<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 02 Nov 2026 23:40:21 +0000</lastBuildDate><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 23:40:21 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[ECMWF prevede un cambiamento: il sistema di blocco alle alte latitudini collasserà dal 15 novembre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 16:32:51 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In questo contesto assume particolare rilievo anche l’evoluzione dell’Oscillazione Nord Atlantica (NAO). Ecco cosa potrebbe succedere sull’Italia nel corso dei prossimi giorni. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsx0xm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsx0xm.jpg" id="xbsx0xm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’attuale assetto atmosferico sull’Europa continua a essere dominato da un robusto e persistente anticiclone di blocco posizionato tra la Scandinavia e il Regno Unito, con massimi di pressione a nord delle Alpi. </p><p>Questa struttura, tipica di una fase di blocco alle alte latitudini, <strong>sta interrompendo il normale scorrimento delle correnti atlantiche,</strong> isolando gran parte del continente dalle perturbazioni oceaniche e favorendo condizioni di maggiore stabilità, con scarse precipitazioni e una circolazione piuttosto statica.</p><h2><strong>Il cambiamento previsto dal centro di calcolo europeo</strong></h2><p>Secondo le più recenti elaborazioni del modello europeo <strong>ECMWF,</strong> questo schema è destinato a una progressiva e significativa trasformazione. L’imponente anticiclone verrà gradualmente eroso dall’azione di una profonda depressione che stazionerà a lungo sul Nord Atlantico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre-1793631039256.jpg" data-image="5fsqql4qd80a" alt="Blocco anticiclonico." title="Blocco anticiclonico."><figcaption>Il blocco anticiclonico posizionato tra la Scandinavia e il Regno Unito, con massimi di pressione a nord delle Alpi. </figcaption></figure><p>L’erosione del blocco alle alte latitudini rappresenterà il primo passo verso un ripristino del flusso zonale, aprendo finalmente la strada alle correnti occidentali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Attorno al 15 novembre il flusso atlantico dovrebbe guadagnare spazio in modo più concreto verso l’Europa. <strong>Si tratterà di un flusso ondulato, non ancora pienamente lineare e zonale,</strong> ma sufficientemente organizzato da consentire alle perturbazioni di raggiungere il continente. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le correnti umide e instabili provenienti dall’Atlantico potranno così estendersi verso le nostre latitudini, interrompendo la fase di stallo che ha caratterizzato le ultime settimane, soprattutto le regioni settentrionali.</p><h2><strong>L’evoluzione della NAO</strong></h2><p>In questo contesto assume particolare rilievo anche l’evoluzione dell’<strong>Oscillazione Nord Atlantica (NAO).</strong> Attualmente in una fase di debole neutralità o lievemente negativa, la NAO è prevista muoversi progressivamente verso una neutralità più positiva. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre-1793631105333.jpg" data-image="rjau0isb88z4" alt="Onde di Rossby." title="Onde di Rossby."><figcaption>Per l’Italia questo scenario apre prospettive concrete di un tempo sensibilmente più dinamico e piovoso, soprattutto sulle regioni del Nord e sulla fascia tirrenica. </figcaption></figure><p>Questo spostamento favorirà un rafforzamento del <strong>gradiente di pressione</strong> tra le basse latitudini subtropicali e le alte latitudini nord-atlantiche, sostenendo un flusso zonale, in uscita dal Nord America, più vigoroso e riducendo ulteriormente le possibilità di nuovi blocchi anticiclonici persistenti alle alte latitudini. </p><div class="texto-destacado">Una <strong>NAO</strong> che tende verso valori più positivi è coerente con il collasso dei sistemi di blocco e <strong>con il ritorno di un’attività perturbata di origine atlantica più organizzata e frequente.</strong></div><p>Il fenomeno di <strong>El Niño,</strong> in questa fase, può favorire flussi occidentali più organizzati nella fase precoce dell’inverno, ma la sua influenza rimane secondaria rispetto ai driver regionali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796216" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre">I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-coinciden-el-4-de-noviembre-se-producira-el-cse-mas-temprano-jamas-registrado-1793382753394_320.png" alt="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"></a></article></aside><p>Su scale di giorni-settimane come quella descritta (collasso del blocco intorno al 15 novembre), <strong>l’effetto di El Niño è quindi marginale e non determinante, contribuisce al contesto di fondo, ma non guida direttamente il cambiamento previsto dai modelli.</strong></p><h2><strong>Quali scenari si aprirebbero per l’Italia?</strong></h2><p>Per l’Italia questo scenario apre prospettive concrete di un tempo sensibilmente più dinamico e piovoso, <strong>soprattutto sulle regioni del Nord e sulla fascia tirrenica.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre-1793631154602.jpg" data-image="7ygnvw95ngfy" alt="Anomalie temperature." title="Anomalie temperature."><figcaption>Le temperature sotto media di questi giorni saranno sostituite da valori sopra le medie di stagione, con il ritorno del flusso atlantico.</figcaption></figure><p>Le perturbazioni atlantiche, spinte dal flusso ondulato e sostenute da una <strong>NAO orientata verso una neutralità più positiva,</strong> troveranno maggiori possibilità di influenzare queste zone, determinando un aumento delle precipitazioni e una maggiore variabilità atmosferica rispetto alla fase di blocco attuale. </p><p>Non si tratterà di un ritorno improvviso a condizioni pienamente invernali, <strong>ma di una transizione verso un regime più tipicamente autunnale,</strong> con piogge più diffuse e organizzate, in particolare al Nord e sul versante tirrenico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796244" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia.html" title="Luca Lombroso: 'il getto polare aggira l'Europa', ecco gli effetti in Italia questa settimana">Luca Lombroso: "il getto polare aggira l'Europa", ecco gli effetti in Italia questa settimana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia.html" title="Luca Lombroso: 'il getto polare aggira l'Europa', ecco gli effetti in Italia questa settimana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia-1793605980140_320.jpg" alt="Luca Lombroso: 'il getto polare aggira l'Europa', ecco gli effetti in Italia questa settimana"></a></article></aside><p>Il cambiamento non avverrà in modo brusco né definitivo in un solo giorno. Il collasso dei sistemi di blocco previsti dal modello <strong>ECMWF </strong>a partire dalla metà del mese, unito alla graduale evoluzione della <strong>NAO</strong> verso una neutralità più positiva, rappresenta però un segnale chiaro di evoluzione verso una circolazione atmosferica più dinamica e aperta alle influenze atlantiche.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecmwf-prevede-un-cambiamento-il-sistema-di-blocco-alle-alte-latitudini-collassera-dal-15-novembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Far aggiustare dispositivi elettronici conviene: cosa prevede il Diritto alla Riparazione che protegge anche l'ambiente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 15:53:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Sono in vigore le nuove regole del Diritto alla Riparazione che invita i consumatori ad aggiustare smartphone ed elettrodomestici invece che comprarne di nuovi. Ecco quali sono le novità per risparmiare e ridurre l’impatto ambientale </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente-1793298856453.jpg" data-image="0afx8qndwy8w" alt="Diritto alla riparazione" title="Diritto alla riparazione"><figcaption>Il Diritto alla Riparazione facilita i consumatori che non vogliono comprare dispositivi nuovi e preferiscono far riparare quelli ancora utilizzabili</figcaption></figure><p>Il <strong>22 ottobre 2026</strong> è entrata in vigore la legge sul Diritto alla Riparazione. La modifica al <strong>Codice del Consumo</strong> introduce per chi vende apparecchiature elettroniche ed elettrodomestici <strong>l’obbligo di riparazione</strong> di alcuni articoli, anche <strong>al di fuori della garanzia</strong>, o <strong>l’estensione </strong>di essa entro certi limiti.</p><p><strong>L’obsolescenza programmata</strong> che per anni ha obbligato le persone a comprare nuovi telefoni, TV, PC e così via, ha gravato sia sulle tasche degli acquirenti, che sul settore delle riparazioni, che sull'ambiete. Lo scopo quindi è <strong>ridurre gli sprechi</strong>. </p><p>Scopriamo cosa cambia adesso.</p><h2>Come funziona l'estenzione della garanzia </h2><p>Per invitare i consumatori a scegliere di far aggiustare un oggetto invece di comprarlo nuovo, la normativa prevede una <strong>estensione della garanzia</strong> che elimini il rischio di ritrovarsi nuovamente senza copertura poco dopo la riparazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente-1793299020174.jpg" data-image="hr5pr2qgo7hc" alt="gas serra" title="gas serra"><figcaption>Gas serra immessi nell'atmosfera: l'obsolescenza programmata ha un costo ambientale enorme</figcaption></figure><p>Ad esempio, se si sceglie di far riparare uno smartphone, la garanzia si estende di altri <strong>12 mesi</strong> dalla data della riparazione, ma solo <strong>per una volta</strong>.</p><p>Questa regola vale per gli acquisti effettuati a partire dal <strong>31 luglio 2026</strong> e va chiesta al negozio, fisico o on line, dove l’oggetto è stato comprato.</p><p>Il rinnovo <strong>non avviene</strong> se la riparazione si richiede a garanzia già <strong>scaduta</strong>. In questo caso si può comunque scegliere la riparazione, che produttori e venditori sono tenuti a effettuare in <strong>tempi brevi e costi ragionevoli</strong>.</p><h2>Nuove regole per la riparazione fuori garanzia </h2><p>Tra le novità più importanti c’è proprio quello che avviene a garanzia scaduta. Anche in questo caso è possibile chiedere ai produttori la riparazione di un dispositivo, che deve avvenire <strong>gratuitamente </strong>o a costi ragionevoli, in tempi rapidi. </p><p>I pezzi di ricambio devono avere un prezzo tale da non spingere le persone a preferire di acquistare un oggetto nuovo e soprattutto devono restare <strong>disponibili </strong>sul mercato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="745160" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-riciclaggio-dei-metalli-non-e-piu-un-opzione-e-diventato-una-priorita-globale-avvertono-gli-scienziati.html" title="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati">"Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale", avvertono gli scienziati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-riciclaggio-dei-metalli-non-e-piu-un-opzione-e-diventato-una-priorita-globale-avvertono-gli-scienziati.html" title="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/a-reciclagem-de-metais-deixou-de-ser-uma-opcao-passou-a-ser-uma-prioridade-global-alertam-os-cientistas-1765996282504_320.jpg" alt="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati"></a></article></aside><p>Per elettrodomestici come lavatrici e lavastovliglie, ad esempio, le parti di ricambio non possono essere ritirate dalla vendita per almeno <strong>dieci anni</strong> a partire dall’immissione sul mercato dell’ultima unità del modello. Per smartphone e tablet, il periodo è di <strong>sette anni.</strong></p><p>In ogni caso tutte le <strong>informazioni </strong>su come richiedere una riparazione e su come funziona la garanzia devono essere chiare, pubbliche e facilmente reperibili sui manuali o sui siti del prodotto stesso.</p><h2>Cosa si intende per "costo ragionevole"</h2><p>La definizione di "costo ragionevole" è vaga perché non esiste un tetto massimo al costo delle riparazioni ma l’utente finale può contestare un prezzo <strong>ingiustificabile </strong>e pretendere un preventivo dettagliato. Anche l'AGCM può intervenire se nascono controversie.</p><p>Per <strong>gennaio 2028</strong>, poi, è prevista la nascita di una <strong>piattaforma europea</strong> per i singoli paesi, dove i consumatori possono cercare chi ripara un prodotto nella propria città, confrontare le modalità, i costi e i tempi medi, che però vanno valutati in dettaglio di caso in caso. Quindi non si tratterà di un vero e proprio listino ma più che altro di una <strong>stima</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795418" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica.html" title="Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica">Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica.html" title="Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica-1793112428007_320.jpg" alt="Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica"></a></article></aside><p>Ad ogni modo un produttore non può impedire ai consumatori di far riparare un elettrodomestico a un costo più contenuto. Questo vuol dire che il Diritto alla Riparazione prevede che sia sempre possibile utilizzare <strong>parti di ricambio</strong> <strong>compatibili o usate</strong>, purché ciò avvenga in sicurezza e senza violare la proprietà intellettuale.</p><h2>Cosa succede se la riparazione non è possibile</h2><p>La riparazione non è oggettivamente possibile in tutti i casi, quindi il venditore non è obbligato a prescindere ad occuparsene.</p><p>In questo caso al consumatore può essere offerta una <strong>sostituzione </strong>con un prodotto <strong>ricondizionato </strong>a un costo contenuto. In alternativa il venditore può mettere a disposizione un prodotto <strong>sostitutivo temporaneo</strong>, per la durata della riparazione, gratuitamente o, ancora una volta, a un costo ragionevole. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="684731" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/finalmente-una-buona-notizia-record-storico-nell-utilizzo-di-materiali-riciclati-nell-unione-europea.html" title="Finalmente una buona notizia: record storico nell'utilizzo di materiali riciclati nell'Unione Europea, Italia seconda">Finalmente una buona notizia: record storico nell'utilizzo di materiali riciclati nell'Unione Europea, Italia seconda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/finalmente-una-buona-notizia-record-storico-nell-utilizzo-di-materiali-riciclati-nell-unione-europea.html" title="Finalmente una buona notizia: record storico nell'utilizzo di materiali riciclati nell'Unione Europea, Italia seconda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/por-fin-una-buena-noticia-record-historico-en-el-uso-de-materiales-reciclados-en-la-union-europea-1732436714584_320.jpeg" alt="Finalmente una buona notizia: record storico nell'utilizzo di materiali riciclati nell'Unione Europea, Italia seconda"></a></article></aside><p>Ricevere un prodotto sostitutivo e temporaneo, però, è un servizio aggiuntivo, che il venditore può <strong>scegliere </strong>di offrire, ma non è tenuto a farlo. Vale a dire che non è un diritto garantito del consumatore.</p><h2>I benefici per ambiente ed economia secondo la stima UE </h2><p>A pochi giorni dall’entrata in vigore della legge sul Diritto alla Riparazione non si può naturalmente notare ancora nessun beneficio, ma la Commissione Europea ha realizzato una stima per i prossimi <strong>quindici anni</strong>, per valutarne l’impatto sull’ambiente e sull’economia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente-1793298943802.jpg" data-image="y89fremex0bx" alt="rifiuti elettronici" title="rifiuti elettronici"><figcaption>Un punto di raccolta per il riciclo dei dispositivi elettronici usati</figcaption></figure><p>L’obsolescenza programmata e la scarsa convenienza nelle riparazioni che hanno spinto le persone a eliminare i dispositivi invece di ripararli, costano all'anno 35 milioni di tonnellate di rifiuti, 30 milioni di tonnellate di materie prime e altre risorse, più 261 milioni di tonnellate di emissioni espresse in CO₂ equivalente, cioè nell’unità di misura per l'impatto delle emissioni di vari gas serra sul riscaldamento globale.</p><div class="texto-destacado">Il risparmio annuo sarà di 1,23 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, 120.000 tonnellate di materiali e 200.000 tonnellate di rifiuti.</div><p>Dal punto di vista <strong>economico</strong>, invece, i <strong>consumatori </strong>risparmieranno 11,7 miliardi di euro all'anno evitando l'acquisto forzato di oggetti nuovi. Anche il settore delle <strong>riparazioni </strong>e della <strong>rigenerazione </strong>vedrà una crescita di <strong>320 milioni di euro all'anno</strong> in investimenti e sviluppo economico.</p><ul></ul><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Riccardo%20Liguori" data-year="2026" data-title="Diritto%20alla%20riparazione%20in%20vigore%20dal%2022%20ottobre%3A%20ti%20spiego%20le%20nuove%20regole%20per%20smartphone%20ed%20elettrodomestici" data-url="https%3A%2F%2Fwww.greenme.it%2Fesg%2Feconomia-circolare%2Fdiritto-alla-riparazione-in-vigore-dal-22-ottobre-ti-spiego-le-nuove-regole-per-smartphone-ed-elettrodomestici%2F">Riccardo Liguori. (2026). <a href="https://www.greenme.it/esg/economia-circolare/diritto-alla-riparazione-in-vigore-dal-22-ottobre-ti-spiego-le-nuove-regole-per-smartphone-ed-elettrodomestici/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Diritto alla riparazione in vigore dal 22 ottobre: ti spiego le nuove regole per smartphone ed elettrodomestici</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/riparare-telefoni-ed-elettrodomestici-ora-conviene-cosa-prevede-la-nuova-legge-che-fa-risparmiare-e-protegge-l-ambiente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Notte stellata di Van Gogh: secondo i ricercatori, questo celebre dipinto potrebbe raffigurare un cielo reale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/notte-stellata-di-van-gogh-secondo-i-ricercatori-questo-celebre-dipinto-potrebbe-raffigurare-un-cielo-reale.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 14:45:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>A oltre un secolo dalla sua creazione, "La notte stellata" di Van Gogh continua ad affascinare gli studiosi. Uno studio sudcoreano fornisce nuovi indizi sul cielo che avrebbe ispirato il pittore nel luglio del 1889, ipotizzando una corrispondenza tra le stelle raffigurate e un ammasso stellare reale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nuit-etoilee-de-van-gogh-ce-tableau-celebre-pourrait-representer-un-ciel-reel-d-apres-les-chercheurs-1793119270011.jpeg" data-image="5lbwx8w79bsh" alt="Nuit étoilée" title="Nuit étoilée"><figcaption>La notte stellata è uno dei quadri più noti di Van Gogh. Secondo un recente studio, l'artista potrebbe essersi ispirato a una vera notte d'estate durante il suo soggiorno in Provenza.</figcaption></figure><p>Alcune delle più grandi opere d’arte della storia continuano <strong>a svelare i propri segreti</strong>, talvolta a diversi secoli dalla loro creazione.</p><p>È il caso della celebre <em>Notte stellata</em> di Vincent van Gogh. Alcuni ricercatori sudcoreani ritengono oggi di aver svelato un mistero che circonda questo dipinto da decenni: il cielo vorticoso rappresentato dal pittore potrebbe essere <strong>molto più vicino alla realtà di quanto si pensasse</strong>.</p><h2>Un dipinto molto studiato</h2><p>Dipinta nel 1889, <em>La notte stellata</em> è oggi una delle opere più celebri di Van Gogh. Il quadro rappresenta <strong>un villaggio provenzale dominato da un cielo notturno particolarmente espressivo</strong>, nel quale le stelle e la Luna sono circondate da ampie forme circolari. In primo piano si innalza anche un grande cipresso, che accentua il contrasto tra il paesaggio e questa volta celeste così particolare.</p><div class="texto-destacado">Durante la realizzazione del dipinto, il pittore soggiornava a Saint-Rémy-de-Provence, dove si era fatto ricoverare in una struttura psichiatrica. Questa situazione non gli impediva tuttavia di proseguire il proprio lavoro artistico e di realizzare diverse opere importanti, tra cui La notte stellata. Il cielo vorticoso rappresentato nel quadro incuriosisce infatti ricercatori e storici da decenni. </div><p>Nel 2008, per esempio, alcuni fisici hanno scoperto <strong>somiglianze tra le forme rappresentate da Van Gogh e la turbolenza di Kolmogorov</strong>, un fenomeno che si riscontra, tra l’altro, nei movimenti dell’aria nell’atmosfera. Nel 2024, altri ricercatori hanno esaminato quest’opera, mostrando che i vortici dipinti dall’artista seguivano schemi matematici simili a quelli osservati in alcuni fenomeni naturali. </p><p>Queste somiglianze con fenomeni fisici non permettono tuttavia di stabilire se Van Gogh si sia ispirato a un cielo realmente osservato o se abbia disposto gli astri secondo la propria immaginazione. Mentre alcuni ritenevano che il pittore avesse rappresentato una vera volta celeste, altri privilegiavano <strong>un’interpretazione più artistica</strong>. </p><h2>Una notte reale ha ispirato Van Gogh?</h2><p>Secondo uno studio recentemente pubblicato sulla rivista <em>Scientific Reports</em>, un gruppo di astronomi dell’Università Kyung Hee, in Corea del Sud, avrebbe trovato indizi utili a rispondere a questa domanda. A questo scopo, nel 2019 gli scienziati si sono recati due volte a<strong> Saint-Rémy-de-Provence</strong> per studiare i luoghi che ispirarono il pittore alla fine del XIX secolo.</p><p>I ricercatori hanno poi analizzato gli elementi del paesaggio visibili nelle opere di Van Gogh, in particolare edifici, ponti e rilievi, per determinare l’angolo di osservazione adottato dall’artista. A partire da queste osservazioni, hanno ricostruito, grazie a <strong>simulazioni astronomiche</strong>, l’aspetto del cielo sopra la località provenzale nel 1889.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Le notti di Van Gogh: 3 notti, 3 mondi diversi. Non dipingeva soltanto ciò che vedeva. Dipingeva le emozioni che la notte gli suscitava. Un caffè ad Arles. Un cielo pieno di stelle. Le luci del Rodano sull’acqua. Quale ti ispira di più? https://t.co/huVSxzD7oQ</p>— Impressions (@impression_ists) <a href="https://x.com/impression_ists/status/2114769984669000066?ref_src=twsrc%5Etfw">26 ottobre 2026</a></blockquote></figure><p>Questo metodo ha permesso di delimitare la porzione di cielo rappresentata nel dipinto e di restringere la ricerca ai periodi in cui la posizione degli astri poteva corrispondere a quella dipinta da Van Gogh. Gli scienziati hanno in particolare <strong>studiato le albe di giugno e luglio</strong>, quando la disposizione della Luna e di Venere era compatibile con quella osservata sulla tela.</p><p>Le loro analisi hanno infine permesso di identificare un ammasso stellare la cui disposizione corrisponde a quella rappresentata nella <em>Notte stellata</em>:<strong> le Iadi</strong>, situate nella costellazione del Toro. Secondo i ricercatori, questa configurazione celeste corrisponderebbe a <strong>quella visibile all’alba del 22 luglio 1889</strong>, offrendo così finalmente una pista concreta sul cielo che avrebbe realmente ispirato il pittore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="468412" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-piccola-era-glaciale-nella-pittura-europea.html" title="La piccola era glaciale nella pittura europea">La piccola era glaciale nella pittura europea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-piccola-era-glaciale-nella-pittura-europea.html" title="La piccola era glaciale nella pittura europea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-pequena-edad-de-hielo-en-la-pintura-europea-1674937502609_320.jpg" alt="La piccola era glaciale nella pittura europea"></a></article></aside><p>Questa data solleva tuttavia un interrogativo, poiché La notte stellata viene generalmente datata almeno al giugno 1889. Per spiegare questo scarto di diverse settimane, gli autori dello studio avanzano l’ipotesi che Van Gogh abbia <strong>combinato sulla stessa tela osservazioni effettuate in date diverse</strong>. Un’ipotesi comunque coerente con il<strong> postimpressionismo</strong>, un movimento nel quale i pittori cercano meno di riprodurre fedelmente la realtà che di rappresentarla secondo la propria sensibilità.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte dell’articolo</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Camille%20Coirault" data-year="2026" data-title="Le%20tableau%20La%20Nuit%20%C3%A9toil%C3%A9e%20de%20Van%20Gogh%20cachait%20un%20secret%20depuis%20plus%20d%E2%80%99un%20si%C3%A8cle%20%3A%20des%20scientifiques%20viennent%20de%20le%20percer" data-url="https%3A%2F%2Fwww.presse-citron.net%2Ftableau-nuit-etoilee-van-gogh-cachait-secret-depuis-dun-siecle-scientifiques-viennent-percer%2F">Camille Coirault. (2026). <a href="https://www.presse-citron.net/tableau-nuit-etoilee-van-gogh-cachait-secret-depuis-dun-siecle-scientifiques-viennent-percer/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il dipinto La notte stellata di Van Gogh nascondeva un segreto da oltre un secolo: gli scienziati lo hanno appena svelato</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/notte-stellata-di-van-gogh-secondo-i-ricercatori-questo-celebre-dipinto-potrebbe-raffigurare-un-cielo-reale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quando dalla Sicilia si poteva arrivare a Malta a piedi: cosa hanno scoperto i ricercatori sul fondo del mare]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mediterraneo-di-un-tempo-tra-sicilia-e-malta-si-poteva-camminare.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 13:27:39 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Fino a circa tredicimila anni fa, tra Malta e la Sicilia ci si poteva spostare a piedi. Questo grazie agli effetti della glaciazione, che aveva abbassata il livello di mare di molti metri rispetto al livello attuale. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mediterraneo-di-un-tempo-tra-sicilia-e-malta-si-poteva-camminare-1793356061773.jpeg" data-image="jvhyirm46q7d" alt="Sicilia" title="Sicilia"><figcaption>Tra Malta e la Sicilia si poteva camminare fino a tredicimila anni fa.</figcaption></figure><p>Si è conclusa nel settembre del 2026 al porto di Catania la campagna scientifica BRIDGES, condotta a bordo della nave oceanografica “Gaia Blu” del CNR, che ha <strong>esplorato il braccio di mare tra la Sicilia sud-orientale e le isole di Malta e Gozo,</strong> per individuare i resti dell’antico lembo di terra emersa che anticamente fungeva da ponte tra queste due terre. </p><p><strong>Queste isole sono oggi separate da più di 90 chilometri di mare, ma non è sempre stato così</strong>. Durante l’ultima era glaciale, quando enormi quantità d'acqua erano intrappolate nelle grandi calotte dell'emisfero settentrionale, il livello del mare era circa 130 metri più basso di quello attuale e vaste porzioni di quello che oggi è fondale marino erano terraferma. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Durante l’ultima era glaciale, quando enormi quantità d'acqua erano intrappolate nelle grandi calotte dell'emisfero settentrionale, il livello del mare era circa 130 metri più basso di quello attuale e vaste porzioni di quello che oggi è fondale marino erano terraferma. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Circa 13.000 anni fa, secondo le ricostruzioni più accreditate, il collegamento terrestre tra Malta e la Sicilia scomparve, lasciando il posto a un paesaggio sommerso. </p><p><strong>In poche migliaia di anni, dunque, è scomparso un corridoio che era rimasto in gran parte continuo durante l’ultima era glaciale</strong>. Il mare non si è limitato a ricoprire la terraferma, ma ne ha completamente ridisegnato le linee di costa. </p><p>Ricostruire questa antica geografia è proprio l’obiettivo della Campagna BRIDGES, coordinata dal CNR e dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, con la collaborazione dell'Università di Malta.</p><h2>Ricostruire l'antica geografia</h2><p>La strumentazione scientifica a bordo ha permesso di <strong>ottenere una ricostruzione ad alta risoluzione della batimetria del fondale</strong> e di investigare tramite onde acustiche le prime decine di metri presenti sotto il fondale. </p><div class="texto-destacado">BRIDGES, nasce dalla collaborazione tra le ricercatrici e i ricercatori dell’Istituto di Scienze Marine del Cnr (Cnr-Ismar), dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS e dell’Università di Malta. I due <em>Principal investigator</em> della campagna sono Maria Filomena Loreto (Cnr-Ismar) ed Emanuele Lodolo (OGS). La spedizione si è svolta a bordo della nave da ricerca R/V "Gaia Blu" del CNR. </div><p>Ciò assume ulteriore importanza considerando che, nonostante la relativa vicinanza alle nostre coste, la zona investigata è tuttora caratterizzata da una mappatura incompleta e approssimativa.</p><p>I<strong> carotaggi a gravità hanno inoltre permesso di recuperare campioni di sedimenti che rivelano antichi depositi marini</strong>. Attraverso analisi di laboratorio e la datazione al radiocarbonio di piccoli frammenti fossili conservati nei sedimenti, si potrà ricostruire il passato di ambienti oggi invisibili, nascosti sotto decine di metri d’acqua.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mediterraneo-di-un-tempo-tra-sicilia-e-malta-si-poteva-camminare-1790834570985.jpg" data-image="tqy3ajw45fr1"><figcaption>Mappa della campagna scientifica BRIDGES.</figcaption></figure><p>“La mappa del fondo marino che abbiamo esplorato rivela un paesaggio complesso, con rilievi spesso discontinui che si estendono anche per decine di chilometri, e che delimitano lagune e depressioni”, afferma Emanuele Lodolo, ricercatore della Sezione di Geofisica dell’OGS e <em>Principal investigator</em> della campagna assieme a Maria Filomena Loreto, del Cnr-Ismar. “L’analogia con le moderne piattaforme tropicali è chiara: aree relativamente basse, separate da creste e barriere, con bacini e lagune protette alle loro spalle”.</p><h2>L'interesse archeologico</h2><p><strong>“La ricostruzione di questi ambienti sommersi ha una notevole rilevanza anche in campo archeologico </strong>e nello studio delle popolazioni meso-neolitiche, delle loro rotte migratorie e degli insediamenti”, continua Lodolo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750573" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-storia-in-fondo-al-mare-il-ciclone-harry-riporta-a-riva-antichi-reperti-archeologici.html" title="Ciclone Harry, la furia delle onde fa riemergere reperti archeologici nascosti per secoli">Ciclone Harry, la furia delle onde fa riemergere reperti archeologici nascosti per secoli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-storia-in-fondo-al-mare-il-ciclone-harry-riporta-a-riva-antichi-reperti-archeologici.html" title="Ciclone Harry, la furia delle onde fa riemergere reperti archeologici nascosti per secoli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-in-fondo-al-mare-il-ciclone-harry-riporta-a-riva-antichi-reperti-archeologici-1769169027508_320.jpg" alt="Ciclone Harry, la furia delle onde fa riemergere reperti archeologici nascosti per secoli"></a></article></aside><p>Per lungo tempo si è pensato che <strong>Malta fosse rimasta sostanzialmente disabitata fino al Neolitico, circa 7.500 anni fa</strong>, ma nuove prove indicano la presenza di cacciatori-raccoglitori nell’isola già da circa 8.500 anni fa.</p><p>A quel tempo, tuttavia, il ponte di terra verso la Sicilia era già scomparso e Malta si trovava in una configurazione geografica simile a quella odierna. Ciò significa che <strong>la nuova mappa del ponte di terra non può essere automaticamente interpretata come la mappa della prima rotta umana verso Malta</strong>. Ed è proprio questo che la rende così interessante.</p><p> La domanda non è più semplicemente “Gli esseri umani hanno attraversato il ponte di terra?”, ma si fa molto più ampia: <strong>“come hanno interagito le popolazioni umane con questo territorio quando il ponte di terra stesso si è trasformato in mare?”</strong> </p><p>Per i popoli antichi, il Mediterraneo non era una barriera fisica, ma un’opportunità. Questo tratto di mare tra la Sicilia e Malta rappresenta da sempre un punto nevralgico al centro del Mediterraneo, un’occasione per scambi, commerci e spostamenti che potevano avvenire lungo percorsi oggi impossibili da riconoscere senza esplorare il paesaggio sommerso.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mediterraneo-di-un-tempo-tra-sicilia-e-malta-si-poteva-camminare.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso: "il getto polare aggira l'Europa", ecco gli effetti in Italia questa settimana]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 10:15:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il profondo ciclone sul sud Italia si allontana in fretta, mentre l’anticiclone nord Europeo si rafforza ed estende verso l’Italia. La corrente a getto scorre al suo fianco e lo aggira, portando sull’Italia giornate uggiose e non poi così fredde. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsunuy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsunuy.jpg" id="xbsunuy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’aria fredda ha fatto puntuale il suo ingresso ieri in Italia, portando le previste <strong>prime nevicate in Appennino settentrionale e centrale e rinforzo della bora </strong>in alto Adriatico. Precipitazioni a carattere piuttosto irregolare e in genere deboli al nordest, con la <strong>sorpresa grandine in alcune zone dell’Emilia Romagna,</strong> soprattutto a Cesena dove ha causato disagi e incidenti nell’autostrada A14. Al centro e al sud piogge e rovesci sono ancora in corso specie nel settore Adriatico, seguite il <a href="https://www.ilmeteo.net/radar-italia-pioggia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">radar</a> nella giornata odierna.</p><p>Quanto al freddo si è assistito, come spesso accade, all’<strong>effetto paradosso ovvero che con l’aria fredda le temperature minime, complice copertura e vento, sono addirittura aumentate,</strong> specie al nord. Ecco cosa succederà nei prossimi giorni.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>La mappa al suolo evidenzia <strong>due opposte figure a grande scala;</strong> il gigantesco robusto anticiclone con massimo fra Isole Britanniche nel cui fianco orientale <strong>scorre aria fredda, che va ad alimentare l’opposto ciclone presente ora </strong>sul Mar Jonio.</p><p>Nelle prossime 36-38 ore<strong> il minimo al suolo si allontanerà in fretta verso la Grecia,</strong> con la corrente a getto che presenta una marcata ondulazione attorno all’anticiclone, aggirandolo. Il ramo principale che guida le perturbazioni atlantiche resta bloccato, mentre<strong> il Mediterraneo resta a sud del flusso indotto da una saccatura ad U </strong>che si posizionerà fra Spagna e Francia. L’Italia pare così trovarsi in una <strong>situazione di sella al margine fra i vari centri</strong> di azione. </p><p>Aggiungiamo alcune precisazioni: <strong>le masse d’aria sono di tipo marittimo polare, </strong>originate fra Russia e Scandinavia, <strong>non vi è alcune massa artica né siberiana </strong>sull’Italia.</p><h2>Martedì ultimi rovesci al centro sud Adriatico</h2><p>La giornata di <strong>domani martedì 3 novembre vede il nord diviso in due </strong>fra le ampie schiarite del nordovest e la permanenza di cielo da nuvoloso a coperto al nordest. <strong>Scarse però le precipitazioni, sotto forma di deboli pioviggini</strong> locali e di occasionali lievi fioccate di neve in Appennino emiliano romagnolo. <strong>Bora tesa</strong> in Adriatico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796220" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata">Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793546728880_320.png" alt="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata"></a></article></aside><p>Anche <strong>il centro vede una divisione netta</strong> fra le ampie zone soleggiate in Toscana e Lazio, e le nubi fitte su Marche, Abruzzo e Molise e su Umbria orientale. <strong>Nelle zone costiere e localmente appenniniche a tratti deboli piovaschi possibili,</strong> con fiocchi di <strong>neve in montagna oltre 1000-1200 m</strong>. Sardegna più nuvolosa ma con nubi non produttive di pioggia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia-1793605928174.jpg" data-image="3d62qln71w75"><figcaption>Nella giornata di martedì 3 novembre il ciclone si allontana dall'Italia, con ultimi rovesci al sud.</figcaption></figure><p><strong>Al sud al mattino ultimi rovesci e anche temporali </strong>su Puglia, Basilicata e marginalmente Campania orientale con miglioramento nel pomeriggio; variabilità nelle altre regioni.</p><h2>Mercoledì nuvoloso ma poca pioggia</h2><p><strong>Mercoledì 4 novembre molte nubi in tutt’Italia </strong>ma principalmente con poche precipitazioni. <strong>Le piogge arrivano nel pomeriggio al nordovest, </strong>con nevicate sulle Alpi occidentali oltre 800-1000 m, e deboli piogge fra levante Ligure, alta Toscana ed Emilia occidentale.<strong> Asciutto nel resto del nord e del centro</strong>. Al sud nuvoloso ma altrettanto con scarse piogge, solo locali. In Sicilia e Sardegna variabile, qualche rovescio nella zona sudest della Sardegna. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia-1793606055143.jpg" data-image="uufddeus0a27"><figcaption>Temperature in diminuzione verso il fine settimana.</figcaption></figure><p>Temperature: <strong>poco freddo in realtà, al nord minime fra 5 e 7°C</strong>, nessuna gelata è prevista, massime 13-15°C, <strong>al centro minime 8-10°C, massime sui 16-18°C</strong>, anche 20-22°C in Sardegna. Al sud 10-12°C al mattino e 18-20°C di giorno. </p><h2>Giovedì e venerdì minime in calo</h2><p><strong>Giovedì 5 e venerdì 6 novembre ancora spesso nuvoloso, </strong>specie al nordovest e versante tirrenico, mentre si aprono schiarite al nordest e lungo l’Adriatico. <strong>Le precipitazioni restano confinate nelle zone più nordoccidentali</strong> e ponente ligure, col fronte prossimo alle coste tirreniche dove a tratti vi sarà qualche pioggia, ma il grosso pare restare sul mare. <strong>Piogge sulla Sardegna orientale, specie giovedì, </strong>quindi sulla Sicilia occidentale nella giornata di venerdì. Per il resto delle regioni, in genere asciutto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia-1793605980140.jpg" data-image="wz8bse780i91"><figcaption>La corrente a getto aggira il grande anticiclone nord Europeo, lasciando un ramo isolato prossimo all'Italia.</figcaption></figure><p><strong>Le temperature calano venerdì al nord, anche a 2-4°C, localmente vicine a 0°C</strong>, ma con massime ancora 13-15°C. Al centro 4-6°C di minima, 16-18°C di massima, 20°C in Sardegna. Al sud minime 10-12°C, massime sui 20°C.</p><h2>Grigio e umido il primo fine settimana di novembre</h2><p><strong>Sabato 7 e domenica 8 novembre saranno probabilmente ancora due giornate piuttosto grigie </strong>e umide, specie al nord. Nubi estese stratificate comunque interesseranno quasi tutte le regioni, ma nel complesso poco produttive quanto a precipitazioni. <strong>Qualche leggera pioggia o pioviggine potrà interessare appunto il nord, </strong>nonché i rovesci fermi sul Tirreno a tratti sconfinare fin sulle coste, specie verso la Campania. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796181" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html" title="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve">Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html" title="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/etwas-das-es-seit-70-jahren-nicht-gab-uber-dem-nordpol-bricht-der-polarwirbel-jetzt-kommt-der-schnee-zu-uns-1793350526313_320.jpg" alt="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve"></a></article></aside><p>La circolazione pare ruotare più dai settori meridionali, quindi portando masse d’aria relativamente più miti. Di conseguenza le temperature aumenteranno, specie nelle minime. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-corrente-a-getto-aggira-l-europa-e-condiziona-il-tempo-di-inizio-novembre-le-conseguenze-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta Meteo, vortice ciclonico sul Sud Italia: oggi rischio nubifragi e oltre 100 mm di pioggia. Ecco dove colpirà]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-vortice-ciclonico-sul-sud-italia-oggi-rischio-nubifragi-e-oltre-100-mm-di-pioggia-ecco-dove-colpira.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 09:06:10 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Intenso e potente vortice ciclonico sul basso Tirreno già dalle prime ore di questo lunedì 2 novembre. Peggiorerà nel corso della giornata.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsuu06"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsuu06.jpg" id="xbsuu06"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il vortice di bassa pressione si è ormai formato sul basso Tirreno e sta condizionando il meteo su diverse regioni italiane sin dalle prime ore di questo nuovo inizio di settimana. <strong>Campania, Calabria, Puglia, Molise e Abruzzo sono le regioni maggiormente interessate dal maltempo</strong>, con precipitazioni sparse che stanno coinvolgendo anche il Lazio, la bassa Toscana e le Marche.</p><p>Tuttavia, questo peggioramento rappresenta soltanto l'inizio di una giornata che, anticipiamo subito, sarà particolarmente piovosa soprattutto sulle regioni meridionali. Non a caso, proprio nella giornata di ieri, <strong>la Protezione Civile ha diramato un'allerta meteo arancione per Puglia e Basilicata</strong>, a causa del rischio legato alle precipitazioni intense, ai temporali e alle possibili criticità idrogeologiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796220" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata">Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html" title="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793546728880_320.png" alt="Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata"></a></article></aside><p>Insomma, la situazione meteorologica è piuttosto movimentata e lo sarà ancora di più nelle prossime ore, quando il vortice ciclonico tenderà a intensificare ulteriormente i fenomeni su alcune aree della nostra Penisola.</p><h2><strong>Maltempo oggi, lunedì 2 novembre: piogge intense e rischio nubifragi al Sud</strong></h2><p>Tornando all'evoluzione meteorologica di questo lunedì, <strong>le precipitazioni continueranno a interessare buona parte del Centro-Sud</strong>, facendosi progressivamente più intense soprattutto tra Calabria centro-settentrionale, Puglia e Basilicata.</p><p>In queste regioni gli accumuli pluviometrici potrebbero superare diffusamente i 50 millimetri, con la possibilità di raggiungere o superare localmente i 100 millimetri nelle zone maggiormente esposte ai fenomeni più persistenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796219" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno.html" title="Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?">Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno.html" title="Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno-1793545902498_320.jpg" alt="Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?"></a></article></aside><p>Le piogge potranno inoltre assumere carattere temporalesco e, in alcuni casi, risultare particolarmente violente. <strong>Non si escludono locali nubifragi, accompagnati da forti raffiche di vento</strong>, con possibili disagi soprattutto nelle aree più vulnerabili dal punto di vista idrogeologico.</p><p>Per questo motivo, è fondamentale prestare attenzione agli aggiornamenti delle autorità competenti e alle indicazioni della Protezione Civile, evitando gli spostamenti non necessari nelle zone maggiormente interessate dal maltempo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-vortice-ciclonico-sul-sud-italia-oggi-rischio-nubifragi-e-oltre-100-mm-di-pioggia-ecco-dove-colpira-1793608206572.jpg" data-image="375a560oxqca" alt="Nuvole, pioggia e neve sull'Italia" title="Nuvole, pioggia e neve sull'Italia"><figcaption>Il vortice ciclonico previsto sul Sud Italia nel pomeriggio di lunedì 2 novembre, con il minimo depressionario in prossimità della Calabria e precipitazioni diffuse sulle regioni meridionali.</figcaption></figure><p>Nel corso della giornata, il minimo depressionario tenderà a spostarsi molto lentamente dal basso Tirreno verso il mar Ionio, mantenendo attiva una vasta circolazione ciclonica sulle regioni meridionali.</p><p><strong>Le precipitazioni continueranno a interessare soprattutto Puglia, Basilicata e Calabria</strong>, mentre ulteriori fenomeni potranno coinvolgere anche la Sicilia, in particolare durante lo spostamento del vortice verso levante.</p><h3><strong>Martedì 3 novembre, ultime piogge prima del miglioramento: ecco quanto pioverà</strong></h3><p>Ma quando terminerà questa intensa fase di maltempo? Secondo le ultime elaborazioni dei modelli meteorologici, <strong>il vortice depressionario dovrebbe iniziare ad allontanarsi definitivamente dall'Italia tra la notte e la giornata di martedì 3 novembre</strong>, dirigendosi progressivamente verso la Grecia e il mar Egeo.</p><p>Prima di lasciare la nostra Penisola, però, continuerà a favorire precipitazioni soprattutto sulla Puglia, dove le ultime piogge potrebbero insistere anche durante le prime ore di martedì.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-vortice-ciclonico-sul-sud-italia-oggi-rischio-nubifragi-e-oltre-100-mm-di-pioggia-ecco-dove-colpira-1793608295747.jpg" data-image="1v8k3uof236k" alt="Precipitazione cumulata fino al 4 novembre" title="Precipitazione cumulata fino al 4 novembre"><figcaption>Precipitazioni cumulate tra martedì 3 e mercoledì 4 novembre. Gli accumuli più significativi interesseranno soprattutto Puglia, Basilicata, Molise e Abruzzo. </figcaption></figure><p>Proprio la Puglia sarà tra le regioni che potrebbero registrare gli accumuli più significativi dell'intero peggioramento, con valori complessivi particolarmente elevati soprattutto sui settori centro-settentrionali.</p><p><strong>Accumuli importanti sono attesi anche tra Basilicata, Molise e Abruzzo</strong>, mentre quantitativi generalmente inferiori dovrebbero interessare buona parte delle regioni tirreniche.</p><p>Già durante la giornata di martedì, tuttavia, <strong>le condizioni meteorologiche tenderanno a migliorare progressivamente</strong>, con precipitazioni sempre più isolate e il ritorno di schiarite anche sulle regioni meridionali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796216" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre">I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-coinciden-el-4-de-noviembre-se-producira-el-cse-mas-temprano-jamas-registrado-1793382753394_320.png" alt="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"></a></article></aside><p>Sul resto della Penisola, invece, il tempo risulterà generalmente più tranquillo, con ampie schiarite soprattutto al Nord e lungo il versante tirrenico, seppur in un contesto ancora piuttosto fresco.</p><p>Dal punto di vista termico, infatti, <strong>le temperature continueranno a mantenersi inferiori alle medie stagionali</strong>, soprattutto sulle regioni adriatiche e meridionali, dove la ventilazione settentrionale contribuirà ad accentuare ulteriormente la sensazione di freddo.</p><p>Le massime risulteranno particolarmente contenute nelle zone interne e lungo il versante adriatico, mentre valori più miti saranno ancora possibili sulle coste tirreniche e su parte delle Isole Maggiori.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>La settimana dovrebbe poi proseguire con condizioni meteorologiche progressivamente più stabili su buona parte dell'Italia, almeno fino alla seconda metà della settimana, quando nuove infiltrazioni instabili potrebbero tornare a interessare soprattutto le regioni meridionali e insulari.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-vortice-ciclonico-sul-sud-italia-oggi-rischio-nubifragi-e-oltre-100-mm-di-pioggia-ecco-dove-colpira.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Punti ciechi del cambiamento climatico: le regioni per le quali disponiamo di pochi dati preoccupano gli scienziati]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/punti-ciechi-del-cambiamento-climatico-le-regioni-per-le-quali-disponiamo-di-pochi-dati-preoccupano-gli-scienziati.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 06:55:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La visualizzazione dei dati può rendere più comprensibile al pubblico un problema enorme e altamente complesso come il cambiamento climatico. Può anche influenzare la percezione che le persone hanno di esso.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-puntos-ciegos-del-cambio-climatico-las-regiones-de-las-que-apenas-tenemos-datos-preocupa-a-los-cientificos-1792919510640.png" data-image="ac5gae0crcqo"><figcaption>La visualizzazione dei dati può rendere un problema enorme e altamente complesso facile da comprendere per il grande pubblico.</figcaption></figure><p><strong>Miliardi di persone in tutto il mondo vivono in luoghi e condizioni altamente vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico,</strong> per esempio in alcune zone dell’Africa, dell’Asia e nelle piccole isole del Pacifico. Per questo, la visualizzazione dei dati è uno strumento fondamentale per comunicare il cambiamento climatico.</p><p>I dati sul riscaldamento vengono rappresentati attraverso i colori, le emissioni con linee e barre, le inondazioni e gli incendi mediante mappe e animazioni. <strong>Questi strumenti di visualizzazione possono rendere un problema enorme e molto complesso facile da capir</strong><strong>e</strong> e possono anche influenzare la percezione che le persone ne hanno. Alcune visualizzazioni, però, non raccontano tutta la storia. </p><h2>La visualizzazione dei dati può cambiare la percezione</h2><p><strong>Una recente ricerca condotta su 34 utenti dei social network del Regno Unito e della Polonia, </strong>ai quali sono state mostrate visualizzazioni di dati climatici per poi chiedere quali emozioni avessero provato e come avessero reagito<strong>,</strong> ha rilevato preoccupazione, paura, tristezza, rabbia e inquietudine, ma anche curiosità, sorpresa e piacere, <strong>suggerendo che la visualizzazione possa rendere più accessibili anche dati spiacevoli.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-puntos-ciegos-del-cambio-climatico-las-regiones-de-las-que-apenas-tenemos-datos-preocupa-a-los-cientificos-1792919762648.png" data-image="0gxj8k4xoawo"><figcaption>Maggiore è il riscaldamento, più intensi saranno i toni del rosso.</figcaption></figure><p><strong>L</strong><strong>e strisce del riscaldamento sono una visualizzazione che mostra i cambiamenti della temperatura attraverso bande colorate.</strong> Un partecipante ha raccontato che questa visualizzazione gli sembrava bella, gradevole e interessante, finché non ha compreso che cosa rappresentassero i colori: il rosso le temperature calde, il blu quelle fredde. A quel punto la sua reazione è cambiata e l’immagine è diventata inquietante. <strong>La visualizzazione non mostra soltanto il cambiamento climatico, ma modifica il modo in cui le persone lo vivono.</strong></p><h2>Il problema della mancanza di dati nei luoghi più vulnerabili al cambiamento climatico</h2><p><strong>La visualizzazione delle strisce del riscaldamento non è disponibile per tutte le località del pianeta, ma è necessaria su scala locale</strong> per comprendere il fenomeno, sensibilizzare, accrescere la consapevolezza e prepararsi alle peggiori conseguenze del cambiamento climatico in alcune di queste aree. La visualizzazione dei dati deve rispecchiare il contesto locale e, allo stesso tempo, coinvolgere un pubblico più ampio per trasmettere l’urgente necessità di agire contro il cambiamento climatico.</p><p>La versione interattiva delle strisce del riscaldamento permette agli utenti di selezionare le località per creare le proprie strisce, ma <strong>non sempre è possibile realizzarle a causa della mancanza di dati per un luogo specifico.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793713" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-clima-in-bilico-a-modena-una-mostra-per-capire-il-cambiamento-climatico.html" title="Clima, dai gas serra alle fake news: a Modena una mostra per capire cosa sta succedendo">Clima, dai gas serra alle fake news: a Modena una mostra per capire cosa sta succedendo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-clima-in-bilico-a-modena-una-mostra-per-capire-il-cambiamento-climatico.html" title="Clima, dai gas serra alle fake news: a Modena una mostra per capire cosa sta succedendo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-clima-in-bilico-a-modena-una-mostra-per-capire-il-cambiamento-climatico-1792143318192_320.jpg" alt="Clima, dai gas serra alle fake news: a Modena una mostra per capire cosa sta succedendo"></a></article></aside><p>Il problema non risiede nell’inesattezza della rappresentazione globale dei dati sul riscaldamento che rendono visibile il cambiamento climatico, ma nel fatto che la precisione su scala globale non garantisce la visibilità a livello locale, quando<strong> questa visibilità locale è fondamentale per le comunità che subiscono le conseguenze peggiori </strong>del cambiamento climatico.</p><h2>Oltre i numeri: gli impatti sulle persone</h2><p>La visualizzazione dei dati climatici non è soltanto un esercizio tecnico che consiste nel realizzare un grafico preciso, chiaro e facile da comprendere. <strong>È necessario sapere chi viene rappresentato, chi manca e chi vive ciò che i dati ci permettono di vedere.</strong> Quello che le persone vedono nelle visualizzazioni può influenzare ciò che provano rispetto al cambiamento climatico e portarle a interrogarsi su che cosa pensano di poter fare al riguardo. </p><p><strong>Lo studio ha rivelato che le risposte emotive potevano spingere le persone a condividere le informazioni e a discuterne con altri</strong>, a cambiare le abitudini quotidiane e persino a intraprendere forme più strutturate di partecipazione politica. Tuttavia, emozioni intense non si traducono automaticamente in azioni.</p><div class="texto-destacado">Rendere visibile il cambiamento climatico è soltanto il primo passo. La sfida della comunicazione climatica consiste nel considerare quali esperienze vediamo, quali rimangono escluse e che cosa accade dopo averle conosciute. <br></div><p><strong>Quando le persone sentivano di poter fare qualcosa di concreto a livello locale o nazionale, erano più propense a riferire azioni dirette a favore del clima.</strong> La percezione di poter agire contribuisce a determinare che cosa accade dopo che le persone hanno avuto accesso alle informazioni climatiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790131" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli">Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli-1790172973662_320.jpeg" alt="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"></a></article></aside><p>La comunicazione climatica non deve soltanto trovare modi migliori e più precisi per mostrare la portata della crisi climatica. <strong>Quando il cambiamento climatico viene trasformato in dati, la comunicazione deve fare in modo che il pubblico continui a vedere le persone dietro ai numeri,</strong> non soltanto per conoscere la realtà e preoccuparsene, ma anche per sapere che cosa può fare. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Fr%C4%85tczak%2C%20M." data-year="2026" data-title="Data%20visualisation%20as%20an%20%E2%80%98emotional%20repository.%E2%80%99%20Information%2C%20Communication%20%26%20Society%2C%201%E2%80%9320." data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1080%2F1369118X.2026.2751505">Frątczak, M.. (2026). <a href="https://doi.org/10.1080/1369118X.2026.2751505" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La visualizzazione dei dati come “archivio emotivo”. Information, Communication & Society, 1–20.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/punti-ciechi-del-cambiamento-climatico-le-regioni-per-le-quali-disponiamo-di-pochi-dati-preoccupano-gli-scienziati.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Vortice polare mai così debole a inizio novembre e l'incognita El Niño: cosa rischia l’inverno?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno.html</link><pubDate>Mon, 02 Nov 2026 04:49:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il vortice polare stratosferico inizia ad indebolirsi e a scaldarsi, si tratta di uno degli eventi più precoci mai osservati. Ecco quello che potrà accadere, tenendo presente l'incognita di El Niño.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsphue"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsphue.jpg" id="xbsphue"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In questo inizio di novembre il <strong>vortice polare stratosferico</strong> sta vivendo una fase di instabilità insolitamente precoce. I modelli numerici indicano una probabilità elevata di un forte indebolimento, <strong>con inversione dei venti zonali medi a 10 hPa e 60°N tra il 4 e il 10 novembre.</strong></p><p>Se confermato, si tratterebbe di uno dei riscaldamenti troposferici più precoci mai osservati, da quando si monitora l’attività del vortice polare in stratosfera. Quindi un vero e proprio record.</p><h2><strong>Il meccanismo fisico del vortice polare</strong></h2><p>Il <strong>vortice polare stratosferico</strong> è una vasta circolazione ciclonica di venti occidentali che si rafforza ogni autunno sopra le regioni polari. La sua evoluzione è regolata principalmente dalle <strong>onde planetarie di Rossby</strong> che si generano in troposfera.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno-1793545778248.jpg" data-image="3rlnpi5j067t" alt="Calore, vortice polare." title="Calore, vortice polare."><figcaption>Solo le onde più lunghe riescono a superare la tropopausa e a propagarsi in stratosfera. Durante la loro ascesa trasportano calore e quantità di moto verso l’alto, sopra l’Artico. </figcaption></figure><p>Solo le onde più lunghe riescono a superare la tropopausa e a propagarsi in stratosfera. Durante la loro ascesa trasportano calore e quantità di moto verso l’alto, sopra l’Artico. </p><div class="texto-destacado">Arrivate nelle quote superiori (intorno ai 10 hPa e oltre), dove la densità dell’aria è molto più bassa, <strong>le onde aumentano di ampiezza e tendono a rompersi. Il deposito di momento che ne deriva frena i venti occidentali del vortice, rallentandoli, fino a farli invertire del tutto.</strong></div><p>Man mano che si progredisce verso l’alta stratosfera l’aria diviene meno densa, pertanto proprio a queste quote il vento comincia a rallentare, rispetto alla media e bassa troposfera. </p><p>Quando il vortice si indebolisce in alto, le onde successive trovano condizioni favorevoli alla rottura a quote progressivamente più basse. Se le condizioni restano favorevoli il rallentamento dei venti zonali si può propagare verso il basso nel corso di giorni o settimane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno-1793545829877.jpg" data-image="rxz2ppzyx3bo" alt="Onde di Rossby." title="Onde di Rossby."><figcaption>Le onde di Rossby, in movimento dal Nord America verso l'Europa, che favoriranno il trasporto di calore verso la regione polare.</figcaption></figure><p>La compressione adiabatica che accompagna la discesa provoca il rapido riscaldamento della stratosfera polare, <strong>generando il fenomeno dello stratwarming, con questo massiccio e repentino riscaldamento della stratosfera.</strong></p><h2><strong>Ogni inverno la stratosfera polare tende a scaldarsi</strong></h2><p>Sia chiaro, questo processo non è eccezionale in sé. <strong>Ogni inverno le onde planetarie di Rossby trasferiscono energia e quantità di moto verso il vortice polare. </strong></p><div class="texto-destacado">Lo <strong>stratwarming </strong>rappresenta semplicemente il caso in cui questo trasferimento <strong>è particolarmente intenso e prolungato, fino a determinare l’inversione dei venti zonali.</strong></div><p>Uno dei punti più discussi riguarda le conseguenze sulla circolazione troposferica e, di conseguenza, sul tempo alle medie latitudini.</p><p>Statisticamente, circa un terzo o fino a metà degli <strong>stratwarming</strong> non producono una risposta troposferica chiara e duratura (indice NAM negativo al suolo, aumento della probabilità di blocchi). </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno-1793545902498.jpg" data-image="e08vwhcgjxyq" alt="Stratwarming." title="Stratwarming."><figcaption>Statisticamente, circa un terzo o fino a metà degli stratwarming non producono una risposta troposferica chiara e duratur.</figcaption></figure><p>Gli altri due terzi invece mostrano un impatto, con intensità e tempi variabili, spesso tra 1 e 3 settimane dopo l’evento stratosferico, ma in alcuni casi anche più tardi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="225821" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/meteorologia-vortice-polare-ecco-come-influenza-inverno-gelo-neve.html" title="Alla scoperta del vortice polare: ecco come influenza l'inverno">Alla scoperta del vortice polare: ecco come influenza l'inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/meteorologia-vortice-polare-ecco-come-influenza-inverno-gelo-neve.html" title="Alla scoperta del vortice polare: ecco come influenza l'inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-del-vortice-polare-ecco-come-influenza-l-inverno-225821-1_320.jpg" alt="Alla scoperta del vortice polare: ecco come influenza l'inverno"></a></article></aside><p>Il segnale non scende meccanicamente. La stratosfera modifica le condizioni di fondo (gradiente di temperatura, posizione del getto, propagazione delle onde successive), <strong>ma è la troposfera a determinare se e come rispondere.</strong> Non il contrario. </p><h2><strong>Perché l’incertezza è più alta del solito in questo caso?</strong></h2><p>L’evento in corso presenta elementi che aumentano l’incertezza rispetto a un evento di riscaldamento classico, tipico di gennaio o febbraio. Un’inversione dei venti a inizio novembre non ha precedenti solidi nel record moderno. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno-1793545977329.jpg" data-image="ak1pa47yf9xx" alt="Freddo, inverno." title="Freddo, inverno."><figcaption>L’evento in corso presenta elementi che aumentano l’incertezza rispetto a un evento di riscaldamento classico, tipico di gennaio o febbraio. Un’inversione dei venti a inizio novembre non ha precedenti. </figcaption></figure><p>Nella prima parte della stagione il vortice è ancora in fase di costruzione e <strong>il coupling tra stratosfera e troposfera tende a essere meno efficiente e più lento.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>A tutto ciò ci si mette di mezzo pure El Niño<strong>. La fase di El Niño molto intensa favorisce pattern troposferici più zonali e, su gran parte delle medie latitudini dell’emisfero nord, condizioni mediamente più miti.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Inoltre, di norma, la risposta della troposfera è mediamente più robusta nel cuore dell’inverno, </strong>quando il contrasto termico e la struttura del vortice sono pienamente sviluppati. </p><p>A inizio novembre i tempi di propagazione verso il basso e l’intensità dell’impatto possono risultare attenuati o dilazionati.</p><p>Pertanto le conseguenze sulla circolazione troposferica, invece, restano aperte. In questo caso specifico, la combinazione di tempistica estremamente precoce e <strong>Super El Niño</strong> rende l’incertezza ancora maggiore sul proseguo di novembre. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796216" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre">I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html" title="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-coinciden-el-4-de-noviembre-se-producira-el-cse-mas-temprano-jamas-registrado-1793382753394_320.png" alt="I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre"></a></article></aside><p>Nelle prossime settimane sarà decisivo osservare se e come il segnale stratosferico riuscirà a propagarsi verso il basso e a interagire con la circolazione troposferica, già fortemente influenzata da <strong>El Niño </strong>sull'area del Pacifico.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/vortice-polare-mai-cosi-debole-a-inizio-novembre-e-l-incognita-el-nino-cosa-rischia-l-inverno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scienziati spagnoli dell'IEO scoprono perché alcuni polpi del Mediterraneo possono triplicare il proprio peso]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-spagnoli-dell-ieo-scoprono-perche-alcuni-polpi-del-mediterraneo-possono-triplicare-il-loro-peso.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 17:19:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Cosa fa sì che alcuni polpi raggiungano dimensioni molto maggiori rispetto ad altri nelle stesse acque del Mediterraneo? Una ricerca spagnola ha individuato diversi indizi e rivelato altre sorprendenti caratteristiche di questi cefalopodi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-algunos-pulpos-del-mediterraneo-pesan-casi-el-triple-que-otros-cientificos-espanoles-descubren-los-motivos-1793094175861.jpg" data-image="4mqvkryfnhex" alt="Polpo" title="Polpo"><figcaption>I polpi catturati tramite pesca artigianale pesano, in media, quasi tre volte tanto rispetto a quelli ottenuti mediante pesca a strascico.</figcaption></figure><p>Nelle acque del Mediterraneo convivono polpi della stessa specie che presentano però differenze sorprendenti. <strong>Mentre alcuni esemplari raggiungono appena i 500 grammi, altri superano ampiamente il chilo di peso.</strong> Da che cosa dipende questa disparità, se appartengono tutti alla stessa specie? </p><p>Uno studio dell’Istituto spagnolo di oceanografia (IEO-CSIC) ha rivelato sorprendenti differenze nelle <strong>dimensioni, nella riproduzione e nell’alimentazione dei polpi che vivono nelle acque delle Baleari. </strong>La temperatura del mare potrebbe spiegare in parte queste differenze, ma non è l’unico fattore.</p><p>La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Fishes, ha scoperto che<strong> i polpi catturati con la pesca artigianale pesano, in media, quasi tre volte più di quelli pescati a strascico</strong>. Le differenze potrebbero essere legate alla profondità, alla temperatura dell’acqua e alle caratteristiche dei metodi di cattura.</p><h2>La temperatura dell’acqua influisce?</h2><p>I ricercatori hanno verificato che i polpi catturati con la pesca artigianale mediante nasse, principalmente in acque costiere profonde meno di 50 metri, raggiungono un peso medio di 1.466 grammi. Al contrario, <strong>gli esemplari provenienti dalla pesca a strascico, praticata in zone più profonde, presentano un peso medio di appena 499 grammi.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Il polpo comune (Octopus vulgaris) è una delle specie di polpo più studiate e anche una delle più intelligenti. Al crepuscolo caccia granchi, gamberi e molluschi bivalvi, anche se mangia quasi tutto ciò che cattura. È stato inoltre osservato mentre mantiene dei "giardini". https://t.co/Q6cpgVQ1tY</p>— Jeremy Roberts (@JeremyBRoberts) <a href="https://x.com/JeremyBRoberts/status/1518620759261736961?ref_src=twsrc%5Etfw">25 aprile 2022</a></blockquote></figure><p><strong>Una delle possibili spiegazioni risiede nella</strong><strong> temperatura dell’acqua.</strong> Durante l’estate, le zone costiere poco profonde possono raggiungere i 28 °C, mentre oltre i 50 metri le temperature sono considerevolmente più basse e più stabili. </p><p>Queste <strong>differenze termiche potrebbero influire sul metabolismo e sulla crescita dei polpi</strong>, anche se gli scienziati avvertono che i diversi metodi di pesca selezionano anche esemplari con caratteristiche differenti. Non si può quindi concludere che la temperatura sia l’unica responsabile delle differenze osservate.</p><h2>Anche le femmine presentano pesi diversi</h2><p>Lo studio ha individuato un’altra particolarità legata alla riproduzione.<strong> Tra le femmine catturate con la pesca artigianale, il peso stimato al quale metà degli esemplari raggiunge la maturità sessuale è di 1,23 chilogrammi.</strong> Tra quelle provenienti dalla pesca a strascico, invece, questo valore scende a 490 grammi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-algunos-pulpos-del-mediterraneo-pesan-casi-el-triple-que-otros-cientificos-espanoles-descubren-los-motivos-1793094481178.jpg" data-image="h3q3kajphpx1" alt="Polpo" title="Polpo"><figcaption>Tra le femmine catturate con la pesca artigianale, il peso al quale metà degli esemplari raggiunge la maturità sessuale è di 1,23 chilogrammi</figcaption></figure><p>I maschi, dal canto loro, raggiungono la maturità sessuale a dimensioni considerevolmente inferiori rispetto alle femmine. Queste differenze potrebbero dipendere dalle <strong>condizioni ambientali dei diversi habitat</strong>, ma anche essere influenzate dalla selettività degli attrezzi da pesca.</p><h2>Un calendario riproduttivo rimasto invariato da 30 anni</h2><p>Un’altra delle scoperte più interessanti è che il periodo di massima <strong>attività riproduttiva del polpo comune nelle Baleari continua a concentrarsi tra maggio e agosto. </strong>Questo calendario coincide con quello descritto da ricerche condotte circa tre decenni fa.</p><p>Il risultato<strong> colpisce se si considera il riscaldamento del Mediterraneo</strong>, poiché in altre regioni sono state osservate modifiche nella distribuzione e nelle dinamiche riproduttive di questa specie associate alle condizioni ambientali. Gli scienziati, tuttavia, non hanno riscontrato cambiamenti importanti nei mesi di massima riproduzione dei polpi delle Baleari.</p><h3>I polpi cambiano alimentazione man mano che crescono</h3><p>La ricerca ha permesso anche di conoscere meglio le abitudini alimentari di questi cefalopodi attraverso l’analisi di 583 stomaci. I risultati mostrano che <strong>la loro dieta è composta principalmente da crostacei, pesci e altri molluschi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794848" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/mediterraneo-il-livello-del-mare-accelera-nuovi-dati-copernicus-rivelano-le-differenze-tra-est-e-ovest.html" title="Mediterraneo, il livello del mare accelera: nuovi dati Copernicus rivelano le differenze tra Est e Ovest">Mediterraneo, il livello del mare accelera: nuovi dati Copernicus rivelano le differenze tra Est e Ovest</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/mediterraneo-il-livello-del-mare-accelera-nuovi-dati-copernicus-rivelano-le-differenze-tra-est-e-ovest.html" title="Mediterraneo, il livello del mare accelera: nuovi dati Copernicus rivelano le differenze tra Est e Ovest"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-il-livello-del-mare-accelera-nuovi-dati-copernicus-rivelano-le-differenze-tra-est-e-ovest-1792775520221_320.png" alt="Mediterraneo, il livello del mare accelera: nuovi dati Copernicus rivelano le differenze tra Est e Ovest"></a></article></aside><p>I ricercatori hanno però scoperto che le loro preferenze alimentari cambiano con l’aumentare delle dimensioni.<strong> A partire da circa 11 centimetri di lunghezza del mantello, i polpi iniziano a consumare proporzionalmente più pesci</strong> e meno crostacei.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-espanoles-del-ieo-descubren-por-que-algunos-pulpos-del-mediterraneo-llegan-a-triplicar-su-peso-1793096349611.png" data-image="khlfxnhxczbm"><figcaption>A partire da circa 11 centimetri di lunghezza del mantello, i polpi iniziano a consumare proporzionalmente più pesci</figcaption></figure><p>Questo cambiamento coincide approssimativamente con le dimensioni alle quali le femmine raggiungono la maturità sessuale, suggerendo una<strong> possibile relazione con il maggiore fabbisogno energetico associato alla riproduzione. </strong>Una scoperta che dimostra quanto resti ancora da conoscere sulla biologia di questi affascinanti abitanti del Mediterraneo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Zaragoza%2C%20N.%2C%20Valls%2C%20M.%2C%20Guijarro%2C%20B.%2C%20et%20al." data-year="2026" data-title="Life-History%20Traits%20of%20the%20Common%20Octopus%20(Octopus%20vulgaris)%20from%20the%20Balearic%20Islands%20(Western%20Mediterranean%20Sea).%20Fishes%2C%2011(8)%2C%20463." data-url="https%3A%2F%2Fwww.mdpi.com%2F2410-3888%2F11%2F8%2F463">Zaragoza, N., Valls, M., Guijarro, B., et al.. (2026). <a href="https://www.mdpi.com/2410-3888/11/8/463" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Caratteristiche del ciclo vitale del polpo comune (Octopus vulgaris) delle isole Baleari (Mediterraneo occidentale). Fishes, 11(8), 463.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-spagnoli-dell-ieo-scoprono-perche-alcuni-polpi-del-mediterraneo-possono-triplicare-il-loro-peso.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Maltempo, imminente peggioramento al Centro-Sud: la Protezione Civile lancia l'allerta arancione in Puglia e Basilicata]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 15:26:10 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il maltempo si intensifica al Centro-Sud: lunedì 2 novembre attesi temporali, piogge persistenti e venti di burrasca. Allerta arancione in Puglia e Basilicata, gialla in altre cinque regioni. Tra lunedì e martedì possibili accumuli superiori a 100 millimetri.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbspk3e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbspk3e.jpg" id="xbspk3e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Come abbiamo spiegato in altri articoli qui su Meteored,<strong> il Centro-Sud si prepara a un peggioramento ulteriore delle condizioni meteo</strong>, dopo una giornata in cui abbiamo già assistito a prime piogge e abbassamento delle temperature. </p><p>Un’area di bassa pressione, in discesa dai Balcani verso il mar Tirreno, sta determinando condizioni di instabilità, con rovesci e temporali sparsi. <strong>Dalla notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre è atteso un nuovo peggioramento</strong>, con piogge diffuse, temporali anche intensi e un generale rinforzo dei venti.</p><p>L’approfondirsi della depressione sul Tirreno meridionale provocherà un deciso deterioramento delle condizioni meteorologiche sul medio versante adriatico e su gran parte del Sud. Particolare attenzione andrà alla persistenza delle precipitazioni, che potranno insistere sulle stesse aree per diverse ore.</p><p>Secondo l’aggiornamento pubblicato da Meteored Italia, basato sulle elaborazioni del modello europeo ECMWF, <strong>tra lunedì 2 e martedì 3 novembre potrebbero accumularsi oltre 100 millimetri di pioggia nell’area tra Basilicata e Puglia</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793546441134.jpg" data-image="wfa43j335shw"><figcaption>Sono attesi quantitativi di pioggia importanti al centro-sud.</figcaption></figure><p>Precipitazioni abbondanti sono previste anche sulla Calabria settentrionale e in alcune zone della Campania. Si tratta di quantitativi previsti nell’arco dei due giorni, la cui distribuzione locale dipenderà dall’effettiva evoluzione della depressione.</p><p>Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – <strong>ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse.</strong> I fenomeni, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare criticità idrogeologiche e idrauliche.</p><h2><strong>Piogge e temporali: le regioni interessate</strong></h2><p>L’avviso prevede dalle prime ore di domani, lunedì 2 novembre, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, <strong>su Abruzzo, Molise e Sicilia, in estensione a Campania, Calabria, Puglia e Basilicata.</strong></p><p>Le precipitazioni potranno assumere carattere di persistenza soprattutto sulla Basilicata e lungo i versanti appenninici orientali di Abruzzo e Molise. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796182" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento.html" title="Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, ' più di 100 mm di pioggia'">Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, " più di 100 mm di pioggia"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento.html" title="Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, ' più di 100 mm di pioggia'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento-1793520086729_320.png" alt="Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, ' più di 100 mm di pioggia'"></a></article></aside><p>Il peggioramento si inserisce in una fase di instabilità già in corso nella giornata di Ognissanti: il passaggio al nuovo giorno porterà quindi un’ulteriore intensificazione del maltempo nelle regioni meridionali.</p><h3><strong>Venti fino a burrasca, raffiche più intense sulla Sicilia meridionale</strong></h3><p><strong>Sempre dal primo mattino di lunedì sono previsti venti settentrionali da forti a burrasca sul Lazio</strong>, specialmente sui settori settentrionali, <strong>sulla Campania e sulla Sicilia</strong>. Sui settori meridionali dell’isola le raffiche potranno raggiungere l’intensità di burrasca forte.</p><p>Successivamente il rinforzo della ventilazione interesserà anche Basilicata e Puglia, con venti in rotazione dai quadranti orientali. Il vento rappresenterà quindi un ulteriore elemento di attenzione, accanto alle precipitazioni intense e alla possibile persistenza dei temporali.</p><h2><strong>Allerta arancione in Puglia e Basilicata, gialla in altre cinque regioni</strong></h2><p>Sulla base dei fenomeni previsti, per la giornata di lunedì 2 novembre è stata valutata <strong>allerta arancione per rischio meteo-idrogeologico in Puglia e Basilicata</strong>. È stata inoltre indicata allerta gialla in Calabria, Campania, Molise, Abruzzo e Sicilia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata-1793546563009.jpg" data-image="9my6pant0fdt"><figcaption>Accumuli pluviometrici importanti sono attesi al Sud.</figcaption></figure><p>Per conoscere le zone effettivamente coinvolte e le tipologie di rischio previste nei singoli territori è necessario consultare il bollettino nazionale di criticità e di allerta e gli aggiornamenti delle rispettive strutture regionali di protezione civile.</p><p>L’attenzione resterà alta anche sull’evoluzione successiva: <strong>il modello europeo indica infatti possibili accumuli rilevanti tra il 2 e il 3 novembre.</strong> I livelli di allerta riportati in questo aggiornamento si riferiscono invece alla giornata di lunedì 2 novembre.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-arancione-in-puglia-e-basilicata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I meteorologi concordano: lo stratwarming più precoce mai registrato si verificherà il 4 novembre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 14:30:04 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Secondo i meteorologi, nei primi giorni di novembre il vortice polare potrebbe subire un’importante perturbazione, definita «senza precedenti». Ecco cosa potrebbe accadere e quali potrebbero essere le ripercussioni per l’emisfero settentrionale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-x9dl7sa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-x9dl7sa.jpg" id="x9dl7sa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Nell’era satellitare non si sono mai verificate grandi perturbazioni del vortice polare a novembre</strong>, ma questo potrebbe cambiare con un riscaldamento stratosferico improvviso (SSW) previsto attorno al 4 novembre sull’Artico. Nel periodo precedente all’osservazione satellitare, meno affidabile, sono stati documentati soltanto due casi. </p><p><strong>"Un’alterazione del vortice polare di questa entità è più comune a gennaio e febbraio. In alcune occasioni si è verificata a dicembre</strong>, anche se mai dall’inizio di questo secolo", spiega Judah Cohen, climatologo del MIT. Ora "i modelli prevedono una perturbazione con quasi tre settimane di anticipo rispetto alla più precoce grande perturbazione conosciuta del vortice polare". </p><h2>Che cos’è il vortice polare?</h2><p><strong>Il vortice polare è un’ampia circolazione di bassa pressione e aria fredda che ruota in senso antiorario attorno al Polo Nord</strong>. Si forma nella stratosfera ogni autunno ed esercita una forte influenza sul clima invernale dell’emisfero settentrionale. </p><p>Quando è intenso, il vortice rimane strettamente raccolto attorno al Polo Nord, mantenendo l’aria fredda confinata in quella zona<strong>. Quando è debole, il vortice oscilla e permette all’aria gelida di spostarsi verso sud, fino alle medie latitudini. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-meteorologos-coinciden-el-4-de-noviembre-se-producira-el-cse-mas-temprano-jamas-registrado-1793382753394.png" data-image="n6ax90asv6o0"><figcaption>Sebbene un riscaldamento stratosferico improvviso venga spesso associato al freddo estremo, in molti casi questo non si verifica.</figcaption></figure><p>I meteorologi non hanno ancora chiaro come tutto questo influenzerà il tempo nell’emisfero settentrionale. In questi giorni, meteorologi di diversi Paesi segnalano che è molto probabile che si verifichi <strong>un riscaldamento stratosferico improvviso attorno al 4 novembre 2026, il più precoce dall’inizio delle rilevazioni</strong>, che potrebbe perturbare il vortice polare. Questo, tuttavia, non significa necessariamente che l’inverno arriverà prima del solito.</p><p><strong>Le onde atmosferiche su larga scala che si propagano dalla troposfera verso la stratosfera indeboliscono il vortice polare quando si "infrangono" su di esso</strong>. Se queste onde sono abbastanza intense, il vortice può indebolirsi fino a provocare un’inversione temporanea della direzione dei venti. </p><p>Quando ciò accade, l’aria fredda scende e le temperature stratosferiche aumentano rapidamente, dando origine a un riscaldamento stratosferico improvviso "maggiore".</p><h2>Quando potrebbero farsi sentire gli effetti di questo riscaldamento stratosferico?</h2><p>L’86% degli scenari dell’ECMWF prevede che questo riscaldamento stratosferico improvviso si verifichi tra pochi giorni.<strong> Da quando è iniziata la raccolta di questi dati, nel 1959, non si è mai verificato un episodio maggiore così presto nella stagione.</strong> Un episodio maggiore di riscaldamento stratosferico improvviso ha più probabilità di provocare irruzioni di aria artica alle basse latitudini, ma è impossibile sapere in quale parte dell’emisfero settentrionale questo potrebbe accadere. In ogni caso, gli effetti si farebbero sentire dopo alcune settimane, non immediatamente.</p><p>L’ECMWF prevede che, a partire da oggi, il vortice polare assuma una forma ovale, tre volte più lunga che larga: ciò significa che l’aria artica potrebbe infine raggiungere l’Europa o gli Stati Uniti. Occorrono circa due settimane perché una perturbazione così importante del vortice polare influenzi il tempo alle nostre latitudini. <strong>Cohen afferma: "Non mi aspetterei di vederne gli effetti prima di dicembre"</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="796181" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html" title="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve">Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html" title="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/etwas-das-es-seit-70-jahren-nicht-gab-uber-dem-nordpol-bricht-der-polarwirbel-jetzt-kommt-der-schnee-zu-uns-1793350526313_320.jpg" alt="Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve"></a></article></aside><p><strong>La presenza di un forte blocco anticiclonico sugli Urali e sulla Scandinavia spiega questa tempistica insolita.</strong> Si tratta, in sostanza, di un sistema di alta pressione che si è insediato sulla Russia nordoccidentale e sulla Scandinavia, spingendo grandi onde atmosferiche verso la stratosfera e contribuendo così a indebolire il vortice polare. </p><p>I modelli non hanno previsto un fenomeno così precoce: "Faranno molta fatica a interpretarlo", spiega Cohen. E aggiunge: "<strong>Esiste una soglia oltre la quale El Niño diventa così forte da deviare qualsiasi massa d’aria fredda che il vortice polare ci invia?</strong> Non lo so, e credo che non lo sappia nessun altro".</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-concordano-il-cse-piu-precoce-mai-registrato-si-verifichera-il-4-novembre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il fotografo Sebastião Salgado ha piantato due milioni di alberi in un'area devastata: 28 anni dopo, torna pieno di vita]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-fotografo-sebastiao-salgado-ha-piantato-due-milioni-di-alberi-in-una-tenuta-devastata-e-28-anni-dopo-la-fauna-selva.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 13:17:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nel 1998, Sebastião Salgado e sua moglie hanno dato avvio al ripristino di una proprietà degradata in Brasile. Il progetto ha reso possibile il recupero di migliaia di ettari e la riabilitazione di habitat naturali.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fotografo-que-planto-2-millones-de-arboles-en-una-finca-devastada-28-anos-despues-la-fauna-y-flora-han-vuelto-1793165010970.jpg" data-image="mmi2ca0c8nwm" alt="Proyecto Terra" title="Proyecto Terra"><figcaption>Sebastião Salgado ha promosso il rimboschimento di una tenuta di famiglia in Brasile, dove il ritorno degli alberi ha favorito il ripristino della flora e della fauna locali. Immagine: Instituto Terra.</figcaption></figure><p>La deforestazione e l’allevamento avevano lasciato un segno profondo in una proprietà di famiglia situata nel sud-est del Brasile. Di fronte al degrado del terreno, <strong>il fotografo Sebastião Salgado e sua moglie, Lélia Deluiz Wanick Salgado,</strong> decisero di intervenire per recuperare la vegetazione perduta e restituire all’ambiente parte della sua ricchezza naturale.</p><p><strong>L’iniziativa prese avvio nel 1998 e portò alla nascita dell’Instituto Terra,</strong> un’organizzazione dedicata al ripristino ambientale. Il lavoro svolto da allora dimostra che recuperare un’area degradata richiede anni di interventi, risorse economiche e una selezione adeguata delle specie vegetali. L’esperienza è servita anche a estendere le attività di conservazione oltre i confini della proprietà originaria.</p><h2>Sebastião Salgado e l’Instituto Terra: come iniziò la riforestazione</h2><p><strong>La proprietà riforestata si trova ad Aimorés, nello Stato brasiliano di Minas Gerais</strong>. Prima dell’inizio dei lavori, decenni di allevamento e disboscamento avevano ridotto la copertura vegetale e compromesso le condizioni del suolo. L’intervento di Salgado e di sua moglie mirava a<strong> ripristinare la foresta atlantica, un ecosistema che aveva perso terreno in quella zona.</strong></p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/RY2dIEba30o/sddefault.jpg" alt="youtube video id=RY2dIEba30o" id="RY2dIEba30o"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>I coniugi avviarono un programma di ripristino che richiedeva di conoscere le caratteristiche del terreno e le esigenze di ogni specie. La produzione di piantine, la scelta di alberi autoctoni e la loro distribuzione nelle aree danneggiate facevano parte delle attività. L’obiettivo era <strong>favorire il recupero dell’ambiente e creare le condizioni adatte al ritorno di altre specie.</strong></p><p>I primi risultati resero necessario rivedere alcune procedure. <strong>La sopravvivenza delle piante presentava difficoltà e il gruppo dovette adattare le tecniche di piantumazione</strong> alle condizioni della proprietà. Secondo i dati pubblicati dall’Instituto Terra, l’organizzazione è già riuscita a ripristinare oltre 2.300 ettari di foresta atlantica e a piantare più di 3,5 milioni di alberi.</p><h2>Il recupero della foresta brasiliana restituisce spazio alla fauna</h2><p>Il ritorno della vegetazione ha permesso di recuperare funzioni naturali che il terreno aveva perso. <strong>Le radici hanno contribuito a trattenere il suolo e a ridurre l’erosione, mentre la copertura vegetale ha aiutato a conservare l’umidità.</strong> Gli alberi hanno inoltre fornito rifugio e nutrimento a diverse specie, favorendo il recupero della biodiversità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fotografo-que-planto-2-millones-de-arboles-en-una-finca-devastada-28-anos-despues-la-fauna-y-flora-han-vuelto-1793165396923.jpg" data-image="1oaihqwwcphs" alt="Recupero della foresta atlantica in Brasile" title="Recupero della foresta atlantica in Brasile"><figcaption>L’Instituto Terra ha ripristinato oltre 2.300 ettari di foresta atlantica e lavora alla conservazione dell’acqua, della biodiversità e dei suoli degradati. Immagine: Instituto Terra.</figcaption></figure><p><strong>Un altro intervento di recupero si è concentrato sulle risorse idriche.</strong> La rigenerazione della foresta ha contribuito a proteggere le sorgenti e a migliorare le condizioni delle aree vicine ai corsi d’acqua. Il recupero di questi elementi è stato decisivo per ristabilire le relazioni tra il suolo, la vegetazione e la fauna autoctona.</p><p>Le attività, tuttavia, non sono state prive di ostacoli. <strong>Nei primi anni i coniugi hanno dovuto affrontare diversi problemi, legati sia alla sopravvivenza delle piante sia ai finanziamenti necessari per portare avanti il progetto</strong>. La produzione delle piantine, la loro cura e l’ampliamento delle aree interessate dagli interventi <strong>hanno richiesto risorse costanti per sostenere il ripristino.</strong></p><h2>L’Instituto Terra estende il ripristino ambientale oltre i confini della proprietà</h2><p>L’esperienza avviata da Sebastião Salgado e Lélia Deluiz Wanick Salgado ha dato origine a un’attività che supera ormai i confini della loro proprietà. Oggi <strong>l’Instituto Terra sviluppa iniziative di recupero dei terreni degradati nel bacino del fiume Doce</strong>, oltre a programmi educativi e attività di formazione professionale legate all’ambiente.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-fotografo-que-planto-2-millones-de-arboles-en-una-finca-devastada-28-anos-despues-la-fauna-y-flora-han-vuelto-1793165518602.jpg" data-image="6md939m2ywfw" alt="Recupero della flora e della fauna in Brasile" title="Recupero della flora e della fauna in Brasile"><figcaption>Il recupero della foresta atlantica ha favorito il ritorno della fauna autoctona in una proprietà brasiliana devastata da decenni di deforestazione e allevamento. Immagine: Instituto Terra.</figcaption></figure><p>Una parte di questo lavoro si rivolge agli agricoltori e agli allevatori, con l’obiettivo di <strong>favorire pratiche agricole compatibili con la conservazione delle risorse naturali.</strong> L’organizzazione punta a rendere possibile il ripristino forestale anche in altre aziende agricole e aree che hanno subito la perdita della vegetazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791955" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-ecomostri-al-verde-il-progetto-di-riforestazione-inglese-contro-gli-effetti-del-cambiamento-climatico.html" title="Dagli ecomostri al verde: il progetto di riforestazione inglese contro gli effetti del cambiamento climatico">Dagli ecomostri al verde: il progetto di riforestazione inglese contro gli effetti del cambiamento climatico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-ecomostri-al-verde-il-progetto-di-riforestazione-inglese-contro-gli-effetti-del-cambiamento-climatico.html" title="Dagli ecomostri al verde: il progetto di riforestazione inglese contro gli effetti del cambiamento climatico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dagli-ecomostri-al-verde-incontaminato-il-progetto-di-riforestazione-inglese-che-migliora-anche-il-microlima-locale-1791197802211_320.jpg" alt="Dagli ecomostri al verde: il progetto di riforestazione inglese contro gli effetti del cambiamento climatico"></a></article></aside><p>Tra le sue attività figurano <strong>il recupero delle sorgenti, la protezione dei boschi lungo i fiumi e la promozione di metodi di coltivazione sostenibili.</strong> Il progetto nato nel 1998 è passato dal recupero di una proprietà di famiglia alla promozione di iniziative che collegano la conservazione della foresta alla protezione dell’acqua, del suolo e della biodiversità.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-fotografo-sebastiao-salgado-ha-piantato-due-milioni-di-alberi-in-una-tenuta-devastata-e-28-anni-dopo-la-fauna-selva.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Firenze, riscoprire la grande alluvione di 60 anni fa: dalla radiocronaca RAI al documentario di Zeffirelli]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/firenze-riscoprire-la-grande-alluvione-di-60-anni-fa-dalla-radiocronaca-rai-al-documentario-di-zeffirelli.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 11:17:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>A sessant’anni dall’alluvione di Firenze, audio e video permettono di riscoprire la catastrofe del 4 novembre 1966. Dalla voce fuori campo di Richard Burton per Franco Zeffirelli alla radiocronaca della RAI, fino ad alcuni film che hanno messo al centro quella tragedia.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/libri-e-film-per-ricordare-la-grande-alluvione-di-firenze-del-1793354537596.jpg" data-image="of48eblre3h8"><figcaption>L'alluvione di Firenze del 4 novembre del 1966, in una foto d'epoca.</figcaption></figure><p>"Qui, Firenze. Le notizie che possiamo dare purtroppo, sono scarse e frammentarie. Anche noi ci troviamo isolati. <strong>Tutto il centro storico fiorentino è invaso dall’acqua</strong>. Dire acqua è dare un’idea appena approssimata della situazione. Le strade sono autentici torrenti, impetuosi e pericolosi. <strong>Quello che forse sentite in sottofondo è il rumore dell’acqua che scorre sotto di noi"<em>.</em></strong></p><p>Con queste parole, scandite dal giornalista della RAI Marcello Giannini, l’Italia seppe, nella mattinata del 4 novembre del 1966, che <strong>un grave disastro aveva colpito la celebre città toscana</strong>. Una catastrofica esondazione dell'Arno aveva invaso d'acqua tutta la città, causando vittime, feriti e gravissimi danni al patrimonio storico e culturale della città.</p><h2>4 novembre 1966, una radio-cronaca emozionante, molti anni prima di Internet</h2><p>La sua voce, dagli uffici isolati della radio-tv di stato, raccontò a milioni di italiani il dramma di un’intera città. <strong>Per far capire all'Italia cosa stava accadendo, in un'epoca in cui non esisteva Internet e non c'erano cellulari </strong>per mandare in tempo reale foto e video dell'accaduto, il giornalista calò un microfono sul fiume d'acqua che scorreva sotto la finestra del suo studio.</p><div class="texto-destacado">"Un torrente alla velocità di 40-50 chilometri rari - disse il giornalista Giannini in diretta - E stamani, stamani alle 5…era Via Cerretani. È praticamente impossibile prestare soccorso. Sotto le finestre della RAI, portate come fuscelli, abbiamo visto preda dell’acqua automobili, suppellettili…è uno spettacolo allucinante e doloroso. La piena d’acqua non accenna a diminuire".</div><p>Quello della RAI, disponibile sui portali della radio-tv di Stato è solo uno dei tanti documenti audio-video che ci racconta di quella storica e devastante alluvione. </p><p>Un altro prezioso documento pieno di video di quel disastro è "Per Firenze", di Zeffirelli.</p><h2>“Per Firenze”, il documentario di Zeffirelli con la voce di Richard Burton</h2><p><strong>"Io sono Richard Burton. Voi perdonerete il mio italiano imperfetto, ma vorrei cercare di parlarvi senza traduzione. Quello che è accaduto a Firenze mi riguarda profondamente"</strong> È con queste parole che l’attore gallese si presenta nell’apertura di <em>Per Firenze</em>, il documentario <strong>realizzato dal grande regista fiorentino Franco Zeffirelli dopo l’alluvione del 4 novembre 1966</strong>. </p><p>Burton prosegue spiegando quanto lo riguardi profondamente ciò che è accaduto alla città, ripensando a quanto era avvenuto poco tempo prima in Galles, nel <strong>disastro di Aberfan </strong>provocato dalla frana del cumulo di materiale di risulta di una miniera di carbone (144 morti).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/libri-e-film-per-ricordare-la-grande-alluvione-di-firenze-del-1793354951568.png" data-image="ge3et0j08gzh"><figcaption>La copertina del documentario di Zeffirelli "Per Firenze", sull'alluvione del 4 novembre 1966.</figcaption></figure><p>Il suo italiano, pronunciato con un evidente accento straniero, <strong>accompagnato alle immagini dell'alluvione, rendono ancora più speciale l'inizio di quel documentario.</strong> Firenze era appena stata devastata dall’esondazione dell’Arno: insieme alle abitazioni, ai negozi e alle botteghe, l’acqua aveva invaso chiese, biblioteche e musei, mettendo in pericolo un patrimonio conosciuto in tutto il mondo. </p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/bVAyuwirsYc/hqdefault.jpg" alt="youtube video id=bVAyuwirsYc" id="bVAyuwirsYc"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Nei video storici si vedono immagini di salvataggi, di gente disperata per aver perso tutto. Purtroppo, quelle stesse immagini che oggi, non più in bianco e nero ma a colori, continuiamo a vedere in occasione delle nuove alluvioni che hanno colpito il nostro paese.</p><div class="texto-destacado">"Il fango copre tutto e riempie ogni cosa, un fango pesante e intriso di nafta…".<br>( La voce di Richard Burton nel documentario di Zeffirelli "Per Firenze"<em><em>).</em></em></div><p><strong>A sessant’anni di distanza, quelle immagini, accompagnate da una voce fuori campo, conservano ancora una straordinaria forza.</strong> Rendono quelle immagini di cronaca qualcosa di più e che parla anche al presente.</p><p>La versione restaurata dalle Teche RAI è presente su RaiPlay ma anche su YouTube. Il documentario è proposto anche da Rai Cultura.</p><h2>I film: “La meglio gioventù”, l’alluvione nella storia di una generazione</h2><p>Fin qui abbiamo parlato di radiocronache e documentari. Ci sono poi i film nei quali l'alluvione di Firenze trova uno spazio importante. Uno su tutti è “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana, uscito nel 2003.<strong> </strong></p><p><strong>In questo film l'alluvione segna un momento importante e dà impulso alla storia</strong>. La trama segue le vicende dei fratelli Nicola e Matteo Carati lungo decenni di storia italiana. Nei giorni dopo l’esondazione, i protagonisti si ritrovano a Firenze tra i <strong>volontari che lavorano per recuperare il patrimonio della città. Si tratta degli Angeli del fango, </strong>i giovani arrivati dall’Italia e dall’estero per aiutare gli abitanti e salvare libri e opere d’arte.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769988" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta.html" title="L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città">L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta.html" title="L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta-1793100031156_320.jpg" alt="L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città"></a></article></aside><p>Il film fa capire come l’alluvione divenne un momento di incontro ma anche di maturazione di una consapevolezza. Serve a capire come Firenze 1966 sia diventata parte anche del racconto sui cambiamenti sociali in Italia. <strong>Alcuni di quei giovani poi parteciparono alle proteste e alle rivolte degli studenti del 1968</strong>. Altri presero strade diverse.</p><h2>Un nuovo documentario per i sessant’anni</h2><p>Alle opere da recuperare si aggiunge <strong>“Angeli del Fango – La meglio gioventù europea” di Marco Spagnoli</strong>, documentario del 2026 costruito con testimonianze, materiali d’archivio e interventi di studiosi.</p><p>La prima è annunciata per <strong>il 4 novembre al cinema La Compagnia di Firenze</strong>, nell’ambito del Festival dei Popoli. Il programma prevede anche la trasmissione su <strong>Rai Storia, la stessa sera alle 21.10</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html" title="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa">Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa.html" title="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/venti-a-200-km-h-sulle-alpi-italiane-e-acqua-alta-eccezionale-a-venezia-la-tempesta-vaia-8-anni-fa-1793272897382_320.jpeg" alt="Venti fino a 210 km/h sulle Alpi italiane, esondazioni e acqua alta eccezionale a Venezia: la tempesta Vaia, 8 anni fa"></a></article></aside><p>Al centro tornano i giovani che arrivarono a Firenze per dare una mano, molti dei quali provenienti da altri paesi europei. Le loro testimonianze riportano alle scelte concrete di quei giorni: partire, lavorare nel fango, costruire catene umane per recuperare libri e documenti. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/firenze-riscoprire-la-grande-alluvione-di-60-anni-fa-dalla-radiocronaca-rai-al-documentario-di-zeffirelli.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un lago che galleggia sull'oceano e una cascata che si tuffa in mare: i luoghi più spettacolari delle Isole Faroe]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-lago-che-galleggia-sull-oceano-e-una-cascata-che-si-tuffa-in-mare-i-luoghi-piu-spettacolari-delle-isole-faroe.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Tra scogliere verdeggianti, cascate che si tuffano direttamente nell'oceano e un lago spettacolare, le Isole Fær Øer custodiscono alcuni dei paesaggi più mozzafiato del Nord Europa.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-lago-que-flota-sobre-el-oceano-y-una-cascada-que-cae-al-mar-los-rincones-mas-espectaculares-de-las-feroe-1792761499555.jpeg" data-image="j71ul9intiqg"><figcaption>Le Isole Fær Øer, una meraviglia che unisce vegetazione, mare e scogliere.</figcaption></figure><p>Ci sono luoghi in cui il paesaggio <strong>sfida le leggi della natura</strong>, e uno di questi è senza dubbio <strong>l’arcipelago delle Fær Øer. Formato da</strong><strong> 18 isole situate nell’Atlantico settentrionale, tra Scozia, Islanda e Norvegia,</strong> appartiene al Regno di Danimarca, pur godendo di un’ampia autonomia e di una propria identità culturale. </p><p><strong>La morfologia delle Fær Øer</strong><strong> si spiega con la loro origine vulcanica e con l’azione dei ghiacciai durante le ultime glaciazioni</strong>. Il risultato è un territorio di montagne scoscese, valli profonde, prati e scogliere a picco su un oceano spesso agitato. </p><h2>Sørvágsvatn, il lago che sembra galleggiare sull’oceano</h2><p>Ma l’elemento più conosciuto di questo luogo da fiaba è senza dubbio il lago che sembra sospeso sull’oceano. Conosciuto anche come Leitisvatn, è probabilmente uno dei paesaggi più sorprendenti dell’arcipelago e <strong>si trova sull’isola di Vágar.</strong></p><p>Ha <strong>una superficie di 3,4 chilometri quadrati,</strong> che lo rende il più grande delle Fær Øer.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-lago-que-flota-sobre-el-oceano-y-una-cascada-que-cae-al-mar-los-rincones-mas-espectaculares-de-las-feroe-1792760161995.jpeg" data-image="lcf3auwqke5y"><figcaption>Sørvágsvatn non lascia nessuno indifferente</figcaption></figure><p><strong>Da determinati punti di osservazione, soprattutto vicino alla scogliera di Trælanípa, </strong><strong>il lago sembra elevarsi sopra l’oceano</strong>: un’immagine talmente spiazzante da rendere difficile comprendere come possa esistere una massa d’acqua apparentemente sospesa a grande altezza sul mare.</p><p>Il contrasto tra le acque tranquille del lago, le pareti rocciose e l’oceano aperto rende questo luogo <strong>uno degli scorci più riconoscibili delle isole Fær Øer.</strong></p><h2>Bøsdalafossur, la cascata dell’Atlantico</h2><p>All’estremità del lago si trova un’altra delle principali attrazioni naturali di questa zona delle isole Fær Øer<strong>: una cascata che collega le acque del lago all’oceano Atlantico.</strong></p><p>L’acqua compie un salto di circa 30 metri fino al mare, creando una scena che, come potete vedere, riunisce tre elementi caratteristici delle Fær Øer: <strong>il lago, le scogliere e l’oceano.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-lago-que-flota-sobre-el-oceano-y-una-cascada-que-cae-al-mar-los-rincones-mas-espectaculares-de-las-islas-feroe-1792834241636.png" data-image="i5nguhjl06j7"><figcaption>Bøsdalafossur.</figcaption></figure><p>Uno spettacolo che cambia completamente a seconda delle condizioni meteorologiche. <strong>Nelle </strong><strong>giornate di vento forte</strong>, l’acqua e la schiuma si mescolano alle raffiche atlantiche, mentre <strong>nelle giornate più tranquille</strong> il paesaggio permette di apprezzare meglio il percorso della cascata dal lago fino al mare.</p><h2>Múlafossur, una cascata tra le montagne che si getta in mare</h2><p><strong>È la regina delle isole Fær Øer: una cascata che si trova accanto al piccolo villaggio di Gásadalur,</strong> sull’isola di Vágar, e precipita da una scogliera direttamente nell’Atlantico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-lago-que-flota-sobre-el-oceano-y-una-cascada-que-cae-al-mar-los-rincones-mas-espectaculares-de-las-feroe-1792760754823.jpeg" data-image="dad9rhgz7ikn"><figcaption>La cascata di Múlafossur.</figcaption></figure><p><strong>Il salto d’acqua, di oltre 30 metri, spicca per il contrasto tra i prati verdi, le pareti rocciose scure e il blu grigiastro dell’oceano</strong>. Quando le condizioni meteorologiche rendono il vento protagonista, le correnti d’aria possono disperdere l’acqua nebulizzata e modificare il modo in cui la cascata raggiunge il mare.</p><h2>Il faro di Mykineshólmur, un angolo remoto</h2><p>Il faro occupa una posizione privilegiata in un ambiente che unisce pendii ricoperti di verde, pareti rocciose e un orizzonte aperto.<strong> </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794428" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-treno-che-viaggia-a-3-5-km-di-profondita-e-un-castello-scavato-nella-roccia-la-fuga-piu-sorprendente-d-europa.html" title="Un treno che viaggia a 3,5 km di profondità e un castello scavato nella roccia: la fuga più sorprendente d'Europa">Un treno che viaggia a 3,5 km di profondità e un castello scavato nella roccia: la fuga più sorprendente d'Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-treno-che-viaggia-a-3-5-km-di-profondita-e-un-castello-scavato-nella-roccia-la-fuga-piu-sorprendente-d-europa.html" title="Un treno che viaggia a 3,5 km di profondità e un castello scavato nella roccia: la fuga più sorprendente d'Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-tren-que-recorre-3-5-km-bajo-tierra-y-un-castillo-excavado-en-la-roca-la-escapada-mas-sorprendente-de-europa-1792450907410_320.jpg" alt="Un treno che viaggia a 3,5 km di profondità e un castello scavato nella roccia: la fuga più sorprendente d'Europa"></a></article></aside><p><strong>L’isola di Mykines è particolarmente conosciuta per la sua ricca avifauna, </strong>poiché in determinati periodi dell’anno le sue scogliere diventano importanti siti di riproduzione per gli uccelli marini.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-lago-que-flota-sobre-el-oceano-y-una-cascada-que-cae-al-mar-los-rincones-mas-espectaculares-de-las-feroe-1792761217908.jpeg" data-image="b1wucovhte5g"><figcaption>Il faro di Mykineshólmur.</figcaption></figure><p>Raggiungere il faro richiede una maggiore pianificazione rispetto alla visita di altre zone delle isole Fær Øer. L’itinerario comprende<strong> un percorso a piedi e l’accesso dipende dalle condizioni del mare, dal tempo e dalle restrizioni in vigore. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/un-lago-che-galleggia-sull-oceano-e-una-cascata-che-si-tuffa-in-mare-i-luoghi-piu-spettacolari-delle-isole-faroe.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta meteo 1° novembre, maltempo al centro-sud: da stanotte ulteriore peggioramento, " più di 100 mm di pioggia"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 08:08:33 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Sono attivi diversi avvisi di allerta meteo in questa domenica 1 novembre in diverse regioni del centro-sud. Attenzione perché da stanotte ci sarà un ulteriore peggioramento: tra lunedì 2 e martedì 3 novembre, forte maltempo al Sud, attesi picchi di 120 mm di pioggia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsne6q"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsne6q.jpg" id="xbsne6q"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Questa Domenica 1° novembre, </strong>come abbiamo anticipato da giorni qui su Meteored<strong> nei nostri aggiornamenti, sarà caratterizzata da piogge, temporali e un forte calo delle temperature massime su tutta l'Italia.</strong> Al Nord le precipitazioni interesseranno inizialmente il Nord-Est e il Levante ligure, estendendosi poi al Nord-Ovest e all’Emilia-Romagna. Miglioramento dalla sera, salvo possibili temporali sull’Emilia-Romagna orientale. Ma sarà soprattutto il Centro-sud ad essere interessato dal maltempo.</p><p><strong>Al Centro rovesci e temporali colpiranno soprattutto le regioni adriatiche</strong>, la <strong>Sardegna e il basso Lazio</strong>, raggiungendo dalla tarda mattinata anche i settori orientali di Toscana e Umbria. Più asciutto tra Toscana meridionale e alto Lazio. <strong>Al Sud e in Sicilia precipitazioni anche diffuse e persistenti</strong>, prima sulle coste e poi nelle aree interne.</p><p>Torna anche la neve in montagna. <strong>La neve cadrà sulle Alpi generalmente oltre i</strong> <strong>1500 metri</strong>, localmente fino a <strong>1000-1200 metri sull’Appennino emiliano</strong> e dai <strong>1200-1300 metri su quello abruzzese e laziale</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento-1793520266723.jpg" data-image="zxiuaw3lxs1p"><figcaption>Torna la neve sull'Appennino centrale e sulle Alpi.</figcaption></figure><p>Venti nord-orientali anche forti su medio-alto Adriatico, Toscana e alto Lazio; mari molto mossi, localmente agitati sull’Adriatico settentrionale e sul Mar di Sardegna.</p><h2>Gli avvisi di allerta meteo attivi oggi, 1° novembre</h2><p><strong>La Protezione Civile ha attivato oggi Allerta gialla in sette regioni:</strong> Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lazio, Molise, Puglia e Sicilia. </p><div class="texto-destacado"><strong>L’allerta gialla interessa settori di sette regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lazio, Molise, Puglia e Sicilia</strong>, con <strong>criticità legate ai temporali</strong> e, in diverse aree, anche al rischio idrogeologico e idraulico.</div><p><strong>In Calabria l’allerta riguarda l’intero territorio regionale</strong>, sia sul versante tirrenico sia su quello ionico, per tutte e tre le tipologie di rischio: idraulico, idrogeologico e temporali. In Abruzzo sono interessati dai rischi temporali e idrogeologico i bacini del Tordino-Vomano, del Pescara e dell’alto e basso Sangro.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento-1793520291636.jpg" data-image="1ycnu062gmd5"><figcaption>Tra oggi e domani, piogge e maltempo si concentreranno soprattutto al centro-sud.</figcaption></figure><p><strong>Nel Lazio l’allerta gialla per temporali coinvolge il bacino dell’Aniene,</strong> quello del Liri e i bacini costieri meridionali. In Basilicata riguarda alcune zone di allerta, sempre per temporali. <strong>In Molise il rischio temporali interessa tutta la regione</strong>, mentre quello idrogeologico riguarda le aree interne del Frentani-Sannio-Matese e dell’Alto Volturno-Medio Sangro.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795896" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia">Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359679067_320.jpg" alt="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"></a></article></aside><p>In Puglia l’allerta è concentrata sul <strong>Salento</strong>, per temporali e rischio idrogeologico. In Sicilia le stesse criticità interessano i settori settentrionali, dal nord-ovest al versante tirrenico centro-settentrionale e nord-orientale, oltre al versante ionico nord-orientale. Coinvolte anche le isole <strong>Eolie, Egadi e Ustica</strong>.</p><h2> Peggioramento dalla notte: il 2 novembre sarà una giornata di forte maltempo al Sud</h2><p><strong>Attenzione al peggioramento atteso da stanotte al Sud: il 2 novembre sarà una giornata di forte maltemp</strong>o su tutte le regioni meridionali. Avremo piogge e temporali su tutte le regioni del Sud, con possibilità di accumuli pluviometrici importanti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento-1793520173941.jpg" data-image="opqlp6acn9gg"><figcaption>Forte maltempo al Sud tra il 2 e il 3 novembre.</figcaption></figure><p>Tra il 2 e il 3 novembre, secondo il modello europeo ECMWF, <strong>potrebbero accumularsi oltre 100 mm di pioggia nell'area tra Basilicata e Puglia</strong>. Piogge abbondanti si registreranno anche nella Calabria settentrionale e in aree della Campania. </p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong> </div><p>Torneremo ad aggiornarvi sui fenomeni meteo previsti in <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">nuovi aggiornamenti</a></strong> qui su Meteored Italia.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-1-novembre-maltempo-al-centro-sud-attenzione-da-stanotte-ulteriore-peggioramento.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un fenomeno che non si vedeva da 70 anni: il vortice polare si sta disgregando sopra il Polo Nord, torna la neve]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 07:44:15 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Molto in alto sopra l’Artico, è in corso un fenomeno mai osservato finora dagli strumenti di misurazione. Le sue conseguenze potrebbero farsi sentire anche in Europa: intorno al 10 novembre, la Germania potrebbe ritrovarsi improvvisamente sotto una coltre di neve.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbs7xfa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbs7xfa.jpg" id="xbs7xfa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Per il momento, l’autunno mostra ancora il suo volto più tranquillo nell'Europa centrale.<strong> Un potente anticiclone domina la Germania, </strong>mentre una nebbia persistente avvolge molte regioni tedesche. Di notte fanno già la loro comparsa le prime gelate. Chi al mattino deve raschiare il ghiaccio dal parabrezza lo ha capito bene: l’estate è definitivamente alle spalle. </p><p>Ma questo è soltanto un assaggio di ciò che potrebbe attenderci. <strong>Le ultime mappe meteorologiche mostrano una situazione che sorprende persino i meteorologi più esperti. </strong>Si prospettano ormai le prime nevicate fino in pianura, in Germania, non soltanto a dicembre, ma già nella prima metà di novembre.</p><h2>Il vortice polare vacilla prima che mai</h2><p>La spiegazione si trova molto in alto sopra le nostre teste. A circa 30 chilometri di quota, sopra l’Artico, ruota il vortice polare, <strong>una gigantesca massa d’aria fredda che normalmente trattiene l’aria gelida attorno al Polo Nord, come un coperchio.</strong></p><div class="texto-destacado">In Francia,<strong> i modelli meteorologici prospettano effettivamente nevicate in montagna attorno al 9 novembre. </strong>Ma dopo una prima decade di novembre fredda, caratterizzata da correnti orientali sul Paese,<strong> secondo il modello ECMWF la circolazione oceanica dovrebbe riprendere attorno al 10 novembre, </strong>con l’arrivo di una depressione molto profonda che potrebbe provocare forti piogge e un’intensa fase di maltempo ventoso. </div><p>Quanto più questo vortice è stabile, tanto più l’aria mite proveniente dall’Atlantico può fluire regolarmente verso l’Europa centrale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/etwas-das-es-seit-70-jahren-nicht-gab-uber-dem-nordpol-bricht-der-polarwirbel-jetzt-kommt-der-schnee-zu-uns-1793350526313.jpg" data-image="cnitb4au8b9l" alt="La prima offensiva invernale potrebbe raggiungere la Germania fino alle zone di bassa quota entro pochi giorni?" title="La prima offensiva invernale potrebbe raggiungere la Germania fino alle zone di bassa quota entro pochi giorni?"><figcaption>La prima offensiva invernale potrebbe raggiungere la Germania fino alle zone di bassa quota entro pochi giorni?</figcaption></figure><p><strong>È proprio questo vortice polare a mostrare oggi importanti segnali di indebolimento. </strong>I venti occidentali che lo alimentano dovrebbero rallentare nettamente all’inizio di novembre. Alcune simulazioni prevedono persino un’inversione temporanea della direzione dei venti.</p><p>Attorno al 5 e al 6 novembre,<strong> il vortice polare potrebbe dividersi in due centri distinti. </strong>Un indebolimento così precoce non sarebbe mai stato osservato dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche, circa 70 anni fa.</p><h4>I modelli meteorologici prevedono uno sbalzo termico attorno al 10 novembre</h4><p>Le conseguenze potrebbero farsi sentire <strong>molto più rapidamente del previsto.</strong></p><p>Sia il modello europeo ECMWF sia quello statunitense GFS prospettano che, dopo l’indebolimento dell’anticiclone, <strong>una massa d’aria polare proveniente da nord possa riversarsi su gran parte della Germania attorno al 10 novembre.</strong></p><p>Il fatto che questi due importanti modelli meteorologici arrivino a previsioni così simili con quasi due settimane di anticipo <strong>è tutt’altro che abituale.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795896" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia">Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359679067_320.jpg" alt="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"></a></article></aside><p><strong>In questo scenario sarebbero attese gelate diffuse, </strong>con temperature che in quota rimarrebbero negative per l’intera giornata. Di giorno, in molte regioni il termometro faticherebbe a superare valori compresi tra 0 e 3 °C, mentre nelle notti serene le temperature potrebbero scendere fino a –10 °C nell’est e nel sud del Paese. </p><div class="texto-destacado"><strong>E in Italia? </strong><br>I modelli meteo a breve termine ancora non si spingono oltre il 10 novembre ed è difficile ipotizzare cosa potrà accadere in Italia. Difficile sapere se queste masse d'aria fredda penetreranno sul nostro paese portando il freddo più intenso. Qui su Meteored aggiorneremo però la previsione nelle prossime ore per informarvi sull'evoluzione di questo fenomeno sull'Europa.</div><p><strong>Alcune simulazioni prevedono anche precipitazioni che potrebbero assumere carattere nevoso fino in pianura,</strong> con accumuli localmente fino a 10 centimetri.</p><h4>Perché questa situazione è così insolita quest’anno?</h4><p>La neve a novembre non è di per sé eccezionale. A essere insolita è la combinazione di diversi fenomeni: un vortice polare che si indebolisce prima che mai, associato a un potente anticiclone di blocco sull’Europa centrale, che da diverse settimane altera la consueta circolazione dei venti occidentali.<strong> Questa configurazione apre quindi la strada all’arrivo di aria fredda da nord e da est.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/etwas-das-es-seit-70-jahren-nicht-gab-uber-dem-nordpol-bricht-der-polarwirbel-jetzt-kommt-der-schnee-zu-uns-1793350638381.jpg" data-image="gs6n5r5ignsb" alt="In tutta Europa novembre inizia all’insegna del fresco. Le anomalie di temperatura saranno fortemente negative." title="In tutta Europa novembre inizia all’insegna del fresco. Le anomalie di temperatura saranno fortemente negative."><figcaption> In tutta Europa novembre inizia all’insegna del fresco. Le anomalie di temperatura saranno fortemente negative.</figcaption></figure><p>A questo si aggiunge un altro elemento: già lo scorso anno <strong>una perturbazione particolarmente precoce del vortice polare aveva stabilito un record. </strong>Oggi quel record sembra sul punto di essere nuovamente superato. Molte persone non assistono da tempo a nevicate fino in pianura nella prima metà di novembre. È questo a rendere così interessante la situazione attuale.</p><h4>Le previsioni di un inverno mite improvvisamente messe in discussione</h4><p>Finora,<strong> la maggior parte dei modelli di previsione a lungo termine prospettava un inverno 2026-2027 piuttosto mite.</strong> Bisogna ora rimettere in discussione tutte queste previsioni? Non è così semplice. A novembre il vortice polare è ancora in fase di formazione e i venti che lo animano sono molto meno potenti rispetto al cuore dell’inverno. Nonostante il suo carattere eccezionalmente precoce, questa perturbazione rimane quindi relativamente debole.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795940" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?">Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376361512_320.jpg" alt="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"></a></article></aside><p>Alcune simulazioni prevedono una prima ripresa del vortice polare già dall’11 novembre, mentre altre la prospettano soltanto verso la fine del mese. Ma l’aspetto essenziale è un altro: <strong>un vortice indebolito così presto nella stagione potrebbe rimanere più vulnerabile a nuove perturbazioni a dicembre e gennaio. </strong>Le previsioni di un inverno mite diventano quindi quantomeno incerte, e questa costituisce già un’informazione importante.</p><h2>Pneumatici invernali montati, ma niente panico</h2><p>Con una scadenza superiore ai dieci giorni, le previsioni meteorologiche possono ancora cambiare considerevolmente. Bisognerà attendere i prossimi giorni per sapere se le pianure si ritroveranno davvero sotto un manto bianco oppure se saranno interessate soltanto da rovesci freddi, con pioggia mista a neve. <strong>Inoltre, le situazioni anticicloniche portano spesso un freddo secco anziché nevicate abbondanti.</strong></p><p>È comunque consigliabile seguire attentamente l’evoluzione della situazione. <strong>Chi viaggia ancora con pneumatici estivi non dovrebbe rimandare ulteriormente il passaggio a quelli invernali. </strong>Anche il raschietto per il ghiaccio e i guanti dovrebbero ritrovare fin da ora il loro posto in auto. L’inverno bussa alla porta, prima di quanto molti avrebbero immaginato. Resta da capire se farà un ingresso dirompente o si limiterà a una breve comparsa. I prossimi giorni ci diranno di più.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-fenomeno-che-non-si-vedeva-da-70-anni-il-vortice-polare-si-sta-disgregando-sopra-il-polo-nord-torna-la-neve.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché i fiumi si ingrossano così rapidamente dopo un nubifragio? La differenza tra piena ed esondazione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-i-fiumi-si-ingrossano-cosi-rapidamente-dopo-un-nubifragio-la-differenza-tra-piena-ed-esondazione.html</link><pubDate>Sun, 01 Nov 2026 06:09:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un acquazzone può trasformare un ruscello tranquillo in un torrente impetuoso nel giro di pochi minuti. La spiegazione risiede nell'intero bacino idrografico: dove piove, la natura del territorio e la quantità d'acqua assorbita dal suolo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-crecen-tan-rapido-los-rios-tras-un-aguacero-la-diferencia-entre-crecida-y-desbordamiento-1792512904900.png" data-image="cptluy5trc1t" alt="alluvione" title="alluvione"><figcaption>Quando un fiume esonda, l'acqua può raggiungere le abitazioni e lasciare dietro di sé fango, sedimenti e detriti.</figcaption></figure><p><strong>Un ruscello apparentemente tranquillo può trasformarsi in una corrente violenta nel giro di pochi minuti.</strong> Per spiegare questa trasformazione bisogna guardare oltre l’acqua che cade direttamente sul suo alveo. Conta anche la pioggia che raggiunge i versanti, gli impluvi e i corsi d’acqua che lo alimentano.</p><div class="texto-destacado">Un bacino idrografico è il territorio in cui l’acqua piovana scorre e si raccoglie in una rete di ruscelli e fiumi che la convogliano verso un’uscita comune, come un fiume principale, un lago o il mare.</div><p><strong>Un fiume raccoglie la risposta di un intero bacino.</strong> L’intensità del rovescio, le pendenze e le condizioni del suolo determinano quanta acqua arriva e con quale rapidità. Ma l’aumento della portata di un fiume e la sua esondazione sono due cose diverse.</p><h2>Il bacino raccoglie l’acqua del territorio </h2><p>Partiamo dal fatto che <strong>un bacino idrografico è il territorio le cui acque defluiscono verso un’uscita comune</strong>. Quindi, per esempio, tutto il territorio che apporta acqua a un fiume fa parte del suo bacino idrografico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-crecen-tan-rapido-los-rios-tras-un-aguacero-la-diferencia-entre-crecida-y-desbordamiento-1792513261369.png" data-image="cre0inbd0brv" alt="esondazione; piena; inondazione fluviale; fiume" title="esondazione; piena; inondazione fluviale; fiume"><figcaption>Le piogge intense possono trasformare un ruscello tranquillo in una corrente violenta nel giro di pochi minuti.</figcaption></figure><p><strong>In un bacino fluviale, l’acqua piovana può scorrere lungo i versanti, confluire nei piccoli corsi d’acqua e raggiungere poi il fiume principale</strong>. Le zone più elevate del terreno segnano invece il confine tra i bacini. A seconda del versante su cui cade la pioggia, l’acqua defluirà verso un fiume o un altro. </p><div class="texto-destacado">Possiamo immaginare un bacino come un grande sistema di raccolta, anche se non tutta l’acqua raggiunge immediatamente il fiume: una parte viene trattenuta dalla vegetazione, un’altra si infiltra nel suolo e un’altra ancora scorre sul terreno, attraverso un processo noto come<strong> </strong>ruscellamento superficiale. </div><p>Un rovescio può apportare molta più acqua di quanto immaginiamo. Per esempio, dieci millimetri di pioggia equivalgono a dieci litri per metro quadrato: su un chilometro quadrato fanno dieci milioni di litri d’acqua. <strong>Solo una parte raggiungerà il fiume, e la quantità e la rapidità con cui lo farà dipenderanno dal suolo, dalla vegetazione e dalla morfologia del bacino. </strong></p><h2>Che cosa accelera la risposta del fiume? <br></h2><p><strong>Se la pioggia cade più rapidamente di quanto il suolo riesca ad assorbirla, una maggiore quantità d’acqua scorre verso ruscelli e fiumi. Conta anche quanto ha piovuto in precedenza</strong>. Dopo diversi giorni piovosi, un suolo saturo ha una minore capacità di immagazzinare altra acqua. Per questo, rovesci simili possono provocare risposte diverse se si verificano dopo giorni di pioggia oppure dopo un periodo asciutto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769988" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta.html" title="L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città">L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta.html" title="L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta-1793100031156_320.jpg" alt="L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città"></a></article></aside><p><strong>Quanto più il terreno è ripido, tanto più rapidamente l’acqua scende verso ruscelli e fiumi</strong>. Se il bacino è piccolo e scosceso, l’acqua può percorrere distanze relativamente brevi e concentrarsi in pochissimo tempo. Nelle valli strette, inoltre, la corrente ha meno spazio per passare, perciò il livello può salire rapidamente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-crecen-tan-rapido-los-rios-tras-un-aguacero-la-diferencia-entre-crecida-y-desbordamiento-1792513081576.png" data-image="u7fbnm3zqzcz" alt="urbanizzazione; inondazione; fluviale; drenaggio; pianificazione" title="urbanizzazione; inondazione; fluviale; drenaggio; pianificazione"><figcaption>Le pavimentazioni e i tetti riducono l’infiltrazione e favoriscono un maggiore scorrimento della pioggia in superficie.</figcaption></figure><p>Anche l’urbanizzazione modifica questa risposta. Tetti, strade e parcheggi riducono la superficie in cui l’acqua può infiltrarsi. <strong>Le reti di drenaggio possono convogliarla rapidamente verso i corsi d’acqua</strong>. Così, una maggiore quantità d’acqua raggiunge l’alveo in meno tempo e può aumentare la portata, cioè la quantità d’acqua che attraversa un punto del fiume ogni secondo. </p><h2>Piena ed esondazione: qual è la differenza? </h2><p><strong>Una piena è un aumento temporaneo e significativo della portata di un corso d’acqua, cioè del volume d’acqua che attraversa un punto in un determinato intervallo di tempo. </strong>Questo incremento provoca solitamente un innalzamento del livello del fiume, ma può rimanere contenuto nel suo alveo, lo spazio del terreno in cui scorre il corso d’acqua.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795106" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?">L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo-1792951830227_320.jpg" alt="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"></a></article></aside><p><strong>L’esondazione avviene quando l’acqua supera le sponde dell’alveo e si estende sui terreni circostanti.</strong> Una piena può quindi verificarsi senza esondazione. Ma un allagamento può anche essere causato dall’accumulo di pioggia e da un drenaggio insufficiente, senza che alcun fiume sia esondato. </p><h2>Quando la piena si verifica in pochi minuti </h2><p><strong>Durante una piena improvvisa, il livello del fiume sale così rapidamente da poter lasciare soltanto pochi minuti per reagire.</strong> Il Cenapred spiega che piogge improvvise e intense possono trasformare piccoli corsi d’acqua in torrenti impetuosi nel giro di pochi minuti, soprattutto su terreni con forti pendenze. </p><div class="texto-destacado">Il livello di un fiume può aumentare sotto un cielo sereno o continuare a salire dopo la fine della pioggia locale, mentre riceve l’acqua dei temporali che si sono verificati a monte, in altre parti del bacino.</div><p>Inoltre, <strong>il pericolo non inizia soltanto quando si verifica un’esondazione.</strong> Una corrente che aumenta rapidamente può trascinare persone e veicoli anche all’interno dell’alveo. Per questo, in caso di piogge intense, le raccomandazioni includono evitare di attraversare corsi d’acqua e seguire le allerte della Protezione Civile. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Cenapred" data-year="2026" data-title="Inundaciones%20s%C3%BAbitas" data-url="https%3A%2F%2Fwww.cenapred.unam.mx%2Fes%2FPublicaciones%2Farchivos%2F308-INFOGRAFAINUNDACIONESSBITAS.PDF">Cenapred. (2026). <a href="https://www.cenapred.unam.mx/es/Publicaciones/archivos/308-INFOGRAFAINUNDACIONESSBITAS.PDF" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Inondazioni improvvise</a>.</cite><br><cite data-author="Water%20Science%20School" data-year="2026" data-title="Watersheds%20and%20Drainage%20Basins" data-url="https%3A%2F%2Fwww.usgs.gov%2Fwater-science-school%2Fscience%2Fwatersheds-and-drainage-basins">Water Science School. (2026). <a href="https://www.usgs.gov/water-science-school/science/watersheds-and-drainage-basins" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Bacini idrografici e bacini di drenaggio</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-i-fiumi-si-ingrossano-cosi-rapidamente-dopo-un-nubifragio-la-differenza-tra-piena-ed-esondazione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il fiore autunnale che somiglia a una margherita e resiste alle notti fresche: come curarlo in vaso]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-fiore-autunnale-che-somiglia-a-una-margherita-e-resiste-alle-notti-fresche-come-curarlo-in-vaso.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Grazie ai suoi fiori che ricordano le margherite, questa pianta è in grado di resistere alle notti fresche dell'autunno e dell'inverno, portando al contempo un tocco di colore in ogni angolo della casa.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-flor-de-otono-que-parece-una-margarita-y-resiste-las-noches-frescas-asi-se-cuida-en-maceta-1792814242844.png" data-image="2f6oik9wy5l0" alt="Le calendule producono fiori gialli e arancioni – semplici o doppi – che possono durare per settimane se ricevono una quantità sufficiente di luce solare." title="Le calendule producono fiori gialli e arancioni – semplici o doppi – che possono durare per settimane se ricevono una quantità sufficiente di luce solare."><figcaption>Le calendule producono fiori gialli e arancioni – semplici o doppi – che possono durare per settimane se ricevono una quantità sufficiente di luce solare.</figcaption></figure><p><strong>Quando le temperature iniziano a scendere, molte piante da fiore perdono vigore e smettono di produrre nuovi boccioli.</strong> Esiste però una specie che apprezza l’arrivo delle giornate fresche e può mantenere i giardini pieni di colore per tutta la stagione.</p><p>Si tratta della calendula <em>(Calendula officinalis),</em><strong> un fiore conosciuto anche con il nome di fiorrancio, </strong>appartenente alla famiglia delle Asteracee e caratterizzato da petali allungati dalle tonalità gialle e arancioni, disposti attorno a un centro leggermente più scuro.</p><p>Oltre alla sua bellezza come fiore ornamentale, <strong>offre un grande vantaggio anche a chi ha poco spazio in casa: </strong>questa pianta cresce benissimo in vaso, richiede poche cure e sopporta notti fredde che metterebbero in difficoltà molti fiori estivi.</p><h2>Un fiore che ama il fresco e richiede poco spazio</h2><p>A differenza di altre piante, <strong>la calendula si adatta bene alle temperature moderate e cresce bene tra i 10 e i 25 °C.</strong> Può persino sopravvivere a lievi gelate, con temperature vicine ai -4 °C, purché non durino troppo a lungo. Il caldo intenso, invece, può ridurne la fioritura, soprattutto quando le temperature superano i 29 °C.</p><div class="texto-destacado">Esistono varietà a fiore semplice e doppio, come la “Fiesta Gitana”, particolarmente adatta alla coltivazione in vaso.</div><p>Per questo, nelle zone con inverni miti è possibile seminarla in autunno per apprezzarne i fiori durante l’inverno e la primavera. Tuttavia, <strong>nelle località soggette a gelate più intense è opportuno anticipare la semina</strong> alla fine dell’estate oppure rimandarla alla primavera. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-flor-de-otono-que-parece-una-margarita-y-resiste-las-noches-frescas-asi-se-cuida-en-maceta-1792814261934.png" data-image="8smrt01ee5xg" alt="Una volta essiccati, i fiori possono essere conservati per preparare infusi, cosmetici artigianali e altre preparazioni tradizionali." title="Una volta essiccati, i fiori possono essere conservati per preparare infusi, cosmetici artigianali e altre preparazioni tradizionali."><figcaption>Una volta essiccati, i fiori possono essere conservati per preparare infusi, cosmetici artigianali e altre preparazioni tradizionali.</figcaption></figure><p>Per coltivarla con successo, <strong>basta scegliere un vaso con diametro e profondità di 20-25 centimetri, </strong>dotato di fori abbastanza grandi da consentire lo smaltimento dell’acqua in eccesso. Se vuoi coltivare più esemplari, utilizza una fioriera più ampia e lascia circa 20-30 centimetri tra una pianta e l’altra.</p><p>Il substrato deve essere leggero, fertile e permettere un buon drenaggio dell’acqua durante l’irrigazione. <strong>Puoi utilizzare un terriccio commerciale per vasi e aggiungere un 20% di perlite per migliorare l’aerazione. </strong>Non dimenticare che un po’ di compost maturo aiuterà a fornire più nutrienti alla pianta durante le prime settimane.</p><p>Se invece vuoi partire dalla semina, sappi che anche questa operazione è semplicissima. <strong>Devi soltanto mettere i semi direttamente nel vaso,</strong> a 1 centimetro di profondità, mantenendo la superficie leggermente umida. In condizioni ideali, germineranno in circa 7-14 giorni.</p><h3>Come mantenerla in fiore a lungo</h3><p>La posizione in cui collochi questa pianta è uno degli aspetti più importanti. <strong>L’ideale è garantirle almeno sei ore al giorno di sole diretto,</strong> anche se nelle regioni calde apprezzerà un po’ d’ombra durante le ore di maggiore intensità solare.</p><p>Per quanto riguarda l’irrigazione, <strong>ha bisogno di un’umidità moderata, ma non sopporta i ristagni d’acqua. </strong>Durante i mesi freschi richiederà meno acqua rispetto all’estate, quindi evita di seguire un calendario troppo rigido.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-flor-de-otono-que-parece-una-margarita-y-resiste-las-noches-frescas-asi-se-cuida-en-maceta-1792814293903.png" data-image="f4bo78f76qpp" alt="I fiori possono essere raccolti a mano quando sono aperti, sia per utilizzarne i petali sia per realizzare composizioni floreali." title="I fiori possono essere raccolti a mano quando sono aperti, sia per utilizzarne i petali sia per realizzare composizioni floreali."><figcaption>I fiori possono essere raccolti a mano quando sono aperti, sia per utilizzarne i petali sia per realizzare composizioni floreali.</figcaption></figure><p>Non ha bisogno neppure di grandi quantità di fertilizzante. <strong>Se hai utilizzato un buon substrato con compost, probabilmente avrà già i nutrienti necessari per le prime settimane.</strong> Quando noti che la crescita rallenta, puoi applicare un fertilizzante bilanciato e diluito ogni tre o quattro settimane.</p><p>Anche qualche piccolo intervento di manutenzione fa la differenza. <strong>Elimina i fiori appassiti per stimolare la formazione di nuovi boccioli </strong>e, quando le piante sono giovani, puoi cimare alcuni steli per ottenere una forma più compatta.</p><p>Tra i problemi più comuni ci sono gli afidi e l’oidio, un fungo che forma macchie biancastre sulle foglie. <strong>Una buona ventilazione, l’irrigazione diretta sul substrato e la rimozione delle parti colpite aiutano a prevenirli. </strong>Se compaiono gli afidi, puoi rimuoverli con acqua oppure utilizzare sapone potassico seguendo le indicazioni del prodotto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795171" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale.html" title="Hippeastrum, il bulbo che cresce anche senza terra: scopri le cure autunnali per farlo fiorire a Natale">Hippeastrum, il bulbo che cresce anche senza terra: scopri le cure autunnali per farlo fiorire a Natale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale.html" title="Hippeastrum, il bulbo che cresce anche senza terra: scopri le cure autunnali per farlo fiorire a Natale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale-1793008438442_320.jpeg" alt="Hippeastrum, il bulbo che cresce anche senza terra: scopri le cure autunnali per farlo fiorire a Natale"></a></article></aside><p><strong>I suoi fiori attirano anche gli insetti impollinatori e i petali sono commestibili, purché non siano stati sottoposti a trattamenti chimici incompatibili con il consumo alimentare. </strong>Possono essere utilizzati per decorare insalate o dare colore ad alcune preparazioni. Vantano inoltre una lunga tradizione nei prodotti cosmetici, anche se le possibili applicazioni medicinali richiedono cautela.</p><p>Se cerchi una pianta per dare colore al tuo angolo di paradiso durante i mesi freschi, vale la pena provarla. Con sole a sufficienza, un vaso adatto e irrigazioni moderate, potrai goderti nuovi fiori per settimane senza doverti preoccupare troppo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-fiore-autunnale-che-somiglia-a-una-margherita-e-resiste-alle-notti-fresche-come-curarlo-in-vaso.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le malattie alle origini dei mostri di Halloween, tra Scienza e Mitologia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-malattie-alle-origini-dei-mostri-di-halloween-tra-scienza-e-mitologia.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 17:45:53 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Molti mostri di Halloween non sono nati dalla fantasia, ma da vere malattie storiche. Dalla genetica dell'ipertricosi per i licantropi, alla porfiria per i vampiri, quando la medicina non sapeva dare risposte, la superstizione trasformava la malattia in un mostro.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-malattie-alle-origini-dei-mostri-di-halloween-tra-scienza-e-mitologia-1793399977222.jpg" data-image="tr4nsmyuni4a"><figcaption>Nel Medioevo e nei secoli successivi, l'arretratezza della medicina e la totale assenza di conoscenze scientifiche avanzate, spingeva le comunità a spiegare sintomi fisici bizzarri e incomprensibili attraverso la superstizione e la magia nera.</figcaption></figure><p>Alla festa di <strong>Halloween </strong>sono associate molte storie e <strong>leggende </strong>di paura, molte delle quali vedono come protagonisti dei personaggi e delle figure iconiche, che non sono del tutto inventate, ma che <strong>traggono origine da vere e proprie patologie mediche</strong>.</p><p><strong>Nel Medioevo e nei secoli successivi</strong>, l'arretratezza della medicina e la totale assenza di conoscenze scientifiche avanzate, spingeva le comunità a <strong>spiegare sintomi fisici bizzarri e incomprensibil</strong><strong>i attraverso la superstizione e la magia nera.</strong></p><p><strong>Malattie rare o infezioni sconosciute </strong>finivano per trasformare degli sfortunati individui in vere e proprie creature demoniache, alimentando delle leggende che poi si sono fuse, nel corso dei secoli, con le <strong>antiche tradizioni celtiche</strong> di Samhain e con il culto dei morti, dando vita all'immaginario dei mostri dei nostri giorni.</p><h2>L'Ipertricosi e la nascita del Licantropo</h2><p>Tra le figure più terrificanti c'è senza dubbio quella del<strong> Lupo Mannaro</strong>, che trova una solida spiegazione scientifica nell'<strong>ipertricosi</strong>. Questa malattia trae origine da una <strong>rara mutazione genetica</strong>, caratterizzata da un'<strong>eccessiva e incontrollata crescita di peli su tutto il corpo, viso compreso</strong>.</p><div class="texto-destacado">Chi ne soffriva, in epoca antica, veniva <strong>spietatamente emarginato e inevitabilmente associato alle forze maligne</strong>. </div><p>Si ricorda che <strong>Re Giacomo I</strong> <strong>di Inghilterra </strong>scrisse un vero e proprio <strong>trattato di demonologia </strong>nel quale affrontava il fenomeno della licantropia, sostenendo fermamente che <strong>la metamorfosi dell'uomo in bestia</strong> avvenisse per un oscuro <strong>intervento diabolico</strong>, legittimando e scatenando, così, la paura popolare.</p><h2>La Porfiria, l'aglio e il mito del Vampiro</h2><p>Anche il mito del <strong>Vampiro</strong> ha radici profonde che sono senza dubbio riconducibili alla<strong> porfiria</strong>. Si tratta di un gruppo di <strong>malattie metaboliche</strong>, realmente esistenti, che alterano la sintesi dell'emoglobina. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795620" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu.html" title="I dolci dei morti in Italia: 7 ricette tipiche del 2 Novembre per ricordare chi non c'è più">I dolci dei morti in Italia: 7 ricette tipiche del 2 Novembre per ricordare chi non c'è più</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu.html" title="I dolci dei morti in Italia: 7 ricette tipiche del 2 Novembre per ricordare chi non c'è più"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-dolci-dei-morti-in-italia-7-ricette-tipiche-del-2-novembre-per-ricordare-chi-non-c-e-piu-1793206831291_320.jpg" alt="I dolci dei morti in Italia: 7 ricette tipiche del 2 Novembre per ricordare chi non c'è più"></a></article></aside><p>Alcune varianti di questa patologia causano una importante o<strong> estrema fotosensibilità,</strong> tale da provocare<strong> ustioni e lesioni cutanee dolorose</strong> se ci si espone anche leggermente<strong> alla luce del Sole</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-malattie-alle-origini-dei-mostri-di-halloween-tra-scienza-e-mitologia-1793400034299.jpg" data-image="ge00tyw14y06"><figcaption>Malattie rare o infezioni sconosciute finivano per trasformare degli sfortunati individui in vere e proprie creature demoniache, alimentando delle leggende che poi si sono fuse, nel corso dei secoli, con le antiche tradizioni celtiche di Samhain e con il culto dei morti, dando vita all'immaginario dei mostri dei nostri giorni.</figcaption></figure><p>Gli individui affetti da tale disturbo, in passato, erano <strong>costretti a vivere nell'oscurità</strong> delle loro case, evitando il contatto con gli altri e dovendo<strong> uscire per procurarsi il cibo di notte</strong>. </p><div class="texto-destacado">Un altro sintomo di questa malattia consiste nella <strong>necrosi di tessuti gengivali</strong>, con il conseguente ritiro delle gengive rosse e sanguinanti che possono far apparire i <strong>denti notevolmente più lunghi e affilati</strong>, simili a lunghi canini. </div><p>I malati, inoltre, evitavano accuratamente<strong> l'aglio </strong>perché i composti di zolfo presenti nel bulbo accentuavano i terribili dolori addominali e<strong> peggioravano i sintomi</strong>, alimentando la credenza popolare secondo cui l'aglio rappresentasse un'arma infallibile per tenere lontani i vampiri.</p><h2>La Rabbia, la paura degli specchi e l'idrofobia</h2><p><strong>La rabbia</strong> è una patologia che è stata associata spesso a dei mostri. Si tratta di <strong>un'infezione virale, trasmessa dal morso di animali infetti,</strong> che attacca il sistema nervoso centrale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-malattie-alle-origini-dei-mostri-di-halloween-tra-scienza-e-mitologia-1793400070814.jpg" data-image="6zyb5s4wi4tm"><figcaption>Un tempo, chi veniva contagiato dalla malattia della rabbia mostrava un'incontrollabile avversione per l'acqua e persino per i propri riflessi. Per questo crebbe la leggenda secondo cui le creature della notte temessero l'acqua santa e fossero incapaci di specchiarsi.</figcaption></figure><p>Tra i sintomi ci sono <strong>aggressività e spasmi</strong>, ma anche la forte <strong>idrofobia e le allucinazioni visive</strong>. In passato, chi veniva contagiato dalla malattia mostrava un'incontrollabile avversione per l'acqua e persino per i propri riflessi. Per questo crebbe la leggenda secondo cui <strong>le creature della notte temessero l'acqua santa e fossero incapaci di specchiarsi.</strong></p><h2>Dalle tragedie reali alla festa di Halloween</h2><p><strong>Nel corso dei secoli,</strong> il terrore per l'ignoto e per la malattia si è intrecciato indissolubilmente con le <strong>feste tradizionali dedicate agli spiriti</strong>. Con il progredire della scienza e della medicina, molte di queste malattie hanno trovato delle <strong>cure o soluzioni capaci di alleviarne i sintomi</strong>. Per molte, come spesso accade, la soluzione principale è stata la prevenzione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795782" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi.html" title="Halloween tutto l'anno: 5 città europee dove andare, tra atmosfere misteriose e storie di fantasmi">Halloween tutto l'anno: 5 città europee dove andare, tra atmosfere misteriose e storie di fantasmi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi.html" title="Halloween tutto l'anno: 5 città europee dove andare, tra atmosfere misteriose e storie di fantasmi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/halloween-tutto-l-anno-5-citta-europee-dove-andare-tra-atmosfere-misteriose-e-storie-di-fantasmi-1793291271922_320.jpg" alt="Halloween tutto l'anno: 5 città europee dove andare, tra atmosfere misteriose e storie di fantasmi"></a></article></aside><p>Di conseguenza, figure tragiche legate a reali sofferenze umane <strong>si sono evolute</strong>, perdendo la loro drammaticità clinica per diventare<strong> i mostri che</strong><strong> alimentano il</strong> <strong>folklore</strong>.</p><div class="texto-destacado">Oggi, ad Halloween, queste patologie rivivono sotto forma di maschere e di travestimenti capaci di <strong>fondere il dramma e la paura con l'ilarità e la goliardia</strong>. </div><p>Tutto questo, ovviamente, è stato reso possibile dal <strong>progresso scientifico, che ci permette di guardare con distacco e leggerezza un passato ormai lontano, fatto di fragilità, insicurezza e di paure profonde.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-malattie-alle-origini-dei-mostri-di-halloween-tra-scienza-e-mitologia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Bolotana: il paese sardo dove la longevità sfida ogni aspettativa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/bolotana-il-paese-sardo-dove-la-longevita-sfida-ogni-aspettativa.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 16:10:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Bolotana, in Sardegna, si distingue per la straordinaria longevità dei suoi abitanti, il che ha spinto i ricercatori a cercare indizi — nelle loro abitudini, nella dieta e nelle relazioni sociali — sul come riescano a raggiungere i 100 anni di età. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/bolotana-a-aldeia-da-sardenha-onde-a-longevidade-desafia-todas-as-expectativas-1791459288039.jpg" data-image="dktx232hnw90" alt="Bolotana, in Sardegna" title="Bolotana, in Sardegna"><figcaption>Bolotana, in Sardegna, si distingue per la sua straordinaria concentrazione di centenari e per le abitudini tradizionali che plasmano la vita quotidiana della comunità.</figcaption></figure><p>Tra le montagne della Sardegna, un piccolo paese sta attirando l’attenzione dei ricercatori per una caratteristica straordinaria: <strong>il numero di persone che riescono a raggiungere i 100 anni</strong>.</p><p>A Bolotana, un paese di circa <strong>2262 abitanti</strong>, vivono attualmente dieci centenari, una proporzione approssimativamente dieci volte superiore alla media della Sardegna.</p><p>La scoperta ha portato il gruppo del ricercatore della longevità Dan Buettner a considerare Bolotana una nuova “<em>zona blu</em>”, un <strong>concetto utilizzato per identificare regioni in cui le persone con più di 70 anni presentano probabilità di sopravvivenza eccezionali</strong>. Tra gli aspetti più sorprendenti c’è la longevità delle donne.</p><p>Le abitanti che raggiungono i 70 anni <strong>hanno circa tre volte più probabilità di arrivare a 100 anni </strong>rispetto alle donne statunitensi della stessa età.</p><h2>Un’alimentazione legata alla terra</h2><p>L’alimentazione tradizionale sembra essere uno dei tasselli di questo mosaico. Secondo la ricerca citata da <em>National Geographic</em> e pubblicata sulla rivista <em>Frontiers in Aging</em>, <strong>la dieta di Bolotana era composta per circa il 90% da alimenti di origine vegetale. </strong>Fagioli, pasta, patate, ortaggi, grano e olio d’oliva facevano parte dell’alimentazione quotidiana, mentre la carne veniva consumata soltanto occasionalmente.</p><p>Gran parte degli alimenti veniva prodotta dagli stessi abitanti. <strong>Le famiglie coltivavano i propri terreni, producevano olio d’oliva e grano e allevavano pecore</strong>, da cui ricavavano anche il formaggio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/bolotana-a-aldeia-da-sardenha-onde-a-longevidade-desafia-todas-as-expectativas-1791459353165.jpg" data-image="gmpk8z6wxoec" alt="Olivi" title="Olivi"><figcaption>Tra olivi secolari, la produzione di olio mantiene un forte legame con la terra e con l’alimentazione tradizionale di Bolotana.</figcaption></figure><p>La <strong>mancanza, per decenni, di ristoranti <em>fast food</em> e di una presenza significativa di alimenti ultraprocessati</strong> distingue questo modello alimentare dalle abitudini moderne.</p><h2>Movimento senza palestra</h2><p>Bolotana mette in discussione anche l’idea secondo cui per <strong>invecchiare bene sia necessario seguire una rigorosa routine di esercizio fisico</strong>.</p><p>Il paese non ha palestre e i suoi abitanti non praticano necessariamente attività fisica con l’obiettivo di vivere più a lungo. <strong>È il territorio stesso a mantenerli in movimento</strong>. </p><div class="texto-destacado"><strong>“Per alcuni indicatori, Bolotana è la zona blu più straordinaria. Mentre le altre zone blu si stanno riducendo, questa sta crescendo. In altre parole, ogni anno ci sono più centenari.” </strong>Lo afferma<strong> </strong>Dan Buettner, uno dei principali ricercatori dello studio.</div><p>Le <strong>strade ripide, le scale e gli spostamenti a piedi</strong> fanno sì che camminare e affrontare dislivelli siano una componente naturale della giornata.</p><p>È una sorta di <strong>attività fisica integrata nella routine quotidiana</strong>, senza orari o programmi di allenamento.</p><h2>Il segreto potrebbe risiedere anche nelle relazioni</h2><p>Un altro elemento importante è la vita familiare. A Bolotana, <strong>più generazioni tendono a vivere vicine o nella stessa casa</strong>, condividendo le faccende domestiche e l’educazione dei bambini.</p><p>L’organizzazione della comunità potrebbe essere particolarmente rilevante per spiegare la longevità femminile. Il paese combina attività agricole e pastorali, il che <strong>permette a molti uomini di trascorrere più tempo a casa e di partecipare alle responsabilità familiari</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="551322" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/zone-blu-cinque-luoghi-del-pianeta-dove-vivono-le-persone-piu-sane-e-longeve.html" title="“Zone blu”: i cinque luoghi del pianeta dove vivono le persone più sane e longeve">“Zone blu”: i cinque luoghi del pianeta dove vivono le persone più sane e longeve</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/zone-blu-cinque-luoghi-del-pianeta-dove-vivono-le-persone-piu-sane-e-longeve.html" title="“Zone blu”: i cinque luoghi del pianeta dove vivono le persone più sane e longeve"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/zonas-azules-los-cinco-lugares-del-planeta-donde-viven-las-personas-mas-sanas-y-longevas-1694633657757_320.jpg" alt="“Zone blu”: i cinque luoghi del pianeta dove vivono le persone più sane e longeve"></a></article></aside><p>Secondo i ricercatori, questa <strong>divisione dei compiti</strong> potrebbe contribuire a ridurre il carico di <em>stress</em> sostenuto dalle donne.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/bolotana-a-aldeia-da-sardenha-onde-a-longevidade-desafia-todas-as-expectativas-1791459447473.jpg" data-image="2xdtcywa1ovj" alt="Pastorizia" title="Pastorizia"><figcaption>La pastorizia continua a far parte del paesaggio e della vita rurale di Bolotana, mantenendo vive pratiche tramandate di generazione in generazione.</figcaption></figure><p>Non esiste ancora una spiegazione definitiva della straordinaria longevità di Bolotana. La genetica potrebbe avere un ruolo, ma i <strong>ricercatori ritengono che l’ambiente, l’alimentazione, il movimento quotidiano e i legami familiari</strong> offrano indizi preziosi.</p><p>La sfida, ora, è capire se <strong>questo stile di vita riuscirà a sopravvivere alla modernizzazione</strong>. L’arrivo di alimenti ultraprocessati, automobili e nuove abitudini potrebbe trasformare profondamente la comunità.</p><p>Bolotana rappresenta quindi non soltanto una possibile ricetta per invecchiare meglio, ma anche il <strong>ritratto di uno stile di vita che potrebbe scomparire</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/bolotana-il-paese-sardo-dove-la-longevita-sfida-ogni-aspettativa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Secondo l'IUCN, il 96% delle barriere coralline del mondo è a rischio critico di collasso entro il 2075]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/secondo-l-iucn-il-96-delle-barriere-coralline-del-mondo-e-a-rischio-critico-di-collasso-entro-il.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Una valutazione globale dell'IUCN avverte che quasi tutti gli ecosistemi delle barriere coralline potrebbero collassare se le attuali proiezioni sul riscaldamento dovessero rivelarsi corrette. La Grande Barriera Corallina e altri sistemi iconici figurano tra i più minacciati.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-96-de-los-arrecifes-de-coral-del-mundo-en-peligro-critico-de-colapso-antes-de-2075-segun-la-uicn-1793123695468.jpg" data-image="uynj80by3yy9" alt="barriera corallina" title="barriera corallina"><figcaption>Tra i sistemi classificati nella categoria a più alto rischio figura la Grande Barriera Corallina australiana.</figcaption></figure><p>Il futuro delle barriere coralline del pianeta si prospetta preoccupante. Una valutazione mondiale dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) ha concluso che <strong>il 96% di questi ecosistemi è in pericolo critico di collasso se si includono le proiezioni future del cambiamento climatico.</strong> La valutazione comprende alcune delle barriere coralline più estese e ricche di biodiversità del mondo, la cui sopravvivenza è fondamentale per la vita marina e per milioni di persone. </p><p>Lo studio costituisce la prima valutazione globale delle barriere coralline realizzata nell’ambito della Lista rossa degli ecosistemi dell’IUCN. L’analisi ha interessato<strong> 127 ecoregioni tropicali e subtropicali</strong>, per un totale di 188.362 chilometri quadrati di barriere coralline in acque calde e poco profonde.</p><p>Tra <strong>i sistemi classificati nella categoria di maggiore minaccia</strong> figurano la Grande Barriera Corallina australiana, il Triangolo dei Coralli nel Pacifico occidentale e nel Sud-est asiatico, il Sistema della Barriera Corallina Mesoamericana e le barriere coralline del Mar Rosso.</p><h2><strong>Il riscaldamento dell’oceano, la minaccia principale</strong></h2><p>Lo<strong> stress termico provocato dal cambiamento climatico</strong> è il fattore più ricorrente alla base del deterioramento di questi ecosistemi. Con l’aumento della temperatura del mare, le ondate di calore marine innescano <strong>episodi di sbiancamento di massa</strong> che possono causare la morte di vaste distese di corallo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-96-de-los-arrecifes-de-coral-del-mundo-en-peligro-critico-de-colapso-antes-de-2075-segun-la-uicn-1793123713106.jpg" data-image="przedccja5c2" alt="Barriere coralline" title="Barriere coralline"><figcaption>Lo stress termico provocato dal cambiamento climatico è il fattore più ricorrente alla base del deterioramento di questi ecosistemi.</figcaption></figure><p>La valutazione dell’IUCN prende in considerazione le osservazioni storiche, le condizioni attuali e le proiezioni climatiche future. Per queste ultime utilizza uno scenario del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) che prevede un <strong>riscaldamento globale di 2,7 °C verso la fine del secolo</strong>.</p><div class="texto-destacado">La differenza tra valutare soltanto i cambiamenti osservati e includere le proiezioni future è significativa. Considerando esclusivamente le trasformazioni registrate negli ultimi 50 anni, il 24% delle barriere coralline sarebbe in pericolo critico. <strong>Includendo il riscaldamento previsto, questa percentuale sale al 96%.</strong></div><p>Secondo l’IUCN, questo divario evidenzia sia la gravità del problema sia la possibilità di evitare parte dei danni attraverso una riduzione ambiziosa delle emissioni di gas serra e politiche di conservazione più efficaci.</p><h2><strong>Che cosa accade quando una barriera corallina collassa</strong></h2><p>Il collasso di una barriera corallina non significa semplicemente che i coralli perdono il loro colore. Si tratta di una<strong> trasformazione profonda dell’ecosistema:</strong> i coralli duri, che ne costituiscono la struttura vivente, scompaiono quasi completamente e vengono progressivamente sostituiti da alghe, detriti e spugne.</p><p>Il risultato è un <strong>ambiente molto più impoverito, incapace di sostenere la diversità di vita che caratterizza le barriere coralline sane</strong>. Le conseguenze si estendono all’intera rete alimentare, dai piccoli invertebrati e molluschi fino ai pesci, alle tartarughe marine e ai grandi predatori come squali e cernie.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="746405" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/catastrofe-nei-caraibi-perche-i-coralli-duri-stanno-praticamente-scomparendo.html" title="Catastrofe nei Caraibi: perché i coralli duri stanno praticamente scomparendo?">Catastrofe nei Caraibi: perché i coralli duri stanno praticamente scomparendo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/catastrofe-nei-caraibi-perche-i-coralli-duri-stanno-praticamente-scomparendo.html" title="Catastrofe nei Caraibi: perché i coralli duri stanno praticamente scomparendo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hecatombe-caraibes-pourquoi-coraux-durs-en-train-de-disparaitre-rapport-oceans-environnement-biodiversite-temperature-mer-1766870396210_320.jpeg" alt="Catastrofe nei Caraibi: perché i coralli duri stanno praticamente scomparendo?"></a></article></aside><p>Questi ecosistemi ospitano circa un quarto delle specie marine e <strong>forniscono cibo, rifugio e zone di riproduzione a numerosi organismi</strong>. Inoltre, proteggono le comunità costiere e sostengono attività economiche come la pesca e il turismo.</p><h2><strong>La pesca eccessiva e l’inquinamento aggravano il deterioramento</strong></h2><p>Sebbene il riscaldamento oceanico costituisca la minaccia più diffusa, <strong>non è l’unico fattore di rischio</strong>. In regioni come l’Asia orientale, l’oceano Indiano occidentale, i Caraibi e il Brasile, lo sfruttamento eccessivo dei pesci pappagallo e delle cernie sta <strong>alterando l’equilibrio ecologico delle barriere coralline</strong>.</p><p>I pesci pappagallo, grazie alla loro alimentazione erbivora, contribuiscono a controllare la crescita delle alghe che competono con i coralli. La perdita di queste popolazioni, insieme alla diminuzione di altri pesci fondamentali, riduce la capacità degli ecosistemi di riprendersi dallo stress termico. Secondo la valutazione, <strong>questa pressione interessa il 63% delle barriere coralline analizzate.</strong></p><div class="texto-destacado">A questi fattori si aggiungono lo sviluppo costiero e industriale, l’inquinamento, l’acquacoltura, il turismo eccessivo, le tempeste, le inondazioni di acqua dolce e le proliferazioni delle stelle marine corona di spine, che si nutrono di corallo.</div><p>Tuttavia, <strong>esistono differenze regionali. </strong>In Asia orientale, dove alcune barriere coralline hanno storicamente mostrato una notevole resilienza, la percentuale classificata in pericolo critico sarebbe del 20% considerando soltanto i cambiamenti osservati. Nel Mar Rosso settentrionale, alcune barriere coralline con una tolleranza termica insolitamente elevata rientrerebbero nella categoria vulnerabile adottando lo stesso criterio.</p><h2><strong>C’è ancora margine per evitare un ulteriore collasso</strong></h2><p>La valutazione evidenzia anche alcuni limiti delle informazioni disponibili: quattro delle 127 ecoregioni presentano ancora dati insufficienti. Inoltre, <strong>le barriere coralline delle isole Galápagos occidentali sono già classificate come collassate</strong> dall’episodio di El Niño del 1982-1983.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-96-de-los-arrecifes-de-coral-del-mundo-en-peligro-critico-de-colapso-antes-de-2075-segun-la-uicn-1793123778576.jpg" data-image="rud2ce9ho2ev" alt="Barriere coralline" title="Barriere coralline"><figcaption>Questi ecosistemi ospitano circa un quarto delle specie marine.</figcaption></figure><p>Nonostante questo scenario, gli specialisti sottolineano che non tutte le barriere coralline sono perdute. <strong>Alcune hanno dimostrato di sapersi riprendere dopo gravi episodi di sbiancamento</strong>, anche se questa resilienza dipende dalla presenza di condizioni ambientali che ne consentano la rigenerazione.</p><p>La direttrice generale dell’IUCN, Grethel Aguilar, avverte che il deterioramento minaccia sia la biodiversità sia la sicurezza e i mezzi di sostentamento delle comunità costiere. L’organizzazione chiede di <strong>ridurre le emissioni, ampliare le aree marine protette, ripristinare le popolazioni ittiche e mantenere le acque costiere libere dall’inquinamento</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794770" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/neve-marina-la-sorprendente-scoperta-che-potrebbe-cambiare-cio-che-sappiamo-sull-oceano-e-sui-cambiamenti-climatici.html" title="Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici">Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/neve-marina-la-sorprendente-scoperta-che-potrebbe-cambiare-cio-che-sappiamo-sull-oceano-e-sui-cambiamenti-climatici.html" title="Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nieve-marina-el-sorprendente-hallazgo-que-podria-cambiar-lo-que-sabemos-sobre-el-oceano-y-el-cambio-climatico-1792498082906_320.png" alt="Neve marina: la sorprendente scoperta che potrebbe cambiare ciò che sappiamo sull'oceano e sui cambiamenti climatici"></a></article></aside><p>Il messaggio centrale dello studio è chiaro: il futuro delle barriere coralline dipenderà in larga misura <strong>dalle decisioni che verranno prese nei prossimi anni</strong>. Ridurre il riscaldamento globale e alleviare le pressioni locali può ancora fare la differenza tra conservare ecosistemi capaci di riprendersi e perderli in modo irreversibile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/secondo-l-iucn-il-96-delle-barriere-coralline-del-mondo-e-a-rischio-critico-di-collasso-entro-il.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un albero con due stagioni contemporaneamente: il corbezzolo fiorisce mentre i suoi frutti maturano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-albero-con-due-stagioni-contemporaneamente-il-corbezzolo-fiorisce-mentre-i-suoi-frutti-maturano.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 13:05:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>In autunno, il corbezzolo offre uno spettacolo sorprendente: i suoi frutti rossi maturano mentre sui rami spuntano nuovi fiori, mostrando contemporaneamente due fasi del suo ciclo vitale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-arbol-con-dos-estaciones-a-la-vez-el-madrono-florece-mientras-maduran-sus-frutos-1793083346318.jpeg" data-image="sqrqk5uza5dg" alt="corbezzolo" title="corbezzolo"><figcaption>La natura offre uno spettacolo unico: fiori e frutti contemporaneamente.</figcaption></figure><p>In pieno autunno, quando molti alberi iniziano a perdere le foglie e il paesaggio cambia completamente colore, esiste una specie capace di offrire uno spettacolo che sembra sfidare il calendario. </p><p><strong>Il corbezzolo (</strong><em>Arbutus unedo)</em>, un albero mediterraneo caratteristico dei boschi e della macchia della penisola iberica, <strong>può mostrare contemporaneamente i suoi frutti rossi maturi e i suoi caratteristici fiori bianchi.</strong> Un fenomeno naturale che lo rende uno dei protagonisti più singolari di questo periodo dell’anno.</p><p>Questa particolarità non è un’anomalia né un caso isolato, ma risponde a <strong>una strategia del suo ciclo biologico.</strong> Mentre i frutti della fioritura precedente completano la maturazione, l’albero sviluppa nuovi fiori che daranno origine ai corbezzoli della stagione successiva.</p><h2>Perché il corbezzolo fiorisce e fruttifica contemporaneamente?</h2><p>La spiegazione si trova nei ritmi di sviluppo di questa specie. A differenza di altri alberi da frutto, nei quali i periodi di fioritura e maturazione sono più nettamente separati, <strong>il corbezzolo presenta un ciclo riproduttivo prolungato.</strong></p><p><strong>La fioritura avviene solitamente in autunno, soprattutto tra ottobre e dicembre</strong>, anche se le date possono variare in base al clima, all’altitudine e alle condizioni di ciascuna zona. I fiori, piccoli e a forma di campanella, compaiono riuniti in grappoli pendenti e presentano tonalità bianche o leggermente rosate.</p><div class="texto-destacado">Contemporaneamente, i frutti che hanno iniziato a svilupparsi dopo la fioritura dell’anno precedente raggiungono la maturazione. </div><p>Questi corbezzoli, inizialmente verdi e poi giallastri, assumono infine un caratteristico colore rosso o arancione quando sono pronti per essere consumati. Pertanto, <strong>quella che sembra una mescolanza di due stagioni è, in realtà, la sovrapposizione di diverse fasi dello stesso ciclo naturale.</strong> L’albero conserva i frutti di una stagione mentre prepara quella successiva.</p><h2>Un frutto inconfondibile del paesaggio mediterraneo</h2><p>Il corbezzolo è una <strong>specie autoctona della regione mediterranea</strong> ed è ampiamente diffuso in buona parte della Spagna, soprattutto nelle zone dal clima mite e nei terreni in cui può svilupparsi senza particolari esigenze colturali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>È una specie che può crescere come piccolo albero o come arbusto alto diversi metri. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le sue foglie sempreverdi, di colore verde intenso e con margini leggermente seghettati, <strong>mantengono la chioma durante tutto l’anno, conferendogli un valore ornamentale</strong> anche quando altre specie perdono le foglie.</p><p><strong>I suoi frutti si distinguono per la superficie ruvida e granulosa,</strong> oltre che per il colore vistoso che assumono a maturazione. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-arbol-con-dos-estaciones-a-la-vez-el-madrono-florece-mientras-maduran-sus-frutos-1793083609343.jpeg" data-image="h3704mlemldy" alt="Immagine 2" title="Immagine 2"><figcaption>Fiori e frutti sono presenti contemporaneamente all’interno di uno splendido ciclo colturale.</figcaption></figure><p> Sebbene siano commestibili, <strong>è opportuno consumarli con moderazione quando sono ben maturi, perché contengono zuccheri</strong> e la loro fermentazione naturale può produrre piccole quantità di alcol. </p><p> Tradizionalmente, <strong>sono stati utilizzati per preparare marmellate, confetture e bevande</strong>, oltre a essere consumati freschi. </p><h2>I fiori del corbezzolo nutrono anche gli impollinatori</h2><p>La fioritura autunnale di alcune specie ha una <strong>notevole importanza ecologica.</strong> In un periodo in cui diminuisce la disponibilità di fiori in natura, <strong>il corbezzolo offre nettare e polline a diversi insetti</strong>, tra cui le api e altri impollinatori che rimangono attivi durante le giornate più miti.</p><p>Dopo l’impollinazione, i fiori fecondati inizieranno a sviluppare i frutti che, mesi dopo, raggiungeranno la maturazione. In questo modo, <strong>il corbezzolo contribuisce al mantenimento della biodiversità e fornisce nutrimento a diverse specie nel corso dell’anno.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787732" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html" title="10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno">10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html" title="10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965594900_320.jpeg" alt="10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno"></a></article></aside><p><strong>Anche gli uccelli e altri animali selvatici si nutrono dei suoi frutti</strong>, contribuendo alla dispersione dei semi e favorendo la rigenerazione naturale dei boschi e della macchia.</p><h2>Un albero interessante per giardini e spazi naturali</h2><p>Oltre al suo riconosciuto valore ecologico, <strong>il corbezzolo può essere un’ottima scelta per i giardini.</strong> Soprattutto perché è una specie sempreverde, con una fioritura attraente, frutti ornamentali e una buona capacità di adattamento alla siccità una volta ben radicata.</p><p>Per coltivarlo, <strong>è opportuno scegliere una posizione soleggiata o a mezz’ombra e un terreno ben drenato, evitando i ristagni d’acqua. </strong>Durante i primi anni ha bisogno di irrigazioni di sostegno per sviluppare un apparato radicale adeguato, mentre in seguito tollera i periodi asciutti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La sua crescita è generalmente piuttosto lenta, quindi non richiede potature intense. Anzi, è preferibile non intervenire sull’arbusto e limitarsi alla rimozione dei rami danneggiati o mal orientati.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il corbezzolo dimostra che <strong>l’autunno non è soltanto una stagione di foglie cadute e vegetazione a riposo. </strong>La presenza contemporanea di fiori e frutti ricorda che la natura continua a seguire ritmi diversi e che, anche quando il paesaggio sembra prepararsi all’inverno, alcuni alberi stanno già costruendo la stagione successiva.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-albero-con-due-stagioni-contemporaneamente-il-corbezzolo-fiorisce-mentre-i-suoi-frutti-maturano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 95 mm di pioggia: attenzione tra lunedì 2 e martedì 3 novembre in queste regioni del centro-sud ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-ancora-freddo-piogge-intense-e-nuova-perturbazione-sull-italia.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 12:01:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il primo weekend di novembre porta l'Italia in una fase più movimentata: aria fredda, vento e piogge torneranno a farsi sentire soprattutto al Centro-Sud. Ma quanto durerà questa parentesi e cosa succederà nel corso della prossima settimana?</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/jzkZixQtKrw/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=jzkZixQtKrw" id="jzkZixQtKrw"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>È bastato che l'alta pressione arretrasse verso l'Europa occidentale per cambiare il volto del tempo sull'Italia. Dal settore balcanico stanno affluendo correnti più fredde, mentre sui mari meridionali prende forma una circolazione depressionaria capace di richiamare umidità e alimentare rovesci anche intensi.</p><p>Una situazione che accompagnerà il passaggio da ottobre a novembre, con <strong>temperature inferiori alle medie stagionali e un inizio di settimana particolarmente movimentato</strong> soprattutto per le regioni centro-meridionali.</p><p>Durante questo weekend, il Nord manterrà nel complesso condizioni abbastanza tranquille, con schiarite anche ampie e qualche annuvolamento. Il tempo sarà invece più capriccioso lungo il medio Adriatico, al Sud e sulle Isole maggiori, dove non mancheranno piogge intermittenti e locali temporali.</p><p>Domenica l'instabilità guadagnerà terreno. Le precipitazioni potranno raggiungere anche la Romagna e, in maniera più irregolare, alcuni settori del Nord-Ovest e delle Alpi, ma <strong>il cuore del maltempo resterà tra le regioni adriatiche centro-meridionali, la Calabria e la Sicilia</strong>.</p><p>Ad accompagnarlo saranno venti di Grecale e Tramontana, capaci di rendere l'aria più pungente rispetto a quanto indicherà il termometro. Al Nord e nelle zone interne del Centro le massime potranno fermarsi intorno a 12-14°C, mentre lungo molte coste meridionali si resterà più vicini ai 16-20°C.</p><h2>Lunedì 2 novembre: si approfondisce il vortice sullo Ionio</h2><p>L'avvio della settimana sarà la fase da seguire con maggiore attenzione. Secondo le proiezioni del modello europeo ECMWF, <strong>lunedì 2 novembre il minimo di pressione potrà scendere intorno a 1005 hPa nei pressi del basso Ionio</strong>, favorendo una sostenuta circolazione di venti attorno al Meridione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795940" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?">Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376361512_320.jpg" alt="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"></a></article></aside><p>Le piogge più persistenti interesseranno soprattutto il medio e basso versante adriatico, tra Marche meridionali, Abruzzo, Molise e Puglia, con rovesci possibili anche su Basilicata, Calabria e Sicilia.</p><p>Il Nord resterà prevalentemente ai margini del peggioramento, mentre lungo l'Appennino centrale <strong>potrà tornare la neve, localmente fin verso i 1000-1200 metri nelle fasi più fredde</strong>. Sui rilievi meridionali la quota sarà generalmente più alta. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-ancora-freddo-piogge-intense-e-nuova-perturbazione-sull-italia-1793437547794.png" data-image="c4l1f64w4nmt" alt="Lunedì 2 novembre si approfondisce il ciclone sullo Ionio" title="Lunedì 2 novembre si approfondisce il ciclone sullo Ionio"><figcaption>Lunedì 2 novembre si approfondisce il ciclone sullo Ionio</figcaption></figure><p>Lo scenario ECMWF mostra quantitativi nell'ordine di <strong>70 mm lungo la costa abruzzese e punte vicine ai 90-95 mm su settori della Puglia</strong>, con accumuli consistenti anche sulla Sicilia settentrionale. Sono stime riferite a più giorni, non alla sola giornata di lunedì, e andranno rivalutate nei nostri prossimi aggiornamenti.</p><h2>Quanto farà freddo? Temperature ancora sotto la media</h2><p>La risposta è sì: <strong>il freddo resterà protagonista almeno nella prima parte della settimana</strong>, soprattutto se confrontato con la mitezza delle giornate precedenti.</p><p>Le anomalie previste si collocano in molte aree intorno a 2-5°C sotto i valori tipici del periodo, con gli scostamenti più evidenti soprattutto sul versante adriatico e nelle regioni meridionali.</p><p>Alle prime luci di lunedì si potranno sfiorare i 5°C a Milano e i 2°C a Torino. Nel pomeriggio, però, il quadro sarà meno uniforme: intorno a 14-15°C in diverse città della Pianura Padana, circa 16°C a Roma e valori prossimi ai 20°C lungo alcuni tratti delle coste meridionali.</p><h2>Martedì 3 e mercoledì 4: tornano le schiarite, ma il freddo non scompare</h2><p>Martedì il vortice tenderà lentamente a spostarsi verso la Grecia. Resteranno possibili rovesci residui tra basso Adriatico, Calabria e Sicilia, mentre al Centro-Nord il tempo sarà più asciutto e si apriranno spazi soleggiati.</p><p>Mercoledì 4 si prospetta una pausa più stabile per buona parte della Penisola, con precipitazioni generalmente scarse. Nelle ore centrali della giornata il modello indica circa 12°C a Milano, 14°C a Venezia e valori intorno a 18°C a Roma, con differenze sensibili tra pianure, coste e aree interne.</p><h2>Da giovedì 5 nuova perturbazione da ovest: cosa sappiamo</h2><p>La tregua potrebbe non durare molto. <strong>Da giovedì 5 novembre un nuovo impulso perturbato potrebbe affacciarsi sul Mediterraneo occidentale</strong>, riportando nuvole e precipitazioni inizialmente sui mari a ovest dell'Italia, con possibili coinvolgimenti della Sardegna, della Sicilia e di alcuni settori tirrenici.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-ancora-freddo-piogge-intense-e-nuova-perturbazione-sull-italia-1793437507777.png" data-image="emk3ztdz4yxn" alt="Ancora anomalie termiche negative anche la prossima settimana." title="Ancora anomalie termiche negative anche la prossima settimana."><figcaption>Ancora anomalie termiche negative anche la prossima settimana.</figcaption></figure><p>La traiettoria di questa nuova fase resta ancora da precisare: sarà fondamentale capire dove si approfondirà l'eventuale minimo depressionario e quali regioni riceveranno gli accumuli maggiori.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795922" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza">Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793365571183_320.png" alt="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"></a></article></aside><p>Anche il quadro termico potrà cambiare, con un'attenuazione delle anomalie negative in alcune aree occidentali, mentre su molte altre zone italiane le temperature potrebbero mantenersi ancora inferiori alla norma.</p><p><strong>Novembre, quindi, inizierà con un'Italia divisa tra schiarite più frequenti al Nord e maltempo più insistente al Centro-Sud.</strong> Il freddo non sparirà da un giorno all'altro, ma nemmeno si profila, allo stato attuale, un'ondata di gelo estesa a tutta la Penisola. Sarà soprattutto l'evoluzione delle perturbazioni mediterranee a richiedere attenzione nei prossimi aggiornamenti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-ancora-freddo-piogge-intense-e-nuova-perturbazione-sull-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, novembre parte con un potente vortice ciclonico: piogge intense, vento forte e neve. Le regioni a rischio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-novembre-parte-con-un-potente-vortice-ciclonico-piogge-intense-vento-forte-e-neve-ecco-le-regioni-a-rischio.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 10:23:01 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il maltempo è tornato con decisione. Vortice ciclonico con piogge e neve sugli Appennini. Atteso un crollo termico entro l'inizio di Novembre</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbsgawa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbsgawa.jpg" id="xbsgawa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'inizio di novembre sembra volerci ricordare che l'inverno non è poi così lontano. Dopo una settimana caratterizzata da condizioni meteorologiche piuttosto tranquille e temperature tutto sommato gradevoli, la situazione sulla nostra Penisola sta rapidamente cambiando. </p><p>L'alta pressione, infatti, ha ormai lasciato spazio a correnti molto più fredde provenienti dall'Europa nord-orientale, responsabili di un peggioramento che potrebbe diventare particolarmente intenso nei prossimi giorni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ma attenzione, perché <strong>il vero protagonista di questa nuova fase di maltempo sarà un vortice ciclonico destinato a svilupparsi sul Mediterraneo centrale</strong>, interessando soprattutto le regioni meridionali e parte di quelle adriatiche.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Non si tratterà soltanto di qualche giornata più fredda. La combinazione tra l'arrivo di aria fredda in quota e le acque del Mediterraneo, ancora relativamente calde, potrebbe infatti favorire <strong>precipitazioni localmente abbondanti, temporali intensi, raffiche di vento molto sostenute e il ritorno della neve sugli Appennini</strong>.</p><h2><strong>Domenica 1° novembre, arriva il freddo e si forma un vortice ciclonico: tornano pioggia e neve</strong></h2><p>La giornata di domenica 1° novembre rappresenterà un passaggio fondamentale nell'evoluzione meteorologica dei prossimi giorni. L'afflusso di aria fredda dai quadranti nord-orientali tenderà infatti a intensificarsi, favorendo la formazione di un minimo depressionario sui mari meridionali italiani.</p><p><strong>Il peggioramento interesserà soprattutto il versante adriatico e le regioni del Sud</strong>, dove saranno possibili rovesci e temporali, localmente anche di forte intensità. In particolare, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia saranno tra le regioni maggiormente esposte all'instabilità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795940" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?">Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia.html" title="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-vortice-polare-subira-un-alterazione-eccezionale-intorno-al-5-novembre-quali-rischi-per-l-italia-1793376361512_320.jpg" alt="Il vortice polare subirà un'alterazione eccezionale intorno al 5 novembre: quali rischi per l'Italia?"></a></article></aside><p>Situazione differente su buona parte delle regioni tirreniche e settentrionali, dove non mancheranno schiarite anche ampie. Tuttavia, qualche precipitazione potrebbe interessare anche la Romagna e i settori appenninici dell'Emilia.</p><p><strong>Tornerà inoltre la neve sugli Appennini</strong>, con una quota generalmente compresa tra 1200 e 1500 metri, ma con la possibilità di sconfinamenti a quote inferiori ai 1000 metri, soprattutto sui rilievi del medio e alto versante adriatico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795922" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza">Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini.html" title="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/primi-di-novembre-gelidi-per-il-ponte-di-voejkov-e-burian-luca-lombroso-meteorologo-fa-chiarezza-su-questi-termini-1793365571183_320.png" alt="Inizio novembre gelido per il ponte di Voejkov e il Burian? Il meteorologo Luca Lombroso fa chiarezza"></a></article></aside><p>Ad accompagnare il peggioramento ci penserà anche il vento. Le correnti settentrionali potranno soffiare con raffiche particolarmente intense, soprattutto sull'Adriatico, favorendo un deciso aumento del moto ondoso e possibili mareggiate lungo le coste maggiormente esposte.</p><h2><strong>Lunedì 2 e martedì 3 novembre, vortice ciclonico sul Sud Italia: possibili piogge molto intense</strong></h2><p>Ma il peggioramento non si esaurirà con la giornata di domenica. Anzi, <strong>sarà proprio l'inizio della prossima settimana a presentare le condizioni meteorologiche potenzialmente più difficili</strong>, soprattutto sulle regioni meridionali.</p><p>Lunedì 2 novembre il vortice ciclonico dovrebbe ulteriormente organizzarsi tra il basso Tirreno e il mar Ionio, dando origine a una circolazione depressionaria piuttosto estesa. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-novembre-parte-con-un-potente-vortice-ciclonico-piogge-intense-vento-forte-e-neve-ecco-le-regioni-a-rischio-1793437888426.jpg" data-image="6ezri2qltg1j" alt="Minimo ben visibile con l'inizio della settimana" title="Minimo ben visibile con l'inizio della settimana"><figcaption>La circolazione depressionaria prevista per lunedì 2 novembre, con il minimo barico sul Mediterraneo meridionale e precipitazioni diffuse soprattutto al Sud. </figcaption></figure><p><strong>Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia saranno tra le regioni maggiormente interessate dal maltempo</strong>, con rovesci e temporali che potrebbero assumere carattere di forte intensità. Localmente non si escludono accumuli pluviometrici importanti in poche ore, accompagnati da forti raffiche di vento.</p><p>Le precipitazioni interesseranno anche parte del versante adriatico centrale, soprattutto tra Marche, Abruzzo e Molise, mentre il tempo dovrebbe risultare più stabile sulle regioni nord-occidentali e su buona parte di quelle tirreniche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795896" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia">Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia.html" title="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prima-settimana-di-novembre-divide-l-italia-dove-tornera-il-freddo-e-dove-la-pioggia-1793359679067_320.jpg" alt="Prima settimana di novembre: ecco dove farà freddo e dove torneranno neve e pioggia in Italia"></a></article></aside><p><strong>Martedì 3 novembre il maltempo potrebbe insistere ancora sulle regioni meridionali</strong>, sebbene il centro depressionario dovrebbe iniziare gradualmente a spostarsi verso la Grecia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-novembre-parte-con-un-potente-vortice-ciclonico-piogge-intense-vento-forte-e-neve-ecco-le-regioni-a-rischio-1793437987949.jpg" data-image="k10g6t6wdzfk" alt="Precipitazioni cumulate entro martedì 3 novembre" title="Precipitazioni cumulate entro martedì 3 novembre"><figcaption>Precipitazioni cumulate previste fino a martedì 3 novembre. Accumuli particolarmente elevati tra il Sud Italia e il mar Ionio, con valori localmente prossimi o superiori ai 90 millimetri.</figcaption></figure><p>Gli accumuli complessivi di precipitazione potrebbero risultare particolarmente significativi tra Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, con valori localmente superiori ai 50-80 millimetri e punte anche maggiori nelle aree più esposte ai fenomeni intensi.</p><p>Nel frattempo, <strong>le temperature continueranno a mantenersi inferiori alle medie del periodo</strong>, soprattutto lungo il versante adriatico e nelle zone interne, dove la ventilazione settentrionale contribuirà ad accentuare ulteriormente la sensazione di freddo.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Soltanto tra martedì e mercoledì 4 novembre potremmo assistere a un graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche, grazie all'allontanamento del vortice verso il Mediterraneo orientale. </p><p>Tuttavia, la presenza di correnti ancora piuttosto fredde potrebbe mantenere un contesto termico decisamente autunnale, mentre nuove perturbazioni potrebbero tornare a interessare parte dell'Italia nella seconda metà della settimana.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-novembre-parte-con-un-potente-vortice-ciclonico-piogge-intense-vento-forte-e-neve-ecco-le-regioni-a-rischio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Starship di SpaceX verso la storia? Pochi giorni al 15° lancio che tenterà la "doppia cattura", rischiando molti danni ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/starship-di-spacex-verso-la-storia-pochi-giorni-al-15-lancio-che-tentera-la-doppia-cattura-rischiando-molti-danni.html</link><pubDate>Sat, 31 Oct 2026 07:55:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Con il Flight 15 dell'8 novembre 2026, SpaceX tenta la storica "doppia cattura" al volo di booster e Starship tramite i bracci Mechazilla. Una sfida ad alto rischio, che segna una tappa importante nella direzione la riusabilità totale dei vettori.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/starship-di-spacex-verso-la-storia-il-conto-alla-rovescia-per-il-flight-15-che-tentera-la-doppia-cattura-1793376558922.jpg" data-image="94qglxmbfgk5"><figcaption>Con l'imminente Flight 15, programmato non prima dell'8 novembre 2026 dalla Starbase, SpaceX si appresta a scrivere una nuova pagina storica, non priva di rischi e ambizioni: tentare, per la prima volta in assoluto, il doppio recupero sospeso. Credits: www.spacex.com</figcaption></figure><p>Nella storia dei grandi programmi tecnologici e spaziali, esistono dei <strong>momenti di svolta veri e propri</strong>, che non nascono da un'evoluzione lineare, ma da salti improvvisi, seppur calcolati, all'interno dello stesso progetto. </p><p>È già accaduto in SpaceX, quando dal nulla ha inventato le piattaforme oceaniche mobili per salvare i booster del Falcon 9, accettando il rischio costante di spettacolari fallimenti.</p><p><strong>Oggi, SpaceX sta per prendersi un grande rischio</strong> per fare un altro salto radicale all'interno del programma Starship. Infatti, con l'imminente Flight 15, programmato <strong>non prima dell'8 novembre 2026</strong> dalla Starbase, SpaceX si appresta a scrivere una <strong>nuova pagina storica</strong>, non priva di<strong> rischi e ambizioni</strong>: tentare, per la prima volta in assoluto, <strong>il doppio recupero sospeso</strong>, sia del gigantesco booster Super Heavy, che della "navetta" Starship, tra le braccia meccaniche della torre dotata di bracci Mechazilla.</p><h2>Le tappe e le tecnologie del nuovo standard Block 3 (V3)</h2><p>Il 25 ottobre è stato già completato con successo il test di accensione statica di tutti i 33 motori Raptor del booster 22. Questo <strong>booster della Ship 42</strong> ha subito degli <strong>importanti aggiornamenti ingegneristici</strong> con una nuova architettura Block 3 (V3).</p><p> Sebbene questa tecnologia di fosse stata già svelata da SpaceX tempo fa, il Flight 15 la impiega definitivamente come<strong> standard operativo di serie</strong>. Grazie alla rimozione di gran parte delle tubature esterne e delle schermature termiche superflue, ogni motore ora garantisce <strong>un risparmio di circa 1 tonnellata di massa</strong>, con una spinta superiore. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774008" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale.html" title="Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale">Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale.html" title="Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale-1781554375197_320.jpg" alt="Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale"></a></article></aside><p>Sono state rimosse le pesanti zampe di stazionamento, cioè di atterraggio, in entrambi gli stadi. Gli ingegneri, infatti, hanno eliminato il peso strutturale inutile <strong>in vista dell'atterraggio con i bracci Mechazilla.</strong></p><h2>Le fasi del volo e i grandi rischi della "Doppia Cattura"</h2><p>La missione riprodurrà la rotta verso un'orbita bassa, dato che <strong>il momento clou della missione sarà rappresentato proprio dalle complesse manovre di rientro</strong>. Dopo la separazione dalla Starship,<strong> il Super Heavy</strong> eseguirà una manovra per invertire la rotta e, guidato dalle alette grigliate, dette grid fins, <strong>tornerà verso la torre di lancio</strong> per farsi agganciare al volo dalle braccia della torre Mechazilla.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/starship-di-spacex-verso-la-storia-il-conto-alla-rovescia-per-il-flight-15-che-tentera-la-doppia-cattura-1793376590065.jpg" data-image="qmvgb24234o9"><figcaption>Dopo la separazione dalla Starship, il Super Heavy eseguirà una manovra per invertire la rotta e, guidato dalle alette grigliate, dette grid fins, tornerà verso la torre di lancio per farsi agganciare al volo dalle braccia della torre Mechazilla. Credits: www.spacex.com</figcaption></figure><p>Ma la novità principale, questa volta, riguarda proprio il tentativo di ritorno finalizzato ad un nuovo riutilizzo della Starship. Finora la Starship era stata fatta ammarare ed esplodere in pieno oceano. </p><div class="texto-destacado">Questa volta dopo aver completato una parte dell'orbita e testato i portelloni per il rilascio dei satelliti e per il trasferimento di propellente la navetta tenterà per la prima volta un rientro controllato dallo spazio verso terra per farsi catturare direttamente al volo dalla torre, evitando quindi di schiantarsi ed esplodere in mare.</div><p>Tuttavia, questa complessa procedura si scontra con <strong>un alto rischio</strong> non solo per il sistema Starship, e quindi per il suo ritorno incolume, ma anche e soprattutto per le strutture di terra.</p><p><strong>Infatti, a Starbase, attualmente, è operativa una sola torre Mechazilla</strong>. Questa torre dovrà prima <strong>agganciare mettere in sicurezza rapidamente il booster catturato</strong>, sganciarlo per<strong> liberare i bracci meccanici</strong> nell'arco di un'ora e mezza, per essere pronta ad <strong>accogliere il ritorno della Starship</strong>.</p><h2>Cosa succede in caso di errore? </h2><p>Puntare tutto su una manovra <strong>con una sola torre Mechazilla </strong>a disposizione ha un alto, anzi <strong>altissimo livello di rischio</strong>. Infatti attualmente non esiste una ridondanza di torri di cattura operative a Boca Chica (dove è la base di lancio). </p><div class="texto-destacado">Un solo errore di calcolo o un'avaria durante il rientro o l'aggancio comprometterebbe la missione, con un possibile impatto del colosso, pesante decine di tonnellate, direttamente contro l'infrastruttura a terra.</div><p><strong>Se la torre deve essere distrutta</strong> o anche gravemente danneggiata, il programma potrebbe subire<strong> uno stop forzato di svariati mesi</strong> per la ricostruzione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770884" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-del-sistema-starship-v.html" title="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3">SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-del-sistema-starship-v.html" title="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-della-starship-v-1779913039062_320.jpeg" alt="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3"></a></article></aside><p><strong>Per Elon Musk</strong> questo<strong> rischio calcolato</strong> rappresenta il <strong>"prezzo da pagare" per accelerare l'innovazione</strong>. Infatti la riusabilità dell'intero sistema deve essere ancora provata e quindi dimostrata.</p><h2> Le parole di Elon Musk e l'importanza strategica per il futuro </h2><p>Dal canto suo Elon Musk, commentando la portata di questa missione, ha definito il tentativo di recupero di entrambi gli stadi come un <strong>"profound technology milestone"</strong>, un traguardo tecnologico profondo. La riuscita di questa manovra rappresenta rappresenta il vero e proprio sblocco economico e operativo dell'intero sistema.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Riuscire a catturare sia il booster che la navetta, al primo colpo e in un unico volo, significa abbattere drasticamente i tempi di ispezione e ricondizionamento dei razzi, riducendoli da mesi a poche ore, avvicinandoci concretamente all'obiettivo di un sistema di trasporto interplanetario totalmente e rapidamente riutilizzabile.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il Flight 15, quindi, rappresenta <strong>un banco di prova determinante per la sostenibilità economica dell'azienda</strong>, il futuro dispiegamento della costellazione Starlink e anche per le future missioni con equipaggio verso la Luna e Marte. <strong>Se i test andranno a buon fine</strong>, la transizione dallo sviluppo all'operatività commerciale compirà <strong>un salto in avanti molto importante</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/starship-di-spacex-verso-la-storia-pochi-giorni-al-15-lancio-che-tentera-la-doppia-cattura-rischiando-molti-danni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item></channel></rss>