<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Fri, 19 Jun 2026 22:01:41 +0000</lastBuildDate><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 22:01:41 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Cosa succede alle balene quando muoiono?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-succede-alle-balene-quando-muoiono.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 18:29:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La domanda può sembrare assurda. Eppure sono stati rinvenuti resti di balene, alcuni dei quali risalgono addirittura a 5,3 milioni di anni fa.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/que-deviennent-les-baleines-quand-elles-meurent-cimetiere-australie-squelettes-ocean-pacifique-1781527396971.jpeg" data-image="rqj10lrn9wqw" alt="Balene." title="Balene."><figcaption>Quando il cadavere della balena non si arenano, finisce per galleggiare e diventa fonte di cibo per le specie abissali.</figcaption></figure><p>Quando una balena muore in mare aperto, la sua storia è ben lungi dall'essere finita. <strong>La sua immensa carcassa può trasformarsi in un vero e proprio isolotto di vita sul fondo degli oceani,</strong> nutrendo per decenni una moltitudine di specie. Questo fenomeno, chiamato <strong>“whale fall” (caduta della balena),</strong> affascina gli scienziati da diversi decenni.</p><p>Una recente scoperta nell'Oceano Indiano ha rivoluzionato le conoscenze su questi singolari ecosistemi. Un team internazionale guidato dal ricercatore Xiaotong Peng, dell'<strong>Accademia cinese delle scienze,</strong> ha portato alla luce quello che oggi è considerato il più vasto e antico cimitero di balene mai scoperto. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature nel giugno 2026.</p><h2> La morte di una balena, l'inizio di un nuovo ecosistema </h2><p>Dopo la morte, una balena galleggia spesso in superficie per diversi giorni o settimane. <strong>Squali, pesci e altri animali necrofagi ne consumano quindi una parte dei tessuti.</strong> A poco a poco, la carcassa diventa più pesante e finisce per affondare nelle profondità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/que-deviennent-les-baleines-quand-elles-meurent-cimetiere-australie-squelettes-ocean-pacifique-1781527496390.jpeg" data-image="cl6vi69ruxa5" alt="Carcassa animale marino." title="Carcassa animale marino."><figcaption>Qui c'è la carcassa di un animale marino: un delfino o una balena? </figcaption></figure><p><br>Una volta sul fondale marino, diventa una fonte eccezionale di cibo in un ambiente generalmente povero di materia organica. Gli scienziati distinguono diverse fasi di decomposizione: <strong>prima i grandi spazzini, poi gli organismi opportunisti, prima che si insedino specie specializzate in grado di sfruttare i lipidi contenuti nelle ossa.</strong></p><p>Queste comunità possono ospitare vermi scavatori di ossa del genere Osedax, molluschi, stelle marine, ofiure o anche bivalvi che vivono grazie alla chemosintesi. Le carcasse delle balene sono quindi considerate vere e proprie oasi di biodiversità negli abissi.</p><h2>Un grande cimitero nei pressi dell'Australia</h2><p>Il team di <strong>Xiaotong Peng </strong>ha esplorato l'area di Diamantina, nel sud-est dell'Oceano Indiano, tra l'Australia e l'Antartide. A bordo del sommergibile con equipaggio <strong>Fendouzhe,</strong> i ricercatori hanno effettuato 32 immersioni <strong>a profondità comprese tra i 4.616 e i 7.001 metri.</strong></p><h3><strong>Una “scoperta unica”</strong></h3><p>La loro scoperta è spettacolare. Si tratta di un corridoio sottomarino <strong>lungo circa 1.200 km contenente 476 fossili di cetacei e 5 carcasse recenti di balene ancora associate a comunità viventi.</strong> Secondo gli autori, si tratta del più vasto sito di questo tipo mai identificato.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="pt" dir="ltr">Cemitério de baleias? Centenas de carcaças são encontradas juntas no oceano<br><br>Apelidada de "necrópole de baleias", a região no Oceano Índico reúne carcaças de até 5,3 milhões de anos.<br><br> Leia a matéria no link - <a href="https://t.co/nxScVm2uM0">https://t.co/nxScVm2uM0</a> <a href="https://t.co/ZJzPjWbamX">pic.twitter.com/ZJzPjWbamX</a></p>— Superinteressante (@revistasuper) <a href="https://x.com/revistasuper/status/2065874125315350931?ref_src=twsrc%5Etfw">June 13, 2026</a></blockquote></figure><p>Le analisi isotopiche dimostrano che questi depositi si sono accumulati nel corso di <strong>almeno 5,3 milioni di anni.</strong> I ricercatori hanno inoltre identificato una nuova specie fossile di balena dal becco, denominata <strong>Pterocetus diamantinae.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773002" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mediterraneo-sempre-pia-caldo-sta-favorendo-la-proliferazione-degli-squali-nei-mari-italiani.html" title="Il Mediterraneo sempre pià caldo sta favorendo la proliferazione degli squali nei mari italiani ">Il Mediterraneo sempre pià caldo sta favorendo la proliferazione degli squali nei mari italiani </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-mediterraneo-sempre-pia-caldo-sta-favorendo-la-proliferazione-degli-squali-nei-mari-italiani.html" title="Il Mediterraneo sempre pià caldo sta favorendo la proliferazione degli squali nei mari italiani "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-mari-sempre-piu-caldi-stanno-favorendo-la-proliferazione-degli-squali-in-questi-mari-1780998763425_320.jpg" alt="Il Mediterraneo sempre pià caldo sta favorendo la proliferazione degli squali nei mari italiani "></a></article></aside><p>“Il fossile più antico, così come numerosi crani più recenti, dimostrano che <strong>le ‘cadute di balene’ si sono accumulate in questo sito in modo ininterrotto per almeno cinque milioni di anni”,</strong> rivela il paleontologo americano Stephen Godfrey, che non ha partecipato a questo studio.</p><h3><strong>Perché così tante balene nello stesso posto?</strong></h3><p>L'origine di questa concentrazione eccezionale è ancora oggetto di dibattito. Gli scienziati avanzano diverse ipotesi. La particolare conformazione geografica della zona, una vasta faglia oceanica a forma di V, potrebbe aver favorito l'accumulo delle carcasse.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/que-deviennent-les-baleines-quand-elles-meurent-cimetiere-australie-squelettes-ocean-pacifique-1781527659875.jpeg" data-image="doxhftrhwykd" alt="Cadavere delle balene." title="Cadavere delle balene."><figcaption>Qui giace il cadavere di una giovane balena femmina. </figcaption></figure><p>I bassi tassi di sedimentazione e alcune condizioni chimiche avrebbero inoltre consentito una conservazione straordinaria delle ossa nel corso di diversi milioni di anni. I ricercatori ipotizzano inoltre che questa regione possa corrispondere a un antico corridoio migratorio delle balene, il che spiegherebbe l'elevata frequenza dei resti rinvenuti.</p><h2> Una scoperta fondamentale per la biodiversità degli abissi </h2><p>Secondo gli autori dello studio, <strong>questa «necropoli di balene» modifica profondamente la comprensione degli ecosistemi associati alle carcasse dei cetacei.</strong> Finora, i siti noti di <strong>«whale falls»</strong> erano rari e frammentari. La scoperta dell'area di Diamantina dimostra che possono formare vere e proprie reti ecologiche su scala oceanica.</p><p>Lo studio amplia inoltre i confini noti di questi ecosistemi. Mentre le <strong>“whale falls”</strong> erano state osservate fino a circa 4.200 m di profondità, i ricercatori <strong>ne hanno identificate qui a quasi 7.000 m,</strong> stabilendo un nuovo record.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="530842" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/specie-di-balene-appena-descritte-potrebbero-essere-animale-piu-pesante-di-sempre.html" title="Una specie di balena appena descritta potrebbe essere l'animale più pesante mai esistito sulla Terra">Una specie di balena appena descritta potrebbe essere l'animale più pesante mai esistito sulla Terra</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/specie-di-balene-appena-descritte-potrebbero-essere-animale-piu-pesante-di-sempre.html" title="Una specie di balena appena descritta potrebbe essere l'animale più pesante mai esistito sulla Terra"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/newly-described-whale-species-could-be-heaviest-animal-ever-fossils-1691423565976_320.jpg" alt="Una specie di balena appena descritta potrebbe essere l'animale più pesante mai esistito sulla Terra"></a></article></aside><p>Come sottolineato dal team di ricerca, questo sito offre una “finestra unica sulla storia evolutiva, la paleoecologia e le dinamiche delle popolazioni di balene preistoriche”.</p><h3><em>Riferimenti dell'articolo </em></h3><p>Libération avec AFP, (11/06/2026),<em><a href="https://www.liberation.fr/environnement/biodiversite/dune-importance-majeure-pour-comprendre-leur-evolution-un-cimetiere-de-pres-de-500-baleines-decouvert-au-fond-de-locean-indien-20260611_RRZZYUVNABAIHGLGVRZX7WJXUE/" target="_blank"> «D’une importance majeure pour comprendre leur évolution» : un cimetière de près de 500 baleines découvert au fond de l’océan Indien</a></em></p><p>Peng, X., Zhou, P., Song, X. <em>et al.</em><a href="https://www.nature.com/articles/s41586-026-10546-z?utm_source=chatgpt.com#citeas" target="_blank"> A 5.3-million-year-old deep-sea whale necropolis in the Diamantina Zone.</a> <em>Nature</em> (2026).</p><p>Stephen J. Godfrey, Nature, (10/06/2026), <em><a href="https://www.nature.com/articles/d41586-026-01581-x?utm_source=chatgpt.com" target="_blank">A vast whale necropolis has been found</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-succede-alle-balene-quando-muoiono.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli antichi romani e il vino, una storia lunga che riserva ancora delle sorprese: l'affascinante scoperta nel Chianti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-antichi-romani-e-il-vino-una-storia-lunga-che-riserva-ancora-delle-sorprese-l-affascinante-scoperta-nel-chianti.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Da un sito archeologico del Chianti arriva una interessante novità sul vino che gli antichi romani amavano bere, che racconta qualcosa anche sui vini moderni</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-romani-e-il-vino-una-storia-lunga-che-riserva-ancora-delle-sorprese-l-affascinante-scoperta-nel-chianti-1781776541281.jpg" data-image="0ldh44tqyvpl" alt="Vino Chianti" title="Vino Chianti"><figcaption>Il vino bianco che anche gli antichi romani apprezzavano</figcaption></figure><p>Noto e apprezzato fin dai tempi più antichi, il vino era molto amato anche dai romani che ne apprendevano le tecniche di produzione dai popoli con cui venivano in contatto, tra cui <strong>greci, etruschi e cartaginesi</strong>, </p><div class="texto-destacado">Sulla base delle usanze degli altri popoli, gli antichi romani hanno sviluppato le proprie tecniche, sempre più raffinate, molte delle quali sono alla base della viticoltura moderna. </div><p>I vini che gli antichi romani bevevano erano spesso del sud Italia, provenienti da vitigni della Campania e della Sicilia, ma tutta la penisola era considerata una terra amata da <strong>Bacco</strong>. </p><p>Oggi un’affascinante scoperta sul modo in cui gli antichi romani bevevano vino, proviene dalla <strong>Toscana</strong>.</p><h2>Il vino bianco dei romani</h2><p>Quando si pensa alle abitudini degli antichi romani a tavola e nei banchetti, si pensa immediatamente al <strong>vino </strong><strong>rosso</strong>. </p><p>Questa credenza diffusa, che comunque deriva da solide basi nella scrittura e nell'archeologia, è stata appena contraddetta da una recente scoperta.</p><p>A <strong>Cetamura del Chianti</strong>, in una delle aree vinicole più famose al mondo, gli archeologi dell’Università di York hanno scoperto un antico <strong>insediamento </strong>esistito tra il III secolo a.C. e il III d.C. </p><p>Qui gli abitanti gettavano i semi di uva nei pozzi così l’ambiente fangoso e <strong>senza ossigeno</strong> li ha preservati fino ad oggi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="671802" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scomparsa-dei-dinosauri-potrebbe-essere-la-ragione-per-cui-oggi-abbiamo-il-vino.html" title="La scomparsa dei dinosauri potrebbe essere la ragione per cui oggi abbiamo il vino">La scomparsa dei dinosauri potrebbe essere la ragione per cui oggi abbiamo il vino</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scomparsa-dei-dinosauri-potrebbe-essere-la-ragione-per-cui-oggi-abbiamo-il-vino.html" title="La scomparsa dei dinosauri potrebbe essere la ragione per cui oggi abbiamo il vino"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-desaparicion-de-los-dinosaurios-podria-ser-la-causa-de-que-hoy-tengamos-vino-1724551687788_320.jpg" alt="La scomparsa dei dinosauri potrebbe essere la ragione per cui oggi abbiamo il vino"></a></article></aside><p>I semi ritrovati sono circa cinquecento e sono straordinariamente ancora <strong>vitali</strong>. Dalla analisi del DNA di ottanta di essi sono emersi alcuni dettagli davvero interessanti.</p><p>Nell’area dove vissero per secoli gli <strong>Etruschi</strong>, la maggior parte dei semi appartiene ad <strong>un’unica varietà</strong> di uva bianca che i romani “ereditarono” quando si insediarono sul territorio.</p><p>Contrariamente a quanto si è sempre pensato, quindi, i romani bevevano anche <strong>vino bianco</strong> oltre al rosso e proprio in una regione come il Chianti, famosa per i suoi rossi.</p><h2>Dall’età etrusca ad oggi, un solo vino</h2><p>I semi trovati a Cetamura del Chianti hanno anche un’altra particolarità, secondo lo studio che il team di archeologi ha pubblicato sul <em>Journal of Archaeological Science</em>. </p><p>Alcuni semi sono molto simili a quelli dei vitigni oggi coltivati nell’<strong>Europa dell’Est. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-romani-e-il-vino-una-storia-lunga-che-riserva-ancora-delle-sorprese-l-affascinante-scoperta-nel-chianti-1781776599225.jpg" data-image="94pxukqva4v7" alt="vino Toscana" title="vino Toscana"><figcaption>I filari di vite che da secoli vengono coltivate tra le colline della Toscana</figcaption></figure><p><em>Baratcsuha szurke</em> è una varietà di uva <strong>ungherese </strong>che può essere considerata la discendente più prossima dell’uva rinvenuta nel Chianti, ma quest’ultima vanta una parentela anche con uno speciale vitigno che si trova a <strong>Maribor, in Slovenia</strong>. </p><p>Si tratta del più antico vitigno al mondo ancora oggi in grado di dare frutti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="662693" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/vino-piu-antico-mondo-scienziati-scoprono-una-giara-romana-di-oltre-2000-anni.html" title="L'incredibile ritrovamento del vino più antico del mondo, in Spagna: ha duemila anni">L'incredibile ritrovamento del vino più antico del mondo, in Spagna: ha duemila anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/vino-piu-antico-mondo-scienziati-scoprono-una-giara-romana-di-oltre-2000-anni.html" title="L'incredibile ritrovamento del vino più antico del mondo, in Spagna: ha duemila anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/vinho-mais-antigo-do-mundo-cientistas-descobrem-um-jarro-romano-com-mais-de-2000-anos-de-idade-1719195337813_320.jpg" alt="L'incredibile ritrovamento del vino più antico del mondo, in Spagna: ha duemila anni"></a></article></aside><p>Il vino che proviene da queste uve è un vero e proprio <strong>reperto storico</strong>, che segna una <strong>continuità </strong>straordinaria con il passato, perché praticamente <strong>ininterrotta</strong>.</p><h2>La rete commerciale agricola degli antichi romani</h2><p>Il fatto che queste uve siano arrivate fino in Chianti da tanto lontano è facilmente spiegabile con l’espansione dell’impero e con il <strong>commercio </strong>fiorente che c’era tra le diverse <strong>province </strong>e la capitale.</p><p>Quelli dell’est Europa non sono infatti gli unici vitigni non autoctoni ai tempi degli antichi romani. La vite più diffusa a quel tempo nell’area era geneticamente molto vicina ad alcuni vitigni del <strong>sud della Francia</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="694187" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-potare-una-vite-il-momento-ideale-e-i-segreti-per-farlo-bene.html" title="Come potare una vite: il momento ideale e i segreti per farlo bene">Come potare una vite: il momento ideale e i segreti per farlo bene</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-potare-una-vite-il-momento-ideale-e-i-segreti-per-farlo-bene.html" title="Come potare una vite: il momento ideale e i segreti per farlo bene"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/como-podar-una-parra-la-epoca-ideal-y-los-secretos-para-hacerlo-bien-1737628838842_320.jpeg" alt="Come potare una vite: il momento ideale e i segreti per farlo bene"></a></article></aside><p>Esisteva quindi già duemila anni fa una rete commerciale ampia e capillare che non riguardava solo l'uva, in cui piante e semi venivano scambiati e mischiati per ottenere uno <strong>standard </strong>più elevato.</p><h2>Un museo sulla storia del vino</h2><p>Non poteva che trovarsi in Chianti il museo dove conoscere meglio l'affascinante storia dell'antico <strong>vino di Cetamura</strong>.</p><p>Qui è stato allestito infatti un museo dedicato agli scavi archeologici, iniziati in realtà diversi anni fa, con una particolare attenzione proprio alla <strong>storia della viticoltura</strong> nell’area. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="742286" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-canyon-degli-etruschi-strade-sacre-o-geniale-sistema-di-drenaggio-il-mistero-delle-vie-cave-che-creano-un-microclima.html" title="I canyon degli Etruschi: strade sacre o geniale sistema di drenaggio? 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Il mistero delle Vie Cave che creano un microclima"></a></article></aside><p>Il museo custodisce svariati reperti di <strong>epoca etrusca</strong>, di varia natura, molti dei quali ritrovati nel pozzo che aveva la funzione di <strong>santuario</strong>.</p><p>Oltre ai semi di uva, poi, nel sito sono stati trovati anche resti di <strong>olive, noci e cereali</strong>, che testimoniano le abitudini quotidiane del popolo che vi abitava.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="University%20of%20York" data-year="2026" data-title="Ancient%20DNA%20from%20Tuscan%20wells%20reveal%20origins%20of%20modern%20wine" data-url="https%3A%2F%2Fwww.york.ac.uk%2Fnews-and-events%2Fnews%2F2026%2Fresearch%2Fancient-dna-tuscan-wells-origins-wine%2F">University of York. (2026). <a href="https://www.york.ac.uk/news-and-events/news/2026/research/ancient-dna-tuscan-wells-origins-wine/" target="_blank">Ancient DNA from Tuscan wells reveal origins of modern wine</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-antichi-romani-e-il-vino-una-storia-lunga-che-riserva-ancora-delle-sorprese-l-affascinante-scoperta-nel-chianti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Queste sono le due faglie sotto osservazione che non hanno scaricato energia durante il terremoto del 1908]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/queste-sono-le-due-faglie-sotto-osservazione-che-non-hanno-scaricato-energia-durante-il-terremoto-del.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:04:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Queste faglie da secoli non hanno prodotto forti terremoti e probabilmente si stanno avvicinando al loro punto di rottura, rischiando di generare un nuovo forte terremoto nell'area.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/queste-sono-le-due-faglie-sotto-osservazione-che-non-hanno-scaricato-energia-durante-il-terremoto-del-1781102128220.jpg" data-image="xywjmqwwdtw6" alt="Faglie attive." title="Faglie attive."><figcaption>Lo Stretto non è governato da una singola faglia, ma da un mosaico dinamico di faglie interconnesse. Tra queste, la faglia di Capo Peloro a nord e la faglia Ionica a sud, sono i due sistemi che non hanno scaricato tutta la loro energia durante il sisma del 1908.</figcaption></figure><p>Il <strong>28 dicembre 1908</strong> la terra tremò nello Stretto di Messina con una furia cieca (magnitudo 7.1), <strong>radendo al suolo Messina e Reggio Calabria</strong> in quello che resta <strong>il cataclisma sismico più grave dell'Europa moderna. </strong>Per oltre un secolo la narrazione collettiva ha legato quella tragedia a un'unica, mostruosa frattura sottomarina, la <strong>West Fault,</strong> capace di scaricare in soli trenta secondi l'energia accumulata in secoli di frizione tettonica.</p><p>Oggi, la geologia marina ci costringe a riscrivere la storia. Lo Stretto non è governato da una singola faglia, ma da un mosaico dinamico di faglie interconnesse. Tra queste, la <strong>faglia di Capo Peloro</strong> a nord e la <strong>faglia Ionica</strong> a sud, sono i due sistemi che non hanno scaricato tutta la loro energia durante il sisma del 1908.</p><h2>La faglia di Capo Peloro</h2><p>Situata poco a nord della bocca settentrionale dello Stretto di Messina, sul Tirreno, <strong>la faglia di Capo Peloro è una struttura geologica imponente caratterizzata da un movimento trascorrente destro combinato a elementi compressivi.</strong></p><p>Nel sottosuolo marino questa linea ha letteralmente spaccato il basamento roccioso, generando un gradino verticale profondo circa 300 metri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/queste-sono-le-due-faglie-sotto-osservazione-che-non-hanno-scaricato-energia-durante-il-terremoto-del-1781102170541.jpg" data-image="vpkskuekjqtr" alt="Terremoti, Stretto di Messina." title="Terremoti, Stretto di Messina."><figcaption>Panorama della città di Messina. Si nota l'area del porto, interessata il 28 dicembre del 1908 dall'epicentro di uno dei terremoti più forti mai registrati in Italia.</figcaption></figure><p>Durante il terremoto del 1908, la rottura della faglia centrale dello Stretto si è arrestata bruscamente prima di intaccare questo settore. <strong>Non essendosi mossa, la faglia ha mantenuto intatto tutto il suo potenziale distruttivo originario.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il collasso del segmento centrale messinese nel 1908 potrebbe aver scaricato ulteriore stress geometrico sui blocchi di roccia di Capo Peloro, spingendoli più vicini al punto di rottura critica. Ossia al momento in cui rilasciano tutta l'energia meccanica accumulata in secoli di ricarica.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questa struttura è oggi al centro dei più serrati dibattiti ingegneristici e geologici relativi al progetto del Ponte sullo Stretto, poiché deforma i fondali a breve distanza dalle aree destinate alle torri di sospensione sul lato siciliano.</p><h2><strong>La faglia ionica</strong></h2><p>Nell’estremità opposta dello Stretto, sullo Ionio, è presente un’altra faglia, nota come faglia ionica. Non si tratta di una semplice crepa superficiale. Le indagini oceanografiche del <strong>CNR hanno dimostrato che questa faglia taglia longitudinalmente l'intera crosta terrestre, spingendosi fino al mantello superiore della Terra.</strong></p><p>Questa faglia ha un ruolo importante nella complessa geodinamica del luogo. Difatti, mentre lo Stretto si allarga al centro, <strong>la Faglia Ionica funge da binario laterale che permette alla Calabria meridionale di scivolare verso Nord-Est rispetto al blocco siciliano.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="701270" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina.html" title="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?">Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina.html" title="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina-1741911000274_320.jpg" alt="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?"></a></article></aside><p>Essendo una ferita profonda fino al cuore della Terra, la faglia è costantemente lubrificata dalla risalita di diapiri (fanghi e fluidi caldi dal mantello), un fenomeno che genera una sismicità profonda ma costante.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/queste-sono-le-due-faglie-sotto-osservazione-che-non-hanno-scaricato-energia-durante-il-terremoto-del-1781102279294.jpg" data-image="mlnsrbvjw9yn" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>Panorama dello Stretto di Messina, osservato dalla costa siciliana intorno la città di Messina.</figcaption></figure><p>Come la sua gemella a nord, <strong>la Faglia Ionica non si è rotta nel 1908.</strong> Ha assistito al disastro circostante rimanendo bloccata nella sua morsa distensiva, continuando ad accumulare l'energia derivante dallo scontro tra la placca Africana e quella Eurasiatica.</p><h2>Queste faglie sono vicine al loro punto di rottura?</h2><p>In sismologia esiste una regola fondamentale secondo cui una faglia che ha già generato un terremoto violentissimo in tempi storici recenti (come la <strong>west fault</strong> nel 1908) difficilmente ripeterà lo stesso identico evento a breve termine, a causa dei lunghi tempi di ricarica (stimati in un range temporale tra i 500 e i 2000 anni).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755079" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-nuovo-studio-evidenzia-la-complessita-del-sistema-di-faglie-dello-stretto-generatrici-del-devastante-tsunami-del.html" title="Un nuovo studio evidenzia la complessità del sistema di faglie dello Stretto generatrici del devastante tsunami del 1908">Un nuovo studio evidenzia la complessità del sistema di faglie dello Stretto generatrici del devastante tsunami del 1908</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-nuovo-studio-evidenzia-la-complessita-del-sistema-di-faglie-dello-stretto-generatrici-del-devastante-tsunami-del.html" title="Un nuovo studio evidenzia la complessità del sistema di faglie dello Stretto generatrici del devastante tsunami del 1908"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-nuovo-studio-evidenzia-la-complessita-del-sistema-di-faglie-dello-stretto-1771543112266_320.jpg" alt="Un nuovo studio evidenzia la complessità del sistema di faglie dello Stretto generatrici del devastante tsunami del 1908"></a></article></aside><p>Il vero pericolo attuale risiede proprio nelle strutture adiacenti che sono rimaste escluse dal rilascio di energia del 1908. La <strong>faglia di Capo Peloro</strong> e la <strong>faglia Ionica</strong> racchiudono lo Stretto in una morsa tettonica. </p><div class="texto-destacado"><strong>Essendo rimaste cariche, rappresentano le sorgenti sismogenetiche più imprevedibili della Sicilia orientale, assieme ad altre sorgenti sismogenetiche ancora oggi poco conosciute.</strong> </div><p>Strutture capaci, in caso di attivazione indipendente, <strong>di generare terremoti di magnitudo elevata (sopra il 5,5-6,0 Richter) e pericolosi maremoti nel Mar Ionio e nel Tirreno meridionale.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/queste-sono-le-due-faglie-sotto-osservazione-che-non-hanno-scaricato-energia-durante-il-terremoto-del.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I dati relativi al livello del mare mostrano segnali che indicano l'esistenza di un fenomeno El Niño]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-relativi-al-livello-del-mare-mostrano-segnali-che-indicano-l-esistenza-di-un-fenomeno-el-nino.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:05:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il satellite Sentinel-6 Michael Freilich, che misura l'altezza dell'intero oceano ogni 10 giorni, ha rilevato acque più alte e più calde che si spostano verso est attraverso l'Oceano Pacifico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-del-mar-el-nino-1779993484573.png" data-image="9yl067qa8m0n" alt="Sentinel-6 Michael Freilich." title="Sentinel-6 Michael Freilich."><figcaption>Il satellite internazionale Sentinel-6 Michael Freilich, che misura il livello del mare, ha osservato una massa di acqua calda, chiamata onda di Kelvin, che si spostava verso est attraverso l'Oceano Pacifico equatoriale e raggiungeva la costa sudamericana a maggio. Le onde di Kelvin calde spesso precedono gli eventi El Niño. Immagine del 18 maggio 2016: anomalie positive del livello del mare sulla scala rossa e anomalie negative sulla scala blu. Crediti: NASA/JPL-Caltech</figcaption></figure><p>Alcuni mesi prima dello nascita ufficiale di <strong>El Niño,</strong> masse d'acqua più calde e provenienti da quote più elevate si spostano verso est attraverso l'Oceano Pacifico. Diverse di queste masse d'acqua sono state rilevate dai dati satellitari del 2026. <strong>Oggi abbiamo l'ufficialità del NOAA che conferma la nascita del fenomeno.</strong></p><p>I dati sul livello del mare, raccolti da un satellite lanciato dalla NASA e dai suoi partner europei, mostrano che una massa d'acqua calda larga centinaia di chilometri ha raggiunto l'Oceano Pacifico al largo delle coste del Sud America. <strong>Questo indica che El Niño si verificherà probabilmente entro la fine dell'anno.</strong> Poiché l'acqua si espande quando si riscalda, un aumento dell'altitudine di una zona oceanica indica un aumento della temperatura dell'oceano.</p><h3>Individuare i segnali di un futuro El Niño nelle anomalie del livello dell'acqua</h3><p>Il fenomeno <strong>El Niño</strong> può causare forti piogge in alcune regioni e siccità in altre, con ripercussioni sulla vita quotidiana e sul commercio a livello globale.</p><p>Lanciato nel 2020 dalla NASA e coordinato dall'ESA (Agenzia Spaziale Europea) per il programma Copernicus dell'UE, il <strong>satellite Sentinel-6 Michael Freilich</strong> misura e mappa il livello del mare sull'intero oceano ogni 10 giorni, con una precisione di frazioni di pollice. Nel caso di El Niño, il satellite traccia quelle che sono note come onde di Kelvin calde.</p><div class="texto-destacado">Queste onde si formano tipicamente dopo brevi periodi in cui i venti sul Pacifico equatoriale occidentale cambiano direzione, passando dai prevalenti venti orientali (che soffiano da est a ovest) a venti occidentali.</div><p>Questo effetto, combinato con un generale indebolimento dei venti orientali lungo l'equatore, provoca il riscaldamento delle acque tropicali nel Pacifico occidentale e l'innalzamento del livello del mare. <strong>L'onda risultante si propaga verso est per diverse settimane, raggiungendo infine il Sud America e causando il riscaldamento e l'innalzamento delle acque costiere.</strong> Il fenomeno <strong>El Niño</strong> si sviluppa quando si verificano diverse onde di Kelvin nell'arco di diversi mesi e l'acqua calda si accumula al largo delle coste di Colombia, Ecuador e Perù.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-del-mar-el-nino-1779993350114.gif" data-image="6cshp81x29vg" alt="El Nino." title="El Nino."><figcaption>Ecco l'immagine sopra animata che riprende il fenomeno. NASA</figcaption></figure><p>«Sebbene il fenomeno di quest'anno sia iniziato un po' più tardi rispetto ai principali eventi <strong>El Niño</strong> del 2015 e del 1997, sta iniziando a raggiungerli», ha affermato Josh Willis, ricercatore sul livello del mare presso il <strong>Jet Propulsion Laboratory</strong> della NASA nella California meridionale e scienziato del progetto <strong>Sentinel-6 Michael Freilich.</strong> «Vedremo quanto diventerà intenso».</p><p>Le misurazioni del satellite <strong>Sentinel-6 Michael Freilich</strong> mostrano che una piccola onda di Kelvin si è formata intorno alla Micronesia alla fine di gennaio e si è dissipata entro la metà di febbraio.</p><div class="texto-destacado"><strong>Una nuova onda è emersa all'inizio di marzo e si è poi spostata verso est. A metà maggio, il livello del mare intorno al Perù era di oltre 15 centimetri superiore alla media a lungo termine.</strong></div><p>"La NASA utilizza satelliti per la misurazione del livello del mare, come Sentinel-6 Michael Freilich, per monitorare le enormi onde di Kelvin mentre attraversano il Pacifico, registrare i cambiamenti nella termodinamica oceanica, migliorare le previsioni di eventi meteorologici estremi e aiutare le comunità a prepararsi a potenziali pericoli costieri", ha affermato <strong>Nadya Vinogradova Shiffer,</strong> scienziata senior del programma presso la sede centrale della NASA a Washington. "Restate sintonizzati, perché altre storie sull'oceano continueranno a emergere."</p><h3>Segnali di El Niño</h3><p>Nel XVII secolo, i pescatori coniarono il nome <strong>El Niño</strong> – un riferimento alla nascita di Gesù – perché tendeva a intensificarsi intorno al periodo natalizio. Acque più calde significavano pescare meno pesce.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769405" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/verso-un-estate-2026-caldissima-probabile-non-date-la-colpa-a-el-nino.html" title="Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño">Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/verso-un-estate-2026-caldissima-probabile-non-date-la-colpa-a-el-nino.html" title="Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/verso-un-estate-2026-caldissima-probabile-non-date-la-colpa-a-el-nino-1779115291357_320.png" alt="Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño"></a></article></aside><p>L'aumento della temperatura superficiale del mare nel Pacifico centrale e orientale influenza i modelli di circolazione atmosferica a livello globale, modificando la corrente a getto, che a sua volta influenza la traiettoria delle tempeste. Ciò può portare a forti piogge e nevicate in alcune aree e a caldo e siccità insoliti in altre. L'entità di questi effetti dipende dall'intensità di El Niño.</p><div class="texto-destacado"><strong>In eventi più moderati, come quelli iniziati nel 2018 e nel 2023, impatti come siccità e inondazioni si sono manifestati principalmente nel Pacifico tropicale e nelle aree circostanti. Gli eventi El Niño di maggiore intensità, come quello del 2015-2016, hanno una portata molto più ampia, causando siccità in Africa e inondazioni in California.</strong></div><p>Il fenomeno <strong>El Niño </strong>raggiunge in genere il suo picco tra novembre e gennaio, quindi passeranno diversi mesi prima che i suoi impatti principali diventino evidenti.<strong> "Ogni evento El Niño è diverso", </strong>ha affermato Severine Fournier, ricercatrice sul livello del mare presso il JPL e vice responsabile scientifica del progetto <strong>Sentinel-6 Michael Freilich. </strong>"Ma quasi sempre portano un anno caldo e importanti cambiamenti nelle precipitazioni in alcune parti del mondo".</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771122" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gigantesca-onda-calda-attraversa-il-pacifico-arriva-il-super-el-nino.html" title="Gigantesca onda calda attraversa il Pacifico: arriva il Super El Niño 2026">Gigantesca onda calda attraversa il Pacifico: arriva il Super El Niño 2026</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gigantesca-onda-calda-attraversa-il-pacifico-arriva-il-super-el-nino.html" title="Gigantesca onda calda attraversa il Pacifico: arriva il Super El Niño 2026"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-gigantesca-onda-calda-attraversa-il-pacifico-si-tratta-dell-incubatore-del-fenomeno-di-el-nino-1779965446367_320.png" alt="Gigantesca onda calda attraversa il Pacifico: arriva il Super El Niño 2026"></a></article></aside><p><strong>Sentinel-6 Michael Freilich è attualmente il satellite di riferimento ufficiale per le misurazioni globali del livello del mare.</strong> Lanciato nel 2020, continua l'eredità iniziata nel 1992 dal satellite TOPEX/Poseidon. Da allora, una serie di successori si sono succeduti, con il più recente, Sentinel-6B, lanciato nel novembre 2025, destinato a sostituire il suo predecessore alla fine del 2026.</p><h3><br>Fonte:<strong><a href="https://www.jpl.nasa.gov/" target="_blank"> NASA</a></strong></h3>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-relativi-al-livello-del-mare-mostrano-segnali-che-indicano-l-esistenza-di-un-fenomeno-el-nino.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 40 °C: Luca Ciceroni indica il peggior giorno dell'ondata di caldo a Milano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 13:28:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Milano e la Lombardia si preparano a una fase di caldo molto intenso e persistente. Dopo un weekend già rovente, la prossima settimana potrebbe portare valori estremi, con il picco atteso giovedì 25 giugno</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagtevu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagtevu.jpg" id="xagtevu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’alta pressione di origine subtropicale si prepara a stringere l’Italia in una morsa di caldo sempre più intensa. Le zone più esposte saranno la Pianura Padana e la Lombardia, dove l’afa diventerà protagonista assoluta, soprattutto a Milano e nell’area metropolitana della città.</p><h2>Weekend stabile, ma il caldo inizierà già a farsi sentire</h2><p>Il fine settimana sarà dominato dal sole su <strong>Milano</strong> e su gran parte della <strong>Pianura Padana</strong>. Il tempo si manterrà stabile, con cielo sereno o poco nuvolosi e temperature già molto elevate per il periodo. In città le massime potranno spingersi fino a <strong>36 °C</strong>, ma il dato più importante sarà l’aumento progressivo dell’umidità e delle temperature minime.</p><p>Da <strong>domenica 21 giugno</strong>, infatti, le notti inizieranno a diventare particolarmente pesanti: i valori difficilmente scenderanno sotto i 26 °C a <strong>Milano</strong>, segnale evidente di un’isola di calore urbana sempre più marcata. Sulle Alpi lombarde, invece, nelle ore pomeridiane potranno svilupparsi acquazzoni o temporali, localmente anche intensi, ma senza effetti significativi sul caldo della pianura.</p><h2>Lunedì e martedì oltre i 35 °C: Milano entra nella fase più dura</h2><p>La nuova settimana inizierà con temperature <strong>superiori ai 35 °C</strong> su gran parte della <strong>Lombardia</strong>. <strong>Milano</strong> resterà sotto il dominio dell’alta pressione subtropicale, con aria calda, stagnante e sempre più umida. <strong>Lunedì</strong> e <strong>martedì</strong> le massime potranno mantenersi intorno ai 36 °C, mentre in diverse zone della pianura lombarda il <strong>caldo</strong> sarà <strong>diffuso</strong> e <strong>persistente</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano-1781814033760.png" data-image="puhqhzkl2l6c" alt="Mappa relativa alle temperature massime previste domenica In Italia" title="Mappa relativa alle temperature massime previste domenica In Italia"><figcaption>Caldo intenso con massime comprese tra 36 e 38°C a Milano</figcaption></figure><p>Il problema non sarà soltanto il valore registrato durante il pomeriggio, ma anche la <strong>mancanza di un vero raffreddamento notturno</strong>. Le minime resteranno molto alte, rendendo difficile il recupero fisiologico durante la notte. In queste condizioni il caldo diventa più insidioso, soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e per chi lavora all’aperto.</p><h2>Mercoledì l’aria si infuoca, giovedì 25 giugno il possibile picco</h2><p>Secondo i modelli di <strong>Meteored</strong>, la fase più estrema potrebbe arrivare tra <strong>mercoledì 24 </strong>e <strong>giovedì 25 giugno</strong>. Mercoledì l’aria si farà ancora più calda, con Milano che potrebbe raggiungere i 39 °C. </p><div class="texto-destacado">La giornata più difficile, al momento, sembra essere giovedì 25 giugno, quando la colonnina di mercurio potrebbe toccare addirittura i 40 °C a Milano città</div><p>Si tratterebbe di un valore eccezionale non solo per l’intensità, ma anche per la <strong>durata dell’ondata di caldo</strong>. La sensazione di afa sarà accentuata dall’umidità, che nelle prime ore del mattino potrebbe avvicinarsi al 90%. In presenza di minime notturne intorno ai 28 °C, la temperatura percepita potrebbe restare altissima anche di notte, rendendo l’<strong>aria pesante e quasi irrespirabile</strong>.</p><h2>Caldo anche dopo il picco: il weekend successivo resta rovente</h2><p>Il caldo non dovrebbe esaurirsi subito dopo il possibile <strong>picco di giovedì 25 giugno</strong>. Anche nei giorni successivi e nel weekend seguente <strong>Milano</strong> e la <strong>Lombardia</strong> resteranno probabilmente dentro una massa d’aria molto calda, con <strong>massime</strong> ancora <strong>intorno ai 38-39 °C in pianura</strong>. Sarà quindi una fase lunga, dura e senza un vero ricambio d’aria.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xagtmxy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagtmxy.jpg" id="xagtmxy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In assenza di temporali organizzati o di correnti più fresche, <strong>l’afa continuerà ad accumularsi nelle aree urbane</strong>. </p><p>Per Milano si prospetta una settimana particolarmente impegnativa, con caldo intenso di giorno e <strong>notti tropicali.</strong></p><p>Sarà importante limitare l’esposizione al sole nelle ore centrali, bere molta acqua e prestare attenzione ai soggetti più vulnerabili.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-luca-ciceroni-indica-il-peggior-giorno-dell-ondata-di-caldo-a-milano.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[+40°C in arrivo: così nasce l’ondata di calore che colpirà duramente Europa e Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/40-c-in-arrivo-cosi-nasce-l-ondata-di-calore-che-colpira-duramente-europa-e-italia.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il vero protagonista è un flusso di aria subtropicale molto calda, già presente in quota, tra i 3.000 e i 5.000 metri di altitudine, tra Spagna e Francia, pronto a scivolare verso il basso, scaldandosi sensibilmente sull’Europa continentale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xah6sq2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xah6sq2.jpg" id="xah6sq2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Da oggi, e soprattutto nei prossimi giorni, un’intensa ondata di calore interesserà l’Europa centro-occidentale. <strong>Sono attesi picchi tra i +38°C e i +40°C in Francia (fino alle porte di Parigi) e nel Nord Italia,</strong> con temperature percepite ancora più elevate per l’umidità. </p><p>Contrariamente a quanto spesso si immagina, questo non è il semplice <strong>“arrivo di aria calda dal Sahara”</strong> che scorre verso nord nei bassi strati dell’atmosfera. Un tale spostamento orizzontale sarebbe quasi impossibile.</p><p>La catena dell’Atlante, tra Marocco e Algeria, raggiunge infatti i 3.000-4.000 metri di quota e funge da barriera naturale insormontabile per masse d’aria calda provenienti direttamente dal deserto africano a livello del suolo.</p><h2><strong>Cos’è che sta succedendo davvero?</strong></h2><p>Il vero protagonista è un <strong>getto di aria subtropicale molto calda,</strong> già presente in quota, tra i 3.000 e i 5.000 metri di altitudine, tra Spagna e Francia. Questa massa d’aria entra all’interno di un robusto anticiclone, esteso dal Marocco fino a Belgio e Olanda, che essa stessa contribuisce ad alimentare e rafforzare.</p><div class="texto-destacado"><strong>All’interno dell’anticiclone prevalgono i moti discendenti (subsidenze). In pratica succede che l’aria calda in quota scende gradualmente verso il basso. Nel discendere, si comprime per effetto della maggiore pressione atmosferica e si riscalda adiabaticamente, mediamente +1°C ogni 100-150 metri di discesa. È lo stesso principio per cui una pompa da bicicletta si scalda quando gonfiamo una gomma.</strong></div><p><strong>Questo processo di subsidenza è tipico degli anticicloni subtropicali in fase di intensificazione. I moti verso il basso hanno due effetti cruciali. </strong>Inibiscono la convezione (l’aria calda non riesce a salire e formare nubi temporalesche) e asciugano l’atmosfera, impedendo la formazione di nuvole significative. Il risultato finale è cieli sereni e persistentemente limpidi per giorni interi.</p><h2><strong>Il potente feedback positivo che trasforma il caldo in “bolla”</strong></h2><p>Una volta avviato questo meccanismo, si innesca un feedback positivo molto efficace. Il tutto inizia dal cielo sereno che permette alla <strong>radiazione solare</strong> di raggiungere il suolo senza filtri, <strong>massimizzando l’insolazione diurna.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/40-c-in-arrivo-cosi-nasce-l-ondata-di-calore-che-colpira-duramente-europa-e-italia-1781865393868.png" data-image="0j872st6ban6" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Giorno dopo giorno si forma una vera e propria bolla di aria calda nei primi 5 km dell’atmosfera sopra Spagna, Francia e Germania occidentale. Questa bolla si sposta poi gradualmente verso est, coinvolgendo le Alpi, la Pianura Padana e, in seguito, pure parte dell’Europa centro-orientale.</figcaption></figure><p>Suoli, rocce, asfalto e cemento delle città assorbono enormi quantità di energia. Di notte il <strong>bilancio radiativo</strong> rimane a favore del calore accumulato. La Terra irradia infrarosso verso lo spazio, <strong>ma la quantità di energia persa è inferiore a quella guadagnata durante il giorno, con l’intensa radiazione solare.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774536" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-da-quest-ora-ecco-le-zone-interessate.html" title="Temporali tra venerdì e domenica: sempre a partire da quest'ora. Ecco le zone interessate">Temporali tra venerdì e domenica: sempre a partire da quest'ora. Ecco le zone interessate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-da-quest-ora-ecco-le-zone-interessate.html" title="Temporali tra venerdì e domenica: sempre a partire da quest'ora. Ecco le zone interessate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-da-quest-ora-ecco-le-zone-interessate-1781781981359_320.jpg" alt="Temporali tra venerdì e domenica: sempre a partire da quest'ora. Ecco le zone interessate"></a></article></aside><p>Giorno dopo giorno si forma una vera e propria bolla di aria calda <strong>nei primi 5 km dell’atmosfera sopra Spagna, Francia e Germania occidentale. </strong>Questa bolla si sposta poi gradualmente verso est, <strong>coinvolgendo le Alpi, la Pianura Padana e, in seguito, pure parte dell’Europa centro-orientale.</strong></p><h2><strong>Perché a giugno il fenomeno è particolarmente efficace?</strong></h2><p>Giugno rappresenta una delle finestre più favorevoli per ondate di calore intense proprio per ragioni astronomiche e termiche. Il Sole è alto nel cielo e le giornate sono lunghissime (fino a 15-16 ore di luce).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/40-c-in-arrivo-cosi-nasce-l-ondata-di-calore-che-colpira-duramente-europa-e-italia-1781865424156.jpg" data-image="h4nnak8ogrg9" alt="Anticiclone, caldo." title="Anticiclone, caldo."><figcaption>Il gran caldo di questi giorni è il risultato combinato di tre elementi, ad iniziare dalla subsidenza anticiclonica, passando per l’accumulo di aria calda, nei bassi strati, giorno dopo giorno, arrivando al feedback radiativo positivo su scala di centinaia di chilometri che spingerà i termometri su valori molto elevati.</figcaption></figure><p>Le masse continentali europee non sono ancora “sature” di calore come accade tipicamente ad agosto, quindi possono accumulare energia solare molto rapidamente. Le temperature già elevate in quota <strong>amplificano ulteriormente il riscaldamento al suolo</strong> attraverso il processo di <strong>subsidenza.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774335" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'">Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature "folli"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-preparez-vous-a-la-fournaise-pres-de-50-departements-en-vigilance-jaune-canicule-et-la-situation-va-s-aggraver-1781643640249_320.png" alt="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"></a></article></aside><p>In pratica, il gran caldo di questi giorni è il risultato combinato di tre elementi, ad iniziare dalla <strong>subsidenza anticiclonica,</strong> passando per <strong>l’accumulo di aria calda,</strong> nei bassi strati, giorno dopo giorno, arrivando al <strong>feedback radiativo positivo</strong> su scala di centinaia di chilometri.</p><p>Questa configurazione è tipica delle ondate di calore più intense e persistenti che colpiscono l’Europa. <strong>Negli ultimi anni la frequenza e soprattutto la persistenza di questi episodi è più che raddoppiata,</strong> rendendo sempre più comuni eventi che una volta erano considerati eccezionali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/40-c-in-arrivo-cosi-nasce-l-ondata-di-calore-che-colpira-duramente-europa-e-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 40 °C in Italia: la “combinazione perfetta” per il caldo estremo arriverà lunedì 22]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-in-italia-la-combinazione-perfetta-per-il-caldo-estremo-arrivera-lunedi.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni il campo anticiclonico si rafforzerà ulteriormente e questo porterà un aumento della stabilità atmosferica ma soprattutto decisi rialzi termici, con temperature roventi in buona parte dell’Italia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagrrxq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagrrxq.jpg" id="xagrrxq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questa <strong>domenica entreremo finalmente nell’estate astronomica</strong> e anche da un punto di vista atmosferico avremo condizioni prettamente estive, <strong>con temperature a dir poco roventi</strong>.</p><div class="texto-destacado">Già ora in Italia sta facendo troppo caldo, ma <strong>nei prossimi giorni l’anticiclone nordafricano si rinforzerà</strong> sul nostro paese portando ulteriori aumenti termici.</div><p>Anche oggi su buona parte del territorio nazionale si stanno registrando temperature ben al di sopra del normale, con <strong>valori anche 10 °C al di sopra della media climatologica</strong>, ovvero la media calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020.</p><h2>Scatta il bollino rosso del Ministero della Salute</h2><p>Attualmente<strong> i valori più estremi si stanno registrando sulla Sardegna, sulle regioni centrali tirreniche e al nord</strong>, nella Pianura Padana. In queste regioni infatti già da <strong>oggi sono previste temperature oltre i 35 °C</strong>.</p><p>Sarà però <strong>nel corso del fine settimana e durante la giornata di lunedì che i termometri schizzeranno</strong>, registrando temperature massime intorno ai 40 °C.</p><p>Questi valori estremi sono previsti da nord a sud, <strong>l’anomalia però non riguarderà solo le temperature massime</strong> ma anche le minime. Infatti su buona parte delle regioni italiane <strong>torneremo ad avere le cosiddette notti tropicali</strong>, notti in cui le temperature non scendono mai al di sotto dei 20 °C, <strong>rendendo il caldo una costante delle prossime giornate</strong>, senza neppure una tregua durante le ore notturne.</p><p>È proprio a causa di queste temperature roventi che <strong>il Ministero della Salute per sabato ha diramato il bollino rosso per le ondate di calore in 5 città</strong>: Bologna, Brescia, Firenze, Perugia e Torino.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-40-c-in-italia-la-combinazione-perfetta-per-il-caldo-estremo-arrivera-lunedi-1781806947038.png" data-image="4nj6enqnmsdr" alt="Temperature massime" title="Temperature massime"><figcaption>Temperature massime previste in Italia per la giornata di domenica.</figcaption></figure><p>Il bollino rosso rappresenta il livello più alto e <strong>sta ad indicare che in queste città sono presenti condizioni climatiche che possono rappresentare un rischio</strong> per la salute della popolazione.</p><p>Sostanzialmente il Ministero della Salute valuta le condizioni atmosferiche, <strong>temperature, tassi di umidità, irraggiamento e ventilazione</strong>, e come questi influiscano sulla salute dell’uomo.</p><p>Farà quindi troppo caldo, ma per quanto riguarda lo stato del cielo e le precipitazioni cosa ci aspettiamo?</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758876" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore.html" title="Il bilanciamento termico positivo, il fenomeno che amplifica gli effetti delle onde di calore">Il bilanciamento termico positivo, il fenomeno che amplifica gli effetti delle onde di calore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore.html" title="Il bilanciamento termico positivo, il fenomeno che amplifica gli effetti delle onde di calore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore-1779657885804_320.jpg" alt="Il bilanciamento termico positivo, il fenomeno che amplifica gli effetti delle onde di calore"></a></article></aside><p>Nei prossimi giorni <strong>lungo i settori costieri il tempo si manterrà stabile, asciutto e soleggiato</strong>, tuttavia nelle aree interne, in particolare lungo l’arco alpino e la dorsale appenninica, la situazione sarà ben diversa.</p><p>Infatti sia nel corso del week end che per l’inizio della prossima settimana <strong>è prevista la formazione delle cosiddette nubi ad evoluzione diurna</strong> con rovesci e temporali sparsi.</p><h2>Troppo caldo ma ancora temporali</h2><p>Le nubi ad evoluzione diurna sono <strong>quelle nuvole che si vengono a formare nel corso della mattinata</strong>, raggiungono il massimo della loro estensione e compattezza durante le ore pomeridiane, quando <strong>solitamente vengono associate ai fenomeni più intensi ed estesi</strong>, poi tendono a diradarsi nel corso della serata.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-40-c-in-italia-la-combinazione-perfetta-per-il-caldo-estremo-arrivera-lunedi-1781812832037.png" data-image="tc5ogcqjczj8" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>L'intensa e persistente ondata di calore che colpirà l'Europa nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p>Sulle zone montane e pedemontane ci aspettiamo quindi la ripetizione di questo andamento meteo quotidianamente, con <strong>precipitazioni che potranno essere anche particolarmente violente, con temporali, raffiche di vento e anche possibili grandinate</strong>.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Osservando la tendenza meteo sembrerebbe che poi, <strong>nella seconda metà della prossima settimana</strong>, il campo di alta pressione tenda ad indebolirsi leggermente, <strong>portando lievi cali termici</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-40-c-in-italia-la-combinazione-perfetta-per-il-caldo-estremo-arrivera-lunedi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un’ondata di caldo eccezionale in arrivo al Nord: la Pianura Padana si prepara a 5 giorni di fuoco]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-ondata-di-caldo-eccezionale-in-arrivo-al-nord-la-pianura-padana-si-prepara-a-5-giorni-di-fuoco.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il caldo da oggi diverrà molto intenso, tanto che in molte località del Centro-Nord si potranno raggiungere valori davvero eccezionali per il periodo, col rischio di alcuni record.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagkfxu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagkfxu.jpg" id="xagkfxu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’estate 2026 sta per debuttare in modo deciso, con un’intensa ondata di caldo che colpirà soprattutto il Nord Italia. Un robusto anticiclone subtropicale, di matrice nordafricana, dall’area del Maghreb si sta espandendo verso il Mediterraneo e sull’Europa centro-occidentale, portando masse d’aria molto calda direttamente dal Sahara. </p><p>Questo blocco anticiclonico promette di dominare la scena per diversi giorni, con temperature che si preannunciano diffusamente elevate e, <strong>in alcuni casi, eccezionali per il periodo, per la nostra climatologia.</strong></p><h2><strong>La Pianura Padana nel mirino del gran caldo</strong></h2><p>Le regioni settentrionali, e in particolare la Pianura Padana, saranno tra le più esposte. L’anticiclone posizionerà il suo bordo occidentale proprio su queste zone, <strong>favorendo una risalita diretta di aria molto calda, in quota.</strong> Secondo le ultime proiezioni, si attende una fase di caldo intenso e persistente, con temperature massime che potranno <strong>superare diffusamente i +32°C +35°C e picchi localmente superiori, fino a +37°C +38°C,</strong> soprattutto <strong>tra Lombardia, Emilia e Veneto.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-ondata-di-caldo-eccezionale-in-arrivo-al-nord-la-pianura-padana-si-prepara-a-giorni-di-fuoco-1781776186817.png" data-image="eompgcg3ybb8" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>La gigantesca ondata di calore che in questo fine settimana ingloberà gran parte d'Europa, e parte dell'Italia, con valori molto elevati al Nord.</figcaption></figure><p>Il dato più preoccupante, oltre l’intensità, è la durata. Il promontorio anticiclonico si mostrerà piuttosto stabile, <strong>garantendo almeno 5 giorni consecutivi di condizioni roventi, con scarsa variabilità.</strong></p><p>Non si tratterà di una semplice fiammata, ma di una vera e propria ondata di calore prolungata, <strong>caratterizzata da soleggiamento abbondante e umidità in aumento, che renderà l’aria ancora più afosa.</strong></p><h2><strong>Torneranno le famose notti tropicali</strong></h2><p>Le temperature minime rappresenteranno un ulteriore elemento di stress. Nelle aree urbane e di pianura si prevedono <strong>“notti tropicali”,</strong> con valori spesso sopra i <strong>+20°C +22°C.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia.html" title="Luca Lombroso avverte: 'in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia'">Luca Lombroso avverte: "in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia.html" title="Luca Lombroso avverte: 'in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia-1781770464974_320.png" alt="Luca Lombroso avverte: 'in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia'"></a></article></aside><p>Il Mar Mediterraneo, che ha accumulato notevole calore nei mesi precedenti, fungerà da amplificatore termico, impedendo un adeguato calo notturno e rendendo più difficile il recupero fisico dopo le giornate afose.</p><h2>Il contesto dell'ondata di calore e rischi su forti temporali</h2><p>Questa fase calda arriva al termine di una primavera già segnata da temperature sopra la media e da <strong>un deficit pluviometrico significativo in alcune zone dell’Italia settentrionale.</strong> Il terreno, in molte zone, è più secco del normale, <strong>situazione che favorisce un ulteriore rapido aumento delle temperature diurne.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-ondata-di-caldo-eccezionale-in-arrivo-al-nord-la-pianura-padana-si-prepara-a-giorni-di-fuoco-1781776272443.png" data-image="b1ihvv33qx9s" alt="Promontorio anticiclonico." title="Promontorio anticiclonico."><figcaption>Il vasto promontorio anticiclonico che dominerà la scena su gran parte del continente, fino alla Penisola Scandinava.</figcaption></figure><p>Le proiezioni più aggiornate indicano che questo non sarà un episodio isolato, ma l’inizio di un’estate che rischia di confermarsi tra le più calde degli ultimi anni, <strong>con anomalie termiche positive persistenti.</strong></p><p>Il dominio anticiclonico subtropicale renderà l’atmosfera stabile nei prossimi giorni, ma il grande accumulo di calore potrebbe alimentare, soprattutto fra il pomeriggio e la serata, <strong>episodi temporaleschi anche violenti una volta che arriveranno infiltrazioni di aria leggermente più fresca in quota.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774335" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'">Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature "folli"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-preparez-vous-a-la-fournaise-pres-de-50-departements-en-vigilance-jaune-canicule-et-la-situation-va-s-aggraver-1781643640249_320.png" alt="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"></a></article></aside><p>Restate aggiornati con le previsioni dettagliate, dato che il caldo intenso, purtroppo, dovrebbe persistere almeno per i primi giorni dell’estate astronomica. La Pianura Padana sarà protagonista indiscussa di questa ondata eccezionale. Prepariamoci a vivere una delle fasi più torride dell’anno fin dal suo esordio.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-ondata-di-caldo-eccezionale-in-arrivo-al-nord-la-pianura-padana-si-prepara-a-5-giorni-di-fuoco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Scienziati spagnoli svelano che i primi esseri umani utilizzavano il fuoco molto prima di imparare ad accenderlo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-spagnoli-svelano-che-i-primi-esseri-umani-utilizzavano-il-fuoco-molto-prima-di-imparare-ad-accenderlo.html</link><pubDate>Fri, 19 Jun 2026 03:16:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Uno studio del MNCN-CSIC spagnolo colloca l’uso ricorrente del fuoco da parte dell’Homo erectus tra 1,07 e 1,79 milioni di anni fa, molto prima rispetto alle stime precedenti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-homo-erectus-ya-usaba-el-fuego-hace-1-79-millones-de-anos-1781084500702.jpg" data-image="7ytuhadsizv0" alt="Gruppo di Homo erectus davanti a un fuoco" title="Gruppo di Homo erectus davanti a un fuoco"><figcaption>È possibile che l'Homo erectus abbia utilizzato regolarmente il fuoco nella grotta di Wonderwerk, in Sudafrica, molto prima di quanto si pensasse. Secondo uno studio condotto dal MNCN-CSIC e dall'Università di Toronto, le prove collocano questo comportamento tra 1,07 e 1,79 milioni di anni fa.</figcaption></figure><p>La relazione tra l'<em>Homo erectus</em> e il fuoco si arricchisce di un nuovo capitolo. Un gruppo di ricercatori del Museo Nazionale di Scienze Naturali (MNCN-CSIC) e dell'Università di Toronto ha trovato <strong>evidenze che questi ominini utilizzavano il fuoco in modo ripetuto nella grotta di Wonderwerk, in Sudafrica, tra 1,07 e 1,79 milioni di anni fa.</strong> Questa scoperta modifica la cronologia finora accettata e colloca tale comportamento in una fase molto più antica del Pleistocene inferiore.</p><div class="texto-destacado">Il termine ominino definisce la sottotribù di primati che comprende l'umanità attuale (<em>Homo sapiens</em>) e la linea evolutiva dei suoi antenati estinti. Questo gruppo filogenetico include specie fondamentali per comprendere l'evoluzione umana, tra cui i generi Australopithecus, nonché i taxa <em>Homo erectus</em> e <em>Homo neanderthalensis.</em></div><p>I risultati, pubblicati sulla rivista <em>Plos One</em>, <strong>non indicano che l'<em>Homo erectus</em> sapesse accendere il fuoco da zero.</strong> Mostrano però che questi gruppi erano in grado di raccoglierlo dall'ambiente, trasportarlo in uno spazio protetto e mantenerlo acceso per un certo periodo. La ricerca introduce inoltre una nuova metodologia basata sulla luminescenza che permette di identificare resti bruciati senza danneggiare i fossili, uno strumento che potrebbe essere utilizzato per riesaminare altri siti preistorici.</p><h2>L'<em>Homo erectus</em> e il fuoco: una cronologia più antica</h2><p>Finora, le prove più note dell'uso del fuoco a Wonderwerk provenivano dal cosiddetto strato 10 del sito, datato a circa un milione di anni fa. <strong>Il nuovo studio si è concentrato sullo strato 11, un livello più antico</strong> la cui datazione varia tra 1,07 e 1,79 milioni di anni fa.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Jacqueline (<a href="https://x.com/JacquelineSmall?ref_src=twsrc%5Etfw">@JacquelineSmall</a>) w/ details on the mind-blowing news from South Africa's Wonderwerk Cave: <br><br>New evidence shows early humans were using and controlling fire inside the cave as far back as 1.8 million years ago. <br><br>Burned small mammal bones found deep inside alongside <a href="https://t.co/71yAzN6yHE">pic.twitter.com/71yAzN6yHE</a></p>— Universe Unveiled (@UniUnveiledIFNP) <a href="https://x.com/UniUnveiledIFNP/status/2064029886872989841?ref_src=twsrc%5Etfw">June 8, 2026</a></blockquote></figure><p>L'analisi rivela che la presenza del fuoco non fu il risultato di un episodio isolato. I ricercatori hanno individuato tracce di combustione in diversi livelli stratigrafici separati da decine di migliaia di anni. Questa ripetizione nel tempo suggerisce che <strong>l'utilizzo del fuoco faceva parte di pratiche già note a quei gruppi umani</strong> e non di eventi eccezionali. Tutto indica che furono gli stessi ominini a introdurre materiali accesi all'interno della grotta.</p><p>“Il fuoco non fu un fenomeno occasionale perché compare in diversi livelli stratigrafici, separati da decine di migliaia di anni, il che rafforza l'idea che sapessero già trasportarlo e mantenerlo in spazi protetti”, <strong>spiega la ricercatrice del MNCN Yolanda Fernández-Jalvo.</strong></p><h2>L'importanza delle borre per capire come mantenevano le fiamme</h2><p><strong>Gli scienziati hanno analizzato ossa di micromammiferi provenienti da borre</strong>, ossia accumuli rigurgitati dagli uccelli rapaci dopo la digestione delle loro prede. Gli studi tafonomici avevano documentato la presenza continuativa di rapaci a Wonderwerk da quasi due milioni di anni. Ancora oggi questi uccelli utilizzano la grotta. Tale attività ha generato una superficie ricca di ossa, peli e materia organica che ricopriva il pavimento del rifugio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-homo-erectus-ya-usaba-el-fuego-hace-1-79-millones-de-anos-1781084666080.jpg" data-image="jwfxc69b0cbl" alt="Studio del MNCN nella grotta di Wonderwerk, in Sudafrica" title="Studio del MNCN nella grotta di Wonderwerk, in Sudafrica"><figcaption>All'interno della grotta di Wonderwerk, oggi abitata da barbagianni, le frecce rosse indicano l'accumulo di borre sul terreno, un fenomeno identico a quello osservato da Homo erectus. Foto: MNCN.</figcaption></figure><p>Secondo l'interpretazione del team, <strong>questo insieme di materiali potrebbe aver favorito la conservazione del fuoco.</strong> Il suo comportamento sarebbe simile a quello di un tappeto di lana: la combustione rimane localizzata nel punto in cui viene depositata la brace e non si propaga rapidamente. In questo modo l'<em>Homo erectus</em> avrebbe potuto mantenere accesi piccoli focolari ottenuti da incendi naturali.</p><p>Nelle aree più antiche studiate, corrispondenti allo strato 11, alcune zone presentavano un dato sorprendente: <strong>il 100% dei fossili analizzati mostrava chiare evidenze di esposizione ad alte temperature.</strong> “Si tratta di un fuoco molto tenue che abbiamo identificato nelle ossa dei micromammiferi”, ha spiegato Fernández-Jalvo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773191" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/scoperto-sotto-l-atrio-di-santa-sofia-un-tunnel-di-oltre-160-metri-e-sette-condotti-idrici-che-potrebbero-aver-attraversato-l-intera-costantinopoli.html" title="Scoperto sotto Santa Sofia un tunnel di oltre 160 metri e condotti idrici che forse attraversavano tutta Costantinopoli">Scoperto sotto Santa Sofia un tunnel di oltre 160 metri e condotti idrici che forse attraversavano tutta Costantinopoli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/scoperto-sotto-l-atrio-di-santa-sofia-un-tunnel-di-oltre-160-metri-e-sette-condotti-idrici-che-potrebbero-aver-attraversato-l-intera-costantinopoli.html" title="Scoperto sotto Santa Sofia un tunnel di oltre 160 metri e condotti idrici che forse attraversavano tutta Costantinopoli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scoperto-sotto-santa-sofia-1781093986704_320.jpeg" alt="Scoperto sotto Santa Sofia un tunnel di oltre 160 metri e condotti idrici che forse attraversavano tutta Costantinopoli"></a></article></aside><p>“Questo contesto, che elimina l'ambiguità talvolta presente nei resti ossei utilizzati come alimento, suggerisce un uso opportunistico del fuoco, probabilmente trasportato dall'esterno e mantenuto all'interno della grotta fino al suo spegnimento”, ha aggiunto <strong>Michael Chazan, ricercatore dell'Università di Toronto.</strong></p><h2>Un metodo non invasivo che apre nuove strade alla ricerca</h2><p>Oltre al valore storico della scoperta, lo studio introduce una tecnica destinata a migliorare l'analisi archeologica di siti molto antichi. Il protocollo si basa sulle proprietà di luminescenza delle ossa bruciate e consente di rilevare l'azione del fuoco senza alterare i reperti. Nei resti moderni, l'illuminazione con luce ultravioletta permette di distinguere facilmente tra ossa bruciate e non bruciate. Tuttavia, quando si lavora con fossili, la luce nera può generare falsi positivi. Per questo motivo, <strong>gli autori hanno sviluppato un sistema specifico per distinguere i due processi.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="tr" dir="ltr">Wonderwerk Mağarası'nda bulunan kemikler, 1,79 milyon yıl önce insan atalarının ateş kullandığını ortaya koyuyor<a href="https://t.co/41WP6DObrD">https://t.co/41WP6DObrD</a> <a href="https://t.co/vBzf4RH4zk">pic.twitter.com/vBzf4RH4zk</a></p>— BilgiSizsiniz (@BilgiSizsiniz3) <a href="https://x.com/BilgiSizsiniz3/status/2064218432892268689?ref_src=twsrc%5Etfw">June 9, 2026</a></blockquote></figure><p>“La metodologia che abbiamo sviluppato ci consente di distinguere i fossili bruciati da quelli che hanno subito alterazioni chimiche durante la fossilizzazione, come la fluorurazione o i depositi di manganese, che possono imitare visivamente gli effetti del fuoco. <strong>Abbiamo migliorato la precisione con cui possiamo identificare fossili bruciati</strong> in contesti molto antichi”, ha commentato Fernández-Jalvo.</p><p>La procedura è stata validata mediante <strong>il confronto con la spettroscopia infrarossa in trasformata di Fourier (FTIR)</strong>, una tecnica ampiamente utilizzata in archeologia. Inoltre presenta vantaggi pratici: è rapida, non distrugge i reperti e può essere applicata a grandi quantità di materiale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="738785" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-mistero-archeologico-nel-cuore-dell-amazzonia-stupisce-un-gruppo-di-ricercatori.html" title="Un mistero archeologico nel cuore dell'Amazzonia stupisce un gruppo di ricercatori">Un mistero archeologico nel cuore dell'Amazzonia stupisce un gruppo di ricercatori</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-mistero-archeologico-nel-cuore-dell-amazzonia-stupisce-un-gruppo-di-ricercatori.html" title="Un mistero archeologico nel cuore dell'Amazzonia stupisce un gruppo di ricercatori"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/o-misterio-arqueologico-descoberto-na-amazonia-1762544332059_320.jpg" alt="Un mistero archeologico nel cuore dell'Amazzonia stupisce un gruppo di ricercatori"></a></article></aside><p>Nonostante l'importanza della scoperta, lo studio della grotta sudafricana di Wonderwerk <strong>non ha ancora fornito prove che l'<em>Homo erectus</em> sapesse produrre il fuoco o cucinare gli alimenti.</strong> Tuttavia, determinare quando iniziò a utilizzarlo è fondamentale per comprendere i cambiamenti biologici e culturali associati al genere Homo.</p><p>Come riassume Liora K. Horwitz, codirettrice del progetto insieme a Chazan: “<strong>I nostri risultati retrodatano la cronologia del fuoco associato agli ominini</strong> e forniscono una solida base metodologica per future ricerche”.</p><h3><em>Riferimento dello studio</em></h3><p><em>Museo Nacional de Ciencias Naturales / Università di Toronto. Y. Fernández-Jalvo. (2026) <a href="https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0347480" target="_blank">"New Evidence for Early Pleistocene use of fire at Wonderwerk Cave (South Africa)"</a>. Plos One. DOI: 10.1371/journal.pone.0347480</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/scienziati-spagnoli-svelano-che-i-primi-esseri-umani-utilizzavano-il-fuoco-molto-prima-di-imparare-ad-accenderlo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Raptor di Space-X: il motore impossibile che sfida l'autodistruzione sta riscrivendo le regole dell'ingegneria spaziale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il motore Raptor di SpaceX rappresenta un <strong>cambio di filosofia dell'intero settore aerospaziale</strong>. Se il motore Merlin, tuttora in funzione sui razzi Falcon 9 e Falcon Heavy, ha consolidato la reputazione di SpaceX per affidabilità ed efficienza nel contenimento dei costi (con i booster riutilizzabili), il Raptor segna un vero e proprio passaggio concettuale di "accesso" allo spazio. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale-1781554375197.jpg" data-image="9k0uw5giemk6"><figcaption>Nell'immagine, il motore Raptor V3, come uno dei 33 che hanno spinto l'ultima Starship nell'ultimo test sub-orbitale di poche settimane fa. Credit: SpaceX</figcaption></figure><p>Il Merlin, il suo predecessore, continua a essere ancora il motore di riferimento per la flotta dei lanci commerciali, satellitari e delle missioni verso la Stazione Spaziale Internazionale. Il Raptor, invece, è il propulsore dedicato esclusivamente al programma <strong>Starship, </strong>sviluppato per spingere il razzo<strong> Super Heavy</strong> e la stessa <strong>Starship</strong> verso missioni di portata superiore e per l'esplorazione spaziale. </p><p>Con il Raptor <strong>l'accesso allo spazio diventa più frequente, molto più potente e rapido e decisamente più sostenibile</strong>. Infatti questa tecnologia promette a SpaceX di rendere il volo spaziale una <strong>pratica routinaria:</strong> nel 2025, un lancio ogni tre giorni, mentre nel 2026, si punta a un lancio ogni due giorni, con una frequenza paragonabile al trasporto aereo intercontinentale.</p><h2>L'innovazione del ciclo a combustione "frazionata" a flusso pieno</h2><p>Mentre il <strong>Merlin, con la combustione di cherosene e ossigeno</strong>, rappresenta un progetto consolidato, affidabile, economico e ottimizzato per il riutilizzo in lanci in orbita terrestre, il <strong>Raptor, con la sua combustione metano-ossigeno,</strong> punta a prestazioni super-elevate, con un'efficienza termodinamica superiore e con la capacità di essere rifornito utilizzando risorse reperibili anche su altri corpi celesti (come Marte), rendendo "<strong>possibili" missioni interplanetarie</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770884" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-del-sistema-starship-v.html" title="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3">SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-del-sistema-starship-v.html" title="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/spacex-spinge-al-limite-la-tecnologia-successi-e-dubbi-del-dodicesimo-test-di-volo-orbitale-della-starship-v-1779913039062_320.jpeg" alt="SpaceX spinge al limite la tecnologia: successi e dubbi del dodicesimo test di volo orbitale del sistema Starship V3"></a></article></aside><p>Il cuore dell'innovazione consiste nell'architettura chiamata "<strong>ciclo a combustione frazionata a flusso pieno"</strong> (Full-Flow Staged Combustion). Nei motori tradizionali dei razzi, una porzione di propellente liquido viene utilizzata per alimentare le turbine dei sistemi di pompaggio, e i gas esausti di questa alimentazione vengono espulsi come semplice scarico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale-1781554270931.jpg" data-image="pqmmgldra1v4"><figcaption>Nell'immagine, il booster Super Heavy in ritorno verso la rampa di aggancio a terra.</figcaption></figure><p>Il Raptor, invece, opera a <strong>"circuito chiuso"</strong>, dove<strong> l'intero volume di metano e di </strong><strong>ossigeno gassificato </strong>viene fatto passare <strong>attraverso le turbine prima di raggiungere la camera di combustione principale</strong>. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Questo azzera gli sprechi di combustibile, permettendo di produrre pressioni e temperature interne molto più elevate e inimmaginabili nelle tecnologie precedenti. È un sistema che opera costantemente a pochi gradi di distanza dal suo punto di fusione.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In questo modo SpaceX è riuscita a <strong>massimizzare l'efficienza energetica del motore</strong> a livelli considerati<strong> prossimi al limite teorico</strong>.</p><h2>La scelta strategica del metano</h2><p>L'adozione del <strong>metano </strong>risponde alla necessità operativa di <strong>riutilizzare il razzo in tempi rapidissimi</strong>. I<strong> motori classici</strong>, che utilizzano <strong>idrocarburi pesanti</strong> come il <strong>cherosene</strong>, soffrono di <strong>accumuli di fuliggine </strong>(il cosiddetto <em>"coking"</em>) <strong>all'interno dei condotti</strong>, imponendo <strong>cicli di manutenzione lunghi e costosi</strong>. </p><div class="texto-destacado">Il metano, bruciando in modo estremamente efficiente e pulito, non lascia residui significativi. Questa caratteristica permette al Raptor di essere riacceso ripetutamente con interventi di manutenzione saltuari, quasi nulli. </div><p>Si tratta di fattore fondamentale per <strong>abbattere i costi</strong> e permettere <strong>lanci a distanza di poche ore l'uno dall'altro</strong>.</p><h2> L'equilibrio dinamico tra ossigeno e metano </h2><p>Queste caratteristiche, però, hanno un costo che è la complessità di un meccanismo che è obbligato a funzionare alla perfezione. Il funzionamento interno del Raptor è paragonabile a una "<strong>orchestra meccanica ad alta precisione"</strong>. Infatti, poiché entrambi i flussi di propellente (liquido) devono essere trasformati in gas tramite pre-bruciatori separati prima di congiungersi, la <strong>sincronizzazione tra ossigeno e metano</strong> diventa un parametro critico. </p><div class="texto-destacado">Se i due processi non fossero perfettamente sincronizzati nel flusso, (pressione e portata), si verificherebbero oscillazioni molto pericolose, in grado di causare un cedimento catastrofico della struttura in poche frazioni di secondo. </div><p>Anche per gestire questo equilibrio, SpaceX ha sviluppato dei <strong>sistemi di iniezione molto complessi</strong>, supportati da<strong> infrastrutture di terra dedicate</strong>, chiamate "<strong>Stage </strong><strong>Zero</strong>", che <strong>forniscono lo slancio iniziale necessario all'avvio della rotazione delle turbine</strong>. Sono<strong> sistemi che aiutano i 33 motori del Super Heavy </strong>ad accendersi simultaneamente<strong> al decollo</strong>, garantendone la massima sicurezza e affidabilità durante la fase più delicata. Ma <strong>la Starship ha sistemi altrettanto efficaci </strong>per garantire l'accensione <strong>una volta separata dal booster per proseguire il suo volo anche nello spazio</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale-1781554564919.jpg" data-image="73i21zfg8vzs"><figcaption>Nell'immagine, la Starship spinta dal Super Heavy dai 33 motori Raptor V3. Questi motori sono stati ottimizzati, integrando molte parti in pochi componenti, in modo da poter eliminare anche le pesanti e ingombranti protezioni termiche. Credit: SpaceX</figcaption></figure><p>La <strong>Starship</strong>, l'astronave che prosegue il volo una volta che il Super Heavy l'ha lanciata in alta quota per poi tornare alla base, sono montati 6 Raptor con caratteristiche diverse in un <strong>sistema</strong> <strong>ibrido</strong>. Ci sono <strong>i</strong><strong> 3</strong> <strong>motori centrali</strong>, del tipo <strong>Sea Level,</strong> che vengono usati<strong> per il decollo</strong> e per le manovre di atterraggio (quando si attraversa l'atmosfera per il ritorno). Poi ci sono<strong> i 3 motori più esterni</strong>, del tipo <strong>Vacuum,</strong> che vengono <strong>accesi solo una volta raggiunta l'orbita</strong>. Questi possono fornire la spinta necessaria per le<strong> manovre nello spazio</strong>, necessarie per raggiungere la Luna o per viaggiare verso Marte.</p><h2>Confronto di potenza e performance</h2><p>Il famoso motore <strong>F-1 del Saturn V (alto 5,6 metri e largo 3,7 metri)</strong>, utilizzato nelle<strong> missioni Apollo per la Luna</strong> degli anni '60-'70 (con 5 motori per ogni Saturn), era un colosso capace di una spinta enorme, ma meno efficiente rispetto agli standard odierni. Il Raptor, pur avendo <strong>dimensioni contenute,</strong> circa <strong>3 metri di altezza per 1,5 metri di diametro</strong> genera pressioni in camera di combustione che superano i <strong>350 bar</strong>, contro i circa 100 bar del Merlin. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="749643" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-trionfo-dell-acciaio-perche-il-super-heavy-non-ha-bisogno-di-scudi-termici.html" title="Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici">Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-trionfo-dell-acciaio-perche-il-super-heavy-non-ha-bisogno-di-scudi-termici.html" title="Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-trionfo-dell-acciaio-perche-il-super-heavy-non-ha-bisogno-di-scudi-termici-1768676835561_320.jpg" alt="Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici"></a></article></aside><p>Anche confrontandolo con l'<strong>RS-25 dello Space Shuttle (riutilizzati dalla NASA per il vettore SLS che ultimamente ha spinto in orbita alta la Orion, prima di proseguire verso la Luna)</strong>, <strong>il Raptor risulta superiore nel rapporto spinta-peso</strong>, dimostrando che la forza di questa nuova generazione di motori risiede nella <strong>densità energetica,</strong> per ottenere la massima potenza nel minor volume possibile.</p><h2>Verso un Futuro di Routine Operativa</h2><p>Negli ultimi anni la SpaceX è riuscita a <strong>semplificare continuamente la complessità di produzione del Raptor</strong>. Sono stati progressivamente integrati vari condotti, ridotte le giunzioni bullonate e ottimizzato le saldature, e il motore è diventato un vero esempio di <strong>produzione seriale</strong>. </p><div class="texto-destacado">La filosofia aziendale, secondo cui la parte più efficiente di una macchina è quella che non esiste, ha permesso di trasformare quello che inizialmente era un prototipo complessissimo e fragile, in un elemento standardizzato. </div><p>Questo motore, pur <strong>operando costantemente vicino al proprio limite fisico</strong>, oggi permette di gestire flotte di razzi in grado di operare regolarmente, quasi come un sistema di trasporto aereo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/raptor-di-space-x-il-motore-impossibile-che-sfida-l-autodistruzione-sta-riscrivendo-le-regole-dell-ingegneria-spaziale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Temporali tra venerdì e domenica: sempre a partire da quest'ora. Ecco le zone interessate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-da-quest-ora-ecco-le-zone-interessate.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'altra faccia dell'ondata di caldo prodotta dall'anticiclone subtropicale nordafricano sull'Italia, sono i temporali che nei prossimi giorni interesseranno soprattutto le aree montuose del Nord e parzialmente e, in misura minore, del Centro-Sud. A partire da venerdì pomeriggio, a cadenza regolare e puntualmente intorno alle 14 e per tutto il weekend, dei temporali di calore interesseranno l'arco alpino, la Pianura Padana e tratti della la dorsale appenninica.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaglb2e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaglb2e.jpg" id="xaglb2e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Gli ultimi aggiornamenti modellistici evidenziano uno<strong> scenario meteorologico a due facce</strong> sul nostro Paese. Infatti, nei prossimi giorni, l'Italia si troverà sotto un <strong>imponente </strong><strong>promontorio anticiclonico subtropicale di matrice nordafricana</strong>, responsabile di giornate ampiamente soleggiate e di un <strong>sensibile aumento delle temperature ben oltre le medie stagionali.</strong> </p><p>Sarà un'ondata di calore con medie anche <strong>fino ad 8°C sopra media</strong> che, tuttavia, non sarà in grado di garantire una stabilità atmosferica su tutto il Paese e per l'intera durata della giornata. </p><p>Anzi, <strong>l'intenso riscaldamento diurno,</strong> <strong>unito all'umidità presente nei bassi strati </strong>e ad<strong> alcune deboli infiltrazioni di aria più fresca in quota</strong>, favoriranno l'innesco di <strong>moti convettivi</strong> in cui l'<strong>aria umida e calda salirà in enormi bolle</strong>, soprattutto lungo i pendii montuosi, <strong>per poi incontrare l'aria più fresca in quota.</strong> </p><p>Questo <strong>contrasto </strong>provocherà la condensazione del vapore in goccioline d'acqua, che andranno a costruire i <strong>cumulonembi</strong>, le nubi alte e torreggianti tipiche dei <strong>temporali</strong>. </p><div class="texto-destacado"><strong>[Condensazione]<em> :</em></strong><em> è un processo esotermico, che rilascia calore. Questo calore produce un'ulteriore spinta all'aria e alle gocce della nube verso l'alto.</em> <strong>[Convezione] </strong><em>: salendo ancora all'interno della nube temporalesca, favorisce altra condensazione, e le gocce iniziano ad unirsi in cristalli di neve o gocce di pioggia. Questo processo può causare delle precipitazioni intense e anche grandinate.</em><strong> [Grandine] </strong><em>: la pioggia in caduta all'interno del cumulonembo, viene di nuovo intercettata e trascinata dalle correnti ascensionali che la spingono a salire. Superata la quota dello zero termico, la pioggia gela in chicchi di grandine che, a loro volta, scendono fondendo parzialmente e raccogliendo altra pioggia.</em><em> Risalendo nelle correnti ascensionali gelano, formando un nuovo strato di ghiaccio. Questo ciclo può avvenire diverse volte, unendo una successione di strati di ghiaccio "a cipolla", fino a produrre chicchi molto grandi e talmente pesanti da precipitare rovinosamente al suolo. </em> </div><p>Questa dinamica darà vita a <strong>temporali di calore</strong> <strong>pomeridiani </strong>anche <strong>grandinigeni</strong>, caratterizzati da una precisa e cadenzata sequenza di innesco, sviluppo ed espansione, picco di attività e poi di riassorbimento. <strong>Pronti a ripresentarsi regolarmente il giorno successivo. </strong></p><h2>Venerdì 19 giugno: l'innesco pomeridiano e il rischio grandine al Nord-Ovest</h2><p>La giornata di <strong>venerdì 19 </strong>segnerà l'inizio della fase più attiva per quanto riguarda lo sviluppo della nuvolosità termo-convettiva. Dopo una mattinata stabile, calda e ampiamente soleggiata ovunque, <strong>puntualmente a partire dalle ore 14:00,</strong> il calore assorbito dagli strati d'aria umida prossima al suolo innescherà <strong>i primi moti verticali</strong> (convettivi) dell'aria lungo i versanti maggiormente esposti al sole <strong>dell'arco alpino e prealpino</strong>, che fungeranno da "scivoli verso l'alto" per l'aria calda. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-dalle-14-ecco-le-zone-interessate-1781780918291.jpg" data-image="ga4700l4uaxk"><figcaption>Dopo una mattinata stabile, calda e ampiamente soleggiata ovunque, puntualmente a partire dalle ore 14:00, si formeranno dei temporali sulle zone montuose e sulle pianure adiacenti del Piemonte centro-settentrionale, della Lombardia, dell'alto Veneto e del Trentino. </figcaption></figure><p><strong>I primi focolai temporaleschi</strong> si accenderanno a partire dai crinali, per poi estendersi verso le pianure adiacenti. Le aree nel mirino dei fenomeni saranno soprattutto le zone montuose e le pianure adiacenti del <strong>Piemonte centro-settentrionale, della Lombardia, dell'alto Veneto e del Trentino</strong>. A causa dell'elevata energia in gioco, questi temporali pomeridiani potranno anche assumere forte intensità, con <strong>rischio di grandinate piuttosto localizzate ma potenzialmente violente,</strong> accompagnate da improvvisi colpi di vento. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774396" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c.html" title="Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C">Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c.html" title="Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c-1781698924533_320.png" alt="Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C"></a></article></aside><p><strong>Contemporaneamente</strong>, lo stesso meccanismo attiverà dei <strong>rovesci sparsi sull'Appennino Tosco-Emiliano e lungo l'Appennino centro-meridionale</strong>, in particolare sui rilievi <strong>tra Abruzzo, Lazio, Molise e Campania</strong>, poi in rapida dissolvenza prima di sera.</p><h2>Sabato 20 giugno: l'instabilità diurna si concentra sui rilievi montuosi</h2><p>Nel corso della giornata di <strong>sabato </strong>la pressione al suolo subirà un lieve aumento sulle regioni settentrionali, questo tenderà a confinare i <strong>fenomeni più intensi a ridosso dei rilievi</strong>. Perciò, dopo una mattinata soleggiata ovunque, il caldo che si farà via via più opprimente, <strong>sempre a partire dalle ore 14:00</strong>, le cime montuose vedranno la formazione di imponenti cumuli. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-dalle-14-ecco-le-zone-interessate-1781781185618.jpg" data-image="05bfocvi7lrp"><figcaption>Mappa delle precipitazioni accumulate entro domenica 21 giugno </figcaption></figure><p>I settori alpini più esposti saranno quelli del <strong>Triveneto, con particolare coinvolgimento delle Dolomiti e delle vette friulane</strong>, mentre le pianure padane vedranno <strong>fenomeni </strong>decisamente <strong>più sporadici </strong>rispetto al giorno precedente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia.html" title="Luca Lombroso avverte: 'in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia'">Luca Lombroso avverte: "in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia.html" title="Luca Lombroso avverte: 'in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia-1781770464974_320.png" alt="Luca Lombroso avverte: 'in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia'"></a></article></aside><p><strong>Al Centro-Sud</strong>, <strong>bel tempo lungo le coste</strong> e <strong>nubi pomeridiane</strong> sulla <strong>dorsale appenninica centro-meridional</strong><strong>e</strong>, con brevi rovesci più probabili e frequenti tra il <strong>settore calabro-lucano e le zone interne della Puglia</strong>, anch'essi destinati a spegnersi totalmente prima del tramonto.</p><h2>Domenica 21 giugno: apice del caldo africano e ultimi focolai di calore</h2><p>La giornata di domenica coinciderà con la massima espansione dell'alta pressione subtropicale, con i termometri in probabile ulteriore salita. La colonnina di mercurio potrà toccare i <strong>37-38°C in Val Padana</strong> e nelle aree interne di Sardegna, Toscana, Umbria e Lazio, con<strong> locali punte anche più elevate fino a sfiorare o raggiungere i 40°C</strong>.</p><p>L'<strong>enorme quantità di calore </strong>accumulata nei bassi strati manterrà l'atmosfera potenzialmente ancora e instabile. Pertanto, sempre<strong> a partire dal primo pomeriggio</strong>, potranno verificarsi gli ultimi temporali sparsi ma localmente intensi, lungo <strong>i rilievi alpini centro-occidentali e sulla dorsale appenninica centrale</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-tra-venerdi-e-domenica-sempre-a-partire-da-quest-ora-ecco-le-zone-interessate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il bilanciamento termico positivo, il fenomeno che amplifica gli effetti delle onde di calore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 15:57:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo fenomeno è il principale responsabile dell'accumulo di calore durante il periodo estivo, ed oggi viene ulteriormente amplificato dal cambiamento climatico.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore-1779657885804.jpg" data-image="7dftn076yj4t" alt="Accumulo di calore." title="Accumulo di calore."><figcaption>Quando l’energia assorbita supera quella emessa, si crea un bilanciamento termico positivo, che porta a un accumulo di calore e, di conseguenza, a un aumento delle temperature. </figcaption></figure><p>Il <strong>bilanciamento termico,</strong> noto anche come bilancio radiativo, rappresenta la differenza tra l’energia che la Terra riceve dal Sole (sotto forma di radiazione solare) e l’energia che restituisce allo spazio (sotto forma di radiazione infrarossa o calore). </p><p>Quando l’energia assorbita supera quella emessa, <strong>si crea un bilanciamento termico positivo, </strong>che porta a un accumulo di calore e, di conseguenza, <strong>a un aumento delle temperature.</strong> In estate, questo squilibrio energetico è particolarmente marcato, grazie a una combinazione di fattori astronomici e atmosferici.</p><h2><strong>L’angolazione dei raggi solari, più diretti più sono caldi</strong></h2><p>Uno dei motivi principali del bilanciamento termico positivo estivo è l’angolazione con cui i raggi solari colpiscono la Terra. </p><div class="texto-destacado">Durante l’estate, l’emisfero settentrionale (o meridionale, a seconda della posizione geografica) è inclinato verso il Sole. Questo fa sì che i raggi solari arrivino con un angolo più vicino alla perpendicolare rispetto alla superficie terrestre. </div><p>Un angolo più diretto significa che l’energia solare si concentra su un’area più piccola, aumentando l’intensità del calore assorbito dal suolo, dai mari e dall’atmosfera. Al contrario, in inverno, i raggi solari più obliqui si disperdono su un’area più ampia, riducendo l’energia assorbita e mantenendo le temperature più basse.</p><h2><strong>Giornate più lunghe, maggiore energia</strong></h2><p>Un altro fattore chiave è la durata delle giornate. In estate, le ore di luce aumentano, <strong>culminando nel solstizio d’estate (intorno al 21 giugno nell’emisfero nord), </strong>quando si registra il giorno più lungo dell’anno. Più ore di esposizione al Sole significano più tempo per assorbire energia solare, contribuendo a un bilancio termico positivo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore-1779657929643.jpg" data-image="s6r3w2e6gice" alt="Ondata di calore." title="Ondata di calore."><figcaption>Un altro fattore chiave è la durata delle giornate. In estate, le ore di luce aumentano, culminando nel solstizio d’estate (intorno al 21 giugno nell’emisfero nord), quando si registra il giorno più lungo dell’anno. </figcaption></figure><p>Questo effetto è particolarmente evidente nelle regioni più lontane dall’equatore, <strong>dove la differenza tra le ore di luce estive e invernali è più marcata.</strong> L’energia accumulata durante il giorno si traduce in temperature più elevate, sia nell’aria che nelle superfici terrestri.</p><h2><strong>Il cielo sereno e la perdita di calore</strong></h2><p>Le condizioni atmosferiche estive amplificano il bilanciamento termico positivo. Nei mesi estivi, l’alta pressione subtropicale, tipica di molte regioni come il Mediterraneo, porta cieli sereni e una riduzione della copertura nuvolosa. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Le nuvole riflettono parte della radiazione solare e intrappolano il calore emesso dalla Terra, ma in loro assenza, la radiazione solare raggiunge la superficie senza ostacoli.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Inoltre, le brevi notti estive limitano il tempo disponibile per la perdita di calore attraverso la radiazione infrarossa, permettendo al calore accumulato durante il giorno di persistere più a lungo.</p><h2><strong>Gli effetti del calore accumulato</strong></h2><p>Il surplus di energia derivante dal bilanciamento termico positivo si manifesta in diversi modi. Il suolo riscaldato trasferisce calore all’aria attraverso processi come la conduzione e la convezione, <strong>innalzando le temperature atmosferiche.</strong></p><div class="texto-destacado">Negli ambienti urbani, materiali come l’asfalto e il cemento accentuano questo effetto<strong>, assorbendo e rilasciando calore rapidamente.</strong> </div><p>Allo stesso tempo, gli oceani, con la loro elevata capacità termica, immagazzinano calore per periodi più lunghi, stabilizzando le temperature estive e influenzando il clima regionale per un periodo molto più lungo. Questi processi creano un circolo virtuoso di riscaldamento che caratterizza l’estate.</p><h2><strong>Lo zampino del cambiamento climatico</strong></h2><p>Il bilanciamento termico positivo è un fenomeno naturale, ma il cambiamento climatico sta intensificando i suoi effetti. L’aumento delle temperature globali, dovuto all’accumulo di gas serra, <strong>amplifica il calore estivo, portando a ondate di calore più frequenti e intense.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758262" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/1-8-c-in-15-anni-17-ondate-di-calore-e-80-notti-tropicali-i-dati-che-raccontano-come-sta-cambiando-il-clima-in-italia.html" title="+1,8°C in 15 anni, 17 ondate di calore e 80 notti tropicali: i dati che raccontano come sta cambiando il clima in Italia">+1,8°C in 15 anni, 17 ondate di calore e 80 notti tropicali: i dati che raccontano come sta cambiando il clima in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/1-8-c-in-15-anni-17-ondate-di-calore-e-80-notti-tropicali-i-dati-che-raccontano-come-sta-cambiando-il-clima-in-italia.html" title="+1,8°C in 15 anni, 17 ondate di calore e 80 notti tropicali: i dati che raccontano come sta cambiando il clima in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/1-8-c-in-15-anni-17-ondate-di-calore-e-80-notti-tropicali-i-dati-che-raccontano-come-sta-cambiando-il-clima-in-italia-1773262760198_320.jpeg" alt="+1,8°C in 15 anni, 17 ondate di calore e 80 notti tropicali: i dati che raccontano come sta cambiando il clima in Italia"></a></article></aside><p>Questo ha conseguenze su ecosistemi, agricoltura, salute umana e consumo energetico. Comprendere il bilanciamento termico positivo ci aiuta a prevedere e mitigare questi impatti, promuovendo strategie per un futuro più sostenibile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilanciamento-termico-positivo-il-fenomeno-che-amplifica-gli-effetti-delle-onde-di-calore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[È in arrivo caldo intenso che provocherà fenomeni estremi: alle 17, rischio di forti temporali e grandine]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-in-arrivo-caldo-intenso-che-provochera-fenomeni-estremi-alle-17-rischio-di-forti-temporali-e-grandine.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 11:21:06 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Le condizioni meteo resteranno stabili e soleggiate per gran parte del Paese e delle giornate, ma nel pomeriggio attenzione ai forti fenomeni temporaleschi.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagizby"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagizby.jpg" id="xagizby"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'estate astronomica è ormai alle porte e l'atmosfera sembra voler mostrare immediatamente il suo volto più dinamico. Nelle prossime ore l'anticiclone africano continuerà a rinforzarsi con decisione sul Mediterraneo centrale, favorendo una nuova impennata delle temperature su gran parte dell'Europa meridionale e dell'Italia. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Ma proprio questo caldo intenso rappresenterà anche il carburante ideale per la formazione di fenomeni temporaleschi localmente molto forti.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le mappe previsionali evidenziano una situazione piuttosto eloquente. Tra questo weekend e l'inizio della prossima settimana molte aree italiane vedranno <strong>temperature superiori ai 35°C, con punte che potranno raggiungere e localmente superare i 37-38°C</strong> nelle pianure interne del Centro-Nord e nelle zone più lontane dall'influenza mitigatrice del mare. </p><p>Valori molto elevati interesseranno anche la Pianura Padana, le vallate interne della Toscana, dell'Umbria e parte delle regioni meridionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-caldo-intenso-porta-ai-fenomeni-piu-estremi-rischio-forti-temporali-con-grandine-in-queste-aree-1781769645620.png" data-image="b6kca26ph7ni" alt="Caldo anomalo su tutta Italia" title="Caldo anomalo su tutta Italia"><figcaption>Temperature oltre i 30°C su tutta Italia con punte fino a 38°C</figcaption></figure><p><strong>Il caldo non sarà soltanto intenso, ma soprattutto persistente nelle ore centrali della giornata</strong>, favorendo un forte accumulo di energia nei bassi strati dell'atmosfera. Quando il terreno viene riscaldato per molte ore consecutive, l'aria vicino al suolo diventa infatti sempre più calda e umida, creando condizioni di forte instabilità potenziale.</p><p>È proprio qui che entra in gioco il secondo protagonista della scena meteorologica: i temporali.</p><h2>Rischio fenomeni meteo estremi</h2><p>Spesso si tende a pensare che l'alta pressione sia sinonimo di tempo stabile ovunque, ma durante l'estate non è sempre così. Quando il caldo raggiunge livelli elevati e l'energia accumulata diventa molto consistente, basta l'arrivo di correnti leggermente più fresche in quota oppure il semplice effetto dei rilievi montuosi per innescare imponenti moti convettivi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774396" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c.html" title="Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C">Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c.html" title="Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c-1781698924533_320.png" alt="Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C"></a></article></aside><p><strong>Le aree maggiormente esposte ai fenomeni temporaleschi saranno, non a caso, quelle alpine e prealpine</strong>, dove il contrasto tra l'aria molto calda presente nei bassi strati e quella relativamente più fresca in quota potrà favorire la nascita di celle temporalesche particolarmente attive. </p><p>I fenomeni potranno svilupparsi rapidamente durante le ore pomeridiane, <strong>generalmente dopo le 16:00 o 17:00,</strong> per poi estendersi localmente verso le vicine pianure.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-caldo-intenso-porta-ai-fenomeni-piu-estremi-rischio-forti-temporali-con-grandine-in-queste-aree-1781769748391.png" data-image="6wyiqbrcwwso" alt="Le aree dove pioverà maggiormente" title="Le aree dove pioverà maggiormente"><figcaption>Fino all'inizio della prossima settimana occhio alle Alpi, Prealpi e Appennini</figcaption></figure><p>Particolare attenzione andrà posta su Valle d'Aosta, Piemonte settentrionale, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Le precipitazioni previste risultano infatti più abbondanti proprio lungo l'arco alpino centro-orientale, dove gli accumuli potranno risultare significativi nel giro di poche ore.</p><p><strong>Il rischio principale non sarà rappresentato soltanto dalla pioggia intensa, ma anche dalla possibile formazione di grandinate e forti raffiche di vento.</strong> L'enorme energia disponibile nell'atmosfera potrebbe infatti consentire ai temporali più organizzati di produrre chicchi di grandine di dimensioni rilevanti e improvvisi colpi di vento durante il loro passaggio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774376" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree.html" title="Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree">Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree.html" title="Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree-1781691993430_320.jpg" alt="Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree"></a></article></aside><p>Anche parte dell'Appennino centrale e meridionale potrà assistere allo sviluppo di rovesci e temporali pomeridiani, sebbene in maniera più isolata e meno diffusa rispetto al Nord. In questi casi i fenomeni tenderanno a formarsi soprattutto nelle zone interne montuose per poi attenuarsi rapidamente durante la serata.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br> </div><p>Si conferma quindi uno scenario tipicamente estivo ma allo stesso tempo molto dinamico. </p><p>Da una parte il dominio del caldo africano, capace di spingere i termometri ben oltre le medie stagionali; dall'altra un'atmosfera sempre più carica di energia che, nelle zone più favorevoli, potrà trasformarsi in un terreno ideale per la nascita di <strong>temporali improvvisi, grandinate e fenomeni localmente intensi</strong>, soprattutto tra le Alpi e le regioni del Nord Italia all'inizio della prossima settimana.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-in-arrivo-caldo-intenso-che-provochera-fenomeni-estremi-alle-17-rischio-di-forti-temporali-e-grandine.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Guida alla cura del rosmarino: 10 regole per farlo crescere rigoglioso questa estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 09:12:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Sempreverde, profumato e rustico, il rosmarino è una delle piante aromatiche più amate da coltivare in estate: i consigli essenziali per mantenerlo sano e vigoroso</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646349412.jpeg" data-image="dlesj3h2zp28"><figcaption>Guida alla cura del rosmarino: 10 regole per farlo crescere rigoglioso questa estate</figcaption></figure><p>Il rosmarino è una delle piante aromatiche <strong>più apprezzate nel periodo estivo</strong>, capace di combinare <strong>estetica, rusticità e utilità</strong>. Sempreverde e molto profumato, permette di raccogliere rametti aromatici durante tutto l’anno.</p><p>Le sue foglie vengono utilizzate per<strong> insaporire arrosti, patate, focacce, pesce e verdure</strong>, mentre il suo profumo inconfondibile rende piacevole coltivarlo in prossimità di terrazzi, vialetti di passaggio e orti, adattandosi bene sia alla coltivazione in vaso che in piena terra.</p><h2>Caratteristiche botaniche e varietà</h2><p>Il rosmarino, oggi classificato come <em>Salvia rosmarinus</em>, è un<strong> arbusto aromatico perenne originario del Mediterraneo</strong>. Cresce formando cespugli legnosi longevi e resistenti alla siccità.</p><p>Produce piccoli fiori molto apprezzati da api e impollinatori, generalmente azzurri o lilla.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646417298.jpeg" data-image="6augsusfros2"><figcaption>Fioritura del rosmarino</figcaption></figure><p>Le varietà a <strong>portamento eretto</strong> sono ideali per cespugli compatti e siepi aromatiche, mentre il <strong>rosmarino prostrato</strong> presenta rami ricadenti perfetti per muretti, aiuole e vasi appesi o sopraelevati.</p><p>Pur essendo<strong> rustico e adattabile</strong>, il rosmarino cresce meglio seguendo alcuni semplici accorgimenti, soprattutto durante l’estate.</p><h2>1. Scegliere il luogo giusto</h2><p><strong>Il rosmarino ama ambienti soleggiati, asciutti e ventilati</strong>. Le piante adulte tollerano bene il pieno sole, mentre gli esemplari giovani o appena trapiantati possono soffrire durante le ondate di calore intense.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773307" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cinque-alberi-da-frutto-che-crescono-bene-in-vaso-e-possono-produrre-un-raccolto-piu-velocemente-di-quanto-pensiate.html" title="Cinque alberi da frutto che crescono bene in vaso e possono produrre un raccolto più velocemente di quanto pensiate">Cinque alberi da frutto che crescono bene in vaso e possono produrre un raccolto più velocemente di quanto pensiate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cinque-alberi-da-frutto-che-crescono-bene-in-vaso-e-possono-produrre-un-raccolto-piu-velocemente-di-quanto-pensiate.html" title="Cinque alberi da frutto che crescono bene in vaso e possono produrre un raccolto più velocemente di quanto pensiate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cinco-arboles-frutales-que-crecen-bien-en-maceta-y-pueden-dar-cosecha-mas-rapido-de-lo-que-pensas-1780929068339_320.jpg" alt="Cinque alberi da frutto che crescono bene in vaso e possono produrre un raccolto più velocemente di quanto pensiate"></a></article></aside><p>In questi casi è utile garantire qualche ora di ombra nelle ore centrali oppure utilizzare teli ombreggianti leggeri.</p><h2>2. Utilizzare un terriccio drenante</h2><p><strong>Il ristagno d’acqua è il principale nemico del rosmarino</strong>. In vaso è consigliato un terriccio alleggerito con sabbia, pomice o perlite. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646506382.jpeg" data-image="gdepmbdvaqwv"><figcaption>Utilizzare un terriccio drenante</figcaption></figure><p>Anche in piena terra è utile migliorare il drenaggio del suolo al momento del trapianto.</p><h2>3. Irrigare senza eccessi</h2><p><strong>Le piante adulte ben radicate necessitano di poche irrigazioni, soprattutto se coltivate in piena terra</strong>. Le piante giovani richiedono invece annaffiature più regolari nei primi mesi dopo il trapianto. In vaso bisogna irrigare solo quando il terreno appare asciutto, evitando acqua stagnante nel sottovaso.</p><h2>4. Potare con moderazione</h2><p><strong>La potatura aiuta a mantenere la pianta compatta e ordinata, soprattutto in età adulta</strong>. Dopo la fioritura o a fine estate si possono accorciare leggermente i rami più lunghi, evitando tagli drastici sul legno vecchio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646720197.jpeg" data-image="t8pfqcwpl8c5"><figcaption>Potare con moderazione</figcaption></figure><p>Anche sulle piante giovani in via di sviluppo è fondamentale limitare potature e prelievi di foglie, per non rallentare eccessivamente la crescita dell'apparato aereo nei primi anni di vita.</p><h2>5. Proteggere la pianta da parassiti e malattie</h2><p><strong>Il rosmarino può essere colpito dal coleottero del rosmarino (<em>Chrysolina americana</em>), oltre che da afidi, cocciniglie e marciumi radicali</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646846294.jpeg" data-image="4nm0tywzxmsu"><figcaption>Proteggere la pianta da parassiti e malattie</figcaption></figure><p>Per prevenire problemi è importante garantire aria, luce e terreno drenante. In caso di necessità si possono utilizzare prodotti biologici come sapone molle potassico o olio di neem.</p><h2>6. Favorire le consociazioni nell’orto</h2><p><strong>Il rosmarino cresce bene vicino a cavoli, carote, salvia e timo</strong>. Inoltre attira api e insetti utili grazie alla sua fioritura.</p><h2>7. Concimare poco ma correttamente</h2><p><strong>Il rosmarino non necessita di molte concimazioni</strong>. In vaso può essere utile distribuire in primavera una piccola quantità di concime organico o fertilizzante per aromatiche, evitando eccessi di azoto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781647044315.jpeg" data-image="lp3ozpi73q8z"><figcaption>Per un buon raccolto, non è necessario abbondare con le concimazioni</figcaption></figure><p>Una crescita troppo rapida e una vegetazione troppo tenera, infatti, può rendere la pianta meno compatta e più sensibile agli stress ambientali. </p><h2>8. Meglio partire da una pianta già sviluppata</h2><p><strong>La coltivazione da seme è lenta e poco pratica</strong>. Per risultati più rapidi conviene acquistare una piantina già formata oppure partire da una talea.</p><h2>9. Applicare la pacciamatura</h2><p><strong>La pacciamatura aiuta a ridurre l’evaporazione e a mantenere il terreno più fresco e stabile durante l’estate</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646900347.jpeg" data-image="jhx6o49x7u9y"><figcaption>Applicare la pacciamatura</figcaption></figure><p>Si possono utilizzare corteccia, ghiaia o altri materiali naturali, evitando però di coprire il colletto della pianta.</p><h2>10. Proteggerlo da caldo estremo e gelo</h2><p><strong>Durante le ondate di calore intense è importante evitare il surriscaldamento dei vasi e irrigare nelle ore più fresche</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646964638.jpeg" data-image="gbweb8tfzj9m"><figcaption>Proteggerlo da caldo estremo e gelo</figcaption></figure><p>Il rosmarino tollera generalmente brevi gelate fino a circa -5 °C/-10 °C, ma nelle zone più fredde può essere utile proteggere le piante con tessuto non tessuto o spostare i vasi in luoghi riparati.</p><h2>Una pianta profumata e facile da coltivare</h2><p> Grazie alla sua rusticità e longevità, unite a pochi ma importanti accorgimenti colturali, il rosmarino può vivere a lungo, <strong>regalando soddisfazioni e raccolti aromatici in ogni stagione</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765795" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine.html" title="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine">Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine.html" title="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-basilico-che-non-ti-aspetti-cos-e-il-basilico-artico-e-perche-sta-conquistando-orti-e-cucine-1779636402015_320.jpeg" alt="Il basilico che non ti aspetti: cos’è il basilico artico e perché sta conquistando orti e cucine"></a></article></aside><p>La sua presenza stabile e profumata sul terrazzo o in giardino <strong>rende ancora più gratificanti il tempo e la cura dedicati al verde domestico</strong>, fatto di fiori, ortaggi e piante aromatiche capaci di arricchire con profumo e sapore anche il più semplice dei piatti estivi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso avverte: "in arrivo una ondata di caldo record per durata, 5 giorni consecutivi con 38°C in Italia"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 08:59:01 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’anticiclone africano invade l’Europa e l’Italia, l’ondata di caldo potrebbe durare a oltranza, dai modelli non vi sono segnali di rinfrescata almeno fino ai primi di luglio. Da seguire i temporali orografici sui monti con occasionale formazione di cumulonembi di calore anche nelle bollenti pianure del centro nord.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagj3qa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagj3qa.jpg" id="xagj3qa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Si avvicina il giorno del <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/solstizio-d-estate-2026-quando-cade-a-che-ora-tramonta-il-sole-e-quanto-dura-il-giorno-piu-lungo.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">solstizio d’estate</a>, con la <strong>notte più corta e il dì più lungo dell’anno </strong>nell’emisfero boreale. Al tropico del cancro avremo il fenomeno del<a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/mezzogiorno-di-fuoco-avanza-verso-nord-il-giorno-senza-ombra-indice-uv-alle-stelle-arrivera-anche-in-italia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext"> sole zenitale,</a> che per ragioni geografiche non si verifica in Italia, ma comunque <strong>domenica 21 giugno il sole sarà alla massima altezza dell’anno</strong> al mezzogiorno vero. <br><strong>Questa situazione astronomica coincide con un’ondata di caldo </strong>che di fatto è solo agli inizi, i modelli a tratti presentano dati previsti preoccupanti per il nord e centro, ma è la durata del caldo che potrebbe risultare da record. Ecco le ultime previsioni.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p><strong>Un grande anticiclone si sta consolidando sempre più sull’Europa</strong> centro occidentale, in superficie diviso da quello delle Azzorre ma ampio e solido, il massimo domenica sarà di 1025 hPa fra Alpi e nord Italia.</p><div class="texto-destacado">In quota <strong>due elementi contribuiscono a portare aria calda</strong>, la classica cupola subtropicale corrispondente all’<strong>anticiclone africano e una blanda saccatura a ovest della Spagna.</strong> A questo si somma poi la subsidenza che scalda ulteriormente le masse d’aria per compressione, nonché la componente astronomica stagionale col sole appunto allla massima altezza possibile alle nostre latitudini.</div><p>Da notare che <strong>il profilo verticale dell’atmosfera presenta una temperatura convettiva sui 36°C</strong>, con condizioni idonee, al nord, a temporali di calore a base nubi alta.</p><h2>Venerdì: molto caldo, temporali sui monti</h2><p>Domani <strong>venerdì 19 giugno giornata estiva e calda in tutt’Italia</strong> con sole splendente, la formazione di cumuli risulta limitata alle zone montuose, con <strong>temporali di calore a innesco orografico, presenti sulle Alpi e Appennino </strong>settentrionale in modo anche forte in qualche caso, ma di breve durata, più localizzati nella dorsale appenninica centro meridionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774376" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree.html" title="Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree">Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree.html" title="Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree-1781691993430_320.jpg" alt="Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree"></a></article></aside><p>Temperature in lieve ulteriore aumento, con <strong>notte tropicale in quasi tutte le citta </strong>a minima maggiore di 20°C e <strong>massime diurne a 36-38°C al nord e centro</strong>, 30-34°C al sud. </p><h2>Fine settimana di caldo oprimente</h2><p>Il fine settimana del solstizio d’estate vede una <strong>condizione estiva che fatichiamo a chiamare bel tempo,</strong> almeno nelle città interne e di pianura, a causa del<strong> caldo ai limiti fra torrido e afoso a seconda delle zone.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia-1781770464974.png" data-image="zw4xriqfkluc"><figcaption>ECMWF stima 36-38°C sabato e domenica, il modello tedesco ICON non esclude però picchi anche di 40°C. Non cambia la sostanza: il caldo sarà comunque opprimente.</figcaption></figure><p>Dove si raggiungeranno i 38-39°C, come a <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Torino-Europa-Italia-Torino--1-31584.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Torino</a> e e Bologna, malgrado l’umidità non altissima, sul 40%, si soffrirà per la presenza di stratificazioni in quota e anche di leggero apporto di polvere desertica. Dove si resta sui 35-36°C, esempio Perugia e <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Verona-Europa-Italia-Verona--1-31758.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Verona</a>, si avrà invece alta umidità e forte afa. </p><div class="texto-destacado">Cosa significa temperatura convettiva 36°C? in pratica oltre i 36g la convezione si auto sostiene, ma a causa dell'aria secca e calda base nubi sarà piuttosto alta. i queste condizioni sono possibili temporali di calore “secchi” brevi e isolati, con poche precipitazioni, molte virga e possibili raffiche discendenti localmente intense.</div><p>Riguardo ai <strong>temporali di calore, sabato restano limitati alle Alpi e Appennino, </strong>in modo piuttosto locale, <strong>non diffusi, </strong>limitati alle ore più calde e brevi. <strong>Domenica il gran caldo potrebbe favorire la formazione di piccoli locali cumulonembi</strong> a base alta anche sulla bollente pianura padana. In queste condizioni in genere la pioggia di un eventuale rovescio evapora prima di toccare il suolo, con presenza di spettacolari virga di precipitazione. Possibili però raffiche di vento moderate in parte forti da <strong>dry microburst. </strong></p><h2>Inizio settimana ancora molto caldo con forte disagio</h2><p><strong>Pochi cambiamenti e non di sostanza</strong> anche nei primi giorni della quarta settimana di giugno.<strong> Nessun dubbio sul caldo intenso persistente e a oltranza.</strong> L’incertezza riguarda i valori in dettaglio: <strong>ECMWF a tratti presenta massime assurde, di 39-40°C</strong>, per 4-5 giorni consecutivi al nord e centro. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia-1781770522830.png" data-image="v0gvrh52j3nz"><figcaption>ECMWF vede alta probabilità di pioggia un po' tutti i pomeriggi sulle Alpi e localmente in Appennino: non deve stupire, l'orografia favorisce l'innesco dei temporali termoconvettivi che diventano cosi di tipo orografico.</figcaption></figure><p><strong>Oggi ridimensiona leggermente, ma avremmo comunque al centro nord 36-38°C</strong> da lunedì a mercoledì con ipotesi di flessione giovedì ma con massime pur sempre <strong>su 32-34°C.</strong><strong> Il modello tedesco ICON invece insiste a stimare 38-40°C </strong>almeno fino a mercoledì, il che vorrebbe dire 4-5 giorni consecutivi con temperature da febbre.</p><p>Riguardo ai temporali di calore, saranno presenti grazie all’innesco orografico sulle Alpi e Appennino, ma sempre brevi e locali. Occasionali sconfinamenti in pianura non sono però esclusi, ma saranno sporadici.</p><h2>Quanto durerà il caldo?</h2><p>Una situazione come questa <strong>non presenta un inizio e una fine ben definite</strong>. La durata dipende anche da come definiamo “ondata di calore”. Guardando a un concetto semplice, i giorni caldi con temperatura massima oltre i 30°C, al nord e centro questa soglia è superata quotidianamente dal 13-14 giugno. Ebbene, <strong>secondo ECMWF i giorni caldi proseguiranno ininterrotti almeno fino ai primi di luglio</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772109" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tutto-quello-che-c-e-da-sapere-sull-estate-2026-in-italia-il-modello-europeo-prevede-un-lungo-blocco-fino-a-meta-luglio.html" title="Tutto quello che c'è da sapere sull'estate 2026 in Italia: il modello europeo prevede un lungo blocco fino a metà luglio">Tutto quello che c'è da sapere sull'estate 2026 in Italia: il modello europeo prevede un lungo blocco fino a metà luglio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tutto-quello-che-c-e-da-sapere-sull-estate-2026-in-italia-il-modello-europeo-prevede-un-lungo-blocco-fino-a-meta-luglio.html" title="Tutto quello che c'è da sapere sull'estate 2026 in Italia: il modello europeo prevede un lungo blocco fino a metà luglio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tutto-quello-che-c-e-da-sapere-sull-estate-2026-in-italia-il-modello-europeo-prevede-un-lungo-blocco-fino-a-meta-luglio-1780494310679_320.png" alt="Tutto quello che c'è da sapere sull'estate 2026 in Italia: il modello europeo prevede un lungo blocco fino a metà luglio"></a></article></aside><p>Vere <strong>irruzioni temporalesche o rinfrrescate</strong>, che sottolineiamo dovrebbero essere normali anche in estate, ogni 6-8 giorni circa, <strong>non se ne vedono almeno per 12-14 giorni</strong>. </p><p>I cluster sono incredibilmente concordi anche a medio termine lontano, nessun membro <strong>ensamble</strong> propone cambiamenti o svolte sostanziali, <strong>il dubbio non è se sarà caldo ma quanto sarà estremo.</strong> Se anche non toccheremo picchi record assoluti,<strong> prepariamoci dunque a una ondata di calore che potrebbe essere storica </strong>per durata. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-in-arrivo-una-ondata-di-caldo-record-per-durata-5-giorni-consecutivi-con-38-c-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo studio sui meteoriti ferrosi indica che fosforo e azoto, ingredienti essenziali della vita, potrebbero essere arrivati sulla Terra da più vicino e prima di quanto si pensasse, guidati dall’azione gravitazionale di Giove.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra-1781025798971.png" data-image="kww5a5gp57kj" alt="Giove" title="Giove"><figcaption>Giove, grazie alla sua grande massa, ha esercitato un ruolo determinante nella distribuzione degli elementi chimici all'interno del Sistema Solare, favorendo la presenza di ingredienti essenziali per la vita nelle vicinanze della Terra.</figcaption></figure><p><strong>Dei numerosi elementi chimici </strong>presenti nell’Universo e di cui lo stesso si compone, <strong>solo alcuni si sono rivelati fondamentali per la nascita della vita</strong>. Tra questi ci sono fosforo e azoto che ritroviamo in quelli che vengono chiamati i mattoncini della vita. </p><div class="texto-destacado">Gli elementi più importanti per la nascita della vita sono: <strong>C</strong>arbonio, Idrogeno (<strong>H</strong>ydrogen), azoto (<strong>Ni</strong>trogen), <strong>O</strong>ssigeno, fosforo (<strong>P</strong>hosphorus) e zolfo (<strong>S</strong>olfur), spesso riassunti con l’acronimo <strong>CHNOPS</strong></div><p>L’idea finora più accreditata era che <strong>questi elementi chimici</strong>, in particolare fosforo e azoto, inizialmente assenti o scarsi sulla Terra, <strong>siano arrivati dallo spazio</strong>, trasportati da piogge di meteoriti provenienti <strong>dalle regioni più esterne del Sistema Solare</strong>, lì dove questi due elementi sono più abbondanti. Questi stessi meteoriti, cadendo sulla Terra, avrebbero arricchito la crosta terrestre anche di acqua, carbonio e zolfo.</p><p><strong>Da una recentissima ricerca emerge</strong> un quadro differente. Essa suggerisce la possibilità concreta <strong>che tali elementi siano arrivati sulla Terra da molto più vicino,</strong> dal Sistema Solare interno, e molto prima di quanto fino ad oggi si sia creduto.</p><h2>Meteoriti di ferro: capsule del tempo dei primi planetesimi</h2><p><strong>I meteoriti ferrosi sono tra i reperti archeologici più antichi del Sistema Solare,</strong> formatisi durante il primo milione di anni. Essi rappresentano frammenti dei nuclei ferrosi dei primi planetesimi, nuclei messi a nudo dalla frammentazione per urto.</p><div class="texto-destacado">I planetesimi sono i "mattoni" fondamentali del nostro sistema solare. Si tratta di piccoli corpi rocciosi e metallici formatisi circa 4,5 miliardi di anni fa. Scontrandosi e aggregandosi tra loro per gravità, hanno dato origine ai pianeti rocciosi.</div><p>Recenti esperimenti di laboratorio condotti da Pathak, Dasgupta e Iyer e pubblicati sulla rivista <em>Science Advances</em> e basati sull’analisi di questi meteoriti ferrosi mostrano per la prima volta come la distribuzione degli elementi chimici nel Sistema Solare primordiale sia cambiata significativamente e rapidamente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755977" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-bennu-rivela-un-cocktail-di-molecole-vitali-che-sfida-cio-che-credevamo-sull-origine-biologica.html" title="L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica">L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-asteroide-bennu-rivela-un-cocktail-di-molecole-vitali-che-sfida-cio-che-credevamo-sull-origine-biologica.html" title="L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-asteroide-bennu-rivela-un-cocktail-di-molecole-vitali-che-sfida-cio-che-credevamo-sull-origine-biologica-1772014567551_320.jpg" alt="L'asteroide Bennu rivela un “cocktail” di molecole vitali che sfida ciò che credevamo sull'origine biologica"></a></article></aside><p>In particolare, essi hanno analizzato <strong>la distribuzione di fosforo e azoto</strong>, due degli elementi fondamentali per la vita, e hanno trovato che <strong>se il loro rapporto era inizialmente alto nei meteoriti del Sistema Solare esterno </strong>(entro il primo milione di anni) , <strong>dopo appena due-tre milioni di anni lo è diventato alto nei meteoriti del Sistema Solare interno</strong>, lì dove si trova la Terra.</p><h2>Il ruolo di Giove: barriera, filtro e regista chimico</h2><p>L’idea forte che viene da questo recente studio è che <strong>Giove abbia esercitato una sorta di ruolo da regista chimico</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra-1781025446404.jpeg" data-image="mgndd2a2h1c0" alt="16 Psyche" title="16 Psyche"><figcaption>L'asteroide 16 Pshyche è un esempio di asteroide ferroso, nucleo di un planetesimo frammentato. Credit: NASA</figcaption></figure><p> La sua formazione a gigante gassoso ha esercitato gravitazionalmente un ruolo di filtro o barriera che ha impedito ai meteoriti più interni del Sistema Solare e più ricchi di ingredienti essenziali alla vita di migrare via verso le regioni esterne.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Fosforo e zolfo, fondamentali per la vita, sono arrivati sulla Terra trasportati da meteoriti ferrosi formatisi nel Sistema Solare interno.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il quadro secondo cui l’arricchimento chimico della Terra dalla caduta di meteoriti più esterni del Sistema Solare rimane valido, ma a questo si aggiunge la scoperta che <strong>già in prossimità della Terra vi era sufficiente abbondanza di asteroidi ricchi di ingredienti essenziali.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762833" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita.html" title="La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita">La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita.html" title="La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-ricerca-della-vita-si-avvicina-ecco-i-luoghi-del-sistema-solare-che-potrebbero-ospitare-forme-di-vita-1775636332630_320.png" alt="La ricerca della vita si avvicina: ecco i luoghi del Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita"></a></article></aside><p>Questo studio svela come l<strong>a chimica della vita sia strettamente connessa alla dinamica planetaria</strong>. Senza Giove, la Terra probabilmente non si sarebbe potuta arricchire a sufficienza di ingredienti essenziali per la vita.</p><h2>Abitabilità chimica: non basta avere acqua</h2><p>La ricerca di pianeti con possibili forme di vita extraterrestre diventa più selettiva. <strong>Non basta avere acqua liquida nella fascia di abitabilità</strong>. Serve che il disco protoplanetario abbia avuto una opportuna composizione chimica e che l’architettura planetaria abbia giocato a favore mantenendo le dosi giuste degli ingredienti essenziali nel posto giusto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="770960" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html" title="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove">La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove.html" title="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascia-degli-asteroidi-che-custodisce-i-segreti-del-pianeta-fallito-tra-marte-e-giove-1779870040304_320.jpeg" alt="La fascia degli asteroidi che custodisce i segreti del «pianeta fallito» tra Marte e Giove"></a></article></aside><p>Serve che azoto e fosforo siano rimasti intrappolati nella crosta invece di essere dispersi nel nucleo o nello spazio. In sintesi serve che il pianeta si trovi anche all’interno di una fascia di abitabilità chimica.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La vita extraterrestre è più probabile quando l’esopianeta si trova contemporaneamente in una fascia di abitabilità e di abitabilità chimica.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La vita terrestre non è dipesa solo da un impatto fortunato di un asteroide che ha portato forme di vita o da una pioggia tardiva di meteoriti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra-1781025645877.png" data-image="nyb6jnuz6eut" alt="Fascia di abitabilità" title="Fascia di abitabilità"><figcaption>Non è sufficiente che il pianeta si trovi nella fascia di abitabilità (cioè ad una distanza dalla stella per cui l'acqua se esiste è allo stato liquido); serve anche la giusta chimica perché possa nascere la vita.</figcaption></figure><p><strong>La nascita della vita è dipesa da una sequenza di condizioni:</strong> composizione chimica iniziale del disco, formazione dei planetesimi, crescita di Giove, arrivo di materiali organici e conservazione degli elementi essenziali sulla superficie terrestre.</p><div class="texto-destacado">L’asteroide metallico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/16_Psyche">16 Psyche</a> sarà il prossimo ad essere studiato con la missione Psyche della NASA. A causa di un impatto, questo asteroide ha il proprio nucleo esposto il che faciliterà lo studio della sua composizione chimica e struttura interna.</div><p>I meteoriti ferrosi sono preziosi in quanto contengono parte dell’informazione su come il Sistema Solare abbia distribuito nel tempo i suoi elementi chimici e ne abbia selezionato e conservato alcuni che si sono poi rivelati essenziali per la vita.</p><h3>Riferimento allo studio</h3><p><a href="https://doi.org/10.1126/sciadv.aed8749">"</a><em><a href="https://doi.org/10.1126/sciadv.aed8749">Phosphorus-nitrogen systematics of first-generation planetesimals constrain life-essential element delivery to Earth"</a> Pathak, D., Dasgupta, R., & Iyer, N</em>. Science Advances, 12, (2026). DOI: 10.1126/sciadv.aed8749</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché il cielo ci appare blu e non viola? ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-il-cielo-ci-appare-blu-e-non-viola.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 05:15:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Non tutti sanno cosa si cela dietro il cielo blu che osserviamo quasi quotidianamente. Ecco il complesso processo fisico che rende il cielo di blu intenso.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-cielo-ci-appare-blu-e-non-viola-1777916247150.jpg" data-image="swulk5s3bgch" alt="Luce, cielo." title="Luce, cielo."><figcaption>Quando la luce bianca del sole entra nell’atmosfera, incontra le molecole di azoto e ossigeno, ed altri gas, presenti nella nostra atmosfera. Queste molecole non assorbono la luce in modo significativo, ma la diffondono in tutte le direzioni. </figcaption></figure><p>Sembra una cosa scontata che ci accompagna tutti i giorni. Eppure dietro il colore blu del cielo si cela un affascinante gioco di elementi, fra la luce del nostro sole e l’atmosfera terrestre, composta di ossigeno e azoto. </p><p>Per capire tutto questo dobbiamo partire dal sole e dal modo in cui interagisce con l’atmosfera terrestre, quindi l’aria che respiriamo ogni giorno.</p><h2><strong>La luce bianca del sole</strong></h2><p><strong>Il sole emette luce bianca, che in realtà è una miscela di tutti i colori visibili, fra rosso, arancione, giallo, verde, blu e viola. </strong>Ogni colore corrisponde a un’onda elettromagnetica con una frequenza (e quindi un’energia) diversa. </p><div class="texto-destacado"><strong>Nello spettro dell’arcobaleno, i colori sono ordinati per frequenza crescente. Il rosso ha la frequenza più bassa (e l’energia minore), seguito da arancione, giallo, verde, blu, fino al viola, che è il più energetico tra i colori visibili. Subito oltre il viola si trova l’ultravioletto (invisibile), mentre dopo il rosso c’è l’infrarosso, che percepiamo come calore sulla pelle.</strong></div><p>Quando la luce bianca del sole entra nell’atmosfera, incontra le molecole di azoto e ossigeno, ed altri gas, presenti nella nostra atmosfera. Queste molecole non assorbono la luce in modo significativo, ma la diffondono in tutte le direzioni. Da questa diffusione in tutte le direzioni nasce il fenomeno dello scattering.</p><h2><strong>Lo scattering di Rayleigh e la prevalenza del blu</strong></h2><p>Non tutti i colori vengono diffusi allo stesso modo. La probabilità di scattering è inversamente proporzionale alla quarta potenza della lunghezza d’onda. I colori con lunghezza d’onda più corta (e quindi frequenza ed energia più alte) vengono diffusi molto di più. <strong>La luce blu viene diffusa circa dieci volte di più rispetto alla luce rossa.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-cielo-ci-appare-blu-e-non-viola-1777916464347.jpg" data-image="zrbzu7jbhp70" alt="Cielo blu." title="Cielo blu."><figcaption>I raggi blu sbattono ripetutamente contro le molecole di ossigeno e azoto della nostra atmosfera, deviando la loro traiettoria. </figcaption></figure><p>Giusto per fare un esempio, dobbiamo immaginare che per ogni colore arrivino 10 raggi di luce. Quelli rossi e arancioni attraversano l’atmosfera quasi indisturbati, proseguendo dritti verso il suolo.<strong> I raggi blu, invece, sbattono ripetutamente contro le molecole di ossigeno e azoto, deviando la loro traiettoria. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La luce blu ha inoltre una frequenza particolarmente favorevole allo scattering, poiché naturalmente è relativamente vicina alla frequenza di risonanza naturale degli atomi e delle molecole dell’aria. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Questo fa sì che le molecole assorbano temporaneamente l’energia della luce blu e la riemettano in tutte le direzioni, <strong>come in un gigantesco flipper luminoso.</strong> Il risultato è che il cielo, quando guardiamo verso l’alto, ci appare blu perché stiamo vedendo proprio questa luce diffusa proveniente da ogni direzione.</p><h2><strong>Perché non vediamo il viola?</strong></h2><p>La luce viola ha una lunghezza d’onda ancora più corta della blu e quindi dovrebbe diffondersi ancora di più. In teoria è vero, ma nella pratica il cielo non è viola <strong>perché il sole emette molta meno luce viola rispetto alla luce blu.</strong> Lo spettro solare ha un picco nell’area del verde e del giallo e diminuisce sensibilmente verso il viola. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/perche-il-cielo-ci-appare-blu-e-non-viola-1777916540000.jpg" data-image="jd9xwmtxiad0" alt="Cielo." title="Cielo."><figcaption>Il fenomeno si capisce ancora meglio al tramonto. Quando il sole è alto nel cielo, la luce percorre uno strato relativamente sottile di atmosfera prima di arrivare ai nostri occhi. Quando invece il sole è vicino all’orizzonte, i suoi raggi devono attraversare uno spessore molto più vasto di aria.</figcaption></figure><p>Di conseguenza, anche se il viola viene diffuso con maggiore efficienza, <strong>la quantità totale di luce viola diffusa rimane inferiore a quella blu. Il blu, quindi, domina il cielo.</strong></p><h2><strong>Il rosso del tramonto, il viaggio più lungo</strong></h2><p>Il fenomeno si capisce ancora meglio al tramonto. Quando il sole è alto nel cielo<strong>, la luce percorre uno strato relativamente sottile di atmosfera prima di arrivare ai nostri occhi. </strong>Quando invece il sole è vicino all’orizzonte, <strong>i suoi raggi devono attraversare uno spessore molto più vasto di aria.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759200" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-e-una-stella-vagabonda-ma-non-e-sola-le-sue-gemelle-raccontano-il-suo-viaggio-nella-via-lattea.html" title="Sorpresa sul Sole: non è nato dove si trova oggi, le “gemelle” rivelano il suo lungo viaggio">Sorpresa sul Sole: non è nato dove si trova oggi, le “gemelle” rivelano il suo lungo viaggio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-sole-e-una-stella-vagabonda-ma-non-e-sola-le-sue-gemelle-raccontano-il-suo-viaggio-nella-via-lattea.html" title="Sorpresa sul Sole: non è nato dove si trova oggi, le “gemelle” rivelano il suo lungo viaggio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-e-una-stella-vagabonda-ma-non-e-sola-le-sue-gemelle-raccontano-il-suo-viaggio-nella-via-lattea-1773674352588_320.jpg" alt="Sorpresa sul Sole: non è nato dove si trova oggi, le “gemelle” rivelano il suo lungo viaggio"></a></article></aside><p>In questo lungo tragitto, anche le lunghezze d’onda più lunghe (giallo, arancione) vengono progressivamente diffuse. <strong>Rimangono soprattutto i rossi e gli arancioni, che sono meno soggetti allo scattering.</strong> Ecco perché il cielo e il disco del sole assumono tonalità calde, dal giallo-arancione al rosso intenso.</p><p>Lo stesso meccanismo spiega l’aspetto del sole durante il giorno. Quando è alto nel cielo appare bianco-giallastro perché gran parte della luce blu è diffusa altrove (colorando il cielo), ma non è ancora stata rimossa tutta la componente gialla. <strong>Al tramonto, con lo scattering estremo, resta prevalentemente il rosso.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-il-cielo-ci-appare-blu-e-non-viola.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nel mezzo dell’ondata di calore, attenzione ai temporali improvvisi: rischio grandine su queste aree]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree.html</link><pubDate>Thu, 18 Jun 2026 03:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Nonostante l'arrivo di un solido promontorio anticiclonico subtropicale permarrà ancora dell'instabilità latente che nelle ore pomeridiane e serali potrà favorire lo scoppio e di improvvisi e violenti temporali, accompagnati da forti raffiche di vento e grandine.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagclhm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagclhm.jpg" id="xagclhm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Ormai ci siamo, manca davvero poco. Il caldo intenso si prepara nuovamente ad investire l’Italia, con un robusto promontorio anticiclonico di matrice subtropicale, supportato in quota da masse d’aria molto calde, e secche, nella media troposfera, che dai deserti del Marocco si stanno spingendo verso l’Europa centro-occidentale, investendo pure buona parte del nostro Paese.</p><p>Questa configurazione determinerà una significativa ondata di calore che, dopo aver investito Spagna e Francia con temperature eccezionali, si estenderà con decisione all’Italia settentrionale nel corso del fine settimana, fra sabato 20 e domenica 21 giugno, <strong>dove si potranno toccare picchi fino a +37°C +38°C.</strong></p><p>Ma attenzione, perché nonostante il caldo sarà il protagonista assoluto nella Pianura Padana, non mancherà <strong>un’instabilità latente</strong> destinata a generare <strong>temporali anche forti e improvvisi,</strong> <strong>con grandine,</strong> soprattutto su Alpi, Prealpi e, per sconfinamento serale, su parte delle pianure.</p><h2><strong>Perché il caldo sarà intenso?</strong></h2><p>Il promontorio anticiclonico, in allungamento verso la Francia, favorirà una <strong>subsidenza</strong> marcata (discesa di aria dall’alto) che comprimerà e scalderà ulteriormente le masse d’aria nei bassi strati. A questo si aggiungeranno il forte soleggiamento diurno e alti valori di radiazione solare, tipici del <strong>solstizio di giugno.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree-1781691743242.png" data-image="3iwojn80yvkh" alt="Caldo." title="Caldo."><figcaption>Ecco la gigantesca ondata di calore che interesserà l'Europa centro-occidentale, fino alla Germania e al Nord Italia.</figcaption></figure><p>Aria molto secca in quota, che riduce la copertura nuvolosa e massimizza il riscaldamento diurno, assieme a un flusso meridionale in libera atmosfera che trasportano aria insolitamente calda dal Nord Africa e dal basso Atlantico. In pratica questa bolla d’aria calda rovente in quota (in media troposfera) che proviene dal Marocco, una volta raggiunta la Spagna orientale, la Francia, l’Ovest della Germania e il Nord Italia, tenderà a scivolare verso il basso, per l’azione delle <strong>subsidenze,</strong> scaldando ulteriormente tutta la bassa colonna troposferica.</p><div class="texto-destacado"><strong>Le subsidenze sono movimenti verticali discendenti di masse d’aria nell’atmosfera. Si creano principalmente all’interno degli anticicloni, dove in quota l’aria converge verso il centro dell’alta pressione e, non potendo accumularsi all’infinito, scende verso il basso. Man mano che scende, l’aria viene compressa dalla pressione crescente, si riscalda per compressione adiabatica e diventa più secca. Tale processo favorisce cieli sereni, forte soleggiamento e ulteriore riscaldamento al suolo, tipico delle ondate di calore.</strong></div><p>Il risultato di questo mix di elementi saranno temperature massime diffusamente <strong>oltre i +35°C/+36°C</strong> in gran parte della Pianura Padana, <strong>con picchi previsti fino a +37°C/+38°C (localmente anche superiori) sulla pianura emiliana tra Modena, Bologna, Reggio Emilia e Piacenza.</strong> Tra le città più colpite abbiamo le grandi aree urbane, come Torino, Milano, ma anche città più piccole come Pavia, Lodi, Cremona, Mantova, Parma e Ferrara. <strong>Le minime notturne faticheranno a scendere sotto i +20°C +23°C, con notti tropicali soprattutto nei centri urbani.</strong></p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xagcmpy"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagcmpy.jpg" id="xagcmpy"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’anomalia termica sarà marcata, <strong>di ben +6°C/+8°C rispetto alle medie climatiche del periodo, con punte di +9/+10°C sulle zone alpine.</strong> L’ondata di calore si preannuncia piuttosto duratura, <strong>con l’anticiclone che dovrebbe mantenere la sua influenza almeno fino all’inizio della settimana successiva,</strong> anche se con possibili fluttuazioni che potrebbero mantenere viva l’instabilità soprattutto sulle zone alpine.</p><h2><strong>Perché si formeranno forti temporali?</strong></h2><p>Nonostante la dominanza anticiclonica, il forte riscaldamento dei bassi strati creerà un ambiente termodinamico altamente instabile, soprattutto nei medi e bassi livelli dell’atmosfera.</p><p>L’enorme accumulo di <strong>energia potenziale (CAPE elevato),</strong> indotto dal forte riscaldamento diurno del suolo e degli strati più bassi, mentre in quota permarrà aria relativamente più fresca o umida, può favorire lo sviluppo di forti correnti ascensionali, soprattutto su vallate interne e aree pedemontane, dove i rilievi facilitano il sollevamento delle particelle d’aria verso l’alto.</p><div class="texto-destacado">Inoltre, nonostante l’aria secca in quota, nei bassi strati (soprattutto nelle valli alpine e prealpine) rimarrà sufficiente umidità per alimentare la convezione. <strong>Sarà proprio il contrasto tra aria calda e umida vicino al suolo e aria più secca in quota favorirà temporali con forte sviluppo verticale.</strong></div><p>In questi casi le catene montuose (Alpi e Appennino) agiranno da <strong>“rampa di lancio”.</strong> I venti deboli meridionali o la brezza di valle porteranno aria umida contro i rilievi, innescando l’ascendenza forzata necessaria a far scattare la convezione pomeridiana.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree-1781691993430.jpg" data-image="3xvvbe4qayvz" alt="Temporali, instabilità." title="Temporali, instabilità."><figcaption>Nonostante la dominanza anticiclonica, il forte riscaldamento dei bassi strati creerà un ambiente termodinamico altamente instabile, ideale per lo scoppio di forti temporali.</figcaption></figure><p>Questi fattori si combineranno soprattutto nelle ore pomeridiane e serali di oggi e domani, determinando lo sviluppo di temporali anche intensi <strong>su aree alpine e prealpine (Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto occidentale), Appennino centrale e meridionale.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774335" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'">Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature "folli"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-preparez-vous-a-la-fournaise-pres-de-50-departements-en-vigilance-jaune-canicule-et-la-situation-va-s-aggraver-1781643640249_320.png" alt="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"></a></article></aside><p>Non sono esclusi, entro la serata, degli sconfinamenti fino alle pianure a nord del Po, in particolare tra Piemonte e Lombardia occidentale, <strong>dove i temporali potranno sconfinare dalle zone montane nelle ore serali/notturne.</strong></p><h2><strong>Rischio di eventi molto intensi</strong></h2><p>Visto il notevole carburante a disposizione dell’atmosfera i temporali più intensi potranno essere accompagnati da nubifragi, <strong>con accumuli molto elevati in poco tempo (anche oltre 30-50 mm/h).</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Forti raffiche di vento (downburst o microburst fino a 80-100 km/h), grandine di media e grossa taglia (2-4 cm, localmente superiore).</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Va detto comunque che questi fenomeni saranno molto localizzati, tanto che accanto a zone colpite duramente da nubifragi e grandine, a pochi chilometri di distanza potrà persistere il cielo poco nuvoloso e il caldo afoso. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716658" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura.html" title="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura">Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura.html" title="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-supercelle-regine-dei-temporali-l-esempio-di-uno-dei-fenomeni-atmosferici-piu-violenti-esistenti-in-natura-1750758099016_320.jpg" alt="Le supercelle regine dei temporali, l'esempio di uno dei fenomeni atmosferici più violenti esistenti in natura"></a></article></aside><p>Il rischio di fenomeni temporaleschi, anche improvvisi e violenti al Nord, sarà elevato non solo oggi e domani, ma anche nel corso del prossimo weekend e nella giornata di <strong>lunedì 22 giugno.</strong> </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong> </div><p>Pertanto, oltre al caldo intenso, bisognerà fare molta attenzione a questi temporali che cresceranno in un ambiente termodinamico davvero esplosivo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/nel-mezzo-dell-ondata-di-calore-attenzione-ai-temporali-improvvisi-rischio-grandine-su-queste-aree.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Andromeda si sta avvicinando a noi e gli astronomi stanno studiando come avverrà la collisione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/andromeda-si-sta-avvicinando-a-noi-e-gli-astronomi-stanno-studiando-come-avverra-la-collisione.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 16:56:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La galassia di Andromeda sta correndo verso la Via Lattea. La fusione potrebbe avvenire tra 4,5 miliardi di anni, anche se studi più recenti mostrano incertezze. Ecco cosa accadrà davvero e come osservarla.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/andromeda-si-sta-avvicinando-a-noi-e-gli-astronomi-stanno-studiando-come-avverra-la-collisione-1781594713529.png" data-image="dh4uqtbuifkc" alt="Andromeda" title="Andromeda"><figcaption>Come potrebbe apparire nel cielo notturno la galassia di Andromeda prima della sua collisione con la Via Lattea.</figcaption></figure><p><strong>La vicina galassia di Andromeda ci sta venendo addosso alla velocità di 400 mila km/h.</strong> Tuttavia, la collisione non sarà né presto né come potremmo immaginarla. Gli astronomi sono al lavoro per raccogliere quante più informazioni possibili e formulare possibili scenari di questa collisione galattica.</p><h2>Una collisione prevista tra 4,5 miliardi di anni, ma non più così certa</h2><p><strong>Lo studio su questa collisione</strong> tra i due big del Gruppo Locale, cioè l’ammasso di galassie cui sia Andromeda sia la Via Lattea fanno parte, col passare degli anni, a mano a mano che dati sempre più precisi sono stati raccolti, <strong>sta fornendo scenari diversi.</strong></p><p>Inizialmente, sulla base dei soli dati del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Telescopio_spaziale_Hubble">telescopio spaziale Hubble</a>, la collisione veniva data per certa. Sebbene in un futuro molto lontano tra circa 4.5 miliardi di anni la collisione sarebbe certamente avvenuta. Questa collisione avrebbe portato ad un primo contatto per poi generare una fusione in un’unica galassia chiamata “<strong>Lattomeda</strong>”.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>In studi passati la collisione tra Andromeda e la Via Lattea veniva data per certa<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Uno studio del 2025 a cura di <strong>Till Sawala </strong>e collaboratori, pubblicato sulla prestigiosa rivista <strong><em>Nature Astronomy, </em></strong>ha aggiunto ai dati del telescopio Hubble anche quelli di altissima precisione raccolti durante la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gaia_(satellite)">missione Gaia</a>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753317" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-via-lattea-e-andromeda-perche-due-galassie-che-dovrebbero-allontanarsi-sono-in-rotta-di-collisione.html" title="La Via Lattea e Andromeda: perché due galassie che dovrebbero allontanarsi sono in rotta di collisione">La Via Lattea e Andromeda: perché due galassie che dovrebbero allontanarsi sono in rotta di collisione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-via-lattea-e-andromeda-perche-due-galassie-che-dovrebbero-allontanarsi-sono-in-rotta-di-collisione.html" title="La Via Lattea e Andromeda: perché due galassie che dovrebbero allontanarsi sono in rotta di collisione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-via-lattea-e-andromeda-perche-due-galassie-che-dovrebbero-allontanarsi-sono-in-rotta-di-collisione-1770644864633_320.jpg" alt="La Via Lattea e Andromeda: perché due galassie che dovrebbero allontanarsi sono in rotta di collisione"></a></article></aside><p>Questa nuova analisi tiene conto dell’influenza gravitazionale esercitata da altre galassie vicine, nello specifico la galassia del Triangolo, M33, e la Grande Nube di Magellano, che potrebbe in qualche misura deviare la traiettoria di Andromeda.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/andromeda-si-sta-avvicinando-a-noi-e-gli-astronomi-stanno-studiando-come-avverra-la-collisione-1781596803158.jpg" data-image="6sd9zdifzpl0" alt="Galassia Antenna" title="Galassia Antenna"><figcaption>Le galassie Antenna offrono un esempio di collisione tra due galassie. Credit: NOAO/AURA/NSF, B. Twardy, B. Twardy, and A. Block (NOAO)</figcaption></figure><p>Sulla base di questo studio la probabilità di collisione scende da un iniziale 100% ad un 50%. <strong>Tutto dipende dal moto trasversale di Andromeda</strong>, che ancora oggi risulta particolarmente difficile da misurare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il nuovo studio abbassa al 50% la probabilità di collisione con la galassia di Andromeda<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>E’ come se una pallina da tennis ci venga lanciata contro, ma lungo il suo tragitto un vento trasversale ne potrebbe modificare leggermente la traiettoria, quanto basta per mancarci.</p><h2>Perché le stelle non si scontreranno davvero</h2><p>Il termine “collisione” è in qualche modo fuorviante quando lo si applica alle galassie. La separazione tra le stelle all’interno di una galassia è enorme e <strong>nello scontro tra due galassie la probabilità che anche due sole stelle letteralmente si scontrino è estremamente bassa</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="673464" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/osservata-l-inizio-di-una-collisione-galattica-con-una-lente-gravitazionale-dalla-curiosa-forma-di-punto-interrogativo.html" title="Spazio, una lente gravitazionale dalla curiosa forma di punto interrogativo svela l'inizio di una collisione galattica ">Spazio, una lente gravitazionale dalla curiosa forma di punto interrogativo svela l'inizio di una collisione galattica </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/osservata-l-inizio-di-una-collisione-galattica-con-una-lente-gravitazionale-dalla-curiosa-forma-di-punto-interrogativo.html" title="Spazio, una lente gravitazionale dalla curiosa forma di punto interrogativo svela l'inizio di una collisione galattica "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/osservata-l-inizio-di-una-collisione-galattica-con-una-lente-gravitazionale-dalla-curiosa-forma-di-punto-interrogativo-1725868389900_320.png" alt="Spazio, una lente gravitazionale dalla curiosa forma di punto interrogativo svela l'inizio di una collisione galattica "></a></article></aside><p>In qualche modo, due galassie potrebbero attraversarsi senza alcuna collisione stellare. Tuttavia, componenti galattiche quali gas e polveri e materia oscura risentirebbero gravitazionalmente di questa collisione, modificando significativamente la forma e la distribuzione dielle stelle all’interno delle due galassie.</p><div class="texto-destacado">Le collisioni galattiche sono un evento non raro nell'Universo. La compressione del gas interstellare durante la collisione genera nuova formazione stellare.</div><p>Se si potesse assistere a tale collisione da un qualche pianeta del futuro si assisterebbe ad uno sconvolgente cambiamento di tutte le costellazioni e Andromeda sarebbe così grande da occupare una grossa porzione del cielo notturno.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/andromeda-si-sta-avvicinando-a-noi-e-gli-astronomi-stanno-studiando-come-avverra-la-collisione-1781597569418.png" data-image="a38tm4laqvmu" alt="Andromeda" title="Andromeda"><figcaption>Immagine della galassia di Andromeda ottenuta combinando un'immagine nella banda infrarossa ottenuta dal telescopio spaziale Herschel (in colore arancione) e dal telescopio XMM-Newton nella banda X (colore blu). Credit: ESA/Herschel/PACS/SPIRE/J. Fritz, U. Gent; X-ray: ESA/XMM Newton/EPIC/W. Pietsch, MPE</figcaption></figure><p>Abbiamo detto non a caso da un qualche pianeta del futuro perché <strong>tale spettacolo non sarà osservabile dalla Terra o sicuramente non ci sarà nessun spettatore.</strong> Sappiamo che in un futuro così lontano l’evoluzione del Sole a gigante rossa avrà già reso inabitabile la Terra, per cui quello di cui si parla è uno spettacolo che possiamo solo immaginare e mai vedremo.</p><h2>Come vedere Andromeda nel cielo notturno</h2><p>Grazie alla sua vicinanza alla Terra, appena 2.5 milioni di anni luce, e alle sue dimensioni <strong>la galassia di Andromeda è visibile ad occhio nudo</strong>. Essa si presenta come una piccola macchia lattiginosa e allungata. Nulla a che vedere con la sua nota forma a spirale, osservabile solo con l’ausilio di strumenti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Dopo le Nubi di Magellano, la galassia di Andromeda è l'unica visibile ad occhio nudo<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tuttavia, è necessario scegliere una postazione molto buia, esente da inquinamento luminoso, e con una Luna in fase nuova cosi da non rendere il cielo brillante.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/andromeda-si-sta-avvicinando-a-noi-e-gli-astronomi-stanno-studiando-come-avverra-la-collisione-1781596572617.png" data-image="u1m7mcca03a6" alt="Galassia di Andromeda" title="Galassia di Andromeda"><figcaption>Dove individuare la galassia di Andromeda</figcaption></figure><p><strong>Autunno ed inverno sono le stagioni di migliore visibilità</strong>. Per trovarla è più semplice individuare il grande quadrilatero del Pegaso e posi spostarsi nella vicina omonima costellazione di Andromeda (come mostrato nella figura di sopra).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="725286" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-mitologia-delle-costellazioni-la-principessa-andromeda.html" title="La mitologia delle costellazioni: la principessa Andromeda">La mitologia delle costellazioni: la principessa Andromeda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-mitologia-delle-costellazioni-la-principessa-andromeda.html" title="La mitologia delle costellazioni: la principessa Andromeda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-mitologia-delle-costellazioni-la-principessa-andromeda-1755590984048_320.jpg" alt="La mitologia delle costellazioni: la principessa Andromeda"></a></article></aside><p>Ancor meglio che a occhio nudo,<strong> è ben osservabile con un piccolo binocolo</strong>, ad esempio un 7x50 o un 10x50 (dove la prima parte 7x o 10x indica il numero di ingrandimenti e la seconda il diametro delle lenti) con cui si può notare il nucleo luminoso e una debole estensione ovale. </p><p>Un piccolo telescopio mostra meglio la regione centrale. Tuttavia, anche con pochi ingrandimenti si rischia di non poterla vedere intera dentro il campo visivo ma solo in parte, proprio perché Andromeda è molto estesa in cielo.</p><h3><em>Riferimento allo studio</em></h3><p><em><a href="https://doi.org/10.1038/s41550-025-02563-1">"</a><a href="https://doi.org/10.1038/s41550-025-02563-1">No certainty of a Milky Way–Andromeda collision" </a>Sawala, T., Delhomelle, J., Deason, A.J. et al. Nat Astron 9, 1206–1217 (2025). https://doi.org/10.1038/s41550-025-02563-1</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/andromeda-si-sta-avvicinando-a-noi-e-gli-astronomi-stanno-studiando-come-avverra-la-collisione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I trulli di Alberobello: ecco come è nata una delle architetture più singolari d'Europa ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-trulli-di-alberobello-ecco-come-e-nata-una-delle-architetture-piu-singolari-d-europa.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 15:03:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Alla scoperta dei trulli di Alberobello. Ecco come sono costruite le più iconiche case della Puglia e perché, e come fare per visitarli evitando la folla</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-trulli-di-alberobello-ecco-come-e-nata-una-delle-architetture-piu-singolari-d-europa-1781615198390.jpg" data-image="h90ceyqvefix" alt="trulli" title="trulli"><figcaption>I trulli con i tipici tetti a cono e i simboli religiosi o portafortuna</figcaption></figure><p>I trulli della Puglia, le tipiche case di pietra dalle spesse mura bianche e dal <strong>tetto a cono,</strong> sono uno dei principali segni distintivi della regione, e per di più sono perfetti per un soggiorno <strong>in ogni stagione.</strong></p><div class="texto-destacado">Freschi in estate, capaci di conservare il calore in inverno, i trulli che si trovano tra <strong>Murgia e Salento</strong>, ma non solo, sono oggi ambitissime dimore per le vacanze, ma la loro storia è particolare, proprio come la loro forma.</div><p>Su di essi si sanno tanto cose, ma i trulli conservano ancora qualche mistero.</p><h2>La fortuna dei trulli</h2><p>Un tempo semplici <strong>case di contadini</strong>, usate anche come <strong>stalle </strong>o <strong>locali agricoli</strong>, i trulli oggi sono patrimonio <strong>UNESCO</strong>. La loro storia è antica e secondo alcuni la tipica forma deriverebbe dal <em>tholos </em>greco, la costruzione a cupola del Tesoro di Atreo, del XVI secolo a.C.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-trulli-di-alberobello-ecco-come-e-nata-una-delle-architetture-piu-singolari-d-europa-1781615427970.jpg" data-image="nd4uvo62rccd" alt="Alberobello trulli" title="Alberobello trulli"><figcaption>Alberobello è la "capitale" dei trulli, nei quartieri storici se ne trovano millecinquecento </figcaption></figure><p>In ogni caso la forma circolare era diffusa e utilizzata già nella preistoria anche in Italia.</p><p>L’origine dei trulli è però ben più recente. La loro diffusione in Puglia e in particolare nella zona di Alberobello, risale alla prima metà del <strong>XVII secolo</strong>.</p><p>Secondo quanto si racconta i trulli devono la loro fortuna al fatto di essere costruiti senza l’utilizzo di <strong>malta </strong>o altri leganti. In caso di controlli i contadini potevano così rimuovere una sola pietra, sulla volta della cupola, per farla crollare, evitando di <strong>pagare il dazio</strong> dovuto per la costruzione dell’edificio al proprietario del terreno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762983" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli.html" title="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli">5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli.html" title="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-percorsi-in-bicicletta-in-puglia-tra-uliveti-mare-e-gli-iconici-trulli-1775727087390_320.jpg" alt="5 percorsi in bicicletta in Puglia tra uliveti, mare e gli iconici trulli"></a></article></aside><p>Secondo una versione leggermente diversa gli abitanti della Puglia usavano i trulli come macchine per i <strong>segnali di fumo</strong>, da attivare all’arrivo degli esattori da Napoli, allora capitale del regno di cui era parte anche la Puglia. </p><p>Anche in questo caso l’epilogo era lo stesso, il trullo veniva fatto <strong>crollare </strong>per essere ricostruito al termine dell’ispezione.</p><h2>Come sono costruiti i trulli</h2><p>A prescindere dall’uso più o meno lecito che se ne faceva, i trulli erano e sono ancora delle costruzioni <strong>ingegnose</strong>.</p><p>Li realizzavano i <strong>mastri trullari</strong>, con opere murarie interamente <strong>a secco</strong>, e usando <strong>pietre calcaree locali</strong> ricavate dallo scavo delle cisterne. I tetti erano composti da lastre disposte in cerchi concentrici fino a formare dei coni, senza bisogno di centine o altre strutture di sostegno.</p><p>Tra le pietre così disposte si forma inoltre una camera d'aria che aiuta a <strong>isolare termicamente</strong> il trullo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="740680" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/questi-alberi-sopravvivono-a-climi-estremi-come-resistono-al-cambiamento-climatico-gli-ulivi-secolari-della-puglia.html" title="Questi alberi sopravvivono a climi estremi: come resistono al cambiamento climatico gli ulivi secolari della Puglia">Questi alberi sopravvivono a climi estremi: come resistono al cambiamento climatico gli ulivi secolari della Puglia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/questi-alberi-sopravvivono-a-climi-estremi-come-resistono-al-cambiamento-climatico-gli-ulivi-secolari-della-puglia.html" title="Questi alberi sopravvivono a climi estremi: come resistono al cambiamento climatico gli ulivi secolari della Puglia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questi-alberi-sopravvivono-a-climi-estremi-come-resistono-al-cambiamento-climatico-gli-ulivi-secolari-della-puglia-1764426750662_320.jpeg" alt="Questi alberi sopravvivono a climi estremi: come resistono al cambiamento climatico gli ulivi secolari della Puglia"></a></article></aside><p>Le <strong>travi di legno</strong> che talvolta si possono vedere all’interno non hanno nessuna funzione portante ma sono state montate nel tempo per altri scopi, ad esempio appendere utensili o prodotti per la stagionatura.</p><h2>Il significato simbolico dei tetti</h2><p>La particolarità dei trulli si trova principalmente nei <strong>tetti</strong>. Le inconfondibili coperture coniche sono costituite da una <strong>doppia calotta</strong>. In quella interna si trova la chiave di volta, quella esterna invece è fatta di lastre di pietra calcarea impermeabile, dette <strong><em>chiancarelle</em></strong>.</p><p>Alla base ci sono le <strong>grondaie </strong>che raccolgono l’acqua piovana e la portano fino alla <strong>cisterna </strong>del trullo. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="632472" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/preistoria-mediterraneo-scoperta-fortificazione-di-oltre-3000-anni-fa-ustica-mistero.html" title="Nuova affascinante ed importante scoperta archeologica nel cuore del Mediterraneo">Nuova affascinante ed importante scoperta archeologica nel cuore del Mediterraneo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/preistoria-mediterraneo-scoperta-fortificazione-di-oltre-3000-anni-fa-ustica-mistero.html" title="Nuova affascinante ed importante scoperta archeologica nel cuore del Mediterraneo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/preistoria-mediterraneo-scoperta-fortificazione-di-oltre-3000-anni-fa-ustica-mistero-1704800804125_320.jpg" alt="Nuova affascinante ed importante scoperta archeologica nel cuore del Mediterraneo"></a></article></aside><p>Sulla parte esterna dei tetti spesso si trova un <strong>pinnacolo </strong>dalla forma creativa che serviva a scacciare la sfortuna. Allo stesso modo si possono notare <strong>simboli o iscrizioni</strong> in bianco che spiccano sul grigio della pietra, anch’essi con un significato. Alcuni simboli sono <strong>pagani </strong>e dal significato incerto, altri sono <strong>cristiani, </strong>e tutti hanno uno scopo o un messaggio.</p><p>Che lo stratagemma contro la cattiva sorte funzioni o no, nei secoli i trulli hanno resistito praticamente intatti anche ai <strong>terremoti</strong>, mentre in un documento del 1897 è menzionata un’<strong>alluvione</strong> tremenda che danneggiò pesantemente edifici e territori, senza scalfire i trulli.</p><h2>I trulli nella pace della Valle dell'Itria</h2><p>Visitare, o meglio ancora soggiornare in un trullo è sicuramente un’esperienza da provare se si viaggia in Puglia. </p><p><strong>Alberobello </strong>è considerata la capitale dei trulli perché ne conta circa millecinquecento, ma se ne trovano molti anche in altre località famose come Locorotondo e Ostuni. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-trulli-di-alberobello-ecco-come-e-nata-una-delle-architetture-piu-singolari-d-europa-1781615528220.jpg" data-image="f182ehhddu89" alt="tetti trulli" title="tetti trulli"><figcaption>Il dettaglio delle lastre di pietra grigia che compongono i tetti a cono dei trulli - Foto di AXP Photography: https://www.pexels.com/it-it/foto/30099428/</figcaption></figure><p>Soprattutto nei mesi estivi la Puglia richiama un gran numero di turisti ma per visitare i trulli con più calma basta scegliere quelli <strong>meno noti</strong> e non per questo meno affascinanti.</p><p>Ceglie Messapica e Martina Franca sono due pittoresche località dove si possono trovare trulli meno affollati rispetto a quelli di Alberobello.</p><p>Anche le <strong>campagne della Valle dell’Itria</strong> riservano molte sorprese. Tra Alberobello e Locorotondo e Locorotondo e Cisternino si trovano itinerari <strong>autentici </strong>che permettono di vedere trulli isolati o in piccoli gruppi, in un contesto rurale molto simile a quello originale, tra muretti a secco, <strong>masserie </strong>e gli immancabili <strong>uliveti</strong>.</p><h2>I trulli di Alberobello senza folla</h2><p>Sicuramente Alberobello merita una visita, ma per godersi i suoi trulli in tranquillità è meglio scoprirli la <strong>mattina </strong>o nel <strong>tardo pomeriggio</strong>, a <strong>giugno e settembre</strong>, più che a luglio e agosto. </p><p>In questo modo si possono evitare sia il grosso della folla che le ore più calde della giornata, quando la luce del sole estivo si fa <strong>accecante </strong>sulle pareti imbiancate. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="725074" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-faro-piu-romantico-della-puglia-tra-scogliere-selvagge-e-tramonti-infuocati-sull-adriatico.html" title="Il faro più romantico della Puglia: tra scogliere selvagge e tramonti infuocati sull’Adriatico ">Il faro più romantico della Puglia: tra scogliere selvagge e tramonti infuocati sull’Adriatico </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-faro-piu-romantico-della-puglia-tra-scogliere-selvagge-e-tramonti-infuocati-sull-adriatico.html" title="Il faro più romantico della Puglia: tra scogliere selvagge e tramonti infuocati sull’Adriatico "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-faro-piu-romantico-della-puglia-tra-scogliere-selvagge-e-tramonti-infuocati-sull-adriatico-1755454899217_320.jpg" alt="Il faro più romantico della Puglia: tra scogliere selvagge e tramonti infuocati sull’Adriatico "></a></article></aside><p>Il quartiere <strong>Aia Piccola</strong>, inoltre, è solitamente meno affollato del famoso Rione Monti.</p><p>Anche <strong>soggiornare </strong>in un trullo è un’ottima idea. Questo permette di ammirarli quasi in solitudine, alla luce suggestiva del <strong>tramonto </strong>e della sera e di dormire <strong>al fresco</strong> che le loro spesse pareti possono offrire anche durante le torride estati del sud Italia.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-trulli-di-alberobello-ecco-come-e-nata-una-delle-architetture-piu-singolari-d-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Caldo in forte aumento: weekend rovente sull’Italia, picco tra lunedì 22 e martedì 23 con punte vicine ai 40 °C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 13:59:46 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’alta pressione prende il comando sull’Italia e prepara una vera impennata delle temperature: già da giovedì molte città toccheranno 35-37 °C, ma il picco arriverà tra il fine settimana e l’inizio della prossima settimana</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagcyiq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagcyiq.jpg" id="xagcyiq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’estate alza la voce sull’Italia. L’alta pressione è pronta a consolidarsi con decisione, portando giornate ampiamente soleggiate e temperature in costante aumento. Il caldo sarà subito intenso al Centro-Nord, mentre al Sud l’ondata di calore arriverà con qualche giorno di ritardo.</p><h2>Giovedì 18 giugno: alta pressione protagonista, caldo già intenso al Centro-Nord</h2><p>La giornata di <strong>giovedì 18 giugno</strong> sarà dominata dall’alta pressione su gran parte dell’Italia. Al mattino il tempo si presenterà stabile e <strong>soleggiato</strong> su mari, monti, pianure e città, con cielo in prevalenza sereno e visibilità buona. Nel pomeriggio, tuttavia, il forte riscaldamento diurno favorirà un po’ di instabilità sulle aree alpine: <strong>isolati acquazzoni o temporali</strong> potranno svilupparsi su T<strong>rentino Alto Adige</strong>, <strong>Bellunese</strong>,<strong> Alpi Giulie</strong> e sull’estremo settore occidentale dell’arco alpino.</p><div class="texto-destacado">Il dato più importante sarà però quello termico. Le temperature sono previste in aumento e già giovedì il caldo diventerà intenso su molte città del Centro-Nord.</div><p>Secondo i modelli di Meteored, <strong>Roma</strong>, <strong>Firenze</strong> e <strong>Milano</strong> potranno raggiungere i 36 °C, <strong>Bologna</strong> si fermerà intorno ai 35 °C, mentre <strong>Torino</strong> potrebbe spingersi fino a 37 °C. Si tratterà quindi di una giornata pienamente estiva, con valori già superiori alla media del periodo quasi ovunque.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c-1781696724964.png" data-image="g1aidmgsatbc" alt="Alta pressione protagonista ssull'Italia" title="Alta pressione protagonista ssull'Italia"><figcaption>Configurazione barica prevista domani alle 6 di mattino</figcaption></figure><p><strong>Al Sud</strong> il tempo sarà stabile e soleggiato, ma l’ondata di calore arriverà con un leggero ritardo. <strong>Foggia</strong>, una delle città italiane più esposte alle fiammate calde, raggiungerà comunque i 34 °C, mentre <strong>Napoli</strong> si fermerà intorno ai <strong>29 °C grazie all’effetto mitigatore del mare</strong>. Valori più contenuti rispetto al Centro-Nord anche su <strong>Catania</strong> e <strong>Palermo</strong>, con massime prossime ai 30, mentre nelle zone interne della <strong>Sicilia</strong> saranno già possibili punte di 34 °C. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774077" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-e-ora-realta-ripassiamo-i-suoi-effetti-in-italia-quest-estate-e-quest-autunno.html" title="El Niño è ora realtà: ripassiamo i suoi effetti in Italia quest'estate e quest'autunno">El Niño è ora realtà: ripassiamo i suoi effetti in Italia quest'estate e quest'autunno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-e-ora-realta-ripassiamo-i-suoi-effetti-in-italia-quest-estate-e-quest-autunno.html" title="El Niño è ora realtà: ripassiamo i suoi effetti in Italia quest'estate e quest'autunno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-e-ora-realta-ripassiamo-i-suoi-effetti-in-italia-quest-estate-e-quest-autunno-1781555423198_320.png" alt="El Niño è ora realtà: ripassiamo i suoi effetti in Italia quest'estate e quest'autunno"></a></article></aside><p>Più gradevole il clima tra basso Adriatico e Ionio, dove la tramontana renderà l’aria più respirabile: <strong>Lecce</strong> si fermerà intorno ai 31 °C. In <strong>Sardegna</strong>, <strong>Cagliari</strong> avrà una massima di circa 25 °C, ma nell’entroterra si supereranno già i 30 °C.</p><h2>Venerdì 19 giugno: sole prevalente, ma sulle Alpi tornano acquazzoni e temporali</h2><p><strong>Venerdì 19 giugno</strong> l’alta pressione si consoliderà ulteriormente. La giornata inizierà con cielo sereno o poco nuvoloso su quasi tutta l’Italia e con condizioni generalmente stabili. Resisteranno solo residui rinforzi di tramontana sullo Ionio, soprattutto al largo, ma il quadro generale sarà ormai pienamente estivo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni.html" title="L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia">L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni.html" title="L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni-1781623236592_320.jpg" alt="L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia"></a></article></aside><p>Nel pomeriggio comparirà qualche nube in più lungo i rilievi appenninici, anche se il rischio di pioggia resterà basso e molto localizzato, più probabile sul settore emiliano. </p><div class="texto-destacado">Sulle Alpi e localmente sull'Appennino centrale è previsto lo sviluppo di nubi cumuliformi, con acquazzoni ed isolati temporali</div><p>Le <strong>temperature</strong> continueranno ad aumentare, con <strong>caldo diffuso</strong> soprattutto nelle pianure del Nord e nelle aree interne del Centro. Le città risentiranno in modo crescente dell’effetto combinato tra alta pressione, ampio soleggiamento e scarsa ventilazione, mentre lungo le coste il mare manterrà ancora valori più contenuti, pur con un aumento dell’umidità.</p><h2>Weekend rovente: 38 °C a Roma, Firenze e Torino, afa in aumento anche di notte</h2><p>Nel fine settimana il caldo farà un ulteriore salto in avanti. L’alta pressione garantirà ampi spazi di sole su quasi tutto il Paese, ma con una <strong>maggiore instabilità pomeridiana lungo l’arco alpino</strong>. Temporali saranno possibili dal <strong>Trentino Alto Adige </strong>al <strong>Friuli Venezia Giulia</strong>, oltre che su <strong>Valtellina</strong>, <strong>Valle d’Aosta</strong> e alto <strong>Piemonte</strong>. Non si esclude anche qualche isolato acquazzone sui rilievi più alti del <strong>Lazio</strong>, sempre nelle ore pomeridiane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c-1781698924533.png" data-image="3xcw9t83erzi" alt="Caldo in intensificazione: previsti 40°C domenica nelle zone interne della Sardegna" title="Caldo in intensificazione: previsti 40°C domenica nelle zone interne della Sardegna"><figcaption>Mappa relativa alle temperature previste domenica alle ore 14</figcaption></figure><p>La caratteristica principale del <strong>weekend</strong> sarà però l’ulteriore <strong>aumento delle temperature</strong>. Molte città supereranno facilmente i 35 °C. A <strong>Roma</strong> sono previsti picchi fino a <strong>38 °C</strong>, stesso valore possibile anche a <strong>Firenze</strong>. <strong>Milano</strong> potrà raggiungere i 37 °C nella giornata di domenica, mentre <strong>Torino</strong> vivrà un weekend caldo e afoso, con punte fino a 38 °C. Anche <strong>Bologna</strong> sarà interessata da tempo stabile e soleggiato, con massime fino a 37 °C.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773958" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-a-roma-da-mercoledi-17-temperature-in-costante-aumento-38-c-nel-giorno-del-solstizio.html" title="Caldo a Roma, fiammata da mercoledì 17: fino a 38°C nel giorno del solstizio, possibili temporali pomeridiani">Caldo a Roma, fiammata da mercoledì 17: fino a 38°C nel giorno del solstizio, possibili temporali pomeridiani</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-a-roma-da-mercoledi-17-temperature-in-costante-aumento-38-c-nel-giorno-del-solstizio.html" title="Caldo a Roma, fiammata da mercoledì 17: fino a 38°C nel giorno del solstizio, possibili temporali pomeridiani"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/caldo-a-roma-da-mercoledi-17-temperature-in-costante-aumento-38-c-nel-giorno-del-solstizio-1781522499699_320.png" alt="Caldo a Roma, fiammata da mercoledì 17: fino a 38°C nel giorno del solstizio, possibili temporali pomeridiani"></a></article></aside><p>Un elemento da non sottovalutare sarà l’<strong>aumento delle temperature minime</strong>, soprattutto da domenica. Le notti diventeranno più calde e meno confortevoli, con valori ben superiori alla media del periodo. Questo aspetto sarà particolarmente evidente nelle grandi città e lungo le coste, dove l’umidità renderà il caldo più pesante anche dopo il tramonto.</p><div class="texto-destacado">Al Sud il caldo si farà sentire in modo più graduale. La mitigazione del mare limiterà spesso le massime lungo le coste, ma aumenterà il disagio notturno. </div><p>In <strong>Puglia</strong> prevarrà il bel tempo: <strong>Foggia</strong> potrà arrivare fino a 37 °C, mentre <strong>Bari</strong>, come <strong>Napoli</strong>, beneficerà dell’azione mitigatrice del mare e di un po’ di ventilazione, con valori intorno ai 30 °C. Più calda <strong>Lecce</strong>, dove si potranno raggiungere i 33 °C. Da segnalare anche un po’ di i<strong>nstabilità pomeridiana sull’Appennino calabro-lucano</strong>, con possibili acquazzoni. <strong>Catanzaro</strong> si manterrà intorno ai 30 °C, mentre <strong>Cosenza</strong> potrà salire fino a 35 °C. In <strong>Sicilia</strong> il caldo aumenterà soprattutto nelle zone interne, con punte di 35 °C.</p><h2>Nuova settimana: apice del caldo tra lunedì e martedì, possibili 40 °C nelle zone interne</h2><p>Anche la <strong>Sardegna</strong> entrerà sempre più nel cuore dell’ondata calda. Nelle zone interne si potranno raggiungere <strong>40°C</strong> come mostra la mappa sopra e tra lunedì e martedì andare anche oltre, mentre lungo le coste la brezza di mare renderà l’aria decisamente più gradevole. Il contrasto tra il forte riscaldamento dell’entroterra e la temperatura del mare, più bassa rispetto alla terraferma nonostante valori superiori alla media, favorirà <strong>brezze pomeridiane </strong>anche sostenute.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xagddp6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagddp6.jpg" id="xagddp6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La tendenza per la nuova settimana conferma il dominio dell’alta pressione. Le <strong>temperature sono previste in ulteriore aumento </strong>e l’apice del caldo dovrebbe essere raggiunto tra lunedì e martedì. In questa fase i valori massimi potrebbero localmente toccare i <strong>40 °C nelle zone interne di Lazio e Toscana</strong>, localmente anche oltre in Sardegna, ma anche sulla Val Padana le temperature saranno elevate ed il caldo potrà diventare particolarmente intenso e afoso.</p><div class="texto-destacado">Il tempo resterà stabile e soleggiato lungo le coste e su gran parte delle pianure, mentre sulle Alpi potranno formarsi temporali di calore nelle ore pomeridiane.</div><p>Localmente questi fenomeni potranno sconfinare verso le zone di pianura limitrofe, soprattutto in presenza di aria molto calda e umida nei bassi strati. Sarà quindi una fase da piena estate, con caldo in progressiva intensificazione e notti sempre meno fresche, soprattutto nelle aree urbane.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/caldo-in-forte-aumento-weekend-rovente-sull-italia-poi-l-apice-tra-lunedi-e-martedi-con-punte-verso-i-40-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nuovi temporali in arrivo sull'Italia, ecco le aree che saranno interessate nei prossimi giorni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-e-dove-i-prossimi-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-che-saranno-nel-mirino-dei-temporali-nei-prossimi-giorni.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:51:24 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'espansione di un imponente anticiclone subtropicale africano darà il via alla prima intensa ondata di caldo canicolare sull'Italia. Tuttavia, l'accumulo di calore favorirà improvvisi e violenti temporali pomeridiani sull'arco alpino e lungo la dorsale appenninica.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagcspm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagcspm.jpg" id="xagcspm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dall'analisi degli output dei principali modelli numerici è possibile osservare una assoluta concordia nel vedere<strong> l'espansione e il progressivo rinforzo</strong> di un imponente <strong>anticiclone subtropicale di matrice africana</strong> sulle latitudini centro-meridionali del continente europeo. </p><p>Questa struttura anticiclonica si espanderà anche sulla nostra Penisola, portando <strong>un progressivo e marcato aumento delle temperature</strong>, destinate a raggiungere <strong>punte molto elevate per il periodo</strong>. Tuttavia, la presenza dell'alta pressione non sarà sempre sinonimo di cielo sereno ovunque e per l'intera durata del giorno. </p><p>Infatti<strong> l'accumulo di calore nei bassi strati</strong>, associato all'arrivo di <strong>infiltrazioni di aria leggermente più fresca in quota</strong>, creeranno le <strong>condizioni ideali</strong> per lo <strong>sviluppo di improvvisi</strong> e talvolta violenti <strong>temporali di calore</strong>, localizzati soprattutto a<strong> ridosso dei principali rilievi montuosi italiani e in particolare sull'area alpina.</strong></p><h2>La situazione attuale e l'evoluzione diurna </h2><p>Le analisi di oggi mostrano il <strong>promontorio africano in rinforzo</strong>, ma già presente sul nostro territorio, capace di garantire delle mattinate stabili e ampiamente soleggiate su quasi tutte le regioni. Tuttavia, <strong>nelle ore centrali della giornata,</strong> il riscaldamento del suolo innesca dei moti convettivi capaci di produrre la <strong>formazione di nubi cumuliformi. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774352" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree.html" title="Dalle 14 cresceranno nubi di temporale: fulmini, pioggia intensa e colpi di vento in queste aree ">Dalle 14 cresceranno nubi di temporale: fulmini, pioggia intensa e colpi di vento in queste aree </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree.html" title="Dalle 14 cresceranno nubi di temporale: fulmini, pioggia intensa e colpi di vento in queste aree "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree-del-centro-sud-1781685906968_320.png" alt="Dalle 14 cresceranno nubi di temporale: fulmini, pioggia intensa e colpi di vento in queste aree "></a></article></aside><p>Anche nel pomeriggio di <strong>oggi, mercoledì 17 giugno</strong>, come ieri, lungo la <strong>dorsale appenninica centrale</strong> si verificheranno dei <strong>fenomeni anche intensi</strong>. I rovesci, che tendono a concentrarsi in particolar modo sui settori interni e montuosi, continueranno a spostarsi ed estendersi progressivamente verso sud, seguendo le correnti prevalentemente settentrionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-e-dove-i-prossimi-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-che-saranno-nel-mirino-dei-temporali-nei-prossimi-giorni-1781698514225.jpg" data-image="u0lrg5bjydsv"><figcaption>Situazione prevista sull'Europa per domenica 21 giugno. Evidente la presenza dell'anticiclone per l'assenza di nuvolosità in mattinata. Tuttavia, nelle ore pomeridiane, non mancheranno formazioni nuvolose lungo i rilievi alpini e appenninici, con associati fenomeni di instabilità, quindi rovesci e temporali. - ECMWF Meteored </figcaption></figure><p><strong>Al Sud</strong>, i <strong>temporali </strong>si svilupperanno<strong> l</strong><strong>ungo l'Appennino meridionale</strong>, specie sul <strong>settore calabro-lucano</strong> dove, pur rimanendo fenomeni a evoluzione destinati a un rapido esaurimento nel corso della serata, <strong>nel pomeriggio potranno essere anche frequenti. </strong> Oggi,<strong> sull'arco alpino</strong>, ci sarà <strong>una sporadica instabilità diurna</strong>, legata sempre alle medesime dinamiche dettate dal calore diurno. </p><h2>Giovedì e venerdì con la minaccia dell'instabilità pomeridiana</h2><p><strong>La seconda parte della settimana</strong> vedrà una reiterazione, seppur parziale e modificata, di questo copione. Infatti <strong>l'anticiclone subtropicale guadagnerà ulteriore terreno</strong>, facendo aumentare le temperature, ma <strong>senza riuscire a spegnere l'instabilità pomeridiana sui rilievi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-e-dove-i-prossimi-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-che-saranno-nel-mirino-dei-temporali-nei-prossimi-giorni-1781698340506.jpg" data-image="t7qoxvtml7x1"><figcaption>Pioggia prevista per le ore 19 di venerdì 19 - ECMWF Meteored </figcaption></figure><p>Nella giornata di <strong>domani, giovedì</strong>, mentre le pianure e le coste godranno di un tempo pienamente soleggiato con temperature <strong>massime diffusamente comprese tra i 30 e i 35°C</strong>, nelle <strong>ore centrali e nel pomeriggio</strong>, assisteremo di nuovo allo sviluppo di <strong>temporali di calore sui rilievi alpini e in forma minore su parte di quelli appenninici</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-e-dove-i-prossimi-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-che-saranno-nel-mirino-dei-temporali-nei-prossimi-giorni-1781699349184.jpg" data-image="bivz2biqpnqs"><figcaption>Nonostante l'ondata di caldo dovuta all'anticiclone africano, nelle ore centrali dei prossimi giorni, il riscaldamento del suolo sarà ancora in grado di innescare dei moti convettivi capaci di produrre la formazione di nubi cumuliformi con temporali annessi, localmente anche intensi.</figcaption></figure><p>Nelle proiezioni <strong>per la giornata di venerdì 19</strong> è possibile notare (modello ECMWF) una tendenza verso una temporanea <strong>accentuazione dell'instabilità sulle regioni settentrionali</strong> e in particolare sul <strong>Nord Ovest</strong>. </p><p>In questo caso, infatti,<strong> i fenomeni </strong>che nasceranno, come nei giorni precedenti, sulle aree montuose alpine, <strong>tenderanno poi a svilupparsi ulteriormente</strong> e <strong>a invadere anche gran parte delle pianure piemontesi, lombarde e emiliane</strong>, per esaurirsi per la sera. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774335" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'">Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature "folli"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html" title="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-preparez-vous-a-la-fournaise-pres-de-50-departements-en-vigilance-jaune-canicule-et-la-situation-va-s-aggraver-1781643640249_320.png" alt="Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature 'folli'"></a></article></aside><p><strong>Una debole instabilità diurna </strong>potrà ancora interessare<strong> l'Appennino centro-meridionale</strong>, oltre che quello settentrionale, <strong>producendo dei rovesci sparsi e qualche isolato temporale</strong>, soprattutto<strong> sulle aree montuose</strong>, più sporadici sulle aree limitrofe, in assorbimento serale. Il <strong>contesto </strong><strong>generale </strong>resterà, comunque, improntato all'<strong>ampio soleggiamento e a un caldo gradualmente più opprimente</strong>.</p><h2>Il fine settimana con l'apice della canicola e temporali montani</h2><p><strong>NeI fine settimana</strong>, questa prima <strong>severa ondata di calore</strong> stagionale raggiungerà il suo <strong>apice</strong>, anche se le <strong>proiezioni </strong>restano ancora <strong>poco definite</strong><strong> </strong>per l'eventuale attenuazione ipotizzata per metà della prossima settimana. <strong>Le ensamble</strong> dei modelli sono ancora <strong>molto aperte a diverse soluzioni</strong>, tra le quali <strong>l'ipotesi di un caldo persistente </strong>sta prendendo gradualmente il sopravvento. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-e-dove-i-prossimi-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-che-saranno-nel-mirino-dei-temporali-nei-prossimi-giorni-1781698446330.jpg" data-image="znz6r64v4x4q"><figcaption>Temperature previste alle ore 14 di domenica 21 giugno - ECMWF Meteored </figcaption></figure><p><strong>Tra sabato e domenica</strong> (giornata del <strong>solstizio</strong>) le temperature aumenteranno ulteriormente, tanto che nella <strong>giornata domenicale </strong>si attendono punte massime eccezionali di<strong> 37 o 38°C in Val Padana</strong>, nelle <strong>zone interne di Toscana, Umbria, Lazio, Sardegna</strong>, e con valori solo leggermente inferiori nelle aree interne di Campania, Puglia e Basilicata. </p><p>In questo <strong>contesto di caldo estremo</strong>,<strong> l'instabilità pomeridiana non scomparirà del tutto</strong>. Al contrario, il forte riscaldamento manterrà <strong>elevato il rischio di forti temporali diurni sulle Alpi e lungo la dorsale appenninica</strong>, dove alcuni fenomeni locali potrebbero risultare anche particolarmente intensi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/quando-e-dove-i-prossimi-temporali-sull-italia-ecco-le-aree-che-saranno-nel-mirino-dei-temporali-nei-prossimi-giorni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La scienza lancia allerte sul clima, ma spesso non indica le soluzioni: l'avviso di un macro-studio di Cambridge]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-lancia-allerte-sul-clima-ma-spesso-non-indica-le-soluzioni-l-avviso-di-un-macro-studio-di-cambridge.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 09:58:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La comunicazione dei cambiamenti climatici è uno degli aspetti più complessi e discussi: gli scienziati devono limitarsi a esporre i dati o devono proporre anche soluzioni? Uno studio dell’università di Cambridge analizza il problema.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-lancia-allerte-sul-clima-ma-spesso-non-indica-le-soluzioni-l-avviso-di-un-macro-studio-di-cambridge-1781630361404.jpeg" data-image="gly2xgggp6sf"><figcaption>La scienza indica quali sono gli scenari, la politica deve decidere le strategie e dove puntare nonchè con quali soluzioni. Il confine è sottile: guardando gli scenari IPCC, quale strada intraprere e con che soluzioni? deve indicarlo la scienza, e come deve farlo?</figcaption></figure><p>La scienza del clima è sempre è più chiara:<strong> i cambiamenti climatici sono una realtà e la causa sono le attività umane</strong>. I primi allarmi risalgono a fine anni 1980 e anni 1990, allora timidi, con dubbi e incertezze ma anche con una <strong>comunicazione scientifica e ambientale molto diversa </strong>da oggi.</p><p>A quei tempi <strong>gli scienziati del clima affermavano che non spettava a loro indicare soluzioni</strong> o enfatizzare l’urgenza di agire. Poi <strong>le cose sono cambiate, negli articoli scientifici compaiono sempre più indicazioni</strong> che sconfinano in scelte politiche. È un tema però discusso, nel passaggio dalla ricerca alla politica emergono questioni complesse.</p><p>La distinzione tra fare scienza e tradurla in raccomandazioni politiche è reale e spesso sottovalutata o non presentata nel migliore dei modi. A farci chiarezza, uno studio dell’Università di Cambridge. </p><h2>Come è cambiata la comunicazione del clima</h2><p>I climatologi degli <strong>anni 1980/90 appunto si limitavano a porre il problema, a sottolineare i dati e i fatti</strong>, indicando le cause ma senza sconfinare più di tanto sulle soluzioni o sull’urgenza di agire. Proprio questa prudenza e questo limitarsi da fare il proprio mestiere, appunto il climatologo, <strong>è stata indicata come limite della comunicazione dei cambiamenti climatici</strong> e come concausa delle scarse azioni intraprese.</p><p>Così a partire in particolare dal 4° rapporto di valutazione IPCC, nel 2007, <strong>gli scienziati hanno iniziato a spingersi sempre più su terreni più politici</strong> che scientifici. Gli era stato del resto espressamente richiesto da molti stakeholder, che dicevano “<strong>non dovete dirci solo i problemi, ma anche le soluzioni</strong>”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773424" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-osservatorio-hawaiano-del-mauna-loa-ha-appena-inviato-un-messaggio-di-allerta-al-mondo-sulla-co.html" title="L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ ">L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-osservatorio-hawaiano-del-mauna-loa-ha-appena-inviato-un-messaggio-di-allerta-al-mondo-sulla-co.html" title="L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-osservatorio-hawaiano-del-mauna-loa-ha-appena-inviato-un-messaggio-di-allerta-al-mondo-sulla-co-1781194195858_320.jpeg" alt="L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ "></a></article></aside><p>Negli articoli scientifici, nelle conferenze sia scientifiche che divulgative nonché all’interno dei side eventi alle Conferenze delle Parti, <strong>i ricercatori hanno così introdotto sempre più affermazion</strong>i del tipo “per stare dentro agli 1.5°C, i governi devono fare queste cose…”, “<strong>per evitare il superamento di tipping point, è necessario introdurre severe politiche di…</strong>”</p><p>Ora <strong>secondo uno studio dell’università di Cambridge sta emergendo il problema opposto.</strong> Analizzando oltre 3000 articoli scientifici sulla mitigazione dei cambiamenti climatici, emerge un problema: <strong>le raccomandazioni su come tradurre la ricerca in politiche sono troppo spesso vaghe,</strong> irrealizzabili o scollegate dai risultati dello studio stesso.</p><h2>Lo studio di Cambridge </h2><p>Nell’articolo pubblicato su Nature Environmental Social Sciences dal titolo “<strong>Confondere le prove con le argomentazioni: una revisione sistematica delle raccomandazioni politiche per le emissioni zero</strong>”, un gruppo di ricercatori ha analizzato oltre 3000 articoli scientifici inerenti le tematiche della mitigazione dei cambiamenti climatici, la transizione energetica a fonti rinnovibili, trasporti e mobilità sostenibile.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774015" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/copernicus-e-il-clima-che-cambia-il-nuovo-bollettino-di-maggio-e-un-segnale-d-allarme.html" title="Copernicus e il clima che cambia: il nuovo bollettino di Maggio è un segnale d’allarme">Copernicus e il clima che cambia: il nuovo bollettino di Maggio è un segnale d’allarme</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/copernicus-e-il-clima-che-cambia-il-nuovo-bollettino-di-maggio-e-un-segnale-d-allarme.html" title="Copernicus e il clima che cambia: il nuovo bollettino di Maggio è un segnale d’allarme"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/copernicus-e-il-clima-che-cambia-il-nuovo-bollettino-di-maggio-e-un-segnale-d-allarme-1781542178498_320.png" alt="Copernicus e il clima che cambia: il nuovo bollettino di Maggio è un segnale d’allarme"></a></article></aside><p><strong>Sono emersi tre problemi ricorrenti: incertezze nascoste, linguaggio emotivo, liste dei desideri spesso poco realizzabili </strong>politicamente. In pratica, venivano indicate soluzioni e politiche anche dure, introduzioni di divieti o di grosse limitazioni, raccomandazioni più politiche che scientifiche senza indicare come attuarle dal punto di vista pratico, sociale ed economico nella società reale.</p><h2>I limiti degli scienziati “duri e puri”</h2><p>Il team che ha pubblicato questo studio afferma che <strong>molti scienziati non conoscono nel dettaglio le modalità di elaborazione delle politiche, i</strong>l che può portarli a formulare raccomandazioni irrealistiche. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-scienza-lancia-allerte-sul-clima-ma-spesso-non-indica-le-soluzioni-l-avviso-di-un-macro-studio-di-cambridge-1781630465357.jpeg" data-image="ax7dnsynvgbv"><figcaption>Solare, eolico, o nucleare? Carbon Tax o quote di CO2? La scienza del clima spesso parla di soluzioni, ma distante dal mondo politico reale che deve decidere e operare quotidianamente.</figcaption></figure><p>D’altronde, <strong>viene riconosciuto che indicare raccomandazioni politiche è una parte fondamentale </strong>del processo di ricerca, proprio per evitare di dare solo problemi senza proporre le soluzioni.</p><div class="texto-destacado">"Il nostro primo passo per rendere la ricerca più accessibile ai decisori politici è stato capire come i ricercatori nel campo dell'ingegneria e delle scienze climatiche formulano attualmente le raccomandazioni politiche", ha affermato l'autore principale, il dottor Vangelis Danopoulos del Laboratorio di Statistica di Cambridge. "E abbiamo scoperto che, sebbene la scienza sia solida, le raccomandazioni politiche, ovvero come la scienza viene implementata, sono troppo spesso considerate un ripensamento".</div><p>Occorre però <strong>migliorare il modo di indicare le raccomandazioni,</strong> al proposito il gruppo di ricerca sostiene la necessità di offrire corsi di formazione a ricercatori e scienziati e che gli enti finanziatori dovrebbero includere la rendicontazione delle politiche nel processo di finanziamento.</p><h2>Il rischio di strumentalizzazione</h2><p>Uno studio come questo che di fatto critica la comunicazione scientifica climatica può essere usato dai negazionisti climatici. In realtà, <strong>l’articolo non nega affatto il problema clima</strong>, solo appunto intende <strong>intervenire in uno degli aspetti più difficili e discussi: la comunicazione del clima.</strong> La distinzione è fondamentale: <strong>criticare come si comunica la scienza non significa mettere in dubbio la scienza.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762082" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-che-modo-le-energie-rinnovabili-possono-contribuire-a-limitare-l-attuale-crisi-energetica-globale.html" title="In che modo le energie rinnovabili possono contribuire a limitare l'attuale crisi energetica globale?">In che modo le energie rinnovabili possono contribuire a limitare l'attuale crisi energetica globale?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/in-che-modo-le-energie-rinnovabili-possono-contribuire-a-limitare-l-attuale-crisi-energetica-globale.html" title="In che modo le energie rinnovabili possono contribuire a limitare l'attuale crisi energetica globale?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/comment-les-energies-renouvelables-limitent-la-crise-energetique-mondiale-actuelle-1774684167499_320.jpeg" alt="In che modo le energie rinnovabili possono contribuire a limitare l'attuale crisi energetica globale?"></a></article></aside><p>La soluzione d’altronde non è che gli scienziati parlino meno di politica, ma che ne parlino in modo migliore, con più rigore, umiltà e consapevolezza dei processi politici che sono molto diversi dal modo di lavorare nei laboratori scientifici. </p><p>Una buona comunicazione della scienza climatica è la base fondamentale affinché siano attuate altrettanto buone scelte politiche.</p><h3><em>Riferimento notizia</em></h3><p><em>Danopoulos, E., Shah, A., Schneider, C.R. et al. Blurring evidence with advocacy: a systematic review of policy recommendations for net zero. npj Environ. Soc. Sci. 1, 6 (2026). <a href="https://doi.org/10.1038/s44432-026-00012-6">https://doi.org/10.1038/s44432-026-00012-6</a>.</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-scienza-lancia-allerte-sul-clima-ma-spesso-non-indica-le-soluzioni-l-avviso-di-un-macro-studio-di-cambridge.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dalle 14 cresceranno nubi di temporale: fulmini, pioggia intensa e colpi di vento in queste aree ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:46:03 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il caldo in aumento continua a far crescere i temporali pomeridiani. Dalle 14 i cumulonembi si svilupperanno oggi lungo l'Appennino centro-meridionale, con fenomeni più intensi tra Abruzzo, Lazio, Molise e Campania. Coinvolte anche Basilicata, Calabria e le zone alpine, ma al Nord i temporali restano più deboli.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xagbvqi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xagbvqi.jpg" id="xagbvqi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questo mercoledì 17 giugno, lo abbiamo anticipato da giorni su Meteored Italia, <strong>segna l'avvio si una potente e persistente ondata di calore in Italia,</strong> paese che resta comunque al momento leggermente più al riparo dal caldo intenso rispetto al resto d'Europa. Oltre al caldo però, da segnalare ancora la possibilità di temporali pomeridiani. Non saranno di grande estensione e oggi non sono attivi avvisi di allerta meteo da parte ella Protezione Civile, ma bisognerà comunque prestare attenzione nelle zone dove sono più probabili.</p><p><strong>A partire dalle ore 14 i cumulonembi inizieranno a crescere rapidamente</strong>, dando il via a nuovi temporali che interesseranno nuovamente soprattutto le aree di montagna. </p><p><a href="https://www.ilmeteo.net/mappe-meteorologiche/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Le nostre mappe</a> indicano che la <strong>maggiore probabilità di fenomeni intensi si concentrerà al Centro Italia,</strong> in particolare sulle <strong>montagne dell'Appennino abruzzese e laziale</strong>. Più in generale, l'instabilità temporalesca interesserà tutto l'arco appenninico centro-meridionale, <strong>estendendosi anche a Molise e Campania, fino a toccare Basilicata e Calabria.</strong> In queste aree non si escludono fulmini, piogge intense e locali colpi di vento, soprattutto sui rilievi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree-del-centro-sud-1781685471370.png" data-image="lxtygivpxftc"><figcaption>Instabilità pomeridiana lungo l'Appennino in Italia nel pomeriggio di mercoledì 17 giugno 2026.</figcaption></figure><p><strong>Nubi temporalesche a sviluppo convettivo si formeranno anche sui settori alpini e prealpini del Nord Italia. </strong>Qui, però, l'instabilità sarà più contenuta sia per intensità che per estensione, e già dal pomeriggio la nuvolosità inizierà a dissolversi. La notte trascorrerà quindi prevalentemente serena su gran parte delle regioni settentrionali.</p><p><strong>Lungo la dorsale appenninica, gli addensamenti daranno vita a piovaschi o temporali sporadici</strong>, con un'attenzione particolare per l'area montuosa compresa tra Lazio e Abruzzo, dove i fenomeni potrebbero risultare più organizzati. Anche qui, però, l'attività convettiva tenderà ad attenuarsi dal tardo pomeriggio, lasciando spazio a un miglioramento serale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774198" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni.html" title="L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia">L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni.html" title="L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-una-stagione-che-rischia-di-passare-alla-storia-per-il-caldo-le-proiezioni-1781623236592_320.jpg" alt="L'estate 2026 debutta con un'intensa ondata di caldo: l'anticiclone subtropicale rischia di farla passare alla storia"></a></article></aside><p><strong>In Sardegna non si escludono temporali nelle zone centrali interne dell'isola, </strong>mentre le coste dovrebbero rimanere generalmente ai margini dei fenomeni più intensi.</p><h2>Temporali pomeridiani in un contesto di caldo crescente</h2><p>In sintesi, la giornata confermerà uno scenario già visto nei giorni scorsi: i <strong>temporali pomeridiani interesseranno soprattutto le aree montuose,</strong> con il livello di rischio più alto concentrato tra l'Appennino abruzzese e quello campano, includendo anche Lazio, Molise e Basilicata. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree-del-centro-sud-1781685790902.png" data-image="2zbgu1ypg9pm"><figcaption>L'area dell'Italia centrale appenninica sarà quella più soggetta a temporali oggi pomeriggio.</figcaption></figure><p>Una conformazione meteo tipica delle giornate estive più calde, quando il riscaldamento diurno innesca la formazione di nubi temporalesche sui rilievi nelle ore centrali e pomeridiane.</p><p>Il tutto in un contesto di caldo in aumento su tutto il territorio dell'Italia.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dalle-14-cresceranno-nubi-di-temporale-fulmini-pioggia-intensa-e-colpi-di-vento-in-queste-aree.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, la Francia si prepara per una storica ondata di calore: quasi 50 dipartimenti in allerta per temperature "folli"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html</link><pubDate>Wed, 17 Jun 2026 07:15:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>38, 39, 40, 41, persino 42 °C: le temperature sono destinate a raggiungere livelli assolutamente folli nei prossimi giorni in tutta la Francia. Domenica 21 e lunedì 22 giugno si preannunciano eccezionali. Météo-France ha emesso un'allerta gialla per ondata di calore in quasi 50 dipartimenti, e il peggio deve ancora venire.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xag8bk2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xag8bk2.jpg" id="xag8bk2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Se ieri pomeriggio solo tre dipartimenti della Francia erano in allerta gialla per canicola, <strong>oggi, mercoledì 17 giugno, saranno quasi 50</strong>, segno che la situazione è destinata a peggiorare e che le temperature continueranno a salire nel paese.</p><div class="texto-destacado">Dopo un inizio di settimana ancora relativamente sopportabile, infatti, i valori termici tornano ad aumentare. <strong>Già da questo pomeriggio sono attese punte di 36-37 °C in diverse aree della Francia.</strong></div><p>Se ci concentriamo sul paese vicino, in questo articolo, è perché il caldo in arrivo sarà particolarmente eccezionale lì. Se è vero che in Italia sarà molto intenso, in Francia lo sarà di più, con anomalie termiche davvero eccezionali per quest'area geografica.</p><h2>Allerta meteo in quasi 50 dipartimenti francesi per il caldo</h2><p>Nel corso del pomeriggio, <strong>molti dipartimenti francesi passeranno all'allerta arancione.</strong> Le temperature continueranno infatti a crescere anche domani pomeriggio. Sono previste punte di 35-36 °C nel nord del Paese, <strong>mentre nel Sud-Ovest della Francia si potrebbero raggiungere localmente i 38-40 °C.</strong></p><p>Il caldo si intensificherà ulteriormente verso la fine della settimana. <strong>Il weekend si preannuncia rovente</strong>, soprattutto nella giornata di domenica, quando molte città potrebbero superare i 40 °C. <strong>Tuttavia, la giornata più calda potrebbe essere quella di lunedì prossimo, 22 giugno.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong> Il caldo si intensificherà ulteriormente verso la fine della settimana. <strong>Il weekend si preannuncia rovente</strong>, soprattutto nella giornata di domenica, quando molte città potrebbero superare i 40 °C. <strong>Tuttavia, la giornata più calda potrebbe essere quella di lunedì prossimo, 22 giugno.</strong> </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Quali sono i dipartimenti posti in allerta gialla per canicola questo mercoledì? <strong>Come evolverà la situazione?</strong> Quali regioni potrebbero passare all'allerta arancione? Ecco le ultime previsioni.</p><h2>Quasi 50 dipartimenti in allerta gialla per canicola in Francia</h2><p>L'ondata di caldo sta dunque entrando nel vivo. <strong>Si tratta della prima vera ondata di calore che colpisce la Francia quest'anno e si annuncia intensa ed eccezionale.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773971" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-38-c-in-italia-nei-giorni-del-solstizio-si-avvicinano-8-giorni-di-caldo-molto-intenso-a-partire-da-mercoledi.html" title="Fino a 38°C in Italia nei giorni del solstizio: si avvicinano 7 giorni di caldo molto intenso a partire da mercoledì 17 ">Fino a 38°C in Italia nei giorni del solstizio: si avvicinano 7 giorni di caldo molto intenso a partire da mercoledì 17 </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-38-c-in-italia-nei-giorni-del-solstizio-si-avvicinano-8-giorni-di-caldo-molto-intenso-a-partire-da-mercoledi.html" title="Fino a 38°C in Italia nei giorni del solstizio: si avvicinano 7 giorni di caldo molto intenso a partire da mercoledì 17 "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-38-c-in-italia-nei-giorni-del-solstizio-si-avvicinano-x-giorni-di-caldo-molto-intenso-a-partire-da-mercoledi-1781527998481_320.jpeg" alt="Fino a 38°C in Italia nei giorni del solstizio: si avvicinano 7 giorni di caldo molto intenso a partire da mercoledì 17 "></a></article></aside><p>Arriva dopo un precedente episodio di caldo estremo che aveva interessato parte del Paese alla fine di maggio.</p><h3>Quali regioni sono coinvolte?</h3><p>Numerose regioni sono interessate dall'allerta gialla per canicola. L'area coinvolta si estende dal Sud-Ovest verso l'Île-de-France per poi scendere nuovamente fino all'Auvergne-Rhône-Alpes. Sono interessate anche la Borgogna, la regione Centro-Valle della Loira, parte dei Paesi della Loira e il Poitou-Charentes. <strong>In tutte queste aree le temperature diventeranno progressivamente più elevate.</strong></p><h2>Allerta arancione imminente</h2><p>Nel pomeriggio di oggi, <strong>diverse regioni potrebbero passare all'allerta arancione per canicola</strong> in vista dell'inizio dell'evento previsto per giovedì. Le regioni che potrebbero essere interessate sono <strong>Auvergne-Rhône-Alpes, Borgogna-Franca Contea, Centro-Valle della Loira e Île-de-France.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-preparez-vous-a-la-fournaise-pres-de-50-departements-en-vigilance-jaune-canicule-et-la-situation-va-s-aggraver-1781644753256.png" data-image="giz5uwgxe4bw" alt="L'ondata di caldo si intensifica tra oggi e domani!" title="L'ondata di caldo si intensifica tra oggi e domani!"> <figcaption>L'ondata di caldo si intensifica tra oggi e domani!</figcaption> </figure><p>L'allerta arancione potrebbe essere estesa ad altre regioni già da giovedì, <strong>in particolare al Grand Est, ai Paesi della Loira, al Poitou e al Limousin.</strong></p><p>Tra sabato e martedì prossimo, <strong>quasi tutte le regioni francesi saranno interessate dall'ondata di calore e da condizioni di canicola.</strong></p><h2>Ondata di calore: fino a quando durerà?</h2><p>Al momento, <strong>non è ancora possibile stabilire una data certa per la fine dell'ondata di calore.</strong> Le giornate più calde dovrebbero essere quelle di domenica e lunedì. Da martedì prossimo potrebbe iniziare una temporanea diminuzione delle temperature, ma il calo sarebbe limitato nel tempo <strong>e successivamente i valori potrebbero tornare ad aumentare verso la fine di giugno.</strong></p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-preparez-vous-a-la-fournaise-pres-de-50-departements-en-vigilance-jaune-canicule-et-la-situation-va-s-aggraver-1781644774654.png" data-image="e7e1pjw4g1bu" alt="Domenica attese punte di 40-42 °C!" title="Domenica attese punte di 40-42 °C!"> <figcaption>Domenica attese punte di 40-42 °C!</figcaption> </figure><p>Nei prossimi giorni la situazione potrebbe diventare particolarmente pericolosa <strong>a causa dell'instaurarsi di un'ondata di calore intensa e duratura.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-la-francia-si-prepara-per-una-storica-ondata-di-calore-quasi-50-dipartimenti-in-allerta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>