<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 25 May 2026 19:00:27 +0000</lastBuildDate><pubDate>Mon, 25 May 2026 19:00:27 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Una nuova specie di granchio è stata scoperta in Amazzonia, vive a oltre 1700 di altezza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-nuova-specie-di-granchio-e-stata-scoperta-in-amazzonia-vive-a-oltre-1700-di-altezza.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Una nuova specie di granchio rinvenuta sul Pico da Neblina, nello Stato di Amazonas, ha sorpreso gli scienziati per la sua altitudine estrema e ha portato alla luce un genere inedito di crostacei d'acqua dolce nell'Amazzonia brasiliana.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/especie-de-caranguejo-e-encontrada-a-mais-de-1-700-metros-de-altitude-na-amazonia-1779053928667.jpg" data-image="9h1qogumkja2" alt="Serra do Imeri." title="Serra do Imeri."><figcaption>Vista panoramica della Serra do Imeri, habitat delle due nuove specie di rane. Crediti: Taran Grant</figcaption></figure><p>La scoperta di una nuova specie di <strong>granchio d'acqua dolce</strong> nel cuore dell'Amazzonia brasiliana ha rivelato molto più di un animale fino ad allora sconosciuto alla scienza. La scoperta ha anche portato i ricercatori all'identificazione di un nuovo genere di crostacei, ampliando le conoscenze sulla biodiversità delle regioni montuose amazzoniche. <strong>L'animale è stato trovato a 1.730 metri di altitudine, in un ruscello situato nella Serra do Imeri, all'interno del Parco Nazionale del Pico da Neblina, in Amazonas.</strong></p><p>La regione, situata all’estremo nord del Brasile, ospita il punto più alto del territorio nazionale <strong>ed è considerata una delle aree più preservate e meno esplorate dell’Amazzonia.</strong> Il luogo fa anche parte del <strong>territorio Yanomami,</strong> un fattore che ha rafforzato l’importanza della collaborazione tra scienziati e indigeni durante il lavoro di ricerca e catalogazione della nuova specie.</p><p>Battezzato <strong><em>Okothelphusa trefauti,</em></strong> il crostaceo porta nel proprio nome un omaggio alla collaborazione instaurata durante la spedizione scientifica. <strong>La parola “Oko” significa “granchio” nella lingua Yanomami,</strong> mentre “thelphusa” è un termine utilizzato nella nomenclatura scientifica per designare i granchi d’acqua dolce.</p><h2>Una spedizione ha portato alla luce una nuova specie</h2><p>Il nome <strong>«trefauti»</strong> fa invece riferimento all’erpetologo <strong>Miguel Trefaut Rodrigues,</strong> ricercatore del <strong>Museo di Zoologia dell’Università di San Paolo (USP)</strong> e responsabile della spedizione condotta nel 2022 nella <strong>Serra do Imeri.</strong> Durante il lavoro sul campo, i ricercatori hanno trovato tre esemplari dell'animale (un maschio e due femmine) mentre raccoglievano girini nelle zone allagate della foresta d'altitudine.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/especie-de-caranguejo-e-encontrada-a-mais-de-1-700-metros-de-altitude-na-amazonia-1779054354992.jpg" data-image="z0isval9jxla" alt="Granchio d'acqua dolce." title="Granchio d'acqua dolce."><figcaption>Uno dei luoghi più isolati del Brasile, situato nel territorio degli Yanomami, ospita un gruppo di granchi d'acqua dolce finora sconosciuto. Crediti: Marcos Tavares e Célio Magalhães/Zootaxa</figcaption></figure><p>Gli esemplari sono stati analizzati dagli zoologi <strong>Marcos Tavares</strong> e <strong>Célio Magalhães,</strong> autori della descrizione scientifica pubblicata ad aprile sulla rivista specializzata <strong>Zootaxa.</strong> Secondo i ricercatori, le analisi morfologiche e genetiche hanno rivelato caratteristiche uniche, sufficienti a collocare il granchio in un lignaggio fino ad allora sconosciuto all’interno della famiglia <strong>Pseudothelphusidae.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748609" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-4-specie-di-animali-che-vivono-solo-in-amazzonia-e-sono-a-rischio-di-estinzione.html" title="Le 4 specie di animali che vivono solo in Amazzonia e sono a rischio di estinzione">Le 4 specie di animali che vivono solo in Amazzonia e sono a rischio di estinzione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-4-specie-di-animali-che-vivono-solo-in-amazzonia-e-sono-a-rischio-di-estinzione.html" title="Le 4 specie di animali che vivono solo in Amazzonia e sono a rischio di estinzione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/4-especies-de-animais-que-so-existem-na-amazonia-e-correm-risco-de-extincao-1766675627236_320.jpg" alt="Le 4 specie di animali che vivono solo in Amazzonia e sono a rischio di estinzione"></a></article></aside><p>Questo gruppo riunisce granchi tipici dei torrenti montani del Sud America, ma la specie trovata sul Pico da Neblina ha attirato l'attenzione per i suoi tratti evolutivi molto distinti. <strong>La scoperta rafforza l'ipotesi che le regioni isolate e elevate dell'Amazzonia fungano da veri e propri rifugi biologici, favorendo la comparsa di specie endemiche.</strong></p><h2>Una vita in sintonia con le montagne amazzoniche</h2><p>Secondo gli scienziati, <strong>il granchio di Imeri ha abitudini prevalentemente terrestri e si muove solitamente nelle zone umide vicine ai corsi d’acqua.</strong> La sua alimentazione si basa su piccoli invertebrati presenti nell’ambiente della foresta d’altitudine.</p><div class="texto-destacado">Un altro aspetto considerato rilevante dai ricercatori è il cosiddetto sviluppo diretto della specie. A differenza di molti crostacei<strong>, l'Okothelphusa trefauti non attraversa una fase larvale acquatica. </strong>Ciò limita la sua capacità di dispersione in altre aree, favorendo l'isolamento della popolazione e la formazione di specie limitate a regioni molto specifiche, come le cime delle montagne.</div><p>Per gli esperti, questo tipo di adattamento <strong>aiuta a spiegare la grande diversità biologica che si trova nelle zone elevate dell'Amazzonia, </strong>molte delle quali sono ancora poco studiate dalla scienza.</p><h2>Il parco ospita specie ancora sconosciute</h2><p>Con una superficie di <strong>circa 2,3 milioni di ettari,</strong> il Parco Nazionale del Pico da Neblina è una delle più grandi aree protette del Brasile. Nonostante la sua importanza ambientale, gran parte del territorio rimane poco studiata dal punto di vista scientifico, in particolare le zone situate a quote più elevate.</p><p>Secondo il responsabile del parco, <strong>Cassiano Gatto,</strong> le nuove spedizioni condotte nella regione portano spesso alla scoperta di forme di vita inedite. A suo avviso, le dimensioni del parco e la difficoltà di accesso alle montagne indicano che molte specie attendono ancora di essere identificate.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="600012" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/granchio-blu-da-flagello-a-importante-risorsa-secondo-i-risultati-di-uno-studio-italiano.html" title="Granchio blu: da flagello a importante risorsa, i risultati di uno studio italiano">Granchio blu: da flagello a importante risorsa, i risultati di uno studio italiano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/granchio-blu-da-flagello-a-importante-risorsa-secondo-i-risultati-di-uno-studio-italiano.html" title="Granchio blu: da flagello a importante risorsa, i risultati di uno studio italiano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/granchio-blu-da-flagello-a-importante-risorsa-secondo-i-risultati-di-uno-studio-italiano-1701296863691_320.jpg" alt="Granchio blu: da flagello a importante risorsa, i risultati di uno studio italiano"></a></article></aside><p><strong>“Non conosciamo ancora tutta la biodiversità esistente.</strong> Ogni nuova spedizione scopre forme di vita nuove e uniche e, data la grande estensione del parco, crediamo che ne troveremo molte altre”, ha affermato il responsabile.</p><h3><em>Fonte della notizia</em></h3><p><em>(((o))) eco. <a href="https://oeco.org.br/noticias/descoberta-nas-alturas-caranguejo-e-encontrado-a-mais-de-1-700-metros-de-altitude/" target="_blank">Descoberta nas alturas: caranguejo é encontrado a mais de 1.700 metros de altitude</a>. 2026</em><em></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-nuova-specie-di-granchio-e-stata-scoperta-in-amazzonia-vive-a-oltre-1700-di-altezza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: da martedì 26 anticiclone in declino per una perturbazione atlantica, torna la pioggia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-da-martedi-26-anticiclone-in-declino-per-una-perturbazione-atlantica-torna-la-pioggia.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 16:06:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nel corso della prossima settimana l’anticiclone portatore del bel tempo in Italia si indebolirà e lascerà il posto al passaggio di una perturbazione atlantica. Analizziamo la situazione più nel dettaglio.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab4wxu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab4wxu.jpg" id="xab4wxu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Al momento <strong>il campo di alta pressione rimane ben saldo sul Mar Mediterraneo</strong> centrale, portando tempo stabile e soleggiato su buona parte dell’Italia a parte su Sicilia e Calabria, <strong>dove invece abbiamo ancora rovesci e temporali</strong>, con fulmini e raffiche di vento. Entro la fine della giornata però tornerà il sereno ovunque, anche al sud.</p><p>Ci attende poi <strong>una settimana accompagnata da tempo in prevalenza stabile</strong>, ovvero con cielo tendenzialmente sgombro da nubi quasi ovunque a parte <strong>la formazione di nubi ad evoluzione diurna sia lungo l’arco alpino che nelle zone interne delle regioni meridionali</strong>, in particolare ancora tra Sicilia e Calabria.</p><h2>Per quanto ancora avremo la protezione dell'anticiclone?</h2><p>Queste nubi si andranno a formare a partire dalla tarda mattinata, <strong>raggiungeranno l’apice della loro estensione durante le ore pomeridiane</strong>, quando porteranno anche rovesci e possibili temporali, e <strong>tenderanno poi a diradarsi nel corso della serata</strong>, quando anche i fenomeni tenderanno ad esaurirsi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’andamento meteo appena descritto <strong>si ripeterà nei prossimi giorni ma con un graduale aumento dell’instabilità</strong> atmosferica.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ciò significa che nel corso della settimana <strong>nubi e fenomeni non si limiteranno solo alle zone già citate</strong>, ma pian piano si estenderanno sempre più.</p><p>Infatti giovedì l’instabilità durante le ore centrali finirà per interessare buona parte del nord Italia, <strong>non più solo i settori alpini e prealpini</strong>, e anche le regioni centrali. Oltre ad essere più estesi <strong>i fenomeni risulteranno anche più intensi</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-da-lunedi-anticiclone-in-declino-con-perturbazione-atlantica-torna-la-pioggia-ecco-le-zone-piu-esposte-1779718973338.png" data-image="bpu0op57oyjy" alt="Precipitazione cumulata" title="Precipitazione cumulata"><figcaption>Precipitazione cumulata nel corso della settimana.</figcaption></figure><p>Situazione meteo simile è prevista per venerdì, <strong>avremo quindi come di consueto un aumento della nuvolosità tra la tarda mattinata e il pomeriggio</strong> con precipitazioni che interesseranno le regioni centro-meridionali, le due isole maggiori, Alpi e Prealpi.</p><p>Malgrado questa variabilità atmosferica <strong>le temperature continueranno ad aumentare</strong>, mantenendosi ampiamente al di sopra della media climatologica, <strong>ossia quella calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020</strong>. Farà quindi decisamente caldo, troppo per essere ancora alla fine di maggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769732" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-arcobaleno-nel-cuore-della-notte-il-misterioso-fenomeno-del-moonbow-che-si-verifica-solo-durante-la-luna-piena.html" title="Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del 'moonbow' che si verifica solo durante la luna piena">Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del "moonbow" che si verifica solo durante la luna piena</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-arcobaleno-nel-cuore-della-notte-il-misterioso-fenomeno-del-moonbow-che-si-verifica-solo-durante-la-luna-piena.html" title="Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del 'moonbow' che si verifica solo durante la luna piena"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/arcoiris-en-plena-noche-el-misterioso-espectaculo-moonbow-que-solo-ocurre-bajo-la-luna-llena-1778882648636_320.png" alt="Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del 'moonbow' che si verifica solo durante la luna piena"></a></article></aside><p><strong>Sabato e domenica poi i fenomeni torneranno a farsi più localizzati</strong>, interessando perlopiù il meridione.</p><h2>Cambiamenti in vista per la prossima settimana</h2><p>Come detto già inizialmente <strong>questa prevalente stabilità atmosferica è legata alla permanenza del campo di alta pressione</strong> che però nel corso della prossima settimana sembrerebbe destinato ad indebolirsi gradualmente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770084" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-viaggio-nel-cuore-della-fabbrica-di-satelliti-il-nuovo-meteosat-che-rivoluzionera-le-previsioni-meteorologiche.html" title="Un viaggio nel cuore della fabbrica di satelliti: il nuovo Meteosat che rivoluzionerà le previsioni meteorologiche">Un viaggio nel cuore della fabbrica di satelliti: il nuovo Meteosat che rivoluzionerà le previsioni meteorologiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-viaggio-nel-cuore-della-fabbrica-di-satelliti-il-nuovo-meteosat-che-rivoluzionera-le-previsioni-meteorologiche.html" title="Un viaggio nel cuore della fabbrica di satelliti: il nuovo Meteosat che rivoluzionerà le previsioni meteorologiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-viaje-al-corazon-de-la-fabrica-de-satelites-el-nuevo-meteosat-que-revolucionara-las-predicciones-meteorologicas-1779184195976_320.jpeg" alt="Un viaggio nel cuore della fabbrica di satelliti: il nuovo Meteosat che rivoluzionerà le previsioni meteorologiche"></a></article></aside><p>Secondo la tendenza meteo già da lunedì prossimo, <strong>primo giorno di giugno e anche primo giorno dell’estate meteorologica</strong>, inizierà il suo declino, lento ma inesorabile, che finirà per <strong>lasciare spazio al passaggio di una perturbazione atlantica</strong> che attraverserà le regioni centro-settentrionali dove quindi porterà tempo instabile con nuovi cali termici.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-da-martedi-26-anticiclone-in-declino-per-una-perturbazione-atlantica-torna-la-pioggia-ecco-le-zone-piu-esposte-1779719767709.png" data-image="7alo2oplse8s" alt="Piogge, maltempo." title="Piogge, maltempo."><figcaption>Ecco le aree dove sono attese piogge e temporali nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p><strong>Malgrado le temperature siano attese in lieve calo avremo valori comunque più alti del normale</strong>, non si potrà quindi dire che farà freddo ma semplicemente che ci sarà un po’ meno caldo rispetto alla fine di questa settimana.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Come sempre <strong>vi ricordiamo che questa è una tendenza meteo</strong>, il passaggio della perturbazione atlantica potrebbe avvenire qualche giorno prima o qualche giorno dopo <strong>rispetto a quanto attualmente previsto dai modelli matematici</strong>, e anche la sua intensità è ancora molto incerta.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-da-martedi-26-anticiclone-in-declino-per-una-perturbazione-atlantica-torna-la-pioggia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La pianta dei soldi cinese svela una geometria segreta: le foglie seguono la stessa logica utilizzata nelle mappe]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/la-pianta-dei-soldi-cinese-svela-una-geometria-segreta-le-foglie-seguono-la-stessa-logica-utilizzata-nelle-mappe.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 15:21:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Uno studio pubblicato su Nature Communications dimostra che le foglie della pianta cinese del denaro presentano una disposizione delle nervature simile agli algoritmi utilizzati nelle mappe, rivelando come semplici processi biologici possano dare origine a forme naturali altamente ordinate, senza alcun piano centrale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/planta-chinesa-do-dinheiro-revela-geometria-secreta-folhas-seguem-logica-usada-em-mapas-1778788714557.jpg" data-image="gguht6c5h44h" alt="Pianta." title="Pianta."><figcaption>Le nervature della pianta cinese dei soldi presentano una struttura geometrica insolita, formata da piccoli pori distribuiti su tutta la foglia.</figcaption></figure><p>Una pianta comune che si trova in vaso negli appartamenti, sui balconi e nei giardini ha attirato l'attenzione della comunità scientifica per un motivo inaspettato: le sue foglie sembrano organizzare le nervature secondo una logica simile a quella utilizzata nelle mappe, nelle reti digitali e nella pianificazione urbana. Si tratta della <strong><em>Pilea peperomioides, </em></strong>nota come «pianta cinese dei soldi», originaria della Cina meridionale e oggi molto diffusa come pianta ornamentale in diverse parti del mondo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/planta-chinesa-do-dinheiro-revela-geometria-secreta-folhas-seguem-logica-usada-em-mapas-1778788783775.jpg" data-image="7tx9xm869ypt" alt="Pianta." title="Pianta."><figcaption>La formazione delle nervature suggerisce che processi biologici semplici possano dare origine a strutture complesse, senza che la pianta segua un «progetto» prestabilito.</figcaption></figure><p>La scoperta dimostra che le nervature principali della foglia formano una suddivisione molto simile a un diagramma di <strong>Voronoi, </strong>un modello geometrico che suddivide lo spazio in regioni attorno a punti centrali. In parole povere, è come se la foglia creasse una rete organizzata a partire da piccoli punti di riferimento distribuiti sulla sua superficie.</p><h2>Una geometria unica della foglia</h2><p>In un <strong>diagramma di Voronoi, </strong>ogni area è associata al punto più vicino. È la stessa logica che potrebbe suddividere una città in zone di competenza attorno a scuole, ospedali o ripetitori. <strong>Nella foglia della Pilea, i punti centrali sono gli idatodi, piccoli pori legati al rilascio di acqua e alla regolazione interna della pianta.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/planta-chinesa-do-dinheiro-revela-geometria-secreta-folhas-seguem-logica-usada-em-mapas-1778788937737.jpg" data-image="lxipmlz6so2x" alt="Diagramma, Voronoi" title="Diagramma, Voronoi"><figcaption>Il diagramma di Voronoi rappresenta la suddivisione di uno spazio in aree di influenza a partire da punti centrali.</figcaption></figure><p>La cosa sorprendente è che le nervature più grandi si presentano come confini tra questi pori, formando poligoni chiusi. La pianta, ovviamente, non fa calcoli. Ciò che lo studio suggerisce è che processi biologici locali, ripetuti durante la crescita, possano generare un’organizzazione visivamente simile alle soluzioni matematiche utilizzate dalla tecnologia. Questo aiuta a spiegare perché la scoperta abbia attirato l’attenzione anche al di fuori del campo della botanica.</p><h2>Ecco come gli scienziati hanno testato il modello</h2><p>I ricercatori non si sono limitati a osservare la foglia e a confrontare i disegni. Hanno mappato la posizione degli idatodi e delle nervature sulle foglie analizzate al microscopio e hanno effettuato dei test per verificare se il modello si avvicinasse effettivamente a un Voronoi. <strong>Successivamente, hanno confrontato gli idatodi con altri possibili punti, come i centri dei poligoni e punti casuali.</strong></p><p>Il modello è rimasto vicino a quello previsto anche quando le piante sono state sottoposte a condizioni di ombra, alta luminosità e temperature elevate, il che rafforza l'idea di una regola locale resistente alle variazioni nello sviluppo. Tra i punti principali dello studio vi sono:</p><ul> </ul><h2>L'auxina contribuisce al disegno naturale</h2><p>La spiegazione proposta coinvolge l'auxina, un ormone vegetale essenziale per la crescita. Nei modelli classici di formazione delle nervature, <strong>l'auxina tende a formare canali che collegano le fonti alle regioni di deflusso. </strong>Nel caso della Pilea, gli autori suggeriscono una dinamica diversa: le onde di auxina partirebbero dagli idatodi e si incontrerebbero nello spazio tra di essi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Queste zone di incontro fungerebbero da guide per la formazione delle nervature. Pertanto, invece di collegare direttamente un poro all'altro, <strong>le nervature sorgerebbero tra di essi, dividendo la foglia in aree.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Non è ancora chiaro se questa geometria migliori il trasporto dell'acqua, aumenti la resistenza della foglia o renda la rete vascolare più robusta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763697" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/carbonio-gli-alberi-ripiantati-dall-uomo-immagazzinano-molto-meno-co-rispetto-alle-foreste-primarie.html" title="Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie">Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/carbonio-gli-alberi-ripiantati-dall-uomo-immagazzinano-molto-meno-co-rispetto-alle-foreste-primarie.html" title="Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/carbone-les-arbres-replantes-par-l-homme-stockent-beaucoup-moins-de-co2-que-les-forets-primaires-1774858502437_320.jpeg" alt="Carbonio: gli alberi ripiantati dall'uomo immagazzinano molto meno CO₂ rispetto alle foreste primarie"></a></article></aside><p>Ciononostante, lo studio apre una nuova prospettiva per osservare le piante comuni: <strong>come sistemi viventi in cui biologia, matematica e crescita si incontrano,</strong> senza la necessità di un controllo centrale per disegnare ogni dettaglio.</p><h3><em>Fonte della notizia</em></h3><p><em><a href="https://doi.org/10.1038/s41467-026-71768-3" target="_blank">Reticulate leaf venation in Pilea peperomioides is a Voronoi diagram</a>. 12 de maio, 2026. Zheng, C.X., Palit, S., Venezia, M. <em>et al.</em> </em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/la-pianta-dei-soldi-cinese-svela-una-geometria-segreta-le-foglie-seguono-la-stessa-logica-utilizzata-nelle-mappe.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Da giovedì 28 maggio forti temporali sono attesi in Italia: ecco le regioni a rischio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-forti-temporali-sono-attesi-in-italia-ecco-le-regioni-a-rischio.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 14:14:27 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il dominio anticiclonico garantirà ancora tempo stabile e soleggiato, con temperature decisamente estive fino a mercoledì. Poi, a metà settimana, avremo un break temporalesco su diverse regioni del nostro Paese.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab4vey"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab4vey.jpg" id="xab4vey"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Le <strong>prossime due giornate </strong>saranno ancora caratterizzate da condizioni di <strong>stabilità atmosferica su quasi tutto il territorio nazionale</strong>. L’anticiclone, infatti, sta convogliando correnti calde di provenienza subtropicale che, insieme all'effetto di compressione adiabatica, faranno salire i <strong>termometri ben oltre le medie del periodo</strong>. </p><div class="texto-destacado">L'evoluzione di questa<strong> ondata di calore</strong> interesserà particolarmente <strong>il Centro-Nord</strong>, in primis la<strong> Pianura Padana </strong>e le<strong> valli e conche interne</strong> delle <strong>regioni centrali</strong> immerse in un <strong>clima pienamente estivo</strong>. </div><p>Mercoledì 27 dovrebbe essere la giornata più calda, quando le temperature potranno toccare punte massime anche di 33-35°C in diverse aree, specialmente tra Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. </p><p>Sulle<strong> regioni centrali,</strong> in particolare <strong>tra</strong> <strong>Toscana, Umbria e Lazio</strong>, i valori massimi oscilleranno facilmente<strong> tra i 32 e i 34°C</strong>, <strong>temperature </strong>decisamente premature per la stagione, più <strong>tipiche di mesi come luglio o agosto</strong>, piuttosto che di fine maggio.</p><h2>L'arrivo dei temporali </h2><p>La situazione inizierà a cambiare <strong>mercoledì </strong>sera quando delle infiltrazioni di aria più fredda, soprattutto in quota, raggiungeranno l'Italia da nordest. Giungendo <strong>dopo </strong>le massime di <strong>+35°C del pomeriggio</strong>, già i primi refoli freschi potranno dare origine ai <strong>primi temporali serali</strong>, anticamera dei fenomeni pomeridiani in arrivo nel giorno successivo, giovedì. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-ai-forti-temporali-di-giovedi-ecco-le-regioni-a-rischio-1779717083435.jpg" data-image="8i005boti3tg"><figcaption>Un break temporalesco potrebbe interessare soprattutto le regioni centro-settentrionali a partire da mercoledì sera/notte e poi nel pomeriggio di giovedì, anche sull'aree interne dell'Italia meridionale</figcaption></figure><p>Ci sarà anche un<strong> lieve cedimento della pressione</strong>, favorito proprio dall'<strong>ingresso di correnti più fresche in quota provenienti dai quadranti nord-orientali</strong>, che determinerà esso stesso un <strong>aumento dell'instabilità atmosferica</strong>. </p><p>Possiamo dire che non si tratterà di un crollo termico, tantomeno generalizzato, tuttavia queste<strong> infiltrazioni saranno in grado di innescare</strong> lo sviluppo di <strong>fenomeni temporaleschi (soprattutto pomeridiani)</strong>, localmente anche intensi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-ai-forti-temporali-di-giovedi-ecco-le-regioni-a-rischio-1779715920920.jpg" data-image="4304jur9hqls"><figcaption>Precipitazioni accumulate entro la fine della settimana sull'Italia. Dalla mappa è facile dedurre che diverse zone del nostro Paese verranno interessate da precipitazioni che, localmente, potranno risultare anche consistenti e nella forma di rovesci o temporali, soprattutto da mercoledì sera-notte al Nord, poi soprattutto nel pomeriggio di giovedì al Centro-Sud.</figcaption></figure><p>Come accennato, l'<strong>area alpina di Nord-Est</strong> sarà la prima a risentire di questo<strong> flusso instabile già dalla serata di mercoledì</strong>. <strong>Giovedì</strong>, l'instabilità si estenderà con maggiore decisione <strong>verso le zone interne del Centro-Sud</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770576" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-temperature-massime-fino-a-36-c.html" title="Meteo Milano: estate piena a metà settimana, temperature massime fino a 36°C">Meteo Milano: estate piena a metà settimana, temperature massime fino a 36°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-temperature-massime-fino-a-36-c.html" title="Meteo Milano: estate piena a metà settimana, temperature massime fino a 36°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-con-le-temperature-fino-a-36-c-1779691413062_320.png" alt="Meteo Milano: estate piena a metà settimana, temperature massime fino a 36°C"></a></article></aside><p>L'<strong>area appenninica e le zone interne del versante tirrenico centrale</strong>, tra T<strong>oscana, Umbria e Lazio</strong>, saranno interessate da un <strong>rapido aumento della nuvolosità a sviluppo verticale</strong> (cumulonembi), a partire dai rilievi,<strong> tra la tarda mattina e il pomeriggio</strong>, quando <strong>rovesci e temporal</strong>i potranno spingersi <strong>anche più ad ovest</strong>, lontano dalle aree montuose di origine.</p><h2><strong>Venerdì e weekend con residui fenomeni e stabilità</strong></h2><p>Nella giornata di <strong>venerdì 29 </strong>potremo avere ancora dell'<strong>instabilità residua</strong>. I <strong>fenomeni temporaleschi</strong> tenderanno ad essere <strong>meno diffusi e, quindi, più localizzati</strong> soprattutto <strong>lungo la dorsale appenninica centro-meridionale</strong>, coinvolgendo in modo <strong>maggiormente </strong>le <strong>zone interne </strong><strong>e quelle meridionali <strong>del Lazio</strong></strong>, l'<strong>Umbria meridionale</strong>, le<strong> zone interne dell'Abruzzo</strong>, oltre ai <strong>rilievi </strong>montuosi di<strong> Calabria e Sicilia</strong> e, più isolatamente, della <strong>Sardegna</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/attenzione-ai-forti-temporali-di-giovedi-ecco-le-regioni-a-rischio-1779716825750.jpg" data-image="jgesqis4qlc7"><figcaption>A partire da mercoledì e poi giovedì e parzialmente venerdì delle infiltrazioni di aria fredda in quota potranno portare condizioni favorevoli all'instabilità al Nord e al Centro, parzialmente al Sud, con rischio per rovesce temporali, soprattutto solare interne e montuose, ma localmente anche sulle pianure.</figcaption></figure><p>Anche sull'<strong>arco alpino</strong>, seppur <strong>in un contesto in graduale miglioramento</strong>, potrebbero ancora verificarsi delle<strong> isolate precipitazioni pomeridiane</strong>. Le temperature, <strong>tra giovedì e sabato</strong>, mostreranno una <strong>lieve flessione dei valori massimi</strong> sia sulle regioni del <strong>Centro </strong>che quelle del <strong>Sud</strong>, un calo modesto che renderà il <strong>clima leggermente meno afoso </strong>e <strong>meno opprimente</strong> rispetto ai giorni precedenti. </p><h2>Tendenza fine settimana/fine mese</h2><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La tendenza per i giorni successivi, quindi per il prossimo fine settimana, indica un ritorno a condizioni di tempo prevalentemente stabile su tutto il Paese, con una nuova e probabile ripresa delle temperature per la giornata di domenica.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Perciò possiamo concludere, a tutti gli effetti, che quello di metà settimana sarà <strong>un break temporalesco isolato</strong> sia geograficamente che cronologicamente, in un <strong>contesto anticiclonico dalle caratteristiche estive</strong>, che manterrà sostanzialmente <strong>l'Italia in una onda di calore precoce ancora per diversi giorni.</strong> </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank">nuovo canale WhatsApp.</a> Seguici e attiva le notifiche</strong> </div><p>La ventilazione, per tutta la settimana, si manterrà generalmente debole, con una <strong>prevalenza di correnti settentrionali </strong>solo <strong>tra il basso Adriatico e lo Ionio</strong>, mantenendo i mari in condizioni di relativa calma o poco mossi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-forti-temporali-sono-attesi-in-italia-ecco-le-regioni-a-rischio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un arcobaleno nel cuore della notte: il misterioso fenomeno del "moonbow" che si verifica solo durante la luna piena]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-arcobaleno-nel-cuore-della-notte-il-misterioso-fenomeno-del-moonbow-che-si-verifica-solo-durante-la-luna-piena.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 14:03:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Tra cascate, nebbia e luna piena si manifesta uno dei fenomeni ottici più strani del pianeta: il moonbow, un arcobaleno notturno visibile solo in condizioni molto particolari.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/arcoiris-en-plena-noche-el-misterioso-espectaculo-moonbow-que-solo-ocurre-bajo-la-luna-llena-1778882648636.png" data-image="fsj579uvld6k" alt="Arcobaleno lunare." title="Arcobaleno lunare."><figcaption>L'arco lunare, o arcobaleno notturno, è un fenomeno tanto bello quanto curioso.</figcaption></figure><p>Esiste un fenomeno talmente raro che molti appassionati di meteorologia e fotografia trascorrono anni nel tentativo di osservarne uno; e sebbene possa verificarsi in diversi punti del pianeta, pochi luoghi offrono condizioni così favorevoli come il Parco Nazionale di Yosemite, in California.</p><p>Stiamo parlando del <strong>moonbow, o arco lunare,</strong> un fenomeno che si verifica quando la luce della luna piena attraversa milioni di goccioline sospese nell’aria, solitamente in prossimità di grandi cascate o in caso di piogge intense.</p><p>Come abbiamo detto, nel Parco Nazionale di Yosemite troviamo queste condizioni perfette, poiché durante alcune notti di primavera e all'inizio dell'estate le cascate e la luce lunare creano uno degli spettacoli atmosferici più strani della natura.</p><h2>Che cos'è e come si forma un arcobaleno lunare?</h2><p>Si tratta comunque di un <strong>arcobaleno notturno,</strong> ovvero un arco lunare che, a differenza dell'arcobaleno tradizionale che ha come fonte la luce del sole, trae la propria energia dalla luce proveniente dalla Luna.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Un <a href="https://twitter.com/hashtag/Moonbow?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Moonbow</a> o arcoíris nocturno visto anoche en Navarra España. A diferencia de su contraparte diurna éstos son muy poco frecuentes de observar. <br><br> Belén Santamaría <a href="https://t.co/jMJoW3U3mz">pic.twitter.com/jMJoW3U3mz</a></p>— Nelson Valdez (@nelvaldez) <a href="https://twitter.com/nelvaldez/status/1856429642930106806?ref_src=twsrc%5Etfw">November 12, 2024</a></blockquote></figure><p>Quando la luce della luna attraversa le minuscole goccioline d'acqua sospese nell'aria, si rifrange, si riflette all'interno di quelle goccioline e ne esce nuovamente scomponendosi in vari colori, esattamente come l'arcobaleno che tutti conosciamo.</p><h2>Perché sembra quasi sempre bianco?</h2><p>Ecco una delle curiosità più sorprendenti di questo fenomeno, che lo rende del tutto unico. Sebbene l'arcobaleno lunare contenga colori reali, l'occhio umano riesce a malapena a distinguerli durante la notte.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">The lunar rainbow (Moonbow) at Victoria Falls is a rare phenomenon created by moonlight reflecting off the spray of the falls, best seen during full moon nights. The silvery arc occurs when high water levels combine with a bright moon, offering a magical experience in rainforest. <a href="https://t.co/TX5PW7lRhC">pic.twitter.com/TX5PW7lRhC</a></p>— Javed Iqbal (@Javed2k) <a href="https://twitter.com/Javed2k/status/2055359203565302056?ref_src=twsrc%5Etfw">May 15, 2026</a></blockquote></figure><p>Ciò accade perché, in condizioni di scarsa illuminazione, i nostri occhi utilizzano principalmente delle cellule specializzate nel rilevare la luminosità (ma non il colore), note come cellule a bastoncello. Ecco perché a occhio nudo l'arco appare solitamente biancastro o argenteo, mentre nelle fotografie a lunga esposizione si distinguono chiaramente le tonalità rosse, verdi o violacee.</p><ul> </ul><h2> Yosemite, un luogo perfetto per osservarli </h2><p>Il <strong>Parco Nazionale di Yosemite</strong> è diventato un punto di riferimento mondiale per gli appassionati di arcobaleni lunari e la spiegazione è semplice, poiché qui si verificano contemporaneamente diversi fattori necessari: enormi cascate, valli profonde, aria umida, cieli scuri privi di inquinamento luminoso, grande altitudine e abbondante acqua di disgelo in primavera.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750208" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-misterioso-anello-a-volte-circonda-il-sole-e-non-e-un-arcobaleno-l-alone-solare-e-cosa-significa-vederlo.html" title="Un misterioso anello a volte circonda il Sole e non è un arcobaleno: l’alone solare e cosa significa vederlo">Un misterioso anello a volte circonda il Sole e non è un arcobaleno: l’alone solare e cosa significa vederlo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-misterioso-anello-a-volte-circonda-il-sole-e-non-e-un-arcobaleno-l-alone-solare-e-cosa-significa-vederlo.html" title="Un misterioso anello a volte circonda il Sole e non è un arcobaleno: l’alone solare e cosa significa vederlo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-misterioso-anillo-a-veces-rodea-al-sol-y-no-es-un-arcoiris-el-halo-solar-y-que-significa-verlo-1768908880985_320.jpeg" alt="Un misterioso anello a volte circonda il Sole e non è un arcobaleno: l’alone solare e cosa significa vederlo"></a></article></aside><p>Tutto ciò crea uno scenario ideale affinché la luce lunare interagisca con gli spruzzi d'acqua.</p><h3><strong>Fotografia notturna e scienza atmosferica</strong></h3><p>Per decenni, gli archi lunari sono stati considerati quasi leggendari a causa della loro difficoltà di osservazione. Tuttavia, <strong>la fotografia digitale ha cambiato completamente questa percezione e i progressi in questo campo hanno permesso di documentare questo fenomeno con un enorme livello di dettaglio.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">iPhone snap of last nights moonbow in the Upper Yosemite falls mist around 11:30 pm <a href="https://t.co/qAYuzCVJ6u">pic.twitter.com/qAYuzCVJ6u</a></p>— Brandon Yoshizawa (@bay_photography) <a href="https://twitter.com/bay_photography/status/2050583066369024076?ref_src=twsrc%5Etfw">May 2, 2026</a></blockquote></figure><p>Inoltre, occorre tenere conto anche dello sviluppo di modelli di previsione in grado di anticipare e indicare la posizione della Luna, l'angolo dell'arco, gli orari esatti di apparizione o i punti di osservazione migliori.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-arcobaleno-nel-cuore-della-notte-il-misterioso-fenomeno-del-moonbow-che-si-verifica-solo-durante-la-luna-piena.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso conferma: "da questa data il caldo estremo scatenerà un violento break temporalesco"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-conferma-da-questa-data-il-caldo-estremo-scatenera-un-violento-break-temporalesco.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 10:01:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Caldo precoce con termometri già oltre i 30°C, ma la colonnina di mercurio salirà ulteriormente. Attenzione però all’accumulo di calore ed energia, da mercoledì 27 maggio i temporali alpini e appenninici sconfineranno nelle pianura. In diretta da Monte Cimone i dettagli. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab41bq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab41bq.jpg" id="xab41bq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Calda domenica d’estate ieri, <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Bolzano-Europa-Italia-Bolzano--1-29045.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Bolzano</a> è risultata la città più calda d’Italia con temperatura massima di 31.7°C. La particolare morfologia dell’<strong>anticiclone, con massimo a nord delle Alpi ad alti valori barici</strong>, rende il nord appunto più soggetto all’ondata di caldo per gli effetti di subsidenza e di moderato effetto föhn. </p><p>Una posizione che <strong>implica ingresso di venti da nordest, non freddi a bassa quota ma umidi e ventosi a quote medio alte.</strong> Come testimonia la diretta meteo, da <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Cimone-Europa-Italia-Modena--1-487687.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Monte Cimone</a> nell’Appennino modenese,<strong> i venti nordorientali addensano nubi sui crinali </strong>e rendono adiabatico, 10°C ogni 1000 m, il gradiente termico verticale tanto che in alta montagna come si nota è necessario anche vestirsi adeguatamente. </p><h2>Situazione sinottica</h2><p>L’anticiclone euro-mediterraneo raggiunge in questi giorni la sua massima espansione. Domani martedì 26 maggio in particolare u<strong>n grande massimo chiuso dall’isoterma 1025 hPa andrà dalle coste del Labrador alle Isole Britanniche</strong><strong> fino all’Italia,</strong> Sardegna e perfino coste nord africane. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Sulla Spagna il campo corrisponde all’anticiclone africano, <strong>sull’Italia la componente africana è marginale, ma l’aria che affluisce è molto calda</strong> e accentuata da moti discendenti.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Fra mercoledì e gioved<strong>ì il troppo caldo unito a leggera aria instabile in quota favorirà il ritorno di temporal</strong>i in parte di calore in parte di instabilità, ma non sarà una vera e duratura rottura del caldo che anzi gli ultimi run modellistici paiono indicare perdurante a lungo.</p><h2>Martedì verso i 35-36°C al nord</h2><p>Gran giornata estiva precoce e calda in tutt’Italia domani, con <strong>temperature in ulteriore aumento, al nord le massime toccano facilmente i 33-34°C, con punte locali di 35-36°C.</strong> caldo e sole anche al centro, con 32-34°C e al sud, un po’ meno bollente ma pienamente estivo, con 28-32°C. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-conferma-il-caldo-estremo-scatenera-un-imminente-e-violento-break-temporalesco-1779694254461.jpg" data-image="3yvcvpzkpdim"><figcaption>Cumuli in formazione sui crinali dell'Appennino Tosco Emiliano, addensati dai venti da nordest in quota. foto Luca Lombroso.</figcaption></figure><p>Il caldo però favorisce e<strong> aumenta la fioritura di cumuli su Alpi e Appennino. </strong>Sulle Prealpi centro orientali e sulle Alpi del nord del Piemonte e in Val d’Aosta si formeranno alcuni rovesci pomeridiani, senza sconfinamenti in pianura. assenti o molto isolati eventuali rovesci in Appennino.</p><h2>Mercoledì e giovedì temporali al nord</h2><p><strong>Mercoledì sarà una giornata molto calda</strong>, ma con sole specie al pomeriggio più pallido al nord e in parte anche al centro. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770139" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-5-giorni.html" title="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni ">L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-5-giorni.html" title="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-7-giorni-1779454360344_320.jpg" alt="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni "></a></article></aside><p>Molto soleggiato al sud. le temperature aumentano leggermente, al nord in piccole zone si sfiorano i 37°C, situazione che fornisce calore ai cumuli, che diventeranno imponenti nel pomeriggio al nordest e Appennino Emiliano. <strong>Attesi i primi temporali, anche forti, e in locale sconfinamento all’alta pianura</strong> Veneta e a zone limitate della pianura emiliano romagnola. Qualche rovescio si avrà anche nell’Appenino calabro lucano. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-conferma-il-caldo-estremo-scatenera-un-imminente-e-violento-break-temporalesco-1779694037617.png" data-image="ctzqkl0xhh1t"><figcaption>Giovedì 28 maggio temporali su Alpi, Prealpi e Appennino, in sconfinamento anche ad alcune zone di pianura.</figcaption></figure><p><strong>Giovedì 28 maggio giornata di caldo temporalesco al nord:</strong> le temperature, pur in flessione, restano alte e spesso sopra ai 30°C, ma <strong>i temporali potranno formarsi anche i varie zone di pianura fra Emilia Romagna, Lombardia occidentale e Veneto </strong>meridionale. </p><p>Temporali anche su Alpi nordorientali e Appennino Tosco Emiliano. Più isolati i temporali nelle Alpi occidentali. A<strong>l centro temporali anche forti in Appennino </strong>centrale specie Abruzzese e Molise, solo sporadici i temporali nelle conche pianeggianti. Al sud e Sardegna stabile, tranne locali rovesci nelle zone interne appenniniche.</p><h2>nell'ultimo weekend di maggio il caldo riprende</h2><p>Il break temporalesco non corrisponde a una vera ed energica duratura rinfrescata, ma è solo appunto una breve interruzione indotta più dal gran calore che da vero cedimento dell’anticiclone.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770445" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite.html" title="Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio">Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite.html" title="Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite-1779625470056_320.jpeg" alt="Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio"></a></article></aside><p><strong> L’alta pressione infatti resterà dominante specie al nord, </strong>coinvolto dall’onda di calore proveniente da Spagna e Francia. Venerdì torna il sole e più stabile, e sabato e domenica, ultimo fine settimana di maggio, <strong>le temperature tornano a 33-35°C </strong>in quasi tutte le città padane. </p><p>Al centro altrettanto l’estate non molla, ma resterà piuttosto instabile lungo la dorsale appenninica con rovesci pomeridiani locali ma quotidiani. Anche al sud l’estate prosegue, nonostante anche qui nelle zone interne potranno scoppiare brevi rovesci pomeridiani di calore. Il caldo sembra partito, ma potrebbero esserci novità a inizio giugno. Ne riparleremo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-conferma-da-questa-data-il-caldo-estremo-scatenera-un-violento-break-temporalesco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Milano: estate piena a metà settimana, temperature massime fino a 36°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-temperature-massime-fino-a-36-c.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 08:11:22 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Alta pressione dominante anche per l'ultima settimana di Maggio. Attenzione al Nord Italia dove le temperature andranno oltre i 35°C su molte località, compresa Milano.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab3nzm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab3nzm.jpg" id="xab3nzm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il weekend appena trascorso è stato dominato in maniera netta dal <strong>maestoso campo di alta pressione</strong>, protagonista assoluto della scena meteorologica italiana e responsabile di un assaggio di <strong>estate piena su gran parte della Penisola</strong>. Soltanto le regioni dell'estremo Sud del versante adriatico continuavano a risentire degli ultimi effetti di una debole depressione presente sulla Grecia, con il <strong>maestrale</strong> che ha mantenuto temperature decisamente più in linea con il periodo.</p><p>Tra sabato e domenica, però, anche queste aree hanno dovuto cedere il passo all'avanzata dell'anticiclone. Le temperature hanno iniziato ad aumentare su tutti i settori italiani, ma la vera notizia è che questa fase è destinata a proseguire ancora. Nel corso della settimana, infatti, è atteso il <strong>picco del caldo</strong>, specialmente sulle regioni settentrionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-temperature-massime-fino-a-36-c-1779696612663.jpg" data-image="57zo9lc888p1" alt="Caldo." title="Caldo."><figcaption>Nei prossimi giorni il caldo diverrà ancora più intenso sulla Pianura Padana, in particolare a ridosso delle grandi città.</figcaption></figure><p>Le temperature subiranno una <strong>decisa impennata termica</strong>, con valori che si porteranno <strong>ben oltre la media climatica trentennale</strong>, arrivando a registrare anomalie positive anche di <strong>6-8°C</strong>.</p><h2>Picco del caldo a metà settimana: punte di 36°C nel milanese</h2><p>La <strong>Pianura Padana sarà l'area più calda d'Italia</strong>, come spesso accade in presenza di configurazioni di questo tipo. Qui i valori massimi supereranno con facilità la soglia dei <strong>30°C</strong>, con punte che potranno addirittura avvicinarsi ai <strong>35°C</strong>.</p><p>Particolare attenzione andrà alla giornata di <strong>mercoledì 27 maggio</strong>, destinata a rappresentare il momento più caldo dell'intero periodo e probabilmente dell'intera settimana. Su Milano si potranno raggiungere valori intorno ai <strong>36-37°C</strong>, con temperature molto elevate anche nelle aree circostanti tra Lodi, Pavia e Bergamo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-con-le-temperature-fino-a-36-c-1779691413062.png" data-image="mvmwhzmo7mf7" alt="Temperature folli per il periodo pre estivo" title="Temperature folli per il periodo pre estivo"><figcaption>Estate piena al Nord con temperature anche di 10°C oltre la media</figcaption></figure><p>Situazione simile anche in altre zone lombarde: nel bresciano, nel comasco e nel mantovano si potranno registrare temperature comprese tra <strong>32°C e 34°C</strong>.</p><p>Più in generale sarà <strong>tutto il Nord Italia a fare i conti con un'intensa ondata di caldo</strong>, con valori massimi superiori ai <strong>33-34°C</strong> che interesseranno ampie aree dell'Emilia-Romagna, del Veneto e del Piemonte. Soltanto le località maggiormente esposte alle <strong>brezze marine</strong> potranno beneficiare di un clima relativamente più gradevole e sopportabile.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770445" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite.html" title="Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio">Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite.html" title="Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite-1779625470056_320.jpeg" alt="Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio"></a></article></aside><p>Dal punto di vista delle condizioni atmosferiche ci sarà ben poco da segnalare: il <strong>sole sarà il protagonista assoluto</strong>, accompagnato da cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi. Nel corso delle ore pomeridiane, tuttavia, qualche <strong>temporale di calore</strong> potrà svilupparsi lungo i rilievi alpini, prealpini e sulla <strong>Dorsale Appenninica</strong>, fenomeni tipici di situazioni molto calde e stabili.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La domanda che molti si pongono è però una sola: <strong>quando finirà questa fase di caldo intenso?</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Al momento risulta ancora complicato fornire una risposta definitiva. Nella giornata di <strong>giovedì 28 maggio</strong>, qualche segnale di cambiamento potrebbe iniziare a manifestarsi, con una maggiore instabilità attesa soprattutto sul <strong>Nord-Est</strong> e lungo la <strong>Dorsale appenninica centro-settentrionale</strong>. Potrebbe trattarsi dei primi segnali di una modifica della circolazione atmosferica.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br> </div><p>Lo sguardo resta puntato anche verso il weekend successivo, quando l'anticiclone potrebbe mostrare qualche segno di indebolimento a causa dell'ingresso di <strong>correnti più fresche nord-orientali</strong>. Una dinamica ancora tutta da confermare, poiché la <strong>lotta tra caldo e correnti più fresche</strong> si presenta particolarmente equilibrata.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-estate-piena-a-meta-settimana-temperature-massime-fino-a-36-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'avvezione di spessore e le ondate di calore: questi sono i tre fenomeni che le rendono intense e durature]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-avvezione-di-spessore-e-le-ondate-di-calore-questi-sono-i-tre-fenomeni-che-le-rendono-intense-e-durature.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 06:02:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Contrariamente a quanto si pensi le ondate di calore che interessano l'Italia e l'Europa meridionale vengono alimentate da particolar meccanismi fisici, anche poco conosciuti, che le rendono intense e durature.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-avvezione-di-spessore-e-le-ondate-di-calore-questi-sono-i-tre-fenomeni-che-le-rendono-intense-e-durature-1778841433360.png" data-image="a0pgaqe6jce8" alt="Ondate di calore." title="Ondate di calore."><figcaption>Le ondate di calore che investono l’Italia, e il Sud Europa più in generale, si formano quando un promontorio anticiclonico dinamico in quota si estende dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale e l’Italia. </figcaption></figure><p>Nelle estati italiane, quando l’aria diventa un velo rovente che avvolge città e campagne, non si tratta solo di “sole a picco”. Dietro il termometro che sale oltre i <strong>+40°C</strong> si nasconde un meccanismo atmosferico sofisticato e potente che scalda per bene l’aria, rendendola opprimente. </p><p>Dietro questo meccanismo abbiamo la cosiddetta <strong>“avvezione di spessore”,</strong> il vero incubatore delle <strong>ondate di calore,</strong> un processo che trasporta aria calda e secca dalle quote superiori della troposfera fino ai nostri bassi strati, amplificando il calore in modo implacabile.</p><h2><strong>Cos’è l’Avvezione di Spessore?</strong></h2><p>In meteorologia l’<strong>avvezione</strong> <strong>di spessore</strong> indica il trasporto orizzontale di una massa d’aria calda e molto secca che coinvolge non solo i bassi strati, ma si estende fino alla media troposfera. Durante la primavera e soprattutto l’estate, <strong>questo flusso sub-tropicale diventa l’elemento chiave per la formazione delle ondate di calore sulle nostre regioni.</strong></p><p>Immaginate un promontorio anticiclonico che si erge dal Maghreb, dal Sahara algerino o libico. Questo corridoio anticiclonico si allunga verso nord, <strong>spingendo aria calda sahariana che, salendo di latitudine, si espande in quota.</strong> I valori di geopotenziale a 500 hPa aumentano sensibilmente, stabilizzando l’intera colonna d’aria. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-avvezione-di-spessore-e-le-ondate-di-calore-questi-sono-i-tre-fenomeni-che-le-rendono-intense-e-durature-1778841485874.jpg" data-image="qjum5otp7c0x" alt="Ondate di calore." title="Ondate di calore."><figcaption>La “subsidenza atmosferica” consiste in un lento moto discendente, presente all’interno di un robusto anticiclone, che comprime ulteriormente la massa d’aria, creando spesso inversioni termiche che intrappolano il calore vicino al suolo.</figcaption></figure><p>Il risultato è un promontorio anticiclonico molto robusto, che inibisce la formazione di nuvole e favorisce un riscaldamento progressivo e duraturo, fino agli strati più bassi della troposfera (quindi nei pressi del suolo).</p><p>L’<strong>avvezione</strong> <strong>di spessore</strong> spiega perché certe ondate di calore non durano un giorno o due, ma si protraggono per una settimana o più. È un meccanismo che carica l’atmosfera come una batteria termica: giorno dopo giorno il calore si accumula, i suoli si surriscaldano, e l’anticiclone si auto-rinforza.</p><h2><strong>La compressione adiabatica e la subsidenza</strong></h2><p>Il riscaldamento non deriva solo dal trasporto orizzontale di aria calda (avvezione termica). Ma entrano in gioco ben due fenomeni cruciali che lo amplificano. Stiamo parlando della <strong>“compressione adiabatica”</strong> e della <strong>“subsidenza atmosferica”.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La <strong>“subsidenza atmosferica”</strong> consiste in un lento moto discendente, presente all’interno di un robusto anticiclone, che comprime ulteriormente la massa d’aria, creando spesso inversioni termiche che intrappolano il calore vicino al suolo.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Durante la <strong>“compressione adiabatica”,</strong> mentre l’aria discende lentamente negli strati inferiori sotto l’anticiclone, viene compressa e si riscalda (come quando si pompa aria in una bicicletta). </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">A historic heat wave will spread across southern France on Monday, August 11th. Peak afternoon temperatures will reach 43 to 45 °C in some valleys, breaking many all-time high station records. Animation by <a href="https://twitter.com/meteociel?ref_src=twsrc%5Etfw">@meteociel</a> <a href="https://t.co/UMcWi0JNEB">pic.twitter.com/UMcWi0JNEB</a></p>— SWE | severe-weather.eu (@severeweatherEU) <a href="https://twitter.com/severeweatherEU/status/1954670780924547090?ref_src=twsrc%5Etfw">August 10, 2025</a></blockquote></figure><p>A questi si aggiunge l’<strong>insolazione</strong> <strong>estiva </strong>intensissima. I giorni lunghi, il sole quasi a picco e i suoli (soprattutto quelli urbanizzati e cementificati) che si trasformano in autentici <strong>radiatori naturali.</strong> L’aria sub-tropicale, già calda e secca in origine, diventa bollente.</p><h2><strong>Le ondate di calore dirette sull’Italia</strong></h2><p>Le ondate di calore che investono l’Italia, e il Sud Europa più in generale, si formano quando un promontorio anticiclonico dinamico in quota si estende dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale e l’Italia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="199441" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/come-si-sviluppano-le-ondate-di-calore.html" title="Come si formano le ondate di calore?">Come si formano le ondate di calore?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/come-si-sviluppano-le-ondate-di-calore.html" title="Come si formano le ondate di calore?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-si-sviluppano-le-ondate-di-calore-199441-2_320.jpg" alt="Come si formano le ondate di calore?"></a></article></aside><p>Lungo il bordo occidentale di questa struttura anticiclonica si attiva un flusso meridionale o sud-occidentale, pronto a richiamare aria calda direttamente dal Sahara, carica di calore e polvere (a volte visibile come cieli lattiginosi o tramonti rossastri).</p><div class="texto-destacado"><strong>L’avvezione di spessore stabilizza l’anticiclone, allorquando l’aria calda non solo arriva, ma si accumula in quota, rinforzando la discesa di masse d’aria che si comprimono e scaldano ulteriormente.</strong></div><p>Nei bassi strati si instaura una ventilazione debole o moderata meridionale. Quest’ultima impedisce il ricambio con aria più fresca marina o atlantica. Le notti rimangono calde (notti tropicali), impedendo al terreno di raffreddarsi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-avvezione-di-spessore-e-le-ondate-di-calore-questi-sono-i-tre-fenomeni-che-le-rendono-intense-e-durature-1778841804474.jpg" data-image="ahw3edmpsct6" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Nei bassi strati si instaura una ventilazione debole o moderata meridionale. Quest’ultima impedisce il ricambio con aria più fresca marina o atlantica. Le notti rimangono calde (notti tropicali), impedendo al terreno di raffreddarsi.</figcaption></figure><p>Il Mar Mediterraneo gioca un ruolo ambivalente, dato che da un lato può mitigare leggermente le temperature costiere grazie alla brezza, ma in situazioni di blocco anticiclonico contribuisce a mantenere l’umidità relativa bassa, nei primi giorni, <strong>rendendo il caldo più secco e sopportabile in alcune zone, ma ancora più insidioso per l’organismo umano a causa dello stress termico prolungato.</strong></p><p>Queste configurazioni sono tipiche tra giugno e agosto, quando la <strong>corrente a getto subtropicale</strong> si sposta verso nord e lascia il Mediterraneo esposto a influssi sub-tropicali, legati alla calda <strong>cella di Hadley.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="197041" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/temporali-di-calore-come-nascono-e-come-si-formano.html" title="Temporali di calore, come nascono e come si formano?">Temporali di calore, come nascono e come si formano?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/temporali-di-calore-come-nascono-e-come-si-formano.html" title="Temporali di calore, come nascono e come si formano?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/temporali-di-calore-come-nascono-e-come-si-formano-197041-4_320.jpg" alt="Temporali di calore, come nascono e come si formano?"></a></article></aside><p>Negli ultimi decenni, con il cambiamento climatico, la frequenza e l’intensità di queste ondate è aumentata: l’anticiclone africano è diventato più persistente rispetto al classico anticiclone delle Azzorre, e le temperature medie estive sono salite, rendendo i picchi estremi più probabili.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-avvezione-di-spessore-e-le-ondate-di-calore-questi-sono-i-tre-fenomeni-che-le-rendono-intense-e-durature.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quando dormire se il sole sorge 16 volte al giorno? Il dilemma degli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-dormire-se-il-sole-sorge-16-volte-al-giorno-il-dilemma-degli-astronauti-sulla-stazione-spaziale-internazionale.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 05:49:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale assistono a 16 albe al giorno. Per sopravvivere fisicamente e mentalmente, si affidano a orari rigidi, luci artificiali e rituali che li aiutano a mantenere la percezione del tempo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cuando-dormir-si-el-sol-sale-16-veces-al-dia-el-dilema-diario-de-los-astronautas-en-la-estacion-espacial-internacional-1779367054718.jpg" data-image="zcta149ejpdu" alt="Estación Espacial Internacional ISS Astronautas NASA" title="Estación Espacial Internacional ISS Astronautas NASA"><figcaption>Quienes viven en la Estación Espacial Internacional presencian, en promedio, 16 amaneceres y 16 atardeceres cada día.</figcaption></figure><p>Dalla finestra della cupola della Stazione Spaziale Internazionale (ISS, secondo l’acronimo inglese), gli astronauti possono osservare un’alba sulla Terra e, meno di un’ora dopo, vederne un’altra. Non è una metafora né un’esagerazione poetica: la stazione compie un giro completo attorno al pianeta ogni 92 minuti. Questo significa che <strong>chi vive lassù assiste, in media, a 16 albe e 16 tramonti ogni giorno</strong>.</p><div class="texto-destacado"><strong>Ma questo spettacolo visivo ha un prezzo. Il Sole non tramonta lentamente come sulla Terra. Scompare dietro la curvatura del pianeta in appena dieci secondi, lasciando la stazione immersa in un’oscurità improvvisa. Quarantacinque minuti dopo, la luce torna a irrompere con la stessa intensità.</strong></div><p>A prima vista, la vita in microgravità sembra un’esperienza quasi magica, dove le regole terrestri cessano di esistere. In realtà accade esattamente il contrario: tutto nella ISS è attentamente regolato per <strong>evitare che il corpo umano collassi in un ambiente per il quale non si è mai evoluto</strong>.</p><h2>L’orario che nessuno usa sulla Terra</h2><p>All’interno della stazione non esiste il “fuso orario locale”. <strong>Gli astronauti lavorano seguendo il Tempo Coordinato Universale (UTC)</strong>, lo stesso sistema utilizzato dai controllori aerei e dagli osservatori astronomici. Non importa se siano partiti dagli Stati Uniti, dal Kazakistan o dal Giappone: tutti sincronizzano la propria routine su questo orologio comune.</p><p><strong>Ogni giornata è suddivisa con estrema precisione.</strong> Esistono orari stabiliti per svegliarsi, lavorare, fare esercizio fisico, mangiare e dormire. Quella che sembra una semplice agenda da ufficio è in realtà uno strumento di sopravvivenza.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762995" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-importanza-delle-previsioni-meteorologiche-spaziali-della-noaa-proteggere-gli-astronauti-di-artemis-ii-e-la-societa.html" title="L'importanza delle previsioni meteorologiche spaziali della NOAA: proteggere gli astronauti di Artemis II e la società">L'importanza delle previsioni meteorologiche spaziali della NOAA: proteggere gli astronauti di Artemis II e la società</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-importanza-delle-previsioni-meteorologiche-spaziali-della-noaa-proteggere-gli-astronauti-di-artemis-ii-e-la-societa.html" title="L'importanza delle previsioni meteorologiche spaziali della NOAA: proteggere gli astronauti di Artemis II e la società"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteorologia-espacial-noaa-artemis-ii-1775626797913_320.jpg" alt="L'importanza delle previsioni meteorologiche spaziali della NOAA: proteggere gli astronauti di Artemis II e la società"></a></article></aside><p>Il corpo umano ha bisogno di cicli regolari di luce e oscurità per mantenere stabile il proprio orologio biologico. Sulla Terra questo meccanismo è guidato dall’alba e dal tramonto. <strong>Nello spazio, dove l’alba si verifica ogni 90 minuti, il sistema semplicemente si disordina.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cuando-dormir-si-el-sol-sale-16-veces-al-dia-el-dilema-diario-de-los-astronautas-en-la-estacion-espacial-internacional-1779367132960.jpg" data-image="15a10m8uvd0t" alt="Stazione Spaziale Internazionale ISS Astronauti NASA" title="Stazione Spaziale Internazionale ISS Astronauti NASA"><figcaption>Gli astronauti lavorano seguendo il Tempo Coordinato Universale (UTC).</figcaption></figure><p>Gli effetti compaiono rapidamente: <strong>alterazioni nella secrezione della melatonina, cambiamenti della temperatura corporea, affaticamento mentale e perdita di concentrazione</strong>. Da anni i ricercatori studiano come monitorare in tempo reale il ritmo circadiano degli astronauti per verificare se i loro organismi continuino a rispondere al “giorno artificiale” imposto dalla stazione.</p><h2>La luce come medicina</h2><p>Per compensare questo problema, <strong>l’illuminazione della ISS è stata progettata quasi come un trattamento medico</strong>. I pannelli LED modificano il tono e l’intensità della luce a seconda del momento della giornata.</p><p>Durante la “mattina” predominano tonalità bluastre che aiutano a mantenere lo stato di allerta. Di notte, invece, l’illuminazione diventa più calda e tenue per favorire il sonno. In termini pratici, <strong>gli astronauti ricevono una sorta di “dose quotidiana di fotoni”</strong> destinata a ingannare il cervello e convincerlo di vivere ancora sulla Terra.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769530" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-motivo-inquietante-per-cui-la-nasa-costringe-i-suoi-astronauti-a-dormire-piu-di-8-ore.html" title="Il motivo inquietante per cui la NASA costringe i suoi astronauti a dormire più di 8 ore">Il motivo inquietante per cui la NASA costringe i suoi astronauti a dormire più di 8 ore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-motivo-inquietante-per-cui-la-nasa-costringe-i-suoi-astronauti-a-dormire-piu-di-8-ore.html" title="Il motivo inquietante per cui la NASA costringe i suoi astronauti a dormire più di 8 ore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-inquietante-motivo-por-el-que-la-nasa-obliga-a-sus-astronautas-a-dormir-mas-de-8-horas-1779053935797_320.jpg" alt="Il motivo inquietante per cui la NASA costringe i suoi astronauti a dormire più di 8 ore"></a></article></aside><p>L’importanza di questo sistema va ben oltre il comfort. <strong>Un errore umano in orbita può essere critico.</strong> La qualità del sonno influisce direttamente su attività delicate come manovrare bracci robotici, effettuare passeggiate spaziali o agganciare navicelle cargo.</p><h2>Dormire fluttuando e legati a una parete</h2><p>Anche il riposo richiede ingegneria. Ogni astronauta dispone di un piccolo compartimento privato, simile a una cabina telefonica, dove <strong>dorme all’interno di un sacco fissato alla parete.</strong></p><p>Non si tratta di una comodità extra. <strong>In microgravità, un corpo non assicurato fluttuerebbe per tutta la stazione</strong>, urtando strumenti o addirittura bloccando le aree di passaggio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cuando-dormir-si-el-sol-sale-16-veces-al-dia-el-dilema-diario-de-los-astronautas-en-la-estacion-espacial-internacional-1779367149491.jpg" data-image="0u3p2nurdlam" alt="Stazione Spaziale Internazionale ISS Astronauti NASA" title="Stazione Spaziale Internazionale ISS Astronauti NASA"><figcaption>Le difficoltà nello spazio non sono soltanto biologiche. Emergono anche sfide culturali e religiose inaspettate.</figcaption></figure><p>Esiste inoltre un altro problema meno noto: l’anidride carbonica. In assenza di gravità, l’aria espirata non si disperde naturalmente. Può accumularsi attorno alla testa dell’astronauta mentre dorme. Per questo motivo, <strong>ogni cabina dispone di ventilatori che mantengono l’aria in movimento ed evitano rischi respiratori</strong>.</p><p>Nonostante ciò, <strong>la maggior parte dei membri dell’equipaggio dorme meno del raccomandato</strong>. Gli studi sulla privazione del sonno mostrano che le persone tendono a sottovalutare quanto ciò influenzi le loro capacità mentali. Nella ISS accade lo stesso: molti astronauti credono di funzionare normalmente finché i dati non rivelano tempi di reazione sempre più lenti.</p><h2>Come pregare quando il Sole sorge 16 volte</h2><p>Le difficoltà non sono soltanto biologiche. <strong>Emergono anche sfide culturali e religiose inaspettate.</strong></p><div class="texto-destacado">Nel 2007, l’astronauta malese Sheikh Muszaphar Shukor viaggiò verso la ISS durante il Ramadan. Sorsero allora domande inedite: <strong>come rispettare gli orari di preghiera e digiuno in un luogo dove il Sole sorge e tramonta sedici volte al giorno?</strong></div><p>La risposta arrivò dopo consultazioni tra scienziati e autorità religiose islamiche. <strong>Si decise che le preghiere dovessero seguire l’orario del luogo di lancio e non il ciclo orbitale</strong>. La direzione verso La Mecca poteva essere stimata “nel miglior modo possibile”, dando priorità all’intenzione spirituale rispetto alla precisione geometrica.</p><p><strong>Anche altre religioni affrontarono dilemmi simili.</strong> Astronauti ebrei dovettero stabilire quale tramonto segnasse l’inizio del sabato, mentre cosmonauti ortodossi adattarono le festività tradizionali al tempo orbitale.</p><h2>Il valore inaspettato di un compleanno</h2><p>Con il tempo, le agenzie spaziali hanno scoperto che le celebrazioni non erano semplici passatempi. <strong>Compleanni, Natale, Capodanno lunare o Diwali aiutano l’equipaggio a mantenere una percezione normale dello scorrere del tempo.</strong></p><p>Senza questi rituali, sei mesi in orbita potrebbero sembrare <strong>un unico giorno interminabile</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769801" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-piu-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante.html" title="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni">Nuova rotta per la Luna: un algoritmo "scopre" una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-piu-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante.html" title="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nuova-rotta-per-la-luna-un-algoritmo-scopre-una-traiettoria-super-efficiente-per-risparmiare-tonnellate-di-carburante-1779295329552_320.jpg" alt="Nuova rotta per la Luna: un algoritmo 'scopre' una traiettoria più efficiente con meno carburante per le future missioni"></a></article></aside><p>Per questo motivo, le navicelle cargo <strong>trasportano spesso piccoli regali, decorazioni e perfino versioni reidratabili di torte</strong>. Tutto deve rispettare rigide norme di sicurezza ed essere fissato con velcro per evitare che fluttui nella stazione.</p><h2>L’esperimento più umano dello spazio</h2><p>Dopo oltre 25 anni di occupazione continua, la ISS ha dimostrato che gli esseri umani possono adattarsi alla microgravità, all’aria riciclata e a vivere chiusi per mesi. <strong>Quello che non possono abbandonare è il bisogno di organizzare il tempo.</strong></p><p>Luci artificiali, calendari, routine e perfino compleanni funzionano come ancore psicologiche. In <strong>una stazione che viaggia a 28.000 chilometri orari e attraversa 16 albe al giorno</strong>, l’umanità continua a dipendere da qualcosa di sorprendentemente semplice: accordarsi collettivamente su quando inizi un nuovo giorno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-dormire-se-il-sole-sorge-16-volte-al-giorno-il-dilemma-degli-astronauti-sulla-stazione-spaziale-internazionale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gamma Cassiopeiae brilla da protagonista, ma il suo segreto è una nana bianca invisibile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gamma-cassiopeiae-brilla-da-protagonista-ma-il-suo-segreto-e-una-nana-bianca-invisibile.html</link><pubDate>Mon, 25 May 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Gamma Cassiopeiae emetteva raggi X troppo intensi per una normale stella Be. Le osservazioni XRISM mostrano che di questo eccesso di emissione X è responsabile una nana bianca compagna accresce gas dal disco stellare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/gamma-cassiopeiae-brilla-da-protagonista-ma-il-suo-segreto-e-una-nana-bianca-invisibile-1779615688234.png" data-image="iq3ugt965zff" alt="Gamma Cassiopeae" title="Gamma Cassiopeae"><figcaption>Rappresentazione artistica del sistema Gamma Cassiopeae, una stella Be e la compagna nana bianca.</figcaption></figure><p>Succede spesso di osservare, anche per decenni, stelle che mostrano caratteristiche molto peculiari rispetto a stelle simili e che gli astronomi non riescono proprio a spiegare. </p><p>Il mistero su tali stelle dura finché un'intuizione o il progresso tecnologico nel corso degli anni fornisce strumenti così potenti da scovare le cause della loro peculiarità.</p><p><strong>Tra i misteri più recentemente risolti vi è quello della stella Gamma Cassiopeiae,</strong> la cui elevata emissione di raggi X rispetto a stelle simili è stata per tanti decenni un rompicapo.</p><h2>Gamma Cassiopeiae, una stella troppo energetica</h2><p><strong>La stella Gamma Cassiopeiae</strong>, abbreviata in <strong>γ Cas</strong>, è la terza stella più brillante della costellazione di Cassiopea. Questa costellazione del cielo boreale ha la riconoscibile <strong>forma a “W</strong>”, e γ Cas ne occupa la posizione centrale.</p><div class="texto-destacado">Secondo la nomenclatura dell'astronomo tedesco Bayer (1572-1625), le stelle vengono catalogate in base alla brillantezza, assegnando le lettere dell'alfabeto greco seguite dal genitivo del nome latino della costellazione.<br><br></div><p>Con una magnitudine apparente di circa +2, <strong>Gamma Cassiopeiae è ben visibile a occhio nudo</strong>. Anzi, come vedremo, è stata per lungo tempo persino “troppo visibile”, da nascondere la sua vicina compagna.</p><div class="texto-destacado">Le stelle di magnitudine 6 sono le più deboli visibili ad occhio nudo. <strong>γ Cas</strong>, con magnitudine 2 è circa 40 volte più brillante delle stelle di magnitudine 6.</div><p><strong>Questa stella appartiene alla classe delle stelle B</strong>, massicce, calde e di colore bianco-azzurro. In particolare, il suo spettro elettromagnetico presenta righe in emissione, per cui la sua classificazione esatta è <strong>Be</strong>, dove “e” sta per “emission”.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gamma-cassiopeiae-brilla-da-protagonista-ma-il-suo-segreto-e-una-nana-bianca-invisibile-1779615566290.png" data-image="sk7zj4t9dr70" alt="Gamma Cassiopeae" title="Gamma Cassiopeae"><figcaption>La stella Gamma Cassiopeiae è la terza più brillante e facilmente identificabile a centro della sua costellazione.</figcaption></figure><p><strong> Il mistero attorno a questa stella è nato quando si è scoperto che emetteva molti più raggi X di quanto ne emettessero le altre stelle della stessa categoria Be.</strong> Infatti, le stelle Be ruotano così rapidamente che una parte della loro atmosfera esterna, soggetta a elevatissime forze centrifughe, viene espulsa formando un rigonfiamento equatoriale, quasi una sorta di disco, capace di emettere radiazione X.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le stelle di classe Be emettono normalmente radiazione X, ma <strong>γ Cas </strong>ha un'emissione X di gran lunga e incomprensibilmente superiore<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong> La radiazione emessa da γ Cas è assolutamente superiore alla norma,</strong> a livelli ingiustificati. Nel corso dei decenni sono state formulate diverse ipotesi sul perché di tanta emissione X, ma mai nessuna fino ad ora era stata dimostrata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="704739" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fine-del-sistema-solare-svelata-ai-raggi-x-dalla-vicina-nebulosa-helix.html" title="Svelata ai raggi X l'impressionante fotografia di quella che sarà la fine del Sole e del nostro Sistema Solare">Svelata ai raggi X l'impressionante fotografia di quella che sarà la fine del Sole e del nostro Sistema Solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fine-del-sistema-solare-svelata-ai-raggi-x-dalla-vicina-nebulosa-helix.html" title="Svelata ai raggi X l'impressionante fotografia di quella che sarà la fine del Sole e del nostro Sistema Solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-fine-del-sistema-solare-svelata-ai-raggi-x-dalla-vicina-nebulosa-helix-1744009427447_320.jpeg" alt="Svelata ai raggi X l'impressionante fotografia di quella che sarà la fine del Sole e del nostro Sistema Solare"></a></article></aside><p><strong>Il mistero attorno a γ Cas è stato recentemente risolto</strong> con le osservazioni del telescopio <strong>XRISM </strong>(<strong>X-r</strong>ay <strong>I</strong>maging and <strong>S</strong>pectroscopy <strong>M</strong>ission) grazie al suo strumento di bordo <em>Resolve,</em> uno spettrometro ad alta risoluzione spaziale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gamma-cassiopeiae-brilla-da-protagonista-ma-il-suo-segreto-e-una-nana-bianca-invisibile-1779614820458.jpg" data-image="kf3dgd8xuean" alt="nana bianca e stella Be" title="nana bianca e stella Be"><figcaption>Rappresentazione artistica che spiega come la nana bianca rubi gas alla stella Be generando intensa emissione di raggi X nel punto di impatto. Credit: University of Liège / Y.Nazé</figcaption></figure><p> In seno a questa missione spaziale, l’astronomo Yaël Nazé del Fund for Scientific Research a Bruxell e collaboratori hanno monitorato γ Cas per circa 60 ore, distribuite in tre diverse date ed hanno trovato che <strong>il flusso di raggi X è soggetto a oscillazioni Doppler compatibili con il moto orbitale non di γ Cas ma della sua compagna, una nana bianca,</strong> la cui esistenza era stata per lungo tempo nascosta proprio dalla brillantezza di γ Cas.</p><h2>XRISM e la nana bianca nascosta</h2><p>La scoperta che l’emissione X proviene dalla vicina nana bianca e non dalla stella Be ha risolto il mistero. Infatti, <strong>γ Cas</strong><strong>,</strong> come dicevamo a motivo dell' elevatissima rotazione, <strong>espelle gas formando un disco circumstellare</strong>. <strong>Una parte di questo gas viene catturato dalla gravità della nana bianca</strong>.<strong> L’impatto</strong> di questo gas sulla sua superficie <strong>genera un aumento</strong><strong> così elevato di temperatura (si forma una "hot spot") da produrre emissione di raggi X.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong><em>L'eccesso di emissione X proviene dalla compagna nana bianca la cui esistenza era rimasta nascosta a causa della brillantezza di </em><strong>γ Cas</strong></strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In passato altri telescopi sensibili ai raggi X come XMM-Newton, Chandra ed eROSITA avevano identificato circa due dozzine di oggetti simili a <strong>γ Cas</strong>, con emissione X anomala superiore alle aspettative. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="754574" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-spaziale-einstein-probe-potrebbe-aver-rilevato-un-buco-nero-che-sta-facendo-a-pezzi-una-nana-bianca.html" title="Il telescopio spaziale Einstein Probe potrebbe aver rilevato un buco nero che sta facendo a pezzi una nana bianca">Il telescopio spaziale Einstein Probe potrebbe aver rilevato un buco nero che sta facendo a pezzi una nana bianca</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-spaziale-einstein-probe-potrebbe-aver-rilevato-un-buco-nero-che-sta-facendo-a-pezzi-una-nana-bianca.html" title="Il telescopio spaziale Einstein Probe potrebbe aver rilevato un buco nero che sta facendo a pezzi una nana bianca"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-telescopio-espacial-einstein-probe-podria-haber-detectado-un-agujero-negro-desgarrando-a-una-enana-blanca-1770936630330_320.jpg" alt="Il telescopio spaziale Einstein Probe potrebbe aver rilevato un buco nero che sta facendo a pezzi una nana bianca"></a></article></aside><p>Le osservazioni di XRISM suggeriscono che anche queste potrebbero ospitare una compagna nana bianca responsabile dell’eccesso di emissione X. In tal caso, <strong>γ Cas potrebbe essere il prototipo di questa classe di sistemi binari ad emissione X formati da una stella Be ed una nana bianca .</strong></p><h2>Un mistero risolto e una nuova incongruenza</h2><p><strong>A modesto parere dello scrivente, il mistero non finisce qui.</strong> Molte stelle in sistemi binari si formano contemporaneamente, quindi hanno la stessa età. Pertanto, possiamo assumere che <strong>γ Cas </strong>e la nana bianca abbiano la stessa età.</p><p>Sappiamo anche che la rapidità con cui una stella evolve aumenta con la massa: le stelle più massicce raggiungono il fine vita molto prima delle stelle di piccola massa. E qui un nuovo mistero nasce.</p><p>La nana bianca è la fase evolutiva finale di stelle con massa inferiore a circa 8 masse solari. Al contrario, <strong>γ Cas </strong>ha una massa di circa 15 masse solari.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721651" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/betelgeuse-e-la-neo-scoperta-probabile-compagna-mai-come-loro-due-gemelle-potevano-essere-cosi-diverse.html" title="Betelgeuse e la neo-scoperta (probabile) compagna: mai come loro due stelle gemelle potevano essere così diverse!">Betelgeuse e la neo-scoperta (probabile) compagna: mai come loro due stelle gemelle potevano essere così diverse!</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/betelgeuse-e-la-neo-scoperta-probabile-compagna-mai-come-loro-due-gemelle-potevano-essere-cosi-diverse.html" title="Betelgeuse e la neo-scoperta (probabile) compagna: mai come loro due stelle gemelle potevano essere così diverse!"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/betelgeuse-e-la-neo-scoperta-probabile-compagna-mai-come-loro-due-gemelle-potevano-essere-cosi-diverse-1753468616279_320.png" alt="Betelgeuse e la neo-scoperta (probabile) compagna: mai come loro due stelle gemelle potevano essere così diverse!"></a></article></aside><p><strong>Come è possibile che la stella meno massiccia, e quindi ad evoluzione lenta, è già arrivata alla fase finale di evoluzione (una nana bianca), mentre la stella molto più massiccia, ad evoluzione rapida, è ancora in fase evolutiva giovane?</strong></p><p>Gli autori dello studio non citano questa apparente incongruenza che lascia un mistero ancora da risolvere.</p><h3><em>Riferimento allo studio</em></h3><p><em><a href="https://www.aanda.org/articles/aa/full_html/2026/03/aa58284-25/aa58284-25.html">"Orbital motion detected in γ Cas Fe K emission lines"</a> </em>Yaël Nazé et al. A &A Volume 707, 2026 https://doi.org/10.1051/0004-6361/202558284</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gamma-cassiopeiae-brilla-da-protagonista-ma-il-suo-segreto-e-una-nana-bianca-invisibile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La strada asfaltata più alta d'Europa non è sulle Alpi ma in Spagna: ancora oggi ha più di 5 metri di neve]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-strada-asfaltata-piu-alta-d-europa-non-e-sulle-alpi-ma-in-spagna-ancora-oggi-ha-piu-di-5-metri-di-neve.html</link><pubDate>Sun, 24 May 2026 16:18:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Mentre metà della Spagna pensa già alle vacanze estive, sulle cime della Sierra Nevada i mezzi da neve continuano ad avanzare tra muri di neve che superano l'altezza di una casa a due piani.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-carretera-asfaltada-mas-alta-de-europa-esta-en-espana-y-aun-hoy-tiene-mas-de-cinco-metros-de-nieve-1779356841551.png" data-image="ehtyacebgqlc"><figcaption>I lavori di sgombero sulla strada che conduce alla zona della cima del Veleta hanno portato alla luce imponenti muri di neve. Fonte: @websierranevada</figcaption></figure><p>Mentre gran parte della Spagna pensa già all’estate, <strong>in uno degli angoli più alti della Sierra Nevada i mezzi continuano ad aprirsi un varco tra autentiche pareti di neve.</strong> Com’è possibile a fine maggio?</p><h2>Il Veleta è ancora sepolto dalla neve in primavera</h2><p>Quando il calendario si avvicina all’estate e le temperature iniziano a salire in gran parte della Penisola Iberica, <strong>l’immagine che offre in questi giorni la Sierra Nevada sembra uscita dal pieno inverno.</strong> I lavori di sgombero della strada che sale fino alle vicinanze del <strong>pico Veleta</strong> hanno portato alla luce impressionanti accumuli di neve con pareti che, in alcuni punti, superano i cinque metri di altezza.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Impresionantes imágenes del corte de nieve en la superior de La Laguna ️<br> 20/05/2026 <a href="https://twitter.com/hashtag/SierraNevada?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#SierraNevada</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Mayo2026?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Mayo2026</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/LaguandelasYeguas?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#LaguandelasYeguas</a> <a href="https://t.co/91iJbU5dSB">pic.twitter.com/91iJbU5dSB</a></p>— Sierra Nevada (@websierranevada) <a href="https://twitter.com/websierranevada/status/2057381335052783911?ref_src=twsrc%5Etfw">21 maggio 2026</a></blockquote></figure><p>Le immagini diffuse da Web Sierra Nevada mostrano <strong>gli spazzaneve avanzare attraverso uno stretto corridoio scavato tra enormi accumuli bianchi.</strong> Il contrasto è sorprendente: sotto un cielo completamente sereno e con forte insolazione, gli operatori lavorano circondati da autentici muri ghiacciati che ricordano i grandi passi alpini.</p><p>La situazione riflette la <strong>quantità eccezionale di neve ancora presente alle quote più elevate del massiccio granadino</strong> dopo una stagione particolarmente generosa in termini di precipitazioni.</p><h2>La strada asfaltata più alta d’Europa</h2><p>La protagonista di queste immagini è la strada del Veleta, considerata la strada asfaltata più alta d’Europa. <strong>Il suo tracciato raggiunge un’altitudine vicina ai 3.400 metri sul livello del mare</strong>, molto vicino alla cima del Veleta, la quarta montagna più alta della Spagna con i suoi 3.398 metri.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750482" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sembra-un-paesaggio-norvegese-ma-siamo-in-sicilia-il-ciclone-harry-scarica-metri-di-neve-sull-etna.html" title="Sembra un paesaggio norvegese, ma siamo in Sicilia: il ciclone Harry scarica metri di neve sull'Etna">Sembra un paesaggio norvegese, ma siamo in Sicilia: il ciclone Harry scarica metri di neve sull'Etna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sembra-un-paesaggio-norvegese-ma-siamo-in-sicilia-il-ciclone-harry-scarica-metri-di-neve-sull-etna.html" title="Sembra un paesaggio norvegese, ma siamo in Sicilia: il ciclone Harry scarica metri di neve sull'Etna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sembra-un-paesaggio-norvegese-ma-siamo-in-sicilia-il-ciclone-harry-scarica-metri-di-neve-sull-etna-1769101876430_320.png" alt="Sembra un paesaggio norvegese, ma siamo in Sicilia: il ciclone Harry scarica metri di neve sull'Etna"></a></article></aside><p><strong>Costruita originariamente per facilitare l’accesso a installazioni scientifiche e di telecomunicazioni</strong>, questa strada attraversa alcuni dei paesaggi d’alta montagna più spettacolari della penisola iberica. Sebbene oggi l’accesso sia limitato in buona parte del percorso per proteggere l’ambiente naturale, continua a essere un’infrastruttura strategica per il funzionamento di diverse strutture situate nelle zone alte della Sierra Nevada.</p><h2>Un lavoro essenziale per la manutenzione e i soccorsi</h2><p>Le operazioni di rimozione della neve hanno l’obiettivo di <strong>facilitare l’accesso del personale incaricato della manutenzione degli impianti di risalita</strong> e consentire la mobilità delle squadre di soccorso alpino della Guardia Civil, così come dei servizi del Parco Naturale e del Parco Nazionale della Sierra Nevada.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Una pasada como sigue Sierra Nevada hoy 20 de mayo. Fotos de Rafael Sánchez Ibáñez. Pisapistas de Cetursa. <a href="https://twitter.com/websierranevada?ref_src=twsrc%5Etfw">@websierranevada</a> <a href="https://twitter.com/DiarioSUR?ref_src=twsrc%5Etfw">@DiarioSUR</a> <a href="https://twitter.com/Lillo?ref_src=twsrc%5Etfw">@lillo</a> <a href="https://twitter.com/101tvMalaga?ref_src=twsrc%5Etfw">@101tvMalaga</a> <a href="https://t.co/QB3EBYMbL6">pic.twitter.com/QB3EBYMbL6</a></p>— Jose Luis Escudero Gallegos (@tormentayrayos) <a href="https://twitter.com/tormentayrayos/status/2057188719619125340?ref_src=twsrc%5Etfw">20 maggio 2026</a></blockquote></figure><p>L’apertura di questi corridoi è particolarmente importante in una zona dove le <strong>condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente anche durante i mesi più caldi dell’anno.</strong> La presenza di neve accumulata, cornici e lastre ghiacciate obbliga a lavorare con mezzi specializzati e ad adottare misure di sicurezza estreme.</p><h2>Immagini spettacolari nel pieno del mese di maggio</h2><p>Le scene riprese durante i lavori <strong>hanno sorpreso numerosi appassionati di montagna.</strong> In diverse immagini si possono osservare corridoi di neve così alti che i veicoli appaiono minuscoli tra le pareti bianche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769654" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/giro-d-italia-nelle-tappe-alpine-il-meteo-diventa-protagonista-temporali-e-vento-sulle-salite-decisive.html" title="Giro d'Italia 2026, nelle tappe alpine il meteo diventa protagonista: temporali e vento in agguato sulle salite decisive">Giro d'Italia 2026, nelle tappe alpine il meteo diventa protagonista: temporali e vento in agguato sulle salite decisive</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/giro-d-italia-nelle-tappe-alpine-il-meteo-diventa-protagonista-temporali-e-vento-sulle-salite-decisive.html" title="Giro d'Italia 2026, nelle tappe alpine il meteo diventa protagonista: temporali e vento in agguato sulle salite decisive"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/giro-d-italia-nelle-tappe-alpine-il-meteo-diventa-protagonista-temporali-e-vento-sulle-salite-decisive-1779266982794_320.png" alt="Giro d'Italia 2026, nelle tappe alpine il meteo diventa protagonista: temporali e vento in agguato sulle salite decisive"></a></article></aside><p>Altre fotografie scattate nell’area dei Lagunillos mostrano spessori straordinari per questo periodo dell’anno. <strong>La segnaletica della zona appare parzialmente sepolta e i mezzi avanzano attraverso passaggi scavati in una neve accumulata durante tutto l’inverno</strong> e rafforzata dalle precipitazioni registrate in primavera.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-carretera-asfaltada-mas-alta-de-europa-esta-en-espana-y-aun-hoy-tiene-mas-de-cinco-metros-de-nieve-1779356962936.png" data-image="a9homlubhywc"><figcaption>Gli accumuli di neve, risultato delle grandi nevicate dell’inverno e della primavera, stanno regalando scenari impressionanti. Fonte: @websierranevada</figcaption></figure><p>La persistenza di questi spessori dimostra la <strong>capacità della Sierra Nevada di conservare neve per molti mesi grazie alla sua elevata altitudine.</strong> Non è raro che alcuni nevai rimangano visibili perfino durante l’estate nelle zone più alte del massiccio.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-strada-asfaltata-piu-alta-d-europa-non-e-sulle-alpi-ma-in-spagna-ancora-oggi-ha-piu-di-5-metri-di-neve.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli esperti avvertono: il Mediterraneo è già in grado di generare uragani]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-esperti-avvertono-il-mediterraneo-e-gia-in-grado-di-generare-uragani.html</link><pubDate>Sun, 24 May 2026 14:49:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>I meteorologi avvertono che, a causa dei cambiamenti climatici, il Mar Mediterraneo potrebbe già essere in grado di generare veri e propri uragani. Analizziamo alcuni degli esempi più recenti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-mediterraneo-ya-es-capaz-de-crear-huracanes-y-el-cambio-climatico-los-hara-peores-y-mas-comunes-1779486676473.png" data-image="hicwj2otu99k"><figcaption>Molti meteorologi e climatologi sottolineano che il ciclone Ianos del 2020 è stato, a tutti gli effetti, un uragano... nel Mediterraneo.</figcaption></figure><p>Durante decenni, l’idea di un “uragano mediterraneo” sembrava quasi impossibile e il Mediterraneo veniva considerato un mare troppo piccolo e relativamente freddo per produrre cicloni paragonabili a quelli tropicali, ma <strong>questa</strong> <strong>percezione è cambiata radicalmente negli ultimi anni.</strong></p><p>Le tempeste <strong>Daniel nel 2023, Jolina nel 2026 e soprattutto Ianos nel 2020</strong> hanno dimostrato che il Mediterraneo può ormai generare sistemi con caratteristiche molto simili a quelle di un uragano. <strong>Alcuni climatologi li chiamano <em>medicane</em>,</strong> una fusione delle parole Mediterranean e hurricane.</p><h2>Che cos’è esattamente un medicane?</h2><p>I <em>medicanes </em><strong>sono cicloni con alcune caratteristiche subtropicali o tropicali che si formano nel Mediterraneo.</strong> Anche se normalmente non raggiungono la potenza dei grandi uragani atlantici, condividono comunque alcune delle loro caratteristiche, come la presenza di un nucleo caldo, una struttura a spirale organizzata, forti piogge, venti intensi e perfino un “occhio” relativamente definito in alcuni casi.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">️ From Storm <a href="https://twitter.com/hashtag/Samuel?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Samuel</a> to Medicane?<br>Samuel has undergone a tropical transformation as it traverses the Mediterranean sea. It is now spinning in front of the Libyan coast, raising a hugh mass of dust, as seen in the satellite image.<br><br>️ <a href="https://t.co/5U7ikkTEno">[https://t.co/5U7ikkTEno](https://t.co/5U7ikkTEno)</a> <a href="https://t.co/R59JwJTurR">pic.twitter.com/R59JwJTurR</a></p>— Meteored (@meteoredcom) <a href="https://twitter.com/meteoredcom/status/2033885299315470427?ref_src=twsrc%5Etfw">17 marzo 2026</a></blockquote></figure><p>Per decenni sono stati considerati fenomeni rari e poco compresi e, di fatto, uno dei primi studi scientifici su di essi, <strong>negli anni ’80, descriveva queste tempeste come una sorta di “inganno della natura”</strong> per la loro sorprendente somiglianza con i cicloni tropicali.</p><h2>Il Mediterraneo si sta riscaldando rapidamente negli ultimi decenni</h2><p>La chiave dietro questo fenomeno è la temperatura del mare, dato che i cicloni tropicali <strong>hanno bisogno di enormi quantità di energia per svilupparsi.</strong> Questa energia proviene dal calore accumulato nell’acqua e, quanto più calda è la superficie marina, <strong>maggiore è l’evaporazione e più umidità e calore riceve l’atmosfera:</strong> è esattamente ciò che sta accadendo nel Mediterraneo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="657515" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi.html" title="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi">Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi.html" title="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi-1717155995321_320.jpg" alt="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi"></a></article></aside><p>Secondo i dati climatici europei, il Mar Mediterraneo si è riscaldato di circa <strong>0,4 ºC per decennio tra il 1990 e il 2020</strong>. In alcuni recenti episodi di medicane sono state rilevate <strong>temperature superficiali del mare fino a 2 ºC superiori alla media</strong>, un’anomalia sufficiente ad alimentare tempeste molto più violente.</p><h3>Ianos, Daniel e Jolina/Samuel: segnali di un nuovo scenario climatico</h3><p>Gli scienziati ritengono che sistemi recenti come <strong>Ianos, Daniel o Jolina/Samuel siano esempi evidenti del nuovo contesto climatico</strong> del Mediterraneo.</p><p><strong>Ianos colpì la Grecia nel settembre del 2020, lasciando dietro di sé piogge estreme e venti da uragano.</strong> La violenza del ciclone fu tale che venne pubblicato anche uno studio sul Bollettino della Società Meteorologica degli Stati Uniti, nel quale Kostas Lagouvardos (Osservatorio Nazionale di Atene, Grecia) <strong>arrivò alla conclusione che, a tutti gli effetti, Ianos fu un uragano di categoria 2.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Medicane Ianos on its landfall approach in Greece. <a href="https://t.co/xeFHdrfop9">pic.twitter.com/xeFHdrfop9</a></p>— Dakota Smith (@weatherdak) <a href="https://twitter.com/weatherdak/status/1306763213225123840?ref_src=twsrc%5Etfw">18 settembre 2020</a></blockquote></figure><p><strong>Daniel, che colpì la Grecia e successivamente la Libia nel 2023, provocò piogge catastrofiche e innescò il collasso di dighe nella città libica di Derna</strong>. Migliaia di persone morirono o risultarono disperse in una delle peggiori tragedie meteorologiche registrate nella regione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="580141" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/glossario-meteo-uragano-ciclone-medicane-tempesta-e-altri-termini-qual-e-il-loro-significato-e-quali-differenze.html" title="Glossario meteo: uragano, ciclone, medicane, tempesta e altri termini: qual è il loro significato e quali differenze?">Glossario meteo: uragano, ciclone, medicane, tempesta e altri termini: qual è il loro significato e quali differenze?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/glossario-meteo-uragano-ciclone-medicane-tempesta-e-altri-termini-qual-e-il-loro-significato-e-quali-differenze.html" title="Glossario meteo: uragano, ciclone, medicane, tempesta e altri termini: qual è il loro significato e quali differenze?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/glossario-meteo-uragano-ciclone-medicane-tempesta-e-altri-termini-qual-e-il-loro-significato-e-quali-differenze-1699103896276_320.jpeg" alt="Glossario meteo: uragano, ciclone, medicane, tempesta e altri termini: qual è il loro significato e quali differenze?"></a></article></aside><p>Nel marzo del 2026, invece, <strong>il medicane Samuel o Jolina ha nuovamente messo in allerta il Nord Africa</strong>, mostrando una struttura molto organizzata visibile dai satelliti e generando forti impatti in diversi Paesi mediterranei.</p><h3><em>Riferimento della notizia:</em></h3><p><em>Lagouvardos, K., Karagiannidis, A., Dafis, S., Kalimeris, A., & Kotroni, V. (2022). Ianos—A Hurricane in the Mediterranean. Bulletin of the American Meteorological Society, 103(6), E1621-E1636. <a href="https://doi.org/10.1175/BAMS-D-20-0274.1" target="_blank" rel="nofollow">[https://doi.org/10.1175/BAMS-D-20-0274.1](https://doi.org/10.1175/BAMS-D-20-0274.1)</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-esperti-avvertono-il-mediterraneo-e-gia-in-grado-di-generare-uragani.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tornano i temporali in Italia giovedì 28 maggio: le aree più a rischio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite.html</link><pubDate>Sun, 24 May 2026 12:28:42 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La settimana del 25 maggio si apre con un'anomalia termica marcata su gran parte dell'Italia centro-settentrionale, con temperature che in alcune città del Nord supereranno i 33-35 gradi. Secondo il modello europeo, nonostante permarrà l'alta pressione, avremo dei disturbi e già giovedì pomeriggio torneranno i temporali in molte aree.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xab13s6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xab13s6.jpg" id="xab13s6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>La settimana che inizia lunedì 25 maggio sarà segnata da un caldo decisamente fuori stagione su gran parte dell'Italia.</strong> Ne abbiamo parlato diffusamente su Meteored Italia nei giorni scorsi: si tratta di una situazione meteo in comune con altre parti d'Europa, dove è in corso <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/imminente-caldo-storico-sull-europa-francia-verso-i-record-del-53-la-germania-si-prepara-a-un-estate-con-40-c-a-berli.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">una irruzione di aria calda eccezionale</a>, con anomalie che superano i +10°C rispetto alle medie del periodo in paesi come la Francia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite-1779625581208.png" data-image="hyyy823jq032" alt="caldo europa maggio 2026" title="caldo europa maggio 2026"><figcaption>Anomalie termiche eccezionali lunedì 25 e martedì 26 maggio 2026 sull'Europa: valori di +12°C e fino a +14°C sopra la media in Francia e Gran Bretagna. Tanto caldo anche dal Portogallo alla Spagna e fino alla Germania. In Italia, forti anomalie al Nord e anche al Centro.</figcaption></figure><p>L'anticiclone garantirà cieli sereni e temperature ben oltre le medie del periodo in tutto il centro-nord, con massime che supereranno i 30°C in molte regioni centro-settentrionali, da Roma in su. I giorni più caldi saranno quelli compresi tra lunedì e mercoledì. <strong>IL centro-sud sarà leggermente più al riparo, e lì non si registreranno valori così elevati.</strong></p><p><strong>Le città più colpite dall'ondata di calore saranno quelle della Pianura Padana</strong>: Torino e Milano potrebbero raggiungere i 33-35°C, valori che ricordano più un'estate piena che la fine di maggio. Si tratta di un'anomalia termica significativa, con temperature superiori di 6-8 gradi rispetto alle medie climatologiche del periodo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite-1779624978220.png" data-image="l0m6ocyqk1lg" alt="temperature italia martedì 26" title="temperature italia martedì 26"><figcaption>Le tmeperature previste dal modello europeo martedì 26 maggio, nel pomeriggio, nelle regioni del centro-nord. Attesi picchi di 34-35°C in Pianura Padana.</figcaption></figure><p>Questa situazione vedrà un cambiamento a partire da giovedì 28 maggio. </p><h2>Giovedì 28 maggio tornano i temporali</h2><p>Gli occhi sono già puntati su giovedì 28 maggio, quando <strong>secondo il modello europeo ECMWF si verificherà un primo ritorno dell'instabilità. </strong>Nonostante sia previsto l'alta pressione rimanga sull'Italia, crescerà la probabilità di formazione di temporali pomeridiani, in particolare sui rilievi. Attenzione perché, dopo giorni di grande caldo, i fenomeni potrebbero essere localmente violenti. Ricordiamo anche che il Mediterraneo sta raggiungendo temperature molto elevate, e questo si traduce in "combustibile" per i fenomeni di instabilità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769971" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-estate-arriva-di-botto-il-mar-mediterraneo-potrebbe-raggiungere-gia-i-23-c-lunedi-prossimo-in-italia.html" title="L’estate arriva di colpo: il mar Mediterraneo potrebbe raggiungere i +23 °C già lunedì prossimo in Italia">L’estate arriva di colpo: il mar Mediterraneo potrebbe raggiungere i +23 °C già lunedì prossimo in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-estate-arriva-di-botto-il-mar-mediterraneo-potrebbe-raggiungere-gia-i-23-c-lunedi-prossimo-in-italia.html" title="L’estate arriva di colpo: il mar Mediterraneo potrebbe raggiungere i +23 °C già lunedì prossimo in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-estate-arriva-di-botto-il-mar-mediterraneo-potrebbe-raggiungere-gia-i-23-c-lunedi-prossimo-in-italia-1779362202806_320.png" alt="L’estate arriva di colpo: il mar Mediterraneo potrebbe raggiungere i +23 °C già lunedì prossimo in Italia"></a></article></aside><p>Le aree a maggior rischio temporali per giovedì saranno <strong>l'arco alpino, l'Appennino centrale tra Lazio, Umbria e Abruzzo, e l'Appennino campano e lucano</strong>. Sulle pianure e le coste il tempo resterà prevalentemente stabile, almeno nella prima parte della giornata. Non si esclude la possibilità di sconfinamento in aree di pianura, specie al Centro, almeno stando alle ultime previsioni del modello europeo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite-1779625314712.png" data-image="g5y4nw2o1l8c"><figcaption>Probabilità di formazione di temporali nel pomeriggio di giovedì 28 maggio 2026.</figcaption></figure><p>Sul fronte delle temperature, giovedì vedrà ancora valori elevati, ma il passaggio dei temporali porterà un parziale refrigerio nelle zone colpite. Inoltre avremo una leggera riduzione dei valori massimi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770139" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-5-giorni.html" title="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni ">L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-5-giorni.html" title="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-7-giorni-1779454360344_320.jpg" alt="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni "></a></article></aside><p><strong>Una certa instabilità si prolungherà anche nel pomeriggio di venerdì 29 maggio,</strong> con possibilità di nuovi rovesci sui settori montuosi, anche se probabilmente venerdì sarà un pomeriggio meno temporalesco di giovedì. La situazione è in costante aggiornamento: si consiglia di seguire le prossime emissioni modellistiche per una localizzazione più precisa dei fenomeni: qui su Meteored <a href="https://www.ilmeteo.net/mappe-meteorologiche/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">aggiorniamo i modelli più volte</a> al giorno, ed è possibile anche seguire gli aggiornamenti nella <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">sezione notizie</a></strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-giovedi-28-maggio-tornano-i-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-colpite.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Viaggio sotto le stelle: i 5 migliori treni al mondo progettati per ammirare la Via Lattea]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/viaggio-sotto-le-stelle-i-5-migliori-treni-al-mondo-progettati-per-ammirare-la-via-lattea.html</link><pubDate>Sun, 24 May 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Dal deserto del Nevada all'Artico norvegese, diverse linee ferroviarie notturne combinano astronomia, paesaggi remoti ed esperienze uniche per osservare il cielo come raramente è possibile.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/viaje-bajo-las-estrellas-los-5-mejores-trenes-del-mundo-disenados-para-ver-la-via-lactea-1778802293116.jpg" data-image="724qz5mgzanf" alt="Treno astroturismo astronomia" title="Treno astroturismo astronomia"><figcaption>In un'epoca dominata dagli schermi e dall'iperconnettività, questi viaggi sembrano offrire qualcosa di sempre più raro: silenzio, oscurità e tempo per contemplare il cielo.</figcaption></figure><p>Il turismo ferroviario ha trovato un nuovo modo di reinventarsi: guardare verso il cielo. In diverse parti del mondo, <strong>alcune compagnie hanno iniziato a offrire viaggi notturni progettati appositamente per osservare il firmamento lontano dalle luci delle grandi città</strong>.</p><div class="texto-destacado"><strong>Si tratta di itinerari che attraversano deserti, montagne, coste e regioni polari, con un elemento in comune: cieli bui capaci di rivelare un universo che spesso rimane nascosto.</strong></div><p>In questi percorsi, il viaggio non è solo il mezzo per arrivare a destinazione. <strong>Il treno diventa parte essenziale dell’esperienza.</strong> Alcuni includono astronomi a bordo, altri prevedono soste in stazioni remote dotate di telescopi, ed esiste persino una ferrovia tematica con un piccolo planetario su rotaie.</p><p>Dagli Stati Uniti al Giappone, queste sono <strong>alcune delle proposte ferroviarie più affascinanti</strong> per chi sogna di combinare avventura, scienza e contemplazione.</p><h2>Nevada: un treno verso uno dei cieli più bui degli Stati Uniti</h2><p>Nella parte orientale del Nevada, una delle regioni meno popolate degli Stati Uniti, circola il <strong>“Great Basin Star Train”</strong>, un’esperienza organizzata dalla storica ferrovia turistica di Ely insieme al Great Basin National Park.</p><p>Il percorso parte al tramonto dalla storica stazione East Ely Depot e attraversa lentamente la valle di Steptoe mentre il cielo inizia a oscurarsi. La destinazione è “Star Flat”, un remoto angolo di deserto appositamente attrezzato per l’<strong>osservazione astronomica</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/viaje-bajo-las-estrellas-los-5-mejores-trenes-del-mundo-disenados-para-ver-la-via-lactea-1778802389188.jpg" data-image="2ipi1z45ud5n" alt="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo" title="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo"><figcaption>Per preservare la visione notturna, ai passeggeri vengono consegnate collane con una tenue luce rossa.</figcaption></figure><p>Lì, i passeggeri scendono dal treno e <strong>utilizzano telescopi guidati da astronomi professionisti</strong>. Per preservare la visione notturna ricevono persino collane con luce rossa soffusa. Nelle notti serene, la Via Lattea può essere osservata a occhio nudo, cosa sempre più difficile nelle grandi città del mondo.</p><p><strong>L’intero tragitto dura circa due ore e mezza</strong> e spesso registra il tutto esaurito con mesi di anticipo, soprattutto durante l’estate boreale.</p><h2>Nuovo Messico: astronomia, musica e cieli aperti</h2><p>Un’esperienza simile è proposta anche a Santa Fe, dove la compagnia Sky Railway gestisce <strong>“The Stargazer”</strong>, uno dei pochi treni dedicati esclusivamente all’osservazione astronomica in Nord America.</p><p>A differenza del percorso in Nevada, <strong>questo treno non effettua fermate</strong>. Lo spettacolo si svolge durante tutto il tragitto, mentre il convoglio attraversa l’immenso bacino di Galisteo, una zona nota per l’oscurità dei suoi cieli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/viaje-bajo-las-estrellas-los-5-mejores-trenes-del-mundo-disenados-para-ver-la-via-lactea-1778802402952.jpg" data-image="vl1lr0zuxr2b" alt="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo" title="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo"><figcaption>The Stargazer, uno dei pochi treni dedicati esclusivamente all’osservazione astronomica in Nord America.</figcaption></figure><p><strong>La proposta unisce divulgazione scientifica e intrattenimento</strong>: astronomi condividono racconti e spiegazioni su costellazioni, pianeti e fenomeni celesti, mentre musicisti dal vivo accompagnano il viaggio.</p><p>I vagoni chiusi e riscaldati permettono di affrontare il freddo notturno, anche se <strong>sono presenti anche piattaforme aperte per osservare il cielo senza ostacoli</strong>. L’esperienza include persino un calice di champagne di benvenuto.</p><h2>Nuova Zelanda: un viaggio astronomico legato alla cultura maori</h2><p>Nell’Isola del Sud della Nuova Zelanda, uno dei territori con minore inquinamento luminoso del pianeta, la compagnia turistica ferroviaria <strong>Great Journeys New Zealand</strong> ha lanciato quest’anno un’esperienza speciale legata al <strong>Matariki, il Capodanno maori</strong>.</p><p><strong>La celebrazione coincide con la prima apparizione annuale dell’ammasso stellare delle Pleiadi</strong>, un fenomeno di enorme importanza culturale per il popolo maori.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/viaje-bajo-las-estrellas-los-5-mejores-trenes-del-mundo-disenados-para-ver-la-via-lactea-1778802424124.jpg" data-image="aucb6zlgrmq7" alt="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo" title="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo"><figcaption>Se le nuvole impediscono di osservare il cielo, il museo locale offre un’esperienza virtuale tramite realtà virtuale.</figcaption></figure><p>Il treno percorre la costa nord-orientale dell’isola durante una <strong>escursione notturna di otto ore che combina gastronomia, astronomia e tradizioni locali</strong>. Dopo una prima parte della cena a bordo, i passeggeri arrivano a Kaikoura, dove si svolge una sessione guidata di osservazione astronomica con telescopi, falò e un piccolo mercato notturno.</p><p>Anche il maltempo ha un piano alternativo: se le nuvole impediscono di osservare il cielo, <strong>il museo locale offre un’esperienza virtuale in realtà virtuale</strong>.</p><h2>Norvegia: a caccia di aurore boreali dentro il Circolo Polare Artico</h2><p>Più a nord, in Norvegia, l’attrazione non sono le stelle ma uno dei fenomeni naturali più spettacolari del pianeta: <strong>le aurore boreali</strong>.</p><p>Il <strong>“Northern Lights Train”</strong> parte da Narvik, all’interno del Circolo Polare Artico, e percorre la linea ferroviaria Ofoten, considerata la più settentrionale dell’Europa occidentale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/viaje-bajo-las-estrellas-los-5-mejores-trenes-del-mundo-disenados-para-ver-la-via-lactea-1778802442776.jpg" data-image="sqrkrjmru718" alt="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo" title="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo"><figcaption>Northern Lights Train: la destinazione è Katterat, un piccolo villaggio montano raggiungibile solo in treno.</figcaption></figure><p><strong>Tra ottobre e marzo</strong>, il treno effettua partenze notturne due volte a settimana alla ricerca del bagliore verde che occasionalmente illumina il cielo polare.</p><p>La destinazione è Katterat, un piccolo villaggio montano accessibile esclusivamente in treno e praticamente privo di inquinamento luminoso. Qui attendono i visitatori <strong>guide locali, falò e tradizionali rifugi sami chiamati “lavvu”</strong>, simili alle tende storicamente utilizzate dai popoli indigeni della Scandinavia settentrionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758258" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-treno-verso-l-artico-per-vedere-l-aurora-boreale-il-viaggio-notturno-da-sogno.html" title="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno">In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-treno-verso-l-artico-per-vedere-l-aurora-boreale-il-viaggio-notturno-da-sogno.html" title="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-viaje-sonado-en-tren-al-artico-asi-es-el-trayecto-nocturno-impactante-que-permite-ver-auroras-boreales-en-noruega-1764464345762_320.jpg" alt="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno"></a></article></aside><p>Tuttavia, molti passeggeri assicurano che il momento migliore arrivi prima dell’arrivo: durante il viaggio le luci del treno rimangono spente, <strong>permettendo di osservare le aurore direttamente dai finestrini quando le condizioni meteorologiche lo consentono</strong>.</p><h2>Giappone: un treno con planetario a bordo</h2><p>Come spesso accade con molte proposte ferroviarie giapponesi, l’<strong>“High Rail 1375”</strong> porta l’esperienza un passo oltre.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il nome fa riferimento alla maggiore altitudine raggiunta dalla linea Koumi, situata a 1.375 metri sul livello del mare. Il treno fa parte dei cosiddetti “Joyful Trains”, servizi turistici pensati per godersi il viaggio con calma.</strong></div><p><strong>Tutto il design interno ruota attorno all’astronomia</strong>. I sedili sono decorati con motivi ispirati alle costellazioni e uno dei vagoni include una piccola biblioteca tematica insieme a un <strong>mini planetario che proietta immagini del cielo notturno su un soffitto a cupola</strong>.</p><p>Durante la notte, il servizio “High Rail Hoshizora”, il cui nome significa “cielo stellato”, effettua una fermata speciale presso la stazione di Nobeyama, la più alta del Giappone, dove si svolgono <strong>sessioni guidate di osservazione astronomica</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/viaje-bajo-las-estrellas-los-5-mejores-trenes-del-mundo-disenados-para-ver-la-via-lactea-1778802364548.jpg" data-image="a43cyghw6c88" alt="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo" title="Treni astroturismo Via Lattea viaggi turismo"><figcaption>L’“High Rail 1375” dispone di un mini planetario che proietta immagini del cielo notturno.</figcaption></figure><p>Il percorso, relativamente economico per gli standard giapponesi, è diventato <strong>una delle esperienze ferroviarie più originali del Paese</strong>.</p><p>In un’epoca dominata dagli schermi e dall’iperconnessione, questi viaggi sembrano offrire qualcosa di sempre più raro: <strong>silenzio, oscurità e tempo per contemplare il cielo</strong>. Forse è proprio per questo che attirano così tanto. Perché, in fondo, poche esperienze risultano tanto suggestive quanto osservare milioni di stelle da un treno che avanza lentamente nel cuore della notte.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/viaggio-sotto-le-stelle-i-5-migliori-treni-al-mondo-progettati-per-ammirare-la-via-lattea.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un rover scopre segni nascosti, invisibili da 4.500 anni, in un pozzo della Grande Piramide di Giza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-rover-scopre-segni-nascosti-invisibili-da-4-500-anni-in-un-pozzo-della-grande-piramide-di-giza.html</link><pubDate>Sun, 24 May 2026 09:10:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un'indagine dettagliata rivela come i sistemi di precisione abbiano svelato i segreti costruttivi dell'edificio del faraone Cheope dopo millenni di assoluto isolamento.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-robot-pyramid-rover-revelo-secretos-ocultos-de-la-gran-piramide-de-guiza-1779097764778.jpg" data-image="bi7w2tgdla4r" alt="Pyramid Rover Gran Piramide Giza" title="Pyramid Rover Gran Piramide Giza"><figcaption>Il robot Pyramid Rover ha esplorato i passaggi nascosti della Grande Piramide di Giza in una missione tecnologica senza precedenti. La spedizione ha rivelato antichi segni di scalpellini in passaggi sigillati da oltre 4.000 anni.</figcaption></figure><p>Nel 2002, <strong>un’indagine realizzata da National Geographic TV affrontò la sfida di decifrare i passaggi più inaccessibili della Grande Piramide di Giza</strong>. L’operazione combinò divulgazione in diretta e ingegneria d’avanguardia dell’epoca per ispezionare una sala chiamata Camera della Regina. L’ispezione venne effettuata attraverso un misterioso condotto, poco più largo di un bassotto, che sale in diagonale verso l’oscurità. </p><p><strong>Quel condotto fu scoperto da un ingegnere britannico nel 1872</strong>, insieme a un passaggio simile sul lato opposto della sala. Entrambi i condotti, quello meridionale e quello settentrionale, erano stati murati con mattoni e nessuno sembrava attraversare completamente la piramide, poiché non esistevano aperture verso l’esterno.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Che cos’è il Pyramid Rover?</strong></strong><br> È un dispositivo robotico compatto, alto circa 12 centimetri, dotato di telecamere a fibra ottica e di un sistema di perforazione. Il suo disegno gli permise di muoversi nei condotti stretti della Camera della Regina nella Grande Piramide di Giza.<br><br>Nel settembre del 2002, il robot guidò un’operazione di portata internazionale, trasmessa in diretta in tutto il mondo, con l’obiettivo di fare luce su uno dei grandi enigmi dell’archeologia. <br></div><p>L’ispezione richiedeva un’alternativa meccanica compatta e capace di superare forti dislivelli senza danneggiare la struttura archeologica. Nacque così il <strong>Pyramid Rover, un robot mobile multifunzionale dotato di cingoli per aderire sia al pavimento sia al soffitto.</strong> I ricercatori si trasferirono sul sito con tonnellate di componenti e strumenti di precisione, riuscendo ad adattare i sistemi di trazione alle irregolarità della roccia. </p><h2>L’origine del Pyramid Rover e le missioni a Giza</h2><p>La progettazione tecnica di questo dispositivo articolato venne gestita congiuntamente con un’azienda specializzata in robotica: la società iRobot. <strong>I componenti principali furono trasportati in dodici bagagli specifici contenenti profili metallici e macchinari di lavorazione.</strong> In piena estate, gli operatori allestirono un laboratorio dove, se necessario, producevano ogni notte pezzi di ricambio.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">How a one-of-a-kind robot led researchers deep into the Great Pyramid | National Geographic <a href="https://t.co/XVIpk51IO1">[https://t.co/XVIpk51IO1](https://t.co/XVIpk51IO1)</a></p>— Andro (@AndroOxinu) <a href="https://twitter.com/AndroOxinu/status/2053979880358899758?ref_src=twsrc%5Etfw">May 11, 2026</a></blockquote></figure><p>Il veicolo Pyramid Rover disponeva di cingoli in grado di esercitare pressione simultaneamente sul pavimento e sulla volta del condotto. Quando alcuni tratti del pozzo presentarono irregolarità che impedivano il passaggio del rover, <strong>il team progettò e incorporò un sistema per dispiegare piccole rampe.</strong> Più avanti, a circa 64 metri di profondità, una lastra di calcare bloccò il suo avanzamento, perciò gli ingegneri lo dotarono di un trapano capace di aprire uno stretto foro di esplorazione.</p><h2>Ostacoli a 64 metri e perforazione con il Pyramid Rover</h2><p>Una volta raggiunta la distanza esatta di 64 metri dall’inizio del percorso, una barriera di roccia calcarea fermò la progressione del Pyramid Rover. La soluzione consistette nell’applicare una punta rotativa per realizzare una minuscola apertura nel blocco di chiusura. <strong>Attraverso quel foro, il team introdusse una telecamera a fibra ottica dotata di filamenti di vetro per registrare lo spazio interno.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-robot-pyramid-rover-revelo-secretos-ocultos-de-la-gran-piramide-de-guiza-1779097879791.jpeg" data-image="hxksytri06l2" alt="La Grande Piramide di Giza" title="La Grande Piramide di Giza"><figcaption>Il robot Pyramid Rover perforò i blocchi della Grande Piramide di Giza per rivelare segreti nascosti da 4.500 anni. Questa storica esplorazione archeologica nella Camera della Regina svelò inediti segni di cava grazie alla micro-robotica di precisione.</figcaption></figure><p>La trasmissione in tempo reale mostrò una cavità priva di oggetti cerimoniali o resti umani visibili. Sebbene la funzione architettonica del condotto continuasse a generare dibattiti scientifici, <strong>l’operazione dimostrò la fattibilità della micro-robotica negli ambienti confinati.</strong> </p><p>I dati ottenuti <strong>trasformarono i metodi di analisi archeologica impiegati fino a quel momento a Giza.</strong></p><h2>Segni di cava scoperti nella Grande Piramide</h2><p>Il principale valore dell’analisi risiedeva negli elementi cromatici impressi sulle pareti interne dell’ultimo tratto. <strong>La strumentazione ottica catturò segni dei cavatori in ocra rossa risalenti all’epoca della costruzione della piramide</strong>. Le analisi successive collegarono direttamente questi tratti alla fase di edificazione del monumento funerario.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/z0J5RPx-bzw/sddefault.jpg" alt="youtube video id=z0J5RPx-bzw" id="z0J5RPx-bzw"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>“Siamo state le prime persone in 4.500 anni a vedere quei pigmenti rossi”, ha dichiarato <strong>Christian Weagle, un ingegnere noto soprattutto per il suo lavoro come progettista presso iRobot.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760803" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/studio-spagnolo-rivela-la-grande-piramide-e-stata-costruita-da-una-civilta-avanzata-precedente-all-antico-egitto.html" title="Studio spagnolo rivela: la Grande Piramide è stata costruita da una civiltà avanzata precedente all'antico Egitto">Studio spagnolo rivela: la Grande Piramide è stata costruita da una civiltà avanzata precedente all'antico Egitto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/studio-spagnolo-rivela-la-grande-piramide-e-stata-costruita-da-una-civilta-avanzata-precedente-all-antico-egitto.html" title="Studio spagnolo rivela: la Grande Piramide è stata costruita da una civiltà avanzata precedente all'antico Egitto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gran-piramide-de-giza-un-estudio-plantea-que-podria-tener-12-000-anos-y-origen-en-una-civilizacion-desconocida-1774348118876_320.jpg" alt="Studio spagnolo rivela: la Grande Piramide è stata costruita da una civiltà avanzata precedente all'antico Egitto"></a></article></aside><p>La scoperta confermò che i passaggi, individuati originariamente nel 1872 da un ingegnere britannico, custodivano alcune delle testimonianze più dirette <strong>delle grandi sfide logistiche dell’epoca faraonica.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-rover-scopre-segni-nascosti-invisibili-da-4-500-anni-in-un-pozzo-della-grande-piramide-di-giza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Una nuova teoria sulla materia oscura potrebbe risolvere tre enigmi dell'universo in un colpo solo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo.html</link><pubDate>Sun, 24 May 2026 07:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Una nuova ricerca propone che la materia oscura auto-interagente formi grumi densissimi capaci di spiegare tre anomalie: lenti gravitazionali senza galassia generatrice, correnti stellari perturbate e ammassi stellari di origine sospetta nelle galassie nane vicine alla Via Lattea.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo-1779276788614.png" data-image="8cli5shehp3t" alt="Materia oscura" title="Materia oscura"><figcaption>Una simulazione della formazione delle strutture di materia oscura dall'universo primordiale fino ai giorni nostri. Credit: Ralf Kaehler/SLAC National Accelerator Laboratory/American Museum of Natural History</figcaption></figure><p><strong>La materia oscura è uno dei problemi più affascinanti della cosmologia moderna</strong>. Viene chiamata “oscura” in quanto non è direttamente osservabile. Infatti, essa non emette e non assorbe luce. Tuttavia esiste, e ce ne accorgiamo osservando i suoi effetti gravitazionali sulla materia visibile.</p><p><strong>La materia oscura esercita forze attrattive</strong> (a differenza dell’energia oscura che esercita forze repulsive) per cui condiziona il moto della materia visibile. Anzi, poiché costituisce circa il 27% della materia dell’Universo, ne segue che la materia oscura in qualche modo <strong>esercita un ruolo fondamentale nel plasmare la struttura e l’evoluzione dell’Universo.</strong></p><p>Esistono più modelli per descrivere la materia oscura. Tra questi <strong>il modello più usato è quello della materia oscura fredda e “collisionless”</strong>, cioè non interagente che, però, se funziona molto bene su larga scala (si pensi alle lenti gravitazionali), fallisce nel descrivere i suoi effetti gravitazionali sulle strutture piccole e dense, come galassie nane, e correnti stellari perturbate. </p><h2>Dal modello freddo alla materia oscura auto-interagente</h2><p>Da Hai-Bo Yu dell’Università della California, Riverside, arriva una nuova proposta molto interessante. Non si tratta di un nuovo modello di materia oscura ma di <strong>una sua variante chiamata<em> Self-Interacting Dark Matte</em></strong><strong><em>r</em></strong>, o SIDM.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Con il nome di <strong><em>Self-Interacting Dark Matte</em></strong><strong><em>r</em></strong> si indica una variante del modello cosmologico standard<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p> Questa variante è stata recentemente presentata sulla rivista <em>Physical Review Letters</em>. Sostanzialmente, in questa versione del modello cosmologico le particelle di materia oscura riescono ad interagire e scambiare energia e si ipotizza che <strong>aloni di materia oscura possano collassare su se stessi formando dei grumi isolati </strong>molto compatti dell’ordine di milioni di masse solari.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="754075" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-maggior-parte-dell-universo-e-invisibile-il-paradosso-cosmico-della-misteriosa-materia-oscura.html" title="La maggior parte dell'universo è invisibile: il paradosso cosmico della misteriosa materia oscura ">La maggior parte dell'universo è invisibile: il paradosso cosmico della misteriosa materia oscura </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-maggior-parte-dell-universo-e-invisibile-il-paradosso-cosmico-della-misteriosa-materia-oscura.html" title="La maggior parte dell'universo è invisibile: il paradosso cosmico della misteriosa materia oscura "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-maggior-parte-dell-universo-e-invisibile-il-paradosso-cosmico-della-misteriosa-materia-oscura-1771008296202_320.png" alt="La maggior parte dell'universo è invisibile: il paradosso cosmico della misteriosa materia oscura "></a></article></aside><p>Proprio questa variante dei grumi collassati, attraverso un meccanismo chiamato collasso gravotermico, riuscirebbe a spiegare gli effetti della materia oscura sulla piccola scala spaziale, cioè proprio su quella scala in cui il modello standard fallisce.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La Self-Interacting Dark Matter non elimina il modello cosmologico standard, ma ne propone una variante più ricca sulle piccole scale<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L’idea della Self-Interacting Dark Matter è importante perché riesce a spiegare contemporaneamente tre anomalie diverse potendo agire in ambienti molto lontani tra loro come i sistemi di lenti gravitazionali, le correnti stellari nella Via Lattea e le galassie satellite. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo-1779276943954.png" data-image="bgfbs7q49050" alt="Lente gravitazionale JVAS B1938+666" title="Lente gravitazionale JVAS B1938+666"><figcaption>Immagine della lente gravitazionale JVAS B1938+666 le cui anomalie potrebbero essere spiegate con il modello di Materia Oscura auto-reagente. Credit: Credit: Devon Powell/MPA</figcaption></figure><p>Nello specifico riuscirebbe a spiegare il perché di tre enigmi cosmici: l'esistenza di lenti gravitazionali prive della galassia o dell'ammasso di galassie generatore, deformazioni delle correnti stellari, e formazione di ammassi stellari per aggregazione di stelle non gravitazionalmente legate.</p><p><br>In altre parole, <strong>la SIDM </strong>non elimina il modello cosmologico standard, ma ne <strong>propone una variante </strong>più ricca sulle piccole scale, dove le osservazioni sono più difficili da interpretare.</p><h2>Tre indizi cosmici: lenti, correnti stellari e Fornax 6</h2><p>Ma come si è arrivati a formulare questa variante del modello cosmologico standard? <strong>Esistono in particolare tre diverse evidenze osservative che potrebbero meglio essere spiegate in un contesto di Self-Interacting Dark Matter.</strong></p><p><strong>La prima evidenza osservativa</strong> riguarda la lente gravitazionale JVAS B1938+666, dove un oggetto invisibile ma molto denso sembra deformare la luce di una galassia lontana. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756157" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/conosciamo-solo-il-5-il-resto-dell-universo-e-costituito-da-materia-ed-energia-che-non-comprendiamo.html" title="Conosciamo solo il 5%: il resto dell’universo è costituito da materia ed energia che non comprendiamo">Conosciamo solo il 5%: il resto dell’universo è costituito da materia ed energia che non comprendiamo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/conosciamo-solo-il-5-il-resto-dell-universo-e-costituito-da-materia-ed-energia-che-non-comprendiamo.html" title="Conosciamo solo il 5%: il resto dell’universo è costituito da materia ed energia che non comprendiamo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/conosciamo-solo-il-5-il-resto-dell-universo-e-costituito-da-materia-ed-energia-che-non-comprendiamo-1772102607219_320.jpg" alt="Conosciamo solo il 5%: il resto dell’universo è costituito da materia ed energia che non comprendiamo"></a></article></aside><p>Sappiamo che una grossa massa è la causa dell’effetto lente gravitazionale, come ad esempio un ammasso di galassie. Tuttavia, in questo caso si osserva la lente ma non si vede la massa che la genera. Una sottostruttura di materia oscura auto-interagente potrebbe produrre proprio questo tipo di perturbazione gravitazionale. </p><p><strong>La seconda evidenza osservativa</strong> riguarda la corrente stellare GD-1, cioè un lungo flusso di stelle all’interno della Via Lattea che mostra una sorta di rottura, come se un oggetto compatto e invisibile, appunto un grumo di Self-Interacting Dark Matter, l’avesse attraversato. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo-1779277188603.png" data-image="3i7qjscnt876" alt="Stellar stream" title="Stellar stream"><figcaption>Ricostruzione della corrente stellare denominata GD-1 all'interno della nostra Galassia. Credit: https://adrian.pw/visualizations/mwstreams/</figcaption></figure><p><strong>La terza evidenza osservativa </strong>riguarda l’ammasso stellare Fornax 6 all'interno dell’omonima galassia. Questo ammasso di stelle, invece di essere nato dalla frammentazione e dal collasso dei frammenti di una nube molecolare gigante, così come avviene per gli ammassi stellari, potrebbe essere nato da stelle singole che sono state catturate da uno o più grumi di Self-Interacting Dark Matter e che sono state concentrate in un unico ammasso.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Sono tre le anomalie osservative che verrebbero spiegate con il modello della Self-Interacting Dark Matter<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>La forza di questa teoria è la sua relativa semplicità,</strong> cioè la possibilità che grumi di SIDM spieghino contemporaneamente gli effetti osservati in lenti gravitazionali, flussi stellari e galassie satellite, cioè in tre scale spaziali molto diverse.</p><h2>Un campo in rapido movimento</h2><p><strong>Il modello del Self-Interacting Dark Matter è un modello promettente ma non definitivo.</strong> Se la popolazione di grumi oscuri venisse confermata in ambienti diversi, la materia oscura potrebbe apparire meno “oscura” di quanto pensiamo: non perché diventi visibile, ma perché inizierebbe finalmente a rivelare la propria fisica interna.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748684" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-sono-sul-punto-di-capire-di-cosa-e-fatto-la-maggior-parte-dell-universo.html" title="Gli scienziati vicini alla scoperta: di cosa è fatta la materia oscura che compone gran parte dell'universo">Gli scienziati vicini alla scoperta: di cosa è fatta la materia oscura che compone gran parte dell'universo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-sono-sul-punto-di-capire-di-cosa-e-fatto-la-maggior-parte-dell-universo.html" title="Gli scienziati vicini alla scoperta: di cosa è fatta la materia oscura che compone gran parte dell'universo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scientists-are-on-the-verge-of-understanding-what-most-of-the-universe-is-made-out-of-1767913102717_320.jpeg" alt="Gli scienziati vicini alla scoperta: di cosa è fatta la materia oscura che compone gran parte dell'universo"></a></article></aside><p>Ma sulla materia oscura si continua a lavorare anche in altre direzioni. Altri scenari, come materia oscura fuzzy, i buchi neri primordiali o modifiche della gravità, restano oggetto di discussione e studio. La sfida dei prossimi anni sarà confrontare questi modelli con dati sempre più precisi da lenti gravitazionali, missioni astrometriche e osservazioni di galassie nane. </p><h3><em>Riferimento scientifico allo studio</em></h3><p><em><a href="https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/txxx-97ln">“Three Birds with One Stone: Core-Collapsed SIDM Halos as the Common Origin of Dense Perturbers in Lenses, Streams, and Satellites” </a></em>Hai-Bo Yu Physical Review Letters, 2026, DOI: https://doi.org/10.1103/txxx-97ln</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Lo studio di Harvard che svela come evitare che la IA ti sostituisca nel lavoro di scrittura ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-studio-di-harvard-che-svela-come-evitare-che-la-ia-ti-sostituisca-nel-lavoro-di-scrittura.html</link><pubDate>Sun, 24 May 2026 05:25:47 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L'intelligenza artificiale, utilizzata sempre più spesso per scrivere articoli e contenuti di ogni genere, sta saturando il web con contenuti prevedibili, privi di appeal e di quell'originalità creativa che distingue un autore in carne ed ossa da un algoritmo. L'essere umano deve ripartire dalla forza propulsiva del suo pensiero per dare vita, corpo e visione a ogni sua frase.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-studio-di-harvard-che-svela-come-evitare-che-la-ia-ti-sostituisca-nel-lavoro-1779484774675.jpg" data-image="7f0t746vss1a"><figcaption>Un modello a cui si chieda di scrivere un pezzo, attinge semplicemente a delle probabilità statistiche, non ad esperienze vissute realmente. Ottima fonte per organizzare pensieri in una bozza, ma il testo rischia di restare povero ed incapace di trasmettere idee, concetti e sensazioni.</figcaption></figure><p><strong>Sarah L. Kaufman</strong>, nella Harvard Gazette del 18 maggio 2026, ha condiviso alcune <strong>riflessioni sulla scrittura professionale</strong> per <strong>superare e distinguersi dalla scrittura standardizzata dell'AI</strong>. </p><p>Gli strumenti di <strong>IA generativa</strong> stanno spopolando nel mondo della scrittura e della comunicazione, perché sono capaci di <strong>creare testi grammaticalmente ineccepibili</strong> che soffrono, però, di <strong>una</strong> <strong>profonda piattezza stilistica</strong>. Inoltre,<strong> alcuni algoritmi</strong>, appositamente creati per "umanizzare" la scrittura generativa, <strong>finiscono per svuotare espressioni e pensieri del loro originale significato e profondità</strong>. </p><p>Prima di tutto c'è da capire che <strong>un modello,</strong> a cui si chieda di scrivere un pezzo, <strong>attinge semplicemente a delle probabilità statistiche</strong>, <strong>non ad esperienze vissute realmente</strong>. Il risultato è una <strong>narrazione piuttosto piatta</strong>, <strong>priva di emozioni</strong>, che tende a utilizzare verbi generici e passivi che addomesticano qualsiasi messaggio. </p><p>La <strong>scrittura professionale</strong> di alto livello, invece, si basa su <strong>scelte coraggiose</strong> e su <strong>un livello di precisione e di visione del mondo superiore</strong>, che solo un osservatore fisico e reale, fatto di emozioni, riesce a restituire.</p><h2>Il verbo come generatore di senso e significato</h2><p>La differenza tra un testo scritto da un software e uno scritto da un professionista in carne ed ossa, risiede nella <strong>capacità di</strong> <strong>pensare per verbi, con azioni e sensazioni</strong>. Un verbo non deve limitarsi a descrivere un’azione, deve <strong>evocare una sensazione e un'emozione fisica</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767536" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-intelligenza-artificiale-impara-senza-comprendere-il-cuore-algoritmico-delle-reti-neurali.html" title="L’intelligenza artificiale impara senza comprendere: il cuore algoritmico delle reti neurali ">L’intelligenza artificiale impara senza comprendere: il cuore algoritmico delle reti neurali </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-intelligenza-artificiale-impara-senza-comprendere-il-cuore-algoritmico-delle-reti-neurali.html" title="L’intelligenza artificiale impara senza comprendere: il cuore algoritmico delle reti neurali "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-intelligenza-artificiale-impara-senza-comprendere-il-cuore-algoritmico-delle-reti-neurali-1778164900458_320.jpg" alt="L’intelligenza artificiale impara senza comprendere: il cuore algoritmico delle reti neurali "></a></article></aside><p>Parlare del vento che soffia forte può andare bene per un bollettino meteorologico, ma se scriviamo che "il vento sferzava il viso", stiamo <strong>permettendo al lettore di percepire qualcosa di più</strong>, la forza e la violenza dell’elemento naturale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-studio-di-harvard-che-svela-come-evitare-che-la-ia-ti-sostituisca-nel-lavoro-1779484833463.jpg" data-image="at51bgmmod7n"><figcaption>I testi generati dall'IA sono spesso ridondanti, sovraccarichi di frasi fatte che girano intorno ad un concetto, spesso senza mai arrivare al dunque. Oppure sono scarne e prive di anima con verbi deboli e poco incisivi che vanno necessariamente sostituiti con espressioni vivide e ficcanti. </figcaption></figure><p>È fondamentale sostituire i verbi deboli come essere, fare, avere o andare con <strong>termini che contengono già il movimento dell'azione</strong>, cercando sempre la massima specificità. Invece di "camminare velocemente" possiamo scegliere di "scattare", e invece di "dire" preferiamo "sussurrare", "tuonare" o "sentenziare". Il segreto è applicare "il test della visualizzazione": <strong>se rileggendo la frase non riusciamo a vedere l’azione in modo nitido</strong>, significa che <strong>il verbo scelto è troppo generico e debole.</strong></p><h2>Oltre la superficie con la verità dell’esperienza</h2><p><strong>L’IA non ha mai vissuto esperienze con i propri sensi</strong>, non ha mai guardato il sole sorgere, non ha ma provato la frustrazione di un fallimento o di un rifiuto, né l'entusiasmo di un complimento o di un premio. Manca completamente il vissuto, e <strong>questa </strong><strong>mancanza </strong>è il suo <strong>vero punto debole</strong>, il suo tallone di Achille. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765068" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/dall-agi-all-asi-cosa-succedera-quando-l-uomo-non-sara-piu-l-essere-piu-intelligente-del-pianeta.html" title="Dall'AGI all'ASI. Cosa succederà quando l’uomo non sarà più l’essere più intelligente del pianeta? ">Dall'AGI all'ASI. Cosa succederà quando l’uomo non sarà più l’essere più intelligente del pianeta? </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/dall-agi-all-asi-cosa-succedera-quando-l-uomo-non-sara-piu-l-essere-piu-intelligente-del-pianeta.html" title="Dall'AGI all'ASI. Cosa succederà quando l’uomo non sarà più l’essere più intelligente del pianeta? "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dall-agi-all-asi-cosa-succede-quando-l-uomo-non-e-piu-l-essere-piu-intelligente-del-pianeta-1776804615460_320.jpeg" alt="Dall'AGI all'ASI. Cosa succederà quando l’uomo non sarà più l’essere più intelligente del pianeta? "></a></article></aside><p>Noi, in quanto umani, possiamo infondere nei nostri testi quella <strong>verità vissuta</strong>, perché <strong>co</strong><strong>nosciamo e sentiamo il risvolto emotivo di ogni situazione che descriviamo</strong>. </p><div class="texto-destacado">Quando redigiamo un articolo, che si tratti di scienza, meteorologia o tecnologia, è importante <strong>integrare quei dettagli sensoriali che nascono dall'osservazione e dall'esperienza diretta</strong>, dalla nostra prospettiva originale, che <strong>pur essendo scientificamente oggettiva</strong>, possiede <strong>un'intrinseca caratteristica emozionale soggettiva</strong>. </div><p>È questa <strong>impronta soggettiva</strong> a rendere il <strong>testo prezioso ed unico</strong>, che nessuna macchina potrà facilmente sostituire.</p><h2>Strategie per rimanere umani nel lavoro editoriale</h2><p>Non dobbiamo demonizzare la tecnologia, ma imparare a usarla come <strong>supporto e mai come sostituto</strong>. Se si utilizza<strong> l'IA per una bozza</strong>, quel testo deve essere considerato come <strong>una semplice argilla informe</strong>.<strong> Il compito dell'autore professionista umano è quello di modellarla</strong>, arricchirla, personalizzarla con <strong>r</strong><strong>iflessioni che derivano dalla propria esperienza</strong>, dal proprio vissuto e dalle proprie sensazioni ed emozioni. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-studio-di-harvard-che-svela-come-evitare-che-la-ia-ti-sostituisca-nel-lavoro-1779484805942.jpg" data-image="rf5b98gwmi3n"><figcaption>Noi, in quanto umani, possiamo infondere nei nostri testi quella verità vissuta, perché conosciamo e sentiamo il risvolto emotivo di ogni situazione che descriviamo.</figcaption></figure><p><strong>I testi generati dall'IA sono spesso ridondanti, sovraccarichi di frasi fatte che girano intorno ad un concetto</strong>, spesso senza mai arrivare al dunque. <strong>O</strong><strong>ppure sono scarne e prive di anima</strong> con verbi deboli e poco incisivi che vanno necessariamente sostituiti con <strong>espressioni vivide e ficcanti</strong>. Il ritmo è la musica della scrittura,<strong> l'IA produce periodi di lunghezza uniforme e monotona, priva di ritmica</strong>, come una soneria regolare ma noiosa. </p><div class="texto-destacado"><strong>All'essere umano</strong>, proprio per la sua <strong>innata capacità e volontà di introdurre aspetti emozionali, </strong>spetta il compito di spezzare il ritmo, alternando frasi brevi e incisive a periodi più articolati, lenti e profondi. </div><p>Infine, il professionista deve <strong>mantenere alto il livello dell'etica</strong>, rifiutando il ruolo di tutore e coordinatore dell'IA. La qualità di un editoriale è costituita dal <strong>valore aggiunto che protegge la professione con la professionalità.</strong> </p><p>"Scegliere di <strong>scrivere con cura</strong> è, oggi, un autentico <strong>atto di resistenza intellettuale</strong>".</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-studio-di-harvard-che-svela-come-evitare-che-la-ia-ti-sostituisca-nel-lavoro-di-scrittura.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un viaggio nel cuore della fabbrica di satelliti: il nuovo Meteosat che rivoluzionerà le previsioni meteorologiche]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-viaggio-nel-cuore-della-fabbrica-di-satelliti-il-nuovo-meteosat-che-rivoluzionera-le-previsioni-meteorologiche.html</link><pubDate>Sat, 23 May 2026 17:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L'Europa si sta preparando al lancio del Meteosat più avanzato mai costruito, un satellite in grado di rilevare tempeste estreme ancor prima che inizino a svilupparsi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-viaje-al-corazon-de-la-fabrica-de-satelites-el-nuevo-meteosat-que-revolucionara-las-predicciones-meteorologicas-1779184195976.jpeg" data-image="wegyp9qafl7n"><figcaption>I progressi tecnologici ci consentono di disporre di dati sempre migliori e di un monitoraggio più accurato di tutto ciò che accade nell'atmosfera.</figcaption></figure><p>A prima vista sembra una enorme struttura rivestita di lamine dorate sospesa su una piattaforma metallica, ma dentro questa complessa macchina spaziale viaggia gran parte del futuro della meteorologia europea.</p><p><strong>Il nuovo Meteosat MTG-I2</strong>, pronto per essere lanciato quest’estate dalla Guyana Francese, non è un satellite qualunque: si tratta del sistema di osservazione meteorologica <strong>più avanzato mai sviluppato in Europa e uno dei più sofisticati del pianeta.</strong></p><p><strong>La sua missione sarà monitorare continuamente l’atmosfera da 36.000 chilometri di altezza</strong> e inviare immagini della Terra con una rapidità e una precisione mai viste prima.</p><h2>Dal Meteosat del 1977 alla nuova generazione spaziale</h2><p><strong>Il programma Meteosat è iniziato nel 1977,</strong> in un’epoca in cui osservare le nuvole dallo spazio sembrava quasi fantascienza per gran parte della popolazione europea.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">MTG-I2, the second Meteosat Third Generation Imager, has successfully completed its thermal vacuum test at Thales Alenia Space in Cannes, showing its ready for the extreme temperatures of space.<br><br>Next steps: solar array integration, vibration testing, and final checks before <a href="https://t.co/m1My0JNWOD">pic.twitter.com/m1My0JNWOD</a></p> ESA Earth Observation (@ESA_EO) <a href="https://twitter.com/ESA_EO/status/1963876260888613106?ref_src=twsrc%5Etfw">September 5, 2025</a></blockquote></figure><p>Quelle prime immagini meteorologiche <strong>rivoluzionarono le previsioni del tempo</strong> e cambiarono per sempre il modo di comprendere l’atmosfera.</p><p>Da allora, <strong>ogni generazione di satelliti ha continuato a migliorare</strong> con una risoluzione delle immagini sempre più alta, una maggiore velocità di aggiornamento e una precisione straordinaria, oltre a capacità sempre più avanzate di monitoraggio climatico e atmosferico.</p><h2>Un satellite capace di rilevare i temporali prima ancora che nascano</h2><p><strong>La grande rivoluzione dell’MTG-I2 non è solo la qualità delle immagini, ma la velocità con cui osserverà l’atmosfera.</strong> Mentre i Meteosat precedenti aggiornano le immagini ogni 10 o 15 minuti, il nuovo sistema sarà in grado di generare immagini dell’Europa ogni 2,5 minuti.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="fr" dir="ltr">️ Le second satellite météo Meteosat Third Generation MTG-I2 d'Eumetsat est en intégration finale chez <a href="https://twitter.com/Thales_Alenia_S?ref_src=twsrc%5Etfw">@Thales_Alenia_S</a> () à Cannes.<br>Il vient de passer les tests de compatibilité électromagnétique dans cette salle de test compacte. <a href="https://t.co/2R1o1h9xrd">pic.twitter.com/2R1o1h9xrd</a></p>— Rêves d'Espace (@RevesdEspace) <a href="https://twitter.com/RevesdEspace/status/2036153525160349761?ref_src=twsrc%5Etfw">March 23, 2026</a></blockquote></figure><p><strong>Questo permetterà di visualizzare e analizzare lo sviluppo rapido dei temporali, la formazione delle supercelle</strong>, le linee di instabilità, la crescita esplosiva dei cumulonembi e tutti i cambiamenti improvvisi dell’atmosfera.</p><h3>La chiave sarà la convezione atmosferica</h3><p>Uno dei grandi problemi della previsione moderna è anticipare i fenomeni convettivi violenti, poiché le tempeste più distruttive si sviluppano molto rapidamente e l’analisi continua ogni due minuti e mezzo è fondamentale per <strong>studiare le grandinate intense, le piogge torrenziali, i fulmini diffusi, i venti violenti e i sistemi convettivi esplosivi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770088" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-il-caldo-carica-l-atmosfera-giovedi-28-scoppieranno-forti-temporali-con-grandine.html" title="Lombroso avverte: dopo il gran caldo cambia tutto, giovedì 28 arrivano forti temporali con grandine e colpi di vento">Lombroso avverte: dopo il gran caldo cambia tutto, giovedì 28 arrivano forti temporali con grandine e colpi di vento</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-il-caldo-carica-l-atmosfera-giovedi-28-scoppieranno-forti-temporali-con-grandine.html" title="Lombroso avverte: dopo il gran caldo cambia tutto, giovedì 28 arrivano forti temporali con grandine e colpi di vento"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-il-caldo-carica-l-atmosfera-giovedi-28-scoppieranno-forti-temporali-con-grandine-1779437471102_320.jpeg" alt="Lombroso avverte: dopo il gran caldo cambia tutto, giovedì 28 arrivano forti temporali con grandine e colpi di vento"></a></article></aside><p>Con i nuovi sensori, i meteorologi potranno monitorare i segnali di instabilità atmosferica praticamente in tempo reale. Secondo i responsabili del programma, <strong>il satellite permetterà di osservare l’evoluzione delle nubi fin dalle primissime fasi</strong>, prima ancora che producano precipitazioni intense.</p><h2>Dentro la fabbrica spaziale di Cannes</h2><p>Tutti i Meteosat europei nascono negli stabilimenti aerospaziali di Cannes, nel sud della Francia, a pochi metri dal Mediterraneo, dove si trova un complesso dotato di <strong>enormi clean room in cui l’aria è completamente controllata per evitare qualsiasi contaminazione microscopica.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="pt" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/SGDC?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#SGDC</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Telespazio?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Telespazio</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/FucinoSpaceCentre?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#FucinoSpaceCentre</a> em cooperação <a href="https://twitter.com/Thales_Alenia_S?ref_src=twsrc%5Etfw">@Thales_Alenia_S</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Cannes?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Cannes</a> gerenciam atividades para colocar satélites <a href="https://twitter.com/hashtag/SGDC?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#SGDC</a> em órbita <a href="https://t.co/uW3fNEDDZz">pic.twitter.com/uW3fNEDDZz</a></p>— Telespazio Brasil (@TelespazioBR) <a href="https://twitter.com/TelespazioBR/status/860139023670669312?ref_src=twsrc%5Etfw">May 4, 2017</a></blockquote></figure><p>Lì vengono assemblate le strutture spaziali, i pannelli solari, i sensori ottici, i sistemi termici, le antenne e le apparecchiature elettroniche. <strong>Più di 2.000 persone e circa 70 aziende europee hanno partecipato allo sviluppo del MTG-I2</strong> negli ultimi quindici anni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-viaggio-nel-cuore-della-fabbrica-di-satelliti-il-nuovo-meteosat-che-rivoluzionera-le-previsioni-meteorologiche.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il sistema planetario LHS 1903 al contrario: quando un mondo roccioso nasce dove non dovrebbe]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sistema-planetario-lhs-1903-al-contrario-quando-un-mondo-roccioso-nasce-dove-non-dovrebbe.html</link><pubDate>Sat, 23 May 2026 15:14:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Nel sistema LHS 1903, una nana rossa ospita quattro pianeti in ordine inatteso: roccioso, gassoso, gassoso, roccioso. La scoperta suggerisce che alcuni pianeti rocciosi possano formarsi anche dopo la dispersione del gas.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sistema-planetario-lhs-1903-al-contrario-quando-un-mondo-roccioso-nasce-dove-non-dovrebbe-1779437818764.png" data-image="4nbbwilfbqah" alt="lhs 1903" title="lhs 1903"><figcaption>Rappresentazione artistica del sistema planetario LHS 1903 con una insolita sequenza di pianeti roccioso-gassoso-gassoso-roccioso. Credit: ESA</figcaption></figure><p>Il Sistema Solare rappresenta un importante riferimento o linea guida per gli astronomi nel comprendere <strong>l’architettura dei sistemi planetari extraterrestri</strong>. Così come nel nostro Sistema Solare i pianeti rocciosi sono più vicini al Sole rispetto ai più lontani pianeti gassosi, anche nei sistemi planetari extraterrestri ci si aspetta una simile distribuzione o architettura.</p><p>Il perché di tale architettura è comprensibile, in quanto nelle regioni interne, cioè le più vicine alla stella, il calore e la radiazione stellare non solo soffiano via il gas necessario alla formazione dei pianeti gassosi, ma <strong>strappano via anche gli involucri di gas che inizialmente i pianeti erano riusciti a formare, </strong>consentendo così l’accrescimento della sola componente rocciosa. Diversamente, a grandi distanze dalla stella il materiale volatile può sopravvivere e contribuire alla formazione di pianeti gassosi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Nelle regioni interne più vicine alla stella è favorita la formazione di pianeti rocciosi, nelle regioni esterne la formazione di pianeti gassosi<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La scoperta del sistema <strong>LHS 1903</strong> ha attirato grande attenzione. Infatti <strong>è il primo caso di stella il cui pianeta più esterno sia roccioso invece che gassoso: una pianeta “al contrario”.</strong></p><h2>Un ordine planetario che non torna</h2><p>La stella LHS 1903 è una nana rossa di tipo M. E’ più fredda e meno luminosa del Sole, a una distanza di circa 116 anni luce dalla Terra. <strong>LHS ha un sistema planetario di 4 pianeti: LHS b, c, d, e</strong>. I primi tre, scoperti già alcuni anni fa, sono nell’ordine uno roccioso, il più vicino alla stella, seguito da altri due pianeti gassosi. Un’ordine che corrisponde alle aspettative: pianeti rocciosi più vicini e gassosi più lontani.</p><div class="texto-destacado">La designazione LHS deriva dal catalogo Luyten Half-Second, una famosa lista astronomica di stelle con un elevato moto proprio compilata dall'astronomo Willem Jacob Luyten nel 1979.</div><p><strong>La sorpresa è stata scoprire un quarto pianeta, il più distante, essere roccioso anziché gassoso.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sistema-planetario-lhs-1903-al-contrario-quando-un-mondo-roccioso-nasce-dove-non-dovrebbe-1779436600129.png" data-image="pr5hh4mana0r" alt="CHEOPS" title="CHEOPS"><figcaption>Rappresentazione artistica del telescopio spaziale CHEOPS. Credit: ESA / ATG medialab</figcaption></figure><p>La scoperta è stata fatta grazie alle osservazioni del telescopio spaziale <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/CHEOPS">CHEOPS</a></strong> che osservando questo quarto pianeta, chiamato <strong>LHS 1903 e</strong>, <strong>l’ha trovato privo di atmosfera, quindi roccioso, invece di essere un piccolo gigante gassoso, come ci si sarebbe aspettati. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760655" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/wispit-2-il-sistema-planetario-che-svela-le-origini-del-nostro-sistema-solare.html" title="WISPIT 2: il sistema planetario che svela le origini del nostro Sistema Solare">WISPIT 2: il sistema planetario che svela le origini del nostro Sistema Solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/wispit-2-il-sistema-planetario-che-svela-le-origini-del-nostro-sistema-solare.html" title="WISPIT 2: il sistema planetario che svela le origini del nostro Sistema Solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/wispit-2-il-sistema-planetario-che-svela-le-origini-del-nostro-sistema-solare-1774434933029_320.png" alt="WISPIT 2: il sistema planetario che svela le origini del nostro Sistema Solare"></a></article></aside><p>Il risultato è una sequenza insolita: roccioso-gassoso-gassoso-roccioso. L’agenzia Spaziale Europea (ESA), finanziatrice della missione CHEOPS, l’ha descritta come una configurazione “inside-out”, cioè “alla rovescia” rispetto al quadro più comune.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La stella LHS 1903 possiede un sistema planetario con una configurazione “inside-out”, cioè “alla rovescia” rispetto al quadro più comune.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I risultati di questo studio sono stati recentemente pubblicati sulla rivista <em>Science</em> da Thomas G. Wilson e collaboratori (tra cui ricercatori dell’italiano <a href="https://www.inaf.it/it">INAF-Istituto Nazionale di Astrofisica</a>).</p><h2>Perché un pianeta roccioso così esterno è un problema</h2><p>I pianeti si formano grazie al gas e alle polveri presenti nel disco protoplanetario che circonda le giovani stelle. Nel corso di alcuni milioni di anni, questo disco è destinato a scomparire del tutto o a lasciare come residuo un disco di detriti rocciosi, ma ormai privo della sua componente gassosa.</p><p>Questo scenario suggerisce che i pianeti abbiano solo pochi milioni di anni per formarsi. <strong>Lì dove il gas è abbondante</strong>, quindi nelle regioni esterne più lontane dalla stella, <strong>è più facile la formazione di pianeti interamente gassosi</strong> o di pianeti il cui nucleo roccioso è riuscito a catturare o a trattenere un’abbondande atmosfera.<strong> Nelle regioni interne, povere di gas, la formazione avviene principalmente per aggregamento di detriti rocciosi</strong> in corpi sempre più grandi (i cosiddetti planetesimi), fino a raggiungere la massa di un vero e proprio pianeta roccioso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="727859" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raggiunto-a-settembre-il-numero-record-di-6000-esopianeti-confermati.html" title="La NASA conferma il numero di esopianeti al di fuori del Sistema Solare: il numero vi sorprenderà">La NASA conferma il numero di esopianeti al di fuori del Sistema Solare: il numero vi sorprenderà</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raggiunto-a-settembre-il-numero-record-di-6000-esopianeti-confermati.html" title="La NASA conferma il numero di esopianeti al di fuori del Sistema Solare: il numero vi sorprenderà"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/raggiunto-a-settembre-il-numero-record-di-6000-esopianeti-confermati-1757002163134_320.png" alt="La NASA conferma il numero di esopianeti al di fuori del Sistema Solare: il numero vi sorprenderà"></a></article></aside><p><strong>LHS 1903 e sembra raccontare una storia diversa</strong>. Secondo questo studio <strong>il pianeta roccioso LHS 1903 e si è formato “in ritardo”</strong>, cioè quando il disco aveva già perso gran parte del gas, per cui solo il materiale solido era ancora disponibile, ma il gas non bastava più per costruire una grande atmosfera. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sistema-planetario-lhs-1903-al-contrario-quando-un-mondo-roccioso-nasce-dove-non-dovrebbe-1779436735439.jpeg" data-image="3iq3zhucvvkp" alt="LHS 1903" title="LHS 1903"><figcaption>Rappresentazione dell'architettura del sistema planetario LHS 1903 con la insolita sequenza di pianeti roccioso-gassoso-gassoso-roccioso.</figcaption></figure><p>L’ESA sottolinea che questa è una delle evidenze più forti finora a favore della formazione planetaria in ambiente gas-depleted, cioè povero di gas.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>LHS 1903 e è un pianeta figlio tardivo del sistema, nato quando il gas del disco era ormai quasi scomparso<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Naturalmente, sebbene questa sia la spiegazione più probabile non è l’unica. Un’alternativa è che il pianeta avrebbe potuto perdere la propria atmosfera a causa di un impatto gigante, o che i pianeti 4 pianeti avrebbero potuto scambiarsi posizione attraverso migrazioni orbitali. </p><h2>Il Sistema Solare non necessariamente il modello universale</h2><p>Il sistema planetario di LHS 1903 offre un laboratorio naturale per distinguere tra due processi cruciali: la perdita di atmosfera successiva alla formazione, che lascia un nucleo roccioso privo di gas, e la formazione iniziale di un pianeta roccioso senza gas. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755208" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-stato-scoperto-un-sistema-solare-che-contraddice-cio-che-pensavamo-di-sapere-sull-universo.html" title="È stato scoperto un sistema solare che contraddice ciò che pensavamo di sapere sull'Universo">È stato scoperto un sistema solare che contraddice ciò che pensavamo di sapere sull'Universo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-stato-scoperto-un-sistema-solare-che-contraddice-cio-che-pensavamo-di-sapere-sull-universo.html" title="È stato scoperto un sistema solare che contraddice ciò che pensavamo di sapere sull'Universo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/descubren-un-sistema-solar-que-contradice-lo-que-creiamos-saber-sobre-el-universo-1771516040508_320.jpg" alt="È stato scoperto un sistema solare che contraddice ciò che pensavamo di sapere sull'Universo"></a></article></aside><p><strong>Proprio questo sistema potrebbe aiutare gli astronomi a risolvere il mistero della <em>radius valley</em> </strong>(la valle dei raggi, letteralmente). </p><p>Si osserva che esistono molti pianeti rocciosi con raggio inferiore a 1.5 raggi terrestri e molti pianeti sub-nettuniani con raggio maggiore di 2 raggi terrestri, ma nessun pianeta intermedio. Nello stesso sistema planetario di LHS 1903 i pianeti attraversano questa radius valley.</p><p><strong>La scoperta presentata in questo studio ricorda che il Sistema Solare non è necessariamente il modello universale</strong>. Gli esopianeti continuano a mostrare configurazioni inattese: pianeti caldissimi vicinissimi alla stella, super-Terre, mini-Nettuniani, sistemi compatti e ora anche architetture “roccioso-gassoso-gassoso-roccioso”, suggerendo che i <strong>pianeti possono nascere con una varietà di percorsi molto più ampia di quanto immaginato.</strong></p><h3><em>Riferimento allo studio</em></h3><p><em><a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.adl2348">“Gas-depleted planet formation occurred in the four-planet system around the red dwarf LHS 1903”</a></em> Wilson, T. G. et al., Science, 2026, DOI: 10.1126/science.adl2348.</p><ol></ol>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sistema-planetario-lhs-1903-al-contrario-quando-un-mondo-roccioso-nasce-dove-non-dovrebbe.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Piante gratis per sempre: 7 specie facili da propagare per mantenere il tuo giardino rigoglioso per tutta la vita]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-gratis-per-sempre-7-specie-facili-da-propagare-per-mantenere-il-tuo-giardino-rigoglioso-per-tutta-la-vita.html</link><pubDate>Sat, 23 May 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Il giardino ha i suoi segreti per l'abbondanza. Queste sette piante possono essere facilmente divise e trasformare un angolo vuoto in un piccolo paradiso verde.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-gratis-para-siempre-7-especies-faciles-de-multiplicar-para-tener-el-jardin-frondoso-toda-la-vida-1778734605436.jpg" data-image="chslwro3wa4e" alt="piante" title="piante"><figcaption>Una singola pianta può dare origine a molte altre se viene divisa al momento giusto.</figcaption></figure><p>Ci sono piante che sembrano avere un patto segreto con l’abbondanza. Crescono e si espandono fino a un punto in cui chiedono a gran voce un nostro intervento. <strong>Ed è proprio uno dei momenti più gratificanti del giardinaggio: dividerle</strong> per ottenere nuove piante, gratis.</p><p>Non serve padroneggiare tecniche sofisticate. Alcune specie formano cespi, rizomi o polloni che <strong>possono essere separati facilmente per occupare un altro angolo del giardino, riempire una aiuola</strong> vuota o persino regalare una pianta a qualcun altro. Nella maggior parte dei casi bastano una pala, un po’ di pazienza e il momento giusto dell’anno.</p><p>Queste sono alcune delle <strong>specie ornamentali più facili da dividere</strong> e moltiplicare in casa.</p><h2>1. Agapanto</h2><p><strong>È uno di quei grandi classici infallibili: resistente, elegante e quasi indistruttibile.</strong> Le sue lunghe foglie a forma di nastro formano cespi densi tutto l’anno e, in primavera e in estate, sviluppa steli floreali coronati da sfere blu, lilla o bianche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-gratis-para-siempre-7-especies-faciles-de-multiplicar-para-tener-el-jardin-frondoso-toda-la-vida-1778734762236.jpg" data-image="4qudzaqem4c7" alt="piante" title="piante"><figcaption>Elegante e resistente, l’agapanto si moltiplica facilmente quando la pianta madre diventa troppo compatta.</figcaption></figure><p>Quando il cespo diventa troppo compatto e <strong>inizia a fiorire meno, conviene dividerlo.</strong> L’ideale è farlo in autunno o all’inizio della primavera. </p><p>Si dissotterra l’intera pianta e <strong>si separano porzioni dotate di radici e diverse foglie.</strong> Poi si ripiantano subito, lasciando spazio affinché possano tornare a espandersi. Ha bisogno di un buon drenaggio, irrigazione moderata e molto sole per fiorire abbondantemente. In mezz’ombra vive comunque bene, ma tende a produrre meno fiori.</p><h2>2. Emerocallide o "giglio di un giorno"</h2><p>Ogni fiore dura appena un giorno, ma ne produce così tanti che lo spettacolo si prolunga per settimane. <strong>I suoi grandi fiori colorati emergono sopra foglie arcuate e regalano un aspetto molto spontaneo e selvatico.</strong> Inoltre, è una pianta estremamente rustica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-gratis-para-siempre-7-especies-faciles-de-multiplicar-para-tener-el-jardin-frondoso-toda-la-vida-1778734939510.jpg" data-image="70omdu8bojwh" alt="piante" title="piante"><figcaption>Ogni fiore dura un giorno, ma la pianta continua a espandersi per anni se viene divisa al momento giusto.</figcaption></figure><p><strong>Con il tempo forma cespi enormi, ideali da dividere.</strong> Il periodo migliore è solitamente l’autunno o l’inizio della primavera. Si solleva la pianta e si separano gruppi di radici con germogli, cercando di conservare una buona parte della corona in ogni frammento. </p><p><strong>Poi si ripianta rapidamente e</strong> <strong>si annaffia bene durante le prime settimane.</strong> Ama il pieno sole e un terreno fertile e drenato, anche se tollera molto più di quanto sembri.</p><h2>3. Clivia</h2><p>Ideale per cortili tranquilli e <strong>angoli in ombra luminosa, la clivia ha foglie lunghe,</strong> scure e lucide, e in autunno o primavera regala mazzi di fiori arancioni intensissimi che sembrano accendere il giardino. </p><p>È una pianta lenta, ma molto longeva: <strong>esistono esemplari che trascorrono decenni nello stesso vaso.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-gratis-para-siempre-7-especies-faciles-de-multiplicar-para-tener-el-jardin-frondoso-toda-la-vida-1778735102800.jpg" data-image="nffvx1uvwcba" alt="piante" title="piante"><figcaption>La clivia cresce lentamente, ma i suoi polloni permettono di moltiplicarla senza perdere la sua eleganza nelle zone ombreggiate.</figcaption></figure><p>La moltiplicazione avviene grazie <strong>ai polloni che spuntano attorno alla pianta madre.</strong> Quando questi germogli hanno già diverse foglie e radici proprie, possono essere separati con cura e piantati altrove. Non conviene farlo troppo spesso perché la clivia fiorisce meglio quando è un po’ “stretta”. Preferisce mezz’ombra, irrigazione moderata e substrati arieggiati. L’eccesso d’acqua è spesso il suo peggior nemico.</p><h2>4. Liriope</h2><p>A prima vista sembra una graminacea ornamentale, ma il liriope in realtà è una <strong>erbacea perenne imparentata con altre bulbose</strong>. Le sue foglie sottili e arcuate formano bordure ordinate e molto resistenti, mentre a fine estate compaiono piccole spighe viola o lilla. È perfetta per coprire il terreno nelle zone di mezz’ombra.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-gratis-para-siempre-7-especies-faciles-de-multiplicar-para-tener-el-jardin-frondoso-toda-la-vida-1778735220612.jpg" data-image="lyzzwd8gsfn2" alt="piante" title="piante"><figcaption>Una pianta resistente che copre il terreno e si moltiplica quasi senza sforzo.</figcaption></figure><p>È una delle piante più facili da dividere. Basta sollevare il cespo e separare piccoli gruppi di foglie con radici. <strong>Ogni frammento attecchisce facilmente se mantenuto umido durante le prime settimane</strong>. Si adatta a diversi tipi di terreno, anche se cresce meglio in suoli freschi e drenati. Nelle regioni molto calde apprezza la protezione dal sole forte del pomeriggio.</p><h2>5. Dietes o iris africano</h2><p>Il dietes ha qualcosa di futuristico: <strong>foglie lunghe e rigide, fiori delicati e una straordinaria capacità di sopravvivere all’abbandono</strong>. È molto utilizzato nelle aiuole urbane e nei giardini a bassa manutenzione perché tollera caldo, vento e una certa siccità. I fiori, simili a piccoli iris, compaiono gradualmente per mesi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-gratis-para-siempre-7-especies-faciles-de-multiplicar-para-tener-el-jardin-frondoso-toda-la-vida-1778735310602.jpg" data-image="zuz5cvd8mtqd" alt="piante" title="piante"><figcaption>Una specie rustica che trasforma le aiuole e si adatta a quasi ogni giardino.</figcaption></figure><p>Forma cespi densi che si moltiplicano facilmente per divisione. Il procedimento è semplice: <strong>separare una porzione con radici e ripiantarla</strong> in un altro punto. Di solito si riprende rapidamente, anche dopo trapianti piuttosto bruschi. Preferisce sole o mezz’ombra e irrigazione moderata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765072" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/tarassaco-o-soffione-perche-fa-felici-i-bambini-da-secoli-e-fa-bene-alla-salute.html" title="Tarassaco o soffione: perché fa felici i bambini da secoli e fa bene anche alla salute">Tarassaco o soffione: perché fa felici i bambini da secoli e fa bene anche alla salute</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/tarassaco-o-soffione-perche-fa-felici-i-bambini-da-secoli-e-fa-bene-alla-salute.html" title="Tarassaco o soffione: perché fa felici i bambini da secoli e fa bene anche alla salute"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-la-pianta-piu-amata-da-bambini-e-adulti-in-primavera-le-sue-infiorescenze-regalano-momenti-speciali-1778064365159_320.jpeg" alt="Tarassaco o soffione: perché fa felici i bambini da secoli e fa bene anche alla salute"></a></article></aside><h2>6. Hosta</h2><p><strong>Le hosta sono le regine dell’ombra.</strong> Le loro foglie enormi, verdi, bluastre o variegate trasformano qualsiasi angolo fresco in un giardino lussureggiante. Inoltre producono delicati fiori su lunghi steli durante primavera ed estate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-gratis-para-siempre-7-especies-faciles-de-multiplicar-para-tener-el-jardin-frondoso-toda-la-vida-1778735426207.jpg" data-image="gtmtr992hh2a" alt="piante" title="piante"><figcaption>Le sue foglie rigogliose ricrescono con forza dopo ogni divisione.</figcaption></figure><p>La divisione si effettua generalmente a fine inverno o all’inizio della primavera, prima che i germogli crescano vigorosamente. <strong>Si estrae il cespo e si divide in sezioni dotate di radici e gemme.</strong> Anche se sembrano delicate, tendono a riprendersi rapidamente se hanno umidità costante. Hanno bisogno di mezz’ombra e terreno fresco; una hosta sotto il sole cocente di agosto difficilmente sopravviverebbe bene.</p><h2>7. Iris germanica</h2><p><strong>Produce alcuni dei fiori più raffinati del giardino.</strong> Esistono varietà viola, gialle, bianche, blu e persino bicolori, molte con petali ondulati che sembrano fatti di seta. Cresce a partire da rizomi carnosi che avanzano orizzontalmente sotto la superficie.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-gratis-para-siempre-7-especies-faciles-de-multiplicar-para-tener-el-jardin-frondoso-toda-la-vida-1778735586390.jpg" data-image="dkizc72eu2jw" alt="piante" title="piante"><figcaption>I suoi rizomi si espandono sotto terra e permettono di moltiplicarlo con una semplice divisione.</figcaption></figure><p>Proprio questi rizomi rendono molto semplice dividerlo. Dopo la fioritura, <strong>si sollevano e si tagliano sezioni dotate di radici e almeno un ventaglio di foglie.</strong> Conviene ripiantarli quasi in superficie, perché l’iris non tollera di essere interrato troppo profondamente. Ha bisogno di molto sole e buon drenaggio; l’eccesso di umidità può far marcire i rizomi con sorprendente facilità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765792" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/queste-due-piante-molto-simili-sono-pronte-a-fiorire-scopri-le-differenze-tra-dipladenia-e-mandevilla.html" title="Queste due piante molto simili sono pronte a fiorire: scopri le differenze tra dipladenia e mandevilla">Queste due piante molto simili sono pronte a fiorire: scopri le differenze tra dipladenia e mandevilla</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/queste-due-piante-molto-simili-sono-pronte-a-fiorire-scopri-le-differenze-tra-dipladenia-e-mandevilla.html" title="Queste due piante molto simili sono pronte a fiorire: scopri le differenze tra dipladenia e mandevilla"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/queste-due-piante-molto-simili-sono-pronte-a-fiorire-scopri-le-differenze-tra-dipladenia-e-mandevilla-1779035778612_320.jpeg" alt="Queste due piante molto simili sono pronte a fiorire: scopri le differenze tra dipladenia e mandevilla"></a></article></aside><p>Queste piante crescono abbastanza da richiedere una divisione periodica. Questo processo, lungi dall’essere un problema, si trasforma in <strong>un’opportunità per rinnovare il giardino, coprire spazi vuoti e aggiungere nuovi esemplari</strong> senza spendere denaro. Con un po’ di cura e il momento giusto, una sola pianta può diventare molte, e il giardino acquista volume, ordine e continuità senza la necessità di acquisti continui.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-gratis-per-sempre-7-specie-facili-da-propagare-per-mantenere-il-tuo-giardino-rigoglioso-per-tutta-la-vita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’AI potrebbe creare nuove pandemie? Cosa sta preoccupando gli scienziati ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ai-potrebbe-creare-nuove-pandemie-cosa-sta-preoccupando-gli-scienziati.html</link><pubDate>Sat, 23 May 2026 11:40:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Cresce la preoccupazione che l’AI possa essere usata per creare virus sintetici o nuove armi biologiche. Quanto è reale questo rischio?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ai-potrebbe-creare-nuove-pandemie-cosa-sta-preoccupando-gli-scienziati-1779180353542.jpg" data-image="2vqy5llvnogr" alt="AI biosicrezza" title="AI biosicrezza"><figcaption>Modelli di intelligenza artificiale per la medicina e la biologia sono usati frequentemente per accelerare la ricerca</figcaption></figure><p>L’AI ha trasformato il mondo, incluso quella della ricerca scientifica. Nel campo della biologia e della ricerca medica, strumenti avanzati come <strong>AlphaFold </strong>e altri modelli di intelligenza artificiale hanno permesso di accelerare come mai prima d’ora lo studio dei virus, la progettazione di proteine e la scoperta di nuovi farmaci.</p><p>Ma se questi strumenti fossero troppo perfetti? Senza inutili allarmismi, alcuni esperti di biosicurezza hanno però sollevato alcuni dubbi. Questi sistemi potrebbero un giorno essere utilizzati per <strong>potenziare virus</strong> esistenti o creare <strong>tossine sintetiche</strong> difficili da identificare. </p><p>Una vera e propria emergenza non esiste, ma la <strong>possibilità </strong>che questo avvenga non è così remota.</p><h2>AI e biotecnologie: opportunità e rischi</h2><p>Il dibattito sui <strong>potenziali rischi</strong> di nuovi virus creati con l’AI è nato in seguito ad uno studio cinese, basato su un sistema di intelligenza artificiale capace di ricreare delle <em>conotossine</em>, prodotte in natura dalle lumache marine e attualmente <strong>senza antidoto</strong>.</p><p>Gli scienziati cinesi puntano alla creazione di nuovi farmaci ed hanno utilizzato anche una ricerca open-source sviluppata dai colleghi statunitensi. Lo scopo della ricerca è quindi assolutamente benefico. </p><p>L’episodio tuttavia ha generato un <strong>dibattito </strong>non ancora concluso sul potenziale pericolo di questo tipo di AI e sull’<strong>uso improprio</strong> che qualcuno ne potrebbe fare. </p><h2>La biosicurezza nell’era dell’AI</h2><p>È vero quindi che nel campo della biologia le AI potrebbero facilitare la creazione di <strong>nuove minacce</strong> e persino di <strong>nuove pandemie</strong>? Ad oggi non è mai accaduto, ma venti scienziati e ricercatori interpellati sul tema ritengono che un rischio, in effetti, ci sia. </p><div class="texto-destacado">Non si prospetta nessuno scenario da film di fantascienza, naturalmente, con le AI che creano pandemie a proprio piacimento, ma più vengono perfezionate, più possono essere usate per sviluppare nuove tossine, armi biologiche o virus. </div><p>Persino i <strong>chatbot generici</strong> potrebbero essere usati come supporto in laboratorio, a scopi non proprio pacifici, come potenziare anche dei semplici virus influenzali.</p><p>Le AI usate per progettare i vaccini, inoltre, potrebbero essere impiegate anche per “insegnare” ai virus come eluderli.</p><p>Gli scenari potenzialmente sono infiniti, ma secondo James Black, ricercatore nel campo della biosicurezza e dell'AI presso l’università di Baltimora, nel Maryland, le preoccupazioni più realistiche sono due.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768169" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-o-intelligenza-artificiale-quale-tipo-di-modello-meteorologico-e-piu-efficace-nel-prevedere-eventi-meteorologici.html" title="Fisica o intelligenza artificiale: quale tipo di modello meteorologico è più efficace nel prevedere eventi meteorologici">Fisica o intelligenza artificiale: quale tipo di modello meteorologico è più efficace nel prevedere eventi meteorologici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-o-intelligenza-artificiale-quale-tipo-di-modello-meteorologico-e-piu-efficace-nel-prevedere-eventi-meteorologici.html" title="Fisica o intelligenza artificiale: quale tipo di modello meteorologico è più efficace nel prevedere eventi meteorologici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/what-type-of-weather-model-is-better-at-predicting-extreme-weather-events-a-new-study-has-the-answer-1778027509424_320.jpg" alt="Fisica o intelligenza artificiale: quale tipo di modello meteorologico è più efficace nel prevedere eventi meteorologici"></a></article></aside><p>La prima è che persone che dispongono di laboratori improvvisati possano usare l’AI per imparare a produrre o diffondere minacce già esistenti, come l’antrace.</p><p>La seconda è che gruppi terroristici che hanno accesso a risorse maggiori possano progettare nuove armi biologiche con l’AI.</p><h2>Perché gli scienziati invitano a non fare allarmismo</h2><p>Nonostante i pericoli concreti, gli scienziati ribadiscono comunque che <strong>non c’è motivo di essere allarmati</strong>, per varie ragioni.</p><p>Tecniche in grado di potenziare i virus già noti esistono già da decenni, e senza bisogno dell’intelligenza artificiale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-ai-potrebbe-creare-nuove-pandemie-cosa-sta-preoccupando-gli-scienziati-1779180458013.jpg" data-image="0iunyjhrbjc0" alt="AI - ricerca" title="AI - ricerca"><figcaption>La ricerca scientifica richiede competenze avanzate e risorse economiche, indipendentemente dall'utilizzo delle AI</figcaption></figure><p>Secondo un rapporto del 2025 delle Accademie Nazionali delle Scienze, dell'Ingegneria e della Medicina degli Stati Uniti, inoltre, come sono reali i rischi, così sono reali anche i <strong>limiti </strong>di un utilizzo improprio delle AI: tra questi c’è ad esempio l’impossibilità di <strong>testare in laboratorio</strong> le reali caratteristiche di un eventuale virus artificiale.</p><p>Creare un’arma biologica rimane estremamente <strong>complesso e costoso</strong> ed è un processo che richiede <strong>competenze </strong>molto alte e molto specifiche, oltre a laboratori altrettanto avanzati.</p><h2>Le regole di sicurezza per le AI specializzate in biologia<br></h2><p>Ad oggi sono molti i ricercatori che sostengono che gli strumenti di intelligenza artificiale in genere, ma soprattutto quelli specializzati in biologia, dovrebbero avere dei <strong>sistemi di sicurezza</strong> proprio per evitare che se ne faccia un uso dannoso.</p><p>Per questo i modelli di AI più avanzati vengono progettati <strong>escludendo </strong>l’inserimento di dati che riguardano i <strong>virus pericolosi</strong>, in modo che non possano essere usati per creare nuove varianti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755190" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/adam-il-biologo-robot-e-il-futuro-dell-ai-nella-ricerca-scientifica.html" title="Adam il biologo robot e il futuro dell’Ai nella ricerca scientifica">Adam il biologo robot e il futuro dell’Ai nella ricerca scientifica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/adam-il-biologo-robot-e-il-futuro-dell-ai-nella-ricerca-scientifica.html" title="Adam il biologo robot e il futuro dell’Ai nella ricerca scientifica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-robot-biologo-adam-e-il-futuro-dell-ai-nella-ricerca-scientifica-1771604108742_320.jpg" alt="Adam il biologo robot e il futuro dell’Ai nella ricerca scientifica"></a></article></aside><p>Questo tipo di rischio viene quindi preso in considerazione ed eliminato ancora prima che i nuovi strumenti vengano immessi sul mercato.</p><p>Lo stesso vale per i chatbot più diffusi. <strong>OpenAi</strong>, ad esempio, non può fornire agli utenti informazioni su armi biologiche e chimiche.</p><p>Alcuni <strong>interrogativi </strong>comunque rimangono, sul rapporto tra innovazione tecnologica e rischio biologico.</p><h3><em>Fonte scientifica della notizia:</em></h3><p><em> Ewen Callaway - <a href="https://www.nature.com/articles/d41586-026-01476-x" target="_blank">AI can design viruses, toxins and other bioweapons. How worried should we be?</a> Nature (Maggio 2026) </em><em></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-ai-potrebbe-creare-nuove-pandemie-cosa-sta-preoccupando-gli-scienziati.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Svolta meteo nel modello europeo: ecco il nuovo scenario previsto in Italia da Lunedì 25 Maggio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-meteo-nel-modello-europeo-ecco-il-nuovo-scenario-previsto-in-italia-da-lunedi-25-maggio.html</link><pubDate>Sat, 23 May 2026 10:32:38 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Anticiclone e caldo in aumento. Il primo vero assaggio d'estate sarà presente su tutta Italia per tutta l'ultima settimana di Maggio. Attese punte di 32-34°C.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaax1ea"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaax1ea.jpg" id="xaax1ea"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’ultima parte di maggio sembra voler cambiare completamente registro e mostrare un volto decisamente più vicino all’inizio dell’estate che non alla primavera. Dopo settimane caratterizzate da frequenti scambi meridiani, infiltrazioni di aria più fresca e passaggi perturbati che hanno portato rovesci, grandinate e un clima spesso instabile, il Mediterraneo si prepara ad assistere ad una fase atmosferica molto diversa, dominata da una struttura anticiclonica più robusta e persistente. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le recenti elaborazioni modellistiche indicano infatti un’espansione dell’alta pressione subtropicale verso gran parte dell’Europa meridionale con effetti diretti anche sulla nostra Penisola. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>L’alta pressione torna protagonista sul Mediterraneo</strong>, riportando una fase di maggiore stabilità da Nord a Sud. Le giornate tenderanno a presentare condizioni diffusamente soleggiate con cieli spesso sereni o poco nuvolosi, soprattutto durante le ore centrali della giornata. </p><p>Le perturbazioni atlantiche, che fino a pochi giorni fa riuscivano a raggiungere con relativa facilità il nostro Paese, sembrano infatti costrette a scorrere più a nord, lasciando spazio ad una massa d’aria decisamente più calda.</p><h2>Temperature oltre i 30°C su gran parte del Nord Italia</h2><p>L’aspetto che attirerà maggiormente l’attenzione sarà però il graduale aumento delle temperature. Se in molte aree d’Italia i valori degli ultimi giorni risultavano ancora pienamente primaverili, adesso la situazione potrebbe assumere caratteristiche decisamente differenti. </p><p><strong>Le temperature inizieranno a portarsi diffusamente sopra la media stagionale</strong>, con un rialzo che coinvolgerà progressivamente pianure, zone interne e diversi settori costieri. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770139" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-5-giorni.html" title="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni ">L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-5-giorni.html" title="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-italia-tra-i-paesi-contrassegnati-in-rosso-dall-efi-ecco-come-evolvera-il-caldo-nei-prossimi-7-giorni-1779454360344_320.jpg" alt="L'Italia tra i Paesi contrassegnati in rosso dall'EFI: ecco come evolverà il caldo nei prossimi 5 giorni "></a></article></aside><p>Tra le aree che potrebbero sperimentare gli incrementi più evidenti figurano diverse zone del Nord e alcune regioni del Centro, dove durante le ore pomeridiane i termometri potrebbero raggiungere e localmente superare i 30°C. In alcune aree interne non si escludono addirittura valori ancora più elevati, particolarmente nelle pianure lontane dall’influenza diretta del mare. </p><p><strong>Picchi termici tipici di giugno inoltrato potrebbero arrivare con diversi giorni d’anticipo</strong>, creando una sensazione decisamente estiva soprattutto nelle grandi città. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/svolta-meteo-nel-modello-europeo-ecco-il-nuovo-scenario-previsto-in-italia-da-lunedi-25-maggio-1779528426835.png" data-image="2maw01gxl30i" alt="Temperature estive al Nord Italia" title="Temperature estive al Nord Italia"><figcaption>Picchi di 35-36°C al Nord sul milanese per metà settimana</figcaption></figure><p>Naturalmente non mancheranno alcune differenze locali. Le coste continueranno a beneficiare parzialmente della presenza delle brezze marine che potrebbero contenere il caldo nelle ore pomeridiane, mentre nelle zone interne l’aumento delle temperature potrebbe risultare più evidente. Al Sud e sulle Isole Maggiori il sole sarà spesso prevalente e il contesto atmosferico apparirà generalmente stabile.</p><p>Tuttavia l’atmosfera primaverile conserva sempre una certa imprevedibilità. Pur in un contesto dominato dall’alta pressione, non si può escludere la formazione di qualche episodio isolato di instabilità pomeridiana. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770038" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dorsale-africana-in-italia-tra-lunedi-e-martedi-arriva-il-picco-dell-irruzione-di-aria-sahariana.html" title="La 'cupola di calore' che colpisce il nord Italia raggiungerà il picco tra il 25 e il 27 maggio: fino a +35°C">La 'cupola di calore' che colpisce il nord Italia raggiungerà il picco tra il 25 e il 27 maggio: fino a +35°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dorsale-africana-in-italia-tra-lunedi-e-martedi-arriva-il-picco-dell-irruzione-di-aria-sahariana.html" title="La 'cupola di calore' che colpisce il nord Italia raggiungerà il picco tra il 25 e il 27 maggio: fino a +35°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dorsale-africana-in-italia-tra-lunedi-e-martedi-arriva-il-picco-dell-irruzione-di-aria-sahariana-1779437902673_320.png" alt="La 'cupola di calore' che colpisce il nord Italia raggiungerà il picco tra il 25 e il 27 maggio: fino a +35°C"></a></article></aside><p>Le aree montuose e i rilievi potrebbero infatti favorire lo sviluppo di nubi cumuliformi in grado di generare brevi rovesci o temporali localizzati nelle ore più calde. <strong>Qualche temporale isolato potrebbe ancora svilupparsi sui rilievi</strong>, fenomeni che tuttavia sembrerebbero limitati e poco organizzati rispetto alle perturbazioni osservate nelle settimane precedenti. </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br> </div><p>La sensazione generale sarà quindi quella di un deciso cambio di scenario. <strong>L’Italia entra in una fase dal sapore quasi estivo</strong>, con giornate più lunghe, sole prevalente e un caldo destinato a farsi sentire in maniera progressivamente più marcata.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-meteo-nel-modello-europeo-ecco-il-nuovo-scenario-previsto-in-italia-da-lunedi-25-maggio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Astronomi creano un nuovo albero genealogico della Via Lattea: il cataclisma che poteva cancellarne il passato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomi-creano-un-nuovo-albero-genealogico-della-via-lattea-il-cataclisma-che-poteva-cancellarne-il-passato.html</link><pubDate>Sat, 23 May 2026 10:22:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo studio ricostruisce la giovinezza turbolenta della Via Lattea: il disco galattico era già in rotazione prima dell’impatto con Gaia-Sausage-Enceladus, una fusione probabilmente meno distruttiva del previsto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomi-creano-un-nuovo-albero-genealogico-della-via-lattea-il-cataclisma-che-poteva-cancellarne-il-passato-1779355422181.jpeg" data-image="p9cgmz6q9e9x" alt="Gaia-Sausage-Enceladus" title="Gaia-Sausage-Enceladus"><figcaption>Rappresentazione artistica della collisione della Via Lattea con la galassia Gaia-Sausage-Enceladus avvenuta circa 9-10 miliardi di anni fa.</figcaption></figure><p><strong>Nel giovane Universo l’interazione tra galassie era piuttosto frequente.</strong> Le galassie erano soggette a scontri più o meno catastrofici, come anche frequente era la cattura di nubi molecolari giganti o di galassie più piccole da parte di galassie più grandi.</p><p><strong>Neanche la nostra Galassia, la Via Lattea, ha fatto eccezione</strong>. Anch’essa fino ad oggi conserva tracce di tali collisioni.</p><p>Grazie all’immensa mole di misurazioni di elevata precisione raccolte durante la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gaia_(satellite)">missione Gaia</a>, un recente studio ha permesso di ricostruire la storia passata della giovane Via Lattea e di individuare le <strong>“cicatrici” di antiche collisioni.</strong></p><h2>Una Via Lattea in formazione, ma già in rotazione<br></h2><p>Nel giovane Universo le fusioni tra galassie erano più frequenti perché l’Universo era più compatto, più denso, più ricco di gas. Era un’epoca cosmologica durante la quale le galassie andavano ancora assemblandosi attraverso fusioni successive.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="714736" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-temuta-collisione-con-la-galassia-di-andromeda-scende-al-50-la-via-lattea-potrebbe-salvarsi-dice-un-recente-studio.html" title="La Via Lattea si salverà, secondo uno studio: scende al 50% la probabilità di collisione con la galassia di Andromeda">La Via Lattea si salverà, secondo uno studio: scende al 50% la probabilità di collisione con la galassia di Andromeda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-temuta-collisione-con-la-galassia-di-andromeda-scende-al-50-la-via-lattea-potrebbe-salvarsi-dice-un-recente-studio.html" title="La Via Lattea si salverà, secondo uno studio: scende al 50% la probabilità di collisione con la galassia di Andromeda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-temuta-collisione-con-la-galassia-di-andromeda-scende-al-50-la-via-lattea-potrebbe-salvarsi-dice-un-recente-studio-1749628122121_320.jpeg" alt="La Via Lattea si salverà, secondo uno studio: scende al 50% la probabilità di collisione con la galassia di Andromeda"></a></article></aside><p>Secondo il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Modello_Lambda-CDM">modello cosmologico Lambda-CDM</a>, piccoli aloni di materia oscura sono andati aggregandosi in aloni sempre più grandi. All’interno di questi è iniziata la formazione delle galassie che crescevano attraverso urti e accrescimento di gas e inglobando sistemi più piccoli.</p><div class="texto-destacado">Il modello cosmologico standard Lambda-CDM descrive l’Universo come dominato da due componenti invisibili: energia oscura Λ, responsabile dell’espansione accelerata, e materia oscura fredda CDM (Cold Dark Matter), che determina la formazione di galassie e ammassi.<br>In questo modello, le strutture cosmiche crescono in modo gerarchico: prima piccoli aloni di materia oscura, poi galassie sempre più grandi tramite fusioni e accrescimento.</div><p>Come fanno notare i due autori di questo studio, Orkney e Laporte, pubblicato sulla rivista <em>Monthly Notices of the Royal Astronomical Society,</em> <strong>la nostra Galassia è un laboratorio privilegiato </strong>per studiare i processi di accrescimento delle giovani galassie, perché possiamo misurare età, composizione chimica e movimenti di singole stelle.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768127" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nostra-galassia-sta-invecchiando-c-e-ancora-solo-una-regione-in-cui-nascono-nuove-stelle.html" title="La Via Lattea ha smesso di creare stelle: l'unica zona ancora fertile è quella in cui si trova il nostro Sole">La Via Lattea ha smesso di creare stelle: l'unica zona ancora fertile è quella in cui si trova il nostro Sole</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nostra-galassia-sta-invecchiando-c-e-ancora-solo-una-regione-in-cui-nascono-nuove-stelle.html" title="La Via Lattea ha smesso di creare stelle: l'unica zona ancora fertile è quella in cui si trova il nostro Sole"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nostra-galassia-sta-invecchiando-c-e-ancora-solo-una-regione-in-cui-nascono-nuove-stelle-1778662018752_320.jpeg" alt="La Via Lattea ha smesso di creare stelle: l'unica zona ancora fertile è quella in cui si trova il nostro Sole"></a></article></aside><p>Lo studio si è focalizzato sulla rotazione primordiale della Galassia. In seno al <a href="https://virgo.dur.ac.uk/2016/03/15/Auriga/">progetto Auriga </a>considerando 30 galassie simili alla nostra, sono state simulate le conseguenze di una varietà di possibili collisioni, trovando che mentre una fusione radiale può cancellare quasi del tutto le tracce cinematiche di un disco antico, una o più fusioni minori possono scaldarlo e deformarlo senza distruggerlo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomi-creano-un-nuovo-albero-genealogico-della-via-lattea-il-cataclisma-che-poteva-cancellarne-il-passato-1779355664403.png" data-image="04aglrby61if" alt="Simulazione" title="Simulazione"><figcaption>Esempio di simulazione dei campi magnetici galattici ottenuti con i super computer del progetto Auriga. Credit: Auriga Project</figcaption></figure><p>Il risultato è sorprendente: nonostante le collisioni <strong>il nostro disco stellare potrebbe essere più antico e resistente di quanto si pensasse.</strong></p><h2>Gaia-Sausage-Enceladus fu meno violenta del previsto</h2><p><strong>La Via Lattea primordiale porta ancora le tracce, o se vogliamo le cicatrici di un’antica collisione</strong>, conclusasi con una fusione. La galassia nana che circa 11 miliardi di anni fa entrò in collisione con la nostra Galassia è chiamata <strong>Gaia-Sausage-Enceladus.</strong></p><div class="texto-destacado">Il nome Gaia-Sausage-Enceladus unisce i nomi di Gaia, la missione astrometrica grazie ai cui dati è stato possibile identificare le stelle della galassia nana, Sausage poichè le velocità della galassia nana hanno una distribuzione a forma di salsiccia, Enceladus poiché era un mitologico gigante ucciso e sepolto (dentro la Via Lattea).</div><p>Gli astronomi, grazie alla misurazione della posizione e della velocità di milioni di stelle resa possibile dalla missione Gaia, hanno individuato le stelle appartenenti a questa galassia nana. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="704266" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/si-e-conclusa-la-missione-gaia-dell-agenzia-spaziale-europea-probabilmente-la-migliore-tra-tutte-le-missioni-dell-esa.html" title="Si è conclusa la missione Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea, probabilmente la migliore tra tutte le missioni dell'ESA">Si è conclusa la missione Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea, probabilmente la migliore tra tutte le missioni dell'ESA</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/si-e-conclusa-la-missione-gaia-dell-agenzia-spaziale-europea-probabilmente-la-migliore-tra-tutte-le-missioni-dell-esa.html" title="Si è conclusa la missione Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea, probabilmente la migliore tra tutte le missioni dell'ESA"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/si-e-conclusa-la-missione-gaia-dell-agenzia-spaziale-europea-probabilmente-la-migliore-tra-tutte-le-missioni-dell-esa-1743663321462_320.png" alt="Si è conclusa la missione Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea, probabilmente la migliore tra tutte le missioni dell'ESA"></a></article></aside><p>A differenza di quelle “indigene”, ossia originarie della Via Lattea, queste hanno orbite molto allungate (a forma di salsiccia) e costituiscono una componente importante dell’alone galattico.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Circa 9-10 miliardi di anni fa, la nostra Galassia ha subito una collisione con la galassia nana Gaia-Sausage-Enceladus. Nella rotazione della Galassia, ancora oggi si osservano evidenze di questo impatto.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Secondo i risultati di questo studio, l’impatto non è stato “maggiore”. Stelle della nostra Galassia, vecchie fino a 13.5 miliardi anni ancora mostrano in maniera significativa la loro rotazione originaria. Se l’impatto con Gaia-Sausage-Enceladus fosse stato violento, avrebbe cancellato ogni traccia di questa rotazione ordinata delle popolazioni stellari antiche del disco.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/astronomi-creano-un-nuovo-albero-genealogico-della-via-lattea-il-cataclisma-che-poteva-cancellarne-il-passato-1779355880642.png" data-image="eycsozqelbed" alt="Andromeda" title="Andromeda"><figcaption>Questa illustrazione mostra una fase della prevista fusione tra la nostra galassia, la Via Lattea, e la vicina galassia di Andromeda, così come si svolgerà nei prossimi miliardi di anni. In questa immagine, che rappresenta il cielo notturno terrestre tra 3,75 miliardi di anni, Andromeda (a sinistra) riempie il campo visivo e inizia a distorcere la Via Lattea con l'attrazione mareale. NASA; ESA; Z. Levay e R. van der Marel, STScI; T. Hallas; e A. Mellinger</figcaption></figure><p><strong>Un primo passaggio ravvicinato della galassia nana sarebbe avvenuto circa 11 miliardi di anni fa, mentre la fusione si sarebbe conclusa tra 10 e 9 miliardi di anni fa. </strong></p><h2>Lo starburst nascosto negli ammassi globulari</h2><p>Conferme di questo incontro ravvicinato con la galassia nana Gaia-Sausage-Enceladus si trovano non solo nella rotazione ma anche negli <strong>ammassi globulari,</strong> cioè in agglomerati sferici di stelle gravitazionalmente legate.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767243" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuove-misurazioni-della-nasa-cambiano-tutto-la-via-lattea-potrebbe-essere-piu-piccola.html" title="Nuove misurazioni della NASA cambiano tutto: la Via Lattea potrebbe essere più piccola">Nuove misurazioni della NASA cambiano tutto: la Via Lattea potrebbe essere più piccola</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/nuove-misurazioni-della-nasa-cambiano-tutto-la-via-lattea-potrebbe-essere-piu-piccola.html" title="Nuove misurazioni della NASA cambiano tutto: la Via Lattea potrebbe essere più piccola"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nuove-misurazioni-della-nasa-cambiano-tutto-la-via-lattea-potrebbe-essere-piu-piccola-1777968439201_320.png" alt="Nuove misurazioni della NASA cambiano tutto: la Via Lattea potrebbe essere più piccola"></a></article></aside><p>Questi ammassi stellari hanno un’età che coincide con l’epoca del primo passaggio ravvicinato. Si ritiene che gli effetti gavitazionali di questa galassia nana sul gas presente nell’alone della nostra Galassia abbiano <strong>innescato un episodio di intensa formazione stellare</strong>, uno <em>"starburst" </em>come chiamato in inglese.</p><p>Questa fusione primordiale, quindi, non ha distrutto la Via Lattea, piuttosto l’ha trasformata, riscaldadone una parte del disco, mescolato popolazioni stellari di origine differente e comprimendo il gas così da produrre nuove stelle e ammassi. </p><h3>Riferimento allo studio</h3><p><a href="https://academic.oup.com/mnras/article/548/4/staf2154/8667673?login=false">"Build-up and survival of the disc: from numerical models of galaxy formation to the Milky Way"</a> Orkney & Laporte, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Volume 548, Issue 4, June 2026, staf2154, https://doi.org/10.1093/mnras/staf2154</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomi-creano-un-nuovo-albero-genealogico-della-via-lattea-il-cataclisma-che-poteva-cancellarne-il-passato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché Torino è la capitale della magia? Itinerario fuori dalle rotte turistiche, nel cuore dell’esoterismo in Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-torino-e-la-capitale-della-magia-itinerario-fuori-dalle-rotte-turistiche-nel-cuore-dell-esoterismo-in-europa.html</link><pubDate>Sat, 23 May 2026 06:45:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Dalle linee energetiche ai misteri alchemici, Torino custodisce molti segreti. Nascosti in piena vista tra i maggiori siti turistici della città, ecco quali sono i luoghi della Torino magica</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-torino-e-la-capitale-della-magia-itinerario-fuori-dalle-rotte-turistiche-nel-cuore-dell-esoterismo-in-europa-1779180594411.jpg" data-image="0x487tfhglk3" alt="Torino città magica" title="Torino città magica"><figcaption>Lo skyline di Torino, con la cupola e la guglia della Mole Antonelliana</figcaption></figure><p>La fama di Torino come città magica è ben nota anche al di fuori dei confini italiani. </p><div class="texto-destacado">Considerata insieme a Praga e Lione uno dei vertici del <strong>Triangolo della Magia Bianca</strong>, è anche l’unica città ad essere parte del <strong>Triangolo della Magia Nera</strong>, insieme a Londra e San Francisco.</div><p>Tra mitologia e realtà storica, chi visita Torino può provare l’emozione di scoprire diversi siti legati all’esoterismo, senza nemmeno andare troppo lontano, purché si sappia dove cercare. </p><p>Molti dei luoghi della Torino magica si trovano infatti proprio tra le più vistate bellezze della città.</p><h2>Perché Torino è una città magica</h2><p>La storia di Torino capitale della magia inizia a consolidarsi tra ‘600 e ‘700, quando la città era frequentata da <strong>studiosi, astrologi e massoni</strong>. <strong>L’alchimia</strong>, poi, suscitava un vero interesse tra i reali di casa <strong>Savoia </strong>e si dice che anche <strong>Nostradamus </strong>abbia abitato in città.</p><p>La <strong>rigorosa geometria</strong> dell’urbanistica di Torino, d’altra parte, si prestava ad inerpretazioni esoteriche, tanto da favorire la creazione di circoli noti in tutta Europa. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748172" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse.html" title="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere">Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse.html" title="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse-1767949968694_320.png" alt="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere"></a></article></aside><p>Le <strong>atmosfere nebbiose</strong> degli inverni piemontesi, secondo alcuni, avrebbero contribuito ad alimentare miti e leggende, ma di certo la presenza di un reperto dall’immenso valore spirituale come la <strong>Sacra Sindone</strong> ha avuto un ruolo ancora più netto nel costruire un’aura mistica intorno alla città.<br><br>E se tutto ciò non bastasse, Torino si trova proprio sul <strong>45° parallelo</strong>, considerato una “linea energetica” e il punto di equilibrio tra luce e oscurità.</p><h2>Itinerario nella Torino esoterica: la magia bianca</h2><p>Sorta dove il Po, il <strong>fiume del Sole</strong>, incontra la Dora Baltea, il <strong>fiume della Luna</strong>, Torino è una città legata indissolubilmente alla magia bianca. </p><p>La stessa <strong>Mole Antonelliana</strong> è un simbolo di <strong>energia positiva</strong>, che da qui si diffonde grazie alla guglia che funziona da “antenna”. La Mole è inoltre in posizione centrale rispetto agli altri simboli benigni della Torino magica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-torino-e-la-capitale-della-magia-itinerario-fuori-dalle-rotte-turistiche-nel-cuore-dell-esoterismo-in-europa-1779180762150.jpg" data-image="i5ry02ozt4rp" alt="Torino magica" title="Torino magica"><figcaption>Le statue all'ingresso della chiesa della Gran Madre di Dio indicano la direzione in cui cercare il Santo Graal</figcaption></figure><p>La <strong>Chiesa della Gran Madre di Dio</strong> si trova presso la riva del Po, nella piazza omonima. Davanti all’ingresso ci sono due statue, allegorie della <strong>Fede </strong>e della <strong>Religione</strong>. Una di esse regge un calice, l’altra indica con lo sguardo una direzione che sarebbe quella da seguire per trovare il <strong>Santo Graal</strong>.</p><p> In direzione opposta rispetto alla Mole Antonelliana c'è invece la famosa <strong>Piazza Castello</strong>, dove passa la linea di confine tra luce e ombra. La <strong>fontana del Tritone</strong> è considerato un centro di energie positive. I <strong>Dioscuri</strong>, che ne fanno parte, sono invece i guardiani del Bene alle porte dell’Inferno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="643921" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-curiosa-anomalia-magnetica-scoperta-in-un-leggendario-lago-della-nuova-zelanda.html" title="La curiosa “anomalia magnetica” scoperta in un leggendario lago della Nuova Zelanda">La curiosa “anomalia magnetica” scoperta in un leggendario lago della Nuova Zelanda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-curiosa-anomalia-magnetica-scoperta-in-un-leggendario-lago-della-nuova-zelanda.html" title="La curiosa “anomalia magnetica” scoperta in un leggendario lago della Nuova Zelanda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/curiosa-anomalia-magnetica-e-descoberta-em-lago-lendario-na-nova-zelandia-1707406532228_320.jpg" alt="La curiosa “anomalia magnetica” scoperta in un leggendario lago della Nuova Zelanda"></a></article></aside><p><br>A pochi minuti di distanza si trova un altro luogo mistico, la <strong>Fontana Angelica di Piazza Solferino</strong>. Di ispirazione <strong>massonica</strong>, rappresenta la conoscenza donata agli uomini sotto forma di acqua, versata da figure umane che simboleggiano le stagioni. Esse reggono degli otri che rappresentano l’Acquario e l’Ariete dello zodiaco.</p><h2>Torino tra i luoghi della magia nera</h2><p>La Torino magica ha immancabilmente anche un volto oscuro e diversi siti ad esso legati, tanto da essere denominata anche <strong>Città del Diavolo</strong>.</p><p><strong>Piazza dello Statuto</strong>, vero e proprio cuore nero della città, si trova su un’antica necropoli, all’interno della <strong>Val Occisorum</strong>, dove venivano eseguite le condanne a morte. La piazza ospita il monumento ai minatori vittime del Frejus, sormontato da un angelo che sarebbe <strong>Lucifero</strong>, e la <strong>Guglia Beccaria</strong>, costruita proprio sul 45° parallelo. <strong>L’astrolabio </strong>sulla sua sommità è considerato il catalizzatore delle forze del male. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-torino-e-la-capitale-della-magia-itinerario-fuori-dalle-rotte-turistiche-nel-cuore-dell-esoterismo-in-europa-1779180663540.jpg" data-image="alftftcll3nd" alt="Torino esoterica" title="Torino esoterica"><figcaption>L'angelo sulla sommità del monumento ai caduti del traforo del Frejus. Secondo alcuni rappresenta Lucifero</figcaption></figure><p>Nelle immediate vicinanze si trovano anche il Museo della Stregoneria di Torino, e soprattutto la <strong>Domus Marozzo</strong>. Secondo una targa marmorea qui ha alloggiato <strong>Nostradamus </strong>nel 1556 e fu grazie ai suoi unguenti medici che la contessa Margherita di Valois, sterile, avrebbe poi partorito Carlo Emanuele, erede dei Savoia.<br><br>A soli seicento metri da Piazza dello Statuto, tra corso Regina Margherita e corso Valdocchio c’è il <strong>Rondò della Forca</strong>. Un tempo qui venivano eseguite le impiccagioni, come ricorda la statua dedicata al "prete della forca", San Giuseppe Cafasso, che confortava i condannati.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="738406" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-torre-del-diavolo-quel-misterioso-monolite-del-wyoming-che-affascina-tutti-gli-appassionati-del-paranormale.html" title="La Torre del Diavolo, quel misterioso monolite del Wyoming che affascina tutti gli appassionati del paranormale ">La Torre del Diavolo, quel misterioso monolite del Wyoming che affascina tutti gli appassionati del paranormale </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-torre-del-diavolo-quel-misterioso-monolite-del-wyoming-che-affascina-tutti-gli-appassionati-del-paranormale.html" title="La Torre del Diavolo, quel misterioso monolite del Wyoming che affascina tutti gli appassionati del paranormale "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-torre-del-diavolo-quel-misterioso-monolite-del-wyoming-che-affascina-gli-appassionati-dei-film-di-fantascienza-1762555403121_320.jpg" alt="La Torre del Diavolo, quel misterioso monolite del Wyoming che affascina tutti gli appassionati del paranormale "></a></article></aside><p>In pieno centro è situato anche il <strong>Palazzo del Diavolo</strong>, nei pressi di <strong>Piazza Solferino</strong>. L’edificio è legato a misteri e omicidi e in più il batacchio del portone rappresenta Lucifero, che secondo la leggenda avrebbe costruito il palazzo per imprigionarvi per sempre uno stregone che lo aveva evocato.</p><p>Gli <strong>Occhi del Diavolo</strong>, in fine, si trovano alla base di un edificio di <strong>Via Lascaris</strong>, oggi sede di una banca, un tempo di una loggia massonica.</p><h2>La leggenda delle grotte alchemiche di Torino</h2><p>Un itinerario alla scoperta della Torino esoterica non può non comprendere anche un viaggio nelle leggende del sottosuolo della città, dove si troverebbero le <strong>tre Grotte Alchemiche</strong>. La loro localizzazione sarebbe nota solo a tre persone.</p><p>Gli esperti di occultismo le considerano un passaggio tra le dimensioni, ma leggende a parte, pare che i tunnel sotto Torino siano stati e talvolta siano ancora un luogo di ritrovo per occultisti, parapsicologi e alchimisti. In effetti al di sotto del Palazzo Reale sono davvero stati trovati i resti di un <strong>laboratorio di alchimia</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="490212" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/antipodi-tunnel-altro-lato-del-mondo-italia.html" title="Un tunnel per l'altro lato del mondo: dove sono gli antipodi dell'Italia?">Un tunnel per l'altro lato del mondo: dove sono gli antipodi dell'Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/antipodi-tunnel-altro-lato-del-mondo-italia.html" title="Un tunnel per l'altro lato del mondo: dove sono gli antipodi dell'Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/antipodas-um-tunel-para-o-outro-lado-do-mundo-1681815118598_320.jpg" alt="Un tunnel per l'altro lato del mondo: dove sono gli antipodi dell'Italia?"></a></article></aside><p>Due su tre grotte sono state identificate con passaggi reali usati a scopo militare o di sicurezza per gli spostamenti dei sovrani. La prima collega <strong>Palazzo Reale con Piazza Statuto</strong>, la seconda <strong>Piazza Castello e la Chiesa dell’Annunziata</strong>.</p><p>La <strong>terza grotta</strong> rimane segreta, quindi irraggiungibile, anche perché vi sarebbe custodita la <strong>pietra filosofale</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-torino-e-la-capitale-della-magia-itinerario-fuori-dalle-rotte-turistiche-nel-cuore-dell-esoterismo-in-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'Agenzia Internazionale per l'Energia avverte che stiamo vivendo la più grande crisi energetica della storia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-agenzia-internazionale-dell-energia-avverte-che-stiamo-vivendo-la-piu-grande-crisi-energetica-della-storia.html</link><pubDate>Sat, 23 May 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L'avvertimento dell'AIE scuote governi e mercati: il pianeta si trova ad affrontare una crisi energetica senza precedenti, caratterizzata da conflitti geopolitici, interruzioni delle forniture e crescenti pressioni sull'economia globale, soprattutto nei paesi più vulnerabili.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-agencia-internacional-de-la-energia-advierte-de-que-vivimos-la-mayor-crisis-energetica-de-la-historia-1779220251503.jpg" data-image="2u3rpddd3zcg"><figcaption>Navi cisterna per gas di petrolio liquefatto (GPL) e petrolio ancorate nello Stretto di Hormuz.</figcaption></figure><p>L'<strong>Agenzia Internazionale per l’Energia</strong> (AIE), un organismo autonomo dell’OCSE che funge da consulente sulle politiche energetiche dei Paesi membri, <strong>ha lanciato uno degli avvertimenti più duri degli ultimi decenni</strong>: il mondo sta attraversando “la più grande crisi energetica della storia”. </p><p>L’affermazione, pronunciata dal direttore esecutivo dell’organismo, l’economista turco <strong>Fatih Birol</strong>, riflette la portata di una situazione che non dipende da un solo fattore: <strong>tensioni geopolitiche, inflazione, volatilità dei mercati e un sistema energetico globale estremamente dipendente</strong> da pochi punti strategici sono tra le principali cause. </p><p>A differenza delle crisi petrolifere del 1973 o del 1979, o persino di quella del gas scatenata dall’invasione russa dell’Ucraina, <strong>lo scenario attuale somma interruzioni simultanee nel petrolio, nel gas naturale, nei fertilizzanti e nelle catene logistiche internazionali.</strong> Secondo l’AIE, le perdite di approvvigionamento energetico registrate negli ultimi mesi superano complessivamente quelle di queste altre crisi storiche. </p><h2>Medio Oriente, l’occhio del ciclone</h2><p>L’epicentro di questa tensione si trova in <strong>Medio Oriente</strong> e, in particolare, nello <strong>stretto di Hormuz</strong>, una fascia marittima larga appena 50 chilometri attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. L’escalation militare nella regione dopo <strong>gli attacchi di Israele e Stati Uniti contro l’Iran e le restrizioni al traffico marittimo</strong> ha fatto aumentare l’incertezza nei mercati energetici internazionali. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-agencia-internacional-de-la-energia-advierte-de-que-vivimos-la-mayor-crisis-energetica-de-la-historia-1779220447240.jpg" data-image="822lb3ht9vji"><figcaption>Piattaforma di estrazione di gas e petrolio.</figcaption></figure><p>La conseguenza immediata è stata il <strong>forte aumento del prezzo del petrolio e del gas naturale</strong>. Il barile di Brent ha recentemente superato i 110 dollari, mentre numerosi analisti avvertono che <strong>i prezzi potrebbero continuare a salire se dovessero proseguire blocchi e attacchi</strong> contro infrastrutture energetiche strategiche. </p><div class="texto-destacado">Ma l’impatto va ben oltre il carburante. L’energia condiziona praticamente tutta l’economia moderna. Per questo, quando aumentano i costi energetici, <strong>crescono anche i prezzi dei trasporti, degli alimenti, dei fertilizzanti e della produzione</strong> industriale. </div><p>Per questo motivo, organismi internazionali come il <strong>Fondo Monetario Internazionale</strong> (FMI) avvertono già che questa situazione rischia di <strong>rallentare la crescita economica globale e riattivare forti pressioni inflazionistiche</strong>, soprattutto nei Paesi importatori di energia. E qui, come prevedibile, le economie emergenti sono le più esposte. </p><h2>I Paesi più vulnerabili alla crisi</h2><p>Molti Paesi di <strong>Africa, Asia e America Latina</strong> dipendono dalle importazioni energetiche e dispongono di una minore capacità finanziaria per assorbire l’aumento dei prezzi. L’AIE teme che questa combinazione possa sfociare in <strong>una nuova crisi del debito e in un deterioramento della sicurezza alimentare</strong> globale. </p><p>Un altro elemento che preoccupa particolarmente i mercati è la <strong>fragilità delle catene globali di approvvigionamento</strong>. Il blocco parziale di rotte marittime chiave sta obbligando petroliere e merci a deviare verso tragitti molto più lunghi e costosi. Alcune spedizioni energetiche stanno circumnavigando l’Africa o utilizzando rotte alternative che <strong>aumentano considerevolmente i tempi di trasporto e i costi logistici</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758445" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-lo-stretto-di-hormuz-ha-quella-forma-la-risposta-e-scritta-nelle-rocce.html" title="Perché lo Stretto di Hormuz ha quella forma? La geologia spiega cosa ha strozzato il Golfo Persico in quel punto">Perché lo Stretto di Hormuz ha quella forma? La geologia spiega cosa ha strozzato il Golfo Persico in quel punto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-lo-stretto-di-hormuz-ha-quella-forma-la-risposta-e-scritta-nelle-rocce.html" title="Perché lo Stretto di Hormuz ha quella forma? La geologia spiega cosa ha strozzato il Golfo Persico in quel punto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/perche-lo-stretto-di-hormuz-ha-quella-forma-la-risposta-e-scritta-nelle-rocce-1773265593348_320.jpg" alt="Perché lo Stretto di Hormuz ha quella forma? La geologia spiega cosa ha strozzato il Golfo Persico in quel punto"></a></article></aside><p>La crisi sta inoltre accelerando un cambiamento strutturale nel modello energetico mondiale. Diversi governi hanno iniziato a <strong>rafforzare le proprie riserve strategiche, diversificare i fornitori e accelerare gli investimenti in rinnovabili, nucleare ed elettrificazione dei trasporti</strong>. In Europa, per esempio, l’espansione delle energie rinnovabili si è intensificata dopo le crisi energetiche degli ultimi anni. </p><h2>Un’opportunità per le energie pulite?</h2><p>L’AIE ritiene che le energie pulite possano diventare una delle principali beneficiarie indirette di questa situazione. La volatilità del petrolio e del gas sta <strong>rafforzando l’attrattiva di tecnologie come il solare e l’eolico, incentivando anche le vendite di veicoli elettrici</strong>. Tuttavia, anche questo settore affronta difficoltà derivanti dalla guerra, poiché materiali essenziali per batterie e componenti tecnologici dipendono da rotte commerciali oggi sotto pressione. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-agencia-internacional-de-la-energia-advierte-de-que-vivimos-la-mayor-crisis-energetica-de-la-historia-1779220718446.jpg" data-image="w7bhvbt5db1v"><figcaption>Le energie rinnovabili potrebbero essere le principali beneficiarie dell’attuale crisi dei combustibili fossili.</figcaption></figure><p>Parallelamente, numerosi Paesi, tra cui <strong>la Cina</strong>, stanno <strong>rivedendo le proprie strategie di sicurezza energetica</strong>. L’idea di dipendere da mercati globalizzati ed estremamente concentrati geograficamente comincia a suscitare dubbi in molti governi. </p><p>Per questo, il <strong>“premio di sicurezza energetica”</strong>, come lo definisce l’AIE, si profila come uno dei nuovi fattori decisivi nel commercio internazionale dell’energia. In altre parole, il dibattito non ruota più soltanto attorno al prezzo dell’energia, ma anche alla <strong>sua affidabilità e disponibilità nel lungo periodo</strong>. </p><h2>Anni davanti per il recupero</h2><p>Nel frattempo, in uno scenario complesso segnato dall’interdipendenza globale e dalla dimensione tecnologica dell’economia moderna, <strong>i consumatori stanno già percependo parte dell’impatto</strong>. L’aumento delle bollette elettriche, del carburante e dei trasporti rischia di <strong>ridurre il potere d’acquisto di milioni di famiglie</strong>. </p><p>Nel breve termine, il futuro dipenderà in larga misura dall’evoluzione geopolitica in Medio Oriente e dalla capacità di riaprire regolarmente le principali rotte energetiche internazionali. Tuttavia, anche nello scenario più ottimistico, l’AIE ritiene che <strong>i mercati impiegheranno tempo per recuperare la stabilità precedente al conflitto</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763051" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-guerra-in-iran-ha-gia-generato-emissioni-di-co-pari-a-quelle-prodotte-dall-islanda-in-un-anno.html" title="La guerra in Iran ha già generato emissioni di CO₂ pari a quelle prodotte dall'Islanda in un anno ">La guerra in Iran ha già generato emissioni di CO₂ pari a quelle prodotte dall'Islanda in un anno </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-guerra-in-iran-ha-gia-generato-emissioni-di-co-pari-a-quelle-prodotte-dall-islanda-in-un-anno.html" title="La guerra in Iran ha già generato emissioni di CO₂ pari a quelle prodotte dall'Islanda in un anno "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-guerra-en-iran-emisiones-1775054517775_320.jpg" alt="La guerra in Iran ha già generato emissioni di CO₂ pari a quelle prodotte dall'Islanda in un anno "></a></article></aside><p>La grande incognita è se questa crisi servirà come <strong>punto di svolta definitivo verso un sistema energetico più resiliente e diversificato</strong> oppure se aprirà un lungo periodo di volatilità, inflazione e tensioni economiche globali. Ciò che appare chiaro è che l’energia torna a occupare il centro della politica mondiale. E questa volta, con conseguenze potenzialmente più gravi che mai.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-agenzia-internazionale-dell-energia-avverte-che-stiamo-vivendo-la-piu-grande-crisi-energetica-della-storia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>