<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Fri, 10 Apr 2026 17:00:09 +0000</lastBuildDate><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 17:00:09 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[L'innesto del pomodoro utilizzato dai giardinieri esperti per ottenere piante più forti e produttive]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-innesto-del-pomodoro-utilizzato-dai-giardinieri-esperti-per-ottenere-piante-piu-forti-e-produttive.html</link><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 16:02:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Una tecnica raffinata ma accessibile che consente di migliorare resistenza e produttività del pomodoro: scopri come funziona e perché adottarla</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-innesto-del-pomodoro-utilizzato-dai-giardinieri-esperti-per-ottenere-piante-piu-forti-e-produttive-1774650942594.jpeg" data-image="u02dw3b81q6f"><figcaption>Piante resistenti e produttive: scopri perché l'innesto è la scelta migliore per il tuo orto</figcaption></figure><p>Con l’arrivo della primavera, l’orto torna a popolarsi di nuove colture, e tra queste il <strong>pomodoro</strong> occupa un posto di primo piano. Questo ortaggio si distingue per la straordinaria varietà di <strong>forme, colori e dimensioni</strong>, che spaziano dai piccoli ciliegini ai grandi cuori di bue.</p><p>La messa a dimora avviene generalmente tra <strong>fine aprile e inizio maggio</strong>, quando il rischio di gelate è ormai scongiurato. Da quel momento, la pianta cresce rapidamente fino a regalare i primi frutti a partire da metà estate. Tuttavia, per ottenere piante davvero <strong>vigorose e produttive</strong>, molti giardinieri esperti ricorrono a una tecnica avanzata: l’<strong>innesto</strong>.</p><h2>Che cos’è l’innesto e perché utilizzarlo</h2><p>L’innesto è una tecnica agronomica che consiste nell’unire due piante diverse in modo che crescano come un unico organismo. In particolare, si combinano:</p><ul> <li> la <strong>parte aerea</strong> (detta nesto), scelta per la qualità dei frutti </li> <li> l’<strong>apparato radicale</strong> (detto portainnesto), selezionato per robustezza e resistenza</li></ul><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-innesto-del-pomodoro-utilizzato-dai-giardinieri-esperti-per-ottenere-piante-piu-forti-e-produttive-1774651548644.jpeg" data-image="lntqtla7nzaf"><figcaption>Piantine di pomodoro innestate</figcaption></figure><p>Sia la parta aerea che l'apparato radicale si ottengono a partire da <strong>due piante distinte</strong>, scelte rispettivamente per le loro particolari caratteristiche dei frutti e delle radici. La parte aerea si ottiene attraverso il taglio netto di una gemma, un germoglio o una marza, mentre la parte sotterranea si ottiene separando la parte aerea da quella radicale, sempre attraverso un taglio netto, questa volta localizzato al di sopra del colletto. </p><p>La <strong>riuscita dell'innesto </strong>dipende principalmente da due fattori: </p><ul><li><strong>Compatibilità botanica</strong>: è fondamentale che le due piante siano botanicamente compatibili, cioè appartenenti alla <strong>stessa famiglia botanica</strong>; questo significa che condividono caratteristiche strutturali simili, tali da permettere la <strong>saldatura dei tessuti</strong>. </li></ul><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755818" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/e-il-momento-di-seminare-i-pomodori-ecco-alcuni-consigli-per-farlo-con-successo.html" title="È il momento di seminare i pomodori, ecco alcuni consigli per farlo con successo">È il momento di seminare i pomodori, ecco alcuni consigli per farlo con successo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/e-il-momento-di-seminare-i-pomodori-ecco-alcuni-consigli-per-farlo-con-successo.html" title="È il momento di seminare i pomodori, ecco alcuni consigli per farlo con successo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/c-est-le-moment-pour-les-semis-des-tomates-voici-les-conseils-pour-les-reussir-trucs-et-astuces-potager-1771604476907_320.jpeg" alt="È il momento di seminare i pomodori, ecco alcuni consigli per farlo con successo"></a></article></aside><ul><li><strong>Precisione</strong>: la qualità dell'intervento è richiesta nel <strong>taglio</strong>, praticato su entrambe le piante, e nella<strong> messa in contatto</strong> dei tessuti vegetali, la cui <strong>saldatura </strong>è favorita dall'applicazione di una banda di materiale flessibile e traspirante in corrispondenza del punto di contatto tra nesto e portinnesto, dove cioè deve avvenire la <strong>saldatura dei tessuti</strong>. </li></ul><p>Questa tecnica è ampiamente utilizzata nelle piante legnose, sia in frutticoltura (come <strong>meli, peri, agrumi</strong>) sia nel settore ornamentale (ad esempio <strong>rose e aceri</strong>). Tuttavia, trova applicazione anche in alcune piante erbacee, tra cui diversi ortaggi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-innesto-del-pomodoro-utilizzato-dai-giardinieri-esperti-per-ottenere-piante-piu-forti-e-produttive-1774651033685.jpeg" data-image="oy0nuhrnq0tk"><figcaption>L'innesto è una tecnica molto utilizzata in frutticoltura, ma non solo</figcaption></figure><p> In ambito orticolo, un esempio tipico è quello delle <strong>Solanacee</strong>, famiglia che comprende <strong>pomodoro, melanzana e peperone</strong>. In questo gruppo è possibile, ad esempio, innestare il <strong>pomodoro su portainnesti di pomodoro selezionati</strong>, ma in alcuni casi anche su <strong>melanzana</strong>. Un altro caso molto diffuso riguarda le <strong>Cucurbitacee</strong>: <strong>anguria e melone</strong> vengono spesso innestati su <strong>zucca</strong>, mentre il <strong>cetriolo</strong> può essere innestato su <strong>zucchino o zucca</strong>, sfruttando apparati radicali più resistenti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-innesto-del-pomodoro-utilizzato-dai-giardinieri-esperti-per-ottenere-piante-piu-forti-e-produttive-1774651127105.jpeg" data-image="25mj1xdmuelq"><figcaption>Piantine di cetrioli innestate</figcaption></figure><p>Negli ultimi anni la tecnica dell'innesto sugli ortaggi ha trovato crescente applicazione soprattutto per migliorare la <strong>resistenza alle malattie del suolo</strong> e la capacità di <strong>adattamento a condizioni di crescita difficili</strong>.</p><h2>L’innesto del pomodoro: tecniche e vantaggi</h2><p> Nel caso del pomodoro, l’innesto viene effettuato su <strong>piantine giovani</strong>, utilizzando come portainnesto varietà ibride selezionate dotate di un <strong>apparato radicale vigoroso e resistente</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="701759" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-coltivare-pomodori-in-casa-e-al-chiuso-tutto-l-anno.html" title="Come coltivare pomodori in casa e al chiuso tutto l'anno">Come coltivare pomodori in casa e al chiuso tutto l'anno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-coltivare-pomodori-in-casa-e-al-chiuso-tutto-l-anno.html" title="Come coltivare pomodori in casa e al chiuso tutto l'anno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/como-cultivar-tomates-en-casa-y-en-interiores-durante-todo-el-ano-1741984623391_320.png" alt="Come coltivare pomodori in casa e al chiuso tutto l'anno"></a></article></aside><p>Tra le tecniche più diffuse troviamo l’<strong>innesto a spacco</strong>, che consiste nel tagliare il portainnesto e praticare una piccola incisione verticale, all’interno della quale viene inserito il nesto (la varietà di pomodoro da coltivare), sagomato a cuneo. Questa tecnica è relativamente semplice e garantisce una buona stabilità dell’unione.</p><p>Molto utilizzato è anche l’<strong>innesto a clip (o a incastro)</strong>: in questo caso portainnesto e nesto vengono tagliati con un’inclinazione identica e accostati perfettamente, quindi fissati con una piccola clip. Si tratta di una tecnica rapida e precisa, adatta anche a chi ha meno esperienza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-innesto-del-pomodoro-utilizzato-dai-giardinieri-esperti-per-ottenere-piante-piu-forti-e-produttive-1774651441517.jpeg" data-image="ajxuzchuiy4i"><figcaption>Dispositivo per l'innesto automatico delle piantine di pomodoro</figcaption></figure><p>Infine, l’<strong>innesto per approssimazione</strong> prevede che le due piante vengano inizialmente mantenute entrambe con il proprio apparato radicale. I fusti vengono incisi e messi a contatto; solo dopo l’avvenuta saldatura si elimina la parte radicale del nesto. Questo metodo riduce lo stress delle piante e aumenta le probabilità di attecchimento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="714567" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-capire-se-una-pianta-di-pomodoro-e-stata-annaffiata-troppo-o-troppo-poco.html" title="Come capire se una pianta di pomodoro è stata annaffiata troppo o troppo poco">Come capire se una pianta di pomodoro è stata annaffiata troppo o troppo poco</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-capire-se-una-pianta-di-pomodoro-e-stata-annaffiata-troppo-o-troppo-poco.html" title="Come capire se una pianta di pomodoro è stata annaffiata troppo o troppo poco"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/como-saber-si-una-planta-de-tomate-tiene-falta-o-exceso-de-agua-1749449274063_320.jpg" alt="Come capire se una pianta di pomodoro è stata annaffiata troppo o troppo poco"></a></article></aside><p> Nella pratica, il pomodoro viene quasi sempre innestato su <strong>portainnesti di pomodoro ibridi</strong> oppure su specie affini particolarmente resistenti, come <em>Solanum habrochaites</em>.</p><div class="texto-destacado"> È importante sottolineare che, in genere, le piantine innestate si trovano già pronte nei vivai, rappresentando una soluzione pratica anche per chi non ha esperienza diretta con questa tecnica. </div><p>Complessivamente i vantaggi sono numerosi e concreti:</p><ul> <li> <strong>Maggiore resistenza alle malattie</strong>, soprattutto quelle del terreno come fusariosi e verticilliosi </li> <li> <strong>Apparato radicale più sviluppato</strong>, capace di assorbire meglio acqua e nutrienti </li> <li> <strong>Crescita più vigorosa</strong> e maggiore capacità di adattamento </li> <li> <strong>Aumento della produttività</strong>, con raccolti più abbondanti e prolungati nel tempo </li> <li><strong> Migliore tolleranza a condizioni di stress</strong>, come siccità o suoli stanchi</li></ul><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-innesto-del-pomodoro-utilizzato-dai-giardinieri-esperti-per-ottenere-piante-piu-forti-e-produttive-1774651477523.jpeg" data-image="po1zetots6ad"><figcaption>I vantaggi derivanti dalla coltivazione di pomodori innestati sono numerosi ed evidenti</figcaption></figure><p>Questi aspetti rendono l’innesto particolarmente utile in orti coltivati intensivamente o in terreni che hanno già ospitato solanacee negli anni precedenti.</p><h2>Un equilibrio tra tecnica e natura</h2><p>L’innesto rappresenta una delle espressioni più affascinanti del giardinaggio: una pratica in cui <strong>conoscenza, manualità e osservazione</strong> si intrecciano profondamente.</p><div class="texto-destacado">Da un lato c’è l’intervento dell’uomo, capace di selezionare e combinare le caratteristiche migliori delle piante; dall’altro, la straordinaria capacità della natura di adattarsi e rigenerarsi, permettendo a due individui distinti di diventare un unico organismo funzionale.</div><p>Applicare l’innesto al pomodoro significa quindi non solo migliorare la resa dell’orto, ma anche entrare in sintonia con i <strong>meccanismi più profondi della vita vegetale</strong>, trasformando la coltivazione in un’esperienza ancora più consapevole e appagante.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-innesto-del-pomodoro-utilizzato-dai-giardinieri-esperti-per-ottenere-piante-piu-forti-e-produttive.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'importanza delle previsioni meteorologiche spaziali della NOAA: proteggere gli astronauti di Artemis II e la società]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-importanza-delle-previsioni-meteorologiche-spaziali-della-noaa-proteggere-gli-astronauti-di-artemis-ii-e-la-societa.html</link><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 14:50:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Artemis II è una missione con equipaggio di 10 giorni attorno alla Luna che segna il ritorno dell'umanità in orbita lunare. Il sistema di monitoraggio delle condizioni meteorologiche spaziali della NOAA contribuirà a proteggere gli astronauti dalle radiazioni solari, a beneficio dell'intera società.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorologia-espacial-noaa-artemis-ii-1775626797913.jpg" data-image="0uzwkkwejpez" alt="Spazio, Luna e Terra." title="Spazio, Luna e Terra."><figcaption>Immagine della Luna ripresa dalla sonda Artemis II il 6 aprile 2026, con la Terra sullo sfondo, le sue nuvole bianche e i mari blu. Fonte: NASA</figcaption></figure><p>Gli astronauti della NASA <strong>Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch,</strong> insieme all'astronauta dell'Agenzia Spaziale Canadese (CSA) Jeremy Hansen, trascorreranno del tempo al di fuori del campo magnetico terrestre, che funge da scudo protettivo naturale. I periodi di maggiore attività solare durante la missione potrebbero comportare rischi significativi di radiazioni per l'equipaggio.</p><p>La missione Artemis II è concepita come un volo con equipaggio di 10 giorni intorno alla Luna e ritorno sulla Terra, <strong>segnando uno storico ritorno dell'uomo in orbita lunare per la prima volta dall'Apollo 17 nel 1972.</strong> Mentre la NASA si prepara a inviare astronauti oltre l'orbita terrestre bassa, Artemis II rappresenta più di una pietra miliare simbolica: è un passo concreto verso una presenza umana stabile oltre la Terra, con la Luna che <strong>funge da banco di prova per i futuri viaggi interplanetari.</strong></p><h3>Spaziotempo e radiazioni: i loro impatti</h3><p>Il ruolo della <strong>NOAA </strong>nel monitoraggio ambientale fornisce un modello chiaro di come i servizi di meteorologia spaziale potrebbero evolversi in futuro. Così come la NOAA protegge marinai e aviatori monitorando le condizioni pericolose sulla Terra, missioni come Artemis II sottolineano l'importanza di estendere questa capacità verso l'esterno, garantendo che gli esploratori umani siano informati e protetti mentre si avventurano sempre più lontano nel sistema solare, a partire dalla Luna e, infine, da Marte.</p><p>L'esplorazione umana al di fuori dell'ambiente terrestre immediato introduce rischi unici che differiscono fondamentalmente da quelli in orbita terrestre bassa. Tra i rischi più significativi vi è l'esposizione alla meteorologia spaziale, in particolare alle radiazioni solari generate da brillamenti solari ed espulsioni di massa coronale (CME). </p><div class="texto-destacado"><strong>La NOAA svolge un ruolo fondamentale nel monitoraggio e nella comprensione di questi pericoli attraverso i suoi programmi satellitari di meteorologia spaziale e la sua missione di previsioni 24 ore su 24, 7 giorni su 7.</strong></div><p>Un fattore chiave nella valutazione del rischio per gli astronauti durante la missione Artemis II è la relazione tra la Luna e la magnetosfera terrestre. Questo campo magnetico forma un'ampia bolla protettiva che scherma la Terra da gran parte delle dannose radiazioni di particelle cariche provenienti dal Sole. </p><p><strong>Questa regione protettiva si estende ben oltre la Terra e, per circa tre-sei giorni (durante l'orbita lunare di 28 giorni), la Luna attraversa la coda magnetica terrestre,</strong> una lunga estensione del campo magnetico terrestre, simile a una cometa, che si allontana dal Sole a causa del vento solare. Sebbene l'esposizione alle radiazioni non venga completamente eliminata, questa regione riduce significativamente l'esposizione alle radiazioni solari per gli oggetti che si trovano all'interno della coda magnetica.</p><p>Per la maggior parte della sua orbita, <strong>la Luna rimane al di fuori del campo magnetico terrestre ed è direttamente esposta alla piena forza del vento solare e delle particelle solari energetiche. </strong>Pertanto, gli astronauti di Artemis II trascorreranno del tempo al di fuori di questo scudo protettivo naturale. Qualsiasi sovrapposizione tra periodi di intensa attività solare e periodi al di fuori della protezione magnetosferica terrestre potrebbe comportare rischi significativi di radiazioni per l'equipaggio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorologia-espacial-noaa-artemis-ii-1775626897558.png" data-image="w6fwzwe1f6qt" alt="Orbita della Luna." title="Orbita della Luna."><figcaption>Diagramma che illustra l'orbita della Luna in relazione al campo magnetico terrestre e alla magnetocoda. La magnetocoda si estende dal Sole come un lungo flusso simile a una cometa, formato dal vento solare. Mentre orbita attorno alla Terra, la Luna attraversa periodicamente questa regione. La Terra e la Luna non sono rappresentate in scala. Fonte: NOAA</figcaption></figure><p>La NASA si affida alle previsioni meteorologiche spaziali e agli avvisi operativi del Centro di previsione meteorologica spaziale (SWPC) della NOAA. In qualità di autorità ufficiale per le previsioni meteorologiche spaziali, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, lo SWPC fornisce supporto diretto e in tempo reale alle missioni spaziali con equipaggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762714" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso.html" title="Artemis 2: tanti record e obiettivi raggiunti, e un rientro con il fiato sospeso">Artemis 2: tanti record e obiettivi raggiunti, e un rientro con il fiato sospeso</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso.html" title="Artemis 2: tanti record e obiettivi raggiunti, e un rientro con il fiato sospeso"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso-1775574678407_320.jpg" alt="Artemis 2: tanti record e obiettivi raggiunti, e un rientro con il fiato sospeso"></a></article></aside><p>Le osservazioni dei satelliti GOES della NOAA e dell'osservatorio SOLAR-1 nel punto di Lagrange 1 forniranno importanti misurazioni della velocità del vento solare, dell'orientamento del campo magnetico e del flusso di particelle ad alta energia pericolose. <strong>Queste osservazioni consentono allo SWPC di emettere avvisi tempestivi qualora i livelli di radiazione si avvicinino a soglie che potrebbero compromettere la sicurezza degli astronauti.</strong> Durante la missione Artemis II, i previsori della NOAA monitoreranno costantemente le condizioni del vento solare e valuteranno eventuali brillamenti solari, <strong>espulsioni di massa coronale (CME) o eventi di particelle energetiche solari che potrebbero verificarsi.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorologia-espacial-noaa-artemis-ii-1775628027116.jpg" data-image="johu7e6nie99" alt="NOAA." title="NOAA."><figcaption>Infografica sullo spaziotempo. NOAA</figcaption></figure><p>Lo strumento <strong>Solar Ultraviolet Imager (SUVI), l'Extreme Ultraviolet and X-ray Irradiance Sensors (EXIS), lo Space Environment In Situ Instrument Suite (SEISS) e il Magnetometro (MAG)</strong> sono strumenti specializzati a bordo dei satelliti della serie GOES-R che misurano l'attività solare e le variazioni del campo magnetico terrestre. Inoltre, il Compact Coronagraph (CCOR-1) a bordo del GOES-19 migliora ulteriormente il rilevamento delle CME (espulsioni di massa coronale) fornendo un monitoraggio continuo e in tempo reale della corona solare, migliorando sia la qualità delle misurazioni che i tempi di allerta precoce.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L'osservatorio SOLAR-1, situato nel Punto di Lagrange 1, estenderà questa capacità di osservazione continua a monte da un punto di osservazione più vicino al Sole. Combinerà le immagini continue acquisite dal Compact Coronagraph (CCOR-2), uno strumento quasi identico al CCOR-1 del GOES-19, con le misurazioni dirette del vento solare e del campo magnetico ottenute dal Solar Wind Plasma Sensor (SWiPS), dal Suprathermal Ion Sensor (STIS) e dal Magnetometro (MAG).</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Queste osservazioni in tempo reale consentiranno un rilevamento più tempestivo delle perturbazioni meteorologiche spaziali che possono influenzare la Terra e miglioreranno i modelli comunemente utilizzati per comprendere e prevedere l'estensione e l'intensità dell'attività solare e i suoi effetti sull'ambiente terrestre.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteorologia-espacial-noaa-artemis-ii-1775626948007.png" data-image="qrrg72j5588n"><figcaption>Diagrama que muestra la trayectoria del vuelo de prueba Artemis II de la NASA. Crédito: NASA.</figcaption></figure><p><strong>Artemis II è stata lanciata alle 18:35 EDT del 1° aprile 2026, con quattro astronauti a bordo, su una traiettoria di rientro libero attorno alla Luna.</strong> La missione testerà i sistemi di supporto vitale, navigazione e operazioni nello spazio profondo, in preparazione alle future missioni sulla superficie lunare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762454" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-incredibile-immagine-satellitare-del-lancio-di-artemis-ii-catturata-da-goes.html" title="L'incredibile immagine satellitare del lancio di Artemis II catturata da GOES-19">L'incredibile immagine satellitare del lancio di Artemis II catturata da GOES-19</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-incredibile-immagine-satellitare-del-lancio-di-artemis-ii-catturata-da-goes.html" title="L'incredibile immagine satellitare del lancio di Artemis II catturata da GOES-19"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-increible-imagen-satelital-del-despegue-de-artemis-ii-captada-por-el-goes-1775246460942_320.jpg" alt="L'incredibile immagine satellitare del lancio di Artemis II catturata da GOES-19"></a></article></aside><p>Con l'espansione dei voli spaziali umani, che ora includono anche partner commerciali e internazionali, oltre all'esplorazione governativa, la necessità di servizi affidabili di monitoraggio meteorologico spaziale non potrà che aumentare. Artemis II sottolinea come gli astronauti che si avventurano oltre la protezione magnetica terrestre debbano affrontare pericoli che devono essere monitorati, <strong>previsti e comunicati con lo stesso rigore riservato ai pericoli meteorologici sulla Terra.</strong></p><h3><em>Fonte dell'articolo: </em></h3><p><strong><a href="https://www.nesdis.noaa.gov/" target="_blank">NOAA - NESDIS</a></strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-importanza-delle-previsioni-meteorologiche-spaziali-della-noaa-proteggere-gli-astronauti-di-artemis-ii-e-la-societa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il meglio di aprile si trova in campagna: prodotti selvatici che puoi raccogliere facilmente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-meglio-di-aprile-si-trova-in-campagna-prodotti-selvatici-che-puoi-raccogliere-facilmente.html</link><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 13:24:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>All’inizio della primavera la terra regala frutti preziosi. Ortaggi, erbe aromatiche, frutta e anche fiori commestibili: ecco cosa si può raccogliere in campagna ad aprile</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-meglio-di-aprile-si-trova-in-campagna-prodotti-selvatici-che-puoi-raccogliere-facilmente-1775643213549.jpg" data-image="9ruqxcjd8nmm" alt="Raccolto aprile" title="Raccolto aprile"><figcaption>I fiori di sambuco, tra i più noti fiori commestibili di aprile</figcaption></figure><p>Aprile è un ottimo momento per piantare molte verdure che andranno a colorare le tavole d’estate. Pomodori, zucchine, melanzane solo per citarne alcune, andrebbero seminate in questo mese, ma aprile è anche il mese dei <strong>primi raccolti di primavera.</strong></p><div class="texto-destacado">Se gli <strong>agrumi invernali</strong> stanno per terminare e la frutta di stagione non è molta, le <strong>verdure </strong>diventano le vere protagoniste del mese, in particolare quelle a foglia larga come <strong>insalata e biete</strong>. </div><p>In realtà, però, la campagna dona anche tanto altro, incluse <strong>piante e fiori selvatici</strong>, ottimi da mangiare in tanti modi, ma anche da utilizzare come base per tisane o cosmetici.</p><h2>Gli ortaggi selvatici da cogliere ad aprile</h2><p>Molte ottime verdure di aprile si coltivano naturalmente nell’orto, ma ce ne sono tante che crescono <strong>selvatiche </strong>e che sono pronte da raccogliere già all’inizio della primavera.</p><p>Gli <strong>asparagi spinosi</strong>, detti anche asparagi di bosco, sono forse gli ortaggi più apprezzati e noti di questo periodo. Sono arbusti perenni che crescono spontanei in tutta Italia e si possono trovare più facilmente nelle zone di ombra o mezz’ombra. Sono molto simili agli asparagi comuni, solo più sottili. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761969" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/calendario-dell-orto-cosa-piantare-ad-aprile-e-quali-sono-le-attivita-da-svolgere-questo-mese.html" title="Calendario dell'orto: cosa piantare ad aprile e quali sono le attività da svolgere questo mese">Calendario dell'orto: cosa piantare ad aprile e quali sono le attività da svolgere questo mese</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/calendario-dell-orto-cosa-piantare-ad-aprile-e-quali-sono-le-attivita-da-svolgere-questo-mese.html" title="Calendario dell'orto: cosa piantare ad aprile e quali sono le attività da svolgere questo mese"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/calendario-del-huerto-que-plantar-en-abril-y-cuales-son-las-tareas-de-este-mes-1775026867077_320.jpg" alt="Calendario dell'orto: cosa piantare ad aprile e quali sono le attività da svolgere questo mese"></a></article></aside><p>Quasi altrettanto popolare ad aprile, <strong>l’aglio orsino</strong> è una varietà selvatica di aglio. Molto aromatico, cresce nei boschi e si distingue per i caratteristici fiorellini bianchi. Ama i climi miti ma riesce a sopravvivere anche a temperature inferiori allo zero.</p><p>Anche la <strong>rucola </strong>è molto facile da trovare quasi ovunque. Cresce sia nell’orto che in forma spontanea e poiché è in grado di resistere anche al freddo non è particolarmente soggetta alle gelate invernali. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-meglio-di-aprile-si-trova-in-campagna-prodotti-selvatici-che-puoi-raccogliere-facilmente-1775643267281.jpg" data-image="dy17ckfry8u8" alt="Erbe aprile" title="Erbe aprile"><figcaption>La rucola, da raccogliere ad aprile sia selvatica che coltivata nell'orto</figcaption></figure><p>Sui pascoli di montagna crescono invece gli <strong>spinaci selvatici</strong>. Nutrienti, ricchi di ferro, si usano in cucina ma anche in <strong>erboristeria </strong>poiché hanno diverse proprietà curative.</p><p>Aprile è un ottimo momento anche per cogliere i <strong>finocchi selvatici</strong>, prima della piena maturazione estiva. Teneri e profumati, sono ottimi per arricchire le insalate.</p><h2>Le erbe tipiche di aprile</h2><p>Le erbe che germogliano spontanee ad aprile sono tantissime e varie a seconda delle latitudini. Il caldo che inizia appena a farsi sentire e le piogge di primavera, poi, ne favoriscono la crescita.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="746055" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/la-verdura-dei-poveri-diventata-un-tesoro-gourmet-guida-per-trovare-la-cicoria-selvatica-durante-le-tue-passeggiate.html" title="La “verdura dei poveri” diventata un tesoro gourmet: guida per trovare la cicoria selvatica durante le tue passeggiate">La “verdura dei poveri” diventata un tesoro gourmet: guida per trovare la cicoria selvatica durante le tue passeggiate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/la-verdura-dei-poveri-diventata-un-tesoro-gourmet-guida-per-trovare-la-cicoria-selvatica-durante-le-tue-passeggiate.html" title="La “verdura dei poveri” diventata un tesoro gourmet: guida per trovare la cicoria selvatica durante le tue passeggiate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-verdura-dei-poveri-diventata-un-tesoro-gourmet-guida-per-trovare-la-cicoria-selvatica-durante-le-tue-passeggiate-1768751957990_320.jpeg" alt="La “verdura dei poveri” diventata un tesoro gourmet: guida per trovare la cicoria selvatica durante le tue passeggiate"></a></article></aside><p>Tra le più facili da trovare e da riconoscere ci sono le <strong>ortiche</strong>. Generalmente considerate “erbacce” da estirpare, hanno in realtà molte proprietà benefiche e si possono consumare in molte ricette come <strong>risotti, frullati, tisane</strong>, oltre che come base per prodotti di erboristeria. </p><p>Anche la <strong>cicoria </strong>è diffusissima, le sue foglie si usano in tante ricette, spesso abbinate alle fave.</p><p>Il <strong>luppolo </strong>è tipicamente associato alla birra, ma forse non tutti sanno che i giovani germogli si possono usare per <strong>tisane </strong>dall’alto potere rilassante o anche in cucina, come ingrediente per <strong>frittate</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="694673" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questa-verdura-e-la-piu-nutriente-al-mondo-ma-quasi-nessuno-la-consuma.html" title="Questa verdura è la più nutriente al mondo, ma quasi nessuno la consuma">Questa verdura è la più nutriente al mondo, ma quasi nessuno la consuma</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questa-verdura-e-la-piu-nutriente-al-mondo-ma-quasi-nessuno-la-consuma.html" title="Questa verdura è la più nutriente al mondo, ma quasi nessuno la consuma"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/este-vegetal-es-el-mas-nutritivo-del-mundo-pero-casi-nadie-lo-consume-1738002380694_320.jpeg" alt="Questa verdura è la più nutriente al mondo, ma quasi nessuno la consuma"></a></article></aside><p>L’inconfondibile profumo della <strong>salvia </strong>rende questa pianta facile da trovare. Essendo molto versatile e molto facile da coltivare, molti la lasciano crescere semplicemente in vaso, ma si trova facilmente anche quella selvatica, in cespugli <strong>sempreverdi </strong>dalle tipiche foglie allungate.</p><h2>I fiori commestibili </h2><p>Ad aprile sbocciano tanti fiori selvatici, molti dei quali utilissimi in cucina.</p><p>Il <strong>sambuco </strong>è tra i più noti. I tipici fiorellini bianchi si usano soprattutto per farne <strong>sciroppi</strong> oppure il famoso liquore <strong>distillato </strong>ma anche <strong>tisane, caramelle</strong> o persino <strong>frittelle</strong>.</p><p>Il <strong>tarassaco </strong>è tra i più comuni fiori selvatici e ha tantissimi utilizzi. Si può usare praticamente in ogni sua parte, dai boccioli alle radici che somigliano a dei piccoli tuberi. I fiori si possono mangiare freschi nelle <strong>insalate</strong>, oppure <strong>fritti </strong>o trasformati in <strong>sciroppi, miele e tisane.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758648" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-api-sono-in-pericolo-ma-tu-puoi-aiutarle-scopri-piante-e-fiori-primaverili-utili-e-facili-da-coltivare.html" title="Le api sono in pericolo, ma tu puoi aiutarle: scopri piante e fiori primaverili utili e facili da coltivare">Le api sono in pericolo, ma tu puoi aiutarle: scopri piante e fiori primaverili utili e facili da coltivare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-api-sono-in-pericolo-ma-tu-puoi-aiutarle-scopri-piante-e-fiori-primaverili-utili-e-facili-da-coltivare.html" title="Le api sono in pericolo, ma tu puoi aiutarle: scopri piante e fiori primaverili utili e facili da coltivare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-api-sono-in-pericolo-ma-tu-puoi-aiutarle-scopri-piante-e-fiori-primaverili-utili-e-facili-da-coltivare-1774178105127_320.jpeg" alt="Le api sono in pericolo, ma tu puoi aiutarle: scopri piante e fiori primaverili utili e facili da coltivare"></a></article></aside><p>La <strong>malva </strong>è una nota pianta officinale, di cui si possono mangiare anche i fiori. Come quelli del tarassaco, sono buoni sia freschi nelle insalate, che cristallizzati, che essiccati. </p><p>Ad aprile fioriscono le <strong>violette</strong>, ricche di vitamina C e perfette come base per sciroppi e tisane. Si possono usare anche <strong>candite </strong>per arricchire i dolci, o fresche per condire le insalate.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-meglio-di-aprile-si-trova-in-campagna-prodotti-selvatici-che-puoi-raccogliere-facilmente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scudi termici spaziali: le nuove sfide tra la chimica delle atmosfere aliene, i LOFTID e i dati critici della Artemis 2]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scudi-termici-spaziali-le-nuove-sfide-tra-la-chimica-delle-atmosfere-aliene-i-loftid-e-i-dati-critici-della-artemis.html</link><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 11:32:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Dopo aver analizzato le criticità dello scudo di Orion, stasera vivremo il momento della verità. Con Artemis II, osserveremo l’audace tecnica del "rimbalzo atmosferico", allo stesso tempo esistono e sono allo studio e sono allo studio scudi termici innovativi, capaci vi di adattarsi ad ogni atmosfera e necessità di rientro.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/scudi-termici-spaziali-le-nuove-sfide-tra-la-chimica-delle-atmosfere-aliene-i-loftid-e-i-dati-critici-della-artemis-1775816032984.jpg" data-image="jpgrp53dzeql" alt="Satelliti e spazio." title="Satelliti e spazio."><figcaption>Come emerso dalle ultime analisi commissionate all'Università dell'Illinois dalla NASA e pubblicate tra il 2025 e l'inizio del 2026, la densità dei gas cambia radicalmente le regole del gioco.</figcaption></figure><p>L’esplorazione dello spazio profondo richiede tecnologie capaci di sfidare temperature estreme. infatti nello spazio si passa da temperature di centinaia di gradi sotto lo zero a temperature opposte ovvero centinaia di gradi sopra lo zero.</p><p>Questo accade sia per l'assenza della "protezione atmosferica" capace di filtrare gli eccessi di calore ma anche di mitigare il raffreddamento, sia perché in alcuni casi come quello del rientro in atmosfera gli strati superiori sottopongono i mezzi in rientro ad un fortissimo attrito. </p><p>Come abbiamo già accennato in <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">questo articolo</a> esistono anche delle tecniche in grado di modulare il rientro al fine di at10uare l'eccessivo riscaldamento e l'usura degli scudi termici. Allo stesso tempo gli scudi termici risultano sempre più indispensabili per l'esplorazione spaziale anche su pianeti diversi dalla Terra. </p><p>In questo caso non si tratta solo di resistere al calore, ma di comprendere come l’alchimia delle atmosfere aliene interagisca con i materiali, trasformando ogni rientro planetario in una sfida ingegneristica unica e complessa.</p><h2><strong>Quando l'atmosfera diventa un reagente</strong></h2><p>Entrare in un’atmosfera a velocità ipersonica non è solo una questione di attrito, ma anche di una vera e propria <strong>reazione chimica ad alta quota</strong>. </p><p>Come emerso dalle ultime analisi commissionate all'Università dell'Illinois dalla NASA e pubblicate tra il 2025 e l'inizio del 2026, la densità dei gas cambia radicalmente le regole del gioco. </p><div class="texto-destacado">Su <strong>Marte</strong>, ad esempio, la CO2 reagisce con lo scudo in modo profondamente diverso rispetto all'ossigeno terrestre.</div><p>Il nocciolo del problema è l’<strong>ablazione</strong>, quel processo per cui lo scudo si consuma "sacrificandosi" per disperdere il calore. Recenti simulazioni dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) suggeriscono che per le future missioni verso Urano e Nettuno non basteranno i materiali classici. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scudi-termici-spaziali-le-nuove-sfide-tra-la-chimica-delle-atmosfere-aliene-i-loftid-e-i-dati-critici-della-artemis-1775816141483.jpg" data-image="8twsh0lqepyp" alt="Spazio." title="Spazio."><figcaption>Luna e sole visibili dall'orbita terrestre.</figcaption></figure><p>Infatti l’idrogeno presente nell'atmosfera di quei giganti gassosi è così aggressivo da richiedere <strong>ceramiche ultra-refrattarie (UHTC)</strong> di nuova generazione, capaci di resistere agli oltre <strong>2000°C</strong> senza polverizzarsi istantaneamente.</p><h2><strong>La scommessa vinta degli scudi gonfiabili</strong></h2><p>Una delle novità più interessanti di questo decennio riguarda senza dubbio il successo della tecnologia <strong>LOFTID</strong>. I dati definitivi del 2025 hanno confermato che la strada per portare l’uomo su Marte passa per gli <strong>scudi termici gonfiabili</strong>. </p><div class="texto-destacado">Il limite delle strutture rigide è sempre stato la dimensione del razzo: non è possibile lanciare uno scudo più grande del diametro del vettore.</div><p>Il sistema LOFTID (Low-Earth Orbit Flight Test of an Inflatable Decelerator) scavalca il problema. Si tratta di un<strong> sistema di enormi "salvagenti" in fibre sintetiche avanzate </strong>che <strong>si aprono nello spazio, prima del rientro e atmosfera</strong>, creando una superficie frenante vastissima. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762833" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita.html" title="La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita">La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita.html" title="La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita-1775636332630_320.png" alt="La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita"></a></article></aside><p>Questo sistema permette di <strong>decelerare già nelle zone più rarefatte</strong> dell'atmosfera, perciò evitando il picco di calore distruttivo degli strati inferiori. È il modo più efficace più conveniente per riuscire a far atterrare carichi pesanti su mondi con atmosfere sottili, dove i paracadute tradizionali servono a poco.</p><h2><strong>Il caso Artemis II con l'incognita del rientro lunare</strong></h2><p>Proprio in questi giorni, l’attenzione è tutta su <strong>Artemis II</strong>. Dopo il rientro di Artemis I, i tecnici della NASA avevano notato un'erosione irregolare (il cosiddetto <em>char loss</em>) sullo scudo in <strong>Avcoat</strong> della capsula Orion. Questo non è un semplice dettaglio, visto che la sicurezza dell'equipaggio non permette margini di errore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762689" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-sfera-di-dyson-un-ipotetica-mega-struttura-per-sfruttare-tutta-l-energia-di-una-stella.html" title="La Sfera di Dyson: un’ipotetica mega struttura per sfruttare tutta l’energia di una stella">La Sfera di Dyson: un’ipotetica mega struttura per sfruttare tutta l’energia di una stella</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-sfera-di-dyson-un-ipotetica-mega-struttura-per-sfruttare-tutta-l-energia-di-una-stella.html" title="La Sfera di Dyson: un’ipotetica mega struttura per sfruttare tutta l’energia di una stella"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-sfera-di-dyson-un-ipotetica-mega-struttura-per-sfruttare-tutta-l-energia-di-una-stella-1775560296547_320.png" alt="La Sfera di Dyson: un’ipotetica mega struttura per sfruttare tutta l’energia di una stella"></a></article></aside><p>Evidentemente il famoso materiale ablativo, originariamente sviluppato dalla <strong>Avco Corporation</strong> (da cui "Av-coat", ovvero "rivestimento Avco"), ha fatto la storia dell'esplorazione spaziale. Si tratta dello stesso "scudo" che ha protetto gli astronauti delle missioni <strong>Apollo</strong> nelle fasi di rientro dalla Luna e che oggi, in una versione modernizzata, riveste la capsula <strong>Orion</strong> di <strong>Artemis</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scudi-termici-spaziali-le-nuove-sfide-tra-la-chimica-delle-atmosfere-aliene-i-loftid-e-i-dati-critici-della-artemis-1775822488664.jpg" data-image="lkjevb9nzs03"><figcaption>Dopo il rientro di Artemis I, i tecnici della NASA avevano notato un'erosione irregolare (il cosiddetto char loss) sullo scudo in Avcoat della capsula Orion. Questo non è un semplice dettaglio, visto che la sicurezza dell'equipaggio non permette margini di errore. Nell'immagine un "provino di scudo termico" sottoposto a flusso di plasma a 2700°C.</figcaption></figure><p>Questo materiale composto da<strong> resine e fibre di vetro</strong>, depositate manualmente in una struttura di nido d'ape, ha dimostrato di essere poco adatto per la capsula Orion, consumandosi in modo poco uniforme e perdendo delle porzioni più grandi del previsto. </p><p>Le analisi concluse all'inizio di quest'anno (2026) hanno rivelato che piccoli vuoti d'aria o differenze di pressione all'interno delle celle del nido d'ape hanno causato alcune micro-esplosioni superficiali. </p><div class="texto-destacado">Piuttosto che cambiare il materiale (l'operazione che avrebbe richiesto anni di test), per il rientro di stasera la NASA ha programmato la <strong>traiettoria a "balzi"</strong>, sfruttando la<strong> portanza della capsula</strong>, al fine di dare allo scudo il tempo di "respirare", e di non surriscaldarsi troppo in un colpo solo. </div><p> La soluzione adottata è un mix di coraggio e calcolo, che a detta degli esperti non rappresenta rischi per gli astronauti.</p><h2><strong>Verso una protezione termica "attiva"</strong></h2><p>L’obiettivo finale della ricerca attuale è superare il concetto di scudo come semplice "pezzo di plastica che brucia". Si sta lavorando a sistemi dotati di <strong>sensori integrati</strong> che leggano in tempo reale quanto materiale sta svanendo, con una sorta di <strong>monitoraggio attivo computerizzato</strong>, in grado di permettere di variare in tempo reale l'inclinazione della capsula per spostare il flusso di plasma sulle zone più integre. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758835" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/cina-il-power-bank-spaziale-da-1-km-per-ricaricare-satelliti-e-deviare-i-tifoni-entro-il.html" title="Cina: il 'Power Bank' spaziale da 1 km per ricaricare satelliti e deviare i tifoni entro il 2030">Cina: il "Power Bank" spaziale da 1 km per ricaricare satelliti e deviare i tifoni entro il 2030</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/cina-il-power-bank-spaziale-da-1-km-per-ricaricare-satelliti-e-deviare-i-tifoni-entro-il.html" title="Cina: il 'Power Bank' spaziale da 1 km per ricaricare satelliti e deviare i tifoni entro il 2030"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cina-il-power-bank-spaziale-da-1-km-per-ricaricare-satelliti-e-deviare-i-tifoni-entro-il-1773425930771_320.jpeg" alt="Cina: il 'Power Bank' spaziale da 1 km per ricaricare satelliti e deviare i tifoni entro il 2030"></a></article></aside><p>In fondo, progettare uno scudo termico significa studiare la <strong>meteo-chimica di altri mondi</strong>. Ogni pianeta ha la sua firma termica: Marte è polveroso, Venere è una morsa acida, i giganti esterni sono regni di idrogeno che si trasforma in plasma bollente. </p><p>La nostra sopravvivenza nello spazio dipenderà da come gestiremo quei pochi, lunghissimi minuti di fuoco, trasformando uno scontro brutale con l'aria in una danza scientifica calcolata al millimetro. spada grande</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scudi-termici-spaziali-le-nuove-sfide-tra-la-chimica-delle-atmosfere-aliene-i-loftid-e-i-dati-critici-della-artemis.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[SpaceX perde i contatti con un satellite e vengono rilevati decine di oggetti nello spazio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-perde-i-contatti-con-un-satellite-e-vengono-rilevati-decine-di-oggetti-nello-spazio.html</link><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:46:32 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il recente incidente del satellite Starlink rivela nuove sfide spaziali, e la sua costante frammentazione richiede risposte urgenti per proteggere le missioni future e garantire la sicurezza tecnologica globale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/spacex-pierde-contacto-con-un-satelite-y-detectan-decenas-de-objetos-en-el-espacio-1775707588214.jpeg" data-image="9wf64ze5f1qd" alt="Space X" title="Space X"><figcaption>Quando un satellite in orbita subisce un incidente, i suoi frammenti diventano un pericolo per gli altri oggetti in orbita.</figcaption></figure><p>Il 29 marzo, <strong>SpaceX</strong> ha perso ogni contatto con il satellite <strong>Starlink 34343</strong> a seguito di un'improvvisa anomalia in orbita terrestre bassa. Questo satellite, lanciato nel maggio 2025, orbitava a un'altitudine di circa 560 chilometri, leggermente superiore a quella della Stazione Spaziale Internazionale.</p><div class="texto-destacado">Poco dopo l'incidente, i radar di terra di <strong>LeoLabs</strong> hanno rilevato decine di oggetti misteriosi attorno al satellite danneggiato, confermando che i detriti spaziali di <strong>Elon Musk</strong> si erano frammentati durante la missione.</div><p>Approfondite analisi preliminari hanno stabilito che l'evento non è stato causato da alcuna collisione esterna. Anzi, la stessa azienda ha ipotizzato che la vera causa del danno strutturale sia da attribuire a un sovraccarico elettrico interno al satellite.</p><p>Di fronte a questo preoccupante scenario tecnologico, <strong>i team di ingegneri di SpaceX e Starlink continuano la loro instancabile indagine per identificare l'esatta causa del guasto rilevato.</strong> L'obiettivo principale è implementare azioni correttive che possano prevenire disastri simili in futuro.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/spacex-pierde-contacto-con-un-satelite-y-detectan-decenas-de-objetos-en-el-espacio-1775707827748.jpeg" data-image="9i1v6hxushe8" alt="Starlink." title="Starlink."><figcaption>La rete di satelliti Starlink rappresenta il pericolo maggiore per l'astronomia osservativa a causa delle sue scie luminose.</figcaption></figure><p>Sebbene recenti valutazioni abbiano dimostrato che questa pericolosa <strong>nube di detriti </strong>non rappresenti un rischio imminente per l'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale, le autorità stanno monitorando attivamente la traiettoria della nuova "spazzatura" del signor <strong>Musk.</strong></p><h2>L'impatto sulle missioni in corso</h2><p>Oltre a proteggere le infrastrutture della <strong>Stazione Spaziale Internazionale,</strong> i rapporti ufficiali (di Starlink) hanno garantito la completa sicurezza dell'attesissimo programma lunare. Ciò significa che l'incidente non ha rappresentato una minaccia per il lancio della tanto attesa missione Artemis II della <strong>NASA.</strong></p><p>Non si sono registrate interruzioni nemmeno per le altre operazioni programmate per quella stessa mattina, incluso il volo e il lancio del <strong>Transporter-16,</strong> pianificato per evitare le apparecchiature della rete Starlink rilasciando il carico utile ben al di sopra o al di sotto di quella zona trafficata.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">On Sunday, March 29, Starlink satellite 34343 experienced an anomaly on-orbit, resulting in loss of communications with the satellite at ~560 km above Earth.<br><br>Latest analysis shows the event poses no new risk to the <a href="https://twitter.com/Space_Station?ref_src=twsrc%5Etfw">@Space_Station</a>, its crew, or to the upcoming launch of NASAs</p>— Starlink (@Starlink) <a href="https://twitter.com/Starlink/status/2038635185118588973?ref_src=twsrc%5Etfw">March 30, 2026</a></blockquote></figure><p>Sebbene le comunicazioni ufficiali sembrino al momento tranquille, <strong>SpaceX </strong>ha promesso di mantenere un monitoraggio continuo di ogni frammento dei suoi detriti spaziali per impedire che anche il più piccolo pezzo possa impattare violentemente sulla Terra.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759411" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/secondo-la-scala-di-torino-che-misura-il-rischio-degli-asteroidi-non-dobbiamo-preoccuparci-per-molti-anni-a-venire.html" title="Secondo la scala Torino, che misura il rischio di asteroidi, non dobbiamo preoccuparci per molti anni a venire">Secondo la scala Torino, che misura il rischio di asteroidi, non dobbiamo preoccuparci per molti anni a venire</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/secondo-la-scala-di-torino-che-misura-il-rischio-degli-asteroidi-non-dobbiamo-preoccuparci-per-molti-anni-a-venire.html" title="Secondo la scala Torino, che misura il rischio di asteroidi, non dobbiamo preoccuparci per molti anni a venire"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/secondo-la-scala-di-torino-che-misura-il-rischio-degli-asteroidi-non-dobbiamo-preoccuparci-per-molti-anni-a-venire-1773763335004_320.png" alt="Secondo la scala Torino, che misura il rischio di asteroidi, non dobbiamo preoccuparci per molti anni a venire"></a></article></aside><p>Queste costanti attività di sorveglianza orbitale non vengono svolte in modo isolato da operatori di rete privati, bensì in stretta e continua coordinazione strategica con la NASA e la United States Space Force.</p><h3>La discarica spaziale</h3><p><strong>La verità è che questo incidente non è un caso isolato all'interno della famigerata rete globale di questo aspirante supercriminale del XXI secolo.</strong> Solo quattro mesi fa, il dispositivo Starlink 35956 ha subito un gravissimo guasto, direttamente correlato al suo sistema di propulsione orbitale interno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762714" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso.html" title="Artemis 2: tanti record e obiettivi raggiunti, e un rientro con il fiato sospeso">Artemis 2: tanti record e obiettivi raggiunti, e un rientro con il fiato sospeso</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso.html" title="Artemis 2: tanti record e obiettivi raggiunti, e un rientro con il fiato sospeso"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso-1775574678407_320.jpg" alt="Artemis 2: tanti record e obiettivi raggiunti, e un rientro con il fiato sospeso"></a></article></aside><p>Questo problema tecnico ha causato un'improvvisa perdita di stabilità del satellite e il rilascio di frammenti pericolosi prima del rientro nell'atmosfera terrestre. <strong>Peggio ancora, la preoccupazione per questo re incontrollato e pericoloso dei detriti spaziali cresce di giorno in giorno.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Ad aggravare ulteriormente questo quadro desolante, l'azienda, con oltre 10.000 satelliti in orbita terrestre bassa, è soggetta a un giustificato e rigoroso esame internazionale da parte di brillanti scienziati dediti allo studio del fragile ecosistema tecnologico che circonda la Terra.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questa generazione incontrollata di detriti artificiali costringe costantemente altre aziende satellitari e fornitori di servizi di lancio a monitorare le proprie traiettorie, poiché potrebbero essere costretti a eseguire manovre tattiche per evitare collisioni con la spazzatura di Elon Musk.</p><h3>Prevenzione tecnica e manovre estreme</h3><p>Le conseguenze di questo accumulo sempre crescente di detriti spaziali sono già tangibili oggi. Ad esempio, solo una settimana fa, <strong>la Stazione Spaziale Internazionale è stata costretta a eseguire un'urgente manovra evasiva per proteggere i suoi astronauti.</strong></p><p>Durante quell'evento orbitale, un gigantesco e letale frammento di un satellite meteorologico distrutto stava per passare pericolosamente vicino, a soli 4 chilometri dalla Stazione. <strong>La vicinanza ha attivato automaticamente i protocolli internazionali di sicurezza spaziale per modificare l'orbita del laboratorio scientifico.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="739015" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raggi-di-luce-nel-cielo-come-i-satelliti-starlink-stanno-cambiando-il-nostro-cielo-notturno.html" title="Raggi di luce nel cielo: come i satelliti StarLink stanno cambiando il nostro cielo notturno">Raggi di luce nel cielo: come i satelliti StarLink stanno cambiando il nostro cielo notturno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raggi-di-luce-nel-cielo-come-i-satelliti-starlink-stanno-cambiando-il-nostro-cielo-notturno.html" title="Raggi di luce nel cielo: come i satelliti StarLink stanno cambiando il nostro cielo notturno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/raggi-di-luce-nel-cielo-come-i-satelliti-starlink-stanno-cambiando-il-nostro-cielo-notturno-1762885673533_320.jpg" alt="Raggi di luce nel cielo: come i satelliti StarLink stanno cambiando il nostro cielo notturno"></a></article></aside><p>Grazie a una sincronizzazione tecnica senza precedenti, agenzie come la NASA e Roscosmos hanno attivato i propulsori della navicella Progress attraccata, con <strong>una regolazione preventiva durata 5 minuti e 31 secondi, </strong>evitando così una collisione che avrebbe potuto essere tragica e imminente.</p><p><strong>Di fronte a tutte queste minacce, il settore della tecnologia spaziale sta attivamente progettando contromisure innovative. </strong>Ad esempio, progetti europei stanno costruendo pinze spaziali meccaniche, mentre altre aziende stanno testando ammortizzatori magnetici progettati per raccogliere la crescente quantità di spazzatura spaziale.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-perde-i-contatti-con-un-satellite-e-vengono-rilevati-decine-di-oggetti-nello-spazio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, Luca Lombroso: in arrivo piogge, venti forti e sabbia dal Sahara. La prossima settimana primavera in pausa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-in-arrivo-piogge-venti-forti-e-sabbia-dal-sahara-la-prossima-settimana-primavera-in-pausa.html</link><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:54:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ultimi giorni di volto mite della primavera in attesa di una nuova svolta al suolo lato instabile e piovoso. In arrivo una depressione mediterranea foriera di piogge, temporali, vento e anche polvere desertica. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa50s36"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa50s36.jpg" id="xa50s36"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Una <strong>tiepida giornata primaverile ieri in tutt’Italia</strong>, come città più calda fra le stazioni meteo A.M. inserite nella rete WMO spicca Cagliari con massima temperatura di 27.3°C.<strong> Mite anche il nord, con +22 +23°C diffusi</strong> e una curiosa situazione di inversione termica a Torino, massima di +22.7°C, mentre la stazione sul colle Bric della Croce a 710 m ha rilevato 24.2°C.</p><p>A confermare la bella giornata le<strong> immagini da satellite non mostravano nubi degne di nota e</strong> il <a href="https://www.ilmeteo.net/radar-italia-pioggia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">radar meteo</a> non ha visto alcun eco di precipitazioni.<br>La circolazione però sta cambiamento e nei prossimi giorni si notano importanti novità nei modelli.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>La situazione appunto sta cambiando, <strong>la pressione sull’Italia è in diminuzione</strong> e nella giornata di <strong>sabato al posto dell’anticiclone si instaurerà un canale depressionario </strong>fra una circolazione ciclonica mediterranea e una profonda depressione nordatlantica, con un fronte freddo in avvicinamento alle Alpi occidentali.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il fronte però non riuscirà a irrompere direttamente, ma si dividerà in due rami, </strong>uno che prosegue sul centro nord Europa, u<strong>no che alimenterà la circolazione ciclonica sul Mediterraneo</strong>. </div><p>Fra domenica e lunedì si attiverà così un <strong>nuovo ciclone sul medio basso mar Tirreno, </strong>di forma allungata e in grado di portare una fase di maltempo diffuso su molte regioni Italiane.</p><h2>Sabato ancora tempo buono, domenica prime piogge</h2><p>Domani <strong>sabato 11 aprile in quasi tutte le regioni italiane il tempo è ancora prevalentemente soleggiato</strong>, anche se aumentano i passaggi di nubi alte e gli aerei formeranno scie di condensazione.<strong> Maggior aumento di nubi al nordovest e Alpi centro occidentali, </strong>dal pomeriggio anche piuttosto nuvoloso. Da segnalare anche locali addensamenti cumuliformi lungo l’Appennino centro settentrionale, con isolati piovaschi pomeridiani.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763032" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambiamento-del-tempo-in-italia-una-tempesta-proveniente-dall-algeria-cambiera-il-colore-del-cielo-in-tutta-europa.html" title="Cambiamento del tempo in Italia: una tempesta proveniente dall'Algeria cambierà il colore del cielo in tutta Europa">Cambiamento del tempo in Italia: una tempesta proveniente dall'Algeria cambierà il colore del cielo in tutta Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambiamento-del-tempo-in-italia-una-tempesta-proveniente-dall-algeria-cambiera-il-colore-del-cielo-in-tutta-europa.html" title="Cambiamento del tempo in Italia: una tempesta proveniente dall'Algeria cambierà il colore del cielo in tutta Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamento-del-tempo-in-italia-una-tempesta-proveniente-dall-algeria-cambiera-il-colore-del-cielo-in-tutta-europa-1775743938724_320.png" alt="Cambiamento del tempo in Italia: una tempesta proveniente dall'Algeria cambierà il colore del cielo in tutta Europa"></a></article></aside><p><strong>Domenica 12 aprile meno sole e più nuvole in tutta la penisola </strong>ed anche in Sicilia e Sardegna, anche se in genere saranno nubi medio alte e al nordest e settori adriatici c’è ancora qualche spazio per il sole. Al contrario però <strong>al nordovest, in Sardegna e lungo l’Appennino le nubi si addensano e inizia anche a piovere, </strong>specie al nordovest a ridosso delle Alpi occidentali e nell’interno ligure. </p><p>Le temperature ancora non diminuiscono molto, la flessione sarà dovuta solo al cielo coperto, ma<strong> l’aria che affluisce è di origine ulteriormente mite subtropicale. </strong>Aumentano anche i venti di scirocco specie al sud, anche con mare molto mosso.</p><h2>Confermata la nube di sabbia sahariana</h2><p>In questa situazione <strong>avremo anche un massiccio afflusso di pulviscolo desertico, </strong>con elevati carichi di particolato sulla colonna d’aria sovrastante. Questa situazione <strong>contribuirà ad aumentare anche la concentrazione di PM10, </strong>solo in misura minore invece per il PM2.5 in quanto la polvere desertica è in genere di dimensioni medio grandi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-lombroso-in-arrivo-piogge-venti-forti-e-sabbia-dal-sahara-la-prossima-settimana-primavera-in-pausa-1775767788724.png" data-image="arcrqyh4p1ju"><figcaption>Il ciclone mediterraneo che si formerà sull'Italia richiama aria dal nord Africa, complice la corrente a getto subtropicale trasporterà grandi quantitativi di pulviscolo desertico verso tutt'Italia.</figcaption></figure><p>Fenomeni di<strong> deposizione secca avverranno in molte zone d’Italia, </strong>anche se in modo leggero, mentre <strong>nelle aree con precipitazioni vi sarà la deposizione umida anche di notevoli quantitativi di sabbia.</strong><br>Il cielo sarà spesso ovattato, grigiastro per il mix nubi e sabbia ma a tratti con colorazioni tendenti al rosso giallastro, anche in modo vistoso e inusuale. </p><h2>Inizio settimana netto peggioramento del tempo</h2><p>Premesso che <strong>l’evoluzione del ciclone mediterraneo è ancora incerto nei dettagli, </strong>fra lunedì e martedì avremo comunque un <strong>marcato peggioramento specie al nord e al centro, con giornate anche dai tratti autunnali </strong>con precipitazioni diffuse in genere di moderata intensità, ma in qualche zona anche con <strong>accumuli pluviometri consistenti, come fra Liguria e basso Piemonte,</strong> alcune zone della Toscana e dell’Emilia Romagna, Sardegna<strong>. </strong></p><p><strong>Piogge fra irregolari e diffuse anche al centro sud</strong>. Ampia deposizione di polvere desertica, con auto e superficie come insabbiate. Probabilmente <strong>meno precipitazioni invece al nordest.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-lombroso-in-arrivo-piogge-venti-forti-e-sabbia-dal-sahara-la-prossima-settimana-primavera-in-pausa-1775767935954.png" data-image="0kc4tb948iwt"><figcaption>Le precipitazioni cumulate non mostrano al momento picchi straordinari, ma da domenica pomeriggio il tempo sarà comunque spesso perturbato e piovoso.</figcaption></figure><p><br>Temperature ora in <strong>diminuzione, specie al nord e parte del centro,</strong> al nord massime anche a soli 15-16°C, minime invece su 6-8°C. al centro minime 10°C e massime 20°C, al sud valori simili, con minime anche sui 12-14°C. Venti di scirocco sostenuti, al sud e Sicilia anche forti ma in rotazione a libeccio martedì, e a maestrale in Sardegna.</p><h2>Metà settimana ancora piuttosto perturbata</h2><p><strong>Mercoledì 15 e giovedì 16 aprile il ciclone si posizionerà più al sud</strong>, pur non estremo sarà comunque in grado di portare piogge e temporali in quasi tutte le regioni del centro sud, Sicilia e Sardegna, risalendo anche fino all’Emilia Romagna. Nuvoloso variabile nel resto del nord e arco alpino. <strong>Saranno due giorni piuttosto fredde per la stagione </strong>a causa di nubi e piogge, anche se non entra in modo significativo aria fredda. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale.html" title="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale">L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale.html" title="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale-1775252080804_320.jpg" alt="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale"></a></article></aside><p>Pur non apparendo per ora una situazione estrema come il ciclone Erminio, sarà comunque da seguire nei dettagli nei prossimi giorni.</p><p>Vista la situazione incerta, non ci spingiamo oltre, gli scenari cluster per il terzo fine settimana di aprile infatti sono ancora molto confusi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-in-arrivo-piogge-venti-forti-e-sabbia-dal-sahara-la-prossima-settimana-primavera-in-pausa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Oltre 200 mm di pioggia e un fenomeno geologico antico hanno innescato la enorme frana in Molise]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/oltre-200-mm-di-pioggia-e-un-fenomeno-geologico-antico-hanno-innescato-la-enorme-frana-in-molise.html</link><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il fronte di movimento ha superato i 4 chilometri, interrompendo l’autostrada A14, la statale 16 Adriatica e la linea ferroviaria adriatica tra Abruzzo e Molise.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-200-mm-di-pioggia-e-un-fenomeno-geologico-antico-hanno-innescato-la-enorme-frana-in-molise-1775740449924.jpg" data-image="08egoozmiri8" alt="Frana." title="Frana."><figcaption>Queste precipitazioni prolungate e intense hanno saturato il suolo e hanno alimentato la falda idrica profonda. L’acqua infiltratasi ha aumentato progressivamente la pressione interstiziale nei terreni, riducendo la resistenza al taglio lungo le superfici di scorrimento preesistenti. </figcaption></figure><p>Nella mattinata del 7 aprile 2026, nel territorio comunale di Petacciato, in provincia di Campobasso, si è riattivata una delle frane più estese e complesse d’Europa. <strong>Il fronte di movimento ha superato i 4 chilometri, interrompendo l’autostrada A14, la statale 16 Adriatica e la linea ferroviaria adriatica tra Abruzzo e Molise. </strong></p><p>Circa una cinquantina di persone sono state evacuate per precauzione e numerose strade locali hanno riportato scarpate alte fino a un metro. L’evento è il risultato della combinazione tra piogge molto intense e un meccanismo geologico profondo, attivo da oltre un secolo.</p><h2><strong>Il ruolo delle piogge eccezionali</strong></h2><p>Nei giorni precedenti alla riattivazione, il <strong>ciclone Erminio</strong> ha scaricato sull’area tra basso Abruzzo e Molise <strong>accumuli pluviometrici superiori a 200 mm in pochi giorni,</strong> un volume equivalente a due o tre mesi di pioggia media primaverile. </p><p>Queste precipitazioni prolungate e intense hanno saturato il suolo e hanno alimentato la falda idrica profonda. <strong>L’acqua infiltratasi ha aumentato progressivamente la pressione interstiziale nei terreni, riducendo la resistenza al taglio lungo le superfici di scorrimento preesistenti.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">L'ondata di maltempo che ha colpito il Molise riattiva la storica frana di Petacciato con un fronte lungo 4 km. Interrotto il traffico sulla A14 e la linea ferroviaria. Chiuse le scuole a Campobasso. <a href="https://t.co/CR6ilZH28c">pic.twitter.com/CR6ilZH28c</a></p>— Tg3 (@Tg3web) <a href="https://twitter.com/Tg3web/status/2041787665184346367?ref_src=twsrc%5Etfw">April 8, 2026</a></blockquote></figure><p>Non si è trattato di un semplice ruscellamento superficiale, ma di un caricamento idraulico che ha agito a decine di metri di profondità, destabilizzando un equilibrio, già precario da svariati decenni.</p><h2><strong>Un fenomeno geologico molto antico</strong></h2><p>La frana di Petacciato è un classico esempio di dissesto profondo della costa adriatica molisana, documentato scientificamente da oltre cent’anni e riattivato più di dieci volte nel solo Novecento. La sua genesi risale <strong>alle successioni sedimentarie plio-pleistoceniche</strong> che caratterizzano l’intera fascia costiera da Ancona a Termoli. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="741480" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-fragile-il-70-dei-comuni-italiani-e-costantemente-a-rischio-di-frane-cause-e-misure-di-prevenzione.html" title="L’Italia fragile: il 70% dei comuni italiani è costantemente a rischio di frane, cause e misure di prevenzione">L’Italia fragile: il 70% dei comuni italiani è costantemente a rischio di frane, cause e misure di prevenzione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-fragile-il-70-dei-comuni-italiani-e-costantemente-a-rischio-di-frane-cause-e-misure-di-prevenzione.html" title="L’Italia fragile: il 70% dei comuni italiani è costantemente a rischio di frane, cause e misure di prevenzione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/italia-fragile-rischio-frane-70-percento-comuni-prevenzione-1764272893906_320.jpeg" alt="L’Italia fragile: il 70% dei comuni italiani è costantemente a rischio di frane, cause e misure di prevenzione"></a></article></aside><p>Dal punto di vista meccanico, si tratta di una <strong>frana composta</strong> in cui prevalgono movimenti di scivolamento rotazionale o traslazionale lungo superfici di rottura profonde. I materiali superiori, conglomerati e depositi sabbiosi, poggiano su livelli argillosi sottostanti che, una volta saturi, <strong>si comportano come un vero e proprio piano di scivolamento.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-200-mm-di-pioggia-e-un-fenomeno-geologico-antico-hanno-innescato-la-enorme-frana-in-molise-1775740552693.jpg" data-image="29ck88gd1g5i" alt="Frana." title="Frana."><figcaption>Questi fenomeni sono molto sensibili a periodi prolungati di saturazione. Le argille plio-pleistoceniche della fascia adriatica sono tra i terreni più critici dal punto di vista idrogeologico, poiché assorbono acqua, perdono coesione e sviluppano piani di debolezza naturali. </figcaption></figure><p>L’argilla, sottoposta a rammollimento progressivo, perde resistenza al taglio, mentre l’aumento della pressione dell’acqua nei pori riduce la tensione efficace e lubrifica le superfici di discontinuità preesistenti.</p><h2><strong>Perché queste riattivazioni periodiche?</strong></h2><p>Questi fenomeni sono molto sensibili a periodi prolungati di saturazione. Le argille plio-pleistoceniche della fascia adriatica sono tra i terreni più critici dal punto di vista idrogeologico, poiché assorbono acqua, perdono coesione e sviluppano piani di debolezza naturali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753983" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/roma-flagellata-dal-maltempo-frane-e-tevere-in-piena-continuera-le-previsioni-aggiornate.html" title="Roma, inizio 2026 da record: oltre 250 mm di pioggia, il Tevere in piena e frane. Stanotte atteso nuovo diluvio">Roma, inizio 2026 da record: oltre 250 mm di pioggia, il Tevere in piena e frane. Stanotte atteso nuovo diluvio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/roma-flagellata-dal-maltempo-frane-e-tevere-in-piena-continuera-le-previsioni-aggiornate.html" title="Roma, inizio 2026 da record: oltre 250 mm di pioggia, il Tevere in piena e frane. Stanotte atteso nuovo diluvio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/roma-flagellata-dal-maltempo-frane-e-tevere-in-piena-continuera-le-previsioni-aggiornate-1770984588392_320.png" alt="Roma, inizio 2026 da record: oltre 250 mm di pioggia, il Tevere in piena e frane. Stanotte atteso nuovo diluvio"></a></article></aside><p>Quando la falda si innalza si innesca un circolo vizioso che tende a far muovere l’intera frana. Il monitoraggio satellitare e in situ ha permesso di seguire l’evoluzione del fenomeno con precisione. </p><p>La riattivazione del <strong>7 aprile 2026</strong> conferma quanto già osservato in passato. Ossia che non è la singola pioggia torrenziale a far muovere la massa, <strong>ma l’accumulo idrico prolungato che porta il sistema oltre la soglia di stabilità.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/oltre-200-mm-di-pioggia-e-un-fenomeno-geologico-antico-hanno-innescato-la-enorme-frana-in-molise.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-conferma-dagli-scienziati-le-microplastiche-si-stanno-accumulando-anche-nelle-foreste-di-tutto-il-mondo.html</link><pubDate>Fri, 10 Apr 2026 04:25:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Le particelle di microplastica non raggiungono il suolo della foresta in modo evidente, attraverso l'accumulo di rifiuti o il deflusso delle acque piovane: scoprite i risultati inquietanti di uno studio tedesco.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-contaminacion-por-plasticos-ya-no-esta-solo-en-los-oceanos-los-microplasticos-estan-cubriendo-los-bosques-1774793291792.jpeg" data-image="u0nkqrvypkkl" alt="Foreste, microplastiche." title="Foreste, microplastiche."><figcaption>Le foreste, considerate rifugi ambientali, sono ormai parte di questo problema.</figcaption></figure><p>I ricercatori dell'Università Tecnica di Darmstadt, in Germania, hanno raccolto campioni di suolo, lettiera di foglie e aria da diverse foreste. Utilizzando tecniche di misurazione avanzate, <strong>hanno tracciato la quantità di plastica accumulata e la sua origine: i risultati sono estremamente preoccupanti.</strong></p><h2>Come arriva la plastica nelle foreste?</h2><p>Gran parte dell'inquinamento proviene dall'alto, trasportato per lunghe distanze dal vento prima di depositarsi. Le microparticelle fluttuano nell'aria e, quando ricadono, <strong>si depositano inizialmente sulle foglie delle cime degli alberi. </strong>Questo fenomeno è noto come<strong> "effetto pettine".</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Bajo tus pies hay un universo invisible. <br>Cada hoja caída alberga millones de bacterias, hongos y microfauna que transforman la materia muerta en suelo fértil.<br>Un centímetro de humus puede tardar siglos en formarse y tú lo pisas en un segundo.<br>Eso que cruje no son hojas <a href="https://t.co/8RHna7VrQJ">pic.twitter.com/8RHna7VrQJ</a></p> Los Árboles Mágicos ️, (by Oscar Gaitan) (@arboles_magicos) <a href="https://twitter.com/arboles_magicos/status/1978102240729510397?ref_src=twsrc%5Etfw">October 14, 2025</a></blockquote></figure><p>Le microparticelle affondano lentamente sul suolo della foresta e, col tempo, vi si accumulano. In questo modo, le foreste finiscono per diventare depositi nascosti di inquinamento da plastica.</p><h2>Cosa succede quando cadono a terra?</h2><p>Le microparticelle affondano lentamente sul suolo della foresta e, col tempo, vi si accumulano. In questo modo, le foreste finiscono per diventare depositi nascosti di inquinamento da plastica.</p><p><strong>Quando le particelle di microplastica cadono a terra, si innescano cicli naturali.</strong> Le foglie cadute iniziano a decomporsi. Durante questo processo, i microrganismi intrappolano i frammenti di plastica nel terreno.</p><div class="texto-destacado">Le concentrazioni più elevate di microplastiche sono state riscontrate nella lettiera di foglie fresche, dove la decomposizione è appena iniziata, ma i terreni attuali possono contenere decenni di contaminazione accumulata. Gli organismi del suolo e i movimenti dei cicli naturali spingono gradualmente le microplastiche più in profondità nel sottosuolo. Alla fine, la plastica si integra nel terreno.</div><p>Il suolo non è solo terra: è un sistema vivente brulicante di organismi che contribuiscono al riciclo dei nutrienti dalla materia organica. Le piante, a loro volta, assorbono questi nutrienti dal terreno per nutrirsi. <strong>Se la plastica si incorpora in questo sistema, sorgono interrogativi su come potrebbe alterare questi processi naturali.</strong></p><p>I ricercatori hanno anche sviluppato un modello per stimare da quanto tempo questo processo è in atto. Secondo gli esperti, sembra che le foreste accumulino plastica trasportata dall'aria almeno dagli anni '50.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759135" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-microplastiche-stanno-cadendo-al-suolo-con-la-pioggia-in-tutto-il-pianeta.html" title="Le microplastiche stanno cadendo al suolo con la pioggia in tutto il pianeta">Le microplastiche stanno cadendo al suolo con la pioggia in tutto il pianeta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-microplastiche-stanno-cadendo-al-suolo-con-la-pioggia-in-tutto-il-pianeta.html" title="Le microplastiche stanno cadendo al suolo con la pioggia in tutto il pianeta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/microplastics-are-falling-in-rain-across-the-planet-1773405834954_320.jpeg" alt="Le microplastiche stanno cadendo al suolo con la pioggia in tutto il pianeta"></a></article></aside><p>Inoltre, questo metodo di ricerca aiuta a distinguere tra inquinamento locale e inquinamento proveniente dall'atmosfera. <strong>I risultati indicano che l'aria è il principale punto di ingresso per le microplastiche.</strong></p><h2>Foreste, indicatori di inquinamento atmosferico</h2><p>Misurando i livelli di plastica nel suolo forestale, <strong>gli scienziati possono ottenere informazioni sulla quantità di inquinamento rilasciato nell'aria nel tempo.</strong> Per questo motivo le foreste possono fungere da registri naturali.</p><div class="texto-destacado"><strong>I risultati dello studio indicano che le microplastiche presenti nei suoli forestali provengono principalmente dalla deposizione atmosferica e dalla lettiera di foglie. Altre fonti, tuttavia, hanno un'influenza minima.</strong></div><p>I risultati dello studio suggeriscono che le foreste sono buoni indicatori dell'inquinamento atmosferico da microplastiche. Un'elevata concentrazione di microplastiche nei suoli forestali indica un significativo apporto diffuso di particelle dall'aria a questi ecosistemi, a differenza degli apporti diretti come quelli derivanti dai fertilizzanti agricoli.</p><p>Questo dimostra che l'inquinamento non è un problema solo in prossimità di città o aziende agricole, ma si diffonde anche attraverso l'aria e si deposita lontano dalla sua fonte.</p><h3>Una nuova causa di preoccupazione ambientale</h3><p><strong>Le particelle di plastica possono interferire con la salute del suolo, il movimento dell'acqua e gli organismi che vivono nel sottosuolo. </strong>Le foreste sono già sottoposte a una pressione crescente a causa dell'aumento delle temperature, della siccità e dei cambiamenti climatici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-filtri-biomimetici-imitare-la-natura-contro-l-inquinamento-da-microplastiche.html" title="I filtri biomimetici: imitare la natura contro l’inquinamento da microplastiche">I filtri biomimetici: imitare la natura contro l’inquinamento da microplastiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-filtri-biomimetici-imitare-la-natura-contro-l-inquinamento-da-microplastiche.html" title="I filtri biomimetici: imitare la natura contro l’inquinamento da microplastiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-filtri-biomimetici-imitare-la-natura-contro-l-inquinamento-da-microplastiche-1774526908999_320.jpg" alt="I filtri biomimetici: imitare la natura contro l’inquinamento da microplastiche"></a></article></aside><p>Le foreste sono già minacciate dai cambiamenti climatici e i risultati di questo studio suggeriscono che le microplastiche potrebbero rappresentare un'ulteriore minaccia per gli ecosistemi forestali. Dimostrano inoltre che l'inquinamento da microplastiche non rimane confinato in un unico luogo; <strong>si diffonde attraverso l'aria, l'acqua e qualsiasi sistema vivente.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Forest soils accumulate microplastics through atmospheric deposition <a href="https://t.co/OmxQSeX2Vw">https://t.co/OmxQSeX2Vw</a> <a href="https://t.co/J1or4jy0JQ">pic.twitter.com/J1or4jy0JQ</a></p>— Communications Earth & Environment (@CommsEarth) <a href="https://twitter.com/CommsEarth/status/1960583712263037428?ref_src=twsrc%5Etfw">August 27, 2025</a></blockquote></figure><p>Inoltre, se le microplastiche possono viaggiare nell'aria e depositarsi in foreste lontane dal loro luogo di origine, <strong>è molto probabile che siano presenti anche nell'aria che respiriamo.</strong> Quali sono gli effetti a lungo termine delle microplastiche sulla salute umana? È ciò che numerosi esperti stanno cercando di determinare.<em><br></em></p><h3><em>Riferimento della notizia<br></em></h3><p><em> Weber, C.J., Bigalke, M. Forest soils accumulate microplastics through atmospheric deposition. <em>Commun Earth Environ</em> <strong>6</strong>, 702 (2025). <a href="https://www.nature.com/articles/s43247-025-02712-4#citeas" target="_blank" rel="nofollow">https://doi.org/10.1038/s43247-025-02712-4</a> <br></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-conferma-dagli-scienziati-le-microplastiche-si-stanno-accumulando-anche-nelle-foreste-di-tutto-il-mondo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Simpatico, peloso e vecchio di 100 milioni di anni: ecco a voi il Doolysaurus]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/simpatico-peloso-e-vecchio-di-100-milioni-di-anni-ecco-a-voi-il-doolysaurus.html</link><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 18:14:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un grazioso dinosauro cucciolo coreano appena scoperto, il Doolysaurus huhmini, che prende il nome da un personaggio dei cartoni animati, è stato studiato tramite TAC, che hanno permesso di portare alla luce ossa nascoste, indizi sulla sua alimentazione e rare informazioni sulla sua vita.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cute-fuzzy-and-100-million-years-old-meet-doolysaurus-1775394439829.png" data-image="i3wtcg5zb2yc" alt="Ricostruzione artistica." title="Ricostruzione artistica."><figcaption>Interpretazione artistica di un esemplare giovane di Doolysaurus huhmini insieme ad altri animali del Cretaceo provenienti dalla Corea del Sud. Crediti: Jun Seong Yi. </figcaption></figure><p>Uno dei cartoni animati più amati della Corea del Sud è <strong>Dooly,</strong> il simpatico, verde e birichino cucciolo di dinosauro. Così, quando i ricercatori del Centro coreano di ricerca sui dinosauri e dell’Università del Texas ad Austin hanno scoperto una nuova specie di cucciolo di dinosauro sull’isola di Aphae, in Corea, l’hanno chiamata <strong>Doolysaurus.</strong></p><p>“Dooly è uno dei personaggi di dinosauro più famosi e iconici in Corea. Ogni generazione in Corea conosce questo personaggio”, ha detto Jongyun Jung, ricercatore post-dottorato ospite presso la <strong>Jackson School of Geosciences</strong> dell'Università del Texas, che ha guidato la ricerca. <strong>“E il nostro esemplare è anche un giovane o un ‘cucciolo’, quindi è perfetto che il nome della nostra specie di dinosauro renda omaggio a Dooly”.</strong></p><h2>Il primo dinosauro scoperto negli ultimi 15 anni</h2><p>Il cucciolo di dinosauro è la prima nuova specie di dinosauro ad essere stata denominata e rinvenuta in Corea negli ultimi 15 anni, nonché la prima ad essere stata scoperta con frammenti di cranio. Le ossa del cranio sono state individuate grazie a una scansione micro-CT effettuata presso il centro di tomografia computerizzata a raggi X ad alta risoluzione dell’Università del Texas (UTCT).</p><div class="texto-destacado">«Quando abbiamo trovato il campione per la prima volta, abbiamo notato alcune ossa delle zampe conservate e alcune vertebre», ha detto Jung. <strong>“Non ci aspettavamo di trovare parti del cranio e così tante altre ossa.</strong> C’è stata una certa eccitazione quando abbiamo visto cosa si nascondeva all’interno del blocco.”</div><p>La ricerca sul <strong>Doolysaurus huhmini,</strong> pubblicata sulla rivista Fossil Record, è stata intitolata in onore del paleontologo coreano Min Huh, che ha studiato i dinosauri coreani per oltre 30 anni e ha fondato il centro sui dinosauri. <strong>Il fossile è stato scoperto nel 2023 da Hyemin Jo, ricercatrice presso il centro sui dinosauri.</strong></p><p>Si ritiene che il dinosauro avesse circa 2 anni e che fosse un giovane esemplare al momento della morte. Avrebbe avuto le dimensioni di un tacchino moderno, <strong>ma si pensa che un Doolysaurus adulto fosse grande il doppio e ricoperto da un manto di filamenti lanuginosi.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cute-fuzzy-and-100-million-years-old-meet-doolysaurus-1775394727474.jpg" data-image="se48yyo08egk" alt="dooly" title="dooly"><figcaption>Immagine tratta da «Dooly, il piccolo dinosauro», in cui Dooly è il piccolo dinosauro a sinistra. Crediti: ⓒDoolynara. </figcaption></figure><p>«Penso che fosse piuttosto carino», ha affermato <strong>Julia Clarke,</strong> docente alla Jackson School. <strong>«Potrebbe aver assomigliato un po’ a un agnellino».</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il fossile era ricoperto da roccia dura, il cui scavo avrebbe richiesto quasi un decennio. Grazie alla scansione micro-CT, il team è riuscito a rivelare l’intero fossile in pochi mesi. Jong e Clarke hanno trascorso un anno ad analizzare l’anatomia del piccolo dinosauro. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>La tecnologia TC ha migliorato la capacità degli scienziati di studiare fossili delicati come piccoli dinosauri e uccelli fossilizzati nella roccia dura.</strong> I ricercatori sapevano che si trattava di un esemplare giovane in base ai marcatori di crescita osservati in una sottile sezione del femore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="751505" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/eccezionale-scoperta-in-portogallo-un-nido-di-dinosauro-impressiona-gli-scienziati.html" title="Eccezionale scoperta in Portogallo: un nido di dinosauro impressiona gli scienziati">Eccezionale scoperta in Portogallo: un nido di dinosauro impressiona gli scienziati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/eccezionale-scoperta-in-portogallo-un-nido-di-dinosauro-impressiona-gli-scienziati.html" title="Eccezionale scoperta in Portogallo: un nido di dinosauro impressiona gli scienziati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ninho-de-dinossauro-descoberto-em-portugal-impressiona-a-comunidade-cientifica-1768857404943_320.jpg" alt="Eccezionale scoperta in Portogallo: un nido di dinosauro impressiona gli scienziati"></a></article></aside><p>Il <strong>Doolysaurus</strong> visse circa 113-94 milioni di anni fa nel periodo Cretaceo ed era un tescelosauride, un dinosauro bipede dell'Asia orientale e del Nord America che potrebbe essere stato ricoperto di peluria.</p><h2>Ritrovamento di un fossile dotato di gastroliti per la digestione</h2><p><strong>Il fossile presentava decine di gastroliti, ovvero sassolini ingeriti per facilitare la digestione.</strong> Ciò suggerisce che si trattasse di un animale onnivoro, che si nutriva di piante, insetti e carne. I sassolini hanno spinto il team a sottoporre il fossile a scansione, poiché sono piccoli e leggeri e, essendo rimasti al loro posto, facevano supporre che potessero esserci altre parti del fossile ancora intatte.</p><p>“Un piccolo gruppo di gastroliti, con due ossa delle zampe che spuntano, indica che l'animale non era stato completamente smembrato prima di diventare un fossile”, ha detto Clarke. “Così, ho incoraggiato [Jung e i coautori Minguk Kim e Hyemin Jo] a visitare il Texas e l'UTCT, per provare a scansionare il fossile”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755657" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-fossile-vivente-dell-amazzonia-scoperta-una-pianta-sopravvissuta-all-era-dei-dinosauri.html" title="Il fossile vivente dell'Amazzonia, scoperta una pianta sopravvissuta all'era dei dinosauri">Il fossile vivente dell'Amazzonia, scoperta una pianta sopravvissuta all'era dei dinosauri</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-fossile-vivente-dell-amazzonia-scoperta-una-pianta-sopravvissuta-all-era-dei-dinosauri.html" title="Il fossile vivente dell'Amazzonia, scoperta una pianta sopravvissuta all'era dei dinosauri"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/o-fossil-vivo-da-amazonia-descoberta-planta-que-sobreviveu-a-era-dos-dinossauros-1771631982950_320.png" alt="Il fossile vivente dell'Amazzonia, scoperta una pianta sopravvissuta all'era dei dinosauri"></a></article></aside><p>Kim e Jo useranno le loro competenze in materia di TC per studiare altri fossili in Corea. Jung ha in programma di tornare sull’isola di Aphae per trovare altri fossili<strong>. Jung ritiene che sarà possibile trovare altri fossili nascosti nelle rocce e spera che la scansione TC porti a ulteriori scoperte di dinosauri in Corea.</strong></p><p>“Ci aspettiamo che da Aphae e da altre piccole isole provengano nuovi fossili di dinosauri o di uova”, ha affermato.</p><h3><em>Fonte della notizia: </em></h3><p><em><a href="https://fr.pensoft.net/article/178152/" target="_blank">A new dinosaur species from Korea and its implications for early-diverging neornithischian diversity</a>. Jung, J., Kim, M., Jo, H. and Clarke, J.A. 19<sup>th</sup> March 2026. </em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/simpatico-peloso-e-vecchio-di-100-milioni-di-anni-ecco-a-voi-il-doolysaurus.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html</link><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 17:01:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>I castelli più belli e affascinanti del Lazio sono mete ancora da scoprire tra paesaggi da favola, borghi silenziosi e storie lunghe secoli. Ecco quali sono quelli da non perdere, a breve distanza da Roma</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma-1775574668109.jpg" data-image="79hkqaxq8a15" alt="Lazio - castelli" title="Lazio - castelli"><figcaption>Il castello di Rocca Sinibalda, in provincia di Rieti</figcaption></figure><p>Affascinanti, misteriosi, ancora al di fuori delle rotte del turismo di massa: gli antichi<strong> castelli del Lazio</strong> costituiscono un patrimonio ancora da scoprire. Immersi nel verde, ma non distanti dalla città, sono una meta perfetta per un'escursione diversa dal solito</p><div class="texto-destacado">Massicce fortezze, rocche in posizione impervia, eleganti dimore nobiliari o romantiche torri a picco sul mare. Queste costruzioni costituiscono un patrimonio inestimabile di arte e storia, ancora poco valutato.</div><p>Si possono trovare <strong>lungo la costa</strong> o immersi nella silenziosa <strong>campagna </strong>della Tuscia o del Viterbese, in ogni caso i castelli del Lazio sono un’ottima idea per una gita, magari di primavera, in <strong>un mondo a parte</strong> ma non lontano da Roma.</p><p>Eccone cinque da non perdere, tra i più interessanti e scenografici.</p><h2>5. Rocca dei Colonna </h2><p>A meno di cinquanta chilometri da Roma si trova il borgo di <strong>Castel San Pietro Romano</strong> con i ruderi della Rocca dei Colonna. Costruita nel XII secolo sulla cima del Monte Ginestro, la rocca è stata distrutta, ricostruita e per finire restaurata diverse volte nel corso dei secoli. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759544" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-parchi-urbani-piu-belli-di-roma-per-una-passeggiata-di-primavera.html" title="I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera">I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-parchi-urbani-piu-belli-di-roma-per-una-passeggiata-di-primavera.html" title="I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-parchi-urbani-piu-belli-di-roma-per-una-passeggiata-di-primavera-1773833220615_320.jpg" alt="I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera"></a></article></aside><p>Il rudere dell’antica fortezza difensiva ha l’aspetto <strong>austero </strong>e semplice e quasi sembra mimetizzarsi nel paesaggio circostante grazie alla bianca pietra calcarea di cui è fatto.</p><p>Il <strong>panorama </strong>che offre sul piccolo borgo sottostante e sulla valle che lo circonda però è spettacolare. La rocca, inoltre, diventa particolarmente suggestiva quando ospita il presepe vivente nel periodo di Natale.</p><h2>4. Rocca Respampani</h2><p>Al tempo stesso sede del potere, fattoria e abitazione dei contadini che lavoravano nella regione, Rocca Respampani si trova a breve distanza da <strong>Viterbo </strong>e a poco più di un’ora di distanza da Roma. </p><p>Il territorio che la circonda, ricco di fiumi e torrenti, la rende particolarmente <strong>scenografica </strong>ma le storie raccontano di uno dei proprietari da carattere talmente brutto da spingere i braccianti a non trasferirsi nella rocca. I lavori quindi furono interrotti nel XVII secolo e rimasero <strong>incompiuti</strong>, così come sono ancora oggi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="717192" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-castello-nascosto-del-lazio-costruito-nel-x-secolo-abbandonato-e-immerso-nella-natura.html" title="Il castello nascosto del Lazio costruito nel X secolo, abbandonato e immerso nella natura">Il castello nascosto del Lazio costruito nel X secolo, abbandonato e immerso nella natura</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-castello-nascosto-del-lazio-costruito-nel-x-secolo-abbandonato-e-immerso-nella-natura.html" title="Il castello nascosto del Lazio costruito nel X secolo, abbandonato e immerso nella natura"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-castello-nascosto-del-lazio-costruito-nel-x-secolo-abbandonato-e-immerso-nella-natura-1751029203706_320.jpg" alt="Il castello nascosto del Lazio costruito nel X secolo, abbandonato e immerso nella natura"></a></article></aside><p>Ad aggiungere un’aura di <strong>mistero </strong>a questo luogo splendido, che nel medioevo era anche parte delle rotte dei pellegrini, ci sono <strong>storie e leggende</strong>, ed in più la vicina <strong>Rocca Vecchia</strong>, costruita nell’XI secolo sulle rovine di un insediamento etrusco. Non ultimo, il ponte che si trova poco distante sarebbe stato costruito in una sola notte, secondo una leggenda locale.</p><h2>3. Castello di San Casto e Cassio</h2><p>Le rovine del cinquecentesco Castello di San Casto e Cassio sorgono in cima ad una collina ricca di alberi che domina la cittadina di <strong>Sora</strong>, in provincia di Frosinone.</p><p>Il maniero si trova alla fine di un sentiero in uso già dal <strong>VI secolo a.C</strong>. a scopo difensivo e comprende, nei sotterranei, anche i ruderi di un’antica <strong>fortezza romana</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="719941" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-borgo-colorato-della-sardegna-con-case-pastello-castello-e-vista-mare-fuori-dalle-rotte-turistiche.html" title="Il borgo colorato della Sardegna con case pastello, castello e vista mare fuori dalle rotte turistiche">Il borgo colorato della Sardegna con case pastello, castello e vista mare fuori dalle rotte turistiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-borgo-colorato-della-sardegna-con-case-pastello-castello-e-vista-mare-fuori-dalle-rotte-turistiche.html" title="Il borgo colorato della Sardegna con case pastello, castello e vista mare fuori dalle rotte turistiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-borgo-colorato-della-sardegna-con-case-pastello-castello-e-vista-mare-fuori-dalle-rotte-turistiche-1752598496484_320.jpg" alt="Il borgo colorato della Sardegna con case pastello, castello e vista mare fuori dalle rotte turistiche"></a></article></aside><p>La pianta rettangolare, i sei torrioni e le mura massicce ne fanno una perfetta opera militare che comprende anche una <strong>cappella </strong>dedicata ai santi che danno il nome all'edificio. </p><p>Il castello si trova inoltre in un luogo davvero unico. Lungo il sentiero che porta a valle si possono vedere i resti di altre torri di avvistamento che insieme al castello stesso facevano parte di un massiccio sistema difensivo. Ci sono poi i bellissimi <strong>itinerari CAI </strong>che coinvolgono tutta la collona e anche i resti del <strong>santuario del dio Silvano</strong>, risalenti al II secolo a.C.</p><h2>2. Castello di Santa Severa</h2><p>L’antico <em>castrum </em>romano su cui è poi stato edificato il castello di Santa Severa serviva in origine come accampamento per le legioni di Roma e infatti durante i restauri ha restituito diversi reperti archeologici.</p><p>Costruito proprio in riva al mare, nella frazione di Santa Marinella, il castello sorge dove un tempo c’era la città portuale etrusca di <strong>Pyrgi</strong>, fondata tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma-1775574833713.jpg" data-image="taktc0k05q8g" alt="Castelli del Lazio" title="Castelli del Lazio"><figcaption>Il castello santa severa, in riva al mare lungo la Via Aurelia</figcaption></figure><p>Il nome del castello si deve al fatto che nelle sue vicinanze, nel 660 d.C., avvenne <strong>il martirio della giovane Severa di Pyrgi</strong> e dei suoi due fratelli. Fu proprio per questo che i conti della Tuscia lo scelsero per costruirvi la loro dimora. Col tempo poi, attorno ad essa, sorse anche un piccolo borgo. <br><br>Per alcuni secoli il Castello di Santa Severa fu un luogo molto frequentato dove vissero anche diversi <strong>papi </strong>ma con il tempo la sua fortuna diminuì, finché non cadde in disuso. Recuperato negli ultimi anni, lo splendido maniero offre un vero e proprio spettacolo perché si trova in un sito privilegiato di grande bellezza.</p><h2>1. Castello di Rocca Sinibalda</h2><p>All’interno della <strong>Riserva Monti Navegna e Cervia</strong>, ricca di percorsi naturalistici e di una flora varia e rigogliosa, c'è uno dei castelli italiani più interessanti ma anche più sottovalutati. È quello di Rocca Sinibalda, nell’entroterra del Lazio a circa ottanta chilometri da Roma.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-medievali-piu-belli-del-mondo.html" title="I castelli medievali più belli del mondo">I castelli medievali più belli del mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-medievali-piu-belli-del-mondo.html" title="I castelli medievali più belli del mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-castillos-medievales-mas-bonitos-del-mundo-1751257112566_320.jpeg" alt="I castelli medievali più belli del mondo"></a></article></aside><p>Con i suoi dieci secoli di vita, questo castello unisce la possanza di una <strong>fortezza militare</strong> all’eleganza di una <strong>dimora nobiliare</strong> ed in più si trova in una posizione particolarmente scenografica. Dalle sue terrazze dalle finestre, infatti, i <strong>panorami a picco sulla valle del Turano </strong>sono splendidi, ma gli interni non sono da meno.</p><p>Cortili, saloni e corridoi sono arricchiti dagli <strong>affreschi</strong>, molti dei quali ispirati alle Metamorfosi di Ovidio. Da notare anche le <strong>collezioni d’arte</strong> più disparate ed inattese, con opere di ogni epoca e di ogni parte del mondo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Mezzogiorno di fuoco: avanza verso nord il giorno senza ombra, indice UV alle stelle. Arriverà anche in Italia?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/mezzogiorno-di-fuoco-avanza-verso-nord-il-giorno-senza-ombra-indice-uv-alle-stelle-arrivera-anche-in-italia.html</link><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 15:03:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Alle latitudini boreali le giornate si allungano e scendendo di latitudine il sole diventa sempre più alto al mezzogiorno. Ma in alcune località succede qualcosa di incredibile, spariscono le ombre. Ecco dove succede e la spiegazione scientifica.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/in-arrivo-il-giorno-senza-ombra-ecco-dove-succede-e-perche-puo-succedere-anche-in-europa-ed-in-italia-1775524252185.JPG" data-image="ql2f814slxn5"><figcaption>Playa Hermosa di Santa Teresa, Costa Rica, lat.9°40' nord. il 6 aprile il sole al mezzogiorno vero era alto 87°, l'ombra del bastone di 120 cm è soli 6 cml, quella dell'ombrellone si proietta praticamente solo sotto di esso, quasi senza inclinazione. Foto Luca Lombroso.</figcaption></figure><p>Dal giorno dell’<a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questa-e-la-data-esatta-in-cui-iniziera-la-primavera-nel.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">equinozio di primavera</a> e fino al prossimo d'autunno nell’emisfero boreale le ore di luce (dì) superano quelle di buio (notte). Inoltre <strong>il sole diventa sempre più alto e a picco al mezzogiorno vero.</strong> Le ombre si accorciano sempre più, e<strong> nella fascia tropicale fra equatore e tropico del Cancro si verifica un fenomeno particolare:</strong> arriva il giorno senza ombra.</p><p>All’equatore, per esempio n<strong>ella Capitale dell’Ecuador </strong><a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Quito-America+Meridional-Ecuador-Pichincha--1-20242.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext"><strong>Quito</strong></a> che è circa a latitudine 0°C <strong>il giorno senza ombra è stato proprio il 20 marzo</strong>. Ora il giorno senza ombra avanza verso nord, avvicinandosi così anche all’Europa. Ecco di cosa si tratta e quando avverrà</p><h2>Il sole zenitale</h2><p>Tecnicamente <strong>il giorno senza ombra si chiama sole zenitale</strong>. Il giorno dell’equinozio di primavera (e anche in quello d’autunno) all’equatore <strong>al mezzogiorno solare vero non c’è ombra se non esattamente sotto i vostri piedi. </strong></p><p>Diventa difficile in queste condizioni trovare <strong>riparo dai forti raggi solari, carichi di elevata radiazione ultravioletta </strong>in quanto in verticale lo strato di atmosfera attraversato dai raggi solari è più breve.</p><p>Succede questo perché <strong>il sole si trova proprio sulla verticale dello zenit.</strong> Lo zenit, ricordiamo, è il punto dove la retta perpendicolare al piano dell'orizzonte, passante per l'osservatore tocca la superficie dell'emisfero celeste. </p><div class="texto-destacado">In questo giorno i raggi solari appunto sono particolarmente forti, è necessario proteggersi con cappello, occhiali da sole, crema solare, meglio tenere anche una maglietta o ancor meglio andare al riparo. </div><p>Ora <strong>il sole zenitale ha lasciato l’equatore e si sposta sempre più a nord di latitudine,</strong> fino a trovarsi nel giorno del solstizio d’estate sul tropico del Cancro. Poi ridiscende, <strong>all’equinozio d’autunno sarà di nuovo all’equatore e quindi tocca all’emisfero australe,</strong> dove raggiungerà il tropico del cancro il giorno del solstizio d’inverno boreale. </p><h2>Quando succede in alcune note località tropicali</h2><p>Attualmente, aprile,<strong> il sole zenitale si sta verificando in Costa Rica,</strong> nella Capitale San Josè avverrà il 15 aprile e poi ricapiterà il 28 agosto. <strong>Situazione simile ad Adis Abeba in Etiopia, mentre a Bangkok arriverà a fine aprile</strong>. <br>Rimandendo ai Caraibi e in note località turistiche, <strong>a Santo Domingo il giorno senza ombra sarà il 14 maggio</strong> e quindi il 30 luglio. A <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Cancun-America+Settentrional-Messico-Quintana+Roo-MMUN-1-22363.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Cancun</a> in Messico avverrà qualche giorno dopo, il 23 maggio, con bis il 19 luglio. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="246361" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/sole-zenitale-di-cosa-si-tratta-astronomia-tropici.html" title="Sole zenitale, di cosa si tratta?">Sole zenitale, di cosa si tratta?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/sole-zenitale-di-cosa-si-tratta-astronomia-tropici.html" title="Sole zenitale, di cosa si tratta?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sole-zenitale-di-cosa-si-tratta-246361-1_320.jpeg" alt="Sole zenitale, di cosa si tratta?"></a></article></aside><p>Spostandosi in Asia, <strong>a Manila nelle Filippine il sole non farà ombra il 6 maggio e il 9 agosto</strong>. A Honk Kong, in Cina, il sole zenitale avviene il 6 giugno e nuovamente il 7 luglio. <strong>Alle Maldive è in corso proprio in questi giorni</strong> per poi tornare attorno al 7 settembre.</p><h2>Arriverà in USA, Europa ed Italia?</h2><p>Nel continente Europeo, incluse le isole più meridionali, <strong>non c’è mai il giorno senza ombra, in quanto nessuna località si trova nella fascia tropicale</strong>. Esclusi anche gli Stati Uniti continentali, anche la Florida, sia pure di poco, è esclusa dal giorno senza ombra. L’eccezione sono le i<strong>sole Hawaii, dove avviene a fine maggio </strong>e a fine luglio.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">in questi giorni in Costa Rica avviene il fenomeno meteo del sole Zenitale, ovvero il sole si trova al mezzogiorno solare sulla verticale dello Zenith. In questo modo, l'energia viene distribuita in un'area più piccola, e vi è un maggiore riscaldamento dell'aria. @ilmeteonet <a href="https://t.co/vRO8kbozQV">pic.twitter.com/vRO8kbozQV</a></p>— luca lombroso (@LucaLombroso) <a href="https://twitter.com/LucaLombroso/status/1248989381307895808?ref_src=twsrc%5Etfw">April 11, 2020</a></blockquote></figure><p>Anche <strong>per l’Europa però ci sono eccezion</strong>i in alcuni territori d’oltre mare ad esempio di Francia e Olanda. <strong>All’isola caraibica di Saint-Martin, divisa fra Francia e Olanda, il sole sarà allo zenith il 12 maggio e l’1 agosto.</strong> A Cayenne in Guyana francese c’è stato il 2 aprile e si ripeterà il 10 settembre. Nell’emisfero australe l’isola francese di La Réunion ha giorno senza ombra il 17 gennaio e 26 novembre. </p><p>Escluse invece, di poco, le isole Canarie, <strong>Tenerife è vicina al tropico e al solstizio avrà il sole alto 85°, l’ombra sarà cortissima ma non assente</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="233641" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/curiosita-meteorologia-tropicale.html" title="Curiosità sulla meteorologia tropicale">Curiosità sulla meteorologia tropicale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/curiosita-meteorologia-tropicale.html" title="Curiosità sulla meteorologia tropicale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/curiosita-meteorologia-tropicale-233641-2_320.jpg" alt="Curiosità sulla meteorologia tropicale"></a></article></aside><p>Sole molto alto anche a <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Lampedusa+e+Linosa-Europa-Italia-Agrigento--1-30086.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Lampedusa</a>, al 20-21 giugno l’elevazione al mezzogiorno solare sarà 77.9°. <strong>Man mano che si va a nord questo valore cala,</strong> a Roma sarà 71.5°, a Aosta 67.7°, a Londra 61°, a Oslo 53°. <br> </p><h2>Come si calcola la lunghezza dell’ombra?</h2><p>Conoscendo l’altezza del sole, ricavabile da APP astronomiche,<strong> è abbastanza semplice calcolare la lunghezza dell’ombra </strong>prodotta di un oggetto come un bastone, un palo o un albero.</p><div class="texto-destacado">Basta <strong>dividere l’altezza H dell'oggetto per la tangente dell’angolo del sole.</strong> Caso concreto sperimentato con un bastone di 120 cm in una spiaggia tropicale in Costa Rica, a 9° 40’ di latitudine nord, il 6 aprile l’elevazione del sole era 87° al mezzogiorno vero. Il calcolo indica in 6 cm la lunghezza dell’ombra.</div><p> A Lampedusa nel giorno del solstizio sarà lunga 25 cm, a Aosta 51 cm, a Oslo 94 cm. Ma se provate a calcolare la lunghezza ombra nel giorno del sole zenitale, usando una calcolatrice scientifica scoprirete che il risultato è “valore indefinito” in quanto la tangente di 90° è incalcolabile. </p><p><strong>In pratica, appunto, l’ombra è inesistente</strong>. Oppure, applicate la formula come altezza moltiplicata per la tangente dell’angolo fra il sole e lo zenith, in pratica 0°C, e il risultato vi viene zero.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/mezzogiorno-di-fuoco-avanza-verso-nord-il-giorno-senza-ombra-indice-uv-alle-stelle-arrivera-anche-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cambiamento del tempo in Italia: una tempesta proveniente dall'Algeria cambierà il colore del cielo in tutta Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambiamento-del-tempo-in-italia-una-tempesta-proveniente-dall-algeria-cambiera-il-colore-del-cielo-in-tutta-europa.html</link><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:13:02 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Sta per arrivare un cambiamento tanto affascinante quanto insolito. Una tempesta di sabbia in risalita dal Nord Africa influenzerà il tempo su vasta scala, modificando non solo la stabilità atmosferica, ma anche l’aspetto del cielo su gran parte del continente europeo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4yxre"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4yxre.jpg" id="xa4yxre"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Una massa d’aria carica di sabbia sahariana raggiunge l’Italia e gran parte d’Europa: cieli lattiginosi, colori surreali e possibili piogge “sporche”.</p><h2>Dal Sahara all’Europa: la lunga traiettoria della polvere africana</h2><p>Una vasta depressione attiva tra il Nord Africa e il Mediterraneo occidentale sta sollevando <strong>enormi quantità di sabbia dal deserto algerino</strong>. Le correnti meridionali, sostenute da un flusso sciroccale intenso, trasporteranno queste <strong>polveri verso l’Italia</strong> e successivamente su gran parte dell’Europa centrale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762972" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/brusco-stop-alla-primavera-da-lunedi-13-aprile-un-profondo-vortice-portera-piogge-e-temporali.html" title="Brusco stop alla Primavera da lunedì 13 aprile: un profondo vortice porterà piogge e temporali">Brusco stop alla Primavera da lunedì 13 aprile: un profondo vortice porterà piogge e temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/brusco-stop-alla-primavera-da-lunedi-13-aprile-un-profondo-vortice-portera-piogge-e-temporali.html" title="Brusco stop alla Primavera da lunedì 13 aprile: un profondo vortice porterà piogge e temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/brusco-stop-alla-primavera-da-lunedi-13-aprile-in-arrivo-un-intenso-vortice-a-riportare-pioggia-e-temporali-1775724137902_320.png" alt="Brusco stop alla Primavera da lunedì 13 aprile: un profondo vortice porterà piogge e temporali"></a></article></aside><p>Si tratta di un fenomeno tutt’altro che raro, ma <strong>questa volta la concentrazione</strong> di pulviscolo in quota <strong>sarà particolarmente elevata</strong>. Le immagini satellitari già mostrano una nube estesa pronta a valicare il Mediterraneo, sospinta da venti in quota molto intensi.</p><h2>Cieli giallastri e tramonti infuocati: lo spettacolo nell’atmosfera</h2><p>L’effetto più evidente sarà <strong>visibile a occhio nudo</strong>: il cielo risulterà velato e assumerà tonalità opache, tendenti al <strong>giallo-arancio</strong> durante le ore centrali della giornata, mentre all’alba e al tramonto, i colori potranno diventare ancora più intensi, regalando <strong>scenari spettacolari</strong> ma anche <strong>insoliti</strong>.</p><figure><a href="Tempesta sul deserto sahariano, gli effetti si vedranno anche in Italia"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamento-del-tempo-in-italia-una-tempesta-proveniente-dall-algeria-cambiera-il-colore-del-cielo-in-tutta-europa-1775738319608.png" data-image="wqb4a7x60774" alt="Polvere sahariana in arrivo dal deserto algerino" title="Polvere sahariana in arrivo dal deserto algerino"></a><figcaption>Ecco come potrebbero risultare le nostre auto dopo le prossime piogge</figcaption></figure><p>La presenza di <strong>sabbia in sospensione</strong> ridurrà la limpidezza dell’aria, con una luce più diffusa e meno brillante. In alcune zone si potrà avere la sensazione di un <strong>cielo</strong> “velato” o addirittura <strong>lattiginoso</strong>, un segnale chiaro della presenza di polveri desertiche in quota.</p><h2>Non solo scenografia: arrivano anche le piogge “sporche”</h2><p>Il passaggio della perturbazione non porterà solo effetti visivi. Tra <strong>domenica 12</strong> e <strong>martedì 14 aprile</strong> sono attese anche precipitazioni, soprattutto al <strong>Centro-Nord</strong>, che potranno risultare <strong>miste alla sabbia</strong> sahariana.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762718" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-venerdi-10-aprile-nucleo-d-aria-fredda-verso-l-italia-temperature-in-calo.html" title="Da venerdì 10 aprile nucleo d'aria fredda verso l'Italia, temperature in calo ">Da venerdì 10 aprile nucleo d'aria fredda verso l'Italia, temperature in calo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-venerdi-10-aprile-nucleo-d-aria-fredda-verso-l-italia-temperature-in-calo.html" title="Da venerdì 10 aprile nucleo d'aria fredda verso l'Italia, temperature in calo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-venerdi-10-aprile-nucleo-d-aria-fredda-verso-l-italia-temperature-in-calo-1775570394982_320.png" alt="Da venerdì 10 aprile nucleo d'aria fredda verso l'Italia, temperature in calo "></a></article></aside><p>È il fenomeno delle cosiddette <strong>“piogge sporche”</strong>: le gocce d’acqua inglobano le particelle di polvere e, una volta al suolo, lasciano <strong>depositi visibili su auto</strong>, <strong>balconi</strong> e superfici esterne. Un dettaglio che molti noteranno al termine delle precipitazioni.</p><h2>Italia divisa tra vento, nubi e temperature anomale: da lunedì torna il freddo in alcune regioni</h2><p>Il richiamo di aria africana porterà anche un <strong>aumento delle temperature</strong>, soprattutto <strong>al Centro</strong> e in <strong>Sardegna</strong>, dove si prevedono massime che già nella giornata <strong>domani</strong> <strong>venerdì 10 aprile </strong>potrebbero toccare e localmente andare <strong>oltre i 25°C </strong>in città come <strong>Roma</strong>, <strong>Firenze</strong>, con picchi di <strong>28°C nell'entroterra sardo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamento-del-tempo-in-italia-una-tempesta-proveniente-dall-algeria-cambiera-il-colore-del-cielo-in-tutta-europa-1775743938724.png" data-image="rr92kyz4hsr7" alt="Polvere desertica verso l'Italia." title="Polvere desertica verso l'Italia."><figcaption>Il vento sarà un altro protagonista: lo Scirocco soffierà a tratti sostenuto, soprattutto sui bacini occidentali e al Sud, contribuendo sia al trasporto della sabbia sia a un aumento del moto ondoso dei mari.</figcaption></figure><p><strong>Al Nord </strong>tra le città più calde avremo Bolzano con <strong>26°C nel weekend</strong>, mentre a <strong>Torino</strong> il picco è previsto domani con una massima di <strong>25°C</strong>.</p><p>Il <strong>vento</strong> sarà un altro protagonista: lo <strong>Scirocco</strong> soffierà a tratti sostenuto, soprattutto sui bacini occidentali e <strong>al Sud</strong>, contribuendo sia al trasporto della sabbia sia a un <strong>aumento del moto ondoso dei mari</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale.html" title="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale">L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale.html" title="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-avverte-che-el-nino-aggravera-gli-effetti-del-riscaldamento-globale-1775252080804_320.jpg" alt="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale avverte che El Niño aggraverà gli effetti del riscaldamento globale"></a></article></aside><p>La nuova settimana sarà caratterizzata da un tipo di tempo completamente diverso rispetto a quello di questi giorni: da lunedì 13 aprile<strong> torneranno le piogge su gran parte dell'Italia,</strong> sono previsti anche dei <strong>temporali</strong>, ma quello che avvertiremo maggiormente sarà il <strong>brusco calo delle temperature</strong> ed i venti del Nord.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambiamento-del-tempo-in-italia-una-tempesta-proveniente-dall-algeria-cambiera-il-colore-del-cielo-in-tutta-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Previsioni delle precipitazioni a medio termine: ecco come pioverà in Italia dal 13 al 19 aprile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-delle-precipitazioni-a-medio-termine-ecco-come-piovera-in-italia-dal-13-al-19-aprile.html</link><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 13:07:40 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'anticiclone subtropicale che ha garantito stabilità e caldo fuori stagione sta per subire un deciso declino. Verrà smantellato, sia da sud che da nord, dalla circolazione depressionaria atlantica, che porterà piogge e temporali diffusi sull'Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4ys2s"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4ys2s.jpg" id="xa4ys2s"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La fase di stabilità che ha caratterizzato i primi giorni di aprile è agli sgoccioli. <strong>L'anticiclone subtropicale, che ha dominato sul Mediterraneo, inizierà a mostrare i primi segni di cedimento</strong> sotto la spinta di correnti atlantiche più instabili. </p><div class="texto-destacado">Già <strong>dal prossimo weekend</strong> la situazione tenderà a cambiare drasticamente a causa di <strong>una "goccia fredda"</strong>, generata in questi giorni da <strong>un cut-off</strong> atlantico, figlio dello stesso flusso umido oceanico, isolatosi <strong>a largo delle coste portoghesi e in discesa fin sul Marocco.</strong> </div><p>Questa depressione verrà <strong>agganciata e trascinata verso est</strong>, nel Mediterraneo, <strong>da</strong> <strong>una perturbazione atlantica </strong>proveniente dalle Isole Britanniche. I<strong> due sistemi si fonderanno</strong>, dando origine ad<strong> una depressione</strong> che dalle coste nordafricane raggiungerà tutta l'Italia. <strong>Il peggioramento inizierà a interessare la Sardegna</strong> <strong>e il Nord-Ovest </strong>nella giornata di <strong>domenica 12 aprile</strong>, per poi estendersi su tutto il Paese, con <strong>una settimana decisamente più dinamica e piovosa</strong>.</p><h2>Il peggioramento di lunedì</h2><p><strong>Lunedì 13 aprile, il peggioramento coinvolgerà gran parte della penisola</strong>. Nella prima parte della giornata le precipitazioni più intense interesseranno il Nord-Ovest e la Sardegna, ma nel corso del pomeriggio e della serata <strong>le piogge si estenderanno rapidamente al resto delle regioni settentrionali e a gran parte del Centro</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-delle-precipitazioni-a-medio-termine-ecco-come-piovera-in-italia-dal-13-al-19-aprile-1775733486454.png" data-image="7shgbeaqmqjt"><figcaption>Precipitazioni attese per entro la giornata di martedì 14 sull'Italia. Tra le regioni maggiormente interessate ci saranno i settori nord-occidentali, con parte del Piemonte, Val d'Aosta e Lombardia nord-occidentale. Poi Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Umbria. Molte piogge anche sulla Sardegna. </figcaption></figure><p>Si avranno <strong>rovesci diffusi sulla Lombardia, sul Triveneto e sulle regioni tirreniche fino al Lazio</strong>, mentre i settori adriatici vedranno un aumento della nuvolosità con precipitazioni più irregolari. </p><p>Al Sud lunedì sarà ancora<strong> una giornata di attesa</strong>, caratterizzata da velature sempre più spesse e un aumento dei venti dai quadranti meridionali, ma con fenomeni ancora assenti o limitati a isolate zone della Sicilia. </p><h2>Martedì e mercoledì il maltempo si estenderà al Meridione</h2><p> La giornata di <strong>martedì 14 aprile vedrà il fronte perturbato scivolare con decisione verso il Sud e le Isole</strong>, portando <strong>piogge moderate o forti </strong>specialmente <strong>sul palermitano, sulla Calabria tirrenica e sulla Campania</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-delle-precipitazioni-a-medio-termine-ecco-come-piovera-in-italia-dal-13-al-19-aprile-1775733934728.jpeg" data-image="0gtsc3wkr7tl"><figcaption>La fase di mal tempo generata dalla goccia fredda in avvicinamento da ovest, agganciata da una perturbazione atlantica, produrrà nel corso della prossima settimana rovesci di pioggia e temporali sul nostro Paese. </figcaption></figure><p>Il <strong>Centro-Nord</strong> continuerà a vivere una fase di instabilità, soprattutto sulle aree interne del Centro e sull'Emilia Romagna, dove i fenomeni potranno essere intensi e insistenti. Altrove preverranno delle <strong>piogge sparse</strong> che tenderanno a divenire più intermittenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762871" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-grande-nuvola-di-polvere-sahariana-verso-l-italia-lunedi-13-invadera-tutto-il-paese.html" title="Meteo: grande nuvola di polvere sahariana verso l'Italia, lunedì 13 invaderà tutto il Paese">Meteo: grande nuvola di polvere sahariana verso l'Italia, lunedì 13 invaderà tutto il Paese</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-grande-nuvola-di-polvere-sahariana-verso-l-italia-lunedi-13-invadera-tutto-il-paese.html" title="Meteo: grande nuvola di polvere sahariana verso l'Italia, lunedì 13 invaderà tutto il Paese"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-grande-nuvola-di-polvere-sahariana-verso-l-italia-lunedi-13-invadera-tutto-il-paese-1775658847619_320.png" alt="Meteo: grande nuvola di polvere sahariana verso l'Italia, lunedì 13 invaderà tutto il Paese"></a></article></aside><p>La tendenza proposta a dargli ultimi aggiornamenti modellistici, vede <strong>il culmine del maltempo per le regioni meridionali tra la serata di martedì e la giornata di mercoledì 15</strong>, quando la circolazione ciclonica si sposterà verso sud, alimentando<strong> rovesci e temporali </strong>che localmente potrebbero risultare di forte intensità. In questa fase, il Nord inizierà a vedere le prime schiarite a partire dalle Alpi.</p><h2>Le divergenze e punti di incontro dei modelli</h2><p>Sebbene la tendenza al peggioramento sia confermata, ricordiamo che dinamiche atmosferiche, <strong>a distanze superiori ai 3-4 giorni</strong>, iniziano ad avere una <strong>attendibilità piuttosto ridotta</strong>. Quindi, oltre a dover parlare di tendenze e non di previsione, è normale constatare l'aumento dell'incertezza previsionale anche nelle discrepanze che emergono tra i diversi modelli matematici, ma anche "al loro interno", tra i diversi cluster ensemble di ciascun modello.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762972" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/brusco-stop-alla-primavera-da-lunedi-13-aprile-un-profondo-vortice-portera-piogge-e-temporali.html" title="Brusco stop alla Primavera da lunedì 13 aprile: un profondo vortice porterà piogge e temporali">Brusco stop alla Primavera da lunedì 13 aprile: un profondo vortice porterà piogge e temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/brusco-stop-alla-primavera-da-lunedi-13-aprile-un-profondo-vortice-portera-piogge-e-temporali.html" title="Brusco stop alla Primavera da lunedì 13 aprile: un profondo vortice porterà piogge e temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/brusco-stop-alla-primavera-da-lunedi-13-aprile-in-arrivo-un-intenso-vortice-a-riportare-pioggia-e-temporali-1775724137902_320.png" alt="Brusco stop alla Primavera da lunedì 13 aprile: un profondo vortice porterà piogge e temporali"></a></article></aside><p><strong>Il modello GFS mostra un'avanzata più rapida del sistema</strong>, proponendo un miglioramento già da mercoledì al Nord, in successiva estensione al resto d'Italia nella giornata di giovedì. </p><div class="texto-destacado">Al contrario, <strong>il modello europeo ECMWF ipotizza una maggiore persistenza dell'instabilità</strong>, mantenendo nubi e piogge residue per più tempo al Centro-Sud. </div><p>Entrambi i centri di calcolo sembrerebbero però convergere verso un <strong>nuovo possibile peggioramento per domenica 19 aprile</strong>, tutto ancora da valutare. Tuttavia, questo accenno potrebbe essere interpretato come un segnale, ad indicare che il flusso atlantico potrebbe persistere a lungo, per gran parte della seconda decade del mese.</p><h2>Distribuzione delle piogge e scostamenti termici</h2><p>Le regioni che riceveranno i maggiori accumuli pluviometrici la prossima settimana, molto probabilmente saranno i settori alpini occidentali, <strong>l'Emilia Romagna, la Toscana, il Lazio e i versanti tirrenici del Sud</strong>. In particolare, <strong>gli accumuli potrebbero risultare significativi a ridosso dei rilievi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-delle-precipitazioni-a-medio-termine-ecco-come-piovera-in-italia-dal-13-al-19-aprile-1775734078094.jpeg" data-image="thw2j8cv9926"><figcaption>La primavera torna a proporre il suo lato più incerto e instabile, dopo una fase di stabilità mite quasi estiva. </figcaption></figure><p>Attenzione anche al <strong>medio adriatico</strong>, perché se il minimo dovesse procedere come descritto attualmente, nel momento in cui la depressione tenderà ad allontanarsi verso Sud, <strong>t</strong><strong>ornerebbe a piovere in modo abbastanza importante</strong> <strong>sulle regioni adriatiche</strong> già duramente interessate dalla fase di mal tempo pre-Pasquale. </p><div class="texto-destacado">Dal punto di vista termico, assisteremo a una "<strong>normalizzazione</strong>". Infatti le temperature subiranno una <strong>sensibile flessione</strong>, riportandosi<strong> su</strong> <strong>valori consoni alla metà di aprile</strong>. </div><p><strong>Al Nord e al Centro lo scarto rispetto alle medie precedenti sarà più marcato</strong>, con una diminuzione anche di 6-8 °C nelle massime. Al Sud il calo sarà più graduale, avvertibile soprattutto a partire da mercoledì, quando l'aria fresca atlantica avrà scalzato definitivamente la mitezza residua.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-delle-precipitazioni-a-medio-termine-ecco-come-piovera-in-italia-dal-13-al-19-aprile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita.html</link><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 13:03:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Nuove scoperte indicano che Europa, Encelado e Titano possiedono acqua, energia e chimica complessa. Questi ambienti estremi potrebbero ospitare forme di vita, ridefinendo le strategie di esplorazione e avvicinandoci a una risposta alla domanda sull’esistenza di vita extraterrestre.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita-1775636332630.png" data-image="msiuoyip1ylm" alt="Sistema Solare" title="Sistema Solare"><figcaption>Rappresentazione artistica del nostro sistema solare. Credit: NASA</figcaption></figure><p>La ricerca di forme di vita extraterrestre è andata cambiando negli ultimi anni. <strong>La platea</strong>, inizialmente molto ristretta, <strong>di ambienti extraterrestri ritenuti candidati promettenti ad ospitare altre forme di vita si è andata allargando</strong>, estendendosi verso mondi che potremmo definire più estremi ed esotici.</p><div class="texto-destacado">Inizialmente, il target della ricerca era Marte, considerato il più simile alla Terra e quindi il candidato più probabile ad ospitare o ad avere ospitato nel passato forme di vita. </div><p>Successivamente, grazie ad alcune missioni spaziali si è scoperto che candidati ancor più promettenti sono alcune delle lune dei nostri pianeti gassosi. Sebbene siano ambienti molto diversi da quello terrestre<strong>, alcune lune hanno tutti gli ingredienti e le condizioni fisiche perché in essi possa avvenire il miracolo della vita.</strong></p><p>Ma non solo lune. Oggi, gli studi sulla composizione chimica di campioni prelevati da asteroidi e meteoriti hanno svelato, con non poca sorpresa, che anche questi ambienti, assolutamente diversi da Terra, Marte e lune, contengono le basi del DNA ed RNA. Pertanto, <strong>anche gli asteroidi vanno studiati come potenziali candidati ad ospitare forme di vita.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755977" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-bennu-rivela-un-cocktail-di-molecole-vitali-che-sfida-cio-che-credevamo-sull-origine-biologica.html" title="L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica">L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-bennu-rivela-un-cocktail-di-molecole-vitali-che-sfida-cio-che-credevamo-sull-origine-biologica.html" title="L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-bennu-rivela-un-cocktail-di-molecole-vitali-che-sfida-cio-che-credevamo-sull-origine-biologica-1772014567551_320.jpg" alt="L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica"></a></article></aside><p>Questi progressi nella ricerca di vita nel nostro Sistema Solare, hanno un impatto nello studio dei pianeti extrasolari. Inizialmente si puntava tutto sulla ricerca di pianeti di tipo terrestre o di SuperTerre e alla caratterizzazione delle loro atmosfere in cerca di “firme” biologiche. Oggi, ci si rende conto che anche ambienti molto diversi possono celare sorprese.</p><p>Tre sono nel Sistema Solare le lune che potrebbero ospitare forme di vita. Si tratta di <strong>Europa</strong>, luna di Giove, <strong>Encelado e Titano</strong>, lune di Saturno.</p><h2>Europa</h2><p>La luna Europa è tra le più grandi delle 95 lune del pianeta Giove. Le missioni spaziali che a partire dagli anni ‘70 hanno a più riprese sorvolato questa luna, parliamo delle missioni Pioneer 10 e 11, delle sonde Voyager 1 e 2, e per ultimo la sonda Galileo, hanno svelato l’esistenza di <strong>un oceano di acqua, verosimilmente salata, sotto la superficie ghiacciata che copre l’intera superficie di Europa.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita-1775635815606.png" data-image="exakjtxdsgi9" alt="Europa" title="Europa"><figcaption>Questa immagine di Europa, la luna ghiacciata di Giove, è stata catturata da JunoCam, la telecamera per il coinvolgimento del pubblico a bordo della sonda Juno della NASA, durante il sorvolo ravvicinato della missione il 29 settembre 2022. Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS; Kevin M. Gill</figcaption></figure><p>Così come avvenuto per la Terra nella sua preistoria, l’acqua è l’ambiente che meglio facilità la motilità e quindi l’incontro di elementi e molecole nella formazione di strutture sempre più complesse, quali quelle biologiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716867" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/dove-andare-quando-la-terra-non-ci-sara-piu-su-europa-la-luna-di-giove-ecco-il-perche.html" title="Dove andare quando la Terra non ci sarà più? Su Europa, la luna di Giove: ecco il perché">Dove andare quando la Terra non ci sarà più? Su Europa, la luna di Giove: ecco il perché</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/dove-andare-quando-la-terra-non-ci-sara-piu-su-europa-la-luna-di-giove-ecco-il-perche.html" title="Dove andare quando la Terra non ci sarà più? Su Europa, la luna di Giove: ecco il perché"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dove-andare-quando-la-terra-non-ci-sara-piu-su-europa-la-luna-di-giove-ecco-il-perche-1750862884327_320.jpg" alt="Dove andare quando la Terra non ci sarà più? Su Europa, la luna di Giove: ecco il perché"></a></article></aside><p>Ma non solo. Addirittura, secondo i risultati di uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Istituto Carl Sagan della Cornell University negli Stati Uniti, l<strong>a luna Europa potrebbe rappresentare un “rifugio” per la vita quando il Sole avrà distrutto la Terra.</strong></p><p>Le potenzialità di questa luna sono tali da essersi meritata una prossima visita da parte della missione <a href="https://science.nasa.gov/mission/europa-clipper/">Europa Clipper </a> il cui scopo principale è cercare direttamente molecole organiche e determinare se Europa abbia le condizioni adatte a sostenere la vita.</p><h2>Encelado</h2><p>Ancor più lontano dalla Terra troviamo <strong>Encelado, luna di Saturno</strong>. Anche questa luna, dal diametro di appena 500 km ha una superficie ghiacciata. Da questa però fuoriescono veri e propri geyser che testimoniano la presenza di <strong>un oceano nascosto sotto la crosta ghiacciata</strong>. Il vapore emesso da questi geyser ha dato la possibilità agli astronomi di analizzare in dettaglio la composizione chimica di questi oceani.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita-1775636009950.png" data-image="wht7t0kaw6fv" alt="Encelado" title="Encelado"><figcaption>Rappresentazione artistica dei pennacchi di gas che fuoriescono dal polo sud di Encelado. Credit: NASA.</figcaption></figure><p>Gli strumenti di misura a bordo della sonda Cassini, nel corso degli anni tra il 2004 e il 2017 hanno raccolto dati che ancora oggi continuano ad essere analizzati. Sono numerose le molecole trovate, tra cui <strong>l’acido cianidrico dalla cui polimerizzazione si può giungere alla formazione di nucleo-basi e amminoacidi, ovvero i costituenti base per la costruzione del DNA e delle proteine, ossia le macromolecole biologiche alla base della vita.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="615202" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ulteriori-conferme-sulla-potenziale-abitabilita-di-encelado-la-luna-di-saturno.html" title="Ulteriori conferme sulla potenziale abitabilità di Encelado, la luna di Saturno">Ulteriori conferme sulla potenziale abitabilità di Encelado, la luna di Saturno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ulteriori-conferme-sulla-potenziale-abitabilita-di-encelado-la-luna-di-saturno.html" title="Ulteriori conferme sulla potenziale abitabilità di Encelado, la luna di Saturno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ulteriori-conferme-sulla-potenziale-abitabilita-di-encelado-la-luna-di-saturno-1703009534803_320.jpg" alt="Ulteriori conferme sulla potenziale abitabilità di Encelado, la luna di Saturno"></a></article></aside><p>Sono stati trovati anche diversi tipi di idrocarburi ossidanti che possono essere fonte di energia, quella necessaria ai processi di sintesi di molecole sempre più complesse.</p><p>Tanto NASA quanto ESA stanno pensando a missioni per andare a prelevare campioni direttamente dalla superficie di Encelado o dai suoi pennacchi alla ricerca di traccianti biologici.</p><h2>Titano</h2><p>E’ la più grande delle 274 lune di Saturno. <strong>Essa rappresenta un ambiente ancora più estremo in cui cercare forme di vita</strong>. La sua superficie, tra laghi di idrocarburi nelle regioni polari, montagne, criovulcani e crateri da impatto, è estremamente interessante. Ma anche l’atmosfera è non meno interessante, prevalentemente costituita di azoto, con metano ed etano. <strong>Mentre sulla Terra esiste il ciclo dell’acqua, su questa luna esiste il ciclo del metano</strong> presente in forma di nubi che piovono producendo fiumi, laghi e mari di metano che hanno modellato la superficie del satellite.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita-1775636128516.png" data-image="jc3rhbueddrm" alt="Titano" title="Titano"><figcaption>Immagine composta nell'infrarosso di Titano, la luna di Saturno, ripresa dalla sonda Cassini della NASA nel novembre 2015. Credit: NASA</figcaption></figure><p>Sotto la superficie ghiacciata si pensa esista <strong>un oceano di fango</strong> con delle sacche di acqua dove i nutrienti disponibili sarebbero più concentrati invece di essere dispersi in un vasto oceano, cosa che potrebbe facilitare la crescita di organismi semplici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="745900" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sotto-la-superficie-ghiacciata-di-titano-un-oceano-non-di-acqua-liquida-ma-di-fango-perche-e-una-buona-notizia.html" title="Sotto la superficie ghiacciata di Titano c'è un oceano di fango: ecco perché è una buona notizia">Sotto la superficie ghiacciata di Titano c'è un oceano di fango: ecco perché è una buona notizia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sotto-la-superficie-ghiacciata-di-titano-un-oceano-non-di-acqua-liquida-ma-di-fango-perche-e-una-buona-notizia.html" title="Sotto la superficie ghiacciata di Titano c'è un oceano di fango: ecco perché è una buona notizia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sotto-la-superficie-ghiacciata-di-titano-un-oceano-non-di-acqua-liquida-ma-di-fango-perche-e-una-buona-notizia-1766764011692_320.png" alt="Sotto la superficie ghiacciata di Titano c'è un oceano di fango: ecco perché è una buona notizia"></a></article></aside><p><strong>Si pensa che questo ambiente sia il più simile a quello primordiale della Terra. </strong>La prossima missione per lo studio della superficie di Titano sarà <a href="https://science.nasa.gov/mission/dragonfly/">Drogonfly</a> che dovrebbe essere lanciata nel 2028 per raggiungere Titano nel 2034.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[“Sembra una margherita”: tutte le piante primaverili che ricordano questo fiore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/sembra-una-margherita-tutte-le-piante-primaverili-che-ricordano-questo-fiore.html</link><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 10:32:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p> Dal prato spontaneo ai balconi fioriti, tante piante imitano la forma della margherita con una variabilità di colori e dimensioni davvero sorprendente</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-una-margherita-tutte-le-piante-primaverili-che-ricordano-questo-fiore-1775324089290.jpeg" data-image="4xvk9ni043lk"><figcaption>La margherita è il fiore per eccellenza e tante altre piante "imitano" la sua fioritura: scopri quali</figcaption></figure><p>La margherita è uno dei<strong> simboli</strong> più riconoscibili della primavera. Compare discreta tra i fili d’erba già sul finire dell’inverno e, con l’arrivo delle temperature più miti, ricopre <strong>prati, aiuole e spazi verdi </strong>di piccoli punti bianchi.</p><p>I suoi colori raccontano il<strong> passaggio tra le stagioni</strong>: il <strong>bianco</strong> dei petali richiama l’<strong>inverno</strong> appena trascorso, mentre il <strong>giallo</strong> centrale ricorda la luce crescente del sole primaverile. La sua fioritura è però breve: con l’avanzare della stagione lascia spazio ad altre specie spontanee come il <strong>tarassaco</strong>, la<strong> veronica</strong> o il <strong>trifoglio</strong>, che approfittano delle piogge primaverili per diffondersi rapidamente.</p><p>Nonostante la semplicità, la margherita svolge un ruolo importante: i suoi fiori rappresentano una delle prime <strong>fonti di nutrimento </strong>per insetti impollinatori, fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi.</p><h2>Un fiore semplice, ma solo in apparenza</h2><p>Nell’immaginario collettivo, la margherita è il <strong>fiore per eccellenza</strong>: un centro giallo circondato da petali bianchi, proprio come nei disegni dei bambini.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760957" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/i-fiori-migliori-per-principianti-sopravvivono-anche-quando-te-ne-dimentichi.html" title="I fiori migliori per principianti: sopravvivono anche quando te ne dimentichi">I fiori migliori per principianti: sopravvivono anche quando te ne dimentichi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/i-fiori-migliori-per-principianti-sopravvivono-anche-quando-te-ne-dimentichi.html" title="I fiori migliori per principianti: sopravvivono anche quando te ne dimentichi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/las-mejores-flores-para-principiantes-sobreviven-incluso-cuando-te-olvidas-de-ellas-1774507933903_320.jpg" alt="I fiori migliori per principianti: sopravvivono anche quando te ne dimentichi"></a></article></aside><p>Dal punto di vista botanico, però, <strong>la sua struttura è più complessa</strong>. Quello che appare come un unico fiore è in realtà un’<strong>infiorescenza</strong>, chiamata <strong>capolino</strong>, composta da tanti piccoli fiori. Quelli centrali, gialli, sono i <strong>veri fiori fertili</strong>, mentre i “petali” bianchi sono <strong>fiori modificati</strong> con funzione attrattiva.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-una-margherita-tutte-le-piante-primaverili-che-ricordano-questo-fiore-1775324186520.jpeg" data-image="umamkph4klsz"><figcaption>Osservata da vicino, la margherita mostra la sua struttura unica: i petali bianchi sono fiori ligulati attrattivi, mentre i piccoli fiori gialli al centro sono i veri fiori fertili</figcaption></figure><p>Questa struttura è tipica di molte piante della famiglia delle <strong>Asteracee</strong>, ed è proprio ciò che rende così diffusa la forma “a margherita” nel mondo vegetale. </p><h2>Un’infinità di varianti per balconi e giardini</h2><p>Nel giardinaggio ornamentale sono numerose le piante che riprendono questa forma<strong> semplice</strong> ma estremamente <strong>decorativa</strong>. Il richiamo visivo è immediato: basta un vaso o un’aiuola per <strong>evocare l’idea di primavera</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-una-margherita-tutte-le-piante-primaverili-che-ricordano-questo-fiore-1775324486639.jpeg" data-image="0tuwniex4b0y"><figcaption>Un prato di margherite fiorite è il segno che la primavera è finalmente arrivata</figcaption></figure><p>Rispetto alla margherita spontanea, queste specie offrono una <strong>gamma molto più ampia di colori e dimensioni</strong>. Accanto al bianco si affermano tonalità vivaci come <strong>rosso, arancione, rosa, viola e persino azzurro</strong>. Un ventaglio di possibilità che consente di creare <strong>composizioni ricche e dinamiche</strong>, adatte a ogni spazio.</p><h2>Le piante da scegliere per un effetto “margherita”</h2><p>Tra le specie più apprezzate troviamo la <strong>dimorfoteca</strong>, molto utilizzata nei balconi assolati: produce fiori dai colori accesi, dal bianco all’arancione, ed è resistente alla siccità, richiedendo poche cure.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="743858" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/euryops-pectinatus-la-margherita-gialla-sudafricana-che-illumina-l-inverno.html" title="Euryops pectinatus, la margherita gialla sudafricana che illumina l’inverno">Euryops pectinatus, la margherita gialla sudafricana che illumina l’inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/euryops-pectinatus-la-margherita-gialla-sudafricana-che-illumina-l-inverno.html" title="Euryops pectinatus, la margherita gialla sudafricana che illumina l’inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/euryops-pectinatus-la-margherita-gialla-sudafricana-che-illumina-l-inverno-1768145135403_320.jpeg" alt="Euryops pectinatus, la margherita gialla sudafricana che illumina l’inverno"></a></article></aside><p>La <strong>gerbera</strong>, invece, è nota per i grandi fiori dai colori intensi. Predilige ambienti luminosi ma non eccessivamente esposti e necessita di irrigazioni regolari, evitando ristagni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-una-margherita-tutte-le-piante-primaverili-che-ricordano-questo-fiore-1775324552269.jpeg" data-image="2msila7o50a1"><figcaption>Gerbere</figcaption></figure><p>La <strong>gazania</strong> è ideale per zone molto soleggiate: i suoi fiori si aprono con il sole e offrono combinazioni cromatiche molto vivaci. È adatta anche a terreni poveri e ben drenati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-una-margherita-tutte-le-piante-primaverili-che-ricordano-questo-fiore-1775324573166.jpeg" data-image="ui6d4zmzf38y"><figcaption>Gazania</figcaption></figure><p>La <strong>coreopsis</strong> è una pianta rustica e generosa, con fioriture prolungate nei toni del giallo e dell’arancio. Si adatta bene sia in piena terra che in vaso.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-una-margherita-tutte-le-piante-primaverili-che-ricordano-questo-fiore-1775324588993.jpeg" data-image="rlcga1yx5zij"><figcaption>Coreopsis</figcaption></figure><p>Tra le specie più eleganti si distingue l’<strong>osteospermum</strong>, simile alla dimorfoteca ma con una gamma cromatica ancora più ampia, dal bianco al viola. Richiede esposizione soleggiata e terreno drenante.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-una-margherita-tutte-le-piante-primaverili-che-ricordano-questo-fiore-1775324607775.jpeg" data-image="eorfktigekep"><figcaption>Osteospermum</figcaption></figure><p>La <strong>rudbeckia</strong>, con i suoi toni caldi e il centro scuro, è perfetta per aiuole estive e richiede poche attenzioni, risultando adatta anche a chi ha meno esperienza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-una-margherita-tutte-le-piante-primaverili-che-ricordano-questo-fiore-1775324628173.jpeg" data-image="fk3iu1nirmgz"><figcaption>Rudbeckia</figcaption></figure><p>La <strong>calendula</strong>, dai toni caldi che spaziano dal giallo all’arancione, è facile da coltivare e adatta anche a chi è alle prime esperienze. Fiorisce a lungo e si adatta bene sia in vaso che in piena terra.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-una-margherita-tutte-le-piante-primaverili-che-ricordano-questo-fiore-1775324642887.jpeg" data-image="xt4totrgtom7"><figcaption>Calendula</figcaption></figure><p>La <strong>zinnia</strong> si distingue per i colori vivaci e le fioriture abbondanti. Ama il sole e il caldo, è resistente e richiede poche cure, risultando ideale per aiuole estive e composizioni ricche di colore.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-una-margherita-tutte-le-piante-primaverili-che-ricordano-questo-fiore-1775324664931.jpeg" data-image="zuaz5y3fu4f5"><figcaption>Zinnie</figcaption></figure><p>Infine, il <strong>cosmos</strong> offre fiori leggeri e delicati, ideali per composizioni dall’aspetto naturale. Cresce facilmente da seme e si adatta a diversi contesti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-una-margherita-tutte-le-piante-primaverili-che-ricordano-questo-fiore-1775324684512.jpeg" data-image="beonpa1kglu2"><figcaption>Cosmos</figcaption></figure><h2>Un angolo di primavera che dura più a lungo</h2><p>Un balcone o un giardino arricchito da fiori simili alle margherite conserva a lungo un’<strong>atmosfera primaverile</strong>. Anche quando la stagione avanza e l’estate si avvicina, queste piante continuano a offrire colori e leggerezza. È proprio questa continuità a renderle così apprezzate: un modo semplice per <strong>prolungare </strong>la freschezza della primavera e portarla, giorno dopo giorno, negli spazi della vita quotidiana.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/sembra-una-margherita-tutte-le-piante-primaverili-che-ricordano-questo-fiore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Brusco stop alla Primavera da lunedì 13 aprile: un profondo vortice porterà piogge e temporali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/brusco-stop-alla-primavera-da-lunedi-13-aprile-un-profondo-vortice-portera-piogge-e-temporali.html</link><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:48:15 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo il sole e le belle giornate di questi giorni, un nuovo vortice ciclonico porterà una decisa fase di maltempo che potrebbe durare tutta la prossima settimana.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4xd5a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4xd5a.jpg" id="xa4xd5a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo una fase dominata dall’alta pressione e da condizioni tipicamente primaverili, lo scenario meteorologico sull’Italia è destinato a cambiare in modo netto con l’inizio della nuova settimana. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’anticiclone, che negli ultimi giorni ha garantito stabilità e temperature miti, inizierà infatti a perdere forza già nel corso del weekend, aprendo la strada a un’evoluzione decisamente più dinamica e instabile.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il passaggio chiave avverrà tra la fine della domenica e la giornata di lunedì, quando <strong>l’arrivo di correnti più fresche dal Nord Europa</strong> e un vortice in risalita dal Nord Africa favoriranno la formazione di una circolazione depressionaria sul Mediterraneo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762897" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sicilia-tempesta-di-scirocco-nel-weekend-attese-raffiche-fino-a-100-km-h.html" title="Meteo Sicilia: tempesta di Scirocco nel weekend, attese raffiche fino a 100 km/h">Meteo Sicilia: tempesta di Scirocco nel weekend, attese raffiche fino a 100 km/h</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sicilia-tempesta-di-scirocco-nel-weekend-attese-raffiche-fino-a-100-km-h.html" title="Meteo Sicilia: tempesta di Scirocco nel weekend, attese raffiche fino a 100 km/h"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-sicilia-tempesta-di-scirocco-nel-weekend-attese-raffiche-fino-a-100-km-h-1775671489037_320.png" alt="Meteo Sicilia: tempesta di Scirocco nel weekend, attese raffiche fino a 100 km/h"></a></article></aside><p>Questo cambiamento segnerà l’inizio di una fase completamente diversa rispetto a quella precedente, con <strong>il ritorno diffuso di piogge e temporali su gran parte della Penisola</strong>. </p><p>La giornata di lunedì rappresenterà il vero punto di svolta. Le condizioni di instabilità si faranno rapidamente strada soprattutto sulle regioni del Centro-Nord, dove sono attesi fenomeni anche intensi. In particolare, <strong>rovesci temporaleschi, locali grandinate e possibili nubifragi</strong> potranno interessare diverse aree, specie quelle tirreniche e le zone di pianura del Nord. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/brusco-stop-alla-primavera-da-lunedi-13-aprile-in-arrivo-un-intenso-vortice-a-riportare-pioggia-e-temporali-1775724137902.png" data-image="e888ie4pk41x"></figure><p>Il peggioramento non sarà però limitato a un singolo episodio. Nei giorni successivi, almeno fino a metà settimana, la presenza della struttura depressionaria attiva sul Mediterraneo continuerà ad alimentare condizioni di variabilità diffusa. Ciò si tradurrà in <strong>una sequenza di fasi instabili alternate a brevi pause più soleggiate</strong>, in un contesto comunque dinamico e tutt’altro che stabile. </p><p>Dal punto di vista termico, il cambiamento sarà altrettanto evidente. L’ingresso di aria più fresca e instabile comporterà <strong>un generale calo delle temperature, anche sensibile, </strong>su gran parte d'Italia con le massime che resteranno contenute entro i 16-19°C.</p><h2>Seconda metà di settimana molto incerta</h2><p>Nella seconda parte della settimana, il vortice ciclonico tenderà gradualmente a perdere energia e struttura, anche se l’evoluzione resta ancora incerta nei dettagli. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762871" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-grande-nuvola-di-polvere-sahariana-verso-l-italia-lunedi-13-invadera-tutto-il-paese.html" title="Meteo: grande nuvola di polvere sahariana verso l'Italia, lunedì 13 invaderà tutto il Paese">Meteo: grande nuvola di polvere sahariana verso l'Italia, lunedì 13 invaderà tutto il Paese</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-grande-nuvola-di-polvere-sahariana-verso-l-italia-lunedi-13-invadera-tutto-il-paese.html" title="Meteo: grande nuvola di polvere sahariana verso l'Italia, lunedì 13 invaderà tutto il Paese"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-grande-nuvola-di-polvere-sahariana-verso-l-italia-lunedi-13-invadera-tutto-il-paese-1775658847619_320.png" alt="Meteo: grande nuvola di polvere sahariana verso l'Italia, lunedì 13 invaderà tutto il Paese"></a></article></aside><p>Qualora questa tendenza venisse confermata, entro venerdì 17 si assisterebbe a un <strong>progressivo esaurimento dei fenomeni al Sud Italia</strong>, con condizioni via via più stabili. Nel frattempo, una <strong>rimonta dell’alta pressione</strong> potrebbe già iniziare a interessare le regioni settentrionali tra mercoledì e giovedì, favorendo un primo miglioramento del tempo su queste aree.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></div><p>L’Italia si troverà così alle prese con <strong>condizioni spesso instabili e a tratti perturbate</strong>, intervallate solo da temporanee pause soleggiate, in un contesto tipicamente primaverile caratterizzato da elevata variabilità.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/brusco-stop-alla-primavera-da-lunedi-13-aprile-un-profondo-vortice-portera-piogge-e-temporali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: grande nuvola di polvere sahariana verso l'Italia, lunedì 13 invaderà tutto il Paese]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-grande-nuvola-di-polvere-sahariana-verso-l-italia-lunedi-13-invadera-tutto-il-paese.html</link><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 07:19:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'arrivo di intensi venti di Scirocco dall'entroterra desertico sahariano porterà con sé anche un ingente quantità di polvere desertica, pronta ad offuscare il cielo dell'Italia, con atmosfere inedite su molte regioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4tcm6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4tcm6.jpg" id="xa4tcm6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il promontorio anticiclonico che da diversi giorni sta interessando l’Italia, assicurando una certa stabilità atmosferica, inizia ad avere le ore contate. Già da venerdì un primo impulso di aria fredda interesserà l’Italia, portando un po' di instabilità lungo i settori adriatici.</p><p>Ma il vero cambiamento si vedrà da <strong>domenica 12 aprile 2026,</strong> quando una vasta depressione extratropicale, dall’Algeria si muoverà verso la Sardegna, avvicinandosi all’Italia meridionale. Questa depressione, pronta a raggiungere valori di <strong>998 hPa,</strong> attiverà intensi <strong>venti di Scirocco</strong> che dai deserti dell’Algeria e soprattutto della Libia, soffieranno verso Sicilia, Sardegna, sollevando ingenti quantità di polveri desertiche.</p><p>Già da domenica 12 grandi quantità di polvere invaderanno il cielo della Sardegna, Sicilia e della Calabria, mentre da lunedì 13 aprile gran parte della nuvola di polvere invaderà il resto dell’Italia, offuscando la volta celeste e creando atmosfere desertiche, specie al Centro-Sud.</p><h2><strong>Come si creano le nuvole di polvere desertica?</strong></h2><p>Le nuvole di polvere desertiche vengono prodotte da particolari condizioni meteorologiche. Ci devono essere venti piuttosto forti, superiori ai <strong>50/60 km/h,</strong> su vaste aree desertiche sabbiose.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Questi venti sollevano per aria ingenti quantità di polvere e pulviscolo desertico, creando delle vere e proprie nuvole di polvere, sollevate verso la media troposfera da moti convettivi (correnti ascensionali) che favoriscono uno spostamento su grandi distanze.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Soprattutto se tale sollevamento viene forzato da moti ascensionali indotti dalla presenza di importanti catene montuose, come i monti dell’Atlante sul Nord Africa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-grande-nuvola-di-polvere-sahariana-verso-l-italia-lunedi-13-invadera-tutto-il-paese-1775658106428.png" data-image="73kap4p51zw8" alt="Scirocco." title="Scirocco."><figcaption>I forti venti di Scirocco attesi fra domenica 12 e lunedì 13, con rinforzi di burrasca sulle regioni del Centro-Sud.</figcaption></figure><p>Una volta sollevate nella bassa e media troposfera queste polveri sono pronte a percorrere lunghissime distanze, <strong>fino a raggiungere l’area del Mediterraneo e l’Europa,</strong> arrivando ad offuscare i nostri cieli e a sporcare ogni oggetto, incluse le auto, presente in un ambiente esterno.</p><h2><strong>Come arriva a depositarsi al suolo (o sulle nostre auto)?</strong></h2><p>I granelli di polvere desertica, gli stessi che sporcano le nostre auto e i nostri terrazzi o balconi, si possono depositare al suolo in due modi: tramite la <strong>“deposizione umida”</strong> e la <strong>“deposizione secca”.</strong></p><div class="texto-destacado">Nella <strong>“deposizione umida”</strong> la gocciolina di pioggia, cadendo per gravità verso terra, assorbe le polveri presenti in sospensione in atmosfera, <strong>depositandole al suolo, o sulle nostre auto posteggiate all’aperto, creando delle macchioline di color giallo o marrone.</strong></div><p>Nella <strong>“deposizione secca”</strong> la polvere si accumula sul terreno per sedimentazione, lasciando piccoli accumuli, come capita sul davanzale di una finestra, nei terrazzi, soprattutto negli angoli, o nel tergicristallo della nostra auto, dopo una intensa avvezione di polvere desertica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="646402" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/impressionante-fenomeno-haboobs-incredibili-tempeste-di-sabbia-che-precedono-i-temporali.html" title="L'impressionante fenomeno degli 'Haboobs', le incredibili tempeste di sabbia che precedono i temporali">L'impressionante fenomeno degli "Haboobs", le incredibili tempeste di sabbia che precedono i temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/impressionante-fenomeno-haboobs-incredibili-tempeste-di-sabbia-che-precedono-i-temporali.html" title="L'impressionante fenomeno degli 'Haboobs', le incredibili tempeste di sabbia che precedono i temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-impressionante-fenomeno-degli-haboobs-le-incredibili-tempeste-di-sabbia-che-precedono-i-temporali-1709480830447_320.jpg" alt="L'impressionante fenomeno degli 'Haboobs', le incredibili tempeste di sabbia che precedono i temporali"></a></article></aside><p>Sul Nord Italia, e lungo le coste tirreniche, la polvere desertica <strong>lunedì 13</strong> si depositerà per <strong>“deposizione umida”, a seguito delle piogge e dei rovesci legati al sistema frontale della perturbazione africana in arrivo. </strong></p><p><strong>Mentre martedì 14 aprile le precipitazioni più intense interesseranno il Centro-Sud, Sardegna e Sicilia, </strong>favorendo un accumulo anche ingente al suolo sulle estreme regioni meridionali.</p><h2><strong>Lunedì 13 la polvere invaderà gran parte d’Italia</strong></h2><p>La nuvola di polvere che <strong>domenica 12 aprile</strong> interesserà per prima la Sardegna, la Sicilia, la Calabria, da lunedì 13 si estenderà a quasi tutto il territorio nazionale, fino all’Appennino settentrionale e alla Pianura Padana, divenendo notevole come intensità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-grande-nuvola-di-polvere-sahariana-verso-l-italia-lunedi-13-invadera-tutto-il-paese-1775658172911.png" data-image="or8mcgjxcwpz" alt="Polvere desertica." title="Polvere desertica."><figcaption>La caligine prodotta dalla presenza di queste polveri in sospensione provoca un peggioramento della qualità dell'aria e una riduzione della visibilità che può influire sull'aviazione. </figcaption></figure><p>Questa polvere sahariana peggiorerà la qualità dell’aria in molte città italiane, <strong>con un deciso peggioramento delle PM10. </strong>Il cielo si renderà lattiginoso, e spesso sarà addirittura invisibile su Sardegna e Sicilia, a causa dell’eccessiva presenza di particelle solide in sospensione.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>La caligine prodotta dalla presenza di queste polveri in sospensione provoca un peggioramento della qualità dell'aria e una riduzione della visibilità che può influire sull'aviazione.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le particelle più piccole, note come <strong>PM2,5, </strong>se inalate, possono aggravare precedenti problemi respiratori e causare secchezza delle mucose, rischiando di causare dei problemi per le persone che soffrono di patologie respiratorie.</p><h2><strong>Gli effetti positivi della polvere desertica</strong></h2><p>Le polveri desertiche non provocano solo disagi. Hanno anche degli aspetti positivi sugli habitat naturali, in modo particolare per le grandi foreste. <strong>Diversi studi di letteratura hanno dimostrato come le polveri del Sahara forniscono agli ecosistemi terrestri e marini importanti nutrienti come il ferro</strong> che è un micronutriente necessario per la fotosintesi nei produttori primari marini, tipo il fitoplancton e altri batteri marini.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762831" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-domina-l-anticiclone-sull-italia-ma-ecco-la-data-che-mettera-in-pausa-la-primavera.html" title="Meteo: domina l'anticiclone sull'Italia, ma ecco la data che metterà in pausa la Primavera">Meteo: domina l'anticiclone sull'Italia, ma ecco la data che metterà in pausa la Primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-domina-l-anticiclone-sull-italia-ma-ecco-la-data-che-mettera-in-pausa-la-primavera.html" title="Meteo: domina l'anticiclone sull'Italia, ma ecco la data che metterà in pausa la Primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/anticiclone-dominante-sull-italia-nelle-prossime-ore-ma-ecco-la-data-che-mettera-in-pausa-la-primavera-1775634958528_320.png" alt="Meteo: domina l'anticiclone sull'Italia, ma ecco la data che metterà in pausa la Primavera"></a></article></aside><p>La polvere contiene anche ferro, un nutriente limitante in molte aree dell’oceano, quindi quando la polvere cade nell’oceano, può fungere da fertilizzante per la crescita di alghe o fitoplancton.</p><p>Proprio lo spostamento verso occidente della polvere è stato oggetto di ricerche da parte della NASA che ha scoperto come la foresta amazzonica sia così fertile, <strong>grazie all’arricchimento di fosforo presente nelle nubi di polvere che dal Sahara occidentale raggiungono i Caraibi e l’area amazzonica, </strong>dopo aver attraversato l’Atlantico.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-grande-nuvola-di-polvere-sahariana-verso-l-italia-lunedi-13-invadera-tutto-il-paese.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Sicilia: tempesta di Scirocco nel weekend, attese raffiche fino a 100 km/h]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sicilia-tempesta-di-scirocco-nel-weekend-attese-raffiche-fino-a-100-km-h.html</link><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 06:13:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il vento di Scirocco soffierà impetuoso sull'Isola già dal weekend, con rinforzi di burrasca nella giornata di domenica. Si prevedono raffiche molto forti, fino ad oltre 100 km/h.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4u2ys"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4u2ys.jpg" id="xa4u2ys"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La fase di tempo stabile e soleggiato che ha interessato la Sicilia negli ultimi giorni, con temperature massime localmente oltre i <strong>+25°C,</strong> inizia ad avere le ore contate. Già dal weekend, l’approssimarsi dal Mediterraneo occidentale di una profonda depressione, favorirà l’intensificazione dei venti di Scirocco, che già domenica spazzeranno tutta l’Isola, <strong>con raffiche fino a 60-70 km/h lungo le coste meridionali. </strong></p><p>Il vento africano sarà il grande protagonista, soprattutto nella giornata di <strong>domenica 12 aprile,</strong> quando spirerà impetuoso, oltre la soglia d’attenzione, soprattutto nel Trapanese, Palermitano e Messinese, <strong>dove non si escludono locali raffiche oltre a 90-100 km/h. Quindi ben oltre la soglia d’attenzione.</strong></p><h2><strong>La tipica situazione sinottica tipica di una sciroccata</strong></h2><p>La situazione sinottica che si verrà a creare nel fine settimana sarà quella tipica di una <strong>burrasca di scirocco,</strong> con la formazione di una depressione, sottovento alla catena montuosa dell’Atlante Telliano, che contribuirà a comprimere il “<strong>gradiente barico orizzontale</strong>” fra il Mediterraneo centrale, i Balcani e il bacino orientale del mar Mediterraneo, convogliando verso di essi una consistente avvezione di aria calda subtropicale continentale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-sicilia-tempesta-di-scirocco-nel-weekend-attese-raffiche-fino-a-100-km-h-1775671489037.png" data-image="g90orasdj1ka" alt="Sciroccata." title="Sciroccata."><figcaption>Le forti raffiche di Scirocco attese domenica sulla Sicilia. Si stimano valori oltre i 100 km/h sulle coste tirreniche.</figcaption></figure><p>Nel corso delle prime ore di <strong>domenica 12 aprile</strong> questo vortice depressionario tenderà a spostarsi verso nord-est, risalendo verso il Canale di Sardegna, approfondendosi ulteriormente.</p><div class="texto-destacado">Il risultato di tale processo porta all’infittimento delle isobare sul Mediterraneo centro-occidentale (fra Spagna e Grecia), con la conseguente intensificazione dello Scirocco fra i Canali delle due Isole Maggiori, il medio-basso Tirreno, lo Ionio e il basso Adriatico. </div><p>In modo particolare fra la Sardegna e la Sicilia, a seguito della rapida compressione del <strong>“gradiente barico orizzontale”,</strong> la ventilazione sud-orientale subirà una rapida intensificazione nei bassi strati, fino a superare la soglia d’attenzione, <strong>soffiando con intensità di burrasca e burrasca forte fra il Canale di Sardegna, Canale di Sicilia, basso Tirreno, Stretto di Messina, e dalla seconda parte di domenica pure sullo Ionio in mare aperto.</strong></p><h2><strong>L’anticiclone ad est darà un ulteriore accelerazione allo Scirocco</strong></h2><p>Bisogna anche tenere presente che l’evoluzione verso levante di questa depressione verrà ostacolata ad est dalla strutturazione di un solido promontorio anticiclonico dinamico, che dall’entroterra libico si estenderà verso il Mediterraneo centro-orientale, la Grecia e i Balcani, a seguito <strong>dell’avvezzione di spessore</strong> in quota prodotta dall’avvezione calda subtropicale continentale richiamata verso l’Italia meridionale dalla stessa circolazione ciclonica. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762831" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-domina-l-anticiclone-sull-italia-ma-ecco-la-data-che-mettera-in-pausa-la-primavera.html" title="Meteo: domina l'anticiclone sull'Italia, ma ecco la data che metterà in pausa la Primavera">Meteo: domina l'anticiclone sull'Italia, ma ecco la data che metterà in pausa la Primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-domina-l-anticiclone-sull-italia-ma-ecco-la-data-che-mettera-in-pausa-la-primavera.html" title="Meteo: domina l'anticiclone sull'Italia, ma ecco la data che metterà in pausa la Primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/anticiclone-dominante-sull-italia-nelle-prossime-ore-ma-ecco-la-data-che-mettera-in-pausa-la-primavera-1775634958528_320.png" alt="Meteo: domina l'anticiclone sull'Italia, ma ecco la data che metterà in pausa la Primavera"></a></article></aside><p>La formazione di questo promontorio dinamico, appena ad est della circolazione depressionaria, esalterà ulteriormente il già intenso <strong>“gradiente barico orizzontale”, con isobare sempre più fitte attorno la Sicilia, pronte a rendere lo Scirocco davvero burrascoso.</strong></p><h2><strong>Domenica attenzione alle forti raffiche</strong></h2><p>Lo Scirocco spirerà in modo anche intenso proprio sulla Sicilia, <strong>dove si potranno registrare raffiche superiori ai 60-70 km/h, localmente anche 100 km/h</strong>. Nella giornata di domenica l’inasprimento del divario barico tra i Balcani e il Mediterraneo centro-occidentale darà ulteriore enfasi al flusso sciroccale che risalirà molto velocemente lo Ionio e il settore più occidentale del -medio-basso Tirreno, con venti che potranno raggiungere <strong>forza 7-8 Beaufort.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-sicilia-tempesta-di-scirocco-nel-weekend-attese-raffiche-fino-a-100-km-h-1775671430160.png" data-image="nd301mdea03r" alt="Sciroccata." title="Sciroccata."><figcaption>L'altezza delle onde attesa nella giornata di lunedì.</figcaption></figure><p>E raffiche che in mare aperto, soprattutto nel Canale di Sicilia, fra Malta e le Pelagie, <strong>potrebbero superare la fatidica soglia dei 90-100 km/h.</strong> Venti molto forti, <strong>con picchi fino a 100 km/h, sono attesi anche sul basso Trapanese e lungo le coste del Messinese tirrenico,</strong> dove il vento potrebbe produrre disagi, specie in prossimità dei grandi centri urbani. </p><h2><strong>Rischio di una grossa mareggiata?</strong></h2><p>Questi venti impetuosi, inoltre, contribuiranno a rendere i mari da agitati a molto agitati, con rischio di mareggiate anche intense, da <strong>lunedì 13</strong> sulle coste ioniche della Sicilia, e sui litorali della costa meridionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762860" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-durera-la-bolla-d-aria-calda-sull-italia-la-previsione-del-meteorologo-massimiliano-santini.html" title="Quanto durerà la bolla d'aria calda sull'Italia? La previsione del meteorologo Massimiliano Santini">Quanto durerà la bolla d'aria calda sull'Italia? La previsione del meteorologo Massimiliano Santini</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-durera-la-bolla-d-aria-calda-sull-italia-la-previsione-del-meteorologo-massimiliano-santini.html" title="Quanto durerà la bolla d'aria calda sull'Italia? La previsione del meteorologo Massimiliano Santini"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsione-degli-esperti-quanto-durera-la-bolla-d-aria-calda-sull-italia-1775668266348_320.png" alt="Quanto durerà la bolla d'aria calda sull'Italia? La previsione del meteorologo Massimiliano Santini"></a></article></aside><p>Va precisato che le raffiche più forti si avranno solo su un’area circoscritta, come il Trapanese o il Messinese tirrenico, per effetto orografici locali di amplificazione. In mare aperto le raffiche saranno sempre forti, ma meno intense.</p><p>Questo porterà allo sviluppo di un bel moto ondoso, <strong>ma con un’onda significativa che sullo Ionio non dovrebbe superare i 3 o 4 metri di altezza.</strong> Più che basta per sollevare delle onde ben formate che causeranno delle mareggiate nei tratti costieri, duramente colpiti dal <strong>ciclone Harry.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sicilia-tempesta-di-scirocco-nel-weekend-attese-raffiche-fino-a-100-km-h.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Record storico: la "nonna tartaruga" torna a deporre le uova dopo 37 anni sulla costa brasiliana]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/record-storico-la-nonna-tartaruga-torna-a-deporre-le-uova-dopo-37-anni-sulla-costa-brasiliana.html</link><pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:16:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Dopo quasi quarant'anni di monitoraggio, il ritorno di una tartaruga sulla costa di Espírito Santo conferma l'efficacia delle politiche ambientali in corso, della mobilitazione scientifica e della partecipazione della comunità alla conservazione marina in Brasile.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/registro-historico-tartaruga-vovo-volta-a-desovar-apos-37-anos-no-litoral-brasileiro-1774727693535.jpg" data-image="azpmqjeomvq7" alt="Tartaruga." title="Tartaruga."><figcaption>Durante la stagione della nidificazione, i piccoli di tartaruga caretta caretta si dirigono sulla sabbia verso il mare lungo la costa brasiliana. Credito: João Pompeu/Cequa INPA/AM</figcaption></figure><p>Una tartaruga marina monitorata per 37 anni è tornata a deporre le uova sulla costa settentrionale dell'Espírito Santo, nella stessa regione in cui era stata avvistata per la prima volta. Il caso, seguito dai team di <strong>Projeto Tamar e Centro Tamar/ICMBio, </strong>rappresenta il monitoraggio continuativo più lungo di una specie mai documentato nel Paese.</p><p>Il ritorno della femmina nel suo luogo d'origine è degno di nota non solo per la longevità dell'animale, ma anche per i risultati cumulativi di decenni di politiche pubbliche incentrate sulla conservazione marina. <strong>Gli esperti sottolineano che questo risultato è il riflesso diretto degli sforzi continui intrapresi nel secolo scorso.</strong></p><p>Secondo il coordinatore del <strong>Centro Tamar/ICMBio, João Carlos Alciati Thomé,</strong> questo primato storico dimostra l'efficacia di azioni permanenti. Egli ritiene che il lavoro di conservazione richieda continuità, pianificazione e il coinvolgimento di diversi settori nel tempo.</p><h2>Storia della conservazione e del monitoraggio in Brasile</h2><p>Le iniziative per la protezione delle tartarughe marine in Brasile sono iniziate alla fine degli anni '70, sotto la responsabilità dell'allora Istituto Brasiliano per lo Sviluppo Forestale (IBDF). <strong>Successivamente, le azioni sono state integrate dall'Ibama e, dal 2007, sono coordinate dall'ICMBio in collaborazione con Projeto Tamar.</strong></p><div class="texto-destacado">Nel corso degli anni, squadre specializzate hanno lavorato su diversi fronti, tra cui il monitoraggio delle spiagge, la protezione dei nidi e l'educazione ambientale con le comunità costiere. <strong>Questo lavoro continuo è stato fondamentale per ridurre le minacce e garantire la sopravvivenza della specie.</strong></div><p>La tartaruga in questione, una tartaruga caretta, è stata marcata per la prima volta nel 1988 ed è stata nuovamente registrata nel dicembre 2025. <strong>Con questo, è diventata la femmina più anziana ad aver deposto le uova in Brasile, consolidando un traguardo senza precedenti per la scienza nel paese.</strong></p><h2>La stagione della riproduzione mobilita squadre in tutto il paese</h2><p>Gli avvistamenti si verificano durante la stagione di nidificazione delle tartarughe marine, che in Brasile si estende da settembre a marzo o aprile, a seconda della specie e della regione. Durante questo periodo, le squadre pattugliano ampi tratti di costa per monitorare il comportamento riproduttivo degli animali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/registro-historico-tartaruga-vovo-volta-a-desovar-apos-37-anos-no-litoral-brasileiro-1774727792604.jpg" data-image="rjvsh5g7k82h" alt="Tartarughe, nidificazione." title="Tartarughe, nidificazione."><figcaption>Una tartaruga caretta caretta femmina, monitorata per 37 anni durante la nidificazione al largo della costa di Espírito Santo, detiene il record di longevità mai documentato in Brasile. Credito: João Pompeu/Cequa INPA/AM</figcaption></figure><p>Le aree di nidificazione sono distribuite lungo la costa brasiliana. La tartaruga caretta, ad esempio, concentra la sua riproduzione nel nord di Bahia, Espírito Santo e Rio de Janeiro, mentre altre specie hanno aree prioritarie diverse.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="303061" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tartarughe-spiaggia-brasile-video.html" title="'Tsunami' di tartarughe in una spiaggia del Brasile">'Tsunami' di tartarughe in una spiaggia del Brasile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tartarughe-spiaggia-brasile-video.html" title="'Tsunami' di tartarughe in una spiaggia del Brasile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/enchente-de-tartarugas-numa-praia-do-brasil-300851-1_320.jpg" alt="'Tsunami' di tartarughe in una spiaggia del Brasile"></a></article></aside><p><strong>Delle sette specie esistenti al mondo, cinque nidificano in Brasile. </strong>Tra queste, alcune sono in fase di recupero demografico, mentre altre affrontano ancora un rischio significativo di estinzione, richiedendo la costante attenzione delle autorità ambientali.</p><h2>Nonostante i progressi compiuti, le sfide in materia di conservazione persistono</h2><p>Il lavoro di conservazione coinvolge una rete di istituzioni e azioni coordinate durante tutto l'anno. Oltre al monitoraggio sul campo, vengono effettuate analisi di impatto ambientale e iniziative educative volte a sensibilizzare il pubblico.</p><p><strong>Negli ultimi decenni, si sono registrati progressi significativi. </strong>Le specie precedentemente minacciate hanno mostrato miglioramenti nei loro livelli di conservazione, a testimonianza dell'impatto positivo delle politiche pubbliche e dell'azione integrata tra scienza e autorità pubbliche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="684174" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-delle-tartarughe-terrestri-d-europa-sempre-piu-rare-da-osservare-in-natura.html" title="Alla scoperta delle tartarughe terrestri d'Europa, sempre più rare da osservare in natura">Alla scoperta delle tartarughe terrestri d'Europa, sempre più rare da osservare in natura</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-delle-tartarughe-terrestri-d-europa-sempre-piu-rare-da-osservare-in-natura.html" title="Alla scoperta delle tartarughe terrestri d'Europa, sempre più rare da osservare in natura"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-delle-tartarughe-terrestri-d-europa-sempre-piu-rare-da-osservare-in-natura-1732144009662_320.jpg" alt="Alla scoperta delle tartarughe terrestri d'Europa, sempre più rare da osservare in natura"></a></article></aside><p>Nonostante ciò, le sfide permangono. L'inquinamento da rifiuti di plastica e la pesca accidentale continuano a essere tra le principali minacce per le tartarughe marine, richiedendo soluzioni innovative e un monitoraggio costante.</p><h3><em>Fonte della notizia</em></h3><p><em>ICMBio. <a href="https://www.gov.br/icmbio/pt-br/assuntos/noticias/ultimas-noticias/201ctartaruga-vovo201d-volta-a-desovar-apos-37-anos-e-destaca-conservacao-marinha-no-brasil" target="_blank">“Tartaruga vovó” volta a desovar após 37 anos e destaca conservação marinha no Brasil</a>. 2026</em><em></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/record-storico-la-nonna-tartaruga-torna-a-deporre-le-uova-dopo-37-anni-sulla-costa-brasiliana.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Previsioni per l'Italia: la pioggia arriverà da ovest domenica 12 aprile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-l-italia-la-pioggia-arrivera-da-ovest-domenica-12-aprile.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 18:02:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’alta pressione difenderà ancora l’Italia per buona parte del weekend, ma non potrà farlo a lungo: da domenica sera una nuova fase instabile inizierà a farsi strada.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/kUseLh1cg8s/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=kUseLh1cg8s" id="kUseLh1cg8s"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Per qualche giorno la primavera continuerà a mostrare il suo volto più rassicurante, con <strong>tempo nel complesso stabile, molte schiarite e temperature gradevoli</strong> su gran parte d’Italia. Ma attenzione a non affezionarsi troppo a questo scenario: il fine settimana, infatti, dovrebbe rappresentare più una parentesi che un vero consolidamento della bella stagione, perché <strong>da domenica sera il maltempo tornerà a bussare soprattutto al Nordovest</strong>.</p><p>Nei prossimi giorni l’anticiclone resterà il protagonista principale, anche se non mancherà qualche piccolo disturbo. <strong>V</strong><strong>enerdì</strong> <strong>10 aprile </strong>si farà sentire l’ingresso di <strong>aria un po’ più fresca</strong> dai quadranti orientali, diretta soprattutto verso il versante adriatico e il Sud: niente di clamoroso, ma abbastanza per riportare un po’ di nuvolosità in più, un leggero calo termico e qualche locale episodio instabile tra Nordest, basso Adriatico e parte del Meridione.</p><h2>Sabato la giornata più stabile del weekend</h2><p>La giornata di <strong>sabato</strong> dovrebbe risultare la più tranquilla dell’intero fine settimana. L’anticiclone riuscirà ancora a garantire condizioni generalmente stabili con <strong>ampi spazi soleggiati da Nord a Sud</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762831" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-domina-l-anticiclone-sull-italia-ma-ecco-la-data-che-mettera-in-pausa-la-primavera.html" title="Meteo: domina l'anticiclone sull'Italia, ma ecco la data che metterà in pausa la Primavera">Meteo: domina l'anticiclone sull'Italia, ma ecco la data che metterà in pausa la Primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-domina-l-anticiclone-sull-italia-ma-ecco-la-data-che-mettera-in-pausa-la-primavera.html" title="Meteo: domina l'anticiclone sull'Italia, ma ecco la data che metterà in pausa la Primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/anticiclone-dominante-sull-italia-nelle-prossime-ore-ma-ecco-la-data-che-mettera-in-pausa-la-primavera-1775634958528_320.png" alt="Meteo: domina l'anticiclone sull'Italia, ma ecco la data che metterà in pausa la Primavera"></a></article></aside><p>Qualche nube di passaggio potrà interessare le Alpi e i settori adriatici, ma senza particolari conseguenze. Le temperature si manterranno nel complesso miti e in linea con il periodo, con valori massimi che nelle ore centrali della giornata potranno <strong>superare localmente i 23-25°C</strong> nelle zone interne del Centro e nelle regioni meridionali. Insomma, una tipica giornata primaverile ideale per attività all’aria aperta.</p><h2>Da Domenica cambia gradualmente lo scenario</h2><p>La giornata di <strong>domenica</strong> inizierà ancora con condizioni meteorologiche abbastanza buone su molte regioni italiane, ma nel corso delle ore qualcosa inizierà a cambiare.</p><p>Le prime avvisaglie arriveranno dal Nordovest e dalla Sardegna, dove la nuvolosità tenderà gradualmente ad aumentare per l’avvicinamento di una nuova perturbazione atlantica. Nel resto d’Italia il tempo resterà ancora piuttosto stabile per buona parte della giornata, con temperature ancora miti e venti meridionali in graduale rinforzo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La situazione potrebbe però cambiare tra <strong>la sera e la notte</strong>, quando le prime piogge inizieranno a raggiungere il Nordovest.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><br>Secondo le proiezioni più recenti, il peggioramento dovrebbe prendere avvio <strong>tra la sera di domenica e lunedì mattina</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-pioggia-per-l-italia-la-pioggia-arrivera-da-ovest-domenica-12-aprile-1775657639389.png" data-image="c5g1h36plahw" alt="Domenica sera arrivano le prime piogge." title="Domenica sera arrivano le prime piogge."><figcaption>Domenica sera arrivano le prime piogge.</figcaption></figure><p>Le prime regioni interessate saranno <strong>Piemonte, Liguria e Lombardia occidentale</strong>, dove sono attese piogge e rovesci anche moderati. Successivamente il maltempo tenderà a estendersi verso altre zone del Nord e parte del Centro. Il contrasto tra l’aria più mite presente nei giorni precedenti e l’arrivo della perturbazione potrebbe favorire <strong>fenomeni localmente intensi</strong>, soprattutto nelle aree alpine e prealpine.</p><p>Il cambiamento meteorologico potrebbe proseguire anche nei primi giorni della nuova settimana. Tra lunedì e martedì una circolazione depressionaria sul Mediterraneo centrale potrebbe favorire <strong>piogge più diffuse e un generale calo delle temperature</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-pioggia-per-l-italia-la-pioggia-arrivera-da-ovest-domenica-12-aprile-1775657651618.png" data-image="evmsi1kxz8bg" alt="Le mappe indicano accumuli più significativi soprattutto sul Nordovest, sulle regioni tirreniche e localmente sulla Sardegna." title="Le mappe indicano accumuli più significativi soprattutto sul Nordovest, sulle regioni tirreniche e localmente sulla Sardegna."><figcaption>Le mappe indicano accumuli più significativi soprattutto sul Nordovest, sulle regioni tirreniche e localmente sulla Sardegna.</figcaption></figure><p>Le mappe indicano accumuli più significativi soprattutto sul <strong>Nordovest, sulle regioni tirreniche e localmente sulla Sardegna</strong>, mentre il raffreddamento potrebbe risultare più evidente sulle regioni del Centro-Sud.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762669" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile.html" title="Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile">Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile.html" title="Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile-1775557435319_320.png" alt="Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile"></a></article></aside><p> <strong>Si tratta comunque di una tendenza ancora in evoluzione</strong>, che nei prossimi giorni potrà essere definita con maggiore precisione attraverso i nostri nuovi aggiornamenti dei modelli meteorologici.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-l-italia-la-pioggia-arrivera-da-ovest-domenica-12-aprile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quanto durerà la bolla d'aria calda sull'Italia? La previsione del meteorologo Massimiliano Santini]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-durera-la-bolla-d-aria-calda-sull-italia-la-previsione-del-meteorologo-massimiliano-santini.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 17:14:06 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo un periodo di caldo anomalo assisteremo ad un cambio di rotta, che ci riporterà precipitazioni e temperature più vicine alle medie tipiche di questo scorcio di primavera, ma spesso ancora superiori.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4th1a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4th1a.jpg" id="xa4th1a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il<strong> vasto campo di alta pressione</strong> che ha garantito un tempo stabile e temperature ben oltre la norma, con punte massime anche di 25-27°C sulla Pianura Padana e nelle aree interne del Centro-Nord, <strong>sta iniziando a mostrare i primi segni di cedimento</strong>. La situazione attuale vede l<strong>'anticiclone proiettato fin verso la Scandinavia</strong>, una posizione che ha favorito la discesa di aria fredda verso l'est europeo, ma che <strong>lo ha reso anche più vulnerabile.</strong> </p><div class="texto-destacado">Infatti proprio <strong>questo allungamento</strong>, che sta coincidendo con un suo contemporaneo assottigliamento, <strong>esporrà l'alta pressione all'attacco di ben tre distinti centri di bassa pressione</strong>, che ne favoriranno una progressiva erosione con la conseguente fine della stabilità atmosferica anche sulla nostra penisola. </div><p>Oltre alla <strong>depressione fredda presente sull'est europeo</strong>, rinvigorita dal flusso di aria fredda settentrionale, e a<strong>l flusso perturbato atlantico pronto ad attraversare e tagliare l'anticiclone </strong>nella sua parte centrale più sottile, arriverà da ovest anche <strong>una goccia fredda, formatasi oggi in Atlantico, a largo delle coste portoghesi</strong>. </p><p>Quest'ultima, in particolare, procederà lentamente verso est entrando nel bacino occidentale del Mar Mediterraneo e raggiungendo l'Italia nella giornata di domenica, con i primi deboli fenomeni sulla Sardegna e sul Nord-Ovest a partire dal pomeriggio/sera.</p><h2> Il taglio dell'atlantico e la fine del caldo</h2><p><strong>Oggi i modelli (GFS e ECMWF) concordano </strong>sulla dinamica che, per venerdì 10, vede un <strong>impulso instabile in arrivo dalle Isole Britanniche</strong>, attraversare da ovest ad est la struttura di alta pressione verso l'Europa centrale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsione-degli-esperti-quanto-durera-la-bolla-d-aria-calda-sull-italia-1775661273648.png" data-image="eiqrcamrt0ln"><figcaption>Accumuli di pioggia previsti sull'Italia fino alle prime ore di Martedì 14 aprile. I fenomeni più intensi ed abbondanti interesseranno le regioni del Nord-Ovest, la Lombardia e il Triveneto, dove l'interazione tra le correnti umide e l'orografia alpina favorirà piogge diffuse e persistenti tra lunedì 13 e martedì 14. </figcaption></figure><p><strong>Questo primo impulso farà da apripista ad un secondo e più incisivo fronte perturbato</strong> che, agganciando la goccia fredda "portoghese", riuscirà a portare<strong> un peggioramento strutturato direttamente sull'Italia a partire dalla giornata di domenica 12 aprile</strong>. </p><div class="texto-destacado"><strong>Le correnti fredde balcanich</strong><strong>e</strong>, invece, verranno <strong>spinte verso est </strong>dall'ingresso del flusso atlantico. Di conseguenza, non avremo un <strong>c</strong><strong>alo termico sensibile, come quello ipotizzato nei giorni scorsi, perché </strong><strong>la massa di aria di arrivo da Ovest sarà decisamente più temperata </strong>e <strong>umida, perché di origine oceanica</strong>. </div><p>Le <strong>temperature, quindi, si riassesteranno semplicemente su valori tipici di questa fase della stagione</strong> o ancora leggermente superiori. </p><h2>L'avanzata della goccia fredda e il peggioramento nel weekend</h2><p><strong>Il nucleo instabile si muoverà da Gibilterra verso l'Italia</strong>, entrando in fase con il flusso atlantico proprio durante il fine settimana. La depressione tenderà ad approfondirsi portando un peggioramento graduale, con un <strong>aumento della nuvolosità a partire dalla Sardegna e dai settori tirrenici </strong>già <strong>tra sabato e domenica</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsione-degli-esperti-quanto-durera-la-bolla-d-aria-calda-sull-italia-1775661547488.jpeg" data-image="jci31dxkz1v2"><figcaption>I primi effetti di una depressione raggiungeranno l'Italia nella giornata di domenica, con i primi deboli fenomeni sulla Sardegna e sul Nord-Ovest a partire dal pomeriggio/sera.</figcaption></figure><p>La giornata di <strong>sabato</strong> trascorrerà <strong>senza precipitazioni significative</strong> su tutto il territorio nazionale. Sarà una giornata di attesa, caratterizzata ancora da temperature gradevoli, spesso con un sole meno presente a causa delle <strong>velature e poi addensamenti sempre più densi</strong>. </p><h2>Confronto tra i modelli GFS e ECMWF</h2><p> Le emissioni aggiornate mostrano una <strong>convergenza sempre più stretta</strong> tra i due principali modelli matematici, sebbene permangano ancora alcune sfumature su tempistica e intensità dei fenomeni. <strong>ECMWF</strong> e <strong>GFS</strong> concordano pienamente sul <strong>cedimento dell'anticiclone</strong>, ma differiscono leggermente sulla velocità di traslazione del fronte. </p><div class="texto-destacado"><strong>GFS</strong> ipotizza un <strong>ingresso </strong>delle correnti atlantiche leggermente <strong>più rapido</strong>, con le prime piogge che potrebbero interessante <strong>il Nord-Ovest e l'Appennino settentrionale già nella mattinata di domenica</strong>. <strong>ECMWF</strong> mostra un leggero rallentamento della perturbazione a ridosso dell'arco alpino, il che posticiperebbe il clou del maltempo di <strong>qualche ora.</strong></div><p>Anche l'esatta <strong>collocazione dei minimi secondari</strong>, ancora <strong>difficile e prematura da prevedere</strong>, vista<strong> la distanza temporale</strong>, non concorda del tutto. Tuttavia, per il momento, il modello europeo suggerisce la formazione di un minimo di bassa pressione più settentrionale, tra il Mar Ligure e la Pianura Padana. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762820" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-spaccata-tra-caldo-quasi-estivo-e-ritorno-delle-piogge-weekend-in-bilico-poi-torna-il-maltempo.html" title="Italia spaccata tra caldo quasi estivo e ritorno delle piogge: weekend in bilico, poi torna il maltempo">Italia spaccata tra caldo quasi estivo e ritorno delle piogge: weekend in bilico, poi torna il maltempo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-spaccata-tra-caldo-quasi-estivo-e-ritorno-delle-piogge-weekend-in-bilico-poi-torna-il-maltempo.html" title="Italia spaccata tra caldo quasi estivo e ritorno delle piogge: weekend in bilico, poi torna il maltempo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/italia-spaccata-tra-caldo-quasi-estivo-e-ritorno-delle-piogge-weekend-in-bilico-poi-cambia-tutto-1775640401240_320.png" alt="Italia spaccata tra caldo quasi estivo e ritorno delle piogge: weekend in bilico, poi torna il maltempo"></a></article></aside><p>Questa configurazione favorirebbe delle piogge abbondanti e persistenti su <strong>Alpi e Prealpi</strong>. Invece il modello americano propende per una traiettoria leggermente più bassa, che distribuirebbe le precipitazioni in modo più uniforme, coinvolgendo maggiormente le regioni centrali tirreniche. </p><h2>Tendenza e aree con maggiore insistenza ed accumulo</h2><p>La tendenza indica che i fenomeni più intensi ed abbondanti interesseranno le <strong>regioni del Nord-Ovest, la Lombardia e il Triveneto</strong>, dove l'interazione tra le correnti umide e l'orografia alpina dovrebbe favorire <strong>piogge diffuse e persistenti tra lunedì 13 e martedì 14</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsione-degli-esperti-quanto-durera-la-bolla-d-aria-calda-sull-italia-1775668266348.png" data-image="lkua00icda89" alt="Maltempo." title="Maltempo."><figcaption>Questo primo impulso farà da apripista ad un secondo e più incisivo fronte perturbato che, agganciando la goccia fredda "portoghese", riuscirà a portare un peggioramento strutturato direttamente sull'Italia a partire dalla giornata di domenica 12 aprile.</figcaption></figure><p>La quota neve si dovrebbe portare intorno a 1800-2000 m. Anche la <strong>Sardegna e l'area centrale tirrenica</strong>, in particolare<strong> tra Toscana, Umbria e Lazio, potrebbero vedere</strong> <strong>temporali anche di forte intensità</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762718" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-venerdi-10-aprile-nucleo-d-aria-fredda-verso-l-italia-temperature-in-calo.html" title="Da venerdì 10 aprile nucleo d'aria fredda verso l'Italia, temperature in calo ">Da venerdì 10 aprile nucleo d'aria fredda verso l'Italia, temperature in calo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-venerdi-10-aprile-nucleo-d-aria-fredda-verso-l-italia-temperature-in-calo.html" title="Da venerdì 10 aprile nucleo d'aria fredda verso l'Italia, temperature in calo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-venerdi-10-aprile-nucleo-d-aria-fredda-verso-l-italia-temperature-in-calo-1775570394982_320.png" alt="Da venerdì 10 aprile nucleo d'aria fredda verso l'Italia, temperature in calo "></a></article></aside><p>Al contrario del settentrione, il <strong>Sud peninsulare e la Sicilia,</strong><strong> in una prima fase</strong> si troveranno in <strong>"ombra pluviometrica"</strong> o semplicemente interessati da richiami caldi pre-frontali <strong>con precipitazioni meno intense</strong>. In queste zone avremo un <strong>deciso rinforzo dei venti e una nuvolosità irregolare</strong>, con piogge inizialmente deboli e intermittenti.<strong> Il peggioramento più consistente, qui, arriverà lunedì sera/notte</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-durera-la-bolla-d-aria-calda-sull-italia-la-previsione-del-meteorologo-massimiliano-santini.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Sfera di Dyson: un’ipotetica mega struttura per sfruttare tutta l’energia di una stella]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-sfera-di-dyson-un-ipotetica-mega-struttura-per-sfruttare-tutta-l-energia-di-una-stella.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 16:45:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La Sfera di Dyson è una mega struttura teorica per sfruttare l’energia stellare. Analizziamo il concetto, i metodi di ricerca tramite infrarosso e le implicazioni per la scala di Kardashev e le civiltà avanzate.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-sfera-di-dyson-un-ipotetica-mega-struttura-per-sfruttare-tutta-l-energia-di-una-stella-1775560296547.png" data-image="l2af2rizoyan" alt="Sfera di Dyson" title="Sfera di Dyson"><figcaption>Immagine pittorica di una Sfera di Dyson: una mega struttura artificiale per raccogliere tutta l'energia emessa da una stella e necessaria per l'uso di tecnologia avanzata.</figcaption></figure><p>La nostra è una civiltà tecnologicamente avanzata, ma quanto è avanzata? E’ possibile definire un livello e su che base?</p><h2>La nostra civiltà nella scala Kardashev</h2><p>Ci ha pensato agli inizi degli anni ‘60 l’astronomo russo Nikolai Kardashev. Questi ha definito tre livelli per classificare l’avanzamento tecnologico di una civiltà, sia essa la nostra stessa civiltà umana o una civiltà extraterrestre. Questa classificazione si basa sulla capacità (tecnologica) di utilizzare l’energia resa disponibile dalle stelle.</p><div class="texto-destacado">Kardashev definisce civiltà di livello I o “planetaria” quella che riesce a utilizzare interamente l’energia disponibile sul proprio pianeta, la Terra nel nostro caso. </div><p>Definisce civiltà di livello II o “stellare” quella che riesce ad utilizzare interamente l'energia prodotta dalla propria stella, il Sole nel nostro caso. Infine, una civiltà di livello III o “galattica” sarebbe quella in grado di utilizzare interamente l’energia dell’intera galassia (somma dell'energia delle singole stelle + energia gravitazionale + ...).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-sfera-di-dyson-un-ipotetica-mega-struttura-per-sfruttare-tutta-l-energia-di-una-stella-1775561183083.png" data-image="l6me55z2m76s" alt="Kardashev" title="Kardashev"><figcaption>Tipici consumi di energia previsti nella scala Kardashev per cilviltà di Tipo I, II e III</figcaption></figure><p>La nostra civiltà umana dove si colloca? In questa scala, “la scala Kardashev”, ci posizioniamo al livello 0.7, in quanto non siamo ancora capaci di sfruttare interamente l’energia disponibile sul nostro pianeta, quella solare, eolica, quella degli oceani o quella geotermica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753869" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/tipo-i-ii-o-iii-la-scala-di-kardashev-per-misurare-il-livello-di-civilta-degli-extraterrestri.html" title="Tipo I, II o III? La scala di Kardashev per misurare il livello di civiltà degli extraterrestri">Tipo I, II o III? La scala di Kardashev per misurare il livello di civiltà degli extraterrestri</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/tipo-i-ii-o-iii-la-scala-di-kardashev-per-misurare-il-livello-di-civilta-degli-extraterrestri.html" title="Tipo I, II o III? La scala di Kardashev per misurare il livello di civiltà degli extraterrestri"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tipo-i-ii-o-iii-la-scala-di-kardashev-per-misurare-il-livello-di-civilta-degli-extraterrestri-1770911765616_320.jpg" alt="Tipo I, II o III? La scala di Kardashev per misurare il livello di civiltà degli extraterrestri"></a></article></aside><p>Anche se abbiamo le idee, ci mancano le risorse ma anche la volontà per sfruttare interamente le cosiddette fonti rinnovabili e posizionarci al livello I della scala Kardashev. Per poter raggiungere il livello II e diventare una civiltà di Livello II o stellare, abbiamo una strada suggerita da Dyson. Sempre negli anni ‘60, il fisico e matematico Freeman Dyson partiva dalla consapevolezza di come una civiltà tecnologica avesse sempre più bisogno di energia per poter progredire.</p><h2>La sfera di Dyson</h2><p>Allora, Dyson teorizzò la possibilità di utilizzare una mega-struttura, chiamata sfera di Dyson, che possa raccogliere tutta l’energia emessa dal Sole. Questa struttura, non tanto rigida quanto modulare e composta da una rete di satelliti, sarebbe posizionata concentricamente al Sole in modo da intercettare l’energia elettromagnetica da poi conferire a Terra o comunque rendere disponibile per l’uso.</p><p>Non si tratta di trasformare con pannelli fotovoltaici tutta la radiazione solare che arriva a Terra, ma tutta la radiazione emessa entro l’angolo solido dal Sole. Quindi, la sfera di Dyson sarebbe composta da un numero inimmaginabile di satelliti artificiali (“lo sciame di Dyson”) in orbita attorno al Sole in grado di raccoglierne l’energia elettromagnetica e convogliarla verso Terra o altri pianeti o stazioni spaziali orbitanti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="656044" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-astronomi-cercano-prove-di-sfere-di-dyson-create-da-civilta-extraterrestri.html" title="Gli astronomi cercano prove di sfere di Dyson create da civiltà extraterrestri">Gli astronomi cercano prove di sfere di Dyson create da civiltà extraterrestri</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-astronomi-cercano-prove-di-sfere-di-dyson-create-da-civilta-extraterrestri.html" title="Gli astronomi cercano prove di sfere di Dyson create da civiltà extraterrestri"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-buscam-evidencias-de-esferas-de-dyson-criadas-por-civilizacoes-extraterrestres-1715446044478_320.png" alt="Gli astronomi cercano prove di sfere di Dyson create da civiltà extraterrestri"></a></article></aside><p>L’idea di una sfera di Dyson non sarebbe un’esclusiva della nostra civiltà. Infatti, già altre civiltà superiori (di livello II) potrebbero averne costruite attorno alla propria stella. E proprio queste megastrutture potrebbero svelare l’esistenza di altre civiltà extraterrestri più evolute.</p><div class="texto-destacado">Infatti, una stella circondata da una tale struttura se vista dall’esterno e a distanze grandissime apparirebbe brillare in maniera anomala. La sua emissione infrarossa, dovuta alla cattura e al conseguente riscaldamento della sfera di Dyson, sarebbe ben superiore a quella che ci si aspetta da una stella normale, cioè senza sfera.</div><p>Allora, questa “firma infrarossa” diventa uno strumento diagnostico nella ricerca di civiltà extraterrestri evolute. </p><h2>Ma è solo fantasia?</h2><p> Non proprio. Un caso noto è quello della <strong>stella KIC 8462852,</strong> soprannominata <strong>“Tabby’s Star”</strong> il cui eccesso di luminosità infrarossa ha fatto sospettare che fosse una di quelle stelle circondate da una sfera di Dyson. Tuttavia, esistono anche fenomeni interamente naturali che ne possono spiegare il comportamento. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-sfera-di-dyson-un-ipotetica-mega-struttura-per-sfruttare-tutta-l-energia-di-una-stella-1775560785466.png" data-image="07gpvvismdqj" alt="Tabby's star" title="Tabby's star"><figcaption>Rappresentazione artistica della mega struttura, la sfera di Dyson attorno alla stella di Tabby che potrebbe essere la causa delle sue variazioni di luminosità. Credit: energyphysics.wikispaces.com</figcaption></figure><p><br>L'astronoma <strong>Tabetha S. Boyajian, </strong>è stata la prima a studiare in dettaglio il comportamento anomalo di questa stella, <strong>la cui luminosità varia di parecchi percento ed in modo molto irregolare.</strong> Si ritiene che nubi dense di polvere possano transitare davanti al disco di questa stella producendo la variabilità osservata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761771" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sempre-meno-stelle-gli-esperti-avvertono-che-le-megacostellazioni-di-satelliti-cambieranno-per-sempre-il-cielo-notturno.html" title="Sempre meno stelle: gli esperti avvertono che le megacostellazioni di satelliti cambieranno per sempre il cielo notturno">Sempre meno stelle: gli esperti avvertono che le megacostellazioni di satelliti cambieranno per sempre il cielo notturno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sempre-meno-stelle-gli-esperti-avvertono-che-le-megacostellazioni-di-satelliti-cambieranno-per-sempre-il-cielo-notturno.html" title="Sempre meno stelle: gli esperti avvertono che le megacostellazioni di satelliti cambieranno per sempre il cielo notturno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cada-vez-menos-estrellas-advierten-que-las-megaconstelaciones-de-satelites-cambiaran-para-siempre-el-cielo-nocturno-1774893352897_320.jpg" alt="Sempre meno stelle: gli esperti avvertono che le megacostellazioni di satelliti cambieranno per sempre il cielo notturno"></a></article></aside><p>La <strong>sfera di Dyson</strong> rimane un concetto affascinante, una sfida concettuale ancora praticamente irrealizzabile, ma comunque fonte di ispirazione per scienziati, ingegneri e ma anche scrittori di fantascienza e spunto di riflessione sul futuro dell’energia e sull’evoluzione delle civiltà</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-sfera-di-dyson-un-ipotetica-mega-struttura-per-sfruttare-tutta-l-energia-di-una-stella.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Italia spaccata tra caldo quasi estivo e ritorno delle piogge: weekend in bilico, poi torna il maltempo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-spaccata-tra-caldo-quasi-estivo-e-ritorno-delle-piogge-weekend-in-bilico-poi-torna-il-maltempo.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:45:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Alta pressione protagonista fino a giovedì con clima mite e punte quasi estive. Nel weekend arrivano nubi, vento e i primi segnali di cambiamento.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4n774"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4n774.jpg" id="xa4n774"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’Italia vive una fase stabile e sorprendentemente mite grazie all’alta pressione, ma all’orizzonte si intravedono segnali di cambiamento che si concretizzeranno nel weekend.</p><h2>Sole e temperature in deciso aumento: Italia quasi estiva</h2><p>L’<strong>alta pressione</strong> domina la scena meteorologica sull’Italia garantendo condizioni di tempo stabile e soleggiato da <strong>Nord</strong> a <strong>Sud</strong>. La giornata di oggi si distingue per un clima particolarmente mite, con <strong>temperature in sensibile aumento</strong> su tutte le regioni. </p><p>Tra le città più calde spiccano <strong>Bolzano</strong> con ben <strong>28°C</strong>, mentre <strong>Torino</strong>, <strong>Trento</strong> e <strong>Sassari</strong> raggiungono oggi i 25°C. Un contesto da primavera avanzata con valori termici sopra la media del periodo. La stabilità atmosferica proseguirà anche nella giornata di <strong>giovedì 9 aprile</strong>, quando il sole continuerà a prevalere, seppur con qualche velatura in arrivo.</p><h2>Scirocco e prime nubi al Nord: segnali di un cambiamento</h2><p>Le previsioni per domani <strong>giovedì 8 aprile</strong> sono caratterizzate dal <strong>bel tempo</strong>, da segnalare soltanto un rinforzo dello <strong>Scirocco</strong> in <strong>Adriatico</strong>. Questo flusso umido porterà un aumento della nuvolosità sulle <strong>coste romagnole</strong>, sulla <strong>Laguna veneta</strong> e sul <strong>Golfo di Trieste</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762089" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/weekend-roma-del-10-11-12-aprile-festival-cultura-e-appuntamenti-iconici-nella-capitale.html" title="Weekend Roma del 10-11-12 aprile: festival, cultura e appuntamenti iconici nella capitale">Weekend Roma del 10-11-12 aprile: festival, cultura e appuntamenti iconici nella capitale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/weekend-roma-del-10-11-12-aprile-festival-cultura-e-appuntamenti-iconici-nella-capitale.html" title="Weekend Roma del 10-11-12 aprile: festival, cultura e appuntamenti iconici nella capitale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-roma-del-10-11-12-aprile-festival-cultura-e-appuntamenti-iconici-nella-capitale-1775211136281_320.jpg" alt="Weekend Roma del 10-11-12 aprile: festival, cultura e appuntamenti iconici nella capitale"></a></article></aside><p>Si tratterà comunque di <strong>nubi alte e sottili</strong> senza precipitazioni associate, ma indicative di una progressiva modifica della circolazione atmosferica. Il resto del Paese continuerà a godere di condizioni stabili, con t<strong>emperature ancora miti </strong>e clima gradevole.</p><h2>Venerdì più grigio: calo della pressione e nubi in espansione</h2><p>La giornata di <strong>venerdì 10 aprile </strong>segnerà un ulteriore passo verso il cambiamento. Il calo della pressione atmosferica favorirà un <strong>aumento delle nub</strong>i fin dal mattino sul <strong>Triveneto</strong>, in estensione nel corso del pomeriggio verso il resto della <strong>Pianura Padana</strong>, l’<strong>Appennino </strong>centro-settentrionale e le <strong>coste adriatiche</strong>. </p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xa4n466"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4n466.jpg" id="xa4n466"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Le <strong>due Isole Maggiori</strong> resteranno invece ai margini di questa nuvolosità, con cieli sereni e <strong>clima ancora piacevole</strong>, seppur caratterizzato da una <strong>marcata escursione termica</strong> tra giorno e notte. Le temperature massime subiranno un lieve calo, ma valori ancora elevati si registreranno tra <strong>Toscana</strong>, <strong>Umbria</strong> e <strong>Lazio</strong>, con punte di <strong>26°C a Firenze</strong> e <strong>24°C tra Roma e Terni</strong>.</p><h2><strong>Weekend dinamico: vento, nubi in attesa del ritorno delle piogge</strong></h2><p>Il <strong>weekend</strong> rappresenterà una fase di transizione verso condizioni più instabili. <strong>Sabato 11 aprile</strong> avremo ancora tempo nel complesso discreto, soprattutto al mattino, assisteremo ad un lieve calo delle temperature massime lungo le regioni adriatiche e qualche fenomeno di <strong>instabilità pomeridiana</strong> lungo l’<strong>Appennino</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762669" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile.html" title="Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile">Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile.html" title="Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-europeo-modifica-le-previsioni-delle-temperature-per-la-settimana-dal-13-al-20-aprile-1775557435319_320.png" alt="Il modello europeo modifica le previsioni delle temperature per la settimana dal 13 al 20 aprile"></a></article></aside><p><strong>Domenica 12 aprile </strong>il quadro meteo cambierà più decisamente: una circolazione depressionaria in risalita dalle coste algerine richiamerà <strong>forti venti di Scirocco</strong>, soprattutto sul <strong>Canale di Sicilia</strong>, sulla <strong>Sardegna</strong> e lungo l’<strong>Adriatico</strong>. Le raffiche saranno intense anche sulle <strong>Bocche di Bonifacio</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/italia-spaccata-tra-caldo-quasi-estivo-e-ritorno-delle-piogge-weekend-in-bilico-poi-cambia-tutto-1775640495600.png" data-image="h3bdqxca2k9m" alt="Piogge, instabilità." title="Piogge, instabilità."><figcaption>Dalla prossima settimana le piogge torneranno ad interessare l'Italia, da Nord a Sud.</figcaption></figure><p>La nuvolosità aumenterà progressivamente a partire dal <strong>Nord</strong>, dove non si escludono deboli piogge già sul <strong>Piemonte</strong> e <strong>sulle Alpi centro-occidentali</strong>, in estensione alla Val Padana. Il peggioramento coinvolgerà anche la <strong>Sardegna</strong> entro la notte <strong>tra domenica e lunedì</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="737369" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie.html" title="Le città italiane sempre più esposte al rischio di alluvioni lampo, bisogna adottare nuove strategie ">Le città italiane sempre più esposte al rischio di alluvioni lampo, bisogna adottare nuove strategie </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie.html" title="Le città italiane sempre più esposte al rischio di alluvioni lampo, bisogna adottare nuove strategie "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie-1762083197787_320.jpg" alt="Le città italiane sempre più esposte al rischio di alluvioni lampo, bisogna adottare nuove strategie "></a></article></aside><p>L’inizio della nuova settimana vedrà un ulteriore peggioramento: <strong>lunedì 13 aprile</strong> sono attesi <strong>temporali</strong> diffusi nelle zone interne del <strong>Centro</strong>, in particolare su <strong>Toscana</strong>, <strong>Lazio </strong>e Sardegna, mentre al Nord torneranno piogge diffuse con un <strong>sensibile calo termico</strong>, fino a 10°C in meno tra <strong>Milano</strong> e <strong>Torino </strong>entro martedì 14 aprile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/italia-spaccata-tra-caldo-quasi-estivo-e-ritorno-delle-piogge-weekend-in-bilico-poi-torna-il-maltempo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Uno studio collegato alla NASA si concentra su strani oggetti in orbita terrestre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/uno-studio-collegato-alla-nasa-si-concentra-su-strani-oggetti-in-orbita-terrestre.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 14:03:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Fotografie astronomiche degli anni '50 hanno rivelato lampi inspiegabili, risalenti a prima dell'era spaziale. Si trattava di oggetti sconosciuti in orbita o semplicemente di artefatti? In questo articolo analizziamo il presunto mistero di questi oggetti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-estudio-ligado-a-la-nasa-pone-el-foco-en-objetos-extranos-en-la-orbita-terrestre-1774783189994.jpg" data-image="ih8w9ictoi9r" alt="Nasa." title="Nasa."><figcaption>È comune sentire o leggere frasi come "secondo la NASA..." per dare credito a studi che possono essere interpretati in modo scientifico rigoroso.</figcaption></figure><p>Negli archivi astronomici della metà del <strong>XX secolo,</strong> prima del lancio dello <strong>Sputnik,</strong> erano state registrate scie luminose. Decenni dopo, la loro riscoperta ha riacceso un interrogativo enigmatico: cosa orbitava attorno alla Terra quando, ufficialmente, non esistevano satelliti artificiali?</p><p>Le immagini provengono da lastre fotografiche scattate tra il 1949 e il 1958, nelle quali i ricercatori hanno rilevato lampi fugaci che appaiono in una singola esposizione e scompaiono nella successiva, <strong>senza una spiegazione immediata nei cataloghi astronomici.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>La notizia ha attirato l'attenzione dei media, suggerendo la possibilità dell'esistenza di "satelliti sconosciuti".</strong> Tuttavia, lo studio stesso non lo afferma in modo definitivo. Si riferisce con cautela a fenomeni transitori non identificati che richiedono ulteriori analisi e confronti sistematici.</div><p>Il contesto storico è fondamentale, poiché prima del 1957 non esisteva alcuna tecnologia umana in grado di mantenere stabili oggetti artificiali in orbita, e qualsiasi segnale compatibile con tale comportamento richiede un'attenta revisione dei dati, degli strumenti e delle condizioni fisiche di quell'epoca.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-estudio-ligado-a-la-nasa-pone-el-foco-en-objetos-extranos-en-la-orbita-terrestre-1774783353455.jpg" data-image="omx6gqpsxknt" alt="Spazio." title="Spazio."><figcaption>Prima dell'era CCD, le lastre fotografiche venivano realizzate utilizzando lastre di vetro con emulsioni; il processo non era sempre del tutto pulito.</figcaption></figure><p>Pertanto, la scoperta non rappresenta una rivelazione straordinaria immediata, ma un punto di partenza per lo studio del cielo osservato in passato, che, in una certa misura, può ancora riservare delle sorprese, a patto che vengano interpretate con rigore e senza ricorrere a titoli sensazionalistici.</p><h2>Cosa hanno rilevato esattamente le lastre fotografiche?</h2><p>Gli oggetti osservati non sono strutture definite o traiettorie chiare. <strong>Ma si tratta di brevi lampi puntiformi, visibili in una singola immagine e assenti nelle successive.</strong> Ciò suggerisce fenomeni di brevissima durata, difficili da classificare con i metodi tradizionali.</p><p>In alcuni casi, l'intensità del lampo sembrava incompatibile con quella di stelle distanti,<strong> il che ha portato a considerare che il fenomeno potesse essere relativamente vicino alla Terra. </strong>Questa apparente vicinanza ha alimentato interpretazioni più speculative.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-estudio-ligado-a-la-nasa-pone-el-foco-en-objetos-extranos-en-la-orbita-terrestre-1774783680123.jpg" data-image="930iguopn2np" alt="Luci e lampi puntiformi." title="Luci e lampi puntiformi."><figcaption>Nelle immagini CCD, le stelle più luminose vengono contrassegnate e selezionate per il calcolo successivo. Questo non avveniva con le lastre di vetro.</figcaption></figure><p>Tuttavia, le vecchie lastre fotografiche presentano limiti ben noti. Emulsioni chimiche, raggi cosmici, difetti dei materiali o riflessioni interne possono produrre segnali luminosi isolati che simulano oggetti reali senza esserlo effettivamente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755901" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-esplosione-di-un-buco-nero-potrebbe-cambiare-la-nostra-comprensione-dell-universo.html" title="L'esplosione di un buco nero potrebbe cambiare la nostra comprensione dell'universo">L'esplosione di un buco nero potrebbe cambiare la nostra comprensione dell'universo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-esplosione-di-un-buco-nero-potrebbe-cambiare-la-nostra-comprensione-dell-universo.html" title="L'esplosione di un buco nero potrebbe cambiare la nostra comprensione dell'universo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/explosao-de-buraco-negro-pode-ter-sido-observada-e-pode-mudar-nossa-compreensao-do-universo-1770584645126_320.png" alt="L'esplosione di un buco nero potrebbe cambiare la nostra comprensione dell'universo"></a></article></aside><p>Inoltre, la calibrazione strumentale del tempo non consente una ricostruzione accurata di distanze, velocità o dimensioni. <strong>Le immagini registrano la luce, non la natura fisica; pertanto, gli stessi ricercatori insistono sul fatto che questi dati da soli non dimostrano l'esistenza di oggetti artificiali sconosciuti.</strong></p><h3>Le spiegazioni scientifiche</h3><p>Una delle ipotesi più dibattute collega i lampi a <strong>fenomeni atmosferici o ionosferici associati ai test nucleari atmosferici condotti in quegli anni.</strong> La correlazione temporale tra esplosioni e aumento dei segnali è suggestiva, sebbene non conclusiva.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Un'altra possibilità è l'impatto dei raggi cosmici sulle lastre fotografiche. Questo fenomeno produce segni luminosi molto brevi, difficili da distinguere da veri eventi astronomici senza un'analisi statistica di grandi insiemi di dati.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Vengono prese in considerazione anche meteore estremamente veloci, riflessi solari momentanei o persino particelle cariche che interagiscono con gli strumenti. Tutte queste opzioni sono ben documentate nell'astronomia osservativa e spesso spiegano anomalie storiche simili.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="713686" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/confrontando-la-prima-immagine-della-terra-dallo-spazio-con-le-immagini-odierne-il-cambiamento-e-incredibile.html" title="Confronto tra la prima immagine della Terra dallo spazio con le immagini di oggi: il cambiamento è incredibile">Confronto tra la prima immagine della Terra dallo spazio con le immagini di oggi: il cambiamento è incredibile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/confrontando-la-prima-immagine-della-terra-dallo-spazio-con-le-immagini-odierne-il-cambiamento-e-incredibile.html" title="Confronto tra la prima immagine della Terra dallo spazio con le immagini di oggi: il cambiamento è incredibile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/confrontando-la-prima-immagine-della-terra-dallo-spazio-con-le-immagini-odierne-il-cambiamento-e-incredibile-1749031056902_320.jpg" alt="Confronto tra la prima immagine della Terra dallo spazio con le immagini di oggi: il cambiamento è incredibile"></a></article></aside><p>Il punto chiave è che nessuna di queste spiegazioni richiede l'introduzione di tecnologie sconosciute o di agenti esterni straordinari. Si tratta di processi fisici noti che, in combinazione con strumenti obsoleti, possono generare segnali enigmatici.</p><h3>Scienza, titoli di giornale e il valore dello scetticismo</h3><p>Questo caso illustra come un'osservazione legittima possa trasformarsi in un titolo sensazionalistico se scollegata dal metodo scientifico. Parlare di "satelliti sconosciuti" è accattivante, ma non riflette accuratamente il contenuto effettivo degli studi pubblicati.</p><div class="texto-destacado">La scienza progredisce accumulando prove, scartando ipotesi e affinando le spiegazioni, e questi studi dimostrano che gli archivi astronomici possono ancora offrire nuove informazioni. <strong>Riesaminare vecchi dati con strumenti moderni può rivelare fenomeni interessanti.</strong></div><p>Sottolineano inoltre l'importanza del pensiero critico nella comunicazione scientifica, dove la curiosità, pur essendo essenziale, deve essere accompagnata da contesto, cautela, <strong>rispetto per l'incertezza e verifica dei dati attraverso articoli sottoposti a revisione paritaria.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750931" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/otto-miliardi-di-persone-scompaiono-momentaneamente-nello-spazio.html" title="Otto miliardi di persone 'scompaiono' momentaneamente nello spazio">Otto miliardi di persone "scompaiono" momentaneamente nello spazio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/otto-miliardi-di-persone-scompaiono-momentaneamente-nello-spazio.html" title="Otto miliardi di persone 'scompaiono' momentaneamente nello spazio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ocho-mil-millones-de-personas-desaparecen-1769318105523_320.png" alt="Otto miliardi di persone 'scompaiono' momentaneamente nello spazio"></a></article></aside><p>Pertanto, lungi dal confermare misteri nascosti nell'orbita terrestre, queste immagini ci ricordano qualcosa di più profondo:<strong> l'Universo è sempre più complesso di quanto sembri, e comprenderlo richiede pazienza, metodologia e scetticismo informato.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/uno-studio-collegato-alla-nasa-si-concentra-su-strani-oggetti-in-orbita-terrestre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Si chiama Matusalemme ed è considerato l'albero più antico del mondo, la sua età stimata è di circa 4.800 anni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni.html</link><pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:02:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L'età di questo esemplare è stata determinata attraverso la dendrocronologia, la scienza che studia gli anelli di crescita degli alberi. Ogni anello rappresenta un anno di vita, e nel caso di questo pino, ne conta ben 4.853.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni-1761822363574.jpg" data-image="o3zh35rn1rpf" alt="L'albero più antico del mondo." title="L'albero più antico del mondo."><figcaption>La sua età è stata determinata attraverso la dendrocronologia, la scienza che studia gli anelli di crescita degli alberi. Ogni anello rappresenta un anno di vita, e nel caso di questo pino, ne conta ben 4.853, rendendolo più antico delle piramidi d'Egitto. </figcaption></figure><p>Nel cuore delle Montagne Bianche, in California, si erge l’essere vivente più antico oggi esistente sulla Terra. Stiamo parlando di Matusalemme, un esemplare di <strong>Pinus longaeva (pino dalle lunghe foglie),</strong> riconosciuto come l'albero più vecchio del mondo </p><p><strong>L'età stimata è di oltre 4.800 anni.</strong> Questo gigante silenzioso non è solo un simbolo di longevità, ma un vero e proprio archivio vivente della Terra, che ha assistito a ere geologiche, cambiamenti climatici e l'evoluzione della civiltà umana.</p><h2><strong>La scoperta nel 1957</strong></h2><p>Scoperto nel 1957 dall’esperto <strong>Edmund Schulman,</strong> Matusalemme cresce a un'altitudine di circa 3.000 metri nel cosiddetto <strong>bosco antico di Bristlecone,</strong> all'interno della <strong>Foresta Nazionale di Inyo. </strong></p><div class="texto-destacado">La sua età è stata determinata attraverso la dendrocronologia, la scienza che studia gli anelli di crescita degli alberi. </div><p>Ogni anello rappresenta un anno di vita, e nel caso di questo pino, ne conta ben 4.853, rendendolo più antico delle piramidi d'Egitto e della nascita della scrittura.</p><h2><strong>Un adattamento in un ambiente estremo e crescita lentissima</strong></h2><p>Ciò che rende <strong>Matusalemme</strong> e i suoi simili così resistenti è una combinazione di fattori ambientali e biologici. Le Montagne Bianche offrono un habitat estremo, <strong>caratterizzato da una litologia povera di nutrienti, venti forti, temperature rigide e precipitazioni scarse.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">El árbol más antiguo conocido del mundo es un pino de la especie Pinus longaeva llamado "Matusalén". Se encuentra en las Montañas Blancas de California, en el Parque Nacional de las Secuoyas. Se estima que Matusalén tiene alrededor de 4,845 años de edad. <a href="https://t.co/W9XyTlJ03M">pic.twitter.com/W9XyTlJ03M</a></p>— Los Árboles Mágicos ️, (by Oscar Gaitan) (@arboles_magicos) <a href="https://twitter.com/arboles_magicos/status/1679009994786721792?ref_src=twsrc%5Etfw">July 12, 2023</a></blockquote></figure><p>In queste condizioni avverse questi alberi sono riusciti ad adattarsi ad una crescita lentissima, con la conseguente produzione di legno denso e resinoso. Questo tipo di legno resiste con maggiore facilità a funghi, incendi e parassiti. </p><p>Le loro radici si ancorano a rocce dolomitiche, assorbendo umidità minima, mentre le foglie aghiformi riducono la perdita d'acqua. <strong>Questo adattamento estremo permette loro di sopravvivere per millenni, </strong>superando di gran lunga la longevità di altre specie arboree.</p><h2><strong>Quello di Matusalemme non è un caso isolato</strong></h2><p>La specie <strong>Pinus longaeva</strong> è nota per la sua eccezionale durata vitale. Un altro esemplare, chiamato <strong>Prometeo, </strong>fu abbattuto nel 1964 per scopi scientifici. Dopo diversi studi un gruppo di scienziati scopri che aveva <strong>4.900 anni,</strong> ma la sua distruzione suscitò polemiche e portò a una maggiore protezione di questi alberi. </p><p>Oggi, <strong>la posizione esatta di Matusalemme è tenuta segreta dal Servizio Forestale degli Stati Uniti per prevenire vandalismi e turismo eccessivo,</strong> che potrebbero danneggiarlo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni-1761822438557.jpg" data-image="r7qzvb3xnl4w" alt="Albero millenario." title="Albero millenario."><figcaption>Le loro radici si ancorano a rocce dolomitiche, assorbendo umidità minima, mentre le foglie aghiformi riducono la perdita d'acqua. </figcaption></figure><p>I visitatori possono esplorare il bosco antico, ma solo su sentieri designati, ammirando questi patriarchi senza conoscerne l'identità precisa, per ragioni di sicurezza. Il turismo di massa, difatti, rappresenterebbe una grave minaccia per questi giganti. </p><h2><strong>Una macchina del tempo per conoscere dati sul clima del passato</strong></h2><p>Questi antichi pini non sono solo meraviglie naturali, ma anche preziosi per la scienza. Gli anelli di crescita rivelano dati sul clima passato, come periodi di siccità, grandi eruzioni vulcaniche e variazioni solari. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="731053" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-albero-piu-antico-della-spagna-produce-ancora-frutti-un-ulivo-romano-di-1-700-anni-ancora-oggi-utilizzato-per-produr.html" title="Uno dei più antichi alberi d'Europa produce ancora frutti: è un olivo romano che ha 1.700 anni ">Uno dei più antichi alberi d'Europa produce ancora frutti: è un olivo romano che ha 1.700 anni </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-albero-piu-antico-della-spagna-produce-ancora-frutti-un-ulivo-romano-di-1-700-anni-ancora-oggi-utilizzato-per-produr.html" title="Uno dei più antichi alberi d'Europa produce ancora frutti: è un olivo romano che ha 1.700 anni "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-olivo-mas-antiguo-de-espana-1-700-anos-y-aun-da-frutos-1758199169371_320.jpeg" alt="Uno dei più antichi alberi d'Europa produce ancora frutti: è un olivo romano che ha 1.700 anni "></a></article></aside><p><strong>Matusalemme ha "vissuto" l'era glaciale, l'ascesa e la caduta di imperi, e continua a resistere al riscaldamento globale. </strong>La sua esistenza ci ricorda l'importanza della conservazione, in un mondo in rapida trasformazione, questi testimoni millenari meritano protezione per le generazioni future.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item></channel></rss>