<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Sat, 04 Jul 2026 16:00:12 +0000</lastBuildDate><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 16:00:12 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Uno studio rivela che il terremoto del 2011 ha spostato l’isola di Honshu fino a 6 millimetri, ecco come]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-studio-rivela-che-il-terremoto-del-2011-ha-spostato-l-isola-di-honshu-fino-a-6-millimetri-ecco-come.html</link><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 14:14:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Uno studio rivela che il devastante terremoto del 2011 in Giappone non solo ha innescato uno tsunami e migliaia di vittime, ma ha anche spostato permanentemente l'isola di diversi millimetri attraverso un meccanismo geologico precedentemente sconosciuto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-estudio-en-science-revela-que-el-terremoto-de-japon-de-2011-movio-la-isla-con-energia-rebotada-del-nucleo-terrestre-1782440346328.jpg" data-image="cnnv2b1srt2n" alt="Terremoto sin Giappone del 2011." title="Terremoto sin Giappone del 2011."><figcaption>Il terremoto, seguito da un devastante tsunami, ha causato quasi 20.000 morti.</figcaption></figure><p><strong>Un terremoto può spostare un'intera isola?</strong> Sebbene possa sembrare un evento geologico avvenuto milioni di anni fa, la risposta è sì. Ed è successo solo quindici anni fa.</p><p>Un nuovo studio scientifico conclude che il devastante terremoto che ha colpito il Giappone l'11 marzo 2011 ha causato uno spostamento permanente verso est dell'arcipelago, compreso tra cinque e sei millimetri.</p><p>Questo movimento è impercettibile all'occhio umano, ma perfettamente misurabile con strumenti di alta precisione e ha importanti implicazioni per la comprensione delle dinamiche terrestri.</p><p><strong>Quel terremoto, di magnitudo 9.0 e con epicentro al largo della costa della regione del Tohoku, è tra i più intensi mai registrati da quando sono iniziate le moderne misurazioni.</strong> Il sisma, seguito da un devastante tsunami, <strong>ha causato quasi 20.000 morti e ha innescato l'incidente nucleare di Fukushima,</strong> diventando uno dei peggiori disastri della storia recente del Giappone.</p><h2>Un segnale che ha lasciato perplessi gli scienziati</h2><p>Nel bel mezzo del disastro, accadde qualcosa che passò inosservato per anni. <strong>Circa 16 minuti dopo il terremoto principale, ma prima che iniziassero le forti scosse di assestamento,</strong> le stazioni GPS distribuite in tutto il Giappone registrarono uno spostamento improvviso che non corrispondeva ad alcun nuovo terremoto.</p><p><strong>All'epoca, l'anomalia ricevette poca attenzione.</strong> Lo spostamento era molto piccolo e molti ricercatori pensarono che potesse trattarsi di un errore di registrazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-estudio-en-science-revela-que-el-terremoto-de-japon-de-2011-movio-la-isla-con-energia-rebotada-del-nucleo-terrestre-1782440393649.jpg" data-image="cmr1m1qr25ag" alt="Terremoto 2011." title="Terremoto 2011."><figcaption>Il terremoto di magnitudo 9.0 ebbe il suo epicentro al largo della costa della regione di Tohoku.</figcaption></figure><p>Tuttavia, la geofisica <strong>Sunyoung Park</strong> dell'Università di Chicago sospettava che quelle misurazioni riflettessero un fenomeno reale. Dopo aver analizzato i dati con il suo team, <strong>è giunta a una spiegazione, appena pubblicata sulla rivista Science, che descrive un meccanismo sismico mai osservato prima.</strong></p><h2>Il viaggio delle onde sismiche verso il nucleo terrestre</h2><p>Inizialmente i ricercatori hanno escluso altre ipotesi, <strong>come una frana sottomarina o un lento movimento lungo una faglia,</strong> poiché nessuno di questi scenari corrispondeva all'entità e all'estensione del fenomeno registrato.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>La spiegazione che propongono è di gran lunga più sorprendente. Secondo lo studio, le enormi onde energetiche generate dal terremoto hanno viaggiato attraverso l'interno della Terra, sono discese fino al nucleo esterno e poi sono risalite in superficie.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questo viaggio di circa 5.800 chilometri è durato circa 15 minuti. Quando l'energia è tornata nella crosta terrestre, ha innescato un nuovo scorrimento in corrispondenza di due importanti confini di placche tettoniche intorno al Giappone: <strong>il confine tra la placca del Pacifico e la placca di Okhotsk, e il confine tra la placca del Mar delle Filippine e la placca eurasiatica.</strong></p><p>Di conseguenza, l'intero territorio giapponese si è spostato permanentemente di circa sei millimetri verso est.</p><h2>Un fenomeno mai documentato prima</h2><p>Sebbene i sismologi sapessero da tempo che le onde sismiche possono propagarsi all'interno della Terra e persino riflettersi sul suo nucleo, <strong>non era mai stato dimostrato prima che questo processo potesse innescare ulteriori movimenti delle placche tettoniche in prossimità della superficie. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770787" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alcuni-sismologi-spiegano-su-nature-come-la-grande-piramide-di-giza-abbia-resistito-ai-terremoti-per-oltre-4500-anni.html" title="Alcuni sismologi spiegano su Nature come la Grande Piramide di Giza abbia resistito ai terremoti per oltre 4500 anni">Alcuni sismologi spiegano su Nature come la Grande Piramide di Giza abbia resistito ai terremoti per oltre 4500 anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alcuni-sismologi-spiegano-su-nature-come-la-grande-piramide-di-giza-abbia-resistito-ai-terremoti-per-oltre-4500-anni.html" title="Alcuni sismologi spiegano su Nature come la Grande Piramide di Giza abbia resistito ai terremoti per oltre 4500 anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-gran-piramide-de-guiza-es-a-prueba-de-terremotos-segun-estudio-1779712244314_320.jpeg" alt="Alcuni sismologi spiegano su Nature come la Grande Piramide di Giza abbia resistito ai terremoti per oltre 4500 anni"></a></article></aside><p><strong>Secondo l'Università di Chicago, il fenomeno si è esteso per circa 3.000 chilometri, la più ampia area mai registrata per un evento di questo tipo.</strong> Inoltre, l'energia rilasciata da questo secondo slittamento è risultata paragonabile a quella di un terremoto di magnitudo 7,5.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-estudio-en-science-revela-que-el-terremoto-de-japon-de-2011-movio-la-isla-con-energia-rebotada-del-nucleo-terrestre-1782440415681.jpg" data-image="253qfsiirlyr" alt="Terremoto 2011." title="Terremoto 2011."><figcaption>La scoperta aggiunge un nuovo tassello al puzzle relativo al comportamento dei grandi terremoti.</figcaption></figure><p>"È sorprendente perché si tratta di un'estensione e di un'area senza precedenti per un evento sismico, e rappresenta una fonte di rischio sismico finora sconosciuta", ha spiegato Park.</p><p>I ricercatori, tra cui <strong>Hiroo Kanamori</strong> del Caltech e <strong>Luis Rivera</strong> dell'Università di Strasburgo, sottolineano che questo fenomeno è passato inosservato per così tanto tempo perché i sismometri sono progettati per rilevare segnali brevi e ad alta frequenza, tipici dei terremoti convenzionali. <strong>Solo combinando queste registrazioni con i dati ottenuti dalle stazioni GPS è stato possibile identificare il segnale.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775575" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/doppio-terremoto-scuote-il-venezuela-distruggendo-centinaia-di-edifici-molte-vittime-e-caos-video-e-ultime-notizie.html" title="Doppio terremoto scuote il Venezuela, distruggendo centinaia di edifici: molte vittime e caos. Video e ultime notizie">Doppio terremoto scuote il Venezuela, distruggendo centinaia di edifici: molte vittime e caos. Video e ultime notizie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/doppio-terremoto-scuote-il-venezuela-distruggendo-centinaia-di-edifici-molte-vittime-e-caos-video-e-ultime-notizie.html" title="Doppio terremoto scuote il Venezuela, distruggendo centinaia di edifici: molte vittime e caos. Video e ultime notizie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-doble-sismo-sacude-a-venezuela-dejando-edificios-colapsalos-muerte-y-destruccion-aqui-los-detalles-1782353441021_320.jpg" alt="Doppio terremoto scuote il Venezuela, distruggendo centinaia di edifici: molte vittime e caos. Video e ultime notizie"></a></article></aside><p>La scoperta aggiunge un nuovo tassello al puzzle del comportamento dei grandi terremoti e apre una linea di ricerca finora inesplorata. Come riassume Park, i risultati dimostrano che un grande terremoto può continuare a modificare le faglie tettoniche anche dopo la fine della scossa principale.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Sunyoung%20Park%20et%20al." data-year="2026" data-title="ScS-triggered%20slip%20on%20megathrust%20interfaces%20after%20the%202011%20MW%209.0%20Tohoku-Oki%20earthquake" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fscience.aec4190">Sunyoung Park et al.. (2026). <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.aec4190" target="_blank">ScS-triggered slip on megathrust interfaces after the 2011 MW 9.0 Tohoku-Oki earthquake</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-studio-rivela-che-il-terremoto-del-2011-ha-spostato-l-isola-di-honshu-fino-a-6-millimetri-ecco-come.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Entra nel vivo la stagione dei temporali sull'Europa continentale, sarà un fiorire di cumulonembi ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/entra-nel-vivo-la-stagione-dei-temporali-sull-europa-continentale-sara-un-fiorire-di-cumulonembi.html</link><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 11:04:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni sull'Europa sarà un continuo fiorire di cumulonembi, soprattutto durante l'orario centrale del giorno, a causa della forte instabilità atmosferica, tipica della stagione.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/entra-nel-vivo-la-stagione-dei-temporali-sull-europa-continentale-sara-un-fiorire-di-cumulonembi-1778248660448.jpg" data-image="1i1xx6lm9jm7" alt="Forti temporali." title="Forti temporali."><figcaption>Questo maggior apporto di calore, indotto dalla graduale intensificazione dell’insolazione diurna che surriscalda per bene i terreni, instabilizzando la colonna d’aria sovrastante, favorendo lo sviluppo dei temporali.</figcaption></figure><p>Con l’arrivo della bella stagione sui vasti bassopiani e pianure dell’Europa centro-orientale comincia la stagione dei <strong>temporali termoconvettivi.</strong> Proprio nei giorni scorsi in molti Paesi dell’Europa centro-orientale si sono registrati i primi intensi temporali della stagione. </p><p>L’improvvisa impennata dei valori termici sul comparto orientale del vecchio continente è causata dall’aumento dell’insolazione diurna, caratteristico in questo periodo dell’anno, e dal contemporaneo allungamento delle giornate. L’intensificazione del soleggiamento, a sua volta, determina un graduale riscaldamento delle terre emerse, con l’emergere dei primi tepori di stagione.</p><h2><strong>Il surriscaldamento dei terreni durante il giorno</strong></h2><p>I terreni, soprattutto lungo le immense pianure dell’est Europa, fra Polonia, Ucraina e Russia europea, tendono sempre più a scaldarsi durante le ore centrali del giorno, immettendo nell’atmosfera una maggiore quantità di calore (specie negli strati d’aria prossimi al suolo). </p><div class="texto-destacado">Alla base di questa improvvisa impennata dei valori termici sul comparto orientale del vecchio continente vi è il graduale aumento dell’insolazione diurna e il forte irraggiamento diurno, caratteristico in questo periodo dell’anno. L’intensificazione del soleggiamento, a sua volta, determina un graduale riscaldamento delle terre emerse, con l’emergere dei primi tepori di stagione.</div><p>Questo maggior apporto di calore, indotto dalla graduale intensificazione dell’insolazione diurna che surriscalda per bene i terreni, <strong>instabilizzando la colonna d’aria sovrastante, per l’inasprimento del “gradiente termico verticale” (fra l’aria sempre più mite nei bassi strati e l’aria fredda che scorre alle quote superiori della troposfera),</strong> alimenta pure lo sviluppo dei moti convettivi (correnti ascensionali che dal suolo tendono a propagarsi verso la media e alta troposfera) che spesso vengono identificati nella genesi di addensamenti cumuliformi, piuttosto sviluppati in altezza, nelle ore centrali del giorno, specie se in presenza di importanti <strong>“gradienti termici verticali”,</strong> che vengono poi inaspriti dall’isolamento nei bassi strati di un <strong>“cuscino d’aria calda e umida”</strong> (come avviene in estate sulla pianura Padana dove lo strato caldo umido preesistente al suolo rappresenta il carburante che mette in moto i temibili temporali padani).</p><h2><strong>Attesi tanti temporali nei prossimi giorni</strong></h2><p>Nei prossimi giorni, osservando le moviole satellitari, non di rado si potrà osservare la formazione di nubi cumuliformi (per lo più cumuli e congesti), ad evoluzione diurna, sempre più pronunciate fra l’area balcanica, la regione carpatico-danubiana, i bassopiani di Germania e Polonia e le più vaste pianure di Ucraina, Bielorussia e Russia europea, dove l’attività <strong>“termoconvettiva”,</strong> capace di scatenare temporali davvero terribili, entrerà nel vivo dall’ultima decade di Aprile, con eventi temporaleschi anche di forte intensità. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/entra-nel-vivo-la-stagione-dei-temporali-sull-europa-continentale-sara-un-fiorire-di-cumulonembi-1778248739268.jpg" data-image="k0ri770xjo5g" alt="Supercella." title="Supercella."><figcaption>Nei prossimi giorni, osservando le moviole satellitari, non di rado si potrà osservare la formazione di nubi cumuliformi (per lo più cumuli e congesti), ad evoluzione diurna, sempre più pronunciate fra l’area balcanica, la regione carpatico-danubiana, i bassopiani di Germania e Polonia e le più vaste pianure di Ucraina, Bielorussia e Russia europea.</figcaption></figure><p><strong>Del resto, fra Ucraina, Bielorussia, Repubbliche Baltiche e Russia europea, i massimi picchi di precipitazioni si verificano proprio durante la tarda primavera e il periodo estivo,</strong> quando le estese pianure di Ucraina, Bielorussia e Russia europea, esposte all’intenso soleggiamento diurno, si surriscaldano notevolmente facendo schizzare i termometri oltre la soglia dei <strong>+25°C +30°C,</strong> o anche più (picchi sopra i <strong>+32°C +35°C</strong>) durante le ondate di calore che risalgono dall’entroterra desertico libico e egiziano, a seguito del posizionamento di un’area depressionaria sul Mediterraneo centrale o dell’affondo di un asse di saccatura verso l’Italia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716658" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura.html" title="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura">Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura.html" title="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura-1750758099016_320.jpg" alt="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura"></a></article></aside><p>A Mosca il mese più piovoso dell’anno è luglio, <strong>con una media pluviometrica di 94 mm,</strong> cosi come per Kiev, <strong>dove in luglio cadono in media ben 88 mm di pioggia,</strong> mentre nei mesi meno piovosi (marzo, aprile e ottobre) <strong>ne cadono appena 39 mm.</strong></p><h2><strong>Ecco cosa serve per lo scoppio dell'attività convettiva</strong></h2><p>D’estate, molto spesso, basta l’affondo di leggere infiltrazioni di aria più fredda dalle latitudini scandinave o dalla Russia occidentale, sopra gli “arroventati” bassopiani ucraini, per innescare <strong>intensi temporali “termoconvettivi”,</strong> caratterizzati da una vivace attività elettrica e forti colpi di vento (“<strong>downbursts</strong>”), che scoppiano improvvisamente, fra il pomeriggio e la prima serata, generando rovesci e intense piogge che si esauriscono rapidamente dalla serata/notte.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="10761" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/cumulonembi-le-spettacolari-nuvole-dei-temporali.html" title="Cumulonembi, le spettacolari nuvole dei temporali">Cumulonembi, le spettacolari nuvole dei temporali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/cumulonembi-le-spettacolari-nuvole-dei-temporali.html" title="Cumulonembi, le spettacolari nuvole dei temporali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cumulonembi-le-spettacolari-nuvole-dei-temporali-10761-1_320.jpg" alt="Cumulonembi, le spettacolari nuvole dei temporali"></a></article></aside><p>Quando poi scivolano dei vecchi <strong>“Cut-Off”</strong> o delle <strong>gocce fredde,</strong> colme di aria molto fredda d’origine polare o sub-polare nella media troposfera (con isoterme di <strong>-30°C a 500 hPa</strong>), l’instabilità, inasprita dai forti <strong>“gradienti termici verticali”,</strong> può divenire veramente molto marcata, dando origine a forti temporali, con imponenti l’innesco di <strong>celle</strong> o <strong>temporali a multicella</strong> che possono generare forti rovesci di pioggia, capaci di durare per diverse ore, e alle volte pure grandinate con intensa attività elettrica.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/entra-nel-vivo-la-stagione-dei-temporali-sull-europa-continentale-sara-un-fiorire-di-cumulonembi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le città italiane con più alberi: la classifica delle città più verdi d'Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-citta-italiane-con-piu-alberi-la-classifica-delle-citta-piu-verdi-d-italia.html</link><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Ecco quali sono i centri urbani con più alberi in Italia: la classifica Istat individua le città più verdi, dove gli alberi aiutano a mitigare il caldo, riducono il rischio idrogeologico e purificano l’aria.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-citta-italiane-con-piu-alberi-la-classifica-delle-citta-piu-verdi-d-italia-1782897885659.jpg" data-image="z0hq6gl9cfn5" alt="Alberi in città" title="Alberi in città"><figcaption>Un esempio di integrazione delle aree verdi tra gli edifici moderni</figcaption></figure><p>L’Istat ha pubblicato il <strong>rapporto sul verde urbano</strong> che include la classifica delle <strong>città più green d’Italia</strong>. Lo studio include le aree verdi comunali, tra cui i giardini e i parchi pubblici, ma anche i <strong>filari </strong>che corrono lungo le strade, per scoprire quanti alberi ci sono <strong>in rapporto agli abitanti</strong>.</p><p>Il valore scende, naturalmente, in caso di città molto popolose, ma il quadro offerto dall’Istat mostra comunque una realtà interessante, specialmente considerando quanto siano importanti gli alberi quando le ondate di calore rendono le città italiane particolarmente roventi.</p><h2>Perché piantare alberi in città è importante</h2><p>Non è solo questione di sostenibilità, ma a volte proprio di <strong>vivibilità</strong>. </p><div class="texto-destacado">Con le temperature in costante aumento, le estati sempre più torride e un numero di abitanti sempre più alto, il verde inizia a essere indispensabile per mantenere le città abitabili. </div><p>Esistono evidenze scientifiche che dimostrano che la presenza di alberi ha diversi effetti benefici. </p><p>Gli alberi sono in grado di <strong>assorbire Co2,</strong> creano zone d’ombra e grazie al fenomeno dell’<strong>evapotraspirazione</strong> espellono acqua per raffreddarsi. L’acqua poi evaporando riduce ulteriormente la temperatura e contrasta la formazione delle <strong>isole di calore</strong>, quelle aree cementificate e molto antropizzate dove si registrano temperature più alte anche di sei o sette gradi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762252" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde.html" title="Siepi a misura di giardino: quali piante scegliere per vivere al meglio il tuo spazio verde">Siepi a misura di giardino: quali piante scegliere per vivere al meglio il tuo spazio verde</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde.html" title="Siepi a misura di giardino: quali piante scegliere per vivere al meglio il tuo spazio verde"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde-1775322871963_320.jpeg" alt="Siepi a misura di giardino: quali piante scegliere per vivere al meglio il tuo spazio verde"></a></article></aside><p>Ci sono poi altri vantaggi legati alla riduzione dell’<strong>inquinamento acustico</strong> (gli alberi bloccano e disperdono le onde sonore, attenuando i rumori) e alla riqualificazione estetica delle città.</p><p>Andiamo ora a scoprire quali sono in Italia le città con più o meno alberi.</p><h2>Le città meno verdi d'Italia</h2><p>Nella classifica che include <strong>cento città</strong> di diversa grandezza ci sono molte conferme e qualche sorpresa.</p><p>Le città <strong>più grandi</strong> sono quasi tutte tra la metà e la parte bassa della classifica, ma ricordiamo che il numero più alto di abitanti fa scendere il valore percentuale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-citta-italiane-con-piu-alberi-la-classifica-delle-citta-piu-verdi-d-italia-1782897950649.jpg" data-image="a8ldk3ekct6y" alt="Città verdi" title="Città verdi"><figcaption>Il "Bosco Verticale" di Milano ospita più di duemila specie di piante</figcaption></figure><p><strong>Milano</strong>, la città del Bosco Verticale, si colloca cinquantunesimo posto, con <strong>18,12</strong> alberi ogni cento abitanti. </p><p><strong>Roma e Palermo</strong> sono rispettivamente in posizione 75 e 78, con poco più di 11 alberi ogni cento abitanti, mentre ancora peggio fanno <strong>Genova</strong>, la numero 9, e <strong>Napoli </strong>penultima al 98. A chiudere la classifica c'è <strong>Siracusa</strong>, con soli 2,49 alberi per cento abitanti.</p><h2>Le città d'Italia con più alberi </h2><p>Tra le grandi città d’Italia performa davvero bene <strong>Torino</strong>, in decima posizione con 42,71 alberi su cento abitanti.</p><p>Bene anche <strong>Reggio Emilia</strong>, settima, e <strong>Cosenza</strong>, la più virtuosa delle città del sud, che si posiziona sesta in classifica.</p><p>Nella top 5 si trovano <strong>Brescia, Mantova, Cremona</strong> e <strong>Trieste</strong>, mentre il gradino più alto del podio spetta a <strong>Modena</strong>. La splendida città ducale dell’Emilia Romagna vanta <strong>117,4 alberi ogni 100 abitanti</strong>, quindi più di un albero a testa a persona.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773299" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/rivoluzione-nel-modo-di-costruire-le-case-scienziati-creano-un-mattone-in-grado-di-raffreddare-le-citta-fino-a-9-gradi.html" title="Rivoluzione nel modo di costruire le case: scienziati creano un mattone in grado di raffreddare le città fino a 9 gradi ">Rivoluzione nel modo di costruire le case: scienziati creano un mattone in grado di raffreddare le città fino a 9 gradi </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/rivoluzione-nel-modo-di-costruire-le-case-scienziati-creano-un-mattone-in-grado-di-raffreddare-le-citta-fino-a-9-gradi.html" title="Rivoluzione nel modo di costruire le case: scienziati creano un mattone in grado di raffreddare le città fino a 9 gradi "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/crean-un-ladrillo-capaz-de-enfriar-las-ciudades-hasta-9-grados-y-podria-cambiar-la-forma-de-construir-edificios-1781028369111_320.png" alt="Rivoluzione nel modo di costruire le case: scienziati creano un mattone in grado di raffreddare le città fino a 9 gradi "></a></article></aside><p>Modena, in effetti, è davvero una città green, con 1.400 ettari di verde urbano e 30.458 alberi censiti nelle aree pubbliche. Secondo i dati di AlberItalia, inoltre, il 78% dei cittadini modenesi abita a non più di trecento metri da un’area verde.</p><h2>Cosa dicono gli altri dati sulla sostenibilità delle città italiane</h2><p>Il rapporto sul vede urbano dell’Istat si basa su dati raccolti nel 2023 e oltre al numero di alberi per abitante, fornisce anche molti altri dati interessanti sullo stato di salute delle città.</p><div class="texto-destacado">Un terzo della popolazione italiana è concentrato nei capoluoghi, che quindi sono considerati i casi studio più rilevanti: 109 sono quelli presi in esame.</div><p><strong>Crescono</strong> comunque di quasi sette punti percentuale le aree di verde urbano allo scopo di mitigare il calore. Migliora quindi anche la qualità dell’aria, sebbene i valori di polveri sottili e ozono siano ancora tali da costituire un <strong>pericolo </strong>per la salute.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776483" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luglio-2026-addio-caldo-infernale-attenzione-sta-gia-scalpitando-per-tornare.html" title="Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare">Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luglio-2026-addio-caldo-infernale-attenzione-sta-gia-scalpitando-per-tornare.html" title="Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-sara-il-mese-di-luglio-2026-uns-tregua-dal-grande-caldo-che-tuttavia-scalpita-per-tornare-protagonista-1782834266113_320.jpg" alt="Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare"></a></article></aside><p>In forte crescita l’utilizzo di <strong>fotovoltaico </strong>(+17,5%) e dei punti di ricarica per <strong>veicoli elettrici</strong> (+34,5%). Aumentano anche le <strong>piste ciclabili</strong>, la cui estensione è cresciuta del 27,4% in 5 anni.</p><p>Per contro, per quanto riguarda il trasporto pubblico, il 40% dei bus in circolazione è obsoleto, ma molte città si stanno impegnando per rinnovare le proprie flotte.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-citta-italiane-con-piu-alberi-la-classifica-delle-citta-piu-verdi-d-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: torna a spingere l'alta pressione, fino a 36-38°C entro metà settimana]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-a-spingere-l-alta-pressione-fino-a-36-38-c-entro-meta-settimana.html</link><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 08:13:51 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Weekend tranquillo, ma relativamente "fresco" con temperature in perfetta media stagionale. Dopo tornerà l'anticiclone riportando temperature ben oltre i 30°C su tutta Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xalawk6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xalawk6.jpg" id="xalawk6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo alcuni giorni caratterizzati da temperature decisamente più sopportabili, l'estate sembra pronta a riprendersi la scena. <strong>L'anticiclone subtropicale è infatti destinato a rafforzarsi progressivamente sull'Italia</strong>, riportando condizioni di tempo stabile e un generale aumento delle temperature praticamente su tutta la Penisola. </p><p>La giornata di domenica rappresenterà già un primo assaggio di quello che potrebbe attenderci nei giorni successivi. Il sole sarà protagonista praticamente ovunque, anche se nelle ore pomeridiane non mancherà qualche eccezione. Come spesso accade durante l'estate, il forte riscaldamento del suolo favorirà la formazione di nubi sui rilievi alpini e lungo la dorsale appenninica, dove <strong>potranno svilupparsi locali rovesci o brevi temporali di calore</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776994" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-anticiclone-e-caldo-intenso-temperature-fino-a-38-c-tra-martedi-e-mercoledi.html" title="Meteo Milano: anticiclone e caldo intenso, temperature fino a 38 °C tra martedì e mercoledì">Meteo Milano: anticiclone e caldo intenso, temperature fino a 38 °C tra martedì e mercoledì</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-anticiclone-e-caldo-intenso-temperature-fino-a-38-c-tra-martedi-e-mercoledi.html" title="Meteo Milano: anticiclone e caldo intenso, temperature fino a 38 °C tra martedì e mercoledì"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-e-lombardia-anticiclone-e-caldo-intenso-temperature-fino-a-38-c-tra-martedi-e-mercoledi-1783100759468_320.png" alt="Meteo Milano: anticiclone e caldo intenso, temperature fino a 38 °C tra martedì e mercoledì"></a></article></aside><p> Si tratterà comunque di fenomeni isolati e di breve durata, mentre sulle pianure e lungo le coste continueranno a prevalere condizioni asciutte. </p><h2>La nuova settimana si apre all'insegna del caldo in aumento</h2><p>Sarà però soprattutto l'inizio della prossima settimana a riportare condizioni pienamente estive. <strong>L'espansione dell'alta pressione favorirà un deciso incremento delle temperature</strong>, con valori massimi che torneranno facilmente oltre i 33-35°C in molte città italiane e punte prossime ai <strong>36°C soprattutto sulla Pianura Padana</strong>, nelle vallate interne del Centro e su parte del Sud. </p><p>Anche l'elaborazione dei nostri modelli evidenzia chiaramente questa tendenza. Le tonalità rosso intenso e bordeaux interessano gran parte dell'Italia settentrionale e delle regioni tirreniche, segnale di un'atmosfera decisamente più calda rispetto ai giorni precedenti. Le aree più roventi si estendono dalla Pianura Padana fino alle pianure del Piemonte e della Lombardia, senza dimenticare diverse zone interne della Toscana e dell'Emilia-Romagna. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-a-spingere-l-alta-pressione-fino-a-36-38-c-entro-meta-settimana-1783151343245.png" data-image="59tcjr3zlki6" alt="Caldo in aumento su tutta Italia" title="Caldo in aumento su tutta Italia"><figcaption>Entro metà settimana nuovamente oltre i 35°C</figcaption></figure><p>Più contenute, ma comunque pienamente estive, le temperature lungo alcuni tratti costieri e sulle isole maggiori, dove la presenza del mare riesce in parte a limitare gli eccessi termici.</p><p><strong>Le temperature elevate saranno accompagnate anche da un aumento della sensazione di afa</strong>, soprattutto nei grandi centri urbani e nelle pianure, dove la ventilazione tenderà a risultare piuttosto debole. Le ore pomeridiane saranno quindi quelle più impegnative, con condizioni di disagio fisico destinate ad aumentare giorno dopo giorno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776838" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-temporali-o-entrambi-cambia-tutto-nei-modelli-luca-lombroso-svela-la-sorpresa-dell-8-luglio.html" title="Caldo, temporali o entrambi? Cambia tutto nei modelli: Luca Lombroso svela la sorpresa dell’8 luglio">Caldo, temporali o entrambi? Cambia tutto nei modelli: Luca Lombroso svela la sorpresa dell’8 luglio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-temporali-o-entrambi-cambia-tutto-nei-modelli-luca-lombroso-svela-la-sorpresa-dell-8-luglio.html" title="Caldo, temporali o entrambi? Cambia tutto nei modelli: Luca Lombroso svela la sorpresa dell’8 luglio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-temporali-o-entrambi-cambia-tutto-nei-modelli-luca-lombroso-svela-la-sorpresa-dell-8-luglio-1783071569650_320.png" alt="Caldo, temporali o entrambi? Cambia tutto nei modelli: Luca Lombroso svela la sorpresa dell’8 luglio"></a></article></aside><p>Questo, però, non significa che l'atmosfera rimarrà completamente immobile. L'energia accumulata dal forte riscaldamento diurno continuerà infatti ad alimentare una certa instabilità sulle aree montuose. <strong>Alpi e Appennini potranno quindi vedere la formazione di nuovi temporali pomeridiani</strong>, localmente accompagnati da brevi rovesci e qualche colpo di vento, fenomeni che tenderanno comunque ad attenuarsi rapidamente con il calare del sole.</p><h2>Seconda parte di settimana con una possibile sorpresa?</h2><p><strong>Ma c'è un aspetto che merita particolare attenzione.</strong> La seconda parte della prossima settimana resta infatti ancora piuttosto incerta. </p><p>Da un lato continua a spingere l'anticiclone di origine subtropicale, intenzionato a consolidare ulteriormente la propria presenza sul Mediterraneo e sull'Italia; dall'altro, un impulso di aria più fresca in discesa dal Nord Europa proverà a eroderne il bordo orientale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-a-spingere-l-alta-pressione-fino-a-36-38-c-entro-meta-settimana-1783162646415.png" data-image="z1cwu06wflwf" alt="Corrente a getto." title="Corrente a getto."><figcaption>L'andamento della corrente a getto per la prossima settimana.</figcaption></figure><p><strong>Al momento l'ipotesi più probabile vede ancora prevalere l'alta pressione</strong>, ma non è escluso che le correnti più fresche riescano comunque a farsi strada, almeno in parte, influenzando il tempo su alcune delle nostre regioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776704" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tregua-dal-grande-caldo-un-fine-settimana-estivo-finalmente-piu-a-misura-d-uomo.html" title="Tregua dal grande caldo: un fine settimana estivo finalmente più a misura d’uomo ">Tregua dal grande caldo: un fine settimana estivo finalmente più a misura d’uomo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tregua-dal-grande-caldo-un-fine-settimana-estivo-finalmente-piu-a-misura-d-uomo.html" title="Tregua dal grande caldo: un fine settimana estivo finalmente più a misura d’uomo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tregua-dal-grande-caldo-un-fine-settimana-all-insegna-di-un-estate-finalmente-a-misura-d-uomo-1783028080570_320.jpg" alt="Tregua dal grande caldo: un fine settimana estivo finalmente più a misura d’uomo "></a></article></aside><p>È ancora presto per capire quale tra queste due configurazioni riuscirà a imporsi definitivamente, ma <strong>qualora l'aria fresca dovesse guadagnare terreno, aumenterebbe la probabilità di rovesci e temporali sulle regioni settentrionali</strong>, con fenomeni che potrebbero estendersi localmente anche a parte del versante adriatico. In questo contesto si registrerebbe anche una lieve diminuzione delle temperature, che tornerebbero su valori più vicini alle medie del periodo.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></strong><br> </div><p><strong>Si tratta comunque di una semplice tendenza</strong>, destinata ad essere confermata o eventualmente rivista nei prossimi aggiornamenti previsionali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-a-spingere-l-alta-pressione-fino-a-36-38-c-entro-meta-settimana.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Milano: anticiclone e caldo intenso, temperature fino a 38 °C tra martedì e mercoledì]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-anticiclone-e-caldo-intenso-temperature-fino-a-38-c-tra-martedi-e-mercoledi.html</link><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Weekend stabile e soleggiato in Lombardia, poi nuova impennata del caldo: Milano potrà raggiungere i 38 °C entro metà settimana</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xal477u"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xal477u.jpg" id="xal477u"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’anticiclone torna protagonista sulla Lombardia. Dopo un fine settimana stabile e soleggiato, il caldo diventerà sempre più intenso, soprattutto a Milano e sulle aree di pianura.</p><h2>Weekend stabile: sole su Milano, laghi e Alpi</h2><p>Le previsioni per il weekend indicano una netta rimonta dell’<strong>anticiclone sull’Italia</strong> e anche sulla <strong>Lombardia</strong>. Il tempo sarà stabile sia <strong>sabato 4 </strong>che <strong>domenica 5 luglio</strong>, con cielo sereno o al più poco nuvoloso su gran parte della regione. Non sono attese piogge, né in pianura né sui rilievi alpini, dove il fine settimana si annuncia ideale per chi cerca un po’ di refrigerio rispetto alle città.</p><div class="texto-destacado">La stabilità atmosferica favorirà giornate pienamente estive. Milano sarà tra le zone più calde, con temperature in aumento e valori che domenica potranno raggiungere i 35 °C. </div><p>Il caldo si farà sentire soprattutto nelle ore centrali e nel primo pomeriggio, mentre <strong>al mattino e in serata il clima sarà più sopportabile</strong>.</p><p>Il <strong>weekend</strong> sarà quindi favorevole sia per una gita ai laghi sia per spostarsi verso la montagna. Sulle Alpi il tempo resterà buono e, almeno per ora, i modelli non indicano i classici temporali di calore pomeridiani.</p><h2>Le temperature nelle città lombarde: Milano e Monza le più calde</h2><p>Domenica sarà la giornata più calda del weekend. <strong>A Milano sono attesi fino a 35 °C</strong>, ma appena fuori città il termometro potrà salire anche di più: a <strong>Monza</strong> si potranno raggiungere i <strong>36 °C</strong>, con valori già elevati anche nella giornata di sabato. <strong>Molto caldo anche a Pavia</strong>, dove le massime domenicali potranno toccare i 35 °C.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xal4cxa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xal4cxa.jpg" id="xal4cxa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Clima leggermente più contenuto sulle altre città lombarde. A <strong>Brescia</strong> le temperature massime saranno comprese tra i 30 °C di sabato e i 32 °C di domenica, mentre a <strong>Como</strong> si salirà fino a 34 °C. A <strong>Lodi</strong> sono previsti valori massimi tra 32 e 34 °C, con caldo pienamente estivo ma senza eccessi estremi.</p><div class="texto-destacado">Più gradevole il clima sul lago di Lecco, dove la brezza contribuirà a limitare l’aumento termico, mantenendo le massime intorno ai 32 °C. </div><p>La differenza tra città, laghi e aree pedemontane sarà quindi evidente, soprattutto nelle ore più calde della giornata.</p><h2>Notti ancora gestibili: l’escursione termica aiuterà a rinfrescare casa</h2><p>Nonostante il caldo diurno, <strong>le notti saranno ancora abbastanza gestibili</strong> grazie a una discreta escursione termica. A <strong>Milano</strong> città le temperature minime resteranno più alte, intorno ai <strong>23-24 °C</strong>, valori che indicano già un clima piuttosto caldo anche nelle ore notturne, soprattutto nelle zone più urbanizzate.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-e-lombardia-anticiclone-e-caldo-intenso-temperature-fino-a-38-c-tra-martedi-e-mercoledi-1783108977736.png" data-image="6ykgmssy9gli" alt="Ondata di caldo." title="Ondata di caldo."><figcaption>Il picco di caldo è atteso dall'inizio della prossima settimana.</figcaption></figure><p>Meglio andrà nelle città di provincia e nelle aree meno cementificate. A <strong>Bergamo</strong> si prevede una <strong>minima intorno ai 18 °C</strong>, un valore decisamente gradevole e utile per rinfrescare le abitazioni durante la notte. Anche <strong>Varese</strong> potrà scendere intorno ai <strong>19 °C</strong>, mentre <strong>Mantova</strong> si manterrà sui <strong>20 °C</strong>.</p><p>Il consiglio, in queste condizioni, è sfruttare le ore più fresche per aprire finestre e persiane, soprattutto tra tarda sera, notte e primo mattino. Nelle ore centrali della giornata, invece, sarà meglio schermare gli ambienti esposti al sole, in particolare nelle abitazioni rivolte a sud e ovest.</p><h2>Nuova settimana ancora più calda: picco fino a 38 °C a Milano</h2><p>Dopo un weekend stabile, la nuova settimana inizierà ancora sotto il segno dell’alta pressione. <strong>Lunedì 6 luglio</strong> il tempo sarà soleggiato su tutta la Lombardia, con caldo in ulteriore aumento sia in pianura sia a <strong>Milano</strong> città. <strong>Martedì 7 luglio</strong> potrà transitare qualche velatura o nube in più per un temporaneo lieve calo della pressione, ma senza effetti concreti sulle temperature.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-e-lombardia-anticiclone-e-caldo-intenso-temperature-fino-a-38-c-tra-martedi-e-mercoledi-1783100759468.png" data-image="5ulyk8ceffrc" alt="Mappa relativa alle temperature previste mercoledì prossimo alle ore 17" title="Mappa relativa alle temperature previste mercoledì prossimo alle ore 17"><figcaption>Lombardia tra le regioni più calde della prossima ondata di calore</figcaption></figure><p>Il caldo, infatti, non accennerà a diminuire. Anzi, <strong>i valori più elevati sono attesi tra martedì 7 e mercoledì 8 luglio</strong>, con il picco più intenso previsto mercoledì 8 luglio, quando <strong>Milano</strong> potrà raggiungere i <strong>38 °C</strong>. Il cielo resterà sereno o appena velato e non sono previste piogge significative sulla regione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775946" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-stravolto-nella-prossima-settimana-possibile-fase-piu-fresca-e-molto-instabile.html" title="Meteo stravolto la prossima settimana in Italia: possibile fase più fresca e molto instabile, ecco cosa accadrà">Meteo stravolto la prossima settimana in Italia: possibile fase più fresca e molto instabile, ecco cosa accadrà</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-stravolto-nella-prossima-settimana-possibile-fase-piu-fresca-e-molto-instabile.html" title="Meteo stravolto la prossima settimana in Italia: possibile fase più fresca e molto instabile, ecco cosa accadrà"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-stravolto-nella-prossima-settimana-possibile-fase-piu-fresca-e-molto-instabile-1782563518579_320.jpeg" alt="Meteo stravolto la prossima settimana in Italia: possibile fase più fresca e molto instabile, ecco cosa accadrà"></a></article></aside><p>Anche sulle Alpi, almeno secondo gli aggiornamenti disponibili, non dovrebbero svilupparsi i consueti temporali di calore fino a metà settimana. <strong>La situazione potrebbe cambiare verso venerdì 10 luglio</strong>, quando i modelli intravedono una maggiore instabilità sui rilievi, con temporali localmente in possibile sconfinamento verso le pianure più vicine. Una tendenza, però, ancora da confermare.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-anticiclone-e-caldo-intenso-temperature-fino-a-38-c-tra-martedi-e-mercoledi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Né aria condizionata né elettricità: il meccanismo risalente a 2.000 anni fa che raffredda le case nel deserto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ne-aria-condizionata-ne-elettricita-il-meccanismo-risalente-a-2-000-anni-fa-che-raffredda-le-case-nel-deserto.html</link><pubDate>Sat, 04 Jul 2026 04:24:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Molto prima che esistessero l’aria condizionata o i ventilatori elettrici, un’ingegnosa soluzione architettonica permetteva già di sopportare temperature estreme nel cuore del deserto. Duemila anni dopo, questo sistema sta risvegliando nuovamente l’interesse per la sua efficienza e sostenibilità.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aire-acondicionado-ni-electricidad-el-mecanismo-de-hace-2-000-anos-que-enfria-casas-en-pleno-desierto-1782540295443.jpg" data-image="162ksmb3092w" alt="Città del deserto." title="Città del deserto."><figcaption>Vista panoramica delle torri del vento nella città di Yazd, in Iran.</figcaption></figure><p>Per secoli, le civiltà che hanno abitato alcuni degli ambienti più estremi del pianeta <strong>hanno imparato a convivere con il caldo avvalendosi esclusivamente della conoscenza del clima,</strong> dei materiali disponibili e di uno straordinario ingegno architettonico.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Oggi, mentre il consumo elettrico legato all’aria condizionata continua ad aumentare a causa di ondate di calore sempre più intense, lunghe e ricorrenti, architetti e ingegneri rivolgono lo sguardo verso un’antica tecnologia che da secoli dimostra la propria efficacia.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Stiamo parlando del <strong>badgir (in persiano),</strong> noto anche come <strong>torre del vento o collettore di vento.</strong> Si tratta di un sistema di raffreddamento naturale sviluppato più di due millenni fa, secoli prima della nascita dell’elettricità, che continua a funzionare ancora oggi in alcune delle regioni più calde del mondo, <strong>come ad esempio il sud dell’Iran, dove in estate si superano facilmente i +50 °C.</strong></p><h2> L'ingegnosa invenzione che rinfresca le abitazioni senza consumare energia </h2><p>Il badgir era ampiamente utilizzato nell’antica Persia, l’attuale Repubblica Islamica dell’Iran. Oggi è possibile ammirare alcuni dei suoi esempi più significativi in città come Yazd, incastonata tra due deserti. Lì, queste alte torri svettano dai tetti e fungono da veri e propri collettori di vento.</p><p>Il loro funzionamento si basa esclusivamente sulle leggi della fisica e su un sapiente sfruttamento del vento, delle differenze di temperatura e dell’architettura dell’edificio. Ecco come funziona: <strong>quando la brezza entra dalle aperture superiori, l’aria viene convogliata all’interno dell’abitazione attraverso condotti verticali.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="fr" dir="ltr">Dans le sud de l'Iran, où les températures peuvent atteindre 50°C à l'ombre, les habitants utilisent depuis plus de 2 000 ans un système d'architecture bioclimatique: les badgirs, ou tours à vent. Très répandues dans les régions désertiques du pays, notamment autour de la ville <a href="https://t.co/DHj72Q5pWP">pic.twitter.com/DHj72Q5pWP</a></p>— Restitutor Orientis (@restitutorII) <a href="https://x.com/restitutorII/status/2070140768707035345?ref_src=twsrc%5Etfw">June 25, 2026</a></blockquote></figure><p>Allo stesso tempo, l’aria calda accumulata all’interno sale e fuoriesce all’esterno grazie al cosiddetto “effetto camino”. <strong>Il risultato è una circolazione costante che riduce la sensazione termica senza bisogno di motori, compressori né consumo elettrico.</strong></p><p>In molti edifici tradizionali, questo sistema veniva inoltre abbinato a bacini, serbatoi d’acqua o gallerie sotterranee. Passando su superfici più fredde o leggermente umide, l’aria perdeva parte del proprio calore attraverso il raffreddamento evaporativo prima di distribuirsi nelle stanze. <strong>In condizioni climatiche secche, questa strategia può ridurre in modo molto significativo la temperatura interna.</strong></p><h2> Una tecnologia adatta al clima del deserto </h2><p>Il successo del badgir non dipende solo dalla torre. L'architettura tradizionale di queste abitazioni era stata progettata con cura per combattere il caldo, a partire dai materiali da costruzione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aire-acondicionado-ni-electricidad-el-mecanismo-de-hace-2-000-anos-que-enfria-casas-en-pleno-desierto-1782540621148.jpg" data-image="i3kr4uajtg3j" alt="Iran." title="Iran."><figcaption>Un badgir in una casa dall'architettura tradizionale araba.</figcaption></figure><p>Le case venivano solitamente costruite con spessi muri di adobe o mattoni, materiali dotati di grande inerzia termica, in grado di assorbire il calore durante il giorno e di rilasciarlo lentamente durante la notte. Inoltre, i cortili interni, le finestre di piccole dimensioni e l’orientamento dell’edificio contribuivano a ridurre al minimo l’esposizione diretta al sole.</p><p>L’insieme funzionava come un sistema di climatizzazione passivo, sfruttando le risorse naturali disponibili ben prima delle successive rivoluzioni tecnologiche.</p><h2>Può sostituire un moderno impianto di climatizzazione?</h2><p>In questo caso la risposta dipende dal clima. I badgir offrono prestazioni eccellenti nelle regioni calde e secche, dove vi è un forte sbalzo tra le temperature diurne e notturne e l’umidità ambientale è bassa. <strong>In tali condizioni, la ventilazione naturale e il raffreddamento evaporativo risultano particolarmente efficaci.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aire-acondicionado-ni-electricidad-el-mecanismo-de-hace-2-000-anos-que-enfria-casas-en-pleno-desierto-1782539480398.jpg" data-image="005wso9ab23e" alt="Dubai." title="Dubai."><figcaption> In questo lussuoso resort di Dubai sono state installate torri eoliche come soluzione per la climatizzazione.</figcaption></figure><p>Tuttavia, la loro efficienza diminuisce nei climi tropicali o molto umidi, <strong>dove l’aria contiene già un’elevata quantità di vapore acqueo e l’evaporazione riesce a malapena a raffreddarla.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775895" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-estate-ha-sempre-fatto-caldo-in-italia-l-esperto-luca-lombroso-spiega-perche-non-e-vero-non-cosi-caldo.html" title="'In estate ha sempre fatto caldo in Italia', l'esperto Luca Lombroso spiega perché non è vero: 'non così caldo'">"In estate ha sempre fatto caldo in Italia", l'esperto Luca Lombroso spiega perché non è vero: "non così caldo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-estate-ha-sempre-fatto-caldo-in-italia-l-esperto-luca-lombroso-spiega-perche-non-e-vero-non-cosi-caldo.html" title="'In estate ha sempre fatto caldo in Italia', l'esperto Luca Lombroso spiega perché non è vero: 'non così caldo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/in-estate-ha-sempre-fatto-caldo-in-italia-l-esperto-luca-lombroso-spiega-perche-non-e-vero-non-cosi-caldo-1782508671387_320.png" alt="'In estate ha sempre fatto caldo in Italia', l'esperto Luca Lombroso spiega perché non è vero: 'non così caldo'"></a></article></aside><p>Per questo motivo, gli esperti non considerano queste torri come un sostituto universale dell’aria condizionata, <strong>ma come una soluzione complementare in grado di ridurre notevolmente il fabbisogno energetico degli edifici attuali in determinate circostanze.</strong></p><h2><strong>Un'idea millenaria rivisitata</strong></h2><p><strong>Il badgir non è solo una curiosità storica.</strong> Attualmente sta ispirando numerosi progetti di architettura bioclimatica e sia le università che gli specialisti stanno studiando come adattare questo meccanismo ancestrale agli edifici contemporanei con l’obiettivo di ridurre il consumo energetico e le emissioni di carbonio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775411" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ormai-fa-molto-caldo-senza-vere-ondate-di-calore-il-ruolo-del-mediterraneo-sempre-piu-bollente.html" title="Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente">Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ormai-fa-molto-caldo-senza-vere-ondate-di-calore-il-ruolo-del-mediterraneo-sempre-piu-bollente.html" title="Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ormai-fa-molto-caldo-senza-vere-ondate-di-calore-il-ruolo-del-mediterraneo-sempre-piu-bollente-1782295374259_320.png" alt="Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente"></a></article></aside><p><strong>Infatti, in un contesto in cui la refrigerazione rappresenta una parte significativa del consumo elettrico mondiale durante l’estate,</strong> qualsiasi tecnologia in grado di ridurre tale dipendenza risulta preziosa.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Ortego%20Fern%C3%A1ndez%2C%20I" data-year="2020" data-title="Torres%20de%20viento%3A%20T%C3%A9cnicas%20pasivas%20de%20refrigeraci%C3%B3n" data-url="chrome-extension%3A%2F%2Fefaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj%2Fhttps%3A%2F%2Foa.upm.es%2F57995%2F1%2FTFG_20_Ortego_Fernandez_Irene.pdf">Ortego Fernández, I. (2020). <a href="chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://oa.upm.es/57995/1/TFG_20_Ortego_Fernandez_Irene.pdf" target="_blank">Torres de viento: Técnicas pasivas de refrigeración</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ne-aria-condizionata-ne-elettricita-il-meccanismo-risalente-a-2-000-anni-fa-che-raffredda-le-case-nel-deserto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il frutto che richiede pazienza per diventare buono: 5 curiosità sul sorbo domestico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-frutto-che-richiede-pazienza-per-diventare-buono-5-curiosita-sul-sorbo-domestico.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Il sorbo domestico è un albero da frutto poco conosciuto ma ricco di peculiarità. Cresce lentamente, richiede poche cure e produce frutti che maturano solo dopo la raccolta. Un esempio perfetto di come i ritmi della natura seguano tempi diversi da quelli a cui siamo abituati.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-frutto-che-richiede-pazienza-per-diventare-buono-5-curiosita-sul-sorbo-1782919783411.jpeg" data-image="l8kjxa735z4y"><figcaption>Il frutto che richiede pazienza per diventare buono: 5 curiosità sul sorbo domestico e sulla pianta che lo produce</figcaption></figure><p><strong>Il sorbo domestico (<em>Sorbus domestica</em> o <em> Cormus domestica</em>) è uno di quegli alberi da frutto che oggi si incontrano di rado</strong>, ma che per secoli hanno caratterizzato campagne, frutteti e paesaggi rurali di molte regioni europee. </p><p><strong>Appartenente alla famiglia delle Rosacee, la stessa di meli e peri, è una specie longeva</strong>, rustica e capace di adattarsi a diversi tipi di terreno, purché ben drenati. Può superare i 15 metri di altezza e offre in primavera una fioritura bianca molto ornamentale, seguita da piccoli frutti simili a minuscole mele o pere. </p><div class="texto-destacado"><strong>Oltre al valore paesaggistico, rappresenta una preziosa risorsa per la biodiversità</strong>, attirando insetti impollinatori e offrendo nutrimento a numerose specie di uccelli. </div><p><strong> Nonostante oggi sia poco coltivato</strong><strong>, il sorbo può rappresentare una scelta originale per chi desidera arricchire il giardino</strong> con un albero longevo, ornamentale e capace di produrre frutti davvero particolari. Prima di metterlo a dimora, però, è utile conoscere cinque aspetti fondamentali della sua coltivazione, insieme ad alcune peculiarità che lo rendono unico tra gli alberi da frutto. </p><h2> 1. Piantare un esemplare giovane in uno spazio ampio e assolato</h2><ol></ol><ol></ol><ol></ol><ol></ol><p><strong>Il modo migliore per iniziare la coltivazione è mettere a dimora un giovane astone acquistato in vivaio, preferibilmente durante il riposo vegetativo, tra l'autunno e la fine dell'inverno</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-frutto-che-richiede-pazienza-per-diventare-buono-5-curiosita-sul-sorbo-domestico-1782919835174.jpeg" data-image="10e9tin6arvg"><figcaption>Esemplare di sorbo domestico coltivato che ha già raggiunto la fase produttiva</figcaption></figure><p>La scelta della posizione è importante: il sorbo predilige esposizioni soleggiate e, considerando le dimensioni che può raggiungere nel tempo, necessita di uno spazio adeguato per sviluppare chioma e apparato radicale senza ostacoli.</p><h2>2. È un albero che richiede poche cure</h2><p><strong> Dopo i primi anni di crescita, il sorbo è un albero poco esigente</strong>. Tollera senza particolari problemi il freddo invernale e, grazie all'apparato radicale profondo, sopporta discretamente anche i periodi asciutti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772385" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-chiarisce-perche-dormire-sotto-un-albero-non-e-una-buona-idea.html" title="La scienza chiarisce perché dormire sotto un albero non è una buona idea">La scienza chiarisce perché dormire sotto un albero non è una buona idea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-chiarisce-perche-dormire-sotto-un-albero-non-e-una-buona-idea.html" title="La scienza chiarisce perché dormire sotto un albero non è una buona idea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-aclara-por-que-dormir-bajo-un-arbol-no-es-una-buena-idea-1780565842674_320.png" alt="La scienza chiarisce perché dormire sotto un albero non è una buona idea"></a></article></aside><p>Nei primi anni è consigliabile irrigare in caso di siccità e mantenere libera dalle infestanti l'area intorno al tronco, ma successivamente gli interventi di manutenzione diventano piuttosto limitati.</p><h2>3. Produce i primi frutti dopo 10-15 anni </h2><p><strong>Chi pianta un sorbo deve mettere in conto tempi ben diversi rispetto alla maggior parte degli altri alberi da frutto</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-frutto-che-richiede-pazienza-per-diventare-buono-5-curiosita-sul-sorbo-domestico-1782919962616.jpeg" data-image="35k3s5jxxugb"><figcaption>Produce i primi frutti dopo 10-15 anni </figcaption></figure><p>La produzione, infatti, inizia generalmente dopo 10-15 anni dalla messa a dimora, talvolta anche più tardi in funzione delle condizioni di crescita. È una caratteristica che oggi può sembrare insolita, ma che rende questo albero un investimento destinato a durare nel tempo, spesso per più generazioni.</p><h2>4. Potature mirate per contenere l'altezza della pianta</h2><p><strong>I</strong><strong>l sorbo tende naturalmente a sviluppare una chioma ampia e armoniosa</strong>. Per questo motivo le potature devono essere leggere e mirate, soprattutto nei primi anni, quando si definisce la struttura e la forma dell'albero. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767630" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-albero-piu-profumato-del-mondo-come-coltivarlo-in-vaso-e-reinventare-il-tuo-balcone.html" title="L'albero più profumato del mondo: come coltivarlo in vaso e reinventare il tuo balcone">L'albero più profumato del mondo: come coltivarlo in vaso e reinventare il tuo balcone</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/l-albero-piu-profumato-del-mondo-come-coltivarlo-in-vaso-e-reinventare-il-tuo-balcone.html" title="L'albero più profumato del mondo: come coltivarlo in vaso e reinventare il tuo balcone"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-arbol-con-mas-perfume-del-mundo-como-cultivarlo-en-maceta-y-reinventar-tu-balcon-1777668953826_320.jpg" alt="L'albero più profumato del mondo: come coltivarlo in vaso e reinventare il tuo balcone"></a></article></aside><p>Interventi troppo energici possono favorire la produzione di vegetazione a scapito della fruttificazione. Mantenere un'altezza contenuta facilita inoltre le future operazioni di raccolta senza compromettere la naturale crescita della pianta.</p><h2>5. I frutti appena raccolti non sono ancora commestibili</h2><p><strong>È uno degli aspetti che distingue maggiormente il sorbo dagli altri alberi da frutto.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-frutto-che-richiede-pazienza-per-diventare-buono-5-curiosita-sul-sorbo-domestico-1782919989326.jpeg" data-image="mjz1sj18fnsd"><figcaption>I frutti appena raccolti non sono ancora commestibili</figcaption></figure><p> Le sorbole raccolte direttamente dall’albero hanno un sapore molto astringente e risultano dure e poco gradevoli da mangiare. </p><div class="texto-destacado">Per diventare commestibili devono attraversare un naturale processo di maturazione successivo alla raccolta, noto come "<strong>ammezzitura</strong>". </div><p>Durante questo periodo la polpa si ammorbidisce, gli amidi si trasformano progressivamente in zuccheri e l'astringenza diminuisce fino a lasciare spazio a un sapore dolce e aromatico. Solo allora il frutto raggiunge le migliori qualità organolettiche.</p><h2>Un albero che insegna il valore del tempo</h2><p><strong>In un'epoca in cui si cercano risultati sempre più rapidi, il sorbo segue ritmi completamente diversi</strong>. Cresce lentamente, entra in produzione dopo molti anni e perfino i suoi frutti hanno bisogno di tempo per raggiungere la piena maturazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="736860" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni.html" title="Si chiama Matusalemme ed è considerato l'albero più antico del mondo, la sua età stimata è di circa 4.800 anni">Si chiama Matusalemme ed è considerato l'albero più antico del mondo, la sua età stimata è di circa 4.800 anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni.html" title="Si chiama Matusalemme ed è considerato l'albero più antico del mondo, la sua età stimata è di circa 4.800 anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/si-chiama-matusalemme-ed-e-considerato-l-albero-piu-antico-del-mondo-la-sua-eta-stimata-e-di-circa-4-800-anni-1761822363574_320.jpg" alt="Si chiama Matusalemme ed è considerato l'albero più antico del mondo, la sua età stimata è di circa 4.800 anni"></a></article></aside><p>È proprio questa sua natura a renderlo una pianta così particolare: la crescita lenta e la lunga attesa prima di gustare i suoi frutti ci ricordano che la natura segue ritmi diversi dai nostri e che il tempo non è un ostacolo, ma una risorsa preziosa. Un albero che merita di essere riscoperto nei giardini e nei frutteti di oggi e di domani.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-frutto-che-richiede-pazienza-per-diventare-buono-5-curiosita-sul-sorbo-domestico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Oltre Einstein: come la meccanica quantistica sta cercando di riscrivere la legge di gravità ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/oltre-einstein-come-la-meccanica-quantistica-sta-cercando-di-riscrivere-la-legge-di-gravita.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La gravità è il pilastro del nostro universo, ma la fisica quantistica ne mette in dubbio le regole. Nuovi esperimenti cercano di svelare i segreti della forza più misteriosa del cosmo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-einstein-la-sfida-per-hackerare-i-segreti-della-gravita-1782688645644.jpg" data-image="0qfh4bjhu1ao"><figcaption>Un esperimento che sembra uscito da un laboratorio di fantascienza si propone di risolvere la frattura che separa la Teoria della Relatività e la Meccanica quantistica, svelando la natura quantistica della gravità "in armonia" con la relatività.</figcaption></figure><p><strong>Per quasi un secolo</strong>, la nostra<strong> visione dell'universo</strong> è stata dominata da quella di un<strong> gigante della Fisica: Albert Einstein</strong>. Con la sua<strong> Teoria della Relatività Generale</strong>, Einstein ci ha spiegato elegantemente che <strong>la gravità non è una forza attrattiva invisibile tra le masse</strong>, <strong>ma una deformazione geometrica della trama dello spazio-tempo</strong>, rappresentabile come un telo elastico che si curva sotto l'azione delle grandi masse dei pianeti, delle stelle, delle galassie e di tanti altri corpi massicci. </p><p>Eppure, questa visione bellissima è <strong>ancora incompleta</strong>. Esiste un altro pilastro della fisica,<strong> la Meccanica Quantistica</strong>, che descrive il mondo microscopico con la sua natura caotica e probabilistica. Il problema? <strong>La Relatività e la Meccanica Quantistica ancora non si parlano.</strong></p><h2>La ricerca di una "lingua comune"</h2><p>Questa frattura è <strong>il problema più grande della fisica moderna</strong>. Da molti anni, le menti più brillanti del pianeta cercano di capire se anche la gravità possa trovare un'intesa con le "leggi" degli atomi. Tra i protagonisti di questa sfida troviamo <strong>Vlatko Vedral</strong> e <strong>Chiara Marletto</strong>, fisici teorici dell'Università di Oxford.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-einstein-la-sfida-per-hackerare-i-segreti-della-gravita-1782688998826.jpg" data-image="nxbba8jy0m6c"><figcaption>L'apparato di Cavendish: nel 1798, Henry Cavendish utilizzò questa bilancia a torsione per misurare la debolissima forza di attrazione tra due sfere di piombo. Il meccanismo consisteva nell'osservare la rotazione di un braccio orizzontale, sospeso a un filo sottile, causata dall'attrazione gravitazionale tra le masse, permettendo così di determinare la costante di gravitazione universale e confermare la legge di Newton in laboratorio.</figcaption></figure><p>Vedral, noto per i suoi contributi pionieristici sull'informazione quantistica, collabora da anni con la Marletto, esperta di teoria costruttiva, per<strong> definire cosa sia possibile o impossibile nella fisica</strong>. Insieme a <strong>Sougato Bose</strong> (University College of London), hanno dato vita al <strong>protocollo BMV</strong> (dalle iniziali di Bose, Marletto e Vedral). </p><p><strong>S</strong><strong>i tratta del culmine di decenni di studi sulla natura dell'informazione e sulla struttura profonda della realtà</strong>.</p><h2>L'esperimento: far "intrecciare" due masse</h2><p>Un <strong>esperimento </strong>che sembra uscito da un laboratorio di fantascienza nasce dall'idea che <strong>due minuscoli oggetti (nanostrutture) </strong>possano essere messi in uno <strong>stato di "sovrapposizione"</strong>, cioè che debbano trovarsi "collegati in due posti contemporaneamente" (entangled).</p><p> Immaginiamo di avere queste <strong>due minuscole masse</strong> immerse in una sorta di <strong>piscina ideale dello spazio-tempo</strong>. Per capire se la gravità è quantistica, i ricercatori propongono di <strong>mettere queste "particelle" in uno stato di sovrapposizione in un ambiente completamente schermato da qualsiasi altra possibile sollecitazione </strong>che possa metterle, a sua volta, in sovrapposizione o influire su di essa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-einstein-la-sfida-per-hackerare-i-segreti-della-gravita-1782689597499.jpg" data-image="reut0gbtnyco"><figcaption>Nella fisica classica, due masse non potrebbero mai "intrecciarsi" (entanglement) solo grazie alla gravità, proprio perché una curva spazio-temporale non può trasportare informazione quantistica. Se invece la gravità avesse una natura quantistica, dovrebbe comportarsi come un "ponte" invisibile, un vero e proprio messaggero capace di creare tra le due masse quello che i fisici chiamano entanglement, una sorta di collegamento invisibile e istantaneo.</figcaption></figure><p><strong>Se la gravità fosse soltanto una curva passiva dello spazio</strong>, come immaginava Einstein, queste due masse <strong>non potrebbero mai scambiarsi informazioni</strong> complesse, perché una semplice curvatura geometrica non ha la capacità di trasmettere segnali quantistici. </p><div class="texto-destacado">Se invece la gravità avesse una natura quantistica, dovrebbe comportarsi come un "ponte" invisibile, un vero e proprio messaggero capace di creare tra le due masse quello che i fisici chiamano entanglement, una sorta di collegamento invisibile e istantaneo. </div><p>Questo legame<strong> è un fenomeno controintuitivo</strong>, dove <strong>ciò che accade a un oggetto influenza istantaneamente l'altro</strong>, <strong>a prescindere dalla distanza</strong>. Questo fenomeno esiste e non solo è stato provato sperimentalmente, ma viene utilizzato nei computer quantistici. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765793" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/max-planck-e-la-teoria-dei-quanti-la-rivoluzione-scientifica-nata-per-caso.html" title="Max Planck e la Teoria dei Quanti: la rivoluzione scientifica nata per caso">Max Planck e la Teoria dei Quanti: la rivoluzione scientifica nata per caso</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/max-planck-e-la-teoria-dei-quanti-la-rivoluzione-scientifica-nata-per-caso.html" title="Max Planck e la Teoria dei Quanti: la rivoluzione scientifica nata per caso"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/max-planck-e-a-teoria-dei-quanti-la-rivoluzione-scientifica-nata-per-caso-1777208367440_320.jpg" alt="Max Planck e la Teoria dei Quanti: la rivoluzione scientifica nata per caso"></a></article></aside><p>Tuttavia,<strong> nella fisica classica, le due masse non potrebbero mai "intrecciarsi" solo grazie alla gravità</strong>, proprio perché una curva spazio-temporale non può trasportare informazione quantistica. È come cercare di far parlare due persone senza alcun mezzo di comunicazione, dove la sincronizzazione è semplicemente impossibile. </p><div class="texto-destacado">Se invece riuscissimo ad osservare questo intreccio nella "piscina spazio-temporale", schermata da qualsiasi altra possibile interazione, avremmo la prova definitiva che la gravità è un mediatore quantistico. <br></div><p><strong>In questo caso, quel segnale invisibile svelerebbe la natura quantistica della gravità stessa</strong>. </p><p> È un momento storico, perché <strong>per la prima volta</strong> abbiamo un metodo, un esperimento per provare a svelare un segreto che è rimasto celato per un secolo (se c'è). In tutto il mondo si stanno verificando e sviluppando tecnologie tanto sensibili da poter effettuare questo <strong>esperimento, che è ancora "la frontiera" e purtroppo non un risultato già acquisito.</strong> </p><h2> La gravità che respinge: il paradosso quantistico </h2><p>Di recente, Vedral e Marletto, lavorando con Pablo Saldanha, hanno esplorato <strong>un'idea ancora più audace: la gravità repulsiva</strong>. In fisica quantistica, una particella non occupa un punto preciso, ma è spalmata <strong>in una nuvola di posizioni possibili, su onde di probabilità</strong>. Quando due di queste "nuvole" interagiscono, la anche forza gravitazionale non è una spinta unica, ma la somma di migliaia di possibilità che accadono contemporaneamente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oltre-einstein-la-sfida-per-hackerare-i-segreti-della-gravita-1782690038335.jpg" data-image="4hicqeclyebl"><figcaption>E' un momento storico, perché per la prima volta abbiamo un metodo, un esperimento per provare a svelare un segreto che è rimasto nascosto per un secolo (se c'è). Un esperimento che potrebbe trovare quel collegamento che unirebbe la Relatività Generale alla Meccanica Quantistica, aprendo un nuovo modo alla Scienza per capire e svelare i segreti dell'Universo</figcaption></figure><p>Nella maggior parte dei casi queste possibilità si sommano, producendo<strong> la classica forza di attrazione</strong>, ma<strong> in rarissimi </strong><strong>casi </strong>le onde si combinano in modo tale da annullarsi a vicenda, lasciando emergere<strong> una spinta verso l'esterno</strong> (negativa).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767954" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/relativita-ristretta-spiegata-semplice-tempo-non-uguale.html" title="La Relatività Ristretta spiegata in modo semplice: perché il tempo non scorre uguale per tutti ">La Relatività Ristretta spiegata in modo semplice: perché il tempo non scorre uguale per tutti </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/relativita-ristretta-spiegata-semplice-tempo-non-uguale.html" title="La Relatività Ristretta spiegata in modo semplice: perché il tempo non scorre uguale per tutti "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/relativita-ristretta-spiegata-semplice-tempo-non-uguale-1778411954255_320.jpg" alt="La Relatività Ristretta spiegata in modo semplice: perché il tempo non scorre uguale per tutti "></a></article></aside><p>Tengono conto soltanto di quella minuscola frazione di risultati in cui, per una pura combinazione statistica, le masse si sono respinte,<strong> si potrebbe individuare e isolare l'antigravità</strong>. In pratica, si tratterebbe di usare "un filtro" per <strong>isolare quei rari momenti</strong><strong> in cui</strong>, nel caos quantistico, <strong>la gravità mostra un volto diverso</strong>.</p><h2>Perché tutto questo conta?</h2><p><strong>La gravità è una forza debolissima,</strong> infatti la forza magnetica di un comune magnete da frigo è immensamente più forte dell'attrazione gravitazionale esercitata dall'intera Terra su una clip. <strong>Misurarla a livello quantistico è come cercare di sentire il respiro di una formica durante un concerto rock</strong>.</p><p>Se ci riuscissimo, però, questo cambierebbe la nostra storia. Avremmo in mano <strong>la "chiave" per capire come "manipolare" la forza che regge l'intero universo</strong>. Passare dalla semplice osservazione alla capacità di influenzare la gravità quantistica sarebbe, per l'umanità, un salto di paradigma paragonabile a quello che portò dalla scoperta dell'elettricità alla nascita dei supercomputer. </p><p>Significherebbe <strong>completare il capolavoro relativistico di Einstein e svelare l'universo.</strong></p><h3><em>Fonte:</em></h3><p><em>Bose, S., et al. (2017) e Marletto, C. & Vedral, V. (2017), pubblicati su Physical Review Letters. Lavoro di Saldanha, Marletto & Vedral (2024). </em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/oltre-einstein-come-la-meccanica-quantistica-sta-cercando-di-riscrivere-la-legge-di-gravita.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’Europa contro la fast fashion: le nuove regole per ridurre gli sprechi di uno dei settori più inquinanti al mondo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-europa-contro-la-fast-fashion-le-nuove-regole-per-ridurre-gli-sprechi-di-uno-dei-settori-piu-inquinanti-al-mondo.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Fast fashion ma anche moda di lusso, gli sprechi del settore tessile continuano a inquinare il mondo. A partire da luglio 2026 entra in vigore il nuovo regolamento EU che vieta lo smaltimento dei capi invenduti</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-europa-contro-la-fast-fashion-le-nuove-regole-per-ridurre-gli-sprechi-di-uno-dei-settori-piu-inquinanti-al-mondo-1782813976589.jpg" data-image="ib7tpmokw1uc" alt="inquinamento fast fashion" title="inquinamento fast fashion"><figcaption>Balle di rifiuti tessili in attesa di essere smaltiti</figcaption></figure><p>Da molti anni, ormai, l'industria della moda è costantemente sul podio dei settori <strong>più inquinanti al mondo</strong> insieme all’industria energetica e all’agroalimentare.</p><p>Con un nuovo regolamento che entrerà in vigore a partire da luglio 2026, l’Unione Europea sta provando a contenere gli sprechi, enormi, del settore fast fashion ma anche dei brand di lusso. </p><p>Ecco quali sono le novità.</p><h2>Il problema dalla sovrapproduzione </h2><p>Inquinamento globale, sfruttamento dei lavoratori e rischi per la salute, a cui si aggiunge la spinta sempre più forte verso <strong>l’acquisto compulsivo</strong> di capi di <strong>scarsa qualità</strong>, grazie ai costi molto bassi. </p><div class="texto-destacado">La moda usa e getta ha una lunga serie di criticità, difficili da risolvere. L’Unione europea, però, ha emanato un nuovo regolamento che cerca di arginare uno di questi problemi, e cioè lo spreco in fase di produzione.</div><p>Secondo stime della <em>Ellen MacArthur Foundation</em>, fondazione con lo scopo di spingere la transizione verso l'economia circolare<strong>, </strong>nel mondo si producono oltre <strong>100 miliardi di capi all’anno</strong>, e solo in Europa ogni anno vengono eliminati circa <strong>6 milioni di tonnellate</strong> di capi tessili <strong>completamente nuovi</strong>, destinati al macero senza mai essere stati immessi sul mercato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763145" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche">Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche.html" title="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-progetto-pionieristico-per-salvare-il-paradiso-tropicale-della-hawaii-dalle-microplastiche-1775810229090_320.jpg" alt="Il progetto pionieristico per salvare il paradiso tropicale della Hawaii dalle microplastiche"></a></article></aside><p>Le aziende, anche quelle di lusso, eliminano migliaia e migliaia di capi ogni volta che deve uscire una nuova collezione, per mantenere alti i prezzi e non svalutare il nome del brand lasciando che arrivino nei negozi capi firmati a prezzi troppo bassi. </p><p>Uno dei modi più efficaci per limitare lo spreco è intervenire alla radice del problema, impedendo la <strong>sovrapproduzione </strong>sistemica di abiti e scarpe.</p><h2>Come ripensare la produzione nel settore della moda</h2><p>Il regolamento europeo sull’Ecodesign di Prodotti Sostenibili ha introdotto a partire dal 2024 alcuni requisiti che riguardano la <strong>durabilità</strong>, la <strong>riparabilità </strong>e la <strong>riciclabilità </strong>dei capi. Ad essi si aggiunge adesso il <strong>divieto di distruggere</strong> i beni rimasti in magazzino, che potranno però essere riciclati o donati. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750417" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anatomia-di-un-laboratorio-atmosferico-perche-la-pianura-padana-fabbrica-l-inquinamento.html" title="Anatomia di un laboratorio atmosferico: perché la Pianura Padana 'fabbrica' l'inquinamento">Anatomia di un laboratorio atmosferico: perché la Pianura Padana "fabbrica" l'inquinamento</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/anatomia-di-un-laboratorio-atmosferico-perche-la-pianura-padana-fabbrica-l-inquinamento.html" title="Anatomia di un laboratorio atmosferico: perché la Pianura Padana 'fabbrica' l'inquinamento"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/anatomia-di-un-laboratorio-atmosferico-perche-la-pianura-padana-fabbrica-l-inquinamento-1769083884931_320.jpg" alt="Anatomia di un laboratorio atmosferico: perché la Pianura Padana 'fabbrica' l'inquinamento"></a></article></aside><p>Tutto questo, per i grandi produttori, vuol dire rivedere la scelta dei materiali e la progettazione dei capi in modo da renderli più duraturi e più facilmente riciclabili, ma anche <strong>pianificare </strong>diversamente la produzione.</p><p>Per portare la produzione dei capi a livelli più sostenibili le aziende di moda potranno avvalersi delle nuove tecnologie. </p><p><strong>Sistemi predittivi</strong> sempre più avanzati e più accurati potranno fornire dati da usare in modo strategico per pianificare la produzione in base alle reali richieste del mercato. Questo eviterà la realizzazione in massa di abiti e accessori da cui derivano le eccedenze.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706811" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-moda-inquina-le-microplastiche-provenienti-dall-industria-tessile-viaggiano-in-tutto-il-mondo-trasportate-dalle-corr.html" title="La moda inquina: le microplastiche provenienti dall’industria tessile viaggiano ovunque, trasportate dalle correnti">La moda inquina: le microplastiche provenienti dall’industria tessile viaggiano ovunque, trasportate dalle correnti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-moda-inquina-le-microplastiche-provenienti-dall-industria-tessile-viaggiano-in-tutto-il-mondo-trasportate-dalle-corr.html" title="La moda inquina: le microplastiche provenienti dall’industria tessile viaggiano ovunque, trasportate dalle correnti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/moda-que-contamina-microplasticos-de-la-industria-textil-viajan-por-todo-el-mundo-a-traves-de-corrientes-marinas-1744838067168_320.png" alt="La moda inquina: le microplastiche provenienti dall’industria tessile viaggiano ovunque, trasportate dalle correnti"></a></article></aside><p>La normativa infatti riguarda le <strong>grandi imprese</strong> in primis, che dovranno adeguarsi a partire dal <strong>19 luglio 2026</strong>. Le <strong>imprese medie</strong> hanno tempo invece fino al <strong>2030</strong>, mentre per il momento non sono coinvolte le piccole imprese. </p><h2>Il prezzo dello smaltimento dei rifiuti tessili</h2><p>I capi invenduti dalle aziende vengono smaltiti con sistemi opachi quasi sempre nei paesi in via di sviluppo, che pagano un costo ambientale e sociale altissimo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-europa-contro-la-fast-fashion-le-nuove-regole-per-ridurre-gli-sprechi-di-uno-dei-settori-piu-inquinanti-al-mondo-1782813942675.jpg" data-image="r514hilw0kan" alt="Atacama fast fashion" title="Atacama fast fashion"><figcaption>La pila di rifiuti provenienti dall'industria della moda nel deserto di Atacama</figcaption></figure><p>Tra le aree più colpite c’è il <strong>deserto di Atacama</strong> in Cile, un paradiso naturale che raccoglie tonnellate di rifiuti tessili provenienti da Asia, Nord America e Europa. Nel 2023 una foto satellitare ha mostrato una montagna di rifiuti così grande da essere visibile <strong>dallo spazio.</strong></p><p>Tristemente noto anche il caso di Accra, in <strong>Ghana</strong>, dove la crisi è anche sanitaria. Parte di questi rifiuti, infatti, viene <strong>bruciata illegalmente</strong> e poiché la materia prima è a base di fibre sintetiche, il materiale lasciato al sole o bruciato rilascia <strong>microplastiche </strong>e sostanze <strong>chimiche </strong>nel terreno e nell’aria. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772189" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quanto-inquina-una-domanda-a-chatgpt-uno-studio-delle-nazioni-unite-rivela-l-enorme-impronta-ecologica-dell-intelligenz.html" title="Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale">Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quanto-inquina-una-domanda-a-chatgpt-uno-studio-delle-nazioni-unite-rivela-l-enorme-impronta-ecologica-dell-intelligenz.html" title="Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cuanto-contamina-una-pregunta-a-chatgpt-estudio-de-la-onu-destapa-la-millonaria-huella-ecologica-de-la-ia-1780477020302_320.jpg" alt="Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale"></a></article></aside><p>Molto simile la situazione di<strong> Panipat,</strong> a un centinaio di chilometri da New Delhi, che raccoglie 100.000 tonnellate di vestiti all'anno in arrivo da tutto il mondo e ha il poco invidiabile primato di essere considerata la capitale globale della raccolta degli abiti, usati o no.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-europa-contro-la-fast-fashion-le-nuove-regole-per-ridurre-gli-sprechi-di-uno-dei-settori-piu-inquinanti-al-mondo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dalle foglie tenere al profumo inconfondibile, il basilico è una pianta aromatica stagionale che non può mancare in un balcone estivo: i consigli essenziali per uno sviluppo rigoglioso e un raccolto abbondante</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-averlo-sempre-verde-e-profumato-questa-estate-1782655008003.jpeg" data-image="sebrwmpz4nfa"><figcaption>Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate</figcaption></figure><p><strong>Poche piante evocano l'estate quanto il basilico</strong>. Il profumo intenso delle sue foglie appena raccolte accompagna da sempre la cucina mediterranea, apprezzata in tutto il mondo, trasformando con semplicità un piatto di pasta, un'insalata, una bruschetta o un sugo. È l'ingrediente simbolo del pesto, uno dei condimenti più conosciuti e apprezzati, ma anche una delle erbe aromatiche più coltivate in vasi, balconi e orti domestici.</p><p><strong>Il basilico comune (<em>Ocimum basilicum</em>) è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Lamiacee, la stessa di salvia, rosmarino e menta</strong>. Originario delle regioni tropicali dell'Asia, oggi è diffuso praticamente ovunque grazie al suo aroma delicato e alla facilità di coltivazione. </p><div class="texto-destacado"> Accanto al basilico più comune, il cosiddetto <strong>Genovese </strong>(a foglia larga e dal profumo dolce e intenso), esistono numerose varietà, come il basilico <strong>a foglia di lattuga</strong>, il basilico<strong> greco</strong>, quello<strong> thai </strong>e le varietà <strong>a foglia viola</strong>, ciascuna con caratteristiche aromatiche e ornamentali differenti.</div><p><strong>Il basilico è una pianta semplice da coltivare e capace di regalare grandi soddisfazioni anche ai meno esperti</strong>. Tuttavia, alcuni errori molto comuni possono comprometterne rapidamente crescita e vitalità. Ecco dieci semplici regole per mantenerlo rigoglioso, verde e profumato fino alla fine dell'estate.</p><h2>1. Rinvasa subito la pianta acquistata</h2><p><strong>Le piantine vendute nei supermercati e nei vivai vengono coltivate in contenitori molto piccoli, pensati per la vendita e non per una coltivazione prolungata</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655336245.jpeg" data-image="5yh0y4c7qfsk"><figcaption>Rinvasa subito la pianta acquistata</figcaption></figure><p>Appena possibile è consigliabile trasferirle in un vaso più capiente, che offrirà alle radici maggiore spazio per svilupparsi e consentirà al terriccio di trattenere meglio l'umidità.</p><h2>2. Usa un buon substrato e dividi il cespo</h2><p><strong>Durante il rinvaso conviene separare delicatamente il pane di terra con le mani, dividendo il cespo in due o più parti e sistemandole in vasi differenti</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655416784.jpeg" data-image="0viht8hji4vk"><figcaption>Usa un buon substrato e dividi il cespo</figcaption></figure><p>Il vaso acquistato, infatti, contiene spesso numerose piantine molto ravvicinate, che se non divise finiscono per competere tra loro, riducendo lo sviluppo complessivo della pianta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765795" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine.html" title="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine">Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine.html" title="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine-1779636402015_320.jpeg" alt="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine"></a></article></aside><p>Utilizzare un terriccio universale di buona qualità aiuterà inoltre la pianta a crescere in modo vigoroso.</p><h2>3. Scegli una posizione luminosa, ma evita il sole diretto nelle ore più calde</h2><p><strong>Il basilico ama la luce, ma durante l'estate il sole diretto può diventare eccessivo, soprattutto se la pianta è coltivata in vaso</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655679154.jpeg" data-image="lqmenokjjfp3"><figcaption>Scegli una posizione luminosa, ma evita il sole diretto nelle ore più calde</figcaption></figure><p>L'ideale è collocarlo in un luogo molto luminoso, dove riceva il sole nelle ore più fresche della giornata e sia invece riparato durante i momenti di maggiore calore.</p><h2>4. Mantieni il terriccio sempre leggermente umido</h2><p><strong>Il basilico è una delle aromatiche meno tolleranti alla siccità. Anche poche ore di forte stress idrico possono causare foglie afflosciate e perdita di vigore</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655704411.jpeg" data-image="369664jumugp"><figcaption>Mantieni il terriccio sempre leggermente umido</figcaption></figure><p>Il terreno dovrebbe rimanere costantemente fresco, evitando però ristagni d'acqua che potrebbero favorire marciumi radicali.</p><h2>5. Elimina i fiori appena compaiono</h2><p><strong>Quando il basilico inizia a produrre le caratteristiche spighe fiorali, gran parte delle sue energie viene destinata alla formazione dei semi</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655741386.jpeg" data-image="d0vbuk1brqef"><figcaption>Elimina i fiori appena compaiono</figcaption></figure><p>Per prolungare la produzione di foglie è consigliabile eliminare i fiori non appena compaiono, recidendo la spiga alla base con forbici pulite o con le dita.</p><h2>6. Raccogli le foglie nel modo corretto</h2><p><strong>Un errore molto frequente consiste nello staccare soltanto le foglie più grandi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655760253.jpeg" data-image="2px9tpmqyttt"><figcaption>Raccogli le foglie nel modo corretto</figcaption></figure><p>È preferibile invece cimare i germogli, tagliando il fusto appena sopra una coppia di foglie. Da quel punto la pianta produrrà due nuovi rami, diventando progressivamente più folta e produttiva.</p><h2>7. Non bagnare le foglie</h2><p><strong>Durante l'irrigazione è buona norma distribuire l'acqua direttamente sul terreno, evitando di bagnare la vegetazione</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655795701.jpeg" data-image="rmr257a9vc3b"><figcaption>Non bagnare le foglie</figcaption></figure><p>L'umidità persistente sulle foglie può infatti favorire lo sviluppo di malattie fungine, tra cui la peronospora del basilico, una delle patologie più dannose per questa specie.</p><h2>8. Tieni sotto controllo lumache e parassiti </h2><p><strong>Lumache, afidi e altri piccoli parassiti possono compromettere rapidamente la salute della pianta</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655817882.jpeg" data-image="yj07yobos8sj"><figcaption>Tieni sotto controllo lumache e parassiti</figcaption></figure><p>È utile controllare periodicamente le foglie e collocare il vaso lontano da aree particolarmente umide o ricche di vegetazione spontanea, dove questi organismi tendono a essere più numerosi.</p><h2>9. Coltivalo in vaso</h2><p><strong>Il basilico può crescere bene anche nell'orto, ma la coltivazione in vaso permette di controllare più facilmente irrigazione, esposizione e qualità del terreno</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655971851.jpeg" data-image="zacwjdiprast"><figcaption>Coltivalo in vaso</figcaption></figure><p>Inoltre, se le temperature diventano eccessive o sono previste piogge intense, il vaso può essere facilmente spostato nella posizione più adatta.</p><h2>10. Raccogli spesso le foglie</h2><p><strong>Può sembrare un controsenso, ma raccogliere il basilico con una certa regolarità stimola la pianta a produrre nuovi germogli e nuove foglie</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate-1782655994252.jpeg" data-image="t06wpbo7m419"><figcaption>Raccogli spesso le foglie</figcaption></figure><p>Se la produzione supera il consumo fresco, le foglie possono essere congelate intere oppure tritate, mantenendo gran parte del loro aroma. Anche il pesto può essere preparato in anticipo e conservato nel congelatore in piccole porzioni, pronto per essere utilizzato durante tutto l'anno.</p><h2>Un raccolto da gustare tutto l'anno</h2><p><strong> A differenza di molte altre aromatiche perenni, il basilico vive una sola stagione vegetativa e concentra la sua crescita proprio nei mesi estivi</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="707528" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-borgo-sospeso-sul-mare-della-liguria-dove-il-tempo-sembra-essersi-fermato-profuma-di-basilico-e-di-mare.html" title="Il borgo sospeso sul mare della Liguria dove il tempo sembra essersi fermato: profuma di basilico e di mare">Il borgo sospeso sul mare della Liguria dove il tempo sembra essersi fermato: profuma di basilico e di mare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-borgo-sospeso-sul-mare-della-liguria-dove-il-tempo-sembra-essersi-fermato-profuma-di-basilico-e-di-mare.html" title="Il borgo sospeso sul mare della Liguria dove il tempo sembra essersi fermato: profuma di basilico e di mare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-borgo-sospeso-sul-mare-della-liguria-dove-il-tempo-sembra-essersi-fermato-profuma-di-basilico-e-di-mare-1745523688152_320.jpg" alt="Il borgo sospeso sul mare della Liguria dove il tempo sembra essersi fermato: profuma di basilico e di mare"></a></article></aside><p>È quindi in questo periodo che conviene sfruttarne al massimo la straordinaria capacità produttiva, seguendo queste dieci semplici regole. Le foglie raccolte potranno essere gustate fresche oppure conservate, per ritrovare il profumo e il sapore dell'estate nei piatti e nelle ricette di ogni stagione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Una cometa aliena più antica del Sole: Webb svela il segreto di 3I/ATLAS venuta da un altro sistema planetario]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La cometa interstellare 3I/ATLAS osservata da Webb rivela isotopi mai osservati nelle comete solari: potrebbe essere una reliquia nata in ambienti gelidi della Via Lattea primordiale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario-1782495846113.jpeg" data-image="8sxjk9fygnxi" alt="3I/ATLAS" title="3I/ATLAS"><figcaption>L'oggetto interstellare 3I/ATLAS proviene dal un sistema extrasolare e probabilmente molto antico ancor più del Sole.</figcaption></figure><p><strong>L’oggetto interstellare 3I/ATLAS continua a far parlare di sé</strong>. Stavolta, è la sua composizione chimica a suscitare la sorpresa degli scienziati.<strong> L’idrogeno presente su questa cometa interstellare mostra un rapporto isotopico mai prima osservato</strong> in nessuna cometa del Sistema Solare. </p><p>Sulla base delle osservazioni del telescopio spaziale James Webb, un team di ricercatori conferma sulla rivista Nature l’importanza per la scienza della 3I/ATLAS, in quanto offre un’opportunità quasi unica di conoscere la chimica di un sistema planetario extrasolare molto antico.</p><h2>Un visitatore venuto da fuori: perché 3I/ATLAS è speciale</h2><p>E’ stata l’orbita iperbolica della cometa 3I/ATLAS a svelare la sua provenienza da altri mondi.<strong> Sebbene abbia risentito dell’attrazione gravitazionale del Sole</strong>, con cui è stata rifiondata nello spazio profondo, di fatto <strong>questa cometa non è mai stata legata al esso</strong>. Una volta passata vicino si sta allontanandosi e mai più si riavvicinerà al nostro Sistema Solare: la sua è stata una visita unica e irripetibile.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario-1782487506576.png" data-image="lvdwwnxeb712" alt="3I/ATLAS" title="3I/ATLAS"><figcaption>Il confronto con altre comete del Sistema Solare mostra come la composizione chimica della 3I/ATLAS, in particolare i rapporti isotopici dell'idrogeno e del carbonio, siano molto diversi. Credit: NASA, ESA, CSA, Martin Cordiner (CUA, NASA-GSFC), Leah Hustak (STScI)</figcaption></figure><p>A differenza delle comete periodiche, con orbita ellittica, note per la caratteristica di trasportare materiale primitivo ma comune nel nostro Sistema Solare, <strong>3I/ATLAS porta con sé ghiacci, gas e polveri formati in un altro ambiente stellare.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765262" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-saluta-il-sistema-solare-ma-continua-a-fornire-scoperte-scientifiche.html" title="3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche">3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-saluta-il-sistema-solare-ma-continua-a-fornire-scoperte-scientifiche.html" title="3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/3i-atlas-se-despede-do-sistema-solar-mas-segue-rendendo-descobertas-cientificas-1776536685254_320.png" alt="3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche"></a></article></aside><p>Il suo passaggio non ha rappresentato alcun pericolo per la Terra, come affermato dalla NASA, piuttosto una grande opportunità per gli scienziati. La 3I/ATLAS, riscaldata dal Sole, ha rilasciato dalla sua superficie una nube di elementi chimici. <strong>Gli scienziati sono riusciti a cogliere la “firma chimica” infrarossa di natura extrasolare</strong> di questi elementi grazie alle osservazioni del telescopio James Webb, effettuate quando la cometa era a noi più vicina.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’oggetto Interstellare 3I/ATLAS ha rappresentato una possibilità rara di studiare la chimica di un antico mondo extrasolare<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>E’ come se nel nostro laboratorio naturale, il Sistema Solare, sia transitato per un breve periodo un frammento proveniente da una regione remota dello spazio. Possiamo ben dire che siamo stati bravi a riconoscerlo e ad analizzarlo, carpendone i segreti.</p><h2>Una composizione mai vista nelle comete solari</h2><p>Le osservazioni del James Webb hanno svelato che <strong>l’acqua presente su 3I/ATLAS ha un rapporto isotopico estremo</strong>. Ma cosa intendiamo con rapporto isotopico?</p><p>L’idrogeno, che insieme all’ossigeno forma le molecole dell’acqua (la formula H<sub>2</sub>O, cioè due atomi di idrogeno legati ad un atomo di ossigeno), può esistere in natura sotto forme diverse. Esiste il cosiddetto atomo di <strong>idrogeno</strong>, con un protone ed un elettrone. Esiste l’atomo con un protone, un neutrone ed un elettrone, chiamato <strong>deuterio</strong>, ma esiste anche l’atomo con un protone, due neutroni ed un elettrone, detto <strong>trizio</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario-1782487242646.png" data-image="6wsxa3y5zlvd" alt="3I/ATLAS" title="3I/ATLAS"><figcaption>I ricercatori hanno utilizzato lo strumento NIRSpec (spettrografo nel vicino infrarosso) del telescopio spaziale James Webb della NASA per mappare la composizione chimica specifica della cometa 3I/ATLAS mentre si allontanava dal Sole. I tre pannelli sono immagini della cometa 3I/ATLAS centrate alle lunghezze d'onda dell'acqua, Co2 e ossido di carbonio. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, Martin Cordiner (CUA, NASA-GSFC); Alyssa Pagan (STScI)</figcaption></figure><p>Nell’acqua generalmente troviamo prevalentemente molecole contenenti idrogeno, ma ce ne sono in percentuale molto bassa, anche contenenti deuterio o trizio al posto dell’idrogeno.</p><div class="texto-destacado">Idrogeno, deuterio e trizio avendo lo stesso numero di protoni (1) e di elettroni (1) ma diverso numero di neutroni, sono chiamati isotopi.</div><p><strong>La percentuale di deuterio trovata nell’acqua della cometa 3I/ATLAS è fino a 30 volte superiore a quella trovata nell’acqua delle comete del Sistema Solare.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763224" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-provenienti-dalla-cometa-interstellare-3i-atlas-saranno-fondamentali-per-capire-le-comete-interstellari.html" title="I dati provenienti dalla cometa interstellare 3I/ATLAS saranno fondamentali per capire le comete interstellari">I dati provenienti dalla cometa interstellare 3I/ATLAS saranno fondamentali per capire le comete interstellari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-provenienti-dalla-cometa-interstellare-3i-atlas-saranno-fondamentali-per-capire-le-comete-interstellari.html" title="I dati provenienti dalla cometa interstellare 3I/ATLAS saranno fondamentali per capire le comete interstellari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cometa-interestelar-3i-atlas-nasa-1774847622798_320.jpg" alt="I dati provenienti dalla cometa interstellare 3I/ATLAS saranno fondamentali per capire le comete interstellari"></a></article></aside><p>I rapporti isotopici di idrogeno e carbonio osservati sulla 3I/ATLAS sono molto diversi da quelli del Sistema Solare, confermando l’origine extrasolare</p><p>Sappiamo che il deuterio si forma più facilmente in ambienti molto freddi dove la chimica dei ghiacci procede lentamente e lascia tracce riconoscibili. Secondo gli autori dello studio su Nature, <strong>la cometa potrebbe essersi formata</strong> a temperature inferiori a circa 30 Kelvin (cioè circa a 240 gradi Celsius sotto lo zero), cioè <strong>in un ambiente estremamente freddo.</strong></p><p>Ma anche il carbonio ha isotopi, il carbonio-12 (con 12 neutroni), il carbonio-13 ed il carbonio-14, quello radioattivo utilizzato per la datazione di reperti archeologici.</p><p><strong>La cometa 3I/ATLAS presenta anche un rapporto isotopico del carbonio anomalo</strong>, non osservato in nessun luogo del sistema solare e delle regioni vicine.</p><p>Una possibile interpretazione di queste anomalie isotopiche è che 3I/ATLAS possa essere un frammento di un antico sistema planetario, forse formatosi 10-12 miliardi di anni fa, quando la Via Lattea era molto più giovane.</p><h2>Una capsula del tempo della Via Lattea primordiale</h2><p>Grazie a telescopi come James Webb o ALMA stiamo già studiando le proprietà chimiche di altre stelle e di altri sistemi planetari, ma mai come nel caso 3I/ATLAS è stato possibile farlo così in dettaglio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="734007" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-cometa-interstellare-o-astronave-aliena-che-cosa-ha-stimolato-la-fantasia-su-questo-oggetto.html" title="3I/ATLAS: cometa interstellare o astronave aliena? Che cosa ha stimolato la fantasia su questo oggetto">3I/ATLAS: cometa interstellare o astronave aliena? Che cosa ha stimolato la fantasia su questo oggetto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-cometa-interstellare-o-astronave-aliena-che-cosa-ha-stimolato-la-fantasia-su-questo-oggetto.html" title="3I/ATLAS: cometa interstellare o astronave aliena? Che cosa ha stimolato la fantasia su questo oggetto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/3i-atlas-cometa-interstellare-o-astronave-aliena-che-cosa-ha-stimolato-la-fantasia-su-questo-oggetto-1760349957104_320.png" alt="3I/ATLAS: cometa interstellare o astronave aliena? Che cosa ha stimolato la fantasia su questo oggetto"></a></article></aside><p><strong>La sua composizione suggerisce che la diversità dei sistemi planetari sia ancora più ampia di quanto immaginassimo</strong>. Se è vero che le nostre comete sono reperti fossili del Sistema Solare primordiale, quindi risalenti fino a 4.5 miliardi di anni fa, con la 3I/ATLAS andiamo ben oltre, essa rappresenta un reperto della nostra Galassia primordiale, formatasi in uno dei primi sistemi planetari della Via Lattea.</p><p><strong>3I/ATLAS potrebbe essere ricordata (perché non la rivedremo mai più) come una delle prime vere finestre aperte sulla chimica dei planetesimi extrasolari.</strong> Speriamo che altri oggetti interstellari possano visitare il nostro Sistema Solare in modo da poter confrontare campioni provenienti da sistemi planetari diversi.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Cordiner%2C%20Martin%20%20%20Roth%2C%20Nathan%20%20%20Micheli%2C%20Marco%20et%20al" data-year="2026" data-title="Isotopic%20Evidence%20for%20a%20Cold%20and%20Distant%20Origin%20of%203I%2FATLAS" data-url="https%3A%2F%2Fzenodo.org%2Frecords%2F20800335">Cordiner, Martin Roth, Nathan Micheli, Marco et al. (2026). <a href="https://zenodo.org/records/20800335" target="_blank">Isotopic Evidence for a Cold and Distant Origin of 3I/ATLAS</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-cometa-aliena-piu-antica-del-sole-webb-svela-il-segreto-di-3i-atlas-venuta-da-un-altro-sistema-planetario.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La NASA tenta di salvare Swift: il telescopio che osserva i lampi gamma rischia di cadere sulla Terra]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-tenta-di-salvare-swift-il-telescopio-che-osserva-i-lampi-gamma-rischia-di-cadere-sulla-terra.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Swift, il telescopio spaziale della NASA in grado di osservare i lampi gamma, rischia il rientro per il decadimento orbitale. La missione Swift Boost userà il robot LINK per rialzarlo, salvando scienza preziosa e aprendo l’era della manutenzione spaziale commerciale in orbita.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-tenta-di-salvare-swift-il-telescopio-che-osserva-i-lampi-gamma-rischia-di-cadere-sulla-terra-1782848494049.jpg" data-image="sdruv4il57e8" alt="Swift" title="Swift"><figcaption>Rappresentazione artistica del telescopio spaziale Swift per lo studio dei lampi gamma. Credit: NASA</figcaption></figure><p><strong>La NASA</strong> sta preparando una missione spaziale particolarissima, potrebbe essere una pietra miliare nel suo genere.<strong> Sta realizzando un robot</strong> che lanciato nello spazio <strong>salverà il telescopio spaziale SWIFT ormai condannato a precipitare sulla Terra.</strong></p><p>Se questa missione di salvataggio avrà successo, potrebbe essere applicata ad altri telescopi spaziali, garantendone una vita operativa molto più duratura.</p><h2>Perché la durata operativa dei telescopi spaziali è limitata</h2><p><strong>I telescopi spaziali possono essere collocati in diverse tipologie di orbita.</strong></p><p>Si va da<strong> orbite alte ellittiche</strong>, a <strong>orbite nel punto Lagrangiano L2</strong>, a <strong>orbite eliocentriche</strong> fino a <strong>orbite basse LEO</strong>. Ciascuna di queste ha i suoi pro e contro e viene scelta anche in base alla tipologia di scienza che col telescopio si vuole fare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Telescopi e satelliti in orbita LEO risentono dell'attrito atmosferico. A meno di correzioni, sono destinati a cadere sulla Terra.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tra i vantaggi delle <strong>orbite basse LEO</strong> (Low Earth Orbit) c’è la facilità con cui vengono raggiunte, la possibilità di effettuare manutenzioni, come avvenuto per il telescopio spaziale Hubble che appunto si trova in orbita LEO. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763880" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/detriti-spaziali-in-caduta-il-caso-kinetica-2-e-il-rischio-crescente-dei-rientri-incontrollati-per-persone-aerei-e-citta-in-italia-cosa-sapere-oggi.html" title="Scie luminose e detriti invisibili: cosa rischiamo davvero quando qualcosa cade dallo spazio?">Scie luminose e detriti invisibili: cosa rischiamo davvero quando qualcosa cade dallo spazio?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/detriti-spaziali-in-caduta-il-caso-kinetica-2-e-il-rischio-crescente-dei-rientri-incontrollati-per-persone-aerei-e-citta-in-italia-cosa-sapere-oggi.html" title="Scie luminose e detriti invisibili: cosa rischiamo davvero quando qualcosa cade dallo spazio?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/detriti-spaziali-in-caduta-il-caso-kinetica-2-e-il-rischio-crescente-dei-rientri-incontrollati-per-persone-aerei-e-citta-in-italia-cosa-sapere-oggi-1776179977782_320.jpg" alt="Scie luminose e detriti invisibili: cosa rischiamo davvero quando qualcosa cade dallo spazio?"></a></article></aside><p><strong>I principali svantaggi </strong>sono la vicinanza della Terra, che può coprire zone di cielo, impedendone temporaneamente l’osservazione, ma anche <strong>la presenza di atmosfera</strong>. Ad altezze tra i 500 e i 1000 km l’atmosfera non scompare del tutto: pur essendo molto tenue, può ancora frenare lentamente il moto orbitale del telescopio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-tenta-di-salvare-swift-il-telescopio-che-osserva-i-lampi-gamma-rischia-di-cadere-sulla-terra-1782848619461.jpg" data-image="s6ot09egs0vh" alt="LINK" title="LINK"><figcaption>Il robot LINK della missione spaziale SWIFt BOOST in fase di test. Credit: NASA</figcaption></figure><p><strong>Durante il massimo del ciclo solare</strong>, quando aumenta la frequenza delle tempeste solari, si ha un’espansione dell’atmosfera terrestre, quindi <strong>si ha un aumento dell’attrito atmosferico alle quote LEO</strong>. Questo attrito ha l’effetto di far perdere quota al telescopio. Tuttavia, grazie al carburante a bordo, vengono fatte correzioni e il telescopio viene riposizionato alla corretta orbita.</p><p>Finito il carburante, il telescopio inizia il suo decadimento orbitale che infine lo porterà a schiantarsi sulla Terra (nell'Oceano).</p><h2>Il telescopio spaziale che osserva i lampi gamma a rischio caduta</h2><p><strong>Il prossimo telescopio che a causa del decadimento orbitale cadrà sulla Terra è il telescopio Swift,</strong> lanciato nel 2004. Dopo oltre 20 anni di onorata carriera, a causa delle ultime frequenti tempeste solari, ha dato segni di decadimento per cui la NASA sta progettando un intervento di recupero.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="649044" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/spazio-satellite-swift-nasa-entrato-in-modalita-sicurezza.html" title="Il satellite Swift della NASA è entrato in modalità sicurezza">Il satellite Swift della NASA è entrato in modalità sicurezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/spazio-satellite-swift-nasa-entrato-in-modalita-sicurezza.html" title="Il satellite Swift della NASA è entrato in modalità sicurezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-satellite-swift-della-nasa-e-entrato-in-modalita-sicurezza-1711099119379_320.jpg" alt="Il satellite Swift della NASA è entrato in modalità sicurezza"></a></article></aside><p>I<strong>l telescopio Swift studia il cielo alle lunghezze d’onda dei raggi gamma, la radiazione più energetica dello spettro elettromagnetico.</strong> Esistono eventi violenti come l’esplosione di supernovae, la nascita di buchi neri, la fusione di stelle, che sono tra i più energetici nell’Universo dopo il Big Bang, e che sono caratterizzati dall’emissione di lampi gamma che possono durare dai millisecondi ai minuti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Swift è un telescopio spaziale della NASA che studia i lampi gamma prodotti durante i fenomeni più energetici dell'Universo<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Swift è stato progettato per rilevare questi lampi gamma</strong>, ma non solo. E’ rapidissimo, per cui una volta intercettato un lampo, rapidamente perfeziona il puntamento verso la posizione del cielo in cui è avvenuto per osservarlo anche nella banda X, ultravioletta e visibile.</p><p><strong>Riesce ad effettuare osservazioni multiwavelength contemporanee di uno stesso fenomeno.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-tenta-di-salvare-swift-il-telescopio-che-osserva-i-lampi-gamma-rischia-di-cadere-sulla-terra-1782848756037.jpg" data-image="xte71y2kxfg9" alt="Rocket" title="Rocket"><figcaption>Lo Stargazer di Northrop Grumman, un velivolo L-1011 modificato, decolla dalla base aerea di Vandenberg, in California. Il razzo Pegasus XL dell'azienda, trasportato sotto il velivolo come mostrato nell'immagine, lancerà il veicolo spaziale LINK di Katalyst. Credit: Northrop Grumman</figcaption></figure><p>Grazie ai suoi 20 anni di osservazione, la nostra comprensione dell’Universo nei raggi gamma è enormemente cresciuta. Ad oggi il telescopio è perfettamente funzionante, un vero gioiello che la NASA non intende perdere.</p><h2>L’idea di un salvataggio robotico</h2><p>La NASA sta pianificando la <strong>missione Swift Boost</strong>. Questa prevede l’invio del veicolo robotico <strong>LINK</strong>, costruito dall'azienda privata Katalyst Space, che dovrà raggiungere Swift, agganciarlo e sollevarlo lentamente nel corso di alcuni mesi. </p><div class="texto-destacado">LINK sarà lanciato a bordo di un razzo Pegasus XL di Northrop Grumman dall’atollo di Kwajalein, nelle Isole Marshall. Il lancio previsto per il 30 giugno 2026 è stato rinviato per condizioni meteo sfavorevoli; il nuovo tentativo è indicato non prima di questa settimana.</div><p>E’ una vera sfida se si pensa che Swift non era stato progettato per subire interventi di manutenzione. Per cui andrà afferrato da LINK senza danneggiarlo per modificarne la quota orbitale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="519041" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/immagini-dei-telescopi-spaziali-arte-colorare-invisibile.html" title="Le immagini dei telescopi spaziali e l’arte di colorare l’invisibile">Le immagini dei telescopi spaziali e l’arte di colorare l’invisibile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/immagini-dei-telescopi-spaziali-arte-colorare-invisibile.html" title="Le immagini dei telescopi spaziali e l’arte di colorare l’invisibile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-immagini-dei-telescopi-spaziali-e-l-arte-di-colorare-l-invisibile-1689933132537_320.jpg" alt="Le immagini dei telescopi spaziali e l’arte di colorare l’invisibile"></a></article></aside><p><strong>Con robot come LINK, potrebbe aprirsi una nuova fase:</strong> non più soltanto lanciare satelliti, ma anche recuperarli, spostarli, rifornirli o aggiornarli.</p><p><strong>La missione ha un doppio valore: scientifico e tecnologico.</strong> Scientifico, perché potrebbe restituire agli astronomi un osservatorio ancora prezioso. Invece di considerare i telescopi come strumenti “usa e getta”, si potrebbe iniziare a pensarli come piattaforme da mantenere e proteggere. </p><p>La missione ha anche un valore tecnologico, perché potrebbe inaugurare un modello più sostenibile per la gestione delle infrastrutture spaziali. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-tenta-di-salvare-swift-il-telescopio-che-osserva-i-lampi-gamma-rischia-di-cadere-sulla-terra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Sentiero del Respiro degli alberi: una passeggiata per ricordare la tempesta Vaia ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 10:24:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>La tempesta Vaia ha abbattuto milioni di alberi in Veneto, ma oggi il Sentiero del Respiro testimonia la resilienza della natura che torna a vivere, anche grazie all'aiuto dell'uomo</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia-1782996077690.jpg" data-image="9ykijn9k2m7i" alt="Sentiero del Respiro" title="Sentiero del Respiro"><figcaption>Il Castello di Andraz, punto di inizio e di arrivo del Sentiero del Respiro</figcaption></figure><p>Il Sentiero del Respiro è un percorso che attraversa i boschi delle <strong>Dolomiti </strong>in provincia di <strong>Belluno</strong>. Qui, dove nel 2018 la <strong>tempesta Vaia</strong> ha portato la devastazione, la natura sta cercando di riprendersi con l’aiuto dell’uomo.</p><div class="texto-destacado">La passeggiata è un’occasione per saperne di più sulla foresta stessa e sulla sua storia, sugli effetti della tempesta e anche sulle impegnative operazioni di recupero volte a salvare questo piccolo paradiso naturale.<br><br></div><p>Il sentiero offre comunque molte altre attrazioni, tra i luoghi legati alla storia e i paesaggi di incredibile bellezza delle Dolomiti.</p><h2>Perché dedicare un sentiero alla tempesta Vaia</h2><p>Il Sentiero del Respiro non è solo una bellissima passeggiata attraverso i boschi, è anche un percorso di <strong>sensibilizzazione </strong>e di <strong>memoria</strong>. </p><p>Nel 2018 la tempesta Vaia si è abbattuta violentemente su Francia, Svizzera, Croazia e Austria oltre che sull’Italia. Proprio in Italia, e in particolar modo in Veneto, i venti forti come <strong>uragani </strong>e le violente piogge hanno raso al suolo quarantunomila ettari di boschi e causato la perdita di <strong>quindici milioni di alberi.</strong></p><p>Colpendo anche le infrastrutture, come strade, binari e cavi elettrici, la tempesta ha acutizzato i danni per le popolazioni locali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="742814" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/i-fiori-delle-dolomiti-gioielli-colorati-che-sbocciano-sulla-roccia.html" title="I fiori delle Dolomiti: gioielli colorati che sbocciano sulla roccia">I fiori delle Dolomiti: gioielli colorati che sbocciano sulla roccia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/i-fiori-delle-dolomiti-gioielli-colorati-che-sbocciano-sulla-roccia.html" title="I fiori delle Dolomiti: gioielli colorati che sbocciano sulla roccia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-fiori-delle-dolomiti-gioielli-colorati-che-sbocciano-sulla-roccia-1765749284792_320.jpeg" alt="I fiori delle Dolomiti: gioielli colorati che sbocciano sulla roccia"></a></article></aside><p>Negli anni a seguire sono stati piantati diecimila alberi, in questo modo i boschi stanno lentamente tornando a vivere. Il Sentiero del Respiro è diventato così anche la testimonianza dell'importanza della tutela dell'ambiente e degli <strong>ecosistemi </strong>che vi abitano.</p><h2>Come è fatto il Sentiero del Respiro </h2><p>Il Sentiero del Respiro è parte del comune di <strong>Livinallongo del Col di Lana</strong>, in provincia di Belluno. Non lontano da <strong>Cortina d’Ampezzo</strong>, l’itinerario inizia e finisce presso la bella fortezza medievale del <strong>Castello di Andraz</strong>, arroccato su uno spuntone di roccia a quasi milleottocento metri di altitudine.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia-1782996360342.jpg" data-image="amk53cnwz0ic" alt="Arabba" title="Arabba"><figcaption>L'abitato di Arabba, un buon punto di partenza per un'escursione sul Sentiero del Respiro</figcaption></figure><p>La lunghezza totale del tragitto è di <strong>quattro chilometri</strong> lungo i quali si trovano pannelli informativi dotati anche di QR code per scoprire di più sulla foresta e sulla tempesta.</p><p>I primi quattrocento metri del percorso sono dotati di una <strong>passerella in legno</strong> per chi ha difficoltà deambulatorie. La passerelle raggiunge un’area attrezzata fruibile anche dai visitatori ipovedenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="708952" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-villaggio-nascosto-delle-dolomiti-con-viste-mozzafiato-e-poche-centinaia-di-abitanti.html" title="Il villaggio nascosto delle Dolomiti con viste mozzafiato e poche centinaia di abitanti ">Il villaggio nascosto delle Dolomiti con viste mozzafiato e poche centinaia di abitanti </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-villaggio-nascosto-delle-dolomiti-con-viste-mozzafiato-e-poche-centinaia-di-abitanti.html" title="Il villaggio nascosto delle Dolomiti con viste mozzafiato e poche centinaia di abitanti "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-villaggio-nascosto-delle-dolomiti-con-viste-mozzafiato-e-poche-centinaia-di-abitanti-1746344469748_320.jpg" alt="Il villaggio nascosto delle Dolomiti con viste mozzafiato e poche centinaia di abitanti "></a></article></aside><p>Il tragitto segue un percorso ad anello, la difficoltà è medio/bassa ed è adatto alle famiglie. La durata è di un’ora o poco più.</p><h2>Cosa vedere lungo il percorso</h2><p>Il punto di inizio del sentiero costituisce già una prima attrazione. Il castello di Andraz è un edificio <strong>millenario </strong>che comprende anche un museo. È aperto dal 30 maggio al 1 novembre, ma per gruppi e su prenotazione è visitabile anche nei periodi di chiusura.</p><p>Iniziato il cammino, si può visitare il piccolo <strong>villaggio </strong>che fa capo al castello, e ammirare i bei <strong>panorami </strong>di montagna, che sono una delle bellezze più attrattive di tutto il percorso.</p><p>Ad arricchire il sentiero ci sono anche un <strong>antico mulino</strong> e una <strong>grotta </strong>che veniva usata come deposito di munizioni durante la prima guerra mondiale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758551" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/escursioni-tra-leggende-e-paesaggi-unici-nei-monti-sibillini-tra-marche-e-umbria.html" title="Escursioni tra leggende e paesaggi unici nei Monti Sibillini tra Marche e Umbria">Escursioni tra leggende e paesaggi unici nei Monti Sibillini tra Marche e Umbria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/escursioni-tra-leggende-e-paesaggi-unici-nei-monti-sibillini-tra-marche-e-umbria.html" title="Escursioni tra leggende e paesaggi unici nei Monti Sibillini tra Marche e Umbria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/escursioni-tra-leggende-e-paesaggi-unici-nei-monti-sibillini-tra-marche-e-umbria-1773307194443_320.jpg" alt="Escursioni tra leggende e paesaggi unici nei Monti Sibillini tra Marche e Umbria"></a></article></aside><p><strong>Rio Castello</strong> è il torrente parte del <strong>Percorso “Kneipp” Valparola</strong> inserito nell'itinerario. Qui si può trovare il benessere sfruttando le proprietà benefiche della camminata a piedi nudi nell’acqua fresca.</p><h2>Come raggiungere il Sentiero del Respiro </h2><p>Il Castello di Andraz si raggiunge facilmente in auto da <strong>Arabba</strong>, frazione del comune di Livinallongo ai piedi del Passo Pordoi.</p><p> Il borgo si trova all’interno del grande comprensorio sciistico <strong>Dolomiti Superski </strong>e dista dal castello poco più di 17 Km.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775254" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-alpi-diventano-piu-verdi-l-avanzata-delle-foreste-minaccia-la-fauna-di-alta-quota.html" title="Le Alpi diventano più verdi: l’avanzata delle foreste minaccia la fauna di alta quota">Le Alpi diventano più verdi: l’avanzata delle foreste minaccia la fauna di alta quota</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-alpi-diventano-piu-verdi-l-avanzata-delle-foreste-minaccia-la-fauna-di-alta-quota.html" title="Le Alpi diventano più verdi: l’avanzata delle foreste minaccia la fauna di alta quota"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-alpi-diventano-piu-verdi-l-avanzata-delle-foreste-minaccia-la-fauna-di-alta-quota-1782230051457_320.jpg" alt="Le Alpi diventano più verdi: l’avanzata delle foreste minaccia la fauna di alta quota"></a></article></aside><p>Poco prima di arrivare al castello è possibile parcheggiare.</p><p>Arabba è collegata al Castello di Andraz anche dagli <strong>autobus </strong>di linea, mentre la stazione dei <strong>treni </strong>più vicina è quella di <strong>Brunico</strong>, che dista 48 km.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-del-respiro-degli-alberi-una-passeggiata-per-ricordare-la-tempesta-vaia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo, temporali o entrambi? Cambia tutto nei modelli: Luca Lombroso svela la sorpresa dell’8 luglio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-temporali-o-entrambi-cambia-tutto-nei-modelli-luca-lombroso-svela-la-sorpresa-dell-8-luglio.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 08:46:16 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo il passaggio temporalesco si espande l’anticiclone delle Azzorre, poi ci prova anche l’africano ma c’è una novità. Modelli stravolti, spunta un fronte freddo a metà settimana ma rimanda la minaccia di nuova ondata di caldo a metà mese. In diretta dal Trentino i dettagli.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xakv0fy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xakv0fy.jpg" id="xakv0fy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Si allontana il <strong>vivace fronte freddo </strong>che ha posto fine alla <strong>più potente ondata di caldo europea mai vistasi a giugno</strong>, ed anche una delle più estreme in assoluto. L’aria entrata non è certo fredda in termini assoluti, ma certo <strong>il calo delle temperature è stato vistoso.</strong></p><div class="texto-destacado">Le temperature massime di ieri sono scese attorno ai 28-30°C, raramente oltre al centro nord, localmente <strong>ancora piuttosto caldo nel sud della Puglia, con 35°C</strong> a <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Taranto-Europa-Italia-Taranto--1-31527.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Taranto</a>.</div><p>Sulle Alpi, da dove vi aggiorniamo in diretta meteo,<strong> l’aria fredda ha ripulito il cielo, e reso anche più stabile l’atmosfera, </strong>senza più temporali di calore che erano quasi quotidiani.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Nel fine settimana <strong>si espande un promontorio dell’anticiclone delle Azzorre, </strong>con ritorno di una componente subtropicale più calda, ma per il momento senza il temuto contributo dell’anticiclone africano. </p><p>Le isoterme <strong>a 850 hPa tornano comunque ad avvolgere l’Italia fra le linee di +15 e +20°C</strong>, tipiche da un lato dell’estate ma già nella fascia di sopra la media.</p><p>La novità dei modelli delle ultime ore però è <strong>per metà settimana, con l’anticiclone che si espande più verso il Mare del Nord</strong> e lascia spazio sul suo fianco orientale alla <strong>discesa di un fronte freddo </strong>anche più marcato del precedente. Interesserà maggiormente il settore adriatico e nordest, ma eviterà almeno al momento il nuovo acuto di caldo estremo ed anzi potrebbe anche rinfrescare notevolmente.</p><h2>Bel fine settimana</h2><p>Il <strong>primo weekend di luglio è tipicamente estivo, caldo ma a livelli sopportabili, </strong>anche se <strong>nelle città inizia ad infastidire </strong>specie sommandosi all’isola di calore urbana, soprattutto notturna. <strong>Bella e piacevole giornata in tutte le spiagge</strong>, ai laghi e anche in montagna, dove l<strong>’attività dei cumuli pomeridiani resta scarsa. </strong>Veramente piccoli e locali eventuali rovesci pomeridiani, quasi non si notano dai modelli.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776734" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html" title="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore">Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html" title="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore-1782974390368_320.png" alt="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore"></a></article></aside><p> Le temperature appunto aumentano, al nord, centro e Sardegna <strong>le massime saranno fra 32 e 35°C, al sud fra 30 e 33°C</strong>. Minime notturne fra 18 e 20°C, con notti tropicali a 22-23°C nelle città.</p><h2>Caldo in aumento lunedì e martedì</h2><p><strong>Lunedì 6 e martedì 7 luglio prova a partire una ondata di caldo, </strong>ma come vedremo dopo c’è una sorpresa. Intanto però<strong> i primi due giorni della settimana vedono un quadro di tempo in genere stabile soleggiato estivo, </strong>con risalita netta delle temperature a livelli fastidiosi ma non estremi.<strong> </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-temporali-o-entrambi-cambia-tutto-nei-modelli-luca-lombroso-svela-la-sorpresa-dell-8-luglio-1783023769760.png" data-image="2tvay79iozld"><figcaption>A inizio settimana temperature in aumento, su Spagna e sud della Francia torna l'anticiclone africano e sfiora il nord, martedì al nord le massime arriveranno a 35-36°C.</figcaption></figure><p><strong>Le massime infatti aumentano a 35-36°C</strong> sempre al nord e al centro, in zone isolate anche leggermente oltre ma ben distanti per fortuna dai temuti 40°C.<br>Il caldo intenso aumenta la formazione di nubi termoconvettive sui rilievi alpini e appenninici, tornano così brevi rovesci pomeridiani a innesco orografico. </p><h2>Temporali in transito fra mercoledì e giovedì?</h2><p>Ecco la novità, appunto <strong>fra mercoledì 8 e giovedì 9 luglio, transita un fronte freddo con una saccatura </strong>che si approfondisce fra l’Adriatico e i Balcani. <strong>Temporali anche intensi spazzeranno dapprima il nordest ed Emilia Romagna, saltando il nordovest, poi le regioni centrali adriatiche </strong>e quindi il sud, specie verso le coste adriatiche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-temporali-o-entrambi-cambia-tutto-nei-modelli-luca-lombroso-svela-la-sorpresa-dell-8-luglio-1783023908903.png" data-image="otztn08jiced"><figcaption>La disposizione della corrente a getto per mercoledi 8 luglio preannuncia una discesa di aria fredda con transito di un fronte sul settore Adriatico e una probabile inaspettata rinfrescata e ritardo dell'anticiclone africano.</figcaption></figure><p> Presto per i dettagli, ma se confermato questo scenario, <strong> sono da mettere in conto nuovi colpi di vento di downburst, isolate grandinate, nubifragi. </strong> e diminuzione delle temperature.</p><p><strong>Gli Ensamble e i cluster sono però molto incerti</strong> e nelle ultimissime corse dei modelli riprende quota uno scenario caldo intenso anche se non estremo.</p><h2>Arriverà la temuta grande ondata calda di metà luglio?</h2><p>Vi avevamo parlato di tre scenari, <strong>per fortuna pare prevalere, se ricordate, quello di una fase estiva fra normale e moderata</strong>, con qualche acuto di caldo ma dai nuovi cluster si ridimensiona il rischio di una fase di anticiclone africano. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776483" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luglio-2026-addio-caldo-infernale-attenzione-sta-gia-scalpitando-per-tornare.html" title="Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare">Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luglio-2026-addio-caldo-infernale-attenzione-sta-gia-scalpitando-per-tornare.html" title="Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-sara-il-mese-di-luglio-2026-uns-tregua-dal-grande-caldo-che-tuttavia-scalpita-per-tornare-protagonista-1782834266113_320.jpg" alt="Luglio 2026, addio caldo infernale? Attenzione: sta già scalpitando per tornare"></a></article></aside><p>Certo il caldo si sentirà a tratti, e a meteo termine lontano, 10-15 giorni, compaiono isoterme molto calde su tutt'Italia e stavolta anche e particolarmente al sud. Probabile dunque arrivi una nuova ondata di caldo, che dettaglieremo nei prossimi aggiornamenti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-temporali-o-entrambi-cambia-tutto-nei-modelli-luca-lombroso-svela-la-sorpresa-dell-8-luglio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tregua dal grande caldo: un fine settimana estivo finalmente più a misura d’uomo ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tregua-dal-grande-caldo-un-fine-settimana-estivo-finalmente-piu-a-misura-d-uomo.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 07:50:09 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo l'intensa e prolungata ondata di calore che ha caratterizzato la chiusura di giugno, l'Italia si sta avviando verso un primo fine settimana di luglio con un contesto climatico finalmente più equilibrato e consono alla stagione.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xakleby"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xakleby.jpg" id="xakleby"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questo primo fine settimana di luglio segna una <strong>svolta decisiva</strong> per l'Italia itera, che finalmente <strong>ha voltato pagina</strong>, con la<strong> fine dell'intensa ondata di calore</strong> che ha caratterizzato soprattutto la fine del mese di giugno<sup></sup>. Anche se, nonostante l'aumento dell'instabilità dei giorni scorsi, a cavallo tra <strong>fine giugno e inizio luglio</strong>, le temperature, specie al Centro-Nord, hanno comunque continuato a far registrare <strong>valori ancora molto elevati</strong>. </p><p>In molte località del nostro Paese,<strong> fino a mercoledì 1° luglio</strong>, i termometri hanno ancora avuto modo di superare agevolmente la soglia dei<strong> 35°C</strong>, con effetti di disagio fisico dovuto al contemporaneo <strong>aumento dell'afa</strong> per tassi di umidità spesso molto elevati. </p><h2>La circolazione è cambiata</h2><p><strong>Lo spostamento dell'Anticiclone</strong> <strong>dall'Oceano verso l'Europa Occidentale</strong>, annunciato sulla nostra penisola dai primi refoli di aria atlantica in quota, responsabili dei tanti temporali, anche estesi e violenti, dei giorni scorsi, ha prodotto una<strong> significativa trasformazione della circolazione anche sull'Italia.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tregua-dal-grande-caldo-un-fine-settimana-all-insegna-di-un-estate-finalmente-a-misura-d-uomo-1783028080570.jpg" data-image="2e5gyvvkazfl"><figcaption>L'anticiclone delle Azzorre, ben evidente sull'Atlantico ad ovest della Francia, ha convogliato correnti più fresche ed instabili anche verso la nostra penisola, producendo un sensibile calo termico che ci ha riportati su valori più consoni al periodo. Nel fine settimana, l'Italia beneficerà di questo nuovo regime termico, con un sabato e una domenica più stabili e con temperature non più estreme. ECMWF Meteored</figcaption></figure><p><strong>Tra mercoledì 1° luglio e ieri, giovedì 2</strong>, il transito di una <strong>goccia fredda sul Tirreno</strong> (un vortice depressionario e freddo in quota), che ha prodotto molti fenomeni temporaleschi, ci ha portato anche <strong>un deciso ricambio d'aria</strong>, mettendo fine all'ondata di calore anche sul nostro Paese. Questa massa d'aria, <strong>c</strong><strong>o</strong><strong>n valori anche sotto media in quota</strong>, che si è isolata dal flusso principale delle correnti atlantiche, scivolando <strong>velocemente verso il Mare Egeo</strong> sta già permettendo un rapido miglioramento a partire dalle regioni settentrionali e centrali, con <strong>residui strascichi su quelle meridionali</strong>.</p><h2>Fine dell'anomalia termica</h2><p>Questo<strong> evento</strong>, non ci ha portato temperature molto distanti da quelle che, normalmente, avremmo dovuto avere sul nostro territorio in queste fasi iniziali di luglio. Anzi, a dirla tutta, dopo un <strong>primo sensibile calo termico </strong><strong>nella fase perturbata</strong>,<strong> il recupero</strong> non si farà attendere molto, con valori in aumento già nella giornata di <strong>oggi</strong>, venerdì, per poi continuare nel fine settimana. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Il calo termico rispetto ai picchi di fine giugno è netto, con una diminuzione di circa 6-9°C su gran parte dell'Italia<sup></sup>. Nonostante questa flessione, le temperature non scenderanno sotto media, ma si assesteranno su valori estivi standard, da 1 a 3°C sopra la media di inizio luglio<sup></sup>. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Insomma, si tratterà di un <strong>ritorno a condizioni pressoché normali, </strong><strong>più consoni alla stagione</strong>, allontanandoci notevolmente dai picchi estremi dei giorni scorsi<sup></sup>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776734" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html" title="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore">Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html" title="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore-1782974390368_320.png" alt="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore"></a></article></aside><p>Tuttavia, non si può nascondere che la <strong>tendenza di lungo periodo</strong>, proposta da diversi modelli meteorologici, indica<strong> un nuovo graduale rialzo delle temperature</strong>, anche se restano ancora <strong>ampi margini di incertezza</strong>, questa, anche la elevata distanza temporale.</p><h2>Il quadro meteorologico di venerdì 3 luglio</h2><p>La giornata di <strong>oggi, venerdì 3 luglio</strong>, vedrà l<strong>'instabilità legata al transito della goccia fredda</strong>, trasferirsi <strong>principalmente sui settori meridionali</strong><sup></sup>. Al mattino, i fenomeni temporaleschi interesseranno in prevalenza il <strong>mar Tirreno meridionale</strong>, le <strong>coste tirreniche della Sardegna </strong>e l'area dello <strong>Stretto di Messina</strong>, con la possibilità di vedere<strong> qualche isolato temporale anche in Molise e sull'area garganica</strong><sup></sup>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tregua-dal-grande-caldo-un-fine-settimana-all-insegna-di-un-estate-finalmente-a-misura-d-uomo-1783028226481.jpg" data-image="woxfao63dylr"><figcaption>Tempo previsto in Italia oggi alle ore 16:00. È facile notare come la maggior parte del Centro-Nord sia ormai interessato da condizioni di tempo stabile e soleggiato, mentre il Meridione e le isole maggiori, oltre a parte del Lazio, avranno ancora dei fenomeni residui dovuti alla goccia fredda in allontanamento verso est. ECMWF Meteored </figcaption></figure><p>Nel corso del <strong>pomeriggio</strong>, sul Meridione il <strong>maltempo </strong>diverrà<strong> più diffuso e intenso</strong>, interessando <strong>la Sicilia, le aree interne di Calabria, Basilicata e il Salernitano</strong>, <strong>dove i </strong><strong>temporali potrebbero anche risultare intensi</strong><sup></sup>. Al <strong>Centro-Nord</strong>, invece, la situazione risulterà nettamente più tranquilla, con <strong>ampie schiarite</strong>, fatta eccezione per la formazione di una nuvolosità sparsa pomeridiana che potrà interessare il Lazio, specie le aree interne, e i rilievi alpini, in particolare <strong>le Dolomiti e le Alpi Carniche, con possibili rovesci</strong>, in esaurimento entro sera<sup></sup>.</p><h2>Weekend all'insegna della stabilità e del clima gradevole</h2><p><strong>A partire da sabato 4 luglio</strong>, assisteremo a un rapido <strong>miglioramento </strong>delle condizioni meteo <strong>su tutto il territorio nazionale</strong>, grazie al definitivo allontanamento del vortice instabile e alla contemporanea espansione di un campo di <strong>alta pressione atlantica</strong><sup></sup>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tregua-dal-grande-caldo-un-fine-settimana-all-insegna-di-un-estate-finalmente-a-misura-d-uomo-1783028102165.jpg" data-image="2kfzfn3gl6mg"><figcaption>Dopo il calo di oggi, anche al Sud, le temperature massime torneranno a salire gradualmente tra sabato e domenica su Sardegna, regioni centrali tirreniche e Nord-Ovest, pur rimanendo ben distanti da picchi estremi. Il clima, dunque, si manterrà su livelli tipicamente estivi, al massimo pochi gradi superiori alla media climatologica tra domenica e lunedì. ECMWF Meteored</figcaption></figure><p>Nelle<strong> prime ore del mattino di sabato</strong>, una residua nuvolosità sulla Sicilia tirrenica e sulla Calabria meridionale, potrebbe ancora produrre dei brevi piovaschi che, tuttavia, andranno esaurendosi in breve tempo, con il resto della giornata caratterizzato da<strong> cielo sereno o poco nuvoloso su quasi tutta l'Italia</strong><sup></sup>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776336" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-agonia-delle-alpi-con-l-eccezionale-fusione-dei-ghiacciai-in-questo-fine-giugno.html" title="L’agonia delle Alpi con l’eccezionale fusione dei ghiacciai in questo fine giugno 2026">L’agonia delle Alpi con l’eccezionale fusione dei ghiacciai in questo fine giugno 2026</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-agonia-delle-alpi-con-l-eccezionale-fusione-dei-ghiacciai-in-questo-fine-giugno.html" title="L’agonia delle Alpi con l’eccezionale fusione dei ghiacciai in questo fine giugno 2026"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-agonia-delle-alpi-con-l-eccezionale-fusione-dei-ghiacciai-in-questo-fine-giugno-1782808211752_320.jpg" alt="L’agonia delle Alpi con l’eccezionale fusione dei ghiacciai in questo fine giugno 2026"></a></article></aside><p>Quella di<strong> domenica 5 </strong>sarà una <strong>giornata di bel tempo</strong>, con prevalenza di sole sulla penisola<sup></sup>. Solo <strong>lungo la catena alpina</strong>, potremmo avere un aumento della nuvolosità cumuliforme durante il pomeriggio, con il <strong>rischio </strong>per qualche <strong>isolato temporale</strong><sup></sup>.</p><h2>Riassumendo, un rientro nei canoni di luglio </h2><p><strong>Dopo il calo di oggi, anche al Sud</strong>, le temperature massime <strong>torneranno a salire gradualmente tra sabato e domenica su Sardegna, regioni centrali tirreniche e Nord-Ovest</strong>, pur rimanendo ben distanti da picchi estremi.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Il clima, dunque, si manterrà su <strong>livelli tipicamente estivi</strong>, al massimo pochi gradi <strong>superiori </strong>alla media climatologica <strong>tra domenica e lunedì. L</strong><strong>a una ventilazione settentrionale costante</strong>, che pur rendendo i mari mossi o localmente agitati, come l'Adriatico centrale e meridionale e il Mar Ionio, renderà le <strong>giornate del weekend decisamente gradevoli e "più a misura d'uomo"</strong><sup></sup>. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tregua-dal-grande-caldo-un-fine-settimana-estivo-finalmente-piu-a-misura-d-uomo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo in risalita: già dalla prossima settimana tornano i 36°C sull’Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-risalita-gia-dalla-prossima-settimana-tornano-i-36-c-sull-italia.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 07:15:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il caldo tornerà ad interessare l'Italia già dal weekend, per l'espansione di un robusto promontorio anticiclonico subtropicale che spingerà i termometri fino alla soglia dei +36°C. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaklube"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaklube.jpg" id="xaklube"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo una fase caratterizzata da maggiore variabilità, l’anticiclone subtropicale africano si prepara a riconquistare la scena sul Mediterraneo centrale e sull’Italia. </p><p>A partire dalla prossima settimana, la struttura anticiclonica si rafforzerà progressivamente su tutto il Paese, <strong>riportando condizioni di tempo stabile e prevalentemente soleggiato, dopo l’instabilità delle ultime ore.</strong></p><h2><strong>Un grande promontorio verso l’Italia</strong></h2><p>Tra <strong>lunedì 6</strong> e <strong>martedì 7 luglio</strong> il vasto promontorio anticiclonico, pronto a svilupparsi sopra la Penisola Iberica e la Francia, riuscirà ad espandersi in direzione dell’Italia, ripristinando la tipica stabilità estiva.</p><p>Il cielo si presenterà sereno o poco nuvoloso per lunghi tratti della giornata, con solo qualche modesto addensamento possibile lungo i rilievi alpini e appenninici, <strong>dalle ore 15:00</strong><strong>.</strong> Le correnti in quota rimarranno deboli, favorendo un rapido riscaldamento diurno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-in-risalita-gia-dalla-prossima-settimana-tornano-i-36-c-sull-italia-1783029491811.png" data-image="k096v0dh15ur" alt="Alta pressione." title="Alta pressione."><figcaption>Il promontorio anticiclonico in risalita verso l'Italia già dal weekend.</figcaption></figure><p>Il nucleo più caldo dell’anticiclone, tuttavia, resterà posizionato sulla Spagna e sulla Francia meridionale, <strong>dove le temperature raggiungeranno picchi particolarmente elevati, anche fino a +40°C.</strong> Sull’Italia il caldo tornerà comunque a farsi sentire in modo deciso, <strong>anche se con caratteristiche leggermente diverse rispetto alle ondate precedenti.</strong></p><h2><strong>Temperature in risalita, caldo intenso ma meno afoso</strong></h2><p>Le masse d’aria calda in quota determineranno un progressivo aumento delle temperature su tutto il territorio nazionale. Già da lunedì i termometri inizieranno a spingere verso l’alto, <strong>con massime che tra martedì e mercoledì supereranno diffusamente i +34°C +36°C in molte città della Pianura Padana,</strong> delle zone interne del Centro e di parte del Sud. </p><div class="texto-destacado"><strong>Localmente, soprattutto nelle aree più favorevoli (pianure interne e valli), non si escludono picchi prossimi o superiori ai +37°C.</strong></div><p>La buona notizia è che questa nuova fase di caldo dovrebbe risultare <strong>meno afosa</strong> rispetto alle ondate di fine giugno. <strong>L’umidità relativa sarà infatti più contenuta grazie a una maggiore subsidenza dell’aria e a venti più secchi in quota,</strong> rendendo le temperature percepite più sopportabili rispetto a episodi con forte contributo di vapore acqueo, della scorsa settimana.</p><h2><strong>Da metà settimana instabilità?</strong></h2><p>La stabilità non durerà però a lungo. Secondo le proiezioni del modello <strong>ECMWF,</strong> nostro punto di riferimento, a partire da mercoledì 8 una nuova goccia fredda scivolerà lungo il bordo orientale dell’anticiclone, dirigendosi verso l’Italia.</p><p>Questo afflusso di aria più fresca in quota destabilizzerà l’atmosfera, <strong>favorendo il ritorno di temporali e rovesci, localmente anche di forte intensità.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-in-risalita-gia-dalla-prossima-settimana-tornano-i-36-c-sull-italia-1783029543478.png" data-image="dkzr9ehsu8i6" alt="Caldo." title="Caldo."><figcaption>A inizio della prossima settimana si toccheranno punte di oltre +36°C sul Nord Italia.</figcaption></figure><p>Le regioni più esposte al fenomeno, almeno nelle prime fasi, saranno il Nord-Est (Friuli-Venezia Giulia, Veneto orientale e Trentino), le regioni centrali (soprattutto interne di Toscana, Umbria, Marche e Lazio) e, in un secondo momento, parte del Sud, fino alla Sicilia.</p><p>Sarà quindi una tipica situazione da <strong>“cuscinetto” anticiclonico,</strong> con sole e caldo sul versante occidentale e tirrenico, maggiore variabilità e rischio temporali su quello adriatico e orientale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776614" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html" title="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia">Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html" title="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia-1782895792904_320.png" alt="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia"></a></article></aside><p>Nei prossimi giorni seguiremo con attenzione l’evoluzione della goccia fredda, che potrebbe modulare non solo le temperature, ma anche la distribuzione delle precipitazioni temporalesche. L’estate meteorologica continua a mostrare il suo volto più classico, <strong>passando dal caldo intenso alternato a brevi ma energiche fasi instabili.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-risalita-gia-dalla-prossima-settimana-tornano-i-36-c-sull-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Da dove arriva il caldo in Italia? Il Sahara sta vivendo un inizio d'estate insolitamente fresco]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-dove-arriva-il-caldo-in-italia-il-sahara-sta-vivendo-un-inizio-d-estate-insolitamente-fresco.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Se sul Sahara stiamo vivendo un periodo con temperature sotto media, da dove arriva questo caldo estremo che sta fiaccando l'Europa? Ecco come nascono queste ondate di calore.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xakefp2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xakefp2.jpg" id="xakefp2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Negli ultimi giorni, e ancora nei prossimi, l’Italia e buona parte dell’Europa occidentale vivranno <strong>un nuovo episodio di caldo intenso.</strong> Immagini satellitari e mappe mostrano spesso polveri sahariane in quota, e i titoli parlano di <strong>“anticiclone africano”.</strong></p><p>Eppure, la realtà è più sfumata e affascinante dal punto di vista meteorologico. Il Sahara, in questo inizio d’estate 2026, <strong>sta registrando temperature nella media o addirittura leggermente sotto le medie stagionali in diverse aree.</strong> Il vero motore del caldo che ci riguarda non è principalmente un forno desertico in piena attività, ma un meccanismo atmosferico più complesso.</p><h2><strong>L’origine del calore: non solo dal Sahara</strong></h2><p>Spesso tutto nasce da <strong>masse d’aria molto calde in quota,</strong> nella media troposfera (intorno ai 500 hPa, circa 5-6 km di altitudine), provenienti dalle medie latitudini dell’Atlantico e solo in parte dal Nord Africa. </p><p>Queste masse subtropicali o di transizione atlantico-mediterranea si scaldano già durante il loro percorso, <strong>ma non sono necessariamente “africane continentali” roventi e secche.</strong> Come evidenziano diversi studi e analisi modellistiche, buona parte dell’aria calda che raggiunge l’Europa ha spesso un’origine atlantica subtropicale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-dove-arriva-il-caldo-in-italia-il-sahara-sta-vivendo-un-inizio-d-estate-insolitamente-fresco-1782982489676.png" data-image="5a0avgoqkyzf" alt="Sahara, anomalie termiche." title="Sahara, anomalie termiche."><figcaption>In questi giorni su vaste aree del Sahara si presentano temperature sotto le medie del periodo, come sull'Algeria e nella vicina Libia.</figcaption></figure><p>Quindi umida all’inizio, ma capace di riscaldarsi enormemente una volta intrappolata nei meccanismi dinamici. Il contributo diretto del Sahara esiste, ma è parziale. Il deserto, in questa fase, non sta vivendo un’eccezionale fiammata, <strong>quanto piuttosto funge da “serbatoio” geografico per l’espansione verso nord di aria calda.</strong></p><h2><strong>I meccanismi che fanno “esplodere” il caldo</strong></h2><p>Una volta in posizione, queste masse d’aria innescano una catena di processi che trasformano un’anomalia termica in un’ondata di calore intensa e persistente.</p><p>Tutto inizia spesso da una <strong>depressione extratropicale</strong> sull’Atlantico settentrionale (tra Islanda, Groenlandia e isole britanniche). Questa bassa pressione ruota in senso antiorario e richiama aria calda dalle latitudini subtropicali (Maghreb, Spagna meridionale, bacino del Mediterraneo) spingendola verso nord-nordest, direttamente sull’Europa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-dove-arriva-il-caldo-in-italia-il-sahara-sta-vivendo-un-inizio-d-estate-insolitamente-fresco-1782982577220.png" data-image="oa4498jiynm4" alt="Getto polare." title="Getto polare."><figcaption>Sul bordo occidentale del promontorio, l’aria calda subtropicale incontra quella più fresca e umida dell’Atlantico. Si crea un forte gradiente termico orizzontale che accelera i venti in quota. Il getto polare si intensifica e si incurva lungo il fianco dell’anticiclone.</figcaption></figure><p>Questa aria subtropicale, già calda, riscalda l’intera colonna atmosferica dal suolo fino a 8-10 km di quota. L’aria si espande, la colonna atmosferica <strong>si “gonfia” e aumenta il geopotenziale.</strong> Da qui si forma così un <strong>promontorio anticiclonico in quota,</strong> un vero e proprio cappello di alta pressione che può estendersi dal Nord Africa fino alla Scandinavia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772417" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/queste-sono-le-dinamiche-che-causano-le-intense-e-persistenti-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Queste sono le dinamiche che causano le intense e persistenti ondate di calore in Europa">Queste sono le dinamiche che causano le intense e persistenti ondate di calore in Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/queste-sono-le-dinamiche-che-causano-le-intense-e-persistenti-ondate-di-calore-in-europa.html" title="Queste sono le dinamiche che causano le intense e persistenti ondate di calore in Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/queste-sono-le-dinamiche-che-causano-le-intense-e-persistenti-ondate-di-calore-in-europa-1780657154550_320.jpg" alt="Queste sono le dinamiche che causano le intense e persistenti ondate di calore in Europa"></a></article></aside><p>Sotto questo promontorio il cielo rimane sereno o poco nuvoloso (a volte velato solo da pulviscolo desertico), il sole batte senza interruzioni e le temperature al suolo salgono rapidamente.</p><h2><strong>Il ruolo cruciale del getto polare e del blocco Omega</strong></h2><p>Sul bordo occidentale del promontorio, l’aria calda subtropicale incontra quella più fresca e umida dell’Atlantico. Si crea un forte <strong>gradiente termico orizzontale</strong> che accelera i venti in quota. Il <strong>getto polare</strong> si intensifica e si incurva lungo il fianco dell’anticiclone.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-dove-arriva-il-caldo-in-italia-il-sahara-sta-vivendo-un-inizio-d-estate-insolitamente-fresco-1782982635679.jpg" data-image="yk3qp2o9qt1s" alt="Onda di calore." title="Onda di calore."><figcaption>Il vero “motore” dell’intensità e della durata è un feedback positivo fra suoli, mari e atmosfera. L’alta pressione in quota provoca subsidenza (discesa di aria dall’alto verso il basso). L’aria che scende si comprime e si riscalda per compressione adiabatica, divenendo molto calda nei bassi strati.</figcaption></figure><p>Questo <strong>getto forte</strong> favorisce la divergenza di massa d’aria in quota sul lato orientale del promontorio. È come un “aspirapolvere” in alto che sostiene dinamicamente l’alta pressione e rinforza la depressione a valle. Si configura così il classico <strong>blocco Omega</strong> (dalla forma della lettera greca Ω), uno schema estremamente stabile.</p><h2><strong>Il circolo vizioso che rende il caldo persistente</strong></h2><p><strong>Il vero “motore” dell’intensità e della durata è un feedback positivo fra suoli, mari e atmosfera. </strong>L’alta pressione in quota provoca <strong>subsidenza (discesa di aria dall’alto verso il basso). </strong>L’aria che scende si comprime e si riscalda per <strong>compressione adiabatica</strong>.</p><div class="texto-destacado"><strong>Questo riscaldamento aggiuntivo espande ulteriormente la colonna atmosferica, fa salire ancora il geopotenziale e rafforza l’anticiclone.</strong></div><p>Il contrasto termico con l’aria atlantica più fresca mantiene forte il <strong>getto polare,</strong> che continua a sostenere il blocco per giorni o settimane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-dove-arriva-il-caldo-in-italia-il-sahara-sta-vivendo-un-inizio-d-estate-insolitamente-fresco-1782982687155.png" data-image="0vb5l8zvzmhh" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Questa aria subtropicale, già calda, riscalda l’intera colonna atmosferica dal suolo fino a 8-10 km di quota. L’aria si espande, la colonna atmosferica si “gonfia” e aumenta il geopotenziale. Da qui si forma così un promontorio anticiclonico in quota, un vero e proprio cappello di alta pressione che può estendersi dal Nord Africa fino al Regno Unito o Scandinavia.</figcaption></figure><p>A questo si aggiunge il Mediterraneo, che in estate, durante queste situazioni di blocco che durano intere settimane accumula molto calore, fungendo da serbatoio di calore e umidità e contribuendo alle notti tropicali (temperature minime elevate) soprattutto lungo le coste, rendendo il disagio ancora più opprimente.</p><h2><strong>Un fenomeno sempre più frequente</strong></h2><p>Questi meccanismi non sono nuovi, ma il cambiamento climatico li rende più probabili e intensi. La presenza di temperature medie globali più alte, maggior riscaldamento del continente rispetto all’oceano, favoriscono la formazione e la persistenza di questi blocchi.</p><p>In sintesi, il caldo che stiamo vivendo non arriva direttamente da un Sahara bollente, <strong>ma da una sofisticata danza atmosferica in cui masse d’aria di origine prevalentemente atlantico-subtropicale vengono catturate, </strong>compresse e amplificate da un blocco anticiclonico persistente, sulle stesse zone continentali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775411" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ormai-fa-molto-caldo-senza-vere-ondate-di-calore-il-ruolo-del-mediterraneo-sempre-piu-bollente.html" title="Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente">Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ormai-fa-molto-caldo-senza-vere-ondate-di-calore-il-ruolo-del-mediterraneo-sempre-piu-bollente.html" title="Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ormai-fa-molto-caldo-senza-vere-ondate-di-calore-il-ruolo-del-mediterraneo-sempre-piu-bollente-1782295374259_320.png" alt="Ormai fa molto caldo senza vere ondate di calore, il ruolo del Mediterraneo sempre più bollente"></a></article></aside><p>Il Sahara gioca un ruolo, ma spesso è più un attore di contorno che il protagonista assoluto. Capire queste dinamiche ci aiuta non solo a interpretare meglio le previsioni, <strong>ma anche a contestualizzare un’estate che, con ogni probabilità, ci riserverà ancora diversi episodi di caldo intenso.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-dove-arriva-il-caldo-in-italia-il-sahara-sta-vivendo-un-inizio-d-estate-insolitamente-fresco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Alle Canarie scoperto un "mondo neonato" nel vulcano di La Palma: aiuterà a cercare vita su Marte]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alle-canarie-scoperto-un-mondo-neonato-nel-vulcano-di-la-palma-aiutera-a-cercare-vita-su-marte.html</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Cinque anni dopo l'eruzione del vulcano Tajogaite, gli scienziati hanno individuato a La Palma un laboratorio naturale unico nel suo genere, dove potranno studiare come la vita si sviluppa in ambienti estremi simili a quelli di Marte.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-descubren-un-mundo-recien-nacido-en-el-volcan-de-la-palma-que-servira-para-buscar-vida-en-marte-1781619041253.png" data-image="f5983g7kn0dd" alt="eruzione alle canarie" title="eruzione alle canarie"><figcaption>L'eruzione del Tajogaite ha modificato il paesaggio di quest'area di La Palma alla fine del 2021.</figcaption></figure><p>Nel 2021, l'eruzione del Tajogaite, il nuovo vulcano della Cumbre Vieja, ha <strong>cambiato per sempre il paesaggio dell'isola di La Palma, alle Canarie</strong>. Quello che per settimane è stato uno scenario da film, con fiumi di lava, esplosioni e colonne di cenere, si è trasformato oggi in uno dei luoghi più sorprendenti per la ricerca scientifica.</p><p>Ora un team internazionale di ricercatori guidato da esperte ed esperti del CSIC (Consiglio Superiore delle Ricerche Scientifiche spagnolo) <strong>ha iniziato a studiare gli ecosistemi che stanno comparendo sui nuovi materiali vulcanici</strong>. L'obiettivo è comprendere come la vita colonizzi territori appena formati e utilizzare queste conoscenze nelle future missioni di esplorazione planetaria.</p><h2>La ricerca della vita su Marte passa da La Palma</h2><p><strong>Gli scienziati coinvolti nello studio descrivono questo ambiente come un autentico "mondo appena nato"</strong>, dove ogni organismo che riesce a stabilirsi fornisce indizi sui meccanismi biologici che consentono la sopravvivenza in condizioni estreme.</p><p><strong>I nuovi campi vulcanici di La Palma permettono di testare tecnologie</strong>, metodi di campionamento e strategie di analisi che potrebbero essere utilizzati in future esplorazioni di Marte.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"> <p lang="es" dir="ltr"> La vita si fa strada nel <a href="https://x.com/hashtag/Tajogaite?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Tajogaite</a>: scoperti microrganismi che aiutano a comprendere Marte.<br> Un team internazionale di ricercatori ha identificato le prime comunità microbiche che hanno colonizzato i tubi di lava del <a href="https://x.com/hashtag/volc%C3%A1n?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#vulcano</a> di La Palma. </p> </blockquote></figure><p>Molti dei processi geologici osservati sull'isola delle Canarie, infatti, <strong>presentano somiglianze con i paesaggi vulcanici marziani</strong>, trasformando questo luogo in un autentico laboratorio naturale per l'astrobiologia.</p><h2>Un paesaggio che ricorda il Pianeta Rosso</h2><p>Le recenti colate laviche presentano caratteristiche che le rendono un eccellente analogo terrestre di Marte. <strong>Le elevate temperature iniziali, l'assenza di un suolo sviluppato, la scarsità di nutrienti e le condizioni chimiche ostili</strong> creano infatti una chiara somiglianza con alcuni degli ambienti marziani studiati dalle sonde spaziali.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-descubren-un-mundo-recien-nacido-en-el-volcan-de-la-palma-que-servira-para-buscar-vida-en-marte-1781608745959.jpeg" data-image="hud794lg8xg6"> <figcaption>Marte è caratterizzato da un paesaggio desolato, vasto e dominato da tonalità rossastre. Immagine che ricrea il Pianeta Rosso a partire da una fotografia delle Cañadas del Teide.</figcaption> </figure><p>Per questo motivo, gli scienziati ritengono che <strong>La Palma</strong> offra un'opportunità eccezionale per osservare in tempo reale <strong>le prime fasi della colonizzazione biologica di un territorio appena creato</strong>.</p><p>Le ricerche si concentrano in particolare sui <strong>microrganismi capaci di sopravvivere in condizioni estreme</strong>, noti come estremofili. Questi esseri viventi potrebbero fornire informazioni fondamentali sui tipi di organismi che potrebbero esistere o essere esistiti su Marte.</p><h3>Una finestra sul passato della Terra</h3><p>Oltre a contribuire agli studi astrobiologici, la recente eruzione del 2021 <strong>consente di ricostruire come potrebbe essersi sviluppata la vita sulla Terra dopo grandi eventi geologici</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="699814" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/forti-piogge-alle-canarie-sul-vulcano-di-la-palma-si-forma-uno-strano-fenomeno.html" title="Forti piogge alle Canarie, a La Palma strano fenomeno sul vulcano che esplose 3 anni fa ">Forti piogge alle Canarie, a La Palma strano fenomeno sul vulcano che esplose 3 anni fa </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/forti-piogge-alle-canarie-sul-vulcano-di-la-palma-si-forma-uno-strano-fenomeno.html" title="Forti piogge alle Canarie, a La Palma strano fenomeno sul vulcano che esplose 3 anni fa "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/forti-piogge-alle-canarie-sul-vulcano-di-la-palma-si-forma-uno-strano-fenomeno-1741097131043_320.jpg" alt="Forti piogge alle Canarie, a La Palma strano fenomeno sul vulcano che esplose 3 anni fa "></a></article></aside><p><strong>Miliardi di anni fa il nostro pianeta era dominato da un'intensa attività vulcanica e da condizioni molto diverse da quelle attuali</strong>. Comprendere come i microrganismi riescano a colonizzare superfici vulcaniche appena formate aiuta quindi a chiarire meglio le origini degli ecosistemi terrestri.</p><p>Questi studi offrono un'opportunità unica per <strong>analizzare l'adattabilità e la resilienza</strong> della vita in ambienti particolarmente ostili.</p><h3><em>Riferimento scientifico</em></h3><p><em>Miller, A.Z., Gutierrez-Patricio, S., Gázquez, F. et al. <strong>Stochastic seeding and environmental stressors as dual drivers of pioneer microbial colonization in newly formed basaltic lava tubes</strong>. Environmental Microbiome, <strong>21</strong>, 60 (2026). <a href="https://link.springer.com/article/10.1186/s40793-026-00874-y#citeas" target="_blank" rel="nofollow">https://doi.org/10.1186/s40793-026-00874-y</a></em><em><br></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alle-canarie-scoperto-un-mondo-neonato-nel-vulcano-di-la-palma-aiutera-a-cercare-vita-su-marte.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'intelligenza artificiale è in grado di scoprire una nuova fisica? Forse dovrebbe prima reimparare tutto da capo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-intelligenza-artificiale-e-in-grado-di-scoprire-una-nuova-fisica-forse-dovrebbe-prima-reimparare-tutto-da-capo.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 18:31:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo studio illustra come l'intelligenza artificiale possa aiutare a scoprire aspetti della fisica che vanno oltre il modello standard e quali siano le difficoltà che ciò comporta.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-inteligencia-artificial-consegue-descobrir-uma-nova-fisica-talvez-precise-reaprender-tudo-primeiro-1781999745107.png" data-image="a53h6zw0yh2n" alt="IA." title="IA."><figcaption>Quando un'intelligenza artificiale dipende eccessivamente dai dati di addestramento, può avere difficoltà a riconoscere fenomeni realmente nuovi. Crediti: NASA</figcaption></figure><p>Negli ultimi anni, alcuni dei nomi di spicco nel campo dell’intelligenza artificiale (IA), come <strong>Sam Altman, Jensen Huang ed Elon Musk,</strong> hanno iniziato a sottolineare l’importanza della fisica per il progresso di questo settore. L’idea è che modelli sempre più avanzati siano in grado di apprendere relazioni fisiche a partire da dati osservativi e sperimentali. Ciò consentirebbe di costruire sistemi che contribuirebbero a nuove scoperte e ipotesi scientifiche.</p><div class="texto-destacado"><strong>Ciononostante, insegnare la fisica ai modelli di IA rimane una sfida, poiché molti problemi fisici comportano relazioni complesse, scale spaziali e temporali multiple e incertezza.</strong> Per questo motivo, università, centri di ricerca e aziende stanno investendo nello sviluppo di architetture in grado di incorporare direttamente le conoscenze fisiche durante l’addestramento. </div><p>Questi approcci spaziano dalle reti neurali informate dalla fisica (physics-informed neural networks) ai modelli basati su simulazioni numeriche e sull’apprendimento simbolico.</p><p><strong>Un nuovo studio suggerisce che le tecniche attuali possano presentare un limite quando l’obiettivo è scoprire una nuova fisica.</strong> I ricercatori hanno analizzato metodi di apprendimento noti come «transfer learning», in cui i modelli riutilizzano conoscenze acquisite in precedenza. Sebbene questa strategia riduca i costi computazionali, l’IA può apprendere i modelli fisici attuali così bene da finire per avere difficoltà a identificare fenomeni che vanno oltre di essi.</p><h2>Simulazioni cosmologiche</h2><p>Un esempio di come questo processo venga utilizzato in Fisica è il modo in cui vengono realizzate le simulazioni cosmologiche. <strong>Queste simulazioni comportano un elevato costo computazionale poiché devono riprodurre l’evoluzione dell’Universo nel corso di miliardi di anni.</strong> Tali simulazioni seguono la dinamica della materia oscura, del gas interstellare, della formazione stellare, dell’evoluzione delle galassie e dell’influenza dell’energia oscura. Ciò comporta l’esecuzione di un numero elevato di operazioni matematiche.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Un’altra sfida è rappresentata dal fatto che molti fenomeni si verificano su scale diverse e devono essere trattati contemporaneamente, dai processi su scala galattica a quelli che coinvolgono centinaia di milioni di anni luce.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Anche il costo computazionale aumenta perché piccole variazioni nei parametri cosmologici richiedono nuove simulazioni. È necessario testare diversi scenari che coinvolgono la materia oscura, l’energia oscura, la formazione galattica e le condizioni iniziali per confrontare i risultati. Il tempo necessario può variare da giorni a mesi, a seconda della risoluzione utilizzata e della complessità del sistema, per ciascuna delle simulazioni.</p><h2>Uso dell'intelligenza artificiale</h2><p>Per questo motivo, lo sviluppo di metodi in grado di accelerare tali simulazioni è diventato una priorità per fisici e astrofisici. <strong>L’IA si è affermata come uno strumento promettente per accelerare le simulazioni cosmologiche. Anziché risolvere direttamente tutte le equazioni,</strong> i modelli di IA possono imparare a riprodurre determinati processi sulla base di grandi insiemi di simulazioni già esistenti. In alcuni casi, simulazioni che richiederebbero ore o giorni di elaborazione possono essere eseguite in pochi secondi o minuti.</p><p>Il vantaggio principale è la possibilità di esplorare un numero molto maggiore di ipotesi e scenari fisici. Poiché il costo computazionale è ridotto, diventa fattibile testare diversi valori dei parametri. Inoltre, <strong>i modelli di IA possono identificare modelli ricorrenti nei dati e individuare regioni dello spazio dei parametri che in precedenza venivano ignorate.</strong> Questa capacità accelera il processo scientifico e aiuta a comprendere meglio i dati, consentendo al contempo l’esplorazione di un maggior numero di scenari.</p><h2>Il problema attuale</h2><p>In un nuovo articolo, i ricercatori hanno addestrato una rete neurale utilizzando il transfer learning e i dati delle simulazioni del modello cosmologico <strong>standard ΛCDM.</strong> Successivamente, la stessa rete è stata adattata per studiare scenari più complessi che includono possibili estensioni della fisica conosciuta. I risultati hanno dimostrato che questa strategia può ridurre di oltre un ordine di grandezza il numero di simulazioni necessarie. <strong>Tuttavia, i ricercatori hanno individuato alcune limitazioni quando l’obiettivo è individuare fenomeni nuovi.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-inteligencia-artificial-consegue-descobrir-uma-nova-fisica-talvez-precise-reaprender-tudo-primeiro-1781999821735.png" data-image="958t52ph5809" alt="IA." title="IA."><figcaption>Il futuro della Terra non dipende solo dalle dimensioni che il Sole raggiungerà, ma anche da fenomeni quali la perdita di massa stellare e le interazioni gravitazionali che potrebbero alterare l'orbita del pianeta. Crediti: NOIRLab</figcaption></figure><p><strong>Il problema si verifica perché l’IA tende a interpretare le nuove informazioni utilizzando gli schemi appresi in precedenza durante il pre-addestramento.</strong> Questo fenomeno, noto come “negative transfer”, si verifica quando i segnali prodotti da una possibile nuova fisica assomigliano agli effetti già presenti nel modello cosmologico standard. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772189" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quanto-inquina-una-domanda-a-chatgpt-uno-studio-delle-nazioni-unite-rivela-l-enorme-impronta-ecologica-dell-intelligenz.html" title="Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale">Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quanto-inquina-una-domanda-a-chatgpt-uno-studio-delle-nazioni-unite-rivela-l-enorme-impronta-ecologica-dell-intelligenz.html" title="Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cuanto-contamina-una-pregunta-a-chatgpt-estudio-de-la-onu-destapa-la-millonaria-huella-ecologica-de-la-ia-1780477020302_320.jpg" alt="Quanto inquina una domanda a ChatGPT? Studio dell'ONU rivela l'enorme impronta ecologica dell'intelligenza artificiale"></a></article></aside><p>Nello studio, i ricercatori hanno osservato questo comportamento <strong>in simulazioni di neutrini massivi in cui gli effetti sono stati confusi con variazioni di parametri già noti del modello ΛCDM.</strong></p><h2>Apprendimento per trasferimento</h2><p>Di conseguenza, l’articolo ha dimostrato che la rete neurale ha avuto difficoltà a distinguere i due scenari e a identificare correttamente il nuovo effetto fisico. Ciò evidenzia la necessità di nuove tecniche che non dipendano in misura così marcata dai dati di input. <strong>Il termine “negative transfer” deriva dal “transfer learning”, una tecnica che si basa proprio sui dati di input. </strong>Anziché iniziare l’addestramento da zero, la rete neurale riutilizza modelli, rappresentazioni e relazioni apprese in precedenza.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773968" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-intelligenza-artificiale-porta-le-emissioni-dei-data-center-a-livelli-paragonabili-a-quelli-di-alcuni-stati.html" title="L'intelligenza artificiale porta le emissioni dei data center a livelli paragonabili a quelli di alcuni stati">L'intelligenza artificiale porta le emissioni dei data center a livelli paragonabili a quelli di alcuni stati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-intelligenza-artificiale-porta-le-emissioni-dei-data-center-a-livelli-paragonabili-a-quelli-di-alcuni-stati.html" title="L'intelligenza artificiale porta le emissioni dei data center a livelli paragonabili a quelli di alcuni stati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-ia-propulse-les-emissions-des-data-centers-au-niveau-de-certains-etats-et-menace-eau-sols-et-climat-changement-climatique-1781425965851_320.jpeg" alt="L'intelligenza artificiale porta le emissioni dei data center a livelli paragonabili a quelli di alcuni stati"></a></article></aside><p>In fisica, il “transfer learning” è stato ampiamente utilizzato per ridurre il costo computazionale di problemi che comportano simulazioni onerose. Questa strategia consente di esplorare un numero molto maggiore di ipotesi senza la necessità di eseguire altre simulazioni complete o di addestrare nuovamente il modello partendo da zero. Tuttavia, il nuovo studio mostra come il “transfer learning” e tecniche simili possano finire per ostacolare nuove scoperte.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-intelligenza-artificiale-e-in-grado-di-scoprire-una-nuova-fisica-forse-dovrebbe-prima-reimparare-tutto-da-capo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il "canto del cigno" dei ghiacciai svizzeri: il caldo intenso anticipa di un mese e mezzo il Glacier Loss Day]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-canto-del-cigno-dei-ghiacciai-svizzeri-il-caldo-intenso-anticipa-di-un-mese-e-mezzo-il-glacier-loss-day.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 29 giugno 2026, le riserve di neve dei ghiacciai svizzeri si sono esaurite. Da quel momento in poi, perderanno massa con ogni litro di acqua di fusione: è il Giorno del Ritiro dei Ghiacciai.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-canto-del-cisne-glaciares-suizos-1782793152160.jpg" data-image="27u303cx8vkb"><figcaption>Immagine del ghiacciaio Claridenfirn. Foto: M. Huss</figcaption></figure><p>Solo tra <strong>gli anni estremi del 2003 e del 2022 sono scomparsi 200 chilometri quadrati di ghiaccio</strong>, una superficie pari quasi a quella del Canton Zugo. Questo si riflette anche <strong>nel volume dell'acqua di fusione</strong>, come dimostrano le analisi dell'Istituto Federale Svizzero per la Ricerca su Foreste, Neve e Paesaggio (WSL): <strong>sebbene la perdita di ghiaccio sia stata maggiore nell'estate del 2022 rispetto al 2003, dai ghiacciai è defluita una quantità inferiore di acqua</strong>.</p><div class="texto-destacado">- Il 29 giugno è la Giornata della Riduzione dei Ghiacciai, il giorno a partire dal quale i ghiacciai perdono volume di ghiaccio con ogni litro di acqua di fusione.</div><p>- L'attuale evoluzione dello scioglimento dei ghiacciai è molto simile a quella del 2022, il peggior anno mai registrato in Svizzera.</p><p>- La perdita della superficie glaciale si riflette già nella quantità di acqua proveniente dai ghiacciai durante gli anni più estremi.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/el-canto-del-cisne-glaciares-suizos-1782793226249.jpg" data-image="nkcxda4v07ad"> <figcaption>Tre immagini mostrano il ritiro del ghiacciaio dal 2022 al 2025 in metri. Ogni immagine ritrae una persona con un'asta che indica la perdita di ghiaccio: 2022 -6,0 m, 2023 -4,7 m, 2024 -4,0 m e 2025 -4,6 m. Quantità di ghiaccio persa a Konkordiaplatz, sul Grande Ghiacciaio dell'Aletsch (Canton Vallese), tra il 2022 e il 2025, rispetto alla media delle misurazioni effettuate tra il 1953 e il 1983. (Foto: M. Huss)</figcaption> </figure><p><strong>L'anno è iniziato nel peggiore dei modi per i ghiacciai svizzeri e la situazione continua a peggiorare</strong>: ad aprile il manto nevoso ha raggiunto minimi storici in alcuni casi o, nella migliore delle ipotesi, livelli medi su singoli ghiacciai. A marzo la polvere del Sahara ha raggiunto la Svizzera e attualmente il Paese è interessato da un'ondata di caldo. </p><p>Di conseguenza, il ghiaccio si sta sciogliendo rapidamente e il 29 giugno è stata commemorata la Giornata della Perdita dei Ghiacciai, il giorno in cui lo scioglimento inizia ad avere conseguenze devastanti. La poca neve ancora presente sul ghiacciaio, che avrebbe potuto alimentarlo, è già scomparsa nelle aree a quote più basse e ogni giornata di caldo comporta direttamente una riduzione del volume del ghiaccio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775429" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/in-arrivo-42-gradi-a-parigi-e-berlino-nuova-impennata-del-caldo-in-francia-e-germania-piu-caldo-che-in-spagna.html" title="In arrivo 42 gradi a Parigi e Berlino, nuova impennata del caldo: 'in Francia e Germania più caldo che in Spagna'">In arrivo 42 gradi a Parigi e Berlino, nuova impennata del caldo: "in Francia e Germania più caldo che in Spagna"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/in-arrivo-42-gradi-a-parigi-e-berlino-nuova-impennata-del-caldo-in-francia-e-germania-piu-caldo-che-in-spagna.html" title="In arrivo 42 gradi a Parigi e Berlino, nuova impennata del caldo: 'in Francia e Germania più caldo che in Spagna'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hitzerekord-bis-zu-42-grad-in-berlin-eine-extreme-belastung-am-hitze-sonntag-im-osten-1782292351678_320.jpg" alt="In arrivo 42 gradi a Parigi e Berlino, nuova impennata del caldo: 'in Francia e Germania più caldo che in Spagna'"></a></article></aside><p>Il grafico mostra i bilanci di massa dei ghiacciai per diversi anni e le rispettive medie. Si osserva come lo scioglimento di quest'anno sia solo leggermente inferiore a quello del 2022.</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/el-canto-del-cisne-glaciares-suizos-1782793173108.jpg" data-image="d7icxpu4bj82"> <figcaption>Andamento del bilancio di massa dei ghiacciai negli ultimi anni. Attualmente i ghiacciai si stanno sciogliendo a un ritmo doppio rispetto alla media del periodo 2010-2020 (linea blu tratteggiata). I valori record registrati alla fine di giugno 2022 sono ormai vicini. Grafico del 26 giugno 2026. (Grafico: GLAMOS)</figcaption> </figure><p>Nel 2022 questa data cadde qualche giorno prima, il 26 giugno. Anche quell'inverno fu caratterizzato da scarse nevicate e, con tre ondate di caldo, risultò (fino a oggi) l'anno più caldo mai registrato in Svizzera dall'inizio delle rilevazioni nel 1864. Le temperature estive furono superate soltanto durante l'ondata di caldo del 2003. <strong>Nel 2022 i ghiacciai si sciolsero più che in qualsiasi altro anno</strong>, perdendo circa il sei per cento della loro massa nel corso dell'anno. Con l'attuale ondata di caldo, tutto lascia pensare che anche quest'anno possa avvicinarsi a livelli analoghi (vedi grafico).</p><p><strong>Il rapido scioglimento presenta anche alcuni aspetti positivi</strong>: l'acqua di fusione dei ghiacciai contribuisce a mitigare l'abbassamento delle falde acquifere e l'aumento della temperatura delle acque, almeno finché la superficie glaciale rimane sufficientemente estesa. Tuttavia, proprio negli anni più estremi — quando questa risorsa è maggiormente necessaria — gli effetti del ritiro dei ghiacciai potrebbero diventare evidenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="728712" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-ghiacciaio-piu-grande-delle-dolomiti-sta-collassando-un-rapporto-rivela-una-perdita-di-ghiaccio-allarmante.html" title="Il ghiacciaio più grande delle Dolomiti sta collassando: un rapporto rivela perdite di ghiaccio allarmanti">Il ghiacciaio più grande delle Dolomiti sta collassando: un rapporto rivela perdite di ghiaccio allarmanti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-ghiacciaio-piu-grande-delle-dolomiti-sta-collassando-un-rapporto-rivela-una-perdita-di-ghiaccio-allarmante.html" title="Il ghiacciaio più grande delle Dolomiti sta collassando: un rapporto rivela perdite di ghiaccio allarmanti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-ghiacciaio-piu-grande-delle-dolomiti-sta-collassando-un-rapporto-rivela-una-perdita-di-ghiaccio-allarmante-1757667030545_320.jpg" alt="Il ghiacciaio più grande delle Dolomiti sta collassando: un rapporto rivela perdite di ghiaccio allarmanti"></a></article></aside><p>Come dimostrato dai ricercatori dell'Istituto Federale Svizzero per la Ricerca su Foreste, Neve e Paesaggio (WSL), tra giugno e agosto del 2022 <strong>l'acqua di fusione dei ghiacciai ha contribuito meno al deflusso nella maggior parte dei bacini idrografici</strong> studiati rispetto ai tre mesi estivi del 2003, nonostante nel 2022 i ghiacciai si siano sciolti molto più rapidamente.</p><p>«<em>La riduzione della copertura glaciale è già chiaramente percepibile</em>», afferma <strong>Matthias Huss</strong>, glaciologo del WSL e del Politecnico Federale di Zurigo (ETH Zurigo). Tuttavia, la diminuzione dell'acqua di fusione rispetto al 2003 e al 2022 rappresenta ancora un caso isolato: «<em>I tassi di scioglimento, estremamente elevati ogni anno dal 2022 e aumentati in modo significativo anche nella media pluriennale dal 2003, stanno mascherando questo effetto</em>». Per questo motivo, i ricercatori non osservano ancora una riduzione complessiva dell'acqua di fusione. Ma, avverte Huss, questa situazione durerà solo per un periodo limitato, fino a quando le masse di ghiaccio si saranno ridotte a tal punto che nemmeno tassi di scioglimento estremi riusciranno più a compensare la perdita di massa.</p><p>Fonte: <a href="https://www.wsl.ch/" target="_blank"><strong>ETH Zurigo</strong></a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-canto-del-cigno-dei-ghiacciai-svizzeri-il-caldo-intenso-anticipa-di-un-mese-e-mezzo-il-glacier-loss-day.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Casa Antisismica: perché è fondamentale per la tua sicurezza e quella della tua famiglia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 15:09:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Malgrado l’Italia sia uno dei Paesi a più alto rischio sismico ancora in molti continuano a sottovalutare l’importanza di vivere in una casa antisismica. Eppure può salvare la nostra vita e quella della nostra famiglia, in caso di sisma di alta magnitudo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia-1781276488584.jpg" data-image="epjubljf5c58" alt="Case antisismiche." title="Case antisismiche."><figcaption>Una costruzione antisismica è un edificio progettato per resistere alle forze generate da un terremoto, limitando i danni strutturali e garantendo la massima sicurezza possibile ai suoi abitanti. </figcaption></figure><p>L’Italia è uno dei paesi europei con il più alto rischio sismico al mondo. La sua posizione geografica, al confine tra la placca africana e quella eurasiatica, rende i terremoti un fenomeno purtroppo ricorrente nella nostra storia. </p><p>Eppure, nonostante questo, molti continuano a sottovalutare <strong>l’importanza di vivere in una casa antisismica.</strong> Una costruzione progettata e realizzata secondo criteri antisismici non è un lusso, ma una necessità per proteggere vite umane e ridurre drammaticamente i danni in caso di scossa.</p><h2><strong>Cosa sono le costruzioni antisismiche?</strong></h2><p>Una costruzione antisismica è un edificio progettato per resistere alle forze generate da un terremoto,<strong> limitando i danni strutturali e garantendo la massima sicurezza possibile ai suoi abitanti.</strong> </p><p>Non si tratta solo di evitare il crollo totale, ma una buona struttura deve resistere <strong>a scosse di magnitudo 7 o superiore,</strong> sopportare eventi multipli in successione, mantenere la propria integrità dopo il sisma e permettere l’agibilità o una riparazione rapida ed economica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia-1781276546872.jpg" data-image="jxxqzaxl505f" alt="Case antisismiche." title="Case antisismiche."><figcaption>L’Italia è tutta a rischio sismico. Non esiste più un’Italia sicura dal punto di vista sismico. Dal 2003, con l’Ordinanza PCM 3274, l’intero territorio nazionale è stato classificato in quattro zone in base alla pericolosità. </figcaption></figure><p><strong>In pratica, significa progettare l’edificio in modo che assorba e dissipi l’energia del terremoto </strong>senza mettere a rischio chi ci vive dentro.</p><h2><strong>L’Italia è il rischio sismico</strong></h2><p>L’Italia è tutta a rischio sismico. Non esiste più un’Italia sicura dal punto di vista sismico. Dal 2003, con <strong>l’Ordinanza</strong> <strong>PCM 3274,</strong> l’intero territorio nazionale è stato classificato in quattro zone in base alla pericolosità. </p><div class="texto-destacado"><strong>Nelle zone 1, 2 e 3 l’obbligo di progettare secondo criteri antisismici è pieno. Questo significa che oggi praticamente tutta Italia deve rispettare standard di sicurezza elevati per le nuove costruzioni e per gli interventi di ristrutturazione importanti.</strong></div><p>Avere una casa antisismica è così importante perché salva vite umane. La storia italiana è piena di tragedie legate a edifici non adeguati. <strong>Solo partendo dal Novecento si va da Messina nel 1908, all’Irpinia nel 1980, L’Aquila 2009, Amatrice 2016. </strong>In molti casi i crolli non sono stati causati solo dalla forza del sisma, <strong>ma dalla scarsa qualità costruttiva o dalla mancanza di adeguamento.</strong></p><h2><strong>L’importanza di avere una casa antisismica</strong></h2><p>Una casa antisismica riduce enormemente i danni economici. Una struttura progettata correttamente subisce danni minimi o comunque riparabili, <strong>evitando ricostruzioni totali e lunghi periodi di emergenza abitativa. </strong>Garantisce anche continuità di vita. </p><p>Dopo un terremoto, una casa antisismica spesso resta agibile, <strong>permettendo alle famiglie di rimanere nelle proprie abitazioni o di rientrarvi rapidamente, senza grossi problemi.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia-1781276634211.jpg" data-image="3eh88j01txha" alt="Case antisismiche." title="Case antisismiche."><figcaption>Per le case esistenti esistono interventi di miglioramento o adeguamento sismico: consolidamento delle murature, irrigidimento dei solai, incamiciatura dei pilastri, inserimento di connettori e cerchiature. </figcaption></figure><p>Non va dimenticato l’aspetto economico a lungo termine. Una casa costruita o adeguata secondo le nuove norme ha un valore immobiliare superiore e risulta più attrattiva per compratori e compagnie assicurative.</p><h2><strong>Le norme per l’adeguamento sismico</strong></h2><p>Le norme tecniche per le costruzioni (ultimo aggiornamento 2018) definiscono criteri precisi su calcolo, materiali e sistemi costruttivi. I punti chiave sono fondamenta solide ancorate al terreno dopo un’analisi geologica accurata, elementi verticali capaci di assorbire e dissipare energia, solai e tetto leggeri ma resistenti alle spinte orizzontali, e l’uso di materiali adeguati come calcestruzzo armato, acciaio, muratura rinforzata o legno per la sua elasticità naturale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="663759" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/terremoti-potenzialita-allerta-sismica-precoce-avvisare-arrivo-onde-sismiche.html" title="Terremoti, allertare la popolazione prima dell’arrivo delle onde sismiche: le potenzialità dell’allerta precoce">Terremoti, allertare la popolazione prima dell’arrivo delle onde sismiche: le potenzialità dell’allerta precoce</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/terremoti-potenzialita-allerta-sismica-precoce-avvisare-arrivo-onde-sismiche.html" title="Terremoti, allertare la popolazione prima dell’arrivo delle onde sismiche: le potenzialità dell’allerta precoce"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/terremoti-le-potenzialita-dell-allerta-sismica-precoce-1720524991518_320.jpg" alt="Terremoti, allertare la popolazione prima dell’arrivo delle onde sismiche: le potenzialità dell’allerta precoce"></a></article></aside><p>Per le case esistenti esistono interventi di miglioramento o adeguamento sismico: consolidamento delle murature, irrigidimento dei solai, incamiciatura dei pilastri, inserimento di connettori e cerchiature. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>La normativa italiana è evoluta proprio grazie alle tragedie del passato, a partire dalla prima norma del 1909 dopo il terremoto di Messina e Reggio Calabria, fino alle attuali Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018).</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Costruire o adeguare una casa in chiave antisismica costa di più rispetto a una realizzazione tradizionale, ma il rapporto costi-benefici è nettamente a favore della sicurezza. In un paese come il nostro, dove un terremoto forte può arrivare in qualsiasi momento, scegliere una casa antisismica significa proteggere ciò che di più prezioso abbiamo: la vita delle persone che amiamo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767299" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-le-onde-love-sono-tra-le-piu-lente-e-pericolose-in-un-terremoto-ecco-come-distruggono-le-onde-laterali.html" title="Perché le onde Love sono tra le più lente e pericolose in un terremoto: ecco come distruggono le onde laterali">Perché le onde Love sono tra le più lente e pericolose in un terremoto: ecco come distruggono le onde laterali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-le-onde-love-sono-tra-le-piu-lente-e-pericolose-in-un-terremoto-ecco-come-distruggono-le-onde-laterali.html" title="Perché le onde Love sono tra le più lente e pericolose in un terremoto: ecco come distruggono le onde laterali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-las-ondas-love-son-las-mas-lentas-y-las-mas-peligrosas-en-un-sismo-asi-destruyen-las-ondas-laterales-1777898022361_320.jpeg" alt="Perché le onde Love sono tra le più lente e pericolose in un terremoto: ecco come distruggono le onde laterali"></a></article></aside><p>Il suggerimento è di comprare o ristrutturare una casa esistente seguendo le normative esistenti, sempre sulla classe sismica dell’edificio e sulla data di realizzazione o di ultimo intervento. La differenza può essere letteralmente tra la vita e la morte.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/casa-antisismica-perche-e-fondamentale-per-la-tua-sicurezza-e-quella-della-tua-famiglia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il mare come specchio della salute: cosa ci dicono gli organismi marini ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mare-come-specchio-della-salute-cosa-ci-dicono-gli-organismi-marini.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 13:25:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La biodiversità marina e i piccoli organismi che popolano i fondali agiscono da <strong>bioindicatori naturali</strong>, offrendoci chiare risposte sulla qualità dell'acqua durante la nostra stagione balneare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mare-come-specchio-della-salute-cosa-ci-dicono-gli-organismi-marini-1782693697706.jpg" data-image="03x9gypdsrqm"><figcaption>Ricerche approfondite, come quelle condotte in ambito universitario, sottolineano che la valutazione corretta della salubrità di un ambiente marino non si basa sul singolo guscio, ma sulla struttura dell'intera comunità vivente.</figcaption></figure><p>Nella biologia marina da molto tempo si utilizzano gli organismi invertebrati (come molluschi e crostacei) come <strong>bioindicatori di qualità ambientale</strong>. Secondo le linee guida del Sistema Nazionale a Rete per la Protezione dell’Ambiente (SNPA),<strong> la valutazione della qualità delle acque costiere </strong>non può limitarsi più solo ai parametri microbiologici (come i batteri <em>Escherichia coli</em> o <em>Enterococchi</em>, monitorati costantemente durante la stagione balneare), ma deve integrare anche le analisi sulle comunità di <strong>macroinvertebrati bentonici<sup></sup></strong>. </p><p>Si tratta di<strong> tutti quei piccoli animali senza scheletro osseo</strong>, come crostacei, molluschi, stelle marine e ricci che vivono stabilmente sul fondale o all'interno della sabbia. </p><p>Studi recenti (con dati ISPRA aggiornati al 2024 relativi al periodo 2016-2021) confermano che la biodiversità è il parametro più affidabile per definire il "<strong>Buono Stato Ambientale</strong>".<sup></sup> Un ambiente in equilibrio ospita <strong>una varietà di specie sensibili</strong>, mentre lo stress ambientale tende a favorire <strong>solo poche specie ultra-resistenti.</strong><sup></sup> </p><h2>Gusci vuoti: segno di inquinamento o natura?</h2><p>È essenziale sfatare un mito: trovare molti gusci di conchiglie o scheletri di animali sulla spiaggia <strong>non indica necessariamente che l’acqua sia inquinata<sup></sup></strong>. Molti di questi resti sono il frutto di cicli biologici naturali o di mareggiate (fenomeni costantemente monitorati dalla Rete Ondametrica Nazionale, con rapporti aggiornati al 2023).<sup></sup> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mare-come-specchio-della-salute-cosa-ci-dicono-gli-organismi-marini-1782693803474.jpg" data-image="nsw0egd089ug"><figcaption>La moria massiccia di pesci o altri animali marini, che possiamo facilmente riconoscere dal rinvenimento di molti esemplari morti di diverse specie nello stesso momento e nello stesso luogo, è un segnale critico che richiede attenzione immediata. </figcaption></figure><p>Tuttavia, se la presenza di questi resti è <strong>associata a una totale scomparsa di forme viventi nello stesso tratto</strong>, ciò può effettivamente segnalare<strong> una sofferenza dell'ecosistema</strong>. Ricerche approfondite, come quelle condotte in ambito universitario, sottolineano che la<strong> valutazione corretta</strong> non si basa sul singolo guscio, ma <strong>sulla </strong><strong>struttura dell'intera comunità vivente<sup></sup></strong>. </p><h2>Il caso delle cozze: sentinelle del mare</h2><p>La<strong> diceria </strong>che le <strong>cozze (mitili) siano "amanti" dell'inquinamento</strong> è in parte <strong>un'interpretazione errata </strong>di una loro caratteristica biologica, infatti sono organismi<strong> filtratori estremamente efficienti</strong>. <strong>Studi recenti </strong>(es. ricerche dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, 2023-2024) confermano che <strong>i mitili accumulano nei tessuti sostanze presenti nell'acqua</strong>, dai <strong>contaminanti chimici</strong> alle <strong>nanoparticelle o microplastiche</strong>.<sup></sup> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759135" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-microplastiche-stanno-cadendo-al-suolo-con-la-pioggia-in-tutto-il-pianeta.html" title="Le microplastiche stanno cadendo al suolo con la pioggia in tutto il pianeta">Le microplastiche stanno cadendo al suolo con la pioggia in tutto il pianeta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-microplastiche-stanno-cadendo-al-suolo-con-la-pioggia-in-tutto-il-pianeta.html" title="Le microplastiche stanno cadendo al suolo con la pioggia in tutto il pianeta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/microplastics-are-falling-in-rain-across-the-planet-1773405834954_320.jpeg" alt="Le microplastiche stanno cadendo al suolo con la pioggia in tutto il pianeta"></a></article></aside><p>La loro capacità di <strong>sopravvivere in acque ricche di nutrienti</strong> (spesso derivanti da scarichi antropici) non significa che l'acqua sia "pulita", ma che <strong>la specie ha un'elevata</strong> <strong>valenza ecologica<sup></sup></strong>. <strong>La loro presenza massiccia, in assenza di altre specie più sensibili</strong>, è un<strong> segnale di allerta </strong>che gli ecologi analizzano per<strong> valutare il rischio di bioaccumulo.</strong></p><h2>Pesci morti: quando preoccuparsi davvero?</h2><p>Il ritrovamento di<strong> pesci morti sulla battigia</strong> è un evento che, naturalmente, <strong>allarma i bagnanti</strong>, ma anche in questo caso la scienza ci invita a <strong>distinguere</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mare-come-specchio-della-salute-cosa-ci-dicono-gli-organismi-marini-1782693887369.jpg" data-image="3f368tdz9a8m"><figcaption>Il ritrovamento di pesci morti sulla battigia è un evento che, naturalmente, allarma i bagnanti, ma anche in questo caso la scienza ci invita a distinguere. Eventi isolati possono essere legati a cause naturali, come morte per selezione naturale o correnti che hanno trasportano delle carcasse da lontano. </figcaption></figure><p><strong>Eventi isolati </strong>possono essere legati a <strong>cause naturali</strong>, come morte per selezione naturale o <strong>correnti </strong>che hanno trasportano delle carcasse da lontano. </p><div class="texto-destacado">Tuttavia, <strong>la moria massiccia di pesci o altri animali marini, </strong>che possiamo facilmente riconoscere dal rinvenimento di<strong> </strong><strong>molti esemplari morti di diverse specie nello stesso momento e nello stesso luogo</strong>, è un <strong>segnale critico che richiede attenzione immediata</strong>. </div><p>In questi casi, il protocollo suggerisce di <strong>non toccare nulla</strong> e di <strong>segnalare l'accaduto alle autorità competenti </strong>(Capitaneria di Porto o ARPA), poiché <strong>potrebbe trattarsi di sversamenti</strong>, ipossia (mancanza di ossigeno nell'acqua) o <strong>malattie infettive</strong> che<strong> richiedono verifiche rapide</strong>.</p><h2>Stelle marine e ricci: lasciamoli vivere nel loro mondo</h2><p>Spesso, per curiosità o gioco, stelle marine e ricci vengono raccolti dal bagnante. È fondamentale sapere che <strong>le stelle marine sono organismi estremamente delicati</strong> e <strong>non dovrebbero mai essere rimosse dall'acqua, nemmeno per pochi minuti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-mare-come-specchio-della-salute-cosa-ci-dicono-gli-organismi-marini-1782693966878.jpg" data-image="pr0s3nhsktw2"><figcaption>Le stelle marine sono organismi estremamente delicati e non dovrebbero mai essere rimosse dall'acqua, nemmeno per pochi minuti. Rimuoverle anche per poco tempo dal loro ambiente significa spesso condannarle a morte.</figcaption></figure><p>Quando le solleviamo, <strong>interrompiamo il loro complesso sistema di scambio gassoso e circolatorio</strong>, che dipende interamente dall'ambiente acquatico. Inoltre, molti di questi organismi <strong>sono protetti</strong> o comunque sono essenziali per l'equilibrio del fondale. </p><div class="texto-destacado">Una stella marina che sembra "ferma" o "morta" potrebbe essere semplicemente in una fase di riposo o di alimentazione. Rimuoverla significa spesso condannarla a morte. </div><p> Il <strong>guscio vuoto di un riccio o di una stella marina</strong> (non sono scheletri ossei) trovato sulla sabbia è una testimonianza di <strong>un ciclo vitale concluso</strong>. Possiamo <strong>osservarlo</strong>, <strong>ammirarlo</strong>, ma è opportuno<strong> lasciarlo lì</strong>, perché diventerà nutrimento per altri organismi e, con il tempo, <strong>tornerà a far parte del sedimento naturale della spiaggia</strong>. </p><h2>Una guida per il bagnante consapevole<sup></sup></h2><p>In base ai dati ISPRA più recenti (ottobre 2024), <strong>la gran parte dei mari italiani mantiene uno stato "buono" o "elevato"</strong>, ma è fondamentale mantenere alta la soglia di attenzione.<sup></sup> Per il bagnante, <strong>la regola d'oro </strong>è l'osservazione della <strong>diversità. </strong>Una costa dove si incontrano <strong>granchi</strong>, <strong>diverse varietà di molluschi</strong> e <strong>una flora marina vivace</strong><strong> è</strong>, secondo la normativa europea (Direttiva 2000/60/CE), <strong>un ecosistema in salute</strong>.<sup></sup> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768469" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/bandiere-blu-2026-in-italia.html" title="Bandiere Blu 2026 in Italia: ecco la lista ufficiale delle spiagge premiate, regione per regione">Bandiere Blu 2026 in Italia: ecco la lista ufficiale delle spiagge premiate, regione per regione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/bandiere-blu-2026-in-italia.html" title="Bandiere Blu 2026 in Italia: ecco la lista ufficiale delle spiagge premiate, regione per regione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/spiagge-bandiere-blu-2026-in-italia-1778583016370_320.jpg" alt="Bandiere Blu 2026 in Italia: ecco la lista ufficiale delle spiagge premiate, regione per regione"></a></article></aside><p>Al contrario, <strong>la monotonia biologica,</strong> dove appare una sola specie che domina incontrastata, è spesso un indicatore di <strong>pressione ambientale che merita attenzione.</strong><sup></sup> </p><h3><em>Fonte: </em></h3><p><em>Rapporti ISPRA 2024 relativi al periodo 2016-2021, protocolli di monitoraggio SNPA/ARPA aggiornati al 2023-2024, pubblicazioni scientifiche recenti in materia di bioindicatori e contaminanti marini.</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mare-come-specchio-della-salute-cosa-ci-dicono-gli-organismi-marini.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Temporali violenti, Margherita Erriu avvisa: "l’appuntamento è per oggi giovedì 2 luglio, ecco dove"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-violenti-margherita-erriu-avvisa-l-appuntamento-e-per-oggi-giovedi-2-luglio-ecco-dove.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 12:21:22 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ci attendono ore caratterizzate da condizioni di forte maltempo, con temporali particolarmente violenti, possibili nubifragi e anche grandinate di medie dimensioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xakf7ji"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xakf7ji.jpg" id="xakf7ji"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La perturbazione che sta interessando l’Italia <strong>sta portando condizioni di deciso maltempo</strong>, al momento soprattutto sulle regioni centrali.</p><div class="texto-destacado">Nel corso della giornata odierna <strong>fenomeni particolarmente intensi e violenti interesseranno numerose regioni d’Italia</strong> e proprio per questo motivo <strong>il Dipartimento della Protezione Civile ha diramato tantissime allerte</strong> per rischio temporali, rischio idrogeologico, ovvero il rischio di avere frane o smottamenti, e rischio idraulico, <strong>ossia il rischio di avere allagamenti ed esondazioni</strong>.</div><p>Le allerte sono in buona parte gialle, per rischio ordinario, e <strong>interessano quasi tutte le regioni centro-meridionali</strong>. Attenzione però perché sono presenti anche delle allerte arancioni in Veneto e in Emilia Romagna per rischio temporali e per rischio idrogeologico. Inoltre, sempre in Veneto, è presente <strong>addirittura l’allerta rossa, per elevata criticità per rischio idrogeologico</strong>.</p><h2>Temporali con fulmini, raffiche di vento e grandinate</h2><p>Insomma, <strong>il maltempo è generale e interessa l’Italia da nord a sud</strong>, scopriamo però meglio dove e quando ci aspettiamo i fenomeni più violenti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Nelle prossime ore la perturbazione <strong>colpirà con particolare veemenza le regioni centro-meridionali</strong> dove ci aspettiamo piogge concentrate, intense e abbondanti, anche a carattere di nubifragio.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Non mancheranno <strong>temporali con numerose fulminazioni, raffiche di vento e addirittura possibili grandinate di medie dimensioni</strong>, in particolare lungo la dorsale appenninica dove, grazie alla presenza di rilievi, <strong>potremo avere chicchi di dimensioni notevoli</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/temporali-violenti-margherita-erriu-l-appuntamento-e-per-oggi-giovedi-2-luglio-ecco-dove-1782988197401.png" data-image="8iprb9ops20r" alt="Precipitazione cumulata" title="Precipitazione cumulata"><figcaption>Pioggia cumulata in Italia nel corso delle prossime 48 ore.</figcaption></figure><p><strong>Nel corso delle ore poi le precipitazioni si sposteranno verso sud</strong>, dove continueranno ad insistere anche nel corso della giornata di domani.</p><p><strong>Anche le due isole maggiori saranno colpite da rovesci e temporali</strong> che perdureranno nel corso della giornata di domani.</p><p>Con il transito della perturbazione, e il suo spostamento verso sud, <strong>al nord sono previste ampie schiarite</strong> e il quasi totale esaurimento dei fenomeni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776734" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html" title="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore">Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html" title="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore-1782974390368_320.png" alt="Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore"></a></article></aside><p>La perturbazione <strong>non porterà solo condizioni di deciso maltempo ma anche bruschi cali termici</strong> e passeremo dall’avere temperature roventi, anche 10 °C al di sopra della media climatologica per l’inizio di luglio, <strong>ad avere temperature in linea o addirittura al di sotto del normale</strong>.</p><p>Finalmente quindi, <strong>dopo circa 10 giorni di caldo estremo</strong>, su buona parte dell’Italia si tornerà a respirare. Ci teniamo a sottolineare il fatto che <strong>non farà freddo, assolutamente, semplicemente farà meno caldo</strong>.</p><h2>Fine settimana con tempo in miglioramento</h2><p>A parte l’attuale situazione critica causata dalle precipitazioni decisamente violente, <strong>il passaggio della perturbazione porterà quindi anche degli aspetti positivi</strong>, come appunto i cali termici fonte anch’essi di criticità per la salute della popolazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776614" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html" title="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia">Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html" title="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia-1782895792904_320.png" alt="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia"></a></article></aside><p>A seguire poi, nel corso del fine settimana, <strong>il tempo tornerà a stabilizzarsi e ci aspettiamo quindi un sabato e una domenica con tempo soleggiato</strong> e in prevalenza asciutto, con temperature estive ma non estreme.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Successivamente, osservando la tendenza meteo per la prossima settimana, sembrerebbe previsto <strong>un leggero aumento dell’instabilità, con il ritorno di qualche piovasco</strong>, soprattutto sulle zone montane e pedemontane, senza però condizioni di vero e proprio maltempo, almeno secondo gli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici che <strong>noi di Meteored continueremo a monitorare per fornirvi le informazioni più attendibili possibili</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-violenti-margherita-erriu-avvisa-l-appuntamento-e-per-oggi-giovedi-2-luglio-ecco-dove.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nelle prossime ore, attenzione a questo fenomeno molto pericoloso: può produrre raffiche oltre 100 km/h]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nelle-prossime-ore-attenzione-a-questo-fenomeno-molto-pericoloso-puo-produrre-raffiche-oltre-100-km-h.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Questi fenomeni sono particolarmente frequenti e pericolosi quando si sviluppano su mari molto caldi, come quelli attuali nel Mediterraneo centro-meridionale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xak1ldy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xak1ldy.jpg" id="xak1ldy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Chi si trova in mare, soprattutto lungo le coste tirreniche del Sud Italia, dovrà prestare la massima attenzione nelle prossime ore. I temporali in arrivo non saranno solo intensi. Tra i rischi più insidiosi figurano i <strong>downburst</strong> e i fenomeni ancora più localizzati e violenti chiamati <strong>microburst.</strong></p><p>Si tratta di improvvise e potentissime raffiche di vento discendenti che possono colpire la superficie del mare con effetti devastanti, <strong>capaci di mettere in grave pericolo imbarcazioni di ogni dimensione.</strong></p><h2><strong>Cosa sono i downburst e i microburst?</strong></h2><p>I downburst sono correnti d’aria discendenti molto intense generate all’interno di temporali forti (cumulonembi). Quando questa massa d’aria raggiunge il suolo (o il mare), <strong>si espande radialmente in tutte le direzioni producendo raffiche di vento che possono superare i 100-150 km/h in pochi secondi.</strong></p><div class="texto-destacado">I <strong>microburst </strong>sono <strong>downburst</strong> di dimensioni ridotte (meno di 4 km di diametro) ma spesso ancora più intensi e concentrati, <strong>con venti che cambiano direzione e velocità in maniera estremamente rapida.</strong></div><p>Questi fenomeni sono particolarmente frequenti e pericolosi quando si sviluppano su mari molto caldi, come quelli attuali nel Mediterraneo centro-meridionale.</p><h2><strong>Il ruolo del mare caldo</strong></h2><p>Il mare caldo provoca una forte evaporazione, rendendo l’aria vicino alla superficie molto umida, <strong>con valori di punto di rugiada (dew point) spesso compresi tra +22°C e +25°C o superiori.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nelle-prossime-ore-attenzione-a-questo-fenomeno-molto-pericoloso-puo-produrre-raffiche-oltre-100-km-h-1782852812109.jpg" data-image="90ptwxlofvty" alt="Downburst." title="Downburst."><figcaption>I downburst sono correnti d’aria discendenti molto intense generate all’interno di temporali forti (cumulonembi). Quando questa massa d’aria raggiunge il suolo (o il mare), si espande radialmente in tutte le direzioni producendo raffiche di vento che possono superare i 100-150 km/h in pochi secondi. </figcaption></figure><p>Quando questa aria umida e instabile viene sollevata all’interno del temporale, il vapore condensa in grosse gocce e cristalli di ghiaccio, liberando enormi quantità di <strong>calore latente.</strong> Questo processo rinforza potentemente le <strong>correnti ascensionali (updrafts),</strong> rendendo il temporale più vigoroso e duraturo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775946" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-stravolto-nella-prossima-settimana-possibile-fase-piu-fresca-e-molto-instabile.html" title="Meteo stravolto la prossima settimana in Italia: possibile fase più fresca e molto instabile, ecco cosa accadrà">Meteo stravolto la prossima settimana in Italia: possibile fase più fresca e molto instabile, ecco cosa accadrà</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-stravolto-nella-prossima-settimana-possibile-fase-piu-fresca-e-molto-instabile.html" title="Meteo stravolto la prossima settimana in Italia: possibile fase più fresca e molto instabile, ecco cosa accadrà"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-stravolto-nella-prossima-settimana-possibile-fase-piu-fresca-e-molto-instabile-1782563518579_320.jpeg" alt="Meteo stravolto la prossima settimana in Italia: possibile fase più fresca e molto instabile, ecco cosa accadrà"></a></article></aside><p>Temporali più potenti significano maggiore probabilità di <strong>forti correnti discendenti (downdrafts).</strong> L’energia disponibile e l’elevata umidità favoriscono inoltre rovesci torrenziali (veri e propri nubifragi localizzati con accumuli impressionanti in poche ore), grandinate anche di medie-grosse dimensioni e fulminazioni molto frequenti.</p><h2><strong>Come si forma un downburst umido?</strong></h2><p>Nei <strong>downburst umidi,</strong> i più comuni nel Sud Italia, <strong>la pioggia intensa che cade dal temporale evapora parzialmente negli strati d’aria più caldi e secchi sottostanti.</strong> L’evaporazione raffredda rapidamente l’aria circostante (raffreddamento evaporativo). L’aria così raffreddata diventa più densa e pesante, accelerando violentemente verso il basso.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nelle-prossime-ore-attenzione-a-questo-fenomeno-molto-pericoloso-puo-produrre-raffiche-oltre-100-km-h-1782852958800.jpg" data-image="oh9rx9obzhm1" alt="Downburst." title="Downburst."><figcaption>Nei downburst umidi, i più comuni nel Sud Italia, la pioggia intensa che cade dal temporale evapora parzialmente negli strati d’aria più caldi e secchi sottostanti. L’evaporazione raffredda rapidamente l’aria circostante (raffreddamento evaporativo). L’aria così raffreddata diventa più densa e pesante, accelerando violentemente verso il basso.</figcaption></figure><p>Il mare molto caldo fornisce una quantità enorme di “carburante”. <strong>Più acqua liquida sotto forma di pioggia intensa significa più evaporazione possibile e, di conseguenza, downdraft ancora più forti e organizzati.</strong></p><h2><strong>Perché sono così pericolosi?</strong></h2><p>Queste potenti raffiche di vento sono generate dal <strong>forte gradiente termico (differenza di temperatura)</strong> all’interno e intorno alla nube. La sacca d’aria fredda che si crea aumenta la pressione all’interno del temporale, determinando un significativo <strong>gradiente barico</strong> rispetto alle aree circostanti, più calde e con pressione più bassa.</p><div class="texto-destacado"><strong>La differenza di pressione genera un intenso flusso d’aria turbolento diretto verso l’esterno, che tende a riequilibrare rapidamente il sistema. </strong></div><p>Nelle fasi più intense, gli <strong>updrafts molto forti</strong> trasportano l’aria fino alla sommità del cumulonembo (l’incudine), dove l’umidità si ghiaccia. <strong>Questa aria diventa estremamente fredda e pesante rispetto alle masse circostanti.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nelle-prossime-ore-attenzione-a-questo-fenomeno-molto-pericoloso-puo-produrre-raffiche-oltre-100-km-h-1782852994961.jpg" data-image="msq8ymlai24p" alt="Downburst." title="Downburst."><figcaption>Nelle prossime ore il rischio di downburst e microburst pericolosi interesserà tutta la costa del basso Tirreno, dalle aree campane fino alla Sicilia e alla Calabria tirrenica. </figcaption></figure><p>Si forma così una sacca d’aria gelida e densa che, con il supporto della forza gravitazionale, tende a ridiscendere molto rapidamente verso la base del temporale, impattando la superficie (mare o terra) attraverso le precipitazioni.</p><h2><strong>Rischio elevato su tutto il basso Tirreno</strong></h2><p>Nelle prossime ore il rischio di <strong>downburst</strong> e <strong>microburst</strong> pericolosi interesserà tutta la costa del basso Tirreno, dalle aree campane fino alla Sicilia e alla Calabria tirrenica. Le condizioni marine e termiche attuali rendono l’ambiente particolarmente favorevole allo sviluppo di questi fenomeni.</p><p>Se siete in barca o in prossimità della costa, monitorate costantemente le previsioni e i radar. <strong>Un downburst può arrivare con pochissimo preavviso, con cielo che si oscura improvvisamente, vento che rinforza in modo anomalo e improvviso, pioggia intensa.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776431" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-saccatura-che-fermera-il-grande-caldo-si-muove-a-gran-velocita-verso-l-italia-data-della-svolta-regione-per-regione.html" title="La saccatura che fermerà il grande caldo si muove a gran velocità verso l’Italia: data della svolta regione per regione">La saccatura che fermerà il grande caldo si muove a gran velocità verso l’Italia: data della svolta regione per regione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-saccatura-che-fermera-il-grande-caldo-si-muove-a-gran-velocita-verso-l-italia-data-della-svolta-regione-per-regione.html" title="La saccatura che fermerà il grande caldo si muove a gran velocità verso l’Italia: data della svolta regione per regione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-saccatura-che-fermera-il-grande-caldo-si-muove-a-gran-velocita-verso-l-italia-data-della-svolta-regione-per-regione-1782823973232_320.png" alt="La saccatura che fermerà il grande caldo si muove a gran velocità verso l’Italia: data della svolta regione per regione"></a></article></aside><p>In questi casi la manovra più sicura è spesso quella di cercare riparo tempestivo in porto o di allontanarsi rapidamente dalla zona di temporale, mantenendo sempre la massima prudenza. Il mare può trasformarsi in pochissimi minuti da calmo a mosso o molto mosso. La prevenzione e l’attenzione restano gli strumenti migliori per navigare sicuri.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nelle-prossime-ore-attenzione-a-questo-fenomeno-molto-pericoloso-puo-produrre-raffiche-oltre-100-km-h.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Weekend tra il ritorno dell'alta pressione e gli ultimi temporali: ecco cosa ci aspetta nelle prossime ore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html</link><pubDate>Thu, 02 Jul 2026 08:18:06 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'alta pressione torna dopo la pausa di queste ore causate da un fronte perturbato che ha riportato condizioni instabili su gran parte del territorio. Temperature in media.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xakdjri"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xakdjri.jpg" id="xakdjri"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il mese di luglio è iniziato in maniera completamente diversa da come abbiamo lasciato giugno. Il passaggio temporalesco del fronte perturbato ha smosso un po' le acque dopo giorni caratterizzati dalla presenza del campo anticiclonico di origine sub tropicale che aveva portato le temperature ben oltre la media.</p><p>Ma adesso, molti si stanno chiedendo se l'estate sia davvero pronta a riprendersi la scena oppure se ci sarà ancora spazio per qualche sorpresa. La risposta, come spesso accade, non è così netta. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L'alta pressione è pronta a tornare sul Mediterraneo, ma lascerà ancora qualche spiraglio all'instabilità prima di riportare condizioni pienamente estive.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tra sabato e domenica assisteremo infatti ad un progressivo miglioramento del tempo su gran parte della Penisola. Le schiarite diventeranno via via più ampie e il sole riuscirà a prevalere su molte regioni, ma attenzione a pensare che sia tutto finito. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776614" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html" title="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia">Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia.html" title="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-altro-promontorio-da-record-sta-per-nascere-sull-europa-sembra-puntare-l-italia-1782895792904_320.png" alt="Un altro promontorio da record sta per nascere sull'Europa: sembra puntare l'Italia"></a></article></aside><p>L'atmosfera conserva ancora una certa energia e, soprattutto nelle ore più calde della giornata, potranno svilupparsi locali rovesci o brevi temporali lungo la dorsale appenninica e su alcuni settori del Sud.</p><p><strong>Non saranno fenomeni diffusi come quelli che hanno interessato il Paese nelle ultime 24 ore (e che si protrarranno nelle prossime 24 ore), ma potranno risultare localmente intensi proprio perché inseriti in un contesto ancora piuttosto instabile.</strong> </p><p>Le aree maggiormente esposte saranno soprattutto i rilievi dell'Appennino centro-meridionale, la Calabria e, localmente, il nord-est della Sicilia, dove qualche rovescio potrà ancora accompagnare parte del weekend.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore-1782974315667.png" data-image="e75t2ytqyfwp" alt="Le piogge accumulate in tutto il weekend sull'Italia" title="Le piogge accumulate in tutto il weekend sull'Italia"><figcaption>Spazio ad una pioggia diffusa per gran parte del Paese</figcaption></figure><p>Nel frattempo, però, il protagonista tornerà lentamente ad essere lui: l'anticiclone. La pressione atmosferica tenderà infatti ad aumentare su tutto il bacino del Mediterraneo favorendo cieli via via più sereni e temperature in graduale ripresa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776534" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-dal-6-luglio-c-e-un-rischio-concreto-di-una-nuova-importante-ondata-di-caldo.html" title="Luca Lombroso avverte: 'dal 6 luglio c'è un rischio concreto di una nuova importante ondata di caldo'">Luca Lombroso avverte: "dal 6 luglio c'è un rischio concreto di una nuova importante ondata di caldo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-dal-6-luglio-c-e-un-rischio-concreto-di-una-nuova-importante-ondata-di-caldo.html" title="Luca Lombroso avverte: 'dal 6 luglio c'è un rischio concreto di una nuova importante ondata di caldo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-dal-6-luglio-c-e-un-rischio-concreto-di-una-nuova-importante-ondata-di-caldo-1782851865049_320.png" alt="Luca Lombroso avverte: 'dal 6 luglio c'è un rischio concreto di una nuova importante ondata di caldo'"></a></article></aside><p><strong>Dopo il temporaneo sollievo di queste ultime ore, i valori termici torneranno quindi ad aumentare, riportandosi oltre le medie climatiche del periodo</strong>, anche se senza raggiungere, almeno nell'immediato, gli eccessi della precedente ondata di calore.</p><h2>Weekend più soleggiato, ma occhio a qualche fenomeno e al vento</h2><p>Chi trascorrerà il fine settimana al mare dovrà però prestare attenzione ad un altro elemento spesso sottovalutato: il moto ondoso. Infatti, se il cielo tornerà rapidamente sereno, il mare impiegherà qualche ora in più a ritrovare condizioni di calma.</p><p>Le elaborazioni mostrano infatti un <strong>basso Adriatico ancora piuttosto mosso nella serata di sabato</strong>, con onde generalmente comprese tra i 2 e i 3 metri e locali valori anche superiori al largo della Puglia meridionale e nel Canale d'Otranto. Mare mosso anche sullo Ionio, mentre il Tirreno centro-settentrionale, il Mar Ligure e buona parte del Mar di Sardegna presenteranno condizioni decisamente più favorevoli, con onde generalmente inferiori al metro.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore-1782974390368.png" data-image="6ocwaioyka04" alt="I mari del Centro-Sud italiano mossi o agitati" title="I mari del Centro-Sud italiano mossi o agitati"><figcaption>Dopo il passaggio instabile si attiva il maestrale: conseguenza mari mossi</figcaption></figure><p>Le precipitazioni previste fino alla mattinata di domenica confermano questa evoluzione. Sull'Italia gli accumuli saranno generalmente modesti e distribuiti in maniera irregolare, ma non mancheranno alcune eccezioni.</p><p>Le piogge più abbondanti interesseranno soprattutto parte dell'Emilia-Romagna, dove localmente potranno cadere oltre 25 mm di pioggia, mentre valori compresi tra 10 e 15 mm saranno possibili tra Campania, Calabria e Sicilia nord-orientale. Sul resto della Penisola prevarranno invece accumuli molto contenuti oppure del tutto assenti. </p><div class="texto-destacado"><strong> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></strong></div><p><strong>Insomma, il weekend segnerà il ritorno del sole su gran parte del no</strong><strong>stro Paese, ma non sarà ancora un dominio anticiclonico assoluto.</strong> Tale situazione si dovrebbe protrarre anche per la prossima settimana con il ritorno delle temperature oltre la media stagionale, seppur decisamente più contenute.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/weekend-tra-il-ritorno-dell-alta-pressione-e-gli-ultimi-temporali-ecco-cosa-ci-aspetta-nelle-prossime-ore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item></channel></rss>