<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 13 Oct 2026 17:10:13 +0000</lastBuildDate><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 17:10:13 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Castagne e miele, la grande festa del Friuli torna a ottobre per tre weekend: ecco dove e quando]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 15:01:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Come ogni anno anche ad ottobre 2026 torna in Friuli una grande festa sempre molto attesa. L'occasione è quella giusta per conoscere le eccellenze delle tavole autunnali e scoprire le meraviglie di un territorio dai paesaggi da sogno</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando-1791886924675.jpg" data-image="4lni1pukpeqm" alt="Festa delle Castagne e del Miele di Castagno" title="Festa delle Castagne e del Miele di Castagno"><figcaption>Castagne e miele di castagno, due famose eccellenze nate dai boschi del Friuli </figcaption></figure><p>Quasi al confine est dell’Italia, in Friuli, si trova <strong>Valle di Suffumbergo</strong>, una piccola frazione del comune di Faedis in provincia di <strong>Udine</strong>. Ai piedi del Monte Sal Lorenzo si parla un dialetto simile allo sloveno, mentre il nome del borgo deriva dal tedesco e vuol dire “montagna aguzza”. </p><p>Un tempo qui si trovava un importante castello, di cui oggi rimangono pochi ruderi e l'antica cappella.</p><div class="texto-destacado">La cucina del borgo è quella tipica friulana, che in autunno diventa protagonista di una sagra molto amata, centrata attorno ad una delle eccellenze locali, le <strong>castagne</strong>, insieme l’ottimo <strong>miele </strong>che ne deriva.</div><p>Ecco cosa c’è da sapere sulla Festa delle Castagne e del Miele di Castagno di Valle di Soffumbergo 2026.</p><h2>Com'è nata la Festa delle Castagne e del Miele di Castagno</h2><p>A ottobre 2026 l’evento che anima il “balcone del Friuli”, giunge alla sua <strong>quarantacinquesima </strong>edizione.</p><p>Per tre week end il grazioso borgo di montagna di Valle di Soffumbergo organizza una splendida festa d’autunno dedicata alle castagne, ma non solo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando-1791887098711.jpg" data-image="av0nyit1vk74" alt="Valle di Suffumbergo" title="Valle di Suffumbergo"><figcaption>Le caldarroste, una delle ricette per eccellenza dell'autunno</figcaption></figure><p>L’idea è nata negli anni ‘70, quando è stata fondata quella che ancora oggi è considerata <strong>la più piccola pro loco d’Italia</strong> e con essa per la prima volta è stata organizzata la sagra. </p><p>Lo scopo in origine era evitare lo spopolamento del borgo ma anche celebrare la qualità delle castagne locali, nate nei <strong>boschi secolari</strong> che caratterizzano il territorio. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="732036" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-castagna-nella-cucina-italiana-dalla-pasta-all-uovo-fresca-al-dolce-castagnaccio.html" title="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio">La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-castagna-nella-cucina-italiana-dalla-pasta-all-uovo-fresca-al-dolce-castagnaccio.html" title="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-castagna-nella-cucina-italiana-da-1762178508052_320.jpg" alt="La castagna nella cucina italiana, dalla pasta all’uovo fresca al dolce Castagnaccio"></a></article></aside><p><br>Nel corso degli anni questa sagra si è trasformata in una <strong>tradizione </strong>molto amata ed attesa, che ogni anno attira molti visitatori.</p><h2>Le castagne di Valle di Soffumbergo</h2><p> Nell’est del Friuli microclima e qualità del terreno fanno sì che i castagni crescano rigogliosi e che i loro frutti conservino aromi unici. Le castagne di Valle di Soffumbergo e dei boschi che crescono attorno a Faedis sono infatti di eccellente qualità. </p><p>Consistenza compatta e sapore dolce le rendono <strong>versatili </strong>e adatte ad essere utilizzate in tanti modi diversi. Per questo motivo tanti piatti tipici locali sono proprio a base di questo frutto dei boschi: dalle focacce fatte con la <strong>farina di castagna</strong>, alla vellutata, senza dimenticare il <strong>frico di castagne</strong>, il più tipico dei piatti locali, la cui base è un impasto di patate e formaggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="676805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/stagionalita-a-tavola-non-solo-castagne-e-zucche-ecco-tutti-i-tesori-che-caratterizzano-ottobre.html" title="Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre">Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/stagionalita-a-tavola-non-solo-castagne-e-zucche-ecco-tutti-i-tesori-che-caratterizzano-ottobre.html" title="Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/stagionalita-a-tavola-non-solo-castagne-e-zucca-i-tesori-di-ottobre-1728030110450_320.jpg" alt="Stagionalità a tavola: non solo castagne e zucche, ecco tutti i tesori che caratterizzano ottobre"></a></article></aside><p>Merita come minimo un assaggio anche il <strong>miele di castagno</strong>, dal colore bruno e dal sapore decisamente meno dolce rispetto ad altre tipologie di miele. Ottimo da solo, è davvero eccellente se abbinato ai formaggi della tradizione friulana, come il <strong>Montasio DOP</strong>, ma anche come speciale ingrediente delle <strong>birre artigianali</strong>.</p><h2> Festa delle Castagne e del Miele di Castagno: cosa fare</h2><p> Visitare gli stand gastronomici non è il solo motivo per partecipare alla Festa delle Castagne e del Miele di Castagno di Valle di Soffumbergo. Alla sagra sono infatti presenti anche altre eccellenze del territorio da conoscere, come gli <strong>apicoltori </strong>o gli <strong>artigiani</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando-1791887024504.jpg" data-image="cwkhw5x2qldm" alt="Autunno Friuli" title="Autunno Friuli"><figcaption>Uno dei suggestivi angoli dei boschi da esplorare nel territorio del comune di Faedis</figcaption></figure><p>La zona è inoltre ricca di sentieri e boschi che in autunno sono ancora più belli. Dopo aver verificato che il meteo sia favorevole, si può approfittare per unirsi ad una <strong>passeggiata organizzata</strong> per raccogliere personalmente le castagne oppure esplorare i <strong>percorsi escursionistici</strong> del Monte San Lorenzo. </p><p>Il borgo è parte di un bellissimo percorso per il trekking, l' <strong>Anello di Soffumbergo</strong>, caratterizzato da meravigliosi panorami.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789644" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico.html" title="Il raro miele 'salato' della laguna di Venezia che rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico">Il raro miele "salato" della laguna di Venezia che rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico.html" title="Il raro miele 'salato' della laguna di Venezia che rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-raro-miele-salato-della-laguna-di-venezia-che-rischia-di-scomparire-a-causa-del-cambiamento-climatico-1790325145885_320.jpg" alt="Il raro miele 'salato' della laguna di Venezia che rischia di scomparire a causa del cambiamento climatico"></a></article></aside><p>In caso di pioggia o semplicemente per chi vuole restare nel borgo, ci sono comunque molte cose da fare, come diversi <strong>laboratori </strong>per bambini, <strong>attività didattiche</strong> e spettacoli musicali.</p><h2>Come e quando andare alla festa di Valle di Suffumbergo</h2><p>Nel 2026 la sagra di Valle di Soffumbergo si svolge nei weekend del <strong>10 e 11 ottobre, del 17 e 18 ottobre e 24 e 25 ottobre.</strong></p><p>Stand, passeggiate, showcooking e musica sono in programma tutti i weekend, e per i più avventurosi ci sarà anche la possibilità di vedere tutte le bellezze del territorio dall’alto, grazie ad un romantico <strong>volo in mongolfiera</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="737111" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-segreto-dei-cercatori-di-castagne-non-guardare-per-terra-ma-osservare-il-bosco-secondo-queste-semplici-regole.html" title="Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole">Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-segreto-dei-cercatori-di-castagne-non-guardare-per-terra-ma-osservare-il-bosco-secondo-queste-semplici-regole.html" title="Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-segreto-dei-cercatori-di-castagne-non-guardare-per-terra-ma-osservare-il-bosco-secondo-queste-regole-1761929957102_320.jpeg" alt="Il segreto dei cercatori di castagne: non guardare per terra, ma osservare il bosco secondo queste semplici regole"></a></article></aside><p>Il borgo non è servito da mezzi pubblici quindi il modo più semplice per arrivare<strong> è l’auto</strong>, tenendo presente che nei giorni della sagra, per evitare il traffico, sono<strong> </strong>predisposti <strong>sensi unici.</strong></p><p>Le strade interessate sono quelle lungo il percorso Colloredo di Soffumbergo – Valle – Canal di Grivò, dalle ore 8:00 alle ore 20:00. In alternativa si può arrivare in <strong>bus </strong>fino a Faedis e poi proseguire in taxi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/castagne-e-miele-la-grande-festa-del-friuli-torna-a-ottobre-per-tre-weekend-ecco-dove-e-quando.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questa faglia non scarica energia da secoli: perché preoccupa i sismologi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questa-faglia-non-scarica-energia-da-secoli-perche-preoccupa-i-sismologi.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questa faglia, ubicata in una delle aree a più alta sismicità d'Italia e d'Europa, è rimasta silente per svariati secoli, accumulando energia elastica per molto tempo. Ecco cosa temono gli scienziati.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/questa-faglia-non-scarica-energia-da-secoli-perche-preoccupa-i-sismologi-1790720750971.jpg" data-image="6oif26hffd1s" alt="Faglia." title="Faglia."><figcaption>La struttura è rilevante anche per le infrastrutture, poichè deforma i fondali a breve distanza dalle aree previste per le torri di sospensione del Ponte sullo Stretto sul lato siciliano. </figcaption></figure><p>Lo Stretto di Messina non è controllato da una singola faglia, ma da un mosaico dinamico di strutture interconnesse. Tra queste spicca la faglia di Capo Peloro.</p><p>Questo sistema non ha scaricato tutta l’energia durante <strong>il terremoto del 28 dicembre 1908 (magnitudo stimata 7,1),</strong> che rase al suolo Messina e Reggio Calabria e resta il cataclisma sismico più grave dell’Europa moderna.</p><h2><strong>Contesto geodinamico</strong></h2><p>L’area si trova al margine sud-occidentale dell’Arco Calabro-Peloritano, dove la placca ionica <strong>subduce </strong>sotto il blocco calabro e il Tirreno. La dinamica prevalente è transtensiva, con un mix di estensione crostale (allontanamento Sicilia-Calabria dell’ordine di alcuni mm/anno) e movimenti laterali. </p><p><strong>La deformazione si concentra in un ampio corridoio di taglio destro delimitato a nord dalla faglia di Capo Peloro</strong>. All’interno di questo corridoio si sviluppano segmenti di faglia più corti, spesso disposti a gradino, <strong>che formano un piccolo bacino di subsidenza vicino all’epicentro del 1908.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="pt" dir="ltr">Capo Peloro...RN...Sicilia <a href="https://t.co/F5IoHWKFom">pic.twitter.com/F5IoHWKFom</a></p>— Monica ️ (@Monica09058845) <a href="https://x.com/Monica09058845/status/1562731350490157056?ref_src=twsrc%5Etfw">August 25, 2022</a></blockquote></figure><p>Studi recenti, integrando sismologia, profili sismici marini, batimetria e dati geodetici, tra cui lavori <strong>INGV-CNR</strong> pubblicati su <strong><em>Tectonophysics</em></strong>, confermano che la sismicità attuale è prevalentemente superficiale (6-20 km di profondità), <strong>con eventi di magnitudo modesta e sequenze episodiche. </strong>A maggiori profondità (40-80 km) compaiono meccanismi più eterogenei, legati anche alla subduzione.</p><h2><strong>Caratteristiche della faglia di Capo Peloro</strong></h2><p>Situata poco a nord della bocca settentrionale dello Stretto di Messina, sul Tirreno, è una struttura imponente a movimento trascorrente destro <strong>combinato con elementi compressivi (transpressione).</strong> <strong>Nel sottosuolo marino ha deformato il basamento roccioso e mostra evidenze di attività recente (dislocazione del fondale).</strong></p><div class="texto-destacado">Durante il 1908 la rottura della struttura centrale dello Stretto (spesso identificata con segmenti come la <strong>West Fault</strong>) si è arrestata prima di coinvolgere pienamente questo settore settentrionale. </div><p>Di conseguenza la faglia di Capo Peloro ha conservato gran parte del potenziale elastico accumulato. <strong>Il collasso del segmento centrale potrebbe anzi aver trasferito ulteriore stress sui blocchi di Capo Peloro, avvicinandoli al punto di rottura critica.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questa-faglia-non-scarica-energia-da-secoli-perche-preoccupa-i-sismologi-1790720796423.jpg" data-image="h465i5uww3ea" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>La faglia di Capo Peloro potrebbe generare terremoti di magnitudo elevata, stimata sopra 5,5-6,0, con potenziali superiori in scenari multi-segmento. Scosse di questa magnitudo avrebbero serie ripercussioni su un territorio fragile, come quello fra la Calabria meridionale e il Messinese. </figcaption></figure><p>La struttura è rilevante anche per le infrastrutture, poichè deforma i fondali a breve distanza dalle aree previste per le torri di sospensione del Ponte sullo Stretto sul lato siciliano. Studi geologici e geofisici la considerano parte del sistema che vincola geometricamente la sorgente del 1908, rendendo improbabile un’estensione indefinita di quella rottura.</p><h2><strong>Rischi sismogenetici e potenziali scenari</strong></h2><p>La <strong>faglia di Capo Peloro</strong> potrebbe generare terremoti di magnitudo elevata, <strong>stimata sopra 5,5-6,0,</strong> con potenziali superiori in scenari multi-segmento. Scosse di questa magnitudo avrebbero serie ripercussioni su un territorio fragile, come quello fra la Calabria meridionale e il Messinese. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760378" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari.html" title="La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari">La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari.html" title="La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari-1774305649323_320.jpg" alt="La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari"></a></article></aside><p>Si potrebbero produrre fenomeni di amplificazione sismica e liquefazione dei terreni costieri (particolarmente rilevanti a Capo Peloro, Ganzirri e Faro).</p><p>L’area di Capo Peloro conserva anche testimonianze paleosismologiche e archeologiche di eventi storici (danni a strutture, possibili depositi di tsunami legati al 1783 e altri eventi). Il sollevamento recente della penisola peloritana e le faglie minori completano il quadro di una zona tettonicamente molto attiva.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784876" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter.html" title="La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter">La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter.html" title="La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307410950_320.jpg" alt="La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter"></a></article></aside><p><strong>La ricerca scientifica (INGV, CNR, università) continua a raffinare i modelli con reti sismiche, osservatori sottomarini, GNSS e profili geofisici. </strong>Non esiste una previsione deterministica dei terremoti, ma la conoscenza dettagliata delle sorgenti, dei tassi di deformazione e della storia sismica migliora le mappe di pericolosità e le strategie di prevenzione (norme edilizie, piani di emergenza, microzonazione).</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questa-faglia-non-scarica-energia-da-secoli-perche-preoccupa-i-sismologi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'anticiclone rimonta, sull'Italia arriva l'ottobrata, ecco le 5 regioni dove si supereranno i +25°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:53:07 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In Italia ci attende una settimana caratterizzata da bel tempo, stabile, soleggiato e asciutto, con temperature nuovamente in rialzo tanto da poter parlare di seconda mini ottobrata. Scopriamo insieme i dettagli.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbmhq3m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbmhq3m.jpg" id="xbmhq3m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Siamo ormai a ottobre inoltrato ma<strong> l’autunno da segni del suo arrivo solamente a singhiozzo</strong> e, dopo una prima ottobrata, ecco in arrivo <strong>una seconda mini fase caratterizzata da bel tempo e temperature un po’ troppo alte</strong>.</p><p>Il responsabile di questo ritorno a <strong>condizioni meteorologiche di stampo tardo estivo</strong> è l’anticiclone delle Azzorre, che un tempo governava le estati mediterranee e che invece <strong>ora è relegato perlopiù ai periodi tardo primaverili e inizio autunnali</strong>, lasciando la stagione estiva al ben più caldo anticiclone nordafricano.</p><p>In realtà l’Italia <strong>sarà interessata parzialmente dal rinforzo dell’anticiclone</strong>, che invece investirà completamente la penisola iberica e la Francia.</p><h2>Nuova mini ottobrata, ecco dove farà caldo</h2><p>Quindi, anche se <strong>praticamente tutto il nostro paese vedrà le prossime giornate caratterizzate da tempo asciutto</strong>, non avremo rialzi termici ovunque.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c-1791899535987.jpg" data-image="trcxistn88lu" alt="Anticiclone." title="Anticiclone."><figcaption>Il vasto promontorio anticiclonico che governerà il tempo sull'Italia e sull'Europa nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p>Infatti, secondo gli ultimi aggiornamenti dei nostri modelli meteo, <strong>il campo di alta pressione raggiungerà prevalentemente la Sardegna e le regioni centro-settentrionali</strong>, in particolare quelle occidentali, mentre la Sicilia e le regioni meridionali saranno interessate solo marginalmente.</p><div class="texto-destacado">L’anticiclone delle Azzorre <strong>raggiungerà il massimo del suo vigore tra la giornata di giovedì e quella di venerdì</strong>, quando sono previste le temperature più alte e le anomalie termiche maggiori.</div><p>Infatti nel corso di queste giornate <strong>su buona parte del paese si registreranno temperature più alte del normale</strong>, con le anomalie positive maggiori attese lungo l’arco alpino, in special modo sui settori centro-occidentali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-in-corso-una-seconda-mini-ottobrata-ecco-dove-si-supereranno-i-25-c-1791890188265.jpg" data-image="17lil1ld08v8" alt="Anomalia termica" title="Anomalia termica"><figcaption>Durante la giornata di giovedì sono previste anomalie termiche positive di oltre +15 °C.</figcaption></figure><p>Pensate infatti che in Valle D’Aosta durante le ore più calde della giornata di giovedì, <strong>si raggiungeranno anomalie positive di +17 °C</strong>. Ciò significa che mediamente, nel trentennio che va dal 1991 al 2020, <strong>in questa regione si sono registrate temperature massime 17 °C più basse</strong> di quelle previste per giovedì.</p><p>Parlando invece di <strong>numeri effettivamente registrati nella vallata centrale</strong> della Valle D’Aosta, scavata dal corso del fiume Dora Baltea, <strong>sono attese temperature massime oltre i 25 °C</strong>, localmente intorno ai 28/29 °C.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792905" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-enorme-scarpata-che-ha-cancellato-un-miliardo-di-anni-di-storia-geologica-nel-grand-canyon.html" title="L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon">L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-enorme-scarpata-che-ha-cancellato-un-miliardo-di-anni-di-storia-geologica-nel-grand-canyon.html" title="L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/o-penhasco-gigante-que-apagou-mil-milhoes-de-anos-de-historia-geologica-no-grand-canyon-1789740041477_320.jpg" alt="L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon"></a></article></aside><p>In generale <strong>le temperature massime si attesteranno oltre i 20 °C</strong> praticamente in tutte le regioni d’Italia, mentre in cinque regioni, come Toscana, Lazio, Umbria, Sicilia e Sardegna <strong>si porteranno addirittura oltre i 25 °C</strong>. </p><p>Proprio in quest’ultima regione, <strong>durante le ore più calde della giornata di giovedì, si potranno localmente sfiorare i 30 °C</strong>, in particolare nella provincia di Olbia e di Nuoro.</p><h2>Fine settimana con temperature nella norma</h2><p>Valori simili o leggermente inferiori sono previsti anche nella giornata di venerdì, mentre <strong>da sabato i termometri torneranno a registrare lievi ma diffusi cali</strong> e stavolta la soglia dei 25 °C <strong>verrà raggiunta solamente in Toscana e nelle due isole maggiori</strong>.</p><p>Per quanto riguarda le condizioni meteorologiche <strong>a partire da venerdì al sud saranno possibili precipitazioni sparse</strong> che interesseranno perlopiù la Sicilia e la Calabria.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-in-corso-una-seconda-mini-ottobrata-ecco-dove-si-supereranno-i-25-c-1791890226896.jpg" data-image="z5oixxf3idbh" alt="Temperature massime" title="Temperature massime"><figcaption>Anche in Valle D'Aosta giovedì si riusciranno a sfiorare i 30 °C.</figcaption></figure><p>A seguire, nel corso del fine settimana, <strong>una flessione del campo di alta pressione porterà nubi e fenomeni</strong> sulla Sardegna, sulle regioni nord-occidentali, in special modo Valle D’Aosta, Piemonte e Liguria, e su quelle centrali tirreniche, Toscana e Lazio.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Come anticipato, <strong>oltre al peggioramento del tempo sono previsti diffusi cali termici</strong>, con le temperature che si riporteranno in linea o al di sotto della norma.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rimonta-e-sull-italia-arriva-l-ottobrata-ecco-le-5-regioni-dove-si-supereranno-i-25-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Campo magnetico migliaia di volte più intenso di quello terrestre: rilevati segnali radio da un esopianeta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/campo-magnetico-migliaia-di-volte-piu-intenso-di-quello-terrestre-rilevati-segnali-radio-da-un-esopianeta.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:09:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Per la prima volta, gli astronomi hanno rilevato direttamente emissioni radio provenienti da un pianeta situato oltre il nostro sistema solare. Ecco i punti salienti di questa scoperta scientifica!</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/campo-magnetico-milhares-de-vezes-mais-forte-que-o-da-terra-captam-pela-primeira-vez-sinais-de-radio-de-um-exoplaneta-1790789511734.jpg" data-image="09m56qzkzzeo" alt="Esopianeta." title="Esopianeta."><figcaption>Rappresentazione artistica che mostra l'aspetto che potrebbe avere l'esopianeta gigante gassoso all'interno del disco di Beta Pictoris. Crediti immagine: Luís Calçada - ESO.</figcaption></figure><p>Scoperto nel 2008 grazie al <strong>Very Large Telescope</strong> dell'<strong>ESO</strong>, <strong>Beta Pictoris </strong>b è un giovane gigante gassoso con una massa stimata tra le 9 e le 13 volte quella di Giove. Orbita a una distanza pari a circa otto volte quella tra la Terra e il Sole, <strong>completando una rivoluzione attorno alla stella Beta Pictoris in circa 24 anni.</strong></p><div class="texto-destacado">Situato a circa 63 anni luce di distanza nella costellazione del Pittore (Pictor), questo sistema planetario ha un'età di appena 23 milioni di anni, il che lo rende estremamente giovane su scala cosmica. </div><p>Oltre a ospitare almeno altri due pianeti, <strong>Beta Pictoris</strong> è caratterizzato da un vasto disco di gas e polveri che potrebbe, col tempo, <strong>dare origine a un toro di corpi ghiacciati simile alla Fascia di Kuiper del Sistema Solare.</strong></p><h2>Un segnale che rivela un magnetismo "di un altro mondo"</h2><p>Utilizzando la rete di radiotelescopi <strong>MeerKAT in Sudafrica,</strong> gli astronomi hanno rilevato impulsi radio aurorali provenienti direttamente da <strong>Beta Pictoris b.</strong> Si tratta della prima emissione radio associata in modo inequivocabile a un esopianeta, anziché alla sua stella ospite.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>"Il pianeta più massiccio del sistema, Beta Pictoris b, raggiunge una separazione angolare fino a 0,55 secondi d'arco lungo la sua orbita di 24 anni e la stella ospite è magneticamente quieta; ciò rende il sistema un obiettivo ideale per le osservazioni radio", hanno affermato Kevin Ortiz Ceballos, del Center for Astrophysics | Harvard & Smithsonian, e i suoi colleghi.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Secondo i ricercatori, il segnale ha origine da un meccanismo noto come <strong>"instabilità maser a ciclotrone elettronico" (ECMI): </strong>lo stesso processo responsabile degli impulsi radio aurorali provenienti da Giove, Terra, Saturno, Urano e Nettuno, nonché da alcune nane brune fredde simili a pianeti.</p><h2>Una "finestra" che ci svela l'interno di un mondo lontano</h2><p>La frequenza massima di questo tipo di emissione dipende direttamente dall'intensità del <strong>campo magnetico che la genera.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/campo-magnetico-milhares-de-vezes-mais-forte-que-o-da-terra-captam-pela-primeira-vez-sinais-de-radio-de-um-exoplaneta-1790789703427.jpg" data-image="bhebtggquipf" alt="Rete di radiotelescopi." title="Rete di radiotelescopi."><figcaption>Radiotelescopi MeerKAT, situati in Sudafrica. Crediti immagine: © Square Kilometre Array Organisation (SKAO) / South African Radio Astronomy Observatory (SARAO)</figcaption></figure><p>Questa osservazione ha permesso agli scienziati di calcolare, per la prima volta in modo diretto, il magnetismo di un esopianeta: <strong>Beta Pictoris b possiede un campo magnetico di circa 1,25 kilogauss, migliaia di volte più intenso di quello terrestre.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787076" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno.html" title="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno">Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno.html" title="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno-1788513004500_320.png" alt="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno"></a></article></aside><p>"Si tratta della prima misurazione diretta dell'intensità del campo magnetico di un esopianeta, un dato che concorda con le previsioni basate sulle leggi di scala per un pianeta gigante giovane e massiccio", hanno dichiarato gli astronomi.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Ceballos%2C%20K.%20N.%20O.%2C%20Berger%2C%20E.%2C%20%26%20Cendes%2C%20Y." data-year="2026" data-title="Discovery%20of%20radio%20emission%20from%20the%20exoplanet%20%CE%B2%20Pictoris%20b" data-url="https%3A%2F%2Farxiv.org%2Fabs%2F2609.16720">Ceballos, K. N. O., Berger, E., & Cendes, Y.. (2026). <a href="https://arxiv.org/abs/2609.16720" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Discovery of radio emission from the exoplanet β Pictoris b</a>.</cite><br><cite data-author="Enrico%20de%20Lazaro" data-year="2026" data-title="Astronomers%20Detect%20Radio%20Signal%20from%20Beta%20Pictoris%20b" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sci.news%2Fastronomy%2Fbeta-pictoris-b-radio-signal-15095.html">Enrico de Lazaro. (2026). <a href="https://www.sci.news/astronomy/beta-pictoris-b-radio-signal-15095.html" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Astronomers Detect Radio Signal from Beta Pictoris b</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/campo-magnetico-migliaia-di-volte-piu-intenso-di-quello-terrestre-rilevati-segnali-radio-da-un-esopianeta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La minaccia invisibile, ecco tutti i virus in circolazione più pericolosi per l’uomo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-minaccia-invisibile-ecco-tutti-i-virus-in-circolazione-piu-pericolosi-per-l-uomo.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Se ci basiamo su alcuni criteri, come il tasso di mortalità, la contagiosità e l'impatto globale, ecco un'analisi dei principali patogeni virali che minacciano l'umanità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-minaccia-invisibile-ecco-tutti-i-virus-in-circolazione-piu-pericolosi-per-l-uomo-1791668944635.jpg" data-image="p94k4qo1xthm" alt="Virus, patogeni." title="Virus, patogeni."><figcaption>Nel corso della storia, hanno causato pandemie, epidemie e innumerevoli vittime, ricordandoci la fragilità del nostro sistema immunitario. </figcaption></figure><p>I virus rappresentano una delle sfide più antiche e persistenti per la salute umana. Questi minuscoli agenti infettivi, incapaci di riprodursi autonomamente, sfruttano le cellule ospiti per proliferare, spesso scatenando malattie devastanti. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Nel corso della storia, hanno causato pandemie, epidemie e innumerevoli vittime, ricordandoci la fragilità del nostro sistema immunitario. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Se ci basiamo su alcuni criteri, come il tasso di mortalità, la contagiosità e l'impatto globale, ecco un'analisi dei principali patogeni virali che minacciano l'umanità. Questa panoramica si ispira a fonti scientifiche attendibili, <strong>evidenziando non solo i pericoli ma anche le strategie di prevenzione.</strong></p><h2><strong>Il virus dell’ebola</strong></h2><p>Il virus dell’ebola è responsabile della malattia da virus Ebola, è noto per la sua letalità estrema. Trasmesso tramite contatto diretto con fluidi corporei di persone o animali infetti, provoca febbre alta, vomito, diarrea e sanguinamenti interni ed esterni, culminando spesso in insufficienza multiorgano. </p><div class="texto-destacado"><strong>Il tasso di mortalità medio supera l'80%, con picchi fino al 90% in alcune epidemie.</strong> </div><p>Questo virus è originario dell'Africa centrale e occidentale e ha causato varie epidemie, come quello del 2014-2016 che ha mietuto oltre 11.000 vittime. <strong>Oggi, vaccini e trattamenti sperimentali offrono speranza, ma la vigilanza rimane essenziale.</strong></p><h2><strong>L’influenza aviaria H5N1: il pericolo volante</strong></h2><p>Il virus influenzale di tipo A, sottotipo <strong>H5N1, </strong>noto come <strong>influenza aviaria,</strong> infetta principalmente uccelli selvatici ma può saltare all'uomo attraverso contatto diretto con volatili infetti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-minaccia-invisibile-ecco-tutti-i-virus-in-circolazione-piu-pericolosi-per-l-uomo-1791669015769.jpg" data-image="90f3jf2fzfo5" alt="Virus." title="Virus."><figcaption>Alcuni di questi virus hanno tassi di letalità davvero elevati, lasciando poche possibilità di guarigione.</figcaption></figure><p>I sintomi includono febbre elevata, tosse, difficoltà respiratorie e polmonite grave, con un tasso di mortalità che può raggiungere il 60%. </p><p>Sebbene la trasmissione da persona a persona sia estremamente rara, il potenziale pandemico preoccupa gli esperti, che monitorano mutazioni che potrebbero renderlo più contagioso per l’essere umano. <strong>Per prevenirlo occorre un’igiene rigorosa e sorveglianza veterinaria.</strong></p><h2><strong>Hantavirus: il nemico nascosto nei roditori</strong></h2><p>Gli <strong>hantavirus,</strong> diffusi da roditori attraverso urine, feci o saliva, causano sindromi respiratorie o renali gravi. <strong>Sintomi come febbre alta e insufficienza polmonare o renale variano per ceppo. </strong>Nelle Americhe, la mortalità può superare il 50%, mentre in Asia ed Europa oscilla tra l'1% e il 15%. </p><p>Non contagioso tra umani, il rischio è legato a ambienti rurali o urbani infestati. La prevenzione passa per il controllo dei roditori e l'uso di protezioni personali.</p><h2><strong>Il nuovo virus che emerge dall’Asia</strong></h2><p>Il <strong>virus Nipah,</strong> trasmesso da pipistrelli della frutta o maiali infetti, provoca encefalite con febbre, mal di testa, vomito e coma. Il tasso di mortalità varia dal 40% al 75%. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-minaccia-invisibile-ecco-tutti-i-virus-in-circolazione-piu-pericolosi-per-l-uomo-1791669119704.jpg" data-image="gh3ryk8q9l9l" alt="Covid 19." title="Covid 19."><figcaption>Il coronavirus SARS-CoV-2, emerso nel 2019 a Wuhan, causa COVID-19 con polmonite e complicazioni respiratorie. Altamente contagioso via droplet, ha un tasso di mortalità inferiore ad altri virus.</figcaption></figure><p>Emerse nel 1999 in Malesia, dove portò all'abbattimento di milioni di suini, <strong>è considerato un patogeno prioritario dall'OMS per il suo potenziale epidemico.</strong> Ricerche su vaccini sono in fase avanzata.</p><h2><strong>SARS-CoV-2: la pandemia del secolo</strong></h2><p>Il coronavirus <strong>SARS-CoV-2, </strong>emerso nel 2019 a <strong>Wuhan,</strong> causa <strong>COVID-19</strong> con polmonite e complicazioni respiratorie. Altamente contagioso via droplet, ha un tasso di mortalità inferiore ad altri qui elencati ma ha provocato milioni di decessi globali. Vaccini e misure igieniche hanno mitigato l'impatto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721193" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-terapia-cellulare-per-i-gatti-potrebbe-aiutare-a-svelare-il-mistero-del-long-covid.html" title="Una terapia cellulare per i gatti potrebbe aiutare a svelare il mistero del long COVID">Una terapia cellulare per i gatti potrebbe aiutare a svelare il mistero del long COVID</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-terapia-cellulare-per-i-gatti-potrebbe-aiutare-a-svelare-il-mistero-del-long-covid.html" title="Una terapia cellulare per i gatti potrebbe aiutare a svelare il mistero del long COVID"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-terapia-celular-en-gatos-ayuda-a-desentranar-el-misterio-de-la-covid-persistente-1752830818421_320.jpg" alt="Una terapia cellulare per i gatti potrebbe aiutare a svelare il mistero del long COVID"></a></article></aside><p>Oggi è considerato un virus endemico, presente in modo stabile nella popolazione <strong>con fiammate stagionali, dopo che nel maggio 2023 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la fine dell'emergenza sanitaria</strong></p><h2><strong>Virus Hendra, emerso in Australia</strong></h2><p>Trasmesso da pipistrelli a cavalli e poi all'uomo, il <strong>virus Hendra </strong>provoca encefalite e insufficienza respiratoria, con mortalità intorno al 60%. <strong>Casi rari in Australia sottolineano l'importanza della sorveglianza su zoonosi.</strong></p><p>Il virus è ospitato dalle <strong>volpi volanti (Pteropus),</strong> grandi pipistrelli della frutta diffusi principalmente in Australia. <strong>I pipistrelli espellono il virus tramite urina, feci e saliva, contaminando i pascoli o l'acqua.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792033" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/peste-polmonare-in-russia-cos-e-davvero-cosa-comporta-e-cosa-sappiamo-del-caso-in-siberia.html" title="Peste polmonare in Russia: cos’è davvero, cosa comporta e cosa sappiamo del caso in Siberia">Peste polmonare in Russia: cos’è davvero, cosa comporta e cosa sappiamo del caso in Siberia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/peste-polmonare-in-russia-cos-e-davvero-cosa-comporta-e-cosa-sappiamo-del-caso-in-siberia.html" title="Peste polmonare in Russia: cos’è davvero, cosa comporta e cosa sappiamo del caso in Siberia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/peste-polmonare-in-russia-cos-e-davvero-cosa-comporta-e-cosa-sappiamo-del-caso-in-siberia-1791231726834_320.jpg" alt="Peste polmonare in Russia: cos’è davvero, cosa comporta e cosa sappiamo del caso in Siberia"></a></article></aside><p>La trasmissione avviene quasi esclusivamente da pipistrello a cavallo. I cavalli infetti sviluppano gravi sindromi respiratorie e neurologiche, con un tasso di mortalità che supera il 70%.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-minaccia-invisibile-ecco-tutti-i-virus-in-circolazione-piu-pericolosi-per-l-uomo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dove pioverà in Italia questa settimana? Ecco quali saranno le regioni interessate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dove-piovera-in-italia-questa-settimana-ecco-quali-saranno-le-regioni-interessate.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 11:11:13 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un imponente anticiclone di blocco euro-atlantico sta per cambiare la circolazione continentale, spingendo correnti instabili verso l'Italia. Il fine settimana del 17-18 ottobre aprirà una fase di marcata variabilità, tra divergenze modellistiche e incertezze previsionali ancora tutte da decifrare.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbmheka"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbmheka.jpg" id="xbmheka"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sull'Europa <strong>la circolazione atmosferica è nuovamente cambiata,</strong> con una fase relativamente stabile su buona parte del territorio prodotta dalla rimonta anticiclonica. Tuttavia<strong> sarà una breve parentesi</strong>, infatti l'alta pressione delle Azzorre tornerà a salire di latitudine, favorendo, in questo modo, <strong>la discesa di nuove masse d'aria fredda verso sud. </strong></p><p>Questo vasto promontorio anticiclonico, proteso tra le Isole Britanniche e la Scandinavia, continuerà a bloccare le correnti occidentali atlantiche, costringendo degli <strong>impulsi di aria più fresca e instabile </strong>a scivolare dall'area baltica verso basse latitudini. Quest'aria, aggirando l'ostacolo anticiclonico, proverà a puntare il bacino del Mediterraneo.</p><h2>Le regioni più esposte alle piogge nel fine settimana</h2><p>L'evoluzione proposta da diversi centri di calcolo internazionali per il prossimo <strong>fine settimana</strong>, quello del <strong>17 e 18 ottobre</strong>, vede l'Italia interessata da una certa <strong>variabilità</strong>, con conseguenze diverse a seconda dei settori.</p><p>Secondo il<strong> modello europeo ECMWF</strong>, probabilmente sarà la giornata di <strong>domenica 18 </strong>quella che vedrà l'ingresso di correnti umide da quadranti meridionali e occidentali, con <strong>formazione di un minimo depressionario sul Golfo Ligure</strong> ed un conseguente <strong>peggioramento </strong>con delle precipitazioni, <strong>piogge diffuse con anche dei rovesci e dei temporali. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-dove-piovera-in-italia-questa-settimana-le-regioni-coinvolte-1791888908296.jpg" data-image="ywsbaudyyghe"><figcaption>Domenica: pressione in deciso calo sul Mar Ligure, dove si potrebbe scavare un minimo depressionario capace di produrre piogge e temporali diffusi. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Le precipitazioni saranno <strong>più probabili</strong>, consistenti e diffuse <strong>sul Nord-Ovest, poi sulla Sardegna, sulla Toscana, sull'Umbria e sulle zone interne del Lazio</strong>, oltre a coinvolgere i <strong>settori alpini e prealpini. </strong></p><p><strong>Anche la Sicilia e la Liguria</strong> potranno essere <strong>t</strong><strong>occate da questo peggioramento</strong>, con un aumento della nuvolosità a cui potrebbero essere associati dei<strong> fenomeni localizzati.</strong> </p><p>La parte orientale dell'isola, che prima potrebbe anche tornare a risentire della circolazione depressionaria (oggi in allontanamento verso l'Egeo) tra venerdì e sabato, poi, <strong>nella giornata di domenica,</strong> vedrebbe aumentare le probabilità di pioggia per <strong>l'interazione della circolazione occidentale umida con quella residua settentrionale. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Sul Nord-Ovest</strong>, invece, sarebbe direttamente la<strong> goccia fredda di origine atlantica</strong>, in discesa sulla Francia con il contributo di aria fredda dai Paesi Baltici, <strong>a produrre il peggioramento</strong>.</div><p>Mentre le regioni adriatiche e, in genere, il settore orientale del Paese potranno godere di una maggiore stabilità e di ampie schiarite. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793072" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud.html" title="Attenzione a questo anticiclone sull’Europa: potrebbe scatenare una violenta ondata di maltempo sull’estremo Sud">Attenzione a questo anticiclone sull’Europa: potrebbe scatenare una violenta ondata di maltempo sull’estremo Sud</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud.html" title="Attenzione a questo anticiclone sull’Europa: potrebbe scatenare una violenta ondata di maltempo sull’estremo Sud"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud-1791814496299_320.jpg" alt="Attenzione a questo anticiclone sull’Europa: potrebbe scatenare una violenta ondata di maltempo sull’estremo Sud"></a></article></aside><p>Dal punto di vista termico, avremo delle oscillazioni, ma in generale <strong>resteremo su valori non distanti dalle medie caratteristiche del periodo, </strong>anche se nei giorni precedenti, localmente, si potranno segnare valori anche sopra media, specie sui settori tirrenici. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-dove-piovera-in-italia-questa-settimana-le-regioni-coinvolte-1791889118850.jpg" data-image="xsbi6i67xp6n"><figcaption>In questa mappa a 700 hPa, riferita a domenica prossima, è possibile vedere l'arrivo dell'aria fredda da nord, capace di produrre il peggioramento a partire dal Nord-Ovest e dall'aria tirrenica. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Il modello americano</strong>, nel suo ultimo aggiornamento del mattino, <strong>la vede diversamente</strong>. Infatti, <strong>GFS </strong>vede la discesa della <strong>goccia fredda atlantica più occidentale, </strong>quindi sul Mediterraneo occidentale, tra Spagna, Francia e Isole Baleari, interessando anche la Sardegna e buona parte del Mar Tirreno, ma senza riuscire a coinvolgere la Toscana e il Nord Italia. La Sicilia potrebbe comunque avere un tempo incerto con qualche pioggia. </p><h2>La stima degli accumuli pluviometrici </h2><p><strong>La distanza temporale</strong>, oltre a evidenziare l'incertezza della previsione con le differenti proposte dei due principali modelli di simulazione atmosferica, non ci permette di quantificare i possibili accumuli pluviometrici visti da ECMWF nel fine settimana. </p><p>Tuttavia, <strong>se la visione del modello europeo dovesse verificarsi</strong>, le precipitazioni potrebbero essere anche consistenti, se non addirittura <strong>importanti sulle regioni settentrionali, sulla Sardegna e sulla Toscana</strong>, con accumuli minori altrove. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-dove-piovera-in-italia-questa-settimana-le-regioni-coinvolte-1791888961437.jpg" data-image="vqzvou057fc8"><figcaption>Questa mappa rappresenta gli accumuli totali per entro domenica prossima sulla nostra penisola. Come è facile vedere, contengono anche il peggioramento ancora in essere sul Sud Italia, mentre quelli sul Centro-Nord saranno attribuibili soltanto al peggioramento in arrivo sul finire della settimana. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Le analisi modellistiche proiettate sul periodo successivo</strong>, quindi a partire dal 20 ottobre, divergono ulteriormente tra i due modelli, vedendo un generale coinvolgimento dell'Italia nel maltempo, nel caso dovesse verificarsi lo scenario ipotizzato da <strong>ECMWF, </strong>mentre lo scenario del modello americano GFS proporrebbe una settimana inizialmente stabile, con un possibile peggioramento rimandato, però, alla seconda parte della settimana. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793024" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf.html" title="Tendenze per il periodo 15-31 ottobre in Italia: previsioni di precipitazioni e temperature secondo Gfs e Ecmwf">Tendenze per il periodo 15-31 ottobre in Italia: previsioni di precipitazioni e temperature secondo Gfs e Ecmwf</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf.html" title="Tendenze per il periodo 15-31 ottobre in Italia: previsioni di precipitazioni e temperature secondo Gfs e Ecmwf"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf-1791816390914_320.jpg" alt="Tendenze per il periodo 15-31 ottobre in Italia: previsioni di precipitazioni e temperature secondo Gfs e Ecmwf"></a></article></aside><p>Ovviamente questi scenari modellistici sono <strong>poco attendibili</strong>, come abbiamo visto, infatti, anche<strong> le ensemble</strong> ad essi riferite, come già commentato nei precedenti articoli, <strong>non permettono di considerare tali proiezioni affidabili</strong>. </p><p>Per una visione che non abbia solo uno scopo speculativo, ma che abbia una concreta utilità previsionale, vi rimaniamo ai prossimi articoli, quando la distanza temporale sarà minore e quando le analisi probabilistiche potranno fornire maggiori informazioni per una chiave di lettura più definita. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dove-piovera-in-italia-questa-settimana-ecco-quali-saranno-le-regioni-interessate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'enorme scarpata che ha cancellato un miliardo di anni di storia geologica nel Grand Canyon]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-enorme-scarpata-che-ha-cancellato-un-miliardo-di-anni-di-storia-geologica-nel-grand-canyon.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Gli scienziati hanno trovato prove del fatto che una colossale scarpata, estesa per migliaia di chilometri attraverso l'antico Nord America, potrebbe aver esposto il nucleo del Grand Canyon quasi un miliardo di anni prima che venisse scavato dal fiume Colorado.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/o-penhasco-gigante-que-apagou-mil-milhoes-de-anos-de-historia-geologica-no-grand-canyon-1789740041477.jpg" data-image="ocv3wa9vxv5a" alt="Gran Canyon" title="Gran Canyon"><figcaption>Il Grand Canyon abbraccia due miliardi di anni della storia della Terra, ma oltre la metà di questa testimonianza è andata perduta in corrispondenza di una superficie di erosione di ampia estensione regionale, nota come Grande Discontinuità.</figcaption></figure><p>Lo studio, condotto dall'Università di Southampton nel Regno Unito, ipotizza che una vasta <strong>"Grande Scarpata" (Great Escarpment),</strong> costituita da ripide pareti rocciose, si sia formata quando <strong>il supercontinente Rodinia</strong> si frammentò 800 milioni di anni fa. </p><p>Gli esperti ritengono che tali pareti – alte circa un chilometro – si estendessero su gran parte del Nord America occidentale, <strong>favorendo l'erosione di enormi volumi di roccia e portando alla luce l'antico basamento cristallino oggi visibile nel Grand Canyon, nell'Arizona meridionale.</strong></p><h2>Oltre 2 miliardi di anni di storia</h2><p>L'autore principale <strong>Thomas Gernon,</strong> docente di Scienze della Terra a Southampton, ha affermato che il Grand Canyon custodisce una documentazione geologica che abbraccia due miliardi di anni, eppure <strong>oltre la metà della sua successione rocciosa sembra mancare all'appello.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/o-penhasco-gigante-que-apagou-mil-milhoes-de-anos-de-historia-geologica-no-grand-canyon-1789740551199.jpg" data-image="501zairzojy5" alt="Gran Canyon" title="Gran Canyon"><figcaption>Questa "Grande Scarpata della Laurentia", formatasi circa 800–750 milioni di anni fa, occupava una posizione analoga a quella delle principali scarpate originatesi durante la frammentazione del Gondwana nel Mesozoico e fu soggetta a livelli di esumazione di entità simile.</figcaption></figure><p>Secondo i risultati dello studio, questa vasta e antica scarpata si estendeva su aree che oggi corrispondono<strong> agli stati di Arizona, Utah, Idaho, Wyoming, Colorado, Texas, Oklahoma, Arkansas, Missouri e Illinois. </strong>È stato in questa regione che un'intensa erosione ha finito per portare alla luce alcune delle rocce più antiche del Nord America – di cui il Grand Canyon rappresenta l'esempio più celebre – ha affermato il professor <strong>Gernon. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>I ricercatori hanno integrato le ricostruzioni delle placche tettoniche con i dati sull'evoluzione del paesaggio per ricostruire come la porzione occidentale del Nord America si sia evoluta durante la frammentazione del supercontinente Rodinia.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L'analisi ha rivelato che il Grand Canyon occupava, rispetto all'antico margine continentale, una posizione simile a quella di molte delle grandi scarpate presenti oggi in Sudafrica e in Brasile. </p><p>Mentre la scarpata arretrava lentamente verso l'interno del continente nell'arco di decine di milioni di anni, <strong>si stima che abbia comportato la rimozione di uno spessore di roccia fino a otto chilometri in alcuni punti.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753699" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-grand-canyon-dell-atlantico-come-le-placche-tettoniche-hanno-fratturato-il-fondale-marino-e-formato-profonde-fosse.html" title="Il Grand Canyon dell'Atlantico: come le placche tettoniche hanno fratturato il fondale marino e formato profonde fosse">Il Grand Canyon dell'Atlantico: come le placche tettoniche hanno fratturato il fondale marino e formato profonde fosse</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-grand-canyon-dell-atlantico-come-le-placche-tettoniche-hanno-fratturato-il-fondale-marino-e-formato-profonde-fosse.html" title="Il Grand Canyon dell'Atlantico: come le placche tettoniche hanno fratturato il fondale marino e formato profonde fosse"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-gran-canon-del-atlantico-como-las-placas-tectonicas-fracturaron-el-fondo-marino-y-formaron-profundas-fosas-1770748724465_320.jpeg" alt="Il Grand Canyon dell'Atlantico: come le placche tettoniche hanno fratturato il fondale marino e formato profonde fosse"></a></article></aside><p>I risultati confermano l'ipotesi che la regione sia stata soggetta a un'erosione straordinaria – con la rimozione di uno strato roccioso compreso tra i cinque e i dieci chilometri – molto prima della formazione dell'attuale canyon.</p><h2>Questa scarpata potrebbe aver influenzato il corso di altre cose</h2><p>Lo studio rivela inoltre che l'antica scarpata potrebbe aver esercitato un'influenza ben più ampia del solo <strong>Grand Canyon. </strong>Creando un persistente orlo montuoso attorno alla Laurentia occidentale — l'antico nucleo del Nord America — potrebbe aver determinato il corso dei fiumi, le aree di accumulo dei sedimenti e le fasi in cui l'innalzamento del livello del mare sommerse il continente prima della cosiddetta<strong> "esplosione del Cambriano",</strong> un periodo caratterizzato dalla rapida diversificazione della vita complessa.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Gernon%2C%20T.%2C%20Hincks%2C%20T.%2C%20Rugen%2C%20E.%2C%20et%20al" data-year="" data-title="Exhumation%20of%20Grand%20Canyon%E2%80%99s%20basement%20along%20the%20Great%20Escarpment%20of%20Laurentia" data-url="https%3A%2F%2Fpubs.geoscienceworld.org%2Fgsa%2Fgeology%2Farticle%2Fdoi%2F10.1130%2FG55133.1%2F734969%2FExhumation-of-Grand-Canyon-s-basement-along-the">Gernon, T., Hincks, T., Rugen, E., et al. <a href="https://pubs.geoscienceworld.org/gsa/geology/article/doi/10.1130/G55133.1/734969/Exhumation-of-Grand-Canyon-s-basement-along-the" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Exhumation of Grand Canyon’s basement along the Great Escarpment of Laurentia</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-enorme-scarpata-che-ha-cancellato-un-miliardo-di-anni-di-storia-geologica-nel-grand-canyon.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Attenzione a questo anticiclone sull’Europa: potrebbe scatenare una violenta ondata di maltempo sull’estremo Sud]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 04:10:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco cosa potrebbe succedere nei prossimi giorni, a causa dello sviluppo di quel robusto promontorio anticiclonico sull'Europa centro-settentrionale. Ecco i dettagli.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbm3iiq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbm3iiq.jpg" id="xbm3iiq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Quando un robusto anticiclone si posiziona stabilmente sull’Europa centrale e sul Nord Italia, accade spesso un fenomeno apparentemente paradossale. Mentre al Nord il tempo resta stabile e asciutto, al Sud, in particolare sui settori ionici di Calabria e Sicilia, si sviluppa un maltempo intenso e prolungato. </p><p>La causa principale è una configurazione atmosferica chiamata <strong>blocco di Rex</strong> o <strong>Rex block,</strong> un tipo di blocco atmosferico che intrappola una depressione a sud dell’alta pressione. E quando questo capita nel cuore dell’autunno, l’ondata di maltempo potrebbe essere davvero tosta.</p><h2><strong>Cos’è il blocco di Rex?</strong></h2><p>Il blocco di Rex è una struttura a dipolo, caratterizzata da un’alta pressione (anticiclone) a nord e una bassa pressione (depressione, spesso un cut-off low isolato) a sud. Prende il nome dal meteorologo americano <strong>Daniel F. Rex,</strong> che la descrisse nel 1950 studiando i blocchi nella media troposfera. </p><p>A differenza del più noto blocco a <strong>Omega</strong> (che assomiglia alla lettera greca Ω, con un anticiclone centrale e due depressioni laterali), il <strong>Rex block</strong> è un dipolo meridionale. Le isobare (o le linee di altezza geopotenziale a 500 hPa) formano spesso due centri chiusi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud-1791814310739.jpg" data-image="dpcuaiv4o9xw" alt="Blocco di Rex." title="Blocco di Rex."><figcaption>Il blocco di Rex è un dipolo meridionale. Le isobare (o le linee di altezza geopotenziale a 500 hPa) formano spesso due centri chiusi. Uno anticiclonico a nord e uno ciclonico a sud.</figcaption></figure><p>Uno anticiclonico a nord e uno ciclonico a sud. Questo schema interrompe o inverte localmente il normale flusso zonale (da ovest a est), tipico delle medie latitudini, <strong>rendendo il sistema quasi stazionario per diversi giorni.</strong></p><h2><strong>Come si forma?</strong></h2><p>La formazione è legata alla dinamica delle <strong>onde di Rossby,</strong> le grandi ondulazioni della <strong>corrente a getto.</strong> Quando queste onde si amplificano fortemente, possono rompersi (Rossby wave breaking). Nella forma ciclonica del <strong>wave breaking,</strong> una saccatura si approfondisce e si stacca dal flusso principale, fino a isolare una depressione a sud (<strong>cut-off low</strong>). Contemporaneamente, a nord si rafforza o si mantiene un anticiclone di blocco. </p><p>Il risultato è un flusso più meridionale (da nord a sud o da est a ovest sul bordo meridionale) invece che zonale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud-1791814418225.jpg" data-image="dto5af89s4jm" alt="Onde di Rossby." title="Onde di Rossby."><figcaption>La formazione è legata alla dinamica delle onde di Rossby, le grandi ondulazioni della corrente a getto. Quando queste onde si amplificano fortemente, possono rompersi isolando un anticiclone a Nord e un ciclone a Sud.</figcaption></figure><p>L’anticiclone a nord agisce come una barriera. <strong>Tanto che le perturbazioni atlantiche non riescono ad attraversarlo e vengono deviate,</strong> mentre l’aria più fredda e instabile può scivolare verso sud lungo il bordo orientale o meridionale dell’alta pressione.</p><h2><strong>Il caso tipico sull’Europa e sul Mediterraneo</strong></h2><p>Quando un anticiclone robusto (spesso di origine dinamica atlantica o con contributi subtropicali) si consolida sull’Europa centrale e settentrionale, estendendosi fino al Nord Italia, crea le condizioni ideali per l’isolamento di una depressione sul basso Mediterraneo. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il flusso occidentale viene bloccato. Aria più fresca e instabile, proveniente da nord o da est, scende verso il bacino mediterraneo centrale e meridionale e verso il Nord Africa. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Qui si scontra con masse d’aria più calde e umide di origine subtropicale. Il contrasto termico e igrometrico aumenta la <strong>baroclinicità</strong> e favorisce l’approfondimento o la genesi di un minimo depressionario chiuso in prossimità della costa africana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud-1791814496299.jpg" data-image="dpv6ayeroygy" alt="Maltempo, piogge." title="Maltempo, piogge."><figcaption>Sui mari che circondano le Isole, fra domenica 18 e lunedì 19 ottobre, si scaverà una fascia baroclina che causerà produrrà dell’instabilità, con piogge e temporali.</figcaption></figure><p>Questa depressione resta “intrappolata” a sud dell’anticiclone perché non trova una via di fuga verso est o nord. Il <strong>Rex block</strong> la tiene bloccata. La circolazione diventa antizonale o fortemente meridionale, con flussi da est/nord-est o da sud-est a seconda della posizione esatta del minimo.</p><h2><strong>Cosa accadrà nel weekend?</strong></h2><p>Proprio nel corso del prossimo fine settimana, lungo il margine meridionale di questo anticiclone, comincerà a scorrere aria umida, ma anche fresca, dai quadranti orientali, pronta ad interagire con aria molto più umida, ma anche calda, preesistente sui mari attorno la Sardegna e la Sicilia.</p><p>Sui mari che circondano le Isole, <strong>fra domenica 18 e lunedì 19 ottobre,</strong> si scaverà una fascia baroclina che causerà un incremento dell’instabilità, <strong>con piogge, ma anche il rischio di temporali lungo la Sardegna meridionale e le coste orientali della Sicilia.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793058" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” ">El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno-1791808593418_320.jpeg" alt="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "></a></article></aside><p>Ancora non è chiaro se riuscirà ad isolarsi una depressione sui mari a Sud della Sicilia, magari all’inizio della prossima settimana. Ma se ciò accadesse il maltempo potrebbe divenire davvero intenso, dato che i fenomeni rimarranno stazionari. <strong>Specialmente nei settori esposti a levante e scirocco, dove si rischierebbero accumuli pluviometrici abbondanti.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/attenzione-a-questo-anticiclone-sull-europa-potrebbe-scatenare-una-violenta-ondata-di-maltempo-sull-estremo-sud.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’Etna sta diventando un vulcano dalla componente più esplosiva, la sfida per il sistema aeroportuale siciliano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-etna-sta-diventando-un-vulcano-dalla-componente-piu-esplosiva-la-sfida-per-il-sistema-aeroportuale-siciliano.html</link><pubDate>Tue, 13 Oct 2026 03:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il cambiamento delle dinamiche del vulcano attivo più alto d'Europa oggi rappresenta un serio problema per l'aviazione e l'economia della Sicilia. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-etna-sta-diventando-un-vulcano-dalla-componente-piu-esplosiva-la-sfida-per-il-sistema-aeroportuale-siciliano-1790866226242.jpg" data-image="03pblc5vmyzq" alt="Etna, Catania." title="Etna, Catania."><figcaption>Per decenni, l'attività dell'Etna è stata classificata come prevalentemente effusiva, caratterizzata da flussi lavici lenti che permettevano una convivenza tutto sommato pacifica con le popolazioni locali. Ma ora il vulcano sta iniziando a cambiare volto.</figcaption></figure><p>L'Etna sta cambiando. Il vulcano attivo più alto d'Europa, storicamente noto e amato per le sue spettacolari ma relativamente innocue colate laviche effusive, sta registrando una netta transizione verso un’attività marcatamente più esplosiva. </p><p>La conferma arriva dai vulcanologi dell’<strong>INGV</strong> che monitorano costantemente i segnali inviati dai crateri sommitali. Questa metamorfosi geologica non è solo un fenomeno di enorme interesse scientifico, ma rappresenta una crescente minaccia per l'economia e la mobilità dell'isola. Creando sempre più disagi a infrastrutture strategiche, <strong>come l’aeroporto di Catania-Fontanarossa.</strong></p><h2><strong>La metamorfosi del vulcano: perché l'Etna è sempre più esplosivo</strong></h2><p>Per decenni, l'attività dell'Etna è stata classificata come prevalentemente effusiva, <strong>caratterizzata da flussi lavici lenti che permettevano una convivenza tutto sommato pacifica con le popolazioni locali. </strong>Tuttavia, i vulcanologi dell'<strong>INGV</strong> evidenziano come, a partire dalla fine degli anni Settanta, si sia innescato <strong>un progressivo incremento di eventi parossistici violenti. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il vulcano, sempre più spesso, ha iniziato a produrre fontane di lava imponenti e colonne eruttive composte da gas e piroclasti capaci di raggiungere altezze chilometriche.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il recente risveglio e la profonda trasformazione del cratere Voragine hanno accelerato questo trend. <strong>Negli ultimi anni, la frequenza di questi episodi è passata da uno o tre eventi ogni dieci anni a decine di parossismi ravvicinati.</strong></p><p>Questa intensificazione suggerisce una variazione nelle dinamiche di risalita del magma e della concentrazione dei gas vulcanici. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-etna-sta-diventando-un-vulcano-dalla-componente-piu-esplosiva-la-sfida-per-il-sistema-aeroportuale-siciliano-1790866349579.jpg" data-image="apkgohye3yef" alt="Etna, cenere vulcanica." title="Etna, cenere vulcanica."><figcaption>La cenere vulcanica non è semplice polvere, ma è composta da frammenti di roccia vetrosa estremamente abrasivi. Per l'aviazione civile, rappresenta un pericolo di massima allerta, poiché può graffiare i parabrezza dei velivoli, compromettere i sensori di bordo.</figcaption></figure><p>Quando i gas accumulano una pressione eccessiva senza riuscire a sfiatare gradualmente, <strong>l'eruzione si trasforma in un violento evento esplosivo, proiettando nell'atmosfera tonnellate di materiale piroclastico, tra cui i lapilli e la cenere vulcanica.</strong></p><h2><strong>L’impatto diretto sull’aeroporto di Catania</strong></h2><p>Questa nuova normalità vulcanica si scontra direttamente con il tessuto infrastrutturale siciliano. L’Aeroporto di Catania, uno degli scali più trafficati d'Italia e hub vitale per l'economia e il turismo della regione, <strong>si trova proprio lungo la traiettoria ideale delle nubi di polvere vulcanica quando i venti soffiano da nord-ovest o nord/nord-ovest.</strong></p><p>La cenere vulcanica non è semplice polvere, ma è composta da frammenti di roccia vetrosa estremamente abrasivi. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">L'<a href="https://x.com/hashtag/Etna?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Etna</a> continua a emettere dense nubi di cenere costringendo l'<a href="https://x.com/hashtag/aeroporto?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#aeroporto</a> di Catania a bloccare tutti voli per il terzo giorno consecutivo. Lo stop previsto fino a mezzogiorno è stato prorogato fino alle 23.59. Ai passeggeri l'avviso di verificare prima di recarsi allo scalo. <a href="https://t.co/I1s43ZODoA">pic.twitter.com/I1s43ZODoA</a></p>— Rai Radio1 (@Radio1Rai) <a href="https://x.com/Radio1Rai/status/2104467320831684751?ref_src=twsrc%5Etfw">September 28, 2026</a></blockquote></figure><p>Per l'aviazione civile, rappresenta un pericolo di massima allerta, <strong>poiché può graffiare i parabrezza dei velivoli, compromettere i sensori di bordo e, scenario più temibile, fondere all'interno delle turbine dei motori a reazione, causandone lo spegnimento in volo. </strong></p><div class="texto-destacado">Nel 2001 un Airbus A320 decollato da Catania Fontanarossa e diretto a Milano si trovò sotto la nube eruttiva dell'Etna, a circa 1.400 metri di quota. <strong>Il velivolo venne colpito da una pioggia di cenere e piccoli lapilli che danneggiarono i vetri della cabina di pilotaggio, costringendo i piloti a un rientro d'emergenza a Catania.</strong></div><p>Di conseguenza, l'emissione di nubi eruttive costringe la <strong>Società Aeroporti Catania (SAC)</strong> e le <strong>autorità aeronautiche </strong>a disporre frequenti chiusure degli spazi aerei e l'interruzione totale dei voli in arrivo e in partenza.</p><h2><strong>I danni economici</strong></h2><p>Le ripercussioni economiche e logistiche sono enormi. I ripetuti stop prolungati causano pesanti disagi a migliaia di passeggeri, costringendo a continui dirottamenti verso gli scali di Comiso o Palermo e mandano in crisi il comparto turistico e ricettivo dell'intera isola. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779986" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-si-e-formato-l-etna-la-scienza-svela-la-nascita-di-uno-dei-vulcani-piu-strani-d-europa.html" title="Come si è formato l’Etna? La scienza svela la nascita di uno dei vulcani più strani d’Europa">Come si è formato l’Etna? La scienza svela la nascita di uno dei vulcani più strani d’Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-si-e-formato-l-etna-la-scienza-svela-la-nascita-di-uno-dei-vulcani-piu-strani-d-europa.html" title="Come si è formato l’Etna? La scienza svela la nascita di uno dei vulcani più strani d’Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-si-e-formato-l-etna-la-scienza-svela-la-nascita-di-uno-dei-vulcani-piu-strani-d-europa-1784799521075_320.jpeg" alt="Come si è formato l’Etna? La scienza svela la nascita di uno dei vulcani più strani d’Europa"></a></article></aside><p>La pulizia e la messa in sicurezza delle piste richiedono inoltre sforzi economici e operativi immediati e non più sostenibili con logiche di pura emergenza temporanea, visto anche l’aumento di frequenza del fenomeno, divenuto ora non più occasionale.</p><h2><strong>Quali soluzioni da adottare per risolvere il problema?</strong></h2><p>Dato che non è possibile frenare la naturale evoluzione geologica dell'Etna, l'unica strada percorribile è l'adattamento attraverso soluzioni innovative, strutturali e sostenibili.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-etna-sta-diventando-un-vulcano-dalla-componente-piu-esplosiva-la-sfida-per-il-sistema-aeroportuale-siciliano-1790866441798.jpg" data-image="qa5oxxgepoyl" alt="Etna." title="Etna."><figcaption>Le ripercussioni economiche e logistiche sono enormi. I ripetuti stop prolungati causano pesanti disagi a migliaia di passeggeri, costringendo a continui dirottamenti verso gli scali di Comiso o Palermo </figcaption></figure><p>La prima vera transizione deve riguardare la gestione della cenere vulcanica raccolta a tonnellate dalle piste aeroportuali e dalle strade cittadine. Attualmente considerata un rifiuto speciale da smaltire con costi elevati, <strong>la cenere può diventare una risorsa preziosa per l'economia circolare.</strong></p><p>Numerosi studi geologici indicano che i materiali piroclastici dell'Etna sono ideali per la produzione di materiali edili ecologici, come calcestruzzi ad alta resistenza, riducendo l'impatto ambientale dell'industria cementizia tradizionale. </p><div class="texto-destacado"><strong>Inoltre, se opportunamente trattata, la cenere può essere impiegata in agricoltura come ammendante naturale per arricchire i terreni di sali minerali.</strong></div><p>Sul piano logistico, la risposta non può più basarsi su interventi tampone. È fondamentale rendere strutturale la rete aeroportuale siciliana, ottimizzando e automatizzando le procedure di dirottamento e assistenza passeggeri verso scali alternativi integrati. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782905" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/etna-l-eruzione-continua-e-da-spettacolo-nuova-chiusura-dell-aeroporto-di-catania-situazione-e-video-del-10-agosto.html" title="Etna, l'eruzione continua e dà spettacolo: nuova chiusura dell'aeroporto di Catania, situazione e video del 10 agosto">Etna, l'eruzione continua e dà spettacolo: nuova chiusura dell'aeroporto di Catania, situazione e video del 10 agosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/etna-l-eruzione-continua-e-da-spettacolo-nuova-chiusura-dell-aeroporto-di-catania-situazione-e-video-del-10-agosto.html" title="Etna, l'eruzione continua e dà spettacolo: nuova chiusura dell'aeroporto di Catania, situazione e video del 10 agosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/etna-continua-l-eruzione-1786357881262_320.jpeg" alt="Etna, l'eruzione continua e dà spettacolo: nuova chiusura dell'aeroporto di Catania, situazione e video del 10 agosto"></a></article></aside><p>Al contempo, gli investimenti tecnologici all'interno dello scalo di Catania devono puntare su <strong>sistemi di monitoraggio radar avanzati</strong> per una stima in tempo reale della densità delle polveri e sull'acquisizione di spazzatrici ad altissima efficienza e sistemi di lavaggio rapido delle piste, riducendo al minimo i tempi di chiusura.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-etna-sta-diventando-un-vulcano-dalla-componente-piu-esplosiva-la-sfida-per-il-sistema-aeroportuale-siciliano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I 10 planetari da non perdere in tutto il mondo per le loro affascinanti sale e mostre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-10-planetari-da-non-perdere-in-tutto-il-mondo-per-le-loro-affascinanti-sale-e-mostre.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 18:01:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Da New York a Shanghai e Città del Capo, questi planetari uniscono scienza, architettura e tecnologia per trasformare il cielo in un’esperienza immersiva difficile da dimenticare per i visitatori.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/checa-los-10-planetarios-imperdibles-en-todo-el-mundo-por-sus-fascinantes-salas-y-exposiciones-1790373312620.jpg" data-image="5j5ixdhon5sx" alt="Planetario." title="Planetario."><figcaption>Visitare un planetario o una cupola digitale è un’esperienza straordinaria, soprattutto nelle città con un elevato livello di inquinamento luminoso.</figcaption></figure><p>Da tempo ormai i planetari non sono più solo sale in cui ci veniva mostrato il cielo notturno. Oggi sono veri e propri centri scientifici, con le loro cupole digitali di ultima generazione. Le loro esposizioni sono ora interattive, <strong>ospitano collezioni storiche e i contenuti multimediali si basano su dati provenienti da missioni reali, telescopi e simulazioni scientifiche.</strong></p><p>Il fascino non dipende solo dalle dimensioni della cupola, ma anche dai proiettori ottici di ultima generazione e dagli schermi di ultima generazione. Inoltre, molti integrano mostre tattili, meteoriti o un’architettura concepita per integrare il movimento apparente del cielo nell’edificio stesso.</p><h2>Una selezione di planetari per il 2026</h2><p>L'idea alla base di questa lista è che l'esperienza combini elementi quali la tecnologia immersiva, mostre astronomiche di interesse, collezioni significative e/o un'architettura in grado di trasformare la visita in un'esperienza che inizia già prima di entrare nella cupola.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/checa-los-10-planetarios-imperdibles-en-todo-el-mundo-por-sus-fascinantes-salas-y-exposiciones-1790373336126.jpg" data-image="4ht7dfa5ieqc" alt="Planetario." title="Planetario."><figcaption>Oggi i planetari non si limitano più a proiettare il cielo, ma offrono anche altre esperienze legate all’astronomia.</figcaption></figure><p>Non si intende nemmeno stilare una classifica assoluta, poiché vi sono istituzioni storiche che conservano strumenti eccezionali e altre, molto più recenti, che puntano sulla realtà virtuale, <strong>sulla proiezione in 8K, sul suono immersivo o su installazioni multisensoriali.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775832" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario.html" title="Una cometa aliena più antica del Sole: Webb svela il segreto di 3I/ATLAS venuta da un altro sistema planetario">Una cometa aliena più antica del Sole: Webb svela il segreto di 3I/ATLAS venuta da un altro sistema planetario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario.html" title="Una cometa aliena più antica del Sole: Webb svela il segreto di 3I/ATLAS venuta da un altro sistema planetario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario-1782495846113_320.jpeg" alt="Una cometa aliena più antica del Sole: Webb svela il segreto di 3I/ATLAS venuta da un altro sistema planetario"></a></article></aside><p>Il risultato è un percorso attraverso sei continenti che riunisce istituzioni storiche e musei astronomici del XXI secolo. Luoghi in cui la divulgazione smette di essere una spiegazione distaccata e si trasforma in un’esperienza spaziale, spesso anche emotiva.</p><h3> Hayden Planetarium. New York, Stati Uniti</h3><ol></ol><p>Fa parte del Rose Center for Earth and Space e ospita uno Space Theater che utilizza immagini basate su dati scientifici; <strong>con il suo “Cosmic Pathway” ripercorre 13 miliardi di anni di storia lungo un percorso di 110 metri.</strong></p><h3>Adler Planetarium. Chicago, Stati Uniti</h3><p>Coniuga storia e immersione sensoriale grazie al Grainger Sky Theater, <strong>che proietta video in 8K su una cupola di 21 metri, mentre “The Universe in Your Hands” riunisce astrolabi,</strong> meridiane e altri strumenti storici per mostrare come le diverse culture osservavano e interpretavano il cielo.</p><h3>Planetario Galileo Galilei. Buenos Aires, Argentina</h3><p>Coniuga storia e immersione sensoriale <strong>grazie al Grainger Sky Theater, che proietta video in 8K su una cupola di 21 metri, </strong>mentre <strong>“The Universe in Your Hands”</strong> riunisce astrolabi, meridiane e altri strumenti storici per mostrare come le diverse culture osservavano e interpretavano il cielo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777927" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/gli-ortaggi-che-dovremmo-piantare-per-sopravvivere-a-un-collasso-planetario.html" title="Gli ortaggi che dovremmo piantare per sopravvivere a un collasso planetario">Gli ortaggi che dovremmo piantare per sopravvivere a un collasso planetario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/gli-ortaggi-che-dovremmo-piantare-per-sopravvivere-a-un-collasso-planetario.html" title="Gli ortaggi che dovremmo piantare per sopravvivere a un collasso planetario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/autosuficiencia-revelan-que-vegetales-deberiamos-plantar-para-sobrevivir-a-un-colapso-del-planeta-1783342419045_320.jpg" alt="Gli ortaggi che dovremmo piantare per sopravvivere a un collasso planetario"></a></article></aside><p>Questo edificio riunisce una cupola di 20 metri, <strong>una proiezione digitale in 8K e spazi museali rinnovati.</strong> I suoi percorsi espostivi presentano meteoriti autentici, rocce lunari e rappresentazioni della Terra e della sfera celeste, <strong>oltre a proposte di realtà virtuale ed esperienze immersive.</strong></p><h3>Hemisferic. Valencia, Spagna</h3><p>Progettato da <strong>Santiago Calatrava </strong>come un enorme occhio umano, cattura l’attenzione ancora prima dell’inizio dello spettacolo. <strong>Ospita uno schermo concavo di 900 metri quadrati e 24 metri di diametro,</strong> utilizzato per proiezioni digitali, IMAX Dome ed esperienze planetarie. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/checa-los-10-planetarios-imperdibles-en-todo-el-mundo-por-sus-fascinantes-salas-y-exposiciones-1790373370342.jpg" data-image="dc7oqec7r53d" alt="Planetario." title="Planetario."><figcaption> Le attuali tecnologie 8K e audio surround rendono l'esperienza incredibilmente realistica.</figcaption></figure><h3>Zeiss-Großplanetarium. Berlino, Germania</h3><p><strong>Con una cupola di 30 metri, una sala principale con 307 posti a sedere e tecnologia fulldome,</strong> “The Universe at Your Fingertips”, una mostra permanente, ci permette di esplorare l’astronomia attraverso l’interazione, il tatto, le superfici planetarie e i moduli installati nel suo atrio.</p><h3>ESO Supernova Planetarium & Visitor Centre. Garching, Germania</h3><p>Situato nei pressi di <strong>Monaco di Baviera,</strong> è al tempo stesso un planetario e un centro visitatori dedicato alle ultime novità nel campo dell’astronomia. La sua mostra permanente, <strong>“The Living Universe”,</strong> affronta 13 temi su una superficie di 2.200 metri quadrati, con reperti, immagini e contenuti su esopianeti, cosmologia, telescopi, tecnologia e l’Extremely Large Telescope.</p><h3>FUJI Nagoya Science Museum Planetarium. Nagoya, Giappone</h3><p>Si distingue per la sua cupola di 35 metri di diametro e i 350 posti a sedere reclinabili. Combina un proiettore ZEISS UNIVERSARIUM Modello IX con sistemi digitali in grado di ricreare cieli di epoche diverse e simulare viaggi spaziali, con narrazioni in diretta.</p><h3>Shanghai Astronomy Museum. Shanghai, Cina</h3><p>Rendere l'edificio parte integrante dell'esperienza astronomica è parte integrante dell'esperienza stessa, insieme alle sue forme – <strong>Oculus, Sfera e Cupola Invertita</strong> – che traggono ispirazione dai fenomeni celesti. La sfera ospita il planetario e, <strong>con le sue sezioni “Homeland”, “Universe” e “Journey”, si integra con una cupola 8K e con gli osservatori.</strong></p><h3>Iziko Planetarium and Digital Dome. Città del Capo, Sudafrica</h3><p>Si presenta come il planetario digitale più all’avanguardia dell’Africa, con una sala a 360 gradi che funge sia da spazio di divulgazione che di visualizzazione scientifica.<strong> I programmi accompagnano il pubblico alla scoperta degli esopianeti, della materia oscura e delle strutture atomiche.</strong></p><h3>Melbourne Planetarium. Melbourne, Australia</h3><p><strong>All’interno di Scienceworks, offre una cupola di 16 metri, sedili reclinabili, audio surround 7.1 e proiezione fulldome.</strong> Le sue sessioni combinano film immersivi con presentazioni sul cielo notturno, mentre il museo propone mostre scientifiche ed esperienze interattive che arricchiscono la visita </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-10-planetari-da-non-perdere-in-tutto-il-mondo-per-le-loro-affascinanti-sale-e-mostre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché i cadaveri di alpinisti come "Green Boots" diventano punti di riferimento sull'Everest?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-i-cadaveri-di-alpinisti-come-green-boots-diventano-punti-di-riferimento-sull-everest.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 17:01:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Per quasi trent'anni, il corpo di "Green Boots" è rimasto intrappolato nel ghiaccio dell'Everest, diventando un macabro punto di riferimento per gli alpinisti. Recentemente identificato, è uno dei circa 200 corpi ancora presenti sul tetto del mondo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/pourquoi-des-cadavres-d-alpinistes-comme-green-boots-deviennent-des-reperes-sur-l-everest-alpinisme-mort-1791720303206.jpg" data-image="5gwx6ip5inuo" alt="Everest." title="Everest."><figcaption>Gli scarponi verde lime dell'alpinista Dorje Morup gli sono valsi il celebre soprannome di "Green Boots". Divenuto un punto di riferimento per gli altri alpinisti, il suo corpo sarà presto rimpatriato.</figcaption></figure><p>Sui pendii dell’Everest, la morte fa parte del paesaggio. A oltre 8.000 metri di altitudine, i corpi degli alpinisti che non sono sopravvissuti alla scalata <strong>rimangono talvolta abbandonati tra i ghiacci,</strong> diventando sinistri punti di riferimento per chi tenta di raggiungere la vetta.</p><p>Tra loro c’è ancora <strong>"Green Boots",</strong> la cui identità è stata svelata nel giugno 2026, a quasi trent’anni dalla morte. <strong>Dorje Morup,</strong> un militare indiano, sarà presto rimpatriato. <strong>Ma che ne è degli altri corpi abbandonati sui pendii dell’Everest?</strong></p><h2>Sull'Everest, corpi che diventano macabri punti di riferimento</h2><p>Altitudine estrema, freddo, carenza di ossigeno, terreno pericoloso. <strong>Le condizioni talvolta proibitive affrontate dagli alpinisti possono costare loro la vita.</strong> Tali condizioni rendono inoltre molto difficili l'accesso e il recupero delle salme di chi ha perso la vita. Anche le operazioni di salvataggio o di recupero possono risultare molto costose.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pourquoi-des-cadavres-d-alpinistes-comme-green-boots-deviennent-des-reperes-sur-l-everest-alpinisme-mort-1791721390988.jpeg" data-image="3y5786o59xc4" alt="Everest, alpinismo." title="Everest, alpinismo."><figcaption>Più di 300 persone hanno perso la vita nel tentativo di scalare la vetta più alta della Terra dall'inizio delle spedizioni, negli anni Venti.</figcaption></figure><p>Le salme rimaste sui pendii dell'Everest diventano, loro malgrado, <strong>punti di riferimento lungo il percorso verso la vetta.</strong> Alcune, come "Green Boots", hanno ricevuto dei soprannomi dagli alpinisti che le incontrano.</p><h3><strong>Anche almeno due alpiniste sono diventate punti di riferimento</strong></h3><p>Nel 1979, l'alpinista tedesca <strong>Hannelore Schmatz</strong> morì durante la discesa. Soprannominata <strong>"La donna tedesca",</strong> il suo corpo rimase a lungo visibile sull'itinerario del versante nepalese prima di essere spostato dagli agenti atmosferici. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677685" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-monte-everest-continua-a-crescere-ogni-anno-geologi-ne-hanno-scoperto-il-motivo.html" title="Il monte Everest continua a crescere ogni anno ed i geologi ne hanno scoperto il motivo">Il monte Everest continua a crescere ogni anno ed i geologi ne hanno scoperto il motivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-monte-everest-continua-a-crescere-ogni-anno-geologi-ne-hanno-scoperto-il-motivo.html" title="Il monte Everest continua a crescere ogni anno ed i geologi ne hanno scoperto il motivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-monte-everest-sigue-creciendo-un-poco-cada-ano-y-los-cientificos-descubrieron-la-razon-1727779263725_320.jpg" alt="Il monte Everest continua a crescere ogni anno ed i geologi ne hanno scoperto il motivo"></a></article></aside><p>Nel 1998, fu l'alpinista americana <strong>Francys Arsentiev</strong> a perdere la vita durante la discesa dall'Everest. Il suo corpo, rimasto visibile fino al 2007, le valse il soprannome di "Bella addormentata".</p><h2>Con lo scioglimento dei ghiacci, l’Everest svela i suoi corpi e i suoi rifiuti</h2><p>Nel 1999 venne ritrovato anche il corpo di <strong>George Mallory,</strong> l’alpinista britannico scomparso durante un tentativo di scalata della vetta nel 1924. Insieme a lui scomparve l’esploratore <strong>Andrew Comyn Irvine,</strong> il cui corpo non è mai stato ritrovato. <strong>Tuttavia, nel settembre 2024, sono riemersi uno scarpone e un calzino recante la scritta ricamata «A.C. Irvine».</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pourquoi-des-cadavres-d-alpinistes-comme-green-boots-deviennent-des-reperes-sur-l-everest-alpinisme-mort-1791723200265.jpg" data-image="fsidkv01xrw3" alt="Alpinismo." title="Alpinismo."><figcaption>Una scarpa e un calzino, su cui era ricamata la scritta «A.C. Irvine», sono riapparsi a 100 anni dalla scomparsa dell'alpinista Andrew Comyn Irvine.</figcaption></figure><p>Purtroppo, i corpi intrappolati nel ghiaccio non sono le uniche tracce che il riscaldamento globale sta riportando alla luce sull'Everest. <strong>Man mano che i ghiacciai si ritirano, rivelano anche decenni di rifiuti lasciati dalle spedizioni, trasformando il "tetto del mondo" in una vera e propria discarica.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="733570" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-pericoloso-paradosso-dell-everest-caldo-estremo-e-ipotermia-una-combinazione-mortale-che-costringe-gli-scalatori-a.html" title="Il paradosso dell'Everest: caldo estremo e ipotermia, combinazione mortale che costringe gli scalatori a spogliarsi nudi">Il paradosso dell'Everest: caldo estremo e ipotermia, combinazione mortale che costringe gli scalatori a spogliarsi nudi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-pericoloso-paradosso-dell-everest-caldo-estremo-e-ipotermia-una-combinazione-mortale-che-costringe-gli-scalatori-a.html" title="Il paradosso dell'Everest: caldo estremo e ipotermia, combinazione mortale che costringe gli scalatori a spogliarsi nudi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-peligrosa-paradoja-del-everest-calor-extremo-e-hipotermia-combinacion-mortal-que-no-detiene-escaladores-desnudo-paradojico-1759789699851_320.jpg" alt="Il paradosso dell'Everest: caldo estremo e ipotermia, combinazione mortale che costringe gli scalatori a spogliarsi nudi"></a></article></aside><p>Tende, corde, bombole di ossigeno, imballaggi ed escrementi si accumulano sulla montagna, rendendo le operazioni di pulizia particolarmente pericolose in alta quota. <strong>Queste plastiche si disintegrano lentamente, inquinando a lungo termine non solo i paesaggi, ma anche i corsi d'acqua.</strong></p><h3>Riferimenti dell'articolo</h3><p><em>Le Parisien (23/06/2026), <a href="https://www.leparisien.fr/faits-divers/mont-everest-lidentite-de-green-boots-celebre-mort-de-lascension-revelee-avant-une-expedition-pour-recuperer-le-corps-23-06-2026-LKBWJX4QWNH3LKPEZ75ZYT3M7Q.php" target="_blank">Mont Everest : l’identité de « Green Boots », célèbre mort de l’ascension, révélée avant une expédition pour récupérer le corps</a></em></p><p><em>The Independent (02/07/2026), <a href="https://www.independent.co.uk/asia/south-asia/everest-green-boots-body-india-nepal-tibet-dead-b3007345.html" target="_blank">India wants to recover ‘Green Boots’ after 30 years. Here’s why so many of Everest’s dead are left behind</a></em></p><p><em>Science et Avenir (28/05/2023), <a href="https://www.sciencesetavenir.fr/nature-environnement/pollution/plus-de-1-6-tonne-de-dechets-plastiques-retrouves-dans-l-himalaya-lors-d-une-expedition_171623" target="_blank">Plus de 1,6 tonne de déchets plastiques retrouvés dans l'Himalaya lors d'une expédition</a></em></p><ul></ul>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-i-cadaveri-di-alpinisti-come-green-boots-diventano-punti-di-riferimento-sull-everest.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tendenze per il periodo 15-31 ottobre in Italia: previsioni di precipitazioni e temperature secondo Gfs e Ecmwf]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:57:13 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo le piogge, l'anticiclone delle Azzorre riporterà sole e clima mite su gran parte d'Italia, accompagnato da venti di tramontana. Una tregua stabile e gradevole che durerà fino al fine settimana, poi l'incertezza sull'arrivo di nuove perturbazioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbm42v6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbm42v6.jpg" id="xbm42v6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo le fasi instabili e, a tratti, anche perturbate, con temporali intensi che hanno condizionato diverse zone della nostra penisola, nella scorsa settimana, il quadro meteorologico sul Mediterraneo centrale a partire da domani, martedì 13 ottobre, si appresta a un cambiamento sostanziale.</p><p><strong>L'anticiclone delle Azzorre</strong>, infatti, tornerà ad allungarsi con decisione dall'Atlantico verso l'Europa centrale e il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, con un <strong>netto aumento della pressione atmosferica</strong> che<strong>,</strong> respingendo le ultime sacche di instabilità residua, riporterà una fase di stabilità con temperature miti, anche se ben lontane dagli eccessi tipici dell'alta pressione nord-africana. </p><h2>La settimana tra tramontana e ripresa delle temperature</h2><p><strong>Nelle prossime ore </strong>avremo ancora gli strascichi della perturbazione in allontanamento rapido verso est, con locali piogge e rovesci temporaleschi che interesseranno ancora il <strong>medio-basso Adriatico e l'estremo Meridione</strong>. </p><p>A seguire, irromperanno i venti di <strong>T</strong><strong>ramontana </strong>con raffiche particolarmente sostenute al sud, specie <strong>tra Puglia, Calabria e Sicilia orientale</strong>, che renderanno mossi o anche localmente agitati i mari. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf-1791816367686.jpg" data-image="27ojb93fecz4"><figcaption>L'anticiclone delle Azzorre, infatti, tornerà ad allungarsi con decisione dall'Atlantico verso l'Europa centrale e il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, con un netto aumento della pressione atmosferica che, respingendo le ultime sacche di instabilità residua, riporterà una fase di stabilità con temperature miti, anche se ben lontane dagli eccessi tipici dell'alta pressione nord-africana. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Queste correnti fredde produrranno un <strong>temporaneo e sensibile calo termico tra domani, martedì, e dopodomani, mercoledì, </strong>che verrà avvertito <strong>soprattutto lungo il versante Adriatico e sulle aree ioniche</strong>. </p><div class="texto-destacado">Ma già a partire<strong> da metà settimana</strong>, l'alta pressione farà sentire la sua influenza, favorendo un <strong>contesto pienamente soleggiato</strong> da nord a sud, con<strong> temperature massime di nuovo in rialzo</strong>. </div><p>I valori massimi, infatti, inizieranno ad aumentare riportandosi su <strong>valori in linea o anche leggermente superiori alle medie stagionali</strong>, specie sui versanti tirrenici, dove potrebbero essere <strong>diffusamente superati i 20°C</strong>, localmente con punte anche <strong>fino ai 24-25°C</strong>, come nella Capitale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793062" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ci-attende-una-settimana-con-tempo-stabile-e-caldo-poi-arrivera-la-svolta-ecco-quando.html" title="Meteo: ci attende una settimana con tempo stabile e caldo poi arriverà la svolta, ecco quando">Meteo: ci attende una settimana con tempo stabile e caldo poi arriverà la svolta, ecco quando</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ci-attende-una-settimana-con-tempo-stabile-e-caldo-poi-arrivera-la-svolta-ecco-quando.html" title="Meteo: ci attende una settimana con tempo stabile e caldo poi arriverà la svolta, ecco quando"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-modelli-europei-e-gfs-concordano-ci-attende-una-settimana-con-tempo-stabile-e-caldo-poi-arrivera-la-svolta-1791805207714_320.jpg" alt="Meteo: ci attende una settimana con tempo stabile e caldo poi arriverà la svolta, ecco quando"></a></article></aside><p> Tuttavia, di notte e al primo mattino <strong>le minime saranno abbastanza frizzanti</strong> per via dell'inversione termica, che potrebbe anche favorire le foschie nelle valli interne. </p><h2>Una lettura probabilistica: cresce l'incertezza a partire dal fine settimana </h2><p>Fino alla giornata di <strong>venerdì 16 ottobre,</strong> abbiamo <strong>una totale convergenza tra i modelli</strong>, anche per quanto riguarda le proiezioni probabilistiche elaborate con i sistemi <strong>ensemble</strong>. Osservando attentamente i grafici, i consueti spaghetti che riuniscono le diverse corse dei modelli matematici, fino a tale data restano abbastanza uniti, sintomo di una coerenza del segnale sull'evoluzione meteorologica.</p><div class="texto-destacado">Quindi,<strong> fino al 15/16, abbiamo una buona probabilità </strong>che il tempo possa essere <strong>stabile e asciutto su scala nazionale</strong>. Tuttavia, proprio <strong>tra venerdì 16 e sabato 17 ottobre</strong>, i fasci probabilistici di entrambi i modelli iniziano ad allargarsi con una forbice anche marcata, sintomo di una previsione via via più incerta perché più difficile e quindi meno affidabile.</div><p>In questa fase <strong>(fine settimana)</strong>, l'alta pressione mostrerà i primi segni di cedimento lungo i suoi bordi, favorendo <strong>un aumento della copertura nuvolosa e anche il possibile innesco di precipitazioni sparse tra Nord-Ovest, Alto Tirreno e Isole Maggiori</strong>, mentre <strong>il resto del Paese continuerà ad essere prevalentemente soleggiato.</strong></p><h2> Scenari a confronto verso la terza decade di ottobre </h2><p>Addentrandoci perciò nella <strong>prossima settimana</strong>, i due centri di calcolo principali a scala globale iniziano a delineare percorsi un po' divergenti, seppur caratterizzati da una sinottica a livello continentale relativamente simile, ma <strong>con alcune differenze </strong>per quanto riguarda le possibili conseguenze sulla nostra penisola. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf-1791816390914.jpg" data-image="qj4fl34xkphh"><figcaption>Nel fine settimana, l'alta pressione mostrerà i primi segni di cedimento lungo i suoi bordi, favorendo un aumento della copertura nuvolosa e anche il possibile innesco di precipitazioni sparse tra Nord-Ovest, Alto Tirreno e Isole Maggiori, mentre il resto del Paese continuerà ad essere prevalentemente soleggiato. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Tornando a sottolineare che siamo in presenza di <strong>un'incertezza previsionale pronunciata</strong>, che ci allontana, perciò, anche dalla possibilità di fornire una tendenza in qualche modo attendibile, possiamo tentare di descrivere quali potrebbero essere<strong> i diversi scenari attualmente proposti nelle uscite di questa mattina</strong>.</p><p>Il <strong>modello europeo ECMWF</strong> propende verso <strong>l'isolamento di una </strong><strong>depressione di matrice settentrionale, </strong>sviluppata soprattutto in quota che, scivolando<strong> verso sud, fin sui Balcani</strong>, <strong>potrebbe lambire le regioni adriatiche e centro-meridionali</strong>, con l'instabilità concentrata soprattutto al Sud, destinata poi a traslare verso l'Egeo e il Mediterraneo Orientale, mentre il Centro-Nord e l'area tirrenica godrebbero di una maggiore stabilità grazie allo scudo anticiclonico settentrionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793058" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” ">El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html" title="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno-1791808593418_320.jpeg" alt="El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” "></a></article></aside><p><strong>Il modello americano GFS</strong>, invece, <strong>ipotizza un posizionamento più settentrionale</strong> del blocco anticiclonico europeo, centrato sul Mare del Nord, che lascerebbe<strong> un corridoio tra la saccatura balcanica e le umide infiltrazioni atlantiche</strong>. </p><p>In questo secondo scenario si verrebbe a creare u<strong>na zona di contrasto tra l'aria fredda in retrogressione verso ovest</strong>, sull'Europa Centrale lungo il bordo meridionale della cellula anticiclonica, <strong>e l'aria umida e mite atlantica che proverebbe ad avanzare verso est. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf-1791816423275.jpg" data-image="55h5lvv8hyln"><figcaption>Addentrandoci perciò nella prossima settimana, i due centri di calcolo principali a scala globale iniziano a delineare percorsi un po' divergenti, seppur caratterizzati da una sinottica a livello continentale relativamente simile che vede l'isolamento di una depressione di matrice settentrionale, sviluppata soprattutto in quota che, scivolando verso sud, fin sui Balcani, potrebbe lambire le regioni adriatiche e centro-meridionali e l'alta pressione elevarsi sull'Europa Centro-settentrionale. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>In questo caso l'<strong>instabilità</strong> tenderebbe ad essere <strong>più diffusa</strong>, innescando una recrudescenza del maltempo al Sud, con possibilità per dei fenomeni anche altrove.</p><div class="texto-destacado">Oltre a tale limite temporale non è il caso di spingersi nemmeno con scenari ipotetici, anche se, paradossalmente, la chiusura della seconda decade e l'apertura della terza potrebbero vedere i due modelli nuovamente allineati. </div><p>Ricordando di <strong>accettare come attendibili solo le previsioni a 5-7 giorni </strong>e le <strong>tendenze </strong>al massimo<strong> fino a 10 giorni</strong>, vi diamo appuntamento ai prossimi aggiornamenti per proiezioni più specifiche e affidabili.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-per-il-periodo-15-31-ottobre-in-italia-previsioni-di-precipitazioni-e-temperature-secondo-gfs-e-ecmwf.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Frangiflutti e barriere soffolte sono davvero utili contro il fenomeno dell'erosione costiera?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/frangiflutti-e-barriere-soffolte-sono-davvero-utili-contro-il-fenomeno-dell-erosione-costiera.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Le nostre coste negli ultimi anni sono state interessate dalla progettazione di diverse barriere e opere di protezione delle coste dalle mareggiate. Ma queste infrastrutture sono veramente utili nel lungo periodo?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/frangiflutti-e-barriere-soffolte-sono-davvero-utili-contro-il-fenomeno-dell-erosione-costiera-1790848229106.jpg" data-image="q5a8pqpn8bhc" alt="Barriere rigide." title="Barriere rigide."><figcaption>Queste strutture operano modificando l'idrodinamica locale, riducendo l'altezza delle onde del 30-50% in condizioni moderate, creando zone di calma dietro di sé dove la sabbia può accumularsi in "salienti", ossia piccoli istmi di spiaggia. </figcaption></figure><p>Le barriere soffolte, note anche come frangiflutti sommersi, sono strutture artificiali poste sott'acqua, parallele alla costa, a una profondità che le rende invisibili dalla spiaggia. Realizzate in massi, calcestruzzo o materiali innovativi come geotessili, il loro scopo è quello di dissipare <strong>l'energia delle onde, </strong>facendole "rompere" al largo prima di raggiungere la riva. </p><p>A differenza delle scogliere emerse, che alterano drasticamente il panorama, queste barriere mantengono un basso impatto visivo, favorendo la balneabilità e il turismo. <strong>In Italia, sono state installate ampiamente dagli anni '90 in regioni come Emilia-Romagna, Veneto e Sicilia,</strong> spesso integrate con ripascimenti sabbiosi. </p><p>Queste strutture operano modificando l'idrodinamica locale, riducendo l'altezza delle onde del 30-50% in condizioni moderate, creando zone di calma dietro di sé dove la sabbia può accumularsi in "salienti", ossia piccoli istmi di spiaggia. </p><h2><strong>Queste barriere sono davvero efficaci?</strong></h2><p>La loro efficacia dipende da fattori come la profondità, la lunghezza e il design. Basta un piccolo errore può trasformarle da alleate in avversarie. Quando sono ben progettate, le barriere soffolte offrono benefici tangibili, riducendo l'erosione costiera in eventi meteorologici ordinari, e proteggendo infrastrutture e habitat costieri senza l'intrusività di muri o pennelli. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>In Thailandia e Indonesia, ad esempio, hanno stabilizzato spiagge erose e persino favorito la rigenerazione di mangrovie, combinando difesa con ripristino ecologico. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Inoltre, possono aumentare la biodiversità, creano habitat per pesci e invertebrati, trasformando una struttura ingegneristica in un'oasi marina per molte specie di animali marini. Alcuni studi mostrano che, <strong>in combinazione con frequenti ripascimenti,</strong> possono fornire una protezione duratura, dissipando fino al 97% dell'energia delle onde, simile ai coralli naturali. </p><h2><strong>Cosa avviene nel lungo periodo?</strong></h2><p>Tuttavia, nel medio-lungo termine, dopo 10-20 anni dalla loro installazione, queste barriere spesso spostano il problema anziché risolverlo. Alterando il trasporto litoraneo dei sedimenti, creano accumuli locali, ma accelerano l'erosione ai lati (effetto "downdrift"), <strong>formando irregolarità lungo la costa. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>In Italia, monitoraggi post-installazione in Emilia-Romagna rivelano che molte barriere hanno perso efficacia a causa dell'interramento con sabbia e alghe, richiedendo costosi interventi di manutenzione che spesso i comuni non possono sostenere. </strong></div><p>Inoltre, durante eventi estremi, come le mareggiate prodotte dal <strong>ciclone Harry</strong> fra Sicilia e Calabria, le onde passano sopra senza essere attenuate, offrendo poca protezione proprio quando serve di più. Valutazioni costi-benefici spesso rivelano che, senza integrazioni, causano più danni ambientali e economici di quanto prevengano. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/frangiflutti-e-barriere-soffolte-sono-davvero-utili-contro-il-fenomeno-dell-erosione-costiera-1790848273452.jpg" data-image="kxdphp2dgzuk" alt="Barriere rigide." title="Barriere rigide."><figcaption>In Italia, monitoraggi post-installazione in Emilia-Romagna rivelano che molte barriere hanno perso efficacia a causa dell'interramento con sabbia e alghe, richiedendo costosi interventi di manutenzione che spesso i comuni non possono sostenere. </figcaption></figure><p>In Italia, il Piano Costa dell'Emilia-Romagna del 1981 già avvertiva sui limiti delle opere rigide, preferendo approcci più morbidi e naturali come il ripascimento. </p><h2><strong>Le alternative sostenibili</strong></h2><p>Per mitigare i rischi, esperti raccomandano di combinare barriere soffolte con ripascimenti periodici e gestione a scala di litoranea, considerando l'intero sistema costiero, senza gli interventi mirati e localizzati. </p><p>Inoltre, negli ultimi anni, sono allo studio delle soluzioni ibride, vedi i <strong>reef artificiali permeabili,</strong> che riducono impatti ecologici e promuovono la biodiversità. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="699842" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-importanza-delle-dune-nelle-spiagge-un-baluardo-naturale-per-difendere-le-coste-dall-erosione-costiera.html" title="L'importanza delle dune nelle spiagge, un baluardo naturale per difendere le coste dall'erosione costiera">L'importanza delle dune nelle spiagge, un baluardo naturale per difendere le coste dall'erosione costiera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-importanza-delle-dune-nelle-spiagge-un-baluardo-naturale-per-difendere-le-coste-dall-erosione-costiera.html" title="L'importanza delle dune nelle spiagge, un baluardo naturale per difendere le coste dall'erosione costiera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-importanza-delle-dune-nelle-spiagge-un-baluardo-naturale-per-difendere-le-coste-dall-erosione-costiera-1741086156574_320.jpg" alt="L'importanza delle dune nelle spiagge, un baluardo naturale per difendere le coste dall'erosione costiera"></a></article></aside><p>In ultima analisi, prevenire l'erosione richiede azioni globali, come la riduzione delle emissioni globali di gas serra che alimentano il cambiamento climatico, e gestire i fiumi per mantenere il flusso di sedimenti verso il mare.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/frangiflutti-e-barriere-soffolte-sono-davvero-utili-contro-il-fenomeno-dell-erosione-costiera.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño e vortice polare: sarà gran gelo? Il meteorologo Luca Lombroso “si prepara una sorpresa per l'inverno 2026-27” ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 13:22:05 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Continuano le speculazioni sugli impatti de El Niño sul prossimo inverno in Italia. Veramente il vortice polare si dividerà portando irruzioni di gelo e neve? Ecco cosa dice la letteratura scientifica.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno-1791808593418.jpeg" data-image="cakjhofrao58"><figcaption>Vedremo spazzaneve in azione e accumuli di neve straordinari anche in pianura nel prossimo inverno a causa de El Niño? Facciamo chiarezza a seguire sulle teleconnessioni.</figcaption></figure><p>El <strong>Niño è in piena attività</strong> nell’oceano Pacifico.<strong> Gli impatti sono già evidenti su tutto il continente centro sud americano</strong>, con conseguenze non sono solo meteo ma anche nel sistema agroalimentare e della pesca. <strong>Il Perù per esempio sta subendo un crollo della pesca di acciughe</strong>, mentre viceversa aumentano le catture di calamari giganti.</p><p>In <strong>Europa ancora non si osservano teleconnessioni significative</strong>, vuoi per la distanza dal fenomeno ENSO vuoi per gli effetti ritardati. Si continua però a fare un <strong>gran parlare del suo possibile impatto nell’inverno</strong>. Torniamo sull’argomento con un nuovo approfondimento su El Niño e vortice polare</p><h2>Super El Niño: situazione aggiornata e previsioni</h2><p>Impressionante il diagramma dell’evoluzione giornaliera della temperatura superficiale del mare nel 2026. Nel grafico aggiornato quotidianamente da Climate Reanalyzer su dati NOAA OISST <strong>si nota una temperatura marina di 30°C nella fascia di oceano detta Niño 3.4</strong> (coordinate 5°S-5°N, 120-170°W). Un valore da record storico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno-1791808801272.jpg" data-image="984ntm2rgqy5"><figcaption>Anomalie della temperatura superficiale del mare dell'8 ottobre 2026. Fonte: NOAA Coral Reef.</figcaption></figure><p>Riguardo le previsioni,<strong> il plume di ECMWF indica il picco di anomalia a dicembre, </strong>con valori compresi fra +3 e +3.6°C sopra la media nella zona Niño 3.4, poi inizierà un lento calo dell’anomalia di SST. </p><p>Pur con una certa dispersione dei membri <strong>almeno fino ad aprile 2027 permarranno condizioni di ENSO positivo</strong>. <br>Ancora più impressionante la previsione IRI Columbia University, il cui plume indica membri anche fra +4 e +5°C.</p><h2>Dal Pacifico alla stratosfera: una tele connessione sorprendente.</h2><p>Ampia e <strong>complessa la bibliografia sulle ripercussioni di El Nino sulla stratosfera. </strong>Fra i riferimenti principali, <strong>Domeisen et al è il riferimento principale per lo studio dei meccanismi dalla circolazione tropicale e della propagazione delle onde</strong> alla stratosfera. </p><p>Altro studio di riferimento, <strong>Ineson e altri</strong> mostrano mediante esperimenti modellistici una via di collegamento dal Pacifico all’Europa attraverso la stratosfera. Ricordiamo che<strong> tutto è connesso nel sistema climatico terrestre.</strong> Il dubbio non è se ci sono connessioni fra ENSO e stratosfera, ma come avvengono. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il dubbio non è se ci sono connessioni fra ENSO e stratosfera, ma come avvengono.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><br>Uno degli effetti de <strong>El Niño è la modifica della convezione tropicale e della circolazione di Walker.</strong> La conseguenza ulteriore è l’alterazione delle onde di Rossby e della circolazione sul Pacifico settentrionale.<strong> Gli impatti sugli USA occidentali sono noti</strong>: ad esempio inverni più caldi e secchi e<strong> minori precipitazioni nevose nelle Montagne Rocciose </strong>settentrionali.<strong> In Canada comporta inverni più miti, meno neve,</strong> disgelo anticipato, aumento del rischio di gravi incendi boschivi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788883" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'">Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: "chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione-1789500722596_320.jpeg" alt="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"></a></article></aside><p>Le modifiche della circolazione in inverno possono favorire una maggiore propagazione di onde planetarie verso la stratosfera, con possibile rallentamento del vortice polare e riscaldamento stratosferico. </p><h2>Le variabili nascoste che possono cambiare tutto</h2><p>Un <strong>riscaldamento stratosferico, ammesso che avvenga, non è condizione sufficiente</strong> per stabilire se ci sarà dopo alcune settimane una ondata di gelo in Europa occidentale e Mediterraneo, Italia compresa. <strong>L’irruzione può infatti dirigersi ovunque, </strong>in Asia centra o in Usa orientale, o in pieno Atlantico, innescando per opposto uno scambio meridiano con aria calda verso l’Italia, Spagna e Francia. <strong>El Niño poi non agisce da solo.</strong> </p><div class="texto-destacado">La sua influenza si ripercuote su una atmosfera comunque in sua grande variabilità intrinseca sul comparto Euro-Atlantico. Il segnale proveniente dal Pacifico viene di conseguenza smorzato. Storicamente non tutti gli eventi di ENSO producono le stesse teleconnessioni. <br></div><p>Correnti a getto, onde planetarie e blocchi anticiclonici possono posizionarsi in modi diverso anche senza El Niño. Anche con ingredienti apparentemente favorevoli a un vortice debole, <strong>gli effetti sull’Europa possono essere diversi da quelli attesi</strong> o poco riconoscibili.</p><h2>Inverno 2026-2027: cosa sappiamo veramente</h2><p>E qua veniamo alle dolenti note, almeno per chi spera in un inverno gelido e nevoso. <strong>Le mappe stagionali ECMWF mostrano anomalie di temperatura attorno a +1°C </strong>sul periodo 1996-2015. Vi sono però s<strong>egnali di precipitazioni sopra media in Europa occidentale,</strong> Francia, Spagna e nord Italia. Sotto la media invece le piogge nel Mediterraneo meridionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792412" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-pacifico-batte-un-record-storico-la-temperatura-del-mare-supera-i-30-c-per-la-prima-volta-nella-regione-nino.html" title="Il Pacifico batte un record storico: la temperatura del mare supera i 30°C per la prima volta nella regione Niño 3.4">Il Pacifico batte un record storico: la temperatura del mare supera i 30°C per la prima volta nella regione Niño 3.4</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-pacifico-batte-un-record-storico-la-temperatura-del-mare-supera-i-30-c-per-la-prima-volta-nella-regione-nino.html" title="Il Pacifico batte un record storico: la temperatura del mare supera i 30°C per la prima volta nella regione Niño 3.4"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-pacifico-rompe-un-record-historico-la-temperatura-del-mar-supero-por-primera-vez-los-30-c-en-la-region-nino-1791391403804_320.jpg" alt="Il Pacifico batte un record storico: la temperatura del mare supera i 30°C per la prima volta nella regione Niño 3.4"></a></article></aside><p>Più in dettaglio <strong>le mappe mensili elaborate da Meteored su base dati ECMWF indicano un dicembre veramente mite</strong>, fra +1.5°C e +2°C più caldo della media in tutta Italia con picco fra 2 e 2.5°C fra Emilia Romagna e Toscana.<strong> L’anomalia precipitativa vede picchi sopra media in Liguria e Prealpi</strong>, il che fa pensare a flussi zonali molto miti. Miti in tutta Italia e umidi al nord e parte del centro anche gennaio e febbraio.</p><p>Poi, se in questo quadro <strong>ci scappa a sorpresa una breve ma intensa irruzione fredda, </strong>magari con una copiosa nevicata in pianura al nord come manca da anni, non possiamo certo saperlo ora. Solo le previsioni operative potranno annunciare questa che non è una previsione ma una… speranza!</p><h3><em>Bibliografia scientifica</em></h3><p><em>Domeisen, D. I. V., Garfinkel, C. I. & Butler, A. H. (2019). The Teleconnection of El Niño Southern Oscillation to the Stratosphere. Reviews of Geophysics, 57, 5–47.<br>DOI: 10.1029/2018RG000596<br></em> <em><br>Ineson, S. & Scaife, A. A. (2009). The role of the stratosphere in the European climate response to El Niño. Nature Geoscience, 2, 32–36.<br>DOI: 10.1038/ngeo381</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-e-vortice-polare-sara-gran-gelo-il-meteorologo-luca-lombroso-si-prepara-una-sorpresa-per-l-inverno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: ci attende una settimana con tempo stabile e caldo poi arriverà la svolta, ecco quando]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ci-attende-una-settimana-con-tempo-stabile-e-caldo-poi-arrivera-la-svolta-ecco-quando.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 13:19:17 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ci attende una settimana accompagnata dall’alta pressione che porterà temperature un po’ troppo alte e tempo asciutto, tuttavia dalla prossima settimana la situazione inizierà a cambiare.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbm1kqm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbm1kqm.jpg" id="xbm1kqm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La perturbazione che ci ha interessato nel corso del fine settimana e che <strong>continua a disturbare il tempo sulle regioni meridionali</strong>, si sta allontanando, lasciando spazio ad <strong>un nuovo inserimento del campo anticiclonico</strong> che ci regalerà giornate in prevalenza soleggiate, con tempo asciutto e con <strong>temperature nuovamente in rialzo</strong>.</p><p>Il rinforzo dell’alta pressione porterà infatti temperature un po’ più alte del normale, in particolare sulle regioni centro-settentrionali, dove <strong>i termometri riusciranno a portarsi addirittura 15 °C al di sopra del normale</strong>.</p><h2>Settimana con tempo stabile e soleggiato</h2><p><strong>Le anomalie maggiori sono attese lungo l’arco alpino</strong>, in special modo sui settori occidentali, ovvero sulle Alpi piemontesi, valdostane e lombarde. Sarà proprio la Valle D’Aosta, nella giornata di giovedì, a registrare <strong>le temperature più distanti da quelle considerate normali per la metà di ottobre</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Infatti secondo i nostri modelli meteorologici giovedì alle 14:00 in questa regione si raggiungeranno anomalie di +16 °C.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In generale comunque <strong>farà un po’ troppo caldo in tutto il centro-nord e sulla Sardegna</strong>, mentre al sud e sulla Sicilia le temperature rimarranno praticamente sempre in linea o leggermente più basse del normale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-modelli-europei-e-gfs-concordano-ci-attende-una-settimana-con-tempo-stabile-e-caldo-poi-arrivera-la-svolta-1791805207714.jpg" data-image="4b4pom7by0kj" alt="Anomalia termica" title="Anomalia termica"><figcaption>Durante le ore più calde della giornata di giovedì i termometri registreranno temperature oltre i 15 °C più alte del normale.</figcaption></figure><p>Ricordiamo che quando parliamo di norma o normalità <strong>ci riferiamo ai valori previsti dalla media climatologica</strong>, ossia la temperatura media calcolata con i dati dell’ultimo trentennio, quello che va dal 1991 al 2020.</p><p>Se invece ci riferiamo alle temperature effettivamente registrate dai termometri <strong>la regione più calda rimane la Sardegna</strong>, dove si continueranno a registrare temperature prossime ai 30 °C.</p><p>Ci attende quindi <strong>una settimana con tempo in prevalenza stabile, con tanto sole</strong> e solo qualche innocua nuvola di tanto in tanto che però <strong>non sarà associata a precipitazioni degne di nota</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793007" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-il-13-e-il-15-ottobre-in-spagna-e-previsto-un-anticiclone-che-potrebbe-raggiungere-livelli-record.html" title="Tra il 13 e il 15 ottobre in Spagna è previsto un anticiclone che potrebbe raggiungere livelli record">Tra il 13 e il 15 ottobre in Spagna è previsto un anticiclone che potrebbe raggiungere livelli record</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-il-13-e-il-15-ottobre-in-spagna-e-previsto-un-anticiclone-che-potrebbe-raggiungere-livelli-record.html" title="Tra il 13 e il 15 ottobre in Spagna è previsto un anticiclone che potrebbe raggiungere livelli record"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/entre-los-dias-13-y-15-de-octubre-se-preve-un-anticiclon-con-tintes-de-record-en-espana-1791713105440_320.jpg" alt="Tra il 13 e il 15 ottobre in Spagna è previsto un anticiclone che potrebbe raggiungere livelli record"></a></article></aside><p>La situazione inizierà a cambiare già dal prossimo fine settimana, quando <strong>una perturbazione si approfondirà sulla penisola balcanica</strong> portando i suoi effetti anche sull’Italia, in particolare sulle regioni centro-meridionali.</p><p>Inizialmente è previsto un semplice aumento della copertura nuvolosa che, ovviamente, <strong>di conseguenza porterà anche ad un calo delle temperature a causa della minore insolazione</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-modelli-europei-e-gfs-concordano-ci-attende-una-settimana-con-tempo-stabile-e-caldo-poi-arrivera-la-svolta-1791805252000.jpg" data-image="xstl7cnj3w57" alt="Temperature massime" title="Temperature massime"><figcaption>Le temperature massime durante la giornata di giovedì risulteranno miti e gradevoli, con valori localmente prossimi ai 30 °C.</figcaption></figure><p>In questa prima fase non sono ancora previste precipitazioni degne di nota, attese invece nel corso della prossima settimana, quando <strong>la nostra penisola risulterà schiacciata tra due zone di bassa pressione</strong>, una che si andrà a posizionare tra la Francia e la penisola iberica e <strong>un’altra che stazionerà tra la penisola balcanica e l’Anatolia</strong>.</p><h2>Atteso l'arrivo di due perturbazioni</h2><p>Al momento, secondo la tendenza meteo,<strong> questa configurazione sinottica porterà nel corso della prossima settimana temperature in linea o più basse del normale</strong> e il ritorno di rovesci e piovaschi, più probabili al centro-sud e sulle regioni adriatiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792988" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-piogge-ancora-su-parte-del-paese-poi-arriva-l-anticiclone-ma-le-sue-ore-sono-contate.html" title="Meteo: piogge ancora su parte del Paese, poi arriva l'anticiclone, ma le sue ore sono contate">Meteo: piogge ancora su parte del Paese, poi arriva l'anticiclone, ma le sue ore sono contate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-piogge-ancora-su-parte-del-paese-poi-arriva-l-anticiclone-ma-le-sue-ore-sono-contate.html" title="Meteo: piogge ancora su parte del Paese, poi arriva l'anticiclone, ma le sue ore sono contate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/si-attardano-le-piogge-su-parte-d-italia-poi-arriva-l-anticiclone-gia-con-le-ore-contate-1791789795632_320.jpg" alt="Meteo: piogge ancora su parte del Paese, poi arriva l'anticiclone, ma le sue ore sono contate"></a></article></aside><p>Attualmente <strong>non sembra previsto l’arrivo di una vera e propria perturbazione</strong> sul territorio italiano, anche se il campo di alta pressione subirà vari disturbi e <strong>le sue flessioni porteranno sicuramente temporanei e locali aumenti dell’instabilità</strong> atmosferica.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Come sempre ricordiamo che le tendenze meteo sono affette da incertezze maggiori rispetto alle previsioni, quindi <strong>non sono da escludere cambiamenti meteo per la prossima settimana</strong>, soprattutto perché la situazione attesa è abbastanza borderline e <strong>basterebbe un piccolo spostamento delle due perturbazioni già citate</strong> per portare peggioramenti meteo ben più decisi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-ci-attende-una-settimana-con-tempo-stabile-e-caldo-poi-arrivera-la-svolta-ecco-quando.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il test di Monte Carlo e il cambiamento climatico, lo strumento essenziale per quantificare incertezza e significatività]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-test-di-monte-carlo-e-il-cambiamento-climatico-lo-strumento-essenziale-per-quantificare-incertezza-e-significativita.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 13:15:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>I test di Monte Carlo offrono un modo rigoroso per gestire l’incertezza, validare i trend osservati e rafforzare l’affidabilità delle proiezioni future. La loro importanza nella ricerca sul cambiamento climatico è fondamentale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-test-di-monte-carlo-e-il-cambiamento-climatico-lo-strumento-essenziale-per-quantificare-incertezza-e-significativita-1790199685998.jpg" data-image="5qs1bqlqwwny" alt="Cambiamento climatico." title="Cambiamento climatico."><figcaption>Il clima è influenzato da una moltitudine di variabili interconnesse, come temperature, emissioni di gas serra, correnti oceaniche, pressione atmosferica, feedback radiativi e molti altri fattori. Una piccola variazione nelle condizioni iniziali o nei parametri può portare a esiti molto diversi.</figcaption></figure><p>Nello studio del clima, il test di <strong>Monte Carlo (o simulazione Monte Carlo)</strong> rappresenta una delle tecniche statistiche computazionali più potenti e diffuse. Si tratta di un approccio basato sulla generazione di migliaia o milioni di scenari casuali, progettato per affrontare la complessità e la caoticità del sistema climatico. </p><p>Questo metodo non produce una previsione unica, <strong>ma una distribuzione di risultati possibili,</strong> permettendo di valutare la probabilità di determinati eventi e di distinguere segnali reali dalla semplice variabilità naturale.</p><p>Il clima è influenzato da una moltitudine di variabili interconnesse, come temperature, emissioni di gas serra, correnti oceaniche, pressione atmosferica, feedback radiativi e molti altri fattori. Una piccola variazione nelle condizioni iniziali o nei parametri può portare a esiti molto diversi (il famoso <strong>“effetto farfalla”</strong>). </p><h2><strong>La distinzione fra cambiamento e casualità</strong></h2><p>I <strong>test di Monte Carlo</strong> offrono un modo rigoroso per gestire l’incertezza, validare i trend osservati e rafforzare l’affidabilità delle proiezioni future. La loro importanza nella ricerca sul cambiamento climatico è fondamentale, <strong>perché trasformano affermazioni qualitative in valutazioni quantitative basate sulla probabilità.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Uno degli usi più critici riguarda la verifica della significatività statistica dei trend climatici. Quando i dati mostrano un aumento della temperatura media globale di X gradi negli ultimi decenni, gli scienziati devono dimostrare che questo riscaldamento non sia attribuibile alla naturale variabilità del sistema.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Con il metodo Monte Carlo si generano migliaia di <strong>“serie climatiche artificiali”</strong> completamente casuali, costruite a partire dalle caratteristiche statistiche della serie storica osservata (media, varianza, autocorrelazione, ecc.). </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-test-di-monte-carlo-e-il-cambiamento-climatico-lo-strumento-essenziale-per-quantificare-incertezza-e-significativita-1790199738887.jpeg" data-image="ce7ut37a7qut" alt="Cambiamento climatico." title="Cambiamento climatico."><figcaption>La probabilità che sia frutto del caso è estremamente ridotta. Questo approccio fornisce una misura oggettiva della robustezza del segnale di riscaldamento e riduce il rischio di false attribuzioni.</figcaption></figure><p>Si confronta poi il trend reale con la distribuzione dei trend ottenuti dalle simulazioni casuali. <strong>Se l’aumento osservato si verifica solo in una percentuale molto bassa dei casi simulati (ad esempio lo 0,1 %), il trend è considerato statisticamente significativo.</strong></p><p>La probabilità che sia frutto del caso è estremamente ridotta. Questo approccio fornisce una misura oggettiva della robustezza del segnale di riscaldamento e riduce il rischio di false attribuzioni.</p><h2><strong>Gestione dell’incertezza nei modelli previsionali</strong></h2><p>I modelli climatici che proiettano lo stato del pianeta al 2050 o al 2100 devono fare i conti con numerose incertezze. <strong>Abbiamo il tasso esatto di scioglimento dei ghiacci, le future traiettorie delle emissioni di CO</strong><strong>₂</strong><strong>, la sensibilit</strong><strong>à</strong><strong> climatica, i feedback delle nubi e altro ancora.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786820" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet">Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet-1788368902482_320.png" alt="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"></a></article></aside><p>Il metodo <strong>Monte Carlo</strong> assegna a ciascuna variabile incerta una distribuzione di probabilità. Il modello viene poi eseguito migliaia di volte, estraendo ogni volta valori casuali da queste distribuzioni. </p><div class="texto-destacado"><strong>Il risultato non è più una singola cifra (“la temperatura salirà di +2 °C”), ma una distribuzione probabilistica completa. Per esempio, “c’è il 70 % di probabilità che l’aumento sia compreso tra 1,8 e 2,2 °C, e solo il 5 % di probabilità che superi i 3 °C”.</strong></div><p>Questo tipo di output è molto più utile per i decisori politici, perché quantifica il rischio e permette di valutare scenari estremi con la loro effettiva probabilità.</p><h2><strong>Ensemble forecasting: migliorare l’affidabilità delle previsioni</strong></h2><p>Nella tecnica degli ensemble (insiemi di previsioni), piccole perturbazioni casuali vengono introdotte deliberatamente nelle condizioni iniziali di numerose simulazioni parallele. <strong>Se la maggior parte delle realizzazioni Monte Carlo converge verso lo stesso scenario, la previsione è considerata robusta.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-test-di-monte-carlo-e-il-cambiamento-climatico-lo-strumento-essenziale-per-quantificare-incertezza-e-significativita-1790199826161.jpg" data-image="5yv3p3lwu7su" alt="Cambiamento climatico." title="Cambiamento climatico."><figcaption>I modelli climatici che proiettano lo stato del pianeta al 2050 o al 2100 devono fare i conti con numerose incertezze. Abbiamo il tasso esatto di scioglimento dei ghiacci, le future traiettorie delle emissioni di CO₂, la sensibilità climatica, i feedback delle nubi e altro ancora.</figcaption></figure><p>Se invece i risultati divergono ampiamente, <strong>l’incertezza è elevata e la previsione va trattata con maggiore cautela. </strong>Questo approccio è ampiamente utilizzato sia nella meteorologia a medio termine sia nelle proiezioni climatiche a lungo termine, e contribuisce a rendere più trasparenti i limiti e i punti di forza dei modelli.</p><h2><strong>L’importanza di questo metodo</strong></h2><p>In un campo in cui le decisioni politiche e sociali hanno conseguenze di enorme portata, la capacità di quantificare probabilità e incertezze non è un dettaglio tecnico: è un requisito fondamentale di credibilità scientifica. </p><p>Il test di Monte Carlo, insieme ad altri metodi statistici avanzati, <strong>contribuisce a rendere la ricerca sul cambiamento climatico più trasparente, robusta e utile per la società.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788583" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/prevenire-insieme-i-danni-di-siccita-e-alluvioni-due-conseguenze-del-cambiamento-climatico-che-si-aggravano-a-vicenda.html" title="Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda">Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/prevenire-insieme-i-danni-di-siccita-e-alluvioni-due-conseguenze-del-cambiamento-climatico-che-si-aggravano-a-vicenda.html" title="Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-siccita-e-incendi-estivi-rendono-piu-gravi-le-alluvioni-autunnali-1789374295864_320.jpg" alt="Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda"></a></article></aside><p>Le simulazioni <strong>Monte Carlo</strong> non prevedono il futuro in senso deterministico, ma aiutano a capire quanto siano probabili i diversi futuri possibili e quanto siano solidi i segnali che già osserviamo. <strong>Per questo motivo rappresentano uno degli strumenti analitici più preziosi nella climatologia contemporanea.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-test-di-monte-carlo-e-il-cambiamento-climatico-lo-strumento-essenziale-per-quantificare-incertezza-e-significativita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tra il 13 e il 15 ottobre in Spagna è previsto un anticiclone che potrebbe raggiungere livelli record]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-il-13-e-il-15-ottobre-in-spagna-e-previsto-un-anticiclone-che-potrebbe-raggiungere-livelli-record.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:23:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La settimana inizia con temperature massime elevate in Spagna, anche se le notti continueranno a essere fredde e autunnali. In alcune capitali si raggiungeranno i 30 ºC, ma restiamo in attesa di una possibile ondata di freddo che potrebbe cambiare la situazione.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xblgi6q"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xblgi6q.jpg" id="xblgi6q"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nei prossimi giorni, una potente cresta anticiclonica si sposterà sulla parte sud-occidentale della penisola iberica. Il predominio di questo sistema di alta pressione garantirà un altro periodo di clima mite, con un notevole aumento delle temperature, in particolare delle massime diurne. L'instabilità potrebbe aumentare nuovamente durante il fine settimana e i modelli prevedono l'arrivo di una depressione isolata (DANA) dalla Francia lunedì.</p><div class="texto-destacado"><p><strong>Il video mostra una cresta di alta pressione estremamente forte che porterà un breve periodo di clima mite in Spagna nei prossimi giorni, con condizioni perlopiù stabili. Tuttavia, una depressione isolata potrebbe causare un cambiamento significativo del tempo entro la fine della prossima settimana.</strong></p></div><p>L'anticiclone sarà particolarmente intenso intorno ai 5.500 metri, raggiungendo questo livello di pressione nel 99% dei giorni di ottobre e battendo persino i record in alcuni momenti tra martedì e giovedì. Ciò significa che si tratterà di un anticiclone molto intenso, sebbene, come già accennato, non sembri essere molto persistente.</p><h2>Dorsale anticiclonica da record sulla Spagna, sebbene siano previste alcune piogge</h2><p><strong>Oggi, festa nazionale spagnola, il tempo sarà prevalentemente stabile in tutto il paese, con solo qualche debole pioggia nella regione della Cantabria e qualche rovescio sparso nelle Isole Baleari.</strong> Qualche forte acquazzone localizzato è possibile nel nord di Maiorca e Minorca nelle prime ore del mattino. Le Isole Baleari saranno l'unica regione interessata da un'allerta per forti piogge, con accumuli possibili di 20 litri per metro quadrato o più in un'ora, fino alle 6:00 di lunedì mattina. Sono previsti rovesci anche nelle Isole Canarie.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/entre-los-dias-13-y-15-de-octubre-se-preve-un-anticiclon-con-tintes-de-record-en-espana-1791712148557.png" data-image="hf4eluwgg2b3" alt="Dorsale di alta pressione." title="Dorsale di alta pressione."><figcaption>La dorsale di alta pressione che colpirà in pieno la Spagna nei prossimi giorni sarà estremamente potente, con geopotenziali da record a circa 5500 m. Fonte: polarwx.com</figcaption></figure><p><strong>Martedì la giornata sarà asciutta nel 99% della Spagna, </strong>con solo qualche rovescio sparso previsto nelle Isole Canarie e qualche pioggia leggera nelle Asturie e lungo la costa meridionale della Catalogna. Tra mercoledì e giovedì, l'instabilità aumenterà nella regione mediterranea della penisola iberica a causa dell'arrivo di venti orientali e dell'afflusso di aria fredda negli strati medi della troposfera.</p><p><strong>Nei prossimi due giorni sono previste piogge nella Catalogna meridionale, nella Comunità Valenciana, nella Regione di Murcia, a Ibiza e a Formentera. </strong>Le precipitazioni saranno generalmente da leggere a moderate, con alcuni rovesci che potrebbero raggiungere i 10 litri per metro quadrato nelle zone costiere. Nelle Isole Canarie non si escludono isolati rovesci.</p><h3>In attesa di un possibile DANA (depressione isolata ad alti livelli) alla fine della settimana</h3><p><strong>Venerdì aumenterà l’instabilità sul versante cantabrico e sono previste precipitazioni nelle Asturie, in Cantabria e nei Paesi Baschi.</strong> Le precipitazioni accumulate saranno in generale modeste, con picchi pluviometrici fino a 20 l/m² tra le Asturie e la Cantabria. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Durante il fine settimana l’instabilità potrebbe aumentare in modo significativo, dando luogo a un episodio importante e generalizzato di piogge intense e temporali.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>L’instabilità del fine settimana sarà causata dall’avanzata di una massa d’aria fredda verso la Penisola, proveniente dalla Francia.</strong> L’incertezza è molto elevata, ma le piogge potrebbero estendersi a tutta la Penisola e alle Baleari, risultando più intense nell’area mediterranea domenica.</p><h2>Temperature massime superiori a 30ºC nella valle del Guadalquivir</h2><p>Le temperature massime saranno superiori alla media climatologica per gran parte della settimana. <strong>Si prevedono massime superiori ai 25°C in tutte le regioni,</strong> con punte di 28°C nel sud-ovest e nell'entroterra della Galizia. Le temperature massime <strong>supereranno i 30°C</strong> nella valle del Guadalquivir, nell'Estremadura occidentale e nelle zone occidentali delle province di Ciudad Real e Toledo, nonché nei bacini dei fiumi Tago e Guadiana.</p><p>Le giornate più calde saranno martedì e mercoledì, <strong>con temperature massime previste fino a 32ºC a Siviglia, 30ºC a Badajoz e Cordova, 28ºC a Saragozza, Cáceres e Toledo e 27ºC a Madrid.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/entre-los-dias-13-y-15-de-octubre-se-preve-un-anticiclon-con-tintes-de-record-en-espana-1791712383533.png" data-image="8jgdbh9dnh1s" alt="Anomalie temperature." title="Anomalie temperature."><figcaption>Le anomalie termiche saranno significative nella prossima settimana e, in alcune zone dell’ovest e del nord-ovest, le temperature potrebbero superare di oltre 3 °C la media stagionale.</figcaption></figure><p>Le notti rimarranno fredde, <strong>con minime inferiori a 12°C in entrambe le Castiglia, nell'entroterra della Cantabria e nella regione mediterranea.</strong> Sono previste leggere gelate nelle zone montuose. </p><p>Le temperature più miti si registreranno lungo la costa andalusa e nelle Isole Canarie, con alcune notti dal clima tropicale. Nel fine settimana, le temperature notturne aumenteranno, scendendo sotto i 10°C nell'altopiano settentrionale e nell'entroterra della Galizia.</p><h2><strong>Cosa accadrà sull’Italia?</strong></h2><p>Il nostro Paese sarà interessato solo di striscio dal possente anticiclone, diretto sopra la Penisola Iberica, con l’avvezione calda ad esso associato che prenderà di mira <strong>soprattutto la Sardegna e le coste del medio-alto Tirreno.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792808" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-l-anticiclone-in-settimana-ma-non-per-tutti-forti-venti-e-crollo-termico-su-queste-regioni.html" title="Meteo: torna l'anticiclone in settimana, ma non per tutti. Forti venti e crollo termico su queste regioni">Meteo: torna l'anticiclone in settimana, ma non per tutti. Forti venti e crollo termico su queste regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-l-anticiclone-in-settimana-ma-non-per-tutti-forti-venti-e-crollo-termico-su-queste-regioni.html" title="Meteo: torna l'anticiclone in settimana, ma non per tutti. Forti venti e crollo termico su queste regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-l-anticiclone-in-settimana-ma-non-per-tutti-forti-venti-e-crollo-termico-su-queste-regioni-1791642955444_320.jpg" alt="Meteo: torna l'anticiclone in settimana, ma non per tutti. Forti venti e crollo termico su queste regioni"></a></article></aside><p>In queste aree, soprattutto in Sardegna, <strong>mercoledì 14 ottobre</strong> si potranno registrare temperature massime fino a <strong>+25°C +26°C,</strong> mentre punte di <strong>+23°C +24°C</strong> si vedranno pure in Toscana e sul Lazio. Ma si tratterà di una fase temporanea, visto che già da <strong>giovedì 15 ottobre</strong> le temperature massime torneranno a diminuire, riportandosi su valori più consoni per le medie di stagione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-il-13-e-il-15-ottobre-in-spagna-e-previsto-un-anticiclone-che-potrebbe-raggiungere-livelli-record.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: piogge ancora su parte del Paese, poi arriva l'anticiclone, ma le sue ore sono contate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-piogge-ancora-su-parte-del-paese-poi-arriva-l-anticiclone-ma-le-sue-ore-sono-contate.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 10:39:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Piogge e temporali tarderanno l'arrivo dell'alta pressione sull'Italia. Da domani situazione in miglioramento ovunque con aumento delle temperature.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xblyq1y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xblyq1y.jpg" id="xblyq1y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Mentre l'attenzione è ormai rivolta al ritorno dell'alta pressione da ovest, ecco che <strong>una nuova perturbazione arriva da est, pronta a riportare piogge e temporali su parte dell'Italia</strong>. Si tratta di un fronte piuttosto rapido, ma comunque in grado di provocare un nuovo peggioramento dopo un fine settimana decisamente movimentato, soprattutto sulle regioni meridionali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>In realtà, <strong>il peggioramento è già iniziato nelle prime ore di questo lunedì</strong>, con il fronte che sta interessando il Nord-Est e parte delle regioni centrali. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Friuli-Venezia Giulia e Veneto sono attualmente tra le regioni maggiormente coinvolte, con precipitazioni localmente intense e accumuli pluviometrici significativi concentrati in pochissimo tempo.</p><p>Insomma, <strong>l'autunno non sembra ancora intenzionato a lasciare completamente la scena all'anticiclone</strong>, nonostante da ovest l'alta pressione stia già preparando il suo ritorno, come anticipato anche nei nostri precedenti aggiornamenti.</p><h2><strong>Meteo oggi: piogge e temporali si spostano verso il Centro-Sud</strong></h2><p>La perturbazione, tuttavia, avrà vita breve. Già nel corso delle prossime ore, infatti, <strong>il fronte abbandonerà rapidamente le regioni settentrionali</strong>, favorendo un progressivo miglioramento anche al Nord-Est, dove torneranno ad aprirsi schiarite sempre più ampie.</p><p>Situazione differente al Centro-Sud, dove il peggioramento entrerà nella sua fase più intensa. <strong>Sarà soprattutto il versante adriatico a risentire del passaggio perturbato, con piogge anche abbondanti e temporali localmente intensi</strong>. </p><p>Sul versante tirrenico, invece, le condizioni meteorologiche tenderanno a migliorare più rapidamente, con fenomeni in progressiva attenuazione e il ritorno di ampi spazi soleggiati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-attardano-le-piogge-su-parte-d-italia-poi-arriva-l-anticiclone-gia-con-le-ore-contate-1791789795632.jpg" data-image="lb5njux7tsrv" alt="Il passaggio del fronte perturbato nella giornata odierna" title="Il passaggio del fronte perturbato nella giornata odierna"><figcaption>Già nel pomeriggio le piogge si concentreranno al Centro-Sud</figcaption></figure><p>Come anticipato, però, avremo a che fare con una perturbazione particolarmente veloce. <strong>Già entro la serata le ultime precipitazioni, generalmente deboli, tenderanno a concentrarsi all'estremo Sud</strong>, mentre sul resto della Penisola il tempo sarà ormai in deciso miglioramento.</p><p>A quel punto, la strada sarà completamente spianata per il ritorno dell'alta pressione. E questa volta l'anticiclone sembra intenzionato a occupare praticamente tutto lo spazio disponibile.</p><h2><strong>Da martedì torna l'anticiclone: sole e temperature in aumento</strong></h2><p><strong>A partire da martedì 13 ottobre, l'alta pressione tornerà a dominare lo scenario meteorologico italiano</strong>, espandendosi progressivamente anche su gran parte dell'Europa centro-occidentale.</p><p>Le conseguenze saranno piuttosto evidenti: tempo stabile, precipitazioni praticamente assenti su gran parte del territorio e temperature in graduale aumento. <strong>In molte regioni i valori termici potranno riportarsi anche di 3-4°C al di sopra delle medie stagionali</strong>, soprattutto durante le ore centrali della giornata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792808" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-l-anticiclone-in-settimana-ma-non-per-tutti-forti-venti-e-crollo-termico-su-queste-regioni.html" title="Meteo: torna l'anticiclone in settimana, ma non per tutti. Forti venti e crollo termico su queste regioni">Meteo: torna l'anticiclone in settimana, ma non per tutti. Forti venti e crollo termico su queste regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-l-anticiclone-in-settimana-ma-non-per-tutti-forti-venti-e-crollo-termico-su-queste-regioni.html" title="Meteo: torna l'anticiclone in settimana, ma non per tutti. Forti venti e crollo termico su queste regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-l-anticiclone-in-settimana-ma-non-per-tutti-forti-venti-e-crollo-termico-su-queste-regioni-1791642955444_320.jpg" alt="Meteo: torna l'anticiclone in settimana, ma non per tutti. Forti venti e crollo termico su queste regioni"></a></article></aside><p>Il sole tornerà dunque protagonista per buona parte della settimana, accompagnato da condizioni meteorologiche decisamente più tranquille rispetto a quelle degli ultimi giorni.</p><p>Ma attenzione, perché questo non significa necessariamente che avremo una settimana completamente piatta dal punto di vista meteorologico. Anzi, <strong>alcune regioni continueranno a risentire degli effetti della circolazione depressionaria responsabile del recente maltempo</strong>, sebbene in maniera decisamente diversa.</p><h3><strong>Vento forte e temperature sotto media: ecco le regioni coinvolte</strong></h3><p>Se da una parte l'anticiclone garantirà stabilità e temperature relativamente miti su buona parte dell'Italia, dall'altra <strong>il medio-basso Adriatico e il settore ionico dovranno fare i conti con venti settentrionali anche sostenuti</strong>.</p><p>La circolazione depressionaria, infatti, continuerà a favorire un richiamo di correnti di Tramontana e Grecale, con <strong>raffiche che localmente potranno superare i 60 km/h</strong>. Non mancheranno, inoltre, condizioni di mare molto mosso o agitato, con possibili mareggiate lungo i tratti costieri maggiormente esposti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-attardano-le-piogge-su-parte-d-italia-poi-arriva-l-anticiclone-gia-con-le-ore-contate-1791789883876.jpg" data-image="n354r0l3x1p9" alt="Occhio ai forti venti al Sud" title="Occhio ai forti venti al Sud"><figcaption>Molise, Puglia, Basilicata e Calabria ionica con le raffiche più intense</figcaption></figure><p>E proprio la ventilazione settentrionale contribuirà a mantenere le temperature su valori decisamente più contenuti rispetto al resto del Paese.</p><div class="texto-destacado"><strong>Molise, Puglia, Basilicata e Calabria saranno le regioni maggiormente interessate da questa anomalia termica negativa</strong>, con temperature che potranno mantenersi anche di 2-4°C al di sotto delle medie del periodo. Le massime, in molte località, difficilmente supereranno i 20-21°C.</div><p>Si verrà così a creare un contrasto piuttosto evidente: mentre su buona parte dell'Italia si respirerà un clima relativamente mite per il periodo, lungo il versante adriatico centro-meridionale e su quello ionico continueranno a prevalere condizioni più fresche e ventilate.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792507" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anticiclone-o-getto-polare-luca-lombroso-svela-chi-dominera-il-tempo-in-italia-a-meta-ottobre.html" title="Un grande anticiclone si sta espandendo verso l’Italia: Luca Lombroso indica quando potrebbe indebolirsi">Un grande anticiclone si sta espandendo verso l’Italia: Luca Lombroso indica quando potrebbe indebolirsi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anticiclone-o-getto-polare-luca-lombroso-svela-chi-dominera-il-tempo-in-italia-a-meta-ottobre.html" title="Un grande anticiclone si sta espandendo verso l’Italia: Luca Lombroso indica quando potrebbe indebolirsi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/anticiclone-o-getto-polare-luca-lombroso-svela-chi-dominera-il-tempo-in-italia-a-meta-ottobre-1791536281548_320.png" alt="Un grande anticiclone si sta espandendo verso l’Italia: Luca Lombroso indica quando potrebbe indebolirsi"></a></article></aside><p>Va comunque sottolineato che <strong>anche su queste regioni il tempo resterà generalmente stabile e soleggiato per buona parte della settimana</strong>, con il vento a rappresentare l'elemento meteorologico più significativo.</p><h2><strong>Quanto durerà l'alta pressione? Possibile nuovo peggioramento</strong></h2><p>A questo punto la domanda sorge spontanea: quanto durerà questa nuova parentesi anticiclonica?</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-piogge-ancora-su-parte-del-paese-poi-arriva-l-anticiclone-ma-le-sue-ore-sono-contate-1791793985491.jpg" data-image="coer1mt4z35v" alt="Temperature." title="Temperature."><figcaption>Gli spifferi freschi continueranno a colpire le regioni meridionali e la Sicilia, anche nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p>Ebbene, nonostante il ritorno della stabilità, <strong>l'alta pressione potrebbe avere già i giorni contati</strong>. Le ultime indicazioni modellistiche lasciano infatti intravedere la possibilità di un nuovo cambiamento dello scenario atmosferico verso la fine della settimana.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></strong><br> </div><p>Un nuovo affondo di aria fredda e instabile proveniente dal Nord Europa potrebbe dirigersi verso le latitudini mediterranee, favorendo <strong>il ritorno di piogge, temporali e un nuovo calo delle temperature anche sull'Italia</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792500" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo.html" title="Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo">Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo.html" title="Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo-1791482074908_320.jpg" alt="Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo"></a></article></aside><p>Naturalmente si tratta ancora di una tendenza da confermare, soprattutto per quanto riguarda la traiettoria dell'eventuale perturbazione, la sua intensità e le regioni maggiormente coinvolte.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-piogge-ancora-su-parte-del-paese-poi-arriva-l-anticiclone-ma-le-sue-ore-sono-contate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un vasto anticiclone si sta estendendo verso l'Italia: Luca Lombroso indica la data del possibile cedimento]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-vasto-anticiclone-si-sta-estendendo-verso-l-italia-luca-lombroso-indica-la-data-del-possibile-cedimento.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 08:24:40 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Veloce passaggio di un fronte freddo poi torna subito l’anticiclone, ancora una volta saltato il nordovest. Restano bloccate le perturbazione atlantiche e i flussi zonali, si va verso un blocco a omega. Cederà sul fianco orientale con correnti fredde?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xblyr6e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xblyr6e.jpg" id="xblyr6e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In queste ore <strong>sta transitando un fronte freddo lungo il fianco orientale della Penisola</strong>, attesa anche una sventagliata di bora nell’alto Adriatico, con rovesci e anche temporali lungo le coste. <strong>Saltato però il nordovest e il settore tirrenico, </strong>e ancora una volta <strong>mancano le piogge diffuse e continue che erano tipiche di questa stagione</strong> nelle regioni settentrionali.</p><div class="texto-destacado">La precedente perturbazione ha portato fenomeni intensi ma non diffusi, colpendo più il centro sud. </div><p><strong>In alcune zone del nord la mancanza di pioggia ha portato a provvedimenti di emergenza</strong> con serbatorio di acquedotti riforniti da autobotti, come a Fanano, nell’Appennino Modenese. Guardiamo dunque con attenzione all’evoluzione della settimana.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>In queste ore se <strong>al nord osserviamo un barometro vedremmo valori barici medio alti</strong>, confermati dalla mappa in superficie che vede un massimo di alta pressione esteso dal basso Atlantico all’Europa centrale e anche oltre, con interessamento dell’Italia centro settentrionale con ritornante orientale al sud. </p><p><strong>Le mappa in quota mostrano però una corrente a getto polare settentrionale, </strong>con una breve <strong>intrusione di isoterme sui -15,-20°C a 500 hPa,</strong> da cui l’instabilità in corso. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>A seguire però l’alta pressione prende rapidamente il sopravvento, </strong>e terrà nuovamente bloccate le vere perturbazioni tipiche della stagione, quelle atlantiche.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><h2>Martedì e mercoledì si stabilizza</h2><p>Domani <strong>martedì 13 ottobre, al nord i venti freddi e secchi settentrionali spazzano le nubi in molte zone,</strong> con ampie schiarite e soleggiato. Annuvolamenti permangono nel Veneto, compreso il veneziano, Prealpi orientali, a ridosso delle Alpi marittime e Appennino romagnolo, ma <strong>senza piogge degne di nota</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792818" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anticiclone-in-arrivo-tempo-stabile-e-temperature-in-rialzo-in-italia-ma-maltempo-al-sud.html" title="Anticiclone in arrivo: tempo stabile e temperature in rialzo in Italia, ma maltempo al Sud">Anticiclone in arrivo: tempo stabile e temperature in rialzo in Italia, ma maltempo al Sud</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anticiclone-in-arrivo-tempo-stabile-e-temperature-in-rialzo-in-italia-ma-maltempo-al-sud.html" title="Anticiclone in arrivo: tempo stabile e temperature in rialzo in Italia, ma maltempo al Sud"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/anticiclone-in-arrivo-tempo-stabile-e-temperature-in-rialzo-in-italia-ma-maltempo-al-sud-1791654305367_320.jpg" alt="Anticiclone in arrivo: tempo stabile e temperature in rialzo in Italia, ma maltempo al Sud"></a></article></aside><p>Al centro è sempre l’Adriatico, in quanto più esposto al nordest, ad avere nubi irregolari, <strong>sereno e limpido nelle regioni tirreniche, variabile e vento in Sardegna.</strong> Al sud nuvolosità irregolare, nella prima parte della giornata anche addensamenti e qualche pioggia localizzata, poi migliora.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-grande-anticiclone-in-espansione-verso-italia-data-cedimento-1791789737547.jpg" data-image="8kcm68anyo8u"><figcaption>Temperature minime in diminuzione sotto la media di 3-4°C a seguito del veloce fronte freddo in transito a inizio settimana</figcaption></figure><p><strong>Mercoledì 14 ottobre sereno o scarsa nuvolosità in tutta Italia</strong>, qualche nube però qua e là permane, specie al sud, residue della circolazione orientale, e al nordovest e Sardegna come nubi alte e scie di condensazione. Non risultano piogge dai modelli, dunque asciutto praticamente ovunque.</p><p><strong>Temperature in diminuzione, più apprezzabile nelle minime</strong> del nord mercoledì; in pianura Padana e nelle conche del centro soli 5-8°C, al sud 12-16°C, 18°C in Sardegna e Sicilia. Di giorno però si arriva a 20-21°C al nord, 22-24°C al centro e al sud. </p><h2>Giovedì e venerdì bel tempo autunnale</h2><p>Due giornate,<strong> il 15 e 16 ottobre, di tempo sereno o con scarse nubi non produttive in tutta Italia.</strong> Al nord aumentano le foschie, ma faticano a formarsi nebbie come un tempo avveniva. <strong>La qualità dell’aria peggiora, </strong>con locali superamenti dei limiti delle PM10 nelle città più trafficate del nord. Ventilazione settentrionale residua giovedì, in attenuazione ulteriore specie venerdì. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-grande-anticiclone-in-espansione-verso-italia-data-cedimento-1791789775114.jpg" data-image="c10gccacgker"><figcaption>A seguire del fronte freddo però si instaura un poderoso enorme anticiclone, le perturbazioni atlantiche restano così bloccate. </figcaption></figure><p>Temperature che ci mostrano la stagione che avanza,<strong> 6.8°C nelle minime delle pianure e aree di campagna del nord e centro, 12-15°C al sud</strong>. Massime però in lieve rialzo, <strong>di giorno 22-23°C al nord e centro e anche in molte zone del sud</strong>, fino a 25-26°C in Sicilia e Sardegna. </p><h2>Fine settimana: peggiora al sud?</h2><p>I <strong>cluster ECMWF iniziano a complicarsi sabato 17 e domenica 18 ottobre,</strong> terzo fine settimana del mese. Al nord però <strong>anche se ci sino 5-6 scenari, tutti paiono far resistere l’anticiclone e la mancanza di pioggia</strong>, che si fa ulteriormente preoccupante. </p><p><strong>Anche al centro permane il blocco delle perturbazioni, </strong>mentre se l’anticiclone, come indicano 3-4 scenari, <strong>forma un blocco a omega</strong>, <strong>nel fianco orientale si può avvicinare una circolazione depressionaria </strong>al sud, <strong>con piogge che in Sicilia potrebbero anche essere piuttosto intense, ma presto per dare dettagli. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-vasto-anticiclone-si-sta-estendendo-verso-l-italia-luca-lombroso-indica-la-data-del-possibile-cedimento-1791793395574.jpg" data-image="u28fz07rziww" alt="Circolazione atmosferica." title="Circolazione atmosferica."><figcaption>La situazione attesa per i prossimi giorni sull'area europea.</figcaption></figure><p>Da dire che qualche scenari indica un cambiamento anche al nord da domenica, ma lo riprendiamo meglio a seguire.</p><p>Il quadro termico non pare mutare, con valori nella media o anche sopra nelle massime del nord, leggermente sotto media al sud.</p><h2>Arriva la pioggia al nord verso il 19-20 ottobre?</h2><p>Lasciamo da parte il modello operativo, poco attendibile visto i sei cluster, e vediamo così che <strong>3 scenari su 5, maggioritari, indicano un passaggio perturbato al nord,</strong> con possibile fase piovosa e anche diminuzione delle temperature. È presente anche uno scenario che vede meno pioggia, ma l’avvicinamento da est di aria piuttosto fredda al fianco Adriatico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792873" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/neve-a-natale-e-a-capodanno-del-2026-ecco-le-prime-previsioni-l-inverno-potrebbe-sorprendere-tutti-noi.html" title="Neve a Natale e a Capodanno del 2026? Ecco le prime previsioni: «L’inverno potrebbe sorprendere tutti noi»">Neve a Natale e a Capodanno del 2026? Ecco le prime previsioni: «L’inverno potrebbe sorprendere tutti noi»</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/neve-a-natale-e-a-capodanno-del-2026-ecco-le-prime-previsioni-l-inverno-potrebbe-sorprendere-tutti-noi.html" title="Neve a Natale e a Capodanno del 2026? Ecco le prime previsioni: «L’inverno potrebbe sorprendere tutti noi»"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/schnee-an-weihnachten-und-silvester-2026-erste-prognose-da-der-winter-konnte-uns-alle-uberraschen-1791643099049_320.jpg" alt="Neve a Natale e a Capodanno del 2026? Ecco le prime previsioni: «L’inverno potrebbe sorprendere tutti noi»"></a></article></aside><p> <strong>Permangono però due cluster con un indebolimento dell’anticiclone non sufficiente </strong>a portare cambiamenti del tempo decisi verso la pioggia.</p><p>In ogni caso lo sblocco dei citati scenari piovosi sarebbe più dal fianco orientale, con una saccatura in affondo ma non con il vero ingresso delle correnti occidentali atlantiche. Al solito è una situazione da seguire su cui ritorneremo con approfondimenti nei prossimi previsionali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-vasto-anticiclone-si-sta-estendendo-verso-l-italia-luca-lombroso-indica-la-data-del-possibile-cedimento.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteoropatia d'autunno: come giornate più corte e primi freddi influiscono sull'umore e sulla salute del corpo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo.html</link><pubDate>Mon, 12 Oct 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Meno luce solare e calo delle temperature hanno effetti reali sull'umore e sul corpo. Quando l’autunno entra nel vivo la meteoropatia colpisce tutti, spesso con effetti trascurabili, altre volte con disturbi più marcati</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo-1791482074908.jpg" data-image="pz87u26lwo3q" alt="autunno meteoropatia" title="autunno meteoropatia"><figcaption>Sintomi fisici e mentali legati alla mancanza di luce possono rendere l'autunno una stagione difficile</figcaption></figure><p>La meteoropatia non è una leggenda metropolitana o la bizzarrìa di qualcuno, bensì una <strong>naturale </strong>risposta del corpo al succedersi delle stagioni. Le variazioni del tempo atmosferico e il ridursi delle ore di luce causano infatti sintomi spesso legati alla produzione di <strong>ormoni</strong>.</p><p>A questo si aggiunge una maggiore <strong>sedentarietà </strong>e il freddo che possono provocare sintomi fisici come dolori alle ossa e alle articolazioni e di conseguenza un leggero <strong>aumento di peso</strong>.</p><p>Tutti questi sintomi sono comunque <strong>gestibili </strong>con le dovute accortezze, così da potersi godere al meglio tutto il bello dell’autunno.</p><h2>I sintomi della meteoropatia</h2><p>Da non confondersi con il <strong>disturbo affettivo stagionale</strong> che è una forma di <strong>depressione </strong>legata a specifiche stagioni, ma più frequentemente all’inverno, la meteoropatia che colpisce milioni persone in autunno ha alcuni sintomi ben precisi.</p><div class="texto-destacado">La <strong>luce del giorno</strong> ha effetti ben noti sulla chimica del cervello. Giornate più brevi causano un’alterazione nella produzione della <strong>melatonina</strong>, l’ormone del sonno, e della <strong>serotonina</strong>, l’ormone che regola l’umore. </div><p>Ne derivano una <strong>sonnolenza </strong>che dura tutto il giorno con maggiore difficoltà a lasciare il letto la mattina e una tendenza agli <strong>sbalzi d’umore</strong>.</p><p>Fondamentale anche il rapporto tra <strong>cortisolo </strong>e ore di luce. Anche questo ormone risente infatti delle giornate che si accorciano e la sua produzione autunnale è legata al senso di <strong>spossatezza</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="593861" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-aumentare-naturalmente-i-livelli-di-serotonina-l-ormone-della-felicita.html" title="Come aumentare naturalmente i livelli di serotonina, l'ormone della felicità">Come aumentare naturalmente i livelli di serotonina, l'ormone della felicità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-aumentare-naturalmente-i-livelli-di-serotonina-l-ormone-della-felicita.html" title="Come aumentare naturalmente i livelli di serotonina, l'ormone della felicità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/como-aumentar-de-forma-natural-los-niveles-de-serotonina-la-hormona-de-la-felicidad-1700582304288_320.jpeg" alt="Come aumentare naturalmente i livelli di serotonina, l'ormone della felicità"></a></article></aside><p><strong>Sbalzi termici</strong> e <strong>temperatura incostante</strong> attivano il sistema di risposta allo stress generando <strong>mal di testa o irritabilità</strong>. Quando arrivano i primi freddi, poi, i <strong>muscoli </strong>tendono a contrarsi rallentano la circolazione periferica. Questo causa <strong>rigidità </strong>nelle articolazioni e nei muscoli stessi.</p><h2>Come contrastare gli effetti negativi dell'autunno</h2><p>Quando i sintomi della meteoropatia si fanno sentire è possibile intervenire.</p><p> Naturalmente non esiste una ricetta unica per tutti, perché la “cura” dipende da una moltitudine di fattori sia ambientali che personali. Ad ogni modo quando il tempo lo consente passare del <strong>tempo all’aperto</strong> aiuta a regolare la produzione di ormoni. Basta <strong>mezz’ora </strong>al sole al giorno per migliorare l’umore e il ritmo sonno/veglia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo-1791482217399.jpg" data-image="d7onnov02p01" alt="autunno luce" title="autunno luce"><figcaption>Il sole d'autunno è un toccasana per il copro e per la mente</figcaption></figure><p>Dal punto di vista strettamente <strong>psicologico</strong>, pianificare attività piacevoli da fare al chiuso quando il meteo prevede pioggia aiuta a tenere alto <strong>l’umore </strong>e a gestire meglio <strong>l’ansia</strong>, evitando anche di diventare apatici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="550341" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/meraviglia-boschi-autunno-benefici-corpo-mente-foliage.html" title="La meraviglia dei boschi in autunno, ecco i benefici del foliage per il corpo e la mente">La meraviglia dei boschi in autunno, ecco i benefici del foliage per il corpo e la mente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/meraviglia-boschi-autunno-benefici-corpo-mente-foliage.html" title="La meraviglia dei boschi in autunno, ecco i benefici del foliage per il corpo e la mente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-meraviglie-dei-boschi-in-autunno-ecco-i-benefici-che-apportano-al-corpo-e-alla-mente-1695658224594_320.jpg" alt="La meraviglia dei boschi in autunno, ecco i benefici del foliage per il corpo e la mente"></a></article></aside><p>Importante anche l’<strong>alimentazione</strong> del periodo autunnale. Se per qualcuno il calo di serotonina si trasforma in un calo di appetito, molte persone hanno la reazione opposta. Con l’arrivo dell’autunno il corpo sembra chiedere più <strong>zuccheri </strong>e più <strong>calorie</strong>, ma è importante non eccedere.</p><h2>Meteoropatia d'autunno e attività fisica</h2><p>Per quanto riguarda invece l’aspetto fisico, <strong>muoversi </strong>un po’, persino in casa, contribuisce a ridurre i piccoli dolori che accompagnano spesso l’arrivo dell’autunno. </p><p>Rimanere molto a lungo fermi, ad esempio in ufficio, in autunno aiuta ancora meno che nel resto dell’anno. Bisognerebbe quindi cercare di alzarsi e camminare di tanto in tanto.</p><p>Qualche sessione di <strong>stretching </strong>durante la settimana<strong> </strong>rimane però indispensabile. Questa è la soluzione più efficace per conservare la salute muscolare nei mesi freddi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="687557" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-come-lo-sport-ci-aiuta-a-vivere-piu-a-lungo-mantenendoci-in-forma-anche-in-tarda-eta.html" title="Ecco come lo sport ci aiuta a vivere più a lungo mantenendoci in forma anche in tarda età ">Ecco come lo sport ci aiuta a vivere più a lungo mantenendoci in forma anche in tarda età </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-come-lo-sport-ci-aiuta-a-vivere-piu-a-lungo-mantenendoci-in-forma-anche-in-tarda-eta.html" title="Ecco come lo sport ci aiuta a vivere più a lungo mantenendoci in forma anche in tarda età "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-come-lo-sport-ci-aiuta-a-vivere-piu-a-lungo-mantenendoci-in-forma-anche-in-tarda-eta-1734103399233_320.jpg" alt="Ecco come lo sport ci aiuta a vivere più a lungo mantenendoci in forma anche in tarda età "></a></article></aside><p>Visto che le temperature che si abbassano fanno contrarre i muscoli, e che proprio tra settembre e ottobre molti riprendono con lo sport dopo la pausa estiva, anche in questo caso ci vuole qualche accorgimento.</p><p>La ripresa dovrebbe sempre essere <strong>graduale </strong>ma <strong>costante </strong>e ogni sessione va anticipata da un <strong>riscaldamento </strong>ben fatto. </p><h2>Autunno e primi raffreddori</h2><p>L’autunno porta anche le prime <strong>malattie da raffreddamento</strong>, ma la colpa non è solo del freddo. Spesso le temperature che si abbassano sono responsabili solo in modo indiretto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo-1791482149150.jpg" data-image="us7vua65wwjp" alt="Autunno raffreddore" title="Autunno raffreddore"><figcaption>Con l'autunno arrivano i primi raffreddori, ma la colpa non è solo delle temperature più basse</figcaption></figure><p>Quando si accende il <strong>riscaldamento </strong>in casa, a scuole, nei negozi o negli uffici, il corpo rimane esposto all’aria <strong>secca </strong>per diverse ore al giorno. Le <strong>mucose </strong>delle vie respiratorie finiscono quindi per asciugarsi, così non riescono a svolgere in pieno il loro compito. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="699948" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-te-che-rafforza-il-sistema-immunitario-e-combatte-il-raffreddore-benefici-e-preparazione.html" title="La tisana che rafforza il sistema immunitario e combatte il raffreddore: benefici e preparazione">La tisana che rafforza il sistema immunitario e combatte il raffreddore: benefici e preparazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-te-che-rafforza-il-sistema-immunitario-e-combatte-il-raffreddore-benefici-e-preparazione.html" title="La tisana che rafforza il sistema immunitario e combatte il raffreddore: benefici e preparazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-te-que-fortalece-el-sistema-inmune-y-combate-el-resfriado-beneficios-y-preparacion-1741059468294_320.jpg" alt="La tisana che rafforza il sistema immunitario e combatte il raffreddore: benefici e preparazione"></a></article></aside><p>Le mucose infatti costituiscono il sistema naturale di pulizia dell'apparato respiratorio: se sono troppo asciutte non riescono a intercettare agenti patogeni e irritanti che quindi causano <strong>infezioni, bronchiti e infiammazioni</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/meteoropatia-d-autunno-come-giornate-piu-corte-e-primi-freddi-influiscono-sull-umore-e-sulla-salute-del-corpo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Visitare l’Europa in bicicletta: ecco 6 itinerari spettacolari ma adatti a tutti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/visitare-l-europa-in-bicicletta-ecco-6-itinerari-spettacolari-ma-adatti-a-tutti.html</link><pubDate>Sun, 11 Oct 2026 17:02:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Per visitare l'Europa tra le sue bellezze più note e gli angoli più remoti, c'è una rete capillare di piste ciclabili. Eccone 6 tra le più belle, accessibili e alla portata anche dei meno esperti </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/visitare-l-europa-in-bicicletta-ecco-6-itinerari-spettacolari-ma-adatti-a-tutti-1791466695746.jpg" data-image="890xxrrepxjb" alt="piste ciclabili Europa" title="piste ciclabili Europa"><figcaption>Una pista ciclabile che corre ai piedi delle Dolomiti</figcaption></figure><p>Dalla Scandinavia al Mediterraneo, dalle coste del Portogallo a quelle del Mar Caspio, le piste ciclabili d’Europa consentono di viaggiare per tutto il continente in modo <strong>sostenibile</strong>.</p><p>Negli anni sono cresciute anche le <strong>strutture di supporto</strong> per i cicloturisti, come rifugi nelle zone remote o alberghi dotati di piccole officine per la manutenzione.</p><div class="texto-destacado">Visitare l’Europa in bicicletta non è solo un’impresa da sportivi. Molte delle piste più belle sono adatte a tutti, almeno per alcuni tratti.</div><p>Conosciamo sei delle piste ciclabili d’Europa da non perdere, per un viaggio lento tra borghi e castelli, attraverso i boschi o lungo il corso dei fiumi.</p><h2>6. Klarälvsbanan </h2><p>Un tracciato di liscio asfalto quasi completamente <strong>pianeggiante </strong>e senz’auto si estende per 90 Km da <strong>Karlstad </strong>a <strong>Uddeholm</strong>. Questa è la Klarälvsbanan, una famosa pista ciclabile e pedonale della Svezia.</p><p>Lungo il corso di una ferrovia del XIX secolo, questa pista attraversa città, boschi, campi coltivati, incrociando il fiume Klarälven.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/visitare-l-europa-in-bicicletta-ecco-6-itinerari-spettacolari-ma-adatti-a-tutti-1791466881045.jpg" data-image="3tpf9jvl7ips" alt="Ciclabili Europa" title="Ciclabili Europa"><figcaption>Un panorama autunnale sul Lago Vänern, nel sud della Svezia</figcaption></figure><p>Il suo punto di inizio, Karlstad, è anche una delle città culturalmente più <strong>vivaci </strong>del paese, ma non mancano le bellezze naturali come il <strong>Lago Vänern</strong> o la <strong>cascata di Munkforsen</strong>. A Uddeholm la Klarälvsbanan termina ma si innesta su un altro percorso più lungo, la <strong>Klarälvsleden</strong>, che attraversa zone ancora più selvagge e incontaminate.</p><p>Nonostante le giornate che si accorciano la pista è percorribile anche tra la bellezza dei paesaggi nordici d'autunno e d'inverno, facendo attenzione alle <strong>nevicate </strong>in quanto la pista non viene regolarmente spazzata.</p><h2>5. RAVeL 38 e 39</h2><p>La <em>réseau autonome des voies lentes, </em>o rete autonoma di percorsi per la mobilità lenta è un network di percorsi ciclabili, pedonali o da percorrere a cavallo che attraversa tutta la <strong>Vallonia</strong>, in <strong>Belgio</strong>.</p><p>In particolare i tracciati 38 e 39 seguono il percorso di una ferrovia dismessa a partire dei bellissimi pascoli di <strong>Pays de Herve</strong> per arrivare alla graziosa cittadina di <strong>Liege</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767858" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-dieta-che-fa-la-differenza-nel-ciclismo-cosa-mangiare-prima-durante-e-dopo-un-percorso.html" title="La dieta che fa la differenza nel ciclismo: cosa mangiare prima, durante e dopo un percorso ">La dieta che fa la differenza nel ciclismo: cosa mangiare prima, durante e dopo un percorso </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-dieta-che-fa-la-differenza-nel-ciclismo-cosa-mangiare-prima-durante-e-dopo-un-percorso.html" title="La dieta che fa la differenza nel ciclismo: cosa mangiare prima, durante e dopo un percorso "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-dieta-che-fa-la-differenza-nel-ciclismo-cosa-mangiare-prima-durante-e-dopo-un-percorso-1778486747170_320.jpg" alt="La dieta che fa la differenza nel ciclismo: cosa mangiare prima, durante e dopo un percorso "></a></article></aside><p>Pedalare lungo questa ciclovia è anche un’ottima opportunità per conoscere la gastronomia locale in quanto la regione è nota per le cantine che producono <strong>sidro. </strong>Questo rende il percorso ancora più affascinante a settembre, il mese della <strong>raccolta delle mele</strong>. Anche i <strong>caseifici </strong><strong>di </strong><strong>Herve </strong>sono da visitare poiché danno origine ad un noto formaggio dal gusto pungente.</p><p>La bellezza dei paesaggi del Belgio ha fruttato alla pista il titolo di <strong>Miglior Via Verde Europea</strong> ma per goderli al meglio i mesi invernali sono da evitare in quanto la regione è spesso battuta da <strong>vento e pioggia</strong> e molte delle piccole attività locali restano chiuse.</p><h2>4. La Ciclabile del Danubio </h2><p>La pista Ciclabile del Danubio è tra le più amate e frequentate d’Europa, anche perché è un tragitto facile e adatto anche alle <strong>famiglie</strong>. Dalla sorgente del fiume a <strong>Donaueschingen</strong>, in Germania, fino alla foce nel Mar Nero in <strong>Romania</strong>, questa lunghissima pista ha una lunghezza totale di 2800 Km attraversa otto paesi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/visitare-l-europa-in-bicicletta-ecco-6-itinerari-spettacolari-ma-adatti-a-tutti-1791466741991.jpg" data-image="heevfy9a8aa3" alt="Ciclabile del Danunbio" title="Ciclabile del Danunbio"><figcaption>L'Ansa di Schlögen, dove le dure rocce granitiche hanno forzato il Danubio lungo una stretta curva</figcaption></figure><p>Uno dei tratti più famosi è quello che va da <strong>Passau </strong>in Germania, a <strong>Vienna </strong>in Austria e si snoda tra vigne e frutteti, tra borghi medievali e abbazie. Quella di <strong>Melk</strong>, ad esempio, è una delle più imponenti.</p><p>Anche il Danubio qui dà spettacolo. La così detta <strong>Ansa di Schlögen</strong> è una stretta curva dovuta alla presenza di una dura parete di roccia granitica che le acque del fiume non sono riuscite a penetrare. Si tratta di un vero e proprio monumento naturale della regione e di uno dei luoghi più fotografati del corso di questo itinerario.</p><h2>3. Voie Verte de Bourgogne du Sud </h2><p>Si chiama Via Verde della Borgogna Meridionale la pista che è stata la prima Via Verde d’Europa, inaugurata nel 1997, ancora una volta sul tracciato di una vecchia ferrovia.</p><p>Questa ciclabile è parte di un percorso ad anello di circa 145 km chiamato <em>La Boucle de Bourgogne du Sud</em> che costeggia il fiume <strong>Saona</strong>, ma non è necessario percorrerli tutti per ammirare lo straordinario <strong>patrimonio architettonico e naturalistico</strong> di questo verde angolo di Francia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721006" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/visitare-tre-nazioni-in-un-giorno-in-bicicletta-tra-fiumi-e-vigneti-ecco-come-fare.html" title="Visitare tre nazioni in un giorno in bicicletta, tra fiumi e vigneti: ecco come fare">Visitare tre nazioni in un giorno in bicicletta, tra fiumi e vigneti: ecco come fare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/visitare-tre-nazioni-in-un-giorno-in-bicicletta-tra-fiumi-e-vigneti-ecco-come-fare.html" title="Visitare tre nazioni in un giorno in bicicletta, tra fiumi e vigneti: ecco come fare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/visitare-tre-nazioni-in-un-giorno-in-bicicletta-tra-fiumi-e-vigneti-ecco-come-fare-1753205014808_320.jpg" alt="Visitare tre nazioni in un giorno in bicicletta, tra fiumi e vigneti: ecco come fare"></a></article></aside><p>Lungo il percorso si pedala infatti tra <strong>vigneti storici</strong> rinomati in tutto il mondo e <strong>rupi calcaree</strong> un tempo sommerse dalle acque. Tra le tappe più imperdibili ci sono poi i siti storici come il <strong>Castello di Cormatin</strong> con il suo splendido giardino che ospita labirinti di siepi e giochi d’acqua, oppure <strong>l’abbazia di Cluny</strong>, uno dei più preziosi tesori di tutta la Francia, ormai più che millenaria.</p><h2><br>2. La Ciclabile Teviso-Ostiglia</h2><p>In Italia si trovano più di 23.000 chilometri di vie verdi e ciclovie e tra queste c’è una delle piste ciclabili più belle d’Europa. Questa pista attraversa le province di Treviso, Padova, Vicenza e Verona tra campagne, ville storiche, fiumi e chiese rurali. Il percorso è semplice, quasi tutto in piano e il fatto che sia per lunghi tratti <strong>in ombra</strong> la rende particolarmente apprezzata nei mesi caldi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762983" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli.html" title="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli">5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli.html" title="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli-1775727087390_320.jpg" alt="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli"></a></article></aside><p>In effetti questa ciclabile è un vero e proprio <em>bosco lineare</em>, una lunghissima galleria verde fatta di querce e aceri che sono cresciuti <strong>spontanei </strong>lungo il corso di binari dismessi. Vecchi caselli e stazioni sono stai <strong>restaurati </strong>a regola d’arte per diventare oggi caffè, alberghi o officine per le bici.</p><p>Una particolarità di questa ciclabile è che incrocia diversi altri famosi itinerari del Veneto, come il <em>Cammino di Sant'Antonio</em>, la <em>Ciclovia del Brenta</em>, la via delle <em>Città Murate</em> o la <em>Ciclovia del Sile</em>.</p><h2>1.Ruta del Carrilet I</h2><p><strong>Da Olot a Girona</strong> questa pista ciclabile ha una lunghezza di poco inferiore ai 60 Km e attraversa diverse oasi naturali della Spagna. Tra queste ci sono il <strong>Parco Naturale della Zona Vulcanica della Garrotxa</strong>, patria della <strong>Cucina Vulcanica della Garrotxa</strong> che valorizza i prodotti locali nati appunto su terreni vulcanici.</p><p>Dopo, il paesaggio si fa più verde e lussureggiante grazie alla presenza delle <strong>valli fluviali</strong>. Qui si può pedalare all’ombra delle foreste a galleria che rendono la pista fruibile fino all’inizio dell’estate anche se nella regione le temperature tendono a salire e farsi <strong>afose </strong>in fretta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="519821" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mobilita-sostenibile-amica-clima-mondo-della-bicicletta-come-usare-le-previsioni-perla-bici.html" title=" Mobilità sostenibile amica del clima: alla scoperta del mondo della bicicletta. Come usare le previsioni perla bici?"> Mobilità sostenibile amica del clima: alla scoperta del mondo della bicicletta. Come usare le previsioni perla bici?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mobilita-sostenibile-amica-clima-mondo-della-bicicletta-come-usare-le-previsioni-perla-bici.html" title=" Mobilità sostenibile amica del clima: alla scoperta del mondo della bicicletta. Come usare le previsioni perla bici?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mobilita-sostenibile-amica-del-clima-alla-scoperta-del-mondo-della-bicicletta-come-usare-le-previsioni-perla-bici-1690119165909_320.jpeg" alt=" Mobilità sostenibile amica del clima: alla scoperta del mondo della bicicletta. Come usare le previsioni perla bici?"></a></article></aside><p>La Valle del Brugent è la parte più selvaggia, dove si possono incontrare <strong>cascate, gole e panorami</strong> straordinari per poi raggiungere la Bassa Valle del Ter dove il tragitto si fa più ampio e pianeggiante. Per finire c’è la città medievale di <strong>Girona </strong>con le case colorate che si affacciano sul fiume Onyar.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Jeanine%20Barone" data-year="2026" data-title="6%20of%20the%20Best%20Bike%20Trails%20in%20Europe" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nationalgeographic.com%2Ftravel%2Farticle%2Feuropes-best-bike-trails">Jeanine Barone. (2026). <a href="https://www.nationalgeographic.com/travel/article/europes-best-bike-trails" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">6 of the Best Bike Trails in Europe</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/visitare-l-europa-in-bicicletta-ecco-6-itinerari-spettacolari-ma-adatti-a-tutti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'incredibile tesoro naturalistico dei boschi attorno la Rocca di Novara, il Cervino della Sicilia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-incredibile-tesoro-naturalistico-dei-boschi-attorno-la-rocca-di-novara-il-cervino-della-sicilia.html</link><pubDate>Sun, 11 Oct 2026 15:20:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo luogo, ai piedi del cosiddetto "il Cervino di Sicilia", rappresenta un autentico scrigno di natura e storia, all’interno dell’area dei Monti Peloritani.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-incredibile-tesoro-naturalistico-dei-boschi-attorno-la-rocca-di-novara-il-cervino-della-sicilia-1781726153954.jpg" data-image="qpuro1052ire" alt="Rocca di Novara." title="Rocca di Novara."><figcaption>I boschi attorno alla Rocca di Novara offrono numerosi itinerari escursionistici ideali per gli amanti del trekking e della natura. </figcaption></figure><p>I Monti Peloritani, situati nella parte nord-orientale della Sicilia, sono un’area montuosa ricca di fascino e biodiversità. Tra le loro vette, una delle più iconiche è la <strong>Rocca di Novara,</strong> conosciuta anche come <strong>"il Cervino di Sicilia"</strong> per la sua forma slanciata e piramidale. </p><p>Attorno a questa imponente cima, che raggiunge i <strong>1.340 metri di altitudine,</strong> si estendono boschi rigogliosi che rappresentano <strong>un autentico scrigno di natura e storia, a pochi chilometri da Messina.</strong></p><h2><strong>Un ecosistema unico in Sicilia tra Tirreno e Ionio</strong></h2><p>I boschi dei Peloritani nei pressi della Rocca di Novara offrono un ambiente variegato, caratterizzato da una vegetazione tipicamente mediterranea che si mescola con elementi appenninici, grazie all’altitudine e alle condizioni climatiche particolari. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Tra le principali specie arboree presenti troviamo il <strong>Leccio (Quercus ilex),</strong> una delle querce sempreverdi più diffuse della zona, adattata al clima mediterraneo. Il <strong>Castagno (Castanea sativa),</strong> coltivato fin dall’epoca romana, è una specie simbolo dei Monti Peloritani, utilizzata per il legname e i suoi frutti.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Poi è notevole la presenza del <strong>Pino domestico e pino marittimo,</strong> specie introdotte in alcune aree per il rimboschimento, così come il <strong>Ginepro, corbezzolo e agrifoglio, </strong>arbusti tipici del sottobosco che arricchiscono la biodiversità della zona.</p><ul></ul><p>La presenza di questi boschi crea un habitat ideale per molte specie di animali, <strong>tra cui il gatto selvatico, la volpe, il riccio e il coniglio selvatico. </strong>Tra gli uccelli, si possono avvistare <strong>falchi pellegrini, poiane e gheppi, </strong>oltre a varie specie di picchi e gufi.</p><h2><strong>Sentieri e percorsi naturalistici</strong></h2><p>I boschi attorno alla Rocca di Novara offrono numerosi itinerari escursionistici ideali per gli amanti del trekking e della natura. Uno dei percorsi più affascinanti parte dal borgo di Novara di Sicilia, un antico paese medievale che conserva ancora intatta la sua atmosfera storica. </p><div class="texto-destacado"><strong>Da qui, attraverso sentieri immersi nel verde, si può raggiungere la cima della Rocca, godendo di panorami mozzafiato sul Mar Tirreno e sull’Etna.</strong></div><p>I boschi attorno alla <strong>Rocca di Novara</strong> offrono numerosi itinerari escursionistici ideali per gli amanti del trekking e della natura. Uno dei percorsi più affascinanti parte dal borgo di <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Novara+Di+Sicilia-Europa-Italia-Messina--1-127129.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Novara di Sicilia</a>,</strong> un antico paese medievale che conserva ancora intatta la sua atmosfera storica. </p><p>Da qui, attraverso sentieri immersi nel verde, si può raggiungere la cima della Rocca, godendo di panorami mozzafiato sul Mar Tirreno e sull’Etna.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-incredibile-tesoro-naturalistico-dei-boschi-attorno-la-rocca-di-novara-il-cervino-della-sicilia-1781726183419.jpg" data-image="nb3fziph3wjm" alt="Rocca di Novara." title="Rocca di Novara."><figcaption>Ecco la famosa Rocca di Novara, una delle cime più alte dei Peloritani.</figcaption></figure><p>Un altro itinerario suggestivo attraversa la <strong>Riserva Naturale Orientata Bosco di Malabotta, </strong>un’area protetta che si estende tra i Monti Peloritani e i Nebrodi, <strong>caratterizzata da alberi secolari e misteriosi megaliti conosciuti come i "Rocconi di Malabotta".</strong></p><h2>Un luogo di storia e leggende</h2><p>La Rocca di Novara e i suoi boschi sono legati a numerose leggende e racconti popolari. Si narra che anticamente fosse un luogo sacro per i popoli preistorici, mentre nel Medioevo la zona era frequentata da monaci eremiti in cerca di pace e spiritualità. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="658279" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-come-durante-l-ultima-glaciazione-la-betulla-conquisto-la-sicilia-la-storia-della-betulla-aetnensis.html" title="Ecco come durante l'ultima glaciazione la betulla conquistò la Sicilia: la storia della 'betulla aetnensis'">Ecco come durante l'ultima glaciazione la betulla conquistò la Sicilia: la storia della "betulla aetnensis"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-come-durante-l-ultima-glaciazione-la-betulla-conquisto-la-sicilia-la-storia-della-betulla-aetnensis.html" title="Ecco come durante l'ultima glaciazione la betulla conquistò la Sicilia: la storia della 'betulla aetnensis'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-come-durante-l-ultima-glaciazione-la-betulla-conquisto-la-sicilia-la-storia-della-betulla-aetnensis-1716820893455_320.jpg" alt="Ecco come durante l'ultima glaciazione la betulla conquistò la Sicilia: la storia della 'betulla aetnensis'"></a></article></aside><p>Oggi, questo angolo di Sicilia continua ad affascinare escursionisti e viaggiatori alla ricerca di bellezza e tranquillità, immersi in una natura ancora incontaminata.</p><p>I boschi dei Monti Peloritani nei pressi della Rocca di Novara rappresentano una delle aree più suggestive della Sicilia, un luogo dove la natura incontaminata si fonde con la storia e le tradizioni locali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="648966" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-incredibile-canyon-sottomarino-che-si-nasconde-al-di-sotto-dello-stretto-di-messina.html" title="L'incredibile canyon sottomarino che si nasconde al di sotto dello Stretto di Messina">L'incredibile canyon sottomarino che si nasconde al di sotto dello Stretto di Messina</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-incredibile-canyon-sottomarino-che-si-nasconde-al-di-sotto-dello-stretto-di-messina.html" title="L'incredibile canyon sottomarino che si nasconde al di sotto dello Stretto di Messina"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-incredibile-canyon-sottomarino-che-si-nasconde-al-di-sotto-dello-stretto-di-messina-1711037214519_320.jpg" alt="L'incredibile canyon sottomarino che si nasconde al di sotto dello Stretto di Messina"></a></article></aside><p>Esplorarli significa immergersi in un mondo fatto di paesaggi mozzafiato, sentieri avventurosi e una biodiversità straordinaria, rendendo questa zona una meta imperdibile <strong>per gli amanti della montagna e del trekking.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-incredibile-tesoro-naturalistico-dei-boschi-attorno-la-rocca-di-novara-il-cervino-della-sicilia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli scienziati hanno lasciato intatto questo campo agricolo e sono spuntate migliaia di orchidee]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/gli-scienziati-hanno-lasciato-intatto-questo-campo-agricolo-e-sono-spuntate-migliaia-di-orchidee.html</link><pubDate>Sun, 11 Oct 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Un campo agricolo abbandonato si è trasformato in un prato di fiori selvatici in poco più di un decennio; la diversità delle piante è raddoppiata e migliaia di orchidee sono spuntate spontaneamente.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/os-cientistas-deixaram-este-campo-agricola-intocado-e-milhares-de-orquideas-surgiram-1789738835931.jpg" data-image="ky02q2ylchc3" alt="Orchidea." title="Orchidea."><figcaption>Una cosa così semplice come lasciare che la terra “riposi” ha dato vita a un campo pieno di fiori. Immagine tratta da Pixabay.</figcaption></figure><p>Una ricerca condotta dal professor <strong>Carl Sayer,</strong> del Dipartimento di Geografia dell’<strong>University</strong> <strong>College London (UCL),</strong> ha scoperto che i terreni agricoli abbandonati possono rigenerarsi naturalmente e trasformarsi in prati ricchi di fiori selvatici e di grande diversità, sollevando interrogativi su alcuni metodi convenzionali utilizzati nel ripristino degli habitat.</p><p>Pubblicata sulla rivista <strong>Restoration Ecology,</strong> questa ricerca ha monitorato i cambiamenti nella vegetazione nell’arco di 11 anni (2011-2022) in un campo di due ettari nel nord del <strong>Norfolk.</strong> Le attività agricole in loco sono cessate dopo l’ultimo raccolto, nel 2005. Ad eccezione di un tradizionale taglio annuale del fieno, il campo è stato lasciato rigenerarsi, in gran parte, senza alcun intervento.</p><h2>Il terreno agricolo si trasforma in un prato di fiori selvatici</h2><p><strong>Nel giro di 10-15 anni, l’ex campo coltivato si è trasformato in un prato di fiori selvatici ricco di specie.</strong> Il numero e la varietà delle piante sono aumentati nel tempo, includendo specie rare nella regione, <strong>come l’orchidea delle paludi (Dactylorhiza praetermissa), la Carex paniculata (una specie di ciperacee), il Rhinanthus minor (noto come «yellow rattle») e la Centaurium erythraea (centaurea minore).</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/os-cientistas-deixaram-este-campo-agricola-intocado-e-milhares-de-orquideas-surgiram-1789738786549.jpg" data-image="6bkc6pc4gutn" alt="orchidea." title="orchidea."><figcaption>Sarebbe più efficace lasciare che i prati si rigenerino da soli, senza l'intervento dell'uomo?</figcaption></figure><p><strong>I risultati mettono in discussione l’idea diffusa secondo cui il ripristino di aree di pascolo ricche di specie richieda necessariamente miscele di semi in commercio o altre misure costose.</strong> I ricercatori suggeriscono invece che lasciare che i processi ecologici naturali facciano il loro corso possa ripristinare la biodiversità e, al contempo, preservare la diversità genetica delle piante già adattate all’area locale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791470" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre.html" title="Fiori che attirano le farfalle: quali piantare in ottobre in base all'emisfero terrestre">Fiori che attirano le farfalle: quali piantare in ottobre in base all'emisfero terrestre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre.html" title="Fiori che attirano le farfalle: quali piantare in ottobre in base all'emisfero terrestre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre-1790928004038_320.jpeg" alt="Fiori che attirano le farfalle: quali piantare in ottobre in base all'emisfero terrestre"></a></article></aside><p>Queste scoperte giungono in un momento in cui i governi di tutto il Regno Unito e dell’Europa sono alla ricerca di modi efficaci per ripristinare la biodiversità in vaste aree di ex terreni agricoli. <strong>I prati ricchi di specie offrono habitat importanti per insetti impollinatori, uccelli e mammiferi.</strong> Possono inoltre rafforzare la resilienza degli ecosistemi e aiutare i paesaggi ad adattarsi ai cambiamenti climatici.</p><h2>Seguire il processo di rigenerazione naturale del prato nell'arco di 11 anni</h2><p>Gli studi ecologici a lungo termine che analizzano il ripristino naturale dei prati sono rari, poiché richiedono un monitoraggio costante nel corso di molti anni. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/os-cientistas-deixaram-este-campo-agricola-intocado-e-milhares-de-orquideas-surgiram-1789739139030.jpg" data-image="d2zbkllx33cx" alt="prato." title="prato."><figcaption>Nel corso dello studio, il numero di specie è raddoppiato. Immagine di Pixabay.</figcaption></figure><p>Questo studio si è concentrato sul <strong>“Sayer’s Meadow” (Prato di Sayer),</strong> a Bodham, nel nord del Norfolk. Il terreno appartiene a Derek Sayer, padre e coautore del professor Sayer. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792041" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/e-il-momento-di-piantarli-6-bulbi-da-mettere-a-dimora-a-ottobre-per-avere-un-balcone-pieno-di-fiori-in-primavera.html" title="È il momento di piantarli: 6 bulbi da mettere a dimora a ottobre per avere un balcone pieno di fiori in primavera">È il momento di piantarli: 6 bulbi da mettere a dimora a ottobre per avere un balcone pieno di fiori in primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/e-il-momento-di-piantarli-6-bulbi-da-mettere-a-dimora-a-ottobre-per-avere-un-balcone-pieno-di-fiori-in-primavera.html" title="È il momento di piantarli: 6 bulbi da mettere a dimora a ottobre per avere un balcone pieno di fiori in primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-il-momento-di-piantarli-6-bulbi-da-mettere-a-dimora-a-ottobre-per-avere-un-balcone-pieno-di-fiori-in-primavera-1791301315637_320.jpeg" alt="È il momento di piantarli: 6 bulbi da mettere a dimora a ottobre per avere un balcone pieno di fiori in primavera"></a></article></aside><p>Ogni due o tre anni, il professor Sayer e il suo collaboratore Pete Robinson effettuavano rilevamenti dettagliati della vegetazione. <strong>Registravano tutte le specie vegetali identificate nel prato e monitoravano i cambiamenti in parcelle di campionamento permanenti.</strong></p><div class="texto-destacado">Durante il periodo di studio, il numero medio di specie vegetali riscontrate in ciascuna parcella di campionamento è raddoppiato. Questo numero è passato da circa 10 specie, nel 2011, a quasi 20, nel 2022. </div><p>Man mano che il prato si sviluppava, migliaia di orchidee si sono insediate naturalmente. <strong>Anche le popolazioni di Rhinanthus minor (nota in inglese come “yellow rattle”) sono aumentate.</strong> Entrambe sono considerate indicatori di un ripristino riuscito del prato.</p><h3>La fauna selvatica potrebbe aver contribuito al ritorno delle piante</h3><p>I ricercatori ritengono che alcune delle piante più insolite della zona possano essere giunte sul posto senza l’intervento dell’uomo, <strong>forse trasportate o diffuse dalla fauna selvatica, come i cervi.</strong> La comparsa di queste piante mette in evidenza la capacità di rigenerazione dei paesaggi quando i processi ecologici naturali hanno tempo sufficiente per agire.</p><h2>Un approccio più semplice al ripristino della biodiversità</h2><p>La ricerca mostra come gli studi geografici possano contribuire a definire strategie concrete per il ripristino dei paesaggi degradati. Lo studio fornisce prove del fatto che il ripristino guidato dalla natura possa contribuire in modo significativo agli obiettivi di ripristino della biodiversità, riducendo al contempo i costi e la complessità associati al recupero della salute ecologica dei terreni degradati.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Sayer%2C%20C.%2C%20Robinson%2C%20P.%2C%20Sayer%2C%20D.%2C%20et%20al" data-year="" data-title="No%20need%20to%20seed%3A%20restoring%20species-rich%20grassland%20on%20former%20arable%20fields%20by%20natural%20regeneration" data-url="https%3A%2F%2Fonlinelibrary.wiley.com%2Fdoi%2F10.1111%2Frec.70487">Sayer, C., Robinson, P., Sayer, D., et al. <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/rec.70487" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">No need to seed: restoring species-rich grassland on former arable fields by natural regeneration</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/gli-scienziati-hanno-lasciato-intatto-questo-campo-agricolo-e-sono-spuntate-migliaia-di-orchidee.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I pesci invasori vengono rimossi in diversi laghi d’alta montagna dei Pirenei e gli anfibi ricompaiono dopo dodici anni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-pesci-invasori-vengono-rimossi-in-diversi-laghi-d-alta-montagna-dei-pirenei-e-gli-anfibi-ricompaiono-dopo-dodici-anni.html</link><pubDate>Sun, 11 Oct 2026 11:26:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Cosa succede quando i pesci invasori scompaiono da un lago? Un esperimento condotto nei Pirenei catalani ha permesso il ritorno di anfibi che da dodici anni non comparivano più nei registri scientifici.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/unos-cientificos-quitaron-los-peces-invasores-de-2-lagos-de-espana-los-anfibios-volvieron-tras-doce-anos-desaparecidos-1790234760720.jpg" data-image="7bi0ziu0rirm" alt="Rana nel lago." title="Rana nel lago."><figcaption>I ricercatori hanno nuovamente individuato anfibi e invertebrati acquatici</figcaption></figure><p>Per oltre un decennio, gli anfibi non sono più comparsi nei registri di monitoraggio di due laghi d’alta montagna dei Pirenei catalani. L’introduzione accidentale di piccoli pesci invasori aveva alterato i loro ecosistemi fino a compromettere la sopravvivenza di numerose specie autoctone. Tuttavia, un intervento scientifico è riuscito a ribaltare questa situazione.</p><p>Dieci mesi dopo l’eliminazione dei pesci invasori, i ricercatori hanno nuovamente individuato anfibi e invertebrati acquatici che non comparivano nei registri dal 2014. La scoperta è avvenuta a <strong>Tres Estanys del Mig</strong> e <strong>Tres Estanys de Baix,</strong> situati nel <strong>Parco Naturale dell’Alt Pirineu,</strong> in Catalogna.</p><h2>I pesci invasori che hanno alterato i laghi dei Pirenei</h2><p>All’origine di questa trasformazione ci sono i pesci del genere <strong>Phoxinus,</strong> noti come <strong>minnow.</strong> Questi piccoli animali sono giunti accidentalmente nei laghi dei Pirenei quando venivano utilizzati come esche vive per la pesca ricreativa delle trote.</p><p>La loro elevata capacità riproduttiva ne ha favorito la diffusione, con importanti conseguenze per la biodiversità. <strong>Questi pesci si nutrono di piccoli organismi acquatici e uova di anfibi, il che ostacola la riproduzione delle specie autoctone e altera le catene alimentari.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="ca" dir="ltr"> Hem retirat 160 kg de verons a Tres Estanys del Mig tots els que hi havia sense afectar cap amfibi. No hi havia cap truita.<br>El tractament amb rotenona ha demostrat ser molt selectiu i eficaç.<br><br> Projecte <a href="https://x.com/hashtag/LIFERESQUEALPYR?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#LIFERESQUEALPYR</a> <a href="https://x.com/hashtag/Restauraci%C3%B3delaNatura?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#RestauraciódelaNatura</a> <a href="https://x.com/hashtag/PNAltPirineu?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#PNAltPirineu</a> <a href="https://t.co/oZcrs4dLKQ">pic.twitter.com/oZcrs4dLKQ</a></p>— Parc Natural de l'Alt Pirineu (@pnaltpirineu) <a href="https://x.com/pnaltpirineu/status/1963627337724952623?ref_src=twsrc%5Etfw">September 4, 2025</a></blockquote></figure><p>I ricercatori avevano già cercato di controllarne la popolazione utilizzando reti, trappole e pesca elettrica. Tuttavia, sebbene fossero riusciti a ridurne notevolmente la presenza, non erano riusciti a eliminarli del tutto.</p><h2>Ecco come sono stati eliminati i pesci invasori</h2><p>Nel settembre 2025, gli scienziati del progetto europeo <strong>LIFE RESQUE ALPYR</strong> hanno deciso di utilizzare la rotenona, un pesticida di origine vegetale che interferisce con la respirazione cellulare dei pesci.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="736510" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-si-comportano-i-pesci-mediterranei-prima-e-durante-l-arrivo-di-una-grossa-mareggiata.html" title="Come si comportano i pesci mediterranei prima e durante l'arrivo di una grossa mareggiata?">Come si comportano i pesci mediterranei prima e durante l'arrivo di una grossa mareggiata?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-si-comportano-i-pesci-mediterranei-prima-e-durante-l-arrivo-di-una-grossa-mareggiata.html" title="Come si comportano i pesci mediterranei prima e durante l'arrivo di una grossa mareggiata?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-si-comportano-i-pesci-mediterranei-prima-e-durante-l-arrivo-di-una-grossa-mareggiata-1761650121907_320.jpg" alt="Come si comportano i pesci mediterranei prima e durante l'arrivo di una grossa mareggiata?"></a></article></aside><p>L’intervento è stato effettuato contemporaneamente a <strong>Tres Estanys del Mig</strong> e a <strong>Tres Estanys de Baix,</strong> due laghi collegati, con l’obiettivo di verificare l’efficacia del trattamento e impedire che i pesci invasori potessero ricolonizzare le zone bonificate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/unos-cientificos-quitaron-los-peces-invasores-de-2-lagos-de-espana-los-anfibios-volvieron-tras-doce-anos-desaparecidos-1790235053386.jpg" data-image="7qct8070n3wj" alt="Pesci." title="Pesci."><figcaption>L'intervento è stato effettuato contemporaneamente a Tres Estanys del Mig e a Tres Estanys de Baix</figcaption></figure><p>Poiché il rotenone può avere effetti anche su altri organismi acquatici, gli esperti hanno istituito dei controlli ambientali. Le analisi condotte dall’Istituto di Diagnostica Ambientale e Studi sull’Acqua (IDAEA-CSIC) hanno stabilito che la sostanza aveva un’emivita compresa tra i 10 e i 20 giorni e non hanno rilevato tracce nel fiume a valle.</p><h2>Gli anfibi tornano dopo dodici anni in cui non erano stati avvistati</h2><p>I risultati del monitoraggio hanno confermato la scomparsa dei pesci invasori da entrambi i laghi. Inoltre, gli scienziati hanno osservato una maggiore trasparenza dell’acqua e i primi segnali di recupero della biodiversità. Tra i risultati più significativi figura il ritorno di anfibi e invertebrati acquatici che da dodici anni non comparivano più nei registri scientifici.</p><p>Tuttavia, il recupero non sta procedendo allo stesso ritmo. <strong>Tres Estanys del Mig presenta un’evoluzione più rapida rispetto a Tres Estanys de Baix e Manhèra. Una possibile spiegazione è che i precedenti interventi di controllo meccanico abbiano permesso di preservare una riserva di specie autoctone,</strong> facilitandone in seguito la ricolonizzazione. I ricercatori avvertono che questa ipotesi necessita ancora di conferma.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="726507" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani.html" title="Uno dei pesci tipici del nostro Mediterraneo, la sua presenza indica una buona salute dei mari italiani">Uno dei pesci tipici del nostro Mediterraneo, la sua presenza indica una buona salute dei mari italiani</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani.html" title="Uno dei pesci tipici del nostro Mediterraneo, la sua presenza indica una buona salute dei mari italiani"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uno-dei-pesci-tipici-del-nostro-mediterraneo-la-sua-presenza-indica-una-buona-salute-dei-mari-italiani-1779483915038_320.jpg" alt="Uno dei pesci tipici del nostro Mediterraneo, la sua presenza indica una buona salute dei mari italiani"></a></article></aside><p>I risultati rappresentano un passo avanti per il ripristino ecologico dei laghi d’alta montagna, particolarmente vulnerabili all’introduzione di specie invasive.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Pou-Rovira%2C%20Q.%2C%20Delgado%2C%20J.%2C%20Cruset%2C%20E.%2C%20Buchaca%2C%20T.%2C%20Osorio%2C%20V.%2C%20et%20al." data-year="2026" data-title="LIFE%20RESQUE%20ALPYR%3A%20Ecological%20restoration%20of%20high%20mountain%20lakes%20in%20the%20Pyrenees%20by%20fish%20removal.%20Proceedings%2C%20146(1)%2C%20119." data-url="https%3A%2F%2Fwww.mdpi.com%2F2504-3900%2F146%2F1%2F119">Pou-Rovira, Q., Delgado, J., Cruset, E., Buchaca, T., Osorio, V., et al.. (2026). <a href="https://www.mdpi.com/2504-3900/146/1/119" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">LIFE RESQUE ALPYR: Ecological restoration of high mountain lakes in the Pyrenees by fish removal. Proceedings, 146(1), 119.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-pesci-invasori-vengono-rimossi-in-diversi-laghi-d-alta-montagna-dei-pirenei-e-gli-anfibi-ricompaiono-dopo-dodici-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Neve a Natale e a Capodanno del 2026? Ecco le prime previsioni: «L’inverno potrebbe sorprendere tutti noi»]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/neve-a-natale-e-a-capodanno-del-2026-ecco-le-prime-previsioni-l-inverno-potrebbe-sorprendere-tutti-noi.html</link><pubDate>Sun, 11 Oct 2026 09:36:46 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Natale bianco, caos da neve a Capodanno o ancora una volta tempo piovoso e fangoso? L’El Niño da record sta stravolgendo tutto. Le prime tendenze a lungo termine sono già evidenti, e sono davvero significative.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/schnee-an-weihnachten-und-silvester-2026-erste-prognose-da-der-winter-konnte-uns-alle-uberraschen-1791642718862.jpg" data-image="r8c7irpgiu6u" alt="Neve, Natale." title="Neve, Natale."><figcaption>Natale 2026 sulla neve? Ecco quali sono le probabilità.</figcaption></figure><p>Mancano ancora 75 giorni alla vigilia di Natale, e già ora circolano voci di ogni genere. <strong>Tornerà finalmente un vero inverno nevoso?</strong> Da anni milioni di tedeschi sognano un Natale bianco, ma il più delle volte, invece della neve fresca, ci sono state solo pioggerelline e temperature di dieci gradi sopra lo zero.</p><p>Questa volta, però, c’è qualcosa di diverso. Nel Pacifico si è formato un <strong>Super El Niño,</strong> forse il più forte dall’inizio delle registrazioni. «Non abbiamo mai avuto una situazione del genere. Questo rende l’inverno più emozionante di quanto non lo sia stato da molto tempo», afferma il meteorologo <strong>Dominik Jung.</strong></p><h2>Cosa sta combinando il fenomeno El Niño “monstruoso” al nostro inverno</h2><p>Il fenomeno del Pacifico influenza il tempo in tutto il mondo. Nelle Americhe, sia del Nord che del Sud, le conseguenze sono piuttosto ben note, mentre qui in Europa la situazione è ben diversa. <strong>Qui il legame è nettamente più debole e lascia ampio margine di variazione sia verso l’alto che verso il basso.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/schnee-an-weihnachten-und-silvester-2026-erste-prognose-da-der-winter-konnte-uns-alle-uberraschen-1791643099049.jpg" data-image="q99kz428bkbk" alt="Inverno nevoso." title="Inverno nevoso."><figcaption>Anche in un inverno caratterizzato da El Niño possono esserci ghiaccio e neve.</figcaption></figure><p><strong>I precedenti fenomeni di Super El Niño ci hanno portato inverni piuttosto miti,</strong> come nel 1997/98 o nel 2015/16. «Ma ogni El Niño è diverso. Proprio quando si presenta in forma così estrema, le carte in Europa possono essere completamente rimescolate», afferma <strong>Jung.</strong> Non si tratta quindi affatto di un via libera al maltempo.</p><h3><strong>Natale bianco nel 2026: ecco cosa indicano le prime tendenze</strong></h3><p>I modelli a lungo termine prevedono attualmente per dicembre temperature leggermente superiori alla media. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>A prima vista può sembrare deludente. Tuttavia, una media mensile mite non esclude affatto brevi e intense ondate di freddo.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ed è proprio questo che conta a Natale. «<strong>Per avere la neve sotto l’albero bastano due o tre giorni freddi al momento giusto</strong>», spiega il meteorologo. Nessuno può ancora dire con certezza se il freddo arriverà puntuale il 24 dicembre, ma la possibilità c’è.</p><h2><strong>Quanto sono davvero rari i bianchi Natali?</strong></h2><p>Uno sguardo alle statistiche mostra quanto sia grande questo sogno. In pianura, un vero Natale bianco si verifica solo circa ogni otto-dieci anni. L’ultima volta che la neve ha ricoperto davvero tutto il territorio risale ormai a un bel po’ di tempo fa, precisamente al 2010.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792808" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-l-anticiclone-in-settimana-ma-non-per-tutti-forti-venti-e-crollo-termico-su-queste-regioni.html" title="Meteo: torna l'anticiclone in settimana, ma non per tutti. Forti venti e crollo termico su queste regioni">Meteo: torna l'anticiclone in settimana, ma non per tutti. Forti venti e crollo termico su queste regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-l-anticiclone-in-settimana-ma-non-per-tutti-forti-venti-e-crollo-termico-su-queste-regioni.html" title="Meteo: torna l'anticiclone in settimana, ma non per tutti. Forti venti e crollo termico su queste regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-l-anticiclone-in-settimana-ma-non-per-tutti-forti-venti-e-crollo-termico-su-queste-regioni-1791642955444_320.jpg" alt="Meteo: torna l'anticiclone in settimana, ma non per tutti. Forti venti e crollo termico su queste regioni"></a></article></aside><p>Le probabilità sono nettamente maggiori nelle zone di media montagna e nelle Alpi. <strong>A partire da circa 600-800 metri di altitudine, la neve durante le festività è quasi la norma.</strong> Chi vuole andare sul sicuro, quindi, farebbe meglio a programmare la gita natalizia nell’Harz, nella Foresta Nera o nei Monti Metalliferi.</p><h2><strong>Caos nevoso a Capodanno? È possibile</strong></h2><p>Non c’è ancora alcun via libera per il capodanno, ma nemmeno alcuna garanzia. Finora i modelli indicano una situazione meteorologica occidentale piuttosto variabile. In questo contesto, masse d’aria umida provenienti dall’Atlantico potrebbero incontrare aria fredda proveniente da est.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/neve-a-natale-e-a-capodanno-del-2026-ecco-le-prime-previsioni-l-inverno-potrebbe-sorprendere-tutti-noi-1791711282086.jpg" data-image="kad8zksgtt8t" alt="Inverno 2026/2027." title="Inverno 2026/2027."><figcaption>I modelli a lungo termine prevedono attualmente per dicembre temperature leggermente superiori alla media. A prima vista può sembrare deludente. Tuttavia, una media mensile mite non esclude affatto brevi e intense ondate di freddo.</figcaption></figure><p><strong>«È proprio questa combinazione a essere pericolosa. Potrebbero verificarsi improvvisamente forti nevicate o addirittura pioggia gelata»,</strong> avverte Jung. Chi ha in programma di mettersi in viaggio in auto a Capodanno dovrebbe quindi tenere d’occhio con attenzione le condizioni meteorologiche nei giorni precedenti la festa.</p><h2>La previsione è davvero cosi certa?</h2><p>Una cosa deve essere chiara. Stiamo parlando di tendenze, non di previsioni. <strong>Una previsione meteorologica affidabile è possibile solo con circa sette-dieci giorni di anticipo.</strong> Tutto ciò che va oltre indica una tendenza, ma non offre alcuna certezza.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="792479" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-2027-quando-arrivera-la-prima-neve-in-italia-la-previsione-che-sorprende-gli-esperti.html" title="Inverno 2026-2027, quando arriverà la prima neve in Italia? La previsione che sorprende gli esperti">Inverno 2026-2027, quando arriverà la prima neve in Italia? La previsione che sorprende gli esperti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-2027-quando-arrivera-la-prima-neve-in-italia-la-previsione-che-sorprende-gli-esperti.html" title="Inverno 2026-2027, quando arriverà la prima neve in Italia? La previsione che sorprende gli esperti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-2027-quando-arrivera-la-prima-neve-in-italia-la-previsione-che-sorprende-gli-esperti-1791472256798_320.jpg" alt="Inverno 2026-2027, quando arriverà la prima neve in Italia? La previsione che sorprende gli esperti"></a></article></aside><p><strong>«I primi segnali per Natale li vedremo all’inizio di dicembre. A quel punto la situazione si farà davvero interessante»,</strong> afferma <strong>Dominik Jung.</strong> Fino ad allora non resta che incrociare le dita, montare gli pneumatici invernali e tirare fuori la slitta dalla cantina. Magari questa volta la favola invernale si realizzerà davvero.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/neve-a-natale-e-a-capodanno-del-2026-ecco-le-prime-previsioni-l-inverno-potrebbe-sorprendere-tutti-noi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item></channel></rss>