<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 05 Oct 2026 10:20:12 +0000</lastBuildDate><pubDate>Mon, 05 Oct 2026 10:20:12 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Fino a 200 mm: forte maltempo nel Mediterraneo, dopo la Spagna attenzione a Francia, Italia e Balcani]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-200-mm-forte-maltempo-nel-mediterraneo-dopo-la-spagna-attenzione-a-francia-italia-e-balcani.html</link><pubDate>Mon, 05 Oct 2026 10:09:26 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La Spagna è stata colpita da piogge torrenziali e alluvioni lampo, con due vittime e un disperso in Catalogna. Ora il maltempo si sposta verso altri settori del Mediterraneo: Francia, Italia e Balcani attendono precipitazioni molto abbondanti, localmente fino a 200 mm.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbiaev6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbiaev6.jpg" id="xbiaev6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La Spagna è stata investita nelle ultime ore da una nuova fase di maltempo, particolarmente intensa lungo il versante mediterraneo. <strong>Piogge torrenziali hanno interessato diverse aree e in Catalogna si contano già <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/maltempo-fino-a-300-mm-in-poche-ore-in-catalogna-due-morti-e-un-disperso-e-stato-un-vortice-convettivo-a-mesoscala.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">due vittime e un disperso</a> nella regione. </strong>Si sono verificate piene improvvise e alluvioni lampo. </p><p>Ora l'attenzione si sposta però verso altri settori del Mediterraneo: <strong>Francia meridionale, Italia e penisola balcanica.</strong></p><p><strong>Il quadro meteorologico resta infatti molto dinamico e nei prossimi giorni sono attese precipitazioni localmente molto abbondanti,</strong> con accumuli che in alcune aree (Italia compresa) potrebbero raggiungere o superare i 100 mm in poche ore. <strong>Nei settori più esposti dei Balcani, gli accumuli complessivi potrebbero arrivare fino a 200 mm entro il fine settimana.</strong></p><p>Il rischio principale è quello di precipitazioni molto intense concentrate in intervalli di tempo brevi. In presenza di suoli già saturi o di sistemi di drenaggio insufficienti, condizioni di questo tipo possono favorire alluvioni lampo, come quelle osservate nelle ultime ore in Spagna.</p><h2>Francia, attenzione tra martedì e mercoledì</h2><p><strong>In Francia meridionale sarà soprattutto l'evoluzione tra martedì 6 e mercoledì 7 ottobre a essere monitorata con attenzione</strong>. Le condizioni meteorologiche torneranno infatti a essere favorevoli alla formazione di precipitazioni intense in prossimità del Mediterraneo ed è molto probabile l'attivazione di avvisi di allerta arancione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790843" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo.html" title="Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia ">Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo.html" title="Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo-1790591687816_320.jpg" alt="Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia "></a></article></aside><p>Sono attese forti piogge e temporali, con accumuli potenzialmente significativi sulle Cévennes, nell'area dell'Hérault e verso la Costa Azzurra. <strong>Le stime del modello europeo indicano localmente accumuli intorno ai 100 mm.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-200-mm-forte-maltempo-nel-mediterraneo-dopo-la-spagna-attenzione-a-francia-italia-e-balcani-1791193458348.jpg" data-image="5ldmav3rc26b"><figcaption>Precipitazioni abbondanti sono attese nella Francia meridionale mediterranea. Cumulati elevati sono previsti anche in Italia e penisola balcanica.</figcaption></figure><p>La situazione sarà da seguire soprattutto per la possibilità che le precipitazioni più intense si concentrino in poche ore. Non si tratta quindi soltanto della quantità complessiva di pioggia, ma anche della sua intensità e della rapidità con cui potrebbe cadere.</p><h2>Italia, coinvolti Nord-Ovest e versante tirrenico</h2><p>Successivamente, la fase perturbata interesserà anche l'Italia. <strong>Le aree da monitorare comprendono il Nord-Ovest, ma anche diversi settori del Centro-Sud affacciati sul Tirreno.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-200-mm-forte-maltempo-nel-mediterraneo-dopo-la-spagna-attenzione-a-francia-italia-e-balcani-1791193569848.jpg" data-image="56uayn1d0xal"><figcaption>L'Italia verrà investita già da mercoledì 7 ottobre dal maltempo. Poi ci sarà un abbassamento delle temperature con possibilità di neve sulle Alpi.</figcaption></figure><p>Anche in questo caso sono possibili precipitazioni molto abbondanti e localmente intense, con accumuli che potrebbero <strong>avvicinarsi ai 100 mm in poco tempo nelle zone maggiormente esposte.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791929" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-autunno-cerca-di-fare-sul-serio-intensa-perturbazione-da-mercoledi-fino-a-150-mm-di-pioggia.html" title="Il meteorologo Alessio Colella conferma: da mercoledì 7 intensa perturbazione autunnale, fino a 150 mm di pioggia">Il meteorologo Alessio Colella conferma: da mercoledì 7 intensa perturbazione autunnale, fino a 150 mm di pioggia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-autunno-cerca-di-fare-sul-serio-intensa-perturbazione-da-mercoledi-fino-a-150-mm-di-pioggia.html" title="Il meteorologo Alessio Colella conferma: da mercoledì 7 intensa perturbazione autunnale, fino a 150 mm di pioggia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-l-autunno-cerca-di-fare-sul-serio-intensa-perturbazione-da-mercoledi-fino-a-150-mm-di-pioggia-1791188290383_320.png" alt="Il meteorologo Alessio Colella conferma: da mercoledì 7 intensa perturbazione autunnale, fino a 150 mm di pioggia"></a></article></aside><p>La configurazione atmosferica sarà quindi da seguire con attenzione, soprattutto laddove temporali persistenti dovessero insistere sulle stesse aree. In questi casi, anche accumuli inferiori ai massimi previsti su scala giornaliera possono determinare criticità locali.</p><h2>Temporali violenti anche nei Balcani, dalla Croazia fino all'Albania</h2><p>Un'altra area da tenere sotto osservazione sarà la penisola balcanica. <strong>Sono attesi temporali anche violenti lungo il versante adriatico, dalla Croazia fino all'Albania.</strong></p><div class="texto-destacado">La situazione potrebbe diventare particolarmente delicata tra Montenegro e Albania. Qui, secondo le proiezioni attuali, entro sabato potrebbero accumularsi localmente fino a 200 mm di pioggia. Questo sarà legato alla formazione di un'area di bassa pressione tra l'Italia sud-orientale e le coste del Montenegro.</div><p>Si tratta di valori importanti, soprattutto se concentrati in intervalli temporali brevi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-200-mm-forte-maltempo-nel-mediterraneo-dopo-la-spagna-attenzione-a-francia-italia-e-balcani-1791193512945.jpg" data-image="x06pg9k74e5g"><figcaption>Tra Montenegro ed Albania sono attesi, entro sabato, picchi di 200 mm di pioggia secondo il modello europeo.</figcaption></figure><p>Il rischio è quindi quello di fenomeni di piena improvvisa e allagamenti, oltre a possibili frane nelle aree più vulnerabili.</p><h2>Una settimana da monitorare nel Mediterraneo</h2><p>Dopo le piogge torrenziali che hanno colpito la Spagna e provocato vittime e un disperso in Catalogna, <strong>il maltempo non sembra dunque destinato a esaurirsi rapidamente sul Mediterraneo.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791812" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/maltempo-fino-a-300-mm-in-poche-ore-in-catalogna-due-morti-e-un-disperso-e-stato-un-vortice-convettivo-a-mesoscala.html" title="Maltempo record in Catalogna, due morti e un disperso: 'è stato un vortice convettivo a mesoscala'">Maltempo record in Catalogna, due morti e un disperso: "è stato un vortice convettivo a mesoscala"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/maltempo-fino-a-300-mm-in-poche-ore-in-catalogna-due-morti-e-un-disperso-e-stato-un-vortice-convettivo-a-mesoscala.html" title="Maltempo record in Catalogna, due morti e un disperso: 'è stato un vortice convettivo a mesoscala'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/catalogna-1791122746993_320.png" alt="Maltempo record in Catalogna, due morti e un disperso: 'è stato un vortice convettivo a mesoscala'"></a></article></aside><p>Francia meridionale, Italia e Balcani saranno i principali settori da monitorare nei prossimi giorni. I quantitativi previsti, localmente compresi tra 100 e 200 mm, non significano automaticamente che si verificheranno eventi alluvionali, ma <strong>indicano un quadro meteorologico potenzialmente favorevole a precipitazioni molto intense</strong> e, nelle aree più esposte, a fenomeni improvvisi.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></strong> </div><p>Le previsioni dovranno essere aggiornate nei prossimi giorni, soprattutto per definire con maggiore precisione dove si concentreranno i nuclei temporaleschi più intensi e quali saranno le zone maggiormente a rischio. Seguiteci quindi su Meteored, con le <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">ultime notizie meteo</a></strong> aggiornate giorno per giorno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-200-mm-forte-maltempo-nel-mediterraneo-dopo-la-spagna-attenzione-a-francia-italia-e-balcani.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[DAVINCI supera la prova del fuoco: la sonda NASA si prepara alla discesa nell’atmosfera infernale di Venere]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/davinci-supera-la-prova-del-fuoco-la-sonda-nasa-si-prepara-alla-discesa-nell-atmosfera-infernale-di-venere.html</link><pubDate>Mon, 05 Oct 2026 09:24:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La sonda di discesa della missione DAVINCI ha superato sei cicli termici fino a 465°C, simulando le condizioni che incontrerà nell’atmosfera di Venere durante la futura esplorazione del pianeta.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/davinci-supera-la-prova-del-fuoco-la-sonda-nasa-si-prepara-alla-discesa-nell-atmosfera-infernale-di-venere-1791185196132.jpg" data-image="yjitmp5lmbzp" alt="DAVINCI" title="DAVINCI"><figcaption>Illustrazione di una struttura sperimentale utilizzata per verificare strumenti e materiali in condizioni di temperatura estrema.</figcaption></figure><p>Molte missioni spaziali diventano note al più vasto pubblico solo dopo essere state lanciate, quando le immagini o i dati trasmessi a Terra diventano pubblici. Tuttavia,<strong> il lancio di una missione è preceduto da numerosi anni di attività</strong>, durante i quali si costruiscono, ad esempio, gli strumenti, il telescopio su cui questi vengono montati, o si scrive il software. Il tutto poi deve essere testato per garantire il successo della missione.</p><p><strong>Non fa eccezione la missione DAVINCI finalizzata all’esplorazione dell’atmosfera e della superficie del pianeta Venere.</strong> E’ proprio di pochi giorni fa la notizia del superamento di uno dei test più critici. Un nuovo test appena completato dimostra che il veicolo è in grado di resistere, almeno termicamente, a una delle fasi più difficili dell’intera missione.</p><h2>Una discesa di quasi un’ora a 465 °C</h2><p>Già conosciamo l’andamento con cui la temperatura nell’atmosfera di Venere aumenta a mano a mano che si scende verso la superficie, dove la temperatura raggiunge<strong> oltre i 400 °C.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789872" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/pensavamo-che-venere-fosse-un-paradiso-tropicale-in-realta-la-sua-atmosfera-si-e-rivelata-infernale.html" title="Pensavamo che Venere fosse un paradiso tropicale; in realtà la sua atmosfera si è rivelata infernale">Pensavamo che Venere fosse un paradiso tropicale; in realtà la sua atmosfera si è rivelata infernale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/pensavamo-che-venere-fosse-un-paradiso-tropicale-in-realta-la-sua-atmosfera-si-e-rivelata-infernale.html" title="Pensavamo che Venere fosse un paradiso tropicale; in realtà la sua atmosfera si è rivelata infernale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-ardiente-y-opresora-atmosfera-de-venus-1789711948417_320.jpg" alt="Pensavamo che Venere fosse un paradiso tropicale; in realtà la sua atmosfera si è rivelata infernale"></a></article></aside><p>Qualunque sonda voglia raggiungere integra la superficie di Venere deve resistere a tali temperature, ma deve anche sopportare la rapidità con cui tali temperature vengono raggiunte.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/davinci-supera-la-prova-del-fuoco-la-sonda-nasa-si-prepara-alla-discesa-nell-atmosfera-infernale-di-venere-1791185303048.jpg" data-image="54uj5uom6rmy" alt="DAVINCI" title="DAVINCI"><figcaption>Rappresentazione artistica del modulo sotto paracadute durante la discesa verso le regioni montuose venusiane</figcaption></figure><p>Tra il 28 Agosto e il 10 Settembre 2026, <strong>un prototipo della sonda di discesa di DAVINCI è stato sottoposto a una serie di prove termiche</strong>. Presso la struttura Rex Heat Treat di Bedford, in Pennsylvania, <strong>la sonda</strong>, grande all’incirca quanto una grossa palla da ginnastica, <strong>è stata collocata all’interno di una camera e riscaldata progressivamente nell’arco di circa un’ora fino circa 465°C</strong>. Sono queste le condizioni che la sonda incontrerà scendendo attraverso l’atmosfera di Venere.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L'involucro che protegge la sonda DAVINCI durante la discesa verso la superficie di Venere ha resistito con successo ad una temperatura fino a <strong>465°C.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il test è stato ripetuto per sei cicli completi e in tutti i casi il prototipo ha superato la prova senza danni né per l’involucro né per la sonda con i suoi strumenti.</p><h2>Una sfera di titanio per proteggere gli strumenti</h2><p>L’obiettivo che gli scienziati stanno cercando di perseguire nella realizzazione della missione DAVINCI è una vera sfida ingegneristica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788810" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-scienza-ha-scoperto-nuove-prove-che-venere-potrebbe-aver-ospitato-la-vita-in-passato.html" title="La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato">La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-scienza-ha-scoperto-nuove-prove-che-venere-potrebbe-aver-ospitato-la-vita-in-passato.html" title="La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-encuentra-nuevas-pruebas-de-que-venus-posiblemente-albergo-vida-en-el-pasado-1789170853417_320.jpg" alt="La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato"></a></article></aside><p>Infatti, da un canto la sonda deve proteggere gli strumenti dal calore e dalla pressione. D’altro canto, poiché uno degli scopi è quello di studiare l’atmosfera venusiana, durante la discesa la stessa sonda deve permettere ai gas dell’atmosfera di entrare attraverso apposite aperture per essere analizzati.</p><p><strong>Per proteggere il modulo durante la discesa è stata scelta una struttura in titanio, leggera ma resistente</strong>, capace di tollerare ambienti estremi. All’interno saranno installati strumenti destinati a misurare composizione chimica, temperatura, pressione e struttura dell’atmosfera.<a href="https://science.nasa.gov/blogs/davinci/2026/09/24/nasas-davinci-beats-heat-in-preparation-for-blistering-venus-descent/"> </a></p><div class="texto-destacado">La missione DAVINCI, acronimo di Deep Atmosphere Venus Investigation of Noble gases, Chemistry, and Imaging, è stata selezionata dalla NASA nel 2021 per ricostruire l’evoluzione atmosferica di Venere. </div><p><strong>Il lancio della missione è previsto per la fine del 2029</strong>. Dopo una serie di flyby (incontri ravvicinati) per studiare l’atmosfera di Venere, scenderà in superficie per capire se il pianeta possa aver posseduto in passato quantità importanti di acqua e, forse, condizioni molto più simili a quelle terrestri.<a href="https://science.nasa.gov/mission/davinci/?utm_source=chatgpt.com"> </a></p><h2>Immagini ad alta risoluzione di Alpha Regio</h2><p><strong>Come luogo di atterraggio è stata selezionata Alpha Regio,</strong> una vasta regione montuosa che potrebbe conservare alcune delle superfici geologicamente più antiche di Venere.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/davinci-supera-la-prova-del-fuoco-la-sonda-nasa-si-prepara-alla-discesa-nell-atmosfera-infernale-di-venere-1791185455605.png" data-image="qnguy65c54ih" alt="DAVINCI" title="DAVINCI"><figcaption>Questa foto in primo piano mostra l'unità di sviluppo ingegneristico della sonda DAVINCI della NASA. È stata scattata prima della valutazione termica. Credit: NASA/Mike Guinto</figcaption></figure><p>Non avrà un rover che permetterà, come sta avvenendo su Marte, di spostarsi sulla superficie venusiana. Si conta sulle immagini ad alta risoluzione che verranno scattate durante la discesa e dal luogo di atterraggio. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La sonda scatterà foto ad alta risoluzione durante la discesa e dal luogo di atterraggio, utilizzate poi per una riscostruzione 3D della superficie.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p> I dati saranno trasmessi alla sonda madre che volerà circa 9.000 km sopra il pianeta.<a href="https://science.nasa.gov/blogs/davinci/2026/09/24/nasas-davinci-beats-heat-in-preparation-for-blistering-venus-descent/"> </a></p><div class="texto-destacado">Per testare questo sistema, sono state fatte simulazioni nello Utah sul Crater Island, dove un elicottero ha effettuato discese quasi verticali trasportando un insieme di nove strumenti, tra cui camere nell’infrarosso simili a quelle previste per DAVINCI. I ricercatori sono riusciti a ricostruire topografia e composizione delle rocce a partire dalle immagini acquisite durante la discesa.<a href="https://science.nasa.gov/blogs/planetary-expeditions/2026/07/14/utah-helicopter-flights-test-nasas-davinci-mission-to-venus/?utm_source=chatgpt.com"> </a></div><p>Il superamento dei test termici e dei test di imaging lascia ben sperare nell'approvazione da parte della NASA della fase finale di progettazione e costruzione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764794" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-doppio-volto-di-venere-in-cielo-lucifero-all-alba-e-vespero-al-tramonto.html" title="Il doppio volto di Venere in cielo: Lucifero all’alba e Vespero al tramonto">Il doppio volto di Venere in cielo: Lucifero all’alba e Vespero al tramonto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-doppio-volto-di-venere-in-cielo-lucifero-all-alba-e-vespero-al-tramonto.html" title="Il doppio volto di Venere in cielo: Lucifero all’alba e Vespero al tramonto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-doppio-volto-di-venere-in-cielo-lucifero-all-alba-e-vespero-al-tramonto-1776763860469_320.png" alt="Il doppio volto di Venere in cielo: Lucifero all’alba e Vespero al tramonto"></a></article></aside><p>DAVINCI potrebbe dare risposta a una delle domande più interessanti: <strong>perché Venere e la Terra, due pianeti inizialmente tanto simili, hanno seguito evoluzioni climatiche così profondamente diverse?</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/davinci-supera-la-prova-del-fuoco-la-sonda-nasa-si-prepara-alla-discesa-nell-atmosfera-infernale-di-venere.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il meteorologo Alessio Colella conferma: da mercoledì 7 intensa perturbazione autunnale, fino a 150 mm di pioggia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-autunno-cerca-di-fare-sul-serio-intensa-perturbazione-da-mercoledi-fino-a-150-mm-di-pioggia.html</link><pubDate>Mon, 05 Oct 2026 08:18:58 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Stop all'anticiclone che ha garantito tempo stabile e soleggiato durante il primo weekend di ottobre. In arrivo una situazione meteorologica completamente diversa.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbi7l4i"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbi7l4i.jpg" id="xbi7l4i"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Ottobre ha iniziato il suo cammino con un volto decisamente poco autunnale. L’alta pressione ha mantenuto le temperature su valori elevati per il periodo, regalando a molte regioni giornate miti e, nelle ore centrali, quasi dal sapore estivo. Questa situazione, però, sta per cambiare.</p><p><strong>Nel corso della nuova settimana il Mediterraneo tornerà progressivamente ad essere terreno favorevole allo sviluppo di perturbazioni</strong>, con l’Italia che si troverà coinvolta in una circolazione atmosferica molto più dinamica rispetto agli ultimi giorni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791696" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-rischio-grave-siccita-quest-inverno-al-sud.html" title="Super El Niño: il Sud rischia una grave siccità quest’inverno">Super El Niño: il Sud rischia una grave siccità quest’inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-rischio-grave-siccita-quest-inverno-al-sud.html" title="Super El Niño: il Sud rischia una grave siccità quest’inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-rischio-grave-siccita-quest-inverno-al-sud-1791038998031_320.jpg" alt="Super El Niño: il Sud rischia una grave siccità quest’inverno"></a></article></aside><p>Non arriveranno immediatamente piogge diffuse su tutto il Paese: il deterioramento sarà graduale e procederà attraverso diverse fasi, fino a raggiungere probabilmente il momento più delicato tra mercoledì e venerdì. </p><h2><strong>Le prime piogge arriveranno da ovest</strong></h2><p>Già tra lunedì e martedì le condizioni meteorologiche inizieranno a mostrare i primi cambiamenti. La Sardegna sarà tra le regioni maggiormente esposte all’instabilità, con la possibilità di rovesci e temporali, mentre sulla Penisola aumenteranno le nubi soprattutto sulle regioni tirreniche.</p><p><strong>Tra martedì e mercoledì le precipitazioni tenderanno a diventare più frequenti sul Centro Italia</strong>, interessando in particolare Toscana e Lazio. Proprio lungo il versante tirrenico non si possono escludere episodi temporaleschi localmente intensi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-l-autunno-cerca-di-fare-sul-serio-intensa-perturbazione-da-mercoledi-fino-a-150-mm-di-pioggia-1791183970881.jpg" data-image="7uawfpbz3t8t" alt="Perturbazione in arrivo entro mercoledì 7 ottobre" title="Perturbazione in arrivo entro mercoledì 7 ottobre"><figcaption>Entro mercoledì Sardegna, Lazio, Toscana e tutto il Nord Ovest faranno il pieno</figcaption></figure><p>La distribuzione delle piogge previste fino alla serata di mercoledì 7 ottobre evidenzia accumuli molto irregolari. Le quantità maggiori potrebbero concentrarsi sulla Sardegna e lungo il versante tirrenico, dove localmente si potranno superare anche i 100 millimetri specialmente lungo le coste laziali. Piogge raggiungeranno anche il Nord-Ovest e successivamente altri settori settentrionali.</p><p>Molto meno coinvolto, almeno inizialmente, il versante adriatico, mentre <strong>su buona parte del Sud la fase più perturbata dovrebbe arrivare più attenuata e frammentata</strong>.</p><h3><strong>Giovedì l’instabilità guadagnerà terreno</strong></h3><p>Con l’avanzare della settimana non aumenteranno soltanto le precipitazioni, ma cambieranno anche le regioni maggiormente esposte.</p><p>La situazione prevista per giovedì 8 ottobre mostra probabilità di pioggia particolarmente elevate su una vasta porzione del Centro-Nord. <strong>Dalle regioni centrali fino al Nord-Est saranno possibili nuovi rovesci e temporali</strong>, alternati naturalmente a fasi più asciutte.</p><p>Toscana, Umbria e Lazio potrebbero trovarsi ancora una volta tra le zone maggiormente interessate, mentre valori elevati di probabilità di precipitazione compaiono anche sull’arco alpino e verso il Triveneto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-l-autunno-cerca-di-fare-sul-serio-intensa-perturbazione-da-mercoledi-fino-a-150-mm-di-pioggia-1791184192387.jpg" data-image="2k7ftqrtqqsy" alt="Temporali su tutto il centro-nord" title="Temporali su tutto il centro-nord"><figcaption>Piogge e temporali interesseranno gran parte della Penisola</figcaption></figure><p>Questo non significa necessariamente una giornata di pioggia continua. Al contrario, in una situazione atmosferica così dinamica <strong>potrebbero verificarsi fenomeni distribuiti in maniera molto irregolare</strong>, con località interessate da temporali anche intensi e altre, a breve distanza, raggiunte soltanto marginalmente dalle precipitazioni.</p><p>Il Sud dovrebbe invece mantenere condizioni complessivamente meno perturbate, soprattutto sui settori ionici e sulla Sicilia, anche se la presenza di nuvolosità e qualche fenomeno locale non potrà essere esclusa.</p><h2><strong>Venerdì cambia lo scenario: occhio alle forti raffiche di vento</strong></h2><p>Procedendo verso la fine della settimana entrerà in gioco un altro elemento: il vento. La mappa prevista per venerdì 9 ottobre mostra <strong>una ventilazione decisamente sostenuta su buona parte del Mediterraneo occidentale e centrale</strong>.</p><p>Le raffiche più intense sono attese sul Mediterraneo occidentale, dove localmente potranno essere raggiunti o superati i 70 km/h. Venti forti interesseranno anche la Sardegna e i mari circostanti, con raffiche che in diverse zone potranno oltrepassare i 50-60 km/h.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-l-autunno-cerca-di-fare-sul-serio-intensa-perturbazione-da-mercoledi-fino-a-150-mm-di-pioggia-1791184328722.jpg" data-image="e44ulnx93p1p" alt="Dopo il primo passaggio perturbato, si attiveranno le correnti settentrionali" title="Dopo il primo passaggio perturbato, si attiveranno le correnti settentrionali"><figcaption>Si attiva la ventilazione da venerdì, forte sul Tirreno e soprattutto sulla Sardegna</figcaption></figure><p>La ventilazione si farà sentire anche sulla Penisola e sull’Adriatico, seppure con intensità variabile da zona a zona. <strong>I mari tenderanno inevitabilmente a diventare molto mossi e localmente agitati</strong>, soprattutto sui bacini maggiormente esposti ai venti più intensi.</p><h3><strong>Dopo il caldo anomalo arriverà anche un deciso calo delle temperature</strong></h3><p>Il cambiamento della circolazione atmosferica avrà conseguenze importanti anche sulle temperature. Nella prima parte della settimana continueremo a fare i conti con valori piuttosto elevati per ottobre, con anomalie positive ancora evidenti su diverse regioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791728" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-si-sbilancia-l-autunno-si-scatena-in-arrivo-tanta-pioggia-e-la-prima-neve-sulle-alpi.html" title="Meteo, Luca Lombroso si sbilancia: 'imminente tempesta autunnale, in arrivo tanta pioggia e la prima neve sulle Alpi'">Meteo, Luca Lombroso si sbilancia: "imminente tempesta autunnale, in arrivo tanta pioggia e la prima neve sulle Alpi"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-si-sbilancia-l-autunno-si-scatena-in-arrivo-tanta-pioggia-e-la-prima-neve-sulle-alpi.html" title="Meteo, Luca Lombroso si sbilancia: 'imminente tempesta autunnale, in arrivo tanta pioggia e la prima neve sulle Alpi'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-lombroso-si-sbilancia-l-autunno-si-scatena-in-arrivo-tanta-pioggia-e-la-prima-neve-sulle-alpi-1791059394856_320.jpg" alt="Meteo, Luca Lombroso si sbilancia: 'imminente tempesta autunnale, in arrivo tanta pioggia e la prima neve sulle Alpi'"></a></article></aside><p>La situazione cambierà però durante la seconda parte della settimana, quando masse d’aria più fresca riusciranno gradualmente a raggiungere l’Italia.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></strong> </div><p><strong>Il calo termico sarà più evidente sulle regioni centro-settentrionali</strong>, dove rispetto ai valori registrati nei giorni precedenti potranno perdersi diversi gradi. Il Meridione resterà inizialmente più caldo e potrebbe conservare temperature decisamente miti ancora per qualche giorno, prima di un successivo ridimensionamento.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-autunno-cerca-di-fare-sul-serio-intensa-perturbazione-da-mercoledi-fino-a-150-mm-di-pioggia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Da risorsa a minaccia: come l'Intelligenza Artificiale sta disturbando il lavoro dei ricercatori ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/da-risorsa-a-minaccia-come-l-intelligenza-artificiale-sta-disturbando-il-lavoro-dei-ricercatori.html</link><pubDate>Mon, 05 Oct 2026 06:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Un'inchiesta di Nature rivela che bot IA stanno inondando i ricercatori di tutto il mondo con spam e finte proposte di collaborazione, causando gravi perdite di tempo e minacciando la fiducia tra accademici. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-risorsa-a-minaccia-come-l-intelligenza-artificiale-sta-disturbando-il-lavoro-dei-ricercatori-1790964181466.jpg" data-image="7i7md37nd1tt"><figcaption>Un fenomeno crescente e preoccupante sta disturbando in modo anche pesante il lavoro di molti scienziati. Le "caselle di posta elettronica accademiche" vengono sempre più spesso inondate da email non richieste, scritte da bot che, proponendo collaborazioni scientifiche senza senso o che tentano di vendere presunti servizi di supporto alla ricerca, chiedono in cambio compensi economici.</figcaption></figure><p>Sembra quasi paradossale ma <strong>l'intelligenza artificiale</strong>, che tanto sta dando al mondo della scienza, ottimizzando e velocizzando molti processi, tanto da permettere di fare un salto di molti anni nelle ricerche e nelle scoperte, <strong>sta presentando un risvolto della medaglia inedito e preoccupante.</strong></p><p>L'integrazione dell'intelligenza artificiale nei flussi di lavoro dei ricercatori di tutto il mondo, infatti, sta permettendo l'analisi di enormi data-set e l'accelerazione di calcoli complessi, ma gli stessi <strong>ricercatori</strong>, ora, si ritrovano ad essere <strong>bersaglio di un uso distorto della stessa tecnologia</strong>.</p><h2>L'IA da strumento utile a fonte di disturbo</h2><p>Come spesso accade, i<strong>l progresso tecnologico</strong> rappresenta una grande opportunità, ma anche un <strong>rischio per la comunità</strong>. Non è la tecnologia in sé ad essere pericolosa, ma l'utilizzo che se ne fa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782042" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-evasione-silenziosa-quando-l-ia-scambia-la-rete-globale-per-un-campo-di-prova.html" title="L'evasione silenziosa: quando l'IA scambia la rete globale per un campo di prova ">L'evasione silenziosa: quando l'IA scambia la rete globale per un campo di prova </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-evasione-silenziosa-quando-l-ia-scambia-la-rete-globale-per-un-campo-di-prova.html" title="L'evasione silenziosa: quando l'IA scambia la rete globale per un campo di prova "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-evasione-silenziosa-quando-l-ia-scambia-la-rete-globale-per-un-campo-di-prova-1785862050739_320.jpg" alt="L'evasione silenziosa: quando l'IA scambia la rete globale per un campo di prova "></a></article></aside><p>Un fenomeno crescente e preoccupante<strong> sta disturbando in modo anche pesante il lavoro di molti scienziati</strong>. Le "<strong>caselle di posta elettronica accademiche</strong>", sempre più spesso, vengono <strong>inondate da email non richieste</strong>, scritte da bot che, proponendo <strong>collaborazioni scientifiche </strong>o tentando di<strong> vendere</strong> <strong>presunti servizi di supporto alla ricerca</strong>, chiedono in cambio compensi economici.</p><h2>L'origine del fenomeno: i bot autonomi di iLands</h2><p><strong>Una recente inchiesta </strong>avviata da <strong>Nature</strong>, ha individuato la sorgente principale per questa ondata anomala di comunicazioni, una piattaforma che risiede negli Stati Uniti, nota come iLands. <strong>I bot associati a questa piattaforma,</strong> infatti, operano in maniera incessante e in gran parte indipendente dall'intervento umano dei loro creatori, <strong>generando e inviando proposte su larga scala </strong>in modo del tutto automatizzato.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-risorsa-a-minaccia-come-l-intelligenza-artificiale-sta-disturbando-il-lavoro-dei-ricercatori-1790964194297.jpg" data-image="gvornitt2i3d"><figcaption>Il problema solleva, oltre al fastidio, anche una criticità che può divenire più grave sul lungo termine: molti accademici ammettono di essere diventati estremamente diffidenti e meno inclini a rispondere ai messaggi provenienti da mittenti sconosciuti, rischiando di ignorare o cestinare opportunità autentiche di collaborazione. </figcaption></figure><p>Gli scienziati vengono inondati da questo <strong>spam,</strong> che sta incidendo sulla loro produttività quotidiana, <strong>inquinando lo stesso, indispensabile e proficuo flusso di comunicazioni che normalmente avviene tra di loro</strong>. Gestire, filtrare e leggere queste email si sta trasformando in <strong>un'attività ingombrante</strong>, una grandissima<strong> perdita di tempo prezioso. </strong></p><p>I bot inviano <strong>messaggi lunghi, prolissi e infarciti di gergo tecnico</strong>, che costringe chi li riceve a <strong>uno sforzo mentale inutile,</strong> solo per decifrarne il reale valore scientifico, spesso inesistente.</p><h2> Un furto di tempo ed energie che mette in crisi la fiducia accademica</h2><p>Il problema solleva, oltre al fastidio, anche <strong>una criticità che può divenire più grave sul lungo termine</strong>. Infatti, il progredire della qualità stilistica dei testi generati dalla AI, rende <strong>sempre più difficile </strong>distinguere le email scritte da un software o inviate da colleghi ricercatori in carne e ossa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778100" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-ai-scopre-il-suo-spazio-di-lavoro-emersa-spontaneamente-un-altra-struttura-del-pensiero-artificiale-non-progettata.html" title="L’AI scopre il suo “spazio di lavoro”: emersa spontaneamente un'altra struttura del pensiero artificiale non progettata">L’AI scopre il suo “spazio di lavoro”: emersa spontaneamente un'altra struttura del pensiero artificiale non progettata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-ai-scopre-il-suo-spazio-di-lavoro-emersa-spontaneamente-un-altra-struttura-del-pensiero-artificiale-non-progettata.html" title="L’AI scopre il suo “spazio di lavoro”: emersa spontaneamente un'altra struttura del pensiero artificiale non progettata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-ai-scopre-il-suo-spazio-di-lavoro-verso-una-nuova-architettura-del-pensiero-artificiale-1783723575786_320.jpg" alt="L’AI scopre il suo “spazio di lavoro”: emersa spontaneamente un'altra struttura del pensiero artificiale non progettata"></a></article></aside><p>La conseguenza peggiore è che<strong> molti accademici</strong> ammettono di essere <strong>diventati estremamente diffidenti </strong>e meno inclini a rispondere ai messaggi provenienti da mittenti sconosciuti, <strong>rischiando di ignorare o cestinare opportunità autentiche di collaborazione. </strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Mohana%20Basu" data-year="2026" data-title="%22AI%20bots%20are%20flooding%20researchers%20with%20requests%20for%20money%20and%20time%22" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fd41586-026-03005-2">Mohana Basu. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/d41586-026-03005-2" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">"AI bots are flooding researchers with requests for money and time"</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/da-risorsa-a-minaccia-come-l-intelligenza-artificiale-sta-disturbando-il-lavoro-dei-ricercatori.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Super El Niño: il Sud rischia una grave siccità quest’inverno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-rischio-grave-siccita-quest-inverno-al-sud.html</link><pubDate>Mon, 05 Oct 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ecco come il fenomeno di El Niño potrebbe compromettere l'equilibrio idrologico di diverse regioni del meridione durante i prossimi mesi. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbh8v26"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbh8v26.jpg" id="xbh8v26"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>El Niño</strong> rappresenta la fase calda dell’<strong>ENSO</strong> <strong>(El Niño-Southern Oscillation).</strong> Si caratterizza per anomalie positive di temperatura superficiale del mare (SST) nel Pacifico tropicale centrale e orientale <strong>(regioni Niño 3.4 o Niño 3),</strong> con indebolimento o inversione degli <strong>alisei </strong>e spostamento verso est della convezione profonda (ramo ascendente della circolazione di Walker). </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Questo riscaldamento e l’intensa attività temporalesca, lungo la fascia tropicale del Pacifico orientale, immettono nell’alta troposfera grandi quantità di calore latente. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Parte di questo calore sale verso i tropici, raggiungendo l’area temperata, generando grandi treni di <strong>onde di Rossby</strong> che si propagano verso i poli e verso est, guidate dal flusso zonale di fondo, attraverso la <strong>corrente a getto polare.</strong></p><p>Queste onde trasportano l’anomalia energetica e di vorticità su migliaia di chilometri, raggiungendo il Pacifico settentrionale, l’America del Nord e infine il settore Atlantico e l’Europa.</p><h2><strong>L’interazione con la circolazione di fondo</strong></h2><p>La propagazione dipende fortemente dallo stato del flusso di fondo (posizione e intensità del <strong>getto subtropicale</strong> e <strong>polare</strong>), e dalla localizzazione esatta delle anomalie determinate da <strong>El Niño</strong> (“East Pacific” e “Central Pacific/Modoki”). </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-rischio-grave-siccita-quest-inverno-al-sud-1791038998031.jpg" data-image="1078pe2ssewi" alt="Onde di Rossby." title="Onde di Rossby."><figcaption>Le onde di Rossby in movimento fra il Nord America e l'Europa.</figcaption></figure><p>Questo rende la teleconnessione non stazionaria e modulata su scale multidecadali (da AMO o variazioni dei getti). </p><div class="texto-destacado">Classicamente, <strong>El Niño</strong> è associato a un flusso zonale molto intenso in Europa, caratterizzato da continue e profonde depressioni sul Nord Atlantico, e frequenti tempeste atlantiche che spazzano soprattutto le Isole Britanniche e l’Europa occidentale.</div><p>Queste condizioni, associate anche a temperature superficiali oceaniche più alte rispetto la media, comportano maggiori avvezioni di umidità atlantica verso la Penisola Iberica, Francia meridionale e Italia (soprattutto in autunno-inverno precoce, settembre-dicembre).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791025" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-met-office-avverte-l-imminente-fenomeno-di-el-nino-e-gia-ufficialmente-il-piu-forte-mai-registrato.html" title="Il Met Office avverte: 'L'imminente fenomeno di El Niño è già ufficialmente il più forte mai registrato'">Il Met Office avverte: "L'imminente fenomeno di El Niño è già ufficialmente il più forte mai registrato"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-met-office-avverte-l-imminente-fenomeno-di-el-nino-e-gia-ufficialmente-il-piu-forte-mai-registrato.html" title="Il Met Office avverte: 'L'imminente fenomeno di El Niño è già ufficialmente il più forte mai registrato'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-met-office-avisa-el-fenomeno-de-el-nino-que-se-avecina-es-ya-oficialmente-el-mas-intenso-jamas-registrado-1790547000986_320.png" alt="Il Met Office avverte: 'L'imminente fenomeno di El Niño è già ufficialmente il più forte mai registrato'"></a></article></aside><p>Ciò spiega perché molti studi trovano correlazioni positive <strong>tra Niño 3.4 e precipitazioni nel Mediterraneo occidentale/sud-ovest Europa durante la stagione umida.</strong> Un dipolo di vorticità anomala a ovest della Iberia favorisce venti occidentali e avvezione di umidità, oltre a un clima molto mite. </p><h2><strong>L’influenza sulla circolazione atmosferica mediterranea</strong></h2><p><strong>El Niño</strong> perturbando la circolazione di Walker favorisce anche un trasferimento di calore, oceano atmosfera, che alza le temperature medie globali e dilata la <strong>cella di Hadley,</strong> rafforzando gli anticicloni subtropicali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-rischio-grave-siccita-quest-inverno-al-sud-1791039081878.jpg" data-image="qusrh25f7v5t" alt="El Niño, siccità." title="El Niño, siccità."><figcaption>Durante le fasi di El Niño intense le regioni meridionali hanno vissuto lunghi periodi siccitosi.</figcaption></figure><p>Nel Mediterraneo queste dinamiche possono agevolare la spinta verso nord di masse d’aria calda e stabile, <strong>riducendo le precipitazioni e prolungando periodi di alta pressione.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il Sud Italia rimane una delle aree più vulnerabili d’Europa a questi effetti. Difatti, durante le fasi di <strong>Niño strong, </strong>associate a lunghi periodi con <strong>NAO positiva (Oscillazione Nord Atlantica),</strong> le aree del Sud Italia hanno vissuto dei periodi siccitosi particolarmente intensi e prolungati, per una sensibile diminuzione delle piogge, fra l’autunno e l’inverno. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questo capita quando la risposta delle <strong>onde di Rossby</strong> produce una circolazione, sull’Atlantico orientale, che inibisce le precipitazioni sul Mediterraneo (anticicloni persistenti, getto polare spostato a nord), un effetto non lineare e non sempre presente negli eventi di intensità media, <strong>ma che aumenta di frequenza nelle fasi intense di ENSO. </strong></p><h2><strong>Cosa rischia il Sud Italia?</strong></h2><p>Anche se ancora oggi non esiste una correlazione diretta fra <strong>El Niño</strong> e l’andamento pluviometrico sulle regioni dell’Italia meridionale, studi e proiezioni indicano <strong>una possibile riduzione delle precipitazioni fino al 40-50% in alcune aree del Mezzogiorno durante la stagione calda,</strong> con un aumento della frequenza di eventi estremi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791255" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-ha-raggiunto-un-intensita-record-e-non-ha-ancora-toccato-il-picco-ecco-perche-il-2027-preoccupa-gli-esperti.html" title="El Niño ha raggiunto un'intensità record e non ha ancora toccato il picco: ecco perché il 2027 preoccupa gli esperti">El Niño ha raggiunto un'intensità record e non ha ancora toccato il picco: ecco perché il 2027 preoccupa gli esperti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-ha-raggiunto-un-intensita-record-e-non-ha-ancora-toccato-il-picco-ecco-perche-il-2027-preoccupa-gli-esperti.html" title="El Niño ha raggiunto un'intensità record e non ha ancora toccato il picco: ecco perché il 2027 preoccupa gli esperti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-ya-alcanzo-una-intensidad-record-y-ni-siquiera-llego-a-su-pico-por-que-2027-preocupa-1790678520893_320.png" alt="El Niño ha raggiunto un'intensità record e non ha ancora toccato il picco: ecco perché il 2027 preoccupa gli esperti"></a></article></aside><p>Le <strong>fasi siccitose,</strong> ovvero passaggi rapidi da piogge normali a lunghi periodi secchi, diventano più probabili proprio per l’alterazione dei pattern atmosferici. In queste situazioni anticicloni persistenti possono bloccare le perturbazioni atlantiche, lasciando il Sud esposto a lunghi periodi di tempo stabile, secco e soleggiato, anche nel cuore della stagione invernale, <strong>capaci di compromettere il delicato equilibrio idrologico di intere aree geografiche. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-rischio-grave-siccita-quest-inverno-al-sud.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[“Non mettere cibi caldi in frigorifero”: un esperto spiega come conservare correttamente i contenitori per alimenti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/non-mettere-cibi-caldi-in-frigorifero-un-esperto-spiega-come-conservare-correttamente-i-contenitori-per-alimenti.html</link><pubDate>Sun, 04 Oct 2026 16:39:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Cucinare per diversi giorni fa risparmiare tempo, ma un raffreddamento e una conservazione inadeguati degli alimenti possono favorire la proliferazione batterica anche dopo la cottura.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-metas-la-comida-caliente-en-la-heladera-un-experto-explica-como-guardar-bien-los-taperes-de-toda-la-semana-1790607786740.jpg" data-image="4z6a6h2o43y0" alt="frigo" title="frigo"><figcaption>Etichettare ogni contenitore con la data di preparazione aiuta a organizzare il consumo ed evita di dover fare affidamento sulla memoria per sapere da quanto tempo il prodotto è stato conservato.</figcaption></figure><p>La domenica finisce, la cucina si riempie di contenitori e gran parte dei pranzi dei giorni successivi sembra già organizzata. Tuttavia, tra lo spegnere il fuoco e sistemare i contenitori in frigorifero <strong>c'è un momento che può determinare per quanto tempo quell'alimento rimarrà sicuro.</strong></p><p>Per anni si è ripetuto quasi come una regola domestica che <strong>il cibo caldo non deve mai essere messo in frigorifero</strong>, ma questa raccomandazione necessita di alcune precisazioni. Aspettare troppo a lungo che una preparazione si raffreddi completamente sul piano della cucina può essere proprio più rischioso che refrigerarla correttamente.</p><h2>Il problema comincia quando si spegne il fuoco</h2><p>Il cosiddetto <em>batch cooking</em> consiste nel cucinare in un'unica giornata gran parte di ciò che verrà consumato nei giorni successivi, una pratica sempre più diffusa per risparmiare tempo e organizzare meglio i pasti. <strong>La difficoltà nasce quando grandi quantità di riso, pasta, carne, salse o stufati devono abbassare rapidamente la propria temperatura prima di essere conservate.</strong></p><p>Secondo Raúl Rivas González, professore ordinario di Microbiologia all'Università di Salamanca e membro della Società Spagnola di Microbiologia, uno dei principali rischi compare nella cosiddetta <strong>"zona di pericolo termico"</strong>, compresa tra 5 °C e 60 °C. In questo intervallo possono germinare le spore e moltiplicarsi alcuni batteri sopravvissuti al processo iniziale di cottura.</p><div class="texto-destacado">Il problema diventa più importante quando si cucina in grandi quantità, perché una pentola profonda perde calore molto più lentamente rispetto a diverse porzioni piccole. <strong>Per questo, lasciare per ore una preparazione sul piano della cucina finché raggiunge la temperatura ambiente non è la strategia migliore.</strong></div><p>In alimenti come riso e pasta può comparire <em>Bacillus cereus</em>, le cui spore possono sopravvivere alla cottura e germinare durante un raffreddamento troppo lento. Inoltre, alcune delle tossine che produce possono resistere a un successivo riscaldamento, per cui riscaldare nuovamente il piatto non risolve necessariamente il problema.</p><h2>Quindi, si può conservare il cibo caldo in frigorifero oppure no?</h2><p>La risposta rompe in parte con una vecchia abitudine: <strong>sì, a condizione che la preparazione venga prima divisa in contenitori piccoli e poco profondi</strong>. Ciò che è meglio evitare è mettere direttamente in frigorifero una grande pentola appena tolta dal fuoco, perché la sua massa termica può aumentare la temperatura interna del frigorifero e influire sugli altri alimenti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-metas-la-comida-caliente-en-la-heladera-un-experto-explica-como-guardar-bien-los-taperes-de-toda-la-semana-1790607994134.jpg" data-image="ghf3jpff5bhl" alt="frigorifero" title="frigorifero"><figcaption>Gli alimenti cotti devono essere sempre coperti o conservati in contenitori chiusi, una semplice misura che contribuisce anche a ridurre le contaminazioni crociate all'interno del frigorifero.</figcaption></figure><p>I protocolli citati da Rivas González raccomandano di distribuire stufati e altre preparazioni in contenitori bassi per accelerare il trasferimento di calore. L'obiettivo è fare in modo che il cibo passi da circa <strong>60 °C a meno di 10 °C in un periodo inferiore a due ore</strong>.</p><div class="texto-destacado">Una possibilità è lasciare questi contenitori sul piano della cucina per un breve periodo, fino a circa 30 minuti, in modo che perdano parte del vapore prima di metterli in frigorifero. Se è necessario accelerare ulteriormente il processo, si può utilizzare un vassoio o un bagno di ghiaccio prima di completare il raffreddamento all'interno del frigorifero.</div><p>All'interno del frigorifero è inoltre consigliabile lasciare spazio tra i contenitori per favorire la circolazione dell'aria fredda e mantenere inizialmente il coperchio leggermente aperto per liberare il calore residuo. <strong>Una volta che la preparazione si è raffreddata, il contenitore deve essere chiuso completamente.</strong></p><h2>Anche in frigorifero il tempo comincia a scorrere</h2><p>Conservare correttamente il cibo non significa nemmeno che possa rimanere lì per tutta la settimana senza limiti, perché il freddo riduce la velocità di crescita microbica, ma non la elimina. Uno dei microrganismi che richiede particolare attenzione è <em>Listeria monocytogenes</em>, capace di moltiplicarsi lentamente anche a basse temperature.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775188" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-imballaggi-alimentari-trasferiscono-additivi-plastici-al-pesce-quando-e-conservato-in-frigorifero-o-nel-congelatore.html" title="Gli imballaggi alimentari trasferiscono additivi plastici al pesce quando è conservato in frigorifero o nel congelatore">Gli imballaggi alimentari trasferiscono additivi plastici al pesce quando è conservato in frigorifero o nel congelatore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-imballaggi-alimentari-trasferiscono-additivi-plastici-al-pesce-quando-e-conservato-in-frigorifero-o-nel-congelatore.html" title="Gli imballaggi alimentari trasferiscono additivi plastici al pesce quando è conservato in frigorifero o nel congelatore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/aditivos-plasticos-al-pescado-nevera-congelador-1782016148259_320.jpg" alt="Gli imballaggi alimentari trasferiscono additivi plastici al pesce quando è conservato in frigorifero o nel congelatore"></a></article></aside><p>Per questo, la raccomandazione generale è conservare le preparazioni cotte per <strong>un massimo di tre-quattro giorni a una temperatura pari o inferiore a 4 °C</strong>. Se il cibo verrà consumato più tardi, è più sicuro congelarlo fin dall'inizio a circa -18 °C invece di lasciarlo per diversi giorni in frigorifero prima di decidere cosa farne.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/no-metas-la-comida-caliente-en-la-heladera-un-experto-explica-como-guardar-bien-los-taperes-de-toda-la-semana-1790608421143.jpg" data-image="qxwl1eth1h1z" alt="frigorifero" title="frigorifero"><figcaption>Un frigorifero troppo pieno può raffreddare peggio: lasciare spazio tra i contenitori favorisce la circolazione dell'aria fredda e mantiene una temperatura più uniforme.</figcaption></figure><p>Questo modifica anche il modo di organizzare una settimana di <em>batch cooking</em>: preparare cinque pranzi la domenica non significa necessariamente conservare cinque contenitori insieme in frigorifero. <strong>I primi possono essere refrigerati, mentre le porzioni destinate a giovedì, venerdì o ai giorni successivi possono essere messe direttamente nel congelatore.</strong></p><h2>Anche riscaldare fa parte della conservazione</h2><p>L'ultimo passaggio arriva quando è il momento di mangiare, perché riscaldare appena la superficie del piatto non garantisce che tutto l'alimento abbia raggiunto una temperatura sufficiente. Secondo le indicazioni raccolte dallo specialista, <strong>ogni porzione dovrebbe essere riscaldata in modo uniforme fino a raggiungere almeno 74 °C nella parte centrale</strong>.</p><div class="texto-destacado">È inoltre consigliabile riscaldare soltanto la quantità che verrà consumata ed evitare di sottoporre ripetutamente lo stesso contenitore a cicli di riscaldamento e raffreddamento. Ogni nuova manipolazione aggiunge un'altra possibilità che la temperatura attraversi nuovamente intervalli favorevoli allo sviluppo microbico.</div><p>Anche quando non c'è un problema sanitario, alcuni alimenti possono cambiare sensibilmente dopo diversi giorni di conservazione: le carni possono sviluppare il cosiddetto <em>warmed-over flavor</em>,<strong> associato a sapori rancidi o di cibo riscaldato</strong>, mentre le patate possono diventare più farinose, gommose o perdere parte della loro consistenza originale. Anche il congelamento può accentuare questi cambiamenti perché i cristalli di ghiaccio danneggiano la struttura cellulare del tubero.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786688" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/insetti-indigesti-non-e-solo-per-motivi-culturali-come-si-sono-evolute-nei-millenni-le-abitudini-alimentari.html" title="Insetti indigesti? Non è solo per motivi culturali: come si sono evolute nei millenni le abitudini alimentari">Insetti indigesti? Non è solo per motivi culturali: come si sono evolute nei millenni le abitudini alimentari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/insetti-indigesti-non-e-solo-per-motivi-culturali-come-si-sono-evolute-nei-millenni-le-abitudini-alimentari.html" title="Insetti indigesti? Non è solo per motivi culturali: come si sono evolute nei millenni le abitudini alimentari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/insetti-indigesti-non-e-solo-per-motivi-culturali-come-si-sono-evolute-nei-millenni-le-abitudini-alimentari-1788291318037_320.jpg" alt="Insetti indigesti? Non è solo per motivi culturali: come si sono evolute nei millenni le abitudini alimentari"></a></article></aside><p>Cucinare per tutta la settimana può far risparmiare tempo e organizzare meglio i pasti, ma il metodo non finisce quando si spegne il fornello. <strong>Dividere le porzioni, abbassare rapidamente la temperatura, scegliere quali andranno in frigorifero e quali nel congelatore e riscaldare correttamente fanno parte della preparazione, tanto quanto gli ingredienti stessi.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/non-mettere-cibi-caldi-in-frigorifero-un-esperto-spiega-come-conservare-correttamente-i-contenitori-per-alimenti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I fiumi potrebbero trasportare nell'oceano molta più plastica di quanto si pensasse in precedenza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-fiumi-potrebbero-trasportare-nell-oceano-molta-piu-plastica-di-quanto-si-pensasse-in-precedenza.html</link><pubDate>Sun, 04 Oct 2026 15:41:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo studio pubblicato su Science stima che nel 2022 i fiumi abbiano trasportato negli oceani circa 263.000 tonnellate di microplastiche. Le forti piogge potrebbero aggravare ulteriormente il problema. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-rios-podrian-estar-llevando-mucho-mas-plastico-al-oceano-de-lo-que-se-creia-1789479184307.jpg" data-image="6w0f8qysd37w"><figcaption>Gli episodi di forti piogge provocano improvvisi aumenti della concentrazione di microplastiche nei fiumi.</figcaption></figure><p>Le microplastiche sono diventate una delle grandi minacce ambientali degli ultimi decenni. Si tratta di minuscoli frammenti di plastica, con <strong>dimensioni che vanno da pochi micrometri fino a 5 millimetri</strong>, che possono derivare dalla degradazione di oggetti più grandi oppure provenire da prodotti come vernici e cosmetici.</p><p><strong>La loro presenza è stata ormai rilevata praticamente in tutti gli ambienti del pianeta</strong>. Ora, una nuova ricerca pubblicata sulla rivista <em>Science</em> punta l'attenzione su un meccanismo fondamentale di trasporto: <strong>i fiumi.</strong> Secondo i risultati, questi corsi d'acqua potrebbero trasportare verso gli oceani quantità di microplastiche molto maggiori di quanto stimato finora.</p><h2><strong>Una stima che cambia il quadro</strong></h2><p>Una parte importante delle microplastiche che finiscono nell'ambiente marino inizia il proprio percorso sulla terraferma. Da lì può essere trascinata nei fiumi e, infine, raggiungere l'oceano. Una volta in mare, questi minuscoli frammenti possono <strong>alterare gli ecosistemi costieri, entrare nelle catene alimentari ed essere ingeriti da diversi organismi</strong>.</p><div class="texto-destacado">Finora, le stime sulla quantità di plastica trasportata dai fiumi verso l'oceano mostravano differenze enormi. Alcuni calcoli parlavano di circa <strong>6.100 tonnellate all'anno, mentre altri arrivavano fino a 2,31 milioni di tonnellate</strong>.</div><p>La <strong>grande incertezza</strong> era dovuta, tra le altre ragioni, alla scarsità di misurazioni dirette, alle differenze tra le tecniche di campionamento e ai limiti dei modelli informatici utilizzati. Inoltre, molti di questi modelli non riuscivano a rappresentare adeguatamente i cambiamenti improvvisi che si verificano nei fiumi dopo episodi di piogge intense.</p><p><strong>"I fiumi sono condotti fondamentali nel ciclo globale delle microplastiche"</strong>, hanno sottolineato i ricercatori, anche se finora non era ancora chiaro quanto materiale raggiungesse effettivamente gli oceani e quali fossero i principali fattori che ne controllavano il trasporto.</p><h2><strong>Un modello che tiene conto delle piogge</strong></h2><p>Il team guidato da Hehao Qin, dell'Università di Pechino, <strong>ha sviluppato un nuovo modello informatico</strong> per cercare di superare alcune di queste difficoltà. A differenza degli studi precedenti, lo strumento <strong>analizza le condizioni dei fiumi giorno per giorno.</strong></p><p>Per costruirlo, gli scienziati hanno utilizzato <strong>1.386 misurazioni</strong> reali di microplastiche ottenute in fiumi di diverse parti del mondo. A partire da questi dati hanno integrato informazioni sulle <strong>precipitazioni giornaliere</strong>, sulla <strong>portata dei fiumi</strong> e sull'<strong>uso del suolo</strong> per stimare la quantità di particelle trasportate dalle correnti d'acqua su scala globale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-rios-podrian-estar-llevando-mucho-mas-plastico-al-oceano-de-lo-que-se-creia-1789479215175.jpg" data-image="cwujq8815rsm" alt="Fiumi microplastiche inquinamento" title="Fiumi microplastiche inquinamento"><figcaption>Il legame tra precipitazioni e inquinamento assume particolare rilevanza.</figcaption></figure><p>Il modello applica inoltre un <strong>aggiustamento matematico</strong> che permette di confrontare misurazioni ottenute con reti di diverse dimensioni e differenti metodi di campionamento. In questo modo, cerca di ridurre una delle principali fonti di incertezza delle stime precedenti.</p><h2><strong>L'Asia concentra buona parte del problema</strong></h2><p>I risultati mostrano una portata considerevole del fenomeno. Secondo il nuovo calcolo, i fiumi hanno trasportato circa <strong>263.000 tonnellate di microplastiche verso gli oceani nel corso del 2022</strong>.</p><div class="texto-destacado">Il dato che colpisce maggiormente riguarda la distribuzione geografica. <strong>Circa il 96% di questo materiale avrebbe avuto origine nei Paesi del cosiddetto Sud globale</strong>, mentre il Sud-Est e l'Est asiatico hanno concentrato più della metà del totale stimato.</div><p>Tra i fiumi analizzati, lo <strong>Yangtze</strong> emerge come il principale responsabile del trasporto di microplastiche verso il mare.</p><p>Ma lo studio fornisce anche un altro elemento fondamentale per comprendere il problema: <strong>le precipitazioni.</strong></p><h2><strong>Le piogge intense possono generare impulsi di inquinamento</strong></h2><p>In numerosi bacini idrografici, gli episodi di piogge abbondanti provocano <strong>improvvisi aumenti della concentrazione di microplastiche nei fiumi</strong>. I ricercatori descrivono questo fenomeno come un "arricchimento a impulsi".</p><p>I <strong>temporali intensi</strong> possono trascinare nei corsi d'acqua i frammenti accumulati sulla superficie del terreno. Allo stesso tempo, la <strong>forza delle piene</strong> può rimuovere le particelle che erano rimaste intrappolate nei suoli e nei sedimenti degli stessi fiumi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762200" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-conferma-dagli-scienziati-le-microplastiche-si-stanno-accumulando-anche-nelle-foreste-di-tutto-il-mondo.html" title="Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo">Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-conferma-dagli-scienziati-le-microplastiche-si-stanno-accumulando-anche-nelle-foreste-di-tutto-il-mondo.html" title="Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-contaminacion-por-plasticos-ya-no-esta-solo-en-los-oceanos-los-microplasticos-estan-cubriendo-los-bosques-1774793291792_320.jpeg" alt="Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo"></a></article></aside><p><strong>Questo legame tra precipitazioni e inquinamento assume particolare rilevanza</strong> in un contesto di cambiamenti nel regime delle piogge. Gli scienziati avvertono che, senza maggiori controlli sulla produzione di plastica e una gestione più efficiente dei rifiuti, un aumento degli episodi di precipitazioni estreme potrebbe intensificare questi impulsi di inquinamento e aggravare l'arrivo delle microplastiche negli oceani.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Hehao%20Qin%20et%20al." data-year="2026" data-title="%E2%80%A2%09Hydroclimatic-driven%20pulse%20enrichment%20amplifies%20riverine%20microplastic%20export%20in%20developing%20countries" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fscience.aeb4487">Hehao Qin et al.. (2026). <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.aeb4487" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">•	Hydroclimatic-driven pulse enrichment amplifies riverine microplastic export in developing countries</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-fiumi-potrebbero-trasportare-nell-oceano-molta-piu-plastica-di-quanto-si-pensasse-in-precedenza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Maltempo record in Catalogna, due morti e un disperso: "è stato un vortice convettivo a mesoscala"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/maltempo-fino-a-300-mm-in-poche-ore-in-catalogna-due-morti-e-un-disperso-e-stato-un-vortice-convettivo-a-mesoscala.html</link><pubDate>Sun, 04 Oct 2026 14:19:47 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Un'ondata di maltempo eccezionale ha appena colpito la Catalogna, lasciando fino a 300 mm di pioggia in poche ore. Ci sono state alluvioni lampo e piene improvvise, e si contano purtroppo due vittime. A causare questo enorme temporale, un vortice convettivo a mesoscala.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbhoryy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbhoryy.jpg" id="xbhoryy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Una forte ondata di maltempo ha colpito la Catalogna (Spagna) questo fine settimana, lasciando un bilancio di due morti</strong>, uno a Tordera e l'altro a Montornès (Barcellona), secondo quanto riportato dal Presidente della Generalitat, Salvador Illa, e dal Capo dei Vigili del Fuoco, Oriol Corbella. Nelle ultime ore è stata ripristinata la circolazione ferroviaria, interrotta per alcune ore a causa delle inondazioni.</p><p><strong>L'episodio di maltempo delle ultime ore nel mediterraneo settentrionale spagnolo è stato eccezionale, con piogge da record</strong>. Secondo i dati di Meteocat, alle 10:00 di questa domenica nelle stazioni meteorologiche del Vallès Oriental, del Maresme e di Barcelonès si erano accumulati oltre 200 mm di pioggia dall'inizio della tempesta. Ma in certe aree si sono registrati picchi vicini ai 300 mm (spicca su tutti il dato di 288 mm Vilassar de Mar). </p><div class="texto-destacado"><strong>In alcuni quartieri di Barcellona e di altre città, è stata la giornata più piovosa mai registrata da quando ci sono dati. </strong>Domenica mattina, la situazione più grave si è registrata nella <strong>provincia di Girona, dove in poche ore si sono accumulati oltre 100 mm di pioggia</strong> in diversi comuni. Si tratta di quantitativi di pioggia impressionanti, se concentrati in poco tempo.</div><p>Queste piogge hanno provocato un drammatico innalzamento del livello dei fiumi e la formazione di piene anche negli alvei secchi. Un caso eclatante è quello del fiume Besòs, che ha raggiunto una portata massima di quasi 1.000 m³/s, il triplo della portata media dell'Ebro (uno dei principali fiumi spagnoli) vicino alla sua foce. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790843" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo.html" title="Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia ">Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo.html" title="Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/arriva-ottobre-ma-il-mediterraneo-rimane-bollente-quali-rischi-corriamo-1790591687816_320.jpg" alt="Ottobre è arrivato, ma il Mediterraneo è ancora bollente: cresce il rischio di temporali più potenti in Italia "></a></article></aside><p>Il presidente della regione autonoma della Catalogna, Illa, ha espresso le sue condoglianze alla famiglia della vittima di Tordera e ha avvertito che la situazione "rimane complicata, soprattutto nella parte settentrionale della Catalogna", esortando tutti a esercitare "la massima cautela" e a seguire le indicazioni della Protezione Civile, informa l'agenzia Europapress.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-fino-a-300-mm-in-poche-ore-in-catalogna-due-morti-e-un-disperso-e-stato-un-vortice-convettivo-a-mesoscala-1791123533561.jpg" data-image="f06fgjdzi3uu"><figcaption>La temperatura del mar Mediterraneo a inizio ottobre è anxcora molto elevata: questo fornisce enormi quantità di energia per i temporali che si formano in questo periodo.</figcaption></figure><p>Il capo dei vigili del fuoco, Corbella, ha confermato il secondo decesso a Montornès e ha riferito che "almeno" una persona risulta dispersa nel torrente Pineda, a Pineda de Mar (Barcellona), dove sono state avviate le ricerche.</p><h2>Cosa c'è all'origine del forte maltempo in Catalogna</h2><p>Ciò che ha colpito la Catalogna nelle ultime ore, causando alluvioni lampo e vittime, <strong>è stato un sistema convettivo estremamente esteso, intenso e persistente,</strong> alimentato da temperature record nel Mar Mediterraneo e dalla presenza di aria fredda in quota. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-fino-a-300-mm-in-poche-ore-in-catalogna-due-morti-e-un-disperso-e-stato-un-vortice-convettivo-a-mesoscala-1791123618617.jpg" data-image="z4819j65di6z"><figcaption>Nei giorni scorsi il modello europeo prevedeva quantitativi di pioggia molto elevati nella regione.</figcaption></figure><p>Come informa Samuel Biener su Meteored Spagna (tiempo.com), i venti orientali a lunga distanza che soffiano sulla Catalogna e <strong>l'effetto di innesco di alcune catene montuose hanno contribuito a questo evento storico. </strong>Il sistema convettivo ha mostrato una certa rotazione. Secondo l'esperto, Samuel Biener, si può confermare la presenza di un fenomeno relativamente raro: <strong>un vortice convettivo a mesoscala (o <em>Mesoscale Convective Vortex</em>, MCV)</strong>, che si origina dall'intensa attività tempestosa che si sviluppa all'interno di un sistema convettivo alla mesoscala. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="661359" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quando-i-grandi-sistemi-temporaleschi-degenerano-in-un-piccolo-ciclone-come-nascono-i-mesoscale-convective-vortex.html" title="Quando i grandi sistemi temporaleschi degenerano in un piccolo ciclone: come nascono i Mesoscale Convective Vortex?">Quando i grandi sistemi temporaleschi degenerano in un piccolo ciclone: come nascono i Mesoscale Convective Vortex?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quando-i-grandi-sistemi-temporaleschi-degenerano-in-un-piccolo-ciclone-come-nascono-i-mesoscale-convective-vortex.html" title="Quando i grandi sistemi temporaleschi degenerano in un piccolo ciclone: come nascono i Mesoscale Convective Vortex?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-i-grandi-sistemi-temporaleschi-degenerano-in-un-piccolo-cicloni-come-nascono-i-mesoscale-convective-vortex-1718570478085_320.png" alt="Quando i grandi sistemi temporaleschi degenerano in un piccolo ciclone: come nascono i Mesoscale Convective Vortex?"></a></article></aside><p><strong>La sua formazione richiede l'apporto di enormi quantità di calore latente rilasciato dal sistema stesso</strong>, che è in grado di rigenerarsi, rendendolo estremamente pericoloso. Queste grandi quantità di calore latente, rilasciate dalla convezione profonda, diminuiscono la pressione all'interno del sistema convettivo a mesoscala<strong>, creando una piccola area di bassa pressione, che spiega la rotazione ciclonica osservata nelle ultime ore.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/catalogna-1791122553599.jpg" data-image="ha2kryvbypm9"><figcaption>Il radar meteo mostrava così stanotte l'enorme area di instabilità sulla Catalogna.</figcaption></figure><p>Questi vortici, sebbene di piccole dimensioni, possono innescare eventi meteorologici estremamente intensi, con venti fortissimi e tempeste organizzate. Alcuni vortici convettivi a mesoscala possono persistere per 12 ore o più, e persino i loro residui possono contribuire a innescare un nuovo episodio di convezione profonda.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/maltempo-fino-a-300-mm-in-poche-ore-in-catalogna-due-morti-e-un-disperso-e-stato-un-vortice-convettivo-a-mesoscala.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dal Reno al Po, la siccità colpisce i grandi fiumi d'Europa : danni economici e pericoli per la sicurezza energetica]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-grandi-fiumi-d-europa-colpiti-dalla-siccita-i-danni-economici-e-i-pericoli-per-la-sicurezza-energetica.html</link><pubDate>Sun, 04 Oct 2026 14:01:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Caldo estremo e siccità non sono solo un problema ecologico: l'estate del 2026 ha causato enormi danni economici soprattutto nel settore del commercio e dell'approvvigionamento energetico</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-grandi-fiumi-d-europa-colpiti-dalla-siccita-i-danni-economici-e-i-pericoli-per-la-sicurezza-energetica-1790949772322.jpg" data-image="mbs4k1g0p0w7" alt="estate siccità" title="estate siccità"><figcaption>Il Danubio rimasto senz'acqua a causa del caldo anomalo e della siccità</figcaption></figure><p>L’estate del 2026 è stata la peggiore degli ultimi trent'anni per quanto riguarda l’impatto del cambiamento climatico su diversi settori dell’<strong>economia. </strong></p><p>Se l’estate del 2003 aveva colpito l’attenzione pubblica per l’elevato numero di <strong>morti </strong>legate al caldo anomalo, la <strong>siccità </strong>dell’estate 2026 sarà ricordata per il pericoloso <strong>abbassamento </strong>del livello dei maggiori fiumi europei.</p><p>Oltre che ambientale, il disastro è anche <strong>economico</strong>, con i settori del trasporto merci e dell'energia che sono tra i più colpiti.</p><h2>Estate 2026 e la peggiore siccità degli ultimi 30 anni</h2><p>Dal Danubio al Reno, dal Po alla Senna, i grandi bacini idrici d’Europa sono rimasti senza acqua.</p><p>Il rapporto di <strong>Copernicus </strong>che ha monitorato i dodici principali fiumi del continente europeo ha evidenziato come la siccità estiva del 2026 abbia creato uno scenario mai visto da quando esiste l’EFAS, il Sistema Europeo di Allerta Inondazioni, istituito nel 1992.</p><p>Le temperature estreme con picchi anomali registrati già a <strong>maggio </strong>hanno causato <strong>l’evaporazione </strong>di grosse quantità d’acqua dei fiumi che ha esasperato le conseguenze dell'assenza di pioggia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779667" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-paesi-bassi-dichiarano-ufficialmente-carenza-d-acqua-a-causa-della-persistente-siccita.html" title="I Paesi Bassi dichiarano ufficialmente carenza d’acqua a causa della persistente siccità">I Paesi Bassi dichiarano ufficialmente carenza d’acqua a causa della persistente siccità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-paesi-bassi-dichiarano-ufficialmente-carenza-d-acqua-a-causa-della-persistente-siccita.html" title="I Paesi Bassi dichiarano ufficialmente carenza d’acqua a causa della persistente siccità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/netherlands-officially-declares-water-shortage-amid-persistent-drought-1784385991114_320.jpg" alt="I Paesi Bassi dichiarano ufficialmente carenza d’acqua a causa della persistente siccità"></a></article></aside><p>Questa situazione in realtà non è nuova perché in molte aree d’Europa i fiumi continuano inesorabilmente a diminuire la portata d’acqua estiva ogni anno, ma il picco del 2026 è particolarmente preoccupante e ha già causato ingenti perdite economiche.</p><h2>Quando le "autostrade dell'acqua" si fermano</h2><p>Se alte temperature e mancanza di pioggia hanno colpito tutto il continente, in alcuni paesi le perdite economiche legate all’abbassamento del livello dei fiumi sono state particolarmente ingenti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-grandi-fiumi-d-europa-colpiti-dalla-siccita-quali-sono-i-danni-economici-e-i-pericoli-per-la-sicurezza-energetica-1790949312334.jpg" data-image="rq5oad14k0t0" alt="Estate 2026 siccità" title="Estate 2026 siccità"><figcaption>Il Reno in secca durante l'ondata di siccità dell'estate del 2026</figcaption></figure><p>Le ondate di calore sono state decisamente severe in Spagna, ad esempio, ma paesi come <strong>Romania, Belgio e Paesi Bassi</strong> sono stati molto penalizzati perché lì il trasporto delle merci lungo i grandi fiumi sostituisce quello su strada o su rotaie fino al 45% dei casi.</p><p>Le navi in partenza dai porti di <strong>Rotterdam o Amberes</strong> sono state costrette a caricare solo il <strong>15% </strong>delle merci abituali per non rischiare di restare incagliate sul letto del Reno in secca.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790371" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ondate-di-calore-in-primavera-e-autunno-la-nasa-conferma-caldo-estremo-in-estensione-anche-fuori-dall-estate.html" title="Ondate di calore in autunno e primavera, la NASA conferma: caldo estremo in estensione anche fuori dall'estate">Ondate di calore in autunno e primavera, la NASA conferma: caldo estremo in estensione anche fuori dall'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ondate-di-calore-in-primavera-e-autunno-la-nasa-conferma-caldo-estremo-in-estensione-anche-fuori-dall-estate.html" title="Ondate di calore in autunno e primavera, la NASA conferma: caldo estremo in estensione anche fuori dall'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-calor-extremo-ya-no-respeta-las-estaciones-las-olas-de-calor-se-extienden-hacia-la-primavera-y-el-otono-1790250819969_320.png" alt="Ondate di calore in autunno e primavera, la NASA conferma: caldo estremo in estensione anche fuori dall'estate"></a></article></aside><p>Allo stesso modo, le navi che trasportano merci lungo il <strong>Danubio </strong>hanno potuto viaggiare con soltanto il <strong>30% </strong>del loro normale carico.</p><p>I <strong>costi </strong>del trasporto merci sono quindi <strong>aumentati </strong>a dismisura, andando ad influire sul <strong>PIL </strong>delle nazioni. </p><h2>La siccità che attiva i protocolli di emergenza</h2><p>Il comparto del trasporto merci non è stato l’unico a risentire pesantemente della crisi dei grandi bacini idrici d’Europa.</p><p>Non è andata meglio al <strong>settore energetico</strong>, in particolare quello del <strong>nucleare </strong>e quello <strong>idroelettrico</strong>. </p><p>Di conseguenza diversi paesi hanno dovuto <strong>rallentare l'attività industriale</strong> mentre la rete di fornitura elettrica è diventata instabile proprio nel momento in cui la richiesta aumentava a causa delle ondate di calore che hanno spinto le persone ad un utilizzo massiccio dei <strong>condizionatori</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781053" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-riescono-a-trasformare-la-plastica-in-carburante-il-sistema-che-converte-la-plastica-in-energia.html" title="Gli scienziati riescono a trasformare la plastica in carburante: il sistema che converte la plastica in energia">Gli scienziati riescono a trasformare la plastica in carburante: il sistema che converte la plastica in energia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-riescono-a-trasformare-la-plastica-in-carburante-il-sistema-che-converte-la-plastica-in-energia.html" title="Gli scienziati riescono a trasformare la plastica in carburante: il sistema che converte la plastica in energia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-logran-transformar-los-plasticos-en-combustible-el-sistema-que-convierte-plasticos-en-energia-1784929874378_320.png" alt="Gli scienziati riescono a trasformare la plastica in carburante: il sistema che converte la plastica in energia"></a></article></aside><p>Ancora una volta il risultato finale è stato un <strong>aumento dei costi</strong> all’ingrosso e l’attivazione di <strong>protocolli di emergenza</strong> su tutto il continente per evitare il rischio di <strong>blackout sistemici</strong>.</p><h2>Fiumi senz'acqua e la crisi del nucleare</h2><p>Le conseguenze dell'emergenza climatica vanno ormai ben oltre il problema <strong>ecologico</strong>, che non sarebbe comunque da sottovalutare.</p><div class="texto-destacado">L’estate del 2026 ha dimostrato in modo più evidente che mai che il cambiamento climatico danneggia anche la <strong>sicurezza</strong>.</div><p>Il caso delle <strong>centrali nucleari</strong> è particolarmente significativo. Per poter funzionare senza rischi i reattori dipendono strettamente dall’acqua dei fiumi che viene utilizzata per raffreddarli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-grandi-fiumi-d-europa-colpiti-dalla-siccita-quali-sono-i-danni-economici-e-i-pericoli-per-la-sicurezza-energetica-1790949365881.jpg" data-image="vsc1i4pscmls" alt="caldo estremo" title="caldo estremo"><figcaption>Anche i ruscelli di montagna delle Alpi sono stati colpiti dalla siccità estiva</figcaption></figure><p>In <strong>Ungheria </strong>una delle maggiori centrali del paese è quella di <strong>Paks</strong>, da cui dipende il 40% dell’approvvigionamento di energia elettrica della nazione, ma la centrale a sua volta dipende dall’acqua del Danubio, proprio uno dei fiumi più colpiti dalla siccità. L’Ungheria è stata quindi costretta a <strong>rallentare </strong>di molto la sua produzione energetica durante i mesi estivi. </p><p>Allo stesso modo le <strong>centrali francesi</strong> hanno dovuto ridurre drasticamente l'attività, se non proprio fermare i reattori.</p><p>Nemmeno le <strong>energie rinnovabili</strong> sono state risparmiate dai danni causati dal caldo estremo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788583" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/prevenire-insieme-i-danni-di-siccita-e-alluvioni-due-conseguenze-del-cambiamento-climatico-che-si-aggravano-a-vicenda.html" title="Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda">Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/prevenire-insieme-i-danni-di-siccita-e-alluvioni-due-conseguenze-del-cambiamento-climatico-che-si-aggravano-a-vicenda.html" title="Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-siccita-e-incendi-estivi-rendono-piu-gravi-le-alluvioni-autunnali-1789374295864_320.jpg" alt="Prevenire insieme i danni di siccità e alluvioni, due conseguenze del cambiamento climatico che si aggravano a vicenda"></a></article></aside><p>Nelle <strong>regioni alpine</strong> si produce energia <strong>idroelettrica</strong>, ma la siccità ha colpito anche le zone di montagna costringendo <strong>l’Austria </strong>a ridurre del <strong>49% </strong>la propria produzione energetica, mentre la <strong>Svizzera </strong>ha dovuto rinunciare a ben il <strong>74% </strong>dell’abituale produzione di energia idroelettrica.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Manuel%20Planelles" data-year="2026" data-title="Los%20grandes%20r%C3%ADos%20europeos%20se%20secan%20y%20ponen%20en%20jaque%20la%20seguridad%20energ%C3%A9tica%20y%20el%20comercio" data-url="https%3A%2F%2Felpais.com%2Fclima-y-medio-ambiente%2F2026-10-02%2Flos-grandes-rios-europeos-se-secan-y-ponen-en-jaque-la-seguridad-energetica-y-el-comercio.html">Manuel Planelles. (2026). <a href="https://elpais.com/clima-y-medio-ambiente/2026-10-02/los-grandes-rios-europeos-se-secan-y-ponen-en-jaque-la-seguridad-energetica-y-el-comercio.html" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Los grandes ríos europeos se secan y ponen en jaque la seguridad energética y el comercio</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-grandi-fiumi-d-europa-colpiti-dalla-siccita-i-danni-economici-e-i-pericoli-per-la-sicurezza-energetica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[In che modo i conflitti armati sconvolgono la rete meteorologica e mettono a rischio il pianeta?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-che-modo-i-conflitti-armati-sconvolgono-la-rete-meteorologica-e-mettono-a-rischio-il-pianeta.html</link><pubDate>Sun, 04 Oct 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La guerra può anche mettere a tacere le stazioni meteorologiche. Casi come quelli del Sudan e dello Yemen dimostrano come la perdita di dati indebolisca le previsioni e gli avvisi che proteggono vite umane.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-los-conflictos-armados-rompen-la-red-meteorologica-y-ponen-en-riesgo-el-planeta-1790443911107.png" data-image="ocaf9dy7xip1" alt="guerra" title="guerra"><figcaption>Secondo la UNDRR, dei 25 paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici, 19 si trovano anche ad affrontare fragilità, conflitti o violenze.</figcaption></figure><p><strong>In mezzo a una guerra, il silenzio di un termometro o di un pluviometro può sembrare poca cosa di fronte alla violenza</strong>. Ma può lasciare intere comunità con meno tempo per prepararsi a un'alluvione. E ciò che oggi smette di essere misurato non potrà essere recuperato domani con la stessa precisione.</p><div class="texto-destacado">L'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) ha avvertito nell'agosto 2026 che persistono lacune nelle osservazioni della Terra e che aumenta la pressione sulle reti che monitorano il pianeta. Casi come Sudan e Yemen mostrano come una guerra possa aggravare queste carenze.</div><p>Una stazione meteorologica può rimanere in piedi e, allo stesso tempo, smettere di fornire dati. Basta un guasto all'elettricità, un'interruzione delle comunicazioni o l'impossibilità per il personale di raggiungerla. In una zona di guerra, effettuare misurazioni diventa un'attività ancora più difficile da mantenere. E <strong>senza che le osservazioni circolino, si crea un punto cieco in una rete che dipende dalla cooperazione internazionale.</strong></p><h2>Prevedere durante i conflitti<br></h2><p>Un primo esempio è il Sudan. <strong>Nell'aprile 2023, l'inizio del conflitto in Sudan rese inaccessibili le strutture della sua autorità meteorologica a Khartoum.</strong> Parte del personale dovette trasferirsi. Per poter mantenere il servizio, furono organizzate squadre a Port Sudan, Il Cairo e Nairobi, mentre le osservazioni di 29 stazioni venivano raccolte manualmente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-los-conflictos-armados-rompen-la-red-meteorologica-y-ponen-en-riesgo-el-planeta-1790444856826.png" data-image="e58b0qzmabcj" alt="guerra; Ucrania; meteorologia; estaciones; vulnerabilidad" title="guerra; Ucrania; meteorologia; estaciones; vulnerabilidad"><figcaption>Nel febbraio 2023, il servizio ucraino segnalava circa venti strutture idrometeorologiche danneggiate dalla guerra. Immagini diffuse dal Centro Idrometeorologico dell'Ucraina.</figcaption></figure><p>E nonostante le difficoltà, gli specialisti sudanesi riuscirono a emettere un'allerta per alluvioni attraverso una piattaforma digitale e i social network. Un esempio che ci ricorda che <strong>un sistema di allerta non si esaurisce negli strumenti. Ha bisogno di specialisti</strong> che controllino i dati, elaborino le previsioni e comunichino il rischio in tempo.</p><div class="texto-destacado">Un altro esempio è l'Ucraina: dall'inizio dell'invasione russa nel 2022, la guerra ha danneggiato strutture idrometeorologiche e interrotto le osservazioni nei territori occupati. Il servizio ucraino avverte che queste lacune riguardano i dati utilizzati sia nelle proprie previsioni sia in quelle dei centri europei.</div><p>Quando queste persone vengono sfollate, l'intera catena diventa più fragile. Le previsioni possono proseguire grazie alla cooperazione regionale. Ma mantenerle richiede risorse, comunicazioni e personale disponibile ogni giorno.</p><h2>Quando la guerra lascia i campi senza allerta</h2><p>In Yemen, la guerra ha distrutto sottostazioni che ricevevano informazioni dall'agenzia meteorologica di Sana'a. L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) ha documentato danni in distretti come Dhamar, Mukalla, Lahj, Al Dhale'e e Taiz.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763584" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-il-gps-fallisce-in-mare-la-guerra-invisibile-che-impedisce-alle-navi-di-sapere-dove-si-trovano.html" title="Quando il GPS fallisce in mare: la guerra invisibile che impedisce alle navi di sapere dove si trovano">Quando il GPS fallisce in mare: la guerra invisibile che impedisce alle navi di sapere dove si trovano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-il-gps-fallisce-in-mare-la-guerra-invisibile-che-impedisce-alle-navi-di-sapere-dove-si-trovano.html" title="Quando il GPS fallisce in mare: la guerra invisibile che impedisce alle navi di sapere dove si trovano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cuando-el-gps-falla-en-alta-mar-la-guerra-invisible-que-hace-que-los-barcos-no-sepan-donde-estan-1775154850466_320.jpeg" alt="Quando il GPS fallisce in mare: la guerra invisibile che impedisce alle navi di sapere dove si trovano"></a></article></aside><p>Con il sostegno internazionale, ha riabilitato strutture e ne ha realizzate di nuove per fornire avvisi su piogge intense, alluvioni e gelate. Alcuni agricoltori ricevono queste informazioni tramite WhatsApp per decidere quando seminare o proteggere le colture. Per loro, un avviso tempestivo può fare la differenza tra salvare un raccolto e perderlo. </p><h2>Una rete senza confini</h2><p>Perché dovrebbe preoccuparci una stazione che smette di trasmettere dati a migliaia di chilometri di distanza? Perché<strong> l'atmosfera non riconosce confini. </strong>I modelli meteorologici devono conoscere le condizioni iniziali in diversi punti del pianeta. Per costruire questa immagine combinano misurazioni provenienti da stazioni terrestri, palloni, navi, boe, aerei e satelliti che vengono condivise.</p><div class="texto-destacado">La rete mondiale coordinata dall'OMM comprende circa 16.300 stazioni meteorologiche terrestri.</div><p>La perdita isolata di una stazione non significa che una previsione dall'altra parte del mondo fallirà. Ma <strong>l'accumulo di lacune riduce le informazioni disponibili su determinate regioni e può influire sulla precisione dei modelli.</strong> Il problema è particolarmente grave per chi vive vicino alle stazioni che smettono di effettuare misurazioni e dipende dalle allerte locali.</p><h2>Più di quanto perdiamo</h2><p><strong>I satelliti aiutano a monitorare vaste aree</strong>, anche là dove è impossibile mantenere una stazione. <strong>Ma non sostituiscono tutte le misurazioni effettuate sul terreno</strong>. E sono queste a permettere di verificare e correggere i dati satellitari, oltre a rilevare condizioni locali importanti per anticipare alcuni rischi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-los-conflictos-armados-rompen-la-red-meteorologica-y-ponen-en-riesgo-el-planeta-1790443998833.png" data-image="ca3t16vxh5z1" alt="meteorologia; pronostico; OMM; alerta temprana; gestion del riesgo" title="meteorologia; pronostico; OMM; alerta temprana; gestion del riesgo"><figcaption>Circa 9.000 stazioni terrestri fanno parte della rete di base che sostiene lo scambio internazionale di dati.</figcaption></figure><p>La perdita non riguarda soltanto le previsioni di domani. <strong>Una serie di temperature o precipitazioni registrata per decenni permette di individuare cambiamenti e valutare i rischi</strong>. Se viene interrotta o il suo archivio scompare, ricostruire ciò che è accaduto diventa più difficile, anche una volta terminata la guerra.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791056" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/libro-sul-clima-nelle-scuole-l-ingv-interviene-dopo-le-polemiche-il-riscaldamento-e-prevalentemente-antropico.html" title="Libro sul clima nelle scuole, l'INGV interviene dopo le polemiche: 'Il riscaldamento è prevalentemente antropico'">Libro sul clima nelle scuole, l'INGV interviene dopo le polemiche: "Il riscaldamento è prevalentemente antropico"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/libro-sul-clima-nelle-scuole-l-ingv-interviene-dopo-le-polemiche-il-riscaldamento-e-prevalentemente-antropico.html" title="Libro sul clima nelle scuole, l'INGV interviene dopo le polemiche: 'Il riscaldamento è prevalentemente antropico'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/libro-sul-clima-nelle-scuole-l-ingv-interviene-dopo-le-polemiche-il-riscaldamento-e-prevalentemente-antropico-1790677969349_320.jpeg" alt="Libro sul clima nelle scuole, l'INGV interviene dopo le polemiche: 'Il riscaldamento è prevalentemente antropico'"></a></article></aside><p><strong>Sudan e Yemen mostrano che proteggere l'osservazione meteorologica significa anche proteggere vite umane. </strong>Mantenere le stazioni, salvaguardare gli archivi, sostenere gli specialisti e garantire che le allerte raggiungano chi deve intervenire è fondamentale. In una rete globale, ogni dato conta. E in un'emergenza, conta anche ogni minuto di anticipo.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="OMM" data-year="2026" data-title="Connecting%20the%20dots%3A%20bringing%20climate%20data%20together%20for%20action" data-url="https%3A%2F%2Fwmo.int%2Fmedia%2Fproject-update%2Fconnecting-dots-bringing-climate-data-together-action">OMM. (2026). <a href="https://wmo.int/media/project-update/connecting-dots-bringing-climate-data-together-action" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Connecting the dots: bringing climate data together for action</a>.</cite><br><cite data-author="FAO%20Regional%20Office%20for%20Near%20East%20and%20North%20Africa" data-year="2024" data-title="Early%20Warning%20System%20Protects%20Crops%20and%20Farmers%20in%20Yemen" data-url="https%3A%2F%2Fwww.fao.org%2Fneareast%2Fnews%2Fstories%2Fdetails%2Fearly-warning-system-protects-crops-and-farmers-in-yemen%2F">FAO Regional Office for Near East and North Africa. (2024). <a href="https://www.fao.org/neareast/news/stories/details/early-warning-system-protects-crops-and-farmers-in-yemen/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Early Warning System Protects Crops and Farmers in Yemen</a>.</cite><br><cite data-author="OMM" data-year="2024" data-title="Sudan%20Meteorological%20Authority%20on%20the%20Climate%20Action%20Frontline" data-url="https%3A%2F%2Fpublic.wmo.int%2Fresources%2Fmeteoworld%2Fmeteoworld-march-2024%2Fsudan-meteorological-authority-climate-action-frontline">OMM. (2024). <a href="https://public.wmo.int/resources/meteoworld/meteoworld-march-2024/sudan-meteorological-authority-climate-action-frontline" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Sudan Meteorological Authority on the Climate Action Frontline</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-che-modo-i-conflitti-armati-sconvolgono-la-rete-meteorologica-e-mettono-a-rischio-il-pianeta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[El Niño rende più difficile prevedere il tempo in Europa? Luca Lombroso fa chiarezza, la risposta è sorprendente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-rende-piu-difficile-prevedere-il-tempo-in-europa-luca-lombroso-fa-chiarezza-la-risposta-e-sorprendente.html</link><pubDate>Sun, 04 Oct 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Fra le conseguenze de El Niño ci potrebbe essere anche l’impatto sulle previsioni meteo a breve medio termine e stagionali. ENSO è tenuto conto dai modelli? Ovviamente si, ma le conseguenze sui modelli sono complesse. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-rende-piu-difficile-prevedere-il-tempo-in-europa-luca-lombroso-fa-chiarezza-la-risposta-e-sorprendente-1791097480382.jpeg" data-image="oh5x4ppv5ffg"><figcaption>La previsione della neve è incerta per sua natura, basta la variazione di pochi decimi di grado della temperatura per passare da neve a pioggia o gelicidio. El Niño non ha influenza quindi sulle previsioni a breve medio termine.</figcaption></figure><p>Sono giornate di <strong>grande indecisione nelle previsioni modellistiche </strong>queste di inizio ottobre 2026. Su tutta Europa<strong> i modelli paiono “cambiare idea” di continuo.</strong><br>Le discrepanze fra il modello europeo ECMWF, il tedesco ICON e l’americano GFS mettono<strong> in difficoltà i meteorologi previsori e scatenano discussioni </strong>nel mondo meteo amatoriale. I prodotti di previsione d’insieme aiutano solo in parte, con spaghetti dispersi e cluster divisi in 5-6 scenari anche a scadenze inferiori alle 120 ore.<br>Sorge spontanea la domanda, <strong>è El Niño</strong> a complicare la predicibilità dei modelli numerici?</p><h2>Che cos’è la predicibilità</h2><p>Prima di tutto, una premessa. <strong>Per quanti giorni si possono fare previsioni? </strong>Questo parametro<strong> si chiama predicibilità e cambia a seconda delle stagioni </strong>ma anche delle situazioni meteo. </p><p><strong>L'atmosfera è per sua natura un sistema caotico</strong> secondo la teoria del caos, Edward Lorenz: <strong>piccole differenze nelle condizioni iniziali</strong> come una misura leggermente imprecisa della temperatura o un dato mancante <strong>possono ripercuotersi in scenari molto diversi </strong>a medio ma anche a breve termine talvolta. È il noto "effetto farfalla": <strong>il battito d'ali di una farfalla in Brasile potrebbe, in teoria, contribuire a scatenare un tornado in Texas giorni dopo.</strong></p><p><strong>Questa incertezza è però usata dai meteorologi</strong> proprio per fornire previsioni probabilistiche e per capire quando si può prevedere bene anche a 10 giorni, <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-falso-mito-delle-ondate-di-caldo-imprevedibili-perche-non-regge-e-cosa-dicono-davvero-modelli-e-osservazioni.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">come fu per l’ondata di caldo di fine luglio inizio agosto, </a>o quando anche dopo 3-4 giorni la previsione è troppo incerta per essere usata operativamente, come sta capitando in questo scorcio di ottobre 2026.</p><h2>El Niño è tenuto conto dai modelli?</h2><p>Ovviamente<strong> la risposta è sì,</strong> soprattutto nelle previsioni stagionali e substagionali.<strong> </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788883" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'">Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: "chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione-1789500722596_320.jpeg" alt="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"></a></article></aside><p><strong>In quelle a breve e medio termine entra indirettamente, </strong>senza bisogno di dire al modelli se c’è o meno El Niño.<strong> Fra i dati che vanno ad inizializzare i modelli infatti c’è proprio la temperatura del mare,</strong> parametro fondamentale rilevato da boe oceanografiche, navi e satelliti. </p><div class="texto-destacado">Nei modelli stagionali è proprio El Niño un ingrediente esplicito e centrale. I modelli come il System ECMWF SEAS o il NOAA/CPC sono modelli accoppiati oceano-atmosfera. <br></div><p>L’evoluzione dell’atmosfera nei mesi successivi dipende strettamente dall’<strong>interazione fra oceani e atmosfera stessa.</strong> Prevedere se ENSO si rafforzerà, indebolirà o cesserà è parte integrante per arrivare a scenari stagionali. </p><h2>El Niño e previsione a breve medio termine</h2><p>La circolazione generale è senz’altro influenzata da El Niño, ma <strong>in Europa l'influenza è indiretta, attraverso le teleconnessioni.</strong> Ne abbiamo parlato più volte, di fatto<strong> l’impatto sul vecchio continente è sfumato e ritardato </strong>e la previsione dipende più dalle strutture bariche, correnti a getto, anticicloni, vortice polare che da forzanti lontane come El Niño.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-rende-piu-difficile-prevedere-il-tempo-in-europa-luca-lombroso-fa-chiarezza-la-risposta-e-sorprendente-1791097646666.png" data-image="sxp7106noknv"><figcaption>situazione di anomalia di temperatura superficiale del mare (SST) il 2 ottobre 2026: si vede chiaramente la lunga striscia di anomalia calda nell'oceano Pacifico dovuta a El Niño. Mappa da https://climatereanalyzer.org, Università del Maine.</figcaption></figure><p><strong>L’affidabilità dipende soprattutto dalla situazione atmosferica, </strong>dalla sua predicibilità intrinseca<strong> e dalla dispersione degli ensemble.</strong> In autunno, come in primavera, stagioni di transizione, <strong>è abbastanza frequente avere situazioni poco prevedibili in occasione di cambi drastici di circolazione.</strong> I modelli individuano che qualcosa cambia, ma faticano con giorni di anticipo a dettagliare come avverrà una svolta.</p><div class="texto-destacado">El Niño è una forzante globale nota e non una causa di maggiore incertezza. In Europa la sua influenza è indiretta e spesso confusa con la grande variabilità della circolazione generale dell’atmosfera alle medie latitudini. Può influenzare gli scenari stagionali, ma non determina il tempo a breve medio termine.</div><p>Per le previsioni da 24 a 240 ore, da 1 a 10 giorni, <strong>El Niño rimane soprattutto un segnale di fondo.</strong> Non è la ragione per cui ECMWF e altri modelli divergono sulla posizione di una saccatura, sulla formazione di un ciclone mediterraneo o sull’arrivo un’ondata di freddo.</p><h2>Le previsioni stagionali ed El Niño </h2><p>Qui c’è la sorpresa: è proprio<strong> grazie a forzanti notevoli come ENSO che le previsioni stagionali possono fornire in modo più chiaro gli scenari </strong>mensili o anche per le 6 settimane dal run del modello. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791255" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-ha-raggiunto-un-intensita-record-e-non-ha-ancora-toccato-il-picco-ecco-perche-il-2027-preoccupa-gli-esperti.html" title="El Niño ha raggiunto un'intensità record e non ha ancora toccato il picco: ecco perché il 2027 preoccupa gli esperti">El Niño ha raggiunto un'intensità record e non ha ancora toccato il picco: ecco perché il 2027 preoccupa gli esperti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/el-nino-ha-raggiunto-un-intensita-record-e-non-ha-ancora-toccato-il-picco-ecco-perche-il-2027-preoccupa-gli-esperti.html" title="El Niño ha raggiunto un'intensità record e non ha ancora toccato il picco: ecco perché il 2027 preoccupa gli esperti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-ya-alcanzo-una-intensidad-record-y-ni-siquiera-llego-a-su-pico-por-que-2027-preocupa-1790678520893_320.png" alt="El Niño ha raggiunto un'intensità record e non ha ancora toccato il picco: ecco perché il 2027 preoccupa gli esperti"></a></article></aside><p>Secondo uno studio di N.C.Williams e altri su Geophysical Research Letters, le teleconnessioni dell'ENSO possono fornire prevedibilità anche al di fuori dei tropici nelle previsioni stagionali. Lo studio ha dimostrato che <strong>l'intensità dei processi tropicali che causano la teleconnessione di El Niño non viene sottovalutata dai modelli,</strong> ma le carenze si manifestano col tempo nelle regioni extratropicali, cioè nel modo in cui il segnale si propaga e si amplifica verso le medie latitudini, inclusa l’Europa.</p><p>Riferimento bibliografico: <br>Williams, N. C., Scaife, A. A., & Screen, J. A. (2023). Underpredicted ENSO teleconnections in seasonal forecasts. Geophysical Research Letters, 50, e2022GL101689. <a href="https://doi.org/10.1029/2022GL101689">https://doi.org/10.1029/2022GL101689</a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-rende-piu-difficile-prevedere-il-tempo-in-europa-luca-lombroso-fa-chiarezza-la-risposta-e-sorprendente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fiori che attirano le farfalle: quali piantare in ottobre in base all'emisfero terrestre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre.html</link><pubDate>Sun, 04 Oct 2026 09:14:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dall'autunno dell'emisfero nord alla primavera di quello sud, ecco quali fiori coltivare in ottobre per attirare le farfalle e offrire loro preziose fonti di nutrimento, anche in città.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre-1790928004038.jpeg" data-image="0rigfmxckvrn"><figcaption>Fiori che attirano le farfalle: quali piantare in ottobre in base all'emisfero terrestre</figcaption></figure><p><strong>Le farfalle sono tra gli insetti più affascinanti, sia per i colori sgargianti delle loro ali sia per la straordinaria metamorfosi che precede la fase adulta</strong>. Oltre a regalare meraviglia a grandi e piccoli, hanno un importante valore ecologico: contribuiscono all'impollinazione e possono essere utilizzate come indicatori delle condizioni ambientali locali, poiché sono sensibili a numerosi cambiamenti dell'ecosistema. La perdita e la frammentazione degli habitat, insieme ai cambiamenti climatici, rappresentano alcune delle principali minacce per molte specie. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre-1790929020348.jpeg" data-image="xite69g4i77h"><figcaption>La metamorfosi bruco-farfalla</figcaption></figure><p><strong>Anche il giardinaggio può offrire un piccolo aiuto</strong>. Coltivare piante adatte permette infatti di creare nuove fonti di cibo anche in contesti urbani, dove gli habitat naturali sono spesso frammentati. E ottobre offre opportunità diverse a seconda dell'emisfero: mentre quello nord è entrato nell'autunno astronomico, quello sud ha appena accolto la primavera. Ecco quali fiori scegliere. </p><h2>Emisfero nord: i fiori dell'autunno </h2><p><strong> Con l'arrivo dell'autunno, le fioriture iniziano progressivamente a diminuire, ma alcune piante continuano a offrire preziose risorse alle farfalle</strong>. Ecco tre piante da considerare per balconi e giardini. </p><h3>Aster</h3><p><strong>La fioritura tardiva rende gli astri particolarmente preziosi in autunno, quando le fonti di nettare iniziano a diminuire</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre-1790928056412.jpeg" data-image="ihioc1aiwv83"><figcaption>Aster</figcaption></figure><p>I loro capolini, ricchi di piccoli fiori, possono attirare le farfalle ancora attive nella stagione. </p><h3>Sedum</h3><p><strong>Le varietà di sedum a fioritura autunnale offrono numerosi piccoli fiori raccolti in infiorescenze, facilmente accessibili agli insetti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre-1790928075045.jpeg" data-image="er0yay5mhvam"><figcaption>Sedum</figcaption></figure><p>Sono inoltre piante resistenti e adatte anche a giardini con poca disponibilità d'acqua.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787909" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/api-e-farfalle-in-citta-per-migliorare-la-vita-delle-persone-cos-e-l-evento-del-wwf-urban-nature-2026-e-cosa-ci-insegna.html" title="Api e farfalle in città per migliorare la vita delle persone: cos'è l'evento del WWF Urban Nature 2026 e cosa ci insegna">Api e farfalle in città per migliorare la vita delle persone: cos'è l'evento del WWF Urban Nature 2026 e cosa ci insegna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/api-e-farfalle-in-citta-per-migliorare-la-vita-delle-persone-cos-e-l-evento-del-wwf-urban-nature-2026-e-cosa-ci-insegna.html" title="Api e farfalle in città per migliorare la vita delle persone: cos'è l'evento del WWF Urban Nature 2026 e cosa ci insegna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/api-e-farfalle-in-citta-per-migliorare-la-vita-delle-persone-cos-e-l-evento-del-wwf-urban-nature-2026-e-cosa-ci-insegna-1789060562103_320.jpg" alt="Api e farfalle in città per migliorare la vita delle persone: cos'è l'evento del WWF Urban Nature 2026 e cosa ci insegna"></a></article></aside><h3>Rudbeckia</h3><p><strong>I grandi capolini gialli ravvivano le aiuole fino alla parte finale della stagione</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre-1790928094899.jpeg" data-image="tv3t9yv9pj0v"><figcaption>Rudbeckia</figcaption></figure><p>Questa fioritura tardiva può fornire una fonte di nettare alle farfalle che frequentano ancora i giardini. </p><h2>Emisfero sud: i fiori della primavera </h2><p><strong> Con l'arrivo della primavera, la natura torna a offrire una grande varietà di fioriture, creando nuove opportunità di nutrimento per le farfalle</strong>. Ecco tre piante da coltivare per attirarle negli spazi verdi. </p><h3>Lantana</h3><p><strong>La lunga fioritura e le infiorescenze fanno della lantana una pianta interessante per attirare le farfalle nei mesi più caldi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre-1790928113115.jpeg" data-image="51fmz7ro6riq"><figcaption>Lantana</figcaption></figure><p>I fiori, caratterizzati da colori vivaci, offrono nettare agli insetti adulti e aggiungono un tocco ornamentale a balconi e giardini. </p><h3>Verbena di Buenos Aires </h3><p> <strong>Con i suoi sottili steli che portano piccoli fiori riuniti in infiorescenze, la verbena di Buenos Aires offre nettare facilmente accessibile alle farfalle e può essere coltivata anche in spazi relativamente contenuti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre-1790928130599.jpeg" data-image="94y679h2rhqk"><figcaption>Verbena di Buenos Aires</figcaption></figure><p>Il nome comune deriva dall'epiteto scientifico <em>bonariensis</em>, che significa "di Buenos Aires", in riferimento alla provenienza dell'esemplare sulla base del quale la specie fu descritta per la prima volta. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="549881" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ali-delle-farfalle-ispirano-una-nuova-fonte-di-energia-che-gia-alimenta-piccoli-dispositivi-elettronici.html" title="Le ali delle farfalle ispirano una nuova fonte di energia che già alimenta piccoli dispositivi elettronici">Le ali delle farfalle ispirano una nuova fonte di energia che già alimenta piccoli dispositivi elettronici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ali-delle-farfalle-ispirano-una-nuova-fonte-di-energia-che-gia-alimenta-piccoli-dispositivi-elettronici.html" title="Le ali delle farfalle ispirano una nuova fonte di energia che già alimenta piccoli dispositivi elettronici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-vuelo-de-la-mariposa-que-inspira-una-nueva-fuente-de-energia-1692269917134_320.jpg" alt="Le ali delle farfalle ispirano una nuova fonte di energia che già alimenta piccoli dispositivi elettronici"></a></article></aside><h3>Buddleja</h3><p><strong>Conosciuta anche come "albero delle farfalle", produce infiorescenze ricche di piccoli fiori e rappresenta una fonte di nettare molto apprezzata dagli adulti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre-1790928163834.jpeg" data-image="ct0cwmowm5vi"><figcaption>Buddleja</figcaption></figure><p>La scelta della specie e della varietà va però adattata al contesto locale, perché alcune buddleje possono risultare invasive in determinate aree. </p><h2>Non solo nettare: le piante nutrici </h2><p><strong>Le piante nettarifere sono importanti soprattutto per le farfalle adulte, ma per completare il ciclo vitale servono anche le piante nutrici, sulle quali le femmine depongono le uova e di cui si alimentano i bruchi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre-1790928207046.jpeg" data-image="0gi2sv9f6cnp"><figcaption>Femmina di macaone (<em>Papilio machaon</em>) durante l'ovideposizione: incurva l'addome per deporre un uovo sulla pianta ospite.</figcaption></figure><p>Ortiche, viole, malve, finocchio selvatico e diverse graminacee possono offrire risorse alle larve di numerose specie.</p><h2>Un giardino amico delle farfalle senza confini</h2><p><strong> Dall'emisfero nord a quello sud, dall'autunno alla primavera</strong>: il giardinaggio amico delle farfalle porta colore e meraviglia negli spazi verdi di tutto il mondo, offrendo nutrimento e microhabitat a questi straordinari e preziosi insetti, simbolo di rinascita e libertà.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/fiori-che-attirano-le-farfalle-quali-piantare-in-ottobre-in-base-all-emisfero-terrestre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, Luca Lombroso si sbilancia: "imminente tempesta autunnale, in arrivo tanta pioggia e la prima neve sulle Alpi"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-si-sbilancia-l-autunno-si-scatena-in-arrivo-tanta-pioggia-e-la-prima-neve-sulle-alpi.html</link><pubDate>Sun, 04 Oct 2026 06:41:51 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Meteo, finalmente è la settimana della svolta autunnale decisiva. In arrivo le grandi piogge autunnali, temperate in diminuzione, prima neve sulle Alpi. Si apre un lungo periodo perturbato o sarà di nuovo solo una parentesi? </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbhdw6m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbhdw6m.jpg" id="xbhdw6m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il primo fine settimana di ottobre sta trascorrendo come da previsione tardo estivo, <strong>ieri Firenze ha raggiunto una temperatura massima di ben 29.3°C, </strong>anche il nord caldo, città più calda fra le stazioni meteo ufficiali Ferrara con 27.9°C, al sud 28.6°C a Catania<strong>. Nessun eco di precipitazione individuato ieri</strong> dai <a href="https://www.ilmeteo.net/radar-italia-pioggia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">radar</a>. </p><p>Caldo anche in montagna per la stagione, con <strong>zero termico a 4000 m sulle Alpi, </strong><strong>giornate ideali per escursioni e arrampicate</strong> grazie alla stabilità e assenza di convezione pomeridiana significativa.</p><p>Poco da dire, salvo che questo quadro va avanti praticamente da fine maggio, con <strong>un’estate non solo calda record ma lunga come non mai in passato.</strong> Ora qualche segnale di svolta compare e paiono esserci conferme dell’arrivo della pioggia autunnale.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>La prima settimana piena di ottobre si apre con un <strong>campo di pressione alta e livellata sull’Italia, </strong>derivato da un anticiclone esteso dalle Azzorre all’area carpatico danubiana. Analizzando però il campo in quota<strong> si nota una “ferita” nelle isoipse a 500 hPa</strong>, con una saccatura ad onda corta sul nord Italia da cui prova a isolarsi una piccola goccia di aria fredda. </p><p>Un cambiamento più importante si delinea invece attorno a giovedì 8 – venerdì 9 ottobre, con l’<strong>approfondimento di una saccatura verso l’Italia,</strong> sebbene ancora incerta nei dettagli.</p><h2>Lunedì 5 e martedì 6 ottobre </h2><p>Nonostante la segnalata onda in quota,<strong> domani lunedì 5 ottobre il tempo resterà fra parzialmente soleggiato e nuvoloso al nord,</strong> con piogge scarse e sporadiche. <strong>Al centro più nuvolo nel settore tirrenico, specie Toscana</strong>, più schiarite in quello Adriatico, anche con sole. Variabile con prevalenza di sereno in Umbria e Appennino centrale. Sardegna molto nuvoloso, con qualche rovescio.<strong> Al sud ancora giornata estiva</strong>, anche se più velata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791555" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-conferma-tra-il-7-e-l-8-ottobre-possibile-cambio-di-scenario-con-piogge-e-calo-delle-temperature.html" title="Massimiliano Santini conferma: tra il 7 e l'8 ottobre possibile cambio di scenario, con piogge e calo delle temperature">Massimiliano Santini conferma: tra il 7 e l'8 ottobre possibile cambio di scenario, con piogge e calo delle temperature</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-conferma-tra-il-7-e-l-8-ottobre-possibile-cambio-di-scenario-con-piogge-e-calo-delle-temperature.html" title="Massimiliano Santini conferma: tra il 7 e l'8 ottobre possibile cambio di scenario, con piogge e calo delle temperature"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-conferma-tra-il-7-e-l-8-ottobre-possibile-cambio-di-scenario-con-piogge-e-calo-delle-temperature-1790946621253_320.jpg" alt="Massimiliano Santini conferma: tra il 7 e l'8 ottobre possibile cambio di scenario, con piogge e calo delle temperature"></a></article></aside><p><strong>Martedì 6 le coste della Sardegna sono lambite da rovesci anche forti,</strong> specie sul mare ma a tratti si spingono fino appunto alle aree costiere sia occidentali che orientali. Anche le coste Laziali sono vicine e a tratti interessate da zone temporalesche, con burrasche sul medio Tirreno. <strong>Al nord parzialmente velato, </strong>anche al centro e al sud cielo a tratti solcato da strati e scie di condensazione. Scarse nel complesso le piogge.</p><p><strong>Temperature in leggera diminuzione, </strong>le massime però restano sul 24-25°C al centro nord, localmente al centro 26-27°C, al sud anche sui 28°C. Notti fresche, minime 12-14°C al nord e pianure del centro, 16-18°C al sud.</p><h2>Mercoledì e giovedì arriva l'autunno vero</h2><p>I due giorni di metà settimana,<strong> mercoledì 7 e giovedì 8, vedono in realtà ancora una inusuale incertezza previsionale nei dettagli</strong>. Tuttavia il quadro si fa più umido e fresco, nonché le piogge e rovesci iniziano, specie giovedì, a organizzarsi maggiormente.</p><p>Gran parte del nord resta ancora asciutto mercoledì, con<strong> piogge che compaiono e provano anche a estendersi giovedì al nordovest</strong>, specie Alpi occidentali e Liguria di ponente.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-lombroso-si-sbilancia-l-autunno-si-scatena-in-arrivo-tanta-pioggia-e-la-prima-neve-sulle-alpi-1791059394856.jpg" data-image="1h0x4mbzibic"><figcaption>Le precipitazioni cumulate della prossima settimana: ancora incertezza nei dettagli, ma non mancheranno piogge un po' in tutta Italia.</figcaption></figure><p><strong>Al centro le piogge e temporali interessano la Sardegna</strong>, anche se non diffuse, e giovedì si vanno organizzando nelle regioni centrali, specie Toscana, Lazio e Umbria. <strong>Anche la Campania viene raggiunta giovedì dai temporali tirrenici,</strong> con la coda del fronte che sfiora o interessa a tratti la Sicilia occidentale.<br><strong>Temperature in diminuzione, </strong>inizia a sentirsi, specie giovedì, che siamo in autunno, le massime giovedì calano anche a 20-22°C al nord e al centro, con rialzo parziale delle minime. Al sud 24-26°C.</p><h2>Venerdì giornata piovosa autunnale in molte regioni</h2><p>Una premessa, <strong>la saccatura appare confermata da tutti i sei scenari cluster ECMWF; resta ancora incerta la traiettoria, </strong>la posizione dell’asse e di conseguenza intensità e distribuzione dei fenomeni.<strong> Tuttavia appare ormai molto probabile una giornata piovosa specie al nordest</strong>; al centro avremo piogge e temporali anche forti; instabile perturbato con temporali frequenti anche al sud. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-luca-lombroso-si-sbilancia-l-autunno-si-scatena-in-arrivo-tanta-pioggia-e-la-prima-neve-sulle-alpi-1791059446337.jpg" data-image="0ly4p3zlju7a"><figcaption>Non dovrebbe sorprendere la prima neve sulle Alpi a quota dei principali passi attorno ai 2000 metri. nel 2021 arrivò addirittura a fine settembre.</figcaption></figure><p>La situazione porterò senz’altro anche fenomeni forti e in qualche zona dannosi. </p><div class="texto-destacado">Le temperature diminuiranno ulteriormente e per la prima volta da aprile le temperature massime al nord saranno quasi ovunque nettamente sotto ai 20°C, anche soli 14-16°C. Le minime invece non scendono per la copertura. <br></div><p><br>Altra novità, la<strong> prima neve della stagione fredda 2026/27 cadrà sulle Alpi</strong> fino a interessare i principali passi, oltre i 1800-2000 m.</p><h2>Meglio e più freddo nel secondo weekend di ottobre</h2><p>La perturbazione pare passare veloce, pur con<strong> piogge e rovesci residui al sud e coste centrali adriatiche;</strong> nel fine settimana 10-11 ottobre<strong> la pressione sarà in aumento specie al nord e al centro, </strong>con rapido miglioramento, ritorno del sole ma anche la prima fase di aria polare, con <strong>minime in calo a 6-8°C,</strong> fino a sfiorare gli zero gradi nelle alti valli alpine di confine. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791554" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm.html" title="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia">L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm.html" title="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm-1790940850292_320.jpeg" alt="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia"></a></article></aside><p>Tornando il sole le massime salgono invece a 16-18°C, anche 20°C domenica. Meglio anche al centro e Sardegna, tranne appunto il settore adriatico. Variabile con rovesci in allontanamanento al sud. in queste regioni ancora si trovano 24-25°C, anche 27-28°C sabato in Sicilia. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-luca-lombroso-si-sbilancia-l-autunno-si-scatena-in-arrivo-tanta-pioggia-e-la-prima-neve-sulle-alpi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Alcune piante possono soffrire se coltivate in vasi di terracotta: quali e perché?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/alcune-piante-possono-soffrire-se-coltivate-in-vasi-di-terracotta-quali-e-perche.html</link><pubDate>Sun, 04 Oct 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Non tutte le piante reagiscono bene ai terreni porosi. Quali specie sono le più sensibili e di quali cure hanno bisogno se si sceglie di coltivarle in questo tipo di vaso?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/algunas-plantas-pueden-sufrir-en-macetas-de-terracota-cuales-son-y-por-que-1790635964411.jpg" data-image="teva8fee0kjs" alt="piante" title="piante"><figcaption>Scegliere il vaso giusto è fondamentale per mantenere l'equilibrio idrico necessario a ogni radice.</figcaption></figure><p>Ci sono pochi vasi belli e senza tempo come quelli in terracotta. Stanno bene su un balcone, in un patio o in soggiorno e presentano, inoltre, chiari vantaggi per la coltivazione. <strong>Ma non tutte le piante si adattano altrettanto bene a questo materiale.</strong></p><p>La terracotta è porosa: <strong>permette lo scambio d’aria e favorisce la perdita d’acqua attraverso le pareti </strong>del vaso. Questo è un vantaggio per cactus, piante grasse e specie che preferiscono che il substrato si asciughi tra un’irrigazione e l’altra. Per le piante che hanno bisogno di un’umidità costante, invece, significa dover annaffiare più spesso.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/algunas-plantas-pueden-sufrir-en-macetas-de-terracota-cuales-son-y-por-que-1790636934100.jpg" data-image="a15jby0sey9v" alt="piante" title="piante"><figcaption>Il vaso più adatto dipende dal tipo di irrigazione e dalle esigenze di ogni pianta.</figcaption></figure><p>Più che parlare di specie “vietate”, conviene pensare alle <strong>piante che soffrono se il substrato perde acqua </strong>troppo rapidamente.</p><h2>1. Piante che hanno bisogno di un’umidità costante</h2><p>Questo gruppo richiede la massima attenzione. Quando il vaso accelera l’asciugatura del substrato, <strong>mantenere il giusto livello di umidità è fondamentale.</strong></p><p>È il caso, per esempio, della <strong>felce di Boston</strong>, che ha bisogno che il substrato rimanga umido, ma non impregnato d’acqua. Quando perde troppa acqua, le punte delle sue fronde diventano marroni e la pianta perde vigore.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/algunas-plantas-pueden-sufrir-en-macetas-de-terracota-cuales-son-y-por-que-1790636111329.jpg" data-image="zfh3jvan6rih" alt="piante" title="piante"><figcaption>Felce di Boston: un substrato secco raggrinzisce le fronde e ne rende marroni le punte.</figcaption></figure><p><strong>Lo stesso accade con l’adiantum.</strong> Le sue foglie piccole e delicate sono molto sensibili alla secchezza. Se il substrato si asciuga, appassiscono e si spezzano. In un vaso di terracotta richiede un controllo dell’irrigazione quasi quotidiano.</p><h2>2. Piante tropicali con substrato stabile</h2><p>Che una pianta sia tropicale non significa che debba vivere con le radici immerse nell’acqua. La maggior parte cerca <strong>un equilibrio tra umidità e aerazione </strong>che la terracotta può alterare facendo evaporare troppa acqua.</p><p><strong>È il caso della calatea, molto sensibile ai cambiamenti nel terreno. </strong>Preferisce un substrato umido durante la fase di crescita. Quando le radici si asciugano, le sue foglie si arricciano e presentano bordi secchi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/algunas-plantas-pueden-sufrir-en-macetas-de-terracota-cuales-son-y-por-que-1790636229511.jpg" data-image="xajj2bg3vf77" alt="Piante" title="Piante"><figcaption>Calatea: l’asciugatura rapida del terreno fa arricciare le foglie e ne fa perdere il colore.</figcaption></figure><p><strong>La maranta ha esigenze simili a quelle della calatea.</strong> Le sue foglie reagiscono rapidamente alla mancanza d’acqua e si sviluppano meglio quando l’umidità del terreno è ben regolata.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/algunas-plantas-pueden-sufrir-en-macetas-de-terracota-cuales-son-y-por-que-1790636473713.jpg" data-image="27z9ft2wn93x" alt="Piante" title="Piante"><figcaption>Maranta: sviluppa meglio le sue foglie quando l’umidità nella zona delle radici rimane costante.</figcaption></figure><p><strong>Anche la fittonia </strong><strong>ha bisogno di un’umidità costante.</strong> La pianta appassisce rapidamente quando il terreno si asciuga. Un vaso che trattenga l’umidità ne facilita notevolmente la cura.</p><h2>3. Piante che risentono rapidamente della mancanza d’acqua</h2><p>Alcune specie danno segnali molto evidenti quando hanno bisogno di essere annaffiate. La terracotta non le danneggia di per sé, ma <strong>obbliga a monitorare il vaso molto attentamente.</strong></p><p><strong>È il caso dello spatifillo. </strong>Quando il substrato si asciuga, le sue foglie si afflosciano completamente. Anche se la pianta si riprende dopo l’irrigazione, sottoporla ripetutamente a questi collassi la indebolisce.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/algunas-plantas-pueden-sufrir-en-macetas-de-terracota-cuales-son-y-por-que-1790636621311.jpg" data-image="a6eo3i9ybozb" alt="Piante" title="Piante"><figcaption>Mostra un evidente afflosciamento delle foglie in caso di carenza d’acqua; evitare cicli di siccità aiuta a non indebolire la pianta.</figcaption></figure><p><strong>L’anturio, invece, ha bisogno di un substrato ben drenato</strong> ma in grado di trattenere l’umidità. Se il materiale del vaso asciuga improvvisamente il substrato, la fioritura e la crescita rallentano.</p><h2>4. Specie sensibili alle variazioni dell’umidità</h2><p>L’alocasia, per esempio, ha bisogno di un’umidità regolare durante la fase di crescita, senza arrivare ai ristagni. <strong>In un vaso di terracotta, l’evaporazione laterale accelera l’asciugatura</strong> prima che le radici possano assorbire ciò di cui hanno bisogno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/algunas-plantas-pueden-sufrir-en-macetas-de-terracota-cuales-son-y-por-que-1790636706723.jpg" data-image="ih2d4ytjteba" alt="piante" title="piante"><figcaption>Alocasia: l’evaporazione laterale dell’argilla può sottrarle l’umidità necessaria durante la fase di crescita attiva.</figcaption></figure><p><strong>Anche la begonia rex risente dei cambiamenti improvvisi nel terreno. </strong>Il suo apparato radicale fine richiede un’umidità costante; un vaso che asciughi più lentamente aiuta a evitare lo stress idrico.</p><h2>Quale vaso conviene usare?</h2><p>Per questo tipo di specie, <strong>i vasi di plastica o di ceramica smaltata sono più pratici</strong>. Non essendo porosi, trattengono l’umidità più a lungo e semplificano la manutenzione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789315" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html" title="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino">Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html" title="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/herbstblueher-bringen-farbe-in-den-eigenen-garten-1789216833036_320.jpeg" alt="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino"></a></article></aside><p>Questo non significa che la terracotta sia vietata. <strong>Qualsiasi pianta può prosperare in questo tipo di vaso se si adatta la frequenza delle irrigazioni </strong>e si utilizza un substrato con una maggiore capacità di trattenere l’acqua. La chiave è comprendere il comportamento del materiale per offrire a ogni apparato radicale l’ambiente di cui ha bisogno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/alcune-piante-possono-soffrire-se-coltivate-in-vasi-di-terracotta-quali-e-perche.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un pianeta a 49 anni luce potrebbe conservare la sua atmosfera: perché LHS 1140 b entusiasma gli astronomi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/lhs-1140b-elio-in-fuga-dalla-super-terra-in-zona-abitabile.html</link><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>LHS 1140b, una super-Terra nella zona abitabile, sta perdendo il suo elio. La scoperta aiuta a studiarne l’atmosfera, ma lascia aperte domande sulla sua composizione, sull’acqua e sulle condizioni della superficie.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/lhs-1140b-elio-in-fuga-dalla-super-terra-in-zona-abitabile-1790934462730.png" data-image="ewfoj5x587iu" alt="LHS 1140b" title="LHS 1140b"><figcaption>Rappresentazione artistica di LHS 1140b e della sua stella. Credit: ESO/spaceengine.org</figcaption></figure><p>Una volta scoperto un pianeta extraterrestre, la ricerca si focalizza sul <strong>caratterizzarne l'atmosfera, composizione chimica e proprietà fisiche</strong>, soprattutto se si tratta di un pianeta roccioso in fascia di abitabilità.</p><p>È quello che è stato fatto per la <strong>super-Terra LHS 1140b in fascia di abitabilità</strong>. Con sorpresa si è scoperto come la stella madre con il suo intenso irraggiamento ne ha fatto <strong>evaporare l'atmosfera più alta</strong>, ormai priva di idrogeno e da pochissimo anche di elio. </p><p>Lo studio di questo esopianeta offre un caso importante per lo studio dell'<strong>evoluzione nel tempo delle atmosfere degli esopianeti</strong>.</p><h2>Una super-Terra in zona abitabile</h2><p>La stella <strong>LHS 1140</strong> è classificata come nana rossa, una tipologia di stella più piccola e più fredda del Sole. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="642749" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-superterre-esopianeti-potenzialmente-abitabili-ma-assenti-nel-sistema-solare.html" title="Le SuperTerre, esopianeti potenzialmente abitabili ma assenti nel Sistema Solare">Le SuperTerre, esopianeti potenzialmente abitabili ma assenti nel Sistema Solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-superterre-esopianeti-potenzialmente-abitabili-ma-assenti-nel-sistema-solare.html" title="Le SuperTerre, esopianeti potenzialmente abitabili ma assenti nel Sistema Solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-superterre-esopianeti-intriganti-potenzialmente-abitabili-ma-assenti-nel-sistema-solare-1707215002728_320.png" alt="Le SuperTerre, esopianeti potenzialmente abitabili ma assenti nel Sistema Solare"></a></article></aside><p>Questa si trova a circa 49 anni luce dalla Terra e possiede un sistema planetario con <strong>due pianeti: LHS 1140b</strong>, il suo primo ad essere stato scoperto, e <strong>LHS 1140c</strong>, il secondo in ordine di scoperta.</p><div class="texto-destacado">La denominazione di questa stella consiste nel prefisso LHS e nel numero 1140. LHS sta per Luyten Half-Second, un catalogo compilato dall’astronomo Willem Jacob Luytened che raccoglie stelle con uno spostamento apparente nel cielo rispetto alle stelle di fondo superiore a mezzo secondo d’arco all’anno. Il numero 1140 indica la posizione di questa stella nel catalogo.</div><p><strong>Il pianeta LHS 1140b</strong> orbita attorno alla sua stella madre completando un giro ogni 24,7 giorni. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lhs-1140b-elio-in-fuga-dalla-super-terra-in-zona-abitabile-1790934262896.jpg" data-image="yd1urzd75ggn" alt="LHS 1140b" title="LHS 1140b"><figcaption>Sebbene la stella LHS 1140 sia più fredda del Sole, riesce a irraggiare il suoi pianeti causandone l'evaporazione dell'atmosfera. Credit: Di ESO/spaceengine.org</figcaption></figure><p>Con una massa stimata circa 5,6 volte quella terrestre e un raggio circa 1,73 volte maggiore, <strong>questo esopianeta è classificato come super-Terra. </strong></p><div class="texto-destacado">In analogia al caso terrestre, le super-Terre sono pianeti rocciosi come la Terra, con oceani di acqua liquida ed un’atmosfera. Tuttavia, le caratteristiche specifiche possono cambiare da pianeta a pianeta. </div><p>Ciò che rende LHS 1140b interessante è il suo essere una super-Terra che orbita all’interno della fascia di abitabilità, per cui ci si aspetta che possieda acqua liquida in superficie.</p><h2>LHS 1140b sta perdendo la sua atmosfera di elio</h2><p>Una volta scoperto un esopianeta, soprattutto se di tipo roccioso ed in fascia di abitabilità, <strong>l’obiettivo primario degli astronomi è quello di capire se possieda un’atmosfera</strong> e, in caso affermativo, quale siano la composizione chimica e le caratteristiche fisiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="481062" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-si-scoprono-gli-esopianeti-il-metodo-dei-transiti-spazio.html" title="Come si scoprono gli esopianeti? Ecco cos'è il metodo dei transiti">Come si scoprono gli esopianeti? Ecco cos'è il metodo dei transiti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-si-scoprono-gli-esopianeti-il-metodo-dei-transiti-spazio.html" title="Come si scoprono gli esopianeti? Ecco cos'è il metodo dei transiti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-si-scoprono-gli-esopianeti-il-metodo-dei-transiti-1680683682322_320.jpeg" alt="Come si scoprono gli esopianeti? Ecco cos'è il metodo dei transiti"></a></article></aside><p>Nel caso di LHS 1140b gli astronomi sono stati fortunati. Infatti, questo pianeta (come anche LHS 1140c) è stato scoperto con il metodo dei transiti. Il pianeta, nel suo moto orbitale, transita davanti al disco della stella producendo un’eclissi visibile che ne ha svelato l’esistenza.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>LHS 1140b è stato scoperto con il metodo dei transiti.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Gli astronomi nel corso degli anni più recenti hanno sviluppato una tecnica, la cosiddetta <strong>spettroscopia di trasmissione</strong>, che permette di analizzare la composizione chimica dell’atmosfera di un esopianeta. </p><div class="texto-destacado">Nella spettroscopia di trasmissione si confronta lo spettro elettromagnetico della stella (questo caratterizzato dalla sola composizione chimica della superficie della stella) con quello sempre della stella, ma nel momento in cui il pianeta sta iniziando il transito (questo caratterizzato dalla composizione chimica sia della stella sia dell’atmosfera del pianeta attraversata dalla luce della stella).</div><p>Grazie a questa tecnica gli astronomi hanno scoperto la presenza di elio, ma non solo. Hanno scoperto che <strong>la stella sta perdendo elio ad un tasso di circa 200-400 tonnellate al secondo</strong>. Invece, non hanno rilevato nessuna traccia di idrogeno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="705957" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/i-piu-grandi-telescopi-al-mondo-in-costruzione-alla-scoperta-del-telescopio-nagellano-gigante-atteso-per-il.html" title="I più grandi telescopi al mondo in costruzione: alla scoperta del Telescopio Magellano Gigante, atteso per il 2030">I più grandi telescopi al mondo in costruzione: alla scoperta del Telescopio Magellano Gigante, atteso per il 2030</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/i-piu-grandi-telescopi-al-mondo-in-costruzione-alla-scoperta-del-telescopio-nagellano-gigante-atteso-per-il.html" title="I più grandi telescopi al mondo in costruzione: alla scoperta del Telescopio Magellano Gigante, atteso per il 2030"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-piu-grandi-telescopi-al-mondo-in-costruzione-alla-scoperta-del-telescopio-nagellano-gigante-atteso-per-il-1744705777023_320.jpg" alt="I più grandi telescopi al mondo in costruzione: alla scoperta del Telescopio Magellano Gigante, atteso per il 2030"></a></article></aside><p>Queste osservazioni sono state effettuate dal gruppo guidato da Collin Cherubim che ha osservato il sistema con <strong>WINERED</strong>, uno spettrografo nel vicino infrarosso installato sul telescopio Magellan Clay, da 6,5 metri, all’Osservatorio di Las Campanas, in Cile.</p><p><strong>Circa un anno dopo, lo stesso pianeta è stato riosservato ma di elio non c’era più alcuna traccia.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L'alta atmosfera di LHS 1140b sta perdendo o ha completamente perso per evaporazione il suo elio.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questo è un risultato molto importante perché fornisce un caso, quasi unico, in cui sia possibile <strong>studiare l’atmosfera di una super-Terra, ma anche la sua evoluzione temporale.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lhs-1140b-elio-in-fuga-dalla-super-terra-in-zona-abitabile-1790934099026.jpg" data-image="0qsfbw7mnjfl" alt="Nettuno" title="Nettuno"><figcaption>Nettuno fotografato dalla Voyager 2 nel 1989, con colori a contrasto accentuato. Il confronto con i pianeti del Sistema solare aiuta a interpretare mondi di dimensioni intermedie come le super-Terre. Credit: NASA/JPL</figcaption></figure><p>L’ipotesi formulata dagli astronomi è che<strong> </strong>il forte irraggiamento<strong> </strong>di questo pianeta da parte della sua stella madre ne abbia fatto evaporare completamente, almeno nell’alta atmosfera, l’idrogeno. Questo è l’elemento chimico più leggero e più facilmente può sfuggire all’attrazione gravitazionale. </p><p>Successivamente, il pianeta ha perso anche l’elio, che dopo l’idrogeno è l’elemento più leggero. <strong>Ancora presente nel 2024, l’elio dell’alta atmosfera era già quasi tutto evaporato nel 2025</strong>.</p><p>La mancata rilevazione di elio nel 2025 non “dimostra” con certezza che l’atmosfera sia scomparsa, ma rende necessarie nuove osservazioni.</p><h3>Che cosa possiamo dire sull’acqua e sull’abitabilità?</h3><p><strong>Questo studio dice parecchio, ma solo sulle regioni superiori dell’atmosfera di LHS 1140b</strong>. Non descrive direttamente l’atmosfera vicino alla superficie, dove potrebbero concentrarsi elementi e molecole più pesanti come ossigeno, carbonio e azoto. <strong>L’eventuale acqua potrebbe essere trattenuta più in basso dalla condensazione negli strati freddi: una possibilità fisica, non una rilevazione d’acqua.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="488051" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/esopianeti-e-ricerca-di-forme-di-vita-extraterrestre.html" title="Esopianeti e ricerca di forme di vita extraterrestre">Esopianeti e ricerca di forme di vita extraterrestre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/esopianeti-e-ricerca-di-forme-di-vita-extraterrestre.html" title="Esopianeti e ricerca di forme di vita extraterrestre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/esopianeti-e-ricerca-di-forme-di-vita-extraterrestre-1681911752417_320.jpg" alt="Esopianeti e ricerca di forme di vita extraterrestre"></a></article></aside><p>Coerentemente con questo scenario, l’altro pianeta LHS 1140c, che essendo più vicino alla stella riceve un irraggiamento circa 10 volte maggiore, non mostra presenza di elio, assenza indicativa di un’atmosfera ormai tenue o assente.</p><p>Anche se<strong> l’elio non è una firma biologica, </strong>questa scoperta permette di studiare la presenza e l’evoluzione del gas attorno a un piccolo pianeta nella zona abitabile. Per comprenderne il clima serviranno nuove misure per una migliore conoscenza della stella e ulteriori informazioni sulla composizione degli strati atmosferici più profondi.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Cherubim%20and%20collaborators" data-year="2026" data-title="Helium%20escaping%20from%20the%20atmosphere%20of%20a%20nearby%20rocky%20exoplanet%20orbiting%20in%20a%20habitable%20zone" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fscience.aea9708">Cherubim and collaborators. (2026). <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.aea9708" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Helium escaping from the atmosphere of a nearby rocky exoplanet orbiting in a habitable zone</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/lhs-1140b-elio-in-fuga-dalla-super-terra-in-zona-abitabile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le migliori destinazioni europee da visitare nel 2027: natura, arte e itinerari lontani dalla folla]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-migliori-destinazioni-europee-da-visitare-nel-2027-natura-arte-e-itinerari-lontani-dalla-folla.html</link><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Lonely Planet ha svelato la sua lista "Best in Travel 2027", che mette in evidenza dieci incredibili destinazioni europee. Da paesaggi mozzafiato a gioielli culturali ricchi di storia, scoprite i luoghi imperdibili per la vostra prossima grande avventura nel continente.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quelles-sont-les-meilleures-destinations-en-europe-en-1790256260904.jpeg" data-image="3gdg3rg8w89m" alt="Šibenik, in Croazia, è il segreto meglio custodito della Dalmazia." title="Šibenik, in Croazia, è il segreto meglio custodito della Dalmazia."><figcaption>Šibenik, in Croazia, è il segreto meglio custodito della Dalmazia.</figcaption></figure><p>Dalle piccole città del Nord e del Sud fino agli itinerari da percorrere a piedi, in auto o via mare: ecco <strong>dieci idee per trascorrere le vacanze in Europa il prossimo anno.</strong></p><h2>Nel Sud Europa: città discrete e ricche di vita</h2><p>Nel caso dell’Italia, quando si parla di Veneto, Venezia catalizza tutta l’attenzione. Mentre migliaia di turisti si affollano nella città dei canali, il resto della regione passa spesso in secondo piano. Eppure, dalle Dolomiti al lago di Garda, passando per <strong>città rinascimentali come Verona e Padova, il Veneto è ricco di gioielli, anche dal punto di vista gastronomico.</strong></p><h3>Un’altra opzione nel bacino del Mediterraneo è <strong>Šibenik, in Croazia</strong></h3><p>Una delle città più antiche del Paese offre «<strong>un’architettura straordinaria, piaceri gastronomici e un vivace calendario di festival</strong> durante tutto l’anno», secondo <em>Lonely Planet</em>.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="und" dir="ltr">Šibenik, Croatia <a href="https://t.co/oiPO9fWLy7">pic.twitter.com/oiPO9fWLy7</a></p>— Croatian Nation (@nationofcroats) <a href="https://x.com/nationofcroats/status/2019381853694607398?ref_src=twsrc%5Etfw">February 5, 2026</a></blockquote></figure><p>Oggi, il segreto meglio custodito della Dalmazia sta vivendo un grande momento: i <strong>pittoreschi vicoli</strong> del centro storico sprigionano eleganza adriatica e fascino locale, mentre la sua <strong>offerta gastronomica</strong> supera di gran lunga le aspettative per una città di queste dimensioni.</p><h3>La Spagna nasconde alcune destinazioni più tranquille, pronte ad accogliere più visitatori</h3><p>È il caso di <strong>León, nel nord della Castiglia.</strong> Questa città medievale, situata lungo il Cammino Francese, possiede una forte identità settentrionale, con i suoi monumenti imponenti, la magnifica <strong>architettura gotica e il suo legame con il Cammino di Santiago.</strong></p><p><strong>Al calare della sera, la città si trasforma grazie a un’atmosfera festosa che prosegue fino a notte fonda</strong>, invadendo i vicoli e le piazze del suo pittoresco centro storico.</p><h2>Il successo della «coolcation»</h2><p><strong>La «coolcation» più interessante per il 2027 è Skanör-Falsterbo, due città gemelle situate nella provincia della Scania, in Svezia.</strong> La destinazione invita a rallentare i ritmi, passeggiare per strade tranquille costeggiate da ampie case tradizionali dalle pareti bianche, godersi i paesaggi costieri ed esplorare le riserve naturali dei dintorni.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="sv" dir="ltr">Färgglatt Skanör Falsterbo. <a href="https://x.com/hashtag/sommarp%C3%A5minplanet?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#sommarpåminplanet</a> <a href="https://t.co/jAmQQLfwnF">pic.twitter.com/jAmQQLfwnF</a></p>— Tina Johnsson (@johnsson_tina) <a href="https://x.com/johnsson_tina/status/1810802475902931140?ref_src=twsrc%5Etfw">July 9, 2024</a></blockquote></figure><p>Durante l’estate scandinava, i giardini si riempiono di fiori, trasformando questa «Riviera svedese» <strong>in una destinazione costiera ideale.</strong></p><h3><em>Lonely Planet </em>segnala anche Dessau, in Germania</h3><p>Situata nell’entroterra della regione di Berlino, questa piccola città è diventata la culla del principio di design «less is more» della Bauhaus. «La Bauhaus, una delle idee più durature nella storia del design, continua a essere presente nella nostra vita quotidiana e permea profondamente le strade e l’architettura di questa affascinante città tedesca», commenta l’autore <strong>Anthony Ham.</strong></p><h2>Itinerari a piedi, in auto o in barca</h2><p>Per gli escursionisti, la <strong>Saint Cuthbert’s Way</strong>, <strong>uno storico itinerario di pellegrinaggio di 100 chilometri che collega i Borders scozzesi al Northumberland,</strong> si presenta come un’opzione imperdibile. Il percorso si snoda attraverso gli aspri rilievi degli <strong>altopiani al confine tra Inghilterra e Scozia</strong>, seguendo le orme del santo dell’Alto Medioevo da cui prende il nome.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789871" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-viaggiare-in-europa-nel-2027-ecco-4-destinazioni-di-nicchia-per-evitare-il-sovraffollamento-turistico.html" title="Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico">Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-viaggiare-in-europa-nel-2027-ecco-4-destinazioni-di-nicchia-per-evitare-il-sovraffollamento-turistico.html" title="Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ou-voyager-en-europe-en-2027-voici-4-destinations-confidentielles-pour-eviter-le-surtourisme-1789739635836_320.jpg" alt="Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico"></a></article></aside><p>È un itinerario di pellegrinaggio, ma non è il Cammino di Santiago: <strong>il percorso è essenzialmente tranquillo e attraversa colline battute dal vento, piccoli villaggi e fattorie in rovina</strong>. Il momento più spettacolare è l’ultima tappa, quando gli escursionisti attraversano una zona intertidale durante la bassa marea per raggiungere la sacra isola di Lindisfarne.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quelles-sont-les-meilleures-destinations-en-europe-en-1790256605282.jpeg" data-image="rsrjyoncbxme" alt="Alcuni escursionisti arrivano sulla sacra isola di Lindisfarne." title="Alcuni escursionisti arrivano sulla sacra isola di Lindisfarne."><figcaption>Alcuni escursionisti arrivano sulla sacra isola di Lindisfarne.</figcaption></figure><p>Se preferite i viaggi in auto alle lunghe camminate, un’altra esperienza consigliata per il 2027 è percorrere la <strong>Route Napoléon, in Francia</strong>. Questo itinerario, che si snoda tra località costiere, altopiani ricoperti di campi di lavanda e paesaggi alpini, <strong>segue le orme della leggendaria marcia dell’imperatore nel 1815, dalla Costa Azzurra alle Alpi francesi.</strong></p><p>Il modo migliore per godersi questo viaggio lungo una delle strade più panoramiche della Francia è guidare senza fretta. L’anno prossimo, questo itinerario, <strong>che attraversa località come Grasse, Castellane e Sisteron,</strong> <strong>celebrerà il suo 95º anniversario</strong>.</p><p>La <strong>Wild Atlantic Way, nell’Irlanda occidentale, si estende per 2600 chilometri di strade</strong>; tuttavia, per una fuga più breve, <em>Lonely Planet</em> consiglia di dirigersi verso il fiordo di Killary, nella contea di Galway. «Situato lungo una costa sinuosa e alla fine delle strette strade del Connemara, è senza dubbio uno dei luoghi più impressionanti di tutto il Paese», afferma Lonely Planet.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787265" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-treno-notturno-che-colleghera-4-citta-europee-iconiche-a-partire-dal.html" title="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028">Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-treno-notturno-che-colleghera-4-citta-europee-iconiche-a-partire-dal.html" title="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/este-es-el-nuevo-tren-nocturno-que-conectara-4-emblematicas-ciudades-europeas-a-partir-de-1788297888507_320.jpg" alt="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028"></a></article></aside><p>Se preferite andare per mare, <em>Lonely Planet </em>suggerisce di navigare tra le <strong>isole Eolie</strong>, <strong>in Italia,</strong> «dove vi aspettano coste selvagge, acque cristalline e l’autentico stile di vita italiano». Un’altra opzione è immergersi nel Mar Egeo, in Grecia, per scoprire secoli di storia marittima.</p><h3><em>Riferimento</em></h3><p><em><a href="https://fr.euronews.com/2026/09/23/ou-voyager-en-europe-en-2027-lonely-planet-devoile-ses-meilleurs-lieux-et-experiences" title="https://fr.euronews.com/2026/09/23/ou-voyager-en-europe-en-2027-lonely-planet-devoile-ses-meilleurs-lieux-et-experiences" target="_blank">Dove viaggiare in Europa nel 2027: Lonely Planet svela le migliori destinazioni ed esperienze, Dianne Apen-Sadler, 29 settembre 2026</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-migliori-destinazioni-europee-da-visitare-nel-2027-natura-arte-e-itinerari-lontani-dalla-folla.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[In arrivo sulla Spagna una goccia fredda che porterà nuovi forti temporali: alluvioni lampo nelle ultime ore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/in-arrivo-sulla-spagna-la-goccia-fredda-che-portera-nuovi-forti-temporali-alluvioni-lampo-nelle-ultime-ore.html</link><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 14:09:26 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Questa domenica, una DANA (depressione isolata ad alta quota) si formerà vicino alla Spagna continentale, causando la propagazione di temporali in più regioni: in alcune zone saranno intensi e lasceranno dietro di sé fenomeni avversi.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbgtw1i"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbgtw1i.jpg" id="xbgtw1i"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Nelle ultime ore si sono verificati veri e propri nubifragi nelle regioni spagnole del versante mediterraneo</strong>, con immagini molto impressionanti che arrivano da Los Alcázares (Regione di Murcia), dove secondo la rete AMETSE ieri sono caduti oltre 220mm, e da <strong>Madrigueras (Albacete), con le strade trasformate in impetuosi torrenti dopo un intenso temporale</strong>. </p><p>Un violento temporale ha causato gravi inondazioni a Madrigueras, nella provincia spagnola di Albacete, <strong>in Castiglia-La Mancia, provocando un morto e immagini scioccanti di strade allagate</strong>, forti correnti d'acqua e fango e veicoli travolti dalla piena.</p><p>E l’instabilità continuerà ancora per alcuni giorni, quindi sarà necessario tenere l’ombrello a portata di mano in vaste zone della Spagna.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Che cos’è una DANA?</strong><br>Nota anche come «goccia fredda», è una depressione isolata alle quote alte della troposfera che si è completamente separata dalla corrente a getto polare. Le DANA sono accompagnate da un nucleo di aria fredda al di sopra dei 5000 metri e il termine non deve essere utilizzato come sinonimo di piogge torrenziali. </div><p><strong>Fino a oggi, questo episodio non ha avuto origine da una dana né da una perturbazione. </strong>Anzi, al suolo prevalgono le alte pressioni, sebbene con un flusso molto marcato da est dovuto alla posizione del blocco sull’Europa centrale. </p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xbgs3yq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbgs3yq.jpg" id="xbgs3yq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questo, insieme a<strong> un Mediterraneo ancora a 26-27 ºC e alla presenza di aria relativamente fredda in quota, ha creato una combinazione ideale</strong> per dar luogo a piogge e temporali molto intensi.</p><h2>Domani la DANA si sgancerà nelle vicinanze della Spagna</h2><p><strong>Domani la situazione cambierà</strong>.<strong> Per il momento, oggi sabato la Penisola Iberica e le Baleari saranno interessate da numerosi rovesci e temporali, alcuni forti o molto forti</strong>, in grado di provocare nuove improvvise piene di torrenti e fiumi. Sono previsti anche fenomeni avversi come grandine o forti raffiche di vento. Questa nuova fase di instabilità sarà associata a una saccatura che scenderà sulla verticale della parte occidentale della Penisola.</p><div class="texto-destacado"><strong>E in Italia? </strong><br>Al momento sull'Italia domina l'alta pressione e una situazione di generale stabilità, con temperature sopra la media del periodo e prossime ai 30°C al Centro-Sud. Aumenta però la probabilità di instabilità già dall'inizio della prossima settimana. Martedì 6 potrebbero tornare i temporali al Centro, e il maltempo potrebbe generalizzarsi nei giorni a seguire. </div><p><strong>Domani la saccatura finirà per staccarsi, dando così origine a una dana che si posizionerà n</strong><strong>elle vicinanze del settore ovest-nord-ovest della Penisola</strong>. </p><p>Ricordiamo che una dana, o «goccia fredda», non è sinonimo di pioggia torrenziale e che non tutte le precipitazioni estreme sono causate da una dana, come abbiamo appena visto negli ultimi giorni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/se-aproxima-a-toda-velocidad-la-dana-que-extendera-las-lluvias-y-las-tormentas-fuertes-por-espana-1790975142452.jpg" data-image="w99x5s46x48g"><figcaption>La dana si posizionerà di fronte al settore ovest-nord-ovest della Penisola, come mostra la mappa con il vento previsto a circa 9000 metri di quota.</figcaption></figure><p>Le mappe indicano che domani <strong>i rovesci temporaleschi torneranno a interessare gran parte del territorio, con maggiore intensità in Estremadura, Castiglia-La Mancia, nord della Galizia</strong>, versante cantabrico, area della Cordigliera Iberica, Catalogna e Baleari. Anche questa volta si registreranno accumuli significativi in poco tempo (in linea di massima non più della stessa entità di quelli degli ultimi giorni), con probabili allagamenti improvvisi, grandinate e qualche forte raffica di vento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791554" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm.html" title="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia">L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm.html" title="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm-1790940850292_320.jpeg" alt="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia"></a></article></aside><p>In altre parole, la presenza della dana estenderà i temporali, che saranno meno probabili sul litorale sud-orientale, nel sud dell’Andalusia e nelle zone occidentali di Castiglia e León e della depressione dell’Ebro. <strong>Lunedì, a causa della posizione della massa di aria fredda in quota, le cellule più attive e intense si concentreranno nelle aree interne,</strong> in particolare in Estremadura, Castiglia-La Mancia, Comunità di Madrid e Teruel.</p><h2>Martedì la dana sarà riassorbita da una saccatura, ma l’instabilità in Spagna continuerà</h2><p><strong>La posizione finale della dana presenta una certa incertezza e le previsioni possono quindi ancora cambiare, </strong>soprattutto per quanto riguarda la localizzazione delle precipitazioni più abbondanti. Le condizioni saranno ideali per la formazione di qualche sistema convettivo o supercella, strutture capaci di provocare fenomeni di maltempo nelle aree interessate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/se-aproxima-a-toda-velocidad-la-dana-que-extendera-las-lluvias-y-las-tormentas-fuertes-por-espana-1790975215319.jpg" data-image="3fdavkfwe7y2"><figcaption>Domani i temporali saranno nuovamente intensi, ma estremamente irregolari a causa della presenza della dana.</figcaption></figure><p><strong>A partire da martedì la dana sarà riassorbita da una nuova saccatura che rimarrà per alcuni giorni sulla nostra area</strong>. La rimonta dell’anticiclone potrebbe favorire il distacco di una nuova depressione in quota, che si sposterebbe rapidamente verso il nord-ovest del Marocco, ma i modelli mostrano ancora diversi scenari per quanto riguarda la sua evoluzione. Una cosa è chiara: ottobre è iniziato con un importante cambiamento nella circolazione atmosferica.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/in-arrivo-sulla-spagna-la-goccia-fredda-che-portera-nuovi-forti-temporali-alluvioni-lampo-nelle-ultime-ore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il tuo pothos produce liane senza foglie? Cause e rimedi per farlo tornare folto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto.html</link><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 13:29:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Pothos con fusti lunghi e quasi privi di foglie: la luce insufficiente può causare l'eziolatura, ma alcuni semplici accorgimenti aiutano a farlo tornare folto e rigoglioso come al momento dell'acquisto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929325162.jpeg" data-image="l96f33uvisrd"><figcaption>Il tuo pothos produce liane senza foglie? Cause e rimedi per farlo tornare folto</figcaption></figure><p><strong>Al momento dell'acquisto è un cespuglio lussureggiante, pronto a decorare qualsiasi angolo di casa</strong>. Con il tempo, però, il pothos produce lunghi fusti privi (o quasi) di foglie, perdendo progressivamente il suo aspetto folto. Nella maggior parte dei casi non si tratta di una malattia, ma di una risposta alla scarsa disponibilità di luce.</p><h2>Quando il pothos si allunga troppo: le cause</h2><p><strong>Il fenomeno prende il nome di eziolatura e si verifica quando una pianta cresce in condizioni di illuminazione insufficiente</strong>. Nel pothos, la carenza di luce provoca un allungamento degli internodi, con foglie progressivamente più rade. A questa condizione si aggiunge la naturale tendenza di questa pianta ad allungare indefinitamente i suoi fusti, che possono avere un comportamento ricadente o rampicante a seconda di come vengono coltivati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929422511.jpeg" data-image="tq9scyran0rn"><figcaption>Pothos ricadente</figcaption></figure><p>Il pothos tende a ricadere quando viene lasciato pendere da una mensola, mentre può arrampicarsi quando viene fatto crescere su appositi tutori muschiati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929351619.jpeg" data-image="69ogfoq4g3sc"><figcaption>Pothos rampicante</figcaption></figure><p> </p><p>Ricadente o rampicante, l'aspetto estetico della pianta cambia sensibilmente in base alla quantità e alla qualità della luce disponibile.</p><h2>3 rimedi semplici ed efficaci</h2><p><strong> Una volta individuata la causa, è possibile intervenire per migliorare le condizioni di crescita del pothos e accompagnarlo nella formazione di una nuova chioma</strong>. I risultati in genere sono positivi, poiché la pianta non sta facendo i conti con una vera e propria malattia, ma con condizioni di crescita non ottimali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787987" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piu-resistente-del-pothos-e-molto-piu-elegante-la-pianta-da-interno-di-tendenza.html" title="Più resistente del pothos e molto più elegante: la pianta da interno di tendenza">Più resistente del pothos e molto più elegante: la pianta da interno di tendenza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piu-resistente-del-pothos-e-molto-piu-elegante-la-pianta-da-interno-di-tendenza.html" title="Più resistente del pothos e molto più elegante: la pianta da interno di tendenza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mas-resistente-que-el-potus-y-mucho-mas-elegante-la-planta-de-interior-que-es-tendencia-1788785292741_320.jpg" alt="Più resistente del pothos e molto più elegante: la pianta da interno di tendenza"></a></article></aside><p>Ecco i principali accorgimenti da mettere in pratica. </p><h3> 1. Luce</h3><ol></ol><p><strong>Il pothos va spostato in un ambiente luminoso, preferibilmente vicino a una finestra, evitando però il sole diretto</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929453895.jpeg" data-image="jzu7makff39f"><figcaption>L'importanza della luce</figcaption></figure><p>È il primo intervento da mettere in pratica per favorire lo sviluppo di nuovi germogli ricchi di foglie. </p><h3>2. Potatura </h3><p><strong>I fusti troppo lunghi e spogli possono essere accorciati con un primo intervento di potatura, preferibilmente in primavera, quando la pianta riprende più attivamente la crescita, così da migliorare l'aspetto della pianta e favorire lo sviluppo di nuovi getti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929493464.jpeg" data-image="zc1vj70zq0v9"><figcaption>L'importanza della potatura</figcaption></figure><p>In seguito, una potatura regolare dei nuovi getti consente di mantenere una chioma fitta e un portamento più cespuglioso. Inoltre, le porzioni sane ottenute dalla potatura possono essere facilmente utilizzate come talee per infoltire alla base la pianta madre o per dare vita a nuove piante. </p><h3>3. Concimazione</h3><p><strong>Durante il periodo di crescita, è possibile concimare circa una volta al mese con un fertilizzante liquido per piante verdi, diluito nell'acqua di annaffiatura secondo le dosi indicate in etichetta</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929512768.jpeg" data-image="ydlv6mled48u"><figcaption>L'importanza della concimazione</figcaption></figure><p>Una concimazione equilibrata sostiene lo sviluppo della chioma, ma non può compensare un'illuminazione insufficiente. </p><h3> Altri accorgimenti utili</h3><p><strong>Per mantenere il pothos in buone condizioni è importante anche evitare temperature inferiori a 10-12 °C e annaffiare con moderazione, lasciando asciugare parzialmente il substrato tra un intervento e l'altro</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto-1790929536399.jpeg" data-image="ni6cyqb6nnph"><figcaption>La casa offre al pothos un ambiente protetto dove la temperatura non scenda mai sotto i 10-12 °C</figcaption></figure><p>Nei periodi più secchi, inoltre, si possono nebulizzare le foglie con acqua a temperatura ambiente per aumentare temporaneamente l'umidità intorno alla pianta.</p><h2> Il segreto per un pothos rigoglioso </h2><p><strong> Mantenere verdi, folte e ornamentali le piante d'appartamento anche a distanza di tempo dal loro acquisto è una delle sfide più comuni per chi sceglie di coltivarle in casa</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753971" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-tuo-pothos-non-cresce-4-fertilizzanti-casalinghi-che-funzionano-davvero.html" title="Il tuo pothos non cresce? 4 fertilizzanti casalinghi che funzionano davvero">Il tuo pothos non cresce? 4 fertilizzanti casalinghi che funzionano davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-tuo-pothos-non-cresce-4-fertilizzanti-casalinghi-che-funzionano-davvero.html" title="Il tuo pothos non cresce? 4 fertilizzanti casalinghi che funzionano davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cuatro-maneras-simples-de-preparar-abono-casero-para-que-tu-potus-crezca-fuerte-y-vigoroso-1768218254404_320.jpg" alt="Il tuo pothos non cresce? 4 fertilizzanti casalinghi che funzionano davvero"></a></article></aside><p>Offrire loro condizioni ambientali il più possibile compatibili con le esigenze della specie è fondamentale per favorirne una crescita sana e rigogliosa. Per il pothos, in particolare, la luce è vita.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-tuo-pothos-produce-liane-senza-foglie-cause-e-rimedi-per-farlo-tornare-folto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Se ami la pioggia, questi cinque paesi in cui piove quasi tutto l'anno ti affascineranno completamente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/se-ami-la-pioggia-questi-cinque-paesi-in-cui-piove-quasi-tutto-l-anno-ti-affascineranno-completamente.html</link><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 10:15:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Questa risorsa vitale sostiene la vita e contribuisce a regolare la temperatura del pianeta. Se ami la pioggia, in questi paesi puoi godertela praticamente tutto l'anno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-eres-amante-de-las-lluvias-estos-5-paises-donde-llueve-casi-todo-el-ano-te-fascinaran-por-completo-1790624090585.jpg" data-image="4n381iqk670o" alt="Questo fenomeno meteorologico è ciò che guida in modo significativo la vita sul pianeta." title="Questo fenomeno meteorologico è ciò che guida in modo significativo la vita sul pianeta."><figcaption>Questo fenomeno meteorologico è ciò che guida in modo significativo la vita sul pianeta.</figcaption></figure><p><strong>Considerata il motore del ciclo idrologico, la pioggia è una risorsa vitale che sostiene la vita sulla Terra.</strong> Tra i suoi importanti benefici ci sono la regolazione delle temperature, la purificazione dell’ambiente e un importante contributo al benessere umano e ambientale.</p><p><strong>Oltre ad alimentare e ripristinare le riserve di fiumi, laghi, lagune e bacini, l’acqua piovana si infiltra nel terreno ricaricando le falde acquifere</strong>; inoltre, attenua gli effetti delle isole di calore negli spazi urbani, rinfrescando l’ambiente e riducendo le alte temperature.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Per chi ama la pioggia, il suo profumo è inconfondibile e contribuisce a mantenere un buonumore.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Per chi ama la pioggia, il suo profumo è inconfondibile e contribuisce a mantenere un buonumore</strong>. La pioggia, infatti, libera nell’aria ioni negativi che, ad alte concentrazioni, stimolano la produzione di serotonina, favorendo uno stato di rilassamento e benessere.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-eres-amante-de-las-lluvias-estos-5-paises-donde-llueve-casi-todo-el-ano-te-fascinaran-por-completo-1790624388986.jpg" data-image="zolw3f3glxzg" alt="Per le sue condizioni orografiche, fisiche e climatiche, la Colombia è il Paese più piovoso." title="Per le sue condizioni orografiche, fisiche e climatiche, la Colombia è il Paese più piovoso."><figcaption>Per le sue condizioni orografiche, fisiche e climatiche, la Colombia è il Paese più piovoso.</figcaption></figure><p>La pioggia contribuisce in qualche modo a ripulire l’aria; a seconda della quantità e dell’intensità, subito dopo il suo passaggio nella regione affluisce aria di qualità migliore, con un conseguente miglioramento delle condizioni atmosferiche. <strong>Se ti piace guardare la pioggia e bagnarti, ecco i cinque Paesi in cui piove praticamente durante tutto l’anno</strong>.</p><h2>1. Colombia</h2><p>Secondo i dati climatologici, la Colombia è in cima alla classifica mondiale dei Paesi in cui <strong>le precipitazioni si verificano praticamente durante tutto l’anno, con una media di 3.240 millimetri annui</strong>. La sua posizione tropicale e la convergenza di venti umidi favoriscono questa caratteristica.</p><p>Sebbene i principali periodi in cui le precipitazioni sono più frequenti e intense siano due, da aprile a giugno e da settembre a novembre, <strong>la regione del Pacifico presenta livelli estremi e costanti di pioggia durante tutto l’anno</strong>; nella regione caraibica, invece, le precipitazioni sono più brevi e variabili.</p><h3>2. São Tomé e Príncipe</h3><p><strong>Situato molto vicino all’Equatore e caratterizzato da alte montagne che intercettano i venti umidi provenienti dal mare</strong>, São Tomé e Príncipe è una piccola nazione insulare africana situata nel Golfo di Guinea, in una zona molto calda dove l’acqua evapora rapidamente, favorendo la formazione di nuvole praticamente ogni giorno dell’anno.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>São Tomé e Príncipe è una piccola nazione insulare africana situata nel Golfo di Guinea, in una zona molto calda dove l’acqua evapora rapidamente, favorendo la formazione di nuvole praticamente ogni giorno dell’anno.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I venti umidi si concentrano sulle alte cime montuose, come il Pico de São Tomé. Questo favorisce l’accumulo di umidità e precipitazioni intense. <strong>La piccola nazione insulare africana registra circa 3.200 millimetri di pioggia durante l’anno</strong>. La temperatura media raggiunge i 27 °C nelle zone costiere e l’umidità dell’aria arriva all’80%.</p><h2>3. Papua Nuova Guinea</h2><p><strong>È uno dei Paesi meno esplorati dal punto di vista culturale e geografico dalla comunità scientifica</strong>; molte delle sue specie di flora e fauna devono ancora essere scoperte. Si trova in Melanesia, nel Pacifico sud-occidentale, immediatamente a nord dell’Australia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-eres-amante-de-las-lluvias-estos-5-paises-donde-llueve-casi-todo-el-ano-te-fascinaran-por-completo-1790624601310.jpg" data-image="89i1kg8fuejk" alt="Con il suo impressionante Canale, anche a Panama piove per buona parte dell’anno." title="Con il suo impressionante Canale, anche a Panama piove per buona parte dell’anno."><figcaption>Con il suo impressionante Canale, anche a Panama piove per buona parte dell’anno.</figcaption></figure><p><strong>Fa parte dell’Oceania e registra una media di oltre 3.000 millimetri di pioggia all’anno</strong>. Le sue imponenti e alte catene montuose fanno sì che i venti carichi di umidità, incontrandole, condensino formando nubi orografiche e provocando piogge torrenziali; inoltre, il nord del Paese è influenzato dalla Zona di convergenza intertropicale, che apporta umidità per buona parte dell’anno.</p><h3>4. Isole Salomone</h3><p>In questo arcipelago situato nel Pacifico sud-occidentale, vicino alla zona equatoriale e tropicale, <strong>affluiscono correnti umide che trasportano nuvolosità e abbondanti precipitazioni</strong>. L’area è inoltre interessata dagli alisei di sud-est, che favoriscono la formazione di nubi orografiche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789871" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-viaggiare-in-europa-nel-2027-ecco-4-destinazioni-di-nicchia-per-evitare-il-sovraffollamento-turistico.html" title="Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico">Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-viaggiare-in-europa-nel-2027-ecco-4-destinazioni-di-nicchia-per-evitare-il-sovraffollamento-turistico.html" title="Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ou-voyager-en-europe-en-2027-voici-4-destinations-confidentielles-pour-eviter-le-surtourisme-1789739635836_320.jpg" alt="Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico"></a></article></aside><p>L’ecosistema predominante è quello della foresta pluviale tropicale, con variazioni stagionali molto limitate durante gran parte dell’anno. <strong>Per quanto riguarda le temperature, raramente si superano i 32 °C</strong>; il clima è tropicale e le precipitazioni sono frequenti.</p><h2>5. Panama</h2><p>Questa nazione centroamericana registra una media di circa 2.928 millimetri di pioggia all’anno. <strong>Ha un clima tropicale caldo e umido, con una temperatura media superiore ai 26 °C</strong>; è uno stretto istmo montuoso attraversato dal Canale di Panama, che collega gli oceani Pacifico e Atlantico.</p><p>La costante evaporazione nella regione favorisce un’elevata umidità relativa, che contribuisce alla formazione di imponenti nubi a forte sviluppo verticale. <strong>La Cordigliera Centrale fa sì che, durante la risalita, i venti umidi si raffreddino, formando nuvolosità e intense precipitazioni di tipo orografico</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/se-ami-la-pioggia-questi-cinque-paesi-in-cui-piove-quasi-tutto-l-anno-ti-affascineranno-completamente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I nomi dei 12 pleniluni dell'anno solare: un richiamo a clima, natura, piante e tradizioni agricole]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole.html</link><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 06:41:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dal fascino senza tempo della Luna al suo legame con la natura: il ciclo lunare scandisce il tempo e le stagioni, raccontando ogni mese una storia diversa.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677438415.jpeg" data-image="u9egccdffj08"><figcaption>I nomi dei 12 pleniluni dell'anno solare: un richiamo a clima, natura, piante e tradizioni agricole</figcaption></figure><p><strong>La Luna affascina l'umanità da millenni e il suo ciclo ha accompagnato la nascita di calendari, tradizioni e pratiche agricole</strong>. Il suo influsso sulla Terra è ben documentato per fenomeni come le maree, mentre il rapporto tra fasi lunari e crescita delle piante è più complesso: la tradizione contadina ha associato a lungo luna crescente e calante a specifiche operazioni agricole, ma non ci sono prove sufficienti per considerare queste pratiche una regola agronomica.</p><p><strong>Questo profondo legame tra Luna, natura e civiltà si ritrova anche nei nomi tradizionalmente attribuiti ai pleniluni</strong>. </p><div class="texto-destacado">La Luna piena si verifica circa ogni 29,5 giorni e, sebbene il calendario possa occasionalmente contenerne 13, esiste una sequenza di 12 denominazioni di tradizione nordamericana ed europea conosciute in tutto il mondo. </div><p>I nomi possono variare localmente, ma richiamano fenomeni naturali, animali, piante e attività agricole strettamente legati a quel periodo dell'anno. </p><h2>1. Gennaio: la Luna del Lupo</h2><p><strong>La prima Luna piena dell'anno è tradizionalmente chiamata Luna del Lupo, un riferimento ai lupi e ai loro ululati nel cuore dell'inverno</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677456642.jpeg" data-image="yo37nm083wov"><figcaption>Gennaio: la Luna del Lupo</figcaption></figure><p>È conosciuta anche come Luna Vecchia o Luna del Ghiaccio. Il nome racconta un mese dominato dal freddo, dalla neve e dalla lunga pausa della vegetazione.</p><h2>2. Febbraio: la Luna della Neve</h2><p><strong>Febbraio porta la Luna della Neve, così chiamata per le abbondanti nevicate tipiche di questo periodo nelle regioni da cui provengono queste denominazioni</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677473132.jpeg" data-image="4uid4849ho58"><figcaption>Febbraio: la Luna della Neve</figcaption></figure><p>In alcune tradizioni è chiamata anche Luna della Fame, un richiamo alla difficoltà di procurarsi cibo durante l'inverno.</p><h2>3. Marzo: la Luna del Verme</h2><p><strong>Con il disgelo e l'avvicinarsi della primavera arriva la Luna del Verme</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677488077.jpeg" data-image="z6b4ozw9pl60"><figcaption>Marzo: la Luna del Verme</figcaption></figure><p>Il nome richiama la ricomparsa dei lombrichi nel terreno che si riscalda, segnale dell'imminente ripresa dell'attività biologica e della vegetazione. È quindi uno dei nomi che più chiaramente lega il ciclo lunare a quello del suolo e della natura.</p><h2>4. Aprile: la Luna Rosa</h2><p><strong>La Luna Rosa non deve il suo nome al colore che assume il nostro satellite</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677521831.jpeg" data-image="tajfh6q3wrp6"><figcaption>Aprile: la Luna Rosa</figcaption></figure><p>Il riferimento è piuttosto alla fioritura di alcune piante primaverili, in particolare il phlox selvatico, dai fiori rosa. È inoltre conosciuta in alcune tradizioni come Luna dell'Erba che germoglia o Luna dei Semi, tutti richiami alla rinascita primaverile.</p><h2>5. Maggio: la Luna dei Fiori</h2><p><strong>A maggio la natura esplode in una delle sue manifestazioni più evidenti e la Luna diventa la Luna dei Fiori</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677536103.jpeg" data-image="kmpld0lur1k3"><figcaption>Maggio: la Luna dei Fiori</figcaption></figure><p>Il nome descrive semplicemente l'abbondanza delle fioriture primaverili e testimonia quanto il calendario naturale fosse importante per orientarsi nel corso dell'anno.</p><h2>6. Giugno: la Luna delle Fragole</h2><p><strong>La Luna delle Fragole accompagna l'inizio dell'estate e la stagione di raccolta delle fragole</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677550841.jpeg" data-image="w0kwgkvs2uh8"><figcaption>Giugno: la Luna delle Fragole</figcaption></figure><p>Il nome è quindi un piccolo riferimento a una delle colture e delle raccolte caratteristiche di questo periodo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="757996" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/coltivare-l-orto-sulla-luna-si-aprono-nuove-prospettive-per-l-agricoltura-spaziale.html" title="Coltivare l'orto sulla Luna: si aprono nuove prospettive per l'agricoltura spaziale">Coltivare l'orto sulla Luna: si aprono nuove prospettive per l'agricoltura spaziale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/coltivare-l-orto-sulla-luna-si-aprono-nuove-prospettive-per-l-agricoltura-spaziale.html" title="Coltivare l'orto sulla Luna: si aprono nuove prospettive per l'agricoltura spaziale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/coltivare-l-orto-sulla-luna-si-aprono-nuove-prospettive-per-l-agricoltura-spaziale-1773053392552_320.jpg" alt="Coltivare l'orto sulla Luna: si aprono nuove prospettive per l'agricoltura spaziale"></a></article></aside><p>In altre tradizioni la stessa Luna può essere associata alle rose o al miele.</p><h2>7. Luglio: la Luna del Cervo</h2><p><strong>A luglio troviamo la Luna del Cervo, legata alla crescita dei nuovi palchi dei cervi maschi, che proprio in estate attraversano una fase di rapido sviluppo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677568113.jpeg" data-image="hjbrp5by9aou"><figcaption>Luglio: la Luna del Cervo</figcaption></figure><p>È un esempio di come i nomi lunari non raccontino soltanto il mondo vegetale e agricolo, ma anche i cicli degli animali.</p><h2>8. Agosto: la Luna dello Storione</h2><p><strong>La Luna dello Storione prende il nome dall'importante attività di pesca dello storione che caratterizzava questo periodo nei grandi laghi del Nord America</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677587249.jpeg" data-image="1g0zlxs6e7uv"><figcaption>Agosto: la Luna dello Storione</figcaption></figure><p>Altre denominazioni tradizionali di agosto fanno invece riferimento al mais, ai cereali e alla loro maturazione.</p><h2>9. Settembre: la Luna del Raccolto</h2><p><strong>La Luna del Raccolto è forse il nome più direttamente legato all'agricoltura</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677605815.jpeg" data-image="p5baywh9ddmm"><figcaption>Settembre: la Luna del Raccolto</figcaption></figure><p>Non identifica però necessariamente la Luna piena di settembre: è quella che cade più vicino all'equinozio d'autunno e può quindi verificarsi anche in ottobre. Il nome richiama il periodo dei raccolti, quando la luce lunare poteva aiutare a prolungare il lavoro nei campi dopo il tramonto.</p><h2>10. Ottobre: la Luna del Cacciatore</h2><p><strong>Dopo la stagione dei raccolti arriva la Luna del Cacciatore, tradizionalmente associata al periodo in cui ci si preparava all'inverno attraverso la caccia e la conservazione delle provviste</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677628726.jpeg" data-image="a5aomnxqvth7"><figcaption>Ottobre: la Luna del Cacciatore</figcaption></figure><p>Il nome riflette quindi un'altra attività stagionale fondamentale per le comunità rurali del passato.</p><h2>11. Novembre: la Luna del Castoro</h2><p><strong>La Luna del Castoro richiama i castori, particolarmente attivi nella preparazione delle tane e delle riserve prima dell'inverno</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677644429.jpeg" data-image="vh6at92630uh"><figcaption>Novembre: la Luna del Castoro</figcaption></figure><p>Un'altra interpretazione lega il nome alla tradizionale cattura di questi animali prima che le acque gelassero.</p><h2>12. Dicembre: la Luna Fredda</h2><p><strong>L'anno si chiude con la Luna Fredda, denominazione che evoca immediatamente l'arrivo dell'inverno e delle sue lunghe notti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole-1790677660339.jpeg" data-image="gfoerzsptmo8"><figcaption>Dicembre: la Luna Fredda</figcaption></figure><p>È conosciuta anche come Luna delle Lunghe Notti e rappresenta quasi naturalmente il punto conclusivo di questo calendario scandito dalla stagionalità.</p><h2>Un cielo che racconta la natura</h2><p><strong>La Luna piena rappresenta uno spettacolo astronomico che torna ciclicamente a illuminare il cielo, suscitando suggestione tra appassionati e non del cielo</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="732391" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/seminare-con-la-luna-giusta-funziona-davvero-cosa-dice-la-scienza-sulla-tradizione-agricola-piu-famosa.html" title="Seminare con la Luna giusta funziona davvero? Cosa dice la scienza sulla tradizione agricola più famosa">Seminare con la Luna giusta funziona davvero? Cosa dice la scienza sulla tradizione agricola più famosa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/seminare-con-la-luna-giusta-funziona-davvero-cosa-dice-la-scienza-sulla-tradizione-agricola-piu-famosa.html" title="Seminare con la Luna giusta funziona davvero? Cosa dice la scienza sulla tradizione agricola più famosa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/seminare-con-la-luna-giusta-funziona-davvero-cosa-dice-la-scienza-sulla-tradizione-agricola-piu-famosa-1759415743142_320.jpeg" alt="Seminare con la Luna giusta funziona davvero? Cosa dice la scienza sulla tradizione agricola più famosa"></a></article></aside><p>Ma i suoi nomi raccontano qualcosa che va oltre l'astronomia: osservando il susseguirsi di lupi, neve, vermi, fiori, fragole, cervi e raccolti, scopriamo come il cielo sia stato utilizzato per leggere i ritmi della natura e organizzare il tempo. Tra fenomeni astronomici, nomi suggestivi, richiami culturali e tradizioni agricole, la Luna continua così a unire tutti con il naso all'insù, tra scienza e umanesimo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/i-nomi-dei-12-pleniluni-dell-anno-solare-un-richiamo-a-clima-natura-piante-e-tradizioni-agricole.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La NASA ha inviato nello spazio più di 12 milioni di semi di pomodoro: dopo quasi 6 anni il risultato è sorprendente]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-nasa-ha-inviato-nello-spazio-12-5-milioni-di-semi-di-pomodoro-sono-tornati-quasi-sei-anni-dopo-e-il-risultato-e-stato-sorprendente.html</link><pubDate>Sat, 03 Oct 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Avrebbero dovuto trascorrere solo un breve periodo lontano dalla Terra, ma vi sono rimasti per quasi sei anni. Al loro ritorno, i risultati sollevarono nuovi interrogativi sulla coltivazione di cibo nello spazio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-envio-12-5-millones-de-semillas-de-tomate-al-espacio-volvieron-casi-6-anos-despues-y-el-resultado-sorprendio-1790305148714.jpg" data-image="c5s5wsde1yza" alt="challenger" title="challenger"><figcaption>Nel 1984, lo Space Shuttle Challenger trasportò un esperimento che portò con sé milioni di semi di pomodoro per studiarne la risposta all'ambiente spaziale.</figcaption></figure><p>Nell’aprile del 1984, lo Space Shuttle Challenger trasportò un carico piuttosto diverso da quelli che normalmente vengono associati a una missione della NASA: <strong>12,5 milioni di semi di pomodoro destinati a rimanere fuori dalla Terra</strong>. L’obiettivo era semplice da formulare, anche se molto più complesso da verificare: capire cosa sarebbe potuto accadere a quel materiale biologico dopo essere stato esposto all’ambiente spaziale.</p><p>L’esperimento faceva parte del programma SEEDS — Space Exposed Experiment Developed for Students — e i semi viaggiarono all’interno del Long Duration Exposure Facility (LDEF), una grande piattaforma progettata per rimanere per mesi in orbita terrestre. <strong>L’intenzione iniziale non era lasciarli lì per quasi sei anni, ma una serie di eventi finì per trasformare l’esperimento in una prova molto più impegnativa del previsto.</strong></p><h2>Un anno che finì per diventare quasi sei</h2><p>L’LDEF avrebbe dovuto tornare sulla Terra molto prima, ma il suo recupero iniziò a subire ritardi e l’incidente dello Challenger, avvenuto nel gennaio del 1986, modificò profondamente il programma dei voli spaziali degli Stati Uniti. Quando la missione rientrò sulla Terra nel gennaio del 1990, <strong>i semi erano rimasti per 69 mesi intorno al nostro pianeta</strong>, sottoposti per tutto quel tempo a condizioni molto diverse da quelle terrestri.</p><div class="texto-destacado">Mentre quel lotto continuava a rimanere in orbita,<strong> i ricercatori conservarono sulla Terra semi equivalenti come gruppo di controllo,</strong> un confronto indispensabile per interpretare in seguito eventuali cambiamenti. In questo modo avrebbero potuto distinguere gli effetti legati alle radiazioni e all’ambiente spaziale da quelli associati semplicemente alla conservazione prolungata o al trascorrere del tempo.<br></div><p>Dopo il rientro, la NASA promosse un enorme esperimento educativo e distribuì i semi spaziali insieme a campioni di controllo a migliaia di scuole, dove studenti e insegnanti ne seguirono l’evoluzione. <strong>Circa 3,3 milioni di studenti parteciparono all’esperienza</strong>, registrando germinazione, crescita e sviluppo per verificare se quel viaggio straordinariamente lungo avesse lasciato conseguenze visibili.</p><p>I primi risultati mostrarono che<strong> i semi spaziali continuavano a essere perfettamente vitali</strong> e raggiunsero un tasso di germinazione vicino al 73,8%, contro circa il 70,3% di quelli rimasti sulla Terra. La differenza non permetteva di affermare che il viaggio nello spazio li avesse migliorati, ma mostrava qualcosa di molto più significativo: <strong>quasi sei anni in orbita non avevano distrutto la loro capacità di trasformarsi in piante.</strong></p><h2>Prima dei pomodori, ci furono alberi che viaggiarono intorno alla Luna</h2><p>L’idea di inviare semi fuori dalla Terra non nacque con quella missione del 1984, ma aveva un precedente molto più antico e simbolico. <strong>Tredici anni prima, durante Apollo 14, l’astronauta Stuart Roosa portò con sé centinaia di semi di alberi mentre orbitava intorno alla Luna</strong>, in un esperimento realizzato insieme al Servizio Forestale degli Stati Uniti.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">50 years ago today, Apollo 14 was on its way to the Moonand it was carrying the seeds for hundreds of "Moon Trees" that have been planted around the world &gt;&gt; <a href="https://t.co/SPkcUHgqIq">https://t.co/SPkcUHgqIq</a> <a href="https://x.com/hashtag/Apollo50?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Apollo50</a> <a href="https://t.co/soyqwSuN6n">pic.twitter.com/soyqwSuN6n</a></p>— NASA Marshall (@NASA_Marshall) <a href="https://x.com/NASA_Marshall/status/1357351627066396677?ref_src=twsrc%5Etfw">February 4, 2021</a></blockquote></figure><p>Dopo il rientro, molti di quei semi germogliarono e diedero origine ai cosiddetti <strong>Moon Trees</strong>, esemplari che in seguito furono piantati in diversi luoghi degli Stati Uniti e in altri Paesi. Quell’esperienza poneva già una domanda che decenni dopo sarebbe rimasta attuale: fino a che punto un seme poteva affrontare un viaggio nello spazio e conservare intatta la propria capacità biologica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772745" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-futuro-dell-esplorazione-spaziale-della-nasa-calendario-e-sfide-delle-prossime-missioni-artemis-iii-e-iv.html" title="Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV ">Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-futuro-dell-esplorazione-spaziale-della-nasa-calendario-e-sfide-delle-prossime-missioni-artemis-iii-e-iv.html" title="Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-futuro-dell-esplorazione-spaziale-della-nasa-calendario-e-sfide-delle-prossime-missioni-artemis-iii-e-iv-1780998687886_320.jpg" alt="Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV "></a></article></aside><p>Più di mezzo secolo dopo, quella storia si è ripetuta con una tecnologia completamente diversa, ma con una forte componente simbolica e scientifica. Nel 2022, <strong>la missione Artemis I è tornata a trasportare semi di alberi intorno alla Luna</strong>, e una nuova generazione di Moon Trees ha iniziato successivamente a essere distribuita per proseguire quell’esperienza iniziata durante il programma Apollo.</p><h3>Dal verificare se sopravvivevano al tentativo di produrre cibo</h3><p>Con il passare degli anni, tuttavia, la ricerca ha smesso di concentrarsi esclusivamente sulla possibilità che un seme potesse viaggiare nello spazio e tornare vivo sulla Terra. <strong>La sfida è diventata molto più ambiziosa: riuscire a far completare a una pianta una parte significativa del suo ciclo lassù e, eventualmente, trasformarla in alimento per un equipaggio.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-envio-12-5-millones-de-semillas-de-tomate-al-espacio-volvieron-casi-6-anos-despues-y-el-resultado-sorprendio-1790305288180.jpg" data-image="o0ouh66a8hg2" alt="Pomodoro" title="Pomodoro"><figcaption>Sebbene sembri una pianta comune, il pomodoro è diventato una delle specie utilizzate per studiare fin dove può spingersi l’agricoltura al di fuori della Terra.</figcaption></figure><p>Il salto è particolarmente importante perché produrre una foglia di lattuga comporta sfide molto diverse da quelle necessarie per ottenere un frutto da una pianta dal ciclo più lungo. <strong>Colture come pomodoro o peperone richiedono più acqua, fioritura, impollinazione e formazione dei frutti</strong>, esattamente il tipo di problema che qualsiasi futura missione di lunga durata verso la Luna o Marte dovrà risolvere.</p><h2>Una domanda ancora aperta</h2><p>Quei 12,5 milioni di semi di pomodoro non avevano certo l’obiettivo di risolvere da soli il problema dell’alimentazione degli astronauti lontano dalla Terra, ma finirono per occupare un posto particolare all’interno di questa storia. <strong>Si trovarono a metà strada tra due fasi molto diverse della ricerca spaziale: quella volta a verificare se un seme potesse resistere a un viaggio del genere e quella attuale, che cerca di trasformare le piante in una componente dei sistemi di sopravvivenza umana.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785920" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-se-si-mandano-3-300-api-nello-spazio-lo-storico-esperimento-della-nasa-che-ha-sfidato-la-gravita.html" title="Cosa succede se si mandano 3.300 api nello spazio? Lo storico esperimento della NASA che ha sfidato la gravità">Cosa succede se si mandano 3.300 api nello spazio? Lo storico esperimento della NASA che ha sfidato la gravità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-se-si-mandano-3-300-api-nello-spazio-lo-storico-esperimento-della-nasa-che-ha-sfidato-la-gravita.html" title="Cosa succede se si mandano 3.300 api nello spazio? Lo storico esperimento della NASA che ha sfidato la gravità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/que-pasa-si-envias-3-300-abejas-al-espacio-el-historico-experimento-de-la-nasa-que-desafio-a-la-gravedad-1787577448436_320.jpg" alt="Cosa succede se si mandano 3.300 api nello spazio? Lo storico esperimento della NASA che ha sfidato la gravità"></a></article></aside><p>Oggi <strong>l’agricoltura spaziale non è più soltanto una curiosità scientifica</strong>, perché quanto più lunghe saranno le missioni e quanto più lontano viaggerà l’essere umano, tanto più difficile sarà dipendere esclusivamente dai rifornimenti inviati dal nostro pianeta. In questo scenario, quell’esperimento inaspettatamente prolungato con i semi di pomodoro ha lasciato un insegnamento ancora attuale: <strong>la vita vegetale può sopportare condizioni molto più estreme di quanto si fosse immaginato.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-nasa-ha-inviato-nello-spazio-12-5-milioni-di-semi-di-pomodoro-sono-tornati-quasi-sei-anni-dopo-e-il-risultato-e-stato-sorprendente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Giappone verso una luna di Marte: perché l'imminente missione spaziale nipponica atterrerà su Phobos e non su Marte]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 17:05:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Marte può attendere: con la missione MMX la JAXA punta su Phobos per aggirare i costi record dello sbarco sul pianeta rosso. Un mix di ingegneria, risparmio energetico e caccia a preziosi frammenti marziani per riscrivere il futuro dell'esplorazione marziana.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte-1790885406334.jpg" data-image="yvc4u7hispcf"><figcaption>La missione MMX (Martian Moons Exploration), in partenza il 20 ottobre 2026, punterà il "sistema marziano", per studiare da vicino le sue due lune Phobos e Deimos.</figcaption></figure><p><strong>L'agenzia spaziale giapponese JAXA</strong> si prepara ad un passo storico, puntando a una destinazione apparentemente stravagante, ma<strong> strategicamente vantaggiosa</strong>. </p><p>Infatti, mentre le agenzie spaziali mondiali si stanno confrontando con sfide economiche e logistiche molto difficili per raggiungere il pianeta rosso e studiarlo a fondo, la<strong> missione MMX</strong> (<strong>Martian Moons Exploration</strong>), il cui inizio è fissato per <strong>il 20 ottobre 2026</strong> con il lancio dal Tanegashima Space Center, non punterà al pianeta Marte, ma raggiungerà il "sistema marziano", per studiare da vicino le sue <strong>due lune Phobos e Deimos</strong>.</p><p>L'atterraggio avverrà<strong> direttamente sulla superficie di Phobos</strong>, con l'obiettivo di prelevare e <strong>riportare sulla Terra i primi campioni di questa luna</strong>. Questa scelta non è semplicemente dettata dalla volontà di esplorare e studiare il satellite naturale di Marte, ma anche dalla necessità di <strong>contenere costi e le enormi sfide ingegneristiche</strong>, rendendo fattibile una missione che resta comunque molto ambiziosa per il Giappone.</p><h2> Il vantaggio energetico </h2><p>La spinta necessaria per accelerare, frenare, atterrare e poi far ripartire una sonda su Marte ha dei <strong>costi enormi</strong>. Questa spinta chiamata <strong>Delta-V,</strong> risulterebbe molto elevata per atterrate sul <strong>pianeta rosso</strong>. Questo, infatti, rappresenta <strong>un sistema complesso e rischioso</strong>, composto da un'atmosfera che, pur rarefatta, è in grado di generare un <strong>attrito e </strong>un<strong> calore estremi</strong>, con la necessità di<strong> scudi termici sofisticati, paracaduti supersonici e sistemi di discesa con retrorazzi controllati</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte-1790885430560.jpg" data-image="90904e9794tl"><figcaption>Il Delta-V è l'inzieme della spinta necessaria per accelerare, frenare, atterrare e far ripartire una sonda su Marte. Più è alto il Delta-V e maggiori sono i costi di una missione. Marte rappresenta un sistema complesso e rischioso, composto da un'atmosfera che, pur rarefatta, è in grado di generare un attrito e un calore estremi, con la conseguente necessità di scudi termici sofisticati, paracaduti supersonici e sistemi di discesa con retrorazzi controllati.</figcaption></figure><p>La quantità di carburante che sarebbe necessaria per frenare la corsa e per poi ripartire, vincendo la forza di gravità marziana, rende <strong>le missioni di ritorno da Marte con campioni, progetti mastodontici e dai costi enormi</strong>. </p><div class="texto-destacado"><strong>Al contrario</strong>, quella per raggiungere <strong>Phobos</strong> sarà una missione radicalmente diversa. Infatti la luna ha<strong> un diametro di appena 22 km </strong>e la sua <strong>gravità</strong> è <strong>estremamente debole</strong>. Basti pensare che <strong>la velocità di fuga </strong>per allontanarsi dalla Luna è di soli <strong>11,4 metri al secondo</strong>.</div><p>Ma la missione per Phobos <strong>non</strong> è <strong>soltanto una scelta conveniente</strong>, infatti la luna marziana rappresenta un vero e proprio <strong>mistero cosmico</strong>. Tra le ipotesi si pensa che<strong> Phobos e Deimos</strong> siano degli <strong>asteroidi catturati dalla gravità marziana</strong>, <strong>oppure </strong>che derivino da detriti di <strong>un immenso impatto primordiale</strong>. In entrambi i casi le informazioni che dovessero derivare dal loro studio e dalle analisi dei campioni avranno<strong> una valenza scientifica enorme.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790039" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-pianeta-rosso-non-e-poi-cosi-rosso-su-marte-scoperte-misteriose-rocce-viola-scienziati-perplessi.html" title="Il Pianeta Rosso non è poi così rosso: su Marte scoperte misteriose rocce viola, scienziati perplessi">Il Pianeta Rosso non è poi così rosso: su Marte scoperte misteriose rocce viola, scienziati perplessi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-pianeta-rosso-non-e-poi-cosi-rosso-su-marte-scoperte-misteriose-rocce-viola-scienziati-perplessi.html" title="Il Pianeta Rosso non è poi così rosso: su Marte scoperte misteriose rocce viola, scienziati perplessi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-planeta-rojo-no-es-tan-rojo-las-misteriosas-rocas-purpuras-halladas-en-marte-que-desconciertan-a-la-nasa-1790108561910_320.jpg" alt="Il Pianeta Rosso non è poi così rosso: su Marte scoperte misteriose rocce viola, scienziati perplessi"></a></article></aside><p><strong>Per miliardi di anni</strong> la superficie di Phobos è stata bersaglio di <strong>frammenti della superficie di Marte</strong>, scagliati nello spazio in seguito all'impatto di asteroidi caduti sulla superficie del pianeta. Perciò i campioni raccolti potrebbero contenere tracce di <strong>materiale di origine marziana, da poter studiare nei laboratori terrestri</strong>.</p><h2>Cooperazione globale e il rover Idefix</h2><p>La missione giapponese è frutto di una cooperazione internazionale che vede collaborare insieme <strong>l'Agenzia Spaziale Francese e quella Tedesca</strong>, ma anche <strong>l'ESA</strong>, l'<strong>Agenzia Spaziale Europea</strong>, con il supporto dell'americana <strong>NASA</strong>. A bordo della sonda principale viaggerà <strong>un piccolo rover chiamato Pidefix</strong>, dal peso di <strong>circa 25 kg</strong>, che è stato sviluppato congiuntamente da francesi e tedeschi e che avrà il compito di studiare la superficie di Phobos.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte-1790885444683.jpg" data-image="1govnpdtnps0"><figcaption>A bordo della sonda principale viaggerà un piccolo rover chiamato Pidefix, dal peso di circa 25 kg, che è stato sviluppato congiuntamente da francesi e tedeschi e che avrà il compito di studiare la superficie di Phobos.</figcaption></figure><p>La NASA ha fornito<strong> il campionatore pneumatico P-Sampler</strong>, necessario per scavare la superficie della Luna e per raccogliere i campioni, mentre l'ESA fornirà la strumentazione per <strong>le comunicazioni da e per lo spazio profondo</strong> tramite la <strong>rete Eastrack</strong>. Il ritorno della capsula contenente i campioni è previsto per il 2031 con un atterraggio nel deserto australiano.</p><h2>Phobos e il futuro: tra prospettive e cautela ingegneristica</h2><p>La luna di Marte, risulta strategica anche <strong>per le future missioni verso il pianeta</strong>. Infatti l'idea di sfruttare la luna marziana come <strong>avamposto</strong>, per gestire le operazioni sul pianeta, non è nuova. Da anni le agenzie spaziali internazionali stanno valutando questa opzione che, tuttavia, non risulta priva di difficoltà e di rischi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756138" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-campo-magnetico-marziano-e-scomparso-e-con-esso-la-possibilita-di-vita.html" title="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita ">La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-campo-magnetico-marziano-e-scomparso-e-con-esso-la-possibilita-di-vita.html" title="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gemini-ha-detto-la-terra-ha-ancora-cio-che-marte-ha-perso-il-suo-campo-magnetico-e-scomparso-e-con-esso-la-vita-1772105419453_320.png" alt="La Terra ha ancora ciò che Marte ha perso: il campo magnetico marziano è scomparso e con esso la possibilità di vita "></a></article></aside><p>Ii dati e i campioni, che la missione MMX potrà offrire, faranno <strong>chiarezza sugli eventuali vantaggi </strong>ma anche<strong> sui rischi</strong> dovuti, ad esempio, alle elevate radiazioni che un avamposto del genere potrebbe ricevere in modo diretto dal Sole e dallo spazio profondo. </p><h3></h3>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-giappone-verso-una-luna-di-marte-perche-l-imminente-missione-spaziale-nipponica-atterrera-su-phobos-e-non-su-marte.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Massimiliano Santini conferma: tra il 7 e l'8 ottobre possibile cambio di scenario, con piogge e calo delle temperature]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-conferma-tra-il-7-e-l-8-ottobre-possibile-cambio-di-scenario-con-piogge-e-calo-delle-temperature.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 15:49:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'alta pressione si sposterà sull'Europa centrale, mantenendo l'Italia inizialmente protetta. Tra l'8 e il 9 ottobre, nuove gocce fredde porteranno dell'instabilità, ma le attuali proiezioni dei modelli potrebbero sovrastimare le piogge.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbgm7ee"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbgm7ee.jpg" id="xbgm7ee"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Sull'Italia</strong> ci attende <strong>un fine settimana tipicamente tardo-estivo</strong>, con condizioni atmosferiche ancora prevalentemente stabili e temperature miti, salvo una tendenza ad <strong>escursioni termiche crescenti tra notte e giorno</strong>, che rendono le ore del mattino fresche e quelle delle ore centrali ancora piuttosto calde. </p><p>Tuttavia, l'autunno è già iniziato e <strong>una gradevole ma persistente estate settembrina</strong> inizia ad apparire sempre più <strong>anomala </strong>via via che ci inoltriamo all'interno di uno dei mesi tipicamente più piovosi dell'anno per il nostro Paese.</p><h2>Alta pressione con i primi segnali di cambiamento </h2><p><strong>Nel corso del fine settimana</strong> e <strong>all'inizio della prossima settimana</strong>, sull'Europa la situazione sinottica atmosferica continuerà a cambiare, con riflessi <strong>sul tempo di diversi stati del continente</strong>. La circolazione atmosferica sta iniziando a riorganizzarsi, con una <strong>progressiva ritirata dell'alta pressione dalle latitudini settentrionali </strong>verso sud, che lascerà irrompere sulla Penisola Scandinava il flusso perturbato atlantico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-conferma-tra-il-7-e-l-8-ottobre-possibile-cambio-di-scenario-con-piogge-e-calo-delle-temperature-1790946602256.jpg" data-image="e81h9w16y84y"></figure><p>L'alta pressione, in ritirata, <strong>proverà a distendersi sull'Europa centrale</strong>, disponendosi lungo i paralleli, dall'Atlantico verso l'Europa orientale, garantendo <strong>inizialmente condizioni di tempo stabile e prevalente soleggiato sull'Italia</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791529" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-in-italia-a-ottobre-l-ultimo-caldo-della-stagione-previsto-lunedi-5-e-martedi.html" title="Fino a 30°C in Italia a ottobre: l’ultimo caldo della stagione fino a lunedì 5 e martedì 6, e forse anche oltre">Fino a 30°C in Italia a ottobre: l’ultimo caldo della stagione fino a lunedì 5 e martedì 6, e forse anche oltre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-in-italia-a-ottobre-l-ultimo-caldo-della-stagione-previsto-lunedi-5-e-martedi.html" title="Fino a 30°C in Italia a ottobre: l’ultimo caldo della stagione fino a lunedì 5 e martedì 6, e forse anche oltre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-30-c-in-italia-a-ottobre-l-ultimo-caldo-della-stagione-previsto-lunedi-5-e-martedi-1790931820608_320.png" alt="Fino a 30°C in Italia a ottobre: l’ultimo caldo della stagione fino a lunedì 5 e martedì 6, e forse anche oltre"></a></article></aside><p>Tuttavia, nel frattempo,<strong> sul settore iberico, su parte della Francia e sull'area mediterranea orientale</strong>, <strong>la presenza di alcune "gocce fredde" in quota</strong> determinerà una maggiore instabilità atmosferica, <strong>con fasi di maltempo localizzato</strong>.</p><h2>L'erosione dello scudo anticiclonico e la tendenza fino al 9 ottobre</h2><p>Anche se la struttura anticiclonica continuerà a proteggere la nostra penisola,<strong> non risulterà più solida ed estesa come nelle settimane passate</strong>, risentendo progressivamente delle infiltrazioni di aria più umida e instabile in quota che ne stanno già indebolendo la tenuta. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-conferma-tra-il-7-e-l-8-ottobre-possibile-cambio-di-scenario-con-piogge-e-calo-delle-temperature-1790946621253.jpg" data-image="w5tzwmkxv9re"></figure><p><strong>All'inizio della prossima settimana,</strong> l'Italia godrà ancora di una protezione, seppur <strong>attraversata da locali e deboli annuvolamenti</strong>, incapaci, però, di dare seguito a precipitazioni rilevanti. </p><div class="texto-destacado">Tuttavia,<strong> le probabilità di impulsi instabili aumenteranno progressivamente</strong>: <strong>tra giovedì 8 e venerdì 9 ottobre</strong>, i geopotenziali tenderanno a subire una flessione più marcata, incalzati da ulteriori infiltrazioni fredde in quota capaci di destabilizzare la colonna d'aria, non solo sul Mediterraneo Occidentale e Orientale, ma anche sul settore centrale, ponendo le basi per un progressivo ed ulteriore peggioramento.</div><p> Si andranno infatti via via a creare i presupposti favorevoli ad <strong>un possibile ingresso strutturato delle perturbazioni e delle depressioni atlantiche durante la settimana successiva</strong>, le quali potrebbero portare piogge più consistenti e organizzate su gran parte del nostro territorio. </p><h2>Bias statistico nei modelli e prospettive a lungo termine</h2><p> Nel delineare questa evoluzione, gli scenari che potrebbero verificarsi tra 7-10 giorni ed oltre, è fondamentale fare <strong>una riflessione tecnica</strong>. I modelli fisico-matematici deterministici, e in particolare le loro <strong>medie ensemble</strong>,<strong> indicano questa tendenza </strong>probabilistica verso il maltempo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791554" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm.html" title="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia">L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm.html" title="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-deve-guardare-con-attenzione-a-giovedi-8-ottobre-possibile-forte-maltempo-fino-a-100-mm-1790940850292_320.jpeg" alt="L’Italia deve guardare con attenzione a giovedì 8 ottobre: possibile forte maltempo, fino a 100 mm di pioggia"></a></article></aside><p>Tuttavia, come già spiegato in precedenti articoli, <strong>i modelli a lungo termine tendono ad essere influenzati da dati statistici caratteristici della fase di stagione che stiamo vivendo</strong>. Poiché, climatologicamente, in questa fase dell'anno ci si aspetta l'avanzamento della stagione autunnale, con le sue caratteristiche circolatorie, <strong>i calcolatori potrebbero essere portati a dare un risalto eccessivo a tendenze mediamente "attese"</strong>. </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Questo meccanismo introduce di fatto una sorta di "bias", ovvero <strong>una distorsione fisiologica che spinge i modelli a forzare un cambiamento climatico che nella realtà potrebbe tardare ad arrivare</strong>. Bisognerà quindi tenere sempre conto di questa variabile nel descrivere e interpretare gli scenari meteorologici a lungo termine, <strong>evitando di dare per certe piogge che potrebbero ancora essere ritardate</strong> da un periodo che fatica a lasciarsi l'estate alle spalle. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-conferma-tra-il-7-e-l-8-ottobre-possibile-cambio-di-scenario-con-piogge-e-calo-delle-temperature.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Spinaci e rucola: le verdure a foglia che preferiscono il freddo al caldo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/spinaci-e-rucola-le-verdure-a-foglia-che-preferiscono-il-freddo-al-caldo.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Chiunque abbia provato a seminare queste due varietà a luglio sa com'è andata a finire: piante che vanno a seme nel giro di tre settimane e foglie amare. Seminate ora, invece, si comportano diversamente e il sapore migliora addirittura con il freddo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/espinafres-e-rucula-as-folhas-que-preferem-o-frio-ao-calor-1790147244895.png" data-image="niubpmnh7gir"><figcaption>Spinaci, lattuga e cavolo riccio nella stessa aiuola: colture che traggono vantaggio dal clima autunnale più fresco.</figcaption></figure><p><strong>Ci sono ortaggi di cui ci accorgiamo solo quando qualcosa va storto</strong>. Gli spinaci e la rucola sono un buon esempio. Seminati in primavera o in estate, sembrano piante difficili: germinano male, crescono poco, fioriscono in fretta e hanno un sapore quasi inesistente oppure troppo amaro.</p><p>Seminati a partire da ora, invece, cambiano completamente. Sono tra le poche colture che<strong> migliorano man mano che le temperature si abbassano</strong>.</p><h2>Perché in estate fanno fatica</h2><p><strong>I problemi iniziano già dalla semina</strong>. Gli spinaci germinano bene tra i 10 e i 20 °C e praticamente smettono di germogliare sopra i 25-30 °C. Sono tra i semi più esigenti dell'orto sotto questo aspetto, e questo spiega buona parte delle semine estive fallite.</p><p>Poi arriva la fioritura, che in entrambe queste piante è rapidissima. Con il caldo e le giornate lunghe, la pianta smette di investire nelle foglie e produce fiori nel giro di poche settimane. Da quel momento, le foglie diventano piccole, dure e poco interessanti in cucina.</p><p><strong>A settembre accade il contrario. Il terreno si raffredda abbastanza perché il seme possa germinare bene</strong> e le giornate si accorciano, frenando la tendenza alla fioritura. La pianta rimane nella fase che ci interessa, cioè quella delle foglie.</p><h2>Due colture simili, ma con esigenze diverse</h2><p>Le diverse varietà di spinaci e rucola disponibili sul mercato differiscono per alcuni parametri: <strong>temperatura di germinazione, tempo necessario per la raccolta, esigenze termiche e periodo di semina</strong>. Nella tabella seguente è possibile consultare alcuni di questi dati.</p><table><thead><tr><th scope="col"><p>Coltura</p></th><th scope="col"><p>Germina meglio a</p></th><th scope="col"><p>Tempo fino alla raccolta</p></th><th scope="col"><p>Resiste fino a</p></th><th scope="col"><p>Semina</p></th></tr></thead><tbody><tr><td><p>Rucola</p></td><td><p>15-20 °C</p></td><td><p>30-45 giorni</p></td><td><p>Circa -5 °C</p></td><td><p>Tutto il mese</p></td></tr><tr><td><p>Spinaci</p></td><td><p>10-20 °C</p></td><td><p>45-60 giorni</p></td><td><p>Da -8 a -10 °C</p></td><td><p>Tutto il mese</p></td></tr><tr><td><p>Rucola selvatica</p></td><td><p>15-20 °C</p></td><td><p>50-60 giorni</p></td><td><p>Molto resistente</p></td><td><p>Prima metà del mese</p></td></tr><tr><td><p>Spinaci invernali</p></td><td><p>10-15 °C</p></td><td><p>60-70 giorni</p></td><td><p>Molto resistente</p></td><td><p>Seconda metà del mese</p></td></tr><tr class="pie-tabla"><td colspan="5">Valori indicativi per il Portogallo continentale relativi ad alcune caratteristiche di spinaci e rucola. Fonte: elaborazione propria.</td></tr></tbody></table><p><strong>La rucola è la più impaziente delle due</strong>. Germina in tre-cinque giorni e c'è chi la raccoglie un mese dopo la semina. Gli spinaci richiedono più tempo, ma compensano con una resistenza al freddo che poche altre piante da orto possiedono.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/espinafres-e-rucula-as-folhas-que-preferem-o-frio-ao-calor-1790147201146.png" data-image="f4wfago9mg60"><figcaption>Rucola in un'aiuola, con le tipiche foglie frastagliate. Con temperature fresche cresce più tenera e meno piccante.</figcaption></figure><p><strong>È inoltre importante distinguere la rucola comune dalla rucola selvatica,</strong> che è una pianta diversa, con foglie più frastagliate, un sapore decisamente più intenso e un ciclo più lungo. La rucola selvatica dura diversi anni e continua a produrre nuovi germogli, mentre quella comune è annuale e completa rapidamente il suo ciclo.</p><h2>Con il freddo cambia anche il sapore, e in meglio</h2><p>Questa è la parte che sorprende chi prova per la prima volta. Uno <strong>spinacio raccolto dopo le prime gelate </strong><strong>è visibilmente più dolce dello stesso spinacio raccolto a ottobre</strong>.</p><div class="texto-destacado"><strong>Indurimento al freddo</strong> - Processo attraverso il quale una pianta si prepara alle temperature sotto lo zero. Man mano che arriva il freddo, accumula zuccheri e altre sostanze all'interno delle cellule, abbassando il punto di congelamento della linfa e svolgendo una funzione simile a quella di un antigelo naturale. Per chi mangia la pianta, l'effetto secondario è che le foglie diventano più dolci.</div><p><strong>Con la rucola </strong>accade qualcosa di simile, anche se in senso opposto. Quel gusto piccante che a volte diventa insopportabile deriva da composti prodotti dalla pianta quando è sottoposta allo stress del caldo o della carenza d'acqua. <strong>Con temperature fresche e un'umidità regolare, la stessa varietà risulta molto più delicata e tenera</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La rucola piccante non è una varietà diversa. È la stessa pianta che reagisce al caldo e alla sete.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><h2>Come seminarle e dove crescono meglio</h2><p><strong>Entrambe si seminano direttamente nel terreno, a circa mezzo centimetro di profondità</strong>, in file distanti 20-25 centimetri. Non amano il trapianto e non vale la pena farle crescere in semenzaio.</p><p>Seminate in modo abbastanza rado e poi diradate, lasciando 10-15 centimetri tra le piante di spinaci e 5-10 centimetri tra quelle di rucola. <strong>Quando sono troppo ravvicinate, producono foglie più piccole e trattengono molta più umidità tra loro, favorendo le malattie in autunno</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789315" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html" title="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino">Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-piante-a-fioritura-autunnale-aggiungono-colore-al-giardino.html" title="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/herbstblueher-bringen-farbe-in-den-eigenen-garten-1789216833036_320.jpeg" alt="Le piante a fioritura autunnale che aggiungono colore al tuo balcone o al tuo giardino"></a></article></aside><p>Nell'interno settentrionale, a Vila Real o Viseu, seminare nella prima metà del mese dà alla pianta il tempo di svilupparsi prima delle gelate. Al sud, a Faro, c'è tempo fino alla fine del mese e si può effettuare un'altra semina anche a ottobre.</p><p><strong>Un'avvertenza sulla rucola: appartiene alla famiglia dei cavoli e attira l'altica</strong>, quel piccolo coleottero scuro che lascia sulle foglie numerosi fori rotondi. Una rete fine sopra le piante risolve il problema, che si riduce notevolmente con l'abbassarsi delle temperature.</p><h2>Raccogliere senza estirpare la pianta</h2><p>È questo l'aspetto che fa davvero la differenza nella resa di queste due colture e che molte persone non conoscono.</p><p><strong>Non estirpate l'intera pianta</strong>. Tagliate le foglie esterne oppure tagliate tutta la pianta a tre o quattro centimetri dal terreno, lasciando intatta la parte centrale. Nel giro di due o tre settimane compariranno nuove foglie e, da una stessa semina, si possono ottenere tre o quattro raccolti prima che la pianta esaurisca le proprie energie.</p><p><strong>Raccogliete sempre quando le foglie sono asciutte, a metà mattina, dopo che la rugiada si è asciugata</strong>. Le foglie bagnate marciscono in frigorifero nel giro di due giorni e perdono consistenza.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786932" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html" title="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate">10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html" title="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369713990_320.jpeg" alt="10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate"></a></article></aside><p>Controllate inoltre le <strong>temperature minime</strong> previste nella vostra zona. Quando iniziano ad avvicinarsi a zero, è il momento di <strong>coprire le piante con un tessuto leggero</strong>, non perché le piante muoiano, ma perché le foglie gelate si spezzano al minimo contatto. <strong>Aspettate che si scongelino naturalmente prima di raccoglierle</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/spinaci-e-rucola-le-verdure-a-foglia-che-preferiscono-il-freddo-al-caldo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dopo l'estate più calda, a Reggio Emilia si cerca di salvare un bosco dall'abbattimento: al suo posto un supermercato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-protesta-di-cui-pochi-parlano-cercano-di-salvare-un-bosco-vicino-reggio-emilia-sgomberati-dalle-forze-dell-ordine.html</link><pubDate>Fri, 02 Oct 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Le ruspe sono entrate nel Bosco Ospizio di Reggio Emilia: 4 ettari di verde urbano che verranno abbattuti per far posto a un supermercato Conad. I cittadini cercavano di bloccare l'abbattimento di questo rifugio climatico, dopo l'estate più calda di sempre in Italia, e gli esperti ricordano che alberi giovani piantati altrove non valgono quelli adulti abbattuti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-protesta-di-cui-pochi-parlano-cercano-di-salvare-un-bosco-vicino-reggio-emilia-sgomberati-dalle-forze-dell-ordine-1790940364684.jpg" data-image="4oyolg2ecrvy" alt="ruspe bosco ospizio" title="ruspe bosco ospizio"><figcaption>Le ruspe bloccate dai cittadini a Reggio Emilia, nella zona di Bosco Ospizio. Foto: Account Instagram @bosco.ospizio.re</figcaption></figure><p>C'è una protesta a cui non tutti i giornali italiani stanno dando risalto, ma che sta animando un intenso dibattito proprio quando stiamo uscendo dall'estate più calda mai registrata in Italia. Da quasi due mesi centinaia di cittadini di Reggio Emilia presidiano il Bosco Ospizio, <strong>45mila metri quadri di verde nel quartiere di via Emilia Ospizio,</strong> destinati a lasciare il posto a un supermercato Conad. Si tratta di un bosco di circa 4 ettari, che sorge nei pressi di un asilo, in un'area urbana, e che verrebbe distrutto per far spazio a nuovo cemento.</p><p>Da anni in Italia il dibattito sull'enorme consumo di suolo è molto intenso, anche per gli effetti della cementificazione sul rischio idrogeologico, ma dopo un'estate così calda l'importanza del verde urbano è diventata ancora più evidente.</p><p>Non solo le aree alberate offrono un rifugio climatico nelle città sempre più roventi, ma sono anche dei pozzi di carbonio, assorbono quella CO2 che sta contribuendo al cambiamento climatico in corso.</p><h2>L'abbattimento del bosco è iniziato</h2><p>Il 30 settembre, sotto scorta della polizia, le ruspe sono entrate e hanno iniziato ad abbattere decine di alberi: un passaggio che segna una svolta per una protesta pacifica, nata nel 2024 con un ricorso al Tar ancora pendente, e intensificatasi quest'estate con una mobilitazione dei cittadini della zona.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777363" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città">Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore-1783496103656_320.jpeg" alt="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"></a></article></aside><p>Mercoledì 30 settembre, all'alba, l'area di via Emilia Ospizio a Reggio Emilia si è trovata circondata da camionette, agenti in assetto antisommossa e pattuglie della polizia locale. <strong>Un dispositivo imponente, scrive Fanpage.it, messo in campo per permettere l'ingresso dei mezzi nel Bosco Ospizio, 45mila metri quadri di verde</strong> nati spontaneamente dove sorgeva un ospizio demolito nel 2005.</p><h2><strong>La resistenza e le prime ruspe</strong></h2><p>Secondo la ricostruzione di Fanpage, che si rifà alla cronaca della Gazzetta di Reggio, nonostante la resistenza passiva dei cittadini i mezzi sono entrati. Con il passare delle ore il presidio è cresciuto e <strong>ha assistito alle prime fasi di abbattimento di decine di alberi, alcuni ad alto fusto</strong>. Alcuni attivisti dell'Assemblea Bosco Ospizio sono entrati nel cantiere senza protezioni per fermare i lavori e sono stati portati via di peso dagli agenti.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/dCDGMTi44YM/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=dCDGMTi44YM" id="dCDGMTi44YM"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p><strong>È il momento più duro di una mobilitazione non violenta che alcuni giornali stanno raccontando da tempo.</strong> Più di cento cittadini erano in presidio permanente, con un'iniziativa pacifica e autorizzata che dal 3 agosto, giorno previsto per l'avvio dei lavori, aveva impedito l'accesso alle ruspe. <strong>Conad aveva poi presentato una denuncia contro ignoti, e la prefettura aveva fatto spostare il presidio lontano dall'ingresso.</strong> Da allora i cittadini si alternavano giorno e notte nella sorveglianza, in attesa del ritorno dei mezzi, per bloccare l'abbattimento del bosco.</p><h2><strong>Il progetto e la sua storia</strong></h2><p>L'area è stata acquisita da Conad per realizzare un supermercato con ampi parcheggi, che sarebbe la 62esima insegna del marchio in provincia. <strong>Il piano comprende anche un edificio di cinque piani con servizi di quartiere, tra cui un presidio sanitario e una biblioteca</strong>, e come opere compensative la piantumazione di 1500 alberi nuovi e un parco pubblico di 23mila metri quadri. </p><h2><strong>Le ragioni dei cittadini</strong></h2><p>Alessia Busani, dell'Assemblea Bosco Ospizio, ricorda al giornale "il manifesto" che nel raggio di un chilometro ci sono già cinque supermercati e definisce il <strong>bosco l'unico rifugio climatico del quartiere, frequentato d'estate da chi non può permettersi l'aria condizionata. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763697" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/carbonio-gli-alberi-ripiantati-dall-uomo-immagazzinano-molto-meno-co-rispetto-alle-foreste-primarie.html" title="Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie">Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/carbonio-gli-alberi-ripiantati-dall-uomo-immagazzinano-molto-meno-co-rispetto-alle-foreste-primarie.html" title="Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/carbone-les-arbres-replantes-par-l-homme-stockent-beaucoup-moins-de-co2-que-les-forets-primaires-1774858502437_320.jpeg" alt="Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie"></a></article></aside><p>Al suo fianco si sono schierati quindici docenti e ricercatori degli atenei emiliani, tra cui il meteorologo Luca Mercalli, secondo cui <strong>giovani alberi piantati altrove non equivalgono alla vegetazione adulta abbattuta.</strong></p><h3><strong>Le parole di Luca Lombroso</strong></h3><p><strong>Anche il meteorologo Luca Lombroso è intervenuto sulla vicenda, </strong>pubblicando un commento sul suo blog. <strong>"</strong>In una fase nella quale l<strong>e nostre città devono fare i conti con temperature sempre più elevate - </strong>scrive Lombroso - ogni spazio verde assume un’importanza che va oltre la sua semplice superficie. Gli<strong> alberi sono parte della soluzione alla crisi climatica [...]</strong>.<strong> Non si “salva il clima” solo piantando alberi, ma certo lo si danneggia tagliando quelli esistenti,</strong> tanto più se ad alto fusto. Alberi, boschi, parchi e foreste contribuiscono all’ombreggiamento e alla mitigazione delle temperature; il suolo permeabile favorisce l’infiltrazione dell’acqua e gli spazi verdi migliorano la qualità dell’ambiente urbano. Non sono elementi decorativi da spostare semplicemente da una parte all’altra della città".</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">L'area complessiva del Bosco Ospizio (Reggio Emilia) è di 4,5 ettari. Da oggi,a sorpresa, le ruspe e gli agenti in tenuta antisommossa si sono attivati per radere al suolo alberi e distruggere gli habitat di fauna e uccelli per far posto all'ennesimo centro commerciale. Maledetti <a href="https://t.co/rDKcDCLEas">pic.twitter.com/rDKcDCLEas</a></p>— Gimmoriso' (@fawollo13) <a href="https://x.com/fawollo13/status/2105273535539134757?ref_src=twsrc%5Etfw">September 30, 2026</a></blockquote></figure><p>Lombroso spiega anche che "l<strong>a perdita di un’area verde non può essere considerata risolta semplicemente piantando qualche albero altrove</strong>. Un albero piantato oggi non sostituisce un ecosistema ricco di biodiversità che si è formato nel corso degli anni".</p><p>Fanpage dà voce anche all'arboricoltore Davide Mattioli, del Collettivo Ecosistemico, che definisce <strong>l'area un bosco urbano "meraviglioso" in un quartiere popolare ad alta densità abitativ</strong>a. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790730" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio.html" title="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa">Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio.html" title="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio-1790538173955_320.jpg" alt="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa"></a></article></aside><p>Nella sua valutazione ecosistemica, elaborata con censimenti autonomi, Mattioli segnala 168 specie vegetali e stima che il bosco trattenga ogni anno circa 92 metri cubi di acqua di ruscellamento e sequestri 9,63 tonnellate di carbonio. Indica inoltre un esemplare di <em>Prunus cerasifera</em> che, per dimensioni, potrebbe rientrare tra gli alberi monumentali tutelati. Dati che vengono contestati dallo studio tecnico alla base dell'autorizzazione, che descrive due terzi delle piante come senescenti e "potenzialmente pericolose".</p><h2><strong>L'alternativa proposta e la politica</strong></h2><p><strong>Il comitato aveva presentato ad agosto a Conad e al Comune una proposta alternativa</strong>: una moratoria di 90 giorni per trattare una gestione condivisa del bosco, uno scambio dei diritti edificatori su un'area già urbanizzata oppure l'acquisto da parte del Comune, con i servizi pubblici spostati negli edifici dell'ex manicomio di San Lazzaro. Secondo Fanpage, la proposta non è stata accolta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787838" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'">Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: "è stata la più calda"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia-1788958531495_320.jpg" alt="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"></a></article></aside><p>Il sindaco Marco Massari si era detto disponibile al dialogo con gli attivisti e a cercare miglioramenti del progetto con Conad, ma senza rimettere in discussione l'abbattimento: i lavori sono autorizzati e, ha spiegato, un sindaco non può cancellarli.</p><p> Il comitato risponde, per voce di Maria Cecilia Azzali, che valuterà solo proposte che salvino l'area. In Regione, i consiglieri di Avs Simona Larghetti e Paolo Burani sostengono che la vicenda vada oltre il singolo caso e chiedono norme urbanistiche coerenti con la riduzione del consumo di suolo e più risorse per i comuni, oggi dipendenti dagli oneri di urbanizzazione e dagli investimenti privati.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Luca%20Lombroso" data-year="2026" data-title="Il%20caso%20del%20Bosco%20Ospizio%3A%20riflessioni" data-url="https%3A%2F%2Flombroso.it%2Fil-caso-del-bosco-ospizio-riflessioni%2F">Luca Lombroso. (2026). <a href="https://lombroso.it/il-caso-del-bosco-ospizio-riflessioni/" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il caso del Bosco Ospizio: riflessioni</a>.</cite><br><cite data-author="FanPage" data-year="2026" data-title="A%20Reggio%20Emilia%20stanno%20sradicando%20un%20bosco%20di%204%2C5%20ettari%20per%20fare%20spazio%20all%E2%80%99ennesimo%20ipermercato" data-url="https%3A%2F%2Fwww.fanpage.it%2Fattualita%2Fa-reggio-emilia-stanno-sradicando-un-bosco-di-45-ettari-per-fare-spazio-allennesimo-ipermercato%2F">FanPage. (2026). <a href="https://www.fanpage.it/attualita/a-reggio-emilia-stanno-sradicando-un-bosco-di-45-ettari-per-fare-spazio-allennesimo-ipermercato/" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">A Reggio Emilia stanno sradicando un bosco di 4,5 ettari per fare spazio all’ennesimo ipermercato</a>.</cite><br><cite data-author="Il%20manifesto" data-year="2026" data-title="Un%20ipermercato%20al%20posto%20di%2045mila%20mq%20di%20bosco" data-url="https%3A%2F%2Filmanifesto.it%2Fun-ipermercato-al-posto-di-45mila-mq-di-bosco">Il manifesto. (2026). <a href="https://ilmanifesto.it/un-ipermercato-al-posto-di-45mila-mq-di-bosco" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Un ipermercato al posto di 45mila mq di bosco</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-protesta-di-cui-pochi-parlano-cercano-di-salvare-un-bosco-vicino-reggio-emilia-sgomberati-dalle-forze-dell-ordine.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>