<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Sun, 16 Aug 2026 21:30:22 +0000</lastBuildDate><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 21:30:22 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Come funziona la previsione di un'eclissi: ecco come gli astronomi calcolano il giorno, l'ora e dove passerà l'ombra]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/come-funziona-la-previsione-dell-eclissi-ecco-come-gli-astronomi-calcolano-il-giorno-l-ora-e-dove-passera-l-ombra.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 17:19:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La previsione delle eclissi ci permette di sapere con grande precisione quando il Sole, la Luna e la Terra si allineeranno e quali aree saranno in grado di osservare il fenomeno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-saben-los-cientificos-exactamente-cuando-habra-un-eclipse-1786443267086.jpg" data-image="bvd8f9youej2" alt="eclissi di sole" title="eclissi di sole"><figcaption>Gli astronomi possono prevedere con precisione le eclissi calcolando le orbite del Sole, della Luna e della Terra, nonché il percorso dell'ombra lunare.</figcaption></figure><p>Le eclissi non si verificano per caso. <strong>Il loro arrivo dipende da una combinazione precisa di movimenti celesti che gli astronomi possono studiare attraverso modelli matematici.</strong> La Luna orbita attorno alla Terra in 27,3 giorni, ma la sua orbita presenta un'inclinazione di circa 5 gradi rispetto al piano dell'eclittica. Per questo motivo, una Luna nuova o una Luna piena non producono automaticamente un'eclissi. <strong>Solo quando la Luna attraversa determinati punti della sua traiettoria può verificarsi l'allineamento necessario.</strong></p><p>Questa spiegazione permette anche di capire perché gli scienziati siano in grado di prevedere sia il momento del fenomeno sia la zona della Terra dalla quale sarà visibile. Per farlo tengono conto delle orbite, delle distanze tra i corpi celesti, delle dimensioni apparenti del Sole e della Luna e del movimento dell'ombra lunare. <strong>Nel caso delle eclissi totali, inoltre, è possibile calcolare la fascia precisa del pianeta dalla quale il Sole sarà completamente oscurato.</strong></p><h2>Prevedere le eclissi: l'inclinazione della Luna determina quando possono verificarsi</h2><p><strong>Un'eclissi solare si verifica quando la Luna si trova tra il nostro pianeta e il Sole e blocca una parte o tutta la luce proveniente dalla nostra stella.</strong> Nella zona che si trova all'interno dell'ombra si può osservare un'eclissi totale, mentre chi si trova nella penombra vede soltanto una parte del disco solare. La posizione esatta di ogni osservatore rispetto a quell'ombra determina il tipo di eclissi che potrà vedere.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/-9EvyA_qJME/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=-9EvyA_qJME" id="-9EvyA_qJME"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Nel caso di un'eclissi lunare, la configurazione cambia: <strong>la Terra si trova tra il Sole e la Luna e proietta la propria ombra sul satellite.</strong> La Luna non scompare completamente, ma può assumere una tonalità rossastra. L'atmosfera terrestre devia e filtra una parte della radiazione solare, disperdendo soprattutto la luce blu e lasciando arrivare sulla superficie lunare una maggiore quantità di luce rossa.</p><p>L'inclinazione di circa 5 gradi dell'orbita lunare rispetto all'eclittica spiega perché questi fenomeni non si verificano ogni mese. <strong>Due volte all'anno si verificano le condizioni</strong> affinché la traiettoria della Luna attraversi il piano dell'orbita terrestre nei cosiddetti nodi lunari. È intorno a questi punti che si apre una finestra di circa 35 giorni durante la quale può verificarsi una o persino più eclissi.</p><h2>Prevedere le eclissi: 173,3 giorni separano i nodi lunari</h2><p>Questo periodo prende il nome di "stagione delle eclissi" e <strong>ha una durata sufficiente perché, normalmente, coincidano un'eclissi solare e una lunare.</strong> Poiché i 35 giorni superano leggermente i 27,3 necessari alla Luna per completare un'orbita attorno alla Terra, in alcune occasioni può verificarsi una terza eclissi all'interno della stessa stagione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-saben-los-cientificos-exactamente-cuando-habra-un-eclipse-1786443064865.jpeg" data-image="i8ztsruj4jt9" alt="Eclissi solare" title="Eclissi solare"><figcaption>Le eclissi solari vengono previste calcolando con precisione le orbite della Luna e della Terra per determinare quando si allineeranno con il Sole.</figcaption></figure><p>Anche il momento del fenomeno segue uno schema legato all'orbita lunare. L'intervallo di tempo tra due nodi è di circa 173,3 giorni, mentre il cosiddetto <strong>"anno delle eclissi" dura 346,6 giorni</strong>. Questo valore è inferiore ai 365,25 giorni di un anno solare. Inoltre, l'orbita della Luna presenta una lenta rotazione, nota come precessione, che fa sì che le stagioni delle eclissi si anticipino di circa due o tre settimane ogni anno.</p><p>Questi dati permettono persino di effettuare una semplice stima senza disporre di tutti i calcoli astronomici. <strong>Un riferimento approssimativo consiste nel contare 173 giorni a partire da un'eclissi per individuare il successivo periodo legato ai nodi.</strong> Tuttavia, sapere quando si verificherà il fenomeno non garantisce che possa essere osservato da un determinato luogo: la visibilità dipende anche dalla posizione geografica e dalle condizioni meteorologiche.</p><h2>Come calcolano gli astronomi la traiettoria e l'ora esatta</h2><p>La meccanica celeste costituisce la base per effettuare questi calcoli. Gli astronomi lavorano con modelli che descrivono il movimento della Terra attorno al Sole e quello della Luna attorno alla Terra, <strong>tenendo conto sia dell'inclinazione dell'orbita lunare sia della forma ellittica di entrambe le traiettorie.</strong> Con questi dati possono determinare quando si verificherà l'allineamento necessario affinché si formi l'ombra.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-saben-los-cientificos-exactamente-cuando-habra-un-eclipse-1786442541136.jpg" data-image="ws6uw8tr0j0q" alt="Eclissi solare" title="Eclissi solare"><figcaption>Le previsioni astronomiche non permettono soltanto di ammirare l'eclissi totale di Sole di oggi, ma sono state fondamentali anche per organizzare osservazioni sicure e di successo in tutto il mondo.</figcaption></figure><p><strong>Un altro strumento utilizzato per mettere in relazione eclissi separate nel tempo è il ciclo di Saros</strong>, che dura circa 18 anni, 11 giorni e 8 ore. Dopo questo intervallo, il Sole, la Terra e la Luna tornano ad assumere posizioni relative molto simili. Gli astronomi babilonesi utilizzavano già questo schema migliaia di anni fa per prevedere le eclissi.</p><p>I calcoli moderni permettono di spingersi molto più lontano. Per determinare la fascia di totalità di un'eclissi solare è necessario considerare la rotazione terrestre, la distanza tra la Luna e la Terra e la velocità con cui l'ombra si sposta sulla superficie. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783167" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/c-e-la-data-per-la-prossima-eclissi-totale-di-sole-sara-nell-agosto-del-2027-e-si-vedra-anche-da-un-pezzettino-d-italia.html" title="C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia">C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/c-e-la-data-per-la-prossima-eclissi-totale-di-sole-sara-nell-agosto-del-2027-e-si-vedra-anche-da-un-pezzettino-d-italia.html" title="C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/c-e-la-data-per-la-prossima-eclissi-totale-di-sole-sara-nell-agosto-del-2027-e-si-vedra-anche-da-un-pezzettino-d-italia-1786453870064_320.jpg" alt="C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia"></a></article></aside><p><strong>I dati provenienti da satelliti, osservatori spaziali, programmi informatici e modelli matematici</strong> permettono di stabilire l'orario dell'eclissi con una precisione di pochi secondi e di determinare le aree della Terra che si troveranno all'interno dell'ombra totale.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/come-funziona-la-previsione-dell-eclissi-ecco-come-gli-astronomi-calcolano-il-giorno-l-ora-e-dove-passera-l-ombra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come coltivare lo zenzero in vaso e raccogliere un tesoro gastronomico per i vostri piatti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/passo-dopo-passo-come-coltivare-lo-zenzero-in-vaso-e-raccogliere-un-tesoro-gastronomico-per-i-vostri-piatti.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 16:03:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dal vaso al piatto: tutto ciò che devi sapere per coltivare questo ingrediente versatile e salutare, facile da integrare nei tuoi pasti quotidiani.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-como-cultivar-jengibre-en-una-maceta-y-cosechar-un-tesoro-gourmet-para-tus-platos-1786315474321.jpg" data-image="c3tt2k2to27n" alt="zenzero" title="zenzero"><figcaption>Lo zenzero si adatta molto bene agli spazi ristretti. Un vaso ampio e un ambiente caldo sono fondamentali per la sua crescita.</figcaption></figure><p>Allevia le digestioni lente, aiuta a calmare la nausea e dona un inconfondibile tocco piccante. <strong>Lo zenzero è un alleato della salute e un ingrediente protagonista in cucina.</strong> La buona notizia è che puoi coltivarlo in casa senza bisogno di avere un grande giardino. Anche se richiede diversi mesi per svilupparsi, <strong>la primavera è il momento ideale per iniziare la coltivazione,</strong> poiché il clima caldo favorisce la germinazione.</p><p><strong>È sufficiente un solo rizoma acquistato dal fruttivendolo per iniziare il processo.</strong> Questa struttura sotterranea, che comunemente chiamiamo "radice", contiene le gemme capaci di generare nuovi fusti. Con un contenitore adeguato e un po' di pazienza, potrai ottenere il tuo raccolto fresco.</p><h2>Il primo passo: scegliere un buon rizoma</h2><p>Per iniziare con successo è consigliabile <strong>scegliere un pezzo fresco, sodo e carnoso.</strong> Cerca esemplari con piccole protuberanze sulla superficie. Questi punti sono le gemme da cui spunteranno i nuovi germogli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-como-cultivar-jengibre-en-una-maceta-y-cosechar-un-tesoro-gourmet-para-tus-platos-1786315549479.jpg" data-image="irfef4g9mcjj" alt="piante di zenzero" title="piante di zenzero"><figcaption>Scegli rizomi sodi e carnosi. Le piccole protuberanze sulla superficie sono le gemme da cui spunteranno i nuovi germogli.</figcaption></figure><p>Se il rizoma è grande, puoi tagliarlo in pezzi di pochi centimetri. Ogni sezione deve conservare almeno una o due gemme sane. <strong>Lascia asciugare i pezzi all'aria per un paio di giorni prima di piantarli.</strong> In questo modo la superficie del taglio cicatrizza e si riduce il rischio di marciume.</p><p><strong>Il vaso deve avere almeno 30 centimetri di diametro</strong> e un ottimo drenaggio. È fondamentale evitare i ristagni d'acqua. Se preferisci piantare più pezzi insieme, avrai bisogno di un vaso più grande.</p><p><strong>Il substrato deve avere una consistenza soffice e fertile.</strong> Un terriccio per vasi arricchito con sostanza organica funziona molto bene. L'acqua deve defluire senza ristagnare, poiché l'eccessiva umidità danneggia la coltivazione.</p><h2>Come piantare lo zenzero passo dopo passo</h2><p><strong>Preparazione:</strong> scegli un rizoma sano. Se lo tagli, lascia asciugare la superficie del taglio per due giorni.</p><p><strong>Preparazione del vaso:</strong> riempi il vaso con un substrato soffice, senza arrivare fino al bordo.</p><p><strong>Piantagione:</strong> posiziona il rizoma orizzontalmente, con le gemme rivolte verso l'alto. Coprilo con uno strato di terra di 2-5 centimetri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-como-cultivar-jengibre-en-una-maceta-y-cosechar-un-tesoro-gourmet-para-tus-platos-1786316139140.jpg" data-image="fgm1m96adnpp" alt="piantare lo zenzero" title="piantare lo zenzero"><figcaption>Posiziona i piccoli rizomi orizzontalmente con le gemme rivolte verso l'alto, lasciando spazio sufficiente per permetterne lo sviluppo.</figcaption></figure><p><strong>Annaffiatura moderata:</strong> inumidisci leggermente il terreno. L'eccesso d'acqua nelle prime settimane può far marcire il rizoma.</p><p><strong>Posizione:</strong> scegli un ambiente caldo con luce naturale filtrata. Evita l'esposizione diretta e intensa al sole per molte ore.</p><h2>Come prendersi cura della pianta durante la crescita</h2><p>Una volta comparsi i primi germogli, le esigenze della pianta cambiano. <strong>Mantieni un'irrigazione regolare, assicurandoti che il terreno rimanga umido al tatto, ma senza inzuppare le radici.</strong> Durante i mesi più caldi puoi nebulizzare le foglie per aumentare leggermente l'umidità ambientale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-como-cultivar-jengibre-en-una-maceta-y-cosechar-un-tesoro-gourmet-para-tus-platos-1786316278248.jpg" data-image="c9bnw7s1o78k" alt="germogli di zenzero" title="germogli di zenzero"><figcaption>Dopo alcune settimane di pazienza, spuntano i primi germogli verdi.</figcaption></figure><p>Se coltivi lo zenzero in una zona con inverni freddi, la protezione è fondamentale. Quando le temperature iniziano a scendere, porta il vaso all'interno della casa, vicino a una finestra luminosa.</p><p>Con l'arrivo dell'autunno noterai che le foglie diventano gialle e iniziano a seccarsi; è del tutto normale e indica che la pianta sta entrando nella fase di riposo e che si avvicina il momento del raccolto.</p><h2>Tempi, raccolta e conservazione</h2><p>La pazienza è fondamentale durante questo processo. <strong>Il primo germoglio verde può impiegare dalle tre alle sette settimane per spuntare.</strong> Da quel momento, lo sviluppo della pianta accelera.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776076" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate">Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-averlo-sempre-verde-e-profumato-questa-estate-1782655008003_320.jpeg" alt="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"></a></article></aside><p><strong>Per completare la raccolta sono necessari dagli otto ai dodici mesi.</strong> Tuttavia, puoi estrarre alcuni rizomi più giovani già dopo pochi mesi, rimuovendo con cautela la terra. Questo zenzero giovane ha una buccia sottile e un sapore delicato che non richiede di essere sbucciato.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-como-cultivar-jengibre-en-una-maceta-y-cosechar-un-tesoro-gourmet-para-tus-platos-1786316423401.jpg" data-image="bcky6i81l7un" alt="zenzero fresco appena raccolto" title="zenzero fresco appena raccolto"><figcaption>Fresco e appena raccolto: lo zenzero dona un sapore unico ai tuoi piatti e possiede note proprietà digestive.</figcaption></figure><p>Per conservare i rizomi maturi dopo la raccolta, <strong>puliscili bene e lasciali asciugare all'aria.</strong> Puoi conservarli in frigorifero avvolti nella carta assorbente, all'interno di un contenitore ermetico, per diverse settimane.</p><p>Se hai raccolto una quantità abbondante, <strong>congelare il rizoma intero o grattugiato in porzioni</strong> è un'ottima soluzione per mantenerne la freschezza per diversi mesi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-como-cultivar-jengibre-en-una-maceta-y-cosechar-un-tesoro-gourmet-para-tus-platos-1786316501067.jpg" data-image="8l7g1qwunkd2" alt="infuso di zenzero fresco" title="infuso di zenzero fresco"><figcaption>Un infuso caldo di zenzero fresco è ideale per favorire la digestione e riscaldare il corpo dopo una giornata fredda.</figcaption></figure><p>Lo zenzero appena raccolto supera quello secco acquistato in negozio per <strong>aroma e freschezza.</strong> Il suo sapore trasforma piatti saltati in padella, zuppe, curry e ricette a base di pesce. È inoltre ottimo per plumcake, biscotti e infusi con limone.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771206" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate.html" title="Guida alla cura del rosmarino: 10 regole per farlo crescere rigoglioso questa estate">Guida alla cura del rosmarino: 10 regole per farlo crescere rigoglioso questa estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate.html" title="Guida alla cura del rosmarino: 10 regole per farlo crescere rigoglioso questa estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646349412_320.jpeg" alt="Guida alla cura del rosmarino: 10 regole per farlo crescere rigoglioso questa estate"></a></article></aside><p>I suoi composti bioattivi, come i gingeroli, spiegano le sue proprietà digestive e antinfiammatorie. Alla fine, <strong>la lunga attesa si trasforma nella soddisfazione impareggiabile</strong> di portare direttamente dalla pianta al piatto un ingrediente fresco e ricco di proprietà.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/passo-dopo-passo-come-coltivare-lo-zenzero-in-vaso-e-raccogliere-un-tesoro-gastronomico-per-i-vostri-piatti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 14:36:26 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Lunedì 17 agosto sarà una giornata instabile sull'Italia, con molti temporali diffusi da Nord a Sud. La Protezione Civile ha attivato allerta meteo in ben 13 regioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xay8mim"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xay8mim.jpg" id="xay8mim"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo il caldo intenso dei giorni scorsi, <strong>lunedì 17 agosto l'Italia sarà interessata da una fase di instabilità</strong>, con temporali che potranno svilupparsi già dalle prime ore della giornata e progressivamente estendersi a gran parte del Paese. Da segnalare anche un ridimensionamento delle temperature dopo una lunghissima fase di caldo davvero intenso iniziato a fine luglio. </p><p>Secondo il modello meteorologico europeo, di riferimento di Meteored, quella di lunedì sarà una <strong>giornata temporalesca</strong>, con fenomeni localmente intensi e un'evoluzione molto dinamica.</p><h2>Temporali già al mattino al Nord-Ovest</h2><p>I primi temporali potranno svilupparsi <strong>già durante la mattinata sul Nord-Ovest</strong>, dove l'instabilità sarà particolarmente evidente. I fenomeni potranno interessare la <strong>Liguria e l'Alta Toscana</strong>, per poi estendersi progressivamente verso il Nord-Est con il passare delle ore.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord-1786888626772.jpg" data-image="wc9v25a2ktx4"><figcaption>Densità di fulmini prevista sull'Italia nel primo pomeriggio di lunedì 17.</figcaption></figure><p>La situazione sarà particolarmente instabile anche tra <strong>Trentino-Alto Adige e Veneto</strong>, dove nel corso della mattinata potranno formarsi numerosi temporali. L'attività temporalesca potrà risultare localmente intensa, accompagnata da forti rovesci e raffiche di vento.</p><p>Le <a href="https://www.ilmeteo.net/mappe-meteorologiche/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">mappe navigabili di Meteored</a> basate sul modello europeo, mostrano una elevata probabilità di fenomeni su aree estese.</p><h2>Dalla tarda mattinata temporali anche al Centro</h2><p>La fase instabile non resterà confinata al Nord. <strong>Già dalla tarda mattinata i temporali tenderanno a interessare anche le regioni centrali</strong>, con un progressivo aumento della copertura nuvolosa e dei fenomeni.</p><p>Nel corso delle ore centrali l'instabilità diventerà quindi più diffusa, coinvolgendo un'area sempre più ampia della penisola. </p><h2>Dalle 13 temporali anche in Sardegna e al Sud</h2><p><strong>Dalle ore 13 circa l'instabilità potrà estendersi anche alla Sardegna e alle regioni meridionali</strong>, completando progressivamente il quadro di una giornata caratterizzata da temporali in molte zone d'Italia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord-1786888523215.jpg" data-image="bi0fhl4p3v4b"><figcaption>La probabilità di piogge nel pomeriggio di lunedì 17 agosto.</figcaption></figure><p>Il rischio di fenomeni sarà quindi presente su una parte molto ampia del territorio nazionale, anche se con intensità e tempistiche differenti da una zona all'altra. La probabilità maggiore, con fenomeni più estesi, resta concentrata sul Nord.</p><p>L'evoluzione sarà particolarmente rapida nelle ore centrali e pomeridiane e i temporali potranno assumere <strong>carattere di maggior intensità sulle aree di montagna.</strong></p><h2>Fenomeni in attenuazione dalla sera ma attenzione alla notte di martedì 18</h2><p>La fase più instabile è attesa nelle ore centrali e nel pomeriggio. <strong>Con il passare delle ore i temporali tenderanno progressivamente a diminuire</strong>, fino a perdere intensità e a dileguarsi in serata.</p><p><strong>Attenzione però alla notte tra lunedì 17 e martedì 18: si attiverà, secondo la previsione del modello europeo, un'area di instabilità sul basso Tirreno</strong>, che potrebbe interessare Campania e Calabria tirrenica. Torneremo su questa previsione nei nostri nuovi aggiornamenti.</p><h2>Le temperature: sollievo quasi generalizzato</h2><p><strong>Finalmente assisteremo anche a una giornata con temperature più normali</strong>, dopo una lunghissima e intensa ondata di calore che ha messo mezz'Italia in allerta per valori estremi ed elevati tassi di umidità. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord-1786888445392.png" data-image="qseu5nj5vdop"><figcaption>Temperature massime previste in Italia lunedì 17 agosto 2026.</figcaption></figure><p>Le massime continueranno a superare i 35°C soltanto nella Puglia interna e in certe aree interne di Sicilia e Sardegna.</p><h2>La Protezione Civile dirama allerta meteo in 13 regioni</h2><p><strong>Vista questa situazione di instabilità </strong>la Protezione Civile ha diramato un'allerta gialla per rischio temporali che interessa oggi <strong>13 regioni italiane</strong>, dal Nord al Sud della penisola. </p><p>Le regioni coinvolte sono: <strong>Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto</strong>.</p><p>L'allerta gialla, la meno severa nella scala delle criticità (che comprende anche arancione e rossa), segnala un rischio "ordinario" legato a possibili temporali, con effetti al suolo che possono includere allagamenti localizzati, disagi alla viabilità e rischio di fulminazioni.</p><h3><strong>La situazione regione per regione</strong></h3><p>In <strong>Calabria</strong> l'allerta è estesa a tutti e otto i versanti tirrenico e jonico. Anche l'<strong>Emilia Romagna</strong> presenta una copertura pressoché totale del territorio, con 18 zone di allerta attive tra montagna, collina, pianura e costa, dal piacentino al riminese.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783693" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dopo-ferragosto-forti-temporali-sull-italia-da-domenica-cambia-il-tempo-ma-il-caldo-non-molla.html" title="Dopo Ferragosto forti temporali sull’Italia: da domenica cambia il tempo, ma il caldo non molla">Dopo Ferragosto forti temporali sull’Italia: da domenica cambia il tempo, ma il caldo non molla</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dopo-ferragosto-forti-temporali-sull-italia-da-domenica-cambia-il-tempo-ma-il-caldo-non-molla.html" title="Dopo Ferragosto forti temporali sull’Italia: da domenica cambia il tempo, ma il caldo non molla"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-ferragosto-forti-temporali-sull-italia-da-domenica-cambia-il-tempo-ma-il-caldo-non-molla-1786725055750_320.png" alt="Dopo Ferragosto forti temporali sull’Italia: da domenica cambia il tempo, ma il caldo non molla"></a></article></aside><p>Il <strong>Veneto</strong> registra il quadro più articolato, con criticità diffuse su gran parte della regione: dalle Dolomiti bellunesi alla pianura centro-meridionale, dal Delta del Po alla fascia costiera.</p><p>Coinvolte anche <strong>Lombardia</strong> (15 zone, dalla bassa pianura alle Prealpi e alla Valtellina), <strong>Puglia</strong> (8 zone, dal Gargano al Salento pugliese), <strong>Toscana</strong> (13 zone) e <strong>Umbria</strong>, con 6 zone che coprono l'intero territorio regionale.</p><p>Allerta più circoscritta invece per <strong>Abruzzo</strong> (5 zone), <strong>Basilicata</strong> (5 zone), <strong>Lazio</strong> (i bacini di Liri, Aniene e l'Appenino reatino), <strong>Marche</strong> (6 zone), <strong>Molise</strong> (2 zone) e per le <strong>Province Autonome di Trento e Bolzano</strong>, entrambe interessate nella loro interezza.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La siccità prosciuga i fiumi d'Europa e rivela tesori nascosti di ogni epoca]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-siccita-prosciuga-i-fiumi-d-europa-e-rivela-tesori-nascosti-di-ogni-epoca.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 13:05:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La siccità che caratterizza l'estate 2026 prosciuga i grandi fiumi europei e dalle acque che si ritirano stanno riemergendo reperti antichi, di qualche decennio o di migliaia di anni</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-siccita-prosciuga-i-fiumi-d-europa-e-rivela-tesori-nascosti-di-ogni-epoca-1786630788982.jpg" data-image="b6hs3vmuypcc" alt="Siccità 2026" title="Siccità 2026"><figcaption>Una veduta da drone del Danubio in secca nell'estate 2026</figcaption></figure><p>L’estate 2026 ha portato caldo estremo e <strong>siccità </strong>in tutta l’Europa e a risentirne sono anche i fiumi più importanti del continente. </p><p>Sul bacino del <strong>Po </strong> le precipitazioni sono state <strong>inferiori del 36%</strong> rispetto alla media del trentennio 1991-2020. <strong>Senna, Loira, Reno, Danubio</strong> e tutti gli altri gandi fiumi hanno registrato portate molto <strong>inferiori </strong>alla media.</p><p>Il livello delle acque del Danubio, in particolare, ha raggiunto nuovi <strong>record negativi</strong> in più punti, rivelando con l’occasione una serie di <strong>reperti storici</strong>.</p><p>La siccità, nonostante causi danni per milioni di euro, potrebbe avere ora l’effetto secondario di consentire il recupero o lo studio di alcuni di essi.</p><h2>Le navi sul fondo del Danubio</h2><p>Il confine tra <strong>Romania </strong>e <strong>Serbia </strong>è uno dei luoghi dove il livello dell’acqua del Danubio si è abbassato di più a causa della siccità. Sono così emerse isole di sabbia su cui sono adagiati molti resti della seconda guerra mondiale.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">As the River Danube reaches its lowest recorded level amid a European heatwave, German warships sunk between Serbia and Romania have become visible, with the fleet having been deployed in a failed bid to halt the dramatic Soviet counter-offensive in 1944 that ultimately toppled <a href="https://t.co/di5mfODAsI">pic.twitter.com/di5mfODAsI</a></p>— The New Region (@thenewregion) <a href="https://x.com/thenewregion/status/2087516670797435187?ref_src=twsrc%5Etfw">August 12, 2026</a></blockquote></figure><p>In particolare a <strong>Prahovo</strong>, in Serbia, sono ora visibili i resti di venti <strong>navi tedesche</strong>. L’esercito nazista nel 1944 le affondò di proposito nel tentativo di ostacolare l’avanzata della flotta dell’Armata Rossa e di impedire all’esercito russo di impadronirsi delle imbarcazioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779667" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-paesi-bassi-dichiarano-ufficialmente-carenza-d-acqua-a-causa-della-persistente-siccita.html" title="I Paesi Bassi dichiarano ufficialmente carenza d’acqua a causa della persistente siccità">I Paesi Bassi dichiarano ufficialmente carenza d’acqua a causa della persistente siccità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-paesi-bassi-dichiarano-ufficialmente-carenza-d-acqua-a-causa-della-persistente-siccita.html" title="I Paesi Bassi dichiarano ufficialmente carenza d’acqua a causa della persistente siccità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/netherlands-officially-declares-water-shortage-amid-persistent-drought-1784385991114_320.jpg" alt="I Paesi Bassi dichiarano ufficialmente carenza d’acqua a causa della persistente siccità"></a></article></aside><p>Si tratta sia di navi mercantili che di navi militari, che non sono mai state riportate in secca a causa dei costi e dei <strong>pericoli </strong>dell’operazione. Molti dei vascelli militari infatti sono ancora armati e contengono <strong>esplosivi </strong>che possono rendere il rischio eccessivo.</p><h2>Siccità e infrastrutture</h2><p>La scarsità di acqua nei fiumi costituisce un problema notevole, sia dal punto di vista ecologico che per quanto riguarda <strong>industrie e infrastrutture</strong>. </p><p>L’energia <strong>idroelettrica </strong>in Serbia inizia a scarseggiare proprio a causa dello stato del fiume, mentre in <strong>Romania</strong>, la scarsa portata del Danubio ha portato alla <strong>sospensione dei traghetti</strong> e alla difficoltà di approvvigionamento di acqua per le <strong>centrali nucleari</strong>, oltre che alla difficoltà nell’irrigare le campagne.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778290" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/siccita-al-nord-il-po-e-in-agonia-e-il-mare-invade-il-delta-mettendo-a-rischio-i-raccolti.html" title="Siccità al Nord: il Po è in agonia e il mare invade il Delta mettendo a rischio i raccolti">Siccità al Nord: il Po è in agonia e il mare invade il Delta mettendo a rischio i raccolti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/siccita-al-nord-il-po-e-in-agonia-e-il-mare-invade-il-delta-mettendo-a-rischio-i-raccolti.html" title="Siccità al Nord: il Po è in agonia e il mare invade il Delta mettendo a rischio i raccolti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/siccita-al-nord-il-po-e-in-agonia-e-il-mare-invade-il-delta-mettendo-a-rischio-i-raccolti-1783892580425_320.jpg" alt="Siccità al Nord: il Po �� in agonia e il mare invade il Delta mettendo a rischio i raccolti"></a></article></aside><p>Tuttavia ora potrebbe essere più facile recuperare alcuni dei relitti. In particolare per quanto riguarda le navi tedesche, è importante almeno stabilire quali vadano recuperati e quali no. La loro presenza infatti <strong>ostacola </strong>la navigazione del Danubio, con un costo per la Serbia che ammonterebbe a <strong>cinque milioni</strong> di euro all’anno.</p><h2>Gli altri reperti bellici emersi dal Danubio in secca</h2><p>Il caso di Prehovo non è isolato. Lungo il corso del Danubio rimasto senz’acqua sono emersi anche altri reperti; molti, ma non tutti, risalgono alla seconda guerra mondiale.</p><p>Nel 1945 a <strong>Budapest </strong>si è combattuta una battaglia molto violenta e il Danubio è stato utilizzato come una sorta di discarica per materiale bellico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-siccita-prosciuga-i-fiumi-d-europa-e-rivela-tesori-nascosti-di-ogni-epoca-1786630891421.jpg" data-image="j8rf4l2dvzdx" alt="Danubio siccità" title="Danubio siccità"><figcaption>I grandi corsi d'acqua in Europa sono in secca, rendendo la navigazione impossibile</figcaption></figure><p>Adesso dalle sue acque, tra le altre cose, è riemersa una <strong>motocicletta DKW 350-1,</strong> in dotazione alla Wehrmacht, insieme ai resti di due <strong>soldati </strong>che ora sarà possibile identificare grazie alle piastrine perfettamente conservate, come anche la moto.</p><p>A <strong>Komorn</strong>, in Slovacchia, è emersa invece una mina britannica 700 kg, già fatta brillare.</p><h2>Le tracce della storia più antica</h2><p>Non solo la storia recente, ma anche quella più antica sta ritornando alla luce sul letto del Danubio.</p><p>Presso il villaggio di <strong>Gigen </strong>in Bulgaria, sono riemersi i resti di uno dei più importanti ponti romani, il <strong>Ponte di Costantino</strong> risalente al IV secolo. Il ponte era un’opera imponente, della lunghezza di circa due chilometri, e collegava Ulpia Oescus nell’attuale Bulgaria con Sucidava in Romania.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783367" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-falso-mito-delle-ondate-di-caldo-imprevedibili-perche-non-regge-e-cosa-dicono-davvero-modelli-e-osservazioni.html" title="Il falso mito delle ondate di caldo imprevedibili: perché non regge e cosa dicono davvero modelli e osservazioni">Il falso mito delle ondate di caldo imprevedibili: perché non regge e cosa dicono davvero modelli e osservazioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-falso-mito-delle-ondate-di-caldo-imprevedibili-perche-non-regge-e-cosa-dicono-davvero-modelli-e-osservazioni.html" title="Il falso mito delle ondate di caldo imprevedibili: perché non regge e cosa dicono davvero modelli e osservazioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-falso-mito-delle-ondate-di-caldo-imprevedibili-perche-non-regge-e-cosa-dicono-davvero-modelli-e-osservazioni-1786543756476_320.jpeg" alt="Il falso mito delle ondate di caldo imprevedibili: perché non regge e cosa dicono davvero modelli e osservazioni"></a></article></aside><p>A <strong>Ryahovo</strong>, in Bulgaria, sono stati trovati i resti di un <strong>mammut </strong>vissuto tra cinquecentomila e diecimila anni fa. Si tratta di una zanna, di una mandibola, di una scapola e di altre ossa di un animale che doveva pesare circa <strong>sette tonnellate</strong>. È possibile che sotto la sabbia sia custodito anche il resto dello scheletro.</p><p>Un reperto insolito, di cui ancora si sa poco, è una <strong>sfera di pietra</strong> trovata a <strong>Visegrad</strong>, in Ungheria. Ancora non è chiaro cosa sia, ma non è improbabile che fosse originariamente un proiettile di catapulta.</p><h2>Cosa ha rivelato la siccità nel Po e negli altri fiumi d'Europa</h2><p>Il Danubio forse è il fiume più ricco di reperti, ma non è il solo che sta rivelando i suoi segreti. L'estate rovente e la mancanza di piogge hanno colpito anche altrove e così sono molte le tracce del passato che stanno tornando alla luce nei letti dei fiumi.</p><p>Lungo il corso dell'<strong>Elba</strong> sono tornate visibili le <strong>Hungersteine</strong>, le "pietre della fame", degli idrometri naturali incisi, che documentano le carestie e le siccità peggiori della storia. Quella di Oberposta, in Germania, porta la data più antica, 1707.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782894" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temperature-fino-a-42-c-nuova-ondata-di-calore-si-abbatte-su-francia-e-germania-allo-stremo-estate-da-incubo.html" title="Temperature fino a 42°C: nuova ondata di calore si sta per abbattere su Francia e Germania, 'è un'estate estrema'">Temperature fino a 42°C: nuova ondata di calore si sta per abbattere su Francia e Germania, "è un'estate estrema"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temperature-fino-a-42-c-nuova-ondata-di-calore-si-abbatte-su-francia-e-germania-allo-stremo-estate-da-incubo.html" title="Temperature fino a 42°C: nuova ondata di calore si sta per abbattere su Francia e Germania, 'è un'estate estrema'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/jusqu-a-42-c-cette-semaine-une-nouvelle-canicule-s-installe-decouvrez-les-regions-les-plus-touchees-meteo-previsions-1786286269454_320.png" alt="Temperature fino a 42°C: nuova ondata di calore si sta per abbattere su Francia e Germania, 'è un'estate estrema'"></a></article></aside><p>Lungo il <strong>Reno </strong>è ora visibile il relitto di una nave cargo in legno, la De Hoop, che portava dinamite e che è affondata a causa di una esplosione nel 1895. </p><p>Non va meglio al <strong>Po</strong>, il cui livello è calato al punto da svelare i blocchi di pietra e un antico arco, parte delle fondamenta della chiesa o del casello dell'antico insediamento medievale di <strong>Borgofranco</strong>, scomparso due secoli fa in seguito ad <strong>un'alluvione</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Jes%C3%B9s%20Maturana" data-year="2026" data-title="Historic%20drought%3A%20rivers%20reveal%20hunger%20stones%2C%20warships%20and%20mammoth%20remains" data-url="https%3A%2F%2Fwww.euronews.com%2Fmy-europe%2F2026%2F08%2F10%2Fhistoric-drought-rivers-reveal-hunger-stones-warships-and-mammoth-remains">Jesùs Maturana. (2026). <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2026/08/10/historic-drought-rivers-reveal-hunger-stones-warships-and-mammoth-remains" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Historic drought: rivers reveal hunger stones, warships and mammoth remains</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-siccita-prosciuga-i-fiumi-d-europa-e-rivela-tesori-nascosti-di-ogni-epoca.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I cambiamenti climatici hanno alimentato gli incendi boschivi in ​​tutta Europa in epoca preistorica]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-cambiamenti-climatici-hanno-alimentato-gli-incendi-boschivi-in-tutta-europa-in-epoca-preistorica.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 10:28:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Cosa possono rivelarci gli incendi del passato sugli incendi del futuro? Una nuova ricerca, che analizza pollini e spore antichi provenienti da tutta Europa, cerca di dare una risposta.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/climate-change-fuelled-wildfires-across-europe-in-prehistoric-times-1785338140984.jpeg" data-image="9pc10ee1u596" alt="I cambiamenti climatici hanno alimentato gli incendi boschivi in tutta Europa in epoca preistorica" title="I cambiamenti climatici hanno alimentato gli incendi boschivi in tutta Europa in epoca preistorica"><figcaption>Rappresentazione artistica dell'intervallo di fioritura delle felci alla fine del Triassico. Felci pioniere e infestanti stanno ricoprendo i terreni disturbati e i resti di foreste di conifere. Credito: Mark Garlick.</figcaption></figure><p>Il cambiamento climatico alimentò enormi incendi boschivi in tutta Europa durante l'<strong>evento di estinzione di massa della fine del Triassico (ETME)</strong>, circa 201 milioni di anni fa. I roghi devastarono vaste savane di felci, distrussero le foreste e modificarono profondamente gli ecosistemi dell'epoca.</p><p>L'analisi di antichi pollini e spore anneriti, raccolti in diverse aree d'Europa, suggerisce che questi incendi preistorici si estesero per migliaia di chilometri, dal Lussemburgo fino alla Groenlandia.</p><h2>Il mistero delle spore annerite</h2><p>Un team internazionale di ricercatori, guidato dall'Università di Utrecht, ha raccolto campioni di carotaggi geologici provenienti da aree interessate dall'evento di estinzione in Germania, Lussemburgo, Danimarca e Regno Unito.</p><div class="texto-destacado">Le analisi hanno rivelato un insolito annerimento di pollini e spore, incompatibile con il semplice processo di maturazione termica normalmente osservato nei fossili.</div><p>Per comprenderne l'origine, <strong>gli scienziati hanno condotto esperimenti di combustione controllata utilizzando spore di moderne licopodi.</strong> I risultati hanno mostrato che l'annerimento è probabilmente dovuto a incendi caratterizzati da temperature di combustione molto elevate, capaci di scurire progressivamente le spore.</p><p>Questa interpretazione è stata confermata dal ritrovamento, nelle stesse rocce, di microcarbone e di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) prodotti dalla combustione, prove che indicano un'attività di incendi frequente e diffusa in tutta Europa durante l'ETME.</p><p>«Le felci sono piante davvero straordinarie, sopravvissute a numerose crisi nella storia della Terra, e alcune specie sono ancora oggi capaci di adattarsi agli ambienti più estremi. Possono essere considerate autentiche specie pioniere dei disastri», ha spiegato il dottor Bas van de Schootbrugge dell'Università di Utrecht.</p><h2>Un mondo infernale</h2><p><strong>Alcune specie di felci sono particolarmente resistenti e riescono a colonizzare rapidamente i paesaggi devastati.</strong> Gli incendi favoriscono ulteriormente la loro diffusione: anche se la parte aerea viene distrutta dal fuoco, i rizomi sotterranei consentono una rapida ricrescita, permettendo alle felci di prevalere su molte altre piante.</p><p>Secondo i ricercatori, questo meccanismo potrebbe spiegare la lunga durata del cosiddetto <em>fern spike</em>, il periodo in cui le felci dominarono la vegetazione terrestre.<strong> Le stime indicano che questa fase potrebbe essere durata da circa 40.000 fino a 300.000 anni.</strong></p><p>«Capire come il mondo è cambiato nel passato ci aiuta a comprendere processi fondamentali che potrebbero ripetersi», ha spiegato Barry Lomax, professore di Paleobiologia Vegetale all'Università di Nottingham.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> «Lo scenario che abbiamo ricostruito per la fine del Triassico presenta analogie con gli studi sugli incendi moderni, nei quali temperature elevate, crescente deficit idrico e cambiamenti della vegetazione aumentano sia il rischio sia l'intensità degli incendi.» <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>«Lo scenario che abbiamo ricostruito per la fine del Triassico presenta analogie con gli studi sugli incendi moderni, nei quali temperature elevate, crescente deficit idrico e cambiamenti della vegetazione aumentano sia il rischio sia l'intensità degli incendi.»</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/climate-change-fuelled-wildfires-across-europe-in-prehistoric-times-1785338204291.jpeg" data-image="woeh11k8rrq5" alt="Il cambiamento climatico alimentò enormi incendi in Europa in epoca preistorica" title="Il cambiamento climatico alimentò enormi incendi in Europa in epoca preistorica"> <figcaption>I ricercatori hanno eseguito esperimenti di combustione controllata utilizzando spore di moderne piante appartenenti ai licopodi. Immagine: Adobe.</figcaption> </figure><p>Van de Schootbrugge ha aggiunto: «Quando le felci si seccano, i loro fitti tappeti vegetali diventano il combustibile ideale per innescare incendi di enormi proporzioni. <strong>Le felci infestanti e pioniere formarono vaste savane, con alcune specie che favorivano la propagazione delle fiamme mentre soffocavano la restante vegetazione.</strong> Le felci non solo rispondevano agli incendi, ma fornivano anche il combustibile che li alimentava, dando origine a ripetuti roghi su larga scala. Un mondo davvero infernale.»</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni.html" title="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni">Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni.html" title="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni-1785070975838_320.jpg" alt="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni"></a></article></aside><p>«La lezione che possiamo trarre da questa ricerca è che la combinazione tra cambiamento climatico, deforestazione e diffusione di specie opportuniste può creare tutti gli ingredienti per una tempesta perfetta.»</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento scientifico</h3> <p class="article-reference__body"> <cite data-author="Hollaar, T.P., et al." data-year="2026" data-title="Continental-scale fern savannah wildfires during end-Triassic greenhouse warming" data-url="https://www.nature.com/articles/s41561-026-02048-4"> Hollaar, T.P., et al. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41561-026-02048-4" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation"> Continental-scale fern savannah wildfires during end-Triassic greenhouse warming </a>. </cite> </p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-cambiamenti-climatici-hanno-alimentato-gli-incendi-boschivi-in-tutta-europa-in-epoca-preistorica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 08:09:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>L'estate è il periodo di maggiore crescita per molte piante da appartamento, ma luce insufficiente, aria condizionata e vacanze possono comprometterne lo sviluppo. Ecco come curarle al meglio durante questa stagione.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422768981.jpeg" data-image="qjq8qn6x81yx"><figcaption>Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate</figcaption></figure><p><strong>Nell'immaginario comune le piante da appartamento sono legate soprattutto all'inverno, quando trascorriamo più tempo in casa e il verde diventa protagonista degli ambienti interni</strong>. In realtà è proprio l'estate il periodo più importante per la loro crescita. Le giornate lunghe, le temperature elevate e la maggiore intensità luminosa favoriscono infatti la produzione di nuove foglie e germogli.</p><p><strong>Allo stesso tempo, però, finestre oscurate, aria condizionata e assenze prolungate possono metterle in difficoltà</strong>. Monstera, pothos, filodendro, spatifillo, ficus, dracena e molte altre piante verdi da appartamento provengono infatti da ambienti tropicali e subtropicali, dove il clima è caldo per gran parte dell'anno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759143" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-resistenti-ideali-per-appartamenti-in-citta-sopravvivono-anche-se-te-ne-dimentichi.html" title="Piante resistenti, ideali per appartamenti in città: sopravvivono anche se te ne dimentichi">Piante resistenti, ideali per appartamenti in città: sopravvivono anche se te ne dimentichi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-resistenti-ideali-per-appartamenti-in-citta-sopravvivono-anche-se-te-ne-dimentichi.html" title="Piante resistenti, ideali per appartamenti in città: sopravvivono anche se te ne dimentichi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-resistentes-para-pisos-urbanos-que-sobreviven-incluso-si-te-olvidas-de-ellas-1773393064820_320.jpeg" alt="Piante resistenti, ideali per appartamenti in città: sopravvivono anche se te ne dimentichi"></a></article></aside><p>Ecco dieci regole fondamentali per mantenerle sane e rigogliose durante tutta l'estate.</p><h2>1. Garantire molta luce, ma evitare il sole diretto</h2><p><strong>In estate è facile tenere tapparelle e tende abbassate per limitare il caldo, ma una casa troppo buia può rallentare la crescita delle piante</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422788548.jpeg" data-image="basm4xlf3kjq"><figcaption>Garantire molta luce, ma evitare il sole diretto</figcaption></figure><p>È importante collocarle vicino alle finestre, dove possano ricevere molta luce naturale, evitando però i raggi diretti del sole, che potrebbero provocare scottature sulle foglie.</p><h2>2. Spostarle all'aria aperta (se possibile)</h2><p><strong>Molte piante da interno beneficiano di qualche mese trascorso all'esterno</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422805784.jpeg" data-image="4jygbpjgk9m8"><figcaption>Spostarle all'aria aperta (se possibile)</figcaption></figure><p>Un balcone esposto a nord, un terrazzo ombreggiato, un cortile luminoso o l'ombra leggera di un albero rappresentano ambienti ideali, purché siano protetti dal sole diretto nelle ore più calde.</p><h2>3. Evitare aria condizionata e correnti d'aria</h2><p><strong>I getti di aria fredda e secca prodotti dai condizionatori possono disidratare rapidamente le foglie, causando ingiallimenti e disseccamenti dei margini</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422822201.jpeg" data-image="ojnw25rb5xk2"><figcaption>Evitare aria condizionata e correnti d'aria</figcaption></figure><p>Anche un ventilatore puntato direttamente sulla pianta può aumentare la perdita d'acqua. Meglio scegliere una posizione lontana dalle correnti d'aria.</p><h2>4. Irrigare con regolarità, senza creare ristagni</h2><p><strong>Durante l'estate il terreno tende ad asciugarsi più rapidamente e le piante richiedono controlli più frequenti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422841701.jpeg" data-image="8y6efgdzq1dm"><figcaption>Irrigare con regolarità, senza creare ristagni</figcaption></figure><p>È consigliabile annaffiare quando il substrato inizia a perdere umidità, evitando però di lasciarlo costantemente bagnato: i ristagni d'acqua possono favorire marciumi radicali.</p><h2>5. Aumentare l'umidità dell'aria</h2><p><strong>Molte specie tropicali apprezzano un ambiente umido</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422863380.jpeg" data-image="78t9jaq9d2nn"><figcaption>Aumentare l'umidità dell'aria</figcaption></figure><p>Oltre a nebulizzare la chioma, è possibile aumentare l'umidità raggruppando più piante tra loro oppure utilizzando sottovasi con argilla espansa mantenuta umida, senza che il fondo del vaso resti immerso nell'acqua.</p><h2>6. Proteggerle dal vento</h2><p><strong>Se vengono spostate all'esterno, temporali estivi e raffiche di vento possono facilmente rovesciare i vasi o danneggiare foglie e fusti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422890351.jpeg" data-image="snmiunpe9nvw"><figcaption>Proteggerle dal vento</figcaption></figure><p>Conviene scegliere posizioni riparate e, nel caso degli esemplari più grandi, assicurare il vaso per evitare ribaltamenti.</p><h2>7. Rinvasare se necessario</h2><p><strong>L'estate rappresenta uno dei momenti migliori per rinvasare una pianta che ha ormai riempito completamente il contenitore con le radici</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422909929.jpeg" data-image="12ql1c51iob1"><figcaption>Rinvasare se necessario</figcaption></figure><p>Un vaso leggermente più grande e un terriccio nuovo permettono di sostenere la crescita dei mesi successivi.</p><h2>8. Concimare durante il periodo di maggiore crescita</h2><p><strong>È proprio nella bella stagione che le piante producono nuove foglie e nuovi germogli</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422931378.jpeg" data-image="hnt3eim2k0pc"><figcaption>Concimare durante il periodo di maggiore crescita</figcaption></figure><p>Per questo motivo è utile somministrare periodicamente un fertilizzante specifico per piante verdi, seguendo le dosi riportate in etichetta.</p><h2>9. Effettuare piccole potature di riordino</h2><p><strong> L'estate non è generalmente il periodo delle potature importanti, ma è possibile eliminare germogli troppo allungati o rami che compromettono la forma della chioma</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422947611.jpeg" data-image="lsjn013g99x9"><figcaption>Effettuare piccole potature di riordino</figcaption></figure><p>Piccoli interventi mirati aiutano a mantenere la pianta ordinata e favoriscono una crescita più equilibrata. </p><h2>10. Eliminare foglie secche o danneggiate</h2><p><strong>Rimuovere regolarmente foglie ingiallite, secche o rovinate migliora l'aspetto della pianta e riduce il rischio di malattie</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422979271.jpeg" data-image="k6cfvw4gl7nc"><figcaption>Eliminare foglie secche o danneggiate</figcaption></figure><p>È anche un'occasione utile per controllare l'eventuale presenza di parassiti, come cocciniglie o ragnetto rosso, che durante l'estate possono svilupparsi più facilmente.</p><h2> Estate all'aria aperta: il segreto per piante più rigogliose </h2><p><strong>Durante l'estate molte piante da appartamento possono trascorrere qualche mese all'aria aperta</strong>, ritrovando condizioni molto simili a quelle degli ambienti tropicali da cui provengono: luce abbondante, temperature elevate, maggiore umidità e, talvolta, anche le benefiche piogge estive. È proprio in questo periodo che producono nuove foglie, allungano gli steli e rafforzano l'intera pianta. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="718365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/scopri-la-pianta-d-appartamento-che-ti-fara-compagnia-durante-l-estate-e-che-ritroverai-verde-al-ritorno-dalle-vacanze.html" title="Scopri la pianta d’appartamento che ti farà compagnia durante l'estate e che ritroverai verde al ritorno dalle vacanze">Scopri la pianta d’appartamento che ti farà compagnia durante l'estate e che ritroverai verde al ritorno dalle vacanze</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/scopri-la-pianta-d-appartamento-che-ti-fara-compagnia-durante-l-estate-e-che-ritroverai-verde-al-ritorno-dalle-vacanze.html" title="Scopri la pianta d’appartamento che ti farà compagnia durante l'estate e che ritroverai verde al ritorno dalle vacanze"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scopri-la-pianta-d-appartamento-che-ti-fara-compagnia-durante-l-estate-e-che-ritroverai-verde-al-ritorno-dalle-vacanze-1751995717514_320.jpeg" alt="Scopri la pianta d’appartamento che ti farà compagnia durante l'estate e che ritroverai verde al ritorno dalle vacanze"></a></article></aside><p><strong>Quando, con l'arrivo dell'autunno, torneranno negli ambienti domestici, porteranno con sé tutto il vigore accumulato</strong> durante la bella stagione, diventando ancora una volta protagoniste del verde in casa per molti mesi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quali e quanti sono gli oggetti lanciati nello spazio che hanno già abbandonato o che abbandoneranno il Sistema Solare?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/quali-e-quanti-sono-gli-oggetti-lanciati-dagli-umani-che-hanno-gia-abbandonato-o-che-abbandoneranno-il-sistema-solare.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Cinque sonde e i loro "compagni fantasma" stanno abbandonando per sempre il Sistema Solare. Tra record di velocità, messaggi per gli alieni, ecco i manufatti umani che viaggiano nello spazio interstellare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-e-quanti-sono-gli-oggetti-lanciati-dagli-umani-che-hanno-abbandonato-il-sistema-solare-1786202071848.jpg" data-image="hv76iv9r29ok"><figcaption>Le sonde lanciate dall'Uomo, ormai alla deriva nello spazio interstellare una volta aver concluso le loro missioni di esplorazione del Sistema Solare, sono come dei relitti messaggeri dell'umanità. Bottiglie con un messaggio lanciate nell'oceano cosmico.</figcaption></figure><p>Quando si parla dei confini del Sistema Solare spesso vengono nominate un paio di sonde spaziali, tra le prime che l'umanità abbia mai inviato nello spazio. <strong>Oggetti </strong>tanto <strong>straordinari </strong>quanto <strong>longevi </strong>grazie a tecnologie di un'epoca in cui si costruivano<strong> oggetti tecnologici</strong> con la massima cura, <strong>fatti per durare </strong>(senza date di scadenza precise), con la speranza che potessero sopravvivere al meglio in un ambiente ritenuto, giustamente, estremamente ostile.</p><p>Attualmente sono <strong>cinque </strong>le sonde spaziali che sono<strong> riuscite ad abbandonare definitivamente l'orbita gravitazionale del Sole</strong>. Le capostipiti di questa epopea sono state le Pioneer 10 e 11, lanciate dalla NASA nei primi anni 70 e destinate ad esplorare i pianeti esterni del sistema solare, i giganti gassosi, ma ne sono seguite delle altre.</p><h2>Le pioniere gemelle dello spazio profondo con vocazioni diverse </h2><p> La <strong>Pioneer 10</strong>, lanciata nel <strong>1972</strong>, fu la prima sonda in assoluto a superare la fascia degli asteroidi (la regione di spazio compresa tra le orbite dei pianeti <strong>Marte</strong> e <strong>Giove)</strong> e a fornire <strong>le prime immagini ravvicinate di </strong><strong>Giove</strong> nel <strong>1973</strong>, svelando anche dettagli inediti sulla sua magnetosfera. </p><p>La sua gemella, la <strong>Pioneer 11</strong>, lanciata nel <strong>1973</strong>, pur essendo<strong> una copia strutturale</strong>, fu equipaggiata e manovrata per una missione più estesa. Infatti, <strong>dopo aver sorvolato Giove</strong>, utilizzò la spinta gravitazionale del gigante gassoso (<strong>fionda </strong><strong>gravitazionale</strong>) per puntare <strong>verso </strong><strong>Saturno</strong>, diventando nel <strong>1979 </strong>la prima sonda a osservare da vicino il sesto pianeta e a individuare nuovi anelli. <sup></sup> Rispettivamente nel <strong>2003 </strong>e nel <strong>1995 </strong>abbiamo <strong>perso i contatti </strong>con queste 2 sonde. </p><div class="texto-destacado">Entrambe le sonde Pioneer trasportavano una placca incisa di <strong>alluminio anodizzato d'oro</strong>, scelta per garantire la massima resistenza all'erosione della polvere interstellare nel corso di milioni di anni.<sup></sup> </div><p>Progettate da <strong>Carl Sagan e Frank Drake </strong>per comunicare l'origine delle sonde a un'eventuale intelligenza extraterrestre, avevano inciso sulla superficie <strong>simboli scientifici e universali </strong>come delle figure umane stilizzate, la transizione dell'idrogeno, la mappa delle pulsar visibili dalla Terra e la descrizione del Sistema Solare.</p><h2>Le Voyager, messaggere dell'umanità</h2><p> Costruite come <strong>sonde gemelle identiche</strong>, dotate di un sofisticato sistema di comunicazione e di strumenti per l'analisi dei campi magnetici, delle particelle e per l'imaging planetario, le due sonde furono <strong>inizialmente programmate per esplorare il sistema di Giove e Saturno.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-e-quanti-sono-gli-oggetti-lanciati-dagli-umani-che-hanno-abbandonato-il-sistema-solare-1786200770815.jpg" data-image="w9yxapq4f7jh"><figcaption>Le Voyager 1 e 2, sonde gemelle dotate di un sofisticato sistema di comunicazione e di strumenti per l'analisi dei campi magnetici, delle particelle e per l'imaging planetario, le due sonde furono inizialmente programmate per esplorare il sistema di Giove e Saturno. Credit NASA</figcaption></figure><p>Tuttavia, già in fase di pianificazione si decise di diversificare il loro destino. La <strong>Voyager 1</strong> fu concepita per un<strong> tour ravvicinato di </strong><strong>Giove e Saturno</strong>, regalando al mondo le prime immagini nitide dei vulcani attivi sulla luna gioviana Io e della complessa atmosfera di <strong>Titano</strong>, la luna più grande di Saturno, ritenuta (già allora) il corpo celeste più interessante per la potenziale presenza di atmosfera e chimica prebiotica. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772745" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-futuro-dell-esplorazione-spaziale-della-nasa-calendario-e-sfide-delle-prossime-missioni-artemis-iii-e-iv.html" title="Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV ">Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-futuro-dell-esplorazione-spaziale-della-nasa-calendario-e-sfide-delle-prossime-missioni-artemis-iii-e-iv.html" title="Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-futuro-dell-esplorazione-spaziale-della-nasa-calendario-e-sfide-delle-prossime-missioni-artemis-iii-e-iv-1780998687886_320.jpg" alt="Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV "></a></article></aside><p> Questo incontro la portò a curvare verso l'alto rispetto al piano dell'eclittica, terminando di fatto la sua esplorazione planetaria ma garantendole la rotta più rapida verso lo spazio interstellare. </p><p>La <strong>Voyager 2</strong> ha invece compiuto un vero "Grand Tour": non solo ha sorvolato <strong>Giove e Saturno</strong> ma, sfruttando degli allineamenti planetari rari (che si verificano una volta ogni 176 anni), poté proseguire il suo viaggio dopo Saturno, verso <strong>Urano</strong> e <strong>Nettuno</strong>, rivelandone i sistemi di lune e le condizioni climatiche estreme. </p><div class="texto-destacado">Dopo aver completato queste missioni planetarie, le sonde hanno puntato verso l'esterno, varcando la soglia dello spazio interstellare: la prima a riuscirvi è stata la Voyager 1 nel 2012, seguita dalla gemella nel 2018. </div><p> Le sonde <strong>Voyager 1 e 2</strong> custodiscono entrambe il <strong>Golden Record</strong>, un <strong>disco d'oro</strong> ideato<strong> per comunicare con civiltà aliene</strong>. Questa <strong>capsula del tempo</strong> spaziale raccoglie saluti in cinquantacinque lingue, rumori della natura terrestre e brani musicali, immagini del nostro pianeta e coordinate per indicare la posizione della Terra. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-e-quanti-sono-gli-oggetti-lanciati-dagli-umani-che-hanno-abbandonato-il-sistema-solare-1786200235065.jpg" data-image="6fx0u1bf02v9"><figcaption>Il Golden Record, il disco d'oro ideato per comunicare con civiltà aliene. Questa capsula del tempo raccoglie i saluti in cinquantacinque lingue, rumori della natura terrestre, brani musicali, immagini del nostro pianeta e coordinate per indicare la posizione della Terra. Credit NASA</figcaption></figure><p>Entrambe le sonde sono ancora<strong> parzialmente operative</strong> e <strong>continuano a comunicare regolarmente con la Terra, pur con un ritardo di circa 23 ore e 40 minuti (Voyager 1)</strong>, viaggiando ormai <strong>a</strong> <strong>25,58 miliardi di chilometri di distanza dal nostro pianeta.</strong><sup><br></sup> </p><h2> Il record di New Horizons, in fuga senza l'aiuto dei giganti </h2><p>L'ultima a unirsi a questo club esclusivo è stata la <strong>New Horizons</strong>, partita nel <strong>2006</strong>, vanta<strong> un primato tecnico non indifferente</strong> essendo l'unica ad essere stata <strong>lanciata su una traiettoria di fuga diretta</strong>, senza utilizzare il supporto dei complessi assist gravitazionali (fionda gravitazionale) dei giganti gassosi. La sonda è andata<strong> dritta verso Plutone,</strong> con lo storico breve sorvolo del <strong>2015 </strong>e sull'esplorazione del remoto oggetto della fascia di Kuiper, Arrokoth, nel 2019.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765262" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-saluta-il-sistema-solare-ma-continua-a-fornire-scoperte-scientifiche.html" title="3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche">3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-saluta-il-sistema-solare-ma-continua-a-fornire-scoperte-scientifiche.html" title="3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/3i-atlas-se-despede-do-sistema-solar-mas-segue-rendendo-descobertas-cientificas-1776536685254_320.png" alt="3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche"></a></article></aside><p>La New Horizons ha raggiunt<strong>o la velocità di fuga dal Sistema Solare</strong> nel momento stesso in cui <strong>i motori del vettore di lancio Atlas V</strong> si sono spenti. Ha ricevuto <strong>tutta l'energia cinetica necessaria ad abbandonare il Sistema Solare direttamente dalla spinta iniziale del razzo</strong>, senza dover aspettare di arrivare a Giove per accelerare. </p><h2>Curiosi compagni di viaggio invisibili e futuri incontri stellari</h2><p>Questi viaggiatori, tuttavia, <strong>non viaggiano completamente soli</strong>. Infatti <strong>gli stadi superiori dei razzi vettori</strong> che li hanno lanciati e <strong>diversi frammenti ed accessori</strong> che li collegavano, <strong>seguono una traiettoria analoga a quella delle sonde</strong>. Si tratta di una sorta di "fantasmi di metallo" privi di strumentazione, completamente inerti e impossibili da manovrare e monitorare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-e-quanti-sono-gli-oggetti-lanciati-dagli-umani-che-hanno-abbandonato-il-sistema-solare-1786199428722.jpg" data-image="8ukm1zba891v"><figcaption>Il celebre "puntino azzurro" (Pale Blue Dot). È la foto della Terra scattata nel 1990 da Voyager 1 da 6 miliardi di km di distanza. In proposito, nel 1994, Carl Segan scrisse: "Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel punto. È lì. È casa. Siamo noi. Su di esso tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita." Credit NASA</figcaption></figure><p>In assenza di interazioni, <strong>tra circa 40.000 anni</strong> la <strong>Voyager 1</strong> transiterà a una distanza di <strong>1,6 anni luce dalla stella Gliese 445</strong>, mentre la <strong>Pioneer 10</strong> continuerà il suo lungo pellegrinaggio verso <strong>Aldebaran</strong>, <strong>la stella principale della costellazione del Toro</strong>, che raggiungerà<strong> tra circa 2 milioni di anni.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/quali-e-quanti-sono-gli-oggetti-lanciati-dagli-umani-che-hanno-gia-abbandonato-o-che-abbandoneranno-il-sistema-solare.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il distacco di un ghiacciaio in Groenlandia crea una nuova isola di ghiaccio: è una delle più grandi degli ultimi annI]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-distacco-di-un-ghiacciaio-in-groenlandia-crea-una-nuova-isola-di-ghiaccio-e-una-delle-piu-grandi-degli-ultimi-anni.html</link><pubDate>Sat, 15 Aug 2026 16:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 4 agosto 2026, un'isola di ghiaccio di 76,4 km² si è staccata dal ghiacciaio Petermann, nella Groenlandia nord-occidentale, rappresentando la più grande perdita di ghiaccio galleggiante dal ghiacciaio dal 2012 e il più grande evento di distacco di ghiaccio nell'Artico dal 2020.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/groenlandia-crea-una-nueva-isla-de-hielo-1786541440781.png" data-image="5ed9mr7a1a1s"><figcaption>Ghiacciaio Petermann - Foto: Adam Garbo.</figcaption></figure><p>Un'équipe di ricerca internazionale, guidata in parte dalla University of Ottawa, riferisce che <strong>il ghiacciaio Petermann, nel nord-ovest della Groenlandia, ha perso una lingua di ghiaccio di 76,4 km² il 4 agosto 2026</strong>. Si tratta della maggiore perdita di ghiaccio galleggiante del ghiacciaio dal 2012 e del più grande distacco di ghiaccio osservato nell'Artico dal 2020.</p><p>I ricercatori ritengono probabile che si verifichino altri due grandi distacchi.</p><p><strong>Il nuovo iceberg tabulare</strong> si è staccato dalla lingua di ghiaccio galleggiante del ghiacciaio e si stima che raggiunga uno <strong>spessore di 150 metri</strong>. Con una superficie paragonabile a quella dell'isola di Manhattan, questa isola di ghiaccio offre agli scienziati un'opportunità unica per studiare come le grandi masse di ghiaccio artiche si formano, si spostano e si frammentano nel tempo.</p><p>L'evento è stato individuato da <strong>Adam Garbo</strong>, dottorando in glaciologia presso il Dipartimento di Geografia, Ambiente e Geomatica della <strong>University of Ottawa</strong>, nell'ambito delle collaborazioni in corso tra la University of Ottawa e la University of Stirling.</p><h2>Il distacco rilevato dai satelliti</h2><p>Anni di monitoraggio hanno aiutato i ricercatori ad <strong>anticipare la rottura</strong>.<br>Il distacco del ghiaccio è stato individuato attraverso un <strong>sistema di monitoraggio satellitare</strong> a lungo termine che segue i cambiamenti del ghiacciaio Petermann dal 2019. </p><p>I ricercatori hanno monitorato la lingua di ghiaccio galleggiante del ghiacciaio, documentando la crescita delle fratture e osservando per diversi anni i segnali di instabilità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/groenlandia-crea-una-nueva-isla-de-hielo-1786541461554.png" data-image="v32j4s1b1ssq"><figcaption>Ghiacciaio Petermann - Foto: Adam Garbo</figcaption></figure><p>"Il ghiacciaio Petermann è da tempo una delle più grandi lingue di ghiaccio rimaste in Groenlandia", afferma Garbo. "Avevamo previsto questa rottura da anni e vederla finalmente avvenire è straordinario".</p><p>Le immagini satellitari della missione Sentinel-1 dell'Agenzia spaziale europea hanno mostrato un evidente deterioramento lungo l'asse centrale della lingua di ghiaccio il 3 agosto. Alle 20:00 UTC del <strong>4 agosto, la nuova isola di ghiaccio si era staccata dal lato orientale del ghiacciaio</strong>.</p><h2>Le rare isole di ghiaccio dell'Artico offrono preziose informazioni scientifiche</h2><p><strong>Le grandi isole di ghiaccio artiche sono meno comuni dei grandi iceberg tabulari che si osservano abitualmente in Antartide.</strong> Poiché possono persistere per anni, offrono agli scienziati una preziosa opportunità per comprendere i processi che determinano il ritiro dei ghiacciai, le condizioni oceaniche e i rischi legati alla presenza di ghiaccio nelle regioni polari.</p><p>"<em>Sebbene i grandi iceberg tabulari siano relativamente comuni nell'Oceano Australe che circonda la calotta glaciale antartica, le isole di ghiaccio artiche sono molto più rare"</em>, spiega la dottoressa <strong>Anna Crawford</strong> della University of Stirling. "<em>Studiando le isole di ghiaccio artiche, otterremo informazioni che possono essere applicate a tutte le regioni polari</em>".</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/groenlandia-crea-una-nueva-isla-de-hielo-1786541485270.png" data-image="7swlevraok9o"><figcaption>Foto: immagini satellitari del distacco - Adam Garbo.</figcaption></figure><p>Secondo i ricercatori, è improbabile che il recente distacco di ghiaccio sia l'ultimo. <strong>Si prevede che altre due grandi isole di ghiaccio si stacchino dal ghiacciaio Petermann nel prossimo futuro</strong>, man mano che le fratture che si sono formate lungo la lingua di ghiaccio continueranno ad attraversarla.</p><p>Si stima che questi futuri distacchi produrranno isole di ghiaccio di circa 94 km² e 84 km². Insieme all'isola di ghiaccio appena staccata, <strong>ridurrebbero la lingua di ghiaccio del Petermann di circa 254 km², pari al 22%</strong>.</p><h2>Il monitoraggio della deriva per garantire la sicurezza della navigazione nell'Artico</h2><p>Oltre alla loro importanza scientifica, la nuova isola di ghiaccio ha anche <strong>implicazioni pratiche per la sicurezza marittima</strong>. Man mano che questi enormi blocchi di ghiaccio si spostano e si frammentano gradualmente, possono creare pericoli per la navigazione e per le attività offshore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783656" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-fusione-dei-ghiacci-innesca-un-processo-naturale-finora-sconosciuto-che-da-origine-alle-nubi-artiche.html" title="Lo fusione dei ghiacci innesca un processo naturale finora sconosciuto che dà origine alle nubi artiche">Lo fusione dei ghiacci innesca un processo naturale finora sconosciuto che dà origine alle nubi artiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-fusione-dei-ghiacci-innesca-un-processo-naturale-finora-sconosciuto-che-da-origine-alle-nubi-artiche.html" title="Lo fusione dei ghiacci innesca un processo naturale finora sconosciuto che dà origine alle nubi artiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/melting-sea-ice-drives-previously-unknown-natural-process-that-seeds-cloud-formation-in-the-arctic-1786459079152_320.jpeg" alt="Lo fusione dei ghiacci innesca un processo naturale finora sconosciuto che dà origine alle nubi artiche"></a></article></aside><p>Come avviene per i precedenti distacchi dalle piattaforme glaciali nell'Artico, <em>Environment and Climate Change Canada</em> sta monitorando attentamente lo spostamento della nuova isola di ghiaccio e valutando i possibili rischi per la navigazione artica e le infrastrutture marittime. <strong>"<em>Si tratta di spessi blocchi di ghiaccio che possono andare alla deriva per anni</em>", spiega la dottoressa Abigail Dalton </strong>del Canadian Ice Service, Environment and Climate Change Canada. "<em>Con il tempo si frammentano in pezzi più piccoli e difficili da monitorare, rappresentando un pericolo per le navi e per le attività di estrazione delle risorse"</em>.</p><p>Garbo e i suoi collaboratori continueranno a monitorare le conseguenze dell'evento utilizzando immagini satellitari, osservazioni aeree e dati di tracciamento, nell'ambito di uno sforzo più ampio volto a comprendere i meccanismi che determinano il distacco e il ritiro delle piattaforme di ghiaccio dell'Artico.</p><p>Fonte: <strong><a href="https://www.uottawa.ca/en/" target="_blank">University of Ottawa</a></strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-distacco-di-un-ghiacciaio-in-groenlandia-crea-una-nuova-isola-di-ghiaccio-e-una-delle-piu-grandi-degli-ultimi-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Uno degli alberi più profumati al mondo: vive 500 anni e regala un infuso rilassante molto amato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/uno-degli-alberi-piu-profumati-al-mondo-vive-500-anni-e-da-cui-si-ricava-l-infuso-rilassante-piu-amato.html</link><pubDate>Sat, 15 Aug 2026 15:14:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Con il suo profumo inconfondibile e le migliaia di fiori che trasformano l'aria in primavera, questo gigante non solo abbellisce gli spazi verdi, ma è anche una delle piante medicinali più utilizzate. Ecco alcuni consigli per coltivarla in casa e raccoglierne i fiori.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-mas-perfumados-del-mundo-el-arbol-que-vive-500-anos-y-da-origen-a-la-infusion-relajante-mas-popular-1785887496430.jpg" data-image="wmunfbmd44jz" alt="piante" title="piante"><figcaption>Grazie alla sua chioma densa e alla sua grande statura, è una specie longeva che offre ombra e profumo a giardini e spazi pubblici delle grandi città.</figcaption></figure><p><strong>I suoi piccoli fiori emanano un profumo così intenso da trasformare l'atmosfera nel raggio di diversi isolati</strong>. Forse è proprio per questo che si è conquistato un posto privilegiato nei parchi, nelle piazze e nei giardini di tutto il mondo. E, come se non bastasse, da questo albero si ricava una delle tisane rilassanti più popolari.</p><p><strong>Stiamo parlando del tiglio (Tilia).</strong> Alto, elegante e generoso, ogni primavera questo albero produce migliaia di <strong>piccoli fiori giallo-crema</strong>. Sono poco appariscenti alla vista, ma la loro dolce fragranza lo rende una delle specie più aromatiche dei climi temperati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-mas-perfumados-del-mundo-el-arbol-que-vive-500-anos-y-da-origen-a-la-infusion-relajante-mas-popular-1785887668839.jpg" data-image="t0hf7v488jep" alt="piante" title="piante"><figcaption>I fiori del tiglio, piccoli e di colore giallo-crema, crescono accompagnati da una brattea allungata che facilita la dispersione dei suoi frutti.</figcaption></figure><p>Durante la fioritura, <strong>le api lo visitano in massa</strong>. Il nettare dei suoi fiori è abbondante ed è per questo molto apprezzato dagli impollinatori. Il tiglio diventa così una risorsa preziosa per la biodiversità urbana.</p><h2>Un albero che accompagna per decenni, persino per secoli</h2><p>Il tiglio non cresce a ritmi vertiginosi, ma non è neppure lento. Nei primi anni <strong>cresce tra i 30 e i 60 centimetri per stagione</strong> se trova buone condizioni di terreno, acqua e luce.</p><p><strong>Impiega tra i 10 e i 15 anni per raggiungere circa 6 metri di altezza</strong> e offrire una buona ombra. Una volta adulto, raggiunge tra i 20 e i 30 metri, anche se nei piccoli giardini può mantenere dimensioni più contenute grazie alla potatura e allo spazio disponibile.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-mas-perfumados-del-mundo-el-arbol-que-vive-500-anos-y-da-origen-a-la-infusion-relajante-mas-popular-1785887738712.jpg" data-image="37k82667o5p2" alt="piante" title="piante"><figcaption>In piazze, parchi e cortili, il tiglio si distingue per la sua bellezza paesaggistica e per il suo valore per la biodiversità.</figcaption></figure><p>È una specie molto longeva. In condizioni favorevoli <strong>può vivere per più di 500 anni</strong>, motivo per cui piantarlo significa pensare anche alle generazioni future.</p><h2>Quando fiorisce e come sono i suoi fiori?</h2><p>In gran parte dell'Argentina, <strong>il tiglio fiorisce tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate.</strong> La data esatta dipende dalla varietà e dal clima di ciascuna regione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-mas-perfumados-del-mundo-el-arbol-que-vive-500-anos-y-da-origen-a-la-infusion-relajante-mas-popular-1785887967614.jpg" data-image="e34udpskwlmd" alt="piante" title="piante"><figcaption>Il nettare abbondante dei suoi fiori rende questa specie una risorsa fondamentale per gli insetti benefici dell'ambiente urbano.</figcaption></figure><p>La fioritura dura appena due o tre settimane. È un periodo breve e intenso. In quei giorni <strong>l'aria intorno all'albero cambia completamente</strong> e la fragranza si diffonde tutto intorno.</p><p>I fiori compaiono accompagnati da una brattea allungata di colore verde chiaro. Questa sorta di "ala" aiuta a disperdere i frutti attraverso il vento in un secondo momento.</p><h2>Il segreto per una fioritura indimenticabile</h2><p>Il profumo dipende dal fatto che l'albero cresca senza stress. <strong>Ha bisogno di pieno sole o, almeno, di una mezz'ombra molto luminosa.</strong> Più ore di luce riceve, più abbondante sarà la fioritura.</p><p>Predilige terreni profondi, fertili e ben drenati. Tuttavia, si adatta a diversi tipi di terreno, purché non rimangano a lungo soggetti a ristagni d'acqua.</p><p><strong>Una volta ben radicato, tollera periodi di siccità moderata.</strong> Nei primi anni è consigliabile annaffiarlo regolarmente per sviluppare radici robuste. Durante le estati molto secche beneficia di annaffiature abbondanti ma distanziate.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777363" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città">Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore-1783496103656_320.jpeg" alt="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"></a></article></aside><p>Il tiglio richiede poche cure. <strong>Le potature devono essere limitate all'inverno, quando l'albero perde le foglie.</strong> È sufficiente eliminare i rami secchi, danneggiati o mal orientati. Non sono necessari interventi drastici, che possono ridurre la fioritura della stagione successiva.</p><p>Occasionalmente può essere attaccato dagli afidi, che producono una sostanza zuccherina chiamata melata. Nella maggior parte dei casi il danno è di natura estetica e gli insetti benefici, <strong>come le coccinelle</strong>, mantengono la presenza degli afidi sotto controllo.</p><h2>Molto più di un albero ornamentale</h2><p>Oltre alla sua bellezza, il tiglio ha una lunga storia culturale. I suoi fiori, insieme alla brattea, <strong>vengono raccolti appena sbocciano e lasciati essiccare all'ombra</strong> per preparare infusi aromatici e digestivi.</p><p>Nel giardinaggio, tuttavia, il suo principale punto di forza rimane intatto: <strong>la capacità di trasformare l'ambiente con un profumo inconfondibile.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-mas-perfumados-del-mundo-el-arbol-que-vive-500-anos-y-da-origen-a-la-infusion-relajante-mas-popular-1785888156294.jpg" data-image="0dtjv6lmjol3" alt="piante" title="piante"><figcaption>Preparato a partire dai suoi fiori essiccati, l'infuso di tiglio è una delle bevande rilassanti più popolari e tradizionali.</figcaption></figure><p>Non produce fiori giganteschi né colori sgargianti. <strong>Conquista attraverso il profumo.</strong> Basta passare vicino a un tiglio in fiore per capire perché occupa un posto privilegiato nei giardini di tutto il mondo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/uno-degli-alberi-piu-profumati-al-mondo-vive-500-anni-e-da-cui-si-ricava-l-infuso-rilassante-piu-amato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le ultime esternazioni di Elon Musk: dall'AGI alla conseguente crisi occupazionale, in un'economia di ricchezza diffusa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-ultime-esternazioni-di-elon-musk-dall-agi-alla-conseguente-crisi-occupazionale-in-un-economia-di-ricchezza-diffusa.html</link><pubDate>Sat, 15 Aug 2026 12:11:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nelle ultime interviste, Elon Musk ha spaziato dalle politiche migratorie ai rapporti tra USA e UE. Ma l'aspetto che approfondiremo qui riguarda il futuro dell'intelligenza artificiale e le sue ripercussioni sull'umanità a breve e lungo termine.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-ultime-esternazioni-di-elon-musk-dall-agi-alla-conseguente-crisi-occupazionale-in-un-economia-di-ricchezza-diffusa-1786218695900.jpg" data-image="zuep3d4octi1"><figcaption>Verso l'AGI e oltre: il futuro dell'intelligenza artificiale e le sue epocali ripercussioni sull'umanità, tra superamento delle capacità cognitive, transizione occupazionale e nuovi scenari economici. </figcaption></figure><p>Quando parliamo di<strong> Elon Musk</strong>, sappiamo di dividere il pubblico in <strong>ammiratori e oppositori</strong>. E non potrebbe essere diversamente, visto che si tratta del personaggio più noto, innovativo, contraddittorio, intraprendente, ricco e divisivo che il pianeta abbia avuto in questi ultimi anni. </p><p>Tuttavia, <strong>in questi ultimi mesi</strong>, le sue <strong>proiezioni tecnologiche</strong> hanno toccato <strong>vette inedite</strong>, in particolare durante gli<strong> interventi pubblici di grande risonanza</strong>, come quello rilasciato al podcast Moonshot e al successivo vertice Abundance Summit. </p><h2> L'era dell'Intelligenza Artificiale Generale (AGI) e il superamento dell'uomo </h2><p>Secondo il patron di Tesla, SpaceX e xAI, i<strong>l processo di sviluppo dell'intelligenza artificiale è entrato in una fase di "auto-miglioramento ricorsivo"</strong>. Opinione condivisa dalla maggior parte degli amministratori delegati delle grandi AI factory americane. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-ultime-esternazioni-di-elon-musk-dall-agi-alla-conseguente-crisi-occupazionale-in-un-economia-di-ricchezza-diffusa-1786219189470.jpg" data-image="6dazcnqezb8r"><figcaption> L'intelligenza artificiale si auto-programma e auto-migliora continuamente, e più lo fa, più questo processo tende ad accelerare. Musk prevede che l'intelligenza artificiale generale (AGI) e la successiva superintelligenza (ASI) riusciranno a superare, nel giro di pochi anni, la somma di tutte le capacità cognitive umane messe insieme. </figcaption></figure><p>Il passaggio alla fase di auto-miglioramento ricorsivo sta a significare che<strong> le nuove generazioni di modelli di intelligenza artificiale </strong>vengono <strong>addestrate </strong>sfruttando il lavoro computazionale delle versioni precedenti, quindi<strong> riducendo il grado di supervisione umana</strong>. In poche parole, <strong>l'intelligenza artificiale si auto-programma e auto-migliora continuamente</strong>, e più lo fa, più questo processo <strong>tende ad accelerare</strong>. </p><div class="texto-destacado">Musk prevede che l'intelligenza artificiale generale (<strong>AGI</strong>)<strong> </strong>e la successiva superintelligenza (<strong>ASI</strong>)<strong> riusciranno a superare, nel giro di pochi anni, la somma di tutte le capacità cognitive umane messe insieme</strong>. </div><p>Questo passo spingerà l'umanità verso quella che viene definita "<strong>singolarità tecnologica"</strong>, un punto in cui la<strong> complessità </strong>dei sistemi digitali diventerà talmente vasta e complessa da risultare <strong>indecifrabile nel dettaglio per la nostra specie</strong>. </p><h2> Impatto sul lavoro: produttività estrema e transizione occupazionale </h2><p>Uno dei temi cruciali affrontati nelle sue interviste riguarda <strong>le conseguenze che l'automazione spinta e la robotica con umanoidi </strong>(come nei progetti legati agli Optimus di Tesla) <strong>avranno sul mondo del lavoro</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776478" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-le-piogge-senza-precedenti-in-antartide-stanno-portando-i-robot-a-sostituire-i-lavori-piu-pericolosi.html" title="Perché le piogge senza precedenti in Antartide stanno portando i robot a sostituire i lavori più pericolosi?">Perché le piogge senza precedenti in Antartide stanno portando i robot a sostituire i lavori più pericolosi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-le-piogge-senza-precedenti-in-antartide-stanno-portando-i-robot-a-sostituire-i-lavori-piu-pericolosi.html" title="Perché le piogge senza precedenti in Antartide stanno portando i robot a sostituire i lavori più pericolosi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/why-unprecedented-rain-in-antarctica-means-robots-are-taking-over-the-most-dangerous-jobs-1782639987737_320.jpg" alt="Perché le piogge senza precedenti in Antartide stanno portando i robot a sostituire i lavori più pericolosi?"></a></article></aside><p>In un mondo che si preoccupa, immaginando scenari di disoccupazione di massa rapida, con tagli lineari del personale all'interno dell'azienda a tutti i livelli, Musk continua a sostenere che <strong>la priorità non sarà la riduzione della forza lavoro</strong>, quanto<strong> il raggiungimento di un</strong> <strong>livello di beni e di servizi prodotti per ogni singolo individuo straordinariamente elevato</strong>. </p><div class="texto-destacado">In poche parole, <strong>i robot e i sistemi di intelligenza artificiali</strong> si occuperanno della <strong>produzione materiale e dei servizi di base necessari</strong>, trasformando radicalmente il concetto stesso di mansione lavorativa. </div><p>L'obiettivo non sarebbe quello di licenziare, ma<strong> moltiplicare la capacità produttiva a livello globale</strong>, puntando a<strong> svincolare la sopravvivenza esistenziale dell'individuo umano dalla necessità di un impiego tradizionale</strong> e aprendo la strada a <strong>forme di reddito universale elevato </strong>(non "di base", come precedentemente dichiarato).</p><h2>Verso un'economia di abbondanza e la ricchezza diffusa</h2><p>Il rischio maggiore è quello di una prima fase di transizione a scatti, poco prevedibile e difficilmente gestibile. Sarebbe questa <strong>la fase più delicata</strong> che potrebbe dare maggiori problemi, ma la <strong>prospettiva </strong>delineata sarebbe quella di un'<strong>abbondanza diffusa</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-ultime-esternazioni-di-elon-musk-dall-agi-alla-conseguente-crisi-occupazionale-in-un-economia-di-ricchezza-diffusa-1786219219605.jpg" data-image="rqglnq0xf4n6"><figcaption>I robot e i sistemi di intelligenza artificiali si occuperanno della produzione materiale e dei servizi di base necessari, trasformando radicalmente il concetto stesso di mansione lavorativa, svincolando la sopravvivenza esistenziale dell'individuo umano dalla necessità di un impiego tradizionale e aprendo la strada a forme di reddito universale "elevato". </figcaption></figure><p><strong>In assenza di catastrofi geopolitiche globali</strong>, come grandi guerre e grandi crisi economiche, le stime presentate da Musk ipotizzano che <strong>il PIL mondiale potrebbe persino duplicare nel giro di un solo decennio. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771980" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-catastrofica-esplosione-del-new-glenn-di-blue-origin-bezos-e-il-futuro-di-artemis-ormai-nelle-mani-di-spacex-musk.html" title="Catastrofica esplosione del razzo di Blue Origin (Bezos): il futuro di Artemis è sempre più nelle mani di SpaceX (Musk)">Catastrofica esplosione del razzo di Blue Origin (Bezos): il futuro di Artemis è sempre più nelle mani di SpaceX (Musk)</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-catastrofica-esplosione-del-new-glenn-di-blue-origin-bezos-e-il-futuro-di-artemis-ormai-nelle-mani-di-spacex-musk.html" title="Catastrofica esplosione del razzo di Blue Origin (Bezos): il futuro di Artemis è sempre più nelle mani di SpaceX (Musk)"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-catastrofica-esplosione-del-new-glenn-di-blue-origin-bezos-e-il-futuro-di-artemis-ormai-nelle-mani-di-spacex-musk-1780495293180_320.jpg" alt="Catastrofica esplosione del razzo di Blue Origin (Bezos): il futuro di Artemis è sempre più nelle mani di SpaceX (Musk)"></a></article></aside><p>Questa ricchezza deriverebbe dall'<strong>abbattimento drastico dei costi di produzione di beni e di servizi energetici</strong>. Con lo sfruttamento di tecnologie pulite, solari e automazione avanzata, l'output economico potrebbe crescere a un ritmo tale da <strong>rendere abbondante ciò che oggi risulta scarso</strong>, ridistribuendo i<strong> benefici su vasta scala.</strong></p><h2> Inflazione, rischio deflazione e il denaro che perde importanza</h2><p>Tra gli aspetti macroeconomici più dibattuti, c'è <strong>un'analisi </strong>lungimirante, ma forse anche un po' troppo ottimistica,<strong> sul denaro e sull'inflazione</strong>. Il fondatore di Tesla prevede che, contrariamente ai trend inflazionistici degli ultimi anni a livello globale,<strong> il vero rischio economico del futuro sarà la deflazione</strong>. </p><p>La spiegazione data identifica come <strong>rischio </strong><strong>l</strong><strong>a sproporzione tra la massa monetaria e la capacità produttiva</strong>. Se la fornitura di beni e di servizi generata dall'intelligenza artificiale e dai robot dovesse superare ampiamente la crescita della moneta in circolazione, <strong>il rapporto economico tenderà naturalmente alla deflazione. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777894" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-teorica-risolto-un-enigma-decennale-grazie-alla-collaborazione-con-l-intelligenza-artificiale.html" title="Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale ">Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-teorica-risolto-un-enigma-decennale-grazie-alla-collaborazione-con-l-intelligenza-artificiale.html" title="Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fisica-teorica-risolto-un-enigma-decennale-grazie-alla-collaborazione-con-l-intelligenza-artificiale-1783637282590_320.jpg" alt="Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale "></a></article></aside><p>La deflazione si verificherebbe perché <strong>l'offerta potrebbe superare in modo esponenziale qualsiasi limite del passato</strong>, facendo crollare i prezzi e ridefinendo il valore del denaro. Avendo sempre vissuto in un'economia dove <strong>"fare di più" richiedeva "più fatica"</strong>, Musk sta dicendo che <strong>la tecnologia sta rompendo questo vincolo causa-effetto</strong>. Il limite che supereremo sarà quello della <strong>dipendenza dell'economia dal lavoro umano</strong>. </p><h2>Timori e incognite sul futuro della civiltà</h2><p><strong>L'impostazione di fondo</strong>, nelle dichiarazioni rilasciate in questi eventi e nelle interviste, resta <strong>fortemente ottimistica</strong>. Nonostante Musk arrivi a stimare una <strong>probabilità di esiti positivi di questa transizione superiore all'80%</strong>, non nasconde i propri <strong>timori</strong>. </p><p><strong>La perdita di controllo da parte degli esseri umani</strong>, in un ecosistema dominato da <strong>una superintelligenza,</strong> potrebbe porci in una <strong>condizione di subordinazione</strong>. I rischi esistenziali legati a un'<strong>intelligenza artificiale non allineata a i valori reali dell'umanità </strong> o <strong>a conflitti globali distruttivi,</strong> rappresenterebbero le uniche reali variabili capaci di <strong>far deragliare la civiltà umana</strong> <strong>prima </strong>di riuscire a raggiungere il traguardo di questa singolarità economica e tecnologica positiva, se non addirittura idilliaca.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-ultime-esternazioni-di-elon-musk-dall-agi-alla-conseguente-crisi-occupazionale-in-un-economia-di-ricchezza-diffusa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I pianeti non sono sfere perfette: ecco perché si schiacciano ai poli e si gonfiano all’equatore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/i-pianeti-non-sono-sfere-perfette-ecco-perche-si-schiacciano-ai-poli-e-si-gonfiano-all-equatore.html</link><pubDate>Sat, 15 Aug 2026 09:02:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>I pianeti sembrano sfere, ma rotazione e maree li deformano. Dalla Terra a Saturno fino agli esopianeti, misurarne l'appiattimento permette di ricostruirne velocità di rotazione, struttura interna e storia evolutiva.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-pianeti-non-sono-sfere-perfette-ecco-perche-si-schiacciano-ai-poli-e-si-gonfiano-all-equatore-1785794653904.png" data-image="45aco0ix660m" alt="Giove" title="Giove"><figcaption>I pianeti non sono perfettamente sferici, tendono a schiacciarsi ai poli e gonfiare all'equatore.</figcaption></figure><p>Vi siete mai chiesti <strong>p</strong><strong>er quale motivo la Natura abbia voluto dare forma sferica a stelle e pianeti?</strong> Tutti i corpi dell’Universo che si trovino allo stato gassoso o liquido, o che comunque abbiano attraversato nella loro evoluzione una fase liquida o gassosa, condividono la stessa forma sferica. </p><p>In effetti, <strong>più che una volontà della Natura </strong>nello scegliere questa forma tra le tante <strong>è una conseguenza della legge di gravitazione universale.</strong></p><div class="texto-destacado">Nella formulazione del fisico e matematico inglese Isaac Newton, due corpi si attraggono con una forza direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato delle loro distanze. In altre parole, la forza di attrazione cresce al crescere delle masse e diminuisce al crescere della distanza tra le masse.</div><p>Immaginando di avere una certa massa di gas o di liquido, ciascuna particella del gas o del liquido risente dell’attrazione di tutte le altre, ma<strong> l’effetto risultante è un’attrazione di ciascuna particella verso il centro di massa.</strong> E’ così che la forza di gravità plasma la massa di gas o di liquido imprimendo una forma sferica. Parliamo di gas o liquidi poiché le particelle che lo compongono devono essere in grado di muoversi permettendo una ridistribuzione della massa.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L'attrazione gravitazionale risultante verso il centro imprime la forma sferica<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ad esempio, parlando di pianeti rocciosi, la forma sferica è stata assunta quando erano ancora giovani e costituiti di roccia fusa, modellati in forme sferiche prima della loro solidificazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780925" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html" title="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta">La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html" title="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta-1785253730206_320.png" alt="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta"></a></article></aside><p><strong>Se ad agire fosse solo la forza di gravità, l’intera massa dovrebbe concentrarsi in un solo punto coincidente con il centro</strong>. Questo non succede in quanto a mano a mano che le particelle vengono attratte verso il centro, qui densità, temperatura e pressione aumentano fino a quando <strong>la forza di gravità, che da sola farebbe collassare tutta la massa in un solo punto, viene controbilanciata dalla pressione in quello che viene chiamato "equilibrio idrostatico".</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-pianeti-non-sono-sfere-perfette-ecco-perche-si-schiacciano-ai-poli-e-si-gonfiano-all-equatore-1785787671488.png" data-image="wbytalrrqnqt" alt="Equilibrio idrostatico" title="Equilibrio idrostatico"><figcaption>Quando la forza di gravità viene interamente bilanciata dalla pressione interna del gas si raggiunge una condizione di "equilibrio idrostatico". Credit: http://www.oa-abruzzo.inaf.it/CRISTALLO/periodictable2019_ita.html</figcaption></figure><p>Grazie all’azione della forza di gravità e alla pressione che da dentro sostiene il peso degli strati più esterni, è possibile avere stelle e pianeti di forma sferica ed in uno stato di equilibrio, cioè non si contraggono ulteriormente e non si espandono. </p><h2>Perché i pianeti si schiacciano ai poli e si gonfiano all’equatore</h2><p>Quando immaginiamo un pianeta, pensiamo a una sfera perfetta. In realtà, nessun pianeta o stella possiede una geometria così ideale: <strong>la gravità tende a renderlo rotondo, ma la rotazione, le maree e la distribuzione interna della massa ne deformano la superficie.</strong> La forma più comune è quella dello <strong>sferoide oblato</strong>, leggermente schiacciato ai poli e più largo all’equatore. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La forma più frequente riscontrata in pianeti e stelle è la forma oblata, cioè schiacciata ai poli e più larga all’equatore.<br><br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p> <strong>Tanto i pianeti quanto le stelle sono in rotazione</strong> (rotazione ereditata dalla nube di gas da cui si sono formati). Quindi <strong>ogni parte del pianeta è soggetta ad una forza centrifuga che cresce al crescere della distanza dall’asse di rotazione</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-pianeti-non-sono-sfere-perfette-ecco-perche-si-schiacciano-ai-poli-e-si-gonfiano-all-equatore-1785787897867.png" data-image="adqc6jdtg8v6" alt="Schiacciamento" title="Schiacciamento"><figcaption>A causa della rotazione, le regioni equatoriali sono soggette ad una maggiore forza centrifuga rispetto a quelle polari, con il risultato che da sfera la Terra assume la forma con schiacciamento ai poli.</figcaption></figure><p>Pertanto, mentre i poli non sono soggetti a forza centrifuga, trovandosi sull’asse di rotazione, la regione equatoriale, cioè la più distante dall’asse di rotazione, subisce la forza centrifuga massima. <strong>La materia viene quindi spostata leggermente verso l’esterno nelle regioni equatoriali, mentre i poli rimangono più vicini al centro.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777696" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scoperti-4-pianeti-proibiti-nella-valle-dei-raggi-e-nel-deserto-dei-nettuniani.html" title="Scoperti 4 pianeti 'proibiti' nella valle dei raggi e nel deserto dei Nettuniani caldi">Scoperti 4 pianeti "proibiti" nella valle dei raggi e nel deserto dei Nettuniani caldi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scoperti-4-pianeti-proibiti-nella-valle-dei-raggi-e-nel-deserto-dei-nettuniani.html" title="Scoperti 4 pianeti 'proibiti' nella valle dei raggi e nel deserto dei Nettuniani caldi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scoperti-4-pianeti-proibiti-nella-valle-dei-raggi-e-nel-deserto-dei-nettuniani-1783536410045_320.png" alt="Scoperti 4 pianeti 'proibiti' nella valle dei raggi e nel deserto dei Nettuniani caldi"></a></article></aside><p>Gli astronomi quantificano questa deformazione attraverso l’<strong>appiattimento o schiacciamento.</strong></p><p><strong>La Terra possiede uno schiacciamento di circa lo 0.34%</strong>. Il nostro pianeta è non è una sfera ma uno sferoide oblato. Anche il Sole ha un appiattimento, di circa lo 0.001%.</p><h2>Giove e Saturno: i pianeti più schiacciati</h2><p>Come la Terra <strong>anche gli altri pianeti presentano un certo livello di schiacciamento</strong>. Maggiore è la facilità con cui la massa riesce a ridistribuirsi maggiore è l’appiattimento. Per questo<strong> i giganti gassosi come Giove e Saturno sono più appiattiti dei pianeti rocciosi</strong>.</p><div class="texto-destacado">Giove completa una rotazione in circa dieci ore. La sua enorme velocità di rotazione produce un evidente rigonfiamento equatoriale. Anche Saturno ruota in poco più di dieci ore ed è formato prevalentemente da materiali fluidi e poco densi. </div><p>Mercurio e Venere, ruotando molto lentamente ed essendo con una crosta solida, sono quasi sferici. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775980" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scoperti-due-pianeti-super-puff-grandi-come-giove-ma-piu-leggeri-dello-zucchero-filato.html" title="Scoperti due pianeti super-puff: grandi come Giove ma più leggeri dello zucchero filato">Scoperti due pianeti super-puff: grandi come Giove ma più leggeri dello zucchero filato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scoperti-due-pianeti-super-puff-grandi-come-giove-ma-piu-leggeri-dello-zucchero-filato.html" title="Scoperti due pianeti super-puff: grandi come Giove ma più leggeri dello zucchero filato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scoperti-due-pianeti-super-puff-grandi-come-giove-ma-piu-leggeri-dello-zucchero-filato-1782563384522_320.png" alt="Scoperti due pianeti super-puff: grandi come Giove ma più leggeri dello zucchero filato"></a></article></aside><p><strong>Il livello di schiacciamento dipende dal modo in cui la massa è distribuita tra nucleo, mantello e atmosfera.</strong> Due pianeti con la stessa velocità di rotazione potrebbero presentare appiattimenti differenti se uno possedesse un nucleo molto più compatto dell’altro. <strong>La forma diventa così una sorta di radiografia indiretta dell’interno planetario.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-pianeti-non-sono-sfere-perfette-ecco-perche-si-schiacciano-ai-poli-e-si-gonfiano-all-equatore-1785788317663.jpg" data-image="aokji4qb85ak" alt="Effetti mareali" title="Effetti mareali"><figcaption>Rappresentazione artistica di una stella deformata per effetti mareali dovuti alla vicinanza di una compagna. Credit: Gabriel Pérez (SMM-IAC).</figcaption></figure><p>Ma gravità e forze centrifughe non solo le sole a plasmare la forma dei pianeti. <strong>Ci sono anche le forze mareali esercitate da una stella molto vicina.</strong> Queste possono allungare un pianeta nella direzione che congiunge i due corpi, trasformandolo in un ellissoide, qualcosa simile ad una palla da rugby.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La forma finale dipende dall'azione di forza di gravità, forze centrifughe e forze mareali, in caso stella o pianeta abbiano un oggetto massiccio vicino.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Un esempio è il pianeta <strong>WASP-103b</strong>, questo è molto vicino alla sua stella attorno alla quale orbita in meno di un giorno. <strong>L’effetto mareale ha conferito a questo pianeta una forma ellissoidale, </strong>come osservato dal satellite CHEOPS. Si tratta del primo caso di deformazione mareale di un esopianeta rilevata direttamente. </p><h2>La forma degli esopianeti racconta ciò che hanno dentro</h2><p><strong>Misurare lo schiacciamento ai poli di un esopianeta è estremamente difficile ma non impossibile.</strong> Gli esopianeti scoperti con la tecnica dei transiti, quando transitando davanti alla propria stella producono una eclissi, imprimono a questa una forma che dipende dalla forma stessa del pianeta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773068" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra.html" title="Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra">Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra.html" title="Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra-1781025798971_320.png" alt="Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra"></a></article></aside><p>Ebbene, <strong>dall’analisi della forma dell’eclissi è possibile misurare anche lo schiacciamento del pianeta</strong>, oltre che a informazioni sulla velocità di rotazione, sull’inclinazione dell’asse e sulla distribuzione interna della massa. </p><p>Secondo le simulazioni più recenti, i telescopi spaziali JWST, CHEOPS e ancor più le future missioni PLATO e ARIEL potrebbero riconoscere l'appiattimento soprattutto nei pianeti giganti che transitano davanti a stelle luminose. </p><p><strong>Quello che potrebbe essere un difetto</strong>, cioè una deformazione rispetto alla perfetta forma sferica, <strong>si rivela invece un prezioso aiuto che la Natura stessa fornisce agli astronomi</strong> per sondare le proprietà fisiche e la struttura degli esopianeti, ma più in generale anche delle stelle.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/i-pianeti-non-sono-sfere-perfette-ecco-perche-si-schiacciano-ai-poli-e-si-gonfiano-all-equatore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dopo Ferragosto forti temporali sull’Italia: da domenica cambia il tempo, ma il caldo non molla]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dopo-ferragosto-forti-temporali-sull-italia-da-domenica-cambia-il-tempo-ma-il-caldo-non-molla.html</link><pubDate>Sat, 15 Aug 2026 07:14:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ferragosto 2026 resterà nel segno del caldo intenso, ma già da domenica l’atmosfera inizierà a cambiare. Tra lunedì e martedì aumenterà il rischio di temporali forti su diverse regioni, accompagnati da un calo delle temperature tutt’altro che uniforme.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/_4e55Y6QK9g/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=_4e55Y6QK9g" id="_4e55Y6QK9g"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Il lungo periodo dominato dal caldo africano sta per affrontare un primo vero cambio di passo. <strong>Non si tratterà però di un colpo di spugna capace di cancellare l’estate da un giorno all’altro</strong>: dopo un Ferragosto ancora molto caldo, l’atmosfera diventerà progressivamente più instabile e il rischio di temporali aumenterà soprattutto tra domenica 16 e l’inizio della prossima settimana.</p><h2>Ferragosto ancora molto caldo: punte fino a 35-37 °C</h2><p>Oggi il sole sarà protagonista per buona parte della giornata, anche se nelle ore pomeridiane potranno formarsi addensamenti sui rilievi, con <strong>qualche rovescio o temporale di calore sulle Alpi e lungo parte della dorsale appenninica</strong>. Locali fenomeni saranno possibili anche nelle zone interne del Sud.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783684" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-dalle-14-di-ferragosto-forti-temporali-in-calabria.html" title="Temporali a Ferragosto, attenzione dalle 12: la Protezione Civile mette in allerta 5 regioni">Temporali a Ferragosto, attenzione dalle 12: la Protezione Civile mette in allerta 5 regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-dalle-14-di-ferragosto-forti-temporali-in-calabria.html" title="Temporali a Ferragosto, attenzione dalle 12: la Protezione Civile mette in allerta 5 regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-dalle-14-di-ferragosto-forti-temporali-in-calabria-1786721224382_320.jpeg" alt="Temporali a Ferragosto, attenzione dalle 12: la Protezione Civile mette in allerta 5 regioni"></a></article></aside><p>Il caldo continuerà quindi a farsi sentire. Nel pomeriggio sono attesi valori intorno ai <strong>35 °C a Milano e Verona, 34 °C a Bologna e Roma</strong>, mentre Firenze potrà spingersi fino a circa <strong>37 °C</strong>. Temperature elevate anche al Sud, con Foggia sui 35 °C e valori intorno ai 31-33 °C tra Puglia, Sicilia e Sardegna.</p><p>Soprattutto nelle pianure e nei grandi centri urbani <strong>l’umidità potrà aumentare la sensazione di afa</strong>, con temperature notturne ancora elevate in numerose località. Le previsioni aggiornate per Ferragosto indicano infatti massime generalmente comprese fra 31 e 37 °C, con fenomeni convettivi prevalentemente localizzati.</p><h2>Domenica 16 aumentano i temporali: l’anticiclone mostra le prime crepe</h2><p>Il primo cambiamento più evidente è atteso <strong>domenica 16 agosto</strong>. La giornata potrà iniziare ancora con ampie schiarite su gran parte dell’Italia, ma con il passare delle ore la situazione diventerà più movimentata.</p><p>Nel pomeriggio crescerà l’instabilità soprattutto lungo l’arco alpino e sulle zone interne, con temporali che potranno interessare anche alcuni settori delle pianure settentrionali. Qualche fenomeno sarà possibile anche tra Appennino settentrionale e centrale e, più isolatamente, sulle aree montuose del Mezzogiorno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-ferragosto-forti-temporali-sull-italia-da-domenica-cambia-il-tempo-ma-il-caldo-non-molla-1786725055750.png" data-image="40624fzliphe" alt="Domenica cambia il tempo: temporali in aumento soprattutto sulle regioni settentrionali" title="Domenica cambia il tempo: temporali in aumento soprattutto sulle regioni settentrionali"><figcaption>Domenica cambia il tempo: temporali in aumento soprattutto sulle regioni settentrionali</figcaption></figure><p><strong>Il caldo, però, non sparirà affatto.</strong> Domenica pomeriggio il modello europeo ECMWF prospetta ancora circa 35 °C tra Milano, Verona e Bologna, 33 °C a Torino e valori fino a <strong>36 °C a Foggia</strong>. Roma potrà avvicinarsi ai 35 °C, mentre Firenze dovrebbe fermarsi intorno ai 32 °C.</p><p>Sarà quindi una giornata di transizione: il campo anticiclonico comincerà a perdere compattezza, ma la massa d’aria presente sull’Italia resterà ancora molto calda.</p><h2>Tra lunedì 17 e martedì 18 la fase più instabile</h2><p>Il cambio di passo più evidente è atteso <strong>tra lunedì 17 e martedì 18 agosto</strong>, quando aria relativamente più fresca in quota raggiungerà l’Italia entrando in contrasto con la massa d’aria molto calda e umida presente nei bassi strati.</p><p>Lunedì sarà probabilmente la giornata più delicata, soprattutto al Nord, dove <strong>rovesci e temporali potranno risultare localmente intensi</strong>, per poi coinvolgere anche parte delle regioni centrali e del versante adriatico. In presenza dei fenomeni più organizzati non si escludono grandine, raffiche di vento e piogge abbondanti concentrate in poco tempo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-ferragosto-forti-temporali-sull-italia-da-domenica-cambia-il-tempo-ma-il-caldo-non-molla-1786725118309.png" data-image="2cv5x2peq03q" alt="Lunedì 17 agosto, il calo termico resta irregolare: caldo ancora sopra media al Nord-Ovest" title="Lunedì 17 agosto, il calo termico resta irregolare: caldo ancora sopra media al Nord-Ovest"><figcaption>Lunedì 17 agosto, il calo termico resta irregolare: caldo ancora sopra media al Nord-Ovest</figcaption></figure><p>Come spesso accade con i temporali estivi, però, la distribuzione delle precipitazioni sarà tutt’altro che uniforme: a pochi chilometri di distanza potranno alternarsi zone quasi asciutte e aree interessate da acquazzoni decisamente più consistenti. Le simulazioni ECMWF mostrano infatti <strong>nuclei localizzati con accumuli superiori ai 20 mm</strong>, soprattutto tra arco alpino e alcune zone interne.</p><p>Martedì l’instabilità tenderà gradualmente a spostarsi verso <strong>Nord-Est, regioni adriatiche e parte del Centro-Sud</strong>, mentre sulle regioni nord-occidentali potranno tornare schiarite più ampie. Il passaggio perturbato inizierà dunque ad allontanarsi, lasciando però alle sue spalle un’atmosfera meno stabile rispetto ai giorni di Ferragosto.</p><h2>Temperature in calo, ma il caldo non sparirà ovunque</h2><p>Il passaggio temporalesco porterà con sé anche un primo ridimensionamento delle temperature, ma <strong>non sarà una svolta netta e uguale per tutta Italia</strong>. In alcune zone il caldo perderà diversi gradi e l’aria tornerà a farsi più respirabile, soprattutto dopo i picchi molto elevati dei giorni di Ferragosto.</p><p>Altrove, invece, l’estate continuerà a farsi sentire con decisione. Il Nord-Ovest, in particolare, potrebbe restare ancora sopra le medie del periodo, mentre sulle regioni centrali e lungo parte dell’Adriatico il calo sarà più evidente. Anche al Sud le temperature rimarranno pienamente estive, pur senza gli eccessi più marcati dei giorni precedenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783437" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese ">L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-1786578687182_320.jpg" alt="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "></a></article></aside><p>Sarà quindi <strong>un’Italia divisa tra chi avvertirà davvero un primo sollievo e chi dovrà fare ancora i conti con il caldo</strong>. Una pausa, più che una resa definitiva dell’estate: i temporali riusciranno a spezzare temporaneamente la continuità della canicola, ma non basteranno ancora a chiudere il capitolo del caldo di agosto.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dopo-ferragosto-forti-temporali-sull-italia-da-domenica-cambia-il-tempo-ma-il-caldo-non-molla.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il cibo degli dèi: 5 curiosità che forse non tutti sanno sulla pianta del cacao]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao.html</link><pubDate>Sat, 15 Aug 2026 06:13:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dal piccolo albero tropicale alle grandi cabosse ricche di semi: cinque curiosità per scoprire le caratteristiche della pianta da cui nasce uno degli alimenti più amati al mondo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao-1785420761718.jpeg" data-image="88asgvg15kbs"><figcaption>Il cibo degli dèi: 5 curiosità che forse non tutti sanno sulla pianta del cacao</figcaption></figure><p><strong>Fondente, al latte, in polvere o trasformato in bevanda, il cacao accompagna da secoli la storia dell'alimentazione e della pasticceria</strong>. È alla base del cioccolato e di molte preparazioni diffuse in tutto il mondo, ma pochi conoscono la pianta da cui proviene.</p><p><strong>Il suo nome scientifico, <em>Theobroma cacao</em>, significa letteralmente "cibo degli dèi", un omaggio al valore che questa pianta rivestiva presso antiche civiltà</strong> quali i Maya e gli Aztechi, che ne conoscevano e apprezzavano i semi già prima del contatto con gli europei. Dopo la raccolta, gli stessi semi vengono sottoposti a fermentazione, essiccazione, tostatura e altre lavorazioni che danno origine al cacao e, successivamente, al cioccolato.</p><p><strong>Il cacao conquista il palato di milioni di persone, ma la sua storia inizia molto prima di arrivare sulle nostre tavole</strong>: ha origine da una pianta tropicale dalle caratteristiche botaniche spesso poco conosciute.</p><h2> 1. È un piccolo albero tropicale sempreverde originario delle Americhe</h2><ol></ol><ol></ol><ol></ol><p><strong>La pianta del cacao è <em>Theobroma cacao</em>, una specie appartenente alla famiglia delle Malvacee, la stessa che comprende anche ibisco, okra e cotone</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao-1785420794572.jpeg" data-image="l2202a9pq6zg"><figcaption>È un piccolo albero tropicale sempreverde originario delle Americhe</figcaption></figure><p>Originaria delle foreste tropicali dell'America centrale e meridionale, in natura si presenta come un piccolo albero sempreverde con chioma fitta e foglie grandi, lucide e coriacee. Le foglie giovani, in molte varietà, sono rossastre o bronzee e pendule, mentre con il tempo assumono una consistenza maggiore e una colorazione verde intensa. Il cacao prospera in ambienti caldi e umidi, all'ombra degli alberi più alti della foresta tropicale.</p><h2>2. I semi da cui si ricavano cacao e cioccolato si trovano dentro grandi frutti chiamati cabosse</h2><p><strong>Il frutto del cacao è una grossa bacca costoluta, nota come cabossa, che a maturazione può assumere tonalità dal giallo all'arancione fino al rosso-violaceo</strong>, a seconda della varietà. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao-1785420811886.jpeg" data-image="6ainrr0ubwvv"><figcaption>I semi da cui si ricavano cacao e cioccolato si trovano dentro grandi frutti chiamati cabosse</figcaption></figure><p>Al suo interno sono racchiusi numerosi semi immersi in una polpa biancastra, zuccherina e mucillaginosa. Sono questi semi, comunemente chiamati "fave di cacao", a costituire la materia prima del cacao e del cioccolato. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="731054" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-coltivare-cacao-in-casa-e-produrre-il-tuo-cioccolato-anche-se-si-vive-in-citta-e-si-ha-poco-spazio.html" title="Come coltivare cacao in casa e produrre il tuo cioccolato, anche in spazi molto piccoli">Come coltivare cacao in casa e produrre il tuo cioccolato, anche in spazi molto piccoli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-coltivare-cacao-in-casa-e-produrre-il-tuo-cioccolato-anche-se-si-vive-in-citta-e-si-ha-poco-spazio.html" title="Come coltivare cacao in casa e produrre il tuo cioccolato, anche in spazi molto piccoli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/como-cultivar-cacao-en-casa-y-producir-tu-propio-chocolate-aunque-vivas-en-la-ciudad-y-tengas-poco-espacio-1758336500416_320.png" alt="Come coltivare cacao in casa e produrre il tuo cioccolato, anche in spazi molto piccoli"></a></article></aside><p>Appena estratti dal frutto, però, non possiedono ancora il caratteristico aroma: è la fermentazione, seguita dall'essiccazione e dalla tostatura, a sviluppare il profilo aromatico che conosciamo.</p><h2>3. I suoi fiori e i suoi frutti spuntano direttamente dal tronco</h2><p><strong>Tra le caratteristiche più insolite del cacao c'è la caulifloria, cioè la capacità di produrre fiori e frutti direttamente sul tronco e sui rami più vecchi</strong>, anziché all'estremità dei rami giovani. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao-1785420829869.jpeg" data-image="8u46pof2e34p"><figcaption> I suoi fiori e i suoi frutti spuntano direttamente dal tronco</figcaption></figure><p>I piccoli fiori, biancastri, rosati o giallastri, compaiono in gran numero aderenti alla corteccia e, dopo l'impollinazione, danno origine alle grandi cabosse che maturano nell'arco di diversi mesi. È una caratteristica piuttosto rara nel mondo vegetale, che rende questa pianta immediatamente riconoscibile.</p><h2>4. La sua impollinazione dipende da minuscoli moscerini</h2><p><strong>Anche la riproduzione del cacao è particolare</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao-1785420852963.jpeg" data-image="1r5zbrbe5wwh"><figcaption>La sua impollinazione dipende da minuscoli moscerini</figcaption></figure><p>I suoi piccoli fiori vengono impollinati soprattutto da minuscoli moscerini appartenenti a diversi gruppi di ditteri, che vivono negli ambienti umidi ricchi di sostanza organica tipici della foresta tropicale. Non sono quindi api o altri grandi insetti impollinatori a garantire la formazione dei frutti. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706618" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-fao-avverte-il-caffe-e-il-cacao-non-scompariranno-per-il-cambiamento-climatico-ma-saranno-piu-cari.html" title="La FAO avverte: il caffè e il cacao non scompariranno per il cambiamento climatico, ma saranno più cari">La FAO avverte: il caffè e il cacao non scompariranno per il cambiamento climatico, ma saranno più cari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-fao-avverte-il-caffe-e-il-cacao-non-scompariranno-per-il-cambiamento-climatico-ma-saranno-piu-cari.html" title="La FAO avverte: il caffè e il cacao non scompariranno per il cambiamento climatico, ma saranno più cari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-cafe-y-el-cacao-no-desapareceran-por-el-cambio-climatico-pero-pagarlos-sera-cada-vez-mas-caro-1744209382037_320.jpg" alt="La FAO avverte: il caffè e il cacao non scompariranno per il cambiamento climatico, ma saranno più cari"></a></article></aside><p>Sebbene la pianta produca migliaia di fiori ogni anno, solo una minima parte riesce a trasformarsi in cabossa, rendendo l'impollinazione un passaggio fondamentale del suo ciclo biologico.</p><h2>5. Produce teobromina, una sostanza caratteristica del cacao</h2><p><strong> Tra i composti più rappresentativi del cacao c'è la teobromina, un alcaloide naturale presente soprattutto nei semi</strong> e strettamente imparentato con la caffeina. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao-1785420870142.jpeg" data-image="1jq14xwc2bz4"><figcaption> Produce teobromina, una sostanza caratteristica del cacao</figcaption></figure><p>Oltre a contribuire al caratteristico gusto amaro del cacao, questa sostanza può svolgere un ruolo nei meccanismi naturali di difesa della pianta. Nell'uomo esercita un effetto stimolante generalmente più lieve e graduale rispetto alla caffeina. </p><h2>Il volto autentico del cacao</h2><p><strong> Dietro una tavoletta di cioccolato ci sono molto più che aromi e dolcezza</strong>: un piccolo albero che cresce all’ombra della foresta tropicale, piccoli fiori impollinati da instancabili moscerini e grandi cabosse ricche di semi. Ecco il volto autentico del cacao: una pianta, un seme e un lungo processo di trasformazione che dà origine a uno degli alimenti più amati al mondo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dopo una giornata al mare ci si sente più stanchi e affamati: ecco perché]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dopo-una-giornata-al-mare-ci-si-sente-piu-stanchi-e-affamati-ecco-perche.html</link><pubDate>Fri, 14 Aug 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Dopo una giornata passata in spiaggia a "non fare niente" si torna a casa spossati, assonnati e affamati. Le cause sono fisiologiche e hanno a che fare con ormoni, pressione e idratazione</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-una-giornata-al-mare-ci-si-sente-piu-stanchi-e-affamati-ecco-perche-1786638818733.jpg" data-image="s339qqt0n3sg" alt="perché il mare stanca" title="perché il mare stanca"><figcaption>La sonnolenza che si prova dopo una giornata al mare è una normale risposta fisiologica del corpo</figcaption></figure><p>Le lunghe giornate d’estate al mare, oltre ad essere piacevoli e divertenti fanno spesso sentire spossati e più affamati del normale, anche se si ha la sensazione di non aver fatto altro che <strong>rilassarsi </strong>tutto il giorno.</p><div class="texto-destacado">La stanchezza e la fame dopo alcune ore in spiaggia sono normali reazioni fisiologiche e a meno di condizioni fisiche particolari non c’è bisogno di intervenire in alcuno modo.</div><p>Assecondare le esigenze del proprio corpo è in fondo parte del bello di essere in vacanza. </p><h2>Perché il mare stanca</h2><p>La tipica <strong>spossatezza </strong>che coglie dopo una giornata di sole e di mare è una conseguenza normale dell’abbassamento della <strong>pressione sanguigna</strong>.</p><p>In pieno sole, col caldo, i vasi sanguigni si dilatano, la pressione cala ed è quindi naturale sentirsi più stanchi e assonnati a fine giornata.</p><p>A questo si aggiunge la <strong>disidratazione</strong>, che è conseguenza delle sudate. Insieme ai liquidi, il corpo perde anche <strong>magnesio, potassio</strong> e altri <strong>sali minerali</strong> e quindi si percepisce una maggiore stanchezza.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767858" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-dieta-che-fa-la-differenza-nel-ciclismo-cosa-mangiare-prima-durante-e-dopo-un-percorso.html" title="La dieta che fa la differenza nel ciclismo: cosa mangiare prima, durante e dopo un percorso ">La dieta che fa la differenza nel ciclismo: cosa mangiare prima, durante e dopo un percorso </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-dieta-che-fa-la-differenza-nel-ciclismo-cosa-mangiare-prima-durante-e-dopo-un-percorso.html" title="La dieta che fa la differenza nel ciclismo: cosa mangiare prima, durante e dopo un percorso "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-dieta-che-fa-la-differenza-nel-ciclismo-cosa-mangiare-prima-durante-e-dopo-un-percorso-1778486747170_320.jpg" alt="La dieta che fa la differenza nel ciclismo: cosa mangiare prima, durante e dopo un percorso "></a></article></aside><p>Le endorfine che il corpo rilascia durante una vacanza al mare donano inoltre un maggiore senso di <strong>relax</strong>, sia mentale che fisico, che contribuisce a creare la quella classica sensazione di piacevole letargia.</p><h2>Il ruolo di melanina e malatonina</h2><p>Il sole influisce decisamente sia su melanina che melatonina e questo si traduce in una sensazione di affaticamento per il corpo.</p><p>La <strong>melatonina </strong>è il pigmento prodotto dai melanociti, responsabile dell’abbronzatura estiva. Durante l’esposizione ai raggi UV si innesca la melanogenesi, che richiede un maggiore <strong>dispendio di energia</strong> che si fa sentire a fine giornata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="607182" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-nutrizionista-elenca-i-cinque-frutti-migliori-per-idratare-il-nostro-corpo.html" title="Un nutrizionista elenca i cinque frutti migliori per idratare il nostro corpo">Un nutrizionista elenca i cinque frutti migliori per idratare il nostro corpo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-nutrizionista-elenca-i-cinque-frutti-migliori-per-idratare-il-nostro-corpo.html" title="Un nutrizionista elenca i cinque frutti migliori per idratare il nostro corpo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nutricionista-lista-as-cinco-frutas-campeas-para-a-hidratacao-do-nosso-corpo-1701871350725_320.jpg" alt="Un nutrizionista elenca i cinque frutti migliori per idratare il nostro corpo"></a></article></aside><p>La <strong>melanina </strong>è invece l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia. Restare alla luce del sole ne <strong>inibisce </strong>temporaneamente la produzione, ma al ritorno a casa il corpo inizia a produrne di nuova, inducendo un senso di sonnolenza.</p><h2>Il mare e il senso di fame</h2><p>Anche sentirsi più affamati, quando si va al mare, è piuttosto normale. Il principale responsabile in questo caso è lo <strong>iodio</strong>, che stimola il <strong>metabolismo </strong>e lo rende più attivo, accrescendo il senso di appetito.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770157" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-attenzione-al-sole-colori-e-tessuti-che-proteggono-davvero-la-pelle.html" title="Estate 2026, attenzione al sole: colori e tessuti che proteggono davvero la pelle ">Estate 2026, attenzione al sole: colori e tessuti che proteggono davvero la pelle </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-attenzione-al-sole-colori-e-tessuti-che-proteggono-davvero-la-pelle.html" title="Estate 2026, attenzione al sole: colori e tessuti che proteggono davvero la pelle "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-attenzione-al-sole-colori-e-tessuti-che-proteggono-davvero-la-pelle-1779696095491_320.jpg" alt="Estate 2026, attenzione al sole: colori e tessuti che proteggono davvero la pelle "></a></article></aside><p>Oltre a ciò, in estate ci si muove di più per andare e venire dal mare, per nuotare o fare passeggiate. In particolare se nel resto dell’anno si conduce una vita molto <strong>sedentaria</strong>, questo piccolo shock per il corpo si trasforma in un aumento immediato del dispendio energetico.</p><p>In ogni caso la fame non andrebbe assecondata troppo e in estate, anche se qualche strappo alla dieta è sempre lecito, sono da preferire cibi <strong>leggeri </strong>che non affatichino le digestione contribuendo al senso di spossatezza. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-una-giornata-al-mare-ci-si-sente-piu-stanchi-e-affamati-ecco-perche-1786638897099.jpg" data-image="4kocw2qx83yk" alt="stanchezza mare" title="stanchezza mare"><figcaption>Sole, caldo e attività fisica causano perdita di liquidi e sali minerali, da integrare bevendo molto</figcaption></figure><p>Gli alimenti dovrebbero essere anche ricchi di <strong>liquidi</strong>, in modo da aiutare il corpo a <strong>reintegrare </strong>quelli persi.</p><p>Le verdure e la frutta estive, inoltre, sono pieni di <strong>vitamine </strong>A e C che contribuiscono a ricarburare le energie.</p><h2>Qualche trucco contro la stanchezza dopo il mare</h2><p>Chi soffre maggiormente gli effetti collaterali dell’estate al mare può utilizzare dei piccoli accorgimenti.</p><p>Innanzitutto <strong>bere di più</strong> e se il caso lo richiede, quando si fa attività fisica o semplicemente di suda davvero tanto, si possono usare <strong>integratori di sali minerali</strong> e in particolare di magnesio e potassio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783437" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese ">L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-1786578687182_320.jpg" alt="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "></a></article></aside><p>L’alimentazione, come si è visto, deve essere varia e leggera, cercando di limitare <strong>grassi saturi</strong> e <strong>l'eccesso di carboidrati</strong>.</p><p>Alcune categorie di persone, come <strong>anziani, cardiopatici</strong> ma anche <strong>donne incinte</strong> e <strong>diabetici</strong>, dovrebbero tenere d’occhio la <strong>pressione </strong>con maggiore attenzione e quindi evitare di esporsi direttamente al sole nelle ore più calde.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dopo-una-giornata-al-mare-ci-si-sente-piu-stanchi-e-affamati-ecco-perche.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Temporali a Ferragosto, attenzione dalle 12 di sabato 15: la Protezione Civile mette in allerta 5 regioni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-dalle-14-di-ferragosto-forti-temporali-in-calabria.html</link><pubDate>Fri, 14 Aug 2026 15:36:25 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La mattina di Ferragosto sarà dominata dal bel tempo, ma attenzione nel pomeriggio: sulle Alpi, in Sardegna e anche in alcuni regione del Sud scoppieranno forti temporali pomeridiani. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaxpqyq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaxpqyq.jpg" id="xaxpqyq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il Ferragosto sarà ancora caratterizzato da caldo intenso e afa su gran parte dell'Italia, ma nel corso della giornata aumenterà il rischio di temporali in diverse zone del Paese. <strong>I primi fenomeni potranno svilupparsi già a partire dalle ore centrali, indicativamente dalle 12, con una probabilità in progressivo aumento nelle prime ore del pomeriggio.</strong></p><p>La situazione più delicata riguarderà soprattutto le aree montuose, ma non solo. Secondo il modello europeo, maggior probabilità di precipitazioni pomeridiane su <strong>Alpi, dalle aree occidentali (Piemonte) fino al Trentino, comprendendo Lombardia, l'Appennino settentrionale, la Sardegna, la Calabria e la Sicilia</strong>. Queste saranno tra le zone da monitorare nel corso della giornata, con i temporali destinati a diventare più probabili e organizzati soprattutto nel pomeriggio.</p><h2>Temporali dalle 12, poi rischio in aumento nel pomeriggio</h2><p>La mattinata di sabato 15 agosto trascorrerà ancora in gran parte sotto il segno del caldo e dell'afa. Con il passare delle ore, tuttavia, l'atmosfera diventerà progressivamente più instabile.</p><p><strong>Dalle 12 circa inizieranno ad aumentare le probabilità di temporali</strong>, inizialmente soprattutto sui rilievi. Il processo sarà graduale: nelle prime ore del pomeriggio i fenomeni tenderanno a diventare più frequenti, soprattutto sulle Alpi e in particolare sui settori occidentali, oltre che sul Trentino.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-dalle-14-di-ferragosto-forti-temporali-in-calabria-1786720905980.jpg" data-image="66wsd03pqeft"><figcaption>Instabilità nel pomeriggio di sabato 15 agosto sulle aree alpine e Appennino settentrionale.</figcaption></figure><p>I temporali potranno poi estendersi anche verso la <strong>Lombardia</strong>, mentre altri nuclei temporaleschi potranno svilupparsi lungo l'Appennino settentrionale.</p><p>Non si tratterà quindi di un cambiamento generalizzato delle condizioni meteorologiche su tutta Italia: <strong>il caldo continuerà a dominare la giornata in molte zone, mentre l'instabilità si concentrerà soprattutto sulle aree indicate.</strong></p><div class="texto-destacado">I primi temporali potranno comparire già nelle ore centrali, con <strong>probabilità in aumento già dalla tarda mattinata </strong>soprattutto sulle Alpi occidentali, in estensione anche a Lombardia e Trentino all'inizio del pomeriggio.</div><p>Successivamente l'attività temporalesca potrà interessare anche il Trentino e, in parte, le aree della Lombardia più vicine ai rilievi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783405" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/gite-fuori-porta-e-citta-deserte-come-ferragosto-e-diventata-la-festa-piu-importante-dell-estate.html" title="Gite fuori porta e città deserte: come Ferragosto è diventata la festa più importante dell'estate">Gite fuori porta e città deserte: come Ferragosto è diventata la festa più importante dell'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/gite-fuori-porta-e-citta-deserte-come-ferragosto-e-diventata-la-festa-piu-importante-dell-estate.html" title="Gite fuori porta e città deserte: come Ferragosto è diventata la festa più importante dell'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gite-fuori-porta-e-citta-deserte-quando-ferragosto-e-diventata-la-festa-piu-importante-dell-estate-1786564587414_320.jpg" alt="Gite fuori porta e città deserte: come Ferragosto è diventata la festa più importante dell'estate"></a></article></aside><p>In presenza di temporali localmente intensi non sono da escludere <strong>forti rovesci, raffiche di vento e frequente attività elettrica</strong>, con fenomeni che potranno risultare improvvisi soprattutto nelle aree montane. Anche l'<strong>Appennino settentrionale</strong> vedrà aumentare il rischio di temporali durante il pomeriggio, in un contesto di crescente instabilità atmosferica.</p><h2>Temporali al Sud e sulle Isole</h2><p>L'instabilità non riguarderà soltanto il Nord. Nel corso del pomeriggio potranno svilupparsi temporali anche sulla <strong>Sardegna</strong>, oltre che in <strong>Calabria e Sicilia</strong>.</p><p>Anche in questo caso i fenomeni saranno favoriti soprattutto durante le ore più calde, quando il riscaldamento diurno raggiungerà il massimo e contribuirà alla formazione di nubi temporalesche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-dalle-14-di-ferragosto-forti-temporali-in-calabria-1786721120723.jpg" data-image="kkgpm6vlxrro"><figcaption>Prevista instabilità pomeridiana il giorno di Ferragosto al Sud.</figcaption></figure><p>La distribuzione dei fenomeni sarà comunque irregolare: <strong>non tutte le località delle regioni interessate vedranno necessariamente la pioggia</strong>, mentre in alcune zone i temporali potranno risultare localmente intensi.</p><h2>La Protezione Civile dirama l'allerta gialla in 5 regioni</h2><p>Per la giornata di <strong>sabato 15 agosto</strong>, la Protezione Civile ha diramato <strong>allerta gialla per rischio temporali in Calabria, Sardegna e su settori di Lombardia, Puglia e Sicilia</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Per la giornata di <strong>sabato 15 agosto</strong>, la Protezione Civile ha diramato <strong>allerta gialla per rischio temporali in Calabria, Sardegna e su settori di Lombardia, Puglia e Sicilia</strong>. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L'allerta riguarda quindi complessivamente <strong>cinque regioni</strong>, anche se non l'intero territorio regionale. La presenza dell'allerta conferma la necessità di prestare particolare attenzione all'evoluzione dei fenomeni nelle aree interessate, soprattutto nelle ore pomeridiane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-dalle-14-di-ferragosto-forti-temporali-in-calabria-1786721167868.jpg" data-image="nm52celxgeao"><figcaption>Rischio temporali in Sardegna nel pomeriggio di Ferragosto.</figcaption></figure><p>È importante ricordare che un'allerta gialla non significa che si verificheranno temporali ovunque all'interno delle zone indicate: segnala piuttosto la possibilità di fenomeni che possono determinare criticità locali.</p><h2>Allerta meteo temporali a Ferragosto in dettaglio: le aree a rischio</h2><p>La Protezione Civile ha diramato per la giornata di sabato 15 agosto un'allerta gialla per rischio temporali, con ordinaria criticità, in cinque regioni italiane. L'avviso riguarda <strong>Calabria, Lombardia, Puglia, Sardegna e Sicilia</strong>, ma interessa soltanto specifici settori dei rispettivi territori regionali.</p><p>In <strong>Calabria</strong>, l'allerta riguarda numerose aree, sia sul versante ionico sia su quello tirrenico. Sono interessati il versante ionico centro-meridionale, il versante tirrenico centro-settentrionale, il versante tirrenico centro-meridionale, il versante tirrenico meridionale, il versante ionico settentrionale, il versante ionico centro-settentrionale, il versante tirrenico settentrionale e il versante ionico meridionale. </p><p>In <strong>Lombardia</strong> l'allerta gialla interessa soprattutto le aree montuose e pedemontane. Sono coinvolti il Lario e le Prealpi occidentali, le Orobie bergamasche, la Valchiavenna, la media-bassa Valtellina, i Laghi e le Prealpi Varesine, la Valcamonica, l'Appennino pavese e i Laghi e le Prealpi orientali.</p><p>In <strong>Puglia</strong>, invece, l'allerta riguarda il <strong>Salento, i bacini del Lato e del Lenne e la Puglia Centrale Adriatica</strong>. Anche in questo caso l'avviso è circoscritto ai settori indicati dalla Protezione Civile.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-meteo-dalle-14-di-ferragosto-forti-temporali-in-calabria-1786721743198.png" data-image="43517n5ctsiy"><figcaption>Le previsioni del tempo per sabato 15 agosto 2026.</figcaption></figure><p>Per quanto riguarda la <strong>Sardegna</strong>, sono interessati l'Iglesiente, il Campidano, i bacini Montevecchio-Pischilappiu, i bacini Flumendosa-Flumineddu, la Gallura, il Logudoro e il bacino del Tirso. </p><p>In <strong>Sicilia</strong>, infine, l'allerta gialla comprende il settore sud-orientale sul versante dello Stretto di Sicilia, il settore nord-orientale sul versante ionico, il settore nord-orientale sul versante tirrenico e le isole Eolie, oltre al bacino del fiume Simeto e al settore sud-orientale sul versante ionico.</p><div class="texto-destacado">L'allerta gialla per temporali si inserisce in un contesto meteorologico caratterizzato da <strong>caldo ancora intenso durante la giornata di Ferragosto, ma con una crescente instabilità nelle ore pomeridiane</strong>. I temporali potranno svilupparsi soprattutto a partire dalle ore centrali e aumentare progressivamente di frequenza nel corso del pomeriggio, con fenomeni localmente intensi.</div><p>La presenza dell'allerta non significa che pioverà in tutte le località delle zone indicate. I temporali avranno infatti una distribuzione irregolare e potranno concentrarsi soprattutto nelle aree maggiormente favorevoli allo sviluppo dell'instabilità. Per questo motivo, soprattutto nelle zone interessate dagli avvisi, sarà importante seguire gli aggiornamenti della Protezione Civile e delle autorità locali durante la giornata.</p><h2>Ferragosto ancora molto caldo, ma il caldo inizia ad attenuarsi</h2><p>Il passaggio dei temporali avverrà comunque in una giornata ancora <strong>molto calda e afosa</strong>. Le temperature resteranno elevate soprattutto nelle pianure, nelle aree interne e in numerose città, anche se il caldo inizierà a mostrare i primi segnali di attenuazione rispetto ai giorni precedenti.</p><div class="texto-destacado">Un segnale importante arriva anche dalla <strong>riduzione delle allerte per caldo del Ministero della Salute</strong>, che rispetto ai giorni più roventi della settimana indica un quadro progressivamente meno critico.</div><p>Il 15 agosto rappresenterà quindi una giornata di transizione: <strong>il caldo intenso non sarà ancora finito, ma l'atmosfera inizierà a diventare più instabile</strong>, con temporali che potranno svilupparsi soprattutto dal primo pomeriggio sulle montagne e successivamente in alcune delle regioni del Centro-Sud e sulle isole.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783559" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-raffrescamento-definitivo-non-arrivera-cosi-presto-luca-lombroso-avverte-dei-cambiamenti-nelle-mappe.html" title="'Il raffrescamento definitivo non arriverà così presto': Luca Lombroso avverte dei cambiamenti nelle mappe">"Il raffrescamento definitivo non arriverà così presto": Luca Lombroso avverte dei cambiamenti nelle mappe</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-raffrescamento-definitivo-non-arrivera-cosi-presto-luca-lombroso-avverte-dei-cambiamenti-nelle-mappe.html" title="'Il raffrescamento definitivo non arriverà così presto': Luca Lombroso avverte dei cambiamenti nelle mappe"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-raffrescamento-definitivo-non-arrivera-cosi-presto-luca-lombroso-avverte-dei-cambiamenti-nelle-mappe-1786645646622_320.png" alt="'Il raffrescamento definitivo non arriverà così presto': Luca Lombroso avverte dei cambiamenti nelle mappe"></a></article></aside><p>Per chi trascorrerà il Ferragosto all'aperto, soprattutto in montagna o nelle aree interessate dall'allerta, sarà quindi opportuno <strong>tenere sotto controllo gli aggiornamenti meteorologici nelle ore centrali della giornata</strong>, quando il rischio di temporali tenderà ad aumentare.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-meteo-dalle-14-di-ferragosto-forti-temporali-in-calabria.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché le zanzare pungono più alcune persone che altre? Ecco da cosa dipende]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-le-zanzare-pungono-piu-alcune-persone-che-altre-ecco-da-cosa-dipende.html</link><pubDate>Fri, 14 Aug 2026 14:21:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Quando pungono, le zanzare sono irresistibilmente attratte da alcune persone più che da altre. Le ragioni di queste peculiari preferenze hanno una spiegazione scientifica.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/mosquitos-me-pican-a-mi-mas-que-a-otras-personas-1786510597644.jpg" data-image="3y342s028s4g" alt="zanzara" title="zanzara"><figcaption>Immagine di repertorio di una zanzara che punge una persona. PXHERE.com</figcaption></figure><p>In <strong>CUriosity</strong>, esperti di tutto il <strong>campus della CU Boulder</strong> rispondono alle domande sugli esseri umani, sul nostro pianeta e sull'universo che ci circonda. <strong>Sammy Ramsey, l'entomologo di quartiere,</strong> spiega perché le zanzare sono irresistibilmente attratte da alcune persone.</p><p><strong>Le zanzare hanno senza dubbio delle preferenze quando si tratta di pungere.</strong> Ma, contrariamente a quanto si crede comunemente, <strong>non sono il sapore dolce della pelle né il sangue di gruppo 0 ad attirarle</strong>.</p><p>"<em>È una situazione particolare che coinvolge la chimica della pelle, la quantità di aria che espiriamo e, a volte, ciò che abbiamo mangiato"</em>, ha spiegato Sammy Ramsey, entomologo del Dipartimento di Ecologia e Biologia evolutiva e del BioFrontiers Institute.</p><p><strong>Per le zanzare, ogni essere umano è avvolto da una <strong>invisibile</strong> nube chimica</strong> composta da una combinazione di oli corporei, sottoprodotti batterici e altri composti. Sebbene generalmente gli esseri umani non siano in grado di percepire questi odori, <strong>alcune combinazioni chimiche rendono determinate persone molto più attraenti per le zanzare rispetto ad altre.</strong></p><p>E poi ci sono la banana e la birra dopo l'attività fisica.</p><p>Le ricerche dimostrano che <strong>le persone che espirano una maggiore quantità di anidride carbonica</strong>, come accade durante l'attività fisica, <strong>possono attirare le zanzare da una distanza superiore ai 9 metri</strong>. E, per ragioni ancora sconosciute, <strong>le persone che hanno consumato recentemente birra, banane e cannabis risultano più attraenti per questi insetti</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Le ricerche dimostrano che <strong>le persone che espirano una maggiore quantità di anidride carbonica</strong>, come accade durante l'attività fisica, <strong>possono attirare le zanzare da una distanza superiore ai 9 metri</strong>. E, per ragioni ancora sconosciute, <strong>le persone che hanno consumato recentemente birra, banane e cannabis risultano più attraenti per questi insetti</strong>. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Uno <strong>studio</strong> ha rivelato che <strong>i consumatori di birra presenti a un festival musicale risultavano del 44% più attraenti per le zanzare</strong> rispetto alle persone che non avevano bevuto per almeno 12 ore.</p><h2>Il mimetismo chimico</h2><p>Le punture di zanzara sono molto più di un semplice fastidio. Questi insetti sono, in sostanza, aghi ipodermici volanti che possono iniettare parassiti e virus nel corpo umano, ha spiegato Ramsey.</p><p>"<em>Tra tutti gli organismi del pianeta, le zanzare sono quelli che causano il maggior numero di morti, provocando la morte di oltre 600.000 persone ogni anno nel mondo"</em>, ha aggiunto. "<em>Per questo motivo, proteggersi utilizzando repellenti efficaci è fondamentale"</em>.</p><p>I repellenti per insetti contenenti DEET o icaridina, un composto chimico ispirato alla <strong>pepe nero, possono agire come una sorta di mimetismo chimico</strong>, mascherando l'odore del corpo alle zanzare. La chiave, secondo Ramsey, è <strong>applicare il repellente in modo uniforme</strong> sulla pelle esposta, con movimenti ampi, anziché spruzzarlo come se fosse un profumo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="726170" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione.html" title="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione">La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione.html" title="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione-1784021482415_320.jpg" alt="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione"></a></article></aside><p><strong>L'olio di erba gatta</strong> può rappresentare un'alternativa per chi preferisce evitare il DEET. La sua efficacia è stata dimostrata in test preliminari condotti in Uganda, senza che si verificassero reazioni avverse.</p><p>"<em>Suppongo che l'unica preoccupazione legata all'olio di erba gatta sia che i gatti possano diventare ossessionati da te e drogarsi interagendo con te, ma non so se sia poi un problema così grave</em>", ha scherzato Ramsey.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/QrtR3p9CH3E/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=QrtR3p9CH3E" id="QrtR3p9CH3E"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><h2>L'espansione dei territori</h2><p>In Colorado, le zanzare sono generalmente meno fastidiose rispetto alle aree più umide degli Stati Uniti. Questi insetti hanno bisogno di acqua stagnante, come quella presente nelle pozzanghere e negli stagni, per riprodursi.</p><p><em>"Ma con il cambiamento dei regimi delle precipitazioni e delle temperature causato dal cambiamento climatico, le zanzare stanno diventando più numerose. Ne stiamo osservando un aumento anche in zone come il Colorado"</em>, ha spiegato.</p><p>Questo cambiamento ha provocato un aumento delle malattie trasmesse dalle zanzare negli Stati Uniti. Il <strong>virus del Nilo occidentale</strong>, generalmente associato alle aree tropicali, si sta ad esempio diffondendo verso nord. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, gli Stati Uniti hanno registrato in questo periodo dell'anno il maggior numero di infezioni da virus del Nilo occidentale dal 2004, con casi comparsi anche in stati come l'Oregon. Un'altra <strong>malattia trasmessa dalle zanzare</strong>, <strong>la dengue</strong>, ha registrato negli Stati Uniti un aumento del 359% negli ultimi anni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772258" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dal-granchio-blu-ai-parrocchetti-le-specie-che-stanno-conquistando-l-italia.html" title="Pappagalli, granchi blu e zanzare tigre: perché l'Italia si sta trasformando in un ecosistema tropicale">Pappagalli, granchi blu e zanzare tigre: perché l'Italia si sta trasformando in un ecosistema tropicale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dal-granchio-blu-ai-parrocchetti-le-specie-che-stanno-conquistando-l-italia.html" title="Pappagalli, granchi blu e zanzare tigre: perché l'Italia si sta trasformando in un ecosistema tropicale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dal-granchio-blu-ai-parrocchetti-le-specie-che-stanno-conquistando-l-italia-1780585631891_320.PNG" alt="Pappagalli, granchi blu e zanzare tigre: perché l'Italia si sta trasformando in un ecosistema tropicale"></a></article></aside><p>Quindi, che tu sia il bersaglio preferito dalle zanzare del tuo gruppo di amici oppure la persona fortunata che questi insetti sembrano trovare poco appetibile, è arrivato il momento di prenderle più sul serio.</p><p>"<em>Man mano che cambieranno i modelli climatici del nostro pianeta, assisteremo a cambiamenti nella distribuzione delle malattie"</em>, ha affermato Ramsey. "<em>Dobbiamo assicurarci di fare tutto il possibile per proteggerci</em>".</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Sara%20Lynn%20Blanken%20et%20al." data-year="2025" data-title="Blood%2C%20sweat%2C%20and%20beers%3A%20investigating%20mosquito%20biting%20preferences%20amidst%20noise%20and%20intoxication%20in%20a%20cross-sectional%20cohort%20study%20at%20a%20large%20music%20festival" data-url="https%3A%2F%2Fwww.biorxiv.org%2Fcontent%2F10.1101%2F2025.08.21.671470v1.full">Sara Lynn Blanken et al.. (2025). <a href="https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2025.08.21.671470v1.full" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Blood, sweat, and beers: investigating mosquito biting preferences amidst noise and intoxication in a cross-sectional cohort study at a large music festival</a>.</cite><br><cite data-author="University%20of%20Colorado" data-year="2026" data-title="University%20of%20Colorado" data-url="https%3A%2F%2Fwww.colorado.edu%2F">University of Colorado. (2026). <a href="https://www.colorado.edu/" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">University of Colorado</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-le-zanzare-pungono-piu-alcune-persone-che-altre-ecco-da-cosa-dipende.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La fusione dei ghiacci innesca un processo naturale finora sconosciuto che dà origine alle nubi artiche]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-fusione-dei-ghiacci-innesca-un-processo-naturale-finora-sconosciuto-che-da-origine-alle-nubi-artiche.html</link><pubDate>Fri, 14 Aug 2026 13:10:17 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un processo finora sconosciuto, che innesca la formazione di nubi sull'Artico, è alimentato dallo scioglimento dei ghiacci marini, ma quale effetto potrebbe avere sui futuri cambiamenti climatici?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/melting-sea-ice-drives-previously-unknown-natural-process-that-seeds-cloud-formation-in-the-arctic-1786459079152.jpeg" data-image="mder7z80p5e0" alt="Lo scioglimento dei ghiacci marini innesca un processo naturale finora sconosciuto che dà origine alla formazione di nuvole nell'Artico." title="Lo scioglimento dei ghiacci marini innesca un processo naturale finora sconosciuto che dà origine alla formazione di nuvole nell'Artico."><figcaption>I ricercatori hanno scoperto un nuovo processo che potrebbe influenzare il clima alterando la copertura nuvolosa, il riflesso della luce solare e i futuri cambiamenti climatici. Immagine: Adobe.</figcaption></figure><p>Con lo scioglimento dei ghiacci artici causato dal cambiamento climatico, i <strong>margini di ghiaccio che vengono esposti stanno rivelando un processo naturale finora sconosciuto</strong>, capace di aumentare la quantità di particelle che favoriscono la formazione delle nuvole nella regione.</p><p>Queste particelle potrebbero avere un impatto significativo sul clima, modificando la copertura nuvolosa, la riflessione della luce solare e l'evoluzione futura dei cambiamenti climatici.</p><h2>Lo scioglimento dei ghiacci artici libera particelle che favoriscono la formazione delle nuvole</h2><p>Lo studio, condotto dall'Università di Birmingham, fornisce la prima evidenza osservata sul campo che, nell'area di confine tra il ghiaccio marino artico e l'oceano aperto, la vita marina e la luce solare si combinano per rilasciare una miscela chimica che <strong>"semina" il cielo con particelle capaci di favorire la formazione delle nuvole.</strong></p><p>Una combinazione di iodio, zolfo e composti organici presenti naturalmente nell'ambiente viene rilasciata nell'atmosfera, dando origine a nuove particelle atmosferiche. In prossimità del margine del ghiaccio, i<strong>l numero di particelle capaci di formare goccioline nelle nuvole è aumentato di cinquanta volte nell'arco di una sola giornata.</strong></p><p>E con il continuo aumento delle temperature e lo scioglimento dei ghiacci, una porzione sempre maggiore del margine glaciale viene esposta, favorendo il rilascio di un numero crescente di particelle. Questo fenomeno può modificare la copertura nuvolosa e influenzare il bilancio radiativo della Terra.</p><p>"I nostri risultati forniscono la prima validazione nel mondo reale di un meccanismo di chimica atmosferica identificato recentemente, che coinvolge gli ossiacidi dello iodio e l'acido solforico», ha dichiarato il dottor James Brean, Assistant Professor di Chimica atmosferica presso l'Università di Birmingham. «Finora, questo processo era stato dimostrato soltanto attraverso esperimenti di laboratorio nella camera CLOUD del CERN".</p><h2>Scoperto un nuovo composto atmosferico</h2><p>I ricercatori hanno inoltre scoperto le molecole organiche ossigenate contenenti iodio (I-OOMs). Questa <strong>nuova classe di composti atmosferici </strong>sembra svolgere un ruolo importante nel favorire la crescita delle particelle appena formate fino a raggiungere dimensioni sufficienti a influenzare le nuvole.</p><p>Brean ha aggiunto: "Questi composti appena identificati aiutano le piccole particelle a crescere fino a diventare particelle più grandi, capaci di favorire la formazione delle nuvole. Riteniamo che sia la prima volta che molecole di questo tipo vengono osservate e che ciò implichi l'esistenza di importanti nuovi percorsi per la chimica dello iodio".</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="725944" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fulmini-e-temporali-sempre-piu-frequenti-sul-mar-glaciale-artico-ecco-perche-nascono-tanti-cumulonembi-vicino-il-polo.html" title="Fulmini e temporali sempre più frequenti sul Mar Glaciale Artico, ecco perché nascono tanti cumulonembi vicino il Polo ">Fulmini e temporali sempre più frequenti sul Mar Glaciale Artico, ecco perché nascono tanti cumulonembi vicino il Polo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fulmini-e-temporali-sempre-piu-frequenti-sul-mar-glaciale-artico-ecco-perche-nascono-tanti-cumulonembi-vicino-il-polo.html" title="Fulmini e temporali sempre più frequenti sul Mar Glaciale Artico, ecco perché nascono tanti cumulonembi vicino il Polo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fulmini-e-temporali-sempre-piu-frequenti-sul-mar-glaciale-artico-ecco-perche-nascono-tanti-cumulonembi-vicino-il-polo-1785965898645_320.jpg" alt="Fulmini e temporali sempre più frequenti sul Mar Glaciale Artico, ecco perché nascono tanti cumulonembi vicino il Polo "></a></article></aside><p>Queste nuove particelle si formavano generalmente in quantità maggiori nelle giornate soleggiate, quando i composti emessi nell'aria vengono trasformati chimicamente dalla luce solare. Ciò suggerisce che il processo sia comune in questa parte dell'Artico. </p><p><strong>Le particelle comprendono una combinazione di composti dello iodio rilasciati dall'oceano, dal ghiaccio marino e dalle aree costiere</strong>; dimetilsolfuro prodotto da piante marine e alghe; e composti organici rilasciati naturalmente dall'oceano o dalle terre emerse.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/melting-sea-ice-drives-previously-unknown-natural-process-that-seeds-cloud-formation-in-the-arctic-1786459437569.jpeg" data-image="upv21r2ndo37" alt="Lo scioglimento dei ghiacci marini innesca un processo naturale finora sconosciuto che favorisce la formazione delle nuvole nell'Artico" title="Lo scioglimento dei ghiacci marini innesca un processo naturale finora sconosciuto che favorisce la formazione delle nuvole nell'Artico"><figcaption>Le nuvole svolgono un ruolo fondamentale nel determinare quanto calore viene trattenuto o riflesso: una maggiore copertura nuvolosa o nuvole più spesse potrebbero accelerare lo scioglimento dei ghiacci, raffreddando al tempo stesso l'oceano aperto. Immagine: Adobe.</figcaption></figure><p>Zongbo Shi, professore di Biogeochimica atmosferica presso l'Università di Birmingham, ha sottolineato l'importanza della scoperta "perché queste nuove particelle possono influenzare le nuvole, che svolgono un ruolo fondamentale nel determinare quanto calore viene trattenuto o riflesso. Una maggiore quantità di nuvole o nuvole più spesse durante la stagione calda potrebbe potenzialmente accelerare lo scioglimento dei ghiacci, raffreddando al tempo stesso l'oceano aperto".</p><p>Ha aggiunto: <strong>"L'Artico si è riscaldato a una velocità più di tre volte superiore alla media globale negli ultimi 40 anni,</strong> rendendolo una delle regioni della Terra più sensibili ai cambiamenti climatici. Comprendere in che modo le emissioni naturali influenzano le nuvole è fondamentale per prevedere i cambiamenti climatici in questa regione. La nostra scoperta aiuterà i modelli climatici a migliorare la comprensione di come il cambiamento climatico stia modificando l'Artico e di come la regione stessa influenzi il clima globale".</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776336" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-agonia-delle-alpi-con-l-eccezionale-fusione-dei-ghiacciai-in-questo-fine-giugno.html" title="L’agonia delle Alpi con l’eccezionale fusione dei ghiacciai in questo fine giugno 2026">L’agonia delle Alpi con l’eccezionale fusione dei ghiacciai in questo fine giugno 2026</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-agonia-delle-alpi-con-l-eccezionale-fusione-dei-ghiacciai-in-questo-fine-giugno.html" title="L’agonia delle Alpi con l’eccezionale fusione dei ghiacciai in questo fine giugno 2026"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-agonia-delle-alpi-con-l-eccezionale-fusione-dei-ghiacciai-in-questo-fine-giugno-1782808211752_320.jpg" alt="L’agonia delle Alpi con l’eccezionale fusione dei ghiacciai in questo fine giugno 2026"></a></article></aside><p>Gli effetti più marcati sono stati osservati nella zona marginale dei ghiacci, una stretta fascia in cui l'oceano aperto incontra il ghiaccio marino in fase di scioglimento e dove le alghe marine sono particolarmente produttive. Con il progressivo ritiro del ghiaccio marino artico, questa fascia sta diventando sempre più ampia.</p><p>Poiché il processo non è attualmente incluso nei modelli climatici, la sua influenza sulla regione non viene ancora considerata nelle proiezioni. Il team di ricerca sta ora lavorando per integrare questo fenomeno nei modelli.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento scientifico</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Mao%2C%20D.%2C%20et%20al" data-year="2026" data-title="Arctic%20cloud%20condensation%20nuclei%20enhanced%20by%20iodine%2C%20sulfur%20and%20organic%20precursors" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41561-026-02062-6">Mao, D., et al. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41561-026-02062-6" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Arctic cloud condensation nuclei enhanced by iodine, sulfur and organic precursors</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-fusione-dei-ghiacci-innesca-un-processo-naturale-finora-sconosciuto-che-da-origine-alle-nubi-artiche.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quelle che trovi sulla spiaggia non sono sempre alghe: scopri le 5 piante marine del Mediterraneo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/quelle-che-trovi-sulla-spiaggia-non-sono-sempre-alghe-scopri-le-5-piante-marine-del-mediterraneo.html</link><pubDate>Fri, 14 Aug 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Molti le chiamano semplicemente "alghe", ma spesso sono foglie di vere piante marine fondamentali per la salute del Mediterraneo. Ecco quali sono, perché arrivano sulla spiaggia e perché è importante proteggerle.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quelle-che-trovi-sulla-spiaggia-non-sono-sempre-alghe-scopri-le-5-piante-marine-del-mediterraneo-1785423148361.jpeg" data-image="pi8ymv93p64a"><figcaption>Quelle che trovi sulla spiaggia non sono sempre alghe: scopri le 5 piante marine del Mediterraneo</figcaption></figure><p><strong>Chi frequenta il mare d'estate si sarà imbattuto almeno una volta in accumuli di vegetazione sulla battigia o tra le onde vicino alla riva</strong>. Per molti bagnanti rappresentano soltanto "alghe" fastidiose, ma la realtà è molto più interessante. In molti casi, infatti, quelle foglie nastriformi non sono affatto alghe, bensì vere piante marine, fondamentali per la salute degli ecosistemi del Mediterraneo.</p><p><strong>A differenza delle alghe, queste piante possiedono radici, rizomi, foglie, fiori e perfino frutti e semi</strong>. Vivono completamente sommerse, formando estese praterie sottomarine che producono ossigeno, assorbono anidride carbonica, proteggono i fondali dall'erosione e offrono rifugio e aree di riproduzione a migliaia di specie marine. Nel Mar Mediterraneo sono presenti cinque specie di piante marine: ecco quali sono e perché svolgono un ruolo così importante.</p><h2>1. Posidonia oceanica</h2><p><strong>È senza dubbio la pianta marina più conosciuta e rappresenta uno degli ecosistemi più preziosi del Mediterraneo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quelle-che-trovi-sulla-spiaggia-non-sono-sempre-alghe-scopri-le-5-piante-marine-del-mediterraneo-1785423168041.jpeg" data-image="ndormzf6qdft"><figcaption>Posidonia oceanica</figcaption></figure><p>Forma vaste praterie sui fondali sabbiosi, dove ospita una straordinaria biodiversità e svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della qualità delle acque. Le sue lunghe foglie producono grandi quantità di ossigeno e contribuiscono ad assorbire anidride carbonica. Quando le foglie più vecchie si staccano naturalmente o vengono trasportate a riva dalle mareggiate, possono accumularsi sulla spiaggia. Dalle loro fibre si originano anche le caratteristiche palline marroni, chiamate <strong>egagropili</strong>, che molti trovano lungo la battigia senza conoscerne l'origine.</p><h2>2. Cymodocea nodosa</h2><p><strong>Meno nota della Posidonia, questa specie cresce soprattutto nei fondali sabbiosi poco profondi e forma praterie meno fitte ma altrettanto importanti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quelle-che-trovi-sulla-spiaggia-non-sono-sempre-alghe-scopri-le-5-piante-marine-del-mediterraneo-1785423189831.jpeg" data-image="mifuqzafwwqh"><figcaption>Cymodocea nodosa</figcaption></figure><p>Le sue foglie costituiscono un prezioso rifugio per piccoli pesci, molluschi e crostacei, contribuendo alla biodiversità delle acque costiere. È anche una delle prime specie a colonizzare fondali recentemente stabilizzati.</p><h2>3. Zostera noltei</h2><p><strong>È una pianta tipica delle lagune, delle foci dei fiumi e degli ambienti salmastri</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quelle-che-trovi-sulla-spiaggia-non-sono-sempre-alghe-scopri-le-5-piante-marine-del-mediterraneo-1785423210868.jpeg" data-image="o342jeflgjk0"><figcaption>Zostera noltei</figcaption></figure><p>Le sue praterie rappresentano un habitat fondamentale per numerose specie acquatiche e svolgono un importante ruolo nel trattenere i sedimenti e migliorare la qualità dell'acqua. A causa della forte pressione esercitata dalle attività umane sugli ambienti costieri, è considerata particolarmente vulnerabile.</p><h2>4. Zostera marina</h2><p><strong>Diffusa anche lungo molte coste dell'Atlantico e del Mare del Nord, nel Mediterraneo è presente soprattutto in alcuni ambienti costieri più riparati</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quelle-che-trovi-sulla-spiaggia-non-sono-sempre-alghe-scopri-le-5-piante-marine-del-mediterraneo-1785423244228.jpeg" data-image="y28xpgdpkikm"><figcaption>Zostera marina</figcaption></figure><p>Come le altre fanerogame marine, crea habitat ricchi di vita e contribuisce a stabilizzare il fondale. Le sue praterie rappresentano vere e proprie aree di crescita per numerose specie di pesci e invertebrati.</p><h2>5. Halophila stipulacea</h2><p><strong>È l'unica tra le cinque a non essere originaria del Mediterraneo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quelle-che-trovi-sulla-spiaggia-non-sono-sempre-alghe-scopri-le-5-piante-marine-del-mediterraneo-1785423261627.jpeg" data-image="14qeo1ucytnn"><figcaption>Halophila stipulacea</figcaption></figure><p>Proveniente dal Mar Rosso, ha raggiunto questo mare attraverso il Canale di Suez ed è oggi considerata una specie aliena in rapida espansione. Gli studiosi stanno monitorando la sua diffusione per comprenderne gli effetti sugli ecosistemi locali e le possibili interazioni con le specie autoctone.</p><h2>Perché queste piante arrivano sulla spiaggia?</h2><p><strong>La presenza di foglie sulla battigia non significa necessariamente che il mare sia sporco</strong>. Al contrario, spesso è il risultato di un processo del tutto naturale. Le piante marine rinnovano periodicamente le proprie foglie, che possono essere trasportate verso riva dalle onde e dalle correnti, soprattutto dopo mareggiate e burrasche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779826" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/non-possiamo-considerarlo-normale-il-mediterraneo-potrebbe-superare-perfino-le-temperature-dei-caraibi-quest-estate.html" title="'Assolutamente anomalo': il Mediterraneo è caldissimo, potrebbe superare perfino le temperature dei Caraibi quest'estate">"Assolutamente anomalo": il Mediterraneo è caldissimo, potrebbe superare perfino le temperature dei Caraibi quest'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/non-possiamo-considerarlo-normale-il-mediterraneo-potrebbe-superare-perfino-le-temperature-dei-caraibi-quest-estate.html" title="'Assolutamente anomalo': il Mediterraneo è caldissimo, potrebbe superare perfino le temperature dei Caraibi quest'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/no-se-puede-normalizar-el-mar-mediterraneo-podria-incluso-superar-las-temperaturas-del-caribe-este-verano-1784711230437_320.png" alt="'Assolutamente anomalo': il Mediterraneo è caldissimo, potrebbe superare perfino le temperature dei Caraibi quest'estate"></a></article></aside><p><strong>In alcuni casi, però, il distacco può essere favorito anche da fattori di origine antropica, come gli ancoraggi delle imbarcazioni, i dragaggi o altre alterazioni dei fondali</strong>. Anche l'aumento della frequenza e dell'intensità di alcuni eventi meteorologici estremi, legato ai cambiamenti climatici, potrebbe contribuire in alcune aree ad accentuare il trasporto di materiale vegetale verso la costa, sebbene il fenomeno dipenda da numerosi fattori locali.</p><h2>Un patrimonio sommerso da conoscere e proteggere</h2><p><strong>Le praterie di piante marine sono spesso definite le "foreste del mare" per il ruolo che svolgono nel mantenimento della biodiversità e nella regolazione del clima</strong>. Perfino gli accumuli di foglie sulla spiaggia, talvolta rimossi perché considerati antiestetici, svolgono una funzione importante: aiutano a trattenere la sabbia, limitano l'erosione costiera e proteggono naturalmente le dune dall'azione delle onde.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773335" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-spiaggia-piu-bella-d-europa-si-trova-in-portogallo.html" title="La spiaggia più bella d'Europa si trova in Portogallo">La spiaggia più bella d'Europa si trova in Portogallo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-spiaggia-piu-bella-d-europa-si-trova-in-portogallo.html" title="La spiaggia più bella d'Europa si trova in Portogallo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-mejor-playa-de-europa-esta-en-portugal-1780851431685_320.png" alt="La spiaggia più bella d'Europa si trova in Portogallo"></a></article></aside><p><strong> Le foglie che si accumulano sulla battigia e che spesso vengono scambiate per semplici alghe possono in realtà appartenere a una pianta marina che ha contribuito per anni alla salute del Mediterraneo</strong>. Conoscerne il valore è il primo passo per comprendere quanto gli ecosistemi sommersi siano fondamentali per la vita del mare e, di conseguenza, anche per quella delle nostre coste.</p><p><em>Riferimenti:</em></p><p><a href="https://www.instagram.com/p/DTlLJBDDUnV/?img_index=1"><em>https://www.instagram.com/p/DTlLJBDDUnV/?img_index=1</em></a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/quelle-che-trovi-sulla-spiaggia-non-sono-sempre-alghe-scopri-le-5-piante-marine-del-mediterraneo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nel sottosuolo di Napoli c'è un museo diffuso dove si trovano straordinarie opere d'arte contemporanea]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/nel-sottosuolo-di-napoli-c-e-un-museo-diffuso-dove-si-trovano-straordinarie-opere-d-arte-contemporanea.html</link><pubDate>Fri, 14 Aug 2026 09:28:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Se a Napoli piove o fa troppo caldo, c'è un mondo sotterraneo dove rifugiarsi. A decine di metri di profondità nel sottosuolo della città, arte, luci e colori aspettano i visitatori</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nel-sottosuolo-di-napoli-c-e-un-museo-diffuso-dove-si-trovano-straordinarie-opere-d-arte-contemporanea-1785435082524.jpg" data-image="r4muw9hs869q" alt="Napoli stazioni dell'arte" title="Napoli stazioni dell'arte"><figcaption>La stazione Università, la più contemporanea e pop delle Stazioni dell'Arte di Napoli - Foto di Markobe - stock.adobe.com</figcaption></figure><p>La <strong>Napoli sotterranea</strong> ha più di un volto: oltre agli ambienti ipogei più antichi, come <strong>cisterne, catacombe e ossari</strong>, c’è un vero e proprio museo diffuso che riunisce opere d’arte avveniristiche, tutte sotto terra.</p><p>Sono queste le famose <strong>Stazioni dell’Arte</strong>, disposte lungo due linee metropolitane, la 1 e la 6, che collegano buona parte della città.</p><p>A partire dal 2001, la città di Napoli si è arricchita di più di due decine di spettacolari fermate, alle quali periodicamente se ne aggiungono di nuove. Per visitarle basta davvero poco, solo un biglietto di circa <strong>due euro</strong>.</p><h2>Perché visitare le Stazioni dell'Arte di Napoli</h2><p>Le Stazioni dell’Arte della metro di Napoli sono ormai diventate parte del patrimonio culturale della città e alcune sono comunemente inserite nei tour guidati.</p><p>Almeno <strong>sedici </strong>di queste sono da visitare come dei veri e propri musei perché portano la firma dei più importanti <strong>architetti </strong>contemporanei e perché sono ricche di opere d’arte realizzate da autori celebri, locali e internazionali.</p><div class="texto-destacado">Le Stazioni dell'Arte di Napoli sono <strong>site specific</strong>, pensate cioè per integrarsi al meglio con i luoghi in cui si trovano e così in alcune è protagonista il mare, in altre i reperti archeologici, in altre ancora la storia del quartiere. </div><p>Tutte, in ogni caso, raccontano qualcosa della città.</p><p>Da visitare a prescindere e non necessariamente solo di passaggio, sono anche il modo più affascinante per passare qualche ora se il clima non è adatto a passeggiare tra i monumenti cittadini.</p><h2>Le stazioni del centro storico</h2><p>Le stazioni più spettacolari della metropolitana di Napoli sono probabilmente quelle che si trovano nel centro storico.</p><p><strong>Piazza Garibaldi</strong>, dove si trova la stazione centrale della ferrovia, è la porta della città, ed è un progetto grandioso dell’architetto francese <strong>Dominique Perrault</strong> che comprende parti sotterranee e parti fuori terra. <strong>L’acciaio </strong>lucidato a specchio è protagonista dell’opera, basata su un intreccio di scale mobili e opere di <strong>Michelangelo Pistoletto</strong>.</p><p>Le stazioni di <strong>Municipio e Museo</strong> sono opera rispettivamente di <strong>Àlvaro Siza</strong> ed <strong>Eduardo Souto de Moura,</strong> e di <strong>Gae Aulenti</strong> e si distinguono per lo stretto rapporto con <strong>l’archeologia e la storia.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778588" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-fuga-dal-caldo-alla-scoperta-delle-7-citta-sotterranee-piu-affascinanti-d-italia.html" title="In fuga dal caldo: alla scoperta delle 7 città sotterranee più affascinanti d’Italia">In fuga dal caldo: alla scoperta delle 7 città sotterranee più affascinanti d’Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-fuga-dal-caldo-alla-scoperta-delle-7-citta-sotterranee-piu-affascinanti-d-italia.html" title="In fuga dal caldo: alla scoperta delle 7 città sotterranee più affascinanti d’Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/in-fuga-dal-caldo-alla-scoperta-delle-7-citta-sotterranee-piu-affascinanti-d-italia-1784025970538_320.jpg" alt="In fuga dal caldo: alla scoperta delle 7 città sotterranee più affascinanti d’Italia"></a></article></aside><p>Nella stazione Municipio si cammina accanto al basamento delle massicce torri del castello sovrastante, il <strong>Maschio Angioino.</strong> Museo è invece una lunga sequenza di opere d’arte tra cui spicca la riproduzione dell’<strong>Ercole Farnese </strong>la cui versione originale si trova al <strong>Museo Archeologico</strong> situato al di sopra della stazione.<br>Gae Aulenti ha firmato anche la stazione <strong>Dante</strong>, mentre <strong>Duomo </strong>è opera di un altro grande nome dell’architettura mondiale, lo studio <strong>Fuksas</strong>.</p><h2>Le stazioni più spettacolari</h2><p>Le due stazioni più spettacolari sono probabilmente quelle di <strong>Toledo e Università</strong>, anch’esse nel centro storico.</p><p><strong>Università </strong>è la stazione più <strong>pop</strong>, colorata e futuristica, opera geniale di <strong>Karim Rashid</strong>. Parole, luci, immagini creano un ambiente che vuole rappresentare la <strong>contemporaneità </strong>ma anche il legame col <strong>passato</strong>. Tra il fucsia e il verde acido, infatti, trovano posto anche le figure di <strong>Dante e Beatrice.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="739753" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-5-stazioni-metropolitane-del-mondo-che-sono-veri-e-propri-musei-nel-cuore-della-citta.html" title="Le 5 stazioni metropolitane del mondo che sono veri e propri musei nel cuore della città">Le 5 stazioni metropolitane del mondo che sono veri e propri musei nel cuore della città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-5-stazioni-metropolitane-del-mondo-che-sono-veri-e-propri-musei-nel-cuore-della-citta.html" title="Le 5 stazioni metropolitane del mondo che sono veri e propri musei nel cuore della città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-estaciones-de-metro-que-parecen-museos-bajo-tierra-1762766217862_320.jpeg" alt="Le 5 stazioni metropolitane del mondo che sono veri e propri musei nel cuore della città"></a></article></aside><p>La stazione <strong>Toledo </strong>è diventata il simbolo delle Stazioni dell’Arte, per la sua speciale conformazione e per i colori vivaci. Opera dell’architetto catalano <strong>Oscar Tusquets Blanca</strong>, comprende i resti della cinta muraria della Napoli aragonese e si articola su tre livelli che si distinguono per la cromìa. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nel-sottosuolo-di-napoli-c-e-un-museo-diffuso-dove-si-trovano-straordinarie-opere-d-arte-contemporanea-1785435217030.jpg" data-image="ge0bkxqxvki1" alt="Napoli stazione Toledo" title="Napoli stazione Toledo"><figcaption>La stazione Toledo a Napoli, la più famosa delle Stazioni dell'Arte</figcaption></figure><p>Il livello superiore è caratterizzato dal <strong>nero </strong>dell’asfalto della città moderna, si passa poi al livello <strong>giallo</strong>, come il tufo partenopeo e per finire all’<strong>azzurro</strong> del mare che riveste il livello zero con uno <strong>scintillante mosaico</strong>, reso ancora più brillante dal profondo <strong>lucernario</strong>.</p><h2>Le stazioni collinari</h2><p>Spostandosi verso la parte collinare di Napoli, le stazioni più interessanti sono <strong>Vanvitelli, Quattro Giornate e Salvator Rosa</strong>, a cui si aggiunge quella di <strong>Rione Alto </strong>che è la stazione che più di tutte ha dato spazio a giovani artisti emergenti di Napoli.</p><p>In particolare, poi, la stazione Quattro Giornate, come la piazza con lo stesso nome, ricorda <strong>l’insurrezione di Napoli</strong> contro i nazisti grazie alle opere di <strong>Nino Longobardi</strong> ispirate all’evento. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="699620" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" 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riqualificato anche l’area circostante, riportato allo splendore i resti di un ponte romano e una cappella neoclassica. </p><p>Anche i palazzi che circondano la stazione sono stati trasformati, diventando enormi tele per grandi artisti come <strong>Mimmo Rotella, Ernesto Tatafiore, Mimmo Paladino </strong>ed altri.</p><h2>Le nuove Stazioni dell'Arte </h2><p>Le stazioni inaugurate più di recente sono quelle di <strong>Chiaia </strong>sulla Linea 6 e quella di <strong>Monte Sant’Angelo</strong> sulla nuova Linea 7.</p><p><strong>Chiaia </strong>ha aperto nel 2024 ed ha vinto il premio “Prix Versailles 2024”, arrivando seconda nella categoria “Stazioni Ferroviarie”, superata solo dalla “Grand Central Madison” di New York.</p><p>Achille Bonito Oliva è il coordinatore artistico mentre è di Peter Greenaway l'idea di un viaggio mitologico per i passeggeri, che inizia con <strong>Zeus</strong>, rappresentato da una statua in acciaio con ventiquattro braccia, come le ore del giorno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768614" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/nella-solfatara-di-pozzuoli-il-luogo-piu-estremo-di-napoli-e-possibile-camminare-all-interno-di-un-vulcano.html" title="Nella Solfatara di Pozzuoli, il luogo più estremo di Napoli, è possibile camminare all'interno di un vulcano ">Nella Solfatara di Pozzuoli, il luogo più estremo di Napoli, è possibile camminare all'interno di un vulcano </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/nella-solfatara-di-pozzuoli-il-luogo-piu-estremo-di-napoli-e-possibile-camminare-all-interno-di-un-vulcano.html" title="Nella Solfatara di Pozzuoli, il luogo più estremo di Napoli, è possibile camminare all'interno di un vulcano "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alla-solfatara-di-pozzuoli-il-luogo-piu-estremo-di-napoli-e-possibile-camminare-all-interno-di-un-vulcano-1778668173047_320.jpg" alt="Nella Solfatara di Pozzuoli, il luogo più estremo di Napoli, è possibile camminare all'interno di un vulcano "></a></article></aside><p>Spettacolare la rampa elicoidale bianca e blu che rappresenta il regno di <strong>Poseidon</strong>e, a cui seguono quello di <strong>Demetra</strong>, <strong>Persefone e Plutone</strong> che si distinguono per i colori verde, arancione e rosso.</p><p>Ha aperto i battenti nel <strong>2025 </strong>la stazione di Monte Sant’Angelo, avveniristico progetto di <strong>Anish Kapoor</strong> che comprende due ingressi dalle dimensioni <strong>monumentali </strong>che simboleggiano la discesa nel sottosuolo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/nel-sottosuolo-di-napoli-c-e-un-museo-diffuso-dove-si-trovano-straordinarie-opere-d-arte-contemporanea.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gite fuori porta e città deserte: come Ferragosto è diventata la festa più importante dell'estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/gite-fuori-porta-e-citta-deserte-come-ferragosto-e-diventata-la-festa-piu-importante-dell-estate.html</link><pubDate>Fri, 14 Aug 2026 07:48:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Ferragosto, da antica ricorrenza religiosa a festa dell'estate per eccellenza. Ecco come il 15 agosto è diventato l'occasione imperdibile per gite fuori porta e serate sulla spiaggia</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/gite-fuori-porta-e-citta-deserte-quando-ferragosto-e-diventata-la-festa-piu-importante-dell-estate-1786564587414.jpg" data-image="27oqs25irzos" alt="Ferragosto" title="Ferragosto"><figcaption>A Ferragosto, secondo tradizione, si organizza una gita anche di un solo giorno</figcaption></figure><p>Città che si svuotano, località di vacanza che si affollano sempre di più, falò e grigliate: <strong>Ferragosto </strong>è la festa più importante dell’estate italiana, con un’origine antichissima e una <strong>triplice anima</strong>.</p><p>Come molte ricorrenze del calendario, anche il Ferragosto è una festa dalle origini <strong>pagane</strong>, trasformatasi poi in una ricorrenza cattolica, per diventare in tempi più recenti un evento mondano.</p><p>Ecco la sua storia e da dove è nata la tradizione delle <strong>gite fuori porta</strong> del 15 agosto.</p><h2>Ferragosto ai tempi dell'antica Roma</h2><p>Il 15 agosto si celebra <strong>l’Assunzione di Maria</strong>, un episodio importante nella tradizione cattolico, che ricorda il giorno in cui la Madonna è salita in cielo. Le origini del Ferragosto però sono da ricercare al tempo dell’antica Roma. </p><p>Nel <strong>18 a.C.</strong> il primo imperatore di Roma, <strong>Ottaviano Augusto</strong>, lo stesso da cui prende il nome il mese di Agosto, indisse un periodo di ferie per tutta la comunità, ma soprattutto per quella contadina. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783195" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-estremo-e-temporali-cosi-sara-il-meteo-a-ferragosto-in-italia-da-mattina-a-sera-le-previsioni-da-nord-a-sud.html" title="Caldo intenso, Sole, temporali: così sarà il meteo a Ferragosto in Italia da mattina a sera, le previsioni da Nord a Sud">Caldo intenso, Sole, temporali: così sarà il meteo a Ferragosto in Italia da mattina a sera, le previsioni da Nord a Sud</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-estremo-e-temporali-cosi-sara-il-meteo-a-ferragosto-in-italia-da-mattina-a-sera-le-previsioni-da-nord-a-sud.html" title="Caldo intenso, Sole, temporali: così sarà il meteo a Ferragosto in Italia da mattina a sera, le previsioni da Nord a Sud"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-estremo-e-temporali-cosi-sara-il-meteo-a-ferragosto-in-italia-da-mattina-a-sera-le-previsioni-da-nord-a-sud-1786542562002_320.png" alt="Caldo intenso, Sole, temporali: così sarà il meteo a Ferragosto in Italia da mattina a sera, le previsioni da Nord a Sud"></a></article></aside><p>Agosto era già un mese pieno di ricorrenze, per i romani, con le <strong>idi di agosto</strong> celebrate il 13, alcuni anniversari delle vittorie militari di Augusto e i <strong>Consualia</strong>, le feste dedicate a Conso, il dio delle messi e della fertilità. </p><p>Le celebrazioni erano quindi molte e importanti, duravano diversi giorni e presero il nome di <strong>Feriae Augusti</strong>, da cui deriva la parola Ferragosto.</p><h2>Una lenta trasformazione</h2><p>Se il Ferragosto è diventato poi una festività per i cattolici, è semplicemente perché la Chiesa ha <strong>assimilato </strong>la tradizione, traslandola al 15 agosto per farla coincidere con il giorno dell'Assunzione.</p><p>L’usanza di celebrare questo evento si è diffusa in oriente prima che in occidente, dove si affermò solo a partire dal <strong>Medioevo</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="724043" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cosa-mangiare-a-ferragosto-10-piatti-tradizionali-italiani-da-preparare-in-famiglia.html" title="Cosa mangiare a Ferragosto: 10 piatti tradizionali italiani da preparare in famiglia">Cosa mangiare a Ferragosto: 10 piatti tradizionali italiani da preparare in famiglia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/cosa-mangiare-a-ferragosto-10-piatti-tradizionali-italiani-da-preparare-in-famiglia.html" title="Cosa mangiare a Ferragosto: 10 piatti tradizionali italiani da preparare in famiglia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-mangiare-a-ferragosto-10-piatti-tradizionali-italiani-da-preparare-in-famiglia-1754904598043_320.jpg" alt="Cosa mangiare a Ferragosto: 10 piatti tradizionali italiani da preparare in famiglia"></a></article></aside><p>Oggi però il Ferragosto è una festa quasi esclusivamente occidentale e nella sua versione più mondana, con fuochi d’artificio, falò sulla spiaggia e così via, quasi solo italiana.</p><p>Per molti secoli quella di Ferragosto è rimasta infatti una festa solo religiosa, ma a cavallo tra il XIX e il XX secolo, con l’acquisizione del diritto dei lavoratori italiani al <strong>tempo libero</strong>, questa festa ha iniziato ad assumere un po' per volta il suo volto moderno.</p><h2>Le prime gite di Ferragosto della storia</h2><p>La tradizione della fuga dalla città a Ferragosto e delle gite anche di un solo giorno, si fa risalire in genere agli anni del fascismo. In particolare, nel 1931 vennero istituiti i <strong>Treni Popolari</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gite-fuori-porta-e-citta-deserte-quando-ferragosto-e-diventata-la-festa-piu-importante-dell-estate-1786564805459.jpg" data-image="5c0cfgiiaja0" alt="Gita Ferragosto" title="Gita Ferragosto"><figcaption>Il giorno di Ferragosto è sempre un buon pretesto per lasciare la città per qualche giorno</figcaption></figure><p>Grazie ai prezzi <strong>scontatissimi </strong>tutte le famiglie, anche quelle che normalmente non potevano permettersi nemmeno una vacanza breve, potevano lasciare la città o per un giorno o per tre, a seconda dell'offerta prescelta. </p><p>Il primo Treno Popolare partì il 2 agosto e le offerte a prezzi stracciati rimasero attive anche in altri mesi dell’anno, ma ad agosto alcuni enti come l'Opera Nazionale Dopolavoro iniziarono a organizzare e promuovere le <strong>escursioni </strong>per dare una spinta al <strong>turismo interno</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762738" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma">I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma-1775574668109_320.jpg" alt="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"></a></article></aside><p>Chi viaggiava in <strong>terza classe</strong>, naturalmente, non poteva permettersi di mangiare fuori, così si diffuse anche l’usanza di portare il cibo da casa per fare <strong>pic nic</strong> al mare e <strong>scampagnate</strong>.</p><h2>Com'è nato il Ferragosto moderno</h2><p>Nel secondo dopoguerra, quando il <strong>benessere economico</strong> ha iniziato ad aumentare e con esso anche il diritto a <strong>ferie retribuite</strong>, si sono diffuse le <strong>vacanze di massa. </strong></p><p>Negli anni sessanta il boom economico e la possibilità per molte più famiglie di avere un’auto, ha fatto il resto. </p><div class="texto-destacado">La diffusione delle vacanze estive ha creato il “fenomeno Ferragosto”, trasformando questo giorno da ricorrenza religiosa a grande festa popolare e turistica.</div><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778613" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/non-solo-mare-5-fiumi-e-cascate-spettacolari-per-un-bagno-rinfrescante-in-estate-nella-natura-selvaggia.html" title="Non solo mare: 5 fiumi e cascate spettacolari per un bagno rinfrescante in estate, nella natura selvaggia">Non solo mare: 5 fiumi e cascate spettacolari per un bagno rinfrescante in estate, nella natura selvaggia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/non-solo-mare-5-fiumi-e-cascate-spettacolari-per-un-bagno-rinfrescante-in-estate-nella-natura-selvaggia.html" title="Non solo mare: 5 fiumi e cascate spettacolari per un bagno rinfrescante in estate, nella natura selvaggia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-mare-5-fiumi-e-cascate-spettacolari-per-un-bagno-rinfrescante-in-estate-nella-natura-selvaggia-1784031783607_320.jpg" alt="Non solo mare: 5 fiumi e cascate spettacolari per un bagno rinfrescante in estate, nella natura selvaggia"></a></article></aside><p>Alcune usanze particolarmente radicate, come i <strong>fuochi d’artificio </strong>o il<strong> bagno di mezzanotte</strong> non hanno una vera e propria origine documentata, ma derivano per lo più dal fatto che da diversi decenni, ormai, le vacanze estive si concentrano sul <strong>mare</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/gite-fuori-porta-e-citta-deserte-come-ferragosto-e-diventata-la-festa-piu-importante-dell-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA["Il raffrescamento definitivo non arriverà così presto": Luca Lombroso avverte dei cambiamenti nelle mappe]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-raffrescamento-definitivo-non-arrivera-cosi-presto-luca-lombroso-avverte-dei-cambiamenti-nelle-mappe.html</link><pubDate>Fri, 14 Aug 2026 04:04:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ferragosto bollente in tutt’Italia, cambiamenti dalla prossima settimana con temporali e calo delle temperature. La rinfrescata ci sarà, ma relativa: agosto ed estate 2026 si avviano a passare alla storia degli eventi estremi caldi.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaxhmxq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaxhmxq.jpg" id="xaxhmxq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Continua a far caldo nonostante l’accorciarsi delle giornate e il maggior numero di ore di buio.<strong> Firenze ha sfiorato i 40°C ieri, picco prossimo alla cifra tonda anche a Decimomannu in Sardegna.</strong> Scarsi, locali e <strong>temporanei gli effetti rinfrescanti dei temporali </strong>che sono fioriti nel pomeriggio sulle Alpi occidentali e Appennino centro meridionale, ed anche interno della Sardegna. <br><strong>Cambierà poco anche per il fine settimana di Ferragosto,</strong> mentre una leggera ondulazione del getto polare porterà come annunciato un aumento dei temporali la prossima settimana, ma non appare certo il vero rinfresco e l’arrivo delle piogge in grado di portare sollievo alla siccità.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Nel fine settimana di Ferragosto <strong>due anticicloni proteggono gran parte d’Europa, </strong>a ovest quello delle Azzorre arriva fino al Regno Unito, e si unisce a quello subtropicale che oltre all’Italia ora interessa anche parte dell’est Europa. Le perturbazioni scorrono a nord.<br>Una di queste<strong> fra lunedì 17 e martedì 18 agosto porterà la sua coda fino al centro nord Italia</strong>, associata a una piccola veloce saccatura.</p><p>Entrano <strong>isoterme leggermente più fredde, -10°C a 500 hPa</strong> col caldo presente innescherà forti temporali, ma nella medio bassa troposfera il calo sarà solo relativo. Si ritirerà infatto solo poco più a sud la calda +20°C a 850 hPa.</p><h2>Weekend di Ferragosto molto caldo</h2><p>Due giornate di <strong>classica canicola sabato 15 e domenica 16 agosto, il sole domina in tutte le spiagge</strong> affollate da turisti e vacanzieri, con temperature alte nonostante le brezze marine<strong>.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783437" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese ">L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-1786578687182_320.jpg" alt="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "></a></article></aside><p><strong> Molto caldo in tutte le città,</strong> sia del nord che al centro sud, con notti tropicali a minime di 20-23°C, e <strong>massime fra 36 e 39°C, </strong>localmente anche 40°C. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-raffrescamento-definitivo-non-arrivera-cosi-presto-luca-lombroso-avverte-dei-cambiamenti-nelle-mappe-1786645646622.png" data-image="mul3ivriq0wb"><figcaption>Caldo sopra la media anche nel fine settimana di ferragosto, massime meno estreme per l'abbreviarsi delle giornate ma comunque sempre 4-6°C sopra la media.</figcaption></figure><p><strong>Sulle Alpi mattine soleggiate e pomeriggi con fiorire di cumuli</strong>, con formazione di vari temporali. Non piove ovunque, ma <strong>diverse zone riceveranno rovesci, in qualche caso anche intensi.</strong> Anche in Appennino si formano rovesci pomeridiani, specie domenica. Interessato anche l’interno di Sardegna e Sicilia. Domenica possibili sconfinamenti anche in pianura del Piemonte.</p><h2>Lunedì irrompono forti temporali</h2><p><strong>Lunedì 17 agosto al nordovest i temporali irrompono già in mattinata</strong>, e poi si formano anche al nordest e probabilmente pure in Liguria. Il tutto in un <strong>quadro molto variabile, i forti fenomen</strong>i saranno preceduti e seguiti da ampie schiarite. Da seguire dunque l’evoluzione <a href="https://www.ilmeteo.net/radar-italia-pioggia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">radar</a>. <br>Al <strong>centro mattina serena variabile, al pomeriggio arrivano e si formano temporali,</strong> dapprima sulla Toscana tirrenica e poi nelle altre regioni, con temporali anche in varie città interne. Meno frequenti i rovesci sulle coste Adriatiche. Al sud rovesci limitati alle zone interne, locali rovesci anche in interno della Sicilia. Maestrale rinfrescante in Sardegna, ma comunque attenzione agli incendi boschivi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-raffrescamento-definitivo-non-arrivera-cosi-presto-luca-lombroso-avverte-dei-cambiamenti-nelle-mappe-1786645703618.png" data-image="tigu3djvjfpo"><figcaption>Densità di fulmini prevista lunedì</figcaption></figure><p><strong>Temperature finalmente in calo, ma le massime restano a 30-33°C al nord, </strong>32-35°C al centro, e al sud ancora<strong> in Puglia si toccano nel Tavoliere i 40°C</strong>, altrove 34-38°C. </p><h2>Martedì 18 rapido miglioramento</h2><p> <strong>Migliora al nord, tempo più stabile anche sulle Alpi</strong>. Meno caldo, ma sempre massime a 30-33°C. <strong>Perlomeno di notte si avrà sollievo, con 16-18°C </strong>nelle zone agrarie rurali. <br><strong>Al centro altrettanto meglio e caldo meno estremo,</strong> massime però ancora a 34-36°C nelle città di Roma e Firenze. Rovesci e temporali si potranno formare al pomeriggio nell’interno di Abruzzo e Molise. <br>Al sud sereno variabile, caldo estivo meno estremo, qualche rovescio possibile nell’interno della Puglia.</p><h2>Nuova perturbazione a metà settimana?</h2><p><strong>Mercoledì 19 in genere giornata soleggiata estiva in tutt’Italia</strong>, temperature senza variazioni, per ora il caldo intenso è alle spalle, ma le massime sono comunque da giorno caldo, a 32-34°C in gran parte d’Italia.<br><strong>Giovedì 20 agosto un nuovo passaggio instabile potrebbe portare altri temporali, </strong>benchè in qualche caso forti, anche questa non appare la classica “burrasca di Ferragosto” che in passato attorno al 20-22 del mese spazza via definitivamente il caldo e dava perfino i primi assaggi freschi con serate in cui la felpa era necessaria.</p><h2>Tendenza per fine mese: ondata di caldo al centro sud?</h2><p>Non entriamo nei dettagli giorno per giorno, ma diamo solo la tendenza della III decade del mese, anche perché<strong> gli scenari EPS sono molto incerti, con ben 7 diverse soluzioni nei cluster.</strong> La corrente a getto pare ondularsi e sull’Italia compaiono possibili flussi da SW. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783301" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-getto-polare-si-ondulera-sull-italia-ci-saranno-4-giorni-di-temporali-molto-forti-secondo-il-modello-ecmwf.html" title="Il getto polare si ondulerà sull'Italia: ci saranno 4 giorni di temporali molto forti secondo il modello ECMWF">Il getto polare si ondulerà sull'Italia: ci saranno 4 giorni di temporali molto forti secondo il modello ECMWF</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-getto-polare-si-ondulera-sull-italia-ci-saranno-4-giorni-di-temporali-molto-forti-secondo-il-modello-ecmwf.html" title="Il getto polare si ondulerà sull'Italia: ci saranno 4 giorni di temporali molto forti secondo il modello ECMWF"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-getto-polare-si-ondulera-sull-italia-ci-saranno-4-giorni-di-temporali-molto-forti-secondo-il-modello-ecmwf-1786521317930_320.jpg" alt="Il getto polare si ondulerà sull'Italia: ci saranno 4 giorni di temporali molto forti secondo il modello ECMWF"></a></article></aside><p>Se al nord questi potrebbero portare altri temporali e aria a tratti relativamente fresca, <strong>al centro sud potremmo assistere a un breve richiamo di aria africana molto calda. </strong>L’autunno non pare comunque irrompere in anticipo, e le tendenze sembrano proprio simili al 2003, ovvero dopo un acuto di caldo, una seconda metà del mese meno estrema ma comunque in grado di avviare agosto ed estate 2026 a passare alla storia per il calore estremo e prolungato. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-raffrescamento-definitivo-non-arrivera-cosi-presto-luca-lombroso-avverte-dei-cambiamenti-nelle-mappe.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dove andare d'estate per nuotare tra i boschetti di posidonia senza danneggiare questo fragile ecosistema ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-andare-d-estate-per-nuotare-tra-i-boschetti-di-posidonia-senza-danneggiare-questo-fragile-ecosistema.html</link><pubDate>Thu, 13 Aug 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Lungo le coste italiane cresce la posidonia, la pianta marina che preserva la buona salute delle acque e degli ecosistemi. Ecco 3 luoghi dove andare in estate per nuotare tra i posidonieti più rigogliosi</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/dove-andare-d-estate-per-nuotare-tra-i-boschetti-di-posidonia-senza-danneggiare-questo-fragile-ecosistema-1786472245130.jpg" data-image="etl974t9xlp1" alt="Posidonia" title="Posidonia"><figcaption>I banchi di posidonia, polmoni del mare e custodi della biodiversità</figcaption></figure><p>Una vacanza al mare, specialmente in zone turistiche, richiede qualche piccola <strong>attenzione </strong>in più per non rovinare gli <strong>ecosistemi</strong>, già fragili ed esposti a rischi continui.</p><p>Uno degli ecosistemi a cui fare più attenzione è quello della <strong>posidonia</strong>, una <strong>pianta superiore</strong> diffusa sui fondali del Mediterraneo; vero e proprio polmone del mare, è indispensabile per la buona salute delle acque e delle coste, ma va tutelata. </p><p>Ecco cosa c'è da sapere su questa eccezionale pianta, e 3 luoghi da visitare in Italia per conoscerla più da vicino.</p><h2>Cos’è la posidonia e perché è importante</h2><p>La posidonia oceanica è <strong>endemica </strong>del Mediterraneo e non è un’alga, come molti pensano, ma bensì una <strong>fanerogama marina</strong>, cioè una pianta che si è adattata a vivere sui fondali marini. A differenza delle alghe produce <strong>fiori e frutti</strong> ed ha <strong>radici, foglie</strong> e fusti detti <strong>rizomi</strong>.</p><div class="texto-destacado"><br>Le grandi praterie di posidonia che si possono osservare sui fondali marini sono fondamentali per la biodiversità, perché sono l’habitat del 25% delle specie animali e vegetali del Mediterraneo.</div><p>La posidonia, però, ha molte altre funzioni. Fungendo da <strong>barriera</strong>, questa pianta protegge i litorali mitigando la forza delle onde e limitando l’erosione costiera. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780877" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia.html" title="10 piante che fioriscono in riva al mare, da conoscere prima di una passeggiata in spiaggia">10 piante che fioriscono in riva al mare, da conoscere prima di una passeggiata in spiaggia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia.html" title="10 piante che fioriscono in riva al mare, da conoscere prima di una passeggiata in spiaggia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-che-fioriscono-in-riva-al-mare-da-conoscere-prima-di-una-passeggiata-in-spiaggia-1785424062418_320.jpeg" alt="10 piante che fioriscono in riva al mare, da conoscere prima di una passeggiata in spiaggia"></a></article></aside><p><br>Come le altre piante, compie la <strong>fotosintesi</strong>, produce quindi <strong>ossigeno </strong>e consuma <strong>anidride carbonica</strong>, mantenendo alta la <strong>qualità </strong>delle acque in cui vive e anche contribuendo a contrastare gli effetti del cambiamento climatico.</p><h2>Perché la posidonia è in pericolo</h2><p>Le <strong>attività umane</strong>, soprattutto in estate, sono uno dei motivi principali per cui la posidonia è a rischio. Il <strong>turismo nautico</strong>, ad esempio, danneggia le piante. Il semplice tirare l’ancora di una barca può sradicare piante sottomarine e danneggiare i fondali.</p><p>Ancora peggio la <strong>pesca a strascico illegale</strong>, che strappa via ampie aree di posidonieti.</p><p>La <strong>cementificazione costiera</strong>, poi, con la costruzione di banchine, moli e porti, ostacola le correnti marine, mentre per mantenere i porti profondi si scava il fondale sollevando <strong>nuvole di fango</strong> che tolgono luce e ossigeno alle piante marine, causandone la morte.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="667226" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/posidonia-oceanica-gli-ambiziosi-progetti-di-riforestazione-per-tutelare-la-salute-del-mediterraneo.html" title="Posidonia oceanica: gli ambiziosi progetti di riforestazione per tutelare la salute del Mediterraneo">Posidonia oceanica: gli ambiziosi progetti di riforestazione per tutelare la salute del Mediterraneo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/posidonia-oceanica-gli-ambiziosi-progetti-di-riforestazione-per-tutelare-la-salute-del-mediterraneo.html" title="Posidonia oceanica: gli ambiziosi progetti di riforestazione per tutelare la salute del Mediterraneo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/posidonia-oceanica-gli-ambiziosi-progetti-di-riforestazione-per-tutelare-la-salute-del-mediterraneo-1722088428454_320.jpg" alt="Posidonia oceanica: gli ambiziosi progetti di riforestazione per tutelare la salute del Mediterraneo"></a></article></aside><p>Anche l’aumento delle <strong>temperature dell'acqua</strong> e l'innalzamento del <strong>livello del mare</strong> tolgono la luce alla posidonia, impedendole di compiere la fotosintesi e favorendo invece il proliferare di alghe invasive.</p><p>Questa pianta, inoltre, ha una <strong>crescita lenta</strong>, per cui è difficile da rimpiazzare una volta danneggiata. In Italia, però, ci sono luoghi dove la posidonia cresce ancoa rigliosa.</p><h2>I posidonieti del Parco dell’Arcipelago Toscano</h2><p>Nel Mediterraneo esistono veri e propri <strong>santuari della posidonia</strong>, dove è possibile anche fare <strong>snorkeling </strong>per vedere da vicino le praterie sottomarine.</p><p>Una di queste aree è il <strong>Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano</strong>, un vero e proprio paradiso per chi ama lo snorkeling. È il più grande parco marino d’Europa, composto da sette isole: Elba, Giglio, Giannutri, Capraia, Pianosa, Gorgona e Montecristo da conoscere in superficie attraverso i tanti sentieri per il trekking, e grazie alle <strong>immersioni </strong>per osservare la straordinaria biodiversità del suo mare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781969" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia.html" title="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia">30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia.html" title="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/30-gradi-nel-mediterraneo-l-autunno-puo-prendere-solo-due-direzioni-e-una-di-queste-colpira-duramente-l-italia-1785835227513_320.png" alt="30 gradi nel Mediterraneo: l'autunno può prendere solo due direzioni, e una di queste colpirà duramente l'Italia"></a></article></aside><p>Le praterie di posidonia oceanica qui sono particolarmente estese. Le più grandi e spettacolari si possono osservare principalmente intorno all'<strong>Isola di Pianosa</strong> e allo <strong>Scoglio d'Africa</strong>. Anche il versante sud dell’<strong>isola d’Elba</strong>, coi suoi fondali sabbiosi, è un habitat dove la posidonia oceanica prospera. Altri posidonieti si trovano anche attorno alle altre isole, anche se di dimensioni minori.</p><h2>Marettimo e le Egadi</h2><p>Anche l’arcipelago delle isole Egadi, nel canale di Sicilia, è <strong>un’area marina protetta</strong> di grande importanza.</p><p>Qui si trova la prateria di Posidonia oceanica <strong>meglio conservata</strong> del Mediterraneo, che con i suoi 12.000 ettari di estensione è anche la più vasta.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dove-andare-d-estate-per-nuotare-tra-i-boschetti-di-posidonia-senza-danneggiare-questo-fragile-ecosistema-1786472417634.jpg" data-image="rb1y3bdyicd1" alt="Egadi posidonia" title="Egadi posidonia"><figcaption>A Marettimo l'acqua è così trasparente da consentire alla posidonia di ricevere luce e vivere a maggiore profondità</figcaption></figure><p>Il mare cristallino delle Egadi rende possibile vedere la posidonia anche restando in superficie, ma vale sicuramente la pena organizzare delle immersioni per ammirare i fondali unici di queste isole e tutte le forme di vita che ospitano.</p><p>A <strong>Favignana, </strong>Cala Rotonda, Cala Rossa e Cala del Prèveto sono buoni punti di osservazione, così anche Cala Minnola, sulla costa est di <strong>Levanzo</strong>.</p><p>L’isola di <strong>Marettimo </strong>ha una particolarità: il suo mare è così limpido che la luce penetra più in fondo, permettendo alla posidonia di vivere anche alla profondità record di cinquanta metri.</p><h2>Le praterie di posidonia in Sardegna</h2><p><strong>Tavolara Punta Coda Cavallo</strong> si trova in Sardegna, sulla costa nordorientale e a sud di Olbia. La vaste praterie sottomarine di posidonia sono proprio uno dei motivi per cui i 76 chilometri di costa della regione sono diventati <strong>un’area marina protetta.</strong></p><p>Qui, oltre alla posidonia, vivono indisturbati anche <strong>delfini e tartarughe</strong>.</p><p>Per immergersi e vedere i posidonieti i fondali sabbiosi dell’isola di <strong>Tavolara </strong>sono un ottimo punto di partenza. Proprio di fronte all’isola si trova <strong>Capo Coda Cavallo</strong>. Qui i fondali sono misti, tra rocce e sabbia, ma si trovano fitti banchi di Posidonia già a brevissima distanza dalla riva.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767864" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lungo-le-coste-svedesi-crescono-le-grandi-alghe-marine-che-si-avviano-a-diventare-i-materiali-del-futuro.html" title="La Svezia sta trasformando le sue coste in gigantesche coltivazioni di alghe per produrre nuovi materiali sostenibili">La Svezia sta trasformando le sue coste in gigantesche coltivazioni di alghe per produrre nuovi materiali sostenibili</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lungo-le-coste-svedesi-crescono-le-grandi-alghe-marine-che-si-avviano-a-diventare-i-materiali-del-futuro.html" title="La Svezia sta trasformando le sue coste in gigantesche coltivazioni di alghe per produrre nuovi materiali sostenibili"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lungo-le-coste-svedesi-crescono-le-grandi-alghe-marine-che-si-avviano-a-diventare-i-materiali-del-futuro-1778249332908_320.jpg" alt="La Svezia sta trasformando le sue coste in gigantesche coltivazioni di alghe per produrre nuovi materiali sostenibili"></a></article></aside><p>Da <strong>Cala Brandinchi</strong> a San Teodoro, bisogna nuotare un po’ e spingersi più al largo, ma i bassi fondali di sabbia fine insieme al mare turchese rendono la nuotata estremamente piacevole e accessibile anche ai bambini.</p><p> Il punto forse più spettacolare di tutti per avvicinarsi alle praterie di posidonia qui sono le <strong>Piscine di Molara</strong>, dove l’incredibile colore turchese della acque si alterna al blu reso più intenso proprio dai banchi di posidonia. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-andare-d-estate-per-nuotare-tra-i-boschetti-di-posidonia-senza-danneggiare-questo-fragile-ecosistema.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tre alberi da coltivare in vaso: ideali per balconi e piccoli terrazzi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/tre-alberi-da-coltivare-in-vaso-ideali-per-balconi-e-piccoli-terrazzi.html</link><pubDate>Thu, 13 Aug 2026 15:11:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Alcune specie adattano perfettamente le loro radici alla vita in vaso. Tre opzioni molto resistenti che offrono colore e ombra senza occupare troppo spazio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/tres-arboles-para-cultivar-en-maceta-ideales-para-balcones-y-patios-chicos-1785795005040.jpg" data-image="gsflv47s1jb0" alt="piante" title="piante"><figcaption>Conferiscono struttura e consistenza: le piante in vaso sono il segreto per un balcone vivace tutto l'anno.</figcaption></figure><p>Se hai una terrazza, un balcone o un piccolo patio e pensi che gli alberi siano fuori dalle tue possibilità, questa informazione fa al caso tuo. Esistono diverse specie che <strong>adattano le proprie radici alla vita in vaso senza perdere vigore</strong> e che apportano consistenza, fogliame e profumi delicati durante tutte le quattro stagioni.</p><p>Come in ogni cosa, bisogna saper scegliere. La chiave consiste nel selezionare specie a crescita moderata e <strong>garantire loro un adeguato volume di terra</strong>. Con questi due elementi puoi coltivare un albero per molti anni anche in uno spazio ridotto.</p><p><strong>Queste sono tre opzioni</strong> facilmente reperibili nei vivai della tua zona.</p><h2>1. Mirto (<em>Myrtus communis</em>)</h2><p>Conosciuto anche come mirto europeo, è uno degli <strong>arbusti o piccoli alberi più eleganti da coltivare in vaso.</strong> Le sue foglie piccole e lucide emanano un fresco profumo quando vengono sfiorate. In primavera e in estate produce fiori bianchi molto appariscenti, che successivamente lasciano il posto a piccole bacche scure.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tres-arboles-para-cultivar-en-maceta-ideales-para-balcones-y-patios-chicos-1785795196885.jpg" data-image="1ris6urwh8sw" alt="piante" title="piante"><figcaption>Profumo fresco e fiori bianchi: il mirto è un piccolo albero elegante che cresce bene in contenitori esposti al sole.</figcaption></figure><p>Preferisce un substrato ricco di sostanza organica e <strong>con un ottimo drenaggio.</strong> Tollera meglio un terreno leggermente asciutto rispetto a uno soggetto a ristagni d'acqua.</p><p><strong>Ha bisogno di almeno sei ore di sole diretto al giorno</strong> per crescere in modo compatto e fiorire. Durante la primavera e l'estate è consigliabile mantenere il terreno leggermente umido. In inverno, invece, bisogna diradare notevolmente le annaffiature.</p><p>Se coltivato direttamente nel terreno può superare i quattro metri di altezza. <strong>In un vaso grande si mantiene tra 1,5 e 2,5 metri.</strong> La sua crescita è da lenta a moderata: impiega dai cinque ai sette anni per raggiungere i due metri.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780628" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-che-possono-aiutarti-a-trasformare-un-piccolo-balcone-in-un-mini-giardino.html" title="Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino">Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-che-possono-aiutarti-a-trasformare-un-piccolo-balcone-in-un-mini-giardino.html" title="Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/las-plantas-que-pueden-ayudarte-a-transformar-un-balcon-pequeno-en-un-mini-jardin-1784951323175_320.png" alt="Piante che possono aiutarti a trasformare un piccolo balcone in un mini giardino"></a></article></aside><p>La potatura è semplice. <strong>È sufficiente eliminare i rami secchi</strong> e accorciare la chioma dopo la fioritura per conservarne una forma equilibrata.</p><h2>2. Alloro (<em>Laurus nobilis</em>)</h2><p>L'alloro offre molto più delle sue foglie utilizzate per insaporire i piatti. <strong>Il suo fogliame verde scuro rimane intatto tutto l'anno</strong> ed emana un caratteristico aroma che tiene lontani gli insetti. Inoltre, si adatta molto bene alla coltivazione in vaso, poiché tollera bene le potature frequenti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tres-arboles-para-cultivar-en-maceta-ideales-para-balcones-y-patios-chicos-1785795376044.jpg" data-image="waha5bfsnzf4" alt="piante" title="piante"><figcaption>L'alloro tollera le potature frequenti, caratteristica che lo rende ideale per essere modellato negli spazi ridotti.</figcaption></figure><p>In giardino può raggiungere le dimensioni di un grande albero. In vaso, invece, <strong>solitamente raggiunge un'altezza compresa tra 2 e 3 metri.</strong> Il suo sviluppo è lento e impiega dai sei agli otto anni per raggiungere queste dimensioni.</p><p>Ha bisogno di un substrato leggero. Una miscela di terriccio fertile, <strong>compost maturo e perlite o sabbia grossolana</strong> dà generalmente ottimi risultati.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779843" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lecci-piu-resilienti-dei-pini-al-cambiamento-climatico.html" title="Lecci più resilienti dei pini al cambiamento climatico, i risultati di uno studio vicino Roma">Lecci più resilienti dei pini al cambiamento climatico, i risultati di uno studio vicino Roma</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lecci-piu-resilienti-dei-pini-al-cambiamento-climatico.html" title="Lecci più resilienti dei pini al cambiamento climatico, i risultati di uno studio vicino Roma"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lecci-piu-resilienti-dei-pini-al-cambiamento-climatico-1784720952778_320.jpeg" alt="Lecci più resilienti dei pini al cambiamento climatico, i risultati di uno studio vicino Roma"></a></article></aside><p>Cresce in pieno sole o in mezz'ombra luminosa, anche se <strong>mostra maggiore vigore quando riceve diverse ore di luce diretta</strong>. In estate richiede annaffiature regolari, evitando però i ristagni d'acqua alla base. La potatura va effettuata alla fine dell'inverno e la pianta può essere modellata in forma tondeggiante o conica, a seconda delle preferenze.</p><h2>3. Olivo (<em>Olea europaea</em>)</h2><p>Sebbene la maggior parte delle persone lo associ alle olive, l'olivo si distingue anche come specie ornamentale. Le sue foglie di <strong>colore verde-argenteo riflettono la luce e creano un contrasto</strong> unico rispetto alle altre piante.</p><p>È uno degli alberi mediterranei che meglio sopportano la vita in vaso, dove <strong>può mantenersi tra 1,8 e 3 metri di altezza per decenni</strong>. La sua crescita è lenta: impiega dai sette ai dieci anni per raggiungere i due metri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tres-arboles-para-cultivar-en-maceta-ideales-para-balcones-y-patios-chicos-1785795611069.jpg" data-image="r0wrx6gncgf1" alt="piante" title="piante"><figcaption>L'olivo può vivere per molti anni in vaso se gli vengono garantiti molto sole e poche annaffiature.</figcaption></figure><p><strong>L'eccesso d'acqua è il suo principale nemico.</strong> Per questo ha bisogno di un substrato molto permeabile e di un contenitore dotato di efficienti fori di drenaggio. Richiede pieno sole per non perdere vigore e per evitare che i rami si allunghino eccessivamente diventando deboli.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777363" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città">Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore-1783496103656_320.jpeg" alt="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"></a></article></aside><p>Le annaffiature devono essere moderate in estate e ridotte al minimo nei mesi freddi. Per mantenere sana la chioma, <strong>è consigliabile potare alla fine dell'inverno e rimuovere i rami incrociati</strong> per favorire la circolazione dell'aria.</p><h2>Le regole per coltivare con successo gli alberi in vaso</h2><p>Una buona parte del risultato dipende dalle dimensioni del contenitore. <strong>Un vaso di almeno 50-60 centimetri di diametro</strong> e profondità permette uno sviluppo stabile e protegge le radici dagli sbalzi di temperatura.</p><p>È importante rinnovare lo strato superficiale del substrato ogni due anni e <strong>aggiungere compost</strong> all'inizio della primavera.</p><p>Con queste semplici cure, <strong>questi tre alberi possono trasformare qualsiasi angolo</strong> senza bisogno di avere un grande giardino.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/tre-alberi-da-coltivare-in-vaso-ideali-per-balconi-e-piccoli-terrazzi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Aria condizionata naturale: piante che contribuscono a rendere la casa più fresca e a migliorare l'isolamento termico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/aria-condizionata-naturale-piante-che-contribuscono-a-rendere-la-casa-piu-fresca-e-a-migliorare-l-isolamento-termico.html</link><pubDate>Thu, 13 Aug 2026 13:04:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Le piante possono diventare alleate perfette contro il caldo; oltre ad essere decorative, contribuiscono a rinfrescare gli ambienti, a creare ombra e a migliorare la sensazione termica della casa durante l'estate.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/aire-acondicionado-natural-las-plantas-que-pueden-ayudar-a-crear-un-hogar-mas-fresco-y-mejorar-el-aislamiento-termico-1785413309225.jpeg" data-image="fx9n694msjak" alt="Imagen 1" title="Imagen 1"><figcaption>Le piante possono contribuire a migliorare il comfort termico in casa durante l'estate.</figcaption></figure><p>Con l'arrivo dell'estate, <strong>mantenere la casa fresca diventa una priorità.</strong> Oltre al tradizionale condizionatore d'aria, esistono alcune soluzioni naturali che possono contribuire a migliorare il comfort termico degli ambienti domestici.</p><p>Tra queste, <strong>le piante svolgono un ruolo particolarmente interessante grazie all'ombra, all'umidità e soprattutto all'evapotraspirazione</strong>, un processo naturale che può aumentare il benessere percepito all'interno e all'esterno dell'abitazione.</p><p>La vegetazione non raffresca una casa allo stesso modo di un impianto di climatizzazione, ma <strong>alcune specie possono contribuire a ridurre la sensazione di caldo</strong> e a creare un microclima più gradevole, soprattutto se abbinate a un buon orientamento dell'edificio, a un'adeguata ventilazione e a un efficace isolamento.</p><h2>L'evapotraspirazione, un climatizzatore naturale</h2><p><strong>Il segreto è l'evapotraspirazione</strong>, un processo che combina <strong>l'evaporazione dell'acqua</strong> presente nel terreno o nel substrato con la <strong>traspirazione delle piante</strong> attraverso le foglie.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"> <p lang="es" dir="ltr">Los helechos son perfectos para decorar tu terraza, le da un toque selvático y privado <a href="https://x.com/hashtag/Tips?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Tips</a> <a href="https://x.com/hashtag/Jardin?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Jardin</a> <a href="https://x.com/hashtag/Terraza?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Terraza</a> <a href="https://t.co/sA1EShmVoF">pic.twitter.com/sA1EShmVoF</a></p>— Total Pisos (@TotalPisos) <a href="https://x.com/TotalPisos/status/736368983830626308?ref_src=twsrc%5Etfw">28 maggio 2016</a> </blockquote></figure><p>Quando una pianta assorbe acqua attraverso le radici, <strong>una parte significativa viene rilasciata nell'atmosfera sotto forma di vapore acqueo</strong> attraverso minuscoli pori chiamati stomi.</p><p>Si tratta di un meccanismo simile a quello che avviene quando il sudore evapora dalla nostra pelle. Per questo motivo, <strong>una vegetazione rigogliosa e ben irrigata può modificare le caratteristiche dell'aria circostante.</strong></p><div class="texto-destacado"> Per passare dallo stato liquido a quello gassoso, l'acqua ha bisogno di energia, che sottrae all'ambiente sotto forma di calore. Il risultato è un naturale effetto di raffrescamento. <br> </div><p>Tuttavia, <strong>non tutte le piante hanno la stessa capacità di raffrescare</strong>, poiché il tasso di evapotraspirazione dipende da fattori come la specie, le dimensioni della pianta, la superficie fogliare, la disponibilità di acqua, la temperatura, la radiazione solare, il vento e l'umidità dell'aria.</p><h2>Quali piante aiutano a rinfrescare gli ambienti?</h2><p>Le specie a crescita rapida, con una superficie fogliare molto ampia e un elevato fabbisogno idrico durante l'estate <strong>possono raggiungere livelli di evapotraspirazione particolarmente efficaci.</strong></p><h3>Le felci</h3><p><strong>Possono aumentare l'umidità negli ambienti interni</strong> luminosi e riparati, mentre diverse piante ornamentali dal fogliame abbondante contribuiscono a creare un'atmosfera più fresca nelle loro vicinanze.</p><h3>Edera, vite americana e alcune varietà di gelsomino</h3><p>Queste specie possono offrire un ulteriore vantaggio, poiché <strong>creano ombra su pareti e finestre.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/aire-acondicionado-natural-las-plantas-que-pueden-ayudar-a-crear-un-hogar-mas-fresco-y-mejorar-el-aislamiento-termico-1785414367413.jpeg" data-image="a4o3gtjq302s" alt="Facciata con vegetazione" title="Facciata con vegetazione"> <figcaption>Le facciate ricoperte di vegetazione possono contribuire a ridurre la temperatura all'interno delle abitazioni.</figcaption> </figure><h3>Alberi e arbusti</h3><p><strong>Hanno una capacità ancora maggiore di modificare il microclima.</strong> Una chioma folta intercetta parte della radiazione solare prima che raggiunga facciate, finestre o tetti. Allo stesso tempo, attraverso la traspirazione, restituisce acqua all'atmosfera contribuendo agli scambi di calore.</p><h2>Ombra e isolamento: un binomio fondamentale</h2><p><strong>L'effetto rinfrescante delle piante non dipende soltanto dall'evapotraspirazione.</strong> Se collocate in modo strategico, possono infatti costituire una vera barriera vegetale contro i raggi del sole.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"> <p lang="pt" dir="ltr">Plantou uma videira e a transformou em um telhado verde cheio de uvas. <a href="https://t.co/Gx4kqsKel7">pic.twitter.com/Gx4kqsKel7</a></p>— abymael (@abymaelx) <a href="https://x.com/abymaelx/status/2059707232212734146?ref_src=twsrc%5Etfw">27 maggio 2026</a> </blockquote></figure><p><strong>Una facciata parzialmente ricoperta di vegetazione riceve meno radiazione solare diretta</strong>, mentre un albero posizionato davanti a una finestra può ridurre sensibilmente il calore che entra nell'abitazione durante le ore più calde della giornata.</p><h2>Le piante in casa abbassano davvero la temperatura?</h2><p>Negli ambienti interni è bene mantenere aspettative realistiche. <strong>Un vaso può aumentare leggermente l'umidità relativa</strong> e <strong>trasmettere una piacevole sensazione di freschezza</strong>, ma <strong>non può sostituire un impianto di climatizzazione</strong> né abbassare di diversi gradi la temperatura di una casa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771413" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/citta-sempre-piu-calde-le-10-infrastrutture-verdi-indispensabili-per-mitigare-l-isola-di-calore-urbana.html" title="Città sempre più calde: le 10 infrastrutture verdi indispensabili per mitigare l’isola di calore urbana">Città sempre più calde: le 10 infrastrutture verdi indispensabili per mitigare l’isola di calore urbana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/citta-sempre-piu-calde-le-10-infrastrutture-verdi-indispensabili-per-mitigare-l-isola-di-calore-urbana.html" title="Città sempre più calde: le 10 infrastrutture verdi indispensabili per mitigare l’isola di calore urbana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/citta-sempre-piu-calde-le-10-infrastrutture-verdi-indispensabili-per-mitigare-l-isola-di-calore-urbana-1785151514601_320.jpeg" alt="Città sempre più calde: le 10 infrastrutture verdi indispensabili per mitigare l’isola di calore urbana"></a></article></aside><p><strong>L'effetto è molto più evidente quando la vegetazione si trova su terrazzi, balconi, cortili o giardini</strong>, dove dispone di una maggiore superficie fogliare e può intercettare direttamente la radiazione solare.</p><p>Va inoltre ricordato che <strong>un numero eccessivo di piante in ambienti chiusi può aumentare troppo l'umidità</strong>, soprattutto se la ventilazione è insufficiente. È quindi importante trovare un equilibrio tra vegetazione, ricambio d'aria e irrigazione.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/aire-acondicionado-natural-las-plantas-que-pueden-ayudar-a-crear-un-hogar-mas-fresco-y-mejorar-el-aislamiento-termico-1785414491993.jpeg" data-image="ormh8p1981yj" alt="Giardino" title="Giardino"> <figcaption>Un giardino gradevole dal punto di vista estetico e capace di offrire una sensazione di maggiore freschezza.</figcaption> </figure><h2>Una casa più fresca grazie alle soluzioni naturali</h2><p><strong>Le piante possono rappresentare un valido alleato contro il caldo.</strong> La loro capacità di evapotraspirare, creare ombra e modificare il microclima permette di ridurre il carico termico di un'abitazione e migliorare il comfort durante i mesi estivi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777363" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città">Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore-1783496103656_320.jpeg" alt="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"></a></article></aside><p><strong>È fondamentale scegliere specie adatte al clima locale</strong> e collocarle nei punti giusti.</p><ul> <li>Alberi per ombreggiare facciate e finestre.</li> <li>Piante rampicanti per creare ombra su muri e pergolati.</li> <li>Piante dal fogliame abbondante per terrazzi, cortili e patii.</li> </ul><p><strong>Il vero "condizionatore naturale" non è una singola pianta</strong>, ma un insieme di spazi verdi progettati per sfruttare al meglio i processi naturali della vegetazione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/aria-condizionata-naturale-piante-che-contribuscono-a-rendere-la-casa-piu-fresca-e-a-migliorare-l-isolamento-termico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il falso mito delle ondate di caldo imprevedibili: perché non regge e cosa dicono davvero modelli e osservazioni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-falso-mito-delle-ondate-di-caldo-imprevedibili-perche-non-regge-e-cosa-dicono-davvero-modelli-e-osservazioni.html</link><pubDate>Thu, 13 Aug 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ondata di caldo e previsioni meteo, è vero che i modelli hanno sbagliato? Analizziamo cosa è successo e quanto si sono discostate osservazioni dai calcoli di ECMWF. Ecco perché oggigiorno si possono fare previsioni anche a 10-15 giorni. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-falso-mito-delle-ondate-di-caldo-imprevedibili-perche-non-regge-e-cosa-dicono-davvero-modelli-e-osservazioni-1786543756476.jpeg" data-image="00u8nfjfmsf5"><figcaption>Due meteorologi in una sala operativa analizzano modelli, dati osservati e immagini da satellite. Confronto e discussione fra previsione è basilare per poi comunicare correttamente la previsione.</figcaption></figure><p>In questi giorni vari media, anche a seguito delle affermazioni di alcuni meteorologi, hanno puntato il dito sull’i<strong>mpossibilità di fare previsioni sulle ondate di caldo</strong>. </p><p>Eppure, almeno per quanto ci riguarda, <strong>la situazione era chiara e annunciata, </strong>fin <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-preoccupato-i-modelli-delineano-un-ondata-di-caldo-di-durata-mai-vista-con-almeno-7-giorni-a-40-c.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">dal 26 luglio parlavamo di una ondata di caldo</a> che poteva diventare di durata storica. <strong>I cenni di attenuazione non erano interpretati come fine, ma come pausa.</strong></p><p>Meglio che le opinioni però sono i numeri, così abbiamo voluto confrontare previsioni del modello ECMWF con le osservazioni ufficiali.</p><h2>L’ondata di caldo è stata ben prevista</h2><p>Una premessa, per validare un modello, bisogna fare statistiche su lunghi periodo. <strong>Controlli all’ECMWF li fanno abitualment</strong><strong>e,</strong> ma più che le medie abbiamo voluto vedere appunto casi specifici. La data scelta è il run del 28 luglio, agli inizi dell’ondata di caldo.<strong> </strong></p><p><strong>Abbiamo confrontato le uscite sui punti di griglia di varie città,</strong> focalizzandoci su Bologna, Firenze, Roma, Palermo e Cagliari. La scelta è <strong>per dare un’idea geografica, e per disporre di dati aeroportuali</strong> che rispettano le rigide direttive WMO.</p><p>Il primo dato evidente è che <strong>l’arrivo dell’ondata di caldo era stato ben previsto, </strong>così come era ben chiaro che sarebbe stata molto intensa al nord e al centro, relativamente meno straordinaria al sud. Tutti i modelli, anche l’americano GFS (in dettaglio meno preciso) e il tedesco Icon (molto valido, ma limitato a 8-9 giorni), <strong>convergevano sull’inizio di una potente ondata di caldo </strong>dal 30-31 luglio con durata di almeno 7-8 giorni. </p><p>E <strong>sapere in anticipo l’arrivo dell’ondata, è importante per varie applicazioni, </strong>dalla sanità alla protezione civile, dalla gestione idrica a quella del rischio incendi boschivi. Altro aspetto subito da chiarire,<strong> ECMWF non prevedeva una vera “fine del caldo”.</strong> Mostrava piuttosto attenuazioni dei valori estremi e oscillazioni all'interno di una comunque potenzialmente lunga ondata di caldo.</p><h2>Il dettaglio al nord, centro e sud</h2><p>Per il<strong> nord abbiamo scelto Bologna, città fra le più calde </strong>per ragioni geografiche. <strong>Il modello ha previsto molto bene la crescita iniziale delle temperature,</strong> i due picchi prossimi ai 40 °C attorno al 31 luglio e al 4-6 agosto, la persistenza della fase molto calda e alcune oscillazioni successive<strong>. </strong></p><p><strong>Il picco estremo era previsto di 40°C il giorno 5 agosto, il picco reale massimo è stato il 6 con 39°C</strong>. Un solo grado di differenza non fa certo una previsione sbagliata, e altrettanto il fatto che le due curve non coincidono perfettamente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783301" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-getto-polare-si-ondulera-sull-italia-ci-saranno-4-giorni-di-temporali-molto-forti-secondo-il-modello-ecmwf.html" title="Il getto polare si ondulerà sull'Italia: ci saranno 4 giorni di temporali molto forti secondo il modello ECMWF">Il getto polare si ondulerà sull'Italia: ci saranno 4 giorni di temporali molto forti secondo il modello ECMWF</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-getto-polare-si-ondulera-sull-italia-ci-saranno-4-giorni-di-temporali-molto-forti-secondo-il-modello-ecmwf.html" title="Il getto polare si ondulerà sull'Italia: ci saranno 4 giorni di temporali molto forti secondo il modello ECMWF"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-getto-polare-si-ondulera-sull-italia-ci-saranno-4-giorni-di-temporali-molto-forti-secondo-il-modello-ecmwf-1786521317930_320.jpg" alt="Il getto polare si ondulerà sull'Italia: ci saranno 4 giorni di temporali molto forti secondo il modello ECMWF"></a></article></aside><p>Il<strong> calo di temperature era atteso il 9, comunque con massime sui 33°C,</strong> ma si è relativamente rinfrescato già l’8, per poi assistere a una ripresa delle temperature, prevista molto bene addirittura a 13-15 giorni.</p><p><strong>Al centro ci siamo focalizzati su Firenze e Roma</strong>. Firenze sorprende veramente per la precisione, con un <strong>errore medio inferiore a 1°C nei valori massimi. </strong>Roma ha presentato più incertezze, con sovrastima di 2-3°C dei valori previsti per il 4-5 agosto e curiosamente previsioni più precise a 12-14 giorni. </p><p><strong>Una spiegazione può essere nella complessità urbana della città, </strong>i valori sono molto diversi fra Fiumicino, Urbe e Ciampino, che abbiamo infine scelto come riferimento più rappresentativo.</p><p>Infine le Isole: <strong>a Cagliari e Palermo sono stati sottostimati i due picchi di caldo, </strong>probabilmente a causa di effetti orografici locali, Punta Raisi è soggetta a venti di caduta, e influenza del mare. Pur con maggior errore medio, gli andamenti sono stati in genere ben previsti.</p><h2>“Oltre sette giorni non si può prevedere”: una frase da aggiornare</h2><p>La convinzione che non si possono fare previsioni oltre 5-7 giorni è ancora molto radicata. In realtà<strong> non esiste un muro al quinto o settimo giorno.</strong> La capacità previsionale diminuisce progressivamente, ma dipende anche dal fenomeno che vogliamo prevedere. </p><p><strong>Un vasto anticiclone è più prevedibile dell’arrivo di perturbazioni o irruzioni fredde, </strong>e la situazione analizzata lo ha dimostrato. Il professionista sa, tramite indici vari, quanto è la “predicibilità”, e l’ondata di caldo della Canicola 2026 è stata, dati alla mano, ben prevista come arrivo e come lunga durata.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-falso-mito-delle-ondate-di-caldo-imprevedibili-perche-non-regge-e-cosa-dicono-davvero-modelli-e-osservazioni-1786543661604.jpg" data-image="yngoeu9cqscr"><figcaption>Controllo di qualità delle previsioni puntuali ECMWF su alcune città Italiane. L'accordo fra previsione e osservazioni è evidente, gli andamenti sono stati ben previsti. La minor precisione nelle temperature minime dipende dalle difficoltà di parametrizzare lo strato limite notturno.</figcaption></figure><p>Alle lunghe scadenze non basta affidarsi al run operativo.<strong> Il meteorologo deve integrarlo con <em>ensemble/EPS, spread, cluster,</em> indici EFI, ecc</strong>. E questa situazione vedeva incredibile convergenza anche a lungo termine, che anzi appariva più convergente sul caldo rispetto alla ipotetica “rinfrescata” che alcuni run accentuavano attorno al 6-8 agosto, ma che a ben vedere appariva relativa e temporanea.</p><h2>Prevedere non significa indovinare</h2><p>Il piccolo esperimento del run ECMWF del 28 luglio non dimostra che i modelli siano infallibili, così come certe affermazioni o polemiche non dimostrano che è impossibile fare previsioni delle ondate di caldo. L'ondata di caldo era stata ben individuata, e altrettanto che sarebbe stata lunga e severa. </p><p>Oggigiorno<strong> non possiamo più liquidare tutto ciò che supera i 5-7 giorni come “fanta-meteo”</strong>. Grazie ai progressi scientifici e di calcolo, <strong>anche a 10-15 giorni possiamo fornire importanti informazioni.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="494732" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/previsioni-smartphone-cosa-sono-e-come-usare-le-app-meteo-condizionano-veramente-il-turismo.html" title="Previsioni a portata di smartphone: cosa sono e come usare le app meteo. Condizionano veramente il turismo?">Previsioni a portata di smartphone: cosa sono e come usare le app meteo. Condizionano veramente il turismo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/previsioni-smartphone-cosa-sono-e-come-usare-le-app-meteo-condizionano-veramente-il-turismo.html" title="Previsioni a portata di smartphone: cosa sono e come usare le app meteo. Condizionano veramente il turismo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-a-portata-di-smartphone-cosa-sono-e-come-usare-le-app-meteo-condizionano-veramente-il-turismo-1683896977308_320.jpeg" alt="Previsioni a portata di smartphone: cosa sono e come usare le app meteo. Condizionano veramente il turismo?"></a></article></aside><p>Non tanto dire “ci saranno 39.4°C a…” ma “esiste una probabilità elevata che prosegui una ondata di caldo importante”. Affermare frettolosamente che con caldo e cambiamenti climatici non si possono più fare previsioni, è sbagliato. I cambiamenti climatici hanno sicuro pesanti impatti e favoriscono le ondate di caldo, ma non devono diventare pretesto per giustificare errori che forse, più che meteorologici, sono comunicativi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-falso-mito-delle-ondate-di-caldo-imprevedibili-perche-non-regge-e-cosa-dicono-davvero-modelli-e-osservazioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item></channel></rss>