<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Sat, 19 Sep 2026 14:30:10 +0000</lastBuildDate><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 14:30:10 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-scienza-ha-scoperto-nuove-prove-che-venere-potrebbe-aver-ospitato-la-vita-in-passato.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Uno studio suggerisce che alcune fratture su Venere potrebbero conservare tracce di antichi oceani. Questa scoperta riapre interrogativi sulla sua abitabilità, sebbene non dimostri che il pianeta abbia ospitato la vita in passato.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-encuentra-nuevas-pruebas-de-que-venus-posiblemente-albergo-vida-en-el-pasado-1789170853417.jpg" data-image="m5ojpxepmqog"><figcaption>Le condizioni presenti su Venere e nuovi studi forniscono prove di una possibile vita passata sul pianeta.</figcaption></figure><p>Venere torna a sollevare interrogativi sul proprio passato grazie a <strong>una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista <em>Earth and Planetary Science Letters</em></strong>, che propone di interpretare alcune fratture superficiali come possibili tracce di antichi depositi oceanici.</p><p>L'ipotesi nasce dalle immagini radar ottenute dalla missione Magellano, nelle quali alcune reti di poligoni potrebbero corrispondere a sedimenti che si sono contratti dopo essersi accumulati sott'acqua. Si tratta di un'interpretazione geologica interessante, ma che necessita ancora di misurazioni in grado di distinguere con certezza i diversi materiali.</p><p>È importante separare tre domande che spesso vengono confuse:</p><ol><li><p><strong>C'è mai stata acqua liquida?</strong></p></li><li><p><strong>Sono esistite condizioni abitabili?</strong></p></li><li><strong>È comparsa anche la vita?</strong></li></ol><div class="texto-destacado">Anche un antico oceano, qualora venisse confermato, non dimostrerebbe automaticamente la presenza di microrganismi né permetterebbe di ricostruire completamente l'ambiente in cui si sarebbe sviluppato.</div><p>La superficie attuale di Venere è estremamente ostile: <strong>raggiunge i 465 gradi Celsius e sopporta una pressione circa 90 volte superiore a quella terrestre</strong>, mentre l'atmosfera, dominata dall'anidride carbonica, trattiene intensamente il calore. Comprendere come il pianeta sia arrivato a queste condizioni fa parte della questione.</p><p>La somiglianza nelle dimensioni tra Venere e la Terra rende particolarmente interessante il confronto: due pianeti rocciosi relativamente vicini al Sole sono arrivati ad avere ambienti molto diversi. Studiare questa divergenza può aiutarci a capire quali condizioni permettono all'acqua di conservarsi e quali, invece, ne impediscono la permanenza.</p><h2>Cosa ci rivelano le mappe</h2><p>Le nubi di Venere impediscono di osservare direttamente il suolo e <strong>per cartografarlo è necessario utilizzare un radar</strong>, poiché i suoi segnali attraversano questa copertura e permettono di registrare caratteristiche del rilievo e della superficie. Un'immagine radar, tuttavia, non equivale all'analisi diretta di un campione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-encuentra-nuevas-pruebas-de-que-venus-posiblemente-albergo-vida-en-el-pasado-1789170676833.png" data-image="w3cviiy25loa"><figcaption>I motivi osservati nelle pianure conservano possibili tracce di antichi oceani e della loro scomparsa. Credito: Ghail et al.</figcaption></figure><p>La <strong>ipotesi oceanica</strong> mette a confronto le fratture con strutture terrestri associate a sedimenti marini. La somiglianza permette di proporre un meccanismo da sottoporre a verifica, ma forme simili possono essere prodotte da cause differenti. Per questo, durante lo studio delle fratture, devono essere presi in considerazione anche il raffreddamento e i processi vulcanici.</p><p>Per stabilire se questi terreni contengano materiali compatibili con antichi depositi acquosi, sarà necessario combinare mappe più dettagliate con informazioni sulla loro composizione.</p><p>Lo studio <strong>deduce la possibile presenza di sedimenti a partire dalle forme superficiali, senza confermare direttamente la presenza di argille</strong>. La ricerca permette quindi di comprendere l'interesse per questa nuova proposta, ma è ancora prematuro parlare di oceani dimostrati o di vita su Venere.</p><h3>Un passato più temperato</h3><p>Nel 2016, <strong>Michael Way e il suo team pubblicarono simulazioni climatiche</strong> nelle quali Venere, se inizialmente avesse avuto un oceano poco profondo, avrebbe potuto mantenere temperature moderate. I risultati dipendevano da alcune condizioni ipotizzate, tra cui la rotazione del pianeta, l'atmosfera e la distribuzione delle terre emerse.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787076" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno.html" title="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno">Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno.html" title="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno-1788513004500_320.png" alt="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno"></a></article></aside><p>I modelli mostrano una possibilità fisica in determinate condizioni, non un'osservazione diretta del passato. Il fatto che una simulazione permetta all'acqua di rimanere allo stato liquido non conferma che Venere abbia effettivamente iniziato la propria storia con quella quantità d'acqua o con quella composizione atmosferica. Per ricostruire una storia reale, quindi, le diverse ipotesi devono essere verificate attraverso le osservazioni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-encuentra-nuevas-pruebas-de-que-venus-posiblemente-albergo-vida-en-el-pasado-1789170979355.png" data-image="spurpfsg4hgk"><figcaption>Distribuzione globale dei terreni poligonali, dei canali e delle creste di corrugamento. Credito: Ghail et al.</figcaption></figure><p>Nel 2021, <strong>il team di Martin Turbet ha studiato un'altra fase, considerando la possibilità che il vapore acqueo iniziale potesse condensarsi</strong>. Le simulazioni hanno mostrato che alcune nubi avrebbero potuto rafforzare il riscaldamento e impedire la formazione di oceani. Come si vede, sono quindi possibili ricostruzioni climatiche differenti.</p><p>Queste ricerche permettono di formulare una distinzione fondamentale tra la conservazione di un oceano già esistente e la possibilità che un oceano si sia formato per la prima volta. Il nuovo argomento geologico è interessante proprio perché cerca tracce fisiche che possano permettere di confrontare queste due possibili storie.</p><h3>L'anello mancante</h3><p>Individuare un ambiente potenzialmente abitabile significherebbe riconoscere condizioni compatibili con qualche forma di vita conosciuta. Rilevare la vita, invece, richiede la presenza di segnali biologici e l'esclusione di ragionevoli spiegazioni non biologiche. Nel caso di Venere, lo studio delle fratture non presenta fossili, organismi né una firma biologica confermata.</p><p>È in questo contesto che è stata concepita <strong>la missione DAVINCI della NASA, che studierà l'atmosfera attraverso una sonda di discesa</strong> e osservazioni complementari. Misurandone la composizione sarà possibile ricostruire meglio l'evoluzione del pianeta e, infine, mettere alla prova le ipotesi sulla perdita o sull'assenza di acqua.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787275" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-umanita-dovra-attendere-fino-al-2178-per-vedere-plutone-completare-la-sua-prima-orbita-attorno-al-sole.html" title="L'umanità dovrà attendere fino al 2178 per vedere Plutone completare la sua prima orbita attorno al Sole">L'umanità dovrà attendere fino al 2178 per vedere Plutone completare la sua prima orbita attorno al Sole</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-umanita-dovra-attendere-fino-al-2178-per-vedere-plutone-completare-la-sua-prima-orbita-attorno-al-sole.html" title="L'umanità dovrà attendere fino al 2178 per vedere Plutone completare la sua prima orbita attorno al Sole"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-humanidad-tendra-que-esperar-hasta-2178-para-ver-a-pluton-realizar-su-primera-orbita-completa-alrededor-del-sol-1788258539077_320.jpeg" alt="L'umanità dovrà attendere fino al 2178 per vedere Plutone completare la sua prima orbita attorno al Sole"></a></article></aside><p>Saranno inoltre necessarie osservazioni capaci di definire con maggiore precisione il terreno e di collegarlo alla sua storia geologica, sottoponendo le diverse interpretazioni a verifiche concrete. <strong>Un risultato contrario all'ipotesi oceanica sarebbe altrettanto importante</strong>, perché ridurrebbe il numero di possibili ricostruzioni della storia di Venere.</p><p>Per ora, il risultato consiste in una nuova proposta sull'esistenza di antichi oceani che dovrà essere verificata. La domanda se Venere abbia mai ospitato la vita rimane aperta e non esistono al momento prove che lo confermino. Ricostruire la storia dell'acqua sul pianeta permetterà di affrontare questa domanda su basi più solide e verificabili. Dalla Terra, continueremo a seguire gli sviluppi...</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Richard%20C.%20Ghail%20a%2C%20Eloise%20J.P.%20Crouch%20a%2C%20Philippa%20J.%20Mason%20b" data-year="2026" data-title="The%20lost%20oceans%20of%20Venus" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sciencedirect.com%2Fscience%2Farticle%2Fpii%2FS0012821X2600436X">Richard C. Ghail, Eloise J.P. Crouch, Philippa J. Mason. (2026). <a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0012821X2600436X" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">The lost oceans of Venus</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-scienza-ha-scoperto-nuove-prove-che-venere-potrebbe-aver-ospitato-la-vita-in-passato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Sai qual è la strada più bella del Portogallo?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/sai-qual-e-la-strada-piu-bella-del-portogallo.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 12:31:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Tra strade tortuose e paesaggi suggestivi, alcuni itinerari nazionali si distinguono per il modo in cui svelano il territorio, fondendo storia, natura ed esperienze di viaggio in percorsi memorabili.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sabe-qual-e-a-estrada-mais-bonita-de-portugal-1788203903213.jpg" data-image="funp2ehi302u" alt="Tunnel degli alberi di Marvão" title="Tunnel degli alberi di Marvão"><figcaption>Provate a indovinare dove si trova questo paesaggio stradale, considerato uno dei più belli del Paese. Foto: Comune di Marvão</figcaption><superhuman-go-underlines data-grammarly-shadow-root="true" class="dnXmp"></superhuman-go-underlines></figure><p>La domanda, posta nel titolo di questo articolo, ha naturalmente una forte componente soggettiva. <strong>In Portogallo non mancano strade che potrebbero rivendicare questo titolo, a seconda dello sguardo di chi le percorre e del momento in cui lo fa.</strong></p><p>Costeggiando il fiume Douro, tra vigneti terrazzati e curve che incorniciano il paesaggio, la <strong>Strada Nazionale 222</strong>, tra Peso da Régua e Pinhão, viene spesso indicata come punto di riferimento.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La Strada Nazionale 2, che attraversa il Paese da Chaves a Faro, si distingue invece per la varietà degli scenari, alternando montagne, altopiani e spazi aperti.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Anche la <strong>Strada Nazionale 108</strong>, tra Porto ed Entre-os-Rios, lungo il Douro, offre viste continue sul fiume, con pendii ripidi e piccoli centri abitati che punteggiano il percorso.</p><h2>Un corridoio di alberi che accompagna i viaggiatori</h2><p>Eppure, c'è un tratto molto particolare che sta raccogliendo un consenso crescente tra chi percorre il Paese. Il <strong>Tunnel degli alberi di Marvão</strong> si distingue come uno degli scenari più singolari della rete stradale nazionale. Gli alberi si allineano lungo la strada con una precisione quasi coreografica, creando un fitto corridoio che accompagna il movimento delle automobili.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sabe-qual-e-a-estrada-mais-bonita-de-portugal-1788204108457.jpg" data-image="cetq7ho56g59" alt="Tunnel degli alberi di Marvão" title="Tunnel degli alberi di Marvão"><figcaption>In estate, l'ombra continua dei frassini crea un riparo naturale che protegge i viaggiatori dal caldo intenso dell'Alentejo. Foto: Comune di Marvão</figcaption><superhuman-go-underlines data-grammarly-shadow-root="true" class="dnXmp"></superhuman-go-underlines></figure><p>Allineati come soldati in alta uniforme, sembrano quasi rendere gli onori a tutti gli automobilisti, sorvegliati dall'alto dal <strong>Castello di Marvão</strong>, visibile in lontananza.</p><p>La sua immagine circola ampiamente sui social network, sui blog di viaggio e nei video online, dove diverse angolazioni mostrano <strong>variazioni sottili</strong> dello stesso luogo. La <strong>luce</strong> cambia nel corso della giornata, la nebbia compare nelle mattine invernali e i <strong>colori</strong> si trasformano con il susseguirsi delle stagioni, offrendo interpretazioni diverse dello stesso luogo.</p><h2>Da Castelo de Vide a Marvão, tra montagne e castelli</h2><p>Per chi vuole scoprire il tunnel, è utile innanzitutto sapere che si trova sulla <strong>Strada Nazionale 246-1</strong>, lungo il collegamento tra <strong>Castelo de Vide e Marvão</strong>, nel tratto tra Portagem e São Salvador de Aramenha. La vicinanza alla montagna e il patrimonio storico dell'area circostante contribuiscono a rendere il percorso ancora più memorabile.</p><p>Il Comune di Marvão ha assunto un ruolo attivo nella <strong>conservazione</strong> di questa strada. Gli alberi sono sottoposti a valutazioni periodiche che ne analizzano lo stato e consentono di individuare in anticipo eventuali parassiti o segnali di degrado. Anche Infraestruturas de Portugal effettua <strong>ispezioni</strong> <strong>frequenti</strong>, garantendo che la sicurezza stradale sia compatibile con la conservazione dell'insieme arboreo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788848" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-classifica-dei-migliori-aeroporti-del-2026-molti-scali-europei-occupano-le-prime-posizioni.html" title="La classifica dei migliori aeroporti del 2026: molti scali europei tra le prime posizioni">La classifica dei migliori aeroporti del 2026: molti scali europei tra le prime posizioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-classifica-dei-migliori-aeroporti-del-2026-molti-scali-europei-occupano-le-prime-posizioni.html" title="La classifica dei migliori aeroporti del 2026: molti scali europei tra le prime posizioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-classifica-dei-migliori-aeroporti-del-2026-molti-scali-europei-occupano-le-prime-posizioni-1789481735801_320.jpg" alt="La classifica dei migliori aeroporti del 2026: molti scali europei tra le prime posizioni"></a></article></aside><p>In tutto sono più di <strong>230 frassini a foglia stretta</strong> a formare il tunnel. Classificati come alberi di interesse pubblico dal 1997, molti hanno ormai raggiunto un'età centenaria e si sviluppano lungo diverse centinaia di metri, formando un corridoio continuo intorno alla strada.</p><p>La <strong>fascia bianca alla base dei tronchi</strong>, dipinta per guidare gli automobilisti durante la notte, accentua la sensazione di profondità. La strada stretta intensifica ulteriormente questa impressione, avvicinando chi guida alle chiome che si chiudono sopra la carreggiata, sotto un cielo quasi nascosto dalla vegetazione.</p><h2>Frassini centenari riscrivono il paesaggio durante tutto l'anno</h2><p>Qualsiasi periodo dell'anno è adatto per passare da qui. Ogni stagione offre una lettura diversa di questo spazio. In <strong>autunno</strong>, le foglie assumono tonalità dorate e si accumulano sul terreno, disegnando uno strato di colori che accompagna la strada.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sabe-qual-e-a-estrada-mais-bonita-de-portugal-1788204343928.jpg" data-image="sggfx1nd50rl" alt="Marvão" title="Marvão"><figcaption>Gli abitanti di Marvão sono orgogliosi del loro tunnel degli alberi e lo considerano un tesoro del patrimonio naturale locale. Foto: Comune di Marvão</figcaption><superhuman-go-underlines data-grammarly-shadow-root="true" class="dnXmp"></superhuman-go-underlines></figure><p>In <strong>primavera</strong>, la vegetazione appare fitta e luminosa, con un verde intenso che filtra la luce. Durante l'<strong>inverno</strong>, i rami rimangono spogli, rivelandone la struttura contorta. In <strong>estate</strong>, l'ombra continua diventa particolarmente preziosa, creando un riparo naturale che protegge i viaggiatori dalle temperature elevate dell'Alentejo.</p><p>Ai bordi della strada ci sono <strong>piccoli spazi</strong> in cui è possibile fermarsi e <strong>osservare</strong> il paesaggio, anche se è importante tenere conto del traffico regolare. È essenziale prestare particolare attenzione quando si scende dal veicolo o ci si avvicina alla carreggiata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788161" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ne-noiosi-ne-pericolosi-i-5-paesi-piu-sicuri-e-facili-da-visitare-se-si-viaggia-da-soli.html" title="Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli">Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ne-noiosi-ne-pericolosi-i-5-paesi-piu-sicuri-e-facili-da-visitare-se-si-viaggia-da-soli.html" title="Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aburridos-ni-peligrosos-los-5-paises-mas-seguros-y-faciles-de-recorrer-si-viajas-solo-1787998115496_320.jpeg" alt="Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli"></a></article></aside><p>La presenza costante nelle immagini, sia quelle d'epoca sia quelle condivise sulle piattaforme digitali, conferma la trasformazione di questo tratto in un simbolo riconosciuto. Un luogo in cui la strada smette di essere soltanto un percorso di passaggio e diventa parte integrante dell'esperienza del viaggio.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Munic%C3%ADpio%20de%20Marv%C3%A3o" data-year="" data-title="T%C3%BAnel%20das%20%C3%81rvores%20Fechadas%20de%20Marv%C3%A3o%20-%20um%20mais%20ic%C3%B3nicos%20conjuntos%20de%20%C3%A1rvores%20em%20Portugal" data-url="https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fcmmarvao%2Fphotos%2F-t%25C3%25BAnel-das-%25C3%25A1rvores-fechadas-de-marv%25C3%25A3o-um-mais-ic%25C3%25B3nicos-conjuntos-de-%25C3%25A1rvores-em-p%2F1560705404260848%2F">Comune di Marvão. <a href="https://www.facebook.com/cmmarvao/photos/-t%C3%BAnel-das-%C3%A1rvores-fechadas-de-marv%C3%A3o-um-mais-ic%C3%B3nicos-conjuntos-de-%C3%A1rvores-em-p/1560705404260848/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Tunnel degli alberi di Marvão - uno dei complessi arborei più iconici del Portogallo</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/sai-qual-e-la-strada-piu-bella-del-portogallo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il tuo cane sbatte le palpebre quando ti guarda: può essere un gesto d’affetto?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-tuo-cane-sbatte-le-palpebre-quando-ti-guarda-puo-essere-un-gesto-d-affetto.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 10:56:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Molto percettivi, estremamente comunicativi, i cani sanno dire tanto con un solo sguardo e sembrano reagire anche a un semplice battito di ciglia. La scienza tenta di spiegare il significato di questo comportamento</p><p class="top-inicio"></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="744499" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-gatti-miagolano-di-piu-agli-uomini-o-alle-donne-la-scienza-spiega-il-comportamento-felino.html" title="I gatti miagolano di più agli uomini o alle donne? La scienza spiega il comportamento felino">I gatti miagolano di più agli uomini o alle donne? La scienza spiega il comportamento felino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-gatti-miagolano-di-piu-agli-uomini-o-alle-donne-la-scienza-spiega-il-comportamento-felino.html" title="I gatti miagolano di più agli uomini o alle donne? La scienza spiega il comportamento felino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sera-que-os-gatos-miam-mais-para-o-homem-ou-para-a-mulher-a-ciencia-explica-o-comportamento-felino-1765832727126_320.png" alt="I gatti miagolano di più agli uomini o alle donne? La scienza spiega il comportamento felino"></a></article></aside><p>Un esperimento dell’Università di Pavia condotto su <strong>38 cani</strong> ha studiato la <strong>reazione </strong>degli animali al battito di ciglia delle persone.</p><p>Il risultato suggerisce che il battito delle palpebre nei cani può effettivamente avere un <strong>significato sociale</strong>, anche se molti punti rimangono ancora da chiarire.</p><div class="texto-destacado">Decifrare questo significato aggiunge un tassello in più alla comprensione del linguaggio <strong>non verbale</strong> dei cani, che è più complesso di quanto sembri.</div><h2><br>Un linguaggio complesso, senza parole</h2><p>Lo scopo dell’esperimento è capire se i cani reagiscono agli esseri umani quando questi ultimi sbattono le ciglia, e perché. Può apparire un dettaglio insignificante, ma i cani comunicano moltissimo con <strong>ogni parte</strong> del loro corpo, con un insieme vasto di comportamenti e atteggiamenti talvolta fatti di <strong>segnali visivi</strong> che agli esseri umani quasi passano <strong>inosservati</strong>, o sembrano <strong>trascurabili</strong>.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-cane-sbatte-le-palpebre-quando-ti-guarda-puo-essere-un-gesto-d-affetto-1789576282225.jpg" data-image="2h2sot5104fv" alt="linguaggio dei cani" title="linguaggio dei cani"><figcaption>Un cane dà la zampa ad una persona: un gesto spesso associato alla ricerca di contatto</figcaption></figure><p>Se i movimenti della coda sono i più ovvi, ad essi si accompagnano anche l’inclinazione delle <strong>orecchie</strong>, la <strong>velocità </strong>e l’intera <strong>postura </strong>del corpo. Anche il movimento degli occhi fa parte della lunga lista di segnali che i cani usano per <strong>interagire </strong>tra loro e con le persone.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783792" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/non-sono-solo-gli-esseri-umani-ad-adottare-animali-esistono-casi-sorprendenti-di-scimmie-con-i-loro-animali-domestici.html" title="Non sono solo gli esseri umani ad adottare animali: esistono casi sorprendenti di scimmie con i loro animali domestici">Non sono solo gli esseri umani ad adottare animali: esistono casi sorprendenti di scimmie con i loro animali domestici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/non-sono-solo-gli-esseri-umani-ad-adottare-animali-esistono-casi-sorprendenti-di-scimmie-con-i-loro-animali-domestici.html" title="Non sono solo gli esseri umani ad adottare animali: esistono casi sorprendenti di scimmie con i loro animali domestici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/no-solo-los-humanos-adoptan-animales-los-sorprendentes-casos-de-monos-con-sus-propias-mascotas-1786047454044_320.jpg" alt="Non sono solo gli esseri umani ad adottare animali: esistono casi sorprendenti di scimmie con i loro animali domestici"></a></article></aside><p>Uno <strong>sguardo fisso</strong>, ad esempio, non comunica lo stesso messaggio di uno sguardo accompagnato da un battito di palpebre frequente. Il significato di questi due comportamenti dipende ad esempio dal contesto p dal rapporto tra cane e persona o altri animali.</p><h2>Il test del battito di ciglia</h2><p>Per portare a conclusione lo studio pubblicato su <em>Royal Society Open Science</em>, a ciascun cane sono stati fatti guardare alcuni <strong>brevi video</strong>: uno di un <strong>uomo sconosciuto</strong>, uno di una <strong>donna sconosciuta</strong> e uno del <strong>padrone </strong>o della <strong>padrona</strong>.</p><p>In alcuni video, la persona sbatteva le palpebre circa ogni <strong>tre secondi</strong>, in altri, fissava la telecamera con un'espressione <strong>neutra</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773521" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-tenere-lontane-le-zecche-dal-giardino-5-semplici-trucchi-per-proteggere-la-famiglia-e-gli-animali-domestici.html" title="Come tenere lontane le zecche dal giardino: 5 semplici trucchi per proteggere la famiglia e gli animali domestici">Come tenere lontane le zecche dal giardino: 5 semplici trucchi per proteggere la famiglia e gli animali domestici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-tenere-lontane-le-zecche-dal-giardino-5-semplici-trucchi-per-proteggere-la-famiglia-e-gli-animali-domestici.html" title="Come tenere lontane le zecche dal giardino: 5 semplici trucchi per proteggere la famiglia e gli animali domestici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/como-mantener-a-las-garrapatas-fuera-de-tu-jardin-5-trucos-sencillos-para-proteger-a-tu-familia-y-mascotas-1781169452024_320.jpeg" alt="Come tenere lontane le zecche dal giardino: 5 semplici trucchi per proteggere la famiglia e gli animali domestici"></a></article></aside><p>Il comportamento dei cani è stato monitorato per tutta la durata dell’osservazione.</p><p>Il primo risultato dello studio è che i cani tendono a sbattere le palpebre quando lo fanno anche le persone nei video. Questo prova che il movimento viene <strong>notato </strong>dai cani e che almeno in parte il loro è un comportamento che “risponde” a quello degli umani.</p><p>Ancora più significativo è che i cani sbattono le palpebre più <strong>di </strong><strong>frequente </strong>quando vedono i <strong>padroni </strong>fare lo stesso in video, mentre sono <strong>meno reattivi</strong> di fronte a degli estranei.</p><p>Per finire, anche se il focus dell’esperimento non era sul genere degli esseri umani, sembra che i cani sbattono le palpebre più spesso quando sullo schermo compare <strong>la padrona</strong> invece che il padrone.</p><h2>Un gesto, tanti significati</h2><p>Il significato preciso di questa reazione da parte dei cani non è ancora del tutto chiaro.</p><p> Appare evidente che gli animali notano il movimento degli occhi delle persone e che in qualche modo questo inneschi <strong>una reazione</strong> da parte loro, tuttavia non è possibile dire <strong>con certezza</strong> che questo sia uno specifico gesto <strong>d’affetto </strong>nei confronti dei padroni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-cane-sbatte-le-palpebre-quando-ti-guarda-puo-essere-un-gesto-d-affetto-1789576145227.jpg" data-image="ax6u6ph4gi39" alt="linguaggio cani" title="linguaggio cani"><figcaption>Anche il movimento degli occhi può attirare l'attenzione del cane e provocare una risposta</figcaption></figure><p>Nel 57,3% dei casi, infatti, i tempi di reazione dei cani rientrano in una media che è la stessa che ci può aspettare da una reazione casuale. </p><p>La conclusione a cui sono arrivati gli studiosi è che il battito delle palpebre nei cani può avere una gamma di significati, come <strong>eccitazione, attenzione o legami sociali</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769401" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/origine-del-cane-domestico-la-scoperta-italiana-che-puo-riscrivere-la-storia.html" title="Origine del cane domestico: la scoperta italiana che può riscrivere la storia">Origine del cane domestico: la scoperta italiana che può riscrivere la storia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/origine-del-cane-domestico-la-scoperta-italiana-che-puo-riscrivere-la-storia.html" title="Origine del cane domestico: la scoperta italiana che può riscrivere la storia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/origine-del-cane-domestico-la-scoperta-italiana-che-puo-riscrivere-la-storia-1779108799554_320.jpg" alt="Origine del cane domestico: la scoperta italiana che può riscrivere la storia"></a></article></aside><p><br>Da studi precedenti, infatti, si sa che i cani sbattono le palpebre anche quando vedono <strong>altri cani</strong> farlo. Presumibilmente questa non è una forma di imitazione passiva, ma serve ad instaurare un legame o ad aprire un canale di comunicazione.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Antonio%20Ferrer" data-year="2026" data-title="Tu%20perro%20podr%C3%ADa%20analizar%20c%C3%B3mo%20parpadeas%20frente%20a%20%C3%A9l%3A%20la%20ciencia%20revela%20que%20var%C3%ADa%20seg%C3%BAn%20el%20sexo%20del%20humano" data-url="https%3A%2F%2Fwww.larazon.es%2Ftecnologia-consumo%2Fciencia%2Ftu-perro-podria-analizar-como-parpadeas-frente-ciencia-revela-varia-sexo-humano_202609126a9e5d153bfe5d1eff46316a.html">Antonio Ferrer. (2026). <a href="https://www.larazon.es/tecnologia-consumo/ciencia/tu-perro-podria-analizar-como-parpadeas-frente-ciencia-revela-varia-sexo-humano_202609126a9e5d153bfe5d1eff46316a.html" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Tu perro podría analizar cómo parpadeas frente a él: la ciencia revela que varía según el sexo del humano</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-tuo-cane-sbatte-le-palpebre-quando-ti-guarda-puo-essere-un-gesto-d-affetto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Affrontare temporali e burrasche in mare: alcuni consigli pratici per navigare in sicurezza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/affrontare-temporali-e-burrasche-in-mare-alcuni-consigli-pratici-per-navigare-in-sicurezza.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 09:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Ecco alcuni consigli pratici per affrontare un intenso temporale o una burrasca mentre ci si trova, in navigazione, in mare aperto. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/affrontare-temporali-e-burrasche-in-mare-alcuni-consigli-pratici-per-navigare-in-sicurezza-1785186308359.jpg" data-image="o2rt7cmjxdku" alt="Barca a vela." title="Barca a vela."><figcaption>Se c’è tempo, la scelta più saggia è cercare riparo in un porto protetto o in una baia sicura. Quando invece la burrasca arriva all’improvviso o non si può evitare, bisogna prepararsi con metodo.</figcaption></figure><p>Navigare in barca a vela o con un’imbarcazione da diporto regala sensazioni uniche di libertà, ma impone un rispetto costante per il mare e per le condizioni meteorologiche. </p><p>Quando un temporale o una burrasca si avvicina, la differenza tra un’esperienza impegnativa e un’emergenza grave dipende quasi sempre dalla preparazione, dalla calma e dalle decisioni prese con anticipo.</p><h2><strong>L’attento monitoraggio delle previsioni del tempo</strong></h2><p>Un buon skipper monitora continuamente le previsioni da fonti diverse come app specializzate, bollettini locali e l’andamento del barometro di bordo. Nuvole come i cumulonembi, alte e scure, una rapida discesa della pressione o un mare che inizia a crescere sono segnali da non sottovalutare. </p><div class="texto-destacado">Se c’è tempo, la scelta più saggia è cercare riparo in un porto protetto o in una baia sicura. Quando invece la burrasca arriva all’improvviso o non si può evitare<strong>, bisogna prepararsi con metodo.</strong></div><p>Appena si capisce che il maltempo è inevitabile, si inizia a mettere la barca in assetto di sicurezza. <strong>Si chiudono tutti i boccaporti, gli oblò e le prese a mare, si verificano gli scarichi del pozzetto e si fissano con cura ogni oggetto mobile, sia in coperta che sottocoperta.</strong></p><p>Tutto ciò che può trasformarsi in un proiettile pericoloso, come stoviglie, attrezzi, zaini, deve essere ben riposto e assicurato. Il tender viene legato bene sul ponte, il bimini abbassato e ogni cosa superflua tolta dalla coperta. Per le barche a vela si controllano con attenzione le drizze, i terzaroli, i garrocci e si preparano le vele di tempesta.</p><h2><strong>La corretta gestione dell’equipaggio a bordo</strong></h2><p>L’equipaggio va equipaggiato per tempo. Ognuno indossa il giubbotto di salvataggio e l’imbracatura, collegando il longline a punti solidi della barca. Si attiva la life-line da poppa a prua e si prepara vestiario tecnico impermeabile, strati termici e stivali. Chi soffre il mal di mare prende preventivamente il suo rimedio. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/affrontare-temporali-e-burrasche-in-mare-alcuni-consigli-pratici-per-navigare-in-sicurezza-1785186348169.jpg" data-image="a8xe7g6rrjws" alt="Barca a vela, navigazione." title="Barca a vela, navigazione."><figcaption>Nei casi di emergenza è importante preparare anche viveri semplici e caldi, in modo che restino accessibili anche con la barca che sbanda. La radio VHF viene provata e si fa una chiamata di attenzione alle autorità o alle altre imbarcazioni comunicando posizione, rotta e numero di persone a bordo.</figcaption></figure><p>È importante preparare anche viveri semplici e caldi, in modo che restino accessibili anche con la barca che sbanda. <strong>La radio VHF viene provata e si fa una chiamata di attenzione alle autorità o alle altre imbarcazioni comunicando posizione, rotta e numero di persone a bordo.</strong></p><p>Quando il vento rinforza davvero, si riduce progressivamente la velatura. Si prendono una o più mani di terzaroli sulla randa e si passa a un fiocco piccolo. Se il mare diventa troppo duro, si ammaina tutto e si prosegue solo con le vele di tempesta o, se necessario, a motore. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="744131" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-onde-di-rossby-il-vero-motore-invisibile-del-meteo-su-scala-planetaria.html" title="Le onde di Rossby, il vero motore invisibile del meteo su scala planetaria">Le onde di Rossby, il vero motore invisibile del meteo su scala planetaria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-onde-di-rossby-il-vero-motore-invisibile-del-meteo-su-scala-planetaria.html" title="Le onde di Rossby, il vero motore invisibile del meteo su scala planetaria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/onde-di-rossby-1765811234190_320.png" alt="Le onde di Rossby, il vero motore invisibile del meteo su scala planetaria"></a></article></aside><p>L’obiettivo è mantenere il controllo senza sovraccaricare né lo scafo né l’alberatura. Il timoniere più esperto prende il timone e sceglie con cura l’andatura. In molti casi conviene evitare di prendere le onde al traverso, <strong>perché in quel caso le onde più alte della media possono rappresentare un grosso pericolo.</strong></p><h2><strong>Alcune tattiche per la gestione dell’emergenza</strong></h2><p>Esistono diverse tattiche collaudate per gestire le condizioni estreme. Si può continuare a navigare attivamente con vele ridotte, <strong>mantenendo velocità sufficiente per governare bene.</strong> In poppa, con vento e onde da dietro, si può usare un drogue per rallentare la barca e impedire sbandamenti improvvisi, ma serve molto spazio di mare. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Una soluzione spesso molto efficace è la messa in cappa. Questa procedura consiste nel bordare il fiocco controvento, stringendo la randa e bloccando il timone in modo che la barca derivi lentamente a circa sessanta gradi dalla direzione del vento, con un moto che permette all’equipaggio di riposare un po’. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In casi estremi si può anche usare un ancorotto galleggiante (sea anchor) dalla prua per tenere la barca orientata correttamente rispetto alle onde.</p><h2><strong>Cosa fare quando ci si trova in mezzo alla burrasca?</strong></h2><p>Durante tutta la burrasca è fondamentale muoversi in sicurezza. Spostamenti ridotti al minimo, sempre agganciati e con cautela. I turni al timone devono essere brevi per evitare che la fatica accumulata porti a errori. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/affrontare-temporali-e-burrasche-in-mare-alcuni-consigli-pratici-per-navigare-in-sicurezza-1785186420564.jpg" data-image="7i4tqbcn87e8" alt="Barca a vela." title="Barca a vela."><figcaption>Durante tutta la burrasca è fondamentale muoversi in sicurezza. Spostamenti ridotti al minimo, sempre agganciati e con cautela. I turni al timone devono essere brevi per evitare che la fatica accumulata porti a errori. </figcaption></figure><p>Si continua a monitorare il barometro e quando la pressione inizia a risalire, significa che il peggio sta passando e si può pensare gradualmente a aumentare un po’ di tela.</p><p>Una volta passata la <strong>perturbazione,</strong> è il momento di ispezionare con cura la barca. Solo dopo aver verificato che tutto sia a posto si riprende la navigazione normale, con calma e senza fretta.</p><p>Affrontare una burrasca in mare è sempre un’esperienza intensa, a volte faticosa, ma anche formativa. La vera sicurezza non nasce dall’improvvisazione, <strong>ma dall’abitudine alla prevenzione, dalla manutenzione costante della barca e dall’addestramento dell’equipaggio.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="749396" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-calcolare-l-altezza-delle-onde-conoscendo-forza-e-durata-del-vento-ecco-alcune-informazioni-preziose.html" title="Come calcolare l’altezza delle onde conoscendo forza e durata del vento, ecco alcune informazioni preziose">Come calcolare l’altezza delle onde conoscendo forza e durata del vento, ecco alcune informazioni preziose</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-calcolare-l-altezza-delle-onde-conoscendo-forza-e-durata-del-vento-ecco-alcune-informazioni-preziose.html" title="Come calcolare l’altezza delle onde conoscendo forza e durata del vento, ecco alcune informazioni preziose"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-calcolare-l-altezza-delle-onde-conoscendo-forza-e-durata-del-vento-ecco-alcune-informazioni-preziose-1768565566230_320.jpg" alt="Come calcolare l’altezza delle onde conoscendo forza e durata del vento, ecco alcune informazioni preziose"></a></article></aside><p>Con questi accorgimenti, anche un temporale forte può trasformarsi in una prova superata con successo, lasciando solo il ricordo di una notte o di un giorno in cui il mare ha mostrato tutta la sua potenza e la barca ha dimostrato di saperla affrontare. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/affrontare-temporali-e-burrasche-in-mare-alcuni-consigli-pratici-per-navigare-in-sicurezza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, Alessio Colella conferma il brusco calo delle temperature tra martedì 22 e mercoledì 23: "fino a 7-8ºC in meno"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-alessio-colella-conferma-il-brusco-calo-delle-temperature-tra-martedi-e-mercoledi-fino-a-7-8-c-in-meno.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 07:03:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Circolazione che resterà particolarmente attiva durante la prossima settimana: atteso un nuovo calo termico grazie ad un rinforzo dei venti e nuove piogge.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb9oml6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb9oml6.jpg" id="xb9oml6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La seconda perturbazione di settembre ha trascinato l'Italia in una fase decisamente più autunnale, proprio a pochi giorni dall'inizio della nuova stagione dal punto di vista astronomico. Dopo settimane caratterizzate da temperature elevate e da una circolazione prevalentemente anticiclonica, <strong>lo scenario meteorologico è cambiato rapidamente, lasciando spazio a temporali anche intensi che hanno interessato gran parte della Penisola</strong>, comprese le regioni meridionali rimaste inizialmente ai margini del maltempo.</p><p>Insomma, <strong>l'estate sembra aver improvvisamente rallentato la sua corsa.</strong> Un cambiamento che, in realtà, vi avevamo anticipato da tempo e che sta mostrando tutte le sue conseguenze, soprattutto in termini di instabilità atmosferica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789192" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni.html" title="Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni ">Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni.html" title="Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni-1789657450889_320.jpg" alt="Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni "></a></article></aside><p>Ma attenzione, perché il ritorno del bel tempo non sarà necessariamente duraturo. Dopo una breve parentesi più stabile, una nuova circolazione depressionaria potrebbe infatti riportare piogge, temporali e temperature più basse su parte del nostro Paese.</p><h2><strong>Weekend ancora instabile, poi torna l'alta pressione</strong></h2><p>La giornata di sabato 19 settembre sarà ancora caratterizzata da una spiccata variabilità atmosferica, soprattutto sulle regioni centro-meridionali. <strong>I fenomeni tenderanno a concentrarsi maggiormente nelle aree interne e montuose</strong>, ma non si escludono sconfinamenti temporaleschi verso le zone costiere.</p><p>Situazione leggermente diversa sulle regioni settentrionali, dove le condizioni meteorologiche tenderanno progressivamente a migliorare, pur in un contesto ancora caratterizzato da una certa variabilità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-alessio-colella-conferma-il-brusco-calo-delle-temperature-tra-martedi-e-mercoledi-fino-a-7-8-c-in-meno-1789760055004.jpg" data-image="uwa43cit0y9k"><figcaption>Ancora instabilità sabato pomeriggio: nella mappa le aree a maggior probabilità di precipitazioni secondo il modello ECMWF.</figcaption></figure><p><strong>La svolta arriverà tra domenica e l'inizio della nuova settimana</strong>, quando l'alta pressione comincerà a guadagnare terreno sul Mediterraneo centrale, favorendo un graduale miglioramento delle condizioni atmosferiche.</p><p>Il sole tornerà protagonista soprattutto al Centro-Nord, mentre al Meridione potranno persistere gli ultimi episodi di instabilità, in particolare tra Sicilia e Calabria.</p><p><strong>Lunedì 21 settembre il miglioramento dovrebbe estendersi a gran parte dell'Italia</strong>, con condizioni prevalentemente soleggiate e un deciso ridimensionamento dei fenomeni temporaleschi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789296" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-francia-si-avvia-verso-un-caldo-degno-della-piena-estate-per-l-equinozio-d-autunno-e-anche-oltre.html" title="La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia">La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-francia-si-avvia-verso-un-caldo-degno-della-piena-estate-per-l-equinozio-d-autunno-e-anche-oltre.html" title="La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-france-se-dirige-vers-une-chaleur-digne-du-plein-ete-pour-l-equinoxe-d-automne-et-meme-au-dela-1789707359364_320.jpg" alt="La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia"></a></article></aside><p>Insieme al ritorno dell'alta pressione assisteremo anche a una ripresa delle temperature. La colonnina di mercurio tornerà a salire, con valori che potranno raggiungere localmente i 30°C in Val Padana, lungo le regioni tirreniche e sulle isole maggiori.</p><p>Si tratterà, dunque, di una breve parentesi dal sapore ancora estivo, con temperature nuovamente superiori alle medie stagionali in diverse aree del Paese.</p><h2><strong>Da mercoledì 23 settembre possibile nuovo peggioramento</strong></h2><p>La stabilità atmosferica dovrebbe accompagnarci anche durante la giornata di martedì 22 settembre, ma proprio a ridosso della metà della settimana potrebbe verificarsi un nuovo cambiamento della circolazione.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Una vasta area depressionaria, alimentata da correnti fredde di origine artica, potrebbe infatti approfondirsi sull'Europa orientale, estendendo temporaneamente la propria influenza verso il Mediterraneo centrale.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tra mercoledì 23 e giovedì 24 settembre, l'Italia potrebbe quindi essere raggiunta da correnti settentrionali più fresche e instabili, con conseguenze soprattutto sulle regioni affacciate sul versante adriatico e ionico e, in parte, sulla Val Padana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-alessio-colella-conferma-il-brusco-calo-delle-temperature-tra-martedi-e-mercoledi-fino-a-7-8-c-in-meno-1789760197105.jpg" data-image="rtcetz1xlaoh"><figcaption>Anomalie di temperatura previste mercoledì 23 settembre: correnti fredde arriveranno sull'Italia da est.</figcaption></figure><p>Il possibile peggioramento potrebbe tradursi in un aumento della nuvolosità, rovesci e temporali sparsi, accompagnati da un generale calo delle temperature.</p><p>Proprio l'aspetto termico rappresenterebbe uno degli elementi più significativi di questa evoluzione. Dopo il temporaneo rialzo dei giorni precedenti, <strong>le temperature potrebbero tornare a diminuire sensibilmente</strong>, riportandosi su valori più consoni alla stagione autunnale.</p><p>La ventilazione settentrionale contribuirebbe ad accentuare la sensazione di fresco, soprattutto lungo il versante adriatico, mentre le regioni tirreniche e l'estremo Nord-Ovest potrebbero risentire in misura minore degli effetti della circolazione depressionaria.</p><h3><strong>E verso il prossimo weekend? Tutto dipenderà dalla posizione della depressione</strong></h3><p>La vera incognita riguarda però l'evoluzione successiva. <strong>La posizione della circolazione depressionaria sull'Europa orientale e la sua eventuale estensione verso il Mediterraneo potrebbero infatti condizionare il tempo anche nella seconda parte della settimana.</strong></p><p>Al momento, uno degli scenari contempla un coinvolgimento temporaneo delle nostre regioni, seguito da un nuovo rinforzo dell'alta pressione. Non è tuttavia ancora possibile stabilire con sufficiente precisione quanto sarà incisivo il peggioramento e quali territori verranno maggiormente interessati.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>La traiettoria della depressione sarà determinante per capire se l'instabilità riuscirà a raggiungere anche altre regioni italiane oppure resterà confinata prevalentemente ai settori orientali della Penisola.</p><p>Per questo motivo sarà fondamentale seguire i prossimi aggiornamenti previsionali, che permetteranno di definire meglio l'intensità del possibile calo termico, la distribuzione delle precipitazioni e l'evoluzione delle condizioni meteorologiche in vista del prossimo weekend.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-alessio-colella-conferma-il-brusco-calo-delle-temperature-tra-martedi-e-mercoledi-fino-a-7-8-c-in-meno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[A fine settembre potrebbe cambiare tutto sul fronte meteo in Italia: il getto polare rallenta e si ondula]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/a-fine-settembre-potrebbe-cambiare-tutto-sul-fronte-meteo-in-italia-il-getto-polare-rallenta-e-si-ondula.html</link><pubDate>Sat, 19 Sep 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco cosa accadrà a fine mese con l'ondulazione della corrente a getto polare pronta a stravolgere le condizioni meteorologiche sull'area del Mediterraneo. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb9ltz6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb9ltz6.jpg" id="xb9ltz6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Verso la fine di settembre la circolazione atmosferica sull’Europa sta per subire un’importante riorganizzazione, guidata da una più marcata ondulazione della <strong>corrente a getto polare.</strong> Questo fiume di aria che scorre in alta quota, tra i 9 e i 12 chilometri di altezza, separa le masse d’aria fredda di origine polare da quelle più calde subtropicali. </p><p>Quando il flusso, di norma più zonale (da ovest verso est), <strong>inizia a meandrare in modo accentuato, genera creste e saccature pronunciate</strong> che possono restare relativamente stazionarie per diversi giorni. <strong>È proprio questa dinamica a delineare lo scenario previsto per l’ultima parte del mese sull’Italia.</strong></p><h2><strong>L’ondulazione della corrente a getto di fine mese</strong></h2><p>L’ondulazione crea una vasta dorsale anticiclonica sull’Europa centrale. Si tratta di un vero e proprio anticiclone di blocco: un’area di alta pressione robusta e persistente che agisce come una barriera, impedendo alle perturbazioni atlantiche di scorrere liberamente verso est. </p><div class="texto-destacado">Sotto questa protezione, le regioni settentrionali italiane beneficiano di una fase di maggiore stabilità. </div><p>Questo assicurerà un tempo più soleggiato e poco nuvolosi, mentre le precipitazioni diverranno scarse o assenti e le temperature si mantengono spesso sopra le medie del periodo, con giornate gradevoli e notti fresche ma non fredde. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-fine-settembre-potrebbe-cambiare-tutto-sul-fronte-meteo-in-italia-il-getto-polare-rallenta-e-si-ondula-1789746778094.jpg" data-image="8n1j3n9itjs8" alt="Piogge, temporali." title="Piogge, temporali."><figcaption>Ecco la distribuzione delle precipitazioni attesa per i prossimi giorni.</figcaption></figure><p>L’aria discendente associata all’anticiclone favorisce infatti la dissipazione delle nubi e limita l’instabilità, regalando al Nord un tempo più “estivo” residuo o, quantomeno, tipicamente settembrino e asciutto.</p><h2><strong>Cosa accadrà al Sud?</strong></h2><p>A valle di questa dorsale, tuttavia, il <strong>getto polare</strong> scende di latitudine formando saccature che sprofondano verso i Balcani. Queste depressioni in quota, o cavi d’onda, sospingeranno aria più fresca e instabile verso il Mediterraneo orientale e sud-orientale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788824" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-gusci-di-lumaca-sono-incredibili-capsule-meteo-del-tempo-possono-rivelare-informazioni-sui-cicloni-preistorici.html" title="I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici">I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-gusci-di-lumaca-sono-incredibili-capsule-meteo-del-tempo-possono-rivelare-informazioni-sui-cicloni-preistorici.html" title="I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/conchas-de-caracol-son-capsulas-del-tiempo-meteorologicas-1789440444315_320.png" alt="I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici"></a></article></aside><p>Parte di questa aria fredda può scivolare verso il Sud Italia, interagendo con il mare ancora relativamente caldo. <strong>Il contrasto termico tra l’aria fresca in quota e la superficie marina calda crea condizioni ideali per lo sviluppo di depressioni al suolo o di gocce fredde (cut-off) in quota. </strong></p><p>Ossia nuclei di aria fredda isolati che, una volta separati dal flusso principale, possono stazionare o muoversi lentamente sulle regioni meridionali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il risultato più probabile è un aumento dell’instabilità atmosferica al Sud, con particolare enfasi sui settori ionici. Qui i temporali possono risultare localmente intensi: rovesci a carattere di nubifragio, possibili grandinate e raffiche di vento.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le aree più esposte sono tipicamente la Calabria ionica, la Basilicata orientale, la Puglia meridionale e parte della Sicilia orientale, dove l’orografia e l’esposizione al flusso favoriscono la formazione e l’organizzazione dei nuclei temporaleschi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-fine-settembre-potrebbe-cambiare-tutto-sul-fronte-meteo-in-italia-il-getto-polare-rallenta-e-si-ondula-1789747252766.jpg" data-image="jvlugl7ed2ca" alt="Corrente a getto." title="Corrente a getto."><figcaption>L'ondulazione della corrente a getto che favorirà lo sviluppo della configurazione che dominerà lo scenario meteorologico di fine settembre. </figcaption></figure><p>Al Centro, invece, la situazione resta spesso intermediaria, data la maggiore protezione del blocco anticiclonico a nord, ma non del tutto immune a qualche infiltrazione umida o a residui di instabilità.</p><h2><strong>Uno schema classico della stagione autunnale</strong></h2><p>Questo schema, caratterizzato da un anticiclone di blocco sull’Europa centrale e una saccatura che dai Balcani si allunga fino al Mediterraneo, è classico nelle fasi di transizione autunnale. </p><p>L’ondulazione del <strong>getto polare</strong> non solo determina la posizione delle figure bariche, ma ne influenza anche la persistenza. <strong>Quando le onde sono ampie e lente, i regimi atmosferici tendono a durare più a lungo, prolungando la stabilità al Nord e l’instabilità al Sud.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789192" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni.html" title="Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni ">Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni.html" title="Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni-1789657450889_320.jpg" alt="Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni "></a></article></aside><p>Naturalmente le previsioni a medio-lungo termine restano soggette a margini di incertezza, legati all’esatta posizione e intensità della dorsale e delle saccature. Aggiornamenti modellistici successivi potranno raffinare i dettagli di timing e intensità dei fenomeni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/a-fine-settembre-potrebbe-cambiare-tutto-sul-fronte-meteo-in-italia-il-getto-polare-rallenta-e-si-ondula.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il geologo Chris Goldfinger avverte che due faglie in Nord America potrebbero allinearsi provocando un megaterremoto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-geologo-chris-goldfinger-avverte-che-due-faglie-in-nord-america-potrebbero-allinearsi-provocando-un-megaterremoto.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 17:05:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Una nuova ricerca sui sedimenti del fondale marino ha individuato un collegamento tra le faglie di Sant'Andrea e di Cascadia; potrebbero insieme causare il prossimo megaterremoto?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/podria-haber-un-megaterremoto-el-geologo-chris-goldfinger-advierte-que-dos-fallas-podrian-sincronizarse-1789194526604.png" data-image="5vtqlzdkibgj"><figcaption>Nella California settentrionale, la possibilità di un terremoto è sempre presente, a causa della faglia di Sant'Andrea e del suo potenziale collegamento sismico con la faglia di Cascadia.</figcaption></figure><p><strong>Praticamente tutti, prima o poi, abbiamo sentito parlare della famosa faglia di San Andreas.</strong> Che sia attraverso film o libri di fantascienza, notizie su recenti terremoti, documenti storici o persino teorie del complotto, questa frattura della crosta terrestre situata nella parte occidentale degli Stati Uniti ha sempre fatto molto parlare di sé.</p><p>E non è un caso. Oltre a essere effettivamente una faglia attiva e con un elevato potenziale distruttivo, <strong>per gli esperti di sismologia rappresenta un'anomalia estremamente interessante e istruttiva per comprendere meglio la struttura della Terra.</strong> È letteralmente una cicatrice del passato, trattandosi di una faglia trascorrente esposta in superficie.</p><div class="texto-destacado">La faglia di San Andreas si estende per 1.200 km in California. La sua esposizione permette di studiare il movimento tra le placche e la deformazione del paesaggio, oltre allo sviluppo dell'ingegneria antisismica e dei sistemi di allerta precoce.</div><p>La sua singolarità è un motivo sufficiente per farne la trama principale di film in cui la faglia diventa l'antagonista da temere? Probabilmente sì, ma non perché la Terra si aprirà in due in pochi secondi né per la possibilità che compaia improvvisamente un vulcano; <strong>il vero motivo è il suo potenziale di provocare un terremoto intenso, capace di causare danni devastanti.</strong></p><p>È importante ricordare che, al di là delle teorie e delle possibilità, è attraverso la scienza che possiamo comprendere meglio questa e altre faglie, per anticiparne gli effetti di fronte a possibili eventi e movimenti. In questo caso, la ricerca potrebbe aver portato alla luce <strong>un secondo protagonista della storia sismica della regione.</strong></p><h2>Un segreto sismico nascosto sulla costa occidentale degli USA: due faglie potrebbero essere sincronizzate</h2><p><strong>Cascadia</strong>. Probabilmente questo nome è meno familiare, ma si tratta anch'essa di un'importante struttura tettonica, in grado di <strong>produrre terremoti di magnitudo estremamente elevata attraverso il processo di subduzione</strong>. In questa zona, infatti, la placca di Juan de Fuca scivola al di sotto della placca nordamericana. La struttura si estende dalla California settentrionale fino al Canada.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/podria-haber-un-megaterremoto-el-geologo-chris-goldfinger-advierte-que-dos-fallas-podrian-sincronizarse-1789231772822.png" data-image="x2rke5tfeuwd"><figcaption>Rappresentazione della faglia di San Andreas in rosso, che attraversa lo Stato della California, negli Stati Uniti, e dei suoi movimenti.</figcaption></figure><p>Con un'estensione di oltre 1.000 chilometri, collegata geograficamente e, inoltre, <strong>connessa dal punto di vista sismico alla faglia di San Andreas, con la quale converge direttamente nella California settentrionale</strong> in corrispondenza della struttura geologica nota come «Triplo Giunto di Mendocino», la possibilità che le due faglie possano insieme provocare un evento catastrofico senza precedenti supera senza dubbio qualsiasi scenario di fantasia.</p><p>Per questo motivo, una ricerca pubblicata nel settembre 2025 e guidata da <strong>Chris Goldfinger, geologo marino dell'Università dell'Oregon</strong>, insieme a un gruppo di esperti, ha posto una domanda che, a questo punto, appare naturale: <strong>è possibile che il movimento di una delle due faglie possa innescare un terremoto nell'altra?</strong></p><div class="texto-destacado">Il megaterremoto di Cascadia si verificò il 26 gennaio 1700 ed è una testimonianza fondamentale della storia geologica recente della regione. Ebbe una magnitudo stimata tra 8,7 e 9,2 e provocò diversi effetti, tra cui uno tsunami che raggiunse il Giappone.</div><p>La scoperta è sorprendente per due motivi: il primo è che questo fenomeno, oltre a essere possibile, si è già verificato in passato; il secondo è che <strong>l'evento conseguente nella faglia vicina potrebbe verificarsi nell'arco di pochi minuti, ma anche dopo ore, giorni o persino anni.</strong></p><h3>Una nuova storia sismica nascosta nei sedimenti delle profondità</h3><p>In uno studio pubblicato sulla rivista scientifica specializzata <em>Geosphere</em>, <strong>il geologo racconta che la scoperta è nata da un errore</strong>, mentre il gruppo stava effettuando una ricerca al largo della costa dell'Oregon per studiare la faglia di Cascadia. A causa di una lieve deviazione durante la navigazione, i ricercatori si ritrovarono davanti a Capo Mendocino, nella zona in cui le due faglie convergono.</p><p>Una volta accortisi dell'errore, decisero di raccogliere alcuni campioni di sedimenti marini nella zona prima di tornare al punto originario della ricerca, distante circa 90 chilometri, utilizzandoli come informazioni complementari per lo studio. Ma quando li analizzarono, qualcosa non tornava: <strong>lo strato di sedimenti presentava una struttura invertita rispetto alla normale sequenza di deposizione dei depositi noti come torbiditi.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/podria-haber-un-megaterremoto-el-geologo-chris-goldfinger-advierte-que-dos-fallas-podrian-sincronizarse-1789236504890.png" data-image="oowrvdlxv57t"><figcaption>Attraverso lo studio dei sedimenti nella zona di convergenza tra le due faglie, gli scienziati hanno individuato un'anomalia indicativa di eventi sismici consecutivi.</figcaption></figure><p>Questo tipo di materiale presenta normalmente una transizione graduale, con sedimenti grossolani alla base e sedimenti fini nella parte superiore. In questo caso, invece, <strong>l'anomalia mostrava strati grossolani al di sopra di quelli fini</strong>. Normalmente, quando un terremoto scuote il fondale marino, provoca una frana sottomarina che deposita prima la sabbia più grossolana e successivamente i sedimenti fini, non il contrario.</p><p>La ricerca ha quindi preso una nuova direzione, alla ricerca di una spiegazione<strong>: è emerso che i sedimenti non erano la traccia di un singolo terremoto, ma di due eventi avvenuti in rapida successione, tanto che il materiale del secondo si depositò sopra quello del primo</strong> prima che quest'ultimo avesse terminato di assestarsi.</p><h2>Da Cascadia a San Andreas, il nuovo rischio emerso dalla ricerca</h2><p>I risultati hanno evidenziato <strong>una possibile trasmissione dello stress, sia statico sia dinamico, tra le due strutture.</strong> I depositi analizzati indicano che l'effetto potrebbe essere principalmente <strong>unidirezionale</strong>: quando la faglia di Cascadia si rompe, libera lo stress accumulato nella propria struttura, ma redistribuisce parte di questa energia nelle rocce circostanti.</p><p>Questo provoca un forte aumento dello stress sismico e dell'energia esercitata sull'estremità settentrionale della faglia di San Andreas. Secondo l'analisi di Goldfinger, la relazione <strong>non funzionerebbe allo stesso modo in entrambe le direzioni</strong>, anche perché si tratta di tipologie di faglia differenti. Ma soprattutto, <strong>sono state trovate evidenze secondo cui grandi terremoti avvenuti a Cascadia potrebbero aver innescato eventi sulla faglia di San Andreas.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="686525" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/the-big-one-il-mega-terremoto-tanto-temuto-in-california-e-che-avverra-lungo-la-faglia-di-sant-andrea.html" title="The Big One, il mega-terremoto tanto temuto in California e che avverrà lungo la faglia di Sant'Andrea">The Big One, il mega-terremoto tanto temuto in California e che avverrà lungo la faglia di Sant'Andrea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/the-big-one-il-mega-terremoto-tanto-temuto-in-california-e-che-avverra-lungo-la-faglia-di-sant-andrea.html" title="The Big One, il mega-terremoto tanto temuto in California e che avverrà lungo la faglia di Sant'Andrea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/the-big-one-il-mega-terremoto-tanto-temuto-in-california-e-che-avverra-lungo-la-faglia-di-sant-andrea-1733488544090_320.jpg" alt="The Big One, il mega-terremoto tanto temuto in California e che avverrà lungo la faglia di Sant'Andrea"></a></article></aside><p>In diversi casi, <strong>gli eventi presentavano un intervallo temporale tale da far pensare che le rotture si fossero verificate a pochi minuti o ore di distanza l'una dall'altra.</strong> Indipendentemente dall'intervallo tra questi movimenti, però, emerge una nuova domanda: quanto potrebbe essere dannoso un evento conseguente nell'attuale contesto infrastrutturale, considerando che entrambe le faglie si trovano vicino ad aree densamente popolate?</p><p>Se ciò dovesse accadere, città come <strong>San Francisco, Portland, Seattle e Vancouver potrebbero trovarsi contemporaneamente ad affrontare una situazione di emergenza</strong>. Questo apre una nuova prospettiva nella ricerca di sistemi di allerta precoce e, allo stesso tempo, invita a chiedersi quali altre faglie nel mondo possano nascondere dinamiche ancora sconosciute, capaci di produrre effetti che oggi non siamo in grado di immaginare.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Chris%20Goldfinger" data-year="2025" data-title="Unravelling%20the%20dance%20of%20earthquakes%3A%20Evidence%20of%20partial%20synchronization%20of%20the%20northern%20San%20Andreas%20fault%20and%20Cascadia%20megathrust" data-url="https%3A%2F%2Fpubs.geoscienceworld.org%2Fgsa%2Fgeosphere%2Farticle%2F21%2F6%2F1132%2F661517%2FUnravelling-the-dance-of-earthquakes-Evidence-of">Chris Goldfinger. (2025). <a href="https://pubs.geoscienceworld.org/gsa/geosphere/article/21/6/1132/661517/Unravelling-the-dance-of-earthquakes-Evidence-of" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Unravelling the dance of earthquakes: Evidence of partial synchronization of the northern San Andreas fault and Cascadia megathrust</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-geologo-chris-goldfinger-avverte-che-due-faglie-in-nord-america-potrebbero-allinearsi-provocando-un-megaterremoto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quali sono i 5 borghi più belli della Toscana e quando visitarli: tra dolci colline, secoli di storia e patrimoni UNESCO]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/quali-sono-i-5-borghi-piu-belli-della-toscana-e-quando-visitarli-tra-dolci-colline-secoli-di-storia-e-patrimoni-unesco.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>In una regione dallo straordinario patrimonio culturale si trovano luoghi incantevoli fermi nel tempo. Ecco quali sono i 5 borghi più belli della Toscana, tra i preferiti dal National Geographic </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-5-borghi-piu-belli-della-toscana-e-quando-visitarli-tra-dolci-colline-secoli-di-storia-e-patrimoni-unesco-1789722468276.jpg" data-image="35m1pvrhwmge" alt="borghi più belli Toscana" title="borghi più belli Toscana"><figcaption>L'inconfondibile cinta di mura che incorona la collina di Monteriggioni</figcaption></figure><p>La Toscana è una delle regioni più visitate d’Italia grazie ad un patrimonio praticamente infinito di splendidi <strong>paesaggi, arte e cultura</strong>, a cui si accompagnano i deliziosi sapori della <strong>cucina tradizionale</strong> e di alcuni dei <strong>vini </strong>più rinomati d’Italia.</p><div class="texto-destacado">Gli antichi borghi che costellano una campagna fatta di verdi colline e campi di girasole sono piccoli scrigni di storia e fascino dove è custodita questa ricchezza che conosce pochi paragoni.</div><p>Perdersi tra le vie ricoperte dei ciottoli è uno dei modi più suggestivi per conoscere <strong>l’identità </strong>della regione. </p><p>Partiamo allora alla scoperta dei 5 borghi più belli della Toscana citati anche dal National Geographic.</p><h2>5. Monteriggioni</h2><p>In provincia di <strong>Siena </strong>c’è un minuscolo borgo che è un luogo straordinario dove vivere una full immersion nel <strong>Medioevo</strong>. Monteriggioni si trova in cima ad una collina, circondato dalla cinta muraria. Le mura sono praticamente intatte sono le stesse che Siena costruì nei primi anni del ‘200 a scopo difensivo, citate anche da <strong>Dante Alighieri</strong> nella <strong>Divina commedia</strong>.</p><p>In centro storico ha un diametro di soli <strong>centosettantadue metri</strong> e ha il proprio cuore in <strong>Piazza Roma</strong>, nella Chiesa di Santa Maria Assunta e nel Museo delle armi e delle armature dedicato ai cimeli <strong>medioevali e rinascimentali</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777337" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ville-medicee-in-toscana-4-itinerari-tra-le-dimore-storiche-e-i-giardini-patrimonio-unesco.html" title="Ville Medicee in Toscana: 4 itinerari tra le dimore storiche e i giardini patrimonio UNESCO">Ville Medicee in Toscana: 4 itinerari tra le dimore storiche e i giardini patrimonio UNESCO</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ville-medicee-in-toscana-4-itinerari-tra-le-dimore-storiche-e-i-giardini-patrimonio-unesco.html" title="Ville Medicee in Toscana: 4 itinerari tra le dimore storiche e i giardini patrimonio UNESCO"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ville-medicee-in-toscana-4-itinerari-tra-le-dimore-storiche-e-i-giardini-patrimonio-unesco-1783342862786_320.jpg" alt="Ville Medicee in Toscana: 4 itinerari tra le dimore storiche e i giardini patrimonio UNESCO"></a></article></aside><p>Il nucleo abitato è fatto invece di <strong>edifici di pietra</strong>, piccoli orti e giardini e un solo hotel.</p><p>Vale la pena sfidare anche il caldo di <strong>luglio </strong>per visitare Monteriggioni durante la splendida rievocazione storica della <strong>Festa Medievale</strong>.</p><h2>4. Montalcino</h2><p>Non solo uno dei borghi più belli della Toscana, Montalcino è anche la patria del <strong>Brunello</strong>, uno dei più famosi vini toscani.</p><p>Ancora una volta in provincia di Siena, circondato da tutte le bellezze della <strong>Val d’Orcia</strong>, questo borgo vanta una splendida <strong>rocca del XIV secolo</strong>, la chiesa romanica di Sant’Egidio e il bel loggiato di <strong>Piazza del Popolo</strong>, la piazza principale su cui domina la torre del Palazzo dei Priori.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-5-borghi-piu-belli-della-toscana-e-quando-visitarli-tra-dolci-colline-secoli-di-storia-e-patrimoni-unesco-1789722661878.jpg" data-image="dnxw27ldye4j" alt="Toscana borghi più belli" title="Toscana borghi più belli"><figcaption>I vigneti della Toscana, dove nascono alcuni dei vini più apprezzati d'Italia</figcaption></figure><p>A Montalcino si trova anche una colonna di marmo sormontata dalla statua di una lupa, questo perché si ritiene che Siena sia stata fondata dai discendenti di <strong>Remo </strong>e sia quindi una <strong>“sorella” di Roma.</strong></p><p>I colori della campagna e la stagione della <strong>vendemmia </strong>fanno della <strong>fine dell’estate o dell’inizio dell’autunno</strong> un ottimo momento per visitare Montalcino.</p><h2>3. Cortona</h2><p>Sorta sulle tracce di un’antica <strong>città etrusca</strong>, la splendida Cortona che possiamo ammirare oggi è quella medievale e rinascimentale. Le tracce delle epoche passate, però, convivono in un centro storico raccolto e compatto, perfetto da visitare a piedi. Il MAEC, ad esempio, il <strong>museo d’arte etrusca</strong>, si trova nei sotterranei di un palazzo duecentesco a pochi passi dalla piazza principale, circondata da alcuni dei più importanti palazzi storici.</p><p>Da non perdere, a Cortona, ci sono anche il <strong>Duomo</strong>, situato a ridosso delle mura, dove un tempo si trovava un tempio pagano, e il suggestivo convento di <strong>San Francesco</strong>, fondato dal santo <strong>in persona</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="731158" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-segreto-meglio-custodito-della-toscana-un-borgo-rinascimentale-tra-i-vigneti-a-circa-un-ora-da-firenze.html" title="Il segreto meglio custodito della Toscana: un borgo rinascimentale tra i vigneti a circa un’ora da Firenze">Il segreto meglio custodito della Toscana: un borgo rinascimentale tra i vigneti a circa un’ora da Firenze</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-segreto-meglio-custodito-della-toscana-un-borgo-rinascimentale-tra-i-vigneti-a-circa-un-ora-da-firenze.html" title="Il segreto meglio custodito della Toscana: un borgo rinascimentale tra i vigneti a circa un’ora da Firenze"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-segreto-meglio-custodito-della-toscana-un-borgo-rinascimentale-tra-i-vigneti-a-circa-un-ora-da-firenze-1758747221517_320.jpg" alt="Il segreto meglio custodito della Toscana: un borgo rinascimentale tra i vigneti a circa un’ora da Firenze"></a></article></aside><p>Poco fuori dall’abitato, invece, c’è un’importante<strong> area archeologica etrusca</strong>.</p><p>Cortona si trova in <strong>Valdichiana</strong>, in provincia di <strong>Arezzo</strong>. Per pianificare una visita conviene ricordare che il mese <strong>più caldo</strong> è generalmente luglio, ma anche ad agosto le temperature sono elevate; il mese <strong>più freddo</strong> è gennaio, mentre novembre è quello <strong>più piovoso</strong>. </p><h2>2. San Gimignano</h2><p>Tra i panorami più celebri della Toscana, e tra i suoi borghi più famosi, c’è senza dubbio la piccola San Gimignano con il suo centro storico <strong>patrimonio UNESCO</strong>.</p><p>Le sue torri rendono lo skyline del borgo inconfondibile. Solo quattordici sono quelle oggi visibili, ma nel medioevo erano ben <strong>settantadue</strong>, tutte costruite dalle famiglie più ricche che facevano a gara per dimostrare la propria importanza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-5-borghi-piu-belli-della-toscana-e-quando-visitarli-tra-dolci-colline-secoli-di-storia-e-patrimoni-unesco-1789722738840.jpg" data-image="h0w2xj7i7dqr" alt="5 borghi Toscana" title="5 borghi Toscana"><figcaption>Le torri medievali che svettano sul centro storico di San Gimignano</figcaption></figure><p>Due delle piazze più principali del borgo cono collegate fra loro e sono <strong>Piazza della Cisterna</strong>, col suo pozzo, e <strong>Piazza del Duomo</strong> dove si trova il duomo con affreschi che richiamano l'immaginario di <strong>Dante </strong>che qui soggiornò per qualche tempo.</p><p>In Toscana si va sicuramente anche per la buona cucina. A San Gimignano in particolare si trova lo <strong>zafferano</strong>, coltivato nell’area fin dal XIII secolo e ancora raccolto a mano secondo tradizione, per non rovinare i pistilli. Oggi è un <strong>prodotto DOP</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="700493" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-e-la-definizione-della-nuova-geografia-del-vino-in-europa.html" title="Il cambiamento climatico e la definizione della nuova geografia del vino in Europa">Il cambiamento climatico e la definizione della nuova geografia del vino in Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-e-la-definizione-della-nuova-geografia-del-vino-in-europa.html" title="Il cambiamento climatico e la definizione della nuova geografia del vino in Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-cambiamento-climatico-e-la-definizione-della-nuova-geografia-del-vino-in-europa-1741451364685_320.jpg" alt="Il cambiamento climatico e la definizione della nuova geografia del vino in Europa"></a></article></aside><p>San Gimignano è in assoluto tra i borghi più famosi della Toscana, ma anche tra i più piccoli e risente quindi più facilmente di altri dell'overtourism. Una visita in <strong>bassa stagione,</strong> lontano ad esempio dalle vacanze di Pasqua o dai ponti di primavera, è da preferire per evitare la folla.</p><h2>1. Volterra</h2><p>In provincia di <strong>Pisa</strong>, Volterra è un luogo straordinario, su cui veglia dall'alto la Fortezza Medicea.</p><p> Come Cortona il borgo è famoso per le <strong>origini etrusche</strong>, da esplorare nel museo che conta ben <strong>trentotto sale.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-5-borghi-piu-belli-della-toscana-e-quando-visitarli-tra-dolci-colline-secoli-di-storia-e-patrimoni-unesco-1789722871998.jpg" data-image="2grx336dcmw4" alt="Borghi Toscana - Volterra" title="Borghi Toscana - Volterra"><figcaption>Volterra che si affaccia sulla campagna pisana</figcaption></figure><p>Volterra è nota anche per la lavorazione dell’<strong>alabastro</strong>, protagonista assoluto dell’<strong>artigianato locale </strong>e per ospitare<strong> </strong>il più antico palazzo comunale della Toscana, in <strong>piazza dei Priori</strong>.</p><p>Il <strong>Duomo</strong>, con il <strong>Battistero </strong>che si trova di fronte, forma uno straordinario complesso architettonico con più di mille anni di storia alle spalle; ancora più antico, invece, è il <strong>teatro romano</strong> del del I secolo a.C. costruito sul fianco della collina.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764128" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/sembra-islanda-ma-e-in-toscana-viaggio-tra-i-soffioni-di-larderello-monte-amiata.html" title="Sembra l'Islanda, ma è la Toscana: i paesaggi sorprendenti dei soffioni tra Larderello e il Monte Amiata">Sembra l'Islanda, ma è la Toscana: i paesaggi sorprendenti dei soffioni tra Larderello e il Monte Amiata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/sembra-islanda-ma-e-in-toscana-viaggio-tra-i-soffioni-di-larderello-monte-amiata.html" title="Sembra l'Islanda, ma è la Toscana: i paesaggi sorprendenti dei soffioni tra Larderello e il Monte Amiata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-islanda-ma-e-in-toscana-viaggio-tra-i-soffioni-di-larderello-1776344445934_320.jpeg" alt="Sembra l'Islanda, ma è la Toscana: i paesaggi sorprendenti dei soffioni tra Larderello e il Monte Amiata"></a></article></aside><p><strong>Maggio e giungo</strong> sono i mesi più picevoli per visitare Volterra, grazie al clima mite e poco piovoso, ma le <strong>atmosfere di Natale</strong> sono particolarmente suggestivo e rendono questo splendido borgo della Toscana una meta ideale per una vacanza invernale.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Aar%C3%B3n%20Caballero%20Illescas" data-year="2026" data-title="Los%205%20mejores%20pueblos%20de%20la%20Toscana%20italiana%2C%20seg%C3%BAn%20%E2%80%98National%20Geographic%E2%80%99%3A%20localidades%20con%20siglos%20de%20historia%2C%20valles%20verdes%20y%20un%20casco%20hist%C3%B3rico%20Patrimonio%20de%20la%20Humanidad" data-url="https%3A%2F%2Fwww.infobae.com%2Fespana%2Fviajes%2F2026%2F09%2F12%2Flos-5-mejores-pueblos-de-la-toscana-italiana-segun-national-geographic-localidades-con-siglos-de-historia-valles-verdes-y-un-casco-historico-patrimonio-de-la-humanidad%2F">Aarón Caballero Illescas. (2026). <a href="https://www.infobae.com/espana/viajes/2026/09/12/los-5-mejores-pueblos-de-la-toscana-italiana-segun-national-geographic-localidades-con-siglos-de-historia-valles-verdes-y-un-casco-historico-patrimonio-de-la-humanidad/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Los 5 mejores pueblos de la Toscana italiana, según ‘National Geographic’: localidades con siglos de historia, valles verdes y un casco histórico Patrimonio de la Humanidad</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/quali-sono-i-5-borghi-piu-belli-della-toscana-e-quando-visitarli-tra-dolci-colline-secoli-di-storia-e-patrimoni-unesco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Rischio tsunami in Italia, Palmi è stato riconosciuto come comune italiano "Tsunami Ready"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/rischio-tsunami-in-italia-palmi-riconosciuto-come-comune-italiano-tsunami-ready.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 13:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il Comune di Palmi (RC) riceve il prestigioso riconoscimento “Tsunami Ready”, dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (IOC-UNESCO), diventando il secondo comune Italiano, dopo Minturno (LT), a ottenere l’accreditamento.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/tsunami-italia-1789548530458.png" data-image="vfh6dq3mlyg5"><figcaption>Veduta aerea di Palmi, in Calabria. foto: INGV</figcaption></figure><p>Nuovo passo avanti in Italia nel lavoro di prevenzione dal rischio tsunami, con la preparazione delle comunità esposte. Nella giornata di sabato 12 settembre 2026, il Comune di Palmi (Reggio Calabria) ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “<strong>Tsunami Ready</strong>”, dalla <strong>Commissione Oceanografica Intergovernativa</strong> dell’<strong>UNESCO</strong> (<strong>IOC-UNESCO</strong>), diventando il secondo comune Italiano, dopo Minturno (LT), a ottenere l’accreditamento.</p><div class="texto-destacado">Il programma “<a href="https://tsunamireadyviewer.ioc-tsunami.org/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://tsunamireadyviewer.ioc-tsunami.org/&source=gmail&ust=1789633353389000&usg=AOvVaw3Q3BlnHUVk3XgoOMx6SIAN">Tsunami Ready</a>” promuove la preparazione delle comunità al rischio maremoto, coinvolgendo Protezione Civile, Amministrazione e cittadini, al fine di migliorare la prontezza e la capacità di reazione in caso di evento. </div><p>Palmi, comune della costa tirrenica calabrese, si trova in un’area a medio-alta pericolosità, colpita in passato da tsunami, come documentato dall’<strong>Italian Tsunami Effects Database</strong> (<strong>ITED</strong>) dell’INGV. Il percorso che ha portato a questo riconoscimento ha coinvolto la popolazione e il territorio costiero, rafforzando la consapevolezza del rischio tsunami e la capacità di risposta della comunità palmese. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="680577" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-italia-il-primo-comune-dell-area-euro-mediterranea-ad-adottare-il-programma-di-mitigazione-del-rischio-tsunami.html" title="In Italia il primo comune dell'area Euro-Mediterranea ad adottare il programma di mitigazione del rischio tsunami">In Italia il primo comune dell'area Euro-Mediterranea ad adottare il programma di mitigazione del rischio tsunami</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-italia-il-primo-comune-dell-area-euro-mediterranea-ad-adottare-il-programma-di-mitigazione-del-rischio-tsunami.html" title="In Italia il primo comune dell'area Euro-Mediterranea ad adottare il programma di mitigazione del rischio tsunami"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/in-italia-il-primo-comune-dell-area-euro-mediterranea-ad-adottare-il-programma-di-mitigazione-del-rischio-tsunami-1730190954979_320.jpg" alt="In Italia il primo comune dell'area Euro-Mediterranea ad adottare il programma di mitigazione del rischio tsunami"></a></article></aside><p>Un passo importante è stato compiuto con il coinvolgimento del Comune di Palmi nel progetto<strong> CoastWAVE 2.0</strong>, finanziato dalla Commissione europea attraverso la DG ECHO (Protezione Civile Europea) nelle annualità 2025-2026. </p><h2>Mappe di evacuazione e preparazione della popolazione</h2><p>Nell’ambito del progetto sono state sviluppate specifiche <strong>mappe </strong><strong>di evacuazione per il rischio maremoto</strong>, che individuano le aree potenzialmente interessate da inondazione e i <strong>percorsi di evacuazione dalla fascia costiera </strong><strong>verso le aree di raccolta</strong>. Le mappe sono <strong>consultabili sul sito </strong><strong>del <a href="https://cat.ingv.it/en/tsunami-ready/evacuation-maps/evacuation-map-of-palmi-municipality" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://cat.ingv.it/en/tsunami-ready/evacuation-maps/evacuation-map-of-palmi-municipality&source=gmail&ust=1789633353389000&usg=AOvVaw2hr3da_As2s0FLx_NsdgXw">Centro Allerta Tsunami</a> </strong>dell’INGV. </p><p>Alla cerimonia presenti rappresentanti del <strong>Centro Allerta Tsunami</strong> (<strong>CAT</strong>), dell’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</strong> (<strong>INGV</strong>), del <strong>Dipartimento della Protezione Civile</strong> (<strong>DPC</strong>) e dell’<strong>Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale</strong> (<strong>ISPRA</strong>), il Sindaco di Palmi, <strong>Giovanni Calabria</strong>, il Vicesindaco, <strong>Salvatore Celi</strong>, il Presidente della Consulta Giovanile Palmese, <strong>Daniele Trimboli </strong>e il Comandante della Polizia Locale, <strong>Francesco Managò</strong>. La certificazione Tsunami Ready consegnata da Denis Chang Seng di IOC-UNESCO.</p><h2>Il rischio tsunami in Italia</h2><p><strong>Le coste italiane nel passato sono state interessate anche da tsunami</strong> (anche noti come maremoti), ricorda il Centro Allerta Tsunami italiano (CAT), sia di scarsa entità che distruttivi. Questo lo sappiamo grazie a fonti storiche, testi scritti da testimoni diretti o cronache che descrivono gli effetti dei maremoti avvenuti nel passato.</p><div class="texto-destacado">"La scarsa consapevolezza del rischio maremoto in Italia - si legge nel sito del CAT - sta probabilmente nel fatto che gli tsunami, fortunatamente, accadono meno frequentemente dei terremoti, e che l’ultimo tsunami disastroso avvenuto in Italia risale a oltre un secolo fa. Si tratta dello tsunami originato dal catastrofico terremoto di Messina del 1908".</div><p>Se è vero che eventi così devastanti sono fortunatamente rari in Italia, il maremoto del 1908 documenta che anche le coste italiane, <strong>specialmente quelle della Calabria e della Sicilia, sono esposte al rischio di grandi maremoti</strong>. Bisogna poi ricordare che anche eventi di minore intensità, più frequenti e più probabili, sono pur sempre pericolosi per chi si trova vicino alla costa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="689930" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sono-passati-22-anni-dallo-tsunami-a-stromboli-ecco-cosa-ci-ha-insegnato-il-maremoto-del-30-dicembre.html" title="Sono passati 22 anni dallo tsunami a Stromboli: ecco cosa ci ha insegnato il maremoto del 30 dicembre 2002">Sono passati 22 anni dallo tsunami a Stromboli: ecco cosa ci ha insegnato il maremoto del 30 dicembre 2002</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sono-passati-22-anni-dallo-tsunami-a-stromboli-ecco-cosa-ci-ha-insegnato-il-maremoto-del-30-dicembre.html" title="Sono passati 22 anni dallo tsunami a Stromboli: ecco cosa ci ha insegnato il maremoto del 30 dicembre 2002"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sono-passati-22-anni-dallo-tsunami-a-stromboli-ecco-cosa-ci-ha-insegnato-il-maremoto-del-30-dicembre-1735552520788_320.jpg" alt="Sono passati 22 anni dallo tsunami a Stromboli: ecco cosa ci ha insegnato il maremoto del 30 dicembre 2002"></a></article></aside><p><strong>Gli tsunami italiani, così come in generale nel resto del mondo, sono causati principalmente da terremoti sottomarini</strong> o con epicentro in terra molto vicino alla costa. Anche le eruzioni vulcaniche e le frane – talvolta innescate proprio da scosse di terremoto - possono tuttavia generare maremoti.</p><h2> Per saperne di più </h2><p>Online è disponibile il <strong> <a href="https://ingv.maps.arcgis.com/apps/webappviewer/index.html?id=a14231712588470ea1c4454301b8294c" target="_blank"> Database delle osservazioni di tsunami in Itali</a>. </strong>Nel 2018 è stato invece pubblicato il primo modello probabilistico di pericolosità da tsunami di origine sismica per l’area del Mediterraneo e dell’Atlantico nord-orientale (TSUMAPS-NEAM), frutto di un progetto europeo coordinato dall’INGV, che è <strong> <a href="http://www.tsumaps-neam.eu/about-tsumaps-neam/summary-of-the-project/" target="_blank"> descritto qui </a> </strong> .</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Centro%20Allerta%20Tsunami%20-%20INGV" data-year="" data-title="Tsunami%20in%20Italia" data-url="https%3A%2F%2Fcat.ingv.it%2Findex.php%2Fit%2F">Centro Allerta Tsunami - INGV. <a href="https://cat.ingv.it/index.php/it/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Tsunami in Italia</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/rischio-tsunami-in-italia-palmi-riconosciuto-come-comune-italiano-tsunami-ready.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'intensificarsi della Corrente del Golfo riapre il dibattito sul rischio reale di collasso della AMOC]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-intensificarsi-della-corrente-del-golfo-riapre-il-dibattito-sul-rischio-reale-di-collasso-della-amoc.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 11:23:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Secondo nuove osservazioni satellitari, la Corrente del Golfo si sta rafforzando; questo ridimensiona gli allarmi riguardanti un indebolimento del sistema di circolazione atlantico, oppure i due fenomeni non sono correlati?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/gulf-stream-is-strengthening-so-what-does-this-mean-for-fears-of-an-amoc-collapse-1789385044132.png" data-image="raee1tgb91d0" alt="La Corrente del Golfo si sta intensificando: cosa significa questo per i timori di un collasso dell'AMOC?" title="La Corrente del Golfo si sta intensificando: cosa significa questo per i timori di un collasso dell'AMOC?"><figcaption>La Corrente del Golfo si sta intensificando: cosa significa questo per i timori di un collasso dell'AMOC?</figcaption></figure><p>Una nuova ricerca satellitare ha scoperto che <strong>la Corrente del Golfo si è rapidamente rafforzata tra il 2014 e il 2023</strong>, il che solleva interrogativi su cosa significhi questa scoperta per le preoccupazioni relative al futuro della AMOC <em>- Atlantic meridional overturning circulation</em> , in italiano Capovolgimento meridionale della circolazione atlantica.</p><p>A prima vista, <strong>i risultati potrebbero sembrare in contraddizione</strong> con gli avvertimenti secondo cui l'AMOC potrebbe indebolirsi a causa del riscaldamento globale. Tuttavia, <strong>la Corrente del Golfo e l'AMOC non sono la stessa cosa</strong>, e le ricerche più recenti non mostrano che l'intero sistema di circolazione si stia rafforzando.</p><h2>La Corrente del Golfo e l'AMOC sono collegate, ma non sono la stessa cosa</h2><p>La <strong>Corrente del Golfo</strong> è una potente corrente oceanica che trasporta acqua calda verso nord dai tropici, portando calore attraverso l'Atlantico fino in Europa.</p><p><strong>Costituisce una parte importante della ben più estesa AMOC</strong>, che comprende un vasto sistema di correnti oceaniche che trasportano acqua superficiale calda verso nord e riportano acqua più fredda e densa verso sud nelle profondità.</p><p>Per questo motivo, la Corrente del Golfo può variare senza che l'intera Circolazione Meridionale di Rovesciamento Atlantica <strong>risponda esattamente allo stesso modo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gulf-stream-is-strengthening-so-what-does-this-mean-for-fears-of-an-amoc-collapse-1789385067035.png" data-image="4v1x7x2qesfq" alt="La Corrente del Golfo è una potente corrente oceanica che porta acqua calda verso nord dai tropici, trasportando calore attraverso l'Atlantico fino in Europa." title="La Corrente del Golfo è una potente corrente oceanica che porta acqua calda verso nord dai tropici, trasportando calore attraverso l'Atlantico fino in Europa."><figcaption>La Corrente del Golfo è una potente corrente oceanica che porta acqua calda verso nord dai tropici, trasportando calore attraverso l'Atlantico fino in Europa.</figcaption></figure><p>Il nuovo studio ha utilizzato più di tre decenni di osservazioni satellitari per esaminare i cambiamenti della Corrente del Golfo. I ricercatori hanno individuato un <strong>periodo prolungato di minore intensità tra il 2005 e il 2014, seguito da una rapida intensificazione a partire dal 2014</strong>.</p><div class="texto-destacado"><strong>È importante sottolineare che gli autori avvertono come questo rafforzamento osservato non possa essere interpretato direttamente come un rafforzamento dell'AMOC.</strong></div><p>Le diverse parti della circolazione atlantica sono influenzate da fattori differenti, il che significa che <strong>una componente può intensificarsi mentre il sistema nel suo insieme si comporta in modo diverso</strong>.</p><h2>L'AMOC potrebbe indebolirsi ulteriormente?</h2><p><strong>Sì.</strong> Le nuove scoperte non eliminano le preoccupazioni riguardo a un indebolimento a lungo termine dell'AMOC. La Circolazione Meridionale è influenzata dai cambiamenti di temperatura, salinità e densità dell'acqua marina. Con il riscaldamento del pianeta, <strong>l'aumento dell'acqua dolce che entra nell'Atlantico settentrionale e le variazioni delle temperature oceaniche</strong> <strong>potrebbero incidere sulla circolazione</strong>.</p><p>I modelli climatici prevedono generalmente che l'AMOC <strong>si indebolirà nel corso del XXI secolo con l'aumento delle concentrazioni di gas serra</strong>. Tuttavia, gli scienziati continuano a studiare con quale rapidità ciò potrebbe verificarsi e quale sarà l'entità finale del cambiamento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784464" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-indebolimento-del-sistema-di-correnti-dell-oceano-atlantico-l-amoc-potrebbe-accelerare-il-riscaldamento-globale.html" title="L'indebolimento del sistema di correnti dell’Oceano Atlantico, l’AMOC, potrebbe accelerare il riscaldamento globale">L'indebolimento del sistema di correnti dell’Oceano Atlantico, l’AMOC, potrebbe accelerare il riscaldamento globale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-indebolimento-del-sistema-di-correnti-dell-oceano-atlantico-l-amoc-potrebbe-accelerare-il-riscaldamento-globale.html" title="L'indebolimento del sistema di correnti dell’Oceano Atlantico, l’AMOC, potrebbe accelerare il riscaldamento globale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-debilitamiento-amoc-acelerar-el-calentamiento-global-1787033783062_320.jpg" alt="L'indebolimento del sistema di correnti dell’Oceano Atlantico, l’AMOC, potrebbe accelerare il riscaldamento globale"></a></article></aside><p>Un collasso totale e improvviso è uno scenario molto più estremo rispetto a un indebolimento graduale, e permane una <strong>notevole incertezza su come reagirà esattamente il sistema</strong>.</p><p>Per l'Europa questo è rilevante perché l'AMOC contribuisce a <strong>trasportare calore verso l'Atlantico settentrionale</strong>, favorendo il clima relativamente mite di cui godono la Gran Bretagna e l'Europa occidentale.</p><div class="texto-destacado">Un indebolimento significativo <strong>potrebbe alterare le temperature, i modelli di precipitazione e la circolazione atmosferica nella regione</strong>.</div><p>Le ultime scoperte sulla Corrente del Golfo, quindi, non significano che siano svaniti i timori di un indebolimento dell'AMOC, <strong>né dimostrano che un collasso sia imminente</strong>. Offrono invece agli scienziati una preziosa nuova osservazione su come è cambiata <strong>una parte importante</strong> della circolazione atlantica.</p><p>Il messaggio chiave è che una Corrente del Golfo più forte e un'AMOC potenzialmente più debole <strong>non sono necessariamente in contraddizione tra loro</strong>. La Corrente del Golfo è una componente di un sistema molto più ampio e complesso, e comprendere come interagiscono queste componenti resta un importante ambito di ricerca climatica.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Breaking: A new review paper of the tipping point risk of the Atlantic ocean circulation known as <a href="https://x.com/hashtag/AMOC?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#AMOC</a> has been published. <br>The evidence has broadened over the last years that the present <a href="https://x.com/hashtag/AMOC?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#AMOC</a> is in a multi-stable regime, posing a risk of tipping .<a href="https://t.co/mwV7ShKv03">https://t.co/mwV7ShKv03</a> <a href="https://t.co/UNwu8VYSTA">pic.twitter.com/UNwu8VYSTA</a></p>— Prof. Stefan Rahmstorf (@rahmstorf) <a href="https://x.com/rahmstorf/status/2038640202294477264?ref_src=twsrc%5Etfw">March 30, 2026</a></blockquote></figure><p>Per ora, i nuovi dati satellitari aggiungono <strong>un tassello in più al puzzle</strong>, senza fornire una risposta definitiva sul futuro dell'AMOC.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Shenfu%20Dong%2C%20Marlos%20Goes%2C%20Denis%20Volkov%2C%20Sang-Ki%20Lee%2C%20Hosmay%20Lopez" data-year="2026" data-title="Rapid%20Surface%20Intensification%20of%20the%20Gulf%20Stream%20Since%202014" data-url="https%3A%2F%2Fagupubs.onlinelibrary.wiley.com%2Fdoi%2F10.1029%2F2026GL122338">Shenfu Dong, Marlos Goes, Denis Volkov, Sang-Ki Lee, Hosmay Lopez. (2026). <a href="https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2026GL122338" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Rapid Surface Intensification of the Gulf Stream Since 2014</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-intensificarsi-della-corrente-del-golfo-riapre-il-dibattito-sul-rischio-reale-di-collasso-della-amoc.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, ecco dove tornerà la pioggia: svolta da giovedì 24, cambia la posizione degli anticicloni ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'alta pressione potrebbe arretrare dal 22 settembre, con il possibile arrivo di correnti fredde ed instabili, pronte a riportare delle precipitazioni dal 24 settembre, insieme ad un nuovo calo termico sull'Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb909cu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb909cu.jpg" id="xb909cu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Analizzare l'evoluzione della circolazione atmosferica a una settimana di distanza, richiede una doverosa cautela. Infatti, quando ci si spinge oltre i cinque giorni, <strong>le dinamiche atmosferiche simulate dai modelli matematici presentano un fisiologico margine di incertezza</strong>, per cui è corretto ragionare in termini di tendenza e di probabilità, senza dare alcuno scenario per scontato. </p><p>Tuttavia, i segnali che giungono dai principali modelli matematici, come ECMWF e GFS, iniziano a delineare la possibilità di <strong>un nuovo cambio di circolazione per la seconda parte della prossima settimana</strong>. Infatti, dopo la stabilità che si andrà affermando già nel prossimo fine settimana a partire dal Nord Italia e poi anche al Centro, con il Sud ancora alle prese con un po' di instabilità, ci sarà la possibilità per un nuovo peggioramento.</p><div class="texto-destacado">L<strong>'anticiclone</strong> tornerà a rinforzarsi rapidamente sulla Penisola Iberica già nella giornata di domenica. Questa rimonta riuscirà ad estendere parzialmente i suoi effetti anche sull'Italia e, con<strong> il ritorno di condizioni di maggiore stabilità,</strong> aumenteranno anche le temperature. In alcuni casi le massime torneranno a superare con decisione le medie del periodo.</div><p>Tuttavia durerà poco. Infatti, l'<strong>alta pressione tenderà a modificare la propria posizione</strong>, ritirando il suo raggio d'azione verso l'Atlantico e contemporaneamente sulla Scandinavia, aprendo, in questo modo,<strong> un canale a correnti più fresche e instabili di origine settentrionale</strong> che potrebbero interessare anche la nostra penisola.</p><h2>Il confronto tra ECMWF e GFS attraverso l'analisi degli spaghi e l'AI</h2><p>Dal confronto di proiezioni deterministiche, statistiche con AI ed ensemble dei due principali centri di calcolo (l'europeo <strong>ECMWF, la sua versione AI </strong>e l'americano <strong>GFS)</strong> emergono degli spunti evolutivi che proveremo a commentare. <strong>Il modello americano</strong>, attualmente, propende per una visione orientata verso "il fresco" e al peggioramento, con <strong>una discesa d'aria artica verso l'Europa Orientale </strong>che potrebbe riuscire a coinvolgere anche la nostra penisola, soprattutto<strong> i versanti adriatici con temperature anche sotto media e precipitazioni</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789293" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi.html" title="Allerta meteo: nuovi temporali nelle prossime ore, miglioramento nel weekend ma non dappertutto">Allerta meteo: nuovi temporali nelle prossime ore, miglioramento nel weekend ma non dappertutto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi.html" title="Allerta meteo: nuovi temporali nelle prossime ore, miglioramento nel weekend ma non dappertutto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi-1789717140640_320.jpeg" alt="Allerta meteo: nuovi temporali nelle prossime ore, miglioramento nel weekend ma non dappertutto"></a></article></aside><p>Mentre la <strong>corsa modellistica </strong><strong>europea resta più prudente, </strong>proponendo una discesa fredda, facente riferimento ad un vortice depressionario tra paesi dell'est Russia, leggermente più defilato verso est, con <strong>una maggiore tenuta del campo di alta pressione ad ovest. </strong></p><p><strong>AIFS,</strong> il modello AI di ECMWF propone una visione anche più estrema, ancor più sbilanciata <strong>verso il fresco e il maltempo</strong>. In questo caso un impulso di aria polare potrebbe sostanzialmente alimentare una nuova circolazione depressionaria. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni-1789657450889.jpg" data-image="aqgncqqu7ind"><figcaption>Il cambio di circolazione evidenziato da questa mappa, previsto per le prime ore di mercoledì 23, ci offre la possibilità di vedere la proiezione più orientata al freddo del modello europeo. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Per cercare di orientarci tra queste visioni, con <strong>un'approccio probabilistico</strong> <strong>sul</strong><strong>la tendenza</strong>, possiamo osservare gli "spaghi" con le medie delle corse probabilistiche dell'ensemble. Entrambi i modelli vedono <strong>una generale tendenza al ribasso delle temperature a partire da martedì 22 settembre e fino ad almeno il 25-26 settembre. </strong></p><div class="texto-destacado">Tuttavia, i fasci degli spaghi, proprio in concomitanza con questa discesa, iniziano ad aprirsi e divergere in entrambi i modelli, sintomo di un <strong>passaggio abbastanza incerto a livello deterministico</strong>. </div><p>Lo scenario attualmente proposto dalle emissioni ufficiali di GFS e ECMWF, sono accompagnate da<strong> un fascio di clusters</strong> (proiezioni simulate dagli stessi input in ingresso, ma disturbate volutamente per valutare la tenuta della visione ufficialmente proposta), <strong>che tendono a dividersi, con versioni che iniziano a divergere sostanzialmente</strong>, soprattutto dal punto di vista termico. </p><h2>La mappa delle precipitazioni e il calo termico </h2><p><strong>S</strong><strong>e la prospettiva proposta da ECMWF dovesse trovare riscontro</strong> nelle prossime emissioni, la pioggia potrebbe tornare solo occasionalmente a bagnare alcune regioni italiane a partire <strong>da giovedì 24</strong>.<strong> </strong></p><p>Si tratterebbe di un impulso piuttosto debole, <strong><strong>più influenzato dall'anticiclone</strong></strong><strong>,</strong> che potrebbe vedere <strong><strong>l'Italia ai margini del peggioramento</strong></strong>, con l'ingresso di aria fresca ma sostanzialmente asciutta, incapace di produrre effetti consistenti in termini di precipitazioni. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni-1789657498998.jpg" data-image="v7i0208lldb1"><figcaption>La mappa di martedì 22 ci mostra la discesa fredda sull'Europa orientale, che potrebbe influenzare il tempo anche sull'Italia nei giorni successivi. ECMWF MeteoRed </figcaption></figure><p><strong>Visione molto diversa, </strong>invece,<strong> quella proposta dal "modello AIFS", che opera con l'Intelligenza Artificiale </strong>e che propone scenari "noti" perché verificatisi in passato in situazioni di partenza molto simili a quelle attuali, dedotti ma non deterministicamente.<strong> In questo caso freddo e precipitazioni coinvolgerebbero maggiormente il nostro Paese</strong>, potendo contare sull'approfondimento di un'area depressionaria sui mari ad ovest della Penisola.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789142" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-cambia-tutto-getto-polare-verso-l-adriatico-mentre-l-anticiclone-tenta-il-blocco-scandinavo.html" title="Luca Lombroso: cambia tutto, getto polare verso l'Adriatico mentre l'anticiclone tenta il blocco scandinavo">Luca Lombroso: cambia tutto, getto polare verso l'Adriatico mentre l'anticiclone tenta il blocco scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-cambia-tutto-getto-polare-verso-l-adriatico-mentre-l-anticiclone-tenta-il-blocco-scandinavo.html" title="Luca Lombroso: cambia tutto, getto polare verso l'Adriatico mentre l'anticiclone tenta il blocco scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-cambia-tutto-getto-polare-verso-l-adriatico-mentre-l-anticiclone-tenta-il-blocco-scandinavo-1789633979134_320.jpg" alt="Luca Lombroso: cambia tutto, getto polare verso l'Adriatico mentre l'anticiclone tenta il blocco scandinavo"></a></article></aside><p>L'ingresso di correnti fredde dai quadranti settentrionali, sempre in questo scenario, attiverebbe venti di Bora e di Tramontana, provocando <strong>una marcata flessione delle temperature</strong>. </p><h2>L'assetto dell'alta pressione come ago della bilancia</h2><p>La reale portata di questo ipotetico guasto del tempo dipenderà dall'esatta collocazione e dalla potenza del blocco anticiclonico atlantico. <strong>Qualora l'alta pressione dovesse ergersi con maggiore vigore verso le latitudini settentrionali</strong>, il corridoio per la discesa artica verso l'Italia risulterebbe diretto e quindi maggiormente incisivo, con <strong>fenomeni e con una sorta di anticipo d'autunno tangibile su tutta la Penisola. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789172" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html" title="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia">Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html" title="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila-1789651167731_320.jpg" alt="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia"></a></article></aside><p>L'intrusione di <strong>aria polare o nordatlantica, vista da AIFS, </strong>renderebbe il <strong>quadro precipitativo ancor più generoso,</strong> in un contesto comunque<strong> fresco per il periodo. </strong></p><p><strong>Al contrario</strong>, un'inclinazione più orientale o una blanda spinta fredda verso l'Europa Orientale, <strong>smo</strong><strong>rzerebbe l'entità dell'irruzione</strong> e di conseguenza anche dei fenomeni precipitativi, limitandone probabilmente gli effetti parziali al solo medio-basso Adriatico. </p><div class="texto-destacado"><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Nei prossimi aggiornamenti seguiremo da vicino l'uscita delle carte modellistiche per cercare di valutare la tendenza e definire con maggiore precisione ed attendibilità traiettoria ed effetti della discesa di aria fredda. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ecco-dove-tornera-la-pioggia-svolta-da-giovedi-24-cambia-la-posizione-degli-anticicloni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Francia si avvia verso un caldo da piena estate per l'equinozio d'autunno, all'opposto dell'Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-francia-si-avvia-verso-un-caldo-degno-della-piena-estate-per-l-equinozio-d-autunno-e-anche-oltre.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 08:40:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il caldo in Francia non accenna a finire. Tornerà già da questo fine settimana e persisterà per tutta la prossima. L'inizio dell'autunno astronomico sarà caratterizzato da temperature pienamente estive.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb9eehu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb9eehu.jpg" id="xb9eehu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Un nuovo blocco anticiclonico si instaurerà sull'Europa occidentale e sulla Francia già a partire da questo fine settimana, persistendo per tutta la prossima settimana. <strong>Questo determinerà un nuovo riscaldamento della massa d'aria, con il ritorno di un caldo pienamente estivo sul Paese</strong>.</p><p><strong>Queste temperature anormalmente elevate accompagneranno l'inizio dell'autunno astronomico e potrebbero protrarsi in Francia fino alla fine di settembre</strong>. Dallo scorso maggio, le anomalie calde si susseguono sulla Francia con una regolarità sorprendente.</p><p>Stavolta il caldo anomalo che colpirà la Francia non si estenderà all'Italia, dove invece proprio martedì prossimo, 22 settembre, è in arrivo un netto calo delle temperature per l'arrivo di masse d'aria provenienti dai Balcani.</p><h2>Massa d'aria rovente per l'equinozio d'autunno</h2><p>L'anticiclone si appresta a rafforzarsi sulla Francia e la prossima settimana si estenderà verso le Isole Britanniche e il Mare del Nord. La massa d'aria si riscalderà sensibilmente con il passare dei giorni. La prossima settimana, <strong>la temperatura in quota sulla Francia sarà spesso di una decina di gradi superiore alle medie stagionali</strong>.</p><p>Quest'anno, <strong>l'equinozio d'autunno si verificherà mercoledì 23 settembre</strong>. In quella data, le simulazioni prevedono una temperatura della massa d'aria<strong> fino a 11°C superiore alle medie in Francia</strong>. Sotto l'influenza dell'alta pressione, il sole sarà molto presente e contribuirà a<strong> portare nel corso dei pomeriggi della prossima settimana un caldo degno del cuore dell'estate.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-france-se-dirige-vers-une-chaleur-digne-du-plein-ete-pour-l-equinoxe-d-automne-et-meme-au-dela-1789707359364.jpg" data-image="hw41nmt3p3lw" alt="La temperatura della massa d'aria sarà di oltre 10°C superiore alle medie mercoledì 23 settembre" title="La temperatura della massa d'aria sarà di oltre 10°C superiore alle medie mercoledì 23 settembre"><figcaption>La temperatura della massa d'aria sarà di oltre 10°C superiore alle medie mercoledì 23 settembre</figcaption></figure><p>Le temperature previste per mercoledì 23 settembre, giorno dell'equinozio d'autunno, sono quindi notevoli. Le proiezioni attuali indicano <strong>temperature vicine ai 30°C nella regione di Parigi</strong> e nella valle del Rodano, con punte di 31°C nella Francia centrale e <strong>valori spesso compresi tra 32 e 34°C nel sud-ovest della Francia</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788809" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente.html" title="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente">Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente.html" title="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente-1789460704429_320.png" alt="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente"></a></article></aside><p>Alcuni modelli prevedono <strong>temperature localmente fino a 35°C nel sud-ovest</strong>, in particolare nel dipartimento delle Landes. Le temperature saranno probabilmente meno elevate procedendo verso la Manica e nelle regioni del nord-est al confine, dove il caldo sarà più moderato.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-france-se-dirige-vers-une-chaleur-digne-du-plein-ete-pour-l-equinoxe-d-automne-et-meme-au-dela-1789707431570.jpg" data-image="mormrb6nyj33" alt="In Francia sono attese temperature tra 30 e 35°C mercoledì 23 settembre" title="In Francia sono attese temperature tra 30 e 35°C mercoledì 23 settembre"><figcaption>In Francia sono attese temperature tra 30 e 35°C mercoledì 23 settembre</figcaption></figure><p>Valori simili sono semplicemente notevoli a stagione così avanzata.<strong> È molto probabile che vengano battuti alcuni record relativi alla terza decade di settembre</strong>. A Mont-de-Marsan, la temperatura più elevata mai misurata nella terza decade di settembre è stata di 33,5°C nel 1985. È molto probabile che questo valore venga superato.</p><h2>Caldo estivo fino alla fine di settembre?</h2><p>Secondo le tendenze a lungo termine, <strong>questo blocco anticiclonico ha buone probabilità di protrarsi oltre la prossima settimana</strong>. Le attuali proiezioni mantengono una netta prevalenza dell'alta pressione sulla Francia fino alla settimana compresa tra il 28 settembre e il 4 ottobre.</p><p><strong>Il caldo, a tratti intenso, potrebbe quindi persistere fino alla fine di settembre </strong>e potrebbe persino protrarsi fino all'inizio di ottobre. Inoltre, <strong>la carenza di piogge rischia di diventare critica, aggravando una siccità che è già di portata storica</strong>.</p><p>Dallo scorso maggio, la successione di episodi anormalmente caldi e secchi in Francia è stata storica. <strong>Non si erano mai osservate anomalie termiche positive così persistenti per un periodo di quasi 5 mesi</strong>, con centinaia di record di caldo battuti ripetutamente in Francia.</p><h2>In Italia situazione opposta, almeno per qualche giorno</h2><p>Mentre in Francia si vivrà una nuova fase da estate piena, con temperature del tutto anomale per la seconda metà di settembre, in Italia si assisterà a un abbassamento dei valori piuttosto importante, che porterà un'atmosfera autunnale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789201" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti.html" title="Italia coinvolta da mercoledì 23: aria polare nel Mediterraneo, ecco gli effetti">Italia coinvolta da mercoledì 23: aria polare nel Mediterraneo, ecco gli effetti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti.html" title="Italia coinvolta da mercoledì 23: aria polare nel Mediterraneo, ecco gli effetti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti-1789656192566_320.jpg" alt="Italia coinvolta da mercoledì 23: aria polare nel Mediterraneo, ecco gli effetti"></a></article></aside><p>Nelle vallate alpine, ma anche nelle conche interne del centro Italia, le minime saranno anche inferiori ai 10°C e la sensazione di un calo termico deciso sarà piuttosto diffusa.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-francia-si-avvia-verso-un-caldo-degno-della-piena-estate-per-l-equinozio-d-autunno-e-anche-oltre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta meteo: nuovi temporali nelle prossime ore, miglioramento nel weekend ma non dappertutto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 07:39:12 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nuovi temporali interessano oggi diverse regioni italiane, ma nel weekend il tempo tenderà gradualmente a migliorare. Da martedì possibile svolta più fresca con correnti balcaniche</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb9exka"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb9exka.jpg" id="xb9exka"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Instabilità e temporali anche forti oggi, soprattutto tra Lombardia, Centro Campania e Sicilia. Weekend in miglioramento, poi Grecale e sensibile calo delle temperature minime.</p><h2>Oggi forti temporali: peggiora al Centro, instabilità anche al Sud</h2><p>Nuovo peggioramento delle condizioni del tempo sull’Italia. <strong>Al Nord </strong>l’instabilità interessa soprattutto Lombardia, Alpi centro-occidentali e basso Piemonte, con piogge che fin dalle prime ore hanno coinvolto anche l’area <strong>milanese </strong>e i laghi lombardi. </p><div class="texto-destacado">Nelle prossime ore il maltempo si concentrerà soprattutto tra Romagna, Marche, Umbria, zone interne della Toscana e Abruzzo, con possibili temporali</div><p>La <strong>Protezione Civile</strong> ha emesso allerta gialla per rischio temporali su numerose aree del Paese.</p><p><strong>Al Sud</strong>, dopo il passaggio di alcuni temporali su <strong>Campania</strong> e <strong>Sicilia</strong>, nel pomeriggio rovesci e acquazzoni interesseranno soprattutto l’Appennino tra <strong>Molise</strong> e <strong>Basilicata</strong>, localmente anche la <strong>Puglia</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788973" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/alluvioni-in-italia-settembre-e-un-mese-da-tenere-d-occhio-ecco-cosa-e-successo-negli-ultimi-25-anni.html" title="Alluvioni in Italia, settembre è un mese da tenere d'occhio: ecco cosa è successo negli ultimi 26 anni">Alluvioni in Italia, settembre è un mese da tenere d'occhio: ecco cosa è successo negli ultimi 26 anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/alluvioni-in-italia-settembre-e-un-mese-da-tenere-d-occhio-ecco-cosa-e-successo-negli-ultimi-25-anni.html" title="Alluvioni in Italia, settembre è un mese da tenere d'occhio: ecco cosa è successo negli ultimi 26 anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alluvioni-in-italia-settembre-e-un-mese-da-tenere-d-occhio-ecco-cosa-e-successo-negli-ultimi-25-anni-1789624118091_320.jpeg" alt="Alluvioni in Italia, settembre è un mese da tenere d'occhio: ecco cosa è successo negli ultimi 26 anni"></a></article></aside><p>In <strong>Sardegna</strong> prevalgono le schiarite, ma resta il rischio di temporali sul settore orientale.</p><p><strong>Attenzione soprattutto alla Sicilia</strong>: nuovi temporali si svilupperanno sui rilievi e potranno estendersi a gran parte della regione, risultando localmente di forte intensità.</p><h2>Sabato migliora al Nord, ma temporali ancora su medio Adriatico e Sicilia</h2><p><strong>Sabato 19 settembre</strong> è previsto un deciso miglioramento al <strong>Nord</strong>, con residua nuvolosità al mattino tra <strong>Romagna</strong> e <strong>Ferrarese</strong>. Nel pomeriggio acquazzoni intermittenti si concentreranno soprattutto sul medio Adriatico, sulla Puglia e lungo l’Appennino, con qualche fenomeno possibile anche nel Reatino.</p><figure><a href="Nubi e piogge previste nelle prossime ore"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi-1789712797933.png" data-image="y2u3iwf0lyjy" alt="Mappa relativa a nubi e piogge previste per oggi e nel weekend" title="Mappa relativa a nubi e piogge previste per oggi e nel weekend"></a><figcaption>Il maltempo si sposta al Centro-Sud, Allerta meteo in 12 regioni</figcaption></figure><p>La <strong>Sicilia</strong> resterà la regione più instabile, con temporali soprattutto sui rilievi e sul settore settentrionale, ma con possibili fenomeni anche sul resto dell’isola. Tempo generalmente buono in <strong>Sardegna</strong>, salvo qualche addensamento sul Cagliaritano. Le temperature continueranno a mantenersi superiori alla media del periodo, con valori prossimi ai <strong>30 °C sul Lazio</strong> e in alcune zone del <strong>Sud</strong>.</p><h2>Domenica torna l’alta pressione, ma non ovunque</h2><p><strong>Domenica 20 settembre</strong> l’alta pressione tornerà a conquistare gran parte dell’Italia. Sole e condizioni più stabili sono attesi sulla Pianura Padana, sulle coste del Centro e su gran parte delle regioni settentrionali. Anche su Alpi e Appennino il tempo sarà buono al mattino, con qualche nube in più durante il pomeriggio.</p><figure><a href="Meteo weekend"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi-1789713303898.png" data-image="ht8prx8plr6p" alt="Mappa relativa alle previsioni per domenica 20 settembre in Italia" title="Mappa relativa alle previsioni per domenica 20 settembre in Italia"></a><figcaption>Ecco cosa si prevede domenica in Italia</figcaption></figure><p>Le piogge resteranno più probabili tra Appennino calabro-lucano, versante ionico della <strong>Calabria</strong> e soprattutto <strong>Sicilia</strong>, dove potranno verificarsi ancora temporali localmente intensi. In serata i venti tenderanno a disporsi dai quadranti settentrionali, con <strong>Maestrale</strong> moderato su medio-basso Adriatico e Mar Ionio.</p><h2>Da martedì aria fresca dai Balcani: minime fino a 6 °C</h2><p><strong>Lunedì 21 settembre</strong> il sole dovrebbe prevalere su gran parte dell’Italia, con soltanto una residua instabilità pomeridiana tra Calabria e Sicilia orientale. La nuova settimana si annuncia quindi in prevalenza stabile, ma con una novità importante sul fronte delle temperature.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789172" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html" title="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia">Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html" title="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila-1789651167731_320.jpg" alt="Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia"></a></article></aside><p>Tra <strong>martedì 22</strong> e <strong>giovedì 24 settembre</strong> l’arrivo di aria più fresca dai Balcani, accompagnata da venti di Grecale, provocherà un abbassamento soprattutto delle temperature minime <strong>al</strong> <strong>Centro</strong> e lungo l’Appennino. <strong>Al Sud</strong> il Grecale potrà soffiare anche con forte intensità, favorendo qualche rovescio sulla Sicilia orientale.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-temporali-e-allerta-gialla-oggi-nel-weekend-torna-il-sole-poi-aria-fresca-dai-balcani-con-minime-fino-a-6-gradi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tonnellate di calamari: il Mare del Nord si sta riscaldando e ora stanno arrivando i polpi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tonnellate-di-calamari-il-mare-del-nord-si-sta-riscaldando-e-ora-stanno-arrivando-i-polpi.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 07:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Ciò che nove anni fa era una rarità, ora rappresenta un quinto del pescato. Le acque del Mare del Nord si sono riscaldate di quattro gradi in un secolo e i polpi hanno trovato l'habitat perfetto per moltiplicarsi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/toneladas-de-calamares-el-mar-del-norte-se-esta-calentando-y-ahora-llegan-los-pulpos-1787533772276.jpg" data-image="2cl7e6308u9w" alt="calamari" title="calamari"><figcaption>La temperatura nella parte meridionale del Mare del Nord, una regione di acque poco profonde, è aumentata di circa quattro gradi negli ultimi cento anni.</figcaption></figure><p>Le reti dei pescatori belgi non portano più a riva quello che pescavano abitualmente. Dove un tempo abbondavano granchi e merluzzi, ora compaiono <strong>tonnellate di polpi e calamari.</strong> Il Mare del Nord ha cambiato la propria catena alimentare e il responsabile di questa trasformazione è il riscaldamento globale.</p><p>Hans Polet, direttore scientifico dell'Istituto fiammingo per la ricerca agricola e della pesca (ILVO), lo ha spiegato in un'intervista all'<a href="https://www.focus.de/earth/umwelt/die-nordsee-wird-waermer-jetzt-kommen-tonnenweise-kraken_c2dd8883-14c9-4e6a-b49b-744f0469d60a.html" target="_blank">emittente pubblica</a> svizzera RTS. La temperatura nella zona meridionale del Mare del Nord, una regione caratterizzata da acque poco profonde, è aumentata di circa quattro gradi negli ultimi cento anni.</p><div class="texto-destacado"><strong>Le uova hanno bisogno che l'acqua raggiunga una temperatura compresa tra 9 e 11 gradi Celsius per svilupparsi e schiudersi. In passato il Mare del Nord era troppo freddo, ma ora, secondo Polet, numerose covate riescono a sopravvivere. In altre parole, il freddo non rappresenta più una barriera.</strong></div><p>Ma la temperatura è solo una parte di ciò che è cambiato. Anche la disponibilità di cibo è aumentata. Granchi, gamberetti e aringhe sono ancora abbondanti nella regione e si trasformano in prede ideali per polpi e calamari. </p><p>Allo stesso tempo, uno dei loro <strong>principali predatori naturali</strong>, il merluzzo, sta scomparendo dalla zona perché le acque più calde gli impediscono di riprodursi con successo. Meno predatori e più cibo: la formula perfetta per un'esplosione demografica.</p><h2>Un'attività che cresce alla velocità del mare</h2><p>L'entità del fenomeno si misura nei mercati ittici. Tom Premereur, direttore del Mercato ittico fiammingo, descrive il cambiamento in termini molto chiari. Appena nove anni fa, praticamente non si pescavano calamari. «Oggi costituiscono la maggior parte delle nostre catture», ha affermato. Secondo Premereur, <strong>i grandi polpi vengono pescati regolarmente </strong>da appena due anni.</p><div class="texto-destacado"><strong>I numeri confermano le sue parole. I cefalopodi (polpi, seppie e calamari) rappresentano attualmente più di un quinto del pescato complessivo della pesca marittima fiamminga. È quanto ha calcolato l'Agenzia fiamminga per l'agricoltura e la pesca marittima del governo delle Fiandre per il 2025. </strong></div><p>Di fronte a questa situazione, il mercato ha reagito rapidamente. Con prezzi compresi tra cinque e nove euro al chilo,<strong> la domanda è cresciuta notevolmente. Gran parte del pescato viene ora esportato nel Mediterraneo.</strong> Italia, sud della Francia e Spagna ricevono con interesse questa nuova produzione, in un contesto in cui la pesca eccessiva ha decimato le popolazioni locali di polpi e calamari in quelle acque, trasformando il Mare del Nord nel nuovo fornitore.</p><h2>Anche la Germania sente l'impatto</h2><p>Il fenomeno non riguarda soltanto il Belgio. In Germania, le pratiche di pesca sono cambiate radicalmente. Daniel Oesterwind, responsabile del dipartimento dedicato ai calamari presso l'Istituto Thünen per la pesca nel Mar Baltico, ha illustrato i dati in un'intervista al quotidiano <em>taz</em>. </p><p>Nel 2024, <strong>i calamari hanno rappresentato tra il 20 e il 21 per cento dei ricavi</strong> complessivi della pesca tedesca a strascico. Quattro anni prima, nel 2020, la percentuale era appena dell'1 per cento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/toneladas-de-calamares-el-mar-del-norte-se-esta-calentando-y-ahora-llegan-los-pulpos-1787533918631.jpg" data-image="ezby9l1dfv1i" alt="pesca" title="pesca"><figcaption>I cefalopodi (polpi, seppie e calamari) rappresentano attualmente più di un quinto del pescato complessivo della pesca marittima</figcaption></figure><p>Oesterwind chiarisce che la presenza di questi animali non è casuale. Specie come il calamaro comune e il calamaro pinna corta si sono stabilite in modo permanente nel Mare del Nord. In passato venivano catturate occasionalmente; ora sono abitanti stabili. «Questo è dovuto agli effetti del <strong>cambiamento climatico </strong>e, probabilmente, anche a squilibri nell'ecosistema», ha spiegato il ricercatore.</p><p>«Adoro i calamari, sono animali davvero meravigliosi», ha ammesso Oesterwind, aggiungendo però che i cambiamenti negli oceani sono «molto drastici» dal punto di vista ecologico. Non è una questione di gusti. È un avvertimento.</p><h2>Il costo dell'abbondanza</h2><p>Polpi e calamari sono predatori voraci. «Mangiano tutto ciò che riescono a sopraffare», ha avvertito Oesterwind. Questa capacità li ha trasformati in attori fondamentali dell'<strong>ecosistema </strong>in gran parte del Mare del Nord. La loro espansione non è neutrale e sta ridisegnando i rapporti di predazione e competizione.</p><p>Il merluzzo è la grande vittima di questa storia. Negli anni Settanta, le sue popolazioni nel Mare del Nord raggiungevano circa 270.000 tonnellate. Nel 2006, secondo il Marine Stewardship Council, erano crollate a circa 44.000 tonnellate. Dopo una parziale ripresa favorita da quote di <strong>pesca più restrittive,</strong> la popolazione è tornata a diminuire.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786820" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet">Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet-1788368902482_320.png" alt="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"></a></article></aside><p>Stefan Neuenfeldt, dell'Istituto nazionale danese per le risorse acquatiche, ha cercato di spiegare il fenomeno nel 2020, in un'intervista a Euronews. «Non possiamo davvero rispondere alla domanda sul perché la popolazione di <strong>merluzzo</strong> stia crollando», ha ammesso. Tra le possibili cause figurano il riscaldamento della parte meridionale del Mare del Nord, l'alterazione delle reti trofiche e un minore tasso di riproduzione. La scienza è ancora alla ricerca di risposte definitive.</p><h2>Un nuovo ordine oceanico</h2><p>L'espansione dei cefalopodi nel Mare del Nord non è un semplice episodio. È un sintomo. I <strong>polpi hanno trovato un rifugio </strong>dove prima non riuscivano a sopravvivere. I calamari hanno trasformato una rotta migratoria in una presenza permanente. E i pescatori, nel frattempo, riempiono le loro stive con una specie che fino a meno di dieci anni fa non compariva nelle loro reti.</p><p>Ma il boom della pesca nasconde una trasformazione profonda. L'ecosistema del Mare del Nord viene riscritto a ritmo accelerato. La <strong>scomparsa del merluzzo</strong>, l'arrivo di nuovi predatori e la riorganizzazione della catena alimentare sono elementi di uno stesso puzzle. Il motore di tutto è l'aumento della temperatura.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779891" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/preoccupa-l-energia-per-i-temporali-in-arrivo-l-italia-e-circondata-da-mari-con-anomalie-calde-straordinarie.html" title="Preoccupa l'energia per i temporali in arrivo: l'Italia �� circondata da mari con anomalie calde straordinarie">Preoccupa l'energia per i temporali in arrivo: l'Italia è circondata da mari con anomalie calde straordinarie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/preoccupa-l-energia-per-i-temporali-in-arrivo-l-italia-e-circondata-da-mari-con-anomalie-calde-straordinarie.html" title="Preoccupa l'energia per i temporali in arrivo: l'Italia è circondata da mari con anomalie calde straordinarie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/preoccupa-l-energia-per-i-temporali-in-arrivo-l-italia-e-circondata-da-mari-con-anomalie-calde-straordinarie-1784727417921_320.jpg" alt="Preoccupa l'energia per i temporali in arrivo: l'Italia è circondata da mari con anomalie calde straordinarie"></a></article></aside><p>Oesterwind ha riassunto il dilemma con una frase: la pesca sostenibile richiede un <strong>sistema di gestione,</strong> e attualmente questo sistema non esiste. Il Mare del Nord non è più quello conosciuto dai pescatori delle generazioni passate. La domanda che rimane sospesa, come una boa sull'acqua, è se questo nuovo ordine porterà stabilità oppure se, al contrario, rappresenti soltanto l'inizio di una fase di maggiore instabilità.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tonnellate-di-calamari-il-mare-del-nord-si-sta-riscaldando-e-ora-stanno-arrivando-i-polpi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un Mediterraneo più caldo può intensificare i temporali aumentando i rischi per l’aviazione: il caso di Fiumicino]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-mediterraneo-piu-caldo-puo-intensificare-i-temporali-e-aumentare-i-rischi-per-l-aviazione.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 05:03:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Uno studio INGV su un violento temporale che ha colpito l’aeroporto di Roma-Fiumicino nel 2024 mostra come il riscaldamento del Mediterraneo stia modificando le condizioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni temporaleschi particolarmente intensi. Questo ha implicazioni per la sicurezza e l’operatività dei grandi hub aeroportuali del continente.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-mediterraneo-piu-caldo-puo-intensificare-i-temporali-e-aumentare-i-rischi-per-l-aviazione-1789549869067.jpeg" data-image="a0yrxtyqq8ed"><figcaption>I violenti temporali, in intensificazione a causa del cambiamento climatico, pongono nuove sfide di sicurezza per gli aeroporti.</figcaption></figure><p><strong>Il cambiamento climatico sta avendo una serie di effetti sempre più evidenti sulle nostre vite</strong>. L'aumento delle ondate di calore sta rendendo molto diverse le nostre estati e sta obbligando le città a mettersi all'opera per mitigare l'effetto "isola di calore", l'agricoltura si deve adattare a enormi cambiamenti nei tempi di raccolta della frutta e della verdura, e a nuove sfide, ed <strong>anche il settore turistico e dei trasporti si trova ad affrontare nuovi problemi.</strong></p><p>Un nuovo studio coordinato dall’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</strong> ha analizzato un forte temporale che il <strong>13 dicembre 2024</strong> ha interessato l’aeroporto di <strong>Roma-Fiumicino “Leonardo Da Vinci”</strong> provocando, in circa tre ore di intensa attività convettiva, almeno otto dirottamenti, ritardi e circuiti di attesa. </p><p>Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica <em>Atmospheric Science Letters</em> della Royal Meteorological Society, ha permesso di <strong>valutare come il riscaldamento del Mediterraneo stia modificando le condizioni atmosferiche nelle quali si sviluppano questi fenomeni</strong>.</p><p>Attraverso un metodo basato sugli analoghi atmosferici, <strong>i ricercatori hanno confrontato condizioni atmosferiche simili a quell</strong><strong>e osservate durante l’evento in un periodo passato (1979-2000) e in uno più recente (2002-2023)</strong>. <a href="https://services.meteored.com/img/article/un-mediterraneo-piu-caldo-puo-intensificare-i-temporali-e-aumentare-i-rischi-per-l-aviazione-1789549276091.png"> </a></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758606" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/video-grandinata-copre-fiumicino-di-bianco-nuovi-temporali-in-arrivo-a-roma.html" title="VIDEO Maltempo a Roma: impressionante grandinata imbianca l'aeroporto di Fiumicino, nuovi temporali nelle prossime ore">VIDEO Maltempo a Roma: impressionante grandinata imbianca l'aeroporto di Fiumicino, nuovi temporali nelle prossime ore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/video-grandinata-copre-fiumicino-di-bianco-nuovi-temporali-in-arrivo-a-roma.html" title="VIDEO Maltempo a Roma: impressionante grandinata imbianca l'aeroporto di Fiumicino, nuovi temporali nelle prossime ore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/video-grandinata-copre-fiumicino-di-bianco-nuovi-temporali-in-arrivo-a-roma-1773322703731_320.jpg" alt="VIDEO Maltempo a Roma: impressionante grandinata imbianca l'aeroporto di Fiumicino, nuovi temporali nelle prossime ore"></a></article></aside><p>I risultati mostrano che l’ambiente termodinamico nel quale queste configurazioni si verificano è notevolmente cambiato: nel periodo più recente <strong>la temperatura dell’aria risulta più elevata di circa 2°C su ampie zone dell’Italia, mentre la temperatura superficiale del Mar Mediterraneo è aumentata di circa 1,5°C</strong> su gran parte del bacino. Lo studio rileva inoltre variazioni del <em>wind shear</em>, ovvero cambiamenti improvvisi della direzione e dell’intensità del vento, e delle raffiche, oltre che una riduzione della visibilità, parametri fondamentali in fasi cruciali del volo come il decollo e l’atterraggio.</p><h2>Il Mediterraneo sempre più caldo e i suoi effetti</h2><p>“Il risultato più importante emerso dal nostro lavoro è che non sono necessariamente cambiate le configurazioni atmosferiche che generano questi eventi, ma è cambiato il contesto climatico nel quale esse agiscono”, spiega <strong>Tommaso Alberti</strong>, ricercatore dell’INGV e primo autore dello studio. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-mediterraneo-piu-caldo-puo-intensificare-i-temporali-e-aumentare-i-rischi-per-l-aviazione-1789549276091.png" data-image="m6w5fa59sv4t"><figcaption>Figura 2: Confronto tra il periodo presente (2002-2023) e il periodo passato (1979-2000) per alcuni parametri osservati all'aeroporto di Roma-Fiumicino. I valori più recenti mostrano condizioni più estreme e potenzialmente più critiche per le operazioni aeroportuali. </figcaption></figure><p>“<strong>Un Mediterraneo più caldo </strong><strong>fornisce maggiori quantità di calore e umidità all’atmosfera, aumentando l’energia potenzialmente disponibile per la formazione di temporali molto intensi</strong>, che possono dare origine a precipitazioni intense, forti raffiche di vento, riduzioni della visibilità e altri fenomeni meteorologici severi”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786311" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali">La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html" title="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124914254_320.jpg" alt="La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali"></a></article></aside><p>Il caso di Fiumicino è particolarmente significativo perché il temporale si è verificato nel mese di dicembre. “<strong>Il riscaldamento del Mediterraneo non riguarda soltanto i temporali fuori stagione</strong>”, prosegue <strong>Alberti</strong>. “Durante l’estate, temperature molto elevate possono accompagnarsi a condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali intensi, un mare ancora più caldo può aumentare l’energia e l’umidità disponibili in atmosfera e contribuire, in presenza degli altri ‘ingredienti’ necessari, allo sviluppo di temporali più intensi. </p><p>Allo stesso tempo, il calore accumulato durante l’estate può persistere nei mesi successivi, prolungando condizioni favorevoli alla convezione anche durante l’autunno e l’inverno. È un aspetto importante per comprendere come potrebbe evolvere il rischio associato agli eventi convettivi in un clima che continua a riscaldarsi”.<em></em><em><br></em></p><h2>I problemi per gli aeroporti<em><em></em></em></h2><p>Gli effetti negativi di quanto analizzato nello studio INGV diventano particolarmente rilevanti quando questi fenomeni interessano direttamente un grande hub aeroportuale come Roma-Fiumicino. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="687170" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cambiamenti-climatici-aumento-della-turbolenza-aerea-e-dei-rischi-nei-cieli-europei.html" title="C'è un aumento significativo delle turbolenze aeree nei cieli europei, ed è legato ai cambiamenti climatici">C'è un aumento significativo delle turbolenze aeree nei cieli europei, ed è legato ai cambiamenti climatici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cambiamenti-climatici-aumento-della-turbolenza-aerea-e-dei-rischi-nei-cieli-europei.html" title="C'è un aumento significativo delle turbolenze aeree nei cieli europei, ed è legato ai cambiamenti climatici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamenti-climatici-aumento-della-turbolenza-aerea-e-dei-rischi-nei-cieli-europei-1733917556197_320.jpg" alt="C'è un aumento significativo delle turbolenze aeree nei cieli europei, ed è legato ai cambiamenti climatici"></a></article></aside><p>Temporali, forti raffiche di vento, precipitazioni intense e riduzioni della visibilità possono limitare rapidamente decolli e atterraggi, provocando dirottamenti e ritardi che, in una rete fortemente interconnessa come quella europea, possono propagarsi anche ad altri scali nazionali e internazionali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Temporali, forti raffiche di vento, precipitazioni intense e riduzioni della visibilità possono limitare rapidamente decolli e atterraggi, provocando dirottamenti e ritardi che, in una rete fortemente interconnessa come quella europea, possono propagarsi anche ad altri scali nazionali e internazionali. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>“Il blocco o la forte riduzione dell’operatività di un aeroporto delle dimensioni di Fiumicino, anche per poche ore, può produrre conseguenze che vanno ben oltre l’area interessata dal temporale”, prosegue <strong>Alberti</strong>. </p><h2>Temporali ancora più violenti in futuro</h2><p>“I cambiamenti che osserviamo indicano una direzione che merita particolare attenzione. <strong>Se il Mediterraneo continuerà a riscaldarsi, sarà plausibile attendersi condizioni potenzialmente favorevoli alla formazione di temporali più intensi, sia durante l’estate sia nei successivi mesi autunnali e invernali</strong><strong>, con un crescente impatto sulla resilienza delle infrastrutture aeroportuali e sulle operazioni di volo</strong>. </p><p>Questo non significa necessariamente che i temporali diventeranno ovunque più frequenti, ma potranno agire in un ambiente sempre più caldo e ricco di energia. <strong>Quantificare questo rischio futuro sarà uno dei prossimi obiettivi della nostra ricerca</strong>, soprattutto per infrastrutture strategiche e particolarmente esposte come i grandi aeroporti”, conclude il ricercatore.<em><br></em></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783658" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-caldissima-la-vendemmia-2026-anticipata-di-settimane-in-italia-francia-e-spagna.html" title="Estate caldissima, la vendemmia 2026 anticipata di settimane in Italia, Francia e Spagna ">Estate caldissima, la vendemmia 2026 anticipata di settimane in Italia, Francia e Spagna </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-caldissima-la-vendemmia-2026-anticipata-di-settimane-in-italia-francia-e-spagna.html" title="Estate caldissima, la vendemmia 2026 anticipata di settimane in Italia, Francia e Spagna "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-caldissima-la-vendemmia-2026-anticipata-di-settimane-in-italia-francia-e-spagna-1787916000622_320.jpeg" alt="Estate caldissima, la vendemmia 2026 anticipata di settimane in Italia, Francia e Spagna "></a></article></aside><p>Lo studio si inserisce in una più ampia attività di ricerca sugli effetti del cambiamento climatico sui fenomeni atmosferici che interessano l’aviazione. Il prossimo passo sarà estendere questo tipo di analisi agli scenari climatici futuri, per comprendere come potranno evolvere la convezione severa e i suoi impatti sui grandi hub del Mediterraneo, contribuendo allo sviluppo di strategie di adattamento e a una maggiore resilienza del trasporto aereo in un clima che cambia. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Alberti%2C%20T.%2C%20and%20D.%20Faranda" data-year="2026" data-title="%E2%80%9CMediterranean%20Warming%20Amplified%20the%20Convective%20Environment%20During%20the%20December%2013%2C%202024%20Severe%20Thunderstorm%20at%20Rome%E2%80%93Fiumicino%20Airport.%E2%80%9D%20Atmospheric%20Science%20Letters%2027%2C%20no.%209%3A%20e70060." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1002%2Fasl2.70060">Alberti, T., and D. Faranda. (2026). <a href="https://doi.org/10.1002/asl2.70060" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">“Mediterranean Warming Amplified the Convective Environment During the December 13, 2024 Severe Thunderstorm at Rome–Fiumicino Airport.” Atmospheric Science Letters 27, no. 9: e70060.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-mediterraneo-piu-caldo-puo-intensificare-i-temporali-e-aumentare-i-rischi-per-l-aviazione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Italia coinvolta da mercoledì 23: aria polare nel Mediterraneo, ecco gli effetti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti.html</link><pubDate>Fri, 18 Sep 2026 03:53:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Aria decisamente più fresca, di origine polare, dovrebbe raggiungere l'Italia a partire da mercoledì 23 settembre, interessando le regioni del Nord. Ecco gli effetti sul tempo in Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb8zyji"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb8zyji.jpg" id="xb8zyji"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Da metà della prossima settimana si apre per l’Italia un periodo meteorologico particolarmente interessante e dinamico, destinato ad avvicinarci sempre più alla stagione autunnale, sempre più imminente. </p><p>Il Paese si troverà posizionato sul bordo orientale di un robusto promontorio di alta pressione di matrice azzorriana. </p><div class="texto-destacado">Questa configurazione, estesa verso il Mediterraneo occidentale e parte dell’Europa centrale, garantirà condizioni generalmente più stabili e soleggiate su diverse aree del territorio nazionale, soprattutto al Centro-Nord in una prima fase. </div><p>Tuttavia, la posizione marginale rispetto al cuore dell’anticiclone lascerà spazio all’ingresso di masse d’aria di diversa origine, rendendo lo scenario meno monotono e più articolato del previsto.</p><h2><strong>Da mercoledì 23 aria polare verso l’Italia</strong></h2><p>L’elemento chiave di questa evoluzione sarà l’influenza di una vasta depressione fredda stazionante sul nord-est dell’Europa. Questa struttura depressionaria, alimentata da aria di estrazione polare, andando in <strong>stretching </strong>favorirà la discesa di correnti fresche e via via più fredde fin verso le regioni settentrionali della Penisola. </p><div class="texto-destacado"><strong>L’arrivo di queste masse d’aria determinerà un deciso crollo termico, con temperature in netto calo soprattutto al Nord.</strong></div><p>Si passerà da valori ancora tipici di fine estate o inizio autunno a condizioni decisamente più fresche, con minime che potranno scendere sensibilmente nelle vallate alpine e nelle pianure, e massime che resteranno contenute anche nelle ore centrali della giornata. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti-1789656192566.jpg" data-image="ci8pjoxz3zgj" alt="Ara polare." title="Ara polare."><figcaption>L'avvicinamento dell'aria polare all'Italia a metà della prossima settimana.</figcaption></figure><p>Il contrasto termico accentuerà la sensazione di fresco, in particolare nelle ore notturne e al primo mattino, <strong>mentre i venti settentrionali potranno rendere l’aria ancora più pungente lungo le zone esposte.</strong></p><p>L’irrompere dell’aria fresca da nord-est potrebbe produrre pure dell’instabilità su parte delle regioni centrali, dove non si escludono anche dei fenomeni temporaleschi.</p><h2><strong>Occhi puntati sul possibile peggioramento al Sud</strong></h2><p>Sulle regioni meridionali lo scenario si presenta invece più complesso e potenzialmente più perturbato. Una goccia fredda in uscita dalla Tunisia potrebbe progressivamente entrare in fase con la saccatura presente sull’Europa orientale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788883" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'">Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: "chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione-1789500722596_320.jpeg" alt="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"></a></article></aside><p>Questa interazione tra due elementi di diversa natura, una struttura di aria fresca in quota proveniente dal Nord Africa e la più ampia depressione sull’Europa nord-orientale, <strong>potrebbe spalancare la strada a una forte ondata di maltempo al Meridione. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le regioni del Sud, e in particolare quelle più esposte ai flussi umidi e instabili, <strong>potrebbero quindi sperimentare una fase di instabilità marcata, con precipitazioni intense, temporali anche organizzati e un generale peggioramento delle condizioni atmosferiche.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Non si esclude che i fenomeni possano risultare localmente abbondanti, <strong>con rischio di accumuli significativi in breve tempo,</strong> soprattutto sull’estremo Sud.</p><h2><strong>I limiti di questa tendenza</strong></h2><p>Anche se l’orientamento dei modelli inizia a prendere questa strada, la distanza temporale è ancora troppa, per formulare ulteriori dettagli. Di certo c’è che da <strong>mercoledì 23 settembre</strong> l’Italia si troverà coinvolta in una dinamica atmosferica piuttosto articolare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti-1789656255680.jpg" data-image="nsebfg2kj563" alt="Aria polare." title="Aria polare."><figcaption>La vasta depressione fredda in quota sull'Est Europa, pronta a scivolare verso l'Italia.</figcaption></figure><p>L’aria polare in arrivo sui settori settentrionali, con un conseguente crollo delle temperature e un’impressione di autunno ormai consolidato, e il rischio di maltempo intenso e localmente violento su quelli meridionali. </p><p>Il contrasto tra le due anime della Penisola risulterà evidente. Al Nord un netto calo termico, ma senza fenomeni particolarmente intensi, mentre al Sud un’evoluzione più incisiva sul fronte precipitativo. </p><p><strong>Si tratta di una configurazione tipica di questa fase di transizione stagionale,</strong> capace di produrre effetti molto diversi a seconda della latitudine e dell’esposizione geografica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788824" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-gusci-di-lumaca-sono-incredibili-capsule-meteo-del-tempo-possono-rivelare-informazioni-sui-cicloni-preistorici.html" title="I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici">I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-gusci-di-lumaca-sono-incredibili-capsule-meteo-del-tempo-possono-rivelare-informazioni-sui-cicloni-preistorici.html" title="I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/conchas-de-caracol-son-capsulas-del-tiempo-meteorologicas-1789440444315_320.png" alt="I gusci di lumaca sono incredibili capsule meteo del tempo: possono rivelare informazioni sui cicloni preistorici"></a></article></aside><p>Chi si trova nelle regioni settentrionali dovrà prepararsi a un’aria più fresca e a un cambio di stagione più netto, <strong>mentre al Sud sarà necessario prestare attenzione all’evoluzione dei prossimi giorni, visto che sarà concreto il rischio di avere fenomeni temporaleschi e conseguenti criticità idrogeologiche locali.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-coinvolta-da-mercoledi-23-aria-polare-nel-mediterraneo-ecco-gli-effetti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[“Non vuole il sole”: la pianta per tutti i terreni che i floricoltori consigliano per le case buie]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-vuole-il-sole-la-pianta-per-tutti-i-terreni-che-i-floricoltori-consigliano-per-le-case-buie.html</link><pubDate>Thu, 17 Sep 2026 17:04:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Esiste una specie capace di prosperare negli angoli dove molte piante falliscono. Tollera poca luce, poche cure e può essere tenuto in casa per anni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-quiere-nada-de-sol-la-planta-todoterreno-que-los-floricultores-recomiendan-para-casas-oscuras-1788228788486.jpg" data-image="9knvgu8j4ays" alt="pianta" title="pianta"><figcaption>Conosciuta come "pianta di ghisa", l'aspidistra tollera condizioni che possono essere difficili per molte altre piante d'appartamento.</figcaption></figure><p>Ci sono angoli della casa che sembrano destinati a rimanere senza piante: corridoi, ingressi, angoli lontani dalle finestre o stanze dove la luce naturale arriva con difficoltà. <strong>In questi luoghi, molte specie perdono le foglie, si indeboliscono o smettono direttamente di crescere.</strong></p><div class="texto-destacado">Esiste però una pianta che rompe questa logica e che i floricoltori consigliano proprio per la sua capacità di sopportare condizioni poco favorevoli. <strong>È resistente, longeva, cresce lentamente e può vivere con molta meno luce rispetto a gran parte delle più popolari piante da appartamento.</strong></div><p>Il floricoltore spagnolo Ángel Illescas la definisce <strong>una vera e propria pianta “tuttofare” e assicura che è particolarmente adatta ai principianti</strong>. Il suo avvertimento più importante sembra, addirittura, andare controcorrente rispetto a quanto si pensa normalmente: <strong>“non vuole affatto il sole”</strong>, ha spiegato in dichiarazioni riportate da Infobae.</p><h2>La pianta che può sopravvivere dove le altre non ce la fanno</h2><p>La protagonista è l'<strong>aspidistra (</strong><em><strong>Aspidistra elatior</strong></em><strong>)</strong>, una classica pianta da appartamento che per decenni ha fatto parte delle abitazioni, delle gallerie e dei cortili protetti. La sua resistenza non è soltanto una percezione popolare, ma una caratteristica confermata da diverse istituzioni botaniche.</p><p>La <strong>Royal Horticultural Society (RHS)</strong> la include tra le piante da appartamento più semplici da coltivare e ne sottolinea la capacità di tollerare <strong>poca luce, annaffiature irregolari e variazioni di temperatura</strong>. L'istituzione segnala inoltre che può essere mantenuta in luoghi lontani dalla luce intensa, ampliando notevolmente le possibilità di collocarla all'interno di una casa.</p><p>La <strong>North Carolina State University Extension</strong> concorda e la considera adatta persino a condizioni di “ombra profonda”, vale a dire <strong>zone con meno di due ore di sole diretto o direttamente prive di esposizione solare</strong>. Sottolinea inoltre la sua scarsa necessità di manutenzione e la tolleranza a periodi relativamente secchi, purché il terreno abbia un buon drenaggio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-quiere-nada-de-sol-la-planta-todoterreno-que-los-floricultores-recomiendan-para-casas-oscuras-1788229025605.jpg" data-image="5v6a140s185g" alt="pianta" title="pianta"><figcaption>L'ombra e la luce indiretta sono le sue migliori alleate: il sole intenso può provocare bruciature visibili sulle foglie.</figcaption></figure><p>Questo spiega perché possa funzionare bene in corridoi, ingressi o stanze poco luminose. Tuttavia, <strong>“non vuole affatto il sole” non significa che possa vivere nella completa oscurità</strong>, ma che si adatta particolarmente bene all'ombra e alla luce tenue o filtrata.</p><h3>Il sole diretto può diventare il suo principale nemico</h3><p>Illescas consiglia di mantenerla protetta quando viene coltivata in cortili o altri spazi esterni, perché <strong>il sole forte può provocare danni visibili alle sue foglie.</strong> In casa, invece, può conservare il caratteristico fogliame verde anche quando si trova lontano da una finestra.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Keeping the Aspidistra flying Looking better living outside than the ones in my house <a href="https://x.com/hashtag/Gardening?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Gardening</a> <a href="https://x.com/hashtag/Green?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Green</a> <a href="https://x.com/hashtag/Houseplants?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Houseplants</a> <a href="https://t.co/9um2WLBI4P">pic.twitter.com/9um2WLBI4P</a></p>— Makinggardens (@makinggardens) <a href="https://x.com/makinggardens/status/1740410692166107579?ref_src=twsrc%5Etfw">December 28, 2023</a></blockquote></figure><p>La RHS avverte inoltre che <strong>la luce intensa o diretta può bruciare le foglie</strong>, mentre l'illuminazione scarsa o indiretta è molto più favorevole. In condizioni di oscurità estrema potrà sopravvivere, anche se la sua crescita sarà ancora più lenta.</p><h3>L'altro errore che può rovinarla riguarda l'irrigazione</h3><p>La sua fama di pianta resistente non significa che possa essere annaffiata in qualsiasi modo. <strong>L'eccesso d'acqua è uno dei principali rischi per questa specie</strong>, perché mantenere il substrato costantemente saturo può danneggiare le radici.</p><p>La RHS raccomanda di fornire acqua con moderazione durante la fase di crescita e di ridurre la frequenza nei mesi freddi. Avverte inoltre che <strong>i ristagni d'acqua possono favorire il marciume radicale, per cui è fondamentale che il vaso abbia un drenaggio efficiente.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-quiere-nada-de-sol-la-planta-todoterreno-que-los-floricultores-recomiendan-para-casas-oscuras-1788229102569.jpg" data-image="n2pwoyapgzz0" alt="pianta" title="pianta"><figcaption>Le sue grandi foglie e la scarsa necessità di manutenzione spiegano perché questa specie stia tornando a conquistare spazio nell'arredamento degli interni.</figcaption></figure><p>Anziché seguire un calendario rigido, è consigliabile controllare l'umidità del terreno prima di annaffiare nuovamente. <strong>Quanto minore è l'illuminazione e più bassa è la temperatura, tanto più lentamente il vaso perderà acqua</strong>, quindi le annaffiature dovranno essere più distanziate.</p><h2>Cinque cure di base per farla durare molti anni</h2><p>Il suo soprannome inglese, <strong>“cast-iron plant”, ovvero pianta di ferro</strong>, riassume perfettamente la sua fama di specie resistente. Anche in questo caso, però, alcune semplici cure aiutano a mantenere il fogliame sano e a evitare i problemi più frequenti.</p><ul><li><strong>Luce:</strong> ombra o illuminazione indiretta, evitando soprattutto il sole forte.</li><li><strong>Annaffiatura:</strong> lasciare che il substrato perda parte della sua umidità prima di fornire nuovamente acqua.</li><li><strong>Drenaggio:</strong> utilizzare vasi con fori ed evitare ristagni d'acqua.</li><li><strong>Pulizia:</strong> rimuovere occasionalmente la polvere dalle foglie con un panno umido.</li><li><strong>Rinvaso:</strong> effettuarlo solo quando necessario, perché la sua crescita è lenta.</li></ul><p>La RHS indica inoltre che <strong>tollera bene l'aria relativamente secca delle abitazioni</strong>, per cui non necessita dell'elevata umidità ambientale richiesta da molte piante tropicali. Questa caratteristica la rende ancora più semplice da gestire per chi è alle prime armi con le piante da appartamento.</p><h2>Una superstite asiatica dalla crescita particolare</h2><p>L'aspidistra appartiene alla famiglia delle <strong>Asparagaceae</strong> e ha origine lontano dalle abitazioni occidentali nelle quali è poi diventata famosa. <strong>Plants of the World Online, la banca dati scientifica dei Royal Botanic Gardens di Kew, colloca l'</strong><em><strong>Aspidistra elatior</strong></em><strong> nel sud del Giappone e la descrive come una specie perenne e rizomatosa.</strong></p><p>Questi rizomi sono fusti sotterranei dai quali spuntano nuove foglie, permettendo alla pianta di espandersi lentamente. La North Carolina State University Extension sottolinea inoltre che si tratta di <strong>una specie sempreverde e dalla crescita lenta</strong>, una caratteristica che spiega perché possa rimanere per lunghi periodi nello stesso vaso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786932" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html" title="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate">10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html" title="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369713990_320.jpeg" alt="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate"></a></article></aside><p>Grazie alla combinazione di resistenza, longevità e capacità di adattarsi ad ambienti difficili, l'aspidistra ha attraversato generazioni e conserva ancora uno dei suoi soprannomi più conosciuti: <strong>“la pianta delle nonne”</strong>. E ciò che per anni può averla fatta apparire antiquata oggi torna a renderla <strong>un'opzione particolarmente pratica per gli angoli più bui della casa.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-vuole-il-sole-la-pianta-per-tutti-i-terreni-che-i-floricoltori-consigliano-per-le-case-buie.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Prezzi degli hotel e meteo: quanto cambia il costo di una camera d’albergo se cambia il tempo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/prezzi-degli-hotel-e-meteo-quanto-cambia-il-costo-di-una-camera-d-albergo-se-cambia-il-tempo.html</link><pubDate>Thu, 17 Sep 2026 15:16:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Le previsioni del tempo possono influire sui prezzi degli alberghi. Quando scende la pioggia o si alzano le temperature anche il costo di una vacanza aumenta o diminuisce</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/prezzi-degli-hotel-e-meteo-quanto-cambia-il-costo-di-una-camera-d-albergo-se-cambia-il-tempo-1789574581876.jpg" data-image="kakbei072dsz" alt="Meteo e vacanze" title="Meteo e vacanze"><figcaption>Sole e pioggia influiscono sulle vacanze in molti modi, persino facendo cambiare il costo di un hotel</figcaption></figure><p>L'abitudine di consultare le previsioni del tempo anche prima di uscire a fare una passeggiata è sempre più diffusa, ma molti forse non hanno mai notato quanto pioggia o sole possono incidere sul <strong>costo di una vacanza</strong>.</p><p>L’Università di Bologna, Alma Mater Studiorum, ha analizzato l’andamento dei prezzi degli hotel rispetto alle previsioni meteo in 1300 strutture alberghiere di sette mete turistiche del Mediterraneo, tra località di <strong>mare </strong>e <strong>città d’arte</strong>.</p><p>Il risultato è che i costi effettivamente <strong>oscillano </strong>a seconda delle previsioni del tempo, dimostrando come l’aumento delle ondate di calore o di altri eventi meteorologici, possono avere un impatto immediato sulle <strong>economie locali</strong>.</p><h2>Meteo in vacanza: quali sono le mete più esposte alle previsioni</h2><p>Non è il meteo da solo a far oscillare il costo di una vacanza, molto fa anche il tipo di destinazione e di conseguenza le <strong>aspettative </strong>dei visitatori. Chi va al mare, naturalmente, si aspetta cieli sereni e sole che splende, mentre una visita a un museo o a un monumento non è strettamente legata all’arrivo della <strong>pioggia </strong>come una giornata in spiaggia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760816" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-boom-delle-microvacanze-fughe-brevi-di-48-ore-sono-il-nuovo-trend-di-viaggio-mondiale.html" title="Il boom delle microvacanze: fughe brevi di 48 ore sono il nuovo trend di viaggio mondiale ">Il boom delle microvacanze: fughe brevi di 48 ore sono il nuovo trend di viaggio mondiale </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-boom-delle-microvacanze-fughe-brevi-di-48-ore-sono-il-nuovo-trend-di-viaggio-mondiale.html" title="Il boom delle microvacanze: fughe brevi di 48 ore sono il nuovo trend di viaggio mondiale "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-boom-delle-microvacanze-fughe-brevi-di-40-ore-sono-il-nuovo-trend-di-viaggio-mondiale-1774530926847_320.jpg" alt="Il boom delle microvacanze: fughe brevi di 48 ore sono il nuovo trend di viaggio mondiale "></a></article></aside><p>Una previsione di meteo avverso può quindi rendere meno appetibile una vacanza al <strong>mare</strong>, per questo un hotel sulla costa può tentare di attrarre turisti <strong>abbassando i costi</strong>. Le località balneari sono infatti quelle più sensibili a questo tipo di oscillazioni.</p><p>Anche nelle città d’arte, comunque, si registra qualche variazione, anche se in misura minore. </p><h2><br>Pioggia, sole e vacanze al mare</h2><p>Le località prese in esame dallo studio, per quanto riguarda il mare, sono <strong>Riccione</strong>, il <strong>litorale di Venezia</strong>, il nord-est della <strong>Sardegna</strong>, la <strong>Sicilia </strong>sudorientale e la costa meridionale della <strong>Corsica</strong>.</p><p>In tutte queste mete i mesi in cui le previsioni meteorologiche hanno un impatto maggiore sui prezzi degli alberghi sono quelli di fine primavera e inizio estate, cioè <strong>maggio e giugno</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/prezzi-degli-hotel-e-meteo-quanto-cambia-il-costo-di-una-camera-d-albergo-se-cambia-il-tempo-1789574662401.jpg" data-image="52tbkyr9s3v5" alt="costo hotel" title="costo hotel"><figcaption>Previsioni di pioggia nelle località di mare rendono il costo degli hotel più accessibile</figcaption></figure><p>In questi mesi se si prevede pioggia i prezzi possono calare anche del <strong>10,4%,</strong> mentre un aumento di <strong>un solo grado</strong> della temperatura li fa aumentare circa del <strong>2,8%.</strong></p><p>Le differenze sono evidenti, sebbene in modo un po’ meno marcato, anche tra <strong>luglio e agosto</strong>, quando i prezzi calano del <strong>7,8% </strong>in caso di previsioni cattive, mentre se si prevede caldo in aumento, i costi crescono del <strong>2,2%.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780877" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia.html" title="10 piante che fioriscono in riva al mare, da conoscere prima di una passeggiata in spiaggia">10 piante che fioriscono in riva al mare, da conoscere prima di una passeggiata in spiaggia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia.html" title="10 piante che fioriscono in riva al mare, da conoscere prima di una passeggiata in spiaggia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424062418_320.jpeg" alt="10 piante che fioriscono in riva al mare, da conoscere prima di una passeggiata in spiaggia"></a></article></aside><p>Sul <strong>finire dell'estate</strong> le variazioni dei costi sono meno evidenti: se si prevedono temperature in aumento tra <strong>settembre e ottobre</strong>, aumentano anche i prezzi delle camere d’hotel, mediamente del <strong>3,1%</strong>. La <strong>pioggia </strong>in questo periodo ha invece un impatto davvero ridotto, con un calo dei costi dell’<strong>1,1%.</strong></p><h2>Meteo e città d'arte</h2><p>Nelle <strong>città d’arte</strong> la situazione è quasi all'opposto. </p><p>Quelle prese in esame dall'Università di Bologna sono <strong>Milano e Venezia</strong>, dove le tremende ondate di calore estive degli ultimi anni scoraggiano le visite dei turisti nel cuore dell'estate.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787809" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/giardini-pluviali-cosa-sono-e-come-aiutano-a-prevenire-le-inondazioni-nelle-citta.html" title="Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città">Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/giardini-pluviali-cosa-sono-e-come-aiutano-a-prevenire-le-inondazioni-nelle-citta.html" title="Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/jardines-de-lluvia-que-son-y-como-ayudan-a-evitar-inundaciones-en-las-ciudades-1788903318128_320.jpg" alt="Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città"></a></article></aside><p>Una previsione di pioggia <strong>invoglia </strong>invece i visitatori a lasciare la spiaggia per un po', per passare del tempo tra i luoghi culturali. Per questo motivo i prezzi delle camere d’hotel tendono ad aumentare in caso di pioggia a <strong>luglio e agosto</strong>.</p><p>Ad ogni modo un ulteriore aumento delle temperature in futuro potrebbe far variare ancora questo trend.</p><h2>Come potrebbe cambiare il modo di viaggiare </h2><p>Il rapporto tra meteo e prezzi degli hotel non è solo un segnale di quanto caldo e pioggia possano influire sull’economia dei luoghi, ma può essere letto anche come un'anticipazione di un futuro <strong>cambiamento </strong>nel modo di viaggiare. </p><div class="texto-destacado">Alcune mete potrebbero diventare meno attraenti se i fenomeni meteo continueranno ad essere estremi, ma anche il calendario delle vacanze potrebbe variare, spostando l’alta stagione verso nuovi periodi dell’anno.</div><p>Anche il modo di <strong>prenotare </strong>una vacanza potrebbe non essere più lo stesso. Le occasioni <strong>last minute</strong> che per tanti anni sono state sinonimo di prezzi più convenienti, potrebbero non essere più così attraenti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773301" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dormire-di-giorno-e-scoprire-la-citta-di-notte-come-godersi-il-turismo-in-europa-sfuggendo-al-caldo-torrido.html" title="Dormire di giorno e scoprire la città di notte: come godersi il turismo in Europa sfuggendo al caldo torrido">Dormire di giorno e scoprire la città di notte: come godersi il turismo in Europa sfuggendo al caldo torrido</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dormire-di-giorno-e-scoprire-la-citta-di-notte-come-godersi-il-turismo-in-europa-sfuggendo-al-caldo-torrido.html" title="Dormire di giorno e scoprire la città di notte: come godersi il turismo in Europa sfuggendo al caldo torrido"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dormir-durante-el-dia-y-descubrir-la-ciudad-por-la-noche-como-disfrutar-del-turismo-en-europa-huyendo-del-calor-extremo-1781040350075_320.jpg" alt="Dormire di giorno e scoprire la città di notte: come godersi il turismo in Europa sfuggendo al caldo torrido"></a></article></aside><p>Di certo i fattori che condizionano i prezzi di un soggiorno sono tanti, ma proprio perché una vacanza dell'ultimo minuto consente di avere previsioni meteo <strong>più accurate</strong>, il vantaggio economico in questo caso potrebbe non essere più lo stesso.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Paolo%20Figini%2C%20Laura%20Vici" data-year="2026" data-title="Il%20costo%20della%20pioggia%3A%20quanto%20il%20meteo%20influisce%20sui%20prezzi%20delle%20camere%20d%E2%80%99albergo" data-url="https%3A%2F%2Fmagazine.unibo.it%2Fit%2Farticoli%2Fil-costo-della-pioggia-quanto-il-meteo-influisce-sui-prezzi-delle-camere-dalbergo">Paolo Figini, Laura Vici. (2026). <a href="https://magazine.unibo.it/it/articoli/il-costo-della-pioggia-quanto-il-meteo-influisce-sui-prezzi-delle-camere-dalbergo" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il costo della pioggia: quanto il meteo influisce sui prezzi delle camere d’albergo</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/prezzi-degli-hotel-e-meteo-quanto-cambia-il-costo-di-una-camera-d-albergo-se-cambia-il-tempo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Correnti balcaniche verso l'Italia, tra il 22 e il 24 settembre temperature giù: minime sotto i 10°C a Firenze e Perugia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html</link><pubDate>Thu, 17 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo giorni con temperature decisamente sopra la media, la prossima settimana potrebbe arrivare un primo assaggio d’autunno. Correnti più fresche dai Balcani faranno scendere sensibilmente le temperature, soprattutto durante la notte</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb8wzlq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb8wzlq.jpg" id="xb8wzlq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Tra martedì sera e giovedì 24 settembre correnti balcaniche raggiungeranno l’Italia: in alcune città del Centro le minime potranno scendere sotto i 10 °C. Ma quanto durerà il fresco?</p><h2>Da martedì sera correnti balcaniche: primo assaggio d’autunno</h2><p>Il caldo anomalo di settembre subirà una battuta d’arresto durante la prossima settimana. Dopo un <strong>weekend</strong> ancora molto mite, da martedì sera una rotazione delle correnti dai quadranti nord-orientali favorirà l’ingresso di <strong>aria più fresca di origine balcanica</strong>.</p><div class="texto-destacado">Il calo si farà sentire soprattutto tra mercoledì 23 e giovedì 24 settembre e riguarderà in particolare le temperature minime.</div><p>Nelle zone interne del <strong>Centro-Sud </strong>e in Appennino si scenderà sotto i 10 °C: a <strong>Firenze</strong> sono previsti valori fino a 9 °C, a <strong>Perugia</strong> circa 7 °C, ma la città più fredda sarà L’Aquila con temperature minime fino a 6 °C, mentre anche <strong>Campobasso</strong> e <strong>Potenza</strong> potranno registrare minime fino a 9 °C. Sarà quindi necessario rispolverare una giacca nelle ore serali e al primo mattino.</p><h2>Prima del calo ancora caldo: domenica fino a 30 °C e oltre</h2><p>Il fresco, però, non arriverà immediatamente. Dopo la temporanea diminuzione di queste ore, nel weekend le temperature torneranno a salire grazie a una nuova espansione dell’alta pressione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789142" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-cambia-tutto-getto-polare-verso-l-adriatico-mentre-l-anticiclone-tenta-il-blocco-scandinavo.html" title="Luca Lombroso: cambia tutto, getto polare verso l'Adriatico mentre l'anticiclone tenta il blocco scandinavo">Luca Lombroso: cambia tutto, getto polare verso l'Adriatico mentre l'anticiclone tenta il blocco scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-cambia-tutto-getto-polare-verso-l-adriatico-mentre-l-anticiclone-tenta-il-blocco-scandinavo.html" title="Luca Lombroso: cambia tutto, getto polare verso l'Adriatico mentre l'anticiclone tenta il blocco scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-cambia-tutto-getto-polare-verso-l-adriatico-mentre-l-anticiclone-tenta-il-blocco-scandinavo-1789633979134_320.jpg" alt="Luca Lombroso: cambia tutto, getto polare verso l'Adriatico mentre l'anticiclone tenta il blocco scandinavo"></a></article></aside><p>Domenica sarà ancora una giornata dal sapore estivo su molte regioni: <strong>Roma</strong> potrà raggiungere i 30 °C, <strong>Firenze</strong> circa 28 °C e <strong>Perugia</strong> 26 °C. Ancora più <strong>eclatante il dato di Aosta</strong>, dove sono previsti fino a 31 °C. Anche <strong>Torino</strong> raggiungerà circa 28 °C, mentre <strong>Milano</strong> si manterrà sui 25-26 °C. Lunedì il caldo resisterà, con valori ancora intorno ai 30 °C a Roma e punte superiori ai 30 °C nelle zone interne del Sud.</p><h2>Forte escursione termica: freddo al mattino, mite durante il giorno</h2><p>La caratteristica più evidente della prossima settimana sarà la forte escursione termica. Le correnti balcaniche e il cielo spesso sereno favoriranno un <strong>deciso raffreddamento notturno</strong>, mentre durante il giorno il sole riuscirà ancora a far salire rapidamente le temperature. </p><figure><a href="Temperature minime in calo da mercoledì"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-arriva-il-freddo-correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-in-queste-citta-1789649062019.png" data-image="wqnqcnn9fau5" alt="Mappa relativa alle anomalie di temperatura previste mercoledì notte" title="Mappa relativa alle anomalie di temperatura previste mercoledì notte"></a><figcaption>Finalmente un po di fresco, le minime crollano da mercoledì notte</figcaption></figure><p>A <strong>L’Aquila</strong>, per esempio, dopo <strong>minime intorno ai 6 °C</strong> le massime potranno raggiungere 21-23 °C; a <strong>Perugia</strong> si passerà da circa 7 °C del mattino a valori superiori ai 20 °C durante il pomeriggio. Anche <strong>Firenze</strong> vedrà <strong>mattinate decisamente fresche</strong>, ma con massime ancora gradevoli. A <strong>Roma</strong> il calo sarà meno evidente: dopo i 30 °C di inizio settimana, tra giovedì e venerdì sono previste massime intorno ai 27-28 °C.</p><h2>È davvero arrivato il freddo? Il calo potrebbe durare poco</h2><p><strong>Al Sud</strong> la diminuzione termica sarà accompagnata da <strong>Grecale</strong> e <strong>Maestrale</strong>. <strong>Bari</strong> potrà scendere fino a circa 22 °C nelle ore centrali, mentre a <strong>Foggia</strong> si passerà dai 30-32 °C dei giorni precedenti a valori massimi intorno 24 °C. Più fresco anche nelle zone interne di <strong>Basilicata</strong> e <strong>Molise</strong>, soprattutto durante la notte.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila-1789650309844.jpg" data-image="y7e3hflzfd7r"><figcaption>Temperature minime previste martedì 22 mattina.</figcaption></figure><p>In <strong>Sicilia</strong> le temperature torneranno più vicine alle medie stagionali, con <strong>Palermo</strong> sui 25-26 °C e valori leggermente superiori sul settore orientale. Ma attenzione: <strong>questo non sembra ancora l’arrivo definitivo del freddo</strong>. Verso il weekend del 26-27 settembre le temperature massime potrebbero infatti tornare a salire in molte regioni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788831" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-autunno-piovosissimo-daniele-ingemi-chiarisce-i-modelli-dicono-altro-il-problema-sara-l-intensita.html" title="Super-El Niño, autunno piovosissimo? Daniele Ingemi: 'I modelli dicono altro, il problema sarà l'intensità delle piogge'">Super-El Niño, autunno piovosissimo? Daniele Ingemi: "I modelli dicono altro, il problema sarà l'intensità delle piogge"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-autunno-piovosissimo-daniele-ingemi-chiarisce-i-modelli-dicono-altro-il-problema-sara-l-intensita.html" title="Super-El Niño, autunno piovosissimo? Daniele Ingemi: 'I modelli dicono altro, il problema sarà l'intensità delle piogge'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-autunno-piovosissimo-daniele-ingemi-chiarisce-i-modelli-dicono-altro-il-problema-sara-l-intensita-1789467770480_320.jpg" alt="Super-El Niño, autunno piovosissimo? Daniele Ingemi: 'I modelli dicono altro, il problema sarà l'intensità delle piogge'"></a></article></aside><p>L’autunno inizierà dunque a farsi sentire soprattutto di notte e al mattino, mentre nelle ore centrali della giornata settembre potrebbe avere ancora qualche cartuccia estiva da sparare.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/correnti-balcaniche-verso-l-italia-minime-sotto-i-10-gradi-a-firenze-perugia-e-l-aquila.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il maltempo torna a colpire il Mediterraneo spagnolo: un morto a Barcellona, oltre 100 mm di pioggia a Valencia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-maltempo-torna-a-colpire-il-mediterraneo-spagnolo-una-vittima-a-barcellona-ltre-100-mm-nell-area-di-valencia.html</link><pubDate>Thu, 17 Sep 2026 12:54:09 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>A Valencia, i temporali non hanno ancora esaurito la loro energia. Dopo aver lasciato accumuli superiori a 100 mm, le piogge si intensificheranno nuovamente questo giovedì, soprattutto nelle prossime ore.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb8o3ba"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb8o3ba.jpg" id="xb8o3ba"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La provincia di Valencia continua questo giovedì 17 settembre a monitorare l'evoluzione delle piogge dopo gli intensi temporali registrati ieri.<strong> I dati dell'Associació Valenciana de Meteorologia (AVAMET) confermano accumuli superiori ai 100 millimetri in diversi punti</strong>, mentre l'Agenzia statale di meteorologia (AEMET) mantiene le allerte per la possibilità di nuovi rovesci intensi nelle prossime ore.</p><p>Ieri il maltempo ha colpito duro anche l'area di Barcellona. I vigili del fuoco catalani hanno <strong>ritrovato il corpo di un uomo nel torrente Olivella (Barcellona)</strong> nelle prime ore di oggi, a circa 500 metri dal punto in cui un'auto era stata travolta dalla corrente. Nella capitale catalana ci sono stati molti disagi per i temporali, sia sulle strade che nella rete della metropolitana.</p><div class="texto-destacado">Le allerte di AEMET della scorsa notte nella provincia di Valencia sono state rispettate perfettamente, poiché in nessun caso è stata superata la soglia dei 90 mm in un'ora. Tuttavia, un'allerta arancione indica già una situazione potenzialmente avversa o pericolosa.</div><p>La situazione più critica si concentra questo giovedì sul litorale meridionale di Valencia, dove AEMET mantiene l'allerta arancione per piogge. <strong>Le previsioni indicano accumuli superiori a 60 mm in un'ora e 120 mm in 12 ore</strong>, quantitativi che potrebbero provocare problemi importanti se le precipitazioni dovessero concentrarsi nelle aree particolarmente vulnerabili.</p><h2> L'Eliana in testa agli accumuli con 106 mm</h2><p>I dati di AVAMET permettono di verificare l'intensità delle precipitazioni registrate nella giornata di mercoledì.<strong> La stazione di l'Eliana-Pinaeta del Cel ha accumulato 106,0 mm, diventando uno dei punti più colpiti della provincia. </strong>Seguono Chiva-Calicanto, con 102,4 mm, e Torrent-Calicanto, con 100,3 mm. In questo modo, tre stazioni della rete AVAMET hanno concluso la giornata oltre la soglia dei 100 litri per metro quadrato.</p><p>Poco più indietro troviamo Real, con<strong> 98,2 mm; Torrent-Avinguda al Vedat e Montserrat-Casadalt, entrambe con 98,0 mm; Vinalesa, con 94,4 mm; Picassent-Planta Aigua, con 93,2 mm; e Paterna-Parc Tecnològic, con 91,0 mm.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">La que ha caído en Moncada (Valencia). Aquí dos vídeos del Consum de la calle Barcelona, <a href="https://x.com/apuntnoticies?ref_src=twsrc%5Etfw">@apuntnoticies</a> <a href="https://t.co/FNSTdqSeuW">pic.twitter.com/FNSTdqSeuW</a></p> Juan Fran VCF (@jfcm71) <a href="https://x.com/jfcm71/status/2100318117448524254?ref_src=twsrc%5Etfw">September 16, 2026</a></blockquote></figure><p><span style="letter-spacing: 0.03em;">Da segnalare anche i </span><strong style="letter-spacing: 0.03em;">90,0 mm di l'Eliana-Poble, 86,6 mm di Alboraia, 83,2 mm di Riba-roja de Túria-Rambla de Poio, 80,7 mm di Alginet e 80,2 mm sia ad Almàssera </strong><span style="letter-spacing: 0.03em;">sia a València-Carpesa.</span></p><h2> Quasi 70 mm in appena mezz'ora </h2><p>L'accumulo totale non è tuttavia l'unico dato eccezionale dell'episodio. L'intensità con cui è caduta la pioggia è stata particolarmente significativa. AVAMET sottolinea che <strong>a Torrent, Alboraia, l'Eliana e Alginet si sono sfiorati o superati i 70 l/m² in appena 30 minuti.</strong> Inoltre, numerosi centri abitati della zona hanno registrato più di 50 litri per metro quadrato nello stesso intervallo.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="ca" dir="ltr">Poques vegades hem vist acumulats de pluja tan grans en 30 minuts com el que hem tingut hui a València i zones pròximes.<br><br>S'han fregat o superat els 70 mm en 30 minuts a Torrent, Alboraia, l'Eliana o Alginet. I moltíssimes poblacions de la zona per damunt dels 50 mm en 30 minuts. <a href="https://t.co/JYct7Y7lno">pic.twitter.com/JYct7Y7lno</a></p> AVAMET (@avamet) <a href="https://x.com/avamet/status/2100340938002301310?ref_src=twsrc%5Etfw">September 16, 2026</a></blockquote></figure><p>Questo tipo di precipitazioni torrenziali comporta un rischio elevato perché una grande quantità d'acqua cade su una superficie molto piccola nel giro di pochi minuti. <strong>La capacità di drenaggio può essere rapidamente superata</strong>, favorendo accumuli d'acqua e allagamenti improvvisi nelle strade, nei sottopassi e nelle aree vicine ai corsi d'acqua.</p><h2> Le piogge intense continueranno questo giovedì </h2><p>Nelle prime ore di questo giovedì si è verificata una tregua in alcune zone della provincia, ma l'episodio non può ancora considerarsi concluso. <strong>Le previsioni di AEMET mantengono la possibilità di rovesci e temporali localmente molto intensi</strong>, soprattutto nella parte meridionale del territorio valenciano.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xb8ozbq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb8ozbq.jpg" id="xb8ozbq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>La distribuzione delle precipitazioni sarà inoltre molto irregolare.</strong> In situazioni di questo tipo, comuni situati a pochi chilometri di distanza possono registrare quantitativi completamente diversi a seconda del punto in cui si sviluppano e rimangono stazionari i nuclei temporaleschi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789132" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-torna-nel-mirino-del-maltempo-temporali-anche-intensi-attenzione-al-weekend.html" title="Maltempo, nelle prossime ore intensificazione con temporali anche intensi: attenzione anche al weekend">Maltempo, nelle prossime ore intensificazione con temporali anche intensi: attenzione anche al weekend</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-torna-nel-mirino-del-maltempo-temporali-anche-intensi-attenzione-al-weekend.html" title="Maltempo, nelle prossime ore intensificazione con temporali anche intensi: attenzione anche al weekend"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-torna-nel-mirino-del-maltempo-temporali-anche-intensi-attenzione-al-weekend-1789629109848_320.jpg" alt="Maltempo, nelle prossime ore intensificazione con temporali anche intensi: attenzione anche al weekend"></a></article></aside><p>Per questo motivo, le prossime ore saranno ancora decisive. Sebbene la tendenza indichi un progressivo miglioramento nel corso del pomeriggio,<strong> fino alle 17:00 circa potranno ancora verificarsi piogge molto intense</strong> in diversi punti della provincia.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="fr" dir="ltr">Torrent padre mendez <a href="https://t.co/RVjgk46v6s">pic.twitter.com/RVjgk46v6s</a></p>— PEDRO JOSE (@PEDROJOSE5mvt) <a href="https://x.com/PEDROJOSE5mvt/status/2100314106871918941?ref_src=twsrc%5Etfw">September 16, 2026</a></blockquote></figure><p>Dopo una giornata in cui l'Eliana, Chiva e Torrent hanno superato i 100 l/m², <strong>l'attenzione resta ora concentrata sull'evoluzione dei temporali</strong> e, in particolare, sulle zone meridionali di Valencia, Alicante, Regione di Murcia, Levante di Almería e Isole Baleari, dove potrebbero tornare a registrarsi accumuli importanti in poco tempo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-maltempo-torna-a-colpire-il-mediterraneo-spagnolo-una-vittima-a-barcellona-ltre-100-mm-nell-area-di-valencia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Luna potrebbe essere nata in appena cinque ore dopo il grande impatto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-luna-potrebbe-essere-nata-in-appena-cinque-ore-dopo-il-grande-impatto.html</link><pubDate>Thu, 17 Sep 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Nuove simulazioni mostrano che, includendo la resistenza delle rocce e la loro temperatura, l’impatto tra Terra e Theia potrebbe aver generato un grande satellite in circa cinque ore, cambiando lo scenario primordiale dell’origine lunare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-luna-potrebbe-essere-nata-in-appena-cinque-ore-dopo-il-grande-impatto-1789573468781.png" data-image="jz5gw2kgz2bs" alt="Grande impatto" title="Grande impatto"><figcaption>In appena 5 ore dopo il grande impatto con Theia si sarebbe potuta formare la Luna. Questo è ciò che suggeriscono nuove simulazioni numeriche.</figcaption></figure><p><strong>Ancora oggi non abbiamo certezze su come sia nata la Luna</strong>. Esistono più ipotesi, alcune più accreditate di altre, ma uno scenario definitivo e universalmente accettato della sua nascita non esiste. </p><p>Sono numerosi i team di ricercatori che si occupano di questo argomento e <strong>gli scenari che vengono fuori,</strong> come nel presente caso, <strong>a volte sono del tutto inaspettati.</strong></p><p>Nuove simulazioni numeriche mostrano che in determinate condizioni, a seguito di un impatto gigante, <strong>un corpo delle dimensioni della Luna si sarebbe potuto formare già entro circa cinque ore dall’impatto.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Nuove simulazioni numeriche mostrano che appena 5 ore sarebbero state sufficienti a formare la Luna dopo il grande impatto<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questo risultato è stato possibile grazie alla disponibilità di computer più potenti, ma anche all’introduzione nei modelli di un nuovo ingrediente, la resistenza meccanica, cioè <strong>la capacità delle rocce di resistere alla deformazione.</strong></p><h2>Il grande impatto: cosa mancava nelle simulazioni precedenti</h2><p><strong>L’ipotesi del grande impatto rimane uno dei modelli più convincenti per spiegare il sistema Terra-Luna</strong>. Secondo questo scenario, nelle ultime fasi della formazione dei pianeti rocciosi, l’ipotetico <strong>pianeta Theia </strong>avrebbe urtato violentemente la giovane Terra. Le elevatissime temperature sviluppate nell’impatto avrebbero fuso, vaporizzato ed espulso nello spazio parte dei due corpi producendo materiale in orbita terrestre da cui si sarebbe formata la Luna.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="757662" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-violenta-storia-dietro-l-origine-della-luna-secondo-la-scienza-moderna.html" title="La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna">La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-violenta-storia-dietro-l-origine-della-luna-secondo-la-scienza-moderna.html" title="La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-violenta-storia-dietro-l-origine-della-luna-secondo-la-scienza-moderna-1772817070223_320.jpeg" alt="La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna"></a></article></aside><p>Il gruppo di ricerca guidato da <strong>C. Adeene Denton</strong>, del <em>Southwest Research Institute</em>, ha inserito nelle simulazioni <strong>un nuovo ingrediente, la resistenza dei materiali dipendente dalla temperatura. </strong>In questo modo si è tenuto conto di come le rocce più calde sono generalmente più deformabili, mentre quelle più fredde oppongono una maggiore resistenza.</p><p>In parole semplici, l’impatto tra i due pianeti, Terra e Theia, avrebbe prodotto conseguenze diverse a seconda del loro stato di temperatura. <strong>All’impatto sarebbero seguiti due diversi scenari a seconda che i due pianeti, o almeno uno dei due, fossero già raffreddati o meno.</strong></p><div class="texto-destacado">I pianeti rocciosi si sono formati con un processo di accrezione. Nel disco protoplanetario, minuscoli granelli di polvere e roccia si sono aggregati progressivamente, formando corpi sempre più grandi chiamati planetesimi. Le collisioni e l’attrazione gravitazionale tra questi oggetti portarono poi alla nascita dei protopianeti, da immaginare come sfere omogenee di roccia fusa. Successivamente, con il progressivo raffreddamento, è avvenuta una differenziazione in più strati, crosta, mantello, nucleo, </div><p>Questo studio si è basato su simulazioni numeriche effettuate con tecniche di <em>Smoothed Particle Hydrodynamics</em> (SPH), nelle quali i corpi planetari vengono rappresentati come composti da un enorme numero di elementi per ciascuno dei quali è possibile seguire l’evoluzione di pressione, temperatura, densità e movimento.</p><h2>Non un disco di detriti: in una simulazione compare subito una Luna</h2><p>Il risultato sorprendente è stato ottenuto quando i ricercatori hanno aggiunto nelle loro simulazioni una specifica proprietà dei materiali, precisamente la resistenza alle deformazioni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-luna-potrebbe-essere-nata-in-appena-cinque-ore-dopo-il-grande-impatto-1789573632654.png" data-image="8zw1ttevq7bt" alt="Grande impatto" title="Grande impatto"><figcaption>Rappresentazione artistica delle fasi del grande impatto dopo il quale oltre ai detriti emerge un embrione di Luna in orbita attorno alla Terra.</figcaption></figure><p>Questa proprietà dipende dalla temperatura nel senso che <strong>più è alta la temperatura minore è la resistenza alle deformazioni. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756748" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-esperti-confermano-che-la-luna-continua-a-rimpicciolirsi-e-potrebbe-essere-interessata-da-terremoti-lunari.html" title="Gli esperti confermano che la Luna continua a rimpicciolirsi e potrebbe essere interessata da terremoti lunari">Gli esperti confermano che la Luna continua a rimpicciolirsi e potrebbe essere interessata da terremoti lunari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-esperti-confermano-che-la-luna-continua-a-rimpicciolirsi-e-potrebbe-essere-interessata-da-terremoti-lunari.html" title="Gli esperti confermano che la Luna continua a rimpicciolirsi e potrebbe essere interessata da terremoti lunari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/expertos-confirman-que-la-luna-no-deja-de-encoger-y-que-podria-sufrir-terremotos-1771948403962_320.jpg" alt="Gli esperti confermano che la Luna continua a rimpicciolirsi e potrebbe essere interessata da terremoti lunari"></a></article></aside><p>Allora, <strong>se all’epoca dell’impatto la Terra e Theia erano ancora molto calde</strong>, <strong>la bassa resistenza alle deformazioni avrebbe portato allo scenario classico.</strong> L’impatto avrebbe ulteriormente fuso e vaporizzato le rocce mettendole in orbita attorno alla Terra in <strong>una sorta di disco protolunare</strong>. Poi con i detriti presenti nel disco si sarebbe formata nel tempo la Luna. </p><p>Diversamente, <strong>se all’epoca dell’impatto i due pianeti o almeno uno dei due si fosse già sufficientemente raffreddato,</strong> nell’impatto si sarebbe esercitata maggiore resistenza. In questa circostanza <strong>le simulazioni prevedono </strong>non solo la formazione di un disco ma l<strong>’emersione dall’impatto di un grande corpo in orbita, paragonabile a un embrione della Luna,</strong> non in secoli o millenni ma <strong>entro solo cinque ore dall’impatto</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Se la temperatura della Terra all'epoca del grande impatto dovesse essere stata sufficientemente bassa, l'elevata resistenza alle deformazioni avrebbe portato alla formazione in appena 5 ore di un embrione della Luna.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La simulazione non afferma che in questo brevissimo intervallo sarebbe comparsa la Luna così come la vediamo oggi, con crosta, struttura interna e superficie craterizzata. Significa piuttosto che <strong>un satellite di grandi dimensioni avrebbe potuto separarsi dall’evento d’impatto quasi immediatamente.</strong></p><p>L’idea di una nascita estremamente rapida era stata già presentata nel 2022 da altri gruppi di ricerca. <strong>La novità </strong>del lavoro del 2026 <strong>è stata mostrare che temperatura e resistenza meccanica delle rocce possono decidere quale dei due scenari prevalga: </strong>formazione diretta di un grande satellite oppure produzione di un disco destinato ad aggregarsi successivamente.</p><h2>Una possibile finestra sul momento esatto in cui nacque la Luna</h2><p>Questo recente studio ha importanti implicazioni anche sulla ricostruzione della storia termica della Terra.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-luna-potrebbe-essere-nata-in-appena-cinque-ore-dopo-il-grande-impatto-1789574762398.png" data-image="695yoxls0n2g" alt="Theia" title="Theia"><figcaption>Terra e Theia in orbita attorno al Sole si sarebbero scontrati dopo 20-30 milioni di anni dalla formazione.</figcaption></figure><p>Dopo la formazione i pianeti iniziano a raffreddarsi. Quando avvenne l’impatto con Theia, la Terra era ancora giovanissima: aveva probabilmente soltanto alcune decine di milioni di anni e non aveva ancora completato del tutto il proprio processo di accrescimento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785542" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-sonda-della-nasa-cattura-immagini-del-cratere-creato-dall-impatto-del-razzo-falcon-9-di-spacex-sulla-luna.html" title="Una sonda della NASA cattura immagini del cratere creato dall'impatto del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna">Una sonda della NASA cattura immagini del cratere creato dall'impatto del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-sonda-della-nasa-cattura-immagini-del-cratere-creato-dall-impatto-del-razzo-falcon-9-di-spacex-sulla-luna.html" title="Una sonda della NASA cattura immagini del cratere creato dall'impatto del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-sonda-della-nasa-cattura-immagini-del-cratere-creato-dall-impatto-del-razzo-falcon-9-di-spacex-sulla-luna-1787730293923_320.jpeg" alt="Una sonda della NASA cattura immagini del cratere creato dall'impatto del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna"></a></article></aside><p><strong>Se lo scenario delle “5 ore” è quello corretto, le simulazioni forniscono la temperatura, o meglio l’intervallo di valori, della Terra all’epoca dell’impatto.</strong></p><p><strong>E’ così possibile fissare un valore di temperatura in quella che è la storia del suo raffreddamento termico</strong>, storia finora presunta ma senza dati osservativi.</p><p>Altro enigma non meno importante dei tempi di formazione rimane il <strong>perché Terra e Luna possiedano composizioni isotopiche straordinariamente simili</strong>. Se una parte consistente della Luna provenisse da Theia, ci si potrebbe aspettare una composizione differente, intermedia tra quella della Terra e di Theia. <strong>Una possibilità è che Theia e la proto-Terra</strong> si siano formate in zone molto vicine del disco protoplanetario e <strong>fossero già chimicamente simili prima della collisione.</strong></p><p>Le nuove simulazioni, suggeriscono non solo che la Luna sia potuta nascere in “cinque ore”, ma che essa si sia effettivamente originata dall’impatto con un altro pianeta, <strong>Theia, realmente esistito e chimicamente gemello della Terra.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Denton%20C.%20A.%2C%20Asphaug%20E.%2C%20Baijal%20N.%20%26%20Melikyan%20R.%20E." data-year="2026" data-title="Collisional%20Capture%20of%20an%20Intact%20Moon%20Depends%20on%20Strength" data-url="https%3A%2F%2Fiopscience.iop.org%2Farticle%2F10.3847%2F2041-8213%2Fae91e9">Denton C. A., Asphaug E., Baijal N. & Melikyan R. E.. (2026). <a href="https://iopscience.iop.org/article/10.3847/2041-8213/ae91e9" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Collisional Capture of an Intact Moon Depends on Strength</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-luna-potrebbe-essere-nata-in-appena-cinque-ore-dopo-il-grande-impatto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso: cambia tutto, getto polare verso l'Adriatico mentre l'anticiclone tenta il blocco scandinavo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-cambia-tutto-getto-polare-verso-l-adriatico-mentre-l-anticiclone-tenta-il-blocco-scandinavo.html</link><pubDate>Thu, 17 Sep 2026 09:21:50 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una perturbazione è in transito ma il fine settimana promette bel tempo e temperature in aumento. Sarà però momentaneo, e le correnti fresche settentrionali ci faranno assaggiare il cambio di stagione la prossima settimana. Un solo assente: le vere piogge autunnali. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb8unxe"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb8unxe.jpg" id="xb8unxe"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questa mattina il <a href="https://www.ilmeteo.net/satelliti/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">satellite</a> ci mostra<strong> la perturbazione che ha raggiunto il nord, </strong>dove quasi tutte le regioni sono con cielo molto nuvoloso o coperto. Nel contempo il <a href="https://www.ilmeteo.net/radar-italia-pioggia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">radar</a> conferma <strong>piogge e rovesci in corso</strong> specie in Liguria e nelle zone di pianura Padana a nord del fiume Po. </p><p>L’avanguardia del fronte freddo è già sulla Toscana, mentre i primi diradamenti si fanno largo fra Val d’Aosta e Piemonte occidentale. Ma l<strong>’estate 2026 a sorpresa proverà a dire ancora la sua </strong>nel fine settimana. E poi, arriverà finalmente il vero autunno?</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>A seguire del sistema perturbato in transito, <strong>la pressione si prevede in rapido aumento sull’Italia</strong> con l’espansione nel fine settimana dell’anticiclone delle Azzorre e una <strong>nuova fase di NAO positiva</strong> che andrà a caratterizzare l’Europa. </p><p>Permarrà però una residua circolazione instabile al sud, e a inizio della prossima settimana <strong>correnti settentrionali associate al getto polare si approfondiranno </strong>fino a sfiorare il settore Adriatico. </p><p>Da notare che il massimo anticiclonico si sposterà più sull’Europa centro settentrionale, fino a <strong>tentare di formare un blocco scandinavo </strong>di evoluzione ancora incerta. </p><h2>Venerdì variabile con rovesci</h2><p>Domani <strong>venerdì 18 settembre giornata variabile al nord, </strong>con schiarite al mattino e nubi lungo l’arco alpino e appenninico nel pomeriggio. Formazione di cumuli anche in Emilia Romagna e al nordest. In queste zone <strong>occasione di rovesci, </strong>soprattutto nelle Alpi e Prealpi. <strong>Al centro nubi e rovesci su Marche, Abruzzo </strong>poi anche Molise, in parte in Toscana orientale d Umbria, variabile con tramontana o maestrale in Toscana, Lazio e Sardegna.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789030" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-giovedi-17-settembre-attenzione-ai-forti-temporali-in-queste-8-regioni-fino-a-100-mm-in-24-ore.html" title="Allerta meteo, giovedì 17 settembre attenzione ai forti temporali in queste 8 regioni: fino a 100 mm in 24 ore">Allerta meteo, giovedì 17 settembre attenzione ai forti temporali in queste 8 regioni: fino a 100 mm in 24 ore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-giovedi-17-settembre-attenzione-ai-forti-temporali-in-queste-8-regioni-fino-a-100-mm-in-24-ore.html" title="Allerta meteo, giovedì 17 settembre attenzione ai forti temporali in queste 8 regioni: fino a 100 mm in 24 ore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-giovedi-17-settembre-attenzione-ai-forti-temporali-in-queste-8-regioni-fino-a-100-mm-in-24-ore-1789587642954_320.png" alt="Allerta meteo, giovedì 17 settembre attenzione ai forti temporali in queste 8 regioni: fino a 100 mm in 24 ore"></a></article></aside><p><strong>Al sud, variabilità,</strong> in Sicilia si nota anche una piccola circolazione depressionaria instabile con rovesci nel settore occidentale. </p><p>Temperature in calo<strong>, giornata fresca gradevole,</strong> minime al nord 16-18°C, centro 18-20°C, sud fino a 22°c. Massime 24-25°C al nord, 26-28°C al centro sud.</p><h2>Fine settimana quasi estivo al nord e centro</h2><p><strong>Sabato nonostante una residua variabilità al nord, il tempo migliora</strong> rapidamente, <strong>al centro molte regioni con bel tempo </strong>con nubi di poco conto, eccezione l’Abruzzo e Molise, ancora con nubi e rovesci.<strong> Al sud permane in parte instabilità,</strong> in un quadro però dove prevalgono le schiarite soleggiate. Nel tardo pomeriggio o sera, rovesci fra Campania e nord della Puglia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-cambia-tutto-getto-polare-verso-l-adriatico-mentre-l-anticiclone-tenta-il-blocco-scandinavo-1789633774270.jpg" data-image="c4k11yc8oed5"><figcaption>Anomalie termiche previste domenica da ECMWF: la mappa torna rosso, ma sarà solo temporaneo.</figcaption></figure><p><strong>Domenica tutto il nord e il centro hanno bel tempo</strong>, al sud si attardano nubi e ultimi rovesci fra Sicilia, Calabria, Basilicata e Salento pugliese.</p><p><strong>Temperature in aumento, domenica quasi caldo</strong>, al nord e centro vicini a 30°C, ma minime relativamente fresche, 15-16°C, localmente 12-14°C nelle aperte campagne. Al sud massime sui 30°C, minime 18-20°C.</p><h2>Lunedì bello e tiepido, martedì venti freschi lungo l’Adriatico</h2><p>La settimana inizia con un<strong> lunedì di una giornata sostanzialmente estiva</strong>, le massime in molte regioni, incluso il <strong>nord, arrivano attorno a 30°C; di notte comunque si dorme bene, </strong>senza notti tropicali. Al sud ancora leggermente instabile con qualche rovescio sempre fra Sicilia, Calabria, zone Joniche di Basilicata e Puglia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-cambia-tutto-getto-polare-verso-l-adriatico-mentre-l-anticiclone-tenta-il-blocco-scandinavo-1789633979134.jpg" data-image="9i1ujpe8d6cf"><figcaption>Notevole la configurazione del getto polare, che punta all'area balcanica ma interessa anche con aria fredda le regioni adriatiche.</figcaption></figure><p><strong>Martedì 22 settembre correnti nordiche fresche e ventose irrompono </strong>dall’alto Adriatico, spazzando via via le coste del nordest poi del centro e quindi del sud. <strong>Al momento sembrano secche, ma nubi in transito qualche rovescio</strong> è da mettere in conto. Nelle regioni tirreniche e occidentali invece prevale il sole. </p><p>Bella e<strong> decisa rinfrescata, le massime scendono a 24-25°C</strong> al nord, centro con 26-28°C in Toscana e Lazio, 23-25°C nelle regioni adriatiche, 28-30°C in Sardegna. Al sud altrettanto 28-30°C nelle regioni tirreniche e Sicilia, 25-26°C in Puglia. </p><h2>Mercoledì 23 e giovedì 24 fresco ma asciutto</h2><p>Due giornate di <strong>fresco ma non autunnali quelle di metà settimana.</strong> Le correnti nordiche portano anzi giornate limpide al nord e buona parte del centro, con temperature frizzanti, ora calano anche quelle notturne, <strong>spuntano perfino possibili valori a una cifra, ovvero sotto ai 10°C, </strong>in alcune zone di aperta pianura e di conche del centro soli 8°C giovedì, per il resto sui 10-13°C. </p><p>Col sole di giorno si va vicini a 25°C, m<strong>a nelle località costiere adriatiche ci si ferma a 22-23°C</strong>. in Sardegna invece verso 28°C. Fresco anche al sud, sui 25-27°C, con minime sui 16-18°C.</p><h2>Evoluzione complicata per il quarto weekend settembrino</h2><p>I <strong>cluster ci propongono varie soluzioni, </strong>dall’anticiclone sull’Italia a, addirittura, un vortice ciclonico retrogrado freddo e perturbato. Quest’ultimo scenario è a tratti proposto dai run ECMWF, ma sembra ridimensionarsi ora.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788831" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-autunno-piovosissimo-daniele-ingemi-chiarisce-i-modelli-dicono-altro-il-problema-sara-l-intensita.html" title="Super-El Niño, autunno piovosissimo? Daniele Ingemi: 'I modelli dicono altro, il problema sarà l'intensità delle piogge'">Super-El Niño, autunno piovosissimo? Daniele Ingemi: "I modelli dicono altro, il problema sarà l'intensità delle piogge"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-autunno-piovosissimo-daniele-ingemi-chiarisce-i-modelli-dicono-altro-il-problema-sara-l-intensita.html" title="Super-El Niño, autunno piovosissimo? Daniele Ingemi: 'I modelli dicono altro, il problema sarà l'intensità delle piogge'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-autunno-piovosissimo-daniele-ingemi-chiarisce-i-modelli-dicono-altro-il-problema-sara-l-intensita-1789467770480_320.jpg" alt="Super-El Niño, autunno piovosissimo? Daniele Ingemi: 'I modelli dicono altro, il problema sarà l'intensità delle piogge'"></a></article></aside><p> <strong>Quello che sembra mancare è la classica tempesta equinoziale </strong>con l’arrivo delle normali e importanti piogge autunnali. Alcuni scenari infatti indicano condizioni stabili, alcuni anche miti, mentre alcuni propongono viceversa infiltrazioni di aria fredda e perfino blocco scandinavo. <br>Insomma, condizioni aperte a tutto, per cui non ci sbilanciamo e vi rimandiamo ai prossimi aggiornamenti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-cambia-tutto-getto-polare-verso-l-adriatico-mentre-l-anticiclone-tenta-il-blocco-scandinavo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Alluvioni in Italia, settembre è un mese da tenere d'occhio: ecco cosa è successo negli ultimi 26 anni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/alluvioni-in-italia-settembre-e-un-mese-da-tenere-d-occhio-ecco-cosa-e-successo-negli-ultimi-25-anni.html</link><pubDate>Thu, 17 Sep 2026 08:29:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Dalla Calabria alla Toscana, passando per Liguria, Emilia-Romagna, Puglia e Campania: la storia recente mostra una lunga serie di eventi alluvionali gravi concentrati proprio nel mese di settembre.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/alluvioni-in-italia-settembre-e-un-mese-da-tenere-d-occhio-ecco-cosa-e-successo-negli-ultimi-25-anni-1789624118091.jpeg" data-image="r4yt7gx5zj56"><figcaption>Il mese di settembre in Italia è stato segnato spesso da gravi alluvioni.</figcaption></figure><p>Ogni volta che settembre porta piogge intense sull'Italia torna una domanda: <strong>è un mese particolarmente delicato per il rischio di alluvioni?</strong> La storia recente mostra una lunga serie di eventi drammatici, con vittime e ingenti danni, concentrati proprio nelle prime settimane dell'autunno.</p><p>Dalla tragedia di <strong>Soverato del 2000</strong> all'alluvione di <strong>Livorno del 2017</strong>, passando per Gargano, Val Nure, Val Trebbia e Atrani, fino alle Marche nel 2022, sono numerosi gli episodi di settembre che hanno lasciato un segno nella storia recente del dissesto idrogeologico italiano.</p><p>Questi eventi alluvionali <strong>sono causati da fenomeni meteorologici molto violenti, con piogge molto abbondanti concentrate in poco temp</strong>o su un territorio, quello italiano, con caratteristiche geologiche e morfologiche particolari: è caratterizzato infatti dalla presenza di ampie zone montuose e collinari che degradano rapidamente verso il mare, e da ampie aree collinari con depositi argillosi. Tutti elementi che contribuiscono a fenomeni di dissesto, frane, esondazioni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> <strong>In questo XXI secolo il mese di settembre in Italia è stato segnato da alluvioni e fenomeni di dissesto idrogeologico</strong> che hanno causato gravi danni e numerose vittime. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>A contribuire agli effetti delle alluvioni c'è però anche la massiccia cementificazione del territorio</strong>, con costruzioni e infrastrutture realizzate in zone dove non si sarebbe dovuto costruire, spesso lungo gli alvei dei fiumi o di piccoli corsi d'acqua che, durante determinati eventi meteorologici, possono trasformarsi in fiumi di fango e detriti. Qui si pagano gli errori fatti nel Dopoguerra e nella fase del boom edilizio, ma anche successivamente. Anche l'abbandono delle aree non urbane, montane e collinari, contribuisce a questi eventi.</p><p> Ripassiamo in questo articolo alcuni dei peggiori eventi alluvionali di settembre in Italia.</p><h2>10 settembre 2000, Soverato: 13 morti</h2><p><strong>Tra l'8 e il 10 settembre 2000</strong> la Calabria ionica viene colpita da una forte ondata di maltempo che porta a fenomeni di esondazione dei corsi d'acqua e a numerose frane. In tre giorni vengono misurati, in alcune zone della provincia di Catanzaro, <strong>oltre 630 millimetri di pioggia</strong>.</p><p>A Soverato, in provincia di Catanzaro, si verifica l'episodio più disastroso, con l'esondazione del torrente Beltrame. Il torrente, che durante la piena trasportava molto materiale solido, forma uno sbarramento che cede improvvisamente nella notte fra il 9 e il 10 settembre.</p><div class="texto-destacado">Soverato: 13 vittime nel campeggio devastato dalla piena improvvisa. Sull'area erano caduti in pochi giorni 630 mm di pioggia, ma il camping sorgeva in area a rischio esondazione.</div><p>Alle 4:30 della notte un'ondata di piena investe il camping “Le Giare”, ubicato nell'alveo del corso d'acqua, secco nei mesi estivi. <strong>Le vittime sono tredici.</strong></p><h2>10 settembre 2017, Livorno: 8 morti</h2><p>Fra il 9 e il 10 settembre 2017 l'area di Livorno, Rosignano Marittimo e Collesalvetti, in Toscana, viene interessata da precipitazioni straordinarie.</p><p>In alcune aree i pluviometri registrano <strong>oltre 40 millimetri di pioggia in 15 minuti</strong>. Sul territorio di Livorno, in poche ore, cadono complessivamente <strong>260 millimetri di pioggia</strong>.</p><p>In poco tempo si creano piene dei corsi d'acqua della zona, mentre le correnti dal mare creano un effetto tappo che rende difficile lo smaltimento dell'enorme quantità d'acqua.</p><p>Alla fine di quella drammatica giornata sono <strong>8 le vittime</strong>, sorprese dalle esondazioni del rio Ardenza e del rio Maggiore. Quattro delle vittime vengono sorprese nel proprio appartamento situato al pian terreno.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">Il <a href="https://x.com/hashtag/9settembre?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#9settembre</a> di 5 anni fa un'alluvione a <a href="https://x.com/hashtag/Livorno?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Livorno</a> provocò otto vittime.<br>Oltre 200 <a href="https://x.com/hashtag/vigilidelfuoco?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#vigilidelfuoco</a> intervennero nelle operazioni di soccorso e per il salvataggio di decine di persone bloccate da acqua e fango <a href="https://x.com/hashtag/pernondimenticare?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#pernondimenticare</a> <a href="https://x.com/hashtag/passatomaipassato?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#passatomaipassato</a> <a href="https://t.co/RtyOtMlMJN">pic.twitter.com/RtyOtMlMJN</a></p>— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) <a href="https://x.com/vigilidelfuoco/status/1568132745125150720?ref_src=twsrc%5Etfw">September 9, 2022</a></blockquote></figure><p>Ancora una volta emerge l'inadeguatezza del sistema di smaltimento delle acque, con corsi d'acqua tombati, costretti in canali di cemento sotterranei, e abitazioni costruite in aree soggette a esondazione.</p><h2>13-14 settembre 2015, Val Nure e Val Trebbia: 3 morti</h2><p>Tra il 13 e il 14 settembre 2015 l'area al confine tra Emilia-Romagna e Liguria viene investita da piogge molto abbondanti concentrate in poco tempo.</p><p>La stazione pluviometrica di Alpe Gorreto, in provincia di Genova, registra <strong>più di 108 millimetri in un'ora e oltre 229 millimetri in tre ore</strong>.</p><p>Nelle zone della Val Nure e della Val Trebbia, in provincia di Piacenza, si verificano numerose esondazioni e fenomeni di dissesto, che danneggiano <strong>oltre 500 edifici</strong> e numerose infrastrutture.</p><p>Si contano <strong>tre vittime</strong>.</p><h2>3-6 settembre 2014, Gargano: 2 morti</h2><p>Un altro evento meteorologico eccezionale colpisce il Gargano, in Puglia, nella prima settimana di settembre del 2014.</p><p>Le precipitazioni raggiungono picchi di <strong>600 millimetri in poco tempo</strong>, a fronte di una media annuale di circa 800 millimetri.</p><p>Le esondazioni dei corsi d'acqua causano <strong>due vittime</strong>.</p><h2>22 settembre 2025, Alluvione in Val Bormida e Lombardia nord-occidentale: 1 vittima</h2><p> Tra la notte e la prima mattina cadono nell'entroterra savonese<strong> 422 mm di pioggia, con conseguente piena eccezionale di Erro e Bormida</strong> con esondazioni a Cairo Montenotte e Spigno Monferrato. Poche ore dopo in Lombardia, nel Bacino del Seveso, si registrano 211 mm di pioggia in ventiquattro ore a cui segue l'esondazione del Seveso nella Brianza e a Milano Niguarda. </p><h2>9-10 settembre 2010, Atrani: 1 vittima</h2><p>Nel comune di Atrani, in Campania, colpito da abbondanti piogge, esonda il torrente Dragone, che attraversa il centro abitato in sotterranea, attraverso una canalizzazione in cemento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784618" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html" title="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003">Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html" title="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate-1787218628149_320.jpg" alt="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003"></a></article></aside><p>L'abitato viene invaso da colate di detriti e <strong>una donna muore trascinata dalla corrente</strong>.</p><h2>Altre alluvioni di settembre in Italia</h2><p>Quelli elencati fin qui sono alcuni degli episodi più gravi e più recenti, avvenuti negli ultimi ventisei anni. La lista non è completa.</p><p>Bisognerebbe infatti aggiungere <strong>le alluvioni di Carrara del 23 settembre 2003, con 2 morti, quella di Palagiano, in provincia di Taranto, sempre nel settembre 2003, con 2 morti, e l'alluvione di Terracina del 25 settembre 2005.</strong></p><p>Sempre a settembre si sono verificati in Italia altri eventi catastrofici, come quello dell'<strong>1-3 settembre 1965 nell'Italia centro-settentrionale, con 35 morti, e l'alluvione di Ancona del 5 settembre 1959, con 10 vittime.</strong></p><h2>La prevenzione resta fondamentale</h2><p>Gli eventi descritti mostrano come il rischio non dipenda soltanto dalla quantità di pioggia caduta, ma anche dalle caratteristiche del territorio e dalla presenza di abitazioni e infrastrutture in aree esposte al rischio di esondazione o di frana.</p><p>Di fronte a questi eventi, da molto tempo l'imperativo in Italia è quello della <strong>prevenzione</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="440231" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/alluvione-marche-geologi-rischi-conosciuti-serve-prevenzione.html" title="Alluvione Marche, i geologi: 'rischi idrogeologici noti, serve prevenzione'">Alluvione Marche, i geologi: "rischi idrogeologici noti, serve prevenzione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/alluvione-marche-geologi-rischi-conosciuti-serve-prevenzione.html" title="Alluvione Marche, i geologi: 'rischi idrogeologici noti, serve prevenzione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alluvione-marche-geologi-rischi-conosciuti-serve-prevenzione-1663916190299_320.jpg" alt="Alluvione Marche, i geologi: 'rischi idrogeologici noti, serve prevenzione'"></a></article></aside><p>È prioritario lasciare ai corsi d'acqua lo spazio necessario per allargarsi in caso di precipitazioni intense, eliminare le situazioni di rischio, comprese le abitazioni realizzate in aree soggette a esondazione o frana, e garantire la manutenzione del territorio.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/alluvioni-in-italia-settembre-e-un-mese-da-tenere-d-occhio-ecco-cosa-e-successo-negli-ultimi-25-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Maltempo, nelle prossime ore intensificazione con temporali anche intensi: attenzione anche al weekend]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-torna-nel-mirino-del-maltempo-temporali-anche-intensi-attenzione-al-weekend.html</link><pubDate>Thu, 17 Sep 2026 07:26:04 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Situazione meteo più instabile a partire dalle regioni settentrionali. Poi la perturbazione scivolerà anche al centro e al sud. Occhio al weekend.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb8ty42"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb8ty42.jpg" id="xb8ty42"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il mese di settembre continua a mostrare il suo volto più dinamico e, dopo le parentesi più tranquille degli ultimi giorni, <strong>una nuova perturbazione ha raggiunto l’Italia riportando piogge, temporali e un generale aumento dell’instabilità atmosferica</strong>. Il cambiamento si è fatto sentire soprattutto sulle regioni settentrionali, dove localmente i fenomeni hanno assunto anche carattere di forte intensità.</p><p>Il responsabile di questa nuova fase perturbata è un impulso di aria più fresca proveniente dal Nord Europa che, raggiungendo il Mediterraneo, ha trovato condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali organizzati. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-torna-nel-mirino-del-maltempo-temporali-anche-intensi-attenzione-al-weekend-1789629023672.jpg" data-image="caphhlfsic7a" alt="Situazione meteo attuale" title="Situazione meteo attuale"><figcaption>Piogge al Nord in questa mattinata di giovedì 17 settembre</figcaption></figure><p>Non si tratta quindi soltanto di qualche acquazzone isolato: <strong>in alcune zone del Nord le precipitazioni sono risultate abbondanti e accompagnate da temporali particolarmente intensi</strong>, con locali criticità.</p><p>Nelle prime ore della giornata le condizioni più difficili si sono registrate soprattutto tra Lombardia, Liguria orientale e parte del Triveneto con locali allagamenti e piccoli smottamenti. Situazione movimentata anche sul Levante ligure e sul Nordest, dove localmente gli accumuli pluviometrici hanno raggiunto valori considerevoli.</p><h2>Il maltempo si sposta anche al Centro-Sud</h2><p><strong>Il maltempo, però, non resterà confinato esclusivamente alle regioni settentrionali.</strong> Con il passare delle ore la perturbazione tenderà infatti a scivolare gradualmente verso sud, coinvolgendo anche parte delle regioni centrali. La Toscana sarà tra le prime ad essere interessata, con rovesci e temporali localmente intensi, mentre successivamente l’instabilità potrà raggiungere Umbria, Marche e parte del Lazio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789030" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-giovedi-17-settembre-attenzione-ai-forti-temporali-in-queste-8-regioni-fino-a-100-mm-in-24-ore.html" title="Allerta meteo, giovedì 17 settembre attenzione ai forti temporali in queste 8 regioni: fino a 100 mm in 24 ore">Allerta meteo, giovedì 17 settembre attenzione ai forti temporali in queste 8 regioni: fino a 100 mm in 24 ore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-giovedi-17-settembre-attenzione-ai-forti-temporali-in-queste-8-regioni-fino-a-100-mm-in-24-ore.html" title="Allerta meteo, giovedì 17 settembre attenzione ai forti temporali in queste 8 regioni: fino a 100 mm in 24 ore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-giovedi-17-settembre-attenzione-ai-forti-temporali-in-queste-8-regioni-fino-a-100-mm-in-24-ore-1789587642954_320.png" alt="Allerta meteo, giovedì 17 settembre attenzione ai forti temporali in queste 8 regioni: fino a 100 mm in 24 ore"></a></article></aside><p>Situazione decisamente più tranquilla, almeno inizialmente, sulle regioni meridionali e sulle Isole, dove continueranno ad alternarsi sole e qualche annuvolamento. </p><p>Tuttavia, <strong>anche il Sud dovrà fare i conti con un progressivo peggioramento delle condizioni atmosferiche</strong>, perché l'area depressionaria tenderà a rimanere attiva sul Mediterraneo centrale anche dopo il passaggio della perturbazione principale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788981" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalle-19-violenti-temporali-tra-piemonte-e-lombardia-nell-area-di-milano-fino-a-30-mm-per-ecmwf-attenzione-stanotte.html" title="Dalle 19 violenti temporali tra Piemonte e Lombardia, nell'area di Milano fino a 30 mm per ECMWF: 'attenzione stanotte'">Dalle 19 violenti temporali tra Piemonte e Lombardia, nell'area di Milano fino a 30 mm per ECMWF: "attenzione stanotte"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalle-19-violenti-temporali-tra-piemonte-e-lombardia-nell-area-di-milano-fino-a-30-mm-per-ecmwf-attenzione-stanotte.html" title="Dalle 19 violenti temporali tra Piemonte e Lombardia, nell'area di Milano fino a 30 mm per ECMWF: 'attenzione stanotte'"><figure><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dalle-19-violenti-temporali-tra-piemonte-e-lombardia-nell-area-di-milano-fino-a-30-mm-per-ecmwf-attenzione-stanotte-1789556424528_320.png" alt="Dalle 19 violenti temporali tra Piemonte e Lombardia, nell'area di Milano fino a 30 mm per ECMWF: 'attenzione stanotte'"></figure></a></article></aside><p> Ed è proprio questo l'elemento più interessante dell'evoluzione dei prossimi giorni. La perturbazione non lascerà immediatamente spazio a un ritorno deciso dell'alta pressione. </p><h2>Weekend con variabilità anche al Centro-Sud</h2><p><strong>Il weekend del 19 e 20 settembre, quindi, non sarà completamente stabile.</strong> Sabato appare al momento la giornata maggiormente esposta all'instabilità, anche se con differenze piuttosto marcate tra le varie zone d'Italia.</p><p>Al Nord la situazione dovrebbe progressivamente migliorare rispetto alle giornate precedenti, ma con una certa variabilità dovuta a fenomeni più sporadici. Diversa la situazione sulle regioni centrali, dove durante le ore pomeridiane <strong>potranno svilupparsi nuovi rovesci e temporali soprattutto nelle aree interne e lungo la dorsale appenninica</strong>, localmente anche di una certa intensità.</p><p>Occhi puntati anche sul Sud, dove l'atmosfera continuerà a essere piuttosto movimentata dopo le pause asciutte degli ultimi giorni. Sono attesi, infatti, fenomeni, seppur non particolarmente intensi, specialmente nelle aree interne.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-torna-nel-mirino-del-maltempo-temporali-anche-intensi-attenzione-al-weekend-1789629109848.jpg" data-image="dtc6kh3g1eio" alt="La perturbazione riuscirà a portare pioggia su tutta Italia" title="La perturbazione riuscirà a portare pioggia su tutta Italia"><figcaption>Maggiormente colpito il Nord, ma le piogge si estenderanno a tutta la Penisola</figcaption></figure><p>Qualche cambiamento potrebbe invece arrivare nella giornata di domenica. <strong>La pressione tenderà lentamente ad aumentare e questo dovrebbe favorire un'attenuazione dell'instabilità</strong>, senza però garantire condizioni completamente serene su tutta la Penisola. Il rischio di qualche precipitazione rimarrà soprattutto tra alcune zone del Centro, del Sud e delle Isole maggiori, mentre al Nord gli spazi soleggiati dovrebbero risultare decisamente più estesi.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Sul fronte termico, il passaggio della perturbazione porterà anche una diminuzione delle temperature, inizialmente più evidente al Nord e successivamente avvertibile anche sul resto del Paese.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-torna-nel-mirino-del-maltempo-temporali-anche-intensi-attenzione-al-weekend.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[2026 record: ancora senza uragani atlantici, con l'ombra di un "Super El Niño"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/2026-record-ancora-senza-uragani-atlantici-con-l-ombra-di-un-super-el-nino.html</link><pubDate>Thu, 17 Sep 2026 05:41:53 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Record storico nell'Atlantico: al 12 settembre non si è ancora formato nessun uragano. Questa quiete anomala sarebbe stata causata dalla "triplice aggressione" di un potente El Niño, che avrebbe inibito i cicloni atlantici e scatenato una stagione molto attiva sull'Oceano Pacifico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-stagione-2026-senza-uragani-atlantici-con-l-ombra-di-un-super-el-nino-1789574237367.jpg" data-image="vnrirx0tj3lz"><figcaption>Ancora nessun uragano nell'Atlantico in questo 2026. Al 12 settembre, nel periodo che normalmente e statisticamente rappresenta il picco assoluto della massima attività per la formazione degli uragani atlantici, non si è ancora formato un solo uragano.</figcaption></figure><p>La stagione degli <strong>uragani atlantici 2026</strong> sta segnando un primato assoluto nell'era satellitare. Infatti, quest'anno <strong>non ha precedenti,</strong> creando uno scenario di assoluta novità storica e statistica nella climatologia. </p><p><strong>Al 12 settembre</strong>, nel periodo che normalmente e statisticamente rappresenta il picco assoluto della massima attività per la formazione degli uragani atlantici, <strong>non si è ancora formato un solo uragano</strong>. </p><h2> Un traguardo che gli esperti del settore definiscono senza precedenti </h2><p>Quest'anno è stato stabilito <strong>un nuovo record</strong> per il giorno più tardivo, privo di uragani, da quando, nel lontano 1966, è iniziato il monitoraggio satellitare. Questa <strong>calma anomala </strong>appare ancora più sorprendente e perfino <strong>paradossale</strong> se si considera che le <strong>a</strong><strong>cque superficiali dell'Oceano Atlantico</strong> risultano ancora <strong>molto calde</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-stagione-2026-senza-uragani-atlantici-con-l-ombra-di-un-super-el-nino-1789574789250.jpg" data-image="kq4dypeb07j4"><figcaption>La quiete anomala per la stagione degli uragani atlantici del 2026 sarebbe stata causata dalla "triplice aggressione" indotta da un potente El Niño, che sarebbe stato capace di inibire, a distanza, i cicloni atlantici mentre avrebbe scatenato una stagione molto attiva sull'Oceano Pacifico.</figcaption></figure><p>Infatti, normalmente, temperature oceaniche così elevate forniscono l'ingrediente ideale di calore e vapore, un vero e proprio carburante per l'innesco, lo sviluppo e l'alimentazione dei cicloni tropicali (chiamati uragani, solo in Atlantico). </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787273" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-fenomeno-el-nino-attiva-il-pacifico-una-serie-insolita-di-uragani-avanza-tra-le-coste-del-messico-e-delle-hawaii.html" title="Il fenomeno El Niño attiva il Pacifico: una serie insolita di uragani avanza tra le coste del Messico e delle Hawaii">Il fenomeno El Niño attiva il Pacifico: una serie insolita di uragani avanza tra le coste del Messico e delle Hawaii</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-fenomeno-el-nino-attiva-il-pacifico-una-serie-insolita-di-uragani-avanza-tra-le-coste-del-messico-e-delle-hawaii.html" title="Il fenomeno El Niño attiva il Pacifico: una serie insolita di uragani avanza tra le coste del Messico e delle Hawaii"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-fenomeno-de-el-nino-activa-el-pacifico-un-inusual-tren-de-huracanes-avanza-entre-las-costas-de-mexico-y-hawai-1788521313961_320.jpg" alt="Il fenomeno El Niño attiva il Pacifico: una serie insolita di uragani avanza tra le coste del Messico e delle Hawaii"></a></article></aside><p>Ma, evidentemente, l'<strong>enorme surplus energetico </strong>accumulato nelle acque superficiali dell'oceano da solo<strong> non basta</strong>. Infatti, le analisi evidenziano che l'<strong>atmosfera</strong> sovrastante, quest'anno, è stata <strong>totalmente ostile alla genesi di questi fenomeni. </strong></p><h2> La complessa triplice azione che inibisce gli uragani</h2><p>Dalle prime ipotesi e verifiche sembrerebbe che, alla base di questa clamorosa inibizione dell'attività ciclonica nell'area tropicale atlantica, ci sia lo zampino del fenomeno di <strong>El Niño</strong>, quest'anno <strong>eccezionalmente intenso</strong>. Sappiamo che El Niño è capace di influire profondamente sulla circolazione atmosferica globale. </p><div class="texto-destacado">Il marcato e vasto riscaldamento delle acque in atto sul Pacifico avrebbe contribuito a generare una combinazione di fattori, definita dai meteorologi come una vera e propria "triplice aggressione", capace di alterare "l'ecosistema favorevole alle tempeste". </div><p><strong>In primo luogo</strong>, ci sarebbe una importante variazione dell'intensità della direzione delle correnti in quota. Questo<strong> wind shear</strong>, con <strong>forti venti in alta troposfera</strong>, <strong>avrebbe</strong> <strong>tagliato </strong>letteralmente la <strong>sommità delle nubi temporalesche</strong>, impedendo al sistema convettivo di svilupparsi ed organizzarci in verticale per poi avviare il caratteristico moto rotatorio. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-stagione-2026-senza-uragani-atlantici-con-l-ombra-di-un-super-el-nino-1789574558417.jpg" data-image="cfh24varueyx"><figcaption>Le dinamiche innescate da El Niño, insieme ad acque equatoriali eccezionalmente calde, hanno dato vita a una stagione dei cicloni iperattiva sul Pacifico, caratterizzata quindi da dozzine di tempeste tropicali e diversi cicloni. L'Atlantico, invece, è rimasto completamente "a secco" di Uragani. Credits: NOAA</figcaption></figure><p>Questa <strong>costante azione di disturbo </strong>sarebbe stata potenziata anche da <strong>continue intrusioni di aria secca</strong>, spesso accompagnate anche dalla <strong>polvere sahariana</strong>, capaci di indebolire e sopprimere i moti convettivi sul nascere, <strong>sottraendo l'umidità</strong> fondamentale per la genesi di queste tempeste. </p><p><strong>L'ultimo ingrediente</strong>, fatale allo sviluppo degli uragani, sarebbero aree eccezionalmente estese con moti di <strong>subsidenza</strong> atmosferica. Si tratta di movimenti discendenti dell'aria, caratteristici delle <strong>alte pressioni dinamiche</strong>, che riscaldandola per compressione, rendono la <strong>colonna d'aria decisamente stabile</strong>, sopprimendo del tutto i moti ascendenti caratteristici dell'innesco delle tempeste e degli uragani. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770280" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-esperti-avvertono-il-mediterraneo-e-gia-in-grado-di-generare-uragani.html" title="Gli esperti avvertono: il Mediterraneo è già in grado di generare uragani">Gli esperti avvertono: il Mediterraneo è già in grado di generare uragani</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-esperti-avvertono-il-mediterraneo-e-gia-in-grado-di-generare-uragani.html" title="Gli esperti avvertono: il Mediterraneo è già in grado di generare uragani"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-mediterraneo-ya-es-capaz-de-crear-huracanes-y-el-cambio-climatico-los-hara-peores-y-mas-comunes-1779486676473_320.png" alt="Gli esperti avvertono: il Mediterraneo è già in grado di generare uragani"></a></article></aside><p><strong>L'attività complessiva delle tempeste atlantiche</strong> attualmente è attestata <strong>appena al 7% rispetto alla norma climatologica</strong>. </p><h2>Il Pacifico iperattivo e le allarmanti proiezioni sulla prossima evoluzione</h2><p>Mentre l'Oceano Atlantico tropicale ed equatoriale sta vivendo questa fase di stasi straordinariamente prolungata,<strong> l'Oceano Pacifico</strong> sta sperimentando una situazione diametralmente opposta. Infatti, le dinamiche innescate da El Niño, insieme ad acque equatoriali eccezionalmente calde, hanno dato vita a una <strong>stagione di tifoni (così vengono chiamati gli uragani/cicloni nel Pacifico) molto attiva</strong>, caratterizzata quindi da <strong>dozzine di tempeste tropicali e diversi tifoni</strong>. </p><div class="texto-destacado">I climatologi sottolineano che l'attuale El Niño, non solo è già di per sé molto potente, ma continuerà inesorabilmente a rafforzarsi nei prossimi mesi. </div><p>I centri di calcolo concordano nell'affermare che l'anomalia termica del Pacifico equatoriale <strong>potrebbe crescere</strong> ancora <strong>per tutto l'autunno</strong>. Questo fenomeno dovrebbe raggiungere<strong> il picco </strong>di massima intensità <strong>tra novembre e dicembre</strong>, con la possibilità di trasformarsi in uno degli eventi climatici più potenti mai osservati nell'era moderna. </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Le conseguenze di questo super-El Niño, che per l'Atlantico sono state "positive", inibendo lo sviluppo degli uragani in questa stagione 2026, potrebbero essere tutt'altro che positive in altre aree del pianeta, producendo fenomeni estremi come gravi siccità o disastrose alluvioni. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/2026-record-ancora-senza-uragani-atlantici-con-l-ombra-di-un-super-el-nino.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item></channel></rss>