<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Wed, 28 Oct 2026 22:20:17 +0000</lastBuildDate><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 22:20:17 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Il nuovo progetto di Jason Momoa per proteggere l’ambiente: un sistema innovativo per eliminare le bottiglie di plastica]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 19:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Jason Momoa si è sempre battuto per la difesa dell’ambiente e adesso ha lanciato un progetto di riutilizzo della plastica più efficace del comune riciaclaggio. Ecco in cosa consiste</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica-1793112428007.jpg" data-image="sk7a1xlrf31f" alt="Jason Momoa" title="Jason Momoa"><figcaption>Jason Momoa, attore famoso anche per il suo impegno a favore dell'ambiente - Gage Skidmore / Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 2.0</figcaption></figure><p>Jason Momoa, attore e produttore americano originario delle <strong>Hawaii </strong>ha sempre avuto a cuore le tematiche ambientali, con una particolare attenzione all’inquinamento derivato dalla <strong>plastica </strong>e alla difesa degli <strong>ecosistemi marini</strong>.</p><p>Nel 2019 Momoa ha fondato <strong>Mananalu</strong>, un’azienda che si occupa di cercare soluzioni alternative alle bottiglie di plastica per l’acqua. </p><p>Adesso l’azienda si è evoluta ancora di più, fornendo nuovi sistemi per limitare lo spreco di plastica, oltre che rimuovere le bottiglie usate dal mare.</p><h2> Mananalu e la lotta alla plastica</h2><p>Mananalu è un termine hawaiano che vuol dire “sacro spirito della vita” e il brand di Momoa è nato attorno al principio del <strong>mālama honua</strong>, anch’esso parte dalla cultura delle Hawaii, e incentrato sul prendersi cura della Terra.</p><p>La mission di Mananalu è proprio questa, aiutare il pianeta a <strong>guarire </strong>dopo decenni di sfruttamento indiscriminato e inquinamento senza freni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica-1793113629738.jpg" data-image="yf4srwmhhpgy" alt="Momoa Hawaii" title="Momoa Hawaii"><figcaption>Una spiaggia delle Hawaii al tramonto</figcaption></figure><p>Il primo passo, nel 2019, è stato quello di creare bottiglie per l’acqua in <strong>alluminio </strong>per sostituire quelle in plastica. Ogni bottiglia in alluminio acquistata, inoltre, andava a finanziare il <strong>recupero </strong>di quelle gettate in mare. L’iniziativa è stata un successo, con <strong>sei milioni</strong> di bottiglie rimosse dagli oceani.</p><h2>In cosa consiste il progetto di Jason Momoa</h2><p>Il passo successivo di Mananalu, che nel 2025 ha avviato una collaborazione con <strong>Boomerang Water</strong>, è quello di spingere le persone ad acquistare meno bottiglie e <strong>riutilizzare </strong>quelle già in loro possesso, invece di sostituire semplicemente i materiali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763145" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche">Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche-1775810229090_320.jpg" alt="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"></a></article></aside><p>Per fare questo sono state progettate delle <strong>macchine </strong>da collocare nelle strutture dove comunemente si vendono bottigliette d’acqua, come ad esempio gli <strong>alberghi.</strong></p><p>Queste macchine funzionano come dei normali <strong>distributori di bottiglie</strong>, ma i contenitori possono essere <strong>restituiti </strong>per essere igienizzati, nuovamente riempiti e ridistribuiti. </p><div class="texto-destacado">Le macchine sono collegate alla rete idrica locale e possono eseguire in <strong>autonomia </strong>e sul posto tutte le operazioni necessarie al recupero dei contenitori, lavorando velocemente.</div><p>Ciascuna macchina può trattare fino a <strong>500 bottiglie all’ora</strong>, o 4000 al giorno.</p><p>L'impiego di questa tecnologia semplifica anche le operazioni di acquisto, trasporto e stoccaggio dell’acqua per le strutture che ospitano le nuove macchine, poiché non avranno più bisogno di comprare l’acqua imbottigliata.</p><h2>Riutilizzo e riciclo, qual è il sistema più efficiente</h2><p>Nel caso delle bottiglie di plastica il sistema del riutilizzo è più efficiente rispetto a quello del riciclo perché avviene senza la necessità di raccogliere i contenitori, trasportali e lavorali. </p><p>Non occorrono nemmeno nuovi imballaggi o etichettature, con un <strong>risparmio </strong>di emissioni di carbonio che Manalalu attesta al <strong>95%.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="745160" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-riciclaggio-dei-metalli-non-e-piu-un-opzione-e-diventato-una-priorita-globale-avvertono-gli-scienziati.html" title="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati">"Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale", avvertono gli scienziati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-riciclaggio-dei-metalli-non-e-piu-un-opzione-e-diventato-una-priorita-globale-avvertono-gli-scienziati.html" title="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/a-reciclagem-de-metais-deixou-de-ser-uma-opcao-passou-a-ser-uma-prioridade-global-alertam-os-cientistas-1765996282504_320.jpg" alt="'Il riciclaggio dei metalli non è più un'opzione: è diventato una priorità globale', avvertono gli scienziati"></a></article></aside><p>Questo valore include anche il risparmio relativo all’uso della rete idrica locale e soprattutto all'acquisto delle bottiglie di acqua per gli hotel, che nel caso delle Hawaii avviene quasi sempre dalla <strong>terraferma</strong>. </p><p>L'arcipelago non ha grosse fabbriche e quindi comprare acqua imbottigliata in quantità elevata comporta un dispendio di tempo, denaro ed energia.</p><h2>Le Hawaii, un paradiso costantemente minacciato</h2><p>Il progetto di Momoa è partito dall'isola di <strong>Oahu</strong>, dove hanno aderito in una prima fase quattro hotel. Ora la speranza è di diffondere il sistema anche a scuole, uffici e così via, per portarlo in seguito al di fuori delle Hawaii.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica-1793113575542.jpg" data-image="7fdzut9ei2yn" alt="Hawaii inquinamento" title="Hawaii inquinamento"><figcaption>Sott'acqua o sotto la sabbia, la plastica è un pericolo costante per gli habitat costieri</figcaption></figure><p>Eliminare il problema delle bottiglie di plastica alla radice, tramite il <strong>riutilizzo</strong>, è particolarmente rilevante per queste belle isole del Pacifico, e non solo per il coinvolgimento personale del fondatore del progetto. Le Hawaii sono costantemente minacciate dalla plastica, e tra gli stati costieri del Nord America sono quelle che risentono di più dell’<strong>inquinamento dei mari.</strong></p><p>La posizione geografica delle Hawaii mette queste isole al centro di <strong>correnti oceaniche</strong> che portano sulle loro coste rifiuti plastici provenienti persino dall’<strong>Asia</strong>. I rifiuti mettono a rischio l’ecosistema marino e possono rimanere sepolti nella sabbia fino a un metro di profondità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762200" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-conferma-dagli-scienziati-le-microplastiche-si-stanno-accumulando-anche-nelle-foreste-di-tutto-il-mondo.html" title="Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo">Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arriva-la-conferma-dagli-scienziati-le-microplastiche-si-stanno-accumulando-anche-nelle-foreste-di-tutto-il-mondo.html" title="Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-contaminacion-por-plasticos-ya-no-esta-solo-en-los-oceanos-los-microplasticos-estan-cubriendo-los-bosques-1774793291792_320.jpeg" alt="Arriva la conferma dagli scienziati, le microplastiche si stanno accumulando anche nelle foreste di tutto il mondo"></a></article></aside><p>Un’alta percentuale dei rifiuti plastici che inquinano le Hawaii, inoltre, deriva dalle attività della popolazione locale e dall’alto afflusso di turisti. Sulle isole <strong>mancano </strong>le infrastrutture per il <strong>riciclaggio </strong>dei rifiuti e le <strong>discariche </strong>sono da tempo troppo piene.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="TOI%20Science%20Desk" data-year="2026" data-title="jason%20momoa%20launched%20a%20water%20brand%20to%20fight%20plastic%20pollution%20after%20reporting%20more%20than%206%20million%20plastic%20bottles%20removed%20his%20company%20introduced%20hotel%20machines%20that%20can%20refill%20up%20to%20500%20bottles%20an%20hour" data-url="https%3A%2F%2Ftimesofindia.indiatimes.com%2Fscience%2Fnature%2Fjason-momoa-launched-a-water-brand-to-fight-plastic-pollution-after-reporting-more-than-6-million-plastic-bottles-removed-his-company-introduced-hotel-machines-that-can-refill-up-to-500-bottles-an-hour%2Farticleshow%2F135119843.cms">TOI Science Desk. (2026). <a href="https://timesofindia.indiatimes.com/science/nature/jason-momoa-launched-a-water-brand-to-fight-plastic-pollution-after-reporting-more-than-6-million-plastic-bottles-removed-his-company-introduced-hotel-machines-that-can-refill-up-to-500-bottles-an-hour/articleshow/135119843.cms" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">jason momoa launched a water brand to fight plastic pollution after reporting more than 6 million plastic bottles removed his company introduced hotel machines that can refill up to 500 bottles an hour</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-nuovo-progetto-di-jason-momoa-per-proteggere-l-ambiente-un-sistema-innovativo-per-eliminare-le-bottiglie-di-plastica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Sergio Messina, esperto di astronomia: “Le Tauridi sono ricche di bolidi”. Quando osservarle nel Novembre 2026]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 17:29:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Le Tauridi illuminano le notti autunnali con poche meteore, talvolta spettacolari. A Novembre 2026, due massimi e una Luna poco invadente offrono buone occasioni per osservare questo incontro tra la Terra e antichi detriti cometari.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri-1793188741234.jpeg" data-image="f7izz2eqmyse" alt="Tauridi" title="Tauridi"><figcaption>Le Tauridi di inizio Novembre sembreranno provenire da una stessa direzione, il radiante, nella costellazione del Toro. </figcaption></figure><p>Le notti di inizio Novembre ci offrono uno spettacolo anche noto come <strong>le “palle di fuoco di Halloween”</strong>. Si tratta dello <strong>sciame meteorico delle Tauridi</strong> che, per la vicinanza con la festa di Halloween, vengono creativamente chiamate anche in questo modo. L’attività di questo sciame è massima a <strong>Novembre con ben due appuntamenti</strong>, accompagnati quest’anno da condizioni lunari favorevoli.</p><h2>Due sciami e due appuntamenti nel cielo di Novembre</h2><p>Lo sciame meteorico delle Tauridi si manifesterà durante due finestre temporali. <strong>Intorno al 5 Novembre saranno visibili le Tauridi meridionali; a seguire, intorno al 12 Novembre, le Tauridi settentrionali.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>I due picchi dello sciame delle Tauridi saranno il 5 e il 12 Novembre.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il nome di uno sciame meteorico deriva dalla posizione apparente in cielo del radiante, cioè la direzione dalla quale sembrano arrivare le meteoriti e quindi dalla direzione da cui sembrano dipartirsi le scie luminose. Nel caso delle Tauridi,<strong> il radiante si trova all’interno dei confini della costellazione del Toro</strong> (Taurus in latino). </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764449" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco.html" title="Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco">Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco.html" title="Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-in-toro-da-oggi-un-segno-tra-mito-astronomia-e-zodiaco-1776437044815_320.png" alt="Il Sole da oggi in Toro: un segno tra mito, astronomia e zodiaco"></a></article></aside><p><strong>Ma proprio nel caso delle Tauridi, i radianti sono due</strong>: uno posizionato nella parte meridionale della costellazione (quasi di fronte alla testa del Cetus) da cui promanano le <strong>Tauridi meridionali</strong> e l’altro in quella settentrionale (vicino alla brillante stella Aldebaran) da cui promanano le <strong>Tauridi settentrionali</strong>.</p><div class="texto-destacado">La suddivisione di uno stesso sciame meteorico in due o più “rami” o “componenti” non è rara. Oltre alle Tauridi, altri esempi sono le Delta Aquaridi divise in Sud Delta Aquaridi (molto più intense) e Nord Delta Aquaridi, o le Draconidi di Agosto, suddivise addirittura in tre rami, secondo quanto emerso da recenti studi.</div><p>Secondo le previsioni dell’International Meteor Organization <strong>il massimo delle Tauridi meridionali sarà nella notte tra 4 e 5 Novembre, il massimo delle Tauridi settentrionali nella notte tra 11 e 12 Novembre</strong>. Ma conviene osservare anche nelle serate vicine: soprattutto il ramo settentrionale presenta un massimo ampio, distribuito su diversi giorni.</p><p>La frequenza media con cui appariranno le scie luminose è intorno a <strong>5–10 meteore all’ora per le meridionali e 5 per le settentrionali,</strong> ma in condizioni ideali. Il numero effettivamente visibile potrà essere sensibilmente inferiore.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri-1793188544812.jpg" data-image="3in62aznp6w2" alt="Radianti" title="Radianti"><figcaption>	I radianti delle Tauridi settentrionali e meridionali nella regione del Toro. Credit: NASA</figcaption></figure><p>La visibilità delle Tauridi quest’anno non sarà ostacolata dalla Luna. Questa sarà calante per il picco del 5 Novembre, quando sorgerà tardi nella notte. Sarà invece una sottile falce crescente per il secondo picco del 12 Novembre. Il novilunio del 9 novembre favorirà anche le notti intermedie. </p><h2>Perché non uno ma due sciami</h2><p><strong>Progenitrice dello sciame meteorico delle Tauridi è la cometa periodica 2P/Encke</strong>, che completa un’orbita attorno al Sole in circa 3,3 anni. </p><div class="texto-destacado">Questa cometa fu osservata per la prima volta da Pierre Méchain il 17 gennaio 1786, ma prende il nome dall'astronomo tedesco Johann Franz Encke, che ne calcolò e previde l'orbita nel 1819.</div><p>Lungo la propria orbita la cometa rilascia una scia persistente di detriti e polveri. Questa scia, che viene alimentata ogni 3.3 anni, nel corso del tempo tende ad allargarsi, ma non in maniera uniforme. Nel nostro caso specifico essa si suddivide in due sotto-scie che vengono attraversate dalla Terra a distanza di circa una settimana, appunto il 5 e poi il 12 Novembre.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674730" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-terra-potrebbe-presto-avere-la-sua-prima-pioggia-di-meteoriti-causata-dall-uomo.html" title="La Terra potrebbe presto avere il suo primo sciame meteorico causato dall’uomo">La Terra potrebbe presto avere il suo primo sciame meteorico causato dall’uomo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-terra-potrebbe-presto-avere-la-sua-prima-pioggia-di-meteoriti-causata-dall-uomo.html" title="La Terra potrebbe presto avere il suo primo sciame meteorico causato dall’uomo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-tierra-podria-tener-la-primera-lluvia-de-meteoros-provocada-por-humanos-1726154928088_320.jpg" alt="La Terra potrebbe presto avere il suo primo sciame meteorico causato dall’uomo"></a></article></aside><p>Polveri e detriti, chiamati meteore, intercettati dalla Terra e attraversando l’atmosfera terrestre ad una<strong> velocità di circa 27-29 km al secondo</strong>, si surriscaldano per attrito e si consumano producendo una scia luminosa. Questa, volgarmente viene chiamata “stella cadente” ma si tratta di grani di polvere, nulla a che vedere con le stelle.</p><p>L’eventuale frammento non consumato che dovesse raggiungere il suolo prende il nome di <strong>meteorite.</strong></p><p>Alcune meteore possono risultare particolarmente luminose e vengono comunemente chiamate<strong> bolidi</strong>. Ad esempio, nel novembre 2019, una Tauride osservata lungo la costa orientale degli Stati Uniti fu prodotta da un frammento di circa dieci centimetri: secondo l’analisi NASA, si consumò completamente, senza lasciare meteoriti. Una scia vistosa, dunque, non implica necessariamente un oggetto capace di raggiungere il terreno.<a href="https://fireballs.ndc.nasa.gov/skyfalls/events/20191113-030445?utm_source=chatgpt.com"> </a></p><h2>Come osservarle dall’Italia</h2><p>Come dicevamo, <strong>i due radianti,</strong> quello delle Tauridi settentrionali e di quelle meridionali, <strong>si trovano all’interno della costellazione del Toro</strong>. Questa costellazione, dopo la mezzanotte, è sufficientemente alta sopra l’orizzonte, posizionata di fronte alla costellazione del cacciatore Orione e con la costellazione di Perseo alle spalle.</p><p><strong>E’ facilmente riconoscibile grazie alla stella arancione Aldebaran e al vicino gruppo stellare delle Pleiadi. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri-1793187944413.png" data-image="q4wje5eheooy" alt="Tauridi" title="Tauridi"><figcaption>La costellazione del Toro, con il radiante delle Tauridi settentrionali, tra le costellazioni di Orione e di Perseo. Credit: Stellarium web</figcaption></figure><p>Per osservare lo sciame non è necessario fissare continuamente il Toro. Infatti, le scie possono comparire in ampie porzioni del cielo, sempre apparentemente provenienti dal radiante, e quelle lontane dal radiante possono apparire più lunghe.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="747846" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/guida-astronomica-2026-tutte-le-eclissi-gli-sciami-meteorici-e-gli-allineamenti-da-non-perdere.html" title="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere">Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/guida-astronomica-2026-tutte-le-eclissi-gli-sciami-meteorici-e-gli-allineamenti-da-non-perdere.html" title="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guia-astronomica-2026-todos-los-eclipses-lluvias-de-estrellas-y-alineaciones-que-no-te-puedes-perder-1767213132897_320.jpeg" alt="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere"></a></article></aside><p>Dall’Italia conviene scegliere un luogo con visuale aperta e poche luci artificiali, dedicando all’osservazione soprattutto le ore intorno alla mezzanotte. Gli occhi devono abituarsi al buio: controllare continuamente uno schermo luminoso riduce la capacità di distinguere le meteore deboli. E’ sconsigliabile l’uso di telescopi o binocoli poiché l’osservazione a occhio nudo abbraccia una porzione di cielo molto più vasta aumentando la probabilità di scovarne.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/sergio-messina-esperto-di-astronomia-quando-ne-appare-una-tende-a-essere-grande-e-luminosa-come-osservare-le-tauri.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Fiori e foglie che conservano il loro fascino anche dopo l'essiccazione: 10 piante ideali per creare composizioni naturali e portare in casa i colori dell'autunno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965594900.jpeg" data-image="nbz5qzjyk4xm"><figcaption>10 piante e fiori essiccati perfetti per decorare casa in autunno</figcaption></figure><p><strong>Piante verdeggianti e fiori colorati sono protagonisti di case, giardini, balconi e mazzi recisi durante la loro stagione più bella</strong>. È difficile immaginarli decorativi quando il loro ciclo vitale è ormai terminato, eppure alcune piante e alcuni fiori conservano forme, colori e persino profumi anche dopo essere stati essiccati. Sono perfetti per realizzare composizioni capaci di portare negli ambienti domestici un tocco naturale e suggestivo durante l'autunno. Ecco 10 piante che, una volta essiccate, mantengono intatto il loro fascino.</p><h2>1. Limonio</h2><p><strong>Il limonio è molto apprezzato nelle composizioni di fiori secchi per le sue numerose piccole infiorescenze, disponibili in diverse tonalità, dal viola al rosa fino al bianco</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965629951.jpeg" data-image="pow7c30r1k2g"><figcaption>Limonio</figcaption></figure><p>Una volta essiccati, i fiori mantengono a lungo la loro forma e il colore, diventando un elemento leggero e versatile per mazzi e decorazioni.</p><h2>2. Ortensia</h2><p><strong>Le grandi infiorescenze dell'ortensia sono particolarmente adatte all'essiccazione</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965646406.jpeg" data-image="3lupamjbo9iq"><figcaption>Ortensia</figcaption></figure><p>Con il passare del tempo i colori vivaci possono assumere sfumature più delicate e vintage, mentre la caratteristica forma globosa rimane intatta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764843" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/perche-le-tue-ortensie-cambiano-colore-da-sole-la-risposta-e-nel-terreno.html" title="Perché le tue ortensie cambiano colore da sole? La risposta è nel terreno">Perché le tue ortensie cambiano colore da sole? La risposta è nel terreno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/perche-le-tue-ortensie-cambiano-colore-da-sole-la-risposta-e-nel-terreno.html" title="Perché le tue ortensie cambiano colore da sole? La risposta è nel terreno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-chimica-che-trasforma-i-fiori-ortensie-che-cambiano-colore-da-rosa-a-blu-a-seconda-del-terreno-1778607588183_320.jpeg" alt="Perché le tue ortensie cambiano colore da sole? La risposta è nel terreno"></a></article></aside><p>Da sole o insieme ad altri fiori, sono ideali per composizioni autunnali dall'aspetto naturale ed elegante.</p><h2>3. Cardo blu</h2><p><strong>L'eringio, conosciuto anche come cardo blu, si distingue per le sue infiorescenze dalla caratteristica forma appuntita e per le tonalità bluastre o argentate</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965664895.jpeg" data-image="27v8xmx8op3v"><figcaption>Cardo blu</figcaption></figure><p>Anche da essiccato conserva molto bene la propria struttura e il colore, diventando un elemento originale per composizioni rustiche o dal gusto più contemporaneo.</p><h2>4. Elicriso</h2><p><strong>L'elicriso è conosciuto anche come fiore di carta proprio per la consistenza particolare dei suoi petali, che sembrano quasi fatti di materiale cartaceo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965685854.jpeg" data-image="bgdovmizbiid"><figcaption>Elicriso</figcaption></figure><p>Dopo l'essiccazione mantiene la forma dei fiori e colori intensi, dal giallo all'arancio, dal rosa al rosso. È uno dei fiori più caratteristici per creare decorazioni destinate a durare nel tempo.</p><h2>5. Eucalipto</h2><p><strong>Non solo fiori: anche il fogliame di alcune piante è perfetto per le composizioni secche</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965704569.jpeg" data-image="pkwz0z9044rn"><figcaption>Eucalipto</figcaption></figure><p>L'eucalipto mantiene a lungo le sue foglie tondeggianti e il caratteristico aspetto verde-argenteo, oltre al suo profumo. I suoi rami possono essere utilizzati da soli oppure accostati a fiori secchi per dare volume e movimento alla composizione.</p><h2>6. Lavanda</h2><p><strong>La lavanda conserva anche da essiccata le sue caratteristiche spighe fiorali e una parte del suo intenso profumo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965722624.jpeg" data-image="zhgwqdfhrrlq"><figcaption>Lavanda</figcaption></figure><p>Il colore tende a diventare più delicato, ma le infiorescenze rimangono decorative a lungo. I suoi piccoli fiori sono perfetti per mazzi, ghirlande e composizioni dal delicato carattere autunnale.</p><h2>7. Gipsofila</h2><p><strong>Con i suoi numerosissimi piccoli fiori bianchi, la gipsofila crea un effetto leggero e vaporoso, particolarmente adatto alle composizioni</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965744864.jpeg" data-image="lr7bptamnfkd"><figcaption>Gipsofila</figcaption></figure><p>Una volta essiccata conserva la ramificazione e la forma delle infiorescenze, diventando un elemento ideale per riempire i mazzi e accompagnare fiori più grandi.</p><h2>8. Cotone</h2><p><strong>Le caratteristiche capsule del cotone sono tra gli elementi più curiosi che si possono trovare nelle composizioni di fiori secchi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965764610.jpeg" data-image="pgf7nh6p6jtf"><figcaption>Cotone</figcaption></figure><p>Quando si aprono, mostrano la soffice fibra bianca che circonda i semi. La forma rimane stabile e il colore chiaro crea un piacevole contrasto con fiori e foglie dai toni autunnali.</p><h2>9. Erica</h2><p><strong>L'erica produce numerosi piccoli fiori lungo i suoi rametti, creando masse fiorite delicate e compatte</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965783044.jpeg" data-image="ntuov7ee0skz"><figcaption>Erica</figcaption></figure><p>Anche dopo l'essiccazione conserva bene la propria struttura e le tonalità rosate, violacee o bianche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793195" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale.html" title="Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale">Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale.html" title="Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/erica-in-vaso-dal-terriccio-all-esposizione-guida-alla-cura-di-questa-pianta-autunnale-1791964849059_320.jpeg" alt="Erica in vaso: dal terriccio all’esposizione, guida alla cura di questa pianta autunnale"></a></article></aside><p>È particolarmente adatta a composizioni semplici e dall'aspetto naturale, nelle quali può essere utilizzata anche insieme a rami e foglie secche.</p><h2>10. Protea</h2><p><strong>La protea è probabilmente una delle piante più scenografiche da utilizzare nelle composizioni secche</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno-1792965800957.jpeg" data-image="qr8adr0w56w0"><figcaption>Protea</figcaption></figure><p>Le sue grandi infiorescenze, caratterizzate da forme insolite e involucri coriacei, mantengono molto bene la propria struttura dopo l'essiccazione. Anche da sola può diventare il punto focale di un vaso, grazie al suo aspetto esotico e originale.</p><h2>Un autunno da portare in casa</h2><p><strong>Grazie a queste piante, l'autunno entra in casa con originalità</strong>: ai colori del foliage che osserviamo all'esterno si possono accostare quelli più tenui dei fiori essiccati, creando composizioni capaci di evocare la stagione che volge al termine. </p><p>Forme, colori e talvolta anche profumi rimangono così a lungo negli ambienti domestici, trasformando parti ormai prive di vita in decorazioni naturali tutte da ammirare.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-e-fiori-essiccati-perfetti-per-decorare-casa-in-autunno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Occhi puntati sul Mediterraneo: da domenica possibile ciclone con piogge intense, ecco le regioni più a rischio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 14:32:01 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Sarà un fine settimana all'insegna del maltempo sulle regioni meridionali, con piogge frequenti, ma anche temporali e prime spolverate di neve sull'Appennino. Ecco le regioni più a rischio.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrrma2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrrma2.jpg" id="xbrrma2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La fase stabile e soleggiata di questi ultimi giorni ha già le ore contate. Già a partire dalla giornata di <strong>venerdì 30 ottobre,</strong> masse d’aria più fredde, in discesa dall’Europa orientale, tramite i Balcani, andranno ad intrufolarsi lungo il margine più meridionale dell’anticiclone, molto robusto, presente su gran parte dell’Europa.</p><p>Una configurazione barica ben definita sull’Europa sta creando le condizioni ideali per la formazione di una depressione che sarà <strong>capace di portare piogge intense e i primi segnali invernali sull’Appennino meridionale.</strong></p><h2><strong>Il motore del cambiamento, l’anticiclone e il flusso freddo retrogrado</strong></h2><p>Il protagonista iniziale di questa evoluzione è il robusto promontorio anticiclonico posizionato sull’Europa centrale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793195939315.jpg" data-image="05wf3uatdyk9" alt="Vento, freddo." title="Vento, freddo."><figcaption>Il flusso fredda da nord-est atteso sull'Italia nel corso del prossimo fine settimana.</figcaption></figure><p>Questa struttura di alta pressione, piuttosto estesa e tenace, non si limiterà a garantire tempo stabile e soleggiato su gran parte del continente, ma avrà un effetto decisivo sulla circolazione a quote medio-alte. </p><div class="texto-destacado"><strong>Favorirà infatti un flusso freddo retrogrado proveniente da nord-est, che scorrerà lungo il suo bordo orientale e si spingerà progressivamente verso il Mediterraneo centrale.</strong></div><p>Questo tipo di dinamica è tipica delle configurazioni a blocco. In questa dinamica l’aria fredda non scende direttamente dal nord Europa, ma viene incanalata da est/nord-est, <strong>acquisendo caratteristiche continentali e risultando particolarmente efficace una volta giunta sul mare, ancora relativamente caldo in superficie.</strong></p><h2><strong>L’evoluzione della saccatura e la nascita della depressione</strong></h2><p>Nel corso del fine settimana una saccatura retrograda scivolerà proprio sul bordo orientale di questo anticiclone. Inizialmente allungata, la struttura tenderà a chiudersi e a isolarsi, <strong>trasformandosi in una vera e propria depressione centrata fra il basso Tirreno e il Mar Ionio. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo">Luca Lombroso, meteorologo: "Da novembre aria invernale sull'Italia". Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale-1793013115653_320.jpg" alt="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"></a></article></aside><p>Questa evoluzione è particolarmente significativa, poiché una volta isolata, la depressione potrà alimentarsi dell’energia termica e dell’umidità del Mediterraneo, <strong>intensificandosi e divenendo più stazionaria.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793195999816.jpg" data-image="otpmtjj7y6jt" alt="Piogge." title="Piogge."><figcaption>Ecco le precipitazioni cumulate dei prossimi giorni, si notano accumuli più importanti sulle aree del medio-basso Adriatico e Sud.</figcaption></figure><p>Stazionando intorno i mari dell’Italia meridionale questa depressione originerà un’area di maltempo organizzata che interesserà in modo diretto le regioni meridionali e parte del medio-basso Adriatico, il tutto accompagnato da freddi e sostenuti venti di Grecale e Tramontana.</p><h2><strong>Le aree più esposte al maltempo</strong></h2><p>La depressione porterà <strong>precipitazioni diffuse sulle coste del medio-basso Adriatico e su gran parte del Sud. </strong>Gli accumuli più significativi sono attesi soprattutto su parte della Puglia (in particolare i settori ionici e adriatici meridionali), e la Calabria, sia sul versante tirrenico che su quello ionico, con possibili fenomeni più intensi e persistenti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Un’altra regione, particolarmente colpita, soprattutto fra sabato e domenica, sarà proprio la Sicilia. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Qui le piogge, e probabilmente pure qualche temporale, saranno più intense sui settori orientali e settentrionali, <strong>dove l’interazione tra la circolazione depressionaria e l’orografia potrà esaltare le precipitazioni.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio-1793196075062.jpg" data-image="rzbdzov3er02" alt="Neve, Appennino." title="Neve, Appennino."><figcaption>Sull’Appennino meridionale, a partire dalle quote medio-basse, sono attese le prime spolverate di neve sulle vette dei più importanti contrafforti montuosi. </figcaption></figure><p>In queste aree non si escludono temporali, anche di una certa intensità, e accumuli pluviometrici elevati in poche ore o nell’arco di 24-36 ore. Le zone interne e montuose potranno registrare valori particolarmente rilevanti a causa dell’effetto stau. Specie se la depressione stazionerà per maggior tempo lungo lo Ionio.</p><h2><strong>Prime spolverate di neve sull’Appennino meridionale</strong></h2><p>L’afflusso di aria più fredda associato alla saccatura e alla successiva depressione non si limiterà a generare pioggia. Sull’Appennino meridionale, a partire dalle quote medio-basse, sono attese le prime spolverate di neve sulle vette dei più importanti contrafforti montuosi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794708" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-meteorologo-dal-30-ottobre-tornera-lo-schema-atmosferico-che-provoca-piogge-intense-sul-mediterraneo.html" title="Daniele Ingemi, meteorologo: 'Dal 30 ottobre tornerà lo schema atmosferico che provoca piogge intense sul Mediterraneo'">Daniele Ingemi, meteorologo: "Dal 30 ottobre tornerà lo schema atmosferico che provoca piogge intense sul Mediterraneo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-meteorologo-dal-30-ottobre-tornera-lo-schema-atmosferico-che-provoca-piogge-intense-sul-mediterraneo.html" title="Daniele Ingemi, meteorologo: 'Dal 30 ottobre tornerà lo schema atmosferico che provoca piogge intense sul Mediterraneo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-meteorologo-dal-30-ottobre-tornera-lo-schema-atmosferico-che-provoca-piogge-intense-sul-mediterraneo-1792703008733_320.jpg" alt="Daniele Ingemi, meteorologo: 'Dal 30 ottobre tornerà lo schema atmosferico che provoca piogge intense sul Mediterraneo'"></a></article></aside><p>Non si tratterà di un episodio nevoso importante, ma di un segnale chiaro dell’ingresso di aria più fresca, <strong>capace di far scendere la quota neve fino a valori insoliti per la fine di ottobre in alcune zone montane calabresi e lucane.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/occhi-puntati-sul-mediterraneo-da-domenica-possibile-ciclone-con-piogge-intense-ecco-le-regioni-piu-a-rischio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Anticipo d'inverno la settimana prossima sull'Italia: netto calo termico da domenica, irruzione fredda da est-nord-est]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 13:58:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni un'intensa irruzione di aria fredda da est-nord-est traghetterà l'Italia verso una fase tardo autunnale, se non verso un anticipo d'inverno, con un deciso calo termico.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrqr32"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrqr32.jpg" id="xbrqr32"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La circolazione atmosferica sul nostro continente si appresta ad <strong>un nuovo importante e radicale cambiamento</strong>, che potrà portare buona parte del continente a vivere un anticipo di inverno. Sarà l'alta pressione delle Azzorre a ritirarsi prima verso ovest e poi a spostarsi progressivamente verso le latitudini più settentrionali, puntando l'Europa nord-occidentale. </p><p>Questa dinamica, che poi proseguirà con il congiungimento con i massimi di pressione presenti tra Scandinavia e Russia, favorirà la discesa di <strong>masse d'aria via via più fredde</strong> che tenderanno a riversarsi verso ovest, con <strong>un clima</strong> che si farà progressivamente<strong> più rigido</strong>.</p><h2> Il tempo fino al prossimo fine settimana</h2><p>Nel corso della<strong> giornata di giovedì 29</strong>, il tempo si manterrà nel complesso stabile, prevalentemente soleggiato su gran parte della penisola, ancora protetta dall'anticiclone. </p><p>Tuttavia non mancheranno<strong> le caratteristiche del clima anticiclonico</strong>, come le foschie, le banchi di nebbia notturne e mattutine nelle pianure settentrionali e interne del centro, così come le<strong> forti inversioni termiche</strong> che porteranno localmente le temperature minime a scendere su valori relativamente rigidi, specie su pianure e vallate, e le massime più miti, soprattutto sui settori occidentali della penisola. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia-1793188614658.jpg" data-image="dfifj7fq55ib"><figcaption>Situazione prevista per Domenica prossima, 1° novembre. Oltre al netto calo termico, nubi, piogge sparse e dei rovesci che interesseranno oltre al versante adriatico (medio e basso), anche la Basilicata, la Calabria ionica e la Sicilia orientale. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Ci sarà una importante <strong>escursione termica</strong> tra valori diurni e notturni, spesso molto distanti tra loro.</p><h2>Il primo cambiamento venerdì 30 ottobre</h2><p>A partire<strong> da venerdì</strong> inizieranno ad arrivare i primi veri segnali del cambiamento della circolazione, infatti il parziale ritiro dell'anticiclone verso ovest favorirà <strong>l'ingresso delle correnti più fresche e relativamente instabili di origine balcanica</strong> lungo il Medio e Basso Adriatico e sulle regioni meridionali. </p><p>Le conseguenze di questo cambiamento consisteranno in un <strong>aumento della nuvolosità e a un graduale peggioramento</strong> sulle aree appena citate dove potranno arrivare anche delle <strong>piogge sparse e dei rovesci </strong>che interesseranno oltre al versante adriatico (medio e basso), anche la Basilicata, la Calabria ionica e la Sicilia orientale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia-1793188664309.jpg" data-image="whv4llhbc7t9"><figcaption>La prossima settimana, la circolazione ovest favorirà l'ingresso di correnti via via più fredde e instabili, con precipitazioni soprattutto lungo il Medio e Basso Adriatico e sulle regioni meridionali. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>I venti in rinforzo dei quadranti settentrionali, quindi di Tramontana e di Grecale, determineranno <strong>un primo sensibile calo delle temperature, specie sulle regioni maggiormente esposte.</strong></p><h2>Il netto calo termico di domenica</h2><p>Il flusso di<strong> aria fredda di estrazione continentale nel weekend</strong> e in particolare nella giornata di domenica guadagnerà terreno verso ovest estendendosi a buona parte del nostro Paese.</p><div class="texto-destacado">La diminuzione delle temperature sarà netta e avvertita sensibilmente su tutta la penisola in modo particolarmente marcato lungo i versanti orientali e meridionali.</div><p>Oltre al calo termico <strong>insisteranno condizioni di spiccata variabilità o anche di instabilità</strong> con nuove occasioni per precipitazioni sparse e per rovesci, <strong>soprattutto sulle regioni centro-meridionali adriatiche.</strong></p><h2>La tendenza "fredda" per la prossima settimana </h2><p>Secondo gli ultimi aggiornamenti dei modelli dei principali centri di calcolo meteorologico, tra cui <strong>ECMWF e GFS</strong>, la <strong>situazione di i</strong><strong>nizio novembre</strong> si configura <strong>estremamente dinamica</strong>, anche se con ancora dei nodi da sciogliere.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795524" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo">Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html" title="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo-1793178666045_320.png" alt="Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo"></a></article></aside><p><strong>A livello europeo</strong> occidentale rimane un'<strong>anomalia barica positiva</strong>, ovvero con geopotenziale sopra media alle alte latitudini, e invece con una<strong> vasta saccatura fredda protesa sull'Europa orientale.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia-1793188581257.jpg" data-image="auwol9l8kiln"><figcaption>A partire da domenica prossima e poi nei giorni successivi, correnti continentali fredde, soprattutto verso i paesi balcanici, l'area danubiana e, in misura comunque importante, anche la nostra penisola, specie i settori orientali e meridionali. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Questa particolare disposizione favorisce l'isolamento dei <strong>celle anticicloniche tra l'Europa occidentale e l'area russo-scandinava</strong>, con una direttrice delle<strong> correnti continentali fredde</strong>, orientata soprattutto verso i paesi balcanici, l'area danubiana e, in misura comunque importante, anche la nostra penisola, specie i settori già menzionati orientali e meridionali. </p><h2>Durata dell'irruzione e incertezze modellistiche</h2><p>Sebbene questa<strong> irruzione fredda di stampo tardo autunnale o semi-invernale</strong> venga proposta dai modelli di simulazione ormai da diversi giorni, quindi in modo abbastanza credibile e consolidato,<strong> i modelli faticano ancora a trovare una linea comune sulla sua durata ed eventuale persistenza</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795372" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa">Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa-1793097932892_320.jpg" alt="Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa"></a></article></aside><p>Nelle<strong> tendenze a lungo termine</strong>, sul finire della prima decade di novembre, l'anomalia negativa termica sull'Europa orientale mostra infatti dei <strong>segnali di attenuazione</strong>, lasciando spazio a un <strong>possibile scenario con il ritorno delle dinamiche atlantiche.</strong></p><div class="texto-destacado">Qualora, l'impianto dovesse confermare lo <strong>scenario di massima incisività della fase fredda</strong>, per la <strong>prima decade di novembre</strong> ci si dovrebbero attendere <strong>temperature diffusamente di sotto delle medie del periodo,</strong> specie nei valori minimi notturni e nelle aree maggiormente interessate dall'instabilità.</div><p>Restano, tuttavia, <strong>ancora da definire dei dettagli</strong> legati all'esatta<strong> posizione degli eventuali minimi di pressione al suolo</strong>, che potrebbero formarsi e determinare, in modo attualmente poco prevedibile, <strong>una maggiore o minore ampiezza delle zone interessate dai fenomeni</strong>, nonché <strong>la quota neve lungo la dorsale appenninica</strong>.</p><p>Per maggiori dettagli sul freddo della prossima settimana, rimaniamo ad ulteriori approfondimenti su MeteoRed.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/verso-un-anticipo-d-inverno-irruzione-d-aria-fredda-da-est-nord-est-e-deciso-calo-termico-sull-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[28 ottobre 1922, il forte maltempo impantanò la Marcia su Roma: la storia poteva andare diversamente?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/28-ottobre-1922-quando-le-piogge-torrenziali-impantanarono-la-marcia-su-roma-mussolini-arrivo-al-potere-per-altre-vie.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 13:11:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p> Pioggia forte, camicie nere bagnate e rifornimenti scarsi. Il maltempo peggiorò le difficoltà degli squadristi attorno a Roma pronti per marciare sulla città. Nonostante la pioggia però, la mobilitazione armata raggiunse il suo obiettivo eversivo, grazie al cedimento delle istituzioni, alla mancata risposta del re Vittorio Emanuele III e al terrore seminato fin dal 1920 dai fascisti con incendi, saccheggi e omicidi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/28-ottobre-1922-quando-le-piogge-torrenziali-impantanarono-la-marcia-su-roma-mussolini-arrivo-al-potere-per-altre-vie-1793174917291.png" data-image="zv7e99wzy4t1"><figcaption>Colonne di camice nere alle porte di Roma. .Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3518583</figcaption></figure><p>Il 28 ottobre si ricorda in Italia una delle pagine più nere della storia nazionale: <strong>la Marcia su Roma del 1922, la manifestazione eversiva che aprì la strada all’ascesa finale del fascismo, </strong>alla fine della democrazia e alla presa del potere da parte di Mussolini. </p><p>L’offensiva fascista portò Benito Mussolini al governo e segnò una rottura decisiva nello Stato liberale italiano. Ma c'è un aspetto meteorologico che pochi conoscono: le piogge battenti sul Lazio e su Roma, cadute proprio in quel tardo mese di ottobre 1922, peggiorarono i problemi delle colonne fasciste, già bloccate dai fermi dei treni e dalla mancanza di rifornimenti. </p><div class="texto-destacado"><strong>Lo scrittore Antonio Scurati racconta queste situazioni nel libro "<em>M. Il figlio del secolo</em>"</strong>. Anche la<strong> storica Giulia Albanese inizia il saggio "<em>La marcia su Roma</em>" </strong>parlando degli squadristi bagnati e affamati fuori dalla città, inzuppati da piogge torrenziali. </div><p>Il maltempo autunnale, però, tipico di questo periodo nel nostro paese - anche se in questi giorni un vasto anticiclone ci mette al riparo da perturbazioni - non fermò il successo politico dell’operazione. </p><h2>Le camicie nere sotto la pioggia </h2><p>Nel passo di Scurati riportato su "Fatti di Storia", gli squadristi che si avvicinavano a Roma per marciare sulla città e prendere il potere con la violenza sono descritti come <strong>uomini assetati, affamati, a piedi, avviliti, male armati e fradici di pioggia. </strong>L’acqua passava attraverso gli indumenti. </p><p>Le interruzioni ferroviarie ordinate dal comando militare costringevano gruppi di fascisti a proseguire a piedi. Alcuni si dispersero nelle campagne e nei boschi. Cercavano protezione nelle capanne, nelle grotte e sotto gli alberi. <strong> È un’immagine lontana da quella di una conquista travolgente di Roma, che negli anni a venire il regime avrebbe celebrato. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/28-ottobre-1922-quando-le-piogge-torrenziali-impantanarono-la-marcia-su-roma-mussolini-arrivo-al-potere-per-altre-vie-1793187950904.jpg" data-image="h5o8zht1kaw5" alt="marcia su roma" title="marcia su roma"><figcaption>Foto di sbarramenti a difesa di Roma, ottobre 1922. foto di sconosciuto I. Balbo, Diario, 1932, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=121286160</figcaption></figure><p>Ma le difficoltà degli uomini radunati nel Lazio non raccontano tutta la storia. La mobilitazione eversiva e violenta coinvolgeva molte città italiane. In queste città, <strong>i fascisti occupavano edifici pubblici e punti chiave delle comunicazioni. </strong>Minacciavano le autorità e aggredivano chi si opponeva. La storica Giulia Albanese sottolinea quanto sia importante guardare a questa insurrezione come a un fenomeno che riguarda tutto il paese. </p><h2>Roma poteva essere difesa </h2><p>Come ricorda Agostino Giovagnoli su "<em>Domani</em>", <strong>l’offensiva nota a tutti come Marcia su Roma non nacque dal nulla ma era stata preceduta da anni di violenze,</strong> <strong>intimidazioni e devastazioni</strong>. Il progetto insurrezionale era noto anche grazie ai giornali e alle informazioni date alle autorità. Il pericolo non arrivò all’improvviso. </p><p>Nella capitale, il generale Emanuele Pugliese aveva organizzato le difese. <strong>Reparti dell’esercito fermarono convogli fascisti e bloccarono i collegamenti ferroviari. </strong>Le forze schierate avevano equipaggiamento migliore rispetto agli squadristi. Federico Fornaro, sempre su "Domani", distingue però la difesa di Roma dal contrasto all’offensiva nazionale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="705744" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/disastro-chernobyl-meteo-storia-nella-diffusione-della-nube-radioattiva-ha-messo-a-rischio-la-salute-di-milioni-di-persone.html" title="Il disastro di Chernobyl: meteo-storia della nube radioattiva che mise a rischio la salute di milioni di persone">Il disastro di Chernobyl: meteo-storia della nube radioattiva che mise a rischio la salute di milioni di persone</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/disastro-chernobyl-meteo-storia-nella-diffusione-della-nube-radioattiva-ha-messo-a-rischio-la-salute-di-milioni-di-persone.html" title="Il disastro di Chernobyl: meteo-storia della nube radioattiva che mise a rischio la salute di milioni di persone"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/chernobyl-il-ruolo-del-meteo-nella-diffusione-della-nube-radioattiva-ha-messo-a-rischio-la-salute-di-milioni-di-persone-1744571285490_320.jpeg" alt="Il disastro di Chernobyl: meteo-storia della nube radioattiva che mise a rischio la salute di milioni di persone"></a></article></aside><p><strong>Le truppe avrebbero potuto respingere un attacco alla capitale. Tuttavia, sarebbe stato più difficile rispondere ad attacchi simultanei nel centro-nord, </strong>dove parte degli apparati militari e delle forze dell’ordine simpatizzava per il fascismo. </p><h2> Il cedimento delle istituzioni rese vittoriosa la Marcia </h2><p><strong>Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre il governo di Luigi Facta decise lo stato d’assedio, ma il re</strong> <strong>Vittorio Emanuele III non firmò il decreto</strong>. Il provvedimento fu quindi revocato. La risposta militare perse così il sostegno del vertice dello Stato. Mussolini, che era rimasto a Milano nei giorni caldi in cui si organizzava la Marcia, proprio mentre i suoi uomini restavano letteralmente impantanati alle porte di Roma, arrivò nella Capitale in treno il 30 ottobre. </p><p><strong>Una volta a Roma ricevette l’incarico ufficiale di formare il governo. </strong>La capitale non era stata conquistata militarmente. <strong>Tuttavia, la pressione armata fascista aveva portato al risultato voluto.</strong></p><p>La storica Albanese avverte che ridurre la Marcia a un bluff vuol dire ignorare la sua violenza e la rottura istituzionale. Anche Emilio Gentile, in "E fu subito regime", contesta le letture che trasformano l’evento in una manifestazione grottesca e politicamente trascurabile. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Gli storici sono concordi tra loro nel sottolineare come la mancata azione del re Vittorio Emanuele III, che non firmò il decreto di stato d'assedio e incaricò Mussolini, fu determinante nell'avvento finale del fascismo. Fascismo che aveva però, attraverso incendi, saccheggi, devastazioni e omicidi, creato già dal 1919-1920 un clima di terrore e instabilità. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Gli storici sono poi concordi tra loro nel sottolineare come la mancata azione del re Vittorio Emanuele III, che non firmò il decreto di stato d'assedio e anzi incaricò Mussolini, fu determinante nell'avvento finale del fascismo. Fascismo che aveva però, attraverso incendi, saccheggi, devastazioni e omicidi, creato già da anni un clima di terrore e instabilità.</p><h2> Il ruolo del maltempo, oltre la propaganda </h2><p>Tornando alla curiosità meteorologica di questo articolo, <strong>le fonti parlano di piogge forti durante la mobilitazione</strong>. Però, senza dati precisi la ricostruzione della situazione meteorologica si fa complicata. Si parla di tanta pioggia, fango, ma non sappiamo quanto durarono le precipitazioni e se furono eccezionali.</p><p>Quel che sappiamo dalle testimonianze, però, è che <strong>la pioggia rese più difficile l’attesa degli squadristi. </strong>Tuttavia, non fermò l’attacco allo Stato liberale. Il fascismo vinse combinando violenza, pressione politica e cedimento delle istituzioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="653547" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-era-tempo-25-aprile-1945-curiosita-meteo-storia-festa-della-liberazione.html" title="Com’era il tempo il 25 aprile 1945? Curiosità di meteostoria della Festa della Liberazione">Com’era il tempo il 25 aprile 1945? Curiosità di meteostoria della Festa della Liberazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-era-tempo-25-aprile-1945-curiosita-meteo-storia-festa-della-liberazione.html" title="Com’era il tempo il 25 aprile 1945? Curiosità di meteostoria della Festa della Liberazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/com-era-il-tempo-il-25-aprile-1945-curiosita-di-meteostoria-della-festa-della-liberazione-1713944062989_320.jpg" alt="Com’era il tempo il 25 aprile 1945? Curiosità di meteostoria della Festa della Liberazione"></a></article></aside><p><strong>Le camicie nere, bagnate e infreddolite nelle campagne, e senza nessuna resistenza da parte dell'esercito per l'inazione del Re, facevano parte di quell’offensiva che portò alla vittoria. </strong>Questa realtà era molto diversa dall’immagine eroica celebrata dal regime, ma ebbe conseguenze altrettanto gravi.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Domani" data-year="" data-title="La%20marcia%20su%20Roma%20dei%20fascisti%20si%20poteva%20fermare" data-url="https%3A%2F%2Fwww.editorialedomani.it%2Flongform%2Fla-marcia-su-roma-dei-fascisti-si-poteva-fermare-yeqdeoby">Domani. <a href="https://www.editorialedomani.it/longform/la-marcia-su-roma-dei-fascisti-si-poteva-fermare-yeqdeoby" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La marcia su Roma dei fascisti si poteva fermare</a>.</cite><br><cite data-author="Giulia%20Albanese" data-year="" data-title="La%20marcia%20su%20Roma" data-url="">Giulia Albanese. La marcia su Roma.</cite><br><cite data-author="Antonio%20Scurati" data-year="" data-title="M.%20Il%20figlio%20del%20secolo" data-url="">Antonio Scurati. M. Il figlio del secolo.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/28-ottobre-1922-quando-le-piogge-torrenziali-impantanarono-la-marcia-su-roma-mussolini-arrivo-al-potere-per-altre-vie.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Incredibili anomalie di temperatura al Polo Nord: in Groenlandia fino a +20°C questo venerdì, quali effetti sull’Italia?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anomalie-al-polo-nord-in-groenlandia-fino-a-20-c-questo-venerdi-quali-effetti-sull-italia.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 12:08:46 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'incredibile ondata di caldo, fuori stagione, attesa sulla Groenlandia, avrà importanti ripercussioni sul fronte meteo dei prossimi giorni sul territorio italiano. Ecco cosa accadrà.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrqs96"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrqs96.jpg" id="xbrqs96"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Un’anomalia termica di portata eccezionale si prepara a interessare le latitudini artiche. Venerdì le temperature in alcune zone della Groenlandia meridionale e sud-occidentale <strong>potranno avvicinarsi o toccare i 20°C,</strong> valori da piena estate e decisamente fuori scala per la fine di ottobre. </p><p>Dietro questa fiammata, oltre il Circolo Polare Artico, si nasconde una dinamica atmosferica di grande interesse, <strong>destinata a influenzare anche il tempo sull’Italia nei prossimi giorni</strong> e a impostare le condizioni per un cambio di passo termico all’inizio di novembre.</p><h2><strong>L’attività delle onde di Rossby</strong></h2><p>Il motore di tutto è l’arrivo di più <strong>onde di Rossby</strong> in uscita dal Nord America. Queste onde planetarie, una volta giunte in prossimità delle coste meridionali della Groenlandia, sono pronte a rompersi in maniera ciclonica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/anomalie-al-polo-nord-in-groenlandia-fino-a-20-c-questo-venerdi-quali-effetti-sull-italia-1793188052053.jpg" data-image="d8qqs0kgxnnz" alt="Correnti." title="Correnti."><figcaption>Con le correnti occidentali bloccate, sull’Italia si instaureranno condizioni tipicamente anticicloniche, contraddistinte da cielo sereno o poco nuvoloso, tempo stabile e soleggiato.</figcaption></figure><p>La rottura ciclonica genera un forte <strong>forcing subtropicale,</strong> ossia una intensa risalita di aria calda in quota, proveniente dalle latitudini subtropicali, spinta verso nord fino a raggiungere la Groenlandia e la Scandinavia. </p><p>Il risultato è un’intensa avvezione calda che fa schizzare le temperature a quote basse e medie <strong>verso valori da record stagionale,</strong> creando un contrasto termico notevole con le aree circostanti ancora immerse nel freddo artico.</p><h2><strong>Lo sviluppo del promontorio anticiclonico verso l’Europa</strong></h2><p>Questa stessa massa d’aria calda alimenterà la costruzione di un esteso promontorio anticiclonico che si allungherà dal Maghreb fino al Baltico. Si tratterà di una struttura robusta e ben organizzata, capace di chiudere la porta, almeno temporaneamente, alle fredde depressioni atlantiche, <strong>quelle solitamente cariche di pioggia e aria fresca.</strong></p><p>Con le correnti occidentali bloccate, sull’Italia si instaureranno condizioni tipicamente anticicloniche, <strong>contraddistinte da cielo sereno o poco nuvoloso, tempo stabile e soleggiato,</strong> temperature spesso sopra la media del periodo soprattutto nelle ore centrali della giornata. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/anomalie-al-polo-nord-in-groenlandia-fino-a-20-c-questo-venerdi-quali-effetti-sull-italia-1793188196488.jpg" data-image="5ks8m0i49xie" alt="Anomalie termiche, Groenlandia." title="Anomalie termiche, Groenlandia."><figcaption>Le incredibili anomalie termiche attese in Groenlandia fra domani e venerdì, fino a valori di oltre +11°C rispetto la media.</figcaption></figure><p>Giornate ideali per godersi gli ultimi scorci di un autunno particolarmente mite, con inversioni termiche notturne nelle valli e nelle pianure, ma con massime gradevoli lungo le coste e nelle zone esposte al sole.</p><h2><strong>Aria fredda verso l’Italia</strong></h2><p>La parentesi di stabilità non sarà però eterna. A partire dal weekend, lungo il bordo meridionale di questo stesso anticiclone, inizierà a scorrere aria più fredda, <strong>di origine polare marittima, continentalizzata </strong>sulle pianure dell’Europa centro-orientale. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il meccanismo con cui questa aria fredda raggiungerà l’Italia è particolarmente interessante. Si tratterà di un movimento in moto retrogrado. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L’aria fredda, originariamente posizionata sull’Europa centro-orientale, non arriverà da ovest come avviene di solito con le perturbazioni atlantiche, ma si sposterà da est verso ovest, controcorrente rispetto al flusso zonale prevalente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo">Luca Lombroso, meteorologo: "Da novembre aria invernale sull'Italia". Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale-1793013115653_320.jpg" alt="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"></a></article></aside><p>Questo scorrimento retrogrado, favorito dalla configurazione dell’anticiclone e dal posizionamento delle saccature a est, <strong>permetterà all’aria fredda di infiltrarsi progressivamente sul Mediterraneo centrale e sulla Penisola.</strong></p><h2><strong>Atteso un forte calo delle temperature</strong></h2><p>Il graduale afflusso di aria fresca favorirà un calo termico progressivo che si farà sentire soprattutto tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre su tutta l’Italia. Le temperature diminuiranno in modo marcato, portandosi ben al di sotto delle medie del periodo, soprattutto al Nord e delle aree interne. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/anomalie-al-polo-nord-in-groenlandia-fino-a-20-c-questo-venerdi-quali-effetti-sull-italia-1793188280444.jpg" data-image="wfa1uohrnwf9" alt="Freddo." title="Freddo."><figcaption>L'avvezione fredda attesa in Italia all'inizio della prossima settimana, quando è atteso un brusco calo delle temperature.</figcaption></figure><p>Il calo sarà più evidente nelle minime, <strong>con possibili gelate precoci nelle zone collinari e montane,</strong> mentre al Centro-Sud il rinfrescamento risulterà più graduale ma comunque percepibile.</p><p>La Groenlandia vivrà un episodio di caldo fuori stagione generato da una combinazione di <strong>onde di Rossby</strong> e forzante subtropicale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794653" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/studio-su-nature-il-mit-perfeziona-le-previsioni-fino-a-6-settimane-di-ecmwf-con-il-machine-learning-di-microduet.html" title="Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet">Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/studio-su-nature-il-mit-perfeziona-le-previsioni-fino-a-6-settimane-di-ecmwf-con-il-machine-learning-di-microduet.html" title="Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-ad-intelligenza-artificiale-microduet-del-mit-rivoluziona-le-previsioni-1792679566707_320.jpg" alt="Studio su Nature: il MIT perfeziona le previsioni meteo di ECMWF fino a 6 settimane con il machine learning di MicroDuet"></a></article></aside><p>L’Italia, nel breve periodo, ne trarrà vantaggio con giornate stabili e soleggiate sotto la protezione dell’anticiclone, ma dovrà prepararsi a un piccolo anticipo d’inverno, già all’inizio di novembre, quando l’aria fredda di origine centro-orientale raggiungerà il nostro Paese muovendosi in moto retrogrado lungo il bordo meridionale dell’alta pressione. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anomalie-al-polo-nord-in-groenlandia-fino-a-20-c-questo-venerdi-quali-effetti-sull-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'ora legale è nata per risparmiare energia, ma i LED consumano l'86% in meno: ha senso mantenere il cambio d'ora?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ora-legale-e-nata-per-risparmiare-energia-ma-i-led-consumano-l-86-in-meno-ha-senso-mantenerla-parola-agli-esperti.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 11:15:30 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il cambio d'ora due volte l'anno potrebbe essere abolito nei prossimi anni in Europa, ma scegliere quale orario adottare non sarà facile. Sia l'adozione dell'ora solare che l'adozione dell'ora legale permanente creerebbero problemi. Vediamo quali, e perché - al di là del risparmio energetico ormai quasi nullo - potrebbe essere meglio mantenere il cambio d'ora.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ora-legale-e-nata-per-risparmiare-energia-ma-i-led-consumano-l-86-in-meno-ha-senso-mantenerla-parola-agli-esperti-1793183715611.jpeg" data-image="189ic9in89v0" alt="ora solare" title="ora solare"><figcaption>Il cambio d'ora due volte l'anno ha gli anni contati? Forse sì, ma scegliere quale orario adottare non è così immediato né facile.</figcaption></figure><p><strong>Il cambio d'ora di domenica scorsa, con il ritorno all’ora solare </strong>(che andrà avanti fino alla fine di marzo 2027)<strong> </strong>riapre come ogni 6 mesi una discussione che sembra non trovare conclusione: <strong>continuare a spostare le lancette oppure scegliere un unico orario per tutto l’anno?</strong> </p><p>Da anni si vanno moltiplicando le conferme sul fatto che il cambio d'ora, nato per risparmiare energia decenni fa, <strong>è sempre meno utile sul fronte del risparmio energetico, e sempre meno popolare per i disagi che crea</strong>. Tuttavia, andando ad analizzare le alternative, si vede subito che la sua abolizione solleva dei problemi di non facile risoluzione. </p><p><strong>Abolire il cambio d’ora significa scegliere tra ora solare e ora legale.</strong> Ma entrambe le scelte hanno pro e contro. </p><p>Iniziamo però dal perché il cambio d'ora è sempre meno popolare e perché trova sempre meno sostegno rispetto ai motivi per cui nacque decenni fa.</p><h2>Una lampadina consuma oggi l'86% in meno: cosa cambia per l’ora legale?</h2><p><strong>La diffusione dei LED ha ridimensionato uno dei motivi storici del cambio stagionale</strong>, che era sfruttare meglio la luce naturale e accendere meno lampadine quando si sta in casa.</p><p>Fino a pochi anni fa, infatti, <strong>quando ancora le lampadine a incandescenza erano ovunque, accendere o no la luce</strong> la mattina appena svegli poteva significare una differenza di consumo di energia significativa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ora-legale-e-nata-per-risparmiare-energia-ma-i-led-consumano-l-86-in-meno-ha-senso-mantenerla-parola-agli-esperti-1793184759472.jpeg" data-image="42jxclz9hkxv"><figcaption>Lampadine a LED: suppongono un risparmio energetico di oltre l'80% rispetto al passato.</figcaption></figure><p>Oggi il consumo delle lampadine si è ridotto tantissimo, e la principale fonte di consumo energetico nelle case arriva da alcuni elettrodomestici, non certo dalle lampadine.</p><p>A riprendere il tema, in un articolo pubblicato il 26 ottobre su <em>The Conversation</em>, è Amin Al-Habaibeh, professore di sistemi ingegneristici intelligenti alla Nottingham Trent University. Il suo esempio è concreto: <strong>una lampadina LED da circa 13,5 watt può fornire una luminosità paragonabile a quella di una vecchia lampadina a incandescenza da 100 watt</strong>. Il consumo si riduce di circa l’86% rispetto al passato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794445" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ora-solare-2026-in-italia-nella-notte-tra-il-24-e-il-25-ottobre-si-dorme-un-ora-in-piu-ecco-cosa-cambia.html" title="Ora solare 2026 in Italia: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre si dorme un’ora in più, ecco cosa cambia ">Ora solare 2026 in Italia: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre si dorme un’ora in più, ecco cosa cambia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ora-solare-2026-in-italia-nella-notte-tra-il-24-e-il-25-ottobre-si-dorme-un-ora-in-piu-ecco-cosa-cambia.html" title="Ora solare 2026 in Italia: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre si dorme un’ora in più, ecco cosa cambia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ora-solare-2026-in-italia-nella-notte-tra-il-24-e-il-25-ottobre-si-dorme-un-ora-in-piu-ecco-cosa-cambia-1792574715067_320.jpg" alt="Ora solare 2026 in Italia: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre si dorme un’ora in più, ecco cosa cambia "></a></article></aside><p>Questo significa che il cambio d'ora, che ci fa risparmiare in inverno un’ora di illuminazione artificiale, non ha più lo stesso impatto che aveva un tempo nel risparmio di elettricità. Certo, il calcolo è complicato da altri fattori. Per conoscere il reale consumo bisognerebbe considerare riscaldamento, climatizzazione e abitudini quotidiane. Un beneficio sull’illuminazione può essere compensato da altri consumi: il risultato dipende dal clima e dal territorio.</p><h2>Quanto si risparmia davvero in Italia?</h2><p>Per l’Italia, Terna (principale operatore italiano e uno dei maggiori gestori europei della rete di trasmissione dell'energia elettrica) ha comunicato nell’ottobre 2026 un risparmio stimato di circa <strong>300 milioni di chilowattora e oltre 90 milioni di euro</strong> <strong>durante i sette mesi di ora legale</strong>.</p><p> Il dato si riferisce al risparmio dovuto all'applicazione dell'ora legale, l'orario estivo, che permette di utilizzare meglio le ore di luce nei mesi dell'anno che vanno dalla primavera all'autunno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ora-legale-e-nata-per-risparmiare-energia-ma-i-led-consumano-l-86-in-meno-ha-senso-mantenerla-parola-agli-esperti-1793184879448.jpeg" data-image="2brsnyw9tqon"><figcaption>Il passaggio all'ora legale in Italia porta a un risparmio energetico calcolato da Terna in circa 300 milioni di chilowattora. </figcaption></figure><p>Lo studio di Terna, che evidenzia anche una riduzione di emissioni di CO2 stimata per circa 140 mila tonnellate,<strong> non parla però di benefici del cambio d'ora, ma solo dei 7 mesi di ora legale. </strong></p><p>I critici del cambio d'ora sottolineano che questo risparmio energetico è ormai minimo rispetto al passato. </p><h2>Chi sostiene l’ora legale permanente: più luce dopo il lavoro</h2><p> Come dicevamo, aumentano sempre più le voci contro il cambio d'ora, ma se verrà abolito <strong>bisognerà scegliere tra ora legale e ora solare.</strong> </p><p>In Italia una delle <strong>voci favorevoli all'ora legale permanente</strong> è Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale, SIMA. Nell’audizione del 3 giugno 2026 alla Commissione Attività produttive della Camera ha <strong>sostenuto l’opportunità di sperimentare l’orario estivo permanente.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong> Ora legale permanente: permette di <strong>avere più luce nel tardo pomeriggio.</strong>. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il suo argomento riguarda la distribuzione della luce rispetto alla vita sociale: <strong>averne di più nel tardo pomeriggio potrebbe favorire camminate, attività fisica, frequentazione dei parchi e socialità</strong>.</p><h2>Gli specialisti del sonno preferiscono l’ora solare permanente</h2><p> <strong>L'ora solare permanente avrebbe altri benefici perché permetterebbe di avere più luce la mattina,</strong> ma comporta anche un problema: il tramonto avviene prima, e i pomeriggi si accorciano. </p><p>L'importanza di non ritardare l’alba invernale viene però sottolineata dai medici del sonno: riducendo l’esposizione alla luce del mattino si aumenterebbe il rischio di disallineamento tra ritmi biologici e obblighi sociali.</p><div class="texto-destacado">Guardando al nostro orologio biologico la scelta tra ora legale ed ora solare si fa più evidente: la luce contribuisce a sincronizzare i ritmi circadiani, non conta soltanto quanta ne riceviamo, ma anche in quale momento della giornata.</div><p>In sostanza, se è vero che l'ora legale permanente regalerebbe pomeriggi più lunghi, particolarmente apprezzati in inverno, porterebbe a un'alba tardiva: molte persone inizierebbero la giornata lavorativa o di studio con un'atmosfera notturna. <strong>L'ora solare permanente permetterebbe di evitare questo problema.</strong></p><h2>Ora legale permanente, la lezione spagnola</h2><p>La possibilità di mantenere l'ora legale tutto l'anno è popolare perché permette di avere pomeriggi più lunghi. ma dalla Spagna arriva una lezione su questa possibile scelta.</p><div class="texto-destacado">Se è vero che la Spagna gode di pomeriggi lunghissimi di luce, sia in estate che in inverno, <strong>è anche vero che in autunno e inverno le attività lavorative e le scuole aprono quando il Sole deve ancora sorgere</strong>: traffico, metropolitane e ingressi al lavoro precedono spesso l’alba. </div><p>Come spiega <em>El Itagnol</em>, il motivo di questa curiosa situazione non è dovuto all'ora legale permanente: in Spagna c'è ancora il cambio d'ora due volte l'anno, come in Italia. Il motivo è che <strong>la Spagna peninsulare utilizza lo stesso orario dell’Italia pur trovandosi molto più a occidente. </strong></p><p></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ora-legale-e-nata-per-risparmiare-energia-ma-i-led-consumano-l-86-in-meno-ha-senso-mantenerla-parola-agli-esperti-1793185964575.jpeg" data-image="1ezp73garz77"><figcaption>Questa immagine di Milano potrebbe essere quella di una mattina di inverno intorno alle 9 del mattino, se venisse adottata in Italia l'ora legale permanente.</figcaption></figure><p>Alterna ancora UTC+1 in inverno e UTC+2 in estate: <strong>le sue albe tardive non dipendono dall’adozione dell’ora legale permanente</strong>, ma dal fatto di trovarsi in un fuso orario che "non gli corrisponde". La Spagna dovrebbe infatti geograficamente usare il fuso di Londra e Lisbona. </p><p>Questa anomalia spagnola porta però ad albe molto tardive da ottobre a febbraio, con il Sole che sorge davvero tardi (intorno alle 9 in certe aree occidentali). </p><h3>A Milano il Sole sorgerebbe dopo le 9</h3><p>Il caso spagnolo ci permette di vedere come sarebbe in Italia l'adozione di una ora legale permanente. Con l’ora legale permanente, <strong>gli orari invernali di alba e tramonto avanzerebbero di sessanta minuti.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong> Prendendo il 4 gennaio 2026 come esempio, <strong>a Milano il Sole sorgerebbe intorno alle</strong> <strong>9:03</strong>. A Roma <strong>alle 8:38</strong>. </strong></div><p><strong>Per molti studenti e lavoratori significherebbe raggiungere scuola o ufficio prima del sorgere del Sole</strong>. Per molti altri, iniziare a lavorare quando è ancora notte fonda. Il beneficio sarebbe sì un tramonto spostato avanti nel pomeriggio, ma...sono tutti d'accordo nel cominciare la giornata di notte?</p><h2>C’è chi difende il cambio stagionale: "cambiare ora non fa male alla salute"</h2><p>Viste queste difficoltà, c'è chi avanza quindi una difesa del cambio d'ora. Se anche non porta più a un risparmio energetico, servirebbe in sostanza a affiancare meglio la nostra vita alla luce solare.</p><p><strong>La difesa dell’alternanza del cambio d'ora ha una voce autorevole in Manolis Kogevinas,</strong> professore di epidemiologia ambientale a ISGlobal, Barcellona. In una tribuna pubblicata sul quotidiano spagnolo <em>El País </em>il 22 ottobre 2025, dal titolo "il cambio d'ora non ci fa ammalare, ci sincronizza con il Sole", sostiene che il <strong>sistema stagionale aiuti ad adattare le attività umane alla variazione annuale della luce.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706817" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ecco-5-dei-confini-piu-insoliti-del-mondo-da-divisioni-bizzarre-a-enormi-differenze-di-fuso-orario.html" title="Ecco 5 frontiere tra le più insolite al mondo: da confini in soggiorno a enormi differenze di fuso orario">Ecco 5 frontiere tra le più insolite al mondo: da confini in soggiorno a enormi differenze di fuso orario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ecco-5-dei-confini-piu-insoliti-del-mondo-da-divisioni-bizzarre-a-enormi-differenze-di-fuso-orario.html" title="Ecco 5 frontiere tra le più insolite al mondo: da confini in soggiorno a enormi differenze di fuso orario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/asi-son-los-5-pasos-fronterizos-mas-peculiares-del-mundo-1744741318678_320.jpg" alt="Ecco 5 frontiere tra le più insolite al mondo: da confini in soggiorno a enormi differenze di fuso orario"></a></article></aside><p>Kogevinas considera generalmente lieve e transitorio il disagio del passaggio orario due volte l'anno e invita a confrontarlo con gli svantaggi delle alternative permanenti. Il problema principale, spiega l'esperto, è che nei mesi invernali le ore di luce si riducono.</p><p> Cercare di sfruttarle al meglio è importante, ma bisogna vedere come. <strong>E in fondo, l'attuale cambio d'ora, anche se non fa più risparmiare tanta energia come prima, permetterebbe di adattare meglio la nostra vita alle ore di luce</strong>, evitando di alzarci la mattina che è ancora notte fonda.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="the%20Conversation" data-year="" data-title="Daylight%20saving%20was%20meant%20to%20save%20energy.%20Do%20we%20still%20need%20it%20in%20the%20age%20of%20LEDs%3F" data-url="https%3A%2F%2Ftheconversation.com%2Fdaylight-saving-was-meant-to-save-energy-do-we-still-need-it-in-the-age-of-leds-295109">the Conversation. <a href="https://theconversation.com/daylight-saving-was-meant-to-save-energy-do-we-still-need-it-in-the-age-of-leds-295109" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Daylight saving was meant to save energy. Do we still need it in the age of LEDs?</a>.</cite><br><cite data-author="Manolis%20Kogevinas" data-year="" data-title="El%20cambio%20de%20hora%3A%20%C2%BFqu%C3%A9%20significa%20para%20la%20salud%20de%20los%20trabajadores%3F" data-url="https%3A%2F%2Felpais.com%2Fsociedad%2F2026-10-22%2Fel-cambio-de-hora-que-significa-para-la-salud-de-los-trabajadores.html">Manolis Kogevinas. <a href="https://elpais.com/sociedad/2026-10-22/el-cambio-de-hora-que-significa-para-la-salud-de-los-trabajadores.html" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">El cambio de hora: ¿qué significa para la salud de los trabajadores?</a>.</cite><br><cite data-author="Il%20Sole%2024%20Ore" data-year="" data-title="Torna%20l%E2%80%99ora%20solare%3A%20ecco%20i%20motivi%20per%20cui%20conviene%20abolirla" data-url="https%3A%2F%2Fwww.ilsole24ore.com%2Fart%2Ftorna-l-ora-solare-ecco-motivi-cui-conviene-abolirla-AJwg8miB">Il Sole 24 Ore. <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/torna-l-ora-solare-ecco-motivi-cui-conviene-abolirla-AJwg8miB" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Torna l’ora solare: ecco i motivi per cui conviene abolirla</a>.</cite><br><cite data-author="Manolis%20Kogevinas" data-year="" data-title="Il%20cambio%20d%E2%80%99ora%20non%20ci%20fa%20ammalare%2C%20ci%20sincronizza%20con%20il%20Sole." data-url="https%3A%2F%2Felpais.com%2Fsociedad%2F2025-10-22%2Fel-cambio-de-hora-no-nos-enferma-nos-sincroniza-con-el-sol.html">Manolis Kogevinas. <a href="https://elpais.com/sociedad/2025-10-22/el-cambio-de-hora-no-nos-enferma-nos-sincroniza-con-el-sol.html" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il cambio d’ora non ci fa ammalare, ci sincronizza con il Sole.</a>.</cite><br><cite data-author="El%20Itagnol" data-year="" data-title="Ora%20legale%20tutto%20l%E2%80%99anno%20in%20Italia%3F%20Il%20rischio%20%C3%A8%20di%20avere%20mattinate%20notturne%20come%20in%20Spagna" data-url="https%3A%2F%2Fwww.itagnol.com%2F2026%2F10%2Fora-legale-tutto-lanno-in-italia-il-rischio-e-di-avere-mattinate-notturne-come-in-spagna%2F">El Itagnol. <a href="https://www.itagnol.com/2026/10/ora-legale-tutto-lanno-in-italia-il-rischio-e-di-avere-mattinate-notturne-come-in-spagna/" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Ora legale tutto l’anno in Italia? Il rischio è di avere mattinate notturne come in Spagna</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ora-legale-e-nata-per-risparmiare-energia-ma-i-led-consumano-l-86-in-meno-ha-senso-mantenerla-parola-agli-esperti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Previsioni per Ognissanti: arrivano pioggia e freddo, neve in Appennino: ecco cosa ci aspettiamo per il giorno festivo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 09:53:35 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il weekend di Ognissanti porterà aria fredda dai Balcani e un deciso calo delle temperature. Domenica 1° novembre l’Italia sarà divisa tra maltempo, neve in Appennino e alcune zone ancora soleggiate.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrplye"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrplye.jpg" id="xbrplye"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Vento, freddo e piogge al Centro-Sud, con neve in Appennino e temperature in deciso calo, più sole sulle zone tirreniche e al Nord. Questo il riassunto del tempo che ci aspetta a inizio novembre.</p><h2>Bora e Grecale accompagnano pioggia e neve</h2><p>Da venerdì 30 ottobre si intensificheranno le correnti orientali, con <strong>Bora</strong> sull’alto Adriatico. Sabato aumenteranno le nubi al <strong>Centro-Sud </strong>e sulle <strong>Isole</strong>, con piogge soprattutto tra <strong>Puglia</strong>, <strong>Calabria</strong> e <strong>Sicilia</strong>. </p><p>Sui settori ionici saranno possibili anche <strong>temporali</strong> nella notte tra sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre, festività di <strong>Ognissanti</strong>. Al Nord il tempo resterà generalmente più stabile, salvo addensamenti e qualche pioggia sulla Romagna.</p><h2>Ognissanti, dove pioverà e dove ci sarà il sole</h2><p><strong>Domenica 1 novembre</strong> è prevista la formazione di una depressione sul <strong>Sud</strong> responsabile di un richiamo di aria fredda dai Balcani accompagnata da forti venti di Bora e Grecale. </p><figure><a href="Festività di Ognissanti con pioggia, freddo e neve sull'Italia"><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo-1793177429631.png" data-image="86602k57fxui" alt="Mappa relativa alla situazione meteo prevista per la festività di Ognissanti" title="Mappa relativa alla situazione meteo prevista per la festività di Ognissanti"></a><figcaption>Bassa pressione sull'Italia con venti freddi dai Balcani, pioggia e neve in molte regioni</figcaption></figure><p>Le piogge interesseranno soprattutto <strong>Abruzzo</strong>, <strong>Molise</strong> e <strong>Puglia</strong>, ma anche entroterra campano, <strong>Calabria</strong> ionica e <strong>Sicilia</strong> orientale. Cielo nuvoloso e fresco anche in <strong>Sardegna </strong>e possibili piogge su <strong>Romagna</strong> e basso <strong>Piemonte</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo">Luca Lombroso, meteorologo: "Da novembre aria invernale sull'Italia". Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale-1793013115653_320.jpg" alt="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"></a></article></aside><p>Le condizioni migliori sono attese sulle Alpi, in <strong>Liguria</strong>, sulle coste toscane e sul <strong>Lazio</strong>. Anche <strong>Napoli</strong> resterà più riparata dai fenomeni.</p><h2>Neve in arrivo sull’Appennino, quota in calo</h2><p>La <strong>neve</strong> tornerà sull’Appennino con l’arrivo dell’aria fredda. Domenica 1 novembre la quota si porterà indicativamente intorno ai <strong>1.500 metri in Abruzzo</strong>, più in basso sui rilievi umbro-marchigiani, fiocchi bianchi anche sul monte fumaiolo e sulle cime dell’Appennino romagnolo. </p><figure><a href="Festività di Ognissanti con venti freddi dai Balcani"><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo-1793178666045.png" data-image="vimpumg1qvz1" alt="Mappa relativa alle anomalie di temperatura previste per la festività di Ognissanti" title="Mappa relativa alle anomalie di temperatura previste per la festività di Ognissanti"></a><figcaption>Temperature in forte diminuzione per la festività di Ognissanti</figcaption></figure><p>All’inizio della nuova settimana la neve scenderà ulteriormente di quota <strong>al Centro</strong> e raggiungeranno l’Appennino meridionale, indicativamente dai 1.500 metri. Resta da precisare la quota esatta delle nevicate.</p><h2>Temperature in calo, ecco i valori nelle città</h2><p>Domenica <strong>Milano</strong> avrà circa 7 °C di minima e 12 °C di massima, con cielo prevalentemente nuvoloso. <strong>Roma</strong> vedrà schiarite e massime fino a 18 °C, mentre <strong>Napoli</strong> oscillerà tra 12 e 17 °C. Pioggia a <strong>L’Aquila</strong> e <strong>Campobasso</strong>, con valori tra 3 e 11 °C; <strong>Potenza</strong> sarà più fredda, tra 5 e 9 °C. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795379" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano.html" title="Margherita Erriu svela quale sarà la notte più fredda della settimana: “Fino a 6 °C a Milano”">Margherita Erriu svela quale sarà la notte più fredda della settimana: “Fino a 6 °C a Milano”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano.html" title="Margherita Erriu svela quale sarà la notte più fredda della settimana: “Fino a 6 °C a Milano”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano-1793102130176_320.jpg" alt="Margherita Erriu svela quale sarà la notte più fredda della settimana: “Fino a 6 °C a Milano”"></a></article></aside><p>Tra <strong>lunedì 2</strong><strong> </strong>e <strong>martedì 3 novembre</strong> le minime potranno avvicinarsi allo zero sulle pianure lombarda e piemontese, a Roma le massime scenderanno verso i 14 °C, con raffiche fino a 50 km/h. Anche <strong>Palermo</strong> si raffredderà, con minime verso i 10°C e massime in diminuzione di circa sei gradi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-per-ognissanti-arrivano-freddo-e-neve-ecco-cosa-ci-aspettiamo-per-il-giorno-festivo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'ONU avvisa: "il mondo supererà l'aumento di 1,5 °C, urgente attivare un 'piano B' per trovare una soluzione"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-onu-avvisa-il-mondo-superera-l-aumento-di-1-5-c-urgente-attivare-un-piano-b-per-trovare-una-soluzione.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 07:22:30 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il pianeta è sulla buona strada per superare un riscaldamento di 1,5 °C entro il 2030 e le Nazioni Unite stanno proponendo un piano B per limitare tale eccesso e cercare di recuperare l'obiettivo prefissato.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-onu-lo-admite-el-mundo-superara-los-1-5-c-de-calentamiento-y-debemos-activar-un-plan-b-para-buscar-una-solucion-1793114034336.jpeg" data-image="5o4w5vmab7pa"><figcaption>L’ONU sta valutando nuovi obiettivi climatici a fronte del mancato raggiungimento dell’aumento di 1,5°C prima del 2030.</figcaption></figure><p>Per anni l’obiettivo climatico internazionale è stato chiaro: <strong>"evitare che la temperatura media del pianeta aumenti di oltre 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali"</strong>, un obiettivo fissato nell’Accordo di Parigi del 2015.</p><p>Tuttavia, <strong>l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) riconosce ora che non sarà più possibile impedire al mondo di superare questa soglia.</strong> È quanto emerge dal rapporto sul divario delle emissioni 2026, pubblicato dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP).</p><h2>Il nuovo obiettivo dell’ONU: 1,8 °C</h2><p>L’UNEP delinea ora una traiettoria che prevede un picco di superamento della soglia seguito da una discesa. In altre parole, il pianeta supererebbe gli 1,5 °C, raggiungerebbe un picco di riscaldamento e <strong>successivamente si cercherebbe di tornare a quel livello o al di sotto entro il 2100</strong>.</p><p>Nello scenario con il minore superamento della soglia analizzato dall’organismo,<strong> il riscaldamento massimo si collocherebbe tra 1,7 °C e 1,8 °C verso la metà del secolo.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Superare gli 1,5 °C è ormai inevitabile. Ma l’entità del superamento dipende dalle nostre emissioni. Il #EmissionsGapReport 2026 mostra quanto debbano essere profonde queste riduzioni per limitare il riscaldamento e tornare a 1,5 °C. Scopri le conclusioni: https://t.co/XfFkdYvsT5 https://t.co/PbF9nIuQzd</p>— Programma ONU per l’ambiente (@unep_espanol) <a href="https://x.com/unep_espanol/status/2113812784743936312?ref_src=twsrc%5Etfw">24 ottobre 2026</a></blockquote></figure><p>Questa nuova impostazione non considera inevitabile che il pianeta rimanga al di sopra degli 1,5 °C per il resto del secolo, ma avverte che <strong>tornare a quel livello richiederebbe uno sforzo straordinario, rendendo necessarie alcune misure impopolari.</strong></p><h3>I tagli alle emissioni richiesti dall’ONU</h3><p>La principale conclusione del rapporto è che<strong> non basta stabilizzare le emissioni di gas serra, </strong>ma occorre iniziare a ridurle rapidamente.</p><p>Tutto questo per seguire la traiettoria che limita il riscaldamento massimo a un valore compreso tra 1,7 °C e 1,8 °C, con i seguenti obiettivi di riduzione:</p><ul><li><strong>Il 18% entro il 2030.</strong></li><li><strong>Il 45% entro il 2035.</strong></li><li><strong>Il 69% entro il 2040.</strong></li></ul><p>Il problema è che gli impegni climatici presentati dai Paesi <strong>non si avvicinano a questo ritmo.</strong></p><p> Se gli attuali piani nazionali venissero attuati integralmente, <strong>le emissioni globali</strong> <strong>si ridurrebbero soltanto tra il 5% e l’8% entro il 2030,</strong> e tra l’11% e il 15% entro il 2035, rispetto al 2025.</p><h2><strong>Il piano B: rimuovere CO2 dall’atmosfera</strong></h2><p>La nuova strategia non si limita a ridurre le emissioni future, ma <strong>prevede anche di rimuovere parte dell’anidride carbonica già accumulata nell’atmosfera </strong>e di immagazzinarla in modo duraturo, per cercare di ridurre la temperatura globale nel lungo periodo.</p><p>Il rapporto stima che, anche nello scenario con il minore superamento della soglia, sarebbe necessario<strong> rimuovere e immagazzinare circa 320 gigatonnellate di CO2</strong> nel corso di questo secolo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-onu-lo-admite-el-mundo-superara-los-1-5-c-de-calentamiento-y-debemos-activar-un-plan-b-para-buscar-una-solucion-1793118175272.png" data-image="m540j3vr85sy"><figcaption>Gli esperti riconoscono ormai che sarà impossibile evitare il superamento della soglia di 1,5 °C.</figcaption></figure><p>Si tratta di una quantità enorme che <strong>equivale, approssimativamente, a otto anni di emissioni globali di anidride carbonica </strong>ai livelli registrati nel 2024.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790131" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli">Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli-1790172973662_320.jpeg" alt="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"></a></article></aside><p>Un’altra possibilità <strong>è rappresentata dalle tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio. </strong>Tuttavia, il loro impiego su scala così ampia solleva interrogativi sui costi, sulla capacità tecnica, sulla permanenza dello stoccaggio e sui possibili rischi ambientali.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonte della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Olhoff%2C%20A.%20(chief%20ed.)%2C%20Lamb%2C%20W.%2C%20Kuramochi%2C%20T.%2C%20Rogelj%2C%20J.%2C%20Pelz%2C%20S.%2C%20Khanna%2C%20T.%2C%20Boehm%2C%20S.%2C%20den%20Elzen%2C%20M.%2C%20Jeffery%2C%20L.%2C%20Minx%2C%20J.%2C%20Mu%C3%BBls%2C%20M.%2C%20Pachauri%2C%20S.%2C%20Pathak%2C%20M.%2C%20Riahi%2C%20K.%20and%20Sudharmma%20Vishwanathan%2C%20S.%20(eds).%20Nairobi" data-year="2026" data-title="Emissions%20Gap%20Report%202026%3A%20The%20point%20of%20return%20%E2%80%93%20Urgent%20emissions%20cuts%20needed%20to%20come%20back%20from%20overshoot%20of%201.5%C2%B0C." data-url="https%3A%2F%2Fwedocs.unep.org%2Fitems%2F87c02cac-8da8-4c28-ba61-c846ee68ea70">Olhoff, A. (chief ed.), Lamb, W., Kuramochi, T., Rogelj, J., Pelz, S., Khanna, T., Boehm, S., den Elzen, M., Jeffery, L., Minx, J., Muûls, M., Pachauri, S., Pathak, M., Riahi, K. and Sudharmma Vishwanathan, S. (eds). Nairobi. (2026). <a href="https://wedocs.unep.org/items/87c02cac-8da8-4c28-ba61-c846ee68ea70" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Rapporto sul divario delle emissioni 2026: il punto di ritorno – Servono tagli urgenti alle emissioni per rientrare dal superamento degli 1,5 °C.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-onu-avvisa-il-mondo-superera-l-aumento-di-1-5-c-urgente-attivare-un-piano-b-per-trovare-una-soluzione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come i Coldplay hanno trasformato un tour in un esperimento di successo per ridurre le emissioni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-i-coldplay-hanno-trasformato-un-tour-in-un-esperimento-di-successo-per-ridurre-le-emissioni.html</link><pubDate>Wed, 28 Oct 2026 05:15:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>I tour delle grandi star della musica muovono mezzi e persone a migliaia in tutto il mondo, con un costo ambientale alto e spesso sottovalutato. I Coldplay hanno dimostrato che le soluzioni alternative ci sono, per spettacoli sempre più grandiosi e sempre più sostenibili</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/musica-e-sostenibilita-come-i-coldplay-hanno-trasformato-un-tour-in-un-esperimento-di-successo-per-ridurre-le-emissioni-1793111994858.jpg" data-image="012kdj7caw21" alt="Coldplay concerti" title="Coldplay concerti"><figcaption>I Coldplay in concerto ad Amburgo - Frank Schwichtenberg, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons</figcaption></figure><p>Nel 2019, al termine del tour <em>A Head Full of Dreams, </em>i Coldplay si erano ripromessi di non tornare a suonare in giro per il mondo finché non avessero trovato un modo più sostenibile per farlo, e ci sono riusciti.</p><p>Tra il 2022 e il 2025 il loro <em>Music of the Spheres World Tour</em> è stato la prova che le soluzioni innovative per <strong>ridurre le emissioni</strong> e consumare meno risorse ci sono, senza togliere nulla ad uno spettacolo che continua a entusiasmare milioni di fans.</p><p>I tour dei Coldplay sono infatti tra i più visti al mondo e adesso anche tra i più <strong>ecologici</strong>.</p><h2>Coldplay, un esperimento di successo</h2><p>L’obiettivo dei Coldplay nel 2019 era di <strong>dimezzare </strong>le emissioni di dirette di CO₂ per ciascun concerto. L’ultimo tour non solo ha raggiunto l’obiettivo ma lo ha pure <strong>superato</strong>, arrivando al taglio del <strong>59% </strong>di emissioni a spettacolo, rispetto alla tour precedente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/musica-e-sostenibilita-come-i-coldplay-hanno-trasformato-un-tour-in-un-esperimento-di-successo-per-ridurre-le-emissioni-1793111292843.jpg" data-image="8fv4ip9am0ip" alt="Coldplay concerti sostenibili" title="Coldplay concerti sostenibili"><figcaption>Lo stadio Rajamangala di Bangkok durante un concerto dei Coldplay - NONTARAT - stock.adobe.com</figcaption></figure><p> Per raggiungere questo straordinario obiettivo la band ha utilizzato un “piano di sostenibilità in 12 punti” con un particolare focus su tre aspetti fondamentali: <strong>ridurre, reinventare e ripristinare</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674610" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fashion-e-sostenibile-i-nuovi-tessuti-realizzati-con-gli-scarti-delle-patate-stanno-rivoluzionando-il-mondo-della-moda.html" title="Fashion e sostenibile: i nuovi tessuti realizzati con gli scarti delle patate stanno rivoluzionando il mondo della moda">Fashion e sostenibile: i nuovi tessuti realizzati con gli scarti delle patate stanno rivoluzionando il mondo della moda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fashion-e-sostenibile-i-nuovi-tessuti-realizzati-con-gli-scarti-delle-patate-stanno-rivoluzionando-il-mondo-della-moda.html" title="Fashion e sostenibile: i nuovi tessuti realizzati con gli scarti delle patate stanno rivoluzionando il mondo della moda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fashion-y-sustentable-nuevos-tejidos-fabricados-con-desechos-de-papas-vienen-a-revolucionar-el-mundo-de-la-moda-1726151302571_320.jpg" alt="Fashion e sostenibile: i nuovi tessuti realizzati con gli scarti delle patate stanno rivoluzionando il mondo della moda"></a></article></aside><p>L’esperimento è stato portato avanti con rigore scientifico, i dati per ogni spettacolo sono stati raccolti dalla società di consulenza ambientale <strong>Hope Solutions</strong> e poi analizzati dal <strong>MIT</strong>.</p><h2>Logistica a trasporti ottimizzati per inquinare di meno</h2><p>Una delle parti più problematiche di un concerto è quella che riguarda i <strong>trasporti</strong>. Ad ogni tappa bisogna spostare tonnellate di attrezzature oltre che, naturalmente, il personale. </p><p>Nell’ultimo tour dei Coldplay, per ridurre l’inquinamento, tutta la <strong>logistica </strong>è stata <strong>ottimizzata </strong>in modo da usare veicoli elettrici, biocarburanti ed eliminare i viaggi superflui.</p><p>Per quanto riguarda il <strong>trasporto aereo</strong>, invece, è stato impiegato il <strong>carburante sostenibile</strong> ottenuto da materie prime rinnovabili, noto come SAF.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="653878" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/festival-musicali-possono-fare-passo-avanti-per-essere-sostenibili-i-risultati-di-indagine.html" title="I festival musicali possono fare un passo avanti per essere più sostenibili? I risultati di un'indagine">I festival musicali possono fare un passo avanti per essere più sostenibili? I risultati di un'indagine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/festival-musicali-possono-fare-passo-avanti-per-essere-sostenibili-i-risultati-di-indagine.html" title="I festival musicali possono fare un passo avanti per essere più sostenibili? I risultati di un'indagine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/can-music-festivals-be-sustainable-1713527394572_320.jpeg" alt="I festival musicali possono fare un passo avanti per essere più sostenibili? I risultati di un'indagine"></a></article></aside><p>In totale, tutto questo ha portato ad una riduzione del <strong>33%</strong> dell’inquinamento legato alla spedizioni delle merci e a <strong>3.000 tonnellate</strong> di CO₂ in meno immesse nell’ambiente durante i viaggi aerei.</p><p>Anche l’invito rivolto al <strong>pubblico </strong>a muoversi con i mezzi pubblici, a piedi o in bici è stato accolto. Il risultato è stato che circa <strong>un terzo</strong> degli spettatori hanno raggiunto le locations dei concerti con mezzi sostenibili.</p><h2>Il palco dei Coldplay alimentato da energie rinnovabili</h2><p>Un altro aspetto molto importante per uno spettacolo dal vivo è l’utilizzo di <strong>energia</strong>. Il <em>Music of the Spheres World Tour</em> è stato decisamente innovativo anche da questo punto di vista. </p><p>Tutta l’attrezzatura presente sul palco del Coldplay è stata alimentata da batterie realizzate con celle recuperate da batterie di auto elettriche BMW i3. Le batterie sono <strong>ricaricabili </strong>e possono essere alimentate da fonti <strong>rinnovabili</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776618" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-riescono-a-trasformare-gli-scarti-alimentari-in-carburante-per-aerei-sostenibile.html" title="Gli scienziati riescono a trasformare gli scarti alimentari in carburante per aerei sostenibile">Gli scienziati riescono a trasformare gli scarti alimentari in carburante per aerei sostenibile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-riescono-a-trasformare-gli-scarti-alimentari-in-carburante-per-aerei-sostenibile.html" title="Gli scienziati riescono a trasformare gli scarti alimentari in carburante per aerei sostenibile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-logran-transformar-residuos-de-comida-en-combustible-sostenible-para-aviones-1782544644646_320.png" alt="Gli scienziati riescono a trasformare gli scarti alimentari in carburante per aerei sostenibile"></a></article></aside><p>Oltre alle batterie, l’energia è arrivata anche da <strong>pannelli solari e piste cinetiche</strong> che enerano energia grazie al movimento degli spettatori. I maxischermi erano invece illuminati da <strong>led a basso consumo</strong>, mentre i sistemi audio di ultima generazione sono quelli più efficienti dal punto di vista del risparmio energetico.</p><h2>I grandi eventi e il problema dei rifiuti</h2><p>Molto spesso un grande evento si lascia alle spalle montagne di <strong>rifiuti </strong>di ogni tipo. Anche per limitare questo problema sono state trovate diverse soluzioni.</p><p><strong>Materiali riutilizzabili</strong> sono stati impiegati per allestimenti e scenografie, inclusi <strong>coriandoli biodegradabili</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/musica-e-sostenibilita-come-i-coldplay-hanno-trasformato-un-tour-in-un-esperimento-di-successo-per-ridurre-le-emissioni-1793111375853.jpg" data-image="2txj9uf4z6oe" alt="Coldplay sostenibilità" title="Coldplay sostenibilità"><figcaption>I grandi eventi attirano milioni di persone che spesso si lasciando indietro rifiuti di ogni genere</figcaption></figure><p>Durante i concerti dei Coldplay, inoltre, solitamente vengono distribuiti dei <strong>braccialetti LED</strong>. Nell’ultimo tour i fans sono stati invitati a riconsegnarli in appositi punti di raccolta in modo che potessero essere sterilizzati e <strong>riutilizzati </strong>evitando lo spreco di risorse per crearne di nuovi. L’86% dei braccialetti è effettivamente stato riciclato.</p><p>Oltre a ciò, sono state impiantate fontanelle per permettere agli spettatori di riempire le borracce invece di acquistare bottiglie di plastica, il <strong>merchandising </strong>della band è stato realizzato con materiali più sostenibili e meno imballaggi, e le eccedenze degli stand alimentari sono state <strong>donate.</strong></p><h2>Cos'è che inquina di più durante un concerto<br></h2><p>Il tour dei Coldplay non è a impatto zero ma ha sicuramente <strong>indicato la via</strong> da seguire. Il monitoraggio dei diversi spettacoli ha permesso anche di individuare con più precisione dove si dovrebbe intervenire per ridurre l’impatto ambientale di questo tipo di eventi.</p><div class="texto-destacado">Nel 2025 la <strong>Climate Machine</strong> del MIT ha studiato più di 80000 concerti e festival nel Regno Unito e negli Stati Uniti. La conclusione è che gli <strong>spostamenti del pubblico</strong> sono il problema maggiore.</div><p> Prorpio gli spostamenti dei fans sono responsabili del 77% delle emissioni legate ad un concerto nel Regno Unito e del 62% negli Stati Uniti.</p><p>Un po’ più sorprendente, forse, il dato relativo <strong>all’alimentazione</strong>, che è in effetti una componente solo secondaria in uno spettacolo musicale. Il catering, invece, si è rivaleto essere responsabile del 7,6% delle emissioni legate ai concerti in UK, e del 17% in USA.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Melina%20Gubilatto" data-year="2026" data-title="Coldplay%20y%20la%20gira%20m%C3%A1s%20sustentable%20de%20la%20historia%3A%20los%20n%C3%BAmeros%20que%20marcan%20un%20hito" data-url="https%3A%2F%2Fwww.zeroma.io%2Fblog%2Fcoldplay-gira-mas-sustentable-historia">Melina Gubilatto. (2026). <a href="https://www.zeroma.io/blog/coldplay-gira-mas-sustentable-historia" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Coldplay y la gira más sustentable de la historia: los números que marcan un hito</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-i-coldplay-hanno-trasformato-un-tour-in-un-esperimento-di-successo-per-ridurre-le-emissioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’alluvione di Firenze compie 60 anni: cosa raccontano le targhe dell’acqua sui muri della città]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta.html</link><pubDate>Tue, 27 Oct 2026 17:18:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 4 novembre 1966 l’Arno invase Firenze, provocando vittime e danni gravissimi. Sessant’anni dopo, le targhe sui muri conservano la memoria dei livelli raggiunti dall’acqua.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta-1793099652521.jpeg" data-image="o5mcimocjf4a" alt="Firenze, Alluvione Arno 1966, targhe" title="Firenze, Alluvione Arno 1966, targhe"><figcaption>In diverse strade nel centro di Firenze ci sono targhe che ricordano l'altezza raggiunta dall'Arno nell'alluvione del 4 novembre 1966.</figcaption></figure><p>Passeggiando per il centro di Firenze, facendo attenzione alle targhe collocate sui palazzi storici, può capitare di imbattersi in piccole iscrizioni sui muri collocate anche diversi metri sopra la strada. <strong>Indicano il livello raggiunto dall’acqua durante le alluvioni dell’Arno, il fiume che attraversa la città toscana e che in più occasioni - l'ultima in quel tragico 4 novembre 1966 di cui ricorrono 60 anni -</strong> ha invaso la città causando gravi danni.</p><p>Per rendersi conto dell'imponenza delle alluvioni passate basta fermarsi, guardare in alto e immaginare la strada sulla quale ci troviamo completamente sommersa.</p><p><strong>In via dei Neri, nel quartiere di Santa Croce, una targa ricorda il livello di 4 metri e 92 centimetri raggiunto dalla piena del 1966</strong>. È un’altezza riferita a quel punto della città, non una profondità uniforme in tutta Firenze, ma fa capire quanto disastrosa fu quell'alluvione. Altre targhe, collocate in altri punti, hanno altezze inferiori ma pur sempre impressionanti.</p><div class="texto-destacado"> Nel quartiere di Santa Croce, in via dei Neri, una targa ricorda il punto più alto raggiunto dalla piena: 4 metri e 92 centimetri. </div><p>Non solo ci ricordano l'imponenza di un evento naturale di enormi dimensioni, ma anche il disastro che causò: <strong>ci furono infatti decine di morti e danni gravissimi. </strong>Gravemente danneggiato fu anche il patrimonio artistico e storico della città. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta-1793100031156.jpg" data-image="w6z266ipk5io"><figcaption>L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 causò enormi danni nella città.</figcaption></figure><p>Anche se viene ricordato meno spesso, poi, <strong>il maltempo che investì la Toscana in quell'inizio di novembre del 1966 causò pesanti alluvioni anche in Friuli, Trentino e Veneto. A Venezia, ci fu un'acqua alta storica che causò anche gravissimi danni.</strong></p><h2>Le targhe sui muri raccontano le alluvioni di Firenze</h2><p>Torniamo per un attimo alle targhe poste sui palazzi di Firenze. Le testimonianze dell’acqua sui palazzi non ricordano soltanto il 1966. <strong>Firenze era stata colpita più volte, nel corso dei secoli, da gravi esondazioni dell’Arno</strong>, e alcune iscrizioni permettono ancora oggi di ripercorrere questa storia.</p><p>Nei pressi di via dei Neri, all’imbocco dell’attuale via don Giancarlo Setti, già via di San Remigio, si conserva una testimonianza dell’alluvione del <strong>4 novembre 1333</strong>. Un altro disastroso evento alluvionale che, per una curiosa coincidenza, avvenne nello stesso giorno dell'alluvione di 630 anni dopo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/60-anni-dalla-storica-alluvione-di-firenze-1779363938221.jpg" data-image="u4s929yt28qi" alt="alluvione firenze" title="alluvione firenze"><figcaption>Una targa indica, vicino Santa Maria del Fiore, il livello raggiunto dall'acqua nel corso dell'alluvione del 4 novembre 1966.</figcaption></figure><p><strong>In Via San Remigio, una mano scolpita indica il punto raggiunto dall’acqua nel 1333</strong>; ancora più in alto, un'altra targhetta he ricorda il livello raggiunto dalle acque nel 1966. <strong>Le targhe sono a circa quattro metri d'altezza rispetto alla strada.</strong></p><p><strong>Queste testimonianze, presenti anche in altre città italiane (basta pensare alle tante lapidi che nel centro di Roma ricordano le esondazioni del Tevere) rendono visibile il rapporto, spesso drammatico, tra Firenze e il suo fiume.</strong> Le date e le altezze incise sui muri riportano nella città di oggi eventi che potrebbero altrimenti sembrare lontani.</p><h2>Alluvione del 4 novembre 1966: tutto iniziò con le piogge sul bacino dell’Arno</h2><p>Tutto iniziò a fine ottobre 1966, quando piogge incessanti caddero sull’intero <strong>bacino idrografico dell’Arno</strong>. A inizio novembre una nuova ondata di maltempo portò letteralmente pioggia sul bagnato, facendo tracimare i fiumi.</p><p><strong>Dal pomeriggio del 3 novembre caddero in molte zone della Toscana centinaia di millimetri di pioggia.</strong> La stazione di Badia Agnano, nel bacino dell’Ambra, affluente dell’Arno, registrò uno dei quantitativi più elevati dell’evento: <strong>437,2 millimetri</strong>, secondo lo studio di Enrica Caporali, Massimo Rinaldi e Nicola Casagli pubblicato nel <em>Giornale di Geologia Applicata</em>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795106" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?">L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo-1792951830227_320.jpg" alt="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"></a></article></aside><p>Sempre nel pomeriggio del 3 novembre <strong>un aumento delle temperature portò allo scioglimento delle nevi che erano da poco cadute sull’Appennino</strong>, contribuendo ulteriormente all’aumento delle portate degli affluenti.</p><h2>Una valanga d’acqua invase Firenze nella notte del 4 novembre 1966</h2><p><strong>In serata iniziarono a verificarsi le prime esondazioni in provincia di Arezzo</strong> e numerosi smottamenti e frane lungo il reticolo idrografico dell’Arno. Prima della mezzanotte ci furono sette vittime a Reggello, investite dalle acque in piena del torrente Resco.</p><div class="texto-destacado">Da quel momento la situazione peggiorò di ora in ora, fino alla <strong>drammatica esondazione dell’Arno a Firenze, che avvenne a partire dalle quattro di notte del 4 novembre</strong>.</div><p>La piena eccezionale dell’Arno raggiunse, nel suo momento di picco, una portata stimata intorno ai <strong>4.000 metri cubi al secondo</strong>. Gli effetti furono drammatici, non solo a Firenze ma anche in tutta la provincia. Il bilancio riportato dal Comune è di <strong>35 vittime, di cui 17 a Firenze e 18 in provincia.</strong></p><p>L’acqua esondata invase anche i musei, le biblioteche antiche e le chiese della città, causando gravissimi danni alle opere d’arte e al patrimonio storico. Case, negozi e botteghe furono sommersi, mentre la corrente trascinava automobili e materiali di ogni genere.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/pH6Q703E4-c/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=pH6Q703E4-c" id="pH6Q703E4-c"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Le targhe che osserviamo oggi sui muri aiutano a immaginare quella situazione: sotto quei segni si trovavano intere porzioni della città, con le abitazioni e i luoghi di lavoro dei suoi abitanti.</p><h2>La drammatica radiocronaca dell’alluvione scuote l’Italia</h2><p>La gestione dell’emergenza in quell’evento catastrofico, almeno nella sua parte iniziale, fu disastrosa. <strong>La città toscana e tanti centri minori rimasero in balia dell’esondazione, senza un adeguato preallarme, colti alla sprovvista.</strong> La Protezione civile nazionale ricorda come l’assenza di una rete di monitoraggio impedì di preannunciare con anticipo l’esondazione. </p><p>Una testimonianza di quanto accaduto il 4 novembre 1966 è <strong>la celebre radiocronaca del giornalista della RAI Marcello Giannini</strong>, che quel giorno si trovava nell’ufficio della radio in pieno centro a Firenze.</p><p><strong>Per documentare quello che stava succedendo in città, avvicinò un microfono all’acqua da una finestra</strong>. Gli ascoltatori poterono sentire il rumore dell’acqua impetuosa che invadeva le strade e gli schianti delle automobili trascinate dalla corrente. Gli archivi RAI conservano la testimonianza di quel gesto, entrato nella storia del giornalismo italiano. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794123" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-allerta-meteo-solo-l-ultima-linea-di-difesa-la-prevenzione-delle-alluvioni-inizia-con-anni-di-anticipo.html" title="L'allerta meteo è solo l'ultima linea di difesa: la prevenzione delle alluvioni inizia con anni di anticipo">L'allerta meteo è solo l'ultima linea di difesa: la prevenzione delle alluvioni inizia con anni di anticipo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-allerta-meteo-solo-l-ultima-linea-di-difesa-la-prevenzione-delle-alluvioni-inizia-con-anni-di-anticipo.html" title="L'allerta meteo è solo l'ultima linea di difesa: la prevenzione delle alluvioni inizia con anni di anticipo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-alerta-y-avisos-en-el-movil-son-la-ultima-linea-de-defensa-la-prevencion-de-inundaciones-empieza-anos-atras-1791823259612_320.jpg" alt="L'allerta meteo è solo l'ultima linea di difesa: la prevenzione delle alluvioni inizia con anni di anticipo"></a></article></aside><p>"Questo non è un fiume. È via Cerretani, è il cuore di Firenze invaso dall’acqua", disse il cronista per raccontare quanto stava vedendo.</p><h2>Migliaia di giovani corrono a Firenze per aiutare: sono gli “Angeli del fango”</h2><p><strong>Il dopo alluvione fu segnato dall’enorme solidarietà alle popolazioni colpite, che arrivò soprattutto dai giovani.</strong> In moltissimi accorsero a Firenze da tutto il paese e da tutto il mondo, in modo volontario, per spalare via il fango dalle case e dalle cantine e aiutare nel difficile lavoro di recupero dei manoscritti della Biblioteca nazionale e delle opere d’arte.</p><p><strong>Questi giovani vennero chiamati “Angeli del fango”.</strong> Le immagini della loro mobilitazione fecero il giro del mondo: già nel novembre 1966 la trasmissione RAI <em>TV7</em> raccontò l’impegno dei volontari accorsi a Firenze. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta-1793100200511.jpg" data-image="6xpba0wgjpva"><figcaption>La Basilica di Santa Croce invasa dalle acque dell'Arno.</figcaption></figure><p>Spesso erano gli stessi ragazzi che in tutta Italia iniziavano a partecipare alle contestazioni e alle ribellioni <strong>che sarebbero poi sfociate nel grande movimento del 1968.</strong></p><h2><strong>L'Italia e il rischio idrogeologico</strong></h2><p>L’alluvione di Firenze del novembre 1966 non è stato certo l’unico evento catastrofico ad aver colpito l’Italia, un paese dove il rischio idrogeologico è altissimo e dove frane e alluvioni fanno ogni anno vittime e lasciano pesanti danni.</p><p>Inoltre, come ricordano le iscrizioni sui muri, <strong>Firenze era stata già colpita secoli prima da pesanti alluvioni, come quella del 1333</strong>. Tuttavia l’esondazione del 1966 contribuì a gettare le basi di un nuovo modo di affrontare la gestione del territorio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767289" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/5-maggio-1998-la-tragedia-di-sarno-e-quindici-il-disastro-che-cambio-la-lotta-al-rischio-idrogeologico.html" title="5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico">5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/5-maggio-1998-la-tragedia-di-sarno-e-quindici-il-disastro-che-cambio-la-lotta-al-rischio-idrogeologico.html" title="5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-maggio-1998-la-tragedia-di-sarno-e-quindici-il-disastro-che-cambio-la-lotta-al-rischio-idrogeologico-1777982397249_320.jpg" alt="5 maggio 1998, la frana improvvisa di Sarno e Quindici: il disastro che cambiò la lotta al rischio idrogeologico"></a></article></aside><p>In un paese che aveva conosciuto a partire dagli anni Cinquanta una <strong>crescita urbanistica spesso incontrollata</strong>, che non aveva tenuto adeguatamente conto delle zone di esondazione dei fiumi e degli equilibri naturali, non era cosa da poco.</p><h2>Dopo Firenze 1966, i lenti passi avanti nella mitigazione del rischio idrogeologico</h2><p><strong>Si sarebbe dovuto aspettare però la fine degli anni Ottanta perché venissero istituite in Italia le Autorità di bacino</strong>, con i relativi Piani di bacino. Un passo avanti enorme nella gestione del territorio, che teneva finalmente conto dell’assetto dei bacini idrografici.</p><p>Ancora, dopo il 1998 si sarebbero fatti ulteriori passi avanti nella prevenzione e nella mitigazione del rischio idrogeologico, con l’accelerazione della pianificazione attraverso i <strong>Piani di assetto idrogeologico, i PAI</strong>.</p><p>Oggi, per conoscere le aree esposte alle alluvioni nel territorio fiorentino, un riferimento fondamentale è anche il <strong>Piano di gestione del rischio di alluvioni, il PGRA</strong>, dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta-1793100270377.jpeg" data-image="rvrct73w2krl"><figcaption>Un'altra targa indica a Firenze l'altezza raggiunta dall'Arno nel novembre del 1966.</figcaption></figure><p>Le sue mappe individuano aree a pericolosità elevata, media e bassa. La cartografia ufficiale deriva da studi e modellazioni idrologiche e idrauliche, integrati, in alcuni casi, da ricostruzioni storiche e analisi geomorfologiche. </p><p><strong>Le targhe raccontano dove è arrivata l’acqua nel passato; le mappe aiutano a conoscere le aree che possono essere allagate.</strong> Questa conoscenza deve tradursi in scelte urbanistiche, interventi di prevenzione e preparazione alle emergenze.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-compie-60-anni-cosa-raccontano-le-targhe-dell-acqua-sui-muri-della-citta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La morte del Sole potrebbe distruggere la Terra entro 5 miliardi di anni, trasformandola in una gigante rossa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-morte-del-sole-potrebbe-distruggere-la-terra-entro-5-miliardi-di-anni-trasformandola-in-una-gigante-rossa.html</link><pubDate>Tue, 27 Oct 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il Sole si trasformerà prima o poi in una gigante rossa, un evento che dovrebbe portare alla scomparsa di Mercurio e Venere. Ma il destino della Terra rimane incerto. Il nostro pianeta potrebbe alla fine sfuggire a una fine catastrofica, anche se dovesse diventare inabitabile molto prima.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/mort-du-soleil-voici-ce-qui-pourrait-arriver-a-la-terre-dans-cinq-milliards-d-annees-1792080159368.jpeg" data-image="egk4soynjsap" alt="morte del sole" title="morte del sole"><figcaption>Entro 5 miliardi di anni il Sole inizierà la sua transizione verso una gigante rossa, inghiottendo diversi pianeti nel processo.</figcaption></figure><p>Il Sole, nato circa 4600 milioni di anni fa, si trova oggi a metà della sua vita. Tuttavia, tra quasi cinque miliardi di anni, la nostra stella si trasformerà in una gigante rossa, <strong>alterando profondamente il sistema solare</strong>. La Terra verrà allora inghiottita dal Sole oppure riuscirà a sfuggire a questo destino?</p><h2>Il Sole, una stella di 4600 milioni di anni</h2><p>Il Sole e i pianeti del nostro sistema solare si sono formati circa 4600 milioni di anni fa a partire da una vasta nube di gas e polveri. Per effetto della gravità, <strong>una parte di questa materia collassò gradualmente su se stessa</strong>, concentrandosi al centro e dando origine al giovane Sole. Attorno a esso, i materiali rimanenti <strong>si organizzarono in un disco di materia in rotazione</strong>.</p><p>Con il passare del tempo, le particelle di polvere presenti in questo disco si aggregarono formando corpi sempre più grandi, dando origine ai <strong>pianeti, agli asteroidi e agli altri oggetti che compongono il sistema solare</strong>. La formazione della Terra e degli altri pianeti proseguì quindi per diverse decine di milioni di anni, attraverso collisioni e accumulo di materia. Circa 4500 milioni di anni fa, il nostro pianeta iniziò ad assumere gradualmente la sua forma attuale.</p><div class="texto-destacado">Oggi il Sole è una stella di tipo spettrale G2V, comunemente chiamata nana gialla. Composto principalmente da idrogeno ed elio, genera energia attraverso la fusione nucleare che avviene nel suo nucleo, dove l’idrogeno si trasforma progressivamente in elio. Questo processo libera l’energia che ci raggiunge sotto forma di luce e calore, permettendo alla nostra stella di brillare da miliardi di anni.</div><p>Attualmente il Sole si trova in una fase relativamente stabile della sua esistenza, chiamata sequenza principale. Questa stabilità, però, non durerà per sempre. Man mano che le riserve di idrogeno nel suo nucleo si esauriranno, quest’ultimo si contrarrà e si riscalderà, mentre gli strati esterni del Sole si espanderanno gradualmente. La nostra stella diventerà allora <strong>una gigante rossa</strong>, un’evoluzione che trasformerà profondamente il sistema solare così come lo conosciamo oggi.</p><h2>Il Sole divorerà la Terra?</h2><p>Questa<strong> trasformazione avrà conseguenze importanti </strong>per i pianeti più vicini al Sole. Durante la trasformazione in gigante rossa, il diametro del Sole aumenterà considerevolmente, fino a raggiungere dimensioni potenzialmente paragonabili all’attuale distanza tra il Sole e la Terra. Questa espansione provocherà probabilmente l’inghiottimento di Mercurio e Venere, ma <strong>il destino del nostro pianeta rimane, per ora, più incerto</strong>.</p><p>Fino a poco tempo fa, gli scienziati ritenevano che la Terra avesse poche probabilità di sfuggire all’espansione del Sole, al pari di Mercurio e Venere. Espandendosi, gli strati esterni del Sole potrebbero raggiungere l’orbita terrestre, mentre le interazioni mareali tra i due corpi celesti tenderebbero ad avvicinare il nostro pianeta al Sole. Pertanto, <strong>questo scenario sembrava finora il più probabile, anche se l’evoluzione dell’orbita terrestre restava soggetta ad alcune incertezze</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/mort-du-soleil-voici-ce-qui-pourrait-arriver-a-la-terre-dans-cinq-milliards-d-annees-1792081470884.jpeg" data-image="ojdtlpgbez4e" alt="Diversi pianeti nel sistema" title="Diversi pianeti nel sistema"><figcaption>La Terra potrebbe rimanere in gran parte al di fuori della superficie del Sole durante la sua trasformazione in gigante rossa, ma le condizioni necessarie a sostenere la vita sulla sua superficie saranno scomparse da molto tempo.</figcaption></figure><p>Tuttavia, uno studio pubblicato nel giugno 2026 sulla rivista <em>Astronomy & Astrophysics</em> ha messo in discussione questa ipotesi. Affinando i modelli sulla perdita di massa del Sole e sugli effetti delle interazioni mareali, i ricercatori hanno dimostrato che<strong> la Terra potrebbe, alla fine, evitare un destino catastrofico</strong>.</p><p>Perdendo massa, <strong>il Sole eserciterà un’attrazione gravitazionale minore, che potrebbe consentire all’orbita terrestre di allargarsi</strong> e quindi al nostro pianeta di allontanarsi abbastanza dalla superficie della nostra stella da sopravvivere alla sua trasformazione in gigante rossa. Questo scenario rimane tuttavia incerto e dipenderà in larga misura dalla quantità di materia che la nostra stella perderà alla fine della sua vita.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795333" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-astrofisico-neil-degrasse-tyson-68-anni-si-puo-viaggiare-nel-futuro-ma-saremo-sempre-prigionierieri-del-presente.html" title="L'astrofisico Neil deGrasse Tyson (68 anni): 'Si può viaggiare nel futuro, ma saremo sempre prigionierieri del presente'">L'astrofisico Neil deGrasse Tyson (68 anni): "Si può viaggiare nel futuro, ma saremo sempre prigionierieri del presente"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-astrofisico-neil-degrasse-tyson-68-anni-si-puo-viaggiare-nel-futuro-ma-saremo-sempre-prigionierieri-del-presente.html" title="L'astrofisico Neil deGrasse Tyson (68 anni): 'Si può viaggiare nel futuro, ma saremo sempre prigionierieri del presente'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/neil-degrasse-tyson-podemos-viajar-en-el-tiempo-hacia-el-futuro-pero-siempre-seras-prisionero-del-presente-1793008179971_320.jpg" alt="L'astrofisico Neil deGrasse Tyson (68 anni): 'Si può viaggiare nel futuro, ma saremo sempre prigionierieri del presente'"></a></article></aside><p>In ogni caso, <strong>è molto probabile che la Terra abbia perso ogni forma di vita sulla sua superficie molto prima di questa trasformazione</strong>. Il progressivo aumento della luminosità solare potrebbe rendere il nostro pianeta inabitabile tra circa un miliardo di anni, alterandone il ciclo dell’acqua e favorendo, a lungo termine, la scomparsa degli oceani. Di conseguenza, anche se riuscisse a evitare di essere inghiottita, la Terra potrebbe continuare a esistere tra 5000 milioni di anni, ma <strong>trasformata in un mondo sterile in orbita attorno a un Sole diventato una nana bianca</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Fonti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="NASA" data-year="2026" data-title="Sun%3A%20Facts" data-url="https%3A%2F%2Fscience.nasa.gov%2Fsun%2Ffacts%2F">NASA. (2026). <a href="https://science.nasa.gov/sun/facts/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il Sole: dati e caratteristiche</a>.</cite><br><cite data-author="CEA" data-year="2026" data-title="La%20Terre%20survivra-t-elle%20%C3%A0%20la%20fin%20du%20Soleil%20%3F" data-url="https%3A%2F%2Fwww.cea.fr%2Fparis-saclay%2FPages%2FActualites%2FScientifique%2F2026%2Fla-Terre-survivra-t-elle-a-la-fin-du-Soleil.aspx">CEA. (2026). <a href="https://www.cea.fr/paris-saclay/Pages/Actualites/Scientifique/2026/la-Terre-survivra-t-elle-a-la-fin-du-Soleil.aspx" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La Terra sopravvivrà alla fine del Sole?</a>.</cite><br><cite data-author="M.%20Esseldeurs1%2C%20S.%20Mathis%20%26%20L.%20Decin1" data-year="2026" data-title="The%20fate%20of%20Earth%20during%20the%20Sun%E2%80%99s%20giant%20phases" data-url="https%3A%2F%2Fwww.aanda.org%2Farticles%2Faa%2Ffull_html%2F2026%2F06%2Faa60576-26%2Faa60576-26.html">M. Esseldeurs1, S. Mathis & L. Decin1. (2026). <a href="https://www.aanda.org/articles/aa/full_html/2026/06/aa60576-26/aa60576-26.html" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Il destino della Terra durante le fasi di gigante del Sole</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-morte-del-sole-potrebbe-distruggere-la-terra-entro-5-miliardi-di-anni-trasformandola-in-una-gigante-rossa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Margherita Erriu svela quale sarà la notte più fredda della settimana: “Fino a 6 °C a Milano”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano.html</link><pubDate>Tue, 27 Oct 2026 13:11:19 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Grazie al rinforzo dell’alta pressione in Italia ci aspettiamo una settimana caratterizzata da condizioni di generale stabilità atmosferica, attenzione però perché questo non si traduce sempre in caldo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbriz9e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbriz9e.jpg" id="xbriz9e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nei prossimi giorni <strong>l’Italia tornerà ad essere interessata da un campo di alta pressione</strong> che riporterà sul nostro paese tempo in prevalenza stabile e soleggiato, a parte <strong>un leggero aumento della variabilità nella seconda parte della settimana</strong>, soprattutto al centro-sud.</p><p>Questo aumento della variabilità sarà causato dall’approfondimento di u<strong>na debole depressione che porterà nuvole e precipitazioni sparse sulle regioni centrali adriatiche e su quelle meridionali</strong>. Localmente i fenomeni potranno anche essere di moderata intensità e assumere carattere di rovescio.</p><h2>Il ritorno delle nebbie e del freddo</h2><p>Malgrado il ritorno dell’anticiclone <strong>non torneremo a parlare di ottobrata e neppure di “novembrata”</strong>. Questo perché, seppure siano previste condizioni meteorologiche stabili, <strong>le temperature risulteranno tendenzialmente al di sotto del normale</strong> praticamente ovunque e per tutto l’arco della settimana.</p><p>Anzi, sarà proprio la spiccata stabilità atmosferica a causare <strong>nebbie nella Pianura Padana e nelle valli appenniniche</strong>, e temperature minime localmente particolarmente rigide.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano-1793102130176.jpg" data-image="qopcn872f7u2" alt="Anomalie termiche" title="Anomalie termiche"><figcaption>La giornata di domenica sarà caratterizzata da anomalie termiche negative su praticamente tutta l'Italia.</figcaption></figure><p>In sostanza quindi ci aspettiamo <strong>una settimana con forti escursioni termiche tra il giorno e la notte</strong>. Durante le ore diurne infatti le temperature risulteranno tutto sommato miti e gradevoli, seppur anche queste leggermente più basse del normale, <strong>nella notte invece i termometri registreranno valori decisamente più bassi</strong>, con anomalie termiche prossime ai -10 °C.</p><p>In generale le anomalie termiche negative <strong>sono previste inizialmente soprattutto sulle regioni centro-meridionali</strong>, mentre al nord avremo ancora anomalie positive, successivamente nella seconda metà della settimana <strong>farà più freddo rispetto alla norma in tutto il territorio nazionale</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795214" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto.html" title="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto ">I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto.html" title="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto-1793021529781_320.jpg" alt="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto "></a></article></aside><p>Ricordiamo che quando parliamo di anomalie termiche, di valori più o meno alti rispetto alla norma o al normale, <strong>stiamo mettendo in relazione le temperature previste nei prossimi giorni con quelle medie calcolate nell’ultimo trentennio</strong>, ovvero quello che va dal 1991 al 2020.</p><p>Confrontare i valori attuali con quelli relativi alla media climatologica <strong>serve per capire quanto sia “anomala”</strong> o meno la situazione prevista.</p><h2>Temperature minime rigide da nord a sud</h2><p>Dopo quindi una <strong>prima parte di ottobre e di autunno caratterizzata da temperature costantemente troppo alte</strong>, ecco che la fine del mese ci riserverà valori decisamente più rigidi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano-1793103510682.jpg" data-image="i7mknkb2wgnb" alt="Temperature minime" title="Temperature minime"><figcaption>Nella notte di domenica le temperature minime si porteranno intorno ai 5 °C nelle maggiori città del nord.</figcaption></figure><p>Tutte le prossime notti vedranno temperature piuttosto rigide, <strong>diffusamente entro i 10 °C sulle regioni centro-settentrionali</strong>, perlopiù tra i 10 °C e i 15 °C al sud. Tuttavia sarà la nottata di domenica a registrare i valori più bassi, <strong>con 8 °C previsti a Roma, 9 °C attesi a Firenze, 7 °C a Bologna, 6 °C a Milano e 4 °C a Torino</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795372" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa">Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa.html" title="Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa-1793097932892_320.jpg" alt="Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa"></a></article></aside><p>Per quanto riguarda le temperature massime invece <strong>fino a giovedì sono previsti valori intorno ai 20 °C</strong>, poco meno o poco più su buona parte del paese.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong></div><p>A seguire, <strong>con l’aumento della variabilità nel fine settimana</strong>, di cui abbiamo già parlato in introduzione, anche i valori massimi torneranno a registrare diffusi cali ed <strong>entro domenica si riporteranno tra i 15/17 °C su buona parte del centro-nord</strong>, con solo isolate punte oltre i 20 °C al sud, in particolare a Cagliari, a Catania e a Napoli.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-svela-quale-sara-la-notte-piu-fredda-della-settimana-fino-a-6-c-a-milano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Inverno 2026-27 in Italia, arrivano nuovi segnali: la neve potrebbe estendersi su gran parte dell’Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa.html</link><pubDate>Tue, 27 Oct 2026 11:26:41 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il mese di novembre potrebbe esordire all'insegna di un colpo di scena, con il possibile affondo di un nucleo di aria molto fredda, in discesa dalle pianure dell'Europa centro-orientale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrifgq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrifgq.jpg" id="xbrifgq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dai modelli globali iniziano ad arrivare dei piccoli segnali, sempre di lungo termine, che delineano pero uno scenario particolarmente interessante per l’avvio della stagione invernale 2026-27.</p><p>Tutto nascerebbe dall’Atlantico, dove l’azione combinata di più <strong>onde di Rossby</strong> in uscita dal Nord America potrebbe innescare una dinamica atmosferica capace di favorire <strong>un primo episodio di freddo e neve su ampie aree del continente europeo,</strong> con possibili e non trascurabili ripercussioni anche sull’Italia.</p><h2><strong>Il blocco anticiclonico e la discesa di aria fredda</strong></h2><p>Il meccanismo descritto ruota intorno alla propagazione di queste onde planetarie, forzate sull’area pacifica dal fenomeno di <strong>El Niño.</strong> Una volta raggiunta l’area vicina alle coste meridionali della Groenlandia, <strong>le onde di Rossby mostrano la tendenza a rompersi in maniera ciclonica.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa-1793097853491.jpg" data-image="uv57hkqx3rrs" alt="Anticiclone, aria fredda." title="Anticiclone, aria fredda."><figcaption>Il flusso retrogrado di aria fredda in discesa dall'Europa orientale, lungo il margine più orientale dell'anticiclone.</figcaption></figure><p>Questo processo favorisce un forcing subtropicale, ossia una risalita di aria calda in quota dalle latitudini subtropicali che si spinge fino alla Scandinavia. </p><p>Il risultato è la formazione di un robusto anticiclone in grado di bloccare efficacemente il flusso perturbato atlantico, <strong>interrompendo temporaneamente la tipica circolazione zonale da ovest verso est.</strong></p><h2><strong>L’apertura del canale freddo da nord-est</strong></h2><p>Con il flusso zonale interrotto, si apre la strada alla discesa di masse d’aria molto fredde di origine polare verso l’Europa orientale e settentrionale. Su queste regioni potrebbero comparire <strong>le prime nevicate precoci su vaste aree,</strong> con temperature in netto calo rispetto alle medie del periodo e condizioni più tipicamente invernali già prima dell’arrivo dell’inverno meteorologico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa-1793097671632.jpg" data-image="pafoncuc5kyw" alt="Aria fredda." title="Aria fredda."><figcaption>Il canale di aria fredda diretto verso l'Italia nella prima settimana di novembre.</figcaption></figure><p>Un aspetto particolarmente rilevante di questo schema barico riguarda il modo in cui l’aria fredda si muoverà una volta instauratosi l’anticiclone scandinavo. </p><div class="texto-destacado"><strong>Le masse d’aria fredde non scenderanno in maniera diretta, ma tenderanno a scorrere lungo il margine orientale e meridionale dell’alta pressione, seguendo un moto retrogrado (cioè da est verso ovest o da nord-est verso sud-ovest).</strong></div><p>Questo percorso le porterà a lambire le regioni dell’Europa centro-orientale e balcanica, per poi spingersi progressivamente verso il bacino del Mediterraneo, arrivando probabilmente ad interessare pure parte del nostro territorio nazionale.</p><h2><strong>Occhi puntati al Mediterraneo</strong></h2><p>È proprio qui che la dinamica potrebbe diventare ancora più interessante. Arrivando a contattare le acque ancora relativamente calde del Mediterraneo, l’aria fredda polare creerebbe un contrasto termico notevole. </p><p>Questo scontro tra aria fredda in quota e superfici marine più miti è un classico ingrediente <strong>per lo sviluppo di instabilità atmosferica, anche intensa, </strong>soprattutto in questo periodo dell’anno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795214" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto.html" title="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto ">I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto.html" title="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto-1793021529781_320.jpg" alt="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto "></a></article></aside><p><strong>Si potrebbero così generare fenomeni convettivi, rovesci e temporali di natura pre-frontale o post-frontale,</strong> con la possibilità di nevicate a quote medio-basse sulle regioni alpine e appenniniche, e di precipitazioni più intense e localmente temporalesche sulle aree costiere e fra Sardegna e Sicilia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa-1793097932892.jpg" data-image="li0k2kpylv2v" alt="Neve, freddo." title="Neve, freddo."><figcaption>Se confermato entro la prima decade di novembre la neve potrebbe comparire a quote basse in molte aree d'Europa, fino alle nostre regioni orientali.</figcaption></figure><p>In alcuni casi, questo tipo di interazione può favorire anche la formazione di minimi depressionari mediterranei, <strong>capaci di organizzare precipitazioni più diffuse e di prolungare l’episodio di maltempo. Oltre a produrre venti forti e mareggiate.</strong></p><h2><strong>Alcune considerazioni su questa linea di tendenza</strong></h2><p>Va precisato che al momento si tratta solo di segnali. Non si tratta di una previsione di tipo deterministico, come quelle fatte a pochi giorni, con date e orario dei fenomeni previsti. Ma di una linea di tendenza, a largo spettro. </p><p>Un simile assetto barico, se confermato, potrebbe quindi spalancare le porte non solo ai primi freddi di stagione sull’Italia, <strong>ma anche a una fase di tempo più dinamico e potenzialmente instabile, soprattutto sulle regioni centro-meridionali e sul versante adriatico,</strong> dove il contrasto termico tra aria fredda e mare caldo risulta spesso più accentuato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo">Luca Lombroso, meteorologo: "Da novembre aria invernale sull'Italia". Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale-1793013115653_320.jpg" alt="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"></a></article></aside><p>È però fondamentale sottolineare che si tratta di proiezioni a lungo termine, <strong>caratterizzate da un elevato grado di incertezza.</strong> Le dinamiche atmosferiche su scale temporali così ampie restano soggette a variazioni significative e dovranno trovare riscontro nei calcoli dei modelli dei prossimi giorni. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-arrivano-nuovi-segnali-la-neve-potrebbe-estendersi-su-gran-parte-dell-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'astrofisico Neil deGrasse Tyson (68 anni): "Si può viaggiare nel futuro, ma saremo sempre prigionierieri del presente"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-astrofisico-neil-degrasse-tyson-68-anni-si-puo-viaggiare-nel-futuro-ma-saremo-sempre-prigionierieri-del-presente.html</link><pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:25:06 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L'astrofisico statunitense spiega come la relatività consenta di percepire il trascorrere del tempo a ritmi differenti e perché viaggiare nel passato rimanga fuori dalla nostra portata.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/neil-degrasse-tyson-podemos-viajar-en-el-tiempo-hacia-el-futuro-pero-siempre-seras-prisionero-del-presente-1793008179971.jpg" data-image="eg1soula1xiy" alt="Neil deGrasse Tyson" title="Neil deGrasse Tyson"><figcaption>Neil deGrasse Tyson spiega i limiti fisici del viaggio nel tempo e il motivo per cui spostarsi in avanti verso il futuro non significa poter tornare nel passato. Immagine: foto della U.S. Air Force, scattata dall'Airman 1st Class Jonathan Whitely.</figcaption></figure><p>I viaggi nel tempo sono presenti da molti anni in romanzi, film e serie, ma la fisica ha sempre offerto una risposta che si discosta, e di molto, da quelle storie. <strong>L’astrofisico Neil deGrasse Tyson ha affrontato questo tema durante una recente intervista </strong>in cui ha spiegato quali possibilità contempla la scienza e quali continuano a non avere alcun riscontro sperimentale.</p><p>La conversazione ha lasciato spazio anche ad altre questioni legate alla divulgazione scientifica. <strong>Il ricercatore statunitense ha parlato dei limiti degli spostamenti temporali</strong> e ha partecipato a una classifica di alcune figure note per il loro lavoro nella scienza e nella comunicazione.</p><h2>Neil deGrasse Tyson spiega i viaggi nel tempo verso il futuro</h2><p>Durante la sua partecipazione al programma di interviste di YouTube <em>Hot Ones Game Night,</em> trasmesso il 14 ottobre e condotto da Joe Santagato, Tyson ha risposto a una domanda sulla possibilità che gli esseri umani riescano a viaggiare nel tempo.<strong> La sua prima reazione è stata escludere questa possibilità, anche se poi ha precisato la risposta</strong> per distinguere tra spostarsi verso il futuro e tornare a epoche precedenti.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/feiF4mTzfsU/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=feiF4mTzfsU" id="feiF4mTzfsU"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p><strong>"Possiamo viaggiare nel tempo verso il futuro, ma non verso il passato", ha spiegato l’astrofisico.</strong> Con questa affermazione ha riassunto una differenza fondamentale per comprendere che cosa consente la fisica e che cosa appartiene ancora al mondo della finzione. Per illustrarla, ha proposto il caso di una persona che viaggiasse nello spazio a una velocità molto elevata. Se durante il tragitto invecchiasse di dieci minuti, al ritorno sulla Terra potrebbe scoprire che per chi è rimasto sul pianeta è trascorsa un’ora, un giorno o persino un anno. La differenza dipenderebbe dalla velocità raggiunta.</p><p><strong>Questo effetto prende il nome di dilatazione temporale ed è legato alla teoria della relatività di Albert Einstein. </strong>Il tempo può scorrere a ritmi diversi a seconda del movimento dell’osservatore e delle condizioni gravitazionali. Il viaggiatore potrebbe quindi ritrovarsi su una Terra molti anni più avanti rispetto a quella che aveva lasciato.</p><h2>Perché non possiamo tornare nel passato, secondo Neil deGrasse Tyson</h2><p>La spiegazione di Tyson presenta un limite essenziale: sperimentare un intervallo temporale più breve rispetto a quello di altre persone non permette di scegliere liberamente una data né di tornare a un momento precedente. La relatività descrive differenze nel tempo trascorso, <strong>ma non dimostra che sia possibile tornare indietro nella storia.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/neil-degrasse-tyson-podemos-viajar-en-el-tiempo-hacia-el-futuro-pero-siempre-seras-prisionero-del-presente-1793007734109.jpeg" data-image="0t9si7xbnzh0" alt="Viaggiare nel tempo" title="Viaggiare nel tempo"><figcaption>I viaggi nel tempo verso il futuro sono possibili secondo la teoria della relatività, che permette di spiegare perché due persone possono invecchiare a ritmi diversi.</figcaption></figure><p>L’astrofisico ha riassunto questa idea con una riflessione sui limiti della nostra esperienza temporale: "È una forma di viaggio nel tempo, ma non c’è modo di viaggiare nel proprio futuro. No. <strong>S</strong><strong>ei prigioniero del presente nella tua linea temporale</strong>, in una transizione costante tra il tuo passato inaccessibile e il tuo futuro sconosciuto".</p><p>La frase allude all’impossibilità di controllare il proprio percorso temporale come accade in molte produzioni cinematografiche. Nell’esempio proposto da Tyson, <strong>il viaggiatore raggiunge un futuro più lontano per gli altri, ma continua ad avanzare dal proprio presente</strong>. Non dispone di un procedimento dimostrato per tornare al punto di partenza.</p><p>Inoltre, realizzare uno spostamento nello spazio a velocità prossime a quella della luce comporta enormi difficoltà tecnologiche. L’esistenza della dilatazione temporale <strong>non significa che oggi possiamo organizzare viaggi di questo tipo né che siano alla portata della tecnologia disponibile.</strong></p><h2>Stephen Hawking, Carl Sagan e Bill Nye: la classifica di Tyson</h2><p>In un altro momento dell’intervista, Santagato ha chiesto all’astrofisico <strong>di ordinare per intelligenza quattro personalità legate alla scienza: Stephen Hawking, Carl Sagan, Bill Nye e lo stesso Neil deGrasse Tyson.</strong> La domanda ha portato il ricercatore a spiegare le proprie preferenze senza stabilire una classifica basata su misurazioni oggettive. Tyson ha collocato Hawking al primo posto, presentandolo come il candidato indiscusso, fatta eccezione per Albert Einstein. Ha poi scelto Sagan, noto per la sua attività di divulgazione, riconoscendo che lo avrebbe collocato davanti a sé.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/neil-degrasse-tyson-podemos-viajar-en-el-tiempo-hacia-el-futuro-pero-siempre-seras-prisionero-del-presente-1793008093597.jpg" data-image="qfxvozdjgbej" alt="Neil deGrasse Tyson" title="Neil deGrasse Tyson"><figcaption>Neil deGrasse Tyson spiega come la teoria della relatività di Einstein permetta di viaggiare nel futuro grazie alla dilatazione temporale e perché tornare nel passato resti al di fuori delle possibilità della fisica conosciuta. Immagine: Wikipedia / BDEngler </figcaption></figure><p>"Senza dubbio Stephen Hawking, al primo posto, d’accordo? Il campione indiscusso. <strong>Be’, dopo Einstein, sì. </strong>E direi che il successivo sarebbe Carl Sagan, che era una persona intelligente. Sì, lo metterei davanti a me", ha risposto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756153" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/stephen-hawking-prevede-il-collasso-della-terra-entro-il-2600-e-sostiene-la-colonizzazione-spaziale.html" title="Stephen Hawking aveva previsto il collasso della Terra entro il 2600 e sostiene la colonizzazione spaziale">Stephen Hawking aveva previsto il collasso della Terra entro il 2600 e sostiene la colonizzazione spaziale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/stephen-hawking-prevede-il-collasso-della-terra-entro-il-2600-e-sostiene-la-colonizzazione-spaziale.html" title="Stephen Hawking aveva previsto il collasso della Terra entro il 2600 e sostiene la colonizzazione spaziale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/stephen-hawking-preve-colapso-da-terra-ate-2600-e-defende-colonizacao-espacial-1771523674399_320.jpg" alt="Stephen Hawking aveva previsto il collasso della Terra entro il 2600 e sostiene la colonizzazione spaziale"></a></article></aside><p>La scelta degli ultimi due posti è stata diversa. Tyson ha spiegato di essere amico di Bill Nye e di ritenere che entrambi abbiano capacità intellettuali simili. Per questo motivo, <strong>ha evitato di stabilire una differenza tra loro e ha condiviso con lui il terzo posto.</strong> La classifica è rimasta quindi un’opinione personale espressa durante un’intervista, non una valutazione scientifica dell’intelligenza dei quattro protagonisti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-astrofisico-neil-degrasse-tyson-68-anni-si-puo-viaggiare-nel-futuro-ma-saremo-sempre-prigionierieri-del-presente.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Hippeastrum, il bulbo che cresce anche senza terra: scopri le cure autunnali per farlo fiorire a Natale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale.html</link><pubDate>Tue, 27 Oct 2026 08:10:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Con i suoi grandi fiori colorati, l'Hippeastrum può illuminare la casa durante le festività natalizie o annunciare l'arrivo della primavera. Ecco come coltivarlo e quali cure riservargli a partire dall'autunno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale-1793008438442.jpeg" data-image="0j09sk3vnn7c"><figcaption>Hippeastrum, il bulbo che cresce anche senza terra: scopri le cure autunnali per farlo fiorire a Natale</figcaption></figure><p><strong>Grandi fiori dai colori intensi, steli robusti e un bulbo voluminoso capace di sostenere spettacolari fioriture anche nel cuore dell'inverno</strong>. L'Hippeastrum è una pianta ornamentale molto apprezzata, che regala fioriture primaverili ma si presta anche alla realizzazione di composizioni floreali natalizie. Coltivarlo è più semplice di quanto si possa pensare, con o senza terra, dentro o fuori casa. A fare la differenza è il momento in cui vogliamo vederlo in fiore. Ecco come prendersene cura in autunno per favorire una fioritura invernale o primaverile.</p><h2>Hippeastrum: caratteristiche e fioritura</h2><p><strong>Originario delle regioni tropicali e subtropicali delle Americhe</strong>, l'Hippeastrum appartiene alla famiglia delle Amaryllidacee ed è una pianta bulbosa caratterizzata da un grande organo sotterraneo, ricco di sostanze nutritive. Dal bulbo si sviluppano lunghe foglie nastriformi e uno o più steli fiorali robusti, che possono raggiungere diverse decine di centimetri di altezza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale-1793008460776.jpeg" data-image="vy7hxafpxt0s"><figcaption>Dal bulbo si sviluppano lunghe foglie nastriformi e uno o più steli fiorali robusti</figcaption></figure><p><strong>La fioritura è il suo principale elemento distintivo</strong>: ogni stelo porta generalmente da due a sei grandi fiori imbutiformi, che possono superare i 20 centimetri di diametro nelle varietà più appariscenti. I colori spaziano dal rosso al rosa, dal bianco all'arancio, con numerose varietà screziate o bicolori. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale-1793008779919.jpeg" data-image="g9qbzh447amz"><figcaption>La fioritura è il principale elemento distintivo dell'Hippeastrum</figcaption></figure><p>In condizioni favorevoli, i fiori possono durare diverse settimane, soprattutto se la pianta viene mantenuta in un ambiente fresco.</p><h2>Amaryllis o Hippeastrum? Ecco le differenze</h2><p><strong>I due nomi vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma indicano generi botanici distinti appartenenti alla stessa famiglia botanica</strong>. L'Hippeastrum è il protagonista delle fioriture invernali in casa, mentre l'Amaryllis, rappresentato soprattutto dalla specie <em>Amaryllis belladonna</em>, fiorisce tipicamente in autunno. I fiori dell'Hippeastrum presentano una grande varietà di tonalità, mentre quelli dell'Amaryllis sono generalmente rosa o bianchi, spesso profumati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale-1793008494481.jpeg" data-image="egklhmqey5qm"><figcaption><em>Amaryllis belladonna</em></figcaption></figure><p>Le principali differenze botaniche riguardano la comparsa delle foglie, che nell'Amaryllis avviene generalmente dopo la fioritura, mentre nell'Hippeastrum possono svilupparsi prima o contemporaneamente ai fiori. Gli steli fiorali, invece, sono cavi nell'Hippeastrum e pieni nell'Amaryllis.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789886" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pensavi-che-i-fiori-sparissero-con-l-estate-questi-4-arbusti-fioriscono-in-autunno.html" title="Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? Questi 4 arbusti fioriscono in autunno">Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? Questi 4 arbusti fioriscono in autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pensavi-che-i-fiori-sparissero-con-l-estate-questi-4-arbusti-fioriscono-in-autunno.html" title="Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? Questi 4 arbusti fioriscono in autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/did-you-think-flowers-disappeared-with-summer-these-4-shrubs-bloom-in-fall-1790025292902_320.jpg" alt="Pensavi che i fiori sparissero con l'estate? Questi 4 arbusti fioriscono in autunno"></a></article></aside><p><strong>Gli ibridi di Hippeastrum commercializzati come amaryllis natalizi sono particolarmente adatti alla coltivazione in vaso e alla forzatura</strong>, una tecnica che permette di anticipare la fioritura rispetto al normale ciclo stagionale.</p><h2>Come far fiorire l'Hippeastrum in casa a Natale</h2><p><strong>Per ottenere una fioritura natalizia è consigliabile scegliere un bulbo sano e di grandi dimensioni</strong>. Dal risveglio vegetativo alla comparsa dei fiori trascorrono generalmente sei-otto settimane, anche se i tempi variano in base alle condizioni di coltivazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale-1793008530186.jpeg" data-image="c91gqb9oi2w5"><figcaption>Come far fiorire l'Hippeastrum in casa a Natale</figcaption></figure><p><strong>Il metodo tradizionale prevede un vaso poco più grande del bulbo, con terriccio fertile e ben drenante, lasciando fuori dal substrato la parte superiore</strong>. La pianta va collocata in un ambiente luminoso e temperato, annaffiando moderatamente e senza ristagni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale-1793008575255.jpeg" data-image="eafjuqatntn2"><figcaption>L'Hippeastrum rosso è perfetto per composizioni natalizie a tema floreale</figcaption></figure><p><strong>Per valorizzarne l'aspetto ornamentale si può ricorrere anche a contenitori di vetro con ciottoli o materiali inerti, fornendo acqua alle radici senza che il livello raggiunga il bulbo</strong>. Altre soluzioni originali comprendono l'idrocoltura o, all'opposto, il bulbo cerato, che fiorisce sfruttando le proprie riserve nutritive, senza terriccio né annaffiature. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794772" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/piu-di-2-000-alberi-di-natale-sepolti-nella-sabbia-il-trucco-naturale-dell-inghilterra-per-proteggere-la-sua-costa.html" title="Più di 2.000 alberi di Natale sepolti nella sabbia: il trucco naturale dell'Inghilterra per proteggere la sua costa">Più di 2.000 alberi di Natale sepolti nella sabbia: il trucco naturale dell'Inghilterra per proteggere la sua costa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/piu-di-2-000-alberi-di-natale-sepolti-nella-sabbia-il-trucco-naturale-dell-inghilterra-per-proteggere-la-sua-costa.html" title="Più di 2.000 alberi di Natale sepolti nella sabbia: il trucco naturale dell'Inghilterra per proteggere la sua costa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mas-de-2-000-arboles-de-navidad-enterrados-en-la-arena-el-truco-natural-de-inglaterra-para-proteger-su-costa-1792579612553_320.jpg" alt="Più di 2.000 alberi di Natale sepolti nella sabbia: il trucco naturale dell'Inghilterra per proteggere la sua costa"></a></article></aside><p>In questo caso, però, la possibilità di conservare il bulbo e ottenere nuove fioriture negli anni successivi è limitata.</p><h2>Come coltivare l'Hippeastrum all'aperto</h2><p>Per chi desidera assecondare i ritmi naturali della pianta e favorire una fioritura primaverile, è importante seguire alcune semplici regole:</p><ul><li><strong>mettere a dimora il bulbo in autunno</strong>, in vaso o direttamente in aiuola;</li><li><strong>scegliere una posizione luminosa</strong> e un terreno fertile e ben drenante;</li><li><strong>evitare di interrare completamente il bulbo</strong>, lasciando fuori dal substrato la parte superiore;</li></ul><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale-1793008669455.jpeg" data-image="d1kceatrfkv9"><figcaption>Evitare di interrare completamente il bulbo, lasciando fuori dal substrato la parte superiore</figcaption></figure><ul><li><strong>proteggere il bulbo dalle gelate</strong>, coprendo le piante in piena terra con appositi teli protettivi oppure spostando i vasi in un luogo riparato;</li><li><strong>ridurre le annaffiature durante il riposo vegetativo</strong> e riprenderle gradualmente in primavera, con la ripresa della crescita, evitando ristagni d'acqua;</li><li><strong>dopo la fioritura, recidere lo stelo sfiorito</strong> e conservare le foglie verdi, indispensabili per accumulare le riserve necessarie alla fioritura successiva.</li></ul><h2>Fioritura invernale o primaverile? La scelta è di chi lo coltiva...</h2><p><strong>Dalla fioritura invernale a quella primaverile, l'Hippeastrum è una bulbosa facile da coltivare e apprezzata tanto dagli amanti del giardinaggio quanto da chi desidera abbellire la casa con un tocco floreale</strong>. Con poche attenzioni, regala fiori spettacolari: sta a chi lo coltiva scegliere se ammirarne la fioritura durante le festività natalizie o attendere l'arrivo della primavera.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/hippeastrum-il-bulbo-che-cresce-anche-senza-terra-scopri-le-cure-autunnali-per-farlo-fiorire-a-natale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La Luna, le Iadi e Venere: con un nuovo metodo la scienza prova ancora una volta a datare la Notte Stellata di Van Gogh]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-luna-le-iadi-e-venere-con-un-nuovo-metodo-la-scienza-prova-ancora-una-volta-a-datare-la-notte-stellata-di-van-gogh.html</link><pubDate>Tue, 27 Oct 2026 06:48:46 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La Notte Stellata di Van Gogh diventa protagonista di un nuovo studio multidisciplinare. Tra simulazioni e ricerca storica, ecco quale potrebbe essere la data esatta della notte d'estate rappresentata in uno dei dipinti più amati di sempre </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-luna-le-iadi-e-venere-con-un-nuovo-metodo-la-scienza-prova-ancora-una-volta-a-datare-la-notte-stellata-di-van-gogh-1793028000610.jpg" data-image="szoxykm9z7v3" alt="Notte Stellata Van Gogh" title="Notte Stellata Van Gogh"><figcaption>Un dettaglio del cielo dipinto da Van Gogh nella Notte Stellata</figcaption></figure><p>Van Gogh, genio tormentato e autore di opere dalla straordinaria forza visiva, non è soltanto uno degli artisti più importanti dell’arte moderna, ma anche una vera e propria <strong>icona pop</strong>.</p><p>I suoi dipinti destano da sempre curiosità al punto da aver coinvolto la <strong>comunità scientifica</strong> più di una volta. Uno di essi, in particolare, è da molti anni oggetto di ricerca per gli astronomi. </p><p>La celebre tela <em>La Notte Stellata</em> si è trovata di recente al centro di nuovi studi che hanno tentato di stabilire la <strong>data esatta</strong> del cielo notturno che l’artista olandese dipinse nel 1889.</p><h2>Quale <em>Notte Stellata</em> in particolare ha rappresantato Van Gogh</h2><p><em>La Notte Stellata </em>di Van Gogh rappresenta la campagna di <strong>Saint-Rémy-de-Provence</strong>, nel sud della Francia. L’artista dipinse quella che è diventata una delle sue opere più famose sul finire di una notte d’estate, mentre era ricoverato in una clinica psichiatra. </p><p>Per molti anni questo dipinto è stato collocato nella <strong>metà di giugno 1889</strong>, sulla base di quanto è stato possibile dedurre delle lettere dello stesso autore. Ora però ci sono nuove teorie.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="683373" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-astronomo-trova-la-posizione-esatta-di-un-dipinto-di-van-gogh-in-base-alla-posizione-del-sole.html" title="Un astronomo trova la posizione esatta di un dipinto di Van Gogh in base alla posizione del Sole">Un astronomo trova la posizione esatta di un dipinto di Van Gogh in base alla posizione del Sole</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-astronomo-trova-la-posizione-esatta-di-un-dipinto-di-van-gogh-in-base-alla-posizione-del-sole.html" title="Un astronomo trova la posizione esatta di un dipinto di Van Gogh in base alla posizione del Sole"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomo-encontra-lugar-de-pintura-de-van-gogh-usando-a-posicao-do-sol-1731101604422_320.png" alt="Un astronomo trova la posizione esatta di un dipinto di Van Gogh in base alla posizione del Sole"></a></article></aside><p>A ottobre 2026 uno studio sudcoreano condotto da un'azienda specializzata in scienze spaziali è stato pubblicato su <em>Scientific Report</em> e ha stabilito come <strong>probabile </strong>data per la <em>Notte Stellata,</em> quella del <strong>22 luglio 1889.</strong></p><p>La conclusione è stata raggiunta grazie ad una <strong>simulazione astronomica</strong> basata sulla posizione della luna e delle stelle come si possono osservare nel dipinto.</p><h2>Cosa ci dicono la luna e le stelle nella tela di Van Gogh</h2><p>Sebbene il quadro di Van Gogh non volesse essere una rappresentazione fedele della realtà, ma una personale interpretazione dell’autore, gli elementi del cielo sono reali.</p><p>A partire dalla <strong>falce di luna</strong> rappresentata sulla tela, che secondo le nuove simulazioni l'artista osservava appunto il 22 luglio, mentre era in una fase pari al <strong>28,4% </strong>di illuminazione. A metà giugno, invece la luna era gibbosa calante e quasi ancora piena.</p><p>Anche la posizione di <strong>Venere </strong>è plausibile rispetto alla data di luglio e per finire ci sono le altre stelle, adesso identificate con le <strong>Iadi. </strong>Questo ammasso stellare è parte della<strong> </strong>costellazione del <strong>Toro</strong>, e ha una tipica conformazione a V. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Researchers think they might have pinpointed the exact night sky that we see depicted in Vincent van Gogh's iconic painting "The Starry Night." https://t.co/p93x5VPI9s</p>— SPACE.com (@SPACEdotcom) <a href="https://x.com/SPACEdotcom/status/2113336560544588103?ref_src=twsrc%5Etfw">October 22, 2026</a></blockquote></figure><p>Anche questo dettaglio trova corrispondenza nell'opera di Van Gogh: la posizione reciproca dei corpi celesti nella <em>Notte Stellata</em> dovrebbe quindi essere una "fotografia" del cielo delle <strong>3 del mattino</strong> del 22 luglio 1889.</p><h2>Un nuovo metodo di studio</h2><p>Lo studio sudcoreano non soddisfa solo la curiosità degli appassionati di arte ma è interessante anche per il <strong>metodo</strong>.</p><p>L'astronomia applicata alle opere pittoriche non è del tutto una novità, ma qui si unisce alle analisi topografico-ottiche, meteorologico-ecologiche e allo studio di documenti storici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781103" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-stanno-monitorando-una-galassia-gigantesca-che-si-sta-espandendo-1-2-miliardi-di-anni-dopo-il-big-bang.html" title="Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang">Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-stanno-monitorando-una-galassia-gigantesca-che-si-sta-espandendo-1-2-miliardi-di-anni-dopo-il-big-bang.html" title="Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-acompanham-uma-galaxia-massiva-crescendo-1-2-bilhoes-de-anos-apos-big-bang-1785011969511_320.png" alt="Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang"></a></article></aside><p>Le <strong>simulazioni </strong>hanno permesso di stabilire la posizione esatta della luna e degli astri in tutte le notti d’estate del 1889 per permettere di vedere quale fosse la configurazione più vicina a quella del dipinto.</p><p>La tecnica impiegata si chiama <strong>procrustes fitting</strong> e consiste nel confronto tra le forme geometriche astratte create da punti corrispondenti alle stelle. </p><h2>Il meteo in Provenza al tempo di Van Gogh</h2><p>Oltre alla posizione degli astri, gli autori dello studio hanno preso in esame anche i <strong>registri meteorologici</strong> delle stazioni della Provenza e il territorio reale di Saint-Remy per individuare il punto di vista esatto dell’artista.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-luna-le-iadi-e-venere-con-un-nuovo-metodo-la-scienza-prova-ancora-una-volta-a-datare-la-notte-stellata-di-van-gogh-1793028071902.jpg" data-image="qe417gs32137" alt="Van Gogh" title="Van Gogh"><figcaption>Il campanile della collegiata di Saint-Martin a Saint-Rémy-de-Provence, che si intravede nella tela di Van Gogh</figcaption></figure><p>A quanto pare nel giugno del 1889 i cieli della Provenza erano spesso <strong>nuvolosi</strong>, mente sul finire di luglio il cielo era sereno, probabilmente reso sgombro dalle nuvole dallo stesso <strong>Maestrale </strong>che tante volte frustrava Van Gogh perché gli impediva di dipingere all’aperto, come preferiva fare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789295" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/secondo-le-recensioni-lasciate-su-google-maps-la-foresta-piu-bella-della-francia-si-trova-in-provenza.html" title="Secondo le recensioni lasciate su Google Maps, la foresta più bella della Francia si trova in Provenza">Secondo le recensioni lasciate su Google Maps, la foresta più bella della Francia si trova in Provenza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/secondo-le-recensioni-lasciate-su-google-maps-la-foresta-piu-bella-della-francia-si-trova-in-provenza.html" title="Secondo le recensioni lasciate su Google Maps, la foresta più bella della Francia si trova in Provenza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/d-apres-les-avis-laisses-sur-google-maps-la-plus-belle-foret-de-france-se-situe-en-provence-1789466058131_320.jpg" alt="Secondo le recensioni lasciate su Google Maps, la foresta più bella della Francia si trova in Provenza"></a></article></aside><p> L���artista quindi avrebbe avuto la possibilità di ammirare ad occhio nudo le Iadi e le altre stelle in una limpida notte estiva, e da osservatore appassionato del cielo quale era, rappresentò anche gli <strong>aloni di luce</strong> visibili attorno alle stelle, causati dell'umidità e della <strong>rifrazione della luce</strong> nell'atmosfera.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Elijah%20Jeong-hyun%20Kim%2C%20Suna%20Kang%2C%20Jungwoo%20Song%2C%20Ho%20Jin" data-year="2026" data-title="The%20actual%20sky%20of%20Van%20Gogh%E2%80%99s%20Starry%20Night%3A%20a%20multidisciplinary%20reconstruction" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41598-026-73025-5">Elijah Jeong-hyun Kim, Suna Kang, Jungwoo Song, Ho Jin. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-026-73025-5" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">The actual sky of Van Gogh’s Starry Night: a multidisciplinary reconstruction</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-luna-le-iadi-e-venere-con-un-nuovo-metodo-la-scienza-prova-ancora-una-volta-a-datare-la-notte-stellata-di-van-gogh.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli anelli impossibili di Chariklo: quale forza impedisce loro di disperdersi nello spazio?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-anelli-impossibili-di-chariklo-quale-forza-impedisce-loro-di-disperdersi-nello-spazio.html</link><pubDate>Mon, 26 Oct 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Attorno a Chariklo, un piccolo corpo celeste oltre Saturno, esistono due sottilissimi anelli che sfidano le leggi della dinamica orbitale. Risonanze gravitazionali e satelliti ancora sconosciuti potrebbero spiegare come riescano a sopravvivere.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-anelli-impossibili-di-chariklo-quale-forza-impedisce-loro-di-disperdersi-nello-spazio-1792926423921.jpg" data-image="29hx2dqpdkdd" alt="Chariklo" title="Chariklo"><figcaption>Rappresentazione artistica del centauro Chariklo, circondato da due anelli sottili. Le loro dimensioni sono estremamente ridotte rispetto a quelle dei grandi sistemi planetari. Credit: ESO/L. Calçada/M. Kornmesser/Nick Risinger</figcaption></figure><p><strong>E’ sorprendente come l’asteroide Chariklo, di appena 250 km di diametro, riesca a mantenere attorno a sé un sistema di anelli sottili e ben definiti</strong>. </p><p>Le leggi della meccanica celeste suggeriscono, infatti, che strutture così delicate dovrebbero progressivamente allargarsi, deformarsi, perdere materiale ed eventualmente scomparire. Eppure, <strong>dal 2013 data di scoperta, gli anelli sono ancora lì, sorprendentemente ben definiti.</strong> La risposta potrebbe nascondersi in un delicato equilibrio tra collisioni, risonanze gravitazionali e l'eventuale presenza di minuscole lune ancora invisibili ai telescopi.</p><h2>Perché gli anelli dovrebbero disperdersi?</h2><p><strong>Chariklo è un piccolo asteroide,</strong> dal diametro di circa 250 km, che orbita attorno al Sole (in circa 70 anni), ad una distanza di circa un miliardo di chilometri, <strong>tra le orbite di Saturno e Urano.</strong> Di piccoli corpi rocciosi come lui ne esistono numerosi e la loro famiglia è chiamata dei <strong><a href="https://asteroidiedintorni.blog/2018/01/09/viaggio-fra-i-centauri/">Centauri</a></strong>.</p><p>Chariklo però si distingue dai fratelli per la presenza di un sistema di due anelli, chiamati, rispettivamente, <strong>C1R il più interno</strong> a 390 km di distanza dall’asteroide, e <strong>C2R il più esterno</strong> a 405 km.</p><p>Questi anelli sono molto sottili, 6-7 km C1R e circa 2 km C2R. Proprio questa loro sottigliezza suscita non poca curiosità negli astronomi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Chariklo è un asteroide della famiglia dei Centauri con un sistema di due anelli.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Gli anelli sono costituiti di rocce di diversa grandezza </strong>e ciascuna roccia orbita attorno all’asteroide quasi indipendentemente dalla presenza delle altre, soggetta principalmente alla forza di gravità dell’asteroide centrale. <strong>Il moto di ciascun frammento di roccia è descritto dalle leggi di Keplero, </strong>per cui le rocce più interne orbitano più rapidamente di quelle più esterne. Quindi, <strong>non si tratta di una struttura rigida</strong>, ma di singole rocce che condividono la stessa regione di spazio ma all’interno della quale procedono ognuna con propria traiettoria e velocità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789452" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/per-stupirsi-non-servono-buchi-neri-o-supernove-basta-un-sasso-di-250-km-con-due-anelli.html" title="Per stupirsi non servono buchi neri o supernove: basta un “sasso” di 250 km con due anelli">Per stupirsi non servono buchi neri o supernove: basta un “sasso” di 250 km con due anelli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/per-stupirsi-non-servono-buchi-neri-o-supernove-basta-un-sasso-di-250-km-con-due-anelli.html" title="Per stupirsi non servono buchi neri o supernove: basta un “sasso” di 250 km con due anelli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/per-stupirsi-non-servono-buchi-neri-o-supernove-basta-un-sasso-di-250-km-con-due-anelli-1789814309774_320.jpg" alt="Per stupirsi non servono buchi neri o supernove: basta un “sasso” di 250 km con due anelli"></a></article></aside><p>In tali sistemi ciò che succede è che <strong>le rocce più veloci possono raggiungere ed urtare quelle più lente</strong> e le collisioni possono trasferire energia e momento angolare da un'orbita all'altra.</p><p>Questo processo, che viene chiamato<strong> diffusione viscosa</strong>, tende progressivamente ad allargare gli anelli. È un fenomeno già conosciuto nello studio degli anelli di Saturno.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">James Webb caught Chariklos rings changing in real time Tiny worlds at the edge of the Solar System were supposed to wear their rings like quiet jewelry stable, slow, almost frozen in time. Chariklo just proved otherwise. The James Webb Space Telescope has shown that this centaurs two rings are evolving in opposite directions over just a few years. Chariklo is a hybrid body about 250 kilometers across, orbiting between Jupiter and Neptune. It has traits of both asteroids and comets. Discovered in 1997, it made headlines in 2013 when astronomers found two narrow, dense rings around it a rarity for such a small object. Those rings are too thin and too far away to photograph directly, even with Webb. The only way to map them is a stellar occultation: when Chariklo briefly passes in front of a distant star, the rings dim the starlight, and that flicker reveals their structure. On October 18, 2022, researchers used Webb for the first stellar occultation that had been specifically predicted and planned for the telescope and it worked. Chariklo was moving relative to Webb at only about 2.5 kilometers per second, giving an unusually sharp look at the rings. Compared with occultations from the past decade, the result was unexpected. The rings had barely moved. Their density had. The inner ring became much more opaque roughly 50 percent more. The outer ring faded, with its signal dropping by about 60 percent. One ring looks like it is gaining material or grinding larger particles into finer dust. The other looks like it is losing material and may even be temporary. The cause is still unknown. It could be real evolution, a difference between infrared and earlier visible-light observations, or both. What is clear is that rings around small bodies are not static decorations. They can change fast. The observation itself is a milestone: the first planned occultation successfully captured by James Webb. It opens a new way to watch how rings form, evolve, and survive not just around giant planets, but around the Solar Systems overlooked wanderers.</p>— Black Hole (@konstructivizm) <a href="https://x.com/konstructivizm/status/2100025625335460022?ref_src=twsrc%5Etfw">September 16, 2026</a></blockquote></figure><p><strong>Il fatto che entrambi gli anelli rimangono sottili invece di allargarsi è il primo motivo di curiosità.</strong> Inoltre, i reciproci urti potrebbero portare i frammenti più piccoli ad aggregarsi in frammenti più grandi. Diversamente, le forze mareali che agiscono con intensità diversa sui diversi frammenti possono ostacolare questo processo.</p><p>Alla luce di queste evidenze osservative e considerazioni teoriche ci si chiede <strong>che cosa impedisce alle particelle di disperdersi e che cosa evita che si riuniscano in un piccolo satellite?</strong></p><h2>Risonanze gravitazionali: quando la gravità diventa un alleato</h2><p>Una possibile soluzione arriva da un fenomeno chiamato <strong>risonanza orbitale</strong>.</p><p>Per comprenderlo, pensiamo a un'altalena. Se le diamo piccole spinte a intervalli regolari, sincronizzati con il suo movimento, possiamo modificarne progressivamente l'oscillazione. Una situazione analoga può verificarsi nello spazio quando i movimenti di due corpi sono legati da rapporti precisi tra i rispettivi periodi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789856" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-scopre-un-nuovo-enorme-cratere-sulla-luna-si-e-schiantato-un-asteroide-come-un-palazzo-di-sei-piani.html" title="La NASA scopre un nuovo enorme cratere sulla Luna: 'si è schiantato un asteroide grande come un palazzo di sei piani'">La NASA scopre un nuovo enorme cratere sulla Luna: "si è schiantato un asteroide grande come un palazzo di sei piani"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-scopre-un-nuovo-enorme-cratere-sulla-luna-si-e-schiantato-un-asteroide-come-un-palazzo-di-sei-piani.html" title="La NASA scopre un nuovo enorme cratere sulla Luna: 'si è schiantato un asteroide grande come un palazzo di sei piani'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-impatto-una-volta-al-secolo-ha-creato-un-nuovo-grande-cratere-sulla-luna-1790062722871_320.png" alt="La NASA scopre un nuovo enorme cratere sulla Luna: 'si è schiantato un asteroide grande come un palazzo di sei piani'"></a></article></aside><p>Sappiamo che essendo Chariklo di forma irregolare, il suo campo gravitazionale non perfettamente uniforme può esercitare perturbazioni periodiche sulle particelle degli anelli.</p><div class="texto-destacado">Sappiamo che Chariklo ruota attorno a sé stesso con un periodo di circa 7 ore, mentre i suoi anelli orbitano attorno a Chariklo con un periodo di circa 20 ore. Questo significa che rotazione e moto orbitale sono quasi in risonanza 1:3. </div><p>Uno studio pubblicato nel marzo 2026 su<em> Astronomy & Astrophysics</em> dagli astronomi Heikki Salo e Bruno Sicardy ha mostrato, attraverso simulazioni numeriche, che <strong>questa risonanza può contribuire a concentrare le particelle entro una regione relativamente stretta</strong>, contrastando la naturale tendenza degli anelli ad allargarsi.</p><p>Questa potrebbe essere la spiegazione al fatto che nel tempo gli anelli rimangano sottili.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-anelli-impossibili-di-chariklo-quale-forza-impedisce-loro-di-disperdersi-nello-spazio-1792926647708.png" data-image="2523ulbo4mwj" alt="Chariklo" title="Chariklo"><figcaption>Schema dell'occultazione stellare osservata il 18 ottobre 2022. Le diminuzioni di luminosità della stella permettono di identificare gli anelli e ricostruirne alcune proprietà. Credit: ESA/Webb</figcaption></figure><p>Tuttavia, le stesse simulazioni dicono che la risonanza può provocare, nel lungo periodo, una lenta migrazione delle particelle verso l'esterno.</p><p>Per arrestare tale processo potrebbe intervenire un altro protagonista: <strong>un piccolo satellite pastore.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Risonanze gravitazionali e piccole lune potrebbero contenere gli anelli impedendone la dispersione.<br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I “pastori” sono delle lune la cui attrazione gravitazionale contribuisce a delimitare un anello, impedendo l'eccessivo allargamento, in analogia all'azione del pastore che impedisce al gregge di disperdersi. Basterebbe una luna di circa 1 km di diametro a impedire la dispersione degli anelli. Tuttavia, è troppo piccola perché possa essere osservata con gli attuali telescopi.</p><h2>Anelli eterni o strutture destinate a scomparire?</h2><p><strong>La domanda a cui gli astronomi vorrebbe rispondere è se questi anelli siano strutture eterne o transitorie</strong> che stiamo oggi osservando ma che in futuro scompariranno dopo essersi disperse nello spazio.</p><div class="texto-destacado">Sappiamo che quello di Chariklo non è un caso unico. Anelli sono stati osservati anche attorno agli asteroidi Haumea e Quaoar.</div><p>Le recenti osservazioni con il telescopio James Webb, quando confrontate con le precedenti effettuate con Hubble, hanno rilevato <strong>una variazione nell’opacità degli anelli</strong>. Questa potrebbe essere dovuta alla diversa lunghezza d’onda a cui osservano Hubble e James Webb. Nel caso in cui non si tratti di un effetto strumentale ma di un’evoluzione fisica, questa potrebbe suggerire che<strong> gli anelli siano strutture dinamiche nelle quali il materiale può essere redistribuito, perduto o eventualmente rifornito.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Gli anelli di Chariklo potrebbero non essere destinati a durare indefinitamente.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Un sistema di anelli potrebbe attraversare un ciclo evolutivo nel quale il materiale prodotto da una collisione viene inizialmente distribuito lungo le orbite, successivamente confinato dall'azione delle risonanze e infine disperso quando i meccanismi di stabilizzazione non riescono più a contrastarne l'evoluzione.</p><p>È uno scenario ancora da verificare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783990" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/asteroidi-potenzialmente-pericolosi-pho-come-l-italia-monitora-le-minacce-cosmiche-e-il-rischio-di-impatto.html" title="Asteroidi potenzialmente pericolosi (PHO): come l’Italia monitora le minacce cosmiche e il rischio di impatto">Asteroidi potenzialmente pericolosi (PHO): come l’Italia monitora le minacce cosmiche e il rischio di impatto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/asteroidi-potenzialmente-pericolosi-pho-come-l-italia-monitora-le-minacce-cosmiche-e-il-rischio-di-impatto.html" title="Asteroidi potenzialmente pericolosi (PHO): come l’Italia monitora le minacce cosmiche e il rischio di impatto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/asteroidi-potenzialmente-pericolosi-pho-come-l-italia-monitora-le-minacce-cosmiche-e-il-rischio-di-impatto-1786889429214_320.jpeg" alt="Asteroidi potenzialmente pericolosi (PHO): come l’Italia monitora le minacce cosmiche e il rischio di impatto"></a></article></aside><p><strong>Rimane quindi la domanda fondamentale: </strong>stiamo osservando sistemi sopravvissuti per tempi lunghissimi grazie a sofisticati equilibri gravitazionali, oppure strutture relativamente giovani e transitorie?</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Salo%2C%20H.%20%26%20Sicardy%2C%20B." data-year="2026" data-title="Rings%20around%20irregular%20bodies.%20II.%20Numerical%20simulations%20of%20the%201%2F3%20spin-orbit%20resonance%20confinement%20and%20applications%20to%20Chariklo." data-url="https%3A%2F%2Fwww.aanda.org%2Farticles%2Faa%2Ffull_html%2F2026%2F04%2Faa56946-25%2Faa56946-25.html">Salo, H. & Sicardy, B.. (2026). <a href="https://www.aanda.org/articles/aa/full_html/2026/04/aa56946-25/aa56946-25.html" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Rings around irregular bodies. II. Numerical simulations of the 1/3 spin-orbit resonance confinement and applications to Chariklo.</a>.</cite><br><cite data-author="Santos-Sanz%2C%20P.%20et%20al." data-year="2026" data-title="WST%20stellar%20occultation%20reveals%20unexpected%20changes%20in%20Chariklo's%20ring%20system" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fsciadv.aeh4794">Santos-Sanz, P. et al.. (2026). <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aeh4794" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">WST stellar occultation reveals unexpected changes in Chariklo's ring system</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-anelli-impossibili-di-chariklo-quale-forza-impedisce-loro-di-disperdersi-nello-spazio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fragole: il mese in cui piantarle e gli errori che compromettono il raccolto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/fragole-il-mese-in-cui-piantarle-e-gli-errori-che-compromettono-il-raccolto.html</link><pubDate>Mon, 26 Oct 2026 17:04:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>La pianta di fragola arriva priva di foglie, simile a una radice disseccata. Ciò che accade nei dieci minuti successivi — e, in particolare, la profondità a cui viene piantata — determina il raccolto primaverile.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/morangueiro-o-mes-de-plantar-e-os-erros-que-comprometem-a-colheita-1792661557414.png" data-image="mujpt1aefszd" alt="fragole" title="fragole"><figcaption>Pianta di fragola a radice nuda in fase di messa a dimora, con il colletto posizionato esattamente al livello del terreno.</figcaption></figure><p>Il terreno avrebbe dovuto essere preparato già dall'estate, e ora arriva la parte che sembra la più semplice di tutte: scavare una buca e metterci la pianta. Eppure è proprio qui che si compromette la maggior parte dei <strong>raccolti di fragole</strong>, quasi sempre per una questione di pochi millimetri.</p><h2>Tutto dipende dall'altezza a cui si trova la corona</h2><p>Osservando la pianta appena arrivata, si vede un fascio di radici e, in cima, un breve ingrossamento da cui spunteranno le foglie. È proprio lì che si decide la riuscita dell'intera piantagione.</p><p><strong>Questa zona ingrossata tra le radici e le foglie si chiama corona.</strong> È la parte vitale della pianta di fragola, quella da cui nascono tutti i germogli, e l'unica che non deve essere né interrata né lasciata esposta all'aria. Deve trovarsi esattamente al livello del terreno.</p><p><strong>Se interrata, la corona marcisce nelle prime settimane di pioggia e la pianta muore senza mai riuscire ad attecchire.</strong> Se è troppo alta, le radici rimangono esposte, si seccano al primo vento e la pianta deperisce.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La differenza tra una pianta di fragola che attecchisce e una che marcisce è di pochi millimetri, e dipende dall'altezza a cui si trova la corona.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Vale la pena piantare con calma e controllare ogni singola pianta, perché è un'operazione che non si può correggere in seguito.</p><h2>Dalla cassetta al terreno, nello stesso giorno</h2><p>La pianta arriva in riposo vegetativo e senza foglie, ed è normale dubitare che sia viva. Lo è, ma ha fretta. E ha un nome preciso, che compare nei cataloghi e sulle etichette dei vivai.</p><div class="texto-destacado">Pianta frigoconservata-Pianta di fragola estirpata dal vivaio durante il riposo vegetativo, privata delle foglie e conservata in una cella frigorifera, a circa uno o due gradi sotto zero, fino al momento della vendita. Arriva senza foglie e con l'aspetto di una radice secca, ma è viva e ricca di riserve, e riprende a crescere vigorosamente appena trova un terreno umido.</div><p>Accanto a questa si trova anche la pianta fresca, estirpata in vivaio e venduta subito, ancora con alcune foglie e con le radici attive. Anche questa è adatta alla messa a dimora in questo periodo, e tutte le indicazioni che seguono valgono per entrambe.</p><p>Se le radici sono molto lunghe, accorciatele fino a circa dieci centimetri, in modo che entrino dritte nella buca. Le radici ripiegate verso l'alto all'interno della buca sono un altro errore frequente e danno origine a piante deboli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/morangueiro-o-mes-de-plantar-e-os-erros-que-comprometem-a-colheita-1792661785792.png" data-image="9qqo7637dun9"><figcaption>Pianta di fragola messa a dimora in un terreno soffice, facendo attenzione a non coprire la corona</figcaption></figure><p><strong>Immergete le radici in acqua per quindici-trenta minuti prima di piantare, e non più a lungo</strong>. L'obiettivo è reidratarle, non affogarle.</p><p>E, soprattutto, non lasciate le piante al sole mentre lavorate. Le radici si seccano in pochi minuti. Tenetele coperte con un panno umido e prendetene una alla volta.</p><p>Gli errori di questa fase si ripetono ogni anno e sono sempre gli stessi. La tabella seguente raccoglie i più comuni, con le loro conseguenze e le indicazioni per evitarli.</p><table><thead><tr><th scope="col"><p>Errore</p></th><th scope="col"><p>Cosa succede</p></th><th scope="col"><p>Come evitarlo</p></th></tr></thead><tbody><tr><td><p>Corona interrata</p></td><td><p>Marcisce con le piogge invernali</p></td><td><p>Lasciarla esattamente al livello del terreno</p></td></tr><tr><td><p>Corona troppo alta</p></td><td><p>Le radici esposte si seccano</p></td><td><p>Aggiungere terra fino alla base della corona</p></td></tr><tr><td><p>Radici ripiegate nella buca</p></td><td><p>Pianta debole e scarsa produzione</p></td><td><p>Accorciarle a dieci centimetri e sistemarle dritte</p></td></tr><tr><td><p>Radici al sole prima della messa a dimora</p></td><td><p>Morte della pianta in pochi giorni</p></td><td><p>Coprire con un panno umido e piantare una pianta alla volta</p></td></tr><tr><td><p>Piante troppo vicine</p></td><td><p>Scarsa circolazione d'aria, più malattie, frutti piccoli</p></td><td><p>Lasciare trenta-trentacinque centimetri tra le piante</p></td></tr><tr><td><p>Letame fresco nella buca</p></td><td><p>Marciume della corona e delle radici</p></td><td><p>Compost maturo, distribuito in estate</p></td></tr><tr class="pie-tabla"><td colspan="3">Errori più frequenti nella messa a dimora autunnale delle fragole, con le conseguenze abituali e le indicazioni per evitarli. Le distanze indicate si riferiscono alla coltivazione su un'aiuola rialzata a due file. Fonte: elaborazione propria.</td></tr></tbody></table><h2>Dopo la messa a dimora, tre settimane di attenzione</h2><p><strong>La pianta non ha foglie da cui traspirare,</strong> ma deve sviluppare nuove radici, e per farlo ha bisogno di un terreno costantemente umido.</p><p>Annaffiate subito dopo la messa a dimora, anche se il terreno sembra umido, per assestare la terra intorno alle radici ed eliminare le sacche d'aria. Poi mantenete l'umidità senza ristagni durante le prime tre-quattro settimane.</p><div class="texto-destacado"> La pianta di fragola richiede pieno sole, un terreno ben drenato e, soprattutto, terra in cui negli ultimi anni non siano state coltivate fragole, pomodori, patate o peperoni. </div><p>È anche il momento di coprire il terreno. Un telo di plastica nero riscalda il suolo, soffoca le infestanti e mantiene puliti i frutti in primavera. Uno strato di paglia svolge quasi la stessa funzione ed è più economico, anche se va reintegrato.</p><h2>Gli stoloni, l'errore silenzioso</h2><p>Lasciamo per ultimo l'errore che adesso non crea alcun problema, ma che in seguito dimezza la produzione.</p><p>Arriva la primavera e la pianta di fragola comincia a emettere lunghi fusti, che si allungano sul terreno in tutte le direzioni. Sembra un segno di vigore della pianta, e in parte lo è, ma ha un costo che si paga al momento del raccolto.</p><div class="texto-destacado">Stolone-Fusto strisciante che la pianta di fragola emette dalla corona e che radica in corrispondenza dei nodi, dando origine a una nuova pianta geneticamente identica alla pianta madre. È la modalità di moltiplicazione vegetativa della specie, e ogni stolone viene alimentato con riserve che altrimenti sarebbero destinate ai frutti.</div><p><strong>Nel primo anno, tagliateli tutti non appena compaiono.</strong> La pianta concentra tutte le risorse nella corona e nei frutti, e la differenza nel raccolto è evidente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="793390" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-soffre-il-freddo-autunnale-consigli-per-non-perdere-il-raccolto.html" title="Il basilico soffre il freddo autunnale: consigli per non perdere il raccolto">Il basilico soffre il freddo autunnale: consigli per non perdere il raccolto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-soffre-il-freddo-autunnale-consigli-per-non-perdere-il-raccolto.html" title="Il basilico soffre il freddo autunnale: consigli per non perdere il raccolto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-basilico-soffre-il-freddo-autunnale-consigli-per-non-perdere-il-raccolto-1792139351266_320.jpeg" alt="Il basilico soffre il freddo autunnale: consigli per non perdere il raccolto"></a></article></aside><p>È nel secondo anno che la strategia si inverte. A quel punto, lasciate radicare alcuni stoloni delle piante più sane e produttive, perché serviranno a rinnovare la coltivazione.<strong> Una pianta di fragola produce bene per due o tre anni, poi la resa diminuisce: conviene quindi avere sempre nuove piante in crescita.</strong></p><p>Per scegliere il giorno, consultate le previsioni della vostra zona. Piantate quando il terreno è umido ma lavorabile, preferibilmente qualche giorno dopo la pioggia, ed evitate le giornate ventose, perché il vento secca le radici esposte molto più rapidamente del sole.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/fragole-il-mese-in-cui-piantarle-e-gli-errori-che-compromettono-il-raccolto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Inverno 2026-27 in Italia, Super El Niño protagonista: ECMWF conferma, circolazione atlantica con piogge da ovest]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest.html</link><pubDate>Mon, 26 Oct 2026 16:02:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dalle prime proiezioni del centro di calcolo europeo emerge, molto chiaramente, come il prossimo inverno sarà caratterizzato da una certa dinamicità, grazie anche all'interazione del Super El Niño con altri driver climatici sull'area atlantica.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrcgxu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrcgxu.jpg" id="xbrcgxu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dalle prime proiezioni emerge chiaramente come l’inverno 2026-27 si profila all’insegna di una circolazione atmosferica particolarmente dinamica e zonale sull’Europa e sul Mediterraneo. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le ultime elaborazioni del modello stagionale <strong>ECMWF</strong> delineano con chiarezza l’affermazione di un flusso atlantico spinto, <strong>destinato a condizionare buona parte della stagione fredda sul nostro Paese. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Al centro di questo scenario c’è un <strong>Super El Niño di intensità eccezionale,</strong> in interazione con gli altri grandi driver della circolazione extratropicale, come l’<strong>Oscillazione</strong> <strong>Nord Atlantica (NAO)</strong> e l’<strong>Oscillazione</strong> <strong>Artica (AO).</strong></p><h2><strong>Lo scenario del centro di calcolo europeo</strong></h2><p>Secondo le proiezioni <strong>ECMWF, </strong>il flusso zonale proveniente dall’Oceano Atlantico si intensificherà sensibilmente. <strong>Si prevede il passaggio ripetuto e continuo di fronti perturbati oceanici diretti verso l’Europa occidentale e, progressivamente, verso il bacino del Mediterraneo.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest-1793027637985.jpg" data-image="32b23rt6srqz" alt="Flusso atlantico." title="Flusso atlantico."><figcaption>Le profonde depressioni extratropicali in Atlantico.</figcaption></figure><p>Questo schema atmosferico, <strong>tipico di una fase di Super El Niño combinata con una NAO positiva e un AO positivo,</strong> favorirà l’ingresso di successive perturbazioni atlantiche sul continente, interrompendo le lunghe parentesi anticicloniche e mantenendo un regime perturbato e mite.</p><h2><strong>Il ruolo del Super El Niño e l’interazione con NAO e AO</strong></h2><p>Il <strong>Super El Niño 2026-27,</strong> con anomalie di temperatura superficiale del mare nella regione <strong>Niño 3.4</strong> destinate a raggiungere valori estremi (oltre i +3 °C e potenzialmente superiori), rappresenta il motore primario di questa configurazione. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L’intensa anomalia termica sul Pacifico equatoriale modifica la circolazione atmosferica globale attraverso teleconnessioni che si propagano dai tropici verso le medie e alte latitudini.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Quando <strong>El Niño</strong> interagisce con una fase positiva della <strong>NAO</strong> (caratterizzata da un’accentuata differenza di pressione tra l’Anticiclone delle Azzorre e la Depressione d’Islanda) e con un <strong>AO positivo</strong>, il risultato è un’accelerazione del flusso zonale. </p><p>E nel prossimo inverno sembra prevalere una <strong>NAO </strong>e <strong>AO positiva,</strong> anche se non mancheranno dei periodi d’instabilità del vortice polare, per l’attività delle <strong>onde di Rossby</strong> (e il trasporto di calore fino nella stratosfera artica) .</p><h2><strong>Il ruolo della corrente a getto polare </strong></h2><p>In queste condizioni il <strong>getto polare</strong> in uscita dal Nord America tende a diventare più intenso, lineare e orientato prevalentemente da ovest verso est. Il flusso atlantico viene così spinto e accelerato, proprio in direzione dell’Europa centro-occidentale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest-1793027775275.jpg" data-image="3j2r84j4yfqp" alt="Onde di Rossby." title="Onde di Rossby."><figcaption>Il treno di onde di Rossby in movimento verso l'Europa.</figcaption></figure><p>Le perturbazioni oceaniche viaggiano più velocemente e con maggiore continuità verso l’Europa, <strong>riducendo drasticamente la probabilità di blocchi anticiclonici persistenti.</strong></p><div class="texto-destacado">Il vortice polare, reso più coerente e forte dall’<strong>AO positivo,</strong> contribuisce ulteriormente a mantenere il <strong>getto polare</strong> teso e ad alta velocità. <strong>Questo meccanismo favorisce un massiccio ingresso di aria umida e molto mite di origine atlantica fino in Europa e sul Mediterraneo.</strong> </div><p>Le masse d’aria oceaniche, cariche di umidità e con temperature superiori alla media climatica, raggiungono facilmente la Penisola italiana, <strong>sostenute da un flusso zonale poco soggetto a ondulazioni meridiane.</strong></p><h2><strong>Quali ripercussioni si avranno sulle precipitazioni?</strong></h2><p>Il richiamo continuo di aria umida e instabile dovrebbe tradursi in <strong>precipitazioni localmente abbondanti o superiori alla media climatica,</strong> con particolare interesse per le regioni settentrionali e i versanti tirrenici. </p><div class="texto-destacado"><strong>Le aree più esposte, dal Nord-Ovest al Nord-Est, fino alla Toscana, al Lazio e a tratti della Campania, rischiano di registrare accumuli significativi.</strong></div><p>Un getto polare così intenso e invasivo favorirà anche maggiori ciclogenesi sull’area del Mediterraneo. I minimi depressionari in approfondimento sul Mare Nostrum potranno produrre intense ondate di maltempo, <strong>soprattutto sulle regioni del Centro-Sud, con piogge forti, venti sostenuti e possibili mareggiate.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest-1793027952121.jpg" data-image="4w6nkcthf1n9" alt="Piogge." title="Piogge."><figcaption>Le regioni esposte ad ovest saranno quelle più interessate dalle piogge.</figcaption></figure><p>In caso di sistemi frontali intensi o di minimi particolarmente attivi, non si escludono criticità idrogeologiche, soprattutto dove i suoli risultano già saturi o dove la morfologia del territorio amplifica il rischio di piene e frane.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795214" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto.html" title="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto ">I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto.html" title="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto-1793021529781_320.jpg" alt="I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto "></a></article></aside><p>Il continuo passaggio di perturbazioni da ovest manterrà quindi un regime pluviometrico dinamico e spesso abbondante su ampie porzioni del Paese, in netto contrasto con gli inverni dominati da anticicloni di blocco.</p><h2><strong>Gli effetti sull’andamento termico</strong></h2><p>Dal punto di vista termico, invece, lo scenario resta complessivamente mite. Le correnti oceaniche, unite a temporanei richiami di aria subtropicale, <strong>dovrebbero mantenere i valori in linea o sensibilmente superiori alle medie del periodo.</strong></p><p>La stessa rapidità e linearità del flusso atlantico limita la stazionarietà delle masse d’aria e favorisce il ricambio continuo con correnti miti di origine oceanica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest-1793027708531.jpg" data-image="44c14l7zf9ea" alt="Mareggiata." title="Mareggiata."><figcaption>Verso un periodo invernale spesso tempestoso.</figcaption></figure><p>Le giornate continueranno a presentare temperature gradevoli per la stagione, con sbalzi termici contenuti e poche occasioni di freddo intenso prolungato, almeno nella prima parte dell’inverno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795106" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?">L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo-1792951830227_320.jpg" alt="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"></a></article></aside><p>Solo in presenza di un eventuale e temporaneo indebolimento del vortice polare (o di un cambiamento di fase di <strong>NAO/AO</strong>) potrebbero aprirsi finestre per affondi di aria più fredda, con effetti più marcati sui settori adriatici e orientali della Penisola. <strong>In tali fasi la quota neve potrebbe scendere temporaneamente sulle Alpi e sull’Appennino, </strong>ma il quadro dominante resterà quello di un inverno mite e piovoso da ovest.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-2026-27-in-italia-super-el-nino-protagonista-ecmwf-conferma-circolazione-atlantica-con-piogge-da-ovest.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I meteorologi italiani in attesa: il 1° novembre il getto polare potrebbe ondularsi molto ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto.html</link><pubDate>Mon, 26 Oct 2026 14:56:39 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Questa settimana di stabilità anticiclonica e prime fredde escursioni termiche, ci porterà un weekend di Ognissanti con una possibile svolta. Un vortice polare insolitamente debole ondulerà il getto polare: i modelli ECMWF e GFS valutano diversi tempi ed effetti del freddo sull'Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbrb7ey"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbrb7ey.jpg" id="xbrb7ey"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'ultima settimana di ottobre vede ritornare la stabilità sulla penisola italiana, mentre l'attenzione degli esperti è orientata già più avanti, sul finire della settimana e sulla prossima settimana. Infatti, il dato principale emerso dalle ultime proiezioni modellistiche riguarda l'andamento della corrente a getto, che indica anche lo stato di salute del <strong>vortice polare stratosferico, insolitamente debole</strong>, seppur ancora giovane e immaturo.</p><p>Invece di approfondirsi, come ci si attenderebbe per il periodo, il vortice subirà un'<strong>azione di blocco sull'Europa orientale</strong>. Questa situazione produrrà riflessi sull'attività dell'onda planetaria, con conseguenze sui <strong>flussi di calore verso la stratosfera e un rallentamento della circolazione del vortice polare</strong>.</p><p>Tornando alle quote troposferiche, si nota, proprio intorno alla transizione tra i mesi di ottobre e novembre, una <strong>forte curvatura del getto polare</strong>. Le sue ondulazioni sono alla base dell'interruzione del flusso zonale atlantico, aprendo la strada a <strong>scambi meridiani, se non addirittura retrogradi, verso l'Europa</strong>.</p><h2>Settimana dal 26 ottobre al 1° novembre con stabilità anticiclonica e primo calo termico</h2><p>La pressione atmosferica sull'Italia aumenterà ulteriormente nei prossimi giorni ad opera di un <strong>vasto anticiclone che si affermerà sull'Europa centrale e occidentale</strong>, in estensione fino alla Scandinavia, già a partire da metà settimana.</p><p>Questa disposizione manterrà il flusso perturbato atlantico confinato sull'oceano, convogliando lungo il bordo orientale dell'alta pressione delle <strong>correnti settentrionali e orientali più fredde e asciutte</strong> verso i Balcani, ma anche verso il Mediterraneo centrale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto-1793021484152.jpg" data-image="rzcg1icxtxzu"><figcaption>Nell'immagine la proiezione del modello ECMWF per domenica prossima. E' possibile vedere la tendenza dell'alta pressione a migrare verso le alte latitudini e dell'aria fredda a irrompere da est. Al Sud l'area instabile verrà, poi, rialimentata dall'aria fredda, con un probabile coinvolgimento del Meridione e del Medio e Basso Adriatico. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Fino all'intera giornata di <strong>giovedì 29 ottobre</strong>, seguendo quanto indicato dal modello europeo ECMWF, il <strong>tempo sarà prevalentemente stabile e sereno su gran parte d'Italia</strong>, con il transito di alcune velature da nord a sud (in particolare mercoledì) e qualche <strong>annuvolamento più compatto sulla Sicilia settentrionale e sul medio e basso Adriatico</strong>, associato a una ventilazione settentrionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo">Luca Lombroso, meteorologo: "Da novembre aria invernale sull'Italia". Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html" title="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale-1793013115653_320.jpg" alt="Luca Lombroso, meteorologo: 'Da novembre aria invernale sull'Italia'. Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo"></a></article></aside><p>Condizioni di stabilità che favoriranno <strong>il ristagno dell'aria</strong>, soprattutto nelle pianure del Nord e in quelle maggiormente riparate dal vento, ovvero quelle interne del Centro. Le temperature, stante anche la poca nuvolosità, faranno registrare una <strong>marcata escursione termica giornaliera</strong>, con valori massimi relativamente miti (ma non distanti comunque dalle temperature caratteristiche della stagione) e <strong>temperature minime che potranno scendere anche fino a sotto i 10°C</strong> (spesso <strong>prossime a 5°C in Pianura Padana e nelle valli del Centro-Sud</strong>, con qualche punta anche più bassa).</p><h2>Il bivio modellistico per il weekend e per l'inizio di novembre</h2><p>La situazione cambierà a partire dalla fine del mese: in particolar modo, stiamo individuando la giornata di <strong>venerdì 30 ottobre come lo spartiacque tra due tipi di circolazione</strong>, seppur con un po' di incertezza presente già nelle giornate precedenti.</p><div class="texto-destacado">Un <strong>primo impulso freddo dai Balcani</strong> farà aumentare l'annuvolamento, soprattutto <strong>al Sud e sul medio-basso Adriatico</strong>, con il <strong>rischio di piogge tra il basso Adriatico e lo Ionio</strong> e con un rinforzo della ventilazione settentrionale e, di conseguenza, anche del moto ondoso.</div><p>Tra il <strong>weekend di Ognissanti (31 ottobre - 1° novembre)</strong> e la prima settimana di novembre inizia a manifestarsi una <strong>certa dissonanza tra i principali modelli matematici</strong> di simulazione meteorologica, che è resa ancora più evidente nelle ultime emissioni di questa mattina, 26 ottobre.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto-1793021504995.jpg" data-image="che9i5gu8bv7"><figcaption>Da questa immagine delle temperature a 700 hPa, prevista per domenica prossima, è ben visibile il flusso d'aria fredda verso la nostra Penisola. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Fino a ieri, il <strong>modello europeo ECMWF</strong> delineava in modo esplicito un'<strong>irruzione fredda da est a partire dal fine settimana</strong>, favorita da un anticiclone posizionato sulle Isole Britanniche e poco esteso verso l'Italia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795170" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-alessio-colella-conferma-sara-una-settimana-piuttosto-stabile-ma-con-temperature-sotto-la-media.html" title="Il meteorologo Alessio Colella: 'sarà una settimana stabile, ma con temperature sotto la media su queste regioni'">Il meteorologo Alessio Colella: "sarà una settimana stabile, ma con temperature sotto la media su queste regioni"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-alessio-colella-conferma-sara-una-settimana-piuttosto-stabile-ma-con-temperature-sotto-la-media.html" title="Il meteorologo Alessio Colella: 'sarà una settimana stabile, ma con temperature sotto la media su queste regioni'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-alessio-colella-conferma-sara-una-settimana-piuttosto-stabile-ma-con-temperature-sotto-la-media-1793006445539_320.jpg" alt="Il meteorologo Alessio Colella: 'sarà una settimana stabile, ma con temperature sotto la media su queste regioni'"></a></article></aside><p>Viceversa, il <strong>modello americano GFS</strong> prospettava una <strong>maggior tenuta dell'anticiclone sulla nostra penisola</strong>, riducendo l'entità della massa d'aria fredda in arrivo e il conseguente calo termico.</p><div class="texto-destacado">Gli ultimi aggiornamenti di questa mattina mostrano l'<strong>elevazione anticipata verso nord dell'anticiclone</strong> a nord delle Isole Britanniche, per quanto riguarda <strong>ECMWF (run 06)</strong>, in grado di favorire l'<strong>arrivo in Italia di freddo intenso già nella prima parte della prossima settimana</strong>.</div><p><strong>GFS (nel suo run 06)</strong> invece mostra una migrazione verso nord del centro dell'anticiclone ben più lenta. Di conseguenza, <strong>il modello americano posticipa l'ingresso del freddo</strong>, pur delineando una successiva ondata di freddo altrettanto intensa destinata a colpire il nostro Paese.</p><h2>L'analisi degli "spaghi" Ensemble e le aree bersaglio in Italia</h2><p>Ovviamente, <strong>la previsione più attendibile resta quella più vicina temporalmente</strong>. Quindi, dalle analisi degli spaghi, è evidente come <strong>entrambi i modelli siano piuttosto convinti della propria versione</strong> e degli scenari proposti fino ad almeno la prima metà della prossima settimana. </p><div class="texto-destacado">Sia per <strong>ECMWF</strong> che per <strong>GFS</strong>, la <strong>forbice degli spaghi Ensemble è piuttosto ridotta fino al 3 novembre</strong>, poi gli spaghi di ogni singolo modello iniziano a divergere e con essi l'attendibilità degli scenari proposti.</div><p>A decidere l'evoluzione saranno le <strong>possibili variazioni di curvatura del getto</strong>, anche minime, indotte dal maggiore o minore cedimento del vortice polare. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto-1793021529781.jpg" data-image="s3v90wqz4wpt"><figcaption>Intorno alla transizione tra ottobre e novembre, una forte curvatura del getto polare sarà alla base dell'interruzione del flusso zonale atlantico, aprendo la strada a scambi meridiani, se non addirittura retrogradi e freddi, verso l'Europa. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Se ad oggi rimane comunque probabile una <strong>tendenza verso un periodo freddo</strong>, al momento resta più probabile che questo possa <strong>interessare in modo più incisivo i settori adriatici e meridionali, con anche una marcata instabilità</strong>.</p><p>Per maggiori dettagli e una tendenza rivista e corretta, vi diamo appuntamento ai prossimi aggiornamenti su MeteoRed.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/i-meteorologi-italiani-in-attesa-il-1-novembre-il-getto-polare-potrebbe-ondularsi-molto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Non lontano da Roma c'è un borgo medievale arroccato su uno sperone di tufo: perché rischiò di essere abbandonato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/non-lontano-da-roma-c-e-un-borgo-medievale-arroccato-su-uno-sperone-di-tufo-perche-rischio-di-essere-abbandonato.html</link><pubDate>Mon, 26 Oct 2026 14:16:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Tra le botteghe degli artigiani e i panorami della valle del Treja, in Lazio si trova un borgo antico scampato a stento alla demolizione. Oggi è un luogo sicuro e una meta perfetta per un weekend tra arte e natura</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-lontano-da-roma-c-e-un-borgo-medievale-arroccato-su-uno-sperone-di-tufo-perche-rischio-di-essere-abbandonato-1793015520399.jpg" data-image="xaryj6gh3cbb" alt="Calcata Vecchia" title="Calcata Vecchia"><figcaption>La rupe di tufo sormontata dal borgo, nel cuore della campagna laziale</figcaption></figure><p>A soli 40 Km da Roma si trova una <strong>rupe di tufo</strong> circondata dalla vegetazione. Sulla sua sommità c'è un antico borgo che ha attirato nel tempo l’attenzione tanto dei <strong>pellegrini </strong>quanto degli <strong>intellettuali</strong>.</p><p>I suoi vicoletti si aprono su panorami suggestivi sulle <strong>forre rosse</strong> che si trovano ai piedi del promontorio, da cui partono sentieri per il trekking che si snodano tra boschi e siti archeologici.</p><p>Nonostante le sue tante attrattive, per diversi anni questo borgo così speciale ha corso il rischio di <strong>scomparire </strong>per sempre, ma oggi è tornato ad essere una meta molto amata dai visitatori, e un luogo di <strong>ispirazione </strong>per gli artisti di tutto il mondo.</p><h2>Un borgo rinato da arte e tecnologia</h2><p>Lungo i vicoli del centro antico del piccolo borgo della provincia di Viterbo, si respira un’atmosfera rilassata ma ricca di <strong>energie creative</strong>. Musica, artigianato, arte di strada, non solo qui sono di casa, ma in un certo senso sono anche ciò che negli ultimi decenni ha tenuto in vita un luogo che rischiava di essere <strong>demolito</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-lontano-da-roma-c-e-un-borgo-medievale-arroccato-su-uno-sperone-di-tufo-perche-rischio-di-essere-abbandonato-1793015632740.jpg" data-image="0f9wuqlx6tx5" alt="Calcata Vecchia centro" title="Calcata Vecchia centro"><figcaption>Uno pittoresco angolo del centro storico di Calcata Vecchia </figcaption></figure><p>Si tratta di <strong>Calcata Vecchia</strong>, il cui nucleo più antico venne dichiarato <strong>inagibile </strong>negli anni ‘30, tanto che si avviò la costruzione di <strong>Calcata Nuova</strong> per spostare la popoloazione.</p><p>Le vecchie case avrebbero dovuto essere demolite, ma questo per fortuna non è mai successo. Dopo alcuni decenni di abbandono il borgo è stato riscoperto dalle comunità hippie e intellettuali negli anni '60 ed è stato più volte un <strong>set cinematografico</strong> per produzioni importanti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762738" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma">I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma-1775574668109_320.jpg" alt="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"></a></article></aside><p>Intanto le tecnologie si sono evolute e nuove perizie più accurate hanno stabilito che il borgo antico è <strong>stabile e sicuro</strong>.</p><h2>Cosa ha reso fragile il borgo</h2><p>I motivi che quasi un secolo fa hanno portato Calcata Vecchia così vicina ad essere distrutta per sempre sono da ricercare nella <strong>fragilità </strong>del tufo su cui è costruita.</p><p>Materiale per sua natura facile da scavare ma anche soggetto a <strong>fratture verticali</strong>, specialmente a causa degli <strong>sbalzi termici</strong>, il tufo di Calcata è vulnerabile anche alle <strong>piogge </strong>e al <strong>gelo</strong>. L’acqua piovana che penetra nelle rocce con il freddo ghiaccia e si espande e si temeva quindi che questo potesse portare al distacco di grosse porzioni di roccia, disgregando la rupe. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783201" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-borgo-medievale-siciliano-che-da-secoli-resiste-ai-grandi-terremoti-ecco-il-suo-segreto.html" title="La storia del borgo medievale siciliano che da secoli resiste ai grandi terremoti, ecco il suo segreto">La storia del borgo medievale siciliano che da secoli resiste ai grandi terremoti, ecco il suo segreto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-del-borgo-medievale-siciliano-che-da-secoli-resiste-ai-grandi-terremoti-ecco-il-suo-segreto.html" title="La storia del borgo medievale siciliano che da secoli resiste ai grandi terremoti, ecco il suo segreto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-del-borgo-medievale-siciliano-che-da-secoli-resiste-ai-grandi-terremoti-ecco-il-suo-segreto-1786455798783_320.jpg" alt="La storia del borgo medievale siciliano che da secoli resiste ai grandi terremoti, ecco il suo segreto"></a></article></aside><p>Il <strong>fiume Treja</strong>, poi, nella cui valle si trova Calcata Vecchia, scava inesorabile i morbidi <strong>terreni argillosi</strong> alla base della rupe, destando la preoccupazione che questa potesse rimanere sospesa sul vuoto e <strong>collassare</strong>.</p><h2>Perché Calcata Vecchia si è salvata</h2><p>Nel tempo, in effetti, ci sono stati dei <strong>crolli </strong>a Calcata Vecchia, per cui lo sgombero era una soluzione plausibile, almeno in base a tecnologie che risalgono ormai quasi a un secolo fa.</p><p>In seguito, per fortuna, le cose cono cambiate.</p><div class="texto-destacado">Grazie all’arrivo di strumentazioni e metodi di osservazione sempre più moderni, che consentono il monitoraggio delle crepe, la riduzione delle infiltrazioni di acqua piovana e l’ancoraggio delle rocce, è stato possibile rendere il borgo più sicuro. </div><p>Oggi ci sono anche <strong>droni </strong>e <strong>stazioni laser</strong> a terra che consentono una accurata <strong>mappatura 3D </strong>delle pareti esterne della rupe, per cui il rischio di dover demolire il borgo non esiste più.</p><h2>Cosa vedere e quando andare a Calcata Vecchia</h2><p>Botteghe e laboratori d’arte, spesso ricavati da cavità nel tufo, sono una delle maggiori attrazioni di Calcata Vecchia. Il borgo però ha i suoi <strong>monumenti </strong>e tanti scorci suggestivi da fotografare. </p><p>Nella piazza principale ci sono la <strong>Chiesa del Santissimo Nome di Gesù</strong> e il <strong>Palazzo Baronale</strong>. Con la sua torre e le mura merlate l’antica residenza nobiliare del XI secolo è il cuore del borgo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-lontano-da-roma-c-e-un-borgo-medievale-arroccato-su-uno-sperone-di-tufo-perche-rischio-di-essere-abbandonato-1793015573792.jpg" data-image="7mce00r3sfjp" alt="Monte Gelato Calcata Vecchia" title="Monte Gelato Calcata Vecchia"><figcaption>Le cascate di Monte Gelato nel Parco Regionale della Valle del Treja</figcaption></figure><p>Anche la natura che circonda Calcata Vecchia fa di questo luogo una meta eccezionale, specialmente in <strong>autunno </strong>e all’inizio dell’<strong>inverno</strong>. Gli alberi del <strong>Parco Regionale Valle del Treja</strong> danno spettacolo coi loro colori a partire da ottobre e si possono ammirare dai piccoli belvedere a strapiombo che si trovano ai margini del borgo.</p><p>Senza le torride temperature estive è molto piacevole passeggiare lungo i sentieri che portano ad esempio alle <strong>Cascate di Monte Gelato</strong>, oppure alle antiche <strong>necropoli </strong>scavate nel tufo, o ancora ai siti archeologici dove si trovano i resti dei templi dei <strong>Felisci</strong>, le prime popolazioni che abitarono l’area, per lo più coevi degli <strong>Etruschi</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760525" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-fantastico-viaggio-attraverso-il-bosco-che-conduce-al-misterioso-altare-etrusco-di-bomarzo.html" title="Il fantastico viaggio attraverso il bosco che conduce al misterioso altare etrusco di Bomarzo">Il fantastico viaggio attraverso il bosco che conduce al misterioso altare etrusco di Bomarzo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-fantastico-viaggio-attraverso-il-bosco-che-conduce-al-misterioso-altare-etrusco-di-bomarzo.html" title="Il fantastico viaggio attraverso il bosco che conduce al misterioso altare etrusco di Bomarzo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-fantastico-viaggio-attraverso-il-bosco-che-conduce-al-misterioso-altare-etrusco-di-bomarzo-1774367800421_320.jpg" alt="Il fantastico viaggio attraverso il bosco che conduce al misterioso altare etrusco di Bomarzo"></a></article></aside><p>Se proprio il tempo non consente di restare all’aperto, a Calcata Vecchia ci sono anche le accoglienti <strong>sale da tè </strong>o le <strong>osterie</strong> dove assaggiare l’ottima <strong>cucina locale</strong> a base di funghi, cinghiale, castagne, e tante altre prelibatezze autunnali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/non-lontano-da-roma-c-e-un-borgo-medievale-arroccato-su-uno-sperone-di-tufo-perche-rischio-di-essere-abbandonato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché la faglia di Messina dopo la grande scossa del 28 dicembre 1908 oggi appare bloccata?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-la-faglia-di-messina-dopo-la-grande-scossa-del-28-dicembre-1908-oggi-appare-bloccata.html</link><pubDate>Mon, 26 Oct 2026 12:57:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Nel 1908 questa faglia rilasciò improvvisamente un dislocamento di circa 5 metri, generando il forte sisma e il successivo maremoto. Da allora appare bloccata in superficie, ma continua ad accumulare energia.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-la-faglia-di-messina-dopo-la-grande-scossa-del-28-dicembre-1908-oggi-appare-bloccata-1781621583195.jpg" data-image="tv8cbj29c1pg" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>La struttura responsabile del devastante terremoto del 28 dicembre 1908 (magnitudo momento Mw 7.1) è la “western fault”, nota come faglia di Messina. Una faglia normale estensionale ad alto angolo (circa 70 gradi di immersione verso est), lunga approssimativamente 34-35 km e localizzata prevalentemente nei fondali marini lungo la costa siciliana. </figcaption></figure><p>Lo Stretto di Messina rappresenta una delle zone tettonicamente più attive del Mediterraneo centrale. Si tratta di un’area caratterizzata da tettonica estensionale, dove la placca africana e quella eurasiatica interagiscono in modo indiretto, <strong>determinando un lento ma costante allontanamento tra la Sicilia orientale e la Calabria meridionale. </strong></p><p>Parliamo di un tasso di estensione <strong>di circa 2-3 millimetri all’anno.</strong> Questo regime distensivo ha generato un sistema di faglie normali che nel tempo hanno modellato la morfologia stessa dello Stretto, fra l’Aspromonte, sul lato calabrese, e i Peloritani, su quello siciliano.</p><h2><strong>La faglia principale: la western fault</strong></h2><p>La struttura responsabile del devastante<strong> t</strong><strong>erremoto del 28 dicembre 1908 (magnitudo momento Mw 7.1) </strong>è la <strong>“western fault”, </strong>nota come faglia di Messina. Una faglia normale estensionale ad alto angolo (circa 70 gradi di immersione verso est), <strong>lunga approssimativamente 34-35 km e localizzata prevalentemente nei fondali marini lungo la costa siciliana. </strong></p><p>Nel 1908 questa faglia rilasciò improvvisamente un dislocamento di circa 4 metri, generando il forte sisma e il successivo maremoto. <strong>Da allora, la porzione superficiale di questa faglia madre è rimasta bloccata, ovvero in uno stato di alta frizione che impedisce lo scorrimento continuo. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Di conseguenza, da oltre 117 anni sta accumulando progressivamente tensione elastica, caricandosi in vista di un futuro nuovo evento di magnitudo elevata.</strong></div><p>Proprio perché la faglia principale è bloccata e non si muove, tutta la sismicità registrata nello Stretto negli ultimi decenni avviene <strong>su strutture secondarie esterne alla faglia madre.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-la-faglia-di-messina-dopo-la-grande-scossa-del-28-dicembre-1908-oggi-appare-bloccata-1781621643359.jpg" data-image="cn4nzf7utmv6" alt="Terremoto, Messina." title="Terremoto, Messina."><figcaption>Il 28 dicembre del 1908 una violentissima scossa di terremoto rase al suolo Messina e Reggio Calabria, causando oltre 80.000 morti in pochi minuti. </figcaption></figure><p>Gli epicentri dei <strong>terremoti moderati (magnitudo tra 3.5 e 4.5) </strong>e dei relativi sciami sismici si collocano sistematicamente fuori dal piano della <strong>faglia di Messina, </strong>su faglie minori, segmenti obliqui, faglie di trasferimento o zone di fratturazione distribuita lungo lo Stretto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="689803" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-segnale-precursore-del-catastrofico-terremoto-che-all-alba-del-28-dicembre-1908-distrusse-messina-e-reggio.html" title="Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria">Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-segnale-precursore-del-catastrofico-terremoto-che-all-alba-del-28-dicembre-1908-distrusse-messina-e-reggio.html" title="Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-segnale-precursore-del-catastrofico-terremoto-che-all-alba-del-28-dicembre-1908-distrusse-messina-e-reggio-1735472481622_320.jpg" alt="Il segnale precursore del catastrofico terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria"></a></article></aside><p>Questi eventi rappresentano la cosiddetta <strong>sismicità di fondo (background seismicity)</strong> di un sistema tettonico complesso e distribuito, dove la deformazione non è concentrata esclusivamente sulla faglia principale, <strong>ma si ripartisce su un ampio volume di crosta fratturata.</strong></p><h2><strong>Perché in quest’area si registrano frequenti sequenze sismiche?</strong></h2><p>I terremoti recenti, come la sequenza del <strong>23 dicembre 2013 (magnitudo 4.0)</strong> e altri sciami avvenuti tra il 2005 e gli anni più recenti, si verificano proprio su queste strutture secondarie più piccole e meno bloccate. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Esse sono in grado di scivolare più facilmente quando lo stress locale raggiunge valori critici, rilasciando solo una piccolissima frazione dell’energia totale accumulata nel sistema. In pratica funzionano come valvole di sfogo parziali, alleviano tensioni locali senza intaccare in modo significativo il grande “carico” che continua ad accumularsi sulla <strong>faglia occidentale.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questo meccanismo spiega perché, nonostante la faglia madre sia in fase inter-sismica di accumulo (in pratica non genera terremoti), lo Stretto continua a produrre terremoti di magnitudo moderata con una certa regolarità. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="577722" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quando-si-ripetera-un-nuovo-disastroso-terremoto-nello-stretto-di-messina.html" title="Quando si ripeterà un nuovo disastroso terremoto nello Stretto di Messina?">Quando si ripeterà un nuovo disastroso terremoto nello Stretto di Messina?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quando-si-ripetera-un-nuovo-disastroso-terremoto-nello-stretto-di-messina.html" title="Quando si ripeterà un nuovo disastroso terremoto nello Stretto di Messina?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-si-ripetera-un-nuovo-disastroso-terremoto-nello-stretto-di-messina-1698848423208_320.jpg" alt="Quando si ripeterà un nuovo disastroso terremoto nello Stretto di Messina?"></a></article></aside><p>Non si tratta di precursori diretti di un grande evento, ma di normale attività su faglie minori che fanno parte del più ampio <strong>sistema di deformazione estensionale.</strong></p><h2><strong>La faglia madre può attivarsi da un momento all’altro?</strong></h2><p>Per quanto riguarda un’eventuale riattivazione della faglia principale, gli studi paleosismologici e i modelli di ricorrenza indicano <strong>un periodo di ritorno medio compreso tra 1.500 e 2.000 anni per eventi di magnitudo simile o superiore a 7.0.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-la-faglia-di-messina-dopo-la-grande-scossa-del-28-dicembre-1908-oggi-appare-bloccata-1781621756207.jpg" data-image="e17qg8pvaouc" alt="Terremoto." title="Terremoto."><figcaption>Marinai russi in soccorso della popolazione messinese subito dopo il disastroso terremoto che all'alba del 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria.</figcaption></figure><p>Essendo trascorsi solo 117 anni dal 1908, ci troviamo ancora nella fase iniziale del ciclo sismico. Statisticamente, quindi, un nuovo grande terremoto sulla faglia madre non è atteso nel breve-medio termine e richiederà verosimilmente ancora secoli prima di rientrare nella finestra temporale di maggiore probabilità.</p><p>Tuttavia, le faglie non seguono un orologio perfetto. Sebbene improbabile, <strong>un evento di questa entità potrebbe teoricamente verificarsi anche prima del tempo medio, in seguito a interazioni complesse tra faglie, trasferimento di stress da strutture più profonde (come la discontinuità legata alla subduzione ionica che agisce anche sotto lo Stretto) o altri fattori transitori.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795190" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-e-allerta-tsunami-cos-e-successo-il-23-ottobre-nel-tirreno-meridionale.html" title="Terremoto e allerta tsunami, cos'è successo il 23 ottobre nel Tirreno meridionale?">Terremoto e allerta tsunami, cos'è successo il 23 ottobre nel Tirreno meridionale?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-e-allerta-tsunami-cos-e-successo-il-23-ottobre-nel-tirreno-meridionale.html" title="Terremoto e allerta tsunami, cos'è successo il 23 ottobre nel Tirreno meridionale?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/terremoto-e-allerta-tsunami-cos-e-successo-il-23-ottobre-nel-tirreno-meridionale-1793009439298_320.png" alt="Terremoto e allerta tsunami, cos'è successo il 23 ottobre nel Tirreno meridionale?"></a></article></aside><p>Per questo motivo l’area rimane classificata in <strong>Zona 1</strong> di massima pericolosità sismica e continua a essere monitorata con grande attenzione dall’<strong>INGV</strong> attraverso reti sismiche terrestri e marine.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-la-faglia-di-messina-dopo-la-grande-scossa-del-28-dicembre-1908-oggi-appare-bloccata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso, meteorologo: "Da novembre aria invernale sull'Italia". Massime sotto gli 8°C per il blocco scandinavo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html</link><pubDate>Mon, 26 Oct 2026 12:04:31 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Alta pressione dominante in Italia per tutta l’ultima settimana di ottobre, ma la sinottica cambia. Il massimo si sposta verso la Scandinavia, aria fredda si porterà sempre più verso l’Italia. Temperature in netta diminuzione a inizio novembre, ci saranno anche nevicate?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbraojm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbraojm.jpg" id="xbraojm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il cielo sereno e l’aria fredda affluita dopo l’ultima veloce perturbazione hanno reso <strong>veramente frizzante l’aria stamattina al nord. </strong>Le temperature minime sono scese a <strong>soli +2.3°C a Novara e a Ferrara, ancor più freddo ai piedi delle Dolomiti, a Bolzano +1.6°C</strong>. </p><p>Meno freddo invece al centro, sotto nuvolosità irregolare che ha limitato l’irraggiamento notturno. Nuvolosità però poco produttiva, <strong>solo al sud si nota da radar qualche locale zona di pioggia </strong>debole residua.</p><p>Ancora però <strong>mancano le vere piogge autunnali, </strong>perturbazioni ne sono transitate ma spesso a comportamento più tardo estivo convettivo che autunnale stratiforme. Ora <strong>l’evoluzione mostra alcuni cambiamenti importanti,</strong> in direzione invernale.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>L’Italia è ora influenzata da un <strong>promontorio proveniente dall’anticiclone delle Azzorre</strong>, spinto a nord delle Alpi e con relativa ondulazione e<strong> piccola depressione orografica sulla penisola</strong>, da cui la citata nuvolosità al centro sud. Domani si formerà una sella fra l’azzorriano e l’altro anticiclone, presente sull’Est Europa. </p><p>Un sistema perturbato pilotata da una profonda depressione sul Mare sfiorerà le Alpi, ma non riuscirà a far breccia a sud di esse. Al suo seguito<strong> l’anticiclone si rafforzerà sull’Europa centrale,</strong> iniziando poi lo spostamento a blocco scandinavo. </p><h2>Martedì e mercoledì nulla di nuovo: stabile</h2><p>Giornata tranquilla domani <strong>martedì 27 ottobre; alcuni annuvolamenti saranno presenti lungo tutta la dorsale appenninica esposta all’est</strong>, e qualche altra nube, alta, transiterà al nord.<strong> Non vi saranno però precipitazioni</strong>. Bora moderata, localmente forte, in Adriatico, tramontana su Liguria, Toscana, centro sud Tirrenico e Sardegna.</p><p><strong>Mercoledì 28 ottobre maggiore nuvolosità specie al centro nord,</strong> con cielo molto nuvoloso da nubi in prevalenza medio alte, ma in grado a tratti di coprire il sole. Irregolarmente nuvoloso al sud. <strong>Ancora non si notano precipitazioni dai modelli, </strong>pur non escludendo brevi piogge deboli e locali al nord e qualche fiocco di neve oltre i 2000 m sulle Alpi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale-1793013229744.jpg" data-image="n5yw0p6u3cth"><figcaption>Le precipitazioni cumulate della settimana in corso vedono il nord e quasi tutto il centro all'asciutto, scenario non normale in questa stagione. Si nota la tendenza a formazione del blocco Scandinavo.</figcaption></figure><p>Temperature minime domani sui 3-5°C al nord e 4-7°C al centro, 12-15°C al sud, massime sui 16-18°C al nord, attorno a 20-21°C al centro e sud. Mercoledì leggero rialzo delle minime.</p><h2>Da giovedì a sabato: arriva qualche pioggia al sud</h2><p>Raggruppiamo in una unica previsione<strong> giovedì 29, venerdì 30 e sabato 31 ottobre, giornata stabili al nord, con cielo a tratti ovattato</strong> dalle foschie in aumento e con la formazione di qualche nebbia nella bassa pianura. <strong>Non sono attese piogge. </strong></p><p>Al centro situazione simile; prevale cielo abbastanza soleggiato, ma a tratti transitano nubi o se ne formano di tipo basse, segnale tipico in autunno<strong>. Qualche pioggia possibile sabato sulle coste di Abruzzo e Molise. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale-1793013115653.jpg" data-image="81dyuykxj00j"><figcaption>Temperature spesso sotto la media, specie nei valori minimi e verso il fine settimana quando aumentano le correnti fredde orientali.</figcaption></figure><p><strong>Al sud qualcosa cambia,</strong> dopo un giovedì ancora di cielo sereno o irregolarmente nuvoloso, <strong>venerdì e sabato la Puglia e le coste tirreniche calabresi e anche della Sicilia vedranno addensamenti </strong>per le correnti orientali più a circolazione ciclonica a seguito di un minimo nel basso mar Jonio. <strong>Vi saranno alcune piogge </strong>o anche rovesci, nel resto del sud invece principalmente asciutto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="795106" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?">L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo.html" title="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-alluvione-di-firenze-del-4-novembre-1966-arrivo-dopo-mesi-di-el-nino-che-ruolo-ebbe-e-cosa-aspettarsi-60-anni-dopo-1792951830227_320.jpg" alt="L'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 arrivò dopo mesi di El Niño: che ruolo ebbe e cosa aspettarsi 60 anni dopo?"></a></article></aside><p>Non cambia in modo apprezzabile il quadro termico. Temperature al nord sui 4-6°C di minima, 16-17°C di massima, al centro minime simili nelle conche, massime sui 20°C. Al sud 12-14°C di notte, a fatica 20°C di giorno per i venti freddi orientali e le nubi. In Sardegna si arriva a 21-22°C.</p><h2>Cambiamenti verso il freddo ai primi di novembre</h2><p>Nei primi giorni di novembre <strong>la situazione pare cambiare.</strong> Non entriamo nel dettaglio di nubi e fenomeni ma inquadrando la situazione pare molto probabile <strong>il rafforzamento del blocco Scandinavo, </strong>che fra l’1 e il 3 novembre è presente in tutti e tre i cluster. Alcuni propongono una piega più anticiclonica in quasi tutta Italia, col <strong>sud esposto alla parte più umida e quindi con maggior probabilità di piogge </strong>sulle coste centro meridionali Adriatiche e in quelle tirreniche di Calabria e Sicilia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="794827" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/novembre-mese-di-storiche-nevicate-precoci-in-pianura-luca-lombroso-quest-anno-el-nino-puo-cambiare-tutto.html" title="Novembre è un mese di storiche nevicate precoci in pianura, Luca Lombroso: “quest'anno El Niño può cambiare tutto”">Novembre è un mese di storiche nevicate precoci in pianura, Luca Lombroso: “quest'anno El Niño può cambiare tutto”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/novembre-mese-di-storiche-nevicate-precoci-in-pianura-luca-lombroso-quest-anno-el-nino-puo-cambiare-tutto.html" title="Novembre è un mese di storiche nevicate precoci in pianura, Luca Lombroso: “quest'anno El Niño può cambiare tutto”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/novembre-mese-di-storiche-nevicate-precoci-in-pianura-luca-lombroso-quest-anno-el-nino-puo-cambiare-tutto-1792761245641_320.jpg" alt="Novembre è un mese di storiche nevicate precoci in pianura, Luca Lombroso: “quest'anno El Niño può cambiare tutto”"></a></article></aside><p>Un cluster, non il più probabile ma indicativamente al 30-40% possibile, vede un<strong> vortice freddo retrogrado più vicino all’Italia da est, </strong>ma non entrare in pieno, questo porterebbe più a nord, anche a Marche e coste emiliano romagnole, alcune piogge. </p><p><strong>Possibile anche qualche nevicata in Appennino romagnolo e centrale </strong>oltre 800-1000 m. Incerto un eventuale peggioramento al nord e parte del centro fra mercoledì 4 e giovedì 5 novembre. </p><p>Temperature in diminuzione, possibili prime gelate al nord dal 2-3 novembre negli scenari più anticiclonici, in quelli più nuvolosi sarebbero le massime a scendere, per la prima volta ad una cifra ovvero anche sotto ai 10°C. Più freddo anche al centro sud specie Adriatico.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-il-blocco-scandinavo-apre-la-strada-al-freddo-luca-lombroso-inizio-novembre-con-aria-invernale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item></channel></rss>