<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Fri, 30 Oct 2026 19:20:15 +0000</lastBuildDate><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 19:20:15 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Halloween tutto l'anno: 5 città europee dove andare, tra atmosfere misteriose e storie di fantasmi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 18:10:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Atmosfere crepuscolari, castelli da romanzo gotico e strane leggende; Edimburgo è forse la prima città che viene in mente per una vacanza a tema Halloween, ma non è l’unica meta europea per gli amanti del mistero. Ecco 5 città alternative per andare a caccia di leggende tutto l’anno</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291271922.jpg" data-image="t36bc0mq9ll3" alt="Halloween dove andare" title="Halloween dove andare"><figcaption>Un'alba autunnale sulla città di Praga in Repubblica Ceca</figcaption></figure><p>Quando Halloween si avvicina, castelli, misteri ed enigmi attirano l’attenzione anche di chi non è appassionato del soprannaturale, ma per conoscere da vicino storie e segreti, non bisogna aspettare per forza la notte di Ognissanti. </p><div class="texto-destacado">In Europa ci sono splendide città dove antiche dimore e arcane leggende affascinano i visitatori tutto l’anno. </div><p><strong>L’autunno</strong>, con i suoi cieli grigi e la luce soffusa, è la stagione più bella per scoprirle, quando la nebbia e i colori un po' cupi rendono questi luoghi ancora più suggestivi.</p><p><strong>Edimburgo </strong>è la meta più gettonata per questo tipo di turismo, ma non la sola. Tra luoghi più noti e altri non ancora toccati dal turismo di massa, andiamo a conoscere le <strong>5 città </strong>dove vivere le atmosfere di Halloween tutto l’anno. </p><h2>5. Praga </h2><p>Eventi a tema, tradizioni popolari, sfilate in maschera fanno di Praga una città perfetta per celebrare Halloween, ma quando sulla festa vera e propria cala il sipario, la città si fa ancora più affascinante. Praga è una delle capitali più belle d’Europa, che d’estate si anima grazie a migliaia di turisti ma in autunno si riempie di<strong> magia</strong>.</p><p>Gli antichi vicoli della città sono un vero e proprio scrigno di storie di streghe e alchimisti, spettri e delitti, all’ombra della <strong>Fortezza di Vyšehrad</strong> che veglia sul fiume Moldava e sulla città. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="735133" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/samhain-il-capodanno-celtico-le-radici-astronomiche-di-halloween.html" title="Samhain, il capodanno celtico: le radici astronomiche di Halloween">Samhain, il capodanno celtico: le radici astronomiche di Halloween</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/samhain-il-capodanno-celtico-le-radici-astronomiche-di-halloween.html" title="Samhain, il capodanno celtico: le radici astronomiche di Halloween"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/samhain-il-capodanno-celtico-le-radici-astronomiche-di-halloween-1760952562595_320.jpg" alt="Samhain, il capodanno celtico: le radici astronomiche di Halloween"></a></article></aside><p>Con il suo <strong>cimitero monumentale</strong> e in una posizione che la rende meno affollata rispetto al castello di Praga, questa roccaforte offre atmosfere più intime, a cui la nebbia autunnale aggiunge un insostituibile tocco in più. </p><h2>4. York</h2><p>Piccola e meravigliosa cittadina medievale dell’Inghilterra, York è un’altra meta particolarmente amata da chi ama il brivido. Non a caso questa è considerata <strong>la città più infestata d’Europa</strong>, ed è detta anche la <strong>città dei mille fantasmi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291363399.jpg" data-image="p5c0cvnpl8z9" alt="Halloween cosa fare" title="Halloween cosa fare"><figcaption>Un vicolo nel centro storico medievale di York</figcaption></figure><p>Una passeggiata al tramonto lungo i vicoli tortuosi del centro storico basta già da sola ad assaporare il fascino di questi luoghi. Tra le antiche case a graticcio all'apparenza pronte a crollare, e le eleganti dimore vittoriane, le guglie di quella che è una delle più belle <strong>cattedrali gotiche</strong> al mondo svettano così in alto che sembrano sfidare le nuvole.</p><p>Ogni angolo contribuisce a fare di questa città la perfetta <strong>cartolina di Halloween</strong>, in ogni mese dell’anno. </p><h2>3. Český Krumlov </h2><p>Oltre Praga, in Repubblica Ceca c’è un altro luogo imperdibile per chi cerca enigmi e leggende oscure. È Český Krumlov, città <strong>patrimonio UNESCO</strong> che sembra uscita da una favola misteriosa. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756190" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/craco-il-paese-fantasma-italiano-che-ha-fatto-da-sfondo-a-film-come-007-e-la-passione-di-cristo.html" title="Craco, il paese fantasma italiano che ha fatto da sfondo a film come 007 e La Passione di Cristo">Craco, il paese fantasma italiano che ha fatto da sfondo a film come 007 e La Passione di Cristo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/craco-il-paese-fantasma-italiano-che-ha-fatto-da-sfondo-a-film-come-007-e-la-passione-di-cristo.html" title="Craco, il paese fantasma italiano che ha fatto da sfondo a film come 007 e La Passione di Cristo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/craco-il-paese-fantasma-italiano-che-ha-fatto-da-sfondo-a-film-come-007-e-la-passione-di-cristo-1772114155771_320.jpg" alt="Craco, il paese fantasma italiano che ha fatto da sfondo a film come 007 e La Passione di Cristo"></a></article></aside><p>Chiusa da antiche mura e circondata dai boschi della <strong>Boemia</strong>, questa città è stata davvero la <strong>patria dell’alchimia</strong> grazie al re Guglielmo di Rosenberg che era un appassionato della materia e che nel XVI secolo favoriva la nascita di laboratori dell’occulto. Per le strade del quartiere <strong>Latrán </strong>ancora si trovano simboli esoterici incisi sui muri, in quanto qui gli alchimisti cercavano la <strong>pietra filosofale.</strong></p><p>Il castello affacciato sul fiume di Český Krumlov, inoltre, è abitato da uno dei fantasmi più celebri in città, quello della <strong>Dama Bianca</strong>, una nobildonna morta tragicamente, membro della famiglia Rosemberg che regnò a lungo in città.</p><h2>2. Sintra </h2><p>Il castello di Sintra, con i suoi intonaci colorati e le architetture eclettiche, sembra davvero uscito da una fiaba e la bella città portoghese adagiata sul Monte della Luna è veramente perfetta per una vacanza a tema Halloween.</p><p>Oltre al castello ci sono <strong>passaggi nascosti, pozzi e giardini misteriosi</strong>, che<strong> </strong>fanno di Sintra un luogo incredibilmente suggestivao, specialmente in autunno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291411770.jpg" data-image="b3hqxp3ejo5r" alt="Halloween Europa" title="Halloween Europa"><figcaption>Il Pozzo Iniziatico nel giardino della Quinta da Regaleira a Sintra</figcaption></figure><p>Qui non ci sono storie di fantasmi particolarmente famose, ma c'è la <strong>Quinta da Regaleira</strong>, antica dimora nel cui giardino si trovano tunnel, labirinti e il famoso <strong>Pozzo Iniziatico</strong>, una profonda cavità a spirale scavata nel terreno che conduce a una rete di gallerie sotterranee.</p><p>A rendere Sintra una vera e propria città incantata ci sono poi le fortezze, i romantici palazzi e le torri.</p><h2> 1.Transilvania<br></h2><ol></ol><ol></ol><p>Che sia Halloween, Ferragosto, o un giorno qualunque, la Romania è una meta imperdibile per conoscere da vicino uno dei più celebri personaggi del mondo dell'occulto, il <strong>Conte Dracula</strong>. La Transilvania è legata indissolubilmente a questo personaggio letterario, ispirato però ad un vero conte, <strong>Vlad Țepeș.</strong> </p><p>Qualcuno può trovare quasi sorprendente che in primavera e in estate la Transilvania sia piacevolissima da vivistare in quanto verde e fiorita. In autunno, però, questa regione diventa davvero straordinaria.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291456861.jpg" data-image="99lgmy23c3eu" alt="2 novembre" title="2 novembre"><figcaption>Un paesaggio autunnale sui Carpazi, in Romania</figcaption></figure><p>Il “castello di Dracula”, secondo gli itinerari turistici, è quello di <strong>Bran</strong> che però non ha legami storici reali con il personaggio di Vlad Țepeș, nato invece nella bella città medievale di <strong>Sighișoara, </strong>dove si trova ancora la sua casa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="754626" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-poesia-dell-abbandono-i-5-luoghi-dimenticati-piu-fotogenici-d-italia-che-raccontano-storie.html" title="La poesia dell'abbandono: i 5 luoghi dimenticati più fotogenici d'Italia che raccontano storie ">La poesia dell'abbandono: i 5 luoghi dimenticati più fotogenici d'Italia che raccontano storie </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-poesia-dell-abbandono-i-5-luoghi-dimenticati-piu-fotogenici-d-italia-che-raccontano-storie.html" title="La poesia dell'abbandono: i 5 luoghi dimenticati più fotogenici d'Italia che raccontano storie "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-poesia-dell-abbandono-i-5-luoghi-dimenticati-piu-fotogenici-d-italia-che-raccontano-storie-1771344680217_320.jpg" alt="La poesia dell'abbandono: i 5 luoghi dimenticati più fotogenici d'Italia che raccontano storie "></a></article></aside><p>Tra le cime dei <strong>Carpazi</strong> che le nebbie d'autunno rendono affascinanti e misteriose, ci sono invece le rovine della <strong>fortezza di Poenari</strong>, considerata il vero castello di Dracula. Qui si trova anche il <strong>Passo del Borgo</strong>, reso celebre dal romanzo di Bram Stoker che vi ambientò lo spaventoso viaggio del protagonista Jonathan Harker fino al castello del Conte Dracula.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 16:44:37 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco come la fase instabile del vortice polare influenzerà il tempo sull'Italia a inizio novembre, con un cambiamento radicale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsav8i"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsav8i.jpg" id="xbsav8i"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Si sta per aprire un periodo particolarmente dinamico che metterà fine al dominio anticiclonico degli ultimi giorni. Proprio intorno al 5 novembre il vortice polare stratosferico, la grande struttura di aria fredda e venti occidentali che ruota <strong>a circa 30 chilometri di altezza sopra il Polo Nord,</strong> andrà progressivamente a indebolirsi. </p><p>I modelli, a partire dalle proiezioni <strong>ECMWF,</strong> convergono su un forte indebolimento, con possibile deformazione a due lobi o addirittura un’inversione dei venti zonali. Un evento che, se confermato, <strong>rappresenterebbe uno dei più precoci mai osservati, anticipando di settimane i precedenti storici collocati a fine novembre.</strong></p><h2><strong>Quali implicazioni avrà per l’Italia?</strong></h2><p>Questo disturbo non si traduce automaticamente in gelo immediato sull’Italia, perché gli effetti sulla troposfera (lo strato in cui viviamo) arrivano con un certo ritardo e dipendono da come l’anomalia si propaga verso il basso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376234778.jpg" data-image="foynhcmgl9tc" alt="Piogge." title="Piogge."><figcaption>Una fase piovosa sta per aprirsi sull'Italia.</figcaption></figure><p>Ciò che appare già chiaro è l’apertura di un periodo più dinamico e turbolento. L’indebolimento del vortice polare favorisce una circolazione atmosferica meno zonale e più ondulata, con la <strong>corrente a getto</strong> che tende a meandrizzare, aprendo la strada a frequenti saccature atlantiche o continentali pronte a scendere verso il Mediterraneo.</p><p><strong>Per l’Italia questo scenario significa il passaggio di diverse perturbazioni in successione.</strong> Le saccature, una volta arrivate sul bacino mediterraneo ancora relativamente caldo, generano maltempo diffuso, caratterizzato da piogge anche intense, temporali e un generale aumento dell’instabilità. </p><h2><strong>Quali saranno le aree più esposte?</strong></h2><p>Le regioni tirreniche potranno vedere i primi episodi più organizzati, mentre il Centro-Sud e le aree adriatiche potranno essere coinvolte in fasi successive, a seconda della traiettoria esatta delle depressioni. </p><p>Il Nord inizialmente sembra essere messo più a margini, ma anche qui, con le saccature che avranno affondi più occidentali, il maltempo tornerà a colpire, soprattutto la Liguria e le regioni di Nord-Ovest.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376293058.jpg" data-image="03376vr2u24q" alt="Ciclogenesi." title="Ciclogenesi."><figcaption>Il Mediterraneo sarà spesso sede di ciclogenesi.</figcaption></figure><p><strong>Un elemento particolarmente interessante riguarda le temperature.</strong> Con aria più fresca o moderatamente fredda in discesa, la quota neve potrà abbassarsi sensibilmente. </p><p>Non è escluso che, in occasione dei passaggi perturbati più organizzati, <strong>si osservino le prime nevicate a bassa quota sulle Alpi e, in condizioni favorevoli, anche su parte degli Appennini.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795792" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html" title="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire">Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html" title="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire-1793296294384_320.png" alt="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire"></a></article></aside><p>Si tratterebbe di fenomeni ancora tipicamente autunnali, ma già capaci di dipingere di bianco i versanti montuosi a quote inferiori rispetto a quelle usuali di inizio novembre.</p><h2><strong>Verso un autunno più dinamico</strong></h2><p>Il quadro generale che emerge è quindi quello di un autunno in transizione verso un regime più movimentato. L’alta pressione, quando presente, avrà vita più difficile e sarà interrotta con maggiore frequenza dal passaggio delle perturbazioni atlantiche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376361512.jpg" data-image="6pi0vkrrj1v0" alt="Aria fredda." title="Aria fredda."><figcaption>Un elemento particolarmente interessante riguarda le temperature. Con aria più fresca o moderatamente fredda in discesa, la quota neve potrà abbassarsi sensibilmente</figcaption></figure><p>Questo rende più concreto il rischio di fasi di maltempo ripetute, <strong>con precipitazioni, possibili temporali e i primi assaggi di neve a quote relativamente basse.</strong></p><p>Nei prossimi giorni sarà fondamentale seguire l’evoluzione del disturbo stratosferico e le sue ripercussioni sulla circolazione troposferica europea. Per ora, però, il messaggio è chiaro. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795922" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza">Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793365571183_320.png" alt="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"></a></article></aside><p>La prima decade del mese di novembre sarà caratterizzata da condizioni atmosferiche più dinamiche e turbolente, con il Mediterraneo destinato a diventare terreno fertile per lo sviluppo di nuove perturbazioni, <strong>capaci di portare piogge, temporali e le prime nevicate a bassa quota sull’Italia.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Confermato dall'OMM: i livelli di gas serra nell'atmosfera hanno raggiunto un livello record]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/confermato-dall-omm-i-livelli-di-gas-serra-nell-atmosfera-hanno-raggiunto-un-livello-record.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 14:45:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Con un potenziale di riscaldamento 270 volte superiore a quello dell'anidride carbonica, il protossido di azoto ha registrato un costante aumento, esercitando nuove pressioni sull'equilibrio termico del pianeta.</p><figure id="first-image"> <img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-de-gases-do-efeito-estufa-na-atmosfera-atinge-marca-historica-1793136563338.jpg" data-image="hrsmf86dwacb" alt="Mentre i sostituti chimici stanno guadagnando terreno nell'industria, la presenza di esafluoruro di zolfo, che ha una durata di 1.900 anni, sta triplicando in atmosfera. Foto: Magnific" title="Mentre i sostituti chimici stanno guadagnando terreno nell'industria, la presenza di esafluoruro di zolfo, che ha una durata di 1.900 anni, sta triplicando in atmosfera. Foto: Magnific"><figcaption>Mentre i sostituti chimici stanno guadagnando terreno nell'industria, la presenza di esafluoruro di zolfo, che ha una durata di 1.900 anni, sta triplicando in atmosfera. Foto: Magnific</figcaption></figure><p>La concentrazione dei principali gas serra nell’atmosfera ha raggiunto livelli senza precedenti nel 2025. Uno studio pubblicato dall’<strong>Organizzazione meteorologica mondiale</strong> ha indicato che<strong> la concentrazione di anidride carbonica </strong><strong>ha superato del 53% i valori registrati</strong> nel periodo precedente all’era industriale.</p><p>Anche il metano e il protossido di azoto hanno mostrato incrementi significativi, <strong>raggiungendo livelli superiori rispettivamente del 167% e del 26% a quelli osservati prima del 1750.</strong> Sebbene l’assorbimento da parte dei pozzi naturali abbia rallentato il tasso di crescita annuale, la quantità di calore trattenuta sul pianeta continua ad aumentare. </p><h2> Dinamica e diffusione dell’anidride carbonica sul pianeta</h2><p>In termini pratici, <strong>la concentrazione di anidride carbonica ha raggiunto le 426,8 parti per milione nel 2025.</strong> Questo valore corrisponde a circa 426 molecole di questa sostanza per ogni milione di molecole presenti nell’aria a livello globale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-de-gases-do-efeito-estufa-na-atmosfera-atinge-marca-historica-1793133796260.jpg" data-image="oelzd8lwwaok" alt="La concentrazione atmosferica di anidride carbonica ha superato del 53% i livelli preindustriali, raggiungendo le 426,8 parti per milione a livello mondiale. Immagine illustrativa" title="La concentrazione atmosferica di anidride carbonica ha superato del 53% i livelli preindustriali, raggiungendo le 426,8 parti per milione a livello mondiale. Immagine illustrativa"><figcaption>La concentrazione atmosferica di anidride carbonica ha superato del 53% i livelli preindustriali, raggiungendo le 426,8 parti per milione a livello mondiale. Immagine illustrativa</figcaption></figure><p><strong>È stato registrato un incremento di 2,8 parti per milione rispetto al dato consolidato del 2024.</strong> Il risultato ha superato la media annuale dell’ultimo decennio, pari a 2,62 parti per milione, pur rimanendo leggermente inferiore all’aumento di 3,6 osservato nel periodo precedente.</p><div class="texto-destacado"> Tra il 2015 e il 2024, metà delle emissioni antropiche è rimasta direttamente nell’atmosfera. La parte restante si è distribuita in modo diseguale: gli oceani ne hanno assorbito il 29%, mentre i sistemi terrestri hanno catturato il restante 21% attraverso processi biologici e geologici.<br> </div><p>L’anidride carbonica rappresenta il 66% del riscaldamento totale generato da tutti i gas atmosferici. Inoltre, la continua combustione di combustibili fossili <strong>ha reso questo gas responsabile dell’83% dell’aumento della</strong> radiazione trattenuta negli ultimi dieci anni.</p><h2> L’andamento del metano, del protossido di azoto e dei gas industriali</h2><p> Il metano, responsabile del 16% del forzante radiativo atmosferico, <strong>ha registrato una concentrazione media di 1948 parti per miliardo, con un aumento di 6 unità rispetto al 2024.</strong> Questo incremento è stato inferiore alla media decennale di 10,2 unità all’anno, di cui due terzi generati dall’agricoltura e dai rifiuti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790131" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli">Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli-1790172973662_320.jpeg" alt="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"></a></article></aside><p> <strong>Il protossido di azoto ha raggiunto le 339,1 parti per miliardo, con un aumento di 1,1 unità rispetto al periodo precedente</strong>. Un terzo proviene dai fertilizzanti e questo gas rappresenta il 6% del calore trattenuto, mentre la sua capacità di riscaldare il pianeta è circa 270 volte superiore a quella dell’anidride carbonica. </p><div class="texto-destacado"> D’altra parte, mentre l’impiego dei clorofluorocarburi tradizionali è diminuito, i loro sostituti, come gli idrofluorocarburi, hanno continuato a diffondersi costantemente. Nel settore industriale, i gas alogenati rappresentano il 12% della radiazione termica e suscitano preoccupazioni sul piano tecnico.<br> </div><p><strong>La presenza nell’atmosfera</strong><strong> di esafluoruro di zolfo è triplicata dalla metà degli anni Novanta </strong>e si stima che la sua permanenza superi i 1900 anni. Inoltre, le perdite e le fughe di idrogeno hanno un effetto indiretto, perché riducono i radicali ossidrile, essenziali per l’eliminazione del metano.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Victor%20Abdala" data-year="2026" data-title="Concentra%C3%A7%C3%A3o%20de%20gases%20do%20efeito%20estufa%20atingem%20n%C3%ADveis%20recordes" data-url="https%3A%2F%2Fagenciabrasil.ebc.com.br%2Fmeio-ambiente%2Fnoticia%2F2026-10%2Fconcentracao-de-gases-do-efeito-estufa-atingem-niveis-recordes">Victor Abdala. (2026). <a href="https://agenciabrasil.ebc.com.br/meio-ambiente/noticia/2026-10/concentracao-de-gases-do-efeito-estufa-atingem-niveis-recordes" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La concentrazione dei gas serra raggiunge livelli record</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/confermato-dall-omm-i-livelli-di-gas-serra-nell-atmosfera-hanno-raggiunto-un-livello-record.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 13:09:15 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Inizio novembre freddo, colpa del Burian e del Ponte di Voejkov? Analizziamo con un approfondimento il significato di questi neologismi. Ecco dove soffia veramente il Buran (termine più corretto). </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs9d0m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs9d0m.jpg" id="xbs9d0m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In questi giorni di fine ottobre inizio novembre <strong>si fa un gran parlare della figura barica del Ponte di Voejkov</strong> nonché dell’irruzione fredda con il presunto <strong>Burian che irrompe in Italia.</strong></p><p>Sono termini che compaiono quasi a ogni avvezione fredda invernale, fanno colpo, attraggono l’attenzione ma<strong> spesso sono scomodati a sproposito.</strong> Il termine Burian poi, come vedremo, è sbagliato (il vento siberiano si chiama buran) inappropriato per l’Italia. </p><p>Vediamo di spiegare dunque cosa sono, come sono nati questi termini e che cosa rappresentano veramente.</p><h2>Cos’è il Ponte di Voejkov </h2><p>Il termine <strong>Ponte di Voejkov si è diffuso nei forum di meteorologia</strong> nei primi anni del XX secolo. Con questo neologismo<strong> si intende la formazione di una grande fascia anticiclonica</strong> nata dall’unione dell’alta pressione atlantica con l’anticiclone russo-siberiano. L’asse, il termine più appropriato sarebbe comunque<strong> “asse di Voejkov”, si distende in latitudine, in zone settentrionali,</strong> così nel suo fianco meridionale scorre aria fredda di origine continentale artica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793363740929.jpg" data-image="7r6dcgc6g354"><figcaption>Allargando le nostre mappe, si nota che l'anciclone responsabile del freddo non è realmente unito a quello siberiano. Imprecisioni che approfondiamo a parte dunque non sarebbe una situazione di asse di Vojekov e di Buran.</figcaption></figure><p>Prende il <strong>nome dal climatologo e geografo russo Aleksandr Voejkov </strong>(1842-1916). <strong>Voejkov non usava però ponte o asse,</strong> ma identificò con questo <strong>nome il promontorio del massimo esteso sulla Siberia</strong> in inverno, lungo il 50° parallelo. La struttura attraversa gli Urali fino a Ucraina e Moldavia, per indebolirsi verso la Francia meridionale, forma poi una sella con l’anticiclone delle Azzorre.<br><strong>Quasi mai citato nella letteratura scientifica moderna, </strong>comparire in poche pubblicazioni, fra cui una Matishov del 2014.</p><h2>La situazione attuale: è un ponte di Voejkov?</h2><p>Intanto, <strong>più correttamente non si dovrebbe parlare di “ponte” ma di “asse”</strong> o <strong>meglio ancora di “cresta”</strong>. Voejkov infatti studiò quest’ultima. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="28742" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/ondata-di-freddo-neve-del-febbraio-2012.html" title="L'ondata di freddo e neve del febbraio 2012">L'ondata di freddo e neve del febbraio 2012</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/ondata-di-freddo-neve-del-febbraio-2012.html" title="L'ondata di freddo e neve del febbraio 2012"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ondata-di-freddo-neve-del-febbraio-2012-28742-1_320.jpg" alt="L'ondata di freddo e neve del febbraio 2012"></a></article></aside><p>Venendo all’irruzione in corso, <strong>i primi giorni di novembre saranno caratterizzati da un robusto anticiclone </strong>con massimo principale di 1040 hPa <strong>sulla Scozia, unito in una sella a un altro anticiclone presente sulla Russia </strong>europea settentrionale. In seguito il massimo si porterà più a nord, con asse rivolto verso il Mar Nero. In quota aria fredda alimenta un vortice retrogrado. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793363841528.jpg" data-image="p4pxtpe1a831"><figcaption>Nei primi di novembre l'aria fredda affluisce per un anticiclone sulla Scozia, vicino ma non ancora posizionato a blocco Scandinavo. La neve, si nota, riguarda solo alcune zone alpine e Appenniniche, non le basse quote e men che meno la pianura padana.</figcaption></figure><p>La figura barica in atto dunque, <strong>in ogni caso, non corrisponde a quella del presunto asse o ponte</strong> di Voejkov, a volte indicato anche come Weikoff.</p><h2>E il burian?</h2><p>Sempre in questi giorni è rispuntato il termine burian. </p><div class="texto-destacado">In meteorologia con Buran (non burian!) si intende un vento orientale o nordorientale gelido tipico delle steppe fra Russia meridionale, Kazakistan, Siberia. Porta gran gelo e talora tempeste di neve con vento e scaccianeve.</div><p>In Italia è stato associato per la prima volta ad ondate di gelo in occasione di una storica irruzione di fine dicembre 1996. Poi, si è diffuso con l’avvento sempre di forum e gruppi social fra gli appassionati, <strong>usato per identificare grandi irruzioni fredde, anche in presenza dell’asse di Voejkov.</strong> </p><p>In realtà è un uso improprio, in quanto <strong>buran è un nome locale del vento gelido da E-NE</strong>. Un po’ come se ci fosse sudest in Russia, venisse chiamato scirocco o il nordovest maestrale.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Un po’ come se ci fosse sudest in Russia, venisse chiamato scirocco o il nordovest maestrale.<br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L’American Meteorological Society infatti nel suo glossario definisce <strong>Buran “Un forte vento da nord-est che soffia in Russia e in Asia centrale". </strong>Interessante che quando solleva neve viene chiamato "buran bianco" o, nella tundra, "purga". </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793365313400.jpg" data-image="zffvj4avjjtq"><figcaption>Le anomalie termiche in quota previste il 2 novembre 2026 in Europa.</figcaption></figure><p><strong>In Alaska il vento gelido da NE è noto come "burga",</strong> in USA e Canada Blizzard, nella east coas USA Nor’estarn. <strong>In Francia e Svizzera è detto Bise, i</strong>n Spagna levante, in Germania Ostwind o Ostwetterlage e in UK Beast from the East. Per l’Italia dunque anche quando il vento orientale è più corretto parlare di <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-bora-origine-del-vento-piu-violento-del-mediterraneo.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">bora</a> o grecale.</p><h2>Quindi, inizio novembre di gelo e neve?</h2><p>In questi giorni in effetti<strong> l’Italia sarà investita da venti freddi di bora e grecale</strong>, con raffiche a Trieste stimate anche a 80-90 km/h. Le isoterme scendono di valore, ma <strong>a fatica si arriva ad avere la linea di 0°C a 850 hPa prossima alle Alpi. </strong>Le temperature al suolo scenderanno in misura minore, <strong>senza importanti gelate in pianura.</strong> Solo nelle valli alpine si avrà gelo. <strong>Freddo si, vento anche ma non certo tali da scomodare un vento siberiano</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795896" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia">Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359679067_320.jpg" alt="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"></a></article></aside><p> Quanto alle precipitazioni, p<strong>iogge anche abbondanti sono confermate al centro sud versante Adriatico</strong> a seguito della <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">segnalata ciclogenesi</a>. Temporali anche in altre zone del sud, variabilità al centro, precipitazioni in genere deboli al nord.</p><p>E la neve? <strong>Nessuna nevicata interesserà la pianura padana, nemmeno la collina </strong>a basse quote vedrà la neve. Solo <strong>modeste imbiancate sono previste sulle Alpi, </strong>specie in quelle marittime piemontesi esposte all’est, oltre 800-1000 m, localmente 600 m. </p><p><strong>Prime nevicate sono previste nell’Appennino Emiliano </strong>oltre 1000-1200 m, mentre <strong>in quello centrale si avranno anche 5-10 cm di neve nelle zone sopra ai 1200-1300 m </strong>di Abruzzo e Molise.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong> </div><p>Allargando lo sguardo ,<strong> freddo ma sotto anticiclone e quindi senza neve l’Europa centrale, </strong>mentre le nevicate potranno interessare a bassa quota l’Austria e in parte la Slovenia, oltre alla zona balcanica. Più freddo anche in Francia, ma con scarsi fenomeni e senza nevicate a bassa quota. </p><p>Insomma, l<strong>’autunno avanza e l’inverno inizia a bussare alle porte, ma Voejkov e Buran (non burian) restano a casa loro, </strong>in Russia.</p><h3><em>Riferimenti notizia:</em></h3><p><em>Matishov, G. G., Dzhenyuk, S. L., Moiseev, D. V., & Zhichkin, A. P. (2014). Pronounced anomalies of air, water, ice conditions in the Barents and Kara Seas, and the Sea of Azov. Elsevier.</em></p><p><em>AMS Glossary of Meteorology, voce buran: <a href="https://glossary.ametsoc.org/wiki/buran/">https://glossary.ametsoc.org/wiki/buran/</a></em> </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 11:46:56 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'avvio di novembre vedrà l'Italia spaccata in due da un'intensa irruzione fredda balcanica. Mentre il Nord e l'Alto Tirreno godranno di una maggiore stabilità, ma con gelate notturne, il Sud e l'Adriatico affronteranno una fase di maltempo fredda, con piogge e prime nevicate appenniniche.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs8uty"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs8uty.jpg" id="xbs8uty"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>A partire <strong>dal fine settimana e poi anche nel corso della prossima settimana</strong> assisteremo a un vero e proprio <strong>anticipo d'inverno</strong> (o comunque a una fase tardo-autunnale) su buona parte del nostro Paese. In alcune aree, infatti, il clima assumerà <strong>caratteristiche più tipiche della stagione invernale che di quella autunnale.</strong></p><p>La circolazione atmosferica sul nostro continente sarà fortemente influenzata dall'<strong>imponente anticiclone di blocco posizionato tra Regno Unito e Scandinavia</strong>, da dove riuscirà ad inibire il transito delle correnti perturbate atlantiche, favorendo invece l'affondo di <strong>masse d'aria fredda di estrazione continentale</strong> sul suo fianco orientale.</p><p><strong>L'aria fredda</strong>, muovendosi attraverso l'Europa orientale e i Balcani, scivolerà verso sud, andando a tuffarsi direttamente nel bacino de<strong>l Mediterraneo centrale e sulla nostra penisola</strong>. Questa dinamica darà vita a<strong> una circolazione ciclonica</strong> sul Mediterraneo, responsabile di una fase tipicamente autunnale <strong>sul Sud Italia</strong>, con <strong>una spiccata instabilità e un generale netto calo termico</strong> che, poi, potrà persistere per gran parte della prossima settimana, con marcate anomalie termiche.</p><h2>Nord e versante tirrenico: freddo intenso, crollo termico e cielo sereno</h2><p><strong>Il Nord e il medio alto versante tirrenico</strong> si troveranno protetti, in gran parte, dalla barriera alpina e da quella appenninica e, perciò, interessati da correnti orientali più secche. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359233233.jpg" data-image="akif82evzih1"><figcaption>Le mappe della circolazione dei venti, per l'inizio della prossima settimana, ci permettono di constatare la posizione dell'alta pressione sul Regno Unito e Mare di Norvegia, mentre sul Sud Italia la depressione continua ad attrarre l'aria fredda verso di sé. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Su questi settori la prossima settimana sarà caratterizzata da un <strong>tempo prevalentemente asciutto e</strong> <strong>spesso soleggiato</strong>, salvo nubi e fenomeni possibili sui rilievi appenninici, ma comunque caratterizzato da un <strong>sensibile calo termico.</strong></p><div class="texto-destacado">Infatti l'irruzione fredda produrrà anomalie termiche negative consistenti con valori massimi che potrebbero scendere anche di <strong>3-5°C a di sotto delle medie climatiche del periodo.</strong></div><p>Nelle ore notturne e al primo mattino, con la complicità del cielo sereno e quindi dell'irraggiamento notturno, l<strong>e temperature minime scenderanno diffusamente sotto i +5°C </strong>in pianura e nelle valli, con il rischio di<strong> punte anche inferiori, con valori prossimi allo zero o anche sotto zero</strong>, quindi in grado di produrre<strong> le prime gelate.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795819" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm.html" title="Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm">Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm.html" title="Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm-1793307277274_320.png" alt="Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm"></a></article></aside><p>Andrà meglio di giorno, anche se i<strong> freddi venti nord-orientali</strong> non consentiranno alle temperature massime di aumentare con decisione e, anzi, riusciranno a farci percepire <strong>temperature anche inferiori a quelle realmente indicate dai termometri</strong>.</p><h2>Il Sud e il medio-basso Adriatico con piogge, temporali e neve</h2><p>Una situazione molto diversa sarà vissuta invece <strong>al Meridione</strong>, <strong>sulla Sicilia e sulle zone del medio e basso adriatico </strong>che, esposte direttamente alle <strong>correnti di grecale e di tramontana </strong>e interessate maggiormente dalla dall'azione della depressione alimentata dall'aria fredda, vedranno <strong>un freddo intenso per la stagione e anche umido, con precipitazioni</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359494295.jpg" data-image="liqasan09nmx"><figcaption>Mappa degli accumuli previsti entro metà della prossima settimana. Piogge persistenti, rovesci anche diffusi e locali temporali potrebbero assumere anche forte intensità, in particolare sulle fasce costiere e ioniche di Puglia, Calabria e Sicilia. EMCWF-MeteoRed </figcaption></figure><p>Nel corso della <strong>prossima settimana </strong>queste regioni saranno interessate da una <strong>fase di maltempo anche severo</strong>, caratterizzata da<strong> piogge persistenti, rovesci anche diffusi e locali temporali </strong>che potrebbero assumere <strong>anche forte intensità</strong>, in particolare sulle<strong> fasce costiere e ioniche di Puglia, Calabria e Sicilia</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359679067.jpg" data-image="m19ll8khxiy0"><figcaption>Mappa delle temperature a 700 hPa, riferita a lunedì prossimo, ci aiuta ad evidenziare la massa d'aria fredda in arrivo nei prossimi giorni sul nostro Paese. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>È pensabile che su queste zone si possano raggiungere <strong>accumuli di pioggia anche abbondanti</strong>, che sommati nel corso dell'intera settimana potrebbero segnare <strong>punte anche elevate. </strong></p><p>L'arrivo dell'aria fredda in quota sarà responsabile anche del <strong>probabile ritorno della neve lungo la dorsale appenninica</strong> centro-meridionale in calo a quote via via più basse<strong>. Sull'Appennino centrale si potrebbe arrivare fin verso i 1000-1200 metri</strong>, specialmente sui versanti adriatici, mentre su quello meridionale la neve si attesterà intorno ai 1400-1600 metri.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795792" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html" title="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire">Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html" title="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire-1793296294384_320.png" alt="Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire"></a></article></aside><p>Questi dati potrebbero subire delle variazioni, in base alla precisa posizione del minimo, che andrà definita maggiormente nei <strong>prossimi aggiornamenti</strong> e che influenzerà anche l'entità del flusso di aria fredda, la penetrazione della stessa verso sudovest e, quindi, anche le temperature e la quota neve.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il "super El Niño" raggiunge il valore record di 3,4°C: "mai nulla di simile era stato osservato"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-super-el-nino-raggiunge-il-valore-record-di-3-4-c-mai-nulla-di-simile-era-stato-osservato.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 11:17:49 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'anomalia assoluta settimanale della temperatura della superficie marina nella regione Niño 3.4 ha raggiunto i +3,4 °C, il valore più elevato mai registrato. Tale dato si avvicina al livello previsto dai modelli per il picco trimestrale del "super El Niño".</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-alcanca-3-4-c-de-anomalia-entenda-o-que-isso-significa-e-o-que-esperar-1793284541560.png" data-image="nv5tm5qxkbz0"><figcaption>Anomalia della temperatura della superficie del mare tra il 19 e il 25 ottobre 2026. La regione indicata come Niño 3.4 corrisponde all'area di monitoraggio di El Niño. Crediti: BoM.</figcaption></figure><p>L’anomalia settimanale assoluta della temperatura superficiale del mare (TSM) nel Pacifico equatoriale ha <strong>raggiunto gli impressionanti +3,4 °C nell’ultima settimana nella regione di monitoraggio di El Niño,</strong> secondo i dati della NOAA, l’Amministrazione nazionale oceanica e atmosferica degli Stati Uniti.</p><div class="texto-destacado">Secondo un’analisi esclusiva di Meteored Brasile, questo valore non era mai stato osservato prima.</div><p>D’altra parte,<strong> le anomalie settimanali relative non costituiscono ancora un record, ma hanno già raggiunto i +2,5 °C nello stesso periodo. </strong>Queste cifre confermano l’intensità eccezionale del riscaldamento; è però importante comprendere che le due misurazioni rappresentano concetti diversi e che i valori settimanali non determinano, da soli, la classificazione finale di El Niño. Qual è dunque l’effettiva intensità attuale di El Niño e che cosa suggeriscono questi valori settimanali?</p><h2>Anomalie assolute e anomalie relative a confronto</h2><p><strong>L’anomalia assoluta indica quanto la temperatura supera la media climatica di riferimento.</strong> L’anomalia relativa sottrae il riscaldamento di fondo degli oceani tropicali, presentando valori inferiori.</p><p>I due valori descrivono il riscaldamento da prospettive diverse:<strong> le anomalie assolute rappresentano il fenomeno di El Niño sommato al riscaldamento globale,</strong> mentre le anomalie relative cercano di isolare il segnale del fenomeno di El Niño.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-alcanca-3-4-c-de-anomalia-entenda-o-que-isso-significa-e-o-que-esperar-1793284704329.png" data-image="5ty81rh0f8zi"><figcaption>Serie storica delle anomalie settimanali assolute della TSM, basata sui dati della NOAA, con i due record più elevati in evidenza. Crediti: Meteored.</figcaption></figure><p><strong>Nella serie storica della NOAA, iniziata nel 1981, non era mai stata osservata un’anomalia assoluta di 3,4 °C.</strong> Il valore più elevato dell’anomalia assoluta, escludendo l’evento del 2026/2027, è di 3 °C, registrato nella settimana del 18 novembre 2015.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-alcanca-3-4-c-de-anomalia-entenda-o-que-isso-significa-e-o-que-esperar-1793285174533.png" data-image="k6a5qze1jpn0"><figcaption>Serie storica delle anomalie settimanali relative della TSM, basata sui dati della NOAA, con i due valori più elevati in evidenza. Crediti: Meteored.</figcaption></figure><p><strong>In termini di anomalia relativa, il valore di 2,5 °C è inferiore al record di 2,9 °C osservato nella settimana del 29 dicembre 1982</strong>. Vale però la pena sottolineare che quel record fu raggiunto durante il picco dell’evento di quell’anno, mentre quello attualmente in corso non ha ancora raggiunto il suo massimo. Inoltre, non era mai stata osservata prima un’anomalia di 2,5 °C in ottobre.</p><h2>Come verrà determinata l’intensità finale del super El Niño?</h2><p>L’intensità finale di El Niño verrà determinata attraverso la media trimestrale delle anomalie della TSM nel Pacifico equatoriale, e non sulla base dei valori settimanali isolati più elevati. <strong>Nell’attuale metodologia ufficiale viene utilizzato il RONI, basato sulle anomalie relative; in precedenza il monitoraggio veniva effettuato attraverso l’ONI</strong>, basato sulle anomalie assolute.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795244" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, Super El Niño protagonista: ECMWF conferma, circolazione atlantica con piogge da ovest">Inverno 2026-27 in Italia, Super El Niño protagonista: ECMWF conferma, circolazione atlantica con piogge da ovest</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, Super El Niño protagonista: ECMWF conferma, circolazione atlantica con piogge da ovest"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest-1793027708531_320.jpg" alt="Inverno 2026-27 in Italia, Super El Niño protagonista: ECMWF conferma, circolazione atlantica con piogge da ovest"></a></article></aside><p>Secondo gli indici più recenti,<strong> il trimestre luglio-agosto-settembre ha registrato un’anomalia di +1,7 °C secondo il RONI, corrispondente a un fenomeno di El Niño forte </strong>(superiore a +1,5 °C), e di +2,2 °C secondo l’ONI, collocandosi nella categoria molto forte (superiore a +2,0 °C).</p><h2>Che cosa suggeriscono le anomalie settimanali?</h2><p>Le anomalie settimanali non determinano l’intensità finale di El Niño, che viene calcolata a partire dalle medie trimestrali. Aiutano però a seguire l’evoluzione del fenomeno e, in questo momento, mostrano un segnale importante:<strong> il riscaldamento del Pacifico equatoriale sta già raggiungendo valori vicini a quelli previsti dai principali modelli per il picco dell’evento.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-alcanca-3-4-c-de-anomalia-entenda-o-que-isso-significa-e-o-que-esperar-1793285194726.png" data-image="84t2irzfrys6"><figcaption>L’insieme dei modelli dell’IRI prevede un’anomalia assoluta trimestrale nell’ordine di 3,5 °C tra i trimestri ottobre-novembre-dicembre e novembre-dicembre-gennaio. Crediti: Meteored/IRI.</figcaption></figure><p><strong>La colonna del modello IRI indica che la media trimestrale delle anomalie assolute potrebbe avvicinarsi a +3,5 °C </strong>nei periodi ottobre-novembre-dicembre e novembre-dicembre-gennaio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794353" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-un-nuovo-aggiornamento-delle-previsioni-conferma-un-picco-eccezionale-di-3-5-c.html" title="Super El Niño: un nuovo aggiornamento delle previsioni conferma un picco eccezionale di 3,5 °C">Super El Niño: un nuovo aggiornamento delle previsioni conferma un picco eccezionale di 3,5 °C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-un-nuovo-aggiornamento-delle-previsioni-conferma-un-picco-eccezionale-di-3-5-c.html" title="Super El Niño: un nuovo aggiornamento delle previsioni conferma un picco eccezionale di 3,5 °C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-nova-previsao-confirma-pico-excepcional-de-3-5-c-1792441726865_320.png" alt="Super El Niño: un nuovo aggiornamento delle previsioni conferma un picco eccezionale di 3,5 °C"></a></article></aside><p>Per raggiungere questa media<strong>, il riscaldamento dovrà mantenersi su livelli molto elevati nei prossimi mesi.</strong> Ciò suggerisce che le anomalie settimanali potrebbero rimanere vicine ai valori attuali o persino aumentare ancora leggermente fino alla fine dell’anno, prima che l’evento raggiunga il suo picco.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-super-el-nino-raggiunge-il-valore-record-di-3-4-c-mai-nulla-di-simile-era-stato-osservato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Richard Anslow, ricercatore a Cambridge, su comete e origine della vita: "un’idea piuttosto romantica, ma improbabile"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/richard-anslow-ricercatore-a-cambridge-su-comete-e-origine-della-vita-un-idea-piuttosto-romantica-ma-improbabile.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Per decenni abbiamo immaginato le comete come portatrici degli ingredienti della vita. Una nuova ricerca dell’Università di Cambridge ridimensiona questa ipotesi: gli impatti sarebbero stati troppo violenti per preservare le preziose molecole organiche.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/richard-onslow-ricercatore-a-cambridge-su-comete-e-origine-della-vita-un-idea-piuttosto-romantica-ma-improbabile-1793272088904.png" data-image="k7m0jlwiy68a" alt="Bombardamento cometario" title="Bombardamento cometario"><figcaption>Rappresentazione artistica della Terra circa quattro miliardi di anni fa, quando il nostro pianeta era ancora sottoposto agli impatti di asteroidi e comete. Le collisioni potevano modificare profondamente le condizioni ambientali e distruggere le molecole organiche trasportate. Credit: David A. Aguilar, Center for Astrophysics</figcaption></figure><p><strong>Un recente studio mette seriamente in discussione la possibilità che le comete possano essere state protagoniste della nascita della vita sulla Terra</strong>. Secondo gli studiosi, è un’idea romantica più che una possibilità realistica.</p><p>Che le comete trasportino composti organici è verificato, <strong>il problema riguarda piuttosto ciò che riescono effettivamente a consegnare alla superficie terrestre.</strong></p><h2>Le comete, preziosi scrigni di molecole organiche</h2><p><strong>Le comete</strong> sono tra i corpi più antichi del sistema solare. Costituite di ghiaccio, polvere (per questo spesso definite come "palle di neve sporca") e composti chimici del carbonio, <strong>si sono formate </strong>a partire dalla nube protostellare <strong>circa 4.6 miliardi di anni fa. </strong></p><p>A motivo della loro età, vecchia tanto quanto quella del Sole, <strong>sono generalmente considerate come fossili del Sistema Solare</strong>. Nonostante ciò, nel corso della loro vita, a seconda dell’orbita attorno al Sole più o meno eccentrica, la parte esterna delle comete ha potuto subire modifiche fisiche, durante la sublimazione dei ghiacci superficiali prodotta dalla radiazione solare. Ma radiazione solare e raggi cosmici hanno potuto modificare anche la composizione chimica superficiale. </p><div class="texto-destacado">La scoperta della presenza di composti molecolari del carbonio nelle comete risale alla seconda metà dell’800. E’ però all’inizio degli anni ‘60 che vengono avanzate le prime ipotesi che gli impatti cometari possano aver fornito alla Terra primordiale sostanze utili alla sintesi prebiotica. Bisogna aspettare gli anni ‘70 per avere la conferma della presenza di molecole organiche, come il cianuro di metile.</div><p>Missioni spaziali come Rosetta, che ha studiato la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, hanno dimostrato che <strong>questi corpi contengono addirittura in abbondanza molecole organiche</strong>. Molte di queste molecole sono state osservate nei dischi protoplanetari di stelle giovani, ciò suggerendo che le comete, come anche gli asteroidi, abbiano catturato queste molecole dallo stesso ambiente in cui si sono formati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/richard-onslow-ricercatore-a-cambridge-su-comete-e-origine-della-vita-un-idea-piuttosto-romantica-ma-improbabile-1793272225590.png" data-image="g0pozxrrzif0" alt="cometa 67P" title="cometa 67P"><figcaption>Il nucleo della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ripreso dalla sonda Rosetta dell'Agenzia Spaziale Europea. Le osservazioni della missione hanno contribuito a documentare la complessità chimica dei corpi cometari. Credit: ESA/Rosetta/NavCam.</figcaption></figure><p>Il problema che è stato affrontato in un recentissimo studio è che <strong>la presenza di tali molecole su una cometa che impatta contro la Terra non garantisce la loro sopravvivenza all’impatto</strong>, come anche non è garantito che le condizioni a Terra siano idonee ad una loro successiva fase prebiotica.</p><h2>Gli impatti troppo violenti: ecco cosa hanno scoperto le simulazioni</h2><p>Il gruppo di ricerca, guidato dall'astrofisico <strong>Richard Anslow</strong> dell’Università di Cambridge, ha ricostruito attraverso sofisticati modelli numerici la storia del bombardamento cometario della Terra primordiale.</p><p><strong>Hanno realizzato 100.000 simulazioni di impatti cometari, </strong>considerando dimensioni, velocità e angoli d'ingresso delle comete nell'atmosfera, insieme alla possibilità che le molecole organiche, <strong>l’acido cianidrico</strong> <strong>(HCN)</strong>nello specifico, sopravvivessero alle temperature e alle pressioni sviluppate durante l'impatto.</p><p>Mediamente <strong>le comete raggiungono la Terra a velocità dell'ordine dei 100.000 chilometri orari liberando una tale energia da poter distruggere gran parte delle molecole trasportate</strong>. Da un canto, le comete più piccole e quelle che arrivano con un angolo di inclinazione molto grande si frammentano e si disintegrano ancor prima dell’impatto. D’altro canto, gli impatti più diretti sono spesso troppo energetici per preservare le molecole organiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="726196" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuove-evidenze-supportano-come-l-acqua-sulla-terra-abbia-origine-nelle-comete.html" title="L’acqua sulla Terra viene dalle comete? Nuove evidenze lo confermano">L’acqua sulla Terra viene dalle comete? Nuove evidenze lo confermano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuove-evidenze-supportano-come-l-acqua-sulla-terra-abbia-origine-nelle-comete.html" title="L’acqua sulla Terra viene dalle comete? Nuove evidenze lo confermano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nuove-evidenze-supportano-come-l-acqua-sulla-terra-abbia-origine-nelle-comete-1756053676559_320.png" alt="L’acqua sulla Terra viene dalle comete? Nuove evidenze lo confermano"></a></article></aside><p>Il risultato è che <strong>solo nel 46% di impatti è stato possibile depositare HCN in concentrazioni considerate utili alla chimica prebiotica</strong>, tenendo conto anche della limitata disponibilità di terre emerse.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Solo una su due comete riesce a far arrivare in superficie materiale organico intatto.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La frequenza degli impatti è stata elevata nei primi 500 milioni di anni per poi diminuire rapidamente nelle epoche successive. Pertanto, <strong>se materiale organico è arrivato intatto sulla Terra, ciò deve essere avvenuto nelle epoche più remote.</strong> Quindi, si riduce la finestra temporale. Ma non solo.</p><p><strong>Perché l’acido cianidrico possa reagire producendo molecole più complesse deve avere una sufficiente concentrazione</strong>. Tuttavia, l'acqua presente nell'ambiente circostante (dopo l'impatto) avrebbe potuto diluirlo nel giro di giorni o settimane, riducendo la concentrazione e pregiudicando ulteriori reazioni.</p><h2>Se non furono le comete, da dove arrivarono gli ingredienti della vita?</h2><p><strong>Lo studio</strong> pubblicato sulla rivista Scientific Reports non esclude completamente che la nascita della vita sulla Terra abbia potuto avere un contributo cometario. Tuttavia, <strong>ribadisce che questa idea sia più romantica che realistica.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760791" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-se-la-vita-sulla-terra-avesse-origini-extraterrestri.html" title="E se la vita sulla Terra avesse origini extraterrestri?">E se la vita sulla Terra avesse origini extraterrestri?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-se-la-vita-sulla-terra-avesse-origini-extraterrestri.html" title="E se la vita sulla Terra avesse origini extraterrestri?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/et-si-la-vie-sur-terre-avait-des-origines-extraterrestres-1774107197741_320.jpeg" alt="E se la vita sulla Terra avesse origini extraterrestri?"></a></article></aside><p>Possibilità alternativa è che <strong>le molecole prebiotiche siano arrivate sempre dallo spazio ma portate dagli asteroidi</strong>, molto più frequentemente coinvolti negli impatti con la Terra. Sappiamo oggi che anche le superfici di questi oggetti celesti sono ricche, addirittura di cocktail di composti organici, come nel caso dell’asteroide Bennu.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/richard-onslow-ricercatore-a-cambridge-su-comete-e-origine-della-vita-un-idea-piuttosto-romantica-ma-improbabile-1793272408077.png" data-image="3cj7o3lj5kvl" alt="Asteroide Bennu" title="Asteroide Bennu"><figcaption>L'asteroide Bennu fotografato dalla sonda OSIRIS-REx. Le analisi dei campioni riportati sulla Terra hanno identificato numerosi composti di interesse prebiotico, confermando che gli asteroidi possono custodire importanti ingredienti della chimica organica. Credit: NASA/Goddard/University of Arizona</figcaption></figure><p><strong>Un'altra ipotesi è che molti ingredienti della vita si siano formati direttamente sul nostro pianeta,</strong> attraverso processi atmosferici, geologici e idrotermali.</p><p>E’ interessante anche il confronto con Marte sul quale gli impatti sono avvenuti con minore violenza. Le comete accelerano avvicinandosi al Sole, per cui su Marte, che è più distante rispetto alla Terra, arrivano con minore velocità. Questo aumenta le probabilità per il materiale organico di sopravvivere all’impatto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773068" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra.html" title="Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra">Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra.html" title="Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra-1781025798971_320.png" alt="Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra"></a></article></aside><p>Per decenni abbiamo immaginato che gli ingredienti necessari potessero essere arrivati dal cielo, trasportati da corpi celesti sopravvissuti per miliardi di anni. Oggi sappiamo che il loro arrivo non sarebbe stato sufficiente in quanto avrebbero dovuto superare indenni un impatto violentissimo e trovare immediatamente condizioni favorevoli.</p><p><strong>Il passaggio fondamentale dagli ingredienti della vita alla comparsa della vita rimane ancora nel mistero.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/richard-anslow-ricercatore-a-cambridge-su-comete-e-origine-della-vita-un-idea-piuttosto-romantica-ma-improbabile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un relitto ritrovato al largo delle coste della Turchia potrebbe essere il più antico della storia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-relitto-ritrovato-al-largo-delle-coste-della-turchia-potrebbe-essere-il-piu-antico-della-storia.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 09:15:24 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Degli archeologi, immergendosi al largo della costa della Turchia meridionale, hanno rinvenuto quello che, a loro dire, è il più antico relitto mai scoperto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/shipwreck-found-off-coast-of-turkey-thought-to-be-the-oldest-in-history-1792579513957.png" data-image="e3kyd7sfrpbh" alt="Reperti provenienti dalla nave sono stati rinvenuti vicino alla costa dell'isola di Kekova, in Turchia. CREDITI IMMAGINE: BBC News" title="Reperti provenienti dalla nave sono stati rinvenuti vicino alla costa dell'isola di Kekova, in Turchia. CREDITI IMMAGINE: BBC News"> <figcaption>Reperti provenienti dalla nave sono stati rinvenuti vicino alla costa dell'isola di Kekova, in Turchia. CREDITI IMMAGINE: BBC News</figcaption></figure><p>Le acque che circondano l’isola di Kekova, al largo della costa meridionale della Turchia, nella provincia di Antalya, sono note per le forti correnti e i venti e, nel corso dei secoli, <strong>hanno inghiottito centinaia di imbarcazioni, trasformandosi in una sorta di cimitero di relitti</strong>. </p><p>Ora, però, un gruppo dell’Associazione di Archeologia Mediterranea, specializzata nella ricerca e nello studio di questi relitti, ha rivelato di essere al lavoro su <strong>un relitto che ritiene più antico di qualsiasi altro rinvenuto finora</strong>.</p><p><strong>Gli archeologi hanno attribuito ai resti un’età compresa tra 4400 e 4700 anni</strong>, collocandoli nella prima età del Bronzo, all’incirca nello stesso periodo in cui veniva costruita <strong>la Grande Piramide in Egitto</strong>. Questo ritrovamento supera il precedente primato, detenuto da un relitto scoperto al largo dell’isola greca di Dokos e risalente a circa 4200 anni fa.</p><h2> 'Una capsula del tempo sul fondo del mare' </h2><p>Sebbene non si sia conservato alcun frammento del legno dell’imbarcazione, impedendo così al gruppo di utilizzare la datazione al radiocarbonio per determinarne l’età, sono state trovate <strong>tre grandi ancore di pietra e oltre 30 giare di ceramica note come anfore</strong>, tutte disseminate lungo un pendio a circa 30 metri di profondità.</p><p>Secondo il professor Hakan Öniz, dell’Università di Akdeniz, che ha diretto la spedizione, <strong>sono proprio questi recipienti ad aver rivelato l’età dell’imbarcazione</strong>. </p><p>Öniz ha spiegato che le anfore presentano una forma caratteristica, con due anse, un bordo attorno alla parte centrale e una base piatta, corrispondente a quella di recipienti rinvenuti in Egitto e in Medio Oriente e datati tra 4400 e 4700 anni fa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/shipwreck-found-off-coast-of-turkey-thought-to-be-the-oldest-in-history-1792579588891.png" data-image="3zh1n2124p64" alt="Dopo aver trascorso migliaia di anni sott’acqua, i reperti vengono sottoposti ad accurate cure conservative da parte degli scienziati. Crediti immagine: BBC News" title="Dopo aver trascorso migliaia di anni sott’acqua, i reperti vengono sottoposti ad accurate cure conservative da parte degli scienziati. Crediti immagine: BBC News"><figcaption>Dopo aver trascorso migliaia di anni sott’acqua, i reperti vengono sottoposti ad accurate cure conservative da parte degli scienziati. Crediti immagine: BBC News</figcaption></figure><p><strong>“Il relitto è una capsula del tempo sul fondo del mare”</strong>, ha dichiarato a BBC News. Il gruppo stima che l’imbarcazione <strong>fosse lunga circa 10 metri</strong> e fosse una nave mercantile salpata da qualche località della costa orientale del Mediterraneo. Secondo i ricercatori, era probabilmente diretta verso l’antica città di Troia, nell’attuale Turchia nordoccidentale, oppure verso la civiltà minoica di Creta.</p><h2> Una scoperta sorprendente </h2><p>A sorprendere alcuni scienziati è stato il ritrovamento di diversi recipienti ancora intatti. La dottoressa Karin Sowada, archeologa dell’Università Macquarie, in Australia, che li ha esaminati, ha scoperto che<strong> contenevano ancora un residuo denso e lucido.</strong></p><p><strong>“Ho guardato dentro e sono quasi svenuta. Non riuscivo a credere a tutto quello che si vedeva”</strong>, ha raccontato. Il gruppo sta cercando di capire esattamente che cosa venisse trasportato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785376" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/micos-la-citta-abbandonata-sui-monti-della-sicilia-tra-archeologia-e-leggende.html" title="Micos, la cittadella fortificata abbandonata sui monti della Sicilia, tra archeologia e leggende">Micos, la cittadella fortificata abbandonata sui monti della Sicilia, tra archeologia e leggende</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/micos-la-citta-abbandonata-sui-monti-della-sicilia-tra-archeologia-e-leggende.html" title="Micos, la cittadella fortificata abbandonata sui monti della Sicilia, tra archeologia e leggende"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/micos-la-citta-abbandonata-sui-monti-della-sicilia-tra-archeologia-e-leggende-1787647223308_320.jpg" alt="Micos, la cittadella fortificata abbandonata sui monti della Sicilia, tra archeologia e leggende"></a></article></aside><p><strong>“Potrebbe essere olio d’oliva, vino oppure resine degli alberi”</strong>, ha spiegato Sowada, aggiungendo che i recipienti potrebbero anche essere stati riutilizzati per anni prima che l’imbarcazione affondasse.</p><p> Secondo il ministro della Cultura turco, <strong>i reperti recuperati saranno esposti</strong> <strong>nel nuovo Museo di Archeologia Subacquea del Mediterraneo ad Antalya</strong>, la cui apertura è prevista nei prossimi mesi. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="BBC%20News%20via%20New%20Scientist" data-year="2026" data-title="World's%20oldest%20shipwreck%20found%20off%20coast%20of%20Turkey" data-url="https%3A%2F%2Fwww.bbc.co.uk%2Fnews%2Farticles%2Fc6gr80rk1yyko">BBC News via New Scientist. (2026). <a href="https://www.bbc.co.uk/news/articles/c6gr80rk1yyko" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il relitto più antico del mondo scoperto al largo della costa turca</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-relitto-ritrovato-al-largo-delle-coste-della-turchia-potrebbe-essere-il-piu-antico-della-storia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I dolci dei morti in Italia: 7 ricette tipiche del 2 Novembre per ricordare chi non c'è più]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 07:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Il 2 Novembre è il giorno dedicato al ricordo dei defunti. In Italia ogni regione ha le proprie tradizioni per sottolineare la ricorrenza con dolci tipici. Ecco quali sono i 7 più golosi</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu-1793206831291.jpg" data-image="2nj8d0wjgp7k" alt="2 novembre" title="2 novembre"><figcaption>La famosa frutta di Martorana, una celebre tradizione siciliana legata al 2 novembre</figcaption></figure><p>In Italia il <strong>2 novembre</strong> è una ricorrenza legata a diverse tradizioni, tra cui i dolci tipici che variano da regione a regione. Le preparazioni sono <strong>semplici</strong>, a base di <strong>mandorle </strong>o <strong>pastafrolla</strong> (con qualche importante eccezione), e con i loro colori e i loro profumi rallegrano anche le piovose giornate d'autunno.</p><div class="texto-destacado">Molti anni fa l'usanza di cucinare per onorare i defunti era anche il pretesto, per i bambini, per andare di casa in casa a chiedere dei <strong>dolci in dono</strong>, secondo una tradizione antichissima radicata soprattutto nel sud Italia, che è l’antenata del moderno Halloween.</div><p>Scopriamo quali sono i 7 dolci più amati d’Italia da assaggiare il 2 novembre.</p><h2>7. Il Pan dei Morti</h2><p>Quella dal Pan dei Morti è una tradizione di origine milanese e brianzola. Non si tratta di un pane vero e proprio, ma di un <strong>biscotto </strong>a forma di losanga, morbido e pastoso. Le profumatissime <strong>spezie </strong>si uniscono a <strong>fichi secchi, mandorle e cacao</strong> per creare una delizia nata dalla cucina povera contadina per far sentire le anime dei defunti ben accolte nelle gelide notti autunnali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu-1793206890114.jpg" data-image="jjn9rrwrdcqw" alt="2 novembre dolci" title="2 novembre dolci"><figcaption>I biscotti della tradizione lombarda, detti Pan dei Morti</figcaption></figure><p>Secondo la tradizione lombarda, infatti, nella notte del 2 novembre, quando le anime potevano tornare sulla terra e visitare le proprie case, bisognava lasciare in tavola un po’ di cibo, un bicchiere di vino e questi squisiti dolcetti.</p><h2>6. Le Fave dei Morti</h2><p>Piccole e colorate, le Fave dei Morti sono probabilmente originarie dell’<strong>Umbria</strong>. Le fave però non fanno parte della preparazione, che è a base di <strong>uova, burro e zucchero</strong>, ma è possibile che il loro nome faccia riferimento agli antichi romani. Essi credevano che nei baccelli delle fave si fermassero le anime in transito, mentre i frutti venivano offerti alle <strong>Parche </strong>e a <strong>Proserpina</strong>, divinità dell’oltretomba.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791534" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-getto-polare-e-la-voglia-di-dolci-nelle-giornate-grigie-le-neuroscienze-spiegano-perche-si-cerca-cibo-col-maltempo.html" title="Il getto polare e la voglia di dolci nelle giornate grigie: le neuroscienze spiegano perché si cerca cibo col maltempo">Il getto polare e la voglia di dolci nelle giornate grigie: le neuroscienze spiegano perché si cerca cibo col maltempo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-getto-polare-e-la-voglia-di-dolci-nelle-giornate-grigie-le-neuroscienze-spiegano-perche-si-cerca-cibo-col-maltempo.html" title="Il getto polare e la voglia di dolci nelle giornate grigie: le neuroscienze spiegano perché si cerca cibo col maltempo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cielo-gris-apetece-manta-peli-y-dulces-la-neurociencia-detras-de-los-atracones-tiene-explicacion-el-jet-stream-1790869184171_320.png" alt="Il getto polare e la voglia di dolci nelle giornate grigie: le neuroscienze spiegano perché si cerca cibo col maltempo"></a></article></aside><p>Oggi le Fave dei Morti sono diffuse in molte regioni con varianti che includono i pinoli, la grappa o l’anice, mentre i colori vengono dagli stessi ingredienti. Al naturale sono come delle normali pastefrolle, <strong>l’alchermes </strong>le tinge invece di rosso, mentre dal <strong>cacao </strong>arriva la classica colorazione bruna.</p><h2>5. Il Pan co’ Santi</h2><p>Ognissanti e il 2 novembre si celebrano a <strong>Siena </strong>con un dolce in realtà <strong>poco dolce</strong>. Il Pan co’ Santi è una pagnotta bassa dalla crosta sottile che si prepara con farina di frumento, strutto, olio, e pepe nero, a cui si aggiungono noci, miele e uvetta a piacimento. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu-1793206981983.jpg" data-image="z5mpocz0i2ey" alt="festa dei morti" title="festa dei morti"><figcaption>Il Pan co' Santi, la ricetta della festa dei morti tipica di Siena</figcaption></figure><p>Nei negozi della Toscana sembra prevalere la versione più dolce, ma originariamente questo pane si usava anche per accompagnare i secondi a base di <strong>carne </strong>ed era quindi poco zuccherino. Secondo tradizione, il Pan co’ Santi andrebbe gustato con il <strong>vino novello</strong>, ma sempre più spesso si preferisce l’abbinamento con il <strong>Vin Santo nuovo</strong>.</p><h2>4. I Cavalli dei Morti</h2><p>Come in molte regioni, anche in <strong>Trentino Alto Adige</strong>, nella notte del 2 novembre si usava lasciare dei biscotti a forma di <strong>ferro di cavallo</strong> accanto ai caminetti, come offerta per i defunti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="735133" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/samhain-il-capodanno-celtico-le-radici-astronomiche-di-halloween.html" title="Samhain, il capodanno celtico: le radici astronomiche di Halloween">Samhain, il capodanno celtico: le radici astronomiche di Halloween</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/samhain-il-capodanno-celtico-le-radici-astronomiche-di-halloween.html" title="Samhain, il capodanno celtico: le radici astronomiche di Halloween"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/samhain-il-capodanno-celtico-le-radici-astronomiche-di-halloween-1760952562595_320.jpg" alt="Samhain, il capodanno celtico: le radici astronomiche di Halloween"></a></article></aside><p>La preparazione è molto semplice, è quella di una normale pastafrolla, talvolta arricchita con uvetta e con del cioccolato fuso, usato per intingervi le estremità dei biscotti.</p><p>Molti fanno risalire questa tradizione al culto della <strong>dea Epona</strong>, divinità della tradizione celtica e gallica, protettrice dei cavalli e secondo alcune versioni del mito, accompagnatrice dei defunti nell’aldilà.</p><h2>3. La Colva</h2><p>Il dolce che tipicamente si prepara in <strong>Puglia </strong>per il 2 novembre è la colva. La ricetta è probabilmente originaria dell’antica <strong>Grecia</strong>, così come il nome. In greco <em>kollyba</em> è il grano bollito che si usa ancora offrire nelle chiese ortodosse dopo le messe dedicate ai defunti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="732036" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-castagna-nella-cucina-italiana-dalla-pasta-all-uovo-fresca-al-dolce-castagnaccio.html" title="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio">La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-castagna-nella-cucina-italiana-dalla-pasta-all-uovo-fresca-al-dolce-castagnaccio.html" title="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-castagna-nella-cucina-italiana-da-1762178508052_320.jpg" alt="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio"></a></article></aside><p>In Puglia il dolce ha tanti nomi a seconda delle varianti locali ma la ricetta è per lo più sempre la stessa. La Colva si gusta <strong>al cucchiaio</strong> e si prepara con <strong>grano, vin cotto, uva, fichi secchi, nocciole e cacao</strong>. Una parte importante della ricetta sono i chicchi del <strong>melograno</strong>, un frutto strettamente legato al culto dei defunti nella cultura mediterranea, che simboleggia la vita oltre la morte.</p><h2>2. Il Torrone dei Morti</h2><p>A <strong>Napoli </strong>il dolce dei morti per eccellenza è il <em>murticiello</em>, più comunemente noto come Torrone dei Morti. Questa dolcissima preparazione poco in comune con il classico torrone duro a base di mandorle e miele. Quello dei morti è un torrone morbidissimo, racchiuso in un <strong>guscio di cioccolato</strong> croccante simile a una sorta di grande cioccolatino da tagliare a fette.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu-1793206930254.jpg" data-image="odgpif8hem33" alt="Napoli 2 novembre" title="Napoli 2 novembre"><figcaption>A Napoli il 2 novembre si celebra con un morbido torrone a base di cioccolato </figcaption></figure><p>La ricetta prevede cioccolato <strong>fondente, bianco e al latte</strong> da unire per creare un impasto che non viene cotto ma lasciato rassodare in frigo, per poi aggiungervi le <strong>nocciole </strong>intere. Nelle pasticcerie di Napoli si trovano varianti per tutti i gusti, dal pistacchio, ai canditi, al caffè, e così via.</p><h2>1. La Frutta di Martorana</h2><p>Farina di mandorle, zucchero e miele sono la base di questa tipica e coloratissima delizia siciliana, che imita a perfezione la frutta vera. Legata oggi alla festa dei morti, la ricetta venne inventata con ogni probabilità dalla monache del <strong>Monastero della Martorana</strong> a Palermo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795524" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo">Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo-1793178666045_320.png" alt="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"></a></article></aside><p>Secondo quanto si racconta, le suore del monastero crearono la Frutta di Martorana in occasione di una visita inattesa del re che voleva vedere il giardino del monastero, famoso per la sua bellezza. Era autunno, però, e il giardino era tirste e <strong>spoglio</strong>, per cui la suora cuciniera trovò l’escamotage della dolce frutta finta per sorprendere il sovrano.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Confermata la ciclogenesi mediterranea sull'Italia, estenderà le piogge da domenica 1 novembre: fino a 120 mm]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm.html</link><pubDate>Fri, 30 Oct 2026 04:40:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Si forma un ciclone mediterraneo sul sud Italia, il blocco scandinavo convoglia freddo. Al nord avremo scarse precipitazioni, ma i primi fiocchi imbiancheranno l’Appennino. Molta pioggia nelle regioni centro meridionali Adriatiche, ecco i dettagli. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs369e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs369e.jpg" id="xbs369e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sono<strong> mattine fredde tardo autunnali queste al nord, con minime appena a 2-4°C </strong>nelle zone di aperta campagna e nei fondovalle alpini e prealpini.<strong> Freddo anche al centro, </strong>specie nelle pianure dell’agropontino.<strong> Più mite invece al sud,</strong> con 12-15°C di notte. Le giornate però sono sostanzialmente nella media, con massime che vanno da 16-18°C al nord a 22-24°C al sud, con picchi anche di 25-26°C in Sardegna.</p><p>Sottolineiamo ancora una volta però che <strong>mancano le vere piogge autunnali al nord, </strong>l’evoluzione dei prossimi giorni vede in effetti cambiamenti e perfino una ciclogenesi, ma riguarderà ancora una volta il sud e in parte le regioni centrali Adriatiche. </p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Nella giornata odierna osserviamo <strong>l’anticiclone che sposta il suo enorme massimo fra il medio Atlantico e l’Europa centro settentrionale</strong>, con aria fredda che inizia ad affluire da est verso i Balcani e anche l’Italia, al solito colpendo soprattutto il versante Adriatico.</p><p><strong>Fra domenica e lunedì l’aria fredda alimenterà una ciclogenesi</strong> fra Mar Jonio e Italia meridionale, con formazione di un profondo minino tanto da formare ciclone mediterraneo <strong>alimentato da un vortice freddo retrogrado in quota. </strong></p><p>Il vortice in quota, con <strong>isoterme fra -20 e -25°C a 500 hPa,</strong> tenderà addirittura a muoversi più a est, con l’anticiclone che si posiziona quasi a blocco Scandinavo. Aria fredda affluirà cosi ulteriormente verso l’Italia, con fase perturbata principalmente al centro sud ed in parte al nordest.</p><h2>Sabato 31 ottobre nubi in aumento da est e prime piogge</h2><p><strong>Sabato 31 ottobre al nord nuvolosità irregolare, </strong>più nuvoloso lungo l’Appenino emiliano romagnolo e in basso Piemonte. Rinforza la bora, ma senza precipitazioni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795690" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html" title="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia">I meteorologi francesi confermano: "l'inverno è alle porte" anche in Francia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html" title="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793250566717_320.jpg" alt="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia"></a></article></aside><p><strong>Al centro più sereno sul Tirreno, variabile in Sardegna</strong>, più nubi su <strong>Marche, Abruzzo, Molise e Umbria orientale con prime piogge e grecale teso.</strong> Al sud nubi in aumento sul versante adriatico; <strong>prime piogge in Puglia, rovesci sul settore tirrenico calabrese e sulla Sicilia</strong> orientale, variabile in Campania.</p><p>Ancora i valori termici non cambiano sostanzialmente, anzi le minime al nord salgono a 5-7°C, massime sui 16-18°C, al centro fra 10 e 18°C, al sud fino a 22-23°C.</p><h2>Domenica 1 novembre netto peggioramento</h2><p>Domenica <strong>1 novembre peggioramento su tutte le regioni Adriatiche da nord a sud, </strong>al nord precipitazioni deboli diffuse deboli in Emilia Romagna e basso Piemonte, con <strong>prime deboli nevicate oltre 800 m in Alpi marittime e 1200 m in Appennino emiliano romagnolo.</strong> Sulle Alpi quasi sereno.</p><p><strong>Al centro netto peggioramento su Marche, Abruzzo e Molise, con piogge diffuse</strong> e temporali anche forti. Più variabile ma con rovesci a tratti sulle regioni tirreniche e Sardegna. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm-1793304333596.jpg" data-image="lsya6th3y2b4"><figcaption>Domenica decisamente fredda rispetto agli ultimi giorni, specie al nord con massime ferme a 12-13°C; l'anomalia maggiore si noterà in collina e montagna.</figcaption></figure><p><strong>Al sud instabile perturbato, con burrasche </strong>e <strong>forti temporali nelle isole campane, Eolie e Ustica, </strong>rovesci a tratti fin sulle coste campane, calabre e siciliane.<strong> Sulla Puglia più perturbato nella zona sud,</strong> da Brindisi al Salento, con forti temporali, ma instabile anche nella zona nord e su Basilicata.</p><p>Temperature in <strong>diminuzione nei valori massime, al nord entro 12-15°C, </strong>al centro 15-18°C, al sud non oltre 18-20°C. Minime invece ancora fra 6°C del nord, 8°C al centro e 12-14°C al sud per copertura e venti.</p><p><strong>Molto vento infatti spazzerà con bora e grecale l’Adriatico </strong>che sarà anche in burrasca, tramontana Liguria e Toscana, circolazione ciclonica sul basso Tirreno.</p><h2>Lunedì e martedì forte maltempo al centro sud</h2><p>Iniziale <strong>miglioramento al nord, cessano le precipitazioni e lunedì si aprono anche schiarite, </strong>specie sulle Alpi e nordovest, più nuvoloso al nordest e <strong>lunedì torna a coprirsi da est, con piogge deboli a tratti diffuse e leggere nevicate</strong> in basso Piemonte ed Appennino tosco-Emiliano romagnolo. La Liguria in questa situazione risulta invece al margine di nubi e quasi priva di piogge.</p><p><strong>Al centro migliora sulla Toscana, Lazio e buona parte di Umbria</strong>, variabile in Sardegna, iniziali <strong>precipitazioni nelle Marche poi vi migliora</strong>, ma si concentra <strong>maltempo con precipitazioni insistenti su Abruzzo e Molise, nevose oltre 1000 m </strong>circa. Piogge cumulate anche abbondanti, oltre i 100-120 mm.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm-1793304407892.jpg" data-image="2hfz4kfgt5ay"><figcaption>Notevole e anche spettacolare dal punto di vista sinottico la ciclogenesi attesa al sud. Notare le abbondanti precipitazioni previste sulle regioni Adriatiche.</figcaption></figure><p><strong>Al sud lunedì di forte maltempo da cambiamenti climatici, </strong>ricordiamo che i mari sono ancora troppo caldi per la stagione, specie su Puglia, in parte di Basilicata, Calabria e Sicilia orientale. Variabile perturbato sulla Campania. <strong>Le piogge saranno a tratti intense e temporalesche. </strong>Tende a migliorare martedì.</p><p>Temperature in ulteriore diminuzione, ma ancora, complici nubi e vento, non arrivano certo a portare gelo, il freddo sarà più avvertito in montagna, per il resto al nord ancora fra 6 e 15°C, al centro fra 8 e 16-17°C, al sud 10-12°C fino a 18-20°C di giorno. </p><h2>Più freddo da metà settimana</h2><p>Molti siti e notizie parlano di gran gelo scomodando a sproposito l’improprio termine di Burian. <strong>Le mappe e modelli indicano un certo afflusso di aria fredda, </strong>senz’altro le temperature saranno in diminuzione, ma n<strong>essun scenario pare indicare nevicate significative a bassa quota </strong>e men che meno in pianura. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795764" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html" title="L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo">L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html" title="L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-il-freddo-arriva-1793284363059_320.jpg" alt="L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo"></a></article></aside><p>Dunque più freddo si, ma chi si attende gelo epocale e neve resterà deluso: non sarà altro che il normale avvicinarsi dell’inverno che spesso ha portato le prime irruzioni anche a inizio novembre.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/confermata-la-ciclogenesi-mediterranea-sull-italia-estendera-le-piogge-da-domenica-fino-a-120-mm.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, Milano verso i 5°C: dal 2 novembre arriva l'aria fredda dalla Russia. Ecco dove si farà sentire]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 20:47:57 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il mese di novembre si aprirà con un deciso cambiamento meteorologico sull'Italia. L'arrivo di correnti più fredde da nord-est farà diminuire le temperature, soprattutto nelle ore notturne, mentre piogge e nevicate torneranno a interessare diverse regioni montane.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs2c1m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs2c1m.jpg" id="xbs2c1m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Gli ultimi giorni di ottobre stanno regalando a gran parte dell'Italia condizioni meteorologiche piuttosto tranquille, con temperature ancora gradevoli durante il pomeriggio. Una situazione destinata però a cambiare proprio in coincidenza con il fine settimana di Halloween e Ognissanti.</p><p>La causa va ricercata nella nuova disposizione dell'alta pressione sull'Europa, che tenderà a spingersi verso le latitudini settentrionali, favorendo la discesa di <strong>masse d'aria più fredde dalla Russia occidentale e dalla Finlandia</strong>. Attraversando l'Europa orientale e i Balcani, queste correnti raggiungeranno progressivamente anche il Mediterraneo centrale.</p><p>Il risultato sarà un raffreddamento piuttosto diffuso, ma con effetti diversi da una regione all'altra. Al Nord saranno soprattutto le temperature minime a richiamare l'attenzione, mentre lungo l'Adriatico e al Sud il cambiamento sarà accompagnato anche da piogge, venti sostenuti e nevicate sui rilievi.</p><p>Da venerdì 30 ottobre arriveranno i primi segnali del cambiamento. Le correnti più fresche cominceranno a interessare il versante adriatico, portando un aumento della nuvolosità e qualche pioggia intermittente tra Marche, Abruzzo e Molise.L'instabilità potrà estendersi alla Puglia, alla Basilicata, alla Calabria ionica e alla Sicilia orientale. Al Nord-Ovest e lungo buona parte del versante tirrenico, invece, il tempo dovrebbe mantenersi più asciutto.</p><h2>Halloween e Ognissanti: il freddo avanza, tornano pioggia e neve</h2><p>Sabato 31 ottobre, giornata di Halloween, l'Italia si presenterà divisa in due. Al Settentrione prevarranno condizioni abbastanza soleggiate, seppure con qualche addensamento sulle Prealpi e in Emilia-Romagna. Non mancheranno le consuete foschie mattutine sulle pianure.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795675" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata.html" title="Fino a 10°C di massima: in arrivo il primo assaggio d'inverno con piogge diffuse e neve sugli Appennini">Fino a 10°C di massima: in arrivo il primo assaggio d'inverno con piogge diffuse e neve sugli Appennini</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata.html" title="Fino a 10°C di massima: in arrivo il primo assaggio d'inverno con piogge diffuse e neve sugli Appennini"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata-1793260238888_320.jpg" alt="Fino a 10°C di massima: in arrivo il primo assaggio d'inverno con piogge diffuse e neve sugli Appennini"></a></article></aside><p>Diversa la situazione lungo l'Adriatico e al Meridione, dove le nubi saranno più compatte e potranno produrre rovesci sparsi, soprattutto tra Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata e Calabria.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Domenica 1° novembre sarà invece la giornata in cui l'aria fredda riuscirà a guadagnare maggiormente terreno sull'Italia.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le elaborazioni del modello europeo ECMWF mostrano temperature sensibilmente inferiori alle medie del periodo su diverse regioni. Nel pomeriggio si prevedono anomalie negative fino a <strong>-6°C tra Ancona e Pescara e -7°C nell'area di Foggia</strong>. Questi numeri indicano quanto le temperature saranno inferiori rispetto ai valori climatici normalmente attesi all'inizio di novembre.</p><p>Le temperature pomeridiane potrebbero fermarsi intorno agli 11°C a Milano, 13°C a Verona e 14°C a Venezia, mentre Roma potrebbe raggiungere i 16°C. Sul versante adriatico, i venti di Grecale contribuiranno a rendere la sensazione di freddo ancora più evidente.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire-1793296235361.png" data-image="16q2kuihzwqf" alt="Probabilità di pioggia nella giornata di domenica 1 novembre." title="Probabilità di pioggia nella giornata di domenica 1 novembre."><figcaption>Probabilità di pioggia nella giornata di domenica 1 novembre.</figcaption></figure><p>Il calo delle temperature non sarà l'unico elemento da seguire. L'ingresso delle correnti fredde sul Mediterraneo favorirà infatti lo sviluppo di una circolazione depressionaria, capace di alimentare nuove precipitazioni soprattutto sulle regioni centro-meridionali.</p><p>Le mappe ECMWF indicano per domenica 1° novembre un'elevata probabilità di pioggia tra Marche, Abruzzo, Molise, Puglia e Calabria, con fenomeni che potranno assumere carattere di rovescio.</p><p>Particolarmente significativo il segnale delle precipitazioni cumulate: <strong>nell'area di Pescara il modello prevede circa 38 mm entro domenica sera, con accumuli che potrebbero avvicinarsi ai 76 mm entro la mattinata di lunedì 2 novembre</strong>.</p><h2>Lunedì 2 novembre, attenzione alle minime: Milano verso i 5°C</h2><p>Uno degli aspetti più interessanti di questa fase fredda riguarderà proprio le <strong>temperature minime</strong>, ovvero i valori più bassi registrati nell'arco della giornata, generalmente durante la notte o poco prima dell'alba.</p><p><strong>Milano potrebbe scendere fino a circa 5°C nelle prime ore di lunedì 2 novembre</strong>, con valori localmente inferiori nelle aree periferiche e rurali della Pianura Padana.</p><p>Il raffreddamento notturno sarà favorito dall'arrivo dell'aria più fredda e, dove il cielo risulterà sufficientemente sereno e i venti deboli, dalla dispersione del calore accumulato durante il giorno.</p><p>Si accentuerà l'<strong>escursione termica tra notte e giorno</strong>, una caratteristica tipica delle giornate autunnali più stabili. Nei fondovalle alpini e nelle conche interne dell'Appennino, dove l'aria fredda tende ad accumularsi durante la notte, non si potranno escludere locali gelate.</p><h2>Prossima settimana temperature ancora sotto media: quanto durerà il freddo?</h2><p>Il raffreddamento potrebbe continuare a farsi sentire anche nei primi giorni della prossima settimana, sebbene con alcune differenze tra Nord, Centro e Sud.</p><p>Martedì 3 novembre, secondo le ultime proiezioni ECMWF, le anomalie termiche saranno ancora negative su buona parte del territorio: <strong>circa -2°C a Milano, -4°C a Bologna e Firenze</strong>, con scarti significativi anche sulle regioni adriatiche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire-1793296294384.png" data-image="l10vjbnaocwv" alt="Le ore più fredde resteranno quindi quelle notturne e del primo mattino, soprattutto nelle zone interne." title="Le ore più fredde resteranno quindi quelle notturne e del primo mattino, soprattutto nelle zone interne."><figcaption>Le ore più fredde resteranno quindi quelle notturne e del primo mattino, soprattutto nelle zone interne.</figcaption></figure><p>Resta da capire quanto a lungo questa configurazione riuscirà a mantenersi sul Mediterraneo. La posizione della depressione e l'intensità delle correnti orientali saranno decisive per stabilire la durata delle precipitazioni e l'entità del raffreddamento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795764" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html" title="L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo">L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html" title="L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-il-freddo-arriva-1793284363059_320.jpg" alt="L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo"></a></article></aside><p><strong>L'inizio di novembre porterà dunque un'atmosfera decisamente più autunnale</strong>, con le prime minime particolarmente basse in pianura, un ritorno della neve sui rilievi e piogge localmente abbondanti. Un cambiamento da seguire nei prossimi aggiornamenti, soprattutto per chi ha in programma spostamenti durante il ponte di Ognissanti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-verso-i-5-c-dal-2-novembre-arriva-l-aria-fredda-dalla-russia-ecco-dove-si-fara-sentire.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le foreste primarie sono a rischio, ma hanno i loro guardiani: chi sono i 6 leader indigeni premiati dall’IUCN]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-foreste-primarie-sono-a-rischio-ma-hanno-i-loro-guardiani-chi-sono-i-6-leader-indigeni-premiati-dall-iucn.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 18:28:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) a ottobre 2026 ha premiato sei attivisti per il loro impegno nella salvaguardia delle foreste incontaminate del pianeta</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-foreste-primarie-sono-a-rischio-ma-hanno-i-loro-guardiani-chi-sono-i-6-leader-indigeni-premiati-dall-iucn-1793204366334.jpg" data-image="uij99z9vzk8c" alt="Foreste primarie" title="Foreste primarie"><figcaption>Un incendio ha distrutto un lembo della foresta Amazzonica in Brasile</figcaption></figure><p>In occasione della <strong>COP17 </strong>sulla biodiversità di ottobre 2026, l’IUCN ha deciso di premiare gli sforzi delle <strong>comunità locali</strong> nei paesi che più di tutti subiscono i danni della deforestazione.</p><p>Molto spesso si tratta di paesi che contribuiscono di meno all’inquinamento globale, ma ne pagano il prezzo più alto dal punto di vista ambientale ed economico. </p><p>Le comunità locali, però, non stanno a guardare e si impegnano quotidianamente, lontano dai riflettori, per fare fronte alla distruzione delle foreste primarie da cui dipende la sopravvivenza di tutta la Terra.</p><h2>Il valore delle foreste primarie</h2><p>Le foreste primarie sono quelle che nel corso di una storia lunga millenni sono rimaste quasi completamente <strong>intatte</strong>, senza essere intaccate dalle attività umane. </p><p>Sono quindi degli habitat complessi, straordinariamente ricchi di biodiversità e <strong>insostituibili</strong>. Vale a dire che una foresta primaria non può semplicemente essere ripiantata, per questo motivo proteggerla è particolarmente importante.</p><div class="texto-destacado">Capaci di immagazzinare dal 30% al 70% di carbonio in più rispetto alle altre foreste, le foreste primarie contribuiscono a ridurre l’erosione del suolo e a regolare il ciclo dell’acqua. Queste grandi aree verdi influenzano il clima e aiutano a mitigare gli effetti più disastrosi del riscaldamento globale, come alluvioni o siccità.</div><p>Nonostante questo le foreste primarie sono ormai minacciate quotidianamente. </p><h2>La deforestazione, non solo un problema ambientale</h2><p>Ad oggi sulla Terra sono presenti circa 1,18 miliardi di ettari di foreste primarie. Secondo la FAO dal 1990 ad oggi sono andati perduti <strong>110 milioni di ettari;</strong> la colpa non è soltanto delle attività illegali, mentre l<strong>’agricoltura intensiva</strong> è la principale responsabile. </p><p>Un ulteriore studio della FAO condotto tra il 2000 e il 2018 rivela che quasi il 90% della deforestazione mondiale è stato causato da coltivazioni e pascoli intensivi.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Since 1900, humans have cleared 1.1 billion hectares of forest. Forests clean our air, purify our water, and are vital in the fight to address the growing climate crisis. Keep forests standing. #ActOnClimate #climate #deforestation #climateaction #Nature Credit: Elena Doms via Linkedin and shared by @sophiakianni </p>— Mike Hudema (@MikeHudema) <a href="https://x.com/MikeHudema/status/2088677621814985045?ref_src=twsrc%5Etfw">August 15, 2026</a></blockquote></figure><p>Il disboscamento delle grandi foreste primarie è anche un <strong>problema sociale</strong>. Le popolazioni locali devono confrontarsi con le multinazionali legate all’industria alimentare, al commercio del legno e alle attività minerarie, spesso senza alcuna <strong>tutela legale</strong> o aiuto finanziario. Per contro, molti studi hanno evidenziato come queste comunità siano in realtà in grado di sfruttare le foreste in modo sostenibile, limitandone notevolmente il degrado.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="639984" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/consumo-di-questi-prodotti-sta-causando-una-massiccia-deforestazione-globale.html" title="Amazzonia in fiamme: la deforestazione e il riscaldamento globale trasformano la foresta pluviale in savana">Amazzonia in fiamme: la deforestazione e il riscaldamento globale trasformano la foresta pluviale in savana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/consumo-di-questi-prodotti-sta-causando-una-massiccia-deforestazione-globale.html" title="Amazzonia in fiamme: la deforestazione e il riscaldamento globale trasformano la foresta pluviale in savana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uk-consumption-causing-massive-global-deforestation-1704885854665_320.jpeg" alt="Amazzonia in fiamme: la deforestazione e il riscaldamento globale trasformano la foresta pluviale in savana"></a></article></aside><p>Per questo l’IUCN ha premiato e messo in evidenza il lavoro delle persone che più attivamente si sono impegnate per salvaguardare <strong>l’ambiente e i diritti sociali</strong> nei paesi più colpiti dalla deforestazione.</p><h2>Gli attivisti che difendono l'Amazzonia</h2><p>La foresta Amazzonica ha tra i suoi più gandi difensori <strong>Puyr dos Santos Tembé</strong>, una leader brasiliana del popolo Tembé che porta avanti diversi progetti. Dal recupero degli <strong>ecosistemi</strong>, al coinvolgimento delle <strong>donne </strong>delle comunità indigene, all’istruzione dei <strong>bambini</strong>, i suoi progetti si tutela si muovono di pari passo con quelli per lo sviluppo sociale ed economico di comunità spesso <strong>marginalizzate</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792279" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-ultime-foreste-primordiali-d-europa-dove-la-natura-detta-ancora-le-regole-una-di-queste-e-in-italia.html" title="Le ultime foreste primordiali d’Europa dove la natura detta ancora le regole: una di queste è in Italia">Le ultime foreste primordiali d’Europa dove la natura detta ancora le regole: una di queste è in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-ultime-foreste-primordiali-d-europa-dove-la-natura-detta-ancora-le-regole-una-di-queste-e-in-italia.html" title="Le ultime foreste primordiali d’Europa dove la natura detta ancora le regole: una di queste è in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-ultime-foreste-primordiali-d-europa-dove-la-natura-detta-ancora-le-regole-una-di-queste-e-in-italia-1791369230647_320.jpg" alt="Le ultime foreste primordiali d’Europa dove la natura detta ancora le regole: una di queste è in Italia"></a></article></aside><p>Allo stesso modo, in Perù <strong>Julio Cusurichi Palacios</strong>, della comunità Shipibo-Conibo, combatte per la foresta Amazzonica, per i diritti del suo popolo e per le altre comunità indigene, incluse quelle che abitano aree così <strong>remote </strong>che solo di recente hanno iniziato ad evere un contatto con il mondo esterno, e quindi sono ancora più vulnerabili. </p><h2>I leader indigeni premiati in Africa</h2><p>In Africa, e più precisamente in Gambia, l’IUNC ha premiato l’impegno di <strong>Maimuna Jawara</strong>, leader della comunità Manding, impegnata a favore della protezione delle <strong>foreste di mangrovia</strong>, dei boschi sacri, delle piante officinali e delle <strong>conoscenze botaniche</strong> legate alle tradizioni locali. Anche in questo caso una particolare attenzione è rivolta al lavoro delle donne impegnate nella raccolta delle risorse naturali e nella <strong>trasmissione </strong>delle conoscenze ad esse legate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-foreste-primarie-sono-a-rischio-ma-hanno-i-loro-guardiani-chi-sono-i-6-leader-indigeni-premiati-dall-iucn-1793204411134.jpg" data-image="7outl6fgh168" alt="Deforestazione Africa" title="Deforestazione Africa"><figcaption>Una grande foresta di Mangrovie in Congo</figcaption></figure><p>Nella Repubblica Democratica del Congo, invece, Joseph Itongwa Miukumo, leader Bambuti Mabuluko, da vent’anni difende il diritto delle comunità indigene di gestire <strong>in autonomia</strong> propri territori, le cui risorse sono fondamentali per la loro stessa sopravvivenza.</p><h2>Le foreste primarie dell'Asia come eredità per le generazioni future</h2><p><strong>Herkulanus Sutomo Manna</strong>, è un leader indonesiano della comunità di Sungai Utik. I suoi progetti riguardano la salvaguardia degli habitat di <strong>specie rare</strong>, ma anche la tutela delle risorse naturali da cui dipende la vita delle comunità, con un’attenzione particolare all’eredità da lasciare in questo senso alle <strong>generazioni future</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791374" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-la-siccita-trasforma-le-foreste-senza-pioggia-per-troppo-tempo-gli-alberi-inquinano.html" title="Quando la siccità trasforma le foreste: senza pioggia per troppo tempo gli alberi inquinano">Quando la siccità trasforma le foreste: senza pioggia per troppo tempo gli alberi inquinano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-la-siccita-trasforma-le-foreste-senza-pioggia-per-troppo-tempo-gli-alberi-inquinano.html" title="Quando la siccità trasforma le foreste: senza pioggia per troppo tempo gli alberi inquinano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-la-siccita-trasforma-le-foreste-senza-pioggia-per-troppo-tempo-gli-alberi-inquinano-1790845192231_320.jpg" alt="Quando la siccità trasforma le foreste: senza pioggia per troppo tempo gli alberi inquinano"></a></article></aside><p>Per finire, in Thailandia <strong>Pirawan Wongnithisathaporn </strong>è stata premiata perché è riuscita a diventare la portavoce della sua comunità nell’ambito dei negoziati <strong>internazionali </strong>su clima e biodiversità. Il suo scopo è garantire non solo i diritti delle popolazioni locali, ma anche la loro <strong>emancipazione </strong>culturale in modo che sempre più spesso possano partecipare direttamente alle decisioni che riguardano la gestione della loro terra.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Rosita%20Cipolla" data-year="" data-title="Difendono%20le%20ultime%20foreste%20incontaminate%20della%20Terra%2C%20rischiando%20la%20vita%3A%20chi%20sono%20i%206%20eroi%20indigeni%20premiati%20dall%E2%80%99IUCN" data-url="https%3A%2F%2Fwww.greenme.it%2Fambiente%2Fdifendono-le-ultime-foreste-incontaminate-della-terra-rischiando-la-vita-chi-sono-i-6-eroi-indigeni-premiati-dalliucn%2F">Rosita Cipolla. <a href="https://www.greenme.it/ambiente/difendono-le-ultime-foreste-incontaminate-della-terra-rischiando-la-vita-chi-sono-i-6-eroi-indigeni-premiati-dalliucn/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Difendono le ultime foreste incontaminate della Terra, rischiando la vita: chi sono i 6 eroi indigeni premiati dall’IUCN</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-foreste-primarie-sono-a-rischio-ma-hanno-i-loro-guardiani-chi-sono-i-6-leader-indigeni-premiati-dall-iucn.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Acqua alta eccezionale a Venezia, ecco cosa accadde il 29 ottobre 2018 mentre infuriava la tempesta Vaia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ultima-acqua-alta-eccezionale-ha-inondato-venezia-8-anni-fa-ecco-cosa-accadde.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 15:51:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 29 ottobre 2018, mentre infuriava sull'Italia la tempesta Vaia, con milioni di alberi abbattuti, Venezia viveva un episodio di acqua alta eccezionale. Un anno dopo, il 12 novembre 2019, si sarebbe verificato un altro episodio ancora più eccezionale, vicino a quello del 1966.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ultima-acqua-alta-eccezionale-ha-inondato-venezia-8-anni-fa-ecco-cosa-accadde-1793275586204.jpeg" data-image="s21hx1lehdp7"><figcaption>Il 12 novembre del 2019, un anno dopo, ci fu un evento di acqua alta ancora più eccezionale a Venezia (che viene mostrato in questa foto d'archivio).</figcaption></figure><p><strong>Il 29 ottobre del 2018 Venezia è stata interessata da uno degli episodi di acqua alta più importante degli ultimi decenni</strong>. Un evento oggi reso meno probabile dall'installazione delle barriere mobili MOSE, che sono entrate in funzione nel 2020 e che, negli ultimi anni, hanno bloccato più volte gli eventi di marea alta.</p><div class="texto-destacado">Intorno alle 15 di quel 29 ottobre 2018 venne raggiunto un <strong>picco di 156 centimetri.</strong> Un'acqua alta solo superata dall'evento ancora più straordinario dell'anno dopo (il 12 novembre 2019) quando si sfiorò la quota raggiunta nel 1966, quasi 190 cm.</div><p>L'acqua alta record era attesa da giorni, ed il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree aveva ritoccato al rialzo la previsione di marea in tarda mattinata. <strong>L'eccezionale evento di acqua alta dell'ottobre 2018 si inserì nel contesto della </strong><strong>Tempesta Vaia</strong>, un'ondata di maltempo estremo che portò venti fortissimi (gli stessi che sulle Alpi devastarono ampie superfici di bosco), un potente Scirocco (che causò pesanti danni in tutta Italia, anche a Roma) e bruschi cali di pressione atmosferica.</p><h2>L'acqua alta eccezionale del 29 ottobre 2018 legata alla tempesta Vaia</h2><p>Poco prima delle 15 arrivò l'ultimo avviso del Comune di Venezia: la marea avrebbe <strong>sfiorato i 160 cm</strong>. In mattinata era scattato il codice rosso, allerta massima e le sirene suonarono per avvisare la cittadinanza. In tarda mattinata venne <strong>disposta la chiusura di Piazza San Marco</strong>, una delle aree più basse della città e dove l'inondazione delle acque della laguna può essere particolarmente importante. In seguito alla marea circa il <strong>75% del centro cittadino venne allagato. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html" title="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa">Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html" title="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa-1793272897382_320.jpeg" alt="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa"></a></article></aside><p>Secondo il CPSM, il valore Osservato alle ore 15:25 alla diga lido era di 140 cm, mentre presso Punta Salute era di 153cm. Erano giorni che sul mar Adriatico soffiava un<strong> forte vento di scirocco. In quelle ore, le Alpi di nord-est vedevano crollare enormi superfici di bosco sotto raffiche micidiali anche superiori ai 200 km/h.</strong></p><h2>Un'acqua alta eccezionale, superata un anno dopo da un evento ancora più straordinario</h2><p><strong>L'acqua alta del 29 ottobre fu una delle maggiori degli ultimi decenni</strong>. Il maggior picco massimo si era registrato nel lontano 1966, proprio nel giorno dell<strong>'alluvione di Firenze (4 novembre)</strong>, con +194 cm. Il 22 dicembre 1979 vennero raggiunti +166 cm, +158 cm il 1º febbraio 1986 e +156 cm il 1º dicembre del 2008. L'11 novembre del 2012 si era verificata l'ultima marea eccezionale, sopra i 140 cm (+149 cm).</p><p>Un anno dopo, il 12 novembre 2019, si sarebbe verificato però un evento ben peggiore, che avrebbe causato pesanti danni in città.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="680617" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-12-novembre-del-2019-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-ecco-cosa-accadde-puo-succedere-di-nuovo.html" title="Il 12 novembre del 2019 un'acqua alta eccezionale sommergeva Venezia: cosa accadde, e può succedere di nuovo?">Il 12 novembre del 2019 un'acqua alta eccezionale sommergeva Venezia: cosa accadde, e può succedere di nuovo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-12-novembre-del-2019-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-ecco-cosa-accadde-puo-succedere-di-nuovo.html" title="Il 12 novembre del 2019 un'acqua alta eccezionale sommergeva Venezia: cosa accadde, e può succedere di nuovo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-12-novembre-del-2019-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-ecco-cosa-accadde-puo-succedere-di-nuovo-1731328449262_320.jpg" alt="Il 12 novembre del 2019 un'acqua alta eccezionale sommergeva Venezia: cosa accadde, e può succedere di nuovo?"></a></article></aside><p>Mentre Venezia viveva questo episodio eccezionale, i<strong>l nord-est restava in allerta per il livello dei fiumi: sorvegliati speciali il Piave, il Tagliamento, l'Adige.</strong> In questa zona d'Italia furono centinaia i mm di pioggia caduti al suolo. Si registrarono frane con strade interrotte in Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ultima-acqua-alta-eccezionale-ha-inondato-venezia-8-anni-fa-ecco-cosa-accadde-1793275690831.jpeg" data-image="xxv0qtcxvtec"><figcaption>Acqua alta in piazza San Marco.</figcaption></figure><figure></figure><p>Anche nel resto d'Italia il protagonista fu il vento, diventato "<em>trending topic</em>" nel pomeriggio sui social network per la vera tempesta abbattutasi su molte regioni. </p><p>A Roma ci furono davvero moltissime le segnalazioni di <strong>alberi abbattuti dalle raffiche fortissime</strong>, e due persone morirono nel frusinate a causa del crollo di un albero sul veicolo in cui viaggiavano. Il vento ha causato mareggiate ed un'infinità di emergenze locali. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Comune%20di%20Venezia" data-year="" data-title="Le%20acque%20alte%20eccezionali%20a%20Venezia" data-url="https%3A%2F%2Fwww.comune.venezia.it%2Fit%2Fcontent%2Fle-acque-alte-eccezionali">Comune di Venezia. <a href="https://www.comune.venezia.it/it/content/le-acque-alte-eccezionali" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Le acque alte eccezionali a Venezia</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ultima-acqua-alta-eccezionale-ha-inondato-venezia-8-anni-fa-ecco-cosa-accadde.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’inverno bussa alla porta dell’Italia: tra il 2 e il 4 novembre arriva il freddo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 14:40:25 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un blocco di aria fredda si prepara ad invadere l'Italia, determinando un brusco calo delle temperature a inizio novembre. Ecco tutti i dettagli. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs0kta"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs0kta.jpg" id="xbs0kta"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Siamo giunti alla vigilia di un importante cambio di circolazione, pronto a regalare un primo anticipo d’inverno. Tra il 2 e il 4 novembre l’Italia sarà interessata da un deciso calo delle temperature, con aria fredda che scenderà verso il Mediterraneo centrale e porterà condizioni più tipiche della stagione fredda, soprattutto al Centro-Sud. </p><p>Non si tratterà di un’ondata di freddo eccezionale per il periodo, ma di un primo, chiaro segnale che la stagione invernale è ormai alle porte e pronta a farsi sentire con maggiore insistenza.</p><h2><strong>Primo sbuffo freddo nel weekend di Ognissanti</strong></h2><p>Già dal weekend l’ingresso di aria fredda, veicolata da venti di Bora e Grecale freddi e sostenuti, favorirà la genesi di un minimo depressionario sui mari del Sud Italia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-il-freddo-arriva-1793284241782.jpg" data-image="3m65ycqcxtnr" alt="Piogge." title="Piogge."><figcaption>L'accumulo totale di piogge atteso per i primi giorni di novembre. Si notano i picchi massimi fra coste del medio-basso Adriatico e al Sud.</figcaption></figure><p>Questa struttura barica sarà pronta a generare maltempo sulle regioni meridionali, con piogge e rovesci che interesseranno in particolare le aree esposte ai flussi orientali. </p><div class="texto-destacado">I venti di Tramontana, Bora sull’alto Adriatico e Grecale, soffiati con una certa intensità, <strong>contribuiranno a rendere l’aria più pungente, soprattutto lungo le coste adriatiche e nelle zone interne del Centro-Sud.</strong></div><p>L’ingresso repentino dell’aria fredda, sopra le ancora calde acque del Mediterraneo, favorirà la genesi di un <strong>minimo depressionario</strong> sui mari del Sud Italia. </p><p>Questa struttura barica sarà pronta a generare maltempo sulle regioni meridionali, <strong>con piogge e rovesci che interesseranno in particolare le aree esposte ai flussi orientali. </strong>Mentre sull’Appennino si vedranno le prime spolverate di neve, a bassa quota.</p><h2><strong>Verso un inizio novembre molto freddo</strong></h2><p>Con l’inizio della nuova settimana la situazione rimarrà pressoché immutata. Lo sbilanciamento dell’anticiclone verso il Nord Europa continuerà ad agevolare ulteriori apporti di aria fredda verso il Mediterraneo centrale e il nostro Paese, <strong>rinnovando per lunedì 2 novembre condizioni di instabilità.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-il-freddo-arriva-1793284363059.jpg" data-image="k6ia2nbge3wg" alt="Aria fredda, inverno." title="Aria fredda, inverno."><figcaption>L'anomalia termica negativa attesa sull'Italia ad inizio novembre, si tratterà di un vero e proprio anticipo d'inverno.</figcaption></figure><p>Maggiormente coinvolte saranno ancora una volta le regioni adriatiche e l’estremo Sud, dove si vedranno piogge e rovesci sparsi, ma anche temporali fra Calabria e Sicilia tirrenica. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Sull’Appennino centro-meridionale sono attese delle nevicate, già dai 1500/1600 metri di altezza sui monti di Abruzzo e Molise, a quote più alte sul resto dell’Appennino meridionale, e sull’Etna, in Sicilia. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Mentre al Sud novembre inizierà all’insegna dell’instabilità, sulle regioni del Nord, e lungo i versanti tirrenici, il tempo si presenterà freddo, ma asciutto, <strong>con i venti di Bora e Grecale pronti a dominare la scena.</strong> Sulle Alpi la neve si vedrà solo sul versante estero di confine, con accumuli anche abbondanti vicino il confine austriaco. </p><h2><strong>Quanto caleranno le temperature fra il 2 e il 4 novembre?</strong></h2><p>Tra il 2 e il 4 novembre, le giornate in cui si raggiungerà l’apice del freddo, <strong>le minime potranno scendere fino a +3°C / +4°C al Nord,</strong> mentre al Centro si attesteranno generalmente tra +<strong>6°C</strong> e <strong>+10°C.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-il-freddo-arriva-1793284432786.jpg" data-image="hahbloe5pirq" alt="Venti intensi." title="Venti intensi."><figcaption>I sostenuti venti di Bora, Tramontana e Grecale attesi sull'Italia nei prossimi giorni, durante l'avvento dell'aria fredda.</figcaption></figure><p>Non mancheranno le prime gelate su vallate e doline interne di Alpi e Appennino, dove l’irraggiamento notturno e l’aria fredda stagnante favoriranno il calo termico più marcato, <strong>con possibili valori localmente prossimi o inferiori allo zero.</strong></p><p>Al Nord e sul Tirreno il freddo si farà sentire soprattutto nelle ore notturne e al primo mattino, mentre di giorno il sole contribuirà a mitigare un po’ la sensazione termica, riportando i valori massimi su livelli più accettabili, seppur ancora sotto media.</p><p>Va comunque ribadito che questo tipo di configurazione un tempo era maggiormente frequente nel mese di novembre. Si tratta di brevi assaggi freddi invernali, sufficienti per far abbassare le temperature, <strong>favorire qualche nevicata in montagna e ricordare che la stagione fredda è ormai vicina.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795690" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html" title="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia">I meteorologi francesi confermano: "l'inverno è alle porte" anche in Francia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html" title="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793250566717_320.jpg" alt="I meteorologi francesi confermano: 'l'inverno è alle porte' anche in Francia"></a></article></aside><p>Condizioni atmosferiche comunque tipiche del periodo che ci ricordano come la stagione fredda sia ormai alle porte e pronta a farsi sentire con maggiore decisione nelle settimane successive, <strong>anche se non è ancora il momento di mettere da parte definitivamente le giornate miti di autunno.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-inverno-bussa-alla-porta-dell-italia-tra-il-2-e-il-4-novembre-arriva-il-freddo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Vista libera sul lago di Costanza e fino alle Alpi, dai resti del più grande castello in rovina della Germania]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/vista-libera-sul-lago-di-costanza-e-fino-alle-alpi-dai-resti-del-piu-grande-castello-in-rovina-della-germania.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 13:54:12 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Per quasi 900 anni questa fortezza è stata inespugnabile, finché le truppe di Napoleone non la conquistarono, addirittura senza combattere. Ancora oggi, offre uno dei panorami più spettacolari del Baden-Württemberg.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/freier-blick-auf-den-bodensee-und-bis-zu-den-alpen-von-einer-der-gro-ten-burgruinen-deutschlands-1792870290164.jpeg" data-image="7dqvdhjemsrg" alt="Hohentwiel" title="Hohentwiel"><figcaption>Con una superficie di nove ettari, Hohentwiel è considerata la più grande rovina di un castello in Germania. Foto: Adobe Stock</figcaption></figure><p>Per secoli la <strong>fortezza di Hohentwiel</strong>, nei pressi di Singen, nella regione dell’Hegau (Germania), ha resistito all’avvicendarsi dei sovrani, agli assedi e ai rivolgimenti politici. Persino durante la <strong>guerra dei Trent’anni</strong>, cinque attacchi si infransero contro le sue mura. </p><p>Solo con l’arrivo delle truppe francesi di <strong>Napoleone </strong>si concluse la storia dell’antica struttura difensiva come baluardo militare. </p><p>Oggi le rovine nei pressi di Singen sono tra le attrazioni storiche più suggestive del <strong>Baden-Württemberg</strong> e sono considerate il più grande complesso di rovine di un castello in Germania.</p><h2>Oltre 1100 anni di storia</h2><p>La storia di Hohentwiel inizia nel <strong>914.</strong> Fu allora che sull’omonimo monte, alto quasi 700 metri, venne costruita una struttura difensiva. In seguito, i <strong>duchi di Svevia</strong> trasformarono il castello in una residenza. </p><p>Nei secoli successivi il complesso cambiò più volte funzione: fu <strong>sede del potere</strong>, <strong>fortezza difensiva </strong>e <strong>prigione di Stato</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/freier-blick-auf-den-bodensee-und-bis-zu-den-alpen-von-einer-der-gro-ten-burgruinen-deutschlands-1792870408108.jpeg" data-image="ophmofit5ba3" alt="Panorama" title="Panorama"><figcaption>Un tempo la sua posizione la rendeva inespugnabile, oggi regala panorami straordinari. Foto: Adobe Stock</figcaption></figure><p>La sua posizione dominante ne fece una <strong>roccaforte</strong> di importanza strategica, a lungo considerata <strong>inespugnabile</strong>.</p><h3>Le truppe di Napoleone misero fine al mito </h3><p>Il <strong>1° maggio 1800</strong> segnò la fine dell’importanza militare di Hohentwiel. I difensori consegnarono la fortezza <strong>senza combattere</strong> alle truppe francesi in avanzata, guidate dal generale Dominique Joseph Vandamme, contro la cui superiorità numerica non avevano alcuna possibilità di resistere. </p><p>Gli occupanti smantellarono poi il complesso nel giro di pochi mesi. A partire dall’ottobre 1800 rimossero <strong>materiali da costruzione</strong> e distrussero gran parte delle fortificazioni. </p><p>Rimasero soltanto <strong>rovine</strong>, le cui dimensioni impressionano ancora oggi: il sito si estende su circa <strong>nove ettari</strong>.</p><p>Anche nei secoli successivi Hohentwiel non fu risparmiata dagli eventi bellici. Durante le <strong>guerre mondiali </strong>vi furono dislocate postazioni di avvistamento aereo. </p><p>La fortezza servì inoltre da <strong>rifugio</strong> per la popolazione. Durante la Seconda guerra mondiale, il fuoco dei carri armati francesi provocò ulteriori danni.</p><h2>Uno sguardo sui coni vulcanici fino alle Alpi svizzere</h2><p>Oggi al centro dell’attenzione non c’è più la difesa, ma la <strong>conservazione </strong>del complesso storico. </p><div class="texto-destacado">Regolari <strong>interventi di restauro </strong>consolidano i resti della fortezza un tempo imponente e consentono ai visitatori di accedervi in sicurezza. </div><p>Ma ad affascinare, almeno quanto la storia della fortezza, è il <strong>panorama</strong> che si apre dall’alto.</p><p>La salita merita già solo per questa vista. Da Hohentwiel lo sguardo spazia sulla <strong>catena di coni vulcanici</strong> dell’<strong>Hegau e </strong>sul <strong>lago di Costanza </strong>e, nelle giornate limpide, arriva fino alle lontane vette delle <strong>Alpi svizzere</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788957" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/fortezza-con-vista-le-piu-grandi-rovine-di-un-castello-in-germania-sorgono-su-un-cono-vulcanico.html" title="Fortezza con vista: le più grandi rovine di un castello in Germania sorgono su un cono vulcanico">Fortezza con vista: le più grandi rovine di un castello in Germania sorgono su un cono vulcanico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/fortezza-con-vista-le-piu-grandi-rovine-di-un-castello-in-germania-sorgono-su-un-cono-vulcanico.html" title="Fortezza con vista: le più grandi rovine di un castello in Germania sorgono su un cono vulcanico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/die-gro-te-burgruine-deutschlands-liegt-auf-einem-vulkankegel-1789415570023_320.jpg" alt="Fortezza con vista: le più grandi rovine di un castello in Germania sorgono su un cono vulcanico"></a></article></aside><p>Il complesso è visitabile tutti i giorni da aprile a metà ottobre; nel semestre invernale è aperto <strong>dal giovedì alla domenica</strong> e nei giorni festivi dalle 10 alle 16. Sotto un <strong>suggestivo cielo autunnale</strong> appare particolarmente imponente.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento dell’articolo</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Fritz%20Edelhoff" data-year="2026" data-title="Deutschlands%20gr%C3%B6%C3%9Fte%20Burgruine%20galt%20lange%20Zeit%20als%20uneinnehmbar" data-url="https%3A%2F%2Fwww.reisereporter.de%2Freiseziele%2Feuropa%2Fdeutschland%2Fbaden-wuerttemberg%2Fhochrhein-bodensee%2Fdeutschlands-groesste-burgruine-galt-lange-zeit-als-uneinnehmbar-PTHALYGPKNECFKITCQEO76B3YM.html%3FoutputType%3Dvalid_amp">Fritz Edelhoff. (2026). <a href="https://www.reisereporter.de/reiseziele/europa/deutschland/baden-wuerttemberg/hochrhein-bodensee/deutschlands-groesste-burgruine-galt-lange-zeit-als-uneinnehmbar-PTHALYGPKNECFKITCQEO76B3YM.html?outputType=valid_amp" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il più grande complesso di rovine di un castello in Germania è stato a lungo considerato inespugnabile</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/vista-libera-sul-lago-di-costanza-e-fino-alle-alpi-dai-resti-del-piu-grande-castello-in-rovina-della-germania.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Alla fine di ottobre del 2018 si verificò un evento che ha lasciato il segno: la tempesta Vaia generò venti potentissimi sull'Italia, e sulle Alpi vennero rasi al suolo milioni di alberi. Ci furono anche piogge record, esondazioni, un'acqua alta eccezionale a Venezia e danni fino a Roma e in Campania. Si contarono 16 vittime.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa-1793272986231.jpeg" data-image="q1pdxep55qna" alt="Tempesta Vaia Italia alberi abbattuti" title="Tempesta Vaia Italia alberi abbattuti"><figcaption>Enormi superfici di bosco sulle Alpi italiane vennero devastate da venti fino a 200 km/h. Furono alcuni degli effetti della tempesta Vaia, che causò anche esondazioni e almeno 16 vittime in Italia.</figcaption></figure><p><strong>Si compiono 8 anni dall'arrivo in Italia della tempesta "Vaia", il violento ciclone extra-tropicale che colpì il Nord-Est Italia tra il 27 e il 30 ottobre 2018</strong> causando pesanti danni. Se gli effetti più gravi si registrarono nel nord-est, fenomeni meteo estremi associati al vento si registrarono anche in altre aree, compreso il Centro. </p><p><strong>Uno dei fenomeni meteo più devastanti causato dal passaggio della tempesta furono le raffiche di vento potentissime</strong>, con intensità medie orarie fino a 120 km/h e raffiche superiori a 200 km/h. </p><div class="texto-destacado">Tra gli effetti più ricordati c'è la <strong>devastazione di enormi estensione di boschi</strong> in 494 comuni di Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia.<strong> Si calcola che 42.500 ettari di bosco vennero danneggiati e 8,6 milioni di metri cubi furono abbattuti</strong> dal vento fortissimo.</div><p> Si tratta del singolo più grande fenomeno di danneggiamento del patrimonio forestale mai registrato in Italia.</p><p>L'altro elemento meteo che viene ricordato sono le <strong>piogge molto abbondanti cadute sulle regioni del Nord Italia</strong>. Il vento fortissimo generò anche una <strong>marea storica a Venezia,</strong> e ci fu una delle acque alte più eccezionali degli ultimi decenni, seconda solo a quella del 1966.</p><p>In tutta Italia si registrarono almeno 16 vittime.</p><h2>Cosa accadde tra il 27 ed il 29 ottobre del 2018</h2><p>Come scrisse in quel finale di ottobre 2018 qui sui Meteored il meteorologo Luca Lombroso, il ciclone mediterraneo "Vaia" transitò nella serata del 29 ottobre sulle Alpi occidentali con un minimo di 980 hPa, uno dei più profondi di sempre. "<strong>In quel momento, c’erano</strong> <strong>oltre 20 hPa di differenza di pressione fra le Alpi occidentali e quelle orientali - spiega Lombroso - </strong>un fattore che rese<strong> </strong>molto forte il vento di scirocco sull’Adriatico, generando una storica acqua alta a Venezia, città dove ancora non era attivo il MOSE. Ci fu anche un potente vento di libeccio sulle coste liguri e tirreniche e da sudovest in quota.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa-1793272897382.jpeg" data-image="hjyg1dmmvu1z"><figcaption>La devastazione causata da venti fortissimi sulle foreste delle Alpi nord-orientali.</figcaption></figure><p>"<strong>Lunedì 29 ottobre - spiegò anche il meteorologo Marco Virgilio sempre qui su Meteored - il profondissimo minimo del ciclone Vaia</strong>, circa 978 hPa, si trovava a cavallo tra il sudovest francese ed il nordovest italiano, caratterizzato da un <strong>micidiale gradiente termico alla superficie isobarica di 850 hPa</strong> che vedeva l’isoterma zero gradi a ridosso delle Alpi Marittime e valori compresi tra 10 e 15 gradi tra il sud Italia ed il nordest".</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="214731" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/un-anno-fa-vaia-l-insostenibile-peso-degli-alberi-caduti.html" title="Un anno fa Vaia: l’insostenibile peso degli alberi caduti">Un anno fa Vaia: l’insostenibile peso degli alberi caduti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/un-anno-fa-vaia-l-insostenibile-peso-degli-alberi-caduti.html" title="Un anno fa Vaia: l’insostenibile peso degli alberi caduti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-anno-fa-vaia-l-insostenibile-peso-degli-alberi-caduti-214731-1_320.jpg" alt="Un anno fa Vaia: l’insostenibile peso degli alberi caduti"></a></article></aside><p>"Tra il 27 ed il 28 ottobre - ricorda ancora Marco Virgilio - intense correnti meridionali miti e cariche di umidità <strong>determinarono ingenti piogge su tutti i versanti esposti, </strong>dalle Prealpi Piemontesi alla Carnia e in molte zone appenniniche con le prime inevitabili esondazioni e diversi allagamenti". "Lo Scirocco rinforzò brutalmente fino a raggiungere la <strong>velocità di 204 km/h sul monte Gomito nell’appennino Tosco-Emiliano e i 200 circa presso il Monte Rest nelle Prealpi Carniche"</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Lunedì 29 ottobre si registrarono violente grandinate sulla Sardegna. Lo Scirocco rinforzò brutalmente fino a raggiungere la velocità di 204 km/h sul monte Gomito nell’appennino Tosco-Emiliano e i 200 circa presso il Monte Rest nelle Prealpi Carniche. Ma il vento fortissimo colpì anche a distanza: a Roma, scirocco potentissimo abbatté decine di alberi. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Come spiegavamo, l'aspetto più ricordato di questa tempesta che ha colpito l'Italia 8 anni fa è stata la <strong>distruzione di enormi estensione di bosco sulle Alpi a causa del vento.</strong></p><h2><strong>La strage di alberi</strong></h2><p>Le immagini che arrivarono dalle valli dolomitiche, dall’agordino (Belluno, Veneto) e dalle Alpi e Prealpi Carniche, <strong>restano ancora oggi scolpite nella memoria di molti italiani: vaste aree boschive completamente abbattute</strong> dalla furia degli elementi, come accade dopo una eruzione vulcanica o l'esplosione di una bomba nucleare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Uno degli effetti più impressionanti del passaggio di quel ciclone è stata la distruzione totale di enormi estensione di boschi sulle Alpi italiane. Dalle immagini arrivate in quei giorni si vedevano centinaia di migliaia di alberi rasi al suolo, come dopo il passaggio di una onda d'urto di una bomba o di una eruzione vulcanica. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>"Il fortissimo vento sinottico ed effetti di caduta e turbolenze locali</strong> nelle valli in molti casi sconvolsero il territorio - ricorda Marco Virgilio. Moltissimo si è fatto per ripristinare i territori colpiti ma lo sfregio è ancora visibile in tanti versanti inaccessibili e tale rimarrà per decenni", aggiunge il meteorologo e divulgatore scientifico friulano.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">La notte degli alberi caduti Come soldati in un campo di guerra migliaia di alberi furono abbattuti dalla tempesta Vaia di fine ottobre 2018. Enormi superfici boschive rase al suolo nelle Alpi Orientali. https://t.co/Azcy5LJodS</p>— Marco Virgilio (@dabihdream) <a href="https://x.com/dabihdream/status/1454776365048385536?ref_src=twsrc%5Etfw">October 31, 2021</a></blockquote></figure><p> Il motivo di una distruzione così grande fu legato ai <strong>venti discendenti dai pendii, </strong>noti in meteorologia come<strong> “downslope wind”.</strong> Questi venti risultano molto dannosi per l'effetto di compressione discendente, e prendono a strisciare a causa della forma delle montagne, informava Lombroso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776782" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia.html" title="Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia ">Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia.html" title="Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia-1782996077690_320.jpg" alt="Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia "></a></article></aside><p> "Nel dettaglio - spiega Lombroso - si è trattato di un fortissimo vento lineare di gradiente di tipo sinottico, senza fenomeni vorticosi. Ciò nonostante le raffiche hanno superato forza 12 - uragano della scala Beaufort, anche se il ciclone transitato era di tipo extra-tropicale". </p><h2><strong>Il vento non fu l'unico aspetto di quella tempesta</strong></h2><p><strong>Come spiegavamo, oltre al vento si registrarono anche intense precipitazioni, che nelle zone alpine e prealpine dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia furono di centinaia di mm.</strong> Sulle Prealpi Carniche si raggiunsero addirittura 815 mm a Malga Campiuz. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I meteorologi francesi confermano: "l'inverno è alle porte" anche in Francia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 10:57:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Questa settimana inizia con temperature insolitamente alte. Lo confermano anche i modelli meteorologici: l'inverno è ben consolidato nei nostri porti e le temperature sono pronte a impennarsi. Scopri le previsioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrx1ne"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrx1ne.jpg" id="xbrx1ne"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo un inizio di settimana caratterizzato da temperature molto miti, con punte vicine ai 27 °C martedì pomeriggio ai piedi dei Pirenei francesi, <strong>mercoledì le temperature sono crollate bruscamente in Francia, </strong>perdendo in alcune località quasi dieci gradi nell’arco di 24 ore.</p><p>Dopo il passaggio di una perturbazione martedì,<strong> un robusto anticiclone si sta rafforzando sulla Francia e dovrebbe portare condizioni meteorologiche asciutte nei prossimi 7-10 giorni. </strong>Le temperature sono già diminuite nettamente e dovrebbero rimanere vicine alle medie stagionali fino a venerdì, o persino a sabato.</p><p><strong>Ma la posizione dell’anticiclone a partire da questo fine settimana potrebbe cambiare tutto.</strong> Dovrebbe infatti posizionarsi sulle isole britanniche, favorendo l’arrivo di aria continentale più fredda sulla Francia. <strong>Le temperature dovrebbero quindi riprendere a scendere da domenica su gran parte del Paese</strong>, portandosi questa volta al di sotto delle medie stagionali. </p><div class="texto-destacado"><strong> Una situazione simile in Italia: brusco calo termico in arrivo. </strong><br>Anche in Italia si attende un brusco calo delle temperature da domenica 1° novembre, come stiamo indicando <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_destacados">nei nostri ultimi aggiornamenti. </a></div><p>Le ultime previsioni per la prossima settimana confermano questa tendenza, con temperature che potrebbero rimanere decisamente basse per il periodo. <strong>L’inverno sta forse arrivando in anticipo?</strong> Ecco le ultime previsioni.</p><h2>Temperature di stagione… per il momento</h2><p>Il forte calo delle temperature che ieri ha interessato moltissime regioni francesi non dovrebbe proseguire oggi.<strong> Il termometro si stabilizzerà,</strong> con temperature che dovrebbero attestarsi nel complesso attorno alle medie stagionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793251818027.jpg" data-image="npats1vsav27" alt="Temperature nel complesso vicine alle medie stagionali questo pomeriggio!" title="Temperature nel complesso vicine alle medie stagionali questo pomeriggio!"><figcaption>Temperature nel complesso vicine alle medie stagionali questo pomeriggio!</figcaption></figure><p><strong>Ecco le temperature previste da Météo-France per questo pomeriggio:</strong></p><ul><li>14 °C a Clermont-Ferrand </li><li>15 °C a Lione, Parigi e Strasburgo </li><li>16 °C a Lille e Rennes </li><li>17 °C a Bordeaux e Grenoble </li><li>18 °C a Limoges </li><li>19 °C a Tolosa e Montpellier </li><li><strong>20 °C a Perpignano </strong></li><li><strong>21 °C a Marsiglia</strong></li><li><strong>22 °C a Nizza e Bastia </strong></li><li><strong>23 °C ad Ajaccio</strong></li></ul><p>In alcune località, le temperature potrebbero persino risultare<strong> leggermente inferiori alle medie stagionali di fine ottobre. </strong>È il caso, in particolare, di Bordeaux.</p><h2>Un nuovo calo delle temperature atteso a breve</h2><p>Tra venerdì e sabato, <strong>le temperature dovrebbero mantenersi nel complesso vicine alle medie stagionali, </strong>con una media di 15 °C al nord e di 18 °C al sud venerdì. Sabato è atteso un lievissimo calo, con una media di 14 °C al nord e di 17 °C al sud.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795524" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo">Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo-1793178666045_320.png" alt="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"></a></article></aside><p>Si tratta naturalmente di valori medi: le temperature dovrebbero essere leggermente più alte vicino al Mediterraneo, <strong>con possibili punte superiori ai 20 °C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793251900959.jpg" data-image="g2s5h5fgkpqw" alt="Sabato temperature vicine ai 20 gradi lungo il Mediterraneo." title="Sabato temperature vicine ai 20 gradi lungo il Mediterraneo."><figcaption>Sabato temperature vicine ai 20 gradi lungo il Mediterraneo. </figcaption></figure><p>Al contrario, <strong>in presenza di nebbie e nubi basse mattutine, </strong>che in alcuni casi potrebbero persistere per buona parte della giornata, soprattutto nella pianura alsaziana, nella valle della Saona e nelle valli del sud-ovest,<strong> le temperature potrebbero rimanere particolarmente basse. </strong>In alcune località il termometro potrebbe persino non superare i 10 °C per l’intera giornata.</p><h2>Un nuovo calo delle temperature domenica </h2><p>Con il riposizionamento dell’anticiclone sulle isole britanniche nel fine settimana, <strong>da domenica le correnti si orienteranno più decisamente da nord-est.</strong> Aria continentale, molto più fredda ma sempre altrettanto secca, raggiungerà la Francia, <strong>provocando un nuovo calo delle temperature.</strong> Questa volta il termometro dovrebbe scendere nettamente al di sotto delle medie stagionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793251951890.jpg" data-image="8uol3zy8lpt6" alt="Domenica è atteso un nuovo calo delle temperature." title="Domenica è atteso un nuovo calo delle temperature."><figcaption>Domenica è atteso un nuovo calo delle temperature. </figcaption></figure><p><strong>Per domenica 1° novembre si prospetta quindi una sensazione di fresco intenso, se non di freddo</strong>, con temperature massime che raggiungeranno in media i 12 °C al nord e i 16 °C al sud.</p><h3>Il calo delle temperature proseguirà</h3><p>Questo calo delle temperature dovrebbe proseguire lunedì, soprattutto nel sud del Paese, dove il termometro potrebbe perdere altri 2 °C rispetto al giorno precedente.</p><p><strong>La prossima settimana bisognerà però tenere conto di un altro elemento importante: il vento.</strong> Il vento da nord-est, chiamato «bise», dovrebbe infatti soffiare su una parte del Paese, accentuando la sensazione di freddo in molte regioni. <strong>La temperatura percepita potrebbe quindi essere sensibilmente inferiore a quella effettivamente indicata dai termometri!</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-france-c-est-confirme-par-les-experts-l-hiver-est-a-nos-portes-decouvrez-a-partir-de-quand-sur-nos-cartes-1793251974617.jpg" data-image="ym719hq2sfux" alt="La prossima settimana dovrebbero affermarsi temperature invernali, con valori nettamente inferiori alle medie stagionali su gran parte del Paese." title="La prossima settimana dovrebbero affermarsi temperature invernali, con valori nettamente inferiori alle medie stagionali su gran parte del Paese."><figcaption>La prossima settimana dovrebbero affermarsi temperature invernali, con valori nettamente inferiori alle medie stagionali su gran parte del Paese.</figcaption></figure><p>Le temperature potrebbero perdere ancora 1-2 °C verso la metà della prossima settimana,<strong> con massime che al nord potrebbero non superare più i 10 °C, </strong>nemmeno nelle ore più calde della giornata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795612" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html" title="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio">Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html" title="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793195999816_320.jpg" alt="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio"></a></article></aside><p><strong>Le temperature attese la prossima settimana potrebbero quindi assomigliare più a quelle normalmente osservate all’inizio dell’inverno che a quelle dei primi di novembre.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-francesi-confermano-l-inverno-e-alle-porte-anche-in-francia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Marte, il mistero della gigantesca nube di 1800 km sul Arsia Mons: una nuova ipotesi "estrema" emerge dai modelli meteo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/marte-il-mistero-della-gigantesca-nube-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-ipotesi-estrema-emerge-dai-modelli-meteo.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 09:29:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Una spettacolare nube di ghiaccio lunga 1.800 km nel cielo di Marte ripropone un insolito fenomeno finora "solo teorizzato" nella fisica dell'atmosfera. Le simulazioni al computer confermano che il ghiaccio delle nubi può formarsi spontaneamente senza l'aiuto di polveri.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/marte-il-mistero-della-nube-gigante-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-importante-ipotesi-emerge-dai-modelli-1793205280957.jpg" data-image="osuygoj9ec31"><figcaption>Una delle spettacolari immagini della nube marziana che può ciclicamente svilupparsi per una lunghezza di ben 1.800 km, ad una quota di circa 45 km dalla superficie marziana. Credits ESA</figcaption></figure><p>È conosciuta come Arsia Mons Elongated Cloud (AMEC), ed è <strong>una spettacolare nube di ghiaccio </strong>d'acqua<strong> lunga fino a 1800 km</strong> che <strong>compare temporaneamente e stagionalmente nelle mattine primaverili ed estive</strong> nell'emisfero meridionale, sottovento all'omonimo monte. </p><p>La sua stagionalità, il suo ciclo diurno e la sua maestosità hanno impressionato gli scienziati fin dalla sua scoperta nel 2018 grazie alle immagini riprese dalla <em>Visual Monitoring Camera</em> (VMC) a bordo della storica sonda <strong>Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA)</strong>. </p><p>Inizialmente scambiata per un pennacchio vulcanico attivo, gli scienziati hanno presto compreso che si trattava di<strong> una colossale nube orografica</strong>, innescata dall'interazione tra i venti e la topografia del <strong>vulcano (alto circa 20 km)</strong>, e capace di spingersi<strong> fino a circa 45 km</strong> di quota. La nube compare, nella "stagione calda" <strong>ogni mattina</strong>, per poi evaporare e dissolversi man mano che il sole riscalda l'atmosfera.</p><p>Nonostante anni di monitoraggio e di simulazioni con <strong>i modelli meteorologici</strong> che riproducono al computer il comportamento dell'atmosfera marziana, gli scienziati non erano mai riusciti a riprodurre la nube nella sua lunghezza e, quindi, a capirne la dinamica. Ma <strong>una svolta è arrivata da un recentissimo studio</strong> pubblicato il 7 ottobre 2026 su Nature Geoscience, firmato da Jorge Hernández-Bernal insieme a Anni Määttänen, Aymeric Spiga e François Forget (ricercatori presso LMD, LATMOS, IPSL, CNRS e Sorbonne Université).</p><h2>La scoperta dei modelli: il ghiaccio nasce senza polvere</h2><p>Secondo la meteorologia classica, sia terrestre che marziana, <strong>le nubi si formano attraverso un processo chiamato nucleazione eterogenea</strong>. Questo meccanismo fa sì che il vapore acqueo, per trasformarsi in piccole gocce o cristalli di ghiaccio, debba condensare intorno a dei minuscoli nuclei preesistenti chiamati appunto <strong>"nuclei di condensazione"</strong>, che fungono da "innesco". E i granelli/polveri di polvere sospesi nell'atmosfera su Marte sicuramente non mancano.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/marte-il-mistero-della-nube-gigante-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-importante-ipotesi-emerge-dai-modelli-1793205533347.jpg" data-image="5m02h9g5s1g5"><figcaption>Nella foto è possibile osservare la nube formarsi in prossimità del vulcano inattivo Arsia Mons. È facile notare anche la stagione estiva in atto sull'emisfero meridionale e la fase del giorno, una mattinata appena iniziata. Credits: ESA</figcaption></figure><p>Tuttavia, finché gli scienziati vincolavano le simulazioni a questa regola standard, il computer falliva nel ricreare la lunga coda di cristalli di ghiaccio che forma la nube e che era stata ripresa dalle sonde. </p><div class="texto-destacado">Solo quando il team di ricerca ha integrato nel modello meteorologico marziano <strong>un meccanismo microfisico molto più raro ed estremo</strong>, il risultato è cambiato e la gigantesca nube simulata è finalmente emersa con caratteristiche molto simili a quelle osservate dalle sonde.</div><p> Si tratta della <strong>nucleazione omogenea</strong>, fenomeno in cui i cristalli di ghiaccio si formano spontaneamente e direttamente dal vapore acqueo, senza alcun nucleo di polvere intermedio. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791458" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte.html" title="Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte">Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte.html" title="Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte-1790885430560_320.jpg" alt="Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte"></a></article></aside><p><strong>Q</strong><strong>uesto fenomeno non è stato misurato direttamente nell'atmosfera di Marte, ma è stato dedotto con simulazioni numeriche.</strong></p><h2>Raffreddamento lampo e condizioni estreme</h2><p>Perché questo processo possa avvenire senza l'aiuto della polvere, occorrono <strong>condizioni fisiche limite</strong>, finora ritenute quasi impossibili in un'atmosfera reale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/marte-il-mistero-della-nube-gigante-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-importante-ipotesi-emerge-dai-modelli-1793205357597.jpg" data-image="w8p0ckcz0fug"><figcaption>Nel dettaglio è possibile vedere l'esatto esatta posizione in cui la nube viene a formarsi, poi allungarsi per circa 1800 km. Credits ESA</figcaption></figure><p>Dalle simulazioni effettuate dal gruppo di ricerca, <strong>quando i venti risalgono rapidamente i pendii di Arsia Mons</strong>, nella tenue atmosfera marziana (appena l'1% di quella terrestre costituita essenzialmente da CO2), l'aria subisce un <strong>raffreddamento adiabatico estremo</strong> e la temperatura crolla di circa 30°C in appena 10 minuti (condizioni di freddo estremo con temperature inferiori a 130 K, cioè -143°C).</p><div class="texto-destacado">Questo crollo termico produce una sovrasaturazione straordinaria, facendo impennare l'umidità dell'aria a livelli e ritmi inimmaginabili, fino a 100.000 volte superiori a quelli solitamente registrati sulla Terra.</div><p>L'atmosfera diventa così carica di vapore acqueo da costringere l'acqua a <strong>congelare all'istante</strong> da sola, formando il ghiaccio prima ancora che la polvere presente nell'atmosfera possa intervenire come potenziale nucleo di condensazione.</p><h2>Mars Express e le implicazioni per la Terra</h2><p>Per validare le simulazioni al computer i ricercatori si sono basati sulle numerose osservazioni registrate e inviate dalla Mars Express dal 2018 ad oggi, utilizzando sia il monitoraggio su larga scala della VMC (Visual Monitoring Camera), che le riprese della fotocamera ad alta risoluzione HRSC (High Resolution Stereo Camera).</p><div class="texto-destacado"><strong>La nube simulata non è identica al 100% alla nube realmente osservata</strong>. Tuttavia lo studio fornisce la<strong> prima solida evidenza indiretta</strong> che il fenomeno della <strong>nucleazione omogenea, finora rimasto solo teorico</strong>, riesca ad attivarsi realmente in natura in un'atmosfera planetaria. </div><p>La nucleazione omogenea potrebbe, effettivamente, <strong>spiegare la natura di alcune nubi ad alta quota sulla Terra o anche su Venere</strong>, ed altri rari fenomeni osservati su altri pianeti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756138" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-campo-magnetico-marziano-e-scomparso-e-con-esso-la-possibilita-di-vita.html" title="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita ">La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-campo-magnetico-marziano-e-scomparso-e-con-esso-la-possibilita-di-vita.html" title="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gemini-ha-detto-la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-suo-campo-magnetico-e-scomparso-e-con-esso-la-vita-1772105419453_320.png" alt="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita "></a></article></aside><p>Comprenderne il funzionamento su Marte potrà aiutare a <strong>perfezionare i modelli climatici planetari </strong>e la comprensione della microfisica delle nubi nel Sistema Solare.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Jorge%20Hern%C3%A1ndez-Bernal%2C%20Anni%20M%C3%A4%C3%A4tt%C3%A4nen%2C%20Aymeric%20Spiga%20e%20Fran%C3%A7ois%20Forget" data-year="2026" data-title="Nature%20Geoscience%3A%20Homogeneous%20ice%20nucleation%20from%20water%20vapour%20suggested%20by%20elongated%20clouds%20on%20Mars" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs41561-026-02089-9">Jorge Hernández-Bernal, Anni Määttänen, Aymeric Spiga e François Forget. (2026). <a href="https://doi.org/10.1038/s41561-026-02089-9" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Nature Geoscience: Homogeneous ice nucleation from water vapour suggested by elongated clouds on Mars</a>.</cite><br><cite data-author="Agenzia%20Spaziale%20Europea%20(ESA)" data-year="2026" data-title="Mars%E2%80%99s%20oddest%20cloud%20may%20be%20even%20odder%20than%20we%20thought" data-url="https%3A%2F%2Fwww.esa.int%2FScience_Exploration%2FSpace_Science%2FMars_Express%2FMars_s_oddest_cloud_may_be_even_odder_than_we_thought">Agenzia Spaziale Europea (ESA). (2026). <a href="https://www.esa.int/Science_Exploration/Space_Science/Mars_Express/Mars_s_oddest_cloud_may_be_even_odder_than_we_thought" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Mars’s oddest cloud may be even odder than we thought</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/marte-il-mistero-della-gigantesca-nube-di-1800-km-sull-arsia-mons-una-nuova-ipotesi-estrema-emerge-dai-modelli-meteo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 10°C di massima: in arrivo il primo assaggio d'inverno con piogge diffuse e neve sugli Appennini]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 08:18:05 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Assaggio invernale nel weekend festivo: temperature anche di 6-8°C sotto la media stagionale su alcune regioni italiane.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrxp7y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrxp7y.jpg" id="xbrxp7y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dal sole e dalle temperature miti al freddo quasi invernale nel giro di pochi giorni. È questo lo scenario meteorologico che potrebbe concretizzarsi sull'Italia proprio in concomitanza con il weekend di Ognissanti. Dopo una settimana piuttosto tranquilla, caratterizzata dalla presenza dell'alta pressione e da condizioni atmosferiche generalmente stabili, <strong>l'arrivo di correnti molto più fredde potrebbe determinare un brusco cambiamento del tempo, soprattutto sulle regioni adriatiche e meridionali</strong>.</p><p>Insomma, l'autunno sembra intenzionato a mostrare un volto decisamente diverso rispetto a quello degli ultimi giorni. Non soltanto pioggia e vento, ma anche un importante calo delle temperature che, localmente, <strong>potrebbero portarsi fino a 6-8°C al di sotto delle medie stagionali</strong>.</p><p>La giornata da tenere maggiormente sotto osservazione sarà proprio quella di <strong>domenica 1° novembre</strong>, quando l'afflusso di aria fredda potrebbe favorire un aumento dell'instabilità e condizioni meteorologiche dal sapore quasi invernale.</p><h2><strong>Weekend di Ognissanti, cambia tutto: domenica 1° novembre tornano pioggia e neve sugli Appennini</strong></h2><p>Ma cosa provocherà questo improvviso cambiamento? La risposta va ricercata nella particolare configurazione atmosferica che si sta delineando sul continente europeo.</p><p>L'anticiclone, attualmente responsabile del tempo stabile sulla nostra Penisola, tenderà progressivamente a spostare il proprio baricentro verso l'Europa nord-occidentale. Questo movimento favorirà la discesa di <strong>una massa d'aria fredda dalle alte latitudini europee verso i Balcani e successivamente il Mediterraneo centrale</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795574" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia.html" title="Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est">Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia.html" title="Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia-1793188581257_320.jpg" alt="Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est"></a></article></aside><p>I primi segnali di cambiamento potrebbero manifestarsi già nella giornata di venerdì 30 ottobre, mentre sabato 31 l'instabilità dovrebbe aumentare soprattutto lungo il medio Adriatico, al Sud e sulle Isole Maggiori, con possibilità di rovesci e locali temporali.</p><p>Ma sarà soprattutto <strong>domenica 1° novembre che il peggioramento potrebbe entrare nel vivo</strong>. Le precipitazioni dovrebbero interessare principalmente le regioni centro-meridionali, con particolare attenzione ad Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia. Non si esclude un coinvolgimento anche della Romagna e di altri settori del Centro.</p><p>L'interazione tra l'aria fredda in arrivo e le acque del Mediterraneo, ancora relativamente calde, potrebbe inoltre favorire lo sviluppo di una circolazione depressionaria, contribuendo ad alimentare l'instabilità atmosferica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata-1793260159625.jpg" data-image="yssxl8i75gmp" alt="Piogge diffuse entro domenica primo novembre" title="Piogge diffuse entro domenica primo novembre"><figcaption>Precipitazioni cumulate previste per domenica 1° novembre, con gli accumuli più significativi concentrati soprattutto tra medio e basso Adriatico e settori del Mediterraneo centrale.</figcaption></figure><p><strong>Possibili anche le prime nevicate sugli Appennini</strong>, inizialmente alle quote più elevate, con la possibilità di un progressivo abbassamento della quota neve qualora l'afflusso freddo dovesse intensificarsi nei giorni successivi.</p><h2><strong>Temperature in crollo fino a 6-8°C sotto la media: venti forti e clima quasi invernale</strong></h2><p>Oltre alle precipitazioni, <strong>il vero protagonista del weekend sarà il sensibile calo delle temperature</strong>, destinato a riportare condizioni decisamente più fredde rispetto a quelle registrate durante la settimana.</p><p>Il raffreddamento si farà sentire soprattutto lungo il versante adriatico e sulle regioni meridionali, maggiormente esposte alle correnti settentrionali e nord-orientali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata-1793260238888.jpg" data-image="1a5iw9fq1c7v" alt="Crollo termico sull'Italia centro-meridionale" title="Crollo termico sull'Italia centro-meridionale"><figcaption>Valori particolarmente contenuti lungo il versante adriatico e nelle zone interne, con un marcato contrasto rispetto alle temperature più miti dei giorni precedenti. </figcaption></figure><p>Nelle ore pomeridiane di domenica, <strong>le temperature massime potrebbero fermarsi intorno ai 10-14°C su diverse località del Centro-Sud</strong>, con valori ancora inferiori nelle zone interne e montuose. Un cambiamento particolarmente evidente se confrontato con il clima mite degli ultimi giorni di ottobre.</p><p>A rendere ancora più pungente il freddo contribuiranno i venti, che <strong>potrebbero soffiare con intensità moderata o forte dai quadranti settentrionali</strong>, soprattutto tra domenica e lunedì. Di conseguenza, la temperatura percepita potrebbe risultare sensibilmente inferiore rispetto a quella effettivamente misurata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795612" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html" title="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio">Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html" title="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793195999816_320.jpg" alt="Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio"></a></article></aside><p>E non finisce qui. Le ultime tendenze suggeriscono infatti che <strong>questa fase più fredda potrebbe accompagnarci anche durante i primi giorni di novembre</strong>, quando non si esclude un ulteriore abbassamento delle temperature e il ritorno di precipitazioni nevose sugli Appennini, potenzialmente anche a quote inferiori ai 1000 metri.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Naturalmente, saranno necessari ulteriori aggiornamenti per valutare con maggiore precisione la distribuzione delle precipitazioni e soprattutto la quota delle eventuali nevicate. Quel che appare sempre più probabile, però, è che <strong>l'inizio di novembre porterà sull'Italia un deciso cambio di stagione, con il primo vero assaggio di condizioni quasi invernali</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-a-ognissanti-arriva-il-primo-assaggio-d-inverno-pioggia-neve-sugli-appennini-e-temperature-in-picchiata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La NASA riorganizza Artemis per tornare sulla Luna entro il 2028: SpaceX e Blue Origin in competizione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-riorganizza-artemis-per-tornare-sulla-luna-entro-il-2028-spacex-e-blue-origin-in-competizione.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 07:02:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La NASA valuterà i sistemi di atterraggio lunare di SpaceX e Blue Origin prima di scegliere quale utilizzare su Artemis IV. Entrambe le società dovranno dimostrare che le loro tecnologie sono pronte per riportare l’uomo sulla superficie lunare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-reorganiza-artemis-para-volver-a-pisar-la-luna-en-2028-spacex-y-blue-origin-compiten-por-llevar-los-astronautas-1793045132904.png" data-image="xtzk308rmdxs" alt="NASA Luna Artemis Starship Blue Origin" title="NASA Luna Artemis Starship Blue Origin"><figcaption>Sebbene SpaceX e Blue Origin condividano l'obiettivo di favorire il ritorno dell'essere umano sulla Luna, i loro progetti presentano differenze significative.</figcaption></figure><p>La NASA mantiene aperte le opzioni per il ritorno degli astronauti sulla Luna. <strong>L’agenzia spaziale statunitense metterà alla prova i sistemi di allunaggio sviluppati da SpaceX e Blue Origin</strong> prima di decidere quale delle due aziende si occuperà di una delle fasi più importanti della missione Artemis IV, il cui obiettivo è <strong>riportare esseri umani sulla superficie lunare nel 2028. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Il calendario previsto prevede che SpaceX effettui una prima dimostrazione senza equipaggio alla fine del 2027, mentre Blue Origin intende collaudare la propria tecnologia nel corso del 2028. </strong></div><p>I risultati saranno determinanti per <strong>stabilire se uno dei sistemi sia pronto</strong> a partecipare a una missione con equipaggio. L’annuncio è stato dato durante una presentazione dei responsabili del programma Artemis al Kennedy Space Center. La decisione riflette l’intenzione della NASA di verificare il funzionamento di entrambe le proposte <strong>prima di stabilire quale veicolo utilizzerà per la discesa sulla Luna</strong>.</p><h2>SpaceX punta su Starship per raggiungere la superficie lunare</h2><p>L’azienda fondata da Elon Musk propone di <strong>utilizzare una versione della sua navicella Starship adattata all’allunaggio.</strong> Il veicolo dovrà coordinare le proprie operazioni con quelle della capsula Orion, a bordo della quale viaggeranno gli astronauti, per completare le manovre necessarie prima della discesa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-reorganiza-artemis-para-volver-a-pisar-la-luna-en-2028-spacex-y-blue-origin-compiten-por-llevar-los-astronautas-1793045168043.jpg" data-image="etexnjuccrgr" alt="NASA Luna Artemis Starship Blue Origin" title="NASA Luna Artemis Starship Blue Origin"><figcaption>Starship di SpaceX è il sistema di lancio più potente e più grande mai costruito dall’umanità. Crediti: REUTERS/Steve Nesius.</figcaption></figure><p>SpaceX prevede di effettuare una prova di allunaggio senza equipaggio alla fine del 2027. Se riuscirà a raggiungere gli obiettivi tecnici stabiliti, l’azienda punterà a una dimostrazione <strong>con astronauti nella seconda metà del 2028.</strong></p><p>Tuttavia, prima di trasportare persone, <strong>dovrà dimostrare che il suo sistema è in grado di eseguire in sicurezza le operazioni previste per raggiungere la superficie lunare.</strong> Lo sviluppo di Starship rappresenta un elemento centrale dei piani dell’azienda per partecipare alle prossime missioni di esplorazione spaziale.</p><h2>Blue Origin prepara un’alternativa con il modulo Blue Moon</h2><p>La proposta di Blue Origin, l’azienda fondata da Jeff Bezos, si basa sul <strong>modulo lunare Blue Moon</strong>. La sua architettura prevede l’impiego di tre veicoli che fungerebbero da rimorchiatori per trasferire il modulo con equipaggio in un’orbita polare attorno alla Luna.</p><p>Una volta lì, <strong>il veicolo dovrà incontrare gli astronauti arrivati a bordo della capsula Orion</strong>. A partire da questa manovra si svolgeranno le operazioni necessarie per proseguire con la discesa verso la superficie.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-reorganiza-artemis-para-volver-a-pisar-la-luna-en-2028-spacex-y-blue-origin-compiten-por-llevar-los-astronautas-1793045191919.jpg" data-image="gw8ajv0nt24j" alt="NASA Luna Artemis Starship Blue Origin" title="NASA Luna Artemis Starship Blue Origin"><figcaption>Il fondatore di Blue Origin, Jeff Bezos, ha presentato un modello del modulo lunare Blue Moon il 9 maggio 2019. Crediti: Space.com</figcaption></figure><p>Il calendario dell’azienda prevede una <strong>prima prova del suo sistema di allunaggio senza equipaggio nel 2028</strong>. Questa dimostrazione permetterà di valutarne il funzionamento prima di prenderne in considerazione l’utilizzo in future missioni con equipaggio.</p><p>Sebbene SpaceX e Blue Origin condividano l’obiettivo di favorire il ritorno degli esseri umani sulla Luna, <strong>i loro progetti presentano differenze importanti</strong>. Per questo, le prove saranno essenziali per confrontarne le prestazioni e determinare se soddisfino i requisiti di sicurezza e operativi richiesti dalla NASA.</p><h2>Artemis III cambierà rotta prima del ritorno sulla Luna</h2><p>La valutazione dei moduli lunari non sarà l’unico cambiamento nei piani statunitensi. <strong>La NASA modificherà anche l’impostazione di Artemis III</strong>, che non avrà più come obiettivo principale un allunaggio, ma si concentrerà su prove in orbita terrestre.</p><div class="texto-destacado"><strong>La missione prevede di portare quattro astronauti in orbita attorno alla Terra per circa 14 giorni</strong>, nell’estate del 2027. Durante questo periodo, l’equipaggio si eserciterà nelle manovre di incontro e aggancio tra la capsula Orion e i prototipi dei veicoli sviluppati da SpaceX e Blue Origin.</div><p>Queste esercitazioni permetteranno di verificare procedure fondamentali per le future missioni lunari e di raccogliere informazioni sul funzionamento congiunto delle navicelle. L’esperienza aiuterà anche a <strong>individuare possibili difficoltà</strong> prima che le operazioni si svolgano a centinaia di migliaia di chilometri dalla Terra.</p><h3>Una decisione chiave per Artemis IV</h3><p>La scelta del sistema di allunaggio per Artemis IV dipenderà dai risultati delle dimostrazioni e dalla <strong>capacità di ciascuna azienda di rispettare le scadenze previste.</strong></p><p>Inoltre, la NASA intende partecipare più direttamente allo sviluppo tecnologico. A questo scopo, prevede che <strong>il proprio personale lavori al fianco dei fornitori</strong> per individuare e risolvere più rapidamente eventuali problemi tecnici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795233" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-luna-le-iadi-e-venere-con-un-nuovo-metodo-la-scienza-prova-ancora-una-volta-a-datare-la-notte-stellata-di-van-gogh.html" title="La Luna, le Iadi e Venere: con un nuovo metodo la scienza prova ancora una volta a datare la Notte Stellata di Van Gogh">La Luna, le Iadi e Venere: con un nuovo metodo la scienza prova ancora una volta a datare la Notte Stellata di Van Gogh</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-luna-le-iadi-e-venere-con-un-nuovo-metodo-la-scienza-prova-ancora-una-volta-a-datare-la-notte-stellata-di-van-gogh.html" title="La Luna, le Iadi e Venere: con un nuovo metodo la scienza prova ancora una volta a datare la Notte Stellata di Van Gogh"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-luna-le-iadi-e-venere-con-un-nuovo-metodo-la-scienza-prova-ancora-una-volta-a-datare-la-notte-stellata-di-van-gogh-1793028000610_320.jpg" alt="La Luna, le Iadi e Venere: con un nuovo metodo la scienza prova ancora una volta a datare la Notte Stellata di Van Gogh"></a></article></aside><p>Il ritorno degli astronauti sulla superficie lunare dipenderà, in buona parte, dal superamento delle prove previste da parte di queste tecnologie. SpaceX e Blue Origin restano in corsa con le rispettive proposte, ma dovranno <strong>dimostrare che i loro sistemi sono pronti ad affrontare una delle operazioni più complesse dell’esplorazione spaziale moderna.</strong></p><p>L’obiettivo è che Artemis IV segni un nuovo capitolo della presenza umana sulla Luna. Per raggiungerlo, bisognerà prima verificare che i veicoli progettati per la discesa possano<strong> soddisfare le esigenze di una missione con equipaggio.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-riorganizza-artemis-per-tornare-sulla-luna-entro-il-2028-spacex-e-blue-origin-in-competizione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Astronomi dell'Università di Warwick identificano la possibile prima stella verde mai osservata nell'universo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomi-dell-universita-di-warwick-identificano-la-possibile-prima-stella-verde-mai-osservata-nell-universo.html</link><pubDate>Thu, 29 Oct 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Gli astronomi hanno identificato, per la prima volta, una stella che può apparire verde a occhio nudo. La scoperta è degna di nota per il suo colore insolito, poiché le stelle vengono tipicamente percepite in tonalità di blu, bianco, giallo o rosso.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-identificam-candidata-a-primeira-estrela-verde-ja-observada-no-universo-1792956236344.png" data-image="zlwbh047hqau" alt="Gli astronomi hanno identificato una nana bianca che potrebbe apparire verde a occhio nudo, un colore raro tra le stelle." title="Gli astronomi hanno identificato una nana bianca che potrebbe apparire verde a occhio nudo, un colore raro tra le stelle."><figcaption>Gli astronomi hanno identificato una nana bianca che potrebbe apparire verde a occhio nudo, un colore raro tra le stelle.</figcaption></figure><p><strong>L’esistenza di stelle verdi era considerata improbabile perché la luce che emettono non viene percepita come verde a occhio nudo</strong>. Anche quando l’emissione è intensa nelle lunghezze d’onda del verde, la stella emette luce anche in altre regioni dello spettro visibile, che nel complesso viene percepita come bianca o giallastra.</p><p>Il Sole, per esempio, presenta un picco di emissione vicino alla regione verde dello spettro, ma quando queste componenti raggiungono insieme i nostri occhi vengono percepite come luce bianca. <strong>Dalla Terra, il Sole può anche apparire giallastro a causa della diffusione atmosferica.</strong></p><p><strong>Un nuovo studio sulle nane bianche descrive la scoperta della prima stella che potrebbe apparire verde a occhio nudo.</strong> A differenza delle stelle il cui spettro mostra soltanto un’emissione intensa in questa regione, questo oggetto è stato identificato come un possibile esempio di stella visivamente verde. </p><h2> Perché non ci sono stelle verdi? </h2><p>Non si osservano stelle verdi perché la loro emissione luminosa copre un intervallo più ampio dello spettro visibile. <strong>Anche quando l’intensità della radiazione raggiunge il massimo in questa regione, vengono emessi anche altri colori.</strong> La combinazione di queste lunghezze d’onda viene percepita come bianca o giallastra.</p><div class="texto-destacado"> Questo comportamento è legato alla radiazione termica emessa dalle stelle, il cui spettro dipende principalmente dalla loro temperatura.<br> </div><p><strong>Poiché l’emissione si distribuisce su diverse lunghezze d’onda, un picco nella regione verde, da solo, non basta a produrre questa percezione del colore.</strong> Pertanto, sebbene esistano stelle con un’emissione intensa in questa regione, normalmente non appaiono verdi agli osservatori umani.</p><h2> Scoperta una stella verde </h2><p>In un nuovo studio, alcuni astronomi dell’Università di Warwick, in Inghilterra, hanno annunciato la scoperta di una stella che potrebbe apparire verde a occhio nudo. <strong>Questa stella verde, denominata WD J13306435, si trova nella costellazione del Drago.</strong> La presenza di calcio, sodio e litio nella stella è legata alla sua insolita firma spettrale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-identificam-candidata-a-primeira-estrela-verde-ja-observada-no-universo-1792956633415.png" data-image="os1u164xlyda" alt="La nana bianca WD J13306435, nella costellazione del Drago, presenta caratteristiche spettrali che indicano che potrebbe avere un colore verde. Crediti: Hollands et al. 2026" title="La nana bianca WD J13306435, nella costellazione del Drago, presenta caratteristiche spettrali che indicano che potrebbe avere un colore verde. Crediti: Hollands et al. 2026"><figcaption>La nana bianca WD J13306435, nella costellazione del Drago, presenta caratteristiche spettrali che indicano che potrebbe avere un colore verde. Crediti: Hollands et al. 2026</figcaption></figure><p><strong>Questi elementi potrebbero provenire dal materiale roccioso di corpi celesti che si sono avvicinati troppo alla nana bianca e sono stati distrutti dalla sua gravità.</strong> I detriti risultanti possono contaminare l’atmosfera stellare, alterandone la capacità di assorbire ed emettere luce.</p><h2> Una tavolozza di colori </h2><p> Analizzando i dati spettrali di 151 nane bianche situate a una distanza massima di 65 anni luce dalla Terra, i ricercatori hanno identificato diversi possibili colori per questi oggetti. <strong>Oltre alla tonalità verdastra di una stella, un’altra presentava un aspetto simile al rosa salmone</strong>. </p><p> Sono state identificate anche tonalità azzurrine e rosate, <strong>legate alle differenze di temperatura e alle proprietà chimiche delle atmosfere stellari.</strong> Con questi dati, i ricercatori hanno stimato come l’occhio umano percepirebbe la radiazione. </p><h2> Il Sole è verde? </h2><p>Curiosamente, il Sole è una stella che presenta la sua massima emissione nella regione verde dello spettro visibile. <strong>Tuttavia, a differenza di WD J13306435, non vediamo il Sole verde perché emette a diverse lunghezze d’onda.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795580" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri.html" title="Sergio Messina, esperto di astronomia: “Le Tauridi sono ricche di bolidi”. Quando osservarle nel Novembre 2026">Sergio Messina, esperto di astronomia: “Le Tauridi sono ricche di bolidi”. Quando osservarle nel Novembre 2026</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri.html" title="Sergio Messina, esperto di astronomia: “Le Tauridi sono ricche di bolidi”. Quando osservarle nel Novembre 2026"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri-1793188741234_320.jpeg" alt="Sergio Messina, esperto di astronomia: “Le Tauridi sono ricche di bolidi”. Quando osservarle nel Novembre 2026"></a></article></aside><p><strong>Il colore percepito dipende dall’intera distribuzione spettrale della luce e non soltanto dalla lunghezza d’onda alla quale l’emissione è massima.</strong> Sulla superficie terrestre, l’atmosfera diffonde le lunghezze d’onda più corte, e questo può far apparire il Sole giallastro quando è vicino all’orizzonte.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Hollands%20et%20al" data-year="2026" data-title="Any%20colour%20you%20like%3A%20the%20diverse%20chromaticities%20of%20white%20dwarfs" data-url="https%3A%2F%2Facademic.oup.com%2Frasti%2Farticle%2Fdoi%2F10.1093%2Frasti%2Frzag069%2F8914458%3Fsearchresult%3D1%26login%3Dfalse">Hollands et al. (2026). <a href="https://academic.oup.com/rasti/article/doi/10.1093/rasti/rzag069/8914458?searchresult=1&login=false" target="blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Tutti i colori che vuoi: le diverse cromaticità delle nane bianche</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomi-dell-universita-di-warwick-identificano-la-possibile-prima-stella-verde-mai-osservata-nell-universo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 19:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Jason Momoa si è sempre battuto per la difesa dell’ambiente e adesso ha lanciato un progetto di riutilizzo della plastica più efficace del comune riciaclaggio. Ecco in cosa consiste</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica-1793112428007.jpg" data-image="sk7a1xlrf31f" alt="Jason Momoa" title="Jason Momoa"><figcaption>Jason Momoa, attore famoso anche per il suo impegno a favore dell'ambiente - Gage Skidmore / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 2.0</figcaption></figure><p>Jason Momoa, attore e produttore americano originario delle <strong>Hawaii </strong>ha sempre avuto a cuore le tematiche ambientali, con una particolare attenzione all’inquinamento derivato dalla <strong>plastica </strong>e alla difesa degli <strong>ecosistemi marini</strong>.</p><p>Nel 2019 Momoa ha fondato <strong>Mananalu</strong>, un’azienda che si occupa di cercare soluzioni alternative alle bottiglie di plastica per l’acqua. </p><p>Adesso l’azienda si è evoluta ancora di più, fornendo nuovi sistemi per limitare lo spreco di plastica, oltre che rimuovere le bottiglie usate dal mare.</p><h2> Mananalu e la lotta alla plastica</h2><p>Mananalu è un termine hawaiano che vuol dire “sacro spirito della vita” e il brand di Momoa è nato attorno al principio del <strong>mālama honua</strong>, anch’esso parte dalla cultura delle Hawaii, e incentrato sul prendersi cura della Terra.</p><p>La mission di Mananalu è proprio questa, aiutare il pianeta a <strong>guarire </strong>dopo decenni di sfruttamento indiscriminato e inquinamento senza freni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica-1793113629738.jpg" data-image="yf4srwmhhpgy" alt="Momoa Hawaii" title="Momoa Hawaii"><figcaption>Una spiaggia delle Hawaii al tramonto</figcaption></figure><p>Il primo passo, nel 2019, è stato quello di creare bottiglie per l’acqua in <strong>alluminio </strong>per sostituire quelle in plastica. Ogni bottiglia in alluminio acquistata, inoltre, andava a finanziare il <strong>recupero </strong>di quelle gettate in mare. L’iniziativa è stata un successo, con <strong>sei milioni</strong> di bottiglie rimosse dagli oceani.</p><h2>In cosa consiste il progetto di Jason Momoa</h2><p>Il passo successivo di Mananalu, che nel 2025 ha avviato una collaborazione con <strong>Boomerang Water</strong>, è quello di spingere le persone ad acquistare meno bottiglie e <strong>riutilizzare </strong>quelle già in loro possesso, invece di sostituire semplicemente i materiali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763145" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche">Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche-1775810229090_320.jpg" alt="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"></a></article></aside><p>Per fare questo sono state progettate delle <strong>macchine </strong>da collocare nelle strutture dove comunemente si vendono bottigliette d’acqua, come ad esempio gli <strong>alberghi.</strong></p><p>Queste macchine funzionano come dei normali <strong>distributori di bottiglie</strong>, ma i contenitori possono essere <strong>restituiti </strong>per essere igienizzati, nuovamente riempiti e ridistribuiti. </p><div class="texto-destacado">Le macchine sono collegate alla rete idrica locale e possono eseguire in <strong>autonomia </strong>e sul posto tutte le operazioni necessarie al recupero dei contenitori, lavorando velocemente.</div><p>Ciascuna macchina può trattare fino a <strong>500 bottiglie all’ora</strong>, o 4000 al giorno.</p><p>L'impiego di questa tecnologia semplifica anche le operazioni di acquisto, trasporto e stoccaggio dell’acqua per le strutture che ospitano le nuove macchine, poiché non avranno più bisogno di comprare l’acqua imbottigliata.</p><h2>Riutilizzo e riciclo, qual è il sistema più efficiente</h2><p>Nel caso delle bottiglie di plastica il sistema del riutilizzo è più efficiente rispetto a quello del riciclo perché avviene senza la necessità di raccogliere i contenitori, trasportali e lavorali. </p><p>Non occorrono nemmeno nuovi imballaggi o etichettature, con un <strong>risparmio </strong>di emissioni di carbonio che Manalalu attesta al <strong>95%.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="745160" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-riciclaggio-dei-metalli-non-e-piu-un-opzione-e-diventato-una-priorita-globale-avvertono-gli-scienziati.html" title="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati">"Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale", avvertono gli scienziati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-riciclaggio-dei-metalli-non-e-piu-un-opzione-e-diventato-una-priorita-globale-avvertono-gli-scienziati.html" title="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/a-reciclagem-de-metais-deixou-de-ser-uma-opcao-passou-a-ser-uma-prioridade-global-alertam-os-cientistas-1765996282504_320.jpg" alt="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati"></a></article></aside><p>Questo valore include anche il risparmio relativo all’uso della rete idrica locale e soprattutto all'acquisto delle bottiglie di acqua per gli hotel, che nel caso delle Hawaii avviene quasi sempre dalla <strong>terraferma</strong>. </p><p>L'arcipelago non ha grosse fabbriche e quindi comprare acqua imbottigliata in quantità elevata comporta un dispendio di tempo, denaro ed energia.</p><h2>Le Hawaii, un paradiso costantemente minacciato</h2><p>Il progetto di Momoa è partito dall'isola di <strong>Oahu</strong>, dove hanno aderito in una prima fase quattro hotel. Ora la speranza è di diffondere il sistema anche a scuole, uffici e così via, per portarlo in seguito al di fuori delle Hawaii.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica-1793113575542.jpg" data-image="7fdzut9ei2yn" alt="Hawaii inquinamento" title="Hawaii inquinamento"><figcaption>Sott'acqua o sotto la sabbia, la plastica è un pericolo costante per gli habitat costieri</figcaption></figure><p>Eliminare il problema delle bottiglie di plastica alla radice, tramite il <strong>riutilizzo</strong>, è particolarmente rilevante per queste belle isole del Pacifico, e non solo per il coinvolgimento personale del fondatore del progetto. Le Hawaii sono costantemente minacciate dalla plastica, e tra gli stati costieri del Nord America sono quelle che risentono di più dell’<strong>inquinamento dei mari.</strong></p><p>La posizione geografica delle Hawaii mette queste isole al centro di <strong>correnti oceaniche</strong> che portano sulle loro coste rifiuti plastici provenienti persino dall’<strong>Asia</strong>. I rifiuti mettono a rischio l’ecosistema marino e possono rimanere sepolti nella sabbia fino a un metro di profondità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762200" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-conferma-dagli-scienziati-le-microplastiche-si-stanno-accumulando-anche-nelle-foreste-di-tutto-il-mondo.html" title="Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo">Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-conferma-dagli-scienziati-le-microplastiche-si-stanno-accumulando-anche-nelle-foreste-di-tutto-il-mondo.html" title="Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-contaminacion-por-plasticos-ya-no-esta-solo-en-los-oceanos-los-microplasticos-estan-cubriendo-los-bosques-1774793291792_320.jpeg" alt="Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo"></a></article></aside><p>Un’alta percentuale dei rifiuti plastici che inquinano le Hawaii, inoltre, deriva dalle attività della popolazione locale e dall’alto afflusso di turisti. Sulle isole <strong>mancano </strong>le infrastrutture per il <strong>riciclaggio </strong>dei rifiuti e le <strong>discariche </strong>sono da tempo troppo piene.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="TOI%20Science%20Desk" data-year="2026" data-title="jason%20momoa%20launched%20a%20water%20brand%20to%20fight%20plastic%20pollution%20after%20reporting%20more%20than%206%20million%20plastic%20bottles%20removed%20his%20company%20introduced%20hotel%20machines%20that%20can%20refill%20up%20to%20500%20bottles%20an%20hour" data-url="https%3A%2F%2Ftimesofindia.indiatimes.com%2Fscience%2Fnature%2Fjason-momoa-launched-a-water-brand-to-fight-plastic-pollution-after-reporting-more-than-6-million-plastic-bottles-removed-his-company-introduced-hotel-machines-that-can-refill-up-to-500-bottles-an-hour%2Farticleshow%2F135119843.cms">TOI Science Desk. (2026). <a href="https://timesofindia.indiatimes.com/science/nature/jason-momoa-launched-a-water-brand-to-fight-plastic-pollution-after-reporting-more-than-6-million-plastic-bottles-removed-his-company-introduced-hotel-machines-that-can-refill-up-to-500-bottles-an-hour/articleshow/135119843.cms" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">jason momoa launched a water brand to fight plastic pollution after reporting more than 6 million plastic bottles removed his company introduced hotel machines that can refill up to 500 bottles an hour</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Sergio Messina, esperto di astronomia: “Le Tauridi sono ricche di bolidi”. Quando osservarle nel Novembre 2026]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 17:29:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Le Tauridi illuminano le notti autunnali con poche meteore, talvolta spettacolari. A Novembre 2026, due massimi e una Luna poco invadente offrono buone occasioni per osservare questo incontro tra la Terra e antichi detriti cometari.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri-1793188741234.jpeg" data-image="f7izz2eqmyse" alt="Tauridi" title="Tauridi"><figcaption>Le Tauridi di inizio Novembre sembreranno provenire da una stessa direzione, il radiante, nella costellazione del Toro. </figcaption></figure><p>Le notti di inizio Novembre ci offrono uno spettacolo anche noto come <strong>le “palle di fuoco di Halloween”</strong>. Si tratta dello <strong>sciame meteorico delle Tauridi</strong> che, per la vicinanza con la festa di Halloween, vengono creativamente chiamate anche in questo modo. L’attività di questo sciame è massima a <strong>Novembre con ben due appuntamenti</strong>, accompagnati quest’anno da condizioni lunari favorevoli.</p><h2>Due sciami e due appuntamenti nel cielo di Novembre</h2><p>Lo sciame meteorico delle Tauridi si manifesterà durante due finestre temporali. <strong>Intorno al 5 Novembre saranno visibili le Tauridi meridionali; a seguire, intorno al 12 Novembre, le Tauridi settentrionali.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>I due picchi dello sciame delle Tauridi saranno il 5 e il 12 Novembre.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il nome di uno sciame meteorico deriva dalla posizione apparente in cielo del radiante, cioè la direzione dalla quale sembrano arrivare le meteoriti e quindi dalla direzione da cui sembrano dipartirsi le scie luminose. Nel caso delle Tauridi,<strong> il radiante si trova all’interno dei confini della costellazione del Toro</strong> (Taurus in latino). </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764449" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco.html" title="Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco">Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco.html" title="Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco-1776437044815_320.png" alt="Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco"></a></article></aside><p><strong>Ma proprio nel caso delle Tauridi, i radianti sono due</strong>: uno posizionato nella parte meridionale della costellazione (quasi di fronte alla testa del Cetus) da cui promanano le <strong>Tauridi meridionali</strong> e l’altro in quella settentrionale (vicino alla brillante stella Aldebaran) da cui promanano le <strong>Tauridi settentrionali</strong>.</p><div class="texto-destacado">La suddivisione di uno stesso sciame meteorico in due o più “rami” o “componenti” non è rara. Oltre alle Tauridi, altri esempi sono le Delta Aquaridi divise in Sud Delta Aquaridi (molto più intense) e Nord Delta Aquaridi, o le Draconidi di Agosto, suddivise addirittura in tre rami, secondo quanto emerso da recenti studi.</div><p>Secondo le previsioni dell’International Meteor Organization <strong>il massimo delle Tauridi meridionali sarà nella notte tra 4 e 5 Novembre, il massimo delle Tauridi settentrionali nella notte tra 11 e 12 Novembre</strong>. Ma conviene osservare anche nelle serate vicine: soprattutto il ramo settentrionale presenta un massimo ampio, distribuito su diversi giorni.</p><p>La frequenza media con cui appariranno le scie luminose è intorno a <strong>5–10 meteore all’ora per le meridionali e 5 per le settentrionali,</strong> ma in condizioni ideali. Il numero effettivamente visibile potrà essere sensibilmente inferiore.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri-1793188544812.jpg" data-image="3in62aznp6w2" alt="Radianti" title="Radianti"><figcaption>	I radianti delle Tauridi settentrionali e meridionali nella regione del Toro. Credit: NASA</figcaption></figure><p>La visibilità delle Tauridi quest’anno non sarà ostacolata dalla Luna. Questa sarà calante per il picco del 5 Novembre, quando sorgerà tardi nella notte. Sarà invece una sottile falce crescente per il secondo picco del 12 Novembre. Il novilunio del 9 novembre favorirà anche le notti intermedie. </p><h2>Perché non uno ma due sciami</h2><p><strong>Progenitrice dello sciame meteorico delle Tauridi è la cometa periodica 2P/Encke</strong>, che completa un’orbita attorno al Sole in circa 3,3 anni. </p><div class="texto-destacado">Questa cometa fu osservata per la prima volta da Pierre Méchain il 17 gennaio 1786, ma prende il nome dall'astronomo tedesco Johann Franz Encke, che ne calcolò e previde l'orbita nel 1819.</div><p>Lungo la propria orbita la cometa rilascia una scia persistente di detriti e polveri. Questa scia, che viene alimentata ogni 3.3 anni, nel corso del tempo tende ad allargarsi, ma non in maniera uniforme. Nel nostro caso specifico essa si suddivide in due sotto-scie che vengono attraversate dalla Terra a distanza di circa una settimana, appunto il 5 e poi il 12 Novembre.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674730" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-terra-potrebbe-presto-avere-la-sua-prima-pioggia-di-meteoriti-causata-dall-uomo.html" title="La Terra potrebbe presto avere il suo primo sciame meteorico causato dall’uomo">La Terra potrebbe presto avere il suo primo sciame meteorico causato dall’uomo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-terra-potrebbe-presto-avere-la-sua-prima-pioggia-di-meteoriti-causata-dall-uomo.html" title="La Terra potrebbe presto avere il suo primo sciame meteorico causato dall’uomo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-tierra-podria-tener-la-primera-lluvia-de-meteoros-provocada-por-humanos-1726154928088_320.jpg" alt="La Terra potrebbe presto avere il suo primo sciame meteorico causato dall’uomo"></a></article></aside><p>Polveri e detriti, chiamati meteore, intercettati dalla Terra e attraversando l’atmosfera terrestre ad una<strong> velocità di circa 27-29 km al secondo</strong>, si surriscaldano per attrito e si consumano producendo una scia luminosa. Questa, volgarmente viene chiamata “stella cadente” ma si tratta di grani di polvere, nulla a che vedere con le stelle.</p><p>L’eventuale frammento non consumato che dovesse raggiungere il suolo prende il nome di <strong>meteorite.</strong></p><p>Alcune meteore possono risultare particolarmente luminose e vengono comunemente chiamate<strong> bolidi</strong>. Ad esempio, nel novembre 2019, una Tauride osservata lungo la costa orientale degli Stati Uniti fu prodotta da un frammento di circa dieci centimetri: secondo l’analisi NASA, si consumò completamente, senza lasciare meteoriti. Una scia vistosa, dunque, non implica necessariamente un oggetto capace di raggiungere il terreno.<a href="https://fireballs.ndc.nasa.gov/skyfalls/events/20191113-030445?utm_source=chatgpt.com"> </a></p><h2>Come osservarle dall’Italia</h2><p>Come dicevamo, <strong>i due radianti,</strong> quello delle Tauridi settentrionali e di quelle meridionali, <strong>si trovano all’interno della costellazione del Toro</strong>. Questa costellazione, dopo la mezzanotte, è sufficientemente alta sopra l’orizzonte, posizionata di fronte alla costellazione del cacciatore Orione e con la costellazione di Perseo alle spalle.</p><p><strong>E’ facilmente riconoscibile grazie alla stella arancione Aldebaran e al vicino gruppo stellare delle Pleiadi. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri-1793187944413.png" data-image="q4wje5eheooy" alt="Tauridi" title="Tauridi"><figcaption>La costellazione del Toro, con il radiante delle Tauridi settentrionali, tra le costellazioni di Orione e di Perseo. Credit: Stellarium web</figcaption></figure><p>Per osservare lo sciame non è necessario fissare continuamente il Toro. Infatti, le scie possono comparire in ampie porzioni del cielo, sempre apparentemente provenienti dal radiante, e quelle lontane dal radiante possono apparire più lunghe.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="747846" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/guida-astronomica-2026-tutte-le-eclissi-gli-sciami-meteorici-e-gli-allineamenti-da-non-perdere.html" title="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere">Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/guida-astronomica-2026-tutte-le-eclissi-gli-sciami-meteorici-e-gli-allineamenti-da-non-perdere.html" title="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guia-astronomica-2026-todos-los-eclipses-lluvias-de-estrellas-y-alineaciones-que-no-te-puedes-perder-1767213132897_320.jpeg" alt="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere"></a></article></aside><p>Dall’Italia conviene scegliere un luogo con visuale aperta e poche luci artificiali, dedicando all’osservazione soprattutto le ore intorno alla mezzanotte. Gli occhi devono abituarsi al buio: controllare continuamente uno schermo luminoso riduce la capacità di distinguere le meteore deboli. E’ sconsigliabile l’uso di telescopi o binocoli poiché l’osservazione a occhio nudo abbraccia una porzione di cielo molto più vasta aumentando la probabilità di scovarne.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Fiori e foglie che conservano il loro fascino anche dopo l'essiccazione: 10 piante ideali per creare composizioni naturali e portare in casa i colori dell'autunno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965594900.jpeg" data-image="nbz5qzjyk4xm"><figcaption>10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno</figcaption></figure><p><strong>Piante verdeggianti e fiori colorati sono protagonisti di case, giardini, balconi e mazzi recisi durante la loro stagione più bella</strong>. È difficile immaginarli decorativi quando il loro ciclo vitale è ormai terminato, eppure alcune piante e alcuni fiori conservano forme, colori e persino profumi anche dopo essere stati essiccati. Sono perfetti per realizzare composizioni capaci di portare negli ambienti domestici un tocco naturale e suggestivo durante l'autunno. Ecco 10 piante che, una volta essiccate, mantengono intatto il loro fascino.</p><h2>1. Limonio</h2><p><strong>Il limonio è molto apprezzato nelle composizioni di fiori secchi per le sue numerose piccole infiorescenze, disponibili in diverse tonalità, dal viola al rosa fino al bianco</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965629951.jpeg" data-image="pow7c30r1k2g"><figcaption>Limonio</figcaption></figure><p>Una volta essiccati, i fiori mantengono a lungo la loro forma e il colore, diventando un elemento leggero e versatile per mazzi e decorazioni.</p><h2>2. Ortensia</h2><p><strong>Le grandi infiorescenze dell'ortensia sono particolarmente adatte all'essiccazione</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965646406.jpeg" data-image="3lupamjbo9iq"><figcaption>Ortensia</figcaption></figure><p>Con il passare del tempo i colori vivaci possono assumere sfumature più delicate e vintage, mentre la caratteristica forma globosa rimane intatta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764843" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/perche-le-tue-ortensie-cambiano-colore-da-sole-la-risposta-e-nel-terreno.html" title="Perché le tue ortensie cambiano colore da sole? La risposta è nel terreno">Perché le tue ortensie cambiano colore da sole? La risposta è nel terreno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/perche-le-tue-ortensie-cambiano-colore-da-sole-la-risposta-e-nel-terreno.html" title="Perché le tue ortensie cambiano colore da sole? La risposta è nel terreno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-chimica-che-trasforma-i-fiori-ortensie-che-cambiano-colore-da-rosa-a-blu-a-seconda-del-terreno-1778607588183_320.jpeg" alt="Perché le tue ortensie cambiano colore da sole? La risposta è nel terreno"></a></article></aside><p>Da sole o insieme ad altri fiori, sono ideali per composizioni autunnali dall'aspetto naturale ed elegante.</p><h2>3. Cardo blu</h2><p><strong>L'eringio, conosciuto anche come cardo blu, si distingue per le sue infiorescenze dalla caratteristica forma appuntita e per le tonalità bluastre o argentate</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965664895.jpeg" data-image="27v8xmx8op3v"><figcaption>Cardo blu</figcaption></figure><p>Anche da essiccato conserva molto bene la propria struttura e il colore, diventando un elemento originale per composizioni rustiche o dal gusto più contemporaneo.</p><h2>4. Elicriso</h2><p><strong>L'elicriso è conosciuto anche come fiore di carta proprio per la consistenza particolare dei suoi petali, che sembrano quasi fatti di materiale cartaceo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965685854.jpeg" data-image="bgdovmizbiid"><figcaption>Elicriso</figcaption></figure><p>Dopo l'essiccazione mantiene la forma dei fiori e colori intensi, dal giallo all'arancio, dal rosa al rosso. È uno dei fiori più caratteristici per creare decorazioni destinate a durare nel tempo.</p><h2>5. Eucalipto</h2><p><strong>Non solo fiori: anche il fogliame di alcune piante è perfetto per le composizioni secche</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965704569.jpeg" data-image="pkwz0z9044rn"><figcaption>Eucalipto</figcaption></figure><p>L'eucalipto mantiene a lungo le sue foglie tondeggianti e il caratteristico aspetto verde-argenteo, oltre al suo profumo. I suoi rami possono essere utilizzati da soli oppure accostati a fiori secchi per dare volume e movimento alla composizione.</p><h2>6. Lavanda</h2><p><strong>La lavanda conserva anche da essiccata le sue caratteristiche spighe fiorali e una parte del suo intenso profumo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965722624.jpeg" data-image="zhgwqdfhrrlq"><figcaption>Lavanda</figcaption></figure><p>Il colore tende a diventare più delicato, ma le infiorescenze rimangono decorative a lungo. I suoi piccoli fiori sono perfetti per mazzi, ghirlande e composizioni dal delicato carattere autunnale.</p><h2>7. Gipsofila</h2><p><strong>Con i suoi numerosissimi piccoli fiori bianchi, la gipsofila crea un effetto leggero e vaporoso, particolarmente adatto alle composizioni</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965744864.jpeg" data-image="lr7bptamnfkd"><figcaption>Gipsofila</figcaption></figure><p>Una volta essiccata conserva la ramificazione e la forma delle infiorescenze, diventando un elemento ideale per riempire i mazzi e accompagnare fiori più grandi.</p><h2>8. Cotone</h2><p><strong>Le caratteristiche capsule del cotone sono tra gli elementi più curiosi che si possono trovare nelle composizioni di fiori secchi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965764610.jpeg" data-image="pgf7nh6p6jtf"><figcaption>Cotone</figcaption></figure><p>Quando si aprono, mostrano la soffice fibra bianca che circonda i semi. La forma rimane stabile e il colore chiaro crea un piacevole contrasto con fiori e foglie dai toni autunnali.</p><h2>9. Erica</h2><p><strong>L'erica produce numerosi piccoli fiori lungo i suoi rametti, creando masse fiorite delicate e compatte</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965783044.jpeg" data-image="ntuov7ee0skz"><figcaption>Erica</figcaption></figure><p>Anche dopo l'essiccazione conserva bene la propria struttura e le tonalità rosate, violacee o bianche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793195" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale.html" title="Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale">Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale.html" title="Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale-1791964849059_320.jpeg" alt="Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale"></a></article></aside><p>È particolarmente adatta a composizioni semplici e dall'aspetto naturale, nelle quali può essere utilizzata anche insieme a rami e foglie secche.</p><h2>10. Protea</h2><p><strong>La protea è probabilmente una delle piante più scenografiche da utilizzare nelle composizioni secche</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965800957.jpeg" data-image="qr8adr0w56w0"><figcaption>Protea</figcaption></figure><p>Le sue grandi infiorescenze, caratterizzate da forme insolite e involucri coriacei, mantengono molto bene la propria struttura dopo l'essiccazione. Anche da sola può diventare il punto focale di un vaso, grazie al suo aspetto esotico e originale.</p><h2>Un autunno da portare in casa</h2><p><strong>Grazie a queste piante, l'autunno entra in casa con originalità</strong>: ai colori del foliage che osserviamo all'esterno si possono accostare quelli più tenui dei fiori essiccati, creando composizioni capaci di evocare la stagione che volge al termine. </p><p>Forme, colori e talvolta anche profumi rimangono così a lungo negli ambienti domestici, trasformando parti ormai prive di vita in decorazioni naturali tutte da ammirare.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 14:32:01 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Sarà un fine settimana all'insegna del maltempo sulle regioni meridionali, con piogge frequenti, ma anche temporali e prime spolverate di neve sull'Appennino. Ecco le regioni più a rischio.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrrma2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrrma2.jpg" id="xbrrma2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La fase stabile e soleggiata di questi ultimi giorni ha già le ore contate. Già a partire dalla giornata di <strong>venerdì 30 ottobre,</strong> masse d’aria più fredde, in discesa dall’Europa orientale, tramite i Balcani, andranno ad intrufolarsi lungo il margine più meridionale dell’anticiclone, molto robusto, presente su gran parte dell’Europa.</p><p>Una configurazione barica ben definita sull’Europa sta creando le condizioni ideali per la formazione di una depressione che sarà <strong>capace di portare piogge intense e i primi segnali invernali sull’Appennino meridionale.</strong></p><h2><strong>Il motore del cambiamento, l’anticiclone e il flusso freddo retrogrado</strong></h2><p>Il protagonista iniziale di questa evoluzione è il robusto promontorio anticiclonico posizionato sull’Europa centrale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793195939315.jpg" data-image="05wf3uatdyk9" alt="Vento, freddo." title="Vento, freddo."><figcaption>Il flusso fredda da nord-est atteso sull'Italia nel corso del prossimo fine settimana.</figcaption></figure><p>Questa struttura di alta pressione, piuttosto estesa e tenace, non si limiterà a garantire tempo stabile e soleggiato su gran parte del continente, ma avrà un effetto decisivo sulla circolazione a quote medio-alte. </p><div class="texto-destacado"><strong>Favorirà infatti un flusso freddo retrogrado proveniente da nord-est, che scorrerà lungo il suo bordo orientale e si spingerà progressivamente verso il Mediterraneo centrale.</strong></div><p>Questo tipo di dinamica è tipica delle configurazioni a blocco. In questa dinamica l’aria fredda non scende direttamente dal nord Europa, ma viene incanalata da est/nord-est, <strong>acquisendo caratteristiche continentali e risultando particolarmente efficace una volta giunta sul mare, ancora relativamente caldo in superficie.</strong></p><h2><strong>L’evoluzione della saccatura e la nascita della depressione</strong></h2><p>Nel corso del fine settimana una saccatura retrograda scivolerà proprio sul bordo orientale di questo anticiclone. Inizialmente allungata, la struttura tenderà a chiudersi e a isolarsi, <strong>trasformandosi in una vera e propria depressione centrata fra il basso Tirreno e il Mar Ionio. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo">Luca Lombroso, meteorologo: "Da novembre aria invernale sull'Italia". Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale-1793013115653_320.jpg" alt="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"></a></article></aside><p>Questa evoluzione è particolarmente significativa, poiché una volta isolata, la depressione potrà alimentarsi dell’energia termica e dell’umidità del Mediterraneo, <strong>intensificandosi e divenendo più stazionaria.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793195999816.jpg" data-image="otpmtjj7y6jt" alt="Piogge." title="Piogge."><figcaption>Ecco le precipitazioni cumulate dei prossimi giorni, si notano accumuli più importanti sulle aree del medio-basso Adriatico e Sud.</figcaption></figure><p>Stazionando intorno i mari dell’Italia meridionale questa depressione originerà un’area di maltempo organizzata che interesserà in modo diretto le regioni meridionali e parte del medio-basso Adriatico, il tutto accompagnato da freddi e sostenuti venti di Grecale e Tramontana.</p><h2><strong>Le aree più esposte al maltempo</strong></h2><p>La depressione porterà <strong>precipitazioni diffuse sulle coste del medio-basso Adriatico e su gran parte del Sud. </strong>Gli accumuli più significativi sono attesi soprattutto su parte della Puglia (in particolare i settori ionici e adriatici meridionali), e la Calabria, sia sul versante tirrenico che su quello ionico, con possibili fenomeni più intensi e persistenti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Un’altra regione, particolarmente colpita, soprattutto fra sabato e domenica, sarà proprio la Sicilia. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Qui le piogge, e probabilmente pure qualche temporale, saranno più intense sui settori orientali e settentrionali, <strong>dove l’interazione tra la circolazione depressionaria e l’orografia potrà esaltare le precipitazioni.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793196075062.jpg" data-image="rzbdzov3er02" alt="Neve, Appennino." title="Neve, Appennino."><figcaption>Sull’Appennino meridionale, a partire dalle quote medio-basse, sono attese le prime spolverate di neve sulle vette dei più importanti contrafforti montuosi. </figcaption></figure><p>In queste aree non si escludono temporali, anche di una certa intensità, e accumuli pluviometrici elevati in poche ore o nell’arco di 24-36 ore. Le zone interne e montuose potranno registrare valori particolarmente rilevanti a causa dell’effetto stau. Specie se la depressione stazionerà per maggior tempo lungo lo Ionio.</p><h2><strong>Prime spolverate di neve sull’Appennino meridionale</strong></h2><p>L’afflusso di aria più fredda associato alla saccatura e alla successiva depressione non si limiterà a generare pioggia. Sull’Appennino meridionale, a partire dalle quote medio-basse, sono attese le prime spolverate di neve sulle vette dei più importanti contrafforti montuosi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794708" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-meteorologo-dal-30-ottobre-tornera-lo-schema-atmosferico-che-provoca-piogge-intense-sul-mediterraneo.html" title="Daniele Ingemi, meteorologo: 'Dal 30 ottobre tornerà lo schema atmosferico che provoca piogge intense sul Mediterraneo'">Daniele Ingemi, meteorologo: "Dal 30 ottobre tornerà lo schema atmosferico che provoca piogge intense sul Mediterraneo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-meteorologo-dal-30-ottobre-tornera-lo-schema-atmosferico-che-provoca-piogge-intense-sul-mediterraneo.html" title="Daniele Ingemi, meteorologo: 'Dal 30 ottobre tornerà lo schema atmosferico che provoca piogge intense sul Mediterraneo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-meteorologo-dal-30-ottobre-tornera-lo-schema-atmosferico-che-provoca-piogge-intense-sul-mediterraneo-1792703008733_320.jpg" alt="Daniele Ingemi, meteorologo: 'Dal 30 ottobre tornerà lo schema atmosferico che provoca piogge intense sul Mediterraneo'"></a></article></aside><p>Non si tratterà di un episodio nevoso importante, ma di un segnale chiaro dell’ingresso di aria più fresca, <strong>capace di far scendere la quota neve fino a valori insoliti per la fine di ottobre in alcune zone montane calabresi e lucane.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item></channel></rss>