<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Thu, 06 Aug 2026 19:20:19 +0000</lastBuildDate><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 19:20:19 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[L’uccello che sta rivoluzionando i boschi italiani: un vero ingegnere ecologico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-uccello-che-sta-rivoluzionando-i-boschi-italiani-un-vero-ingegnere-ecologico.html</link><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Si tratta di un uccello con capacità straordinarie, capace di preservare la grande biodiversità dei boschi italiani. Ecco come. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-uccello-che-sta-rivoluzionando-i-boschi-italiani-un-vero-ingegnere-ecologico-1785406339329.jpg" data-image="x8k7wyxekpin" alt="Picchio nero." title="Picchio nero."><figcaption>Esemplare di picchio nero. Credit immagine wikipedia. </figcaption></figure><p>Fra la ricca avifauna italiana c’è un a specie che balza agli onori delle cronache per le sue incredibili abilità. Stiamo parlando del <strong>picchio nero (Dryocopus martius),</strong> il picchio più grande d’Europa e indubbiamente uno degli uccelli più affascinanti della fauna italiana.</p><p><strong>Con la sua silhouette imponente, il piumaggio nero pece e quella fiammata rossa sulla testa, il picchio nero sembra una creatura preistorica.</strong> Ma al di là del suo aspetto, questo volatile custodisce un segreto biologico. Grazie a lui sopravvivono decine di altre specie. <strong>Gli ecologi lo definiscono un vero e proprio ingegnere ecologico.</strong></p><h2><strong>L’ingegnere del bosco</strong></h2><p>In ecologia, <strong>un "ingegnere" è un organismo che modifica, crea o distrugge un habitat, influenzando la disponibilità di risorse per le altre specie. </strong>Il picchio nero incarna questa definizione alla perfezione attraverso l'arte dello scavo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>A differenza di altri uccelli, <strong>il picchio nero non si limita a cercare piccoli anfratti, ma preferisce i grandi alberi monumentali, come faggi e abeti bianchi millenari. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Utilizzando il becco robusto come uno scalpello d’acciaio, <strong>perfora il legno vivo e morto per scavare nidi monumentali.</strong> Queste cavità possono superare i <strong>40 centimetri</strong> di profondità e richiedono settimane di durissimo lavoro flessore.</p><h2><strong>Il mercato immobiliare della foresta</strong></h2><p>Il <strong>picchio nero</strong> è un costruttore instancabile che raramente riutilizza la stessa cavità per due anni consecutivi. Ogni primavera preferisce iniziare un nuovo scavo. I vecchi nidi abbandonati non restano mai vuoti, ma <strong>diventano monolocali ambitissimi per una lunghissima lista di inquilini</strong> che non avrebbero le capacità fisiche per perforare il legno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-uccello-che-sta-rivoluzionando-i-boschi-italiani-un-vero-ingegnere-ecologico-1785406435495.jpg" data-image="ormwnn2kqhzi" alt="Picchio nero." title="Picchio nero."><figcaption>Alcuni sono rapaci notturni, come la civetta e l'allocco, che dipendono quasi interamente da queste cavità per la nidificazione. </figcaption></figure><p><strong>Alcuni sono rapaci notturni, come la civetta e l'allocco, </strong>che dipendono quasi interamente da queste cavità per la nidificazione. Ma anche piccoli mammiferi, vedi <strong>scoiattoli, ghiri</strong> e soprattutto diverse specie di <strong>pipistrelli, </strong>trovano in questi nidi un rifugio sicuro dai predatori e dal gelo invernale.</p><p>Ma delle cavità scavate da questa specie di picchio ne usufruiscono <strong>anche molti insetti, come vespe, api, calabroni</strong> che creano i loro alveari in prossimità di questi fori, lasciati in eredità dall’uccello. Senza il lavoro di scavo del picchio nero, la biodiversità di una foresta crollerebbe drasticamente, privando decine di specie di una casa. Insomma, la sua presenza è un volano per la biodiversità del bosco.</p><h2><strong>Il ruolo vitale per la salute degli alberi</strong></h2><p>Il ruolo del picchio nero non si esaurisce nell'edilizia forestale. La sua stessa dieta lo rende un guardiano insostituibile per la salute delle piante.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="649146" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-del-rigogolo-il-cosiddetto-limone-volante-che-ogni-estate-popola-i-boschi-europei.html" title="Alla scoperta del rigogolo, il cosiddetto 'limone volante' che ogni estate popola i boschi europei">Alla scoperta del rigogolo, il cosiddetto "limone volante" che ogni estate popola i boschi europei</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-del-rigogolo-il-cosiddetto-limone-volante-che-ogni-estate-popola-i-boschi-europei.html" title="Alla scoperta del rigogolo, il cosiddetto 'limone volante' che ogni estate popola i boschi europei"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-del-rigogolo-il-cosiddetto-limone-volante-che-ogni-estate-popola-i-boschi-europei-1711149410489_320.jpg" alt="Alla scoperta del rigogolo, il cosiddetto 'limone volante' che ogni estate popola i boschi europei"></a></article></aside><p><strong>Questo uccello si nutre principalmente di formiche che vivono nel legno (come le formiche carpentiere) e di larve di coleotteri xilofagi, insetti che scavano gallerie nei tronchi rischiando di uccidere l'albero.</strong> Con il suo udito finissimo, il picchio percepisce i minimi rumori delle larve sotto la corteccia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-uccello-che-sta-rivoluzionando-i-boschi-italiani-un-vero-ingegnere-ecologico-1785406400167.jpg" data-image="xrq0iwjtbo7r" alt="Picchio nero." title="Picchio nero."><figcaption>Il ruolo del picchio nero non si esaurisce nell'edilizia forestale. La sua stessa dieta lo rende un guardiano insostituibile per la salute delle piante.</figcaption></figure><p><strong>Una volta individuata la preda, fora il legno ed estrae gli insetti grazie a una lingua lunghissima,</strong> retrattile e dotata di ghiandole salivari che la rendono estremamente appiccicosa. Eliminando i parassiti, il picchio nero agisce come un vero e proprio chirurgo forestale, <strong>rallentando le infestazioni e proteggendo la salute complessiva dei boschi.</strong></p><h2><strong>La sua presenza indica una buona salute dell’ambiente</strong></h2><p>La presenza del <strong>picchio nero</strong> in Italia (lungo l'arco alpino e in alcune aree dell'Appennino) è il bioindicatore più affidabile della salute di una foresta. Questo uccello non può vivere in un bosco giovane, artificiale o sfruttato eccessivamente dall'uomo. Ma esso ha bisogno di grandi alberi, con un diametro molto grande. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="580521" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-del-volatile-piu-misterioso-d-europa-l-uccello-delle-tempeste.html" title="Alla scoperta del volatile più misterioso d'Europa, l'uccello delle tempeste">Alla scoperta del volatile più misterioso d'Europa, l'uccello delle tempeste</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-del-volatile-piu-misterioso-d-europa-l-uccello-delle-tempeste.html" title="Alla scoperta del volatile più misterioso d'Europa, l'uccello delle tempeste"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-scoperta-del-volatile-piu-misterioso-d-europa-l-uccello-delle-tempeste-1699132648378_320.jpg" alt="Alla scoperta del volatile più misterioso d'Europa, l'uccello delle tempeste"></a></article></aside><p>Inoltre la specie ha bisogno di boschi enormi, non frammentati da strade o centri urbani, ricchi di alberi centenari, dove può facilmente adattarsi. Da noi in Italia è diffuso nei boschi dell’arco alpino, e in maniera più frammentata anche lungo l’Appennino, fino ai boschi della Calabria. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-uccello-che-sta-rivoluzionando-i-boschi-italiani-un-vero-ingegnere-ecologico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli esperti ispezionano per la prima volta i ghiacciai del monte Ararat, dove Noè approdò dopo il Diluvio Universale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-esperti-ispezionano-per-la-prima-volta-i-ghiacciai-del-monte-ararat-dove-noe-approdo-dopo-il-diluvio-universale.html</link><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 16:29:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Secondo la tradizione cristiana, tratta dal Libro della Genesi, questa montagna è il luogo in cui l'Arca di Noè si posò dopo il Diluvio Universale descritto in questo testo sacro. Questa è la prima volta che le sue formazioni di ghiaccio vengono studiate in dettaglio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-esperti-ispezionano-per-la-prima-volta-i-ghiacciai-del-monte-ararat-dove-noe-approdo-dopo-il-diluvio-universale-1785838378748.jpg" data-image="az18pew5o9kj" alt="Monte Ararat." title="Monte Ararat."><figcaption>Il problema è che questo archivio è ora minacciato: a causa del riscaldamento globale, la calotta glaciale dell'Ararat si sta riducendo a un ritmo accelerato e, con ogni estate, si perdono informazioni che pochissime altre fonti potrebbero fornire. </figcaption></figure><p>Sfidando vento e freddo, e con appena la metà dell'ossigeno presente nella valle sottostante, un team di ricercatori tedesco-turco ha esplorato per la prima volta a luglio il ghiacciaio del <strong>Monte Ararat,</strong> nella Turchia orientale, <strong>a un'altitudine di oltre 5.000 metri sul livello del mare.</strong></p><p>Per due settimane, il team ha esplorato il campo di ghiaccio, fino ad allora un enigma per i ricercatori. Il loro obiettivo era scoprire se il ghiaccio sulla montagna più alta della Turchia conservasse un archivio unico di storia climatica e culturale.</p><p>Il problema è che questo archivio è ora minacciato: <strong>a causa del riscaldamento globale, la calotta glaciale dell'Ararat si sta riducendo a un ritmo accelerato e, con ogni estate, si perdono informazioni che pochissime altre fonti potrebbero fornire.</strong> Per raccogliere queste informazioni, il progetto ha riunito esperti di archeologia e glaciologia in un'iniziativa congiunta.</p><h2>Studio del ghiaccio sull'Ararat</h2><p>"Nonostante il vento e il freddo, abbiamo ottenuto tutti i dati necessari", afferma il Dr. Coen Hofstede dell'Istituto Alfred Wegener, responsabile delle misurazioni in loco. "Ora possiamo determinare dove perforare la carota di ghiaccio continua più lunga". Durante la prossima spedizione, il team di ricerca intende recuperare le carote di ghiaccio. In caso di successo, si tratterebbe della prima carota di ghiaccio proveniente dal Monte Ararat.</p><div class="texto-destacado"><strong>"Questo rappresenta una fonte di dati completamente nuova per l'archeologia", afferma il Prof. Dr. Achim Lichtenberger, responsabile del progetto presso l'Università di Münster. </strong></div><p><strong>"Fino ad ora, ci siamo basati su ciò che si trova nel sottosuolo. Il ghiaccio, d'altra parte, potrebbe conservare una cronaca continua dell'attività umana, strato dopo strato, nel corso dei millenni". </strong>Il ghiaccio contiene anche dati preziosi per la glaciologia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-esperti-ispezionano-per-la-prima-volta-i-ghiacciai-del-monte-ararat-dove-noe-approdo-dopo-il-diluvio-universale-1785838429530.jpg" data-image="1rzc2usb48dd" alt="Cambiamento climatico." title="Cambiamento climatico."><figcaption>La posizione geografica della montagna è particolarmente preziosa per la ricerca. Si trova al crocevia di alcune delle più importanti civiltà antiche del mondo. </figcaption></figure><p>I suoi strati conservano la composizione delle atmosfere passate, il trasporto delle polveri e le tracce di precedenti eruzioni vulcaniche. Ciò potrebbe consentire ai ricercatori di ricostruire, ad esempio, come si sono sviluppate in questa regione fasi climatiche ben note, come l'Optimum Climatico Romano o la Piccola Era Glaciale Tarda Antica (LALIA).</p><h2>La posizione della montagna<br></h2><p><strong>La posizione geografica della montagna è particolarmente preziosa per la ricerca.</strong> Si trova al crocevia di alcune delle più importanti civiltà antiche del mondo. Mentre studi comparabili sono stati finora condotti solo nelle Alpi, il Medio Oriente rimane in gran parte inesplorato. </p><p>"Questa è la regione in cui è nata l'agricoltura, dove sono emersi i primi centri minerari e metallurgici", spiega il professor Ünsal Yalçın dell'Università di Isparta in Turchia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776537" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-canto-del-cigno-dei-ghiacciai-svizzeri-il-caldo-intenso-anticipa-di-un-mese-e-mezzo-il-glacier-loss-day.html" title="Il 'canto del cigno' dei ghiacciai svizzeri: il caldo intenso anticipa di un mese e mezzo il Glacier Loss Day">Il "canto del cigno" dei ghiacciai svizzeri: il caldo intenso anticipa di un mese e mezzo il Glacier Loss Day</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-canto-del-cigno-dei-ghiacciai-svizzeri-il-caldo-intenso-anticipa-di-un-mese-e-mezzo-il-glacier-loss-day.html" title="Il 'canto del cigno' dei ghiacciai svizzeri: il caldo intenso anticipa di un mese e mezzo il Glacier Loss Day"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-canto-del-cisne-glaciares-suizos-1782793152160_320.jpg" alt="Il 'canto del cigno' dei ghiacciai svizzeri: il caldo intenso anticipa di un mese e mezzo il Glacier Loss Day"></a></article></aside><p><strong>"Se saremo fortunati, troveremo nel ghiaccio non solo dati climatici, ma anche fini particelle metalliche provenienti da antiche fonderie o resti delle prime pratiche agricole di disboscamento e incendio.</strong> Il Monte Ararat potrebbe quindi fungere da archivio per l'intera regione dell'Anatolia, della Mesopotamia e del Caucaso."</p><p>Fuente: <strong><a href="https://www.uni-muenster.de/" target="_blank">Universidad de Münster </a></strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-esperti-ispezionano-per-la-prima-volta-i-ghiacciai-del-monte-ararat-dove-noe-approdo-dopo-il-diluvio-universale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo intenso sull’Italia, ma venerdì 7 agosto forti temporali minacciano il Nord ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-sull-italia-ma-venerdi-7-agosto-forti-temporali-minacciano-il-nord.html</link><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 15:46:43 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Mentre l'anticiclone nordafricano continua a garantire tempo stabile ma anche gran caldo sull'Italia, per venerdì 7 agosto un cedimento temporaneo della struttura anticiclonica potrà produrre forti temporali al Nord. Alcuni fenomeni potranno anche sconfinare localmente in pianura con rischio di grandinate, mentre al Centro-Cud persisterà l'ondata di caldo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xavf5ha"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xavf5ha.jpg" id="xavf5ha"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Una possente <strong>struttura anticiclonica di matrice subtropicale </strong>continentale continua a interessare la nostra penisola. Ne derivano<strong> condizioni di stabilità atmosferica e temperature decisamente superiori alla medi</strong>a caratteristica di questa stagione su tutte le regioni.</p><p>Infatti, la massa d'aria presente nei bassi strati, continua a mantenere il <strong>clima afoso e opprimente</strong>, in particolar modo nei centri urbani e lungo le pianure interne. </p><p>Mentre<strong> nei giorni scorsi </strong>l'instabilità atmosferica, dovuta a locali infiltrazioni d'aria più fresca in quota, ha prodotto<strong> rovesci e temporali, soprattutto sui rilievi alpini e appenninici</strong>, domani, venerdì 7 agosto, l'instabilità potrà produrre maggiori effetti.</p><h2>Venerdì 7 agosto tornano i temporali al Nord</h2><p>La giornata vedrà <strong>aumentare l'instabilità atmosferica</strong> per l'arrivo di<strong> infiltrazioni atlantiche in quota più fresche</strong>. Mentre<strong> in mattinata </strong>il cielo si presenterà ancora prevalentemente<strong> sereno o poco nuvoloso sulla Pianura Padana</strong>, <strong>nelle ore centrali della giornata e in quelle successive si svilupperanno dei nuclei temporaleschi a ridosso dei settori alpini e prealpini</strong>, con particolare coinvolgimento di<strong> Piemonte, Lombardia e Trentino Alto Adige. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-sull-italia-ma-venerdi-7-agosto-forti-temporali-minacciano-il-nord-1786021997144.jpg" data-image="3rggwmaesk0n"><figcaption>Situazione prevista per la mattinata di venerdì 7 agosto. Il tempo sarà ancora prevalentemente stabile su tutto il Paese, salvo iniziale instabilità a partire dall'area alpina nord-orientale. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Questi temporali <strong>tra il tardo pomeriggio e la serata</strong> tenderanno a sconfinare <strong>verso le aree pianeggianti di Piemonte, Lombardia e Veneto</strong>. I fenomeni potranno assumere anche<strong> carattere di forte intensità </strong>e potranno essere accompagnati da <strong>forti colpi di vento e locali grandinate</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-sull-italia-ma-venerdi-7-agosto-forti-temporali-minacciano-il-nord-1786022008949.jpg" data-image="gayrgghwuiwq"><figcaption>Nelle ore centrali e in quelle pomeridiane, i cumuli nembi con rovesci e temporali tenderanno a prevalere sull'area alpina, soprattutto su quella centro-orientale. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Infatti la <strong>grande quantità di umidità accumulata nei bassi strati </strong>durante la settimana, associata al <strong>forte riscaldamento diurno</strong>, forniranno all'atmosfera molta energia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-sull-italia-ma-venerdi-7-agosto-forti-temporali-minacciano-il-nord-1786022029475.jpg" data-image="xhmlsxorxiob"><figcaption>In serata si prevede la possibile estensione dei fenomeni temporaleschi, anche a alcuni tratti delle pianure, soprattutto su quella veneta e friulana. ECMWF MeteoRed </figcaption></figure><p> Le <strong>temperature massime</strong>,<strong> nelle aree interessate dai rovesci</strong>, subiranno un <strong>temporaneo calo</strong>, assestandosi indicativamente tra i 30°C e i 34°C. </p><h2>Tempo più stabile al Centro-Sud e Isole, con temperature ancora molto elevate</h2><p><strong>Sulle regioni centrali e su quelle meridionali, isole comprese</strong>, l'anticiclone nordafricano riuscirà ancora a mantenere il dominio, garantendo<strong> condizioni di cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso per l'intera giornata</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782268" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-alessio-colella-avverte-il-maltempo-di-agosto-continuera-ancora-a-lungo.html" title="Il meteorologo Alessio Colella avverte: «Il “maltempo” di agosto continuerà ancora a lungo»">Il meteorologo Alessio Colella avverte: «Il “maltempo” di agosto continuerà ancora a lungo»</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-alessio-colella-avverte-il-maltempo-di-agosto-continuera-ancora-a-lungo.html" title="Il meteorologo Alessio Colella avverte: «Il “maltempo” di agosto continuerà ancora a lungo»"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-alessio-colella-avverte-il-maltempo-di-agosto-continuera-ancora-a-lungo-1786000861946_320.png" alt="Il meteorologo Alessio Colella avverte: «Il “maltempo” di agosto continuerà ancora a lungo»"></a></article></aside><p>Anche su queste regioni, tuttavia, ci potrà essere una attività pomeridiana dovuta a<strong> una leggera instabilità atmosferica </strong>che potrà produrre dei <strong>brevi episodici piovaschi sulle aree interne e montuose della dorsale appenninica centro-meridionale e nelle zone interne della Sicilia. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-intenso-sull-italia-ma-venerdi-7-agosto-forti-temporali-minacciano-il-nord-1786022190990.jpg" data-image="si5w2pmngg5w"><figcaption>L'instabilità che favorirà locali temporali al Centro-Nord potrà anche far scendere le temperature al nord, sulle aree interessate da nuvolosità e precipitazioni. Al Centro-Sud, la situazione varierà di poco, con temperature ancora molto elevate. ECMWF MeteoRed. </figcaption></figure><p>Le <strong>temperature massime</strong> continueranno a oscillare <strong>tra i 35 e i 39°C </strong>nelle <strong>zone interne di Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia</strong> e, localmente, potranno anche raggiungere <strong>punte più elevate</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782243" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-fenomeno-el-nino-sta-tornando-l-interruttore-si-sta-azionando-proprio-ora-ecco-cosa-ci-aspetta-in-inverno.html" title="Il fenomeno El Niño sta tornando: 'L'interruttore si sta azionando proprio ora' – ecco cosa ci aspetta in inverno">Il fenomeno El Niño sta tornando: "L'interruttore si sta azionando proprio ora" – ecco cosa ci aspetta in inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-fenomeno-el-nino-sta-tornando-l-interruttore-si-sta-azionando-proprio-ora-ecco-cosa-ci-aspetta-in-inverno.html" title="Il fenomeno El Niño sta tornando: 'L'interruttore si sta azionando proprio ora' – ecco cosa ci aspetta in inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-kehrt-zuruck-der-schalter-kippt-gerade-das-erwartet-uns-im-winter-1785915068738_320.jpg" alt="Il fenomeno El Niño sta tornando: 'L'interruttore si sta azionando proprio ora' – ecco cosa ci aspetta in inverno"></a></article></aside><p>Lungo i <strong>litorali </strong>si farà sentire particolarmente l'<strong>afa per tassi di umidità molto elevati.</strong> In queste aree anche le <strong>temperature notturne</strong> non scenderanno quasi mai al di sotto dei<strong> 24°C con notti tropicali</strong>.</p><h2>Tendenza per il fine settimana</h2><p>La tendenza per il<strong> fine settimana</strong> vede l'<strong>instabilità attenuarsi gradualmente</strong>, anche sulle regioni settentrionali, con il ritorno di un contesto <strong>prevalentemente soleggiato e con temperature leggermente più contenute al Nord</strong> rispetto ai picchi registrati nei giorni scorsi.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il caldo intenso continuerà,</strong> invece, a persistere <strong>al Centro-Sud</strong> dove non sono attese particolari variazioni sia nelle temperature minime che in quelle massime.</div><p>Si raccomanda di prestare <strong>particolare attenzione ai bollettini di allerta meteorologica emanati dalla Protezione Civile </strong>per quanto riguarda i fenomeni intensi previsti al Nord e di adottare, perciò, le consuete precauzioni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-intenso-sull-italia-ma-venerdi-7-agosto-forti-temporali-minacciano-il-nord.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Non solo chicchi: 5 curiosità che forse non conosci sulla pianta del caffè]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-chicchi-5-curiosita-che-forse-non-conosci-sulla-pianta-del-caffe.html</link><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dietro ogni tazzina di caffè si nasconde una pianta dalle caratteristiche particolari e spesso poco note. Ecco cinque curiosità per conoscere meglio l'origine di una delle bevande più consumate al mondo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-chicchi-5-curiosita-che-forse-non-conosci-sulla-pianta-del-caffe-1785421191887.jpeg" data-image="knjrdmss2yzs"><figcaption>Non solo chicchi: 5 curiosità che forse non conosci sulla pianta del caffè</figcaption></figure><p><strong>Per milioni di persone in tutto il mondo il caffè è un’abitudine quotidiana, un rito che accompagna il risveglio, le pause di lavoro o la fine di un pasto</strong>. Dietro ogni tazzina si nasconde però una storia lunga e articolata, che molto spesso ha inizio a migliaia di chilometri di distanza dal luogo in cui quel caffè viene bevuto.</p><p><strong>Secondo una celebre leggenda etiope, furono alcuni pastori locali a notare per primi gli effetti stimolanti dei frutti di questa pianta sugli animali</strong>. Da allora il caffè ha attraversato continenti, culture e secoli di storia, trasformandosi in una delle materie prime agricole più commercializzate al mondo.</p><p><strong>Eppure la maggior parte dei consumatori conosce molto poco della pianta del caffè da cui tutto ha origine</strong>. Ecco cinque aspetti che aiutano a guardare il caffè con occhi diversi.</p><h2>1. È un arbusto tropicale sempreverde</h2><p><strong>La pianta del caffè appartiene al genere <em>Coffea</em>, che comprende oltre cento specie, anche se quelle coltivate su larga scala sono soprattutto <em>Coffea arabica</em> e <em>Coffea canephora</em>, nota come Robusta</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-chicchi-5-curiosita-che-forse-non-conosci-sulla-pianta-del-caffe-1785421126064.jpeg" data-image="032gkxah47j1"><figcaption>È un arbusto tropicale sempreverde</figcaption></figure><p>Si tratta di un arbusto tropicale sempreverde originario dell’Africa, caratterizzato da foglie lucide, coriacee e di colore verde intenso. In natura può raggiungere anche dimensioni considerevoli, ma nelle coltivazioni viene mantenuto più basso attraverso la potatura, così da facilitare raccolta e gestione della chioma.</p><h2>2. Produce bacche che contengono i cosiddetti “chicchi” di caffè</h2><p><strong>Quelli che chiamiamo comunemente chicchi di caffè non sono frutti, ma semi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-chicchi-5-curiosita-che-forse-non-conosci-sulla-pianta-del-caffe-1785421209023.jpeg" data-image="f5u8uj65odx3"><figcaption>Produce bacche che contengono i cosiddetti “chicchi” di caffè</figcaption></figure><p>La pianta produce infatti piccole bacche carnose, spesso rosse a maturazione, all’interno delle quali si trovano in genere due semi affiancati: sono proprio questi i “chicchi” che, dopo raccolta, lavorazione e tostatura, danno origine al prodotto che consumiamo ogni giorno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777383" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caffe-a-rischio-a-causa-del-cambiamento-climatico-gli-scienziati-stanno-gia-correndo-ai-ripari.html" title="Caffè a rischio a causa del cambiamento climatico? Gli scienziati stanno già correndo ai ripari">Caffè a rischio a causa del cambiamento climatico? Gli scienziati stanno già correndo ai ripari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caffe-a-rischio-a-causa-del-cambiamento-climatico-gli-scienziati-stanno-gia-correndo-ai-ripari.html" title="Caffè a rischio a causa del cambiamento climatico? Gli scienziati stanno già correndo ai ripari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caffe-a-rischio-a-causa-del-cambiamento-climatico-gli-scienziati-stanno-gia-correndo-ai-ripari-1783411994945_320.jpg" alt="Caffè a rischio a causa del cambiamento climatico? Gli scienziati stanno già correndo ai ripari"></a></article></aside><p>In alcuni casi il frutto contiene un solo seme tondeggiante, noto come caffè perla o <em>peaberry</em>.</p><h2>3. I suoi fiori profumano di gelsomino</h2><p><strong>La pianta del caffè produce fiori piccoli, bianchi e riuniti in gruppi, che emanano un profumo intenso e delicato, spesso paragonato a quello del gelsomino</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-chicchi-5-curiosita-che-forse-non-conosci-sulla-pianta-del-caffe-1785421225111.jpeg" data-image="k4bay3by0vra"><figcaption> I suoi fiori profumano di gelsomino</figcaption></figure><p>La fioritura, talvolta molto abbondante, trasforma per pochi giorni la chioma in una massa bianca e profumata da cui si svilupperanno poi i frutti destinati alla produzione del caffè. </p><h2>4. Produce caffeina come difesa naturale</h2><p><strong> La caffeina è prima di tutto una forma di difesa chimica sviluppata dalla pianta per proteggersi da alcuni insetti fitofagi e da altri organismi potenzialmente dannosi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-chicchi-5-curiosita-che-forse-non-conosci-sulla-pianta-del-caffe-1785421239773.jpeg" data-image="2gdn6jjv0n9o"><figcaption>Produce caffeina come difesa naturale</figcaption></figure><p>Nell’uomo, invece, questa sostanza agisce sul sistema nervoso centrale con un effetto stimolante che ha contribuito in modo decisivo alla fortuna del caffè come bevanda quotidiana in tutto il mondo.</p><h2>5. Cresce in casa come una pianta ornamentale</h2><p><strong> La pianta del caffè trova in appartamento condizioni ideali di crescita, dove viene apprezzata soprattutto per il fogliame elegante, lucido e sempreverde, capace di dare un tocco esotico agli interni</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-chicchi-5-curiosita-che-forse-non-conosci-sulla-pianta-del-caffe-1785421254127.jpeg" data-image="3oz5rta93006"><figcaption>Cresce in casa come una pianta ornamentale</figcaption></figure><p>In commercio si trovano semi e giovani piantine, considerate a tutti gli effetti specie ornamentali da interno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="718334" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/usi-i-fondi-di-caffe-come-fertilizzante-fai-attenzione-a-queste-regole-e-a-queste-piante-non-e-sempre-una-buona-idea.html" title="Usi i fondi di caffè come fertilizzante? Fai attenzione a queste regole e a queste piante: non è sempre una buona idea">Usi i fondi di caffè come fertilizzante? Fai attenzione a queste regole e a queste piante: non è sempre una buona idea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/usi-i-fondi-di-caffe-come-fertilizzante-fai-attenzione-a-queste-regole-e-a-queste-piante-non-e-sempre-una-buona-idea.html" title="Usi i fondi di caffè come fertilizzante? Fai attenzione a queste regole e a queste piante: non è sempre una buona idea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/usi-i-fondi-di-caffe-come-fertilizzante-fai-attenzione-a-queste-regole-e-a-queste-piante-non-e-sempre-una-buona-idea-1751749687640_320.jpeg" alt="Usi i fondi di caffè come fertilizzante? Fai attenzione a queste regole e a queste piante: non è sempre una buona idea"></a></article></aside><p>Richiede luce abbondante ma non sole diretto, temperature miti, un buon terriccio per piante verdi alleggerito con un po’ di perlite e una buona umidità ambientale.</p><h2>Il volto autentico del caffè</h2><p><strong>Dietro una tazzina di caffè ci sono chicchi tostati, ma prima ancora ci sono semi, frutti carnosi, fiori profumati e un arbusto tropicale che li ha prodotti</strong>. Ecco il volto autentico del caffè, che al termine di un lungo viaggio trasforma ogni sorso in un'esperienza universale di profumi, sapori e tradizioni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-chicchi-5-curiosita-che-forse-non-conosci-sulla-pianta-del-caffe.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dolore al petto? Ecco quando bisogna realmente preoccuparsi e chiamare subito il medico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/dolore-al-petto-ecco-quando-bisogna-realmente-preoccuparsi-e-chiamare-subito-il-medico.html</link><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Spesso questi fastidi possono essere ricondotti a cause non gravi, ma quando sono accompagnati da alcuni sintomi ben specifici bisogna chiamare subito un medico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/dolore-al-petto-ecco-quando-bisogna-realmente-preoccuparsi-e-chiamare-subito-il-medico-1782916051947.jpg" data-image="xga5sdurmddg" alt="Dolore al petto." title="Dolore al petto."><figcaption>Nella maggior parte dei casi, il dolore al petto non è legato al cuore e si risolve da solo. Spesso questi fastidi possono essere ricondotti a cause gastrointestinali, come reflusso acido, indigestione o gastrite. </figcaption></figure><p>Il dolore al petto è uno di quei sintomi che può spaventare chiunque, evocando immediatamente l'immagine di un'emergenza cardiaca. Eppure, non sempre si tratta di un problema grave. </p><p>Molto spesso il dolore al petto può essere legato a cause non preoccupanti. Ma quando questi dolori, che possono essere anche dei semplici fastidi, vengono accompagnati da una determinata sintomologia bisogna prendere dei provvedimenti, affidandoci a un medico.</p><h2><strong>Le cause del dolore al petto, quando non bisogna preoccuparsi</strong></h2><p>Il petto è una zona sensibile, sede di organi vitali come cuore e polmoni, ma anche di muscoli, ossa e apparati digestivi. <strong>Il dolore può manifestarsi come un'oppressione, un bruciore o una fitta improvvisa,</strong> e le sue origini variano ampiamente. </p><p>Nella maggior parte dei casi, il dolore al petto non è legato al cuore e si risolve da solo. Spesso questi fastidi possono essere ricondotti a cause gastrointestinali, come reflusso acido, indigestione o gastrite. <strong>Inoltre possono causare bruciore al centro del torace, soprattutto dopo pasti abbondanti.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dolore-al-petto-ecco-quando-bisogna-realmente-preoccuparsi-e-chiamare-subito-il-medico-1782916083841.jpg" data-image="o85g6jergntg" alt="Dolore al petto." title="Dolore al petto."><figcaption>Fattori di rischio come ipertensione, fumo, obesità, sedentarietà o storia familiare aumentano la probabilità di patologie cardiache. </figcaption></figure><p>Poi abbiamo anche i disturbi muscoloscheletrici. Un semplice colpo di tosse forte, una postura scorretta o un movimento brusco possono infiammare muscoli o costole, <strong>provocando dolore localizzato che peggiora con il tatto o il movimento.</strong></p><div class="texto-destacado">Per ultimo, ma non meno importanti, sono i dolori legati a situazioni di forte stress o panico. <strong>Per esempio, un attacco di panico può simulare un infarto, con oppressione e tachicardia, ma dura poco e si attenua successivamente con il rilassamento.</strong></div><p>Va ribadito che questi dolori, generalmente, sono di breve durata e molto spesso sono localizzati e sensibili alla pressione. <strong>Se capita che durano giorni senza altri sintomi, è improbabile un'emergenza, ma vale la pena monitorarli.</strong></p><h2><strong>Ecco i casi gravi che richiedono assistenza immediata</strong></h2><p>Quando il dolore è al centro del torace e persiste, potrebbe indicare un problema cardiovascolare, come angina pectoris o infarto miocardico. <strong>Fattori di rischio come ipertensione, fumo, obesità, sedentarietà o storia familiare aumentano la probabilità.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>In questi casi, il dolore non è solo un fastidio, ma un campanello d'allarme che non va ignorato, specialmente se si irradia ad altre zone del corpo.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Quando il dolore o il fastidio è accompagnato da sintomi gravi, come difficoltà respiratorie, sudore freddo o nausea, o dolore che si irradia dal petto al braccio, collo e mascella, <strong>bisogna contattare subito il medico, o direttamente il pronto soccorso dell’ospedale più vicino, per richiedere assistenza immediata.</strong></p><h2><strong>L’errore più comune</strong> <strong>da non fare</strong></h2><p>L'errore più comune è ignorare i fastidi fino a che non diventano insopportabili, o al contrario, allarmarsi per ogni fitta. Se il dolore è improvviso, intenso e accompagnato dai sintomi appena descritti bisogna agire subito, senza perdere secondi preziosi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="689193" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cuore-ha-un-suo-sistema-nervoso-simile-a-un-mini-cervello-che-controlla-il-battito-cardiaco.html" title="Il cuore ha un suo sistema nervoso simile a un mini-cervello che controlla il battito cardiaco">Il cuore ha un suo sistema nervoso simile a un mini-cervello che controlla il battito cardiaco</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cuore-ha-un-suo-sistema-nervoso-simile-a-un-mini-cervello-che-controlla-il-battito-cardiaco.html" title="Il cuore ha un suo sistema nervoso simile a un mini-cervello che controlla il battito cardiaco"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/the-heart-has-its-own-brain-1734563753789_320.jpg" alt="Il cuore ha un suo sistema nervoso simile a un mini-cervello che controlla il battito cardiaco"></a></article></aside><p>Inoltre, se hai più di 40 anni, con fattori di rischio o storia familiare, fai screening annuali come elettrocardiogramma, ecocardiogramma o misurazione della pressione. Non rimandare per mancanza di tempo o perché magari sei troppo giovane. <strong>Il cuore non avverte in anticipo e i controlli precoci hanno il fine di salvare vite.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/dolore-al-petto-ecco-quando-bisogna-realmente-preoccuparsi-e-chiamare-subito-il-medico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Verso l'estremo nord: in viaggio sulla E75, lungo la costa selvaggia della Norvegia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia.html</link><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Al confine nord della Norvegia si trova una lunga lingua d'asfalto che segue la linea di costa verso l'Artico. La E75 è una delle strade più selvagge d'Europa, che attraversa i magnifici e remoti paesaggi del Circolo Polare Artico</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia-1785432791698.jpg" data-image="q25olo1gf5pr" alt="Norvegia on the road" title="Norvegia on the road"><figcaption>Un tratto della strada E75, che percorre la costa del Finnmark, nella Norvegia artica</figcaption></figure><p>Nella parte più settentrionale della Norvegia si trova una regione semi deserta, dove la presenza dell’uomo è quasi <strong>nulla</strong>. </p><div class="texto-destacado">Nel <strong>Finnmark</strong>, a parte pochi centri più frequentati come <strong>Alta</strong>, porta d’accesso a Capo Nord, domina la <strong>tundra incontaminata</strong>, che dell’entroterra lascia il posto alle spiagge e alle frastagliate <strong>scogliere </strong>affacciate sul <strong>Mare di Barents</strong>.</div><p>Qui, ben oltre il confine del <strong>Circolo Polare Artico</strong>, la strada E75 corre lungo la costa per <strong>124 Km</strong> di selvaggia bellezza, quasi al confine con la <strong>Finlandia.</strong></p><h2>La E75, tra il mare e la terra dei Sami<br></h2><p><strong>Varangerbotn </strong>segna il punto di arrivo della strada più lunga della Norvegia, la E6. È qui che inizia anche la E75, che termina invece nella cittadina di <strong>Vardø,</strong> circondata dal mare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia-1785502867551.jpg" data-image="1aaes4wyeudq" alt="Norvegia renne" title="Norvegia renne"><figcaption>Renne al pascolo d'estate, tra i prati fioriti nel Finnmark</figcaption></figure><p>Questo angolo di Norvegia è una delle zone più remote d’Europa, dove la costa si fa un po' più regolare in mancanza di fiordi particolarmente profondi, ma non per questo i paesaggi sono meno emozionanti.</p><p>Cieli infiniti, <strong>aurore boreali e sole di mezzanotte</strong> si specchiano in un mare che cambia colore a seconda del tempo e delle stagioni. Lungo la strada è più facile incontrare <strong>renne </strong>che persone, ma durante il tragitto si trovano anche alcune pittoresche cittadine in perfetto stile nordico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="742919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecco-perche-l-aria-molto-fredda-dall-artico-fara-sempre-piu-fatica-a-raggiungere-l-europa-e-l-italia.html" title="Ecco perché l'aria molto fredda dall'Artico farà sempre più fatica a raggiungere l'Europa e l'Italia">Ecco perché l'aria molto fredda dall'Artico farà sempre più fatica a raggiungere l'Europa e l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ecco-perche-l-aria-molto-fredda-dall-artico-fara-sempre-piu-fatica-a-raggiungere-l-europa-e-l-italia.html" title="Ecco perché l'aria molto fredda dall'Artico farà sempre più fatica a raggiungere l'Europa e l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-perche-l-aria-molto-fredda-dall-artica-fara-sempre-piu-fatica-a-raggiungere-l-europa-e-l-italia-1765131876571_320.png" alt="Ecco perché l'aria molto fredda dall'Artico farà sempre più fatica a raggiungere l'Europa e l'Italia"></a></article></aside><p>Questa, inoltre, è la terra dei <strong>Sami </strong>quindi un viaggio lungo la E75 offre anche l’occasione di entrare in contatto con la cultura dell'unica popolazione indigena d'Europa ufficialmente riconosciuta. </p><h2>Le bellezze naturali lungo la E75</h2><p>La E75 è una strada <strong>interamente costiera</strong>, quindi la presenza del mare è costante praticamente per tutto il tragitto. Ci sono infinite occasioni per fermarsi e scendere sulla spiaggia a toccare il Mare di Barents con mano, ma non molto più di questo, visto che anche in piena estate e nonostante il surriscaldamento globale, la temperatura superficiale dell’acqua è di circa <strong>10°C.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="741079" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-polvere-spaziale-ha-aiutato-gli-scienziati-a-leggere-il-passato-dell-artico-e-scoprire-come-cambiera-in-futuro.html" title="La polvere spaziale ha aiutato gli scienziati a leggere il passato dell’Artico e scoprire come cambierà in futuro">La polvere spaziale ha aiutato gli scienziati a leggere il passato dell’Artico e scoprire come cambierà in futuro</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-polvere-spaziale-ha-aiutato-gli-scienziati-a-leggere-il-passato-dell-artico-e-scoprire-come-cambiera-in-futuro.html" title="La polvere spaziale ha aiutato gli scienziati a leggere il passato dell’Artico e scoprire come cambierà in futuro"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/space-dust-has-helped-scientists-read-the-arctic-s-past-and-what-that-might-mean-for-its-future-1763654305096_320.jpg" alt="La polvere spaziale ha aiutato gli scienziati a leggere il passato dell’Artico e scoprire come cambierà in futuro"></a></article></aside><p><strong>Il parco nazionale Varangerhalvøya</strong>, accessibile da Varangerbotn e da Kiberg, all’inizio e alla fine del tragitto della E75, è un paradiso della natura artica, perfetto anche per il birdwatching. Nel parco, un territorio rimasto praticamente intatto fin da prima dell’<strong>ultima era glaciale</strong>, si trovano piccoli fiumi dove vivono i salmoni, valli e brughiere che degradano verso le scogliere.</p><p>Da <strong>Vardø </strong>è possibile anche raggiungere in traghetto l’isola di <strong>Hornøya.</strong> A soli dieci minuti di viaggio dalla città si trova una favolosa riserva naturale protetta dove vivono circa <strong>centomila uccelli marini.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775367" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-colpevole-nascosto-dell-innalzamento-del-livello-del-mare-non-e-solo-la-fusione-dei-ghiacci-il-mare-si-espande.html" title="Il “colpevole nascosto” dell’innalzamento del livello del mare: non è solo la fusione dei ghiacci, il mare si espande">Il “colpevole nascosto” dell’innalzamento del livello del mare: non è solo la fusione dei ghiacci, il mare si espande</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-colpevole-nascosto-dell-innalzamento-del-livello-del-mare-non-e-solo-la-fusione-dei-ghiacci-il-mare-si-espande.html" title="Il “colpevole nascosto” dell’innalzamento del livello del mare: non è solo la fusione dei ghiacci, il mare si espande"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-culpable-oculto-que-hace-subir-el-nivel-del-mar-no-todo-es-deshielo-el-oceano-tambien-se-esta-expandiendo-1781888130513_320.png" alt="Il “colpevole nascosto” dell’innalzamento del livello del mare: non è solo la fusione dei ghiacci, il mare si espande"></a></article></aside><p>Vale la pena prolungare un po’ di più il viaggio, inoltre, da Vardø lungo la <strong>Fv341 </strong>per raggiungere il villaggio di pescatori abbandonato di <strong>Hamningberg, </strong>che unisce le atmosfere di una ghost town nordica ai magnifici paesaggi dell’Artico.</p><h2>Le città costiere dove fermarsi</h2><p>In una terra così remota le grandi città mancano, ma ci sono comunque diversi luoghi dove fermarsi lungo il cammino. I due maggiori centri abitati che si incontrano sono <strong>Vadsø e Vardø</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia-1785432906391.jpg" data-image="d7146nbr5uwn" alt="Vardø Norvegia" title="Vardø Norvegia"><figcaption>La città di Vardø, con le case colorate tipiche dei paesaggi norvegesi</figcaption></figure><p>La prima è una vivace cittadina costiera di circa seimila abitanti, la cui cultura è stata molto influenzata dall’immigrazione dalla Finlandia ed è stata nei secoli scorsi uno dei principali avamposti delle esplorazioni verso il <strong>Polo Nord.</strong></p><p>Vadsø è il punto in cui termina la E75 ed è in realtà <strong>un’isola</strong>, ma collegata alla terraferma da un <strong>tunnel sottomarino</strong>. È il più antico villaggio di pescatori del Finnmark e ospita l’albergo più antico della Norvegia mentre <strong>Vardøhus Fortress</strong> è considerata la fortezza più settentrionale al mondo. </p><p>Una pagina nera della storia locale riguarda la caccia alle streghe che ha fatto di Vardø la <strong>Salem della Norvegia</strong>. Il memoriale dedicato alle vittime è una galleria dove sono ricordati i nomi delle vittime e la loro storia.</p><h2>Quando viaggiare nel Finnmark e sulla E75</h2><p>Non c’è una stagione perfetta per un viaggio in questa regione che è splendida, sia pure in modo diverso, in estate e in inverno. </p><p>Lontano da ogni forma di <strong>inquinamento luminoso</strong>, quando il sole non supera mai l’orizzonte, la <strong>Notte Polare</strong> è di una bellezza sorprendete. Qui <strong>l’aurora boreale</strong> compare di frequente ed è particolarmente intensa, rendendo i lunghi <strong>inverni artici </strong>semplicemente meravigliosi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758258" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-treno-verso-l-artico-per-vedere-l-aurora-boreale-il-viaggio-notturno-da-sogno.html" title="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno">In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-treno-verso-l-artico-per-vedere-l-aurora-boreale-il-viaggio-notturno-da-sogno.html" title="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-viaje-sonado-en-tren-al-artico-asi-es-el-trayecto-nocturno-impactante-que-permite-ver-auroras-boreales-en-noruega-1764464345762_320.jpg" alt="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno"></a></article></aside><p><strong>L’estate </strong>naturalmente si presta molto meglio ad un viaggio <strong>on the road</strong>, sotto il <strong>sole di mezzanotte</strong>. Tra tra maggio e luglio anche qui le temperature sono più miti e la natura si risveglia, rendendo più facile avvistare animali e uccelli selvatici che abitano lungo la costa.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Anthony%20Ham" data-year="2026" data-title="Route%20E75%3A%20how%20to%20travel%20Europe's%20most%20remote%20road%20leading%20to%20the%20Arctic" data-url="https%3A%2F%2Fwww.bbc.com%2Ftravel%2Farticle%2F20260717-the-lonely-road-to-the-edge-of-western-europe">Anthony Ham. (2026). <a href="https://www.bbc.com/travel/article/20260717-the-lonely-road-to-the-edge-of-western-europe" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Route E75: how to travel Europe's most remote road leading to the Arctic</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni.html</link><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Non tutte le faglie sono state completamente studiate: alcune, molto profonde, sfuggono ancora agli scienziati. Ma quelle presenti al Sud sono quelle che preoccupano maggiormente.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni-1781708506117.jpg" data-image="3emhdstcw8w8" alt="Faglie, terremoti." title="Faglie, terremoti."><figcaption>Secondo gli studi scientifici e le valutazioni storiche, le faglie della Calabria settentrionale e centrale sono generalmente meno pericolose rispetto a quelle del Sud. Tra le più rischiose spiccano quelle di Bagnara Calabra e Bovalino, fratture ancora attive a cui si attribuiscono eventi importanti come i terremoti del 1783, 1894 e 1908.</figcaption></figure><p>L’Italia è uno dei paesi europei più esposti al rischio sismico a causa della sua posizione alla convergenza tra la placca africana e quella eurasiatica. La Calabria rappresenta una delle aree più sensibili secondo la Mappa di Pericolosità Sismica Nazionale dell’<strong>INGV</strong> e della <strong>Protezione Civile. </strong></p><p>La punta dello Stivale è attraversata da una rete di faglie attive che si estende dalla Valle del Crati, passa per lo Stretto di Messina e arriva fino alla Sicilia orientale. <strong>Queste fratture hanno generato alcuni dei terremoti più devastanti della storia italiana, nei secoli scorsi.</strong></p><h2><strong>Il sistema di faglie dell’Appennino meridionale</strong></h2><p>La rete di faglie calabresi è in piena attività e ha causato quasi tutti i grandi terremoti storici della regione. Fra questi si ricorda il terremoto della Valle del Crati, nel 1183, la famosa crisi sismica calabrese del 1783 e il terremoto di Reggio Calabria e Messina, del 28 dicembre 1908.</p><div class="texto-destacado">Secondo gli studi scientifici e le valutazioni storiche, le faglie della Calabria settentrionale e centrale sono generalmente meno pericolose rispetto a quelle del Sud. Tra le più rischiose spiccano quelle di Bagnara Calabra e Bovalino, <strong>fratture ancora attive a cui si attribuiscono eventi importanti come i terremoti del 1783, 1894 e 1907.</strong></div><p>La Calabria paga inoltre lo scotto della sua posizione geografica: affaccia direttamente sullo Stretto di Messina, nel cuore del Mediterraneo, dove convergono movimenti di più placche tettoniche. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni-1781708557013.jpg" data-image="alog1hpx72ja" alt="Terremoti." title="Terremoti."><figcaption>L’Italia è uno dei paesi europei più esposti al rischio sismico a causa della sua posizione alla convergenza tra la placca africana e quella eurasiatica. </figcaption></figure><p>Non tutte le faglie sono state completamente studiate: alcune, molto profonde, sfuggono ancora agli scienziati. Ma quelle dello Stretto restano le più preoccupanti per gli esperti.</p><h2><strong>Il terremoto del 1908: la peggiore catastrofe naturale d’Europa</strong></h2><p>Il caso più emblematico è il terremoto del 28 dicembre 1908. <strong>Alle 05:21 del mattino una scossa di magnitudo 7,1 Mw rase al suolo Messina e Reggio Calabria in soli 37 secondi.</strong> Il sisma, accompagnato da un devastante maremoto, provocò tra le 80.000 e le 120.000 vittime, rendendolo fino ad oggi la più grave sciagura naturale in Europa per numero di morti e intensità.</p><p>Il terremoto è stato provocato da una faglia identificata nel 2021 come <strong>Western Fault, </strong>che dall’area a nord di Reggio Calabria si inabissa nello Stretto di Messina, scorrendo davanti le città di Reggio Calabria e Messina. Da recenti immagini satellitari gli studiosi, coordinati da <strong>Giovanni Barreca,</strong> hanno confermato l’attività tettonica di questa struttura.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni-1781708679689.jpg" data-image="kyc4mqogr3ku" alt="Faglie." title="Faglie."><figcaption>Non tutte le faglie sono state completamente studiate: alcune, molto profonde, sfuggono ancora agli scienziati. Ma quelle presenti al Sud sono quelle che preoccupano maggiormente.</figcaption></figure><p>Dalle immagini satellitari si nota come il settore compreso tra Cannitello, Villa S. Giovanni e Campo Calabro (a Nord della faglia) sia in sollevamento, <strong>mentre quello a sud del torrente Catona (a Sud della faglia) è in abbassamento con tassi di movimento superiori a 1,5 mm per anno. </strong>Segno di come continui ad accumulare tensioni, <strong>anche se un terremoto forte come quello del 1908 ci vorranno secoli di ricarica. </strong></p><h2><strong>Le altre faglie pericolose d’Italia</strong></h2><p>Se la Calabria detiene il primato per potenziale distruttivo e storia di eventi catastrofici, altre aree italiane presentano alto rischio.<strong> Fra queste troviamo l’area dell’Appennino centrale, tra Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria, </strong>già responsabili del recente terremoto dell’Aquila del 2009 e di quello più recente di Norcia e Amatrice, del 2016.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750240" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoti-in-italia-oltre-15-000-eventi-nel-2025-e-un-2026-gia-movimentato.html" title="Terremoti in Italia: oltre 15.000 eventi nel 2025 e un 2026 già movimentato">Terremoti in Italia: oltre 15.000 eventi nel 2025 e un 2026 già movimentato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoti-in-italia-oltre-15-000-eventi-nel-2025-e-un-2026-gia-movimentato.html" title="Terremoti in Italia: oltre 15.000 eventi nel 2025 e un 2026 già movimentato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/terremoti-in-italia-oltre-15-000-eventi-nel-2025-e-un-2026-gia-movimentato-1769764365712_320.png" alt="Terremoti in Italia: oltre 15.000 eventi nel 2025 e un 2026 già movimentato"></a></article></aside><p>Spostandoci al Nord l’area che rimane più a rischio è quella del Friuli Venezia Giulia, dove sono presenti faglie compressive, <strong>come quella generatrice del terremoto del 1976.</strong> Mentre in Sicilia rimane a rischio l’area dei Monti Iblei, sede di alcuni dei terremoti più distruttivi, <strong>come quello del 1693.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-razzo-spacex-si-schianta-sulla-luna-e-il-mondo-intero-guarda-verso-il-satellite-alla-ricerca-del-cratere.html</link><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 10:14:04 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Uno stadio abbandonato di un razzo Falcon 9 si è schiantato sulla Luna. Gli astronomi hanno rilevato una nube chimica, mentre le sonde in orbita sono alla ricerca del cratere e dei detriti dell'impatto artificiale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cohete-de-spacex-choca-contra-la-luna-y-todo-el-mundo-voltea-sus-ojos-hacia-el-satelite-en-busca-del-crater-1785979031496.jpg" data-image="6fi4q8gfby5s" alt="Razzo sulla luna." title="Razzo sulla luna."><figcaption>Il razzo Falcon 9 viene utilizzato per inviare missioni in orbita cislunare.</figcaption></figure><p>Nelle prime ore del mattino di <strong>mercoledì 5 agosto 2026, intorno alle 06:35 UTC,</strong> uno stadio del <strong>Falcon 9</strong> si è schiantato sulla Luna. Dopo aver trascorso più di un anno in orbita, l'oggetto ha impattato <strong>sulla superficie a circa 8.700 chilometri orari.</strong></p><p>Non si trattava dell'intero razzo, bensì dello stadio superiore non riutilizzabile, identificato come 2025-010D. Dopo aver completato la sua missione, <strong>la struttura lunga 12 metri e pesante 4 tonnellate non è stata in grado di eseguire una manovra controllata per rientrare e disintegrarsi nell'atmosfera terrestre.</strong></p><p>Sebbene alcune immagini stiano circolando sui social media, sono false! Sono state create utilizzando l'intelligenza artificiale, poiché nessun osservatorio ha ottenuto un'immagine diretta dell'esatto momento dell'impatto. <strong>L'intensa luminosità ha reso difficile distinguere qualsiasi lampo proveniente dalla Terra, nonostante molti appassionati abbiano puntato i loro telescopi verso la zona.</strong></p><p>La prima conferma fisica è arrivata tramite osservazioni spettroscopiche effettuate dal Cile dal Centro di Fisica Spaziale dell'Università di Boston.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>"Possiamo affermare con certezza di aver misurato una reazione all'impatto dello stadio del razzo sotto forma di un pennacchio di gas sodio-litio alto diverse decine di chilometri, che è durato tra i 5 e i 10 minuti dopo l'impatto", spiega Carl Schmidt, professore associato di ricerca. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I calcoli hanno collocato la collisione vicino al cratere <strong>Einstein,</strong> in un'area illuminata dal sole vicino al confine tra il lato vicino e quello lontano del razzo. I modelli hanno stimato che la collisione potrebbe aver creato un cratere di diametro compreso tra 27 e 40 metri, sebbene le sue dimensioni effettive possano essere determinate solo tramite successive immagini orbitali.</p><h2>SpaceX e il suo Falcon 9</h2><p>Il 15 gennaio 2025, il modulo di atterraggio era stato utilizzato per il lancio di due lander lunari commerciali dal <strong>Kennedy Space Center: Blue Ghost Mission 1, </strong>costruito da <strong>Firefly Aerospace,</strong> e RESILIENCE, appartenente all'azienda giapponese ispace. Entrambi i veicoli spaziali condividevano il razzo Falcon 9, ma dopo la separazione seguirono traiettorie indipendenti.</p><h3><strong>La missione che conquistò la Luna</strong></h3><p><strong>Blue Ghost seguì una traiettoria di 45 giorni prima di atterrare con successo il 2 marzo 2025 nel Mare Crisium.</strong> Il lander rimase stabile e in posizione verticale, rendendo Firefly Aerospace una delle prime aziende private a completare una discesa sulla superficie lunare senza intoppi e con piena operatività.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cohete-de-spacex-choca-contra-la-luna-y-todo-el-mundo-voltea-sus-ojos-hacia-el-satelite-en-busca-del-crater-1785979397038.jpg" data-image="51lm8nh5q10e" alt="Luna." title="Luna."><figcaption>Rappresentazione artistica della sonda spaziale Blue Ghost Mission 1 sulla superficie lunare. Crediti: NASA.</figcaption></figure><p>Il modulo <strong>Blue Ghost</strong> trasportava 10 strumenti scientifici e tecnologici della NASA nell'ambito del programma Commercial Lunar Payload Services, con esperimenti volti a studiare la polvere lunare, la risposta della regolite ai motori, la temperatura del sottosuolo, le radiazioni, la navigazione satellitare e diverse tecnologie per le future missioni Artemis.</p><div class="texto-destacado">Blue Ghost è rimasto attivo per un'intera giornata lunare e ha concluso le sue operazioni il 16 marzo, trasmettendo 119 gigabyte di dati, tra cui immagini di un'eclissi e di un tramonto lunare.</div><p>Il secondo passeggero, <strong>RESILIENCE,</strong> ha seguito una traiettoria a bassa energia molto più lunga per risparmiare carburante. Per diversi mesi ha effettuato manovre, un sorvolo lunare e l'inserimento in orbita prima di tentare l'atterraggio nel Mare Frigoris.</p><p>Il modulo trasportava carichi utili scientifici e commerciali, nonché <strong>il rover TENACIOUS,</strong> sviluppato dall'<strong>Agenzia</strong> <strong>Spaziale Europea (ESA)</strong> della <strong>NASA,</strong> progettato per attraversare la superficie lunare, testare tecnologie di mobilità ed eseguire procedure per la raccolta di regolite. Trasportava anche una sonda taiwanese per misurare le radiazioni nello spazio profondo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cohete-de-spacex-choca-contra-la-luna-y-todo-el-mundo-voltea-sus-ojos-hacia-el-satelite-en-busca-del-crater-1785979657999.jpg" data-image="gydtebbavwb3" alt="Luna." title="Luna."><figcaption>La missione HAKUTO-R 2, o RESILIENCE, è riuscita a completare solo 8 delle 10 fasi di discesa verso la superficie lunare. Fonte: ispace.</figcaption></figure><p>Sebbene diverse fasi del viaggio siano state completate con successo, la missione ha incontrato un problema critico durante gli ultimi minuti della discesa lunare. <strong>Il 5 giugno 2025, le comunicazioni si sono interrotte poco prima dell'atterraggio previsto.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779785" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/c-e-un-oceano-ribollente-sotto-il-ghiaccio-la-sonda-cassini-e-i-segreti-della-luna-di-saturno.html" title="C’è un oceano ribollente sotto il ghiaccio? La sonda Cassini e i segreti della luna di Saturno ">C’è un oceano ribollente sotto il ghiaccio? La sonda Cassini e i segreti della luna di Saturno </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/c-e-un-oceano-ribollente-sotto-il-ghiaccio-la-sonda-cassini-e-i-segreti-della-luna-di-saturno.html" title="C’è un oceano ribollente sotto il ghiaccio? La sonda Cassini e i segreti della luna di Saturno "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/c-e-un-oceano-ribollente-sotto-il-ghiaccio-la-sonda-cassini-e-i-segreti-della-luna-di-saturno-1784712022983_320.jpeg" alt="C’è un oceano ribollente sotto il ghiaccio? La sonda Cassini e i segreti della luna di Saturno "></a></article></aside><p>Le analisi successive hanno concluso che un'anomalia nel telemetro laser ha ritardato le misurazioni valide dell'altitudine, impedendo alla sonda di rallentare. Di conseguenza, la sonda ha impattato sulla superficie del <strong>Mare Frigoris,</strong> dove è stata localizzata dal <strong>Lunar Reconnaissance Orbiter</strong> sei giorni dopo come una macchia scura circondata da un debole alone.</p><h3><strong>Un ago in un pagliaio</strong></h3><p>Il prossimo passo è la ricerca del nuovo cratere, lasciato dai detriti di <strong>Elon Musk.</strong> Il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA e lo strumento ShadowCam, installato sulla sonda sudcoreana Danuri, tenteranno di ottenere immagini del sito prima e dopo l'impatto. Il successo dipenderà dalle condizioni di illuminazione e dalla tempistica del passaggio delle loro orbite sulla regione.</p><div class="texto-destacado">Sebbene non vediamo l'ora di osservare quel cratere, in un certo senso "previsto", le prime immagini potrebbero richiedere diversi giorni, poiché le sonde orbitali non sorvolano continuamente la zona. Quando appariranno, dovremo confrontare le fotografie per individuare i cambiamenti, misurarne le dimensioni e studiare la distribuzione del materiale espulso.</div><p>Questo evento, derivante da un esperimento accidentale, ci aiuterà a comprendere come una struttura metallica cava interagisce con la regolite. A differenza di un meteoroide compatto, uno stadio di razzo può frammentarsi e distribuire la sua energia in modo diverso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781696" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato.html" title="L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato">L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato.html" title="L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato-1785690948983_320.png" alt="L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato"></a></article></aside><p><strong>Sebbene l'impatto non abbia rappresentato un pericolo per la Terra né abbia alterato in modo significativo la Luna,</strong> i dati contribuiranno a migliorare i modelli di brillamenti, nubi di polvere e formazione di crateri artificiali. In futuro, sarà fondamentale essere in grado di monitorare, tracciare e progettare dispositivi che minimizzino il rischio di un impatto.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-razzo-spacex-si-schianta-sulla-luna-e-il-mondo-intero-guarda-verso-il-satellite-alla-ricerca-del-cratere.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il meteorologo Alessio Colella avverte: «Il “maltempo” di agosto continuerà ancora a lungo»]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-alessio-colella-avverte-il-maltempo-di-agosto-continuera-ancora-a-lungo.html</link><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 08:48:47 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Temperature oltre la media stagionale e temporali pomeridiani nelle aree interne del nostro Bel Paese. Situazione che si ripete giorno dopo giorno ormai.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xavby5y"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xavby5y.jpg" id="xavby5y"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La situazione barica sull’Italia sta diventando persino complicata da raccontare nei nostri articoli giornalieri. Non perché non ci piaccia farlo, ma perché sappiamo bene quanto possa risultare ripetitivo descrivere, ormai da settimane, uno scenario meteorologico pressoché immutato. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il vastissimo campo di alta pressione che oggi domina la nostra Penisola e gran parte dell’Europa non sembra avere alcuna intenzione di mollare la presa.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L’unica vera eccezione alla lunga sequenza di giornate calde e prevalentemente soleggiate è rappresentata dai temporali pomeridiani. Fenomeni che, però, sono ancora una volta una conseguenza diretta del caldo stesso. Insomma, è una sorta di cane che si morde la coda: <strong>l’anticiclone alimenta il caldo, il caldo accumula energia nei bassi strati e questa energia favorisce lo sviluppo dei temporali di calore.</strong></p><p>E sì, anche questo è maltempo. Condizioni atmosferiche tanto stabili e, soprattutto, così calde per periodi molto prolungati non possono essere considerate una semplice fase estiva. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782132" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-bollente-su-tutta-italia-caldo-intenso-ma-anche-forti-temporali-in-arrivo-su-alpi-e-appennini.html" title="Weekend bollente su tutta Italia: caldo intenso, ma anche forti temporali in arrivo su Alpi e Appennini">Weekend bollente su tutta Italia: caldo intenso, ma anche forti temporali in arrivo su Alpi e Appennini</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-bollente-su-tutta-italia-caldo-intenso-ma-anche-forti-temporali-in-arrivo-su-alpi-e-appennini.html" title="Weekend bollente su tutta Italia: caldo intenso, ma anche forti temporali in arrivo su Alpi e Appennini"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fine-settimana-con-caldo-intenso-su-tutta-italia-con-fenomeni-di-instabilita-pomeridiana-su-arco-alpino-e-appennino-1785922848090_320.jpg" alt="Weekend bollente su tutta Italia: caldo intenso, ma anche forti temporali in arrivo su Alpi e Appennini"></a></article></aside><p><strong>Le temperature continuano a superare di 5-10°C la media climatologica del periodo 1991-2020</strong>, un riferimento che, peraltro, risulta già più caldo rispetto alle medie climatiche precedenti. Un dato che dovrebbe farci riflettere seriamente sulla direzione verso cui stiamo andando.</p><h2>Weekend caldo su tutta Italia, ma occhio ai soliti temporali</h2><p>Fatta questa doverosa premessa, <strong>le previsioni meteorologiche per il primo vero weekend di agosto non saranno molto diverse da quelle degli ultimi giorni</strong>. L’anticiclone di origine africana continuerà imperterrito a garantire tanto sole e condizioni ideali per trascorrere le giornate in riva al mare, possibilmente sotto l’ombrellone e adottando tutte le precauzioni necessarie. Il caldo, infatti, non solo resterà protagonista, ma si farà sentire in maniera ancora più intensa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-alessio-colella-avverte-il-maltempo-di-agosto-continuera-ancora-a-lungo-1786000861946.png" data-image="p9gz845te23f" alt="Italia &quot;rosso fuoco&quot; per il secondo weekend di agosto" title="Italia &quot;rosso fuoco&quot; per il secondo weekend di agosto"><figcaption>Le massime previste per domenica 9 agosto</figcaption></figure><p><strong>Le temperature massime supereranno abbondantemente i 30°C su tutta la Penisola, mentre in numerose regioni verrà oltrepassata con facilità anche la soglia dei 35°C.</strong> Entro domenica 9 agosto si potranno raggiungere circa 35°C a Milano e Verona, mentre valori compresi tra 36 e 37°C saranno possibili in Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia. Nel Lazio, localmente, le temperature potrebbero addirittura sfiorare i 40°C.</p><p>Molte città entreranno dunque in una situazione da bollino rosso. Il consiglio più importante rimane quello di <strong>seguire con attenzione gli avvisi e le allerte per il caldo emanati dalla Protezione Civile</strong>, limitando l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782133" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-preoccupata-i-modelli-non-vedono-ancora-la-fine-di-questa-ondata-di-calore.html" title="Margherita Erriu preoccupata: 'i modelli non vedono ancora la fine di questa ondata di calore'">Margherita Erriu preoccupata: "i modelli non vedono ancora la fine di questa ondata di calore"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-preoccupata-i-modelli-non-vedono-ancora-la-fine-di-questa-ondata-di-calore.html" title="Margherita Erriu preoccupata: 'i modelli non vedono ancora la fine di questa ondata di calore'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/temperature-roventi-e-temporali-in-arrivo-un-altro-fine-settimana-di-caldo-estremo-1785919620067_320.png" alt="Margherita Erriu preoccupata: 'i modelli non vedono ancora la fine di questa ondata di calore'"></a></article></aside><p>Anche l’elevata umidità avrà un ruolo determinante: soprattutto nelle aree urbane e nelle pianure, l’afa farà percepire temperature ancora più elevate rispetto a quelle realmente misurate.</p><p><strong>Il calore accumulato al suolo rappresenterà però il carburante ideale per i temporali pomeridiani. </strong>Le zone maggiormente esposte saranno ancora una volta le Alpi e le Prealpi, seguite dalla dorsale appenninica, con particolare attenzione ai settori centro-meridionali. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-alessio-colella-avverte-il-maltempo-di-agosto-continuera-ancora-a-lungo-1786000906160.png" data-image="ijvau7o5pmto" alt="Accumuli localmente importanti sull'Italia" title="Accumuli localmente importanti sull'Italia"><figcaption>Ancora forti temporali su Alpi, Prealpi e Appennini</figcaption></figure><p><strong>I temporali potranno svilupparsi improvvisamente e assumere localmente forte intensità, accompagnati da raffiche di vento, nubifragi e grandinate anche di medie dimensioni.</strong></p><p>Più energia è presente nei bassi strati, maggiore può essere l’esplosività delle celle temporalesche. I fenomeni dovrebbero concentrarsi prevalentemente sulle aree montuose e nelle zone immediatamente circostanti, ma non si può escludere un loro sconfinamento locale verso le pianure e, in alcuni casi, persino lungo le coste.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Infine, resta la parte più preoccupante dell’intero scenario: <strong>al momento i principali modelli meteorologici non intravedono ancora una vera conclusione di questa lunga fase calda</strong>. Le temperature potrebbero mantenersi superiori alle medie per buona parte di agosto, con la possibilità che questa situazione ci accompagni almeno fino al periodo di Ferragosto.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-alessio-colella-avverte-il-maltempo-di-agosto-continuera-ancora-a-lungo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il fenomeno El Niño sta tornando: "L'interruttore si sta azionando proprio ora" – ecco cosa ci aspetta in inverno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-fenomeno-el-nino-sta-tornando-l-interruttore-si-sta-azionando-proprio-ora-ecco-cosa-ci-aspetta-in-inverno.html</link><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nelle profondità dell'Oceano Pacifico, un enorme interruttore si sta attivando. Avrà un ruolo decisivo nel determinare il nostro inverno, ma la direzione in cui si sta muovendo sta causando notevoli conflitti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-kehrt-zuruck-der-schalter-kippt-gerade-das-erwartet-uns-im-winter-1785915068738.jpg" data-image="rtwgjonsy10i" alt="inverno." title="inverno."><figcaption>Come si evolverà l'inverno 2026/27 in Italia e in Europa?</figcaption></figure><p>Tutto ha inizio a migliaia di chilometri di distanza, nel mezzo dell'Oceano Pacifico, <strong>eppure potrebbe presto determinare se a gennaio dovrete indossare un cappotto pesante o solo una giacca leggera.</strong> Il mare al largo del Sud America sta cambiando rapidamente. Dove per mesi hanno dominato acque fredde, ora risalgono acque calde.</p><p>La causa ha un nome che molti conoscono, <strong>El Niño.</strong> Il fenomeno climatico sta tornando dopo una lunga pausa e gli esperti lo stanno monitorando attentamente. Perché quando questo gigante si risveglia, raramente rimane senza conseguenze per il resto del mondo.</p><h2>Un gigante si risveglia nell'Oceano Pacifico</h2><p><strong>Ora l'interruttore si sta spostando verso il "caldo".</strong> Questo è esattamente ciò che è El Niño: un riscaldamento diffuso dell'Oceano Pacifico che sconvolge completamente il delicato equilibrio tra pressione atmosferica, vento e correnti oceaniche. L'interruttore si sta spostando. E una volta azionato, gli effetti si propagano fino a noi.</p><h3><strong>Perché dovremmo preoccuparcene noi in Germania?</strong></h3><p>Cosa c'entra un mare caldo in Sud America con una giornata piovosa di novembre a Francoforte o Monaco? Molto più di quanto si possa pensare a prima vista. <strong>L'Oceano Pacifico è una sorta di pacemaker dei modelli meteorologici globali.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Quando la temperatura cambia lì, anche la corrente a getto – quella fascia di forti venti che spinge i nostri sistemi di alta e bassa pressione attraverso l'Atlantico – si sposta ad alta quota. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>El Niño</strong> muove i fili che, in definitiva, influenzano il nostro clima. <strong>«Solo che non è così diretto e brutale come in America», spiega il famoso meteorologo Dominik Jung</strong>. <strong>«In Europa, l'effetto è più attenuato, più complesso, ma è presente».</strong></p><h3><strong>Inverno mite o gelido?</strong></h3><p>Ed ecco la domanda che tutti si aspettavano: <strong>questo El Niño ci porterà un inverno mite o gelido? La risposta sincera è: è tutt'altro che deciso.</strong> In passato, gli inverni causati da El Niño nell'Europa centrale sono stati spesso piuttosto miti e variabili.</p><div class="texto-destacado">Ma "spesso" non significa "sempre". Ed è proprio qui che le cose si fanno interessanti, perché un singolo fattore avverso può cambiare completamente il quadro in un istante. </div><p>Chiunque prometta oggi una previsione invernale definitiva si sta comportando in modo irresponsabile. <strong>L'unica cosa certa da dire è: la rotta è ancora in fase di definizione, la destinazione è ancora da stabilire.</strong></p><h3><strong>Il fattore che può ribaltare tutto</strong></h3><p>Questo fattore avverso si trova in alto sopra il Polo Nord e si chiama vortice polare. Finché ruota in modo stabile e intenso, trattiene il freddo glaciale come un solido coperchio nell'estremo nord, e noi restiamo miti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-fenomeno-el-nino-sta-tornando-l-interruttore-si-sta-azionando-proprio-ora-ecco-cosa-ci-aspetta-in-inverno-1785964607251.png" data-image="7ixkhn4qpr8d" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>Quando la temperatura cambia lì, anche la corrente a getto – quella fascia di forti venti che spinge i nostri sistemi di alta e bassa pressione attraverso l'Atlantico – si sposta ad alta quota. El Niño muove i fili che, in definitiva, influenzano il nostro clima.</figcaption></figure><p>Ma questo coperchio può rompersi. Se si verifica un improvviso riscaldamento nella stratosfera nel pieno dell'inverno, <strong>l'aria artica può spostarsi rapidamente verso sud, trasformando un inverno mite in un'ondata di gelo intenso nel giro di pochi giorni.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782022" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine.html" title="Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine">Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine.html" title="Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine-1785853993205_320.jpg" alt="Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine"></a></article></aside><p>Attualmente, tra gli esperti si discute animatamente <strong>se El Niño tenda a favorire o ostacolare tale fenomeno.</strong> È un asso nella manica ancora da scoprire.</p><h2>Quello che devi assolutamente sapere ora</h2><p>Non c'è motivo di farsi prendere dal panico. Ma c'è motivo di prestare molta attenzione ora. Il Pacifico ha fatto il primo passo e le prossime settimane mostreranno quanto forte sarà in definitiva questo <strong>El Niño.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782135" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-conferma-el-nino-sta-raggiungendo-un-intensita-mai-vista-da-diversi-anni.html" title="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale conferma: 'El Niño sta raggiungendo un'intensità mai vista da diversi anni'">L'Organizzazione Meteorologica Mondiale conferma: "El Niño sta raggiungendo un'intensità mai vista da diversi anni"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-conferma-el-nino-sta-raggiungendo-un-intensita-mai-vista-da-diversi-anni.html" title="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale conferma: 'El Niño sta raggiungendo un'intensità mai vista da diversi anni'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-organizacion-meteorologica-mundial-confirma-el-nino-alcanza-una-fuerza-no-vista-en-anos-1785833605061_320.png" alt="L'Organizzazione Meteorologica Mondiale conferma: 'El Niño sta raggiungendo un'intensità mai vista da diversi anni'"></a></article></aside><p><strong>"Siamo a un bivio", afferma sinteticamente Dominik Jung. "L'interruttore è stato azionato: ora si sta decidendo il futuro".</strong> Una cosa è certa: chiunque voglia sapere cosa ci riserverà l'inverno <strong>dovrebbe tenere d'occhio il lontano Pacifico.</strong> Perché lì, e non proprio alle nostre porte, si sta prendendo una delle decisioni preliminari più cruciali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-fenomeno-el-nino-sta-tornando-l-interruttore-si-sta-azionando-proprio-ora-ecco-cosa-ci-aspetta-in-inverno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Po si svuota e la terra si sigilla: ecco perché le ultime ondate di calore stanno prosciugando il Nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-po-si-svuota-e-la-terra-si-sigilla-ecco-perche-le-ultime-ondate-di-calore-stanno-prosciugando-il-nord.html</link><pubDate>Thu, 06 Aug 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La siccità inizia a farsi davvero grave in diverse aree del Nord Italia, dove è stata dichiarata l'emergenza. Ecco le cause che stanno aggravando la crisi negli ultimi giorni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-po-si-svuota-e-la-terra-si-sigilla-ecco-perche-le-ultime-ondate-di-calore-stanno-prosciugando-il-nord-1785508875702.jpg" data-image="7lwq0sf3uhq4" alt="Magra del Po." title="Magra del Po."><figcaption>Quando le temperature superano costantemente le medie stagionali per settimane, i primi 40 centimetri di suolo perdono completamente la loro umidità residua. Questo inaridimento repentino crea un effetto a catena.</figcaption></figure><p>L'estate 2026 si sta configurando come <strong>una delle stagioni più drammatiche per il bilancio idrico del Nord Italia.</strong> La quarta, intensa ondata di calore consecutivo sta assestando il colpo di grazia alle riserve d'acqua residue, <strong>spingendo il fiume Po a livelli di magra storici e costringendo oltre 100 comuni a razionare la risorsa potabile.</strong></p><p>Un'analisi fisica dell'evento rivela che il vero motore del disastro non è solo l'assenza di pioggia, <strong>ma il meccanismo della forte evaporazione dei suoli innescato dalla persistenza del caldo e da temperature perennemente sopra le medie stagionali.</strong></p><h2><strong>Ben quattro ondate di calore eccezionali</strong></h2><p>L'anomalia principale di questa stagione non risiede solo nei picchi di temperatura isolati, <strong>ma nella continuità e nella persistenza dello stress termico.</strong> Le quattro ondate di calore consecutive hanno agito come una gigantesca pompa aspirante sul territorio, accelerando il fenomeno dell'evapotraspirazione.</p><div class="texto-destacado"><strong>Quando le temperature superano costantemente le medie stagionali per settimane, i primi 40 centimetri di suolo perdono completamente la loro umidità residua. Questo inaridimento repentino crea un effetto a catena.</strong></div><p>Il terreno si sigilla e la terra diventa secca, dura e impermeabile. In queste situazioni i brevi ma violenti temporali che interessano l’area prealpina e la Pianura Padana diventano totalmente inutili.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-po-si-svuota-e-la-terra-si-sigilla-ecco-perche-le-ultime-ondate-di-calore-stanno-prosciugando-il-nord-1785509031430.jpg" data-image="bmilus900bni" alt="Siccità." title="Siccità."><figcaption>La prima area riguarda il settore Alpino e Pedemontano, fra Piemonte e Valle d'Aosta, dove le sorgenti locali e i piccoli acquedotti montani e collinari sono i primi a risentire della siccità. </figcaption></figure><p>Quando si verificano l'acqua non riesce a penetrare nelle falde sotterranee, ma scorre via rapidamente in superficie, provocando danni e finendo direttamente nei corsi d'acqua verso il mare senza ricaricare le riserve.</p><h2><strong>Le aree più colpite dalla siccità</strong></h2><p>La crisi si distribuisce a macchia d'olio, <strong>ma l'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ha identificato settori specifici dove la severità idrica è passata al livello "alto".</strong></p><div class="texto-destacado">La prima area riguarda il settore Alpino e Pedemontano, fra Piemonte e Valle d'Aosta, <strong>dove le sorgenti locali e i piccoli acquedotti montani e collinari sono i primi a risentire della siccità.</strong></div><p>Sono oltre 80 i comuni piemontesi (concentrati soprattutto nelle province di Cuneo, Torino e Biella) in cui si è resa necessaria l'attivazione di autobotti per rifornire i serbatoi comunali. <strong>Mancando la copertura nevosa invernale, le sorgenti di d'alta quota si sono indebolite precocemente.</strong></p><h2><strong>La parte centrale della Pianura Padana</strong></h2><p>Fra bassa Lombardia ed Emilia, l'area di Cremona, Mantova e Piacenza soffre il minimo storico della portata del Po. <strong>Qui il problema investe l'agricoltura e le grandi idrovore, che non riescono più a pescare acqua dal letto del fiume ormai troppo basso.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-po-si-svuota-e-la-terra-si-sigilla-ecco-perche-le-ultime-ondate-di-calore-stanno-prosciugando-il-nord-1785509064926.jpg" data-image="vmt341oqa2ee" alt="Siccità." title="Siccità."><figcaption>In Lombardia sono circa 50 i comuni che applicano restrizioni severe o turnazioni nell'erogazione dell'acqua potabile. In Emilia-Romagna, gli invasi strategici come quelli di Mignano e Molato sono scesi a percentuali di riempimento drammatiche (rispettivamente sotto il 25% e il 16%).</figcaption></figure><p>In Lombardia sono circa 50 i comuni che applicano restrizioni severe o turnazioni nell'erogazione dell'acqua potabile. In Emilia-Romagna, gli invasi strategici come quelli di Mignano e Molato sono scesi a percentuali di riempimento drammatiche (rispettivamente sotto il 25% e il 16%).</p><h2><strong>Gravi problemi nell’area del Delta del Po</strong></h2><p>Nell’areale fra Rovigo e Ferrara, lungo la zona del grande Delta del Po, <strong>il fiume ormai non ha più la forza idraulica necessaria per contrastare la pressione del Mare Adriatico.</strong> Il cuneo salino (la risalita dell'acqua di mare) è penetrato per chilometri nell'entroterra. </p><p>Ciò minaccia direttamente i potabilizzatori costieri, <strong>come la centrale di Ponte Molo a Taglio di Po (Rovigo),</strong> mettendo a rischio l'erogazione di acqua dolce per migliaia di residenti e turisti nell'area del delta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781041" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-siccita-il-cambiamento-climatico-mette-in-crisi-persino-i-cammelli.html" title="Caldo estremo e siccità: il cambiamento climatico mette in crisi persino i cammelli">Caldo estremo e siccità: il cambiamento climatico mette in crisi persino i cammelli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-siccita-il-cambiamento-climatico-mette-in-crisi-persino-i-cammelli.html" title="Caldo estremo e siccità: il cambiamento climatico mette in crisi persino i cammelli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-estremo-e-siccita-il-cambiamento-climatico-mette-in-crisi-persino-i-cammelli-1785314845794_320.jpg" alt="Caldo estremo e siccità: il cambiamento climatico mette in crisi persino i cammelli"></a></article></aside><p>Quello del <strong>cuneo salino</strong> è un fenomeno che sta avvenendo con frequenza, intensità e durata sempre maggiori rispetto al passato. Un tempo considerato <strong>un evento eccezionale o limitato</strong> agli ultimi giorni di agosto, a causa dei cambiamenti climatici <strong>è diventato una minaccia strutturale e ricorrente per i territori costieri e i delta fluviali.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-po-si-svuota-e-la-terra-si-sigilla-ecco-perche-le-ultime-ondate-di-calore-stanno-prosciugando-il-nord.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le Alpi stanno morendo: queste sono le conseguenze irreversibili delle ondate di calore sui loro ghiacciai]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Le ondate di caldo innalzano lo zero termico anche oltre 5000 metri, ghiacciai in crisi su tutto l’arco Alpino. Allarme fusione precoce in Svizzera, come è la situazione nel ghiacciai del settore Italiano?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai-1785416117363.jpeg" data-image="hdnqwri8ibf4"><figcaption>Il Ghiacciaio del Presena, al Passo del Tonale. Fino a non molti anni fa si pratica sci estivo, ora si cerca di salvare il salvabile anche per l'inverno, per poter anticipare la stagione al tardo autunno, tramite l'impiego di teli geotessili.</figcaption></figure><p>L’estate 2026 ha <strong>colpito duramente i ghiacciai Alpini, </strong>le ripetute ondate di caldo hanno purtroppo causato già da settimane l’<strong>anticipata ablazione della fronte di molti apparati glaciali</strong>. </p><p>Complice la poca neve invernale, <strong>l’alta quota di zero termico ha fuso in anticipo il manto nevoso</strong> portando allo scoperto le masse di ghiaccio. Ora <strong>la situazione è particolarmente critica su tutte le Alpi</strong>, non solo italiane. Facciamo il punto di quello che sta succedendo e delle possibili conseguenze.</p><h2>Lo zero termico</h2><p>Nell’ondata calda in corso, <strong>tra lunedì 27 e martedì 28 luglio lo zero termico ha raggiunto valori record</strong> addirittura di <strong>5200-5300 m tra Francia e Spagna, 5100 m sulle Alpi marittime, 4950-5000 m sulle Alpi Valdostane</strong>. </p><div class="texto-destacado">Il 30 luglio la radiosonda di Bologna ha trovato zero gradi a 4850 m, 4700 m quella di Novara, 4600 m sulla verticale di Udine. </div><p>Il 28 luglio <strong>sul Monte Bianco</strong> in una stazione meteo a 4750 m di quot<strong>a la temperatura è rimasta positiva fino a quasi 4.800 m per 16 ore</strong>, mentre a Capanna Margherita sul Monte Rosa, 4554 m, la temperatura era di +2.7°C. </p><h2>Scomparsa neve invernale in anticipato</h2><p>In Svizzera viene monitorato il “<strong>Glacier Loss Day</strong>”, il giorno in cui i ghiacciai perdono la riserva di neve accumulata nell’inverno. Da questo giorno, a fondere non è più la neve invernale ma il ghiaccio antico. Quest’anno <strong>il Glacier Loss Day è arrivato attorno al 26 giugno, tre mesi in anticipo</strong> sulla climatologia. Nella valle del Rodano è andato via un metro di ghiaccio in 10 giorni. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai-1785416295526.png" data-image="pekpp1uvgitd"><figcaption>Lo zero termico nella mappa ECMWF del 30 luglio 2026. Le ondate di caldo, per meccanismi dinamici, iniziano prima col caldo in alta quota.</figcaption></figure><p>Situazione critica anche in Austria,<strong> il ghiacciaio Stubai ha perso una quota significativa di massa negli ultimi anni</strong>. <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/coprire-ghiacciai-alpi-contro-scioglimento-clima-greenwashing-danni-ambiente.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Non bastano i teli geotessili,</a> ora per mettere in sicurezza il turismo e lo sci, non solo estivo ormai a fine vita ma anche invernale, si stanno valutando<strong> impattanti azioni per spostare i piloni di impianti</strong> di risalita. </p><p>In Italia, secondo la Società Meteorologica Italiana che da decenni monitora il <strong>Ghiacciaio Ciardoney sul Gran Paradiso, la neve sul ghiacciaio è scomparsa il 9 giugno 2026, con 28 giorni di anticipo</strong> rispetto alla data tipica (7 luglio) del periodo 2013-2025. <br> </p><h2>Il caso della Marmolada</h2><p>La più alta vetta delle Dolomiti fino a inizio XX secolo ospitava perfino lo sci estivo, ora <strong>il ghiacciaio è ridotto alle zone di alta quota, senza più neve invernale giù da inizio giugno, col ghiaccio di colore nero</strong> per detriti e deposito. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674105" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ghiacciaio-della-marmolada-il-gigante-bianco-delle-dolomiti-e-in-coma-irreversibile.html" title="Ghiacciaio della Marmolada, il gigante bianco delle Dolomiti è in coma irreversibile ">Ghiacciaio della Marmolada, il gigante bianco delle Dolomiti è in coma irreversibile </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ghiacciaio-della-marmolada-il-gigante-bianco-delle-dolomiti-e-in-coma-irreversibile.html" title="Ghiacciaio della Marmolada, il gigante bianco delle Dolomiti è in coma irreversibile "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ghiacciaio-della-marmolada-il-gigante-bianco-delle-dolomiti-e-in-coma-irreversibile-1726233428715_320.jpg" alt="Ghiacciaio della Marmolada, il gigante bianco delle Dolomiti è in coma irreversibile "></a></article></aside><p>A sottolinearlo Flavio Tolin, appassionato meteo e promotore del sito e progetto <a href="http://www.marmoladameteo.it">www.marmoladameteo.it</a> . Dai suoi preziosi dati <strong>nell’estate 2026 il giorno più freddo è stato l’11 giugno, Tmin -7,9°C</strong>, poi però con le ondate di caldo si sono susseguiti numerosi giorni molto caldi. A quella quota, <strong>10°C sono tanti, e sono stati superati in ben 16 giornate fino al 30 luglio</strong>. Il giorno più caldo è il 25 giugno, con massima di +12.9°C.</p><div class="texto-destacado">A peggiorare la situazione del ghiacciaio, frequenti ruscellamenti e cascate d’acqua di fusione rendono insiduoso affrontare questa via per raggiungere il rifugio di Punta Penia. <br></div><p>Le perturbazioni hanno portato temporali intensi con pioggia spesso anche sulla cima, a tratti con grandinate.<strong> Qualche breve nevicata comunque ha a tratti quanto meno abbellito le immagini </strong>diffuse nei social da alpinisti e gestori del rifugio Capanna Punta Penia. </p><h2>Impatti e rischi: non solo per l’alpinismo e sci</h2><p>Numerosi in questa estate i crolli di roccia e ghiaccio in varie zone delle Alpi, per fortuna senza alpinisti coinvolti. Lo scorso 29 giugno sono diventati virali le <strong>immagini di cascate d’acqua sulla vetta del Cervino</strong>, riprese da <strong>Harry Lauber, </strong>78 anni, guida alpina di Zermatt che conosce bene e da sempre quella montagna. </p><p><strong>Era pioggia, a oltre 4000 m di quota. </strong>“La foto l’ho scattata da casa mia verso le sei di sera del 25 giugno", ha dichiarato alla RSI la Radiotv svizzera. “A Zermatt sono cadute soltanto poche gocce di pioggia, ma sulla cima del Cervino si è sviluppato un temporale”.<strong> Solitamente a quelle quote dovrebbe essere neve. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai-1785416563121.JPG" data-image="u3e5zdw5lj8q"><figcaption>Il Ghiacciaio Pasterze, nel gruppo del Grossglockner, in Austria. Cartelli indicano dove si trovava nel tempo, ormai il ghiaccio è ai limiti del collasso. Foto Luca Lombroso, 2019</figcaption></figure><p>La rapida fusione dei ghiacciai aumenta temporaneamente l’acqua nei torrenti, ma quando poi il ghiacciaio scompare, l’apporto viene a mancare.<strong> Si possono anche formare laghi, canali e sacche d'acqua</strong> all'interno e alla base del ghiaccio. <br><strong>Il loro collasso può provocare rotture improvvise</strong>, con alluvioni, colate detritiche o crolli di ghiaccio.</p><div class="texto-destacado">Dal 31 luglio il comprensorio Cervinia - Zermatt ha sospeso lo sci estivo sul ghiacciaio del Plateax Rosà. Troppo pericolose le condizioni del ghiacciaio, come ha sottolineato la campionessa Federica Brignone in un video postato con il la musica di Titanic come sottofondo. Un modo per dire, senza bisogno di parole, che anche le nostre montagne stanno affondando.</div><p>Per questo il monitoraggio continuo dei ghiacciai è essenziale per prevenire rischi sempre maggiori in un clima che si riscalda.</p><h2>Oltre il punto di non ritorno?</h2><p>Anche nei migliori e più ottimistici scenari di mitigazione, <strong>i ghiacciai alpini hanno un destino segnato</strong>, anche a breve termine, entro pochi decenni. Inutile dare scadenze fisse, che possono essere facilmente smentite dai fatti, poco cambia se sarà 2040, 50 o 60.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="424492" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/alpi-zero-termico-troppo-alto-significato-marmolada.html" title="Alpi, zero termico troppo alto: cosa significa?">Alpi, zero termico troppo alto: cosa significa?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/alpi-zero-termico-troppo-alto-significato-marmolada.html" title="Alpi, zero termico troppo alto: cosa significa?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alpi-zero-termico-troppo-alto-cosa-significa-marmolada-1656966924838_320.jpg" alt="Alpi, zero termico troppo alto: cosa significa?"></a></article></aside><p>Quel che possiamo fare, a parte mitigazione e adattamento, è <strong>tenerne memoria con fotografie e portando a vederli i giovani e i ragazz</strong>i. Questo spettacolo della natura non sarà più a loro disposizione da adulti, ma potranno almeno raccontarlo alle future generazioni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scoperto un cratere sottomarino di 100 metri al largo di Panarea: nuovi camini idrotermali e cosa cambia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Panarea fa parte dell’arcipelago delle Eolie, un’area vulcanicamente attiva. L’isola stessa è la punta emersa di un grande edificio vulcanico sottomarino. Il sistema idrotermale che la circonda è tra i più grandi del Mediterraneo. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia-1785938798979.jpg" data-image="a5b9o41uxx6n" alt="Camini idrotermali." title="Camini idrotermali."><figcaption>Le strutture ricordano quelle della “Smoking Land”, scoperta nel 2015 vicino all’isolotto di Basiluzzo. </figcaption></figure><p>Le isole Eolie non smettono mai di stupire. Nei giorni scorsi, un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e della Stazione Zoologica Anton Dohrn, ha annunciato la scoperta di <strong>un grande cratere sottomarino, lungo circa 100 metri e largo 60,</strong> insieme a nuovi camini di origine idrotermale. </p><p>La struttura si trova a circa un miglio nautico a nord-est dell’isola di Panarea, a una profondità compresa tra i 60 e gli 80 metri. </p><h2><strong>Le indagini condotte da un robot subacqueo</strong></h2><p>Le indagini, <strong>condotte anche con un robot subacqueo (ROV),</strong> hanno mostrato un’intensa attività di degassamento, caratterizzata da bolle di gas che escono sia dalle pareti del cratere sia dal fondo, e camini idrotermali con emissioni recenti e un flusso di gas elevato. </p><p>Le strutture ricordano quelle della <strong>“Smoking Land”,</strong> scoperta nel 2015 vicino <strong>all’isolotto di Basiluzzo.</strong> Secondo gli scienziati Antonino Torre, <strong>Agostino Semprebello</strong> e <strong>Alessandro Gattuso,</strong> questa nuova area suggerisce che il sistema idrotermale sottomarino di Panarea sia più esteso di quanto si pensasse finora. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia-1785938846100.jpg" data-image="t6rocx3pqrb4" alt="Isole Eolie." title="Isole Eolie."><figcaption>Panarea fa parte dell’arcipelago delle Eolie, un’area vulcanicamente attiva. L’isola stessa è la punta emersa di un grande edificio vulcanico sottomarino. Il sistema idrotermale che la circonda è tra i più intensi del Mediterraneo. </figcaption></figure><p>Si aprono quindi nuove prospettive per lo studio dell’attività del complesso vulcanico e del suo impatto sull’ecosistema marino, e soprattutto per aggiornare gli scenari di pericolosità.</p><h2><strong>Perché questa scoperta conta?</strong></h2><p>Panarea fa parte dell’arcipelago delle Eolie, un’area vulcanicamente attiva. L’isola stessa è la punta emersa di un grande edificio vulcanico sottomarino. Il sistema idrotermale che la circonda è tra i più intensi del Mediterraneo. </p><div class="texto-destacado">Fluidi caldi e gas (soprattutto anidride carbonica, con tracce di idrogeno solforato) salgono dal sottosuolo e vengono rilasciati attraverso il fondale. Non si tratta di un vulcano in eruzione continua come Stromboli, <strong>ma di un sistema “vivo” che emette gas e può, in determinate condizioni, dare luogo a fenomeni improvvisi.</strong></div><p>La nuova area, con il suo cratere di dimensioni ragguardevoli e i camini attivi, <strong>indica che l’energia e la dinamica del sistema sono ancora da comprendere a fondo.</strong> Questo non significa un’eruzione imminente, ma richiede un monitoraggio più attento e un aggiornamento delle mappe di rischio.</p><h2><strong>I rischi legati a questa attività</strong></h2><p>In tale contesto <strong>gas ricchi di CO₂</strong> vengono rilasciati costantemente. Nella maggior parte dei casi il rischio è basso, ma non assente. In zone poco profonde o in presenza di scarsa circolazione dell’acqua, <strong>i gas possono creare condizioni anossiche pericolose per la vita marina e, se raggiungono la superficie in quantit</strong><strong>à</strong><strong> elevate, possono creare disagi o rischi per chi si trova in barca o a nuoto.</strong> In passato si sono verificati episodi di soffocamento di organismi marini su aree anche ampie.</p><h3><strong>Esplosioni di gas (gas burst) </strong></h3><p>Questo è lo scenario più rilevante e quello che ha già mostrato i suoi effetti. Nel novembre 2002, al largo di Panarea, <strong>si verificò un’improvvisa e intensa emissione di gas che aprì un cratere e rilasciò enormi quantità di CO</strong><strong>₂</strong><strong> (ordini di grandezza superiori al normale).</strong> L’acqua circostante divenne anossica, <strong>uccidendo la vita marina su un’ampia zona.</strong> Nubi di gas tossici potevano formarsi in superficie, specialmente in condizioni di scarsa ventilazione. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia-1785939217499.jpg" data-image="ooirn79bzn01" alt="Camino idrotermale." title="Camino idrotermale."><figcaption>Questo è lo scenario più rilevante e quello che ha già mostrato i suoi effetti. Nel novembre 2002, al largo di Panarea, si verificò un’improvvisa e intensa emissione di gas che aprì un cratere e rilasciò enormi quantità di CO₂ (ordini di grandezza superiori al normale).</figcaption></figure><p>Studi successivi hanno mostrato che sul fondale ci sono centinaia di crateri di dimensioni variabili, <strong>segno che eventi simili si sono ripetuti nel tempo.</strong> La probabilità di una nuova esplosione è considerata alta, <strong>con una frequenza stimata intorno a un evento ogni 65-70 anni in media.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>I rischi principali sono nubi di gas (CO</strong><strong>₂</strong><strong> e H</strong><strong>₂</strong><strong>S) potenzialmente letali per persone su barche o a terra se trasportate dal vento, e possibili piccole onde di tsunami locali.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Non da poco è pure l’impatto che queste attività potrebbero avere sull’ecosistema. La nuova area scoperta, con un cratere già ampio e attività intensa, rientra in questo contesto di possibili fenomeni improvvisi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="498431" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-antico-vulcano-sottomarino-ormai-spento-per-immagazzinare-enormi-quantita-di-co.html" title="Un antico vulcano sottomarino ormai spento potrebbe immagazzinare enormi quantità di CO2">Un antico vulcano sottomarino ormai spento potrebbe immagazzinare enormi quantità di CO2</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-antico-vulcano-sottomarino-ormai-spento-per-immagazzinare-enormi-quantita-di-co.html" title="Un antico vulcano sottomarino ormai spento potrebbe immagazzinare enormi quantità di CO2"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-antico-vulcano-sottomarino-ormai-spento-per-immagazzinare-enormi-quantita-di-co-1685003947508_320.jpg" alt="Un antico vulcano sottomarino ormai spento potrebbe immagazzinare enormi quantità di CO2"></a></article></aside><p>Altri rischi collaterali riguardano la stabilità del fondale (possibili frane sottomarine), l’alterazione chimica dell’acqua (acidificazione locale) e, in caso di eventi maggiori, pericoli per la navigazione e per il turismo, settore fondamentale per le Eolie.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scoperto-un-cratere-sottomarino-di-100-metri-al-largo-di-panarea-nuovi-camini-idrotermali-e-cosa-cambia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Estate al mare, ma on the road: le 5 strade costiere più belle d'Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/estate-on-the-road-le-5-strade-costiere-piu-belle-d-europa.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Tramonti sul mare e tornanti a strapiombo sulle scogliere: le strade panoramiche che si affacciano sul mare sono le più spettacolari. Ecco 5 itinerari da scegliere per scoprire le strade costiere da non perdere in Europa</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/estate-on-the-road-le-5-strade-costiere-piu-belle-d-europa-1785440079696.jpg" data-image="fegnaqtwzhgm" alt="Strade costiere Europa" title="Strade costiere Europa"><figcaption>La strada che segue la linea di costa del sud-est dell'Irlanda è una delle più spettacolari al mondo</figcaption></figure><p>Un viaggio on the road, lungo le strade costiere, è uno dei modi più belli per trascorrere l’estate. Tra i colori del mare e del cielo lunghe lingue di asfalto collegano <strong>borghi, città e spiagge</strong>, ma soprattutto offrono panorami che tolgono il fiato.</p><div class="texto-destacado">Al livello del mare, o scavate su ripide pareti di roccia, le strade costiere sono perfette da percorrere in auto, moto o bici purché ci si ritagli sempre un po’ di tempo per fermarsi e godere delle più spettacolari vedute d’Europa.</div><p>Ecco quali sono le 5 strade costiere più belle da percorrere in estate.</p><h2>5. Jadranska Magistrala </h2><p><strong>Jadranska Magistrala </strong>è la D8, nota anche come <strong>Strada Maestra Adriatica</strong> e si trova in <strong>Croazia</strong>. </p><p>Da <strong>Fiume </strong>a <strong>Dubrovnik</strong>, lungo i suoi 640 km, questa strada è un susseguirsi infinito di panorami spettacolari sul mare, con le <strong>Alpi Dinarich </strong>a fare da quinta sul versante opposto. Il <strong>clima mite</strong> della Croazia, inoltre, rende questo itinerario imperdibile quasi in ogni mese dell’anno. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estate-on-the-road-le-5-strade-costiere-piu-belle-d-europa-1785440151748.jpg" data-image="sxcgoclm92px" alt="Strade costiere" title="Strade costiere"><figcaption>Un tratto della Strada Maestra Adriatica, in Croazia</figcaption></figure><p>In estate, poi, questa è la strada che collega alcune delle maggiori destinazioni di vacanza del paese, come Zara e Spalato<strong>. </strong>Al confine con il Montenegro, la D8 prosegue verso sud, raggiungendo anche gli splendidi scenari delle <strong>Bocche di Kotor</strong>.</p><p>La parte più bella del percorso è generalmente considerata quella più meridionale, dalla <strong>Riviera di Makarska </strong>fino a <strong>Dubrovnik. </strong>Ad ogi modo<strong> </strong>la Strada Maestra Adriatica, attraversando vigne e siti UNESCO e guardando le milleduecento isole croate, è uno spettacolo dal primo all’ultimo chilometro.</p><h2>4. La Strada dai Mille Tornanti</h2><p>Con oltre ottomila chilometri totali di costa, in Spagna le strade panoramiche affacciate sul mare non mancano di certo, ma una delle più iconiche in assoluto è la GI-682, anche nota come Strada dai Mille Tornanti, che unisce <strong>Sant Feliu de Guixols a Blanes</strong> in <strong>Catalogna</strong>. </p><p>La parte più spettacolare è quella tra <strong>Sant Feliu e Tossa de Mar</strong>, dove non c’è un solo rettilineo per i circa 20 Km del tragitto, ma il mare della <strong>Costa Brava</strong> è praticamente sempre in vista.</p><p>Veti chilometri sono troppo pochi? Allora vale la pena guidare per una cinquantina di minuti ancora fino a Barcellona dove ci sono gli imbarchi per l’isola di Maiorca. Qui, tra scenari naturali impareggiabili, si trova la <strong>Carretera de Sa Calobra</strong>, un’altra gemma della Spagna per i viaggi on the road.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762983" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli.html" title="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli">5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli.html" title="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli-1775727087390_320.jpg" alt="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli"></a></article></aside><p>Con i suoi intricati tornanti scavati nella roccia nel XIX secolo e senza ausilio di macchinari, questa leggendaria strada scende a picco dai monti di Tramuntana fino al mare, tra burroni, curve che si ripiegano su sé stesse e dislivelli impossibili. </p><h2>3. Costiera Amalfitana </h2><p>Un altro dei luoghi più iconici del mondo per quanto riguarda i viaggi on the road è la strada che attraversa tutta la Costiera Amalfitana. Quaranta chilometri a <strong>strapiombo </strong>sul Mediterraneo e pittoreschi, famosi borghi come Amalfi e Positano, fanno di questa strada costiera una meta da non perdere. </p><p>Tra la <strong>Penisola Sorrentina e il Golfo di Salerno</strong>, la SS 163 Amalfitana è considerata anche la strada più bella d’Italia, e se le sue strette curve tra i 100 e 135 metri sul livello del mare offrono qualche brivido in più, i paesaggi e i borghi patrimonio UNESCO compensano di ogni fatica. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="731770" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/curve-a-picco-sul-mare-e-tornanti-tra-le-nuvole-la-strada-piu-spettacolare-d-italia-che-non-e-la-costiera-amalfitana.html" title="Curve a picco sul mare e tornanti tra le nuvole: la strada più spettacolare d'Italia che non è la Costiera Amalfitana">Curve a picco sul mare e tornanti tra le nuvole: la strada più spettacolare d'Italia che non è la Costiera Amalfitana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/curve-a-picco-sul-mare-e-tornanti-tra-le-nuvole-la-strada-piu-spettacolare-d-italia-che-non-e-la-costiera-amalfitana.html" title="Curve a picco sul mare e tornanti tra le nuvole: la strada più spettacolare d'Italia che non è la Costiera Amalfitana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/curve-a-picco-sul-mare-e-tornanti-tra-le-nuvole-la-strada-piu-spettacolare-d-italia-che-non-e-la-costiera-amalfitana-1759087809638_320.jpg" alt="Curve a picco sul mare e tornanti tra le nuvole: la strada più spettacolare d'Italia che non è la Costiera Amalfitana"></a></article></aside><p>Anche questa è una strada da percorrere tutto l’anno. Le temperature del sud Italia rendono possibile e piacevole fare il bagno da metà primavera fino all’inizio dell’autunno, mentre nel resto dell’anno quando l’aria si fa più limpida, i colori diventano più <strong>vividi </strong>rendendo il panorama sul mare persino più straordinario.</p><h2><br>2. Wild Atlantic Way </h2><p>Lasciamo ora il Mediterraneo per spostarci decisamente più a nord, su una delle strade costiere più scenografiche d’Europa e non solo. La Wild Atlantic Way si trova in <strong>Irlanda </strong>ed è uno degli itinerari più imperdibili del paese. </p><p>Con i suoi 2600 Km di assoluta bellezza, la strada collega <strong>Cork a Derry</strong> tra alte scogliere battute dal vento, prati sterminati dove pascolano le pecore e caratteristici <strong>borghi </strong>sul mare, passando per castelli, chiese rurali e qualche città un po' più grande. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775556" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-trend-dell-estate-2026-e-viaggiare-di-notte-in-treno-ecco-perche-sempre-piu-persone-fanno-questa-scelta.html" title="Il trend dell’estate 2026 è viaggiare di notte in treno: ecco perché sempre più persone fanno questa scelta">Il trend dell’estate 2026 è viaggiare di notte in treno: ecco perché sempre più persone fanno questa scelta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-trend-dell-estate-2026-e-viaggiare-di-notte-in-treno-ecco-perche-sempre-piu-persone-fanno-questa-scelta.html" title="Il trend dell’estate 2026 è viaggiare di notte in treno: ecco perché sempre più persone fanno questa scelta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-trend-dell-estate-2026-e-viaggiare-di-notte-in-treno-ecco-perche-sempre-piu-persone-fanno-questa-scelta-1782393850461_320.jpg" alt="Il trend dell’estate 2026 è viaggiare di notte in treno: ecco perché sempre più persone fanno questa scelta"></a></article></aside><p>I luoghi iconici attraversati da questa strada sono un’infinità. Tra questi, ad esempio, la <strong>baia di Donegal</strong>, il <strong>Connemara</strong>, la penisola di <strong>Dingle</strong>. </p><p>La Wild Atlantic Way, inoltre, si sovrappone per un tratto ad un’altra straordinaria strada dell’Irlanda, il <strong>Ring of Kerry</strong>, che inizia e finisce a <strong>Killarney </strong>e ha una lunghezza di 179 Km, tra incredibili paesaggi che si affacciano sull’oceano.</p><h2>1. Atlanterhavsvegen </h2><p>Questa strada dal nome difficile da pronunciare, nota anche come la <strong>Strada Atlantica Norvegese</strong> è generalmente riconosciuta come la più bella strada costiera d’Europa. Che sia la più bella in assoluto o meno, rimane comunque una strada che attraversa paesaggi indimenticabili, “saltando” da un’isola all’altra grazie a dei <strong>ponti </strong>che danno la sensazione di guidare direttamente sull’acqua.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/estate-on-the-road-le-5-strade-costiere-piu-belle-d-europa-1785440194935.jpg" data-image="lwixrl6rdgjv" alt="Strada costiera Norvegia" title="Strada costiera Norvegia"><figcaption>L'Atlanterhavsvegen vista dall'alto, con i ponti che collegano le isole della costa norvegese</figcaption></figure><p>La Strada Atlantica Norvegese collega <strong>Kårvåg </strong>al piccolo villaggio costiero di <strong>Bud</strong>. Il primo tratto è quello più famoso, reso noto anche da cinema e spot pubblicitari per l’alto valore paesaggistico, ed è quello dove gli <strong>otto ponti</strong> sull’Oceano Atlantico permettono di muoversi fra le isole. Tra di essi, il più famoso e quello che più di tutti ha reso celebre questa strada, è <strong>Storseisundet Bridge</strong>. </p><p>Dopo, però, il viaggio continua alternando tratti che attraversano i <strong>boschi </strong>a tratti che corrono lungo la costa, accanto a <strong>spiagge </strong>frequentate da uccelli marini o piccoli villaggi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677716" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mistero-delle-luci-di-hessdalen-gli-strani-fenomeni-luminosi-che-appaiono-in-questo-angolo-di-norvegia.html" title="Il mistero delle luci di Hessdalen, gli strani fenomeni luminosi che appaiono in questo angolo di Norvegia">Il mistero delle luci di Hessdalen, gli strani fenomeni luminosi che appaiono in questo angolo di Norvegia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mistero-delle-luci-di-hessdalen-gli-strani-fenomeni-luminosi-che-appaiono-in-questo-angolo-di-norvegia.html" title="Il mistero delle luci di Hessdalen, gli strani fenomeni luminosi che appaiono in questo angolo di Norvegia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-mistero-delle-luci-di-hessdalen-gli-strani-fenomeni-luminosi-che-appaiono-in-questo-angolo-di-norvegia-1728469494766_320.jpg" alt="Il mistero delle luci di Hessdalen, gli strani fenomeni luminosi che appaiono in questo angolo di Norvegia"></a></article></aside><p>L’Atlanterhavsvegen è percorribile tutto l’anno, ma in <strong>estate </strong>le lunghe ore di luce e il clima più mite unito al mare generalmente più calmo rendono il viaggio più godibile. </p><p>In <strong>inverno </strong>il vento forte e le onde che si infrangono sulla costa con straordinaria forza possono rendere la guida più difficile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/estate-on-the-road-le-5-strade-costiere-piu-belle-d-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Weekend bollente su tutta Italia: caldo intenso, ma anche forti temporali in arrivo su Alpi e Appennini]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-bollente-su-tutta-italia-caldo-intenso-ma-anche-forti-temporali-in-arrivo-su-alpi-e-appennini.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'ondata di caldo africano continuerà a dominare l'Italia anche nei prossimi giorni, con sole prevalente e temperature ben sopra la media. Tuttavia, deboli infiltrazioni fresche in quota potranno ancora innescare locali temporali pomeridiani su Alpi e Appennino.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xav1pc2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xav1pc2.jpg" id="xav1pc2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'attuale situazione su scala continentale vede la <strong>persistenza di una vasta e poderosa struttura anticiclonica di matrice subtropicale africana</strong>, che continua ad abbracciare gran parte del bacino del Mediterraneo e dell'Europa centro-meridionale. </p><p>Questa ennesima espansione del promontorio anticiclonico nordafricano continua a mantenere le <strong>temperature ben al di sopra delle medie climatologiche del period</strong>o, prolungando questa quarta,<strong> intensa ondata di calore</strong>, segnata anche da <strong>tassi di umidità elevati </strong>che producono<strong> condizioni di afa </strong>spesso marcata. Nonostante il dominio dell'alta pressione,<strong> il margine settentrionale della cupola anticiclonica</strong>, specie alle quote superiori, viene<strong> eroso parzialmente da deboli infiltrazioni di aria più fresca ed instabile di origine atlantica.</strong> </p><p>L'interazione tra questo <strong>flusso più fresco in quota </strong>e il <strong>forte riscaldamento</strong> presente <strong>al suolo</strong>, soprattutto durante le ore diurne, è in grado di favorire l'innesco di <strong>fenomeni di instabilità pomeridiana</strong>, concentrata in prevalenza <strong>a ridosso dei rilievi alpini e lungo la dorsale appenninica centro-settentrionale</strong>, con locali sconfinamenti anche verso le pianure adiacenti (specie nei prossimi giorni).</p><h2>Venerdì 7 agosto con infiltrazioni più fresche e temporali sui rilievi</h2><p>Nella giornata di venerdì, il quadro meteorologico sulla Penisola rimarrà in prevalenza improntato alla stabilità, <strong>soleggiato e con un caldo sempre molto intenso da Nord a Sud.</strong> Le pianure e le fasce costiere vedranno un ampio soleggiamento per gran parte della giornata. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782022" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine.html" title="Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine">Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine.html" title="Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine-1785853993205_320.jpg" alt="Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine"></a></article></aside><p>Discorso diverso sui<strong> rilievi centrosettentrionali </strong>dove,<strong> tra il primo pomeriggio e la tarda serata</strong>, si assisterà allo sviluppo di<strong> cumuli ad evoluzione diurna</strong>, causati dall'interazione tra gli spifferi freschi in quota e l'aria calda in sollevamento dai bassi strati. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fine-settimana-con-caldo-intenso-su-tutta-italia-con-fenomeni-di-instabilita-pomeridiana-su-arco-alpino-e-appennino-1785922804855.jpg" data-image="vp22lqe3ble6"></figure><p>In particolare <strong>rovesci e temporali </strong>potranno ancora interessare <strong>l'arco alpino e le Prealpi</strong>. Fenomeni <strong>occasionali e più isolati</strong> potranno interessare anche <strong>l'Appennino centro-settentrionale</strong>.<sup></sup> Le temperature non subiranno variazioni di rilievo, confermandosi <strong>superiori alle medie di circa 3-5 °C </strong>(ricordiamo che stiamo parlando delle medie di riferimento statisticamente più elevate di tutto l'anno).</p><h2>Per sabato 8 agosto, ancora caldo intenso e instabilità pomeridiana</h2><p>Per sabato 8 agosto l'impianto generale rimarrà sostanzialmente invariato. Il<strong> sole</strong> resterà il <strong>protagonista</strong> principale sulla maggior parte del territorio italiano, <strong>soprattutto lungo i litorali e sulle pianure del Centro-Sud e delle Isole Maggiori</strong>, con g<strong>ran caldo e condizioni di afa</strong>, che si faranno sentire specialmente nei centri urbani e nelle aree interne.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fine-settimana-con-caldo-intenso-su-tutta-italia-con-fenomeni-di-instabilita-pomeridiana-su-arco-alpino-e-appennino-1785922848090.jpg" data-image="7sk3co7h7khg"><figcaption>È evidenziato nella mappa. Per le ore pomeridiane di domenica, le temperature rimarranno molte elevate su tutta la penisola e proprio domenica si assisterà ad un lieve calo al Nord e lungo il versante adriatico, con un calo che sarà quasi trascurabile. ECMWF- MeteoRed</figcaption></figure><p>A partire dalle ore centrali della giornata assisteremo a un nuovo sviluppo di <strong>nubi (cumulonembi) sulle Alpi e lungo la dorsale appenninica</strong>. Saranno <strong>possibili temporali pomeridiani sparsi</strong> e, in genere,<strong> di breve durata</strong>, che in qualche caso isolato <strong>potrebbero sconfinare verso le zone pedemontane o sulle pianure adiacenti del Nord-Ovest. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781982" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-fino-a-ferragosto-in-italia-tendenza-meteo-a-10-giorni.html" title="Caldo fino a Ferragosto in Italia? Tendenza meteo a 10 giorni">Caldo fino a Ferragosto in Italia? Tendenza meteo a 10 giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-fino-a-ferragosto-in-italia-tendenza-meteo-a-10-giorni.html" title="Caldo fino a Ferragosto in Italia? Tendenza meteo a 10 giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-tendenza-aggiornata-per-ferragosto-secondo-le-esemble-1785843087146_320.jpg" alt="Caldo fino a Ferragosto in Italia? Tendenza meteo a 10 giorni"></a></article></aside><p>Come accennato, le temperature rimarranno elevate, con <strong>massime che toccheranno o supereranno i 35-37°C nelle zone interne pianeggianti del Centro-Sud</strong> (localmente anche superiori).</p><h2>Domenica 9: il fine settimana si chiude all'insegna del sole</h2><p>La giornata di domenica vedrà il <strong>consolidamento del campo di alta pressione</strong>, in grado di garantire una <strong>giornata ampiamente soleggiata su gran parte d'Italia</strong>. Il <strong>caldo </strong>si manterrà <strong>opprimente</strong>, anche se si potrà registrare un<strong> lievissimo e temporaneo ridimensionamento di 1 o 2°C su alcuni settori adriatici e del Nord,</strong> una variazione che sarà difficilmente percepita e che sarà praticamente <strong>trascurabile</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fine-settimana-con-caldo-intenso-su-tutta-italia-con-fenomeni-di-instabilita-pomeridiana-su-arco-alpino-e-appennino-1785923001213.jpg" data-image="x9di91g94toi"><figcaption>Alta pressione di nuovo e rinforzo per domenica con attività temporalesca diurna limitata rispetto alle giornate precedenti, relegata principalmente ai settori alpini orientali e ai rilievi più interni dell'Appennino centrale nelle ore più calde del pomeriggio. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>L'attività temporalesca diurna </strong>dovrebbe essere <strong>limitata </strong>rispetto alle giornate precedenti, relegata principalmente ai settori alpini orientali e ai rilievi più interni dell'Appennino centrale nelle ore più calde del pomeriggio.</p><h2>Tendenza per la settimana e per Ferragosto ancora molto incerta</h2><p>L'analisi delle tendenze desunta dai modelli ECMWF e GFS, indica un'alta pressione coriacea. La struttura anticiclonica sembrerebbe mostrare alcuni segni di "stanchezza", favorendo qualche episodio temporalesco in più sui rilievi, ma senza una vera e propria rottura stagionale in grado di interrompere l'ondata di caldo.</p><div class="texto-destacado">Per individuare <strong>una possibile interruzione dell'ondata di caldo</strong>, con un generale e consistente calo termico sull'Italia, le simulazioni devono spingersi <strong>molto avanti nel tempo</strong>, verso la parte finale di agosto. In questo orizzonte temporale, tuttavia, <strong>si entra in un campo di ipotesi modellistiche a bassa o bassissima affidabilità.</strong></div><p>Infatti, <strong>l'elevata incertezza </strong>evidenziata dai cluster delle "ensemble" oltre i 10 giorni, <strong>potrebbe riflettere semplicemente il limite fisiologico della modellistica deterministica.</strong> Perciò, vi diamo appuntamento ai <strong>prossimi aggiornamenti</strong> per seguire l'evoluzione del quadro sinottico ed evidenziare<strong> gli eventuali primi segnali concreti di uno sblocco della circolazione atmosferica.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-bollente-su-tutta-italia-caldo-intenso-ma-anche-forti-temporali-in-arrivo-su-alpi-e-appennini.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 12:30:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Non esistono solo foreste sulla terraferma: anche sotto la superficie del mare vivono ecosistemi vegetali fondamentali per la biodiversità, il clima e l'equilibrio degli oceani. Ecco come la riforestazione marina cerca di proteggerli.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785424927522.jpeg" data-image="ymwsct5ljwnn"><figcaption>Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua</figcaption></figure><p><strong>Quando si parla di riforestazione, il pensiero corre subito a boschi, foreste degradate e nuovi alberi piantati nelle città</strong>. Negli ultimi anni, infatti, è cresciuta la consapevolezza del ruolo fondamentale degli ecosistemi forestali terrestri: regolano il clima, contrastano l'erosione del suolo, favoriscono la biodiversità e offrono numerosi servizi ecosistemici indispensabili per la vita umana. </p><div class="texto-destacado">Ma anche sotto la superficie del mare esistono vere e proprie foreste, formate da piante e alghe marine, capaci di ospitare una straordinaria ricchezza di specie e di svolgere funzioni fondamentali per il pianeta.</div><p><strong>Questi ecosistemi sommersi sono però sempre più minacciati dall'inquinamento, dalla distruzione degli habitat e dai cambiamenti climatici</strong>. Proprio come accade sulla terraferma, anche in mare la perdita della vegetazione comporta conseguenze profonde sull'equilibrio degli ecosistemi. La vita terrestre e quella marina, infatti, non sono mondi separati, ma parti dello stesso sistema naturale.</p><h2>Praterie marine: le foreste sommerse degli oceani</h2><p><strong>Con il termine "vegetazione marina" si indicano ambienti diversi, accomunati dalla capacità di produrre biomassa e creare habitat complessi per numerose specie</strong>. Tra le piante marine vere e proprie troviamo le fanerogame marine, un gruppo di piante superiori adattate alla vita sommersa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785424989870.jpeg" data-image="a2yj9awb1pg7"><figcaption>Praterie marine: le foreste sommerse degli oceani</figcaption></figure><p><strong>Nel Mediterraneo la più famosa è senza dubbio la </strong><strong>Posidonia oceanica</strong>, una specie endemica del nostro mare che forma vaste praterie sottomarine lungo le coste. Nonostante il nome possa trarre in inganno, non è un'alga, ma una vera pianta dotata di radici, foglie, fiori e frutti. </p><div class="texto-destacado">Le sue praterie rappresentano uno degli ecosistemi più importanti del Mediterraneo: producono ossigeno, assorbono anidride carbonica, proteggono le coste dall'erosione e offrono rifugio e aree di riproduzione a moltissime specie marine.</div><p><strong>Accanto alle fanerogame esistono anche le grandi foreste di alghe</strong>, come quelle formate dalle kelp, diffuse soprattutto nelle acque temperate degli oceani. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785425029071.jpeg" data-image="4ds6jsikxnwg"><figcaption>Alghe kelp</figcaption></figure><p>Questi ambienti possono raggiungere dimensioni impressionanti e ospitare comunità estremamente ricche, offrendo nutrimento e protezione a pesci, molluschi, crostacei e numerosi altri organismi.</p><h2>Dalla distruzione alla frammentazione: le minacce alla vegetazione marina</h2><p><strong>Per secoli gli ecosistemi marini sono stati considerati più lontani e meno vulnerabili rispetto a quelli terrestri</strong>. Oggi sappiamo invece che anche le foreste sommerse stanno subendo un rapido declino.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785425079729.jpeg" data-image="irmvcy3tpezk"><figcaption>Dalla distruzione alla frammentazione: le minacce alla biodiversità marina</figcaption></figure><p><strong>Tra le principali minacce ci sono le attività umane locali</strong>, come l'ancoraggio incontrollato delle imbarcazioni, la pesca a strascico, la costruzione di infrastrutture costiere e l'inquinamento delle acque. Questi fattori possono danneggiare direttamente le praterie marine, frammentando habitat che hanno impiegato decenni o secoli per svilupparsi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785425117286.jpeg" data-image="regc6uk2dtw7"><figcaption>Tra le principali minacce ci sono le attività umane, come la pesca a strascico</figcaption></figure><p><strong>A queste pressioni si aggiungono quelle legate alla crisi climatica</strong>: l'aumento della temperatura degli oceani, le ondate di calore marine, l'acidificazione delle acque e i cambiamenti nella circolazione marina possono compromettere la sopravvivenza di molte specie.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="701309" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-punto-piu-profondo-del-mar-mediterraneo-contiene-gia-molti-detriti-marini-di-origine-umana.html" title="Il punto più profondo del Mar Mediterraneo è pieno di rifiuti di origine umana: la scoperta con un sottomarino">Il punto più profondo del Mar Mediterraneo è pieno di rifiuti di origine umana: la scoperta con un sottomarino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-punto-piu-profondo-del-mar-mediterraneo-contiene-gia-molti-detriti-marini-di-origine-umana.html" title="Il punto più profondo del Mar Mediterraneo è pieno di rifiuti di origine umana: la scoperta con un sottomarino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-desechos-humanos-1741750439735_320.jpg" alt="Il punto più profondo del Mar Mediterraneo è pieno di rifiuti di origine umana: la scoperta con un sottomarino"></a></article></aside><p>Quando una prateria di Posidonia o una foresta di alghe viene degradata, diminuisce anche la capacità del mare di sostenere biodiversità, proteggere le coste e immagazzinare carbonio.</p><h2>Riforestazione marina: restaurare le foreste sommerse</h2><p><strong>La riforestazione marina nasce proprio dall'esigenza di recuperare questi ecosistemi perduti o danneggiati</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785425161470.jpeg" data-image="y27xttkbx1y6"><figcaption>Riforestazione marina: restaurare le foreste sommerse</figcaption></figure><p>Non significa semplicemente introdurre nuova vegetazione, ma ripristinare habitat naturali attraverso interventi mirati, favorendo il ritorno delle specie originarie e ricreando le condizioni necessarie affinché l'ecosistema possa rigenerarsi.</p><div class="texto-destacado">Nel caso delle praterie di Posidonia, per esempio, possono essere realizzati interventi di trapianto di frammenti della pianta o di rizomi in aree degradate, soprattutto dopo aver eliminato le cause del deterioramento. </div><p>In molti altri casi, però, la strategia più efficace consiste nel proteggere gli ambienti ancora integri e lasciare che la rigenerazione naturale faccia il proprio corso.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785425193161.jpeg" data-image="wv3wlve1e0lt"><figcaption>Nel caso delle praterie di Posidonia possono essere realizzati interventi di trapianto di frammenti o rizomi della pianta</figcaption></figure><p><strong>Numerosi progetti sono attivi in diverse parti del mondo</strong>. Nel Mediterraneo sono stati avviati programmi di recupero delle praterie di Posidonia in Italia, Spagna e Francia, mentre in altre aree del pianeta si lavora al ripristino delle foreste di kelp, delle mangrovie e delle praterie di fanerogame marine. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771784" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ogni-pesce-pappagallo-produce-100-kg-di-sabbia-bianca-all-anno-ecco-come-nascono-le-spiagge-da-sogno.html" title="Ogni pesce pappagallo produce 100 kg di sabbia bianca all’anno, ecco come nascono le spiagge da sogno">Ogni pesce pappagallo produce 100 kg di sabbia bianca all’anno, ecco come nascono le spiagge da sogno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ogni-pesce-pappagallo-produce-100-kg-di-sabbia-bianca-all-anno-ecco-come-nascono-le-spiagge-da-sogno.html" title="Ogni pesce pappagallo produce 100 kg di sabbia bianca all’anno, ecco come nascono le spiagge da sogno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ogni-pesce-pappagallo-produce-100-kg-di-sabbia-bianca-all-anno-ecco-come-nascono-le-spiagge-da-sogno-1780327137972_320.jpg" alt="Ogni pesce pappagallo produce 100 kg di sabbia bianca all’anno, ecco come nascono le spiagge da sogno"></a></article></aside><p>Questi interventi dimostrano come la tutela degli ecosistemi sommersi sia ormai una componente fondamentale delle strategie di conservazione della biodiversità.</p><h2>Proteggere le foreste, ovunque si trovino</h2><p><strong>Dalle foreste terrestri ai prati sommersi del Mediterraneo, ogni ecosistema vegetale svolge un ruolo essenziale per il funzionamento del pianeta</strong>. Proteggere gli alberi sulla terraferma e la vegetazione marina significa difendere due parti dello stesso sistema naturale, profondamente connesse tra loro.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785425268923.jpeg" data-image="jnsqb2uixlc1"><figcaption>Proteggere le foreste, ovunque si trovino</figcaption></figure><p><strong>Quando si parla di riforestazione e tutela del verde, quindi, non bisogna dimenticare che alcune delle foreste più importanti della Terra non crescono sopra il livello del mare, ma nelle profondità degli oceani</strong>. Meno visibili ai nostri occhi, sono comunque fondamentali per garantire un futuro alla vita sul pianeta.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Margherita Erriu preoccupata: "i modelli non vedono ancora la fine di questa ondata di calore"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-preoccupata-i-modelli-non-vedono-ancora-la-fine-di-questa-ondata-di-calore.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nel fine settimana il campo di alta pressione tornerà a rinforzarsi e quindi l’ondata di calore che ci sta attualmente interessando proseguirà ad attanagliare l’Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xav1dmy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xav1dmy.jpg" id="xav1dmy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’Italia <strong>continua ad essere stretta nella morsa del caldo</strong> a causa della persistenza del campo di alta pressione sul nostro territorio nazionale che sta portando <strong>un’ondata di calore di durata davvero straordinaria</strong>.</p><div class="texto-destacado">Ormai da giorni su praticamente tutta l’Italia si stanno registrando temperature estreme, tanto che <strong>da domani scatta il bollino rosso per le ondate di calore per tutte le 27 città d’Italia</strong> per le quali il Ministero della Salute dirama questo bollettino.</div><p>Ciò significa che farà troppo caldo su tutta l’Italia, da nord a sud, comprese le due isole maggiori. <strong>Le anomalie termiche si avvicineranno ai +10 °C</strong> e sono anche queste temperature estreme a enfatizzare <strong>un’altra criticità presente sul nostro territorio nazionale: i violenti temporali</strong>.</p><h2>Fine settimana con l'anticiclone in rinforzo</h2><p>Infatti al nord e lungo l’Appennino stiamo assistendo a quotidiani annuvolamenti che stanno portando <strong>rovesci e temporali anche particolarmente violenti</strong>, con precipitazioni abbondanti ed intense, numerose fulminazioni, <strong>raffiche di vento e anche possibili locali grandinate</strong>.</p><p>Queste condizioni meteorologiche saranno confermate anche nei prossimi giorni e <strong>ci accompagneranno anche nel corso del fine settimana</strong>, quando l’anticiclone si rafforzerà ulteriormente.</p><p>Data la situazione, già ad oggi estrema, <strong>questo ulteriore rinforzo non comporterà particolari variazioni meteorologiche</strong>, continuerà quindi a fare troppo caldo, con valori minimi e valori massimi elevatissimi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/temperature-roventi-e-temporali-in-arrivo-un-altro-fine-settimana-di-caldo-estremo-1785919620067.png" data-image="6m68ebpo5a27" alt="Temperature massime domenica" title="Temperature massime domenica"><figcaption>Durante le ore più calde della giornata di domenica molti termometri d'Italia registreranno temperature prossime ai 40 °C.</figcaption></figure><p>Pure nel prossimo fine settimana <strong>avremo quindi le cosiddette notti tropicali in numerosissime località</strong>. Ricordiamo che si parla di notti tropicali quando <strong>le temperature minime non scenderanno mai al di sotto dei 20 °C</strong>, neppure durante le ore più fresche.</p><p>Le massime invece si avvicineranno ancora diffusamente ai 40 °C, ma <strong>non saranno solo i picchi massimi ad essere allarmanti</strong>, infatti anche la persistenza di temperature elevate rappresenterà un problema.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781044" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scomparsa-delle-nuvole-basse-amplifica-il-riscaldamento-globale-attraverso-un-processo-di-retroazione-positiva.html" title="La scomparsa delle nuvole basse amplifica il riscaldamento globale attraverso un processo di retroazione positiva">La scomparsa delle nuvole basse amplifica il riscaldamento globale attraverso un processo di retroazione positiva</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scomparsa-delle-nuvole-basse-amplifica-il-riscaldamento-globale-attraverso-un-processo-di-retroazione-positiva.html" title="La scomparsa delle nuvole basse amplifica il riscaldamento globale attraverso un processo di retroazione positiva"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/perdida-de-nubes-calentamiento-global-1785207445386_320.jpg" alt="La scomparsa delle nuvole basse amplifica il riscaldamento globale attraverso un processo di retroazione positiva"></a></article></aside><p>Pensate che in buona parte dell’Italia <strong>si supereranno i 30 °C già alle prime ore del mattino</strong> e le temperature rimarranno al di sopra di questa soglia almeno fino alla sera.</p><h2>Caldo estremo e violenti temporali</h2><p>Queste temperature roventi <strong>si accompagneranno inoltre ad alti tassi di umidità, forte irraggiamento solare ed in generale calma di vento</strong>. Sarà quindi l’unione di queste condizioni meteo a <strong>poter causare problemi alla salute delle persone</strong>, in particolare quelle più fragili, e a far quindi scattare il bollino rosso per le ondate di calore.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/margherita-erriu-preoccupata-i-modelli-ancora-non-vedono-la-fine-di-quest-ondata-di-calore-1785923062754.png" data-image="8l18sk3xs8gu" alt="Caldo." title="Caldo."><figcaption>Il caldo proseguirà senza sosta fino ad oltre Ferragosto.</figcaption></figure><p>Al momento <strong>non si sa ancora per quali città verrà confermato il bollino rosso</strong> per il prossimo fine settimana, ma date le condizioni atmosferiche previste dai modelli meteo <strong>siamo abbastanza sicuri del fatto che venga confermato per quasi tutte le città</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781844" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/antartide-la-base-franco-italiana-concordia-ha-registrato-84-1-c-la-temperatura-piu-bassa-degli-ultimi-anni.html" title="Antartide: la base franco-italiana Concordia ha registrato −84,1 °C, la temperatura più bassa degli ultimi anni">Antartide: la base franco-italiana Concordia ha registrato −84,1 °C, la temperatura più bassa degli ultimi anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/antartide-la-base-franco-italiana-concordia-ha-registrato-84-1-c-la-temperatura-piu-bassa-degli-ultimi-anni.html" title="Antartide: la base franco-italiana Concordia ha registrato −84,1 °C, la temperatura più bassa degli ultimi anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/antartida-la-base-italiana-concordia-marco-84-1-c-el-registro-mas-frio-del-planeta-en-catorce-anos-1785629561012_320.jpg" alt="Antartide: la base franco-italiana Concordia ha registrato −84,1 °C, la temperatura più bassa degli ultimi anni"></a></article></aside><p>Ricordiamo di <strong>prestare attenzione anche ai possibili violenti temporali</strong> nelle aree interne appenniniche e sul nord Italia, <strong>alimentati anche dalle temperature estreme</strong> che forniscono grandi quantità di energia termica all’atmosfera, energia che poi può essere sfruttata proprio <strong>per dare più vigorosità ai moti termoconvettivi delle ore centrali</strong> della giornata.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Al momento non sembrano previsti miglioramenti, ovvero cali termici, <strong>almeno fino al giorno di Ferragosto, o nei giorni successivi.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/margherita-erriu-preoccupata-i-modelli-non-vedono-ancora-la-fine-di-questa-ondata-di-calore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'Organizzazione Meteorologica Mondiale conferma: "El Niño sta raggiungendo un'intensità mai vista da diversi anni"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-conferma-el-nino-sta-raggiungendo-un-intensita-mai-vista-da-diversi-anni.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:34:13 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'OMM ha confermato che El Niño continuerà a intensificarsi fino a diventare un evento di elevata intensità tra agosto e ottobre, con ripercussioni su temperature e precipitazioni in diverse regioni del mondo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-organizacion-meteorologica-mundial-confirma-el-nino-alcanza-una-fuerza-no-vista-en-anos-1785833605061.png" data-image="x1c5ns9vlq0r" alt="Oceano Pacifico." title="Oceano Pacifico."><figcaption>Nell'Oceano Pacifico centrale e orientale si sta verificando un marcato riscaldamento delle acque superficiali.</figcaption></figure><p>Il fenomeno <strong>El Niño</strong> continua a intensificarsi nel Pacifico equatoriale e tutto lascia presagire che sarà uno dei principali fattori a influenzare il clima globale nei prossimi mesi. Lo conferma l'<strong>Organizzazione</strong> <strong>Meteorologica Mondiale (OMM),</strong> che prevede che questo episodio raggiungerà la sua massima intensità nel trimestre agosto-ottobre 2026.</p><p>Secondo l'ultimo aggiornamento climatico stagionale globale dell'organizzazione, i vari modelli climatici internazionali concordano su un significativo riscaldamento delle acque superficiali nel Pacifico centrale e orientale.</p><div class="texto-destacado"><strong>Le anomalie della temperatura del mare potrebbero superare i 2,9 °C nelle regioni di riferimento utilizzate per monitorare il fenomeno, indicando chiaramente che El Niño continuerà a rafforzarsi.</strong></div><p>Ma questo non sarà l'unico fattore in gioco. Gli esperti prevedono anche lo sviluppo di una fase positiva del <strong>Dipolo dell'Oceano Indiano,</strong> nonché temperature oceaniche superiori alla norma nell'Atlantico tropicale. La combinazione di questi diversi fenomeni climatici potrebbe alterare la circolazione atmosferica su scala planetaria e accentuare gli eventi estremi in molte regioni.</p><h2>Un contesto favorevole al raggiungimento di temperature record e a un cambiamento nei modelli di precipitazione</h2><p>Secondo l'OMM, la probabilità di temperature superiori alla media è molto alta in gran parte delle terre emerse del pianeta.</p><p>I segnali più evidenti sono attesi in Africa, Europa meridionale, penisola arabica, subcontinente indiano, Asia orientale, America centrale, Caraibi, Africa meridionale, gran parte del Sud America e Nuova Zelanda. Nel frattempo, il Pacifico equatoriale continuerà a essere significativamente influenzato dal rafforzamento di <strong>El Niño.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-organizacion-meteorologica-mundial-confirma-el-nino-alcanza-una-fuerza-no-vista-en-anos-1785833663168.jpg" data-image="709s12h7bb2q" alt="Fonte : CPC-NOAA." title="Fonte : CPC-NOAA."><figcaption>Probabilità relative all'intensità del fenomeno ENSO nei prossimi trimestri, secondo l'aggiornamento di luglio 2026. Fonte: CPC-NOAA.</figcaption></figure><p>Per quanto riguarda le precipitazioni, lo scenario previsto corrisponde al modello classico associato a un forte evento El Niño. Sono previste precipitazioni superiori alla media per il Corno d'Africa, alcune zone dell'Asia centrale, l'Europa meridionale, il Nord America occidentale (a sud del 45° parallelo nord) e il Sud America sudorientale.</p><div class="texto-destacado"><strong>Al contrario, aumenta il rischio di condizioni di siccità superiori alla norma nel subcontinente indiano, nell'Australia meridionale e orientale, in alcune zone dell'America centrale, nei Caraibi, nel Sud America nordoccidentale e nell'Europa settentrionale.</strong></div><p>L'OMM, tuttavia, sottolinea che queste previsioni si basano su probabilità e non costituiscono certezze assolute. Inoltre, gli impatti possono variare considerevolmente da una regione all'altra e persino all'interno dello stesso Paese.</p><h2>L'OMM raccomanda di prepararsi prima che si manifestino le conseguenze</h2><p>Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, <strong>António Guterres,</strong> ha avvertito che l'intensificarsi di El Niño si verifica in un momento particolarmente preoccupante, caratterizzato da oceani eccezionalmente caldi e da un aumento costante delle temperature globali.</p><p>Ha affermato che questo fenomeno climatico è un ulteriore fattore che probabilmente intensificherà le ondate di calore, alimenterà incendi di vaste proporzioni e aumenterà la frequenza di altri eventi estremi, in un momento in cui il pianeta sta già registrando livelli record di riscaldamento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-organizacion-meteorologica-mundial-confirma-el-nino-alcanza-una-fuerza-no-vista-en-anos-1785833645528.jpg" data-image="rji86u2279j5" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>Durante un evento El Niño, le inondazioni possono diventare più frequenti in diverse regioni del mondo.</figcaption></figure><p>Da parte sua, la Segretaria Generale dell'OMM, <strong>Celeste Saulo, </strong>ha sottolineato che il valore delle previsioni non risiede solo nella loro capacità di anticipare i cambiamenti climatici, <strong>ma anche nella loro capacità di consentire a governi, organizzazioni umanitarie e popolazioni vulnerabili di adottare misure preventive prima che le conseguenze si manifestino.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779972" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-piu-forte-el-nino-degli-ultimi-155-anni-un-meteorologo-avverte-l-inverno-sta-per-cambiare-rotta.html" title="Il più forte El Niño degli ultimi 155 anni: un meteorologo avverte, 'l'inverno sta per cambiare rotta'">Il più forte El Niño degli ultimi 155 anni: un meteorologo avverte, "l'inverno sta per cambiare rotta"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-piu-forte-el-nino-degli-ultimi-155-anni-un-meteorologo-avverte-l-inverno-sta-per-cambiare-rotta.html" title="Il più forte El Niño degli ultimi 155 anni: un meteorologo avverte, 'l'inverno sta per cambiare rotta'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/starkster-el-nino-seit-155-jahren-wetterforscher-warnt-der-winter-kippt-1784723391694_320.jpg" alt="Il più forte El Niño degli ultimi 155 anni: un meteorologo avverte, 'l'inverno sta per cambiare rotta'"></a></article></aside><p>Ha osservato che questo evento El Niño si sta verificando in un contesto senza precedenti di temperature oceaniche molto elevate, il che rende le informazioni climatiche uno strumento essenziale per ridurre i rischi e rafforzare le capacità di risposta.</p><h2>Un fenomeno naturale con conseguenze globali</h2><p><strong>El Niño</strong> corrisponde alla fase calda del fenomeno <strong>El Niño-Oscillazione Meridionale (ENSO),</strong> uno dei principali fattori di variabilità climatica interannuale su scala globale. È caratterizzato da un riscaldamento anomalo delle acque superficiali nel Pacifico equatoriale centrale e orientale.</p><p>Questi episodi si verificano generalmente ogni due-sette anni, durano circa nove-dodici mesi e raggiungono la massima intensità tra novembre e febbraio. Tuttavia, i loro effetti sulla temperatura media globale si fanno spesso sentire maggiormente nell'anno successivo al loro sviluppo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781111" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?">Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa-1785332795459_320.png" alt="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?"></a></article></aside><p><strong>L'OMM sottolinea inoltre che non tutti gli episodi di El Niño producono esattamente gli stessi effetti.</strong> Il loro impatto dipende sia dalla loro intensità sia dalla loro interazione con altri fenomeni climatici. Per questo motivo, l'organizzazione continua a rafforzare i propri sistemi di monitoraggio, i servizi di informazione climatica e il coordinamento internazionale per consentire ai paesi di anticipare i rischi e mitigarne le conseguenze.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-organizzazione-meteorologica-mondiale-conferma-el-nino-sta-raggiungendo-un-intensita-mai-vista-da-diversi-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta meteo: venerdì 7 agosto forti temporali in arrivo su 4 regioni del Nord, rischio grandine]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nella giornata di venerdì 7 agosto infiltrazioni di aria più fresca dalla Francia causeranno forte instabilità sulle regioni del Nord Italia. Si rischiano fenomeni temporaleschi molto intensi. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaurvau"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaurvau.jpg" id="xaurvau"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Lo scenario meteorologico sul nostro Paese continua ad essere dominato dall’anticiclone africano che continua a regalarci giornate molto afose, con caldo davvero opprimente e valori termici ben al di sopra delle medie del periodo. </p><div class="texto-destacado">Le temperature restano elevate non solo in pianura, ma anche in montagna, <strong>dove l’aria calda si fa sentire con particolare insistenza e rende l’ambiente quasi estivo anche a quote medie. </strong></div><p>Fra oggi e domani si raggiungeranno massime fino a <strong>+38°C +40°C</strong> in diverse aree del Paese, dalla Pianura Padana al Tavoliere, fino alle zone interne della Sicilia. </p><h2><strong>Incredibile l’altezza dello zero termico</strong></h2><p>Lo <strong>zero termico</strong> si mantiene su valori molto elevati, intorno ai 4500 metri, e tale rimarrà anche nei prossimi giorni, salvo lievi oscillazioni. Solo nella giornata di venerdì una certa instabilità pomeridiana prevista al Nord, specie sulle Alpi, <strong>permetterà una lieve discesa della quota degli zero gradi, fin verso i 4000 metri.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Farà molto caldo anche in montagna nei prossimi giorni. Ad esempio, sulle Alpi, a 1500 metri di quota, <strong>le temperature massime oscilleranno intorno ai +25 °C fino a giovedì.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Un’atmosfera pesante che richiederà particolare attenzione a escursionisti e frequentatori della montagna nelle ore centrali della giornata.</p><h2><strong>Attenzione ai temporali attesi venerdì 7 agosto</strong></h2><p>La svolta, almeno in parte, potrebbe arrivare <strong>venerdì 7 agosto.</strong> Sul Nord Italia si profila infatti un aumento dell’instabilità, <strong>con il rischio di forti temporali, </strong>per infiltrazioni di aria fresca in quota, provenienti dal vicino oceano.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine-1785853667682.png" data-image="4qex8pi4x8o5" alt="Breve calo termico." title="Breve calo termico."><figcaption>Sulle regioni del Nord ci sarà una temporanea infiltrazione di aria fresca in quota venerdì. </figcaption></figure><p>I fenomeni nasceranno sulle Alpi e sugli Appennini nelle ore pomeridiane, per poi spostarsi entro sera verso la Pianura Padana. L’area a nord del Po sarà quella più esposta a fenomeni intensi, <strong>con possibili rovesci di forte intensità, locali grandinate, anche di media e grossa taglia, e raffiche di vento.</strong></p><p>Chi si trova in montagna o in pianura settentrionale farà bene a monitorare gli aggiornamenti meteo nella giornata di venerdì, <strong>perché il passaggio dai cieli sereni e caldissimi a condizioni potenzialmente avverse potrà risultare rapido e improvviso.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781969" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia.html" title="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia">30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia.html" title="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia-1785835227513_320.png" alt="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia"></a></article></aside><p>In particolare<strong> chi si trova in montagna o nelle zone di pianura settentrionale dovrà seguire con attenzione gli aggiornamenti meteo e limitare le attività all’aperto nelle ore più a rischio, </strong>soprattutto nel pomeriggio e in serata.</p><h2><strong>Quali saranno le regioni più esposte ai temporali?</strong></h2><p>I fenomeni interesseranno in particolare le zone alpine e appenniniche, dove i temporali nasceranno nel pomeriggio spinti dal calore accumulato e dall’aria più instabile in quota, pronta a scorrergli sopra. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine-1785853734739.png" data-image="t9v4fxarnudd" alt="Temporali." title="Temporali."><figcaption>Nella giornata di venerdì forti temporali sono attesi sulle regioni del Nord.</figcaption></figure><p>Entro sera, queste <strong>celle temporalesche</strong> potranno spostarsi verso la Pianura Padana, interessando soprattutto l’area a nord del Po. Proprio in questa fascia, tra le province settentrionali di Piemonte, Lombardia, Veneto, e nel Trentino Alto Adige, <strong>si concentrerà il rischio maggiore di fenomeni intensi. </strong></p><p><strong>In queste 4 regioni del Nord l’instabilità sarà davvero intensa.</strong> <strong>Non si escludono rovesci di forte intensità, possibili grandinate e raffiche di vento improvvise, </strong>in grado di creare criticità localizzate, nelle aree più interessate dai fenomeni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781111" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?">Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quanto-sta-incidendo-davvero-el-nino-sulle-ondate-di-calore-in-europa-1785332795459_320.png" alt="Quanto sta incidendo davvero El Niño sulle ondate di calore in Europa?"></a></article></aside><p>Il passaggio dai cieli sereni e caldissimi a condizioni potenzialmente avverse potrà risultare rapido e improvviso, come spesso accade in queste situazioni estive. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-venerdi-7-agosto-forti-temporali-in-arrivo-su-4-regioni-del-nord-rischio-grandine.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La scomparsa delle nuvole basse amplifica il riscaldamento globale attraverso un processo di retroazione positiva]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scomparsa-delle-nuvole-basse-amplifica-il-riscaldamento-globale-attraverso-un-processo-di-retroazione-positiva.html</link><pubDate>Wed, 05 Aug 2026 03:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Le nuvole basse sugli oceani svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento della temperatura del nostro pianeta e nell'equilibrio energetico. La loro scomparsa o diminuzione comporta conseguenze significative.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/perdida-de-nubes-calentamiento-global-1785207457770.gif" data-image="lw9t7c16opya"></figure><figcaption> Una rappresentazione 3D di una simulazione di grandi vortici, realizzata dal gruppo di ricerca, mostra nuvole stratocumuli sull'Oceano Pacifico. Il piano inferiore rappresenta la galleggiabilità della superficie. Crediti: Sheide Chammas / Google.</figcaption><p>Le nuvole basse sugli oceani svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento della temperatura del nostro pianeta, <strong>riflettendo la luce solare e impedendole di raggiungere la superficie.</strong></p><p>Tuttavia, modellare la loro risposta ai cambiamenti climatici si è rivelato complesso. Ora, i ricercatori del Caltech e di Google hanno scoperto nuovi e importanti dati su come le nuvole potrebbero reagire all’aumento della temperatura della superficie del mare e ai crescenti <strong>livelli di CO₂,</strong> utilizzando un ampio e potente set di dati di simulazioni sviluppato dal gruppo.</p><h2>L'importanza delle nuvole basse sull'oceano</h2><p>«Una delle maggiori incognite nelle previsioni climatiche è come reagiranno le nuvole basse al riscaldamento globale», afferma <strong>Zhaoyi Shen, </strong>ricercatore capo del Centro Ronald e Maxine Linde per la Scienza Ambientale Globale del Caltech e coautore di un articolo che riassume i risultati del team, pubblicato su <strong><em>Science Advances.</em></strong> </p><p>«I nostri risultati mostrano possibili adattamenti rapidi e significativi delle nuvole basse alle elevate concentrazioni di CO₂, il che suggerisce che il clima terrestre potrebbe essere più sensibile agli alti livelli di CO₂ rispetto a quanto attualmente previsto da alcuni modelli climatici».</p><p>Il team ha inoltre scoperto che l’assottigliamento delle nuvole basse — strati uniformi o vaste estensioni irregolari al di sotto dei 1.800 metri che coprono enormi porzioni dei mari subtropicali — amplifica il riscaldamento globale attraverso un ciclo di retroazione: l’aumento della temperatura della superficie del mare produce meno nuvole, il che significa meno luce solare riflessa e un pianeta più caldo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>«Ciò conferma le prove sempre più numerose emerse negli ultimi anni», afferma Tapio Schneider, professore ordinario di Scienze Ambientali e Ingegneria al Caltech e coautore dell’articolo; Schneider è anche ricercatore capo presso Google. «Ora possiamo scartare con certezza l’idea che questo effetto sia nullo o che in qualche modo attenui il riscaldamento globale».</strong><br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Combinando un framework di modellizzazione per le simulazioni sviluppato da Shen con la potenza delle risorse informatiche di Google, il team di ricerca ha utilizzato dati meteorologici simulati su larga scala provenienti da un affidabile modello climatico globale sviluppato dall’Amministrazione Nazionale Oceanica e Atmosferica per eseguire migliaia di simulazioni di grandi vortici ad alta risoluzione.</p><p>Le simulazioni hanno utilizzato condizioni atmosferiche e superficiali relative a 500 località selezionate casualmente nell’Oceano Pacifico tropicale, rilevate in quattro mesi diversi per rappresentare i cambiamenti stagionali. </p><div class="texto-destacado">Ogni combinazione di località e stagione è stata utilizzata per eseguire simulazioni di grandi vortici relative a quattro scenari di cambiamento climatico: <strong>un aumento di 4 gradi Celsius della temperatura della superficie del mare rispetto al valore di riferimento; un quadruplicamento della CO₂ atmosferica; un riscaldamento di 4 gradi Celsius con il doppio della CO₂; e un riscaldamento di 4 gradi Celsius con il quadruplo della CO₂.</strong></div><p>«Abbiamo scoperto che le nuvole rispondono direttamente alle variazioni di CO₂, un fatto ben noto in fisica, ma che forse sorprenderà molti», afferma Schneider. «Una semplice variazione della CO₂ atmosferica modifica il modo in cui la radiazione infrarossa si propaga nell’aria, influenzando direttamente le nuvole anche se le temperature vengono mantenute artificialmente costanti. Fondamentalmente, questo effetto non è lineare; accelera man mano che aumentano</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perdida-de-nubes-calentamiento-global-1785207530072.jpg" data-image="ua5k6nog9c56" alt="Rappresentazione grafica." title="Rappresentazione grafica."><figcaption>Rappresentazione 3D di simulazioni di nuvole sulle acque oceaniche. Le rappresentazioni 3D mostrano esempi di simulazioni a grandi vortici (LES) generate dal team di ricerca. Il pannello centrale rappresenta le posizioni campionate nell'Oceano Pacifico. In ogni angolo, le rappresentazioni volumetriche della frazione di massa d'acqua delle nuvole nelle simulazioni LES, generate dall'output di un modello climatico globale per le condizioni meteorologiche attuali in quattro località rappresentative (cerchi neri) durante il mese di luglio, rivelano modelli distinti di nuvole basse (in senso orario da in basso a sinistra: cumuli bassi, stratocumuli, stratocumuli costieri con nebbia e stratocumuli sopra i cumuli). Il piano inferiore rappresenta la galleggiabilità superficiale. Crediti: Sheide Chammas / Google</figcaption></figure><p><strong>Il team ha utilizzato oltre 7.000 simulazioni nella propria ricerca, un aumento significativo della dimensione del campione rispetto ai lavori precedenti. </strong>Ad esempio, uno studio precedente di Shen aveva combinato i dati di 500 simulazioni, un numero già superiore alle decine di simulazioni utilizzate negli esperimenti precedenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721289" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-sta-ingigantendo-sempre-piu-i-chicchi-di-grandine-l-italia-e-uno-dei-paesi-piu-esposti.html" title="Il cambiamento climatico sta ingigantendo sempre più i chicchi di grandine, l'Italia è uno dei Paesi più esposti">Il cambiamento climatico sta ingigantendo sempre più i chicchi di grandine, l'Italia è uno dei Paesi più esposti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-sta-ingigantendo-sempre-piu-i-chicchi-di-grandine-l-italia-e-uno-dei-paesi-piu-esposti.html" title="Il cambiamento climatico sta ingigantendo sempre più i chicchi di grandine, l'Italia è uno dei Paesi più esposti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-cambiamento-climatico-sta-ingigantendo-sempre-piu-i-chicchi-di-grandine-l-italia-e-uno-dei-paesi-piu-esposti-1753306371912_320.jpg" alt="Il cambiamento climatico sta ingigantendo sempre più i chicchi di grandine, l'Italia è uno dei Paesi più esposti"></a></article></aside><p>Questa enorme scalabilità è stata resa possibile dal punto di vista computazionale da un codice di simulazione <strong>"large-swirl"</strong> che sfrutta i cluster di unità di elaborazione tensoriale (TPU) di Google per creare una solida raccolta di stati delle nuvole in diverse condizioni. Le TPU sono chip di calcolo specializzati progettati per accelerare i carichi di lavoro di intelligenza artificiale (IA) e apprendimento automatico.</p><p><strong>"Questo esperimento dimostra la potenza di calcolo che le capacità hardware di Google consentono",</strong> ha affermato <strong>Yi-Fan Chen,</strong> direttore dell'ingegneria del software di Google e responsabile del team di ricerca. "Si tratta di calcolo su una scala straordinaria, che dimostra <strong>come i processori originariamente sviluppati per l'IA e l'apprendimento automatico possano accelerare le scoperte scientifiche, consentendo simulazioni prima irraggiungibili."</strong></p><h2>Osservare e simulare il passato</h2><p>Oltre a modellare il futuro, questo set di dati può aiutare i ricercatori a chiarire i climi passati del pianeta, come ad esempio durante l'Eocene (iniziato 56 milioni di anni fa e terminato 33,9 milioni di anni fa), quando i livelli di CO₂ erano fino a quattro volte superiori a quelli odierni. Inoltre, il set di dati è disponibile pubblicamente, il che significa che chiunque con un computer portatile può utilizzarlo per creare i propri modelli.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-tabu-del-cambiamento-climatico-perche-gli-scienziati-hanno-urgenza-di-parlare-dello-scenario-peggiore-possibile.html" title="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'">Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello "scenario peggiore possibile"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-tabu-del-cambiamento-climatico-perche-gli-scienziati-hanno-urgenza-di-parlare-dello-scenario-peggiore-possibile.html" title="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-tabu-del-cambio-climatico-por-que-los-cientificos-urgen-a-hablar-del-peor-escenario-posible-1784803404526_320.jpeg" alt="Il tabù del cambiamento climatico: perché gli scienziati hanno urgenza di parlare dello 'scenario peggiore possibile'"></a></article></aside><p>"Questo nuovo set di dati pubblico ha il potenziale per aiutare la più ampia comunità scientifica a valutare e addestrare modelli di turbolenza, convezione e nuvolosità per i modelli climatici globali", afferma Shen. Shen fa anche parte della <strong>Climate Modelling Alliance (CliMA), </strong>una coalizione di scienziati, ingegneri e matematici applicati del Caltech e del MIT, con sede al Caltech. <strong>"Nella Climate Modelling Alliance stiamo sviluppando un nuovo modello climatico progettato per apprendere dai dati utilizzando l'intelligenza artificiale e l'apprendimento automatico, </strong>e sto usando questo set di dati per calibrare i nuovi schemi di turbolenza e convezione del nostro modello."</p><p>Fonte: <a href="https://www.caltech.edu/" target="_blank"><strong>Instituto Tecnológico de California, Caltech</strong> </a></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Sheide%20Chammas%20et%20al" data-year="" data-title="High-resolution%20simulations%20reveal%20positive%20global%20warming%20feedback%20from%20Pacific%20low%20clouds%2C%20Science%20Advances" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fsciadv.aec8488">Sheide Chammas et al. <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aec8488" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">High-resolution simulations reveal positive global warming feedback from Pacific low clouds, Science Advances</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-scomparsa-delle-nuvole-basse-amplifica-il-riscaldamento-globale-attraverso-un-processo-di-retroazione-positiva.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’asteroide 44 Nysa ha tre lobi e una piccola luna: è il primo trilobato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Nuove immagini ottenute con Large Binocular Telescope e il Very Large Telescope suggeriscono che l’asteroide 44 Nysa sia composto da tre lobi uniti. Inoltre, una minuscola luna che lo orbita potrebbe rivelarne massa e densità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato-1785690948983.png" data-image="sz6imfilbzsp" alt="44 Nysa" title="44 Nysa"><figcaption>Rappresentazione artistica dell'asteroide 44 Nysa dalla peculiare forma a tre lobi.</figcaption></figure><p><strong>Gli asteroidi si presentano con una certa varietà di forme</strong>. Questa molteplicità di forme è una conseguenza diretta della loro storia turbolenta, durante la quale si sono scontrati tra loro, scontri che ne hanno modellato la forma o magari hanno permesso di aggregarsi in forme più o meno bizarre, o addirittura ne hanno staccato frammenti poi diventati piccole lune in orbita attorno agli stessi.</p><p><strong>Tuttavia, un asteroide con tre lobi non era stato mai osservato prima</strong>. Si tratta dell’asteroide <strong>44 Nysa</strong> che, sulla base delle osservazioni effettuate con due dei più potenti telescopi da Terra, è <strong>formato da tre diversi asteroidi che aggregandosi gli hanno conferito questa forma unica a tre lobi</strong>. </p><p>Non solo, questo <strong>sarebbe accompagnato da una piccola luna </strong>di appena 1 km di diametro che, proprio lei, potrebbe permettere di misurarne massa e densità.</p><h2>Un asteroide conosciuto da quasi 170 anni cambia volto</h2><p><strong>La scoperta di 44 Nysa non è recente</strong>, risale al 1857, quando all’Osservatorio di Parigi l’astronomo Hermann Mayer Salomon Goldschmidt lo battezzò assegnandogli il nome del mitologico monte Nisa, dimora delle ninfe.</p><p>In anni recenti, le osservazioni sia da Terra che dallo spazio, ad esempio da parte del telescopio spaziale Hubble, hanno mostrato che possiede una superficie molto brillante, ricca di minerali simili all’enstatite, un silicato povero di ferro.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778572" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale">La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale-1784023026430_320.png" alt="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"></a></article></aside><p><strong>44 Nysa fa parte degli asteroidi della Fascia Principale</strong>, cioè è in orbita tra Marte e Giove, e si ritiene che sia di quella tipologia di asteroidi che nelle prime decine di milioni di anni di vita del Sistema Solare, aggregandosi in corpi rocciosi sempre più grandi, i planetesimi, abbia dato origine ai pianeti rocciosi. </p><div class="texto-destacado">Il numero 44 indica che è il 44esimo asteroide ad essere stato scoperto. Il primo fu Cerere nel 1801 mentre oggi se ne contano milioni.</div><p>Le osservazioni precedenti suggerivano che poteva trattarsi di un corpo allungato, forse con due lobi, piuttosto che a simmetria sferica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato-1785690999132.png" data-image="w4ploavl19s2" alt="44 Nysa" title="44 Nysa"><figcaption>Immagine rielaborata dell'asteroide 44 Nysa osservato al LBT e al VLT. Credit: Kate Minker et al. 2026</figcaption></figure><p><strong>Recenti immagini</strong> sono state ottenute al <a href="https://www.lbto.org/">Large Binocular Telescope</a> in Arizona, su cui è montato uno strumento italiano, <em>SHARK-VIS</em> (una camera ottica con coronografo di ultima generazione). Queste combinate con immagini ottenute al <a href="https://www.eso.org/public/italy/teles-instr/paranal-observatory/vlt/">Very Large Telescope </a>dell’ESO in Cile, su cui è montato il coronografo <em>SPHERE/ZIMPOL</em>, e grazie a sofisticate tecniche di analisi <strong>ne hanno svelato la forma trilobata.</strong></p><p>Secondo i calcoli 44 Nysa avrebbe un diametro equivalente di circa 75 chilometri e un periodo di rotazione di circa sei ore e mezza. </p><h2>Tre corpi fusi insieme o una roccia profondamente deformata?</h2><p><strong>L’interpretazione più affascinante</strong> formulata sula base delle nuove immagini <strong>è che si tratti di un trinario a contatto:</strong> tre antichi frammenti che si sarebbero avvicinati a velocità molto basse, rimanendo uniti grazie alla loro reciproca attrazione gravitazionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773673" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-frammento-di-un-mondo-scomparso-un-meteorite-del-sahara-racconta-il-pianeta-perduto-del-sistema-solare.html" title="Il frammento di un mondo scomparso: un meteorite del Sahara racconta il pianeta perduto del Sistema Solare">Il frammento di un mondo scomparso: un meteorite del Sahara racconta il pianeta perduto del Sistema Solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-frammento-di-un-mondo-scomparso-un-meteorite-del-sahara-racconta-il-pianeta-perduto-del-sistema-solare.html" title="Il frammento di un mondo scomparso: un meteorite del Sahara racconta il pianeta perduto del Sistema Solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-frammento-di-un-mondo-scomparso-un-meteorite-del-sahara-racconta-il-pianeta-perduto-del-sistema-solare-1781352192028_320.png" alt="Il frammento di un mondo scomparso: un meteorite del Sahara racconta il pianeta perduto del Sistema Solare"></a></article></aside><p>Quindi, non si tratta di tre corpi che orbitano attorno al comune centro di massa, ma di un unico corpo trilobato. Ma questa non è l’unica ipotesi. <strong>Potrebbe infatti trattarsi di un corpo che a causa di urti catastrofici è stato così scavato e deformato da assumere un aspetto trilobato.</strong></p><p>I tre lobi mostrano caratteristiche di composizione e di colore simili, suggerendo che i componenti derivino dallo stesso corpo progenitore, magari frammentato in un urto maggiore.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato-1785691203489.png" data-image="srsh6hxg2wk9" alt="lbt" title="lbt"><figcaption>Immagine del Large Binocular Telescope in Arizona utilizzato per osservare 44 Nysa. Credit. LBT</figcaption></figure><p><strong>Diverse sono anche le ipotesi sull’urto che avrebbe prodotto i frammenti</strong> successivamente riaggregatisi. Una possibile origine è una collisione <em>hit-and-run</em>, <strong>ossia un urto radente</strong> capace di frammentare un protopianeta i cui frammenti avrebbero potuto formare una sorta di “filo di perle” e successivamente riunirsi attraverso collisioni molto lente. </p><p><strong>Un’altra possibilità è che 44 Nysa abbia assunto la sua forma prima di migrare nell’attuale regione della fascia principale</strong>, in quanto non è stata identificata una quantità di frammenti ricchi di enstatite sufficiente a testimoniare una disgregazione relativamente recente. </p><h2>La minuscola luna che potrà rivelare l’interno di Nysa</h2><p><strong>Le recenti osservazioni hanno individuato l’esistenza di una piccola luna</strong> denominata provvisoriamente S/2026 (44) 1, a distanze comprese fra circa 170 e 180 chilometri da Nysa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770960" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html" title="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove">La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html" title="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove-1779870040304_320.jpeg" alt="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove"></a></article></aside><p><strong>Questa luna avrebbe un diametro di circa un chilometro</strong> e una luminosità così bassa da essere nascosta dalla luminosità di 44 Nysa. Curiosamente, per la sua scoperta sono state utilizzate le stesse tecniche coronografiche che permettono di scoprire gli esopianeti attorno a stelle brillanti.</p><p>Grazie alle leggi di Keplero, <strong>conoscendo bene l’orbita e il periodo orbitale di questa luna sarà possibile misurare la massa di 44 Nyse. Conoscendo già il suo volume se ne ricaverà la densità.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato-1785691347689.jpg" data-image="f7q78v39lyq7" alt="VLT" title="VLT"><figcaption>Immagine delle 4 unità del Very Large Telescope al Paranal in Cile. Credit: ESO</figcaption></figure><p>A questo punto si potrebbero verificare due scenari. </p><p><strong>Nel caso di elevata densità </strong>verrebbe favorita l’ipotesi di un corpo compatto, forse dotato di un nucleo ricco di metalli e abbastanza resistente da conservare deformazioni profonde. </p><p><strong>Nel caso di bassa densità </strong>sarebbe invece maggiormente compatibile l’ipotesi dei frammenti rocciosi successivamente riaggregati.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Capire l’origine di 44 Nysa fornirà preziose informazioni sui processi di collisione, frammentazione e fusione avvenuti nelle prime fasi del Sistema solare.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Sicuramente, lo studio di questo asteroide mostra il livello di capacità raggiunta dai moderni telescopi terrestri che in condizioni favorevoli, possono essere simili a quelle delle sonde in sorvolo ravvicinato.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Minker%2C%20K.%20et%20al." data-year="2026" data-title="Unmasking%20(44)%20Nysa%3A%20Evidence%20for%20a%20trilobate%20structure" data-url="https%3A%2F%2Farxiv.org%2Fabs%2F2607.25786">Minker, K. et al.. (2026). <a href="https://arxiv.org/abs/2607.25786" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Unmasking (44) Nysa: Evidence for a trilobate structure</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-44-nysa-ha-tre-lobi-e-una-piccola-luna-e-il-primo-trilobato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Antartide: la base franco-italiana Concordia ha registrato −84,1 °C, la temperatura più bassa degli ultimi anni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/antartide-la-base-franco-italiana-concordia-ha-registrato-84-1-c-la-temperatura-piu-bassa-degli-ultimi-anni.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 17:15:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 18 luglio la stazione franco-italiana Concordia ha registrato una temperatura di −84,1 °C. Si tratta del valore più basso misurato sulla Terra dal 2012, a soli sei decimi dal record della stessa base.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/antartida-la-base-italiana-concordia-marco-84-1-c-el-registro-mas-frio-del-planeta-en-catorce-anos-1785629561012.jpg" data-image="e5skfubymh7v" alt="Stazione Concordia." title="Stazione Concordia."><figcaption>La stazione Concordia si trova su un altopiano a oltre 3.000 metri di altitudine ed è uno dei luoghi più freddi della Terra. È gestita congiuntamente da Francia e Italia.</figcaption></figure><p>Mentre l’emisfero settentrionale registrava record di caldo, incendi boschivi e allerte per temperature estreme, dall’altra parte del pianeta il termometro indicava esattamente il contrario. <strong>Il 18 luglio, la stazione franco-italiana Concordia ha registrato −84,1 °C, la temperatura più bassa misurata in qualsiasi luogo della Terra dal 2012.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>La stazione Concordia ha raggiunto i −84,1 °C durante la notte polare, il valore più basso registrato sulla Terra dal 2012.</strong> Sebbene non si sia trattato di un record storico, l’episodio dimostra come la combinazione di altitudine, oscurità permanente, aria estremamente secca e calma atmosferica renda l’interno dell’Antartide il luogo più freddo del pianeta.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il dato non deriva da una stima né da un modello. Come riporta Live Science, l’Institut <strong>Polaire Français Paul-Émile Victor, </strong>che gestisce la base insieme al Programma Nazionale di Ricerche Antartiche (PNRA) italiano, ha fornito i dati grezzi di quella giornata, in cui il valore di <strong>−84,1 °C</strong> compare due volte nella stessa mattinata: alle 6:25 e alle 6:34, ora locale. <strong>Concordia opera con un fuso orario di GMT+6, pertanto tale minima si è verificata nel pieno della notte polare, in un continente che da mesi non vede sorgere il sole.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">La Estación Concordia es un centro de investigación franco-italiano<br><br>Está 1100km tierra adentro, y a 3233 metros sobre el nivel del mal sobre la cúpula de hielo Domo C<br><br>Locura <a href="https://t.co/knQxFYS53H">https://t.co/knQxFYS53H</a> <a href="https://t.co/Tly9MVwE3o">pic.twitter.com/Tly9MVwE3o</a></p>— Valdo (@Valdoodlav_) <a href="https://x.com/Valdoodlav_/status/2079664075458363424?ref_src=twsrc%5Etfw">July 21, 2026</a></blockquote></figure><p>È opportuno precisarlo, perché il titolo può prestarsi a fraintendimenti: non si tratta né di un record mondiale né di un record della stazione. <strong>Concordia scende sotto i −80 °C ogni inverno. </strong>Ciò che è davvero eccezionale è un altro aspetto: nessun altro punto del pianeta aveva registrato un valore così basso negli ultimi quattordici anni, e questo risultato si è attestato a sei decimi di grado dal record storico della base stessa, <strong>i −84,7 °C dell’inverno del 2010 registrati dall’Osservatorio Meteo-Climatologico Antartico italiano.</strong></p><h2> Una fabbrica del gelo nel cuore del continente</h2><p>Concordia non si trova in un punto qualsiasi dell’Antartide. <strong>Si trova nel posto peggiore possibile se si cerca il calore,</strong> e in quello migliore se si vuole capire come si forma il freddo.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Secondo la scheda tecnica del PNRA, la base si trova nel sito denominato Dome C (75°06' S, 123°21' E), a 3.233 metri di altitudine sull’altopiano antartico orientale e a circa 1.200 chilometri dalle stazioni costiere italiane e francesi.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Sorge su uno strato di ghiaccio spesso più di tre chilometri e ospita tra i 12 e i 16 svernanti durante i mesi in cui nessun aereo può raggiungerla. La stessa istituzione descrive quell’altopiano come il più grande dissipatore di calore della Terra.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/5fm8TW8QLGw/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=5fm8TW8QLGw" id="5fm8TW8QLGw"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Il meccanismo combina quattro fattori, e nessuno di essi funziona senza gli altri. Primo, <strong>l’altitudine: a oltre 3.200 metri,</strong> la colonna d’aria sovrastante è più rarefatta e il raffreddamento radiativo è più efficiente. Secondo, la notte polare: per mesi non entra nemmeno un watt di radiazione solare, per cui il bilancio energetico è in netto deficit. </p><div class="texto-destacado"><strong>In terzo luogo, l’estrema aridità: il vapore acqueo è il principale gas serra naturale, e nell’entroterra antartico è praticamente assente, quindi la radiazione infrarossa emessa dalla superficie sfugge nello spazio quasi senza ostacoli. In quarto luogo, il cielo sereno e la calma:</strong> basta uno strato di nuvole o un po’ di vento perché la miscelazione verticale distrugga il processo.</div><p>Quando queste quattro condizioni si mantengono per diversi giorni consecutivi, sulla neve si forma un’inversione termica di enorme intensità: l’aria a contatto con la superficie rimane molto più fredda di quella che si trova a qualche centinaio di metri di altezza. <strong>Non c’è nulla che la smuova e nulla che la riscaldi. Il termometro continua semplicemente a scendere.</strong> Ecco perché le temperature minime antartiche non dipendono tanto da un’irruzione di aria fredda quanto da una prolungata assenza di perturbazioni.</p><h2>I numeri che spesso vengono confusi</h2><p>Riguardo al <strong>“luogo più freddo della Terra”</strong> circolano almeno tre dati diversi, ed è opportuno distinguerli perché non misurano la stessa cosa. <strong>Il primo è il record mondiale ufficiale: −89,2 °C, registrato nella stazione russa di Vostok il 21 luglio 1983.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777979" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attivita-umana-ha-causato-il-ritiro-del-ghiacciaio-che-si-sta-sciogliendo-piu-rapidamente-in-antartide.html" title="L'attività umana ha causato il ritiro del ghiacciaio che si sta sciogliendo più rapidamente in Antartide">L'attività umana ha causato il ritiro del ghiacciaio che si sta sciogliendo più rapidamente in Antartide</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-attivita-umana-ha-causato-il-ritiro-del-ghiacciaio-che-si-sta-sciogliendo-piu-rapidamente-in-antartide.html" title="L'attività umana ha causato il ritiro del ghiacciaio che si sta sciogliendo più rapidamente in Antartide"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/glaciar-que-se-derrite-mas-rapidamente-antartida-1782965543951_320.png" alt="L'attività umana ha causato il ritiro del ghiacciaio che si sta sciogliendo più rapidamente in Antartide"></a></article></aside><p>È il valore che l’Organizzazione meteorologica mondiale conserva nel proprio archivio ufficiale dei fenomeni climatici estremi come la temperatura dell’aria più bassa mai misurata direttamente in superficie. Dopo oltre quattro decenni, tale record non è ancora stato superato.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/antartida-la-base-italiana-concordia-marco-84-1-c-el-registro-mas-frio-del-planeta-en-catorce-anos-1785629686776.png" data-image="5645qoy151lm" alt="Dome C" title="Dome C"><figcaption>Sulla mappa dell'Antartide è possibile individuare il Dome C, l'enorme altopiano dove sorge la stazione Concordia. Crediti: Enzo Campetella</figcaption></figure><p><strong>Il secondo è il record di Concordia, i −84,7 °C del 2010 già citati. Vostok e Concordia sono stazioni vicine sulla mappa antartica, sebbene siano separate da centinaia di chilometri di altopiano desolato. </strong>Il terzo è quello che genera più malintesi: i <strong>−98 °C</strong> “dell’Antartide”. Tale dato proviene dallo studio del dott. Theodore (Ted) A. Scambos e dei suoi collaboratori, pubblicato su *Geophysical Research Letters* nel 2018, che ha individuato circa un centinaio di siti in piccoli bacini topografici dell’Antartide orientale, a oltre 3.800 metri di altitudine, dove il sensore a infrarossi del satellite ha rilevato tali valori.</p><p>Ma si tratta della temperatura della superficie della neve, non della temperatura dell’aria a due metri di altezza, che è quella registrata dalle stazioni meteorologiche e quella omologata dall’OMM.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778697" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-antartide-ha-raggiunto-i-15-4-c-in-pieno-inverno-ecco-come-si-e-verificata-un-ondata-di-caldo-eccezionale.html" title="L'Antartide ha raggiunto i 15,4 °C in pieno inverno: ecco come si è verificata un'ondata di caldo eccezionale">L'Antartide ha raggiunto i 15,4 °C in pieno inverno: ecco come si è verificata un'ondata di caldo eccezionale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-antartide-ha-raggiunto-i-15-4-c-in-pieno-inverno-ecco-come-si-e-verificata-un-ondata-di-caldo-eccezionale.html" title="L'Antartide ha raggiunto i 15,4 °C in pieno inverno: ecco come si è verificata un'ondata di caldo eccezionale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-antartica-tambien-tiene-olas-de-calor-incluso-en-invierno-1783698616490_320.png" alt="L'Antartide ha raggiunto i 15,4 °C in pieno inverno: ecco come si è verificata un'ondata di caldo eccezionale"></a></article></aside><p><strong>Gli stessi autori stimano che una superficie a −98 °C corrisponda a una temperatura dell’aria di circa −94 ± 4 °C. È una sfumatura tecnica, ma è quella che distingue un dato comparabile da uno che non lo è.</strong> All’estremo opposto, il 18 marzo 2022, quella stessa stazione di Concordia ha registrato il suo record assoluto di temperatura massima: <strong>−11,5 °C, </strong>con anomalie dell’ordine di +38,5 °C rispetto alla media stagionale. È stato il maggiore eccesso termico mai misurato in una stazione meteorologica fissa.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/antartide-la-base-franco-italiana-concordia-ha-registrato-84-1-c-la-temperatura-piu-bassa-degli-ultimi-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Guida passo passo per moltiplicare le sansevierie da una singola foglia e riempire la tua casa di nuove piante]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-passo-passo-per-moltiplicare-le-sansevierie-da-una-singola-foglia-e-riempire-la-tua-casa-di-nuove-piante.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Bastano una tecnica semplice e un po' di pazienza per trasformare una singola foglia in diverse piante. Qual è il momento migliore per farlo, quali contenitori utilizzare e quali sono gli errori più comuni?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-para-multiplicar-la-lengua-de-suegra-con-una-sola-hoja-y-llenar-la-casa-de-nuevas-plantas-1785161586218.jpg" data-image="09f7zjmj9exg" alt="piante" title="piante"><figcaption>Un metodo semplice ed economico per ottenere nuovi esemplari da un frammento di foglia.</figcaption></figure><p>Moltiplicare le piante in casa è tutt'altro che un segreto riservato agli esperti. Per dimostrarlo, <strong>non c'è pianta migliore della lingua di suocera</strong>. La sua straordinaria resistenza perdona gli errori dei principianti e permette di ottenere nuove piante con pochissimo sforzo.</p><p><strong>Da una sola foglia sana è possibile ricavare diverse talee</strong>. Sebbene il procedimento sia molto semplice, alcuni piccoli accorgimenti fanno la differenza tra una propagazione riuscita e un tentativo destinato a fallire.</p><h2>Il periodo migliore per iniziare</h2><p>Il periodo dell'anno influisce direttamente sul risultato. <strong>La primavera e l'inizio dell'estate sono le stagioni ideali</strong> per questa operazione, perché la pianta si trova nella fase di crescita attiva. Le temperature miti e le giornate più lunghe <strong>favoriscono lo sviluppo delle radici.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-para-multiplicar-la-lengua-de-suegra-con-una-sola-hoja-y-llenar-la-casa-de-nuevas-plantas-1785161768684.jpg" data-image="j1b5hxtjdn0z" alt="Piante" title="Piante"> <figcaption>Per moltiplicare la lingua di suocera in casa basta una foglia sana e un contenitore con un buon drenaggio.</figcaption> </figure><p>È possibile effettuare la propagazione anche in <strong>autunno o in inverno</strong>, ma lo sviluppo sarà molto più lento e aumenterà il rischio di marciume dovuto all'eccesso di umidità.</p><h2>Passo dopo passo: come preparare le talee</h2><p>Il primo passo consiste nello <strong>scegliere una foglia matura, robusta e perfettamente sana</strong>. È meglio evitare quelle che presentano macchie, parti molli o segni lasciati da insetti.</p><p>Con una forbice o un coltello ben affilato e disinfettato, <strong>la foglia va tagliata alla base</strong>. Successivamente si divide in segmenti lunghi tra i 5 e gli 8 centimetri.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-para-multiplicar-la-lengua-de-suegra-con-una-sola-hoja-y-llenar-la-casa-de-nuevas-plantas-1785161844495.jpg" data-image="s0e37drejn6i" alt="Piante" title="Piante"> <figcaption>Un taglio preciso e una corretta cicatrizzazione sono fondamentali per favorire la formazione delle radici.</figcaption> </figure><p>C'è però un dettaglio fondamentale: <strong>tutte le talee devono essere piantate mantenendo lo stesso orientamento che avevano sulla pianta madre</strong>. È utile fare un piccolo segno sulla parte inferiore di ogni segmento per evitare errori. Se vengono interrate al contrario, non svilupperanno radici.</p><p>Prima della messa a dimora, i pezzi di foglia devono cicatrizzare. <strong>È consigliabile lasciarli riposare per 24-48 ore in un luogo asciutto, ventilato e ombreggiato</strong>. Questo periodo consente la formazione di uno strato protettivo sul taglio che limita l'ingresso di funghi e patogeni.</p><h3>Vaso definitivo o contenitore provvisorio?</h3><p>Per piantare le talee è preferibile <strong>utilizzare inizialmente un piccolo vaso provvisorio</strong>, un contenitore da vivaio oppure semplici bicchieri di plastica forati sul fondo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="708478" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cura-della-sansevieria-la-pianta-quasi-indistruttibile-che-migliora-la-qualita-dell-aria.html" title="Cura della Sansevieria: la pianta quasi indistruttibile che migliora la qualità dell'aria">Cura della Sansevieria: la pianta quasi indistruttibile che migliora la qualità dell'aria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cura-della-sansevieria-la-pianta-quasi-indistruttibile-che-migliora-la-qualita-dell-aria.html" title="Cura della Sansevieria: la pianta quasi indistruttibile che migliora la qualità dell'aria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cuidados-de-la-sansevieria-la-planta-casi-indestructible-que-mejora-la-calidad-del-aire-1743971516281_320.jpg" alt="Cura della Sansevieria: la pianta quasi indistruttibile che migliora la qualità dell'aria"></a></article></aside><p>Un contenitore di dimensioni ridotte permette di controllare meglio l'umidità ed evita che il substrato trattenga troppa acqua. Quando i nuovi germogli avranno sviluppato le prime foglie e un apparato radicale ben formato, <strong>sarà il momento di trasferirli nel vaso definitivo.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-para-multiplicar-la-lengua-de-suegra-con-una-sola-hoja-y-llenar-la-casa-de-nuevas-plantas-1785161951667.jpg" data-image="q28c98ey4ni8" alt="Piante" title="Piante"> <figcaption>Con pazienza, irrigazioni moderate e un substrato leggero, le talee sviluppano radici e nuovi germogli nel giro di poche settimane.</figcaption> </figure><p>Al momento del trapianto definitivo, <strong>è possibile sistemare più piantine nello stesso vaso</strong>. L'importante è mantenere una distanza di circa 5-8 centimetri tra una e l'altra, così che i rizomi abbiano spazio sufficiente per espandersi senza competere per spazio e nutrienti. Si consiglia un terriccio leggero e con un ottimo drenaggio. Ogni segmento di foglia va interrato per soli 2-3 centimetri.</p><h3>Irrigazione: meno è meglio</h3><p>L'errore più comune nella propagazione della lingua di suocera è l'eccesso d'acqua. <strong>La pianta immagazzina acqua nei propri tessuti e non tollera i terreni costantemente bagnati.</strong> Dopo aver piantato le talee è sufficiente inumidire leggermente il terriccio. Prima di annaffiare di nuovo bisogna attendere che il substrato sia completamente asciutto.</p><p><strong>Durante i mesi più freddi le irrigazioni possono essere distanziate di due settimane o anche di più.</strong> Inoltre è consigliabile collocare il contenitore in un ambiente molto luminoso, evitando però il sole diretto nelle ore centrali della giornata.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-para-multiplicar-la-lengua-de-suegra-con-una-sola-hoja-y-llenar-la-casa-de-nuevas-plantas-1785162046018.jpg" data-image="szm65vp0nyvp" alt="Piante" title="Piante"> <figcaption>Per moltiplicare la lingua di suocera in casa basta una foglia sana e un contenitore con un buon drenaggio.</figcaption> </figure><p>La pazienza è fondamentale durante tutto il processo. In condizioni favorevoli, <strong>le radici iniziano a comparire tra la terza e la quarta settimana</strong>. I nuovi germogli, invece, possono impiegare da uno a tre mesi prima di emergere dal terreno.</p><p>Durante questo periodo <strong>è importante non spostare né dissotterrare i pezzi di foglia per controllarne lo stato</strong>. Farlo rischia infatti di danneggiare le minuscole radici appena formate.</p><h3>Un dettaglio importante sulla varietà</h3><p>Se la pianta madre presenta <strong>foglie completamente verdi</strong>, anche le nuove piante saranno identiche.</p><p>Al contrario, <strong>le varietà con bordi gialli o color crema, come la popolare Laurentii,</strong> perdono queste caratteristiche quando vengono propagate tramite talea fogliare. Le nuove piante nasceranno infatti completamente verdi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776076" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate">Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-averlo-sempre-verde-e-profumato-questa-estate-1782655008003_320.jpeg" alt="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"></a></article></aside><p>Per conservare i caratteristici margini dorati di questa varietà è necessario dividere la pianta a livello dei rizomi oppure <strong>separare i polloni che si sviluppano alla base</strong>.</p><p>Con una sola foglia sana e un po' di pazienza, questa tecnica rappresenta <strong>un modo semplice ed economico</strong> per riempire ogni angolo della casa di nuove piante.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-passo-passo-per-moltiplicare-le-sansevierie-da-una-singola-foglia-e-riempire-la-tua-casa-di-nuove-piante.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tre modi per affrontare le ondate di calore: proteggere le persone, adattare le città, limitare il riscaldamento globale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tre-modi-per-affrontare-le-ondate-di-calore-proteggere-le-persone-adattare-le-citta-limitare-il-riscaldamento-globale.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L’estate 2026 è praticamente caratterizzata da una unica lunga ondata di caldo dovuta all’uso dei combustibili fossili, deforestazione e altre fonti emissive. Come convivere e soprattutto evitare questi eventi? Ecco alcuni consigli diversi dai noti e ripetuti banali decaloghi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/tre-modi-per-affrontare-le-ondate-di-calore-proteggere-le-persone-adattare-le-citta-limitare-il-riscaldamento-globale-1785421989852.jpeg" data-image="go3nzb4fd97w"><figcaption>alberi, verde, giardini pensili: più verdeggiamo città e case, meglio sopporteremo le ondate di caldo. Serve però agire alla fonte, per evitare il peggio in futuro.</figcaption></figure><p>Siamo alle prese con una <strong>ennesima ondata di caldo che è solo agli inizi,</strong> presto per tirare le somme e dire se è nuovamente storica, ora la cosa più utile per tutti è capire <strong>cosa sta succedendo e come difendersi,</strong> convivere ed evitare il peggio in futuro.</p><div class="texto-destacado">Si sente parlare di tante cose in questi giorni, <strong>dal piantare alberi al depavimentare le città, dal fermare le guerre a mangiare meno carne</strong>, fino alle più strampalate teorie complottistiche o negazioniste.</div><p>Cerchiamo quindi di fare chiarezza su<strong> tre macro livelli di azione: oggi e individuale, domani e collettiva, e il futuro a carattere globale.</strong> Una non esclude l’altra, anche se nell’emergenza ci possiamo affidare praticamente solo sulla prima. In pratica: proteggersi, adattarsi, evitare che peggiori. <strong>Nessuna misura, da sola, risolve</strong> il problema.</p><h2>Azioni individuali: convivere con il caldo, non subirlo</h2><p>Evitiamo di elencare i decaloghi scontat<strong>i, sappiamo benissimo che bisogna bere molto, evitare uscire nelle ore calde, proteggere le categorie fragili </strong>come anziani, malati cronici, bambini. Riguardo <strong>il non uscire, non è totale e coercitivo, attività fisica, lavori, giardinaggio ecc spesso basta spostarli all'alba</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Al tramonto invece è anche peggio, la temperatura massima arriva tardi in questo periodo. Se si esce, informatevi in città sulla presenza dei cosiddetti “<strong>rifugi climatici</strong>”. Riguardo al <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-clima-il-condizionatore-e-veramente-cosi-dannoso-per-salute-e-ambiente-facciamo-chiarezza.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">condizionatore, non va demonizzato </a>ma nemmeno abusato.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Vediamo ora alcune cose che forse sfuggono. La prima, è di <strong>idratarsi prima di avere sete</strong>. Quando compare la sete si è già iniziata una lieve disidratazione. Per anziani e lavoratori all'aperto è un concetto importante.</p><p>La seconda, <strong>ridurre il calore che entra è meglio che toglierlo dopo.</strong> Appena arriva il sole in una parete con finestre, <strong>sfruttare tutte schermature possibili: </strong>abbassare o chiudere persiane e tapparelle, mettere tende esterne sono semplici azioni efficaci. Al contrario, di notte specie se transitano nelle vicinanze temporali di calore, aprire sfruttare l’aria fresca.</p><div class="texto-destacado">Poi, <strong>raffreddare il corpo di notte è fondamentale. </strong>Una notte tropicale con minima di 25 °C non permette all'organismo di recuperare. Vale la pena investire sul raffrescamento notturno (ventilazione, climatizzazione usata con criterio, schermature).</div><p>Infine torniamo al condizionatore: meglio, sia come consumi che come efficienza ed effetto, tenerlo acceso a temperatura anche di 27,28°C per molte ore che accenderlo brevemente a basse temperature. Così si evita anche il surriscaldamento dell’involucro.</p><h2> Adattare la casa e le città</h2><p>Queste sono <strong>azioni una tantum,</strong> da fare come <strong>investimento a lungo termine. </strong>Case, condomini, villette ecc dovrebbero <strong>circondarsi di alberi a fusto alto, con precauzioni vero per il problema temporali,</strong> ma offrono un grande beneficio col loro ombreggiamento e refrigerio. Poi abbiamo parlato della <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dal-3-agosto-nuove-regole-per-chi-costruisce-o-ristruttura-casa-piu-energie-rinnovabili-vantaggi-per-tutti.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">direttiva case green, se avete lavori importanti in programma</a>, è ora imperativo agire.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777363" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città">Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore-1783496103656_320.jpeg" alt="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"></a></article></aside><p>Veniamo ora alle città, <strong>non è di oggi che si conosce l’isola di calore urbana, </strong>paghiamo le <strong>inazioni non solo sui gas serra ma anche nell’urbanistica</strong>. Certo non si rimedia al passato in poche settimane, ma occorre agire per cose che ormai sappiamo. </p><div class="texto-destacado">Servono più alberi, ma alberi giusti messi nel posto e modo giusto e curati come si deve. Servono anche più parchi e curare bene quelli esistenti, ma con una avvertenza. Non per sminuirne il ruolo, ma un parco o alberi rinfrescano dove si trovano, misure alla mano non hanno invece effetto apprezzabile in altre zone urbanizzate e cementificate. </div><p>Il suolo permeabile e meno asfalto sono importanti, anche per il drenaggio sei sempre più intensi nubifragi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tre-modi-per-affrontare-le-ondate-di-calore-proteggere-le-persone-adattare-le-citta-limitare-il-riscaldamento-globale-1785422079690.jpeg" data-image="tvwl1tz1nzo0"><figcaption>Anche semplici tende da sole e perfino un ombrellone possono aiutarci a ridurre la temperatura interna.</figcaption></figure><p><br>Ci sarebbero tante altre cose,<strong> tetti verdi, facciate chiare, ombra alle fermate degli autobus, fontane e acqua </strong>pubblica.<br>Tutto questo può abbassare la temperatura urbana anche di alcuni gradi, ma se arriva una massa d'aria da +28 °C a 850 hPa continuerà comunque a fare molto caldo. In poche parole, l'adattamento riduce il disagio, ma non elimina il caldo. </p><h2>Mitigazione: evitare l’ingestibile</h2><p>Ripetiamolo, ricordatevelo, se lo ricordino i politici dal locale al nazionale e al globale: <strong>non esiste adattamento senza mitigazione. </strong>Perché abbia azione la riduzione dei gas serra deve essere si collettiva, ma <strong>secondo lo spirito dell’accordo di Parigi tutti devono fare la loro parte.</strong> Anche la popolazione, supportando scelte come appunto quella che dal 3 agosto impone di aumentare le rinnovabili in edifici nuovi e ristrutturazioni importante.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="18681" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/rapporto-ipcc-1-5-c-agire-subito-o-nel-2040-clima-fuori-controllo.html" title="Rapporto IPCC 1.5°C: agire subito o nel 2040 clima fuori controllo">Rapporto IPCC 1.5°C: agire subito o nel 2040 clima fuori controllo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/rapporto-ipcc-1-5-c-agire-subito-o-nel-2040-clima-fuori-controllo.html" title="Rapporto IPCC 1.5°C: agire subito o nel 2040 clima fuori controllo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/rapporto-ipcc-1-5-c-agire-subito-o-nel-2040-clima-fuori-controllo-18681-1_320.jpg" alt="Rapporto IPCC 1.5°C: agire subito o nel 2040 clima fuori controllo"></a></article></aside><p>Il <strong>beneficio però si vedrà solo in futuro, anche decenni,</strong> in questo modo, arrivando a emissioni nette zero entro il 2050 e perseguendo l’obiettivo 1.5°C, eviteremo il peggio. Nel frattempo però le ondate di caldo resteranno anche nei prossimi decenni. <strong>Gestire lìinevitabile evitare l’ingestibile</strong> è una volta di più imperativo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tre-modi-per-affrontare-le-ondate-di-calore-proteggere-le-persone-adattare-le-citta-limitare-il-riscaldamento-globale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo fino a Ferragosto in Italia? Tendenza meteo a 10 giorni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-fino-a-ferragosto-in-italia-tendenza-meteo-a-10-giorni.html</link><pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:14:57 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi 10 giorni l’anticiclone continuerà a dominare su gran parte del Paese, con temperature ancora elevate e pochi segnali di tregua. Qualche segnale di cambiamento per Ferragosto?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xauqc5a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xauqc5a.jpg" id="xauqc5a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il mese di agosto si è aperto con <strong>una figura anticiclonica subtropicale decisamente ingombrante</strong> estesa anche <strong>sull'Italia </strong>e su buona parte dell'<strong>Europa centro-meridionale</strong>. L'estate, che ha già mostrato caratteristiche di caldo eccezionale nelle settimane scorse, in questi giorni sta vivendo una delle sue fasi più intense, nel periodo in cui anche la <strong>statistica climatologica</strong> vede<strong> l'apice del calore. </strong></p><div class="texto-destacado">La cupola di alta pressione subtropicale nord-africana dominerà la scena ancora a lungo sul nostro Paese, mantenendo le temperature <strong>su valori abbondantemente superiori alle medie stagionali, già ai massimi annuali.</strong> </div><p>Per comprendere meglio <strong>l'evoluzione fino alla metà del mese</strong>, è necessario analizzare attentamente <strong>le ultime elaborazioni modellistiche</strong> messe a disposizione dai<strong> principali centri di calcolo e simulazione delle dinamiche atmosferiche</strong>.</p><h2>Una calura senza sosta su tutto il Paese</h2><p>Nella giornata di oggi, <strong>martedì 4 agosto</strong>, l'Italia si trova quasi interamente immersa in una massa d'aria molto calda. <strong>Le temperature massime </strong>continueranno a toccare o superare i<strong> 38-40°C nelle zone interne del Centro-Sud, delle Isole Maggiori e della Pianura Padana. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>A questo punto della stagione, dopo altre ondate di caldo estremo e persistente, </strong>possiamo "tranquillamente" affermare che <strong>quella attuale non può più essere più considerata una semplice ondata di calore transitoria, ma come un vero e proprio regime climatico ricorsivo o anche stazionario.</strong></div><p><strong> Lo zero termico</strong>, <strong>intorno ai 4000 metri di quota, continua a sottoporre i ghiacci dei rilievi alpini a intensa fusione. Anche oggi, lungo la dorsale appenninica e sull'arco alpino, </strong>si potrà assistere alla <strong>formazione di temporali di calore pomeridiani,</strong> favoriti anche dall'<strong>elevato tasso di umidità nei bassi strati</strong> che, nelle ore più calde, tende a sollevarsi con <strong>correnti ascensionali </strong>e a raggiungere<strong> gli strati atmosferici elevati più freschi e secchi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781850" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-caldo-il-ministero-della-salute-attiva-il-bollino-rosso-in-27-citta-martedi-4-agosto.html" title="Allerta caldo, il Ministero della Salute attiva il bollino rosso in 27 città martedì 4 agosto">Allerta caldo, il Ministero della Salute attiva il bollino rosso in 27 città martedì 4 agosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-caldo-il-ministero-della-salute-attiva-il-bollino-rosso-in-27-citta-martedi-4-agosto.html" title="Allerta caldo, il Ministero della Salute attiva il bollino rosso in 27 città martedì 4 agosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-caldo-il-ministero-della-salute-attiva-il-bollino-rosso-in-27-citta-martedi-4-agosto-1785770795311_320.jpg" alt="Allerta caldo, il Ministero della Salute attiva il bollino rosso in 27 città martedì 4 agosto"></a></article></aside><p><strong><strong>Q</strong></strong><strong>uesti roves</strong><strong>ci montani</strong> risulteranno<strong> localmente</strong><strong> intensi e accompagnati da grandinate, </strong>ma avranno un <strong>carattere prevalentemente isolato, senza riuscire a scalzare l'aria calda sulle pianure e lungo i litorali.</strong></p><h2>Evoluzione a medio termine: lieve flessione termica e rischio temporali al Nord</h2><p><strong>Tra domani, mercoledì 5, e domenica 9 agosto, la struttura dell'anticiclone nordafricano </strong>subirà<strong> piccoli cedimenti lungo il suo margine settentrionale. </strong>In particolare, a partire da<strong> venerdì 7 agosto</strong>, sarà probabile<strong> un graduale incremento dell'instabilità atmosferica sulle regioni del Nord</strong><strong>, con temporali in estensione dalle Alpi verso le adiacenti zone pianeggianti di Piemonte, Lombardia e Triveneto. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-tendenza-aggiornata-per-ferragosto-secondo-le-esemble-1785841512630.jpg" data-image="9rnpyc7ulnsf"><figcaption>Tra mercoledì 5 e domenica 9 agosto, la struttura dell'anticiclone nordafricano subirà piccoli cedimenti lungo il suo margine settentrionale. Mappe a 300hPa ECMWF-Meteo-Red</figcaption></figure><p><strong><strong>L</strong></strong><strong>e temperature sulle regioni settentrionali</strong> subiranno una<strong> lieve e temporanea diminuzione,</strong> riavvicinandosi a <strong>valori meno estremi</strong>, ma comunque<strong> sempre elevati. </strong></p><p><strong>Al contrario, il Centro-Sud e le due Isole Maggiori </strong>continueranno a rimanere <strong>pienamente inglobati nella bolla calda africana, con temperature costantemente oltre i 35°C e condizioni di afa opprimente, specie lungo i tratti costieri, sia di giorno che di notte.</strong></p><h2>Analisi Ensemble di GFS ed ECMWF: quale tendenza verso Ferragosto?</h2><p>Per spingerci oltre, <strong>verso il 15 agosto</strong>, è necessario consultare le proiezioni probabilistiche dei modelli matematici globali, in particolare utilizzando i cluster d'insieme (Ensemble) dei centri di calcolo <strong>GFS</strong> ed <strong>ECMWF.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781969" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia.html" title="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia">30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia.html" title="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia-1785835227513_320.png" alt="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia"></a></article></aside><p> L'analisi dei grafici "Spaghetti" e di modelli stagionali (mensili), è possibile notare <strong>una convergenza significativa nei due principali modelli. Gli ensemble indicano che la flessione termica attesa al Nord attorno all'8-9 agosto non si concretizzerà in una rottura stagionale.</strong> </p><div class="texto-destacado"><strong>Entrambi i centri di calcolo, infatti, concordano nel mostrare una pronta ripresa della struttura anticiclonica subtropicale subito dopo il 10 agosto. </strong></div><p><strong>La tendenza per la settimana di Ferragosto</strong> vede dunque<strong> la persistenza di anomalie termiche positive comprese tra 2 e 4°C oltre la media climatica di riferimento,</strong> a conferma di <strong>una stagione estiva che non intende tornare nei "ranghi statistici". </strong></p><h2>Lo scenario probabile per il periodo di Ferragosto 2026</h2><p>Sulla base delle informazioni elaborate dai modelli matematici, il periodo compreso<strong> tra l'11 e il 16 agosto</strong> dovrebbe essere caratterizzato da un tempo generalmente<strong> stabile e soleggiato su gran parte d'Italia</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-tendenza-aggiornata-per-ferragosto-secondo-le-esemble-1785841595119.jpg" data-image="16lxt6fu3yc1" alt="Cambiamento meteo." title="Cambiamento meteo."><figcaption>Qualche cambiamento si vedrà nel periodo dopo il Ferragosto.</figcaption></figure><p><strong>Il caldo tornerà a intensificarsi anche al Settentrione dopo la parentesi instabile, mentre al Centro-Sud la calura proseguirà senza particolari interruzioni</strong>.</p><p>Tuttavia, non si possono escludere <strong>nuovi veloci episodi instabili al Nord,</strong> legati a blande infiltrazioni di<strong> aria fresca in quota</strong> che, contrastando con l'<strong>aria molto calda dei bassi strati in sollevamento</strong> diurno,<strong> potrebbero generare fenomeni temporaleschi anche di forte intensità. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Le stesse ensamble</strong>, però, ci fanno intendere che,<strong> proprio in concomitanza con la festività estiva, l'incertezza previsionale</strong> torna ad essere l'<strong>elemento rilevante. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>GFS</strong>, in particolare, vede aprirsi <strong>un ventaglio di soluzioni a partire dal 15, ad iniziare dal Nord, e dal 16 al Sud. Questa forbice</strong>, sia nel campo delle temperature ad 850 hPa, che della pressione al suolo,<strong> suggerisce che nei giorni successivi la circolazione potrebbe cambiare, e con essa la temperatura. </strong></p><p><strong>ECMWF vede una evoluzione abbastanza simile, ma posticipata di 2 o 3 giorni. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong> <strong>È importante ribadire che i</strong>n meteorologia queste ultime informazioni non rappresentano più una proiezione di tendenza, tanto meno una previsione.</strong></div><p><strong>Vanno intese come chiave di lettura orientata a scorgere segni di cambiamento sul lungo periodo, </strong>anche se gli stessi clusters potrebbero semplicemente evidenziare il limite estremo del calcolo deterministico da cui derivano.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-fino-a-ferragosto-in-italia-tendenza-meteo-a-10-giorni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item></channel></rss>