<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Sat, 05 Sep 2026 18:10:22 +0000</lastBuildDate><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 18:10:22 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Filippine, l'acqua non ferma il matrimonio: una coppia dice "sì" all'interno di una chiesa completamente inondata]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-acqua-non-ferma-il-matrimonio-una-coppia-dice-si-all-interno-di-una-chiesa-completamente-inondata.html</link><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nemmeno la forza del monsone è bastata a far saltare i loro piani di matrimonio, così Lhiane Galang e Gilbert Chico si sono sposati in una chiesa completamente allagata a Hagonoy, nelle Filippine, dando vita ad alcune immagini insolite che sono diventate virali in pochissimo tempo.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/lVFfC_qikIY/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=lVFfC_qikIY" id="lVFfC_qikIY"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Ci sono matrimoni che vengono ricordati per l'abito della sposa, per il luogo scelto per la cerimonia, per la festa successiva o persino per il banchetto nuziale. E poi c'è quello di<strong> Lhiane Galang e Gilbert Chico, una coppia trentenne delle Filippine che ha deciso di dirsi "sì" </strong>nonostante l'acqua avesse completamente allagato la chiesa nella quale era previsto il loro matrimonio.</p><div class="texto-destacado">La scena si è svolta lo scorso <strong>1° settembre nella parrocchia di San Giovanni Battista di Hagonoy, nella provincia di Bulacan</strong><strong>, a nord di Manila</strong>. Le forti piogge provocate dal monsone avevano lasciato gran parte della località sott'acqua e avevano allagato anche l'interno della chiesa, dove il livello dell'acqua arrivava all'incirca alla vita dei presenti. </div><p>Lontani dall'idea di annullare la cerimonia, gli sposi hanno deciso di andare avanti. La parrocchia aveva consigliato loro di rimandare il matrimonio a causa dell'aumento del livello dell'acqua, ma entrambi hanno scelto di mantenere i propri piani. Il <strong>fotografo del matrimonio, Mikko Rey Alfonso</strong>, ha spiegato che <strong>la decisione è stata presa dalla coppia e che i responsabili della chiesa hanno fatto tutto il possibile</strong> affinché il matrimonio potesse essere celebrato. </p><h2>Un abito da sposa a cui è stato necessario tagliare lo strascico</h2><p>Le immagini della sposa vestita di bianco, con un bouquet di fiori tra le mani e <strong>che avanza lentamente verso l'altare attraverso l'acqua torbida</strong> sono, certamente, insolite. Per facilitare il percorso, la giovane ha dovuto <strong>accorciare lo strascico del suo abito da sposa</strong><strong>, il cui peso era aumentato notevolmente dopo essersi completamente inzuppato</strong>. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Si sposano in una chiesa allagata nelle <a href="https://x.com/hashtag/Filipinas?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Filippine</a><br>Nonostante il maltempo questa coppia si è detta "sì". <br><br>Notiziario con <a href="https://x.com/BrisseidaMoya?ref_src=twsrc%5Etfw">@BrisseidaMoya</a> su <a href="https://x.com/hashtag/ImagenTVMTY?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#ImagenTVMTY</a><a href="https://x.com/hashtag/NoticiasDigital?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#NoticiasDigital</a> <a href="https://t.co/CHxmIC8QsR">pic.twitter.com/CHxmIC8QsR</a></p>— Imagen Televisión Monterrey (@ImagenTVMTY) <a href="https://x.com/ImagenTVMTY/status/2095384296324215163?ref_src=twsrc%5Etfw">3 settembre 2026</a></blockquote></figure><p>Meno di quindici persone hanno accompagnato gli sposi durante una cerimonia che ha dovuto adattarsi alle circostanze, compresa la <strong>mancanza di elettricità, che però non ha impedito la celebrazione.</strong> </p><p>Secondo le informazioni diffuse dalla stessa parrocchia, <strong>è stato utilizzato un altoparlante portatile</strong> per permettere a chi aspettava fuori dalla chiesa di assistere al momento in cui il sacerdote ha dichiarato Galang e Chico marito e moglie.</p><h2>Il matrimonio era inizialmente previsto per dicembre</h2><p>Anche il motivo per cui il matrimonio è stato celebrato proprio quel giorno ha una storia alle spalle. Inizialmente era previsto per dicembre, ma lo sposo, che lavora come tecnico edile in Medio Oriente, <strong>è rientrato nelle Filippine prima del previsto dopo essersi infortunato alla caviglia</strong> giocando a basket. Così la coppia ha approfittato della sua permanenza nel Paese per celebrare il matrimonio prima del suo ritorno al lavoro. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-si-quiero-con-el-agua-por-la-cintura-una-pareja-se-casa-en-una-iglesia-inundada-en-filipinas-1788491510075.png" data-image="m0tcny7h8lce"><figcaption>Parenti degli sposi, compresa la persona incaricata di portare le arras, si avvicinano all'altare lungo la navata allagata.</figcaption></figure><p>Il tutto in un <strong>contesto meteorologico particolarmente complicato nelle Filippine</strong>, dove le piogge monsoniche avevano provocato per settimane alluvioni e frane in diverse zone del Paese, causando decine di vittime.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785754" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-tragedia-in-nepal-ricorda-il-vajont-63-anni-fa-in-italia-una-frana-genero-un-onda-e-uccise-1-917-persone.html" title="Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane">Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-tragedia-in-nepal-ricorda-il-vajont-63-anni-fa-in-italia-una-frana-genero-un-onda-e-uccise-1-917-persone.html" title="Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-tragedia-in-nepal-ricorda-il-vajont-63-anni-fa-in-italia-una-frana-genero-un-onda-e-uccise-1-917-persone-1787827388417_320.jpg" alt="Il disastro in Nepal ricorda il Vajont: 63 anni fa una gigantesca frana provocò una catastrofe sulle Alpi italiane"></a></article></aside><p><strong>Nonostante tutto, gli sposi hanno celebrato un</strong> <strong>sì passato attraverso l'acqua</strong> che ha fatto il giro del mondo e dimostra la volontà di mantenere il proprio impegno nonostante circostanze assolutamente straordinarie.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-acqua-non-ferma-il-matrimonio-una-coppia-dice-si-all-interno-di-una-chiesa-completamente-inondata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie "insospettabili" collegate alle temperature estreme ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme.html</link><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 16:18:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il caldo estremo può causare malattie, anche mentali, che apparentemente non hanno alcuna correlazione con le condizioni meteo. Uno studio americano ha scoperto la connessione tra aumento delle temperature e aumento di alcune patologie</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme-1788421534046.jpg" data-image="pzqrczr86lkv" alt="Salute e caldo estremo" title="Salute e caldo estremo"><figcaption>Le malattie causate dal caldo estremo sono più di quanto si pensi, e non sono solo quelle legate alla disidratazione</figcaption></figure><p>Le ondate di calore che sempre più di frequente si manifestano nei mesi estivi non creano solo <strong>disagio</strong>, ma possono essere la causa dell’accentuarsi di vere e proprie <strong>patologie</strong>.</p><p>La <strong>disidratazione </strong>è la conseguenza più palese del caldo estremo, ma non l’unica.</p><p>Una ricerca effettuata a <strong>Chicago </strong>ha messo in luce la correlazione tra le temperature sempre più alte e alcune malattie che apparentemente non hanno niente a che fare con il caldo.</p><h2>Ondate di calore e malattie “insospettabili”</h2><p>Le estati torride, con temperature che superano sempre più di frequente e sempre più a lungo i <strong>33°C</strong> stanno diventano anche un problema di <strong>salute pubblica</strong>, di cui spesso si ingnora la reale portata.</p><div class="texto-destacado">Non solo le malattie più strettamente correlate al caldo, ma anche alcune patologie che non sembrano in alcun modo legate all’aumento delle temperature vengono diagnosticate <strong>più spesso</strong> in concomitanza con le ondate di calore.</div><p>Le patologie più frequenti durante le estati più calde sono le <strong>malattie renali </strong>e quelle<strong> cutanee, </strong>insieme a patologie del <strong>sistema venoso.</strong></p><p>Ad esse si aggiungono anche le <strong>patologie mentali</strong>, ad esempio con casi di <strong>aggressività, ansia, difficoltà a concentrarsi </strong>e altri disturbi che si acuiscono in modo evidente nei peridi di grande caldo.</p><h2>Una ricerca americana, con valore universale</h2><p>La ricerca che ha messo in luce questi dati è stata effettuata a Chicago, dove gli studiosi hanno esaminato 1803 diagnosi registrate negli ospedali della città durante il <strong>periodo estivo</strong> per osservare quali erano le patologie più frequenti, a parte i colpi di calore e la disidratazione.</p><p>Le diagnosi analizzate sono state effettuate tra il <strong>2011 </strong>e il <strong>2023</strong>, tra maggio e settembre, quando a Chicago si sono registrati <strong>cento giorni</strong> di caldo estremo, quasi tutti tra luglio e agosto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786402" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo.html" title="El Niño e l’estate dei record 2026: quanto ha davvero contato sul caldo estremo?">El Niño e l’estate dei record 2026: quanto ha davvero contato sul caldo estremo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo.html" title="El Niño e l’estate dei record 2026: quanto ha davvero contato sul caldo estremo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo-1788181519850_320.jpg" alt="El Niño e l’estate dei record 2026: quanto ha davvero contato sul caldo estremo?"></a></article></aside><p>Nonostante il focus dello studio sia una sola città, i risultati ottenuti aprono la strada verso una maggiore <strong>consapevolezza </strong>degli effetti delle ondate di caldo sulla salute delle persone.</p><h2>L’impatto del caldo estremo sulla salute</h2><p>Tra le malattie più spesso diagnosticate durante i giorni di caldo estremo figurano le patologie più varie, dall’insufficienza renale alle eruzioni cutanee, dalle vene varicoe fino anche alla <strong>sclerosi multipla</strong>. <br><br>Questo succede perché il caldo causa uno stress fisico che altera <strong>l’equilibrio idrico e salino</strong> del corpo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782964" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-danni-ambietali-e-la-salute-mentale-dei-giovani-un-legame-spesso-ignorato.html" title="I danni ambientali e la salute mentale dei giovani: un legame troppo spesso ignorato">I danni ambientali e la salute mentale dei giovani: un legame troppo spesso ignorato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-danni-ambietali-e-la-salute-mentale-dei-giovani-un-legame-spesso-ignorato.html" title="I danni ambientali e la salute mentale dei giovani: un legame troppo spesso ignorato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-danni-ambietali-e-la-salute-mentale-dei-giovani-un-legame-spesso-ignorato-1786382881347_320.jpg" alt="I danni ambientali e la salute mentale dei giovani: un legame troppo spesso ignorato"></a></article></aside><p>Non vuol dire naturalmente che il caldo faccia venire la sclerosi multipla o l’insufficienza renale, ma vivere per un tempo prolungato a temperature troppo alte altera l'idratazione e sottopone il corpo a uno stress maggiore. </p><p>Tra le varie conseguenze ci sono le ripercussioni sugli organi che regolano l'equilibrio idrico e salino, che aggravano <strong>condizioni di rischio</strong> e patologie <strong>preesistenti</strong>.</p><h2>Le malattie mentali correlate al caldo</h2><p>Il forte caldo ha un impatto significativo anche sulla salute mentale, e il problema non è secondario. </p><p>Nei mesi caldi a Chicago si registra infatti anche un aumento delle <strong>aggressioni</strong>, degli <strong>incidenti stradali</strong>, delle alterazioni mentali legate al consumo di <strong>cannabis</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme-1788421612316.jpg" data-image="5reu9fi0me2k" alt="caldo e salute mentale" title="caldo e salute mentale"><figcaption>Lo stress causato dal caldo estremo ha un impatto significativo anche sulla salute mentale</figcaption></figure><p>Persino delle <strong>ferite da arma da fuoco,</strong> accidentali e non, sono risultate in aumento di ben <strong>trenta volte</strong> rispetto ai periodi in cui le temperature sono inferiori alla soglia critica di 33°C.</p><p>Questo avviene perché il caldo stressa la mente tanto quanto il corpo, rendendo le persone meno tolleranti e più aggressive. Anche l'alterazione dei ritmi del sonno influisce negativamente sull'umore e sulle <strong>funzioni cognitive</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785536" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/peggio-di-un-aumento-di-4-c-la-scienza-svela-perche-il-caldo-estremo-colpisce-due-volte-piu-duramente-gli-over.html" title="Peggio di un aumento di 4°C: la scienza svela perché il caldo estremo colpisce due volte più duramente gli over 65">Peggio di un aumento di 4°C: la scienza svela perché il caldo estremo colpisce due volte più duramente gli over 65</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/peggio-di-un-aumento-di-4-c-la-scienza-svela-perche-il-caldo-estremo-colpisce-due-volte-piu-duramente-gli-over.html" title="Peggio di un aumento di 4°C: la scienza svela perché il caldo estremo colpisce due volte più duramente gli over 65"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mas-grave-que-subir-4-c-la-ciencia-revela-por-que-el-calor-extremo-golpea-el-doble-a-los-mayores-de-65-anos-1787262809076_320.jpg" alt="Peggio di un aumento di 4°C: la scienza svela perché il caldo estremo colpisce due volte più duramente gli over 65"></a></article></aside><p>Le temperature molto alte, inoltre, possono <strong>alterare </strong>gli effetti che alcune sostanze hanno sul corpo umano, tra cui appunto la cannabis, rendendo più spiacevoli alcuni effetti psicoattivi, come <strong>ansia e paranoia</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Cecilia%20Castro" data-year="2026" data-title="Olas%20de%20calor%20en%20todo%20el%20mundo%3A%20qu%C3%A9%20problemas%20de%20salud%20aumentan%20con%20las%20temperaturas%20extremas%2C%20seg%C3%BAn%20un%20nuevo%20estudio" data-url="https%3A%2F%2Fwww.infobae.com%2Fsalud%2Fciencia%2F2026%2F08%2F29%2Folas-de-calor-en-todo-el-mundo-que-problemas-de-salud-aumentan-con-las-temperaturas-extremas-segun-un-nuevo-estudio%2F">Cecilia Castro. (2026). <a href="https://www.infobae.com/salud/ciencia/2026/08/29/olas-de-calor-en-todo-el-mundo-que-problemas-de-salud-aumentan-con-las-temperaturas-extremas-segun-un-nuevo-estudio/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Olas de calor en todo el mundo: qué problemas de salud aumentan con las temperaturas extremas, según un nuevo estudio</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il fenomeno El Niño attiva il Pacifico: una serie insolita di uragani avanza tra le coste del Messico e delle Hawaii]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-fenomeno-el-nino-attiva-il-pacifico-una-serie-insolita-di-uragani-avanza-tra-le-coste-del-messico-e-delle-hawaii.html</link><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Attualmente, a causa dell'influenza di El Niño, sono attivi tre uragani nel Pacifico centrale e orientale, che potrebbero causare condizioni meteorologiche pericolose in California e alle Hawaii.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fenomeno-de-el-nino-activa-el-pacifico-un-inusual-tren-de-huracanes-avanza-entre-las-costas-de-mexico-y-hawai-1788521041037.jpg" data-image="uhzba3ald9qq"><figcaption>Oggi, nel Pacifico centrale e orientale, si trovano tre uragani uno accanto all'altro.</figcaption></figure><p>L'Oceano Pacifico è molto attivo questa settimana. In questo momento, <strong>ci sono tre uragani nelle zone centrale e orientale del bacino: Lowell, Karina e Marie.</strong></p><p><strong>Dall'inizio dell'anno, in queste aree si sono formate 15 depressioni e tempeste tropicali.</strong> E, guardando al futuro, sembra che l'attività in questo oceano continuerà, poiché le condizioni sono favorevoli allo sviluppo di nuovi sistemi.</p><h2>Perché il Pacifico è così attivo quest'anno?</h2><p>Ci sono un paio di fattori che stanno provocando l'aumento dell'attività delle tempeste tropicali nell'Oceano Pacifico quest'anno. <strong>Il più importante è El Niño, che si è manifestato all'inizio dell'anno e continua a intensificarsi</strong> in tutto il Pacifico equatoriale.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr"> A series of powerful tropical cyclones has developed in the Pacific: Lowell, Karina and Marie.<br><br>️ El Niño inhibits hurricane formation in the Atlantic (stronger tropical winds and greater wind shear) whilst intensifying them in the Pacific.<br><br>️ <a href="https://t.co/PGxEHPuP3j">https://t.co/PGxEHPuP3j</a> <a href="https://t.co/oFiW8giSTb">pic.twitter.com/oFiW8giSTb</a></p>— Meteored (@meteoredcom) <a href="https://x.com/meteoredcom/status/2095228846974898286?ref_src=twsrc%5Etfw">September 2, 2026</a></blockquote></figure><p>Durante gli anni in cui si verifica El Niño, <strong>le acque più calde si spostano verso le aree orientali del Pacifico, proprio nella zona in cui si formano questi sistemi. </strong></p><p>Questo calore oceanico contribuisce ad alimentare le tempeste. Inoltre, in questo ambiente si registra una minore <em>wind shear</em>, ovvero una minore variazione della velocità e della direzione del vento con la quota, creando condizioni ideali per il rafforzamento delle tempeste.</p><h2>Hawaii in allerta mentre Lowell si prepara a una brusca virata verso destra</h2><p><strong>Il ciclone più forte in questo momento è l'uragano Lowell, che, nel momento in cui scriviamo, è un "major" di categoria 4. </strong>Attualmente si trova a sud delle isole Hawaii e si sta muovendo verso ovest. Tuttavia, sembra che i venti in quota lo aiuteranno a compiere una brusca virata verso destra in qualche momento del fine settimana. Questo potrebbe portarlo verso nord all'inizio della prossima settimana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fenomeno-de-el-nino-activa-el-pacifico-un-inusual-tren-de-huracanes-avanza-entre-las-costas-de-mexico-y-hawai-1788521177430.jpg" data-image="w3zyis1o2ti3"><figcaption>Secondo l'NHC, la traiettoria di Lowell virerà bruscamente verso destra e passerà poi vicino alle Hawaii sotto forma di un uragano di grande intensità.</figcaption></figure><p>Attualmente, <strong>secondo le previsioni, la sua traiettoria lo porterà a passare sulle isole più occidentali delle Hawaii come un uragano di grande intensità.</strong> Tuttavia, continuano a esserci differenze tra i modelli previsionali al riguardo e sarà il tempo a dire se Lowell virerà davvero verso destra.</p><p><strong>Se ciò accadrà, potrebbe portare forti piogge, mareggiate e venti in alcune zone delle Hawaii nel corso della prossima settimana</strong>, considerando la potenza della tempesta. Gli abitanti delle isole devono prestare attenzione e seguire da vicino l'evoluzione di questo grande uragano, soprattutto quelli di Kauai e O'ahu.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fenomeno-de-el-nino-activa-el-pacifico-un-inusual-tren-de-huracanes-avanza-entre-las-costas-de-mexico-y-hawai-1788521313961.jpg" data-image="saxo1yl6ddjm"><figcaption>Stando ai modelli, dato che Lowell è una tempesta di grande intensità, potrebbe avere impatti significativi.</figcaption></figure><p>Una delle principali preoccupazioni mentre si avvicina a Kauai è che la vegetazione è più abituata agli alisei provenienti da est, mentre è probabile che i venti portati da Lowell soffino da sud.</p><p>Il Centro nazionale uragani ha comunicato poche ore fa: "<strong>Lowell si sta spostando su acque molto calde, caratterizzate da un elevato contenuto di calore oceanico,</strong> e le condizioni ambientali e oceaniche sembrano favorevoli affinché Lowell mantenga la propria intensità o si intensifichi leggermente nei prossimi giorni".</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fenomeno-de-el-nino-activa-el-pacifico-un-inusual-tren-de-huracanes-avanza-entre-las-costas-de-mexico-y-hawai-1788521401304.jpg" data-image="xtf17t4ihrih"><figcaption>In questo momento, il totale delle precipitazioni fino alla metà della prossima settimana potrebbe superare i 200 l/m² in alcune zone. Tuttavia, è probabile che si sviluppino temporali in queste aree, che potrebbero provocare rovesci ancora più intensi.</figcaption></figure><h2>La costa occidentale degli Stati Uniti è salva, ma potrebbe arrivare un altro fenomeno</h2><p>Nel frattempo, più a est,<strong> Marie si sta muovendo verso nord-ovest, lontano dalla costa del Messico e dalla costa occidentale degli Stati Uniti. </strong>Secondo gli attuali modelli, rimarrà ben lontana dalla terraferma, anche se la sua traiettoria non è ancora del tutto chiara.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fenomeno-de-el-nino-activa-el-pacifico-un-inusual-tren-de-huracanes-avanza-entre-las-costas-de-mexico-y-hawai-1788521231662.jpg" data-image="tylgjtbo1e6v"><figcaption>Marie sembra dirigersi attualmente verso nord-ovest ed è, in questo momento, l'uragano più vicino al Nord America.</figcaption></figure><p>Sembra che un fattore importante sia la depressione che si sta spostando sugli Stati Uniti occidentali. Se questa si intensificasse e indebolisse la dorsale sull'area centrale degli Stati Uniti, <strong>Marie potrebbe seguire una traiettoria più orientata verso nord.</strong></p><p>Tuttavia, ciò non significa che non interesserà alcune aree. L'NHC afferma che è probabile che provochi condizioni pericolose in mare e lungo la costa, e sottolinea: "<strong>Il moto ondoso generato da Marie interesserà alcune zone della costa sud-occidentale del Messico e della penisola della Bassa California nei prossimi giorni</strong> e probabilmente si estenderà verso nord, fino alla California meridionale, durante il fine settimana. È probabile che questo moto ondoso provochi condizioni marine e correnti di risacca potenzialmente letali".</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787150" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambiamento-meteo-improvviso-forti-temporali-invadono-l-italia-ecco-da-quando-e-dove-colpiranno-di-piu.html" title="Cambiamento meteo improvviso: forti temporali invadono l’Italia, ecco da quando e dove colpiranno di più">Cambiamento meteo improvviso: forti temporali invadono l’Italia, ecco da quando e dove colpiranno di più</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambiamento-meteo-improvviso-forti-temporali-invadono-l-italia-ecco-da-quando-e-dove-colpiranno-di-piu.html" title="Cambiamento meteo improvviso: forti temporali invadono l’Italia, ecco da quando e dove colpiranno di più"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamento-meteo-improvviso-forti-temporali-invadono-l-italia-ecco-da-quando-e-dove-colpiranno-di-piu-1788551235744_320.jpeg" alt="Cambiamento meteo improvviso: forti temporali invadono l’Italia, ecco da quando e dove colpiranno di più"></a></article></aside><p>Anche se rimarrà lontano dalla costa, <strong>è molto probabile che parte dell'umidità tropicale venga trasportata verso la California</strong>, provocando potenzialmente piogge torrenziali e temporali durante il fine settimana del Labor Day e anche oltre.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-fenomeno-el-nino-attiva-il-pacifico-una-serie-insolita-di-uragani-avanza-tra-le-coste-del-messico-e-delle-hawaii.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le mappe dei modelli dell'ECMWF prevedono un blocco atmosferico in Europa per la seconda metà di settembre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-mappe-dei-modelli-dell-ecmwf-prevedono-un-blocco-atmosferico-in-europa-per-la-seconda-meta-di-settembre.html</link><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nella seconda metà di settembre potrebbe formarsi un sistema di blocco nell'Atlantico settentrionale. L'ECMWF indica una maggiore probabilità di formazione di una dorsale atlantica, con effetti in Portogallo che potrebbero tradursi in tempo asciutto e temperature superiori alla media.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/os-mapas-do-modelo-ecmwf-preveem-uma-tendencia-de-bloqueio-atmosferico-para-a-segunda-quinzena-de-setembro-1788571266469.jpg" data-image="gxssyz2k290d"> <figcaption data-lt-tmp-id="lt-170965">Nei primi giorni della seconda metà di settembre, l'Oceano Atlantico potrebbe essere "chiuso" alle tempeste, con sistemi di alta pressione che domineranno gran parte dell'oceano. In Portogallo, questo blocco potrebbe favorire un clima più stabile e asciutto, con temperature superiori alla media stagionale. In Italia invece, maltempo.</figcaption></figure><p>La seconda metà di settembre potrebbe iniziare sotto l'influenza di un pattern atmosferico relativamente persistente sull'Atlantico settentrionale. Le ultime proiezioni sub-stagionali del modello europeo <strong>ECMWF</strong> indicano una maggiore probabilità di <strong>instaurazione del regime Atlantic Ridge</strong>, una configurazione di blocco che condizionerebbe il tempo in Europa. Potrebbe favorire <strong>tempo più secco e temperature superiori alla media in Portogallo</strong> tra la metà del mese e, almeno, i primi giorni della seconda metà, mentre in Italia aprirebbe le porte a tempo più instabile.</p><h2>Atlantic Ridge prende forza dalla metà di settembre</h2><p>La mappa delle probabilità dei regimi euro-atlantici permette di seguire quattro grandi pattern della circolazione atmosferica: <strong>NAO+, NAO-, blocco scandinavo e Atlantic Ridge (ATR).</strong> Questi regimi aiutano a comprendere come potrebbe organizzarsi la circolazione atmosferica su larga scala nelle settimane successive.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/os-mapas-do-modelo-ecmwf-preveem-uma-tendencia-de-bloqueio-atmosferico-para-a-segunda-quinzena-de-setembro-1788569457700.jpg" data-image="aiuo06v9ek2r" alt="Regimi euro-atlantici ECMWF" title="Regimi euro-atlantici ECMWF"><figcaption>Il regime Atlantic Ridge aumenta la propria probabilità a partire dalla metà di settembre, soprattutto tra il 14 e il 22. Questa configurazione di blocco tende a favorire alte pressioni sull'Atlantico settentrionale e maggiore stabilità in Portogallo.</figcaption></figure><p>A partire indicativamente dal <strong>13-14 settembre e fino a circa il 22</strong>, l'Atlantic Ridge acquista maggiore rilevanza nelle proiezioni dell'ECMWF, risultando uno dei regimi più probabili per diversi giorni.</p><div class="texto-destacado">L'<strong>Atlantic Ridge</strong> è caratterizzato dalla formazione di una dorsale di alta pressione sull'Atlantico settentrionale. È considerato un pattern di blocco perché questa configurazione può interrompere o deviare la normale circolazione da ovest verso est, costringendo le depressioni e i relativi fronti a seguire traiettorie differenti.</div><p>Per il Portogallo, una delle possibili conseguenze di questa configurazione, a seconda dell'esatta posizione della dorsale, è una maggiore prevalenza di <strong>tempo asciutto e stabile</strong>, con le perturbazioni atlantiche che incontrerebbero maggiori difficoltà nel raggiungere il territorio continentale.</p><p>Per l'Italia invece potrebbe tradursi in un aumento dell'instabilità, per l'ingresso di perturbazioni sul nostro paese.</p><h2>Il 14 settembre il pattern sarà già chiaramente visibile sulle mappe</h2><p>Nella proiezione per il <strong>14 settembre</strong>, immediatamente prima dell'inizio della seconda metà del mese, si osserva un'ampia area di alta pressione che occupa una vasta porzione dell'Atlantico settentrionale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/os-mapas-do-modelo-ecmwf-preveem-uma-tendencia-de-bloqueio-atmosferico-para-a-segunda-quinzena-de-setembro-1788569602808.jpg" data-image="ou9wo9crx8n8" alt="Pressione atmosferica" title="Pressione atmosferica"><figcaption>Un'ampia area di alta pressione occupa gran parte dell'Atlantico settentrionale, in una configurazione compatibile con il regime Atlantic Ridge. Questa dorsale anticiclonica potrebbe ostacolare la progressione delle principali depressioni atlantiche verso l'Europa occidentale.</figcaption></figure><p>La configurazione è coerente con l'evoluzione prevista verso un regime Atlantic Ridge. La circolazione depressionaria rimane attiva più a nord, mentre una <strong>robusta struttura anticiclonica occupa le latitudini medie e alte dell'Oceano Atlantico</strong>.</p><p>Tuttavia, <strong>la posizione dell'anticiclone sarà determinante</strong>. Piccoli spostamenti della dorsale possono produrre conseguenze molto diverse nelle diverse aree del continente, soprattutto per quanto riguarda la direzione del vento, le temperature e la possibilità che i sistemi frontali si avvicinino o no al territorio.</p><h2>Tra il 14 e il 21 settembre: temperature nuovamente superiori alla media</h2><p>Le proiezioni settimanali dell'ECMWF rafforzano questa possibilità. Per la settimana compresa tra il <strong>14 e il 21 settembre</strong>, praticamente tutto il territorio continentale dell'Europa occidentale presenta una <strong>anomalia positiva della temperatura media</strong>.</p><p>Ciò significa che, considerando l'intera settimana, le temperature dovrebbero mantenersi al di sopra dei valori climatologicamente normali per questo periodo di settembre nella penisola iberica e parte della Francia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/os-mapas-do-modelo-ecmwf-preveem-uma-tendencia-de-bloqueio-atmosferico-para-a-segunda-quinzena-de-setembro-1788569749153.jpg" data-image="xcuyfze00vsf" alt="Anomalia settimanale della temperatura" title="Anomalia settimanale della temperatura"><figcaption>L'ECMWF prevede temperature medie superiori alla norma in Portogallo durante questa settimana. Le anomalie positive dovrebbero essere più evidenti soprattutto nelle zone interne del Nord e del Centro.</figcaption></figure><p>Il segnale più marcato compare soprattutto nelle <strong>zone interne del Nord e del Centro della Penisola Iberica</strong>, dove le anomalie potrebbero essere più accentuate. Anche sul resto del territorio prevale un segnale positivo, sebbene generalmente meno intenso. È importante sottolineare che un'anomalia settimanale positiva <strong>non significa necessariamente caldo estremo durante tutti i giorni</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787150" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambiamento-meteo-improvviso-forti-temporali-invadono-l-italia-ecco-da-quando-e-dove-colpiranno-di-piu.html" title="Cambiamento meteo improvviso: forti temporali invadono l’Italia, ecco da quando e dove colpiranno di più">Cambiamento meteo improvviso: forti temporali invadono l’Italia, ecco da quando e dove colpiranno di più</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambiamento-meteo-improvviso-forti-temporali-invadono-l-italia-ecco-da-quando-e-dove-colpiranno-di-piu.html" title="Cambiamento meteo improvviso: forti temporali invadono l’Italia, ecco da quando e dove colpiranno di più"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamento-meteo-improvviso-forti-temporali-invadono-l-italia-ecco-da-quando-e-dove-colpiranno-di-piu-1788551235744_320.jpeg" alt="Cambiamento meteo improvviso: forti temporali invadono l’Italia, ecco da quando e dove colpiranno di più"></a></article></aside><p>Diversa la situazione spostandosi verso est, verso l'Italia, dove le anomalie saranno via via meno forti, fino alle anomalie negative dell'Europa orientale. </p><h2>Precipitazioni inferiori alla norma rafforzano il segnale di stabilità</h2><p>La mappa settimanale delle anomalie delle precipitazioni mostra un altro segnale coerente con questo scenario. Tra il 14 e il 21 settembre, l'ECMWF prevede <strong>precipitazioni inferiori alla media su gran parte del Portogallo continentale, della Spagna e della Francia</strong>. Anche in questo caso è necessario interpretare correttamente l'informazione: un'anomalia negativa delle precipitazioni <strong>non significa assenza totale di pioggia</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/os-mapas-do-modelo-ecmwf-preveem-uma-tendencia-de-bloqueio-atmosferico-para-a-segunda-quinzena-de-setembro-1788569835903.jpg" data-image="0rx27ntn1tik" alt="Anomalia settimanale delle precipitazioni" title="Anomalia settimanale delle precipitazioni"><figcaption>Gran parte del Portogallo, Spagna e Francia presentano un segnale di precipitazioni inferiori alla media climatologica. Ciò non esclude episodi di pioggia, ma suggerisce che il totale settimanale potrebbe risultare inferiore alla norma per questo periodo di settembre.</figcaption></figure><p>Potrebbero verificarsi periodi piovosi durante la settimana tra Portogallo e Spagna, soprattutto perché a questa distanza temporale permane un'elevata incertezza riguardo alla traiettoria e al momento esatto del passaggio di piccole perturbazioni. Il segnale settimanale suggerisce che, nel complesso dei sette giorni, <strong>la quantità di pioggia potrebbe risultare inferiore alla norma per questo periodo dell'anno</strong>.</p><p>Temperature superiori alla media e un segnale prevalentemente secco sono quindi compatibili con la maggiore influenza anticiclonica associata all'Atlantic Ridge.</p><p>In Italia invece avremmo una situazione più variegata, con anomalie negative al nord e più pioggia della media al sud.</p><h2>E dopo il 22 settembre?</h2><p>A partire indicativamente dal <strong>23 settembre</strong>, lo scenario diventa molto meno definito. Le probabilità dei diversi regimi euro-atlantici tendono ad avvicinarsi e non emerge più un pattern così chiaramente dominante.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786245" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel.html" title="Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà">Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel.html" title="Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-1-settembre-inizia-l-autunno-meteorologico-ma-quando-ci-sara-l-equinozio-nel-1788185039411_320.jpeg" alt="Il 1° settembre inizia l'autunno meteorologico, ma per l'equinozio 2026 mancano ancora diversi giorni: ecco quando sarà"></a></article></aside><p>Per il momento, quindi, il segnale più consistente si concentra sulla <strong>metà di settembre e sull'inizio della seconda metà del mese</strong>, con una tendenza al blocco sull'Atlantico. L'evoluzione degli ultimi giorni del mese dovrà essere monitorata nei prossimi aggiornamenti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-mappe-dei-modelli-dell-ecmwf-prevedono-un-blocco-atmosferico-in-europa-per-la-seconda-meta-di-settembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli antichi coralli rivelano un fenomeno senza precedenti: "El Niño è oggi il più estremo dell'ultimo millennio"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-antichi-coralli-rivelano-un-fenomeno-senza-precedenti-el-nino-e-oggi-il-piu-estremo-dell-ultimo-millennio.html</link><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 13:03:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>El Niño si intensifica, verso l’evento di ENSO più intenso da almeno 1000 anni? Ecco cosa ci dicono i dati indiretti dai coralli delle Galàpagos. I risultati di una ricerca scientifica pubblicati su Science.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-antichi-coralli-rivelano-un-fenomeno-senza-precedenti-el-nino-e-oggi-il-piu-estremo-dell-ultimo-millennio-1788442465550.jpg" data-image="3dd4rj2wrzcl"><figcaption>La spettacolare barriera corallina delle isole Galàpagos non contiene solo una grande varietà di biodiversità. I coralli fungono da veri "dective del clima", intrappolando elementi chimici da cui si ricostruisce la temperatura del passato.</figcaption></figure><p>Cresce l’attenzione a che la<strong> preoccupazione per il fenomeno de El Niño,</strong> già sviluppatosi da giugno e che <strong>è ormai certo raggiungerà livelli record</strong>. Le ultime notizie confermano che <strong>El Niño del 2026 sarà addirittura storico,</strong> con anomalie anche di oltre 3°C nella temperatura superficiale dell’oceano Pacifico equatoriale. <strong>L’intensità de El Niño aumenterà ulteriormente nei prossimi mesi</strong> e potrebbe durare almeno fino a febbraio 2027. </p><p>Ora nuovi dati, illustrati dalla scienziata Julia Cole, Professore di Scienze della Terra e dell'Ambiente dell’Università del Michigan, ci dicono che <strong>avremo a che fare con il più potente El Niño </strong>da almeno 1000 anni. </p><h2>Qualche chiarimento come premessa</h2><p>El Niño <strong>è un fenomeno ciclico naturale,</strong> di riscaldamento o, nella opposta situazione di La Niña, raffreddamento anomalo delle acque oceaniche tropicali dell’oceano Pacifico. <strong>Si verifica mediamente ogni 3-5 anni,</strong> e non dipende direttamente dai cambiamenti climatici, ma va a sommarsi al trend di riscaldamento. </p><p><strong>La sua influenza in Italia e anche in Europa non è chiara e ben dimostrata</strong>, e comunque come spiegato dal meteorologo Daniele Ingemi <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">quello in corso non ha alcun ruolo con l’estate 2026</a> record in corso. </p><p>I suoi impatti preoccupano perché possono influenzare il clima in tutto il mondo. Con l'aumento delle temperature globali, gli impatti stanno diventando più forti e distruttivi</p><h2>I coralli: detective del clima del passato</h2><p>Per capire come è cambiato El Niño rispetto al passato, <strong>non bastano le osservazioni strumentali</strong>, disponibili solo da poco più di un secolo. Per la CO<sub>2</sub> ci vengono in aiuto i carotaggi dei ghiacciai, specie di Antartide e Groenlandia. Per sapere cosa è successo nei mari, abbiamo invece a disposizione l’<strong>archivio naturale dei coralli.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786356" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attuale-intenso-fenomeno-el-nino-sta-per-intensificarsi-ulteriormente.html" title="L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente">L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attuale-intenso-fenomeno-el-nino-sta-per-intensificarsi-ulteriormente.html" title="L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-cambiar-a-una-marcha-superior-1788063993028_320.png" alt="L'attuale intenso fenomeno El Niño sta per intensificarsi ulteriormente"></a></article></aside><p>Durante la loro crescita,<strong> i coralli conservano memoria geochimica delle temperature marine locali del passato</strong>. Una importante zona che tiene traccia della storia degli eventi El Niño e La Niña sono le<strong> isole Galápagos</strong>. Questo paradiso naturale, noto per aver ispirato a Darwin la teoria dell’evoluzione, si trova infatti nella posizione geografica ideale, dove si sviluppano El Niño e La Niña. </p><div class="texto-destacado">I coralli costruiscono il loro scheletro anno dopo anno, tenendo traccia dei cambiamenti ambientali in ogni strato. Analizzando la composizione chimica di questi strati, in particolare il rapporto tra isotopi di ossigeno e tra stronzio e calcio, è possibile risalire alla temperatura dell'acqua in cui il corallo è cresciuto. </div><p>Le isole Galápagos, grazie alla loro posizione, sono direttamente influenzate dalle oscillazioni tra gli anni caldi di El Niño e gli anni più freddi di La Niña.</p><h2>Le misure raccolte dal team di Julia Cole</h2><p>La ricercatrice Julia Cole e il suo team di ricerca si sono recate a fare <strong>misure e campionamenti non invasivi nelle barriere coralline </strong>alle isole Galápagos. Gli scienziati hanno ricostruito la variabilità di ENSO analizzando coralli viventi e fossili delle Galápagos, raccolti con difficili immersioni anche in profondità. </p><p>Hanno poi analizzato in laboratorio i rapporti δ¹⁸O e Sr/Ca, proxy data della temperatura superficiale del mare. I campioni, datati al radiocarbonio, permettono di confrontare gli ultimi decenni con la variabilità degli ultimi 1000 anni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787075" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-si-sta-intensificando-e-potrebbe-raggiungere-un-intensita-eccezionale-rischio-di-eventi-meteo-estremi.html" title="El Niño si sta intensificando e potrebbe raggiungere un'intensità eccezionale: rischio di eventi meteo estremi">El Niño si sta intensificando e potrebbe raggiungere un'intensità eccezionale: rischio di eventi meteo estremi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-si-sta-intensificando-e-potrebbe-raggiungere-un-intensita-eccezionale-rischio-di-eventi-meteo-estremi.html" title="El Niño si sta intensificando e potrebbe raggiungere un'intensità eccezionale: rischio di eventi meteo estremi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-se-fortalece-y-podria-alcanzar-una-intensidad-excepcional-aumenta-el-riesgo-de-fenomenos-extremos-hasta-1788444231560_320.png" alt="El Niño si sta intensificando e potrebbe raggiungere un'intensità eccezionale: rischio di eventi meteo estremi"></a></article></aside><p>I risultati della spedizione scientifica sono illustrati in un articolo recentemente pubblicato su Science. I coralli viventi e i fossili antichi raccolti rilevano così che <strong> gli eventi di El Niño degli ultimi 40 anni sono stati i più intensi dell’ultimo millennio,</strong> associati a temperature più elevate che hanno portato impatti più potenti del passato sul clima. L’intensificazione coincide con il riscaldamento globale causato dalle attività antropiche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-antichi-coralli-rivelano-un-fenomeno-senza-precedenti-el-nino-e-oggi-il-piu-estremo-dell-ultimo-millennio-1788442649320.jpg" data-image="q8scqip5285c"><figcaption>I mari, indipendentemente da El Niño, si scaldano sempre più: oltre alla striscia calda nell'oceano Pacifico tropicale, spicca il bollente mar Mediterraneo che ha accumulato calore nella lunga calda estate 2026.</figcaption></figure><p>In particolare i due eventi dei più intensi della storia di <strong>El Niño, nel 1982-83 e nel 1997-98, potrebbero essere segnali indicatori del rischio di eventi ancora più estremi in futuro,</strong> man mano che il pianeta si riscalda.</p><h2>Uno sguardo al futuro</h2><p>Quando El Niño diventa più intenso,<strong> le conseguenze si sentono ovunque: siccità, alluvioni, tempeste più violente e distruttive</strong>. Grazie ai moderni modelli, sappiamo da mesi dell’arrivo de El Niño, guadagnando così tempo per prepararsi e ridurre i danni.</p><p><strong>La capacità di prevedere i cicli di ENSO dipende da raffinati modelli,</strong> che girano in grandi datacenter e <strong>da satelliti, boe oceanografiche, stazioni </strong>a terra ecc che monitorano il Pacifico tropicale.<strong> Mantenere questo sistema costa</strong>, ma è un investimento sul futuro indispensabile per prevenire e adattarci agli impatti dei cambiamenti climatici. </p><p>Ora dunque <strong>la parola passa dagli scienziati agli Stati</strong>: saranno in grado, attraverso le organizzazioni di protezione civile, di prevenire i danni di un El Niño che potrebbe essere il più intenso dell’ultimo millennio?</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="J.Cole%20et%20al" data-year="" data-title="Recent%20strengthening%20of%20eastern%20Pacific%20ENSO%20in%20the%20last%20millennium%20paleorecord%20-%20Science" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fscience.ady2660">J.Cole et al. <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.ady2660" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Recent strengthening of eastern Pacific ENSO in the last millennium paleorecord - Science</a>.</cite><br><cite data-author="The%20Conversation" data-year="" data-title="Gal%C3%A1pagos%20corals%20show%20El%20Ni%C3%B1o%20events%20are%20more%20extreme%20now%20than%20in%20past%201%2C000%20years%20%E2%80%93%20here%E2%80%99s%20how%20my%20team%20made%20the%20discovery." data-url="https%3A%2F%2Ftheconversation.com%2Fgalapagos-corals-show-el-nino-events-are-more-extreme-now-than-in-past-1-000-years-heres-how-my-team-made-the-discovery-272318">The Conversation. <a href="https://theconversation.com/galapagos-corals-show-el-nino-events-are-more-extreme-now-than-in-past-1-000-years-heres-how-my-team-made-the-discovery-272318" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Galápagos corals show El Niño events are more extreme now than in past 1,000 years – here’s how my team made the discovery.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-antichi-coralli-rivelano-un-fenomeno-senza-precedenti-el-nino-e-oggi-il-piu-estremo-dell-ultimo-millennio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Disinformazione sui vulcani: i 18 errori che si ripetono durante le eruzioni e come individuare le fake news]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/disinformazione-sui-vulcani-i-18-errori-che-si-ripetono-durante-le-eruzioni-e-come-individuare-le-fake-news.html</link><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 11:06:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La disinformazione sui vulcani può distorcere la percezione del pericolo: uno studio ha analizzato 375 articoli di cronaca e ha individuato 18 errori comuni durante le eruzioni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/desinformacion-sobre-volcanes-los-18-errores-que-se-repiten-durante-las-erupciones-y-como-detectar-las-noticias-falsas-1787650548237.jpeg" data-image="c17vgzfn7vyb" alt="Eruzione dell'Etna, in Sicilia, nel 2025" title="Eruzione dell'Etna, in Sicilia, nel 2025"><figcaption>Durante l'eruzione dell'Etna nel 2025, video di turisti sono stati diffusi fuori contesto, come se mostrassero una fuga da un pericolo imminente.</figcaption></figure><p>Una fotografia antica, un dato spiegato male o un titolo esagerato <strong>possono trasformare un'informazione su un vulcano in un contenuto fuorviante.</strong> Durante un'eruzione, inoltre, i social network moltiplicano la velocità con cui questi contenuti circolano. Il risultato può influenzare il modo in cui la popolazione interpreta il pericolo. </p><p><strong>Può anche generare allarme quando le circostanze non giustificano una simile reazione.</strong> Per questo, distinguere i fatti dalle interpretazioni è particolarmente importante durante un'emergenza vulcanica.</p><p>Un'analisi realizzata da ricercatori di diverse università, osservatori vulcanologici ed enti pubblici ha esaminato 375 articoli pubblicati tra il 2017 e il 2022. <strong>Lo studio ha individuato fino a 18 idee errate legate ai vulcani e a fenomeni come terremoti, cenere, clima o durata delle eruzioni.</strong> </p><p>Alcuni errori derivavano da concetti scientifici fraintesi. Altri erano legati a immagini utilizzate fuori dal loro contesto geografico o temporale. La ricerca ha inoltre analizzato il modo in cui determinati messaggi finiscono per diffondersi durante una crisi.</p><h2>Disinformazione sui vulcani: 18 errori che si ripetono</h2><p><strong>Uno degli errori più comuni consiste nel chiamare "fumo" la cenere espulsa da un vulcano.</strong> Questa definizione è errata: la cenere è composta da minuscole particelle di roccia, cristalli e vetro vulcanico, che possono mescolarsi con gas e vapore acqueo all'interno della colonna eruttiva. Qualcosa di simile accade con la cosiddetta "camera magmatica". L'espressione può far pensare a una grande cavità sotterranea completamente piena di materiale liquido, mentre i sistemi presenti sotto i vulcani possono comprendere roccia fusa, cristalli e gas.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">¿Muchos sismos pequeños evitan un sismo grande?<br>¿Septiembre es la temporada de sismos?<br><br>Aquí te explicamos algunos de los mitos más importantes sobre sismos y volcanes que son alimentados por la desinformación.<br><br><a href="https://t.co/E0m6yMAEXz">https://t.co/E0m6yMAEXz</a> <a href="https://t.co/t3vgu01wC8">pic.twitter.com/t3vgu01wC8</a></p>— SkyAlert (@SkyAlertMx) <a href="https://x.com/SkyAlertMx/status/1353004815501193216?ref_src=twsrc%5Etfw">January 23, 2021</a></blockquote></figure><p>Lo studio raccoglie anche concetti che compaiono frequentemente nelle informazioni sulle grandi eruzioni. Tra questi figurano l'Anello di Fuoco del Pacifico, i supervulcani e i cosiddetti megatsunami. <strong>Il problema non consiste soltanto nell'utilizzare termini d'impatto, ma anche nell'interpretazione che possono ricevere</strong> quando vengono presentati senza sufficiente precisione scientifica. Una spiegazione errata può finire per modificare la percezione che il pubblico ha di una minaccia vulcanica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785750" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/18-mesi-di-oscurita-assoluta-l-evento-vulcanico-che-distrusse-i-raccolti-e-cambio-il-clima-della-terra-nel-vi-secolo.html" title="18 mesi di oscurità assoluta: l'evento vulcanico che distrusse i raccolti e cambiò il clima della Terra nel VI secolo">18 mesi di oscurità assoluta: l'evento vulcanico che distrusse i raccolti e cambiò il clima della Terra nel VI secolo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/18-mesi-di-oscurita-assoluta-l-evento-vulcanico-che-distrusse-i-raccolti-e-cambio-il-clima-della-terra-nel-vi-secolo.html" title="18 mesi di oscurità assoluta: l'evento vulcanico che distrusse i raccolti e cambiò il clima della Terra nel VI secolo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/18-meses-de-oscuridad-absoluta-el-evento-volcanico-que-destruyo-cosechas-y-cambio-el-clima-de-la-tierra-en-el-siglo-vi-1787751251790_320.png" alt="18 mesi di oscurità assoluta: l'evento vulcanico che distrusse i raccolti e cambiò il clima della Terra nel VI secolo"></a></article></aside><p>La ricerca ha inoltre individuato casi in cui immagini reali sono state associate a eventi differenti. <strong>Durante l'attività del monte Agung, a Bali, nel 2017, fotografie risalenti a precedenti eruzioni di altri vulcani circolarono come se fossero relative a quell'eruzione.</strong> Ci furono anche nubi ed emissioni gassose erroneamente identificate come attività eruttiva. Alcune informazioni arrivarono a sostenere che una possibile eruzione avrebbe potuto interessare l'intera isola, generando preoccupazione tra i turisti e costringendo gli specialisti a smentire affermazioni prive di fondamento.</p><h2>Disinformazione sui vulcani e il pericolo delle immagini</h2><p><strong>L'eruzione dell'Etna registrata in Sicilia nel 2025 offre un altro esempio.</strong> In quell'episodio si verificò un flusso piroclastico all'interno di una zona che era già stata chiusa al pubblico. </p><p>Tuttavia, alcuni video mostravano turisti che si allontanavano dall'area e <strong>iniziarono a circolare come se fossero immagini di persone "in fuga per salvarsi la vita"</strong>. La selezione e la presentazione di quelle registrazioni trasmisero una situazione molto più pericolosa di quella che emergeva dai fatti conosciuti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/desinformacion-sobre-volcanes-los-18-errores-que-se-repiten-durante-las-erupciones-y-como-detectar-las-noticias-falsas-1787695526849.png" data-image="lx3felimlq3r"><figcaption>La disinformazione sui vulcani può distorcere la percezione del rischio e generare allarme durante un'eruzione. Gli scienziati hanno individuato 18 errori ricorrenti e invitano a verificare immagini, dati e fonti prima di condividerli.</figcaption></figure><p><strong>Fotografie e video richiedono quindi una verifica specifica prima di essere condivisi.</strong> Un'immagine può essere autentica e, allo stesso tempo, essere collegata a un altro vulcano, a un'altra data o a una situazione diversa. L'arrivo di contenuti generati attraverso l'intelligenza artificiale aggiunge un'ulteriore difficoltà. Verificare l'origine di una registrazione e cercare riferimenti su quando e dove è stata realizzata permette di ridurre il rischio di diffondere materiale fuorviante.</p><p><strong>La disinformazione sui vulcani può emergere anche nell'interpretazione di ciò che potrebbe accadere dopo un'eruzione.</strong> Esiste una differenza tra una possibilità e una previsione. Il fatto che un fenomeno possa verificarsi non significa che accadrà né che rappresenti il risultato più probabile. Gli scienziati lavorano in condizioni di incertezza e prendono in considerazione diverse possibilità per preparare risposte a situazioni caratterizzate da differenti livelli di probabilità.</p><h2>Yellowstone e come verificare un'informazione su un vulcano</h2><p><strong>Yellowstone concentra una parte consistente dei messaggi più allarmistici.</strong> Per anni, film, documentari e alcuni media hanno presentato questo vulcano statunitense come un "supervulcano in ritardo", associato a una futura eruzione capace di porre fine all'umanità. Anche i terremoti registrati nella zona sono stati talvolta utilizzati per sostenere l'idea che una grande eruzione fosse imminente.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/desinformacion-sobre-volcanes-los-18-errores-que-se-repiten-durante-las-erupciones-y-como-detectar-las-noticias-falsas-1787650971643.jpeg" data-image="yfjgqe68slwm" alt="Parco Nazionale di Yellowstone, situato tra Wyoming, Montana e Idaho." title="Parco Nazionale di Yellowstone, situato tra Wyoming, Montana e Idaho."><figcaption>Yellowstone è uno dei vulcani più utilizzati per diffondere messaggi allarmistici su una presunta grande eruzione. Gli scienziati ricordano che non esiste un calendario che permetta di prevedere quando tornerà in attività.</figcaption></figure><p>I dati analizzati non supportano questa interpretazione. Le circa 50 eruzioni più recenti di Yellowstone sono state colate di lava i cui effetti sono stati principalmente locali. Inoltre, descrivere un'eruzione come "in ritardo" può indurre a pensare che esista una data che deve necessariamente essere rispettata.<strong> I vulcani non funzionano secondo un calendario che stabilisca quando debba obbligatoriamente verificarsi la loro prossima eruzione.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Volcanic forecasting is not a countdown: even a series of earthquakes does not, by itself, mean an eruption is imminent, because volcanoes must be assessed through multiple signals and scenarios. <a href="https://x.com/VUBrussel?ref_src=twsrc%5Etfw">@vubrussel</a> <a href="https://t.co/e2vG3R0J56">https://t.co/e2vG3R0J56</a></p>— Phys.org (@physorg_com) <a href="https://x.com/physorg_com/status/2090197465714630920?ref_src=twsrc%5Etfw">August 19, 2026</a></blockquote></figure><p>Di fronte a una crisi, la prima verifica deve concentrarsi sull'origine dell'informazione. <strong>Gli osservatori vulcanologici, gli enti geologici e le autorità di emergenza costituiscono riferimenti fondamentali per sapere cosa sta accadendo.</strong> </p><p>Si possono consultare anche gli specialisti, tenendo sempre presente che le loro dichiarazioni devono rientrare nel loro specifico ambito di competenza. Verificare chi fa un'affermazione, quali prove fornisce e se un'immagine corrisponde realmente al luogo e al momento indicati sono semplici passaggi che aiutano a individuare i contenuti fuorvianti.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Janine%20B.%20Krippner%2C%20Sam%20Poppe%2C%20Cristian%20Far%C3%ADas%2C%20Edward%20Venzke%2C%20Michael%20P.%20Poland%2C%20Boris%20Behncke%2C%20Sara%20K.%20McBride%2C%20Jessica%20Ball%2C%20Diana%20C.%20Roman%2C%20Heather%20K.%20Handley%2C%20Claire%20J.%20Horwell%2C%20Benjamin%20Edwards%2C%20Lo%C3%BFc%20Vanderkluysen%2C%20Carol%20Stewart%2C%20Emma%20J.%20Nicholson%2C%20Alia%20Juman%2C%20Ma.%20Mylene%20Martinez-Villegas%2C%20Brian%20Terbush%2C%20Erik%20W.%20Klemetti%2C%20Jazmin%20P.%20Scarlett%2C%20Rebecca%20Williams%2C%20Valerie%20A.%20Finlayson%2C%20Kadie%20L.%20Bennis%2C%20Sally%20S.%20K.%20Sennert%2C%20Thomas%20Pierson%2C%20Devy%20K.%20Syahbana%20%26%20Arianna%20Soldati" data-year="" data-title="Getting%20the%20story%20straight%3A%20common%20misconceptions%20around%20volcanoes%20and%20eruptions%20with%20case%20studies%20of%20recent%20events" data-url="https%3A%2F%2Flink.springer.com%2Farticle%2F10.1186%2Fs13617-026-00168-5">Janine B. Krippner, Sam Poppe, Cristian Farías, Edward Venzke, Michael P. Poland, Boris Behncke, Sara K. McBride, Jessica Ball, Diana C. Roman, Heather K. Handley, Claire J. Horwell, Benjamin Edwards, Loÿc Vanderkluysen, Carol Stewart, Emma J. Nicholson, Alia Juman, Ma. Mylene Martinez-Villegas, Brian Terbush, Erik W. Klemetti, Jazmin P. Scarlett, Rebecca Williams, Valerie A. Finlayson, Kadie L. Bennis, Sally S. K. Sennert, Thomas Pierson, Devy K. Syahbana & Arianna Soldati. <a href="https://link.springer.com/article/10.1186/s13617-026-00168-5" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Getting the story straight: common misconceptions around volcanoes and eruptions with case studies of recent events</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/disinformazione-sui-vulcani-i-18-errori-che-si-ripetono-durante-le-eruzioni-e-come-individuare-le-fake-news.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño si sta intensificando e potrebbe raggiungere un'intensità eccezionale: rischio di eventi meteo estremi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-si-sta-intensificando-e-potrebbe-raggiungere-un-intensita-eccezionale-rischio-di-eventi-meteo-estremi.html</link><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 09:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>El Niño continuerà a rafforzarsi nei prossimi mesi e potrebbe raggiungere un'intensità molto elevata entro la fine dell'anno. L'OMM avverte di possibili cambiamenti significativi nelle precipitazioni e nelle temperature e di un aumento del rischio di eventi meteorologici estremi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-si-sta-intensificando-e-potrebbe-raggiungere-un-intensita-eccezionale-rischio-di-eventi-meteo-estremi-1788512603811.jpg" data-image="5b9a0kvkqmzn" alt="El Nino." title="El Nino."><figcaption>L'OMM sta già collaborando con i servizi meteorologici e idrologici nazionali per rafforzare i sistemi di allerta precoce e la preparazione ai potenziali impatti. Agricoltura, energia, sanità, risorse idriche e gestione delle emergenze sono alcuni dei settori che potrebbero essere interessati dai cambiamenti associati al fenomeno.</figcaption></figure><p>Il fenomeno <strong>El Niño</strong> è già in atto e tutto lascia presagire un'ulteriore intensificazione. L'<strong>Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM)</strong> ha appena aggiornato la sua valutazione, prevedendo che l'evento possa raggiungere <strong>un'intensità molto elevata nei prossimi mesi,</strong> con effetti su temperature e precipitazioni che potrebbero protrarsi fino all'inizio del 2027.</p><p>Il segnale è particolarmente significativo, dato che i principali centri di previsione climatica a livello mondiale stimano una probabilità prossima al 100% che El Niño persista fino a febbraio 2027. <strong>Secondo l'OMM, si tratta di una delle previsioni più precise finora formulate, supportata da un elevato grado di concordanza tra i diversi modelli e sistemi di previsione.</strong></p><h2>Il Pacifico tropicale si sta riscaldando sempre di più</h2><p>Le tendenze oceaniche spiegano in gran parte questa situazione. Le acque superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale, proprio la regione in cui si sviluppa il caratteristico segnale di El Niño, sono ben al di sopra della norma e continuano a riscaldarsi.</p><p><strong>L'indice Niño 3.4, uno dei principali indicatori utilizzati per monitorare il fenomeno,</strong> ha registrato <strong>un'anomalia media di +1,5 °C tra maggio e luglio,</strong> raggiungendo circa +2 °C a luglio. Ma il riscaldamento non si è fermato qui.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-se-fortalece-y-podria-alcanzar-una-intensidad-excepcional-aumenta-el-riesgo-de-fenomenos-extremos-hasta-1788444276125.jpg" data-image="stuwvc3jx7hw" alt="El Niño OMM clima" title="El Niño OMM clima"><figcaption>Un El Niño molto intenso non significa che tutti i paesi sperimenteranno le stesse condizioni.</figcaption></figure><p>Nelle settimane successive, <strong>le temperature settimanali sono aumentate fino a raggiungere valori compresi tra +2,2 e +2,6 °C,</strong> un segnale che conferma l'intensificarsi del fenomeno <strong>El Niño. </strong>Un dato ancora più significativo emerge da questa analisi: a luglio e all'inizio di agosto, al di sotto della superficie oceanica, <strong>sono state osservate aree con temperature superiori di oltre 8 °C alla norma.</strong></p><p>Questo enorme serbatoio di calore sottomarino contribuisce al riscaldamento superficiale ed è uno dei principali argomenti a sostegno della previsione di un ulteriore rafforzamento di <strong>El Niño.</strong></p><h2>Un pianeta più esposto a fenomeni meteorologici estremi</h2><p>Un <strong>El Niño</strong> molto intenso non significa che tutti i paesi sperimenteranno le stesse condizioni. Infatti, la risposta atmosferica dipende dalla regione, dal periodo dell'anno e dalla sua interazione con altri modelli meteorologici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784635" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-le-nuove-previsioni-indicano-un-evento-eccezionale-con-un-anomalia-superiore-a-3-4-c.html" title="Super El Niño: le nuove previsioni indicano un evento eccezionale con un'anomalia superiore a 3,4 °C">Super El Niño: le nuove previsioni indicano un evento eccezionale con un'anomalia superiore a 3,4 °C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-le-nuove-previsioni-indicano-un-evento-eccezionale-con-un-anomalia-superiore-a-3-4-c.html" title="Super El Niño: le nuove previsioni indicano un evento eccezionale con un'anomalia superiore a 3,4 °C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-nova-previsao-aponta-evento-excepcional-com-anomalia-superior-a-3-4-c-1787174595191_320.png" alt="Super El Niño: le nuove previsioni indicano un evento eccezionale con un'anomalia superiore a 3,4 °C"></a></article></aside><p>Ciononostante, un evento di questa portata può alterare significativamente la circolazione atmosferica su scala globale e sconvolgere i normali modelli di temperatura e precipitazione. <strong>L'OMM avverte che ciò può tradursi in un aumento del rischio di inondazioni,</strong> siccità e caldo estremo in diverse parti del mondo.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">️ El Niño is firmly established and will intensify into a very strong event in the coming months. WMO forecasts show ~100% likelihood that it will persist through February 2027.<br><br>A very strong El Niño same impacts everywhere.<br><br> WMO El Nino Update: <a href="https://t.co/KUPq04jjkT">https://t.co/KUPq04jjkT</a> <a href="https://t.co/PAx1EZTCOH">pic.twitter.com/PAx1EZTCOH</a></p>— World Meteorological Organization (@WMO) <a href="https://x.com/WMO/status/2095396479166750836?ref_src=twsrc%5Etfw">September 3, 2026</a></blockquote></figure><p>Per il periodo settembre-novembre 2026, i modelli utilizzati dall'organizzazione indicano una maggiore probabilità di temperature superiori alla media in quasi tutte le aree continentali. Per quanto riguarda le precipitazioni, <strong>si prevede una distribuzione tipica di un forte evento El Niño, sebbene i suoi effetti specifici varino considerevolmente da regione a regione.</strong></p><div class="texto-destacado">Inoltre, lo scenario climatico sarà influenzato da altri fattori. Tra questi, una probabile fase positiva del Dipolo dell'Oceano Indiano, che potrebbe raggiungere un'anomalia stagionale di circa +0,9 °C durante il periodo settembre-ottobre-novembre. </div><p>Anche l'Atlantico tropicale, dal canto suo, presenta temperature superiori alla media. La combinazione di questi fenomeni potrebbe rafforzare, modificare o addirittura contrastare alcuni degli effetti tipici di El Niño, a seconda della regione.</p><h2>Il picco si raggiungerebbe verso la fine del 2026</h2><p>L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) prevede che <strong>El Niño continuerà ad intensificarsi nei prossimi mesi, raggiungendo il suo picco verso la fine dell'anno.</strong> Tuttavia, le sue conseguenze climatiche non si esauriranno necessariamente con l'attenuarsi del riscaldamento del Pacifico.</p><div class="texto-destacado"><strong>El Niño si sviluppa tipicamente tra marzo e giugno, raggiunge la sua massima intensità tra novembre e febbraio e può lasciare un segno duraturo sulle temperature e sui modelli meteorologici anche dopo il suo picco.</strong></div><p>Pertanto, l'organizzazione internazionale ritiene particolarmente importante anticiparne le potenziali conseguenze nel corso del 2027.</p><p>L'OMM sta già collaborando con i servizi meteorologici e idrologici nazionali per rafforzare i sistemi di allerta precoce e la preparazione ai potenziali impatti. Agricoltura, energia, sanità, risorse idriche e gestione delle emergenze sono alcuni dei settori che potrebbero essere interessati dai cambiamenti associati al fenomeno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786402" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo.html" title="El Niño e l’estate dei record 2026: quanto ha davvero contato sul caldo estremo?">El Niño e l’estate dei record 2026: quanto ha davvero contato sul caldo estremo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo.html" title="El Niño e l’estate dei record 2026: quanto ha davvero contato sul caldo estremo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-l-estate-dei-record-2026-quanto-ha-davvero-contato-sul-caldo-estremo-1788181519850_320.jpg" alt="El Niño e l’estate dei record 2026: quanto ha davvero contato sul caldo estremo?"></a></article></aside><p>El Niño è un fenomeno naturale e non è causato dai cambiamenti climatici. Tuttavia, si verifica su un pianeta che presenta già temperature globali eccezionalmente elevate. </p><p><strong>Questa combinazione può rendere più gravi alcuni episodi di caldo estremo e altri eventi meteorologici.</strong> L'avvertimento, quindi, non è che El Niño produrrà gli stessi eventi estremi ovunque, ma che lo scenario climatico globale nei prossimi mesi sarà particolarmente dinamico e richiederà una maggiore preparazione.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="World%20Meteorological%20Organization%20(WMO)" data-year="Agosto26" data-title="El%20Ni%C3%B1o%2FLa%20Ni%C3%B1a%20Update" data-url="https%3A%2F%2Flibrary.wmo.int%2Frecords%2Fitem%2F69926-august-2026">World Meteorological Organization (WMO). (Agosto26). <a href="https://library.wmo.int/records/item/69926-august-2026" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">El Niño/La Niña Update</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-si-sta-intensificando-e-potrebbe-raggiungere-un-intensita-eccezionale-rischio-di-eventi-meteo-estremi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera.html</link><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 07:08:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p> Una parete vuota sul balcone può trasformarsi in un angolo verde e spettacolare: ecco 10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno, in vista della primavera. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345610306.jpeg" data-image="5socsjbk45v2"><figcaption>10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera</figcaption></figure><p><strong>Le estati sempre più calde spingono a cercare nuove soluzioni per rendere più vivibili gli spazi domestici</strong>. Le piante rampicanti possono contribuire a creare superfici verdi verticali capaci di ombreggiare pareti e balconi e di mitigare, almeno in parte, l'effetto del calore. Metterle a dimora in autunno, quando il caldo intenso è ormai passato, permette alle nuove piante di acclimatarsi e sviluppare le radici prima della ripresa vegetativa. In questo modo, con l'arrivo della primavera, potranno iniziare a crescere con maggiore vigore. Ecco 10 specie da prendere in considerazione.</p><h2>1. Edera</h2><p><strong>L'edera è una delle rampicanti più resistenti e versatili, particolarmente interessante per chi desidera una copertura verde anche durante l'inverno</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345425911.jpeg" data-image="7q9991vhc4a0"><figcaption>Edera</figcaption></figure><p>È sempreverde, tollera bene anche posizioni ombreggiate e può svilupparsi rapidamente una volta attecchita. Le sue radici avventizie le permettono inoltre di aderire autonomamente a molte superfici.</p><h2>2. Vite americana</h2><p><strong>La vite americana è una rampicante vigorosa e a crescita rapida, ideale per ricoprire in poco tempo grigliati e pareti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345447457.jpeg" data-image="5bp18wox2zte"><figcaption>Vite americana</figcaption></figure><p>È una specie decidua, ma in autunno offre uno spettacolo particolarmente suggestivo grazie al colore rosso intenso delle foglie. Ha bisogno di spazio e di sostegni adeguati, soprattutto se coltivata in vaso.</p><h2>3. Vero gelsomino</h2><p><strong>Il vero gelsomino (<em>Jasminum officinale</em>) è apprezzato soprattutto per la crescita vigorosa e per i piccoli fiori bianchi, molto profumati, che compaiono durante la bella stagione</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345466565.jpeg" data-image="sffkkacnkgwl"><figcaption>Vero gelsomino</figcaption></figure><p>Predilige posizioni luminose e riparate e, nelle zone più fredde, beneficia della protezione dai venti e dalle temperature più rigide.</p><h2>4. Falso gelsomino</h2><p><strong>Il falso gelsomino (<em>Trachelospermum jasminoides</em>) è una delle scelte più interessanti per chi cerca una parete verde anche durante l'inverno</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345482723.jpeg" data-image="yarfonf15cb8"><figcaption>Falso gelsomino</figcaption></figure><p>È infatti sempreverde e produce in estate numerosi fiori bianchi dal caratteristico profumo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="719620" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-e-solo-decorativa-questa-pianta-rampicante-protegge-i-muri-dal-caldo-estivo.html" title="Non è solo decorativa: questa pianta rampicante protegge i muri dal caldo estivo">Non è solo decorativa: questa pianta rampicante protegge i muri dal caldo estivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-e-solo-decorativa-questa-pianta-rampicante-protegge-i-muri-dal-caldo-estivo.html" title="Non è solo decorativa: questa pianta rampicante protegge i muri dal caldo estivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/non-e-solo-decorativa-questa-pianta-rampicante-protegge-i-muri-dal-caldo-estivo-1752703036618_320.jpeg" alt="Non è solo decorativa: questa pianta rampicante protegge i muri dal caldo estivo"></a></article></aside><p>È vigoroso e si adatta bene alla coltivazione in vaso, purché abbia un buon drenaggio e un sostegno su cui svilupparsi.</p><h2>5. Glicine</h2><p><strong>Il glicine regala in primavera una fioritura spettacolare, con lunghi grappoli di fiori profumati e grande effetto ornamentale</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345501377.jpeg" data-image="etwhutt8iuor"><figcaption>Glicine</figcaption></figure><p>È però una pianta molto vigorosa e con una struttura importante: su un balcone deve quindi essere coltivato in un contenitore sufficientemente grande e dotato di un sostegno robusto, capace di sopportarne il peso.</p><h2>6. Clematide</h2><p><strong>Le clematidi comprendono numerose specie e varietà caratterizzate da fiori spesso grandi e appariscenti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345517509.jpeg" data-image="3hsbjtm2oiim"><figcaption>Clematide</figcaption></figure><p>Sono ideali per aggiungere colore a una parete verde, ma hanno un'esigenza particolare: la parte aerea predilige una buona esposizione alla luce, mentre le radici devono essere mantenute fresche e ombreggiate. Un buon strato di pacciamatura può aiutare a proteggerle.</p><h2>7. Bignonia</h2><p><strong>La bignonia, in particolare <em>Campsis radicans</em>, è una rampicante vigorosa e resistente, riconoscibile per i caratteristici fiori a forma di tromba, generalmente arancioni o rossastri</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345536580.jpeg" data-image="rxrrtpz1dh7r"><figcaption>Bignonia</figcaption></figure><p>Ama il sole e il caldo e, una volta ben sviluppata, può ricoprire rapidamente una struttura verticale. Anche in questo caso è importante predisporre un sostegno adeguato alla sua crescita.</p><h2>8. Caprifoglio</h2><p><strong>Il caprifoglio è un'altra scelta interessante per creare una parete verde arricchita da profumi e fiori</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345552292.jpeg" data-image="o4voehrnmrad"><figcaption>Caprifoglio</figcaption></figure><p>A seconda della specie può avere caratteristiche differenti, ma in generale apprezza posizioni luminose e produce una vegetazione vigorosa. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785535" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-piante-grasse-pendenti-per-trasformare-il-tuo-balcone-in-un-oasi-con-il-minimo-sforzo.html" title="5 piante grasse pendenti per trasformare il tuo balcone in un'oasi con il minimo sforzo">5 piante grasse pendenti per trasformare il tuo balcone in un'oasi con il minimo sforzo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/5-piante-grasse-pendenti-per-trasformare-il-tuo-balcone-in-un-oasi-con-il-minimo-sforzo.html" title="5 piante grasse pendenti per trasformare il tuo balcone in un'oasi con il minimo sforzo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quieres-un-balcon-espectacular-sin-demasiado-esfuerzo-estas-5-suculentas-colgantes-son-ideales-para-mexico-1787279034224_320.png" alt="5 piante grasse pendenti per trasformare il tuo balcone in un'oasi con il minimo sforzo"></a></article></aside><p>È particolarmente adatto a chi desidera combinare l'effetto schermante della vegetazione con una fioritura ornamentale.</p><h2>9. Passiflora</h2><p><strong>La passiflora è una delle rampicanti più spettacolari, grazie ai fiori dalla struttura complessa e dai colori vivaci</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345573079.jpeg" data-image="lj8libvqjrb8"><figcaption>Passiflora</figcaption></figure><p>Cresce rapidamente in condizioni favorevoli e predilige posizioni calde, luminose e riparate. La resistenza al freddo varia però in base alla specie: nelle zone caratterizzate da inverni rigidi è quindi importante scegliere una varietà adatta al clima locale.</p><h2>10. Ortensia rampicante</h2><p><strong>L'ortensia rampicante (<em>Hydrangea petiolaris</em>) rappresenta una buona alternativa per le zone meno soleggiate</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345639921.jpeg" data-image="3kjobfvnjs0o"><figcaption>Ortensia rampicante</figcaption></figure><p>È una specie decidua che può arrampicarsi su pareti e sostegni e produce in estate infiorescenze bianche molto decorative. Predilige terreni freschi e posizioni di mezz'ombra, condizioni che la rendono particolarmente interessante per balconi poco esposti al sole diretto.</p><h2>Tra estetica e funzionalità </h2><p><strong> Le piante rampicanti possono trasformare una semplice parete o un grigliato del balcone in una superficie vegetale capace di aggiungere colore e fiori agli spazi domestici</strong>. </p><div class="texto-destacado">Oltre al valore estetico, la loro capacità di creare ombra e schermare le superfici contribuisce alla mitigazione del calore, un aspetto sempre più importante nel giardinaggio urbano. </div><p>Metterle a dimora in autunno significa dare loro il tempo di acclimatarsi e prepararsi alla nuova stagione, per iniziare a costruire dalla prossima primavera un balcone più verde e confortevole.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cambiamento meteo improvviso: forti temporali invadono l’Italia, ecco da quando e dove colpiranno di più]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambiamento-meteo-improvviso-forti-temporali-invadono-l-italia-ecco-da-quando-e-dove-colpiranno-di-piu.html</link><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 05:04:18 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dalla settimana prossima cambia la circolazione atmosferica sull'Italia. Il campo di alta pressione sarà costretto a tornare alle sue latitudini per favore la discesa di aria più fresca e instabile.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3xyvu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3xyvu.jpg" id="xb3xyvu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Ci siamo quasi. Dopo un'estate che ha lasciato pochissimo spazio alle pause dal caldo, <strong>la prossima settimana potrebbe finalmente mostrare i primi segnali di un cambio di scenario</strong>. Non aspettatevi però un'immediata svolta autunnale: l'alta pressione non sparirà dall'Italia da un giorno all'altro e, soprattutto al Sud, continuerà a garantire condizioni ancora molto calde.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La differenza rispetto ai giorni precedenti sarà soprattutto una: <strong>l'anticiclone africano inizierà a perdere progressivamente forza</strong>, lasciando maggior spazio alle infiltrazioni più instabili provenienti dall'Atlantico.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il risultato sarà un'evoluzione decisamente più dinamica.</p><h2>Il caldo intenso durerà ancora</h2><p>All'inizio della settimana il quadro resterà ancora largamente dominato dall'alta pressione. Il sole continuerà a prevalere su gran parte della penisola e <strong>le temperature resteranno elevate per il periodo</strong>, con il caldo più insistente sulle regioni meridionali.</p><p>Non sarà però una situazione completamente tranquilla. Il Nord, trovandosi maggiormente ai margini dell'anticiclone, potrà essere raggiunto da infiltrazioni di aria più umida. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787072" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia.html" title="Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: 'rischio di forti temporali in Italia'">Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: "rischio di forti temporali in Italia"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia.html" title="Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: 'rischio di forti temporali in Italia'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia-1788511339128_320.jpg" alt="Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: 'rischio di forti temporali in Italia'"></a></article></aside><p>Qui saranno possibili <strong>rovesci e temporali soprattutto nelle ore pomeridiane</strong>, in particolare sulle aree alpine, con qualche fenomeno che potrebbe spingersi localmente verso le zone di pianura.</p><p>È proprio da questa zona che potrebbe iniziare a cambiare la configurazione.</p><h3><strong>Da metà settimana aumentano i temporali</strong></h3><p>Con il passare dei giorni l'alta pressione tenderà infatti a ritirarsi verso sud. Una dinamica che potrebbe avere conseguenze importanti sul tempo italiano: <strong>le correnti più instabili riusciranno a guadagnare spazio verso il nostro Paese</strong>.</p><p>I fenomeni non saranno necessariamente continui né distribuiti in maniera uniforme, ma il rischio di temporali aumenterà sensibilmente rispetto ai giorni precedenti. Il coinvolgimento potrebbe estendersi anche a parte delle regioni centrali, soprattutto lungo i rilievi e sui settori adriatici.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamento-meteo-improvviso-forti-temporali-invadono-l-italia-ecco-da-quando-e-dove-colpiranno-di-piu-1788532799551.jpg" data-image="m1zbc6tal8jf" alt="Piogge in aumento al Nord Italia" title="Piogge in aumento al Nord Italia"><figcaption>A partire da martedì 8 - mercoledì 9 settembre aumenta l'instabilità</figcaption></figure><p>Nel frattempo, il caldo comincerà a perdere qualcosa al Centro-Nord. <strong>Le temperature potranno diminuire in maniera più evidente nelle zone raggiunte dai temporali</strong>, mentre il Mezzogiorno resterà inizialmente protetto dall'anticiclone e quindi più caldo.</p><p>È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della prossima settimana. Il cambiamento non avverrà contemporaneamente su tutta l'Italia.</p><p>Mentre al Nord e successivamente su parte del Centro aumenteranno nuvole, rovesci e temporali, <strong>le regioni meridionali potrebbero continuare a vivere giornate dal sapore pienamente estivo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambiamento-meteo-improvviso-forti-temporali-invadono-l-italia-ecco-da-quando-e-dove-colpiranno-di-piu-1788532894004.jpg" data-image="kyl5xh90y2ss" alt="Piogge anche sulla dorsale Appenninica, ma il Nord farà il pieno" title="Piogge anche sulla dorsale Appenninica, ma il Nord farà il pieno"><figcaption>Gli accumuli potranno raggiungere i 40 mm</figcaption></figure><p>Anche qui, tuttavia, la tendenza sembra indicare un progressivo ridimensionamento del caldo. L'anticiclone, sempre più defilato verso sud, perderà infatti la capacità di proteggere completamente la penisola dalle infiltrazioni instabili.</p><h2><strong>La tendenza meteo per il prossimo weekend</strong></h2><p>La parte finale della settimana rimane quella con maggiori margini di incertezza, ma lo scenario generale è abbastanza chiaro: <strong>l'Italia potrebbe entrare in una fase meteorologica più instabile e meno calda</strong>.</p><p>Una nuova perturbazione potrebbe infatti interessare inizialmente il Nord, per poi spostarsi verso le regioni centrali. In questo caso tornerebbero protagonisti <strong>piogge e temporali</strong>, accompagnati da un ulteriore calo delle temperature.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787013" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html" title="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre.">ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre.</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html" title="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre."><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-nella-seconda-meta-di-settembre-1788473406530_320.jpg" alt="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre."></a></article></aside><p>Attenzione però a parlare già di autunno. <strong>La prossima settimana potrebbe segnare un'importante attenuazione del caldo, ma non necessariamente l'arrivo definitivo della stagione autunnale</strong>. L'anticiclone resterà comunque presente sul Mediterraneo e potrebbe ancora condizionare il tempo italiano.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Insomma, dopo settimane dominate dal caldo, qualcosa finalmente si muove: <strong>la prossima settimana potrebbe essere quella del primo vero ridimensionamento dell'estate</strong>, con il ritorno dei temporali e temperature progressivamente più vicine ai valori tipici di settembre.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambiamento-meteo-improvviso-forti-temporali-invadono-l-italia-ecco-da-quando-e-dove-colpiranno-di-piu.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Mangiare in compagnia fa bene al cervello: ecco perché]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mangiare-in-compagnia-fa-bene-al-cervello-ecco-perche.html</link><pubDate>Sat, 05 Sep 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Le abitudini alimentari sono importanti per la salute. A fare la differenza non c’è solo cosa si mangia ma anche come. Consumare i pasti in compagnia infatti aiuta la salute mentale, persino riducendo il rischio di demenza senile</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/mangiare-in-compagnia-fa-bene-al-cervello-ecco-perche-1788339453985.jpg" data-image="3jbxpgzonllt" alt="Mangiare insieme" title="Mangiare insieme"><figcaption>Condividere i pasti rende le persone più felici e i cibi più gustosi, lo dice anche la scienza</figcaption></figure><p>Uno studio condotto dal centro per il controllo e la prevenzione delle malattie dello Zhejiang, in Cina, ha dimostrato che l’abitudine di pranzare e cenare insieme ad altre persone è collegata ad un insorgere <strong>meno frequente</strong> della <strong>depressione</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Prendendo in esame più di novemila donne di età pari o superiore a 60 anni, lo studio è riuscito a dimostrare che più le persone consumano pasti insieme, meno tendono ad essere depresse. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questo a prescindere da altri fattori che influenzano la salute mentale, come la <strong>situazione economica,</strong> quella <strong>familiare </strong>e quella <strong>lavorativa</strong>. Il risultato ottenuto dall’istituto cinese è confermato anche da altre ricerche che sono giunte a conclusioni simili. </p><h2> A tavola insieme per diventare più felici</h2><div class="texto-destacado">Condividere bei momenti amplifica le sensazioni positive come gioia, divertimento ed euforia e può persino migliorare il sapore dei cibi.</div><p>Una serie di studi condotti dall'Università della Pennsylvania ha mostrato come persino il <strong>cioccolato</strong>, se mangiato insieme, viene percepito come <strong>più gustoso</strong>.</p><p>Ma uno degli studi più significativi sul tema del benessere mentale associato al mangiare con altre persone, è quella del <strong>World Happiness Report,</strong> la pubblicazione annuale delle <strong>Nazioni Unite</strong> che monitora costantemente la felicità in centoquaranta paesi del mondo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="585992" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tutti-i-cioccolatini-fanno-davvero-ingrassare-quale-mangiare-per-primo.html" title="Tutti i cioccolatini fanno davvero ingrassare? Quale mangiare per primo?">Tutti i cioccolatini fanno davvero ingrassare? Quale mangiare per primo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tutti-i-cioccolatini-fanno-davvero-ingrassare-quale-mangiare-per-primo.html" title="Tutti i cioccolatini fanno davvero ingrassare? Quale mangiare per primo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tous-les-chocolats-font-ils-vraiment-grossir-lequel-faut-il-manger-en-priorite-1698949784975_320.jpeg" alt="Tutti i cioccolatini fanno davvero ingrassare? Quale mangiare per primo?"></a></article></aside><p>Stavolta l’analisi ha preso in esame ben centocinquantamila adulti, confermando che più pasti le persone condividono con gli altri, più alto era il loro <strong>benessere emotivo</strong>. </p><p>In effetti questo non dovrebbe stupire visto che è stato già dimostrato scientificamente sia che mangiare genere <strong>piacere mentale</strong>, oltre che fisico, sia che la compagnia rende più piacevole qualunque attività.</p><h2>Mangiare insieme, una palestra per il cervello </h2><p>Mangiare insieme non dona solo benessere a livello emotivo, a quanto pare è anche più salutare da un punto di vista fisico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/mangiare-in-compagnia-fa-bene-al-cervello-ecco-perche-1788339531744.jpg" data-image="3d6xlykxsqx6" alt="salute mentale" title="salute mentale"><figcaption>La convivialità è un toccasana per la salute cerebrale, al punto da aiutare a prevenire persino la demenza</figcaption></figure><p>È dei ricercatori giapponesi lo studio del 2025 che ha scoperto come le persone che mangiano regolarmente da sole hanno un <strong>volume cerebrale ridotto</strong> nelle aree del lobo temporale mediale, dell'ippocampo e anche di altre regioni associate alle <strong>funzioni cognitive</strong>. </p><p>Questo spiega come mai consumare i pasti insieme ad altri può addirittura <strong>ridurre </strong>il rischio di demenza.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="699221" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cibo-per-il-cervello-scopri-4-alimenti-che-aiutano-a-rafforzare-la-mente.html" title="“Cibo per il cervello”: scopri 4 alimenti che aiutano a rafforzare la mente">“Cibo per il cervello”: scopri 4 alimenti che aiutano a rafforzare la mente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cibo-per-il-cervello-scopri-4-alimenti-che-aiutano-a-rafforzare-la-mente.html" title="“Cibo per il cervello”: scopri 4 alimenti che aiutano a rafforzare la mente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/comidas-para-o-cerebro-conheca-4-alimentos-que-ajudam-a-fortalecer-a-mente-1740584089329_320.jpg" alt="“Cibo per il cervello”: scopri 4 alimenti che aiutano a rafforzare la mente"></a></article></aside><p>Naturalmente ci sono tanti altri fattori da prendere in considerazione quando si parla di demenza, ma mangiare da soli aumenta lo <strong>stress</strong>, che è un noto fattore di rischio, mentre farlo con gli altri non è solo più rilassante, ma stimola il cervello tramite le comuni <strong>interazioni sociali,</strong> aiutandolo quindi a restare <strong>attivo</strong>.</p><h2>La convivialità, patrimonio UNESCO</h2><p>Tra i paesi leader per quanto riguarda il numero di pasti consumati insieme in una settimana, naturalmente c’è <strong>l’Italia, </strong>nota per l'amore per la convivialità. La media è di <strong>nove </strong>pranzi o cene consumati insieme, contro i quattro alla settimana del Giappone, e i sette di UK e USA.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="743529" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-cucina-italiana-la-prima-al-mondo-ad-essere-riconosciuta-patrimonio-immateriale-unesco.html" title="La cucina italiana, la prima al mondo ad essere riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO">La cucina italiana, la prima al mondo ad essere riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-cucina-italiana-la-prima-al-mondo-ad-essere-riconosciuta-patrimonio-immateriale-unesco.html" title="La cucina italiana, la prima al mondo ad essere riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-cucina-italiana-la-prima-al-mondo-ad-essere-riconosciuta-patrimonio-immateriale-unesco-1765467955037_320.jpg" alt="La cucina italiana, la prima al mondo ad essere riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO"></a></article></aside><p>Se l’individualismo a cui tende sempre di più la società occidentale sta di fatto spingendo le persone a mangiare da sole più spesso, la convivialità legata alla cultura gastronomica italiana è un <strong>valore</strong>, tanto da essere stata riconosciuta dall’<strong>UNESCO.</strong></p><p>Proprio questo è stato uno dei motivi principali per cui alla cucina italiana è stato conferito lo status di Patrimonio Culturale Immateriale.</p><h2>Quando il cibo unisce le persone</h2><p>La convivialità a tavola non è soltanto un’abitudine culturale, ma ha dato vita anche a iniziative che mettono al centro il piacere di stare insieme. </p><p>Ancora una volta l'Italia si è presa un ruolo centrale. Qui è nato il movimento <strong>Slow Food</strong>, che pur promuovendo in particolare il valore della tradizione enogastronomica, spinge anche sull'importanza del cibo come occasione per prendersi il tempo di condividere bei momenti con gli altri.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="687028" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/chi-mangia-piu-cibo-spazzatura-i-vegetariani-o-i-consumatori-di-carne-rossa-la-risposta-ti-sorprendera.html" title="Chi mangia più cibo spazzatura, i vegetariani o i consumatori di carne rossa? La risposta ti sorprenderà">Chi mangia più cibo spazzatura, i vegetariani o i consumatori di carne rossa? La risposta ti sorprenderà</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/chi-mangia-piu-cibo-spazzatura-i-vegetariani-o-i-consumatori-di-carne-rossa-la-risposta-ti-sorprendera.html" title="Chi mangia più cibo spazzatura, i vegetariani o i consumatori di carne rossa? La risposta ti sorprenderà"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quienes-comen-mas-comida-basura-los-vegetarianos-o-los-consumidores-de-carnes-rojas-la-respuesta-te-sorprendera-1733271129086_320.jpg" alt="Chi mangia più cibo spazzatura, i vegetariani o i consumatori di carne rossa? La risposta ti sorprenderà"></a></article></aside><p>È italiana anche una <strong>app di successo </strong>che mette in contatto persone sole che cercano <strong>compagnia </strong>per un pranzo o una cena fuori. Ad oggi l’app è stata utilizzata già più di 300.000 volte, rispondendo evidentemente al bisogno istintivo delle persone di stare insieme condividendo buon cibo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="David%20Robson%20and%20Alessia%20Franco" data-year="2026" data-title="There's%20something%20unique%20about%20eating%20together%20that's%20good%20for%20us" data-url="https%3A%2F%2Fwww.bbc.com%2Ffuture%2Farticle%2F20260825-why-eating-in-company-is-good-for-your-brain">David Robson and Alessia Franco. (2026). <a href="https://www.bbc.com/future/article/20260825-why-eating-in-company-is-good-for-your-brain" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">There's something unique about eating together that's good for us</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mangiare-in-compagnia-fa-bene-al-cervello-ecco-perche.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come cambia e si trasforma un territorio che è stato colpito da un grosso incendio?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-cambia-e-si-trasforma-un-territorio-che-e-stato-colpito-da-un-grosso-incendio.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Ecco quello che succede su un'area recentemente colpita da un incendio, di grosse dimensioni. I tempi di ripresa della natura e la reazione della fauna selvatica. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-cambia-e-si-trasforma-un-territorio-che-e-stato-colpito-da-un-grosso-incendio-1788270898212.jpg" data-image="eaoqkjy5o6oa" alt="Incendi." title="Incendi."><figcaption>Quando il fronte del fuoco avanza rapidamente, spinto dal vento, per gli animali inizia una corsa disperata per la sopravvivenza. Ma le possibilità di farcela non sono uguali per tutti.</figcaption></figure><p>Le eccezionali ondate di calore che hanno colpito l’Europa negli ultimi mesi hanno, purtroppo, alimentato centinaia di incendi, su vaste aree del continente europeo, dalla Spagna alla Francia, passando per Italia, Grecia, Balcani. </p><p>Questi gravi incendi, oltre ai danni visibili al paesaggio, causano un dramma silenzioso che si consuma sotto la cenere, quello della fauna selvatica e alla flora.</p><h2><strong>Il momento del rogo </strong></h2><p>Quando il fronte del fuoco avanza rapidamente, spinto dal vento, per gli animali inizia una corsa disperata per la sopravvivenza. Ma le possibilità di farcela non sono uguali per tutti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Gli animali lenti, <strong>come ricci, istrici, ghiri, lucertole, tartarughe di terra e serpenti subiscono le perdite più devastanti.</strong> La loro naturale reazione al pericolo è spesso quella di appallottolarsi o rifugiarsi nelle tane sotto terra. <strong>Purtroppo, il calore estremo trasforma questi rifugi in vere e proprie trappole termiche letali per asfissia.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I mammiferi più grandi e agili, <strong>come volpi, cinghiali, martore e gatti selvatici</strong>, avvertono il pericolo in anticipo e fuggono, cercando ripari di fortuna. Tuttavia, se il fronte del fuoco è troppo ampio o cambia direzione improvvisamente, <strong>molti rischiano di rimanere intrappolati o di subire gravi ustioni alle zampe e alle vie respiratorie.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-cambia-e-si-trasforma-un-territorio-che-e-stato-colpito-da-un-grosso-incendio-1788270933788.jpg" data-image="2ygg5mj31nkr" alt="Incendio, foresta." title="Incendio, foresta."><figcaption>Spegnere l'incendio non significa salvare gli animali rimasti. Per i sopravvissuti, il ritorno sul territorio bruciato dà inizio a una seconda, durissima battaglia, visto che un territorio ricco di risorse si trasforma in un deserto.</figcaption></figure><p>Gli uccelli adulti spiccano il volo e si salvano quasi tutti. Il vero disastro riguarda i nidi. Se sono presenti uova e pulcini vengono letteralmente inceneriti, azzerando un'intera generazione di volatili in quella zona.</p><h2><strong>Il giorno dopo e lo shock ecologico</strong></h2><p>Spegnere l'incendio non significa salvare gli animali rimasti. Per i sopravvissuti, il ritorno sul territorio bruciato dà inizio a una seconda, durissima battaglia, visto che un territorio ricco di risorse si trasforma in un deserto.</p><div class="texto-destacado">La distruzione della vegetazione cancella istantaneamente frutti, bacche, germogli e radici. <strong>Anche i predatori non trovano più prede. La fame diventa il nemico numero uno.</strong></div><p>Senza il fitto della macchia mediterranea, o degli alberi, gli animali sono completamente esposti. I grandi uccelli rapaci (come poiane e falchi) sorvolano le aree bruciate nei giorni successivi <strong>perché per loro diventa facilissimo avvistare e catturare i piccoli roditori rimasti senza protezione.</strong></p><p>Spinti dalla fame e dalla sete, molti animali sopravvissuti scendono a valle, avvicinandosi alle strade e ai centri abitati. <strong>Questo aumenta drasticamente il rischio di investimenti automobilistici e di conflitti con gli animali domestici o gli allevamenti.</strong></p><h2><strong>La lenta rinascita dopo le fiamme</strong></h2><p>La natura ha una straordinaria capacità di reagire, ma i tempi biologici sono lunghi e richiedono pazienza. Già dopo le prime piogge, la cenere si trasforma in un potente fertilizzante. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781031" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-miglior-sistema-per-combattere-gli-incendi-boschivi-si-trova-in-australia-perche-non-viene-usato-in-europa.html" title="Il miglior sistema per combattere gli incendi boschivi si trova in Australia: perché non viene usato in Europa?">Il miglior sistema per combattere gli incendi boschivi si trova in Australia: perché non viene usato in Europa?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-miglior-sistema-per-combattere-gli-incendi-boschivi-si-trova-in-australia-perche-non-viene-usato-in-europa.html" title="Il miglior sistema per combattere gli incendi boschivi si trova in Australia: perché non viene usato in Europa?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-mejor-modelo-contras-los-incendios-forestales-del-mundo-esta-en-australia-por-que-no-se-utiliza-aun-en-europa-1785236591089_320.jpeg" alt="Il miglior sistema per combattere gli incendi boschivi si trova in Australia: perché non viene usato in Europa?"></a></article></aside><p><strong>Le piante tipiche della nostra macchia (come il lentisco o il mirto) iniziano a ributtare dalle radici.</strong> I primi a tornare sono gli insetti, seguiti dagli uccelli che si nutrono di semi e dai piccoli topi di campagna.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-cambia-e-si-trasforma-un-territorio-che-e-stato-colpito-da-un-grosso-incendio-1788270981282.jpg" data-image="2dq532e8lv86" alt="Incendi." title="Incendi."><figcaption>La natura ha una straordinaria capacità di reagire, ma i tempi biologici sono lunghi e richiedono pazienza. </figcaption></figure><p>Solo quando la vegetazione sarà abbastanza fitta da garantire di nuovo rifugio e cibo, i grandi mammiferi torneranno a frequentare stabilmente l'area interessata dall’incendio, ma ci vorranno molti mesi, o al massimo un paio di anni.</p><h2><strong>Cosa si può fare nelle settimane dopo un incendio?</strong></h2><p>Come si vede, se per vedere i primi ciuffi d'erba e arbusti bastano pochi mesi o un paio d'anni, <strong>per ricostruire l'ecosistema complesso e ricco che c'era prima dell'incendio (con i suoi alberi secolari di querce o castagni) serviranno decenni.</strong></p><p>La tentazione di andare sul posto a portare cibo o soccorso è forte, ma spesso rischia di fare più danni che altro. </p><p>Nei primi mesi bisognerà evitare di aggirarsi nelle aree bruciate, dato che il suolo rimane ancora molto instabile, con possibile emissione di fumi nocivi, non sempre visibile dall’occhio umano.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781386" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-cambiamenti-climatici-hanno-alimentato-gli-incendi-boschivi-in-tutta-europa-in-epoca-preistorica.html" title="I cambiamenti climatici hanno alimentato gli incendi boschivi in tutta Europa in epoca preistorica">I cambiamenti climatici hanno alimentato gli incendi boschivi in tutta Europa in epoca preistorica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-cambiamenti-climatici-hanno-alimentato-gli-incendi-boschivi-in-tutta-europa-in-epoca-preistorica.html" title="I cambiamenti climatici hanno alimentato gli incendi boschivi in tutta Europa in epoca preistorica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/climate-change-fuelled-wildfires-across-europe-in-prehistoric-times-1785338140984_320.jpeg" alt="I cambiamenti climatici hanno alimentato gli incendi boschivi in tutta Europa in epoca preistorica"></a></article></aside><p>Se abitate ai margini dell'area colpita, posizionare ciotole d'acqua nei vostri giardini o terreni può salvare la vita a molti animali in fuga.</p><p>Se trovate un animale selvatico ferito o ustionato, non improvvisatevi veterinari. Contattate immediatamente il <strong>Corpo Forestale</strong> o i <strong>Centri di Recupero della Fauna Selvatica (CRFS)</strong> dell’area di pertinenza.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-cambia-e-si-trasforma-un-territorio-che-e-stato-colpito-da-un-grosso-incendio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nancy Grace Roman, chi era la donna a cui è stato dedicato il nuovo telescopio della NASA?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nancy-grace-roman-chi-era-la-donna-a-cui-e-stato-dedicato-il-nuovo-telescopio-della-nasa.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Nancy Grace Roman è stata una delle scienziate della NASA il cui lavoro è stato fondamentale per lo sviluppo dei telescopi spaziali, incluso Hubble. Ora, il suo nome onora il nuovo telescopio della NASA, che indagherà su alcuni dei più grandi misteri dell'Universo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nancy-grace-roman-quem-foi-a-mulher-homenageada-pelo-novo-telescopio-da-nasa-1788029117048.png" data-image="tftmnjsy6hhy" alt="Nancy Grace Roman." title="Nancy Grace Roman."><figcaption>Nancy Grace Roman è stata un'astronoma pionieristica della NASA e la prima donna a ricoprire una posizione dirigenziale presso l'agenzia, contribuendo alla creazione del programma di astronomia spaziale. Fonte: NASA</figcaption></figure><p><strong>Nancy Grace Roman</strong> è stata un'astronoma pioniera del programma di astronomia spaziale della NASA. Laureata in astronomia all'Università di Chicago, <strong>entrò a far parte della NASA nel 1959,</strong> diventando la prima donna a dirigere il dipartimento di astronomia.</p><div class="texto-destacado">Roman divenne nota come la <strong>"madre di Hubble"</strong> per il suo impegno e la sua pianificazione del telescopio spaziale. Aveva intuito che gli osservatori al di fuori dell'atmosfera terrestre avrebbero potuto ottenere dati molto più precisi, senza le limitazioni causate dall'assorbimento e dalla turbolenza atmosferica.</div><p>La sua eredità sarà onorata con il telescopio spaziale Nancy Grace Roman, il cui lancio è previsto per il 30 agosto. <strong>L'osservatorio avrà un campo visivo circa 100 volte più ampio di quello di Hubble e sarà una delle principali missioni astronomiche della nuova generazione,</strong> insieme al telescopio spaziale James Webb.</p><h2>Chi era Nancy Grace Roman?</h2><p><strong>Nancy Grace Roman è stata un'astronoma che ha dato un contributo fondamentale allo studio della classificazione e del movimento delle stelle.</strong> Nel 1959, entrò a far parte della NASA, diventando la prima donna a ricoprire una posizione dirigenziale all'interno dell'agenzia e assumendo il ruolo di prima Capo del Dipartimento di Astronomia.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Alla NASA, Roman si occupò della pianificazione e dello sviluppo di missioni astronomiche spaziali, sostenendo l'importanza dell'osservazione dell'Universo al di fuori dell'atmosfera terrestre.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Roman iniziò i suoi studi di <strong><em>Astronomia allo Swarthmore College,</em></strong> dove conseguì la laurea nel 1946, e completò il dottorato all'Università di Chicago nel 1949. Prima di entrare alla NASA, lavorò all'Osservatorio Yerkes e successivamente al Laboratorio di Ricerca Navale degli Stati Uniti.</p><h2>La mamma di Hubble </h2><p>Nancy Grace Roman è soprannominata <strong>la "madre di Hubble"</strong> perché è stata direttamente coinvolta nello sviluppo del progetto, dalle sue prime concezioni fino alla definizione degli aspetti finali del programma. Il suo ruolo comprendeva il coordinamento scientifico, la pianificazione della missione e la promozione istituzionale dell'osservatorio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nancy-grace-roman-quem-foi-a-mulher-homenageada-pelo-novo-telescopio-da-nasa-1788029276066.png" data-image="rvrzcds003m8" alt="La madre di Hubble." title="La madre di Hubble."><figcaption>Conosciuta come la "madre di Hubble", Roman ha svolto un ruolo chiave nel promuovere e sviluppare il progetto del telescopio spaziale. Fonte: NASA</figcaption></figure><p>Roman ebbe anche un ruolo nel convincere la NASA e il Congresso degli Stati Uniti a finanziare il progetto. <strong>Pertanto, sebbene non abbia costruito il telescopio da sola né ne sia l'unica ideatrice,</strong> le sue azioni furono cruciali per trasformare Hubble da concetto a realtà.</p><h2>Il lavoro alla NASA</h2><p>Alla NASA, <strong>Nancy Grace Roman</strong> fu responsabile della strutturazione di gran parte del programma di Astronomia Spaziale dell'agenzia. Tra il 1961 e il 1963, ricoprì la carica di responsabile dell'Astronomia e della Fisica Solare, oltre a incarichi relativi alla relatività e alla pianificazione scientifica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779518" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/einstein-telescope-a-nuoro-e-lula-einstein-telescope-unisce-europa-italia-e-sardegna.html" title="Einstein Telescope, nuovo passo per la candidatura della Sardegna: accordo con la Germania per il telescopio del futuro">Einstein Telescope, nuovo passo per la candidatura della Sardegna: accordo con la Germania per il telescopio del futuro</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/einstein-telescope-a-nuoro-e-lula-einstein-telescope-unisce-europa-italia-e-sardegna.html" title="Einstein Telescope, nuovo passo per la candidatura della Sardegna: accordo con la Germania per il telescopio del futuro"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/einstein-telescope-a-nuoro-e-lula-einstein-telescope-unisce-europa-italia-e-sardegna-1784710830288_320.jpg" alt="Einstein Telescope, nuovo passo per la candidatura della Sardegna: accordo con la Germania per il telescopio del futuro"></a></article></aside><p>Roman supervisionò e partecipò anche allo sviluppo di osservatori e satelliti spaziali, tra cui tre missioni dell'<strong>Orbiting</strong> <strong>Solar Observatory</strong> e satelliti progettati per osservare il Sole e l'Universo. Fu inoltre coinvolta in esperimenti relativi ai programmi <strong>Gemini, Apollo, Skylab e Spacelab.</strong></p><h2>Telescopio Nancy Grace Roman</h2><p>Il <strong>telescopio spaziale Nancy Grace Roman,</strong> il cui lancio è previsto per il 30 agosto, utilizza uno specchio primario di 2,4 metri (8 piedi). Il suo strumento principale è dotato di una fotocamera da 300,8 megapixel in grado di operare nelle lunghezze d'onda del visibile e del vicino infrarosso.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nancy-grace-roman-quem-foi-a-mulher-homenageada-pelo-novo-telescopio-da-nasa-1788029241787.png" data-image="qi2rqbq1wghg" alt="Telescopio spaziale Nancy Grace Roman." title="Telescopio spaziale Nancy Grace Roman."><figcaption>La sua eredità è ora nello spazio: il telescopio spaziale Nancy Grace Roman verrà lanciato per studiare l'energia oscura, gli esopianeti e l'evoluzione dell'Universo. Fonte: NASA</figcaption></figure><p>Roman porterà con sé anche lo strumento <strong>Coronagraph,</strong> progettato per effettuare osservazioni ad alto contrasto e studiare gli esopianeti vicini. Tra i suoi obiettivi principali vi sono l'individuazione di esopianeti <strong>tramite microlensing gravitazionale</strong> e lo studio dell'evoluzione della struttura cosmica e della natura dell'energia oscura.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nancy-grace-roman-chi-era-la-donna-a-cui-e-stato-dedicato-il-nuovo-telescopio-della-nasa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le case a prova di terremoto esistono davvero e resistono anche alle scosse più violente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-case-a-prova-di-terremoto-esistono-davvero-e-resistono-anche-alle-scosse-piu-violente.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Le tecnologie antisismiche hanno fatto passi da gigante e il nuovo traguardo è diventato ancora più ambizioso. Quello di rendere l'edificio utilizzabile subito dopo il sisma.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-case-a-prova-di-terremoto-esistono-davvero-e-resistono-anche-alle-scosse-piu-violente-1787001128442.jpg" data-image="lzuqx0j4zyy1" alt="Isolatore sismico." title="Isolatore sismico."><figcaption>La tecnica più elegante e potente è l’isolamento alla base. Tra le fondazioni e la struttura si inseriscono speciali dispositivi, isolatori elastomerici in gomma e acciaio, o isolatori a pendolo a frizione, che disaccoppiano l’edificio dal terreno. </figcaption></figure><p>Per decenni l’ingegneria sismica ha avuto un obiettivo chiaro e quasi brutale: salvare vite. L’edificio poteva anche uscire devastato dal terremoto, purché non crollasse sulle persone. Oggi quella filosofia è superata. </p><p>Le tecnologie antisismiche hanno fatto passi da gigante e il nuovo traguardo è molto più ambizioso. Ossia quello di costruire (e mettere in sicurezza) edifici capaci di resistere, di danneggiarsi poco o per nulla, e di tornare operativi in tempi brevissimi. </p><h2><strong>La tecnica dell’isolamento sismico</strong></h2><p>La tecnica più elegante e potente è l’isolamento alla base. Tra le fondazioni e la struttura si inseriscono speciali dispositivi, <strong>isolatori elastomerici in gomma e acciaio, o isolatori a pendolo a frizione</strong>, che disaccoppiano l’edificio dal terreno. </p><div class="texto-destacado"><strong>Quando la terra si muove e accelera di colpo, le fondazioni ballano, ma la struttura sovrastante resta quasi ferma. Le accelerazioni si riducono drasticamente e i danni calano in modo impressionante. </strong></div><p>Questa tecnologia è ormai diffusissima in Giappone, dove ormai è standard per ospedali, scuole e molti edifici pubblici e residenziali. La si trova largamente anche in Nuova Zelanda, Stati Uniti (soprattutto California), Cile, Turchia e, in misura crescente, in Italia, dove viene adottata per strutture strategiche e nuovi edifici di prestigio.</p><h2><strong>Dissipare l’energia, gli ammortizzatori del terremoto</strong></h2><p>Un’altra strada è assorbire l’energia sismica prima che possa fare danni. È il compito dei dispositivi di dissipazione: smorzatori viscosi, metallici, a frizione, o le più sofisticate masse sintonizzate. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-case-a-prova-di-terremoto-esistono-davvero-e-resistono-anche-alle-scosse-piu-violente-1787001169760.jpg" data-image="jzk75xhh4bcl" alt="Tecnologia antisismica." title="Tecnologia antisismica."><figcaption>Tra le novità più interessanti ci sono i sistemi attivi, come gli Active Mass Damper. Sensori e algoritmi leggono in tempo reale le vibrazioni e fanno reagire masse mobili che contrastano il movimento dell’edificio. </figcaption></figure><p>Tra le novità più interessanti ci sono i sistemi attivi, come gli <strong>Active Mass Damper.</strong> Sensori e algoritmi leggono in tempo reale le vibrazioni e fanno reagire masse mobili che contrastano il movimento dell’edificio. </p><p>I dissipatori passivi sono comuni in Giappone, Stati Uniti, Cina e Taiwan. I sistemi attivi e semi-attivi trovano applicazione soprattutto in Giappone e, più di recente, in Italia e in alcuni Paesi europei, dove si stanno sperimentando soluzioni poco invasive ideali per il miglioramento degli edifici esistenti.</p><h2><strong>Duttilità intelligente e sistemi che si rialzano</strong></h2><p>Le strutture moderne non cercano più di essere rigide come rocce. Preferiscono essere duttili in modo controllato: si deformano dove devono, dissipano energia nei punti giusti e proteggono gli elementi critici. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778630" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-nord-alfeo-la-struttura-attiva-sotto-il-mar-ionio-si-muove-e-puo-provocare-forti-terremoti.html" title="La faglia Nord Alfeo: la struttura attiva sotto il Mar Ionio si muove e può provocare forti terremoti">La faglia Nord Alfeo: la struttura attiva sotto il Mar Ionio si muove e può provocare forti terremoti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-nord-alfeo-la-struttura-attiva-sotto-il-mar-ionio-si-muove-e-puo-provocare-forti-terremoti.html" title="La faglia Nord Alfeo: la struttura attiva sotto il Mar Ionio si muove e può provocare forti terremoti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-faglia-nord-alfeo-la-struttura-attiva-sotto-il-mar-ionio-si-muove-e-puo-provocare-forti-terremoti-1784039011625_320.jpg" alt="La faglia Nord Alfeo: la struttura attiva sotto il Mar Ionio si muove e può provocare forti terremoti"></a></article></aside><p>Ancora più avanzati sono i sistemi self-centering, o rocking. <strong>Pareti e telai oscillano, si sollevano leggermente e poi tornano da soli in posizione grazie a particolari cavi.</strong> Nel legno, i sistemi Pres-Lam stanno dimostrando che anche gli edifici multipiano in materiale naturale possono essere estremamente resilienti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-case-a-prova-di-terremoto-esistono-davvero-e-resistono-anche-alle-scosse-piu-violente-1787001210652.jpg" data-image="a4988zi1zzc3" alt="Costruzioni antisismiche." title="Costruzioni antisismiche."><figcaption>Per il patrimonio edilizio esistente il vero problema di molti Paesi europei nasce dalle soluzioni ibride, con esoscheletri in acciaio, tiranti, rinforzi con materiali compositi. </figcaption></figure><p>Queste soluzioni “low-damage” sono particolarmente sviluppate in Nuova Zelanda (paese pioniere dopo i terremoti di Christchurch), Giappone, Stati Uniti e Canada. In Europa cominciano a diffondersi, con esperienze interessanti anche in Italia e Svizzera.</p><h2><strong>Materiali e soluzioni per l’esistente</strong></h2><p>Accanto alle grandi tecnologie strutturali avanzano i materiali: calcestruzzi ad alte prestazioni, compositi in fibra di carbonio, sistemi a cassero isolante e cappotti sismici che rinforzano e isolano termicamente allo stesso tempo. </p><p>Per il patrimonio edilizio esistente il vero problema di molti Paesi europei nasce dalle soluzioni ibride, con esoscheletri in acciaio, tiranti, rinforzi con materiali compositi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773581" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia.html" title="Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia">Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia.html" title="Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia-1781276488584_320.jpg" alt="Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia"></a></article></aside><p>Queste tecniche di retrofit sono particolarmente utilizzate in Italia, Grecia, Turchia, Portogallo e Spagna, ma anche in Giappone e Stati Uniti, dove il miglioramento sismico degli edifici più vecchi è diventata una priorità nazionale.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-case-a-prova-di-terremoto-esistono-davvero-e-resistono-anche-alle-scosse-piu-violente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Cambio imminente in Italia: mercoledì 9 forti temporali si diffonderanno molto rapidamente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-imminente-in-italia-mercoledi-9-forti-temporali-si-diffonderanno-molto-rapidamente.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nel corso del fine settimana l’anticiclone africano porterà bel tempo su tutta l’Italia, ma successivamente una perturbazione di origine atlantica si dirigerà a grandi passi verso il nostro paese portando forti temporali e bruschi cali termici.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3uava"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3uava.jpg" id="xb3uava"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il fine settimana che sta per cominciare vedrà <strong>una decisa rimonta dell’anticiclone nordafricano che porterà tempo stabile e tanto caldo</strong>, soprattutto al centro-sud.</p><div class="texto-destacado">Sia per oggi che per domani ci aspettiamo giornate asciutte e soleggiate, con temperature che <strong>sulle regioni centro-meridionali si riavvicineranno ai 40 °C</strong>.</div><p>Da domenica poi inizieremo a notare <strong>i primi segni di cedimento dell’alta pressione</strong> che pian piano verrà erosa a ovest <strong>dall’arrivo di una perturbazione di origine atlantica</strong> che finalmente porterà un po’ di fresco sull’Italia.</p><h2>Ancora un fine settimana di stampo estivo, poi la svolta</h2><p>Procediamo però per gradi: <strong>da domenica il tempo passerà da essere spiccatamente stabile a variabile</strong>. Infatti inizieremo a notare un leggero aumento della nuvolosità al centro-nord, in particolare <strong>lungo i settori alpini e appenninici durante le ore centrali</strong> della giornata.</p><p>Queste nuvole, soprattutto al pomeriggio, <strong>raggiungeranno una compattezza tale da riuscire a portare locali rovesci o piovaschi</strong> che però si esauriranno entro la serata.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Anche per lunedì e martedì ci aspettiamo un andamento meteo simile con però <strong>una copertura nuvolosa di giorno in giorno più estesa e compatta</strong>.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ciò significa che mentre <strong>domenica i fenomeni saranno estremamente localizzati e relegati alle zone montane</strong> e pedemontane centrali e settentrionali, da lunedì qualche precipitazione inizierà ad interessare anche le zone pianeggianti o collinari del centro-nord e <strong>le aree interne delle regioni meridionali e delle due isole maggiori</strong>.</p><p>Martedì poi <strong>i fenomeni si faranno ancora più estesi sulle regioni centro-meridionali</strong>, interessando soprattutto i settori adriatici dove raggiungeranno abbastanza facilmente anche le zone costiere.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambio-imminente-in-italia-mercoledi-9-forti-temporali-si-diffonderanno-molto-rapidamente-1788514030185.jpg" data-image="1hj6rki7zlkt" alt="Precipitazione cumulata" title="Precipitazione cumulata"><figcaption>Precipitazione cumulata in Italia fino a mercoledì prossimo. Abbondanti piogge interesseranno le regioni settentrionali.</figcaption></figure><p>Oltre a farsi via via più diffuse <strong>le precipitazioni diventeranno anche man mano più intense</strong> e quindi inizieremo ad avere anche i primi temporali.</p><p>Tuttavia fino a martedì continueremo ad avere della variabilità diurna, ovvero <strong>giornate che si aprono con cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso</strong>, la formazione graduale di nuvole durante le ore centrali che porteranno precipitazioni soprattutto durante le ore pomeridiane, <strong>infine rasserenamenti e l’esaurimento dei fenomeni entro la serata</strong>.</p><p>Da mercoledì invece la situazione cambierà a causa dell’<strong>effettivo ingresso della perturbazione atlantica nel nostro paese</strong>. Ciò porterà nubi decisamente più estese e compatte sull’Italia, associate anche a <strong>rovesci e temporali assolutamente più estesi, intensi e persistenti</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787013" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html" title="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre.">ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre.</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html" title="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre."><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-nella-seconda-meta-di-settembre-1788473406530_320.jpg" alt="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre."></a></article></aside><p>Rapidamente le precipitazioni si estenderanno dalle regioni nord-occidentali, Piemonte e Valle D’Aosta, verso est e verso sud, ed <strong>entro la serata temporali anche particolarmente violenti riusciranno ad interessare praticamente tutte le regioni settentrionali</strong> e anche parte di quelle centro-meridionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cambio-imminente-in-italia-mercoledi-9-forti-temporali-si-diffonderanno-molto-rapidamente-1788515417140.jpg" data-image="sjstp8z0oq2k" alt="Maltempo." title="Maltempo."><figcaption>Dalla prossima settimana avremo il rischio di temporali intensi, ad iniziare dal Nord.</figcaption></figure><p>Si tratterà di una perturbazione ben strutturata e <strong>i temporali di cui stiamo parlando potranno insistere per parecchio tempo sulle medesime zone</strong>, portando possibili criticità.</p><h2>Previsti temporali in estensione e bruschi cali termici</h2><p>Come sempre quando nominiamo i temporali <strong>dobbiamo associarci tutta una serie di fenomeni a corredo</strong>: sicuramente piogge ingenti e abbondanti, numerose fulminazioni, ma anche <strong>raffiche di vento attorno alle celle temporalesche e anche possibili locali grandinate</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786571" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero">Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250877043_320.jpg" alt="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"></a></article></aside><p>La perturbazione non porterà solo stravolgimenti da un punto di vista meteorologico ma anche termico. Infatti <strong>con l’arrivo del maltempo sono previsti anche bruschi e decisi crolli nelle temperature</strong> che finalmente si riporteranno più o meno in linea con quelle tipiche per questo periodo dell’anno.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Pensate infatti che da ora fino a martedì i termometri di quasi tutta Italia <strong>segneranno temperature circa +10 °C al di sopra della media climatologica</strong>, ovvero quella calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020. Da mercoledì invece al nord <strong>si potranno iniziare a registrare valori anche – 3/4 °C al di sotto della media</strong>. Una variazione termica enorme in meno di 24 ore.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/cambio-imminente-in-italia-mercoledi-9-forti-temporali-si-diffonderanno-molto-rapidamente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La corrente a getto polare cambia rotta sull’Italia: temporali e temperature più fresche da mercoledì 9]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-corrente-a-getto-polare-cambia-rotta-sull-italia-temporali-e-temperature-piu-fresche-da-mercoledi.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 14:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La corrente a getto polare sta per modificare il suo assetto sull’Europa, aprendo la strada a un cambiamento anche sull’Italia. Dopo un weekend ancora molto caldo, da mercoledì 9 aumenteranno temporali e infiltrazioni di aria più fresca.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/8hAPhitxlVg/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=8hAPhitxlVg" id="8hAPhitxlVg"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Il primo fine settimana di settembre trascorrerà ancora sotto il segno dell’estate, ma <strong>più a nord qualcosa comincerà lentamente a cambiare</strong>. La corrente a getto polare, finora disposta in modo da mantenere le perturbazioni lontane dal Mediterraneo, tenderà infatti a ondularsi maggiormente sull’Europa occidentale.</p><p>Questo movimento sarà importante perché permetterà alle correnti atlantiche di scendere progressivamente verso latitudini più basse. <strong>L’Italia non verrà coinvolta immediatamente</strong>: prima dovrà affrontare un altro weekend molto caldo e un inizio di settimana ancora dominato dall’anticiclone.</p><h2>Weekend del 5-6 settembre: sole e temperature fino a sfiorare i 40°C al Sud</h2><p>Sabato 5 sarà probabilmente una delle giornate più calde di questa fase. Il sole dominerà su quasi tutta la Penisola, fatta eccezione per qualche disturbo pomeridiano sulle Alpi, dove potranno comparire addensamenti e isolati fenomeni.</p><p>Le temperature previste rendono bene l'idea del clima quasi da piena estate: <strong>35°C tra Torino e Milano, 34°C tra Verona e Bologna e circa 34°C anche a Roma</strong>. Sul versante adriatico e soprattutto nelle zone interne della Puglia il caldo potrà spingersi ancora oltre: la mappa ECMWF porta <strong>Foggia intorno ai 39°C</strong>, con Bari sui 34°C e Taranto attorno ai 33°C.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-corrente-a-getto-polare-cambia-rotta-sull-italia-temporali-e-temperature-piu-fresche-da-mercoledi-1788516828086.png" data-image="tdu4x2xkgwp2" alt="Il primo fine settimana di settembre ancora con condizioni tipicamente estive" title="Il primo fine settimana di settembre ancora con condizioni tipicamente estive"><figcaption>Il primo fine settimana di settembre ancora con condizioni tipicamente estive</figcaption></figure><p>Valori elevati anche in Sicilia, dove Catania potrebbe raggiungere circa <strong>34°C</strong>, mentre lungo alcune coste l'effetto mitigatore del mare manterrà le massime leggermente più contenute.</p><p>Domenica 6 il quadro cambierà poco: l'anticiclone continuerà a garantire una giornata largamente stabile e soleggiata, con temperature ancora superiori alle medie stagionali. Soltanto sulle Alpi occidentali potrebbero affacciarsi le prime nubi legate alla circolazione atlantica presente più a nord.</p><h2>Lunedì e martedì ancora estate: anomalie fino a +10 °C al Nord</h2><p>Neppure l'inizio della nuova settimana porterà immediatamente sollievo. <strong>Lunedì 7 resterà caldo e prevalentemente stabile</strong>, anche se sulle zone alpine e localmente lungo l'Appennino l'atmosfera inizierà a diventare un po' più irrequieta, con qualche rovescio o temporale pomeridiano. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787013" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html" title="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre.">ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre.</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html" title="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre."><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-nella-seconda-meta-di-settembre-1788473406530_320.jpg" alt="ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre."></a></article></aside><p>Martedì 8 potrebbe rappresentare l'ultimo vero atto di questa lunga parentesi estiva. Ed è soprattutto la carta delle anomalie termiche a impressionare: nel pomeriggio ECMWF indica valori <strong>circa 9 °C sopra la norma tra Torino e Milano, +10 °C a Verona, +8 °C su Trento e Firenze</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>In altre parole, martedì l'Italia potrebbe trovarsi ancora immersa in una massa d'aria decisamente più calda rispetto a quella normalmente attesa a inizio settembre.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il caldo anomalo continuerà a farsi sentire anche più a sud, con <strong>+6 °C circa a Roma, +7 °C tra Perugia e Foggiano e +5 °C sulla Puglia</strong>. Anche la Sardegna vedrebbe scarti importanti, localmente prossimi ai +7 °C.</p><h2>Mercoledì 9 la corrente a getto apre la porta ai temporali</h2><p>È tra la notte di martedì e la giornata di mercoledì che le carte iniziano finalmente a movimentarsi. Una perturbazione atlantica dovrebbe raggiungere l'arco alpino per poi avanzare sulle regioni settentrionali, con <strong>piogge e temporali più diffusi tra Piemonte, Lombardia, Liguria, Triveneto ed Emilia-Romagna</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-corrente-a-getto-polare-cambia-rotta-sull-italia-temporali-e-temperature-piu-fresche-da-mercoledi-1788516918367.png" data-image="bylaphcicuej" alt="Mercoledì 9 cambia il tempo: i primi temporali organizzati arrivano al Nord" title="Mercoledì 9 cambia il tempo: i primi temporali organizzati arrivano al Nord"><figcaption>Mercoledì 9 cambia il tempo: i primi temporali organizzati arrivano al Nord</figcaption></figure><p><br>Anche la Toscana potrebbe essere coinvolta con maggiore decisione nel corso della giornata. Le probabilità di precipitazione previste per mercoledì pomeriggio salgono <strong>oltre il 60% su alcuni settori alpini</strong>, mentre tra pianure settentrionali, Levante ligure e Toscana si collocano diffusamente nell'ordine del <strong>35-45%</strong>.<br><br> Ancora più interessante è la distribuzione degli accumuli entro le prime ore di giovedì: nelle mappe ECMWF compaiono <strong>quantitativi dell'ordine dei 30-40 mm tra Lombardia e Liguria</strong>, con circa <strong>43 mm nell'area milanese e 30 mm su quella genovese</strong>. Valori attorno ai <strong>15 mm</strong> sono invece indicati tra Trentino e Toscana settentrionale. Il Centro-Sud, almeno in questa prima fase, rimarrebbe più ai margini. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787072" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia.html" title="Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: 'rischio di forti temporali in Italia'">Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: "rischio di forti temporali in Italia"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia.html" title="Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: 'rischio di forti temporali in Italia'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia-1788511339128_320.jpg" alt="Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: 'rischio di forti temporali in Italia'"></a></article></aside><p><strong>La seconda parte della settimana potrebbe quindi rappresentare il primo vero cambio di passo di settembre.</strong> L’ondulazione della corrente a getto favorirà un’atmosfera più dinamica, con il ritorno dei temporali e un progressivo afflusso di aria più fresca, soprattutto al Nord. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-corrente-a-getto-polare-cambia-rotta-sull-italia-temporali-e-temperature-piu-fresche-da-mercoledi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il roditore notturno molto attivo nei nostri boschi, ecco cosa non sappiamo su questo piccolo animaletto ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-roditore-notturno-molto-attivo-nei-nostri-boschi-ecco-cosa-non-sappiamo-su-questo-piccolo-animaletto.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo piccolo mammifero è molto attivo nei nostri boschi durante le ore notturne. Si tratta di un ottimo saltatore e agile scalatore, dimostrandosi dotato di una grande dinamicità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-roditore-notturno-molto-attivo-nei-nostri-boschi-ecco-cosa-non-sappiamo-su-questo-piccolo-animaletto-1781708071390.jpg" data-image="0rck8k5xg3cv" alt="Ghiro." title="Ghiro."><figcaption>Il ghiro è un animale prevalentemente notturno, che durante il giorno dorme nella propria tana e, durante l’inverno, soprattutto nei luoghi caratterizzati da climi freddi, va in letargo. </figcaption></figure><p>Il ghiro è un roditore dall'aspetto simile a quello dello scoiattolo, ha occhi grandi, orecchie arrotondate, muso allungato e lunghe vibrisse. I denti incisivi sono aguzzi, per permettergli di rosicchiare il legno.</p><p>La pelliccia del ghiro è morbida e densa, di colore da grigio a rossastro sul dorso, mentre il ventre è bianco. Alcune specie hanno una striscia scura lungo il dorso e segni facciali scuri.</p><h2><strong>Alcune caratteristiche del ghiro</strong></h2><p><strong>Il ghiro è un animale prevalentemente notturno, </strong>che durante il giorno dorme nella propria tana e, durante l’inverno, soprattutto nei luoghi caratterizzati da climi freddi, va in letargo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-roditore-notturno-molto-attivo-nei-nostri-boschi-ecco-cosa-non-sappiamo-su-questo-piccolo-animaletto-1781708146085.jpg" data-image="5grg62psn3q7" alt="Ghiro." title="Ghiro."><figcaption>Ecco un simpatico ghiro durante la fase del letargo autunnale che lo vede sprofondare in un sonno profondo.</figcaption></figure><p>Questo piccolo mammifero è molto attivo. Si tratta di un ottimo saltatore e agile scalatore, dimostrandosi dotato di una grande dinamicità. Si tratta di un animale che ama la compagnia dei suoi simili, <strong>con i quali condivide il nido e si coalizza per difendersi dai predatori, principalmente gufi, gatti selvatici e martore.</strong></p><div class="texto-destacado">La specie più grande, che pesa fino a <strong>180 grammi,</strong> ed è il ghiro europeo, <strong>lungo fino a più di 19/20 cm.</strong> Il ghiro più piccolo, invece, è il ghiro giapponese, che pesa solo 40 grammi <strong>ed è lungo appena 8 cm. </strong>Questi animali in media vivono non più di 3/5 anni. </div><p>La dieta del ghiro, basata essenzialmente sui vegetali, varia durante l'arco dell'anno ed è costituita principalmente <strong>da castagne, ghiande, nocciole, bacche, frutti di bosco.</strong> In autunno si ciba di funghi. Una minima parte dell'alimentazione del ghiro può comprendere anche animali, in particolare piccoli insetti e crostacei.</p><h2><strong>L’habitat del ghiro</strong></h2><p>Il ghiro vive un po’ in quasi tutti i boschi della fascia temperata, in un’ampia area che va dall’Eurasia fino al Giappone. <strong>Ma diverse specie di ghiro sono presenti anche sulle aree boscate del Nord Africa e delle più grandi isole del Mediterraneo.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Lo si può osservare dalle foreste boreali ai frutteti e alle foreste pluviali tropicali, dall'aperta campagna, Ma alcune specie di ghiro si sono adattate pure a vivere nelle aree arbustive vicino a territori desertici, o su altopiani rocciosi. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Oggi è possibile scorgerlo anche nelle zone abitate, nei pressi di parchi, giardini o aree rurali. E’ possibile trovarlo anche in ambiente domestico, frequentando soffitte o sottotetti. </p><h2><strong>Dove è presente il ghiro in Italia?</strong></h2><p>In Italia questo animaletto è molto comune, dalle Alpi, fino ai 1500 metri di quota, alle isole. In Sardegna, in particolare, è presente con una sottospecie locale che si credeva estinta.</p><p>Stiamo parlando del <strong>ghiro sardo (Glis glis melonii), </strong>avvistato da una naturalista di <strong>Urzulei, </strong>a distanza di 25 anni dall'ultima segnalazione, nell'estate del 2006 e poi ancora nel 2014, <strong>nel Supramonte.</strong> Questa sottospecie sarda è presente pure nei boschi di Ollolai.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-roditore-notturno-molto-attivo-nei-nostri-boschi-ecco-cosa-non-sappiamo-su-questo-piccolo-animaletto-1781708108146.jpg" data-image="nid9s2hjfa64" alt="Ghiro." title="Ghiro."><figcaption>In Italia questo animaletto è molto comune, dalle Alpi, fino ai 1500 metri di quota, alle isole. In Sardegna, in particolare, è presente con una sottospecie locale che si credeva estinta.</figcaption></figure><p><strong>In Sicilia è diffuso il ghiro euroasiatico in molte aree boscate, specie fra Etna e Nebrodi.</strong> Ma il ghiro è presente pure in molte isole mediterranee, tra cui l'isola d'Elba e l'isola di Salina. Viste le sue abitudini notturne questo animale non è facile da osservare. </p><h2><strong>A proposito di riproduzione</strong></h2><p>Il periodo riproduttivo si situa in primavera, al risveglio dal letargo. Le femmine partoriscono una sola volta all'anno, da 2 a 8 piccoli, dopo una gestazione di circa un mese. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="672308" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/esiste-davvero-l-immortalita-nel-mondo-animale-ecco-alcuni-casi-particolari.html" title="Esiste davvero l'immortalità nel mondo animale? Ecco alcuni casi particolari">Esiste davvero l'immortalità nel mondo animale? Ecco alcuni casi particolari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/esiste-davvero-l-immortalita-nel-mondo-animale-ecco-alcuni-casi-particolari.html" title="Esiste davvero l'immortalità nel mondo animale? Ecco alcuni casi particolari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/esiste-davvero-l-immortalita-nel-mondo-animale-ecco-alcuni-casi-particolari-1725143616342_320.jpg" alt="Esiste davvero l'immortalità nel mondo animale? Ecco alcuni casi particolari"></a></article></aside><p>Può accadere che più femmine utilizzino contemporaneamente una cavità di un albero o lo stesso riparo per partorire ed allevare la prole. <strong>Questo fatto accade generalmente quando in una zona si verifica una riduzione di rifugi naturali.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-roditore-notturno-molto-attivo-nei-nostri-boschi-ecco-cosa-non-sappiamo-su-questo-piccolo-animaletto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un rinverdimento del Sahara comporterà fasi di siccità sempre più estreme per l'Europa meridionale?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-rinverdimento-del-sahara-comportera-fasi-di-siccita-sempre-piu-estreme-per-l-europa-meridionale.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L'alterazione del regime pluviometrico sull'area del Sahara rischia di avere pesanti ripercussioni sul clima dell'Europa meridionale, ampliando i periodi di siccità sulle nostre regioni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-rinverdimento-del-sahara-comportera-fasi-di-siccita-sempre-piu-estreme-per-l-europa-meridionale-1788248605934.jpg" data-image="vo3hn8ow6jln" alt="Sahara, oasi." title="Sahara, oasi."><figcaption>Da recenti studi emergerebbe un aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi piovosi, specialmente in estate, legato a variazioni climatiche naturali, che stanno contribuendo a rinverdire aree desertiche, un tempo prive di vegetazione.</figcaption></figure><p>Il Sahara è noto per essere il deserto più esteso e arido della Terra, dove prima di vedere cadere una goccia di pioggia possono passare vari anni. Eppure, nell’ultimo decennio, in alcune regioni sahariane si sta registrando un aumento degli eventi piovosi, anche di carattere estremo.</p><div class="texto-destacado">Questi cambiamenti sono legati a dinamiche atmosferiche globali, come lo spostamento della <strong>Zona di Convergenza Intertropicale (ITCZ)</strong>, che trasporta umidità dalle latitudini sub-equatoriali. </div><p>Tali variazioni del regime pluviometrico pare che abbiano delle conseguenze, più o meno dirette, sulle sempre più frequenti ondate di calore e cicli di siccità che interessano l’Europa meridionale, e quindi pure l’Italia. </p><h2><strong>Ma cosa sta accadendo nel Sahara?</strong></h2><p>Il Sahara copre circa <strong>9 milioni di chilometri quadrati</strong> in Nord Africa, dal Marocco al Mar Rosso, ed è caratterizzato da un clima secco subtropicale nel nord e tropicale nel sud. Le precipitazioni medie annue sono inferiori a <strong>5 mm</strong> in molte aree, con massimi estivi dovuti a forti temporali. </p><p>Tuttavia, studi recenti indicano un aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi piovosi, specialmente in estate, legato a variazioni climatiche naturali, che stanno contribuendo a rinverdire aree desertiche, un tempo prive di vegetazione.</p><p>Dati satellitari della <strong>NASA,</strong> come quelli della missione <strong>Global Precipitation Measurement (GPM),</strong> hanno documentato anomalie significative nel 2024. Ad agosto e settembre, parti del Sahara hanno ricevuto piogge superiori a cinque volte la media annuale, <strong>causando inondazioni in Sudan nord-orientale e danni infrastrutturali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-rinverdimento-del-sahara-comportera-fasi-di-siccita-sempre-piu-estreme-per-l-europa-meridionale-1788248662226.jpg" data-image="8me8qpf36xdx" alt="Cella di Hadley." title="Cella di Hadley."><figcaption>Ecco uno schema di rappresentazione della circolazione atmosferica che fa capo alla cosiddetta cella di Hadley. </figcaption></figure><p>Uno studio pubblicato su <strong>Weather and Climate Extremes</strong> nel 2024 ha analizzato 21 anni di dati IMERG (2000-2021) e identificato <strong>oltre 38.000 eventi di precipitazioni intense (HPEs) nel Sahara, con il 30% in estate.</strong> </p><p>Questi eventi sono più comuni nel Sahara meridionale e mostrano un incremento dei fenomeni convettivi, spesso associati depressioni termiche o piccole <strong>onde tropicali</strong> che risucchiano aria molto umida dalla regione del Golfo di Guinea.</p><p>Questi cambiamenti non sono uniformi. Ad esempio il nord-est del Sahara rimane il più arido, ma eventi estremi, <strong>come il ciclone extratropicale del settembre 2024 in Marocco e Algeria,</strong> hanno creato laghi temporanei e inondato dune sabbiose.</p><h2><strong>Il collegamento con la cella di Hadley</strong></h2><p>La <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cos-e-la-cella-di-hadley-e-perche-preoccupa-cosi-tanto-i-meteorologi-in-europa.html">cella di Hadley</a></strong> è un sistema di circolazione atmosferica che ascende all'equatore (moti convettivi legati all’ITCZ) e discende alle latitudini sub-tropicali (circa 30° latitudine), <strong>trasportando calore verso i poli.</strong></p><p>Il suo ramo discendente, dove l’aria dopo essersi scaldata in quota si muove dall’alto verso il basso, crea zone di alta pressione, favorendo un clima secco, lì dove prevalgono i deserti. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">An example of how they can go wrong. If the models do not reproduce the hypothesised Hadley Cell behaviour, they throw the model out and start again. But if you look at the radiosondes in the tropics for the past 50-70 years and compute the mass flux, zero evidence for Hadley! <a href="https://t.co/XQUym07F8K">pic.twitter.com/XQUym07F8K</a></p>— Stephen Connolly (@connolly_s) <a href="https://twitter.com/connolly_s/status/1723289201297215520?ref_src=twsrc%5Etfw">November 11, 2023</a></blockquote></figure><p>Da recenti studi è emerso che la <strong>cella di Hadley</strong> si stia espandendo sempre più verso nord. La causa è la riduzione del gradiente termico fra equatore e polo. <strong>Modelli CMIP6</strong> indicano che gas serra e ozono stratosferico <strong>contribuiscono al 30-50% dell'espansione,</strong> con effetti regionali. </p><p>Sul Sahara, lo spostamento dell<strong>'ITCZ</strong> più verso nord porta piogge estive più frequenti nel sud, ma rende sempre più arido il nord. <strong>Secondo alcuni studi la cella di Hadley potrebbe spostarsi verso nord di altri 2°-3° entro il 2100,</strong> influenzato da aerosol e polvere sahariana, che modulano il bilancio radiativo.</p><h2><strong>Verso fasi siccitose sempre più frequenti sull’Europa meridionale?</strong></h2><p>L'Europa meridionale, inclusa l'Italia, ha visto un aumento delle fasi di siccità dal 1850 ad oggi, esacerbato dal riscaldamento antropogenico. Il 2022 ha segnato il deficit di storage idrico totale più alto dal 2002, <strong>con 280 km³ di acqua mancante nei suoli di Europa centrale e meridionale, dovuto a deficit di precipitazioni e evaporazione potenziata.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-rinverdimento-del-sahara-comportera-fasi-di-siccita-sempre-piu-estreme-per-l-europa-meridionale-1788248710273.jpg" data-image="24ix9v2q8pkt" alt="Sahara." title="Sahara."><figcaption>Dati satellitari della NASA, come quelli della missione Global Precipitation Measurement (GPM), hanno documentato anomalie significative nel 2024. Ad agosto e settembre, parti del Sahara hanno ricevuto piogge superiori a cinque volte la media annuale, causando inondazioni in Sudan nord-orientale e danni infrastrutturali. </figcaption></figure><p>In Italia, siccità multi-annuali (es. 2021-2023) hanno colpito il Po e il sud, con deficit idrici del 48% nel 2023. L'Osservatorio Europeo sulle Siccità (EDO) riporta che nel 2025, oltre il 40% dell'Europa è in siccità, <strong>con alert in Italia meridionale, Grecia e Spagna. </strong></p><p>L'espansione verso latitudini settentrionali della <strong>cella di Hadley</strong> sposta il ramo discendente verso latitudini superiori (35-40° N), <strong>favorendo un aumento delle condizioni di tempo stabile, caldo e secco su gran parte dell’Europa meridionale.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="710323" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-nel-cuore-del-sahara-esistono-delle-foreste-lussureggiante-nascoste-fra-canyon-e-rilievi-rocciosi.html" title="Lo sapevate che nel cuore del Sahara esistono delle foreste lussureggianti nascoste fra canyon e rilievi rocciosi?">Lo sapevate che nel cuore del Sahara esistono delle foreste lussureggianti nascoste fra canyon e rilievi rocciosi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-nel-cuore-del-sahara-esistono-delle-foreste-lussureggiante-nascoste-fra-canyon-e-rilievi-rocciosi.html" title="Lo sapevate che nel cuore del Sahara esistono delle foreste lussureggianti nascoste fra canyon e rilievi rocciosi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lo-sapevate-che-nel-cuore-del-sahara-esistono-delle-foreste-lussureggiante-nascoste-fra-canyon-e-rilievi-rocciosi-1747150270813_320.jpg" alt="Lo sapevate che nel cuore del Sahara esistono delle foreste lussureggianti nascoste fra canyon e rilievi rocciosi?"></a></article></aside><p>Questo riduce le precipitazioni nel Mediterraneo, ampliando le zone aride. Inoltre con una <strong>cella di Hadley</strong> sempre più alta di latitudine diminuiranno i cicloni extratropicali sull’area del Mediterraneo, con una diminuzione delle precipitazioni su molte regioni italiani. </p><p>Maggiormente esposte saranno soprattutto le regioni del Sud, dove le precipitazioni fra primavera ed estate <strong>si sono ridotte del -20-30%.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-rinverdimento-del-sahara-comportera-fasi-di-siccita-sempre-piu-estreme-per-l-europa-meridionale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso, la corrente a getto polare si ondula da martedì 8 settembre: "rischio di forti temporali in Italia"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 09:35:37 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Caldo intenso tardivo nel primo weekend di settembre, ma finalmente si vedono cambiamenti importanti. Dall’8 settembre arrivano le prime vere perturbazioni, sarà una svolta definitiva? </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3troi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3troi.jpg" id="xb3troi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Cagliari 37.8°C, Firenze 35.5°C, Bologna 33.1°C: siamo a settembre, in autunno meteorologico, ma <strong>le temperature di ieri sarebbero sopra media perfino in luglio.</strong> </p><p>Una lunga estate da record questa del 2026, iniziano a uscire i primi dati degli osservatori storici e il 2003 in molte zone è stato battuto. </p><p>Oggi l’Italia da <a href="https://www.ilmeteo.net/satelliti/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Satellite</a> è praticamente tutta serena, scarsa anche l’attività cumuliforme pomeridiana su Alpi e Appennino e abbiamo i<strong>n vista un fine settimana ancora decisamente caldo </strong>e soleggiato. Ma finalmente qualcosa cambia nei modelli, bisogna solo pazientare qualche giorno poi arriva la svolta.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Nel primo fine settimana di settembre d<strong>omina ancora un campo di alta pressione a matrice subtropicale</strong>, parzialmente africana. I <strong>segni di cambiamento arrivano con l’inizio della prossima settimana</strong>, con la formazione di una ondulazione della corrente a getto polare. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Una saccatura inizierà a stagliarsi a ovest delle Alpi,</strong> per poi fare irruzione con un <strong>fronte freddo fra l’8 e il 9 settembre.</strong> Si osserva anche una probabile formazione di una depressione al suolo, che potrebbe portare una fase piovosa anche a matrice autunnale al nord. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>A seguire, <strong>vi saranno probabilmente altre ondulazioni con passaggi perturbati, </strong>insomma l’estate 2026 sembra prendere un deciso colpo. Resterà però caldo al sud, dove permarrà almeno inizialmente una residua cellula anticiclonica subtropicale.</p><h2>Sabato 5 e domenica 6 settembre estivi</h2><p><strong>Due belle giornate di sole in tutt’Italia,</strong> ottime per le ultime tintarelle e bagni al mare e ai laghi,<strong> favorevoli anche a escursioni e gite in montagna</strong> grazie alla scarsa attività cumuliforme. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786801" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-il-caldo-africano-non-molla-il-primo-weekend-di-settembre-sara-ancora-bollente.html" title="Meteo Weekend, il caldo africano non molla: il primo weekend di settembre sarà ancora bollente">Meteo Weekend, il caldo africano non molla: il primo weekend di settembre sarà ancora bollente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-il-caldo-africano-non-molla-il-primo-weekend-di-settembre-sara-ancora-bollente.html" title="Meteo Weekend, il caldo africano non molla: il primo weekend di settembre sarà ancora bollente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-primo-weekend-di-settembre-ancora-sotto-il-segno-del-gran-caldo-africano-1788357062353_320.jpg" alt="Meteo Weekend, il caldo africano non molla: il primo weekend di settembre sarà ancora bollente"></a></article></aside><p><strong>Nelle città invece si soffre disagio da caldo, </strong>non estremo come a luglio e agosto ma fastidioso nelle ore pomeridiane, con <strong>massime a 34-36°C da nord a sud.</strong> Per fortuna<strong> le notti sono sopportabili, </strong>apparentemente fresche nelle campagne del nord, anche se spesso si raggiunge la soglia di notte tropicale.</p><h2>Lunedì ancora bel tempo, martedì primi temporali sulle Alpi</h2><p><strong>Lunedì 7 settembre è ancora una bella giornata</strong> tardo estiva e calda in tutt’Italia, il cielo soleggiato permane, ma <strong>sulle Alpi e nell’interno Appennino riprende l’attività cumuliforme </strong>pomeridiana e si formeranno<strong> alcuni brevi temporali, locali ma insidiosi.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia-1788511294116.jpg" data-image="y6165rch3354"><figcaption>Ancora caldo intenso tardivo nel primo fine settimana di autunno meteorologico, con massime anche a 35-36°C</figcaption></figure><p>Anche<strong> martedì 8 il caldo permane</strong> in tutta la penisola e isole, e la maggior parte delle regioni avrà cielo soleggiato con massime anche in leggero aumento, al nord e al centro si raggiungono anche i 36°C, localmente 37°C. Caldo anche al sud. A conferma della svolta però,<strong> dal pomeriggio i temporali alpini si intensificano </strong>e verso sera potranno già <strong>sconfinare nelle zone di pianura </strong>a ridosso delle Prealpi, specie in Piemonte e Lombardia. Temporali anche nell’Appennino centrale e localmente meridionale.</p><h2>Mercoledì e giovedì temporali organizzati</h2><p>Fra <strong>mercoledì 9 e giovedì 10 settembre 2026 i temporali irrompono </strong>al nord<strong>, </strong>poi si estendono al centro e quindi raggiungono il sud. Si presenteranno, specie al nord e parzialmente al centro, <strong>anche in forma organizzata, con piogge che a tratti saranno anche diffuse e continue</strong>, associate a lampi e tuoni. T<strong>emporali molto forti raggiungono appunto anche il sud,</strong> a tratti rovesci anche in Sardegna e Sicilia. </p><div class="texto-destacado">Purtroppo col caldo pre esistente e i mari caldi, avremo a che fare anche con fenomeni dannosi, come tipo di situazione in particolare sono da attendersi nubifragi con grandi quantitativi di pioggia in alcune zone del nord, maggior dettaglio sulle zone colpite nei prossimi aggiornamenti. </div><p><br>Ci sono infatti ancora <strong>incertezze sia nei cluster ECMWF sia rispetto ad altri modelli</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia-1788511339128.jpg" data-image="hyyku55um8i4"><figcaption>Le precipitazioni cumulate mostrano come arriva e si estende la perturbazione fra mercoledì e giovedì, ma sarà solo l'inizio, possibile una fase di piogge diffuse in alcune regioni giovedì 10 settembre.</figcaption></figure><p>Incertezze che si ripercuotono sul calo delle temperature: alcuni scenari indicano massime anche entro 25-26°C al nord, altri che vedono fenomeni più irregolari le portano a 28°C. al centro 28-32°C, al sud ancora 32-35°C. </p><h2>Meno caldo e variabile nel secondo weekend di settembre</h2><p><strong>Giornate meno calde fra venerdì 11 e domenica 13 settembre 2026,</strong> ma è ancora è <strong>prematuro parlare di arrivo dell’autunno</strong>. Il tempo sarà spesso variabile, con <strong>alcuni veloci passaggi perturbati </strong>specie al nord, da definire nei dettagli. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786571" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero">Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250877043_320.jpg" alt="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"></a></article></aside><p>Le temperature sono in diminuzione, q<strong>uello che sembrerà fresco non sarà altro che un rientro nelle medie stagionali</strong>, o a tratti e specie al sud anche con temperature sopra la norma. </p><p>Da dire che <strong>si assisterà a oscillazioni notevoli,</strong> negli intervalli fra le perturbazioni addirittura ECMWF propone un temporaneo acuto a 30-32°C al nord sabato, mentre domenica 13 probabilmente scenderanno a 26-28°C. Al centro 38-30°C, al sud ancora caldo estivo, spesso con 32-34°C. Insomma, è del tutto presto per il cambio armadi, ma una felpa alla sera sarà utile. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-polare-si-ondula-da-martedi-8-settembre-rischio-di-forti-temporali-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[ECMWF avverte l'Italia: probabile sblocco della circolazione atmosferica dal 9-10 settembre.]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 08:47:14 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il caldo intenso domina ancora la scena sull'Italia, ma il Centro Meteo Europeo, con i dati probabilistici, indica una possibile svolta, con un calo termico in arrivo dal 9-10 settembre insieme ad un peggioramento del tempo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb3o61a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3o61a.jpg" id="xb3o61a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il prestigioso modello matematico del <strong>Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, ECMWF,</strong> già da qualche giorno ha iniziato a mostrare<strong> la possibilità per uno scenario meteorologico di svolta</strong> per questa lunga e caldissima estate. </p><p>Infatti, se è vero che <strong>nei prossimi giorni continueremo ancora ad essere interessati dall'attuale circolazione statica e calda</strong>, che fa riferimento ancora e per la quinta volta quest'anno, all'estensione dell'anticiclone nord-africano verso l'Europa Occidentale poi, nella seconda decade del mese, dovrebbe arrivare un cambiamento.</p><h2>Ancora con il grande caldo ma non per molto</h2><p>Perciò, ancora <strong>in queste prime giornate di settembre</strong>, la nostra penisola continua ad essere protetta da un robusto <strong>promontorio anticiclonico subtropicale</strong>. Sta causando<strong> una fase pienamente estiva</strong>, con t<strong>emperature diffusamente sopra le medie</strong> climatiche di riferimento, specialmente lungo le <strong>regioni centro-meridionali e sulle isole maggiori</strong>, dove i <strong>valori </strong>continuano ad essere<strong> più tipici di luglio che di settembre. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-nella-seconda-meta-di-settembre-1788474263232.jpg" data-image="r287zl4ldvlz"><figcaption>Nei prossimi giorni continueremo ancora ad essere interessati dall'attuale circolazione statica e calda, che fa riferimento ancora e per la quinta volta quest'anno, all'estensione dell'anticiclone nord-africano verso l'Europa Occidentale poi, nella seconda decade del mese, dovrebbe arrivare un cambiamento. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Tuttavia, osservando con attenzione<strong> il medio termine</strong> e provando anche a spingersi oltre, <strong>con l'aiuto delle proiezioni probabilistiche,</strong> con i grafici comunemente noti come "spaghi", è possibile iniziare a cogliere <strong>segnali di cambiamento. </strong></p><h2>Gli spaghi tracciano la rotta verso una svolta per l'Italia</h2><p>Già <strong>a partire dal 9-10 settembre</strong> è possibile osservare <strong>la flessione decisa della linea media delle temperature a 850 hPa</strong>, che sancisce la <strong>progressiva </strong><strong>conclusione </strong>di questa prolungata <strong>onda di calore</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-nella-seconda-meta-di-settembre-1788473406530.jpg" data-image="t7dohy6wbbqy"><figcaption>La circolazione atmosferica a 300 hPa, insieme alle isobare al suolo, ci permette di vedere come ECMWF stia ipotizzando, nelle sue simulazioni, il probabile abbassamento di latitudine del jet-stream, con conseguente inserimento di depressioni verso l'Europa Centrale e poi verso il Mediterraneo. Questo, intorno al 9-10 settembre, potrebbe produrre un peggioramento delle condizioni atmosferiche nche sul nostro Paese, insieme ad un calo termico. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Come spesso accade, oltre i 5-6 giorni di distanza, le diverse "perturbazioni", inserite negli input del modello, producono una <strong>a</strong><strong>pertura a ventaglio dell'andamento dei singoli scenari proposti</strong>, tuttavia questa forbice<strong> non è molto ampia</strong>, restando tutto sommato limitata<strong> intorno a valori prossimi e non distanti dalla media </strong>climatologica del periodo. </p><p> L'indebolimento del blocco anticiclonico dovrebbe permettere, infatti, alle <strong>prime correnti più fresche e instabili di matrice atlantica </strong>di fare breccia fin <strong>verso la penisola</strong>, determinando un calo termico che potrebbe interessare <strong>prima le regioni settentrionali</strong>, per poi riuscire ad estendersi gradualmente al resto del territorio italiano. </p><h2> La transizione e il blocco della circolazione nel cuore del mese </h2><p>Questo primo cedimento della pressione atmosferica potrebbe essere il preludio per una successiva fase, quella che potrebbe realizzarsi nella<strong> parte centrale del mese. Questa potrebbe essere</strong> caratterizzata da un probabile e <strong>marcato sblocco della situazione meteorologica su scala europea</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786886" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni.html" title="Duro colpo per l’estate in Italia: l’aria polare potrebbe arrivare tra sette giorni">Duro colpo per l’estate in Italia: l’aria polare potrebbe arrivare tra sette giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni.html" title="Duro colpo per l’estate in Italia: l’aria polare potrebbe arrivare tra sette giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/duro-colpo-per-l-estate-in-italia-l-aria-polare-potrebbe-arrivare-tra-sette-giorni-1788420567508_320.jpg" alt="Duro colpo per l’estate in Italia: l’aria polare potrebbe arrivare tra sette giorni"></a></article></aside><p>Infatti, prende gradualmente corpo la <strong>possibilità di un affondo di depressioni più fredde dirette verso il bacino del Mediterraneo</strong>, favorite dall'indebolimento definitivo del blocco anticiclonico che ha dominato la scena per molte settimane. </p><p><strong>Un cambiamento di questo tipo</strong>, qualora venisse confermato dai prossimi aggiornamenti modellistici, <strong>potrebbe esporre l'Italia al ritorno della pioggia</strong>, ma anche<strong> al rischio di fenomeni meteorologici localmente intensi. </strong></p><h2>I rischi legati all'eccessivo calore accumulato dai mari</h2><p>Purtroppo dobbiamo tornare a parlare dell'<strong>enorme quantità di calore</strong> che è stata <strong>accumulata </strong>fino a questo momento <strong>nei primi strati superficiali dei nostri mari</strong>. Infatti, con un'<strong>estate eccezionalmente calda</strong>, aumentano le probabilità che le successive fasi possano essere capaci di produrre fenomeni molto intensi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786571" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero">Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250877043_320.jpg" alt="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"></a></article></aside><p>Questi possono essere il prodotto dell'<strong>improvvisa liberazione del potenziale energetico finora immagazzinato e trattenuto proprio nelle acque marine di superfici</strong>e. Parliamo di<strong> enormi quantità di calore</strong> e, di conseguenza di <strong>vapore </strong><strong>ceduto all'atmosfera</strong>, capaci di <strong>esaltare i contrasti termici</strong> e di dare luogo a f<strong>enomeni molto intensi,</strong> come temporali, nubifragi, grandinate o anche a precipitazioni abbondanti e persistenti. </p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xb3tr0a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb3tr0a.jpg" id="xb3tr0a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'augurio, al momento attuale, è che la transizione possa avvenire in modo graduale e senza degli scatti improvvisi. Un progressivo passaggio ad un periodo più movimentato e piovoso, ma con temperature in lenta discesa, è decisamente preferibile, perché ridurrebbe sicuramente le situazioni di rischio per il nostro Paese. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786571" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero">Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero.html" title="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-autunnale-in-arrivo-l-ultima-tendenza-meteo-e-cosa-rischiamo-davvero-1788250877043_320.jpg" alt="Svolta autunnale in arrivo? L’ultima tendenza meteo e cosa rischiamo davvero"></a></article></aside><p>Ricordiamo che le analisi elaborate attraverso gli strumenti probabilistici non costituiscono una previsione, <strong>bensì una tendenza preliminare basata sui segnali attuali dei modelli, la cui affidabilità si riduce inevitabilmente con l'aumentare della distanza temporale e necessita, </strong>pertanto, di continui aggiornamenti. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-avverte-l-italia-probabile-sblocco-della-circolazione-atmosferica-dal-9-10-settembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Insetti indigesti? Non è solo per motivi culturali: come si sono evolute nei millenni le abitudini alimentari]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/insetti-indigesti-non-e-solo-per-motivi-culturali-come-si-sono-evolute-nei-millenni-le-abitudini-alimentari.html</link><pubDate>Fri, 04 Sep 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L’idea di mangiare insetti provoca repulsione in molti, specialmente nelle società occidentali. Le ragioni di questa avversione hanno origini ancestrali, da ricercare nella genetica, nel DNA e nell'evoluzione</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/insetti-indigesti-non-e-solo-per-motivi-culturali-come-si-sono-evolute-nei-millenni-le-abitudini-alimentari-1788291318037.jpg" data-image="lnf60a6bcs3o" alt="mangiare insetti" title="mangiare insetti"><figcaption>Gli insetti sono comunemente consumati in specifiche regioni del pianeta</figcaption></figure><p>Sempre più spesso si parla degli insetti come fonte di <strong>nutrimento del futuro</strong>, a basso impatto ambientale. </p><div class="texto-destacado">Sono molte le prove a favore dell’utilità di inserire gli insetti nella dieta e anche la FAO li indica come ideale fonte di sostentamento, in un mondo in cui la crescita demografica è inarrestabile e le risorse si fanno insufficienti.</div><p>C'è più di un argomento razionale a favore dell'entomofagia, resta però il fatto che in molte società, specialmente in quelle <strong>occidentali</strong>, l’avversione a consumare insetti è forte se non proprio insormontabile. </p><p>Le ragioni però non sono solo culturali.</p><h2>I vantaggi dell'entomofagia</h2><p><strong>Nutrienti e salutari</strong>, gli insetti contengono gli <strong>amminoacidi essenziali</strong> necessari per il corpo, vari gruppi di <strong>vitamine </strong>e meno <strong>grassi </strong>saturi rispetto alla carne. Per di più il loro allevamento richiede molte meno risorse rispetto a quelle necessarie per allevare altri animali che fanno parte della dieta di milioni di persone.</p><p>In molti luoghi del mondo, quindi, mangiare insetti è una <strong>pratica quotidiana</strong> comune, che non desta alcuno stupore né tanto meno senso di fastidio.</p><p>In occidente, invece, questo tipo di alimentazione è vista con enorme scetticismo.</p><p>Secondo i ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche spagnolo e dell'Università Pompeu Fabra di Barcellona, le ragioni di questa avversione hanno un <strong>fondamento scientifico</strong> e sono da ricercare nel passato più remoto.</p><h2>Mangiare insetti, questione di DNA</h2><p>Il DNA delle antiche popolazioni dell’Eurasia vissute <strong>trentatremila </strong>anni fa e le loro abitudini alimentari ci dicono molto sul perché, praticamente in tutte le culture occidentali, mangiare gli insetti è considerato disgustoso.</p><p>Non è solo una questione di abitudine, il motivo è nei <strong>geni </strong>delle popolazioni che vivono a queste latitudini, ereditati dai loro <strong>antenati</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="687367" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mosche-nello-spazio-la-cina-invia-insetti-per-valutare-gli-impatti-della-microgravita-sugli-esseri-viventi.html" title="Mosche nello spazio: la Cina invia insetti per valutare gli impatti della microgravità sugli esseri viventi">Mosche nello spazio: la Cina invia insetti per valutare gli impatti della microgravità sugli esseri viventi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/mosche-nello-spazio-la-cina-invia-insetti-per-valutare-gli-impatti-della-microgravita-sugli-esseri-viventi.html" title="Mosche nello spazio: la Cina invia insetti per valutare gli impatti della microgravità sugli esseri viventi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/moscas-no-espaco-china-envia-insetos-para-avaliar-impactos-da-microgravidade-nos-seres-vivos-1733759804865_320.jpg" alt="Mosche nello spazio: la Cina invia insetti per valutare gli impatti della microgravità sugli esseri viventi"></a></article></aside><p>Secondo la recente ricerca pubblicata su <em>Science Advances</em>, il consumo di insetti nella preistoria era comune nelle <strong>regioni tropicali</strong> e tra i <strong>Neanderthal</strong>, mentre era molto più rara o occasionale altrove.</p><p>Questo dato è stato dedotto dallo studio di centinaia di <strong>dentature </strong>di esseri umani vissuti millenni fa. Nel tartaro dei denti è contenuto infatti il DNA delle specie che venivano consumate regolarmente, e per i popoli dell’Eurasia settentrionale gli insetti non erano tra queste.</p><h2>Insetti indigesti, ma non per tutti</h2><p>Un altro dato interessante arriva dai geni coinvolti nella scomposizione della <strong>chitina</strong>, componente principale degli esoscheletri degli insetti. È emerso che tra i membri delle popolazioni eurasiatiche la capacità di <strong>digerire </strong>gli esoscheletri era molto <strong>ridotta</strong>.</p><p>Per i popoli che abitavano nel nord dell'Europa e dell'Asia novemila anni fa, quindi, gli insetti erano letteralmente <strong>indigesti </strong>e non per motivi culturali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="575522" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/entomofagia-cos-e-e-perche-sta-diventando-sempre-piu-importante-nel-settore-alimentare.html" title="Entomofagia: cos'è e perché sta diventando sempre più importante nel settore alimentare?">Entomofagia: cos'è e perché sta diventando sempre più importante nel settore alimentare?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/entomofagia-cos-e-e-perche-sta-diventando-sempre-piu-importante-nel-settore-alimentare.html" title="Entomofagia: cos'è e perché sta diventando sempre più importante nel settore alimentare?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/entomofagia-que-es-y-por-que-esta-tomando-cada-vez-mas-importancia-en-la-industria-alimenticia-1697454523416_320.jpg" alt="Entomofagia: cos'è e perché sta diventando sempre più importante nel settore alimentare?"></a></article></aside><p>Le stesse analisi condotte sulla dentatura dei Neanderthal ha dato il risultato <strong>opposto</strong>. Essi erano provvisti dei geni della chitinasi e potevano quindi digerire efficientemente gli esoscheletri e non solo. Nel tartaro dei Neanderthal, infatti, sono presenti molte più tracce del DNA degli insetti consumati.</p><h2>Clima e dieta a base di insetti</h2><p>La diffusione dell’entomofagia in alcune aree geografiche è legata anche alle condizioni ambientali delle diverse <strong>fasce climatiche.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/insetti-indigesti-non-e-solo-per-motivi-culturali-come-si-sono-evolute-nei-millenni-le-abitudini-alimentari-1788291361898.jpg" data-image="wfqs9oj2ro6p" alt="mangiare insetti Europa" title="mangiare insetti Europa"><figcaption>In molti paesi del mondo gli insetti sono un cibo così diffuso da essere la base del comune street food</figcaption></figure><p> Sia l’analisi di campioni antichi che di quelli moderni mostra che i popoli delle <strong>regioni tropicali</strong> erano molto più spesso dotati degli enzimi necessari a digerire gli insetti. </p><p> Questo perché nelle aree calde e umide la disponibilità di insetti che vivono in colonie di milioni di esemplari è molto maggiore, rendendo molto più facile e meno dispendiosa la loro raccolta. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="731095" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-zoo-europei-al-fianco-di-api-farfalle-e-altri-insetti-impollinatori-prende-vita-il-progetto-zoo-life-pollinators.html" title="Gli zoo europei al fianco di api, farfalle e altri insetti impollinatori: prende vita il progetto 'Zoo Life Pollinators'">Gli zoo europei al fianco di api, farfalle e altri insetti impollinatori: prende vita il progetto "Zoo Life Pollinators"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-zoo-europei-al-fianco-di-api-farfalle-e-altri-insetti-impollinatori-prende-vita-il-progetto-zoo-life-pollinators.html" title="Gli zoo europei al fianco di api, farfalle e altri insetti impollinatori: prende vita il progetto 'Zoo Life Pollinators'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gli-zoo-europei-al-fianco-di-api-farfalle-e-altri-insetti-impollinatori-prende-vita-il-progetto-zoo-life-pollinators-1760008578800_320.jpeg" alt="Gli zoo europei al fianco di api, farfalle e altri insetti impollinatori: prende vita il progetto 'Zoo Life Pollinators'"></a></article></aside><p>Ciò consentiva e consente ancora un'alimentazione ricca di nutrienti a fronte di un dispendio energetico quasi <strong>nullo</strong>. </p><p>Gli inverni poco rigidi, inoltre, hanno fatto degli insetti una fonte di nutrimento disponibile praticamente <strong>tutto l’anno.</strong></p><h2>Gli insetti nella dieta del futuro</h2><p>Nel corso del tempo, più le popolazioni si sono spostate verso <strong>nord</strong>, e verso climi più <strong>rigidi</strong>, più la presenza degli enzimi digerenti è diminuita. </p><p>In pratica la ridotta presenza di insetti ad alte latitudini ha spinto gli esseri umani ad <strong>evolversi </strong>in modo da non essere più fisicamente adatti al loro consumo e questo è avvenuto ben prima che entrassero in gioco fattori culturali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762107" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/la-tecnologia-che-consente-di-coltivare-in-aria-e-che-potrebbe-cambiare-il-futuro-dell-alimentazione.html" title="La tecnologia che consente di coltivare in aria e che potrebbe cambiare il futuro dell'alimentazione">La tecnologia che consente di coltivare in aria e che potrebbe cambiare il futuro dell'alimentazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/la-tecnologia-che-consente-di-coltivare-in-aria-e-che-potrebbe-cambiare-il-futuro-dell-alimentazione.html" title="La tecnologia che consente di coltivare in aria e che potrebbe cambiare il futuro dell'alimentazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-tecnologia-che-consente-di-coltivare-in-aria-e-che-potrebbe-cambiare-il-futuro-dell-alimentazione-1777995981316_320.jpeg" alt="La tecnologia che consente di coltivare in aria e che potrebbe cambiare il futuro dell'alimentazione"></a></article></aside><p>Oggi, comunque, il problema della digeribilità non si pone più. La <strong>lavorazione industriale</strong> consente di aggirare i problemi legati alla mancanza degli enzimi giusti.</p><p>Anche sul mercato occidentale si potrebbero quindi immettere prodotti alimentari a base di insetti che ne sfruttino i benefici a livello nutrizionale senza che chi li consuma debba mettere alla prova il proprio sistema digerente. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="ScienceDaily" data-year="2026" data-title="Your%20dislike%20of%20eating%20bugs%20may%20be%209%2C000%20years%20old" data-url="https%3A%2F%2Fwww.sciencedaily.com%2Freleases%2F2026%2F08%2F260827010516.htm">ScienceDaily. (2026). <a href="https://www.sciencedaily.com/releases/2026/08/260827010516.htm" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Your dislike of eating bugs may be 9,000 years old</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/insetti-indigesti-non-e-solo-per-motivi-culturali-come-si-sono-evolute-nei-millenni-le-abitudini-alimentari.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le onde giganti nelle profondità dello Stretto di Messina spiate dai satelliti, come si formano?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 16:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo fenomeno è talmente imponente da essere osservato persino dai satelliti, eppure per le navi e le barche che solcano questo braccio di mare il mare appare calmo, o appena increspato. Ecco perchè.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano-1788213298486.jpg" data-image="k01ra5shcze0" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>L'immagine satellitare sulle onde interne nello Stretto di Messina è stata catturata dalla costellazione Sentinel-2, che fa parte di Copernicus, il programma di osservazione della Terra coordinato e gestito dalla Commissione Europea in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA).</figcaption></figure><p>Se guardiamo lo Stretto di Messina dall'alto, attraverso gli occhi tecnologici dei satelliti <strong>Sentinel di Copernicus, </strong>il mare tra Sicilia e Calabria rivela un segreto affascinante. Grandi treni di onde concentriche, simili a cerchi concentrici generati da un sasso lanciato in uno stagno, si propagano regolarmente lungo la superficie dell'acqua. </p><p>Eppure, se vi trovaste a navigare in quel preciso istante su una barca, attorno a voi vedreste solo un mare calmo e piatto. O al massimo, un forte flusso d’acqua orizzontale. Si tratta di uno dei fenomeni oceanografici più spettacolari e studiati del pianeta, <strong>le onde interne solitarie.</strong></p><h2><strong>Il motore sottomarino dello Stretto</strong></h2><p>Per capire come nascono questi giganti invisibili, dobbiamo immergerci sotto la superficie dello Stretto. In questo braccio di mare ogni 6 ore si incontrano due corpi d'acqua profondamente diversi.</p><p>Da un lato abbiamo l'acqua del Mar Tirreno, più calda e meno salata (quindi più leggera), e quella del Mar Ionio, più fredda e densa. Soprattutto in estate, questa separazione crea un netto confine termico chiamato <strong>termoclino,</strong> una sorta di invisibile pavimento liquido che divide i due strati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano-1788212703543.jpg" data-image="nca9k44rzxmj" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>Il catalizzatore del fenomeno è la conformazione del fondale. Nell’imboccatura Nord dello Stretto si trova una "sella" sottomarina, un rilievo che riduce la profondità del mare a circa 72 metri nel punto più stretto, tra Ganzirri e Punta Pezzo.</figcaption></figure><p>Il catalizzatore del fenomeno è la conformazione del fondale. Nell’imboccatura Nord dello Stretto si trova una "sella" sottomarina, un rilievo che riduce la profondità del mare a circa 72 metri nel punto più stretto, tra Ganzirri e Punta Pezzo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Quando le potentissime correnti di marea dello Stretto cambiano direzione, spingono con violenza la massa d'acqua stratificata sopra questa barriera rocciosa.</strong> <strong>L'ostacolo deprime lo strato d'acqua superiore, facendolo sprofondare in quello inferiore.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Una volta superata la sella, l'acqua rimbalza come una molla, generando grosse turbolenze che si manifestano <strong>in gigantesche onde sottomarine che possono raggiungere ampiezze verticali comprese tra i 30 e i 100 metri.</strong></p><h2><strong>Invisibili a bordo, evidenti dallo spazio</strong></h2><p>La caratteristica più sorprendente delle onde interne è la loro interazione con la superficie. L'energia dell'onda viaggia in profondità, <strong>lasciando il livello del mare geometricamente orizzontale.</strong> Una nave non beccheggia e non sale lungo il profilo dell'onda.</p><p>Tuttavia, il movimento verticale sottomarino genera forti correnti orizzontali chiamate rispettivamente <strong>Scendende,</strong> con moto Nord-Sud, e <strong>Montante,</strong> con moto Sud-Nord.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="421411" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/stretto-messina-correnti-miti-leggende-vortici-scilla-cariddi.html" title="Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina">Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/stretto-messina-correnti-miti-leggende-vortici-scilla-cariddi.html" title="Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/correnti-e-fenomeni-idrodinamici-che-animano-lo-stretto-di-messina-1655648731661_320.jpeg" alt="Alla scoperta delle misteriose correnti dello Stretto di Messina"></a></article></aside><p>Laddove l'acqua superficiale tende a salire dalle profondità dello Stretto verso l’alto, le increspature tese dal vento vengono compresse, <strong>creando fasce di mare liscio come uno specchio, note nella tradizione marinara dello Stretto come macchie d'olio.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano-1788212749065.jpg" data-image="alpninljbfmi" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>La caratteristica più sorprendente delle onde interne è la loro interazione con la superficie. L'energia dell'onda viaggia in profondità, lasciando il livello del mare geometricamente orizzontale. Una nave non beccheggia e non sale lungo il profilo dell'onda.</figcaption></figure><p>Lì dove l'acqua si muove dall’alto verso il basso, la superficie si fa più rugosa e frammentata, con increspature, e fenomeni come le scale di mare, comunissimi nel quotidiano lungo tutto lo Stretto. </p><h2><strong>I satelliti come riescono a vedere queste onde?</strong></h2><p>I sensori ottici dei satelliti sfruttano un fenomeno geometrico chiamato <strong>sunglint (il riflesso del sole specchiato sul mare).</strong> Le zone lisce riflettono la luce solare lontano dal sensore (apparendo scure nell'immagine satellitare), mentre le zone rugose la disperdono in tutte le direzioni (apparendo chiare). </p><p>È così che lo spazio riesce a fotografare l'impronta digitale di un fenomeno totalmente sommerso, presente solo a grandi profondità.</p><h2><strong>L'importanza per l'ecosistema e la navigazione</strong></h2><p>Le <strong>onde interne</strong> non sono solo uno spettacolo visivo, ma rappresentano il cuore pulsante dell'ecosistema dello Stretto. Rompendosi contro le coste o i fondali, queste onde mescolano i diversi strati d'acqua provocando <strong>l'upwelling,</strong> ovvero la risalita di nutrienti profondi, fosfati e nitrati verso la superficie illuminata dal sole. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="701270" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina.html" title="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?">Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina.html" title="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina-1741911000274_320.jpg" alt="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?"></a></article></aside><p>Questa continua fertilizzazione è il motivo per cui lo Stretto di Messina vanta una biodiversità marina straordinaria ed è un punto di transito cruciale per grandi pelagici <strong>come tonni, pesci spada e cetacei.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-onde-giganti-nelle-profondita-dello-stretto-di-messina-spiate-dai-satelliti-come-si-formano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Rose in fiore anche in autunno: 10 regole per favorire una nuova fioritura dopo l'estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 16:16:24 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dopo il caldo estivo, le rose tornano a fiorire: ecco 10 semplici regole per favorire questo spettacolo botanico autunnale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343591930.jpeg" data-image="utr8oyzxdqf5"><figcaption>Rose in fiore anche in autunno: 10 regole per favorire una nuova fioritura dopo l'estate</figcaption></figure><p><strong>Con la fine dell'estate e il graduale ritorno a temperature più miti, le rose possono tornare a produrre nuovi germogli e boccioli</strong>. Il caldo intenso e la siccità dei mesi estivi rallentano la loro fioritura, ma con l'arrivo dell'autunno e il ritorno di condizioni ambientali più favorevoli le piante possono fiorire nuovamente, seppur in modo generalmente meno abbondante rispetto alla primavera. Alcune rose sono naturalmente più predisposte a rifiorire e alcune semplici regole di giardinaggio permettono di facilitare questo processo.</p><h2>1. Scegliere varietà rifiorenti</h2><p><strong>La rifiorenza è una caratteristica varietale che permette alla rosa di produrre più cicli di fioritura durante la stagione vegetativa</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343790666.jpeg" data-image="2sz3b43rgcoj"><figcaption>Scegliere varietà rifiorenti</figcaption></figure><p>Se si desidera una fioritura autunnale abbondante e prolungata, scegliere una varietà rifiorente rappresenta quindi un importante vantaggio. Anche le rose non rifiorenti possono tornare a produrre qualche fiore dopo l'estate, ma generalmente in misura più contenuta.</p><h2>2. Eliminare i fiori appassiti</h2><p><strong>Rimuovere regolarmente i fiori sfioriti aiuta la pianta a non concentrare energie nella formazione dei frutti, cioè i cinorrodi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343817544.jpeg" data-image="ys1k4ghjepte"><figcaption>Eliminare i fiori appassiti</figcaption></figure><p>Nelle rose rifiorenti, questa semplice operazione può favorire la produzione di nuovi germogli fiorali. È sufficiente recidere lo stelo appena sopra una foglia ben sviluppata, utilizzando cesoie pulite e affilate.</p><h2>3. Potare e ripulire la pianta</h2><p><strong>In autunno non è necessario ricorrere a una potatura drastica, ma è utile ridimensionare i rami eccessivamente lunghi o deboli e dare alla chioma una forma equilibrata</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343637611.jpeg" data-image="bplan4ere41c"><figcaption>Potare e ripulire la pianta</figcaption></figure><p>Vanno inoltre eliminati i rami secchi, danneggiati o malati. Una pianta ben ripulita e arieggiata può sfruttare meglio le condizioni favorevoli della stagione.</p><h2>4. Concimare in modo equilibrato</h2><p><strong>Dopo lo stress estivo, una concimazione equilibrata può sostenere la ripresa vegetativa e la formazione dei nuovi fiori</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343663388.jpeg" data-image="1u6b5wwwx9em"><figcaption>Concimare in modo equilibrato</figcaption></figure><p>Meglio evitare però gli eccessi di azoto, che stimolano una vegetazione molto tenera e vigorosa poco prima dell'arrivo del freddo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="742351" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/ecco-alcuni-metodi-comprovati-dalla-scienza-per-allungare-la-vita-alle-tue-rose.html" title="Ecco alcuni metodi comprovati dalla scienza per allungare la vita alle tue rose">Ecco alcuni metodi comprovati dalla scienza per allungare la vita alle tue rose</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/ecco-alcuni-metodi-comprovati-dalla-scienza-per-allungare-la-vita-alle-tue-rose.html" title="Ecco alcuni metodi comprovati dalla scienza per allungare la vita alle tue rose"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/save-your-roses-proven-ways-to-prevent-deadly-rose-diseases-1764613122017_320.jpg" alt="Ecco alcuni metodi comprovati dalla scienza per allungare la vita alle tue rose"></a></article></aside><p>Sono preferibili concimi specifici per rose, seguendo sempre dosi e modalità indicate in etichetta.</p><h2>5. Irrigare se l'autunno è siccitoso</h2><p><strong>Il calo delle temperature non significa necessariamente che le rose abbiano già a disposizione tutta l'acqua necessaria</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343845447.jpeg" data-image="k5cj7r2cjotw"><figcaption>Irrigare se l'autunno è siccitoso</figcaption></figure><p>Se le piogge tardano ad arrivare, è importante controllare l'umidità del terreno e irrigare quando necessario, soprattutto per le piante in vaso. L'acqua va distribuita alla base della pianta, evitando di bagnare inutilmente foglie e fiori.</p><h2>6. Arieggiare superficialmente il terreno</h2><p><strong>Dopo mesi di caldo e siccità, la superficie del terreno può diventare compatta e formare una vera e propria crosta</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343684356.jpeg" data-image="smobifdvky6c"><figcaption>Arieggiare superficialmente il terreno</figcaption></figure><p>Con una piccola zappetta è possibile smuovere delicatamente lo strato più superficiale, migliorando l'infiltrazione dell'acqua e la porosità del terreno. L'operazione deve essere molto superficiale, per non danneggiare le radici.</p><h2>7. Mantenere pulito il colletto e pacciamare</h2><p><strong>Foglie morte, residui vegetali ed erbe infestanti non dovrebbero accumularsi alla base della pianta</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343874208.jpeg" data-image="m7c8a9zu9gh5"><figcaption>Mantenere pulito il colletto e pacciamare</figcaption></figure><p>Dopo aver mantenuto libero il colletto, è possibile distribuire uno strato di corteccia come pacciamatura, sia in piena terra sia nei vasi. La pacciamatura limita la crescita delle infestanti e aiuta a conservare più a lungo l'umidità del terreno.</p><h2>8. Sostenere la pianta con i biostimolanti</h2><p><strong>I biostimolanti possono rappresentare un supporto aggiuntivo per le rose che hanno affrontato un'estate particolarmente stressante</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343960345.jpeg" data-image="0pzq6q9fvtuv"><figcaption>Sostenere la pianta con i biostimolanti</figcaption></figure><p>Prodotti a base di estratti di alghe, sostanze umiche o altri composti organici possono aiutare la pianta a utilizzare meglio le risorse disponibili e a reagire agli stress. Non sostituiscono però irrigazione, nutrizione e condizioni di coltivazione adeguate.</p><h2>9. Controllare malattie e parassiti</h2><p><strong>L'aumento dell'umidità e le temperature ancora miti dell'autunno possono favorire alcune malattie fungine, tra cui ticchiolatura, oidio e ruggine</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343707842.jpeg" data-image="pv8330n1n9d5"><figcaption>Controllare malattie e parassiti</figcaption></figure><p>È quindi importante controllare frequentemente foglie e germogli e rimuovere tempestivamente le parti fortemente colpite. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="739678" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/potatura-delle-rose-quando-e-come-farla-per-una-fioritura-abbondante-in-primavera.html" title="Potatura delle rose: quando e come farla per una fioritura abbondante in primavera">Potatura delle rose: quando e come farla per una fioritura abbondante in primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/potatura-delle-rose-quando-e-come-farla-per-una-fioritura-abbondante-in-primavera.html" title="Potatura delle rose: quando e come farla per una fioritura abbondante in primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/potatura-delle-rose-quando-e-come-farla-per-una-fioritura-abbondante-in-primavera-1763854913041_320.jpeg" alt="Potatura delle rose: quando e come farla per una fioritura abbondante in primavera"></a></article></aside><p>In caso di necessità, si possono utilizzare prodotti autorizzati per la coltura e per l'avversità da trattare, seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate in etichetta.</p><h2>10. Rinvasare o mettere a dimora le rose</h2><p><strong>L'autunno può essere un buon momento per dare più spazio alle rose coltivate in contenitore o mettere a dimora quelle ancora nei vasi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate-1788343990723.jpeg" data-image="x6w1lee5co3b"><figcaption>Rinvasare o mettere a dimora le rose</figcaption></figure><p>Il terreno conserva infatti parte del calore estivo e le condizioni più miti possono favorire lo sviluppo delle radici prima dell'inverno. Nel rinvaso è importante scegliere un contenitore proporzionato all'apparato radicale e assicurare sempre un buon drenaggio.</p><h2>Protagoniste di una seconda primavera</h2><p><strong> La fine dell'estate e del caldo intenso segnano l'inizio di una nuova stagione di crescita e fioritura</strong>. Le rose, con la ripresa della fioritura, diventano protagoniste di questa seconda primavera, contraddistinta da colori e profumi che accompagnano il giardino fino alle soglie dell'inverno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/rose-in-fiore-anche-in-autunno-10-regole-per-favorire-una-nuova-fioritura-dopo-l-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Uno studio rivela come la siccità possa limitare le precipitazioni causate da tifoni e cicloni tropicali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-studio-rivela-come-la-siccita-possa-limitare-le-precipitazioni-causate-da-tifoni-e-cicloni-tropicali.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L'aumento delle temperature permette all'atmosfera di trattenere più umidità, il che, combinato con tempeste più intense, dovrebbe teoricamente portare a precipitazioni più distruttive. Tuttavia, analizzando le proiezioni dei modelli climatici, i ricercatori si imbattono in un fenomeno enigmatico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sequedad-atmosferica-precipitaciones-ciclones-tropicales-1787633499697.png" data-image="t8p0q4ne5tje" alt="Cicloni tropicali." title="Cicloni tropicali."><figcaption>Le precipitazioni associate ai cicloni tropicali sono determinate dall'intensità della tempesta, dall'umidità atmosferica e dall'efficienza con cui tale umidità si trasforma in pioggia. Illustrazione a scopo puramente concettuale.</figcaption></figure><p>Nel contesto del riscaldamento globale, gli scienziati hanno previsto che i cicloni tropicali (inclusi tifoni e uragani) porteranno precipitazioni più intense e frequenti.</p><p>La fisica alla base di questo fenomeno sembra intuitiva: l'aumento delle temperature permette all'atmosfera di trattenere più umidità, il che, combinato con l'intensificarsi delle tempeste, dovrebbe, in teoria, innescare piogge torrenziali più distruttive. </p><p>Tuttavia, analizzando le proiezioni dei modelli climatici, i ricercatori si imbattono in un fenomeno enigmatico: alcuni modelli prevedono aumenti delle precipitazioni molto inferiori a quelli che la sola termodinamica permetterebbe di stimare. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Questa incertezza ha a lungo ostacolato la capacità della comunità scientifica di prevedere con precisione le future precipitazioni causate dai cicloni tropicali e di valutare i rischi di alluvione ad esse associati.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Recentemente, un nuovo studio condotto dall'Università di Hong Kong (HKU) e dall'Imperial College di Londra (ICL) ha svelato un tassello fondamentale mancante del puzzle: l'aumento dell'aridità atmosferica. Pubblicato su <strong><em>Nature Geoscience,</em></strong> lo studio rivela che, sebbene un'atmosfera più calda possa trattenere più umidità, diventa anche più secca, sopprimendo le precipitazioni e agendo da freno alle piogge generate dai cicloni tropicali.</p><h2>L'aumento della desaturazione atmosferica ostacola la formazione delle nuvole e accelera l'evaporazione</h2><p>Il team ha osservato che la chiave risiede in un meccanismo fisico noto come <strong>"deficit di saturazione della colonna d'aria".</strong> La differenza tra la quantità effettiva di vapore acqueo nell'atmosfera e il suo livello di saturazione completa (la soglia per le precipitazioni). La pioggia si verifica tipicamente quando il vapore acqueo si condensa in goccioline di nuvola, si aggrega in gocce di pioggia e cade al suolo. </p><div class="texto-destacado">Tuttavia, in un clima più caldo, la capacità dell'atmosfera di trattenere l'umidità aumenta esponenzialmente. Di conseguenza, anche se l'umidità relativa rimane costante, la differenza dalla "saturazione completa" aumenta significativamente, il che significa che l'aria diventa sostanzialmente più secca. Questa secchezza può innescare due effetti:<br></div><p><strong>- Evaporazione prima dell'atterraggio:</strong> le gocce di pioggia che si condensano ad alta quota durante un tifone evaporano rapidamente nell'aria secca della troposfera inferiore e media mentre scendono, impedendo loro di raggiungere il suolo.</p><p><strong>- Inibizione della condensazione:</strong> l'aria secca proveniente dall'ambiente circostante, aspirata dalla corrente ascensionale del tifone, diluisce l'umidità, sopprimendo la formazione di nubi e pioggia alla sua origine.</p><p>Questo effetto limitante della secchezza atmosferica è sufficientemente potente da contrastare l'aumento delle precipitazioni causato dall'intensificarsi delle tempeste. Ciò fornisce una solida spiegazione fisica del perché molti modelli climatici prevedano aumenti delle precipitazioni costantemente inferiori rispetto ai calcoli teorici tradizionali.</p><h2>Pionieri in un “Quadro di valutazione unificato”</h2><p>Lo studio propone anche un quadro unificato per la comprensione delle precipitazioni associate ai cicloni tropicali. <strong>Dimostra che le precipitazioni dipendono non solo dall'intensità della tempesta e dalla quantità di vapore acqueo nell'atmosfera,</strong> ma anche dall'efficienza delle precipitazioni: ovvero, da quanto efficacemente l'umidità viene convertita in pioggia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677768" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?">Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti-1728503576299_320.jpg" alt="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"></a></article></aside><p>Due effetti opposti in un clima in riscaldamento influenzano questa efficienza: l'aumento dell'intensità delle tempeste tende ad incrementarla, mentre l'aumento della secchezza atmosferica tende a ridurla. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Sebbene la secchezza atmosferica predomini in alcuni modelli climatici, questo quadro non esclude un aumento dell'efficienza delle precipitazioni qualora l'intensificazione futura delle tempeste superi l'effetto di riduzione della secchezza atmosferica.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I risultati potrebbero avere importanti implicazioni pratiche. Per le comunità costiere, i responsabili della gestione delle emergenze e i pianificatori delle infrastrutture, proiezioni più accurate delle precipitazioni derivanti da futuri uragani e tifoni sono fondamentali per la protezione dalle inondazioni, la pianificazione delle evacuazioni e la resilienza climatica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/uno-studio-rivela-come-la-siccita-possa-limitare-le-precipitazioni-causate-da-tifoni-e-cicloni-tropicali-1788128672815.jpg" data-image="g9tlyx875kf5" alt="Cicloni tropicali." title="Cicloni tropicali."><figcaption>Lo studio propone anche un quadro unificato per la comprensione delle precipitazioni associate ai cicloni tropicali.</figcaption></figure><p>Tenendo conto dell'effetto della secchezza atmosferica, il nuovo quadro potrebbe migliorare le valutazioni delle precipitazioni e del rischio di inondazioni e supportare una pianificazione dell'adattamento climatico più informata.</p><p>Lo studio rileva inoltre che i modelli climatici globali non riescono a cogliere appieno alcuni processi su piccola scala. Pertanto, saranno necessarie future simulazioni ad alta risoluzione per affinare le proiezioni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773967" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità">La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nociones-basicas-sobre-los-ciclones-tropicales-1781360074663_320.jpg" alt="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"></a></article></aside><p><strong>Ciononostante, numerosi set di dati e modelli mostrano in modo coerente che l'aumento dell'aridità atmosferica riduce l'efficienza delle precipitazioni. </strong>Questa forte correlazione negativa sottolinea che l'aridità atmosferica è un vincolo termodinamico critico che deve essere incorporato nelle future proiezioni climatiche.</p><p>Fuente: <a href="https://hku.hk/" target="_blank"><strong>Facultad de Ciencias, Universidad de Hong Kong</strong> </a></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Chen%2C%20J.%2C%20Toumi%2C%20R.%20%26%20Xi" data-year="" data-title="Future%20tropical%20cyclone%20rainfall%20constrained%20by%20increased%20atmospheric%20dryness.%20Nat.%20Geosci" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41561-026-02047-5">Chen, J., Toumi, R. & Xi. <a href="https://www.nature.com/articles/s41561-026-02047-5" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Future tropical cyclone rainfall constrained by increased atmospheric dryness. Nat. Geosci</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-studio-rivela-come-la-siccita-possa-limitare-le-precipitazioni-causate-da-tifoni-e-cicloni-tropicali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La storia del terremoto dimenticato del 1975, quando sullo Stretto si registrò una scossa di 5 Richter]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La scossa passò nel dimenticatoio collettivo a causa dei pochissimi danni nelle due città. Ecco cosa sappiamo oggi di quel terremoto, il più forte avvenuto nell'area dopo quello disastroso del 1908.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307410950.jpg" data-image="v1zs5srpy66u" alt="Terremoto, Stretto di Messina." title="Terremoto, Stretto di Messina."><figcaption>L'epicentro del grande terremoto del 28 dicembre 1908. Fonte immagine Wikipedia.</figcaption></figure><p>Non tutti sanno che dopo la catastrofe sismica del 28 dicembre 1908 l’area dello Stretto di Messina è stata colpita da un terremoto di <strong>magnitudo 5,0 Richter,</strong> passato quasi nel dimenticatoio. Nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 1975, alle 01:09, lo Stretto di Messina tornò a tremare. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Una scossa di magnitudo stimata tra 4,7 e 5,1, con ipocentro a una profondità compresa tra i 10 e i 21 chilometri e epicentro nel settore calabrese tra Gallico Marina e Reggio Calabria,</strong> scosse le due sponde. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Fu il più forte evento sismico locale dopo la catastrofe del 28 dicembre 1908. Eppure, a distanza di cinquant’anni, resta un terremoto quasi cancellato dalla memoria collettiva, a causa dell’assenza di danni nelle due città.</p><h2><strong>Cosa sappiamo oggi di quel terremoto?</strong></h2><p>La scossa si originò lungo il piano di una faglia a gradini che borda la costa di Reggio Calabria, sulla sponda calabra dello Stretto. <strong>Sistema che probabilmente non si era del tutto scaricato durante il grande terremoto del 1908.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307515545.jpg" data-image="8m7f1vd0yuh3" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>L'area dello Stretto di Messina rimane una delle zone a più alta sismicità del Mediterraneo.</figcaption></figure><p>Gli studi più recenti sullo Stretto di Messina (in particolare quello del 2025-2026 pubblicato su <strong>Tectonophysics</strong>) descrivono un sistema di piccoli segmenti di faglia orientati NE-SW, <strong>disposti a scalinata (en-échelon),</strong> che formano un’area ellittica proprio in prossimità dell’epicentro del 1908.</p><div class="texto-destacado"><strong>Queste strutture, molto più piccole della faglia del 1908, sono quelle che oggi generano le sequenze sismiche di bassa-media magnitudo (es. 2005, 2006, 2013, 2016) e sono coerenti con i meccanismi di fagliazione tipici della zona.</strong></div><p>L’intensità macrosismica raggiunse il <strong>VII-VIII grado</strong> della scala <strong>Mercalli.</strong> A Reggio Calabria si registrarono lesioni in alcuni edifici più datati, caduta di calcinacci e cornicioni, crepe in chiese e palazzi storici, tra cui il Duomo e alcune strutture pubbliche. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Qualche fabbricato fu dichiarato pericolante e dovette essere demolito. A Messina gli effetti furono ancora più contenuti, con qualche lesione leggera, caduta di intonaci e qualche cornicione. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Migliaia di persone uscirono in strada impaurite, molte trascorsero la notte all’aperto. Le vittime furono sei in totale, quasi tutte per collasso cardiocircolatorio dovuto allo spavento. Solo pochi feriti leggeri per la caduta di calcinacci.</p><h2><strong>Perché non ci furono molti danni?</strong></h2><p>Ciò che colpisce, a posteriori, è proprio la limitatezza dei danni. In due città densamente abitate, colpite da una scossa capace di generare panico e di far registrare intensità elevate, i crolli furono praticamente assenti e le conseguenze strutturali rimaste circoscritte. </p><p>E’ vero che <strong>un sisma di magnitudo 5,1 Richter non è nemmeno così intenso.</strong> Ma il merito dei danni ridotti va in larga parte <strong>alle norme antisismiche introdotte dopo il 1908.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307591093.jpg" data-image="bdwhu9n85e3e" alt="Messina, terremoto del 1908." title="Messina, terremoto del 1908."><figcaption>Le macerie di Messina dopo il terremoto del 28 dicembre 1908. Fonte immagine Wikipedia.</figcaption></figure><p>Il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908 aveva raso al suolo interi quartieri e causato decine di migliaia di morti. La risposta legislativa fu immediata e rigorosa. <strong>Il Regio Decreto del 18 aprile 1909 (e i successivi aggiornamenti) impose regole severe per la ricostruzione e per ogni nuova edificazione nell’area dello Stretto.</strong></p><p>Vennero limitazioni di altezza, obblighi di collegamenti orizzontali e verticali, uso di materiali e tecniche costruttive più resistenti, controlli stringenti. Quelle norme, applicate con relativa coerenza per decenni, <strong>trasformarono il patrimonio edilizio delle due città.</strong></p><p>Gli edifici in muratura ricostruiti o realizzati dopo il 1909, e in misura ancora maggiore quelli in cemento armato degli anni successivi, <strong>dimostrarono una capacità di resistenza nettamente superiore rispetto al tessuto urbano pre-1908.</strong></p><h2><strong>Un banco di prova per l’area ricostruita in maniera antisismica</strong></h2><p>Il terremoto del 1975 fu, in un certo senso, la prima prova seria di quel sistema normativo. La scossa, sebbene moderata, bastò a mettere in evidenza la differenza nel patrimonio edilizio della zona. </p><p>Dove le costruzioni rispettavano i criteri antisismici, <strong>i danni rimasero superficiali o praticamente nulli.</strong> Lì dove, invece, insistevano edifici più vecchi o realizzati con minore attenzione, o con materiali scadenti, <strong>apparvero lesioni e distacchi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="689803" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-segnale-precursore-del-catastrofico-terremoto-che-all-alba-del-28-dicembre-1908-distrusse-messina-e-reggio.html" title="Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria">Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-segnale-precursore-del-catastrofico-terremoto-che-all-alba-del-28-dicembre-1908-distrusse-messina-e-reggio.html" title="Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-segnale-precursore-del-catastrofico-terremoto-che-all-alba-del-28-dicembre-1908-distrusse-messina-e-reggio-1735472481622_320.jpg" alt="Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria"></a></article></aside><p>Non ci furono crolli generalizzati, non ci furono strade intere rese inagibili, non ci fu una seconda catastrofe urbana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter-1787307665263.jpg" data-image="ehksm9z5uxsj" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>Panoramica dello Stretto di Messina nella sua parte centrale, fra le due sponde.</figcaption></figure><p>Oggi, a distanza di mezzo secolo, quel sisma è quasi scomparso dal racconto pubblico. È stato superato, nella memoria collettiva, da eventi più mediatici o da scosse successive (come quella del Golfo di Patti del 1978). Eppure resta un episodio istruttivo. </p><p>Ci ricorda che lo Stretto di Messina è un’area sismicamente attiva, caratterizzata da un sistema complesso di faglie (altre più piccole dopo il sistema madre del 1908), e che eventi di magnitudo intermedia possono verificarsi anche a pochi decenni da un grande terremoto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="645338" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ci-sono-segnali-precursori-che-annunciano-forte-terremoto-recente-studio-cerca-risposta.html" title="Ci sono segnali precursori che annunciano un forte terremoto? Un recente studio cerca di dare risposta">Ci sono segnali precursori che annunciano un forte terremoto? Un recente studio cerca di dare risposta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ci-sono-segnali-precursori-che-annunciano-forte-terremoto-recente-studio-cerca-risposta.html" title="Ci sono segnali precursori che annunciano un forte terremoto? Un recente studio cerca di dare risposta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ci-sono-segnali-precursori-che-annunciano-forte-terremoto-recente-studio-cerca-risposta-1708787564778_320.jpg" alt="Ci sono segnali precursori che annunciano un forte terremoto? Un recente studio cerca di dare risposta"></a></article></aside><p><strong>Ma ci ricorda soprattutto che le regole antisismiche, quando sono scritte bene e applicate con rigore, funzionano.</strong> Nel 1975, a Reggio e a Messina, quelle regole, nate dal dolore del 1908, <strong>hanno fatto la differenza tra un terremoto spaventoso e un disastro.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-terremoto-dimenticato-del-1975-quando-sullo-stretto-si-registro-una-scossa-di-5-richter.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Grandine come arance e raffiche estreme: che temporale ha devastato il Cremonese lo scorso 28 agosto? ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto.html</link><pubDate>Thu, 03 Sep 2026 12:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il temporale distruttivo che ha colpito Cremona, e parte della sua provincia, potrebbe essere legato a un potente rear flank downdraft associato a una grossa supercella di tipo HP. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto-1788209656391.jpg" data-image="t5g60hk5y1bk" alt="Grandinata nel Cremonese." title="Grandinata nel Cremonese."><figcaption>Almeno una quarantina di persone (43 secondo i bilanci più aggiornati) hanno ricevuto assistenza al pronto soccorso, nessuna in condizioni gravi; otto-dodici famiglie sono state evacuate. </figcaption></figure><p>Nel pomeriggio di <strong>venerdì 28 agosto 2026,</strong> poco dopo le 16, Cremona e ampie porzioni del Cremonese sono state travolte da un evento meteo estremo di rara violenza. In una decina di minuti, secondo alcune testimonianze addirittura otto, la città è stata messa in ginocchio da grandine di dimensioni eccezionali (chicchi grandi come arance o palline da tennis), raffiche di vento devastanti, alberi secolari sradicati a migliaia, tetti scoperchiati, sottopassi allagati e un patrimonio storico ferito in modo doloroso. </p><div class="texto-destacado"><strong>Sono crollati la copertura di una guglia del Duomo e il tetto della Torre Civica del Palazzo Comunale.</strong> Almeno dieci chiese hanno riportato danni significativi, decine di abitazioni e i padiglioni della Fiera sono stati colpiti; circa diecimila automobili hanno subito lesioni più o meno gravi.</div><p>Almeno una quarantina di persone (43 secondo i bilanci più aggiornati) hanno ricevuto assistenza al pronto soccorso, nessuna in condizioni gravi; otto-dodici famiglie sono state evacuate. I Vigili del Fuoco hanno accumulato un centinaio di interventi solo nella fase acuta.</p><h2><strong>Cosa ha provocato questi danni ingenti?</strong></h2><p>Si è letto, in particolare nei media generalisti, dei gravissimi danni provocati nel Cremonese a causa di una tromba d’aria (tornado), oltre alle grandinate distruttive. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto-1788209719133.jpg" data-image="ufz1pf9awkis" alt="Grandine, Cremona." title="Grandine, Cremona."><figcaption>Nel Cremonese si parla di oltre 10.000 veicoli danneggiati seriamente dalla grandine.</figcaption></figure><p>Al momento pare probabile che si sia trattato di un intenso <strong>downburst,</strong> che non significa minimizzare l’evento, anzi. Un <strong>downburst</strong> cattivo può produrre danni anche maggiori di un tornado debole-moderato, essendo il downburst più prolungato ed esteso, quindi ha più tempo e spazio per distruggere. </p><p>Ma c’è un particolare. Quegli effetti e quei danni sono stati provocati da <strong>temporali a supercella</strong> <strong>di tipo HP (High Precipitation).</strong> </p><h2><strong>Cosa accade nelle supercelle HP?</strong></h2><p>Per semplificare, distribuisce le correnti discendenti associate alle precipitazioni in modo particolare, ovvero le “sventaglia” seguendo la circolazione del mesociclone (il cuore del mesociclone). </p><p>Si hanno quindi due aree principali di flussi che scendono. La prima è il <strong>FFD (Forward Flank Downdraft), </strong>anteriore, e il <strong>RFD (Rear Flank Downdraft),</strong> sul lato posteriore. </p><p>Il secondo si “arriccia” intorno al mesociclone, anzi, ne fa proprio parte, rappresentando quella parte di cascata di precipitazioni che passa dietro al centro del mesociclone e fuoriesce con spinta generalmente da nord-ovest verso sud-est.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le raffiche distruttive associate alle <strong>supercelle HP</strong> del 28 agosto potrebbero essere state prodotte da intensi <strong>RFD (Rear Flank Downdraft),</strong> caratterizzati non tanto da un significativo raffreddamento evaporativo nello strato sub-nube (tipico dei normali <strong>downburst</strong>), quanto dalla combinazione di precipitazione estremamente abbondante, forzante dinamica associata alla struttura rotante della <strong>supercella (mesociclone)</strong> e trasporto verso il basso di elevata quantità di moto dai medi livelli. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>È noto come la forte rotazione dell’<strong>updraft </strong>e del <strong>mesociclone</strong> produca un notevole abbassamento della pressione in determinate regioni della supercella. Soprattutto sul lato posteriore della corrente ascendente che ruota, la forza del <strong>gradiente di pressione</strong> può contribuire direttamente all’accelerazione del vento verso il basso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto-1788209776902.jpg" data-image="5r43auszolsc" alt="Supercella." title="Supercella."><figcaption>Le raffiche distruttive associate alle supercelle HP del 28 agosto potrebbero essere state prodotte da intensi RFD (Rear Flank Downdraft), caratterizzati non tanto da un significativo raffreddamento evaporativo.</figcaption></figure><p>L’elevatissima umidità nei bassi strati potrebbe aver limitato il raffreddamento evaporativo puro, senza tuttavia impedire la formazione di correnti discendenti esplosive, proprio perché l’<strong>RFD</strong> di una supercella rappresenta una struttura dinamicamente complessa e non un semplice <strong>downdraft termodinamico. </strong></p><p>Tra l’altro, nelle <strong>HP supercells</strong> la separazione fra <strong>updraft</strong> e zona delle precipitazioni è meno netta rispetto alle <strong>supercelle classiche,</strong> e la struttura delle correnti discendenti può essere particolarmente complessa. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786038" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali.html" title="Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni">Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali.html" title="Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/grandinata-catastrofica-in-lombardia-chicchi-enormi-e-danni-ingenti-sabato-29-nuova-allerta-per-violenti-temporali-1787949392970_320.png" alt="Grandinata catastrofica in Lombardia, chicchi enormi e danni ingenti: sabato 29 nuova allerta temporali in 3 regioni"></a></article></aside><p>La corrente discendente, poi, non porta verso il basso soltanto aria raffreddata e accelerata per galleggiamento negativo (evaporazione, fusione), ma può anche trasportare verso il basso aria che possiede già un elevato momento orizzontale. </p><h2><strong>Le condizioni ideali per fenomeni estremi</strong></h2><p>Le condizioni di quel pomeriggio erano ideali per lo sviluppo di strutture così organizzate. Difatti, avevamo aria calda e umidissima nei bassi strati della Pianura Padana, forte contrasto termico e <strong>wind shear</strong> intenso in quota. La supercella ha trasformato un temporale in un sistema capace di concentrare energia in modo spaventoso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto-1788209859762.jpg" data-image="swh61nxwbalh" alt="Forte instabilità." title="Forte instabilità."><figcaption>Le condizioni di quel pomeriggio erano ideali per lo sviluppo di strutture così organizzate. Difatti, avevamo aria calda e umidissima nei bassi strati della Pianura Padana, forte contrasto termico e wind shear intenso in quota. </figcaption></figure><p>Il bilancio, a pochi giorni di distanza, resta pesante. La città e il territorio contano i danni materiali e il trauma collettivo. I lavori di messa in sicurezza, sgombero e verifica strutturale proseguono, con task force di tecnici attivate e immobiliare storico e civile da ripristinare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="25592" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/meteorologia-supercella-spiegazione.html" title="Che cos’è una supercella?">Che cos’è una supercella?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/meteorologia-supercella-spiegazione.html" title="Che cos’è una supercella?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/che-cos-e-una-supercella-25592-10_320.jpg" alt="Che cos’è una supercella?"></a></article></aside><p>Quello del 28 agosto non è stato un <strong>“semplice temporale estivo”.</strong> È stata la dimostrazione concreta di come, in un ambiente fortemente instabile come quello padano, una <strong>supercella HP</strong> possa produrre <strong>RFD downburst</strong> capaci di concentrare su aree relativamente circoscritte una potenza distruttiva eccezionale, amplificata dalla grandine di dimensioni straordinarie. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/grandine-come-arance-e-raffiche-estreme-che-temporale-ha-devastato-il-cremonese-lo-scorso-28-agosto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item></channel></rss>