<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Wed, 05 Aug 2026 18:40:19 +0000</lastBuildDate><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 18:40:19 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Le Alpi stanno morendo: queste sono le conseguenze irreversibili delle ondate di calore sui loro ghiacciai]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Le ondate di caldo innalzano lo zero termico anche oltre 5000 metri, ghiacciai in crisi su tutto l’arco Alpino. Allarme fusione precoce in Svizzera, come è la situazione nel ghiacciai del settore Italiano?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai-1785416117363.jpeg" data-image="hdnqwri8ibf4"><figcaption>Il Ghiacciaio del Presena, al Passo del Tonale. Fino a non molti anni fa si pratica sci estivo, ora si cerca di salvare il salvabile anche per l'inverno, per poter anticipare la stagione al tardo autunno, tramite l'impiego di teli geotessili.</figcaption></figure><p>L’estate 2026 ha <strong>colpito duramente i ghiacciai Alpini, </strong>le ripetute ondate di caldo hanno purtroppo causato già da settimane l’<strong>anticipata ablazione della fronte di molti apparati glaciali</strong>. </p><p>Complice la poca neve invernale, <strong>l’alta quota di zero termico ha fuso in anticipo il manto nevoso</strong> portando allo scoperto le masse di ghiaccio. Ora <strong>la situazione è particolarmente critica su tutte le Alpi</strong>, non solo italiane. Facciamo il punto di quello che sta succedendo e delle possibili conseguenze.</p><h2>Lo zero termico</h2><p>Nell’ondata calda in corso, <strong>tra lunedì 27 e martedì 28 luglio lo zero termico ha raggiunto valori record</strong> addirittura di <strong>5200-5300 m tra Francia e Spagna, 5100 m sulle Alpi marittime, 4950-5000 m sulle Alpi Valdostane</strong>. </p><div class="texto-destacado">Il 30 luglio la radiosonda di Bologna ha trovato zero gradi a 4850 m, 4700 m quella di Novara, 4600 m sulla verticale di Udine. </div><p>Il 28 luglio <strong>sul Monte Bianco</strong> in una stazione meteo a 4750 m di quot<strong>a la temperatura è rimasta positiva fino a quasi 4.800 m per 16 ore</strong>, mentre a Capanna Margherita sul Monte Rosa, 4554 m, la temperatura era di +2.7°C. </p><h2>Scomparsa neve invernale in anticipato</h2><p>In Svizzera viene monitorato il “<strong>Glacier Loss Day</strong>”, il giorno in cui i ghiacciai perdono la riserva di neve accumulata nell’inverno. Da questo giorno, a fondere non è più la neve invernale ma il ghiaccio antico. Quest’anno <strong>il Glacier Loss Day è arrivato attorno al 26 giugno, tre mesi in anticipo</strong> sulla climatologia. Nella valle del Rodano è andato via un metro di ghiaccio in 10 giorni. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai-1785416295526.png" data-image="pekpp1uvgitd"><figcaption>Lo zero termico nella mappa ECMWF del 30 luglio 2026. Le ondate di caldo, per meccanismi dinamici, iniziano prima col caldo in alta quota.</figcaption></figure><p>Situazione critica anche in Austria,<strong> il ghiacciaio Stubai ha perso una quota significativa di massa negli ultimi anni</strong>. <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/coprire-ghiacciai-alpi-contro-scioglimento-clima-greenwashing-danni-ambiente.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Non bastano i teli geotessili,</a> ora per mettere in sicurezza il turismo e lo sci, non solo estivo ormai a fine vita ma anche invernale, si stanno valutando<strong> impattanti azioni per spostare i piloni di impianti</strong> di risalita. </p><p>In Italia, secondo la Società Meteorologica Italiana che da decenni monitora il <strong>Ghiacciaio Ciardoney sul Gran Paradiso, la neve sul ghiacciaio è scomparsa il 9 giugno 2026, con 28 giorni di anticipo</strong> rispetto alla data tipica (7 luglio) del periodo 2013-2025. <br> </p><h2>Il caso della Marmolada</h2><p>La più alta vetta delle Dolomiti fino a inizio XX secolo ospitava perfino lo sci estivo, ora <strong>il ghiacciaio è ridotto alle zone di alta quota, senza più neve invernale giù da inizio giugno, col ghiaccio di colore nero</strong> per detriti e deposito. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674105" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ghiacciaio-della-marmolada-il-gigante-bianco-delle-dolomiti-e-in-coma-irreversibile.html" title="Ghiacciaio della Marmolada, il gigante bianco delle Dolomiti è in coma irreversibile ">Ghiacciaio della Marmolada, il gigante bianco delle Dolomiti è in coma irreversibile </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ghiacciaio-della-marmolada-il-gigante-bianco-delle-dolomiti-e-in-coma-irreversibile.html" title="Ghiacciaio della Marmolada, il gigante bianco delle Dolomiti è in coma irreversibile "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ghiacciaio-della-marmolada-il-gigante-bianco-delle-dolomiti-e-in-coma-irreversibile-1726233428715_320.jpg" alt="Ghiacciaio della Marmolada, il gigante bianco delle Dolomiti è in coma irreversibile "></a></article></aside><p>A sottolinearlo Flavio Tolin, appassionato meteo e promotore del sito e progetto <a href="http://www.marmoladameteo.it">www.marmoladameteo.it</a> . Dai suoi preziosi dati <strong>nell’estate 2026 il giorno più freddo è stato l’11 giugno, Tmin -7,9°C</strong>, poi però con le ondate di caldo si sono susseguiti numerosi giorni molto caldi. A quella quota, <strong>10°C sono tanti, e sono stati superati in ben 16 giornate fino al 30 luglio</strong>. Il giorno più caldo è il 25 giugno, con massima di +12.9°C.</p><div class="texto-destacado">A peggiorare la situazione del ghiacciaio, frequenti ruscellamenti e cascate d’acqua di fusione rendono insiduoso affrontare questa via per raggiungere il rifugio di Punta Penia. <br></div><p>Le perturbazioni hanno portato temporali intensi con pioggia spesso anche sulla cima, a tratti con grandinate.<strong> Qualche breve nevicata comunque ha a tratti quanto meno abbellito le immagini </strong>diffuse nei social da alpinisti e gestori del rifugio Capanna Punta Penia. </p><h2>Impatti e rischi: non solo per l’alpinismo e sci</h2><p>Numerosi in questa estate i crolli di roccia e ghiaccio in varie zone delle Alpi, per fortuna senza alpinisti coinvolti. Lo scorso 29 giugno sono diventati virali le <strong>immagini di cascate d’acqua sulla vetta del Cervino</strong>, riprese da <strong>Harry Lauber, </strong>78 anni, guida alpina di Zermatt che conosce bene e da sempre quella montagna. </p><p><strong>Era pioggia, a oltre 4000 m di quota. </strong>“La foto l’ho scattata da casa mia verso le sei di sera del 25 giugno", ha dichiarato alla RSI la Radiotv svizzera. “A Zermatt sono cadute soltanto poche gocce di pioggia, ma sulla cima del Cervino si è sviluppato un temporale”.<strong> Solitamente a quelle quote dovrebbe essere neve. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai-1785416563121.JPG" data-image="u3e5zdw5lj8q"><figcaption>Il Ghiacciaio Pasterze, nel gruppo del Grossglockner, in Austria. Cartelli indicano dove si trovava nel tempo, ormai il ghiaccio è ai limiti del collasso. Foto Luca Lombroso, 2019</figcaption></figure><p>La rapida fusione dei ghiacciai aumenta temporaneamente l’acqua nei torrenti, ma quando poi il ghiacciaio scompare, l’apporto viene a mancare.<strong> Si possono anche formare laghi, canali e sacche d'acqua</strong> all'interno e alla base del ghiaccio. <br><strong>Il loro collasso può provocare rotture improvvise</strong>, con alluvioni, colate detritiche o crolli di ghiaccio.</p><div class="texto-destacado">Dal 31 luglio il comprensorio Cervinia - Zermatt ha sospeso lo sci estivo sul ghiacciaio del Plateax Rosà. Troppo pericolose le condizioni del ghiacciaio, come ha sottolineato la campionessa Federica Brignone in un video postato con il la musica di Titanic come sottofondo. Un modo per dire, senza bisogno di parole, che anche le nostre montagne stanno affondando.</div><p>Per questo il monitoraggio continuo dei ghiacciai è essenziale per prevenire rischi sempre maggiori in un clima che si riscalda.</p><h2>Oltre il punto di non ritorno?</h2><p>Anche nei migliori e più ottimistici scenari di mitigazione, <strong>i ghiacciai alpini hanno un destino segnato</strong>, anche a breve termine, entro pochi decenni. Inutile dare scadenze fisse, che possono essere facilmente smentite dai fatti, poco cambia se sarà 2040, 50 o 60.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="424492" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/alpi-zero-termico-troppo-alto-significato-marmolada.html" title="Alpi, zero termico troppo alto: cosa significa?">Alpi, zero termico troppo alto: cosa significa?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/alpi-zero-termico-troppo-alto-significato-marmolada.html" title="Alpi, zero termico troppo alto: cosa significa?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alpi-zero-termico-troppo-alto-cosa-significa-marmolada-1656966924838_320.jpg" alt="Alpi, zero termico troppo alto: cosa significa?"></a></article></aside><p>Quel che possiamo fare, a parte mitigazione e adattamento, è <strong>tenerne memoria con fotografie e portando a vederli i giovani e i ragazz</strong>i. Questo spettacolo della natura non sarà più a loro disposizione da adulti, ma potranno almeno raccontarlo alle future generazioni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scoperto un cratere sottomarino di 100 metri al largo di Panarea: nuovi camini idrotermali e cosa cambia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Panarea fa parte dell’arcipelago delle Eolie, un’area vulcanicamente attiva. L’isola stessa è la punta emersa di un grande edificio vulcanico sottomarino. Il sistema idrotermale che la circonda è tra i più grandi del Mediterraneo. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia-1785938798979.jpg" data-image="a5b9o41uxx6n" alt="Camini idrotermali." title="Camini idrotermali."><figcaption>Le strutture ricordano quelle della “Smoking Land”, scoperta nel 2015 vicino all’isolotto di Basiluzzo. </figcaption></figure><p>Le isole Eolie non smettono mai di stupire. Nei giorni scorsi, un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e della Stazione Zoologica Anton Dohrn, ha annunciato la scoperta di <strong>un grande cratere sottomarino, lungo circa 100 metri e largo 60,</strong> insieme a nuovi camini di origine idrotermale. </p><p>La struttura si trova a circa un miglio nautico a nord-est dell’isola di Panarea, a una profondità compresa tra i 60 e gli 80 metri. </p><h2><strong>Le indagini condotte da un robot subacqueo</strong></h2><p>Le indagini, <strong>condotte anche con un robot subacqueo (ROV),</strong> hanno mostrato un’intensa attività di degassamento, caratterizzata da bolle di gas che escono sia dalle pareti del cratere sia dal fondo, e camini idrotermali con emissioni recenti e un flusso di gas elevato. </p><p>Le strutture ricordano quelle della <strong>“Smoking Land”,</strong> scoperta nel 2015 vicino <strong>all’isolotto di Basiluzzo.</strong> Secondo gli scienziati Antonino Torre, <strong>Agostino Semprebello</strong> e <strong>Alessandro Gattuso,</strong> questa nuova area suggerisce che il sistema idrotermale sottomarino di Panarea sia più esteso di quanto si pensasse finora. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia-1785938846100.jpg" data-image="t6rocx3pqrb4" alt="Isole Eolie." title="Isole Eolie."><figcaption>Panarea fa parte dell’arcipelago delle Eolie, un’area vulcanicamente attiva. L’isola stessa è la punta emersa di un grande edificio vulcanico sottomarino. Il sistema idrotermale che la circonda è tra i più intensi del Mediterraneo. </figcaption></figure><p>Si aprono quindi nuove prospettive per lo studio dell’attività del complesso vulcanico e del suo impatto sull’ecosistema marino, e soprattutto per aggiornare gli scenari di pericolosità.</p><h2><strong>Perché questa scoperta conta?</strong></h2><p>Panarea fa parte dell’arcipelago delle Eolie, un’area vulcanicamente attiva. L’isola stessa è la punta emersa di un grande edificio vulcanico sottomarino. Il sistema idrotermale che la circonda è tra i più intensi del Mediterraneo. </p><div class="texto-destacado">Fluidi caldi e gas (soprattutto anidride carbonica, con tracce di idrogeno solforato) salgono dal sottosuolo e vengono rilasciati attraverso il fondale. Non si tratta di un vulcano in eruzione continua come Stromboli, <strong>ma di un sistema “vivo” che emette gas e può, in determinate condizioni, dare luogo a fenomeni improvvisi.</strong></div><p>La nuova area, con il suo cratere di dimensioni ragguardevoli e i camini attivi, <strong>indica che l’energia e la dinamica del sistema sono ancora da comprendere a fondo.</strong> Questo non significa un’eruzione imminente, ma richiede un monitoraggio più attento e un aggiornamento delle mappe di rischio.</p><h2><strong>I rischi legati a questa attività</strong></h2><p>In tale contesto <strong>gas ricchi di CO₂</strong> vengono rilasciati costantemente. Nella maggior parte dei casi il rischio è basso, ma non assente. In zone poco profonde o in presenza di scarsa circolazione dell’acqua, <strong>i gas possono creare condizioni anossiche pericolose per la vita marina e, se raggiungono la superficie in quantit</strong><strong>à</strong><strong> elevate, possono creare disagi o rischi per chi si trova in barca o a nuoto.</strong> In passato si sono verificati episodi di soffocamento di organismi marini su aree anche ampie.</p><h3><strong>Esplosioni di gas (gas burst) </strong></h3><p>Questo è lo scenario più rilevante e quello che ha già mostrato i suoi effetti. Nel novembre 2002, al largo di Panarea, <strong>si verificò un’improvvisa e intensa emissione di gas che aprì un cratere e rilasciò enormi quantità di CO</strong><strong>₂</strong><strong> (ordini di grandezza superiori al normale).</strong> L’acqua circostante divenne anossica, <strong>uccidendo la vita marina su un’ampia zona.</strong> Nubi di gas tossici potevano formarsi in superficie, specialmente in condizioni di scarsa ventilazione. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia-1785939217499.jpg" data-image="ooirn79bzn01" alt="Camino idrotermale." title="Camino idrotermale."><figcaption>Questo è lo scenario più rilevante e quello che ha già mostrato i suoi effetti. Nel novembre 2002, al largo di Panarea, si verificò un’improvvisa e intensa emissione di gas che aprì un cratere e rilasciò enormi quantità di CO₂ (ordini di grandezza superiori al normale).</figcaption></figure><p>Studi successivi hanno mostrato che sul fondale ci sono centinaia di crateri di dimensioni variabili, <strong>segno che eventi simili si sono ripetuti nel tempo.</strong> La probabilità di una nuova esplosione è considerata alta, <strong>con una frequenza stimata intorno a un evento ogni 65-70 anni in media.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>I rischi principali sono nubi di gas (CO</strong><strong>₂</strong><strong> e H</strong><strong>₂</strong><strong>S) potenzialmente letali per persone su barche o a terra se trasportate dal vento, e possibili piccole onde di tsunami locali.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Non da poco è pure l’impatto che queste attività potrebbero avere sull’ecosistema. La nuova area scoperta, con un cratere già ampio e attività intensa, rientra in questo contesto di possibili fenomeni improvvisi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="498431" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-antico-vulcano-sottomarino-ormai-spento-per-immagazzinare-enormi-quantita-di-co.html" title="Un antico vulcano sottomarino ormai spento potrebbe immagazzinare enormi quantità di CO2">Un antico vulcano sottomarino ormai spento potrebbe immagazzinare enormi quantità di CO2</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-antico-vulcano-sottomarino-ormai-spento-per-immagazzinare-enormi-quantita-di-co.html" title="Un antico vulcano sottomarino ormai spento potrebbe immagazzinare enormi quantità di CO2"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-antico-vulcano-sottomarino-ormai-spento-per-immagazzinare-enormi-quantita-di-co-1685003947508_320.jpg" alt="Un antico vulcano sottomarino ormai spento potrebbe immagazzinare enormi quantità di CO2"></a></article></aside><p>Altri rischi collaterali riguardano la stabilità del fondale (possibili frane sottomarine), l’alterazione chimica dell’acqua (acidificazione locale) e, in caso di eventi maggiori, pericoli per la navigazione e per il turismo, settore fondamentale per le Eolie.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Estate al mare, ma on the road: le 5 strade costiere più belle d'Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/estate-on-the-road-le-5-strade-costiere-piu-belle-d-europa.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Tramonti sul mare e tornanti a strapiombo sulle scogliere: le strade panoramiche che si affacciano sul mare sono le più spettacolari. Ecco 5 itinerari da scegliere per scoprire le strade costiere da non perdere in Europa</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/estate-on-the-road-le-5-strade-costiere-piu-belle-d-europa-1785440079696.jpg" data-image="fegnaqtwzhgm" alt="Strade costiere Europa" title="Strade costiere Europa"><figcaption>La strada che segue la linea di costa del sud-est dell'Irlanda è una delle più spettacolari al mondo</figcaption></figure><p>Un viaggio on the road, lungo le strade costiere, è uno dei modi più belli per trascorrere l’estate. Tra i colori del mare e del cielo lunghe lingue di asfalto collegano <strong>borghi, città e spiagge</strong>, ma soprattutto offrono panorami che tolgono il fiato.</p><div class="texto-destacado">Al livello del mare, o scavate su ripide pareti di roccia, le strade costiere sono perfette da percorrere in auto, moto o bici purché ci si ritagli sempre un po’ di tempo per fermarsi e godere delle più spettacolari vedute d’Europa.</div><p>Ecco quali sono le 5 strade costiere più belle da percorrere in estate.</p><h2>5. Jadranska Magistrala </h2><p><strong>Jadranska Magistrala </strong>è la D8, nota anche come <strong>Strada Maestra Adriatica</strong> e si trova in <strong>Croazia</strong>. </p><p>Da <strong>Fiume </strong>a <strong>Dubrovnik</strong>, lungo i suoi 640 km, questa strada è un susseguirsi infinito di panorami spettacolari sul mare, con le <strong>Alpi Dinarich </strong>a fare da quinta sul versante opposto. Il <strong>clima mite</strong> della Croazia, inoltre, rende questo itinerario imperdibile quasi in ogni mese dell’anno. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estate-on-the-road-le-5-strade-costiere-piu-belle-d-europa-1785440151748.jpg" data-image="sxcgoclm92px" alt="Strade costiere" title="Strade costiere"><figcaption>Un tratto della Strada Maestra Adriatica, in Croazia</figcaption></figure><p>In estate, poi, questa è la strada che collega alcune delle maggiori destinazioni di vacanza del paese, come Zara e Spalato<strong>. </strong>Al confine con il Montenegro, la D8 prosegue verso sud, raggiungendo anche gli splendidi scenari delle <strong>Bocche di Kotor</strong>.</p><p>La parte più bella del percorso è generalmente considerata quella più meridionale, dalla <strong>Riviera di Makarska </strong>fino a <strong>Dubrovnik. </strong>Ad ogi modo<strong> </strong>la Strada Maestra Adriatica, attraversando vigne e siti UNESCO e guardando le milleduecento isole croate, è uno spettacolo dal primo all’ultimo chilometro.</p><h2>4. La Strada dai Mille Tornanti</h2><p>Con oltre ottomila chilometri totali di costa, in Spagna le strade panoramiche affacciate sul mare non mancano di certo, ma una delle più iconiche in assoluto è la GI-682, anche nota come Strada dai Mille Tornanti, che unisce <strong>Sant Feliu de Guixols a Blanes</strong> in <strong>Catalogna</strong>. </p><p>La parte più spettacolare è quella tra <strong>Sant Feliu e Tossa de Mar</strong>, dove non c’è un solo rettilineo per i circa 20 Km del tragitto, ma il mare della <strong>Costa Brava</strong> è praticamente sempre in vista.</p><p>Veti chilometri sono troppo pochi? Allora vale la pena guidare per una cinquantina di minuti ancora fino a Barcellona dove ci sono gli imbarchi per l’isola di Maiorca. Qui, tra scenari naturali impareggiabili, si trova la <strong>Carretera de Sa Calobra</strong>, un’altra gemma della Spagna per i viaggi on the road.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762983" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli.html" title="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli">5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli.html" title="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli-1775727087390_320.jpg" alt="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli"></a></article></aside><p>Con i suoi intricati tornanti scavati nella roccia nel XIX secolo e senza ausilio di macchinari, questa leggendaria strada scende a picco dai monti di Tramuntana fino al mare, tra burroni, curve che si ripiegano su sé stesse e dislivelli impossibili. </p><h2>3. Costiera Amalfitana </h2><p>Un altro dei luoghi più iconici del mondo per quanto riguarda i viaggi on the road è la strada che attraversa tutta la Costiera Amalfitana. Quaranta chilometri a <strong>strapiombo </strong>sul Mediterraneo e pittoreschi, famosi borghi come Amalfi e Positano, fanno di questa strada costiera una meta da non perdere. </p><p>Tra la <strong>Penisola Sorrentina e il Golfo di Salerno</strong>, la SS 163 Amalfitana è considerata anche la strada più bella d’Italia, e se le sue strette curve tra i 100 e 135 metri sul livello del mare offrono qualche brivido in più, i paesaggi e i borghi patrimonio UNESCO compensano di ogni fatica. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="731770" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/curve-a-picco-sul-mare-e-tornanti-tra-le-nuvole-la-strada-piu-spettacolare-d-italia-che-non-e-la-costiera-amalfitana.html" title="Curve a picco sul mare e tornanti tra le nuvole: la strada più spettacolare d'Italia che non è la Costiera Amalfitana">Curve a picco sul mare e tornanti tra le nuvole: la strada più spettacolare d'Italia che non è la Costiera Amalfitana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/curve-a-picco-sul-mare-e-tornanti-tra-le-nuvole-la-strada-piu-spettacolare-d-italia-che-non-e-la-costiera-amalfitana.html" title="Curve a picco sul mare e tornanti tra le nuvole: la strada più spettacolare d'Italia che non è la Costiera Amalfitana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/curve-a-picco-sul-mare-e-tornanti-tra-le-nuvole-la-strada-piu-spettacolare-d-italia-che-non-e-la-costiera-amalfitana-1759087809638_320.jpg" alt="Curve a picco sul mare e tornanti tra le nuvole: la strada più spettacolare d'Italia che non è la Costiera Amalfitana"></a></article></aside><p>Anche questa è una strada da percorrere tutto l’anno. Le temperature del sud Italia rendono possibile e piacevole fare il bagno da metà primavera fino all’inizio dell’autunno, mentre nel resto dell’anno quando l’aria si fa più limpida, i colori diventano più <strong>vividi </strong>rendendo il panorama sul mare persino più straordinario.</p><h2><br>2. Wild Atlantic Way </h2><p>Lasciamo ora il Mediterraneo per spostarci decisamente più a nord, su una delle strade costiere più scenografiche d’Europa e non solo. La Wild Atlantic Way si trova in <strong>Irlanda </strong>ed è uno degli itinerari più imperdibili del paese. </p><p>Con i suoi 2600 Km di assoluta bellezza, la strada collega <strong>Cork a Derry</strong> tra alte scogliere battute dal vento, prati sterminati dove pascolano le pecore e caratteristici <strong>borghi </strong>sul mare, passando per castelli, chiese rurali e qualche città un po' più grande. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775556" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-trend-dell-estate-2026-e-viaggiare-di-notte-in-treno-ecco-perche-sempre-piu-persone-fanno-questa-scelta.html" title="Il trend dell’estate 2026 è viaggiare di notte in treno: ecco perché sempre più persone fanno questa scelta">Il trend dell’estate 2026 è viaggiare di notte in treno: ecco perché sempre più persone fanno questa scelta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-trend-dell-estate-2026-e-viaggiare-di-notte-in-treno-ecco-perche-sempre-piu-persone-fanno-questa-scelta.html" title="Il trend dell’estate 2026 è viaggiare di notte in treno: ecco perché sempre più persone fanno questa scelta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-trend-dell-estate-2026-e-viaggiare-di-notte-in-treno-ecco-perche-sempre-piu-persone-fanno-questa-scelta-1782393850461_320.jpg" alt="Il trend dell’estate 2026 è viaggiare di notte in treno: ecco perché sempre più persone fanno questa scelta"></a></article></aside><p>I luoghi iconici attraversati da questa strada sono un’infinità. Tra questi, ad esempio, la <strong>baia di Donegal</strong>, il <strong>Connemara</strong>, la penisola di <strong>Dingle</strong>. </p><p>La Wild Atlantic Way, inoltre, si sovrappone per un tratto ad un’altra straordinaria strada dell’Irlanda, il <strong>Ring of Kerry</strong>, che inizia e finisce a <strong>Killarney </strong>e ha una lunghezza di 179 Km, tra incredibili paesaggi che si affacciano sull’oceano.</p><h2>1. Atlanterhavsvegen </h2><p>Questa strada dal nome difficile da pronunciare, nota anche come la <strong>Strada Atlantica Norvegese</strong> è generalmente riconosciuta come la più bella strada costiera d’Europa. Che sia la più bella in assoluto o meno, rimane comunque una strada che attraversa paesaggi indimenticabili, “saltando” da un’isola all’altra grazie a dei <strong>ponti </strong>che danno la sensazione di guidare direttamente sull’acqua.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estate-on-the-road-le-5-strade-costiere-piu-belle-d-europa-1785440194935.jpg" data-image="lwixrl6rdgjv" alt="Strada costiera Norvegia" title="Strada costiera Norvegia"><figcaption>L'Atlanterhavsvegen vista dall'alto, con i ponti che collegano le isole della costa norvegese</figcaption></figure><p>La Strada Atlantica Norvegese collega <strong>Kårvåg </strong>al piccolo villaggio costiero di <strong>Bud</strong>. Il primo tratto è quello più famoso, reso noto anche da cinema e spot pubblicitari per l’alto valore paesaggistico, ed è quello dove gli <strong>otto ponti</strong> sull’Oceano Atlantico permettono di muoversi fra le isole. Tra di essi, il più famoso e quello che più di tutti ha reso celebre questa strada, è <strong>Storseisundet Bridge</strong>. </p><p>Dopo, però, il viaggio continua alternando tratti che attraversano i <strong>boschi </strong>a tratti che corrono lungo la costa, accanto a <strong>spiagge </strong>frequentate da uccelli marini o piccoli villaggi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677716" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mistero-delle-luci-di-hessdalen-gli-strani-fenomeni-luminosi-che-appaiono-in-questo-angolo-di-norvegia.html" title="Il mistero delle luci di Hessdalen, gli strani fenomeni luminosi che appaiono in questo angolo di Norvegia">Il mistero delle luci di Hessdalen, gli strani fenomeni luminosi che appaiono in questo angolo di Norvegia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mistero-delle-luci-di-hessdalen-gli-strani-fenomeni-luminosi-che-appaiono-in-questo-angolo-di-norvegia.html" title="Il mistero delle luci di Hessdalen, gli strani fenomeni luminosi che appaiono in questo angolo di Norvegia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-mistero-delle-luci-di-hessdalen-gli-strani-fenomeni-luminosi-che-appaiono-in-questo-angolo-di-norvegia-1728469494766_320.jpg" alt="Il mistero delle luci di Hessdalen, gli strani fenomeni luminosi che appaiono in questo angolo di Norvegia"></a></article></aside><p>L’Atlanterhavsvegen è percorribile tutto l’anno, ma in <strong>estate </strong>le lunghe ore di luce e il clima più mite unito al mare generalmente più calmo rendono il viaggio più godibile. </p><p>In <strong>inverno </strong>il vento forte e le onde che si infrangono sulla costa con straordinaria forza possono rendere la guida più difficile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/estate-on-the-road-le-5-strade-costiere-piu-belle-d-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Weekend bollente su tutta Italia: caldo intenso, ma anche forti temporali in arrivo su Alpi e Appennini]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-bollente-su-tutta-italia-caldo-intenso-ma-anche-forti-temporali-in-arrivo-su-alpi-e-appennini.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'ondata di caldo africano continuerà a dominare l'Italia anche nei prossimi giorni, con sole prevalente e temperature ben sopra la media. Tuttavia, deboli infiltrazioni fresche in quota potranno ancora innescare locali temporali pomeridiani su Alpi e Appennino.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xav1pc2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xav1pc2.jpg" id="xav1pc2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'attuale situazione su scala continentale vede la <strong>persistenza di una vasta e poderosa struttura anticiclonica di matrice subtropicale africana</strong>, che continua ad abbracciare gran parte del bacino del Mediterraneo e dell'Europa centro-meridionale. </p><p>Questa ennesima espansione del promontorio anticiclonico nordafricano continua a mantenere le <strong>temperature ben al di sopra delle medie climatologiche del period</strong>o, prolungando questa quarta,<strong> intensa ondata di calore</strong>, segnata anche da <strong>tassi di umidità elevati </strong>che producono<strong> condizioni di afa </strong>spesso marcata. Nonostante il dominio dell'alta pressione,<strong> il margine settentrionale della cupola anticiclonica</strong>, specie alle quote superiori, viene<strong> eroso parzialmente da deboli infiltrazioni di aria più fresca ed instabile di origine atlantica.</strong> </p><p>L'interazione tra questo <strong>flusso più fresco in quota </strong>e il <strong>forte riscaldamento</strong> presente <strong>al suolo</strong>, soprattutto durante le ore diurne, è in grado di favorire l'innesco di <strong>fenomeni di instabilità pomeridiana</strong>, concentrata in prevalenza <strong>a ridosso dei rilievi alpini e lungo la dorsale appenninica centro-settentrionale</strong>, con locali sconfinamenti anche verso le pianure adiacenti (specie nei prossimi giorni).</p><h2>Venerdì 7 agosto con infiltrazioni più fresche e temporali sui rilievi</h2><p>Nella giornata di venerdì, il quadro meteorologico sulla Penisola rimarrà in prevalenza improntato alla stabilità, <strong>soleggiato e con un caldo sempre molto intenso da Nord a Sud.</strong> Le pianure e le fasce costiere vedranno un ampio soleggiamento per gran parte della giornata. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782022" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine.html" title="Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine">Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine.html" title="Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine-1785853993205_320.jpg" alt="Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine"></a></article></aside><p>Discorso diverso sui<strong> rilievi centrosettentrionali </strong>dove,<strong> tra il primo pomeriggio e la tarda serata</strong>, si assisterà allo sviluppo di<strong> cumuli ad evoluzione diurna</strong>, causati dall'interazione tra gli spifferi freschi in quota e l'aria calda in sollevamento dai bassi strati. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fine-settimana-con-caldo-intenso-su-tutta-italia-con-fenomeni-di-instabilita-pomeridiana-su-arco-alpino-e-appennino-1785922804855.jpg" data-image="vp22lqe3ble6"></figure><p>In particolare <strong>rovesci e temporali </strong>potranno ancora interessare <strong>l'arco alpino e le Prealpi</strong>. Fenomeni <strong>occasionali e più isolati</strong> potranno interessare anche <strong>l'Appennino centro-settentrionale</strong>.<sup></sup> Le temperature non subiranno variazioni di rilievo, confermandosi <strong>superiori alle medie di circa 3-5 °C </strong>(ricordiamo che stiamo parlando delle medie di riferimento statisticamente più elevate di tutto l'anno).</p><h2>Per sabato 8 agosto, ancora caldo intenso e instabilità pomeridiana</h2><p>Per sabato 8 agosto l'impianto generale rimarrà sostanzialmente invariato. Il<strong> sole</strong> resterà il <strong>protagonista</strong> principale sulla maggior parte del territorio italiano, <strong>soprattutto lungo i litorali e sulle pianure del Centro-Sud e delle Isole Maggiori</strong>, con g<strong>ran caldo e condizioni di afa</strong>, che si faranno sentire specialmente nei centri urbani e nelle aree interne.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fine-settimana-con-caldo-intenso-su-tutta-italia-con-fenomeni-di-instabilita-pomeridiana-su-arco-alpino-e-appennino-1785922848090.jpg" data-image="7sk3co7h7khg"><figcaption>È evidenziato nella mappa. Per le ore pomeridiane di domenica, le temperature rimarranno molte elevate su tutta la penisola e proprio domenica si assisterà ad un lieve calo al Nord e lungo il versante adriatico, con un calo che sarà quasi trascurabile. ECMWF- MeteoRed</figcaption></figure><p>A partire dalle ore centrali della giornata assisteremo a un nuovo sviluppo di <strong>nubi (cumulonembi) sulle Alpi e lungo la dorsale appenninica</strong>. Saranno <strong>possibili temporali pomeridiani sparsi</strong> e, in genere,<strong> di breve durata</strong>, che in qualche caso isolato <strong>potrebbero sconfinare verso le zone pedemontane o sulle pianure adiacenti del Nord-Ovest. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781982" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-fino-a-ferragosto-in-italia-tendenza-meteo-a-10-giorni.html" title="Caldo fino a Ferragosto in Italia? Tendenza meteo a 10 giorni">Caldo fino a Ferragosto in Italia? Tendenza meteo a 10 giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-fino-a-ferragosto-in-italia-tendenza-meteo-a-10-giorni.html" title="Caldo fino a Ferragosto in Italia? Tendenza meteo a 10 giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-tendenza-aggiornata-per-ferragosto-secondo-le-esemble-1785843087146_320.jpg" alt="Caldo fino a Ferragosto in Italia? Tendenza meteo a 10 giorni"></a></article></aside><p>Come accennato, le temperature rimarranno elevate, con <strong>massime che toccheranno o supereranno i 35-37°C nelle zone interne pianeggianti del Centro-Sud</strong> (localmente anche superiori).</p><h2>Domenica 9: il fine settimana si chiude all'insegna del sole</h2><p>La giornata di domenica vedrà il <strong>consolidamento del campo di alta pressione</strong>, in grado di garantire una <strong>giornata ampiamente soleggiata su gran parte d'Italia</strong>. Il <strong>caldo </strong>si manterrà <strong>opprimente</strong>, anche se si potrà registrare un<strong> lievissimo e temporaneo ridimensionamento di 1 o 2°C su alcuni settori adriatici e del Nord,</strong> una variazione che sarà difficilmente percepita e che sarà praticamente <strong>trascurabile</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fine-settimana-con-caldo-intenso-su-tutta-italia-con-fenomeni-di-instabilita-pomeridiana-su-arco-alpino-e-appennino-1785923001213.jpg" data-image="x9di91g94toi"><figcaption>Alta pressione di nuovo e rinforzo per domenica con attività temporalesca diurna limitata rispetto alle giornate precedenti, relegata principalmente ai settori alpini orientali e ai rilievi più interni dell'Appennino centrale nelle ore più calde del pomeriggio. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>L'attività temporalesca diurna </strong>dovrebbe essere <strong>limitata </strong>rispetto alle giornate precedenti, relegata principalmente ai settori alpini orientali e ai rilievi più interni dell'Appennino centrale nelle ore più calde del pomeriggio.</p><h2>Tendenza per la settimana e per Ferragosto ancora molto incerta</h2><p>L'analisi delle tendenze desunta dai modelli ECMWF e GFS, indica un'alta pressione coriacea. La struttura anticiclonica sembrerebbe mostrare alcuni segni di "stanchezza", favorendo qualche episodio temporalesco in più sui rilievi, ma senza una vera e propria rottura stagionale in grado di interrompere l'ondata di caldo.</p><div class="texto-destacado">Per individuare <strong>una possibile interruzione dell'ondata di caldo</strong>, con un generale e consistente calo termico sull'Italia, le simulazioni devono spingersi <strong>molto avanti nel tempo</strong>, verso la parte finale di agosto. In questo orizzonte temporale, tuttavia, <strong>si entra in un campo di ipotesi modellistiche a bassa o bassissima affidabilità.</strong></div><p>Infatti, <strong>l'elevata incertezza </strong>evidenziata dai cluster delle "ensemble" oltre i 10 giorni, <strong>potrebbe riflettere semplicemente il limite fisiologico della modellistica deterministica.</strong> Perciò, vi diamo appuntamento ai <strong>prossimi aggiornamenti</strong> per seguire l'evoluzione del quadro sinottico ed evidenziare<strong> gli eventuali primi segnali concreti di uno sblocco della circolazione atmosferica.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-bollente-su-tutta-italia-caldo-intenso-ma-anche-forti-temporali-in-arrivo-su-alpi-e-appennini.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 12:30:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Non esistono solo foreste sulla terraferma: anche sotto la superficie del mare vivono ecosistemi vegetali fondamentali per la biodiversità, il clima e l'equilibrio degli oceani. Ecco come la riforestazione marina cerca di proteggerli.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785424927522.jpeg" data-image="ymwsct5ljwnn"><figcaption>Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua</figcaption></figure><p><strong>Quando si parla di riforestazione, il pensiero corre subito a boschi, foreste degradate e nuovi alberi piantati nelle città</strong>. Negli ultimi anni, infatti, è cresciuta la consapevolezza del ruolo fondamentale degli ecosistemi forestali terrestri: regolano il clima, contrastano l'erosione del suolo, favoriscono la biodiversità e offrono numerosi servizi ecosistemici indispensabili per la vita umana. </p><div class="texto-destacado">Ma anche sotto la superficie del mare esistono vere e proprie foreste, formate da piante e alghe marine, capaci di ospitare una straordinaria ricchezza di specie e di svolgere funzioni fondamentali per il pianeta.</div><p><strong>Questi ecosistemi sommersi sono però sempre più minacciati dall'inquinamento, dalla distruzione degli habitat e dai cambiamenti climatici</strong>. Proprio come accade sulla terraferma, anche in mare la perdita della vegetazione comporta conseguenze profonde sull'equilibrio degli ecosistemi. La vita terrestre e quella marina, infatti, non sono mondi separati, ma parti dello stesso sistema naturale.</p><h2>Praterie marine: le foreste sommerse degli oceani</h2><p><strong>Con il termine "vegetazione marina" si indicano ambienti diversi, accomunati dalla capacità di produrre biomassa e creare habitat complessi per numerose specie</strong>. Tra le piante marine vere e proprie troviamo le fanerogame marine, un gruppo di piante superiori adattate alla vita sommersa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785424989870.jpeg" data-image="a2yj9awb1pg7"><figcaption>Praterie marine: le foreste sommerse degli oceani</figcaption></figure><p><strong>Nel Mediterraneo la più famosa è senza dubbio la </strong><strong>Posidonia oceanica</strong>, una specie endemica del nostro mare che forma vaste praterie sottomarine lungo le coste. Nonostante il nome possa trarre in inganno, non è un'alga, ma una vera pianta dotata di radici, foglie, fiori e frutti. </p><div class="texto-destacado">Le sue praterie rappresentano uno degli ecosistemi più importanti del Mediterraneo: producono ossigeno, assorbono anidride carbonica, proteggono le coste dall'erosione e offrono rifugio e aree di riproduzione a moltissime specie marine.</div><p><strong>Accanto alle fanerogame esistono anche le grandi foreste di alghe</strong>, come quelle formate dalle kelp, diffuse soprattutto nelle acque temperate degli oceani. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785425029071.jpeg" data-image="4ds6jsikxnwg"><figcaption>Alghe kelp</figcaption></figure><p>Questi ambienti possono raggiungere dimensioni impressionanti e ospitare comunità estremamente ricche, offrendo nutrimento e protezione a pesci, molluschi, crostacei e numerosi altri organismi.</p><h2>Dalla distruzione alla frammentazione: le minacce alla vegetazione marina</h2><p><strong>Per secoli gli ecosistemi marini sono stati considerati più lontani e meno vulnerabili rispetto a quelli terrestri</strong>. Oggi sappiamo invece che anche le foreste sommerse stanno subendo un rapido declino.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785425079729.jpeg" data-image="irmvcy3tpezk"><figcaption>Dalla distruzione alla frammentazione: le minacce alla biodiversità marina</figcaption></figure><p><strong>Tra le principali minacce ci sono le attività umane locali</strong>, come l'ancoraggio incontrollato delle imbarcazioni, la pesca a strascico, la costruzione di infrastrutture costiere e l'inquinamento delle acque. Questi fattori possono danneggiare direttamente le praterie marine, frammentando habitat che hanno impiegato decenni o secoli per svilupparsi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785425117286.jpeg" data-image="regc6uk2dtw7"><figcaption>Tra le principali minacce ci sono le attività umane, come la pesca a strascico</figcaption></figure><p><strong>A queste pressioni si aggiungono quelle legate alla crisi climatica</strong>: l'aumento della temperatura degli oceani, le ondate di calore marine, l'acidificazione delle acque e i cambiamenti nella circolazione marina possono compromettere la sopravvivenza di molte specie.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="701309" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-punto-piu-profondo-del-mar-mediterraneo-contiene-gia-molti-detriti-marini-di-origine-umana.html" title="Il punto più profondo del Mar Mediterraneo è pieno di rifiuti di origine umana: la scoperta con un sottomarino">Il punto più profondo del Mar Mediterraneo è pieno di rifiuti di origine umana: la scoperta con un sottomarino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-punto-piu-profondo-del-mar-mediterraneo-contiene-gia-molti-detriti-marini-di-origine-umana.html" title="Il punto più profondo del Mar Mediterraneo è pieno di rifiuti di origine umana: la scoperta con un sottomarino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-desechos-humanos-1741750439735_320.jpg" alt="Il punto più profondo del Mar Mediterraneo è pieno di rifiuti di origine umana: la scoperta con un sottomarino"></a></article></aside><p>Quando una prateria di Posidonia o una foresta di alghe viene degradata, diminuisce anche la capacità del mare di sostenere biodiversità, proteggere le coste e immagazzinare carbonio.</p><h2>Riforestazione marina: restaurare le foreste sommerse</h2><p><strong>La riforestazione marina nasce proprio dall'esigenza di recuperare questi ecosistemi perduti o danneggiati</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785425161470.jpeg" data-image="y27xttkbx1y6"><figcaption>Riforestazione marina: restaurare le foreste sommerse</figcaption></figure><p>Non significa semplicemente introdurre nuova vegetazione, ma ripristinare habitat naturali attraverso interventi mirati, favorendo il ritorno delle specie originarie e ricreando le condizioni necessarie affinché l'ecosistema possa rigenerarsi.</p><div class="texto-destacado">Nel caso delle praterie di Posidonia, per esempio, possono essere realizzati interventi di trapianto di frammenti della pianta o di rizomi in aree degradate, soprattutto dopo aver eliminato le cause del deterioramento. </div><p>In molti altri casi, però, la strategia più efficace consiste nel proteggere gli ambienti ancora integri e lasciare che la rigenerazione naturale faccia il proprio corso.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785425193161.jpeg" data-image="wv3wlve1e0lt"><figcaption>Nel caso delle praterie di Posidonia possono essere realizzati interventi di trapianto di frammenti o rizomi della pianta</figcaption></figure><p><strong>Numerosi progetti sono attivi in diverse parti del mondo</strong>. Nel Mediterraneo sono stati avviati programmi di recupero delle praterie di Posidonia in Italia, Spagna e Francia, mentre in altre aree del pianeta si lavora al ripristino delle foreste di kelp, delle mangrovie e delle praterie di fanerogame marine. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771784" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ogni-pesce-pappagallo-produce-100-kg-di-sabbia-bianca-all-anno-ecco-come-nascono-le-spiagge-da-sogno.html" title="Ogni pesce pappagallo produce 100 kg di sabbia bianca all’anno, ecco come nascono le spiagge da sogno">Ogni pesce pappagallo produce 100 kg di sabbia bianca all’anno, ecco come nascono le spiagge da sogno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ogni-pesce-pappagallo-produce-100-kg-di-sabbia-bianca-all-anno-ecco-come-nascono-le-spiagge-da-sogno.html" title="Ogni pesce pappagallo produce 100 kg di sabbia bianca all’anno, ecco come nascono le spiagge da sogno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ogni-pesce-pappagallo-produce-100-kg-di-sabbia-bianca-all-anno-ecco-come-nascono-le-spiagge-da-sogno-1780327137972_320.jpg" alt="Ogni pesce pappagallo produce 100 kg di sabbia bianca all’anno, ecco come nascono le spiagge da sogno"></a></article></aside><p>Questi interventi dimostrano come la tutela degli ecosistemi sommersi sia ormai una componente fondamentale delle strategie di conservazione della biodiversità.</p><h2>Proteggere le foreste, ovunque si trovino</h2><p><strong>Dalle foreste terrestri ai prati sommersi del Mediterraneo, ogni ecosistema vegetale svolge un ruolo essenziale per il funzionamento del pianeta</strong>. Proteggere gli alberi sulla terraferma e la vegetazione marina significa difendere due parti dello stesso sistema naturale, profondamente connesse tra loro.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785425268923.jpeg" data-image="jnsqb2uixlc1"><figcaption>Proteggere le foreste, ovunque si trovino</figcaption></figure><p><strong>Quando si parla di riforestazione e tutela del verde, quindi, non bisogna dimenticare che alcune delle foreste più importanti della Terra non crescono sopra il livello del mare, ma nelle profondità degli oceani</strong>. Meno visibili ai nostri occhi, sono comunque fondamentali per garantire un futuro alla vita sul pianeta.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Margherita Erriu preoccupata: "i modelli non vedono ancora la fine di questa ondata di calore"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-preoccupata-i-modelli-non-vedono-ancora-la-fine-di-questa-ondata-di-calore.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nel fine settimana il campo di alta pressione tornerà a rinforzarsi e quindi l’ondata di calore che ci sta attualmente interessando proseguirà ad attanagliare l’Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xav1dmy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xav1dmy.jpg" id="xav1dmy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’Italia <strong>continua ad essere stretta nella morsa del caldo</strong> a causa della persistenza del campo di alta pressione sul nostro territorio nazionale che sta portando <strong>un’ondata di calore di durata davvero straordinaria</strong>.</p><div class="texto-destacado">Ormai da giorni su praticamente tutta l’Italia si stanno registrando temperature estreme, tanto che <strong>da domani scatta il bollino rosso per le ondate di calore per tutte le 27 città d’Italia</strong> per le quali il Ministero della Salute dirama questo bollettino.</div><p>Ciò significa che farà troppo caldo su tutta l’Italia, da nord a sud, comprese le due isole maggiori. <strong>Le anomalie termiche si avvicineranno ai +10 °C</strong> e sono anche queste temperature estreme a enfatizzare <strong>un’altra criticità presente sul nostro territorio nazionale: i violenti temporali</strong>.</p><h2>Fine settimana con l'anticiclone in rinforzo</h2><p>Infatti al nord e lungo l’Appennino stiamo assistendo a quotidiani annuvolamenti che stanno portando <strong>rovesci e temporali anche particolarmente violenti</strong>, con precipitazioni abbondanti ed intense, numerose fulminazioni, <strong>raffiche di vento e anche possibili locali grandinate</strong>.</p><p>Queste condizioni meteorologiche saranno confermate anche nei prossimi giorni e <strong>ci accompagneranno anche nel corso del fine settimana</strong>, quando l’anticiclone si rafforzerà ulteriormente.</p><p>Data la situazione, già ad oggi estrema, <strong>questo ulteriore rinforzo non comporterà particolari variazioni meteorologiche</strong>, continuerà quindi a fare troppo caldo, con valori minimi e valori massimi elevatissimi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/temperature-roventi-e-temporali-in-arrivo-un-altro-fine-settimana-di-caldo-estremo-1785919620067.png" data-image="6m68ebpo5a27" alt="Temperature massime domenica" title="Temperature massime domenica"><figcaption>Durante le ore più calde della giornata di domenica molti termometri d'Italia registreranno temperature prossime ai 40 °C.</figcaption></figure><p>Pure nel prossimo fine settimana <strong>avremo quindi le cosiddette notti tropicali in numerosissime località</strong>. Ricordiamo che si parla di notti tropicali quando <strong>le temperature minime non scenderanno mai al di sotto dei 20 °C</strong>, neppure durante le ore più fresche.</p><p>Le massime invece si avvicineranno ancora diffusamente ai 40 °C, ma <strong>non saranno solo i picchi massimi ad essere allarmanti</strong>, infatti anche la persistenza di temperature elevate rappresenterà un problema.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781044" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scomparsa-delle-nuvole-basse-amplifica-il-riscaldamento-globale-attraverso-un-processo-di-retroazione-positiva.html" title="La scomparsa delle nuvole basse amplifica il riscaldamento globale attraverso un processo di retroazione positiva">La scomparsa delle nuvole basse amplifica il riscaldamento globale attraverso un processo di retroazione positiva</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scomparsa-delle-nuvole-basse-amplifica-il-riscaldamento-globale-attraverso-un-processo-di-retroazione-positiva.html" title="La scomparsa delle nuvole basse amplifica il riscaldamento globale attraverso un processo di retroazione positiva"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/perdida-de-nubes-calentamiento-global-1785207445386_320.jpg" alt="La scomparsa delle nuvole basse amplifica il riscaldamento globale attraverso un processo di retroazione positiva"></a></article></aside><p>Pensate che in buona parte dell’Italia <strong>si supereranno i 30 °C già alle prime ore del mattino</strong> e le temperature rimarranno al di sopra di questa soglia almeno fino alla sera.</p><h2>Caldo estremo e violenti temporali</h2><p>Queste temperature roventi <strong>si accompagneranno inoltre ad alti tassi di umidità, forte irraggiamento solare ed in generale calma di vento</strong>. Sarà quindi l’unione di queste condizioni meteo a <strong>poter causare problemi alla salute delle persone</strong>, in particolare quelle più fragili, e a far quindi scattare il bollino rosso per le ondate di calore.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/margherita-erriu-preoccupata-i-modelli-ancora-non-vedono-la-fine-di-quest-ondata-di-calore-1785923062754.png" data-image="8l18sk3xs8gu" alt="Caldo." title="Caldo."><figcaption>Il caldo proseguirà senza sosta fino ad oltre Ferragosto.</figcaption></figure><p>Al momento <strong>non si sa ancora per quali città verrà confermato il bollino rosso</strong> per il prossimo fine settimana, ma date le condizioni atmosferiche previste dai modelli meteo <strong>siamo abbastanza sicuri del fatto che venga confermato per quasi tutte le città</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781844" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/antartide-la-base-franco-italiana-concordia-ha-registrato-84-1-c-la-temperatura-piu-bassa-degli-ultimi-anni.html" title="Antartide: la base franco-italiana Concordia ha registrato −84,1 °C, la temperatura più bassa degli ultimi anni">Antartide: la base franco-italiana Concordia ha registrato −84,1 °C, la temperatura più bassa degli ultimi anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/antartide-la-base-franco-italiana-concordia-ha-registrato-84-1-c-la-temperatura-piu-bassa-degli-ultimi-anni.html" title="Antartide: la base franco-italiana Concordia ha registrato −84,1 °C, la temperatura più bassa degli ultimi anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/antartida-la-base-italiana-concordia-marco-84-1-c-el-registro-mas-frio-del-planeta-en-catorce-anos-1785629561012_320.jpg" alt="Antartide: la base franco-italiana Concordia ha registrato −84,1 °C, la temperatura più bassa degli ultimi anni"></a></article></aside><p>Ricordiamo di <strong>prestare attenzione anche ai possibili violenti temporali</strong> nelle aree interne appenniniche e sul nord Italia, <strong>alimentati anche dalle temperature estreme</strong> che forniscono grandi quantità di energia termica all’atmosfera, energia che poi può essere sfruttata proprio <strong>per dare più vigorosità ai moti termoconvettivi delle ore centrali</strong> della giornata.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Al momento non sembrano previsti miglioramenti, ovvero cali termici, <strong>almeno fino al giorno di Ferragosto, o nei giorni successivi.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-preoccupata-i-modelli-non-vedono-ancora-la-fine-di-questa-ondata-di-calore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'Organizzazione Meteorologica Mondiale conferma: "El Niño sta raggiungendo un'intensità mai vista da diversi anni"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-conferma-el-nino-sta-raggiungendo-un-intensita-mai-vista-da-diversi-anni.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:34:13 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'OMM ha confermato che El Niño continuerà a intensificarsi fino a diventare un evento di elevata intensità tra agosto e ottobre, con ripercussioni su temperature e precipitazioni in diverse regioni del mondo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-organizacion-meteorologica-mundial-confirma-el-nino-alcanza-una-fuerza-no-vista-en-anos-1785833605061.png" data-image="x1c5ns9vlq0r" alt="Oceano Pacifico." title="Oceano Pacifico."><figcaption>Nell'Oceano Pacifico centrale e orientale si sta verificando un marcato riscaldamento delle acque superficiali.</figcaption></figure><p>Il fenomeno <strong>El Niño</strong> continua a intensificarsi nel Pacifico equatoriale e tutto lascia presagire che sarà uno dei principali fattori a influenzare il clima globale nei prossimi mesi. Lo conferma l'<strong>Organizzazione</strong> <strong>Meteorologica Mondiale (OMM),</strong> che prevede che questo episodio raggiungerà la sua massima intensità nel trimestre agosto-ottobre 2026.</p><p>Secondo l'ultimo aggiornamento climatico stagionale globale dell'organizzazione, i vari modelli climatici internazionali concordano su un significativo riscaldamento delle acque superficiali nel Pacifico centrale e orientale.</p><div class="texto-destacado"><strong>Le anomalie della temperatura del mare potrebbero superare i 2,9 °C nelle regioni di riferimento utilizzate per monitorare il fenomeno, indicando chiaramente che El Niño continuerà a rafforzarsi.</strong></div><p>Ma questo non sarà l'unico fattore in gioco. Gli esperti prevedono anche lo sviluppo di una fase positiva del <strong>Dipolo dell'Oceano Indiano,</strong> nonché temperature oceaniche superiori alla norma nell'Atlantico tropicale. La combinazione di questi diversi fenomeni climatici potrebbe alterare la circolazione atmosferica su scala planetaria e accentuare gli eventi estremi in molte regioni.</p><h2>Un contesto favorevole al raggiungimento di temperature record e a un cambiamento nei modelli di precipitazione</h2><p>Secondo l'OMM, la probabilità di temperature superiori alla media è molto alta in gran parte delle terre emerse del pianeta.</p><p>I segnali più evidenti sono attesi in Africa, Europa meridionale, penisola arabica, subcontinente indiano, Asia orientale, America centrale, Caraibi, Africa meridionale, gran parte del Sud America e Nuova Zelanda. Nel frattempo, il Pacifico equatoriale continuerà a essere significativamente influenzato dal rafforzamento di <strong>El Niño.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-organizacion-meteorologica-mundial-confirma-el-nino-alcanza-una-fuerza-no-vista-en-anos-1785833663168.jpg" data-image="709s12h7bb2q" alt="Fonte : CPC-NOAA." title="Fonte : CPC-NOAA."><figcaption>Probabilità relative all'intensità del fenomeno ENSO nei prossimi trimestri, secondo l'aggiornamento di luglio 2026. Fonte: CPC-NOAA.</figcaption></figure><p>Per quanto riguarda le precipitazioni, lo scenario previsto corrisponde al modello classico associato a un forte evento El Niño. Sono previste precipitazioni superiori alla media per il Corno d'Africa, alcune zone dell'Asia centrale, l'Europa meridionale, il Nord America occidentale (a sud del 45° parallelo nord) e il Sud America sudorientale.</p><div class="texto-destacado"><strong>Al contrario, aumenta il rischio di condizioni di siccità superiori alla norma nel subcontinente indiano, nell'Australia meridionale e orientale, in alcune zone dell'America centrale, nei Caraibi, nel Sud America nordoccidentale e nell'Europa settentrionale.</strong></div><p>L'OMM, tuttavia, sottolinea che queste previsioni si basano su probabilità e non costituiscono certezze assolute. Inoltre, gli impatti possono variare considerevolmente da una regione all'altra e persino all'interno dello stesso Paese.</p><h2>L'OMM raccomanda di prepararsi prima che si manifestino le conseguenze</h2><p>Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, <strong>António Guterres,</strong> ha avvertito che l'intensificarsi di El Niño si verifica in un momento particolarmente preoccupante, caratterizzato da oceani eccezionalmente caldi e da un aumento costante delle temperature globali.</p><p>Ha affermato che questo fenomeno climatico è un ulteriore fattore che probabilmente intensificherà le ondate di calore, alimenterà incendi di vaste proporzioni e aumenterà la frequenza di altri eventi estremi, in un momento in cui il pianeta sta già registrando livelli record di riscaldamento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-organizacion-meteorologica-mundial-confirma-el-nino-alcanza-una-fuerza-no-vista-en-anos-1785833645528.jpg" data-image="rji86u2279j5" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>Durante un evento El Niño, le inondazioni possono diventare più frequenti in diverse regioni del mondo.</figcaption></figure><p>Da parte sua, la Segretaria Generale dell'OMM, <strong>Celeste Saulo, </strong>ha sottolineato che il valore delle previsioni non risiede solo nella loro capacità di anticipare i cambiamenti climatici, <strong>ma anche nella loro capacità di consentire a governi, organizzazioni umanitarie e popolazioni vulnerabili di adottare misure preventive prima che le conseguenze si manifestino.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779972" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-piu-forte-el-nino-degli-ultimi-155-anni-un-meteorologo-avverte-l-inverno-sta-per-cambiare-rotta.html" title="Il più forte El Niño degli ultimi 155 anni: un meteorologo avverte, 'l'inverno sta per cambiare rotta'">Il più forte El Niño degli ultimi 155 anni: un meteorologo avverte, "l'inverno sta per cambiare rotta"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-piu-forte-el-nino-degli-ultimi-155-anni-un-meteorologo-avverte-l-inverno-sta-per-cambiare-rotta.html" title="Il più forte El Niño degli ultimi 155 anni: un meteorologo avverte, 'l'inverno sta per cambiare rotta'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/starkster-el-nino-seit-155-jahren-wetterforscher-warnt-der-winter-kippt-1784723391694_320.jpg" alt="Il più forte El Niño degli ultimi 155 anni: un meteorologo avverte, 'l'inverno sta per cambiare rotta'"></a></article></aside><p>Ha osservato che questo evento El Niño si sta verificando in un contesto senza precedenti di temperature oceaniche molto elevate, il che rende le informazioni climatiche uno strumento essenziale per ridurre i rischi e rafforzare le capacità di risposta.</p><h2>Un fenomeno naturale con conseguenze globali</h2><p><strong>El Niño</strong> corrisponde alla fase calda del fenomeno <strong>El Niño-Oscillazione Meridionale (ENSO),</strong> uno dei principali fattori di variabilità climatica interannuale su scala globale. È caratterizzato da un riscaldamento anomalo delle acque superficiali nel Pacifico equatoriale centrale e orientale.</p><p>Questi episodi si verificano generalmente ogni due-sette anni, durano circa nove-dodici mesi e raggiungono la massima intensità tra novembre e febbraio. Tuttavia, i loro effetti sulla temperatura media globale si fanno spesso sentire maggiormente nell'anno successivo al loro sviluppo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781111" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?">Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa-1785332795459_320.png" alt="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?"></a></article></aside><p><strong>L'OMM sottolinea inoltre che non tutti gli episodi di El Niño producono esattamente gli stessi effetti.</strong> Il loro impatto dipende sia dalla loro intensità sia dalla loro interazione con altri fenomeni climatici. Per questo motivo, l'organizzazione continua a rafforzare i propri sistemi di monitoraggio, i servizi di informazione climatica e il coordinamento internazionale per consentire ai paesi di anticipare i rischi e mitigarne le conseguenze.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-conferma-el-nino-sta-raggiungendo-un-intensita-mai-vista-da-diversi-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nella giornata di venerdì 7 agosto infiltrazioni di aria più fresca dalla Francia causeranno forte instabilità sulle regioni del Nord Italia. Si rischiano fenomeni temporaleschi molto intensi. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaurvau"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaurvau.jpg" id="xaurvau"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Lo scenario meteorologico sul nostro Paese continua ad essere dominato dall’anticiclone africano che continua a regalarci giornate molto afose, con caldo davvero opprimente e valori termici ben al di sopra delle medie del periodo. </p><div class="texto-destacado">Le temperature restano elevate non solo in pianura, ma anche in montagna, <strong>dove l’aria calda si fa sentire con particolare insistenza e rende l’ambiente quasi estivo anche a quote medie. </strong></div><p>Fra oggi e domani si raggiungeranno massime fino a <strong>+38°C +40°C</strong> in diverse aree del Paese, dalla Pianura Padana al Tavoliere, fino alle zone interne della Sicilia. </p><h2><strong>Incredibile l’altezza dello zero termico</strong></h2><p>Lo <strong>zero termico</strong> si mantiene su valori molto elevati, intorno ai 4500 metri, e tale rimarrà anche nei prossimi giorni, salvo lievi oscillazioni. Solo nella giornata di venerdì una certa instabilità pomeridiana prevista al Nord, specie sulle Alpi, <strong>permetterà una lieve discesa della quota degli zero gradi, fin verso i 4000 metri.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Farà molto caldo anche in montagna nei prossimi giorni. Ad esempio, sulle Alpi, a 1500 metri di quota, <strong>le temperature massime oscilleranno intorno ai +25 °C fino a giovedì.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Un’atmosfera pesante che richiederà particolare attenzione a escursionisti e frequentatori della montagna nelle ore centrali della giornata.</p><h2><strong>Attenzione ai temporali attesi venerdì 7 agosto</strong></h2><p>La svolta, almeno in parte, potrebbe arrivare <strong>venerdì 7 agosto.</strong> Sul Nord Italia si profila infatti un aumento dell’instabilità, <strong>con il rischio di forti temporali, </strong>per infiltrazioni di aria fresca in quota, provenienti dal vicino oceano.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine-1785853667682.png" data-image="4qex8pi4x8o5" alt="Breve calo termico." title="Breve calo termico."><figcaption>Sulle regioni del Nord ci sarà una temporanea infiltrazione di aria fresca in quota venerdì. </figcaption></figure><p>I fenomeni nasceranno sulle Alpi e sugli Appennini nelle ore pomeridiane, per poi spostarsi entro sera verso la Pianura Padana. L’area a nord del Po sarà quella più esposta a fenomeni intensi, <strong>con possibili rovesci di forte intensità, locali grandinate, anche di media e grossa taglia, e raffiche di vento.</strong></p><p>Chi si trova in montagna o in pianura settentrionale farà bene a monitorare gli aggiornamenti meteo nella giornata di venerdì, <strong>perché il passaggio dai cieli sereni e caldissimi a condizioni potenzialmente avverse potrà risultare rapido e improvviso.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781969" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia.html" title="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia">30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia.html" title="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia-1785835227513_320.png" alt="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia"></a></article></aside><p>In particolare<strong> chi si trova in montagna o nelle zone di pianura settentrionale dovrà seguire con attenzione gli aggiornamenti meteo e limitare le attività all’aperto nelle ore più a rischio, </strong>soprattutto nel pomeriggio e in serata.</p><h2><strong>Quali saranno le regioni più esposte ai temporali?</strong></h2><p>I fenomeni interesseranno in particolare le zone alpine e appenniniche, dove i temporali nasceranno nel pomeriggio spinti dal calore accumulato e dall’aria più instabile in quota, pronta a scorrergli sopra. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine-1785853734739.png" data-image="t9v4fxarnudd" alt="Temporali." title="Temporali."><figcaption>Nella giornata di venerdì forti temporali sono attesi sulle regioni del Nord.</figcaption></figure><p>Entro sera, queste <strong>celle temporalesche</strong> potranno spostarsi verso la Pianura Padana, interessando soprattutto l’area a nord del Po. Proprio in questa fascia, tra le province settentrionali di Piemonte, Lombardia, Veneto, e nel Trentino Alto Adige, <strong>si concentrerà il rischio maggiore di fenomeni intensi. </strong></p><p><strong>In queste 4 regioni del Nord l’instabilità sarà davvero intensa.</strong> <strong>Non si escludono rovesci di forte intensità, possibili grandinate e raffiche di vento improvvise, </strong>in grado di creare criticità localizzate, nelle aree più interessate dai fenomeni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781111" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?">Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa-1785332795459_320.png" alt="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?"></a></article></aside><p>Il passaggio dai cieli sereni e caldissimi a condizioni potenzialmente avverse potrà risultare rapido e improvviso, come spesso accade in queste situazioni estive. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La scomparsa delle nuvole basse amplifica il riscaldamento globale attraverso un processo di retroazione positiva]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scomparsa-delle-nuvole-basse-amplifica-il-riscaldamento-globale-attraverso-un-processo-di-retroazione-positiva.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 03:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Le nuvole basse sugli oceani svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento della temperatura del nostro pianeta e nell'equilibrio energetico. La loro scomparsa o diminuzione comporta conseguenze significative.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/perdida-de-nubes-calentamiento-global-1785207457770.gif" data-image="lw9t7c16opya"></figure><figcaption> Una rappresentazione 3D di una simulazione di grandi vortici, realizzata dal gruppo di ricerca, mostra nuvole stratocumuli sull'Oceano Pacifico. Il piano inferiore rappresenta la galleggiabilità della superficie. Crediti: Sheide Chammas / Google.</figcaption><p>Le nuvole basse sugli oceani svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento della temperatura del nostro pianeta, <strong>riflettendo la luce solare e impedendole di raggiungere la superficie.</strong></p><p>Tuttavia, modellare la loro risposta ai cambiamenti climatici si è rivelato complesso. Ora, i ricercatori del Caltech e di Google hanno scoperto nuovi e importanti dati su come le nuvole potrebbero reagire all’aumento della temperatura della superficie del mare e ai crescenti <strong>livelli di CO₂,</strong> utilizzando un ampio e potente set di dati di simulazioni sviluppato dal gruppo.</p><h2>L'importanza delle nuvole basse sull'oceano</h2><p>«Una delle maggiori incognite nelle previsioni climatiche è come reagiranno le nuvole basse al riscaldamento globale», afferma <strong>Zhaoyi Shen, </strong>ricercatore capo del Centro Ronald e Maxine Linde per la Scienza Ambientale Globale del Caltech e coautore di un articolo che riassume i risultati del team, pubblicato su <strong><em>Science Advances.</em></strong> </p><p>«I nostri risultati mostrano possibili adattamenti rapidi e significativi delle nuvole basse alle elevate concentrazioni di CO₂, il che suggerisce che il clima terrestre potrebbe essere più sensibile agli alti livelli di CO₂ rispetto a quanto attualmente previsto da alcuni modelli climatici».</p><p>Il team ha inoltre scoperto che l’assottigliamento delle nuvole basse — strati uniformi o vaste estensioni irregolari al di sotto dei 1.800 metri che coprono enormi porzioni dei mari subtropicali — amplifica il riscaldamento globale attraverso un ciclo di retroazione: l’aumento della temperatura della superficie del mare produce meno nuvole, il che significa meno luce solare riflessa e un pianeta più caldo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>«Ciò conferma le prove sempre più numerose emerse negli ultimi anni», afferma Tapio Schneider, professore ordinario di Scienze Ambientali e Ingegneria al Caltech e coautore dell’articolo; Schneider è anche ricercatore capo presso Google. «Ora possiamo scartare con certezza l’idea che questo effetto sia nullo o che in qualche modo attenui il riscaldamento globale».</strong><br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Combinando un framework di modellizzazione per le simulazioni sviluppato da Shen con la potenza delle risorse informatiche di Google, il team di ricerca ha utilizzato dati meteorologici simulati su larga scala provenienti da un affidabile modello climatico globale sviluppato dall’Amministrazione Nazionale Oceanica e Atmosferica per eseguire migliaia di simulazioni di grandi vortici ad alta risoluzione.</p><p>Le simulazioni hanno utilizzato condizioni atmosferiche e superficiali relative a 500 località selezionate casualmente nell’Oceano Pacifico tropicale, rilevate in quattro mesi diversi per rappresentare i cambiamenti stagionali. </p><div class="texto-destacado">Ogni combinazione di località e stagione è stata utilizzata per eseguire simulazioni di grandi vortici relative a quattro scenari di cambiamento climatico: <strong>un aumento di 4 gradi Celsius della temperatura della superficie del mare rispetto al valore di riferimento; un quadruplicamento della CO₂ atmosferica; un riscaldamento di 4 gradi Celsius con il doppio della CO₂; e un riscaldamento di 4 gradi Celsius con il quadruplo della CO₂.</strong></div><p>«Abbiamo scoperto che le nuvole rispondono direttamente alle variazioni di CO₂, un fatto ben noto in fisica, ma che forse sorprenderà molti», afferma Schneider. «Una semplice variazione della CO₂ atmosferica modifica il modo in cui la radiazione infrarossa si propaga nell’aria, influenzando direttamente le nuvole anche se le temperature vengono mantenute artificialmente costanti. Fondamentalmente, questo effetto non è lineare; accelera man mano che aumentano</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perdida-de-nubes-calentamiento-global-1785207530072.jpg" data-image="ua5k6nog9c56" alt="Rappresentazione grafica." title="Rappresentazione grafica."><figcaption>Rappresentazione 3D di simulazioni di nuvole sulle acque oceaniche. Le rappresentazioni 3D mostrano esempi di simulazioni a grandi vortici (LES) generate dal team di ricerca. Il pannello centrale rappresenta le posizioni campionate nell'Oceano Pacifico. In ogni angolo, le rappresentazioni volumetriche della frazione di massa d'acqua delle nuvole nelle simulazioni LES, generate dall'output di un modello climatico globale per le condizioni meteorologiche attuali in quattro località rappresentative (cerchi neri) durante il mese di luglio, rivelano modelli distinti di nuvole basse (in senso orario da in basso a sinistra: cumuli bassi, stratocumuli, stratocumuli costieri con nebbia e stratocumuli sopra i cumuli). Il piano inferiore rappresenta la galleggiabilità superficiale. Crediti: Sheide Chammas / Google</figcaption></figure><p><strong>Il team ha utilizzato oltre 7.000 simulazioni nella propria ricerca, un aumento significativo della dimensione del campione rispetto ai lavori precedenti. </strong>Ad esempio, uno studio precedente di Shen aveva combinato i dati di 500 simulazioni, un numero già superiore alle decine di simulazioni utilizzate negli esperimenti precedenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721289" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-sta-ingigantendo-sempre-piu-i-chicchi-di-grandine-l-italia-e-uno-dei-paesi-piu-esposti.html" title="Il cambiamento climatico sta ingigantendo sempre più i chicchi di grandine, l'Italia è uno dei Paesi più esposti">Il cambiamento climatico sta ingigantendo sempre più i chicchi di grandine, l'Italia è uno dei Paesi più esposti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-sta-ingigantendo-sempre-piu-i-chicchi-di-grandine-l-italia-e-uno-dei-paesi-piu-esposti.html" title="Il cambiamento climatico sta ingigantendo sempre più i chicchi di grandine, l'Italia è uno dei Paesi più esposti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-cambiamento-climatico-sta-ingigantendo-sempre-piu-i-chicchi-di-grandine-l-italia-e-uno-dei-paesi-piu-esposti-1753306371912_320.jpg" alt="Il cambiamento climatico sta ingigantendo sempre più i chicchi di grandine, l'Italia è uno dei Paesi più esposti"></a></article></aside><p>Questa enorme scalabilità è stata resa possibile dal punto di vista computazionale da un codice di simulazione <strong>"large-swirl"</strong> che sfrutta i cluster di unità di elaborazione tensoriale (TPU) di Google per creare una solida raccolta di stati delle nuvole in diverse condizioni. Le TPU sono chip di calcolo specializzati progettati per accelerare i carichi di lavoro di intelligenza artificiale (IA) e apprendimento automatico.</p><p><strong>"Questo esperimento dimostra la potenza di calcolo che le capacità hardware di Google consentono",</strong> ha affermato <strong>Yi-Fan Chen,</strong> direttore dell'ingegneria del software di Google e responsabile del team di ricerca. "Si tratta di calcolo su una scala straordinaria, che dimostra <strong>come i processori originariamente sviluppati per l'IA e l'apprendimento automatico possano accelerare le scoperte scientifiche, consentendo simulazioni prima irraggiungibili."</strong></p><h2>Osservare e simulare il passato</h2><p>Oltre a modellare il futuro, questo set di dati può aiutare i ricercatori a chiarire i climi passati del pianeta, come ad esempio durante l'Eocene (iniziato 56 milioni di anni fa e terminato 33,9 milioni di anni fa), quando i livelli di CO₂ erano fino a quattro volte superiori a quelli odierni. Inoltre, il set di dati è disponibile pubblicamente, il che significa che chiunque con un computer portatile può utilizzarlo per creare i propri modelli.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-tabu-del-cambiamento-climatico-perche-gli-scienziati-hanno-urgenza-di-parlare-dello-scenario-peggiore-possibile.html" title="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'">Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello "scenario peggiore possibile"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-tabu-del-cambiamento-climatico-perche-gli-scienziati-hanno-urgenza-di-parlare-dello-scenario-peggiore-possibile.html" title="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-tabu-del-cambio-climatico-por-que-los-cientificos-urgen-a-hablar-del-peor-escenario-posible-1784803404526_320.jpeg" alt="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'"></a></article></aside><p>"Questo nuovo set di dati pubblico ha il potenziale per aiutare la più ampia comunità scientifica a valutare e addestrare modelli di turbolenza, convezione e nuvolosità per i modelli climatici globali", afferma Shen. Shen fa anche parte della <strong>Climate Modelling Alliance (CliMA), </strong>una coalizione di scienziati, ingegneri e matematici applicati del Caltech e del MIT, con sede al Caltech. <strong>"Nella Climate Modelling Alliance stiamo sviluppando un nuovo modello climatico progettato per apprendere dai dati utilizzando l'intelligenza artificiale e l'apprendimento automatico, </strong>e sto usando questo set di dati per calibrare i nuovi schemi di turbolenza e convezione del nostro modello."</p><p>Fonte: <a href="https://www.caltech.edu/" target="_blank"><strong>Instituto Tecnológico de California, Caltech</strong> </a></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Sheide%20Chammas%20et%20al" data-year="" data-title="High-resolution%20simulations%20reveal%20positive%20global%20warming%20feedback%20from%20Pacific%20low%20clouds%2C%20Science%20Advances" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fsciadv.aec8488">Sheide Chammas et al. <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aec8488" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">High-resolution simulations reveal positive global warming feedback from Pacific low clouds, Science Advances</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scomparsa-delle-nuvole-basse-amplifica-il-riscaldamento-globale-attraverso-un-processo-di-retroazione-positiva.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Nuove immagini ottenute con Large Binocular Telescope e il Very Large Telescope suggeriscono che l’asteroide 44 Nysa sia composto da tre lobi uniti. Inoltre, una minuscola luna che lo orbita potrebbe rivelarne massa e densità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato-1785690948983.png" data-image="sz6imfilbzsp" alt="44 Nysa" title="44 Nysa"><figcaption>Rappresentazione artistica dell'asteroide 44 Nysa dalla peculiare forma a tre lobi.</figcaption></figure><p><strong>Gli asteroidi si presentano con una certa varietà di forme</strong>. Questa molteplicità di forme è una conseguenza diretta della loro storia turbolenta, durante la quale si sono scontrati tra loro, scontri che ne hanno modellato la forma o magari hanno permesso di aggregarsi in forme più o meno bizarre, o addirittura ne hanno staccato frammenti poi diventati piccole lune in orbita attorno agli stessi.</p><p><strong>Tuttavia, un asteroide con tre lobi non era stato mai osservato prima</strong>. Si tratta dell’asteroide <strong>44 Nysa</strong> che, sulla base delle osservazioni effettuate con due dei più potenti telescopi da Terra, è <strong>formato da tre diversi asteroidi che aggregandosi gli hanno conferito questa forma unica a tre lobi</strong>. </p><p>Non solo, questo <strong>sarebbe accompagnato da una piccola luna </strong>di appena 1 km di diametro che, proprio lei, potrebbe permettere di misurarne massa e densità.</p><h2>Un asteroide conosciuto da quasi 170 anni cambia volto</h2><p><strong>La scoperta di 44 Nysa non è recente</strong>, risale al 1857, quando all’Osservatorio di Parigi l’astronomo Hermann Mayer Salomon Goldschmidt lo battezzò assegnandogli il nome del mitologico monte Nisa, dimora delle ninfe.</p><p>In anni recenti, le osservazioni sia da Terra che dallo spazio, ad esempio da parte del telescopio spaziale Hubble, hanno mostrato che possiede una superficie molto brillante, ricca di minerali simili all’enstatite, un silicato povero di ferro.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778572" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale">La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale-1784023026430_320.png" alt="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"></a></article></aside><p><strong>44 Nysa fa parte degli asteroidi della Fascia Principale</strong>, cioè è in orbita tra Marte e Giove, e si ritiene che sia di quella tipologia di asteroidi che nelle prime decine di milioni di anni di vita del Sistema Solare, aggregandosi in corpi rocciosi sempre più grandi, i planetesimi, abbia dato origine ai pianeti rocciosi. </p><div class="texto-destacado">Il numero 44 indica che è il 44esimo asteroide ad essere stato scoperto. Il primo fu Cerere nel 1801 mentre oggi se ne contano milioni.</div><p>Le osservazioni precedenti suggerivano che poteva trattarsi di un corpo allungato, forse con due lobi, piuttosto che a simmetria sferica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato-1785690999132.png" data-image="w4ploavl19s2" alt="44 Nysa" title="44 Nysa"><figcaption>Immagine rielaborata dell'asteroide 44 Nysa osservato al LBT e al VLT. Credit: Kate Minker et al. 2026</figcaption></figure><p><strong>Recenti immagini</strong> sono state ottenute al <a href="https://www.lbto.org/">Large Binocular Telescope</a> in Arizona, su cui è montato uno strumento italiano, <em>SHARK-VIS</em> (una camera ottica con coronografo di ultima generazione). Queste combinate con immagini ottenute al <a href="https://www.eso.org/public/italy/teles-instr/paranal-observatory/vlt/">Very Large Telescope </a>dell’ESO in Cile, su cui è montato il coronografo <em>SPHERE/ZIMPOL</em>, e grazie a sofisticate tecniche di analisi <strong>ne hanno svelato la forma trilobata.</strong></p><p>Secondo i calcoli 44 Nysa avrebbe un diametro equivalente di circa 75 chilometri e un periodo di rotazione di circa sei ore e mezza. </p><h2>Tre corpi fusi insieme o una roccia profondamente deformata?</h2><p><strong>L’interpretazione più affascinante</strong> formulata sula base delle nuove immagini <strong>è che si tratti di un trinario a contatto:</strong> tre antichi frammenti che si sarebbero avvicinati a velocità molto basse, rimanendo uniti grazie alla loro reciproca attrazione gravitazionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773673" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-frammento-di-un-mondo-scomparso-un-meteorite-del-sahara-racconta-il-pianeta-perduto-del-sistema-solare.html" title="Il frammento di un mondo scomparso: un meteorite del Sahara racconta il pianeta perduto del Sistema Solare">Il frammento di un mondo scomparso: un meteorite del Sahara racconta il pianeta perduto del Sistema Solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-frammento-di-un-mondo-scomparso-un-meteorite-del-sahara-racconta-il-pianeta-perduto-del-sistema-solare.html" title="Il frammento di un mondo scomparso: un meteorite del Sahara racconta il pianeta perduto del Sistema Solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-frammento-di-un-mondo-scomparso-un-meteorite-del-sahara-racconta-il-pianeta-perduto-del-sistema-solare-1781352192028_320.png" alt="Il frammento di un mondo scomparso: un meteorite del Sahara racconta il pianeta perduto del Sistema Solare"></a></article></aside><p>Quindi, non si tratta di tre corpi che orbitano attorno al comune centro di massa, ma di un unico corpo trilobato. Ma questa non è l’unica ipotesi. <strong>Potrebbe infatti trattarsi di un corpo che a causa di urti catastrofici è stato così scavato e deformato da assumere un aspetto trilobato.</strong></p><p>I tre lobi mostrano caratteristiche di composizione e di colore simili, suggerendo che i componenti derivino dallo stesso corpo progenitore, magari frammentato in un urto maggiore.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato-1785691203489.png" data-image="srsh6hxg2wk9" alt="lbt" title="lbt"><figcaption>Immagine del Large Binocular Telescope in Arizona utilizzato per osservare 44 Nysa. Credit. LBT</figcaption></figure><p><strong>Diverse sono anche le ipotesi sull’urto che avrebbe prodotto i frammenti</strong> successivamente riaggregatisi. Una possibile origine è una collisione <em>hit-and-run</em>, <strong>ossia un urto radente</strong> capace di frammentare un protopianeta i cui frammenti avrebbero potuto formare una sorta di “filo di perle” e successivamente riunirsi attraverso collisioni molto lente. </p><p><strong>Un’altra possibilità è che 44 Nysa abbia assunto la sua forma prima di migrare nell’attuale regione della fascia principale</strong>, in quanto non è stata identificata una quantità di frammenti ricchi di enstatite sufficiente a testimoniare una disgregazione relativamente recente. </p><h2>La minuscola luna che potrà rivelare l’interno di Nysa</h2><p><strong>Le recenti osservazioni hanno individuato l’esistenza di una piccola luna</strong> denominata provvisoriamente S/2026 (44) 1, a distanze comprese fra circa 170 e 180 chilometri da Nysa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770960" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html" title="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove">La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html" title="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove-1779870040304_320.jpeg" alt="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove"></a></article></aside><p><strong>Questa luna avrebbe un diametro di circa un chilometro</strong> e una luminosità così bassa da essere nascosta dalla luminosità di 44 Nysa. Curiosamente, per la sua scoperta sono state utilizzate le stesse tecniche coronografiche che permettono di scoprire gli esopianeti attorno a stelle brillanti.</p><p>Grazie alle leggi di Keplero, <strong>conoscendo bene l’orbita e il periodo orbitale di questa luna sarà possibile misurare la massa di 44 Nyse. Conoscendo già il suo volume se ne ricaverà la densità.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato-1785691347689.jpg" data-image="f7q78v39lyq7" alt="VLT" title="VLT"><figcaption>Immagine delle 4 unità del Very Large Telescope al Paranal in Cile. Credit: ESO</figcaption></figure><p>A questo punto si potrebbero verificare due scenari. </p><p><strong>Nel caso di elevata densità </strong>verrebbe favorita l’ipotesi di un corpo compatto, forse dotato di un nucleo ricco di metalli e abbastanza resistente da conservare deformazioni profonde. </p><p><strong>Nel caso di bassa densità </strong>sarebbe invece maggiormente compatibile l’ipotesi dei frammenti rocciosi successivamente riaggregati.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Capire l’origine di 44 Nysa fornirà preziose informazioni sui processi di collisione, frammentazione e fusione avvenuti nelle prime fasi del Sistema solare.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Sicuramente, lo studio di questo asteroide mostra il livello di capacità raggiunta dai moderni telescopi terrestri che in condizioni favorevoli, possono essere simili a quelle delle sonde in sorvolo ravvicinato.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Minker%2C%20K.%20et%20al." data-year="2026" data-title="Unmasking%20(44)%20Nysa%3A%20Evidence%20for%20a%20trilobate%20structure" data-url="https%3A%2F%2Farxiv.org%2Fabs%2F2607.25786">Minker, K. et al.. (2026). <a href="https://arxiv.org/abs/2607.25786" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Unmasking (44) Nysa: Evidence for a trilobate structure</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Antartide: la base franco-italiana Concordia ha registrato −84,1 °C, la temperatura più bassa degli ultimi anni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/antartide-la-base-franco-italiana-concordia-ha-registrato-84-1-c-la-temperatura-piu-bassa-degli-ultimi-anni.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 17:15:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 18 luglio la stazione franco-italiana Concordia ha registrato una temperatura di −84,1 °C. Si tratta del valore più basso misurato sulla Terra dal 2012, a soli sei decimi dal record della stessa base.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/antartida-la-base-italiana-concordia-marco-84-1-c-el-registro-mas-frio-del-planeta-en-catorce-anos-1785629561012.jpg" data-image="e5skfubymh7v" alt="Stazione Concordia." title="Stazione Concordia."><figcaption>La stazione Concordia si trova su un altopiano a oltre 3.000 metri di altitudine ed è uno dei luoghi più freddi della Terra. È gestita congiuntamente da Francia e Italia.</figcaption></figure><p>Mentre l’emisfero settentrionale registrava record di caldo, incendi boschivi e allerte per temperature estreme, dall’altra parte del pianeta il termometro indicava esattamente il contrario. <strong>Il 18 luglio, la stazione franco-italiana Concordia ha registrato −84,1 °C, la temperatura più bassa misurata in qualsiasi luogo della Terra dal 2012.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>La stazione Concordia ha raggiunto i −84,1 °C durante la notte polare, il valore più basso registrato sulla Terra dal 2012.</strong> Sebbene non si sia trattato di un record storico, l’episodio dimostra come la combinazione di altitudine, oscurità permanente, aria estremamente secca e calma atmosferica renda l’interno dell’Antartide il luogo più freddo del pianeta.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il dato non deriva da una stima né da un modello. Come riporta Live Science, l’Institut <strong>Polaire Français Paul-Émile Victor, </strong>che gestisce la base insieme al Programma Nazionale di Ricerche Antartiche (PNRA) italiano, ha fornito i dati grezzi di quella giornata, in cui il valore di <strong>−84,1 °C</strong> compare due volte nella stessa mattinata: alle 6:25 e alle 6:34, ora locale. <strong>Concordia opera con un fuso orario di GMT+6, pertanto tale minima si è verificata nel pieno della notte polare, in un continente che da mesi non vede sorgere il sole.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">La Estación Concordia es un centro de investigación franco-italiano<br><br>Está 1100km tierra adentro, y a 3233 metros sobre el nivel del mal sobre la cúpula de hielo Domo C<br><br>Locura <a href="https://t.co/knQxFYS53H">https://t.co/knQxFYS53H</a> <a href="https://t.co/Tly9MVwE3o">pic.twitter.com/Tly9MVwE3o</a></p>— Valdo (@Valdoodlav_) <a href="https://x.com/Valdoodlav_/status/2079664075458363424?ref_src=twsrc%5Etfw">July 21, 2026</a></blockquote></figure><p>È opportuno precisarlo, perché il titolo può prestarsi a fraintendimenti: non si tratta né di un record mondiale né di un record della stazione. <strong>Concordia scende sotto i −80 °C ogni inverno. </strong>Ciò che è davvero eccezionale è un altro aspetto: nessun altro punto del pianeta aveva registrato un valore così basso negli ultimi quattordici anni, e questo risultato si è attestato a sei decimi di grado dal record storico della base stessa, <strong>i −84,7 °C dell’inverno del 2010 registrati dall’Osservatorio Meteo-Climatologico Antartico italiano.</strong></p><h2> Una fabbrica del gelo nel cuore del continente</h2><p>Concordia non si trova in un punto qualsiasi dell’Antartide. <strong>Si trova nel posto peggiore possibile se si cerca il calore,</strong> e in quello migliore se si vuole capire come si forma il freddo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Secondo la scheda tecnica del PNRA, la base si trova nel sito denominato Dome C (75°06' S, 123°21' E), a 3.233 metri di altitudine sull’altopiano antartico orientale e a circa 1.200 chilometri dalle stazioni costiere italiane e francesi.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Sorge su uno strato di ghiaccio spesso più di tre chilometri e ospita tra i 12 e i 16 svernanti durante i mesi in cui nessun aereo può raggiungerla. La stessa istituzione descrive quell’altopiano come il più grande dissipatore di calore della Terra.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/5fm8TW8QLGw/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=5fm8TW8QLGw" id="5fm8TW8QLGw"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Il meccanismo combina quattro fattori, e nessuno di essi funziona senza gli altri. Primo, <strong>l’altitudine: a oltre 3.200 metri,</strong> la colonna d’aria sovrastante è più rarefatta e il raffreddamento radiativo è più efficiente. Secondo, la notte polare: per mesi non entra nemmeno un watt di radiazione solare, per cui il bilancio energetico è in netto deficit. </p><div class="texto-destacado"><strong>In terzo luogo, l’estrema aridità: il vapore acqueo è il principale gas serra naturale, e nell’entroterra antartico è praticamente assente, quindi la radiazione infrarossa emessa dalla superficie sfugge nello spazio quasi senza ostacoli. In quarto luogo, il cielo sereno e la calma:</strong> basta uno strato di nuvole o un po’ di vento perché la miscelazione verticale distrugga il processo.</div><p>Quando queste quattro condizioni si mantengono per diversi giorni consecutivi, sulla neve si forma un’inversione termica di enorme intensità: l’aria a contatto con la superficie rimane molto più fredda di quella che si trova a qualche centinaio di metri di altezza. <strong>Non c’è nulla che la smuova e nulla che la riscaldi. Il termometro continua semplicemente a scendere.</strong> Ecco perché le temperature minime antartiche non dipendono tanto da un’irruzione di aria fredda quanto da una prolungata assenza di perturbazioni.</p><h2>I numeri che spesso vengono confusi</h2><p>Riguardo al <strong>“luogo più freddo della Terra”</strong> circolano almeno tre dati diversi, ed è opportuno distinguerli perché non misurano la stessa cosa. <strong>Il primo è il record mondiale ufficiale: −89,2 °C, registrato nella stazione russa di Vostok il 21 luglio 1983.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777979" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attivita-umana-ha-causato-il-ritiro-del-ghiacciaio-che-si-sta-sciogliendo-piu-rapidamente-in-antartide.html" title="L'attività umana ha causato il ritiro del ghiacciaio che si sta sciogliendo più rapidamente in Antartide">L'attività umana ha causato il ritiro del ghiacciaio che si sta sciogliendo più rapidamente in Antartide</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attivita-umana-ha-causato-il-ritiro-del-ghiacciaio-che-si-sta-sciogliendo-piu-rapidamente-in-antartide.html" title="L'attività umana ha causato il ritiro del ghiacciaio che si sta sciogliendo più rapidamente in Antartide"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/glaciar-que-se-derrite-mas-rapidamente-antartida-1782965543951_320.png" alt="L'attività umana ha causato il ritiro del ghiacciaio che si sta sciogliendo più rapidamente in Antartide"></a></article></aside><p>È il valore che l’Organizzazione meteorologica mondiale conserva nel proprio archivio ufficiale dei fenomeni climatici estremi come la temperatura dell’aria più bassa mai misurata direttamente in superficie. Dopo oltre quattro decenni, tale record non è ancora stato superato.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/antartida-la-base-italiana-concordia-marco-84-1-c-el-registro-mas-frio-del-planeta-en-catorce-anos-1785629686776.png" data-image="5645qoy151lm" alt="Dome C" title="Dome C"><figcaption>Sulla mappa dell'Antartide è possibile individuare il Dome C, l'enorme altopiano dove sorge la stazione Concordia. Crediti: Enzo Campetella</figcaption></figure><p><strong>Il secondo è il record di Concordia, i −84,7 °C del 2010 già citati. Vostok e Concordia sono stazioni vicine sulla mappa antartica, sebbene siano separate da centinaia di chilometri di altopiano desolato. </strong>Il terzo è quello che genera più malintesi: i <strong>−98 °C</strong> “dell’Antartide”. Tale dato proviene dallo studio del dott. Theodore (Ted) A. Scambos e dei suoi collaboratori, pubblicato su *Geophysical Research Letters* nel 2018, che ha individuato circa un centinaio di siti in piccoli bacini topografici dell’Antartide orientale, a oltre 3.800 metri di altitudine, dove il sensore a infrarossi del satellite ha rilevato tali valori.</p><p>Ma si tratta della temperatura della superficie della neve, non della temperatura dell’aria a due metri di altezza, che è quella registrata dalle stazioni meteorologiche e quella omologata dall’OMM.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778697" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-antartide-ha-raggiunto-i-15-4-c-in-pieno-inverno-ecco-come-si-e-verificata-un-ondata-di-caldo-eccezionale.html" title="L'Antartide ha raggiunto i 15,4 °C in pieno inverno: ecco come si è verificata un'ondata di caldo eccezionale">L'Antartide ha raggiunto i 15,4 °C in pieno inverno: ecco come si è verificata un'ondata di caldo eccezionale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-antartide-ha-raggiunto-i-15-4-c-in-pieno-inverno-ecco-come-si-e-verificata-un-ondata-di-caldo-eccezionale.html" title="L'Antartide ha raggiunto i 15,4 °C in pieno inverno: ecco come si è verificata un'ondata di caldo eccezionale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-antartica-tambien-tiene-olas-de-calor-incluso-en-invierno-1783698616490_320.png" alt="L'Antartide ha raggiunto i 15,4 °C in pieno inverno: ecco come si è verificata un'ondata di caldo eccezionale"></a></article></aside><p><strong>Gli stessi autori stimano che una superficie a −98 °C corrisponda a una temperatura dell’aria di circa −94 ± 4 °C. È una sfumatura tecnica, ma è quella che distingue un dato comparabile da uno che non lo è.</strong> All’estremo opposto, il 18 marzo 2022, quella stessa stazione di Concordia ha registrato il suo record assoluto di temperatura massima: <strong>−11,5 °C, </strong>con anomalie dell’ordine di +38,5 °C rispetto alla media stagionale. È stato il maggiore eccesso termico mai misurato in una stazione meteorologica fissa.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/antartide-la-base-franco-italiana-concordia-ha-registrato-84-1-c-la-temperatura-piu-bassa-degli-ultimi-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Guida passo passo per moltiplicare le sansevierie da una singola foglia e riempire la tua casa di nuove piante]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-passo-passo-per-moltiplicare-le-sansevierie-da-una-singola-foglia-e-riempire-la-tua-casa-di-nuove-piante.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Bastano una tecnica semplice e un po' di pazienza per trasformare una singola foglia in diverse piante. Qual è il momento migliore per farlo, quali contenitori utilizzare e quali sono gli errori più comuni?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-para-multiplicar-la-lengua-de-suegra-con-una-sola-hoja-y-llenar-la-casa-de-nuevas-plantas-1785161586218.jpg" data-image="09f7zjmj9exg" alt="piante" title="piante"><figcaption>Un metodo semplice ed economico per ottenere nuovi esemplari da un frammento di foglia.</figcaption></figure><p>Moltiplicare le piante in casa è tutt'altro che un segreto riservato agli esperti. Per dimostrarlo, <strong>non c'è pianta migliore della lingua di suocera</strong>. La sua straordinaria resistenza perdona gli errori dei principianti e permette di ottenere nuove piante con pochissimo sforzo.</p><p><strong>Da una sola foglia sana è possibile ricavare diverse talee</strong>. Sebbene il procedimento sia molto semplice, alcuni piccoli accorgimenti fanno la differenza tra una propagazione riuscita e un tentativo destinato a fallire.</p><h2>Il periodo migliore per iniziare</h2><p>Il periodo dell'anno influisce direttamente sul risultato. <strong>La primavera e l'inizio dell'estate sono le stagioni ideali</strong> per questa operazione, perché la pianta si trova nella fase di crescita attiva. Le temperature miti e le giornate più lunghe <strong>favoriscono lo sviluppo delle radici.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-para-multiplicar-la-lengua-de-suegra-con-una-sola-hoja-y-llenar-la-casa-de-nuevas-plantas-1785161768684.jpg" data-image="j1b5hxtjdn0z" alt="Piante" title="Piante"> <figcaption>Per moltiplicare la lingua di suocera in casa basta una foglia sana e un contenitore con un buon drenaggio.</figcaption> </figure><p>È possibile effettuare la propagazione anche in <strong>autunno o in inverno</strong>, ma lo sviluppo sarà molto più lento e aumenterà il rischio di marciume dovuto all'eccesso di umidità.</p><h2>Passo dopo passo: come preparare le talee</h2><p>Il primo passo consiste nello <strong>scegliere una foglia matura, robusta e perfettamente sana</strong>. È meglio evitare quelle che presentano macchie, parti molli o segni lasciati da insetti.</p><p>Con una forbice o un coltello ben affilato e disinfettato, <strong>la foglia va tagliata alla base</strong>. Successivamente si divide in segmenti lunghi tra i 5 e gli 8 centimetri.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-para-multiplicar-la-lengua-de-suegra-con-una-sola-hoja-y-llenar-la-casa-de-nuevas-plantas-1785161844495.jpg" data-image="s0e37drejn6i" alt="Piante" title="Piante"> <figcaption>Un taglio preciso e una corretta cicatrizzazione sono fondamentali per favorire la formazione delle radici.</figcaption> </figure><p>C'è però un dettaglio fondamentale: <strong>tutte le talee devono essere piantate mantenendo lo stesso orientamento che avevano sulla pianta madre</strong>. È utile fare un piccolo segno sulla parte inferiore di ogni segmento per evitare errori. Se vengono interrate al contrario, non svilupperanno radici.</p><p>Prima della messa a dimora, i pezzi di foglia devono cicatrizzare. <strong>È consigliabile lasciarli riposare per 24-48 ore in un luogo asciutto, ventilato e ombreggiato</strong>. Questo periodo consente la formazione di uno strato protettivo sul taglio che limita l'ingresso di funghi e patogeni.</p><h3>Vaso definitivo o contenitore provvisorio?</h3><p>Per piantare le talee è preferibile <strong>utilizzare inizialmente un piccolo vaso provvisorio</strong>, un contenitore da vivaio oppure semplici bicchieri di plastica forati sul fondo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="708478" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cura-della-sansevieria-la-pianta-quasi-indistruttibile-che-migliora-la-qualita-dell-aria.html" title="Cura della Sansevieria: la pianta quasi indistruttibile che migliora la qualità dell'aria">Cura della Sansevieria: la pianta quasi indistruttibile che migliora la qualità dell'aria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cura-della-sansevieria-la-pianta-quasi-indistruttibile-che-migliora-la-qualita-dell-aria.html" title="Cura della Sansevieria: la pianta quasi indistruttibile che migliora la qualità dell'aria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cuidados-de-la-sansevieria-la-planta-casi-indestructible-que-mejora-la-calidad-del-aire-1743971516281_320.jpg" alt="Cura della Sansevieria: la pianta quasi indistruttibile che migliora la qualità dell'aria"></a></article></aside><p>Un contenitore di dimensioni ridotte permette di controllare meglio l'umidità ed evita che il substrato trattenga troppa acqua. Quando i nuovi germogli avranno sviluppato le prime foglie e un apparato radicale ben formato, <strong>sarà il momento di trasferirli nel vaso definitivo.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-para-multiplicar-la-lengua-de-suegra-con-una-sola-hoja-y-llenar-la-casa-de-nuevas-plantas-1785161951667.jpg" data-image="q28c98ey4ni8" alt="Piante" title="Piante"> <figcaption>Con pazienza, irrigazioni moderate e un substrato leggero, le talee sviluppano radici e nuovi germogli nel giro di poche settimane.</figcaption> </figure><p>Al momento del trapianto definitivo, <strong>è possibile sistemare più piantine nello stesso vaso</strong>. L'importante è mantenere una distanza di circa 5-8 centimetri tra una e l'altra, così che i rizomi abbiano spazio sufficiente per espandersi senza competere per spazio e nutrienti. Si consiglia un terriccio leggero e con un ottimo drenaggio. Ogni segmento di foglia va interrato per soli 2-3 centimetri.</p><h3>Irrigazione: meno è meglio</h3><p>L'errore più comune nella propagazione della lingua di suocera è l'eccesso d'acqua. <strong>La pianta immagazzina acqua nei propri tessuti e non tollera i terreni costantemente bagnati.</strong> Dopo aver piantato le talee è sufficiente inumidire leggermente il terriccio. Prima di annaffiare di nuovo bisogna attendere che il substrato sia completamente asciutto.</p><p><strong>Durante i mesi più freddi le irrigazioni possono essere distanziate di due settimane o anche di più.</strong> Inoltre è consigliabile collocare il contenitore in un ambiente molto luminoso, evitando però il sole diretto nelle ore centrali della giornata.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-para-multiplicar-la-lengua-de-suegra-con-una-sola-hoja-y-llenar-la-casa-de-nuevas-plantas-1785162046018.jpg" data-image="szm65vp0nyvp" alt="Piante" title="Piante"> <figcaption>Per moltiplicare la lingua di suocera in casa basta una foglia sana e un contenitore con un buon drenaggio.</figcaption> </figure><p>La pazienza è fondamentale durante tutto il processo. In condizioni favorevoli, <strong>le radici iniziano a comparire tra la terza e la quarta settimana</strong>. I nuovi germogli, invece, possono impiegare da uno a tre mesi prima di emergere dal terreno.</p><p>Durante questo periodo <strong>è importante non spostare né dissotterrare i pezzi di foglia per controllarne lo stato</strong>. Farlo rischia infatti di danneggiare le minuscole radici appena formate.</p><h3>Un dettaglio importante sulla varietà</h3><p>Se la pianta madre presenta <strong>foglie completamente verdi</strong>, anche le nuove piante saranno identiche.</p><p>Al contrario, <strong>le varietà con bordi gialli o color crema, come la popolare Laurentii,</strong> perdono queste caratteristiche quando vengono propagate tramite talea fogliare. Le nuove piante nasceranno infatti completamente verdi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776076" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate">Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-averlo-sempre-verde-e-profumato-questa-estate-1782655008003_320.jpeg" alt="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"></a></article></aside><p>Per conservare i caratteristici margini dorati di questa varietà è necessario dividere la pianta a livello dei rizomi oppure <strong>separare i polloni che si sviluppano alla base</strong>.</p><p>Con una sola foglia sana e un po' di pazienza, questa tecnica rappresenta <strong>un modo semplice ed economico</strong> per riempire ogni angolo della casa di nuove piante.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-passo-passo-per-moltiplicare-le-sansevierie-da-una-singola-foglia-e-riempire-la-tua-casa-di-nuove-piante.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tre modi per affrontare le ondate di calore: proteggere le persone, adattare le città, limitare il riscaldamento globale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tre-modi-per-affrontare-le-ondate-di-calore-proteggere-le-persone-adattare-le-citta-limitare-il-riscaldamento-globale.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L’estate 2026 è praticamente caratterizzata da una unica lunga ondata di caldo dovuta all’uso dei combustibili fossili, deforestazione e altre fonti emissive. Come convivere e soprattutto evitare questi eventi? Ecco alcuni consigli diversi dai noti e ripetuti banali decaloghi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/tre-modi-per-affrontare-le-ondate-di-calore-proteggere-le-persone-adattare-le-citta-limitare-il-riscaldamento-globale-1785421989852.jpeg" data-image="go3nzb4fd97w"><figcaption>alberi, verde, giardini pensili: più verdeggiamo città e case, meglio sopporteremo le ondate di caldo. Serve però agire alla fonte, per evitare il peggio in futuro.</figcaption></figure><p>Siamo alle prese con una <strong>ennesima ondata di caldo che è solo agli inizi,</strong> presto per tirare le somme e dire se è nuovamente storica, ora la cosa più utile per tutti è capire <strong>cosa sta succedendo e come difendersi,</strong> convivere ed evitare il peggio in futuro.</p><div class="texto-destacado">Si sente parlare di tante cose in questi giorni, <strong>dal piantare alberi al depavimentare le città, dal fermare le guerre a mangiare meno carne</strong>, fino alle più strampalate teorie complottistiche o negazioniste.</div><p>Cerchiamo quindi di fare chiarezza su<strong> tre macro livelli di azione: oggi e individuale, domani e collettiva, e il futuro a carattere globale.</strong> Una non esclude l’altra, anche se nell’emergenza ci possiamo affidare praticamente solo sulla prima. In pratica: proteggersi, adattarsi, evitare che peggiori. <strong>Nessuna misura, da sola, risolve</strong> il problema.</p><h2>Azioni individuali: convivere con il caldo, non subirlo</h2><p>Evitiamo di elencare i decaloghi scontat<strong>i, sappiamo benissimo che bisogna bere molto, evitare uscire nelle ore calde, proteggere le categorie fragili </strong>come anziani, malati cronici, bambini. Riguardo <strong>il non uscire, non è totale e coercitivo, attività fisica, lavori, giardinaggio ecc spesso basta spostarli all'alba</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Al tramonto invece è anche peggio, la temperatura massima arriva tardi in questo periodo. Se si esce, informatevi in città sulla presenza dei cosiddetti “<strong>rifugi climatici</strong>”. Riguardo al <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-clima-il-condizionatore-e-veramente-cosi-dannoso-per-salute-e-ambiente-facciamo-chiarezza.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">condizionatore, non va demonizzato </a>ma nemmeno abusato.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Vediamo ora alcune cose che forse sfuggono. La prima, è di <strong>idratarsi prima di avere sete</strong>. Quando compare la sete si è già iniziata una lieve disidratazione. Per anziani e lavoratori all'aperto è un concetto importante.</p><p>La seconda, <strong>ridurre il calore che entra è meglio che toglierlo dopo.</strong> Appena arriva il sole in una parete con finestre, <strong>sfruttare tutte schermature possibili: </strong>abbassare o chiudere persiane e tapparelle, mettere tende esterne sono semplici azioni efficaci. Al contrario, di notte specie se transitano nelle vicinanze temporali di calore, aprire sfruttare l’aria fresca.</p><div class="texto-destacado">Poi, <strong>raffreddare il corpo di notte è fondamentale. </strong>Una notte tropicale con minima di 25 °C non permette all'organismo di recuperare. Vale la pena investire sul raffrescamento notturno (ventilazione, climatizzazione usata con criterio, schermature).</div><p>Infine torniamo al condizionatore: meglio, sia come consumi che come efficienza ed effetto, tenerlo acceso a temperatura anche di 27,28°C per molte ore che accenderlo brevemente a basse temperature. Così si evita anche il surriscaldamento dell’involucro.</p><h2> Adattare la casa e le città</h2><p>Queste sono <strong>azioni una tantum,</strong> da fare come <strong>investimento a lungo termine. </strong>Case, condomini, villette ecc dovrebbero <strong>circondarsi di alberi a fusto alto, con precauzioni vero per il problema temporali,</strong> ma offrono un grande beneficio col loro ombreggiamento e refrigerio. Poi abbiamo parlato della <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dal-3-agosto-nuove-regole-per-chi-costruisce-o-ristruttura-casa-piu-energie-rinnovabili-vantaggi-per-tutti.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">direttiva case green, se avete lavori importanti in programma</a>, è ora imperativo agire.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777363" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città">Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore-1783496103656_320.jpeg" alt="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"></a></article></aside><p>Veniamo ora alle città, <strong>non è di oggi che si conosce l’isola di calore urbana, </strong>paghiamo le <strong>inazioni non solo sui gas serra ma anche nell’urbanistica</strong>. Certo non si rimedia al passato in poche settimane, ma occorre agire per cose che ormai sappiamo. </p><div class="texto-destacado">Servono più alberi, ma alberi giusti messi nel posto e modo giusto e curati come si deve. Servono anche più parchi e curare bene quelli esistenti, ma con una avvertenza. Non per sminuirne il ruolo, ma un parco o alberi rinfrescano dove si trovano, misure alla mano non hanno invece effetto apprezzabile in altre zone urbanizzate e cementificate. </div><p>Il suolo permeabile e meno asfalto sono importanti, anche per il drenaggio sei sempre più intensi nubifragi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tre-modi-per-affrontare-le-ondate-di-calore-proteggere-le-persone-adattare-le-citta-limitare-il-riscaldamento-globale-1785422079690.jpeg" data-image="tvwl1tz1nzo0"><figcaption>Anche semplici tende da sole e perfino un ombrellone possono aiutarci a ridurre la temperatura interna.</figcaption></figure><p><br>Ci sarebbero tante altre cose,<strong> tetti verdi, facciate chiare, ombra alle fermate degli autobus, fontane e acqua </strong>pubblica.<br>Tutto questo può abbassare la temperatura urbana anche di alcuni gradi, ma se arriva una massa d'aria da +28 °C a 850 hPa continuerà comunque a fare molto caldo. In poche parole, l'adattamento riduce il disagio, ma non elimina il caldo. </p><h2>Mitigazione: evitare l’ingestibile</h2><p>Ripetiamolo, ricordatevelo, se lo ricordino i politici dal locale al nazionale e al globale: <strong>non esiste adattamento senza mitigazione. </strong>Perché abbia azione la riduzione dei gas serra deve essere si collettiva, ma <strong>secondo lo spirito dell’accordo di Parigi tutti devono fare la loro parte.</strong> Anche la popolazione, supportando scelte come appunto quella che dal 3 agosto impone di aumentare le rinnovabili in edifici nuovi e ristrutturazioni importante.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="18681" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/rapporto-ipcc-1-5-c-agire-subito-o-nel-2040-clima-fuori-controllo.html" title="Rapporto IPCC 1.5°C: agire subito o nel 2040 clima fuori controllo">Rapporto IPCC 1.5°C: agire subito o nel 2040 clima fuori controllo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/rapporto-ipcc-1-5-c-agire-subito-o-nel-2040-clima-fuori-controllo.html" title="Rapporto IPCC 1.5°C: agire subito o nel 2040 clima fuori controllo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/rapporto-ipcc-1-5-c-agire-subito-o-nel-2040-clima-fuori-controllo-18681-1_320.jpg" alt="Rapporto IPCC 1.5°C: agire subito o nel 2040 clima fuori controllo"></a></article></aside><p>Il <strong>beneficio però si vedrà solo in futuro, anche decenni,</strong> in questo modo, arrivando a emissioni nette zero entro il 2050 e perseguendo l’obiettivo 1.5°C, eviteremo il peggio. Nel frattempo però le ondate di caldo resteranno anche nei prossimi decenni. <strong>Gestire lìinevitabile evitare l’ingestibile</strong> è una volta di più imperativo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tre-modi-per-affrontare-le-ondate-di-calore-proteggere-le-persone-adattare-le-citta-limitare-il-riscaldamento-globale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo fino a Ferragosto in Italia? Tendenza meteo a 10 giorni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-fino-a-ferragosto-in-italia-tendenza-meteo-a-10-giorni.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:14:57 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi 10 giorni l’anticiclone continuerà a dominare su gran parte del Paese, con temperature ancora elevate e pochi segnali di tregua. Qualche segnale di cambiamento per Ferragosto?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xauqc5a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xauqc5a.jpg" id="xauqc5a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il mese di agosto si è aperto con <strong>una figura anticiclonica subtropicale decisamente ingombrante</strong> estesa anche <strong>sull'Italia </strong>e su buona parte dell'<strong>Europa centro-meridionale</strong>. L'estate, che ha già mostrato caratteristiche di caldo eccezionale nelle settimane scorse, in questi giorni sta vivendo una delle sue fasi più intense, nel periodo in cui anche la <strong>statistica climatologica</strong> vede<strong> l'apice del calore. </strong></p><div class="texto-destacado">La cupola di alta pressione subtropicale nord-africana dominerà la scena ancora a lungo sul nostro Paese, mantenendo le temperature <strong>su valori abbondantemente superiori alle medie stagionali, già ai massimi annuali.</strong> </div><p>Per comprendere meglio <strong>l'evoluzione fino alla metà del mese</strong>, è necessario analizzare attentamente <strong>le ultime elaborazioni modellistiche</strong> messe a disposizione dai<strong> principali centri di calcolo e simulazione delle dinamiche atmosferiche</strong>.</p><h2>Una calura senza sosta su tutto il Paese</h2><p>Nella giornata di oggi, <strong>martedì 4 agosto</strong>, l'Italia si trova quasi interamente immersa in una massa d'aria molto calda. <strong>Le temperature massime </strong>continueranno a toccare o superare i<strong> 38-40°C nelle zone interne del Centro-Sud, delle Isole Maggiori e della Pianura Padana. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>A questo punto della stagione, dopo altre ondate di caldo estremo e persistente, </strong>possiamo "tranquillamente" affermare che <strong>quella attuale non può più essere più considerata una semplice ondata di calore transitoria, ma come un vero e proprio regime climatico ricorsivo o anche stazionario.</strong></div><p><strong> Lo zero termico</strong>, <strong>intorno ai 4000 metri di quota, continua a sottoporre i ghiacci dei rilievi alpini a intensa fusione. Anche oggi, lungo la dorsale appenninica e sull'arco alpino, </strong>si potrà assistere alla <strong>formazione di temporali di calore pomeridiani,</strong> favoriti anche dall'<strong>elevato tasso di umidità nei bassi strati</strong> che, nelle ore più calde, tende a sollevarsi con <strong>correnti ascensionali </strong>e a raggiungere<strong> gli strati atmosferici elevati più freschi e secchi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781850" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-caldo-il-ministero-della-salute-attiva-il-bollino-rosso-in-27-citta-martedi-4-agosto.html" title="Allerta caldo, il Ministero della Salute attiva il bollino rosso in 27 città martedì 4 agosto">Allerta caldo, il Ministero della Salute attiva il bollino rosso in 27 città martedì 4 agosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-caldo-il-ministero-della-salute-attiva-il-bollino-rosso-in-27-citta-martedi-4-agosto.html" title="Allerta caldo, il Ministero della Salute attiva il bollino rosso in 27 città martedì 4 agosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-caldo-il-ministero-della-salute-attiva-il-bollino-rosso-in-27-citta-martedi-4-agosto-1785770795311_320.jpg" alt="Allerta caldo, il Ministero della Salute attiva il bollino rosso in 27 città martedì 4 agosto"></a></article></aside><p><strong><strong>Q</strong></strong><strong>uesti roves</strong><strong>ci montani</strong> risulteranno<strong> localmente</strong><strong> intensi e accompagnati da grandinate, </strong>ma avranno un <strong>carattere prevalentemente isolato, senza riuscire a scalzare l'aria calda sulle pianure e lungo i litorali.</strong></p><h2>Evoluzione a medio termine: lieve flessione termica e rischio temporali al Nord</h2><p><strong>Tra domani, mercoledì 5, e domenica 9 agosto, la struttura dell'anticiclone nordafricano </strong>subirà<strong> piccoli cedimenti lungo il suo margine settentrionale. </strong>In particolare, a partire da<strong> venerdì 7 agosto</strong>, sarà probabile<strong> un graduale incremento dell'instabilità atmosferica sulle regioni del Nord</strong><strong>, con temporali in estensione dalle Alpi verso le adiacenti zone pianeggianti di Piemonte, Lombardia e Triveneto. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-tendenza-aggiornata-per-ferragosto-secondo-le-esemble-1785841512630.jpg" data-image="9rnpyc7ulnsf"><figcaption>Tra mercoledì 5 e domenica 9 agosto, la struttura dell'anticiclone nordafricano subirà piccoli cedimenti lungo il suo margine settentrionale. Mappe a 300hPa ECMWF-Meteo-Red</figcaption></figure><p><strong><strong>L</strong></strong><strong>e temperature sulle regioni settentrionali</strong> subiranno una<strong> lieve e temporanea diminuzione,</strong> riavvicinandosi a <strong>valori meno estremi</strong>, ma comunque<strong> sempre elevati. </strong></p><p><strong>Al contrario, il Centro-Sud e le due Isole Maggiori </strong>continueranno a rimanere <strong>pienamente inglobati nella bolla calda africana, con temperature costantemente oltre i 35°C e condizioni di afa opprimente, specie lungo i tratti costieri, sia di giorno che di notte.</strong></p><h2>Analisi Ensemble di GFS ed ECMWF: quale tendenza verso Ferragosto?</h2><p>Per spingerci oltre, <strong>verso il 15 agosto</strong>, è necessario consultare le proiezioni probabilistiche dei modelli matematici globali, in particolare utilizzando i cluster d'insieme (Ensemble) dei centri di calcolo <strong>GFS</strong> ed <strong>ECMWF.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781969" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia.html" title="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia">30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia.html" title="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia-1785835227513_320.png" alt="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia"></a></article></aside><p> L'analisi dei grafici "Spaghetti" e di modelli stagionali (mensili), è possibile notare <strong>una convergenza significativa nei due principali modelli. Gli ensemble indicano che la flessione termica attesa al Nord attorno all'8-9 agosto non si concretizzerà in una rottura stagionale.</strong> </p><div class="texto-destacado"><strong>Entrambi i centri di calcolo, infatti, concordano nel mostrare una pronta ripresa della struttura anticiclonica subtropicale subito dopo il 10 agosto. </strong></div><p><strong>La tendenza per la settimana di Ferragosto</strong> vede dunque<strong> la persistenza di anomalie termiche positive comprese tra 2 e 4°C oltre la media climatica di riferimento,</strong> a conferma di <strong>una stagione estiva che non intende tornare nei "ranghi statistici". </strong></p><h2>Lo scenario probabile per il periodo di Ferragosto 2026</h2><p>Sulla base delle informazioni elaborate dai modelli matematici, il periodo compreso<strong> tra l'11 e il 16 agosto</strong> dovrebbe essere caratterizzato da un tempo generalmente<strong> stabile e soleggiato su gran parte d'Italia</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-tendenza-aggiornata-per-ferragosto-secondo-le-esemble-1785841595119.jpg" data-image="16lxt6fu3yc1" alt="Cambiamento meteo." title="Cambiamento meteo."><figcaption>Qualche cambiamento si vedrà nel periodo dopo il Ferragosto.</figcaption></figure><p><strong>Il caldo tornerà a intensificarsi anche al Settentrione dopo la parentesi instabile, mentre al Centro-Sud la calura proseguirà senza particolari interruzioni</strong>.</p><p>Tuttavia, non si possono escludere <strong>nuovi veloci episodi instabili al Nord,</strong> legati a blande infiltrazioni di<strong> aria fresca in quota</strong> che, contrastando con l'<strong>aria molto calda dei bassi strati in sollevamento</strong> diurno,<strong> potrebbero generare fenomeni temporaleschi anche di forte intensità. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Le stesse ensamble</strong>, però, ci fanno intendere che,<strong> proprio in concomitanza con la festività estiva, l'incertezza previsionale</strong> torna ad essere l'<strong>elemento rilevante. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>GFS</strong>, in particolare, vede aprirsi <strong>un ventaglio di soluzioni a partire dal 15, ad iniziare dal Nord, e dal 16 al Sud. Questa forbice</strong>, sia nel campo delle temperature ad 850 hPa, che della pressione al suolo,<strong> suggerisce che nei giorni successivi la circolazione potrebbe cambiare, e con essa la temperatura. </strong></p><p><strong>ECMWF vede una evoluzione abbastanza simile, ma posticipata di 2 o 3 giorni. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong> <strong>È importante ribadire che i</strong>n meteorologia queste ultime informazioni non rappresentano più una proiezione di tendenza, tanto meno una previsione.</strong></div><p><strong>Vanno intese come chiave di lettura orientata a scorgere segni di cambiamento sul lungo periodo, </strong>anche se gli stessi clusters potrebbero semplicemente evidenziare il limite estremo del calcolo deterministico da cui derivano.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-fino-a-ferragosto-in-italia-tendenza-meteo-a-10-giorni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’asteroide Juno dà spettacolo nel cielo: è ancora il momento migliore per osservarlo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-juno-da-spettacolo-nel-cielo-e-ancora-il-momento-migliore-per-osservarlo.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 11:16:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>3 Juno, terzo asteroide scoperto nella storia, ha raggiunto l’opposizione e resta osservabile con piccoli telescopi. Le nuove analisi della sua emissione termica rivelano una superficie porosa, irregolare e ancora piena di misteri per gli astronomi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-juno-da-spettacolo-nel-cielo-e-ancora-il-momento-migliore-per-osservarlo-1785837041129.png" data-image="z6stkjvxn7l3" alt="3 Juno" title="3 Juno"><figcaption>Rappresentazione artistica dell'asteroide 3 Juno, in queste notte al massimo di visibilità.</figcaption></figure><p>Con questo articolo vogliamo rivolgere l’attenzione dei nostri lettori verso <strong>l’asteroide 3 Juno</strong> che, in queste notti di inizio Agosto, ha raggiunto la posizione più favorevole per essere osservato. Non si tratta di un asteroide potenzialmente pericoloso per la Terra, ma di<strong> uno dei pochi ben visibili da Terra</strong> anche con strumenti amatoriali, piccoli telescopi o binocoli.</p><p>Durante queste notti estive, sebbene la scena continui ad essere dominata dalla brillantissima Venere, osservabile sopra l’orizzonte a occidente subito dopo il tramonto del Sole, esistono altri oggetti molto interessanti da poter osservare, anche asteroidi!</p><p><strong>Perché 3 Juno è ben visibile proprio in queste notti?</strong></p><h2>Perché nel tempo cambia la visibilità dei corpi del Sistema Solare</h2><p><strong>Tutti i corpi del Sistema Solare</strong>, dai pianeti con le loro lune agli asteroidi, <strong>orbitano attorno al Sole </strong><strong>e da questo sono illuminati.</strong> A parte il Sole, unico corpo che emette luce propria, gli altri riflettono la luce solare che li rende visibili dalla Terra.</p><p><strong>I corpi più vicini al Sole orbitano più rapidamente</strong> rispetto alla Terra, mentre <strong>i più lontani più lentamente</strong>, ciascuno con un suo periodo orbitale.<strong> Questa differenza nei periodi orbitali fa sì che la visibilità dalla Terra di ciascun corpo cambi continuamente.</strong></p><div class="texto-destacado">Spesso ci viene chiesto, in che periodo dell’anno è visibile un tale pianeta, ma la risposta è che di anno in anno la visibilità cambia. La conosciamo con precisione e la si può andare a cercare negli almanacchi astronomici.</div><p><strong>Non cambia solo la visibilità, cambia anche la distanza dalla Terra e la posizione rispetto al Sole che li illumina.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-juno-da-spettacolo-nel-cielo-e-ancora-il-momento-migliore-per-osservarlo-1785836765452.png" data-image="zjnvlyhhvugx" alt="Juno" title="Juno"><figcaption>Immagine ad alta risoluzione dell'asteroide 3 Juno ottenuta al Very Large Telescope. Credit: VSO Very Large Telescope SPHERE/ZIMPOL team </figcaption></figure><p>Si pensi alla Luna. Cambiando la distanza Terra-Luna (muovendosi la Luna su un’orbita ellittica) abbiamo periodicamente le super-Lune, cioè mesi in cui la Luna essendo più vicina appare più grande e più luminosa. Ma cambiando anche la posizione della Luna rispetto al Sole, ci sono fasi in cui la Luna è meglio illuminata (Luna piena) e fasi in cui lo è meno o per nulla (Luna nuova).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778572" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale">La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale-1784023026430_320.png" alt="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"></a></article></aside><p>Lo stesso vale per gli altri corpi del sistema solare, <strong>ci sono epoche in cui sono più vicini alla Terra ed epoche in cui sono meglio illuminati dal Sole. Quando queste due circostanze coincidono si ha la migliore visibilità.</strong></p><p>Ebbene, <strong>per l’asteroide 3 Juno siamo proprio nelle notti in cui è più vicino e meglio illuminato</strong>. Occasione da non perdere.</p><p>Juno tornerà a occupare una regione molto simile del cielo, ancora nella costellazione dell’Aquila e vicino all’opposizione, nel luglio del 2039.</p><h2>Perché l’opposizione rende 3 Juno più facile da osservare</h2><p><strong>In queste notti l’asteroide 3 Juno si trova in “opposizione” </strong>cioè, visto dalla Terra, appare dalla parte opposta rispetto al Sole. In questa configurazione la Terra si trova approssimativamente tra il Sole e l’asteroide. Questo comporta che Juno sorga vicino al tramonto, culmini (cioè raggiunga la posizione più alta in cielo) attorno alla mezzanotte e tramonti verso l’alba. Inoltre,<strong> in opposizione Juno si trova vicino al punto della propria orbita più prossimo alla Terra per cui risulta più brillante.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-juno-da-spettacolo-nel-cielo-e-ancora-il-momento-migliore-per-osservarlo-1785836544038.png" data-image="ms7y5qsoaun3" alt="Juno" title="Juno"><figcaption>In questa mappa stellare è segnata la posizione occupata dall'asteroide 3 Juno la notte del 4 Agosto, entro i confini della costellazione dell'Aquila. Credit: https://theskylive.com/</figcaption></figure><p>Il 26 luglio, 3 Juno è passato a circa 1,805 unità astronomiche dalla Terra, quasi 270 milioni di chilometri. <strong>Con una magnitudine visibile di 9.1 è troppo debole per essere visto a occhio nudo, ma accessibile con un telescopio di piccola o media apertura o un buon binocolo.</strong> Nel suo moto apparente, 3 Juno sta attraversando lentamente la costellazione dell’Aquila e all’inizio di Agosto conserva una luminosità vicina al massimo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781211" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-asteroide-che-ha-ucciso-i-dinosauri-non-li-ha-congelati-ma-ha-riscaldato-la-terra-in-sole-2-ore.html" title="L'asteroide che ha ucciso i dinosauri non li ha congelati, ma ha riscaldato la Terra in sole 2 ore">L'asteroide che ha ucciso i dinosauri non li ha congelati, ma ha riscaldato la Terra in sole 2 ore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-asteroide-che-ha-ucciso-i-dinosauri-non-li-ha-congelati-ma-ha-riscaldato-la-terra-in-sole-2-ore.html" title="L'asteroide che ha ucciso i dinosauri non li ha congelati, ma ha riscaldato la Terra in sole 2 ore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lo-mas-parecido-al-infierno-el-asteroide-que-mato-a-los-dinosaurios-no-los-congelo-pero-si-aso-la-tierra-en-2-horas-1785323774030_320.jpg" alt="L'asteroide che ha ucciso i dinosauri non li ha congelati, ma ha riscaldato la Terra in sole 2 ore"></a></article></aside><p>All’oculare di un telescopio <strong>3 Juno appare come un debole punto luminoso simile a una stella</strong>. Avendo la possibilità di fotografare la costellazione in cui si trova, di notte in notte lo si vedrà cambiare posizione rispetto alle stelle.</p><h2>Il terzo asteroide scoperto dall’umanità</h2><p><strong>3 Juno fu scoperto il 1° settembre 1804 </strong>dall’astronomo tedesco Karl Ludwig Harding presso l’osservatorio di Lilienthal. <strong>La sua scoperta seguiva quella dell’asteroide Cerere, scoperto nel 1801, e Pallade, scoperto nel 1802.</strong> Per questo motivo l'asteroide è riportato anche come 3 Juno. Il nome fu scelto in onore di Giunone, regina degli dèi nella mitologia romana.</p><p>Delle tre principali classi di asteroidi: <strong>Tipo C </strong>(carbonacei); <strong>Tipo S</strong> (silicei); <strong>Tipo M</strong> (metallici) <strong>3 </strong><strong>Juno appartiene alla classe S</strong>. Con un diametro di circa 259 km ruota attorno al proprio asse con un periodo poco superiore alle 7 ore. Le immagini ottenute alle lunghezze d’onda del millimetrico da <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Atacama_Large_Millimeter_Array">ALMA</a></strong> hanno mostrato una forma piuttosto irregolare resa tale possibilmente a causa di impatti con altri asteroidi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-juno-da-spettacolo-nel-cielo-e-ancora-il-momento-migliore-per-osservarlo-1785836274759.png" data-image="m5d12nhnz4b7" alt="Juno" title="Juno"><figcaption>Mosaico di immagini dell'asteroide 3 Juno a diverse fasi della sua rotazione assiale ottenute con il telescopio ALMA. Credit: ALMA (NRAO/ESO/NAOJ)</figcaption></figure><p><strong>Juno completa un giro attorno al Sole in circa 4,36 anni </strong>muovendosi su un piano inclinato di quasi 13 gradi rispetto all’eclittica. Non tutte le opposizioni sono quindi ugualmente favorevoli: Juno può diventare molto più luminoso quando l’allineamento avviene vicino al perielio, il punto della sua orbita più vicino al Sole.</p><h2>Una superficie porosa svelata dalle nuove ricerche</h2><p>Uno studio pubblicato quest’anno su<em> The Planetary Science Journal,</em> basato sull’analisi dei i dati raccolti dal telescopio ALMA ha scoperto che<strong> il suolo di Juno ha una bassa inerzia termica</strong>, cioè la sua superficie si riscalda e si raffredda rapidamente, come succederebbe ad uno strato di materiale fine e poco compatto. <strong>Durante la rotazione, la superficie che viene esposta al Sole si riscalda rapidamente, mentre quella che va in ombra si raffredda altrettanto rapidamente.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770960" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html" title="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove">La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html" title="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove-1779870040304_320.jpeg" alt="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove"></a></article></aside><p>Questa bassa inerzia suggerisce che la superficie sia composta di una regolite molto porosa. Una stima basata sull’indice di rifrazione porta a una porosità vicina al 45%, mentre i modelli fondati sulle proprietà delle condriti ordinarie richiederebbero valori prossimi al 90%. </p><p>Questa discrepanza rimane ancora non compresa. Sebbene noto da oltre 2 secoli, sono ancora molti i misteri sulla vera natura di Juno. <strong>L’opposizione di queste notti</strong> non è quindi soltanto uno spettacolo per gli astrofili: <strong>è un’occasione per gli astronomi per raccogliere nuove misure e comprendere meglio la natura di questo corpo primordiale del Sistema Solare.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Li%2C%20J.-Y.%2C%20Titus%2C%20T.%20N.%2C%20Moullet%2C%20A.%20e%20Hsieh%2C%20H.%20H.%20(" data-year="2026" data-title="Thermal%20and%20Dielectric%20Properties%20of%20Juno%E2%80%99s%20Regolith%20at%20One%20Millimeter%20Wavelength" data-url="https%3A%2F%2Fiopscience.iop.org%2Farticle%2F10.3847%2FPSJ%2Fae468f">Li, J.-Y., Titus, T. N., Moullet, A. e Hsieh, H. H. (. (2026). <a href="https://iopscience.iop.org/article/10.3847/PSJ/ae468f" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Thermal and Dielectric Properties of Juno’s Regolith at One Millimeter Wavelength</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-juno-da-spettacolo-nel-cielo-e-ancora-il-momento-migliore-per-osservarlo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 09:22:07 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il Mediterraneo è in fiamme con temperature record che sfiorano i 30 gradi Celsius. Per l'autunno, questo significa un'arma carica, ma se sarà puntata contro la Germania dipende da un singolo cambiamento meteorologico.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xauf9hi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xauf9hi.jpg" id="xauf9hi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sono cifre che fanno sudare anche i meteorologi più esperti: <strong>in alcune zone la temperatura superficiale del Mar Mediterraneo raggiunge i 30 gradi Celsius.</strong></p><p>Valori che in passato si registravano solo a fine estate, quest'anno sono arrivati con settimane di anticipo. Il mare immagazzina calore come un gigantesco radiatore, e questo calore non si disperde facilmente.</p><p>Rimarrà immagazzinato fino all'autunno. Ed è proprio allora che diventerà un problema, certamente per l'Europa meridionale e forse anche per noi in Italia. La questione cruciale non è se ci sarà una tempesta, ma dove.</p><h2>Perché il mare caldo agisce come un'arma carica?</h2><p>Ogni grado in più di temperatura nell'acqua significa più energia nell'aria sovrastante. Evaporazione, umidità, spinta di galleggiamento: tutto ciò si propaga verso l'alto <strong>non appena la prima aria fresca proveniente da nord soffia sul mare ancora rovente in autunno.</strong> Il contrasto di temperatura è il combustibile.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia-1785835155274.png" data-image="1e5h8cek5t4r" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Le calde acque del Mediterraneo potrebbero rivelarsi disastrose per la regione in autunno. Forti tempeste e mareggiate rappresentano una minaccia.</figcaption></figure><p>Questo contrasto dà origine ai famigerati <strong>temporali autunnali</strong> del Mediterraneo: <strong>inondazioni improvvise sulle coste di Italia, Spagna e Croazia, piogge torrenziali che cadono in poche ore, equivalenti a mesi di precipitazioni.</strong> Il mare è insolitamente caldo e, di conseguenza, il potenziale di tempeste è insolitamente elevato.</p><h3><strong>Il rischio di un medicane sta aumentando?</strong></h3><p>Un termine sta circolando negli ambienti meteorologici: <strong>medicane.</strong> Si riferisce a un ciclone mediterraneo che presenta una sorprendente somiglianza con un vero uragano, con un occhio rotante, raffiche di vento con forza di uragano e piogge torrenziali. <strong>E sì, l'acqua calda fornisce proprio l'energia da cui questi sistemi traggono la loro potenza.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ma l'acqua calda da sola non basta a creare una tempesta. Richiede anche la giusta configurazione meteorologica in quota: aria fredda ad alta quota e scarso wind shear. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Se tutte queste condizioni coincidono, il prossimo Medicane potrebbe essere significativamente più intenso rispetto a un anno normale. Queste tempeste non diventeranno necessariamente più frequenti, ma diventeranno più pericolose.</p><h3>Oppure ci ritroveremo con un autunno dorato e la siccità? </h3><p>Ma c'è anche un altro lato della medaglia, e molti di noi lo conoscono dagli anni passati. Se un forte sistema di alta pressione si stabilisce sull'Europa centrale, qualsiasi <strong>sistema di bassa pressione</strong> circostante viene spinto verso sud. Di conseguenza, le tempeste imperversano sull'Italia e sui Balcani, mentre qui splende il sole. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia-1785835227513.png" data-image="csawl9yo9n2n" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>In alcuni punti le acque del Mar Mediterraneo hanno raggiunto i +31°C.</figcaption></figure><p> Quello che sembra un clima da sogno ha un retrogusto amaro: la mancanza di pioggia significa che i terreni già aridi si seccheranno ulteriormente. <strong>L'ottobre dorato si trasformerebbe quindi in un autunno segnato dalla siccità, esaurendo ulteriormente le riserve idriche. Bello da vedere, ma un problema reale.</strong></p><h2>Questo è ora il punto di svolta cruciale per le condizioni meteorologiche</h2><p>Non è ancora chiaro quale dei due scenari prevarrà – e chiunque affermi il contrario vi sta semplicemente vendendo dei biscotti della fortuna. È impossibile prevedere l'andamento generale del clima con così tanto anticipo. <strong>L'unica certezza è che entrambi gli estremi saranno più pronunciati quest'anno</strong> rispetto agli anni precedenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781111" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?">Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa-1785332795459_320.png" alt="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?"></a></article></aside><p><strong>Se avremo un autunno tempestoso, sarà più intenso. Se avremo un autunno secco, sarà ancora più secco. </strong>Il Mediterraneo surriscaldato è pronto a scatenare la sua furia – quando e in quale direzione lo farà, lo scopriremo solo nelle prossime settimane. Vi terremo aggiornati.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché sotto l'anticiclone africano i valori di pressione al suolo rimangono bassi?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-sotto-l-anticiclone-africano-i-valori-di-pressione-al-suolo-rimangono-bassi.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 09:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il caldo che sperimentiamo nel periodo estivo è frutto di più complessi processi fisici dinamici che contribuiscono a scaldare l’aria lungo l’area interessata dalla circolazione anticiclonica.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-sotto-l-anticiclone-africano-i-valori-di-pressione-al-suolo-rimangono-bassi-1778013545677.jpg" data-image="ov6v1pkiiff2" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Il caldo che sperimentiamo nel periodo estivo è frutto di più complessi processi fisici dinamici che contribuiscono a scaldare l’aria lungo l’area interessata dalla circolazione anticiclonica. </figcaption></figure><p>Un tempo c’era il famoso anticiclone delle Azzorre che regolava gli eccessi termici dell’estate mediterranea. Oggi, a causa dei cambiamenti di pattern atmosferico, indotti indirettamente dal cambiamento climatico, l’anticiclone delle Azzorre tende a migrare sempre più spesso verso ovest, in direzione delle Bermuda, lasciando scoperto il Mediterraneo.</p><p>Il vuoto creato viene a sua volta colmato dal suo collega, il più caldo e opprimente promontorio anticiclonico africano che, sempre più spesso, torna a visitare il Mediterraneo e l’Italia, <strong>per lunghissimi periodi, se non mesi interi.</strong></p><h2><strong>Come si origina il caldo dell’anticiclone africano?</strong></h2><p>A differenza di quanto si pensi il caldo non è il solo prodotto dell’intensa radiazione solare di luglio o dell’afflusso di masse d’aria molto calde, subtropicali continentali, provenienti dai deserti del Maghreb. Anzi, spesso quando sull’Italia avvengono ondate di calore i venti al suolo sono disposti dai quadranti settentrionali nei bassi strati.</p><p>Il caldo che sperimentiamo nel periodo estivo è frutto di più complessi processi fisici dinamici che contribuiscono a scaldare l’aria lungo l’area interessata dalla circolazione anticiclonica. Nella maggior parte dei casi si tratta di masse d’aria molto calde in quota che dal Marocco e dal Mediterraneo occidentale si spostano verso i mari italiani.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-sotto-l-anticiclone-africano-i-valori-di-pressione-al-suolo-rimangono-bassi-1778013597516.png" data-image="ksq2anryfqx2" alt="Caldo, anticiclone africano." title="Caldo, anticiclone africano."><figcaption>L'enorme serbatoio di aria calda che si comincia ad accumulare sopra il Sahara.</figcaption></figure><p>Man mano che l’aria si sposta verso nord all’interno del promontorio tende a scendere di quota, dai 4000/3500 metri iniziali fino ai 1500/1000 metri, a causa della struttura dell’anticiclone stesso. <strong>Durante questa discesa, l’aria viene compressa adiabaticamente, ossia senza scambio di calore con l’ambiente circostante.</strong></p><div class="texto-destacado">Questo processo di compressione causa un intenso riscaldamento dell’aria, ben evidente negli strati più bassi. In pratica, in queste circostanze, all’altezza dell’Italia, <strong>la massa d’aria calda dai 4000 metri iniziali arriva fino a 1500/1000 metri, comprimendosi verso il basso e scaldandosi, attraverso le famose “subsidenze atmosferiche”.</strong></div><p>Ossia lenti moti discendenti che non fanno altro che comprimere l’aria verso il basso, scaldandola ulteriormente. Spesso i massimi di questi promontori anticiclonici dinamici si hanno in corrispondenza delle aree dove si hanno nel punto dove le “subsidenze atmosferiche” sono più intense.</p><h2><strong>Perché al suolo la pressione rimane bassa malgrado l’anticiclone?</strong></h2><p>Ai piani inferiori, vicino al suolo, i valori di pressione rimangono medio/bassi, a causa dell’intenso riscaldamento diurno per irraggiamento (calore irradiato dalle superfici verso l’atmosfera). Ciò favorisce pure la formazione, nello strato d’aria prossimo la pianura o il fondovalle, <strong>di moti ascensionali (invisibili) che però sono limitati a poche centinaia di metri.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-sotto-l-anticiclone-africano-i-valori-di-pressione-al-suolo-rimangono-bassi-1778013653089.jpg" data-image="bki6usjyrwu8" alt="Anticiclone africano." title="Anticiclone africano."><figcaption>Le grandi ondate di calore che investono il nostro Paese sono spesso associate all'anticiclone africano.</figcaption></figure><p>Questo perché queste correnti ascendenti (conosciute dagli amanti del parapendio) vengono “tappate”, ad una certa altezza dal suolo, dalle correnti discendenti indotte dallo stesso anticiclone, <strong>tramite le sopra citate subsidenze,</strong> che inibiscono sul nascere questi moti ascendenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767060" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-allerte-sanitarie-per-caldo-estremo-sono-aumentate-del-318-in-europa-secondo-il-rapporto-the-lancet-countdown.html" title="Le allerte sanitarie per caldo estremo sono aumentate del 318% in Europa, secondo il rapporto The Lancet Countdown">Le allerte sanitarie per caldo estremo sono aumentate del 318% in Europa, secondo il rapporto The Lancet Countdown</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-allerte-sanitarie-per-caldo-estremo-sono-aumentate-del-318-in-europa-secondo-il-rapporto-the-lancet-countdown.html" title="Le allerte sanitarie per caldo estremo sono aumentate del 318% in Europa, secondo il rapporto The Lancet Countdown"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/las-alertas-sanitarias-diarias-por-calor-extremo-han-aumentado-un-318-en-europa-segun-el-informe-the-lancet-countdown-1777763179371_320.jpg" alt="Le allerte sanitarie per caldo estremo sono aumentate del 318% in Europa, secondo il rapporto The Lancet Countdown"></a></article></aside><p>Ciò spiega perché il cielo rimane quasi sempre sereno o poco nuvoloso e questi moti ascensionali, noti anche come <strong>“termiche”,</strong> vengono bloccati sul nascere, senza raggiungere particolari altezze. </p><p>Difatti le termiche riescono a produrre nuvolosità (cumuli o cumulonembi) solo nei punti (spesso in prossimità di un monte) dove il moto ascensionale è talmente intenso (forzato da un pendio o da una confluenza di brezze sul crinale di una montagna), da riuscire a bucare questo “tappo” prodotto dall’anticiclone.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="518641" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/avvezione-di-spessore-vero-incubatore-delle-ondate-di-calore.html" title="L'avvezione di spessore, il vero incubatore delle ondate di calore">L'avvezione di spessore, il vero incubatore delle ondate di calore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/avvezione-di-spessore-vero-incubatore-delle-ondate-di-calore.html" title="L'avvezione di spessore, il vero incubatore delle ondate di calore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-avvezione-di-spessore-il-vero-incubatore-delle-ondate-di-calore-1689805146147_320.jpeg" alt="L'avvezione di spessore, il vero incubatore delle ondate di calore"></a></article></aside><p>Allora solo in quel caso la corrente ascensionale può crescere in altezza, raggiungendo il livello dove può condensare il vapore acqueo contenuto, creando la nuvola cumuliforme. Generalmente ciò succede solo quando l’anticiclone inizia ad invecchiare, con il venir meno dei suoi moti discendenti, e l’aumento dell’instabilità, soprattutto in quota.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-sotto-l-anticiclone-africano-i-valori-di-pressione-al-suolo-rimangono-bassi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta caldo, il Ministero della Salute attiva il bollino rosso in 27 città martedì 4 agosto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-caldo-il-ministero-della-salute-attiva-il-bollino-rosso-in-27-citta-martedi-4-agosto.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Siamo verso l'apice della quarta ondata di calore dell'estate 2026, caratterizzata da temperature elevatissime, ma anche da alti indici dell'umidità relativa che accrescono il disagio fisico.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xauj536"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xauj536.jpg" id="xauj536"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'Italia continua a rimanere nella morsa opprimente dell'anticiclone subtropicale, che sta portando l'afa e il caldo a livelli eccezionali su quasi tutto il territorio nazionale. <strong>Quella in corso è la quarta, intensa ondata di calore dell'estate 2026.</strong></p><p>Un fenomeno caratterizzato non solo da temperature massime eccezionali, destinate a sfiorare o superare i <strong>40 gradi Celsius,</strong> ma anche dalle cosiddette <strong>"notti tropicali",</strong> con minime che faticano a scendere sotto i <strong>26°C,</strong> impedendo alle abitazioni di raffrescarsi e prolungando il disagio fisico. </p><h2><strong>Il bollettino del Ministero della Salute: scatta l'allerta massima</strong></h2><p>Secondo l'ultimo bollettino sulle ondate di calore emesso dal Ministero della Salute, la situazione odierna vede una diffusione quasi totale dell'allerta massima. <strong>Sono infatti ben 25 i capoluoghi contrassegnati dal bollino rosso (Livello 3) sulle 27 città monitorate dal sistema di prevenzione nazionale.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-caldo-il-ministero-della-salute-attiva-il-bollino-rosso-in-27-citta-martedi-4-agosto-1785770661404.png" data-image="t7hjhkdt8vmj" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Il gran caldo che interesserà l'Italia nei prossimi giorni, specie il Nord.</figcaption></figure><p>Il bollino rosso non indica un semplice "caldo estivo", ma una vera e propria condizione di emergenza climatica con potenziali effetti negativi sulla salute. A differenza dei livelli inferiori, il Livello 3 rappresenta un rischio concreto non solo per i soggetti fragili (anziani, bambini piccoli e malati cronici), ma anche per le persone sane e attive. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Palermo, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Sono queste le città in bollino rosso<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le uniche due eccezioni in tutta Italia, che respireranno una situazione leggermente meno critica restando in bollino giallo (Livello 1 debole), sono Messina e Reggio Calabria, le due città nell’area dello Stretto.</p><h2><strong>Cos'è il bollino rosso e quali sono i rischi per la salute?</strong></h2><p>Come spiegato dagli esperti nei bollettini ufficiali, le ondate di calore diventano pericolose quando le temperature estreme si associano a tassi elevati di umidità (afa), forte irraggiamento solare e totale assenza di ventilazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780931" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici.html" title="Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici">Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici.html" title="Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici-1785256814949_320.jpg" alt="Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici"></a></article></aside><p>In tali condizioni fisiche e ambientali, il naturale sistema di termoregolazione del corpo umano, ossia la sudorazione, rischia di andare in crisi. <strong>Se l'umidità è troppo alta, il sudore non evapora rapidamente, bloccando il raffreddamento del corpo.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-caldo-il-ministero-della-salute-attiva-il-bollino-rosso-in-27-citta-martedi-4-agosto-1785770795311.jpg" data-image="77qkxwcch5ky" alt="Caldo, afa." title="Caldo, afa."><figcaption>In tali condizioni fisiche e ambientali, il naturale sistema di termoregolazione del corpo umano, ossia la sudorazione, rischia di andare in crisi. Se l'umidità è troppo alta, il sudore non evapora rapidamente, bloccando il raffreddamento del corpo. </figcaption></figure><p>La temperatura corporea può quindi aumentare in modo repentino, provocando disturbi che vanno dai più lievi (crampi, edemi, svenimenti) fino a problematiche di estrema gravità come la disidratazione acuta, la congestione e il colpo di calore, capace di danneggiare gli organi vitali.</p><h2><strong>Alcuni consigli per difendersi dalla gran calura</strong></h2><p>Le autorità sanitarie e la <strong>Protezione Civile</strong> raccomandano la massima prudenza. Le linee guida principali prevedono di evitare l'esposizione diretta al sole e l'attività fisica intensa nelle ore più calde (tra le 11:00 e le 18:00), consumare pasti leggeri, bere molta acqua per mantenere l'idratazione e prestare costante attenzione alle persone più anziane o vicini di casa che vivono da soli. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781687" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto.html" title="La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto">La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto.html" title="La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto-1785679973802_320.png" alt="La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto"></a></article></aside><p>Al momento non si intravede un vero e proprio cambiamento, se non una attenuazione della calura durante il prossimo fine settimana, ma solo sulle regioni del Centro-Nord. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-caldo-il-ministero-della-salute-attiva-il-bollino-rosso-in-27-citta-martedi-4-agosto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Per fare chiarezza, bisogna partire da un dato di fatto. <strong>El Niño</strong> è appena nato e si trova ancora nelle sue prime fasi di sviluppo. Sta avendo davvero un ruolo in queste ondate di calore?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xat7rh6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xat7rh6.jpg" id="xat7rh6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Quella del 2026 sarà un’estate difficile da dimenticare, specialmente per molte nazioni dell’Europa occidentale, come Spagna, Francia, Germania e Nord Italia colpite da diverse <strong>ondate di calore consecutive e asfissianti</strong>. </p><p>Molti puntano il dito contro <strong>El Niño,</strong> il celebre riscaldamento anomalo delle acque dell'Oceano Pacifico equatoriale. Ma El Niño non è il motore diretto del nostro caldo, <strong>ma definirlo del tutto estraneo ai fatti sarebbe un grave errore scientifico. </strong>C'è un sottile e affascinante <strong>"effetto farfalla"</strong> che unisce il Pacifico alle nostre latitudini.</p><h2><strong>Un segnale debole e un gigante appena nato</strong></h2><p>Per fare chiarezza, bisogna partire da un dato di fatto. <strong>El Niño</strong> è appena nato e si trova ancora nelle sue prime fasi di sviluppo. La letteratura scientifica dimostra ampiamente che l'impatto diretto di questo fenomeno sull'Europa, specialmente durante la stagione estiva, <strong>è estremamente debole e statisticamente fumoso.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa-1785332795459.png" data-image="gtley0aodkww" alt="Ondate di calore." title="Ondate di calore."><figcaption>La quarta ondata di calore che sta colpendo l'Europa centro-occidentale.</figcaption></figure><p>In estate, la circolazione atmosferica alle nostre latitudini è guidata principalmente da dinamiche locali e regionali (come l'andamento delle temperature superficiali dell'Oceano Atlantico o dalla corrente a getto polare). </p><p>Pensare che <strong>El Niño</strong> agisca come un telecomando diretto capace di surriscaldare la Pianura Padana o le pianure francesi è una semplificazione meteorologica errata. Tuttavia, la fisica dell'atmosfera ci insegna che debole non significa "nullo".</p><h2><strong>Il vero ruolo di El Niño e il rafforzamento della convezione</strong></h2><p>Affermare che <strong>El Niño</strong> non abbia alcuna influenza sulle anomalie europee è sbagliato. Il fenomeno, infatti, sta svolgendo il suo compito primario, quello di <strong>scaldare la superficie oceanica del Pacifico centro-orientale.</strong> Questo <strong>surplus di calore marino</strong> agisce come un potentissimo carburante per l'atmosfera sovrastante, rinforzando drasticamente la convezione tropicale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa-1785332647193.png" data-image="6njk30fil5wh" alt="Attività convettiva." title="Attività convettiva."><figcaption>L'intensa attività convettiva in azione sull'Oceano Pacifico, dove agisce El Nino.</figcaption></figure><p>In parole semplici, le acque calde del Pacifico centro-orientale alimentano giganteschi e continuativi <strong>sistemi temporaleschi. </strong>Questi super-temporali tropicali fungono da <strong>immenso camino termico,</strong> iniettando nella troposfera quantità spaventose di due tipi di energia</p><p>Il <strong>calore sensibile</strong> che rappresenta il calore direttamente misurabile associato alle temperature dell'aria e il <strong>calore latente </strong>che, invece, rappresenta <strong>l'energia termica immagazzinata nel vapore acqueo che viene rilasciata in atmosfera nel momento esatto in cui il vapore condensa per formare le nubi e le piogge temporalesche.</strong></p><h2><strong>Il viaggio dell'energia: dalle tempeste tropicali ai blocchi europei</strong></h2><p>Qui entrano in gioco le <strong>Onde di Rossby,</strong> le grandi oscillazioni della <strong>corrente a getto</strong> (il flusso di venti ad alta quota che circumnaviga il pianeta).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779972" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-piu-forte-el-nino-degli-ultimi-155-anni-un-meteorologo-avverte-l-inverno-sta-per-cambiare-rotta.html" title="Il più forte El Niño degli ultimi 155 anni: un meteorologo avverte, 'l'inverno sta per cambiare rotta'">Il più forte El Niño degli ultimi 155 anni: un meteorologo avverte, "l'inverno sta per cambiare rotta"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-piu-forte-el-nino-degli-ultimi-155-anni-un-meteorologo-avverte-l-inverno-sta-per-cambiare-rotta.html" title="Il più forte El Niño degli ultimi 155 anni: un meteorologo avverte, 'l'inverno sta per cambiare rotta'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/starkster-el-nino-seit-155-jahren-wetterforscher-warnt-der-winter-kippt-1784723391694_320.jpg" alt="Il più forte El Niño degli ultimi 155 anni: un meteorologo avverte, 'l'inverno sta per cambiare rotta'"></a></article></aside><p>La massiccia iniezione di calore latente e sensibile prodotta dai temporali tropicali, rinvigoriti da <strong>El Niño,</strong> perturba la <strong>corrente a getto,</strong> ondulandola. Si generano un treno di <strong>onde atmosferiche</strong> che viaggiano per migliaia di chilometri attraverso il globo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa-1785332713126.png" data-image="h817z8brpcnh" alt="Ondate di calore." title="Ondate di calore."><figcaption>L'onda di Rossby, esasperata dall'energia tropicale, si amplifica fino quasi a spezzarsi, giunta sul vicino Atlantico, e si pianta stabilmente sopra l'Europa occidentale. Il risultato è la configurazione che stiamo vivendo in questa estate 2026</figcaption></figure><p>Quando questa ondulazione planetaria arriva nel settore euro-atlantico, entra in contatto con la circolazione locale, <strong>ovvero con il preesistente mosaico di alte e basse pressioni dell'Atlantico. </strong>È proprio questo l'anello di congiunzione: l'energia proveniente dai tropici altera l'equilibrio locale, aumentando drasticamente le probabilità che si sviluppino anticicloni di blocco.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780634" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-super-el-nino-spinge-il-2026-verso-nuovi-record-e-il-2027-verso-un-caldo-senza-precedenti.html" title="Il Super El Niño spinge il 2026 verso nuovi record e il 2027 verso un caldo senza precedenti">Il Super El Niño spinge il 2026 verso nuovi record e il 2027 verso un caldo senza precedenti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-super-el-nino-spinge-il-2026-verso-nuovi-record-e-il-2027-verso-un-caldo-senza-precedenti.html" title="Il Super El Niño spinge il 2026 verso nuovi record e il 2027 verso un caldo senza precedenti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-2026-temperaturas-record-2027-mas-calido-1784948787697_320.jpg" alt="Il Super El Niño spinge il 2026 verso nuovi record e il 2027 verso un caldo senza precedenti"></a></article></aside><p><strong>L'onda di Rossby,</strong> esasperata dall'energia tropicale, si amplifica fino quasi a spezzarsi, giunta sul vicino Atlantico, e si pianta stabilmente sopra l'Europa occidentale. <strong>Il risultato è la configurazione che stiamo vivendo in questa estate 2026,</strong> con una cupola di alta pressione statica che sbarra la strada alle rinfrescanti <strong>perturbazioni atlantiche,</strong> intrappolando l'aria calda di matrice subtropicale e surriscalda Spagna, Francia, Germania e Nord Italia giorno dopo giorno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[McDonald's ha preservato una strada romana di oltre 2.000 anni e ha trasformato il suo ristorante in un museo in Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mcdonald-s-ha-preservato-una-strada-romana-di-oltre-2-000-anni-e-ha-trasformato-il-suo-ristorante-in-un-museo-in-italia.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 03:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Una scoperta archeologica avvenuta durante la costruzione di un ristorante McDonald's alla periferia di Roma ha portato alla conservazione di un antico tratto della Via Appia, ora integrato nel ristorante e accessibile gratuitamente al pubblico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/mcdonald-s-preserva-estrada-romana-de-mais-de-2-mil-anos-e-transforma-restaurante-em-museu-na-italia-1784665635789.jpg" data-image="ih0t0nbptlyg" alt="Scavi archeologici." title="Scavi archeologici."><figcaption>Scheletro umano ritrovato sopra un McDonald's in Italia - Credito: Gary E/Mc Atlas</figcaption></figure><p>Un ristorante McDonald's situato a Frattocchie, un quartiere del comune di Marino, alla periferia di Roma, sta attirando l'attenzione per ospitare al suo interno un sito archeologico ben conservato. Sotto pavimenti in vetro, clienti e visitatori possono osservare un tratto di un'antica strada romana, costruita oltre duemila anni fa, nonché repliche di scheletri rinvenuti durante gli scavi nel sito.</p><p>La scoperta è avvenuta nel 2014, durante i lavori di costruzione del ristorante. Nel corso degli interventi, gli archeologi hanno identificato un segmento di un'antica strada romana collegata alla Via Appia, una delle strade più importanti dell'Impero Romano. Invece di interrompere il progetto, l'azienda ha deciso di adattare la costruzione per preservare il patrimonio storico.</p><p>Per consentire la conservazione del sito archeologico, <strong>McDonald's ha investito circa 300.000 euro nel restauro della struttura e nella creazione di uno spazio per i visitatori integrato nel ristorante.</strong> Il caso ha attirato l'attenzione internazionale ed è stato evidenziato dallo scrittore <strong>Gary He </strong>nel libro <strong>McAtlas:</strong> A Global Guide to the Golden Arches, che raccoglie alcuni dei ristoranti più insoliti della catena in tutto il mondo.</p><h2>Il ristorante coniuga gastronomia e patrimonio storico</h2><p>Dopo tre anni di lavori di restauro, il vecchio tratto di strada è diventato parte integrante dell'architettura dell'edificio. Un corridoio con pavimento in vetro è stato installato tra il parcheggio e l'interno del ristorante, consentendo ai visitatori di osservare da vicino la struttura archeologica mentre si muovono all'interno dello spazio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/mcdonald-s-preserva-estrada-romana-de-mais-de-2-mil-anos-e-transforma-restaurante-em-museu-na-italia-1784665775586.jpg" data-image="a25gkl62k292" alt="McDonald´s." title="McDonald´s."><figcaption>Un ristorante McDonald's in Italia è stato considerato il primo ristorante-museo della catena. Credito: Getty Images</figcaption></figure><p>Secondo <strong>Gary He,</strong> è possibile osservare il sito anche durante il pasto grazie ad aree con pavimentazione trasparente distribuite in tutto il ristorante. Inoltre, l'accesso al sito storico non è vincolato al consumo di prodotti. Il locale dispone di un ingresso separato<strong>, situato dietro la corsia del drive-thru, con accesso pubblico gratuito.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="754742" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-tempesta-harry-potrebbe-aver-portato-alla-luce-i-resti-di-un-antica-citta-dell-impero-romano-in-tunisia.html" title="La tempesta Harry potrebbe aver portato alla luce i resti di un'antica città dell'Impero Romano in Tunisia">La tempesta Harry potrebbe aver portato alla luce i resti di un'antica città dell'Impero Romano in Tunisia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-tempesta-harry-potrebbe-aver-portato-alla-luce-i-resti-di-un-antica-citta-dell-impero-romano-in-tunisia.html" title="La tempesta Harry potrebbe aver portato alla luce i resti di un'antica città dell'Impero Romano in Tunisia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-borrasca-harry-podria-haber-desenterrado-los-restos-de-una-antigua-ciudad-del-imperio-romano-en-tunez-1771367908079_320.jpg" alt="La tempesta Harry potrebbe aver portato alla luce i resti di un'antica città dell'Impero Romano in Tunisia"></a></article></aside><p>Al momento dell'inaugurazione, l'allora direttore generale di McDonald's Italia, <strong>Mario Federico, </strong>definì il locale come il primo <strong>"ristorante-museo"</strong> dell'azienda. Il concept coniuga l'attività commerciale della catena di fast food con la conservazione di un patrimonio archeologico di rilevanza storica per la regione.</p><h2>Questa sezione integra un antico collegamento con la Via Appia</h2><p>Il ritrovamento è avvenuto a <strong>Frattocchie,</strong> località nota nell'antichità come <strong>Bovillae,</strong> situata nella regione italiana del Lazio. In epoca romana, l'area era attraversata da diverse strade che confluivano nella Via Appia, considerata una delle principali vie di comunicazione dell'Impero.</p><div class="texto-destacado"><strong>Costruita a partire dal 312 a.C., la Via Appia collegava inizialmente Roma alla città di Capua e fu successivamente estesa fino al porto di Brindisi, sulle rive del Mar Adriatico.</strong> Riconosciuta dagli storici come la prima grande arteria stradale d'Europa, la Via Appia è attualmente iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.</div><p>Gli archeologi hanno identificato nel tratto rinvenuto una deviazione della Via Appia, costruita tra il II e il I secolo a.C. <strong>Lunga circa 46 metri, la struttura rimase in uso per circa tre secoli prima di essere abbandonata.</strong></p><h2>Gli scavi hanno portato alla luce antiche sepolture</h2><p>Le ricerche archeologiche hanno dimostrato che, dopo aver cessato di essere utilizzata come strada, l'area iniziò a fungere da luogo di sepoltura. Durante gli scavi, gli specialisti hanno rinvenuto i resti di tre uomini adulti sepolti nei fossati laterali dell'antica strada.</p><p>Gli scheletri originali sono stati rimossi per essere studiati e conservati, ma il ristorante espone repliche in resina posizionate esattamente dove sono stati ritrovati i corpi. <strong>Le riproduzioni sono state realizzate con stampi in gomma applicati direttamente sui reperti archeologici, consentendo di riprodurre tutti i dettagli senza danneggiare i pezzi originali.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764425" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperta-inaespattata-aree-archeologiche-santuari-della-biodiversita.html" title="Scoperta inaspettata: le aree archeologiche sono santuari della biodiversità, i risultati di uno studio recente">Scoperta inaspettata: le aree archeologiche sono santuari della biodiversità, i risultati di uno studio recente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperta-inaespattata-aree-archeologiche-santuari-della-biodiversita.html" title="Scoperta inaspettata: le aree archeologiche sono santuari della biodiversità, i risultati di uno studio recente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scoperta-inaespattata-aree-archeologiche-santuari-della-biodiversita-1783501731701_320.jpeg" alt="Scoperta inaspettata: le aree archeologiche sono santuari della biodiversità, i risultati di uno studio recente"></a></article></aside><p>Oltre a preservare un'importante testimonianza della storia romana, l'iniziativa rafforza una pratica comune in Italia, dove le aziende private collaborano alla conservazione del patrimonio culturale. Marchi come Bulgari, Fendi e Tod's hanno finanziato progetti di restauro di monumenti storici, consolidando la partnership tra settore pubblico e privato nella tutela del patrimonio storico del Paese.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Aventuras%20na%20Hist%C3%B3ria" data-year="2026" data-title="O%20McDonald%C2%B4s%20constru%C3%ADdo%20sobre%20esqueletos%20romanos" data-url="https%3A%2F%2Faventurasnahistoria.com.br%2Fnoticias%2Freportagem%2Fo-mcdonalds-construido-sobre-esqueletos-romanos.phtml%3Fshem%3Ddsdf%2Csharefoc%2Cagadiscoversdl%2C%2Csh%2Fx%2Fdiscover%2Fm1%2F4">Aventuras na História. (2026). <a href="https://aventurasnahistoria.com.br/noticias/reportagem/o-mcdonalds-construido-sobre-esqueletos-romanos.phtml?shem=dsdf,sharefoc,agadiscoversdl,,sh/x/discover/m1/4" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">O McDonald´s construído sobre esqueletos romanos</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mcdonald-s-ha-preservato-una-strada-romana-di-oltre-2-000-anni-e-ha-trasformato-il-suo-ristorante-in-un-museo-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[10 piante che fioriscono in riva al mare, da conoscere prima di una passeggiata in spiaggia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Le spiagge non sono solo sabbia e mare, ma ecosistemi ricchi di biodiversità. Scopri dieci piante che fioriscono lungo i litorali e il loro prezioso ruolo nella tutela degli ambienti costieri.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424062418.jpeg" data-image="b1p5ojq02bms"><figcaption>10 piante che fioriscono in riva al mare, da conoscere prima di una passeggiata in spiaggia</figcaption></figure><p><strong>È tempo di vacanze e nell'immaginario collettivo la spiaggia è sinonimo di sabbia, mare, sole e ombrelloni</strong>. È l'immagine tipica delle spiagge più antropizzate, occupate dagli stabilimenti balneari. </p><div class="texto-destacado">Basta però allontanarsi alla ricerca di un tratto di litorale meno frequentato per scoprire che le coste sono ambienti ricchi di vita, capaci di ospitare una sorprendente varietà di piante perfettamente adattate a vivere in condizioni estreme. </div><p><strong>Esposte al sole intenso, al vento, alla salsedine, ai terreni poveri e alla scarsità di acqua dolce</strong>, hanno sviluppato nel corso dell'evoluzione adattamenti straordinari che permettono loro di prosperare lungo i litorali. Queste specie altamente specializzate contribuiscono a stabilizzare le dune, proteggere le coste dall'erosione e offrire cibo, riparo e aree di riproduzione a numerosi insetti impollinatori, uccelli e altri piccoli animali. </p><p>Ecco dieci specie da conoscere in vista di una vacanza al mare.</p><h2> 1. Lavanda di mare (<em>Limonium sinuatum</em>)</h2><ol></ol><p><strong>Nonostante il nome, non appartiene al genere della lavanda, ma è una pianta costiera facilmente riconoscibile per le sue infiorescenze colorate, che possono variare dal rosa al viola</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424084076.jpeg" data-image="f9ualqse0fi7"><figcaption>Lavanda di mare (Limonium sinuatum)</figcaption></figure><p>Cresce soprattutto su terreni sabbiosi e salini, dove sopporta bene condizioni difficili grazie alla capacità di tollerare elevate concentrazioni di sale. Fiorisce generalmente tra la primavera e l'estate, regalando macchie di colore lungo le coste.</p><h2>2. Finocchio marino (<em>Crithmum maritimum</em>)</h2><p><strong>Con le sue foglie carnose e aromatiche, il finocchio marino è una delle piante più caratteristiche delle coste rocciose</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424127599.jpeg" data-image="20lng5koin92"><figcaption>Finocchio marino (Crithmum maritimum)</figcaption></figure><p>Cresce nelle fessure delle rocce e nelle scogliere esposte al sole e al vento, dove riesce a sopravvivere grazie alla capacità di immagazzinare acqua nei tessuti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="725443" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-spiaggia-rosa-della-sardegna-che-sembra-un-quadro-accesso-limitato-per-proteggerla.html" title="La spiaggia rosa della Sardegna che sembra un quadro: accesso limitato per proteggerla ">La spiaggia rosa della Sardegna che sembra un quadro: accesso limitato per proteggerla </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-spiaggia-rosa-della-sardegna-che-sembra-un-quadro-accesso-limitato-per-proteggerla.html" title="La spiaggia rosa della Sardegna che sembra un quadro: accesso limitato per proteggerla "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-spiaggia-rosa-della-sardegna-che-sembra-un-quadro-accesso-limitato-per-proteggerla-1755709145002_320.jpg" alt="La spiaggia rosa della Sardegna che sembra un quadro: accesso limitato per proteggerla "></a></article></aside><p>Tradizionalmente è stato utilizzato anche in cucina in alcune regioni costiere, ma oggi la raccolta indiscriminata può rappresentare una minaccia per le popolazioni naturali.</p><h2>3. Giglio di mare (<em>Pancratium maritimum</em>)</h2><p><strong>È probabilmente uno dei fiori più spettacolari delle spiagge</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424145124.jpeg" data-image="nmcuk395zn4b"><figcaption>Giglio di mare (Pancratium maritimum)</figcaption></figure><p>In piena estate il giglio di mare apre grandi fiori bianchi profumati sulle dune sabbiose, spesso quando molte altre piante hanno già terminato la fioritura. Il suo adattamento più importante è il grande bulbo sotterraneo, che gli permette di superare lunghi periodi di siccità e temperature elevate.</p><h2>4. Eringio marittimo (<em>Eryngium maritimum</em>)</h2><p><strong>Con le sue foglie rigide e spinose dal caratteristico colore verde-azzurro, l'eringio marittimo è una presenza inconfondibile delle dune costiere</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424162488.jpeg" data-image="0e9u0jra37fv"><figcaption>Eringio marittimo (Eryngium maritimum)</figcaption></figure><p>Le sue lunghe radici penetrano in profondità nella sabbia, aiutandolo a raggiungere l'acqua e contribuendo allo stesso tempo alla stabilizzazione del terreno. I suoi fiori attirano numerosi insetti impollinatori durante i mesi estivi.</p><h2>5. Papavero di mare (<em>Glaucium flavum</em>)</h2><p><strong>Chiamato anche papavero giallo, si distingue per i grandi fiori dai colori vivaci che ricordano quelli dei papaveri terrestri</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424178762.jpeg" data-image="a5qqvg3rbin5"><figcaption>Papavero di mare (Glaucium flavum)</figcaption></figure><p>Vive soprattutto sulle spiagge ghiaiose, sui litorali sabbiosi e negli ambienti costieri soggetti a disturbo naturale. Le sue foglie grigio-verdi e carnose rappresentano un adattamento alla forte esposizione solare e alla scarsità d'acqua.</p><h2>6. Ravastrello marittimo (<em>Cakile maritima</em>)</h2><p><strong>È una delle specie più vicine alla battigia, dove poche altre piante riescono a sopravvivere</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424195849.jpeg" data-image="xzhg3qs2no96"><figcaption>Ravastrello marittimo (Cakile maritima)</figcaption></figure><p>Il ravastrello marittimo tollera la salsedine e il continuo movimento della sabbia grazie ai suoi fusti flessibili e alle foglie carnose. I suoi semi possono essere trasportati dalle correnti marine, permettendo alla specie di colonizzare nuove spiagge.</p><h2>7. Violacciocca di mare (<em>Matthiola sinuata</em>)</h2><p><strong>Questa pianta regala alle dune piccoli fiori profumati dalle tonalità rosa e violacee</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424211983.jpeg" data-image="os9ptac2nau9"><figcaption>Violacciocca di mare (Matthiola sinuata)</figcaption></figure><p>Cresce soprattutto sui litorali sabbiosi, dove affronta vento e insolazione intensa grazie a una struttura resistente e a foglie ricoperte da una leggera peluria. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773335" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-spiaggia-piu-bella-d-europa-si-trova-in-portogallo.html" title="La spiaggia più bella d'Europa si trova in Portogallo">La spiaggia più bella d'Europa si trova in Portogallo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-spiaggia-piu-bella-d-europa-si-trova-in-portogallo.html" title="La spiaggia più bella d'Europa si trova in Portogallo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-mejor-playa-de-europa-esta-en-portugal-1780851431685_320.png" alt="La spiaggia più bella d'Europa si trova in Portogallo"></a></article></aside><p>La fioritura avviene generalmente tra la primavera e l'estate, attirando numerosi insetti impollinatori.</p><h2>8. Alisso marittimo (<em>Lobularia maritima</em>)</h2><p><strong>Con i suoi piccoli fiori bianchi riuniti in infiorescenze profumate, l'alisso marittimo è una delle piante più delicate delle coste</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424227403.jpeg" data-image="58lnutyadc52"><figcaption>Alisso marittimo (Lobularia maritima)</figcaption></figure><p>Oltre alla bellezza ornamentale, svolge un importante ruolo ecologico attirando api e altri impollinatori. È una specie molto adattabile, capace di crescere sia su terreni sabbiosi sia in ambienti rocciosi vicini al mare.</p><h2>9. Garofanino di mare (<em>Armeria maritima</em>)</h2><p><strong>Il garofanino di mare forma caratteristici piccoli cuscinetti vegetali, composti da numerose foglie strette e resistenti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424243268.jpeg" data-image="1xkh5shuikck"><figcaption>Garofanino di mare (Armeria maritima)</figcaption></figure><p>È una specie particolarmente tollerante al vento, al sale e alle condizioni ambientali difficili, tanto da essere presente non solo sulle coste temperate e calde, ma anche sui litorali più freddi dell'Europa settentrionale. I suoi fiori, raccolti in piccoli capolini, possono avere diverse tonalità dal bianco al rosa intenso.</p><h2>10. Campanella delle spiagge (<em>Calystegia soldanella</em>)</h2><p><strong>Con i suoi fiori rosa a forma di campanella, è una delle piante più affascinanti delle dune sabbiose</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424262855.jpeg" data-image="4q9472ayylku"><figcaption>Campanella delle spiagge (Calystegia soldanella)</figcaption></figure><p>I suoi fusti striscianti si sviluppano sulla superficie della sabbia, mentre le radici sotterranee le permettono di resistere alle condizioni estreme degli ambienti costieri. La sua presenza è spesso un segnale positivo della buona conservazione dei sistemi dunali.</p><h2> Un patrimonio naturale da proteggere </h2><p><strong>Non bisogna dimenticare che queste piante hanno sviluppato nel tempo una straordinaria resistenza e capacità di adattamento a uno degli ambienti naturali più difficili da colonizzare</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="699507" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-italia-si-trova-l-isola-piu-selvaggia-del-mediterraneo-la-sua-spiaggia-e-fra-le-piu-belle-del-mondo.html" title="In Italia si trova l'isola più selvaggia del Mediterraneo: la sua spiaggia è fra le più belle del mondo">In Italia si trova l'isola più selvaggia del Mediterraneo: la sua spiaggia è fra le più belle del mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-italia-si-trova-l-isola-piu-selvaggia-del-mediterraneo-la-sua-spiaggia-e-fra-le-piu-belle-del-mondo.html" title="In Italia si trova l'isola più selvaggia del Mediterraneo: la sua spiaggia è fra le più belle del mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/in-italia-si-trova-l-isola-piu-selvaggia-del-mediterraneo-la-sua-spiaggia-e-fra-le-piu-belle-del-mondo-1740912409502_320.jpg" alt="In Italia si trova l'isola più selvaggia del Mediterraneo: la sua spiaggia è fra le più belle del mondo"></a></article></aside><p>Nonostante ciò, sono altamente vulnerabili ai cambiamenti climatici, al calpestio, alla trasformazione del litorale e, più in generale, al disturbo antropico.</p><div class="texto-destacado">La loro presenza è fondamentale per la sopravvivenza di ecosistemi ricchi di biodiversità che, in molte spiagge, ospitano anche la nidificazione di animali straordinari come le tartarughe marine.</div><p><strong>La spiaggia è quindi molto più di un luogo di balneazione</strong>: è un ambiente naturale vulnerabile, da osservare e rispettare. Conoscere le piante che popolano le spiagge è il primo passo per vivere il mare in modo più consapevole, riconoscendo il valore di una biodiversità tanto preziosa quanto spesso inosservata.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le giornate si stanno già accorciando, quanto influirà sul caldo? ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-giornate-si-stanno-gia-accorciando-quanto-influira-sul-caldo.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:32:54 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nonostante le giornate stiano gradualmente accorciandosi, l'intensa ondata di caldo africano che sta interessando l'Italia non sembra voler terminare, ma le mappe dei modelli meteo ipotizzano la svolta.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xauj0m6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xauj0m6.jpg" id="xauj0m6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'imponente e ricorrente espansione di una<strong> vasta struttura d'alta pressione di matrice </strong>subtropicale spesso e, soprattutto, <strong>con componente continentale </strong><strong>nordafricana </strong>ha reso l'<strong>estate 2026</strong> particolarmente calda sul nostro continente e sull'Italia. <strong>La proiezione del C3S di Copernicus</strong>, che vedeva una stagione particolarmente calda sull'Europa, mai come quest'anno ha centrato nei minimi dettagli le valutazioni esposte nel focus emesso a maggio. </p><div class="texto-destacado">Il <strong>promontorio anticiclonico</strong>, anche in quest'ultima ondata di caldo, ha inizialmente raggiunto l'Europa centrale, con<strong> valori eccezionali </strong>e con <strong>record </strong>storici, in particolare <strong>in Germania</strong>, per poi stabilizzarsi in modo persistente sui settori centrali e occidentali del Mediterraneo. </div><p><strong>L'Italia </strong>attualmente si trova pienamente coinvolta in questa <strong>bolla di calore intenso</strong> che, solamente <strong>negli ultimi giorni</strong>, ha visto arrivare <strong>una debolissima e quasi impercettibile attenuazione della calura</strong>. Contemporaneamente è andata crescendo una generale <strong>instabilità atmosferica </strong>che, specie sulle aree interne del Centro-Nord e su diversi tratti della Pianura Padana, è stata in grado di produrre <strong>fenomeni temporaleschi</strong> anche intensi, con grandine e forti colpi di vento. </p><p>Tuttavia le <strong>temperature</strong> si sono mantenute su valori <strong>nettamente sopra media</strong>, <strong>scendendo solo nelle fasi prossime agli eventi, pronte a risalire immediatamente nella giornata successiva.</strong></p><h2>Il ruolo dell'accorciamento delle giornate e l'inerzia termica dei mari</h2><p><strong>Dal solstizio d'estate</strong> in poi, il totale di ore di luce quotidiane ha iniziato la sua lenta e inesorabile riduzione, con un conseguente e <strong>progressivo calo dell'irraggiamento solare totale</strong>. Tuttavia, questa graduale diminuzione della radiazione <strong>non riesce ancora a tradursi in una protezione concreta</strong> dalle non ondate di calore. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781766" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/prima-settimana-di-agosto-molto-bollente-nessuna-regione-sotto-i-35-c-arriva-anche-il-pulviscolo-sahariano.html" title="Prima settimana di Agosto molto bollente: nessuna regione sotto i 35°C. Arriva anche il pulviscolo sahariano">Prima settimana di Agosto molto bollente: nessuna regione sotto i 35°C. Arriva anche il pulviscolo sahariano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/prima-settimana-di-agosto-molto-bollente-nessuna-regione-sotto-i-35-c-arriva-anche-il-pulviscolo-sahariano.html" title="Prima settimana di Agosto molto bollente: nessuna regione sotto i 35°C. Arriva anche il pulviscolo sahariano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/prima-settimana-di-agosto-molto-bollente-nessuna-regione-sotto-i-35-c-arriva-anche-il-pulviscolo-sahariano-1785739753622_320.png" alt="Prima settimana di Agosto molto bollente: nessuna regione sotto i 35°C. Arriva anche il pulviscolo sahariano"></a></article></aside><p>Il motivo risiede nell'<strong>accumulo di energia termica nella nostra atmosfera e, soprattutto, nei bacini marini che circondano la penisola</strong>. Il mar Mediterraneo agisce come un vero e proprio serbatoio di calore. L'elevata inerzia termica del mare rilascia continuamente energia negli strati più bassi dell'atmosfera. </p><p>Per questa ragione, <strong>nonostante il sole rimanga in cielo meno tempo e con una inclinazione incidente minore </strong>rispetto a giugno o luglio, <strong>l'effetto combinato di un surplus energetico, dovuto ad un suolo surriscaldato e ad acque marine molto calde</strong>,<strong> neutralizza completamente la minor durata del giorno</strong>, rendendo la struttura anticiclonica ancora perfettamente in grado di alimentare severe e intense ondate di calore.</p><h2>La prosecuzione della settimana tra gran caldo e primi cedimenti</h2><p><strong>Le condizioni meteorologiche non mostreranno variazioni sostanziali nel breve termine. </strong>Per buona parte della settimana l'anticiclone continuerà a garantire giornate molto calde, dove le temperature massime nelle zone di pianura e di fondovalle, <strong>potranno toccare valori compresi tra 37°C e 39°C, con punte ancora vicine ai 40°C</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-giornate-si-stanno-gia-accorciando-quando-influira-sul-caldo-1785769773207.jpg" data-image="99noby88jmi6"><figcaption>Temperature previste mercoledì 6 agosto alle ore 13:00 sull'Italia. ECMWF MeteoRed </figcaption></figure><p><strong>Lungo i litorali </strong>le temperature massime continueranno a mantenersi leggermente più basse grazie all'effetto delle<strong> brezze marittime</strong> e all'inerzia termica della superficie d'acqua, ma <strong>l'aria risulterà particolarmente afosa </strong>per via degli elevati tassi di umidità. </p><p><strong>Una prima oscillazione delle temperature è attesa tra l'8 e il 9 agosto</strong>, quando si potrà registrare<strong> un temporaneo e lieve ridimensionamento</strong> termico a partire dal Nord. Tuttavia, i valori <strong>rimarranno superiori alle medie del periodo </strong>su quasi tutto il Paese. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781687" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto.html" title="La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto">La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto.html" title="La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-durata-dell-ondata-di-calore-in-italia-si-fa-piu-chiara-ecco-cosa-dicono-i-modelli-previsionali-fino-a-ferragosto-1785679973802_320.png" alt="La durata dell'ondata di calore in Italia si fa più chiara: ecco cosa dicono i modelli previsionali fino a Ferragosto"></a></article></aside><p>Per <strong>una attenuazione più tangibile </strong>probabilmente dovremo attendere<strong> il periodo di Ferragosto</strong>, tuttavia si tratta di una <strong>proiezione ancora estremamente incerta</strong>, sia per la distanza temporale di <strong>11-12 giorni,</strong> sia perché le analisi dei principali modelli matematici mostrano ancora ampia discrepanza tra i vari scenari forniti in output (ensamble).</p><h2>Il peso del periodo stagionale e l'impatto sul benessere fisiologico</h2><p>Quando si analizza un'ondata di calore occorre contestualizzarla nel periodo dell'anno in cui si verifica. <strong>Trovandoci nella fase statisticamente più calda dell'estate</strong>, registrare temperature di diversi gradi sopra la norma significa raggiungere <strong>picchi termici davvero elevati ed localmente anche eccezionali</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780931" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici.html" title="Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici">Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici.html" title="Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-super-caldo-non-molla-l-europa-la-fisica-dietro-questi-blocchi-atmosferici-1785256814949_320.jpg" alt="Perché il super caldo non molla l'Europa? La fisica dietro questi blocchi atmosferici"></a></article></aside><p>In questo periodo<strong> il peso delle anomalie positive si fa sentire in modo determinante sul benessere fisiologico</strong>. Non sono soltanto le massime diurne a creare disagio, ma anche<strong> le minime notturne sopra i 22-24°C</strong>, responsabili delle <strong>opprimenti notti tropicali</strong>. <strong>La combinazione tra calore persistente e alti livelli di umidit</strong>à genera un'<strong>afa intensa</strong> che ostacola i naturali processi di termoregolazione dell'organismo, sia durante il giorno che durante la notte.</p><h2>L'instabilità pomeridiana: un refrigerio temporaneo ma a rischio fenomeni forti</h2><p><strong>Negli ultimi giorni</strong> l'unico<strong> elemento di novità </strong>è stato rappresentato da una <strong>moderata instabilità ad evoluzione diurna</strong> verificatasi a ridosso dei rilievi, <strong>specie Centro-Nord</strong>. Questi <strong>brevi e locali temporali pomeridiani</strong> spesso riescono a portare <strong>un immediato ma temporaneo refrigerio</strong> esclusivamente nelle zone colpite. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-giornate-si-stanno-gia-accorciando-quando-influira-sul-caldo-1785769790818.jpg" data-image="m3yvghgqvggu"><figcaption>Mappa di previsione centrata nel pomeriggio di mercoledì 6 agosto. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Tuttavia, l'altro lato della medaglia è rappresentato dalla violenza con cui tali fenomeni possono manifestarsi. <strong>L'enorme quantità calore, unita all'elevato contenuto di umidità nell'aria</strong>, rappresentano il "carburante" ideale per la genesi di <strong>temporali anche di forte intensità</strong>. </p><p><strong>Mercoledì e venerdì </strong>la probabilità di questi rovesci potrà aumentare<strong> al Nord e su parte della Pianura Padana</strong>, con il rischio per <strong>locali grandinate, forti raffiche di vento e un'intensa attività elettrica</strong>. Seguirà un<strong> parziale e temporaneo calo termico nel fine settimana.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-giornate-si-stanno-gia-accorciando-quanto-influira-sul-caldo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questa è la famosa "montagna dei due mari", da qui potete osservare uno dei panorami più belli d'Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questa-e-la-famosa-montagna-dei-due-mari-da-qui-potete-osservare-uno-dei-panorami-piu-belli-d-europa.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo monte, che si trova in Sicilia, è un luogo carico di storia, leggende e bellezze naturali, fra cui diversi endemismi. Quello più famoso riguarda l'<strong>Anthemis messanensis</strong>, la camomilla messinese.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/questa-e-la-famosa-montagna-dei-due-mari-da-qui-potete-osservare-uno-dei-panorami-piu-belli-d-europa-1781708950477.jpg" data-image="yyog277h32al" alt="Montagna dei due mari." title="Montagna dei due mari."><figcaption>Questo è un piccolo scorcio di panorama visibile dalla vetta della "montagna dei due mari"</figcaption></figure><p>Sospesa tra cielo e mare, a 1128 metri sopra il livello del mare, <strong>Dinnamare</strong> svetta come una sentinella sulla città di Messina, dominando lo Stretto e incantando chiunque si avventuri sulla sua cima. </p><p>Questa montagna, appartenente alla catena dei Peloritani, non è solo un punto di riferimento geografico, ma un luogo carico di storia, leggende e bellezze naturali. </p><p>Conosciuta come la <strong>“montagna dei due mari”</strong> per la sua capacità di offrire una vista mozzafiato su Mar Ionio e Mar Tirreno, <strong>Dinnamare è un’esperienza che unisce spiritualità, paesaggi indimenticabili e una natura incontaminata ricca di endemismi, tra cui la celebre camomilla messinese.</strong></p><h2><strong>La leggenda del quadro della Madonna di Dinnammare</strong></h2><p>Il cuore pulsante di Dinnamare è il suo santuario, dedicato alla <strong>Madonna di Dinnammare,</strong> un luogo di culto che affonda le radici in epoca bizantina, intorno al VII secolo d.C. La chiesetta, ricostruita più volte nel corso dei secoli, è al centro di affascinanti leggende che alimentano la devozione dei messinesi. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">Tramonto dal santuario di dinnamare direttamente sul golfo di Milazzo. ...spettacolare <a href="http://t.co/iQjCkIvqFv">pic.twitter.com/iQjCkIvqFv</a></p>— Rosaria (@rosariavisalli1) <a href="https://twitter.com/rosariavisalli1/status/495997285734809600?ref_src=twsrc%5Etfw">August 3, 2014</a></blockquote></figure><p>Secondo la leggenda un pastore, originario di Larderia, una frazione collinare di Messina (non molto lontana dal monte), trovò una tavoletta di marmo scolpita con l’immagine della <strong>Madonna col Bambino </strong>sulla vetta del monte. Ogni volta che il pastore cercava di portare la tavoletta a casa, questa ricompariva misteriosamente nel luogo del ritrovamento. </p><div class="texto-destacado">Dopo diversi tentativi, il parroco del paese decise che la volontà della Madonna era chiara, la tavoletta doveva restare sul monte. <strong>Fu così che si consolidò il culto, e il santuario divenne un simbolo di fede.</strong> La tavoletta originale fu distrutta da un fulmine nel 1837, ma fu sostituita con una nuova, ancora oggi venerata, che raffigura la Madonna con due delfini ai lati, un richiamo al suo arrivo dal mare.</div><p>Ogni anno, nella notte tra il 3 e il 4 agosto, i fedeli rinnovano la loro devozione con una suggestiva processione che parte da Larderia, portando in spalla il quadro ottocentesco di <strong>Michele Panebianco, </strong>custodito per il resto dell’anno nella chiesa di San Giovanni Battista. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">Che spettacolo naturale! <a href="https://twitter.com/hashtag/Messina?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Messina</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Dinnamare?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Dinnamare</a> <a href="https://t.co/T1kki1x1GU">pic.twitter.com/T1kki1x1GU</a></p>— Dino Pagano (@dinopagano74) <a href="https://twitter.com/dinopagano74/status/1287441430638743556?ref_src=twsrc%5Etfw">July 26, 2020</a></blockquote></figure><p>La salita a piedi, tra canti e preghiere, culmina all’alba con una messa al santuario, un momento di profonda spiritualità che unisce la comunità messinese. <strong>Il 5 agosto, il quadro fa ritorno a Larderia, accompagnato da festeggiamenti, fuochi d’artificio e momenti di spiritualità.</strong></p><h2><strong>Un panorama unico, a 360 gradi fra Ionio e Tirreno</strong></h2><p>Dalla sua cima si osserva uno dei panorami più belli d'Italia, e probabilmente dell'intera Europa. A est il Mar Ionio si stende fino all’orizzonte, abbracciando la costa siciliana verso Taormina e Catania, con l’Etna che domina maestoso sullo sfondo. </p><p><strong>A nord, il Mar Tirreno si apre verso le Isole Eolie, con il promontorio di Milazzo che si protende come un serpente sinuoso. </strong>A ovest, la vista spazia sulla catena dei Peloritani fin verso i Nebrodi e Monte Soro, con il Monte Scuderi in evidenza, mentre a sud lo Stretto di Messina unisce idealmente Sicilia e Calabria, offrendo scorci sulla costa calabra da Scilla a Palmi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questa-e-la-famosa-montagna-dei-due-mari-da-qui-potete-osservare-uno-dei-panorami-piu-belli-d-europa-1781708993444.jpg" data-image="0pktms671zhw" alt="Dinnamare." title="Dinnamare."><figcaption>I Monti Peloritani, di cui Dinnamare è una delle vette più elevate, sono un’oasi di biodiversità, caratterizzata da una natura incontaminata che sorprende per la sua varietà.</figcaption></figure><p>La posizione strategica di Dinnamare, che domina il “collo di bottiglia” dello Stretto, la rende anche un punto privilegiato per il birdwatching. <strong>Ogni anno da qui passano migliaia di uccelli migratori attraversano questa rotta, e la cima della montagna si trasforma in un teatro naturale per osservare falchi, poiane e altre specie in volo.</strong></p><h2><strong>Una natura incontaminata con diversi endemismi </strong></h2><p>I Monti Peloritani, di cui Dinnamare è una delle vette più elevate, <strong>sono un’oasi di biodiversità, caratterizzata da una natura incontaminata che sorprende per la sua varietà.</strong> La vegetazione, tipicamente mediterranea, si alterna a boschi di roverella, leccio, sughera, pino e castagno, e nei punti più alti pure qualche abete.</p><div class="texto-destacado">Questi boschi si infittiscono lungo i sentieri della Dorsale dei Peloritani, un’antica strada militare che attraversa la catena montuosa. Più in alto, si trovano specie come l’acero montano, l’agrifoglio e l’alloro, mentre il sottobosco è ricco di oleandri, ginestre e tamerici.</div><p>Tra le peculiarità naturalistiche di Dinnamare spiccano gli endemismi, specie uniche che si trovano solo in questo monte. <strong>Uno degli esempi più affascinanti è la “camomilla messinese”, nome scientifico Anthemis messanensis,</strong> che cresce lungo le rocce di questo promontorio che culmina con la vetta di Dinnamare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="670121" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/geologia-dimostrata-origine-iberica-monti-peloritani-nella-sicilia-nord-orientale.html" title="È stata dimostrata l’origine iberica dei Monti Peloritani nella Sicilia nord-orientale">È stata dimostrata l’origine iberica dei Monti Peloritani nella Sicilia nord-orientale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/geologia-dimostrata-origine-iberica-monti-peloritani-nella-sicilia-nord-orientale.html" title="È stata dimostrata l’origine iberica dei Monti Peloritani nella Sicilia nord-orientale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/geologia-dimostrata-origine-iberica-monti-peloritani-nella-sicilia-nord-orientale-1724275617833_320.jpg" alt="È stata dimostrata l’origine iberica dei Monti Peloritani nella Sicilia nord-orientale"></a></article></aside><p>Con i suoi delicati fiori bianchi e il cuore giallo, questa camomilla cresce tra le rocce e i pendii soleggiati, adattandosi alle condizioni ostili della montagna. La sua presenza è un simbolo della resilienza della flora locale e della ricchezza ecologica di quest’area. <strong>Altri endemismi includono il garofano rupicolo e il limonio ionico, che contribuiscono a rendere i Peloritani un paradiso per i botanici.</strong></p><p>Non è da meno la fauna che comprende, fra i mammiferi, volpi, martore, donnole, gatti selvatici, cinghiali, istrici e ricci. <strong>Mentre i cieli sono solcati da rapaci come il falco pellegrino, la poiana e il gheppio.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questa-e-la-famosa-montagna-dei-due-mari-da-qui-potete-osservare-uno-dei-panorami-piu-belli-d-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-stanno-monitorando-una-galassia-gigantesca-che-si-sta-espandendo-1-2-miliardi-di-anni-dopo-il-big-bang.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Osservato nell'universo primordiale, il gruppo compatto di sei galassie potrebbe rappresentare una fase iniziale nella formazione di una galassia ellittica gigante.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-acompanham-uma-galaxia-massiva-crescendo-1-2-bilhoes-de-anos-apos-big-bang-1785011969511.png" data-image="3uwxp78ypjs9" alt="Astronomia." title="Astronomia."><figcaption>Gli astronomi hanno osservato sei giovani galassie in fase di fusione, a soli 1,2 miliardi di anni dal Big Bang. Si prevede che, insieme, formeranno un'unica galassia, molto più massiccia.</figcaption></figure><p>Le prime osservazioni del telescopio <strong>James Webb</strong> hanno rivelato l'esistenza di galassie massicce quando l'Universo aveva meno di un miliardo di anni. <strong>Queste scoperte hanno sollevato nuovi interrogativi sulla velocità con cui grandi strutture potevano formarsi dopo il Big Bang.</strong></p><p>Le galassie crescono attraverso diversi meccanismi, come la continua formazione di stelle per accrescimento di gas e la fusione con altre galassie. Nell'attuale modello cosmologico, le collisioni e le fusioni tra sistemi più piccoli giocano un ruolo fondamentale nella formazione di galassie sempre più massicce.</p><p>Ora, gli astronomi hanno identificato un gruppo compatto di sei giovani galassie interagenti quando l'Universo aveva poco più di <strong>1,2 miliardi di anni.</strong> Le prove suggeriscono che questi sistemi siano in procinto di fondersi e potrebbero formare <strong>un'unica galassia, molto più massiccia.</strong></p><h2>Fusione di galassie</h2><p>Le fusioni galattiche si verificano quando due o più sistemi si legano gravitazionalmente e interagiscono per centinaia di milioni o addirittura miliardi di anni. In questo processo, <strong>le stelle raramente si scontrano direttamente, ma la gravità ne altera le orbite e ridistribuisce gas, polveri e materia oscura.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Le interazioni possono anche innescare intensi episodi di formazione stellare e alimentare i buchi neri supermassicci centrali.</strong></div><p>Quando le galassie si avvicinano, l'attrito dinamico fa sì che perdano energia orbitale e si avvicinino a spirale. Dopo passaggi successivi, i loro dischi e aloni di materia oscura si sovrappongono fino a quando i nuclei si fondono in un unico sistema.</p><h2> Come crescono le galassie?</h2><p><strong>La crescita delle galassie avviene attraverso diversi meccanismi nel corso della storia cosmica.</strong> Uno di questi è l'accrescimento continuo di gas dal mezzo intergalattico, che fornisce la materia prima per la formazione di nuove stelle. Un altro meccanismo è l'incorporazione di galassie più piccole.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-acompanham-uma-galaxia-massiva-crescendo-1-2-bilhoes-de-anos-apos-big-bang-1785011996707.png" data-image="i6c34p8akvlg" alt="Telescopio spaziale James Webb." title="Telescopio spaziale James Webb."><figcaption>Il telescopio spaziale James Webb ha catturato un momento estremamente raro nell'evoluzione galattica, registrando un sistema nel pieno della sua formazione durante l'universo primordiale. Crediti: Laishram et al.</figcaption></figure><p>Nel modello cosmologico ΛCDM, le fusioni galattiche sono uno dei processi principali responsabili della formazione delle galassie più grandi dell'Universo. Le galassie più piccole emergono per prime e, nel tempo, si fondono attraverso successive interazioni gravitazionali.</p><h2>Sistema con 6 galassie</h2><p>Una nuova ricerca ha analizzato un gruppo di sei giovani galassie, denominato SCGG-z5, risalenti a un'epoca <strong>in cui l'Universo aveva solo circa 1,2 miliardi di anni.</strong> I ricercatori hanno confermato che tutte e sei le galassie appartengono allo stesso sistema e occupano una regione di circa 52.000 anni luce di diametro.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Tutte e sei le galassie presentano morfologie irregolari e segni di un'intensa interazione gravitazionale. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L'analisi delle loro velocità mostra che possono effettuare molteplici avvicinamenti ravvicinati in circa 14 milioni di anni. Questo sistema offre uno sguardo sulla nascita di una galassia massiccia nell'Universo primordiale.</p><h2>Osservazioni</h2><p>I confronti con la simulazione cosmologica EAGLE indicano che le sei galassie del sistema SCGG-z5 dovrebbero fondersi completamente in un'unica galassia entro 400 milioni di anni. Dopo questa fusione, il nuovo sistema continuerà ad accumulare massa attraverso l'accrescimento di gas e nuove interazioni gravitazionali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772044" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/james-webb-risolve-il-grande-enigma-astrofisico-i-buchi-neri-sono-nati-prima-delle-loro-galassie.html" title="James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie">James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/james-webb-risolve-il-grande-enigma-astrofisico-i-buchi-neri-sono-nati-prima-delle-loro-galassie.html" title="James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/james-webb-resuelve-el-gran-enigma-astrofisico-los-agujeros-negros-nacieron-antes-que-sus-propias-galaxias-1780186480620_320.jpg" alt="James Webb risolve il grande enigma astrofisico: i buchi neri sono nati prima delle loro galassie"></a></article></aside><p><strong>Le previsioni suggeriscono che potrebbe raggiungere una massa stellare prossima ai 100 miliardi di masse solari e diventare la galassia centrale di un ammasso. </strong>I ricercatori stimano che l'intero processo richiederà circa 800 milioni di anni. Ciò significa che James Webb ha registrato il sistema in una fase breve della sua evoluzione.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Laishram%20et%20al" data-year="2026" data-title="A%20Compact%20Proto-group%20at%20z%E2%88%BC5%3A%20A%20Massive%20Galaxy%20Caught%20in%20Formation" data-url="https%3A%2F%2Farxiv.org%2Fabs%2F2607.11182">Laishram et al. (2026). <a href="https://arxiv.org/abs/2607.11182" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">A Compact Proto-group at z∼5: A Massive Galaxy Caught in Formation</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-stanno-monitorando-una-galassia-gigantesca-che-si-sta-espandendo-1-2-miliardi-di-anni-dopo-il-big-bang.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo estremo in Italia: cosa rischiamo davvero con una lunga ondata di calore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-in-italia-cosa-rischiamo-davvero-con-una-lunga-ondata-di-calore.html</link><pubDate>Mon, 03 Aug 2026 10:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Incendi, salute, infrastrutture stradali, ferroviarie e aeronautiche, salute, forti temporali al termine: attenzione nei prossimi giorni agli impatti dell’ondata di caldo. Cosa succederà all’arrivo dei fronti freddi e in autunno?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-estremo-in-italia-cosa-rischiamo-davvero-con-una-lunga-ondata-di-calore-1785324908971.jpeg" data-image="mh93or0ja250"><figcaption>La Spezia, 3 Agosto 2017, durante l’ondata di caldo allora in corso e simile alla attuale. Un aereo Canadair anti incendio in volo sopra una foresta in fiamme</figcaption></figure><p>Siamo alle prese una <strong>ondata di caldo di potenziale storico</strong>, la quarta della rovente estate 2026, sempre più avviata a insidiare il primato <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/meteo-storia-la-rovente-e-terribile-estate-2003.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">storico di quella del 2003. </a><br>Poche volte i modelli hanno prospettato così tanti giorni estremi. Ci si chiede cosa fare, come evitare il peggio in futuro, ma anche quali possano essere le conseguenze.</p><p>Non è catastrofismo parlarne, serve anche a conoscere e per quanto si può prevenire. Ecco dunque alcune delle possibili conseguenze del caldo in corso. </p><h2>La salute </h2><p>Il primo impatto delle ondate di caldo è quello sulla salute. La lunga ondata di caldo dell’<a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/20-anni-fa-scoppiava-estate-2003-evento-estremo-che-ha-cambiato-tutto-e-in-futuro-cosa-succedera.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">estate 2003 causò circa 70000 vittime</a> di eccesso di mortalità in Europa.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Non è la vera soluzione, ma giova ricordarlo<strong>: occorre evitare di esporsi nelle ore più calde, mangiare cibi freschi e leggeri, bere molta acqua</strong> soprattutto prima di avvertire la sete. Evitare lavori all’aperto di giorno e concentrarli all’alba e primo mattino o tarda serata. Non è certo opportuno praticare sport come footing o ciclismo, già il mattino in queste condizioni il caldo è pericoloso per la salute.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Attenzione anche in montagna, i 30°C arriveranno perfino a quasi 1500 m.</strong> Prudenza nelle discipline di alpinismo e arrimpicata, anche ad alta quota, con lo zero termico a 5000 m sono possibili crolli di parti di ghiacciai e di roccia per il disgelo del permafrost.</p><h2>Problemi elettrici, condizionatori, blackout</h2><p>L’uso dell’aria condizionata è inevitabile per chi la possiede e non ha problemi di <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-la-poverta-energetica-sta-danneggiando-i-paesi-a-basso-reddito-e-quali-sono-le-possibili-soluzioni.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">povertà energetica</a>. Con il gran caldo gli impianti lavorano a lungo e con alto consumo. <strong>Possono surriscaldarsi, con conseguenze su motori e circuiti,</strong> o possono aumentare la condensa, che se i tubi di scarico sono intasati può colare bagnando casa o i mobili sottostanti gli split. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777340" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-clima-il-condizionatore-e-veramente-cosi-dannoso-per-salute-e-ambiente-facciamo-chiarezza.html" title="Caldo estremo e clima: il condizionatore è veramente così dannoso per salute e ambiente? Facciamo chiarezza">Caldo estremo e clima: il condizionatore è veramente così dannoso per salute e ambiente? Facciamo chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-clima-il-condizionatore-e-veramente-cosi-dannoso-per-salute-e-ambiente-facciamo-chiarezza.html" title="Caldo estremo e clima: il condizionatore è veramente così dannoso per salute e ambiente? Facciamo chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-estremo-e-clima-il-condizionatore-e-veramente-cosi-dannoso-per-salute-e-ambiente-facciamo-chiarezza-1783342241325_320.jpeg" alt="Caldo estremo e clima: il condizionatore è veramente così dannoso per salute e ambiente? Facciamo chiarezza"></a></article></aside><p><strong>Gli alti consumi elettrici possono poi avere conseguenze </strong>sia domestiche che generali. In casa, se l’impianto è vecchio o sottodimensionato, possono causare <strong>pericolosi principi di incendio</strong>. Meglio evitare, se non si ha impianto e allacciamento di potenza adeguata, di usare simultaneamente gli elettrodomestici. </p><div class="texto-destacado">Nelle città, il grande consumo sta già causando gravi problemi alle reti elettriche. Si surriscaldano linee e trasformatori, e di conseguenza aumenta il rischio di blackout, anche estesi e di lunga durata. </div><p> E’ bene dunque prepararsi e attrezzarsi per questo rischio, presente in realtà tutto l’anno. <strong>Probabile che vari blackout interesseranno molte città</strong> nei prossimi giorni.</p><h2>Trasporti e infrastrutture</h2><p>Le ferrovie inglesi e svizzere in occasione di ondate di calore estreme in passato hanno sofferto <strong>ritardi e sospensioni di servizio per la dilatazione termica dei binari. </strong>Negli ultimi anni si sono attrezzate, pitturando di bianco binari e/o bagnando le linee.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-estremo-in-italia-cosa-rischiamo-davvero-con-una-lunga-ondata-di-calore-1785324988092.jpeg" data-image="6ds9udcrlwj0"><figcaption>Una centrale di trasformazione, con un principio di incendio dovuto a una ondata di caldo. </figcaption></figure><p>In viaggio <strong>le auto soffrono il caldo, massima attenzione </strong>a controllo di livelli di acqua e olio e corretto funzionamento del radiatore. Una sosta in più non guasta mai. Anche perché le gomme, complice l’asfalto caldo, altrettanto si surriscaldano. </p><div class="texto-destacado">Frequenti in queste condizioni <strong>problemi al bitume e asfalto, </strong>le superfici nere possono anche superare i 60°C.</div><p>Gli impatti si estendono anche alle infrastrutture aeronautiche.<strong> Gli aeroporti possono avere problemi analoghi per quanto riguarda refrigerazione e impianti elettrici,</strong> sono ovviamente soggetti ad eventuali blackout, anche se dispongono di gruppi elettronici. <strong>Le piste e raccordi sono sotto stress</strong>, e i piloti dovranno adeguatamente gestire la <strong>minor efficienza dei motori per l’aria molto calda</strong> e meno densa. </p><h2>Rischio incendi</h2><p>Molti incendi boschivi sono innescati da piromani e incendiari, ma<strong> le ondate di caldo favorite dai cambiamenti climatici</strong> che ne aumentano il potenziale, in pratica <strong>forniscono “combustibile” per il fuoco.</strong> In queste condizioni basta poi poco, nell’agosto 2017 un grande incendio nel Riminese fu innescato dalle scintille di un trattore che arava che aveva urtato pietre nel terreno. </p><div class="texto-destacado">Ricordiamo ancora, il numero unico per le emergenze di sicurezza, sanitarie e di incendi in Italia è il 112, alle prime avisaglie di incendio chiamare e chiedere l'intervento dei Vigili del Fuoco. </div><p>I prossimi giorni saranno ovviamente ad <strong>altissimo rischio incendi</strong>. Evitare dunque ogni comporamento che può favorirli, quindi evitiamo i barbecue nei parchi e boschi, ovviamente non buttare mozziconi di sigaretta non va comunque mai fatto, non accendere fuochi per diletto o compagnia. </p><p>Il <strong>rischio è che gli incendi divengano anche enormi</strong>, con pericolo per il fuoco ma anche impatti sanitari per i fumi.</p><h2>I rischi di fine ondata di caldo: temporali e autunno</h2><p>Le ondate di caldo si vede quando iniziano ma spesso non hanno una fine ben precisa e prevedibile. </p><div class="texto-destacado">A porne termine però spesso non è un indebolimento lento e graduale dell’anticiclone africano, ma fronti fredde o anche solo leggere infiltrazioni fresche e instabili. <br></div><p>Il contrasto col caldo accumulato da giorni, unito al contributo dei mari caldi, è lecito attendersi che al primo cambiamento di massa d’aria inneschi<strong> furiosi temporali, con potenti downburst e grandinate devastanti.</strong> Non si può sapere ad oggi dove colpiranno, ma la questione non è se e dove, ma quando e come.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'">Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: "c'è la possibilità che si formino quest'autunno"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-meteorologo-aleman-sobre-el-riesgo-de-medicanes-en-el-mediterraneo-este-otono-hay-potencial-para-su-formacion-1785188590384_320.png" alt="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"></a></article></aside><p>Occhi puntati anche a fine estate e autunno, compreso settembre. Il calore dei mari potrebbe aumentare lintensità dei fronti freddi e delle tempeste equinoziali, nonché addirittura favorire eventuali Medicane.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-in-italia-cosa-rischiamo-davvero-con-una-lunga-ondata-di-calore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item></channel></rss>