>accensione dei motori della Starship prima della separazione dallo stadio precedente</strong>, è stata introdotta dalla SpaceX e consente di<strong> ottimizzare spinta e velocità</strong>. </div><p>Il booster (B19), ha avuto <strong>problemi </strong>di riaccensione di alcuni motori centrali <strong>nella delicata manovra di rientro</strong>. Questo ha prodotto una <strong>perdita di assetto </strong>finendo per disintegrarsi nel Golfo del Messico alla velocità di oltre 1400 km/h. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Al contrario, <strong>la Starship (S39)</strong> ha dimostrato una straordinaria resilienza, infatti, <strong>nonostante la perdita di uno dei sei motori in ascesa</strong>, i restanti cinque hanno potuto compensare la spinta<strong> prolungando l'accensione </strong>di oltre un minuto e riuscendo così ad inserire il veicolo <strong>nella traiettoria prestabilita</strong>. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Anche il <strong>rientro della Starship</strong> in atmosfera è <strong>riuscito</strong>, regalando ai telespettatori uno spettacolo suggestivo. Lo scudo termico ha retto molto bene il riscaldamento dovuto al plasma, e la navicella è riuscita a rimettersi <strong>in verticale prima di toccare l'acqua</strong>, completando il suo primo ed ultimo volo, auto-disintegrandosi <strong>come previsto</strong>.</p><h2>La nuova infrastruttura di terra resiste</h2><p>L'infrastruttura da cui decollano questi razzi deve riuscire a sopportare condizioni estreme. Il volo 12 è stato il "battesimo del fuoco" per il <strong>nuovo Pad 2</strong> e il suo innovativo <em><strong>flame diverter</strong></em>, uno <strong>scavo conico in acciaio e cemento rinforzato</strong>, progettato per gestire e <strong>rendere innocua l'immensa energia termica generata</strong> nella partenza. Il <strong>sistema di getti d'acqua</strong> che è stato potenziato, ha protetto la base del razzo assorbendo lo shock acustico, e<strong> la rampa ha superato il test senza danni strutturali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-della-starship-v-1779913152256.jpeg" data-image="u5s0000jq3q9"><figcaption>Sul dorso della Starship sono stati costruiti quattro portelloni di attracco, predisposti per i futuri rifornimenti di propellente nello spazio, necessari per le missioni lunari o per spingersi anche oltre. </figcaption></figure><p>Questo forse è il<strong> risultato</strong> meno evidente ma <strong>strategico </strong><strong>per SpaceX</strong>. Disporre di una rampa che non necessita di lunghe riparazioni è il pilastro su cui si fonda <strong>l'idea di Musk di lanciare, in futuro, più volte al giorno</strong>. Anche per riempire i serbatoi è stato segnato un record, <strong>riducendo i tempi di caricamento dei propellenti criogenici</strong> (metano e ossigeno liquido)<strong> a soli 30 minuti.</strong> Una frazione rispetto alle oltre 3 ore (6 volte tanto) richieste dai sistemi tradizionali come l'SLS della NASA.</p><h2>Filosofia costruttiva: i giganti d'acciaio nati per essere esposti</h2><p>Il sistema integrato<strong> Super Heavy e Starship V3</strong> non<strong> è </strong>solo<strong> il più alto e potente mai costruito</strong>, ma rappresenta una precisa strategia ingegneristica. Con i suoi <strong>124 m di altezza</strong> (4 m in più della precedente, la V2), il razzo supera di ben 14 m il Saturn V del programma Apollo e sprigiona al lancio<strong> una spinta </strong>di circa 80 MegaNewton (8.150 tonnellate di spinta), <strong>più del doppio rispetto all'SLS che ha portato la Orion a sorvolare la Luna</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="749643" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-trionfo-dell-acciaio-perche-il-super-heavy-non-ha-bisogno-di-scudi-termici.html" title="Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici">Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-trionfo-dell-acciaio-perche-il-super-heavy-non-ha-bisogno-di-scudi-termici.html" title="Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-trionfo-dell-acciaio-perche-il-super-heavy-non-ha-bisogno-di-scudi-termici-1768676835561_320.jpg" alt="Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici"></a></article></aside><p>La SpaceX ha fatto una <strong>scelta coraggiosa</strong>, abbandonando la strada dei materiali compositi e di fibra di carbonio, per affidarsi in modo decisamente pragmatico all'<strong>acciaio inossidabile</strong>, come spiegato già in un <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-trionfo-dell-acciaio-perche-il-super-heavy-non-ha-bisogno-di-scudi-termici.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">precedente articolo</a>. Si tratta di <strong>una scelta controcorrente</strong>, ma che <strong>si sta rivelando la migliore </strong>per tollerare sia il gelo dei propellenti criogenici, sia i 1500°C da affrontare durante il rientro atmosferico, garantendo al contempo una <strong>produzione rapida e riparazioni accessibili.</strong></p><h2>La tecnologia invisibile e il "selfie" che fa storia</h2><p>I nuovi <strong>motori Raptor 3 </strong>sono stati letteralmente<strong> "spogliati" della pesante schermatura protettiva</strong> delle versioni precedenti, eliminando o integrando all'interno del motore tutte le tubazioni, i cablaggi e i sensori esterni, con un <strong>risparmio di circa una tonnellata di peso per ogni motore</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767863" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-pubblica-12-000-foto-inedite-della-missione-artemis-2-il-sito-web-va-in-crash-a-causa-dell-interesse-mondiale.html" title="La NASA pubblica 12.000 foto inedite della missione Artemis 2 (il sito web va in crash a causa dell'interesse mondiale)">La NASA pubblica 12.000 foto inedite della missione Artemis 2 (il sito web va in crash a causa dell'interesse mondiale)</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-pubblica-12-000-foto-inedite-della-missione-artemis-2-il-sito-web-va-in-crash-a-causa-dell-interesse-mondiale.html" title="La NASA pubblica 12.000 foto inedite della missione Artemis 2 (il sito web va in crash a causa dell'interesse mondiale)"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-pubblica-12-000-foto-inedite-della-missione-artemis-2-il-sito-web-va-in-crash-a-causa-dell-interesse-mondiale-1778254873214_320.jpg" alt="La NASA pubblica 12.000 foto inedite della missione Artemis 2 (il sito web va in crash a causa dell'interesse mondiale)"></a></article></aside><p>Inoltre, <strong>all'interno del Super Heavy</strong> è stato inserito un <strong>condotto di trasferimento del carburante lungo oltre 60 m</strong>, grande quanto un intero Falcon 9, che alimenta i motori con <strong>una portata e una rapidità senza precedenti</strong>.</p><p>Sul dorso della <strong>Starship </strong>sono stati costruiti<strong> quattro portelloni di attracco</strong>, predisposti per i<strong> futuri rifornimenti di propellente nello spazio</strong>, necessari per le missioni lunari o per spingersi anche oltre. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-della-starship-v-1779913007275.jpg" data-image="bgojb3hrr6tp"><figcaption>SpaceX ha già pianificato il prossimo passo. Nei capannoni di Starbase, la Ship 40 e il Booster 20 sono già in fase avanzata di assemblaggio.</figcaption></figure><p>Durante il volo, <strong>dopo aver espulso 20 simulatori di massa in previsione dei rilasci dei satelliti Starlink V3, </strong>che verranno lanciati da questo sistema in futuro, la nave ha rilasciato<strong> due speciali satelliti dotati di telecamere</strong>. Le immagini trasmesse a terra hanno regalato, per la prima volta, <strong>una ripresa ravvicinata di una Starship nello spazio</strong>, un'inquadratura che sembra uscita direttamente da un film di fantascienza.</p><h2>Uno sguardo a domani e la strada verso il Volo 13</h2><p>SpaceX ha già pianificato il prossimo passo. Nei capannoni di Starbase, la Ship 40 e il Booster 20 sono già in fase avanzata di assemblaggio.</p><p>Con il Pad 2 completamente intatto, la linea di produzione va a pieno regime, preparando il doppio delle navi rispetto ai booster (una strategia legata alle future necessità di rifornimento orbitale).<strong> Il tredicesimo volo potrebbe avvenire già tra la fine di giugno e la metà di luglio 2026.</strong> </p><p><strong>Il Flight 13 </strong>probabilmente sarà una replica del Volo 12, con l'obiettivo di verificare e standardizzare l'affidabilità dei motori Raptor, mentre <strong>il Volo 14</strong> potrebbe tentare lo spettacolare <strong>recupero al volo, tramite i bracci meccanici della torre (<em>Chopsticks</em>), sia del booster che della Nave. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-del-sistema-starship-v.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Veneto, ponte del 2 giugno tra caldo e temporali: ma quando arriva il maltempo?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-veneto-ponte-del-2-giugno-tra-caldo-e-temporali-ma-quando-arriva-il-maltempo.html</link><pubDate>Fri, 29 May 2026 16:49:19 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il ponte del 2 giugno partirà con un assaggio d’estate, ma in Veneto il tempo cambierà passo tra domenica sera, lunedì e martedì, con temporali, aria più fresca e temperature in calo.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/JIw61EG2-Dc/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=JIw61EG2-Dc" id="JIw61EG2-Dc"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Il Veneto si prepara a vivere un ponte del 2 giugno dalle due facce: prima il caldo, il sole e un’atmosfera quasi estiva, poi un progressivo aumento dell’instabilità, con temporali più organizzati e un calo termico che si farà sentire soprattutto all’inizio della prossima settimana.</p><p>La fase più tranquilla sarà quella di <strong>sabato 30 maggio</strong>, quando l’anticiclone garantirà condizioni in prevalenza stabili su gran parte della regione. Non mancherà qualche nube sui rilievi, soprattutto nel Bellunese, ma si tratterà perlopiù di disturbi locali, senza fenomeni particolarmente rilevanti. Le temperature saranno già pienamente estive: intorno all’ora di pranzo sono attesi circa <strong>28°C a Verona</strong>, <strong>27°C a Padova, Treviso e Rovigo</strong>, <strong>26°C a Belluno</strong>, mentre Venezia resterà più contenuta, attorno ai <strong>23°C</strong>, grazie all’influenza del mare.</p><h2>Domenica 31 maggio: caldo anomalo, poi primi temporali sui rilievi</h2><p>Domenica il tempo resterà inizialmente buono, ma l’atmosfera inizierà a dare qualche segnale di cambiamento. Le mappe mostrano ancora una marcata anomalia termica positiva su buona parte del Nord-Est: in Veneto i valori potranno risultare <strong>superiori alla media anche di 5-8°C</strong>, con punte più elevate tra Prealpi, Dolomiti e settori interni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Domenica sarà ancora calda, ma non completamente stabile: i primi temporali potranno accendersi tra Dolomiti, Prealpi e alte pianure.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Nel corso del pomeriggio, però, il caldo accumulato nei bassi strati favorirà la formazione di nubi cumuliformi sui rilievi. I primi rovesci potranno interessare soprattutto <strong>Dolomiti, Prealpi e alte pianure</strong>, con fenomeni in genere sparsi ma localmente vivaci. Le mappe indicano accumuli inizialmente contenuti, spesso inferiori a <strong>1 mm</strong> nelle singole fasce orarie, ma il punto non sarà tanto la quantità di pioggia quanto il segnale: l’atmosfera inizierà a diventare più instabile.</p><p>Tra tardo pomeriggio e sera qualche fenomeno potrà scivolare verso le zone pedemontane e, in forma più irregolare, lambire anche alcuni tratti di pianura. Non sarà ancora il vero peggioramento, atteso nella nuova settimana.</p><h2>Lunedì 1 giugno: cambia il tempo, temporali anche in pianura</h2><p>La giornata più delicata del ponte, almeno per il Veneto, sembra essere <strong>lunedì 1 giugno</strong>. Già dal mattino l’instabilità potrà coinvolgere diverse aree della regione, con piogge e rovesci in estensione dai settori montani e pedemontani verso la pianura.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771114" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/che-tempo-ci-sara-a-roma-per-la-parata-della-festa-della-repubblica-focus-fine-settimana-e-ponte-del-2-giugno.html" title="Che tempo ci sarà a Roma per la parata della Festa della Repubblica? Focus fine settimana e ponte del 2 giugno">Che tempo ci sarà a Roma per la parata della Festa della Repubblica? Focus fine settimana e ponte del 2 giugno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/che-tempo-ci-sara-a-roma-per-la-parata-della-festa-della-repubblica-focus-fine-settimana-e-ponte-del-2-giugno.html" title="Che tempo ci sarà a Roma per la parata della Festa della Repubblica? Focus fine settimana e ponte del 2 giugno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/che-tempo-ci-sara-a-roma-per-la-parata-del-2-giugno-focus-fine-settimana-e-2-giugno-1779964652393_320.jpg" alt="Che tempo ci sarà a Roma per la parata della Festa della Repubblica? Focus fine settimana e ponte del 2 giugno"></a></article></aside><p>Le mappe di precipitazione mostrano segnali più evidenti proprio tra la notte e la mattinata di lunedì: intorno alle 7 sono stimati accumuli fino a circa <strong>5,5 mm su Padova</strong>, <strong>5,2 mm su Vicenza</strong>, <strong>4,2 mm su Treviso</strong>, <strong>2,6 mm nell’area di Bassano del Grappa</strong>, mentre Belluno si collocherebbe attorno a <strong>0,5 mm</strong>. Valori non estremi, ma sufficienti a indicare una fase temporalesca più organizzata rispetto a domenica.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-veneto-ponte-del-2-giugno-tra-caldo-e-temporali-ma-quando-arriva-il-peggioramento-1780067651987.png" data-image="4fyjbt8615l5" alt="Maltempo in Veneto durante tutta la giornata di lunedì 1 giugno." title="Maltempo in Veneto durante tutta la giornata di lunedì 1 giugno."><figcaption>Maltempo in Veneto durante tutta la giornata di lunedì 1 giugno.</figcaption></figure><p>Nel corso della giornata i fenomeni potranno continuare a interessare il Veneto, con nuove celle tra pianura, pedemontana e rilievi. Nel pomeriggio si notano ancora accumuli sparsi: circa <strong>1,7 mm a Belluno</strong>, <strong>1,5 mm a Verona</strong>, <strong>1,4 mm nell’area di Gemona</strong>, <strong>1 mm circa tra Pordenone e alta pianura veneta</strong>, con locali picchi più consistenti sui rilievi.</p><p>Anche le temperature cambieranno volto. A metà giornata sono previsti circa <strong>25°C a Verona</strong>, <strong>23°C a Padova, Vicenza e Rovigo</strong>, <strong>22°C a Treviso e Belluno</strong>, <strong>20°C a Venezia</strong>, inferiori quindi alle giornate precedenti. </p><h2>Martedì 2 giugno: Festa della Repubblica con aria più fresca e nuovi rovesci</h2><p>Martedì 2 giugno il ponte potrebbe chiudersi con un tempo ancora capriccioso. Il Veneto resterà esposto a correnti più fresche e instabili, con ulteriori rovesci e temporali, alternati a pause asciutte.</p><p>Il calo termico sarà più evidente rispetto al weekend. Su Treviso e Belluno le temperature saranno più vicine alla norma, mentre lungo la costa e sul Veneziano il calo potrà risultare meno marcato.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-veneto-ponte-del-2-giugno-tra-caldo-e-temporali-ma-quando-arriva-il-peggioramento-1780067705520.png" data-image="cd66kjehjeqg" alt="Precipitazioni cumulate durante il weekend della Festa della Repubblica." title="Precipitazioni cumulate durante il weekend della Festa della Repubblica."><figcaption>Precipitazioni cumulate durante il weekend della Festa della Repubblica.</figcaption></figure><p>Tra sera e notte nuovi fenomeni potranno interessare la regione. Non si tratterà necessariamente di pioggia continua per tutto il giorno, ma di una fase a tratti instabile, con possibili rovesci improvvisi, soprattutto la sera.</p><p>In sintesi, il ponte del 2 giugno in Veneto partirà con tempo stabile e caldo, ma finirà con un’atmosfera decisamente più movimentata. <strong>Sabato sarà la giornata migliore</strong>, domenica aumenteranno i temporali sui rilievi, mentre tra lunedì e martedì il peggioramento potrà coinvolgere anche la pianura.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771094" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto.html" title="Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. 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Il meteorologo Alessio Colella: 'ecco da quando cambia tutto'"></a></article></aside><p>Continuate a seguirci per tutti i prossimi aggiornamenti meteo: l’evoluzione del ponte del 2 giugno andrà monitorata passo dopo passo, soprattutto per capire dove e quando i temporali potranno risultare più intensi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-veneto-ponte-del-2-giugno-tra-caldo-e-temporali-ma-quando-arriva-il-maltempo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Da Praga all'Italia, queste sono le strade più strette d'Europa: qui due persone non passano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/da-praga-all-italia-queste-sono-le-strade-piu-strette-d-europa-qui-due-persone-non-passano.html</link><pubDate>Fri, 29 May 2026 16:16:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Strade così strette che può passare una sola persona alla volta? Negli antichi centri medievali d’Italia e d’Europa se ne trova ancora qualcuna. Ecco dove sono e qual è quella da guinness dei primati</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-praga-all-italia-queste-sono-le-strade-piu-strette-d-europa-qui-due-persone-non-passano-1779870876798.jpg" data-image="mzjgweqh3sfg" alt="Strade più strette del mondo" title="Strade più strette del mondo"><figcaption>A Praga una delle strade più strette del mondo è regolata da un semaforo per pedoni</figcaption></figure><p>Quasi <strong>nascoste </strong>tra i palazzi, sopravvissute in qualche modo alla <strong>modernità</strong>, le strade più strette d’Europa sono una testimonianza delle origini antiche dei centri storici e infatti anche alcuni borghi d’Italia hanno le loro. </p><div class="texto-destacado">Larghi molto meno di un metro, questi vicoletti dove non riesce a penetrare nemmeno il sole se non altro offrono un attimo di <strong>refrigerio </strong>quando arriva il caldo estivo, ma attenzione a rispettare il proprio turno quando si passa.</div><p>In questi minuscoli vicoli lo spazio è sufficiente per <strong>una sola persona</strong>, a stento, tanto che qualche volta è stato persino necessario <strong>regolare il traffico.</strong></p><h2>Il vicolo di Praga con un semaforo per pedoni</h2><p>Non è la strada più stretta del mondo, ma coi suoi <strong>50 cm</strong> di ampiezza decisamente non è neppure la più larga. <strong>Vinarna Certovka</strong> è una stradina della lunghezza di dieci metri situata nel <strong>centro storico</strong> di Praga. </p><p>Questo vicolo, che comprende anche delle <strong>scale</strong>, è particolarmente famoso non solo per le sue dimensioni ma anche per un'altra particolarità, e cioè un <strong>semaforo </strong>che regola una sorta di <strong>senso unico alternato</strong> per i pedoni. </p><p>Il semaforo è stato installato già nel 1922 ed è ancora più necessario oggi, con il centro di Praga sempre pieno di turisti incuriositi da questo suggestivo vicoletto in cui, a quanto si racconta, qualcuno sarebbe anche rimasto <strong>incastrato</strong>. </p><p>Vinarna Certovka si trova infatti lungo la popolare via<strong> U Lužického Semináře,</strong> tra i numeri 24 e 26, a pochi passi da <strong>Ponte Carlo </strong>una delle maggiori attrazioni della città.</p><h2>Le strade più strette d’Europa</h2><p>Nella vecchia Europa ci sono molte altre strade che si stringono fino a misurare <strong>meno di un metro</strong> di ampiezza. </p><p><strong>Braşov </strong>è una elegante cittadina medievale della <strong>Romania</strong>, dove si trova anche la strada più stretta del paese. <em><strong>Strada Sforii</strong></em> era originariamente un passaggio utilizzato dai pompieri, che si stringe fino a misurare un metro di larghezza.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767298" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-ponte-che-promette-di-rivoluzionare-i-viaggi-su-strada-tra-portogallo-e-spagna.html" title="Il nuovo ponte che promette di rivoluzionare i viaggi su strada tra Portogallo e Spagna">Il nuovo ponte che promette di rivoluzionare i viaggi su strada tra Portogallo e Spagna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-ponte-che-promette-di-rivoluzionare-i-viaggi-su-strada-tra-portogallo-e-spagna.html" title="Il nuovo ponte che promette di rivoluzionare i viaggi su strada tra Portogallo e Spagna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nuevo-puente-que-promete-cambiarlo-todo-en-los-desplazamientos-en-carretera-entre-portugal-y-espana-1777894810315_320.png" alt="Il nuovo ponte che promette di rivoluzionare i viaggi su strada tra Portogallo e Spagna"></a></article></aside><p>Ancora più stretta, <em><strong>Parliament Street</strong></em> ad <strong>Exter</strong>, in Inghilterra, misura solo <strong>64 cm</strong> infatti è generalmente nota con il soprannome di <strong><em>Small Lane</em></strong>, piccolo vicolo. </p><p>Si restringe ancora di più <em><strong>Pusti Me Da Prodjem</strong></em>, il passaggio di <strong>57 cm</strong> che collega il Peristilio al tempio di Giove nella bella <strong>Spalato</strong>, in Croazia. Da notare che il nome si traduce abbastanza letteralmente con “lasciami passare”. </p><h2>Le strade più strette d’Italia</h2><p>Anche i borghi italiani si distinguono quanto alla presenza di vicoli strettissimi, costruiti così per ragioni difensive e di spazio.</p><p>Tra le strade più strette d’Italia in assoluto c’è <strong><em>Vicolo Baciadonne</em></strong> di <strong>Città della Pieve</strong>, in Umbria. Con i suoi <strong>53 cm</strong> di larghezza questa stradina è sicuramente tra le più strette al mondo, ma nonostante ciò non detiene il primato in Italia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="731770" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/curve-a-picco-sul-mare-e-tornanti-tra-le-nuvole-la-strada-piu-spettacolare-d-italia-che-non-e-la-costiera-amalfitana.html" title="Curve a picco sul mare e tornanti tra le nuvole: la strada più spettacolare d'Italia che non è la Costiera Amalfitana">Curve a picco sul mare e tornanti tra le nuvole: la strada più spettacolare d'Italia che non è la Costiera Amalfitana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/curve-a-picco-sul-mare-e-tornanti-tra-le-nuvole-la-strada-piu-spettacolare-d-italia-che-non-e-la-costiera-amalfitana.html" title="Curve a picco sul mare e tornanti tra le nuvole: la strada più spettacolare d'Italia che non è la Costiera Amalfitana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/curve-a-picco-sul-mare-e-tornanti-tra-le-nuvole-la-strada-piu-spettacolare-d-italia-che-non-e-la-costiera-amalfitana-1759087809638_320.jpg" alt="Curve a picco sul mare e tornanti tra le nuvole: la strada più spettacolare d'Italia che non è la Costiera Amalfitana"></a></article></aside><p>A contendersi il titolo ci sono altri due vicoli italiani, entrambi stretti<strong> 43 cm</strong>. Il primo si trova nel borgo di <strong>Ripatrasone</strong>, in provincia di Ascoli Piceno. Non solo è largo 43 cm ad altezza d’uomo, ma nella parte superiore si restringe fino a raggiungere la misura di <strong>38 cm</strong>.</p><p>A <strong>Civitella del Tronto</strong>, in provincia di Teramo, si trova invece <em><strong>Via Ruetta</strong></em>, che misura <strong>40 cm</strong> nel punto iniziale per poi “allargarsi” fino a <strong>66 cm</strong>.</p><h2>La strada più stretta del mondo</h2><p>Chi desidera provare l’esperienza di camminare nella strada più stretta al mondo, con tanto di <strong>riconoscimento ufficiale</strong> del <strong>Guinnes World Record</strong> non dovrà allontanarsi troppo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-praga-all-italia-queste-sono-le-strade-piu-strette-d-europa-qui-due-persone-non-passano-1779871013556.jpg" data-image="th1oh9e69f3z" alt="Strada più stretta al mondo - Germania" title="Strada più stretta al mondo - Germania"><figcaption>Spreuerhofstrasse è la strada più stretta del mondo. Si trova in Germania e misura solo 31 cm di ampiezza</figcaption></figure><p>Il vicolo che misura solamente <strong>31 cm</strong> nel suo punto più stretto è in Europa. A <strong>Reutlingen</strong>, nella regione di Stoccarda, in Germania, si trova <strong><em>Spreuerhofstrasse</em></strong>, la piccola via settecentesca realizzata in seguito ad un incendio che devastò il quartiere.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758258" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-treno-verso-l-artico-per-vedere-l-aurora-boreale-il-viaggio-notturno-da-sogno.html" title="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno">In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-treno-verso-l-artico-per-vedere-l-aurora-boreale-il-viaggio-notturno-da-sogno.html" title="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-viaje-sonado-en-tren-al-artico-asi-es-el-trayecto-nocturno-impactante-que-permite-ver-auroras-boreales-en-noruega-1764464345762_320.jpg" alt="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno"></a></article></aside><p>Un’emozione ancora più <strong>estrema </strong>è quella da vivere a <strong>Gassin</strong>, in Costa Azzurra. Qui si trova un breve, strettissimo passaggio tra due edifici separati da soli <strong>29 cm</strong> di spazio. Non rientra nel Guinnes dei Primati perché non si tratta di una vera e propria strada, ma cercare di passarci in mezzo rimane comunque un'esperienza a prova di <strong>claustrofobici</strong>!</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/da-praga-all-italia-queste-sono-le-strade-piu-strette-d-europa-qui-due-persone-non-passano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Non parcheggiare mai la tua auto sotto queste piante: le specie arboree amiche e nemiche della carrozzeria]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-parcheggiare-mai-la-tua-auto-sotto-queste-piante-le-specie-arboree-amiche-e-nemiche-della-carrozzeria.html</link><pubDate>Fri, 29 May 2026 14:01:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>L’ombra degli alberi migliora il comfort estivo in città, ma alcune specie presenti nei contesti urbani possono sporcare o danneggiare la carrozzeria delle auto con resine, melata e residui vegetali: quali evitare e come proteggere il veicolo</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-parcheggiare-mai-la-tua-auto-sotto-queste-piante-le-specie-arboree-amiche-e-nemiche-della-carrozzeria-1779634618106.jpeg" data-image="mv8ftu6a2gja"><figcaption>L’ombra degli alberi protegge abitacolo e interni dal caldo estremo, ma non tutte le specie urbane sono compatibili con la sosta prolungata delle auto</figcaption></figure><p>Il verde urbano svolge un ruolo essenziale nel mitigare l’<strong>isola di calore cittadina</strong>, riducendo le temperature estive e migliorando il comfort ambientale. Nei parcheggi alberati questo effetto è particolarmente evidente: un’auto esposta al sole può superare facilmente i <strong>60°C nell’abitacolo</strong>, mentre in ombra la temperatura interna può risultare <strong>inferiore di </strong><strong>15–25°C.</strong></p><p>Per questo motivo parcheggiare sotto gli alberi è una pratica diffusa e consigliata. Tuttavia, non tutte le specie arboree sono adatte a questo utilizzo: alcune rilasciano <strong>resine, melata, fiori o semi</strong> che possono sporcare l’auto e, nei casi peggiori, danneggiarne la superficie.</p><h2>Le specie da evitare</h2><p>Tra le specie più problematiche nei contesti urbani troviamo innanzitutto i <strong>tigli</strong>, molto diffusi nei viali cittadini.</p><p>Durante la stagione vegetativa e soprattutto in corrispondenza della fioritura, producono grandi quantità di <strong>melata</strong>, derivata in gran parte dalla presenza di afidi, che si deposita sulle superfici sottostanti rendendole appiccicose. A questo si aggiunge la caduta massiva di <strong>fiori e brattee</strong>, che dopo vento o pioggia possono ricoprire completamente le auto e intasare griglie e tombini.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-parcheggiare-mai-la-tua-auto-sotto-queste-piante-le-specie-arboree-amiche-e-nemiche-della-carrozzeria-1779634906978.jpeg" data-image="3ui4cvnrtmiy"><figcaption>Nei periodi di fioritura il tiglio può rilasciare grandi quantità di brattee e residui vegetali, soprattutto dopo vento o pioggia</figcaption></figure><p>I <strong>pini e altre conifere ornamentali</strong> rilasciano invece <strong>resina</strong>, una sostanza altamente adesiva che può fissarsi sulla vernice e risultare difficile da rimuovere senza prodotti specifici.</p><p>Il <strong>pioppo</strong> e il <strong>salice</strong> producono in certi periodi grandi quantità di <strong>semi e lanugine cotonosa</strong>, che si depositano facilmente su carrozzeria, parabrezza e prese d’aria.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-parcheggiare-mai-la-tua-auto-sotto-queste-piante-le-specie-arboree-amiche-e-nemiche-della-carrozzeria-1779635025845.jpeg" data-image="00zyzs5hhnsj"><figcaption>Pini e altre conifere ornamentali possono rilasciare resina sulla carrozzeria, una sostanza particolarmente adesiva e difficile da eliminare senza prodotti specifici</figcaption></figure><p>Il <strong>platano</strong>, tipico dei viali urbani, presenta un problema diverso: le sue infruttescenze rilasciano abbondanti <strong>residui fibrosi e frammenti vegetali</strong> che, accumulandosi, possono sporcare l’auto e rendere necessaria una pulizia frequente, soprattutto dopo vento o pioggia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-parcheggiare-mai-la-tua-auto-sotto-queste-piante-le-specie-arboree-amiche-e-nemiche-della-carrozzeria-1779635099406.jpeg" data-image="vaf7ubcqq6fv"><figcaption>Le caratteristiche infruttescenze sferiche del platano possono disperdere fibre e piccoli frammenti che si accumulano facilmente sulle superfici delle auto</figcaption></figure><p> Anche il<strong> ginkgo biloba femmina</strong> può creare notevoli disagi nei mesi autunnali: i suoi frutti, una volta caduti e schiacciati, rilasciano una sostanza dall’odore particolarmente intenso e persistente che può sporcare tetto, finestrini e pneumatici delle auto, oltre alle superfici vicine. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="691547" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ginkgo-biloba-l-albero-preistorico-che-sopravvive-a-tutto-inclusa-la-bomba-atomica.html" title="Ginkgo biloba: l'albero preistorico che sopravvive a tutto, inclusa la bomba atomica">Ginkgo biloba: l'albero preistorico che sopravvive a tutto, inclusa la bomba atomica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ginkgo-biloba-l-albero-preistorico-che-sopravvive-a-tutto-inclusa-la-bomba-atomica.html" title="Ginkgo biloba: l'albero preistorico che sopravvive a tutto, inclusa la bomba atomica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ginkgo-biloba-l-albero-preistorico-che-sopravvive-a-tutto-inclusa-la-bomba-atomica-1736526388919_320.jpeg" alt="Ginkgo biloba: l'albero preistorico che sopravvive a tutto, inclusa la bomba atomica"></a></article></aside><p>Simili inconvenienti possono verificarsi anche sotto gli alberi di<strong> cachi</strong>, soprattutto tra ottobre e novembre, periodo di maturazione dei frutti, quando quelli caduti tendono a rompersi facilmente lasciando residui deliquescenti e appiccicosi sulla carrozzeria e sull’asfalto. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-parcheggiare-mai-la-tua-auto-sotto-queste-piante-le-specie-arboree-amiche-e-nemiche-della-carrozzeria-1779635148083.jpeg" data-image="xgvqtrczj4dd"><figcaption>Un ginkgo biloba femmina carico di frutti che minacciano di cadere sulla strada sottostante</figcaption></figure><p>Specie ornamentali come la <strong>buddleja</strong> possono creare disagi minori ma costanti per la continua caduta di fiori appassiti e residui vegetali.</p><h2>Danni alla carrozzeria e strategie di protezione</h2><p>Le sostanze e i residui che cadono dalle chiome degli alberi possono causare danni di<strong> diversa entità</strong>. Lo sporco leggero è generalmente removibile con lavaggi ordinari, ma sostanze come <strong>resina e melata</strong> possono aderire fortemente alla superficie, favorendo anche la formazione di patine scure o aloni difficili da eliminare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="714056" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/e-gia-iniziato-tormentone-dei-soffiatori-per-foglie-inquinano-o-puliscono-alcuni-studi-fanno-chiarezza-su-smog-e-rumore.html" title="I soffiatori per foglie: pulizia o inquinamento? Studi chiariscono impatto su smog e rumore">I soffiatori per foglie: pulizia o inquinamento? Studi chiariscono impatto su smog e rumore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/e-gia-iniziato-tormentone-dei-soffiatori-per-foglie-inquinano-o-puliscono-alcuni-studi-fanno-chiarezza-su-smog-e-rumore.html" title="I soffiatori per foglie: pulizia o inquinamento? Studi chiariscono impatto su smog e rumore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-gia-iniziato-tormentone-dei-soffiatori-per-foglie-inquinano-o-puliscono-alcuni-studi-fanno-chiarezza-su-smog-e-rumore-1749216292048_320.jpeg" alt="I soffiatori per foglie: pulizia o inquinamento? Studi chiariscono impatto su smog e rumore"></a></article></aside><p>Per la<strong> pulizia</strong> è fondamentale <strong>intervenire rapidamente</strong>, utilizzando:</p><ul> <li> detergenti neutri per sporco organico </li> <li> prodotti specifici per resina </li> <li> lavaggi delicati per evitare micrograffi sulla vernice</li></ul><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-parcheggiare-mai-la-tua-auto-sotto-queste-piante-le-specie-arboree-amiche-e-nemiche-della-carrozzeria-1779635221042.jpeg" data-image="hzckgqkdkkgs"><figcaption>Per eliminare lo sporco organico depositato dagli alberi è consigliabile utilizzare detergenti delicati e strumenti non abrasivi</figcaption></figure><p>Quando il parcheggio sotto alberi problematici è inevitabile, si possono adottare <strong>soluzioni pratiche</strong>:</p><ul> <li> teli copriauto </li> <li> protezione mirata di parabrezza e tergicristalli </li> <li> soste brevi nei periodi di massima fioritura o produzione di melata </li> </ul><h2>Le specie innocue</h2><p>Non tutti gli alberi rappresentano un problema per le auto in sosta. Alcune specie sono considerate innocue poiché producono pochi residui e presentano chiome stabili.</p><p>Tra queste troviamo:</p><ul> <li><strong>carpino</strong>, con fogliame fitto ma poco problematico;</li> <li> <strong>bagolaro</strong>, molto resistente e con scarsa produzione di sostanze appiccicose;</li> </ul><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-parcheggiare-mai-la-tua-auto-sotto-queste-piante-le-specie-arboree-amiche-e-nemiche-della-carrozzeria-1779635301041.jpeg" data-image="ysawvpuz8rza"><figcaption>Alcune specie urbane, come il bagolaro, riescono a coniugare comfort climatico e minore impatto sulla pulizia delle auto in sosta</figcaption></figure><ul><li> <strong>ginkgo biloba</strong>, in particolare gli esemplari maschili privi dei frutti maleodoranti;</li><li> alcune <strong>querce urbane</strong>, che pur perdendo foglie in autunno non rilasciano sostanze problematiche durante la stagione calda;</li><li> <strong>lagerstroemia</strong>, ornamentale e generalmente poco impattante sulla carrozzeria.</li></ul><h2>Non solo alberi: tutti i rischi che arrivano dall'alto</h2><p> Oltre alle piante, esistono altre fonti di rischio per la carrozzeria nei parcheggi all’aperto. Le <strong>deiezioni degli uccelli</strong> sono tra le più comuni e possono risultare corrosive se non rimosse rapidamente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762248" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/lagerstroemia-l-alberello-dalla-corteccia-liscia-e-dalla-fioritura-fucsia-perfetto-per-aiuole-e-giardini.html" title="Lagerstroemia: l’alberello dalla corteccia liscia e dalla fioritura fucsia, perfetto per aiuole e giardini">Lagerstroemia: l’alberello dalla corteccia liscia e dalla fioritura fucsia, perfetto per aiuole e giardini</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/lagerstroemia-l-alberello-dalla-corteccia-liscia-e-dalla-fioritura-fucsia-perfetto-per-aiuole-e-giardini.html" title="Lagerstroemia: l’alberello dalla corteccia liscia e dalla fioritura fucsia, perfetto per aiuole e giardini"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lagerstroemia-l-alberello-dalla-corteccia-liscia-e-dalla-fioritura-fucsia-perfetto-per-aiuole-e-giardini-1775321992874_320.jpeg" alt="Lagerstroemia: l’alberello dalla corteccia liscia e dalla fioritura fucsia, perfetto per aiuole e giardini"></a></article></aside><p>Eventi meteorologici come la <strong>grandine</strong> rappresentano invece un rischio strutturale, con possibili ammaccature e danni alla vernice, mentre l’irraggiamento solare prolungato può accelerare lo <strong>sbiadimento delle superfici</strong> nel tempo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-parcheggiare-mai-la-tua-auto-sotto-queste-piante-le-specie-arboree-amiche-e-nemiche-della-carrozzeria-1779635377715.jpeg" data-image="gvmwbqc3jd2m"><figcaption>Nei parcheggi scoperti la grandine rappresenta uno dei rischi più costosi per la carrozzeria, soprattutto durante i temporali estivi più violenti (e sempre più frequenti)</figcaption></figure><p>Anche le precipitazioni accompagnate da <strong>sabbia desertica</strong>, fenomeno sempre più frequente in alcune aree del Mediterraneo, possono lasciare sulla carrozzeria residui di polvere e aloni difficili da rimuovere, contribuendo a sporcare rapidamente superfici e vetri dell’auto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-parcheggiare-mai-la-tua-auto-sotto-queste-piante-le-specie-arboree-amiche-e-nemiche-della-carrozzeria-1779635464239.jpeg" data-image="7uxjz2fzpkt3"><figcaption>Le particelle di sabbia desertica viaggiano per migliaia di chilometri sospese in atmosfera prima di ricadere al suolo, spesso con la pioggia, depositandosi su tutte le superfici esposte</figcaption></figure><h2> Verde urbano: creare spazi verdi e scegliere specie adatte</h2><p>Gli alberi sono <strong>elementi indispensabili </strong>per la qualità della vita urbana: riducono le temperature, migliorano il comfort e rendono più vivibili gli spazi pubblici durante l’estate. <strong>Parcheggiare all’ombra</strong> è quindi una scelta intelligente, sia per <strong>proteggere l’abitacolo</strong> dal surriscaldamento sia per<strong> ridurre il consumo energetico</strong> dei sistemi di raffrescamento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-parcheggiare-mai-la-tua-auto-sotto-queste-piante-le-specie-arboree-amiche-e-nemiche-della-carrozzeria-1779636290573.jpeg" data-image="tvn2k7ioiast"><figcaption>Gli alberi restano elementi fondamentali degli spazi urbani, capaci di creare ombra, comfort e luoghi di sosta condivisa nelle città</figcaption></figure><p>La <strong>conoscenza delle specie arboree </strong>è fondamentale per evitare spiacevoli effetti collaterali sulla carrozzeria. Una corretta selezione delle piante nei parcheggi urbani diventa quindi <strong>strategica </strong>non solo per gli <strong>automobilisti</strong>, ma anche per <strong>progettisti del verde e amministrazioni pubbliche</strong>, chiamati a bilanciare estetica, funzionalità e sostenibilità degli spazi urbani.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-parcheggiare-mai-la-tua-auto-sotto-queste-piante-le-specie-arboree-amiche-e-nemiche-della-carrozzeria.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html</link><pubDate>Fri, 29 May 2026 12:11:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La fascia degli asteroidi tra Marte e Giove conserva tracce preziose dell’origine del Sistema Solare. Nuove missioni e studi scientifici rivelano perché quel “pianeta mancato” è fondamentale per comprendere la formazione dei pianeti terrestri.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove-1779870040304.jpeg" data-image="i4tltsfvsxpz" alt="Fascia principale asteroidi" title="Fascia principale asteroidi"><figcaption>Reappresentazione artistica della fascia principale degli asteroidi: un "pianeta fallito" piuttosto che un pianeta distrutto.</figcaption></figure><p>Dove andare a cercare per svelare le origini del Sistema Solare? Volendo fare un'analogia con l’archeologia, gli “scavi” andrebbero sicuramente fatti nella <strong>fascia degli asteroidi</strong>, tra le orbite di Marte e Giove.</p><p><strong>E’ lì che troviamo i reperti più antichi del Sistema Solare</strong>; reperti che conservano la composizione chimica primordiale, ma anche informazioni preziose sulle dinamiche gravitazionali che hanno portato alla formazione dei pianeti, in particolare quelli rocciosi.</p><h2>Una popolazione di antichi asteroidi intrappolati tra Marte e Giove</h2><p>Lo spazio compreso tra le orbite di Marte e Giove è popolato da milioni di corpi rocciosi. Questa regione viene designata con l’appellativo di<strong> “fascia principale degli asteroidi"</strong>. Gli asteroidi, corpi rocciosi con diametri fino a parecchie decine di chilometri, sono una sorta di capsula del tempo. Sono fossili che conservano informazioni preziose sul Sistema Solare primordiale.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Gli asteroidi sono fossili che conservano informazioni preziose sul Sistema Solare primordiale.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Mentre la loro superficie, soggetta all’azione del vento e della radiazione solare, può avere subito trasformazioni chimiche; <strong>il loro interno è rimasto tale e quale quello di miliardi di anni fa. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759615" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mattoni-della-vita-dallo-spazio-su-ryugu-trovate-tutte-le-basi-del-dna.html" title="Scienziati confermano la presenza delle basi del DNA sull'asteroide Ryugu: sono i 'mattoni della vita'">Scienziati confermano la presenza delle basi del DNA sull'asteroide Ryugu: sono i "mattoni della vita"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mattoni-della-vita-dallo-spazio-su-ryugu-trovate-tutte-le-basi-del-dna.html" title="Scienziati confermano la presenza delle basi del DNA sull'asteroide Ryugu: sono i 'mattoni della vita'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mattoni-della-vita-dallo-spazio-su-ryugu-trovate-tutte-le-basi-del-dna-1773861867872_320.png" alt="Scienziati confermano la presenza delle basi del DNA sull'asteroide Ryugu: sono i 'mattoni della vita'"></a></article></aside><p>Analizzare la composizione chimica del materiale interno ad un asteroide apre una finestra su un passato molto remoto.</p><h2>Ipotesi sull’origine della fascia di asteroidi</h2><p>Le ipotesi sull’origine di questa fascia nel tempo sono andate cambiando. Se inizialmente prevaleva l’idea molto suggestiva che si trattasse dei frammenti di un pianeta roccioso in orbita tra Marte e Giove e successivamente distrutto da un impatto, oggi <strong>l’ipotesi più accreditata è che essi rappresentino piuttosto un “pianeta fallito”.</strong></p><div class="texto-destacado">Gli asteroidi sono separati da distanze immense. La maggior parte della massa totale della fascia è concentrata in pochi grandi corpi: Cerere (con un diametro di circa 940 chilometri), Vesta, Pallade e Igea.</div><p>I pianeti rocciosi si formano con un processo chiamato “accrezione”. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove-1779870303109.png" data-image="fhvoxp74dqf3" alt="Bennu" title="Bennu"><figcaption>Questo mosaico di Bennu è stato creato utilizzando le osservazioni effettuate dalla sonda OSIRIS-REx della NASA, che è rimasta in prossimità dell'asteroide per oltre due anni. Credit: NASA/Goddard/University of Arizona</figcaption></figure><p>Grani di polvere, presenti nel disco protoplanetario che circondava il Sole, si sono uniti formando granelli più grandi, e così via via formando corpi rocciosi di dimensioni sempre più grandi, i cosiddetti planetesimi. Questi, urtandosi, si sono aggregati formando corpi rocciosi ancor più grandi fino ad avere una massa sufficientemente elevata da attirare a sé ulteriori rocce e formare infine un vero e proprio pianeta roccioso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764229" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/fino-a-cinque-asteroidi-potrebbero-impattare-la-terra-entro-questo-secolo-gli-astronomi-rivelano-quando-potrebbe-accade.html" title="Fino a 5 asteroidi potrebbero impattare la Terra entro questo secolo: gli astronomi rivelano quando potrebbe accadere">Fino a 5 asteroidi potrebbero impattare la Terra entro questo secolo: gli astronomi rivelano quando potrebbe accadere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/fino-a-cinque-asteroidi-potrebbero-impattare-la-terra-entro-questo-secolo-gli-astronomi-rivelano-quando-potrebbe-accade.html" title="Fino a 5 asteroidi potrebbero impattare la Terra entro questo secolo: gli astronomi rivelano quando potrebbe accadere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cinco-asteroides-amenazan-la-tierra-este-siglo-que-que-podria-pasar-segun-los-cientificos-1775771034501_320.jpeg" alt="Fino a 5 asteroidi potrebbero impattare la Terra entro questo secolo: gli astronomi rivelano quando potrebbe accadere"></a></article></aside><p><strong>Tra le orbite di Marte e Giove qualcosa è andato stort</strong><strong>o</strong>, facendo fallire questo processo di accrezione, che molto probabilmente avrebbe portato alla formazione di un pianeta roccioso.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il processo di accrezione che avrebbe portato alla formazione di un pianeta roccioso tra Marte e Giove è fallito.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Responsabile del fallimento si pensa sia stato Giove</strong>. Questo gigante, con la sua elevatissima forza gravitazionale, ha ostacolato il processo di accrezione. Aumentando l'energia cinetica degli asteroidi, con una sorta di fionda gravitazionale, invece di favorire urti aggreganti, ha favorito urti distruttivi, impedendo che si formassero corpi rocciosi sufficientemente grandi.</p><p>Studi e simulazioni dinamiche suggeriscono che parte di questi asteroidi si sia formata lì dove oggi li vediamo, ma suggeriscono anche che una parte vi sia migrata, restandovi intrappolata, dalle regioni più interne e da quelle più esterne del Sistema Solare. Il provenire da regioni molto diverse del Sistema Solare spiega il perché abbiano una composizione chimica così variegata.</p><h2>Scavi archeologici già in corso</h2><p>Ritornando all’analogia con l’archeologia, gli scavi da parte degli astronomi sono già iniziati.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La composizione chimica e le dinamiche orbitali degli astreroidi custodiscono informazioni preziose sull'origine del Sistema Solare.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>L’asteroide Bennu,</strong> ad esempio, è stato visitato dalla missione <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/OSIRIS-REx">OSIRIS-REx</a></strong> della NASA che ha scavato dentro l’asteroide e ha riportato sulla Terra preziosi campioni di roccia. L’analisi a Terra ha svelato la presenza di composti organici e addirittura di polveri più antiche dello stesso Sistema Solare, quelle polveri dello spazio interstellare da cui poi sarebbe nato il Sole.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove-1779870455850.jpeg" data-image="1bm93axpr63s" alt="16 Psyche" title="16 Psyche"><figcaption>L'asteroide metallico 16 Psyche. Credit: NASA</figcaption></figure><p><strong>Lo studio di Cerere</strong> suggerisce che in passato questo pianeta nano possa aver ospitato acqua liquida e attività idrotermale nel sottosuolo, creando condizioni favorevoli allo sviluppo di molecole prebiotiche. </p><p>L’asteroide metallico <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/16_Psyche">16 Psyche</a></strong> sarà il prossimo ad essere studiato con la <strong>missione Psyche</strong> della NASA. A causa di un impatto, questo asteroide ha il proprio nucleo esposto il che faciliterà lo studio della sua composizione chimica e struttura interna.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755977" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-bennu-rivela-un-cocktail-di-molecole-vitali-che-sfida-cio-che-credevamo-sull-origine-biologica.html" title="L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica">L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-bennu-rivela-un-cocktail-di-molecole-vitali-che-sfida-cio-che-credevamo-sull-origine-biologica.html" title="L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-bennu-rivela-un-cocktail-di-molecole-vitali-che-sfida-cio-che-credevamo-sull-origine-biologica-1772014567551_320.jpg" alt="L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica"></a></article></aside><p>La fascia degli asteroidi continua ad essere soggetta a collisioni continue e ad effetti gravitazionali dovuti all’influenza di Giove. Studi recenti indicano che questa fascia stia progressivamente perdendo massa attraverso impatti reciproci. Da un canto gli impatti li polverizzano disperdendone la polvere nello spazio interplanetario, d'altro canto i frammenti generati nelle collisioni possono essere deviati verso il Sistema Solare interno, <strong>trasformandosi in meteoriti o asteroidi near-Earth.</strong> Comprendere questa dinamica è fondamentale anche per la difesa planetaria.</p><div class="texto-destacado">Alcune simulazioni suggeriscono che miliardi di anni fa la fascia potesse essere fino al 50% più massiccia rispetto a oggi.</div><p><strong>Lo studio della fascia principale degli asteroidi è importante anche per la scienza esoplanetaria</strong>, in quando fornisce linee guida su come si possano formare i sistemi planetari attorno ad altre stelle. </p><p>Al di là dell’accezione negativa di “pianeta fallito” tra Marte e Giove, la fascia degli asteroidi è un archivio che tanto ci può raccontare sulla storia della nascita del Sistema Solare. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine.html</link><pubDate>Fri, 29 May 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Si chiama “artico”, ma è pur sempre basilico: un ibrido sorprendente che unisce aroma, vigore e tolleranza al freddo; ecco cosa lo distingue dal basilico classico e come coltivarlo</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine-1779636402015.jpeg" data-image="zppefe2aakzy"><figcaption>Ocimum basilicum “artico” unisce vigore vegetativo e maggiore resistenza alle basse temperature rispetto al basilico classico</figcaption></figure><p>Il nome incuriosisce già da solo. <strong>Basilico artico</strong> sembra quasi un ossimoro: da una parte una pianta che richiama sole, estate e profumo mediterraneo; dall’altra un aggettivo che evoca ghiacci e climi estremi. Eppure è proprio questa apparente contraddizione a rendere interessante questa varietà, conosciuta anche come <strong>basilico alpino, di montagna o glaciale</strong>.</p><p>Se il basilico tradizionale è spesso associato alle coltivazioni liguri e al clima mite che favorisce il celebre pesto, questa selezione più recente sorprende per una caratteristica insolita: <strong>una maggiore tolleranza alle basse temperature</strong>, che ne amplia i possibili ambienti di coltivazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine-1779637050184.jpeg" data-image="8bif0zq1gwe2"><figcaption>Se il basilico tradizionale è legato ai climi miti della costa ligure, il basilico artico amplia i possibili ambienti di coltivazione fino agli orti di montagna, grazie alla sua maggiore tolleranza alle basse temperature</figcaption></figure><p>Una <strong>novità </strong>che incuriosisce non solo gli appassionati dell’orto, ma anche chi cerca varietà rustiche, produttive e interessanti dal punto di vista sia colturale che culinario.</p><h2>Caratteristiche botaniche</h2><p>Con il nome commerciale di <strong>basilico artico </strong>si indicano generalmente <strong>ibridi selezionati di <em>Ocimum basilicum</em></strong> sviluppati per essere più vigorosi e resistenti rispetto al basilico comune.</p><p>Le <strong>foglie</strong> sono leggermente più spesse, di colore verde intenso e con tessuti più robusti. Il <strong>portamento</strong> tende a essere compatto ma molto produttivo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine-1779637264747.jpeg" data-image="t0jinh324sfk"><figcaption>Il basilico artico si riconosce per foglie più spesse e consistenti, portamento compatto e maggiore vigore vegetativo rispetto alle varietà comuni</figcaption></figure><p>La caratteristica che lo distingue è soprattutto la <strong>resistenza al freddo</strong>: se il basilico classico soffre già sotto i 10-12 °C, queste selezioni tollerano temperature più basse, spesso intorno ai <strong>4-5 °C senza danni significativi</strong>, pur restando una pianta che ama il caldo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="709521" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cura-del-basilico-in-vaso-la-pianta-mediterranea-che-spopola-sui-balconi-italiani.html" title="Cura del basilico in vaso: la pianta mediterranea che spopola sui balconi italiani">Cura del basilico in vaso: la pianta mediterranea che spopola sui balconi italiani</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cura-del-basilico-in-vaso-la-pianta-mediterranea-che-spopola-sui-balconi-italiani.html" title="Cura del basilico in vaso: la pianta mediterranea che spopola sui balconi italiani"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cuidados-de-la-albahaca-en-maceta-la-planta-mediterranea-que-adoran-los-balcones-espanoles-1746432141641_320.jpeg" alt="Cura del basilico in vaso: la pianta mediterranea che spopola sui balconi italiani"></a></article></aside><p>Tra i vantaggi segnalati vi sono anche <strong>maggiore vigore vegetativo, buona resistenza alla peronospora</strong> (problema frequente nel basilico) e una crescita più costante.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine-1779637147511.jpeg" data-image="a49ui5wdfu9k"><figcaption>Rispetto al basilico classico, il basilico artico mostra una minore suscettibilità alle principali patologie fungine, mantenendo più a lungo foglie sane e vitali anche in condizioni di umidità favorevoli allo sviluppo di malattie</figcaption></figure><p>Quanto all’<strong>aroma</strong>, resta vicino a quello tradizionale, sebbene spesso descritto come leggermente più delicato o con note talvolta più fresche e speziate.</p><h2>Esigenze di coltivazione</h2><p>Pur essendo più rustico, il basilico artico apprezza comunque <strong>sole pieno, terreni fertili e irrigazioni regolari</strong>. In vaso va coltivato in un substrato soffice e ben drenante, evitando ristagni.</p><p>La <strong>semina</strong> può partire in primavera, ma una delle sue qualità è permettere semine un po’ più <strong>anticipate</strong> o coltivazioni <strong>prolungate</strong> a fine stagione rispetto al basilico comune.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine-1779637396844.jpeg" data-image="9ielgy8jtl7h"><figcaption>Grazie alla maggiore resistenza al freddo, il basilico artico permette di anticipare la semina e prolungare la raccolta nel tempo, garantendo una stagione produttiva più lunga</figcaption></figure><p>Per ottenere piante cespugliose è utile <strong>cimare regolarmente gli apici</strong>, stimolando nuovi germogli e ritardando la salita a fiore. Anche l’asportazione delle infiorescenze aiuta a prolungare la produzione di foglie.</p><p>Può essere coltivato con soddisfazione in<strong> pianura, collina e persino in zone di montagna </strong>con estati miti, dove spesso il basilico tradizionale incontra più difficoltà.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine-1779637556538.jpeg" data-image="8c5vmy8i06td"><figcaption>Analogamente al basilico classico, questa varietà è ideale per preparazioni a crudo e piatti estivi, grazie a un profilo aromatico più delicato e leggermente fresco</figcaption></figure><p>Nell’orto cresce bene<strong> vicino a pomodori e ortaggi estivi</strong>, mentre in vaso è adatto anche a balconi esposti e terrazzi.</p><p>La <strong>raccolta</strong> va fatta in modo progressivo, prelevando le cime e non solo singole foglie: così la pianta si rinnova continuamente.</p><h2>Un tocco di originalità dal campo alla tavola</h2><p> Il basilico artico unisce <strong>tradizione e innovazione</strong>: mantiene il fascino e l’uso culinario di un grande classico, ma aggiunge rusticità, vigore e un tocco di originalità dal campo alla tavola.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="730147" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/timo-limone-profumo-intenso-e-foglie-agrumate-per-cucinare-piatti-dal-sapore-autentico.html" title="Timo limone: profumo intenso e foglie agrumate per cucinare piatti dal sapore autentico">Timo limone: profumo intenso e foglie agrumate per cucinare piatti dal sapore autentico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/timo-limone-profumo-intenso-e-foglie-agrumate-per-cucinare-piatti-dal-sapore-autentico.html" title="Timo limone: profumo intenso e foglie agrumate per cucinare piatti dal sapore autentico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/timo-limone-profumo-intenso-e-foglie-agrumate-per-cucinare-piatti-dal-sapore-autentico-1760866542124_320.jpeg" alt="Timo limone: profumo intenso e foglie agrumate per cucinare piatti dal sapore autentico"></a></article></aside><p>È una <strong>varietà </strong>interessante da sperimentare, facile da coltivare e capace di arricchire la diversità vegetale dell’orto; in cucina è un<strong> ingrediente</strong> che porta con sé profumi e storie di miglioramento varietale che alimentano convivialità e creatività.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Da giugno cambia tutto: prima il sole, poi temporali e calo termico al Nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giugno-cambia-tutto-prima-il-sole-poi-temporali-e-calo-termico-al-nord.html</link><pubDate>Fri, 29 May 2026 10:22:54 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Weekend e inizio ponte del 2 giugno con condizioni estive su gran parte d’Italia. Dal pomeriggio di domenica aumenterà l’instabilità al Nord, mentre tra martedì 2 e mercoledì 3 giugno sono attesi temporali anche forti sulle regioni settentrionali con temperature in diminuzione</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xabnex4"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xabnex4.jpg" id="xabnex4"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’ultimo weekend della primavera meteorologica ci regala tanto sole, temperature gradevoli e poche precipitazioni. Tuttavia, l’atmosfera tornerà a mostrare un volto più dinamico proprio all’inizio della nuova stagione meteorologica, quando una perturbazione riporterà temporali e un sensibile calo delle temperature soprattutto al Nord. in corrispondenza del 2 giugno.</p><h2>Weekend dal clima estivo: sole e temperature gradevoli da Nord a Sud</h2><p><strong>Sabato</strong> e <strong>domenica</strong> saranno caratterizzati da condizioni generalmente stabili su gran parte del Paese. Al <strong>Centro-Sud</strong> il sole sarà protagonista fin dal mattino, avremo soltanto qualche nube innocua nelle ore pomeridiane tra <strong>Toscana</strong>, <strong>Umbria</strong> e <strong>Marche</strong>. </p><div class="texto-destacado">Da segnalare sabato la possibile formazione di isolati acquazzoni e brevi temporali nelle zone interne di Sicilia e Sardegna, mentre lungo le coste prevarranno condizioni pienamente estive.</div><p>Anche il <strong>Nord</strong> potrà contare su un fine settimana favorevole, grazie alla presenza dell’alta pressione. <strong>Sabato</strong> qualche <strong>temporale</strong> potrà svilupparsi sulle <strong>Alpi</strong> occidentali durante il pomeriggio, ma senza particolari conseguenze sulle pianure. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-giugno-cambia-tutto-prima-il-sole-poi-temporali-e-calo-termico-al-nord-1780049999187.png" data-image="5rj4qjobl5b5" alt="Maltempo, piogge." title="Maltempo, piogge."><figcaption>Piogge e temporali bagneranno le regioni settentrionali la prossima settimana.</figcaption></figure><p>Le <strong>temperature</strong> risulteranno più contenute rispetto ai giorni scorsi: <strong>Milano</strong> e Bologna raggiungeranno comunque valori massimi intorno ai 32°C, mentre lungo le coste liguri e dell’alto Adriatico la brezza manterrà le massime tra 26 e 27°C.</p><h2>Domenica aumenta l’instabilità sulle Alpi: è il primo segnale del cambiamento</h2><p>La giornata di <strong>domenica</strong> inizierà con condizioni ancora molto buone, soprattutto sulle regioni <strong>adriatiche</strong>, al <strong>Sud</strong> e sul <strong>Nord-Est</strong>. Nel corso del pomeriggio, però, l’atmosfera diventerà gradualmente più instabile sulle zone alpine e prealpine.</p><p>Proprio nell’ultimo giorno della <strong>primavera meteorologica</strong> si formeranno <strong>temporali</strong> sulle Alpi, in successiva estensione alle Prealpi e, localmente, alle pianure del <strong>Veneto</strong> durante le ore serali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771094" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto.html" title="Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: 'ecco da quando cambia tutto'">Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: "ecco da quando cambia tutto"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto.html" title="Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: 'ecco da quando cambia tutto'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto-1779950741597_320.png" alt="Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: 'ecco da quando cambia tutto'"></a></article></aside><p><strong>Al Centro</strong> il rischio di qualche breve acquazzone resterà confinato ai rilievi appenninici, mentre il <strong>Sud</strong> continuerà a beneficiare di condizioni prevalentemente soleggiate e temperature in linea con le medie della stagione.</p><h2>Lunedì 1 giugno, parte l’estate meteorologica: caldo moderato e tanto sole</h2><p>Con l’inizio dell’estate meteorologica, <strong>l</strong><strong>unedì 1 giugno</strong> il tempo si presenterà generalmente stabile sulla maggior parte delle regioni italiane. Soltanto il <strong>Triveneto</strong> e alcune aree appenniniche tra <strong>Romagna</strong> e <strong>Marche</strong> potranno essere interessate da qualche temporale pomeridiano.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xabnqn0"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xabnqn0.jpg" id="xabnqn0"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Le <strong>temperature</strong> si manterranno su valori tipicamente estivi. <strong>Milano</strong>, <strong>Bologna</strong>, <strong>Firenze</strong> e <strong>Roma</strong> toccheranno diffusamente i 30°C, mentre il <strong>Sud</strong> vivrà una delle giornate più belle dell’intero ponte. <strong>Sicilia</strong>, <strong>Calabria</strong> e <strong>Salento</strong> saranno favorite da un ampio soleggiamento e da un clima ideale per trascorrere la giornata al mare, con massime intorno ai 30°C e ventilazione generalmente debole.</p><h2>Il 2 giugno cambia scenario: temporali forti al Nord e temperature in calo</h2><p>La Festa della Repubblica potrebbe coincidere con una svolta meteorologica significativa per il Nord Italia. Fin dal mattino del 2 giugno sono attese <strong>piogge</strong> e <strong>temporali</strong> su <strong>Lombardia</strong>, <strong>Veneto</strong>, <strong>Trentino-Alto Adige</strong>, <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> e Alto <strong>Piemonte</strong>. I fenomeni potranno risultare localmente intensi, accompagnati da forti rovesci, grandine e raffiche di vento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-giugno-cambia-tutto-prima-il-sole-poi-temporali-e-calo-termico-al-nord-1780050044459.png" data-image="xww445z6nhqw" alt="Temperature, calo termico." title="Temperature, calo termico."><figcaption>Il calo termico atteso al Nord da metà della prossima settimana.</figcaption></figure><p>Nel corso del pomeriggio i temporali potranno estendersi anche a parte dell’<strong>Emilia</strong>, mentre il maltempo insisterà fino alla sera soprattutto sulle regioni a nord del Po. </p><p>Diversa la situazione al Centro e al Sud, dove il ponte si concluderà con prevalenza di sole e temperature pienamente estive. </p><div class="texto-destacado">Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche.</div><p>La <strong>tendenza</strong> successiva conferma un’atmosfera più dinamica. Mercoledì 3 giugno il maltempo potrebbe intensificarsi ulteriormente sul Triveneto e interessare anche alcune regioni centrali. Le temperature si porteranno su valori più bassi al Nord e parte del Centro, mentre il Sud resterà ai margini del peggioramento con un clima più caldo e una stagione estiva pronta a entrare nel vivo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giugno-cambia-tutto-prima-il-sole-poi-temporali-e-calo-termico-al-nord.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso avverte: il 2 giugno si formerà un enorme sistema temporalesco, ecco le regioni colpite]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-il-2-giugno-si-formera-un-enorme-sistema-temporalesco-ecco-le-regioni-colpite.html</link><pubDate>Fri, 29 May 2026 05:03:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Anticiclone africano in ritirata e ritorno di correnti instabili, ma sul 2 giugno festa della Repubblica incombe la minaccia di una saccatura. In arrivo altri temporali, con rischio di fenomeni forti in alcune zone. Nell’articolo i dettagli.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xabk92s"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xabk92s.jpg" id="xabk92s"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nelle ultime ore le <a href="https://www.ilmeteo.net/satelliti/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">immagini da satellite </a>hanno mostrato bene la localizzazione di varie <strong>celle temporalesche, alcune anche con caratteristiche di MCS Mesoscale System.</strong> Interessante come l’orografia ha influito sull’innesco dei temporali, che poi si spostati anche a varie zone di pianura. </p><p>Nonostante l’instabilità però <strong>le temperature restano alte</strong>, anzi a fronte di un relativo calo delle massime, comunque spesso sopra ai 30°C, <strong>sono aumentate le temperature notturne, con varie città rese invivibili dalle “notti tropicali”</strong>, caratterizzate per definizione da temperatura minima sopra ai 20°C.</p><p>La prima e molto precoce ondata di caldo estivo si attenua e i modelli mostrano evoluzioni interessanti, in parte incerte ma da seguire con attenzione.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>La pressione è diminuita sull’Italia, ma <strong>le mappe al suolo mostrano ancora il protendersi verso la nostra penisola di un promontorio</strong> dell’anticiclone delle Azzorre. In quota la cupola subtropicale si è attenuata, <strong>non sono entrate isoterme particolarmente basse, a 500 hPa appena la -10°C</strong>, sufficiente però a innescare appunto i temporali. </p><p>Questa configurazione subirà poche variazioni nelle prossime 48-72 ore, mentre<strong> è da monitorare il transito di un fronte freddo con saccatura più marcata </strong>proprio nel ponte del 2 giugno.</p><h2>Fine settimana: leggera instabilità ma caldo</h2><p><strong>Sabato 30 maggio giornata di bel sole specie al centro sud; </strong>anche al nord c’è ampio spazio di cielo soleggiato ma più al mattino, mentre <strong>in giornata aumentano le nubi medio alte nonché si formano cumuli su Alpi e Appennino. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771123" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-radicale-del-tempo-in-italia-le-mappe-per-la-prima-settimana-di-giugno-sono-piene-di-nuvole-e-pioggia.html" title="Cambio radicale del tempo in Italia: le mappe per la prima settimana di giugno sono piene di nuvole e pioggia">Cambio radicale del tempo in Italia: le mappe per la prima settimana di giugno sono piene di nuvole e pioggia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-radicale-del-tempo-in-italia-le-mappe-per-la-prima-settimana-di-giugno-sono-piene-di-nuvole-e-pioggia.html" title="Cambio radicale del tempo in Italia: le mappe per la prima settimana di giugno sono piene di nuvole e pioggia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambio-radicale-del-tempo-in-italia-le-mappe-per-la-prima-settimana-di-giugno-sono-piene-di-nuvole-e-pioggia-1779973558292_320.jpg" alt="Cambio radicale del tempo in Italia: le mappe per la prima settimana di giugno sono piene di nuvole e pioggia"></a></article></aside><p>Nel tardo <strong>pomeriggio possibili piccoli isolati locali rovesci di pioggia</strong>, ma non paiono esserci sconfinamenti temporaleschi in Valpadana. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Domenica 31 maggio situazione simile, </strong>buon soleggiamento al centro sud e sulle coste, anche del nord, ma nelle regioni settentrionali il cielo è a tratti velato. Aumenta leggermente l’instabilità,<strong> sulle Alpi si formano cumuli già in tarda mattina che sfociano in vari temporali pomeridiani.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Anche in Appennino sia settentrionale che centro meridionali fioriscono i cumuli nelle ore più calde e localmente ci scappa il breve acquazzone. Non escluso locale sconfinamento di rovesci a ridosso delle Prealpi Venete e di fascia pedecollinare emiliano romagnola. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-il-2-giugno-si-formera-un-enorme-sistema-temporalesco-ecco-le-regioni-colpite-1779993967946.png" data-image="yp4l4lhamoeh"><figcaption>Malgrado i temporali le temperature restano sensibilmente sopra la media</figcaption></figure><p><strong>Temperature ancora decisamente sopra la media ed anzi in aumento,</strong> al nord massime fra 32 e 34°C, al centro 30-32°C, al sud e isole 27-30°C.</p><h2>Temporali forti sul ponte della Festa della Repubblica</h2><p><strong>Lunedì 1 e martedì 2 giugno si conferma un quadro di caldo temporalesco, </strong>soprattutto al nord e marginalmente al centro. <strong>Lunedì la giornata pare partire bene, ma nel pomeriggio probabile formazione di grossi temporali </strong>fra triveneto ed Emilia Romagna, con rischio di grandine e di colpi di vento di downburst. </p><p>Verso sera i temporali si spostano su parte delle Marche, Umbria e Toscana orientale. Nel resto del centro e Sardegna, e al nordovest, domina il bel tempo. Anche al sud soleggiato e caldo.</p><h2>Rischio violenti temporali al nord martedì 2 giugno</h2><p><strong>Martedì 2 giugno, festa della Repubblica, rischio di formazione </strong>già al mattino di un <strong>grande sistema temporalesco a mesoscala (MCS) </strong>fra Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, poi in estensione a Veneto e Friuli Venezia Giulia. In parte questo sistema interesserà anche Val d’Aosta e bassa pianura di Emilia Romagna, qualche temporale anche in Liguria. </p><div class="texto-destacado">Le caratteristiche del sistema sono preoccupanti, potrebbe infatti originare, da seguire da radar, grandine di grosse dimensione, nubifragi con allagamenti urbani nelle città a nord del Po e alluvioni lampo in qualche valle alpina. </div><p>Il centro e il sud restano fuori da questo maltempo temporalesco, con cielo sereno o al più irregolarmente nuvoloso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-il-2-giugno-si-formera-un-enorme-sistema-temporalesco-ecco-le-regioni-colpite-1779994019489.png" data-image="ueskj5z7k1pk"><figcaption>Martedì 2 giugno Festa della Repubblica si potrebbe formare un grande temporale al nord, con piogge, temporali, nubifragi e grandinate.</figcaption></figure><p>Diminuzione delle temperature, ma ancora molte città del nord e del centro toccano i 30°C. </p><h2>Dal 3 giugno evoluzione incerta: gran caldo o rinfrescata?</h2><p>I modelli <strong>cambiano continuamente conformazione sinottica nelle prevision</strong>i a medio termine. In una prima fase sembravano indicare una nuova e ancor più potente espansione dell’anticiclone africano, poi sono cominciati a uscire <strong>aggiornamenti con profonde saccature foriere di tempo instabile perturbato </strong>con aria fredda. Quindi ora sembrano delinearsi condizioni intermedie ma ancora non ben dettagliate.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="766286" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vi-sveliamo-le-prime-tendenze-per-l-estate-in-italia-caldo-ma-anche-piu-piogge-della-media-fra-giugno-e-agosto.html" title="Vi sveliamo le prime tendenze per l'estate in Italia: caldo ma anche più piogge della media fra giugno e agosto">Vi sveliamo le prime tendenze per l'estate in Italia: caldo ma anche più piogge della media fra giugno e agosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vi-sveliamo-le-prime-tendenze-per-l-estate-in-italia-caldo-ma-anche-piu-piogge-della-media-fra-giugno-e-agosto.html" title="Vi sveliamo le prime tendenze per l'estate in Italia: caldo ma anche più piogge della media fra giugno e agosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/vi-sveliamo-le-prime-tendenze-per-l-estate-in-italia-caldo-ma-anche-piu-piogge-della-media-fra-giugno-e-agosto-1777389807042_320.jpg" alt="Vi sveliamo le prime tendenze per l'estate in Italia: caldo ma anche più piogge della media fra giugno e agosto"></a></article></aside><p>Dai cluster ECMWF comunque <strong>sembra si vada verso un periodo di inizio estate meteorologica calda ma piuttosto dinamica,</strong> a tratti al nord instabile. <br>In pratica dunque <strong>avremo giornate moderatamente calde, spesso soleggiate ma con alcune incursioni di forti temporali in alcune zone </strong>del nord. </p><div class="texto-destacado">Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche.</div><p>Le giornate più instabili paiono mercoledì 3 e venerdì 5 giugno, meglio la giornata di giovedì 4 e buone prospettive anche per il primo weekend del mese, sabato 6 e domenica 7 giugno, giornate in cui al sud potrebbe arrivare una forte ondata di caldo, ma ne riparleremo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-il-2-giugno-si-formera-un-enorme-sistema-temporalesco-ecco-le-regioni-colpite.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La città della Spagna mediterranea che sarà di tendenza quest'estate 2026]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-citta-della-comunita-valenciana-che-sara-di-tendenza-quest-estate.html</link><pubDate>Fri, 29 May 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Il bel tempo, le spiagge urbane e i prezzi più accessibili stanno alimentando il successo di una città spagnola sul Mediterraneo che promette di essere la più grande sorpresa turistica d'Europa quest'estate. Quale sarà?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciudad-de-la-comunidad-valenciana-que-sera-tendencia-este-verano-1779104349657.png" data-image="bjduyavckx59"><figcaption>Il capoluogo della Costa Blanca ha visto un'impennata di popolarità tra i viaggiatori europei.</figcaption></figure><p>Alicante si prepara a vivere una delle estati più turistiche della sua storia. La capitale della Costa Blanca ha aumentato enormemente la propria popolarità tra i viaggiatori europei grazie a una combinazione difficile da eguagliare: <strong>spiagge urbane, prezzi più accessibili rispetto ad altre grandi destinazioni del Mediterraneo e oltre 300 giorni di sole all’anno.</strong> Sarà il grande fenomeno turistico dell’estate?</p><h2>Perché questa città sta guadagnando così tanto protagonismo?</h2><p>La Spagna tornerà a essere uno dei Paesi più visitati d’Europa durante l’estate del 2026. Migliaia di turisti internazionali sceglieranno ancora una volta le coste spagnole per trascorrere le vacanze, in particolare le aree bagnate dal Mediterraneo. Sebbene regioni come Catalogna, Baleari o Canarie continuino a guidare le preferenze, <strong>c’è una città della Comunità Valenciana che sta attirando sempre più attenzione: Alicante.</strong></p><p>La città è stata indicata da TripAdvisor come <strong>una delle destinazioni di tendenza per quest’estate nel suo Summer Travel Index 2026</strong>, un rapporto che analizza le tendenze e le preferenze dei viaggiatori a livello internazionale. La piattaforma sottolinea soprattutto la crescita dell’interesse per Alicante rispetto ad altre tradizionali località turistiche della Costa Blanca.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"> <p lang="en" dir="ltr">7 km of golden sand. San Juan Beach is ready for your weekend. <br>Relax or practice water sports, you choose!<a href="https://twitter.com/hashtag/Alicante?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Alicante</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/PlayaSanJuan?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#PlayaSanJuan</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/ComunitatValenciana?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#ComunitatValenciana</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/CostaBlanca?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#CostaBlanca</a> <a href="https://t.co/rFcdAw5OIv">pic.twitter.com/rFcdAw5OIv</a></p> — Turismo Alicante (@Alicante_City) <a href="https://twitter.com/Alicante_City/status/2054850170794197085?ref_src=twsrc%5Etfw">May 14, 2026</a> </blockquote></figure><p>Alicante da anni rafforza la propria offerta turistica e migliora i collegamenti nazionali e internazionali. <strong>Il suo aeroporto, uno dei più importanti del Mediterraneo spagnolo, facilita l’arrivo di visitatori da tutta Europa</strong>, mentre la città mantiene prezzi più moderati rispetto ad altre destinazioni costiere molto affollate.</p><h2>Una destinazione più economica rispetto ad altre</h2><p>Uno dei fattori più apprezzati dai viaggiatori quest’anno è il prezzo. <strong>L’aumento del costo della vita e dei viaggi ha spinto molti turisti a cercare alternative più economiche senza rinunciare al sole e al mare.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759582" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/eclissi-di-sole-del-12-agosto-2026-dove-in-italia-l-oscuramento-superera-il.html" title="Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: dove in Italia l’oscuramento supererà il 95%">Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: dove in Italia l’oscuramento supererà il 95%</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/eclissi-di-sole-del-12-agosto-2026-dove-in-italia-l-oscuramento-superera-il.html" title="Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: dove in Italia l’oscuramento supererà il 95%"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/eclissi-di-sole-del-12-agosto-2026-dove-in-italia-l-oscuramento-superera-il-1777471409473_320.jpg" alt="Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: dove in Italia l’oscuramento supererà il 95%"></a></article></aside><p>Proprio il rapporto qualità-prezzo è uno degli aspetti evidenziati da un noto sito di recensioni di viaggi per spiegare la crescita turistica di Alicante. <strong>Soggiornare nel capoluogo alicantino può risultare più economico rispetto ad altre destinazioni molto richieste della provincia</strong>, come Benidorm o alcune aree esclusive della Costa Blanca.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciudad-de-la-comunidad-valenciana-que-sera-tendencia-este-verano-1779092549461.jpg" data-image="mkv7kgx2sa9e" alt="Paella" title="Paella"> <figcaption>La grande offerta gastronomica rende questa località ancora più attraente.</figcaption> </figure><p>Inoltre, <strong>la città offre una vasta gamma di alloggi, dagli hotel fronte mare agli appartamenti turistici</strong> e a soluzioni più economiche per famiglie o gruppi di giovani. A questo si aggiunge una grande offerta gastronomica basata sulla cucina mediterranea. Riso, pesce fresco, tapas e prodotti locali trasformano Alicante in una destinazione particolarmente interessante anche per il turismo gastronomico.</p><h2>Sole, spiagge urbane e atmosfera mediterranea</h2><p>Un altro dei grandi punti di forza di Alicante è il clima. <strong>Le temperature miti per gran parte dell’anno e le estati calde attirano migliaia di viaggiatori</strong> che cercano di sfuggire al maltempo del nord Europa.</p><p>La città si distingue inoltre per la presenza di spiagge urbane molto accessibili e perfettamente collegate con il centro. <strong>La spiaggia del Postiguet, situata accanto al centro storico e al porto</strong>, è una delle più conosciute e permette di godersi il Mediterraneo a pochi minuti da ristoranti, hotel e aree commerciali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768469" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/bandiere-blu-2026-in-italia.html" title="Bandiere Blu 2026 in Italia: ecco la lista ufficiale delle spiagge premiate, regione per regione">Bandiere Blu 2026 in Italia: ecco la lista ufficiale delle spiagge premiate, regione per regione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/bandiere-blu-2026-in-italia.html" title="Bandiere Blu 2026 in Italia: ecco la lista ufficiale delle spiagge premiate, regione per regione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/spiagge-bandiere-blu-2026-in-italia-1778583016370_320.jpg" alt="Bandiere Blu 2026 in Italia: ecco la lista ufficiale delle spiagge premiate, regione per regione"></a></article></aside><p>A pochi chilometri si trova l’ampia <strong>spiaggia di San Juan, considerata una delle migliori di tutta la provincia grazie alla sua sabbia fine, alle acque tranquille e alla grande estensione.</strong> Anche la spiaggia del Saladar o Urbanova sta guadagnando popolarità tra chi cerca un ambiente più rilassato e meno affollato.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciudad-de-la-comunidad-valenciana-que-sera-tendencia-este-verano-1779093017634.jpg" data-image="gffdrtnkur30" alt="Castello di Santa Bárbara" title="Castello di Santa Bárbara"> <figcaption>Il castello di Santa Bárbara è diventato una delle immagini più riconoscibili della città.</figcaption> </figure><p>Oltre al turismo balneare, Alicante offre anche una importante proposta culturale. <strong>Il castello di Santa Bárbara, situato sul monte Benacantil, è diventato una delle immagini simbolo della città</strong> e uno dei luoghi più visitati dai turisti. Tutto questo ha contribuito a consolidare Alicante come una delle città spagnole con la maggiore crescita turistica per l’estate 2026.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-citta-della-comunita-valenciana-che-sara-di-tendenza-quest-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La supernova “sovralimentata”, Fermi intravede il motore magnetico di un’esplosione stellare estrema]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-supernova-sovralimentata-fermi-intravede-il-motore-magnetico-di-un-esplosione-stellare-estrema.html</link><pubDate>Thu, 28 May 2026 17:03:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il telescopio Fermi ha rilevato raggi gamma da SN 2017egm, una supernova superluminosa. Il segnale suggerisce che l’esplosione sia stata alimentata da una magnetar nata nel collasso stellare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-supernova-sovralimentata-fermi-intravede-il-motore-magnetico-di-un-esplosione-stellare-estrema-1779813565357.png" data-image="s2kjq6ml0urq" alt="Magnetar" title="Magnetar"><figcaption>Le magnetar che si formano nel cuore di una supernova possono farla brillare fino a 10 volte più intensamente delle normali supernovae. Credits: X-ray: NASA/CXC/SAO; Infrared: NASA/STScI; Image Processing: NASA/CXC/SAO/J. Major</figcaption></figure><p>Era il 2017 quando <strong>Gaia</strong>, il telescopio spaziale dell’Agenzia Spaziale Europea, <strong>osservò l’esplosione di una supernova</strong> nella galassia a spirale barrata NGC3191, in direzione della costellazione dell’Orsa Maggiore. Sebbene lontana circa 440 milioni di anni luce dalla Terra, <strong>l’esplosione fu ben visibile in quanto fu una supernova “superluminosa”</strong>, una rara tipologia fino a 10 volte più brillante nel visibile rispetto alle normali supernovae.</p><p>A questa supernova fu assegnato il nome <strong>SN 2017egm</strong></p><div class="texto-destacado">Le lettere “SN” stanno per<strong> S</strong>uperNova, 2017 è l'anno di scoperta, “egm” è una combinazione progressiva di lettere, simile a quella utilizzata per le targhe delle auto, che indica che è stata la 3575esima supernova scoperta nel 2017.</div><p><strong>Le supernovae superluminose sono rare</strong>. Secondo il team internazionale di ricercatori che ha condotto lo studio, recentemente pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics, negli ultimi decenni ne sono state identificate circa 400, contro le migliaia di supernovae normali scoperte mediamente in un singolo anno.</p><h2>SN 2017egm, una supernova superluminosa osservata nei raggi gamma</h2><p>Durante una survey di supernovae, la SN 2017egm è stata riosservata nel 2024 da un altro telescopio, il <strong>Fermi-LAT (Large Area Telescope ) sensibile ai raggi gamma,</strong> la radiazione più energetica esistente nell’Universo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706121" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/alla-scoperta-delle-magnetar-oggetti-estremi-affascinanti-ma-meglio-non-averli-come-vicini.html" title="Alla scoperta delle affascinanti e temibili magnetar, oggetti capaci di smembrare un corpo umano a 1000 km di distanza!">Alla scoperta delle affascinanti e temibili magnetar, oggetti capaci di smembrare un corpo umano a 1000 km di distanza!</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/alla-scoperta-delle-magnetar-oggetti-estremi-affascinanti-ma-meglio-non-averli-come-vicini.html" title="Alla scoperta delle affascinanti e temibili magnetar, oggetti capaci di smembrare un corpo umano a 1000 km di distanza!"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-delle-magnetar-oggetti-estremi-affascinanti-ma-meglio-non-averli-come-vicini-1744794210935_320.png" alt="Alla scoperta delle affascinanti e temibili magnetar, oggetti capaci di smembrare un corpo umano a 1000 km di distanza!"></a></article></aside><p>La scoperta di emissione di raggi gamma da parte della supenova SN 2017egm, ancora rilevabile dopo anni dall’esplosione, suggerisce che la <strong>possibile causa del suo essere "superluminosa" sia legata ad una magnetar formatasi nel cuore della supernova.</strong></p><h2>Le magnetar, stelle di neutroni super magnetiche</h2><p>Il collasso finale di una stella massiccia può generare un buco nero o una stella di neutroni. Nel secondo caso, è possibile che <strong>la contrazione estrema amplifichi il campo magnetico, inizialmente presente nella stella morente, fino a valori tra i più alti conosciuti nell’Universo</strong>. In questo caso si parla di magnetar: <strong>una stella di neutroni con un campo magnetico eccezionalmente intenso.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong><strong>Le magnetar sono stelle di neutroni super magnetiche</strong></strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I meccanismi fisici che operano durante l’esplosione di una supernova sono abbastanza compresi e riescono a spiegare la luminosità prodotta durante le normali esplosioni e la loro variazione nel tempo.</p><p><strong>Per poter spiegare una superluminosità, cioè fino a 10 volte maggiore</strong>, <strong>è necessario invocare altri meccanismi, oltre l'onda d'urto, </strong>che possano fornire l’energia in più.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L'emissione di raggi gamma ha svelato la magnetar che nel cuore della supernova SN 2017egm l'ha resa superluminosa.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Uno dei meccanismi ipotizzati consiste nella formazione di una magnetar. </strong>Questo oggetto supercompatto, la cui elevatissima rotazione viene frenata magneticamente, cedendo via via parte della propria energia agli strati di polveri e gas espulsi durante l’esplosione, continua ad iniettare energia, sovralimentando l'esplosione. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-supernova-sovralimentata-fermi-intravede-il-motore-magnetico-di-un-esplosione-stellare-estrema-1779813806986.png" data-image="notlanjbeiv2" alt="NGC3191" title="NGC3191"><figcaption>Due immagini della galassia NGC3191 prima (a sinistra) e dopo (a destra) l'esplosione della supernova SN2017sge, come osservata dal telescopio Gaia. Credits: Left, SDSS and PS1; right, NOT+ALFSOC/Bose et al. 2020</figcaption></figure><p><strong>L</strong><strong>’energia emessa dalla supernova, oltre ad essere prodotta dall’onda d’urto innescata dal collasso del nucleo, è anche prodotta da questo motore nascosto ma potente.</strong></p><h2>Cosa ha visto Fermi e perché la scoperta è importante</h2><p>L'Ipotesi che alla base della superluminosità di SN 2017egm ci sia <strong>l’azione di una magnetar trova supporto nelle osservazioni del telescopio spaziale Fermi-LAT.</strong></p><p>Ciò che cercava Fermi nella sua survey di supernovae era proprio l’emissione di raggi gamma generati da possibili magnetar. Ha cercato questa emissione gamma in migliaia di supernove, trovando solo indizi non definitivi. </p><p><strong>SN 2017egm ha svelato tale emissione per cui rappresenta un caso particolarmente importante.</strong></p><p>Tra le ipotesi presentate per giustificare la superluminosità c'è l’interazione tra il materiale espulso dalla supernova e gusci di gas circumstellare prodotti dalla stella prima di esplodere oppure, come dicevamo, la cessione di energia da parte della magnetar al materiale espulso. Quest'ultimo è il meccanismo che meglio spiega le osservaioni di <strong>SN 2017egm</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La magnetar cede energia al gas espulso durante l'esplosione di supernova, rendendo la luminosità fino a 10 volte più elevata.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>La parte più innovativa della scoperta è la finestra osservativa</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-supernova-sovralimentata-fermi-intravede-il-motore-magnetico-di-un-esplosione-stellare-estrema-1779814397345.png" data-image="a13ugf02sa5k" alt="radiazione gamma" title="radiazione gamma"><figcaption>La radiazione gamma è in tutto l'Universo la radiazione più energetica.</figcaption></figure><p>Mentre in passato le supernovae superluminose erano state studiate soprattutto nella luce ottica, ultravioletta e infrarossa, <strong>oggi grazie ai penetranti raggi gamma è possibile studiare i processi più energetici e profondi nel cuore della supernova.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769140" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sta-attraversando-i-resti-di-una-supernova-la-risposta-e-nascosta-nei-ghiacci-dell-antartide.html" title="La Terra sta attraversando i resti di una supernova? La risposta è nascosta nei ghiacci dell’Antartide">La Terra sta attraversando i resti di una supernova? La risposta è nascosta nei ghiacci dell’Antartide</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sta-attraversando-i-resti-di-una-supernova-la-risposta-e-nascosta-nei-ghiacci-dell-antartide.html" title="La Terra sta attraversando i resti di una supernova? La risposta è nascosta nei ghiacci dell’Antartide"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-sta-attraversando-i-resti-di-una-supernova-la-risposta-e-nascosta-nei-ghiacci-dell-antartide-1778957374555_320.png" alt="La Terra sta attraversando i resti di una supernova? La risposta è nascosta nei ghiacci dell’Antartide"></a></article></aside><p><strong>Lo studio mostra che un evento simile a SN 2017egm potrebbe essere osservabile anche da Terra</strong>, ad esempio dal <a href="https://www.ctao.org/">Cherenkov Telescope Array Observatory</a>, trasformando casi rari come SN 2017egm in una classe di fenomeni osservabili in modo sistematico.<br>Una migliore comprensione della fisica dietro le supernove superluminose aiuta a capire meglio come muoiano le stelle più massicce, come nascano stelle di neutroni e magnetar, e come l’Universo venga arricchito di elementi pesanti prodotti e diffusi durante l’esplosione. </p><p>SN 2017egm mostra che, i<strong>n alcuni casi, il vero protagonista non è solo chi dà più spettacolo</strong>, ossia la stella che esplode, <strong>ma anche il piccolo oggetto compatto che nasce al centro della catastrofe stellare.</strong></p><h3><strong><em>Riferimento allo studio</em></strong></h3><p><a href="https://www.aanda.org/articles/aa/full_html/2026/05/aa58547-25/aa58547-25.html">"</a><em><a href="https://www.aanda.org/articles/aa/full_html/2026/05/aa58547-25/aa58547-25.html">Gamma-ray signature of superluminous supernovae: Fermi-LAT GeV detection of SN 2017egm and evidence of a central engine"</a></em> F. Acero et al. A&A, 709, 2026, A229 https://doi.org/10.1051/0004-6361/202558547</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-supernova-sovralimentata-fermi-intravede-il-motore-magnetico-di-un-esplosione-stellare-estrema.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cambio radicale del tempo in Italia: le mappe per la prima settimana di giugno sono piene di nuvole e pioggia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-radicale-del-tempo-in-italia-le-mappe-per-la-prima-settimana-di-giugno-sono-piene-di-nuvole-e-pioggia.html</link><pubDate>Thu, 28 May 2026 15:36:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In arrivo una settimana caratterizzata da tempo instabile, con molte nuvole e precipitazioni, almeno secondo gli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici. Scopriamo assieme i dettagli dell’evoluzione meteo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xabht7q"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xabht7q.jpg" id="xabht7q"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Secondo i modelli matematici <strong>la prossima settimana sull’Italia avremo tempo in prevalenza instabile</strong>, con nubi estese accompagnate anche da precipitazioni.</p><p>Insomma, sembrerebbe che l’inizio dell’estate meteorologica, <strong>che ricordiamo ha il suo avvio il primo di giugno (</strong>diversamente dall’estate astronomica che inizia il 21 giugno) non sia dei più stabili.</p><p>Questo peggioramento meteo <strong>è dovuto ad un indebolimento del campo di alta pressione</strong>, che ormai da parecchio tempo è invece decisamente energico.</p><h2>Stiamo per dire addio al campo anticiclonico?</h2><p>È proprio la permanenza dell’anticiclone <strong>a star portando tempo tendenzialmente stabile in Italia, dove sta facendo anche troppo caldo</strong>, con temperature massime che al nord si sono addirittura avvicinate ai 35 gradi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il declino del campo di alta pressione porterà anche cali termici</strong>, con temperature ancora sopra la media del periodo, <strong>calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020</strong>, ma meno rispetto ad ora.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ovviamente l’indebolimento dell’anticiclone lascerà campo libero al passaggio di perturbazioni ed infatti <strong>nel corso della prima settimana di giugno è previsto il passaggio di almeno una perturbazione atlantica</strong>, mentre una seconda è ancora in forse.</p><p>Il transito di questo ciclone interesserà soprattutto le regioni centro-settentrionali, ma <strong>gli effetti non si limiteranno a queste zone ma si potranno estendere anche al sud Italia</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambio-radicale-del-tempo-in-italia-le-mappe-per-la-prima-settimana-di-giugno-sono-piene-di-nuvole-e-pioggia-1779966880748.png" data-image="fkym2nkhvgwf" alt="Precipitazione cumulata" title="Precipitazione cumulata"><figcaption>Le piogge, soprattutto nel corso della prossima settimana, interesseranno soprattutto le regioni centro-settentrionali.</figcaption></figure><p>Come anticipato, <strong>al momento la tendenza meteo vede un diffuso aumento della nuvolosità</strong> su buona parte del territorio nazionale, a cui saranno associate anche <strong>precipitazioni più estese e persistenti al centro-nord</strong> dove sembrerebbero perdurare per quasi tutta la settimana.</p><p>Al centro-sud invece è previsto un peggioramento meteo più limitato nel tempo, che <strong>interesserà queste regioni prevalentemente tra mercoledì 3 e giovedì 4 giugno</strong>, quando il ciclone ridiscenderà la nostra penisola giungendo sulle regioni meridionali, mentre <strong>il resto della settimana al momento è atteso tempo generalmente asciutto</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771111" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-a-rischio-a-milano-e-in-lombardia-prima-caldo-record-poi-tornano-temporali-e-grandine.html" title="Ponte del 2 giugno a rischio a Milano e in Lombardia: prima caldo record, poi tornano temporali e grandine">Ponte del 2 giugno a rischio a Milano e in Lombardia: prima caldo record, poi tornano temporali e grandine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-a-rischio-a-milano-e-in-lombardia-prima-caldo-record-poi-tornano-temporali-e-grandine.html" title="Ponte del 2 giugno a rischio a Milano e in Lombardia: prima caldo record, poi tornano temporali e grandine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-del-2-giugno-a-rischio-a-milano-e-in-lombardia-prima-caldo-record-poi-tornano-temporali-e-grandine-1779958751892_320.png" alt="Ponte del 2 giugno a rischio a Milano e in Lombardia: prima caldo record, poi tornano temporali e grandine"></a></article></aside><p>Essendo questa una tendenza meteorologica <strong>non sono ancora certi gli effetti di questa perturbazione</strong> ma è molto probabile che i fenomeni ad essa associati possano essere di moderata o forte intensità, ancora soprattutto al centro-nord, con <strong>possibili temporali associati a fulmini, raffiche di vento e, dato il periodo, anche possibili grandinate</strong>.</p><h2>Maltempo ma temperature ancora troppo alte</h2><p>Abbiamo accennato al fatto che <strong>potrebbe esserci una seconda perturbazione atlantica, il cui percorso è ancora molto incerto</strong>, alcuni modelli ne prevedono un approfondimento sulla Spagna, dove quindi è atteso il fulcro del maltempo, mentre <strong>in Italia giungerà solo una lieve flessione del rinnovato campo di alta pressione</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambio-radicale-del-tempo-in-italia-le-mappe-per-la-prima-settimana-di-giugno-sono-piene-di-nuvole-e-pioggia-1779973558292.jpg" data-image="5pq4phu7zksg" alt="Temporali." title="Temporali."><figcaption>Nei prossimi giorni ancora, soprattutto al centro-nord, avremo la possibilità di temporali associati a fulmini, raffiche di vento e, dato il periodo, anche possibili grandinate.</figcaption></figure><p>Altri modelli invece ne vedono il transito proprio sulla nostra penisola e <strong>ovviamente in un contesto simile il maltempo sull’Italia risulterà essere decisamente più intenso</strong> e anche esteso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771094" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto.html" title="Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: 'ecco da quando cambia tutto'">Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: "ecco da quando cambia tutto"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto.html" title="Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: 'ecco da quando cambia tutto'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto-1779950741597_320.png" alt="Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: 'ecco da quando cambia tutto'"></a></article></aside><p><strong>A prescindere dallo specifico scenario</strong>, il disturbo meteo causato da questa seconda perturbazione riguarderà soprattutto le regioni centro-settentrionali.</p><p>Queste evoluzioni meteo sono attese in un contesto tendenzialmente caldo. Ciò significa che <strong>le temperature sono previste perlopiù qualche grado al di sopra del normale</strong>, senza le temperature estreme degli ultimi giorni.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Ovviamente noi di Meteored <strong>continueremo ad informarvi riguardo ai prossimi aggiornamenti</strong> dei modelli meteorologici.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-radicale-del-tempo-in-italia-le-mappe-per-la-prima-settimana-di-giugno-sono-piene-di-nuvole-e-pioggia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Che tempo ci sarà a Roma per la parata della Festa della Repubblica? Focus fine settimana e ponte del 2 giugno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/che-tempo-ci-sara-a-roma-per-la-parata-della-festa-della-repubblica-focus-fine-settimana-e-ponte-del-2-giugno.html</link><pubDate>Thu, 28 May 2026 14:01:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'anticiclone subtropicale in crisi sull'Europa centro-settentrionale, la prossima settimana subirà un parziale cedimento anche sul Mediterraneo. Tra il fine settimana e il 2 giugno l'Italia vedrà temporali al Nord e prevalenza di tempo stabile al Centro-Sud. Roma beneficerà di un tempo prevalentemente soleggiato e caldo per la parata militare.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xabhpn0"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xabhpn0.jpg" id="xabhpn0"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nei prossimi giorni, su parte dell'Europa, assisteremo ad un <strong>progressivo cedimento del robusto anticiclone</strong> di matrice subtropicale che ha dominato la scena nell'ultima parte di maggio, determinando una precoce è d'intensa ondata di calore. I principali centri di calcolo mostrano un <strong>progressivo arretramento verso sud del campo di alta pressione</strong> sia sull'Europa centrale che sul bacino del Mediterraneo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>I <strong>primi segni di cambiamento</strong> li abbiamo percepiti<strong> nella giornata di oggi</strong>, con le prime infiltrazioni d'aria fresca in quota, che a prodotto dell'<strong>instabilità ed un conseguente parziale peggioramento</strong> delle condizioni atmosferiche <strong>al Nord e al Centro</strong>, con nubi e delle precipitazioni sparse. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questo cedimento della struttura anticiclonica, che <strong>al livello europeo</strong> si manifesterà in modo più marcato <strong>già nel fine settimana</strong>, renderà l'atmosfera più vulnerabile a future spinte perturbate atlantiche in arrivo per, la prossima settimana. </p><p>A risentirne maggiormente s<strong>ul nostro Paese</strong> sarà soprattutto<strong> l'area alpina e parzialmente il Nord</strong>. <strong>Il Centro e il Sud Italia,</strong> dove l'alta pressione eserciterà ancora una certa protezione, riusciranno a mantenere <strong>condizioni di tempo relativamente stabile e anche una persistenza del caldo</strong>, seppur attenuato, per ancora diversi giorni. </p><h2>L'evoluzione del tempo sull'Italia</h2><p>Sull'Italia, <strong>l'intensa ondata di calore</strong> che ha caratterizzato la scorsa settimana <strong>tende ad attenuarsi</strong> perché disturbata da<strong> infiltrazioni di aria più fredda settentrionali</strong>, che hanno portato anche delle precipitazioni, soprattutto al Centro-Nord, spesso anche a carattere di rovescio o di temporale, che oggi continueranno ancora a produrre dell'instabilità, soprattutto sulle aree interne nel prosieguo della giornata. <strong>Instabilità anche domani al Centro, seppur attenuata</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/che-tempo-ci-sara-a-roma-per-la-parata-del-2-giugno-focus-fine-settimana-e-2-giugno-1779964422024.jpg" data-image="ug4vzmkhr5bm"><figcaption>Situazione prevista per martedì 2 giugno, MATTINA. ECMWF-Meteored</figcaption></figure><p>Ci sarà anche un <strong>parziale ridimensionamento delle temperature</strong>. Tuttavia, i valori massimi tenderanno a rimanere <strong>comunque al di sopra delle medie climatiche </strong>del periodo un po' su tutte le regioni. </p><p><strong>Nei prossimi giorni</strong> il <strong>Nord </strong>Italia sarà il settore maggiormente influenzato dal cedimento dell'alta pressione perché <strong>più esposto all'aria instabile atlantica</strong>. Già a partire <strong>da sabato e ancora di più tra domenica e il 1°giugno</strong>, ci saranno f<strong>requenti annuvolamenti</strong>, accompagnati anche da <strong>rovesci o </strong>da <strong>temporali</strong>, che non interesseranno soltanto i <strong>rilievi alpini e prealpini</strong>, ma anche le <strong>aree pedemontane e le pianure del Nord-Est</strong>, <strong>specie a partire proprio dal 2 giugno</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771094" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto.html" title="Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: 'ecco da quando cambia tutto'">Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: "ecco da quando cambia tutto"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto.html" title="Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: 'ecco da quando cambia tutto'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto-1779950741597_320.png" alt="Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: 'ecco da quando cambia tutto'"></a></article></aside><p>Al<strong> Centro e al Sud</strong>, come già accennato, l'<strong>alta pressione tenderà a resistere maggiormente</strong>, <strong>rallentando il peggiorament</strong><strong>o</strong> che arriverà nelle zone interne e appenniniche già nel pomeriggio di martedì 2, ma in modo più diffuso a partire da mercoledì 3 giugno. Sulle <strong>regioni meridionali fino al 2 giugno</strong> (compreso) prevarranno <strong>ampie zone di sereno e temperature prettamente estive.</strong></p><h2> Dettaglio sulle condizioni meteo per Roma </h2><p>In vista dell'importante appuntamento annuale della <strong>Festa della Repubblica </strong>e quindi anche della<strong> parata militare </strong>che si terrà<strong> a Roma nel corso della mattinata del 2 giugno</strong>, cerchiamo di capire quali potranno essere le condizioni meteorologiche più probabili sulla <strong>Capitale</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/che-tempo-ci-sara-a-roma-per-la-parata-del-2-giugno-focus-fine-settimana-e-2-giugno-1779964485124.jpg" data-image="0h84mpxqe1rp"><figcaption>Situazione prevista per martedì 2 giugno, POMERIGGIO. ECMWF-Meteored</figcaption></figure><p>Va subito detto che <strong>Roma</strong>, come il resto del centro e anche e soprattutto del Sud, <strong>beneficerà della parziale protezione</strong> offerta ancora dal<strong> promontorio anticiclonico</strong> che, pur arretrando verso sud, riuscirà a mantenere ancora un dominio su gran parte del Mediterraneo occidentale, con conseguenti <strong>condizioni di tempo prevalentemente stabile e caldo</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770994" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-2026-fra-caldo-e-temporali-intensi-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html" title="Ponte del 2 Giugno 2026: fra caldo e temporali intensi, ecco le aree più a rischio">Ponte del 2 Giugno 2026: fra caldo e temporali intensi, ecco le aree più a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-2026-fra-caldo-e-temporali-intensi-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html" title="Ponte del 2 Giugno 2026: fra caldo e temporali intensi, ecco le aree più a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-del-2-giugno-2026-fra-caldo-e-temporali-intensi-ecco-le-4-regioni-piu-a-rischio-1779876300725_320.jpg" alt="Ponte del 2 Giugno 2026: fra caldo e temporali intensi, ecco le aree più a rischio"></a></article></aside><p>Nella giornata di <strong>sabato 30 </strong> il cielo su Roma si manterrà prevalentemente <strong>soleggia</strong>to o poco nuvoloso per tutta la sua durata. Le temperature saranno ancora elevate, con<strong> valori massimi che si porteranno fin sui 30°C,</strong> mentre le <strong>minime </strong>notturne rimarranno stabili su valori miti <strong>intorno ai 17°C</strong>. La ventilazione risulterà debole, localmente moderata. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/che-tempo-ci-sara-a-roma-per-la-parata-del-2-giugno-focus-fine-settimana-e-2-giugno-1779964652393.jpg" data-image="r5mgkkd82gqf"><figcaption>Per martedì 2 giugno sulla Capitale sono previste condizioni di tempo ancora stabile e soleggiato, quindi favorevoli alla parata della Festa della Repubblica. </figcaption></figure><p><strong>Domenica 31 e lunedì 1° giugno</strong> saranno delle <strong>giornate leggermente più nuvolose</strong>, con annuvolamenti sottili dovuti a stratificazioni, in un contesto prevalentemente soleggiato, specie al mattino, mentre nel pomeriggio si assisterà anche alla formazione di nubi comuniformi sui rilievi interni del Lazio. Questo fattore <strong>non esclude totalmente la possibilità che qualche breve e isolato piovasco</strong> possa interessare <strong>i settori orientali del comune di Roma</strong>. Le <strong>temperature </strong>massime si manterranno <strong>prossime </strong><strong>ai 30 °C</strong>. </p><div class="texto-destacado">Infine per <strong>martedì 2 giugno</strong>, in concomitanza con la parata militare, l'alta pressione dovrebbe riuscire ancora ad opporsi alle correnti atlantiche in arrivo da nordovest, con conseguenti condizioni di t<strong>empo stabile</strong> e un<strong> cielo prevalentemente soleggiato</strong> o anche <strong>poco nuvoloso durante la mattinata</strong>. </div><p>Le <strong>temperature massime</strong> si porteranno <strong>intorno a 28°C</strong>, mentre le minime intorno a 21. La ventilazione sarà debole o al più moderata. <strong>Un clima ideale per la parata militare e i sorvoli delle frecce tricolori. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/che-tempo-ci-sara-a-roma-per-la-parata-della-festa-della-repubblica-focus-fine-settimana-e-ponte-del-2-giugno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Alcuni sismologi spiegano su Nature come la Grande Piramide di Giza abbia resistito ai terremoti per oltre 4500 anni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alcuni-sismologi-spiegano-su-nature-come-la-grande-piramide-di-giza-abbia-resistito-ai-terremoti-per-oltre-4500-anni.html</link><pubDate>Thu, 28 May 2026 12:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La Grande Piramide di Giza mantiene un'eccezionale stabilità in caso di terremoti grazie alla sua struttura, alla sua risonanza interna e a tecniche di costruzione che ancora oggi stupiscono gli scienziati.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-gran-piramide-de-guiza-es-a-prueba-de-terremotos-segun-estudio-1779712244314.jpeg" data-image="lzonv7f1yhyd" alt="Piramide di Giza." title="Piramide di Giza."><figcaption>La Grande Piramide di Giza mantiene la sua stabilità dopo 4.600 anni grazie a una struttura in grado di dissipare le vibrazioni sismiche. Uno studio ha rilevato frequenze interne che riducono l'impatto dei terremoti sul monumento egizio.</figcaption></figure><p>La resistenza della Grande Piramide di Giza torna al centro della ricerca archeologica. Un gruppo di specialisti provenienti dall’Egitto e dal Giappone <strong>ha analizzato come il monumento reagisca alle vibrazioni sismiche dopo oltre 4.600 anni di esistenza.</strong> I risultati indicano che la piramide possiede una straordinaria capacità di assorbire e distribuire l’energia generata dai terremoti.</p><p>La ricerca si è basata su misurazioni effettuate in circa 40 zone all'interno e nei dintorni della piramide attribuita al faraone Cheope. Gli esperti hanno esaminato le camere, i tunnel e le cavità <strong>per verificare come si propagano le onde sismiche attraverso gli enormi blocchi di calcare e granito che formano questa colossale costruzione.</strong></p><h2>Grande Piramide di Giza: comportamento in caso di terremoto</h2><p>La costruzione <strong>iniziò intorno al 2500 a.C.</strong> e richiese circa 26 anni di lavori. Migliaia di operai spostarono oltre 2,3 milioni di blocchi per erigere una struttura che, in origine, <strong>raggiungeva i 146 metri di altezza e aveva una base di oltre 230 metri per lato.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Structural features of the Great Pyramid of Khufu in the Giza pyramid complex in Egypt may have enabled it to withstand earthquakes without sustaining serious damage over the approximately 4,600 years since it was built, says a study in <a href="https://twitter.com/SciReports?ref_src=twsrc%5Etfw">@SciReports</a>: <a href="https://t.co/rIsgN1qVo5">https://t.co/rIsgN1qVo5</a></p>— Springer Nature (@SpringerNature) <a href="https://twitter.com/SpringerNature/status/2057539677998002531?ref_src=twsrc%5Etfw">May 21, 2026</a></blockquote></figure><p>Il nuovo studio, pubblicato su <strong><em>Scientific Reports,</em></strong> sottolinea che la piramide disperde le vibrazioni sismiche in modo molto efficiente. Secondo <strong>Asem Mostafa,</strong> ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Ricerca di Astronomia e Geofisica del Cairo, la piramide è stata “intelligentemente bilanciata e messa a punto” per preservarne la stabilità strutturale.</p><p>Gli scienziati hanno applicato una tecnica nota come “analisi delle vibrazioni ambientali”. Questo metodo non invasivo permette di registrare come le vibrazioni circolano attraverso blocchi, gallerie e spazi interni. <strong>Le misurazioni hanno rivelato frequenze costanti comprese tra 2 e 2,6 hertz, molto diverse da quelle del terreno esterno, che si aggirano intorno a 0,6 hertz.</strong></p><h2>La Grande Piramide di Giza è sopravvissuta a forti terremoti in Egitto</h2><p>Nel corso della sua storia, l'Egitto ha registrato alcuni terremoti di notevole entità. <strong>Uno dei più devastanti si è verificato nell'ottobre del 1992, con una magnitudo di 5,9.</strong> L'epicentro è stato localizzato a circa 32 chilometri a sud-ovest del Cairo e ha causato gravi danni nell'altopiano di Giza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-gran-piramide-de-guiza-es-a-prueba-de-terremotos-segun-estudio-1779701585440.jpeg" data-image="r66knyll963d" alt="Piramide di Giza." title="Piramide di Giza."><figcaption>Ricercatori egiziani e giapponesi hanno analizzato le camere e i tunnel della Grande Piramide di Giza dal punto di vista sismico. Le misurazioni rivelano che l'ingegneria egizia ha contribuito a mantenere intatta la piramide di Cheope.</figcaption></figure><p><strong>Più di 129.000 edifici sono stati distrutti o danneggiati. </strong>Diverse moschee storiche hanno riportato crepe e alcune tombe della Valle dei Re hanno richiesto interventi di rinforzo interno. <strong>Tuttavia, Mohamed ElGabry, autore principale dello studio scientifico, ha assicurato che nella piramide di Cheope si è staccata solo una pietra.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="656935" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/misteriosa-struttura-trovata-sottoterra-vicino-alle-piramidi-di-giza-in-egitto.html" title="Una misteriosa struttura sotterranea è stata trovata vicino alle piramidi di Giza, in Egitto">Una misteriosa struttura sotterranea è stata trovata vicino alle piramidi di Giza, in Egitto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/misteriosa-struttura-trovata-sottoterra-vicino-alle-piramidi-di-giza-in-egitto.html" title="Una misteriosa struttura sotterranea è stata trovata vicino alle piramidi di Giza, in Egitto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estrutura-misteriosa-e-encontrada-no-subsolo-perto-das-piramides-de-gize-no-egito-1715802841666_320.jpg" alt="Una misteriosa struttura sotterranea è stata trovata vicino alle piramidi di Giza, in Egitto"></a></article></aside><p>I ricercatori sostengono che le costruzioni realizzate con enormi blocchi perfettamente incastrati abbiano resistito meglio ai movimenti sismici rispetto agli edifici successivi. Anche la simmetria del monumento e il suo fondamento su roccia solida hanno contribuito a ridurre i rischi di crollo.</p><h2>Secoli di esperienza prima della costruzione della Grande Piramide di Giza</h2><p>La tecnica utilizzata a Giza non è nata dall'oggi al domani. <strong>Prima di Cheope esistevano già progetti piramidali a Saqqara, a circa 30 chilometri a sud del Cairo.</strong> Lì fu eretta la Piramide a gradoni di Djoser, considerata la più antica d'Egitto.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/5MpXkbXJ-9U/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=5MpXkbXJ-9U" id="5MpXkbXJ-9U"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p><strong>In seguito, il faraone Snefru introdusse le facciate lisce che in seguito avrebbero caratterizzato le piramidi di Giza.</strong> Nel corso dei secoli, alcuni sovrani mantennero tali metodi di costruzione, mentre altri ricorsero a soluzioni più economiche che ridussero la resistenza dei loro monumenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748604" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/non-solo-in-egitto-piramidi-alte-22-metri-sono-state-scoperte-pure-nel-cuore-della-foresta-amazzonica.html" title="Non solo in Egitto, piramidi alte 22 metri sono state scoperte pure nel cuore della foresta amazzonica">Non solo in Egitto, piramidi alte 22 metri sono state scoperte pure nel cuore della foresta amazzonica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/non-solo-in-egitto-piramidi-alte-22-metri-sono-state-scoperte-pure-nel-cuore-della-foresta-amazzonica.html" title="Non solo in Egitto, piramidi alte 22 metri sono state scoperte pure nel cuore della foresta amazzonica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nao-e-so-no-egito-piramides-de-22-metros-sao-identificadas-na-amazonia-1767721248111_320.jpg" alt="Non solo in Egitto, piramidi alte 22 metri sono state scoperte pure nel cuore della foresta amazzonica"></a></article></aside><p>La ricerca ha inoltre rilevato che le camere situate sopra la Camera del Re fungono da elementi ammortizzanti contro determinate vibrazioni. Per Ahmed Eldosouky, geofisico dell'Università di Suez, <strong>l'uniformità registrata nelle misurazioni dimostra «un sistema strutturale straordinariamente stabile».</strong> Gli specialisti ritengono che il risultato sia stato il frutto di diverse generazioni di osservazione, sperimentazione e correzione accumulate nel corso dei secoli.</p><h3><em><strong>Riferimenti della notizia</strong></em></h3><p><em>ELGabry, M., Hamed, A., Yoshimura, S. et al. Architectural and geotechnical aspects affecting earthquake resilience for the antique Egyptian Khufu pyramid. Sci Rep 16, 14032 (2026). <a href="https://doi.org/10.1038/s41598-026-49962-6" target="_blank" rel="nofollow">https://doi.org/10.1038/s41598-026-49962-6</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alcuni-sismologi-spiegano-su-nature-come-la-grande-piramide-di-giza-abbia-resistito-ai-terremoti-per-oltre-4500-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ponte del 2 giugno a rischio a Milano e in Lombardia: prima caldo record, poi tornano temporali e grandine]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-a-rischio-a-milano-e-in-lombardia-prima-caldo-record-poi-tornano-temporali-e-grandine.html</link><pubDate>Thu, 28 May 2026 10:32:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Milano e la Lombardia vivono giorni da piena estate con temperature record fino a 35°C, ma il ponte del 2 giugno potrebbe chiudersi con forti temporali e un brusco calo termico.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xabhe22"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xabhe22.jpg" id="xabhe22"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La Lombardia continua a fare i conti con una delle più intense ondate di caldo mai registrate a maggio. Milano ha già aggiornato diversi record storici, ma il tempo è destinato a cambiare proprio durante il ponte del 2 giugno, quando i <strong>temporali</strong> potrebbero tornare protagonisti.</p><h2>Milano e Lombardia nella morsa del caldo record</h2><p>L’ondata di caldo che sta interessando il nord Italia ha raggiunto livelli eccezionali per il mese di maggio. La stazione meteorologica dell’Aeronautica Militare di <strong>Milano Malpensa</strong> ha registrato martedì scorso una temperatura <strong>massima record</strong> di 33°C, mentre all’aeroporto di <strong>Linate</strong> il termometro ha raggiunto addirittura i 34,5°C, il valore più alto di sempre per il mese di maggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770994" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-2026-fra-caldo-e-temporali-intensi-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html" title="Ponte del 2 Giugno 2026: fra caldo e temporali intensi, ecco le aree più a rischio">Ponte del 2 Giugno 2026: fra caldo e temporali intensi, ecco le aree più a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-2026-fra-caldo-e-temporali-intensi-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html" title="Ponte del 2 Giugno 2026: fra caldo e temporali intensi, ecco le aree più a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-del-2-giugno-2026-fra-caldo-e-temporali-intensi-ecco-le-4-regioni-piu-a-rischio-1779876300725_320.jpg" alt="Ponte del 2 Giugno 2026: fra caldo e temporali intensi, ecco le aree più a rischio"></a></article></aside><p>Temperature decisamente oltre la media del periodo anche sul resto della <strong>Lombardia</strong>, mentre lo <strong>zero termico</strong> si è portato intorno ai 4000 metri sulle Alpi, segnale evidente della forza dell’anticiclone subtropicale che domina la scena atmosferica.</p><h2>Oggi qualche temporale sulle Prealpi, ma il clima resta afoso</h2><p>Nella giornata di oggi l’alta pressione mostrerà lievi segnali di cedimento, soprattutto durante il pomeriggio. Sulla Lombardia si prevedono infatti nubi sparse con la possibilità di brevi <strong>piovaschi</strong> o isolati <strong>temporali</strong> più probabili sui settori orientali della regione, sulle <strong>Prealpi</strong> e localmente anche sull’Oltrepò Pavese.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xabhesk"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xabhesk.jpg" id="xabhesk"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>A <strong>Milano</strong> il caldo continuerà comunque a farsi sentire con <strong>temperature massime</strong> intorno ai 32°C e tassi di <strong>umidità in aumento</strong>, fattore che renderà il clima ancora più pesante soprattutto nelle aree urbane della <strong>Pianura Padana</strong>. </p><p>Le previsioni per domani <strong>venerdì 29 maggio</strong> sono caratterizzate da tempo stabile con cielo perlopiù <strong>sereno</strong> o poco nuvolosi e condizioni nuovamente molto afose sia sulla città di <strong>Milano</strong> sia sul resto della pianura lombarda.</p><h2>Weekend quasi estivo: Milano verso i 35°C</h2><p>Tra sabato 30 e <strong>domenica 31 maggio</strong> il <strong>caldo</strong> tornerà ulteriormente ad intensificarsi. Secondo gli <strong>ultimi aggiornamenti dei modelli Meteored</strong>, sabato <strong>Milano</strong> potrebbe raggiungere i <strong>33°C</strong>, mentre domenica si potrebbero toccare punte vicine ai <strong>35°C in città</strong>. </p><div class="texto-destacado">Il vero disagio sar�� però rappresentato dall’afa: durante la notte le temperature difficilmente scenderanno sotto i 25°C in città e l’umidità elevata renderà le ore notturne particolarmente fastidiose. </div><p><strong>Sabato</strong> il tempo resterà stabile e <strong>soleggiato</strong> quasi ovunque, mentre domenica pomeriggio aumenterà l’instabilità sulle Alpi e sulle Prealpi lombarde con <strong>temporali</strong> soprattutto tra <strong>Valtellina</strong>, <strong>Orobie</strong> e <strong>aree di confine alpine</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770971" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-record-in-europa-35-c-a-londra-e-decine-di-record-abbattuti-quando-finira-l-ondata.html" title="Caldo record in Europa: 35°C a Londra e decine di record abbattuti, quando finirà l'ondata?">Caldo record in Europa: 35°C a Londra e decine di record abbattuti, quando finirà l'ondata?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-record-in-europa-35-c-a-londra-e-decine-di-record-abbattuti-quando-finira-l-ondata.html" title="Caldo record in Europa: 35°C a Londra e decine di record abbattuti, quando finirà l'ondata?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-record-in-europa-35-c-a-londra-e-decine-di-record-abbattuti-quando-finira-l-ondata-1779878987381_320.png" alt="Caldo record in Europa: 35°C a Londra e decine di record abbattuti, quando finirà l'ondata?"></a></article></aside><p>In serata qualche <strong>acquazzone</strong> potrebbe spingersi anche verso le pianure della <strong>Bergamasca</strong> e successivamente verso la città metropolitana di <strong>Milano</strong>.</p><h2>Ponte del 2 giugno: lunedì ancora estate, poi arriva il maltempo</h2><p>L’<strong>estate meteorologica</strong> inizierà ufficialmente <strong>lunedì 1 giugno</strong> con condizioni ancora pienamente estive sulla Lombardia. A <strong>Milano</strong> si prevedono temperature massime fino a <strong>34°C</strong> e cielo in prevalenza sereno.</p><figure><a href="Ponte del due giugno rovinato dal maltempo in Lombardia"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-del-2-giugno-a-rischio-a-milano-e-in-lombardia-prima-caldo-record-poi-tornano-temporali-e-grandine-1779958751892.png" data-image="n539tmgdsnjp" alt="Maltempo in Lombardia per il 2 giugno" title="Maltempo in Lombardia per il 2 giugno"></a><figcaption>Mappa relativa a nubi e piogge previste per la festività del 2 giugno</figcaption></figure><p>Ma il <strong>cambiamento</strong> è ormai c<strong>onfermato</strong>: proprio in corrispondenza della <strong>festività del 2 giugno</strong> è atteso un marcato peggioramento delle condizioni atmosferiche. </p><div class="texto-destacado">Martedì il cielo si presenterà molto nuvoloso fin dal mattino con piogge diffuse su Alpi e Prealpi in estensione nel pomeriggio anche alle zone di pianura e all'area metropolitana di Milano</div><p>I <strong>temporali</strong> potrebbero risultare localmente intensi, accompagnati da grandine e forti raffiche di vento. Le <strong>temperature </strong>subiranno un <strong>netto calo</strong>, con valori inferiori anche di 8°C in pianura e fino a 10°C sulle aree alpine. </p><p>Secondo le attuali proiezioni, l’instabilità potrebbe proseguire anche nei giorni successivi con nuovi <strong>temporali</strong> pomeridiani soprattutto sulle aree alpine e prealpine lombarde.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-a-rischio-a-milano-e-in-lombardia-prima-caldo-record-poi-tornano-temporali-e-grandine.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: "ecco da quando cambia tutto"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto.html</link><pubDate>Thu, 28 May 2026 08:41:23 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il super campo di alta pressione potrebbe avere le ore contate grazie ad un rinforzo delle correnti atlantiche pronte a riportare temporali sull'Italia a ridosso del ponte del 2 Giugno.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xabgzpm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xabgzpm.jpg" id="xabgzpm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Negli ultimi giorni, o forse sarebbe meglio dire nell’ultima settimana, l’estate è letteralmente esplosa su buona parte dell’Europa e del Mediterraneo. Il merito è del <strong>possente anticiclone subtropicale africano</strong> che si è espansa dal Nord Africa fino a raggiungere gran parte dell’Europa centrale e settentrionale, portando condizioni pienamente estive e temperature eccezionalmente elevate per il periodo.</p><p>Le anomalie termiche sono risultate impressionanti su moltissime nazioni europee. Diverse città hanno registrato valori quasi da pieno luglio con temperature che hanno raggiunto o superato i <strong>35°C tra Francia e Regno Unito</strong>, coinvolgendo metropoli come Parigi e Londra. Anche l’Italia è stata investita da questa intensa ondata di caldo, sebbene con differenze piuttosto evidenti tra le varie regioni della Penisola.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770854" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-ondata-di-calore-scalda-le-acque-del-mediterraneo-attesi-picchi-di-24-c.html" title="L’ondata di calore scalda le acque del Mediterraneo, attesi picchi di +24°C ">L’ondata di calore scalda le acque del Mediterraneo, attesi picchi di +24°C </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-ondata-di-calore-scalda-le-acque-del-mediterraneo-attesi-picchi-di-24-c.html" title="L’ondata di calore scalda le acque del Mediterraneo, attesi picchi di +24°C "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-ondata-di-calore-scalda-le-acque-del-mediterraneo-attesi-picchi-di-24-c-1779804321031_320.png" alt="L’ondata di calore scalda le acque del Mediterraneo, attesi picchi di +24°C "></a></article></aside><p>Paradossalmente, le aree relativamente più fresche risultano essere proprio alcune zone del Sud e del versante adriatico, dove le continue infiltrazioni di correnti settentrionali hanno contribuito a mantenere valori termici più contenuti rispetto al resto del Paese. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto-1779957838244.png" data-image="ceipdskfx0nf" alt="Temperature." title="Temperature."><figcaption>Le temperature registrate in queste ore sul continente europeo.</figcaption></figure><p>Per gran parte del weekend il quadro meteorologico subirà poche variazioni. <strong>L’alta pressione africana continuerà a dominare la scena sull’Italia</strong>, garantendo prevalenza di sole e temperature ancora ben oltre le medie climatiche del periodo, localmente anche di <strong>8-10°C superiori alla norma trentennale</strong>. Sulle pianure del Nord e sulle zone interne del Centro si potranno raggiungere nuovamente punte di <strong>34-35°C</strong>, soprattutto nelle ore più calde della giornata.</p><p>Già a partire da sabato 30 maggio, tuttavia, le temperature potrebbero iniziare a mostrare un lieve calo, soprattutto al Settentrione, segnale di un’atmosfera che lentamente proverà a cambiare configurazione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770971" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-record-in-europa-35-c-a-londra-e-decine-di-record-abbattuti-quando-finira-l-ondata.html" title="Caldo record in Europa: 35°C a Londra e decine di record abbattuti, quando finirà l'ondata?">Caldo record in Europa: 35°C a Londra e decine di record abbattuti, quando finirà l'ondata?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-record-in-europa-35-c-a-londra-e-decine-di-record-abbattuti-quando-finira-l-ondata.html" title="Caldo record in Europa: 35°C a Londra e decine di record abbattuti, quando finirà l'ondata?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-record-in-europa-35-c-a-londra-e-decine-di-record-abbattuti-quando-finira-l-ondata-1779878987381_320.png" alt="Caldo record in Europa: 35°C a Londra e decine di record abbattuti, quando finirà l'ondata?"></a></article></aside><p>Nonostante la presenza dell’anticiclone, infatti, il contesto atmosferico non sarà completamente stabile. Nel corso delle ore pomeridiane continueranno a svilupparsi <strong>temporali di calore lungo la dorsale appenninica</strong>, fenomeni favoriti dall’energia accumulata nei bassi strati e dai contrasti termici presenti in quota.</p><p>Le aree maggiormente esposte saranno gli Appennini del Centro-Sud, con particolare attenzione ai settori laziali e campani, dove non si escludono rovesci localmente intensi accompagnati da fulminazioni e raffiche improvvise di vento.</p><h2>Ponte del 2 Giugno a rischio pioggia per alcune regioni</h2><p>La notizia più importante riguarda però l’evoluzione attesa proprio a ridosso del <strong>ponte del 2 Giugno</strong>. Le ultime elaborazioni dei modelli matematici mostrano infatti segnali sempre più evidenti di un indebolimento dell’anticiclone subtropicale. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La struttura alto-pressoria sarà progressivamente messa sotto pressione dalle infiltrazioni di aria più fresca e instabile provenienti dall’Atlantico.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Queste correnti potrebbero riuscire a penetrare sul Mediterraneo centrale tramite un fronte instabile in grado di raggiungere l’Italia tra martedì 2 e mercoledì 3 giugno. In una fase successiva, tale configurazione potrebbe addirittura favorire la formazione di <strong>un vortice di bassa pressione sul nostro Paese</strong>, capace di accentuare l’instabilità atmosferica soprattutto al Nord.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto-1779950741597.png" data-image="xwzz9qlg797t" alt="Struttura ciclonica sull'Italia per il 2 Giugno" title="Struttura ciclonica sull'Italia per il 2 Giugno"><figcaption>Pioggia e locali temporali intensi potrebbero rovinare la festa della Repubblica</figcaption></figure><p>Le regioni più esposte sembrano essere quelle alpine e prealpine, oltre a gran parte del Settentrione, dove saranno possibili <strong>temporali anche di forte intensità</strong>, accompagnati localmente da grandinate e colpi di vento. Il rischio di fenomeni violenti sarà legato proprio al contrasto tra il caldo accumulato in questi giorni e l’arrivo di masse d’aria più fresche in quota.</p><p>Al momento il Centro-Sud sembrerebbe rimanere più ai margini del peggioramento, anche se una certa instabilità potrebbe coinvolgere le aree interne appenniniche. </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br> </div><p>Sarà comunque fondamentale seguire i prossimi aggiornamenti, perché il movimento del fronte e l’eventuale formazione del vortice depressionario potrebbero influenzare il tempo della <strong>prima settimana di giugno</strong>, periodo che coincide con l’inizio dell’<strong>estate meteorologica.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ponte del 2 Giugno 2026: fra caldo e temporali intensi, ecco le aree più a rischio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-2026-fra-caldo-e-temporali-intensi-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html</link><pubDate>Thu, 28 May 2026 06:48:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nonostante l'ingombrante presenza dell'anticiclone subtropicale e il caldo non mancherà il rischio di temporali, anche localmente intensi. Queste sono le 4 regioni più a rischio.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xabdhn0"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xabdhn0.jpg" id="xabdhn0"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Manca davvero poco al ponte della <strong>Festa della Repubblica</strong> che quest’anno sarà caratterizzato da temperature molto elevate, praticamente già su valori da piena estate, con un anticipo di un mese.</p><div class="texto-destacado">Difatti, il quadro meteorologico sull’area euro-mediterranea è dominato da un gigantesco promontorio anticiclonico dinamico di blocco, supportato in quota da aria molto calda, proveniente sia dai deserti del Marocco che dalle basse latitudini dell’Atlantico subtropicale.</div><p>Tuttavia, non si tratterà di un quadro completamente stabile, dato che questo anticiclone mostrerà qualche segno di cedimento, soprattutto nei giorni del ponte, favorendo anche delle infiltrazioni di umidità, più che sufficienti per generare improvvisi temporali di calore, nelle ore più calde della giornata.</p><h2><strong>Weekend all’insegna della stabilità e del ritorno del caldo</strong></h2><p>Dopo questa fase un po’ instabile delle prossime ore, con una temporanea battuta d’arresto dell’anticiclone e qualche temporale, <strong>anche localmente intenso sul Nord-Est,</strong> la pressione e il geopotenziale torneranno ad aumentare già dal fine settimana. </p><p>L’anticiclone subtropicale si rafforzerà, garantendo condizioni di prevalente stabilità atmosferica. Le giornate saranno caratterizzate da mattinate serene e soleggiate, <strong>con possibile formazione di nubi cumuliformi nel pomeriggio, soprattutto in prossimità dei rilievi.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-del-2-giugno-2026-fra-caldo-e-temporali-intensi-ecco-le-4-regioni-piu-a-rischio-1779876235605.png" data-image="m5xjblekkekd" alt="Temporali." title="Temporali."><figcaption>Dopo questa fase un po’ instabile delle prossime ore, con una temporanea battuta d’arresto dell’anticiclone e qualche temporale, anche localmente intenso sul Nord-Est, la pressione e il geopotenziale torneranno ad aumentare già dal fine settimana. </figcaption></figure><p>Nella giornata di <strong>sabato 30 maggio 2026</strong> avremo tempo soleggiato su gran parte del Paese. <strong>Qualche temporale di calore pomeridiano si vedrà sui sulle Alpi centro-occidentali, in rapido dissolvimento in banchi di altocumuli in serata.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-italia-tra-caldo-e-forti-temporali-con-grandine-colpiranno-queste-aree.html" title="Ponte del 2 giugno, Italia tra caldo e forti temporali con grandine: colpiranno queste aree">Ponte del 2 giugno, Italia tra caldo e forti temporali con grandine: colpiranno queste aree</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-italia-tra-caldo-e-forti-temporali-con-grandine-colpiranno-queste-aree.html" title="Ponte del 2 giugno, Italia tra caldo e forti temporali con grandine: colpiranno queste aree"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-del-2-giugno-italia-tra-caldo-e-forti-temporali-con-grandine-colpiranno-queste-aree-1779790660195_320.jpg" alt="Ponte del 2 giugno, Italia tra caldo e forti temporali con grandine: colpiranno queste aree"></a></article></aside><p>Nella giornata di <strong>domenica 31 maggio 2026</strong> l’elemento saliente sarà rappresentato dall’intensificazione del caldo, soprattutto sul Nord, dove si potranno registrare massime di oltre <strong>+30°C,</strong> con picchi localmente di <strong>+34°C</strong> su alcune aree di pianura, fra Lombardia e Emilia, e afa nelle grandi città.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Al Sud e fra Sardegna e Sicilia il clima sarà pienamente estivo, con massime diffuse intorno ai +28°C +32°C, e picchi locali fino a oltre +34°C +35°C nelle aree vallive più interne (ridossate alle brezze) di Sardegna e Sicilia.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Insomma, un fine settimana ideale per tutte le attività all’aperto, con la sola raccomandazione di prestare attenzione ai classici <strong>temporali di calore</strong> pomeridiani sui monti, e soprattutto al rischio fulmini, specialmente se vi trovate in aree aperte di montagna.</p><h2><strong>Da lunedì 1 giugno temporali in intensificazione al Nord</strong></h2><p>Da <strong>lunedì 1 giugno,</strong> con l’inizio del ponte vero e proprio, l’anticiclone verrà solo parzialmente eroso lungo il suo margine più orientale. Ciò consentirà l’ingresso, in media troposfera (circa 5000 metri), l’ingresso di infiltrazioni di aria più umida, ma anche più fresca, in grado di instabilizzare la colonna d’aria, favorendo lo sviluppo di cumulonembi, fin dal mattino, ad iniziare dal Nord-Ovest e dalla Liguria.</p><div class="texto-destacado">Questi fenomeni nel pomeriggio diverranno da sparsi a diffusi, propagandosi a buona parte del <strong>Piemonte, Emilia occidentale, Lombardia, ed in seguito pure al Veneto.</strong> Queste saranno le 4 regioni più esposte. <strong>In queste regioni avremo il rischio di rovesci localmente forti, accompagnati da grandine e forti raffiche di vento (lineari che si aprono a ventaglio). </strong></div><p>Avremo dell’instabilità anche sull’Appennino settentrionale e sui monti di Toscana, Umbria, Marche. Non è escluso qualche sconfinamento sulla costa adriatica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-del-2-giugno-2026-fra-caldo-e-temporali-intensi-ecco-le-4-regioni-piu-a-rischio-1779876300725.jpg" data-image="rj5o49g44bwe" alt="Temporali." title="Temporali."><figcaption>Nel pomeriggio di lunedì 1 giugno i fenomeni si estenderanno a buona parte del Piemonte, Emilia occidentale, Lombardia, ed in seguito pure al Veneto. Queste saranno le 4 regioni più esposte. In queste regioni avremo il rischio di rovesci localmente forti, accompagnati da grandine e forti raffiche di vento.</figcaption></figure><p>Sul resto del Paese prevarrà il sole e la stabilità, in un contesto di cielo sereno, poco nuvoloso, o leggermente velato in quota, in un contesto climatico praticamente estivo, <strong>con massime fra +27°C e +31°C. </strong></p><h2><strong>Martedì 2 giugno ancora caldo, residui temporali sparsi</strong></h2><p>Nel giorno della festa della Repubblica l’anticiclone tornerà a rinforzarsi, riportando condizioni di bel tempo su gran parte dell’Italia, <strong>anche se residui di instabilità potranno persistere al Nord.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770899" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-ciceroni-avverte-il-caldo-di-pentecoste-sfocera-in-forti-temporali-tra-giovedi-e-venerdi.html" title="Il meteorologo Luca Ciceroni avverte: 'Il caldo di Pentecoste sfocerà in forti temporali tra giovedì e venerdì'">Il meteorologo Luca Ciceroni avverte: "Il caldo di Pentecoste sfocerà in forti temporali tra giovedì e venerdì"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-ciceroni-avverte-il-caldo-di-pentecoste-sfocera-in-forti-temporali-tra-giovedi-e-venerdi.html" title="Il meteorologo Luca Ciceroni avverte: 'Il caldo di Pentecoste sfocerà in forti temporali tra giovedì e venerdì'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-luca-ciceroni-avverte-il-caldo-di-pentecoste-sfocera-in-forti-temporali-tra-giovedi-e-venerdi-1779826244110_320.jpg" alt="Il meteorologo Luca Ciceroni avverte: 'Il caldo di Pentecoste sfocerà in forti temporali tra giovedì e venerdì'"></a></article></aside><p>Prevalenza di sole al Centro-Sud, con temperature estive. Al Nord, invece, rimarrà attivo qualche temporale, nelle ore pomeridiane, soprattutto su Alpi, Prealpi e zone limitrofe di pianura, ma in attenuazione rispetto a lunedì. Si tratterà di fenomeni improvvisi, localizzati e concentrati nel pomeriggio-sera. Venti deboli, con brezze sulle coste e nei laghi. </p><div class="texto-destacado"> Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche! </div><p>Per tutto il periodo del ponte <strong>le temperature si manterranno sopra la media stagionale di +2°C +4°C, con picchi più elevati al Centro-Nord nel weekend (fino a 32-34°C) e valori più contenuti ma ancora caldi durante i giorni festivi.</strong> Al Sud e sulle due Isole maggiori il caldo risulterà più persistente.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-2026-fra-caldo-e-temporali-intensi-ecco-le-aree-piu-a-rischio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’ondata di calore scalda le acque del Mediterraneo, attesi picchi di +24°C ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-ondata-di-calore-scalda-le-acque-del-mediterraneo-attesi-picchi-di-24-c.html</link><pubDate>Thu, 28 May 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni le acque del Mediterraneo raggiungeranno valori tipici di fine luglio e agosto, con punte fino a +24°C sull'area del basso Tirreno. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab9tji"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab9tji.jpg" id="xab9tji"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’ondata di calore che da diversi giorni sta interessando tutta l’Europa centro-occidentale, dalla Spagna alla Francia, passando per l’Inghilterra, l’ovest della Germania e il Belgio, ormai ha assunto caratteristiche di grande eccezionalità.</p><p>Non solo perché siamo solo a fine maggio, ma anche per la durata, ma soprattutto per la sua vasta estensione spaziale, su quasi tutto il comparto centro-occidentale europeo. Questo eccesso di calore andrà a trasmettersi anche alla superficie del mare, dando inizio ad <strong>una lunga ondata di calore marina.</strong></p><h2><strong>Il calore che l’atmosfera cede al mare</strong></h2><p>Quando un’ondata di calore staziona su una regione, <strong>l’atmosfera cede energia al sottostante specchio d’acqua attraverso diversi meccanismi fisici.</strong> Il processo non è istantaneo, ma in condizioni di alta pressione, <strong>con venti deboli e cielo sereno, diventa particolarmente efficiente.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il principale contributo arriva dalla radiazione solare. Con giornate più lunghe e cieli limpidi, il mare assorbe una quota elevata di energia solare diretta. L’acqua ha un’albedo (capacità di riflettere la luce) bassa, specialmente quando il sole è alto. Gran parte della radiazione penetra negli strati superficiali, riscaldandoli.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>A questo si aggiunge <strong>il flusso sensibile di calore (convezione e conduzione).</strong> L’aria calda a contatto con la superficie marina più fresca trasferisce calore, anche più rapidamente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ondata-di-calore-scalda-le-acque-del-mediterraneo-attesi-picchi-di-24-c-1779804321031.png" data-image="1cf1gq55qky6" alt="Temperature mare." title="Temperature mare."><figcaption>Entro l’inizio di giugno, questo processo, farà in modo che i bacini ad ovest dell’Italia faranno registrare temperature davvero anomale, fino a oltre +23°C +24°C. Soprattutto sull’area del basso Tirreno, vicino le Eolie.</figcaption></figure><p>Se l’acqua è più fredda dell’aria, il gradiente termico favorisce il passaggio di energia dall’atmosfera al mare.</p><h2><strong>Il ruolo del cosiddetto flusso latente</strong></h2><p>Un ruolo importante lo gioca anche <strong>il flusso latente,</strong> anche se in misura minore durante una fase di caldo secco. In questo caso l’evaporazione raffredda la superficie, ma parte del vapore può condensare o comunque influenzare <strong>il bilancio termico complessivo.</strong> </p><div class="texto-destacado">Nel complesso, durante ondate di calore persistenti, il bilancio netto è positivo per il mare: esso guadagna calore.</div><p>Il Mediterraneo, essendo un bacino semi-chiuso con scarsa circolazione profonda e tempi di rinnovo dell’acqua relativamente lunghi, è particolarmente sensibile a questi input termici. Le temperature superficiali possono salire velocemente, soprattutto nelle zone costiere e nei mari meno profondi, lì dove il mescolamento limitato.</p><h2><strong>Attesi già +24°C entro lunedì</strong></h2><p>Entro l’inizio di giugno, questo processo, farà in modo che i bacini ad ovest dell’Italia faranno registrare temperature davvero anomale, <strong>fino a oltre +23°C +24°C.</strong> Soprattutto sull’area del basso Tirreno, vicino le Eolie.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ondata-di-calore-scalda-le-acque-del-mediterraneo-attesi-picchi-di-24-c-1779804190689.png" data-image="kejtzzddjecj" alt="Temperature mare." title="Temperature mare."><figcaption>Ecco le acque del Mediterraneo diventate un brodo, malgrado siamo solo a fine maggio. In diverse aree del Mediterraneo si registrano gli stessi valori di luglio.</figcaption></figure><p>Si tratta di un’anomalia notevolissima che segnerebbe l’inizio prematuro di una stagione calda anche per il mare, e per le terre che si affacciano su esso.</p><p>Un mare più caldo non è solo un indicatore del clima che cambia, ma che rischia di diventare a sua volta <strong>un moltiplicatore di calore per le masse d’aria sovrastanti,</strong> favorendo il mantenimento di condizioni anticicloniche e aumentando l’umidità disponibile per eventuali fenomeni intensi successivi (eventi temporaleschi).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-italia-tra-caldo-e-forti-temporali-con-grandine-colpiranno-queste-aree.html" title="Ponte del 2 giugno, Italia tra caldo e forti temporali con grandine: colpiranno queste aree">Ponte del 2 giugno, Italia tra caldo e forti temporali con grandine: colpiranno queste aree</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-italia-tra-caldo-e-forti-temporali-con-grandine-colpiranno-queste-aree.html" title="Ponte del 2 giugno, Italia tra caldo e forti temporali con grandine: colpiranno queste aree"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-del-2-giugno-italia-tra-caldo-e-forti-temporali-con-grandine-colpiranno-queste-aree-1779790660195_320.jpg" alt="Ponte del 2 giugno, Italia tra caldo e forti temporali con grandine: colpiranno queste aree"></a></article></aside><p>Su molte località costiere, soprattutto del Sud, e di Sardegna e Sicilia, questo aumento delle temperature del mare aprirà le porte al periodo delle notti tropicali, <strong>con le temperature minime giornaliere che per gran parte del periodo estivo non scenderanno al di sotto dei +20°C. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-ondata-di-calore-scalda-le-acque-del-mediterraneo-attesi-picchi-di-24-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come hanno fatto gli esseri umani a sopravvivere ai grandi terremoti pre-paleolitici?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-hanno-fatto-gli-esseri-umani-a-sopravvivere-ai-grandi-terremoti-pre-paleolitici.html</link><pubDate>Thu, 28 May 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Uno studio del sito archeologico di Vale Boi a Vila do Bispo, in Portogallo, conclude che le comunità umane del Paleolitico superiore svilupparono strategie per far fronte ai terremoti e all'instabilità ambientale tra 30.000 e 24.000 anni fa.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-sobreviviam-os-humanos-aos-grandes-terramotos-no-paleolitico-uma-investigacao-feita-em-portugal-explica-1779110632965.jpg" data-image="6x37hxdqe3ti" alt="Uno studio che analizza un sito archeologico a Vila do Bispo, in Algarve, sostiene che ben prima delle prime società agricole e/o urbane, i terremoti influenzassero già la vita umana. Immagine: © Bextrel - Wikimedia Commons" title="Uno studio che analizza un sito archeologico a Vila do Bispo, in Algarve, sostiene che ben prima delle prime società agricole e/o urbane, i terremoti influenzassero già la vita umana. Immagine: © Bextrel - Wikimedia Commons"><figcaption>Uno studio che analizza un sito archeologico a Vila do Bispo, in Algarve, sostiene che ben prima delle prime società agricole e/o urbane, i terremoti influenzassero già la vita umana. Immagine: © Bextrel - Wikimedia Commons</figcaption></figure><p>La ricerca, pubblicata sulla rivista <em>‘Archaeological and Anthropological Sciences’</em> e guidata da <strong>Alvise Barbieri</strong>, ricercatore del Centro Interdisciplinare di Archeologia ed Evoluzione del Comportamento Umano dell’Università dell’Algarve, e da <strong>Javier Sánchez Martínez</strong>, ricercatore dell’Istituto Catalano di Paleoecologia Umana ed Evoluzione Sociale (IPHES-CERCA), porta alla luce alcune delle prime prove conosciute di resilienza delle società paleolitiche di fronte ai rischi geologici.</p><h2>I cacciatori-raccoglitori possedevano strategie complesse per affrontare i terremoti</h2><p>Lo studio ha dimostrato che i gruppi di cacciatori-raccoglitori che abitavano il sito archeologico di Vale Boi, a Vila do Bispo, nel distretto di Faro, tra 30.000 e 24.000 anni fa, avevano già sviluppato strategie complesse per affrontare attività sismiche estreme.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La ricerca si è concentrata sul sito di Vale Boi, un’area situata in una zona tettonicamente attiva del sud della Penisola Iberica.<br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La combinazione di <strong>dati archeologici, geologici e cronologici</strong> con tecniche all’avanguardia, tra cui la <strong>tomografia di resistività elettrica</strong>, ha permesso agli scienziati di ricostruire l’impatto dei terremoti su questo insediamento costiero.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/como-sobreviviam-os-humanos-aos-grandes-terramotos-no-paleolitico-uma-investigacao-feita-em-portugal-explica-1779110450560.jpg" data-image="8jm9u29uzqp9"> <figcaption>Sono state identificate faglie ed eventi di caduta di rocce causati da terremoti di magnitudo superiore a 5,7. Questo provocò continui cambiamenti nel paesaggio, influenzando le aree occupate dagli esseri umani del Paleolitico superiore.</figcaption> </figure><h2>Adattamento della mobilità, modifica dell’uso del territorio e rafforzamento delle reti sociali</h2><p>Contrariamente ad altri contesti preistorici in cui disastri come i terremoti portavano a lunghi periodi di abbandono, <strong>i cacciatori-raccoglitori di Vale Boi continuarono a occupare quest’area, adattando la propria mobilità, l’uso del territorio e le reti sociali</strong> per ridurre i rischi associati all’attività sismica.</p><div class="texto-destacado">“In questi contesti di crisi ambientale e geologica, <strong>i gruppi umani rafforzarono le proprie reti sociali e i rapporti con comunità più lontane</strong>. La condivisione di informazioni, contatti e risorse deve aver funzionato come una protezione contro situazioni di incertezza e rischio”, spiega Sánchez Martínez, citato dall’agenzia di stampa Efe.</div><p>In alcuni casi, <strong>abbandonarono temporaneamente il sito</strong> o ridussero la durata delle loro permanenze, mentre in altre occasioni <strong>riorganizzarono l’uso dello spazio</strong> per minimizzare l’esposizione alle cadute di rocce.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770156" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/terremoto-ai-campi-flegrei-il-giorno-dopo-esce-lo-studio-sulle-radici-profonde-del-vulcano-cosa-dicono-gli-esperti.html" title="Terremoto ai Campi Flegrei, il giorno dopo esce lo studio sulle radici profonde del vulcano: cosa dicono gli esperti">Terremoto ai Campi Flegrei, il giorno dopo esce lo studio sulle radici profonde del vulcano: cosa dicono gli esperti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/terremoto-ai-campi-flegrei-il-giorno-dopo-esce-lo-studio-sulle-radici-profonde-del-vulcano-cosa-dicono-gli-esperti.html" title="Terremoto ai Campi Flegrei, il giorno dopo esce lo studio sulle radici profonde del vulcano: cosa dicono gli esperti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/terremoto-ai-campi-flegrei-il-giorno-dopo-esce-lo-studio-sulle-radici-profonde-del-vulcano-cosa-dicono-gli-esperti-1779454020240_320.jpg" alt="Terremoto ai Campi Flegrei, il giorno dopo esce lo studio sulle radici profonde del vulcano: cosa dicono gli esperti"></a></article></aside><p>Inoltre, la ricerca scientifica rivela un <strong>cambiamento significativo nella dieta delle comunità di Vale Boi</strong> durante i periodi di maggiore instabilità geologica. Aumentando considerevolmente lo sfruttamento delle risorse marine e costiere, riuscirono a <strong>diversificare le fonti alimentari</strong>, riducendo la dipendenza dalle risorse terrestri nei momenti di incertezza ambientale.</p><h3><em>Riferimenti della notizia</em></h3><p><em>Barbieri, A., Sánchez Martínez, J., Belmiro, J. et al. Early evidence of earthquake management through mobility and social network adjustments at Vale Boi (SW Iberia). Archaeol Anthropol Sci 18, 25 (2026). <a href="https://sapo.pt/artigo/estudo-realizado-em-portugal-indica-que-humanos-adaptaram-a-sua-mobilidade-no-paleolitico-para-sobreviver-a-sismos-6a0856ed4faa8527a1bb0a9b" target="_blank">https://doi.org/10.1007/s12520-025-02400-6</a></em></p><p><em><a href="https://sapo.pt/artigo/estudo-realizado-em-portugal-indica-que-humanos-adaptaram-a-sua-mobilidade-no-paleolitico-para-sobreviver-a-sismos-6a0856ed4faa8527a1bb0a9b" target="_blank">Studio realizzato in Portogallo indica che gli esseri umani adattarono la loro mobilità nel Paleolitico per sopravvivere ai terremoti</a>. Conta Lá - Sapo/Agenzia Lusa. 16 maggio 2026.</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-hanno-fatto-gli-esseri-umani-a-sopravvivere-ai-grandi-terremoti-pre-paleolitici.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La NASA compie un passo fondamentale verso Marte: un veicolo sperimentale ha già superato la barriera del suono]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-compie-un-passo-fondamentale-verso-marte-un-veicolo-sperimentale-ha-gia-superato-la-barriera-del-suono.html</link><pubDate>Wed, 27 May 2026 18:19:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La NASA ha testato con successo dei rotori in grado di superare Mach 1 in condizioni marziane simulate: un importante passo avanti verso lo sviluppo di velivoli più grandi che consentano di ampliare l'esplorazione aerea di Marte.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-logra-un-avance-clave-hacia-marte-una-nave-experimental-ya-rompe-la-barrera-del-sonido-1778881283081.jpg" data-image="z17ivsm5m9mp" alt="Marte." title="Marte."><figcaption>L'ingegnere Jaakko Karras ispeziona una pala di elicottero marziano prima dei test supersonici al JPL nel novembre 2025. Crediti: NASA.</figcaption></figure><p>Per decenni, volare su Marte è stato considerato impossibile a causa della sua atmosfera rarefatta, che rappresenta appena l’1% di quella terrestre. Pertanto, in quell’ambiente, generare portanza aerodinamica ha costretto a ripensare le regole classiche dell’aviazione, almeno quelle che conosciamo per la Terra.</p><div class="texto-destacado"><strong>L'elicottero Ingenuity ha dimostrato che il volo controllato era possibile su Marte, segnando una pietra miliare tecnologica storica.</strong> Tuttavia, si trattava solo di una prova a causa delle sue dimensioni ridotte, del carico minimo e dell'autonomia limitata.</div><p>Per progredire, gli ingegneri hanno iniziato a lavorare su velivoli più grandi e capaci di trasportare strumenti scientifici, coprire distanze maggiori e supportare direttamente future missioni robotiche, ampliando l'esplorazione dall'alto.</p><p><strong>La principale sfida aerodinamica, dovuta a un'atmosfera così rarefatta, è che le pale devono ruotare estremamente velocemente per generare la portanza necessaria,</strong> facendo sì che le loro estremità raggiungano velocità vicine o superiori a quella del suono.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-logra-un-avance-clave-hacia-marte-una-nave-experimental-ya-rompe-la-barrera-del-sonido-1778881522648.png" data-image="25ukpu5x6nu4" alt="Marte." title="Marte."><figcaption>L'elicottero marziano Ingenuity effettua una prova di rotazione lenta delle pale nell'aprile 2021, pochi giorni prima del suo primo storico volo su Marte. Crediti: NASA/JPL-Caltech/ASU/MSSS.</figcaption></figure><p>La sfida si è fatta interessante quando gli ingegneri hanno deciso di affrontare quel limite invece di evitarlo. Se il regime supersonico era inevitabile su Marte, bisognava comprenderlo, misurarlo e controllarlo fin dalla fase di progettazione, trasformando una difficoltà tecnica in un'opportunità per volare meglio.</p><h2>Collaudo di rotori supersonici</h2><p>I test sono stati condotti in una camera speciale del <strong>Jet Propulsion Laboratory,</strong> in grado di riprodurre la pressione e le condizioni fisiche dell'atmosfera marziana. In quell'ambiente controllato sono state valutate le pale progettate per funzionare in modo stabile a velocità estreme.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Nel corso di oltre 130 prove, le estremità delle pale hanno superato Mach 1 in modo controllato e ripetibile, mentre sensori di alta precisione hanno registrato vibrazioni, flussi d'aria e carichi meccanici, consentendo di convalidare i modelli aerodinamici sviluppati negli anni precedenti.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I risultati hanno confermato che il volo supersonico su Marte è fattibile e che, a differenza della Terra, dove rompere la barriera del suono genera intense onde d'urto, la bassa densità marziana riduce notevolmente le forze aerodinamiche coinvolte.</p><p>Questo comportamento consente un approccio diverso alla progettazione degli aeromobili poiché, invece di limitare la velocità di rotazione, gli ingegneri possono ottimizzare la stabilità, l’efficienza energetica e la resistenza strutturale, aprendo la strada a veicoli aerei di dimensioni maggiori.</p><h3>Dall'esperimento al futuro dell'esplorazione marziana</h3><p>A differenza di <strong>Ingenuity,</strong> concepito esclusivamente come dimostratore tecnologico, i futuri velivoli marziani sono progettati come piattaforme scientifiche a tutti gli effetti. Potrebbero infatti trasportare telecamere avanzate, spettrometri e sensori atmosferici per studiare il terreno da nuove prospettive.</p><p>Uno dei concetti analizzati è un elicottero di dimensioni maggiori che accompagni i rover o le missioni umane per esplorare percorsi, <strong>identificare zone di interesse e accedere a regioni inaccessibili come canyon, grotte o pendii ripidi.</strong></p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/aBJNtvAyt9g/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=aBJNtvAyt9g" id="aBJNtvAyt9g"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>La padronanza del regime supersonico consente di non compromettere le prestazioni del progetto, poiché, essendo queste elevate velocità parte integrante del funzionamento, si riducono i problemi strutturali e si ampliano sia le capacità scientifiche che l'autonomia operativa di ogni missione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763722" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/vivere-su-marte-alcuni-organismi-terrestri-ci-riescono-e-aprono-nuove-possibilita-per-l-uomo.html" title="Vivere su Marte? Alcuni organismi terrestri ci riescono e aprono nuove possibilità anche per l'uomo">Vivere su Marte? Alcuni organismi terrestri ci riescono e aprono nuove possibilità anche per l'uomo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/vivere-su-marte-alcuni-organismi-terrestri-ci-riescono-e-aprono-nuove-possibilita-per-l-uomo.html" title="Vivere su Marte? Alcuni organismi terrestri ci riescono e aprono nuove possibilità anche per l'uomo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/vivere-su-marte-alcuni-organismi-terrestri-ci-riescono-e-aprono-nuove-possibilita-per-l-uomo-1776084708476_320.jpg" alt="Vivere su Marte? Alcuni organismi terrestri ci riescono e aprono nuove possibilità anche per l'uomo"></a></article></aside><p>Inoltre, le conoscenze acquisite non si limiteranno a Marte, poiché i principi aerodinamici verificati in questi test potrebbero essere applicati ad altri mondi o lune con atmosfere diverse, ampliando il ruolo dell'esplorazione aerea nelle future missioni planetarie.</p><h3>Un piccolo passo avanti dalle profonde conseguenze</h3><p>Il superamento della barriera del suono in questi test non è stato un gesto simbolico, bensì la conferma diretta di anni di lavoro teorico e sperimentale, a dimostrazione del fatto che i limiti classici dell’aviazione terrestre non si applicano allo stesso modo in ambienti planetari diversi dal nostro.</p><div class="texto-destacado">Questo progresso ridefinisce il concetto di volo su Marte, dove il pianeta rosso smette di essere un luogo in cui è quasi impossibile volare e diventa uno scenario per lo sviluppo di nuove forme di ingegneria aeronautica adattate a condizioni uniche.</div><p>E sebbene non sia stata annunciata una missione immediata basata su questi rotori, i dati ottenuti influenzano già la progettazione di progetti futuri. Ad ogni prova si riducono <strong>i rischi tecnici e le idee, prima scartate, diventano opzioni praticabili per l’esplorazione.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="766571" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-primo-esperimento-chimico-interamente-condotto-su-marte-svela-un-dato-sorprendente.html" title="Il primo esperimento chimico interamente condotto su Marte svela un dato sorprendente">Il primo esperimento chimico interamente condotto su Marte svela un dato sorprendente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-primo-esperimento-chimico-interamente-condotto-su-marte-svela-un-dato-sorprendente.html" title="Il primo esperimento chimico interamente condotto su Marte svela un dato sorprendente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-primo-esperimento-chimico-interamente-condotto-su-marte-svela-un-dato-sorprendente-1777558182836_320.jpg" alt="Il primo esperimento chimico interamente condotto su Marte svela un dato sorprendente"></a></article></aside><p>Come è successo con Ingenuity, questi progressi possono sembrare piccoli, ma il loro impatto è profondo. È così che il piccolo passo di infrangere la barriera del suono in una camera di prova può aprire la strada a nuove forme di comprensione di altri mondi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-compie-un-passo-fondamentale-verso-marte-un-veicolo-sperimentale-ha-gia-superato-la-barriera-del-suono.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Vino analcolico: al via in Veneto la produzione su vasta scala]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/vino-analcolico-al-via-in-veneto-la-produzione-su-vasta-scala.html</link><pubDate>Wed, 27 May 2026 16:35:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Pronta per la partenza la produzione interamente Made in Italy di vino a gradazione alcolica bassa o nulla. Il nuovo stabilimento nel trevigiano permetterà alle etichette italiane di fare fronte ad una domanda sempre in crescita</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/vino-analcolico-al-via-in-veneto-la-produzione-su-vasta-scala-1779788524597.jpg" data-image="42x3vzsa0a6n" alt="Vino analcolico" title="Vino analcolico"><figcaption>Al via in Veneto la produzione di vino analcolico grazie ad una tecnologia all'avanguardia</figcaption></figure><p>Vino <strong>ipocalorico </strong>e <strong>senza alcol</strong>? Oggi si può, e anzi a quanto pare si deve, visto che sul mercato internazionale c’è una forte richiesta. Anche i grossi produttori italiani hanno deciso quindi di ampliare la propria offerta e adeguarsi alla domanda con una produzione tutta <strong>locale</strong>.</p><p>Il 23 maggio 2026, dopo due anni di sperimentazione sulle tecnologie più innovative, e dopo diversi successi ottenuti all’estero, ha aperto il primo grande stabilimento italiano per la <strong>dealcolazione del vino</strong> nel comune di Susegana, in provincia di <strong>Treviso</strong>.</p><h2>Una rivoluzione per i vini italiani</h2><p>La regione pioniera per la produzione dei <strong>vini analcolici</strong> è anche quella dove si trova una delle maggiori aree vinicole del paese: il Veneto. Qui le aziende di Treviso, Ceviv e Omnia Technologies, hanno messo a punto una nuova tecnologia, già molto richiesta dai grandi marchi del settore, per separare il vino dalla sua componente alcolica. </p><p>Sebbene questa pratica di per sé fosse già nota in Italia, l’azienda veneta è quella più <strong>all’avanguardia </strong>nel settore e anche la più grande.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721033" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dove-si-beve-piu-vino-la-top-10-dei-paesi-campioni-di-brindisi-con-un-podio-inatteso.html" title="Dove si beve più vino? La top 10 dei paesi campioni di brindisi, con un podio inatteso">Dove si beve più vino? La top 10 dei paesi campioni di brindisi, con un podio inatteso</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dove-si-beve-piu-vino-la-top-10-dei-paesi-campioni-di-brindisi-con-un-podio-inatteso.html" title="Dove si beve più vino? La top 10 dei paesi campioni di brindisi, con un podio inatteso"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dove-si-beve-piu-vino-la-top-10-dei-paesi-campioni-di-brindisi-con-un-podio-inatteso-1753275887073_320.jpg" alt="Dove si beve più vino? La top 10 dei paesi campioni di brindisi, con un podio inatteso"></a></article></aside><p>Con la possibilità di produrre in modo sostenibile fino a <strong>sette milioni</strong> di bottiglie di vino dealcolato all’anno, l’impianto di Susegana si avvia a soddisfare una richiesta sempre crescente di vini e spumanti di ultima generazione.</p><p>Naturalmente tutti i prodotti della tradizione vinicola italiana rimarranno intatti, ma ad essi si affiancheranno anche quelli in versione “light”.</p><h2>Come nasce il vino analcolico</h2><p>Il nuovo impianto veneto per la dealcolazione del vino utilizza due <strong>tecnologie complementari</strong>.</p><div class="texto-destacado">Il processo viene detto <strong>“a membrana”</strong> perché il vino viene filtrato grazie a delle sottilissime membrane che lasciano passare le molecole più piccole, come quelle dell’acqua e dell’etanolo, trattenendo quelle più grandi, tra cui quelle degli aromi.</div><p>Successivamente la miscela di acqua e alcol viene <strong>distillata sottovuoto</strong>, il che consente di far avaporare l’alcol a <strong>bassa temperatura</strong>, circa 25–35 °C, contro i 78°C che occorrerebbero normalmente, ma senza alterare gli aromi. In questo modo è possibile rimuovere l’etanolo ma il vino non “cuoce” e il suo <strong>bouquet </strong>non si rovina.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/vino-analcolico-al-via-in-veneto-la-produzione-su-vasta-scala-1779788581402.jpg" data-image="psp4w4ndam1n" alt="Vino analcolico Veneto" title="Vino analcolico Veneto"><figcaption>I vigneti di Valdobbiadene, in provincia di Treviso, dove nasce il famoso prosecco</figcaption></figure><p>Partita dagli Stati Uniti, la tendenza a consumare vino analcolico spopola ormai anche in Europa. Le grandi cantine italiane hanno quindi avuto la necessità di rimanere competitive sul mercato globale e <strong>indipendenti</strong>. Fino all’apertura dell’impianto veneto, infatti, la produzione di questi vini era basata in <strong>Germania</strong>. </p><h2>Il dibattito tra tradizione e innovazione</h2><p>Il vino è una delle colonne portanti della cultura gastronomica in Italia, non stupisce quindi che il dibattito sul tema sia stato acceso fin da subito.</p><p>Il vino analcolico ha l’indubbio vantaggio di essere ipocalorico e per questo è preferito da chi segue regimi alimentari controllati. Inutile dire, poi, che limitare il consumo di alcol è un bene per la salute da più punti di vista.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="738285" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cioccolato-vino-e-caffe-potrebbero-smettere-di-essere-beni-di-uso-quotidiano-e-trasformarsi-in-prodotti-di-lusso.html" title="Cioccolato, vino e caffè potrebbero smettere di essere beni di uso quotidiano e trasformarsi in 'prodotti di lusso'">Cioccolato, vino e caffè potrebbero smettere di essere beni di uso quotidiano e trasformarsi in "prodotti di lusso"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cioccolato-vino-e-caffe-potrebbero-smettere-di-essere-beni-di-uso-quotidiano-e-trasformarsi-in-prodotti-di-lusso.html" title="Cioccolato, vino e caffè potrebbero smettere di essere beni di uso quotidiano e trasformarsi in 'prodotti di lusso'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-chocolate-el-vino-y-el-cafe-podrian-dejar-de-ser-cotidianos-y-convertirse-en-productos-de-lujo-1762444721036_320.jpg" alt="Cioccolato, vino e caffè potrebbero smettere di essere beni di uso quotidiano e trasformarsi in 'prodotti di lusso'"></a></article></aside><p>Non mancano tuttavia le critiche tra produttori e sommelier che temono che i vini italiani possano perdere la propria <strong>identità</strong>, dal momento che l’alcol non è un ingrediente accessorio. Esso contribuisce in modo significativo a conferire al vino la sua <strong>struttura</strong>, la <strong>morbidezza </strong>e anche la tipica sensazione di <strong>calore </strong>percepita al palato. </p><p>I sommelier sostengono infatti che i vini dealcolati risultino più <strong>acidi </strong>e meno <strong>complessi </strong>rispetto a quelli classici.</p><p>In Italia, inoltre, la questione è anche <strong>culturale</strong>, essendo il vino un prodotto antichissimo che ha plasmato le aree di provenienza, con intere regioni la cui cultura nei secoli si è legata alla presenza dei vigneti, dalla <strong>morfologia </strong>dei territori, alle <strong>abitudini alimentari</strong>, agli <strong>eventi culturali</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764034" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-sentieri-escursionistici-italiani-che-attraversano-vigneti-dichiarati-patrimonio-dell-unesco.html" title="I sentieri escursionistici italiani che attraversano vigneti dichiarati patrimonio dell'UNESCO ">I sentieri escursionistici italiani che attraversano vigneti dichiarati patrimonio dell'UNESCO </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-sentieri-escursionistici-italiani-che-attraversano-vigneti-dichiarati-patrimonio-dell-unesco.html" title="I sentieri escursionistici italiani che attraversano vigneti dichiarati patrimonio dell'UNESCO "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-sentieri-escursionistici-italiani-che-attraversano-vigneti-dichiarati-patrimonio-dell-unesco-1776251507737_320.jpg" alt="I sentieri escursionistici italiani che attraversano vigneti dichiarati patrimonio dell'UNESCO "></a></article></aside><p>Eliminare l’alcol significherebbe quindi modificare la natura stessa di un prodotto dal forte <strong>valore identitario</strong>, trasformandolo in qualcosa di completamente diverso.</p><p>Ad ogni modo al momento ha prevalso l’idea di una <strong>pacifica convivenza</strong> tra tradizione e innovazione, nell’attesa che sia il mercato a decidere quale delle due tendenze prevarrà.</p><h3><em>Fonte della notizia:</em></h3><p><a href="https://www.ansa.it/veneto/notizie/2026/05/23/in-veneto-il-primo-impianto-in-italia-per-la-dealcolazione-dei-vini_4219fd57-9b33-4e75-b973-e661996e15af.html" target="_blank">In Veneto il primo impianto in Italia per la dealcolazione dei vini </a>. Ansa (Maggio 2026)</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/vino-analcolico-al-via-in-veneto-la-produzione-su-vasta-scala.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Afidi, mosca bianca e tanti altri: i parassiti che invadono il tuo giardino e come tenerli sotto controllo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/afidi-mosca-bianca-e-tanti-altri-i-parassiti-che-invadono-il-tuo-giardino-e-come-tenerli-sotto-controllo.html</link><pubDate>Wed, 27 May 2026 16:01:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p> Con l’avanzare della primavera le piante diventano più vulnerabili agli attacchi di insetti, acari e altri organismi fitofagi: conoscerli è il primo passo per prevenirne la comparsa e intervenire con tempestività ed efficacia</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/afidi-mosca-bianca-e-tanti-altri-i-parassiti-che-invadono-il-tuo-giardino-e-come-tenerli-sotto-controllo-1779637725966.jpeg" data-image="9jyqravlo01q"><figcaption>Le trappole cromotropiche adesive rappresentano uno strumento semplice ma efficace per il monitoraggio dei principali insetti fitofagi in giardino e in orto</figcaption></figure><p>Con l’aumento delle temperature primaverili, le piante entrano nella fase di massima attività vegetativa. Germogli teneri, tessuti ricchi d’acqua e crescita rapida rendono orto e giardino <strong>più produttivi</strong>, ma anche <strong>più esposti agli attacchi di patogeni e parassiti vegetali</strong>.</p><p>In questa fase si attiva il cosiddetto <strong>triangolo della malattia</strong>, in cui la presenza del patogeno, le condizioni ambientali favorevoli e la vulnerabilità della pianta si combinano dando origine alle infestazioni.</p><h2> Dai batteri agli insetti: conoscere i nemici delle piante </h2><p>Le avversità che possono colpire una pianta sono di natura molto diversa e comprendono <strong>funghi, batteri, virus, fitoplasmi, nematodi, insetti, acari e altri organismi animali</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/afidi-mosca-bianca-e-tanti-altri-i-parassiti-che-invadono-il-tuo-giardino-e-come-tenerli-sotto-controllo-1779639377804.jpeg" data-image="sz4w1ghat9d9"><figcaption>Anche tra gli organismi vegetali esistono specie parassite: la cuscuta è una pianta priva di clorofilla che si avvolge sui tessuti ospiti, sottraendo linfa e indebolendo progressivamente la pianta infestata</figcaption></figure><p>In senso generale, il termine <strong>patogeno</strong> indica qualsiasi agente capace di causare una malattia o un danno alla pianta; il termine <strong>parassita</strong>, invece, indica in modo più specifico quegli organismi che <strong>vivono a spese della pianta</strong> nutrendosi dei suoi tessuti o sottraendole risorse, tra cui<strong> insetti e altri piccoli animali</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/afidi-mosca-bianca-e-tanti-altri-i-parassiti-che-invadono-il-tuo-giardino-e-come-tenerli-sotto-controllo-1779638193108.jpeg" data-image="wcyjxs8g4yw2"><figcaption>Infestazione di cocciniglie: presenza di piccoli scudetti cerosi o masse cotonose su rami e foglie, spesso accompagnate da melata e fumaggine</figcaption></figure><p>Questi parassiti possono essere classificati in base <strong>al tipo di danno che causano</strong>, strettamente legato alle loro abitudini di vita e, negli insetti, anche <strong>all’apparato boccale</strong> di cui sono dotati: <strong>pungente-succhiante </strong>nei fitomizi come afidi e cocciniglie, <strong>masticatore </strong>nei bruchi e in molti insetti defogliatori, oppure specializzato nell’attacco alle <strong>radici </strong>o ai tessuti sotterranei.</p><h2>Parassiti che succhiano la linfa</h2><p>Questa categoria comprende organismi che si nutrono dei <strong>liquidi interni</strong> della pianta, indebolendola progressivamente.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/afidi-mosca-bianca-e-tanti-altri-i-parassiti-che-invadono-il-tuo-giardino-e-come-tenerli-sotto-controllo-1779638441257.jpeg" data-image="he1q79qjn57a"><figcaption>Infestazione di afidi: colonie di piccoli insetti verdi o neri su germogli e foglie giovani, con arricciamento delle foglie e presenza di melata</figcaption></figure><p>Tra i più comuni troviamo gli <strong>afidi</strong>, che colonizzano germogli e foglie giovani; la <strong>mosca bianca</strong>, tipica di serre e ambienti caldi; le <strong>cocciniglie</strong>, protette da scudetti cerosi o cotonosi che si fissano su rami e foglie; i <strong>tripidi</strong>, insetti molto piccoli ma capaci di deformare fiori e fogliame.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/afidi-mosca-bianca-e-tanti-altri-i-parassiti-che-invadono-il-tuo-giardino-e-come-tenerli-sotto-controllo-1779638384188.jpeg" data-image="7vndpmzf6wfh"><figcaption>Mosca bianca: presenza di piccoli insetti bianchi sulla pagina inferiore delle foglie e comparsa di ingiallimenti e deperimento della vegetazione</figcaption></figure><p>I danni includono<strong> i</strong><strong>ngiallimenti, arricciamenti e produzione di melata</strong>, che può favorire lo sviluppo di fumaggine. Molte specie, inoltre, possono agire come <strong>vettori di malattie</strong>, soprattutto <strong>virali</strong>, che si insediano nella pianta attaccata, causando ulteriori danni alla vegetazione. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/afidi-mosca-bianca-e-tanti-altri-i-parassiti-che-invadono-il-tuo-giardino-e-come-tenerli-sotto-controllo-1779638539512.jpeg" data-image="d8hiutvwf9c3"><figcaption>Sintomi tipici della presenza di insetti fitomizi: ingiallimento delle foglie, arricciamento dei germogli, deperimento generale della pianta e presenza di melata sulle superfici vegetali</figcaption></figure><p> Il <strong>controllo</strong> si basa su lavaggi, potature mirate, oli minerali e sulla valorizzazione di insetti antagonisti come coccinelle e crisopidi.</p><h2>Parassiti che si nutrono dei tessuti vegetali</h2><p>In questo gruppo rientrano organismi che rosicchiano o consumano direttamente parti della pianta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="724304" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/bruchi-mangiatori-di-foglie-3-rimedi-naturali-per-allontanarli.html" title="Bruchi mangiatori di foglie: 3 rimedi naturali per allontanarli">Bruchi mangiatori di foglie: 3 rimedi naturali per allontanarli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/bruchi-mangiatori-di-foglie-3-rimedi-naturali-per-allontanarli.html" title="Bruchi mangiatori di foglie: 3 rimedi naturali per allontanarli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/bruchi-mangiatori-di-foglie-3-rimedi-naturali-per-allontanarli-1755205190704_320.jpeg" alt="Bruchi mangiatori di foglie: 3 rimedi naturali per allontanarli"></a></article></aside><p>I <strong>bruchi</strong> di farfalle e falene sono tra i più evidenti: possono defogliare rapidamente arbusti e ortaggi. Anche <strong>lumache e limacce</strong>, particolarmente attive di sera e di notte in presenza di umidità, si nutrono di foglie tenere e giovani piantine. Non mancano <strong>coleotteri fitofagi e larve di insetti terricoli</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/afidi-mosca-bianca-e-tanti-altri-i-parassiti-che-invadono-il-tuo-giardino-e-come-tenerli-sotto-controllo-1779638706142.jpeg" data-image="xz7hu3c4qdqe"><figcaption>Le limacce si nutrono di tessuti vegetali teneri, lasciando tipiche erosioni irregolari e fori sulle foglie; sono particolarmente attive in condizioni di elevata umidità</figcaption></figure><p>I danni si manifestano con fori sulle foglie, erosioni e perdita di massa vegetale. Le strategie di controllo includono <strong>raccolta manuale, barriere fisiche, trappole </strong>e l’uso di preparati biologici come il <strong><em>Bacillus thuringiensis</em></strong>, soprattutto nella lotta alle larve di lepidotteri.</p><h2>Parassiti delle radici e del suolo</h2><p>Meno visibili ma spesso più insidiosi sono i parassiti che agiscono nel terreno.</p><p>I <strong>nematodi fitoparassiti</strong> attaccano le radici, provocando deformazioni, riduzione dell’assorbimento di acqua e nutrienti e generale deperimento della pianta. Anche alcuni insetti, allo stadio di<strong> larva</strong>, vivono nel terreno e possono danneggiare l’apparato radicale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/afidi-mosca-bianca-e-tanti-altri-i-parassiti-che-invadono-il-tuo-giardino-e-come-tenerli-sotto-controllo-1779638823081.jpeg" data-image="rq5lxaqw738p"><figcaption>Le larve di maggiolino vivono nel terreno e si nutrono delle radici delle piante, causando indebolimento e crescita stentata; gli adulti, invece, vivono all’aperto tra chiome e vegetazione e si alimentano principalmente di foglie</figcaption></figure><p>I sintomi sono spesso <strong>aspecifici</strong>: crescita stentata, ingiallimento e appassimento senza cause evidenti.</p><p> La<strong> prevenzione </strong>passa attraverso rotazioni colturali, terreni ben drenati e l’impiego di sostanza organica che favorisce l’equilibrio biologico del suolo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="714531" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-eliminare-gli-afidi-dalle-piante-in-modo-naturale-4-rimedi-casalinghi-e-tanti-altri-consigli.html" title="Come eliminare gli afidi dalle piante in modo naturale: 4 rimedi casalinghi e tanti altri consigli">Come eliminare gli afidi dalle piante in modo naturale: 4 rimedi casalinghi e tanti altri consigli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-eliminare-gli-afidi-dalle-piante-in-modo-naturale-4-rimedi-casalinghi-e-tanti-altri-consigli.html" title="Come eliminare gli afidi dalle piante in modo naturale: 4 rimedi casalinghi e tanti altri consigli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-eliminare-gli-afidi-dalle-piante-in-modo-naturale-4-rimedi-casalinghi-e-tanti-altri-consigli-1749586040133_320.jpeg" alt="Come eliminare gli afidi dalle piante in modo naturale: 4 rimedi casalinghi e tanti altri consigli"></a></article></aside><p>Quando la prevenzione non basta, possono risultare utili tecniche come solarizzazione del terreno, colture antagoniste (come il tagete contro alcuni nematodi), ammendanti organici suppressivi e microrganismi antagonisti impiegati nel biocontrollo. </p><h2>Acari e micro-parassiti</h2><p>Gli <strong>acari</strong>, come il ragnetto rosso, rappresentano un ulteriore gruppo di parassiti estremamente diffusi, soprattutto in condizioni di caldo secco. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/afidi-mosca-bianca-e-tanti-altri-i-parassiti-che-invadono-il-tuo-giardino-e-come-tenerli-sotto-controllo-1779639037134.jpeg" data-image="o3a0t8jb5l8o"><figcaption>Il ragnetto rosso si sviluppa soprattutto in condizioni di caldo e siccità, provocando puntinature gialle sulle foglie e progressivo disseccamento della vegetazione</figcaption></figure><p>Sono <strong>difficili da vedere a occhio nudo </strong>ma causano tipiche puntinature gialle sulle foglie e disseccamenti progressivi. Il controllo è principalmente <strong>preventivo</strong>: aumento dell’umidità, irrigazioni mirate e riduzione dello stress idrico delle piante.</p><h2>Prevenzione e gestione sostenibile</h2><p>La gestione dei parassiti in giardino si basa soprattutto su un <strong>approccio preventivo</strong>, che riduce la probabilità di infestazioni prima ancora di dover intervenire. Un ambiente equilibrato, con piante in buona salute, irrigazioni corrette e una corretta esposizione, rappresenta già la prima forma di difesa naturale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/afidi-mosca-bianca-e-tanti-altri-i-parassiti-che-invadono-il-tuo-giardino-e-come-tenerli-sotto-controllo-1779639148072.jpeg" data-image="gmzelpb7yyy9"><figcaption>Il coleottero giapponese si nutre delle foglie delle piante ornamentali e da orto, provocando tipiche erosioni a “scheletro” del lembo fogliare</figcaption></figure><p>Quando è necessario intervenire, è possibile ricorrere a strategie <strong>biologiche, meccaniche e naturali</strong>. Le <strong>prime </strong>si basano sull’utilizzo di organismi utili che contrastano i parassiti mantenendo l’equilibrio dell’ecosistema; le<strong> seconde</strong> includono interventi fisici come rimozione manuale, potature mirate o barriere protettive; le <strong>terze </strong>comprendono l’impiego di sostanze di origine naturale o preparati non invasivi che agiscono senza alterare in modo significativo l’ambiente.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/afidi-mosca-bianca-e-tanti-altri-i-parassiti-che-invadono-il-tuo-giardino-e-come-tenerli-sotto-controllo-1779639205891.jpeg" data-image="4p9xe6ylmxea"><figcaption>La crisoperla carnea è un utile predatore naturale di afidi e altri piccoli fitofagi, impiegato nella lotta biologica per il contenimento delle infestazioni in giardino e in orto</figcaption></figure><p>L’obiettivo non è l’eliminazione totale dei parassiti, ma il mantenimento di un <strong>equilibrio stabile</strong>, in cui le popolazioni rimangano sotto la <strong>soglia di danno</strong> per le piante coltivate e ornamentali.</p><h2>Una gestione consapevole e attenta delle piante</h2><p> Nel pieno della stagione vegetativa, il giardino diventa un ecosistema dinamico in cui<strong> crescita delle piante e presenza di parassiti si intrecciano continuamente</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="718331" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-eliminare-le-cocciniglie-dalle-piante-in-modo-naturale-13-rimedi-fai-da-te-per-prevenire-e-contrastare-la-malattia.html" title="Come eliminare le cocciniglie dalle piante in modo naturale: 13 rimedi fai da te per prevenire e contrastare la malattia">Come eliminare le cocciniglie dalle piante in modo naturale: 13 rimedi fai da te per prevenire e contrastare la malattia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-eliminare-le-cocciniglie-dalle-piante-in-modo-naturale-13-rimedi-fai-da-te-per-prevenire-e-contrastare-la-malattia.html" title="Come eliminare le cocciniglie dalle piante in modo naturale: 13 rimedi fai da te per prevenire e contrastare la malattia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-eliminare-le-cocciniglie-dalle-piante-in-modo-naturale-14-rimedi-fai-da-te-per-prevenire-e-contrastare-la-malattia-1751737120607_320.jpeg" alt="Come eliminare le cocciniglie dalle piante in modo naturale: 13 rimedi fai da te per prevenire e contrastare la malattia"></a></article></aside><p>Saper leggere i <strong>segnali </strong>delle piante è fondamentale per intervenire in modo tempestivo e mirato. Una <strong>gestione consapevole</strong>, basata su <strong>prevenzione e metodi a basso impatto ambientale</strong>, permette di mantenere orto e giardino sani, produttivi e in equilibrio con l’ambiente circostante.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/afidi-mosca-bianca-e-tanti-altri-i-parassiti-che-invadono-il-tuo-giardino-e-come-tenerli-sotto-controllo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item></channel></rss>