<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 01 Sep 2026 20:20:16 +0000</lastBuildDate><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 20:20:16 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Gli scienziati individuano aree sulla Luna in cui i microbi terrestri potrebbero sopravvivere e diventare una minaccia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-scienziati-individuano-aree-sulla-luna-in-cui-i-microbi-terrestri-potrebbero-sopravvivere-e-diventare-una-minaccia.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 18:15:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Clandestini spaziali? Una nuova ricerca ha rivelato che i microrganismi terrestri potrebbero accidentalmente viaggiare a bordo di missioni dirette al Polo Sud della Luna e sopravvivere per anni nei suoi microambienti in ombra.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-identifican-las-zonas-de-la-luna-donde-microbios-terrestres-podria-resistir-y-amenazar-futuras-misiones-1788105086611.png" data-image="ui7mfo9ybd7l" alt="Mappa del Polo Sud della luna." title="Mappa del Polo Sud della luna."><figcaption>Mappa topografica del Polo Sud lunare che mostra crateri e attività vulcanica risalenti a milioni di anni fa, comprese le aree permanentemente ombreggiate. Immagine per gentile concessione di NASA/GSFC/Università dell'Arizona.</figcaption></figure><p>Giorni, mesi e anni volano via nell'incessante corsa allo spazio. Negli ultimi due decenni sono stati compiuti numerosi progressi ed è ormai un dato di fatto che, con il passare dei giorni, ci avviciniamo sempre di più al raggiungimento di nuovi orizzonti.</p><p>Tuttavia, ogni passo verso un futuro in cui i viaggi spaziali saranno all'ordine del giorno solleva nuove domande, sfide e problemi che devono essere analizzati da molteplici prospettive. <strong>Una delle domande più intriganti nella comunità scientifica è la sopravvivenza della vita terrestre oltre il nostro pianeta.</strong></p><div class="texto-destacado">Per decenni si è pensato che le condizioni sul nostro satellite naturale, la Luna, fossero impossibili per la sopravvivenza dei microrganismi terrestri, ma un nuovo studio basato sull'analisi topografica della sua superficie sta rivoluzionando questa ipotesi.</div><p>E no, non dobbiamo spingerci "così lontano" con l'immaginazione o in termini di distanza, perché si tratta piuttosto di un nuovo orizzonte di sopravvivenza che quasi nessuno aveva preso in considerazione, e che è emerso nella forma di vita più semplice: i microbi.</p><p><strong>E se potessero sopravvivere persino sulla Luna?</strong> Questa domanda ha spinto i ricercatori del <strong>Goddard Space Flight Center della NASA,</strong> in collaborazione con altre istituzioni, a cercare di identificare le regioni in cui le condizioni ambientali potrebbero consentire la sopravvivenza dei microrganismi e, di conseguenza, a prevedere i potenziali rischi.</p><h2>Topografia lunare: molto più varia di quanto sembri</h2><p>Composto da basalto, anortosite e silicati, il suolo lunare è molto diverso da quello terrestre. È ruvido, con spigoli vivi e minuscoli frammenti di vetro vulcanico, resti di antiche eruzioni esplosive avvenute milioni di anni fa. <strong>Inoltre, quando i meteoriti colpiscono la superficie, il calore estremo fonde il materiale, aggiungendo uno strato di polvere composto da microscopiche perline appuntite.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-identifican-las-zonas-de-la-luna-donde-microbios-terrestres-podria-resistir-y-amenazar-futuras-misiones-1788106922575.png" data-image="u1pcatrkqvuv" alt="Luna." title="Luna."><figcaption>La Luna presenta sulla sua superficie un'infinita varietà di regolite lunare, composta da minerali come l'ilmenite e il plagioclasio.</figcaption></figure><p>Il fatto che la Luna sia stata a lungo considerata un ambiente estremamente ostile per la vita sulla Terra non è del tutto errato. L'ambiente lunare presenta temperature che superano i 120 °C durante il giorno, livelli estremi di radiazioni ultraviolette e un vuoto pressoché perfetto.</p><p><strong>Cosa è cambiato?</strong> Questa recente ricerca, pubblicata il 17 agosto 2026, suggerisce che le regioni permanentemente in ombra del satellite naturale potrebbero offrire condizioni molto più favorevoli alla sopravvivenza dei microrganismi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ogni giorno vediamo la stessa faccia della Luna e, sebbene non appaia sempre identica, ciò che cambia è la sua fase. <strong>Questa si riferisce alla variazione del riflesso della luce solare in base al movimento del nostro satellite naturale, in un ciclo di 29,5 giorni.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Per determinarlo, sono state utilizzate tecniche di telerilevamento della superficie lunare e l'analisi della sua topografia, consentendo una migliore comprensione delle condizioni superficiali ad alta risoluzione spaziale e quindi considerando <strong>gli effetti di ombreggiamento della topografia locale.</strong></p><h3>Ombre permanenti: un nuovo spazio per la vita?</h3><p>È importante sottolineare che, a differenza della Terra, che ha un'inclinazione assiale di circa 23,5°, <strong>la Luna è inclinata di soli 1,5° rispetto al piano dell'eclittica.</strong> Questo fa sì che i raggi solari penetrino nelle regioni polari con angoli estremamente bassi, proiettando ombre che si estendono per chilometri.</p><p>Queste aree sono note come regioni d'ombra permanenti. L'assenza di luce solare diretta e di radiazioni UV fa sì che le temperature siano opposte a quelle della superficie illuminata dal sole, scendendo a valori estremamente bassi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769801" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-piu-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante.html" title="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni">Nuova rotta per la Luna: un algoritmo "scopre" una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-piu-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante.html" title="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-super-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante-1779295329552_320.jpg" alt="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni"></a></article></aside><p>Tuttavia, tra queste regioni d'ombra e le aree illuminate dal sole, esistono anche zone in cui la conformazione del terreno blocca solo parzialmente la radiazione solare. Queste caratteristiche geografiche creano microambienti con peculiarità molto specifiche al Polo Sud lunare, consentendo persino l'esistenza di acqua ghiacciata.</p><h2>Microrganismi terrestri e il problema di uscire da questo mondo</h2><p>Dato che l'esplorazione lunare con equipaggio della NASA, nell'ambito del Programma Artemis, si concentra specificamente sul Polo Sud lunare, e che le condizioni in alcune aree eliminano due dei più potenti agenti battericidi presenti nello spazio, è sorta la domanda: <strong>cosa succederebbe se alcuni microbi ubiquitari raggiungessero anche la Luna?</strong></p><p>I test condotti dai ricercatori si sono concentrati su tre generi batterici e due generi fungini; tra questi, un batterio estremofilo coltivato a scopo di ricerca <strong>per la sua incredibile capacità di adattamento alle dure e estreme condizioni dell'ambiente spaziale.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-identifican-las-zonas-de-la-luna-donde-microbios-terrestres-podria-resistir-y-amenazar-futuras-misiones-1788105124212.png" data-image="di64pu6ac5cu" alt="Robot lunari." title="Robot lunari."><figcaption>Le prossime missioni robotiche e con equipaggio sulla Luna saranno dirette al Polo Sud lunare, nell'ambito del Programma Artemis, che mira a sviluppare una base lunare permanente.</figcaption></figure><p>I risultati hanno rivelato un quadro affascinante ma preoccupante. I microrganismi possono sopravvivere nelle regioni in ombra della Luna. <strong>Sebbene non lo facciano nello stesso modo in cui lo fanno sulla Terra, entrerebbero in uno stato di profonda dormienza noto come criptobiosi.</strong></p><p>Non riproducendosi né crescendo, e in assenza di acqua e nutrienti, potrebbero rimanere inattivi per lungo tempo. Poiché questo avviene in aree relativamente "sicure" da condizioni estreme, i microrganismi potrebbero mantenere la loro vitalità per decenni, in attesa di condizioni favorevoli.</p><p>Questo solleva una nuova preoccupazione, poiché l'introduzione involontaria di microrganismi o materia organica sulla Luna costituirebbe una forma di contaminazione del satellite naturale, che potrebbe influenzare direttamente i risultati delle ricerche sul ghiaccio lunare condotte nelle future missioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782290" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-razzo-spacex-si-schianta-sulla-luna-e-il-mondo-intero-guarda-verso-il-satellite-alla-ricerca-del-cratere.html" title="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere">Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-razzo-spacex-si-schianta-sulla-luna-e-il-mondo-intero-guarda-verso-il-satellite-alla-ricerca-del-cratere.html" title="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cohete-de-spacex-choca-contra-la-luna-y-todo-el-mundo-voltea-sus-ojos-hacia-el-satelite-en-busca-del-crater-1785979007476_320.jpg" alt="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere"></a></article></aside><p><strong>Tuttavia, questo studio apre una nuova prospettiva in astrobiologia e introduce nuovi protocolli di sicurezza per l'esplorazione spaziale,</strong> riconoscendo che siamo ancora lontani dal controllare l'entità della nostra impronta biologica in questa nuova corsa allo spazio.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Science%20Advances" data-year="2026" data-title="Potential%20survivable%20niches%20for%20microbial%20life%20on%20the%20lunar%20south%20pole" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fsciadv.aec0811">Science Advances. (2026). <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aec0811" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Potential survivable niches for microbial life on the lunar south pole</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-scienziati-individuano-aree-sulla-luna-in-cui-i-microbi-terrestri-potrebbero-sopravvivere-e-diventare-una-minaccia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Rocchetta Mattei: storia di un nobile eccentrico, dell’elettromeopatia e di un curioso legame con Dostoevskij]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Fra i colli che circondano Bologna sorge la Rocchetta Mattei, un eccentrico castello sopravvissuto a decenni di abbandono. Tra le sue splendide sale dallo stile eclettico visse un nobile intellettuale, politico e medico autodidatta la cui fama ha viaggiato lontano</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij-1788163108070.jpg" data-image="66qzqbefcjhr" alt="Rocchetta Mattei" title="Rocchetta Mattei"><figcaption>Una veduta dal drone della Rocchetta Mattei con il bosco che la circonda, in cima alla collina</figcaption></figure><p>La Rocchetta Mattei prende il nome dal proprio fondatore, il <strong>conte Cesare Mattei. </strong>Il nobile filantropo e grande studioso scelse un promontorio roccioso e isolato a Savignano, in provincia di <strong>Bologna</strong>, per costruirsi una casa davvero particolare.</p><p>Qui il conte si ritirò e trascorse parecchi anni, fino alla fine dei suoi giorni, arrivando a fondare <strong>l’elettromeopatia</strong>, i cui benefici attiravano alla Rocchetta Mattei anche molti personaggi importanti. </p><p>Sul finire del XIX secolo, la fama di questa nuova tecnica raggiunse infatti anche i grandi sovrani d'Europa.</p><h2>Un nuovo castello sulle tracce del Medioevo </h2><p>La Rocchetta Mattei è un monumento giovane. Nel 1859 i lavori di costruzione erano per lo più finiti e il castello era già abitabile. </p><p>La storia del sito però è molto più antica e coinvolge nomi illustri della storia <strong>medievale</strong>. Vista la posizione strategica, infatti, sullo stesso sito che era probabilmente dominio della <strong>contessa Matilde di Canossa</strong>, fu costruito un complesso di edifici, proprietà degli imperatori <strong>Federico Barbarossa e Ottone IV.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij-1788163263074.jpg" data-image="xo5z6eu57mzp" alt="Rocchetta Mattei Bologna" title="Rocchetta Mattei Bologna"><figcaption>Una delle grandi finestre rotonde di Rocchetta Mattei, vista dal giardino</figcaption></figure><p>Dal XIII secolo in poi, il castello venne lasciato all’abbandono finché Cesare Mattei non rilevò il sito con l’intenzione di costruirne uno nuovo, riprendendo l’originale stile medievale.</p><p>Il progetto però cambiò con l’aggiunta di elementi <strong>rinascimentali, moreschi, neoclassici</strong> e così via, che lo trasformarono nel <strong>capolavoro dell’eclettismo</strong> che si può visitare oggi.</p><p>Dal <strong>2015 </strong>la Rocchetta Mattei è stata <strong>riaperta al pubblico</strong> dopo i danni inflitti dalle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale e dopo circa un quarto di secolo di abbandono.</p><h2> Un castello da fiaba tra torri, leoni e creature fantastiche </h2><p>Tra eccentriche architetture, iscrizioni in latino, <strong>gargoyle e creature fantastiche</strong>, la Rocchetta Mattei è davvero un luogo unico, in parte <strong>castello delle favole</strong>, in parte vero e proprio monumento al <strong>genio </strong>del suo fondatore.</p><p>Lo <strong>stile moresco</strong> e quello <strong>medievale </strong>si fondono a perfezione a partire dall’ingresso, segnato da un ippogrifo e da due gnomi. L'entrata è costituita da un cortile scavato nella roccia dove si trovano una fontana ricavata dall’antico fonte battesimale della <strong>parrocchia di Verzuno</strong> e la <strong>prima pietra di posa</strong>, deposta il 5 novembre del 1850.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762738" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma">I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma-1775574668109_320.jpg" alt="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"></a></article></aside><p>Il bel <strong>giardino pensile</strong> permette sia di ammirare la rocca dall’esterno, con le sue torri e le vetrate, che di godere di un bel <strong>panorama </strong>sugli Appennini.</p><p>Il <strong>Cortile dei Leoni</strong> è altrettanto affascinante. Si ispira di nome e di fatto a quello omonimo dell’<strong>Alhambra di Granada </strong>di cui è una sorta di versione in miniatura.</p><h2><br> Dentro la Rocchetta Mattei, tra stelle, marmi e misteri <br></h2><p>Ancora più che all'esterno, all'interno la Rocchetta Mattei invita i visitatori in un mondo esotico, fatto di stucchi, colori e ancora una volta di un delicato equilibrio di stili all'apparenza incompatibili.</p><p>La <strong>sala da ballo</strong> è un perfetto esagono con un soffitto blu pieno di stelle e una grande vetrata rotonda che raffigura il conte Mattei.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij-1788163205723.jpg" data-image="91yijvy9r4ct" alt="Rocchetta Mattei - cappella" title="Rocchetta Mattei - cappella"><figcaption>Le eccezionali volte della cappella all'interno della Rocchetta Mattei</figcaption></figure><p>Si racconta che il conte avrebbe voluto usarla per festeggiare i suoi novant'anni insieme ad <strong>ottantanove novantenni</strong> e da questa idea l'ambiente avrebbe preso la denominazione di <strong>Sala dei Novanta</strong>. Purtroppo la festa non ebbe luogo perché il conte venne a mancare prima di raggiungere i novant'anni.</p><p>Fra i tanti ambienti notevoli dell'interno ci sono anche la <strong>cappella</strong>, ispirata alla <strong>Mezquita di Cordova</strong>, la <strong>Sala dell'Oblio</strong>, e la <strong>Sala della Pace</strong>, uno straordinario esempio di architettura <strong>liberty</strong>, con seta alle pareti, ampie vetrate e un lampadario d’alabastro. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-medievali-piu-belli-del-mondo.html" title="I castelli medievali più belli del mondo">I castelli medievali più belli del mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-medievali-piu-belli-del-mondo.html" title="I castelli medievali più belli del mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-castillos-medievales-mas-bonitos-del-mundo-1751257112566_320.jpeg" alt="I castelli medievali più belli del mondo"></a></article></aside><p>La <strong>Sala Rossa</strong>, con gli archi di legno e in stile moresco, era invece quella in cui il conte Mattei si dedicava ai suoi studi. Qui nacque anche la sua personale scienza, <strong>l’elettromeopatia,</strong> che pur non avendo mai ottenuto alcun riconscimento di fondatezza dalla comunità medica, conobbe lo stesso un'enorme successo.</p><h2>Da Rocchetta Mattei alla Russia: il successo dell’elettromeopatia</h2><p>Cerare Mattei non era laureato in medicina ma studiò da autodidatta fino ad arrivare a combinare i principi dell’<strong>omeopatia</strong> con le presunte <strong>energie elettriche</strong> del corpo umano. </p><p>Il conte esercitò la sua professione di guaritore sempre in collaborazione con un vero medico e nonostante qualche polemica, i suoi <strong>fluidi elettromeopatici</strong>, in gocce, elisir o polveri, divennero enormemente popolari in tutta l'Europa e oltre.</p><p>A Rocchetta Mattei arrivavano infatti anche pazienti illustri, tra cui <strong>Ludovico III di Baviera</strong>, il Principe di Piemonte e lo <strong>Zar Alessandro II </strong>dalla lontana Russia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-i-luoghi-mistici-attraggono-sempre-piu-turisti.html" title="Perché i luoghi mistici attraggono sempre più turisti?">Perché i luoghi mistici attraggono sempre più turisti?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-i-luoghi-mistici-attraggono-sempre-piu-turisti.html" title="Perché i luoghi mistici attraggono sempre più turisti?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lieux-mystiques-tourisme-stonehenge-nazca-voyage-1780984937800_320.jpg" alt="Perché i luoghi mistici attraggono sempre più turisti?"></a></article></aside><p>Ed è con la Russia che la Rocchetta mattei ha un legame che incuriosisce. Proprio negli anni in cui l’elettromeopatia raggiungeva il picco della sua fama, <strong>Dostoevskij </strong>scriveva <em>I fratelli Karamazov</em>, citando in un famoso passaggio gli studi e i rimedi di Mattei, pur facendolo erroneamente risiedere a Milano.</p><p>I due intellettuali non si incontrarono mai, ma evidentemente la notizia degli studi di Cesare Mattei colpì proprio tutti.</p><h2>Visitare la Rocchetta Mattei</h2><p>La Rocchetta Mattei si trova a Savignano, nel comune di <strong>Grizzana Morandi</strong>, in provincia di Bologna ed è raggiungibile tramite la <strong>statale nº 64 Porrettana.</strong></p><p>Le visite sono possibili solo con guida e con <strong>prenotazione</strong>, nei fine settimana.</p><p>Ogni momento dell’anno è speciale a suo modo per visitare questo sito. Tra <strong>primavera ed estate</strong> la luce mette in risalto la meravigliosa policromia delle pietre, dei marni, degli stucchi e delle vetrate, mentre i <strong>boschi </strong>intorno al castello si fanno più rigogliosi e verdi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="757351" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-pozzo-sacro-di-santa-cristina-e-il-misterioso-riflesso-lunare-che-si-verifica-ogni-18-anni.html" title="Il Pozzo Sacro di Santa Cristina e il misterioso riflesso lunare che si verifica ogni 18 anni">Il Pozzo Sacro di Santa Cristina e il misterioso riflesso lunare che si verifica ogni 18 anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-pozzo-sacro-di-santa-cristina-e-il-misterioso-riflesso-lunare-che-si-verifica-ogni-18-anni.html" title="Il Pozzo Sacro di Santa Cristina e il misterioso riflesso lunare che si verifica ogni 18 anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-pozzo-sacro-di-santa-cristina-e-il-misterioso-riflesso-lunare-che-si-verifica-ogni-18-anni-1772709478580_320.jpg" alt="Il Pozzo Sacro di Santa Cristina e il misterioso riflesso lunare che si verifica ogni 18 anni"></a></article></aside><p> In <strong>autunno e in inverno</strong>, invece, lo stile orientale che sembra così fuori contesto sull’Appennino Tosco-Emiliano si somma alla foschia, alle nebbie mattutine e talvolta persino a qualche nevicata. </p><p>Quando questo avviene tutto il castello con il paesaggio circostante assume un’atmosfera ancora più <strong>magica e misteriosa</strong>.<br> </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-rocchetta-mattei-il-surreale-castello-dov-e-nata-l-elettromeopatia-che-incuriosi-anche-dostoevskij.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le fiumare, alla scoperta di quei corsi d'acqua caratteristici di alcune aree del Sud Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questi corsi d'acqua, tipici di alcune aree dell'Italia meridionale, presentano delle caratteristiche che li rendono unici, non solo in Italia. Ecco quali sono. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia-1775124286784.jpg" data-image="h9ke8r09f5oe" alt="Fiumara." title="Fiumara."><figcaption>Ecco il tipico letto di una fiumara, nel territorio di Fiumedinisi, in provincia di Messina. Si nota l'ampio letto e i ciottoli portati dalle piene stagionali.</figcaption></figure><p>Con la parola <strong>fiumara,</strong> in idrologia, si fa riferimento a un corso d'acqua, di carattere torrentizio, caratterizzato da un corso relativamente breve, con un letto molto largo e ciottoloso, contraddistinto da una portata d’acqua irregolare, spesso solo durante i mesi autunnali e invernali.</p><p>Rispetto ai normali torrenti, le fiumare, pur avendo dei letti molto larghi, rimangono asciutte per gran parte dell’anno, specialmente durante i mesi estivi, quando il sensibile aumento delle temperature medie aumenta l’evaporazione dei suoli. </p><h2><strong>Una caratteristica esclusiva di alcune regioni dell’Italia meridionale</strong></h2><p>Forse non tutti lo sanno, ma le <strong>fiumare</strong> sono una caratteristica idrografica solo di alcune regioni dell’Italia meridionale. Questi corsi d’acqua si trovano in un’area molto ristretta del Sud Italia, <strong>fra Basilicata, Calabria e Sicilia orientale. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Quest’angolo di Italia, soprattutto nell’area attorno l’Aspromonte in Calabria e ai Monti Peloritani in Sicilia, ha una particolare geologia che si differenzia dal resto dell’Appennino. Qui le rocce sono più impermeabili del resto della catena montuosa.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Anche in altri Paesi mediterranei sono presenti sistemi idrografici simili alle fiumare, come in Spagna, Grecia, e in alcuni Stati dell’Africa settentrionale, che si affacciano al Mar Mediterraneo.</p><p>Dal punto di vista morfologico le zone sopracitate sono molto prossime al mare e presentano pendenze elevate a causa di una orografia che supera i 1.000-1.500 metri, con pendii aspri che degradano rapidamente al mare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia-1775124369886.jpg" data-image="ylgn98m1t5o5" alt="Fiumare, Sicilia." title="Fiumare, Sicilia."><figcaption>La nascita di alcune fiumare lungo i pendii orientali dei Monti Peloritani, dove viene raccolta tutta l'acqua che cade a monte.</figcaption></figure><p>Per tali ragioni le fiumare hanno alvei con pendenze molto ripide. Pertanto, in caso di piene, l’acqua che scende dentro l’alveo assume una grandissima velocità, acquisendo parecchia energia durante la discesa a valle. </p><h2><strong>La grande stagionalità di questi corsi d’acqua</strong></h2><p>L’altro fattore che caratterizza questi corsi d’acqua è la forte stagionalità delle piogge, che a differenza ad esempio delle Alpi presenta un picco in inverno, o nella parte iniziale della stagione primaverile. Le precipitazioni sono distribuite nel corso dell’anno in maniera molto irregolare.</p><div class="texto-destacado"><strong>Spesso possono cadere in tempi ristretti, con velocità orarie molto elevate durante il passaggio di fronti temporaleschi che vengono resi stazionari dall’orografia. </strong></div><p>Durante gli eventi precipitativi intensi l’acqua non riesce a infiltrarsi nel sottosuolo, ma scivola velocemente a valle, per l’effetto di ruscellamento dell’acqua, provocando così ondate di piena istantanee degli alvei, con tempi di corrivazione molto ristretti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia-1775124473961.jpg" data-image="y59rm25atwcg" alt="Fiumare, Calabria." title="Fiumare, Calabria."><figcaption>Ecco l'ampio letto della fiumara di Melito, lungo il versante orientale dell'Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria.</figcaption></figure><p>Quando arriva l’autunno e l’inverno, dopo i mesi estivi in cui rimangono in secca, le fiumare cominciano nuovamente a trasportare acqua. Con l’arrivo delle prime vere perturbazioni atlantiche, o mediterranee, le piogge costanti che cadono sui rilievi tendono a riempire di acqua gli alvei, trasformandoli in fiumi in piena.</p><h2><strong>Perché hanno dei letti così ampi?</strong></h2><p>A differenza dei fiumi del Nord, le fiumare, durante le piene stagionali, trasportano grandi quantità di sedimenti e roccia. Questi materiali si accumulano sul fondo, <strong>costringendo l'acqua a cercare nuove strade lateralmente a ogni piena, allargando continuamente l'alveo.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721349" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questi-sono-i-10-fiumi-piu-lunghi-del-mondo.html" title="Questi sono i 10 fiumi più lunghi del mondo">Questi sono i 10 fiumi più lunghi del mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/questi-sono-i-10-fiumi-piu-lunghi-del-mondo.html" title="Questi sono i 10 fiumi più lunghi del mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-10-rios-mas-largos-del-mundo-1751631086227_320.jpeg" alt="Questi sono i 10 fiumi più lunghi del mondo"></a></article></aside><p>Per questo i letti delle fiumare sono molto ciottolosi e molto ampi a causa di un elevato trasporto solido di importanti dimensioni a causa della grande energia cinetica dell’acqua.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia-1775124573022.jpg" data-image="dkzk5srigohj" alt="Fiumare." title="Fiumare."><figcaption>Fiumara del Patrì nella valle di Fondachelli-Fantina tra i monti Peloritani in Sicilia. Fonte immagine Wikipedia.</figcaption></figure><p>Inoltre, l'acqua che scende a grande velocità, acquisisce un'enorme energia erosiva. Questa forza permette al fiume di scavare lateralmente, allargando il letto invece di approfondirlo. Spesso anche per decine e decine di metri. </p><h2><strong>Dove si trovano le fiumare più ampie?</strong></h2><p>Le fiumare più lunghe sono quelle presenti in Calabria, come la fiumara Amendolea, in provincia di Reggio Calabria, che presenta un greto larghissimo, <strong>ampio in alcuni punti più di 400 metri.</strong> Altre fiumare importanti le troviamo in Sicilia, nel Messinese, come quella del Patrì o la fiumara Zappulla.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="739715" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-fiumi-artici-si-stanno-arrugginendo-il-fenomeno-allarma-gli-scienziati-dell-alaska.html" title="I fiumi artici si stanno arrugginendo, il fenomeno allarma gli scienziati dell'Alaska">I fiumi artici si stanno arrugginendo, il fenomeno allarma gli scienziati dell'Alaska</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-fiumi-artici-si-stanno-arrugginendo-il-fenomeno-allarma-gli-scienziati-dell-alaska.html" title="I fiumi artici si stanno arrugginendo, il fenomeno allarma gli scienziati dell'Alaska"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-rios-del-artico-se-estan-oxidando-el-fenomeno-que-alarma-a-los-cientificos-de-alaska-1762841662062_320.png" alt="I fiumi artici si stanno arrugginendo, il fenomeno allarma gli scienziati dell'Alaska"></a></article></aside><p>Se da un punto di vista naturalistico le fiumare sono molto belle da vedere, soprattutto in estate, <strong>per quel che riguarda il rischio idraulico-geologico possono rappresentare un elevato fattore di rischio con conseguenze sul suolo e sui centri abitati limitrofi.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-fiumare-alla-scoperta-di-quei-corsi-d-acqua-caratteristici-di-alcune-aree-del-sud-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tendenza meteo a lungo termine: l'analisi probabilistica degli ensemble verso metà settembre ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-lungo-termine-l-analisi-probabilistica-degli-ensemble-verso-meta-settembre.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 15:15:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Con l'analisi probabilistica degli ensemble di ECMWF e di GFS, proviamo a tracciare una linea di tendenza per la prima decade di settembre. Questa sarà quasi sicuramente dominata dal caldo fino a metà mese, dove gli spaghi indicano un segnale che potrebbe prefigurare un cedimento dell'alta pressione.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2ygjy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2ygjy.jpg" id="xb2ygjy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Con la giornata di<strong> oggi, 1 settembre 2026</strong>, prende il via l'<strong>autunno meteorologico</strong>, mentre per la stagione astronomica dovremmo attendere ancora <strong>l'equinozio del 23 settembre</strong>. Lo <strong>scenario atmosferico </strong>sull'area europea centro-meridionale e, soprattutto su quella mediterranea, però, si mostra <strong>ancora prettamente estivo.</strong> </p><p>Le<strong> ultime analisi</strong> provenienti dai principali modelli meteorologici indicano che questa robusta campana anticiclonica continuerà a dominare la scena ancora per molti giorni. </p><p>Perciò<strong> le perturbazioni atlantiche verranno nuovamente bloccate</strong>, <strong>potendo entrare solo parzialmente in quota</strong>, portando quindi degli impulsi di aria più fresca in grado di produrre <strong>instabilità </strong>sulle <strong>aree montuose del Nord e parzialmente su quelle appenniniche. </strong></p><h2>Primo fine settimana con caldo persistente e anomalie anche marcate</h2><p>Nel corso dei<strong> prossimi giorni </strong>e poi, soprattutto <strong>nel primo fine settimana</strong> <strong>di settembre</strong>, l'Italia vivrà una fase di<strong> caldo anomalo e persistente</strong>, caratteristica principale dell'estate meteorologica appena conclusasi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-a-lungo-termine-l-analisi-probabilistica-degli-ensemble-verso-meta-settembre-1788270447932.jpg" data-image="e2itmj3z6llz"><figcaption> Lo scenario atmosferico sull'area europea centro-meridionale e, soprattutto su quella mediterranea, però, si mostra ancora prettamente estivo. Le ultime analisi provenienti dai principali modelli meteorologici indicano che questa robusta campana anticiclonica continuerà a dominare la scena ancora per molti giorni, almeno fino al 6 settembre. Poi la circolazione atmosferica dovrebbe iniziare a cambiare. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Andremo di nuovo su <strong>temperature fino a 6-8°C al di sopra del medio del periodo</strong>, in un <strong>contesto pienamente estivo</strong>, con massime <strong>spesso oltre i 30°C </strong>nelle pianure e nelle valli interne. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786418" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html" title="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite">Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html" title="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788187339506_320.jpg" alt="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite"></a></article></aside><p>Solo<strong> al Nord</strong>, in particolare su <strong>rilievi alpini, prealpini</strong>, e, sporadicamente, lungo la <strong>dorsale appenninica</strong>, il transito di veloci infiltrazioni più fresche ed instabili in quota potrà innescare de<strong>i temporali pomeridiani</strong>, spesso caratterizzati anche da forte intensità, ma con una distribuzione poco omogenea, diciamo<strong> a macchia di leopardo. </strong></p><h2>Ensemble e spaghetti tra 10 e 15 giorni </h2><p>Nel tentativo di spingere <strong>lo sguardo oltre il fine settimana</strong>, possiamo provare ad interpretare le <strong>elaborazioni probabilistiche d'insieme</strong>, in particolare con i sistemi modellistici EPS di ECMWF e GEFS di GFS.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-a-lungo-termine-l-analisi-probabilistica-degli-ensemble-verso-meta-settembre-1788270589928.jpg" data-image="bvarv9m76ash"><figcaption>Come è possibile vedere anche dalle temperature massime previste per domenica prossima, 5 settembre, la prima decade di settembre sarà comunque un prolungamento dell'estate meteorologica 2026, con caldo ancora marcato e, complessivamente, scarse precipitazioni, salvo casi isolati, soprattutto in prossimità dei rilievi settentrionali e appenninici. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Da queste osservazioni si deduce che <strong>un primo segnale di cedimento del promontorio anticiclonico </strong>potrebbe avvenire proprio <strong>nel periodo tra l'8 e il 15 settembre</strong>. Infatti, nel medio-lungo termine, <strong>il fascio delle temperature a 850 hPa tende a flettersi gradualmente</strong> verso il basso dopo i picchi raggiunti nel weekend.</p><p>Di conseguenza, <strong>le temperature dovrebbero iniziare a scendere verso valori meno estremi</strong>, quindi più <strong>vicini alle medie tipiche della stagione</strong>, insieme ad una crescente segnale sul campo delle precipitazioni che indica il<strong> probabile arrivo di disturbi perturbati o instabili</strong>. </p><h2>Differenze evolutive tra le regioni del Centro-Nord e del Sud</h2><p><strong>La circolazione</strong>, perciò,<strong> tenderà a cambiare</strong>, ma non lo farà in modo uniforme lungo la penisola. Infatti è possibile notare la <strong>tendenza </strong>verso u<strong>n abbassamento del flusso perturbato atlantico</strong>, che <strong>potrebbe </strong>essere in grado di <strong>raggiungere le regioni centro-settentrionali </strong>già dal <strong>secondo fine settimana di settembre</strong> (12-13 settembre).</p><div class="texto-destacado">È probabile, quindi, l'avvicinamento di<strong> cavi d'onda depressionari</strong> atti a favorire <strong>una maggiore instabilità atmosferica</strong>, con il possibile transito di fronti organizzati con associate <strong>precipitazioni </strong>ed un <strong>apprezzabile calo termico. </strong></div><p><strong>Al Sud e sulle isole maggiori</strong>, invece, <strong>l'anticiclone subtropicale</strong> tenderà ad opporsi con maggiore efficacia, quindi a mantenere <strong>condizioni prevalentemente soleggiate e con temperature ancora elevate fino a almeno il 12-14 settembre</strong>. Poi,<strong> in prospettiva</strong>, lo scenario (sempre probabilisticamente parlando) potrebbe cambiare, quindi <strong>non sarà da escludere un cambio di circolazione anche al Sud,</strong> spostandosi <strong>verso la conclusione della seconda decade. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786619" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c.html" title="Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C">Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c.html" title="Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c-1788263309029_320.jpg" alt="Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C"></a></article></aside><p>Tuttavia, <strong>questa prospettiva non ha un supporto di dati sufficiente </strong>a renderla in qualche modo utile, pur restando nel campo dell'analisi probabilistica. </p><h2>Conclusioni sulla possibile svolta di metà mese</h2><p>Volendo tirare le <strong>conclusioni a questa escursione sul lungo termine</strong>, basata sui<strong> </strong><strong>dati probabilistici</strong>, possiamo senza dubbio affermare che la<strong> prima decade di settembre</strong> sarà comunque un<strong> prolungamento dell'estate</strong> 2026, con <strong>caldo ancora marcato </strong>e, complessivamente,<strong> scarse precipitazioni</strong>,<strong> salvo casi isolati,</strong> soprattutto in prossimità dei rilievi settentrionali e appenninici.</p><p><strong>L'ipotesi di un cambio di passo della circolazione</strong> su scala continentale potrebbe acquisire consistenza <strong>tra la seconda e la terza decade mensile</strong>, quindi verso <strong>metà mese</strong>, con l'avanzamento verso sud dei primi veri fronti atlantici organizzati.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786471" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”">Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: "speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre-1788203969598_320.jpg" alt="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"></a></article></aside><p>Ricordiamo che, tuttavia, trattandosi di <strong>proiezioni ricavate dall'interpretazione probabilistica d'insieme dei modelli ad ampio raggio e a lungo termine</strong>, tale tendenza va considerata ancora <strong>poco affidabile</strong> e andrà costantemente <strong>verificata con i prossimi aggiornamenti.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-a-lungo-termine-l-analisi-probabilistica-degli-ensemble-verso-meta-settembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un'autostrada brasiliana è diventata famosa in tutto il mondo per attraversare la giungla tramite viadotti alti 70 metri]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-autostrada-brasiliana-e-diventata-famosa-in-tutto-il-mondo-per-attraversare-la-giungla-tramite-viadotti-alti-70-metri.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Tra gallerie, viadotti e dolci curve, la Rodovia dos Imigrantes attraversa la Serra do Mar combinando ingegneria all'avanguardia, sistemi di monitoraggio meteorologico e dispositivi progettati per ridurre gli incidenti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/rodovia-brasileira-ganha-fama-mundial-ao-cortar-a-mata-atlantica-com-viadutos-de-ate-70-metros-1788030580365.jpg" data-image="0m7rs4718r6o"><figcaption>La Rodovia dos Imigrantes (Autostrada degli Immigrati) attraversa la catena montuosa della Serra do Mar grazie a gallerie, viadotti e un sistema operativo all'avanguardia. Credito: Xataka Brasil.</figcaption></figure><p><strong>La Rodovia dos Immigrantes (SP-160) è una delle principali arterie che collegano la città di San Paolo con la Baixada Santista, in Brasile</strong>. Attraversando la Serra do Mar, questa autostrada percorre uno dei tratti più complessi della rete viaria brasiliana, caratterizzato da forti pendenze, dalla foresta atlantica, da piogge intense e da frequenti episodi di nebbia.</p><p><strong>Con una lunghezza di 58,5 chilometri, la strada è stata costruita in diverse fasi. Il primo tratto è entrato in servizio negli anni '70</strong>, mentre il secondo, noto come "Pista Sul", è stato inaugurato nel 2002. Entrambi sono testimonianza di due epoche diverse dell'ingegneria e di due modalità molto differenti di adattare la strada al versante montuoso.</p><h2>Due strade, due modi di attraversare la montagna</h2><p>La costruzione della prima carreggiata, denominata "Pista Norte", ha richiesto un importante intervento sulla vegetazione. <strong>Durante i lavori sono stati eliminati circa 16 milioni di metri quadrati di vegetazione</strong>, in un'epoca in cui le tecniche disponibili richiedevano trasformazioni più significative del terreno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rodovia-brasileira-ganha-fama-mundial-ao-cortar-a-mata-atlantica-com-viadutos-de-ate-70-metros-1788030811249.jpg" data-image="nfjudssahst0"><figcaption>La Rodovia dos Imigrantes attraversa la Serra do Mar attraverso viadotti e gallerie che collegano San Paolo alla costa, nel cuore della foresta atlantica, riducendo al contempo al minimo l'intervento sulla vegetazione. Credito: Xataka Brasil.</figcaption></figure><p>Decenni più tardi, la Pista Sul ha adottato una strategia diversa. Invece di seguire continuamente i contorni della montagna,<strong> il progetto si è basato su gallerie più lunghe e viadotti per attraversare il massiccio.</strong> In questo modo, la strada passa all'interno della montagna oppure rimane sospesa sopra il rilievo, riducendo la necessità di aprire nuovi passaggi nella foresta.</p><p>Questo si traduce in una differenza considerevole in termini di impatto ambientale. Nel caso della seconda carreggiata, <strong>la superficie di vegetazione eliminata è stata limitata a circa 400.000 metri quadrati, con una riduzione di circa il 97,5%</strong> rispetto alla prima costruzione. Il progetto ha inoltre aumentato la distanza tra alcuni pilastri dei viadotti, riducendo così il numero di strutture collocate nel cuore della foresta.</p><h2>Gallerie, viadotti e tecnologie contro la nebbia</h2><p><strong>Nel suo percorso di 58,5 chilometri, la Rodovia dos Imigrantes conta 44 viadotti, sette ponti e 14 gallerie.</strong> Nella zona montuosa, alcune strutture raggiungono diverse decine di metri di altezza, mentre alcune gallerie del tratto più recente superano i tre chilometri di lunghezza.</p><div class="texto-destacado">Questa soluzione ha permesso di realizzare un tracciato con curve più dolci e di adattare l'autostrada al rilievo senza dover trasformare l'intero versante per fare spazio alla carreggiata. Oltre alla sfida geografica, c'è un altro fattore che influisce direttamente sulla sicurezza: le condizioni meteorologiche.</div><p><strong>Nella Serra do Mar la nebbia può formarsi rapidamente e ridurre considerevolmente la visibilità.</strong> Per affrontare queste condizioni, la gestione dell'autostrada dispone di telecamere di sorveglianza, pannelli a messaggio variabile e stazioni meteorologiche in grado di monitorare le precipitazioni, il vento e la visibilità. Il sistema di circolazione può inoltre essere modificato in funzione del traffico e delle condizioni nella zona montuosa.</p><h2>Quando la visibilità diminuisce, cambiano le condizioni di circolazione</h2><p>Quando si verificano episodi di nebbia intensa, può essere attivata l'Operazione Comboio. Nell'ambito di questa iniziativa, <strong>i veicoli della società concessionaria e della polizia militare stradale guidano gli altri automobilisti a bassa velocità</strong>, fungendo così da punto di riferimento per coloro che hanno difficoltà a distinguere la carreggiata davanti a loro.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780836" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-e-l-unico-paese-al-mondo-autosufficiente-al-100-in-termini-di-cibo-si-trova-in-sud-america.html" title="Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America">Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-e-l-unico-paese-al-mondo-autosufficiente-al-100-in-termini-di-cibo-si-trova-in-sud-america.html" title="Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ni-argentina-ni-brasil-el-unico-pais-del-mundo-100-autosuficiente-en-alimentos-esta-en-sudamerica-1784647373123_320.jpg" alt="Questo è l'unico Paese al mondo autosufficiente al 100% in termini di cibo: si trova in Sud America"></a></article></aside><p>Questa strategia risponde ai rischi che hanno già provocato gravi incidenti lungo questo tratto. <strong>Nel 2011, una fitta nebbia contribuì a un tamponamento a catena che coinvolse 103 veicoli, con 29 feriti</strong> e una vittima. Due anni più tardi, le forti piogge provocarono una frana al chilometro 52, seguita da un altro tamponamento a catena che causò una vittima.</p><p>La storia della Rodovia dos Imigrantes è quindi molto più di quella di una grande opera infrastrutturale. Il confronto tra le sue due carreggiate mostra come l'evoluzione delle tecniche costruttive abbia permesso di attraversare la Serra do Mar <strong>riducendo considerevolmente l'impatto sull'ambiente, grazie alla combinazione di gallerie, viadotti e sistemi di sorveglianza</strong> progettati per affrontare uno degli ambienti stradali più difficili del Paese.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Xataka" data-year="2026" data-title="Rodovia%20brasileira%20ganha%20fama%20mundial%20ao%20cortar%20a%20Mata%20Atl%C3%A2ntica%20com%20viadutos%20de%20at%C3%A9%2070%20metros%3A%2020%20km%20de%20curvas%20suaves%20reduzem%20riscos%20sob%20neblina" data-url="https%3A%2F%2Fwww.xataka.com.br%2Fengenharia%2Frodovia-brasileira-ganha-fama-mundial-ao-cortar-a-mata-atlantica-com-viadutos-ate-70-metros-20-km-curvas-suaves-reduzem-riscos-sob-neblina">Xataka. (2026). <a href="https://www.xataka.com.br/engenharia/rodovia-brasileira-ganha-fama-mundial-ao-cortar-a-mata-atlantica-com-viadutos-ate-70-metros-20-km-curvas-suaves-reduzem-riscos-sob-neblina" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Rodovia brasileira ganha fama mundial ao cortar a Mata Atlântica com viadutos de até 70 metros: 20 km de curvas suaves reduzem riscos sob neblina</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-autostrada-brasiliana-e-diventata-famosa-in-tutto-il-mondo-per-attraversare-la-giungla-tramite-viadotti-alti-70-metri.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Invasione di aria subtropicale in Italia: il picco del nuovo caldo arriverà domenica 6 settembre: fino a 38 °C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 12:49:36 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo rinforzo dell’anticiclone nordafricano porterà temperature in forte rialzo, soprattutto al centro-sud dove si torneranno a registrare temperature prossime ai 40 °C.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2zkt6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2zkt6.jpg" id="xb2zkt6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Oggi inizia ufficialmente l’autunno meteorologico</strong> ma al momento le condizioni meteo rimangono di stampo prettamente estivo. Infatti <strong>al momento sull’Italia è presente un modesto anticiclone delle Azzorre</strong> che sta portando tempo in prevalenza stabile e non troppo caldo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Tuttavia tra domani e dopodomani<strong> una lieve flessione del campo di alta pressione porterà un temporaneo peggioramento</strong> delle condizioni meteo, soprattutto sulle regioni settentrionali.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Il peggioramento sarà abbastanza breve</strong> e ci interesserà in prevalenza tra il pomeriggio di domani e la mattinata di giovedì. <strong>Ci aspettiamo locali rovesci e possibili temporali</strong> che interesseranno soprattutto le zone montane e pedemontane.</p><h2>Autunno dal sapore spiccatamente estivo</h2><p><strong>A seguire poi è previsto un nuovo rinforzo del campo di alta pressione</strong>, non si tratterà però, come ora, dell’anticiclone delle Azzorre, sarà infatti nuovamente la volta di quello nordafricano, <strong>che porterà aria subtropicale sulla nostra penisola</strong>.</p><p>È proprio questo anticiclone <strong>il responsabile delle forti ondate di calore che interessano il nostro paese</strong> e che negli ultimi anni sta diventando sempre più presente, lasciando ben poco spazio a <strong>quello delle Azzorre che è invece stato il re delle estati mediterranee</strong> nei decenni precedenti.</p><p>Dal prossimo giovedì quindi <strong>è previsto l’arrivo di aria calda e di origine subtropicale</strong> che porterà l’ennesima ondata di calore della stagione.</p><p>Le temperature, <strong>già ora qualche grado al di sopra della media</strong> climatologica, ovvero quella calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020, torneranno ad aumentare <strong>fino a portarsi anche oltre 10 °C al di sopra del normale </strong>su praticamente tutto lo stivale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c-1788263309029.jpg" data-image="goj2n60vgy2f" alt="Temperatura massima domenica 6 settembre" title="Temperatura massima domenica 6 settembre"><figcaption>Temperature massime previste in Italia per domenica 6 settembre.</figcaption></figure><p>Ciò significa che <strong>le temperature si riavvicineranno in maniera preoccupante ai 40 °C al sud</strong>. In particolare, secondo gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteo, <strong>la giornata più calda sembrerebbe essere quella di domenica</strong>, quando si raggiungeranno <strong>picchi intorno ai 38 °C in Sicilia, in Puglia e in Basilicata.</strong></p><p>Anche nel resto del territorio nazionale <strong>è prevista una domenica rovente</strong>, con valori massimi diffusamente intorno o al di sopra dei 35 °C.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786471" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”">Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: "speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html" title="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre-1788203969598_320.jpg" alt="Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: 'speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”"></a></article></aside><p>Attenzione perché <strong>non saranno solo le giornate a essere roventi ma anche le nottate</strong>. Infatti pure durante la notte farà decisamente caldo e i valori minimi si attesteranno tra i 20 °C e i 28 °C su buona parte dell’Italia, ciò significa che <strong>si riproporrà anche il fenomeno ormai consueto delle notti tropicali</strong>, notti in cui le temperature non scenderanno mai al di sotto dei 20 °C.</p><h2>Entro domenica le anomalie supereranno i +10 °C</h2><p>Ci attende quindi <strong>un fine settimana stretto nella morsa del caldo</strong> che ci accompagnerà per tutte le 24 ore delle varie giornate. Sarà proprio questa assenza di tregua, anche durante le ore notturne o la prima mattina, <strong>a rendere ancora più opprimente la sensazione di caldo</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786041" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html" title="Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea">Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html" title="Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/espana-lidera-el-mapa-de-incendios-de-europa-acumula-el-46-7-de-toda-la-superficie-quemada-en-la-ue-1787901187667_320.jpg" alt="Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea"></a></article></aside><p>I valori termici maggiori sono previsti nelle aree interne, tuttavia <strong>lungo i settori costieri sono attesi tassi di umidità maggiori</strong>, con il risultato che il nostro corpo percepirà <strong>temperature più elevate di quelle realmente registrate</strong> dai termometri.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Insomma, <strong>questo primo fine settimana dell’autunno meteorologico non sembrerà assolutamente di stampo autunnale</strong>. Per i ragazzi che devono ancora riprendere con la scuola e gli adulti che hanno scelto di godere delle ferie a settembre sarà sicuramente <strong>un week end dal sapore estivo</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/invasione-di-aria-subtropicale-in-italia-il-picco-del-nuovo-caldo-arrivera-domenica-6-settembre-fino-a-38-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come benzina per i violenti temporali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 12:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Ecco in che modo un Mediterraneo cosi estremamente caldo potrà favorire eventi meteorologici estremi nei prossimi mesi, anche sulle nostre coste. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124914254.jpg" data-image="k4zrh07p5n6z" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Il grosso problema sta nel fatto che il calore non si ferma alla superficie. Studi e monitoraggi mostrano che le anomalie termiche penetrano nella colonna d’acqua, spesso fino a 40 metri di profondità.</figcaption></figure><p>Dopo una delle estati più calde di sempre il Mar Mediterraneo si è trasformato in un mare chiuso tropicale, con temperature mai osservate finora. Boe e rilevazioni satellitari documentano valori che fino a pochi anni fa sembravano impossibili. </p><p>La boa di <strong>Dragonera (a ovest di Maiorca)</strong> ha toccato i <strong>+33,02 °C</strong> il 5 agosto, il massimo assoluto mai registrato in un punto del Mediterraneo. Altre boe hanno segnato <strong>+32,36 °C a Maó (Minorca), oltre +30 °C in diverse stazioni italiane e spagnole</strong>. </p><p>Stiamo parlando di <strong>anomalie termiche di +5/6 °C rispetto alle medie di riferimento (e localmente fino a +8 °C) non sono più eccezioni isolate,</strong> ma la nuova normalità di un’estate caratterizzata da prolungate ondate di calore. </p><h2><strong>La benzina per gli eventi meteo dell’autunno</strong></h2><p>Il grosso problema sta nel fatto che il calore non si ferma alla superficie. Studi e monitoraggi mostrano che le anomalie termiche penetrano nella colonna d’acqua, spesso fino a 40 metri di profondità e, in eventi intensi, ben oltre, accumulando un enorme contenuto termico che resisterà nel tempo. </p><div class="texto-destacado">Fra ottobre e novembre, quando arriveranno i primi fronti freddi e le prime depressioni si formeranno sui nostri mari (con l'abbassamento del flusso perturbato principale), tutto questo calore accumulato verrà rilasciato. </div><p>L’acqua calda riscalda l’aria sovrastante, aumentandone la galleggiabilità e favorendo moti convettivi violenti (spinta delle particelle d’aria verso l’alto). La differenza termica tra superficie e quote medie-alte dell’atmosfera (quando arriva aria più fresca) genera instabilità e convezione profonda. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124685287.jpg" data-image="zyi1uy1l0kg0" alt="Mare caldo." title="Mare caldo."><figcaption>L’acqua calda riscalda l’aria sovrastante, aumentandone la galleggiabilità e favorendo moti convettivi violenti (spinta delle particelle d’aria verso l’alto). La differenza termica tra superficie e quote medie-alte dell’atmosfera (quando arriva aria più fresca) genera instabilità e convezione profonda. </figcaption></figure><p>L’evaporazione intensa da un mare a <strong>+28°C 30+ °C</strong> immette nell’atmosfera enormi quantità di vapore acqueo. Quando questo vapore condensa, durante la convezione, nelle <strong>nubi temporalesche, </strong>libera energia latente che potenzia ulteriormente le correnti ascensionali dei temporali, intensificando le precipitazioni e prolungando la vita dei sistemi temporaleschi che stazionando per ore sulle stesse zone danno origine alle alluvioni lampo.</p><h2><strong>Il cambiamento climatico sta rendendo i temporali sempre più estremi?</strong></h2><p>Perché si formi un temporale intenso devono coincidere diversi ingredienti. Serve aria umida negli strati bassi dell’atmosfera, una divergenza in quota che favorisca l’ascesa delle particelle d’aria verso l’alto, instabilità termodinamica e, perché il sistema si organizzi, una sufficiente <strong>shear del vento</strong> (cioè la variazione di intensità o direzione del vento con l’altezza). La complessa orografia delle nostre coste e le convergenze locali forniscono spesso la spinta iniziale.</p><div class="texto-destacado"><strong>La convezione può essere immaginata come una bolla di aria calda che sale perché più leggera rispetto all’aria circostante più fredda. È lo stesso principio che fa salire una mongolfiera: l’aria interna viene riscaldata rispetto a quella esterna.</strong></div><p>Un Mediterraneo eccezionalmente caldo non sostituisce nessuno di questi meccanismi. Agisce piuttosto come amplificatore, poichè aumenta l’umidità negli strati bassi e l’instabilità. Quando il vento collega il mare alla <strong>cella temporalesca,</strong> può immettere quantità maggiori di vapore acqueo e di energia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124737306.jpg" data-image="c262gcf3wdap" alt="Temporali, meteo estremo." title="Temporali, meteo estremo."><figcaption>Un Mediterraneo eccezionalmente caldo non sostituisce nessuno di questi meccanismi. Agisce piuttosto come amplificatore, poichè aumenta l’umidità negli strati bassi e l’instabilità. </figcaption></figure><p><strong>Per ogni grado di riscaldamento l’atmosfera può contenere circa il 7 % in più di vapore acqueo.</strong> Le correnti ascendenti e il rilascio di calore latente all’interno della nube cumuliforme amplificano ulteriormente le precipitazioni, la formazione di grandine e le raffiche di vento violente.</p><h2><strong>Gli eventi estremi prodotti da un Mediterraneo sempre più caldo</strong></h2><p>Negli ultimi anni il Mediterraneo è stato interessato da diversi episodi convettivi estremi. Tre di essi sono stati analizzati attraverso delle simulazioni, che rispondono a una domanda semplice. <strong>Cosa sarebbe successo con la stessa situazione atmosferica in un clima preindustriale?</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il primo è il derecho mediterraneo del 18 agosto 2022, un sistema convettivo esteso e duraturo che ha generato raffiche fino a 224 km/h in Corsica.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le simulazioni mostrano che raffreddando di tre gradi la superficie del mare il sistema perdeva organizzazione, intensità e persistenza. In un clima preindustriale quel <strong>derecho</strong> non si sarebbe nemmeno formato. Questo è uno dei primi lavori che evidenzia come il cambiamento climatico <strong>possa addirittura “creare” eventi convettivi estremi di questo tipo.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785769" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-prolungato-poi-i-primi-segnali-d-autunno-ecco-la-tendenza-del-modello-ecmwf-per-settembre.html" title="Caldo prolungato, poi i primi segnali d’autunno: ecco la tendenza del modello ECMWF per settembre">Caldo prolungato, poi i primi segnali d’autunno: ecco la tendenza del modello ECMWF per settembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-prolungato-poi-i-primi-segnali-d-autunno-ecco-la-tendenza-del-modello-ecmwf-per-settembre.html" title="Caldo prolungato, poi i primi segnali d’autunno: ecco la tendenza del modello ECMWF per settembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-prolungato-poi-i-primi-segnali-d-autunno-ecco-la-tendenza-del-modello-ecmwf-per-settembre-1787823769489_320.jpg" alt="Caldo prolungato, poi i primi segnali d’autunno: ecco la tendenza del modello ECMWF per settembre"></a></article></aside><p>Dodici giorni dopo, <strong>una supercella ha prodotto a La Bisbal d’Empordà (Girona) chicchi di grandine fino a 12 centimetri di diametro.</strong> L’ondata di calore marina, con un’anomalia media superiore ai <strong>3 °C</strong> su tre settimane, ha rafforzato i moti ascensionali, spingendoli fino alla tropopausa. Senza quella anomalia e in condizioni preindustriali la tempesta poteva ancora formarsi, ma l’ambiente era meno favorevole allo sviluppo di grandine gigante.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124809948.jpg" data-image="r0hsalcnnvsi" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Negli ultimi anni il Mediterraneo è stato interessato da diversi episodi convettivi estremi. Tre di essi sono stati analizzati attraverso delle simulazioni che hanno dimostrato delle correlazioni.</figcaption></figure><p>Il terzo caso è l’alluvione di Valencia del 29 ottobre 2024. Simulazioni a risoluzione di un chilometro indicano che <strong>il riscaldamento antropogenico ha aumentato del 21 % la pioggia accumulata in sei ore, del 55 % la superficie che ha superato i 180 millimetri e del 19 % il volume precipitato nel bacino del Júcar.</strong> Il cambiamento climatico non ha generato l’evento, ma ha aggravato in modo significativo i suoi effetti, amplificando anche la dinamica interna del sistema.</p><h2><strong>Più frequenti o solo più intensi?</strong></h2><p>Questi risultati non permettono di affermare che i temporali mediterranei siano oggi più frequenti. Le serie osservative di grandine e venti estremi (microburst) sono corte e irregolari, e questi fenomeni hanno scale troppo piccole per molti modelli climatici globali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali-1788124947432.jpg" data-image="pkcza6ndn8iq" alt="Temporali." title="Temporali."><figcaption>Una maggiore instabilità favorisce correnti ascendenti capaci di sostenere chicchi grandi, mentre un livello di zero termico più alto può far fondere più facilmente la grandine piccola.</figcaption></figure><p>Sappiamo però che la regione mediterranea può diventare mediamente più secca e, allo stesso tempo, sperimentare acquazzoni più intensi quando l’atmosfera diviene instabile. Per la grandine esiste una dicotomia. <strong>Una maggiore instabilità favorisce correnti ascendenti capaci di sostenere chicchi grandi, mentre un livello di zero termico più alto può far fondere più facilmente la grandine piccola.</strong></p><p>Ancora non è del tutto chiaro se aumenterà la frequenza. Ma quello che ormai certo è che i temporali che si formeranno, però, <strong>troveranno un’atmosfera più umida e un mare più caldo, cioè un potenziale maggiore per sviluppare eventi convettivi estremi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786005" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre.html" title="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'">Massimiliano Santini avverte: "caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre.html" title="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-avverte-caldo-persistente-e-energia-accumulata-nel-mediterraneo-condizioneranno-settembre-1787930801024_320.jpg" alt="Massimiliano Santini avverte: 'caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre'"></a></article></aside><p>Un Mediterraneo con maggiore carico termico non è l’unico responsabile di ogni temporale, ma non è nemmeno uno spettatore innocente. <strong>Il serbatoio di combustibile contiene sempre più energia e di qualità migliore, </strong>ma è l’atmosfera a decidere quando scatta la scintilla. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-benzina-per-i-violenti-temporali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Oltre il Lago di Como: 5 oasi di acque cristalline per fuggire dalla folla]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/oltre-il-lago-di-como-5-oasi-di-acque-cristalline-per-fuggire-dalla-folla.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>I grandi laghi soffrono il sovraffollamento, ma l'Italia custodisce anche tanti angoli tranqulli dove non esiste il caos, perfetti per godersi il meglio dei laghi più belli, lontano dall’overtourism</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-il-lago-di-como-5-oasi-di-acque-cristalline-per-fuggire-dalla-folla-1788166987865.jpg" data-image="ccvlofowk4e0" alt="laghi italia" title="laghi italia"><figcaption>Il Gran Sasso e i Monti della Laga, in Abruzzo, si affacciano sulle acque pure del lago di Campotosto</figcaption></figure><p>I laghi più grandi d’Italia, come il <strong>Lago di Como </strong>e il<strong> Lago di Garda</strong>, hanno una fama sicuramente meritata e per questo attraggono ogni anno migliaia di visitatori.</p><div class="texto-destacado">Il fascino di certi luoghi è indiscutibile, tuttavia il traffico, il caos e la folla possono rendere problematica anche la vacanza più rilassante.</div><p>Fortunatamente, per chi cerca un'esperienza più <strong>autentica e rilassante</strong>, lontano dalle mete più gettonate, la soluzione c'è.</p><p>Scopriamo 5 alternative dove andare in ogni stagione per per trovare acque limpide, una natura spettacolare e la magia di piccoli borghi silenziosi.</p><h2>5. Lago di Lugano</h2><p>A una manciata di chilometri dal Lago di Como si trova uno dei <strong>laghi prealpini</strong> più belli d'Italia. È il Lago di Lugano, situato proprio a cavallo del confine tra Italia e Svizzera; il suo ramo italiano si trova tra le province di <strong>Como e Varese</strong>.</p><p> Nelle acque blu del lago si specchiano le montagne e lungo le sue sponde si trovano <strong>piccoli borghi</strong> dotati anche di lidi attrezzati o spiagge libere.</p><p><strong>Porlezza</strong>, il più vivace, è uno dei più belli dove fare il bagno per le sue acque limpide e la vicinanza con le montagne che creano un contesto ancora più suggestivo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="717328" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-segreto-meglio-custodito-della-lombardia-un-lago-alpino-color-smeraldo-a-un-ora-da-milano.html" title="Il segreto meglio custodito della Lombardia: un lago alpino color smeraldo a un’ora da Milano">Il segreto meglio custodito della Lombardia: un lago alpino color smeraldo a un’ora da Milano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-segreto-meglio-custodito-della-lombardia-un-lago-alpino-color-smeraldo-a-un-ora-da-milano.html" title="Il segreto meglio custodito della Lombardia: un lago alpino color smeraldo a un’ora da Milano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-segreto-meglio-custodito-della-lombardia-un-lago-alpino-color-smeraldo-a-un-ora-da-milano-1751125903682_320.jpg" alt="Il segreto meglio custodito della Lombardia: un lago alpino color smeraldo a un’ora da Milano"></a></article></aside><p>Non sono da meno <strong>Lavena Ponte Tresa</strong>, situato su un piccolo golfo appartato e <strong>Porto Ceresio</strong>, con le case colorate e le villette liberty.</p><p>In ogni caso il Lago di Lugano, col suo clima mite da aprile a settembre inoltrato, è ideale per una vacanza di totale relax quasi in ogni stagione.</p><h2>4. Lago d'Orta</h2><p>Non è propriamente una gemma nascosta, il lago d’Orta, ma sicuramente le sue sponde sono meno affollate di quelle del vicino <strong>Lago Maggiore</strong>.</p><p>In particolare, la riva <strong>occidentale</strong>, proprio di fronte alla rinomata località di Orta San Giulio, vanta bellissime acque, atmosfere rilassanti e ritmi più tranquilli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-il-lago-di-como-5-oasi-di-acque-cristalline-per-fuggire-dalla-folla-1788167086868.jpg" data-image="gqmbqffwieyw" alt="Lago d'Orta" title="Lago d'Orta"><figcaption>L'isola di San Giulio, nel lago d'Orta, vista dal drone</figcaption></figure><p>Le spiagge che si trovano in località <strong>San Maurizio d'Opaglio</strong>, ad esempio, sono bagnate da acque limpidissime, ed offrono la possibilità di sostare sul prato o sulla sabbia soffice, ma in ogni caso di godere di bellissime vedute panoramiche sul versante opposto del lago.</p><p>Quando non è più tempo di fare il bagno, i borghi più nascosti come <strong>Pella o Corconio</strong> offrono invece atmosfere <strong>intime e rilassanti</strong>, per passeggiare tra vicoletti coperti di ciottoli e piccole piazze, alla ricerca degli scorci e degli angoli più suggestivi.</p><h2>3. Lago di Molveno</h2><p>Il Trentino-Alto Adige è una regione che può vantare laghi di enorme bellezza, e tra di essi c’è sicuramente il Lago di Molveno, il secondo più grande della regione.</p><p>Facilmente raggiungibile, vista la vicinanza con Trento, ha un versante più affollato dove si trova il borgo con il lido. Percorrendo invece la passeggiata che ne disegna il perimetro per 11 Km si possono trovare diverse <strong>cale silenziose</strong>, quasi <strong>selvagge</strong>, tra i boschi e le montagne che si specchiano nell’acqua. </p><p>Nel tardo pomeriggio, poi, questi luoghi tranquilli diventano ancora più suggestivi grazie ai <strong>colori del tramonto</strong>. Intorno al lago ci sono anche diverse passeggiate da fare per una vera e propria <strong>full immersion nella natura</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783438" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno.html" title="Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno">Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno.html" title="Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno-1786574814481_320.jpg" alt="Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno"></a></article></aside><p>Salendo fino ai <strong>Fortini di Napoleone</strong> si può ammirare una bellissima veduta dall’alto, mentre il <strong>sentiero Andalo-Molveno</strong> e la <strong>passeggiata del Ciclamino</strong> seguono il corso di un ruscello dalle acque scintillanti che si addentra nel bosco tra i faggi e gli abeti.</p><h2>2. Lago di Bolsena</h2><p>Si trova in Lazio, quasi al confine con l’Umbria, quello che è considerato <strong>il lago più pulito d’Italia</strong>. E se i borghi come Bolsena, Marta e Capodimonte sono mete turistiche molto frequentate, lungo le sponde del lago di Bolsena si trovano anche tanti <strong>angoli poco affollati</strong>, bagnati da acque se possibile ancora più splendide.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-il-lago-di-como-5-oasi-di-acque-cristalline-per-fuggire-dalla-folla-1788167158121.jpg" data-image="iamwfkfnrnbw" alt="Lago di Bolsena" title="Lago di Bolsena"><figcaption>Tra le acque limpide e tranquille del Lago di Bolsena, in kayak</figcaption></figure><p>La riva più tranquilla è quella <strong>ovest</strong>, in particolare tra <strong>Capodimonte e Gradoli</strong>. Qui si trovano spiagge libere dalla sabbia scura di origine vulcanica, come del resto è tutto il lago, che il clima mite della regione rende perfette per una giornata all’aperto fino ad <strong>autunno inoltrato</strong>.</p><p>La <strong>spiaggia di Cavajano</strong> si raggiunge a piedi tramite uno sterrato, è quindi una vera oasi nella natura, per di più <strong>pet friendly,</strong> mentre i pioppeti che circondano la <strong>spiaggia dell’Acetosa</strong> garantiscono piacevoli <strong>zone d’ombra</strong> anche quando il sole si fa cocente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="732757" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-borgo-fantasma-d-abruzzo-tornato-a-vivere-grazie-agli-artisti-oggi-e-un-museo-a-cielo-aperto.html" title="Il borgo fantasma d’Abruzzo tornato a vivere grazie agli artisti: oggi è un museo a cielo aperto ">Il borgo fantasma d’Abruzzo tornato a vivere grazie agli artisti: oggi è un museo a cielo aperto </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-borgo-fantasma-d-abruzzo-tornato-a-vivere-grazie-agli-artisti-oggi-e-un-museo-a-cielo-aperto.html" title="Il borgo fantasma d’Abruzzo tornato a vivere grazie agli artisti: oggi è un museo a cielo aperto "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-borgo-fantasma-d-abruzzo-tornato-a-vivere-grazie-agli-artisti-oggi-e-un-museo-a-cielo-aperto-1759653501067_320.jpg" alt="Il borgo fantasma d’Abruzzo tornato a vivere grazie agli artisti: oggi è un museo a cielo aperto "></a></article></aside><p>Chi avesse voglia di camminare alla ricerca degli scorci panoramici più belli sulle acque blu del lago, può invece passeggiare lungo i sentieri limitrofi che incrociano la <strong>Via Francigena e il Sentiero dei Briganti.</strong></p><h2>1.Lago di Campotosto<br></h2><p>Questo splendido specchio d’acqua situato a oltre <strong>1.300 metri di altitudine</strong> è parte del <strong>Parco Nazionale del Gran Sasso. </strong>È un lago di origine artificiale, ma questo non toglie nulla alla sua bellezza. </p><p>Ampi spazi aperti e l’assenza di stabilimenti balneari rendono questo lago davvero perfetto per chi cerca la natura incontaminata, il silenzio e anche delle <strong>vedute magnifiche</strong> sui monti circostanti. </p><p>Il perimetro ha una lunghezza di <strong>40 Km</strong>, ed essendo quasi tutto in piano è molto piacevole da percorrere in bici, con molte occasioni anche per fare <strong>soste, pic nic, e facili passeggiate</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753898" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-treni-storici-per-scoprire-l-italia-autentica-dalle-langhe-alla-transiberiana-d-abruzzo.html" title="5 treni storici per scoprire l'Italia autentica: dalle Langhe alla Transiberiana d'Abruzzo">5 treni storici per scoprire l'Italia autentica: dalle Langhe alla Transiberiana d'Abruzzo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-treni-storici-per-scoprire-l-italia-autentica-dalle-langhe-alla-transiberiana-d-abruzzo.html" title="5 treni storici per scoprire l'Italia autentica: dalle Langhe alla Transiberiana d'Abruzzo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-itinerari-da-sogno-in-treno-storico-alla-scoperta-dell-italia-tra-natura-emozioni-e-panorami-1770927483389_320.jpg" alt="5 treni storici per scoprire l'Italia autentica: dalle Langhe alla Transiberiana d'Abruzzo"></a></article></aside><p>La bellezza di questi luoghi deriva anche dal fatto che il Lago di Campotosto è parte di una riserva statale ed è quindi tutelato. Le sue acque sono <strong>pure e limpide </strong>ma <strong>fredde </strong>anche in estate, con temperature che raramente salgono oltre i 12°C. Al <strong>Ponte delle Stecche</strong> però si possono praticare sport acquatici come <strong>canoa, kayak e anche windsurf</strong>.</p><p>Essendo questo un vero e proprio lago di montagna, in inverno gela, anche totalmente, mentre le vette dei monti si coprono di neve creando un paesaggio <strong>sognante e fiabesco</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/oltre-il-lago-di-como-5-oasi-di-acque-cristalline-per-fuggire-dalla-folla.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quando finirà il caldo? Luca Lombroso analizza ECMWF: "speranze di svolta con fresco e temporali dal 12 settembre”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 07:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Qualche temporale nelle prossime ore, ma l'imperativo del caldo non molla e anzi settembre si apre con 35-36°C tardivi perfino al nord. Quanto durerà l'ennesima onda di calore? Ecco la data chiave proposta dai modelli.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2sv1m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2sv1m.jpg" id="xb2sv1m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il caldo non da tregua: è incredibile come<strong> temporali e code dei fronti freddi attenuano solo leggermente la calura</strong>, ieri Sigonella ha toccato i 39°C, ma anche al nord il caldo è ancora così alto che sarebbe stato anomalo perfino per fine luglio, <strong>36°C a Ferrara la città padana più calda</strong>. </p><div class="texto-destacado">Quanto ai temporali, ieri il nostro <a href="https://www.ilmeteo.net/satelliti/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">satellite</a> mostrava due sistemi convettivi a mesoscala fra Basilica e Puglia, mentre <strong>sulle Alpi i rovesci da radar risultavano limitati alle zone di confine </strong>fra Alto Adige e Austria. </div><p>Un quadro dunque che conduce ai <strong>primi giorni di autunno meteorologico </strong>ancora con <strong>caldo tardivo, </strong>ed anzi dopo una breve fase instabile u<strong>na nuova onda di calore bussa alle porte.</strong> Proviamo dunque a guardare non ai dettagli giorno per giorno, ma alla tendenza. Quando ci sarà una svolta? </p><h2>Situazione sinottica</h2><p>La dorsale in quota si attenua leggermente nel suo lato settentrionale, sotto una <strong>lieve temporanea ondulazione del flusso atlantico </strong>che porta aria leggermente più fresca e instabile sulle Alpi nordorientali e marginalmente al nord. </p><p>A seguire<strong> l’alta pressione diventa temporaneamente azzorriana</strong>, ma verso il fine settimana <strong>riprende incredibilmente vigore l’anticiclone africano.</strong> L’isoterma di <strong>+20°C a 850 hPa scavalcherà le Alpi,</strong> e il caldo non sarà solo relativo alla stagione, ma intenso anche in termini assoluti.</p><h2>Temporali mercoledì, ma l’estate prosegue</h2><p>Domani <strong>mercoledì 2 settembre 2026, giornata soleggiata in quasi tutt’Italia al mattino,</strong> con nubi medio alte sulle Alpi, <strong>fiorire di cumuli su Alpi centro orientali, Appennino</strong> Tosco-emiliano e meridionale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786418" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html" title="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite">Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html" title="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788187339506_320.jpg" alt="Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite"></a></article></aside><p>Si formeranno di conseguenza alcuni <strong>temporali, che occasionalmente potrebbero sconfinare</strong> in Emilia Romagna e nell’alta pianura veneta. Non è una situazione temporalesca estrema, ma <strong>qualche fenomeno forte non si esclude.</strong> Leggero calo delle temperature, ma sempre caldo.</p><p><strong>Giovedì 3 settembre rapido ritorno di bel sole </strong>da nord a sud, con aria più limpida. L’eccezione di rovesci pomeridiani potrebbe verificarsi fra interno calabro e lucano. Temperature minime attorno ai 18-20°C, <strong>ancora notti tropicali </strong>nelle città, massime sui 30-33°C al nord, 32-36°C al centro sud. </p><h2>Fine settimana più che estivo</h2><p><strong>Venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 settembre</strong> i cluster ECMWF, benchè divisi in 3 scenari, <strong>sono invece allineati nella sinottica del Mediterraneo e Itali</strong>a, ovvero nuova espansione dell’<strong>anticiclone africano.</strong> Le divergenze riguardano infatti solo le latitudini più settentrionali. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre-1788203969598.jpg" data-image="3quwp0wa48ms"><figcaption>Le temperature proposte da ECMWF potrebbero addirittura sfiorare i record storici in alcune zone del nord.</figcaption></figure><p>In pratica, <strong>sarà un fine settimana di sole e ideale al mare e ai monti,</strong> scarsa infatti l’attività convettiva pomeridiana. Il termometro torna a 35°C anche al nord, <strong>localmente perfino 36-37°C, molto caldo</strong> al centro, e al sud la solita<strong> Puglia torna verso i 38-40°C</strong>. che dire, salvo chiedersi quanto durerà questa situazione?</p><h2>Scenari più incerti a inizio seconda settimana di settembre</h2><p>Prendiamo come speranza <strong>alcuni membri degli Ensamble che propongono l’ingresso di correnti instabili al nord, </strong>anche se significherebbe ritorno di temporali anche forti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre-1788204017872.jpg" data-image="06x1p4vw036x"><figcaption>Questo prodotto di previsioni di Ensemble si chiama cluster: in pratica con metodi matematici vengono raggruppati scenari simili. Per il secondo fine settimana di settembre alcuni scenari vedono irrompere una saccatura al nord, ma ancora con molte divergenze, altri scenari vedono addirittura resistere l'anticiclone.</figcaption></figure><p>Sono infatti ben sei i cluster, ma <strong>la maggior parte propone sull’Italia una figura anticiclonica e anche il persistere di caldo tardivo</strong> e perfino di nuove espansioni della dorsale subtropicale. Non è in ogni caso presente una rottura dell’estate né l’arrivo delle necessarie piogge. Il quadro termico resterà probabilmente sopra la media, con altre giornate sopra ai 30°C in tutta italia. </p><h2>Svolta nel secondo fine settimana di settembre?</h2><p>Possibile <strong>cambio di circolazione attorno al 12-13 settembre:</strong> una saccatura potrebbe tentare l’affondo al nord e anche al centro, portando il primo vero fronte freddo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786136" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”">Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia-1788097389908_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"></a></article></aside><p><strong>Gli effetti sarebbero comunque temporalesch</strong>i, non paiono formarsi le prime depressioni autunnali, che talvolta arrivano già verso metà mese. Ci sono comunque incertezze, con <strong>4 diversi scenari possibili, </strong>e non è dato sapere sarà un cambiamento definitivo o solo una fase di instabilità più marcata. </p><p>Men che meno possibile capire ora dove colpiranno i temporali e la tempistica. Andiamo dunque con cautela a ipotizzare una vera e definitiva rottura della lunga super ondata di calore dell’estate 2026 in corso di fatto da metà giugno per non dire fine maggio. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-finira-il-caldo-luca-lombroso-analizza-ecmwf-speranze-di-svolta-con-fresco-e-temporali-dal-12-settembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/aumentera-vertiginosamente-fino-a-250-km-h-cambiamenti-nel-getto-polare-che-interesseranno-l-italia.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco come l'intensificazione della corrente a getto polare riuscirà a modificare il tempo dei prossimi giorni sull'Italia. Quando si potrebbe avvicinare una svolta?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2omg2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2omg2.jpg" id="xb2omg2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Anche se il quadro barico sull’Italia rimarrà invariato, nei prossimi giorni il <strong>getto polare,</strong> la potente corrente d’aria che scorre in alta quota tra le medie e le alte latitudini, è destinato a intensificarsi in modo significativo. Le proiezioni modellistiche indicano che, in alcuni settori del flusso principale, <strong>le velocità potranno raggiungere i 250 km/h.</strong></p><p>Non si tratta di un’anomalia improvvisa, ma del risultato di processi atmosferici tipici del passaggio dalla stagione calda a quella più fredda.</p><h2><strong>Cosa sta succedendo al getto polare?</strong></h2><p>Alla base di questa accelerazione ci sono due fattori principali. Il primo è il raffreddamento stagionale dell’Artico. Con l’avanzare dell’autunno meteorologico, le temperature sulla regione polare diminuiscono in maniera più marcata e prolungata,<strong> per l’arrivo dell’oscurità autunnale. </strong></p><p>Questo raffreddamento accentua il contrasto termico tra le latitudini settentrionali e quelle temperate, fornendo energia aggiuntiva alla <strong>corrente a getto</strong> e favorendone l’intensificazione. Il secondo elemento è l’inspessimento del <strong>gradiente di geopotenziale</strong> sull’Atlantico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamenti-nel-getto-polare-che-avranno-effetti-in-italia-arrivera-fino-a-250-km-h-1788169560266.jpg" data-image="shde6q3do1o3" alt="Getto polare." title="Getto polare."><figcaption>Si nota la notevole intensificazione del getto polare sull'Europa nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p>Sulle acque dell’oceano settentrionale le differenze di pressione e di altezza delle superfici isobariche diventano più pronunciate. Le superfici di geopotenziale si “stringono”, concentrando e velocizzando il flusso d’aria in quota. <strong>Il risultato combinato di questi due processi è un getto polare più teso, più rapido e maggiormente organizzato.</strong></p><h2><strong>Quali effetti sull’Italia?</strong></h2><p>Va chiarito che l’effetto di questa configurazione non sarà immediato né uniforme su tutto il territorio italiano. Il rafforzamento del <strong>getto</strong> favorirà un lento e graduale abbassamento del flusso perturbato verso sud. </p><div class="texto-destacado"><strong>La corrente non scenderà in modo brusco e diretto sul Mediterraneo, ma tenderà a sfiorare le Alpi. Nella parte finale della settimana questo movimento si tradurrà in un aumento della variabilità atmosferica sulle regioni settentrionali. </strong></div><p>Si potranno osservare maggiori passaggi nuvolosi, possibili infiltrazioni di aria più fresca in quota e una progressiva attenuazione della stabilità che ha caratterizzato le settimane precedenti. Non si tratterà ancora di un cambio radicale, ma di un primo segnale di maggiore dinamismo.</p><h2><strong>Segnali di cambiamento dopo metà mese?</strong></h2><p>Il resto del Paese, invece, resterà protetto dall’anticiclone africano. Il Sud continuerà a essere interessato da condizioni stabili e calde, <strong>con temperature ancora elevate per il periodo, scarse probabilità di fenomeni significativi e una persistenza dell’aria di matrice subtropicale.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786349" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato">Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato-1788159756421_320.jpeg" alt="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"></a></article></aside><p>Solo a partire da metà mese si apre la possibilità che una prima perturbazione organizzata riesca a spingersi fino al Nord Italia. Fino ad allora il quadro generale resterà caratterizzato da questa dualità. <strong>Il rafforzamento del getto polare fino a velocità di 250 km/h rappresenta il segnale più evidente di una fase di transizione che sta iniziando. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamenti-nel-getto-polare-che-avranno-effetti-in-italia-arrivera-fino-a-250-km-h-1788169620004.jpg" data-image="efbza2qcb23u" alt="Mare caldo." title="Mare caldo."><figcaption>Le temperature molto elevate delle acque superficiali del Mediterraneo.</figcaption></figure><p>Non determinerà un cambiamento improvviso e generalizzato del tempo su tutta la penisola, <strong>ma segnerà l’inizio di un’evoluzione più dinamica, destinata a interessare progressivamente le regioni settentrionali</strong>, mentre il Centro-Sud godrà ancora di condizioni stabili e relativamente calde.</p><h2><strong>Nel frattempo il Mediterraneo accumula calore</strong></h2><p>In questo momento l’accelerazione del <strong>getto polare,</strong> indotta dal raffreddamento artico e dal rafforzamento del <strong>gradiente termico,</strong> prepara il terreno a un lento abbassamento del flusso perturbato. </p><p>Le Alpi fungeranno da prima linea di contatto, aumentando la variabilità al Nord nella parte finale della settimana. <strong>Il Sud rimarrà sotto l’influenza dell’anticiclone africano,</strong> e solo da metà mese una perturbazione più organizzata potrebbe raggiungere le regioni settentrionali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786367" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porteràoltre 40ºC in Spagna'">Meteorologo spagnolo conferma: "nuova cupola di calore porteràoltre 40ºC in Spagna"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porteràoltre 40ºC in Spagna'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-meteorologo-samuel-biener-se-acerca-un-domo-de-calor-que-dejara-temperaturas-de-mas-de-40-c-en-espana-1788118953014_320.png" alt="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porteràoltre 40ºC in Spagna'"></a></article></aside><p>Un’evoluzione graduale, ma chiara, che merita di essere seguita con attenzione nei prossimi aggiornamenti. Visto che le acque del Mediterraneo continueranno ad accumulare calore nei prossimi giorni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/aumentera-vertiginosamente-fino-a-250-km-h-cambiamenti-nel-getto-polare-che-interesseranno-l-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Settembre, il settimo mese dell'anno per gli antichi Romani: ecco quando smise di esserlo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/settembre-il-settimo-mese-dell-anno-per-gli-antichi-romani.html</link><pubDate>Tue, 01 Sep 2026 04:05:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il nome del mese di settembre, così come anche ottobre, novembre e dicembre, porta con sé l'impronta dell'antico calendario romano precedente a Giulio Cesare. Ecco un po' di curiosità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/settembre-il-settimo-mese-dell-anno-per-gli-antichi-romani-1788185692140.jpeg" data-image="hssqv56wfhov" alt="calendario" title="calendario"><figcaption>C'è stato un tempo in cui il mese di settembre era il settimo dell'anno. Per questo si chiama così, ancora oggi.</figcaption></figure><p>Siamo arrivati a <strong>Settembre, il nono mese dell'anno</strong> nel calendario in uso attualmente, che è quello gregoriano. Questo mese ha trenta giorni e segna l’inizio dell'autunno. <strong>Il primo settembre inizia infatti l'autunno meteorologico</strong>, <strong>mentre l'autunno astronomico inizia nel giorno dell'equinozio, </strong>che in questo 2026 avverrà mercoledì 23. </p><p>Ma perché settembre si chiama così? Scopriremo in questo articolo che un tempo era il settimo mese del calendario, e che il suo nome è legato proprio a questa caratteristica del passato.</p><h2>Il vecchio calendario romano iniziava a marzo</h2><p>Fino al 46 a.C., quando <strong>nell'antica Roma era ancora vigente il calendario romano, </strong><strong>l’anno prendeva inizio il primo marzo</strong>. Il calendario era un po' diverso da quello che usiamo oggi, ed era basato principalmente sui cicli lunari. <strong>Aveva solo dieci mesi, iniziava a marzo e terminava a dicembre</strong>. </p><p><strong>In totale l'anno durava 304 giorni, e non c'erano i mesi di gennaio e febbraio</strong>. Le tracce di quell’antico calendario si vedono ancora oggi nel nome dei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre, che erano rispettivamente il settimo, l'ottavo, il nono ed il decimo mese dell'anno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="746926" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-il-7-gennaio-e-di-nuovo-natale-c-entra-la-riforma-del-calendario.html" title="Perché il 7 gennaio è di nuovo Natale? C'entra la riforma del calendario ">Perché il 7 gennaio è di nuovo Natale? C'entra la riforma del calendario </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-il-7-gennaio-e-di-nuovo-natale-c-entra-la-riforma-del-calendario.html" title="Perché il 7 gennaio è di nuovo Natale? C'entra la riforma del calendario "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-7-gennaio-e-di-nuovo-natale-c-entra-la-riforma-del-calendario-1767795683198_320.jpg" alt="Perché il 7 gennaio è di nuovo Natale? C'entra la riforma del calendario "></a></article></aside><p><strong>Luglio e agosto si chiamavano in latino “<em>quintilis</em>” (quinto mese) e “<em>sextilis</em>” (sesto mese)</strong>, e vennero dedicati solo in seguito a Giulio Cesare e Augusto a seguito delle grandi riforme successive, e per questo il loro nome venne cambiato in "luglio" ed "agosto". </p><h3>Il vecchio calendario romano di Numa Pompilio</h3><p>Secondo quanto riportava Tito Livio nel suo "Storia di Roma dalla fondazione", <strong>fu il secondo re di Roma, Numa Pompilio, (che regnò nel periodo 754 a.C. - 673 a.C.) ad introdurre l'attuale calendario di dodici mesi</strong>. Con la sua riforma vennero inseriti i mesi di gennaio (mese dedicato a Giano, il dio degli inizi), e febbraio. </p><p>Questi due mesi vennero posti alla fine dell'anno, ma il calendario continuava ad essere aperto dal mese primaverile di marzo. </p><h2>La riforma giuliana: è stato Giulio Cesare a introdurre il calendario più simile a come è oggi</h2><p>La riforma di questo calendario arrivò nel 46 a.C., <strong>promulgata da Giulio Cesare. </strong>Da quel momento il calendario sarebbe stato chiamato "giuliano" in omaggio al suo fondatore, e poi utilizzato fino al 1582, anno della riforma gregoriana che ha dato vita al calendario che usiamo ancora oggi.</p><p>Con la riforma giuliana, che introdusse un calendario molto simile a quello in uso ai giorni nostri, <strong>l’anno iniziava a gennaio, seguito da febbraio, e marzo passò ad essere il terzo mese dell’anno.</strong> Una importante novità introdotta dalla riforma fu l'inserimento degli anni bisestili ogni quattro anni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721212" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-c-entra-con-agosto-questo-importante-personaggio-dell-antichita-ecco-perche-si-chiama-cosi-questo-mese.html" title="Cosa c'entra con agosto questo importante personaggio dell'antichità? Ecco perché si chiama così questo mese">Cosa c'entra con agosto questo importante personaggio dell'antichità? Ecco perché si chiama così questo mese</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-c-entra-con-agosto-questo-importante-personaggio-dell-antichita-ecco-perche-si-chiama-cosi-questo-mese.html" title="Cosa c'entra con agosto questo importante personaggio dell'antichità? Ecco perché si chiama così questo mese"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-c-entra-con-agosto-questo-importante-personaggio-dell-antichita-ecco-perche-si-chiama-cosi-questo-mese-1753270653441_320.jpg" alt="Cosa c'entra con agosto questo importante personaggio dell'antichità? Ecco perché si chiama così questo mese"></a></article></aside><p><strong>Il calendario giuliano è stato usato fino al 1582,</strong> quando l’inserimento del calendario Gregoriano (che prende il nome dal papa Gregorio XIII, che lo introdusse con la bolla papale Inter gravissimas), rimediò ad alcuni errori che si erano accumulati nel corso dei secoli.</p><h2>Settembre, il settimo mese diventa il nono<br></h2><p><strong>Settembre si chiama così perché era il settimo mese nell'antico calendario romano</strong>, prima quindi della grande riforma promulgata da Giulio Cesare. Questa impronta nel nome del mese rimase anche nei secoli a seguire, anche quando - con l'inserimento di gennaio e febbraio come primo e secondo mese dell'anno - settembre passò ad essere il nono.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="482081" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-due-date-pasqua-cattolica-ortodossa-calendario.html" title="Le due date di Pasqua e quei dieci giorni cancellati dal calendario">Le due date di Pasqua e quei dieci giorni cancellati dal calendario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-due-date-pasqua-cattolica-ortodossa-calendario.html" title="Le due date di Pasqua e quei dieci giorni cancellati dal calendario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/perche-due-date-pasqua-cattolica-ortodossa-calendario-1680599064190_320.jpg" alt="Le due date di Pasqua e quei dieci giorni cancellati dal calendario"></a></article></aside><p><strong>Stessa cosa accade con ottobre, novembre, e dicembre, che erano un tempo l'ottavo, il nono ed il decimo mese dell'anno. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/settembre-il-settimo-mese-dell-anno-per-gli-antichi-romani.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tra domani e mercoledì nuovi temporali in arrivo al Nord, dalle Alpi sconfineranno in pianura: le regioni colpite]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Settembre si apre con una parziale attenuazione de caldo al Nord, ma con dell'instabilità tra domani, martedì, e dopodomani, mercoledì. Sono attesi temporali pomeridiani, inizialmente concentrati sui rilievi orientali e successivamente in estensione alle Alpi occidentali e alle pianure adiacenti.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2qxq6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2qxq6.jpg" id="xb2qxq6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nel<strong> passaggio tra la fine di agosto e l'avvio di settembre</strong>, la circolazione atmosferica tende a un graduale cambiamento sul bacino del Mediterraneo. I principali centri di calcolo (ECMWF e GFS), con le loro elaborazioni modellistiche, indicano un<strong> progressivo consolidamento di un anticiclone più temperato di origine oceanica</strong> (Anticiclone delle Azzorre).</p><p> Questa dinamica favorirà <strong>una progressiva attenuazione dell'ondata di calore, specie al Nord, </strong>che sta ancora interessando la maggior parte del Paese, seppur <strong>meno intensa rispetto alle scorse settimane</strong>, con un regime termico che, però, resta generalmente sempre superiore di alcuni gradi ai valori attesi per la stagione.</p><p>Lungo il bordo settentrionale dell'alta pressione, in quota, continueranno a scorrere <strong>modeste infiltrazioni di aria più fresca ed instabile, responsabili di una vivace attività convettiva pomeridiana al Nord.</strong></p><h2>Nord Italia: martedì 1 settembre tra Alpi orientali e primi sconfinamenti</h2><p>Per la giornata di <strong>domani</strong>, 1° settembre, non avremo una vera e propria perturbazione, ma un graduale cedimento della stabilità al Nord sotto la spinta di correnti più umide e fresche di matrice atlantica che transiteranno in quota. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788186846593.jpg" data-image="dhah8hmwf4ff"><figcaption>Infiltrazioni, in quota, di aria atlantica più fresca ed instabile, potranno innescare nelle ore centrali e in quelle pomeridiane di martedì 1 settembre dei fenomeni convettivi con possibili rovesce temporali, soprattutto sui settori centro-orientali alpini e prealpini, con qualche fenomeno possibile anche lungo la dorsale appenninica. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Nelle prime ore del mattino</strong>, il <strong>tempo si manterrà asciutto e soleggiato </strong>sulla gran parte della Valle Padana e sulle coste adriatiche e liguri, con<strong> i primi addensamenti che inizieranno a manifestarsi a ridosso dell'arco alpino centro-orientale e sui rilievi friulani. </strong></p><p>A partire <strong>dalle ore centrali del giorno</strong> e poi <strong>nel corso del pomeriggio</strong>, il contrasto fra il forte riscaldamento diurno e l'aria fresca in quota, accenderà <strong>una vivace attività convettiva temporalesca. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>I rovesci e i temporali</strong> si sviluppano con maggiore intensità e frequenza lungo i <strong>settori alpini e prealpini del Trentino Alto Adige, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia</strong>, per poi coinvolgere<strong> gradualmente anche le Prealpi lombarde e l'Alto Piemonte. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Tra il tardo pomeriggio e le ore serali</strong>, avremo anche il rischio di <strong>sconfinamenti verso le aree pianeggianti adiacenti</strong>, in particolare sulle <strong>alte pianure venete friulane e lungo la fascia pedemontana lombarda. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788187339506.jpg" data-image="hr46vj1vk1j6"><figcaption>Per la giornata di domani, 1° settembre, non avremo una vera e propria perturbazione, ma un graduale cedimento della stabilità al Nord sotto la spinta di correnti più umide e fresche di matrice atlantica che transiteranno in quota. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Il tempo rimarrà generalmente <strong>più stabile e asciutto fino a sera</strong> sulle <strong>pianure centro-meridionali del Piemonte</strong>, sul <strong>settore emiliano-romagnolo e lungo la riviera Ligure</strong>. Tuttavia, non saranno da escludere eventuali locali e brevi annuvolamenti, prevalentemente innocui. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786349" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato">Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato-1788159756421_320.jpeg" alt="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"></a></article></aside><p><strong>Le temperature</strong> risentiranno di queste infiltrazioni e, quindi, dei loro effetti. Infatti, <strong>sulle aree alpine e prealpine interessate alle precipitazioni tenderanno a scenderenei </strong>valori massimi, mentre<strong> in pianura</strong> si registreranno ancora <strong>punte tra il 30 e 33°C. </strong></p><h2>Nord Italia: mercoledì 2 settembre con instabilità più estesa ad ovest fin sulle pianure</h2><p>Sarà nella giornata di <strong>mercoledì 2 settembre</strong>, che <strong>l'ingresso di correnti nord-occidentali leggermente più marcate</strong>, riuscirà a determinare <strong>una maggiore instabilità </strong>con moti convettivi pomeridiani più diffusi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure-1788186600668.jpg" data-image="yn29ohhv21ow"><figcaption>Le infiltrazioni in quota instabili e fresche tenderanno ad essere leggermente più marcate nella giornata di mercoledì 2 settembre. Nel tardo pomeriggio e serata, i fenomeni potranno localmente sconfinare anche sulle pianure adiacenti ai rilievi alpini e prealpini, oltre ad interessare localmente anche altri settori della penisola. ECMWF MeteoRed </figcaption></figure><p>Perciò<strong> i temporali non rimarranno circoscritti sui settori centro-orientali nel Nord</strong>, ma si svilupperanno con maggiore decisione anche sul <strong>settore alpino e prealpino lombardo e piemontese.</strong> </p><div class="texto-destacado">Nel corso del <strong>tardo pomeriggio</strong> aumenteranno le probabilità per degli isolati <strong>sconfinamenti temporaleschi verso le aree di pianura adiacenti</strong>, in particolare <strong>sull'alta pianura lombarda</strong>, <strong>sulla pianura veneta e sulla pedemontana emiliana</strong>.</div><p>Lungo la <strong>dorsale appenninica tosco-emiliana</strong> potranno formarsi dei <strong>modesti addensamenti cumuliformi con associato rischio per brevi rovesci isolati</strong>, in successivo e rapido assorbimento serale. I valori massimi delle <strong>temperature </strong>in pianura subiranno una <strong>lieve flessione</strong>, attestandosi generalmente tra i <strong>28 e i 32°C</strong>.<sup></sup> </p><h2>Centro, Sud e Isole Maggiori: prevalenza di sole e caldo ancora intenso</h2><p>Sul <strong>resto della penisola, l'anticiclone </strong>sarà ancora in grado di garantire condizioni di tempo prevalentemente<strong> stabile e saleggiato per entrambe le due giornate. </strong>Perciò<strong> sia martedì che mercoledì, </strong>il cielo sarà<strong> prevalentemente sereno, poco nuvoloso, sia al Centro-Sud che sulle due isole maggiori,</strong> con <strong>solo qualche temporaneo addensamento cumuliforme,</strong> possibile a ridosso dell'<strong>Appennino centrale e meridionale nelle ore più calde</strong>, dove non sarà del tutto da escludere la possibilità per isolati rovesci o piovaschi.<strong> </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786367" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna'">Meteorologo spagnolo conferma: "nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html" title="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-meteorologo-samuel-biener-se-acerca-un-domo-de-calor-que-dejara-temperaturas-de-mas-de-40-c-en-espana-1788118953014_320.png" alt="Meteorologo spagnolo conferma: 'nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna'"></a></article></aside><p><strong>Qualche fenomeno più organizzato</strong> e intenso sarà possibile mercoledì pomeriggio tra Puglia interna e Basilicata.</p><p>Al Centro-Sud <strong>l</strong><strong>e temperature continueranno ad essere ampiamente estive</strong>, anche se inferiori rispetto alle temperature delle scorse settimane. Tuttavia, continueremo a rimanere<strong> sopra media</strong>, con valori compresi <strong>tra i 32°C e i 36°C</strong>, con <strong>locali punte</strong> anche di <strong>37°C e 38°C</strong> sulle <strong>aree interne centrali e su quelle della Puglia, della Basilicata, della Sicilia e della Sardegna</strong>. Lungo le coste, il clima potrà essere a tratti ancora afoso. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nord-italia-tra-caldo-e-focolai-temporaleschi-l-evoluzione-per-l-avvio-di-settembre-tra-alpi-e-pianure.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 16:04:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma bisognerà aspettare ancora un po' per l'inizio di quello astronomico, che prende il via con l'equinozio. Nell'articolo vedremo anche la data del cambio d'ora, con il ritorno all'ora solare, che sarà comunque alla fine di ottobre.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel-1788185039411.jpeg" data-image="g9cs12ssfvgu" alt="autunno" title="autunno"><figcaption>Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, mentre nella seconda metà del mese ci sarà l'equinozio, ed entreremo a tutti gli effetti nella stagione autunnale.</figcaption></figure><p><strong>Ormai l'estate si avvia verso la sua fine. </strong>Il 1° settembre inizia infatti l'autunno meteorologico, il periodo di tre mesi (che si concluderà il 30 novembre) utilizzato per convenzione dai climatologi per analizzare e confrontare più facilmente le condizioni atmosferiche di questo periodo dell'anno. Per l'inizio dell'autunno astronomico, invece, bisognerà attendere ancora alcune settimane, fino all'equinozio di settembre. </p><div class="texto-destacado">L'equinozio <strong>è un momento particolare nella fase di rivoluzione della Terra intorno al Sole.</strong> In quel momento i raggi solari cadono perpendicolarmente all'asse di rotazione della Terra, e <strong>sia l’emisfero settentrionale che quello meridionale vengono raggiunti dai raggi del Sole con la stessa inclinazione</strong>.</div><p> Mentre nell'emisfero settentrionale (boreale) l'equinozio segnerà l’inizio della stagione autunnale, nell'emisfero meridionale (australe) inizierà la primavera. <strong>A partire dall'equinozio d'autunno, nel nostro emisfero i raggi del sole arriveranno sempre più indeboliti sulla Terra,</strong> e le giornate inizieranno ad accorciarsi, fino al giorno del solstizio d’inverno, quando la durata del giorno sarà minima ed inizierà la stagione invernale. </p><p>Quando sarà nel 2026?</p><h2>L'equinozio d'autunno 2026</h2><p>Nel 2026 l'equinozio d'autunno sarà il 23 settembre. <strong>Quel giorno le ore di luce e quelle della notte saranno le stesse, quindi la durata del giorno e della notte sarà uguale</strong><strong><strong>.</strong> </strong>È per questo che si parla di equinozio, una parola che viene dal latino <em>aequinoctium</em>, composto da <em>aequus</em> (uguale) e da <em>nox </em>(notte). Questo è infatti il momento in cui il giorno è uguale alla notte. </p><p><strong>Resteremo così nella stagione autunnale fino al giorno del solstizio d'inverno</strong>, che quest'anno avverrà il 21 dicembre.</p><h3>Giornate che si accorciano</h3><p>A settembre le giornate iniziano ad accorciarsi in maniera sempre più evidente. Il sole tramonta prima e le notti si allungano, e dal giorno dell’equinozio in poi la durata della notte sarà maggiore della durata del dì. Avremo quindi più ore di buio che di luce.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786136" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”">Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia-1788097389908_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"></a></article></aside><p> Di conseguenza <strong>ci saranno meno ore a disposizione di giorno per riscaldare l’aria </strong>e viceversa <strong>di notte la perdita di calore per irraggiamento aumenta.</strong> Una buona notizia per i tanti che quest'estate hanno sofferto le infinite ondate di calore che hanno colpito l'Italia.</p><h2>Cambio d'ora, quando?</h2><p> <strong>Con l'arrivo dell'autunno torna anche la domanda di sempre</strong>: ci sarà anche il cambio dell'ora? La risposta è sì, e continueremo a farlo anche quest'anno. Il cambio d'ora però non avviene a settembre, ma <strong>alla fine di ottobre.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel-1788185010258.jpeg" data-image="za6oiqia7nwa"><figcaption>Cambio d'ora nel mese di ottobre 2026: sarà a fine mese, tra sabato 24 e domenica 25.</figcaption></figure><p> Il prossimo cambio d'ora, con il ritorno all'ora solare, a<strong>vrà luogo nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. </strong>Le lancette dell'orologio dovranno essere spostate indietro di un'ora, il che significa che alle 3:00 saranno le 2:00. Ciò significa che dormiremo un'ora in più quella notte e, da quel momento in poi, farà buio prima, ma farà anche luce prima. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nel 2026 è la Spagna il paese con più superficie bruciata dagli incendi boschivi in tutta l'Unione Europea]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 15:13:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Quest'estate gli incendi boschivi hanno colpito nuovamente con particolare violenza. I dati di Copernicus rivelano quanto la Spagna si distingua nella mappa europea degli incendi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/espana-lidera-el-mapa-de-incendios-de-europa-acumula-el-46-7-de-toda-la-superficie-quemada-en-la-ue-1787900794748.jpg" data-image="kyk5w0i158tv" alt="Incendio forestale" title="Incendio forestale"><figcaption>Quasi un ettaro su due devastato dagli incendi nell'Unione Europea si trova in territorio spagnolo.</figcaption></figure><p>La mappa europea degli incendi boschivi vede la Spagna in una situazione particolarmente preoccupante nel 2026. <strong>Quasi un ettaro su due distrutto dalle fiamme nell'Unione Europea si trova sul territorio spagnolo, </strong>secondo gli ultimi dati del sistema europeo di monitoraggio degli incendi.</p><div class="texto-destacado"><strong>Tra il 1° gennaio e il 26 agosto, la Spagna ha accumulato 295.405 ettari bruciati, </strong>pari al 46,7% dell'intera superficie colpita dagli incendi boschivi nell'Unione Europea. Lo mostrano i dati dell'European Forest Fire Information System (EFFIS), integrato nel programma Copernicus della Commissione Europea.</div><p><strong>Nell'insieme dell'UE, nello stesso periodo le fiamme hanno interessato 632.169 ettari</strong>. Le cifre permettono di comprendere la portata della stagione degli incendi in Spagna: praticamente la metà dell'intera superficie bruciata nei Paesi dell'Unione si concentra all'interno dei suoi confini.</p><h2>Solo dietro all'Italia per numero di incendi</h2><p>La leadership della Spagna per superficie interessata contrasta con un altro degli indicatori raccolti da EFFIS. La Spagna non è il Paese europeo che ha registrato il maggior numero di incendi boschivi dall'inizio dell'anno. <strong>L'Italia occupa questa posizione con 485 incendi, mentre la Spagna ne conta 427 e la Francia arriva a 356.</strong> Tuttavia, l'estensione della superficie interessata dalle fiamme sul territorio spagnolo è molto maggiore.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr"> Un grande incendio boschivo vicino a Niebla, nel sud della Spagna, ha bruciato oltre 33.000 ettari, diventando il secondo incendio più esteso mai registrato in Andalusia.<br><br>️ Questa <a href="https://x.com/hashtag/CopernicusEU?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#CopernicusEU</a> <a href="https://x.com/hashtag/ImageOfTheDay?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#ImageOfTheDay</a> di Sentinel-2 mostra l'ampia area bruciata in rosso e marrone.<br><br> <a href="https://t.co/FV9NJIyIlo">https://t.co/FV9NJIyIlo</a> <a href="https://t.co/eusAkn5Yif">pic.twitter.com/eusAkn5Yif</a></p>— Copernicus EU (@CopernicusEU) <a href="https://x.com/CopernicusEU/status/2090739466600067235?ref_src=twsrc%5Etfw">21 agosto 2026</a></blockquote></figure><p>Questa differenza dimostra che il numero di incendi, da solo, non consente di comprendere la gravità di una stagione. <strong>La superficie complessivamente distrutta dipende da numerosi fattori, tra cui lo stato della vegetazione, la disponibilità di materiale combustibile, l'orografia</strong> e, soprattutto, le condizioni meteorologiche presenti durante l'incendio.</p><p><strong>Le temperature elevate, la bassa umidità e il vento possono favorire una propagazione molto più rapida delle fiamme</strong> e rendere notevolmente più difficili le operazioni di spegnimento. Quando queste condizioni coincidono con una vegetazione molto secca, un incendio può raggiungere dimensioni considerevoli in un periodo relativamente breve.</p><h2>Il 22,1% in meno rispetto al 2025</h2><p>Nonostante l'entità del bilancio attuale, <strong>la superficie bruciata in Spagna è inferiore a quella registrata nello stesso periodo dell'anno scorso</strong>. Alla fine di agosto 2025, le fiamme avevano interessato 379.101 ettari, contro i 295.405 ettari conteggiati quest'anno.</p><p>Questo significa circa <strong>il 22,1% in meno rispetto allo stesso momento del 2025.</strong> Tuttavia, il confronto deve essere contestualizzato, poiché l'anno scorso è stato caratterizzato da una stagione degli incendi eccezionalmente grave. Il 2025 si è infatti concluso con 393.079 ettari bruciati, una delle cifre più elevate degli ultimi decenni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuvole-di-fuoco-colpi-di-vento-e-fulmini-il-pericoloso-fenomeno-meteorologico-generato-dai-mega-incendi.html" title="Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna ">Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuvole-di-fuoco-colpi-di-vento-e-fulmini-il-pericoloso-fenomeno-meteorologico-generato-dai-mega-incendi.html" title="Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nubes-de-fuego-reventones-termicos-y-rayos-el-peligroso-fenomeno-meteorologico-que-generen-los-megaincendios-1785311920477_320.png" alt="Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna "></a></article></aside><p>Nel corso di agosto di quell'anno, inoltre, diversi grandi incendi provocarono un rapidissimo aumento del bilancio nazionale nel giro di poche settimane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/espana-lidera-el-mapa-de-incendios-de-europa-acumula-el-46-7-de-toda-la-superficie-quemada-en-la-ue-1787901187667.jpg" data-image="vtkmq8p8l51r" alt="Incendio" title="Incendio"><figcaption>Il 2025 si è concluso con 393.079 ettari bruciati, una delle cifre più elevate degli ultimi decenni.</figcaption></figure><p>L'andamento del 2026 dimostra inoltre quanto una stagione possa cambiare nel corso dell'estate. <strong>All'inizio di luglio, la Spagna aveva già superato i 50.750 ettari bruciati,</strong> più del doppio della superficie registrata alla stessa data del 2025. Gli episodi di grande portata verificatisi successivamente hanno fatto schizzare il bilancio fino ad avvicinarlo agli attuali 300.000 ettari.</p><p>Oltre ai mezzi antincendio, la prevenzione e la gestione del territorio sono fondamentali per ridurre il potenziale impatto di questi episodi. <strong>Il monitoraggio meteorologico permette inoltre di anticipare le giornate in cui le condizioni possono favorire una propagazione particolarmente rapida delle fiamme.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779885" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-sud-europa-brucia-spagna-italia-e-francia-nella-morsa-degli-incendi.html" title="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi">Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-sud-europa-brucia-spagna-italia-e-francia-nella-morsa-degli-incendi.html" title="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/incendi-da-spagna-a-sicilia-1784801363164_320.jpeg" alt="Il Sud Europa brucia: Spagna, Italia e Francia nella morsa degli incendi"></a></article></aside><p>EFFIS utilizza informazioni provenienti dall'osservazione terrestre e satellitare per monitorare gli incendi boschivi e valutare le aree interessate in Europa. I suoi ultimi dati delineano, per il momento, uno scenario nel quale <strong>la Spagna concentra il 46,7% dell'intera superficie bruciata nell'Unione Europea nel 2026, pur non essendo il Paese con il maggior numero di incendi.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Comisi%C3%B3n%20Europea%2C%20Joint%20Research%20Centre." data-year="2026" data-title="European%20Forest%20Fire%20Information%20System%20(EFFIS)%3A%20Current%20situation.%20Copernicus%20Emergency%20Management%20Service." data-url="https%3A%2F%2Fforest-fire.emergency.copernicus.eu%2F">Commissione Europea, Joint Research Centre. (2026). <a href="https://forest-fire.emergency.copernicus.eu/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">European Forest Fire Information System (EFFIS): Current situation. Copernicus Emergency Management Service.</a></cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2026-e-la-spagna-il-paese-con-piu-superficie-bruciata-dagli-incendi-boschivi-in-tutta-l-unione-europea.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Amatrice dalla terra allo spazio: l'eredità scientifica a 10 anni dal terremoto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/amatrice-dalla-terra-allo-spazio-l-eredita-scientifica-a-10-anni-dal-terremoto.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 14:02:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>A dieci anni dal sisma di Amatrice, un bilancio sul lavoro svolto dal Cnr con gli altri Enti di ricerca italiani, che ha prodotto risultati concreti su conoscenza delle faglie attive, deformazioni del suolo, microzonazione sismica, osservazioni satellitari della Terra.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/amatrice-dalla-terra-allo-spazio-l-eredita-scientifica-a-10-anni-dal-terremoto-1788183736846.jpeg" data-image="m38xy204v1i6"><figcaption>Il terremoto del 24 agosto 2016 causò 299 morti nell'Appennino centrale. Amatrice, nel Lazio, fu il comune con più vittime.</figcaption></figure><p><strong>Il terremoto che il 24 agosto 2016 colpì Amatrice e vaste aree dell'Appennino centrale</strong> è stata una catastrofe che ha lasciato 299 vittime e moltissimi feriti, oltre a danni incalcolabili in parte ancora oggi non recuperati.</p><p> Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr)ha però ricordato, in occasione del 10° anniversario, che da quella enorme tragedia italiana sono nati studi, tecnologie e <strong>strumenti per migliorare il monitoraggio e la prevenzione dei rischi naturali in Italia</strong>. Tutte conoscenze che serviranno in futuro ad evitare che si ripetano disastri simili.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>A dieci anni dal sisma di Amatrice, il lavoro svolto dal Cnr con gli altri Enti di ricerca ha prodotto risultati concreti su conoscenza delle faglie attive, deformazioni del suolo, microzonazione sismica, osservazioni satellitari della Terra. Dallo studio di quella tragedia è nato un patrimonio di conoscenze e strumenti che oggi supporta la pianificazione, la prevenzione, la ricostruzione, la protezione civile e la sicurezza dei territori. Applicati anche ai Campi Flegrei e all'Etna<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>“Integrando osservazioni del terreno, dati geofisici e informazioni sismologiche, <strong>oggi disponiamo di una conoscenza molto più dettagliata della geologia e del sistema di faglie dell'Appennino centrale</strong> che ha generato la sequenza sismica nell’area di Amatrice e Norcia”, spiega Massimiliano Moscatelli, direttore dell’Istituto di geoscienze del Cnr (Cnr-Geo). </p><p>“Il completamento del Foglio geologico ‘Norcia’ nell'ambito del progetto Carg (Cartografia geologica e geotematica), e le ricostruzioni tridimensionali sviluppate con il progetto Retrace 3D hanno consentito di definire con maggiore precisione la geometria e la relazione delle faglie attive con gli ipocentri della sequenza sismica di allora. <strong>Queste conoscenze consentono oggi di individuare meglio le criticità del territorio e di fornire informazioni più accurate a supporto di prevenzione</strong>, ricostruzione e sicurezza delle comunità”.</p><h2>Dieci anno dopo, conosciamo meglio il territorio e i suoi pericoli geologici</h2><p>Un avanzamento che nasce dalla collaborazione con il Dipartimento della protezione civile e con gli Enti Ingv e Ispra, e nel quale il maggiore ente pubblico di ricerca italiano continua a credere e investire. In questa prospettiva è nato il nuovo Istituto di Geoscienze del Cnr (Cnr-Geo), il più grande dell'Ente, frutto dell'integrazione degli Istituto di geologia ambientale e geoingegneria, di geoscienze e georisorse e di ricerca per la protezione idrogeologica. Una realtà che riunisce competenze multidisciplinari per lo studio della Terra e dei rischi naturali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Gli studi condotti ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto mostrano come le caratteristiche del sottosuolo influenzino gli effetti locali dello scuotimento sismico, quindi il moto del terreno durante un terremoto”, aggiunge Iolanda Gaudiosi, ricercatrice Cnr-Geo. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Gli studi condotti ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto mostrano come le caratteristiche del sottosuolo influenzino gli effetti locali dello scuotimento sismico, quindi il moto del terreno durante un terremoto”, aggiunge Iolanda Gaudiosi, ricercatrice Cnr-Geo. <strong>“È una delle principali eredità scientifiche del terremoto</strong>: grazie a rilievi e modelli numerici avanzati, possiamo individuare con maggiore affidabilità le aree più esposte ad amplificazioni locali, frane e altri effetti indotti, fornendo informazioni preziose per la pianificazione territoriale e la sicurezza delle costruzioni”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785144" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia.html" title="Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia">Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia.html" title="Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia-1787514802352_320.jpeg" alt="Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia"></a></article></aside><p>L'esperienza maturata nei 138 Comuni del cratere trasforma quindi la conoscenza scientifica in strumenti concreti di ricostruzione e prevenzione. “Attraverso il ‘Centro per la microzonazione sismica’ (CentroMs), coordinato dal Cnr, disponiamo di una delle più ampie raccolte di dati e cartografie sugli effetti locali dei terremoti, a supportare la pianificazione, le attività quotidiane e la gestione del rischio”, sottolinea Marco Mancini dell’Istituto di Geoscienze. <strong>Altro indicatore concreto per le politiche di prevenzione è la ‘Condizione limite per l'emergenza’ (Cle)</strong>, strumento che analizza il sistema urbano per garantire le funzioni strategiche, l'accessibilità e l'operatività dei soccorsi durante e dopo un sisma. </p><p>“Nel 2016 solo il 22% dei Comuni del cratere disponeva di una Cle approvata, oggi siamo arrivati all'86%, un dato importante che mostra come gli strumenti di prevenzione si traducano in pianificazione e gestione territoriale”, evidenzia Margherita Giuffré del Cnr-Geo.</p><h2>L'applicazione delle tecnologie satellitari </h2><p><strong>Amatrice ha rappresentato anche uno dei primi casi di applicazione operativa delle tecnologie satellitari</strong> per il monitoraggio delle deformazioni del suolo. Nelle ore immediatamente successive all'evento, i ricercatori dell'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente (Cnr-Irea) elaborarono le prime immagini radar satellitari per misurare gli spostamenti del terreno causati dal sisma. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785754" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-tragedia-in-nepal-ricorda-il-vajont-63-anni-fa-in-italia-una-frana-genero-un-onda-e-uccise-1-917-persone.html" title="Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane">Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-tragedia-in-nepal-ricorda-il-vajont-63-anni-fa-in-italia-una-frana-genero-un-onda-e-uccise-1-917-persone.html" title="Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-tragedia-in-nepal-ricorda-il-vajont-63-anni-fa-in-italia-una-frana-genero-un-onda-e-uccise-1-917-persone-1787827388417_320.jpg" alt="Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane"></a></article></aside><p>“Le immagini evidenziarono un'estesa area di abbassamento del suolo, con <strong>deformazioni fino a circa 20 centimetri nell'area di Accumoli,</strong> confermando l'efficacia dell'interferometria differenziale radar satellitare (DinSar), tecnica che consente di confrontare immagini precedenti e successive ad un evento sismico per misurare con estrema precisione gli spostamenti superficiali e le deformazioni associate alle faglie responsabili”, ricorda Riccardo Lanari, del Cnr-Irea e direttore dell'Istituto all'epoca del sisma.</p><p>Anche queste tecnologie hanno conosciuto una notevole evoluzione, in cui un ruolo centrale è stato svolto dalla tecnica P-Sbas (Parallel Small baseline subset) sviluppata dal Cnr-Irea. “La tecnica permette di elaborare grandi quantità di immagini radar della costellazione nazionale Cosmo-SkyMed e di quella europea Sentinel-1, con elevata frequenza, copertura globale e misurazione millimetrica dei movimenti del terreno”, prosegue Lanari. </p><h2>Sistemi di monitoraggio migliorati ed applicati anche a Vesuvio, Etna e Campi Flegrei</h2><p>“Grazie alla continuità dei dati satellitari e all'automazione delle elaborazioni basate sulla tecnica P-Sbas, siamo passati dall'analisi di singoli eventi a sistemi permanenti di monitoraggio, oggi impiegati per i Campi Flegrei, il Vesuvio, l'Etna, Stromboli e Vulcano, oltre che per le deformazioni legate a subsidenza e dissesto idrogeologico su scala nazionale, come nel recente caso della frana di Niscemi”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="751314" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/video-la-grande-frana-di-niscemi-in-sicilia-sta-crollando-tutta-la-collina.html" title="Nuovi VIDEO dell'enorme frana di Niscemi: 1500 persone evacuate. 'Crolla tutta la collina'">Nuovi VIDEO dell'enorme frana di Niscemi: 1500 persone evacuate. "Crolla tutta la collina"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/video-la-grande-frana-di-niscemi-in-sicilia-sta-crollando-tutta-la-collina.html" title="Nuovi VIDEO dell'enorme frana di Niscemi: 1500 persone evacuate. 'Crolla tutta la collina'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/video-la-grande-frana-di-niscemi-in-sicilia-sta-crollando-tutta-la-collina-1769586538477_320.png" alt="Nuovi VIDEO dell'enorme frana di Niscemi: 1500 persone evacuate. 'Crolla tutta la collina'"></a></article></aside><p>“Nell’ambito della infrastruttura europea Epos”, conclude Francesco Casu del Cnr-Irea, “è stato anche sviluppato un servizio in grado di rilevare, alla scala globale, le deformazioni che si verificano sulla terra solida a seguito di terremoti di notevole magnitudo (superiore a 5.5) e ha reso disponibili i propri algoritmi su cloud, consentendo elaborazioni automatiche e on demand da parte della comunità scientifica internazionale”. Un altro passaggio alla risposta condivisa e concreta indotto dalla tragica esperienza di Amatrice. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/amatrice-dalla-terra-allo-spazio-l-eredita-scientifica-a-10-anni-dal-terremoto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La scienza dietro le piogge estreme: il Mediterraneo come combustibile per temporali di intensità elevatissima]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-combustibile-per-temporali-di-intensita-elevatissima.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il cambiamento climatico sta creando le condizioni ideali per l'intensificarsi dei temporali nel Sud Europa: analizziamo il ruolo svolto dal Mar Mediterraneo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-tras-las-lluvias-extremas-el-mediterraneo-como-gasolina-de-tormentas-muy-intensas-1788085492113.png" data-image="xq14ccrj6mej"><figcaption>Il riscaldamento degli oceani è un potenziale fattore scatenante di eventi tempestosi estremi.</figcaption></figure><p><strong>La parte occidentale del Mediterraneo ha già registrato nel mese di luglio temperature superficiali record </strong>e ha mantenuto per tutto il mese di agosto un'intensa ondata di calore marina. Tra i valori più significativi spiccano i 33 °C misurati alcune settimane fa dalla boa di Puertos del Estado a Dragonera, Maiorca. Anche i <strong>mari intorno all'Italia sono caldissimi in questa estate 2026.</strong></p><p><strong>Il riscaldamento globale di origine antropica ha contribuito per circa 2 °C a questa ondata di calore marina</strong>, secondo uno studio di attribuzione attualmente in attesa di revisione paritaria.</p><h2>Un Mediterraneo molto caldo fornisce benzina di prima qualità ai temporali</h2><p><strong>Perché si formi un temporale estremo devono coincidere diversi ingredienti:</strong> aria umida negli strati bassi, una divergenza negli strati alti che favorisca la risalita di questa aria umida dalla superficie, instabilità atmosferica con aria più fredda in quota e sufficiente <em>wind shear</em> (la variazione dell'intensità e della direzione del vento con la quota), affinché il temporale possa organizzarsi e rafforzarsi.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="ca" dir="ltr">Nuovo record della temperatura media della superficie del mare (SST) nel Mediterraneo, che ha raggiunto i 28,6 °C il 14 agosto 2026 (dati di <a href="https://x.com/CMEMS_EU?ref_src=twsrc%5Etfw">@cmems_eu</a>). Una severa ondata di calore marina si estende sul Mediterraneo occidentale, con ampie zone in categoria estrema. <a href="https://t.co/ev2jklUyj8">pic.twitter.com/ev2jklUyj8</a></p>— CEAM-Meteorología (@CEAM_Meteo) <a href="https://x.com/CEAM_Meteo/status/2088652400835920015?ref_src=twsrc%5Etfw">15 agosto 2026</a></blockquote></figure><p>La nostra <strong>orografia varia e le convergenze locali che essa provoca sulle masse d'aria possono in molti casi fornire la spinta iniziale </strong>a un episodio temporalesco: l'aria al suolo è costretta a risalire quando incontra una montagna. Durante la risalita si raffredda e condensa, formando nubi che, favorite dalla presenza di aria fredda in quota, innescano precipitazioni che in alcuni casi possono essere estreme.</p><p><strong>I temporali sono episodi convettivi nei quali il meccanismo della convezione funziona come una bolla di aria calda che sale </strong>perché è più calda dell'aria circostante. Questa differenza di temperatura tra la bolla e l'ambiente circostante le permette di salire fino a quando la sua temperatura non raggiunge quella dell'aria circostante oppure diventa più fredda.</p><div class="texto-destacado">Il fatto che il Mediterraneo si trovi a temperature molto elevate aumenta l'umidità negli strati bassi dell'atmosfera, favorendo l'instabilità atmosferica necessaria per innescare fenomeni temporaleschi e trasformandosi in un potenziale combustibile. Per ogni grado in più, l'atmosfera può contenere il 7% in più di vapore acqueo.</div><p><strong>Quando il vento collega la massa d'acqua marina al sistema temporalesco, può persino apportare ulteriore vapore acqueo e più energia a questi episodi.</strong> I meccanismi che si verificano all'interno delle nubi, come le correnti ascensionali e il rilascio di calore, possono amplificare ulteriormente la quantità di pioggia, la formazione di grandine di maggiori dimensioni e le raffiche di vento molto forti.</p><h2>Tre recenti episodi di maltempo estremo nel Mediterraneo occidentale</h2><p>Negli ultimi anni sono stati registrati diversi episodi convettivi estremi nel Mediterraneo occidentale, ma <strong>sono tre quelli che sono stati analizzati attraverso studi di attribuzione scientifica</strong> <strong>che ne indagano la relazione con il cambiamento climatico.</strong></p><ul><li><strong>Il derecho con forti venti lineari che per diverse ore hanno attraversato centinaia di chilometri</strong> <strong>in Corsica il 18 agosto 2022</strong>, lasciando raffiche fino a 224 km/h. In un clima preindustriale non si sarebbe formato e questo è stato il primo studio a dimostrare che il cambiamento climatico può contribuire agli eventi convettivi estremi.</li></ul><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="539572" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-riscaldamento-globale-favorito-distruttivo-derecho-18-agosto-2022-che-succedera-in-futuro.html" title="Clima: il riscaldamento globale ha favorito il distruttivo 'derecho' del 18 agosto 2022. Cosa succederà in futuro?">Clima: il riscaldamento globale ha favorito il distruttivo 'derecho' del 18 agosto 2022. Cosa succederà in futuro?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-riscaldamento-globale-favorito-distruttivo-derecho-18-agosto-2022-che-succedera-in-futuro.html" title="Clima: il riscaldamento globale ha favorito il distruttivo 'derecho' del 18 agosto 2022. Cosa succederà in futuro?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/clima-il-riscaldamento-globale-ha-favorito-il-distruttivo-derecho-del-18-agosto-2022-che-succedera-in-futuro-1693835759525_320.jpeg" alt="Clima: il riscaldamento globale ha favorito il distruttivo 'derecho' del 18 agosto 2022. Cosa succederà in futuro?"></a></article></aside><ul><li><strong>L'ondata di calore marina, con un'anomalia media superiore a 3 °C per 3 settimane, </strong>ha rafforzato l'instabilità durante <strong>l'evento di grandine gigante, con chicchi fino a 12 cm, registrato a Girona nell'agosto 2022.</strong> Il temporale avrebbe potuto formarsi anche senza quell'ondata di calore e in condizioni preindustriali, ma l'ambiente sarebbe stato meno favorevole allo sviluppo di grandine gigante.</li><li>Le simulazioni con una risoluzione di un chilometro indicano che <strong>il riscaldamento antropico ha aumentato del 21% la pioggia cumulata in 6 ore</strong>, del 55% la superficie che ha superato i 180 l/m² e del 19% il volume delle precipitazioni nel bacino dello Júcar durante <strong>la DANA che ha provocato inondazioni catastrofiche a Valencia e in altre province nell'ottobre 2024.</strong> Lo studio di attribuzione indica che il riscaldamento globale ha amplificato la dinamica interna del temporale e, sebbene il cambiamento climatico non abbia originato la tempesta, ne ha aggravato gli effetti.</li></ul><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"><a href="https://x.com/hashtag/SevereWeather?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#SevereWeather</a> <br>Immagini incredibili del passaggio del derecho nel canale di <a href="https://x.com/hashtag/C%C3%B3rcega?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Corsica</a>.<br><br>È già stato definito uno degli eventi meteorologici più significativi ed estremi della storia recente d'Europa. <a href="https://t.co/40hbdCqlrm">pic.twitter.com/40hbdCqlrm</a></p>— Meteored España (@MeteoredES) <a href="https://x.com/MeteoredES/status/1561318618037616641?ref_src=twsrc%5Etfw">21 agosto 2022</a></blockquote></figure><h2>Aumenterà la frequenza degli episodi temporaleschi estremi?</h2><p>Attualmente <strong>non si può affermare che i temporali nel Mediterraneo siano oggi più frequenti,</strong> poiché le serie di osservazioni sulla grandine e sul vento convettivo sono ancora brevi e irregolari, e questi fenomeni sono di dimensioni troppo ridotte per essere studiati attraverso molti modelli climatici.</p><p>Tuttavia, <strong>la regione mediterranea potrebbe diventare più secca e, allo stesso tempo, essere interessata da episodi di precipitazioni più intense in alcuni periodi dell'anno</strong>. Questo non significa necessariamente che le DANA diventeranno più frequenti, ma che, quando si formeranno, saranno favorite da un Mediterraneo più caldo e da un'atmosfera più umida, con un potenziale maggiore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="682266" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/meteo-perche-la-goccia-fredda-o-gota-fria-adesso-si-chiama-dana.html" title="Meteo, perché la goccia fredda (o gota fría) adesso si chiama DANA?">Meteo, perché la goccia fredda (o gota fría) adesso si chiama DANA?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/meteo-perche-la-goccia-fredda-o-gota-fria-adesso-si-chiama-dana.html" title="Meteo, perché la goccia fredda (o gota fría) adesso si chiama DANA?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-la-gota-fria-ahora-se-llama-dana-1731054126275_320.jpg" alt="Meteo, perché la goccia fredda (o gota fría) adesso si chiama DANA?"></a></article></aside><p>Una maggiore instabilità atmosferica<strong> favorisce inoltre le correnti ascensionali all'interno delle nubi, capaci di sostenere e facilitare la formazione di chicchi di grandine più grandi</strong>, mentre un livello di congelamento più elevato può sciogliere maggiormente la grandine di piccole dimensioni.</p><div class="texto-destacado">Le conseguenze di un temporale non dipendono soltanto dalla sua intensità e dalla sua violenza, ma anche dal luogo in cui cade la pioggia, dalla morfologia del territorio, dalle condizioni del suolo, dall'occupazione di torrenti e aree soggette a inondazioni, dagli avvisi e dall'esposizione della popolazione. Dipende da noi essere più preparati ad affrontare gli episodi estremi.</div><p><strong>I temporali registrati in alcune aree del Sud Europa, Italia compresa, durante questa seconda metà di agosto si sono verificati con un Mediterraneo eccezionalmente caldo, che può fornire ulteriore umidità,</strong> ma sarà necessario effettuare un'analisi approfondita attraverso osservazioni e simulazioni per capire quanto questi temporali siano stati rafforzati dal Mediterraneo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="WWA" data-year="2026" data-title="Climate%20change%20is%20driving%20unprecedented%20European%20ocean%20temperatures%2C%20with%20severe%20impacts%20for%20marine%20life" data-url="https%3A%2F%2Fwww.worldweatherattribution.org%2Fclimate-change-is-driving-unprecedented-european-ocean-temperatures-with-severe-impacts-for-marine-life%2F">WWA. (2026). <a href="https://www.worldweatherattribution.org/climate-change-is-driving-unprecedented-european-ocean-temperatures-with-severe-impacts-for-marine-life/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il cambiamento climatico sta causando temperature oceaniche europee senza precedenti, con gravi conseguenze per la vita marina</a>.</cite><br><cite data-author="IPCC" data-year="2023" data-title="Sixth%20Assessment%20Report" data-url="https%3A%2F%2Fwww.ipcc.ch%2Freport%2Far6%2Fwg1%2Fchapter%2Fchapter-8%2F">IPCC. (2023). <a href="https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/chapter/chapter-8/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Sesto Rapporto di Valutazione</a>.</cite><br><cite data-author="Gonz%C3%A1lez%20Alem%C3%A1n%2C%20J.J.%2C%20et%20al.%2C" data-year="2023" data-title="Anthropogenic%20Warming%20Had%20a%20Crucial%20Role%20in%20Triggering%20the%20Historic%20and%20Destructive%20Mediterranean%20Derecho%20in%20Summer%202022" data-url="https%3A%2F%2Fjournals.ametsoc.org%2Fview%2Fjournals%2Fbams%2F104%2F8%2FBAMS-D-23-0119.1.xml">González Alemán, J.J. et al. (2023). <a href="https://journals.ametsoc.org/view/journals/bams/104/8/BAMS-D-23-0119.1.xml" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il riscaldamento antropico ha avuto un ruolo cruciale nell'innescare lo storico e distruttivo derecho mediterraneo dell'estate 2022</a>.</cite><br><cite data-author="Calvo%20Sancho%2C%20C%20et%20al%2C." data-year="2024" data-title="Giant%20hail%20in%20Spain%2C%20was%20it%20climate%20change%3F" data-url="https%3A%2F%2Frepositorio.aemet.es%2Fhandle%2F20.500.11765%2F16820">Calvo Sancho, C. et al. (2024). <a href="https://repositorio.aemet.es/handle/20.500.11765/16820" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Grandine gigante in Spagna: è stata colpa del cambiamento climatico?</a>.</cite><br><cite data-author="Calvo-Sancho%2C%20C.%2C%20D%C3%ADaz-Fern%C3%A1ndez%2C%20J.%2C%20Gonz%C3%A1lez-Alem%C3%A1n%2C%20J.J.%20et%20al." data-year="2026" data-title="Human-induced%20climate%20change%20amplification%20on%20storm%20dynamics%20in%20Valencia%E2%80%99s%202024%20catastrophic%20flash%20flood.%20Nat%20Commun%2017%2C%201492" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs41467-026-68929-9">Calvo-Sancho, C., Díaz-Fernández, J., González-Alemán, J.J. et al. (2026). <a href="https://doi.org/10.1038/s41467-026-68929-9" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Amplificazione dei cambiamenti climatici di origine antropica sulla dinamica dei temporali durante la catastrofica alluvione improvvisa di Valencia del 2024. Nat Commun 17, 1492</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scienza-dietro-le-piogge-estreme-il-mediterraneo-come-combustibile-per-temporali-di-intensita-elevatissima.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteorologo spagnolo conferma: "nuova cupola di calore porterà oltre 40ºC in Spagna"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 11:25:05 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni, un nuovo ennesimo duomo di calore attraverserà completamente la Spagna, portando temperature superiori ai 40ºC e notti afose all'inizio di settembre. Si sposterà poi verso est, influenzando parzialmente anche Francia e Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2icbe"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2icbe.jpg" id="xb2icbe"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Domani inizia il mese di settembre e anche l'autunno climatologico, ma il tempo sarà più tipico della piena estate in quasi tutta la Spagna,</strong> come già raccontato sul portale spagnolo di Meteored. Dopo il rinfrescamento della fine della scorsa settimana dovuto all'arrivo di una massa d'aria polare, tra mercoledì e sabato si configurerà<strong> un nuovo domo di calore sulla Spagna</strong>, dando luogo a un episodio di temperature molto elevate in vaste aree del Paese.</p><p>Coinciderà con un momento di tregua per l'Italia, colpita proprio negli ultimi giorni da una potente ondata di calore, ma attenzione: questo duomo di calore potrebbe spostarsi verso est nel corso della settimana, interessando parti di Francia e Italia.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Nel video</strong><br>Una massa d'aria molto calda per il periodo porterà nei prossimi giorni un episodio di temperature molto elevate, con un nuovo domo di calore che farà salire i valori oltre i 40 °C nei primi giorni di settembre sulla Penisola Iberica.</div><p>La situazione sarà molto simile a quelle che hanno interessato l'Europa negli ultimi mesi, con una potente dorsale anticiclonica che si insedierà sull'area iberica, favorendo il riscaldamento della massa d'aria per subsidenza.</p><p> Inoltre, <strong>una piccola saccatura di aria fredda si isolerà a ovest della Penisola Iberica, rafforzando l'avvezione di aria calda dal Nord Africa.</strong> Le mappe mostrano che venerdì l'isoterma di 28 °C a circa 1500 metri di quota potrebbe raggiungere il centro della Penisola, valori molto significativi per il mese di settembre.</p><h2>Oltre 40 °C in diverse città della Spagna all'inizio di settembre</h2><p>Sebbene le temperature aumenteranno progressivamente nella prima parte della settimana, tutto lascia pensare che raggiungeranno il picco tra giovedì e venerdì. In quei giorni il domo di calore interesserà in pieno la Spagna, portando <strong>temperature di 40-43 °C in città come Badajoz, Cáceres, Ciudad Real, Córdoba, Granada, Jaén, Lleida, Siviglia, Toledo e Saragozza</strong>, mentre in altre località dell'interno della Penisola si resterà poco al di sotto di questi valori.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-meteorologo-samuel-biener-se-acerca-un-domo-de-calor-que-dejara-temperaturas-de-mas-de-40-c-en-espana-1788118343227.jpg" data-image="d5p4b8f3y94z"><figcaption>Il modello europeo prevede temperature fino a 43 °C nella valle del Guadalquivir tra giovedì e venerdì.</figcaption></figure><p><strong>Nelle aree centrali, nell'entroterra della metà orientale e sui Pirenei le temperature di questa settimana potrebbero risultare oltre 4 °C superiori alla media</strong> dei primi giorni di settembre, motivo per cui si tratta di anomalie molto significative. Il cielo sarà offuscato al Sud, nel Sud-Est e alle Baleari per la presenza di polvere sahariana, che potrebbe frenare leggermente l'aumento delle temperature nelle ore centrali della giornata in diverse comunità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786136" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”">Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia-1788097389908_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"></a></article></aside><p>Nelle stesse notti anche le temperature minime saranno elevate, con notti tropicali in vaste aree, e <strong>potrebbero non scendere sotto i 25 °C in alcune zone dell'Andalusia, lungo la costa mediterranea, alle Baleari e alle Canarie.</strong> Nell'arcipelago delle Canarie il caldo aumenterà ulteriormente, con valori superiori ai 35 °C a Gran Canaria e presenza di polvere sahariana. Durante il fine settimana, sembra che le temperature inizieranno a diminuire sul versante atlantico.</p><h2>Attesi rovesci e temporali sparsi nel corso della settimana</h2><p>Sebbene la dorsale anticiclonica porterà condizioni stabili nella maggior parte del Paese, non mancheranno alcune eccezioni. Oggi si verificheranno alcuni rovesci isolati al Nord e al Nord-Est, inizialmente di debole intensità. Tra domani e mercoledì cresceranno nubi a sviluppo verticale che porteranno precipitazioni sparse e qualche temporale sui Pirenei e sui rilievi orientali. <strong>Tra mercoledì e giovedì la presenza di una saccatura di aria fredda potrebbe favorire la formazione di rovesci sulle Canarie</strong>, soprattutto a Tenerife e nella provincia orientale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-meteorologo-samuel-biener-se-acerca-un-domo-de-calor-que-dejara-temperaturas-de-mas-de-40-c-en-espana-1788118396829.jpg" data-image="rdtk2ji7s2t6"><figcaption>Sebbene nella maggior parte della Spagna prevarranno condizioni stabili, al Nord, in alcune aree dell'interno e alle Canarie sono attesi alcuni rovesci.</figcaption></figure><p>L'incertezza aumenta in vista del fine settimana, ma secondo il modello europeo una saccatura potrebbe attraversare il nord-ovest della Penisola. Se questo scenario sarà confermato, <strong>le condizioni saranno più favorevoli alla formazione di temporali nelle aree interne e settentrionali, più estesi e anche più intensi.</strong> </p><h2>E in Italia?</h2><p><strong>Attualmente i modelli meteo indicano una elevata possibilità che questo duomo di calore si sposti verso est nel corso della settimana, </strong>quindi verso Francia e Italia. Già nella seconda parte della settimana sarà soprattutto la Francia ad essere investita, ma anche alcune aree dell'Italia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786349" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato">Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html" title="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato-1788159756421_320.jpeg" alt="Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato"></a></article></aside><p><strong>Questa situazione porterebbe a una nuova impennata delle temperature in Italia. </strong>In Italia, però, la situazione sarà caratterizzata anche da aree di instabilità. Su questo tema vi invitiamo a seguire i nostri <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">ultimi aggiornamenti</a></strong> focalizzati sul meteo in Italia. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteorologo-spagnolo-conferma-nuova-cupola-di-calore-porteraoltre-40-c-in-spagna.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attuale-intenso-fenomeno-el-nino-sta-per-intensificarsi-ulteriormente.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 08:23:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il fenomeno El Niño del 2026 sta assumendo caratteristiche uniche e storiche a causa delle anomalie di temperatura superficiale nelle acque del Pacifico equatoriale centrale e orientale. La sua intensità aumenterà nei prossimi mesi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-cambiar-a-una-marcha-superior-1788063993028.png" data-image="4winy6eta54p"><figcaption>Anomalie della temperatura superficiale del mare, con particolare evidenza del Pacifico equatoriale con anomalie molto calde in tonalità rosse, segno dell'intenso El Niño al 28 agosto 2026. Climate Reanalyzer.</figcaption></figure><p>All'inizio di ottobre 2026, la guida settimanale dell'ECMWF mostra che le temperature del mare saliranno fino a raggiungere un'anomalia notevole di <strong>5,64 °C sopra la media nel Pacifico orientale (Niño 1+2)</strong> e di 3,55 °C nel Pacifico centrale (Niño 3.4). Entrambi sarebbero record assoluti.</p><p>Secondo l'esperto <strong>Ben Noll</strong>, @BenNollWeather, El Niño del 2026 potrebbe raggiungere valori storici alla luce delle nuove previsioni del modello ECMWF. Nell'immagine sopra sono riportati <strong>i valori degli indici di El Niño nelle diverse regioni di monitoraggio del fenomeno</strong> e le relative previsioni per ottobre 2026.</p><h2>Raffiche occidentali nel Pacifico equatoriale dopo una pausa temporanea</h2><p><strong>I venti occidentali anomali che accumulano acque calde</strong> nelle regioni del Pacifico centrale e orientale, al largo delle coste di Perù ed Ecuador, sono un'altra manifestazione del sistema accoppiato oceano-atmosfera che si instaura durante lo sviluppo di El Niño: gli alisei orientali, che favoriscono l'affioramento di acque più fresche, si indeboliscono e vengono sostituiti dai venti occidentali, che accumulano acque calde.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-cambiar-a-una-marcha-superior-1788064097554.png" data-image="6e27rtz34sjj"><figcaption>Evoluzione degli indici di El Niño nelle diverse regioni del Pacifico equatoriale e anomalie della temperatura del mare per il 27 agosto, a sinistra, e per l'11 ottobre 2026, a destra, con le forti anomalie in rosso scuro associate a El Niño. Ben Noll</figcaption></figure><p>Ebbene, sempre secondo l'autore citato in precedenza, <strong>un altro record di raffiche di vento occidentale è previsto nel Pacifico equatoriale centrale all'inizio di settembre 2026</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786243" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-da-record-un-meteorologo-ed-esperto-di-clima-tedesco-avverte-il-pericolo-viene-dall-atlantico.html" title="El Niño da record: un meteorologo ed esperto di clima tedesco avverte: 'Il pericolo viene dall'Atlantico'">El Niño da record: un meteorologo ed esperto di clima tedesco avverte: "Il pericolo viene dall'Atlantico"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-da-record-un-meteorologo-ed-esperto-di-clima-tedesco-avverte-il-pericolo-viene-dall-atlantico.html" title="El Niño da record: un meteorologo ed esperto di clima tedesco avverte: 'Il pericolo viene dall'Atlantico'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/winter-2026-27-rekord-el-nino-ist-da-meteorologe-mit-uberraschender-prognose-der-wahre-feind-kommt-vom-atlantik-1788036782346_320.jpg" alt="El Niño da record: un meteorologo ed esperto di clima tedesco avverte: 'Il pericolo viene dall'Atlantico'"></a></article></aside><p>Questo fenomeno avrà delle conseguenze, poiché probabilmente porrà fine alla pausa nel riscaldamento della regione Niño 3.4 e <strong>spingerà questo El Niño verso valori da record storico nel mese di settembre 2026</strong>.</p><h2><strong>Perché questo El Niño è diverso?</strong></h2><p><strong>Ogni evento di El Niño (o La Niña) è unico</strong>, poiché si sviluppa in condizioni globali differenti. Quello di quest'anno e del 2027 si svilupperà <strong>in un contesto di riscaldamento globale accentuato, con marcate ondate di calore marine</strong> nel Pacifico e in altre aree oceaniche del pianeta, sullo sfondo di un'atmosfera più calda.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-cambiar-a-una-marcha-superior-1788064559314.png" data-image="hisvkmp4fjxo"><figcaption>Le diverse regioni del Niño nel Pacifico dove viene monitorata la sua evoluzione. Fonte: CIIFEN</figcaption></figure><p>Quando si confrontano i <strong>diversi eventi intensi di El Niño con quello attuale del 2026 nel mese di agosto</strong>, le differenze sono evidenti e saltano all'occhio. Si sta sviluppando sullo sfondo di un clima più caldo. Questo altererà e, in alcuni casi, aggraverà i suoi effetti. In sintesi, <strong>questo El Niño fa sul serio e potrebbe essere storico</strong>.</p><p>Fonte dei testi di base e delle figure: <strong>Ben Noll</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attuale-intenso-fenomeno-el-nino-sta-per-intensificarsi-ulteriormente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, estate ancora dominante a inizio settembre: anticiclone protagonista, ma attenzione ai temporali in agguato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 07:03:20 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'estate resta ancorata sul Mediterraneo con l'anticiclone possente che dominerà la scena anche per la prima settimana di settembre.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb2ngoi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb2ngoi.jpg" id="xb2ngoi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il mese di settembre è ormai alle porte, ma per vedere un vero cambio di passo sul fronte meteorologico bisognerà ancora aspettare. L'atmosfera sull'Italia continuerà infatti a essere caratterizzata da una <strong>prevalenza di condizioni anticicloniche</strong>, con il sole destinato a dominare la scena per diversi giorni e temperature ancora elevate.</p><p>Insomma, il calendario cambierà pagina ma il tempo non seguirà necessariamente la stessa strada. L'avvio del nuovo mese conserverà caratteristiche decisamente estive, soprattutto sulle regioni centro-meridionali, dove l'alta pressione riuscirà a garantire condizioni generalmente asciutte e cieli in prevalenza sereni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786136" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”">Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia.html" title="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-inizio-settembre-estremo-forti-temporali-poi-nuova-ondata-di-caldo-in-tutt-italia-1788097389908_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: “inizio settembre estremo: forti temporali, poi nuova ondata di caldo in tutt’Italia”"></a></article></aside><p>La situazione sarà un po' diversa sulle zone montuose, dove il calore accumulato durante le ore diurne continuerà a favorire lo sviluppo di nubi a carattere cumuliforme. Sarà proprio qui che si concentreranno le maggiori possibilità di <strong>rovesci e temporali pomeridiani</strong>, comunque piuttosto localizzati.</p><h2><strong>L'anticiclone tiene lontane le perturbazioni</strong></h2><p>A determinare questo scenario sarà soprattutto la configurazione atmosferica sull'Europa. Le perturbazioni atlantiche continueranno a muoversi a latitudini relativamente elevate, senza riuscire a conquistare con decisione il Mediterraneo.</p><p>L'Italia rimarrà così in una sorta di zona protetta, con l'<strong>alta pressione sul Mediterraneo</strong> pronta a mantenere condizioni generalmente stabili.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato-1788157893799.jpg" data-image="mk8peadmrmq8" alt="Il dominio del campo di alta pressione sull'Italia" title="Il dominio del campo di alta pressione sull'Italia"><figcaption>Alta pressione presente su tutta Italia e cieli abbastanza soleggiati</figcaption></figure><p>Non significa, però, che il cielo sarà sempre completamente sgombro dalle nubi. Le correnti occidentali presenti sul continente potranno infatti favorire qualche passaggio nuvoloso e soprattutto una maggiore instabilità lungo i rilievi.</p><p>Le Alpi saranno tra le aree maggiormente esposte a questo tipo di fenomeni. <strong>Nelle ore più calde potranno svilupparsi temporali, in particolare sui settori orientali</strong>, ma al momento non emerge l'idea di un peggioramento organizzato capace di coinvolgere in maniera estesa anche le pianure.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786103" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-si-ridimensiona-il-caldo-con-l-arrivo-dell-autunno-meteorologico-spazio-a-qualche-pioggia-in-piu.html" title="Meteo: si ridimensiona il caldo in Italia con l'arrivo dell'autunno meteorologico, ma attenzione ai temporali">Meteo: si ridimensiona il caldo in Italia con l'arrivo dell'autunno meteorologico, ma attenzione ai temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-si-ridimensiona-il-caldo-con-l-arrivo-dell-autunno-meteorologico-spazio-a-qualche-pioggia-in-piu.html" title="Meteo: si ridimensiona il caldo in Italia con l'arrivo dell'autunno meteorologico, ma attenzione ai temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-si-ridimensiona-il-caldo-con-l-arrivo-dell-autunno-meteorologico-spazio-a-qualche-pioggia-in-piu-1787990003986_320.jpg" alt="Meteo: si ridimensiona il caldo in Italia con l'arrivo dell'autunno meteorologico, ma attenzione ai temporali"></a></article></aside><p>Anche lungo la dorsale appenninica non mancheranno addensamenti pomeridiani. La presenza di aria calda e l'attività convettiva diurna potranno dare origine a qualche rovescio o temporale, soprattutto nelle aree interne del Mezzogiorno.</p><h2><strong>Caldo ancora protagonista al Centro-Sud</strong></h2><p>Se c'è un elemento che più di tutti accompagnerà l'ingresso di settembre, è proprio la <strong>persistenza del caldo</strong>.</p><p>Le temperature rimarranno infatti su valori elevati, soprattutto sulle regioni centrali e meridionali. Dopo una stagione estiva particolarmente calda, l'inizio del nuovo mese non porterà quindi quella rinfrescata che molti potrebbero aspettarsi guardando il calendario.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato-1788157975653.jpg" data-image="skhg3h86cuaw" alt="Temperature oltre la media stagionale su tutta Italia" title="Temperature oltre la media stagionale su tutta Italia"><figcaption>Ridimensionamento termico, ma valori oltre i 30°C dappertutto con punte di 35-36°C</figcaption></figure><p>I valori termici potranno inizialmente mantenersi stabili, con una possibile lieve flessione al Sud, ma successivamente è previsto un nuovo recupero delle temperature.</p><p>La fase più calda dovrebbe manifestarsi verso la fine della settimana, quando l'ulteriore consolidamento dell'alta pressione favorirà un <strong>nuovo aumento delle temperature</strong>.</p><h3><strong>Verso il weekend torna a crescere il caldo</strong></h3><p>Con l'avvicinarsi del fine settimana, infatti, l'alta pressione continuerà a esercitare la propria influenza sull'Italia e il <strong>bel tempo sarà prevalente su gran parte della penisola</strong>. La colonnina di mercurio sarà orientata verso l'alto, riportando il caldo su livelli più pronunciati.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Il weekend potrebbe quindi trascorrere con <strong>sole prevalente e temperature in aumento</strong>, mentre soltanto sulle Alpi sarà possibile qualche episodio temporalesco, soprattutto nella giornata di domenica.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-estate-ancora-dominante-anticiclone-protagonista-ma-qualche-temporale-in-agguato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'affascinante città transilvana con "occhi sui tetti" e un'impeccabile architettura medievale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/l-affascinante-citta-transilvana-con-occhi-sui-tetti-e-un-impeccabile-architettura-medievale.html</link><pubDate>Mon, 31 Aug 2026 04:29:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Nel cuore della Transilvania sorge una città dove le case sembrano osservare chi passeggia per le sue strade. Piazze medievali ben curate, facciate colorate, antiche mura e curiosi "occhi" sui tetti ne fanno una meta indimenticabile.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascinante-ciudad-de-transilvania-con-ojos-en-los-tejados-y-arquitectura-medieval-impecable-1787602900572.jpg" data-image="chczp4algsse"><figcaption>La Torre del Consiglio, nel centro storico di Sibiu, in Romania, al tramonto.</figcaption></figure><p>Ci sono città che sembrano essere state pensate per perdersi nei loro angoli più nascosti. È chiaramente il caso di <strong>Sibiu, nel cuore della Transilvania (Romania)</strong>, il cui centro storico sembra costruito per essere esplorato senza fretta, tra strade acciottolate, passaggi, piazze monumentali e facciate che conservano le tracce di secoli di storia.</p><p>Inoltre, c'è <strong>un dettaglio che rende Sibiu immediatamente riconoscibile</strong>: i suoi tetti. Sopra molte delle antiche case compaiono <strong>piccole finestre a forma di occhi</strong> che sembrano osservare i visitatori. Sono i famosi <strong>«occhi di Sibiu»</strong>, uno degli elementi architettonici più singolari di questa bella e fotogenica città rumena.</p><h2><strong>Una città medievale nel cuore della Transilvania</strong></h2><p>Sibiu nacque come <strong>insediamento dei coloni sassoni arrivati in Transilvania nel Medioevo</strong>. L'UNESCO colloca la loro colonizzazione a metà del XII secolo e indica il <strong>1191</strong> come una delle prime testimonianze documentali. La città, conosciuta anche con il suo nome tedesco, <strong>Hermannstadt</strong>, divenne progressivamente uno dei principali centri fortificati, commerciali, amministrativi e religiosi della regione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascinante-ciudad-de-transilvania-con-ojos-en-los-tejados-y-arquitectura-medieval-impecable-1787603255013.jpg" data-image="p1j54pr3e7su"><figcaption>La Cattedrale della Santissima Trinità nel centro storico di Sibiu.</figcaption></figure><p>Le tracce di questo passato sono ancora leggibili nella sua struttura urbana<strong>. Il centro storico conserva la struttura di un'antica città fortificata, con tre spazi fondamentali:</strong> <strong>Piața Mare, Piața Mică e Piața Huet</strong>. Le tre piazze sono collegate da strade strette, scale, passaggi e antichi percorsi che permettono di scoprire Sibiu praticamente a piedi.</p><p>Il risultato è un <strong>insieme architettonico in cui convivono edifici</strong> <strong>gotici, rinascimentali e barocchi</strong>, oltre a costruzioni di epoche successive. Non è una città medievale congelata nel tempo, ma una città che ha incorporato epoche diverse senza perdere la personalità del suo centro storico.</p><h2><strong>I misteriosi "occhi" che guardano dai tetti</strong></h2><p>L'<strong>immagine più caratteristica di Sibiu</strong> si trova però diversi metri sopra le strade. Gli <strong>"occhi di Sibiu"</strong> sono finestre a abbaino integrate nelle enormi coperture delle case. Alcune hanno una forma trapezoidale, mentre altre sono arrotondate o allungate. In ogni caso, il loro aspetto ricorda inevitabilmente giganteschi occhi che osservano dall'alto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascinante-ciudad-de-transilvania-con-ojos-en-los-tejados-y-arquitectura-medieval-impecable-1787603011712.jpg" data-image="zzmd2rh6r16u"><figcaption>Queste finestre a abbaino hanno dato a Sibiu i soprannomi di «città degli occhi» o «città dove le case non dormono».</figcaption></figure><p>La loro storia, tuttavia, è molto meno misteriosa. Sebbene <strong>esistano testimonianze di questo tipo di elementi già dal XV secolo</strong>, molti degli esempi che oggi caratterizzano il paesaggio urbano di Sibiu furono costruiti successivamente.</p><p>La loro funzione era principalmente legata alla <strong>ventilazione degli spazi sotto le coperture</strong>. Con il tempo, queste finestre sono passate dall'essere una soluzione architettonica pratica a diventare uno dei simboli della città, alla quale hanno dato soprannomi come <strong>"la città degli occhi"</strong> o «la città dove le case non dormono».</p><h2><strong>Piața Mare, il grande palcoscenico di Sibiu</strong></h2><p>Il modo migliore per iniziare a conoscere la città è probabilmente da <strong>Piața Mare</strong>, la Grande Piazza. La sua esistenza è documentata dal XIV secolo e progressivamente è diventata il cuore della città storica. Intorno alla piazza sorgono edifici di epoche diverse, tra cui il <strong>Palazzo Brukenthal</strong>, uno dei principali punti di riferimento culturali di Sibiu.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascinante-ciudad-de-transilvania-con-ojos-en-los-tejados-y-arquitectura-medieval-impecable-1787603446843.jpg" data-image="ayt425hux8n8"><figcaption>Vista aerea della storica Grande Piazza (Piața Mare) di Sibiu.</figcaption></figure><p>La piazza è anche <strong>uno dei luoghi migliori per osservare i famosi occhi sui tetti</strong>. Le stesse autorità turistiche della città sottolineano che è proprio qui che possono essere ammirati particolarmente bene.</p><p>Oggi, Piața Mare <strong>combina il patrimonio architettonico con terrazze, caffè e un'intensa attività culturale</strong>. Il visitatore può semplicemente sedersi a osservare le facciate e scoprire come ogni edificio aggiunga un dettaglio diverso all'insieme.</p><h2><strong>Piața Mică e il Ponte delle Bugie</strong></h2><p>A pochi passi si trova <strong>Piața Mică</strong>, la Piccola Piazza, più raccolta e caratterizzata da una pianta curva. I suoi edifici, molti dei quali <strong>costruiti tra il XIV e il XVI secolo</strong>, conservano gallerie porticate e facciate storiche. Anche qui compaiono le caratteristiche finestre sui tetti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascinante-ciudad-de-transilvania-con-ojos-en-los-tejados-y-arquitectura-medieval-impecable-1787602738684.jpg" data-image="jrplsiag0zvy"><figcaption>Il Ponte delle Bugie, a Sibiu, è legato a numerose leggende locali.</figcaption></figure><p>Uno dei luoghi più fotografati di Sibiu si trova proprio in questa zona: il <strong>Ponte delle Bugie</strong>, una struttura in ferro battuto legata a numerose leggende locali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781309" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia.html" title="Verso l'estremo nord: in viaggio sulla E75, lungo la costa selvaggia della Norvegia">Verso l'estremo nord: in viaggio sulla E75, lungo la costa selvaggia della Norvegia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia.html" title="Verso l'estremo nord: in viaggio sulla E75, lungo la costa selvaggia della Norvegia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia-1785432791698_320.jpg" alt="Verso l'estremo nord: in viaggio sulla E75, lungo la costa selvaggia della Norvegia"></a></article></aside><p>Dal ponte e dai suoi dintorni si può ammirare una di quelle prospettive che spiegano perché <strong>Sibiu sia diventata una delle destinazioni più fotografate della Romania</strong>: tetti spioventi, facciate colorate e decine di «occhi» che guardano dall'alto.</p><h2><strong>La Torre del Consiglio e il profilo medievale</strong></h2><p>Tra le due piazze si trova un altro dei simboli di Sibiu: la <strong>Torre del Consiglio</strong>. Le sue origini sono legate al sistema difensivo della città. Nel corso dei secoli ha avuto diverse funzioni, da magazzino per il grano a punto di osservazione contro gli incendi, prigione e museo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascinante-ciudad-de-transilvania-con-ojos-en-los-tejados-y-arquitectura-medieval-impecable-1787603787918.jpg" data-image="j8opscxw47pb"><figcaption>Vista del centro storico della città di Sibiu dal campanile della Cattedrale di Santa Maria.</figcaption></figure><p>Tradizionalmente, <strong>salire sulla torre è stato uno dei modi migliori per ammirare il centro storico </strong>dall'alto e scoprire la particolarità dei suoi tetti.</p><p>Bisogna però tenere presente un dettaglio se si sta preparando un viaggio prossimamente: <strong>la Torre del Consiglio è chiusa al pubblico per lavori di ristrutturazione, che dovrebbero concludersi alla fine del 2027</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="UNESCO" data-year="2004" data-title="The%20Historic%20Centre%20of%20Sibiu%20and%20its%20Ensemble%20of%20Squares" data-url="https%3A%2F%2Fwhc.unesco.org%2Fen%2Ftentativelists%2F1929%2F%3Futm_source">UNESCO. (2004). <a href="https://whc.unesco.org/en/tentativelists/1929/?utm_source" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il centro storico di Sibiu e il suo insieme di piazze</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/l-affascinante-citta-transilvana-con-occhi-sui-tetti-e-un-impeccabile-architettura-medievale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño da record: un meteorologo ed esperto di clima tedesco avverte: "Il pericolo viene dall'Atlantico"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-da-record-un-meteorologo-ed-esperto-di-clima-tedesco-avverte-il-pericolo-viene-dall-atlantico.html</link><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 16:28:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Tutta la Germania attende con ansia quello che alcuni preannunciano come un inverno gelido come raramente se ne vedono. Ma se tutti si sbagliassero? Uno sguardo al vortice polare rivela che l'inverno potrebbe presentarsi in Europa in modo completamente diverso, e persino più pericoloso.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/winter-2026-27-rekord-el-nino-ist-da-meteorologe-mit-uberraschender-prognose-der-wahre-feind-kommt-vom-atlantik-1788036782346.jpg" data-image="fremewv8qtl8" alt="inverno" title="inverno"><figcaption>L'Europa e la Germania dovranno affrontare un inverno difficile.</figcaption></figure><p><strong>È il tema meteorologico dell'autunno: un</strong> <strong>El Niño da record</strong> si sta sviluppando nel Pacifico, con un'intensità che non si vedeva da decenni. Per questo sui titoli dei giornali, specie in Germania dove si è vissuta un'estate di caldo record, si parla già da tempo di un <strong>inverno del secolo caratterizzato dal gelo</strong>, di aria artica, metri di neve e gelo persistente fino a gran parte del nuovo anno.</p><p>Ma più forte diventa il coro, più cresce un piccolo sospetto: e se alla fine questo inverno arrivasse <strong>in modo completamente diverso</strong>, e soprattutto nella direzione totalmente opposta rispetto a quella attesa dalla maggior parte delle persone? Questa è la domanda che si fa il meteorologo ed esperto di clima tedesco che troviamo in queste righe, proposte per il pubblico italiano per Meteored Italia.</p><h2>Perché improvvisamente tutti parlano dell'inverno del secolo</h2><p><strong>L'origine di tutto si trova a migliaia di chilometri di distanza. Al largo delle coste del Sud America</strong>, il mare si è riscaldato in modo significativo, e<strong> l'episodio di El Niño</strong> è ormai considerato quasi certo e potrebbe essere estremamente intenso. Eventi di questo tipo possono sconvolgere il tempo atmosferico in metà del pianeta, ed è proprio questo ad alimentare le previsioni più fantasiose.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/winter-2026-27-rekord-el-nino-ist-da-meteorologe-mit-uberraschender-prognose-der-wahre-feind-kommt-vom-atlantik-1788037176430.jpg" data-image="kpjxvfxii2oq" alt="inverno, Atlantico, uragano" title="inverno, Atlantico, uragano"><figcaption>Il vero incubo potrebbe arrivare dall'Atlantico nell'inverno 2026/27.</figcaption></figure><p>Non sorprende quindi che sulle reti sociali circolino a raffica <strong>previsioni da incubo</strong>. "Più forte è il segnale, maggiore è il desiderio del grande inverno", afferma il noto e rinomato meteorologo e climatologo <strong>Dominik Jung</strong>. Solo che il desiderio non è una previsione.</p><h2>L'errore di ragionamento che fanno quasi tutti</h2><p>Ed è qui che nasce l'errore. <strong>El Niño si manifesta nel Pacifico tropicale, dall'altra parte del globo rispetto all'Europa ed alla Germania.</strong> Prima che un segnale di questo tipo arrivi da noi, deve attraversare l'intera atmosfera e, lungo il percorso, può indebolirsi, deformarsi o addirittura invertirsi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Il punto fondamentale, che viene semplicemente ignorato in molte delle fantasie sul possibile gelo in Europa, è questo: <strong>un El Niño forte può non soltanto indebolire il vortice polare in alta quota sopra l'Artico, ma addirittura</strong> <strong>rafforzarlo</strong>. E a quel punto l'intero inverno cambia volto. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il punto fondamentale, che viene semplicemente ignorato in molte delle fantasie sul gelo, è questo: <strong>un El Niño forte può non soltanto indebolire il vortice polare in alta quota sopra l'Artico, ma addirittura</strong> <strong>rafforzarlo</strong>. E a quel punto l'intero inverno cambia volto.</p><h2>Quando il vortice polare diventa un muro</h2><p>Bisogna immaginare il vortice polare come un gigantesco vortice d'aria sopra il Polo Nord. Quando è <strong>debole e instabile</strong>, l'aria gelida polare può scendere verso le nostre latitudini: è la ricetta per l'ondata di gelo tanto attesa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785928" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/gli-esperti-del-met-office-del-regno-unito-su-el-nino-in-arrivo-non-avevamo-mai-visto-un-segnale-cosi-intenso.html" title="Gli esperti del Met Office del Regno Unito su El Niño in arrivo: 'non avevamo mai visto un segnale così intenso'">Gli esperti del Met Office del Regno Unito su El Niño in arrivo: "non avevamo mai visto un segnale così intenso"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/gli-esperti-del-met-office-del-regno-unito-su-el-nino-in-arrivo-non-avevamo-mai-visto-un-segnale-cosi-intenso.html" title="Gli esperti del Met Office del Regno Unito su El Niño in arrivo: 'non avevamo mai visto un segnale così intenso'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-expertos-de-la-met-office-de-reino-unido-avisan-el-nino-que-se-avecina-podria-ser-el-mas-fuerte-que-se-recuerde-1787863618675_320.jpg" alt="Gli esperti del Met Office del Regno Unito su El Niño in arrivo: 'non avevamo mai visto un segnale così intenso'"></a></article></aside><p><strong>Se invece è forte e stabile, accade il contrario: funziona come un muro</strong> che trattiene il freddo in quota e ci invia invece una rapida autostrada dei venti occidentali. Lungo questa strada arrivano una dopo l'altra le depressioni dall'Atlantico. Niente gelo, niente neve, ma <strong>tempeste</strong>.</p><h2>Uragani, piogge persistenti, alluvioni: il vero pericolo per l'inverno 2026-2027 in Europa</h2><p>E questo scenario potrebbe avere conseguenze importanti. Al posto di un tranquillo paesaggio invernale bianco, potrebbero arrivare <strong>raffiche da uragano</strong>, alberi abbattuti, tetti scoperchiati e giorni di <strong>piogge persistenti</strong>. Il terreno finirebbe per saturarsi d'acqua, i fiumi si ingrosserebbero e improvvisamente non parleremmo più di caos causato dalla neve, ma di <strong>alluvioni</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Al posto di un tranquillo paesaggio invernale bianco, potrebbero arrivare <strong>raffiche da uragano</strong>, alberi abbattuti, tetti scoperchiati e giorni di <strong>piogge persistenti</strong>. Il terreno finirebbe per saturarsi d'acqua, i fiumi si ingrosserebbero e improvvisamente non parleremmo più di caos causato dalla neve, ma di <strong>alluvioni</strong>. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>"In un inverno del genere, il vero nemico non arriva dalla Siberia, ma dall'Atlantico", avverte Jung</strong>. Piedi bagnati invece del naso gelato: è questa la variante di cui finora parla quasi nessuno. Eppure è almeno altrettanto realistica.</p><h2>Cosa significa tutto questo per il vostro inverno?</h2><p><strong>Detto sinceramente: non c'è ancora nulla di deciso.</strong> Che sia mite e tempestoso oppure gelido e nevoso, lo si deciderà soltanto nelle prossime settimane, lassù nella <strong>stratosfera</strong>, e al momento entrambe le possibilità restano aperte.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Sia per la Germania, sia per l'Italia e il resto d'Europa, è ancora impossibile sapere che inverno sarà. Ma le previsioni di un inverno gelido causato dal "super El Nino" sono abbastanza fantasiose, ed è questo il punto critico di quest'articolo. Perché invece di essere freddo potrebbe essere molto piovoso e umido.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ma è proprio questo il punto:<strong> chi ora punta ciecamente sull'inverno del secolo potrebbe andare incontro a una brutta sorpresa</strong>. Quest'inverno non tenete d'occhio soltanto il <strong>termometro</strong>, ma soprattutto il <strong>barometro</strong>. Perché se questo El Niño ci sorprenderà, potrebbe farlo in un modo molto diverso da quello che tutti si aspettano.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-da-record-un-meteorologo-ed-esperto-di-clima-tedesco-avverte-il-pericolo-viene-dall-atlantico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Collo, ascelle e piedi: scienziati spiegano perché siamo tutti sensibili al solletico nelle stesse zone]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/collo-ascelle-e-piedi-scienziati-spiegano-perche-siamo-tutti-sensibili-al-solletico-nelle-stesse-zone.html</link><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La scienza riconosce due tipi principali di solletico: la knismesi, che consiste in un tocco delicato, e la gargalesi, una pressione più intensa che scatena risate incontrollabili. Maggiori dettagli qui.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cuello-axilas-y-pies-cientificos-crean-un-mapa-que-explica-por-que-todos-tenemos-cosquillas-en-las-mismas-zonas-1787718459320.jpg" data-image="6f3zx4gcua38" alt="Il solletico è un meccanismo evolutivo di interazione affettiva e di gioco che rafforza il legame tra genitori e figli fin dai primi anni di vita." title="Il solletico è un meccanismo evolutivo di interazione affettiva e di gioco che rafforza il legame tra genitori e figli fin dai primi anni di vita."><figcaption>Il solletico è un meccanismo evolutivo di interazione affettiva e di gioco che rafforza il legame tra genitori e figli fin dai primi anni di vita.</figcaption></figure><p>Il solletico è un fenomeno studiato fin dai tempi di Aristotele e Socrate. I ricercatori si sono interrogati sulla sua origine e sulla sua funzione, ma sono molte le domande ancora aperte. <strong>La sensibilità al solletico è uno degli enigmi scientifici più antichi e ancora irrisolti.</strong></p><p><strong>Già ai tempi di Aristotele e Socrate, gli studiosi avevano avanzato ipotesi sulle sue origini e sulla sua funzione, </strong>ma rimangono interrogativi fondamentali. La sensibilità al solletico è un tratto culturale condiviso o specifico? Segue una precisa organizzazione topografica del corpo? E come si relaziona alle altre sensazioni corporee?</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>In uno studio di Xiong, Z. e Kilteni, K., pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, sono stati analizzati dati provenienti da tre gruppi culturali (cinese, olandese e greco), rivelando schemi comportamentali e dinamiche sociali coerenti.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I ricercatori hanno realizzato una <strong>mappa corporea ad alta risoluzione della sensibilità al solletico</strong>, dimostrando che questa caratteristica è generalizzata tra gli individui. Hanno inoltre scoperto che si distingue dalle mappe della sensibilità tattile, del dolore e del piacere.</p><h2>Il solletico, un enigma</h2><p>Confrontando i risultati con le previsioni di cinque teorie storiche e contemporanee, i ricercatori hanno dimostrato che nessuna teoria, da sola, è in grado di spiegare completamente la <strong>topografia della sensibilità al solletico</strong>. </p><p>Sebbene la sensibilità sia maggiore nelle regioni del corpo che vengono toccate meno frequentemente, la sua distribuzione si basa su un meccanismo psicofisiologico più complesso di quanto si ritenesse.</p><p>Questa ricerca <strong>offre una solida base neurobiologica per comprendere come il cervello elabori il tatto sociale e la comunicazione non verbale dall'infanzia all'età adulta.</strong> Inoltre, contribuisce a <strong>comprendere i meccanismi di protezione del corpo dagli stimoli esterni</strong> e il modo in cui il sistema nervoso elabora sensazioni complesse che combinano stato di allerta e risposta affettiva.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cuello-axilas-y-pies-cientificos-crean-un-mapa-que-explica-por-que-todos-tenemos-cosquillas-en-las-mismas-zonas-1787719265048.jpg" data-image="ulxdxuolmad9" alt="Questa ricerca offre una solida base neurobiologica per comprendere come il cervello elabori il tatto sociale e la comunicazione non verbale" title="Questa ricerca offre una solida base neurobiologica per comprendere come il cervello elabori il tatto sociale e la comunicazione non verbale"><figcaption>Questa ricerca offre una solida base neurobiologica per comprendere come il cervello elabori il tatto sociale e la comunicazione non verbale.</figcaption></figure><p>Il lavoro guidato da Xiong e Kilteni rappresenta una pietra miliare nelle neuroscienze del tatto affettivo, distinguendo il solletico da una semplice reazione meccanica o da un mero condizionamento sociale. <strong>Esistono due principali tipi di solletico riconosciuti scientificamente: knismesis e gargalesis.</strong></p><div class="texto-destacado">Il team di ricerca ha elaborato una mappa ad alta densità delle aree con maggiore reattività alla gargalesis, il tipo di solletico intenso che provoca risate e reazioni involontarie, a differenza della knismesis, che corrisponde al leggero sfioramento simile a quello prodotto da una piuma o da un insetto.</div><p>Secondo la mappa, le zone di massima sensibilità sono le ascelle, le costole (i lati del busto), la pianta dei piedi, il collo e la parte posteriore delle ginocchia.</p><p>La sensibilità al solletico non coincide con le zone caratterizzate dalla maggiore acutezza tattile, come i polpastrelli delle dita o le labbra. <strong>Questo dimostra che il cervello elabora il solletico attraverso reti somatosensoriali e affettive</strong> diverse da quelle coinvolte nel tatto fine e funzionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774171" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-al-tuo-corpo-quando-avverti-un-congelamento-cerebrale-dopo-aver-mangiato-un-gelato.html" title="Cosa succede al tuo corpo quando avverti un 'congelamento cerebrale' dopo aver mangiato un gelato?">Cosa succede al tuo corpo quando avverti un "congelamento cerebrale" dopo aver mangiato un gelato?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-al-tuo-corpo-quando-avverti-un-congelamento-cerebrale-dopo-aver-mangiato-un-gelato.html" title="Cosa succede al tuo corpo quando avverti un 'congelamento cerebrale' dopo aver mangiato un gelato?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-detras-del-cerebro-congelado-despues-de-dar-un-mordisco-al-helado-y-lo-que-dice-de-tu-salud-1781164630822_320.png" alt="Cosa succede al tuo corpo quando avverti un 'congelamento cerebrale' dopo aver mangiato un gelato?"></a></article></aside><p><strong>Uno dei contributi più solidi dello studio è il confronto tra partecipanti con background culturali radicalmente diversi</strong>, provenienti dall'Asia orientale e dall'Europa. Le variazioni nella percezione delle zone più o meno sensibili sono risultate praticamente nulle.</p><p><strong>Questo suggerisce che la gargalesis sia un modulo somatosensoriale primario, conservato evolutivamente nella specie umana</strong>, in modo simile ai riflessi di difesa o alle espressioni facciali di base. E tu, soffri il solletico?</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Xiong%2C%20Z.%2C%20Kilteni%2C%20K." data-year="2026" data-title="La%20sensibilidad%20a%20las%20cosquillas%20en%20los%20humanos%20es%20una%20experiencia%20sensorial%20generalizada%2C%20compartida%20culturalmente%20y%20organizada%20corporalmente.%20Nat%20Hum%20Behav." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs41562-026-02535-z">Xiong, Z., Kilteni, K. (2026). <a href="https://doi.org/10.1038/s41562-026-02535-z" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La sensibilità al solletico negli esseri umani è un'esperienza sensoriale generalizzata, condivisa culturalmente e organizzata a livello corporeo. Nat Hum Behav.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/collo-ascelle-e-piedi-scienziati-spiegano-perche-siamo-tutti-sensibili-al-solletico-nelle-stesse-zone.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cavolo riccio, ravanelli e broccoli: come coltivare ortaggi cruciferi in casa e sfruttarne i benefici tutto l'anno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cavolo-nero-ravanelli-e-broccoli-come-coltivare-ortaggi-cruciferi-in-casa-e-sfruttarne-i-benefici-tutto-l-anno.html</link><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Consigli essenziali per la piantumazione e la cura, per trasformare il tuo balcone o giardino in una fonte inesauribile di antiossidanti, sostanze nutritive e fibre fresche.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/kale-rabanito-y-brocoli-como-cultivar-cruciferas-en-casa-y-aprovechar-sus-beneficios-digestivos-todo-el-ano-1787600818472.jpg" data-image="lqdu51qwn4s0" alt="verdure" title="verdure"><figcaption>Le verdure crucifere sono alleate fondamentali per la salute dell'apparato digerente e la protezione cellulare.</figcaption></figure><p>Convertire un angolo del proprio giardino in una <strong>fonte di nutrienti</strong> è più semplice di quanto si possa pensare. La famiglia delle crucifere comprende molte delle verdure più benefiche per <strong>la salute dell'apparato digerente e delle cellule.</strong></p><p><strong>Coltivare cavolo riccio, ravanelli e broccoli</strong> permette di avere una produzione quasi continua. Inserirli nell'orto garantisce una fornitura fresca di fibre, antiossidanti e composti protettivi durante tutte e quattro le stagioni.</p><p>Il segreto del loro valore per la salute risiede in una sorta di "scudo chimico" naturale. Queste verdure contengono glucosinolati, i <strong>composti solforati che conferiscono loro quel sapore così caratteristico.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/kale-rabanito-y-brocoli-como-cultivar-cruciferas-en-casa-y-aprovechar-sus-beneficios-digestivos-todo-el-ano-1787601541656.jpg" data-image="8cd98u3nwb4c" alt="VERDURE" title="VERDURE"><figcaption>Dalle foglie ai fiori e alle radici: l'universo delle crucifere offre freschezza, sapore intenso e nutrienti a ogni raccolto.</figcaption></figure><p>Quando vengono tagliate o masticate, la pianta attiva un enzima che trasforma questa sostanza in sulforafano, un potente antiossidante naturale. Questa molecola <strong>aiuta a ridurre l'infiammazione dei tessuti e protegge le pareti dell'intestino</strong>, mentre le sue fibre nutrono i batteri benefici del microbiota e favoriscono la digestione.</p><p>Queste sono <strong>tre opzioni</strong> da aggiungere al proprio orto.</p><h3>1. Cavolo riccio: la verdura resistente che produce per mesi</h3><p>Il cavolo riccio (anche noto come kale) si è adattato con successo al clima dell'Argentina. Sopporta senza problemi le gelate e <strong>il freddo mite riduce il suo naturale sapore amarognolo.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/kale-rabanito-y-brocoli-como-cultivar-cruciferas-en-casa-y-aprovechar-sus-beneficios-digestivos-todo-el-ano-1787601006245.jpg" data-image="n02oc6ukxlw3" alt="piante" title="piante"><figcaption>Il cavolo riccio permette di raccogliere le foglie esterne per mesi senza dover estirpare la pianta.</figcaption></figure><p>Per iniziare, si può seminarlo in semenzaio alla fine dell'estate o in autunno. Quando la piantina ha quattro foglie, viene trapiantata nella sua posizione definitiva. <strong>Ha bisogno di un contenitore di almeno 15 litri di capacità</strong> e di 30 centimetri di profondità per ogni pianta. In piena terra, è consigliabile lasciare circa 40 centimetri tra le file.</p><p><strong>Richiede almeno cinque o sei ore di sole diretto al giorno</strong> per crescere vigorosamente. Ha bisogno di un'irrigazione moderata ma costante, che mantenga il terreno sempre leggermente umido. Un terreno troppo secco rallenta la comparsa di nuove foglie e ne accentua il sapore amaro, mentre i ristagni d'acqua favoriscono la comparsa di funghi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776076" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate">Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-averlo-sempre-verde-e-profumato-questa-estate-1782655008003_320.jpeg" alt="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"></a></article></aside><p><strong>Il grande vantaggio del cavolo riccio è il raccolto continuo.</strong> Non è necessario estirpare l'intera pianta. Si raccolgono le foglie esterne più grandi, partendo dal basso e procedendo verso l'alto, lasciando libero il centro affinché possa continuare a crescere. Una sola pianta può produrre foglie fresche per più di quattro mesi.</p><h3>2. Broccoli: un'infiorescenza ricca di nutrienti</h3><p><strong>I broccoli richiedono più pazienza,</strong> ma la quantità del raccolto ripaga lo sforzo. È una coltura autunnale e invernale che cresce bene senza temperature eccessivamente elevate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/kale-rabanito-y-brocoli-como-cultivar-cruciferas-en-casa-y-aprovechar-sus-beneficios-digestivos-todo-el-ano-1787601128309.jpg" data-image="p3982dhq55b4" alt="piante" title="piante"><figcaption>Offre un'elevata concentrazione di nutrienti e richiede vasi di buone dimensioni per sviluppare la sua infiorescenza centrale.</figcaption></figure><p>Si può seminare in contenitori singoli durante febbraio o marzo. Al momento del trapianto, bisogna considerare che richiede spazio: <strong>servono vasi da 20-25 litri per ogni pianta oppure una distanza di mezzo metro</strong> tra le piante se vengono coltivate in aiuola. Richiede sole diretto e un terreno arricchito con compost fin dal primo giorno.</p><p>La testa principale va raccolta quando i boccioli sono compatti e verdi, prima che si aprano i fiori gialli. Dopo aver tagliato il fusto centrale, <strong>la pianta produce germogli laterali più piccoli</strong> per un paio di settimane aggiuntive.</p><h3>3. Ravanelli: rapidità e flessibilità per gli spazi piccoli</h3><p><strong>Il ravanello è l'alternativa ideale se si dispone di poco spazio</strong> o si è alle prime armi con l'orto. Può essere coltivato per quasi tutto l'anno, fatta eccezione per il periodo più caldo dell'estate.</p><p>Si semina direttamente nella posizione definitiva, senza bisogno di utilizzare un semenzaio. <strong>È sufficiente una fioriera profonda appena 15 centimetri.</strong> Bisogna solo lasciare circa 5-8 centimetri tra un seme e l'altro, affinché la radice possa svilupparsi senza essere compressa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/kale-rabanito-y-brocoli-como-cultivar-cruciferas-en-casa-y-aprovechar-sus-beneficios-digestivos-todo-el-ano-1787601195795.jpg" data-image="35ziinr5fmzh" alt="piante" title="piante"><figcaption>Ideale per balconi o spazi ridotti: offre radici fresche e croccanti in appena 30-40 giorni dalla semina.</figcaption></figure><p><strong>L'irrigazione costante è la chiave del successo.</strong> Se il substrato si asciuga completamente, la radice diventa legnosa e troppo piccante. A 30-40 giorni dalla comparsa dei germogli, i ravanelli sono già pronti per essere raccolti e consumati freschi.</p><h2>Come organizzare il calendario per raccogliere durante tutti i 12 mesi</h2><p>La chiave per mantenere la produzione durante tutto l'anno sta <strong>nella semina scalare delle tre specie in base alle stagioni</strong> nel nostro Paese:</p><p><strong>Autunno e inverno:</strong> è il periodo di massimo sviluppo del cavolo riccio e dei broccoli. Mentre il cavolo riccio fornisce foglie settimana dopo settimana, i broccoli producono le loro infiorescenze principali a metà stagione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/kale-rabanito-y-brocoli-como-cultivar-cruciferas-en-casa-y-aprovechar-sus-beneficios-digestivos-todo-el-ano-1787601266087.jpg" data-image="t3jnobez9gov" alt="piante" title="piante"><figcaption>Le crucifere sono indispensabili in cucina per la loro combinazione unica di antiossidanti, vitamine e fibre di alta qualità.</figcaption></figure><p><strong>Primavera:</strong> il ravanello entra nella sua fase di crescita più rapida, con semine ogni 15 giorni, accompagnato dai germogli laterali secondari dei broccoli e dalle ultime foglie del cavolo riccio prima dell'arrivo del caldo.</p><p><strong>Estate:</strong> durante i mesi di caldo intenso, il ravanello permette di mantenere il raccolto se viene seminato a mezz'ombra e irrigato abbondantemente. Alla fine di gennaio si possono già preparare i semenzai di cavolo riccio e broccoli per riavviare il ciclo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782858" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/tre-alberi-da-coltivare-in-vaso-ideali-per-balconi-e-piccoli-terrazzi.html" title="Tre alberi da coltivare in vaso: ideali per balconi e piccoli terrazzi">Tre alberi da coltivare in vaso: ideali per balconi e piccoli terrazzi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/tre-alberi-da-coltivare-in-vaso-ideali-per-balconi-e-piccoli-terrazzi.html" title="Tre alberi da coltivare in vaso: ideali per balconi e piccoli terrazzi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tres-arboles-para-cultivar-en-maceta-ideales-para-balcones-y-patios-chicos-1785795005040_320.jpg" alt="Tre alberi da coltivare in vaso: ideali per balconi e piccoli terrazzi"></a></article></aside><p>Il calore prolungato distrugge l'enzima che genera il sulforafano. Per conservare le proprietà del <strong>cavolo riccio e dei broccoli, è consigliabile cuocerli al vapore per tre-cinque minuti</strong>. Questo metodo li mantiene croccanti e di un verde intenso. Nel caso del ravanello, l'ideale è consumarlo crudo e tagliato finemente a fettine nelle insalate.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cavolo-nero-ravanelli-e-broccoli-come-coltivare-ortaggi-cruciferi-in-casa-e-sfruttarne-i-benefici-tutto-l-anno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cosa succede se si mandano 3.300 api nello spazio? Lo storico esperimento della NASA che ha sfidato la gravità]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-se-si-mandano-3-300-api-nello-spazio-lo-storico-esperimento-della-nasa-che-ha-sfidato-la-gravita.html</link><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 11:58:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Nel 1984, una colonia di api viaggiò a bordo dello Space Shuttle Challenger per studiare cosa accadeva al loro comportamento e alla costruzione dei favi in condizioni di assenza di gravità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/que-pasa-si-envias-3-300-abejas-al-espacio-el-historico-experimento-de-la-nasa-que-desafio-a-la-gravedad-1787577448436.jpg" data-image="ccod0b4xrfn6" alt="api NASA Challenger" title="api NASA Challenger"><figcaption>Modulo abitativo per le api utilizzato per ospitare la colonia di api mellifere durante la missione STS-41-C. Crediti: NASA.</figcaption></figure><p>Gli Space Shuttle della NASA erano abituati a trasportare satelliti, telescopi e sofisticati strumenti scientifici. Ma nell'aprile del 1984, uno dei loro carichi era decisamente più piccolo e, soprattutto, molto più rumoroso: <strong>una colonia di api</strong>.</p><p>Il 6 aprile di quell'anno, lo Space Shuttle Challenger decollò dal Kennedy Space Center nell'ambito della missione STS-41-C. Tra i principali obiettivi della missione c'erano la messa in orbita del <em>Long Duration Exposure Facility</em>, una <strong>piattaforma destinata a studiare gli effetti dell'esposizione prolungata all'ambiente spaziale, e il recupero e la riparazione del satellite Solar Maximum</strong>.</p><p>Nel bel mezzo di queste operazioni di grande importanza per la NASA viaggiava anche un esperimento promosso da alcuni studenti. L'obiettivo era semplice da formulare, anche se molto più complesso da verificare: <strong>le api potevano costruire normalmente un alveare in assenza di gravità?</strong></p><h2>Che cosa cambia per un'ape quando scompare la gravità?</h2><p><strong>Sulla Terra, le api utilizzano la gravità come riferimento per orientarsi</strong>. Questo segnale interviene in diversi aspetti del loro comportamento, dagli spostamenti alla costruzione dell'alveare e alla comunicazione all'interno della colonia.</p><p>La cosiddetta "danza delle api" è un esempio particolarmente interessante. Quando un'ape bottinatrice trova del cibo, può tornare all'alveare e compiere movimenti che<strong> trasmettono alle compagne informazioni sulla direzione e sulla distanza della fonte di cibo</strong>. L'orientamento di questi movimenti utilizza la gravità come riferimento e permette di mettere in relazione la posizione del cibo con quella del Sole.</p><p><strong>Nello spazio, questo riferimento scompare</strong>. Per questo motivo, gli scienziati volevano osservare cosa sarebbe accaduto quando le api fossero state esposte a un ambiente di microgravità. La risposta iniziò ad arrivare poco dopo che il Challenger raggiunse l'orbita.</p><h2>Disorientamento iniziale, ma rapido adattamento</h2><p>Sebbene la NASA non abbia specificato nel rapporto ufficiale il numero esatto di esemplari che viaggiarono durante la missione, <strong>altre fonti indicano una colonia di circa 3.300 api.</strong></p><p>I primi momenti non furono semplici. In assenza di gravità, gli insetti persero alcuni dei segnali che normalmente utilizzano per spostarsi e mantenere una traiettoria. Tuttavia, <strong>l'adattamento fu relativamente rapido.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/que-pasa-si-envias-3-300-abejas-al-espacio-el-historico-experimento-de-la-nasa-que-desafio-a-la-gravedad-1787577504104.jpg" data-image="ked0q4uitrbz" alt="Api NASA Challenger" title="Api NASA Challenger"><figcaption>L'astronauta James D. "Ox" Van Hoften, della missione STS-41-C, esamina l'esperimento degli studenti con le api. Crediti: NASA.</figcaption></figure><p>Il rapporto della missione segnala che, dopo questo periodo iniziale, le api riuscirono a <strong>camminare, volare e persino fluttuare</strong> all'interno del loro compartimento senza particolari difficoltà.</p><p>E la cosa più importante doveva ancora essere osservata.</p><h2>L'alveare continuò a crescere nello spazio</h2><p>Nonostante le condizioni completamente diverse da quelle terrestri, la colonia continuò a lavorare durante il viaggio. <strong>Al termine della missione aveva costruito circa 200 centimetri quadrati di favo</strong>.</p><p>L'analisi iniziale fu particolarmente interessante: le celle presentavano una struttura normale e comparabile con quella che le api costruiscono sulla Terra. <strong>La colonia non smise neppure di riprodursi</strong>. La regina depose 35 uova durante l'esperimento, un segnale del fatto che processi biologici fondamentali continuavano a svolgersi in condizioni di microgravità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785565" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/fiori-nettare-e-vita-le-piante-che-trasformano-il-tuo-balcone-in-un-rifugio-per-api-e-altri-impollinatori.html" title="Fiori, nettare e vita: le piante che trasformano il tuo balcone in un rifugio per api e altri impollinatori">Fiori, nettare e vita: le piante che trasformano il tuo balcone in un rifugio per api e altri impollinatori</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/fiori-nettare-e-vita-le-piante-che-trasformano-il-tuo-balcone-in-un-rifugio-per-api-e-altri-impollinatori.html" title="Fiori, nettare e vita: le piante che trasformano il tuo balcone in un rifugio per api e altri impollinatori"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/flores-nectar-y-vida-las-plantas-que-convierten-tu-balcon-en-un-refugio-para-abejas-y-otros-polinizadores-1787587281922_320.jpeg" alt="Fiori, nettare e vita: le piante che trasformano il tuo balcone in un rifugio per api e altri impollinatori"></a></article></aside><p>Il risultato fu successivamente analizzato in uno studio scientifico pubblicato sulla rivista <em>Apidologie</em>. La ricerca concluse che <strong>le api erano in grado di adattare il proprio comportamento all'assenza di gravità e di continuare a costruire celle esagonali riconoscibili</strong>.</p><p>Si osservò inoltre che, una volta adattate, potevano spostarsi all'interno del compartimento con una <strong>velocità di volo superiore a quella abituale sulla Terra</strong>.</p><h2>Un esperimento che anticipò le sfide dei viaggi verso Marte</h2><p>L'esperimento del Challenger risale a più di quattro decenni fa, ma i suoi risultati tornano a essere interessanti mentre <strong>le agenzie spaziali studiano missioni sempre più lunghe</strong>.</p><p>Viaggiare verso la Luna o Marte non significa soltanto risolvere il problema del trasporto degli esseri umani e del loro mantenimento in vita. Sarà anche necessario <strong>trovare sistemi per produrre alimenti e sostenere sistemi biologici per periodi prolungati</strong>. In questo contesto, gli insetti e gli impollinatori potrebbero svolgere un ruolo importante.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785542" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-sonda-della-nasa-cattura-immagini-del-cratere-creato-dall-impatto-del-razzo-falcon-9-di-spacex-sulla-luna.html" title="Una sonda della NASA cattura immagini del cratere creato dall'impatto del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna">Una sonda della NASA cattura immagini del cratere creato dall'impatto del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-sonda-della-nasa-cattura-immagini-del-cratere-creato-dall-impatto-del-razzo-falcon-9-di-spacex-sulla-luna.html" title="Una sonda della NASA cattura immagini del cratere creato dall'impatto del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-sonda-della-nasa-cattura-immagini-del-cratere-creato-dall-impatto-del-razzo-falcon-9-di-spacex-sulla-luna-1787730293923_320.jpeg" alt="Una sonda della NASA cattura immagini del cratere creato dall'impatto del razzo Falcon 9 di SpaceX sulla Luna"></a></article></aside><p>Una revisione scientifica pubblicata nel 2025 sulla rivista <em>Frontiers in Physiology</em> ha incluso le api tra le specie di insetti che <strong>meritano di essere ulteriormente studiate per la loro possibile utilità e resistenza nei futuri sistemi alimentari spaziali</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-se-si-mandano-3-300-api-nello-spazio-lo-storico-esperimento-della-nasa-che-ha-sfidato-la-gravita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Risolto l'enigma geologico che incuriosiva anche Leonardo: dopo 500 milioni di anni il Paleodictyon svela i suoi segreti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/risolto-l-enigma-geologico-che-incuriosiva-anche-leonardo-dopo-500-milioni-di-anni-il-paleodictyon-svela-i-suoi-segreti.html</link><pubDate>Sun, 30 Aug 2026 10:43:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>C'è qualcosa che unisce gli studi di Leonardo da Vinci, i fossili degli Appennini e i fondali oceanici. È il Paleodictyon, una rete di gallerie perfettamente geometriche, scavate da un animale ignoto da sempre. Ora gli scienziati italiani sono finalmente riusciti a tracciarne l'identikit</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/risolto-l-enigma-geologico-che-affascinava-anche-leonardo-dopo-500-milioni-di-anni-il-paleodictyon-svela-i-suoi-segreti-1787841704830.jpg" data-image="q3h5oc10matj" alt="Paleodictyon" title="Paleodictyon"><figcaption>I perfetti reticoli geometrici trovati in forma fossile e noti come Paleodictyon </figcaption></figure><p>Un <strong>icnofossile </strong>è il reperto di un animale la cui identità è rimasta ignota e il <strong>Paleodictyon </strong>ne è forse l’esempio più eclatante e rappresentativo.</p><div class="texto-destacado">Costituito da sottilissimi <strong>tunnel </strong>che definiscono un reticolo di <strong>esagoni</strong>, un po’ come i nidi d’ape, il Paleodictyon è antichissimo. </div><p>I fossili fino ad ora rinvenuti risalgono a centinaia di milioni di anni prima che i T-Rex comparissero sulla Terra e sono giunti a noi dal <strong>Cambriano attraverso </strong>mezzo miliardo e oltre di anni di storia.</p><p>L'artefice di queste geometrie perfette non è mai stato identificato, diventando un vero e proprio <strong>enigma </strong>per i geologi, ma adesso gli studiosi dell’Università di Cagliari sono finalmente riusciti a tracciarne un identikit.</p><h2>Il Paleodictyon nell’era moderna</h2><p>Non solo un icnofossile, il Paleodictyon è stato definito anche <strong>fossile vivente </strong>perché viene tutt’ora realizzato dal suo misterioso autore.</p><p>La differenza con i fossili del Cambriano è che questi moderni reticoli sono spariti dalle acque poco profonde dove un tempo venivano creati e ora ne ne trovano solo nei profondi <strong>abissi oceanici</strong>.</p><p>In tempi moderni uno di essi è stato fotografato proprio mentre veniva realizzato, ma a <strong>3.500 metri di profondità</strong>, sulla Dorsale Medio-Atlantica. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779810" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-primo-fossile-di-dinosauro-scoperto-in-antartide-e-stato-identificato-come-un-titanosauro.html" title="Il primo fossile di dinosauro scoperto in Antartide è stato identificato come un titanosauro">Il primo fossile di dinosauro scoperto in Antartide è stato identificato come un titanosauro</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-primo-fossile-di-dinosauro-scoperto-in-antartide-e-stato-identificato-come-un-titanosauro.html" title="Il primo fossile di dinosauro scoperto in Antartide è stato identificato come un titanosauro"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/primer-fosil-de-dinosaurio-antartida-titanosaurio-1783000806746_320.png" alt="Il primo fossile di dinosauro scoperto in Antartide è stato identificato come un titanosauro"></a></article></aside><p>Lo studio dei reperti ad una tale profondità non è per niente semplice per questo molto a lungo e fino a tempi molto recenti, si è continuato ad attribuire il Paleodictyon a svariate forme di vita, tra cui spugne, vermi, alghe e amebe.</p><h2>Chi sono i veri <em>autori </em>del Paleodictyon</h2><p>Lo studio internazionale guidato dal paleontologo Andrea Baucon dell'Università di Cagliari si è basato sulla <strong>geometria </strong>dei tunnel, che è praticamente perfetta.</p><p>Gli spigoli sono acuti, mentre i lati degli esagoni che formano i reticoli sono quasi <strong>identici</strong>, con una variazione, nella loro lunghezza, di solo mezzo millimetro per ogni cella.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770063" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra.html" title="Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?">Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra.html" title="Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra-1779397196488_320.jpg" alt="Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?"></a></article></aside><p>Questo modo di scavare nel terreno è tipico degli <strong>artropodi</strong>, il gruppo di invertebrati più vasto al mondo. Essi possono scavare nei sedimenti grazie alle loro <strong>zampe articolate</strong> e alla protezione fornita da un <strong>esocheletro duro</strong> fatto di chitina.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/risolto-l-enigma-geologico-che-affascinava-anche-leonardo-dopo-500-milioni-di-anni-il-paleodictyon-svela-i-suoi-segreti-1787842015430.jpg" data-image="xxygoet0ynzt" alt="artropodi Paleodictyon" title="artropodi Paleodictyon"><figcaption>i porcellini di terra sarebbero i parenti più prossimi degli artropodi che realizzano i Paleodictyon</figcaption></figure><p>I misteriosi autori di queste geometrie perfette, quindi, sarebbero animali marini in tutto simili ai comuni <strong>porcellini di terra.</strong></p><h2>A cosa serve la maglia di tunnel </h2><p>Tra i misteri del <strong>Paleodictyon </strong> c'è anche lo scopo di questi tunnel perfetti, che non è del tutto chiaro. In passato si sono fatte diverse ipotesi, tra cui quella secondo cui le gallerie servivano per far <strong>proliferare i batteri</strong> di cui gli artropodi di nutrono.</p><p>Più di recente, invece, gli scienziati che hanno partecipato allo studio hanno concluso che le gallerie potrebbero fare da <strong>rete di comunicazione</strong> per i membri delle colonie di artropodi, che li userebbero per scambiarsi segnali acustici, chimici o idraulici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782196" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia.html" title="Scoperto un cratere sottomarino di 100 metri al largo di Panarea: nuovi camini idrotermali e cosa cambia">Scoperto un cratere sottomarino di 100 metri al largo di Panarea: nuovi camini idrotermali e cosa cambia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia.html" title="Scoperto un cratere sottomarino di 100 metri al largo di Panarea: nuovi camini idrotermali e cosa cambia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia-1785938798979_320.jpg" alt="Scoperto un cratere sottomarino di 100 metri al largo di Panarea: nuovi camini idrotermali e cosa cambia"></a></article></aside><p>L’idea è particolarmente affascinante perché lascia ipotizzare l’esistenza di una vera e propria <strong>organizzazione sociale</strong> all’interno delle colonie di questi piccoli animali.</p><h2>Leonardo da Vinci e il Paleodictyon</h2><p>Che esista un legame tra fossili antichi milioni di anni e il genio del Rinascimento sembra incredibile, e invece un legame c'è. </p><p>A contribuire al mistero di queste maglie esagonali di tunnel c’è anche la loro vasta diffusione. Gli esempi più moderni giacciono sul fondo dell’Atlantico, ma gli studiosi hanno esaminato in particolare i fossili che si trovano sugli <strong>Appennini</strong>.</p><p>La loro presenza sulle montagne è presto spiegata: gli Appennini erano un tempo il fondo del mare, che poi si è <strong>sollevato </strong>trasformandosi nelle montagne che vediamo oggi, infatti le tracce di organismi marini tra quelle cime sono già abbondantemente note.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/a-5-secoli-di-distanza-leonardo-da-vinci-e-il-protagonista-di-nuovi-importanti-progressi-nel-campo-della-genetica.html" title="A 5 secoli di distanza, Leonardo da Vinci è il protagonista di nuovi importanti progressi nel campo della genetica">A 5 secoli di distanza, Leonardo da Vinci è il protagonista di nuovi importanti progressi nel campo della genetica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/a-5-secoli-di-distanza-leonardo-da-vinci-e-il-protagonista-di-nuovi-importanti-progressi-nel-campo-della-genetica.html" title="A 5 secoli di distanza, Leonardo da Vinci è il protagonista di nuovi importanti progressi nel campo della genetica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/a-5-secoli-di-distanza-leonardo-da-vinci-e-il-protagonista-di-nuovi-importanti-progressi-nel-campo-della-genetica-1768211583666_320.jpg" alt="A 5 secoli di distanza, Leonardo da Vinci è il protagonista di nuovi importanti progressi nel campo della genetica"></a></article></aside><p>Non è sempre stato così, però, ed è qui che entra in gioco la figura di Leonardo da Vinci, che ebbe modo di vedere il Paleodictyon di persona, e di notarne le peculiarità. Ne prese quindi nota nei suoi taccuini, tra cui anche il famoso <strong>Codice Leicester</strong>.</p><p>Già cinque secoli fa Leonardo ipotizzava che quegli strani disegni avessero un’origine biologica, e che le montagne fossero nate in qualche modo dal mare, al tempo in cui la chiesa riteneva i fossili oggetti di origine minerale, generati da qualche <strong>anomalia della natura</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="CNR" data-year="2026" data-title="Identikit%20dell'animale%20che%20tesse%20esagoni%20da%20mezzo%20miliardo%20di%20anni" data-url="https%3A%2F%2Fwww.cnr.it%2Fit%2Fcomunicato-stampa%2F14584%2Fidentikit-dell-animale-che-tesse-esagoni-da-mezzo-miliardo-di-anni">CNR. (2026). <a href="https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/14584/identikit-dell-animale-che-tesse-esagoni-da-mezzo-miliardo-di-anni" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Identikit dell'animale che tesse esagoni da mezzo miliardo di anni</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/risolto-l-enigma-geologico-che-incuriosiva-anche-leonardo-dopo-500-milioni-di-anni-il-paleodictyon-svela-i-suoi-segreti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item></channel></rss>