<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 26 May 2026 16:00:25 +0000</lastBuildDate><pubDate>Tue, 26 May 2026 16:00:25 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Gli scienziati che cambiarono idea: il caso dei geyser di Europa racconta come funziona davvero la scienza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-scienziati-che-cambiarono-idea-il-caso-dei-geyser-di-europa-racconta-come-funziona-davvero-la-scienza.html</link><pubDate>Tue, 26 May 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo studio basato sui dati Hubble mette in dubbio l’esistenza dei geyser su Europa. Restano però forti indizi di attività interna e un’enorme esosfera di idrogeno attorno alla luna di Giove.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-scienziati-che-cambiarono-idea-il-caso-dei-geyser-di-europa-racconta-come-funziona-davvero-la-scienza-1779698970985.png" data-image="prify4jixi70" alt="Galilei" title="Galilei"><figcaption>Il metodo scientifico, il cui padre è Galileo Galilei, continua a mostrarsi uno strumento potente della ricerca scientifica.</figcaption></figure><p>Questo che presentiamo è <strong>un caso scientifico interessante e importante</strong>, in quanto coglie due aspetti importanti della ricerca scientifica. <strong>Un primo aspetto riguarda la modalità del progresso scientifico </strong>che procede per “tentativi ed errori”. Non è un processo che produce verità definitive ma un processo continuo di revisione, correzione e affinamento. <strong>Una scoperta diventa vera e affidabile solo se resiste nel tempo ai nuovi dati.</strong></p><p><strong>L’altro aspetto riguarda la figura dello scienziato </strong>e la sua umiltà intellettuale. Lo scienziato non è un “genio infallibile”, ma un ricercatore per il quale non conta avere sempre ragione, ma essere disposto a cambiare idea quando le evidenze lo richiedono. Una persona che accetta l’incertezza di lavorare con dati incompleti, sottoposto alla continua tensione tra ciò che i dati mostrano davvero e ciò che lui vorrebbe vedere.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La Scienza avanza attraverso continui tentativi, revisioni e correzioni, e il vero scienziato non è infallibile, ma disposto a cambiare idea con umiltà quando nuove evidenze lo richiedono.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>La nostra riflessione prende le mosse dai famosi geyser scoperti sulla luna di Giove, Europa</strong>, scoperta che ebbe tantissima risonanza mediatica. Infatti, la loro esistenza svela la presenza di oceani sommersi sotto coltri di ghiaccio e la possibilità di poterne studiare il contenuto, senza necessità di perforazioni, in cerca di forme di vita extraterrestre.</p><p><strong>Gli stessi autori che nel 2014 ne avevano annunciato la scoperta, recentemente hanno ammesso in un nuovo studio che avevano commesso un errore di analisi, per cui la loro esistenza non è più certa.</strong></p><p>Un nuovo studio pubblicato su <em>Astronomy & Astrophysics</em> rimette in discussione una delle prove più importanti dell’esistenza di questi geyser, aprendo un nuovo capitolo nel dibattito scientifico.</p><h2>Il caso dei geyser di Europa</h2><p>L’analisi di <strong>osservazioni fatte tra il 2012 e il 2013 con il telescopio spaziale Hubble avevano portato a ipotizzare l’esistenza di geyser</strong>, cioè pennacchi di vapore acqueo, su Europa e localizzati vicino al polo sud di questo satellite di Giove. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-scienziati-che-cambiarono-idea-il-caso-dei-geyser-di-europa-racconta-come-funziona-davvero-la-scienza-1779699314350.png" data-image="rl452bbl1yzq" alt="Geyser" title="Geyser"><figcaption>Immagine con cui venivano rappresentati artisticamente i geyser sulla superficie di Europa a seguito della loro scoperta nel 2014, successivamente smentita nel 2026. Credit: Credit NASA/ESA/K. Retherford/SWRI</figcaption></figure><p>La loro esistenza era supportata dall’esistenza di una crosta ghiacciata, con numerose fratture, attraverso le quali sotto forma di getti di vapore usciva l’acqua di un sottostante oceano salato, riscaldato dagli effetti mareali dovuti all’attrazione gravitazionale di Giove.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="693368" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/esistono-almeno-6-oceani-di-acqua-liquida-nel-sistema-solare-dove-si-trovano.html" title="Esistono almeno 6 oceani di acqua liquida nel Sistema Solare, dove si trovano?">Esistono almeno 6 oceani di acqua liquida nel Sistema Solare, dove si trovano?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/esistono-almeno-6-oceani-di-acqua-liquida-nel-sistema-solare-dove-si-trovano.html" title="Esistono almeno 6 oceani di acqua liquida nel Sistema Solare, dove si trovano?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/esistono-almeno-6-oceani-di-acqua-liquida-nel-sistema-solare-dove-si-trovano-1737535208001_320.jpg" alt="Esistono almeno 6 oceani di acqua liquida nel Sistema Solare, dove si trovano?"></a></article></aside><p><strong>Successive osservazioni,</strong> sia di Hubble che della sonda Galileo, <strong>mostrarono evidenze coerenti </strong>con questo scenario; <strong>mentre altre osservazioni non rilevarono alcuna attività</strong>, suggerendo che i geyser fossero intermittenti o a volte troppo deboli. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Nel 2014 l'analisi di dati Hubble suggeriva l'esistenza di geyser sulla superficie ghiacciata di Europa, luna di Giove.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Queste ultime ipotesi venivano formulate per mantenere la consistenza con l’idea più forte e affascinante che i geyser veramente esistessero.</p><h2>Il nuovo studio di Hubble cambia il quadro</h2><p>L’astronomo Roth e collaboratori, cioè lo stesso team che aveva annunciato quasi 10 anni fa la scoperta dei geyser su Europa, ha pubblicato i risultati di un nuovo studio. In questo i dati di Hubble sono stati riesaminati utilizzando modelli più sofisticati che hanno tenuto conto di effetti 10 anni fa non considerati, quali ad esempio le emissioni di idrogeno attorno a Europa e persino effetti dovuti all’esosfera terrestre.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="619072" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alcuni-esopianeti-ghiacciati-potrebbero-avere-oceani-con-acqua-liquida-e-geyser.html" title="Alcuni esopianeti ghiacciati potrebbero avere oceani con acqua liquida e geyser">Alcuni esopianeti ghiacciati potrebbero avere oceani con acqua liquida e geyser</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alcuni-esopianeti-ghiacciati-potrebbero-avere-oceani-con-acqua-liquida-e-geyser.html" title="Alcuni esopianeti ghiacciati potrebbero avere oceani con acqua liquida e geyser"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alguns-exoplanetas-gelados-podem-ter-oceanos-habitaveis-e-geiseres-astronomia-1702575711728_320.jpg" alt="Alcuni esopianeti ghiacciati potrebbero avere oceani con acqua liquida e geyser"></a></article></aside><p>Secondo gli autori,<strong> il celebre segnale interpretato nel 2014 come geyser sarebbe scaturito da un piccolo errore nel posizionamento geometrico, di appena 2 pixel, delle immagini sul rivelatore di Hubble</strong>. Una volta corretto questo errore, di geyser non è emersa alcuna traccia significativa.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La rianalisi di tutti i dati Hubble con modelli migliori e tenendo conto di effetti non inclusi nel 2014 non mostra prove significative per l'esistenza dei geyser.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In pratica, la nuova ricerca non elimina l’ipotesi del criovulcanismo, ma ridimensiona fortemente la solidità delle prove finora raccolte.</p><h2>L’esosfera di idrogeno e la missione Europa Clipper</h2><p>Di contro, <strong>lo stesso studio ha fornito prove solide dell’esistenza di una vasta esosfera di idrogeno atomico che circonda stabilmente la luna di Giove.</strong> Hanno osservato una colonna di idrogeno molto densa e a temperature di circa 1000 kelvin. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-scienziati-che-cambiarono-idea-il-caso-dei-geyser-di-europa-racconta-come-funziona-davvero-la-scienza-1779699195057.png" data-image="y8k4x7ev7yow" alt="Europa" title="Europa"><figcaption>Immagine della superficie ghiacciata della luna Europa. Credit: Crediti: Nasa/Jpl-Caltech</figcaption></figure><p>Europa di questa sua esosfera perde circa 10<sup>27</sup> atomi al secondo nello spazio, un valore enorme che suggerisce un continuo rimpiazzamento del gas perduto attraverso processi fisico/chimici non ancora ben compresi.</p><p>Si pensi che nel 2030 la luna Europa sarà visitata dalla sonda <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Europa_Clipper">Europa Clipper</a> (lanciata nel 2024), una missione della NASA che è stata programmata e approvata proprio per studiare la composizione chimica dei geyser!</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="695794" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-nell-antichita-la-posizione-delle-stelle-verra-usata-per-orientare-la-navicella-spaziale-europa-clipper.html" title="Come nell’antichità: la posizione delle stelle verrà usata per orientare la navicella spaziale Europa Clipper ">Come nell’antichità: la posizione delle stelle verrà usata per orientare la navicella spaziale Europa Clipper </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-nell-antichita-la-posizione-delle-stelle-verra-usata-per-orientare-la-navicella-spaziale-europa-clipper.html" title="Come nell’antichità: la posizione delle stelle verrà usata per orientare la navicella spaziale Europa Clipper "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-nell-antichita-la-posizione-delle-stelle-verra-usata-per-orientare-la-navicella-spaziale-europa-clipper-1738862655608_320.png" alt="Come nell’antichità: la posizione delle stelle verrà usata per orientare la navicella spaziale Europa Clipper "></a></article></aside><p>Tuttavia, <strong>anche senza geyser, Europa continua a essere uno dei mondi più affascinanti del Sistema </strong><strong>Solare</strong>. La presenza di un oceano sotterraneo e l’attività geologica suggeriscono che sotto i ghiacci possa esistere un ambiente potenzialmente abitabile.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Anche senza geyser, Europa è una delle lune più promettenti su cui cercare forme di vita extraterrestre.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Fino al 2030 il mistero resterà aperto: i geyser di Europa non sono stati confermati, ma nemmeno definitivamente esclusi.</p><p><strong>Questo che abbiamo presentato è un esempio di successo della Scienza</strong>, una prova concreta di come la Scienza sia affidabile e proceda correttamente alla ricerca della verità e non della difesa a tutti i costi di risultati "personali". Ed è proprio questa capacità di autocorrezione che la rende uno degli strumenti più potenti mai costruiti in epoca moderna.</p><h3><em>Riferimento allo studio</em></h3><p><em><a href="https://www.aanda.org/articles/aa/full_html/2026/05/aa59406-26/aa59406-26.html">"Europa’s Lyman-α emissions from HST/STIS observations"</a></em>, Roth L. et al., Astronomy & Astrophysics, 2026, 709, A59</p><p><a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.1247051">"</a><em><a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.1247051">Transient Water Vapor at Europa’s South Pole" </a></em>Roth L. et <strong>Science</strong>, 343(6167), 171–174 doi/10.1126/science.1247051</p><ul></ul>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-scienziati-che-cambiarono-idea-il-caso-dei-geyser-di-europa-racconta-come-funziona-davvero-la-scienza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un pesce che si rigenera in pochi giorni: la scoperta che apre nuove prospettive in campo medico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-pesce-che-si-rigenera-in-pochi-giorni-la-scoperta-che-apre-nuove-prospettive-in-campo-medico.html</link><pubDate>Tue, 26 May 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Uno studio condotto da scienziati argentini spiega come il pesce zebra riesca a rigenerare gli organi danneggiati in una settimana e perché questo meccanismo susciti grande interesse nella comunità scientifica mondiale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-pez-que-se-regenera-en-dias-el-hallazgo-argentino-que-abre-una-nueva-puerta-en-la-medicina-1776735233239.jpg" data-image="0lf0oph8i4ih" alt="Pesce Zebra." title="Pesce Zebra."><figcaption>Il pesce zebra, protagonista di ricerche scientifiche in tutto il mondo, stupisce per la sua capacità di rigenerare organi danneggiati quasi completamente, un fenomeno che rappresenta ancora una sfida per la medicina umana.</figcaption></figure><p>Ci sono organismi che costringono la scienza a rivedere i propri limiti, non per lo straordinario delle loro capacità, ma per la naturalezza con cui le mettono in atto. <strong>Il pesce zebra torna a occupare quel posto scomodo dimostrando che la rigenerazione di organi danneggiati può avvenire nel giro di pochi giorni,</strong> con una precisione che è ancora ben lontana dalla portata umana.</p><p>Un team con la partecipazione argentina è riuscito a spiegare come questo animale ricostruisca strutture quasi completamente in appena una settimana, senza cicatrici e con recupero funzionale. Il lavoro fornisce una chiave che la biologia cerca da decenni: <strong>capire non solo come inizia la rigenerazione, ma quali segnali la fanno arrestare nel momento esatto.</strong></p><h2>Perché il pesce zebra è diventato fondamentale per la scienza?</h2><p>Il pesce zebra non è certo un modello secondario nella ricerca biomedica, poiché condivide una parte significativa del proprio DNA con quello umano. Questa vicinanza genetica lo rende uno strumento fondamentale per lo studio di processi che potrebbero, in futuro, avere un impatto sulla medicina rigenerativa.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>In questo caso, <strong>l'attenzione si è concentrata sui neuromasti, piccoli organi sensoriali che gli permettono di rilevare le vibrazioni nell'acqua e che funzionano in modo simile all'orecchio interno umano.</strong> La differenza è determinante: mentre questo pesce è in grado di rigenerarli dopo una lesione, gli esseri umani non recuperano questa capacità una volta che il danno si è verificato.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Per portare avanti lo studio, i ricercatori hanno provocato lesioni controllate tramite laser nelle larve del pesce e hanno osservato il processo in tempo reale. <strong>In pochi giorni, il tessuto è riuscito a recuperare fino al 90% delle sue dimensioni e funzionalità, replicando la sua struttura originale senza deformazioni.</strong></p><h2>Il meccanismo alla base della rigenerazione dei tessuti</h2><p>Ciò che ha attirato maggiormente l'attenzione non è stata la velocità del processo, bensì la logica che lo regola dall'interno. <strong>Le cellule non rispondono a un comando centralizzato, ma agiscono sulla base di segnali locali che consentono loro di interpretare l'ambiente circostante.</strong></p><p>Questo comportamento è stato descritto come un sistema di <strong>“rilevamento locale”,</strong> in cui ogni cellula valuta quante cellule vicine simili ha intorno prima di decidere se dividersi. Quando raggiunge un determinato numero – ad esempio, entrando in contatto con tre cellule dello stesso tipo – la proliferazione si arresta e l’organo conserva la sua forma originale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-pez-que-se-regenera-en-dias-el-hallazgo-argentino-que-abre-una-nueva-puerta-en-la-medicina-1776735259725.jpg" data-image="euwmtno6a1m4" alt="Pesce Zebra." title="Pesce Zebra."><figcaption>Rappresentazione del sistema sensoriale del pesce zebra: in questi piccoli organi si nasconde il segreto della sua capacità di ricostruire strutture complete in pochi giorni.</figcaption></figure><p>Questo principio, che i ricercatori definiscono come una sorta di «conteggio dei vicini», consente una ricostruzione precisa senza una crescita incontrollata. Non esiste una struttura che coordini l'intero processo, bensì una rete di decisioni cellulari che, nel loro insieme, portano a un risultato esatto.</p><h2>Le altre specie che possono rigenerarsi</h2><p><strong>Il pesce zebra non è l'unico organismo dotato di questa capacità, ma è sicuramente uno dei più studiati per la sua vicinanza genetica all'uomo.</strong> Nello stesso ambito figurano specie come l'axolotl, in grado di rigenerare arti completi, e le planarie, che possono ricostruire il proprio corpo interamente a partire da frammenti minimi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="695393" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/si-puo-realmente-guarire-dal-diabete-tecnicamente-si-ma-le-incognite-sono-ancora-tantissime.html" title="Si può realmente guarire dal diabete? Tecnicamente si, ma le incognite sono ancora tantissime">Si può realmente guarire dal diabete? Tecnicamente si, ma le incognite sono ancora tantissime</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/si-puo-realmente-guarire-dal-diabete-tecnicamente-si-ma-le-incognite-sono-ancora-tantissime.html" title="Si può realmente guarire dal diabete? Tecnicamente si, ma le incognite sono ancora tantissime"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/si-puo-realmente-guarire-dal-diabete-tecnicamente-si-ma-le-incognite-sono-ancora-tantissime-1738665941240_320.jpg" alt="Si può realmente guarire dal diabete? Tecnicamente si, ma le incognite sono ancora tantissime"></a></article></aside><p>Negli ultimi anni, diversi studi hanno anche dimostrato che il pesce zebra è in grado di rigenerare il tessuto cardiaco e parti del sistema nervoso, il che accresce l'interesse scientifico verso questo modello. <strong>Questi progressi stimolano la ricerca nei laboratori di tutto il mondo che cercano di trasferire questi meccanismi alla medicina umana.</strong></p><h2>Cosa potrebbe cambiare nella medicina?</h2><p>La grande domanda che emerge da questi studi è inevitabile e attraversa l'intera biologia moderna. Se molti di questi meccanismi esistono anche negli esseri umani a livello molecolare, <strong>perché non si attivano allo stesso modo?</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-pez-que-se-regenera-en-dias-el-hallazgo-argentino-que-abre-una-nueva-puerta-en-la-medicina-1776735277812.jpg" data-image="dga9a3ovei4q" alt="Pesce Zebra." title="Pesce Zebra."><figcaption>Durante un esperimento di laboratorio, una pipetta deposita un campione su una piastra di coltura, dove gli scienziati analizzano il comportamento delle cellule nei processi di rigenerazione.</figcaption></figure><p>Alcuni ricercatori sostengono che <strong>il DNA conservi tracce di queste capacità,</strong> ma che esse siano state messe a tacere nel corso dell'evoluzione. Capire come funzionano e cosa ne regola l'attivazione potrebbe essere il primo passo per sviluppare nuove terapie mirate alla rigenerazione dei tessuti umani.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Oggi, la possibilità di recuperare funzioni perdute, come l'udito, è ancora in fase sperimentale.</strong> Tuttavia, questo tipo di scoperte permette di avanzare con maggiore precisione verso un obiettivo che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L'aspetto più sorprendente dello studio non è solo ciò che dimostra, ma il modo in cui lo spiega. Anziché basarsi su meccanismi estremamente complessi, <strong>rivela che la natura è in grado di risolvere processi sofisticati a partire da regole semplici ma altamente efficaci.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="744139" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-merluzzo-amazzonico-il-pesce-pescato-a-san-paolo-che-respira-fuori-dall-acqua-e-puo-pesare-fino-a-200-kg.html" title="Il baccalà amazzonico, il pesce pescato a San Paolo che respira fuori dall'acqua e può pesare fino a 200 kg">Il baccalà amazzonico, il pesce pescato a San Paolo che respira fuori dall'acqua e può pesare fino a 200 kg</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-merluzzo-amazzonico-il-pesce-pescato-a-san-paolo-che-respira-fuori-dall-acqua-e-puo-pesare-fino-a-200-kg.html" title="Il baccalà amazzonico, il pesce pescato a San Paolo che respira fuori dall'acqua e può pesare fino a 200 kg"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/bacalhau-da-amazonia-conheca-o-peixe-pescado-em-sp-que-respira-fora-d-agua-e-pesa-ate-200-kg-1765619350426_320.jpg" alt="Il baccalà amazzonico, il pesce pescato a San Paolo che respira fuori dall'acqua e può pesare fino a 200 kg"></a></article></aside><p>Il pesce zebra non solo sfida la biologia, ma ci costringe anche a porci una domanda scomoda: quanto di ciò che riteniamo impossibile nel corpo umano è, in realtà, qualcosa che non sappiamo ancora attivare? In quella risposta, silenziosa e microscopica, potrebbe risiedere uno dei prossimi grandi passi avanti della medicina.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-pesce-che-si-rigenera-in-pochi-giorni-la-scoperta-che-apre-nuove-prospettive-in-campo-medico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Domani sono previsti temporali con molti fulmini, ma le mappe delle precipitazioni sono quasi vuote: attenzione a questo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-sono-previsti-temporali-con-molti-fulmini-ma-le-mappe-delle-precipitazioni-sono-quasi-vuote-attenzione-a-questo.html</link><pubDate>Tue, 26 May 2026 13:08:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p> Il vasto e robusto anticiclone di matrice subtropicale che in questi giorni sta producendo tempo stabile e temperature ben oltre le medie stagionali, cederà temporaneamente all'ingresso di correnti in quota di origine settentrionale, più fresche instabili, in grado di produrre fenomeni di instabilità su parte del nostro Paese.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab95z4"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab95z4.jpg" id="xab95z4"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Il campo di alta pressione</strong> che in questi giorni ha prodotto tempo stabile e molto caldo su gran parte del nostro continente, producendo una prima e importante ondata di calore, con anche valori record su alcuni paesi europei, <strong>nei prossimi giorni tenderà ad indebolirsi parzialmente sul suo fianco orientale e quindi anche sulla nostra penisola</strong>. </p><p>Questo temporaneo cedimento è dovuto sia all<strong>'invecchiamento dell'anticiclone</strong> stesso, sia alla <strong>parziale interferenza di un flusso di aria fresca</strong> diretta principalmente verso l'Europa orientale e i paesi balcanici, dove porterà una fase di maltempo. Queste<strong> infiltrazioni di aria fresca, soprattutto in quota</strong>, in arrivo<strong> al Nord-Est</strong> già <strong>nella serata di domani, mercoledì 27 maggio,</strong> <strong>tenderanno a destabilizzare la colonna d'aria</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/domani-sono-previsti-temporali-con-molti-fulmini-ma-le-mappe-delle-precipitazioni-sono-quasi-vuote-attenzione-a-questo-1779793000769.jpg" data-image="btp3l5cii5fd" alt="Temporali." title="Temporali."><figcaption>In diverse regioni del Nord, e lungo l'Appennino, i temporali potranno risultare localmente intensi.</figcaption></figure><p>Di conseguenza, si attiveranno <strong>condizioni favorevoli all'instabilità</strong> che torneranno a favorire la formazione di nubi cumuliformi per il sollevamento dell'aria calda e il contrasto con l'aria fredda in quota, e conseguenti possibili <strong>fenomeni temporaleschi o rovesci di pioggia.</strong></p><h2>La situazione al Nord e i primi segnali di cedimento</h2><p>Mentre <strong>oggi, martedì 26 maggio</strong>, la giornata è trascorsa <strong>all'insegna del sole</strong>, a partire <strong>da domani </strong>si inizieranno a manifestare le <strong>prime avvisaglie </strong>di cedimento di questa alta pressione. In particolare, saranno le regioni settentrionali, tra cui <strong>Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, </strong>le prime a risentire di <strong>una progressiva attivazione convettiva</strong>. </p><p>È importante sottolineare che <strong>non si tratterà di una perturbazione atlantica organizzata</strong>, ma di un indebolimento del campo di alta pressione che, in questo modo,<strong> permetterà lo sviluppo di un'instabilità locale</strong>, specialmente <strong>a ridosso dei rilievi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/domani-sono-previsti-temporali-con-molti-fulmini-ma-le-mappe-delle-precipitazioni-sono-quasi-vuote-attenzione-a-questo-1779791557493.jpg" data-image="nm308948crop"><figcaption>Precipitazioni cumulate fino a venerdì 29 maggio sulla nostra penisola. ECMWF </figcaption></figure><p><strong>Tra mercoledì e giovedì</strong>, le aree montane e pedemontane di queste regioni vedranno un aumento della nuvolosità irregolare. Il rischio di <strong>rovesci e temporali pomeridiani/serali</strong> sarà più marcato sui <strong>rilievi alpini, prealpini e appenninici</strong>, con fenomeni che, seppur isolati, potranno risultare <strong>localmente intensi</strong>. </p><div class="texto-destacado">Tuttavia, i<strong> modelli allo stato attuale non indicano la possibilità di accumuli importanti in termini di precipitazioni, se non estremamente localizzate.</strong></div><p><strong>In sintesi</strong>, nella giornata di <strong>mercoledì 27, al Nord</strong>, <strong>al mattino e fino al primo pomeriggio, il tempo</strong> si manterrà <strong>stabile e soleggiato su gran parte delle pianure</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Questo significa che l'<strong>ampio soleggiamento</strong> produrrà un <strong>ulteriore aumento delle temperature</strong>, infatti questa sarà proprio la giornata più calda dell'intera ondata di calore.<strong> In Pianura Padana</strong> si potranno anche <strong>superare i 33-35 °C</strong>, specie tra Lombardia orientale, Veneto occidentale e Emilia Romagna. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Nel </strong><strong>pomeriggio</strong>, con l'avanzare delle ore, e soprattutto in serata, il tempo <strong>inizierà a cambiare</strong>. L'ingresso dell'aria fredda in quota, interagendo con l'aria calda e umida dei bassi strati, inizierà a produrre <strong>temporali </strong>che,<strong> a partire dai settori montani e pedemontani alpini e prealpini</strong>, poi tenderanno ad estendersi <strong>verso le pianure, in particolare tra Friuli, Veneto, Ferrarese e Romagn</strong><strong>a</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-italia-tra-caldo-e-forti-temporali-con-grandine-colpiranno-queste-aree.html" title="Ponte del 2 giugno, Italia tra caldo e forti temporali con grandine: colpiranno queste aree">Ponte del 2 giugno, Italia tra caldo e forti temporali con grandine: colpiranno queste aree</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-italia-tra-caldo-e-forti-temporali-con-grandine-colpiranno-queste-aree.html" title="Ponte del 2 giugno, Italia tra caldo e forti temporali con grandine: colpiranno queste aree"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-del-2-giugno-italia-tra-caldo-e-forti-temporali-con-grandine-colpiranno-queste-aree-1779790660195_320.jpg" alt="Ponte del 2 giugno, Italia tra caldo e forti temporali con grandine: colpiranno queste aree"></a></article></aside><p>Questi primi temporali potranno risultare anche <strong>localmente molto intensi</strong>, specie sui rilievi, e accompagnati da <strong>forti raffiche di vento, frequenti scariche elettriche</strong> e con<strong> possibili episodi di grandine di dimensioni contenute</strong>.</p><h2>Il peggioramento di giovedì al Centro e al Sud</h2><p>Il cambiamento <strong>proseguirà </strong>poi <strong>nella giornata di giovedì 28 maggio.</strong> Se <strong>mercoledì </strong>l'<strong>instabilità</strong> sarà<strong> confinata prevalentemente al Triveneto,</strong><strong> il giorno successivo</strong> vedremo il <strong>centro di questa instabilità traslare</strong> verso sud, <strong>coinvolgendo anche il Centro e parte del Sud</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/domani-sono-previsti-temporali-con-molti-fulmini-ma-le-mappe-delle-precipitazioni-sono-quasi-vuote-attenzione-a-questo-1779791871239.jpg" data-image="k1zdky4wt8ob"><figcaption>Mappa circolazione dei Venti a 500 hPa di ECMWF. Riesce ad evidenziare l'influenza di correnti settentrionali relativamente fresche in quota, causa dell'instabilità parziale sul nostro territorio. </figcaption></figure><p><strong>Al Nord</strong>, la giornata sarà all'insegna della <strong>spiccata variabilità, con una nuvolosità irregolare</strong> già dal mattino e con <strong>possibili rovesci isolati</strong> che, nel corso del pomeriggio, potranno interessare <strong>a carattere sparso</strong> diverse aree di pianura. Non è da escludere che <strong>alcuni temporali, anche importanti, si possono manifestare nuovamente, soprattutto tra Emilia Romagna, Lombardia centro-occidentale e Veneto meridionale . </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Al Centro e al Sud Italia</strong>, nel corso della <strong>giornata di giovedì,</strong> assisteremo allo sviluppo di<strong> nubi cumuliformi </strong>che potranno dare luogo a <strong>temporali di calore lungo tutta la dorsale appenninica, dai rilievi centrali tra Toscana, Marche Umbria, Lazio e Abruzzo, fin su quelli Molisani e poi a quelli campani e calabresi</strong>.</div><p>Questi <strong>fenomeni</strong>, che si manifesteranno tipicamente<strong> a partire dal primo pomeriggio</strong>, potendo risultare <strong>lo</strong><strong>calmente intensi</strong>, tenderanno ad estendersi verso ovest includendo anche <strong>ampie porzioni di territorio tra Toscana, Lazio e Umbria</strong>. In queste zone, nelle aree direttamente interessate dai temporali, <strong>l'afa subirà una temporanea attenuazione</strong>, mentre altrove la variazione sarà minima.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770725" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-americano-vede-qualcosa-di-preoccupante-sulla-val-padana-da-giovedi-28-rischio-di-supercelle-tornadiche.html" title="Il modello americano vede qualcosa di preoccupante sulla Val Padana da giovedì 28: rischio di supercelle tornadiche">Il modello americano vede qualcosa di preoccupante sulla Val Padana da giovedì 28: rischio di supercelle tornadiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-americano-vede-qualcosa-di-preoccupante-sulla-val-padana-da-giovedi-28-rischio-di-supercelle-tornadiche.html" title="Il modello americano vede qualcosa di preoccupante sulla Val Padana da giovedì 28: rischio di supercelle tornadiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-americano-vede-qualcosa-di-preoccupante-sulla-val-padana-da-giovedi-28-rischio-di-supercelle-tornadiche-1779743577355_320.jpg" alt="Il modello americano vede qualcosa di preoccupante sulla Val Padana da giovedì 28: rischio di supercelle tornadiche"></a></article></aside><p><strong>Al Sud</strong>, per l'intero periodo e quindi <strong>già a partire da mercoledì 27</strong>, <strong>continuerà a rinnovarsi l'instabilità con pomeridiana</strong>, con fenomeni associati, sui rilievi di Basilicata e Calabria, e a tratti anche su quelli siciliani.</p><h2>Residui fenomeni per venerdì</h2><p>Infine, nella giornata di<strong> venerdì 29 maggio</strong>, un'<strong>instabilità residua </strong>interesserà soprattutto il <strong>Centro </strong>(<strong>versante tirrenico)</strong>, con possibilità per<strong> brevi rovesci o temporali pomeridiani (anche sulle zone interne della Sardegna)</strong>. Fenomeni che, in particolare, tenderanno a svilupparsi maggiormente sulle<strong> zone interne del Lazio</strong>.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p><strong>Questa breve fase</strong>, che possiamo anche definire come un<strong> break temporalesco</strong> su parte del nostro Paese, sarà <strong>seguita da un probabile nuovo consolidamento del campo anticiclonico per il fine settimana</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/domani-sono-previsti-temporali-con-molti-fulmini-ma-le-mappe-delle-precipitazioni-sono-quasi-vuote-attenzione-a-questo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Estate 2026, attenzione al sole: colori e tessuti che proteggono davvero la pelle ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-attenzione-al-sole-colori-e-tessuti-che-proteggono-davvero-la-pelle.html</link><pubDate>Tue, 26 May 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Sono in aumento in Italia i casi di melanoma, dovuti quasi sempre ad una esposizione al sole scorretta. Ecco cosa indossare per evitare i danni a lungo termine, secondo gli esperti</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-attenzione-al-sole-colori-e-tessuti-che-proteggono-davvero-la-pelle-1779696095491.jpg" data-image="qw8sl50wzrgr" alt="estate 2026 sole" title="estate 2026 sole"></figure><p><br>Con l’estate 2026 che si fa sempre più <strong>vicina</strong>, sia per quanto riguarda il <strong>calendario</strong>, che per quanto riguarda il <strong>meteo</strong>, ricordarsi di <strong>proteggere la pelle</strong> dal sole è importante, non soltanto in spiaggia.</p><p>I danni a lungo termine, e i tumori della pelle in primo luogo, sono sempre più frequenti, ma i modi per proteggersi e godersi al tempo stesso la bella stagione ci sono. Uno dei più importanti è scegliere <strong>l'abbigliamento </strong>corretto al mare, in montagna e anche in città.</p><h2>Proteggersi da sole, non solo in spiaggia</h2><p>Come ogni anno, quando arriva l’estate, si moltiplicano gli appelli per una corretta esposizione al sole. L’attenzione al tema è decisamente <strong>giustificata </strong>poiché negli ultimi due decenni i casi di melanoma in Italia sono aumentati più del doppio, con i <strong>seimila </strong>registrati nel 2004, diventati <strong>quindicimila </strong>nel 2024. </p><div class="texto-destacado">Questo in parte è dovuto al fatto che si fa maggiore prevenzione ora, rispetto al passato, ma il problema è reale. <strong>Nove casi su dieci</strong> di melanoma, infatti, sono dovuti proprio alla mancata protezione della pelle dai raggi UV, a partire dalla primavera.</div><blockquote>“Scottarsi anche solo una volta ogni due anni può triplicare il rischio di melanoma. Non è solo questione di giornate calde e soleggiate: i raggi UV possono essere forti a sufficienza per danneggiare la pelle da metà marzo a metà ottobre, anche quando il cielo è nuvoloso o il clima è fresco” Prof. Paolo Ascierto</blockquote><p><br>Secondo il professore Ascierto, oncologo dell’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus, la <strong>prevenzione </strong>quindi non dovrebbe essere limitata solo ai pochi giorni di vacanze estive, ma dovrebbe diventare <strong>un’abitudine di vita.</strong></p><h2>Il paradosso delle creme solari</h2><p>Quando si pensa alla protezione dai raggi solari si pensa generalmente a <strong>creme e oli</strong> da usare in spiaggia o durante un’escursione. Per quanto questo tipo di prevenzione sia importante, soprattutto se le creme hanno filtri di protezione sufficientemente alti, crea al tempo stesso un paradosso, inducendo un <strong>falso senso di sicurezza</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-attenzione-al-sole-colori-e-tessuti-che-proteggono-davvero-la-pelle-1779696156106.jpg" data-image="azjca0njwc6w" alt="estate 2026 proteggere la pelle" title="estate 2026 proteggere la pelle"><figcaption>Cappellino e occhiali da sole proteggono viso e occhi dai raggi UV</figcaption></figure><p>Applicare una crema solare induce le persone a rimanere più tempo al sole. Molti dimenticano che sarebbero necessarie più applicazioni al giorno, soprattutto dopo aver fatto il bagno, e che anche una semplice <strong>sudata </strong>può lavare via la protezione e lasciare la pelle esposta ai raggi del sole.</p><p>Secondo studi canadesi e britannici, l’uso di creme solari finisce quindi per raddoppiare il <strong>rischio </strong>di sviluppare tumori della pelle.</p><h2>Abbigliamento e prevenzione</h2><p><strong> L'indice UV</strong> misura l'intensità della radiazione solare su una scala che va da 1 a 11+. Puoi verificarlo su questo sito, nella sezione <em>mappe,</em> per pianificare al meglio le tue giornate all'aperto.</p><p>C'è inoltre un <strong>dettaglio importante</strong> che tanti sottovalutano: le creme solari sono una difesa preziosa, se usate in modo corretto, ma il ruolo dell’abbigliamento non è secondario.</p><p>Secondo uno studio della Cancer Research UK, no profit dedicata alla ricerca sul cancro, negli <strong>uomini </strong>i melanomi si manifestano più spesso sulle spalle e sul torace, con una prevalenza del 40%, mentre nelle <strong>donne </strong>il 35% dei melanomi compare sulle gambe.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769405" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/verso-un-estate-2026-caldissima-probabile-non-date-la-colpa-a-el-nino.html" title="Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño">Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/verso-un-estate-2026-caldissima-probabile-non-date-la-colpa-a-el-nino.html" title="Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/verso-un-estate-2026-caldissima-probabile-non-date-la-colpa-a-el-nino-1779115291357_320.png" alt="Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño"></a></article></aside><p>Questo avviene perché nei mesi più caldi gli uomini tendono a stare più spesso a torso nudo, mentre le donne indossano abiti corti e pantaloncini. </p><p>È evidente quindi che scegliere un capo invece di un altro può fare molta differenza. </p><h2>Cosa indossare per proteggere la pelle dal sole</h2><p>Linea, tessuti, colori degli abiti, e anche la qualità dei materiali, sono una parte integrante della prevenzione dei tumori della pelle.</p><div class="texto-destacado">Non tutti sanno che anche gli abiti hanno un <strong>fattore di protezione</strong> che per i <strong>tessuti tecnici</strong> è indicato sulle etichette. La sigla <strong>UPF, Ultraviolet Protection Factor</strong>, rivela quanto può essere efficace un capo per proteggere la pelle. Il valore più alto, 50+, blocca il 98% dei raggi UV, fornendo una protezione praticamente totale.</div><p>Anche la scelta dei <strong>colori </strong>è importante. Il <strong>nero </strong>blocca i raggi UV, ma lo stesso vale anche per i colori accesi come il <strong>rosso </strong>e il <strong>blu</strong>. Meglio quindi le tinte più squillanti dei colori pastello e del bianco.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769966" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/imminente-caldo-storico-sull-europa-francia-verso-i-record-del-53-la-germania-si-prepara-a-un-estate-con-40-c-a-berli.html" title="Ondata di calore storica verso l'Europa: Francia verso i record del '53, Italia a 35°C, in Germania timori per l'estate">Ondata di calore storica verso l'Europa: Francia verso i record del '53, Italia a 35°C, in Germania timori per l'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/imminente-caldo-storico-sull-europa-francia-verso-i-record-del-53-la-germania-si-prepara-a-un-estate-con-40-c-a-berli.html" title="Ondata di calore storica verso l'Europa: Francia verso i record del '53, Italia a 35°C, in Germania timori per l'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/imminente-caldo-storico-sull-europa-francia-verso-i-record-del-53-la-germania-si-prepara-a-un-estate-con-40-c-a-berli-1779360763781_320.png" alt="Ondata di calore storica verso l'Europa: Francia verso i record del '53, Italia a 35°C, in Germania timori per l'estate"></a></article></aside><p>La pelle dovrebbe sempre poter <strong>traspirare</strong>, tessuti come <strong>lino e cotone</strong> e linee ampie e scivolate di pantaloni e bluse (a manica lunga!) aiutano la pelle a respirare senza scottarsi.</p><p>Un<strong> cappello </strong>con falda larga almeno 7 cm protegge il viso, la testa e il collo, mentre per la corretta protezione degli <strong>occhi </strong>sono necessarie lenti da sole con un buon <strong>filtro</strong>. Le montature più <strong>avvolgenti </strong>sono da preferire, perché proteggono gli occhi e il loro contorno dalla luce riflessa del mare e della sabbia.</p><h3><em>Fonte della notizia:</em></h3><p><em>Valentina Arcovio - <a href="https://30science.com/2026/04/news/tumori-esperto-abito-scudo-contro-melanoma-piu-di-crema/" target="_blank">Melanoma: l’abito fa da scudo più della crema solare. </a>30Science.com</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-attenzione-al-sole-colori-e-tessuti-che-proteggono-davvero-la-pelle.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il futuro della protezione solare risiede nei batteri: l'ingrediente che potrebbe rivoluzionare le creme estive]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-futuro-della-protezione-solare-risiede-nei-batteri-l-ingrediente-che-potrebbe-rivoluzionare-le-creme-estive.html</link><pubDate>Tue, 26 May 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un team di scienziati cinesi è riuscito a produrre il gradusolo, un composto naturale presente nei pesci e negli organismi marini, utilizzando batteri geneticamente modificati. Questa scoperta apre la strada a nuove creme solari più sostenibili con proprietà antiossidanti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-futuro-de-la-proteccion-solar-esta-en-las-bacterias-el-ingrediente-que-podria-revolucionar-las-cremas-de-verano-1778805800236.jpg" data-image="06b0pcdxjfpx" alt="Gradusol, protezione solare contro i raggi UV per i pesci." title="Gradusol, protezione solare contro i raggi UV per i pesci."><figcaption>Gli scienziati hanno individuato un segnale promettente per lo sviluppo futuro di creme solari a base di ingredienti naturali.</figcaption></figure><p>Mentre gli esseri umani si affidano a creme e lozioni per proteggersi dal sole, alcuni pesci utilizzano da milioni di anni una propria difesa biologica. <strong>Questa difesa si chiama gradusolo, una molecola naturale presente nelle uova di pesce e in diversi organismi marini, </strong>in grado di assorbire le radiazioni ultraviolette e ridurre i danni cellulari causati dall'esposizione solare.</p><p>Ora, i ricercatori dell'<strong>Università</strong> <strong>di Jiangnan</strong>, in Cina, hanno compiuto un passo significativo verso la possibilità di rendere questo composto disponibile per l'uso umano. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista <strong><em>Trends in Biotechnology,</em></strong> il team è riuscito a produrre <strong>gradusolo</strong> in modo sostenibile utilizzando batteri geneticamente modificati, evitando così i problemi ambientali e di scalabilità associati alla sua estrazione diretta in natura.</p><p>La ricerca sta suscitando grande interesse perché il composto non solo agirebbe come filtro solare, <strong>ma anche come antiossidante, con proprietà paragonabili a quelle della vitamina C.</strong></p><h2>Come sono riusciti a produrlo in laboratorio?</h2><p><strong>Fino ad ora, uno dei principali ostacoli era la scarsa disponibilità naturale di gradusolo.</strong> Estrarlo da organismi marini era costoso, inefficiente e difficile da scalare per l'uso industriale.</p><p>Di fronte a questa situazione, gli scienziati hanno optato per un approccio diverso: trasformare batteri comuni in piccole "fabbriche biologiche".</p><p>Il team ha ricostruito il percorso metabolico <strong>utilizzato dal pesce zebra per generare gradusolo nel batterio Escherichia coli.</strong> Hanno quindi modificato sia la genetica di questi microrganismi sia le condizioni di coltura per aumentarne la resa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-futuro-de-la-proteccion-solar-esta-en-las-bacterias-el-ingrediente-que-podria-revolucionar-las-cremas-de-verano-1778805843537.jpg" data-image="il6v7v3com8a" alt="Gradusol, protezione solare contro i raggi UV per i pesci." title="Gradusol, protezione solare contro i raggi UV per i pesci."><figcaption>Gradusol, una molecola naturale in grado di assorbire le radiazioni ultraviolette e ridurre i danni cellulari causati dall'esposizione al sole.</figcaption></figure><p>I risultati hanno sorpreso persino i ricercatori. <strong>La produzione del composto è aumentata di 93 volte: da soli 45,2 milligrammi per litro a 4,2 grammi per litro.</strong></p><p>"L'obiettivo era trovare un metodo scalabile e sostenibile per produrre questa sostanza", ha spiegato <strong>Ping Zhang,</strong> autore principale dello studio. Ha inoltre precisato che il raggiungimento di questi livelli di produzione in laboratorio rappresenta un segnale promettente per il futuro sviluppo di creme solari a base di ingredienti naturali.</p><p>Inoltre, i test hanno dimostrato che quantità relativamente piccole di gradusolo possono bloccare efficacemente i raggi ultravioletti, rafforzandone il potenziale commerciale.</p><h2>Più che una semplice protezione solare: un antiossidante naturale</h2><p>L'interesse dell'industria cosmetica per questo composto non si limita alla protezione solare.</p><div class="texto-destacado"><strong>I ricercatori hanno osservato che il gradusolo potrebbe anche contrastare i radicali liberi generati dalle radiazioni UV, molecole instabili che danneggiano le cellule e accelerano l'invecchiamento cutaneo.</strong></div><p>Per analizzare questa capacità antiossidante, il team ha sviluppato un test basato sui cambiamenti di colore. Nell'esperimento, un segnale chimico viola diventa giallo quando il gradusolo neutralizza i radicali liberi. <strong>Questo meccanismo ha permesso loro di identificare rapidamente quali ceppi batterici producevano le maggiori quantità del composto.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="420201" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crema-solare-protezione-migliore-come-scegliere-scottature-guida.html" title="Crema solare, qual è la migliore? Le chiavi per scegliere la tua">Crema solare, qual è la migliore? Le chiavi per scegliere la tua</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crema-solare-protezione-migliore-come-scegliere-scottature-guida.html" title="Crema solare, qual è la migliore? Le chiavi per scegliere la tua"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/protectores-solares-todas-las-claves-para-elegir-el-tuyo-1654765493255_320.jpeg" alt="Crema solare, qual è la migliore? Le chiavi per scegliere la tua"></a></article></aside><p>"Il metodo è più semplice, più efficiente e più economico rispetto alle tradizionali analisi chimiche", ha osservato <strong>Ruirui Xu,</strong> co-responsabile dello studio e ricercatore presso la stessa università.</p><h2>La ricerca di creme solari più sicure</h2><p>La ricerca nasce in un contesto di crescente messa in discussione di alcuni ingredienti utilizzati nelle creme solari convenzionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-futuro-de-la-proteccion-solar-esta-en-las-bacterias-el-ingrediente-que-podria-revolucionar-las-cremas-de-verano-1778805859712.jpg" data-image="xj6lch39yfle" alt="Protector solar Rayos UV sol crema gradusol peces" title="Protector solar Rayos UV sol crema gradusol peces"></figure><p><strong>Diversi studi hanno messo in guardia sui potenziali effetti negativi di alcuni filtri UV, sia sulla salute umana che sugli ecosistemi marini.</strong> In particolare, sussistono preoccupazioni relative alla permeabilità cutanea di alcuni composti, nonché alla loro potenziale tossicità cellulare e allo stress ossidativo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>In questo contesto, <strong>Gradusol si presenta come un'alternativa interessante.</strong> Secondo gli autori dello studio, questo filtro ultravioletto organico non ha mostrato effetti nocivi noti ed è in linea con la richiesta dei consumatori di prodotti più naturali e sostenibili.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tuttavia, gli esperti avvertono che c'è ancora molta strada da fare prima che arrivi sugli scaffali dei negozi e nelle farmacie. Lo studio non ha confrontato le prestazioni di Gradusol con le creme solari commerciali, né ne ha valutato la sicurezza a lungo termine o la fattibilità per una produzione industriale su larga scala. Inoltre, qualsiasi applicazione commerciale dovrà essere sottoposta a processi normativi prima di poter essere immessa sul mercato.</p><p>Nonostante ciò, i ricercatori sono ottimisti. <strong>Xu</strong> ritiene che, con le tecnologie attuali, i primi prodotti basati su questo composto potrebbero comparire entro i prossimi anni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="711193" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/radiazione-solare-e-impatto-sull-atmosfera-3-sfide-che-potrebbero-trasformare-l-analisi-climatica.html" title="Radiazione solare e impatto sull’atmosfera: 3 sfide che potrebbero trasformare l’analisi climatica">Radiazione solare e impatto sull’atmosfera: 3 sfide che potrebbero trasformare l’analisi climatica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/radiazione-solare-e-impatto-sull-atmosfera-3-sfide-che-potrebbero-trasformare-l-analisi-climatica.html" title="Radiazione solare e impatto sull’atmosfera: 3 sfide che potrebbero trasformare l’analisi climatica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-radiacion-solar-y-su-impacto-en-la-atmosfera-nuevos-avances-cientificos-prometen-transformar-los-analisis-del-clima-1747417698621_320.jpg" alt="Radiazione solare e impatto sull’atmosfera: 3 sfide che potrebbero trasformare l’analisi climatica"></a></article></aside><p>"Speriamo che le persone guardino oltre i metodi di estrazione tradizionali", ha concluso Zhang. "Le fabbriche microbiche si stanno affermando come un modo più sostenibile per trasferire le scoperte scientifiche nel mondo reale."</p><h3><em>Fonte della notizia</em></h3><p><em>Wang J, Wang Y, Wu Q, Zhang Y. <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37187331/" target="_blank">Multidimensional engineering of Escherichia coli for efficient biosynthesis of cis-3-hydroxypipecolic acid</a>. Bioresour Technol. 2023 Aug; 382:129173. doi: 10.1016/j.biortech.2023.129173</em><em><br></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-futuro-della-protezione-solare-risiede-nei-batteri-l-ingrediente-che-potrebbe-rivoluzionare-le-creme-estive.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ponte del 2 giugno, Italia tra caldo e forti temporali con grandine: colpiranno queste aree]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-italia-tra-caldo-e-forti-temporali-con-grandine-colpiranno-queste-aree.html</link><pubDate>Tue, 26 May 2026 10:20:03 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Per questa settimana potremo godere ancora della protezione dell’anticiclone ma nel corso della prossima il suo declino permetterà il passaggio di una perturbazione atlantica sull’Italia. Che tempo farà il 2 giugno?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab94em"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab94em.jpg" id="xab94em"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Sull’Italia </strong><strong>è ancora presente un vasto campo di alta pressione</strong> che sta proteggendo, e proteggerà anche nei prossimi giorni, la nostra penisola da condizioni di vero e proprio maltempo.</p><div class="texto-destacado">Ciò non significa però tempo asciutto, anzi, <strong>nel corso della settimana non mancheranno rovesci e temporali</strong>, in particolare al sud e lungo l’arco alpino, ma non solo.</div><p>Intanto <strong>analizziamo bene nel dettaglio l’evoluzione meteorologica dei prossimi giorni</strong> fino ad arrivare al tempo previsto per il ponte del 2 giugno.</p><p>Oggi e domani avremo mattinate con cielo in prevalenza sereno e la <strong>successiva formazione di nuvole a sviluppo verticale</strong> che raggiungeranno il culmine della loro estensione e compattezza durante le ore pomeridiane, <strong>quando finiranno per portare anche rovesci e possibili temporali</strong>.</p><h2>Mattinate asciutte e temporali pomeridiani</h2><p>Questo sviluppo delle condizioni meteo <strong>riguarderà prevalentemente i settori alpini e prealpini e le regioni meridionali</strong>, in particolare la Calabria e la Sicilia, poi da giovedì rovesci e temporali interesseranno anche le regioni centrali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ciò significa che giovedì, e in parte anche venerdì, <strong>l’aumento della nuvolosità tra la tarda mattinata e il pomeriggio riguarderà anche le regioni centrali</strong>, in particolare quelle tirreniche dove sono previsti rovesci e <strong>temporali particolarmente intensi ed estesi, con anche possibili grandinate</strong>.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Nel fine settimana, sia sabato che domenica, <strong>nubi e fenomeni torneranno ad essere relegati per lo più all’arco alpino e alle regioni meridionali</strong>, comprese le due isole maggiori. Comunque lo sviluppo delle giornate sarà sempre lo stesso, con <strong>le prime ore accompagnate da cielo in prevalenza terso</strong>, un successivo aumento della nuvolosità, <strong>qualche rovescio e piovasco pomeridiano e poi il ritorno del sereno in serata</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-del-2-giugno-italia-tra-caldo-e-forti-temporali-con-grandine-colpiranno-queste-aree-1779789817487.png" data-image="bq075jtbetmp" alt="Precipitazione cumulata" title="Precipitazione cumulata"><figcaption>Precipitazione cumulata in Italia durante questa settimana.</figcaption></figure><p>Successivamente, nel corso della prossima settimana, <strong>il campo di alta pressione inizierà il suo declino</strong> fino a lasciare campo libero al passaggio di una nuova perturbazione atlantica.</p><p>Attualmente però <strong>sembrerebbe che questo transito debba avvenire indicativamente nella seconda metà della settimana prossima</strong>. Ciò significa che <strong>per il ponte del 2 giugno il tempo rimarrà sostanzialmente invariato</strong> rispetto a questa settimana.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770725" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-americano-vede-qualcosa-di-preoccupante-sulla-val-padana-da-giovedi-28-rischio-di-supercelle-tornadiche.html" title="Il modello americano vede qualcosa di preoccupante sulla Val Padana da giovedì 28: rischio di supercelle tornadiche">Il modello americano vede qualcosa di preoccupante sulla Val Padana da giovedì 28: rischio di supercelle tornadiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-americano-vede-qualcosa-di-preoccupante-sulla-val-padana-da-giovedi-28-rischio-di-supercelle-tornadiche.html" title="Il modello americano vede qualcosa di preoccupante sulla Val Padana da giovedì 28: rischio di supercelle tornadiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-americano-vede-qualcosa-di-preoccupante-sulla-val-padana-da-giovedi-28-rischio-di-supercelle-tornadiche-1779743577355_320.jpg" alt="Il modello americano vede qualcosa di preoccupante sulla Val Padana da giovedì 28: rischio di supercelle tornadiche"></a></article></aside><p>Avremo ancora mattinate con cielo sereno seguite da <strong>pomeriggi con la formazione di nubi ad evoluzione diurna</strong> che porteranno possibili rovesci e piovaschi in particolare al nord e <strong>più in generale nelle aree interne peninsulari</strong>.</p><h2>Che tempo avremo per il ponte del 2 giugno?</h2><p>Per quanto riguarda le temperature <strong>sono previste giornate calde, con valori perlopiù al di sopra della media</strong>, in special modo fino a giovedì. Successivamente, nel fine settimana, le temperature registreranno generali flessioni <strong>per poi attestarsi qualche grado al di sopra del normale fino al passaggio della perturbazione atlantica</strong> della prossima settimana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-del-2-giugno-italia-tra-caldo-e-forti-temporali-con-grandine-colpiranno-queste-aree-1779790660195.jpg" data-image="5m8uftaif3f2" alt="Temporali, maltempo." title="Temporali, maltempo."><figcaption>In alcune di queste zone interessate i fenomeni potrebbero essere davvero intensi.</figcaption></figure><p>Sostanzialmente quindi nel fine settimana e <strong>durante il ponte del 2 giugno avremo tempo soleggiato al mattino</strong>, un aumento delle copertura nuvolosa al pomeriggio con <strong>possibili rovesci, temporali e anche grandinate che interesseranno soprattutto le zone montane e pedemontane</strong>, soprattutto l'area fra Alpi, Prealpi e dorsale appenninica, poi nuovamente tempo asciutto alla sera.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770063" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra.html" title="Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?">Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra.html" title="Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra-1779397196488_320.jpg" alt="Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?"></a></article></aside><p>Questa evoluzione meteo avverrà con temperature miti e gradevoli, <strong>ciò significa che ci sarà caldo ma non troppo</strong>, il clima ideale per poter passare giornate all’aperto, trovando eventualmente riparo per i possibili piovaschi pomeridiani.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Bisognerà poi <strong>monitorare gli aggiornamenti dei modelli matematici</strong> per verificare se effettivamente la perturbazione <strong>attraverserà l’Italia nella seconda parte della settimana prossima e quali effetti porterà</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-del-2-giugno-italia-tra-caldo-e-forti-temporali-con-grandine-colpiranno-queste-aree.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il modello americano vede qualcosa di preoccupante sulla Val Padana da giovedì 28: rischio di supercelle tornadiche]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-americano-vede-qualcosa-di-preoccupante-sulla-val-padana-da-giovedi-28-rischio-di-supercelle-tornadiche.html</link><pubDate>Tue, 26 May 2026 05:23:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nella giornata di giovedì 28 maggio forti temporali sono attesi in varie zone del Paese. Attenzione ai fenomeni particolarmente intensi che sono attesi sulla Val Padana. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab5zxm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab5zxm.jpg" id="xab5zxm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’ondata di calore che sta interessando l’Italia settentrionale in questi ultimi giorni di maggio non accenna a mollare la presa. Oggi e domani il caldo si farà sentire in modo deciso soprattutto sulla Val Padana, <strong>dove le temperature massime potranno raggiungere diffusamente i +30°C +32°C,</strong> <strong>con picchi locali fino a +33°C/+34°C tra Piemonte orientale, Lombardia, Emilia occidentale e basso Veneto.</strong></p><div class="texto-destacado">Un’atmosfera quasi estiva, con afa in aumento e notti tropicali soprattutto nelle grandi città della pianura. </div><p>Questa intensa calura accumulata nei bassi strati rappresenta oggi una notevole quantità di <strong>energia potenziale,</strong> pronta a convertirsi in <strong>energia cinetica,</strong> attraverso lo sviluppo di temporali particolarmente violenti.</p><h2><strong>Attenzione al peggioramento di giovedì 28 maggio</strong></h2><p>Da <strong>giovedì 28 maggio,</strong> secondo le ultime elaborazioni del <strong>modello americano GFS,</strong> la situazione meteorologica diventerà più instabile e potenzialmente pericolosa. Le temperature, pur in leggera flessione, resteranno elevate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-americano-vede-qualcosa-di-preoccupante-sulla-val-padana-da-giovedi-28-rischio-di-supercelle-tornadiche-1779743548182.png" data-image="xbwy2xssc63m" alt="Forti temporali." title="Forti temporali."><figcaption>Questa intensa calura accumulata nei bassi strati rappresenta oggi una notevole quantità di energia potenziale, pronta a convertirsi in energia cinetica, attraverso lo sviluppo di temporali particolarmente violenti.</figcaption></figure><p><strong>Nella maggior parte della Val Padana si supereranno ancora spesso i 30°C, con valori che localmente potranno toccare i +31°C +32°C. </strong>Tuttavia, l’ingresso di aria più umida e fredda in quota favorirà lo sviluppo di temporali anche in pianura.</p><h2><strong>Rischio supercelle in Val Padana</strong></h2><p>Le zone più a rischio saranno Emilia Romagna, Lombardia centro-occidentale e Veneto meridionale. Qui alcuni temporali potranno organizzarsi in modo strutturato, evolvendo potenzialmente in <strong>supercelle.</strong> Si tratta di <strong>celle temporalesche</strong> molto persistenti e rotate, capaci di produrre nubifragi e grandinate localizzate, forti raffiche di vento e persino dei locali tornado. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Come sempre in questi casi, va sottolineato che i tornado rappresentano fenomeni alla microscala. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Anche quando le condizioni ambientali sono favorevoli, la loro formazione è tutt’altro che certa e la loro previsione puntuale nello spazio e nel tempo rimane estremamente difficile. Si tratta quindi di un rischio da monitorare attentamente, ma non di un fenomeno che interesserà uniformemente tutta la pianura.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770655" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-da-martedi-26-anticiclone-in-declino-per-una-perturbazione-atlantica-torna-la-pioggia.html" title="Meteo: da martedì 26 anticiclone in declino per una perturbazione atlantica, torna la pioggia">Meteo: da martedì 26 anticiclone in declino per una perturbazione atlantica, torna la pioggia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-da-martedi-26-anticiclone-in-declino-per-una-perturbazione-atlantica-torna-la-pioggia.html" title="Meteo: da martedì 26 anticiclone in declino per una perturbazione atlantica, torna la pioggia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-da-martedi-26-anticiclone-in-declino-per-una-perturbazione-atlantica-torna-la-pioggia-ecco-le-zone-piu-esposte-1779719986578_320.jpg" alt="Meteo: da martedì 26 anticiclone in declino per una perturbazione atlantica, torna la pioggia"></a></article></aside><p>Temporali saranno probabili anche su Alpi nordorientali e sull’Appennino Tosco-Emiliano, dove l’instabilità sarà alimentata sia dal calore che dall’orografia che funge da effetto trampolino per i moti ascensionali. Più isolati e meno organizzati i fenomeni sulle Alpi occidentali.</p><h2><strong>Instabilità anche al Centro-Sud</strong></h2><p>Al Centro Italia i temporali più intensi sono attesi sull’Appennino centrale, in particolare su quello abruzzese e molisano, <strong>dove potranno assumere carattere di forte intensità con grandine e forti raffiche.</strong> Nelle conche e nelle pianure interne (Lazio, Umbria, Marche interne) i fenomeni saranno invece più sporadici e meno organizzati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-modello-americano-vede-qualcosa-di-preoccupante-sulla-val-padana-da-giovedi-28-rischio-di-supercelle-tornadiche-1779743577355.jpg" data-image="7m4ml2edwarl" alt="Tornado." title="Tornado."><figcaption>Come sempre in questi casi, va sottolineato che i tornado rappresentano fenomeni alla microscala. Anche quando le condizioni ambientali sono favorevoli, la loro formazione è tutt’altro che certa e la loro previsione puntuale nello spazio e nel tempo rimane estremamente difficile. </figcaption></figure><p>Al Sud e in Sardegna il quadro resta invece dominato dalla stabilità. Solo sull’Appennino campano, lucano e calabrese saranno possibili locali rovesci o temporali pomeridiani, mentre sul resto del Meridione e sulle isole maggiori prevarranno condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso con temperature ancora elevate.</p><h2><strong>Situazione da seguire con attenzione</strong></h2><p>Il passaggio di <strong>giovedì 28</strong> e dei giorni immediatamente successivi rappresenta quindi un momento di transizione. Dal caldo puro al caldo temporalesco. Le <strong>supercelle</strong> sulla Val Padana, quando si verificano in tarda primavera, possono riservare sorprese significative. </p><div class="texto-destacado"><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al nuovo canale WhatsApp. <a href="https://whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">Seguici e attiva le notifiche</a>.</strong></div><p>Nei prossimi aggiornamenti le previsioni saranno raffinate con maggiore precisione, ma il segnale del modello americano è abbastanza chiaro e merita di essere tenuto sotto stretta osservazione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-modello-americano-vede-qualcosa-di-preoccupante-sulla-val-padana-da-giovedi-28-rischio-di-supercelle-tornadiche.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Uno dei bradipi giganti più grandi del pianeta è stato ritrovato in Brasile: risolto un mistero vecchio di 200 anni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-bradipi-giganti-piu-grandi-del-pianeta-e-stato-ritrovato-in-brasile-risolvendo-un-mistero-vecchio-di-200-anni.html</link><pubDate>Tue, 26 May 2026 05:11:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un team internazionale, con scienziati argentini del CONICET, ha identificato una nuova specie di bradipo gigante in Brasile e ha ricostruito lo stile di vita di questo colosso di due tonnellate.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/hallan-en-brasil-uno-de-los-perezosos-gigantes-mas-grandes-del-planeta-y-resuelven-un-misterio-de-200-anos-1778767804425.png" data-image="n74r43x9v0uw" alt="bradipo gigante" title="bradipo gigante"><figcaption>L'Ocnotherium giganteum visse 12.000 anni fa in Brasile e raggiunse un peso di due tonnellate. Foto: CONICET</figcaption></figure><p>Decine di migliaia di anni fa, il <strong>Sud America</strong> era dominato da creature colossali che oggi sembrerebbero uscite da un film di fantascienza (e che, in effetti, li hanno anche ispirati). Tra queste spiccavano gli enormi <strong>bradipi giganti</strong>, mammiferi capaci di raggiungere diverse tonnellate di peso e convivere con i primi esseri umani del continente. Ora, una scoperta realizzata in Brasile ha appena riscritto parte di questa storia.</p><p>Un team internazionale di <strong>ricercatori argentini e brasiliani</strong> — tra cui specialisti del CONICET — è riuscito a identificare una nuova specie di <strong>bradipo gigante preistorico</strong>, battezzata <strong><em>Ocnotherium giganteum</em></strong>.</p><p>Si tratta di <strong>una delle specie più grandi</strong> mai trovate finora in territorio brasiliano, e il lavoro permette di risolvere un <strong>mistero paleontologico</strong> che andava avanti da quasi due secoli. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica <em>Zoological Journal of the Linnean Society</em> e rappresenta una delle <strong>scoperte più importanti</strong> degli ultimi anni sulla <strong>megafauna sudamericana</strong>.</p><h2>La storia di un gigante vissuto prima della grande estinzione</h2><p>I ricercatori sono riusciti a <strong>ricostruire circa il 90% dello scheletro dell’animale</strong>, un fatto estremamente raro in paleontologia. Grazie a questo risultato hanno determinato che questo enorme mammifero poteva raggiungere approssimativamente le <strong>due tonnellate di peso</strong> e possedeva caratteristiche anatomiche uniche che lo distinguevano da altri giganti contemporanei come <strong>Glossotherium</strong>, <strong>Mylodon</strong> o <strong>Lestodon</strong>.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/hallan-en-brasil-uno-de-los-perezosos-gigantes-mas-grandes-del-planeta-y-resuelven-un-misterio-de-200-anos-1778767899020.png" data-image="gdzwfa0pibnc" alt="Bradipo gigante" title="Bradipo gigante"> <figcaption>Lo scheletro di questo mega-bradipo è stato ricostruito grazie ai ritrovamenti fossili nelle caverne. Foto: CONICET</figcaption> </figure><p>L’animale abitava regioni dell’attuale <strong>Brasile</strong> verso la fine del Pleistocene, circa <strong>12.000 anni fa</strong>, poco prima della scomparsa di gran parte della <strong>megafauna del Sud America</strong>.</p><p>“La conoscenza della <strong>megafauna</strong> è molto più completa nella regione pampeana, ma esistono ancora enormi <strong>vuoti</strong> nelle aree tropicali e intertropicali come il Brasile”, ha spiegato il ricercatore francese <strong>François Pujos</strong>, dell’Istituto Argentino di Nivologia, Glaciologia e Scienze Ambientali (<strong>IANIGLA</strong>) del CONICET.</p><p>I fossili sono stati trovati in <strong>caverne</strong> delle regioni brasiliane di <strong>Bahia e Minas Gerais</strong>. In questo modo, la scoperta completa una linea di ricerca iniziata a metà del <strong>XIX secolo</strong>, quando si conoscevano appena tre denti isolati dell’animale.</p><h2>Com’era questo misterioso bradipo gigante</h2><p>Grazie a moderne tecniche di <strong>tomografia computerizzata</strong> per analizzare l’interno del cranio fossile, gli scienziati sono riusciti a ricostruire digitalmente il <strong>cervello, l’orecchio interno, i nervi</strong> e perfino la vascolarizzazione dell’animale.</p><p>I risultati hanno rivelato dati sorprendenti sulla biologia di questo colosso preistorico. Ad esempio, l’<strong>Ocnotherium giganteum</strong> aveva un <strong>olfatto estremamente sviluppato</strong>, probabilmente fondamentale per individuare cibo, predatori o altri individui della stessa specie.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/hallan-en-brasil-uno-de-los-perezosos-gigantes-mas-grandes-del-planeta-y-resuelven-un-misterio-de-200-anos-1778768020395.png" data-image="e9fmhme92ris" alt="Bradipo gigante" title="Bradipo gigante"> <figcaption>Sono state trovate anche tracce di manipolazione umana sul bradipo gigante. Foto: X @YutyTyrant</figcaption> </figure><p>Inoltre, presentava grandi <strong>cavità piene d’aria nel cranio</strong>, un adattamento che avrebbe permesso di <strong>ridurre il peso della testa</strong> e rendere più agili i movimenti del collo.</p><p>Possedeva anche circa <strong>50 vertebre</strong>, zampe anteriori relativamente corte ma molto mobili e una potente <strong>mano prensile con cinque dita</strong>. Le zampe posteriori, invece, erano robuste e curve, mentre i piedi risultavano rivolti verso l’interno.</p><p>Secondo i ricercatori, questo enorme mammifero camminava normalmente su <strong>quattro zampe</strong>, anche se occasionalmente poteva sollevarsi sugli arti posteriori.</p><h2>Il “mega-bradipo”, una specie unica</h2><p>Sebbene l’analisi evolutiva abbia permesso di stabilire che questa nuova specie apparteneva al gruppo dei <strong>milodontini</strong>, presentava tratti molto simili ad altri lignaggi di bradipi giganti, frutto di un fenomeno noto come <strong>convergenza evolutiva</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="691547" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ginkgo-biloba-l-albero-preistorico-che-sopravvive-a-tutto-inclusa-la-bomba-atomica.html" title="Ginkgo biloba: l'albero preistorico che sopravvive a tutto, inclusa la bomba atomica">Ginkgo biloba: l'albero preistorico che sopravvive a tutto, inclusa la bomba atomica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ginkgo-biloba-l-albero-preistorico-che-sopravvive-a-tutto-inclusa-la-bomba-atomica.html" title="Ginkgo biloba: l'albero preistorico che sopravvive a tutto, inclusa la bomba atomica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ginkgo-biloba-l-albero-preistorico-che-sopravvive-a-tutto-inclusa-la-bomba-atomica-1736526388919_320.jpeg" alt="Ginkgo biloba: l'albero preistorico che sopravvive a tutto, inclusa la bomba atomica"></a></article></aside><p>Per il ricercatore argentino <strong>Alberto Boscaini</strong>, dell’Istituto di Ecologia, Genetica ed Evoluzione di Buenos Aires (<strong>IEGEBA</strong>), questo conferma che si trattava di una specie endemica, adattata esclusivamente a una specifica regione della <strong>costa atlantica brasiliana</strong>.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/hallan-en-brasil-uno-de-los-perezosos-gigantes-mas-grandes-del-planeta-y-resuelven-un-misterio-de-200-anos-1778768333407.png" data-image="iy7mdic76tks" alt="Bradipo gigante" title="Bradipo gigante"> <figcaption>È stato possibile determinare che si trattava di una specie endemica, adattata a una specifica regione della costa atlantica brasiliana. Foto: CONICET Mendoza</figcaption> </figure><p>Inoltre, la pelle del bradipo gigante era rinforzata da migliaia di piccoli osteodermi, strutture ossee simili a minuscole placche che funzionavano come una sorta di <strong>armatura naturale</strong>.</p><h2>Sorprendente legame con i primi esseri umani</h2><p>I ricercatori hanno individuato nel recente ritrovamento anche <strong>segni di origine umana</strong> su un omero appartenente all’<strong><em>Ocnotherium giganteum</em></strong>, il che suggerisce che questo gigantesco mammifero sarebbe stato <strong>manipolato dall’<em>Homo sapiens</em></strong> migliaia di anni fa.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/hallan-en-brasil-uno-de-los-perezosos-gigantes-mas-grandes-del-planeta-y-resuelven-un-misterio-de-200-anos-1778768358573.png" data-image="hm7hurqfpv69" alt="Bradipo gigante" title="Bradipo gigante"> <figcaption>Presentava grandi cavità piene d’aria nel cranio, che avrebbero contribuito a ridurre il peso della testa e rendere più agili i movimenti del collo. Foto: CONICET Mendoza</figcaption> </figure><p>I segni trovati indicano che l’animale fu <strong>smembrato utilizzando strumenti</strong>, anche se non è ancora chiaro se sia stato cacciato attivamente oppure se gli esseri umani abbiano approfittato di una carcassa trovata in natura.</p><p>In ogni caso, le prove suggeriscono che questo enorme bradipo facesse parte della <strong>dieta dei primi abitanti</strong> del continente sudamericano.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-dei-bradipi-giganti-piu-grandi-del-pianeta-e-stato-ritrovato-in-brasile-risolvendo-un-mistero-vecchio-di-200-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Lo sapevate che sotto le dune del Sahara esiste la più grande riserva d'acqua fossile della Terra?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra.html</link><pubDate>Tue, 26 May 2026 04:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Proprio sotto le dune del Sahara esiste una delle più grandi distese d'acqua dolce del pianeta, intrappolata nelle profondità della Terra <strong>tra i 10.000 e i 500.000 anni fa. </strong></p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra-1779397196488.jpg" data-image="8nweq82cz00g" alt="Coltivazioni in mezzo al deserto." title="Coltivazioni in mezzo al deserto."><figcaption>L’acqua del Sistema Nubiano non è come quella dei fiumi o delle falde superficiali che si rinnovano con le piogge. Si tratta di acqua fossile, intrappolata nelle profondità della Terra tra i 10.000 e i 500.000 anni fa, durante gli ultimi grandi periodi umidi del Pleistocene. </figcaption></figure><p>Forse in molti non sanno che sotto le dune del Sahara si nasconde uno dei tesori più straordinari del pianeta. <strong>Un oceano di acqua dolce antico di migliaia di anni.</strong> <strong>Stiamo parlando del sistema acquifero nubiano (Nubian Sandstone Aquifer System),</strong> <strong>la più grande riserva di acqua fossile conosciuta al mondo.</strong></p><div class="texto-destacado">Si tratta di un lago sotterraneo grande quanto l’Alaska, capace di contenere un volume d’acqua tale da coprire l’intero territorio degli Stati Uniti con uno strato profondo più di un metro. </div><p>Con i suoi circa <strong>2 milioni di chilometri quadrati</strong> di estensione e <strong>una riserva stimata tra i 150.000 e i 400.000 chilometri cubi di acqua (a seconda delle fonti),</strong> questo acquifero dorme silenzioso sotto Egitto, Libia, Sudan e Ciad. </p><h2><strong>La più grande riserva di acqua fossile della Terra</strong></h2><p>L’acqua del Sistema Nubiano non è come quella dei fiumi o delle falde superficiali che si rinnovano con le piogge. Si tratta di <strong>acqua fossile,</strong> intrappolata nelle profondità della terra <strong>tra i 10.000 e i 500.000 anni fa,</strong> durante gli ultimi grandi periodi umidi del Pleistocene. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Allora il Sahara non era un deserto, ma una savana lussureggiante attraversata da fiumi, laghi e popolata da elefanti, giraffe e comunità umane. Le piogge abbondanti infiltrarono il terreno, accumulandosi nelle immense formazioni di arenaria nubiana: rocce porose e permeabili risalenti a 150-500 milioni di anni fa, vere e proprie spugne giganti della storia geologica.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Oggi quella pioggia antica continua a scorrere lentissima tra i granelli di sabbia pietrificata, a profondità che possono raggiungere i 4.000 metri. È un’acqua generalmente dolce e di ottima qualità, anche se in alcuni settori presenta concentrazioni variabili di minerali disciolti.</p><h2><strong>Una scoperta per puro caso</strong></h2><p>Per millenni questo tesoro è rimasto quasi intoccato. Solo nel Novecento l’umanità ha iniziato a bussare alle sue porte. Il paese che più di tutti ha investito nel suo sfruttamento è la Libia. Negli anni Ottanta, sotto la guida di <strong>Muammar Gheddafi,</strong> è stato realizzato uno dei progetti di ingegneria idraulica più ambiziosi della storia, <strong>il Great Man-Made River (GMMR), il “Grande Fiume Artificiale”.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra-1779397301997.jpg" data-image="pvfg4864oc2c" alt="Sistema Nubiano." title="Sistema Nubiano."><figcaption>Con i suoi circa 2 milioni di chilometri quadrati di estensione e una riserva stimata tra i 150.000 e i 400.000 chilometri cubi di acqua (a seconda delle fonti), questo acquifero dorme silenzioso sotto Egitto, Libia, Sudan e Ciad. </figcaption></figure><p><strong>Oltre 4.000 chilometri di tubature di cemento armato,</strong> scavate nel deserto, <strong>trasportano ogni giorno milioni di metri cubi d’acqua dalle falde profonde di Kufra, Sarir e Fezzan</strong> verso le città costiere e le aree agricole.</p><p>È un’opera colossale, definita a ragione l’ottava meraviglia del mondo. Grazie a questo fiume sotterraneo, <strong>la Libia ha trasformato porzioni di deserto in terre coltivabili, garantendo acqua potabile a milioni di persone.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="710323" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-nel-cuore-del-sahara-esistono-delle-foreste-lussureggiante-nascoste-fra-canyon-e-rilievi-rocciosi.html" title="Lo sapevate che nel cuore del Sahara esistono delle foreste lussureggianti nascoste fra canyon e rilievi rocciosi?">Lo sapevate che nel cuore del Sahara esistono delle foreste lussureggianti nascoste fra canyon e rilievi rocciosi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-nel-cuore-del-sahara-esistono-delle-foreste-lussureggiante-nascoste-fra-canyon-e-rilievi-rocciosi.html" title="Lo sapevate che nel cuore del Sahara esistono delle foreste lussureggianti nascoste fra canyon e rilievi rocciosi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lo-sapevate-che-nel-cuore-del-sahara-esistono-delle-foreste-lussureggiante-nascoste-fra-canyon-e-rilievi-rocciosi-1747150270813_320.jpg" alt="Lo sapevate che nel cuore del Sahara esistono delle foreste lussureggianti nascoste fra canyon e rilievi rocciosi?"></a></article></aside><p>Anche l’Egitto sfrutta intensamente l’acquifero nei suoi deserti occidentali, con grandi progetti di irrigazione circolare che, visti dall’alto, <strong>sembrano enormi orologi verdi incastonati nel giallo del Sahara.</strong></p><h2><strong>Acqua che non può più essere rinnovata</strong></h2><p>Si tratta di <strong>acqua fossile,</strong> quindi non più rinnovabile con l’attuale ciclo climatico. La ricarica naturale attuale è quasi inesistente. Quindi una volta prosciugata non si potrà più ricaricare, visto la scarsità di piogge di oggi nell’area del Sahara.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra-1779397340653.jpg" data-image="iok51co08fmu" alt="Acqua fossile, Sahara." title="Acqua fossile, Sahara."><figcaption>Si tratta di acqua fossile, quindi non più rinnovabile con l’attuale ciclo climatico. La ricarica naturale attuale è quasi inesistente. Quindi una volta prosciugata non si potrà più ricaricare, visto la scarsità di piogge di oggi nell’area del Sahara.</figcaption></figure><p>Esiste un’autorità congiunta tra Egitto, Libia, Sudan e Ciad, ma serve un accordo internazionale più solido e <strong>una gestione scientifica attenta per evitare che questo dono della preistoria si esaurisca troppo rapidamente.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="739916" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-il-deserto-del-sahara-arriva-fino-a-casa-nostra-la-potente-dinamica-del-vento-di-scirocco.html" title="Quando il deserto del Sahara arriva fino a casa nostra: la potente dinamica del vento di Scirocco">Quando il deserto del Sahara arriva fino a casa nostra: la potente dinamica del vento di Scirocco</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-il-deserto-del-sahara-arriva-fino-a-casa-nostra-la-potente-dinamica-del-vento-di-scirocco.html" title="Quando il deserto del Sahara arriva fino a casa nostra: la potente dinamica del vento di Scirocco"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-il-deserto-del-sahara-arriva-fino-a-casa-nostra-la-potente-dinamica-del-vento-di-scirocco-1763397053009_320.jpg" alt="Quando il deserto del Sahara arriva fino a casa nostra: la potente dinamica del vento di Scirocco"></a></article></aside><p>In un secolo in cui l’acqua diventerà sempre più il bene più prezioso del pianeta, questo mare invisibile rappresenta sia una grande opportunità che una responsabilità enorme. La sfida per le prossime generazioni sarà usarlo con saggezza, senza saccheggiarlo, <strong>ma trasformandolo in uno strumento di sviluppo sostenibile per milioni di persone.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-sapevate-che-sotto-le-dune-del-sahara-esiste-la-piu-grande-riserva-d-acqua-fossile-della-terra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Una nuova specie di granchio è stata scoperta in Amazzonia, vive a oltre 1700 di altezza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-nuova-specie-di-granchio-e-stata-scoperta-in-amazzonia-vive-a-oltre-1700-di-altezza.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Una nuova specie di granchio rinvenuta sul Pico da Neblina, nello Stato di Amazonas, ha sorpreso gli scienziati per la sua altitudine estrema e ha portato alla luce un genere inedito di crostacei d'acqua dolce nell'Amazzonia brasiliana.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/especie-de-caranguejo-e-encontrada-a-mais-de-1-700-metros-de-altitude-na-amazonia-1779053928667.jpg" data-image="9h1qogumkja2" alt="Serra do Imeri." title="Serra do Imeri."><figcaption>Vista panoramica della Serra do Imeri, habitat delle due nuove specie di rane. Crediti: Taran Grant</figcaption></figure><p>La scoperta di una nuova specie di <strong>granchio d'acqua dolce</strong> nel cuore dell'Amazzonia brasiliana ha rivelato molto più di un animale fino ad allora sconosciuto alla scienza. La scoperta ha anche portato i ricercatori all'identificazione di un nuovo genere di crostacei, ampliando le conoscenze sulla biodiversità delle regioni montuose amazzoniche. <strong>L'animale è stato trovato a 1.730 metri di altitudine, in un ruscello situato nella Serra do Imeri, all'interno del Parco Nazionale del Pico da Neblina, in Amazonas.</strong></p><p>La regione, situata all’estremo nord del Brasile, ospita il punto più alto del territorio nazionale <strong>ed è considerata una delle aree più preservate e meno esplorate dell’Amazzonia.</strong> Il luogo fa anche parte del <strong>territorio Yanomami,</strong> un fattore che ha rafforzato l’importanza della collaborazione tra scienziati e indigeni durante il lavoro di ricerca e catalogazione della nuova specie.</p><p>Battezzato <strong><em>Okothelphusa trefauti,</em></strong> il crostaceo porta nel proprio nome un omaggio alla collaborazione instaurata durante la spedizione scientifica. <strong>La parola “Oko” significa “granchio” nella lingua Yanomami,</strong> mentre “thelphusa” è un termine utilizzato nella nomenclatura scientifica per designare i granchi d’acqua dolce.</p><h2>Una spedizione ha portato alla luce una nuova specie</h2><p>Il nome <strong>«trefauti»</strong> fa invece riferimento all’erpetologo <strong>Miguel Trefaut Rodrigues,</strong> ricercatore del <strong>Museo di Zoologia dell’Università di San Paolo (USP)</strong> e responsabile della spedizione condotta nel 2022 nella <strong>Serra do Imeri.</strong> Durante il lavoro sul campo, i ricercatori hanno trovato tre esemplari dell'animale (un maschio e due femmine) mentre raccoglievano girini nelle zone allagate della foresta d'altitudine.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/especie-de-caranguejo-e-encontrada-a-mais-de-1-700-metros-de-altitude-na-amazonia-1779054354992.jpg" data-image="z0isval9jxla" alt="Granchio d'acqua dolce." title="Granchio d'acqua dolce."><figcaption>Uno dei luoghi più isolati del Brasile, situato nel territorio degli Yanomami, ospita un gruppo di granchi d'acqua dolce finora sconosciuto. Crediti: Marcos Tavares e Célio Magalhães/Zootaxa</figcaption></figure><p>Gli esemplari sono stati analizzati dagli zoologi <strong>Marcos Tavares</strong> e <strong>Célio Magalhães,</strong> autori della descrizione scientifica pubblicata ad aprile sulla rivista specializzata <strong>Zootaxa.</strong> Secondo i ricercatori, le analisi morfologiche e genetiche hanno rivelato caratteristiche uniche, sufficienti a collocare il granchio in un lignaggio fino ad allora sconosciuto all’interno della famiglia <strong>Pseudothelphusidae.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748609" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-4-specie-di-animali-che-vivono-solo-in-amazzonia-e-sono-a-rischio-di-estinzione.html" title="Le 4 specie di animali che vivono solo in Amazzonia e sono a rischio di estinzione">Le 4 specie di animali che vivono solo in Amazzonia e sono a rischio di estinzione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-4-specie-di-animali-che-vivono-solo-in-amazzonia-e-sono-a-rischio-di-estinzione.html" title="Le 4 specie di animali che vivono solo in Amazzonia e sono a rischio di estinzione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/4-especies-de-animais-que-so-existem-na-amazonia-e-correm-risco-de-extincao-1766675627236_320.jpg" alt="Le 4 specie di animali che vivono solo in Amazzonia e sono a rischio di estinzione"></a></article></aside><p>Questo gruppo riunisce granchi tipici dei torrenti montani del Sud America, ma la specie trovata sul Pico da Neblina ha attirato l'attenzione per i suoi tratti evolutivi molto distinti. <strong>La scoperta rafforza l'ipotesi che le regioni isolate e elevate dell'Amazzonia fungano da veri e propri rifugi biologici, favorendo la comparsa di specie endemiche.</strong></p><h2>Una vita in sintonia con le montagne amazzoniche</h2><p>Secondo gli scienziati, <strong>il granchio di Imeri ha abitudini prevalentemente terrestri e si muove solitamente nelle zone umide vicine ai corsi d’acqua.</strong> La sua alimentazione si basa su piccoli invertebrati presenti nell’ambiente della foresta d’altitudine.</p><div class="texto-destacado">Un altro aspetto considerato rilevante dai ricercatori è il cosiddetto sviluppo diretto della specie. A differenza di molti crostacei<strong>, l'Okothelphusa trefauti non attraversa una fase larvale acquatica. </strong>Ciò limita la sua capacità di dispersione in altre aree, favorendo l'isolamento della popolazione e la formazione di specie limitate a regioni molto specifiche, come le cime delle montagne.</div><p>Per gli esperti, questo tipo di adattamento <strong>aiuta a spiegare la grande diversità biologica che si trova nelle zone elevate dell'Amazzonia, </strong>molte delle quali sono ancora poco studiate dalla scienza.</p><h2>Il parco ospita specie ancora sconosciute</h2><p>Con una superficie di <strong>circa 2,3 milioni di ettari,</strong> il Parco Nazionale del Pico da Neblina è una delle più grandi aree protette del Brasile. Nonostante la sua importanza ambientale, gran parte del territorio rimane poco studiata dal punto di vista scientifico, in particolare le zone situate a quote più elevate.</p><p>Secondo il responsabile del parco, <strong>Cassiano Gatto,</strong> le nuove spedizioni condotte nella regione portano spesso alla scoperta di forme di vita inedite. A suo avviso, le dimensioni del parco e la difficoltà di accesso alle montagne indicano che molte specie attendono ancora di essere identificate.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="600012" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/granchio-blu-da-flagello-a-importante-risorsa-secondo-i-risultati-di-uno-studio-italiano.html" title="Granchio blu: da flagello a importante risorsa, i risultati di uno studio italiano">Granchio blu: da flagello a importante risorsa, i risultati di uno studio italiano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/granchio-blu-da-flagello-a-importante-risorsa-secondo-i-risultati-di-uno-studio-italiano.html" title="Granchio blu: da flagello a importante risorsa, i risultati di uno studio italiano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/granchio-blu-da-flagello-a-importante-risorsa-secondo-i-risultati-di-uno-studio-italiano-1701296863691_320.jpg" alt="Granchio blu: da flagello a importante risorsa, i risultati di uno studio italiano"></a></article></aside><p><strong>“Non conosciamo ancora tutta la biodiversità esistente.</strong> Ogni nuova spedizione scopre forme di vita nuove e uniche e, data la grande estensione del parco, crediamo che ne troveremo molte altre”, ha affermato il responsabile.</p><h3><em>Fonte della notizia</em></h3><p><em>(((o))) eco. <a href="https://oeco.org.br/noticias/descoberta-nas-alturas-caranguejo-e-encontrado-a-mais-de-1-700-metros-de-altitude/" target="_blank">Descoberta nas alturas: caranguejo é encontrado a mais de 1.700 metros de altitude</a>. 2026</em><em></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-nuova-specie-di-granchio-e-stata-scoperta-in-amazzonia-vive-a-oltre-1700-di-altezza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: da martedì 26 anticiclone in declino per una perturbazione atlantica, torna la pioggia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-da-martedi-26-anticiclone-in-declino-per-una-perturbazione-atlantica-torna-la-pioggia.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 16:06:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nel corso della prossima settimana l’anticiclone portatore del bel tempo in Italia si indebolirà e lascerà il posto al passaggio di una perturbazione atlantica. Analizziamo la situazione più nel dettaglio.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab4wxu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab4wxu.jpg" id="xab4wxu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Al momento <strong>il campo di alta pressione rimane ben saldo sul Mar Mediterraneo</strong> centrale, portando tempo stabile e soleggiato su buona parte dell’Italia a parte su Sicilia e Calabria, <strong>dove invece abbiamo ancora rovesci e temporali</strong>, con fulmini e raffiche di vento. Entro la fine della giornata però tornerà il sereno ovunque, anche al sud.</p><p>Ci attende poi <strong>una settimana accompagnata da tempo in prevalenza stabile</strong>, ovvero con cielo tendenzialmente sgombro da nubi quasi ovunque a parte <strong>la formazione di nubi ad evoluzione diurna sia lungo l’arco alpino che nelle zone interne delle regioni meridionali</strong>, in particolare ancora tra Sicilia e Calabria.</p><h2>Per quanto ancora avremo la protezione dell'anticiclone?</h2><p>Queste nubi si andranno a formare a partire dalla tarda mattinata, <strong>raggiungeranno l’apice della loro estensione durante le ore pomeridiane</strong>, quando porteranno anche rovesci e possibili temporali, e <strong>tenderanno poi a diradarsi nel corso della serata</strong>, quando anche i fenomeni tenderanno ad esaurirsi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’andamento meteo appena descritto <strong>si ripeterà nei prossimi giorni ma con un graduale aumento dell’instabilità</strong> atmosferica.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ciò significa che nel corso della settimana <strong>nubi e fenomeni non si limiteranno solo alle zone già citate</strong>, ma pian piano si estenderanno sempre più.</p><p>Infatti giovedì l’instabilità durante le ore centrali finirà per interessare buona parte del nord Italia, <strong>non più solo i settori alpini e prealpini</strong>, e anche le regioni centrali. Oltre ad essere più estesi <strong>i fenomeni risulteranno anche più intensi</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-da-lunedi-anticiclone-in-declino-con-perturbazione-atlantica-torna-la-pioggia-ecco-le-zone-piu-esposte-1779718973338.png" data-image="bpu0op57oyjy" alt="Precipitazione cumulata" title="Precipitazione cumulata"><figcaption>Precipitazione cumulata nel corso della settimana.</figcaption></figure><p>Situazione meteo simile è prevista per venerdì, <strong>avremo quindi come di consueto un aumento della nuvolosità tra la tarda mattinata e il pomeriggio</strong> con precipitazioni che interesseranno le regioni centro-meridionali, le due isole maggiori, Alpi e Prealpi.</p><p>Malgrado questa variabilità atmosferica <strong>le temperature continueranno ad aumentare</strong>, mantenendosi ampiamente al di sopra della media climatologica, <strong>ossia quella calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020</strong>. Farà quindi decisamente caldo, troppo per essere ancora alla fine di maggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769732" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-arcobaleno-nel-cuore-della-notte-il-misterioso-fenomeno-del-moonbow-che-si-verifica-solo-durante-la-luna-piena.html" title="Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del 'moonbow' che si verifica solo durante la luna piena">Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del "moonbow" che si verifica solo durante la luna piena</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-arcobaleno-nel-cuore-della-notte-il-misterioso-fenomeno-del-moonbow-che-si-verifica-solo-durante-la-luna-piena.html" title="Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del 'moonbow' che si verifica solo durante la luna piena"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/arcoiris-en-plena-noche-el-misterioso-espectaculo-moonbow-que-solo-ocurre-bajo-la-luna-llena-1778882648636_320.png" alt="Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del 'moonbow' che si verifica solo durante la luna piena"></a></article></aside><p><strong>Sabato e domenica poi i fenomeni torneranno a farsi più localizzati</strong>, interessando perlopiù il meridione.</p><h2>Cambiamenti in vista per la prossima settimana</h2><p>Come detto già inizialmente <strong>questa prevalente stabilità atmosferica è legata alla permanenza del campo di alta pressione</strong> che però nel corso della prossima settimana sembrerebbe destinato ad indebolirsi gradualmente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770084" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-viaggio-nel-cuore-della-fabbrica-di-satelliti-il-nuovo-meteosat-che-rivoluzionera-le-previsioni-meteorologiche.html" title="Un viaggio nel cuore della fabbrica di satelliti: il nuovo Meteosat che rivoluzionerà le previsioni meteorologiche">Un viaggio nel cuore della fabbrica di satelliti: il nuovo Meteosat che rivoluzionerà le previsioni meteorologiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-viaggio-nel-cuore-della-fabbrica-di-satelliti-il-nuovo-meteosat-che-rivoluzionera-le-previsioni-meteorologiche.html" title="Un viaggio nel cuore della fabbrica di satelliti: il nuovo Meteosat che rivoluzionerà le previsioni meteorologiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-viaje-al-corazon-de-la-fabrica-de-satelites-el-nuevo-meteosat-que-revolucionara-las-predicciones-meteorologicas-1779184195976_320.jpeg" alt="Un viaggio nel cuore della fabbrica di satelliti: il nuovo Meteosat che rivoluzionerà le previsioni meteorologiche"></a></article></aside><p>Secondo la tendenza meteo già da lunedì prossimo, <strong>primo giorno di giugno e anche primo giorno dell’estate meteorologica</strong>, inizierà il suo declino, lento ma inesorabile, che finirà per <strong>lasciare spazio al passaggio di una perturbazione atlantica</strong> che attraverserà le regioni centro-settentrionali dove quindi porterà tempo instabile con nuovi cali termici.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-da-martedi-26-anticiclone-in-declino-per-una-perturbazione-atlantica-torna-la-pioggia-ecco-le-zone-piu-esposte-1779719767709.png" data-image="7alo2oplse8s" alt="Piogge, maltempo." title="Piogge, maltempo."><figcaption>Ecco le aree dove sono attese piogge e temporali nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p><strong>Malgrado le temperature siano attese in lieve calo avremo valori comunque più alti del normale</strong>, non si potrà quindi dire che farà freddo ma semplicemente che ci sarà un po’ meno caldo rispetto alla fine di questa settimana.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Come sempre <strong>vi ricordiamo che questa è una tendenza meteo</strong>, il passaggio della perturbazione atlantica potrebbe avvenire qualche giorno prima o qualche giorno dopo <strong>rispetto a quanto attualmente previsto dai modelli matematici</strong>, e anche la sua intensità è ancora molto incerta.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-da-martedi-26-anticiclone-in-declino-per-una-perturbazione-atlantica-torna-la-pioggia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La pianta dei soldi cinese svela una geometria segreta: le foglie seguono la stessa logica utilizzata nelle mappe]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/la-pianta-dei-soldi-cinese-svela-una-geometria-segreta-le-foglie-seguono-la-stessa-logica-utilizzata-nelle-mappe.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 15:21:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Uno studio pubblicato su Nature Communications dimostra che le foglie della pianta cinese del denaro presentano una disposizione delle nervature simile agli algoritmi utilizzati nelle mappe, rivelando come semplici processi biologici possano dare origine a forme naturali altamente ordinate, senza alcun piano centrale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/planta-chinesa-do-dinheiro-revela-geometria-secreta-folhas-seguem-logica-usada-em-mapas-1778788714557.jpg" data-image="gguht6c5h44h" alt="Pianta." title="Pianta."><figcaption>Le nervature della pianta cinese dei soldi presentano una struttura geometrica insolita, formata da piccoli pori distribuiti su tutta la foglia.</figcaption></figure><p>Una pianta comune che si trova in vaso negli appartamenti, sui balconi e nei giardini ha attirato l'attenzione della comunità scientifica per un motivo inaspettato: le sue foglie sembrano organizzare le nervature secondo una logica simile a quella utilizzata nelle mappe, nelle reti digitali e nella pianificazione urbana. Si tratta della <strong><em>Pilea peperomioides, </em></strong>nota come «pianta cinese dei soldi», originaria della Cina meridionale e oggi molto diffusa come pianta ornamentale in diverse parti del mondo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/planta-chinesa-do-dinheiro-revela-geometria-secreta-folhas-seguem-logica-usada-em-mapas-1778788783775.jpg" data-image="7tx9xm869ypt" alt="Pianta." title="Pianta."><figcaption>La formazione delle nervature suggerisce che processi biologici semplici possano dare origine a strutture complesse, senza che la pianta segua un «progetto» prestabilito.</figcaption></figure><p>La scoperta dimostra che le nervature principali della foglia formano una suddivisione molto simile a un diagramma di <strong>Voronoi, </strong>un modello geometrico che suddivide lo spazio in regioni attorno a punti centrali. In parole povere, è come se la foglia creasse una rete organizzata a partire da piccoli punti di riferimento distribuiti sulla sua superficie.</p><h2>Una geometria unica della foglia</h2><p>In un <strong>diagramma di Voronoi, </strong>ogni area è associata al punto più vicino. È la stessa logica che potrebbe suddividere una città in zone di competenza attorno a scuole, ospedali o ripetitori. <strong>Nella foglia della Pilea, i punti centrali sono gli idatodi, piccoli pori legati al rilascio di acqua e alla regolazione interna della pianta.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/planta-chinesa-do-dinheiro-revela-geometria-secreta-folhas-seguem-logica-usada-em-mapas-1778788937737.jpg" data-image="lxipmlz6so2x" alt="Diagramma, Voronoi" title="Diagramma, Voronoi"><figcaption>Il diagramma di Voronoi rappresenta la suddivisione di uno spazio in aree di influenza a partire da punti centrali.</figcaption></figure><p>La cosa sorprendente è che le nervature più grandi si presentano come confini tra questi pori, formando poligoni chiusi. La pianta, ovviamente, non fa calcoli. Ciò che lo studio suggerisce è che processi biologici locali, ripetuti durante la crescita, possano generare un’organizzazione visivamente simile alle soluzioni matematiche utilizzate dalla tecnologia. Questo aiuta a spiegare perché la scoperta abbia attirato l’attenzione anche al di fuori del campo della botanica.</p><h2>Ecco come gli scienziati hanno testato il modello</h2><p>I ricercatori non si sono limitati a osservare la foglia e a confrontare i disegni. Hanno mappato la posizione degli idatodi e delle nervature sulle foglie analizzate al microscopio e hanno effettuato dei test per verificare se il modello si avvicinasse effettivamente a un Voronoi. <strong>Successivamente, hanno confrontato gli idatodi con altri possibili punti, come i centri dei poligoni e punti casuali.</strong></p><p>Il modello è rimasto vicino a quello previsto anche quando le piante sono state sottoposte a condizioni di ombra, alta luminosità e temperature elevate, il che rafforza l'idea di una regola locale resistente alle variazioni nello sviluppo. Tra i punti principali dello studio vi sono:</p><ul> </ul><h2>L'auxina contribuisce al disegno naturale</h2><p>La spiegazione proposta coinvolge l'auxina, un ormone vegetale essenziale per la crescita. Nei modelli classici di formazione delle nervature, <strong>l'auxina tende a formare canali che collegano le fonti alle regioni di deflusso. </strong>Nel caso della Pilea, gli autori suggeriscono una dinamica diversa: le onde di auxina partirebbero dagli idatodi e si incontrerebbero nello spazio tra di essi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Queste zone di incontro fungerebbero da guide per la formazione delle nervature. Pertanto, invece di collegare direttamente un poro all'altro, <strong>le nervature sorgerebbero tra di essi, dividendo la foglia in aree.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Non è ancora chiaro se questa geometria migliori il trasporto dell'acqua, aumenti la resistenza della foglia o renda la rete vascolare più robusta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763697" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/carbonio-gli-alberi-ripiantati-dall-uomo-immagazzinano-molto-meno-co-rispetto-alle-foreste-primarie.html" title="Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie">Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/carbonio-gli-alberi-ripiantati-dall-uomo-immagazzinano-molto-meno-co-rispetto-alle-foreste-primarie.html" title="Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/carbone-les-arbres-replantes-par-l-homme-stockent-beaucoup-moins-de-co2-que-les-forets-primaires-1774858502437_320.jpeg" alt="Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie"></a></article></aside><p>Ciononostante, lo studio apre una nuova prospettiva per osservare le piante comuni: <strong>come sistemi viventi in cui biologia, matematica e crescita si incontrano,</strong> senza la necessità di un controllo centrale per disegnare ogni dettaglio.</p><h3><em>Fonte della notizia</em></h3><p><em><a href="https://doi.org/10.1038/s41467-026-71768-3" target="_blank">Reticulate leaf venation in Pilea peperomioides is a Voronoi diagram</a>. 12 de maio, 2026. Zheng, C.X., Palit, S., Venezia, M. <em>et al.</em> </em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/la-pianta-dei-soldi-cinese-svela-una-geometria-segreta-le-foglie-seguono-la-stessa-logica-utilizzata-nelle-mappe.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Da giovedì 28 maggio forti temporali sono attesi in Italia: ecco le regioni a rischio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-forti-temporali-sono-attesi-in-italia-ecco-le-regioni-a-rischio.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 14:14:27 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il dominio anticiclonico garantirà ancora tempo stabile e soleggiato, con temperature decisamente estive fino a mercoledì. Poi, a metà settimana, avremo un break temporalesco su diverse regioni del nostro Paese.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab4vey"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab4vey.jpg" id="xab4vey"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Le <strong>prossime due giornate </strong>saranno ancora caratterizzate da condizioni di <strong>stabilità atmosferica su quasi tutto il territorio nazionale</strong>. L’anticiclone, infatti, sta convogliando correnti calde di provenienza subtropicale che, insieme all'effetto di compressione adiabatica, faranno salire i <strong>termometri ben oltre le medie del periodo</strong>. </p><div class="texto-destacado">L'evoluzione di questa<strong> ondata di calore</strong> interesserà particolarmente <strong>il Centro-Nord</strong>, in primis la<strong> Pianura Padana </strong>e le<strong> valli e conche interne</strong> delle <strong>regioni centrali</strong> immerse in un <strong>clima pienamente estivo</strong>. </div><p>Mercoledì 27 dovrebbe essere la giornata più calda, quando le temperature potranno toccare punte massime anche di 33-35°C in diverse aree, specialmente tra Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. </p><p>Sulle<strong> regioni centrali,</strong> in particolare <strong>tra</strong> <strong>Toscana, Umbria e Lazio</strong>, i valori massimi oscilleranno facilmente<strong> tra i 32 e i 34°C</strong>, <strong>temperature </strong>decisamente premature per la stagione, più <strong>tipiche di mesi come luglio o agosto</strong>, piuttosto che di fine maggio.</p><h2>L'arrivo dei temporali </h2><p>La situazione inizierà a cambiare <strong>mercoledì </strong>sera quando delle infiltrazioni di aria più fredda, soprattutto in quota, raggiungeranno l'Italia da nordest. Giungendo <strong>dopo </strong>le massime di <strong>+35°C del pomeriggio</strong>, già i primi refoli freschi potranno dare origine ai <strong>primi temporali serali</strong>, anticamera dei fenomeni pomeridiani in arrivo nel giorno successivo, giovedì. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-ai-forti-temporali-di-giovedi-ecco-le-regioni-a-rischio-1779717083435.jpg" data-image="8i005boti3tg"><figcaption>Un break temporalesco potrebbe interessare soprattutto le regioni centro-settentrionali a partire da mercoledì sera/notte e poi nel pomeriggio di giovedì, anche sull'aree interne dell'Italia meridionale</figcaption></figure><p>Ci sarà anche un<strong> lieve cedimento della pressione</strong>, favorito proprio dall'<strong>ingresso di correnti più fresche in quota provenienti dai quadranti nord-orientali</strong>, che determinerà esso stesso un <strong>aumento dell'instabilità atmosferica</strong>. </p><p>Possiamo dire che non si tratterà di un crollo termico, tantomeno generalizzato, tuttavia queste<strong> infiltrazioni saranno in grado di innescare</strong> lo sviluppo di <strong>fenomeni temporaleschi (soprattutto pomeridiani)</strong>, localmente anche intensi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-ai-forti-temporali-di-giovedi-ecco-le-regioni-a-rischio-1779715920920.jpg" data-image="4304jur9hqls"><figcaption>Precipitazioni accumulate entro la fine della settimana sull'Italia. Dalla mappa è facile dedurre che diverse zone del nostro Paese verranno interessate da precipitazioni che, localmente, potranno risultare anche consistenti e nella forma di rovesci o temporali, soprattutto da mercoledì sera-notte al Nord, poi soprattutto nel pomeriggio di giovedì al Centro-Sud.</figcaption></figure><p>Come accennato, l'<strong>area alpina di Nord-Est</strong> sarà la prima a risentire di questo<strong> flusso instabile già dalla serata di mercoledì</strong>. <strong>Giovedì</strong>, l'instabilità si estenderà con maggiore decisione <strong>verso le zone interne del Centro-Sud</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770576" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-temperature-massime-fino-a-36-c.html" title="Meteo Milano: estate piena a metà settimana, temperature massime fino a 36°C">Meteo Milano: estate piena a metà settimana, temperature massime fino a 36°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-temperature-massime-fino-a-36-c.html" title="Meteo Milano: estate piena a metà settimana, temperature massime fino a 36°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-con-le-temperature-fino-a-36-c-1779691413062_320.png" alt="Meteo Milano: estate piena a metà settimana, temperature massime fino a 36°C"></a></article></aside><p>L'<strong>area appenninica e le zone interne del versante tirrenico centrale</strong>, tra T<strong>oscana, Umbria e Lazio</strong>, saranno interessate da un <strong>rapido aumento della nuvolosità a sviluppo verticale</strong> (cumulonembi), a partire dai rilievi,<strong> tra la tarda mattina e il pomeriggio</strong>, quando <strong>rovesci e temporal</strong>i potranno spingersi <strong>anche più ad ovest</strong>, lontano dalle aree montuose di origine.</p><h2><strong>Venerdì e weekend con residui fenomeni e stabilità</strong></h2><p>Nella giornata di <strong>venerdì 29 </strong>potremo avere ancora dell'<strong>instabilità residua</strong>. I <strong>fenomeni temporaleschi</strong> tenderanno ad essere <strong>meno diffusi e, quindi, più localizzati</strong> soprattutto <strong>lungo la dorsale appenninica centro-meridionale</strong>, coinvolgendo in modo <strong>maggiormente </strong>le <strong>zone interne </strong><strong>e quelle meridionali <strong>del Lazio</strong></strong>, l'<strong>Umbria meridionale</strong>, le<strong> zone interne dell'Abruzzo</strong>, oltre ai <strong>rilievi </strong>montuosi di<strong> Calabria e Sicilia</strong> e, più isolatamente, della <strong>Sardegna</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-ai-forti-temporali-di-giovedi-ecco-le-regioni-a-rischio-1779716825750.jpg" data-image="jgesqis4qlc7"><figcaption>A partire da mercoledì e poi giovedì e parzialmente venerdì delle infiltrazioni di aria fredda in quota potranno portare condizioni favorevoli all'instabilità al Nord e al Centro, parzialmente al Sud, con rischio per rovesce temporali, soprattutto solare interne e montuose, ma localmente anche sulle pianure.</figcaption></figure><p>Anche sull'<strong>arco alpino</strong>, seppur <strong>in un contesto in graduale miglioramento</strong>, potrebbero ancora verificarsi delle<strong> isolate precipitazioni pomeridiane</strong>. Le temperature, <strong>tra giovedì e sabato</strong>, mostreranno una <strong>lieve flessione dei valori massimi</strong> sia sulle regioni del <strong>Centro </strong>che quelle del <strong>Sud</strong>, un calo modesto che renderà il <strong>clima leggermente meno afoso </strong>e <strong>meno opprimente</strong> rispetto ai giorni precedenti. </p><h2>Tendenza fine settimana/fine mese</h2><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La tendenza per i giorni successivi, quindi per il prossimo fine settimana, indica un ritorno a condizioni di tempo prevalentemente stabile su tutto il Paese, con una nuova e probabile ripresa delle temperature per la giornata di domenica.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Perciò possiamo concludere, a tutti gli effetti, che quello di metà settimana sarà <strong>un break temporalesco isolato</strong> sia geograficamente che cronologicamente, in un <strong>contesto anticiclonico dalle caratteristiche estive</strong>, che manterrà sostanzialmente <strong>l'Italia in una onda di calore precoce ancora per diversi giorni.</strong> </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank">nuovo canale WhatsApp.</a> Seguici e attiva le notifiche</strong> </div><p>La ventilazione, per tutta la settimana, si manterrà generalmente debole, con una <strong>prevalenza di correnti settentrionali </strong>solo <strong>tra il basso Adriatico e lo Ionio</strong>, mantenendo i mari in condizioni di relativa calma o poco mossi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-forti-temporali-sono-attesi-in-italia-ecco-le-regioni-a-rischio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del "moonbow" che si verifica solo durante la luna piena]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-arcobaleno-nel-cuore-della-notte-il-misterioso-fenomeno-del-moonbow-che-si-verifica-solo-durante-la-luna-piena.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 14:03:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Tra cascate, nebbia e luna piena si manifesta uno dei fenomeni ottici più strani del pianeta: il moonbow, un arcobaleno notturno visibile solo in condizioni molto particolari.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/arcoiris-en-plena-noche-el-misterioso-espectaculo-moonbow-que-solo-ocurre-bajo-la-luna-llena-1778882648636.png" data-image="fsj579uvld6k" alt="Arcobaleno lunare." title="Arcobaleno lunare."><figcaption>L'arco lunare, o arcobaleno notturno, è un fenomeno tanto bello quanto curioso.</figcaption></figure><p>Esiste un fenomeno talmente raro che molti appassionati di meteorologia e fotografia trascorrono anni nel tentativo di osservarne uno; e sebbene possa verificarsi in diversi punti del pianeta, pochi luoghi offrono condizioni così favorevoli come il Parco Nazionale di Yosemite, in California.</p><p>Stiamo parlando del <strong>moonbow, o arco lunare,</strong> un fenomeno che si verifica quando la luce della luna piena attraversa milioni di goccioline sospese nell’aria, solitamente in prossimità di grandi cascate o in caso di piogge intense.</p><p>Come abbiamo detto, nel Parco Nazionale di Yosemite troviamo queste condizioni perfette, poiché durante alcune notti di primavera e all'inizio dell'estate le cascate e la luce lunare creano uno degli spettacoli atmosferici più strani della natura.</p><h2>Che cos'è e come si forma un arcobaleno lunare?</h2><p>Si tratta comunque di un <strong>arcobaleno notturno,</strong> ovvero un arco lunare che, a differenza dell'arcobaleno tradizionale che ha come fonte la luce del sole, trae la propria energia dalla luce proveniente dalla Luna.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Un <a href="https://twitter.com/hashtag/Moonbow?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Moonbow</a> o arcoíris nocturno visto anoche en Navarra España. A diferencia de su contraparte diurna éstos son muy poco frecuentes de observar. <br><br> Belén Santamaría <a href="https://t.co/jMJoW3U3mz">pic.twitter.com/jMJoW3U3mz</a></p>— Nelson Valdez (@nelvaldez) <a href="https://twitter.com/nelvaldez/status/1856429642930106806?ref_src=twsrc%5Etfw">November 12, 2024</a></blockquote></figure><p>Quando la luce della luna attraversa le minuscole goccioline d'acqua sospese nell'aria, si rifrange, si riflette all'interno di quelle goccioline e ne esce nuovamente scomponendosi in vari colori, esattamente come l'arcobaleno che tutti conosciamo.</p><h2>Perché sembra quasi sempre bianco?</h2><p>Ecco una delle curiosità più sorprendenti di questo fenomeno, che lo rende del tutto unico. Sebbene l'arcobaleno lunare contenga colori reali, l'occhio umano riesce a malapena a distinguerli durante la notte.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">The lunar rainbow (Moonbow) at Victoria Falls is a rare phenomenon created by moonlight reflecting off the spray of the falls, best seen during full moon nights. The silvery arc occurs when high water levels combine with a bright moon, offering a magical experience in rainforest. <a href="https://t.co/TX5PW7lRhC">pic.twitter.com/TX5PW7lRhC</a></p>— Javed Iqbal (@Javed2k) <a href="https://twitter.com/Javed2k/status/2055359203565302056?ref_src=twsrc%5Etfw">May 15, 2026</a></blockquote></figure><p>Ciò accade perché, in condizioni di scarsa illuminazione, i nostri occhi utilizzano principalmente delle cellule specializzate nel rilevare la luminosità (ma non il colore), note come cellule a bastoncello. Ecco perché a occhio nudo l'arco appare solitamente biancastro o argenteo, mentre nelle fotografie a lunga esposizione si distinguono chiaramente le tonalità rosse, verdi o violacee.</p><ul> </ul><h2> Yosemite, un luogo perfetto per osservarli </h2><p>Il <strong>Parco Nazionale di Yosemite</strong> è diventato un punto di riferimento mondiale per gli appassionati di arcobaleni lunari e la spiegazione è semplice, poiché qui si verificano contemporaneamente diversi fattori necessari: enormi cascate, valli profonde, aria umida, cieli scuri privi di inquinamento luminoso, grande altitudine e abbondante acqua di disgelo in primavera.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750208" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-misterioso-anello-a-volte-circonda-il-sole-e-non-e-un-arcobaleno-l-alone-solare-e-cosa-significa-vederlo.html" title="Un misterioso anello a volte circonda il Sole e non è un arcobaleno: l’alone solare e cosa significa vederlo">Un misterioso anello a volte circonda il Sole e non è un arcobaleno: l’alone solare e cosa significa vederlo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-misterioso-anello-a-volte-circonda-il-sole-e-non-e-un-arcobaleno-l-alone-solare-e-cosa-significa-vederlo.html" title="Un misterioso anello a volte circonda il Sole e non è un arcobaleno: l’alone solare e cosa significa vederlo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-misterioso-anillo-a-veces-rodea-al-sol-y-no-es-un-arcoiris-el-halo-solar-y-que-significa-verlo-1768908880985_320.jpeg" alt="Un misterioso anello a volte circonda il Sole e non è un arcobaleno: l’alone solare e cosa significa vederlo"></a></article></aside><p>Tutto ciò crea uno scenario ideale affinché la luce lunare interagisca con gli spruzzi d'acqua.</p><h3><strong>Fotografia notturna e scienza atmosferica</strong></h3><p>Per decenni, gli archi lunari sono stati considerati quasi leggendari a causa della loro difficoltà di osservazione. Tuttavia, <strong>la fotografia digitale ha cambiato completamente questa percezione e i progressi in questo campo hanno permesso di documentare questo fenomeno con un enorme livello di dettaglio.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">iPhone snap of last nights moonbow in the Upper Yosemite falls mist around 11:30 pm <a href="https://t.co/qAYuzCVJ6u">pic.twitter.com/qAYuzCVJ6u</a></p>— Brandon Yoshizawa (@bay_photography) <a href="https://twitter.com/bay_photography/status/2050583066369024076?ref_src=twsrc%5Etfw">May 2, 2026</a></blockquote></figure><p>Inoltre, occorre tenere conto anche dello sviluppo di modelli di previsione in grado di anticipare e indicare la posizione della Luna, l'angolo dell'arco, gli orari esatti di apparizione o i punti di osservazione migliori.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-arcobaleno-nel-cuore-della-notte-il-misterioso-fenomeno-del-moonbow-che-si-verifica-solo-durante-la-luna-piena.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso conferma: "da questa data il caldo estremo scatenerà un violento break temporalesco"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-conferma-da-questa-data-il-caldo-estremo-scatenera-un-violento-break-temporalesco.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 10:01:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Caldo precoce con termometri già oltre i 30°C, ma la colonnina di mercurio salirà ulteriormente. Attenzione però all’accumulo di calore ed energia, da mercoledì 27 maggio i temporali alpini e appenninici sconfineranno nelle pianura. In diretta da Monte Cimone i dettagli. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab41bq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab41bq.jpg" id="xab41bq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Calda domenica d’estate ieri, <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Bolzano-Europa-Italia-Bolzano--1-29045.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Bolzano</a> è risultata la città più calda d’Italia con temperatura massima di 31.7°C. La particolare morfologia dell’<strong>anticiclone, con massimo a nord delle Alpi ad alti valori barici</strong>, rende il nord appunto più soggetto all’ondata di caldo per gli effetti di subsidenza e di moderato effetto föhn. </p><p>Una posizione che <strong>implica ingresso di venti da nordest, non freddi a bassa quota ma umidi e ventosi a quote medio alte.</strong> Come testimonia la diretta meteo, da <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Cimone-Europa-Italia-Modena--1-487687.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Monte Cimone</a> nell’Appennino modenese,<strong> i venti nordorientali addensano nubi sui crinali </strong>e rendono adiabatico, 10°C ogni 1000 m, il gradiente termico verticale tanto che in alta montagna come si nota è necessario anche vestirsi adeguatamente. </p><h2>Situazione sinottica</h2><p>L’anticiclone euro-mediterraneo raggiunge in questi giorni la sua massima espansione. Domani martedì 26 maggio in particolare u<strong>n grande massimo chiuso dall’isoterma 1025 hPa andrà dalle coste del Labrador alle Isole Britanniche</strong><strong> fino all’Italia,</strong> Sardegna e perfino coste nord africane. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Sulla Spagna il campo corrisponde all’anticiclone africano, <strong>sull’Italia la componente africana è marginale, ma l’aria che affluisce è molto calda</strong> e accentuata da moti discendenti.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Fra mercoledì e gioved<strong>ì il troppo caldo unito a leggera aria instabile in quota favorirà il ritorno di temporal</strong>i in parte di calore in parte di instabilità, ma non sarà una vera e duratura rottura del caldo che anzi gli ultimi run modellistici paiono indicare perdurante a lungo.</p><h2>Martedì verso i 35-36°C al nord</h2><p>Gran giornata estiva precoce e calda in tutt’Italia domani, con <strong>temperature in ulteriore aumento, al nord le massime toccano facilmente i 33-34°C, con punte locali di 35-36°C.</strong> caldo e sole anche al centro, con 32-34°C e al sud, un po’ meno bollente ma pienamente estivo, con 28-32°C. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-conferma-il-caldo-estremo-scatenera-un-imminente-e-violento-break-temporalesco-1779694254461.jpg" data-image="3yvcvpzkpdim"><figcaption>Cumuli in formazione sui crinali dell'Appennino Tosco Emiliano, addensati dai venti da nordest in quota. foto Luca Lombroso.</figcaption></figure><p>Il caldo però favorisce e<strong> aumenta la fioritura di cumuli su Alpi e Appennino. </strong>Sulle Prealpi centro orientali e sulle Alpi del nord del Piemonte e in Val d’Aosta si formeranno alcuni rovesci pomeridiani, senza sconfinamenti in pianura. assenti o molto isolati eventuali rovesci in Appennino.</p><h2>Mercoledì e giovedì temporali al nord</h2><p><strong>Mercoledì sarà una giornata molto calda</strong>, ma con sole specie al pomeriggio più pallido al nord e in parte anche al centro. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770139" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-5-giorni.html" title="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni ">L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-5-giorni.html" title="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-7-giorni-1779454360344_320.jpg" alt="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni "></a></article></aside><p>Molto soleggiato al sud. le temperature aumentano leggermente, al nord in piccole zone si sfiorano i 37°C, situazione che fornisce calore ai cumuli, che diventeranno imponenti nel pomeriggio al nordest e Appennino Emiliano. <strong>Attesi i primi temporali, anche forti, e in locale sconfinamento all’alta pianura</strong> Veneta e a zone limitate della pianura emiliano romagnola. Qualche rovescio si avrà anche nell’Appenino calabro lucano. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-conferma-il-caldo-estremo-scatenera-un-imminente-e-violento-break-temporalesco-1779694037617.png" data-image="ctzqkl0xhh1t"><figcaption>Giovedì 28 maggio temporali su Alpi, Prealpi e Appennino, in sconfinamento anche ad alcune zone di pianura.</figcaption></figure><p><strong>Giovedì 28 maggio giornata di caldo temporalesco al nord:</strong> le temperature, pur in flessione, restano alte e spesso sopra ai 30°C, ma <strong>i temporali potranno formarsi anche i varie zone di pianura fra Emilia Romagna, Lombardia occidentale e Veneto </strong>meridionale. </p><p>Temporali anche su Alpi nordorientali e Appennino Tosco Emiliano. Più isolati i temporali nelle Alpi occidentali. A<strong>l centro temporali anche forti in Appennino </strong>centrale specie Abruzzese e Molise, solo sporadici i temporali nelle conche pianeggianti. Al sud e Sardegna stabile, tranne locali rovesci nelle zone interne appenniniche.</p><h2>Nell'ultimo weekend di maggio torna il caldo</h2><p>Il break temporalesco non corrisponde a una vera ed energica duratura rinfrescata, ma è solo appunto una breve interruzione indotta più dal gran calore che da vero cedimento dell’anticiclone.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770445" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite.html" title="Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio">Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite.html" title="Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite-1779625470056_320.jpeg" alt="Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio"></a></article></aside><p><strong> L’alta pressione infatti resterà dominante specie al nord, </strong>coinvolto dall’onda di calore proveniente da Spagna e Francia. Venerdì torna il sole e più stabile, e sabato e domenica, ultimo fine settimana di maggio, <strong>le temperature tornano a 33-35°C </strong>in quasi tutte le città padane. </p><p>Al centro altrettanto l’estate non molla, ma resterà piuttosto instabile lungo la dorsale appenninica con rovesci pomeridiani locali ma quotidiani. Anche al sud l’estate prosegue, nonostante anche qui nelle zone interne potranno scoppiare brevi rovesci pomeridiani di calore. Il caldo sembra partito, ma potrebbero esserci novità a inizio giugno. Ne riparleremo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-conferma-da-questa-data-il-caldo-estremo-scatenera-un-violento-break-temporalesco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Milano: estate piena a metà settimana, temperature massime fino a 36°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-temperature-massime-fino-a-36-c.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 08:11:22 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Alta pressione dominante anche per l'ultima settimana di Maggio. Attenzione al Nord Italia dove le temperature andranno oltre i 35°C su molte località, compresa Milano.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab3nzm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab3nzm.jpg" id="xab3nzm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il weekend appena trascorso è stato dominato in maniera netta dal <strong>maestoso campo di alta pressione</strong>, protagonista assoluto della scena meteorologica italiana e responsabile di un assaggio di <strong>estate piena su gran parte della Penisola</strong>. Soltanto le regioni dell'estremo Sud del versante adriatico continuavano a risentire degli ultimi effetti di una debole depressione presente sulla Grecia, con il <strong>maestrale</strong> che ha mantenuto temperature decisamente più in linea con il periodo.</p><p>Tra sabato e domenica, però, anche queste aree hanno dovuto cedere il passo all'avanzata dell'anticiclone. Le temperature hanno iniziato ad aumentare su tutti i settori italiani, ma la vera notizia è che questa fase è destinata a proseguire ancora. Nel corso della settimana, infatti, è atteso il <strong>picco del caldo</strong>, specialmente sulle regioni settentrionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-temperature-massime-fino-a-36-c-1779696612663.jpg" data-image="57zo9lc888p1" alt="Caldo." title="Caldo."><figcaption>Nei prossimi giorni il caldo diverrà ancora più intenso sulla Pianura Padana, in particolare a ridosso delle grandi città.</figcaption></figure><p>Le temperature subiranno una <strong>decisa impennata termica</strong>, con valori che si porteranno <strong>ben oltre la media climatica trentennale</strong>, arrivando a registrare anomalie positive anche di <strong>6-8°C</strong>.</p><h2>Picco del caldo a metà settimana: punte di 36°C nel milanese</h2><p>La <strong>Pianura Padana sarà l'area più calda d'Italia</strong>, come spesso accade in presenza di configurazioni di questo tipo. Qui i valori massimi supereranno con facilità la soglia dei <strong>30°C</strong>, con punte che potranno addirittura avvicinarsi ai <strong>35°C</strong>.</p><p>Particolare attenzione andrà alla giornata di <strong>mercoledì 27 maggio</strong>, destinata a rappresentare il momento più caldo dell'intero periodo e probabilmente dell'intera settimana. Su Milano si potranno raggiungere valori intorno ai <strong>36-37°C</strong>, con temperature molto elevate anche nelle aree circostanti tra Lodi, Pavia e Bergamo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-con-le-temperature-fino-a-36-c-1779691413062.png" data-image="mvmwhzmo7mf7" alt="Temperature folli per il periodo pre estivo" title="Temperature folli per il periodo pre estivo"><figcaption>Estate piena al Nord con temperature anche di 10°C oltre la media</figcaption></figure><p>Situazione simile anche in altre zone lombarde: nel bresciano, nel comasco e nel mantovano si potranno registrare temperature comprese tra <strong>32°C e 34°C</strong>.</p><p>Più in generale sarà <strong>tutto il Nord Italia a fare i conti con un'intensa ondata di caldo</strong>, con valori massimi superiori ai <strong>33-34°C</strong> che interesseranno ampie aree dell'Emilia-Romagna, del Veneto e del Piemonte. Soltanto le località maggiormente esposte alle <strong>brezze marine</strong> potranno beneficiare di un clima relativamente più gradevole e sopportabile.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770445" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite.html" title="Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio">Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite.html" title="Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite-1779625470056_320.jpeg" alt="Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio"></a></article></aside><p>Dal punto di vista delle condizioni atmosferiche ci sarà ben poco da segnalare: il <strong>sole sarà il protagonista assoluto</strong>, accompagnato da cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi. Nel corso delle ore pomeridiane, tuttavia, qualche <strong>temporale di calore</strong> potrà svilupparsi lungo i rilievi alpini, prealpini e sulla <strong>Dorsale Appenninica</strong>, fenomeni tipici di situazioni molto calde e stabili.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La domanda che molti si pongono è però una sola: <strong>quando finirà questa fase di caldo intenso?</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Al momento risulta ancora complicato fornire una risposta definitiva. Nella giornata di <strong>giovedì 28 maggio</strong>, qualche segnale di cambiamento potrebbe iniziare a manifestarsi, con una maggiore instabilità attesa soprattutto sul <strong>Nord-Est</strong> e lungo la <strong>Dorsale appenninica centro-settentrionale</strong>. Potrebbe trattarsi dei primi segnali di una modifica della circolazione atmosferica.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br> </div><p>Lo sguardo resta puntato anche verso il weekend successivo, quando l'anticiclone potrebbe mostrare qualche segno di indebolimento a causa dell'ingresso di <strong>correnti più fresche nord-orientali</strong>. Una dinamica ancora tutta da confermare, poiché la <strong>lotta tra caldo e correnti più fresche</strong> si presenta particolarmente equilibrata.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-temperature-massime-fino-a-36-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'avvezione di spessore e le ondate di calore: questi sono i tre fenomeni che le rendono intense e durature]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-avvezione-di-spessore-e-le-ondate-di-calore-questi-sono-i-tre-fenomeni-che-le-rendono-intense-e-durature.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 06:02:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Contrariamente a quanto si pensi le ondate di calore che interessano l'Italia e l'Europa meridionale vengono alimentate da particolar meccanismi fisici, anche poco conosciuti, che le rendono intense e durature.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-avvezione-di-spessore-e-le-ondate-di-calore-questi-sono-i-tre-fenomeni-che-le-rendono-intense-e-durature-1778841433360.png" data-image="a0pgaqe6jce8" alt="Ondate di calore." title="Ondate di calore."><figcaption>Le ondate di calore che investono l’Italia, e il Sud Europa più in generale, si formano quando un promontorio anticiclonico dinamico in quota si estende dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale e l’Italia. </figcaption></figure><p>Nelle estati italiane, quando l’aria diventa un velo rovente che avvolge città e campagne, non si tratta solo di “sole a picco”. Dietro il termometro che sale oltre i <strong>+40°C</strong> si nasconde un meccanismo atmosferico sofisticato e potente che scalda per bene l’aria, rendendola opprimente. </p><p>Dietro questo meccanismo abbiamo la cosiddetta <strong>“avvezione di spessore”,</strong> il vero incubatore delle <strong>ondate di calore,</strong> un processo che trasporta aria calda e secca dalle quote superiori della troposfera fino ai nostri bassi strati, amplificando il calore in modo implacabile.</p><h2><strong>Cos’è l’Avvezione di Spessore?</strong></h2><p>In meteorologia l’<strong>avvezione</strong> <strong>di spessore</strong> indica il trasporto orizzontale di una massa d’aria calda e molto secca che coinvolge non solo i bassi strati, ma si estende fino alla media troposfera. Durante la primavera e soprattutto l’estate, <strong>questo flusso sub-tropicale diventa l’elemento chiave per la formazione delle ondate di calore sulle nostre regioni.</strong></p><p>Immaginate un promontorio anticiclonico che si erge dal Maghreb, dal Sahara algerino o libico. Questo corridoio anticiclonico si allunga verso nord, <strong>spingendo aria calda sahariana che, salendo di latitudine, si espande in quota.</strong> I valori di geopotenziale a 500 hPa aumentano sensibilmente, stabilizzando l’intera colonna d’aria. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-avvezione-di-spessore-e-le-ondate-di-calore-questi-sono-i-tre-fenomeni-che-le-rendono-intense-e-durature-1778841485874.jpg" data-image="qjum5otp7c0x" alt="Ondate di calore." title="Ondate di calore."><figcaption>La “subsidenza atmosferica” consiste in un lento moto discendente, presente all’interno di un robusto anticiclone, che comprime ulteriormente la massa d’aria, creando spesso inversioni termiche che intrappolano il calore vicino al suolo.</figcaption></figure><p>Il risultato è un promontorio anticiclonico molto robusto, che inibisce la formazione di nuvole e favorisce un riscaldamento progressivo e duraturo, fino agli strati più bassi della troposfera (quindi nei pressi del suolo).</p><p>L’<strong>avvezione</strong> <strong>di spessore</strong> spiega perché certe ondate di calore non durano un giorno o due, ma si protraggono per una settimana o più. È un meccanismo che carica l’atmosfera come una batteria termica: giorno dopo giorno il calore si accumula, i suoli si surriscaldano, e l’anticiclone si auto-rinforza.</p><h2><strong>La compressione adiabatica e la subsidenza</strong></h2><p>Il riscaldamento non deriva solo dal trasporto orizzontale di aria calda (avvezione termica). Ma entrano in gioco ben due fenomeni cruciali che lo amplificano. Stiamo parlando della <strong>“compressione adiabatica”</strong> e della <strong>“subsidenza atmosferica”.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La <strong>“subsidenza atmosferica”</strong> consiste in un lento moto discendente, presente all’interno di un robusto anticiclone, che comprime ulteriormente la massa d’aria, creando spesso inversioni termiche che intrappolano il calore vicino al suolo.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Durante la <strong>“compressione adiabatica”,</strong> mentre l’aria discende lentamente negli strati inferiori sotto l’anticiclone, viene compressa e si riscalda (come quando si pompa aria in una bicicletta). </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">A historic heat wave will spread across southern France on Monday, August 11th. Peak afternoon temperatures will reach 43 to 45 °C in some valleys, breaking many all-time high station records. Animation by <a href="https://twitter.com/meteociel?ref_src=twsrc%5Etfw">@meteociel</a> <a href="https://t.co/UMcWi0JNEB">pic.twitter.com/UMcWi0JNEB</a></p>— SWE | severe-weather.eu (@severeweatherEU) <a href="https://twitter.com/severeweatherEU/status/1954670780924547090?ref_src=twsrc%5Etfw">August 10, 2025</a></blockquote></figure><p>A questi si aggiunge l’<strong>insolazione</strong> <strong>estiva </strong>intensissima. I giorni lunghi, il sole quasi a picco e i suoli (soprattutto quelli urbanizzati e cementificati) che si trasformano in autentici <strong>radiatori naturali.</strong> L’aria sub-tropicale, già calda e secca in origine, diventa bollente.</p><h2><strong>Le ondate di calore dirette sull’Italia</strong></h2><p>Le ondate di calore che investono l’Italia, e il Sud Europa più in generale, si formano quando un promontorio anticiclonico dinamico in quota si estende dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale e l’Italia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="199441" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/come-si-sviluppano-le-ondate-di-calore.html" title="Come si formano le ondate di calore?">Come si formano le ondate di calore?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/come-si-sviluppano-le-ondate-di-calore.html" title="Come si formano le ondate di calore?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-si-sviluppano-le-ondate-di-calore-199441-2_320.jpg" alt="Come si formano le ondate di calore?"></a></article></aside><p>Lungo il bordo occidentale di questa struttura anticiclonica si attiva un flusso meridionale o sud-occidentale, pronto a richiamare aria calda direttamente dal Sahara, carica di calore e polvere (a volte visibile come cieli lattiginosi o tramonti rossastri).</p><div class="texto-destacado"><strong>L’avvezione di spessore stabilizza l’anticiclone, allorquando l’aria calda non solo arriva, ma si accumula in quota, rinforzando la discesa di masse d’aria che si comprimono e scaldano ulteriormente.</strong></div><p>Nei bassi strati si instaura una ventilazione debole o moderata meridionale. Quest’ultima impedisce il ricambio con aria più fresca marina o atlantica. Le notti rimangono calde (notti tropicali), impedendo al terreno di raffreddarsi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-avvezione-di-spessore-e-le-ondate-di-calore-questi-sono-i-tre-fenomeni-che-le-rendono-intense-e-durature-1778841804474.jpg" data-image="ahw3edmpsct6" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Nei bassi strati si instaura una ventilazione debole o moderata meridionale. Quest’ultima impedisce il ricambio con aria più fresca marina o atlantica. Le notti rimangono calde (notti tropicali), impedendo al terreno di raffreddarsi.</figcaption></figure><p>Il Mar Mediterraneo gioca un ruolo ambivalente, dato che da un lato può mitigare leggermente le temperature costiere grazie alla brezza, ma in situazioni di blocco anticiclonico contribuisce a mantenere l’umidità relativa bassa, nei primi giorni, <strong>rendendo il caldo più secco e sopportabile in alcune zone, ma ancora più insidioso per l’organismo umano a causa dello stress termico prolungato.</strong></p><p>Queste configurazioni sono tipiche tra giugno e agosto, quando la <strong>corrente a getto subtropicale</strong> si sposta verso nord e lascia il Mediterraneo esposto a influssi sub-tropicali, legati alla calda <strong>cella di Hadley.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="197041" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/temporali-di-calore-come-nascono-e-come-si-formano.html" title="Temporali di calore, come nascono e come si formano?">Temporali di calore, come nascono e come si formano?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/temporali-di-calore-come-nascono-e-come-si-formano.html" title="Temporali di calore, come nascono e come si formano?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/temporali-di-calore-come-nascono-e-come-si-formano-197041-4_320.jpg" alt="Temporali di calore, come nascono e come si formano?"></a></article></aside><p>Negli ultimi decenni, con il cambiamento climatico, la frequenza e l’intensità di queste ondate è aumentata: l’anticiclone africano è diventato più persistente rispetto al classico anticiclone delle Azzorre, e le temperature medie estive sono salite, rendendo i picchi estremi più probabili.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-avvezione-di-spessore-e-le-ondate-di-calore-questi-sono-i-tre-fenomeni-che-le-rendono-intense-e-durature.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quando dormire se il sole sorge 16 volte al giorno? Il dilemma degli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-dormire-se-il-sole-sorge-16-volte-al-giorno-il-dilemma-degli-astronauti-sulla-stazione-spaziale-internazionale.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 05:49:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale assistono a 16 albe al giorno. Per sopravvivere fisicamente e mentalmente, si affidano a orari rigidi, luci artificiali e rituali che li aiutano a mantenere la percezione del tempo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cuando-dormir-si-el-sol-sale-16-veces-al-dia-el-dilema-diario-de-los-astronautas-en-la-estacion-espacial-internacional-1779367054718.jpg" data-image="zcta149ejpdu" alt="Estación Espacial Internacional ISS Astronautas NASA" title="Estación Espacial Internacional ISS Astronautas NASA"><figcaption>Quienes viven en la Estación Espacial Internacional presencian, en promedio, 16 amaneceres y 16 atardeceres cada día.</figcaption></figure><p>Dalla finestra della cupola della Stazione Spaziale Internazionale (ISS, secondo l’acronimo inglese), gli astronauti possono osservare un’alba sulla Terra e, meno di un’ora dopo, vederne un’altra. Non è una metafora né un’esagerazione poetica: la stazione compie un giro completo attorno al pianeta ogni 92 minuti. Questo significa che <strong>chi vive lassù assiste, in media, a 16 albe e 16 tramonti ogni giorno</strong>.</p><div class="texto-destacado"><strong>Ma questo spettacolo visivo ha un prezzo. Il Sole non tramonta lentamente come sulla Terra. Scompare dietro la curvatura del pianeta in appena dieci secondi, lasciando la stazione immersa in un’oscurità improvvisa. Quarantacinque minuti dopo, la luce torna a irrompere con la stessa intensità.</strong></div><p>A prima vista, la vita in microgravità sembra un’esperienza quasi magica, dove le regole terrestri cessano di esistere. In realtà accade esattamente il contrario: tutto nella ISS è attentamente regolato per <strong>evitare che il corpo umano collassi in un ambiente per il quale non si è mai evoluto</strong>.</p><h2>L’orario che nessuno usa sulla Terra</h2><p>All’interno della stazione non esiste il “fuso orario locale”. <strong>Gli astronauti lavorano seguendo il Tempo Coordinato Universale (UTC)</strong>, lo stesso sistema utilizzato dai controllori aerei e dagli osservatori astronomici. Non importa se siano partiti dagli Stati Uniti, dal Kazakistan o dal Giappone: tutti sincronizzano la propria routine su questo orologio comune.</p><p><strong>Ogni giornata è suddivisa con estrema precisione.</strong> Esistono orari stabiliti per svegliarsi, lavorare, fare esercizio fisico, mangiare e dormire. Quella che sembra una semplice agenda da ufficio è in realtà uno strumento di sopravvivenza.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762995" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-importanza-delle-previsioni-meteorologiche-spaziali-della-noaa-proteggere-gli-astronauti-di-artemis-ii-e-la-societa.html" title="L'importanza delle previsioni meteorologiche spaziali della NOAA: proteggere gli astronauti di Artemis II e la società">L'importanza delle previsioni meteorologiche spaziali della NOAA: proteggere gli astronauti di Artemis II e la società</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-importanza-delle-previsioni-meteorologiche-spaziali-della-noaa-proteggere-gli-astronauti-di-artemis-ii-e-la-societa.html" title="L'importanza delle previsioni meteorologiche spaziali della NOAA: proteggere gli astronauti di Artemis II e la società"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteorologia-espacial-noaa-artemis-ii-1775626797913_320.jpg" alt="L'importanza delle previsioni meteorologiche spaziali della NOAA: proteggere gli astronauti di Artemis II e la società"></a></article></aside><p>Il corpo umano ha bisogno di cicli regolari di luce e oscurità per mantenere stabile il proprio orologio biologico. Sulla Terra questo meccanismo è guidato dall’alba e dal tramonto. <strong>Nello spazio, dove l’alba si verifica ogni 90 minuti, il sistema semplicemente si disordina.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cuando-dormir-si-el-sol-sale-16-veces-al-dia-el-dilema-diario-de-los-astronautas-en-la-estacion-espacial-internacional-1779367132960.jpg" data-image="15a10m8uvd0t" alt="Stazione Spaziale Internazionale ISS Astronauti NASA" title="Stazione Spaziale Internazionale ISS Astronauti NASA"><figcaption>Gli astronauti lavorano seguendo il Tempo Coordinato Universale (UTC).</figcaption></figure><p>Gli effetti compaiono rapidamente: <strong>alterazioni nella secrezione della melatonina, cambiamenti della temperatura corporea, affaticamento mentale e perdita di concentrazione</strong>. Da anni i ricercatori studiano come monitorare in tempo reale il ritmo circadiano degli astronauti per verificare se i loro organismi continuino a rispondere al “giorno artificiale” imposto dalla stazione.</p><h2>La luce come medicina</h2><p>Per compensare questo problema, <strong>l’illuminazione della ISS è stata progettata quasi come un trattamento medico</strong>. I pannelli LED modificano il tono e l’intensità della luce a seconda del momento della giornata.</p><p>Durante la “mattina” predominano tonalità bluastre che aiutano a mantenere lo stato di allerta. Di notte, invece, l’illuminazione diventa più calda e tenue per favorire il sonno. In termini pratici, <strong>gli astronauti ricevono una sorta di “dose quotidiana di fotoni”</strong> destinata a ingannare il cervello e convincerlo di vivere ancora sulla Terra.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769530" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-motivo-inquietante-per-cui-la-nasa-costringe-i-suoi-astronauti-a-dormire-piu-di-8-ore.html" title="Il motivo inquietante per cui la NASA costringe i suoi astronauti a dormire più di 8 ore">Il motivo inquietante per cui la NASA costringe i suoi astronauti a dormire più di 8 ore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-motivo-inquietante-per-cui-la-nasa-costringe-i-suoi-astronauti-a-dormire-piu-di-8-ore.html" title="Il motivo inquietante per cui la NASA costringe i suoi astronauti a dormire più di 8 ore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-inquietante-motivo-por-el-que-la-nasa-obliga-a-sus-astronautas-a-dormir-mas-de-8-horas-1779053935797_320.jpg" alt="Il motivo inquietante per cui la NASA costringe i suoi astronauti a dormire più di 8 ore"></a></article></aside><p>L’importanza di questo sistema va ben oltre il comfort. <strong>Un errore umano in orbita può essere critico.</strong> La qualità del sonno influisce direttamente su attività delicate come manovrare bracci robotici, effettuare passeggiate spaziali o agganciare navicelle cargo.</p><h2>Dormire fluttuando e legati a una parete</h2><p>Anche il riposo richiede ingegneria. Ogni astronauta dispone di un piccolo compartimento privato, simile a una cabina telefonica, dove <strong>dorme all’interno di un sacco fissato alla parete.</strong></p><p>Non si tratta di una comodità extra. <strong>In microgravità, un corpo non assicurato fluttuerebbe per tutta la stazione</strong>, urtando strumenti o addirittura bloccando le aree di passaggio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cuando-dormir-si-el-sol-sale-16-veces-al-dia-el-dilema-diario-de-los-astronautas-en-la-estacion-espacial-internacional-1779367149491.jpg" data-image="0u3p2nurdlam" alt="Stazione Spaziale Internazionale ISS Astronauti NASA" title="Stazione Spaziale Internazionale ISS Astronauti NASA"><figcaption>Le difficoltà nello spazio non sono soltanto biologiche. Emergono anche sfide culturali e religiose inaspettate.</figcaption></figure><p>Esiste inoltre un altro problema meno noto: l’anidride carbonica. In assenza di gravità, l’aria espirata non si disperde naturalmente. Può accumularsi attorno alla testa dell’astronauta mentre dorme. Per questo motivo, <strong>ogni cabina dispone di ventilatori che mantengono l’aria in movimento ed evitano rischi respiratori</strong>.</p><p>Nonostante ciò, <strong>la maggior parte dei membri dell’equipaggio dorme meno del raccomandato</strong>. Gli studi sulla privazione del sonno mostrano che le persone tendono a sottovalutare quanto ciò influenzi le loro capacità mentali. Nella ISS accade lo stesso: molti astronauti credono di funzionare normalmente finché i dati non rivelano tempi di reazione sempre più lenti.</p><h2>Come pregare quando il Sole sorge 16 volte</h2><p>Le difficoltà non sono soltanto biologiche. <strong>Emergono anche sfide culturali e religiose inaspettate.</strong></p><div class="texto-destacado">Nel 2007, l’astronauta malese Sheikh Muszaphar Shukor viaggiò verso la ISS durante il Ramadan. Sorsero allora domande inedite: <strong>come rispettare gli orari di preghiera e digiuno in un luogo dove il Sole sorge e tramonta sedici volte al giorno?</strong></div><p>La risposta arrivò dopo consultazioni tra scienziati e autorità religiose islamiche. <strong>Si decise che le preghiere dovessero seguire l’orario del luogo di lancio e non il ciclo orbitale</strong>. La direzione verso La Mecca poteva essere stimata “nel miglior modo possibile”, dando priorità all’intenzione spirituale rispetto alla precisione geometrica.</p><p><strong>Anche altre religioni affrontarono dilemmi simili.</strong> Astronauti ebrei dovettero stabilire quale tramonto segnasse l’inizio del sabato, mentre cosmonauti ortodossi adattarono le festività tradizionali al tempo orbitale.</p><h2>Il valore inaspettato di un compleanno</h2><p>Con il tempo, le agenzie spaziali hanno scoperto che le celebrazioni non erano semplici passatempi. <strong>Compleanni, Natale, Capodanno lunare o Diwali aiutano l’equipaggio a mantenere una percezione normale dello scorrere del tempo.</strong></p><p>Senza questi rituali, sei mesi in orbita potrebbero sembrare <strong>un unico giorno interminabile</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769801" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-piu-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante.html" title="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni">Nuova rotta per la Luna: un algoritmo "scopre" una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-piu-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante.html" title="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-super-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante-1779295329552_320.jpg" alt="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni"></a></article></aside><p>Per questo motivo, le navicelle cargo <strong>trasportano spesso piccoli regali, decorazioni e perfino versioni reidratabili di torte</strong>. Tutto deve rispettare rigide norme di sicurezza ed essere fissato con velcro per evitare che fluttui nella stazione.</p><h2>L’esperimento più umano dello spazio</h2><p>Dopo oltre 25 anni di occupazione continua, la ISS ha dimostrato che gli esseri umani possono adattarsi alla microgravità, all’aria riciclata e a vivere chiusi per mesi. <strong>Quello che non possono abbandonare è il bisogno di organizzare il tempo.</strong></p><p>Luci artificiali, calendari, routine e perfino compleanni funzionano come ancore psicologiche. In <strong>una stazione che viaggia a 28.000 chilometri orari e attraversa 16 albe al giorno</strong>, l’umanità continua a dipendere da qualcosa di sorprendentemente semplice: accordarsi collettivamente su quando inizi un nuovo giorno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-dormire-se-il-sole-sorge-16-volte-al-giorno-il-dilemma-degli-astronauti-sulla-stazione-spaziale-internazionale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gamma Cassiopeiae brilla da protagonista, ma il suo segreto è una nana bianca invisibile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gamma-cassiopeiae-brilla-da-protagonista-ma-il-suo-segreto-e-una-nana-bianca-invisibile.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Gamma Cassiopeiae emetteva raggi X troppo intensi per una normale stella Be. Le osservazioni XRISM mostrano che di questo eccesso di emissione X è responsabile una nana bianca compagna accresce gas dal disco stellare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/gamma-cassiopeiae-brilla-da-protagonista-ma-il-suo-segreto-e-una-nana-bianca-invisibile-1779615688234.png" data-image="iq3ugt965zff" alt="Gamma Cassiopeae" title="Gamma Cassiopeae"><figcaption>Rappresentazione artistica del sistema Gamma Cassiopeae, una stella Be e la compagna nana bianca.</figcaption></figure><p>Succede spesso di osservare, anche per decenni, stelle che mostrano caratteristiche molto peculiari rispetto a stelle simili e che gli astronomi non riescono proprio a spiegare. </p><p>Il mistero su tali stelle dura finché un'intuizione o il progresso tecnologico nel corso degli anni fornisce strumenti così potenti da scovare le cause della loro peculiarità.</p><p><strong>Tra i misteri più recentemente risolti vi è quello della stella Gamma Cassiopeiae,</strong> la cui elevata emissione di raggi X rispetto a stelle simili è stata per tanti decenni un rompicapo.</p><h2>Gamma Cassiopeiae, una stella troppo energetica</h2><p><strong>La stella Gamma Cassiopeiae</strong>, abbreviata in <strong>γ Cas</strong>, è la terza stella più brillante della costellazione di Cassiopea. Questa costellazione del cielo boreale ha la riconoscibile <strong>forma a “W</strong>”, e γ Cas ne occupa la posizione centrale.</p><div class="texto-destacado">Secondo la nomenclatura dell'astronomo tedesco Bayer (1572-1625), le stelle vengono catalogate in base alla brillantezza, assegnando le lettere dell'alfabeto greco seguite dal genitivo del nome latino della costellazione.<br><br></div><p>Con una magnitudine apparente di circa +2, <strong>Gamma Cassiopeiae è ben visibile a occhio nudo</strong>. Anzi, come vedremo, è stata per lungo tempo persino “troppo visibile”, da nascondere la sua vicina compagna.</p><div class="texto-destacado">Le stelle di magnitudine 6 sono le più deboli visibili ad occhio nudo. <strong>γ Cas</strong>, con magnitudine 2 è circa 40 volte più brillante delle stelle di magnitudine 6.</div><p><strong>Questa stella appartiene alla classe delle stelle B</strong>, massicce, calde e di colore bianco-azzurro. In particolare, il suo spettro elettromagnetico presenta righe in emissione, per cui la sua classificazione esatta è <strong>Be</strong>, dove “e” sta per “emission”.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gamma-cassiopeiae-brilla-da-protagonista-ma-il-suo-segreto-e-una-nana-bianca-invisibile-1779615566290.png" data-image="sk7zj4t9dr70" alt="Gamma Cassiopeae" title="Gamma Cassiopeae"><figcaption>La stella Gamma Cassiopeiae è la terza più brillante e facilmente identificabile a centro della sua costellazione.</figcaption></figure><p><strong> Il mistero attorno a questa stella è nato quando si è scoperto che emetteva molti più raggi X di quanto ne emettessero le altre stelle della stessa categoria Be.</strong> Infatti, le stelle Be ruotano così rapidamente che una parte della loro atmosfera esterna, soggetta a elevatissime forze centrifughe, viene espulsa formando un rigonfiamento equatoriale, quasi una sorta di disco, capace di emettere radiazione X.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le stelle di classe Be emettono normalmente radiazione X, ma <strong>γ Cas </strong>ha un'emissione X di gran lunga e incomprensibilmente superiore<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong> La radiazione emessa da γ Cas è assolutamente superiore alla norma,</strong> a livelli ingiustificati. Nel corso dei decenni sono state formulate diverse ipotesi sul perché di tanta emissione X, ma mai nessuna fino ad ora era stata dimostrata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="704739" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fine-del-sistema-solare-svelata-ai-raggi-x-dalla-vicina-nebulosa-helix.html" title="Svelata ai raggi X l'impressionante fotografia di quella che sarà la fine del Sole e del nostro Sistema Solare">Svelata ai raggi X l'impressionante fotografia di quella che sarà la fine del Sole e del nostro Sistema Solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fine-del-sistema-solare-svelata-ai-raggi-x-dalla-vicina-nebulosa-helix.html" title="Svelata ai raggi X l'impressionante fotografia di quella che sarà la fine del Sole e del nostro Sistema Solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-fine-del-sistema-solare-svelata-ai-raggi-x-dalla-vicina-nebulosa-helix-1744009427447_320.jpeg" alt="Svelata ai raggi X l'impressionante fotografia di quella che sarà la fine del Sole e del nostro Sistema Solare"></a></article></aside><p><strong>Il mistero attorno a γ Cas è stato recentemente risolto</strong> con le osservazioni del telescopio <strong>XRISM </strong>(<strong>X-r</strong>ay <strong>I</strong>maging and <strong>S</strong>pectroscopy <strong>M</strong>ission) grazie al suo strumento di bordo <em>Resolve,</em> uno spettrometro ad alta risoluzione spaziale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gamma-cassiopeiae-brilla-da-protagonista-ma-il-suo-segreto-e-una-nana-bianca-invisibile-1779614820458.jpg" data-image="kf3dgd8xuean" alt="nana bianca e stella Be" title="nana bianca e stella Be"><figcaption>Rappresentazione artistica che spiega come la nana bianca rubi gas alla stella Be generando intensa emissione di raggi X nel punto di impatto. Credit: University of Liège / Y.Nazé</figcaption></figure><p> In seno a questa missione spaziale, l’astronomo Yaël Nazé del Fund for Scientific Research a Bruxell e collaboratori hanno monitorato γ Cas per circa 60 ore, distribuite in tre diverse date ed hanno trovato che <strong>il flusso di raggi X è soggetto a oscillazioni Doppler compatibili con il moto orbitale non di γ Cas ma della sua compagna, una nana bianca,</strong> la cui esistenza era stata per lungo tempo nascosta proprio dalla brillantezza di γ Cas.</p><h2>XRISM e la nana bianca nascosta</h2><p>La scoperta che l’emissione X proviene dalla vicina nana bianca e non dalla stella Be ha risolto il mistero. Infatti, <strong>γ Cas</strong><strong>,</strong> come dicevamo a motivo dell' elevatissima rotazione, <strong>espelle gas formando un disco circumstellare</strong>. <strong>Una parte di questo gas viene catturato dalla gravità della nana bianca</strong>.<strong> L’impatto</strong> di questo gas sulla sua superficie <strong>genera un aumento</strong><strong> così elevato di temperatura (si forma una "hot spot") da produrre emissione di raggi X.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong><em>L'eccesso di emissione X proviene dalla compagna nana bianca la cui esistenza era rimasta nascosta a causa della brillantezza di </em><strong>γ Cas</strong></strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In passato altri telescopi sensibili ai raggi X come XMM-Newton, Chandra ed eROSITA avevano identificato circa due dozzine di oggetti simili a <strong>γ Cas</strong>, con emissione X anomala superiore alle aspettative. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="754574" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-spaziale-einstein-probe-potrebbe-aver-rilevato-un-buco-nero-che-sta-facendo-a-pezzi-una-nana-bianca.html" title="Il telescopio spaziale Einstein Probe potrebbe aver rilevato un buco nero che sta facendo a pezzi una nana bianca">Il telescopio spaziale Einstein Probe potrebbe aver rilevato un buco nero che sta facendo a pezzi una nana bianca</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-spaziale-einstein-probe-potrebbe-aver-rilevato-un-buco-nero-che-sta-facendo-a-pezzi-una-nana-bianca.html" title="Il telescopio spaziale Einstein Probe potrebbe aver rilevato un buco nero che sta facendo a pezzi una nana bianca"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-telescopio-espacial-einstein-probe-podria-haber-detectado-un-agujero-negro-desgarrando-a-una-enana-blanca-1770936630330_320.jpg" alt="Il telescopio spaziale Einstein Probe potrebbe aver rilevato un buco nero che sta facendo a pezzi una nana bianca"></a></article></aside><p>Le osservazioni di XRISM suggeriscono che anche queste potrebbero ospitare una compagna nana bianca responsabile dell’eccesso di emissione X. In tal caso, <strong>γ Cas potrebbe essere il prototipo di questa classe di sistemi binari ad emissione X formati da una stella Be ed una nana bianca .</strong></p><h2>Un mistero risolto e una nuova incongruenza</h2><p><strong>A modesto parere dello scrivente, il mistero non finisce qui.</strong> Molte stelle in sistemi binari si formano contemporaneamente, quindi hanno la stessa età. Pertanto, possiamo assumere che <strong>γ Cas </strong>e la nana bianca abbiano la stessa età.</p><p>Sappiamo anche che la rapidità con cui una stella evolve aumenta con la massa: le stelle più massicce raggiungono il fine vita molto prima delle stelle di piccola massa. E qui un nuovo mistero nasce.</p><p>La nana bianca è la fase evolutiva finale di stelle con massa inferiore a circa 8 masse solari. Al contrario, <strong>γ Cas </strong>ha una massa di circa 15 masse solari.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721651" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/betelgeuse-e-la-neo-scoperta-probabile-compagna-mai-come-loro-due-gemelle-potevano-essere-cosi-diverse.html" title="Betelgeuse e la neo-scoperta (probabile) compagna: mai come loro due stelle gemelle potevano essere così diverse!">Betelgeuse e la neo-scoperta (probabile) compagna: mai come loro due stelle gemelle potevano essere così diverse!</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/betelgeuse-e-la-neo-scoperta-probabile-compagna-mai-come-loro-due-gemelle-potevano-essere-cosi-diverse.html" title="Betelgeuse e la neo-scoperta (probabile) compagna: mai come loro due stelle gemelle potevano essere così diverse!"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/betelgeuse-e-la-neo-scoperta-probabile-compagna-mai-come-loro-due-gemelle-potevano-essere-cosi-diverse-1753468616279_320.png" alt="Betelgeuse e la neo-scoperta (probabile) compagna: mai come loro due stelle gemelle potevano essere così diverse!"></a></article></aside><p><strong>Come è possibile che la stella meno massiccia, e quindi ad evoluzione lenta, è già arrivata alla fase finale di evoluzione (una nana bianca), mentre la stella molto più massiccia, ad evoluzione rapida, è ancora in fase evolutiva giovane?</strong></p><p>Gli autori dello studio non citano questa apparente incongruenza che lascia un mistero ancora da risolvere.</p><h3><em>Riferimento allo studio</em></h3><p><em><a href="https://www.aanda.org/articles/aa/full_html/2026/03/aa58284-25/aa58284-25.html">"Orbital motion detected in γ Cas Fe K emission lines"</a> </em>Yaël Nazé et al. A &A Volume 707, 2026 https://doi.org/10.1051/0004-6361/202558284</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gamma-cassiopeiae-brilla-da-protagonista-ma-il-suo-segreto-e-una-nana-bianca-invisibile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La strada asfaltata più alta d'Europa non è sulle Alpi ma in Spagna: ancora oggi ha più di 5 metri di neve]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-strada-asfaltata-piu-alta-d-europa-non-e-sulle-alpi-ma-in-spagna-ancora-oggi-ha-piu-di-5-metri-di-neve.html</link><pubDate>Sun, 24 May 2026 16:18:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Mentre metà della Spagna pensa già alle vacanze estive, sulle cime della Sierra Nevada i mezzi da neve continuano ad avanzare tra muri di neve che superano l'altezza di una casa a due piani.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-carretera-asfaltada-mas-alta-de-europa-esta-en-espana-y-aun-hoy-tiene-mas-de-cinco-metros-de-nieve-1779356841551.png" data-image="ehtyacebgqlc"><figcaption>I lavori di sgombero sulla strada che conduce alla zona della cima del Veleta hanno portato alla luce imponenti muri di neve. Fonte: @websierranevada</figcaption></figure><p>Mentre gran parte della Spagna pensa già all’estate, <strong>in uno degli angoli più alti della Sierra Nevada i mezzi continuano ad aprirsi un varco tra autentiche pareti di neve.</strong> Com’è possibile a fine maggio?</p><h2>Il Veleta è ancora sepolto dalla neve in primavera</h2><p>Quando il calendario si avvicina all’estate e le temperature iniziano a salire in gran parte della Penisola Iberica, <strong>l’immagine che offre in questi giorni la Sierra Nevada sembra uscita dal pieno inverno.</strong> I lavori di sgombero della strada che sale fino alle vicinanze del <strong>pico Veleta</strong> hanno portato alla luce impressionanti accumuli di neve con pareti che, in alcuni punti, superano i cinque metri di altezza.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Impresionantes imágenes del corte de nieve en la superior de La Laguna ️<br> 20/05/2026 <a href="https://twitter.com/hashtag/SierraNevada?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#SierraNevada</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Mayo2026?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Mayo2026</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/LaguandelasYeguas?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#LaguandelasYeguas</a> <a href="https://t.co/91iJbU5dSB">pic.twitter.com/91iJbU5dSB</a></p>— Sierra Nevada (@websierranevada) <a href="https://twitter.com/websierranevada/status/2057381335052783911?ref_src=twsrc%5Etfw">21 maggio 2026</a></blockquote></figure><p>Le immagini diffuse da Web Sierra Nevada mostrano <strong>gli spazzaneve avanzare attraverso uno stretto corridoio scavato tra enormi accumuli bianchi.</strong> Il contrasto è sorprendente: sotto un cielo completamente sereno e con forte insolazione, gli operatori lavorano circondati da autentici muri ghiacciati che ricordano i grandi passi alpini.</p><p>La situazione riflette la <strong>quantità eccezionale di neve ancora presente alle quote più elevate del massiccio granadino</strong> dopo una stagione particolarmente generosa in termini di precipitazioni.</p><h2>La strada asfaltata più alta d’Europa</h2><p>La protagonista di queste immagini è la strada del Veleta, considerata la strada asfaltata più alta d’Europa. <strong>Il suo tracciato raggiunge un’altitudine vicina ai 3.400 metri sul livello del mare</strong>, molto vicino alla cima del Veleta, la quarta montagna più alta della Spagna con i suoi 3.398 metri.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750482" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sembra-un-paesaggio-norvegese-ma-siamo-in-sicilia-il-ciclone-harry-scarica-metri-di-neve-sull-etna.html" title="Sembra un paesaggio norvegese, ma siamo in Sicilia: il ciclone Harry scarica metri di neve sull'Etna">Sembra un paesaggio norvegese, ma siamo in Sicilia: il ciclone Harry scarica metri di neve sull'Etna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sembra-un-paesaggio-norvegese-ma-siamo-in-sicilia-il-ciclone-harry-scarica-metri-di-neve-sull-etna.html" title="Sembra un paesaggio norvegese, ma siamo in Sicilia: il ciclone Harry scarica metri di neve sull'Etna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-un-paesaggio-norvegese-ma-siamo-in-sicilia-il-ciclone-harry-scarica-metri-di-neve-sull-etna-1769101876430_320.png" alt="Sembra un paesaggio norvegese, ma siamo in Sicilia: il ciclone Harry scarica metri di neve sull'Etna"></a></article></aside><p><strong>Costruita originariamente per facilitare l’accesso a installazioni scientifiche e di telecomunicazioni</strong>, questa strada attraversa alcuni dei paesaggi d’alta montagna più spettacolari della penisola iberica. Sebbene oggi l’accesso sia limitato in buona parte del percorso per proteggere l’ambiente naturale, continua a essere un’infrastruttura strategica per il funzionamento di diverse strutture situate nelle zone alte della Sierra Nevada.</p><h2>Un lavoro essenziale per la manutenzione e i soccorsi</h2><p>Le operazioni di rimozione della neve hanno l’obiettivo di <strong>facilitare l’accesso del personale incaricato della manutenzione degli impianti di risalita</strong> e consentire la mobilità delle squadre di soccorso alpino della Guardia Civil, così come dei servizi del Parco Naturale e del Parco Nazionale della Sierra Nevada.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Una pasada como sigue Sierra Nevada hoy 20 de mayo. Fotos de Rafael Sánchez Ibáñez. Pisapistas de Cetursa. <a href="https://twitter.com/websierranevada?ref_src=twsrc%5Etfw">@websierranevada</a> <a href="https://twitter.com/DiarioSUR?ref_src=twsrc%5Etfw">@DiarioSUR</a> <a href="https://twitter.com/Lillo?ref_src=twsrc%5Etfw">@lillo</a> <a href="https://twitter.com/101tvMalaga?ref_src=twsrc%5Etfw">@101tvMalaga</a> <a href="https://t.co/QB3EBYMbL6">pic.twitter.com/QB3EBYMbL6</a></p>— Jose Luis Escudero Gallegos (@tormentayrayos) <a href="https://twitter.com/tormentayrayos/status/2057188719619125340?ref_src=twsrc%5Etfw">20 maggio 2026</a></blockquote></figure><p>L’apertura di questi corridoi è particolarmente importante in una zona dove le <strong>condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente anche durante i mesi più caldi dell’anno.</strong> La presenza di neve accumulata, cornici e lastre ghiacciate obbliga a lavorare con mezzi specializzati e ad adottare misure di sicurezza estreme.</p><h2>Immagini spettacolari nel pieno del mese di maggio</h2><p>Le scene riprese durante i lavori <strong>hanno sorpreso numerosi appassionati di montagna.</strong> In diverse immagini si possono osservare corridoi di neve così alti che i veicoli appaiono minuscoli tra le pareti bianche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769654" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/giro-d-italia-nelle-tappe-alpine-il-meteo-diventa-protagonista-temporali-e-vento-sulle-salite-decisive.html" title="Giro d'Italia 2026, nelle tappe alpine il meteo diventa protagonista: temporali e vento in agguato sulle salite decisive">Giro d'Italia 2026, nelle tappe alpine il meteo diventa protagonista: temporali e vento in agguato sulle salite decisive</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/giro-d-italia-nelle-tappe-alpine-il-meteo-diventa-protagonista-temporali-e-vento-sulle-salite-decisive.html" title="Giro d'Italia 2026, nelle tappe alpine il meteo diventa protagonista: temporali e vento in agguato sulle salite decisive"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/giro-d-italia-nelle-tappe-alpine-il-meteo-diventa-protagonista-temporali-e-vento-sulle-salite-decisive-1779266982794_320.png" alt="Giro d'Italia 2026, nelle tappe alpine il meteo diventa protagonista: temporali e vento in agguato sulle salite decisive"></a></article></aside><p>Altre fotografie scattate nell’area dei Lagunillos mostrano spessori straordinari per questo periodo dell’anno. <strong>La segnaletica della zona appare parzialmente sepolta e i mezzi avanzano attraverso passaggi scavati in una neve accumulata durante tutto l’inverno</strong> e rafforzata dalle precipitazioni registrate in primavera.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-carretera-asfaltada-mas-alta-de-europa-esta-en-espana-y-aun-hoy-tiene-mas-de-cinco-metros-de-nieve-1779356962936.png" data-image="a9homlubhywc"><figcaption>Gli accumuli di neve, risultato delle grandi nevicate dell’inverno e della primavera, stanno regalando scenari impressionanti. Fonte: @websierranevada</figcaption></figure><p>La persistenza di questi spessori dimostra la <strong>capacità della Sierra Nevada di conservare neve per molti mesi grazie alla sua elevata altitudine.</strong> Non è raro che alcuni nevai rimangano visibili perfino durante l’estate nelle zone più alte del massiccio.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-strada-asfaltata-piu-alta-d-europa-non-e-sulle-alpi-ma-in-spagna-ancora-oggi-ha-piu-di-5-metri-di-neve.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli esperti avvertono: il Mediterraneo è già in grado di generare uragani]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-esperti-avvertono-il-mediterraneo-e-gia-in-grado-di-generare-uragani.html</link><pubDate>Sun, 24 May 2026 14:49:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>I meteorologi avvertono che, a causa dei cambiamenti climatici, il Mar Mediterraneo potrebbe già essere in grado di generare veri e propri uragani. Analizziamo alcuni degli esempi più recenti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-mediterraneo-ya-es-capaz-de-crear-huracanes-y-el-cambio-climatico-los-hara-peores-y-mas-comunes-1779486676473.png" data-image="hicwj2otu99k"><figcaption>Molti meteorologi e climatologi sottolineano che il ciclone Ianos del 2020 è stato, a tutti gli effetti, un uragano... nel Mediterraneo.</figcaption></figure><p>Durante decenni, l’idea di un “uragano mediterraneo” sembrava quasi impossibile e il Mediterraneo veniva considerato un mare troppo piccolo e relativamente freddo per produrre cicloni paragonabili a quelli tropicali, ma <strong>questa</strong> <strong>percezione è cambiata radicalmente negli ultimi anni.</strong></p><p>Le tempeste <strong>Daniel nel 2023, Jolina nel 2026 e soprattutto Ianos nel 2020</strong> hanno dimostrato che il Mediterraneo può ormai generare sistemi con caratteristiche molto simili a quelle di un uragano. <strong>Alcuni climatologi li chiamano <em>medicane</em>,</strong> una fusione delle parole Mediterranean e hurricane.</p><h2>Che cos’è esattamente un medicane?</h2><p>I <em>medicanes </em><strong>sono cicloni con alcune caratteristiche subtropicali o tropicali che si formano nel Mediterraneo.</strong> Anche se normalmente non raggiungono la potenza dei grandi uragani atlantici, condividono comunque alcune delle loro caratteristiche, come la presenza di un nucleo caldo, una struttura a spirale organizzata, forti piogge, venti intensi e perfino un “occhio” relativamente definito in alcuni casi.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">️ From Storm <a href="https://twitter.com/hashtag/Samuel?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Samuel</a> to Medicane?<br>Samuel has undergone a tropical transformation as it traverses the Mediterranean sea. It is now spinning in front of the Libyan coast, raising a hugh mass of dust, as seen in the satellite image.<br><br>️ <a href="https://t.co/5U7ikkTEno">[https://t.co/5U7ikkTEno](https://t.co/5U7ikkTEno)</a> <a href="https://t.co/R59JwJTurR">pic.twitter.com/R59JwJTurR</a></p>— Meteored (@meteoredcom) <a href="https://twitter.com/meteoredcom/status/2033885299315470427?ref_src=twsrc%5Etfw">17 marzo 2026</a></blockquote></figure><p>Per decenni sono stati considerati fenomeni rari e poco compresi e, di fatto, uno dei primi studi scientifici su di essi, <strong>negli anni ’80, descriveva queste tempeste come una sorta di “inganno della natura”</strong> per la loro sorprendente somiglianza con i cicloni tropicali.</p><h2>Il Mediterraneo si sta riscaldando rapidamente negli ultimi decenni</h2><p>La chiave dietro questo fenomeno è la temperatura del mare, dato che i cicloni tropicali <strong>hanno bisogno di enormi quantità di energia per svilupparsi.</strong> Questa energia proviene dal calore accumulato nell’acqua e, quanto più calda è la superficie marina, <strong>maggiore è l’evaporazione e più umidità e calore riceve l’atmosfera:</strong> è esattamente ciò che sta accadendo nel Mediterraneo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="657515" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi.html" title="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi">Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi.html" title="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi-1717155995321_320.jpg" alt="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi"></a></article></aside><p>Secondo i dati climatici europei, il Mar Mediterraneo si è riscaldato di circa <strong>0,4 ºC per decennio tra il 1990 e il 2020</strong>. In alcuni recenti episodi di medicane sono state rilevate <strong>temperature superficiali del mare fino a 2 ºC superiori alla media</strong>, un’anomalia sufficiente ad alimentare tempeste molto più violente.</p><h3>Ianos, Daniel e Jolina/Samuel: segnali di un nuovo scenario climatico</h3><p>Gli scienziati ritengono che sistemi recenti come <strong>Ianos, Daniel o Jolina/Samuel siano esempi evidenti del nuovo contesto climatico</strong> del Mediterraneo.</p><p><strong>Ianos colpì la Grecia nel settembre del 2020, lasciando dietro di sé piogge estreme e venti da uragano.</strong> La violenza del ciclone fu tale che venne pubblicato anche uno studio sul Bollettino della Società Meteorologica degli Stati Uniti, nel quale Kostas Lagouvardos (Osservatorio Nazionale di Atene, Grecia) <strong>arrivò alla conclusione che, a tutti gli effetti, Ianos fu un uragano di categoria 2.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Medicane Ianos on its landfall approach in Greece. <a href="https://t.co/xeFHdrfop9">pic.twitter.com/xeFHdrfop9</a></p>— Dakota Smith (@weatherdak) <a href="https://twitter.com/weatherdak/status/1306763213225123840?ref_src=twsrc%5Etfw">18 settembre 2020</a></blockquote></figure><p><strong>Daniel, che colpì la Grecia e successivamente la Libia nel 2023, provocò piogge catastrofiche e innescò il collasso di dighe nella città libica di Derna</strong>. Migliaia di persone morirono o risultarono disperse in una delle peggiori tragedie meteorologiche registrate nella regione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="580141" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/glossario-meteo-uragano-ciclone-medicane-tempesta-e-altri-termini-qual-e-il-loro-significato-e-quali-differenze.html" title="Glossario meteo: uragano, ciclone, medicane, tempesta e altri termini: qual è il loro significato e quali differenze?">Glossario meteo: uragano, ciclone, medicane, tempesta e altri termini: qual è il loro significato e quali differenze?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/glossario-meteo-uragano-ciclone-medicane-tempesta-e-altri-termini-qual-e-il-loro-significato-e-quali-differenze.html" title="Glossario meteo: uragano, ciclone, medicane, tempesta e altri termini: qual è il loro significato e quali differenze?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/glossario-meteo-uragano-ciclone-medicane-tempesta-e-altri-termini-qual-e-il-loro-significato-e-quali-differenze-1699103896276_320.jpeg" alt="Glossario meteo: uragano, ciclone, medicane, tempesta e altri termini: qual è il loro significato e quali differenze?"></a></article></aside><p>Nel marzo del 2026, invece, <strong>il medicane Samuel o Jolina ha nuovamente messo in allerta il Nord Africa</strong>, mostrando una struttura molto organizzata visibile dai satelliti e generando forti impatti in diversi Paesi mediterranei.</p><h3><em>Riferimento della notizia:</em></h3><p><em>Lagouvardos, K., Karagiannidis, A., Dafis, S., Kalimeris, A., & Kotroni, V. (2022). Ianos—A Hurricane in the Mediterranean. Bulletin of the American Meteorological Society, 103(6), E1621-E1636. <a href="https://doi.org/10.1175/BAMS-D-20-0274.1" target="_blank" rel="nofollow">[https://doi.org/10.1175/BAMS-D-20-0274.1](https://doi.org/10.1175/BAMS-D-20-0274.1)</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-esperti-avvertono-il-mediterraneo-e-gia-in-grado-di-generare-uragani.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite.html</link><pubDate>Sun, 24 May 2026 12:28:42 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La settimana del 25 maggio si apre con un'anomalia termica marcata su gran parte dell'Italia centro-settentrionale, con temperature che in alcune città del Nord supereranno i 33-35 gradi. Secondo il modello europeo, nonostante permarrà l'alta pressione, avremo dei disturbi e già giovedì pomeriggio torneranno i temporali in molte aree.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab13s6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab13s6.jpg" id="xab13s6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>La settimana che inizia lunedì 25 maggio sarà segnata da un caldo decisamente fuori stagione su gran parte dell'Italia.</strong> Ne abbiamo parlato diffusamente su Meteored Italia nei giorni scorsi: si tratta di una situazione meteo in comune con altre parti d'Europa, dove è in corso <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/imminente-caldo-storico-sull-europa-francia-verso-i-record-del-53-la-germania-si-prepara-a-un-estate-con-40-c-a-berli.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">una irruzione di aria calda eccezionale</a>, con anomalie che superano i +10°C rispetto alle medie del periodo in paesi come la Francia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite-1779625581208.png" data-image="hyyy823jq032" alt="caldo europa maggio 2026" title="caldo europa maggio 2026"><figcaption>Anomalie termiche eccezionali lunedì 25 e martedì 26 maggio 2026 sull'Europa: valori di +12°C e fino a +14°C sopra la media in Francia e Gran Bretagna. Tanto caldo anche dal Portogallo alla Spagna e fino alla Germania. In Italia, forti anomalie al Nord e anche al Centro.</figcaption></figure><p>L'anticiclone garantirà cieli sereni e temperature ben oltre le medie del periodo in tutto il centro-nord, con massime che supereranno i 30°C in molte regioni centro-settentrionali, da Roma in su. I giorni più caldi saranno quelli compresi tra lunedì e mercoledì. <strong>IL centro-sud sarà leggermente più al riparo, e lì non si registreranno valori così elevati.</strong></p><p><strong>Le città più colpite dall'ondata di calore saranno quelle della Pianura Padana</strong>: Torino e Milano potrebbero raggiungere i 33-35°C, valori che ricordano più un'estate piena che la fine di maggio. Si tratta di un'anomalia termica significativa, con temperature superiori di 6-8 gradi rispetto alle medie climatologiche del periodo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite-1779624978220.png" data-image="l0m6ocyqk1lg" alt="temperature italia martedì 26" title="temperature italia martedì 26"><figcaption>Le tmeperature previste dal modello europeo martedì 26 maggio, nel pomeriggio, nelle regioni del centro-nord. Attesi picchi di 34-35°C in Pianura Padana.</figcaption></figure><p>Questa situazione vedrà un cambiamento a partire da giovedì 28 maggio. </p><h2>Giovedì 28 maggio tornano i temporali</h2><p>Gli occhi sono già puntati su giovedì 28 maggio, quando <strong>secondo il modello europeo ECMWF si verificherà un primo ritorno dell'instabilità. </strong>Nonostante sia previsto l'alta pressione rimanga sull'Italia, crescerà la probabilità di formazione di temporali pomeridiani, in particolare sui rilievi. Attenzione perché, dopo giorni di grande caldo, i fenomeni potrebbero essere localmente violenti. Ricordiamo anche che il Mediterraneo sta raggiungendo temperature molto elevate, e questo si traduce in "combustibile" per i fenomeni di instabilità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769971" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-estate-arriva-di-botto-il-mar-mediterraneo-potrebbe-raggiungere-gia-i-23-c-lunedi-prossimo-in-italia.html" title="L’estate arriva di colpo: il mar Mediterraneo potrebbe raggiungere i +23 °C già lunedì prossimo in Italia">L’estate arriva di colpo: il mar Mediterraneo potrebbe raggiungere i +23 °C già lunedì prossimo in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-estate-arriva-di-botto-il-mar-mediterraneo-potrebbe-raggiungere-gia-i-23-c-lunedi-prossimo-in-italia.html" title="L’estate arriva di colpo: il mar Mediterraneo potrebbe raggiungere i +23 °C già lunedì prossimo in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-estate-arriva-di-botto-il-mar-mediterraneo-potrebbe-raggiungere-gia-i-23-c-lunedi-prossimo-in-italia-1779362202806_320.png" alt="L’estate arriva di colpo: il mar Mediterraneo potrebbe raggiungere i +23 °C già lunedì prossimo in Italia"></a></article></aside><p>Le aree a maggior rischio temporali per giovedì saranno <strong>l'arco alpino, l'Appennino centrale tra Lazio, Umbria e Abruzzo, e l'Appennino campano e lucano</strong>. Sulle pianure e le coste il tempo resterà prevalentemente stabile, almeno nella prima parte della giornata. Non si esclude la possibilità di sconfinamento in aree di pianura, specie al Centro, almeno stando alle ultime previsioni del modello europeo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite-1779625314712.png" data-image="g5y4nw2o1l8c"><figcaption>Probabilità di formazione di temporali nel pomeriggio di giovedì 28 maggio 2026.</figcaption></figure><p>Sul fronte delle temperature, giovedì vedrà ancora valori elevati, ma il passaggio dei temporali porterà un parziale refrigerio nelle zone colpite. Inoltre avremo una leggera riduzione dei valori massimi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770139" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-5-giorni.html" title="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni ">L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-5-giorni.html" title="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-7-giorni-1779454360344_320.jpg" alt="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni "></a></article></aside><p><strong>Una certa instabilità si prolungherà anche nel pomeriggio di venerdì 29 maggio,</strong> con possibilità di nuovi rovesci sui settori montuosi, anche se probabilmente venerdì sarà un pomeriggio meno temporalesco di giovedì. La situazione è in costante aggiornamento: si consiglia di seguire le prossime emissioni modellistiche per una localizzazione più precisa dei fenomeni: qui su Meteored <a href="https://www.ilmeteo.net/mappe-meteorologiche/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">aggiorniamo i modelli più volte</a> al giorno, ed è possibile anche seguire gli aggiornamenti nella <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">sezione notizie</a></strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Viaggio sotto le stelle: i 5 migliori treni al mondo progettati per ammirare la Via Lattea]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/viaggio-sotto-le-stelle-i-5-migliori-treni-al-mondo-progettati-per-ammirare-la-via-lattea.html</link><pubDate>Sun, 24 May 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Dal deserto del Nevada all'Artico norvegese, diverse linee ferroviarie notturne combinano astronomia, paesaggi remoti ed esperienze uniche per osservare il cielo come raramente è possibile.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/viaje-bajo-las-estrellas-los-5-mejores-trenes-del-mundo-disenados-para-ver-la-via-lactea-1778802293116.jpg" data-image="724qz5mgzanf" alt="Treno astroturismo astronomia" title="Treno astroturismo astronomia"><figcaption>In un'epoca dominata dagli schermi e dall'iperconnettività, questi viaggi sembrano offrire qualcosa di sempre più raro: silenzio, oscurità e tempo per contemplare il cielo.</figcaption></figure><p>Il turismo ferroviario ha trovato un nuovo modo di reinventarsi: guardare verso il cielo. In diverse parti del mondo, <strong>alcune compagnie hanno iniziato a offrire viaggi notturni progettati appositamente per osservare il firmamento lontano dalle luci delle grandi città</strong>.</p><div class="texto-destacado"><strong>Si tratta di itinerari che attraversano deserti, montagne, coste e regioni polari, con un elemento in comune: cieli bui capaci di rivelare un universo che spesso rimane nascosto.</strong></div><p>In questi percorsi, il viaggio non è solo il mezzo per arrivare a destinazione. <strong>Il treno diventa parte essenziale dell’esperienza.</strong> Alcuni includono astronomi a bordo, altri prevedono soste in stazioni remote dotate di telescopi, ed esiste persino una ferrovia tematica con un piccolo planetario su rotaie.</p><p>Dagli Stati Uniti al Giappone, queste sono <strong>alcune delle proposte ferroviarie più affascinanti</strong> per chi sogna di combinare avventura, scienza e contemplazione.</p><h2>Nevada: un treno verso uno dei cieli più bui degli Stati Uniti</h2><p>Nella parte orientale del Nevada, una delle regioni meno popolate degli Stati Uniti, circola il <strong>“Great Basin Star Train”</strong>, un’esperienza organizzata dalla storica ferrovia turistica di Ely insieme al Great Basin National Park.</p><p>Il percorso parte al tramonto dalla storica stazione East Ely Depot e attraversa lentamente la valle di Steptoe mentre il cielo inizia a oscurarsi. La destinazione è “Star Flat”, un remoto angolo di deserto appositamente attrezzato per l’<strong>osservazione astronomica</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/viaje-bajo-las-estrellas-los-5-mejores-trenes-del-mundo-disenados-para-ver-la-via-lactea-1778802389188.jpg" data-image="2ipi1z45ud5n" alt="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo" title="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo"><figcaption>Per preservare la visione notturna, ai passeggeri vengono consegnate collane con una tenue luce rossa.</figcaption></figure><p>Lì, i passeggeri scendono dal treno e <strong>utilizzano telescopi guidati da astronomi professionisti</strong>. Per preservare la visione notturna ricevono persino collane con luce rossa soffusa. Nelle notti serene, la Via Lattea può essere osservata a occhio nudo, cosa sempre più difficile nelle grandi città del mondo.</p><p><strong>L’intero tragitto dura circa due ore e mezza</strong> e spesso registra il tutto esaurito con mesi di anticipo, soprattutto durante l’estate boreale.</p><h2>Nuovo Messico: astronomia, musica e cieli aperti</h2><p>Un’esperienza simile è proposta anche a Santa Fe, dove la compagnia Sky Railway gestisce <strong>“The Stargazer”</strong>, uno dei pochi treni dedicati esclusivamente all’osservazione astronomica in Nord America.</p><p>A differenza del percorso in Nevada, <strong>questo treno non effettua fermate</strong>. Lo spettacolo si svolge durante tutto il tragitto, mentre il convoglio attraversa l’immenso bacino di Galisteo, una zona nota per l’oscurità dei suoi cieli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/viaje-bajo-las-estrellas-los-5-mejores-trenes-del-mundo-disenados-para-ver-la-via-lactea-1778802402952.jpg" data-image="vl1lr0zuxr2b" alt="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo" title="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo"><figcaption>The Stargazer, uno dei pochi treni dedicati esclusivamente all’osservazione astronomica in Nord America.</figcaption></figure><p><strong>La proposta unisce divulgazione scientifica e intrattenimento</strong>: astronomi condividono racconti e spiegazioni su costellazioni, pianeti e fenomeni celesti, mentre musicisti dal vivo accompagnano il viaggio.</p><p>I vagoni chiusi e riscaldati permettono di affrontare il freddo notturno, anche se <strong>sono presenti anche piattaforme aperte per osservare il cielo senza ostacoli</strong>. L’esperienza include persino un calice di champagne di benvenuto.</p><h2>Nuova Zelanda: un viaggio astronomico legato alla cultura maori</h2><p>Nell’Isola del Sud della Nuova Zelanda, uno dei territori con minore inquinamento luminoso del pianeta, la compagnia turistica ferroviaria <strong>Great Journeys New Zealand</strong> ha lanciato quest’anno un’esperienza speciale legata al <strong>Matariki, il Capodanno maori</strong>.</p><p><strong>La celebrazione coincide con la prima apparizione annuale dell’ammasso stellare delle Pleiadi</strong>, un fenomeno di enorme importanza culturale per il popolo maori.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/viaje-bajo-las-estrellas-los-5-mejores-trenes-del-mundo-disenados-para-ver-la-via-lactea-1778802424124.jpg" data-image="aucb6zlgrmq7" alt="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo" title="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo"><figcaption>Se le nuvole impediscono di osservare il cielo, il museo locale offre un’esperienza virtuale tramite realtà virtuale.</figcaption></figure><p>Il treno percorre la costa nord-orientale dell’isola durante una <strong>escursione notturna di otto ore che combina gastronomia, astronomia e tradizioni locali</strong>. Dopo una prima parte della cena a bordo, i passeggeri arrivano a Kaikoura, dove si svolge una sessione guidata di osservazione astronomica con telescopi, falò e un piccolo mercato notturno.</p><p>Anche il maltempo ha un piano alternativo: se le nuvole impediscono di osservare il cielo, <strong>il museo locale offre un’esperienza virtuale in realtà virtuale</strong>.</p><h2>Norvegia: a caccia di aurore boreali dentro il Circolo Polare Artico</h2><p>Più a nord, in Norvegia, l’attrazione non sono le stelle ma uno dei fenomeni naturali più spettacolari del pianeta: <strong>le aurore boreali</strong>.</p><p>Il <strong>“Northern Lights Train”</strong> parte da Narvik, all’interno del Circolo Polare Artico, e percorre la linea ferroviaria Ofoten, considerata la più settentrionale dell’Europa occidentale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/viaje-bajo-las-estrellas-los-5-mejores-trenes-del-mundo-disenados-para-ver-la-via-lactea-1778802442776.jpg" data-image="sqrkrjmru718" alt="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo" title="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo"><figcaption>Northern Lights Train: la destinazione è Katterat, un piccolo villaggio montano raggiungibile solo in treno.</figcaption></figure><p><strong>Tra ottobre e marzo</strong>, il treno effettua partenze notturne due volte a settimana alla ricerca del bagliore verde che occasionalmente illumina il cielo polare.</p><p>La destinazione è Katterat, un piccolo villaggio montano accessibile esclusivamente in treno e praticamente privo di inquinamento luminoso. Qui attendono i visitatori <strong>guide locali, falò e tradizionali rifugi sami chiamati “lavvu”</strong>, simili alle tende storicamente utilizzate dai popoli indigeni della Scandinavia settentrionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758258" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-treno-verso-l-artico-per-vedere-l-aurora-boreale-il-viaggio-notturno-da-sogno.html" title="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno">In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-treno-verso-l-artico-per-vedere-l-aurora-boreale-il-viaggio-notturno-da-sogno.html" title="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-viaje-sonado-en-tren-al-artico-asi-es-el-trayecto-nocturno-impactante-que-permite-ver-auroras-boreales-en-noruega-1764464345762_320.jpg" alt="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno"></a></article></aside><p>Tuttavia, molti passeggeri assicurano che il momento migliore arrivi prima dell’arrivo: durante il viaggio le luci del treno rimangono spente, <strong>permettendo di osservare le aurore direttamente dai finestrini quando le condizioni meteorologiche lo consentono</strong>.</p><h2>Giappone: un treno con planetario a bordo</h2><p>Come spesso accade con molte proposte ferroviarie giapponesi, l’<strong>“High Rail 1375”</strong> porta l’esperienza un passo oltre.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il nome fa riferimento alla maggiore altitudine raggiunta dalla linea Koumi, situata a 1.375 metri sul livello del mare. Il treno fa parte dei cosiddetti “Joyful Trains”, servizi turistici pensati per godersi il viaggio con calma.</strong></div><p><strong>Tutto il design interno ruota attorno all’astronomia</strong>. I sedili sono decorati con motivi ispirati alle costellazioni e uno dei vagoni include una piccola biblioteca tematica insieme a un <strong>mini planetario che proietta immagini del cielo notturno su un soffitto a cupola</strong>.</p><p>Durante la notte, il servizio “High Rail Hoshizora”, il cui nome significa “cielo stellato”, effettua una fermata speciale presso la stazione di Nobeyama, la più alta del Giappone, dove si svolgono <strong>sessioni guidate di osservazione astronomica</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/viaje-bajo-las-estrellas-los-5-mejores-trenes-del-mundo-disenados-para-ver-la-via-lactea-1778802364548.jpg" data-image="a43cyghw6c88" alt="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo" title="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo"><figcaption>L’“High Rail 1375” dispone di un mini planetario che proietta immagini del cielo notturno.</figcaption></figure><p>Il percorso, relativamente economico per gli standard giapponesi, è diventato <strong>una delle esperienze ferroviarie più originali del Paese</strong>.</p><p>In un’epoca dominata dagli schermi e dall’iperconnessione, questi viaggi sembrano offrire qualcosa di sempre più raro: <strong>silenzio, oscurità e tempo per contemplare il cielo</strong>. Forse è proprio per questo che attirano così tanto. Perché, in fondo, poche esperienze risultano tanto suggestive quanto osservare milioni di stelle da un treno che avanza lentamente nel cuore della notte.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/viaggio-sotto-le-stelle-i-5-migliori-treni-al-mondo-progettati-per-ammirare-la-via-lattea.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un rover scopre segni nascosti, invisibili da 4.500 anni, in un pozzo della Grande Piramide di Giza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-rover-scopre-segni-nascosti-invisibili-da-4-500-anni-in-un-pozzo-della-grande-piramide-di-giza.html</link><pubDate>Sun, 24 May 2026 09:10:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un'indagine dettagliata rivela come i sistemi di precisione abbiano svelato i segreti costruttivi dell'edificio del faraone Cheope dopo millenni di assoluto isolamento.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-robot-pyramid-rover-revelo-secretos-ocultos-de-la-gran-piramide-de-guiza-1779097764778.jpg" data-image="bi7w2tgdla4r" alt="Pyramid Rover Gran Piramide Giza" title="Pyramid Rover Gran Piramide Giza"><figcaption>Il robot Pyramid Rover ha esplorato i passaggi nascosti della Grande Piramide di Giza in una missione tecnologica senza precedenti. La spedizione ha rivelato antichi segni di scalpellini in passaggi sigillati da oltre 4.000 anni.</figcaption></figure><p>Nel 2002, <strong>un’indagine realizzata da National Geographic TV affrontò la sfida di decifrare i passaggi più inaccessibili della Grande Piramide di Giza</strong>. L’operazione combinò divulgazione in diretta e ingegneria d’avanguardia dell’epoca per ispezionare una sala chiamata Camera della Regina. L’ispezione venne effettuata attraverso un misterioso condotto, poco più largo di un bassotto, che sale in diagonale verso l’oscurità. </p><p><strong>Quel condotto fu scoperto da un ingegnere britannico nel 1872</strong>, insieme a un passaggio simile sul lato opposto della sala. Entrambi i condotti, quello meridionale e quello settentrionale, erano stati murati con mattoni e nessuno sembrava attraversare completamente la piramide, poiché non esistevano aperture verso l’esterno.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Che cos’è il Pyramid Rover?</strong></strong><br> È un dispositivo robotico compatto, alto circa 12 centimetri, dotato di telecamere a fibra ottica e di un sistema di perforazione. Il suo disegno gli permise di muoversi nei condotti stretti della Camera della Regina nella Grande Piramide di Giza.<br><br>Nel settembre del 2002, il robot guidò un’operazione di portata internazionale, trasmessa in diretta in tutto il mondo, con l’obiettivo di fare luce su uno dei grandi enigmi dell’archeologia. <br></div><p>L’ispezione richiedeva un’alternativa meccanica compatta e capace di superare forti dislivelli senza danneggiare la struttura archeologica. Nacque così il <strong>Pyramid Rover, un robot mobile multifunzionale dotato di cingoli per aderire sia al pavimento sia al soffitto.</strong> I ricercatori si trasferirono sul sito con tonnellate di componenti e strumenti di precisione, riuscendo ad adattare i sistemi di trazione alle irregolarità della roccia. </p><h2>L’origine del Pyramid Rover e le missioni a Giza</h2><p>La progettazione tecnica di questo dispositivo articolato venne gestita congiuntamente con un’azienda specializzata in robotica: la società iRobot. <strong>I componenti principali furono trasportati in dodici bagagli specifici contenenti profili metallici e macchinari di lavorazione.</strong> In piena estate, gli operatori allestirono un laboratorio dove, se necessario, producevano ogni notte pezzi di ricambio.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">How a one-of-a-kind robot led researchers deep into the Great Pyramid | National Geographic <a href="https://t.co/XVIpk51IO1">[https://t.co/XVIpk51IO1](https://t.co/XVIpk51IO1)</a></p>— Andro (@AndroOxinu) <a href="https://twitter.com/AndroOxinu/status/2053979880358899758?ref_src=twsrc%5Etfw">May 11, 2026</a></blockquote></figure><p>Il veicolo Pyramid Rover disponeva di cingoli in grado di esercitare pressione simultaneamente sul pavimento e sulla volta del condotto. Quando alcuni tratti del pozzo presentarono irregolarità che impedivano il passaggio del rover, <strong>il team progettò e incorporò un sistema per dispiegare piccole rampe.</strong> Più avanti, a circa 64 metri di profondità, una lastra di calcare bloccò il suo avanzamento, perciò gli ingegneri lo dotarono di un trapano capace di aprire uno stretto foro di esplorazione.</p><h2>Ostacoli a 64 metri e perforazione con il Pyramid Rover</h2><p>Una volta raggiunta la distanza esatta di 64 metri dall’inizio del percorso, una barriera di roccia calcarea fermò la progressione del Pyramid Rover. La soluzione consistette nell’applicare una punta rotativa per realizzare una minuscola apertura nel blocco di chiusura. <strong>Attraverso quel foro, il team introdusse una telecamera a fibra ottica dotata di filamenti di vetro per registrare lo spazio interno.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-robot-pyramid-rover-revelo-secretos-ocultos-de-la-gran-piramide-de-guiza-1779097879791.jpeg" data-image="hxksytri06l2" alt="La Grande Piramide di Giza" title="La Grande Piramide di Giza"><figcaption>Il robot Pyramid Rover perforò i blocchi della Grande Piramide di Giza per rivelare segreti nascosti da 4.500 anni. Questa storica esplorazione archeologica nella Camera della Regina svelò inediti segni di cava grazie alla micro-robotica di precisione.</figcaption></figure><p>La trasmissione in tempo reale mostrò una cavità priva di oggetti cerimoniali o resti umani visibili. Sebbene la funzione architettonica del condotto continuasse a generare dibattiti scientifici, <strong>l’operazione dimostrò la fattibilità della micro-robotica negli ambienti confinati.</strong> </p><p>I dati ottenuti <strong>trasformarono i metodi di analisi archeologica impiegati fino a quel momento a Giza.</strong></p><h2>Segni di cava scoperti nella Grande Piramide</h2><p>Il principale valore dell’analisi risiedeva negli elementi cromatici impressi sulle pareti interne dell’ultimo tratto. <strong>La strumentazione ottica catturò segni dei cavatori in ocra rossa risalenti all’epoca della costruzione della piramide</strong>. Le analisi successive collegarono direttamente questi tratti alla fase di edificazione del monumento funerario.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/z0J5RPx-bzw/sddefault.jpg" alt="youtube video id=z0J5RPx-bzw" id="z0J5RPx-bzw"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>“Siamo state le prime persone in 4.500 anni a vedere quei pigmenti rossi”, ha dichiarato <strong>Christian Weagle, un ingegnere noto soprattutto per il suo lavoro come progettista presso iRobot.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760803" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/studio-spagnolo-rivela-la-grande-piramide-e-stata-costruita-da-una-civilta-avanzata-precedente-all-antico-egitto.html" title="Studio spagnolo rivela: la Grande Piramide è stata costruita da una civiltà avanzata precedente all'antico Egitto">Studio spagnolo rivela: la Grande Piramide è stata costruita da una civiltà avanzata precedente all'antico Egitto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/studio-spagnolo-rivela-la-grande-piramide-e-stata-costruita-da-una-civilta-avanzata-precedente-all-antico-egitto.html" title="Studio spagnolo rivela: la Grande Piramide è stata costruita da una civiltà avanzata precedente all'antico Egitto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gran-piramide-de-giza-un-estudio-plantea-que-podria-tener-12-000-anos-y-origen-en-una-civilizacion-desconocida-1774348118876_320.jpg" alt="Studio spagnolo rivela: la Grande Piramide è stata costruita da una civiltà avanzata precedente all'antico Egitto"></a></article></aside><p>La scoperta confermò che i passaggi, individuati originariamente nel 1872 da un ingegnere britannico, custodivano alcune delle testimonianze più dirette <strong>delle grandi sfide logistiche dell’epoca faraonica.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-rover-scopre-segni-nascosti-invisibili-da-4-500-anni-in-un-pozzo-della-grande-piramide-di-giza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Una nuova teoria sulla materia oscura potrebbe risolvere tre enigmi dell'universo in un colpo solo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo.html</link><pubDate>Sun, 24 May 2026 07:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Una nuova ricerca propone che la materia oscura auto-interagente formi grumi densissimi capaci di spiegare tre anomalie: lenti gravitazionali senza galassia generatrice, correnti stellari perturbate e ammassi stellari di origine sospetta nelle galassie nane vicine alla Via Lattea.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo-1779276788614.png" data-image="8cli5shehp3t" alt="Materia oscura" title="Materia oscura"><figcaption>Una simulazione della formazione delle strutture di materia oscura dall'universo primordiale fino ai giorni nostri. Credit: Ralf Kaehler/SLAC National Accelerator Laboratory/American Museum of Natural History</figcaption></figure><p><strong>La materia oscura è uno dei problemi più affascinanti della cosmologia moderna</strong>. Viene chiamata “oscura” in quanto non è direttamente osservabile. Infatti, essa non emette e non assorbe luce. Tuttavia esiste, e ce ne accorgiamo osservando i suoi effetti gravitazionali sulla materia visibile.</p><p><strong>La materia oscura esercita forze attrattive</strong> (a differenza dell’energia oscura che esercita forze repulsive) per cui condiziona il moto della materia visibile. Anzi, poiché costituisce circa il 27% della materia dell’Universo, ne segue che la materia oscura in qualche modo <strong>esercita un ruolo fondamentale nel plasmare la struttura e l’evoluzione dell’Universo.</strong></p><p>Esistono più modelli per descrivere la materia oscura. Tra questi <strong>il modello più usato è quello della materia oscura fredda e “collisionless”</strong>, cioè non interagente che, però, se funziona molto bene su larga scala (si pensi alle lenti gravitazionali), fallisce nel descrivere i suoi effetti gravitazionali sulle strutture piccole e dense, come galassie nane, e correnti stellari perturbate. </p><h2>Dal modello freddo alla materia oscura auto-interagente</h2><p>Da Hai-Bo Yu dell’Università della California, Riverside, arriva una nuova proposta molto interessante. Non si tratta di un nuovo modello di materia oscura ma di <strong>una sua variante chiamata<em> Self-Interacting Dark Matte</em></strong><strong><em>r</em></strong>, o SIDM.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Con il nome di <strong><em>Self-Interacting Dark Matte</em></strong><strong><em>r</em></strong> si indica una variante del modello cosmologico standard<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p> Questa variante è stata recentemente presentata sulla rivista <em>Physical Review Letters</em>. Sostanzialmente, in questa versione del modello cosmologico le particelle di materia oscura riescono ad interagire e scambiare energia e si ipotizza che <strong>aloni di materia oscura possano collassare su se stessi formando dei grumi isolati </strong>molto compatti dell’ordine di milioni di masse solari.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="754075" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-maggior-parte-dell-universo-e-invisibile-il-paradosso-cosmico-della-misteriosa-materia-oscura.html" title="La maggior parte dell'universo è invisibile: il paradosso cosmico della misteriosa materia oscura ">La maggior parte dell'universo è invisibile: il paradosso cosmico della misteriosa materia oscura </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-maggior-parte-dell-universo-e-invisibile-il-paradosso-cosmico-della-misteriosa-materia-oscura.html" title="La maggior parte dell'universo è invisibile: il paradosso cosmico della misteriosa materia oscura "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-maggior-parte-dell-universo-e-invisibile-il-paradosso-cosmico-della-misteriosa-materia-oscura-1771008296202_320.png" alt="La maggior parte dell'universo è invisibile: il paradosso cosmico della misteriosa materia oscura "></a></article></aside><p>Proprio questa variante dei grumi collassati, attraverso un meccanismo chiamato collasso gravotermico, riuscirebbe a spiegare gli effetti della materia oscura sulla piccola scala spaziale, cioè proprio su quella scala in cui il modello standard fallisce.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La Self-Interacting Dark Matter non elimina il modello cosmologico standard, ma ne propone una variante più ricca sulle piccole scale<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L’idea della Self-Interacting Dark Matter è importante perché riesce a spiegare contemporaneamente tre anomalie diverse potendo agire in ambienti molto lontani tra loro come i sistemi di lenti gravitazionali, le correnti stellari nella Via Lattea e le galassie satellite. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo-1779276943954.png" data-image="bgfbs7q49050" alt="Lente gravitazionale JVAS B1938+666" title="Lente gravitazionale JVAS B1938+666"><figcaption>Immagine della lente gravitazionale JVAS B1938+666 le cui anomalie potrebbero essere spiegate con il modello di Materia Oscura auto-reagente. Credit: Credit: Devon Powell/MPA</figcaption></figure><p>Nello specifico riuscirebbe a spiegare il perché di tre enigmi cosmici: l'esistenza di lenti gravitazionali prive della galassia o dell'ammasso di galassie generatore, deformazioni delle correnti stellari, e formazione di ammassi stellari per aggregazione di stelle non gravitazionalmente legate.</p><p><br>In altre parole, <strong>la SIDM </strong>non elimina il modello cosmologico standard, ma ne <strong>propone una variante </strong>più ricca sulle piccole scale, dove le osservazioni sono più difficili da interpretare.</p><h2>Tre indizi cosmici: lenti, correnti stellari e Fornax 6</h2><p>Ma come si è arrivati a formulare questa variante del modello cosmologico standard? <strong>Esistono in particolare tre diverse evidenze osservative che potrebbero meglio essere spiegate in un contesto di Self-Interacting Dark Matter.</strong></p><p><strong>La prima evidenza osservativa</strong> riguarda la lente gravitazionale JVAS B1938+666, dove un oggetto invisibile ma molto denso sembra deformare la luce di una galassia lontana. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756157" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/conosciamo-solo-il-5-il-resto-dell-universo-e-costituito-da-materia-ed-energia-che-non-comprendiamo.html" title="Conosciamo solo il 5%: il resto dell’universo è costituito da materia ed energia che non comprendiamo">Conosciamo solo il 5%: il resto dell’universo è costituito da materia ed energia che non comprendiamo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/conosciamo-solo-il-5-il-resto-dell-universo-e-costituito-da-materia-ed-energia-che-non-comprendiamo.html" title="Conosciamo solo il 5%: il resto dell’universo è costituito da materia ed energia che non comprendiamo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/conosciamo-solo-il-5-il-resto-dell-universo-e-costituito-da-materia-ed-energia-che-non-comprendiamo-1772102607219_320.jpg" alt="Conosciamo solo il 5%: il resto dell’universo è costituito da materia ed energia che non comprendiamo"></a></article></aside><p>Sappiamo che una grossa massa è la causa dell’effetto lente gravitazionale, come ad esempio un ammasso di galassie. Tuttavia, in questo caso si osserva la lente ma non si vede la massa che la genera. Una sottostruttura di materia oscura auto-interagente potrebbe produrre proprio questo tipo di perturbazione gravitazionale. </p><p><strong>La seconda evidenza osservativa</strong> riguarda la corrente stellare GD-1, cioè un lungo flusso di stelle all’interno della Via Lattea che mostra una sorta di rottura, come se un oggetto compatto e invisibile, appunto un grumo di Self-Interacting Dark Matter, l’avesse attraversato. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo-1779277188603.png" data-image="3i7qjscnt876" alt="Stellar stream" title="Stellar stream"><figcaption>Ricostruzione della corrente stellare denominata GD-1 all'interno della nostra Galassia. Credit: https://adrian.pw/visualizations/mwstreams/</figcaption></figure><p><strong>La terza evidenza osservativa </strong>riguarda l’ammasso stellare Fornax 6 all'interno dell’omonima galassia. Questo ammasso di stelle, invece di essere nato dalla frammentazione e dal collasso dei frammenti di una nube molecolare gigante, così come avviene per gli ammassi stellari, potrebbe essere nato da stelle singole che sono state catturate da uno o più grumi di Self-Interacting Dark Matter e che sono state concentrate in un unico ammasso.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Sono tre le anomalie osservative che verrebbero spiegate con il modello della Self-Interacting Dark Matter<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>La forza di questa teoria è la sua relativa semplicità,</strong> cioè la possibilità che grumi di SIDM spieghino contemporaneamente gli effetti osservati in lenti gravitazionali, flussi stellari e galassie satellite, cioè in tre scale spaziali molto diverse.</p><h2>Un campo in rapido movimento</h2><p><strong>Il modello del Self-Interacting Dark Matter è un modello promettente ma non definitivo.</strong> Se la popolazione di grumi oscuri venisse confermata in ambienti diversi, la materia oscura potrebbe apparire meno “oscura” di quanto pensiamo: non perché diventi visibile, ma perché inizierebbe finalmente a rivelare la propria fisica interna.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748684" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-sono-sul-punto-di-capire-di-cosa-e-fatto-la-maggior-parte-dell-universo.html" title="Gli scienziati vicini alla scoperta: di cosa è fatta la materia oscura che compone gran parte dell'universo">Gli scienziati vicini alla scoperta: di cosa è fatta la materia oscura che compone gran parte dell'universo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-sono-sul-punto-di-capire-di-cosa-e-fatto-la-maggior-parte-dell-universo.html" title="Gli scienziati vicini alla scoperta: di cosa è fatta la materia oscura che compone gran parte dell'universo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scientists-are-on-the-verge-of-understanding-what-most-of-the-universe-is-made-out-of-1767913102717_320.jpeg" alt="Gli scienziati vicini alla scoperta: di cosa è fatta la materia oscura che compone gran parte dell'universo"></a></article></aside><p>Ma sulla materia oscura si continua a lavorare anche in altre direzioni. Altri scenari, come materia oscura fuzzy, i buchi neri primordiali o modifiche della gravità, restano oggetto di discussione e studio. La sfida dei prossimi anni sarà confrontare questi modelli con dati sempre più precisi da lenti gravitazionali, missioni astrometriche e osservazioni di galassie nane. </p><h3><em>Riferimento scientifico allo studio</em></h3><p><em><a href="https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/txxx-97ln">“Three Birds with One Stone: Core-Collapsed SIDM Halos as the Common Origin of Dense Perturbers in Lenses, Streams, and Satellites” </a></em>Hai-Bo Yu Physical Review Letters, 2026, DOI: https://doi.org/10.1103/txxx-97ln</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item></channel></rss>