<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 25 Aug 2026 23:20:14 +0000</lastBuildDate><pubDate>Tue, 25 Aug 2026 23:20:14 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Chi sono i Nomadi del Mare: il popolo che vive in acqua è in pericolo a causa del cambiamento climatico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/chi-sono-i-nomadi-del-mare-il-popolo-che-vive-in-acqua-e-in-pericolo-a-causa-del-cambiamento-climatico.html</link><pubDate>Tue, 25 Aug 2026 17:24:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nel paradiso mondiale della biodiversità marina vive un popolo che non raggiunge quasi mai la terraferma. Adesso clima estremo e inquinamento ne stanno progressivamente cancellando l'identità e la stessa esistenza</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/chi-sono-i-nomadi-del-mare-il-popolo-che-vive-in-acqua-sta-perdendo-la-sua-identia-a-causa-del-cambiamento-climatico-1787560618125.jpg" data-image="viezxpyc3u9h" alt="Nomadi del Mare" title="Nomadi del Mare"><figcaption>Una delle tradizionali case-barca dove vivono i Nomadi del Mare - Torben Venning CC BY 2.0, Wikimedia Commons </figcaption></figure><p>Tra <strong>Filippine, Indonesia e Malesia</strong> si trova un’area considerata l’epicentro della biodiversità marina mondiale. È il <strong>Triangolo dei Coralli</strong>, dove tradizionalmente vive la popolazione <strong>Sama-Bajau</strong>.</p><p>Appartenente ad un gruppo etnico originario delle Filippine, questo popolo abita da secoli su barche simili a canoe e spesso dotate di un piccolo tetto a capanna, dette <em>lepa lepa.</em></p><div class="texto-destacado">Nel corso del tempo i Sama-Bajau hanno sviluppato caratteristiche fisiche uniche che li rendono diversi dagli altri esseri umani e più idonei a vivere sull'acqua.</div><p>Il cambiamento climatico però non risparmia nemmeno i così detti <strong>Nomadi del Mare</strong>, spingendoli a mutare radicalmente il proprio stile di vita e non per il meglio.</p><h2>Le caratteristiche uniche dei Nomadi del Mare</h2><p>L’affascinante popolo dei Sama-Bajau trascorre praticamente tutta la vita sull’acqua, sulle barche o al massimo in <strong>palafitte</strong>. </p><p>I membri della comunità dei Nomadi del Mare attraccano infatti solo raramente sulla terraferma, e in casi particolari, come ad esempio seppellire i defunti o restaurare le imbarcazioni.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">The Bajau people are the first tribe in the world to have evolved to adapt the life under the sea. <br><br>They spend their entire lives living on the sea and searching for food on the ocean floor. They live in temporary stilt houses and on their boats, scattered throughout the seas of <a href="https://t.co/xEQsFj1knE">pic.twitter.com/xEQsFj1knE</a></p>— Maxpein (@maximumpain333) <a href="https://x.com/maximumpain333/status/1845150599706443839?ref_src=twsrc%5Etfw">October 12, 2024</a></blockquote></figure><p>Sono eccellenti <strong>pescatori </strong>e sono abituati ad immergersi a diversi metri di profondità, tanto da aver sviluppato una <strong>milza </strong>del 50% <strong>più grande</strong> del normale, che consente loro di immagazzinare più aria durante le lunghissime <strong>apnee.</strong></p><p>Un altro dei tanti talenti sviluppato da questo popolo è la capacità di camminare sul fondo del mare per lunghi tratti. All'uso di <strong>zavorre </strong>si unisce uno straordinario <strong>controllo polmonare</strong> che regola la quantità di aria nei polmoni per annullare la spinta idrostatica dell'acqua che li spingerebbe verso l'alto.</p><p>A vere e proprie mutazioni geentiche si uniscono inoltre i <strong>timpani perforati</strong> intenzionalmente, per evitare i forti dolori legati alle immersioni.</p><h2>I danni di un cambiamento irreversibile</h2><p>Abituati a spostarsi seguendo l’andamento dei <strong>venti </strong>e delle <strong>nuvole</strong>, oggi la cultura di questo popol sta scomparendo perché è sempre più spesso vittima di un <strong>clima impazzito</strong> e della <strong>distruzione dell’habitat</strong> marino che rende difficile la pesca.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781041" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-siccita-il-cambiamento-climatico-mette-in-crisi-persino-i-cammelli.html" title="Caldo estremo e siccità: il cambiamento climatico mette in crisi persino i cammelli">Caldo estremo e siccità: il cambiamento climatico mette in crisi persino i cammelli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/caldo-estremo-e-siccita-il-cambiamento-climatico-mette-in-crisi-persino-i-cammelli.html" title="Caldo estremo e siccità: il cambiamento climatico mette in crisi persino i cammelli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-estremo-e-siccita-il-cambiamento-climatico-mette-in-crisi-persino-i-cammelli-1785314845794_320.jpg" alt="Caldo estremo e siccità: il cambiamento climatico mette in crisi persino i cammelli"></a></article></aside><p>Quando i Bajau Laut sono costretti ad abbandonare il mare a causa di un clima imprevedibile che rende la permanenza in barca <strong>letale</strong>, non solo perdono le proprie <strong>tradizioni </strong>e la propria <strong>identità</strong>, ma anche le proprie <strong>risorse </strong>e sono costretti a vivere in <strong>baraccopoli </strong>lungo la costa, diventando in effetti degli <strong>sfollati</strong>.</p><p>Allo shock culturale si uniscono problemi pratici. Questa popolazione che nasce sul mare, spesso non possiede documenti ufficiali e i governi di Indonesia, Filippine e Malaysia li considera <strong>clandestini o apolidi</strong>. Questo si traduce anche in una <strong>mancanza di diritti</strong>, come quello all’istruzione o alla salute e in sfruttamento lavorativo o <strong>discriminazione </strong>sociale. </p><p>Molti, inoltre, abbandonano la propria religione <strong>animista </strong>nel tentativo di integrarsi, che però resta il più delle volte fallimentare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776899" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mediterraneo-si-scalda-a-un-ritmo-mai-visto-un-mare-a-rischio-di-trasformazione-irreversibile.html" title="Il Mediterraneo si scalda a un ritmo mai visto, un mare a rischio di trasformazione irreversibile">Il Mediterraneo si scalda a un ritmo mai visto, un mare a rischio di trasformazione irreversibile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mediterraneo-si-scalda-a-un-ritmo-mai-visto-un-mare-a-rischio-di-trasformazione-irreversibile.html" title="Il Mediterraneo si scalda a un ritmo mai visto, un mare a rischio di trasformazione irreversibile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-mediterraneo-si-scalda-a-un-ritmo-mai-visto-un-mare-a-rischio-di-trasformazione-irreversibile-1783070724086_320.png" alt="Il Mediterraneo si scalda a un ritmo mai visto, un mare a rischio di trasformazione irreversibile"></a></article></aside><p>Il cambiamento, inoltre, difficilmente è reversibile perché le leggi ambientali <strong>vietano </strong>ai Nomadi del Mare la raccolta di una specifica qualità di legno necessario a costruire o riparare i lepa lepa, mentre i bambini nati sulla terraferma <strong>non imparano</strong> a navigare, immergersi o pescare sott’acqua.</p><h2>Perché i Nomadi del Mare sono in pericolo</h2><p>Le principali minacce all’esistenza dei nomadi del mare sono tre. La prima riguarda le <strong>moderne tecniche di pesca</strong>, legali e non. La richiesta di pesce nel mondo sempre crescente spinge verso tecniche più redditizie ma decisamente distruttive per l’habitat del Triangolo dei Coralli.</p><p>La <strong>pesca con esplosivi</strong> è una di queste. Il <em>Blast Fishing</em> consiste nel lancio di bombe artigianali contenenti sostanze chimiche che storidiscono i pesci facendone salire a galla grandi quantità. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777792" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-fermare-el-nino-la-nuova-scommessa-della-geoingegneria.html" title="Come fermare El Niño: la nuova scommessa della geoingegneria ">Come fermare El Niño: la nuova scommessa della geoingegneria </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-fermare-el-nino-la-nuova-scommessa-della-geoingegneria.html" title="Come fermare El Niño: la nuova scommessa della geoingegneria "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-fermare-el-nino-la-nuova-scommessa-della-geoingegneria-1783599751586_320.jpg" alt="Come fermare El Niño: la nuova scommessa della geoingegneria "></a></article></aside><p>Un altro sistema consiste nell’utilizzo di <strong>pastiglie di cianuro</strong> lasciate sciogliere negli anfratti della barriera corallina dove vivono i pesci più pregiati che possono essere così stanati e catturati senza danneggiarli esteticamente.</p><p>Entrambe le tecniche non sono solo letali per l’intero ecosistema marino, ma anche pericolose per i pescatori in immersione.</p><h2>La crisi ecologica che minaccia i Sama-Bajau </h2><p>Un altro grave pericolo deriva dallo <strong>sbiancamento delle barriere coralline</strong>. Il mare si surriscalda sempre di più e le barriere coralline muoiono. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/chi-sono-i-nomadi-del-mare-il-popolo-che-vive-in-acqua-sta-perdendo-la-sua-identia-a-causa-del-cambiamento-climatico-1787560733205.jpg" data-image="5i7gmunm7vdn" alt="sbiancamento coralli" title="sbiancamento coralli"><figcaption>Un corallo che ha perso il suo colore a causa dell'inquinamento o dei cambiamenti climatici</figcaption></figure><p>Secondo i dati di NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) tra il 2023 e il 2025 si è verificato il peggiore evento globale di sbiancamento dei coralli che ha danneggiato l’<strong>84,4% delle barriere coralline mondiali</strong>.</p><p>La <strong>biodiversità </strong>marina nel Sud-Est asiatico si riduce quindi progressivamente, i pesci non riescono a riprodursi come prima e anche le popolazioni di molluschi si fanno più scarse.</p><p>Se pesci e molluschi che sono cibo quotidiano e “moneta” di scambio per i Sama-Bajau vanno scomparendo, di conseguenza la loro tecnica di pesca diventa progressivamente <strong>inutile</strong>. </p><h2>I rischi legati al clima</h2><p>Non ultimo, il <strong>cambiamento climatico</strong> è il terzo grande rischio per la vita dei Nomadi del Mare. </p><p>Fenomeni come <strong>El Niño</strong> e la <strong>Niña </strong>alterano la ciclicità dei monsoni e di conseguenza il ritmo delle migrazioni e della pesca di questa popolazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784829" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-prevedere-meglio-i-fenomeni-meteorologici-che-si-verificano-una-volta-ogni-millennio-i-cigni-neri-del-meteo.html" title="Come prevedere meglio i fenomeni meteorologici che si verificano una volta ogni millennio: i 'cigni neri' del meteo">Come prevedere meglio i fenomeni meteorologici che si verificano una volta ogni millennio: i "cigni neri" del meteo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-prevedere-meglio-i-fenomeni-meteorologici-che-si-verificano-una-volta-ogni-millennio-i-cigni-neri-del-meteo.html" title="Come prevedere meglio i fenomeni meteorologici che si verificano una volta ogni millennio: i 'cigni neri' del meteo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fenomenos-meteorologicos-una-vez-cada-milenio-1787199777054_320.jpg" alt="Come prevedere meglio i fenomeni meteorologici che si verificano una volta ogni millennio: i 'cigni neri' del meteo"></a></article></aside><p>Anche i <strong>temporali quotidiani</strong>, un tempo prevedibili grazie all’osservazione del cielo e del volo degli uccelli, e quindi gestibili, si trasformano sempre più spesso in fenomeni improvvisi ed estremamente <strong>violenti</strong>. </p><p>L’area abitata dai Nomadi del Mare, inoltre, era un tempo ritenuta sicura dai tifoni, ma non è più così. Le barche di legno dei Sama-Bajau non sono adatte ad affrontare quel tipo di tempeste e lo stesso vale per le palafitte su cui parte della popolazione ha cercato di trasferirsi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/chi-sono-i-nomadi-del-mare-il-popolo-che-vive-in-acqua-e-in-pericolo-a-causa-del-cambiamento-climatico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Lasciamo che sia la natura a fare il lavoro: la rigenerazione naturale dei boschi taglia i costi del 96%]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lasciamo-che-sia-la-natura-a-fare-il-lavoro-la-rigenerazione-naturale-dei-boschi-taglia-i-costi-del.html</link><pubDate>Tue, 25 Aug 2026 15:27:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>E se ripristinare le foreste del mondo non significasse piantare milioni di alberi? Una nuova ricerca suggerisce che dare semplicemente alla natura lo spazio per rigenerarsi potrebbe portare a grandi benefici per il clima e la biodiversità, a una frazione del costo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/let-nature-do-the-work-natural-forest-regeneration-could-cut-restoration-costs-by-1787381445228.jpg" data-image="9skwfzgife0z" alt="rainforest" title="rainforest"><figcaption>Immagine di una foresta pluviale. Fonte: Pixabay.</figcaption></figure><p>Un nuovo studio pubblicato sulla rivista <em>Nature Ecology & Evolution</em> da ricercatori dell'Università del Queensland e dell'Università di Newcastle ha <strong>dimostrato che lasciare che sia la natura a fare il proprio lavoro può rappresentare una soluzione economicamente vantaggiosa e concreta </strong>per ripristinare gli ecosistemi e contribuire a contrastare il cambiamento climatico.</p><p>Il team ha scoperto che la rigenerazione naturale delle foreste ha prodotto <strong>notevoli benefici in termini di biodiversità </strong>e assorbimento del carbonio e potrebbe costare circa il 96% in meno rispetto ai programmi di piantumazione degli alberi.</p><h2>La rigenerazione naturale delle foreste può far risparmiare denaro?</h2><p>Jiaqi Li, dottorando presso la School of Environment, ha spiegato che il team ha studiato come i costi e i benefici della rigenerazione naturale varino nelle diverse aree tropicali, realizzando una mappa interattiva per esplorare le diverse opportunità nelle regioni forestali.</p><p>«La natura è un'ottima giardiniera: <strong>a volte dobbiamo semplicemente toglierci di mezzo, fornendole un po' di sostegno</strong>», ha dichiarato Li. «Per piantare gli alberi è necessario acquistare i semi e assumere lavoratori o coinvolgere volontari per piantarli e gestirli, con costi considerevoli.</p><p>«Per la rigenerazione naturale è sufficiente controllare il territorio per individuare le specie invasive e rimuoverle, verificare che vi siano sufficienti fonti di semi, predisporre protezioni contro gli incendi, gli animali al pascolo e l'intervento umano. Dopodiché, il sistema è in gran parte autosufficiente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780742" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pino-marittimo-e-pino-domestico-come-distinguere-i-due-alberi-simbolo-dell-estate.html" title="Pino marittimo e pino domestico: come distinguere i due alberi simbolo dell'estate">Pino marittimo e pino domestico: come distinguere i due alberi simbolo dell'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/pino-marittimo-e-pino-domestico-come-distinguere-i-due-alberi-simbolo-dell-estate.html" title="Pino marittimo e pino domestico: come distinguere i due alberi simbolo dell'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/pino-marittimo-e-pino-domestico-come-distinguere-i-due-alberi-simbolo-dell-estate-1785424535125_320.jpeg" alt="Pino marittimo e pino domestico: come distinguere i due alberi simbolo dell'estate"></a></article></aside><p>«In molti casi di rigenerazione naturale, gli studi dimostrano che <strong>si può arrivare ad avere una foresta capace di immagazzinare più carbonio e con una biodiversità maggiore rispetto a una foresta piantata».</strong></p><p>Tra il 2000 e il 2012, le foreste tropicali si sono ridotte complessivamente di 2,3 milioni di km² a livello globale, provocando il rilascio di circa 0,86 gigatonnellate di carbonio ogni anno.</p><p>«Le foreste sono i sistemi di supporto alla vita della Terra e le foreste tropicali sono le più ricche di biodiversità tra tutti i tipi di foresta: ricoprono il 18% delle terre emerse e ospitano più della metà di tutte le specie di vertebrati terrestri», ha affermato Li. «Sono inoltre un enorme serbatoio di carbonio. Quando avviene la deforestazione, quindi, non solo smettiamo di assorbire carbonio attraverso la foresta, ma trasformiamo il sistema, che diventa una fonte di carbonio».</p><div class="texto-destacado">Li ha spiegato che lo studio ha individuato le aree in cui la rigenerazione naturale ha prodotto elevati benefici in termini di assorbimento del carbonio e biodiversità, associati a bassi costi di ripristino. I ricercatori le hanno definite <em>“holistic hotspots”</em>, ovvero “punti caldi o aree prioritarie per il ripristino integrato”. <strong>Queste aree si trovano in Malaysia, Messico, Madagascar, Filippine e Indonesia.</strong></div><p>«I benefici in termini di carbonio sono particolarmente evidenti nelle aree neotropicali, come il bacino dell'Amazzonia, e nei tropici dell'Indomalaya, come il Borneo, Sumatra e la Papua Nuova Guinea», ha spiegato Li. «I benefici per la biodiversità sono invece maggiori nell'Afrotropico, compreso il Madagascar».</p><p>La dottoressa Brooke Williams, dell'Università di Newcastle, ha sottolineato che, dopo l'impegno assunto dal mondo nel 2022 con il Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework a<strong> ripristinare il 30% delle terre degradate della Terra, la rigenerazione naturale è oggi più importante che mai.</strong></p><p>«Il mondo intero sta lottando per contrastare il cambiamento climatico e, allo stesso tempo, i Paesi si sono posti l'obiettivo di invertire la crisi della biodiversità», ha affermato la dottoressa Williams. «Ripristinare le foreste è costoso e questi costi potrebbero impedire ad alcuni Paesi di raggiungere gli ambiziosi obiettivi di ripristino che si sono prefissati. Il nostro studio offre una panoramica dei benefici e dei costi che potrebbero derivare dalla rigenerazione naturale».</p><h2>Trasformare le teorie in pratica</h2><p>Il professor associato Matthew Luskin ha spiegato che la ricerca rappresenta un importante passo avanti nel trasformare in pratica le teorie sul ripristino delle foreste.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/isole-di-calore-urbane-fino-a-4-c-in-meno-con-riforestazione-e-depavimentazioni-roma-e-firenze-lo-dimostrano.html" title="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano">Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/isole-di-calore-urbane-fino-a-4-c-in-meno-con-riforestazione-e-depavimentazioni-roma-e-firenze-lo-dimostrano.html" title="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/https-www-cnr-it-it-comunicato-stampa-1783496807435_320.jpeg" alt="Isole di calore urbane, fino a 4°C in meno con riforestazione e depavimentazioni: Roma e Firenze lo dimostrano"></a></article></aside><p>«Ho trascorso anni nelle foreste delle regioni tropicali e ho visto direttamente la deforestazione dilagante, ma ho anche osservato enormi opportunità di rigenerazione», ha dichiarato il dottor Luskin. «Questo lavoro aiuterà Paesi e comunità a stabilire dove e come investire nel ripristino, in base ai loro specifici obiettivi e alle risorse disponibili, per ottenere i migliori risultati».</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3> <p class="article-reference__body"><cite data-author="Li%2C%20J.%2C%20Luskin%2C%20M.%20S.%2C%20Chazdon%2C%20R.%20L.%2C%20%26%20Williams%2C%20B.%20A.%20(" data-year="2026" data-title="Variation%20in%20the%20costs%20and%20ecological%20benefits%20of%20tropical%20natural%20forest%20regeneration." data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41559-026-03154-7">Li, J., Luskin, M. S., Chazdon, R. L., & Williams, B. A. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41559-026-03154-7" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Variation in the costs and ecological benefits of tropical natural forest regeneration.</a>.</cite></p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lasciamo-che-sia-la-natura-a-fare-il-lavoro-la-rigenerazione-naturale-dei-boschi-taglia-i-costi-del.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quinta ondata di calore sull'Italia, sarà tra le più intense dell'estate: temperature fino a 46 °C, ecco dove e quando]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quinta-ondata-di-calore-sull-italia-sara-tra-le-piu-intense-dell-estate-temperature-fino-a-46-c-ecco-dove-e-quando.html</link><pubDate>Tue, 25 Aug 2026 13:42:05 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Quinta ondata di calore sull’Italia: picchi fino a 46 °C in Sardegna e Sicilia, oltre 40 °C al Sud, rovente anche Roma. Weekend da piena estate</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb0n4pi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb0n4pi.jpg" id="xb0n4pi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’estate 2026 non vuole saperne di fermarsi. Dopo i temporali di queste ore, una nuova e potentissima rimonta subtropicale porterà temperature ben oltre i 40 °C in molte regioni italiane</p><h2>Dopo i temporali torna l’anticiclone: temperature in forte aumento</h2><p>La fase instabile di oggi, martedì 25 agosto, sta interessando soprattutto il Centro Italia, con temporali anche molto intensi tra alto <strong>Lazio</strong>, <strong>Umbria</strong>, <strong>Marche</strong> e <strong>Abruzzo</strong>. Instabilità anche sulle Alpi, mentre piogge interessano il <strong>Friuli Venezia Giulia</strong>.</p><p>La situazione cambierà rapidamente già da <strong>mercoledì 26 agosto</strong>. L’anticiclone subtropicale tornerà infatti a rafforzarsi sul Mediterraneo, con un deciso aumento delle <strong>temperature</strong>, inizialmente soprattutto sulle regioni centro-meridionali e picchi da record sulle due isole maggiori.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781428" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo">Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo.html" title="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-e-lazio-il-caldo-non-molla-ecco-quando-arrivera-il-picco-e-perche-la-tregua-durera-pochissimo-1785499323164_320.png" alt="Meteo Roma e Lazio: caldo fino a 41°C, ecco quando arriverà il picco e perché la tregua durerà pochissimo"></a></article></aside><p>Giovedì il caldo farà un ulteriore salto in avanti: cielo in prevalenza sereno su <strong>Puglia</strong>, <strong>Basilicata</strong>, <strong>Calabria</strong> e <strong>Sicilia</strong>, mentre velature potranno attraversare il resto del Paese. Correnti di Scirocco interesseranno il Tirreno, le isole maggiori e i Canali di Sicilia e Sardegna, contribuendo a mantenere <strong>elevatissime</strong> anche le <strong>temperature notturne</strong>.</p><h2>Sardegna fino a 46 °C, Sicilia rovente: a Palermo notte tropicale estrema</h2><p>La Sardegna sarà tra le prime regioni ad entrare nella fase più intensa della nuova ondata di calore. Nelle zone interne, secondo gli ultimi aggiornamenti dei modelli Meteored, saranno possibili <strong>punte fino a 46 °C</strong>, mentre a <strong>Cagliari</strong> sono previste massime intorno ai 36-37 °C.</p><div class="texto-destacado">Condizioni altrettanto estreme in Sicilia. Nelle aree interne dell’isola si potranno raggiungere <strong>44-46 °C tra venerdì e sabato</strong>, mentre Palermo potrebbe arrivare a toccare i 42 °C.</div><p>Ma il dato forse più impressionante riguarda la <strong>notte</strong>: tra giovedì 27 e venerdì 28 agosto a <strong>Palermo</strong> la temperatura potrebbe non scendere sotto i <strong>33 °C</strong>, un valore eccezionalmente elevato anche per una città abituata alle notti tropicali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quinta-ondata-di-calore-sull-italia-sara-tra-le-piu-intense-dell-estate-temperature-fino-a-46-c-ecco-dove-e-quando-1787660580708.png" data-image="1z2wrbk42vt3" alt="Temperature previste venerdì 28 agosto ore 14" title="Temperature previste venerdì 28 agosto ore 14"><figcaption>Quinta ondata di calore dell'estate, massime da record al Centro e al Sud</figcaption></figure><p>Caldo molto intenso anche nel <strong>Catanese</strong> e nelle zone interne orientali dell’isola, dove localmente si potranno raggiungere valori prossimi ai <strong>44 °C</strong>.</p><h2>Roma punta i 40 °C, oltre 40 °C anche in Puglia, Calabria, Basilicata e Campania</h2><p><strong>Venerdì 28 agosto</strong> dovrebbe rappresentare l’<strong>apice dell’ondata di caldo</strong> anche sul Centro Italia. A <strong>Roma sono previste temperature vicine ai 40 °C</strong>, con possibili punte di 41-42 °C nelle zone interne del Lazio. <strong>Firenze</strong> potrebbe raggiungere i 38 °C, a <strong>Bologna</strong> sono previsti 36 °C ed in Abruzzo le massime potranno spingersi fino a 35 °C.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Una precisazione è importante quando si parla di questi valori. Le temperature ufficiali vengono rilevate con sensori schermati dalla radiazione solare, ben ventilati e collocati a circa due metri dal terreno, generalmente sopra una superficie erbosa. Sull’asfalto, tra edifici e superfici che accumulano calore, le temperature misurate possono quindi risultare decisamente più alte<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ancora più caldo al Sud. <strong>Foggia potrebbe raggiungere 41 °C venerdì</strong>, mentre sabato <strong>Lecce</strong> potrà toccare i 40 °C. In Basilicata sono previste punte di 41 °C a <strong>Matera</strong>, mentre in Campania si prevedono 40 °C a <strong>Caserta</strong> e 41°C a <strong>Benevento</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784618" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html" title="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003">Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html" title="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate-1787218628149_320.jpg" alt="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003"></a></article></aside><p><strong>Napoli</strong> arriverà intorno ai 36 °C sabato, ma con un tasso di umidità più elevato e minime notturne fino a 28 °C, rendendo il caldo particolarmente difficile da sopportare.</p><h2>Weekend ancora molto caldo al Centro-Sud, temperature da piena estate anche al Nord</h2><p>Il <strong>Nord</strong> resterà ai margini della parte più estrema della rimonta subtropicale, ma subirà comunque l'influenza delle <strong>calde correnti</strong> da Sud: a <strong>Milano</strong> le temperature si manterranno intorno ai 30-32 °C, mentre a <strong>Bologna</strong> si prevedono 34 °C.</p><p>Nel corso del weekend il caldo dovrebbe iniziare a ridimensionarsi al Nord e su parte del <strong>Centro</strong>, pur con temperature ancora superiori alle medie del periodo. Sabato saranno possibili nuovi <strong>temporali sulle Alpi</strong> e localmente lungo l’Appennino, mentre il <strong>Sud</strong> continuerà a fare i conti con temperature molto elevate.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quinta-ondata-di-calore-sull-italia-sara-tra-le-piu-intense-dell-estate-temperature-fino-a-46-c-ecco-dove-e-quando.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Oleandro rigoglioso e ricco di fiori: 10 regole per coltivarlo senza errori]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori.html</link><pubDate>Tue, 25 Aug 2026 12:09:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Colorato d'estate e sempreverde nel resto dell'anno, l'oleandro conquista con le sue spettacolari fioriture e la straordinaria resistenza al caldo e alla siccità. Ecco dieci semplici regole per coltivarlo al meglio in giardino o in vaso.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori-1785422347090.jpeg" data-image="8jzax6radd8y"><figcaption>Oleandro rigoglioso e ricco di fiori: 10 regole per coltivarlo senza errori</figcaption></figure><p><strong>Lungo le strade, sulle scarpate, negli spartitraffico e ai margini delle autostrade è una presenza quasi impossibile da non notare</strong>: grandi cespugli dalle chiome arrotondate che, durante l'estate, si ricoprono di fiori bianchi, rosa, rossi o violacei. È l'oleandro, una delle piante più caratteristiche dei paesaggi caldi e assolati, capace di crescere anche dove poche altre specie riescono a prosperare.</p><p><strong>La sua rusticità è probabilmente il motivo principale del suo successo</strong>: resiste al caldo intenso, sopporta lunghi periodi di siccità e si adatta anche a terreni poveri e ambienti difficili. Per questo viene utilizzato frequentemente nelle aree verdi pubbliche, ma è anche una delle piante ornamentali più amate per giardini, terrazzi e balconi, dove può regalare abbondanti fioriture anche coltivato in vaso.</p><h2> Una pianta nata tra acqua e siccità </h2><p><strong>Originario delle regioni mediterranee orientali e dell'Asia, il genere <em>Nerium</em> comprende arbusti sempreverdi caratterizzati da fiori riuniti in infiorescenze terminali</strong>. Una curiosità riguarda proprio il nome botanico: <em>Nerium</em> deriva dal greco neron, "acqua", perché in natura l'oleandro cresce spesso lungo alvei, torrenti e corsi d'acqua temporanei, ambienti dove la disponibilità idrica può alternare periodi di abbondanza ad altri di forte carenza.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori-1785422364889.jpeg" data-image="g0mo44jvc0wq"><figcaption>Una pianta nata tra acqua e siccità</figcaption></figure><p><strong>Proprio questa variabilità ha favorito lo sviluppo di particolari adattamenti</strong>: le foglie coriacee e dalla superficie ridotta limitano la perdita d'acqua, l'apparato radicale permette di raggiungere riserve idriche più profonde e la pianta possiede una notevole capacità di recupero dopo periodi di stress. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778249" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/emergenza-siccita-10-regole-per-risparmiare-acqua-con-piante-fiori-e-ortaggi.html" title="Emergenza siccità: 10 regole per risparmiare acqua con piante, fiori e ortaggi">Emergenza siccità: 10 regole per risparmiare acqua con piante, fiori e ortaggi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/emergenza-siccita-10-regole-per-risparmiare-acqua-con-piante-fiori-e-ortaggi.html" title="Emergenza siccità: 10 regole per risparmiare acqua con piante, fiori e ortaggi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/emergenza-siccita-10-regole-per-risparmiare-acqua-con-piante-fiori-e-ortaggi-1783960222284_320.jpeg" alt="Emergenza siccità: 10 regole per risparmiare acqua con piante, fiori e ortaggi"></a></article></aside><p>Sono caratteristiche che spiegano perché oggi l'oleandro sia una delle specie ornamentali più apprezzate nei climi caldi, capace di affrontare senza difficoltà lunghi periodi estivi caratterizzati da alte temperature e siccità.</p><h2><em>Nerium olenader</em>: la specie più importante</h2><p><strong>La specie più diffusa e importante dal punto di vista ornamentale è <em>Nerium oleander</em></strong>, spontanea in molte regioni del Mediterraneo e dalla quale derivano numerose cultivar selezionate nel tempo per valorizzare le caratteristiche decorative della pianta.</p><div class="texto-destacado">Oggi esistono oleandri con fiori semplici o doppi e con colorazioni molto diverse, dal bianco al rosa, dal rosso intenso al porpora, fino alle tonalità crema, gialle e salmone. Alcune cultivar sono state selezionate anche per particolari caratteristiche del fogliame, come nel caso delle forme con foglie variegate.</div><p><strong> Rustico e resistente, l'oleandro richiede poche cure, ma quelle giuste</strong>. Ecco le dieci regole fondamentali per mantenerlo in salute tutto l'anno e favorire un'abbondante fioritura estiva. </p><h2>1. Scegliere una posizione molto luminosa</h2><p><strong>L'oleandro ama il sole e cresce al meglio in luoghi esposti alla luce diretta</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori-1785422381045.jpeg" data-image="ewmi65wq15kf"><figcaption>Scegliere una posizione molto luminosa</figcaption></figure><p>Una buona illuminazione è indispensabile per stimolare una fioritura intensa e prolungata durante tutta l'estate.</p><h2>2. Utilizzare un terreno ben drenato</h2><p><strong>È una pianta con radici resistenti, ma non ama i ristagni d'acqua, soprattutto al di fuori del periodo estivo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori-1785422397535.jpeg" data-image="ygmu924qn8ee"><figcaption>Utilizzare un terreno ben drenato</figcaption></figure><p>Il substrato ideale deve permettere un rapido deflusso dell'acqua, evitando condizioni di eccessiva umidità alle radici.</p><h2>3. Irrigare con regolarità le piante in vaso durante l'estate</h2><p><strong>Soprattutto se coltivato in vaso, l'oleandro necessita di annaffiature regolari durante la primavera e l'estate</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori-1785422421288.jpeg" data-image="vdo4lfdwdt8m"><figcaption>Irrigare con regolarità le piante in vaso durante l'estate</figcaption></figure><p>Pur tollerando la siccità, una corretta disponibilità d'acqua favorisce una crescita vigorosa e una fioritura più abbondante.</p><h2>4. Ridurre l'acqua durante l'inverno</h2><p><strong>Durante il periodo di riposo vegetativo le esigenze idriche diminuiscono sensibilmente</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori-1785422438285.jpeg" data-image="0o1c3yq91oc8"><figcaption>Ridurre l'acqua durante l'inverno</figcaption></figure><p>Nelle zone a clima mite sono generalmente sufficienti irrigazioni sporadiche, da effettuare solo quando il terreno risulta asciutto .</p><h2>5. Concimare nel periodo di crescita</h2><p><strong>Da primavera a fine estate è utile fornire un fertilizzante specifico per piante da fiore</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori-1785422458261.jpeg" data-image="5nane95kp8ud"><figcaption>Concimare nel periodo di crescita</figcaption></figure><p>Una corretta nutrizione aiuta a sostenere la produzione di nuovi getti e infiorescenze.</p><h2>6. Coltivarlo in vasi di grandi dimensioni</h2><p><strong>L'oleandro è una delle piante mediterranee più adatte alla coltivazione in vaso</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori-1785422476362.jpeg" data-image="pv6ozrecfmdr"><figcaption>Coltivarlo in vasi di grandi dimensioni</figcaption></figure><p>È importante però utilizzare contenitori abbastanza grandi perché il suo apparato radicale necessita di spazio per svilupparsi.</p><h2>7. Potare dopo la fioritura</h2><p><strong>La potatura si effettua generalmente dopo la fioritura, eliminando i rami deboli e accorciando quelli che hanno prodotto fiori</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori-1785422494311.jpeg" data-image="axxgnqwr5zz7"><figcaption>Potare dopo la fioritura</figcaption></figure><p>Questo permette di mantenere una forma ordinata e stimolare la crescita di nuovi rami.</p><h2>8. Proteggerlo dal freddo intenso</h2><p><strong>Pur essendo molto resistente, l'oleandro può soffrire le gelate prolungate</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori-1785422510566.jpeg" data-image="ivxn6g0qf861"><figcaption>Proteggerlo dal freddo intenso</figcaption></figure><p>Nelle zone con inverni rigidi è consigliabile proteggerlo, soprattutto se coltivato in vaso.</p><h2>9. Controllare eventuali parassiti</h2><p><strong>Tra i problemi più frequenti ci sono le cocciniglie, favorite soprattutto da condizioni calde e secche</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori-1785422530572.jpeg" data-image="tnjmxhj2cd23"><figcaption>Controllare eventuali parassiti</figcaption></figure><p>Un controllo periodico delle foglie permette di intervenire tempestivamente.</p><h2>10. Maneggiarlo con attenzione</h2><p><strong>La bellezza dell'oleandro non deve far dimenticare la sua natura tossica</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori-1785422595806.jpeg" data-image="omuq2rav43ra"><figcaption> Maneggiarlo con attenzione</figcaption></figure><p>Potature, rinvasi e altre operazioni di manutenzione vanno eseguite utilizzando guanti e evitando il contatto con occhi o bocca.</p><h2>Un simbolo dell'estate</h2><p><strong> Dai bordi delle strade ai giardini privati, l'oleandro è diventato uno degli arbusti simbolo dell'estate</strong>. La sua capacità di crescere in condizioni difficili, unita alla spettacolare fioritura che accompagna i mesi più caldi dell'anno, lo rende una pianta familiare e amata in molti paesaggi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775628" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita.html" title="Estati sempre più calde: 5 piante da tenere sul terrazzo che resistono a caldo intenso e siccità">Estati sempre più calde: 5 piante da tenere sul terrazzo che resistono a caldo intenso e siccità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita.html" title="Estati sempre più calde: 5 piante da tenere sul terrazzo che resistono a caldo intenso e siccità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estati-sempre-piu-calde-5-piante-da-tenere-sul-terrazzo-che-resistono-a-caldo-intenso-e-siccita-1782659389854_320.jpeg" alt="Estati sempre più calde: 5 piante da tenere sul terrazzo che resistono a caldo intenso e siccità"></a></article></aside><p><strong>Con le sue chiome ricoperte di fiori, colora puntualmente strade, giardini e lungomari del Mediterraneo</strong>, ricordando come la natura sappia coniugare resistenza e bellezza nella stessa pianta.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/oleandro-rigoglioso-e-ricco-di-fiori-10-regole-per-coltivarlo-senza-errori.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Usare i temporali come dei sismografi: cosa sono i "thunderquakes" e cosa ci dicono del sottosuolo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/usare-i-temporali-come-dei-sismografi-cosa-sono-i-thunderquakes-e-cosa-ci-dicono-del-sottosuolo.html</link><pubDate>Tue, 25 Aug 2026 07:26:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Dal cielo, al sottosuolo, allo spazio: i temporali possono offrire utili informazioni in una grande varietà di ambiti, grazie alle deboli onde d'urto generate dai tuoni. La scoperta si basa su una tecnologia economica e poco invasiva</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/usare-i-temporali-come-dei-sismografi-cosa-sono-i-thunderquakes-e-cosa-ci-dicono-del-sottosuolo-1787557867876.jpg" data-image="uy5y8juctrqf" alt="tuoni e terremoti" title="tuoni e terremoti"><figcaption>Durante i temporali i tuoni generano dei micro-terremoti che possono fornire dati interessanti sul sottosuolo, e non solo</figcaption></figure><p><strong>Pioggia, lampi e tuoni: i temporali si manifestano in maniera decisamente evidente</strong>, ma quando si scatena un acquazzone c’è anche una componente non immediatamente percettibile.</p><p>I tuoni <strong>generano delle piccole</strong> <strong>vibrazioni</strong>, ma queste sono troppo deboli perché le persone possano avvertirle. Ci sono però strumenti che riescono a rilevarle, misurarle e valutarle per trasformarle in <strong>informazioni </strong>preziose per <strong>studiare </strong>il suolo e <strong>prevenire </strong>alcuni rischi.</p><h2>Cosa sono i <em>thunderquakes</em></h2><p>Uno studio guidato dal geofisico Nolan Roth e pubblicato il 21 agosto 2026 sulla rivista <em>Science Advances</em> ha dimostrato che una parte dell’energia sprigionata dai tuoni si trasferisce al suolo, generando onde d’urto simili a piccolissimi <strong>terremoti</strong>.</p><p>I fulmini infatti producono calore fino a 25.000 °C e <strong>onde d'urto</strong> che sono i comuni tuoni. Quando questa energia raggiunge il suolo terrestre si trasforma in parte in piccole <strong>onde sismiche</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783870" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-forti-terremoti-stanno-davvero-aumentando-nel-mondo.html" title="I forti terremoti stanno davvero aumentando nel mondo? ">I forti terremoti stanno davvero aumentando nel mondo? </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-forti-terremoti-stanno-davvero-aumentando-nel-mondo.html" title="I forti terremoti stanno davvero aumentando nel mondo? "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-forti-terremoti-stanno-davvero-aumentando-nel-mondo-1786828117399_320.jpg" alt="I forti terremoti stanno davvero aumentando nel mondo? "></a></article></aside><p>Questi movimenti sono stati denominate <em>thunderquakes</em>, un termine che si può tradurre letteralmente con “terremoti di tuono”. </p><h2>Fibre ottiche e terremoti</h2><p>Essendo molto deboli, i minuscoli terremoti prodotti dai tuoni non sono facili da misurare. La loro esistenza era in effetti già nota ma difficile da <strong>interpretare </strong>proprio a causa della mancanza di una strumentazione adeguata.</p><div class="texto-destacado">La novità è che le <strong>fibre ottiche</strong>, invece, essendo estremamente <strong>sensibili </strong>riescono a monitorare i <em>thunderquakes </em>e a trasformare i dati in informazioni <strong>misurabili e utilizzabili.</strong></div><p>La rete interrata reagisce infatti alla vibrazione del suolo allungandosi leggermente e quindi aumentando il tempo di percorrenza della luce lungo i propri cavi. In questo modo la fibra ottica può essere utilizzata anche come un vero e proprio <strong>sismografo</strong>. </p><h2>La rete invisibile che ascolta i tuoni </h2><p>L’intuizione di utilizzare le fibre ottiche durante i temporali è stata degli scienziati dell’università americana della Pennsylvania.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/usare-i-temporali-come-dei-sismografi-cosa-sono-i-thunderquakes-e-cosa-ci-dicono-del-sottosuolo-1787558051054.jpg" data-image="07b4pj2uq9do" alt="fibra ottica" title="fibra ottica"><figcaption>Le fibre ottiche sono particolarmente sensibili e possono essere usate per misurare le piccole vibrazioni del suolo</figcaption></figure><p> Il sistema è economico e <strong>poco invasivo</strong> per l’ambiente, dal momento che si basa su una rete di chilometri e chilometri di cavi già precedentemente installati per le telecomunicazioni, praticamente in ogni città.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="736562" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/si-puo-sentire-l-odore-della-pioggia-prima-che-cade-ecco-la-spiegazione-della-scienza.html" title="Si può sentire l'odore della pioggia prima che cade? Ecco la spiegazione della scienza">Si può sentire l'odore della pioggia prima che cade? Ecco la spiegazione della scienza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/si-puo-sentire-l-odore-della-pioggia-prima-che-cade-ecco-la-spiegazione-della-scienza.html" title="Si può sentire l'odore della pioggia prima che cade? Ecco la spiegazione della scienza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/si-puo-sentire-l-odore-della-pioggia-prima-che-cade-ecco-la-spiegazione-della-scienza-1785493581567_320.jpg" alt="Si può sentire l'odore della pioggia prima che cade? Ecco la spiegazione della scienza"></a></article></aside><p>L’idea di utilizzare in questo modo le vibrazioni dei tuoni ha anche un altro vantaggio: consente infatti di <strong>mappare </strong>zone molto più vaste di quanto si possa fare con le normali indagini sismiche, visto che i temporali coprono aree di svariati di chilometri quadrati.</p><h2>Come usare le informazioni ricavate dai tuoni</h2><p>I dati ottenuti tramite tuoni e fibre ottiche servono innanzitutto a creare mappe del sottosuolo che possono arrivare fino a <strong>cento metri di profondità</strong>. Queste possono essere integrate ai dati ricavati tramite <strong>satelliti </strong>e <strong>perforazioni </strong>del suolo per rilevare nuove cavità, fratture e <strong>zone di debolezza</strong>.</p><p>Un altro vantaggio di questo tipo di tecnologia è la possibilità di visualizzare ad <strong>alta risoluzione</strong> il passaggio dell’energia dall’atmosfera al suolo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuvole-di-fuoco-colpi-di-vento-e-fulmini-il-pericoloso-fenomeno-meteorologico-generato-dai-mega-incendi.html" title="Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna ">Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nuvole-di-fuoco-colpi-di-vento-e-fulmini-il-pericoloso-fenomeno-meteorologico-generato-dai-mega-incendi.html" title="Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nubes-de-fuego-reventones-termicos-y-rayos-el-peligroso-fenomeno-meteorologico-que-generen-los-megaincendios-1785311920477_320.png" alt="Nuvole di fuoco, colpi di vento e fulmini: il pericoloso fenomeno meteorologico generato dai megaincendi in Spagna "></a></article></aside><p>Le informazioni ottenute dai <em>thunderquakes</em> permettono quindi di rilevare camere sotterranee nascoste sotto le città che potrebbero <strong>collassare </strong>e formare <strong>voragini </strong>in caso di forti piogge, lavori o veri terremoti. </p><h2>I <em>thunderquakes </em>e l’esplorazione dello spazio </h2><p>Un’altra applicazione molto affascinante di questa tecnologia riguarda <strong>l’esplorazione di altri pianeti</strong> e satelliti, o almeno di quelli dotati di <strong>un’atmosfera </strong>tale da generare temporali.</p><p><strong>Titano</strong>, ad esempio, la maggiore delle lune di Saturno, è un ottimo candidato. Il satellite è noto per essere uno dei pochi corpi celesti del Sistema Solare dove, come avviene sulla Terra, sono presenti nuvole e forti <strong>temporali</strong>, che durano a lungo e si estendono su aree vastissime.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756103" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni.html" title="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni">Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni.html" title="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni-1781708506117_320.jpg" alt="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni"></a></article></aside><p>In futuro, l’invio di sonde dotate di sismografi potrebbe essere utile a sfruttare questo fenomeno naturale per “radiografare” il sottosuolo dei corpi celesti e rilevare ad esempio la presenza di <strong>falde d’acqua sotterranee</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Carolyn%20Gramling" data-year="2026" data-title="I%20%22terremoti%20con%20tuono%22%20non%20si%20limitano%20a%20scuotere%20il%20terreno%2C%20ma%20lo%20mappano." data-url="https%3A%2F%2Fwww.sciencenews.org%2Farticle%2Fthunderquakes-shake-ground-map-it">Carolyn Gramling. (2026). <a href="https://www.sciencenews.org/article/thunderquakes-shake-ground-map-it" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">I "terremoti con tuono" non si limitano a scuotere il terreno, ma lo mappano.</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/usare-i-temporali-come-dei-sismografi-cosa-sono-i-thunderquakes-e-cosa-ci-dicono-del-sottosuolo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Roma, forte temporale in arrivo questa mattina: poi vampata di caldo con 42°C venerdì 28 agosto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/roma-forte-temporale-in-arrivo-questa-mattina-poi-una-vampata-di-caldo-oltre-i-40-c-venerdi.html</link><pubDate>Tue, 25 Aug 2026 04:07:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nella mattinata di martedì 25 agosto avremo una rapida ma intensa sfuriata temporalesca in numerose regioni del centro-nord: sarà interessato anche il Lazio e l'area di Roma. Attenzione tra le 10 e le 14. Poi, a seguire, vampata di caldo molto intenso.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb0gvza"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb0gvza.jpg" id="xb0gvza"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Una veloce perturbazione atlantica sul Nord-Ovest determinerà una fase di maltempo e temporali che, a partire dai settori alpini, si estenderà oggi a gran parte delle restanti regioni del centro-nord. <strong>Tra queste anche il Lazio, che si troverà ad affrontare una sfuriata temporalesca in mattinata, compresa la città di Roma.</strong></p><p>Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. </p><p>L’avviso prevede dal pomeriggio/sera di lunedì 24 agosto, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio e temporale, dapprima su Valle d’Aosta, Piemonte e provincia autonoma di Bolzano, <strong>in estensione dalle prime ore della giornata di oggi, martedì 25 agosto, a Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Lazio</strong>. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica. </p><div class="texto-destacado">Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di oggi, martedì 25 agosto, allerta gialla per rischio temporali e rischio idrogeologico su settori di Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Lazio, nonché sull'intero territorio di Toscana, Marche e Umbria.</div><p><strong>Attenzione quindi anche nel Lazio, dove verrà investita dal maltempo anche l'area di Roma.</strong> Per chi ha pianificato una giornata al mare, attenzione perché ci saranno fenomeni violenti lungo il litorale. Il maltempo sarà breve e durerà poche ore ma i fenomeni potranno essere violenti.</p><h2>Il maltempo a Roma martedì 25 agosto, attenzione in mattinata</h2><p><strong>Il modello europeo prevede l'arrivo di una fascia di temporali sull'alto Lazio già dalla prima mattina</strong>. Tra le 8 e le 10 ci sarà instabilità in molte aree settentrionali della regione, poi dalle 10 i temporali potrebbero raggiungere anche Roma. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/roma-forte-temporale-in-arrivo-questa-mattina-poi-una-vampata-di-caldo-oltre-i-40-c-venerdi-1787604937450.jpg" data-image="0a3mmyrzgwim"><figcaption>Fronte temporalesco in arrivo sull'alto Lazio nella mattinata di martedì 25 agosto.</figcaption></figure><p>Il maltempo sarà accompagnato da un abbassamento delle temperature. Sarà solo una<strong> breve sfuriata temporalesca</strong> e già nel pomeriggio si andrà verso un miglioramento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni.html" title="Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord">Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni.html" title="Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni-1787554544238_320.jpg" alt="Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord"></a></article></aside><p>A Roma il momento di maggior rischio temporali <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Roma-Europa-Italia-Roma--1-31010.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">sarà tra le 10 e le 14</a>, quando potrebbero verificarsi fenomeni localmente intensi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/roma-forte-temporale-in-arrivo-questa-mattina-poi-una-vampata-di-caldo-oltre-i-40-c-venerdi-1787605072777.jpg" data-image="ke9cg55is2su"><figcaption>Probabilità di precipitazioni sull'Italia nella mattinata di martedì 25.</figcaption></figure><p>Attenzione sul litorale, perché in piena stagione estiva potrebbe essere una mattinata di forte instabilità.</p><h2>A seguire, molto caldo: 42°C a Roma venerdì 28 agosto?</h2><p>I giorni a seguire vedranno nuovamente affermarsi con forza una stabilità meteo che sarà però poco piacevole: in arrivo infatti l’intensificazione dell'ondata di caldo già iniziata al Sud.</p><p>Su Roma si prevede una impennata dei valori da mercoledì, con un picco preoccupante previsto per <strong>venerdì 28, quando il termometro potrebbe raggiungere i 42 gradi Celsius.</strong></p><p><strong>Sono previsioni che andranno riviste, ma il modello europeo al momento indica per venerdì il picco del caldo.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785254" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi.html" title="Enorme nube di polvere dal Sahara verso l'Italia: cielo giallastro e concentrazioni elevate tra 27 e 28 agosto">Enorme nube di polvere dal Sahara verso l'Italia: cielo giallastro e concentrazioni elevate tra 27 e 28 agosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi.html" title="Enorme nube di polvere dal Sahara verso l'Italia: cielo giallastro e concentrazioni elevate tra 27 e 28 agosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi-1787579723451_320.jpg" alt="Enorme nube di polvere dal Sahara verso l'Italia: cielo giallastro e concentrazioni elevate tra 27 e 28 agosto"></a></article></aside><p>Questa forte ondata di calore sarà accompagnata anche da una massiccia irruzione di polvere del Sahara che renderà il cielo giallognolo o lattiginoso.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/roma-forte-temporale-in-arrivo-questa-mattina-poi-una-vampata-di-caldo-oltre-i-40-c-venerdi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allerta meteo, fino a 50 mm nelle prossime ore: violenti temporali con forti colpi di vento in 8 regioni del Centro-Nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-fino-a-50-mm-entro-oggi-violenti-temporali-con-forti-colpi-di-vento-in-8-regioni-del-centro-nord.html</link><pubDate>Tue, 25 Aug 2026 03:04:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una perturbazione atlantica, nella notte e per l'intera giornata di martedì 25 agosto, produrrà rovesci e temporali localmente anche intensi su 8 regioni del Centro-Nord. Allerta gialla della Protezione Civile per rischio idrogeologico e temporali. Al Sud intensa ondata di caldo africano.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb0e0uq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb0e0uq.jpg" id="xb0e0uq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'ultima settimana del mese di agosto si è aperta con un <strong>marcato dinamismo atmosferico, seppur non esteso a tutto il Paese</strong>. Infatti, una fase di <strong>maltempo sulle regioni settentrionali e centrali </strong>si contrappone alla maggiore <strong>stabilità e</strong>, soprattutto, al <strong>caldo intenso presente al Sud</strong>.</p><p>Le ultime analisi dei modelli indicano<strong> una circolazione di bassa pressione attiva sulla Penisola Iberica</strong>, dalla quale si emana <strong>un flusso di correnti umide e marcatamente instabili verso il Mediterraneo Centrale</strong>. Questa configurazione atmosferica ha causato un deciso <strong>peggioramento</strong>, proprio la scorsa notte, con<strong> la perturbazione che ha raggiunto diverse regioni dell'Italia</strong>. </p><p>Nel corso della giornata di oggi, martedì 25 agosto, <strong>questa fase perturbata interesserà almeno 8 regioni italiane</strong>, dove è stata diramata<strong> un'allerta gialla dalla Protezione Civile per temporali e piogge diffuse. </strong></p><h2>L'intenso peggioramento della notte e le aree maggiormente colpite oggi</h2><p>Vediamo nel dettaglio la previsione per le prossime ore: <strong>il peggioramento</strong>, infatti, è entrato <strong>nel vivo già nel corso della scorsa notte e nelle primissime ore di oggi</strong>, martedì 25 agosto. L<strong>'arrivo di un intenso fronte temporalesco,</strong> in grado di produrre <strong>fenomeni localmente anche forti</strong>, con <strong>forti raffiche di vento, collegate ai temporali,</strong> con le caratteristiche di <strong>downburst</strong>, e con locali <strong>grandinate</strong>. </p><div class="texto-destacado">A rendere i fenomeni particolarmente intensi è l'elevata energia in gioco, dovuta ai mari molto caldi e al conseguente marcato contrasto termico con l'aria più fresca in arrivo in quota. </div><p><strong>I sistemi temporaleschi hanno iniziato ad interessare la Corsica</strong>, per poi propagarsi abbastanza rapidamente <strong>verso la Liguria e la Toscana, </strong>ovviamente<strong> a partire dalle coste</strong>. </p><p>Successivamente, <strong>a fine nottata e al primo mattino</strong>, i temporali hanno raggiunto <strong>gran parte della Toscana, dell'Umbria e delle Marche, ma anche tratti di Lombardia ed Emilia Romagn</strong><strong>a</strong> e, in generale,<strong> i settori alpini e prealpini del Nord-Ovest, con precipitazioni molto abbondanti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-fino-a-50-mm-da-stanotte-violenti-temporali-con-grandi-colpi-di-vento-in-8-regioni-del-centro-nord-1787591360643.jpg" data-image="x9baey83v6c0"><figcaption>Precipitazioni accumulate attese entro la giornata di domani, martedì 25 agosto 2026. ECMWF-MeteoRed </figcaption></figure><p>I fenomeni tenderanno anche ad estendersi progressivamente <strong>alle zone interne del Lazio</strong>. Le <strong>precipitazioni, a fine episodio, </strong>potranno risultare<strong> anche abbondanti</strong>, con accumuli stimati<strong> fino a 40-50 mm caduti anche nell'arco di poche ore</strong>, specie sulle <strong>aree interne appenniniche e sulle zone del Centro</strong> maggiormente esposte e, come accennato, <strong>tra Valle D'Aosta, Piemonte e Lombardia settentrionali.</strong></p><h2><strong>Diramata allerta meteo in 8 regioni</strong></h2><p>Sulla base dei fenomeni previsti <strong>è stata valutata per la giornata di oggi, martedì 25 agosto, allerta gialla per rischio temporali </strong>e rischio idrogeologico su settori di Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Lazio, nonché sull'intero territorio di Toscana, Marche e Umbria.</p><p> I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica. </p><h2>L'evoluzione meteo per oggi e la tendenza settimanale</h2><p><strong>Nella seconda parte della giornata di oggi </strong>andremo verso un <strong>graduale miglioramento a partire dalle coste e dalle pianure occidentali</strong>, mentre<strong> sulle zone interne e, soprattutto lungo la fascia appenninica centro settentrionale,</strong> continueremo ad avere delle instabilità con ancora delle <strong>residue precipitazioni</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-fino-a-50-mm-da-stanotte-violenti-temporali-con-grandi-colpi-di-vento-in-8-regioni-del-centro-nord-1787591522047.jpg" data-image="ncj0tt5i2gdo"><figcaption>Una circolazione di bassa pressione sulla Penisola Iberica, da vita ad un flusso di correnti umide e marcatamente instabili verso il Mediterraneo Centrale e l'Italia. Mappe ECMWF-MeteoRed.</figcaption></figure><p><strong>Per metà della settimana</strong>, in particolare <strong>da giovedì prossimo</strong>, saranno possibili <strong>nuovi disturbi a carattere sparso</strong>, che manterranno l'atmosfera piuttosto instabile, seppur senza l'intensità dei fenomeni che sono attesi tra la prossima notte e la mattinata di domani. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785254" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi.html" title="Enorme nube di polvere dal Sahara verso l'Italia: cielo giallastro e concentrazioni elevate tra 27 e 28 agosto">Enorme nube di polvere dal Sahara verso l'Italia: cielo giallastro e concentrazioni elevate tra 27 e 28 agosto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi.html" title="Enorme nube di polvere dal Sahara verso l'Italia: cielo giallastro e concentrazioni elevate tra 27 e 28 agosto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi-1787579723451_320.jpg" alt="Enorme nube di polvere dal Sahara verso l'Italia: cielo giallastro e concentrazioni elevate tra 27 e 28 agosto"></a></article></aside><p>La situazione è completamente diversa, invece, <strong>al Sud e sulle isole maggiori</strong>, dove l'ulteriore espansione di un robusto promontorio anticiclonico, sempre di matrice nordafricana, sta già dando il via a<strong> una nuova ondata di calore, intensa e persistente.</strong></p><h2>Le temperature e la forte ondata di calore, specie al Sud</h2><p><strong>Il richiamo caldo,</strong> innescato dal nuovo approfondimento di un vortice sulla penisola iberica, nei prossimi giorni favorirà l'ulteriore <strong>aumento delle temperature</strong>, con <strong>masse d'aria </strong>che arriveranno con eventi meridionali <strong>direttamente dal cuore del deserto del Sahara</strong> fin sulla nostra penisola, <strong>specie al Centro-Sud</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785160" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html" title="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata">L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html" title="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata-1787519104692_320.jpeg" alt="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata"></a></article></aside><p><strong>Al Nord e al Centro, oggi,</strong> le temperature subiranno<strong> una temporanea flessione</strong> o comunque non faranno registrare valori massimi estremi, salvo<strong> locali picchi di 37-39°C in Emilia Romagna e zone interne marchigiane</strong>, dovuti ai venti di <strong>meridionali</strong>. Al Sud e sulle isole maggiori, invece, inizierà ad acutizzarsi l'ondata di calore di origine sud-tropicale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-fino-a-50-mm-da-stanotte-violenti-temporali-con-grandi-colpi-di-vento-in-8-regioni-del-centro-nord-1787592247676.jpg" data-image="krrzih941rao"><figcaption> Il gran caldo previsto per i prossimi giorni. Temperature di venerdì pomeriggio ore 14. Mappe ECMWF-MeteoRed </figcaption></figure><p><strong>Tra mercoledì e fine settimana</strong>, le temperature aumenteranno nettamente anche <strong>al Centro, ma soprattutto al Sud,</strong> dove i termometri potrebbero raggiungere <strong>diffusamente valori prossimi ai 40°C</strong> o <strong>anche superiori nell'entroterra</strong> della <strong>Sardegna meridionale, sulla Sicilia orientale, tra la Puglia e la Basilicata</strong>. Si <strong>ipotizza </strong>anche la possibilità che possano essere toccate <strong>punte di 42-44°C</strong>. </p><p>Tuttavia,<strong> si tratta solo di stime</strong> che, data l'elevata distanza temporale, sono <strong>piuttosto approssimative e a rischio di smentita</strong>. Per avere valori più attendibili, bisognerà <strong>attendere ancora qualche giorno</strong>. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-fino-a-50-mm-entro-oggi-violenti-temporali-con-forti-colpi-di-vento-in-8-regioni-del-centro-nord.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come è nato il gelato: storia di una prelibatezza tutta italiana, con l'aggiunta di un "ingrediente" americano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/come-e-nato-il-gelato-storia-di-una-prelibatezza-tutta-italiana-con-l-aggiunta-di-un-ingrediente-americano.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 17:03:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Passeggiare mangiando un gelato è un'abitudine così consolidata che sembra esistere da sempre, ma in realtà fino a tempi abbastanza recenti realizzare il gelato non era così facile. Ecco quando è arrivata la svolta</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-e-nato-il-gelato-storia-di-una-prelibatezza-tutta-italiana-con-l-aggiunta-di-un-ingrediente-americano-1787234076467.jpg" data-image="cwk1gzjscf7r" alt="gelato" title="gelato"><figcaption>Il gelato artigianale, l'alimento irrinunciabile dell'estate, ma non solo - Foto di ENESFİLM - Pexels</figcaption></figure><p>Tra le tante prelibatezze della <strong>cucina italiana</strong>, il gelato è sicuramente una delle più apprezzate dai locali e dai turisti. Non è solo il cibo dell’estate, visto che la maggior parte delle gelaterie in Italia sono aperte tutto l’anno e sono sempre frequentate. Il gelato infatti quasi non conosce bassa stagione, specialmente al sud dove anche gli inverni sono miti. </p><div class="texto-destacado">Oggi se ne trovano mille varietà diverse, dai grandi classici ai gusti più pionieristici ma anche se in versioni più semplici, si potrebbe dire che il gelato in Italia sia sempre esistito. </div><p>Nella sua versione <strong>contemporanea</strong>, invece, e come vero e proprio <strong>fenomeno di costume</strong>, il suo sviluppo si deve al genio di piccoli imprenditori del secondo dopoguerra. Ad esso si aggiunse anche un tocco di <strong>tecnologia statunitense</strong>, o almeno ciò che ne era rimasto dopo la seconda guerra mondiale.</p><h2>Il limiti tecnici dei primi gelati moderni</h2><p>L’abitudine di mangiare il classico cono gelato mentre si passeggia è qualcosa che oggi tutti considerano così normale da non farci nemmeno caso, ma non sarebbe stato possibile farlo fino alla metà del <strong>secolo scorso</strong>. </p><p>Allora il gelato esisteva già, sia in Italia che in America, anche se preparato secondo ricette diverse, ma una serie di problemi tecnici rendeva il gelato italiano un prodotto dalla preparazione <strong>complicata e costosa</strong>. </p><p>Mangiarlo passeggiando, poi, sarebbe stato impossibile visto che si <strong>scioglieva </strong>in fretta. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781134" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao.html" title="Il cibo degli dèi: 5 curiosità che forse non tutti sanno sulla pianta del cacao">Il cibo degli dèi: 5 curiosità che forse non tutti sanno sulla pianta del cacao</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao.html" title="Il cibo degli dèi: 5 curiosità che forse non tutti sanno sulla pianta del cacao"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-cibo-degli-dei-5-curiosita-che-forse-non-tutti-sanno-sulla-pianta-del-cacao-1785420761718_320.jpeg" alt="Il cibo degli dèi: 5 curiosità che forse non tutti sanno sulla pianta del cacao"></a></article></aside><p>Il gelato italiano, inoltre, più <strong>povero di grassi</strong> rispetto a quello americano ma denso e cremoso, non poteva nemmeno essere trasportato: era un prodotto destinato al consumo davvero <strong>locale</strong>, visto che anche portarlo da un quartiere all’altro sarebbe stato quasi <strong>impossibile</strong>.</p><p>La <strong>svolta </strong>arrivò nel 1946, in una <strong>Empoli </strong>ancora distrutta dalle bombe.</p><h2>La nascita del gelato moderno</h2><p>Empoli, in Toscana, è la città della <strong>famiglia Bagnoli</strong> che subito dopo la guerra rilevò una piccola <strong>latteria </strong>per trasformarla in bar dove si preparava anche il gelato, ma sporadicamente e in piccole quantità.</p><p>La famiglia allora acquistò due <strong>congelatori militari</strong> lasciati indietro dall’esercito statunitense. Recuperò poi da una <strong>discarica </strong>delle macchine per fare il gelato che <strong>modificò </strong>in modo da poter produrre e soprattutto <strong>congelare </strong>grandi quantità di gelato, in modo continuativo e mantenendo intatta la <strong>qualità </strong>del prodotto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774171" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-al-tuo-corpo-quando-avverti-un-congelamento-cerebrale-dopo-aver-mangiato-un-gelato.html" title="Cosa succede al tuo corpo quando avverti un 'congelamento cerebrale' dopo aver mangiato un gelato?">Cosa succede al tuo corpo quando avverti un "congelamento cerebrale" dopo aver mangiato un gelato?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/cosa-succede-al-tuo-corpo-quando-avverti-un-congelamento-cerebrale-dopo-aver-mangiato-un-gelato.html" title="Cosa succede al tuo corpo quando avverti un 'congelamento cerebrale' dopo aver mangiato un gelato?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-detras-del-cerebro-congelado-despues-de-dar-un-mordisco-al-helado-y-lo-que-dice-de-tu-salud-1781164630822_320.png" alt="Cosa succede al tuo corpo quando avverti un 'congelamento cerebrale' dopo aver mangiato un gelato?"></a></article></aside><p><br>In questo modo e con qualche variazione alla ricetta, il gelato della famiglia Bagnoli non solo conservava la sua consistenza <strong>soffice e vellutata</strong> senza formare fastidiosi cristalli di ghiaccio, ma poteva essere anche trasportato. </p><h2>Il gelato nella vita di tutti i giorni</h2><p>Negli anni '40 del 900 non esistevano ancora i camion per il trasporto dei surgelati, la famiglia Bagnoli allora ovviò anche a questo problema con <strong>contenitori di metallo</strong> riempiti di ghiaccio e <strong>sale </strong>da mettere in casse di legno piene di <strong>paglia</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-e-nato-il-gelato-storia-di-una-prelibatezza-tutta-italiana-con-l-aggiunta-di-un-ingrediente-americano-1787234178674.jpg" data-image="c5fsx2rrqtyk" alt="gelato artigianale" title="gelato artigianale"><figcaption>Ancora oggi il gelato si conserva in contenitori termici di acciaio, evoluzione dei primi barattoli per conservare il freddo - Foto di Anusree GS-Pexels</figcaption></figure><p> In questo modo nacque una sorta di prima produzione industriale e il gelato finalmente potè essere “esportato” in tutta la regione e non solo.</p><p>Molto presto il gelato si diffuse in tutta l'Italia e diventò una vera e propria industria, ma senza nulla togliere a quello artigianale, che anzi si <strong>trasformò </strong>e <strong>migliorò</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781324" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-cioccolato-termoresistente-sara-realta-scienziati-al-lavoro-su-ciccolatini-che-non-si-sciolgono-neanche-in-estate.html" title="Il cioccolato termoresistente sarà realtà? Scienziati al lavoro su ciccolatini che non si sciolgono neanche in estate">Il cioccolato termoresistente sarà realtà? Scienziati al lavoro su ciccolatini che non si sciolgono neanche in estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-cioccolato-termoresistente-sara-realta-scienziati-al-lavoro-su-ciccolatini-che-non-si-sciolgono-neanche-in-estate.html" title="Il cioccolato termoresistente sarà realtà? Scienziati al lavoro su ciccolatini che non si sciolgono neanche in estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-cioccolato-termoresistente-sara-realta-scienziati-al-lavoro-su-ciccolatini-che-non-si-sciolgono-neanche-in-estate-1785438861505_320.jpg" alt="Il cioccolato termoresistente sarà realtà? Scienziati al lavoro su ciccolatini che non si sciolgono neanche in estate"></a></article></aside><p>In ogni caso il gelato è entrato in breve a fare parte della <strong>vita quotidiana</strong> di tutti e di sicuro, per fortuna, non scomparirà molto presto.</p><h2>Gli antenati del gelato</h2><p>Il gelato italiano moderno, artigianale o industriale che sia, vanta antenati molto indietro nel tempo.</p><p>I <strong>romani </strong>gustavano <strong>sorbetti </strong>preparati con vino dolce a cui si aggiungevano miele e sciroppi di frutta, da refrigerare con la <strong>neve delle montagne</strong>.</p><p>In modo simile, in <strong>Sicilia </strong>nel Medioevo nasceva l’iconica <strong>granita </strong>già nel IX secolo. Alla <strong>neve dell’Etna</strong> si aggiungevano vari aromi come gli agrumi, l’acqua di rose e il gelsomino.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774535" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-antichi-romani-e-il-vino-una-storia-lunga-che-riserva-ancora-delle-sorprese-l-affascinante-scoperta-nel-chianti.html" title="Gli antichi romani e il vino, una storia lunga che riserva ancora delle sorprese: l'affascinante scoperta nel Chianti">Gli antichi romani e il vino, una storia lunga che riserva ancora delle sorprese: l'affascinante scoperta nel Chianti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-antichi-romani-e-il-vino-una-storia-lunga-che-riserva-ancora-delle-sorprese-l-affascinante-scoperta-nel-chianti.html" title="Gli antichi romani e il vino, una storia lunga che riserva ancora delle sorprese: l'affascinante scoperta nel Chianti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-romani-e-il-vino-una-storia-lunga-che-riserva-ancora-delle-sorprese-l-affascinante-scoperta-nel-chianti-1781776541281_320.jpg" alt="Gli antichi romani e il vino, una storia lunga che riserva ancora delle sorprese: l'affascinante scoperta nel Chianti"></a></article></aside><p>La neve delle Alpi e degli Appennini aiutava invece i maestri pasticcieri del <strong>Rinascimento </strong>a raffreddare puree di frutta e creme. Fu il famoso architetto del XVI secolo <strong>Bernardo Buontalenti</strong>, invece, ad avere l’idea di aggiungere <strong>uova e latte</strong> alla ricetta, per dare ai composti dolci una consistenza più cremosa, aprendo così la strada alla ricetta del gelato moderno.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Amy%20Bizzarri" data-year="2026" data-title="https%3A%2F%2Fwww.bbc.com%2Ftravel%2Farticle%2F20260813-how-us-tech-helped-create-modern-italian-gelato" data-url="How%20US%20tech%20helped%20create%20modern%20Italian%20gelato">Amy Bizzarri. (2026). <a href="How US tech helped create modern Italian gelato" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">https://www.bbc.com/travel/article/20260813-how-us-tech-helped-create-modern-italian-gelato</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/come-e-nato-il-gelato-storia-di-una-prelibatezza-tutta-italiana-con-l-aggiunta-di-un-ingrediente-americano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Eclissi di Luna del 28 agosto 2026: la Luna piena si oscurerà quasi del tutto, ecco orari e dove sarà visibile in Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-28-agosto-la-luna-quasi-scomparira-nel-cielo-ecco-da-dove-si-vedra-l-eclissi-in-italia.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 15:56:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il 28 agosto 2026 l’Italia assisterà a una spettacolare eclissi parziale di Luna. Il nostro satellite sarà oscurato quasi completamente dall’ombra terrestre: scopriamo orari, percentuale di copertura e condizioni di visibilità nelle diverse regioni italiane.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-28-agosto-la-luna-quasi-scomparira-nel-cielo-ecco-da-dove-si-vedra-l-eclissi-in-italia-1787395932632.png" data-image="l9yv5mnic60s" alt="Eclissi Luna" title="Eclissi Luna"><figcaption>Nella notte tra il 27 ed il 28 Agosto l'ombra della Terra oscurerà fino al 96% del disco lunare.</figcaption></figure><p>La Luna piena del prossimo 28 Agosto non sarà come le altre. <strong>Nella notte tra il 27 ed il 28 sarà visibile un'eclissi di Luna</strong>; sarà un'eclissi parziale, ma molto profonda e visibile dall'intera penisola italiana.</p><h2>Cosa succederà</h2><p>Nella notte tra il 27 ed il 28 Agosto, la Terra si troverà interposta tra Sole e Luna, quasi perfettamente posizionata lungo la congiungente Sole-Luna. In questa configurazione orbitale, <strong>la Terra illuminata dal Sole proietta la sua ombra sul disco della Luna producendo un’eclissi lunare</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L'eclisse di Luna sarà parziale ma fino al 96% del disco lunare<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Si stima che<strong> il disco lunare verrà coperto dall’ombra della Terra fino al 96%</strong>, quindi si tratterà di un’eclissi parziale, ma molto profonda.</p><h3>Le fasi di un’eclissi lunare totale</h3><p><strong>Ingresso nella penombra:</strong> la Luna entra nella zona di penombra della Terra. La luce della Luna cala in modo molto debole e quasi invisibile a occhio nudo.</p><p><strong>Ingresso nell'ombra</strong> (Eclisse parziale): la Luna tocca il cono d'ombra vero e proprio della Terra. Un bordo della Luna inizia a diventare scuro e scuro-nero. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783673" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/come-funziona-la-previsione-dell-eclissi-ecco-come-gli-astronomi-calcolano-il-giorno-l-ora-e-dove-passera-l-ombra.html" title="Come funziona la previsione di un'eclissi: ecco come gli astronomi calcolano il giorno, l'ora e dove passerà l'ombra">Come funziona la previsione di un'eclissi: ecco come gli astronomi calcolano il giorno, l'ora e dove passerà l'ombra</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/come-funziona-la-previsione-dell-eclissi-ecco-come-gli-astronomi-calcolano-il-giorno-l-ora-e-dove-passera-l-ombra.html" title="Come funziona la previsione di un'eclissi: ecco come gli astronomi calcolano il giorno, l'ora e dove passerà l'ombra"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/como-saben-los-cientificos-exactamente-cuando-habra-un-eclipse-1786443267086_320.jpg" alt="Come funziona la previsione di un'eclissi: ecco come gli astronomi calcolano il giorno, l'ora e dove passerà l'ombra"></a></article></aside><p><strong>Inizio dell'eclissi totale:</strong> la Luna entra tutta dentro l'ombra. Prende un colore rosso o ramato perché l'atmosfera della Terra manda i raggi rossi del Sole verso la Luna. </p><p><strong>Fine della totalità e uscita:</strong> la Luna esce a poco a poco dal cono d'ombra e poi dalla penombra, tornando alla sua luce normale. </p><h2>Due eclissi in 15 giorni, coincidenza?</h2><p><strong>Sicuramente no</strong>. Il 12 Agosto abbiamo assistito dall’Italia all’eclissi parziale di Sole. In quel caso, era la Luna interposta tra Sole e Terra, lungo la loro congiungente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782790" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-diventa-una-falce-al-tramonto-il-12-agosto-eclissi-fino-al-95-in-italia-dove-e-quando-vederla.html" title="Il Sole diventa una falce al tramonto: il 12 agosto eclissi fino al 95% in Italia, dove e quando vederla">Il Sole diventa una falce al tramonto: il 12 agosto eclissi fino al 95% in Italia, dove e quando vederla</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-diventa-una-falce-al-tramonto-il-12-agosto-eclissi-fino-al-95-in-italia-dove-e-quando-vederla.html" title="Il Sole diventa una falce al tramonto: il 12 agosto eclissi fino al 95% in Italia, dove e quando vederla"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-diventa-una-falce-al-tramonto-il-12-agosto-eclissi-fino-al-95-in-italia-dove-e-quando-vederla-1786285618377_320.png" alt="Il Sole diventa una falce al tramonto: il 12 agosto eclissi fino al 95% in Italia, dove e quando vederla"></a></article></aside><p><strong>E’ molto frequente che un’eclissi totale di Sole</strong>, che avviene quando la Luna si trova in fase di novilunio, <strong>sia seguita a distanza di 15 giorni circa da un’eclissi di Luna</strong>, che avviene quando la Luna si trova in fase di plenilunio. Poi, già a partire dai successivi cicli lunari l’allineamento Sole-Terra-Luna si perde per cui non si hanno ulteriori eclissi.</p><h2>Orari dell’eclissi</h2><p>L’eclissi avverrà giorno 28 Agosto, ma attenzione, nella notte tra il 27 ed il 28 Agosto.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’eclissi avverrà nella notte tra il 27 ed il 28 Agosto.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Giorno 27 Agosto la Luna piena sorgerà in Italia tra le 19:19 (a Catania) e le 19:55 (a Milano). Dopo aver attraversato durante la nottata la volta celeste, si avvierà al tramonto nella mattinata del 28 Agosto.</p><p><strong>La durata dell’eclissi sarà di 3 ore e 35 minuti con inizio alle 3:23 e fine alle 6:58 del 28 Agosto. Tuttavia, l’eclissi non sarà visibile per la sua intera durata a causa dell’alba.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782867" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/dalla-paura-ancestrale-alla-scienza-come-le-eclissi-sono-passate-dall-essere-un-cattivo-presagio-a-un-fenomeno-comunitario.html" title="Dalla paura ancestrale alla scienza: le eclissi sono passate dall'essere un cattivo presagio a un fenomeno comunitario">Dalla paura ancestrale alla scienza: le eclissi sono passate dall'essere un cattivo presagio a un fenomeno comunitario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/dalla-paura-ancestrale-alla-scienza-come-le-eclissi-sono-passate-dall-essere-un-cattivo-presagio-a-un-fenomeno-comunitario.html" title="Dalla paura ancestrale alla scienza: le eclissi sono passate dall'essere un cattivo presagio a un fenomeno comunitario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-los-eclipses-sembraban-el-panico-hace-miles-de-anos-y-como-ayudaron-a-demostrar-que-einstein-tenia-razon-1785916202094_320.jpeg" alt="Dalla paura ancestrale alla scienza: le eclissi sono passate dall'essere un cattivo presagio a un fenomeno comunitario"></a></article></aside><p>Mentre <strong>gli orari di inizio e fine del fenomeno saranno uguali in tutta l’Italia</strong>, il sorgere del Sole ed il tramonto della Luna cambieranno con la latitudine. <strong>La visibilità dalle regioni settentrionali sarà favorita</strong>, dove tramonto ed alba avverranno più tardi consentendo di osservare il fenomeno per alcuni minuti in più.</p><h2>Questa sarà la sequenza degli eventi</h2><p><strong>Per un osservatore che si trovi in Sicilia, ad esempio a Catania:</strong></p><p><strong>Ore 3:23</strong> inizio dell’eclissi → <strong>ore 6:14</strong> fase di massima copertura del disco lunare → <strong>ore 6:26</strong> alba → <strong>6:31</strong> tramonto della Luna. Quindi ci si perderà l’ultima mezz’ora del fenomeno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-28-agosto-la-luna-quasi-scomparira-nel-cielo-ecco-da-dove-si-vedra-l-eclissi-in-italia-1787396940538.png" data-image="fre94hhx69j2" alt="Schema eclissi" title="Schema eclissi"><figcaption>Schema semplificato di una eclissi totale di Luna</figcaption></figure><p><strong>Per un osservatore che si trovi in Lombardia, ad esempio a Milano:</strong></p><p><strong>Ore 3:23</strong> inizio dell’eclissi → <strong>ore 6:14</strong> fase di massima copertura del disco lunare → <strong>ore 6:39 alba</strong> → <strong>ore 6:46</strong> tramonto della Luna. Quindi ci si perderà gli ultimi 10 minuti del fenomeno.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Gli orari di inizio dell’eclissi e di sua totalità saranno uguali in tutta l’Italia.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Per tutte le località a latitudini intermedie tra Sicilia e Lombardia, gli orari di alba e di tramonto della Luna, saranno intermedi. </p><p>Tuttavia, <strong>la luce dell’aurora che precede il sorgere del Sole renderà il cielo rapidamente brillante interferendo con l’osservazione del fenomeno nelle fasi finali.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783673" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/come-funziona-la-previsione-dell-eclissi-ecco-come-gli-astronomi-calcolano-il-giorno-l-ora-e-dove-passera-l-ombra.html" title="Come funziona la previsione di un'eclissi: ecco come gli astronomi calcolano il giorno, l'ora e dove passerà l'ombra">Come funziona la previsione di un'eclissi: ecco come gli astronomi calcolano il giorno, l'ora e dove passerà l'ombra</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/come-funziona-la-previsione-dell-eclissi-ecco-come-gli-astronomi-calcolano-il-giorno-l-ora-e-dove-passera-l-ombra.html" title="Come funziona la previsione di un'eclissi: ecco come gli astronomi calcolano il giorno, l'ora e dove passerà l'ombra"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/como-saben-los-cientificos-exactamente-cuando-habra-un-eclipse-1786443267086_320.jpg" alt="Come funziona la previsione di un'eclissi: ecco come gli astronomi calcolano il giorno, l'ora e dove passerà l'ombra"></a></article></aside><p><strong>La posizione della Luna durante l’eclissi sarà a Ovest-Nord-Ovest molto bassa sopra l’orizzonte</strong>, mentre <strong>il Sole sorgerà ad Est in direzione opposta</strong>. </p><p>Pertanto, nel voler pianificare l’osservazione dell’eclissi <strong>è necessario scegliere una postazione che permetta di osservare l’orizzonte ovest senza ostacoli naturali o artificiali.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-28-agosto-la-luna-quasi-scomparira-nel-cielo-ecco-da-dove-si-vedra-l-eclissi-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Enorme nube di polvere dal Sahara verso l'Italia: cielo giallastro e concentrazioni elevate tra 27 e 28 agosto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 13:59:12 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una enorme nube di polvere sahariana è in arrivo sull'Italia. Secondo le previsioni del modello europeo, l'irruzione inizierà a interessare in modo massiccio Sardegna e Sud già da martedì 25 agosto, ma il picco è atteso tra giovedì 27 e venerdì 28, proprio mentre sull'Italia raggiungerà il culmine la nuova ondata di calore.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb0c6ui"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb0c6ui.jpg" id="xb0c6ui"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Una enorme lingua di polvere proveniente dal Sahara si sta dirigendo verso l'Italia. </strong>Nei prossimi giorni grandi quantità di pulviscolo desertico verranno trasportate dal Nord Africa verso il Mediterraneo e poi sulla nostra penisola, <strong>accompagnando la nuova e intensa ondata di calore attesa in questa parte finale di agosto.</strong></p><p>Secondo le previsioni aggiornate del <strong>modello europeo</strong>, l'episodio sarà particolarmente intenso e persistente. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Secondo le previsioni aggiornate del <strong>modello europeo</strong>, l'episodio sarà particolarmente intenso e persistente. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La polvere sahariana non interesserà infatti soltanto le regioni meridionali e le isole, ma nei giorni successivi riuscirà a estendersi progressivamente verso il resto d'Italia.</p><h2>La polvere del Sahara arriva già da martedì 25 agosto</h2><p>Il primo ingresso significativo è previsto già nella giornata di <strong>martedì 25 agosto</strong>, quando una massiccia quantità di polvere desertica raggiungerà soprattutto <strong>Sardegna e regioni meridionali</strong>.</p><p>Si tratterà però soltanto dell'inizio dell'episodio. Nei giorni successivi il trasporto di polvere verso l'Italia <strong>aumenterà ulteriormente, seguendo la risalita della massa d'aria molto calda di origine nordafricana.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi-1787579228376.jpg" data-image="0gjn5g2v1iji"><figcaption>La grande lingua di polvere sahariana in risalita sull'Italia mercoledì 26 agosto. Il giorno prima avrà già interessato Sud e Sardegna.</figcaption></figure><p><strong>Ci sarà infatti un impulso più potente da mercoledì, che porterà maggiori concentrazioni sull'Italia centro-meridionale e poi anche verso quella settentrionale</strong>. Il risultato saranno, nelle zone senza copertura nuvolosa, cieli molto meno limpidi rispetto alle normali giornate estive, ma con un'atmosfera lattiginosa, talvolta dal colore giallognolo, marroncino, o biancastro.</p><h2>Giovedì 27 agosto il picco della polvere: cieli lattiginosi e giallastri</h2><p><strong>Il momento più interessante dell'episodio è atteso </strong><strong>giovedì 27 agosto</strong>. Secondo l'aggiornamento del modello europeo, in questa giornata concentrazioni elevate di polvere interesseranno <strong>tutta l'Italia</strong>. Non è raro che ci siano fenomeni del genere in Italia, ma una irruzione cos persistente, così intensa e così estesa è meno usuale. <strong>Le concentrazioni, se la previsione viene confermata, saranno molto elevate.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni.html" title="Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord">Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni.html" title="Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni-1787554544238_320.jpg" alt="Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord"></a></article></aside><p>La presenza di una quantità così importante di pulviscolo in sospensione avrà un effetto molto evidente sull'aspetto del cielo. Al posto del consueto azzurro estivo potremo osservare una volta celeste <strong>lattiginosa, opaca e tendente al giallognolo</strong>, soprattutto nelle aree dove le concentrazioni saranno maggiori.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi-1787579723451.jpg" data-image="0lvly824gwa5" alt="Previsione meteo di irruzione di polvere sahariana sull'Italia" title="Previsione meteo di irruzione di polvere sahariana sull'Italia"><figcaption>La lingua di polvere sahariana sull'Italia sarà davvero massiccia nella giornata di giovedì 27 agosto.</figcaption></figure><p>Non si tratterà quindi soltanto di un fenomeno confinato alle isole o al Mezzogiorno: la previsione indica una presenza importante di polvere anche sul <strong>Centro-Nord</strong>.</p><h2>Venerdì 28 agosto la polvere potrebbe essere ancora più concentrata al Nord</h2><p>L'episodio non terminerà giovedì. Anche <strong>venerdì 28 agosto</strong> la polvere sahariana continuerà infatti a essere trasportata verso l'Italia.</p><p>Un elemento particolarmente interessante dell'ultima previsione riguarda proprio la distribuzione delle concentrazioni: mentre giovedì l'intero Paese sarà interessato da valori elevati, <strong>venerdì le concentrazioni potrebbero risultare particolarmente elevate al Nord</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi-1787579774371.jpg" data-image="c4xaqb6749wy"><figcaption>Venerdì 28 agosto la concentrazioni di polveri desertiche potrebbe essere elevata al Nord.</figcaption></figure><p>Si tratta di una previsione che potrà naturalmente subire modifiche nei prossimi aggiornamenti, ma che conferma la persistenza del trasporto di polvere sahariana sull'Italia per diversi giorni consecutivi.</p><h2>Polvere del Sahara e caldo estremo: i due fenomeni arriveranno insieme</h2><p>L'episodio di polvere sahariana coinciderà con il <strong>picco della nuova ondata di calore</strong> che sta raggiungendo l'Italia. Il modello europeo prevede infatti una nuova forte risalita delle temperature, con valori molto elevati soprattutto al Centro-Sud e sulle isole.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785160" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html" title="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata">L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html" title="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata-1787519104692_320.jpeg" alt="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata"></a></article></aside><p>La giornata di <strong>giovedì 27 agosto</strong> sarà particolarmente calda: sono previste temperature massime fino a <strong>42-44 °C nelle aree interne della Sardegna e della Sicilia</strong>, mentre in Puglia potranno essere raggiunti i 40 °C. Al Centro si potranno toccare 36-38 °C e al Nord 34-36 °C, con valori particolarmente elevati in Emilia-Romagna.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/enorme-lingua-di-polvere-del-sahara-in-arrivo-sull-italia-cieli-color-marrone-il-picco-giovedi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Raffiche fino a 150 km/h e tempeste di polvere enormi: ecco come sono i fenomeni meteo estremi su Marte]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raffiche-fino-a-150-km-h-e-tempeste-di-polvere-enormi-ecco-come-sono-i-fenomeni-meteo-estremi-su-marte.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 13:11:45 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>L'atmosfera di Marte è molto diversa da quella terrestre. È ricca di CO<sub>2</sub>, caratterizzata da forti venti e da grandi tempeste di polvere che ricoprono gran parte del pianeta rosso.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-atmosfera-de-marte-y-su-meteorologia-1786343253900.jpg" data-image="2q4f12va8pc5" alt="Marte e la sua atmosfera" title="Marte e la sua atmosfera"><figcaption>Marte con la sua sottile atmosfera e il cratere Cassini in primo piano, nella regione di Arabia Terra, fotografato dalla sonda Emirates Mars Mission. © UAESA / MBRSC / Hope Mars Mission / EXI / Andrea Luck</figcaption></figure><p><strong>Come la Terra, anche Marte possiede un'atmosfera</strong>. In essa si formano nubi alte e orografiche, soffiano venti e si verificano alcuni fenomeni meteorologici, ma con marcate differenze, dovute alle diverse caratteristiche dei due pianeti e dei loro involucri gassosi. </p><p><strong>Le dimensioni di Marte sono circa la metà di quelle della Terra e la sua massa è pari al 10% di quella terrestre</strong>, per cui anche la gravità è molto più bassa: il 38% di quella terrestre (3,7 m/s<sup>2</sup> contro 9,8 m/s<sup>2</sup>).</p><p>Le immagini raccolte dai diversi strumenti che sono atterrati sulla sua superficie (<em>lander</em>) e da quelli che si sono spostati in alcune aree del pianeta (<em>rover</em>) ‒ dalle missioni Viking degli anni '70 fino alle più recenti, come Perseverance/Ingenuity (2021) ‒ mostrano un <strong>cielo di colore salmone, la cui intensità varia in funzione della concentrazione di polvere fine in sospensione</strong>, sempre presente in grandi quantità. Questa caratteristica provoca tramonti di colore bluastro.</p><h2><strong>Un'atmosfera ricca di CO<sub>2</sub>, ma con un effetto serra molto debole</strong></h2><p>L'atmosfera marziana presenta una struttura termica verticale e una composizione chimica molto diversa da quella terrestre. <strong>Il gas di gran lunga più abbondante è il CO<sub>2</sub>, che rappresenta circa il 96%</strong>, seguito da azoto e argon (ciascuno intorno al 2%). </p><p>La piccola percentuale restante (meno dell'1%) è costituita da gas in tracce come l'ossigeno molecolare, il monossido di carbonio e il vapore acqueo. La presenza di quest'ultimo permette la formazione di nubi, costituite da ghiaccio e formate soprattutto nella parte alta dell'atmosfera.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-atmosfera-de-marte-y-su-meteorologia-1786343287447.jpg" data-image="jjzepoenbuyr" alt="Atmosfere di Marte e della Terra" title="Atmosfere di Marte e della Terra"><figcaption>Confronto tra la composizione chimica dell'atmosfera di Marte (a sinistra) e quella della Terra (a destra). Fonte: ©ESA</figcaption></figure><p>La bassa densità dell'atmosfera di Marte (estremamente leggera) riduce la capacità dell'effetto serra del CO<sub>2</sub>, nonostante sia il principale componente gassoso. </p><p>La temperatura media globale sulla superficie marziana si aggira intorno ai -60 ºC, con importanti variazioni tra il giorno e la notte e tra le diverse stagioni. In estate, durante il giorno e nella zona equatoriale, si raggiungono valori intorno ai 20 ºC, mentre <strong>in inverno, durante la notte e nelle regioni polari, le temperature arrivano talvolta a sfiorare i -150 ºC.</strong> </p><p>L'effetto serra marziano contribuisce per non più di 5 ºC alla temperatura misurata sulla superficie del Pianeta Rosso.</p><h2><strong>Le tempeste di polvere marziane</strong></h2><p>Se c'è un elemento che caratterizza la meteorologia marziana, sono le tempeste di polvere, la cui propagazione è straordinaria, arrivando a interessare gran parte del pianeta. <strong>La bassa pressione al suolo (circa 7 hPa in media, contro i 1013 hPa della pressione media al livello del mare sulla Terra) favorisce il sollevamento di grandi quantità di polvere dalla superficie</strong>, che viene trasportata per lunghe distanze a causa dei forti venti presenti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-atmosfera-de-marte-y-su-meteorologia-1786343321013.jpg" data-image="4xdrtl2ojgpf" alt="Diavolo di polvere" title="Diavolo di polvere"><figcaption>Immagine di un diavolo di polvere e della sua ombra sinuosa sulla superficie marziana, catturata dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter della NASA il 16 febbraio 2012. © NASA/JPL-Caltech/Università dell'Arizona</figcaption></figure><p><strong>La formazione di vortici o diavoli di polvere, dalla morfologia simile alle trombe di polvere che si formano sulla Terra, è frequente sulla superficie di Marte</strong>. Sul Pianeta Rosso soffiano venti più forti di quelli terrestri, con raffiche che raggiungono facilmente i 150 km/h. La densità dell'atmosfera marziana è così bassa che, se ci trovassimo sulla sua superficie, percepiremmo appena il vento. Questo fenomeno si manifesta soprattutto attraverso i vortici che talvolta si formano sulla superficie ricoperta di polvere, in particolare durante la primavera e l'estate.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784003" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-davvero-possibile-trasformare-marte-in-una-seconda-terra-la-scienza-conosce-gia-i-limiti-piu-preoccupanti.html" title="È davvero possibile trasformare Marte in una seconda Terra? La scienza conosce già i limiti più preoccupanti">È davvero possibile trasformare Marte in una seconda Terra? La scienza conosce già i limiti più preoccupanti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-davvero-possibile-trasformare-marte-in-una-seconda-terra-la-scienza-conosce-gia-i-limiti-piu-preoccupanti.html" title="È davvero possibile trasformare Marte in una seconda Terra? La scienza conosce già i limiti più preoccupanti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-davvero-possibile-trasformare-marte-in-una-seconda-terra-la-scienza-conosce-gia-i-limiti-piu-preoccupanti-1786895720788_320.jpeg" alt="È davvero possibile trasformare Marte in una seconda Terra? La scienza conosce già i limiti più preoccupanti"></a></article></aside><p>Tornando alle tempeste di polvere (in realtà si tratta di vere e proprie tempeste di polvere, ma solitamente la parola <em>storm</em> viene tradotta dall'inglese come "tempesta"), le grandi quantità di polvere costantemente presenti in sospensione nell'atmosfera marziana si spostano rapidamente, spinte dai forti venti presenti. In inverno questi venti sono particolarmente intensi nelle regioni polari, dando origine a <strong>tempeste inizialmente locali che finiscono per trasformarsi in vaste tempeste estese su gran parte del pianeta.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-atmosfera-de-marte-y-su-meteorologia-1786343355679.jpg" data-image="0t6k0octtk04" alt="Marte e tempesta di polvere" title="Marte e tempesta di polvere"><figcaption>Immagini di Marte scattate a meno di tre mesi di distanza l'una dall'altra da una delle fotocamere del campo profondo planetario del telescopio spaziale Hubble, nel 2001. Si può osservare l'effetto di una grande tempesta di polvere che ha interessato il pianeta (a destra). Fonte: © NASA</figcaption></figure><p><strong>Quasi l'intera superficie di Marte viene ricoperta da un velo opaco</strong> dalle tonalità giallastre, arancioni e rosate, che impedisce di osservare dall'esterno i diversi elementi del rilievo marziano (catene montuose, crateri, valli…), come confermano le immagini delle sonde che orbitano intorno al pianeta e quelle dei telescopi spaziali Hubble (figura allegata) e James Webb.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raffiche-fino-a-150-km-h-e-tempeste-di-polvere-enormi-ecco-come-sono-i-fenomeni-meteo-estremi-su-marte.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Lo squalo leopardo torna a nuotare nei mari dell'Indonesia grazie a un ambizioso progetto contro l'estinzione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lo-squalo-leopardo-torna-a-nuotare-nei-mari-dell-indonesia-grazie-a-un-ambizioso-progetto-contro-l-estinzione.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 12:08:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Quasi scomparsi dal loro habitat, in Indonesia, ora gli squali leopardo possono essere salvati grazie ad un'idea geniale. Cos'è il progetto StAr e quali risultati sta dando </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-squalo-leopardo-torna-a-nuotare-nei-mari-dell-indonesia-grazie-a-un-ambizioso-progetto-contro-l-estinzione-1787240994179.jpg" data-image="6zudhs9914b0" alt="squalo leopardo" title="squalo leopardo"><figcaption>Un esemplare di squalo leopardo che si distingue per la sua pelle maculata</figcaption></figure><p>Lo squalo zebra, noto anche come come <strong>squalo leopardo indo-pacifico</strong>, è uno squalo dalla pelle maculata che può raggiungere i due metri e mezzo di lunghezza, ma è <strong>innocuo </strong>per l’uomo.</p><p>Nuota in genere sul fondo del mare nutrendosi di altri pesci e da alcuni anni la sua specie è <strong>in pericolo</strong>. Per questo motivo lo squalo leopardo, il cui nome scientifico è <em>Stegostoma tigrinum, </em>sta quasi scomparendo dal suo habitat, nelle acque dell’Indonesia. </p><p>Oggi però questo animale è al centro di un ambizioso <strong>progetto di conservazione</strong> denominato <strong>StAR</strong>.</p><h2>Perché lo squalo leopardo si sta estinguendo</h2><p>Al largo dell'isola di <strong>Kri</strong>, nell'arcipelago indonesiano di <strong>Raja Ampat</strong>, il numero di esemplari di squali leopardo si è ridotto drasticamente negli ultimi decenni, tanto da far temere l’estinzione.</p><div class="texto-destacado">La sua presenza era normale in queste acque, ma oggi un avvistamento è considerato un fatto quasi <strong>eccezionale </strong>e gli studiosi stimano che senza un intervento mirato potrebbero volerci svariati <strong>decenni </strong>per ripopolare la specie.</div><p>Nei mari di Raja Ampat la scomparsa di questi animali inclusi oramai ufficialmente tra le specie a rischio, è dovuta specialmente a tre fattori.</p><p> Il primo è la <strong>pesca</strong>, che prende di mira gli squali leopardo la cui pelle è ritenuta pregiata. Il secondo è la <strong>distruzione dell’habitat</strong> a causa delle attività umane che danneggiano la costa e la barriera corallina. </p><p>Per finire c’è poi la <strong>cattura accidentale</strong> che avviene durante le battute di pesca delle comunità locali.</p><h2>Cos'è il progetto StAr</h2><p>A differenza di altre specie, lo squalo leopardo riesce a riprodursi bene anche in <strong>cattività</strong>. Nel 2015 Mark Erdmann, biologo marino e oggi direttore esecutivo del progetto <strong>ReShark</strong>, volto a salvare gli squali dall’estinzione, osservò proprio che questi animali facevano <strong>più cuccioli</strong> di quanto l’acquario di Singapore (così come altri) riuscisse ad ospitarne.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767603" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-progetto-di-de-estinzione-potrebbe-riportare-in-vita-l-antilope-azzurra-e-altri-animali-scomparsi.html" title="Un progetto di de-estinzione potrebbe riportare in vita l’antilope azzurra e altri animali scomparsi usando il DNA">Un progetto di de-estinzione potrebbe riportare in vita l’antilope azzurra e altri animali scomparsi usando il DNA</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-progetto-di-de-estinzione-potrebbe-riportare-in-vita-l-antilope-azzurra-e-altri-animali-scomparsi.html" title="Un progetto di de-estinzione potrebbe riportare in vita l’antilope azzurra e altri animali scomparsi usando il DNA"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-progetto-di-de-estinzione-potrebbe-riportare-in-vita-l-antilope-azzurra-e-altri-animali-scomparsi-1778138226254_320.jpg" alt="Un progetto di de-estinzione potrebbe riportare in vita l’antilope azzurra e altri animali scomparsi usando il DNA"></a></article></aside><p>Da questa situazione un po’ paradossale è nata l’idea del progetto StAR (<em>Stegostoma tigrinum Augmentation and Recovery</em>), ufficialmente avviato nel 2020. Si tratta del primo progetto con l’obiettivo di <strong>reintrodurre in natura</strong> una popolazione animale stabile, che ha per protagonisti gli <strong>elasmobranchi</strong>, cioè i pesci cartilaginei tra cui razze, mante e appunto squali.</p><p>Nel giro di pochi anni il progetto si è <strong>ampliato </strong>e oggi coinvolge ONG, università, governi di altri paesi e anche le comunità locali.</p><h2>Il futuro degli squali leopardo</h2><p>Ad oggi il numero degli squali leopardo reimmessi in natura è di <strong>sessantadue esemplari</strong>, con <strong>undici </strong>nuovi arrivi solo nel 2026. Il progetto prevede di arrivare a <strong>cinquecento </strong>squali nell’arco di dieci anni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lo-squalo-leopardo-torna-a-nuotare-nei-mari-dell-indonesia-grazie-a-un-ambizioso-progetto-contro-l-estinzione-1787241052987.jpg" data-image="yonepatx25yl" alt="barriera corallina" title="barriera corallina"><figcaption>Lo sbiacamento dei coralli è sintomo del danno che le attività umane apportano alle barriere coralline</figcaption></figure><p>Se i risultati fino a questo momento appaiono incoraggianti, resta però da vedere come riusciranno ad evolversi gli animali in natura. Perché il rischio di estinzione sia eliminato, infatti, occorre che gli squali si riproducano e formino una popolazione <strong>diversificata </strong>dal punto di vista <strong>genetico</strong>, il tutto senza intervento dell’uomo.</p><p>Per verificare il successo completo del progetto, quindi, dovrà passare ancora <strong>qualche anno</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="722011" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/nello-stretto-di-messina-esiste-una-delle-ultime-colonie-di-squali-bianchi-del-mediterraneo.html" title="Nello Stretto di Messina esiste una delle ultime colonie di squali bianchi del Mediterraneo?">Nello Stretto di Messina esiste una delle ultime colonie di squali bianchi del Mediterraneo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/nello-stretto-di-messina-esiste-una-delle-ultime-colonie-di-squali-bianchi-del-mediterraneo.html" title="Nello Stretto di Messina esiste una delle ultime colonie di squali bianchi del Mediterraneo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nello-stretto-di-messina-esiste-una-delle-ultime-colonie-di-squali-bianchi-del-mediterraneo-1753715380988_320.jpg" alt="Nello Stretto di Messina esiste una delle ultime colonie di squali bianchi del Mediterraneo?"></a></article></aside><p>A questo si aggiunge il problema, forse anche più difficile da risolvere, di eliminare le <strong>cause </strong>che in primo luogo hanno messo a rischio la specie, come <strong>inquinamento, riscaldamento globale e pesca indiscriminata</strong>.</p><h2>Gli squali di Raja Ampat, dagli acquari del mondo alla comunità locale</h2><p>Il caso degli squali leopardo di Raja Ampat è interessante perché ha anche la particolarità di coinvolge direttamente la <strong>popolazione </strong>del luogo. Gli abitanti dell'arcipelago vengono infatti formati per <strong>partecipare </strong><strong>attivamente </strong>alla cura degli squali e alla protezione del loro habitat.</p><p>È compito degli acquari di tutto il mondo, invece, raccogliere le uova degli squali, selezionare le più idonee e trasportarle fino ai vivai del sud-est asiatico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674264" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-importanza-delle-mangrovie-una-barriera-di-protezione-per-le-aree-costiere-tropicali.html" title="L'importanza delle mangrovie, una barriera di protezione per le aree costiere tropicali">L'importanza delle mangrovie, una barriera di protezione per le aree costiere tropicali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-importanza-delle-mangrovie-una-barriera-di-protezione-per-le-aree-costiere-tropicali.html" title="L'importanza delle mangrovie, una barriera di protezione per le aree costiere tropicali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-importanza-delle-mangrovie-una-barriera-di-protezione-per-le-aree-costiere-tropicali-1726351625718_320.JPG" alt="L'importanza delle mangrovie, una barriera di protezione per le aree costiere tropicali"></a></article></aside><p>Qui le uova vengono fatte schiudere e i piccoli squali vengono <strong>accuditi e allevati </strong>in modo da essere pronti a vivere in mare aperto autonomamente, fino a quando non sono grandi abbastanza da provvedere alla propria sopravvivenza.</p><p>Ogni esemplare viene inoltre <strong>marcato </strong>in modo da poter essere monitorato anche in seguito al rilascio, e per finire viene liberato in mare.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Maheshpreet%20Kaur%20Narula" data-year="2026" data-title="The%20%E2%80%98world%E2%80%99s%20first%20rewilded%20sharks%E2%80%99%20are%20being%20raised%20by%20shark%20nannies" data-url="https%3A%2F%2Fedition.cnn.com%2Fscience%2Freshark-rewilding-shark-nannies-c2e-spc">Maheshpreet Kaur Narula. (2026). <a href="https://edition.cnn.com/science/reshark-rewilding-shark-nannies-c2e-spc" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">The ‘world’s first rewilded sharks’ are being raised by shark nannies</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lo-squalo-leopardo-torna-a-nuotare-nei-mari-dell-indonesia-grazie-a-un-ambizioso-progetto-contro-l-estinzione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come realizzare vasi con sistema di auto-irrigazione utilizzando semplici bottiglie di plastica]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-realizzare-vasi-con-sistema-di-auto-irrigazione-utilizzando-semplici-bottiglie-di-plastica.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 09:13:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Troppa o troppo poca acqua? Lascia che sia la pianta a decidere. Una guida passo dopo passo per riutilizzare le bottiglie di plastica e creare un sistema autosufficiente che si prenda cura delle tue piante al posto tuo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-crear-macetas-de-autoriego-con-botellas-de-plastico-recicla-ahorra-agua-y-olvidate-de-regar-1786987093398.jpg" data-image="jms2r4bmt2u7" alt="Piante." title="Piante."><figcaption>Trasformare le bottiglie di plastica in vasi autosufficienti permette di prendersi cura delle piante senza fatica e di riciclare.</figcaption></figure><p>L’irrigazione richiede un’attenzione che a volte non si concilia con i nostri ritmi quotidiani. La soluzione ideale è proprio questa: lasciare che sia la pianta stessa a decidere quanto e quando bere. </p><p>Per questo c’è un trucchetto: trasformare le bottiglie di plastica in vasi con sistema di auto-irrigazione, un modo semplice per liberarsi dall’annaffiatoio e garantire la giusta umidità senza sorprese.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-crear-macetas-de-autoriego-con-botellas-de-plastico-recicla-ahorra-agua-y-olvidate-de-regar-1786987229240.jpg" data-image="w1hguseg2rlo" alt="Piante." title="Piante."><figcaption>Riciclaggio creativo e irrigazione automatica: il connubio perfetto per una casa ecologica e senza preoccupazioni.</figcaption></figure><p>Non solo dai una seconda vita a un rifiuto quotidiano, ma crei anche un sistema autosufficiente.</p><p>Grazie al fenomeno della capillarità, il terriccio assorbe il liquido da un serbatoio sottostante man mano che ne ha bisogno. In questo modo, la coltura mantiene un equilibrio perfetto, le radici non vanno a soffocare e puoi tranquillamente dimenticarti di annaffiare per diversi giorni.</p><h2> Metodo 1: sistema con stoppino e imbuto rovesciato </h2><p>Questo progetto sfrutta la forma stessa della bottiglia ed è ideale per piante di piccole dimensioni o erbe aromatiche. Tagliare la bottiglia: taglia a metà una bottiglia di plastica trasparente usando delle forbici o un taglierino.</p><p>Preparare lo stoppino: annodare una striscia di tessuto di cotone o u<strong>n cordoncino assorbente e farla passare attraverso un foro praticato nel tappo. </strong>Il nodo deve rimanere sul lato interno per bloccare la striscia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-crear-macetas-de-autoriego-con-botellas-de-plastico-recicla-ahorra-agua-y-olvidate-de-regar-1786987408967.jpg" data-image="vlerqllequsz" alt="Piante." title="Piante."><figcaption>Taglia a metà la bottiglia trasparente con le forbici o un taglierino per creare la struttura del contenitore.</figcaption></figure><p>Assemblare il contenitore: avvitare il coperchio, capovolgere il beccuccio della bottiglia e inserirlo nella base, in modo da formare un imbuto.</p><p>Versare l’acqua e il terriccio: riempire la base inferiore con acqua senza che questa tocchi il beccuccio. Riempire l’imbuto con terriccio leggero, lasciando lo stoppino sepolto al centro, e sistemare la pianta.</p><h2> Metodo 2: sistema a serbatoio inferiore con tubo di riempimento </h2><p>Una soluzione ideale per vasi più grandi o piante che necessitano di una base più stabile.</p><p><strong>Realizza il foro di troppo pieno: pratica un paio di piccoli fori sui lati della bottiglia, a circa sei centimetri dal fondo. </strong>Questi fori consentono all’acqua in eccesso di defluire nel caso in cui il serbatoio si riempia troppo.</p><figure class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/He10y0UVTyI/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=He10y0UVTyI" id="He10y0UVTyI"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Posizionare il conduttore: metti una striscia di microfibra o una spugna sul fondo per favorire la distribuzione dell’umidità.</p><div class="texto-destacado">Aggiungere il tubo di riempimento: inserisci una cannuccia rigida o un pezzo di tubo flessibile sottile che vada dalla parte superiore fino al fondo della bottiglia.</div><p>Aggiungere il substrato: ricopri il fondo con del terriccio e posiziona la tua pianta. Per ricaricare la riserva, basta versare acqua attraverso il tubo; in questo modo la superficie rimane asciutta e si evitano la presenza di moscerini o un'eccessiva umidità sulle foglie.</p><h2> Idee per rivestire e mimetizzare la plastica </h2><p>È vero che una bottiglia tagliata non ha il fascino della ceramica o dell’argilla. Tuttavia, la plastica trasparente della base funge solo da struttura interna del sistema, quindi è molto facile da nascondere o decorare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781125" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate.html" title="Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate">Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate.html" title="Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422768981_320.jpeg" alt="Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate"></a></article></aside><p>Copri-vasi in tessuto o corda: avvolgere e incollare corda di iuta, filo di sisal o cordoncino di cotone attorno alla bottiglia ne trasforma completamente la consistenza. <strong>L’aspetto rustico del filo nasconde la plastica e si abbina bene al verde del fogliame.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-crear-macetas-de-autoriego-con-botellas-de-plastico-recicla-ahorra-agua-y-olvidate-de-regar-1786987567933.jpg" data-image="4hhwof5si1cn" alt="Piante." title="Piante."><figcaption>Avvolgere e incollare del filo di sisal o della corda attorno al contenitore nasconde la plastica e si armonizza perfettamente con il fogliame.</figcaption></figure><p><strong>Copri-bottiglie in tessuto riciclato:</strong> un copri-bottiglia lavorato all’uncinetto, ritagli di tela di iuta o persino il polsino di una felpa che non usi più possono fungere da rivestimenti decorativi, facili da rimuovere quando devi controllare il livello dell’acqua.</p><p><strong>Vernice spray per superfici in plastica: un paio di mani di vernice opaca in tonalità neutre — come terracotta, verde oliva o grigio cemento </strong>— conferiscono alla bottiglia l’aspetto di un vaso artigianale.</p><p>Contenitori di recupero: puoi inserire il vaso di plastica all’interno di grandi barattoli dipinti, cesti di vimini o barattoli di vetro. <strong>In questo modo mantieni il vantaggio dell’irrigazione automatica nascosto all’interno di un oggetto decorativo.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778010" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza.html" title="Radici più forti e piante più sane: 5 motivi per cui le micorrize possono fare la differenza">Radici più forti e piante più sane: 5 motivi per cui le micorrize possono fare la differenza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza.html" title="Radici più forti e piante più sane: 5 motivi per cui le micorrize possono fare la differenza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/radici-piu-forti-e-piante-piu-sane-5-motivi-per-cui-le-micorrize-possono-fare-la-differenza-1785421425438_320.jpeg" alt="Radici più forti e piante più sane: 5 motivi per cui le micorrize possono fare la differenza"></a></article></aside><p>Con pochi semplici attrezzi e un po’ di creatività per abbellire il contenitore, otterrai un angolo verde che si gestisce quasi senza aiuto e che dona una seconda vita a un materiale di uso quotidiano. È la scusa perfetta per aggiungere più vegetazione alla casa, liberare tempo dalla routine e assicurarti che ogni goccia svolga la sua funzione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-realizzare-vasi-con-sistema-di-auto-irrigazione-utilizzando-semplici-bottiglie-di-plastica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Maltempo: tra oggi e domani violenti temporali e nubifragi colpiranno queste regioni del centro-nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 07:03:49 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Tra oggi, ma soprattutto domani, fase di maltempo intensa sulle regioni del Centro-Nord della Penisola. Al Sud, invece, continuerà l'estate inoltrata.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb07ep2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb07ep2.jpg" id="xb07ep2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questa lunga estate 2026 si avvia lentamente verso la conclusione, almeno <strong>seguendo i tempi del calendario meteorologico</strong>. Dal primo settembre, infatti, inizierà ufficialmente l'autunno meteorologico, mentre per quello astronomico bisognerà attendere il 23 settembre. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Eppure l'anticiclone sembra tutt'altro che intenzionato a farsi da parte, con l'obiettivo di mantenere una presenza importante almeno fino alla prima parte di settembre.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Prima di arrivare a quel momento, però, <strong>l'ultima settimana di agosto proporrà un cambio di scenario</strong>. Non sarà un cambiamento generalizzato e non interesserà allo stesso modo tutte le regioni, ma alcune zone d'Italia dovranno fare i conti con un nuovo passaggio instabile.</p><p>La perturbazione transitata nel corso del weekend ha infatti lasciato dietro di sé <strong>piogge localmente abbondanti, temporali intensi e grandinate</strong>, confermando ancora una volta quanto possa essere violento il contrasto tra una lunga fase anticiclonica e l'arrivo di aria più instabile.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785160" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html" title="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata">L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html" title="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata-1787519104692_320.jpeg" alt="L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata"></a></article></aside><p>Dopo giorni caratterizzati da sole, caldo e condizioni atmosferiche molto stabili, l'atmosfera ha accumulato una notevole quantità di energia. Le prime infiltrazioni instabili hanno quindi trovato terreno fertile per lo sviluppo di fenomeni temporaleschi anche particolarmente intensi.</p><p>Ed è proprio quello che potrebbe accadere nuovamente nei prossimi giorni. <strong>Le crepe lasciate nel campo anticiclonico dalla precedente perturbazione favoriranno infatti l'ingresso di nuove correnti umide e instabili</strong>, mentre il sistema perturbato, dopo aver interessato la Francia, si muoverà progressivamente verso la nostra Penisola.</p><p>Il peggioramento sarà comunque piuttosto rapido e non coinvolgerà tutta l'Italia. <strong>Nord e parte del Centro saranno le zone maggiormente interessate</strong>, mentre il Sud resterà ancora sotto l'influenza dell'anticiclone, con condizioni più stabili e temperature in ulteriore aumento.</p><h2>Tra oggi e domani piogge diffuse specie al Centro-Nord</h2><p>La giornata di oggi partirà ancora con un quadro meteorologico abbastanza tranquillo su buona parte d'Italia. La situazione cambierà soprattutto nel corso del pomeriggio. <strong>I primi temporali raggiungeranno le Alpi occidentali</strong>, per poi spostarsi progressivamente verso le aree di pianura e le zone costiere.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785009" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html" title="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?">Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html" title="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi-1787413613518_320.jpg" alt="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?"></a></article></aside><p>Entro la serata i fenomeni potranno interessare <strong>Piemonte, Liguria e Lombardia</strong>, mentre durante la notte il peggioramento tenderà ad allargarsi al resto del Nord.</p><p>Sarà proprio nella fase serale e notturna che alcuni temporali potrebbero diventare particolarmente intensi. L'elevata energia disponibile potrebbe infatti favorire <strong>grandinate, forti raffiche di vento e precipitazioni localmente molto abbondanti</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni-1787554479094.jpg" data-image="prwndggyrync" alt="Gli accumuli previsti dal nostro modello" title="Gli accumuli previsti dal nostro modello"><figcaption>Centro-Nord con gli accumuli delle prossime ore</figcaption></figure><p>Il Centro vivrà invece una giornata ancora in buona parte stabile e soleggiata, anche se dalla sera aumenteranno le nubi sulla Toscana. I primi fenomeni potranno comparire soprattutto durante la notte. Nuvolosità in aumento anche sulla Sardegna.</p><p>Martedì rappresenterà la giornata più dinamica di questa fase perturbata. Al Nordovest inizieranno a farsi strada le prime schiarite, ma sul resto del settentrione resteranno <strong>rovesci e temporali</strong>, alcuni dei quali ancora localmente intensi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784901" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picco-di-40-c-in-sicilia.html" title="Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia">Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picco-di-40-c-in-sicilia.html" title="Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picchi-di-40-c-in-sicilia-1787321153620_320.jpg" alt="Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia"></a></article></aside><p>Il miglioramento procederà gradualmente verso est. Nel corso del pomeriggio i fenomeni tenderanno ad attenuarsi sulla Lombardia, mentre entro la serata il miglioramento raggiungerà anche <strong>Emilia Romagna e Nordest</strong>. Nel frattempo, però, il fronte instabile avanzerà verso il Centro Italia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni-1787554544238.jpg" data-image="o4egqfndtuoe" alt="Migliora al Nord Est, ma la perturbazione avanza" title="Migliora al Nord Est, ma la perturbazione avanza"><figcaption>Rischio forti temporali tra Emilia Romagna, Toscana e Triveneto</figcaption></figure><p>I temporali si muoveranno rapidamente dalla Toscana in direzione di <strong>Umbria e Marche</strong>, mentre nel pomeriggio qualche fenomeno potrà interessare in maniera più isolata anche <strong>Lazio e Abruzzo</strong>. Anche sul Centro la situazione tenderà comunque a migliorare progressivamente nel corso della serata.</p><p>Completamente diverso il quadro sulle regioni meridionali. Qui l'anticiclone manterrà il controllo della situazione, garantendo <strong>tempo prevalentemente soleggiato e una bassa probabilità di precipitazioni</strong>. Qualche annuvolamento potrà comparire lungo i settori tirrenici, ma senza compromettere la prevalente stabilità.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </div><p>Il passaggio della perturbazione sarà accompagnato da un <strong>calo delle temperature al Nord e su parte del Centro</strong>, mentre il caldo continuerà a intensificarsi al Sud.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-forti-temporali-e-nubifragi-ad-inizio-settimana-su-queste-regioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[È arrivato il Super El Niño, ed un inverno del passato potrebbe anticipare come sarà quello del 2026/2027 in Germania]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-arrivato-il-super-el-nino-ed-un-inverno-del-passato-potrebbe-anticipare-come-sara-in-germania.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 06:02:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il più forte El Niño degli ultimi anni si sta avvicinando e uno sguardo alla storia meteorologica mostra cosa potrebbe aspettarci nell'inverno 2026-2027.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-ist-da-und-ausgerechnet-ein-alter-winter-verrat-was-uns-2026-2027-erwartet-1787262165061.jpg" data-image="m39pqjljcoa9" alt="winter, el nino" title="winter, el nino"><figcaption>L'inverno 2026/27 potrebbe riservare una o due sorprese per quanto riguarda il meteo in Germania.</figcaption></figure><p><strong>È tornato, e questa volta arriva in versione XXL. Nel Pacifico si è sviluppato un El Niño come non se ne vedevano da anni</strong>. Le acque oceaniche sono insolitamente calde e gli esperti parlano ormai di uno degli eventi più intensi mai registrati.</p><p>Non sorprende quindi che in Germania inizi a circolare una domanda: cosa farà questo <strong>gigante climatico e che effetti avrà sull'inverno tedesco</strong>? La risposta interessante non arriva da un modello meteorologico né da una sfera di cristallo, ma dall'analisi degli inverni passati caratterizzati da El Niño. E quello che emerge è tutt'altro che scontato.</p><h2>Un gigante climatico nel Pacifico, mentre la Germania osserva con attenzione</h2><p>Partiamo da una verità che potrebbe sorprendere molti: <strong>El Niño si sviluppa a migliaia di chilometri di distanza, al largo delle coste del Sud America</strong>. Se e in che modo i suoi effetti riescano a raggiungere l'Europa è tutt'altro che certo. Per Paesi come Australia e Perù le conseguenze sono molto più evidenti, mentre per l'Europa centrale resta difficile prevedere con precisione cosa accadrà.</p><p><strong>Ed è proprio questo a rendere la situazione così</strong> <strong>interessante</strong>. Le acque calde del Pacifico modificano infatti le grandi correnti atmosferiche su scala globale. A volte questo impulso può tradursi in Germania in una <strong>ondata di freddo</strong>, altre volte può favorire una successione di correnti occidentali miti. Le carte vengono rimescolate, ma nessuno può sapere in anticipo quale sarà lo scenario vincente.</p><h3>L'inverno 2009/2010: quando El Niño portò neve e gelo</h3><p>Guardare al passato può far sperare in un inverno da cartolina. Anche nell'inverno <strong>2009/2010</strong> era presente El Niño e la Germania visse una stagione invernale memorabile: <strong>gelida, molto nevosa, con laghi ghiacciati e bambini sulle slitte dalla costa fino alle Alpi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785009" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html" title="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?">Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html" title="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi-1787413613518_320.jpg" alt="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?"></a></article></aside><p>La <strong>neve</strong> rimase al suolo per settimane e durante la notte le temperature scesero ampiamente sotto lo zero. Per molti fu uno degli inverni più belli degli ultimi anni. Chi desidera un vero <strong>inverno nevoso</strong> guarda proprio a quel ricordo e spera che la storia possa ripetersi.</p><h3>2015/2016: caldo record invece della neve</h3><p>Ma attenzione, perché arriva la doccia fredda. Solo pochi anni dopo, nell'inverno <strong>2015/2016</strong>, si verificò un El Niño altrettanto potente, ma il risultato fu completamente opposto. La Germania visse il <strong>dicembre più caldo dall'inizio delle misurazioni</strong>, con temperature quasi primaverili.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-ist-da-und-ausgerechnet-ein-alter-winter-verrat-was-uns-2026-2027-erwartet-1787262345137.jpg" data-image="e49qagk0uodh" alt="inverno, traffico e caos per la neve in Germania" title="inverno, traffico e caos per la neve in Germania"> <figcaption>La neve in Germania può provocare notevoli disagi e mettere in crisi intere regioni, come accadde anche nell'inverno 2009/2010.</figcaption> </figure><p>Al posto di pupazzi di neve e pattinaggio sul ghiaccio fiorirono i primi fiori, nei giardini spuntarono i crochi e alla vigilia di Natale molte persone poterono stare all'aperto con temperature superiori ai 10 °C. </p><p><strong>Lo stesso fenomeno atmosferico, ma un risultato meteorologico completamente opposto.</strong> Proprio per questo qualsiasi <strong>previsione sull'inverno</strong> fatta troppo presto deve essere considerata con estrema cautela.</p><h3>Perché la parte finale dell'inverno può spesso riservare sorprese</h3><p>C'è però un elemento che potrebbe far drizzare le antenne agli amanti del freddo. Negli anni caratterizzati da El Niño, l'inverno in Europa centrale inizia spesso in modo <strong>mite</strong>: novembre e dicembre tendono a essere relativamente caldi e caratterizzati da correnti occidentali. Il momento più interessante arriva spesso nella parte finale della stagione.</p><p>El Niño può infatti contribuire a destabilizzare in quota il cosiddetto <strong>vortice polare</strong>. Quando questo enorme vortice di aria fredda nella stratosfera viene disturbato, può aprire una sorta di via di fuga per l'aria gelida artica. A quel punto, proprio nei mesi di <strong>gennaio e febbraio</strong>, possono verificarsi improvvisi episodi di freddo intenso, con gelo e neve, quando ormai molti non se li aspettano più.</p><h2>La conclusione: suspense fino all'ultimo</h2><p>Cosa significa tutto questo per l'inverno <strong>2026/2027</strong>? A dire il vero, El Niño può aumentare la probabilità di determinati scenari, ma non decide da solo quale sarà il tempo. Può aumentare le possibilità di vivere situazioni sorprendenti in entrambe le direzioni: dal <strong>Natale senza neve</strong> fino a una tardiva e intensa <strong>irruzione artica</strong>, tutto resta aperto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784618" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html" title="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003">Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate.html" title="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-il-caldo-record-in-arrivo-un-autunno-di-eventi-estremi-e-alluvioni-la-lezione-dell-estate-1787218628149_320.jpg" alt="Dopo il caldo record, in arrivo un autunno di eventi estremi e alluvioni? La lezione dell’estate 2003"></a></article></aside><p>Il consiglio è quindi di non sbilanciarsi troppo presto e di osservare soprattutto l'andamento della parte finale dell'<strong>inverno</strong>. Sarà allora che si potrà capire se questa stagione finirà nei libri di storia come una delusione mite o come una sorprendente parentesi gelida. La situazione resta quindi molto interessante.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-arrivato-il-super-el-nino-ed-un-inverno-del-passato-potrebbe-anticipare-come-sara-in-germania.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 24 agosto 2016, alle 3:36, un terremoto di magnitudo 6.0 colpì l'Italia centrale e devastò Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Dieci anni dopo, il ricordo di quella notte resta legato alle 299 vittime e a una lunga sequenza sismica che avrebbe interessato per anni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia-1787514755465.jpeg" data-image="tq4z9bfyrtct" alt="terremoto amatrice" title="terremoto amatrice"><figcaption>Amatrice devastata dal sisma del 24 agosto 2016. Nella cittadina appenninica ci furono centinaia di morti.</figcaption></figure><p>Sono trascorsi dieci anni da quella notte tra il 23 e il 24 agosto 2016 in cui un terremoto di <strong>magnitudo momento 6.0 sconvolse una vasta area dell'Italia centrale, tra Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche</strong>. Erano le 3:36 del 24 agosto quando la forte scossa colpì Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, nell'Appennino centrale. Un momento che moltissime persone ricordano con dolore. Erano passati solo pochi anni dall'altro grande evento devastante lungo l'Appennino, il terremoto de L'Aquila del 2009, e non molto tempo dal sisma del 1997.</p><p>Il bilancio anche stavolta fu drammatico: <strong>299 persone persero la vita e numerosi centri abitati subirono gravissimi danni</strong>, anche a diversi chilometri dall'epicentro. Ma quella scossa non fu un evento isolato. Fu l'inizio di una lunga sequenza sismica che avrebbe continuato a interessare l'Appennino centrale per anni.</p><h2>24 agosto 2016: la notte del terremoto di Amatrice</h2><p>Alle <strong>3:36 del 24 agosto 2016</strong>, un terremoto di magnitudo <strong>Mw 6.0</strong> colpì Accumoli, Amatrice e diverse altre località al confine tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.</p><p>La forte scossa devastò in particolare i comuni di <strong>Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto</strong>. I crolli provocarono <strong>299 vittime</strong>. La stagione turistica era al culmine e molti centri dell'Appennino centrale erano tornati a essere popolati da residenti rientrati nelle seconde case, turisti e visitatori. Il terremoto <strong>arrivò inoltre nel cuore della notte, sorprendendo molte persone mentre dormivano.</strong></p><p>Ad Amatrice si contarono 237 vittime, 51 ad Arquata del Tronto, quasi tutte nella frazione di Pescara del Tronto, e 11 ad Accumoli. Il borgo di Pescara del Tronto venne devastato.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il bilancio del terremoto del 24 agosto 2016 fu di 299 vittime: 237 ad Amatrice, 51 ad Arquata del Tronto e 11 ad Accumoli.</strong></div><p>Nei comuni di <strong>Amatrice e Arquata del Tronto</strong> venne raggiunta un'intensità pari al <strong>X grado della scala macrosismica europea EMS</strong>, corrispondente a un livello di distruzione quasi totale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero.html" title=" Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero"> Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero.html" title=" Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/terremoto-a-napoli-scossa-4-7-ai-campi-flegrei-paura-e-treni-fermi-cos-e-successo-davvero-1785529557794_320.jpg" alt=" Terremoto a Napoli: scossa 4.7 ai Campi Flegrei, paura e treni fermi. Cos’è successo davvero"></a></article></aside><p>La gravità della distruzione ad Amatrice e l'elevato numero di vittime portarono inizialmente a parlare di <strong>"terremoto di Amatrice"</strong>. In realtà, gli effetti interessarono una vasta area dell'Appennino centrale e numerosi altri centri abitati.</p><h2>Non fu un terremoto isolato: iniziò una lunga sequenza sismica</h2><p><strong>La scossa del 24 agosto diede inizio a quella che l'INGV ha denominato </strong><strong>"sequenza sismica Amatrice-Visso-Norcia"</strong>, una delle più importanti sequenze sismiche che hanno interessato il territorio italiano in questo secolo. </p><p> L'area colpita dal terremoto era caratterizzata anche dalla presenza di antichi paesi e numerose opere architettoniche antiche e fragili, elementi che contribuirono alla gravità degli effetti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia-1787514802352.jpeg" data-image="9pla2skrotsf"><figcaption>Ad ottobre venne devastata un'area dei Sibillini, tra cui Norcia e Castelluccio.</figcaption></figure><p>La sequenza non si esaurì dopo la prima scossa. Nei mesi successivi si verificarono altri terremoti, con nuovi danni e nuove emergenze.</p><h3>26 ottobre 2016: nuove forti scosse nell'area umbro-marchigiana</h3><p>Il <strong>26 ottobre 2016</strong>, poco più di due mesi dopo il terremoto del 24 agosto, due scosse con epicentro tra i comuni di <strong>Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera</strong>, in provincia di Macerata, colpirono un'area situata alcune decine di chilometri più a nord rispetto a quella interessata ad agosto.</p><p><strong>La sequenza si spostava così verso l'Appennino umbro-marchigiano, provocando nuovi danni.</strong></p><h3>30 ottobre 2016: il terremoto di magnitudo 6.5, il più forte in Italia dall'Irpinia</h3><p>Pochi giorni dopo arrivò una delle scosse più forti dell'intera sequenza. Alle <strong>7:40 del 30 ottobre 2016</strong> venne registrato un terremoto di magnitudo <strong>6.5</strong>, con epicentro tra <strong>Norcia, Preci e Castelsantangelo sul Nera</strong>.</p><p>Fu il <strong>più forte terremoto avvenuto in Italia dal 1980</strong>, quando un violento sisma aveva sconvolto l'Irpinia. La scossa del 30 ottobre provocò il crollo della <strong>basilica di San Benedetto a Norcia</strong> e distrusse la frazione di <strong>Castelluccio di Norcia</strong>, danneggiando ulteriormente territori già colpiti nei mesi precedenti.</p><p>In questa occasione non ci furono vittime, perché molti avevano ormai abbandonato le case già danneggiate, ma l'area interessata dalla distruzione diventò ancora più vasta. I comuni danneggiati arrivarono a <strong>131</strong> e il cratere sismico comprendeva ormai quattro regioni: <strong>Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo</strong>. Gli sfollati furono decine di migliaia.</p><h3>18 gennaio 2017: quattro nuove scosse in Abruzzo</h3><p>La sequenza proseguì anche nel 2017. Il <strong>18 gennaio</strong> quattro terremoti fecero nuovamente tremare la terra in provincia dell'Aquila.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756103" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni.html" title="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni">Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni.html" title="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni-1781708506117_320.jpg" alt="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni"></a></article></aside><p>La prima scossa, alle 10:25, ebbe magnitudo <strong>5.1</strong> ed epicentro a Montereale. Alle 11:14 una seconda scossa raggiunse magnitudo <strong>5.5</strong>, con epicentro a Capitignano. Alle 11:25 si verificò una terza scossa di magnitudo <strong>5.4</strong>, con epicentro a Pizzoli, mentre alle 14:33 una quarta scossa di magnitudo <strong>5.0</strong> ebbe epicentro a Cagnano Amiterno.</p><h2>Oltre 124.000 terremoti registrati dall'INGV dal 2016 al 2021</h2><p>La dimensione della sequenza emerge con particolare chiarezza dai dati della Rete Sismica Nazionale dell'INGV. Dal <strong>24 agosto 2016 fino al 2021</strong> sono stati registrati <strong>oltre 124.000 eventi sismici</strong> nell'area interessata.</p><p>La sequenza di <strong>Amatrice-Visso-Norcia</strong> ha coinvolto un'area di circa <strong>8.000 chilometri quadrati</strong>, comprendendo <strong>140 comuni e circa 600.000 persone</strong>. L'area interessata si estende lungo la catena appenninica e comprende Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/terremoto-anniversario-amatrice-sequenza-sismica-norcia-visso-ingv-24agosto-1661330926287.jpg" data-image="2hrd4tdoty9r" alt="sequenza sismica Amatrice Norcia Visso 2016 2017" title="sequenza sismica Amatrice Norcia Visso 2016 2017"><figcaption>Gli eventi sismici di magnitudo uguale o superiore a 2.5 localizzati dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nell'area interessata dalla sequenza sismica del 2016-2017.</figcaption></figure><p>La lunga durata della sequenza è testimoniata anche dal fatto che, a oltre un anno di distanza dal terremoto del 24 agosto, venivano ancora registrati circa <strong>un centinaio di terremoti al giorno</strong> nell'area coinvolta.</p><h2>Dieci anni dopo, l'INGV racconta la sequenza attraverso una nuova story map</h2><p>In occasione del <strong>decimo anniversario della sequenza sismica dell'Italia centrale</strong>, l'INGV ha preparato una serie di prodotti di approfondimento scientifico e di informazione dedicati ai risultati della ricerca, alla memoria collettiva e alla risposta all'emergenza.</p><div class="texto-destacado">Il Dipartimento Terremoti dell'INGV ha raccolto questi contenuti in una <strong>sezione speciale del blog-magazine INGVterremoti.com</strong>. Tra le iniziative c'è una nuova <strong>story map</strong> dedicata alla lunga sequenza sismica del 2016-2017 e, in particolare, alla risposta dell'INGV durante l'emergenza.</div><p>Il terremoto delle 3:36 del 24 agosto 2016 rappresentò infatti un momento di intensa attività per le infrastrutture di emergenza dell'Istituto e per tutto il personale impegnato nella gestione dell'emergenza. Il contributo del personale dell'Ente fu considerevole durante una sequenza che avrebbe continuato a produrre terremoti per un periodo molto lungo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775799" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questi-sono-stati-i-terremoti-piu-catastrofici-degli-ultimi-duemila-anni-in-europa-e-nel-mediterraneo.html" title="Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo">Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questi-sono-stati-i-terremoti-piu-catastrofici-degli-ultimi-duemila-anni-in-europa-e-nel-mediterraneo.html" title="Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questi-sono-stati-i-terremoti-piu-catastrofici-degli-ultimi-duemila-anni-in-europa-e-nel-mediterraneo-1782654024462_320.jpg" alt="Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo"></a></article></aside><p><strong>La nuova story map permette quindi di ripercorrere non soltanto la successione degli eventi sismici, ma anche il lavoro svolto dall'INGV </strong>durante una delle più importanti sequenze sismiche della storia recente italiana.</p><h2>Link e materiale per approfondire</h2><p>A dieci anni dalla sequenza sismica che tra il 2016 e il 2017 ha interessato l’Italia centrale, il Dipartimento Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) promuove una serie di iniziative volte alla conoscenza e alla memoria degli eventi, per raccontare l’attività svolta e mettere a disposizione di tutti e tutte il patrimonio di dati e studi maturato nel corso degli anni. </p><div class="texto-destacado">L’hub delle iniziative è raggiungibile dalla pagina web “<a href="https://ingvterremoti.com/terremoti-in-italia/sequenza-sismica-italia-centrale-2016-2017/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ingvterremoti.com/terremoti-in-italia/sequenza-sismica-italia-centrale-2016-2017/&source=gmail&ust=1787602037823000&usg=AOvVaw3oeUMRkecTo4VBncWH2fKy">La sequenza sismica in Italia centrale</a>”, dalla quale il pubblico può accedere a diversi percorsi di approfondimento.</div><p>In particolare, la story map “<a href="https://storymaps.arcgis.com/stories/b9b60c4c7a0c4d768a3141b4f24be5dc" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://storymaps.arcgis.com/stories/b9b60c4c7a0c4d768a3141b4f24be5dc&source=gmail&ust=1787602037823000&usg=AOvVaw3wclK1ohr7tJ-_I9UDW54R">I forti terremoti in Italia centrale nel 2016-2017</a>” offre un percorso interattivo che, attraverso mappe, contenuti multimediali e linguaggi diversi, accompagna il pubblico alla scoperta della lunga sequenza sismica e della risposta dell’INGV.</p><p><strong>L’iniziativa “<a href="https://ingvterremoti.com/custodi-di-memoria/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ingvterremoti.com/custodi-di-memoria/&source=gmail&ust=1787602037823000&usg=AOvVaw2OU4YflPnx6lie7NamPnEh">Custodi di Memoria</a>” invita chi ha vissuto in prima persona i forti terremoti del 2016-2017 a partecipare alla raccolta di testimonianze</strong>, che saranno pubblicate nella prima mappa dei ricordi dei terremoti d’Italia.</p><p>Una sezione specifica è dedicata agli articoli scientifici e divulgativi pubblicati nel corso degli anni da ricercatori e ricercatrici dell’INGV, insieme ai più recenti studi, consultabili per argomento. </p><p>L’iniziativa proseguirà nel tempo con nuovi contributi diffusi con cadenza settimanale, per approfondire di volta in volta temi e aspetti diversi.</p><p>All’interno della pagina web, ulteriori percorsi di conoscenza sono offerti da una timeline che aiuta a orientarsi nella successione degli eventi, arricchita dall’animazione della sequenza sismica, da una fotogallery e una videoteca, infine da una raccolta di report e pubblicazioni.</p><p>La pagina è in continuo aggiornamento. Insieme ai nuovi articoli, saranno disponibili altri percorsi, come ad esempio una serie dedicata al decennale del video podcast “Inside - dentro il mondo della ricerca e del monitoraggio”, con voci e volti di chi c’era al servizio dei territori.<a href="https://ingvterremoti.com/custodi-di-memoria/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ingvterremoti.com/custodi-di-memoria/&source=gmail&ust=1787602037823000&usg=AOvVaw2OU4YflPnx6lie7NamPnEh"></a></p><h2>Il ricordo delle vittime</h2><p>Quella iniziata alle <strong>3:36 del 24 agosto 2016</strong> con il terremoto di magnitudo 6.0 di Accumoli-Amatrice è stata una sequenza eccezionale per durata, estensione e numero di eventi registrati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia-1787514858869.jpeg" data-image="f4ztgl78z80p"><figcaption>La basilica di Norcia distrutta dal sisma, è stata restaurata negli anni successivi al terremoto.</figcaption></figure><p>Dal primo terremoto ai forti eventi di ottobre, fino alle nuove scosse del gennaio 2017, l'Appennino centrale fu interessato da una lunga successione di terremoti che coinvolse quattro regioni, 140 comuni e un'area di circa 8.000 chilometri quadrati.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>A dieci anni di distanza, l'INGV torna a raccontare quella sequenza attraverso una serie di iniziative dedicate alla ricerca scientifica, alla memoria e alla risposta all'emergenza. Tra queste c'è anche una nuova story map che ricostruisce gli eventi del 2016-2017 e il lavoro svolto dall'Istituto durante la crisi sismica. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>A dieci anni di distanza, il ricordo di quella notte resta legato soprattutto alle 299 vittime e alla distruzione di Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e di numerosi altri centri dell'Appennino</strong>. La nuova iniziativa dell'INGV permette di rileggere quella lunga emergenza attraverso i dati, la ricerca scientifica e la memoria di una sequenza che ha profondamente segnato l'Italia centrale.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="INGV" data-year="2026" data-title="Una%20story%20map%20per%20raccontare%20la%20lunga%20sequenza%20sismica%20in%20Italia%20centrale%20del%202016-17%20e%20la%20risposta%20dell%E2%80%99INGV" data-url="https%3A%2F%2Fingvterremoti.com%2F2026%2F08%2F20%2Funa-story-map-per-raccontare-la-lunga-sequenza-sismica-in-italia-centrale-del-2016-17-e-la-risposta-dellingv%2F">INGV. (2026). <a href="https://ingvterremoti.com/2026/08/20/una-story-map-per-raccontare-la-lunga-sequenza-sismica-in-italia-centrale-del-2016-17-e-la-risposta-dellingv/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Una story map per raccontare la lunga sequenza sismica in Italia centrale del 2016-17 e la risposta dell’INGV</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'ennesima ondata di calore sta arrivando sull'Italia con picchi sopra i 40°C: regioni più colpite e durata]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html</link><pubDate>Mon, 24 Aug 2026 03:42:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La vampata di caldo si farà sentire nettamente da martedì 25 agosto al Sud, e raggiungerà anche Centro e Nord nei giorni successivi. Saranno però il Sud ed il Centro ad essere maggiormente investiti dal caldo, che sarà intenso e duraturo. Attenzione però alle insidie temporalesche dietro l'angolo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb01816"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb01816.jpg" id="xb01816"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dal punto di vista meteo <strong>le notizie non sono buone: una nuova ondata di calore, l'ennesima di questa eterna e caldissima estate 2026, sta per avvolgere l'Italia </strong>iniziando da sud, e porterà nuovamente le temperature su valori estremi in questa parte finale del mese di agosto, anche al Centro e al Nord.</p><p>L'episodio sarà particolarmente intenso al Sud, e saranno le regioni del centro-sud a fare i conti con valori di temperatura molto elevati per più giorni. Torna ad aumentare ulteriormente il rischio incendi, quindi bisognerà prestare massima attenzione.</p><p>In questo articolo andremo a vedere quali le aree più colpite e cosa dicono i modelli meteo sulla durata.</p><h2>L'ondata di calore avanza sull'Italia: attenzione da martedì 25 agosto</h2><p>Già lunedì 24 agosto ci sarà un aumento dei valori al Sud, ma sarà la giornata di martedì 25 a segnare un aumento più deciso, con un netto aumento del caldo sulle regioni meridionali. <strong>Tra Puglia, Basilicata e Calabria si toccheranno i 40°C nelle aree interne, e avremo massime sopra i 35 gradi in Sardegna e Sicilia</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata-1787517091378.jpg" data-image="7kneugl1z9wz"><figcaption>Le temperature massime previste al Sud nel primo pomeriggio di martedì 25 agosto.</figcaption></figure><p>Ma saranno i due giorni successivi a far segnare una ulteriore intensificazione. Attenzione in particolare tra Sardegna e Sicilia, dove le aree interne si infuocheranno. Il modello europeo non esclude picchi di 43-44°C mercoledì 26 e giovedì 27 agosto in queste regioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785009" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html" title="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?">Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html" title="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi-1787413613518_320.jpg" alt="Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?"></a></article></aside><p>Attenzione<strong> specie giovedì 27 su Sardegna, Sicilia e aree interne del Sud. </strong>I<strong> modelli prevedono fino a 42-44°C in Sardegna e interno Sicilia</strong> e 40°C nella pianura pugliese.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata-1787518145991.jpg" data-image="ojsadoshxf0n"><figcaption>Temperature massime previste giovedì 27 agosto al Centro-Sud. Attenzione in Sardegna, possibili massime di oltre 40°C nelle parti interne.</figcaption></figure><p><strong>Al Centro avremo una giornata infuocata con 36-38°C, incluse città come Firenze e Roma</strong>, mentre al nord si torna sui 34-36°C, specie in Emilia Romagna.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Attenzione<strong> specie giovedì 27 su Sardegna, Sicilia e aree interne del Sud. </strong>I<strong> modelli prevedono fino a 42-44°C in Sardegna e interno Sicilia</strong> e 40°C nella pianura pugliese. <strong>Al Centro avremo una giornata infuocata con 36-38°C, incluse città come Firenze e Roma</strong>, mentre al nord si torna sui 34-36°C, specie in Emilia Romagna. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Da segnalare in questi giorni di gran caldo anche un <strong>importante trasporto di polvere sahariana sull'Italia.</strong></p><p><strong>Al momento il <a href="https://www.ilmeteo.net/mappe-meteorologiche/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">modello europeo </a>prevede che il caldo continuerà anche venerdì 28 agosto</strong>, con la dorsale africana piazzata su gran parte del territorio italiano. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata-1787519050584.png" data-image="m3dbnsza214q"><figcaption>Il modello europeo mostra l'espansione della dorsale africana sull'Italia ancora venerdì 28 agosto, alla fine di questa settimana.</figcaption></figure><p>Poi nel fine settimana attenzione alla possibile svolta: al Nord e parte del Centro ci sarà un cambiamento, con una rinfrescata, mentre <strong>il caldo intenso persisterà al Sud, almeno fino a domenica.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784617" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-il-getto-polare-al-nord-si-scontra-con-aria-tropicale-continentale-rischio-di-una-fine-agosto-estremo.html" title="Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”">Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-il-getto-polare-al-nord-si-scontra-con-aria-tropicale-continentale-rischio-di-una-fine-agosto-estremo.html" title="Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-il-getto-polare-al-nord-si-scontra-con-aria-tropicale-continentale-rischio-di-una-fine-agosto-estrema-1787216613310_320.jpg" alt="Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”"></a></article></aside><p><strong>Sarà quindi probabilmente ancora un fine settimana di grande caldo nelle regioni meridionali,</strong> mentre al Nord potremmo avere una rinfrescata e l'arrivo di una ondata di temporali. Ma torneremo su questa previsione: <strong>seguiteci</strong>!</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tra-poche-ore-l-ennesima-ondata-di-calore-dell-estate-2026-sull-italia-regioni-piu-colpite-e-durata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I dati raccolti dai cacciatori di uragani rivelano i primi segnali di un rafforzamento dei cicloni tropicali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-raccolti-dai-cacciatori-di-uragani-rivelano-i-primi-segnali-di-un-rafforzamento-dei-cicloni-tropicali.html</link><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 16:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Quasi trent'anni di osservazioni radar aeree hanno permesso di identificare quattro caratteristiche che aiutano le tempeste tropicali ad allinearsi prima di intensificarsi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/primeros-indicios-de-un-fortalecimiento-de-los-ciclones-tropicales-1786863690687.jpeg" data-image="h5kqndqqc5bs" alt="Cicloni tropicali." title="Cicloni tropicali."><figcaption>L'uragano Melissa si è rapidamente intensificato dopo essersi formato il 21 ottobre 2025, raggiungendo la categoria 5 il 27 ottobre. Fonte: NOAA, Cooperative Institute for Atmospheric Research (CIRA).</figcaption></figure><p>Affinché i cicloni tropicali si intensifichino significativamente, in genere devono allinearsi verticalmente, con i loro centri di rotazione che si sovrappongono nell'atmosfera. Una nuova ricerca, basata su quasi trent'anni di osservazioni effettuate dai cacciatori di uragani della <strong>NOAA,</strong> ha individuato quattro caratteristiche che possono aiutare una tempesta inclinata ad allinearsi e ad avere una maggiore capacità di intensificarsi.</p><p>Lo studio, condotto da scienziati della Rosenstiel School of Marine, Atmospheric and Earth Sciences dell'Università di Miami, del suo Cooperative Institute for Marine and Atmospheric Studies e da colleghi dell'<strong>Atlantic</strong> <strong>Oceanographic and Meteorological Laboratory della NOAA,</strong> ha scoperto che l'allineamento verticale dipende da una combinazione di struttura della tempesta, direzione del vento e condizioni ambientali circostanti.</p><h2>Rapida intensificazione dei cicloni tropicali: un problema da risolvere</h2><p><strong>Le tempeste tropicali che si intensificano rapidamente possono lasciare agli abitanti delle zone costiere e ai soccorritori poco tempo per prepararsi.</strong> Una migliore comprensione di questi cambiamenti strutturali potrebbe aiutare i meteorologi a riconoscere quando un ciclone tropicale disorganizzato ha maggiori probabilità di intensificarsi, dando alle comunità più tempo per prendere decisioni sull'evacuazione e per altri preparativi essenziali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="727326" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/vent-anni-fa-il-devastante-uragano-katrina-cosa-e-andato-storto-a-new-orleans-una-svolta-nella-gestione-del-rischio.html" title="Vent'anni fa il devastante uragano Katrina: cosa andò storto a New Orleans? ">Vent'anni fa il devastante uragano Katrina: cosa andò storto a New Orleans? </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/vent-anni-fa-il-devastante-uragano-katrina-cosa-e-andato-storto-a-new-orleans-una-svolta-nella-gestione-del-rischio.html" title="Vent'anni fa il devastante uragano Katrina: cosa andò storto a New Orleans? "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/katrina-20-anos-huracan-devastador-fallo-nueva-orleans-alertas-gestion-de-riesgos-muertos-inundaciones-estados-unidos-1756463641884_320.jpeg" alt="Vent'anni fa il devastante uragano Katrina: cosa andò storto a New Orleans? "></a></article></aside><p>"Un ciclone tropicale ha bisogno di stabilizzarsi prima di potersi intensificare", ha spiegato <strong>Michael S. Fischer, </strong>autore principale e professore assistente presso il Dipartimento di Scienze dell'Atmosfera della Rosenstiel School. <strong>"I forti venti nell'alta atmosfera possono allontanare la parte superiore della circolazione della tempesta dal centro, vicino alla superficie dell'oceano.</strong> Finché questi centri non si ricongiungono, la tempesta in genere non può intensificarsi in modo significativo."</p><h2>Quattro caratteristiche che favoriscono l'allineamento</h2><p>Lo studio individua quattro caratteristiche che aiutano a spiegare <strong>se un ciclone tropicale inclinato ha probabilità di allinearsi verticalmente: </strong>una circolazione ristretta vicino alla superficie del mare; un'inclinazione orientata favorevolmente rispetto al wind shear; correnti ascensionali più intense e precipitazioni più abbondanti in prossimità del centro di bassa quota. Oltre ad acqua oceanica calda, abbondante umidità atmosferica e venti relativamente deboli a media quota.</p><div class="texto-destacado"><strong>I meteorologi definiscono "inclinazione" la separazione tra i centri di circolazione di bassa e media quota di una tempesta tropicale. Il wind shear verticale, ovvero le variazioni di velocità o direzione del vento a diverse altitudini, può alterare l'organizzazione della tempesta disallineando questi centri.</strong></div><p>I ricercatori hanno analizzato le osservazioni del Tropical Cyclone Radar Archive with Refocusing Doppler Analysis, noto come <strong>TC-RADAR,</strong> un database sviluppato da Fischer e colleghi contenente 1.510 analisi radar raccolte dagli aerei da ricognizione della NOAA durante 28 stagioni degli uragani, dal 1997 al 2024.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773967" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità">La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nociones-basicas-sobre-los-ciclones-tropicales-1781360074663_320.jpg" alt="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"></a></article></aside><p>"Le tempeste tropicali che si sono allineate apparivano già diverse il giorno prima", ha affermato Fischer, che è anche membro della facoltà del Frost Institute for Data Science and Informatics, Earth Systems Sciences. "Presentavano circolazioni più forti e compatte vicino alla superficie e temporali più estesi e intensi che sollevavano aria vicino ai loro centri. I nostri risultati suggeriscono che questi temporali non sono solo un segno di organizzazione. Potrebbero anche contribuire a raddrizzare la circolazione inclinata della tempesta."</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Poiché gli aerei da ricognizione possono misurare la velocità del vento a bassa quota, le dimensioni della tempesta, la copertura dei fulmini e la direzione di inclinazione durante le missioni operative, i risultati forniscono anche un modo per verificare se i modelli di uragano ad alta risoluzione riproducono accuratamente il processo di allineamento.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>"Anche un modesto aumento dell'affidabilità delle previsioni con un giorno di anticipo può fornire un tempo di preparazione più utile alle comunità che si trovano sulla traiettoria di una tempesta", ha affermato Fischer. "Questo studio ci fornisce prove concrete di ciò che distingue una tempesta che si sta organizzando da una che rimane disorientata e meno propensa a intensificarsi."</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/primeros-indicios-de-un-fortalecimiento-de-los-ciclones-tropicales-1786863738825.jpg" data-image="2qa11m10vtt1" alt="Rapida intensificazione degli uragani." title="Rapida intensificazione degli uragani."><figcaption>Diagramma che confronta i cicloni tropicali che si raddrizzano rapidamente (a sinistra) con quelli che rimangono inclinati (a destra). Le tempeste che si raddrizzano presentano una circolazione a bassa quota più forte e compatta e correnti ascensionali più vigorose vicino al centro di bassa quota, che contribuiscono a raddrizzare la tempesta inclinata. Fischer, M. S., et al., Journal of Geophysical Research: Atmospheres, 131, e2025JD045986. https://doi.org/10.1029/2025JD045986</figcaption></figure><p>Lo studio, intitolato e tradotto come <strong>"Allinearsi o non allinearsi? </strong>Questo è il dilemma", è stato pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Atmospheres. Oltre a Fischer, gli autori sono <strong>George R. Alvey III,</strong> del Cooperative Institute for Marine and Atmospheric Studies e dell'Atlantic Oceanographic and Meteorological Laboratory della NOAA; <strong>Deelan Jariwala,</strong> che ha conseguito una laurea in meteorologia e matematica presso l'Università di Miami nella primavera del 2026; e <strong>Paul D. Reasor, </strong>della Hurricane Research Division presso l'Atlantic Oceanographic and Meteorological Laboratory della NOAA. </p><p>Fuente: <a href="https://news.miami.edu/" target="_blank"><strong>Universidad de Miami</strong> </a></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Fischer%2C%20M.%20S.%2C%20Alvey%2C%20G.%20R.%2C%20Jariwala%2C%20D.%2C%20%26%20Reasor%2C%20P.%20D" data-year="" data-title="To%20align%20or%20not%20to%20align%3F%20That%20is%20the%20question.%20Journal%20of%20Geophysical%20Research%3A%20Atmospheres" data-url="https%3A%2F%2Fagupubs.onlinelibrary.wiley.com%2Fdoi%2F10.1029%2F2025JD045986">Fischer, M. S., Alvey, G. R., Jariwala, D., & Reasor, P. D. <a href="https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2025JD045986" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">To align or not to align? That is the question. Journal of Geophysical Research: Atmospheres</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-raccolti-dai-cacciatori-di-uragani-rivelano-i-primi-segnali-di-un-rafforzamento-dei-cicloni-tropicali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il “vento dell’eclissi” esiste davvero: la scienza conferma un mito di 300 anni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-vento-dell-eclissi-esiste-davvero-la-scienza-conferma-un-mito-di-300-anni.html</link><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il fenomeno è ancora più raro dell'eclissi stessa, dato che si può presentare solo se preesistono determinate condizioni in atmosfera. Ecco quali.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vento-dell-eclissi-esiste-davvero-la-scienza-conferma-un-mito-di-300-anni-1786566583916.jpg" data-image="oy71o6ia4fvb" alt="Eclissi." title="Eclissi."><figcaption>Quello che i presenti stavano sperimentando era il "vento dell'eclissi" (eclipse wind). Per oltre 300 anni, questo fenomeno è stato considerato poco più di una suggestione o un mito folkloristico. </figcaption></figure><p>Durante la storica eclisse dell’11 agosto 1999, in Cornovaglia migliaia di persone con il naso all'insù notarono un dettaglio inquietante. Proprio nel momento dell'oscurità totale, <strong>la temperatura crollò e un improvviso cambio di vento sferzò la folla.</strong></p><p>Quello che i presenti stavano sperimentando era il <strong>"vento dell'eclissi" (eclipse wind).</strong> Per oltre 300 anni, questo fenomeno è stato considerato poco più di una suggestione o un mito folkloristico. </p><h2><strong>Dal "Senso di Orrore" di Halley alla Scienza Moderna</strong></h2><p>Il primo a documentare formalmente il fenomeno fu il celebre astronomo inglese Edmond Halley, nel 1715. Osservando un'eclissi totale, si accorse come il freddo e l'umidità improvvisamente subirono dei cambiamenti, innescando una ventilazione definita anomala.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vento-dell-eclissi-esiste-davvero-la-scienza-conferma-un-mito-di-300-anni-1786566672565.jpg" data-image="df8tv8fhlylu" alt="Eclissi." title="Eclissi."><figcaption>Il primo a documentare formalmente il fenomeno fu il celebre astronomo inglese Edmond Halley, nel 1715. Osservando un'eclissi totale, si accorse come il freddo e l'umidità improvvisamente subirono dei cambiamenti.</figcaption></figure><p>Per secoli, la comunità scientifica è rimasta scettica. Isolare il "vento dell'eclissi" dalle normali correnti atmosferiche locali era quasi impossibile con i vecchi strumenti. <strong>Molti ritenevano che si trattasse di un'illusione psicologica dovuta al repentino calo della luce e del calore sulla pelle.</strong></p><h2><strong>La svolta del mondo scientifico</strong></h2><p>Il punto di svolta accademico è arrivato quando i fisici dell'atmosfera hanno iniziato a trattare le eclissi come dei giganteschi esperimenti di laboratorio naturali. I ricercatori hanno raccolto, standardizzato e revisionato la letteratura scientifica e i parametri meteorologici di 44 eclissi solari documentate dal 1834 ad oggi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Analizzando i dati combinati di questi 44 eventi unici, gli scienziati hanno cercato anomalie ripetitive in quattro parametri chiave. Ossia la radiazione solare netta, la temperatura al suolo e in quota, la pressione dell’aria e la direzione e velocità del vento. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>I modelli matematici hanno evidenziato uno schema inequivocabile. <strong>Durante il passaggio del cono d'ombra, le stazioni meteo registravano costantemente una variazione del vento non spiegabile con le normali previsioni del giorno.</strong> Il fenomeno non era una coincidenza; era una firma fisica dell'eclissi.</p><h2><strong>Cosa Succede all'Atmosfera durante l’eclissi?</strong></h2><p>L'analisi dei dati ha svelato il meccanismo fisico che si cela dietro questo raro evento meteorologico. Non si tratta di una tempesta generata dal nulla, ma di un rapido "spegnimento" del motore atmosferico terrestre.</p><div class="texto-destacado">Normalmente, il Sole riscalda la Terra, l'aria calda sale e genera turbolenza e vento. Quando la Luna oscura il Sole, il terreno si raffredda in pochi minuti. L'aria calda smette di salire di colpo.</div><p>Questo stop termico stabilizza la fascia d'aria a contatto con il suolo. I dati delle 44 eclissi mostrano che, nella maggior parte dei casi, <strong>il vento superficiale diminuisce significativamente di velocità (fino al 9% in meno), creando una strana quiete diffusa.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-vento-dell-eclissi-esiste-davvero-la-scienza-conferma-un-mito-di-300-anni-1786566626789.jpg" data-image="niil4m7rnhag" alt="Eclissi di sole." title="Eclissi di sole."><figcaption>Analizzando i dati combinati di questi 44 eventi unici, gli scienziati hanno cercato anomalie ripetitive in quattro parametri chiave. Ossia la radiazione solare netta, la temperatura al suolo e in quota, la pressione dell’aria e la direzione e velocità del vento. </figcaption></figure><p>Nelle zone in cui il cielo è perfettamente sereno, l'improvvisa sacca di aria fredda e pesante (generata dall'ombra della Luna) crea una piccola zona di alta pressione locale. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782867" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/dalla-paura-ancestrale-alla-scienza-come-le-eclissi-sono-passate-dall-essere-un-cattivo-presagio-a-un-fenomeno-comunitario.html" title="Dalla paura ancestrale alla scienza: le eclissi sono passate dall'essere un cattivo presagio a un fenomeno comunitario">Dalla paura ancestrale alla scienza: le eclissi sono passate dall'essere un cattivo presagio a un fenomeno comunitario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/dalla-paura-ancestrale-alla-scienza-come-le-eclissi-sono-passate-dall-essere-un-cattivo-presagio-a-un-fenomeno-comunitario.html" title="Dalla paura ancestrale alla scienza: le eclissi sono passate dall'essere un cattivo presagio a un fenomeno comunitario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-los-eclipses-sembraban-el-panico-hace-miles-de-anos-y-como-ayudaron-a-demostrar-que-einstein-tenia-razon-1785916202094_320.jpeg" alt="Dalla paura ancestrale alla scienza: le eclissi sono passate dall'essere un cattivo presagio a un fenomeno comunitario"></a></article></aside><p>L'aria circostante si sposta per riequilibrare la pressione, provocando una rotazione della direzione del vento di circa 20 gradi. È precisamente questo cambio repentino può essere appena percepito fisicamente dagli osservatori come il <strong>"vento dell'eclissi".</strong></p><h2><strong>Perché è un evento rarissimo?</strong></h2><p>Sebbene lo studio sulle 44 eclissi ne certifichi l'esistenza, i meteorologi avvertono che il vento dell'eclissi è un fenomeno estremamente elusivo. <strong>Si presenta in modo netto solo se si allineano condizioni atmosferiche perfette.</strong></p><p>L’eclissi stessa, da sola, non basta per produrlo. Ma occorre avere delle condizioni meteorologiche, preesistenti, più che favorevoli per ottenerlo. Come la presenza di un cielo sereno, o la presenza di un vento molto debole, o assente, in un contesto anticiclonico. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783167" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/c-e-la-data-per-la-prossima-eclissi-totale-di-sole-sara-nell-agosto-del-2027-e-si-vedra-anche-da-un-pezzettino-d-italia.html" title="C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia">C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/c-e-la-data-per-la-prossima-eclissi-totale-di-sole-sara-nell-agosto-del-2027-e-si-vedra-anche-da-un-pezzettino-d-italia.html" title="C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/c-e-la-data-per-la-prossima-eclissi-totale-di-sole-sara-nell-agosto-del-2027-e-si-vedra-anche-da-un-pezzettino-d-italia-1786453870064_320.jpg" alt="C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia"></a></article></aside><p>Se la giornata è già molto ventosa a causa di una perturbazione sinottica (come una depressione o un fronte freddo), il debole effetto termico dell'eclissi viene letteralmente spazzato via e il “vento dell’eclissi” non può manifestarsi. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-vento-dell-eclissi-esiste-davvero-la-scienza-conferma-un-mito-di-300-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questo piccolo uccello acquatico sta arrivando in Italia, colonizzerà fiumi, laghi e coste per tutto l’inverno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno.html</link><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Dopo aver attraversato buona parte d'Europa questo piccolo uccello trascorrerà il prossimo autunno e l'inverno in Italia, fra gli ambienti ancora incontaminati di fiumi, laghi e mari.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno-1786574814481.jpg" data-image="zgk8xm2jesgd" alt="Martin pescatore." title="Martin pescatore."><figcaption>Molti di questi esemplari, insieme a diversi individui locali, scelgono di passare i mesi freddi sui grandi laghi prealpini, nelle lagune salmastre e lungo le coste italiane. Questo fenomeno biologico risponde a precise necessità di sopravvivenza.</figcaption></figure><p>Il <strong>martin pescatore,</strong> nome scientifico <strong><em>Alcedo atthis Linnaeus,</em></strong> è un uccello coraciforme della famiglia degli Alcedinidi. E’ la specie più comune della famiglia, nonché l'unica presente in Europa.</p><p>Si tratta di uno degli uccelli più affascinanti e fotogenici del panorama italiano, grazie a un piumaggio che sfida i colori del nostro clima temperato. Incontrare un martin pescatore su un lago o lungo una spiaggia italiana è un ottimo segno ecologico. Difatti la sua presenza certifica la limpidezza dell'acqua e la ricchezza di biodiversità ittica del luogo.</p><h2><strong>Un capolavoro di aerodinamica e colore</strong></h2><p>Il martin pescatore è un concentrato di adattamenti evolutivi straordinari. Lungo appena 16-17 centimetri, si distingue per una silhouette inconfondibile, con un corpo compatto, coda cortissima e un becco robusto e lungo, perfetto per arpionare le prede. </p><p>La sua caratteristica più spettacolare è il colore. Il dorso e le ali brillano di un azzurro-turchese metallico. Questa colorazione non è data da pigmenti azzurri, ma da un fenomeno fisico chiamato colorazione strutturale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno-1786574927308.jpg" data-image="h1kkxgxc38py" alt="Martin pescatore." title="Martin pescatore."><figcaption>Durante il tuffo, gli occhi del martin pescatore vengono protetti da una terza palpebra trasparente (la membrana nittitante) che funge da veri e propri occhialini subacquei. Il becco entra in acqua senza quasi produrre onde, riducendo l'impatto visivo e acustico per la preda. </figcaption></figure><p><strong>In pratica le piume rifrangono la luce solare proprio come un prisma.</strong> Il petto, al contrario, è di un caldo arancione fulvo, che garantisce all'uccello un perfetto mimetismo quando è appollaiato sui rami secchi in autunno, rendendolo invisibile ai pesci dal basso verso l'alto.</p><h2><strong>Perché molti martin pescatore svernano in Italia?</strong></h2><p>Il martin pescatore è una specie parzialmente migratrice. Mentre le popolazioni dell'Italia centro-meridionale tendono a essere stanziali, in autunno i nostri laghi e fiumi assistono a un massiccio arrivo di esemplari provenienti dall'Europa settentrionale e orientale, <strong>dove i rigidi inverni ghiacciano i fiumi.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674766" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-sentinella-della-salubrita-delle-acque-del-mediterraneo-il-gabbiano-corso.html" title="La sentinella della salubrità delle acque del Mediterraneo: il gabbiano corso">La sentinella della salubrità delle acque del Mediterraneo: il gabbiano corso</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-sentinella-della-salubrita-delle-acque-del-mediterraneo-il-gabbiano-corso.html" title="La sentinella della salubrità delle acque del Mediterraneo: il gabbiano corso"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-sentinella-della-salubrita-delle-acque-del-mediterraneo-il-gabbiano-corso-1726696459067_320.jpg" alt="La sentinella della salubrità delle acque del Mediterraneo: il gabbiano corso"></a></article></aside><p>Molti di questi esemplari, insieme a diversi individui locali, scelgono di passare i mesi freddi sui grandi laghi prealpini, nelle lagune salmastre e lungo le coste italiane. Questo fenomeno biologico risponde a precise necessità di sopravvivenza.</p><div class="texto-destacado">Il martin pescatore caccia esclusivamente a vista. Se la superficie dell'acqua gela, l'uccello non può tuffarsi e va incontro a morte certa. I grandi laghi italiani e le acque salate delle coste non ghiacciano mai, <strong>garantendo un accesso continuo alle risorse idriche.</strong></div><p>Inoltre in inverno, i piccoli corsi d'acqua montani o i torrenti minori subiscono forti piene stagionali che intorbidano l'acqua, rendendo impossibile la caccia. Le coste marine protette, le foci dei fiumi e i laghi offrono acque più calme, limpide e una densità costante di piccoli pesci (come le esche e gli avannotti) e crostacei.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno-1786574859116.jpg" data-image="4zyqaubd2loz" alt="Martin pescatore." title="Martin pescatore."><figcaption>Il martin pescatore è un concentrato di adattamenti evolutivi straordinari. Lungo appena 16-17 centimetri, si distingue per una silhouette inconfondibile, con un corpo compatto, coda cortissima e un becco robusto e lungo, perfetto per arpionare le prede. </figcaption></figure><p>Le coste e i grandi bacini lacustri mitigano le temperature invernali. Questo risparmio energetico è vitale per un uccello così piccolo, che deve consumare ogni giorno <strong>una quantità di pesce pari al 60% del proprio peso corporeo per mantenere la temperatura interna.</strong></p><h2><strong>Le incredibili tecniche di caccia</strong></h2><p>Il comportamento di caccia del martin pescatore è uno spettacolo di pura precisione. Solitamente osserva l'acqua da un ramo sporgente. Una volta individuata la preda (un piccolo pesce, un girino o un insetto acquatico), <strong>si lancia in picchiata a una velocità che può raggiungere i 45 km/h.</strong></p><p>Durante il tuffo, gli occhi del martin pescatore vengono protetti da una terza palpebra trasparente (la membrana nittitante) che funge da veri e propri occhialini subacquei. Il becco entra in acqua senza quasi produrre onde, riducendo l'impatto visivo e acustico per la preda. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="623002" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-incredibile-fascino-dell-upupa-l-uccello-che-ha-ispirato-poeti-e-letterati.html" title="L'incredibile fascino dell'upupa, l'uccello che ha ispirato poeti e letterati">L'incredibile fascino dell'upupa, l'uccello che ha ispirato poeti e letterati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-incredibile-fascino-dell-upupa-l-uccello-che-ha-ispirato-poeti-e-letterati.html" title="L'incredibile fascino dell'upupa, l'uccello che ha ispirato poeti e letterati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-incredibile-fascino-dell-upupa-l-uccello-che-ha-ispirato-poeti-e-letterati-1703765852226_320.jpg" alt="L'incredibile fascino dell'upupa, l'uccello che ha ispirato poeti e letterati"></a></article></aside><p>Una volta catturato il pesce, l'uccello torna sul posatoio, tramortisce la preda colpendola ripetutamente contro il ramo e la inghiotte intera, rigorosamente a partire dalla testa per evitare che le pinne dorsali si conficchino nella gola. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-uccello-acquatico-sta-arrivando-in-italia-colonizzera-fiumi-laghi-e-coste-per-tutto-l-inverno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le Ande sepolte dalla neve: oltre 7 metri di neve accumulata in un inverno straordinario in Cile e in Argentina]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-ande-sepolte-dalla-neve-oltre-7-metri-di-neve-accumulata-in-un-inverno-straordinario-in-cile-e-in-argentina.html</link><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Le intense nevicate delle ultime settimane hanno trasformato le Ande in un paesaggio completamente bianco. In alcuni punti della cordigliera si sono accumulati diversi metri di neve. Il blocco delle strade e il rischio di valanghe complicano la situazione.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/_URbXmskxts/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=_URbXmskxts" id="_URbXmskxts"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>La cordigliera delle Ande sta attraversando <strong>uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni.</strong> Le successive e abbondanti nevicate registrate da metà luglio hanno lasciato diversi metri di neve accumulata in vari punti dell’alta montagna, specialmente nel settore delle Ande centrali che si estende tra Cile e Argentina.</p><p>Uno dei luoghi in cui la situazione risulta più spettacolare è la provincia argentina di Mendoza. Secondo l’Ente Nazionale per le Strade di questo Paese, <strong>le ultime tempeste hanno lasciato accumuli fino a quattro metri di neve in alcuni settori compresi tra Punta de Vacas e Las Cuevas.</strong> Si tratta del record più alto registrato in quella zona dal 2008.</p><h2> Oltre sette metri di neve accumulata </h2><p>Anche in Cile l'evento ha registrato dati ancora più straordinari. All'inizio di agosto, la stazione sciistica di Portillo <strong>aveva accumulato 701 centimetri di neve caduta.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-andes-se-cubren-de-nieve-varios-metros-acumulados-tras-un-invierno-extraordinario-en-chile-y-argentina-1787256552201.jpg" data-image="pqec8031vtre" alt="Neve Ande." title="Neve Ande."><figcaption>L'eccezionale accumulo di neve è una buona notizia per le stazioni sciistiche del Cile e dell'Argentina.</figcaption></figure><p>In poco più di una settimana, <strong>la catena montuosa ha ricevuto una quantità di neve paragonabile a quella che in altri inverni può accumularsi nell’arco di un’intera stagione.</strong></p><p>Il susseguirsi di tempeste ha reso questo inverno una stagione eccezionale per gran parte delle località sciistiche del Cile e dell’Argentina. <strong>Portillo, Valle Nevado, Las Leñas e altre località di alta montagna presentano spessori di neve molto elevati, specialmente alle quote più elevate.</strong></p><h2> Un confine bloccato da più di un mese </h2><p>L’intensità e la persistenza delle nevicate hanno avuto ripercussioni anche sulle comunicazioni tra i due paesi. Il valico internazionale Cristo Redentor, che collega Mendoza alla zona centrale del Cile attraverso la cordigliera, <strong>è rimasto chiuso per settimane a causa della neve e del forte vento.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784513" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-deserto-di-atacama-e-stata-scoperta-una-discarica-di-abiti-proveniente-dall-europa-visibile-persino-dallo-spazio.html" title="Nel deserto di Atacama è stata scoperta una discarica di abiti proveniente dall'Europa, visibile persino dallo spazio">Nel deserto di Atacama è stata scoperta una discarica di abiti proveniente dall'Europa, visibile persino dallo spazio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-deserto-di-atacama-e-stata-scoperta-una-discarica-di-abiti-proveniente-dall-europa-visibile-persino-dallo-spazio.html" title="Nel deserto di Atacama è stata scoperta una discarica di abiti proveniente dall'Europa, visibile persino dallo spazio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-vertedero-textil-de-atacama-acumula-60-000-toneladas-de-ropa-y-ya-puede-verse-desde-el-espacio-1786957064423_320.jpg" alt="Nel deserto di Atacama è stata scoperta una discarica di abiti proveniente dall'Europa, visibile persino dallo spazio"></a></article></aside><p>La chiusura è iniziata il 14 luglio e ha interessato <strong>circa 80 chilometri della Strada Nazionale 7,</strong> mentre gli spazzaneve lavoravano senza sosta per ripristinare la circolazione dei veicoli. In alcuni tratti, lo spessore della neve ha raggiunto i quattro metri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-andes-se-cubren-de-nieve-varios-metros-acumulados-tras-un-invierno-extraordinario-en-chile-y-argentina-1787257039104.png" data-image="a7wo3gvgwu6a" alt="Neve sulle Ande." title="Neve sulle Ande."><figcaption>Il valico internazionale “Los Libertadores”, noto anche come Cristo Redentor, è uno dei percorsi più suggestivi che collegano l’Argentina e il Cile attraverso la Cordigliera delle Ande.</figcaption></figure><p>La situazione ha costretto a tenere isolati per giorni i lavoratori e gli abitanti delle zone di alta montagna e ha causato anche notevoli problemi al trasporto merci. <strong>Centinaia di camion sono rimasti fermi su entrambi i lati del confine</strong> mentre le autorità attendevano condizioni meteorologiche che consentissero di riaprire il valico in tutta sicurezza.</p><p>Infine, il Sistema Integrato Cristo Redentor ha riaperto al traffico internazionale il 18 agosto, dopo una chiusura durata 34 giorni, che è diventata la più lunga mai registrata finora per questo motivo.</p><h2> Il rischio dopo la forte nevicata </h2><p><strong>Uno dei principali problemi dopo un evento di questo tipo è proprio l’enorme quantità di neve accumulata.</strong> Le autorità mantengono alta la vigilanza per il rischio di valanghe e frane, specialmente sui versanti più ripidi e nelle zone in cui il vento ha formato grandi accumuli.</p><p>L’Ente Nazionale per la Viabilità sta inoltre conducendo operazioni di pulizia e sgombero delle strade interessate. Le condizioni possono cambiare rapidamente in alta montagna, dove le temperature, il vento e le nuove precipitazioni determinano la stabilità del manto nevoso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781103" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-stanno-monitorando-una-galassia-gigantesca-che-si-sta-espandendo-1-2-miliardi-di-anni-dopo-il-big-bang.html" title="Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang">Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/gli-astronomi-stanno-monitorando-una-galassia-gigantesca-che-si-sta-espandendo-1-2-miliardi-di-anni-dopo-il-big-bang.html" title="Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomos-acompanham-uma-galaxia-massiva-crescendo-1-2-bilhoes-de-anos-apos-big-bang-1785011969511_320.png" alt="Gli astronomi stanno monitorando una galassia gigantesca che si sta espandendo 1,2 miliardi di anni dopo il Big Bang"></a></article></aside><p>Sul versante argentino, le squadre di soccorso sono dovute intervenire per prestare assistenza alle persone rimaste isolate a causa dell’accumulo di neve.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-ande-sepolte-dalla-neve-oltre-7-metri-di-neve-accumulata-in-un-inverno-straordinario-in-cile-e-in-argentina.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso: “la dorsale africana rimonta fino al nord poi irrompe un fronte freddo”. In arrivo eventi estremi?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html</link><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 04:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nuovo acuto dell’anticiclone africano a metà settimana, in arrivo anche polvere desertica dal Sahara. Le conseguenze: ondata di caldo estrema al sud, attenzione però al fronte freddo che potrebbe irrompere al nord</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xazthhm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xazthhm.jpg" id="xazthhm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo la<strong> violenta perturbazione del 20-21 agosto</strong> e la sua prevista <strong>scia di danni vari</strong>, il tempo si è stabilizzato velocemente in gran parte d’Italia. <strong>Al nord ieri è stata una giornata calda nel giusto</strong> e variabile a nuvolosità, al centro cumuli anche a medio sviluppo in Appennino ma scarsi fenomeni, simile la situazione al sud. </p><p>Temperature massime vicine ai 30°C al nord, che sono già sopra media, 30-32°C al centro e buona parte del sud, ma <strong>nell’interno della Sicilia si sono raggiunti i 36-38°C</strong>. Insomma,<strong> l’anticiclone africano si è solo ritirato un po’ più al sud </strong>e pare non volerci dire facilmente addio in questa calda estate 2026.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Due sistemi da tenere d’occhio attorno all’Italia. <strong>L’anticiclone attualmente si trova sull’Europa centrale</strong> e porta suoi promontori anche al nord, mentre <strong>al sud permane la componente africana</strong>.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ad ovest però è presente una depressione, domani con <strong>minimo sulle coste del Portogallo e un fronte caldo vicino alle Alpi</strong>, poi a metà settimana porta il minimo a sud dell’Irlanda, allungata e associata a una saccatura sempre inclinata e alimentata dal getto polare. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Il nord sarà minacciato dai suoi fronti, </strong>ma al sud per opposto si assiste a un ulteriore richiamo di aria africana.<strong> La dorsale subtropicale fra giovedì e venerdì si espanderà brevemente fino al nord</strong> con isoterma +20°C a 850 hPa, <strong>poi un fronte freddo potrebbe irrompere</strong> in una nuova situazione di contrasto termico estremo con le isole sfiorate dalla linea di +30°C.</p><h2>Lunedì inizia col sole, poi temporali al NW</h2><p>Domani<strong> lunedì 24 agosto giornata buona e in prevalenza soleggiata </strong>in quasi tutta Italia.<strong> Scarsa anche l’attività cumuliforme sulle Alpi,</strong> dove però nel settore occidentale e di confine centrale aumentano le nubi medio alte specie dal pomeriggio. <strong>A sera prime piogge o rovesci temporaleschi su Piemonte e Val d’Aosta</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784617" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-il-getto-polare-al-nord-si-scontra-con-aria-tropicale-continentale-rischio-di-una-fine-agosto-estremo.html" title="Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”">Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-il-getto-polare-al-nord-si-scontra-con-aria-tropicale-continentale-rischio-di-una-fine-agosto-estremo.html" title="Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-il-getto-polare-al-nord-si-scontra-con-aria-tropicale-continentale-rischio-di-una-fine-agosto-estrema-1787216613310_320.jpg" alt="Luca Lombroso: “il getto polare al nord si scontra con aria tropicale continentale: rischio di una fine agosto estrema”"></a></article></aside><p><strong>Sole diffuso al centro sud,</strong> con ovattatura del cielo in giornata per <strong>richiamo di polvere sahariana</strong>. A Temperature in rialzo, al nord 30-32°C di massima, al centro 33-35°C, al sud 35-38°C. </p><h2>Martedì veloce passata temporalesca al nord e Toscana</h2><p>Nella notte <strong>verso martedì 25 mattina, i temporali si estendono a tutto il nordovest e alla Liguria, </strong>dove localmente causeranno <strong>nubifragi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi-1787413534543.jpg" data-image="1lst5i64f7zf"><figcaption>Gli effetti del veloce passaggio frontale previsto nella notte fra lunedì e martedì da ECMWF.</figcaption></figure><p>Al primo mattino migliora velocemente al nordovest e arrivano temporali su tutto il resto del nord e buona parte della Toscana, anche molto forti e <strong>con possibile formazione di MCS sistemi convettivi a mesoscala o temporali autorigeneranti V-shape fra Toscana ed Emilia Romagna e poi sulle Alpi centro orientali.</strong> Nel pomeriggio, a sorpresa, rapido miglioramento e ritorno del sole in quasi tutto il nord e Toscana.</p><div class="texto-destacado">Nel resto del <strong>centro, temporali sull’Umbria e parte dell’interno abruzzese, </strong>variabilità ventosa con ampi spazi di sole nelle altre regioni e Sardegna. <br><strong>Al sud: nubi irregolari e qualche rovescio nell’interno </strong>siculo e calabrese, e occasionalmente qua e là, per il resto prevalenza di sole.</div><p><strong>Al nord e Toscana relativa rinfresca a 28-30°C</strong>, in Sardegna e Lazio caldo, 33-35°C, al sud <strong>vampata delle temperature specie fra Sicilia, Calabria e sud della Puglia</strong>, con picchi anche vicini a 40°C.</p><h2>Mercoledì e giovedì rimonta l’aria africana con polvere desertica</h2><p><strong>Due giornate estive e soleggiate quelle di metà settimana, il 26-27 agosto. </strong>Da segnalare un <strong>grande trasporto di polvere sahariana,</strong> non solo su Sicilia e Sardegna ma <strong>giovedì anche fino al nord.</strong> </p><p>Scarsa deposizione, data l’assenza di precipitazioni, salvo <strong>fra alto Piemonte e Val d’Aosta dove il forte contrasto termico e il flusso da SW possono portare, giovedì, addirittura nubifragi</strong> e alluvioni lampo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi-1787413613518.jpg" data-image="p9hg6atcmj1a"><figcaption>Una "fiammata africana" colpisce il sud e isole, previste temperature massime oltre i 40°C in alcune zone.</figcaption></figure><p><strong>Gran rialzo delle temperature, specie giovedì e su Sardegna, Sicilia e sud. </strong>I valori dipendono anche dalla velatura da nubi alte frammiste a pulviscolo desertico, ma <strong>si notano nei modelli perfino dei 42-44°C in Sardegna e interno Sicilia</strong> e 40°C nella pianura pugliese. <strong>Al centro 36-38°C, incluse Firenze e Roma</strong>, al nord si torna a 34-36°C, specie in Emilia Romagna. </p><h2>Fine mese infuocato al sud, violenti temporali al nord?</h2><p>Situazione da monitorare strettamente nell’ultimo fine settimana di agosto. <strong>Una notevole ondata di caldo investirà il sud</strong>, i cluster in questo paiono concordi.<strong> Al nord inizialmente la cellula anticiclonica</strong> <strong>subtropicale porta una breve onda calda </strong>tardiva, con 35-37°C in alcune zone, p<strong>oi potrebbe irrompere anche in modo deciso l’aria fredda</strong> della saccatura formata dalla corrente a getto polare. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784901" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picco-di-40-c-in-sicilia.html" title="Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia">Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picco-di-40-c-in-sicilia.html" title="Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-il-grande-caldo-sull-italia-oltre-35-c-in-7-regioni-del-centro-sud-picchi-di-40-c-in-sicilia-1787321153620_320.jpg" alt="Meteo, torna il grande caldo sull'Italia: oltre 35°C in 7 regioni del Centro-Sud, picco di 40°C in Sicilia"></a></article></aside><p>Sulla saccatura però <strong>ci sono ancora varie incertezze, incluso i suoi effetti</strong>, che nel caso irrompa potrebbero appunto essere sotto forma di temporali molto forti, ma che è presto dettagliare in zone e tipo di fenomeni.</p><p>Molto <strong>probabili invece picchi anche sopra ai 40°C anche in varie città del sud e isole</strong>, perfino <strong>verso i 45°C nell’interno di Sardegna e Sicilia.</strong> Molto caldo anche in Toscana e Lazio, con 37-38°C, al nord dopo un paio di giorni di caldo intenso tardivo probabile diminuzione fra il 30 e 31 agosto, ma l’autunno è imminente solo sul calendario meteo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-la-dorsale-africana-rimonta-fino-al-nord-poi-irrompe-un-fronte-freddo-in-arrivo-eventi-estremi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Agosto mese della Vergine: tra Spica, miti antichi e giganti cosmici]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/agosto-mese-della-vergine-tra-spica-miti-antichi-e-giganti-cosmici.html</link><pubDate>Sun, 23 Aug 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Tra le costellazioni zodiacali, la Vergine unisce osservazione e mito: da Spica alle galassie dell’ammasso Virgo, fino a M87. Le tradizioni la legano ad Astrea, Demetra, Persefone ed Erigone, simboli di giustizia, raccolto e rinascita.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-mese-della-vergine-tra-spica-miti-antichi-e-giganti-cosmici-1786987551837.jpeg" data-image="58zg9ru922va" alt="Costellazione della Vergine" title="Costellazione della Vergine"><figcaption>Costellazione della Vergine</figcaption></figure><p><strong>La Vergine è una delle 12 costellazioni zodiacali </strong>ed è tra le più antiche della tradizione occidentale. Posizionata lungo l’eclittica, ha nella <strong>stella Spica</strong> il suo faro principale.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Anticamente questa costellazione veniva attraversata dal Sole nel suo moto apparente lungo l'eclittica proprio a partire dalla terza decade di Agosto. Come poche altre costellazioni, <strong>la Vergine possiede un patrimonio mitologico ricco e stratificato, </strong>che racconta di storie di giustizia, fertilità, raccolti e ritorno delle stagioni.<br><br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Oggi, nella stessa costellazione gli astronomi studiano una varietà di oggetti celesti dai sistemi stellari, agli ammassi di galassie, ai buchi neri più celebri.</p><h2>Astrea, Demetra e Persefone: le molte Vergini del mito</h2><p><strong>La Vergine dell’omonima costellazione ha molteplici interpretazioni mitologiche.</strong> Una delle più suggestive interpretazioni la identifica con <strong>Astrea, una divinità greco-romana legata alla giustizia e alla purezza</strong>. Secondo la tradizione Astrea avrebbe vissuto tra gli uomini durante l’Età dell’Oro. Successivamente, l’aumento della violenza e dell’ingiustizia, le avrebbero fatto abbandonare la Terra, salendo in cielo e diventando Virgo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-mese-della-vergine-tra-spica-miti-antichi-e-giganti-cosmici-1786987947968.png" data-image="52zitddqynwv" alt="Ratto di Persefone" title="Ratto di Persefone"><figcaption>Gianlorenzo Bernini, Ratto di Proserpina, 1621-1622, Marmo bianco, H 255 cm, Roma, Galleria Borghese</figcaption></figure><p>Questa interpretazione è anche supportata dalla sua vicinanza alla <strong>costellazione della Bilancia</strong>. In seguito fanciulla e bilancia sono diventate immagini complementari della giustizia.</p><div class="texto-destacado">Per Età dell’Oro si intende quel tempo mitico di pace, abbondanza e felicità in cui l'umanità viveva senza fatica, guerre o proprietà privata, nutrita da una terra generosa.</div><p><strong>La Vergine è anche associata a Demetra, dea delle messi,</strong> come anche <strong>a sua figlia Persefone</strong>. Per gli antichi il rapimento di Persefone da parte di Ade spiegava l’alternarsi delle stagioni. Quando la giovane vergine ritornava in superficie presso la madre, la terra rifioriva; quando tornava nuovamente nel mondo sotterraneo, la vegetazione declinava. La stella più brillante della costellazione si chiama <strong>Spica, che in latino significa spiga</strong>, che ulteriormente lega la Vergine all’agricoltura e alla fertilità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748172" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse.html" title="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere">Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse.html" title="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/astronomia-e-astrologia-cosi-diverse-ma-a-volte-confuse-1767949968694_320.png" alt="Astronomia e astrologia: due mondi opposti che molti continuano a confondere"></a></article></aside><p>La Vergine è secondo altra tradizione legata a <strong>Erigone, figlia di Icario</strong>. Dopo la morte tragica del padre, Erigone si sarebbe tolta la vita e sarebbe stata posta tra le stelle. </p><h2>3. Dietro la figura mitologica, un universo di galassie</h2><p>La Vergine è non solo ricca di tradizioni mitologiche ma <strong>in direzione di questa costellazione si trovano oggetti astronomici molto interessanti.</strong></p><p><strong>Il più brillante è proprio la stella Spica</strong>, per questo denominata alpha Virginis, di magnitudine 1 ed utile per individuare la costellazione. Non è una stella singola ma doppia, un sistema binario formato da due stelle calde e massicce di tipo B, talmente vicine da non poter essere separate a occhio nudo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="678013" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scene-da-film-di-fantascienza-nel-cuore-della-galassia-m87-cosa-e-stato-osservato.html" title="Scene da film di fantascienza nel cuore della galassia M87: questo è quello che hanno osservato alcuni astronomi">Scene da film di fantascienza nel cuore della galassia M87: questo è quello che hanno osservato alcuni astronomi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scene-da-film-di-fantascienza-nel-cuore-della-galassia-m87-cosa-e-stato-osservato.html" title="Scene da film di fantascienza nel cuore della galassia M87: questo è quello che hanno osservato alcuni astronomi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scene-da-film-di-fantascienza-nel-cuore-della-galassia-m87-cosa-e-stato-osservato-1728637309671_320.png" alt="Scene da film di fantascienza nel cuore della galassia M87: questo è quello che hanno osservato alcuni astronomi"></a></article></aside><p>Accanto a Spica si trovano altre stelle storicamente nominate, tra cui <strong>Porrima e Vindemiatrix</strong>. Quest’ultima, il cui nome richiama la vendemmia, conserva un legame con il calendario agricolo: la comparsa stagionale delle stelle fu per secoli uno strumento per scandire raccolti e attività.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-mese-della-vergine-tra-spica-miti-antichi-e-giganti-cosmici-1786988125393.jpg" data-image="ruatixrasa94" alt="Virgo cluster" title="Virgo cluster"><figcaption>L'ammasso della Vergine contiene circa 1500 galassie. Credit: RubinObs/NOIRLab/SLAC/NSF/DOE/AURA</figcaption></figure><p>Sempre nella costellazione della Vergine si trova <strong>l’ammasso della Vergine, un grande ammasso di galassie</strong>, ne contiene circa 1500, a 60 milioni di anni luce dalla Via Lattea. Uno dei suoi membri più celebri è <strong>Messier 87, una galassia ellittica gigante che ospita il buco nero supermassiccio M87*.</strong></p><div class="texto-destacado">M87* ha una massa pari a circa 6,5 miliardi di volte quella del Sole. È famoso per essere il primo buco nero della storia ad essere stato fotografato. Osservazioni di questo buco nero hanno mostrato una possibile co-precessione del disco di accrescimento e del getto relativistico di M87.</div><p>Sempre nella costellazione della Vergine si trova <strong>la galassia SDSS J133519.91+072807.4, il cui nucleo, soprannominato “Ansky”</strong> è anch’esso un buco nerosupermassiccio, caratterizzato da esplosioni quasi periodiche di raggi X, tra le più estreme osservate in un buco nero massiccio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706397" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-buco-nero-della-vergine-si-e-risvegliato-ansky-rilascia-raffiche-di-energia-che-sorprenderanno-gli-astronomi.html" title="L'enorme buco nero della Vergine si è risvegliato: Ansky rilascia raffiche di energia che sorprenderanno gli astronomi">L'enorme buco nero della Vergine si è risvegliato: Ansky rilascia raffiche di energia che sorprenderanno gli astronomi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-buco-nero-della-vergine-si-e-risvegliato-ansky-rilascia-raffiche-di-energia-che-sorprenderanno-gli-astronomi.html" title="L'enorme buco nero della Vergine si è risvegliato: Ansky rilascia raffiche di energia che sorprenderanno gli astronomi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-buco-nero-della-vergine-si-e-risvegliato-ansky-rilascia-raffiche-di-energia-che-sorprenderanno-gli-astronomi-1744907821564_320.jpg" alt="L'enorme buco nero della Vergine si è risvegliato: Ansky rilascia raffiche di energia che sorprenderanno gli astronomi"></a></article></aside><p>Non meno interessanti sono la galassia Sombrero, in direzione della Vergine, e alcuni sistemi planetari come 70 Virginis, uno dei primi ad essere scoperti.</p><h2>Quando osservare la Vergine</h2><p><strong>La costellazione della Vergine inizia ad essere ben visibile dal nostro emisfero boreale a partire dalla primavera.</strong> Il suo sorgere era un riferimento importante per il calendario agricolo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-mese-della-vergine-tra-spica-miti-antichi-e-giganti-cosmici-1786987686406.jpg" data-image="jjkjyoewu32s" alt="Buco nero M87*" title="Buco nero M87*"><figcaption>Immagine del buco nero supermassiccio M87* nella costellazione della Vergine. Credit: Di Event Horizon Telescope</figcaption></figure><p><strong>La costellazione si trova lungo l’eclittica</strong>, cioè quella linea immaginaria che segna il percorso apparente del Sole in cielo. Prima che la precessione degli equinozi producesse un disallineamento con le costellazioni dello zodiaco, il Sole entrava nella Vergine il 23 Agosto. Oggi, l’ingresso in Vergine avviene con un mese di ritardo.</p><p><strong>La costellazione è posizionata tra quella del Leone e quella della Bilancia</strong> ed è la seconda costellazione più estesa del cielo, dopo l'Idra. La facilità di riconoscimento del Leone permette di individuare facilmente la stella Spica, la più brillante della Vergine, e quindi la stessa costellazione della Vergine. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/agosto-mese-della-vergine-tra-spica-miti-antichi-e-giganti-cosmici.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nel deserto di Atacama è stata scoperta una discarica di abiti proveniente dall'Europa, visibile persino dallo spazio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-deserto-di-atacama-e-stata-scoperta-una-discarica-di-abiti-proveniente-dall-europa-visibile-persino-dallo-spazio.html</link><pubDate>Sat, 22 Aug 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Più di 60.000 tonnellate di abbigliamento provenienti dall'Europa finiscono per accumularsi nel deserto di Atacama, vicino ad Alto Hospicio, in Cile, e sono visibili dallo spazio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-vertedero-textil-de-atacama-acumula-60-000-toneladas-de-ropa-y-ya-puede-verse-desde-el-espacio-1786957064423.jpg" data-image="jb0ebwmze2e5" alt="Discarica, deserto di Atacama." title="Discarica, deserto di Atacama."><figcaption>La discarica tessile di Atacama supera le 60.000 tonnellate e la sua estensione permette di distinguere l'accumulo anche tramite immagini satellitari.</figcaption></figure><p>Nei pressi della città di <strong>Alto Hospicio,</strong> nel nord del Cile, si può osservare un'enorme discarica di abiti, le cui dimensioni aumentano di anno in anno. L'estensione di questo accumulo di rifiuti è tale che l'app <strong>SkyFi </strong>permette agli utenti di visualizzarla tramite immagini satellitari. Gli indumenti arrivano principalmente attraverso il porto di Iquique, dove vengono scaricate le spedizioni provenienti dall'Europa e da altre parti del mondo.</p><p>Iquique fa parte delle zone di libero scambio cilene, pertanto una parte significativa di questa merce entra in esenzione doganale. <strong>Le spedizioni vengono poi trasportate ad Alto Hospicio per la distribuzione in altri paesi dell'America Latina.</strong> Quando alcuni capi non trovano acquirenti, vengono abbandonati nel deserto, senza alcuno scopo commerciale.</p><h2>La discarica tessile di Atacama riceve migliaia di tonnellate</h2><p>Ogni anno, <strong>oltre 60.000 tonnellate di abbigliamento arrivano al porto di Iquique.</strong> Questi indumenti usati entrano in una filiera commerciale che dovrebbe distribuirli a diversi mercati in America Latina, ma una quantità considerevole sfugge a questo sistema. Poiché non esiste un ente responsabile dello smaltimento di questi rifiuti, parte degli indumenti finisce per essere abbandonata illegalmente nel deserto.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Vista aérea de ropa usada desechada en el desierto de Atacama, en Alto Hospicio, Iquique, Chile. El basurero de ropa más grande del mundo. No nos cansamos de arruinar al planeta. Realmente somos el cáncer de la Tierra <a href="https://t.co/lddLbZ0PgR">pic.twitter.com/lddLbZ0PgR</a></p>— Juzo Calbuto (@conraro) <a href="https://x.com/conraro/status/1465436943815118850?ref_src=twsrc%5Etfw">November 29, 2021</a></blockquote></figure><p>Il lavoro dell'<strong>ONG</strong> <strong>Ekō</strong> e del collettivo cileno <strong>Desierto Vestido</strong> ha portato al ritrovamento di etichette di numerose marche. Tra queste, Old Navy, H&M, Adidas e Levi's, oltre a Zara, Hugo Boss, Under Armour, Tommy Hilfiger e Nike. La presenza di questi indumenti dimostra la diversità delle spedizioni che finiscono per accumularsi nella zona.</p><p><strong>Il problema si aggrava quando i rifiuti vengono bruciati.</strong> Dopo alcuni incendi, rimane una superficie scura di tessuto fuso, un aspetto che <strong>Bastian Barria,</strong> fondatore di Desierto Vestido, paragona al petrolio solidificato. Gli indumenti sintetici, compresi quelli in poliestere, possono rilasciare sostanze inquinanti durante la combustione e contaminare il suolo, l'aria e le falde acquifere.</p><h2>Gli abiti usati e gli incendi colpiscono Alto Hospicio</h2><p>Gli effetti degli incendi si stanno ripercuotendo anche sulle persone che vivono nelle vicinanze. Il fumo proveniente dagli incendi sta raggiungendo le zone abitate e alcuni residenti segnalano problemi respiratori. <strong>Particolare preoccupazione desta l'abbigliamento contenente poliestere, una fibra derivata dal petrolio che, se bruciata, può generare composti inquinanti.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-vertedero-textil-de-atacama-acumula-60-000-toneladas-de-ropa-y-ya-puede-verse-desde-el-espacio-1786957378620.jpg" data-image="jr31svyf31te" alt="Deserto di Atacama, Cile." title="Deserto di Atacama, Cile."><figcaption>La discarica tessile di Atacama rappresenta anche un problema ambientale e sanitario a causa dell'incenerimento di indumenti contenenti fibre sintetiche.</figcaption></figure><p>La città di <strong>Alto Hospicio</strong> si trova a poca distanza dalla discarica e convive con questa situazione da anni. Il suo sindaco, <strong>Patricio Ferreira, </strong>riassume il sentimento degli abitanti: "Ci sentiamo abbandonati. Sentiamo che la nostra terra è stata sacrificata. Siamo la discarica del mondo e non esiste ancora una vera soluzione a questo problema", ha dichiarato all'agenzia di stampa internazionale AFP.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760421" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricercatori-di-waterloo-trasformano-rifiuti-di-plastica-in-aceto-utilizzando-la-luce-solare.html" title="Ricercatori di Waterloo trasformano rifiuti di plastica in aceto utilizzando la luce solare">Ricercatori di Waterloo trasformano rifiuti di plastica in aceto utilizzando la luce solare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricercatori-di-waterloo-trasformano-rifiuti-di-plastica-in-aceto-utilizzando-la-luce-solare.html" title="Ricercatori di Waterloo trasformano rifiuti di plastica in aceto utilizzando la luce solare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ricercatori-di-waterloo-trasformano-rifiuti-di-plastica-in-aceto-utilizzando-la-luce-solare-1774346971233_320.jpeg" alt="Ricercatori di Waterloo trasformano rifiuti di plastica in aceto utilizzando la luce solare"></a></article></aside><p>Ferreira ha anche denunciato l'immagine che la discarica proietta: "<strong>Su internet, quando si cerca Alto Hospicio, compaiono video che dicono che è il posto più brutto del mondo. Siamo una piccola città nascosta nel nord del Cile e la gente ci conosce per questo".</strong> L'accumulo di vestiti è diventato sinonimo della città.</p><h2>Il Cile riceve fino a 180.000 tonnellate di abiti usati</h2><p>I dati disponibili indicano che il problema supera le 60.000 tonnellate di abiti abbandonati. <strong>Come riportato da Infobae nel gennaio 2026, Iquique riceve annualmente tra le 120.000 e le 180.000 tonnellate di abiti usati. </strong>Questa quantità colloca il Cile al quarto posto tra i maggiori importatori mondiali di indumenti di seconda mano.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-vertedero-textil-de-atacama-acumula-60-000-toneladas-de-ropa-y-ya-puede-verse-desde-el-espacio-1786957615206.jpg" data-image="3d12ocvtym30" alt="Deserto di Atacama." title="Deserto di Atacama."><figcaption>La montagna di rifiuti tessili nel deserto di Atacama riflette l'impatto della moda usa e getta e dei capi d'abbigliamento che finiscono per non trovare sbocco commerciale.</figcaption></figure><p>Il caso è giunto anche in tribunale. <strong>Il Primo Tribunale Ambientale di Antofagasta ha ritenuto lo Stato cileno responsabile per negligenza, per non aver impedito o controllato per anni l'accumulo illegale di rifiuti su terreni di proprietà statale ad Alto Hospicio.</strong> La sentenza ha stabilito un piano decennale di risanamento ambientale, sebbene non sia ancora definitivo poiché il Consiglio di Difesa dello Stato ha presentato ricorso alla Corte Suprema.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763145" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche">Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche-1775810229090_320.jpg" alt="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"></a></article></aside><p>Le Nazioni Unite inseriscono il problema in una crisi ben più ampia: "Gli esseri umani generano ogni anno oltre 2 miliardi di tonnellate di rifiuti in tutto il mondo – una quantità sufficiente a fare il giro del mondo 25 volte se imballata in container standard – inquinando la terra, l'aria e l'acqua, e colpendo in modo sproporzionato le comunità più povere".</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/NKd0LemASxk/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=NKd0LemASxk" id="NKd0LemASxk"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>«La moda è al centro della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne di quest'anno, per sottolineare il suo impressionante consumo di risorse e i livelli di inquinamento che genera. È un settore in cui le tendenze cambiano rapidamente e i capi vengono spesso gettati via dopo essere stati indossati solo poche volte. <strong>Gli esperti stimano che raddoppiare la durata di vita degli indumenti potrebbe ridurre le emissioni di gas serra del 44%», </strong>ha avvertito l'ONU.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-deserto-di-atacama-e-stata-scoperta-una-discarica-di-abiti-proveniente-dall-europa-visibile-persino-dallo-spazio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come prevedere meglio i fenomeni meteorologici che si verificano una volta ogni millennio: i "cigni neri" del meteo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-prevedere-meglio-i-fenomeni-meteorologici-che-si-verificano-una-volta-ogni-millennio-i-cigni-neri-del-meteo.html</link><pubDate>Sat, 22 Aug 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Sebbene le previsioni meteorologiche giornaliere siano migliorate, rimane una sfida prevedere eventi che potrebbero verificarsi una volta ogni 1.000 anni, come le ondate di calore più letali.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/fenomenos-meteorologicos-una-vez-cada-milenio-1787199752468.jpg" data-image="2f4kwvmwivci" alt="Fumo da incendi." title="Fumo da incendi."><figcaption>Fumo su Mosca. Nel 2010, le colonne di fumo provenienti dagli incendi boschivi a Mosca, in Russia, sono state aggravate dalle temperature estreme. In alcune zone sono stati registrati livelli di inquinamento dieci volte superiori alla norma per la capitale. Immagine dell'Agenzia Spaziale Europea/CC BY-SA 3.0 IGO.</figcaption></figure><p>I modelli tradizionali basati su supercomputer possono prevedere questi eventi, ma richiedono molto tempo e un elevato consumo energetico. D'altro canto, i modelli predittivi più recenti, basati sull'intelligenza artificiale, sono efficaci per le previsioni giornaliere, ma spesso non riescono a prevedere gli eventi anomali non rappresentati nei dati di addestramento.</p><p><strong>"I modelli meteorologici e climatici basati sull'IA rappresentano uno dei grandi successi dell'intelligenza artificiale in ambito scientifico,</strong> ma non sono miracolosi: falliscono con i cigni grigi, gli eventi più rari ed estremi", ha affermato <strong>Pedram Hassanzadeh,</strong> professore associato di scienze geofisiche all'Università di Chicago. <strong>"I modelli dettagliati basati sulla fisica possono catturare gli eventi estremi, ma richiedono quantità di tempo ed energia proibitive".</strong></p><div class="texto-destacado">Un team internazionale di ricercatori provenienti da Stati Uniti e Francia, co-diretto da membri del Climate Extremes Theory and Data Group di Hassanzadeh, ha sviluppato un nuovo metodo ibrido, pubblicato su Physical Review Letters, per risolvere questo problema.<br></div><p>La loro soluzione combina l'efficienza degli strumenti di intelligenza artificiale con l'affidabilità dei modelli tradizionali per prevedere la probabilità di eventi rari in modo rapido e preciso, utilizzando molte meno risorse.</p><p>"Il vantaggio di questo metodo", ha affermato Hassanzadeh, "è che unisce i punti di forza dell'IA e della fisica tradizionale, risultando particolarmente efficace per gli eventi estremi, che sono i più difficili da simulare e hanno il maggiore impatto sociale".</p><h2>Statistiche sugli eventi rari</h2><p>Le ondate di calore sono una delle forme più letali di eventi meteorologici estremi. Nel 2003, un'ondata di calore <strong>ha causato circa 70.000 morti in Europa,</strong> mentre in Russia se ne sono registrate 56.000 nel 2010. Lo scorso giugno, quasi metà degli Stati Uniti – <strong>circa 180 milioni di persone</strong> – ha sperimentato temperature pericolose.</p><p>Queste ondate di calore stanno diventando più frequenti e intense, ma la natura atipica di questi eventi le rende difficili da studiare e da prevedere.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fenomenos-meteorologicos-una-vez-cada-milenio-1787199777054.jpg" data-image="l45v5a2klo6x" alt="Eventi estremi." title="Eventi estremi."><figcaption>Mappa che mostra la temperatura superficiale del suolo in Europa. Un satellite ha registrato l'attività termica terrestre durante un'ondata di calore senza precedenti in Europa il 23 giugno 2026. Il colore più scuro nel grafico rappresenta temperature pari o superiori a 55 gradi Celsius (130 gradi Fahrenheit). Immagine di Copernicus Sentinel/Agenzia Spaziale Europea, CC BY-SA 3.0 IGO.</figcaption></figure><p>Le previsioni meteorologiche si sono tradizionalmente basate su modelli climatici e meteorologici fondati sulla fisica. Questi modelli ci aiutano a capire come diverse condizioni, come la pressione atmosferica, possano influenzare la temperatura e altre variabili nel tempo. Calcolano vari scenari potenziali che i ricercatori utilizzano per determinare cosa è più probabile che accada nella realtà.</p><div class="texto-destacado">Il problema è il seguente: se si vuole conoscere la probabilità che a Chicago si raggiungano i 30°C a luglio – un evento piuttosto comune – non sarebbero necessarie molte simulazioni per ottenere tale temperatura. Ma se si vuole conoscere la probabilità che si raggiungano i 40°C, saranno necessarie molte più simulazioni prima di osservare questo valore estremo. Eseguire così tante simulazioni richiede molto tempo e potenza di calcolo.</div><p>I ricercatori possono mitigare il problema utilizzando una tecnica statistica chiamata campionamento di eventi rari (RES), che velocizza il processo assegnando un punteggio alle condizioni in modo che il modello climatico possa concentrarsi solo su quelle più promettenti e ignorare le altre. Tuttavia, il campionamento di eventi rari non funziona bene per eventi di breve durata, come ondate di calore di una settimana, ma piuttosto per un'intera stagione generalmente insolitamente calda.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>“I modelli meteorologici e climatici basati sull'intelligenza artificiale sono uno dei maggiori successi dell'IA in ambito scientifico, ma non sono magici: non riescono a prevedere i cigni grigi, ovvero gli eventi più rari ed estremi.”</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Per ovviare a questo problema, il team ha ideato un nuovo metodo chiamato AI+RES, che migliora il meccanismo di punteggio aggiungendo la capacità dell'IA di prevedere quali condizioni hanno maggiori probabilità di produrre eventi estremi di breve durata e a rapido sviluppo.</p><p>“Ripetendo iterativamente questo processo, si arriva a una serie di simulazioni che catturano l'evento estremo raro di interesse”, ha spiegato <strong>Alexander Wikner,</strong> ricercatore post-dottorato presso lo Schmidt AI in Science nel gruppo di Hassanzadeh e co-autore senior dello studio. “Maggiore è il numero di simulazioni eseguite, migliore sarà la stima della probabilità di un tale evento, ottenendo in definitiva una certezza molto maggiore.”</p><p>Per testare il metodo, <strong>il team ha eseguito 50.000 simulazioni utilizzando un modello climatico tradizionale per prevedere le ondate di calore in alcune zone della Francia e del Midwest degli Stati Uniti. </strong>Il loro nuovo metodo AI+RES ha prodotto risultati praticamente identici utilizzando un centesimo delle simulazioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'">Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: "c'è la possibilità che si formino quest'autunno"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-meteorologo-aleman-sobre-el-riesgo-de-medicanes-en-el-mediterraneo-este-otono-hay-potencial-para-su-formacion-1785188590384_320.png" alt="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"></a></article></aside><p>Poiché questo lavoro era una dimostrazione di fattibilità, hanno utilizzato un modello che non teneva conto dei cambiamenti climatici, aggiungendo un ulteriore livello di complessità. I ricercatori sperano di testare il loro metodo con modelli che operano in diversi scenari di cambiamento climatico per vedere come i risultati potrebbero variare con il riscaldamento del pianeta.</p><p>Wikner osserva che il metodo potrebbe anche contribuire a generare set di dati di eventi rari per addestrare modelli di intelligenza artificiale ancora più performanti, il che a sua volta accelererebbe ulteriormente il loro approccio.</p><h2>Applicazione ad altri fenomeni estremi e rari</h2><p>Secondo gli scienziati, il metodo ibrido potrebbe essere applicato ad altri eventi meteorologici estremi, come cicloni tropicali o precipitazioni estreme.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>"Ciò che apprezzo di questo framework", ha affermato Hassanzadeh, "è la sua scalabilità. Esistono già modelli di intelligenza artificiale addestrati su osservazioni meteorologiche reali, quindi il passo successivo è quello di collegare un modello numerico di previsione meteorologica o climatica all'avanguardia a uno di questi, utilizzando questo algoritmo".</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>"Combina i vantaggi dell'intelligenza artificiale e della fisica tradizionale, ed è particolarmente efficace per gli eventi estremi, che sono i più difficili da simulare e hanno il maggiore impatto sociale".</p><p>Questo fornirebbe ai decisori politici l'accesso alle informazioni precise di cui hanno bisogno, come la frequenza di tempeste intense e ondate di calore nel clima attuale e futuro, a livello regionale, ad esempio, nello specifico in Texas, Florida o California.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782578" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html" title="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione">Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html" title="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione-1786137988309_320.png" alt="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione"></a></article></aside><p>"Questo è esattamente il tipo di informazione di cui i governi federali, statali e locali hanno bisogno come primo passo nella pianificazione dell'adattamento e della mitigazione dei cambiamenti climatici", ha aggiunto Hassanzadeh. "È molto incoraggiante poter estendere questo approccio a modelli reali che forniscono direttamente tali informazioni al pubblico e ai responsabili politici."</p><p>Fuente: <a href="https://news.uchicago.edu/" target="_blank"><strong>Universidad de Chicago</strong> </a></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Amaury%20Lancelin%20et%20al" data-year="" data-title="AI-Boosted%20Rare%20Event%20Sampling%20to%20Characterize%20Extreme%20Weather%2C%20Physical%20Review%20Letters" data-url="https%3A%2F%2Fjournals.aps.org%2Fprl%2Fabstract%2F10.1103%2Fb1gc-9c2q">Amaury Lancelin et al. <a href="https://journals.aps.org/prl/abstract/10.1103/b1gc-9c2q" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">AI-Boosted Rare Event Sampling to Characterize Extreme Weather, Physical Review Letters</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-prevedere-meglio-i-fenomeni-meteorologici-che-si-verificano-una-volta-ogni-millennio-i-cigni-neri-del-meteo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item></channel></rss>