<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 03 Nov 2026 20:50:14 +0000</lastBuildDate><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 20:50:14 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Agrumi in vaso, dalla maturazione dei frutti alla protezione dal freddo: le cure autunnali da conoscere]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 18:05:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Tra frutti in maturazione e freddo in agguato, gli agrumi in vaso richiedono alcune attenzioni durante l'autunno: ecco come preparare le piante all'inverno, riscoprendo una tradizione che affonda le radici nei giardini delle antiche corti europee.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793531867831.jpeg" data-image="w9jlrd9yz57j"><figcaption>Agrumi in vaso, dalla maturazione dei frutti alla protezione dal freddo: le cure autunnali da conoscere</figcaption></figure><p><strong>L’autunno è una stagione cruciale per la coltivazione degli agrumi in vaso</strong>. Mentre i frutti di numerose varietà iniziano il processo di maturazione, le temperature in graduale diminuzione rendono necessario adottare alcuni accorgimenti per proteggere queste piante dal freddo. Infatti, gli agrumi coltivati appartengono a un gruppo di specie originarie delle regioni tropicali e subtropicali dell’Asia, dove le condizioni climatiche sono generalmente più miti rispetto a quelle di molte aree in cui vengono coltivati oggi.</p><h2>Agrumi in vaso: quali maturano in autunno</h2><p><strong>Il periodo di maturazione degli agrumi varia in funzione della specie, della cultivar e delle condizioni climatiche, sebbene la maggior parte raggiunga la maturazione durante l'inverno, stagione per eccellenza di arance, mandarini, clementine e pompelmi</strong>. Varietà precoci di mandarini, clementine e arance permettono di anticipare il periodo di raccolta all'autunno. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793531926427.jpeg" data-image="w1tifiajlr0h"><figcaption>Varietà precoci di mandarini, clementine e arance permettono di anticipare il periodo di raccolta all'autunno</figcaption></figure><p>I limoni, invece, possono produrre frutti durante tutto l'anno, in particolare il limone Lunario o Quattro Stagioni (<em>Citrus Limon</em>), che permette di osservare contemporaneamente sulla pianta fiori, frutti verdi e limoni maturi pronti per la raccolta.</p><h2>Quando proteggere gli agrumi dal freddo?</h2><p><strong>Gli agrumi non presentano tutti la stessa resistenza alle basse temperature</strong>. Il limone è generalmente più sensibile al freddo rispetto al mandarino e al kumquat, mentre le arance dolci mostrano una tolleranza intermedia, variabile in funzione della cultivar.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793531962550.jpeg" data-image="y56dhghhz36r"><figcaption>Il limone è generalmente più sensibile al freddo rispetto ad altri agrumi</figcaption></figure><p><strong>In linea generale, temperature prossime allo zero possono già rappresentare un rischio per le specie più delicate, soprattutto se le gelate si protraggono per diverse ore</strong>. Per questo motivo, è preferibile intervenire prima che le temperature scendano stabilmente sotto i 5 °C, prestando particolare attenzione alle previsioni meteorologiche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793532322968.jpeg" data-image="o2ioxyrw0qws"><figcaption>La coltivazione in vaso aumenta la vulnerabilità delle radici al freddo invernale</figcaption></figure><p><strong>La coltivazione in vaso aumenta inoltre la vulnerabilità delle radici, perché il substrato è maggiormente esposto alle variazioni termiche rispetto al terreno</strong>. Anche la durata dell’esposizione al freddo, l’umidità e il grado di acclimatazione della pianta influenzano la sua capacità di resistenza invernale.</p><h2>Come proteggere gli agrumi dal freddo</h2><p><strong>Esistono diverse strategie per proteggere gli agrumi in vaso durante l’autunno e l’inverno</strong>. La scelta dipende dal clima, dalle dimensioni delle piante e dallo spazio disponibile.</p><p><strong>Una soluzione pratica consiste nell’utilizzare teli di tessuto non tessuto (TNT)</strong>, che permettono di attenuare gli effetti delle basse temperature senza impedire completamente il passaggio di aria e luce. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793532016343.jpeg" data-image="wklcsqgegivx"><figcaption>Una soluzione pratica consiste nell’utilizzare teli di tessuto non tessuto (TNT)</figcaption></figure><p>Si tratta di una protezione utile in caso di freddo moderato, ma non sufficiente durante gelate intense e prolungate.</p><p><strong>Un’altra possibilità è ricorrere a serre e strutture protette</strong>, anche di piccole dimensioni, che consentono di creare un ambiente più riparato. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793532059233.jpeg" data-image="p120uwmfixwz"><figcaption>Un’altra possibilità è ricorrere a serre e strutture protette</figcaption></figure><p>È importante, tuttavia, garantire una buona ventilazione nelle giornate soleggiate, evitando che le temperature interne aumentino eccessivamente.</p><p><strong>Quando le dimensioni della pianta lo consentono, gli agrumi possono essere trasferiti in spazi interni luminosi e non riscaldati</strong>, come verande, serre fredde o ambienti protetti dal gelo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793532091319.jpeg" data-image="eb7kcelflnu5"><figcaption>Quando le dimensioni della pianta lo consentono, gli agrumi possono essere trasferiti negli spazi interni domestici</figcaption></figure><p>In genere, non è necessario collocarli in stanze riscaldate: temperature fresche e una buona luminosità favoriscono il riposo vegetativo, evitando al contempo gli stress causati dal freddo intenso.</p><h2>Proteggere gli agrumi dal freddo: un’antica tradizione</h2><p><strong>La protezione degli agrumi durante l'inverno è una pratica strettamente connessa alla storia degli antichi giardini europei</strong>. Tra il XVII e il XVIII secolo, nelle residenze aristocratiche si diffusero le cosiddette <em>orangerie</em>, strutture architettoniche che ospitavano le piante di agrumi durante l'inverno. </p><div class="texto-destacado">Oltre alla loro funzione pratica, queste costruzioni divennero elementi distintivi dei giardini delle corti europee. </div><p>Tra gli esempi più celebri si ricordano le orangerie della Reggia di Versailles, in Francia, e del castello di Schönbrunn, a Vienna.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793532129512.jpeg" data-image="avbslbt4g2cy"><figcaption>Le piante di agrumi della Reggia di Versailles, ancora oggi, vengono spostati all'esterno durante l'estate e ricoverati nella seicentesca orangerie durante l'inverno</figcaption></figure><p><strong>Una tradizione che si rinnova ancora oggi, anche a Versailles, dove le piante di agrumi in vaso vengono disposte nei giardini durante la bella stagione e ricoverate all'interno in inverno</strong>. Un tempo, queste operazioni richiedevano un notevole impiego di manodopera e l'utilizzo di carri, carrelli e supporti costruiti appositamente per movimentare i pesanti contenitori. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791027" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-migliori-destinazioni-europee-da-visitare-nel-2027-natura-arte-e-itinerari-lontani-dalla-folla.html" title="Le migliori destinazioni europee da visitare nel 2027: natura, arte e itinerari lontani dalla folla">Le migliori destinazioni europee da visitare nel 2027: natura, arte e itinerari lontani dalla folla</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-migliori-destinazioni-europee-da-visitare-nel-2027-natura-arte-e-itinerari-lontani-dalla-folla.html" title="Le migliori destinazioni europee da visitare nel 2027: natura, arte e itinerari lontani dalla folla"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quelles-sont-les-meilleures-destinations-en-europe-en-1790256260904_320.jpeg" alt="Le migliori destinazioni europee da visitare nel 2027: natura, arte e itinerari lontani dalla folla"></a></article></aside><p>Oggi il lavoro viene agevolato da attrezzature meccaniche come transpallet e carrelli elevatori, che rendono più semplici e rapide le operazioni di trasferimento, mantenendo viva una tradizione secolare.</p><h2>Dalle orangerie ai terrazzi: le cure autunnali degli agrumi</h2><p><strong>Apprezzati da secoli per il loro valore ornamentale, gli agrumi continuano a decorare giardini, terrazzi e balconi grazie al fogliame sempreverde, ai fiori profumati e ai frutti colorati</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere-1793532374555.jpeg" data-image="l0nrol8kfemd"><figcaption>Agrumi in vaso: foglie sempreverdi, fiori profumati e frutti colorati</figcaption></figure><p>La loro coltivazione al di fuori delle regioni di origine richiede tuttavia alcune attenzioni, soprattutto quando le temperature iniziano a diminuire.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794433" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cos-e-un-cucamelon-la-anguria-messicana-in-miniatura-dal-sapore-di-cetriolo-e-con-un-tocco-di-agrumi.html" title="Cos'è un cucamelon, l'anguria messicana in miniatura dal sapore di cetriolo e con un tocco di agrumi?">Cos'è un cucamelon, l'anguria messicana in miniatura dal sapore di cetriolo e con un tocco di agrumi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cos-e-un-cucamelon-la-anguria-messicana-in-miniatura-dal-sapore-di-cetriolo-e-con-un-tocco-di-agrumi.html" title="Cos'è un cucamelon, l'anguria messicana in miniatura dal sapore di cetriolo e con un tocco di agrumi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/que-es-el-cucamelon-la-sandia-miniatura-mexicana-con-sabor-a-pepino-y-toque-citrico-1791328518434_320.png" alt="Cos'è un cucamelon, l'anguria messicana in miniatura dal sapore di cetriolo e con un tocco di agrumi?"></a></article></aside><p><strong>Le strategie di protezione adottate oggi riprendono, in forma semplificata, una tradizione secolare</strong>: accorgimenti che permettono di mantenere queste piante decorative e dall’aspetto esotico anche in luoghi dove, in natura, non potrebbero prosperare spontaneamente.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/agrumi-in-vaso-dalla-maturazione-dei-frutti-alla-protezione-dal-freddo-le-cure-autunnali-da-conoscere.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il buco nero che fa ombra al proprio disco: scoperto un sorprendente paradosso cosmico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-buco-nero-che-fa-ombra-al-proprio-disco-scoperto-un-sorprendente-paradosso-cosmico.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Un buco nero si affievolisce, ma le regioni esterne del suo disco ricevono più radiazione. Uno studio su MAXI J0637−430 rivela un sorprendente effetto di auto-ombreggiamento che potrebbe cambiare i modelli di accrescimento cosmico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-buco-nero-che-fa-ombra-al-proprio-disco-scoperto-un-sorprendente-paradosso-cosmico-1793699747885.jpg" data-image="dkund3mg7qrs" alt="Buco nero" title="Buco nero"><figcaption>I buchi neri si trovano al centro delle galassie e si nutrono di gas e polvere, che vengono attratti dal loro intenso campo gravitazionale. Sono circondati da un disco di accrescimento, costituito da materiale caldo in rotazione. Credit: NOIRLab/AURA/NSF/P. Marenfeld</figcaption></figure><p><strong>La Natura continua a proporre nuove sfide agli astronomi,</strong> e questi le accettano come nuove opportunità per conoscere più profondamente la Natura stessa. Tra le ultime sfide c'è quella di un buco nero che, con il suo comportamento paradossale, mette in dubbio gli attuali modelli spronando a trovarne di migliori.</p><h2>Un buco nero che si alimenta di una stella compagna</h2><p><strong>Il buco nero MAXI J0637−430</strong> è stato scoperto relativamente da poco, nel 2019, grazie ad un telescopio, il <strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/MAXI">telescopio MAXI</a></strong> da cui prende il nome, montato sulla Stazione Spaziale Internazionale (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_spaziale_internazionale">ISS</a>). </p><div class="texto-destacado">L’agenzia spaziale giapponese JAXA nel 2009 ha ottenuto il permesso di poter montare un suo telescopio sulla ISS e che allora fu trasportato lassù dallo Space Shuttle Endeavour. Grazie al moto orbitale della stazione, il telescopio giapponese riesce a effettuare una scansione ai raggi X dell’intera volta celeste in meno di 2 ore.</div><p>Gli studi successivi alla scoperta, effettuati anche con altri telescopi sensibili alla radiazione X emessa dai buchi neri, tra cui i telescopi spaziali Swift e nuSTAR, scoprirono che <strong>si trova ad una distanza di circa 30 mila anni luce dal Sistema Solare, ha una massa tra le 5 e le 10 masse solari </strong>ed è legato ad una stella a cui sta sottraendo massa. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-buco-nero-che-fa-ombra-al-proprio-disco-scoperto-un-sorprendente-paradosso-cosmico-1793700170409.png" data-image="zn8gz6six312" alt="MAXI" title="MAXI"><figcaption>Il telescopio MAXI a raggi X a bordo della Stazione Spaziale internazionale. Credit: JAXA</figcaption></figure><p><strong>MAXI J0</strong><strong>637−430 è pertanto componente di un sistema binario</strong> il cui periodo di rotazione attorno al proprio centro di massa è di circa 2 ore.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il buco nero <strong>MAXI J0637−430</strong> forma un sistema binario con una stella a cui sta sottraendo massa.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Studi recenti condotti all'<a href="https://www.iac.es/">Instituto de Astrofísica de Canarias </a>e coordinati dall’astronomo <strong>Montserrat Armas Padilla</strong> hanno scoperto un interessante comportamento di questo buco nero, comportamento che sta svelando come la struttura di questi oggetti sia ancor più complessa di quanto finora creduto.</p><h2>Il comportamento (apparentemente) paradossale di MAXI J0637−430</h2><p>Utilizzando lo spettrografo X-shooter montato sul Very Large Telescope dell'ESO, in Cile, <strong>gli astronomi hanno osservato che quando la luminosità centrale del buco nero diminuiva, quella delle regioni esterne del disco aumentava.</strong></p><p><strong>Un apparente paradosso, </strong>a cui però gli astronomi hanno dato una spiegazione.</p><div class="texto-destacado">Ricordiamo che i buchi neri non permettono alla luce da loro emessa di attraversare il cosiddetto <strong>orizzonte degli eventi</strong>, pertanto, sono oggetti invisibili (da qui l’aggettivo “neri”). Questa tipologia di buchi neri viene generalmente definita “dormiente”. Diversamente, i buchi neri “attivi” sono molto luminosi in quanto attirano a sé stelle e/o gas avvolgendone la massa in una sorta di disco a spirale. Questa massa, prima di precipitare sulla superficie, si surriscalda a tal punto da diventare brillantissima, rendendo il buco nero visibile a grandissima distanza.</div><p><strong>Quando il flusso di massa che precipita nel buco nero subisce occasionalmente un temporaneo incremento, si ha un picco di luminosità</strong>, chiamato in inglese <em>outburst</em>. Questo viene poi seguito da un ritorno graduale del disco alla normale luminosità.</p><p>Paradossalmente, <strong>MAXI J0637−430 dopo un suo outburst</strong>, ritornando ad un livello più basso di luminosità, <strong>ha mostrato un aumento della brillantezza del disco esterno</strong>, un comportamento imprevisto ed inizialmente inspiegabile.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Dopo un outburst, mentre il buco nero MAXI J0637−430 ritornava alla sua normale luminosità il disco esterno diventava più brillante.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La possibile spiegazione<strong> è che l’outburst aumenti lo spessore del disco nelle regioni interne impedendo alla radiazione X di raggiungere e riscaldare anche le parti più esterne, che in qualche modo si ritrovano in ombra</strong>. Quando l’outburst finisce ed il disco interno si assottiglia, la radiazione X ancora elevata riesce a raggiungere e riscaldare il disco esterno.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">A self-shadowing black hole accretion disk at sub-Eddington luminosities dlvr.it/TW1W08 ️ https://t.co/SFUiZWO5MK</p>— Nature Astronomy (@NatureAstronomy) <a href="https://x.com/NatureAstronomy/status/2113268516757594494?ref_src=twsrc%5Etfw">October 22, 2026</a></blockquote></figure><p><strong>Ciò che allora si osserva è che mentre la luminosità complessiva del buco nero diminuisce, quella locale del disco esterno aumenta.</strong></p><p>Il fenomeno ricorda quello di una lampada schermata da un paralume. Se riduciamo la potenza della lampadina ma contemporaneamente togliamo il paralume, alcune superfici precedentemente in ombra possono ricevere più luce di prima.</p><h2>Una scoperta che potrebbe cambiare i modelli dei buchi neri</h2><p><strong>La scoperta potrebbe influenzare diversi aspetti dell'astrofisica dei buchi neri,</strong> a cominciare dalla misura della loro velocità di rotazione, o spin.</p><p>Secondo gli attuali modelli, il rigonfiamento del disco avviene quando la luminosità raggiunge il limite di Eddington, cioè esercita una pressione tale da contrastare la gravità, che altrimenti manterrebbe il disco sottile.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787569" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-stella-sfiora-sagittarius-a-cosi-potremo-misurare-la-rotazione-del-buco-nero-della-via-lattea.html" title="Una stella sfiora Sagittarius A*: così potremo misurare la rotazione del buco nero della Via Lattea">Una stella sfiora Sagittarius A*: così potremo misurare la rotazione del buco nero della Via Lattea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-stella-sfiora-sagittarius-a-cosi-potremo-misurare-la-rotazione-del-buco-nero-della-via-lattea.html" title="Una stella sfiora Sagittarius A*: così potremo misurare la rotazione del buco nero della Via Lattea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-stella-sfiora-sagittarius-a-cosi-potremo-misurare-la-rotazione-del-buco-nero-della-via-lattea-1788799239613_320.png" alt="Una stella sfiora Sagittarius A*: così potremo misurare la rotazione del buco nero della Via Lattea"></a></article></aside><p><strong>Nel caso di MAXI J0637−430 il rigonfiamento del disco</strong>, che ha messo in ombra la parte esterna dello stesso, <strong>è avvenuto a valori di circa il 10-20% del valore di Eddington.</strong></p><p>I parametri dei dischi dei buchi neri, quali la rotazione, dipendono dalle ipotesi adottate sulla geometria delle regioni più interne del disco. Se quest'ultimo risulta più spesso di quanto previsto, alcune stime potrebbero richiedere correzioni.</p><p>Come succede, con il progredire delle tecniche di osservazione ed analisi dei dati, e con la scoperta di una varietà sempre più ampia di oggetti,<strong> i modelli semplificati si mostrano inadeguati e nuovi sforzi teorici sono necessari per modellare sempre più fedelmente oggetti e fenomeni oltremodo complessi.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Armas%20Padilla%2C%20M.%20et%20al." data-year="2026" data-title="A%20self-shadowing%20black%20hole%20accretion%20disk%20at%20sub-Eddington%20luminosities" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41550-026-03005-2">Armas Padilla, M. et al.. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41550-026-03005-2" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">A self-shadowing black hole accretion disk at sub-Eddington luminosities</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-buco-nero-che-fa-ombra-al-proprio-disco-scoperto-un-sorprendente-paradosso-cosmico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I meteorologi spagnoli in allerta: una profonda depressione atlantica porterà una successione di fronti sulla Spagna]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-spagnoli-in-allerta-venerdi-6-si-intensifichera-una-depressione-atlantica-possibili-piogge-intense.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 15:09:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La formazione di una profonda depressione nell’Atlantico provocherà un cambio di scenario meteorologico sul finire della settimana. Una successione di fronti associati alla depressione interesserà la Spagna peninsulare e le Canarie. Ancora presto per sapere se anche l'Italia vedrà i suoi effetti: potrebbe averne nella settimana che inizia lunedì 9.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbt2v8y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbt2v8y.jpg" id="xbt2v8y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Da domenica scorsa, l’attenzione dei meteorologi spagnoli è concentrata sulle Canarie, dove il tempo è stato perturbato, con piogge molto intense accompagnate da temporali. In alcune zone delle isole occidentali si sono registrati accumuli molto rilevanti, mentre ieri, nelle prime ore della giornata, l’isola di La Palma è stata colpita da un blackout totale durato diverse ore. <strong>Oggi sono ancora attesi rovesci nell’arcipelago, ma più deboli e occasionali.</strong></p><p><strong>Il tempo peggiorerà questo martedì 3 sul Mediterraneo spagnolo</strong>, raggiunto da una massa d’aria fredda dalla quale si isolerà un’altra DANA, una depressione in quota che penetrerà da nord e da est nella Penisola Iberica, provocando un marcato calo delle temperature. <strong>Andranno quindi monitorati i rovesci lungo il versante mediterraneo peninsulare e sulle Baleari, perché potranno essere localmente forti. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong> </strong><strong><strong>Nel video</strong></strong><br>Da venerdì 6 novembre un’ampia area di bassa pressione si approfondirà nell’Atlantico, con un minimo principale e diversi minimi secondari. Si avvicinerà alla Penisola Iberica, portando un importante cambiamento del tempo. C'è la possibilità che si apra una fase in cui treni di perturbazioni raggiungono anche il Mediterraneo centrale, Italia compresa.</div><p>Sul versante atlantico persiste invece la stabilità atmosferica, con tempo soleggiato, <strong>in attesa di un importante cambiamento sul finire della settimana.</strong></p><h2><strong>Una depressione atlantica profonda ed estesa si avvicinerà alla Penisola Iberica</strong></h2><p>Domani, nei pressi delle Azzorre, <strong>inizierà a formarsi l’area di bassa pressione che nei giorni successivi darà origine a una vasta e profonda depressione atlantica</strong>, con diversi minimi secondari. I suoi effetti cominceranno a farsi sentire sia sulle Canarie sia sulla Penisola Iberica sul finire della settimana. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-de-espana-vigilantes-crecera-una-borrasca-atlantica-con-frentes-de-lluvia-muy-eficientes-el-viernes-1793695832163.jpg" data-image="tshhbz1modoo"><figcaption>Venerdì la profonda depressione in formazione nell’Atlantico invierà un primo fronte piovoso verso l’ovest della Penisola Iberica. Sarà l’anticipo di quanto arriverà nei giorni successivi, con una forte ondata di maltempo e piogge capaci di produrre accumuli elevati.</figcaption></figure><p> Nel frattempo, domani l’instabilità atmosferica persisterà nell’area mediterranea, sia sul<strong> mare di Alborán sia nel sud-est della Spagna, nella Comunità Valenciana e sulle Baleari</strong>, dove si verificheranno <strong>forti rovesci temporaleschi</strong>. </p><p><strong>Giovedì continueranno i rovesci e i temporali sul Mediterraneo, con una tendenza ad attenuarsi nel corso della giornata</strong>, tranne nel nord-est della Catalogna, dove potranno essere intensi nella seconda metà del giorno. La depressione si sarà già formata nell’Atlantico settentrionale, anche se si troverà ancora lontano dalla Penisola Iberica. Genererà un primo fronte che porterà nuvolosità sul sud peninsulare e sulle Canarie.</p><h2><strong>La depressione invierà una successione di fronti</strong></h2><p><strong>Venerdì un primo fronte associato alla depressione raggiungerà l’ovest dell’arcipelago delle Canarie e l’estremità occidentale della Penisola Iberica</strong>, portando piogge sulle isole occidentali delle Canarie, in Galizia (dove saranno intense e persistenti), nell’estremo ovest della Castiglia e León e in Estremadura. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-de-espana-vigilantes-crecera-una-borrasca-atlantica-con-frentes-de-lluvia-muy-eficientes-el-viernes-1793695892312.jpg" data-image="1cjmae4as40g"><figcaption>La depressione convoglierà un fiume di umidità subtropicale, che potrebbe intensificare le precipitazioni sulle Canarie e sull’ovest della Penisola Iberica.</figcaption></figure><p><strong>Sarà l’anticipo dei successivi fronti che la depressione genererà nei giorni seguenti, dando probabilmente origine a una</strong> <strong>fase di maltempo autunnale con piogge</strong> capaci di produrre accumuli molto rilevanti nei grandi bacini idrografici del versante atlantico peninsulare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796453" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html" title="Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio">Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html" title="Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend-1793705229496_320.jpg" alt="Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio"></a></article></aside><p><strong>Sabato le piogge si estenderanno a tutto il quadrante nord-occidentale della Penisola Iberica</strong>, potendo raggiungere anche altre zone del nord. Sulle Canarie occidentali il tempo resterà piovoso, con ulteriori accumuli. Domenica un fronte molto attivo investirà in pieno l’ovest peninsulare, dove sono probabili piogge abbondanti e intense.</p><div class="texto-destacado">Possibile coinvolgimento dell'Italia? Ancora è presto per poter confermare un coinvolgimento dell'Italia, ma i modelli già indicano la possibilità che questa depressione atlantica, in spostamento verso est, porti una serie di perturbazioni sull'Italia nella seconda parte della settimana che inizia lunedì 9.</div><p><strong>Sarà nei primi giorni della prossima settimana che le piogge si estenderanno a gran parte della Penisola Iberica</strong>. <strong>Pioverà in modo persistente e intenso</strong>. La depressione, alla quale probabilmente verrà assegnato un nome, continuerà a evolvere per diversi giorni al largo delle coste atlantiche della Galizia e del Portogallo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-spagnoli-in-allerta-venerdi-6-si-intensifichera-una-depressione-atlantica-possibili-piogge-intense.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un’onda record di 16,6 metri nel Mediterraneo: uno studio ricostruisce la forza del ciclone Harry]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/onde-record-nel-mediterraneo-uno-studio-svela-i-fattori-che-amplificano-il-rischio-costiero.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il ciclone Harry, che ha interessato il Mediterraneo centrale tra il 19 e il 22 gennaio 2026, rappresenta uno degli eventi meteo-marini più intensi mai osservati nell'area. Un nuovo studio svela i fattori che amplificano il rischio costiero.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/onde-record-nel-mediterraneo-uno-studio-svela-i-fattori-che-amplificano-il-rischio-costiero-1793709233823.jpeg" data-image="8fdexkts1iit" alt="ciclone Harry onde" title="ciclone Harry onde"><figcaption>Un'onda alta 16,6 metri, la più elevata mai registrata nel Mar Mediterraneo, condizioni marine eccezionali e segnali rilevabili persino dalle reti sismiche, quelli causati dal ciclone Harry.</figcaption></figure><p><strong>Un’onda di 16,6 metri, mareggiate eccezionali e segnali rilevati persino dalle reti sismiche</strong>. Il ciclone Harry, che ha colpito il Mediterraneo centrale tra il 19 e il 22 gennaio 2026, è stato<strong> uno degli eventi meteo-marini più intensi mai osservati nell’area</strong>. Causò gravissimi danni lungo le coste di Sicilia, Sardegna, Calabria e Malta. Le violente mareggiate provocarono allagamenti, erosione delle spiagge e danni alle infrastrutture costiere. </p><p>Ora un nuovo studio ne ricostruisce la dinamica e spiega perché, a parità di condizioni marine, <strong>alcune coste abbiano subito conseguenze molto più gravi di altre.</strong></p><p>La ricerca, intitolata <em>“Unprecedented storm impact in the Mediterranean revealed by models and seismic noise during Cyclone Harry”</em>, è stata pubblicata su <strong>Communications Earth & Environment, rivista del gruppo Nature</strong>, ed è stata coordinata da Giovanni Scicchitano, dell’Università di Bari Aldo Moro, e Andrea Cannata, dell’Università di Catania.</p><p>Il risultato centrale riguarda il ruolo della <strong>forma delle coste e dei fondali</strong>, che può amplificare gli effetti delle mareggiate e favorire la penetrazione dell’acqua nell’entroterra.</p><h2>L’onda di 16,6 metri registrata nel Canale di Sicilia</h2><p>Per ricostruire l’evento, i ricercatori hanno integrato dati satellitari, osservazioni di boe e mareografi, rilievi topografici e dei fondali, sopralluoghi e simulazioni numeriche ad alta risoluzione.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Tra i dati più rilevanti figura <strong>l’onda di 16,6 metri registrata da una boa della Rete Ondametrica Nazionale dell’ISPRA</strong>, nel Canale di Sicilia, tra Portopalo di Capo Passero e Malta: secondo lo studio, la più alta mai misurata nel Mediterraneo. Le simulazioni hanno inoltre indicato altezze d’onda superiori ai 10 metri nel Mar Ionio. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tra i dati più rilevanti figura <strong>l’onda di 16,6 metri registrata da una boa della Rete Ondametrica Nazionale dell’ISPRA</strong>, nel Canale di Sicilia, tra Portopalo di Capo Passero e Malta: secondo lo studio, la più alta mai misurata nel Mediterraneo. Le simulazioni hanno inoltre indicato altezze d’onda superiori ai 10 metri nel Mar Ionio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/onde-record-nel-mediterraneo-uno-studio-svela-i-fattori-che-amplificano-il-rischio-costiero-1793709129675.jpg" data-image="rlf0f5sh1abh"><figcaption>Alcuni effetti della storica mareggiata causata dal ciclone Harry tra Sicilia, Calabria, Sardegna e Malta.</figcaption></figure><p>L’analisi ha permesso di ricostruire i processi che hanno trasformato una configurazione atmosferica eccezionale in inondazioni costiere, erosione e danni alle infrastrutture.</p><h2>La forza del mare rilevata dalle reti sismiche</h2><p>L’eccezionalità del ciclone emerge anche dai dati sismologici. L’energia delle onde marine, trasferendosi al suolo, ha provocato un forte aumento del <strong>rumore microsismico</strong>, ossia delle vibrazioni generate dall’interazione tra il mare e la Terra solida.</p><p>Analizzando i dati di <strong>55 stazioni sismiche distribuite nel Mediterraneo</strong>, i ricercatori hanno rilevato valori senza precedenti in molte delle serie storiche dell’area ionica.</p><p>«In questo quadro il microseism si propone come uno strumento complementare ai sistemi tradizionali di monitoraggio dello stato del mare, utile sia per seguire le mareggiate in tempo reale, sia per rileggere, attraverso le serie storiche, come gli eventi estremi a cui stiamo assistendo si collochino rispetto a quelli del passato», spiega <strong>Alfio Marco Borzì</strong>, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania.</p><h2>Perché alcune coste sono più vulnerabili</h2><p>Le simulazioni condotte in <strong>19 siti costieri di Sicilia, Sardegna, Calabria e Malta</strong> hanno mostrato quanto contino le caratteristiche locali del territorio.</p><p>Canyon sottomarini, antichi canali, depressioni alle spalle delle dune e pianure alluvionali possono favorire l’ingresso e l’accumulo dell’acqua marina nell’entroterra. Durante il ciclone Harry, <strong>in alcuni siti le inondazioni si sono spinte per oltre 500 metri dalla linea di costa</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750267" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ciclone-harry-una-boa-dell-ispra-registra-un-onda-di-16-metri-a-sud-della-sicilia-nuovo-record-per-il-mediterraneo.html" title="Ciclone Harry: una boa dell'Ispra registra un'onda di 16 metri a sud della Sicilia, nuovo record per il Mediterraneo">Ciclone Harry: una boa dell'Ispra registra un'onda di 16 metri a sud della Sicilia, nuovo record per il Mediterraneo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ciclone-harry-una-boa-dell-ispra-registra-un-onda-di-16-metri-a-sud-della-sicilia-nuovo-record-per-il-mediterraneo.html" title="Ciclone Harry: una boa dell'Ispra registra un'onda di 16 metri a sud della Sicilia, nuovo record per il Mediterraneo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ciclone-harry-una-boa-dell-ispra-registra-un-onda-di-16-metri-a-sud-della-sicilia-nuovo-record-per-il-mediterraneo-1768997681896_320.jpg" alt="Ciclone Harry: una boa dell'Ispra registra un'onda di 16 metri a sud della Sicilia, nuovo record per il Mediterraneo"></a></article></aside><p>«Lo studio mostra che la vulnerabilità delle coste non dipende solo dall’intensità della mareggiata, ma anche da fattori locali, gli amplificatori, che possono essere individuati prima dell’evento integrando rilievi ad alta risoluzione, modellazione e monitoraggio», spiega <strong>Giovanni Scardino</strong>, ricercatore dell’INGV, sezione di Roma 2. «Conoscerli permette di orientare le scelte urbanistiche, la localizzazione delle infrastrutture e le strategie di adattamento».</p><h2>Dalla ricerca ai sistemi di allerta</h2><p>Lo studio è stato realizzato nell’ambito di <strong>WAVEGUARD</strong>, progetto finanziato dal Programma Interreg Italia-Malta e coordinato dall’Università di Catania, con l’obiettivo di migliorare il monitoraggio e la mitigazione dei rischi meteo-marini nel Canale di Sicilia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750228" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-storica-mareggiata-del-20-gennaio-2026-in-sicilia-orientale-ecco-cosa-ha-reso-le-onde-cosi-alte-e-distruttive.html" title="VIDEO della storica mareggiata del 20 gennaio 2026 in Sicilia orientale: cosa ha reso le onde così alte e distruttive?">VIDEO della storica mareggiata del 20 gennaio 2026 in Sicilia orientale: cosa ha reso le onde così alte e distruttive?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-storica-mareggiata-del-20-gennaio-2026-in-sicilia-orientale-ecco-cosa-ha-reso-le-onde-cosi-alte-e-distruttive.html" title="VIDEO della storica mareggiata del 20 gennaio 2026 in Sicilia orientale: cosa ha reso le onde così alte e distruttive?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-storica-mareggiata-del-20-gennaio-2026-in-sicilia-orientale-ecco-cosa-ha-reso-le-onde-cosi-alte-e-distruttive-1768998536540_320.jpg" alt="VIDEO della storica mareggiata del 20 gennaio 2026 in Sicilia orientale: cosa ha reso le onde così alte e distruttive?"></a></article></aside><p>Hanno contribuito ricercatori di INGV, CNR, Università di Palermo e Malta, ISPRA, Colorado State University e Royal Observatory of Belgium.</p><p>I risultati sono consultabili anche attraverso <strong>ARCHIMEDE</strong>, la piattaforma Web-GIS che raccoglie e condivide dati sui cicloni mediterranei, e contribuiranno allo sviluppo dei sistemi prototipali di allerta previsti dal progetto.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Scardino%2C%20G.%2C%20Borz%C3%AC%2C%20A.M.%2C%20Alberti%2C%20T.%20et%20al." data-year="2026" data-title="Unprecedented%20storm%20impact%20in%20the%20Mediterranean%20revealed%20by%20models%20and%20seismic%20noise%20during%20Cyclone%20Harry.%20Commun%20Earth%20Environ%20(2026)." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs43247-026-04187-3">Scardino, G., Borzì, A.M., Alberti, T. et al.. (2026). <a href="https://doi.org/10.1038/s43247-026-04187-3" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Unprecedented storm impact in the Mediterranean revealed by models and seismic noise during Cyclone Harry. Commun Earth Environ (2026).</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/onde-record-nel-mediterraneo-uno-studio-svela-i-fattori-che-amplificano-il-rischio-costiero.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Freddo polare con +2 °C nelle città italiane: le ore più fredde arriveranno nelle prossime due notti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/freddo-polare-con-2-c-nelle-citta-italiane-le-ore-piu-fredde-arriveranno-nelle-prossime-due-notti.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 13:05:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La perturbazione si sta indebolendo e si sta allontanando dall’Italia, permettendo ad un debole promontorio di alta pressione di instaurarsi sulla nostra penisola, tuttavia le temperature rimarranno gelide.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbt4gi2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbt4gi2.jpg" id="xbt4gi2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La tempesta Agneta, <strong>la prima della stagione autunnale 2026</strong>, si sta indebolendo sempre più e <strong>un nuovo debole promontorio di alta pressione si sta posizionando sulla nostra penisola</strong>.</p><p>Ciò porterà tempo progressivamente più stabile sul nostro territorio nazionale, dove però continuerà a fare freddo, con <strong>temperature diffusamente e decisamente al di sotto del normale</strong>.</p><h2>Temperature gelide da nord a sud</h2><p><strong>Le anomalie negative risulteranno più marcate durante le ore notturne</strong>, ciò significa che soprattutto durante la notte si registreranno valori più bassi della media climatologica, che ricordiamo essere <strong>la media calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020</strong>.</p><p>Durante il giorno invece le temperature tenderanno a salire e localmente, in particolare sulle regioni centrali tirreniche, <strong>si potranno registrare valori in linea o addirittura leggermente al di sopra della norma</strong>.</p><p>Novembre sta quindi iniziando accompagnato da temperature di stampo tardo autunnale. <strong>I prossimi giorni saranno i più freddi almeno fino alla prima metà del mese</strong>, poi da venerdì le temperature inizieranno a registrare graduali rialzi.</p><p>Saranno quindi proprio le prossime notti, <strong>in special modo quella tra mercoledì e giovedì, e quella tra giovedì e venerdì a patire il freddo più pungente</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/freddo-polare-con-2-c-nelle-citta-italiane-le-ore-piu-fredde-arriveranno-nelle-prossime-due-notti-1793707145419.jpg" data-image="m494dhwtssxl" alt="Anomalia termica" title="Anomalia termica"><figcaption>Tra la notte di giovedì e le prime ore di venerdì si potranno raggiungere anomalie di -9 °C sull'Appennino centrale.</figcaption></figure><p><strong>Tra la notte e le prime ore del mattino si venerdì</strong> al nord, in particolare tra Lombardia e Veneto, e al centro, soprattutto sui settori appenninici tra Umbria, Marche e Abruzzo, <strong>sono attese anomalie termiche intorno ai -8/-9 °C</strong>.</p><p>Ma non farà freddo solo in montagna, <strong>anche in città le temperature risulteranno particolarmente rigide</strong>. La notte di giovedì infatti sono previsti valori minimi intorno ai 2 °C a Trento e <strong>addirittura prossimi allo 0 °C a Bolzano</strong>. Venerdì invece <strong>a Milano, Torino e Bologna si registreranno temperature minime intorno ai 6 °C</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796453" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html" title="Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio">Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html" title="Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend-1793705229496_320.jpg" alt="Meteo, nuovo possibile peggioramento da giovedì 5: correnti umide da ovest riportano la pioggia, weekend a rischio"></a></article></aside><p>In generale quindi <strong>le prossime notti saranno caratterizzate da temperature tendenzialmente al di sotto dei 10 °C</strong> al centro-nord, mentre al sud e sulle due isole maggiori sono previsti valori più miti, con i termometri che, durante le ore più fredde, <strong>si attesteranno tra i 10 °C di Foggia e i circa 18 °C di Catania</strong>.</p><h2> Lievi rialzi sono previsti nel fine settimana </h2><p>Come anticipato, <strong>sul finire della settimana sono attesi lievi ma progressivi rialzi termici</strong>, con i valori che pian piano si riporteranno prossimi alla media. Ciò quindi <strong>non significa che farà caldo, semplicemente che farà meno freddo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/freddo-polare-con-2-c-nelle-citta-italiane-le-ore-piu-fredde-arriveranno-nelle-prossime-due-notti-1793707236670.jpg" data-image="kmgsif2tiwqz" alt="Temperature minime" title="Temperature minime"><figcaption>Le temperature minime di venerdì saranno diffusamente al di sotto dei 10 °C al centro-nord.</figcaption></figure><p>Infatti anche durante le ore più calde di sabato e domenica i termometri di quasi tutta Italia si attesteranno su v<strong>alori prevalentemente compresi tra i 10/11 °C di Bologna e Bolzano, e i 18 °C circa di Roma e Napoli</strong>.</p><p>Solamente sulle due isole maggiori sono previsti valori al di sopra dei 20 °C, <strong>con i 21 °C di Cagliari e i 22 °C di Catania</strong>.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong></div><p>Per quanto queste temperature ci sembrino rigide <strong>sono in realtà tutto sommato normali per l’inizio di novembre</strong>. Ci appaiono stranamente basse perché per quasi tutto il mese di ottobre abbiamo avuto anomalie termiche positive molto elevate, con <strong>repentini e decisi crolli termici avvenuti praticamente ovunque tra la giornata di sabato e di domenica scorsa</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/freddo-polare-con-2-c-nelle-citta-italiane-le-ore-piu-fredde-arriveranno-nelle-prossime-due-notti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tempesta Agneta, l'isola di Rodi in Grecia colpita da inondazioni catastrofiche]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tempesta-agneta-l-isola-di-rodi-colpita-da-inondazioni-catastrofiche.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 12:23:51 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Un violento temporale ha provocato gravi inondazioni sull'isola greca di Rodi. Le strade si sono trasformate in fiumi, decine di veicoli sono stati trascinati via dalla forza dell'acqua e numerose abitazioni ed attività commerciali sono state completamente allagate.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/QecnVvJUHKY/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=QecnVvJUHKY" id="QecnVvJUHKY"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p><strong>La tempesta Agneta, la prima perturbazione ciclonica intensa dell'autunno 2026 ad aver ricevuto un nome ufficiale</strong> dai sistemi meteo del Mediterraneo centrale, non ha sferzato solo le regioni del Sud Italia nelle ultime ore. Anche la Grecia è stata sferzata e ci sono purtroppo pesanti danni.</p><p>Le immagini che arrivano dall’<strong>isola greca di Rodi</strong> mostrano la forza devastante dell’acqua. <strong>Strade trasformate in veri e propri fiumi, auto trascinate dalle correnti e locali commerciali al piano terra completamente allagati</strong> delineano uno scenario di emergenza dopo diverse ore di piogge torrenziali. Il maltempo ha colpito con particolare intensità alcune località, dove l’acqua ha invaso le abitazioni e trascinato tutto ciò che incontrava sul suo percorso.</p><p><strong>La situazione più critica si è verificata nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre</strong>, quando le precipitazioni hanno provocato l’esondazione dei corsi d’acqua e l’accumulo di grandi quantità d’acqua nelle zone abitate. <strong>Oltre 60 veicoli sono stati trascinati dalle piene</strong>, mentre alcuni residenti sono stati costretti a rifugiarsi ai piani più alti delle proprie abitazioni per sfuggire all’innalzamento del livello dell’acqua.</p><h2><strong>Le piene trasformano le strade di Rodi in veri e propri torrenti</strong></h2><p>La località di <strong>Archangelos, situata sulla costa orientale di Rodi</strong>, è stata una delle zone più colpite dal maltempo. Qui, <strong>l’esondazione di un fiume</strong> ha fatto sì che enormi quantità d’acqua invadessero il centro abitato da più punti, trasformando le strade in correnti impetuose. I veicoli parcheggiati sono stati trascinati, alcuni ammassati gli uni contro gli altri, mentre l’acqua penetrava negli edifici e nelle attività commerciali.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">La tempesta Agneta ha provocato piogge intense ed esondazioni a Samo, Rodi, Volos e in altre zone della Grecia. https://t.co/Bv1Ibrl8M8</p>— Alertageo (@alertarojanot) <a href="https://x.com/alertarojanot/status/2117233963332751864?ref_src=twsrc%5Etfw">2 novembre 2026</a></blockquote></figure><p>I danni materiali riguardano sia le abitazioni private sia le attività commerciali, molte delle quali invase dall’acqua e dal fango. <strong>Alcuni residenti hanno dovuto salire sui tetti</strong> per mettersi in salvo di fronte alla rapidità con cui aumentava la portata delle correnti. Si sono registrati problemi anche in altre località, come <strong>Afantou e diversi centri del sud dell’isola</strong>, dove le strade sono state allagate e il traffico è stato interrotto.</p><p>I servizi di emergenza e le squadre comunali sono al lavoro per rimuovere i veicoli trascinati, pompare l’acqua fuori dagli immobili e liberare le strade colpite. La situazione ha reso necessario l’intervento di vigili del fuoco, volontari e personale della Protezione civile. <strong>Le autorità hanno chiesto a residenti e turisti di evitare gli spostamenti non necessari</strong> e di non avvicinarsi a corsi d’acqua, torrenti o zone allagate.</p><h2><strong>Un’allerta di emergenza per nuove piogge in Grecia</strong></h2><p>L’episodio ha portato ad <strong>attivare il sistema di emergenza 112</strong> nella notte di lunedì, intorno alle 3:30. L’avviso invitava la popolazione a limitare gli spostamenti e a seguire le indicazioni ufficiali. A scopo precauzionale, <strong>sono state sospese le lezioni nei distretti municipali di Archangelos, Afantou, Lindos e Rodi meridionale</strong>, a causa delle difficoltà nel garantire la sicurezza degli spostamenti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/las-inundaciones-arrasan-rodas-casas-anegadas-y-mas-de-60-vehiculos-arrastrados-por-las-riadas-1793655021244.png" data-image="x3geft7cdtn0"><figcaption>Un’immagine impressionante della forza con cui l’acqua ha trascinato tutto ciò che incontrava in una delle località più colpite dalle inondazioni a Rodi.</figcaption></figure><p>Il maltempo, associato alla <strong>tempesta Agneta</strong>, non ha interessato soltanto quest’isola dell’arcipelago del Dodecaneso. Si sono registrate anche<strong> inondazioni a Calimno e Samo</strong>, oltre a <strong>problemi nella regione della Magnesia, nella Grecia continentale</strong>. In alcune di queste zone, le precipitazioni hanno provocato frane, danni alle infrastrutture e ulteriori interventi delle squadre di soccorso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796429" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata">Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793688907929_320.jpg" alt="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata"></a></article></aside><p>La preoccupazione resta alta perché le piogge e i temporali potrebbero continuare nelle prossime ore in diverse zone del paese. Sebbene le precipitazioni avessero perso intensità a Rodi nel corso della mattinata, <strong>i servizi meteorologici non escludevano nuovi episodi di instabilità</strong>. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Euronews" data-year="2026" data-title="Schools%20closed%20and%20roads%20flooded%20as%20new%20wave%20of%20severe%20weather%20hits%20Greek%20islands" data-url="https%3A%2F%2Fwww.euronews.com%2F2026%2F11%2F02%2Fschools-closed-and-roads-flooded-as-new-wave-of-severe-weather-hits-greek-islands">Euronews. (2026). <a href="https://www.euronews.com/2026/11/02/schools-closed-and-roads-flooded-as-new-wave-of-severe-weather-hits-greek-islands" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Scuole chiuse e strade allagate: una nuova ondata di maltempo intenso colpisce le isole greche</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tempesta-agneta-l-isola-di-rodi-colpita-da-inondazioni-catastrofiche.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Italia: breve tregua dopo il ciclone, ma da giovedì correnti umide da ovest riportano piogge verso il weekend]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 11:44:45 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo una breve tregua variabile, l'Italia, in caso di cedimento dell'alta pressione ad est, potrebbe essere interessata da un nuovo peggioramento. Infatti, tra giovedì e il fine settimana, correnti umide atlantiche potrebbero riportare piogge e rovesci da ovest. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbt417m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbt417m.jpg" id="xbt417m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>L'alta pressione continua ad insistere tra le Isole Britanniche, il Mare del Nord e la Scandinavia</strong>, influenzando il tempo su tutto il continente europeo. Questa configurazione di blocco lascia il bacino del Mediterraneo occidentale scoperto a flussi più umidi e instabili occidentali.</p><p> Infatti, <strong>una blanda circolazione depressionari</strong>a, che non riuscirà ad approfondirsi in modo significativo, ostacolata e frenata nel suo movimento verso levante dall'alta pressione presente sull'Europa orientale, riuscirà comunque a portare un <strong>cambiamento delle condizioni atmosferiche sull'Italia nei prossimi giorni</strong>.</p><p><strong>Lo scorrimento di aria mite e umida al di sopra dell'aria più fresca</strong> affluita nei giorni scorsi tende a generare nuvolosità e un tempo debolmente instabile, senza le caratteristiche di un ciclone organizzato.</p><h2> L'allontanamento della tempesta e il graduale miglioramento di metà settimana</h2><p><strong>Nella giornata di oggi</strong>, il profondo vortice ciclonico alimentato dall'aria fredda nord-europea, scesa nei giorni scorsi da nordest, si sposterà gradualmente dalle regioni meridionali verso la Grecia e il mare Egeo, con<strong> una progressiva attenuazione dei fenomeni su tutto il nostro Paese,</strong> quindi con un generale miglioramento anche sul Meridione.</p><p><strong>Nella giornata di domani</strong>, mercoledì 4 novembre, si aprirà per l'Italia <strong>una fase più stabile</strong>, caratterizzata da un aumento della pressione atmosferica, quindi da una moderata variabilità e da un cielo non sempre limpido, quindi con possibili annuvolamenti, e con la persistenza delle correnti orientali fresche. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend-1793704994518.jpg" data-image="if89i3874uxn"><figcaption>Mappa del tempo per domani, mercoledì 4 novembre. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Al Nord</strong> il cielo continuerà ad essere nuvoloso, localmente anche molto nuvoloso, ma con alcune aperture, specie in serata. Nel corso della giornata <strong>qualche debole pioggia isolata sul Piemonte o a ridosso degli Alpi prealpine e, occasionalmente, tra Liguria ed Emilia Occidentale. </strong></p><p><strong>Al Centro e al Sud</strong>, invece, prevarrà un'alternanza tra annuvolamenti irregolari e spazi più soleggiati in un contesto in genere asciutto, salvo <strong>rari e brevi piovaschi localizzati su Toscana, Marche e tra Sicilia e Calabria, specie fascia ionica. Nuvolosità irregolare con possibilità per qualche piovasco lungo le coste della Sardegna. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796429" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata">Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793688907929_320.jpg" alt="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata"></a></article></aside><p>Questa banda nuvolosa tenderà a muoversi lentamente verso est, senza approfondirsi e quindi senza strutturarsi in una vera depressione, ostacolata da un temporaneo aumento della pressione atmosferica, con un debole promontorio anticiclonico presente sull'Europa orientale.</p><h2> Il peggioramento sulle Isole Maggiori di giovedì 5 novembre </h2><p>Il flusso umido innescato dalla blanda area depressionaria iberica tenderà ad avvicinarsi al nostro territorio, <strong>nella giornata di giovedì 5 novembre</strong>, portando una <strong>variabilità con ampi spazi di sole sulle regioni settentrionali</strong>, specie nella seconda parte della giornata, e con qualche a<strong>ddensamento più compatto sul Piemonte, con rischio di pioggia tra serata e notte. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend-1793704773238.jpg" data-image="p4q0syruh3sd"><figcaption>La situazione prevista nella notte tra giovedì e venerdì, quando la nuvolosità con i primi fenomeni potrebbe avvicinarsi da ovest. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Anche<strong> al Centro</strong>, la giornata scorrerà con <strong>prevalenza di sole sulle regioni tirreniche e qualche annuvolamento irregolare su quelle adriatiche</strong>, dove non sarà da escludere <strong>qualche sporadico piovasco</strong>. <strong>Al Sud</strong> e soprattutto sulle <strong>isole maggiori</strong>, ci saranno degli annuvolamenti, soprattutto la Calabria Ionica, la Sardegna e la Sicilia, con<strong> condizioni di spiccata instabilità</strong>, con possibili piogge e rovesci sparsi. </p><p>I venti soffieranno di Scirocco, specie intorno alle isole maggiori, di tramontana sulla Liguria e dai quadranti orientali sui restanti bacini italiani, dove i mari rimarranno da mossi a localmente molto mossi. Le <strong>temperature </strong>non subiranno variazioni significative, mantenendosi su valori <strong>in linea con le medie climatologiche di inizio novembre. </strong></p><h2> L'estensione dei fenomeni di venerdì verso le regioni tirreniche e il Sud (ECMWF Vs GFS)</h2><p>L'evoluzione nella <strong>seconda parte della settimana</strong> sarà direttamente collegata a quella dell'alta pressione ad est. Infatti, <strong>in caso di un cedimento</strong> dell'alta pressione (visione al momento predominante nel modello di ECMWF), nubi e fenomeni potrebbero avanzare verso est, interessando gran parte della Penisola, mentre, <strong>se l'alta pressione dovesse resistere</strong> (visione al momento predominante nel modello di GFS), il nostro territorio sarebbe interessato in forma minore da nubi e precipitazioni. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend-1793705229496.jpg" data-image="9ldy1pqa1w0n"><figcaption>Nella carta possiamo vedere la stima delle precipitazioni totali che potrebbero essere accumulate entro la serata di sabato. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Nel primo caso</strong>, il contrasto termico tra aria calda e umida richiamata da sud e massa di aria più fresca preesistente favorirà la formazione di <strong>nubi e rovesci,</strong> con rischio anche di temporali su diverse aree del Paese. </p><p><strong>Al Nord</strong>, si avrebbe un aumento della nuvolosità da ovest, con un cielo progressivamente da nuvoloso a <strong>molto nuvoloso, specie sulle regioni di Nord-Ovest</strong>, <strong>con piogge e nevicate sulle Alpi occidentali</strong>, mentre più a nord-est resisteranno degli spazi maggiormente soleggiati. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796468" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/11-novembre-data-decisiva-per-l-inverno-cio-che-vedo-attualmente-nei-modelli-meteorologici-e-impressionante.html" title="11 novembre: data decisiva per l’inverno, 'Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante'">11 novembre: data decisiva per l’inverno, "Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/11-novembre-data-decisiva-per-l-inverno-cio-che-vedo-attualmente-nei-modelli-meteorologici-e-impressionante.html" title="11 novembre: data decisiva per l’inverno, 'Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/11-11-wird-zum-schicksalstag-des-winters-was-ich-gerade-in-den-wettermodellen-sehe-hat-es-in-sich-1793602718710_320.jpg" alt="11 novembre: data decisiva per l’inverno, 'Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante'"></a></article></aside><p><strong>Al Centro</strong>, il tempo dovrebbe <strong>peggiorare </strong>soprattutto <strong>sulle regioni tirreniche</strong>, specie<strong> nella seconda parte della giornata</strong>, con l'arrivo di nuvolosità compatta e <strong>piogge</strong>, mentre sui versanti adriatici ampie schiarite potrebbero mantenersi più a lungo. </p><p><strong>Al Sud e sulle isole</strong>, il peggioramento sarà più diretto, con <strong>piogge temporali sulla Sicilia </strong>che, nel corso delle ore, potrebbero estendersi anche alla <strong>Calabria e alla Campania</strong>, con una maggiore variabilità sulla Sardegna, con possibili piogge sparse.</p><h2>Fine settimana piogge e rovesci dal Tirreno al Sud</h2><p><strong>Nel fine settimana</strong>, la giornata di <strong>sabato 7 novembre</strong> sarà decisamente instabile e autunnale su buona parte del paese. <strong>Al Nord </strong>avranno <strong>nubi e piogge isolate, soprattutto le regioni di Nord-Ovest</strong> (con il ritorno della neve a quote medie sulle Alpi), con ampie schiarite, invece, su quelle orientali. </p><p><strong>Sul resto d'Italia</strong>, sabato, il cielo sarà generalmente<strong> nuvoloso o molto nuvoloso, con piogge, rovesci e anche possibili temporali</strong>, in particolar modo lungo la <strong>fascia tirrenica</strong>, sulla<strong> Calabria</strong> e sulla <strong>Sicilia</strong>. Le precipitazioni saranno meno diffuse lungo il versante adriatico. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796357" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-siberia-si-sta-ricoprendo-di-neve-a-un-ritmo-record-ma-questo-non-garantisce-un-inverno-freddo-in-europa.html" title="La Siberia si sta ricoprendo di neve a un ritmo record, ma questo non garantisce un inverno freddo in Europa">La Siberia si sta ricoprendo di neve a un ritmo record, ma questo non garantisce un inverno freddo in Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-siberia-si-sta-ricoprendo-di-neve-a-un-ritmo-record-ma-questo-non-garantisce-un-inverno-freddo-in-europa.html" title="La Siberia si sta ricoprendo di neve a un ritmo record, ma questo non garantisce un inverno freddo in Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/siberia-se-cubre-de-nieve-a-un-ritmo-de-record-por-que-este-dato-no-asegura-un-invierno-frio-en-europa-1793389213727_320.png" alt="La Siberia si sta ricoprendo di neve a un ritmo record, ma questo non garantisce un inverno freddo in Europa"></a></article></aside><p><strong>Domenica</strong>: sistema nuvoloso in movimento verso Levante, di conseguenza, <strong>al Nord </strong>ci sarà ancora possibilità di nubi e isolate deboli piogge o nevicate lungo l'arco alpino. <strong>Al Centro</strong>, alternanza di schiarite e annuvolamenti con associate piogge intermittenti, soprattutto sulle zone interne e aree tirreniche. <strong>Al Sud</strong> e sulla Sicilia, il miglioramento sarà più lento ad arrivare, con rovesci sparsi, mentre sulla Sardegna ci sarà un deciso miglioramento con schiarite. La ventilazione sarà variabile e le <strong>temperature </strong>resteranno prossime o localmente lievemente inferiori alle medie climatologiche del periodo.</p><p>Data l'incertezza previsionale per il fine settimana, rimandiamo a ulteriori aggiornamenti e approfondimenti qui sul MeteoRed.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-breve-tregua-dopo-il-ciclone-ma-da-giovedi-correnti-umide-da-ovest-riportano-piogge-verso-il-weekend.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'ultimo viaggio del transatlantico dei record: la SS United States diventerà una barriera corallina]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ultimo-viaggio-del-transatlantico-dei-record-la-ss-united-states-diventera-una-barriera-corallina.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 10:29:58 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La SS United States sta per iniziare una nuova vita. Dalla superficie dell'oceano ai suoi fondali, una delle più iconiche navi americane continuerà la sua storia in mare trasformandosi nella più grande barriera corallina artificiale al mondo</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ultimo-viaggio-del-transatlantico-dei-record-la-ss-united-states-diventera-una-barriera-corallina-1793699425298.jpg" data-image="k5uzrwpx66fn" alt="SS Unites States" title="SS Unites States"><figcaption>La SS Unites States, ormeggiata nel porto di Philadelphia - Brian E Kushner - stock.adobe.com</figcaption></figure><p>Il 3 luglio del 1952 il più famoso, veloce ed elegante transatlantico statunitense, la SS United States, salpava dal porto di New York per il suo viaggio inaugurale verso l’Inghilterra. Nel corso di circa diciassette anni di attività, su questa nave straordinaria hanno viaggiato <strong>capi di stato e star mondiali</strong>.</p><p>I voli intercontinentali hanno poi cambiato il mondo e il modo di viaggiare, segnato <strong>la fine di un’epoca</strong> e anche quella della nave fiore all'occhiello navigazione civile americana.</p><div class="texto-destacado">Per molti anni la SS United States è rimasta ormeggiata come una sorta di gigantesco cimelio, ma il <strong>12 novembre 2026</strong> entrerà nella storia di nuovo, smettendo per sempre di navigare, senza abbandonare il mare.</div><h2>La SS United States, una storia eccezionale</h2><p>Grace Kelly e Ranieri di Monaco<strong>, </strong>Marilyn Monroe, Liz Taylor e poi Salvador Dalì, Walt Disney, Coco Chanel, John e Jacqueline Kennedy e tantissimi altri. La lista delle <strong>celebrità </strong>che hanno viaggiato sul transatlantico SS United States è infinita. </p><p>Attraverso le due sponde dell’Atlantico, la nave offriva ai passeggeri famosi e non tutto il comfort che potessero desiderare, viaggiando a una <strong>velocità inusuale</strong> per la sua stazza. <strong>Il record</strong>, rimasto imbattuto, è quello del primo viaggio di ritorno da Southempton verso New York, che il transatlantico compì in <strong>3 giorni, 10 ore e 40 minuti. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="648933" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/australia-stress-da-calore-sulla-grande-barriera-corallina-e-nuovo-sbiancamento-di-massa.html" title="Australia, nuovo allarmante sbiancamento di massa della Grande Barriera Corallina per il caldo anomalo">Australia, nuovo allarmante sbiancamento di massa della Grande Barriera Corallina per il caldo anomalo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/australia-stress-da-calore-sulla-grande-barriera-corallina-e-nuovo-sbiancamento-di-massa.html" title="Australia, nuovo allarmante sbiancamento di massa della Grande Barriera Corallina per il caldo anomalo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/australia-stress-da-calore-sulla-grande-barriera-corallina-e-nuovo-sbiancamento-di-massa-1711027092923_320.jpg" alt="Australia, nuovo allarmante sbiancamento di massa della Grande Barriera Corallina per il caldo anomalo"></a></article></aside><p>Nonostante il suo illustre passato, nel <strong>1969</strong> la SS United States venne <strong>ritirata dal servizio</strong>, passando per le mani di diversi proprietari senza mai trovare una destinazione d’uso definitiva. Da albergo a museo galleggiante, le ipotesi sono state tante ma mai nessuna si è trasformata in un progetto concreto a causa dei costi elevati.</p><p>Nel <strong>2024</strong>, infine, la contea di Okaloosa, in Florida, ha acquistato la nave per trasformarla in una <strong>barriera corallina artificiale</strong>.</p><h2>La nuova vita del transatlantico delle star</h2><p>Dalla superficie dell’oceano ai suoi fondali, il famoso transatlantico rimarrà comunque e per sempre in mare trasformandosi in una grande casa per decine di specie marine.</p><p>Il 12 novembre del 2026, a partire dalle dieci del mattino e se le condizioni meteo non sono contrarie, inizieranno le <strong>operazioni di affondamento</strong> della SS United States. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="751672" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-nave-medievale-e-stata-ritrovata-sul-fondo-del-mare-il-suo-interno-sorprende-gli-archeologi.html" title="La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi">La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-nave-medievale-e-stata-ritrovata-sul-fondo-del-mare-il-suo-interno-sorprende-gli-archeologi.html" title="La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hallan-un-barco-medieval-en-el-fondo-del-mar-y-lo-que-hay-en-su-interior-sorprende-a-los-arqueologos-1769474131487_320.jpg" alt="La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi"></a></article></aside><p><br>A sud ovest di Destin-Fort Walton Beach, al largo delle coste della Florida, verranno praticate delle <strong>aperture </strong>nello scafo in modo da consentire l’entrata graduale e controllata dell’acqua per fare in modo che la nave si inabissi in posizione <strong>verticale</strong>. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">#StatiUniti La SS United States diventerà la più grande barriera corallina artificiale al mondo. Varata nel 1952, la nave è lunga circa 300 metri (più grande del Titanic) e sarà affondata nel Golfo del Messico, il 12 novembre, meteo permettendo. https://t.co/ONJbJ9hTbE</p>— Rai Radio1 (@Radio1Rai) <a href="https://x.com/Radio1Rai/status/2115467588964626555?ref_src=twsrc%5Etfw">October 28, 2026</a></blockquote></figure><p>L’idea di affondare intenzionalmente una nave così importante non poteva piacere a tutti ed ha prevedibilmente suscitato qualche polemica. Ad ogni modo la SS United States continuerà a vivere anche <strong>in superficie</strong>. Alcune delle sue parti più iconiche, come una enorme <strong>elica,</strong> le <strong>ciminiere </strong>e <strong>l'albero radar</strong> verranno conservate in un museo in via di allestimento.</p><h2>La più grande barriera corallina artificiale al mondo</h2><p>Per fare della SS United States non solo una enorme barriera corallina artificiale, ma soprattutto un <strong>habitat sicuro</strong> per le forme di vita sottomarine, le parti <strong>dannose per l’ambiente</strong> come carburanti, lubrificanti e sostanze contaminanti sono state rimosse.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ultimo-viaggio-del-transatlantico-dei-record-la-ss-united-states-diventera-una-barriera-corallina-1793699832013.jpg" data-image="brsdgcn6k5i7" alt="Transatlantico SS Unites States" title="Transatlantico SS Unites States"><figcaption>Le ciminiere e la torre radar del Transatlantico SS Unites States sono tra le parti della nave che verranno espsote in un museo</figcaption></figure><p>Oltre alle aperture per l’acqua, sulla struttura della SS United States verranno realizzati anche dei <strong>passaggi </strong>per consentire<strong> </strong>agli organismi marini di entrare e uscire a proprio piacimento.</p><p>Questo aiuterà a favorire una graduale <strong>colonizzazione </strong>della nave da parte di <strong>alghe, batteri e microorganismi</strong> che costruiranno un po’ per volta un habitat accogliente per <strong>molluschi, spugne, invertebrati</strong> e così via. Per finire, si aggiungeranno <strong>organismi più evoluti</strong>, pesci e predatori<strong> </strong>più grandi, fino a che la nave non sarà un <strong>ecosistema complesso </strong>a cinquantacinque metri di profondità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794770" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/neve-marina-la-sorprendente-scoperta-che-potrebbe-cambiare-cio-che-sappiamo-sull-oceano-e-sui-cambiamenti-climatici.html" title="Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici">Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/neve-marina-la-sorprendente-scoperta-che-potrebbe-cambiare-cio-che-sappiamo-sull-oceano-e-sui-cambiamenti-climatici.html" title="Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nieve-marina-el-sorprendente-hallazgo-que-podria-cambiar-lo-que-sabemos-sobre-el-oceano-y-el-cambio-climatico-1792498082906_320.png" alt="Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici"></a></article></aside><p>Vista la posizione verticale, una estremità della nave si troverà invece a soli diciassette metri di profondità, quindi la nave diventerà anche una nuova meta per il <strong>turismo subacqueo</strong>, poiché si potrà visitare <strong>in immersione</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ultimo-viaggio-del-transatlantico-dei-record-la-ss-united-states-diventera-una-barriera-corallina.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[11 novembre: data decisiva per l’inverno, "Ciò che vedo attualmente nei modelli meteorologici è impressionante"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/11-novembre-data-decisiva-per-l-inverno-cio-che-vedo-attualmente-nei-modelli-meteorologici-e-impressionante.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 09:49:24 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un antichissimo detto popolare tedesco indica nel giorno di San Martino un segnale di come sarà il tempo per tutto il corso dell’inverno. E, guarda caso, i modelli meteorologici annunciano ora l’arrivo di aria polare e neve sulla Germania proprio intorno all'11 novembre. Ma c’è un intoppo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbt36ti"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbt36ti.jpg" id="xbt36ti"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Quando si guardano le mappe meteorologiche in questi giorni, bisogna avere i nervi saldi.</strong> Domenica 1 novembre è nevicato sulle Alpi, con fiocchi osservati già a 700-900 metri di quota. E ho subito dato un’occhiata al calendario. Perché tra poco più di una settimana si avvicina una delle date più importanti dell’anno per i proverbi meteorologici:<strong> l’11 novembre, giorno di San Martino.</strong></p><p>Per i nostri antenati, <strong>questa data rappresentava una sorta di grande prova per prevedere quanto sarebbe stato rigido l’inverno successivo. </strong>E proprio attorno all’11 novembre i modelli meteorologici iniziano a prospettare uno scenario che da diversi giorni continua a incuriosirmi.</p><h2>Questo antico proverbio potrebbe prevedere l’intero inverno?</h2><p><strong>In Germania,</strong> quasi tutti coloro che sono cresciuti in campagna conoscono questo antico proverbio tedesco: <strong>«Se San Martino porta la barba bianca, l’inverno sarà lungo e rigido». </strong>In altre parole, se l’11 novembre ci sarà la neve,<strong> questo annuncerebbe un inverno particolarmente freddo e difficile.</strong></p><p>Ma neppure il sole sarebbe necessariamente di buon auspicio, perché un altro proverbio avverte: <strong>«Se a San Martino il cielo è limpido e sereno, l’inverno non tarderà ad arrivare».</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/11-11-wird-zum-schicksalstag-des-winters-was-ich-gerade-in-den-wettermodellen-sehe-hat-es-in-sich-1793602718710.jpg" data-image="tx3rnfkttyat" alt="Prime nevicate in Germania? Questo antico proverbio meteorologico fa una previsione sorprendente." title="Prime nevicate in Germania? Questo antico proverbio meteorologico fa una previsione sorprendente."><figcaption>Prime nevicate in Germania? Questo antico proverbio meteorologico fa una previsione sorprendente.</figcaption></figure><p>Un tempo i contadini avevano ottime ragioni per osservare attentamente il tempo in questa data. San Martino segnava la fine dell’anno agricolo: bisognava pagare gli affitti dei terreni e i salari, mentre il bestiame veniva riportato nelle stalle. <strong>Chi voleva sapere se le scorte alimentari sarebbero bastate fino alla primavera scrutava il cielo, sperando di trovarvi un segnale favorevole.</strong></p><h4>Arrivo di aria polare: che cosa mostrano i modelli meteorologici</h4><p>È qui che le cose diventano particolarmente interessanti.<strong> I modelli meteorologici prospettano una possibile offensiva invernale in Germania attorno al 10 novembre. </strong>Un anticiclone posizionato sul Mare del Nord potrebbe modificare la circolazione atmosferica e favorire l’arrivo di aria polare sulla Germania, accompagnata da un fronte freddo, gelate notturne con temperature fino a -10 °C e nevicate fino a bassa quota. </p><div class="texto-destacado"><strong>Le ultime previsioni del modello europeo mostrano una situazione ben diversa per l'Italia. </strong> <br>La prossima settimana, dopo un periodo più freddo del normale, <strong>le correnti dovrebbero tornare a provenire da ovest. </strong>Le temperature dovrebbero quindi aumentare sensibilmente, riportandosi nettamente al di sopra delle medie stagionali in tutta l'Italia nella settimana che inizia lunedì 9 novembre. <br><strong>La fase dal sapore invernale che stiamo vivendo dovrebbe dunque durare soltanto pochi giorni.</strong></div><p>Il modello statunitense si spinge ancora oltre. <strong>Per il pomeriggio di venerdì 13 novembre prospetta una fascia di precipitazioni nevose estesa dal Reno fino alla Sassonia, </strong>appena due giorni dopo San Martino. Difficile immaginare uno scenario più spettacolare sulle mappe meteorologiche in pieno novembre. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796364" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre.html" title="ECMWF prevede un cambiamento: il sistema di blocco alle alte latitudini collasserà dal 15 novembre">ECMWF prevede un cambiamento: il sistema di blocco alle alte latitudini collasserà dal 15 novembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre.html" title="ECMWF prevede un cambiamento: il sistema di blocco alle alte latitudini collasserà dal 15 novembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre-1793631105333_320.jpg" alt="ECMWF prevede un cambiamento: il sistema di blocco alle alte latitudini collasserà dal 15 novembre"></a></article></aside><p><strong>Se questo scenario venisse confermato, mercoledì 11 novembre potrebbe riservare qualche sorpresa. Chi viaggia ancora con pneumatici estivi farebbe bene a sostituirli con quelli invernali nei prossimi giorni. </strong>In caso di gelo e rovesci di neve, a volte basta un ponte all’ombra per trovarsi di fronte a una brutta sorpresa.</p><h2>Ma c’è un problema</h2><p>Bisogna comunque interpretare queste previsioni con prudenza. <strong>Il modello europeo prospetta per il momento uno scenario decisamente più tranquillo, privilegiando condizioni anticicloniche, notti fredde con gelate e nebbie persistenti.</strong></p><p><strong> </strong>Dopo il 5 novembre, la quota neve potrebbe persino risalire temporaneamente a 2.000 metri, o anche oltre. La tendenza alle nevicate rimane quindi molto incerta e, a una simile distanza temporale, le previsioni possono ancora cambiare considerevolmente.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/11-11-wird-zum-schicksalstag-des-winters-was-ich-gerade-in-den-wettermodellen-sehe-hat-es-in-sich-1793602853886.jpg" data-image="ddl8azdcjk20" alt="La situazione si annuncia interessante. Tra il 10 e il 15 novembre potrebbero verificarsi le prime nevicate fino a quote intermedie, o persino localmente in pianura." title="La situazione si annuncia interessante. Tra il 10 e il 15 novembre potrebbero verificarsi le prime nevicate fino a quote intermedie, o persino localmente in pianura."><figcaption>La situazione si annuncia interessante. Tra il 10 e il 15 novembre potrebbero verificarsi le prime nevicate fino a quote intermedie, o persino localmente in pianura.</figcaption></figure><p>Lo stesso proverbio popolare poggia però su basi fragili. I dati meteorologici non permettono infatti di stabilire alcun legame affidabile tra un San Martino innevato e un inverno rigido. Del resto, un altro proverbio sembra adattarsi perfettamente alle nevicate osservate domenica sulle Alpi: <strong>«Se Ognissanti porta l’inverno, San Martino riporta l’estate».</strong></p><h2>Il mio bilancio: l’inverno 2026-2027 si annuncia ricco di sorprese</h2><p>Le previsioni a lungo termine delineano infatti un quadro ben diverso. Novembre dovrebbe registrare nel complesso temperature <strong>di circa 3 °C superiori alle medie stagionali</strong> e i modelli prospettano anche per <strong>l’inverno 2026-2027</strong> valori nettamente superiori alla norma.</p><p>Ma un episodio di freddo isolato e un inverno complessivamente troppo mite non sono incompatibili. Negli ultimi anni ne abbiamo avuti numerosi esempi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796429" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata">Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793688907929_320.jpg" alt="Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud: avviso arancione in Puglia e Basilicata"></a></article></aside><p>Per questo esamino attentamente ogni nuovo aggiornamento dei modelli meteorologici: i giorni decisivi si avvicinano. Entro il fine settimana dovremmo avere un quadro più chiaro e sapere se San Martino sfoggerà davvero la sua <strong>barba bianca</strong> in Germania, cioè se arriverà la neve, oppure se il tempo sarà semplicemente grigio e piovoso.</p><p>Il mio consiglio:<strong> la mattina dell’11 novembre date un’occhiata fuori dalla finestra.</strong> Forse quello che vedrete vi dirà sull’inverno in arrivo più di quanto avreste desiderato.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/11-novembre-data-decisiva-per-l-inverno-cio-che-vedo-attualmente-nei-modelli-meteorologici-e-impressionante.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[5 condizioni meteo che favoriscono un foliage spettacolare in autunno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-spettacolare-in-autunno.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 08:07:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dietro i colori autunnali delle chiome degli alberi c'è anche il meteo, che può influenzare il ritmo e l'intensità con cui il foliage prende forma: ecco quali condizioni possono esaltare i suoi colori e la sua durata.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635346553.jpeg" data-image="rkaxth9wlwwj"><figcaption>5 condizioni meteo che favoriscono un foliage autunnale spettacolare</figcaption></figure><p><strong>Il foliage è uno degli appuntamenti più affascinanti dell'autunno, osservabile nei boschi ma anche nei parchi, nei giardini e lungo le strade alberate</strong>: basta che nelle vicinanze ci sia un albero caducifoglie. Gli alberi, infatti, scandiscono puntuali il ritmo delle stagioni, sia che si trovino immersi nella natura sia che crescano circondati da case e asfalto.</p><p><strong> Diversi fattori possono influenzare tempi e intensità del foliage</strong>, come la specie e la varietà dell'albero, la latitudine, l'altitudine, l'esposizione e le condizioni ambientali in cui la pianta è cresciuta, ma particolarmente evidente può risultare l'effetto dell'andamento meteorologico. </p><div class="texto-destacado">Estati molto calde e siccitose, per esempio, possono sottoporre gli alberi a stress e provocare ingiallimenti e disseccamenti precoci, che non devono essere confusi con il normale foliage autunnale. </div><p><strong>Nella fase di senescenza fogliare, infatti, la clorofilla viene progressivamente degradata e diventano visibili altri pigmenti</strong>, responsabili delle caratteristiche tonalità gialle, arancioni e rosse. </p><p> Quali sono, dunque, le condizioni meteorologiche che possono favorire un foliage particolarmente spettacolare? </p><h2> 1. Estate senza stress termici e idrici</h2><ol></ol><ol></ol><ol></ol><ol></ol><ol></ol><p><strong> Un'estate caratterizzata da caldo intenso e siccità può sottoporre gli alberi a stress, soprattutto se le due condizioni si verificano in contemporanea</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635372560.jpeg" data-image="quoc83qdsxos"><figcaption>Estate senza stress termici e idrici</figcaption></figure><p>In questi casi le foglie possono ingiallire e disseccarsi prima del tempo, compromettendo il foliage. Diversamente, una pianta con una chioma in salute alla fine dell'estate va incontro ai normali processi di senescenza autunnale. </p><h2>2. Una transizione graduale verso l'autunno</h2><p><strong> Il passaggio dall'estate all'autunno è più favorevole quando è accompagnato da un graduale cambiamento delle condizioni meteorologiche</strong>, permettendo una colorazione più armoniosa e uniforme. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635394622.jpeg" data-image="aqfrk8c2agy8"><figcaption>Una transizione graduale verso l'autunno</figcaption></figure><p>Bruschi sbalzi termici o episodi di caldo anomalo possono invece alterare questo processo. </p><h2>3. Una buona escursione termica tra giorno e notte</h2><p><strong> Giornate miti e soleggiate seguite da notti fresche e serene favoriscono una buona escursione termica</strong>, creando condizioni particolarmente favorevoli alla colorazione autunnale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635420901.jpeg" data-image="wc7lm4nvw6h0"><figcaption>Una buona escursione termica tra giorno e notte</figcaption></figure><p>Una marcata differenza tra le temperature diurne e notturne può infatti favorire i processi fisiologici legati alla degradazione della clorofilla e, in alcune specie, alla formazione degli antociani responsabili delle tonalità rosse e porpora.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794622" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-foliage-delle-dolomiti-dura-poche-settimane-5-posti-dove-andare-per-vedere-i-larici-dorati-in-ottobre.html" title="Il foliage delle Dolomiti dura poche settimane: 5 posti dove andare per vedere i larici dorati in ottobre">Il foliage delle Dolomiti dura poche settimane: 5 posti dove andare per vedere i larici dorati in ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-foliage-delle-dolomiti-dura-poche-settimane-5-posti-dove-andare-per-vedere-i-larici-dorati-in-ottobre.html" title="Il foliage delle Dolomiti dura poche settimane: 5 posti dove andare per vedere i larici dorati in ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-foliage-delle-dolomiti-dura-poche-settimane-5-posti-dove-andare-per-vedere-i-larici-dorati-in-ottobre-1792665195008_320.jpg" alt="Il foliage delle Dolomiti dura poche settimane: 5 posti dove andare per vedere i larici dorati in ottobre"></a></article></aside><h2>4. Stabilità atmosferica</h2><p><strong>Una volta raggiunta la massima intensità dei colori, condizioni meteorologiche stabili possono contribuire a prolungare il foliage</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635459236.jpeg" data-image="21po7gpqmnnc"><figcaption>Stabilità atmosferica</figcaption></figure><p>Piogge intense e persistenti, forti raffiche di vento e gelate precoci possono infatti danneggiare le foglie o accelerarne la caduta, riducendo il tempo a disposizione per ammirare le chiome nel pieno dei loro colori. </p><h2>5. Una spolverata di neve</h2><p> <strong>La neve non favorisce direttamente il processo di colorazione, ma può creare una cornice paesaggistica spettacolare quando arriva mentre il foliage è ancora presente</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-autunnale-spettacolare-1793635481104.jpeg" data-image="s49dwz9fw9ml"><figcaption>Una spolverata di neve</figcaption></figure><p>Il contrasto tra il bianco della neve e le tonalità rosse, arancioni e gialle delle chiome può rendere il paesaggio particolarmente suggestivo. È una situazione più probabile in montagna, dove le prime nevicate possono arrivare quando gli alberi non hanno ancora perso le foglie. </p><h2>Cogliere l'attimo</h2><p><strong> Foliage, meteo e clima sono strettamente interconnessi</strong>. Ogni anno la colorazione autunnale si presenta seguendo i ritmi della natura, ma il momento, l'intensità e la durata dello spettacolo possono cambiare in base alle condizioni della stagione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795786" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia.html" title="Autunno e meteo da brividi: 5 fenomeni naturali che un tempo erano considerati magia ">Autunno e meteo da brividi: 5 fenomeni naturali che un tempo erano considerati magia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia.html" title="Autunno e meteo da brividi: 5 fenomeni naturali che un tempo erano considerati magia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/autunno-e-meteo-da-brivido-5-fenomeni-naturali-che-un-tempo-erano-considerati-magia-1793295313700_320.jpg" alt="Autunno e meteo da brividi: 5 fenomeni naturali che un tempo erano considerati magia "></a></article></aside><p>Previsioni meteo alla mano, sta a noi cogliere l'attimo, individuando la finestra più favorevole per ammirare gli alberi nel pieno dei loro colori e vivere un'esperienza autunnale indimenticabile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-condizioni-meteo-che-favoriscono-un-foliage-spettacolare-in-autunno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta meteo, ultime ore di maltempo al Sud per la tempesta Agneta: avviso arancione in Puglia e Basilicata]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 06:56:33 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Per martedì 3 novembre la Protezione Civile indica allerta arancione in Puglia e in parte della Basilicata. Allerta gialla in settori di Abruzzo, Calabria, Campania e Sicilia. I livelli e le tipologie di rischio variano secondo le zone interessate.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbt23qi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbt23qi.jpg" id="xbt23qi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il maltempo causato dalla tempesta Agneta, la prima perturbazione ciclonica intensa dell'autunno 2026 ad aver ricevuto un nome ufficiale dai servizi meteo del Mediterraneo centrale, mantiene alta l’attenzione su diverse regioni del Centro-Sud. Per la giornata di <strong>oggi, martedì 3 novembre 2026</strong>, il bollettino della Protezione Civile indica <strong>allerta arancione per temporali e rischio idrogeologico in Puglia</strong>, mentre in alcune zone della <strong>Basilicata</strong> il livello arancione riguarda il rischio idrogeologico a seguito delle abbondanti piogge cadute ieri.</p><p>Sono inoltre previste allerte gialle, con estensione e tipologie di rischio differenti, in settori di <strong>Abruzzo, Calabria, Campania e Sicilia</strong>, oltre che nella stessa Basilicata e in alcune zone pugliesi per il rischio idraulico.</p><p>Da segnalare che il maltempo è in allontanamento verso est già nel corso della mattinata di oggi, martedì 3 novembre. Le piogge andranno dissipandosi nel corso della giornata, anche se a seguito delle forti precipitazioni delle ultime ore bisognerà ancora prestare attenzione.</p><h2>Allerta arancione in Puglia: le zone interessate</h2><p>In Puglia l’allerta arancione riguarda sia il <strong>rischio temporali</strong> sia il <strong>rischio idrogeologico</strong> nelle seguenti zone:</p><ul><li>Tavoliere, bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle;</li><li>Gargano e Tremiti;</li><li>Salento;</li><li>Bacini del Lato e del Lenne;</li><li>Basso Fortore;</li><li>Puglia Centrale Bradanica;</li><li>Basso Ofanto;</li><li>Sub-Appennino Dauno;</li><li>Puglia Centrale Adriatica.</li></ul><p>Nelle zone del <strong>Tavoliere e dei bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle</strong>, dei <strong>bacini del Lato e del Lenne</strong> e del <strong>Basso Ofanto</strong> è indicata anche <strong>allerta gialla per rischio idraulico</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796492" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tempesta-agneta-l-isola-di-rodi-colpita-da-inondazioni-catastrofiche.html" title="Tempesta Agneta, l'isola di Rodi in Grecia colpita da inondazioni catastrofiche">Tempesta Agneta, l'isola di Rodi in Grecia colpita da inondazioni catastrofiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tempesta-agneta-l-isola-di-rodi-colpita-da-inondazioni-catastrofiche.html" title="Tempesta Agneta, l'isola di Rodi in Grecia colpita da inondazioni catastrofiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/las-inundaciones-arrasan-rodas-casas-anegadas-y-mas-de-60-vehiculos-arrastrados-por-las-riadas-1793653929226_320.png" alt="Tempesta Agneta, l'isola di Rodi in Grecia colpita da inondazioni catastrofiche"></a></article></aside><p>È una distinzione da tenere presente nella lettura del bollettino: sullo stesso territorio possono essere previsti livelli differenti per temporali, rischio idrogeologico e rischio idraulico.</p><h2>Basilicata: arancione per rischio idrogeologico in quattro zone</h2><p>In Basilicata l’<strong>allerta arancione per rischio idrogeologico</strong> interessa le zone identificate nel bollettino con i codici <strong>Basi-A1, Basi-B, Basi-E2 e Basi-E1</strong>. Negli stessi settori è prevista anche allerta gialla per temporali.</p><p>Nelle zone <strong>Basi-A2, Basi-D e Basi-C</strong> il livello di allerta per rischio idrogeologico è invece <strong>giallo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793688878246.jpg" data-image="uq3k5kykcc54"><figcaption>Il maltempo è in allontanamento verso est già nel corso della mattinata di oggi, martedì 3 novembre.</figcaption></figure><p>Per il <strong>rischio idraulico</strong>, l’allerta gialla comprende tutte e sette le zone elencate: Basi-A1, Basi-B, Basi-E2, Basi-E1, Basi-A2, Basi-D e Basi-C. Per individuare il proprio comune nelle zone contrassegnate da queste sigle occorre fare riferimento alla cartografia e agli aggiornamenti della Protezione Civile regionale.</p><h2>Allerta gialla in Calabria e Sicilia</h2><p>In <strong>Calabria</strong>, l’allerta gialla riguarda il <strong>versante ionico settentrionale</strong> e il <strong>versante ionico centro-settentrionale</strong> per tutte e tre le tipologie riportate nel bollettino: rischio idraulico, temporali e rischio idrogeologico.</p><p>In <strong>Sicilia</strong>, l’allerta gialla per temporali e rischio idrogeologico interessa i settori:</p><ul><li>centro-settentrionale, versante tirrenico;</li><li>nord-occidentale, comprese le isole Egadi e Ustica;</li><li>sud-occidentale, compresa l’isola di Pantelleria.</li></ul><p>Nei settori <strong>centro-settentrionale tirrenico</strong> e <strong>nord-occidentale, con Egadi e Ustica</strong>, è prevista anche allerta gialla per rischio idraulico.</p><h2>Le allerte in Abruzzo e Campania</h2><p>In <strong>Abruzzo</strong> è indicata <strong>allerta gialla per rischio idrogeologico</strong> nel <strong>bacino basso del Sangro</strong>, nei <strong>bacini del Tordino-Vomano</strong> e nel <strong>bacino del Pescara</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796220" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata">Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793546728880_320.png" alt="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata"></a></article></aside><p>In <strong>Campania</strong>, sempre per rischio idrogeologico, l’allerta gialla interessa <strong>Alta Irpinia e Sannio, Tanagro, Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini, Tusciano e Alto Sele</strong>.</p><h2>Dove consultare gli aggiornamenti</h2><p>Le indicazioni riportate si riferiscono alla giornata di <strong>martedì 3 novembre</strong>. Per conoscere il livello di allerta previsto nel proprio comune e le eventuali disposizioni locali è necessario seguire gli aggiornamenti della Protezione Civile regionale e del Comune.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793688907929.jpg" data-image="qwbomv5exf8z"><figcaption>Il maltempo, con le forti piogge associate, è in allontanamento verso est già nel corso della mattinata di oggi, martedì 3 novembre.</figcaption></figure><p>Il quadro nazionale è consultabile sul sito del <a href="https://www.protezionecivile.gov.it" target="_blank">Dipartimento della Protezione Civile</a>, dove sono disponibili i bollettini di criticità e le indicazioni sui comportamenti da adottare in caso di maltempo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-ultime-ore-di-maltempo-al-sud-avviso-arancione-in-puglia-e-basilicata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un meteorite proveniente da Marte è tra i più antichi mai rinvenuti, rivela uno studio finanziato dalla NASA]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-meteorite-proveniente-da-marte-e-tra-i-piu-antichi-mai-rinvenuti-rivela-uno-studio-finanziato-dalla-nasa.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 06:44:18 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Un meteorite rinvenuto nel deserto del Sahara si è rivelato essere un frammento di Marte risalente a oltre 4,1 miliardi di anni fa. Denominata Teghaza 001, la roccia – del peso di 800 grammi – conserva testimonianze della crosta marziana primordiale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorito-de-marte-esta-entre-os-mais-antigos-ja-encontrados-revela-estudo-financiado-pela-nasa-1793476388447.png" data-image="ycdqfdccgrbp" alt="Il meteorite Teghaza 001 conserva indizi sulla crosta marziana risalenti a oltre 4,1 miliardi di anni fa, nonché sull'interazione tra acqua e rocce sul pianeta primordiale. Crediti: NASA" title="Il meteorite Teghaza 001 conserva indizi sulla crosta marziana risalenti a oltre 4,1 miliardi di anni fa, nonché sull'interazione tra acqua e rocce sul pianeta primordiale. Crediti: NASA"><figcaption>Il meteorite Teghaza 001 conserva indizi sulla crosta marziana risalenti a oltre 4,1 miliardi di anni fa, nonché sull'interazione tra acqua e rocce sul pianeta primordiale. Crediti: NASA</figcaption></figure><p><strong>Un meteorite di colore rosato trovato nel deserto del Sahara nel 2022 ha origine marziana e ha più di 4,1 miliardi di anni.</strong> L’età è stata determinata da ricercatori finanziati dalla NASA, che hanno analizzato i minerali della roccia, del peso di circa 800 grammi. </p><p>Una ricerca pubblicata sulla rivista <em>Science</em> presenta il <strong>primo studio dettagliato di Teghaza 001 e fornisce informazioni sulla crosta marziana nelle sue fasi iniziali. </strong>Essendosi formata più di 4,1 miliardi di anni fa, la roccia conserva tracce dei processi geologici avvenuti su Marte primordiale. </p><p><strong>Un altro studio ha analizzato il contenuto d’acqua del meteorite, fornendo indizi sull’interazione tra liquidi e materiali rocciosi </strong>all’inizio della storia di Marte. Nel loro insieme, le ricerche possono contribuire a comprendere come l’acqua abbia modificato la crosta marziana.</p><h2>Teghaza 001</h2><p><strong>Il meteorite Teghaza 001 è uno dei frammenti di Marte più antichi mai trovati sulla Terra, con un’età superiore a 4,1 miliardi di anni. </strong>La roccia, del peso di circa 800 grammi, presenta una combinazione insolita di minerali formatisi dal raffreddamento del magma all’interno del pianeta. </p><div class="texto-destacado">Le caratteristiche individuate rendono il campione una rara testimonianza della formazione della crosta marziana e dei primi processi geologici di Marte.</div><p><strong>Teghaza 001 conserva una diversità mineralogica che permette di ricostruire diverse fasi della sua evoluzione.</strong> La sua composizione indica che la crosta si è formata dal raffreddamento di materiale magmatico ed è stata successivamente modificata dall’interazione con acqua sotterranea.</p><h2>La scoperta nel Sahara</h2><p>La roccia è stata trovata nel 2022 nel deserto del Sahara, in una regione del Mali conosciuta come la piana salina di Teghaza, da cui prende il nome. <strong>Il meteorite fa parte di un gruppo di circa 435 frammenti di Marte riconosciuti sulla Terra </strong>ed è tra i tre più antichi mai identificati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorito-de-marte-esta-entre-os-mais-antigos-ja-encontrados-revela-estudo-financiado-pela-nasa-1793476309946.png" data-image="yv96bn1qkl1y" alt="Questa sezione del meteorite marziano Teghaza 001 è stata utilizzata dai ricercatori per analizzarne la mineralogia e la composizione chimica. Crediti: NASA" title="Questa sezione del meteorite marziano Teghaza 001 è stata utilizzata dai ricercatori per analizzarne la mineralogia e la composizione chimica. Crediti: NASA"><figcaption>Questa sezione del meteorite marziano Teghaza 001 è stata utilizzata dai ricercatori per analizzarne la mineralogia e la composizione chimica. Crediti: NASA</figcaption></figure><p>Come altri meteoriti marziani,<strong> Teghaza 001 è stato scagliato nello spazio in seguito a un impatto di grandi proporzioni sulla superficie del pianeta</strong>, ha attraversato lo spazio interplanetario ed è arrivato sulla Terra. La sua origine può essere confermata confrontando la composizione mineralogica e chimica con i dati raccolti su Marte.</p><h2>Nuovi indizi su Marte</h2><p>La composizione del meteorite Teghaza 001 ha rivelato informazioni importanti sulla formazione della crosta primitiva di Marte.<strong> Tra le caratteristiche identificate figurano alcuni minerali capaci di conservare tracce della formazione delle rocce. </strong>L’analisi ha rivelato che il frammento si è formato più di 4,1 miliardi di anni fa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792708" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-hanno-scoperto-che-l-asteroide-bennu-non-rientra-in-nessuna-categoria-e-la-colpa-potrebbe-essere-di-giove.html" title="Gli astronomi hanno scoperto che l'asteroide Bennu non rientra in nessuna categoria e la colpa potrebbe essere di Giove">Gli astronomi hanno scoperto che l'asteroide Bennu non rientra in nessuna categoria e la colpa potrebbe essere di Giove</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-hanno-scoperto-che-l-asteroide-bennu-non-rientra-in-nessuna-categoria-e-la-colpa-potrebbe-essere-di-giove.html" title="Gli astronomi hanno scoperto che l'asteroide Bennu non rientra in nessuna categoria e la colpa potrebbe essere di Giove"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-identifican-que-asteroide-bennu-no-encaja-en-ninguna-categoria-y-jupiter-podria-tener-la-culpa-1791317748871_320.jpg" alt="Gli astronomi hanno scoperto che l'asteroide Bennu non rientra in nessuna categoria e la colpa potrebbe essere di Giove"></a></article></aside><p><strong>Per determinarne l’età, il gruppo ha utilizzato una tecnica di datazione in situ, analizzando singolarmente i granuli minerali</strong>. A differenza dei metodi convenzionali, che richiedono la dissoluzione di un intero campione, questo approccio conserva praticamente tutto il materiale per ulteriori studi e analisi.</p><h2>L’acqua su Marte</h2><p><strong>L’analisi ha inoltre rivelato prove del fatto che Teghaza 001 sia stato alterato dalla presenza di acqua su Marte circa 4,1 miliardi di anni fa.</strong> Le firme dell’ossigeno, la tessitura e la composizione chimica indicano che il ciclo dell’acqua su Marte primordiale potrebbe essere stato più dinamico di quanto si immaginasse.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorito-de-marte-esta-entre-os-mais-antigos-ja-encontrados-revela-estudo-financiado-pela-nasa-1793476277244.png" data-image="ps1u66oeberr" alt="La NASA ha già identificato 13 regioni di Marte la cui composizione mineralogica e chimica corrisponde alle caratteristiche del meteorite Teghaza 001." title="La NASA ha già identificato 13 regioni di Marte la cui composizione mineralogica e chimica corrisponde alle caratteristiche del meteorite Teghaza 001."><figcaption>La NASA ha già identificato 13 regioni di Marte la cui composizione mineralogica e chimica corrisponde alle caratteristiche del meteorite Teghaza 001. Crediti: NASA</figcaption></figure><p>Queste prove aiutano a comprendere come l’acqua circolasse e modificasse i materiali della superficie e dell’interno della crosta marziana. <strong>I ricercatori sperano che nuove analisi di Teghaza 001 permettano di ricostruire meglio le condizioni ambientali </strong>e di comprendere come Marte abbia perso parte della propria acqua nel corso della sua evoluzione.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="NASA" data-year="2026" data-title="NASA-funded%20Study%20Details%20One%20of%20Oldest%20Mars%20Meteorites%20Ever%20Found" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nasa.gov%2Fsolar-system%2Fplanets%2Fmars%2Fnasa-funded-study-details-one-of-oldest-mars-meteorites-ever-found%2F">NASA. (2026). <a href="https://www.nasa.gov/solar-system/planets/mars/nasa-funded-study-details-one-of-oldest-mars-meteorites-ever-found/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Uno studio finanziato dalla NASA analizza in dettaglio uno dei meteoriti marziani più antichi mai trovati</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-meteorite-proveniente-da-marte-e-tra-i-piu-antichi-mai-rinvenuti-rivela-uno-studio-finanziato-dalla-nasa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Siberia si sta ricoprendo di neve a un ritmo record, ma questo non garantisce un inverno freddo in Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-siberia-si-sta-ricoprendo-di-neve-a-un-ritmo-record-ma-questo-non-garantisce-un-inverno-freddo-in-europa.html</link><pubDate>Tue, 03 Nov 2026 04:47:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In Siberia nevica più intensamente del solito; gli amanti dell'inverno sognano già gelate e corse in slitta. Eppure, un'analisi dei dati meteorologici relativi a quasi 50 inverni rivela una sorpresa deludente.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sibirien-explodiert-im-schnee-winterfans-jubeln-zu-fruh-die-wahrheit-uber-unseren-winter-ist-eine-ganz-andere-1793351622751.jpg" data-image="653spwxewop4"><figcaption>In Siberia, l'inverno è già nel pieno. Cosa significa questo per il nostro inverno?</figcaption></figure><p>Mentre in gran parte del continente europeo cadono ancora le foglie autunnali, <strong>gran parte della Siberia è già ricoperta da un manto di neve.</strong> Dai boschi della taiga alle steppe della Mongolia, il paesaggio è diventato bianco in poco tempo.</p><p>Questo sta suscitando fermento nei forum di meteorologia. <strong>Molti vedono nella neve siberiana il primo indizio di un inverno gelido in diverse zone d’Europa.</strong> L’idea non è priva di fondamento: risale a uno studio del 2011. Un’analisi più approfondita rivela però che questa ipotesi presenta un limite considerevole.</p><h2>Non conta la quantità, ma il ritmo</h2><p><strong>In questa teoria non conta lo spessore della neve in Siberia, ma la velocità con cui il manto nevoso si estende a ottobre</strong>. Questo parametro viene misurato su un’area enorme, soprattutto nella Siberia meridionale, in Mongolia e sulle alte montagne dell’Asia centrale.</p><div class="texto-destacado">In Spagna le irruzioni più estreme di aria polare continentale vengono comunemente chiamate siberiane, anche se, per la posizione geografica del Paese, sono pochissime quelle che provengono effettivamente da quella zona.</div><p>Quest’anno l’inizio è stato lento. Nella prima settimana di ottobre, l’estensione della neve era persino leggermente inferiore alla media. Successivamente, però, il manto nevoso ha registrato un’avanzata davvero intensa. Al momento, <strong>questo ottobre si colloca tra quelli con l’espansione più rapida della copertura nevosa degli ultimi tre decenni, rientrando approssimativamente nel 15% dei casi più rapidi.</strong></p><h2>Dalla neve al vortice polare: la reazione a catena</h2><p>La teoria descrive una reazione a catena che coinvolge diversi livelli dell’atmosfera. <strong>La neve fresca riflette la luce solare, il suolo si raffredda notevolmente e l’anticiclone siberiano si intensifica. </strong>Questa alta pressione fredda orienta il flusso dell’aria e genera enormi onde nell’atmosfera.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Negli Stati Uniti tendiamo a concentrarci sul Canada settentrionale per la ricostituzione annuale delle masse d’aria fredda in autunno, ma la Siberia è la vera fabbrica del freddo e in questo momento ne sta producendo in eccesso. Aria molto più fredda del normale si è estesa fino al confine con Mongolia e Cina, e anche oltre. https://t.co/HXmgIpnD3y</p>— FLXweather-Dave (@FXweather26823) <a href="https://x.com/FXweather26823/status/2115117459355439587?ref_src=twsrc%5Etfw">27 ottobre 2026</a></blockquote></figure><p>Le onde planetarie possono raggiungere la stratosfera a circa 30 chilometri di quota: è ciò che sembra destinato ad accadere in questi giorni, come abbiamo spiegato su Meteored. Qui incontrano il vortice polare, che trattiene il freddo artico sopra il Polo Nord<strong>. Se si indebolisce o collassa, l’aria fredda può spingersi verso sud. I meteorologi parlano allora di oscillazione artica negativa,</strong> ed è proprio questa situazione a portare spesso importanti ondate di freddo in Europa.</p><h2>Calcoli alla mano: la regola non funziona da anni</h2><p><strong>Fin qui la teoria. Dal 1979, però, è stata messa alla prova su 47 inverni e il risultato è deludente</strong>: la regola ha funzionato in 25 occasioni e ha fallito in 22. In altre parole, non è molto più affidabile del lancio di una moneta.</p><div class="texto-destacado">In Siberia c’è già una quantità straordinaria di neve. Dopo un inizio piuttosto incerto ai primi di ottobre, il manto bianco si è esteso rapidamente nelle ultime settimane, facendo di questo ottobre uno dei mesi con l’espansione più rapida della copertura nevosa degli ultimi 30 anni.</div><p>Colpisce soprattutto il cambiamento avvenuto a partire dal 2011. Negli anni su cui si basava lo studio originale, la regola aveva funzionato in 9 casi su 14. <strong>Dalla sua pubblicazione, si è verificata soltanto in 6 inverni su 15. Uno strumento di previsione che sbaglia più spesso di quanto indovini non è più utile,</strong> semplicemente, per prevedere l’inverno.</p><h3>Dove si interrompe esattamente la catena</h3><p>È interessante osservare in quale punto il meccanismo smette di funzionare. La parte finale continua a essere valida: se a novembre e dicembre una grande quantità di energia delle onde risale verso la stratosfera, <strong>la probabilità che si verifichi una perturbazione del vortice polare a gennaio e febbraio raddoppia approssimativamente.</strong></p><p>L’inizio della catena, invece, è instabile. Oggi<strong> una grande quantità di neve a ottobre non garantisce più in modo affidabile un anticiclone siberiano più intenso. </strong>Due inverni illustrano quanto possano essere diverse le conseguenze. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796219" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno.html" title="Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?">Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno.html" title="Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno-1793545902498_320.jpg" alt="Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?"></a></article></aside><p>Dopo l’ottobre del 2009, caratterizzato dalla rapida espansione della neve, l’inverno 2009/10 fu gelido in Europa. Dopo un ottobre del 2019 altrettanto rapido, si verificò uno degli inverni più caldi della storia. È possibile che la perdita di ghiaccio nell’Artico e il riscaldamento degli oceani abbiano cambiato le regole del gioco.</p><h2>Che cosa determina davvero il nostro inverno</h2><p><strong>Quest’anno è un altro fattore a dettare il ritmo: il fenomeno di El Niño, eccezionalmente intenso, nel Pacifico. </strong>Analizzando gli anni passati in cui la neve era arrivata altrettanto precocemente a ottobre, in coincidenza con un episodio di El Niño, si osserva che la sola presenza della neve fornisce poche informazioni. Gli inverni successivi furono completamente diversi tra loro.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siberia-se-cubre-de-nieve-a-un-ritmo-de-record-por-que-este-dato-no-asegura-un-invierno-frio-en-europa-1793389213727.png" data-image="1xojwgkhop4z"><figcaption>Le prime previsioni indicano un inverno mite e perturbato, ma bisognerà seguire l’evoluzione del vortice polare.</figcaption></figure><p><strong>I modelli collocano il vortice polare entro i limiti della norma nelle prossime settimane</strong>. Successivamente potrebbe indebolirsi considerevolmente, a seconda dell’evoluzione dell’imminente riscaldamento stratosferico improvviso. </p><p>Le tendenze attuali indicano tuttavia soprattutto una circolazione occidentale mite sull’Europa, mentre il freddo potrebbe dirigersi maggiormente verso il Nord America. La neve in Siberia, quindi, non determinerà come sarà il nostro inverno. <strong>Sarà interessante osservare che cosa accadrà nella stratosfera durante novembre e dicembre.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-siberia-si-sta-ricoprendo-di-neve-a-un-ritmo-record-ma-questo-non-garantisce-un-inverno-freddo-in-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[ECMWF prevede un cambiamento: il sistema di blocco alle alte latitudini collasserà dal 15 novembre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 16:32:51 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In questo contesto assume particolare rilievo anche l’evoluzione dell’Oscillazione Nord Atlantica (NAO). Ecco cosa potrebbe succedere sull’Italia nel corso dei prossimi giorni. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsx0xm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsx0xm.jpg" id="xbsx0xm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’attuale assetto atmosferico sull’Europa continua a essere dominato da un robusto e persistente anticiclone di blocco posizionato tra la Scandinavia e il Regno Unito, con massimi di pressione a nord delle Alpi. </p><p>Questa struttura, tipica di una fase di blocco alle alte latitudini, <strong>sta interrompendo il normale scorrimento delle correnti atlantiche,</strong> isolando gran parte del continente dalle perturbazioni oceaniche e favorendo condizioni di maggiore stabilità, con scarse precipitazioni e una circolazione piuttosto statica.</p><h2><strong>Il cambiamento previsto dal centro di calcolo europeo</strong></h2><p>Secondo le più recenti elaborazioni del modello europeo <strong>ECMWF,</strong> questo schema è destinato a una progressiva e significativa trasformazione. L’imponente anticiclone verrà gradualmente eroso dall’azione di una profonda depressione che stazionerà a lungo sul Nord Atlantico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre-1793631039256.jpg" data-image="5fsqql4qd80a" alt="Blocco anticiclonico." title="Blocco anticiclonico."><figcaption>Il blocco anticiclonico posizionato tra la Scandinavia e il Regno Unito, con massimi di pressione a nord delle Alpi. </figcaption></figure><p>L’erosione del blocco alle alte latitudini rappresenterà il primo passo verso un ripristino del flusso zonale, aprendo finalmente la strada alle correnti occidentali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Attorno al 15 novembre il flusso atlantico dovrebbe guadagnare spazio in modo più concreto verso l’Europa. <strong>Si tratterà di un flusso ondulato, non ancora pienamente lineare e zonale,</strong> ma sufficientemente organizzato da consentire alle perturbazioni di raggiungere il continente. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le correnti umide e instabili provenienti dall’Atlantico potranno così estendersi verso le nostre latitudini, interrompendo la fase di stallo che ha caratterizzato le ultime settimane, soprattutto le regioni settentrionali.</p><h2><strong>L’evoluzione della NAO</strong></h2><p>In questo contesto assume particolare rilievo anche l’evoluzione dell’<strong>Oscillazione Nord Atlantica (NAO).</strong> Attualmente in una fase di debole neutralità o lievemente negativa, la NAO è prevista muoversi progressivamente verso una neutralità più positiva. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre-1793631105333.jpg" data-image="rjau0isb88z4" alt="Onde di Rossby." title="Onde di Rossby."><figcaption>Per l’Italia questo scenario apre prospettive concrete di un tempo sensibilmente più dinamico e piovoso, soprattutto sulle regioni del Nord e sulla fascia tirrenica. </figcaption></figure><p>Questo spostamento favorirà un rafforzamento del <strong>gradiente di pressione</strong> tra le basse latitudini subtropicali e le alte latitudini nord-atlantiche, sostenendo un flusso zonale, in uscita dal Nord America, più vigoroso e riducendo ulteriormente le possibilità di nuovi blocchi anticiclonici persistenti alle alte latitudini. </p><div class="texto-destacado">Una <strong>NAO</strong> che tende verso valori più positivi è coerente con il collasso dei sistemi di blocco e <strong>con il ritorno di un’attività perturbata di origine atlantica più organizzata e frequente.</strong></div><p>Il fenomeno di <strong>El Niño,</strong> in questa fase, può favorire flussi occidentali più organizzati nella fase precoce dell’inverno, ma la sua influenza rimane secondaria rispetto ai driver regionali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796216" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre">I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-coinciden-el-4-de-noviembre-se-producira-el-cse-mas-temprano-jamas-registrado-1793382753394_320.png" alt="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"></a></article></aside><p>Su scale di giorni-settimane come quella descritta (collasso del blocco intorno al 15 novembre), <strong>l’effetto di El Niño è quindi marginale e non determinante, contribuisce al contesto di fondo, ma non guida direttamente il cambiamento previsto dai modelli.</strong></p><h2><strong>Quali scenari si aprirebbero per l’Italia?</strong></h2><p>Per l’Italia questo scenario apre prospettive concrete di un tempo sensibilmente più dinamico e piovoso, <strong>soprattutto sulle regioni del Nord e sulla fascia tirrenica.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre-1793631154602.jpg" data-image="7ygnvw95ngfy" alt="Anomalie temperature." title="Anomalie temperature."><figcaption>Le temperature sotto media di questi giorni saranno sostituite da valori sopra le medie di stagione, con il ritorno del flusso atlantico.</figcaption></figure><p>Le perturbazioni atlantiche, spinte dal flusso ondulato e sostenute da una <strong>NAO orientata verso una neutralità più positiva,</strong> troveranno maggiori possibilità di influenzare queste zone, determinando un aumento delle precipitazioni e una maggiore variabilità atmosferica rispetto alla fase di blocco attuale. </p><p>Non si tratterà di un ritorno improvviso a condizioni pienamente invernali, <strong>ma di una transizione verso un regime più tipicamente autunnale,</strong> con piogge più diffuse e organizzate, in particolare al Nord e sul versante tirrenico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796244" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia.html" title="Luca Lombroso: 'il getto polare aggira l'Europa', ecco gli effetti in Italia questa settimana">Luca Lombroso: "il getto polare aggira l'Europa", ecco gli effetti in Italia questa settimana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia.html" title="Luca Lombroso: 'il getto polare aggira l'Europa', ecco gli effetti in Italia questa settimana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia-1793605980140_320.jpg" alt="Luca Lombroso: 'il getto polare aggira l'Europa', ecco gli effetti in Italia questa settimana"></a></article></aside><p>Il cambiamento non avverrà in modo brusco né definitivo in un solo giorno. Il collasso dei sistemi di blocco previsti dal modello <strong>ECMWF </strong>a partire dalla metà del mese, unito alla graduale evoluzione della <strong>NAO</strong> verso una neutralità più positiva, rappresenta però un segnale chiaro di evoluzione verso una circolazione atmosferica più dinamica e aperta alle influenze atlantiche.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Far aggiustare dispositivi elettronici conviene: cosa prevede il Diritto alla Riparazione che protegge anche l'ambiente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 15:53:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Sono in vigore le nuove regole del Diritto alla Riparazione che invita i consumatori ad aggiustare smartphone ed elettrodomestici invece che comprarne di nuovi. Ecco quali sono le novità per risparmiare e ridurre l’impatto ambientale </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente-1793298856453.jpg" data-image="0afx8qndwy8w" alt="Diritto alla riparazione" title="Diritto alla riparazione"><figcaption>Il Diritto alla Riparazione facilita i consumatori che non vogliono comprare dispositivi nuovi e preferiscono far riparare quelli ancora utilizzabili</figcaption></figure><p>Il <strong>22 ottobre 2026</strong> è entrata in vigore la legge sul Diritto alla Riparazione. La modifica al <strong>Codice del Consumo</strong> introduce per chi vende apparecchiature elettroniche ed elettrodomestici <strong>l’obbligo di riparazione</strong> di alcuni articoli, anche <strong>al di fuori della garanzia</strong>, o <strong>l’estensione </strong>di essa entro certi limiti.</p><p><strong>L’obsolescenza programmata</strong> che per anni ha obbligato le persone a comprare nuovi telefoni, TV, PC e così via, ha gravato sia sulle tasche degli acquirenti, che sul settore delle riparazioni, che sull'ambiete. Lo scopo quindi è <strong>ridurre gli sprechi</strong>. </p><p>Scopriamo cosa cambia adesso.</p><h2>Come funziona l'estenzione della garanzia </h2><p>Per invitare i consumatori a scegliere di far aggiustare un oggetto invece di comprarlo nuovo, la normativa prevede una <strong>estensione della garanzia</strong> che elimini il rischio di ritrovarsi nuovamente senza copertura poco dopo la riparazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente-1793299020174.jpg" data-image="hr5pr2qgo7hc" alt="gas serra" title="gas serra"><figcaption>Gas serra immessi nell'atmosfera: l'obsolescenza programmata ha un costo ambientale enorme</figcaption></figure><p>Ad esempio, se si sceglie di far riparare uno smartphone, la garanzia si estende di altri <strong>12 mesi</strong> dalla data della riparazione, ma solo <strong>per una volta</strong>.</p><p>Questa regola vale per gli acquisti effettuati a partire dal <strong>31 luglio 2026</strong> e va chiesta al negozio, fisico o on line, dove l’oggetto è stato comprato.</p><p>Il rinnovo <strong>non avviene</strong> se la riparazione si richiede a garanzia già <strong>scaduta</strong>. In questo caso si può comunque scegliere la riparazione, che produttori e venditori sono tenuti a effettuare in <strong>tempi brevi e costi ragionevoli</strong>.</p><h2>Nuove regole per la riparazione fuori garanzia </h2><p>Tra le novità più importanti c’è proprio quello che avviene a garanzia scaduta. Anche in questo caso è possibile chiedere ai produttori la riparazione di un dispositivo, che deve avvenire <strong>gratuitamente </strong>o a costi ragionevoli, in tempi rapidi. </p><p>I pezzi di ricambio devono avere un prezzo tale da non spingere le persone a preferire di acquistare un oggetto nuovo e soprattutto devono restare <strong>disponibili </strong>sul mercato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="745160" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-riciclaggio-dei-metalli-non-e-piu-un-opzione-e-diventato-una-priorita-globale-avvertono-gli-scienziati.html" title="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati">"Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale", avvertono gli scienziati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-riciclaggio-dei-metalli-non-e-piu-un-opzione-e-diventato-una-priorita-globale-avvertono-gli-scienziati.html" title="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/a-reciclagem-de-metais-deixou-de-ser-uma-opcao-passou-a-ser-uma-prioridade-global-alertam-os-cientistas-1765996282504_320.jpg" alt="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati"></a></article></aside><p>Per elettrodomestici come lavatrici e lavastovliglie, ad esempio, le parti di ricambio non possono essere ritirate dalla vendita per almeno <strong>dieci anni</strong> a partire dall’immissione sul mercato dell’ultima unità del modello. Per smartphone e tablet, il periodo è di <strong>sette anni.</strong></p><p>In ogni caso tutte le <strong>informazioni </strong>su come richiedere una riparazione e su come funziona la garanzia devono essere chiare, pubbliche e facilmente reperibili sui manuali o sui siti del prodotto stesso.</p><h2>Cosa si intende per "costo ragionevole"</h2><p>La definizione di "costo ragionevole" è vaga perché non esiste un tetto massimo al costo delle riparazioni ma l’utente finale può contestare un prezzo <strong>ingiustificabile </strong>e pretendere un preventivo dettagliato. Anche l'AGCM può intervenire se nascono controversie.</p><p>Per <strong>gennaio 2028</strong>, poi, è prevista la nascita di una <strong>piattaforma europea</strong> per i singoli paesi, dove i consumatori possono cercare chi ripara un prodotto nella propria città, confrontare le modalità, i costi e i tempi medi, che però vanno valutati in dettaglio di caso in caso. Quindi non si tratterà di un vero e proprio listino ma più che altro di una <strong>stima</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795418" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica.html" title="Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica">Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica.html" title="Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica-1793112428007_320.jpg" alt="Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica"></a></article></aside><p>Ad ogni modo un produttore non può impedire ai consumatori di far riparare un elettrodomestico a un costo più contenuto. Questo vuol dire che il Diritto alla Riparazione prevede che sia sempre possibile utilizzare <strong>parti di ricambio</strong> <strong>compatibili o usate</strong>, purché ciò avvenga in sicurezza e senza violare la proprietà intellettuale.</p><h2>Cosa succede se la riparazione non è possibile</h2><p>La riparazione non è oggettivamente possibile in tutti i casi, quindi il venditore non è obbligato a prescindere ad occuparsene.</p><p>In questo caso al consumatore può essere offerta una <strong>sostituzione </strong>con un prodotto <strong>ricondizionato </strong>a un costo contenuto. In alternativa il venditore può mettere a disposizione un prodotto <strong>sostitutivo temporaneo</strong>, per la durata della riparazione, gratuitamente o, ancora una volta, a un costo ragionevole. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="684731" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/finalmente-una-buona-notizia-record-storico-nell-utilizzo-di-materiali-riciclati-nell-unione-europea.html" title="Finalmente una buona notizia: record storico nell'utilizzo di materiali riciclati nell'Unione Europea, Italia seconda">Finalmente una buona notizia: record storico nell'utilizzo di materiali riciclati nell'Unione Europea, Italia seconda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/finalmente-una-buona-notizia-record-storico-nell-utilizzo-di-materiali-riciclati-nell-unione-europea.html" title="Finalmente una buona notizia: record storico nell'utilizzo di materiali riciclati nell'Unione Europea, Italia seconda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/por-fin-una-buena-noticia-record-historico-en-el-uso-de-materiales-reciclados-en-la-union-europea-1732436714584_320.jpeg" alt="Finalmente una buona notizia: record storico nell'utilizzo di materiali riciclati nell'Unione Europea, Italia seconda"></a></article></aside><p>Ricevere un prodotto sostitutivo e temporaneo, però, è un servizio aggiuntivo, che il venditore può <strong>scegliere </strong>di offrire, ma non è tenuto a farlo. Vale a dire che non è un diritto garantito del consumatore.</p><h2>I benefici per ambiente ed economia secondo la stima UE </h2><p>A pochi giorni dall’entrata in vigore della legge sul Diritto alla Riparazione non si può naturalmente notare ancora nessun beneficio, ma la Commissione Europea ha realizzato una stima per i prossimi <strong>quindici anni</strong>, per valutarne l’impatto sull’ambiente e sull’economia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente-1793298943802.jpg" data-image="y89fremex0bx" alt="rifiuti elettronici" title="rifiuti elettronici"><figcaption>Un punto di raccolta per il riciclo dei dispositivi elettronici usati</figcaption></figure><p>L’obsolescenza programmata e la scarsa convenienza nelle riparazioni che hanno spinto le persone a eliminare i dispositivi invece di ripararli, costano all'anno 35 milioni di tonnellate di rifiuti, 30 milioni di tonnellate di materie prime e altre risorse, più 261 milioni di tonnellate di emissioni espresse in CO₂ equivalente, cioè nell’unità di misura per l'impatto delle emissioni di vari gas serra sul riscaldamento globale.</p><div class="texto-destacado">Il risparmio annuo sarà di 1,23 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, 120.000 tonnellate di materiali e 200.000 tonnellate di rifiuti.</div><p>Dal punto di vista <strong>economico</strong>, invece, i <strong>consumatori </strong>risparmieranno 11,7 miliardi di euro all'anno evitando l'acquisto forzato di oggetti nuovi. Anche il settore delle <strong>riparazioni </strong>e della <strong>rigenerazione </strong>vedrà una crescita di <strong>320 milioni di euro all'anno</strong> in investimenti e sviluppo economico.</p><ul></ul><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Riccardo%20Liguori" data-year="2026" data-title="Diritto%20alla%20riparazione%20in%20vigore%20dal%2022%20ottobre%3A%20ti%20spiego%20le%20nuove%20regole%20per%20smartphone%20ed%20elettrodomestici" data-url="https%3A%2F%2Fwww.greenme.it%2Fesg%2Feconomia-circolare%2Fdiritto-alla-riparazione-in-vigore-dal-22-ottobre-ti-spiego-le-nuove-regole-per-smartphone-ed-elettrodomestici%2F">Riccardo Liguori. (2026). <a href="https://www.greenme.it/esg/economia-circolare/diritto-alla-riparazione-in-vigore-dal-22-ottobre-ti-spiego-le-nuove-regole-per-smartphone-ed-elettrodomestici/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Diritto alla riparazione in vigore dal 22 ottobre: ti spiego le nuove regole per smartphone ed elettrodomestici</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Notte stellata di Van Gogh: secondo i ricercatori, questo celebre dipinto potrebbe raffigurare un cielo reale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/notte-stellata-di-van-gogh-secondo-i-ricercatori-questo-celebre-dipinto-potrebbe-raffigurare-un-cielo-reale.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 14:45:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>A oltre un secolo dalla sua creazione, "La notte stellata" di Van Gogh continua ad affascinare gli studiosi. Uno studio sudcoreano fornisce nuovi indizi sul cielo che avrebbe ispirato il pittore nel luglio del 1889, ipotizzando una corrispondenza tra le stelle raffigurate e un ammasso stellare reale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nuit-etoilee-de-van-gogh-ce-tableau-celebre-pourrait-representer-un-ciel-reel-d-apres-les-chercheurs-1793119270011.jpeg" data-image="5lbwx8w79bsh" alt="Nuit étoilée" title="Nuit étoilée"><figcaption>La notte stellata è uno dei quadri più noti di Van Gogh. Secondo un recente studio, l'artista potrebbe essersi ispirato a una vera notte d'estate durante il suo soggiorno in Provenza.</figcaption></figure><p>Alcune delle più grandi opere d’arte della storia continuano <strong>a svelare i propri segreti</strong>, talvolta a diversi secoli dalla loro creazione.</p><p>È il caso della celebre <em>Notte stellata</em> di Vincent van Gogh. Alcuni ricercatori sudcoreani ritengono oggi di aver svelato un mistero che circonda questo dipinto da decenni: il cielo vorticoso rappresentato dal pittore potrebbe essere <strong>molto più vicino alla realtà di quanto si pensasse</strong>.</p><h2>Un dipinto molto studiato</h2><p>Dipinta nel 1889, <em>La notte stellata</em> è oggi una delle opere più celebri di Van Gogh. Il quadro rappresenta <strong>un villaggio provenzale dominato da un cielo notturno particolarmente espressivo</strong>, nel quale le stelle e la Luna sono circondate da ampie forme circolari. In primo piano si innalza anche un grande cipresso, che accentua il contrasto tra il paesaggio e questa volta celeste così particolare.</p><div class="texto-destacado">Durante la realizzazione del dipinto, il pittore soggiornava a Saint-Rémy-de-Provence, dove si era fatto ricoverare in una struttura psichiatrica. Questa situazione non gli impediva tuttavia di proseguire il proprio lavoro artistico e di realizzare diverse opere importanti, tra cui La notte stellata. Il cielo vorticoso rappresentato nel quadro incuriosisce infatti ricercatori e storici da decenni. </div><p>Nel 2008, per esempio, alcuni fisici hanno scoperto <strong>somiglianze tra le forme rappresentate da Van Gogh e la turbolenza di Kolmogorov</strong>, un fenomeno che si riscontra, tra l’altro, nei movimenti dell’aria nell’atmosfera. Nel 2024, altri ricercatori hanno esaminato quest’opera, mostrando che i vortici dipinti dall’artista seguivano schemi matematici simili a quelli osservati in alcuni fenomeni naturali. </p><p>Queste somiglianze con fenomeni fisici non permettono tuttavia di stabilire se Van Gogh si sia ispirato a un cielo realmente osservato o se abbia disposto gli astri secondo la propria immaginazione. Mentre alcuni ritenevano che il pittore avesse rappresentato una vera volta celeste, altri privilegiavano <strong>un’interpretazione più artistica</strong>. </p><h2>Una notte reale ha ispirato Van Gogh?</h2><p>Secondo uno studio recentemente pubblicato sulla rivista <em>Scientific Reports</em>, un gruppo di astronomi dell’Università Kyung Hee, in Corea del Sud, avrebbe trovato indizi utili a rispondere a questa domanda. A questo scopo, nel 2019 gli scienziati si sono recati due volte a<strong> Saint-Rémy-de-Provence</strong> per studiare i luoghi che ispirarono il pittore alla fine del XIX secolo.</p><p>I ricercatori hanno poi analizzato gli elementi del paesaggio visibili nelle opere di Van Gogh, in particolare edifici, ponti e rilievi, per determinare l’angolo di osservazione adottato dall’artista. A partire da queste osservazioni, hanno ricostruito, grazie a <strong>simulazioni astronomiche</strong>, l’aspetto del cielo sopra la località provenzale nel 1889.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Le notti di Van Gogh: 3 notti, 3 mondi diversi. Non dipingeva soltanto ciò che vedeva. Dipingeva le emozioni che la notte gli suscitava. Un caffè ad Arles. Un cielo pieno di stelle. Le luci del Rodano sull’acqua. Quale ti ispira di più? https://t.co/huVSxzD7oQ</p>— Impressions (@impression_ists) <a href="https://x.com/impression_ists/status/2114769984669000066?ref_src=twsrc%5Etfw">26 ottobre 2026</a></blockquote></figure><p>Questo metodo ha permesso di delimitare la porzione di cielo rappresentata nel dipinto e di restringere la ricerca ai periodi in cui la posizione degli astri poteva corrispondere a quella dipinta da Van Gogh. Gli scienziati hanno in particolare <strong>studiato le albe di giugno e luglio</strong>, quando la disposizione della Luna e di Venere era compatibile con quella osservata sulla tela.</p><p>Le loro analisi hanno infine permesso di identificare un ammasso stellare la cui disposizione corrisponde a quella rappresentata nella <em>Notte stellata</em>:<strong> le Iadi</strong>, situate nella costellazione del Toro. Secondo i ricercatori, questa configurazione celeste corrisponderebbe a <strong>quella visibile all’alba del 22 luglio 1889</strong>, offrendo così finalmente una pista concreta sul cielo che avrebbe realmente ispirato il pittore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="468412" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-piccola-era-glaciale-nella-pittura-europea.html" title="La piccola era glaciale nella pittura europea">La piccola era glaciale nella pittura europea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-piccola-era-glaciale-nella-pittura-europea.html" title="La piccola era glaciale nella pittura europea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-pequena-edad-de-hielo-en-la-pintura-europea-1674937502609_320.jpg" alt="La piccola era glaciale nella pittura europea"></a></article></aside><p>Questa data solleva tuttavia un interrogativo, poiché La notte stellata viene generalmente datata almeno al giugno 1889. Per spiegare questo scarto di diverse settimane, gli autori dello studio avanzano l’ipotesi che Van Gogh abbia <strong>combinato sulla stessa tela osservazioni effettuate in date diverse</strong>. Un’ipotesi comunque coerente con il<strong> postimpressionismo</strong>, un movimento nel quale i pittori cercano meno di riprodurre fedelmente la realtà che di rappresentarla secondo la propria sensibilità.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte dell’articolo</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Camille%20Coirault" data-year="2026" data-title="Le%20tableau%20La%20Nuit%20%C3%A9toil%C3%A9e%20de%20Van%20Gogh%20cachait%20un%20secret%20depuis%20plus%20d%E2%80%99un%20si%C3%A8cle%20%3A%20des%20scientifiques%20viennent%20de%20le%20percer" data-url="https%3A%2F%2Fwww.presse-citron.net%2Ftableau-nuit-etoilee-van-gogh-cachait-secret-depuis-dun-siecle-scientifiques-viennent-percer%2F">Camille Coirault. (2026). <a href="https://www.presse-citron.net/tableau-nuit-etoilee-van-gogh-cachait-secret-depuis-dun-siecle-scientifiques-viennent-percer/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il dipinto La notte stellata di Van Gogh nascondeva un segreto da oltre un secolo: gli scienziati lo hanno appena svelato</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/notte-stellata-di-van-gogh-secondo-i-ricercatori-questo-celebre-dipinto-potrebbe-raffigurare-un-cielo-reale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quando dalla Sicilia si poteva arrivare a Malta a piedi: cosa hanno scoperto i ricercatori sul fondo del mare]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mediterraneo-di-un-tempo-tra-sicilia-e-malta-si-poteva-camminare.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 13:27:39 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Fino a circa tredicimila anni fa, tra Malta e la Sicilia ci si poteva spostare a piedi. Questo grazie agli effetti della glaciazione, che aveva abbassata il livello di mare di molti metri rispetto al livello attuale. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mediterraneo-di-un-tempo-tra-sicilia-e-malta-si-poteva-camminare-1793356061773.jpeg" data-image="jvhyirm46q7d" alt="Sicilia" title="Sicilia"><figcaption>Tra Malta e la Sicilia si poteva camminare fino a tredicimila anni fa.</figcaption></figure><p>Si è conclusa nel settembre del 2026 al porto di Catania la campagna scientifica BRIDGES, condotta a bordo della nave oceanografica “Gaia Blu” del CNR, che ha <strong>esplorato il braccio di mare tra la Sicilia sud-orientale e le isole di Malta e Gozo,</strong> per individuare i resti dell’antico lembo di terra emersa che anticamente fungeva da ponte tra queste due terre. </p><p><strong>Queste isole sono oggi separate da più di 90 chilometri di mare, ma non è sempre stato così</strong>. Durante l’ultima era glaciale, quando enormi quantità d'acqua erano intrappolate nelle grandi calotte dell'emisfero settentrionale, il livello del mare era circa 130 metri più basso di quello attuale e vaste porzioni di quello che oggi è fondale marino erano terraferma. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Durante l’ultima era glaciale, quando enormi quantità d'acqua erano intrappolate nelle grandi calotte dell'emisfero settentrionale, il livello del mare era circa 130 metri più basso di quello attuale e vaste porzioni di quello che oggi è fondale marino erano terraferma. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Circa 13.000 anni fa, secondo le ricostruzioni più accreditate, il collegamento terrestre tra Malta e la Sicilia scomparve, lasciando il posto a un paesaggio sommerso. </p><p><strong>In poche migliaia di anni, dunque, è scomparso un corridoio che era rimasto in gran parte continuo durante l’ultima era glaciale</strong>. Il mare non si è limitato a ricoprire la terraferma, ma ne ha completamente ridisegnato le linee di costa. </p><p>Ricostruire questa antica geografia è proprio l’obiettivo della Campagna BRIDGES, coordinata dal CNR e dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, con la collaborazione dell'Università di Malta.</p><h2>Ricostruire l'antica geografia</h2><p>La strumentazione scientifica a bordo ha permesso di <strong>ottenere una ricostruzione ad alta risoluzione della batimetria del fondale</strong> e di investigare tramite onde acustiche le prime decine di metri presenti sotto il fondale. </p><div class="texto-destacado">BRIDGES, nasce dalla collaborazione tra le ricercatrici e i ricercatori dell’Istituto di Scienze Marine del Cnr (Cnr-Ismar), dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS e dell’Università di Malta. I due <em>Principal investigator</em> della campagna sono Maria Filomena Loreto (Cnr-Ismar) ed Emanuele Lodolo (OGS). La spedizione si è svolta a bordo della nave da ricerca R/V "Gaia Blu" del CNR. </div><p>Ciò assume ulteriore importanza considerando che, nonostante la relativa vicinanza alle nostre coste, la zona investigata è tuttora caratterizzata da una mappatura incompleta e approssimativa.</p><p>I<strong> carotaggi a gravità hanno inoltre permesso di recuperare campioni di sedimenti che rivelano antichi depositi marini</strong>. Attraverso analisi di laboratorio e la datazione al radiocarbonio di piccoli frammenti fossili conservati nei sedimenti, si potrà ricostruire il passato di ambienti oggi invisibili, nascosti sotto decine di metri d’acqua.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mediterraneo-di-un-tempo-tra-sicilia-e-malta-si-poteva-camminare-1790834570985.jpg" data-image="tqy3ajw45fr1"><figcaption>Mappa della campagna scientifica BRIDGES.</figcaption></figure><p>“La mappa del fondo marino che abbiamo esplorato rivela un paesaggio complesso, con rilievi spesso discontinui che si estendono anche per decine di chilometri, e che delimitano lagune e depressioni”, afferma Emanuele Lodolo, ricercatore della Sezione di Geofisica dell’OGS e <em>Principal investigator</em> della campagna assieme a Maria Filomena Loreto, del Cnr-Ismar. “L’analogia con le moderne piattaforme tropicali è chiara: aree relativamente basse, separate da creste e barriere, con bacini e lagune protette alle loro spalle”.</p><h2>L'interesse archeologico</h2><p><strong>“La ricostruzione di questi ambienti sommersi ha una notevole rilevanza anche in campo archeologico </strong>e nello studio delle popolazioni meso-neolitiche, delle loro rotte migratorie e degli insediamenti”, continua Lodolo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750573" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-storia-in-fondo-al-mare-il-ciclone-harry-riporta-a-riva-antichi-reperti-archeologici.html" title="Ciclone Harry, la furia delle onde fa riemergere reperti archeologici nascosti per secoli">Ciclone Harry, la furia delle onde fa riemergere reperti archeologici nascosti per secoli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-storia-in-fondo-al-mare-il-ciclone-harry-riporta-a-riva-antichi-reperti-archeologici.html" title="Ciclone Harry, la furia delle onde fa riemergere reperti archeologici nascosti per secoli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-in-fondo-al-mare-il-ciclone-harry-riporta-a-riva-antichi-reperti-archeologici-1769169027508_320.jpg" alt="Ciclone Harry, la furia delle onde fa riemergere reperti archeologici nascosti per secoli"></a></article></aside><p>Per lungo tempo si è pensato che <strong>Malta fosse rimasta sostanzialmente disabitata fino al Neolitico, circa 7.500 anni fa</strong>, ma nuove prove indicano la presenza di cacciatori-raccoglitori nell’isola già da circa 8.500 anni fa.</p><p>A quel tempo, tuttavia, il ponte di terra verso la Sicilia era già scomparso e Malta si trovava in una configurazione geografica simile a quella odierna. Ciò significa che <strong>la nuova mappa del ponte di terra non può essere automaticamente interpretata come la mappa della prima rotta umana verso Malta</strong>. Ed è proprio questo che la rende così interessante.</p><p> La domanda non è più semplicemente “Gli esseri umani hanno attraversato il ponte di terra?”, ma si fa molto più ampia: <strong>“come hanno interagito le popolazioni umane con questo territorio quando il ponte di terra stesso si è trasformato in mare?”</strong> </p><p>Per i popoli antichi, il Mediterraneo non era una barriera fisica, ma un’opportunità. Questo tratto di mare tra la Sicilia e Malta rappresenta da sempre un punto nevralgico al centro del Mediterraneo, un’occasione per scambi, commerci e spostamenti che potevano avvenire lungo percorsi oggi impossibili da riconoscere senza esplorare il paesaggio sommerso.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mediterraneo-di-un-tempo-tra-sicilia-e-malta-si-poteva-camminare.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso: "il getto polare aggira l'Europa", ecco gli effetti in Italia questa settimana]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 10:15:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il profondo ciclone sul sud Italia si allontana in fretta, mentre l’anticiclone nord Europeo si rafforza ed estende verso l’Italia. La corrente a getto scorre al suo fianco e lo aggira, portando sull’Italia giornate uggiose e non poi così fredde. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsunuy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsunuy.jpg" id="xbsunuy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’aria fredda ha fatto puntuale il suo ingresso ieri in Italia, portando le previste <strong>prime nevicate in Appennino settentrionale e centrale e rinforzo della bora </strong>in alto Adriatico. Precipitazioni a carattere piuttosto irregolare e in genere deboli al nordest, con la <strong>sorpresa grandine in alcune zone dell’Emilia Romagna,</strong> soprattutto a Cesena dove ha causato disagi e incidenti nell’autostrada A14. Al centro e al sud piogge e rovesci sono ancora in corso specie nel settore Adriatico, seguite il <a href="https://www.ilmeteo.net/radar-italia-pioggia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">radar</a> nella giornata odierna.</p><p>Quanto al freddo si è assistito, come spesso accade, all’<strong>effetto paradosso ovvero che con l’aria fredda le temperature minime, complice copertura e vento, sono addirittura aumentate,</strong> specie al nord. Ecco cosa succederà nei prossimi giorni.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>La mappa al suolo evidenzia <strong>due opposte figure a grande scala;</strong> il gigantesco robusto anticiclone con massimo fra Isole Britanniche nel cui fianco orientale <strong>scorre aria fredda, che va ad alimentare l’opposto ciclone presente ora </strong>sul Mar Jonio.</p><p>Nelle prossime 36-38 ore<strong> il minimo al suolo si allontanerà in fretta verso la Grecia,</strong> con la corrente a getto che presenta una marcata ondulazione attorno all’anticiclone, aggirandolo. Il ramo principale che guida le perturbazioni atlantiche resta bloccato, mentre<strong> il Mediterraneo resta a sud del flusso indotto da una saccatura ad U </strong>che si posizionerà fra Spagna e Francia. L’Italia pare così trovarsi in una <strong>situazione di sella al margine fra i vari centri</strong> di azione. </p><p>Aggiungiamo alcune precisazioni: <strong>le masse d’aria sono di tipo marittimo polare, </strong>originate fra Russia e Scandinavia, <strong>non vi è alcune massa artica né siberiana </strong>sull’Italia.</p><h2>Martedì ultimi rovesci al centro sud Adriatico</h2><p>La giornata di <strong>domani martedì 3 novembre vede il nord diviso in due </strong>fra le ampie schiarite del nordovest e la permanenza di cielo da nuvoloso a coperto al nordest. <strong>Scarse però le precipitazioni, sotto forma di deboli pioviggini</strong> locali e di occasionali lievi fioccate di neve in Appennino emiliano romagnolo. <strong>Bora tesa</strong> in Adriatico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796220" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata">Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793546728880_320.png" alt="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata"></a></article></aside><p>Anche <strong>il centro vede una divisione netta</strong> fra le ampie zone soleggiate in Toscana e Lazio, e le nubi fitte su Marche, Abruzzo e Molise e su Umbria orientale. <strong>Nelle zone costiere e localmente appenniniche a tratti deboli piovaschi possibili,</strong> con fiocchi di <strong>neve in montagna oltre 1000-1200 m</strong>. Sardegna più nuvolosa ma con nubi non produttive di pioggia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia-1793605928174.jpg" data-image="3d62qln71w75"><figcaption>Nella giornata di martedì 3 novembre il ciclone si allontana dall'Italia, con ultimi rovesci al sud.</figcaption></figure><p><strong>Al sud al mattino ultimi rovesci e anche temporali </strong>su Puglia, Basilicata e marginalmente Campania orientale con miglioramento nel pomeriggio; variabilità nelle altre regioni.</p><h2>Mercoledì nuvoloso ma poca pioggia</h2><p><strong>Mercoledì 4 novembre molte nubi in tutt’Italia </strong>ma principalmente con poche precipitazioni. <strong>Le piogge arrivano nel pomeriggio al nordovest, </strong>con nevicate sulle Alpi occidentali oltre 800-1000 m, e deboli piogge fra levante Ligure, alta Toscana ed Emilia occidentale.<strong> Asciutto nel resto del nord e del centro</strong>. Al sud nuvoloso ma altrettanto con scarse piogge, solo locali. In Sicilia e Sardegna variabile, qualche rovescio nella zona sudest della Sardegna. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia-1793606055143.jpg" data-image="uufddeus0a27"><figcaption>Temperature in diminuzione verso il fine settimana.</figcaption></figure><p>Temperature: <strong>poco freddo in realtà, al nord minime fra 5 e 7°C</strong>, nessuna gelata è prevista, massime 13-15°C, <strong>al centro minime 8-10°C, massime sui 16-18°C</strong>, anche 20-22°C in Sardegna. Al sud 10-12°C al mattino e 18-20°C di giorno. </p><h2>Giovedì e venerdì minime in calo</h2><p><strong>Giovedì 5 e venerdì 6 novembre ancora spesso nuvoloso, </strong>specie al nordovest e versante tirrenico, mentre si aprono schiarite al nordest e lungo l’Adriatico. <strong>Le precipitazioni restano confinate nelle zone più nordoccidentali</strong> e ponente ligure, col fronte prossimo alle coste tirreniche dove a tratti vi sarà qualche pioggia, ma il grosso pare restare sul mare. <strong>Piogge sulla Sardegna orientale, specie giovedì, </strong>quindi sulla Sicilia occidentale nella giornata di venerdì. Per il resto delle regioni, in genere asciutto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia-1793605980140.jpg" data-image="wz8bse780i91"><figcaption>La corrente a getto aggira il grande anticiclone nord Europeo, lasciando un ramo isolato prossimo all'Italia.</figcaption></figure><p><strong>Le temperature calano venerdì al nord, anche a 2-4°C, localmente vicine a 0°C</strong>, ma con massime ancora 13-15°C. Al centro 4-6°C di minima, 16-18°C di massima, 20°C in Sardegna. Al sud minime 10-12°C, massime sui 20°C.</p><h2>Grigio e umido il primo fine settimana di novembre</h2><p><strong>Sabato 7 e domenica 8 novembre saranno probabilmente ancora due giornate piuttosto grigie </strong>e umide, specie al nord. Nubi estese stratificate comunque interesseranno quasi tutte le regioni, ma nel complesso poco produttive quanto a precipitazioni. <strong>Qualche leggera pioggia o pioviggine potrà interessare appunto il nord, </strong>nonché i rovesci fermi sul Tirreno a tratti sconfinare fin sulle coste, specie verso la Campania. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796181" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html" title="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve">Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html" title="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/etwas-das-es-seit-70-jahren-nicht-gab-uber-dem-nordpol-bricht-der-polarwirbel-jetzt-kommt-der-schnee-zu-uns-1793350526313_320.jpg" alt="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve"></a></article></aside><p>La circolazione pare ruotare più dai settori meridionali, quindi portando masse d’aria relativamente più miti. Di conseguenza le temperature aumenteranno, specie nelle minime. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta Meteo, vortice ciclonico sul Sud Italia: oggi rischio nubifragi e oltre 100 mm di pioggia. Ecco dove colpirà]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-vortice-ciclonico-sul-sud-italia-oggi-rischio-nubifragi-e-oltre-100-mm-di-pioggia-ecco-dove-colpira.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 09:06:10 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Intenso e potente vortice ciclonico sul basso Tirreno già dalle prime ore di questo lunedì 2 novembre. Peggiorerà nel corso della giornata.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsuu06"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsuu06.jpg" id="xbsuu06"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il vortice di bassa pressione si è ormai formato sul basso Tirreno e sta condizionando il meteo su diverse regioni italiane sin dalle prime ore di questo nuovo inizio di settimana. <strong>Campania, Calabria, Puglia, Molise e Abruzzo sono le regioni maggiormente interessate dal maltempo</strong>, con precipitazioni sparse che stanno coinvolgendo anche il Lazio, la bassa Toscana e le Marche.</p><p>Tuttavia, questo peggioramento rappresenta soltanto l'inizio di una giornata che, anticipiamo subito, sarà particolarmente piovosa soprattutto sulle regioni meridionali. Non a caso, proprio nella giornata di ieri, <strong>la Protezione Civile ha diramato un'allerta meteo arancione per Puglia e Basilicata</strong>, a causa del rischio legato alle precipitazioni intense, ai temporali e alle possibili criticità idrogeologiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796220" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata">Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793546728880_320.png" alt="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata"></a></article></aside><p>Insomma, la situazione meteorologica è piuttosto movimentata e lo sarà ancora di più nelle prossime ore, quando il vortice ciclonico tenderà a intensificare ulteriormente i fenomeni su alcune aree della nostra Penisola.</p><h2><strong>Maltempo oggi, lunedì 2 novembre: piogge intense e rischio nubifragi al Sud</strong></h2><p>Tornando all'evoluzione meteorologica di questo lunedì, <strong>le precipitazioni continueranno a interessare buona parte del Centro-Sud</strong>, facendosi progressivamente più intense soprattutto tra Calabria centro-settentrionale, Puglia e Basilicata.</p><p>In queste regioni gli accumuli pluviometrici potrebbero superare diffusamente i 50 millimetri, con la possibilità di raggiungere o superare localmente i 100 millimetri nelle zone maggiormente esposte ai fenomeni più persistenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796219" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno.html" title="Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?">Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno.html" title="Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno-1793545902498_320.jpg" alt="Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?"></a></article></aside><p>Le piogge potranno inoltre assumere carattere temporalesco e, in alcuni casi, risultare particolarmente violente. <strong>Non si escludono locali nubifragi, accompagnati da forti raffiche di vento</strong>, con possibili disagi soprattutto nelle aree più vulnerabili dal punto di vista idrogeologico.</p><p>Per questo motivo, è fondamentale prestare attenzione agli aggiornamenti delle autorità competenti e alle indicazioni della Protezione Civile, evitando gli spostamenti non necessari nelle zone maggiormente interessate dal maltempo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-vortice-ciclonico-sul-sud-italia-oggi-rischio-nubifragi-e-oltre-100-mm-di-pioggia-ecco-dove-colpira-1793608206572.jpg" data-image="375a560oxqca" alt="Nuvole, pioggia e neve sull'Italia" title="Nuvole, pioggia e neve sull'Italia"><figcaption>Il vortice ciclonico previsto sul Sud Italia nel pomeriggio di lunedì 2 novembre, con il minimo depressionario in prossimità della Calabria e precipitazioni diffuse sulle regioni meridionali.</figcaption></figure><p>Nel corso della giornata, il minimo depressionario tenderà a spostarsi molto lentamente dal basso Tirreno verso il mar Ionio, mantenendo attiva una vasta circolazione ciclonica sulle regioni meridionali.</p><p><strong>Le precipitazioni continueranno a interessare soprattutto Puglia, Basilicata e Calabria</strong>, mentre ulteriori fenomeni potranno coinvolgere anche la Sicilia, in particolare durante lo spostamento del vortice verso levante.</p><h3><strong>Martedì 3 novembre, ultime piogge prima del miglioramento: ecco quanto pioverà</strong></h3><p>Ma quando terminerà questa intensa fase di maltempo? Secondo le ultime elaborazioni dei modelli meteorologici, <strong>il vortice depressionario dovrebbe iniziare ad allontanarsi definitivamente dall'Italia tra la notte e la giornata di martedì 3 novembre</strong>, dirigendosi progressivamente verso la Grecia e il mar Egeo.</p><p>Prima di lasciare la nostra Penisola, però, continuerà a favorire precipitazioni soprattutto sulla Puglia, dove le ultime piogge potrebbero insistere anche durante le prime ore di martedì.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-vortice-ciclonico-sul-sud-italia-oggi-rischio-nubifragi-e-oltre-100-mm-di-pioggia-ecco-dove-colpira-1793608295747.jpg" data-image="1v8k3uof236k" alt="Precipitazione cumulata fino al 4 novembre" title="Precipitazione cumulata fino al 4 novembre"><figcaption>Precipitazioni cumulate tra martedì 3 e mercoledì 4 novembre. Gli accumuli più significativi interesseranno soprattutto Puglia, Basilicata, Molise e Abruzzo. </figcaption></figure><p>Proprio la Puglia sarà tra le regioni che potrebbero registrare gli accumuli più significativi dell'intero peggioramento, con valori complessivi particolarmente elevati soprattutto sui settori centro-settentrionali.</p><p><strong>Accumuli importanti sono attesi anche tra Basilicata, Molise e Abruzzo</strong>, mentre quantitativi generalmente inferiori dovrebbero interessare buona parte delle regioni tirreniche.</p><p>Già durante la giornata di martedì, tuttavia, <strong>le condizioni meteorologiche tenderanno a migliorare progressivamente</strong>, con precipitazioni sempre più isolate e il ritorno di schiarite anche sulle regioni meridionali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796216" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre">I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-coinciden-el-4-de-noviembre-se-producira-el-cse-mas-temprano-jamas-registrado-1793382753394_320.png" alt="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"></a></article></aside><p>Sul resto della Penisola, invece, il tempo risulterà generalmente più tranquillo, con ampie schiarite soprattutto al Nord e lungo il versante tirrenico, seppur in un contesto ancora piuttosto fresco.</p><p>Dal punto di vista termico, infatti, <strong>le temperature continueranno a mantenersi inferiori alle medie stagionali</strong>, soprattutto sulle regioni adriatiche e meridionali, dove la ventilazione settentrionale contribuirà ad accentuare ulteriormente la sensazione di freddo.</p><p>Le massime risulteranno particolarmente contenute nelle zone interne e lungo il versante adriatico, mentre valori più miti saranno ancora possibili sulle coste tirreniche e su parte delle Isole Maggiori.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>La settimana dovrebbe poi proseguire con condizioni meteorologiche progressivamente più stabili su buona parte dell'Italia, almeno fino alla seconda metà della settimana, quando nuove infiltrazioni instabili potrebbero tornare a interessare soprattutto le regioni meridionali e insulari.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-vortice-ciclonico-sul-sud-italia-oggi-rischio-nubifragi-e-oltre-100-mm-di-pioggia-ecco-dove-colpira.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Punti ciechi del cambiamento climatico: le regioni per le quali disponiamo di pochi dati preoccupano gli scienziati]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/punti-ciechi-del-cambiamento-climatico-le-regioni-per-le-quali-disponiamo-di-pochi-dati-preoccupano-gli-scienziati.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 06:55:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La visualizzazione dei dati può rendere più comprensibile al pubblico un problema enorme e altamente complesso come il cambiamento climatico. Può anche influenzare la percezione che le persone hanno di esso.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-puntos-ciegos-del-cambio-climatico-las-regiones-de-las-que-apenas-tenemos-datos-preocupa-a-los-cientificos-1792919510640.png" data-image="ac5gae0crcqo"><figcaption>La visualizzazione dei dati può rendere un problema enorme e altamente complesso facile da comprendere per il grande pubblico.</figcaption></figure><p><strong>Miliardi di persone in tutto il mondo vivono in luoghi e condizioni altamente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico,</strong> per esempio in alcune zone dell’Africa, dell’Asia e nelle piccole isole del Pacifico. Per questo, la visualizzazione dei dati è uno strumento fondamentale per comunicare il cambiamento climatico.</p><p>I dati sul riscaldamento vengono rappresentati attraverso i colori, le emissioni con linee e barre, le inondazioni e gli incendi mediante mappe e animazioni. <strong>Questi strumenti di visualizzazione possono rendere un problema enorme e molto complesso facile da capir</strong><strong>e</strong> e possono anche influenzare la percezione che le persone ne hanno. Alcune visualizzazioni, però, non raccontano tutta la storia. </p><h2>La visualizzazione dei dati può cambiare la percezione</h2><p><strong>Una recente ricerca condotta su 34 utenti dei social network del Regno Unito e della Polonia, </strong>ai quali sono state mostrate visualizzazioni di dati climatici per poi chiedere quali emozioni avessero provato e come avessero reagito<strong>,</strong> ha rilevato preoccupazione, paura, tristezza, rabbia e inquietudine, ma anche curiosità, sorpresa e piacere, <strong>suggerendo che la visualizzazione possa rendere più accessibili anche dati spiacevoli.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-puntos-ciegos-del-cambio-climatico-las-regiones-de-las-que-apenas-tenemos-datos-preocupa-a-los-cientificos-1792919762648.png" data-image="0gxj8k4xoawo"><figcaption>Maggiore è il riscaldamento, più intensi saranno i toni del rosso.</figcaption></figure><p><strong>L</strong><strong>e strisce del riscaldamento sono una visualizzazione che mostra i cambiamenti della temperatura attraverso bande colorate.</strong> Un partecipante ha raccontato che questa visualizzazione gli sembrava bella, gradevole e interessante, finché non ha compreso che cosa rappresentassero i colori: il rosso le temperature calde, il blu quelle fredde. A quel punto la sua reazione è cambiata e l’immagine è diventata inquietante. <strong>La visualizzazione non mostra soltanto il cambiamento climatico, ma modifica il modo in cui le persone lo vivono.</strong></p><h2>Il problema della mancanza di dati nei luoghi più vulnerabili al cambiamento climatico</h2><p><strong>La visualizzazione delle strisce del riscaldamento non è disponibile per tutte le località del pianeta, ma è necessaria su scala locale</strong> per comprendere il fenomeno, sensibilizzare, accrescere la consapevolezza e prepararsi alle peggiori conseguenze del cambiamento climatico in alcune di queste aree. La visualizzazione dei dati deve rispecchiare il contesto locale e, allo stesso tempo, coinvolgere un pubblico più ampio per trasmettere l’urgente necessità di agire contro il cambiamento climatico.</p><p>La versione interattiva delle strisce del riscaldamento permette agli utenti di selezionare le località per creare le proprie strisce, ma <strong>non sempre è possibile realizzarle a causa della mancanza di dati per un luogo specifico.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793713" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-clima-in-bilico-a-modena-una-mostra-per-capire-il-cambiamento-climatico.html" title="Clima, dai gas serra alle fake news: a Modena una mostra per capire cosa sta succedendo">Clima, dai gas serra alle fake news: a Modena una mostra per capire cosa sta succedendo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-clima-in-bilico-a-modena-una-mostra-per-capire-il-cambiamento-climatico.html" title="Clima, dai gas serra alle fake news: a Modena una mostra per capire cosa sta succedendo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-clima-in-bilico-a-modena-una-mostra-per-capire-il-cambiamento-climatico-1792143318192_320.jpg" alt="Clima, dai gas serra alle fake news: a Modena una mostra per capire cosa sta succedendo"></a></article></aside><p>Il problema non risiede nell’inesattezza della rappresentazione globale dei dati sul riscaldamento che rendono visibile il cambiamento climatico, ma nel fatto che la precisione su scala globale non garantisce la visibilità a livello locale, quando<strong> questa visibilità locale è fondamentale per le comunità che subiscono le conseguenze peggiori </strong>del cambiamento climatico.</p><h2>Oltre i numeri: gli impatti sulle persone</h2><p>La visualizzazione dei dati climatici non è soltanto un esercizio tecnico che consiste nel realizzare un grafico preciso, chiaro e facile da comprendere. <strong>È necessario sapere chi viene rappresentato, chi manca e chi vive ciò che i dati ci permettono di vedere.</strong> Quello che le persone vedono nelle visualizzazioni può influenzare ciò che provano rispetto al cambiamento climatico e portarle a interrogarsi su che cosa pensano di poter fare al riguardo. </p><p><strong>Lo studio ha rivelato che le risposte emotive potevano spingere le persone a condividere le informazioni e a discuterne con altri</strong>, a cambiare le abitudini quotidiane e persino a intraprendere forme più strutturate di partecipazione politica. Tuttavia, emozioni intense non si traducono automaticamente in azioni.</p><div class="texto-destacado">Rendere visibile il cambiamento climatico è soltanto il primo passo. La sfida della comunicazione climatica consiste nel considerare quali esperienze vediamo, quali rimangono escluse e che cosa accade dopo averle conosciute. <br></div><p><strong>Quando le persone sentivano di poter fare qualcosa di concreto a livello locale o nazionale, erano più propense a riferire azioni dirette a favore del clima.</strong> La percezione di poter agire contribuisce a determinare che cosa accade dopo che le persone hanno avuto accesso alle informazioni climatiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790131" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli">Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli-1790172973662_320.jpeg" alt="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"></a></article></aside><p>La comunicazione climatica non deve soltanto trovare modi migliori e più precisi per mostrare la portata della crisi climatica. <strong>Quando il cambiamento climatico viene trasformato in dati, la comunicazione deve fare in modo che il pubblico continui a vedere le persone dietro ai numeri,</strong> non soltanto per conoscere la realtà e preoccuparsene, ma anche per sapere che cosa può fare. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Fr%C4%85tczak%2C%20M." data-year="2026" data-title="Data%20visualisation%20as%20an%20%E2%80%98emotional%20repository.%E2%80%99%20Information%2C%20Communication%20%26%20Society%2C%201%E2%80%9320." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1080%2F1369118X.2026.2751505">Frątczak, M.. (2026). <a href="https://doi.org/10.1080/1369118X.2026.2751505" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La visualizzazione dei dati come “archivio emotivo”. Information, Communication & Society, 1–20.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/punti-ciechi-del-cambiamento-climatico-le-regioni-per-le-quali-disponiamo-di-pochi-dati-preoccupano-gli-scienziati.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 04:49:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il vortice polare stratosferico inizia ad indebolirsi e a scaldarsi, si tratta di uno degli eventi più precoci mai osservati. Ecco quello che potrà accadere, tenendo presente l'incognita di El Niño.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsphue"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsphue.jpg" id="xbsphue"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In questo inizio di novembre il <strong>vortice polare stratosferico</strong> sta vivendo una fase di instabilità insolitamente precoce. I modelli numerici indicano una probabilità elevata di un forte indebolimento, <strong>con inversione dei venti zonali medi a 10 hPa e 60°N tra il 4 e il 10 novembre.</strong></p><p>Se confermato, si tratterebbe di uno dei riscaldamenti troposferici più precoci mai osservati, da quando si monitora l’attività del vortice polare in stratosfera. Quindi un vero e proprio record.</p><h2><strong>Il meccanismo fisico del vortice polare</strong></h2><p>Il <strong>vortice polare stratosferico</strong> è una vasta circolazione ciclonica di venti occidentali che si rafforza ogni autunno sopra le regioni polari. La sua evoluzione è regolata principalmente dalle <strong>onde planetarie di Rossby</strong> che si generano in troposfera.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno-1793545778248.jpg" data-image="3rlnpi5j067t" alt="Calore, vortice polare." title="Calore, vortice polare."><figcaption>Solo le onde più lunghe riescono a superare la tropopausa e a propagarsi in stratosfera. Durante la loro ascesa trasportano calore e quantità di moto verso l’alto, sopra l’Artico. </figcaption></figure><p>Solo le onde più lunghe riescono a superare la tropopausa e a propagarsi in stratosfera. Durante la loro ascesa trasportano calore e quantità di moto verso l’alto, sopra l’Artico. </p><div class="texto-destacado">Arrivate nelle quote superiori (intorno ai 10 hPa e oltre), dove la densità dell’aria è molto più bassa, <strong>le onde aumentano di ampiezza e tendono a rompersi. Il deposito di momento che ne deriva frena i venti occidentali del vortice, rallentandoli, fino a farli invertire del tutto.</strong></div><p>Man mano che si progredisce verso l’alta stratosfera l’aria diviene meno densa, pertanto proprio a queste quote il vento comincia a rallentare, rispetto alla media e bassa troposfera. </p><p>Quando il vortice si indebolisce in alto, le onde successive trovano condizioni favorevoli alla rottura a quote progressivamente più basse. Se le condizioni restano favorevoli il rallentamento dei venti zonali si può propagare verso il basso nel corso di giorni o settimane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno-1793545829877.jpg" data-image="rxz2ppzyx3bo" alt="Onde di Rossby." title="Onde di Rossby."><figcaption>Le onde di Rossby, in movimento dal Nord America verso l'Europa, che favoriranno il trasporto di calore verso la regione polare.</figcaption></figure><p>La compressione adiabatica che accompagna la discesa provoca il rapido riscaldamento della stratosfera polare, <strong>generando il fenomeno dello stratwarming, con questo massiccio e repentino riscaldamento della stratosfera.</strong></p><h2><strong>Ogni inverno la stratosfera polare tende a scaldarsi</strong></h2><p>Sia chiaro, questo processo non è eccezionale in sé. <strong>Ogni inverno le onde planetarie di Rossby trasferiscono energia e quantità di moto verso il vortice polare. </strong></p><div class="texto-destacado">Lo <strong>stratwarming </strong>rappresenta semplicemente il caso in cui questo trasferimento <strong>è particolarmente intenso e prolungato, fino a determinare l’inversione dei venti zonali.</strong></div><p>Uno dei punti più discussi riguarda le conseguenze sulla circolazione troposferica e, di conseguenza, sul tempo alle medie latitudini.</p><p>Statisticamente, circa un terzo o fino a metà degli <strong>stratwarming</strong> non producono una risposta troposferica chiara e duratura (indice NAM negativo al suolo, aumento della probabilità di blocchi). </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno-1793545902498.jpg" data-image="e08vwhcgjxyq" alt="Stratwarming." title="Stratwarming."><figcaption>Statisticamente, circa un terzo o fino a metà degli stratwarming non producono una risposta troposferica chiara e duratur.</figcaption></figure><p>Gli altri due terzi invece mostrano un impatto, con intensità e tempi variabili, spesso tra 1 e 3 settimane dopo l’evento stratosferico, ma in alcuni casi anche più tardi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="225821" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/meteorologia-vortice-polare-ecco-come-influenza-inverno-gelo-neve.html" title="Alla scoperta del vortice polare: ecco come influenza l'inverno">Alla scoperta del vortice polare: ecco come influenza l'inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/meteorologia-vortice-polare-ecco-come-influenza-inverno-gelo-neve.html" title="Alla scoperta del vortice polare: ecco come influenza l'inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-del-vortice-polare-ecco-come-influenza-l-inverno-225821-1_320.jpg" alt="Alla scoperta del vortice polare: ecco come influenza l'inverno"></a></article></aside><p>Il segnale non scende meccanicamente. La stratosfera modifica le condizioni di fondo (gradiente di temperatura, posizione del getto, propagazione delle onde successive), <strong>ma è la troposfera a determinare se e come rispondere.</strong> Non il contrario. </p><h2><strong>Perché l’incertezza è più alta del solito in questo caso?</strong></h2><p>L’evento in corso presenta elementi che aumentano l’incertezza rispetto a un evento di riscaldamento classico, tipico di gennaio o febbraio. Un’inversione dei venti a inizio novembre non ha precedenti solidi nel record moderno. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno-1793545977329.jpg" data-image="ak1pa47yf9xx" alt="Freddo, inverno." title="Freddo, inverno."><figcaption>L’evento in corso presenta elementi che aumentano l’incertezza rispetto a un evento di riscaldamento classico, tipico di gennaio o febbraio. Un’inversione dei venti a inizio novembre non ha precedenti. </figcaption></figure><p>Nella prima parte della stagione il vortice è ancora in fase di costruzione e <strong>il coupling tra stratosfera e troposfera tende a essere meno efficiente e più lento.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>A tutto ciò ci si mette di mezzo pure El Niño<strong>. La fase di El Niño molto intensa favorisce pattern troposferici più zonali e, su gran parte delle medie latitudini dell’emisfero nord, condizioni mediamente più miti.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Inoltre, di norma, la risposta della troposfera è mediamente più robusta nel cuore dell’inverno, </strong>quando il contrasto termico e la struttura del vortice sono pienamente sviluppati. </p><p>A inizio novembre i tempi di propagazione verso il basso e l’intensità dell’impatto possono risultare attenuati o dilazionati.</p><p>Pertanto le conseguenze sulla circolazione troposferica, invece, restano aperte. In questo caso specifico, la combinazione di tempistica estremamente precoce e <strong>Super El Niño</strong> rende l’incertezza ancora maggiore sul proseguo di novembre. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796216" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre">I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-coinciden-el-4-de-noviembre-se-producira-el-cse-mas-temprano-jamas-registrado-1793382753394_320.png" alt="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"></a></article></aside><p>Nelle prossime settimane sarà decisivo osservare se e come il segnale stratosferico riuscirà a propagarsi verso il basso e a interagire con la circolazione troposferica, già fortemente influenzata da <strong>El Niño </strong>sull'area del Pacifico.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scienziati spagnoli dell'IEO scoprono perché alcuni polpi del Mediterraneo possono triplicare il proprio peso]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-spagnoli-dell-ieo-scoprono-perche-alcuni-polpi-del-mediterraneo-possono-triplicare-il-loro-peso.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 17:19:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Cosa fa sì che alcuni polpi raggiungano dimensioni molto maggiori rispetto ad altri nelle stesse acque del Mediterraneo? Una ricerca spagnola ha individuato diversi indizi e rivelato altre sorprendenti caratteristiche di questi cefalopodi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-algunos-pulpos-del-mediterraneo-pesan-casi-el-triple-que-otros-cientificos-espanoles-descubren-los-motivos-1793094175861.jpg" data-image="4mqvkryfnhex" alt="Polpo" title="Polpo"><figcaption>I polpi catturati tramite pesca artigianale pesano, in media, quasi tre volte tanto rispetto a quelli ottenuti mediante pesca a strascico.</figcaption></figure><p>Nelle acque del Mediterraneo convivono polpi della stessa specie che presentano però differenze sorprendenti. <strong>Mentre alcuni esemplari raggiungono appena i 500 grammi, altri superano ampiamente il chilo di peso.</strong> Da che cosa dipende questa disparità, se appartengono tutti alla stessa specie? </p><p>Uno studio dell’Istituto spagnolo di oceanografia (IEO-CSIC) ha rivelato sorprendenti differenze nelle <strong>dimensioni, nella riproduzione e nell’alimentazione dei polpi che vivono nelle acque delle Baleari. </strong>La temperatura del mare potrebbe spiegare in parte queste differenze, ma non è l’unico fattore.</p><p>La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Fishes, ha scoperto che<strong> i polpi catturati con la pesca artigianale pesano, in media, quasi tre volte più di quelli pescati a strascico</strong>. Le differenze potrebbero essere legate alla profondità, alla temperatura dell’acqua e alle caratteristiche dei metodi di cattura.</p><h2>La temperatura dell’acqua influisce?</h2><p>I ricercatori hanno verificato che i polpi catturati con la pesca artigianale mediante nasse, principalmente in acque costiere profonde meno di 50 metri, raggiungono un peso medio di 1.466 grammi. Al contrario, <strong>gli esemplari provenienti dalla pesca a strascico, praticata in zone più profonde, presentano un peso medio di appena 499 grammi.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Il polpo comune (Octopus vulgaris) è una delle specie di polpo più studiate e anche una delle più intelligenti. Al crepuscolo caccia granchi, gamberi e molluschi bivalvi, anche se mangia quasi tutto ciò che cattura. È stato inoltre osservato mentre mantiene dei "giardini". https://t.co/Q6cpgVQ1tY</p>— Jeremy Roberts (@JeremyBRoberts) <a href="https://x.com/JeremyBRoberts/status/1518620759261736961?ref_src=twsrc%5Etfw">25 aprile 2022</a></blockquote></figure><p><strong>Una delle possibili spiegazioni risiede nella</strong><strong> temperatura dell’acqua.</strong> Durante l’estate, le zone costiere poco profonde possono raggiungere i 28 °C, mentre oltre i 50 metri le temperature sono considerevolmente più basse e più stabili. </p><p>Queste <strong>differenze termiche potrebbero influire sul metabolismo e sulla crescita dei polpi</strong>, anche se gli scienziati avvertono che i diversi metodi di pesca selezionano anche esemplari con caratteristiche differenti. Non si può quindi concludere che la temperatura sia l’unica responsabile delle differenze osservate.</p><h2>Anche le femmine presentano pesi diversi</h2><p>Lo studio ha individuato un’altra particolarità legata alla riproduzione.<strong> Tra le femmine catturate con la pesca artigianale, il peso stimato al quale metà degli esemplari raggiunge la maturità sessuale è di 1,23 chilogrammi.</strong> Tra quelle provenienti dalla pesca a strascico, invece, questo valore scende a 490 grammi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-algunos-pulpos-del-mediterraneo-pesan-casi-el-triple-que-otros-cientificos-espanoles-descubren-los-motivos-1793094481178.jpg" data-image="h3q3kajphpx1" alt="Polpo" title="Polpo"><figcaption>Tra le femmine catturate con la pesca artigianale, il peso al quale metà degli esemplari raggiunge la maturità sessuale è di 1,23 chilogrammi</figcaption></figure><p>I maschi, dal canto loro, raggiungono la maturità sessuale a dimensioni considerevolmente inferiori rispetto alle femmine. Queste differenze potrebbero dipendere dalle <strong>condizioni ambientali dei diversi habitat</strong>, ma anche essere influenzate dalla selettività degli attrezzi da pesca.</p><h2>Un calendario riproduttivo rimasto invariato da 30 anni</h2><p>Un’altra delle scoperte più interessanti è che il periodo di massima <strong>attività riproduttiva del polpo comune nelle Baleari continua a concentrarsi tra maggio e agosto. </strong>Questo calendario coincide con quello descritto da ricerche condotte circa tre decenni fa.</p><p>Il risultato<strong> colpisce se si considera il riscaldamento del Mediterraneo</strong>, poiché in altre regioni sono state osservate modifiche nella distribuzione e nelle dinamiche riproduttive di questa specie associate alle condizioni ambientali. Gli scienziati, tuttavia, non hanno riscontrato cambiamenti importanti nei mesi di massima riproduzione dei polpi delle Baleari.</p><h3>I polpi cambiano alimentazione man mano che crescono</h3><p>La ricerca ha permesso anche di conoscere meglio le abitudini alimentari di questi cefalopodi attraverso l’analisi di 583 stomaci. I risultati mostrano che <strong>la loro dieta è composta principalmente da crostacei, pesci e altri molluschi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794848" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/mediterraneo-il-livello-del-mare-accelera-nuovi-dati-copernicus-rivelano-le-differenze-tra-est-e-ovest.html" title="Mediterraneo, il livello del mare accelera: nuovi dati Copernicus rivelano le differenze tra Est e Ovest">Mediterraneo, il livello del mare accelera: nuovi dati Copernicus rivelano le differenze tra Est e Ovest</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/mediterraneo-il-livello-del-mare-accelera-nuovi-dati-copernicus-rivelano-le-differenze-tra-est-e-ovest.html" title="Mediterraneo, il livello del mare accelera: nuovi dati Copernicus rivelano le differenze tra Est e Ovest"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-il-livello-del-mare-accelera-nuovi-dati-copernicus-rivelano-le-differenze-tra-est-e-ovest-1792775520221_320.png" alt="Mediterraneo, il livello del mare accelera: nuovi dati Copernicus rivelano le differenze tra Est e Ovest"></a></article></aside><p>I ricercatori hanno però scoperto che le loro preferenze alimentari cambiano con l’aumentare delle dimensioni.<strong> A partire da circa 11 centimetri di lunghezza del mantello, i polpi iniziano a consumare proporzionalmente più pesci</strong> e meno crostacei.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-espanoles-del-ieo-descubren-por-que-algunos-pulpos-del-mediterraneo-llegan-a-triplicar-su-peso-1793096349611.png" data-image="khlfxnhxczbm"><figcaption>A partire da circa 11 centimetri di lunghezza del mantello, i polpi iniziano a consumare proporzionalmente più pesci</figcaption></figure><p>Questo cambiamento coincide approssimativamente con le dimensioni alle quali le femmine raggiungono la maturità sessuale, suggerendo una<strong> possibile relazione con il maggiore fabbisogno energetico associato alla riproduzione. </strong>Una scoperta che dimostra quanto resti ancora da conoscere sulla biologia di questi affascinanti abitanti del Mediterraneo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Zaragoza%2C%20N.%2C%20Valls%2C%20M.%2C%20Guijarro%2C%20B.%2C%20et%20al." data-year="2026" data-title="Life-History%20Traits%20of%20the%20Common%20Octopus%20(Octopus%20vulgaris)%20from%20the%20Balearic%20Islands%20(Western%20Mediterranean%20Sea).%20Fishes%2C%2011(8)%2C%20463." data-url="https%3A%2F%2Fwww.mdpi.com%2F2410-3888%2F11%2F8%2F463">Zaragoza, N., Valls, M., Guijarro, B., et al.. (2026). <a href="https://www.mdpi.com/2410-3888/11/8/463" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Caratteristiche del ciclo vitale del polpo comune (Octopus vulgaris) delle isole Baleari (Mediterraneo occidentale). Fishes, 11(8), 463.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-spagnoli-dell-ieo-scoprono-perche-alcuni-polpi-del-mediterraneo-possono-triplicare-il-loro-peso.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 15:26:10 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il maltempo si intensifica al Centro-Sud: lunedì 2 novembre attesi temporali, piogge persistenti e venti di burrasca. Allerta arancione in Puglia e Basilicata, gialla in altre cinque regioni. Tra lunedì e martedì possibili accumuli superiori a 100 millimetri.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbspk3e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbspk3e.jpg" id="xbspk3e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Come abbiamo spiegato in altri articoli qui su Meteored,<strong> il Centro-Sud si prepara a un peggioramento ulteriore delle condizioni meteo</strong>, dopo una giornata in cui abbiamo già assistito a prime piogge e abbassamento delle temperature. </p><p>Un’area di bassa pressione, in discesa dai Balcani verso il mar Tirreno, sta determinando condizioni di instabilità, con rovesci e temporali sparsi. <strong>Dalla notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre è atteso un nuovo peggioramento</strong>, con piogge diffuse, temporali anche intensi e un generale rinforzo dei venti.</p><p>L’approfondirsi della depressione sul Tirreno meridionale provocherà un deciso deterioramento delle condizioni meteorologiche sul medio versante adriatico e su gran parte del Sud. Particolare attenzione andrà alla persistenza delle precipitazioni, che potranno insistere sulle stesse aree per diverse ore.</p><p>Secondo l’aggiornamento pubblicato da Meteored Italia, basato sulle elaborazioni del modello europeo ECMWF, <strong>tra lunedì 2 e martedì 3 novembre potrebbero accumularsi oltre 100 millimetri di pioggia nell’area tra Basilicata e Puglia</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793546441134.jpg" data-image="wfa43j335shw"><figcaption>Sono attesi quantitativi di pioggia importanti al centro-sud.</figcaption></figure><p>Precipitazioni abbondanti sono previste anche sulla Calabria settentrionale e in alcune zone della Campania. Si tratta di quantitativi previsti nell’arco dei due giorni, la cui distribuzione locale dipenderà dall’effettiva evoluzione della depressione.</p><p>Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – <strong>ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse.</strong> I fenomeni, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare criticità idrogeologiche e idrauliche.</p><h2><strong>Piogge e temporali: le regioni interessate</strong></h2><p>L’avviso prevede dalle prime ore di domani, lunedì 2 novembre, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, <strong>su Abruzzo, Molise e Sicilia, in estensione a Campania, Calabria, Puglia e Basilicata.</strong></p><p>Le precipitazioni potranno assumere carattere di persistenza soprattutto sulla Basilicata e lungo i versanti appenninici orientali di Abruzzo e Molise. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796182" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento.html" title="Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, ' più di 100 mm di pioggia'">Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, " più di 100 mm di pioggia"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento.html" title="Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, ' più di 100 mm di pioggia'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento-1793520086729_320.png" alt="Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, ' più di 100 mm di pioggia'"></a></article></aside><p>Il peggioramento si inserisce in una fase di instabilità già in corso nella giornata di Ognissanti: il passaggio al nuovo giorno porterà quindi un’ulteriore intensificazione del maltempo nelle regioni meridionali.</p><h3><strong>Venti fino a burrasca, raffiche più intense sulla Sicilia meridionale</strong></h3><p><strong>Sempre dal primo mattino di lunedì sono previsti venti settentrionali da forti a burrasca sul Lazio</strong>, specialmente sui settori settentrionali, <strong>sulla Campania e sulla Sicilia</strong>. Sui settori meridionali dell’isola le raffiche potranno raggiungere l’intensità di burrasca forte.</p><p>Successivamente il rinforzo della ventilazione interesserà anche Basilicata e Puglia, con venti in rotazione dai quadranti orientali. Il vento rappresenterà quindi un ulteriore elemento di attenzione, accanto alle precipitazioni intense e alla possibile persistenza dei temporali.</p><h2><strong>Allerta arancione in Puglia e Basilicata, gialla in altre cinque regioni</strong></h2><p>Sulla base dei fenomeni previsti, per la giornata di lunedì 2 novembre è stata valutata <strong>allerta arancione per rischio meteo-idrogeologico in Puglia e Basilicata</strong>. È stata inoltre indicata allerta gialla in Calabria, Campania, Molise, Abruzzo e Sicilia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793546563009.jpg" data-image="9my6pant0fdt"><figcaption>Accumuli pluviometrici importanti sono attesi al Sud.</figcaption></figure><p>Per conoscere le zone effettivamente coinvolte e le tipologie di rischio previste nei singoli territori è necessario consultare il bollettino nazionale di criticità e di allerta e gli aggiornamenti delle rispettive strutture regionali di protezione civile.</p><p>L’attenzione resterà alta anche sull’evoluzione successiva: <strong>il modello europeo indica infatti possibili accumuli rilevanti tra il 2 e il 3 novembre.</strong> I livelli di allerta riportati in questo aggiornamento si riferiscono invece alla giornata di lunedì 2 novembre.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 14:30:04 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Secondo i meteorologi, nei primi giorni di novembre il vortice polare potrebbe subire un’importante perturbazione, definita «senza precedenti». Ecco cosa potrebbe accadere e quali potrebbero essere le ripercussioni per l’emisfero settentrionale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-x9dl7sa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-x9dl7sa.jpg" id="x9dl7sa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Nell’era satellitare non si sono mai verificate grandi perturbazioni del vortice polare a novembre</strong>, ma questo potrebbe cambiare con un riscaldamento stratosferico improvviso (SSW) previsto attorno al 4 novembre sull’Artico. Nel periodo precedente all’osservazione satellitare, meno affidabile, sono stati documentati soltanto due casi. </p><p><strong>"Un’alterazione del vortice polare di questa entità è più comune a gennaio e febbraio. In alcune occasioni si è verificata a dicembre</strong>, anche se mai dall’inizio di questo secolo", spiega Judah Cohen, climatologo del MIT. Ora "i modelli prevedono una perturbazione con quasi tre settimane di anticipo rispetto alla più precoce grande perturbazione conosciuta del vortice polare". </p><h2>Che cos’è il vortice polare?</h2><p><strong>Il vortice polare è un’ampia circolazione di bassa pressione e aria fredda che ruota in senso antiorario attorno al Polo Nord</strong>. Si forma nella stratosfera ogni autunno ed esercita una forte influenza sul clima invernale dell’emisfero settentrionale. </p><p>Quando è intenso, il vortice rimane strettamente raccolto attorno al Polo Nord, mantenendo l’aria fredda confinata in quella zona<strong>. Quando è debole, il vortice oscilla e permette all’aria gelida di spostarsi verso sud, fino alle medie latitudini. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-coinciden-el-4-de-noviembre-se-producira-el-cse-mas-temprano-jamas-registrado-1793382753394.png" data-image="n6ax90asv6o0"><figcaption>Sebbene un riscaldamento stratosferico improvviso venga spesso associato al freddo estremo, in molti casi questo non si verifica.</figcaption></figure><p>I meteorologi non hanno ancora chiaro come tutto questo influenzerà il tempo nell’emisfero settentrionale. In questi giorni, meteorologi di diversi Paesi segnalano che è molto probabile che si verifichi <strong>un riscaldamento stratosferico improvviso attorno al 4 novembre 2026, il più precoce dall’inizio delle rilevazioni</strong>, che potrebbe perturbare il vortice polare. Questo, tuttavia, non significa necessariamente che l’inverno arriverà prima del solito.</p><p><strong>Le onde atmosferiche su larga scala che si propagano dalla troposfera verso la stratosfera indeboliscono il vortice polare quando si "infrangono" su di esso</strong>. Se queste onde sono abbastanza intense, il vortice può indebolirsi fino a provocare un’inversione temporanea della direzione dei venti. </p><p>Quando ciò accade, l’aria fredda scende e le temperature stratosferiche aumentano rapidamente, dando origine a un riscaldamento stratosferico improvviso "maggiore".</p><h2>Quando potrebbero farsi sentire gli effetti di questo riscaldamento stratosferico?</h2><p>L’86% degli scenari dell’ECMWF prevede che questo riscaldamento stratosferico improvviso si verifichi tra pochi giorni.<strong> Da quando è iniziata la raccolta di questi dati, nel 1959, non si è mai verificato un episodio maggiore così presto nella stagione.</strong> Un episodio maggiore di riscaldamento stratosferico improvviso ha più probabilità di provocare irruzioni di aria artica alle basse latitudini, ma è impossibile sapere in quale parte dell’emisfero settentrionale questo potrebbe accadere. In ogni caso, gli effetti si farebbero sentire dopo alcune settimane, non immediatamente.</p><p>L’ECMWF prevede che, a partire da oggi, il vortice polare assuma una forma ovale, tre volte più lunga che larga: ciò significa che l’aria artica potrebbe infine raggiungere l’Europa o gli Stati Uniti. Occorrono circa due settimane perché una perturbazione così importante del vortice polare influenzi il tempo alle nostre latitudini. <strong>Cohen afferma: "Non mi aspetterei di vederne gli effetti prima di dicembre"</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796181" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html" title="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve">Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html" title="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/etwas-das-es-seit-70-jahren-nicht-gab-uber-dem-nordpol-bricht-der-polarwirbel-jetzt-kommt-der-schnee-zu-uns-1793350526313_320.jpg" alt="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve"></a></article></aside><p><strong>La presenza di un forte blocco anticiclonico sugli Urali e sulla Scandinavia spiega questa tempistica insolita.</strong> Si tratta, in sostanza, di un sistema di alta pressione che si è insediato sulla Russia nordoccidentale e sulla Scandinavia, spingendo grandi onde atmosferiche verso la stratosfera e contribuendo così a indebolire il vortice polare. </p><p>I modelli non hanno previsto un fenomeno così precoce: "Faranno molta fatica a interpretarlo", spiega Cohen. E aggiunge: "<strong>Esiste una soglia oltre la quale El Niño diventa così forte da deviare qualsiasi massa d’aria fredda che il vortice polare ci invia?</strong> Non lo so, e credo che non lo sappia nessun altro".</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il fotografo Sebastião Salgado ha piantato due milioni di alberi in un'area devastata: 28 anni dopo, torna pieno di vita]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-fotografo-sebastiao-salgado-ha-piantato-due-milioni-di-alberi-in-una-tenuta-devastata-e-28-anni-dopo-la-fauna-selva.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 13:17:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nel 1998, Sebastião Salgado e sua moglie hanno dato avvio al ripristino di una proprietà degradata in Brasile. Il progetto ha reso possibile il recupero di migliaia di ettari e la riabilitazione di habitat naturali.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fotografo-que-planto-2-millones-de-arboles-en-una-finca-devastada-28-anos-despues-la-fauna-y-flora-han-vuelto-1793165010970.jpg" data-image="mmi2ca0c8nwm" alt="Proyecto Terra" title="Proyecto Terra"><figcaption>Sebastião Salgado ha promosso il rimboschimento di una tenuta di famiglia in Brasile, dove il ritorno degli alberi ha favorito il ripristino della flora e della fauna locali. Immagine: Instituto Terra.</figcaption></figure><p>La deforestazione e l’allevamento avevano lasciato un segno profondo in una proprietà di famiglia situata nel sud-est del Brasile. Di fronte al degrado del terreno, <strong>il fotografo Sebastião Salgado e sua moglie, Lélia Deluiz Wanick Salgado,</strong> decisero di intervenire per recuperare la vegetazione perduta e restituire all’ambiente parte della sua ricchezza naturale.</p><p><strong>L’iniziativa prese avvio nel 1998 e portò alla nascita dell’Instituto Terra,</strong> un’organizzazione dedicata al ripristino ambientale. Il lavoro svolto da allora dimostra che recuperare un’area degradata richiede anni di interventi, risorse economiche e una selezione adeguata delle specie vegetali. L’esperienza è servita anche a estendere le attività di conservazione oltre i confini della proprietà originaria.</p><h2>Sebastião Salgado e l’Instituto Terra: come iniziò la riforestazione</h2><p><strong>La proprietà riforestata si trova ad Aimorés, nello Stato brasiliano di Minas Gerais</strong>. Prima dell’inizio dei lavori, decenni di allevamento e disboscamento avevano ridotto la copertura vegetale e compromesso le condizioni del suolo. L’intervento di Salgado e di sua moglie mirava a<strong> ripristinare la foresta atlantica, un ecosistema che aveva perso terreno in quella zona.</strong></p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/RY2dIEba30o/sddefault.jpg" alt="youtube video id=RY2dIEba30o" id="RY2dIEba30o"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>I coniugi avviarono un programma di ripristino che richiedeva di conoscere le caratteristiche del terreno e le esigenze di ogni specie. La produzione di piantine, la scelta di alberi autoctoni e la loro distribuzione nelle aree danneggiate facevano parte delle attività. L’obiettivo era <strong>favorire il recupero dell’ambiente e creare le condizioni adatte al ritorno di altre specie.</strong></p><p>I primi risultati resero necessario rivedere alcune procedure. <strong>La sopravvivenza delle piante presentava difficoltà e il gruppo dovette adattare le tecniche di piantumazione</strong> alle condizioni della proprietà. Secondo i dati pubblicati dall’Instituto Terra, l’organizzazione è già riuscita a ripristinare oltre 2.300 ettari di foresta atlantica e a piantare più di 3,5 milioni di alberi.</p><h2>Il recupero della foresta brasiliana restituisce spazio alla fauna</h2><p>Il ritorno della vegetazione ha permesso di recuperare funzioni naturali che il terreno aveva perso. <strong>Le radici hanno contribuito a trattenere il suolo e a ridurre l’erosione, mentre la copertura vegetale ha aiutato a conservare l’umidità.</strong> Gli alberi hanno inoltre fornito rifugio e nutrimento a diverse specie, favorendo il recupero della biodiversità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fotografo-que-planto-2-millones-de-arboles-en-una-finca-devastada-28-anos-despues-la-fauna-y-flora-han-vuelto-1793165396923.jpg" data-image="1oaihqwwcphs" alt="Recupero della foresta atlantica in Brasile" title="Recupero della foresta atlantica in Brasile"><figcaption>L’Instituto Terra ha ripristinato oltre 2.300 ettari di foresta atlantica e lavora alla conservazione dell’acqua, della biodiversità e dei suoli degradati. Immagine: Instituto Terra.</figcaption></figure><p><strong>Un altro intervento di recupero si è concentrato sulle risorse idriche.</strong> La rigenerazione della foresta ha contribuito a proteggere le sorgenti e a migliorare le condizioni delle aree vicine ai corsi d’acqua. Il recupero di questi elementi è stato decisivo per ristabilire le relazioni tra il suolo, la vegetazione e la fauna autoctona.</p><p>Le attività, tuttavia, non sono state prive di ostacoli. <strong>Nei primi anni i coniugi hanno dovuto affrontare diversi problemi, legati sia alla sopravvivenza delle piante sia ai finanziamenti necessari per portare avanti il progetto</strong>. La produzione delle piantine, la loro cura e l’ampliamento delle aree interessate dagli interventi <strong>hanno richiesto risorse costanti per sostenere il ripristino.</strong></p><h2>L’Instituto Terra estende il ripristino ambientale oltre i confini della proprietà</h2><p>L’esperienza avviata da Sebastião Salgado e Lélia Deluiz Wanick Salgado ha dato origine a un’attività che supera ormai i confini della loro proprietà. Oggi <strong>l’Instituto Terra sviluppa iniziative di recupero dei terreni degradati nel bacino del fiume Doce</strong>, oltre a programmi educativi e attività di formazione professionale legate all’ambiente.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fotografo-que-planto-2-millones-de-arboles-en-una-finca-devastada-28-anos-despues-la-fauna-y-flora-han-vuelto-1793165518602.jpg" data-image="6md939m2ywfw" alt="Recupero della flora e della fauna in Brasile" title="Recupero della flora e della fauna in Brasile"><figcaption>Il recupero della foresta atlantica ha favorito il ritorno della fauna autoctona in una proprietà brasiliana devastata da decenni di deforestazione e allevamento. Immagine: Instituto Terra.</figcaption></figure><p>Una parte di questo lavoro si rivolge agli agricoltori e agli allevatori, con l’obiettivo di <strong>favorire pratiche agricole compatibili con la conservazione delle risorse naturali.</strong> L’organizzazione punta a rendere possibile il ripristino forestale anche in altre aziende agricole e aree che hanno subito la perdita della vegetazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791955" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-ecomostri-al-verde-il-progetto-di-riforestazione-inglese-contro-gli-effetti-del-cambiamento-climatico.html" title="Dagli ecomostri al verde: il progetto di riforestazione inglese contro gli effetti del cambiamento climatico">Dagli ecomostri al verde: il progetto di riforestazione inglese contro gli effetti del cambiamento climatico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-ecomostri-al-verde-il-progetto-di-riforestazione-inglese-contro-gli-effetti-del-cambiamento-climatico.html" title="Dagli ecomostri al verde: il progetto di riforestazione inglese contro gli effetti del cambiamento climatico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dagli-ecomostri-al-verde-incontaminato-il-progetto-di-riforestazione-inglese-che-migliora-anche-il-microlima-locale-1791197802211_320.jpg" alt="Dagli ecomostri al verde: il progetto di riforestazione inglese contro gli effetti del cambiamento climatico"></a></article></aside><p>Tra le sue attività figurano <strong>il recupero delle sorgenti, la protezione dei boschi lungo i fiumi e la promozione di metodi di coltivazione sostenibili.</strong> Il progetto nato nel 1998 è passato dal recupero di una proprietà di famiglia alla promozione di iniziative che collegano la conservazione della foresta alla protezione dell’acqua, del suolo e della biodiversità.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-fotografo-sebastiao-salgado-ha-piantato-due-milioni-di-alberi-in-una-tenuta-devastata-e-28-anni-dopo-la-fauna-selva.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>