<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 14 Sep 2026 23:20:19 +0000</lastBuildDate><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 23:20:19 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Il primo studio di Lancet Countdown sui cambiamenti climatici avverte: sta soffocando e rendendo malate le città]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-primo-studio-di-lancet-countdown-sui-cambiamenti-climatici-avverte-sta-soffocando-e-rendendo-malate-le-citta.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il primo rapporto ha appena messo sul tavolo dati scientifici e invia un messaggio chiaro: i rischi per la salute stanno crescendo più rapidamente della risposta offerta.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-primer-estudio-de-lancet-countdown-sobre-salud-y-cambio-climatico-alerta-esta-asfixiando-y-enfermando-a-las-ciudades-1789018922838.jpg" data-image="5r3lzgat34le" alt="cambiamento climatico" title="cambiamento climatico"><figcaption>Le città sono malate e non stiamo agendo abbastanza in fretta. Questo è l'avvertimento che emerge dal primo studio pubblicato su The Lancet Countdown.</figcaption></figure><p>Per anni abbiamo parlato del cambiamento climatico come di un problema ambientale. Ma la realtà è che <strong>il cambiamento climatico sta avendo effetti sulla nostra salute</strong>, soprattutto nelle città. Il primo rapporto di <strong>Lancet Countdown sulla salute e il cambiamento climatico nelle città europee</strong> mette nero su bianco una situazione che ogni estate diventa sempre più evidente.</p><p>Dietro questo lavoro ci sono <strong>decine di ricercatori, università e organismi internazionali</strong> che analizzano indicatori comparabili nel tempo per comprendere come il cambiamento climatico influisca sulla salute. Nel rapporto europeo completo vengono utilizzati <strong>43 indicatori strutturati in cinque grandi aree</strong>, dagli impatti diretti fino ai finanziamenti e alle politiche pubbliche.</p><p>Nella versione specifica dedicata alle città, questi indicatori vengono analizzati su scala urbana: <strong>più di 850 città, dati storici, confronti tra decenni e metriche che permettono di individuare le tendenze e aiutano a prendere decisioni.</strong> Il caldo estremo, l’inquinamento, gli incendi boschivi e le malattie trasmesse da vettori stanno aumentando i loro effetti sulla popolazione, mentre le misure di adattamento avanzano troppo lentamente.</p><h2><strong>“Ha sempre fatto caldo”: ma non così...</strong></h2><p>Le alte temperature hanno sempre fatto parte dell’estate. Ciò che <strong>sta cambiando è la loro intensità, la loro frequenza</strong> e questo influisce direttamente sull’impatto sulla salute.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775895" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-estate-ha-sempre-fatto-caldo-in-italia-l-esperto-luca-lombroso-spiega-perche-non-e-vero-non-cosi-caldo.html" title="'In estate ha sempre fatto caldo in Italia', l'esperto Luca Lombroso spiega perché non è vero: 'non così caldo'">"In estate ha sempre fatto caldo in Italia", l'esperto Luca Lombroso spiega perché non è vero: "non così caldo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-estate-ha-sempre-fatto-caldo-in-italia-l-esperto-luca-lombroso-spiega-perche-non-e-vero-non-cosi-caldo.html" title="'In estate ha sempre fatto caldo in Italia', l'esperto Luca Lombroso spiega perché non è vero: 'non così caldo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/in-estate-ha-sempre-fatto-caldo-in-italia-l-esperto-luca-lombroso-spiega-perche-non-e-vero-non-cosi-caldo-1782508671387_320.png" alt="'In estate ha sempre fatto caldo in Italia', l'esperto Luca Lombroso spiega perché non è vero: 'non così caldo'"></a></article></aside><p>Uno dei dati più preoccupanti è che la <strong>mortalità associata al caldo è aumentata del 160,6% nell’Europa meridionale</strong> rispetto agli anni Novanta. E il problema non riguarda soltanto le ondate di calore.</p><div class="texto-destacado">Come sottolinea il <strong>dottor José Chen</strong> (ricercatore di <em>Lancet Countdown Europe</em> presso ISGlobal), gli eventi estremi attuali non sono fenomeni isolati, ma sintomi evidenti di un clima alterato che richiede una risposta urgente e integrata.</div><p><strong>Sono sempre più frequenti le</strong> <strong>notti tropicali</strong>, quelle in cui il termometro non scende sotto i<strong> 25 °C</strong>. Senza questo calo notturno, l’organismo non riesce a recuperare adeguatamente: il sonno viene alterato, aumenta lo stress fisiologico e il sistema cardiovascolare rimane sottoposto a uno sforzo prolungato.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-primer-estudio-de-lancet-countdown-sobre-salud-y-cambio-climatico-alerta-esta-asfixiando-y-enfermando-a-las-ciudades-1789018708592.jpeg" data-image="ma4szx4zja2b" alt="Città e cambiamento climatico" title="Città e cambiamento climatico"><figcaption>È indispensabile investire per evitare le isole di calore nelle città.</figcaption></figure><p><strong>Le conseguenze sono particolarmente importanti per le persone anziane,</strong> per chi soffre di malattie croniche o per chi svolge la propria attività lavorativa all’aperto.</p><h2><strong>Città che diventano isole di calore</strong></h2><p>Se in estate noti una differenza di temperatura tra un parco e un viale circondato da edifici, stai percependo l’effetto dell’<strong>isola di calore urbana</strong>.</p><p>Le superfici asfaltate, il cemento e gli edifici accumulano energia durante il giorno e la rilasciano lentamente durante la notte. Di conseguenza, <strong>le città rimangono significativamente più calde rispetto alle aree circostanti</strong>.</p><p>La buona notizia è che esistono soluzioni efficaci. Laddove sono state ampliate le aree verdi o sono state trasformate determinate superfici urbane, il caldo estivo è diminuito. È successo, infatti, nell’<strong>88% delle città analizzate</strong>.</p><h2><strong>Castellón e Granada: due volti dello stesso fenomeno</strong></h2><p>Il rapporto evidenzia due casi in Spagna. Uno di questi è <strong>Castellón</strong><strong>, dove la mortalità attribuibile al caldo estremo è aumentata del </strong><strong>553%</strong>. L’elevata umidità, la successione di notti calde e l’invecchiamento della popolazione aumentano la vulnerabilità alle alte temperature.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Definizione grafica di "Isola di calore urbana": possiamo osservare nella capitale come la temperatura possa variare a seconda dei quartieri. Nelle zone più aperte ed esposte, come l’Albaicín, ci sono attualmente 25° alle 2:00 di notte, mentre ad esempio ad Arabial, Camino de Ronda, 28° <a href="https://t.co/HO1XFPw1RN">pic.twitter.com/HO1XFPw1RN</a></p>— tiempo en Granada (@Granada_Meteo) <a href="https://x.com/Granada_Meteo/status/2069573273138991229?ref_src=twsrc%5Etfw">24 giugno 2026</a></blockquote></figure><p>A <strong>Granada</strong>, invece, la <strong>scarsità di alberi e l’abbondanza di superfici in cemento</strong> favoriscono l’accumulo di calore durante il giorno e ostacolano il raffreddamento notturno. Alcuni quartieri arrivano a comportarsi come vere e proprie trappole termiche.</p><p><strong>Sono due esempi concreti di una realtà che si ripete</strong> in numerosi centri urbani europei. Tutti stiamo pensando alla nostra città, e tutti abbiamo ragione.</p><h2><strong>Il caldo e le malattie emergenti</strong></h2><p>L’aumento delle temperature <strong>favorisce la diffusione di specie come la</strong> <strong>zanzara tigre (<em>Aedes albopictus</em>)</strong>, ampliando le aree caratterizzate da condizioni favorevoli a malattie come la dengue o la febbre del Nilo occidentale, che ha già provocato un forte aumento dei casi e dei decessi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-primer-estudio-de-lancet-countdown-sobre-salud-y-cambio-climatico-alerta-esta-asfixiando-y-enfermando-a-las-ciudades-1789018768141.jpg" data-image="2yjl257c6vad" alt="Cambiamento climatico" title="Cambiamento climatico"><figcaption>Gli eventi estremi trasformano il cambiamento climatico in un problema di salute pubblica oltre che ambientale: malattie, allergie, incendi e alluvioni.</figcaption></figure><p>Sta cambiando anche il modo in cui conviviamo con il <strong>polline</strong>. Molte specie allergeniche fioriscono prima e prolungano la loro attività per un periodo più lungo, <strong>allungando le stagioni delle allergie e aumentando l’esposizione di milioni di persone</strong>. Sono cambiamenti con conseguenze sanitarie sempre più evidenti, ai quali è necessario adattarsi.</p><h2>Una nota di ottimismo</h2><p><strong>Non tutte le informazioni sono negative.</strong> Le zone a basse emissioni, la progressiva riduzione degli inquinanti atmosferici e i miglioramenti nella mobilità urbana stanno contribuendo a ridurre parte dei rischi legati alla qualità dell’aria.</p><div class="texto-destacado">Le normative sulle basse emissioni hanno ridotto significativamente i picchi letali di particolato fine e nitrati e <strong>hanno ridotto i decessi dovuti alla scarsa qualità dell’aria</strong>.<ol> </ol></div><p>Inoltre, sempre più città puntano su modelli che favoriscono sia il clima sia la salute: <strong>più trasporto pubblico, più spostamenti a piedi, più biciclette e meno dipendenza dall’auto privata</strong>. I dati indicano benefici per le città che adottano queste misure, che devono essere richieste.</p><h2>Un problema di finanziamenti... o di distribuzione delle risorse</h2><p><strong>La maggior parte delle città conosce già i rischi che deve affrontare. Oltre l’80% ha effettuato valutazioni climatiche</strong> e dispone di informazioni sufficienti per pianificare gli interventi. Tuttavia, metterli in pratica è tutta un’altra questione.</p><p>La mancanza di finanziamenti continua a essere il principale ostacolo. <strong>Il 41,2% dei comuni identifica nelle risorse economiche il problema maggiore </strong>per compiere progressi nelle misure di adattamento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786888" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme.html" title="Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie 'insospettabili' collegate alle temperature estreme ">Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie "insospettabili" collegate alle temperature estreme </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme.html" title="Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie 'insospettabili' collegate alle temperature estreme "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme-1788421534046_320.jpg" alt="Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie 'insospettabili' collegate alle temperature estreme "></a></article></aside><p>In molti casi, le conoscenze ci sono. <strong>Ciò che manca è la capacità di trasformarle in azione.</strong></p><h2><strong>Un problema ambientale... e sanitario</strong></h2><p>O lo affrontiamo subito oppure siamo già in ritardo: <strong>il cambiamento climatico è un problema di salute pubblica</strong>. Per questo l’adattamento climatico non può essere considerato una questione esclusivamente ambientale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-primer-estudio-de-lancet-countdown-sobre-salud-y-cambio-climatico-alerta-esta-asfixiando-y-enfermando-a-las-ciudades-1789018553724.jpeg" data-image="jmfdjdeyyz3v" alt="Cambiamento climatico" title="Cambiamento climatico"><figcaption>Si vuole, si deve, si sa come fare, ma mancano i finanziamenti per adottare le misure necessarie a proteggere la nostra salute nelle città.</figcaption></figure><p><strong>Più alberi, meno asfalto, rifugi climatici accessibili e città progettate pensando alle persone</strong> sono misure che proteggono sia il pianeta sia la nostra salute. Non meritiamo di meno.</p><p><strong>Le prove sono solide. Sappiamo cosa sta accadendo</strong> e conosciamo molte delle soluzioni. Abbiamo già compreso il problema; ora è necessario fare progressi nell’applicazione delle soluzioni.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Jos%C3%A9%20Chen-Xu%2C%20PhDa%2Cc%2Cd%20Send%20email%20to%20jose.chen%40isglobal.org%20%E2%88%99%20Hedi%20K%20Kriit%2C%20PhDe%2Cf%2Cg%20%E2%88%99%20Prof%20Jan%20C%20Semenza%2C%20PhDe%2Cg%20%E2%88%99%20Hannah%20Heiliger%2C%20PhDh%20%E2%88%99%20Prof%20Anil%20Markandya%2C%20PhDi%20%E2%88%99%20Prof%20Niheer%20Dasandi%2C%20PhDj%20%E2%88%99%20et%20al." data-year="2026" data-title="The%202026%20Europe%20Cities%20Report%20of%20the%20Lancet%20Countdown%20on%20health%20and%20climate%20change%3A%20cities%20at%20the%20forefront%20of%20climate%20change%20action" data-url="https%3A%2F%2Fwww.thelancet.com%2Fjournals%2Flanpub%2Farticle%2FPIIS2468-2667(26)00100-3%2Ffulltext">José Chen-Xu, PhDa,c,d Send email to jose.chen@isglobal.org ∙ Hedi K Kriit, PhDe,f,g ∙ Prof Jan C Semenza, PhDe,g ∙ Hannah Heiliger, PhDh ∙ Prof Anil Markandya, PhDi ∙ Prof Niheer Dasandi, PhDj ∙ et al.. (2026). <a href="https://www.thelancet.com/journals/lanpub/article/PIIS2468-2667(26)00100-3/fulltext" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">The 2026 Europe Cities Report of the Lancet Countdown on health and climate change: cities at the forefront of climate change action</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-primo-studio-di-lancet-countdown-sui-cambiamenti-climatici-avverte-sta-soffocando-e-rendendo-malate-le-citta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il "Super El Niño" rientra nella categoria "molto forte" dopo aver raggiunto i +2°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-super-el-nino-rientra-nella-categoria-molto-forte-quando-raggiunge-i-2-c.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 14:00:58 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>El Niño 2026-2027 ha raggiunto la soglia della categoria “molto forte” registrando la scorsa settimana un’anomalia relativa di +2°C nella regione Niño 3.4. Il riscaldamento è tra i primi e i più intensi mai osservati, paragonabile al 1997.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-entra-na-categoria-muito-forte-ao-alcancar-2-c-1789386525748.png" data-image="2cyetnqwhst9" alt="L'anomalia della temperatura superficiale del mare del 12 settembre 2026 evidenzia un Pacifico eccezionalmente caldo all'interno di un globo quasi interamente riscaldato. Crediti: Climate Reanalyzer." title="L'anomalia della temperatura superficiale del mare del 12 settembre 2026 evidenzia un Pacifico eccezionalmente caldo all'interno di un globo quasi interamente riscaldato. Crediti: Climate Reanalyzer."><figcaption>L'anomalia della temperatura superficiale del mare del 12 settembre 2026 evidenzia un Pacifico eccezionalmente caldo all'interno di un globo quasi interamente riscaldato. Crediti: Climate Reanalyzer.</figcaption></figure><p>Secondo i dati della NOAA<strong> </strong>diffusi questo<strong> lunedì 14 settembre</strong>, l’<strong>anomalia</strong> relativa della <strong>temperatura della superficie del mare</strong> (TSM) nella regione di monitoraggio del fenomeno El Niño (Niño 3.4) <strong>ha raggiunto per la prima volta +2°C</strong> nell’evento 2026-2027, entrando nella soglia della<strong> categoria “molto forte”</strong>. Sebbene ufficialmente l’intensità di El Niño venga stabilita sulla base di una media trimestrale e non settimanale, questa è la prima settimana che rientra nella categoria “molto forte”. Ecco i dettagli.</p><h2>Il riscaldamento nel Pacifico raggiunge un’anomalia di +2°C</h2><p>Mentre il mese di <strong>agosto</strong> è stato caratterizzato da un rallentamento del riscaldamento nell’Oceano Pacifico equatoriale, con le<strong> anomalie stabili</strong> intorn<strong>o a 1,8°C</strong>, la settimana centrata sul<strong> 9 settembre </strong><strong>è tornata a riscaldarsi</strong><strong> </strong>e, per la prima volta nel 2026, l’anomalia ha raggiunto i <strong>+2°C</strong>, la soglia di un evento <strong>“molto forte”</strong> — o di un <strong>“Super El Niño”</strong>, come è stato convenzionalmente definito dai media.</p><p>Il<strong> grafico qui sotto</strong> mostra l’andamento delle <strong>anomalie</strong> <strong>relative</strong> della TSM dal settembre 1981, inizio della serie storica resa disponibile dalla NOAA, <strong>evidenziando</strong> le <strong>date</strong> <strong>in cui ogni evento ha raggiunto per la prima volta un’anomalia di +2°C</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-entra-na-categoria-muito-forte-ao-alcancar-2-c-1789386192491.png" data-image="hsyy2oewtcnt" alt="Prima settimana in cui gli eventi di El Niño hanno superato la soglia della categoria molto forte (+2°C) nella serie storica della NOAA. Crediti: Meteored." title="Prima settimana in cui gli eventi di El Niño hanno superato la soglia della categoria molto forte (+2°C) nella serie storica della NOAA. Crediti: Meteored."><figcaption>Prima settimana in cui gli eventi di El Niño hanno superato la soglia della categoria molto forte (+2°C) nella serie storica della NOAA. Crediti: Meteored.</figcaption></figure><p>In questa serie storica, l’<strong>analisi di Meteored evidenzia</strong> che l’<strong>evento del 2026</strong> è <strong>praticamente alla pari con quello del 1997</strong>, uno degli eventi più intensi della storia, quando la soglia di <strong>+2°C</strong> fu <strong>raggiunta</strong> nella settimana centrata sul <strong>3 settembre</strong>, con meno di una settimana di differenza.</p><div class="texto-destacado">Considerando gli altri eventi ‘molto forti’, il riscaldamento di +2°C è stato raggiunto soltanto tra la fine di settembre e l’inizio di dicembre, a sottolineare l’eccezionalità di El Niño 2026-2027.</div><p>Se consideriamo i <strong>dati “grezzi” delle anomalie assolute della TSM</strong>, vale a dire <strong>senza sottrarre il valore del “riscaldamento di fondo” </strong>degli oceani tropicali, come invece avviene con l’anomalia relativa, il riscaldamento è <strong>ancora più eccezionale</strong><strong> e si avvicina ai</strong> <strong>3°C</strong> (+2,9°C nell’ultima settimana, secondo i dati della NOAA). </p><p>Questo significa che il <strong>riscaldamento medio degli oceani tropicali </strong>sta <strong>aggiungendo</strong> quasi <strong>1°C</strong> nella zona centrale del <strong>Pacifico equatoriale</strong>.</p><h2>Il riscaldamento del 2026 è eccezionale</h2><p>Il<strong> grafico qui sotto </strong>mostra l’<strong>evoluzione</strong> della <strong>TSM </strong>nella <strong>regione Niño 3.4 </strong><strong>dal 1981</strong>, la principale area utilizzata per il monitoraggio di El Niño. La <strong>linea rossa</strong> rappresenta il <strong>2026</strong>, mentre quella gialla corrisponde al 2025. Le linee nere mostrano le climatologie di riferimento (1982-2010 e 1991-2020), mentre le linee grigie rappresentano gli altri anni della serie storica.</p><div class="texto-destacado">Il grafico mostra chiaramente come la curva del 2026 abbia iniziato a distinguersi dalle altre a partire dall’inizio di giugno, raggiungendo valori senza precedenti per questo periodo dell’anno. La TSM media registrata negli ultimi giorni si è mantenuta vicina ai 29,6°C, un valore eccezionale per la regione.</div><p>Questo comportamento si riflette in una <strong>sequenza storica di record.</strong> Da più di <strong>90 giorni consecutivi</strong>, la temperatura giornaliera della superficie del mare nella regione Niño 3.4 è la più alta mai osservata per ciascuna delle rispettive date dall’inizio della serie storica, nel 1981.</p><p>Nonostante ciò, il <strong>2026</strong> <strong>non detiene ancora il record assoluto</strong> della serie. Il <strong>valore più alto</strong> mai registrato nella regione Niño 3.4 si è verificato nel <strong>novembre 2015</strong>, quando la temperatura media giornaliera ha raggiunto i<strong> 29,82°</strong><strong>C </strong>durante uno degli eventi di El Niño più intensi mai osservati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-entra-na-categoria-muito-forte-ao-alcancar-2-c-1789386412187.png" data-image="sofgs4kwpzrx" alt="Temperatura giornaliera della superficie del mare nella regione di monitoraggio di El Niño (Niño 3.4) dal 1981, secondo i dati della NOAA. Crediti: Climate Reanalyzer." title="Temperatura giornaliera della superficie del mare nella regione di monitoraggio di El Niño (Niño 3.4) dal 1981, secondo i dati della NOAA. Crediti: Climate Reanalyzer."><figcaption>Temperatura giornaliera della superficie del mare nella regione di monitoraggio di El Niño (Niño 3.4) dal 1981, secondo i dati della NOAA. Crediti: Climate Reanalyzer.</figcaption></figure><p>Tuttavia, il <strong>confronto con il 2015 richiede cautela</strong>. Il <strong>record</strong> fu raggiunto <strong>in prossimità del picco di quell’evento</strong>, mentre <strong>l’attuale El Niño è ancora in fase di intensificazione</strong> e siamo soltanto a settembre. In altre parole, il fenomeno del <strong>2026</strong> ha ancora <strong>ampio margine per continuare a riscaldarsi</strong> nelle prossime settimane.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787723" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-arriva-davvero-in-europa-luca-lombroso-fa-chiarezza-su-che-cos-e-e-quanto-dobbiamo-preoccuparci.html" title="El Niño arriva davvero in Europa? Luca Lombroso fa chiarezza su che cos’è e quanto dobbiamo preoccuparci ">El Niño arriva davvero in Europa? Luca Lombroso fa chiarezza su che cos’è e quanto dobbiamo preoccuparci </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-arriva-davvero-in-europa-luca-lombroso-fa-chiarezza-su-che-cos-e-e-quanto-dobbiamo-preoccuparci.html" title="El Niño arriva davvero in Europa? Luca Lombroso fa chiarezza su che cos’è e quanto dobbiamo preoccuparci "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-arriva-davvero-in-europa-luca-lombroso-fa-chiarezza-su-che-cos-e-e-quanto-dobbiamo-preoccuparci-1788879966136_320.jpeg" alt="El Niño arriva davvero in Europa? Luca Lombroso fa chiarezza su che cos’è e quanto dobbiamo preoccuparci "></a></article></aside><p>Le <strong>previsioni</strong> dei <strong>principali modelli </strong>climatici indicano un <strong>picco superiore a 3°C</strong> di anomalia nella regione Niño 3.4 <strong>tra ottobre e novembre</strong>. Inoltre, una grande quantità di acqua calda rimane accumulata sotto la superficie del Pacifico tropicale, fornendo energia per il mantenimento e una possibile intensificazione del fenomeno. Se questo scenario sarà confermato, il <strong>record assoluto osservato nel 2015 sarà probabilmente superato entro la fine dell’anno.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-super-el-nino-rientra-nella-categoria-molto-forte-quando-raggiunge-i-2-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 13:14:16 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Con la fine del caldo intenso, il balcone può tornare a riempirsi di colori e fioriture, accompagnando il passaggio verso la stagione autunnale. Ecco 10 piante da coltivare in vaso per mantenere vivace il balcone dopo l'estate.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369713990.jpeg" data-image="7iycl0xqpujx"><figcaption>10 piante per un balcone fiorito e colorato dopo l'estate</figcaption></figure><p><strong>Con la fine del caldo intenso e il ritorno delle piogge, tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno il balcone può vivere una sorta di seconda primavera</strong>: le notti più fresche, la rugiada e le ancora numerose ore di luce, alternate ai primi periodi piovosi, creano condizioni favorevoli per molte piante e permettono di accogliere nuove fioriture fino all'arrivo dei primi freddi.</p><p> <strong>Non tutte le specie che colorano il balcone in questo periodo sono propriamente autunnali</strong>: alcune, dopo la fioritura primaverile e la pausa estiva, trovano nuovamente in autunno condizioni climatiche favorevoli per fiorire, mentre altre trovano proprio nella diminuzione delle temperature e nell'accorciarsi delle giornate le condizioni più favorevoli per sbocciare. Ecco 10 piante pronte a portare colore sul balcone dopo l'estate, facilmente reperibili in commercio tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. </p><h2>1. Celosia</h2><p><strong>La celosia è una pianta dal carattere esotico, riconoscibile per le sue infiorescenze vistose, disponibili in tonalità che spaziano dal giallo al rosso, passando per arancio, rosa e viola</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369747696.jpeg" data-image="xulg3zuobz3y"><figcaption>Celosia</figcaption></figure><p>La fioritura può proseguire dalla tarda primavera fino ai primi freddi, permettendo di mantenere vivaci i vasi anche alla fine dell'estate. Predilige una posizione soleggiata e riparata, con un substrato fertile e ben drenato, da mantenere moderatamente umido.</p><h2>2. Dalia</h2><p><strong>La dalia è una delle protagoniste della transizione tra estate e autunno: le sue grandi infiorescenze, disponibili in moltissime forme e colori, possono continuare a sbocciare fino ai primi geli</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369764547.jpeg" data-image="df7hcgw13g69"><figcaption>Dalia</figcaption></figure><p>Anche le varietà di dimensioni più contenute si prestano alla coltivazione in vaso e, per prolungare la fioritura, è utile eliminare regolarmente i capolini appassiti. Richiede una posizione soleggiata, irrigazioni regolari e un terreno fertile ma ben drenato.</p><h2>3. Rudbeckia</h2><p><strong>Con i suoi fiori simili a grandi margherite, spesso gialli con il caratteristico centro scuro, la rudbeckia porta sul balcone una nota di colore particolarmente luminosa</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369782489.jpeg" data-image="006oal9fp8h3"><figcaption>Rudbeckia</figcaption></figure><p>La fioritura si concentra tra la fine dell'estate e l'autunno, proprio quando molte specie estive iniziano a perdere vigore. È una pianta poco esigente, adatta anche alla coltivazione in contenitore, che fiorisce meglio in pieno sole e con un substrato fertile, fresco ma senza ristagni.</p><h2>4. Garofani nani rifiorenti</h2><p><strong>I garofani nani rifiorenti del genere <em>Dianthus</em> sono ideali per chi cerca piante compatte capaci di offrire colore a lungo</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369803991.jpeg" data-image="qf8ggg0slv4g"><figcaption>Garofani nani rifiorenti</figcaption></figure><p>I fiori, semplici o doppi e disponibili in diverse tonalità, possono comparire anche dopo la prima fioritura, soprattutto se vengono eliminati regolarmente quelli appassiti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786238" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/bello-elegante-e-profumato-l-arbusto-perfetto-per-abbellire-il-vostro-giardino-o-balcone-questa-primavera.html" title="Bello, elegante e profumato: l'arbusto perfetto per abbellire il vostro giardino o balcone questa primavera">Bello, elegante e profumato: l'arbusto perfetto per abbellire il vostro giardino o balcone questa primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/bello-elegante-e-profumato-l-arbusto-perfetto-per-abbellire-il-vostro-giardino-o-balcone-questa-primavera.html" title="Bello, elegante e profumato: l'arbusto perfetto per abbellire il vostro giardino o balcone questa primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hermoso-elegante-y-perfumado-el-arbusto-perfecto-para-elevar-tu-patio-o-balcon-esta-primavera-1787262888361_320.jpg" alt="Bello, elegante e profumato: l'arbusto perfetto per abbellire il vostro giardino o balcone questa primavera"></a></article></aside><p>Una posizione luminosa e soleggiata, insieme a un substrato ben drenato, favorisce la produzione di nuovi boccioli e aiuta la pianta ad affrontare anche il passaggio verso la stagione più fresca.</p><h2>5. Abelia</h2><p><strong>L'abelia è un piccolo arbusto che può essere coltivato anche in vaso e che offre una fioritura particolarmente interessante proprio nella seconda parte dell'anno</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369827291.jpeg" data-image="5ed254jc5qph"><figcaption>Abelia</figcaption></figure><p>I suoi piccoli fiori tubolari, generalmente bianchi o rosati, compaiono a lungo tra l'estate e l'autunno, mentre i sepali colorati possono rimanere decorativi anche dopo la caduta dei fiori. Per ottenere una buona fioritura è preferibile una posizione soleggiata e riparata, con un substrato fertile e ben drenato.</p><h2>6. Azalea rifiorente</h2><p><strong>Le varietà di azalea rifiorente rappresentano una scelta interessante per prolungare la stagione dei colori sul balcone, grazie alla capacità di produrre una seconda fioritura dopo quella principale</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369844316.jpeg" data-image="s82bcub08qgm"><figcaption>Azalea rifiorente</figcaption></figure><p>I fiori, disponibili in numerose tonalità, spiccano sul fogliame verde e possono ravvivare i vasi anche quando l'estate è ormai terminata. L'azalea richiede un substrato acido e ben drenato, una buona disponibilità di luce e irrigazioni regolari, evitando però i ristagni d'acqua.</p><h2>7. Gerbera</h2><p><strong>La gerbera è una pianta erbacea caratterizzata da grandi capolini dai colori vivaci, che spaziano dal bianco al giallo, dall'arancio al rosa e al rosso</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369864482.jpeg" data-image="5w0k3nidmwad"><figcaption>Gerbera</figcaption></figure><p>La fioritura autunnale diventa generosa quando la pianta riceve molta luce e le temperature si mantengono miti. Per sostenerne la crescita è importante utilizzare un substrato fertile e ben drenato e garantire irrigazioni regolari, evitando i ristagni d'acqua.</p><h2>8. Hebe o Veronica arbustiva</h2><p><strong>Conosciuta tradizionalmente come <em>Hebe</em> e oggi classificata nel genere <em>Veronica</em>, questa pianta è un piccolo arbusto sempreverde particolarmente adatto anche alla coltivazione in contenitore</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369882076.jpeg" data-image="xzrw95gt5cvg"><figcaption>Hebe o Veronica arbustiva</figcaption></figure><p>Le infiorescenze a spiga, nelle tonalità del bianco, rosa e viola, possono prolungarsi dall'estate verso l'autunno, mentre il fogliame mantiene il balcone verde anche oltre la fioritura. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787252" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cresce-rapidamente-e-incanta-con-i-suoi-pompon-gialli-ecco-perche-e-il-momento-ideale-per-piantare-questo-albero.html" title="Cresce rapidamente e incanta con i suoi pompon gialli: ecco perché è il momento ideale per piantare questo albero">Cresce rapidamente e incanta con i suoi pompon gialli: ecco perché è il momento ideale per piantare questo albero</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/cresce-rapidamente-e-incanta-con-i-suoi-pompon-gialli-ecco-perche-e-il-momento-ideale-per-piantare-questo-albero.html" title="Cresce rapidamente e incanta con i suoi pompon gialli: ecco perché è il momento ideale per piantare questo albero"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/crece-rapido-y-deslumbra-con-sus-pompones-amarillos-por-que-conviene-plantar-este-arbol-ahora-1788180875763_320.jpg" alt="Cresce rapidamente e incanta con i suoi pompon gialli: ecco perché è il momento ideale per piantare questo albero"></a></article></aside><p>Le varietà compatte prediligono una posizione soleggiata e un substrato ben drenato; l'eliminazione delle infiorescenze appassite può inoltre favorire la produzione di nuovi fiori.</p><h2>9. Aster o settembrino</h2><p><strong>Gli aster, spesso chiamati settembrini, sono tra le piante che meglio rappresentano il passaggio verso l'autunno</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369901892.jpeg" data-image="slyqdp4lq0yn"><figcaption>Aster o settembrino</figcaption></figure><p>I loro numerosi fiori simili a margherite possono essere bianchi, rosa, lilla, viola o blu e compaiono proprio nella fase finale della stagione vegetativa. Diverse varietà hanno dimensioni adatte alla coltivazione in vaso e prediligono una posizione soleggiata o leggermente ombreggiata, con un substrato fertile, fresco e ben drenato.</p><h2>10. Erica</h2><p><strong>Con l'erica si entra ormai pienamente nella stagione autunnale</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate-1789369918380.jpeg" data-image="jnazqs57458h"><figcaption>Erica</figcaption></figure><p>Questi piccoli arbusti sempreverdi sono disponibili in numerose varietà e possono offrire fioriture prolungate, arrivando in alcuni casi fino all'inverno. Il portamento generalmente compatto li rende particolarmente adatti a vasi e fioriere, dove possono essere utilizzati anche per sostituire le specie estive ormai sfiorite. La maggior parte delle eriche predilige una posizione soleggiata e un substrato ben drenato, spesso acido, evitando i ristagni d'acqua.</p><h2>Fioriture dopo l'estate</h2><p><strong>Con l'autunno ormai alle porte, una nuova primavera di fiori è pronta a fare capolino tra davanzali, balconi e giardini</strong>: un'occasione per continuare a godere dei colori della natura prima che la stagione fredda prenda il sopravvento. Tra specie che prolungano la fioritura estiva e altre che raggiungono proprio in questo periodo il loro massimo splendore, il balcone può così mantenersi colorato ancora a lungo, accompagnando gradualmente il passaggio verso l'inverno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-per-un-balcone-fiorito-e-colorato-dopo-l-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso: "settimana di svolta definitiva dell'estate: temporali al Nord, rischio medicane al largo della Sicilia"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-settimana-di-svolta-definitiva-dell-estate-temporali-al-nord-rischio-medicane-al-largo-della-sicilia.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 11:45:56 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Occhi puntati sul rischio medicane al largo della Sicilia e una perturbazione in arrivo al nord: questi i tratti fondamentali della settimana centrale di settembre. Dopo un momentaneo rialzo delle temperature e ricordo d’estate lunedì e martedì, l’estate 2026 dovrebbe andarsene forse definitivamente. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb7jn7a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb7jn7a.jpg" id="xb7jn7a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Lasciata alle spalle una <strong>domenica generalmente tranquilla dal punto di vista meteo</strong> e con temperature grosso modo allineate alla stagione, la nuova settimana inizia con un leggero passaggio instabile sulle regioni Adriatiche. Lo seguiamo dal <a href="https://www.ilmeteo.net/satelliti/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">satellite</a>, nubi interessano l’alto e medio Adriatico e le relative coste, con rovesci soprattutto in prossimità delle Marche.</p><p>L’attenzione però ora è concentrata sui due lembi estremi dell’Italia.<a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext"> Al sud si segue un ciclone</a> subtropicale. Al nord, si attende invece una perturbazione che riporterà piogge e temporali a metà settimana.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>La mappa in superficie al momento mostra un <strong>promontorio dell’anticiclone delle Azzorre esteso fino all’Italia</strong>, mentre i campi in quota infatti presentano al nord <strong>flussi settentrionali freschi e instabili</strong>, che arrivando al sud alimentano una piccola saccatura a onda corta in corrispondenza del citato ciclone. </p><p>Quest’ultimo nelle prossime ore si isolerà appunto in un ciclone subtropicale, ma si allontanerà nel contempo dalle nostre coste per portarsi più verso la Grecia. Presto e <strong>scarsi gli elementi per definire se diventerà veramente Medicane</strong>.</p><p>Più chiaro invece <strong>al nord il passaggio perturbato atteso a 60-84 ore, metà settimana, </strong>con una onda del flusso in quota associata a un fronte freddo e anche alla formazione di una zona depressionaria nei mari settentrionali italiani.</p><h2>Martedì 15 influenza indiretta del ciclone al sud</h2><p>Domani<strong> martedì 15 settembre gran parte d’Italia avrà una bella giornata,</strong> con ampia prevalenza di cielo sereno. Al nord in particolare tempo stabile e soleggiato, con qualche annuvolamento stratiforme a ridosso delle Prealpi occidentali.<strong> Anche al centro nulla da segnalare, con bella giornata</strong> ovunque. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788347" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca.html" title="Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord">Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca.html" title="Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca-1789243382499_320.jpeg" alt="Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord"></a></article></aside><p>Al<strong> sud la maggior parte delle regioni ha altrettanto bel tempo, </strong>specie Campagna e Puglia settentrionale<strong>. Fra Sicilia, Calabria e Basilicata, in parte anche Puglia centro meridionale invece avremo nuvolosità</strong> irregolare, con addensamenti fra Sicilia orientale e Calabria, occasionalmente con qualche rovescio.<strong> Vento in rinforzo e mare a onda lunga (swell) </strong>sulle coste sudorientali siciliane e della Calabria Jonica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-settimana-di-svolta-definitiva-dell-estate-temporali-al-nord-rischio-medicane-al-largo-della-sicilia-1789376345844.jpg" data-image="asmxch4j0ae9"><figcaption>Campo del vento e pressione previste per domani martedì 15 settembre 2026: il ciclone per ora ha chiare caratteristiche subtropicale, ma potrebbe diventare anche TLC o Medicane, ciclone simil tropicale mediterraneo. Tuttavia e per fortuna per noi, sarà in allontanamento dalla Sicilia.</figcaption></figure><p>Temperature: <strong>giornata quasi calda, con valori sopra media </strong>al nord e centro, si torna anche a <strong>30°C, localmente 32°C</strong> al centro, ma sera fresca e notte sui 15-18°C ci ricordano che la stagione sta cambiando. Al sud 28-30°C di giorno e 18-22°C di notte.</p><h2> Mercoledì avvisaglie di cambiamento al nordovest</h2><p><strong>Mercoledì 16 al mattino ancora al nord il tempo sembra buono </strong>in molte regioni, <strong>ma le nubi aumentano sulle Alpi occidentali e al nordovest. </strong>Nel pomeriggio primi <strong>piovaschi in Liguria e piogge in estensione sulle Alpi</strong> confinanti con Francia e Svizzera e in Val d’Aosta di valle, <strong>verso sera le precipitazioni, temporalesche, arrivano anche su Piemonte e Lombardia </strong>occidentale. Nel resto del nord resta asciutto, per ora.</p><p><strong>Al centro bella giornata</strong>, ancora scarsa la nuvolosità salvo modesto aumento delle velature e della formazione di scie di condensazione. Anche al sud prevale soleggiato, con<strong> nuvolosità sulla Sicilia orientale e Calabria Jonica di ritorno dal ciclone subtropicale, </strong>con qualche pioggia residua nonché ventilazione sostenuta. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788601" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/processo-ciclogenetico-tropicale-spettacolare-sul-mediterraneo-ecco-cosa-succede-nelle-prossime-ore.html" title="Nelle prossime ore spettacolare processo ciclogenetico tropicale sul Mediterraneo: ecco cosa succederà">Nelle prossime ore spettacolare processo ciclogenetico tropicale sul Mediterraneo: ecco cosa succederà</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/processo-ciclogenetico-tropicale-spettacolare-sul-mediterraneo-ecco-cosa-succede-nelle-prossime-ore.html" title="Nelle prossime ore spettacolare processo ciclogenetico tropicale sul Mediterraneo: ecco cosa succederà"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/medicane-1789379863600_320.jpg" alt="Nelle prossime ore spettacolare processo ciclogenetico tropicale sul Mediterraneo: ecco cosa succederà"></a></article></aside><p>Le temperature, nonostante l’avvicinarsi della perturbazione restano alte per la stagione, anche in lieve aumento per il richiamo caldo, al nord 30-31°C, al centro e al sud 30-32°C, con notti invece fra 16 e 20°C.</p><h2>Giovedì temporali dal nord al centro</h2><p>La <strong>giornata più instabile perturbata sarà giovedì 17 settembre.</strong> Il fronte freddo apporta <strong>piogge e temporali al nord, in movimento </strong>dal nordovest e Liguria, dove sono presenti fra notte e primo mattino, al nordest dove si concentrano specie al pomeriggio, con simultanee schiarite sul Piemonte, val d’Aosta, Lombardia occidentale. </p><p><strong>Al solito sono da mettere in conto fenomeni forti, </strong>con locali nubifragi e downburst. <strong>Nei temporali la grandine è sempre possibile, </strong>anche se questa non è fra le situazioni peggiori per rischio di grandine di grosse dimensioni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-settimana-di-svolta-definitiva-dell-estate-temporali-al-nord-rischio-medicane-al-largo-della-sicilia-1789376283743.jpg" data-image="m4600ypdxccz"><figcaption>Precipitazioni previste da ECMWF nella giornata di giovedì 16 settembre 2026</figcaption></figure><p>Al centro <strong>Toscana raggiunta dai temporali già al mattino,</strong> in Umbria e Lazio, marginalmente interno di Marche e Abruzzo, arrivano al pomeriggio. Quasi saltata la Sardegna, dove irrompe maestrale. </p><p><strong>Al sud verso sera arrivano i primi temporali in Campania, </strong>nelle altre regioni ancora soleggiato.</p><p>Temperature in netto calo al nord con massime ferme a 24-26°C, e in parte anche al centro, Firenze resta sui 25°C, ma nel Lazio e Sardegna ancora 28-30°C. Al sud 30-34°C.</p><h2>Terzo weekend di settembre variabile e più fresco</h2><p>Fra<strong> venerdì 18 e domenica 20 settembre il tempo migliora in molte regioni, </strong>con ritorno del sole ma inframezzato a nubi e con <strong>residua instabilità sulle coste Adriatiche,</strong> venerdì anche al nord restano rovesci e vento fresco da nordest sulle spiagge del Friuli V.G, Veneto, e Emilia Romagna, discretamente soleggiato nel resto del nord. Rovesci e nubi anche nelle coste adriatiche centrali, più soleggiato in quelle tirreniche. Al sud altrettanto nubi e piovaschi in Puglia, meglio le altre regioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788324" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html" title="È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa">È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html" title="È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/c-est-confirme-la-france-connaitra-mardi-15-septembre-l-une-des-anomalies-de-chaleur-les-plus-extremes-d-europe-previsions-meteo-temperatures-1789211146145_320.jpg" alt="È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa"></a></article></aside><p><strong>Sabato i rovesci si concentrano nelle coste centro meridionali adriatiche </strong>e interno dell’Appennino centro meridionale, domenica il tempo instabile si esaurisce o quasi e su molte regioni si avrà bel tempo.</p><p><strong>Giornate più fresche ma da normale mezza stagione, </strong>25-26°C al nord, 26-28°C al centro, vicini ai 30°C al sud. leggero aumento domenica al nord, ma il gran caldo, per fortuna e giustamente, pare essersene finalmente e forse definitivamente andato.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-settimana-di-svolta-definitiva-dell-estate-temporali-al-nord-rischio-medicane-al-largo-della-sicilia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nelle prossime ore spettacolare processo ciclogenetico tropicale sul Mediterraneo: ecco cosa succederà]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/processo-ciclogenetico-tropicale-spettacolare-sul-mediterraneo-ecco-cosa-succede-nelle-prossime-ore.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 10:45:07 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>I grandi ammassi temporaleschi che si stanno formando sui mari a sud della Sicilia, entro 36 ore, si evolveranno in una ciclogenesi dalle caratteristiche subtropicali, grazie al mare caldissimo. Ecco l'evoluzione.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb7jyl6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb7jyl6.jpg" id="xb7jyl6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Gli occhi dei meteorologi oggi sono tutti puntati sul tratto di mare a sud della Sicilia, dove si sta sviluppando uno spettacolare sistema depressionario, dalle caratteristiche subtropicali.</p><p>Del resto, come avevamo già anticipato da diverse settimane, le grandi quantità di calore accumulato, negli ultimi mesi, sono davvero straordinarie. Ed oggi stiamo assaporando le conseguenze di questo eccesso di <strong>energia termica,</strong> accumulata sulla superficie del mare. </p><h2><strong>Cosa sta succedendo nelle acque a sud della Sicilia?</strong></h2><p>Osservando la mappa infrarossa si vede un <strong>sistema convettivo molto intenso</strong> posizionato sul mare a sud della Sicilia (tra Canale di Sicilia, coste tunisine e libiche). </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le caratteristiche principali di questo sistema sono un nucleo centrale, con temperature molto basse lungo la sommità delle nuvole temporalesche (toni dal rosso acceso al bianco, quindi sotto i –70/–75 °C).<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La forma è complessiva compatta e piuttosto arrotondata ed irregolare, non allungata in modo lineare, con una estensione spaziale molto significativa, tipica di un <strong>sistema a mesoscala.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/medicane-1789379751783.jpg" data-image="q0qmdutzoaxy" alt="Ciclone subtropicale." title="Ciclone subtropicale."><figcaption>Ecco il grosso MCS (mesoscale convective system) che in mattinata si è sviluppato e approfondito sul basso Mediterraneo, nel tratto di mare a sud della Sicilia.</figcaption></figure><p>La depressione subtropicale, quella vera e propria, si inizierà a vedere non prima di domani sera. L’invorticamento che si osserva stamattina è dovuto principalmente a vorticità che si genera dal basso (processi mesoscalari legati alla convezione), e non a una depressione subtropicale già ben organizzata e preesistente.</p><p>Non mostra ancora una struttura a spirale chiara, né bande a spirale organizzate, né un centro di rotazione ben definito tipico di una depressione subtropicale o di un medicane in fase matura.</p><p>L’aspetto è quello di un <strong>MCS</strong> <strong>(mesoscale convective system),</strong> di tipo <strong>“cluster” (o a grappolo),</strong> quasi circolare), alimentato dal fortissimo contrasto termico fra l’alta e media troposfera, dove è presente una sacca di aria fredda e secca (legata all’ex goccia fredda in uscita dalla Tunisia), con l’aria molto umida e calda, preesistente sopra la superficie del Mar Libico. </p><h2><strong>Quando si svilupperà il piccolo ciclone?</strong></h2><p>Come detto in precedenza la vera struttura vorticosa la vedremo <strong>non prima delle prossime 24/36 ore, nel tratto di mare a sud-est della Sicilia, fra Mar Lico e basso Ionio.</strong> Quell’invorticamente che si vede ora dalle immagini satellitari è causato da iniezioni di vorticità dal basso, durante il processo di condensazione di queste grandi quantità di vapore acqueo. </p><p>Nei MCS intensi mediterranei è molto comune lo sviluppo di mesovortici o di una <strong>circolazione ciclonica a mesoscala, </strong>che possono durare diverse ore, prima di dissolversi.</p><div class="texto-destacado">Questi vortici nascono soprattutto dal <strong>tilting</strong> di <strong>vorticità orizzontale</strong> generata dal cold pool, o da forti convergenze nei bassi strati o interazioni tra updraft e downdraft.</div><p>Diversi modelli globali prevedono un approfondimento e una maggiore organizzazione del minimo tra le prossime 24 e 48 ore. La finestra di 36 ore rientra quindi tra i tempi possibili per una transizione verso caratteristiche subtropicali (o ibride).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/medicane-1789379863600.jpg" data-image="j6o2uwq7j7xl" alt="Sistema convettivo a mesoscala." title="Sistema convettivo a mesoscala."><figcaption>Nei MCS intensi mediterranei è molto comune lo sviluppo di mesovortici o di una circolazione ciclonica a mesoscala, che possono durare diverse ore, prima di dissolversi.</figcaption></figure><p>Proprio nelle prossime ore il forte riscaldamento nella colonna d’aria (dovuto alla convezione profonda) farà scendere la pressione al suolo. Ciò creerà una convergenza del vento nei bassi strati sempre più organizzata.</p><div class="texto-destacado">I <strong>mesovortici </strong>e la vorticità generata dal basso si fonderanno e si approfondiscono, fino a scavare una circolazione chiusa più ampia e persistente che si autoalimenterà dal solo calore latente, risucchiato dalla superficie del mare.</div><p>Molto difficile l’evoluzione in un vero e proprio <strong>“medicane” (uragano mediterraneo),</strong> come veniva simulato nei giorni scorsi da qualche modello. Ma sembra più probabile che il sistema possa evolversi, entro mercoledì, in una depressione subtropicale, o al massimo in una tempesta subtropicale, di piccole dimensioni, ma piuttosto intensa.</p><h2><strong>Quali saranno le aree a maggiore rischio?</strong></h2><p>Secondo gli ultimi aggiornamenti, il piccolo ciclone dovrebbe rimanere relegato in mare aperto, mantenendosi a latitudini relativamente basse vicino alla costa libica, prima di avvicinarsi sulla Cirenaica (la regione orientale della Libia). </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/medicane-1789379943471.jpg" data-image="sa1dhextujyw" alt="Depressione subtropicale." title="Depressione subtropicale."><figcaption>Secondo gli ultimi aggiornamenti, il piccolo ciclone dovrebbe rimanere relegato in mare aperto, mantenendosi a latitudini relativamente basse vicino alla costa libica.</figcaption></figure><p>Le regioni dell’Italia meridionale, in particolare l’angolo più sud-orientale della Sicilia, potrebbero essere sfiorati da qualche nucleo temporalesco molto periferico, fra stasera e domani, ma la parte più consistente del maltempo sembra sfilare in mare aperto, lontano dalle coste della Sicilia e della Calabria.</p><p>Le coste orientali della Sicilia potrebbero essere interessate, fra mercoledì e giovedì, <strong>dalle onde lunghe, prodotte dai venti orientali attivi sul lato Nord della depressione. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788576" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione.html" title="Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord">Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione.html" title="Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione-1789371044361_320.jpg" alt="Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord"></a></article></aside><p>Sulla Cirenaica, invece, l’impatto diretto del ciclone (o dei suoi resti) potrebbe portare piogge intense, venti forti e possibili tempeste di sabbia nelle zone costiere e nell’entroterra, analogamente a quanto osservato in eventi simili del passato.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/processo-ciclogenetico-tropicale-spettacolare-sul-mediterraneo-ecco-cosa-succede-nelle-prossime-ore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: settimana con rischio Medicane al Sud, poi nuova intensa perturbazione da Nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 09:14:41 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Inizio di settimana piuttosto movimentato per le regioni meridionali, poi toccherà anche a quelle settentrionali con l'arrivo di un'altra perturbazione atlantica.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb7ixru"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb7ixru.jpg" id="xb7ixru"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Questa estate 2026 ha davvero raggiunto e toccato tutti i record che poteva raggiungere e, molto probabilmente, <strong>ce la ricorderemo a lungo</strong>. Tuttavia, con l'arrivo di settembre, la musica sembra finalmente cambiata, lasciando spazio a una circolazione decisamente più vicina ai <strong>canoni dell'inizio dell'autunno</strong>.</p><p>Abbiamo dovuto attendere una prima decade ancora fortemente condizionata dall'anticiclone, ma la prima perturbazione di settembre che ha raggiunto l'Italia negli ultimi giorni ha mostrato subito il proprio volto, risultando <strong>particolarmente intensa, soprattutto sulle regioni settentrionali</strong>..</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788478" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia.html" title="Un ciclone subtropicale sta per svilupparsi sul basso Mediterraneo, rischio medicane per il Sud Italia?">Un ciclone subtropicale sta per svilupparsi sul basso Mediterraneo, rischio medicane per il Sud Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia.html" title="Un ciclone subtropicale sta per svilupparsi sul basso Mediterraneo, rischio medicane per il Sud Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia-1789330006625_320.png" alt="Un ciclone subtropicale sta per svilupparsi sul basso Mediterraneo, rischio medicane per il Sud Italia?"></a></article></aside><p>E non si tratta certo di una sorpresa. Lo ripetiamo ormai da giorni: <strong>l'enorme quantità di energia accumulata al suolo durante la lunga fase anticiclonica</strong>, unita a <strong>mari ancora eccezionalmente caldi</strong>, rappresenta un ingrediente fondamentale per lo sviluppo di fenomeni anche molto intensi ogni volta che una perturbazione riesce a raggiungere la nostra Penisola.</p><h2>Ciclone nel Mediterraneo: colpite le regioni italiane?</h2><p>Ed è proprio quello che potrebbe accadere nelle prossime ore, con <strong>un vortice di bassa pressione in formazione sul Mediterraneo centrale</strong> che rischia di interessare direttamente anche l'Italia tra oggi e domani.</p><p>La situazione, però, non sarà uguale ovunque. Al Nord e al Centro il tempo dovrebbe mantenersi relativamente tranquillo, con cieli in prevalenza soleggiati, qualche nube di passaggio e una <strong>leggera instabilità soprattutto sul Nord-Est</strong>. Discorso completamente diverso, invece, per l'estremo Sud.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione-1789370957273.jpg" data-image="nl70ombh41qh" alt="La posizione del minimo depressionario" title="La posizione del minimo depressionario"><figcaption>Ecco il vortice ciclonico che tra oggi e domani porterà variabilità all'estremo Sud</figcaption></figure><p>Saranno infatti <strong>la Sicilia meridionale e la Calabria ionica</strong> le aree maggiormente esposte all'instabilità, con possibilità di rovesci e temporali localmente intensi. Molto dipenderà, inevitabilmente, da <strong>come evolverà e soprattutto da quale traiettoria seguirà il minimo depressionario</strong> nelle prossime ore.</p><p>La parentesi instabile, comunque, non sembra destinata a durare a lungo. Il vortice depressionario tenderà infatti a spostarsi rapidamente verso l'Egeo e già da <strong>mercoledì 16 settembre i suoi effetti sull'Italia meridionale dovrebbero risultare ormai marginali</strong>.</p><h2>Nuova perturbazione da metà settimana </h2><p>Ma proprio mentre questa circolazione tenderà ad allontanarsi, da Nord si farà strada una nuova perturbazione di origine nord-atlantica, decisamente più organizzata.</p><p>I primi rovesci interesseranno le Alpi, per poi estendersi rapidamente verso <strong>Liguria, Piemonte e Lombardia</strong> e successivamente anche verso il Triveneto. Le giornate da tenere maggiormente sotto osservazione saranno <strong>mercoledì, ma soprattutto giovedì 17 settembre</strong>, quando i fenomeni potrebbero risultare localmente intensi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione-1789371044361.jpg" data-image="n9bjq8vv99gw" alt="La nuova perturbazione in arrivo" title="La nuova perturbazione in arrivo"><figcaption>Ecco la perturbazione che raggiungerà il Nord a metà settimana</figcaption></figure><p>Al Centro e al Sud il tempo dovrebbe invece mantenersi più tranquillo, fatta eccezione per la <strong>Toscana settentrionale</strong>, che potrebbe risentire maggiormente del passaggio perturbato.</p><p>Ed è proprio questa perturbazione a rappresentare, al momento, <strong>l'ago della bilancia per l'evoluzione del prossimo weekend</strong>, soprattutto sulle regioni meridionali. La traiettoria del sistema resta infatti ancora piuttosto incerta e non è escluso che possa condizionare il tempo del fine settimana al Sud. La distanza temporale, tuttavia, impone ancora prudenza e <strong>non consente di dare certezze sull'evoluzione</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788347" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca.html" title="Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord">Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca.html" title="Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca-1789243382499_320.jpeg" alt="Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord"></a></article></aside><p>Sul fronte delle temperature, invece, non ci saranno particolari scossoni. I valori resteranno <strong>sostanzialmente in linea con le medie del periodo</strong> su gran parte della Penisola. Il Settentrione potrebbe assistere a un temporaneo aumento termico a inizio settimana, prima di un nuovo calo in coincidenza con il passaggio della perturbazione.</p><p>Dopo settimane caratterizzate da caldo eccezionale e temperature fuori scala, <strong>l'intera Penisola dovrebbe finalmente restare sotto i 30°C di massima</strong>, con soltanto qualche punta locale di 31-32°C nelle aree interne.</p><div class="texto-destacado"><strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br></div><p>Insomma, dopo un'estate davvero estrema, <strong>un po' di caldo accettabile non sembra poi così male</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prima-rischio-medicane-poi-nuova-intensa-perturbazione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le giornate di caldo estremo si estendono oltre l'estate, l'autunno e la primavera: il caso dell'Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-giornate-di-caldo-estremo-si-estendono-oltre-l-estate-l-autunno-e-la-primavera-il-caso-dell-europa.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 06:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il caldo estremo è diventato più frequente, come dimostrano sia la ricerca che l'esperienza quotidiana, ma il momento in cui si manifesta è un'altra questione. I ricercatori hanno individuato i mesi non estivi maggiormente colpiti dal caldo estremo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-dias-de-calor-extremo-se-extienden-mas-alla-del-verano-1789101278284.png" data-image="wu4kjllucjhb"><figcaption>Una foto del sole molto luminosa e vivida. Fonte: Drought.gov</figcaption></figure><p> Un nuovo studio rivela che, invece di verificarsi soltanto durante le stagioni calde, <strong>gli episodi di caldo estremo sono diventati più frequenti anche nei mesi precedenti e successivi</strong>. </p><p>I ricercatori hanno analizzato 45 anni di dati climatici globali per determinare in quale periodo dell'anno si verificano le ondate di calore estremo. Le <strong>stagioni del caldo estremo si sono estese a circa metà della superficie terrestre</strong> del pianeta dagli anni Ottanta.</p><p>L'<strong>espansione è disomogenea</strong>: in alcune regioni si prolunga fino alla primavera, mentre in altre arriva fino all'autunno. L'aumento delle temperature medie, da solo, non può spiegare questo andamento; è probabile che influiscano anche fattori regionali, come i cambiamenti nelle precipitazioni o nell'uso del suolo.</p><p>Gli episodi di <strong>caldo estremo al di fuori della loro stagione abituale sono più dannosi per il corpo </strong>e rendono più difficile la preparazione delle città.</p><h2>Più caldo estremo nei mesi non estivi, ma in modo disomogeneo</h2><p>Il momento in cui arriva il caldo è cruciale. <strong>Il caldo estremo ha un impatto maggiore sul corpo quando arriva prima che le persone si siano acclimatate alla stagione</strong>, oppure dopo che hanno già dovuto sopportare mesi di caldo intenso. Inoltre, per le comunità è più difficile prepararsi, poiché i centri di climatizzazione e gli allarmi per il caldo sono generalmente organizzati in funzione del calendario estivo.</p><p>«<em>In alcuni luoghi si osserva una maggiore espansione del caldo estremo durante la primavera, prima dell'inizio della tradizionale stagione calda. In altri, la stagione del caldo si estende molto più rapidamente verso l'autunno</em>», afferma <strong>Catherine Ivanovich</strong>, autrice principale del nuovo studio, pubblicato su <em>AGU Advances</em>. Ivanovich è climatologa presso il Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA, affiliato alla Columbia Climate School.</p><p>«<em>Esistono asimmetrie molto evidenti nel modo in cui le stagioni del caldo estremo si espandono nelle diverse parti del mondo. Il caldo estremo sta iniziando ad assumere caratteristiche diverse in molte di queste regioni</em>».</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787838" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'">Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: "è stata la più calda"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia.html" title="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estate-2026-i-dati-scientifici-confermano-quello-che-molti-hanno-pensato-un-caldo-da-record-in-italia-1788958531495_320.jpg" alt="Estate 2026, i dati scientifici confermano quello che molti hanno pensato in Italia: 'è stata la più calda'"></a></article></aside><p>Le ricerche sul riscaldamento stagionale si sono concentrate principalmente sulle temperature medie e sui cambiamenti nella cronologia delle stagioni. Per esempio, <strong>le condizioni climatiche estive nelle regioni delle medie latitudini si sono allungate di circa sei giorni per decennio dal 1990</strong>. Sono state invece condotte poche ricerche, se non nessuna, sulla cronologia degli episodi di caldo estremo, che potrebbero non coincidere con la media stagionale.</p><p>Ivanovich e i suoi colleghi, il climatologo del GISS Benjamin Cook e <strong>Sonali Shukla McDermid</strong> della New York University, si aspettavano che l'aumento delle temperature globali associato ai cambiamenti climatici rendesse più uniforme il superamento delle soglie di calore pericolose durante l'anno. Tuttavia, non è questo ciò che hanno riscontrato.</p><p>I ricercatori hanno <strong>conteggiato gli episodi di caldo estremo nei sei continenti abitati</strong> tra il 1980 e il 1989, definendo <strong>“estremi” quei giorni con temperature che rientravano nel 5% superiore delle temperature giornaliere</strong>. Hanno effettuato questa analisi due volte: una utilizzando le letture dei termometri standard, una misura del calore secco, e un'altra utilizzando la temperatura di bulbo umido e globo, una misura del calore umido che combina umidità, radiazione solare e temperatura dell'aria per quantificare lo stress termico così come viene percepito dal corpo umano.</p><h2>Le stagioni di caldo estremo si stanno estendendo</h2><p>Gli autori hanno quindi confrontato i valori di riferimento degli anni Ottanta con quelli del decennio più recente disponibile, dal 2015 al 2024. L'analisi ha rivelato che <strong>le stagioni del caldo estremo si erano estese significativamente a poco più della metà della superficie terrestre globale nel caso del calore secco, e a poco meno della metà nel caso del calore umido</strong>. Inoltre, questa <strong>espansione è stata disomogenea</strong>, estendendosi fino alla primavera in alcune regioni e fino all'autunno in altre.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-dias-de-calor-extremo-se-extienden-mas-alla-del-verano-1789101302202.png" data-image="olzb0xmwqm6v"><figcaption>Le mappe mostrano i cambiamenti sia nel calore secco (a sinistra) sia nel calore umido (a destra). La riga superiore evidenzia le regioni in cui il picco del caldo arriva prima (verde) o dopo (viola) rispetto alla tradizionale stagione calda. La riga inferiore mostra dove il periodo complessivo di caldo estremo si sta allungando (rosso), rispetto alle regioni in cui si sta accorciando (blu).</figcaption></figure><p>Nell'ovest degli Stati Uniti, nella Cina orientale, nell'Africa settentrionale e nell'Europa orientale, gli episodi di caldo estremo sono diventati più frequenti e più rapidamente nei due mesi successivi alle rispettive stagioni calde storiche.</p><div class="texto-destacado">Nell'Europa occidentale, nell'Africa meridionale e nel nord-ovest dell'India è avvenuto il contrario: il caldo estremo si è verificato prevalentemente nei due mesi precedenti.</div><h2>Caldo estremo secco e umido</h2><p>La città di Phoenix, per esempio, ha registrato 183 giorni di caldo estremo sulla base della temperatura nel decennio di riferimento degli anni Ottanta, diventati 338 nel decennio conclusosi nel 2024. Nessuno degli eventi degli anni Ottanta si era verificato dopo la fine della stagione calda; tra il 2015 e il 2024, invece, il 6% sì. La data media degli episodi di caldo estremo secco della città è stata posticipata di 10 giorni nell'anno, mentre quella degli episodi di caldo estremo umido è stata anticipata di 5,5 giorni.</p><p>Dopo 113 giorni consecutivi con temperature superiori a 38 °C nel 2024, la città ha eguagliato o superato i record di temperatura giornaliera per 21 giorni consecutivi, dalla fine di settembre alla metà di ottobre. La contea di Maricopa, dove si trova Phoenix, ha registrato 608 decessi legati al caldo nel 2024, il 46% dei quali a luglio, il mese più caldo dell'anno; nel 2023, luglio aveva rappresentato il 64% dei 645 decessi di quell'anno. E lo scorso marzo (una volta terminato il periodo analizzato dallo studio), la città ha registrato nove giorni con temperature pari o superiori a 38 °C, un evento che prima di allora si era verificato una sola volta nel mese di marzo nell'intera serie storica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786820" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet">Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet-1788368902482_320.png" alt="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"></a></article></aside><p><strong>I ricercatori hanno condotto la loro analisi utilizzando due set di dati</strong> — uno raccolto dalla <strong>NASA</strong> e l'altro dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, <strong>ECMWF</strong> — per verificare che il fenomeno fosse confermato. In larga misura, è stato così.</p><p>«Esistono asimmetrie molto evidenti nel modo in cui le stagioni del caldo estremo si estendono nelle diverse parti del mondo», afferma Ivanovich. «<em>Il caldo estremo sta iniziando ad assumere caratteristiche diverse in molte di queste regioni</em>».</p><p>Ivanovich sottolinea che i risultati devono essere considerati come una<strong> prima linea di evidenze convincenti</strong>. Il caldo estremo è raro per definizione e <strong>il caldo estremo al di fuori della sua stagione è ancora più raro</strong>, rendendo difficile determinare statisticamente i cambiamenti. Il prossimo passo della ricerca consiste nel ripetere il confronto utilizzando simulazioni climatiche, che possono fornire molte più versioni teoriche della realtà (e quindi un campione più ampio di eventi estremi) nelle stesse condizioni climatiche. Se i modelli coincidessero con quanto mostrato dalle osservazioni, ciò costituirebbe un'ulteriore prova che i cambiamenti osservati rappresentano effettivamente un nuovo schema.</p><div class="texto-destacado">Quando i ricercatori hanno verificato se il riscaldamento globale, da solo, potesse produrre questo andamento, hanno scoperto che esso spiegava i cambiamenti nella parte centrale della stagione calda, ma non l'asimmetria alle sue estremità.</div><p>I modelli climatici dovrebbero aiutare a determinare il contributo relativo dei cambiamenti climatici di origine antropica e della variabilità naturale. «<em>Non possiamo confermare quale proporzione del segnale sia dovuta ai cambiamenti climatici basandoci esclusivamente sulle osservazioni</em>», afferma Ivanovich, «<em>ma è senza dubbio la componente principale della spiegazione</em>».</p><p>Qualunque siano le cause, le conseguenze sono numerose. <strong>Il caldo secco danneggia maggiormente le colture e gli ecosistemi</strong>; <strong>il caldo umido è più pericoloso per le persone</strong>, poiché limita la capacità del corpo di regolare la propria temperatura attraverso la sudorazione. Adattarsi a un tipo di caldo non equivale quindi ad adattarsi all'altro.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786888" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme.html" title="Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie 'insospettabili' collegate alle temperature estreme ">Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie "insospettabili" collegate alle temperature estreme </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme.html" title="Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie 'insospettabili' collegate alle temperature estreme "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-le-ondate-di-calore-fanno-ammalare-quali-sono-le-patologie-collegate-alle-temeprature-estreme-1788421534046_320.jpg" alt="Quando le ondate di calore fanno ammalare: quali sono le patologie 'insospettabili' collegate alle temperature estreme "></a></article></aside><p>I cambiamenti nella stagionalità del caldo estremo <strong>aumentano anche la probabilità che esso coincida con altri rischi stagionali</strong>: <strong>la stagione di massima attività degli incendi boschivi</strong> nell'ovest degli Stati Uniti e la stagione degli uragani nel sud-est del Paese. Quando diversi rischi si verificano contemporaneamente o in rapida successione, «<em>sono molto più pericolosi e hanno un impatto maggiore rispetto a quando si verificano isolatamente</em>», afferma Ivanovich.</p><p>Fonte: <a href="https://news.climate.columbia.edu/" target="_blank"><strong>Columbia University</strong> </a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-giornate-di-caldo-estremo-si-estendono-oltre-l-estate-l-autunno-e-la-primavera-il-caso-dell-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un ciclone subtropicale sta per svilupparsi sul basso Mediterraneo, rischio medicane per il Sud Italia?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia.html</link><pubDate>Mon, 14 Sep 2026 03:17:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Le regioni dell'estremo Sud Italia saranno interessate, marginalmente, da questa circolazione depressionaria in quota che assumerà, entro mercoledì, caratteristiche subtropicali. Quali rischi?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb7cc56"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb7cc56.jpg" id="xb7cc56"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Malgrado il ritorno dell’anticiclone delle Azzorre gli occhi sono tutti puntati sull’area del basso Mediterraneo, dove fra poche ore, si potrebbe una circolazione depressionaria dalle caratteristiche subtropicali, a seguito dell’intenso calore latente sviluppato dalla convezione profonda, fra Mar Libico e Canale di Sicilia. </p><p>La piccola goccia fredda, in uscita dalla Tunisia, responsabile dell’intenso forcing convettivo sull’area, potrebbe evolvere in un piccolo ciclone dalle caratteristiche subtropicali, in grado di influenzare il tempo sull’estremo sud Italia.</p><h2><strong>Le novità degli ultimi aggiornamenti</strong></h2><p>Dagli ultimi aggiornamenti modellistici emerge un elemento importante. Il piccolo ciclone sembra destinato a nascere a una latitudine più bassa rispetto a quanto ipotizzato in precedenza, in prossimità della costa libica (Mar Libico occidentale e zone adiacenti al Golfo della Sirte). </p><div class="texto-destacado"><strong>Qui le acque superficiali restano particolarmente calde, con valori superiori ai +28/+29 °C, localmente anche +30°C, un serbatoio di energia termica ideale per l’approfondimento di un sistema depressionario.</strong></div><p>Grazie al supporto dinamico in quota fornito dai nuclei di vorticità positiva in discesa dal bordo occidentale della saccatura, la goccia fredda rischia di approfondirsi sensibilmente. Risucchierà aria calda e umida stagnante sopra la superficie marina, favorendo lo sviluppo di un piccolo ciclone mediterraneo dalle caratteristiche subtropicali (o “ibride”).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia-1789318243672.jpg" data-image="rwebdv0dntog" alt="Maltempo." title="Maltempo."><figcaption>Si attendono piogge molto intense, soprattutto sull'area ionica, dove si potranno sviluppare dei temporali.</figcaption></figure><p>La presenza di un anticiclone sull’Europa orientale, con massimi al suolo sul Mar Nero, contribuirà a mantenere il sistema semi-stazionario o a movimento lento sopra il mare caldo.</p><h2><strong>Evoluzione tra martedì e giovedì, intensificazione e traiettoria </strong></h2><p>A causa di questa prolungata sosta sopra le acque calde, già da oggi la circolazione depressionaria potrebbe riempirsi di aria calda e umida. Questa, salendo di quota e condensandosi, <strong>libererà ulteriore calore latente,</strong> favorendo un ulteriore abbassamento della pressione al centro del sistema. Si tratta di un processo ben rappresentato da diversi modelli globali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia-1789329832440.jpg" data-image="s1v2k03ahc52"><figcaption>La zona di bassa pressione che si formerà nel Mediterraneo a sud-est dell'Italia.</figcaption></figure><p>Da tale dinamica si verrà a sviluppare un <strong>nucleo di aria calda</strong> nei pressi del minimo depressionario, facendo assumere al sistema le tipiche caratteristiche subtropicali (cuore caldo nei medi e bassi strati). </p><div class="texto-destacado"><strong>In casi più favorevoli, se la convezione attorno al nucleo centrale diventa particolarmente profonda e organizzata, il sistema può spiraleggiare più velocemente, sviluppando una struttura più simmetrica con un anello di convezione attorno a un eventuale “occhio” centrale. Se i venti medi raggiungessero o superassero i 118 km/h si parlerebbe a pieno titolo di medicane (Mediterranean hurricane).</strong></div><p>Nel caso specifico non si può del tutto escludere un’evoluzione verso <strong>medicane,</strong> anche se le probabilità restano medio-basse. Elementi favorevoli sono il vasto tratto di acque calde, lo shear del vento (variazioni di velocità e direzione con la quota) debole e lo stazionamento prolungato sopra il mare caldo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788259" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali.html" title="Ecco quando e perché il Mediterraneo può sfornare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali">Ecco quando e perché il Mediterraneo può sfornare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali.html" title="Ecco quando e perché il Mediterraneo può sfornare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789160819631_320.jpg" alt="Ecco quando e perché il Mediterraneo può sfornare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali"></a></article></aside><p>Secondo gli ultimi aggiornamenti, il piccolo ciclone dovrebbe insistere fino a giovedì, mantenendosi a latitudini relativamente basse vicino alla costa libica, prima di spostarsi e “sbattere” sulla Cirenaica (la regione orientale della Libia). L’impatto sulla terraferma libica ne determinerà probabilmente il rapido indebolimento, con dissipazione o trasformazione una volta sull’entroterra desertico.</p><h2><strong>Rischi per le regioni meridionali italiane e per la Libia</strong></h2><p>Al momento rimane incertezza sulla traiettoria esatta e sull’intensità massima. I modelli indicano che la struttura vorticosa dovrebbe approfondirsi soprattutto in mare, a latitudini più basse, coinvolgendo solo marginalmente le coste della Sicilia sud-orientale e della Calabria ionica.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>In caso di una posizione o dibande temporalesche più settentrionali del previsto, potrebbero verificarsi piogge e temporali localmente intensi sulla Sicilia orientale (in particolare Catanese, Siracusano e Ragusano) e, in misura minore, su tratti ionici calabresi.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Sarebbero fenomeni indotti dallo sconfinamento delle bande convettive sul quadrante sinistro del sistema.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia-1789318321235.jpg" data-image="biezsowiae0o" alt="Maltempo, ciclone." title="Maltempo, ciclone."><figcaption>La parte più consistente del maltempo sembra sfilare in mare aperto, lontano dalle coste della Sicilia e della Calabria.</figcaption></figure><p>Le coste orientali della Sicilia e parte di quelle ioniche calabresi potrebbero inoltre essere interessate da onde lunghe e mareggiate capaci di generare fenomeni di erosione, soprattutto se il sistema sviluppasse venti sostenuti da quadranti orientali o sud-orientali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="705364" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-quali-conseguenze.html" title="Acqua precipitabile: una “spugna” atmosferica sempre più grande a causa del cambiamento climatico, quali conseguenze?">Acqua precipitabile: una “spugna” atmosferica sempre più grande a causa del cambiamento climatico, quali conseguenze?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-quali-conseguenze.html" title="Acqua precipitabile: una “spugna” atmosferica sempre più grande a causa del cambiamento climatico, quali conseguenze?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-ecco-i-rischi-1744300522597_320.jpg" alt="Acqua precipitabile: una “spugna” atmosferica sempre più grande a causa del cambiamento climatico, quali conseguenze?"></a></article></aside><p>Sulla Cirenaica, invece, l’impatto diretto del ciclone (o dei suoi resti) potrebbe portare piogge intense, venti forti e possibili tempeste di sabbia nelle zone costiere e nell’entroterra, analogamente a quanto osservato in eventi simili del passato.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-ciclone-subtropicale-sta-per-svilupparsi-sul-basso-mediterraneo-rischio-medicane-per-il-sud-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Né bunker né rifugi sotterranei: la scienza svela il rifugio naturale più sicuro sulla Terra]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ne-bunker-ne-rifugi-sotterranei-la-scienza-svela-il-rifugio-naturale-piu-sicuro-sulla-terra.html</link><pubDate>Sun, 13 Sep 2026 15:33:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Di fronte a una catastrofe globale, la soluzione non è necessariamente quella di rifugiarsi sottoterra. Uno studio scientifico indica quali regioni potrebbero resistere meglio a una guerra nucleare, una pandemia, un blackout globale o una grande eruzione vulcanica... e una in particolare si distingue come la più sicura.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-bunkeres-ni-refugios-subterraneos-la-ciencia-revela-el-refugio-natural-mas-seguro-de-la-tierra-1789077593595.jpg" data-image="j3ktrcel89hs"><figcaption>Bunker della Guerra Civile Spagnola nel Parco El Capricho di Madrid.</figcaption></figure><p>Quando immaginiamo un rifugio di fronte a una catastrofe mondiale, la prima immagine che ci viene in mente è spesso quella di un <strong>bunker sotterraneo</strong> attrezzato per resistere per mesi o addirittura anni. Tuttavia, un'analisi scientifica propone ora una risposta molto diversa. <strong>Il luogo con le migliori condizioni per affrontare alcuni degli scenari più estremi non si trova sottoterra, ma su un'enorme isola dell'emisfero meridionale: l'Australia.</strong></p><p>È la conclusione di uno studio pubblicato su <em>Global Challenges</em> che ha passato in rassegna la letteratura scientifica esistente sulla <strong>capacità di diverse regioni del pianeta di resistere e riprendersi da grandi catastrofi</strong>. I ricercatori, guidati dal dottor in Scienze ambientali Florian Ulrich Jehn, hanno analizzato circa <strong>3.200 documenti</strong> prima di selezionare e valutare gli studi più rilevanti.</p><p>E sebbene <strong>non esista alcun territorio della Terra in grado di essere completamente protetto da tutti i rischi catastrofici globali</strong> — anzi, questa è una delle principali conclusioni dello studio — l'altra parte del mondo offre maggiori garanzie di qualsiasi altro luogo del pianeta.</p><h2><strong>Perché l'Australia appare come l'opzione migliore?</strong></h2><p>I ricercatori hanno studiato <strong>diversi scenari in grado di provocare alterazioni planetarie di enorme portata</strong>. Tra questi figurano una riduzione improvvisa della luce solare — come potrebbe verificarsi dopo una guerra nucleare, una grande eruzione vulcanica o l'impatto di un asteroide —, il collasso di infrastrutture essenziali o pandemie di estrema gravità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-bunkeres-ni-refugios-subterraneos-la-ciencia-revela-el-refugio-natural-mas-seguro-de-la-tierra-1789076220780.jpg" data-image="79qqgfe75mds"><figcaption>Sydney, capitale del Nuovo Galles del Sud e una delle città più grandi dell'Australia.</figcaption></figure><p>Così, l'Australia compare con particolare frequenza tra i territori con le migliori condizioni di <strong>resilienza di fronte a una catastrofe globale</strong>. Il suo primo vantaggio è proprio l'isolamento geografico: si trova lontano dai principali focolai di tensione nucleare dell'emisfero settentrionale e dispone di un'enorme superficie, diverse zone climatiche e una considerevole capacità di produzione alimentare.</p><p>In uno scenario di <strong>inverno nucleare</strong> o di drastica riduzione della radiazione solare, queste caratteristiche potrebbero rivelarsi particolarmente importanti. Il <strong>calo delle temperature e della luce influenzerebbe i raccolti di tutto il mondo</strong>, ma alcune regioni dell'emisfero meridionale potrebbero trovarsi in una posizione relativamente favorevole, a seconda del luogo in cui si verificasse l'evento scatenante.</p><p>L'Australia dispone inoltre di risorse energetiche, produzione agricola, capacità industriale e una notevole diversità territoriale. All'interno dello stesso Paese, <strong>la Tasmania</strong> <strong>appare come un caso particolarmente interessante</strong>: combina l'isolamento di un'isola con un clima temperato e un'importante attività agricola.</p><h2><strong>Nuova Zelanda, Brasile e Argentina tra le candidate</strong></h2><p>L'Australia non è l'unica regione a comparire ripetutamente nello studio. <strong>Nuova Zelanda, Brasile e Argentina</strong> figurano tra i territori con caratteristiche favorevoli, mentre vengono individuati vantaggi anche in Paesi come Svizzera, Giappone, Canada e alcuni Stati scandinavi, sebbene in funzione del tipo specifico di catastrofe.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-bunkeres-ni-refugios-subterraneos-la-ciencia-revela-el-refugio-natural-mas-seguro-de-la-tierra-1789077021208.jpg" data-image="fk5oa4rd5upi"><figcaption>Quando si tratta di garantire la sicurezza di un Paese, l'assenza di confini terrestri, come avviene nei territori insulari, rappresenta un vantaggio.</figcaption></figure><p>La condizione insulare torna a svolgere un ruolo importante. In alcune pandemie, per esempio, <strong>la capacità di controllare le frontiere può facilitare la protezione iniziale della popolazione</strong>. Ma la resilienza dipende anche dalla disponibilità di un sistema sanitario solido, istituzioni efficienti, catene di approvvigionamento sicure e dalla capacità di mantenere i servizi essenziali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="714261" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-paesi-europei-piu-sicuri-in-caso-di-un-grande-conflitto-nucleare-ecco-i-primi-cinque-della-lista.html" title="Quali sono i Paesi europei più sicuri in caso di un grande conflitto nucleare? Ecco i primi cinque della lista">Quali sono i Paesi europei più sicuri in caso di un grande conflitto nucleare? Ecco i primi cinque della lista</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-paesi-europei-piu-sicuri-in-caso-di-un-grande-conflitto-nucleare-ecco-i-primi-cinque-della-lista.html" title="Quali sono i Paesi europei più sicuri in caso di un grande conflitto nucleare? Ecco i primi cinque della lista"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-paesi-europei-piu-sicuri-in-caso-di-un-grande-conflitto-nucleare-1749335261571_320.jpg" alt="Quali sono i Paesi europei più sicuri in caso di un grande conflitto nucleare? Ecco i primi cinque della lista"></a></article></aside><p>Ed è qui che emerge uno dei grandi paradossi dello studio: <strong>l'isolamento protegge, ma può anche trasformarsi in una debolezza</strong>.</p><h2><strong>Il problema della dipendenza dal resto del mondo</strong></h2><p>L'Australia produce grandi quantità di alimenti e dispone di importanti risorse, ma non è completamente autosufficiente. Un'interruzione prolungata del commercio internazionale potrebbe <strong>rendere più difficile l'accesso a farmaci, carburanti, fertilizzanti o determinati componenti tecnologici</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-bunkeres-ni-refugios-subterraneos-la-ciencia-revela-el-refugio-natural-mas-seguro-de-la-tierra-1789077293821.jpg" data-image="67bchm6g8akq"><figcaption>Un sistema sanitario solido è un'altra delle chiavi della resilienza di un Paese di fronte a una catastrofe globale.</figcaption></figure><p>La stessa contraddizione riguarda la Nuova Zelanda. Essere lontani dai grandi centri abitati può ridurre alcune minacce, ma significa anche che <strong>un'interruzione delle comunicazioni marittime o aeree</strong> potrebbe lasciare il Paese senza prodotti essenziali.</p><p>Per questo, <strong>lo studio non propone di cercare una sorta di</strong> <strong>rifugio naturale perfetto</strong>. La sua conclusione è molto più complessa: la sopravvivenza a una catastrofe globale dipenderebbe da una combinazione di fattori come l'isolamento geografico, la produzione alimentare, la qualità delle istituzioni, la capacità energetica, le infrastrutture e il decentramento.</p><h2><strong>Il rifugio più sicuro non è necessariamente un bunker</strong></h2><p>La ricerca <strong>smonta una delle idee più diffuse su come sopravvivere a una catastrofe planetaria</strong>. Un bunker può offrire protezione da determinati pericoli, ma non risolve problemi come la mancanza di alimenti, farmaci, energia o acqua nel lungo periodo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="741290" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-caso-di-guerra-nucleare-fino-a-che-distanza-riuscira-a-spingersi-il-fallout-radioattivo.html" title="In caso di guerra nucleare fino a che distanza riuscirà a spingersi il fallout radioattivo?">In caso di guerra nucleare fino a che distanza riuscirà a spingersi il fallout radioattivo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-caso-di-guerra-nucleare-fino-a-che-distanza-riuscira-a-spingersi-il-fallout-radioattivo.html" title="In caso di guerra nucleare fino a che distanza riuscirà a spingersi il fallout radioattivo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/in-caso-di-guerra-nucleare-fino-a-che-distanza-riuscira-a-spingersi-fallout-radioattivo-1764173743856_320.jpg" alt="In caso di guerra nucleare fino a che distanza riuscirà a spingersi il fallout radioattivo?"></a></article></aside><p>In realtà, <strong>il vantaggio maggiore potrebbe consistere nel vivere in una società capace di resistere e adattarsi</strong>. Una comunità in grado di produrre alimenti, mantenere ospedali, generare energia, riparare le infrastrutture e conservare una certa capacità industriale avrebbe maggiori possibilità di riprendersi rispetto a una che dipende completamente da catene di approvvigionamento esterne.</p><p>La conclusione è quindi meno spettacolare di quella di un bunker segreto, ma probabilmente più utile: di fronte a una catastrofe mondiale, il rifugio più sicuro non sarebbe necessariamente una costruzione isolata, ma <strong>un territorio con la capacità di continuare a funzionare quando il resto del mondo smette di farlo</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Ulrich%20Jehn%2C%20F.%20et%20al" data-year="2026" data-title="No%20Place%20to%20Hide%3F%20Regional%20Resilience%20and%20Vulnerability%20to%20Global%20Catastrophic%20Risk" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1002%2Fgch2.70146">Ulrich Jehn, F. et al. (2026). <a href="https://doi.org/10.1002/gch2.70146" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">No Place to Hide? Regional Resilience and Vulnerability to Global Catastrophic Risk</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ne-bunker-ne-rifugi-sotterranei-la-scienza-svela-il-rifugio-naturale-piu-sicuro-sulla-terra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Acqua precipitabile: una “spugna” atmosferica sempre più grande a causa del cambiamento climatico, quali conseguenze?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-quali-conseguenze.html</link><pubDate>Sun, 13 Sep 2026 12:20:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L’acqua precipitabile rappresenta l’acqua che potrebbe teoricamente cadere sotto forma di pioggia se tutto il vapore acqueo si condensasse e precipitasse.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-ecco-i-rischi-1744300442580.png" data-image="i3afhvdip8a3" alt="Fiume atmosferico." title="Fiume atmosferico."><figcaption>I valori di acqua precipitabile in Europa e sul Mediterraneo sono aumentati anche grazie ai sempre più frequenti fiumi atmosferici.</figcaption></figure><p>L’acqua precipitabile, in inglese nota come <strong>Precipitable Water (PWAT),</strong> è un parametro fondamentale in meteorologia che misura <strong>la quantità totale di vapore acqueo presente in una colonna atmosferica, </strong>dalla superficie terrestre fino alla sommità dell’atmosfera.</p><p>In termini semplici, <strong>rappresenta l’acqua che potrebbe teoricamente cadere sotto forma di pioggia se tutto il vapore acqueo si condensasse e precipitasse.</strong> Si esprime in <strong>millimetri (mm) o chilogrammi per metro quadrato (kg/m²), </strong>in cui <strong>1 mm equivale a 1 kg/m².</strong></p><h2><strong>A proposito di questo parametro</strong></h2><p>Tuttavia è importante chiarire che l’acqua precipitabile non indica la quantità di pioggia che effettivamente cadrà. Piuttosto essa ci offre <strong>una stima della massima precipitazione potenziale disponibile, a patto che si verifichino le condizioni dinamiche necessarie per la condensazione del vapore acqueo disponibile.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">1) Acqua precipitabile, è l'acqua che otterremmo se tutto il vapore acqueo nella colonna d'aria condensasse e precipitasse in pioggia. Le frecce: due Atmospheric River che agiscono in contemporanea, California e ovest Europa. Energia per le perturbazioni <a href="https://t.co/F5hheQcmow">https://t.co/F5hheQcmow</a> <a href="https://t.co/HybNo3kHR5">pic.twitter.com/HybNo3kHR5</a></p>— Frans Nucera (@FransNucera) <a href="https://twitter.com/FransNucera/status/1634587585107329025?ref_src=twsrc%5Etfw">March 11, 2023</a></blockquote></figure><p>In teoria, questo parametro considera il vapore acqueo dal suolo fino alla parte più alta dell’atmosfera. In pratica, però, la stratosfera, oltre la tropopausa, contribuisce in modo trascurabile, poiché l’aria lì è estremamente secca. Di conseguenza, quasi tutta l’acqua precipitabile si concentra nella troposfera, soprattutto nei suoi strati inferiori, <strong>da 1 a 5 km di altezza.</strong></p><h2><strong>Una spugna sempre più grande che assorbe più acqua</strong></h2><p><strong>Un’analogia efficace è immaginare la troposfera come una spugna, dove più vapore acqueo assorbe, più acqua può potenzialmente “strizzare” sotto forma di precipitazioni.</strong> Oggi con il cambiamento climatico questa spugna sembra diventare sempre più grande e capace di trattenere acqua, come mostrano i dati recenti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-ecco-i-rischi-1744300560546.jpg" data-image="ndw4awleetx1" alt="Acqua precipitabile, pioggia." title="Acqua precipitabile, pioggia."><figcaption>L’incremento appare costante e legato a temperature atmosferiche e marine sempre più elevate, dall’Atlantico al bacino del Mediterraneo.</figcaption></figure><p>Un esempio arriva dalle rilevazioni storiche degli ultimi decenni in Europa che evidenziano come <strong>a partire dal nuovo millennio il contenuto di vapore acqueo nell’atmosfera è aumentato sensibilmente.</strong> Il 2024 si posiziona al vertice della serie storica, ma non è un caso isolato. </p><div class="texto-destacado">L’incremento appare costante e legato a temperature atmosferiche e marine sempre più elevate, dall’Atlantico al bacino del Mediterraneo.</div><p>Questo fenomeno, purtroppo, ha conseguenze molto serie, influenzando il regime pluviometrico. Quando l’atmosfera diventa instabile, con lo sviluppo di correnti ascensionali,<strong> l’elevata quantità di acqua precipitabile si traduce in eventi piovosi intensi, a volte estremi, capaci di provocare alluvioni lampo o inondazioni, sia su scala locale che regionale.</strong></p><h2><strong>Perché sta accadendo?</strong></h2><p>L’aumento dell’acqua precipitabile è logicamente collegato al riscaldamento globale. <strong>Temperature più alte permettono all’atmosfera di trattenere maggiori quantità di vapore acqueo.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Dovete considerare che per ogni grado Celsius di aumento, la capacità di assorbimento cresce di circa il 7%.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Con il Mediterraneo e l’Atlantico sempre più caldi, il processo si amplifica, caricando la troposfera di umidità pronta a scaricarsi al suolo quando le condizioni lo consentono, provocando eventi precipitativi estremi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-ecco-i-rischi-1744300522597.jpg" data-image="n3wrt2tx789n" alt="Pioggia." title="Pioggia."><figcaption>Tuttavia è importante chiarire che l’acqua precipitabile non indica la quantità di pioggia che effettivamente cadrà. Piuttosto essa ci offre una stima della massima precipitazione potenziale disponibile, a patto che si verifichino le condizioni dinamiche necessarie per la condensazione del vapore acqueo disponibile. </figcaption></figure><p>Il parametro dell’acqua precipitabile ci offre uno strumento per comprendere il potenziale di precipitazioni estreme in un clima che cambia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="523061" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/effetto-sting-jet-le-violentissime-raffiche-di-vento-prodotte-dai-cicloni-extratropicali-tempeste-meteoestremo.html" title="Effetto 'sting jet', le violentissime raffiche di vento prodotte dai cicloni extratropicali">Effetto "sting jet", le violentissime raffiche di vento prodotte dai cicloni extratropicali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/effetto-sting-jet-le-violentissime-raffiche-di-vento-prodotte-dai-cicloni-extratropicali-tempeste-meteoestremo.html" title="Effetto 'sting jet', le violentissime raffiche di vento prodotte dai cicloni extratropicali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/effetto-sting-jet-le-violentissime-raffiche-di-vento-prodotte-dai-cicloni-extratropicali-1690643787103_320.jpeg" alt="Effetto 'sting jet', le violentissime raffiche di vento prodotte dai cicloni extratropicali"></a></article></aside><p><strong>La “spugna” atmosferica è sempre più imbevuta, </strong>e gli eventi degli ultimi anni dimostrano che quando si strizza <strong>le conseguenze possono essere disastrose.</strong> Bisogna prepararsi ad adattarsi a situazioni meteorologiche, con eventi precipitativi sempre più estremi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/acqua-precipitabile-una-spugna-atmosferica-sempre-piu-grande-a-causa-del-cambiamento-climatico-quali-conseguenze.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il folle esperimento del 1977 che spostò un blocco di ghiaccio di una tonnellata dall'Alaska all'Iowa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-folle-esperimento-del-1977-che-sposto-un-blocco-di-ghiaccio-di-una-tonnellata-dall-alaska-all-iowa.html</link><pubDate>Sun, 13 Sep 2026 10:12:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nel 1977, l'Arabia Saudita presentò agli Stati Uniti un'idea insolita: studiare se lo spostamento di iceberg dall'Alaska potesse portare acqua dolce nelle zone aride.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-disparatado-experimento-de-1977-que-traslado-un-bloque-de-hielo-de-una-tonelada-desde-alaska-hasta-iowa-1788163144230.jpg" data-image="gq5sqa6n0ljm" alt="blocco di ghiaccio da Alaska a Iowa" title="blocco di ghiaccio da Alaska a Iowa"><figcaption>Nel 1977, un blocco di ghiaccio di una tonnellata viaggiò dall'Alaska all'Iowa per verificare se gli iceberg potessero essere trasformati in una fonte di acqua dolce. </figcaption></figure><p>La carenza d'acqua portò l'Arabia Saudita a studiare negli anni Settanta una possibilità tanto semplice da concepire quanto complicata da mettere in pratica: <strong>trasportare iceberg dalle regioni polari fino ai territori aridi.</strong> La proposta partiva da una gigantesca riserva di acqua dolce immagazzinata sotto forma di ghiaccio e puntava a trasformarla in una fonte d'acqua per le aree con scarse risorse idriche.</p><p><strong>L'interesse per questa idea portò a riunire a Iowa, nell'ottobre del 1977, circa 200 specialisti provenienti da 18 Paesi.</strong> Ingegneri, biologi marini, funzionari e imprenditori parteciparono alla Prima Conferenza Internazionale sull'Utilizzo degli Iceberg, durante la quale si studiò come trasportare grandi blocchi di ghiaccio dalle regioni polari e, soprattutto, se quella proposta potesse arrivare ad avere qualche applicazione pratica.</p><h2>La massa di ghiaccio dell'Alaska arrivata fino allo Iowa</h2><p>La conferenza non si limitò a discutere del possibile ruolo degli iceberg. Ci fu anche una prova pratica. <strong>Gli organizzatori decisero di trasportare dall'Alaska fino allo Iowa un blocco di ghiaccio di circa una tonnellata</strong> per verificare come avrebbe potuto comportarsi durante il viaggio.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Nel 1977 portarono un blocco di ghiaccio di oltre una tonnellata dall'Alaska fino allo Iowa per studiare se gli iceberg potessero diventare una fonte di acqua dolce <a href="https://t.co/RmUQbRqIEp">https://t.co/RmUQbRqIEp</a> <a href="https://t.co/7ZJvQJQj67">pic.twitter.com/7ZJvQJQj67</a></p>— LA CRÓNICA (@lacronicacom) <a href="https://x.com/lacronicacom/status/2086725928529375627?ref_src=twsrc%5Etfw">10 agosto 2026</a></blockquote></figure><p>Il viaggio combinò tre mezzi di trasporto. <strong>Il ghiaccio partì dall'Alaska in elicottero</strong> e rimase protetto mediante materiali isolanti e ghiaccio secco. <strong>Successivamente fu caricato su un aereo e, una volta arrivato negli Stati Uniti, proseguì il viaggio su un camion refrigerato</strong> fino ad Ames, nello Iowa. L'operazione costò circa <strong>8.500 dollari</strong>, una cifra considerevole per trasportare una sola tonnellata di ghiaccio. Il costo fece sì che il blocco ricevesse un soprannome che riassumeva la singolarità di quella prova: il «cubo di ghiaccio più costoso del mondo».</p><p><span style="letter-spacing: 0.03em;">Una volta ad Ames,</span><strong style="letter-spacing: 0.03em;"> gli specialisti poterono esaminare il ghiaccio dopo l'intero viaggio. </strong><span style="letter-spacing: 0.03em;">Quella piccola prova permetteva di studiare un problema molto più grande: se un blocco di una tonnellata poteva essere conservato durante il trasporto, quali difficoltà sarebbero emerse quando si fosse tentato di fare lo stesso con un iceberg di enormi dimensioni.</span></p><h2>Acqua dolce per le aree più aride del pianeta</h2><p><strong>L'interesse dell'Arabia Saudita per questa possibilità era legato alla necessità di disporre di maggiori risorse idriche.</strong> Il Paese dipendeva già da sistemi come la desalinizzazione, che richiede impianti specifici, consumo energetico e investimenti economici considerevoli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-disparatado-experimento-de-1977-que-traslado-un-bloque-de-hielo-de-una-tonelada-desde-alaska-hasta-iowa-1788163241492.jpg" data-image="2gwitld3yxw5" alt="Blocco di ghiaccio dall'Alaska allo Iowa" title="Blocco di ghiaccio dall'Alaska allo Iowa"><figcaption>L'Arabia Saudita studiò negli anni Settanta la possibilità di trainare iceberg dalle regioni polari per portare acqua dolce nelle sue aree più aride.</figcaption></figure><p>Rispetto a questa alternativa, gli iceberg offrivano una riserva di acqua dolce già formata nelle regioni polari. Il problema non risiedeva nell'esistenza della risorsa, ma piuttosto nel <strong>riuscire a trasportarla da luoghi remoti fino alle aree in cui l'acqua scarseggiava.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716096" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-si-sa-del-misterioso-iceberg-nero-apparso-nel-mare-del-labrador.html" title="Cosa si sa sul misterioso iceberg nero apparso nel mare del Labrador?">Cosa si sa sul misterioso iceberg nero apparso nel mare del Labrador?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-si-sa-del-misterioso-iceberg-nero-apparso-nel-mare-del-labrador.html" title="Cosa si sa sul misterioso iceberg nero apparso nel mare del Labrador?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/que-se-sabe-del-misterioso-iceberg-negro-que-aparecio-flotando-en-el-mar-de-labrador-1750155724289_320.jpg" alt="Cosa si sa sul misterioso iceberg nero apparso nel mare del Labrador?"></a></article></aside><p>La conferenza riunì figure professionali molto diverse per studiare la questione: <strong>ingegneri, biologi marini, funzionari e imprenditori.</strong> In totale parteciparono circa 200 persone provenienti da 18 Paesi. L'obiettivo era determinare se il trasporto del ghiaccio potesse avere qualche applicazione pratica e quali problemi sarebbe stato necessario risolvere per renderlo possibile.</p><h2>Perché il trasporto degli iceberg non ebbe successo</h2><p>La prova del 1977 permise di studiare il trasporto di una piccola quantità di ghiaccio, ma la proposta su larga scala presentava difficoltà molto diverse. <strong>Spostare un iceberg avrebbe comportato costi elevati e numerosi problemi tecnici</strong> legati al trasferimento di una massa congelata di dimensioni enormi. Per questo motivo, il progetto non arrivò a trasformarsi in un sistema di approvvigionamento idrico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-disparatado-experimento-de-1977-que-traslado-un-bloque-de-hielo-de-una-tonelada-desde-alaska-hasta-iowa-1788163845210.jpg" data-image="egs9xjmr6c3b" alt="Blocco di ghiaccio nel 1977 trasportato dall'Alaska allo Iowa" title="Blocco di ghiaccio nel 1977 trasportato dall'Alaska allo Iowa"><figcaption>Trasportare gli iceberg fino alle aree aride si rivelò troppo costoso e complesso: gli enormi costi e le difficoltà tecniche impedirono di trasformare l'idea in una fonte praticabile di acqua dolce.</figcaption></figure><p>L'idea di trainare gli iceberg, tuttavia, <strong>è tornata a essere presa in considerazione in diversi momenti quando si è parlato della disponibilità di acqua dolce.</strong> La desertificazione e i problemi legati alle risorse idriche hanno mantenuto aperto il dibattito su possibili fonti alternative.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/TRjL9xerJuA/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=TRjL9xerJuA" id="TRjL9xerJuA"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>A quasi cinque decenni di distanza, quella prova permette di ricordare fin dove arrivò il progetto saudita. Non fu trasportato un intero iceberg fino a un Paese desertico,<strong> ma fu possibile portare una tonnellata di ghiaccio dall'Alaska fino allo Iowa</strong> utilizzando un elicottero, un aereo e un camion refrigerato. Il tutto costò 8.500 dollari, una cifra significativa per il 1977.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-folle-esperimento-del-1977-che-sposto-un-blocco-di-ghiaccio-di-una-tonnellata-dall-alaska-all-iowa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ne-noiosi-ne-pericolosi-i-5-paesi-piu-sicuri-e-facili-da-visitare-se-si-viaggia-da-soli.html</link><pubDate>Sun, 13 Sep 2026 08:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Albania, Germania, Vietnam, Nuova Zelanda e Uruguay sono paesi che combinano buoni trasporti, natura, spiagge e possibilità di esplorarli in autonomia e in totale sicurezza.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aburridos-ni-peligrosos-los-5-paises-mas-seguros-y-faciles-de-recorrer-si-viajas-solo-1787998279710.jpg" data-image="i8v5jmhgtpyd" alt="donna viaggiatrice" title="donna viaggiatrice"><figcaption>Cinque paesi sicuri in cui viaggiare da soli, con spiagge, natura, città, cultura e la possibilità di godersi il viaggio al proprio ritmo.</figcaption></figure><p>Viaggiare da soli non significa più dover limitare il viaggio a un unico tipo di destinazione. Oggi <strong>l'Albania</strong> permette di alternare spiagge, patrimonio culturale e acque termali, mentre la <strong>Germania</strong> offre grandi città e una rete di trasporti pubblici che facilita gli spostamenti. Il <strong>Vietnam</strong>, invece, concentra gastronomia, storia e paesaggi naturali, mentre la <strong>Nuova Zelanda</strong> riunisce percorsi, fiordi e attività all'aria aperta.</p><p><strong>L'Uruguay propone un altro modo di viaggiare da soli</strong>, con gran parte del suo fascino legato alla costa atlantica e a Montevideo. Punta del Este, José Ignacio, Rocha e la capitale offrono diverse possibilità per combinare relax e visite culturali. Questa selezione riunisce cinque Paesi con proposte molto diverse per organizzare<strong> una fuga senza dipendere dagli orari né dalla compagnia di altre persone.</strong></p><h2>Albania: viaggiare da soli tra spiagge e patrimonio culturale</h2><p><strong>L'Albania si distingue per l'ospitalità locale e per un'interessante combinazione di costa e aree naturali.</strong> Di fatto, il Paese sta suscitando sempre più interesse tra chi viaggia da solo. Nei pressi di Saranda, l'Occhio Blu sorprende per le sue acque trasparenti e dall'intenso colore azzurro. Per chi vuole godersi il mare, la costa offre spiagge a Himarë, Dhërmi e Ksamil, nel sud, e a Shëngjin, nel nord.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/DVV-rHBA9KM/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=DVV-rHBA9KM" id="DVV-rHBA9KM"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Durante i mesi più freddi, <strong>le Terme di Benja, a Përmet, permettono di sostituire la costa con le acque termali</strong>. Un'altra possibile escursione parte da Tirana in direzione di Berat, situata a circa due ore di auto. La sua architettura riunisce edifici di epoca ottomana, castelli medievali, moschee e la Chiesa della Santissima Trinità. Inoltre, <strong>Berat e Gjirokastër sono città che fanno parte del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.</strong></p><h2>Germania: città suggestive e più di 20.000 castelli</h2><p>Berlino permette di visitare musei, luoghi storici, parchi, caffè e altri punti di interesse in bicicletta. Monaco di Baviera è un'ottima destinazione durante l'Oktoberfest, anche se <strong>non bisogna dimenticare che le sue vivaci birrerie all'aperto sono attive durante tutto l'anno. </strong>La città di Francoforte offre proposte come musei, boutique, ristoranti, caffè e uno splendido giardino botanico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aburridos-ni-peligrosos-los-5-paises-mas-seguros-y-faciles-de-recorrer-si-viajas-solo-1787998115496.jpeg" data-image="y30d7iln9uhn" alt="Castello di Neuschwanstein, in Germania" title="Castello di Neuschwanstein, in Germania"><figcaption>Il Castello di Neuschwanstein è una delle numerose attrazioni che la Germania offre a chi viaggia da solo.</figcaption></figure><p>Per chi preferisce le escursioni, <strong>la Germania conta più di 20.000 castelli. </strong>Tra le visite più consigliate ci sono quelle di<strong> Liechtenstein e Neuschwanstein</strong>. Inoltre, il trasporto pubblico tedesco facilita gli spostamenti senza la necessità di noleggiare un'auto, un'opzione che può risultare costosa quando si viaggia da soli e non si possono condividere le spese.</p><h2>Vietnam: viaggiare da soli tra storia, gastronomia e natura</h2><p>Un buon punto di partenza in Vietnam è<strong> la baia di Hạ Long e Bai Tu Long</strong>, da dove partono imbarcazioni che effettuano escursioni tra paesaggi naturali e acque azzurre. Il Vietnam offre anche la possibilità di visitare <strong>Sơn Đoòng, la grotta naturale più grande del mondo</strong>, attraverso un'escursione guidata. A Hội An, il festival mensile della luna piena trasforma il fiume Thu Bồn con centinaia di lanterne galleggianti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aburridos-ni-peligrosos-los-5-paises-mas-seguros-y-faciles-de-recorrer-si-viajas-solo-1787998497107.jpeg" data-image="yzts4t4xaf1g" alt="Sơn Đoòng, la grotta naturale più grande del mondo, si trova in Vietnam." title="Sơn Đoòng, la grotta naturale più grande del mondo, si trova in Vietnam."><figcaption>Sơn Đoòng, la grotta naturale più grande del mondo, è una delle numerose e spettacolari attrazioni che il Vietnam offre a chi scopre il Paese viaggiando da solo.</figcaption></figure><p>La città di Ho Chi Minh riunisce gastronomia e storia attorno al mercato di Bến Thành, dove si possono assaggiare specialità locali come il bánh xèo e il pho.<strong> Il Museo dei residui della guerra e i Tunnel di Củ Chi</strong> sono due proposte che permettono di avvicinarsi alla storia della guerra del Vietnam.</p><p>Ad Hanoi, <strong>il lago Hoàn Kiếm e i luoghi storici e culturali </strong>della capitale completano il percorso.</p><h2>Nuova Zelanda: un Paese molto sicuro per viaggiare da soli</h2><p>La Nuova Zelanda è una destinazione abituale per backpacker, escursionisti e viaggiatori che esplorano il Paese in autonomia e da soli. Secondo il Global Peace Index 2025, occupa il terzo posto tra i Paesi più pacifici del mondo.<strong> Milford Sound è un fiordo situato nel sud-ovest dell'Isola del Sud della Nuova Zelanda</strong> ed è il luogo più famoso del Paese. I suoi paesaggi comprendono acque dalle tonalità scure, pareti rocciose che superano i 1.200 metri di altezza e grandi cime modellate per migliaia di anni dall'azione dei ghiacciai.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">In a hole in the ground... <br><br>Hobbiton Movie Set,<br>Matamata, NZ. <a href="https://t.co/y0AgaE2HfT">pic.twitter.com/y0AgaE2HfT</a></p>— Hobbiton Movie Set (@HobbitonTours) <a href="https://x.com/HobbitonTours/status/1235686689571512325?ref_src=twsrc%5Etfw">March 5, 2020</a></blockquote></figure><p><strong>Il ghiacciaio Franz Josef può essere visitato in elicottero, mentre il Tongariro Alpine Crossing offre un percorso da affrontare a piedi.</strong> Waitomo è famosa per le sue grotte e la Bay of Plenty permette di avvistare le balene. Una visita davvero originale è quella all'<strong>Hobbiton Movie Set,</strong> il set cinematografico reale utilizzato per ricreare la Contea nelle trilogie cinematografiche de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787265" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-treno-notturno-che-colleghera-4-citta-europee-iconiche-a-partire-dal.html" title="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028">Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-treno-notturno-che-colleghera-4-citta-europee-iconiche-a-partire-dal.html" title="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/este-es-el-nuevo-tren-nocturno-que-conectara-4-emblematicas-ciudades-europeas-a-partir-de-1788297888507_320.jpg" alt="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028"></a></article></aside><h2>Uruguay: spiagge per viaggiare da soli e senza fretta</h2><p>L'Uruguay offre un'ottima alternativa a chi cerca qualche giorno vicino alla costa, tra spiagge e molte ore di sole. <strong>Punta del Este concentra gran parte dell'offerta costiera</strong>, con Playa Mansa e Playa Brava tra i suoi principali punti di riferimento. Chi cerca zone meno affollate può spostarsi verso José Ignacio e Rocha, dove la costa atlantica offre spiagge più tranquille.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aburridos-ni-peligrosos-los-5-paises-mas-seguros-y-faciles-de-recorrer-si-viajas-solo-1787998706196.jpeg" data-image="6o9uivdpdllp" alt="Punta del Este, in Uruguay" title="Punta del Este, in Uruguay"><figcaption>Punta del Este, in Uruguay, è un vero paradiso per i viaggiatori solitari che cercano spiagge belle e vivaci.</figcaption></figure><p><strong>La città di Montevideo offre la possibilità di combinare mare e cultura.</strong> La capitale dell'Uruguay dispone di spiagge, musei e luoghi storici, oltre a proposte legate alla musica e alla danza tradizionale del candombe. Questo Paese sudamericano completa così una lista nella quale ogni destinazione propone un modo diverso e sicuro di organizzare un viaggio completamente da soli.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ne-noiosi-ne-pericolosi-i-5-paesi-piu-sicuri-e-facili-da-visitare-se-si-viaggia-da-soli.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Se vedete nidificare questo uccello significa che quella spiaggia è ancora incontaminata]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/se-vedete-nidificare-questo-uccello-significa-che-quella-spiaggia-e-ancora-incontaminata.html</link><pubDate>Sun, 13 Sep 2026 06:03:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La sua presenza è un bioindicatore molto importante per la salute delle nostre spiagge, messe in pericolo dalla forte antropizzazione e dai cambiamenti climatici.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/se-vedete-nidificare-questo-uccello-significa-che-la-spiaggia-e-ancora-incontaminata-1786715563163.jpg" data-image="8xqcsi8vc40z" alt="Fratino." title="Fratino."><figcaption>Esemplare di fratino mimetizzato in spiaggia.</figcaption></figure><p>In molte spiagge italiane ancora oggi è possibile osservare un piccolo uccello che vive fra la vegetazionale dunale che caratterizza alcuni dei litorali più incontaminati del nostro Paese. </p><p>Stiamo parlando del <strong>fratino,</strong> nome scientifico <strong>Charadrius alexandrinus. </strong>Si tratta di un piccolo e grazioso uccello, facilmente riconoscibile dal suo colore e da un corpo molto piccolo rispetto alle zampe lunghe.</p><h2><strong>Alcune caratteristiche del fratino</strong></h2><p>Presenta porzioni superiori del corpo di colore grigio chiaro, mentre quelle inferiori bianche. <strong>Il fratino appartiene alla specie dei limicoli, uccelli con zampe e becco variabilmente lunghi, che vivono di solito in zone umide, come laghi salmastri e paludi, o su sponde sabbiose o fangose.</strong></p><div class="texto-destacado">Questo piccolo uccello si alimenta prevalentemente di crostacei, molluschi ed altri invertebrati presenti nel suolo. Vive per gran parte della sua vita in prossimità delle spiagge del Mediterraneo, tanto che costruisce i nidi proprio lungo le dune, <strong>creando una piccola fossetta pressoché invisibile nella sabbia all’interno della quale depone le uova.</strong></div><p>Facendo affidamento al suo piumaggio criptico e alla colorazione mimetica delle uova (simile alla sabbia) sfugge ai predatori. <strong>Generalmente si insedia nelle zone di riproduzione da fine marzo fino al mese di luglio, frequentando le nostre spiagge fino ad agosto.</strong> Ciò, purtroppo, lo espone a notevoli rischi.</p><p>Dopo un mese di cova nascono i pulcini, che sono in grado di camminare dopo poche ore e di volare dopo quattro settimane. I nidi si trovano sulle zone sabbiose rialzate rispetto al mare, dove la vegetazione dunale è molto rada e dove le mareggiate invernali accumulano piccole quantità di detriti e ramoscelli che possono aiutare il fratino a mimetizzarsi.</p><h2><strong>Perché è una specie in pericolo?</strong></h2><p>Purtroppo il successo riproduttivo di questa specie è bassissimo, la maggior parte delle coppie non riesce a far involare i suoi piccoli e la causa principale è rappresentata delle attività umane nelle spiagge.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">È nato Primo, il primo pulcino di fratino della stagione! Una scintilla di vita tra le dune della Riserva Borsacchio! Ogni gesto può proteggerlo: teniamo i cani al guinzaglio e camminiamo con consapevolezza!<br> IG guidedelborsacchio<a href="https://x.com/hashtag/abruzzo?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#abruzzo</a> <a href="https://x.com/hashtag/Fratino?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Fratino</a> <a href="https://x.com/hashtag/viaggioinabruzzo?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#viaggioinabruzzo</a> <a href="https://t.co/p1b5VI9xgo">pic.twitter.com/p1b5VI9xgo</a></p>— Visit Abruzzo (@YourAbruzzo) <a href="https://x.com/YourAbruzzo/status/1949364128788947301?ref_src=twsrc%5Etfw">July 27, 2025</a></blockquote></figure><p>Il nido invisibile ad un occhio non esperto, viene frequentemente distrutto, calpestato dai bagnanti, schiacciato dai trattori che puliscono la sabbia e la setacciano, <strong>oppure predato dai cani che passeggiano liberi sulle dune.</strong></p><p>Queste minacce elencate stanno causando una forte diminuzione nelle popolazioni di <strong>fratino,</strong> nonostante le attività di salvaguardia e i progetti di conservazione che già da molti anni vengono proposti in tutta Europa.</p><h2><strong>Cosa si sta facendo per salvare il fratino?</strong></h2><p>Visto le minacce sopra descritte da diversi anni si stanno seguendo delle forme di tutela per salvare il fratino dal rischio di estinzione sulle nostre spiagge, a causa dei costanti disturbi antropici e della diminuzione degli ambienti dunali costieri, habitat naturale di questo uccello.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/se-vedete-nidificare-questo-uccello-significa-che-la-spiaggia-e-ancora-incontaminata-1786715609752.jpg" data-image="a5d4un9g4vhy" alt="Fratino." title="Fratino."><figcaption>Esemplare di fratino in cova su un nido prodotto nella spiaggia.</figcaption></figure><p>Al momento, nonostante qualche timido passo in avanti, <strong>il successo riproduttivo di questa specie è bassissimo,</strong> la maggior parte delle coppie non riesce a far involare i suoi piccoli e la causa principale è rappresentata delle attività umane nelle spiagge.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768717" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questi-sono-gli-unici-due-uccelli-capaci-di-sfidare-il-clima-glaciale-dell-inospitale-calotta-del-polo-sud.html" title="Questi sono gli unici due uccelli capaci di sfidare il clima glaciale dell’inospitale calotta del Polo Sud">Questi sono gli unici due uccelli capaci di sfidare il clima glaciale dell’inospitale calotta del Polo Sud</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questi-sono-gli-unici-due-uccelli-capaci-di-sfidare-il-clima-glaciale-dell-inospitale-calotta-del-polo-sud.html" title="Questi sono gli unici due uccelli capaci di sfidare il clima glaciale dell’inospitale calotta del Polo Sud"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questi-sono-gli-unici-due-uccelli-capaci-di-sfidare-il-clima-glaciale-dell-inospitale-calotta-del-polo-sud-1778705870938_320.jpg" alt="Questi sono gli unici due uccelli capaci di sfidare il clima glaciale dell’inospitale calotta del Polo Sud"></a></article></aside><p>Attualmente il fratino è tutelato dall’<strong>Allegato 2</strong> <strong>della Convenzione di Berna</strong> – <strong>Convenzione sulla conservazione della vita selvatica dell’ambiente naturale in Europa,</strong> inerente le specie faunistiche rigorosamente protette, dall’<strong>Allegato 2</strong> <strong>della Convenzione di Bonn, </strong>Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie appartenenti alla fauna selvatica, inerente le specie in cattivo stato di conservazione, dalla <strong>Direttiva CEE 79/409 “Uccelli” e dalla Legge Nazionale sulla Caccia 157/92 dove è inserita nell’Allegato 1 come “specie particolarmente protetta.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/se-vedete-nidificare-questo-uccello-significa-che-quella-spiaggia-e-ancora-incontaminata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: in arrivo una settimana molto dinamica sull'Italia, con temporali prima al Sud e poi al Nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca.html</link><pubDate>Sun, 13 Sep 2026 04:06:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Piogge e temporali hanno interessato tutta la Penisola fino alla giornata odierna, poi spazio ad una maggiore stabilità, ma niente caldo in eccesso.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb729sa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb729sa.jpg" id="xb729sa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>L'estate si è ufficialmente fermata</strong> con l'ingresso della prima perturbazione di settembre, riuscita a scalfire il possente campo di alta pressione responsabile dell'ultima, eccezionale ondata di caldo. <strong>Le piogge hanno interessato inizialmente le regioni settentrionali, ma nelle ultime ore il peggioramento ha progressivamente spostato il proprio baricentro verso il Sud Italia.</strong></p><p>Sono soprattutto <strong>Calabria, Sicilia e Salento</strong> le aree che hanno registrato i fenomeni più intensi, con rovesci e temporali localmente anche di forte intensità. Sulle regioni centrali, invece, le precipitazioni sono risultate più sporadiche. Si tratta comunque delle ultime battute di questa fase instabile, prima di una pausa che ci accompagnerà verso condizioni decisamente più tranquille.</p><p>Attenzione, però, perché questa pausa non significa un nuovo ritorno al caldo estremo. L'alta pressione sta infatti gradualmente riconquistando spazio, dapprima sulle regioni settentrionali e successivamente anche lungo i settori tirrenici. </p><p><strong>La giornata di domenica dovrebbe quindi presentarsi prevalentemente stabile e soleggiata su gran parte d'Italia</strong>, con soltanto qualche residuo fenomeno sulla Sicilia.</p><h2>Temperature in media, ma inizio di settimana con possibile vortice</h2><p>Anche le temperature risentiranno di questo cambiamento. Dopo il passaggio temporalesco i valori torneranno a salire, ma senza particolari eccessi. Anzi, nella maggior parte del Paese le temperature dovrebbero rimanere <strong>sostanzialmente in linea con le medie del periodo</strong>, segnando quindi una netta differenza rispetto alle condizioni eccezionali della precedente fase di caldo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca-1789222984206.jpg" data-image="k3j3j0jp4y3f" alt="Stop al caldo estremo sull'Italia" title="Stop al caldo estremo sull'Italia"><figcaption>Temperature massime in Italia per l'inizio della nuova settimana</figcaption></figure><p>Una situazione che potrebbe cambiare leggermente all'inizio della prossima settimana. </p><p>Tra lunedì e martedì l'anticiclone tenderà infatti a rafforzarsi soprattutto sulle regioni settentrionali, favorendo un ulteriore aumento delle temperature. In questa fase non sono esclusi valori <strong>di 1-3°C superiori alla media stagionale</strong>, ma siamo ben lontani dagli eccessi che hanno caratterizzato l'ultima ondata di calore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788324" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html" title="È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa">È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html" title="È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/c-est-confirme-la-france-connaitra-mardi-15-septembre-l-une-des-anomalies-de-chaleur-les-plus-extremes-d-europe-previsions-meteo-temperatures-1789211146145_320.jpg" alt="È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa"></a></article></aside><p>Il quadro sarà invece più complesso al Sud. Proprio tra lunedì e martedì potrebbe svilupparsi <strong>un vortice depressionario sul Mediterraneo centrale</strong>, la cui evoluzione rimane ancora piuttosto incerta. </p><p>Non è quindi possibile definire con precisione, a questa distanza temporale, traiettoria e intensità della circolazione ciclonica. Tuttavia, lo scenario attuale lascia intravedere la possibilità di nuovi rovesci e temporali, in particolare sulla Sicilia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca-1789223036484.jpg" data-image="z8tuxucxkt7d" alt="Ad inizio settimana un vortice ciclonico potrebbe cambiare tutto" title="Ad inizio settimana un vortice ciclonico potrebbe cambiare tutto"><figcaption>L'area depressionaria sul Mediterraneo centrale: il suo movimento determinerà il meteo</figcaption></figure><p>Ed è proprio questa possibile evoluzione a rendere <strong>la prossima settimana tutt'altro che banale dal punto di vista meteorologico</strong>. Mentre una parte dell'Italia potrebbe beneficiare di condizioni anticicloniche e temperature nuovamente miti o leggermente superiori alla norma, il Mediterraneo centrale potrebbe rimanere esposto a nuove condizioni di instabilità.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788350" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html" title="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?">Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html" title="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224434509_320.png" alt="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?"></a></article></aside><h2>Seconda parte di settimana con un'altra perturbazione?</h2><p>Ma non è finita qui. La seconda parte della settimana potrebbe infatti vedere l'arrivo di <strong>un nuovo impulso perturbato dall'Atlantico</strong>. Una circolazione depressionaria presente sull'Europa settentrionale potrebbe favorire la discesa di una perturbazione verso l'Europa occidentale, con un possibile interessamento dell'Italia tra mercoledì e giovedì.</p><p>In questo caso il peggioramento potrebbe coinvolgere soprattutto <strong>le regioni settentrionali</strong>, riportando rovesci e temporali dopo la parentesi più stabile dei primi giorni della settimana. Il passaggio dovrebbe essere piuttosto rapido, ma potrebbe essere sufficiente a determinare anche un nuovo calo delle temperature.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788344" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord">Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222704285_320.jpeg" alt="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"></a></article></aside><p>Successivamente, la perturbazione potrebbe spostarsi verso il Centro Italia e, in maniera più marginale, verso alcune aree del Sud. Anche in questo caso assisteremmo a una temporanea diminuzione dei valori termici, con un ritorno a condizioni più fresche dopo la fase anticiclonica prevista all'inizio della settimana.</p><p><strong>L'estate, insomma, non sembra intenzionata a mollare completamente la presa.</strong> Dopo il passaggio perturbato di questi giorni e il relativo calo delle temperature, l'atmosfera tornerà a farsi più stabile e mite, ma senza quella continuità che aveva caratterizzato le grandi rimonte anticicloniche estive.</p><p class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong><br> </p><p>Il Mediterraneo resterà infatti inserito in un contesto ancora dinamico, nel quale <strong>anticiclone, depressioni mediterranee e impulsi atlantici potrebbero alternarsi rapidamente</strong>. Ed è proprio questa alternanza a rendere particolarmente interessante l'evoluzione dei prossimi giorni: settembre ha ormai mostrato di voler cambiare volto, ma non sembra ancora pronto a consegnare definitivamente l'Italia all'autunno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-prossima-settimana-molto-incerta-con-possibile-evoluzione-temporalesca.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un pezzo di zenzero può trasformarsi in una pianta: un vaso, della terra e giusta irrigazione sono tutto ciò che serve]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-pezzo-di-zenzero-puo-trasformarsi-in-una-pianta-un-vaso-della-terra-e-giusta-irrigazione-sono-tutto-cio-che-serve.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 17:11:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Lo zenzero aggiunge molto più del semplice sapore in cucina: un piccolo pezzo può radicare e trasformarsi in una nuova pianta con poche e semplici cure domestiche.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-trozo-de-jengibre-puede-convertirse-en-una-planta-maceta-sustrato-y-riego-en-equilibrio-es-todo-lo-que-necesitas-1789062518156.jpeg" data-image="zhd9q3aqg75x" alt="zenzero" title="zenzero"><figcaption>Oltre ad aggiungere sapore ai tuoi piatti, lo zenzero può essere coltivato direttamente a casa.</figcaption></figure><p><strong>Coltivare lo zenzero in casa è molto più semplice di quanto possa sembrare a prima vista</strong>. Questa pianta di origine tropicale, il cui rizoma viene comunemente utilizzato come condimento in cucina, può ricrescere a partire da un piccolo pezzo di zenzero fresco.</p><p>Per svilupparsi correttamente <strong>sono sufficienti un vaso adeguato, un substrato soffice e un'irrigazione equilibrata.</strong> Seguendo questi semplici passaggi è possibile assistere alla sua crescita in casa e, con un po' di pazienza, ottenere nuovi rizomi.</p><h2>Scegliere uno zenzero fresco e con germogli</h2><p>Il primo passo consiste nello scegliere un pezzo di zenzero fresco, sodo e privo di segni di marciume. <strong>L'ideale è che presenti piccoli germogli o gemme visibili, simili a piccoli punti o protuberanze sulla superficie</strong>, poiché sono proprio questi punti che possono dare origine a nuovi fusti.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Scopri di più sulla coltivazione dello <a href="https://x.com/hashtag/jengibre?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#jengibre</a> nella seguente <a href="https://x.com/hashtag/Infograf%C3%ADa?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Infograf%C3%ADa</a> <a href="https://t.co/Dr6FpynV5s">pic.twitter.com/Dr6FpynV5s</a></p>— PromueveHidroponía (@PromueveHidro) <a href="https://x.com/PromueveHidro/status/781901664634757120?ref_src=twsrc%5Etfw">30 settembre 2016</a></blockquote></figure><p><strong>Se il rizoma è grande, è possibile dividerlo in diversi pezzi, assicurandosi che ogni frammento conservi almeno una gemma.</strong> Prima di piantarlo, è consigliabile lasciare i pezzi all'aria per alcune ore, in modo che i tagli si asciughino leggermente e si riduca così il rischio di marciume.</p><h2>Un vaso largo è meglio di uno molto profondo</h2><p>Lo zenzero sviluppa i suoi rizomi principalmente in senso orizzontale, perciò <strong>un vaso largo è particolarmente adatto.</strong> Non è necessario iniziare con un contenitore enorme, ma <strong>deve avere fori di drenaggio sul fondo per evitare che l'acqua ristagni.</strong></p><p><strong>Posizionate il pezzo di zenzero sul substrato con i germogli rivolti verso l'alto e ricopritelo leggermente con uno strato di terra.</strong> Non è necessario interrarlo troppo in profondità: bastano pochi centimetri per favorirne la crescita.</p><h2>Substrato leggero e ben drenato</h2><p>Uno degli aspetti fondamentali per favorire la crescita dello zenzero è <strong>utilizzare un substrato in grado di trattenere una certa quantità di umidità</strong>, ma che permetta di eliminare l'acqua in eccesso.</p><div class="texto-destacado">Una miscela di terriccio universale con sostanza organica e un materiale che migliori il drenaggio può funzionare perfettamente.</div><p>L'obiettivo è ottenere una <strong>terra arieggiata, fertile e soffice</strong>, poiché un terreno troppo compatto può ostacolare lo sviluppo dei rizomi e favorire la comparsa di problemi legati all'eccesso di umidità.</p><h2>L'irrigazione: né siccità né ristagni</h2><p>Durante le prime settimane è importante mantenere il substrato leggermente umido, soprattutto mentre il rizoma comincia a sviluppare radici e germogli. Tuttavia, <strong>annaffiare troppo può essere controproducente.</strong></p><p><strong>Un buon riferimento consiste nel controllare l'umidità dei primi centimetri del substrato prima di annaffiare nuovamente.</strong> Se sono ancora umidi, è meglio aspettare; quando la superficie comincia ad asciugarsi, si può aggiungere acqua in quantità moderata.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-trozo-de-jengibre-puede-convertirse-en-una-planta-maceta-sustrato-y-riego-en-equilibrio-es-todo-lo-que-necesitas-1789062664613.jpeg" data-image="g6k3m90rn5o8" alt="Immagine 2" title="Immagine 2"><figcaption>Coltivare il proprio zenzero è più semplice di quanto si possa immaginare.</figcaption></figure><p><strong>La frequenza delle annaffiature dipenderà dalla temperatura, dalla ventilazione, dalle dimensioni del vaso e dalle condizioni ambientali.</strong> In ogni caso, l'acqua non dovrebbe mai accumularsi nel sottovaso.</p><h2>Luce, temperatura e pazienza</h2><p>Lo zenzero proviene da regioni molto calde e ha bisogno di temperature miti per svilupparsi correttamente. <strong>In casa può essere collocato in un luogo luminoso, anche se è consigliabile evitare un'esposizione eccessivamente intensa</strong>, soprattutto nelle ore più calde.</p><div class="texto-destacado">La comparsa dei primi germogli può richiedere diverse settimane, quindi non bisogna scoraggiarsi se la crescita non è immediata.</div><p><strong>Quando la pianta comincia a svilupparsi, compariranno fusti verdi e foglie allungate</strong> che possono raggiungere dimensioni considerevoli.</p><h2>Quando si può raccogliere?</h2><p><strong>Lo zenzero ha bisogno di tempo per formare nuovi rizomi</strong>, quindi, se l'obiettivo è raccoglierlo, bisognerà aspettare diversi mesi e osservare l'evoluzione della pianta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786674" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera.html" title="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera">10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera.html" title="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345536580_320.jpeg" alt="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera"></a></article></aside><p>Quando la crescita si arresta e le foglie cominciano a ingiallire e seccarsi, <strong>il rizoma potrebbe essere pronto per essere estratto.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-trozo-de-jengibre-puede-convertirse-en-una-planta-maceta-sustrato-y-riego-en-equilibrio-es-todo-lo-que-necesitas-1789062829879.jpeg" data-image="e6ctd6y61uio" alt="Immagine 3" title="Immagine 3"><figcaption>La raccolta del proprio zenzero arriverà dopo alcuni semplici passaggi di coltivazione.</figcaption></figure><p>Per ottenere raccolti successivi, è inoltre <strong>possibile conservare una parte del rizoma</strong> e ripiantare alcuni frammenti dotati di gemme per avviare un nuovo ciclo.</p><p>In definitiva, trasformare un pezzo di zenzero in una nuova pianta è un modo semplice e divertente per sperimentare la coltivazione domestica. Un <strong>vaso con un buon drenaggio, un substrato fertile e arieggiato, un'umidità senza eccessi e temperature calde sono gli elementi fondamentali</strong> per fare in modo che quel piccolo rizoma torni a vivere.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/un-pezzo-di-zenzero-puo-trasformarsi-in-una-pianta-un-vaso-della-terra-e-giusta-irrigazione-sono-tutto-cio-che-serve.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi a sud del Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Gli occhi sono tutti puntati sulla goccia fredda in uscita dalla Tunisia che a inizio della prossima settimana, sostando per diversi giorni in mare, potrebbe evolvere in un ciclone subtropicale.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb72et2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb72et2.jpg" id="xb72et2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’intensa fase di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato gran parte del Paese, con temporali e nubifragi che hanno causato danni e disagi in varie regioni, ora si è spostata al Sud e sulla Sicilia. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’ampia saccatura, con l’aria più fresca in quota, di origine atlantica, si sta gradualmente spostando sui mari dell’Italia meridionale, con un asse secondario allungato fino al Canale di Sicilia e allo Ionio.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ai margini di questa ondulazione ciclonica troviamo l’anticiclone delle Azzorre che inizia a spingere verso levante, inglobando l’Europa centrale, e buona parte del territorio nazionale, eccetto l’estremo Sud e la Sicilia.</p><h2><strong>Occhi puntati a quella goccia fredda in arrivo dalla Tunisia</strong></h2><p>Mentre su gran parte d’Italia tornerà a splendere il sole, all’estremo Sud, ed in particolare la Sicilia e i settori ionici, sarà presente ancora dell’instabilità che, <strong>fra domani e lunedì 14 settembre,</strong> verrà enfatizzata dall’arrivo, da ovest, di una <strong>goccia fredda (cut/off),</strong> ora posizionata sulla Tunisia, dove si sono verificati forti temporali. </p><p>Gli occhi saranno tutti puntati proprio su questa depressione in quota che, proprio nella giornata di lunedì 14, si sarà spostata verso il Mar Libico occidentale e il basso Canale di Sicilia, sopra acque superficiali calde, <strong>con valori sopra i +28°C +29°C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224111078.jpg" data-image="ajsj5ykblli3" alt="Ciclone." title="Ciclone."><figcaption>L'area dove si formerà il vortice che potrebbe assumere piene caratteristiche subtropicali, fra martedì e mercoledì. Si notano i venti molto forti attorno al minimo di pressione, a sud-est della Sicilia.</figcaption></figure><p>Proprio qui, grazie al supporto dinamico in quota, fornito dai <strong>nuclei di vorticità positiva</strong> in discesa dal bordo occidentale della saccatura, la piccola goccia fredda rischia di approfondirsi sensibilmente, <strong>risucchiando l’aria calda e molto umida stagnante sopra la superficie dei mari a sud della Sicilia,</strong> al punto da favorire lo sviluppo di un piccolo ciclone mediterraneo, dalle caratteristiche subtropicali.</p><p>La presenza di un anticiclone sull’Europa orientale, con massimi al suolo fra Bulgaria e Mar Nero, renderà la <strong>“goccia fredda”</strong> semi-stazionaria in mare, con un leggero movimento verso nord-nord/est <strong>martedì 15,</strong> che la spingerà sul basso Ionio.</p><h2><strong>Cosa accadrà fra martedì e mercoledì?</strong></h2><p>A causa di questa sosta forzata sopra le calde acque del mar Ionio, abbastanza calde in superficie, la circolazione depressionaria, già da <strong>martedì 15 settembre,</strong> potrebbe riempirsi di aria calda e umida che salendo di quota e condensandosi libererà ulteriore calore latente, <strong>favorirà un ulteriore abbassamento della pressione atmosferica al centro del sistema depressionario. Proprio come viene visto da diversi modelli globali.</strong></p><p>Tale processo, sopra descritto, porta, così, all’isolamento di un nucleo di aria calda proprio nei pressi del minimo depressionario, facendo assumere al sistema le tipiche <strong>caratteristiche “ibride”, subtropicali, o nei casi più rilevanti più propriamente tropicali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224210222.jpg" data-image="k03gzid726d6" alt="Piogge, maltempo." title="Piogge, maltempo."><figcaption>Ecco le abbondanti precipitazioni attese sull'area dove si formerà il profondo ciclone, dalle caratteristiche subtropicali. </figcaption></figure><p>Il minimo depressionario che si svilupperà sullo Ionio centrale, finendo su un mare molto caldo, <strong>valori &gt; +28°C sul basso Ionio,</strong> potrebbe organizzarsi, immagazzinando una gran quantità di calore (in parte portato dai temporali, in parte dal mare caldo) che lo trasformeranno in una depressione dalle caratteristiche subtropicali, <strong>caratterizzata da un “cuore caldo”, ben visibile nei medi e bassi strati.</strong></p><p>In alcuni casi però può capitare che la convezione, e quindi l’attività temporalesca attorno il nucleo centrale, possa divenire particolarmente profonda, tanto da fare spiraleggiare il sistema sempre più velocemente, assumendo una struttura sorprendentemente simmetrica<strong>, con un perfetto “anello di convezione”, composto da nuvole torreggianti, che si chiudono a riccio attorno l’occhio centrale, con un conseguente rinforzo dei venti attorno il minimo barico al suolo.</strong> </p><p>Se l’intensità dei venti medi raggiungerà la forza di uragano, <strong>con una velocità media oltre i 118 km/h,</strong> allora si tratterà di un <strong>“medicane”, </strong>nome derivato dall’acronimo <strong>“Mediterranean hurricanes”.</strong></p><h2><strong>Questo sistema potrebbe evolvere in Medicane?</strong></h2><p>Nel caso del vortice dei prossimi giorni non si può del tutto escludere una evoluzione a <strong>“medicane”,</strong> anche se le probabilità rimangono sempre medio-basse. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788344" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord">Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222704285_320.jpeg" alt="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"></a></article></aside><p>Di sicuro la presenza di un vasto tratto di acque calde, da Malta fino alla Grecia, e un <strong>“wind shear”</strong> (variazioni di velocità e direzione del vento man mano che si sale di quota) del vento molto debole, oltre al suo stazionamento sopra un mare caldo, <strong>saranno tutti elementi che favoriranno un sensibile approfondimento della depressione dalle caratteristiche tropicali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224283991.jpg" data-image="k4gl0350r3sb" alt="Mareggiate." title="Mareggiate."><figcaption>Le coste orientali della Sicilia, e parte di quelle ioniche calabresi, rischiano di essere interessate da onde lunghe e mareggiate capaci di creare fenomeni d'erosione.</figcaption></figure><p>In caso di una transizione tropicale del sistema il ciclone diventerà pienamente autonomo rispetto al contesto sinottico generale, prendendo la sua energia dal calore latente fornito dal mare.</p><div class="texto-destacado">Di conseguenza l’attività temporalesca esploderà nel centro del sistema, le isobare attorno il sistema si infittiranno, <strong>mentre i venti improvvisamente diventano tempestosi, fino a superare i 100-120 km/h, </strong>con veri e proprie bufere di vento, specie sul quadrante meridionale, che agevolano la formazione del tipico occhio del ciclone attorno le imponenti “torri temporalesche”, molto ben visibile dalle moviole satellitari.</div><p>A questo punto, se non si sovrappongono importanti azioni di disturbo, come un incremento del <strong>“wind shear”</strong> in quota, il ciclone potrebbe trasformarsi persino in un vero e proprio <strong>“medicane”,</strong> un piccolo uragano mediterraneo entro giovedì sera.</p><h2><strong>Quali rischi per le regioni meridionali?</strong></h2><p>Al momento rimane ancora molta incertezza sull’esatta traiettoria di questo vortice. Ma dai nuovi aggiornamenti dei modelli matematici emerge come la struttura vorticosa si dovrebbe approfondire non prima di martedì pomeriggio in mare aperto, sullo Ionio, prendendo solo marginalmente le coste della Sicilia e della Calabria ionica.</p><p>Ma in caso di una traiettoria più occidentale del previsto, si potrebbero verificare delle piogge e dei temporali sulla Sicilia orientale, <strong>specialmente fra Catanese, Siracusano e Ragusano,</strong> indotti dallo sconfinamento delle bande temporalesche che ruotano sul quadrante sinistro della depressione subtropicale. <strong>E il rischio di fenomeni intensi si farà più concreto.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773967" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità">La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-traiettoria-dei-cicloni-tropicali-dove-colpiscono-piu-duramente-e-come-viene-misurata-la-loro-intensita.html" title="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nociones-basicas-sobre-los-ciclones-tropicales-1781360074663_320.jpg" alt="La traiettoria dei cicloni tropicali: dove colpiscono più duramente e come viene misurata la loro intensità"></a></article></aside><p>In tal caso sarà la costa ionica ad essere maggiormente coinvolta, <strong>rischiando anche di subire gli effetti di improvvise mareggiate da swell,</strong> per l’ingresso di onde lunghe o molto lunghe dai quadranti orientali, con effetti erosivi sui litorali di Sicilia e Calabria ionica. Pertanto sarà importante monitorare la situazione nei prossimi giorni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 14:23:14 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Si va profilando come sarà la prossima settimana in Italia: temporali al Sud fin da lunedì 14, poi da mercoledì 16 instabilità anche al Nord. Massima attenzione verso il ciclone in formazione nel Mar Ionio: ecco cosa potrebbe succedere.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb728ri"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb728ri.jpg" id="xb728ri"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Tra lunedì 14 e martedì 15 settembre una fase di instabilità interesserà le regioni meridionali,</strong> con piogge e temporali possibili in diverse aree. I fenomeni non sembrano destinati a dare luogo, almeno per ora, a un episodio di particolare intensità, ma il Sud Italia dovrà seguire con attenzione all'evoluzione di un ciclone sul Mar Ionio.</p><h2>Piogge e temporali al Sud, fino a 30 mm tra Eolie e Calabria</h2><p>Le precipitazioni potranno interessare un po' tutto il Sud tra lunedì e martedì. Le zone maggiormente interessate dai fenomeni saranno quelle affacciate sul basso Tirreno e sullo Ionio, con accumuli che localmente potranno raggiungere <strong>30 millimetri tra le Isole Eolie e la Calabria</strong>.</p><p>Si tratterà, secondo le previsioni attuali, di una fase perturbata senza particolare intensità, anche se quando si verificano temporali in un contesto di mare caldo come quello attuale non è da escludere che possano verificarsi temporali di forte intensità.</p><p> Potranno quindi verificarsi <strong>temporali localmente intensi</strong>, soprattutto nelle aree dove i fenomeni riusciranno a insistere più a lungo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222166298.jpg" data-image="5t8t0wbgeooc"><figcaption>Le piogge cumulate al Sud Italia entro martedì 15 settembre.</figcaption></figure><p>L'attenzione intanto è rivolta soprattutto al <strong>Mar Ionio</strong>, dove è in formazione una circolazione ciclonica di tipo subtropicale. Su quello che sta nascendo nello Ionio dedichiamo un articolo speciale pubblicato qui su Meteored Italia.</p><h2>Il ciclone subtropicale in formazione sul Mar Ionio</h2><p>Al momento i modelli meteorologici mostrano con chiarezza la presenza di <strong>un'area ciclonica sul Mar Ionio destinata ad approfondirsi nel corso della giornata di mercoledì</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788350" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html" title="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?">Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html" title="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224434509_320.png" alt="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?"></a></article></aside><p>È un'evoluzione che <strong>merita di essere seguita </strong>perché la posizione e la traiettoria della circolazione potranno ancora cambiare nei prossimi aggiornamenti. Secondo lo scenario attualmente delineato dal <strong>modello europeo</strong>, il sistema non dovrebbe determinare un coinvolgimento diretto delle regioni meridionali italiane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222315948.jpg" data-image="c7hltoazs99y"><figcaption>Il ciclone subtropicale che potrebbe formarsi mercoledì nello Ionio.</figcaption></figure><p>La situazione, tuttavia, è ancora in evoluzione. Per questo sarà importante verificare nei prossimi aggiornamenti dei modelli meteorologici come evolverà la struttura ciclonica e quale sarà la sua traiettoria sullo Ionio.</p><h2>Da mercoledì aumenta l'instabilità al Nord</h2><p>Mentre il Sud sarà interessato dalle piogge tra lunedì e martedì, <strong>da mercoledì l'instabilità tenderà a concentrarsi sulle regioni settentrionali</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788214" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali.html" title="Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo ">Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali.html" title="Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali-1789137126836_320.jpg" alt="Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo "></a></article></aside><p>Aumenterà infatti la possibilità di precipitazioni e temporali al Nord, con una nuova fase di maggiore dinamismo atmosferico sull'Italia settentrionale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222385748.jpg" data-image="2h44i7c57s9l"><figcaption>L'instabilità con forti temporali tornerà sulle regioni del Nord nella giornata di mercoledì 16 settembre.</figcaption></figure><p>Il quadro meteorologico della prossima settimana sarà quindi caratterizzato da due<strong> diverse fasi perturbate,lunedì e martedì concentrate al Sud, mentre da mercoledì verrà interessato il Nord.</strong> Resta da seguire con attenzione l'evoluzione del ciclone subtropicale sul Mar Ionio.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[È confermato: martedì 15 settembre la Francia registrerà una delle anomalie di caldo più estreme d'Europa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Tra lunedì 14 e martedì 15 settembre, l'anticiclone centrato sulla Francia e una massa d'aria molto calda proveniente dalla Spagna, trasportata da un flusso di sud-ovest, faranno impennare le temperature fino a 12°C oltre le medie stagionali.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xb703q2"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xb703q2.jpg" id="xb703q2"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nuova fase di caldo in vista in Europa, dal Portogallo alla Francia: nelle giornate di <strong>lunedì 14 e martedì 15 settembre</strong> le <strong>temperature saliranno da 7 a 12 °C al di sopra delle medie stagionali in Francia!</strong> Il Paese conoscerà <strong>l'anomalia di caldo più estrema d'Europa</strong>, praticamente coincidente con quella della Spagna, che sarà anche molto elevata. Ecco la spiegazione di questa situazione e i valori attesi nella vostra zona.</p><h2>Ancora un anticiclone…</h2><p>Prima di vedere fin dove salirà il termometro, è utile ricordare le <strong>medie stagionali delle temperature massime a settembre</strong>: in questo periodo dell'anno, in Francia, nel pomeriggio le temperature raggiungono generalmente <strong>18-20 °C lungo le coste della Manica, 20-25 °C altrove e 25-27 °C vicino al Mediterraneo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/c-est-confirme-la-france-connaitra-mardi-15-septembre-l-une-des-anomalies-de-chaleur-les-plus-extremes-d-europe-previsions-meteo-temperatures-1789211146145.jpg" data-image="50so4puohii8" alt="Anomalia di temperatura in Europa e Francia martedì" title="Anomalia di temperatura in Europa e Francia martedì"><figcaption>La Spagna e la Francia saranno l'epicentro del caldo nel pomeriggio di martedì, con temperature fino a 12 °C al di sopra delle medie stagionali.</figcaption></figure><p><strong>La situazione atmosferica è ben nota</strong>: assomiglia molto a quella che ha provocato diverse ondate di caldo intenso quest'estate. L'unico aspetto favorevole per noi è che <strong>questa volta non sarà duratura</strong>, che la massa d'aria sarà un po' meno calda e che <strong>le notti sono più lunghe</strong>, permettendo alle temperature di scendere sensibilmente nelle prime ore del mattino.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788344" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord">Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord.html" title="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-tornano-i-temporali-lunedi-e-martedi-colpiranno-il-sud-da-mercoledi-tornano-al-nord-1789222704285_320.jpeg" alt="Meteo, tra lunedì e martedì tornano i temporali al Sud: occhio al Mar Ionio. Da mercoledì instabilità al Nord"></a></article></aside><p>Tuttavia, <strong>la massa d'aria che circolerà sulla Francia sarà in media da 7 a 10 °C più calda del normale</strong>, una situazione paragonabile a quella che interesserà <strong>il paese vicino, la Spagna</strong>, dando luogo al<strong>l'anomalia di caldo più estrema d'Europa all'inizio della prossima settimana</strong>. Bisognerà aspettare mercoledì per vedere le temperature tornare su valori normali, con il ritorno di una corrente da nord-ovest.</p><h2>Attese punte di 35 °C in Francia</h2><p><strong>Lunedì pomeriggio</strong>, le temperature al suolo saranno localmente fino a 12 °C al di sopra delle medie stagionali. In termini di valori, sono attesi <strong>22-29 °C nella metà settentrionale, 25-34 °C nella metà meridionale</strong>. Si raggiungeranno 22 °C a Cherbourg e Le Havre, 23 °C a Lille, 24 °C a Brest, 25 °C a Nancy e Nizza, 27 °C a Parigi, Tolone e Digione, 29 °C a Nantes e Bourges, 30 °C a Lione, Grenoble e Biarritz, 32 °C a Tolosa e Cognac, 33 °C a Bordeaux, 34 °C a Nîmes, Perpignan e Montpellier.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/c-est-confirme-la-france-connaitra-mardi-15-septembre-l-une-des-anomalies-de-chaleur-les-plus-extremes-d-europe-previsions-meteo-temperatures-1789211194442.jpg" data-image="dt06ywb2resb" alt="Temperature martedì pomeriggio" title="Temperature martedì pomeriggio"><figcaption>Martedì pomeriggio, mentre i 30 °C saranno superati anche in una parte della metà settentrionale, nel Sud-Ovest saranno ancora possibili punte di 35 °C.</figcaption></figure><p>Ciò significa che <strong>localmente, nel Languedoc-Rossiglione, saranno possibili punte di 35 °C</strong>, una soglia indicativa di caldo molto intenso. E <strong>martedì</strong>, questa fase di caldo tardivo si spingerà anche un po' più verso Nord e verso Est. <strong>Nella regione parigina e verso il Centro-Valle della Loira saranno possibili punte di 31 °C</strong>, mentre in Champagne si potranno raggiungere i 30 °C.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788350" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html" title="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?">Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi.html" title="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-un-ciclone-subtropicale-sta-per-formarsi-nel-mar-ionio-rischio-medicane-mercoledi-1789224434509_320.png" alt="Daniele Ingemi avvisa: un ciclone subtropicale sta per formarsi nel Mar Ionio, rischio medicane mercoledì?"></a></article></aside><p>Sul lungo periodo comunque <strong>i modelli meteorologici americano ed europeo sembrano orientarsi verso un'ulteriore fase ancora più calda per il prossimo fine settimana</strong> e per la settimana del 21 settembre. La situazione è da seguire… E se battessimo ancora dei record?</p><h2>Il caldo arriverà in Italia?</h2><p><strong>Le temperature saliranno anche in Italia la prossima settimana, ma una cosa va subito chiarita: stavolta il nostro paese verrà risparmiato</strong> dalle temperature più estreme. Specie nella giornata di mercoledì avremo anomalie importanti, ma in un quadro di crescente instabilità e comunque con temperature che non supereranno i +30-+31°C. </p><div class="texto-destacado"><strong> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche</strong></strong> </strong></div><p><strong>Non si produrrà quindi lo stesso scenario della Spagna e della Francia, </strong>che devono fare i conti in pieno settembre con anomalie fino a +10°C rispetto alla media del periodo. Bisogna però tenere d'occhio la possibile evoluzione per il prossimo fine settimana.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/e-confermato-martedi-15-settembre-la-francia-registrera-una-delle-anomalie-di-caldo-piu-estreme-d-europa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Ecco quando e perché il Mediterraneo può sfornare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 12:57:03 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Anche sul nostro Mar Mediterraneo, soprattutto durante la stagione autunnale, si possono sviluppare dei cicloni dalle caratteristiche tropicali di una certa pericolosità. Queste sono le condizioni ideali alla loro formazione. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789160819631.jpg" data-image="oodv50xobcbv" alt="Ciclone tropicale." title="Ciclone tropicale."><figcaption>Nel Mediterraneo, possono nascere dei cicloni dalle caratteristiche tropicali, o più frequentemente di tipo subtropicale, capaci di alimentarsi grazie al rilascio di calore latente sprigionato dall’intensa attività convettiva che si innesca, soprattutto in autunno, sopra le acque del mare, molto calde.</figcaption></figure><p>Anche il Mediterraneo, soprattutto durante il periodo autunnale, può sfornare dei cicloni che assumono caratteristiche tropicali, capaci di alimentarsi dal solo calore latente fornito dalla calda superficie di un mare chiuso come il Mediterraneo.</p><div class="texto-destacado">Ancora oggi quando si parla di <strong>“TLC” (“tropical like cyclone”),</strong> un acronimo ormai superato, spesso si fa parecchia confusione, specialmente quando questo tipo di sistemi vengono associati ai tradizionali cicloni tropicali.</div><p>L’unica vera differenza fra i <strong>“TLC mediterranei”</strong> e i tradizionali cicloni tropicali atlantici sta nella loro origine e nel meccanismo che ne determina il rapido approfondimento in mare aperto. </p><h2><strong>L’influenza delle correnti atlantiche e l’instabilità baroclina</strong></h2><p>Il bacino del Mediterraneo presenta un esteso sviluppo zonale nella fascia delle medie latitudini, tra i <strong>30◦ N e i 45◦ N.</strong> Pur rientrando quasi interamente nell’area di influenza delle correnti occidentali, all’interno della fascia temperata, la sua notevole estensione spaziale origina delle importanti differenze di temperature, fra la parte settentrionale è quella meridionale del bacino.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789160901202.jpg" data-image="hk6x7o5xe82l" alt="Medicane." title="Medicane."><figcaption>Per la loro formazione, oltre all’avvezione fredda in quota, è indispensabile avere anche, nei bassi strati, aria calda e prossima alla saturazione nei bassi strati al di sopra della superficie del mare. </figcaption></figure><p>Questo si manifesta spesso durante l’autunno, e il periodo invernale, quando i mari a sud della Sardegna e della Sicilia, così come i bacini attorno le Baleari e la costa africana, presentano valori di temperature superficiali molto elevate, <strong>anche oltre +27°C +28°C.</strong> Ben più alte delle temperature presenti in Atlantico, alla stessa latitudine.</p><div class="texto-destacado">Fra l’autunno e l’inverno il Mediterraneo viene interessato dai cicloni extratropicali che si sviluppano sul ramo ascendente delle <strong>onde di Rossby</strong> che entrano dall’Atlantico, tramite la Spagna o la Francia. </div><p>Questi non sono altro che la rappresentazione dell’instabilità baroclina, con la presenza dei singoli fronti che segnano l’area di demarcazione fra le differenti masse d’aria (quella calda subtropicale con quella più fredda di origine polare). </p><h2><strong>Il caso dei cicloni tropicali mediterranei</strong></h2><p>Eppure, occasionalmente, all’interno del Mediterraneo, possono nascere dei cicloni dalle caratteristiche tropicali, o più frequentemente di tipo subtropicale, capaci di alimentarsi grazie al rilascio di calore latente sprigionato dall’intensa attività convettiva che si innesca, soprattutto in autunno, sopra le acque del mare, molto calde.</p><p>La nascita e il rapido approfondimento di questi cicloni, dalle caratteristiche ibride, o in qualche caso perfettamente <strong>barotropici,</strong> è indotto dall’afflusso, nell’alta troposfera, di masse d’aria piuttosto fredde, e cariche di vorticità positiva, che transitano sopra la calda superficie del mare, e lo strato di aria calda e molto umida presente sopra di esso. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Weve got <a href="https://x.com/hashtag/medicane?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#medicane</a> <a href="https://x.com/hashtag/Ianos?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Ianos</a> spinning in the Mediterranean right now, the eye now very visible and this storm will impact <a href="https://x.com/hashtag/Greece?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Greece</a> particularly west tonight and tomorrow, likely an equivalent as a category 1 hurricane! Gif via @ASophie_MM <a href="https://x.com/hashtag/severeweather?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#severeweather</a> <a href="https://t.co/ho9ldF1vXr">pic.twitter.com/ho9ldF1vXr</a></p>— WEATHER/ METEO WORLD (@StormchaserUKEU) <a href="https://x.com/StormchaserUKEU/status/1306580433472290816?ref_src=twsrc%5Etfw">September 17, 2020</a></blockquote></figure><p>Soprattutto nel tardo autunno l’area del Mediterraneo viene raggiunta da flussi di aria fredda, di origine polare marittima, che dall’Atlantico settentrionale scivolano fin sul Mare Nostrum, sopra le acque del mare molto calde, a seguito del calore accumulatosi durante l’estate.</p><h2><strong>Il fattore d’innesco, l’aria fredda e secca in quota</strong></h2><p>Questo flusso di aria fredda, soprattutto fra media e alta troposfera, determina una significativa intensificazione dei moti convettivi (correnti ascensionali) interni alla circolazione depressionaria (in genere i resti di un <strong>cut-off</strong> in quota stazionario sul mare).</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L’intensificazione di queste correnti ascensionali, prodotta dall’inasprimento del “gradiente termico verticale” e del “gradiente igrometrico verticale”, contribuisce a riempire il nucleo depressionario di aria piuttosto calda e molto umida, fino ai medi e bassi strati, iniziando a creare un cosiddetto “warm core”, con temperature di oltre i +1°C +2°C (se non pure più) rispetto all’ambiente circostante.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Durante questa fase il ciclone avvia la cosiddetta <strong>“tropical transition”,</strong> ossia l’evoluzione da un sistema ciclonico <strong>“baroclino”,</strong> in un sistema <strong>“barotropico”,</strong> con un minimo depressionario molto profondo, consolidato sia al suolo che in quota, nel medesimo punto (quindi concentrico) lungo tutta la verticale.</p><p>Ma prima della trasformazione in un sistema depressionario di tipo tropicale, nella fase di ibridazione, i flussi convettivi di calore sensibile (aria calda) e latente (aria umida) in ingresso nel vortice ciclonico devono dominare sulle altre correnti, <strong>riempendo quest’ultimo di aria calda e molto umida che innesca il processo di “autoalimentazione”, tipico dei cicloni tropicali.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789161028770.jpg" data-image="zq3iemj9tjx8" alt="Ciclone tropicale." title="Ciclone tropicale."><figcaption>L'energia potenziale viene trasformata in energia cinetica che produce una attività convettiva intensa (correnti ascensionali in rotazione vorticosa) attorno il centro della bassa pressione, comportando un notevole approfondimento di quest’ultima a seguito del calore latente sprigionato dalla condensazione del vapore acqueo messo a disposizione dalla calda superficie del mare.</figcaption></figure><p>Una volta riempitosi di aria calda e molto umida, questa enorme quantità di energia termica incamerata dal piccolo ciclone favorisce la rapida formazione di enormi sistemi temporaleschi che cominciano a ruotare attorno al minimo di bassa pressione, <strong>ben riconoscibile dal tipico occhio centrale.</strong></p><p>Tutta questa energia potenziale viene trasformata in energia cinetica che produce una attività convettiva intensa (correnti ascensionali in rotazione vorticosa) attorno il centro della bassa pressione, comportando un notevole approfondimento di quest’ultima a seguito del calore latente sprigionato dalla condensazione del vapore acqueo messo a disposizione dalla calda superficie del mare.</p><div class="texto-destacado">Il calo della pressione barometrica rafforza i venti ciclonici, attorno al minimo, attivando vere e proprie tempeste di vento, con raffiche anche oltre i 100/120 km/h, generalmente circoscritte nell'area attorno l'occhio centrale, nei pressi dell'anello di convezione.</div><p>Quando il processo sopra descritto termina il ciclone diventa pienamente autonomo rispetto al contesto sinottico generale (generalmente si rende autonomo dal fronte a cui era collegato, prendendo la sua energia dal calore latente fornito dal mare.</p><h2><strong>Le differenze con i cicloni tropicali tradizionali</strong></h2><p>Si è visto che per la loro formazione, oltre all’avvezione fredda in quota, è indispensabile avere anche, nei bassi strati, aria calda e prossima alla saturazione nei bassi strati al di sopra della superficie del mare. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Medicane Zorba was ruthless as it slammed into the shores of Greece. Take a look as these intense waves toss boats around as if they were toys. <a href="https://t.co/aTHeqPDYPu">pic.twitter.com/aTHeqPDYPu</a></p>— Pattrn (@pattrn) <a href="https://x.com/pattrn/status/1047185936935788544?ref_src=twsrc%5Etfw">October 2, 2018</a></blockquote></figure><p>Ma senza l’innesco dinamico in quota, sopra menzionato, rappresentato da <strong>un flusso di aria molto fredda e secca che dalla bassa stratosfera riesce a scivolare verso l’alta troposfera (“invasioni di aria stratosferica”), </strong>destabilizzando l’intera colonna d’aria, la formazione di questi cicloni e la loro successiva degenerazione in <strong>“mediterranean tropical storm”,</strong> o più raramente in <strong>“medicane”</strong> (uragani mediterranei), diventa quasi impossibile.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="657515" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi.html" title="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi">Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi.html" title="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uragani-mediterranei-medicanes-uno-studio-rivela-un-possibile-precursore-di-questi-eventi-estremi-1717155995321_320.jpg" alt="Uragani mediterranei (Medicanes): uno studio ha rivelato un possibile precursore di questi eventi meteo estremi"></a></article></aside><p>Proprio per questo tali cicloni mediterranei a cuore caldo possono nascere pure sopra mari freddi nel cuore della stagione invernale. Difatti in passato sono state osservate delle <strong>“tempeste tropicali mediterranee”</strong> e dei <strong>“medicanes”</strong> muoversi sopra mari piuttosto freddi, con valori attorno i <strong>+18°C +19°C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali-1789161369007.jpg" data-image="qn20w5k0l134" alt="Onde, ciclone." title="Onde, ciclone."><figcaption>L'autunno è la stagione in cui questi cicloni si possono sviluppare con una certa frequenza.</figcaption></figure><p>A differenza dei cicloni tropicali dell’Atlantico o dell’Oceano Pacifico, che per svilupparsi hanno bisogno di mari molto caldi, fino a grandi profondità, e di grandissimi spazi aperti, per migliaia di chilometri, cosa che non abbiamo nel nostro Mediterraneo.</p><h2><strong>Il caso di Ianos</strong></h2><p>In alcuni casi, molto rari, però, può capitare che la convezione attorno il nucleo centrale possa divenire particolarmente profonda, tanto da fare spiraleggiare il sistema sempre più velocemente, assumendo una struttura sorprendentemente simmetrica, <strong>con un perfetto “anello di convezione”, composto da imponenti annuvolamenti torreggianti, che si chiudono a riccio attorno l’occhio centrale, tipico dei cicloni tropicali.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677768" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?">Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti-1728503576299_320.jpg" alt="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"></a></article></aside><p>Vedi, per esempio, il caso del ciclone "Ianos", che colpì la Grecia nel settembre del 2020. In quell’occasione, grazie all’eccesso di energia termica accumulata nell’estate antecedente sullo Ionio, la forte avvezione di vorticità che alimentò il sistema parti dal basso, invece che dall'alto, come invece accade per gli altri sistemi subtropicali, osservati nel Mediterraneo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ecco-quando-e-perche-il-mediterraneo-puo-sfornare-dei-cicloni-dalle-caratteristiche-tropicali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Agosto 2026 entra nella storia del clima: caldo globale record, oceani roventi e un’Europa sempre più secca]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/agosto-2026-entra-nella-storia-del-clima-caldo-globale-record-oceani-roventi-e-un-europa-sempre-piu-secca.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 10:35:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Agosto 2026 entra nella storia climatica: temperature globali e oceaniche da record, estate eccezionale nell’Europa occidentale, siccità persistente, grandi fiumi ai minimi e ghiaccio marino ancora sotto la media secondo Copernicus.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-2026-entra-nella-storia-del-clima-caldo-globale-record-oceani-roventi-e-un-europa-sempre-piu-secca-1789113293382.png" data-image="yi2ejxx90lrw" alt="Estate 2026" title="Estate 2026"><figcaption>Secondo i dati Copernicus, l’estate 2026 è stata la più calda mai registrata nell’Europa occidentale. Credit: Copernicus</figcaption></figure><p>È stato stato tra tutti i mesi di Agosto il più caldo di sempre. È quello che emerge dal Copernicus Climate Change Service, il cui bollettino è stato pubblicato il 10 Settembre. </p><p>Dopo alcuni mesi "prodromici", i cui valori di temperatura dell’aria e della superficie degli oceani sono stati prossimi ma comunque inferiori ai massimi record, Agosto 2026 ha segnato un nuovo record.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Agosto 2026 è stato il più caldo di sempre tra i mesi di Agosto.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La temperatura media globale dell’aria ha raggiunto valori mai osservati prima per questo mese, peraltro praticamente identici al massimo assoluto registrato nel Luglio 2023. In particolare, l’Europa occidentale, che ricordiamo è la regione che si sta riscaldando più rapidamente rispetto al resto del globo terrestre, ha vissuto l’estate più torrida mai registrata prima. Eccezionali sono risultati anche il livello di siccità, la riduzione dell’umidità del suolo e le portate basse di alcuni dei maggiori fiumi europei.</p><p>Anche la temperatura superficiale degli oceani ha raggiunto valori record.</p><h2>Agosto 2026, il mese più caldo insieme a Luglio 2023</h2><p>Secondo Copernicus, la temperatura media globale dell’aria durante Agosto 2026 è stata di 16,96 °C, vale a dire 0,85 °C superiore alla media del periodo di riferimento 1991-2020. Questa è così la temperatura dell’aria più alta ma registrata prima in un mese di Agosto</p><p>Aspetto molto interessante è che la temperatura dell’Agosto 2026 è risultata sostanzialmente alla pari con quella registrata 3 anni fa nel Luglio 2023, che era stato il mese più caldo in assoluto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-2026-entra-nella-storia-del-clima-caldo-globale-record-oceani-roventi-e-un-europa-sempre-piu-secca-1789116492187.png" data-image="srwm3bam2s4l" alt="Agosto 2026" title="Agosto 2026"><figcaption>Agosto 2026, con una temperatura dell'aria media globale di 16,96 C è stato il mese di Agosto più caldo dall'inizio delle rilevazioni climatiche. </figcaption></figure><p> Questa è una circostanza piuttosto rara poiché, a livello globale, normalmente è Luglio il mese con le temperature medie più elevate. Per la prima volta il valore massimo è stato raggiunto in ritardo di un mese.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781288" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense.html" title="Clima, il riscaldamento globale sta accelerando in questi ultimi anni: la svolta dal 2013-2014">Clima, il riscaldamento globale sta accelerando in questi ultimi anni: la svolta dal 2013-2014</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense.html" title="Clima, il riscaldamento globale sta accelerando in questi ultimi anni: la svolta dal 2013-2014"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense-1785424937190_320.png" alt="Clima, il riscaldamento globale sta accelerando in questi ultimi anni: la svolta dal 2013-2014"></a></article></aside><p>L’anomalia della temperatura media è stata di +0.85 rispetto al trentennio di riferimento 1991-2020, ma di +1.65 °C rispetto al periodo preindustriale 1850-1900, ben al di sopra della soglia di +1,5 °C, fissata come limite climatico dell’Accordo di Parigi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> In Agosto è stata superata la soglia di +1,5 °C fissata dall'Accordo di Parigi <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Se consideriamo l’intero trimestre Giugno-Agosto, abbiamo vissuto un’estate boreale calda tanto quella del 2024, con un’anomalia globale di +0,69 °C rispetto al 1991-2020.</p><h2>L’Europa occidentale supera la storica estate del 2003</h2><p>In Europa la temperatura media di Agosto è stata di 20,26 °C, pari a +1,10 °C sopra la media del periodo 1991-2020. Le anomalie più intense hanno interessato una fascia che dalla Spagna nordorientale attraversava il Mediterraneo occidentale e centrale fino all’Europa orientale. In Francia, Italia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Ungheria, Romania e gran parte dei Balcani le temperature sono risultate generalmente 3-5 °C superiori alla media. </p><p>Ancora più impressionante è il bilancio dell’intera estate nell’Europa occidentale con un nuovo record assoluto: l’estate più calda di sempre, con +2,54 °C oltre la media del periodo 1991-2020.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781288" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense.html" title="Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense">Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense.html" title="Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense-1785424937190_320.png" alt="Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense"></a></article></aside><p>Record anche per gli oceani. Nella fascia tra 60°S e 60°N, la temperatura superficiale media ha raggiunto 21,07 °C, il valore più alto mai osservato in Agosto. Particolarmente caldo è stato il Pacifico equatoriale, dove si sta sviluppando El Niño, ma valori eccezionali sono stati registrati anche nel Mediterraneo occidentale, interessato da estese ondate di calore marine.</p><h2>Siccità, grandi fiumi ai minimi e ghiaccio artico ridotto</h2><p>In Agosto sono stati registrati deficit di precipitazioni, bassa umidità dell’aria e del terreno in vaste regioni dell’Europa centrale e orientale. L’umidità relativa media sull’Europa è stata addirittura la più bassa mai registrata per un mese di Agosto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/agosto-2026-entra-nella-storia-del-clima-caldo-globale-record-oceani-roventi-e-un-europa-sempre-piu-secca-1789116714536.png" data-image="mbhrihzvwlki" alt="Europa occidentale" title="Europa occidentale"><figcaption>L'Europa occidentale ha sperimentato l'estate più calda di sempre.</figcaption></figure><p>Le conseguenze sono state evidenti nella vasta portata degli incendi, ma anche nei corsi d’acqua. Fiumi quali Reno, Danubio, Loira, Po, Vistola ed Elba hanno raggiunto portate molto inferiori alla media. Questi livelli eccezionalmente bassi hanno comportato ricadute negative per la navigazione, la produzione energetica, l’irrigazione e gli ecosistemi acquatici. </p><p>Nell’Artico l’estensione media del ghiaccio marino è stata di 6,1 milioni di km², il 9,2% sotto la media 1991-2020.</p><p>In Antartide, nonostante l’inverno australe, il ghiaccio marino ha raggiunto invece circa 17 milioni di km², il 6,5% sotto la media: il quarto valore più basso mai osservato per Agosto. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786820" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet">Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet.html" title="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-glaciologo-mette-in-guardia-sull-impatto-dei-cambiamenti-climatici-nei-disastri-glaciali-tra-nepal-e-tibet-1788368902482_320.png" alt="Un glaciologo mette in guardia sull'impatto dei cambiamenti climatici nei disastri glaciali tra Nepal e Tibet"></a></article></aside><p>Nel mese di Agosto atmosfera, oceani e ciclo dell’acqua hanno mostrato contemporaneamente anomalie molto marcate. El Niño sta contribuendo ad amplificare parte del riscaldamento attuale, soprattutto nel Pacifico, ma sicuramente non è la causa della tendenza di fondo dell’aumento delle temperature globali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/agosto-2026-entra-nella-storia-del-clima-caldo-globale-record-oceani-roventi-e-un-europa-sempre-piu-secca.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Coprire i ghiacciai serve davvero? In Svizzera al via una sperimentazione innovativa con coperte di lana]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/coprire-i-ghiacciai-serve-davvero-in-svizzera-al-via-una-sperimentazione-innovativa-con-coperte-di-lana.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 08:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Pesanti impatti dell'estate 2026 sui ghiacciai, per ridurre la perdita di spessore e salvare lo sci si prova perfino con coperte di lana di pecora. Al via una sperimentazione innovativa in Svizzera. Ecco di cosa si tratta.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/coprire-i-ghiacciai-serve-davvero-in-svizzera-al-via-una-sperimentazione-innovativa-con-coperte-di-lana-1789137461995.jpeg" data-image="s3k71vun3ckg"><figcaption>Il massiccio del Monte Rosa visto da Gornergrat. Si nota un ghiacciaio. Anche qua, a Punta Indren, un tempo si praticava lo sci estivo, ora non più possibile.</figcaption></figure><p>L’<strong>estate 2026 è stata drammatica per i ghiacciai</strong> alpini. Grande sofferenza perfino per i ghiacciai d’alta quota, a causa dello <strong>zero termico spesso oltre 4500 metri, talora perfino a 5000 m.</strong> La neve invernale è sparita prematuramente a causa del caldo precoce fin da fine maggio, le ripetute ondate di caldo hanno fatto il resto.</p><p><strong>Pesante l’impatto paesaggistico, sulle risorse idriche, per i rischi </strong>idrogeologici e nivoglaciali, nonché turistico sportivo. <strong>Il settore sci estivo in particolare da anni tenta di arginare gli impatti dei cambiamenti climatici</strong> con la controversa tecnica dei <strong>teli geotessili a copertura di parti di ghiacciaio. </strong>Dalla Svizzera arriva ora la notizia della sperimentazione di teli prodotti con materiali naturali: la lana. </p><h2>Ghiacciai sotto coperta: di cosa si tratta</h2><p>Da diversi anni <strong>alcuni ghiacciai, o meglio piccole porzioni delle zone utilizzate per lo sci alpino, vengono coperte con appositi grandi teli</strong> di materiali sintetici detti “geotessili” stesi sul ghiaccio durante la stagione estiva nelle zone non usate per lo sci estivo, per preservarle per le aperture autunnali o per la stagione successiva. </p><p>Essendo <strong>teli bianchi e riflettenti, aumentano l’albedo,</strong> riflettendo una parte maggiore della radiazione solare, ed <strong>inoltre isolano termicamente il manto nevoso</strong>. Sotto i teli la fusione viene quindi rallentata.</p><p>Le prime applicazioni risalgono a inizio del XXI secolo. <strong>In Italia il caso più conosciuto è il ghiacciaio Presena</strong>, dove un tempo si praticava sci estivo e coperto stagionalmente a partire dal 2008. Ora sono diffusi anche i altri ghiacciai italiani, in Francia, Svizzera e Austria.</p><h2>L’impatto dei teli geotessili</h2><p>I teli geotessili<strong> sono comunque impattanti e presentano vari problemi e limiti di efficacia,</strong> <strong>costi</strong>, inquinamento e paesaggistici, oltre che n<strong>on salvano realmente il ghiacciaio, </strong>ma solo piccole porzioni a scopo sportivo e turistico.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781250" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai.html" title="Le Alpi stanno morendo: queste sono le conseguenze irreversibili delle ondate di calore sui loro ghiacciai">Le Alpi stanno morendo: queste sono le conseguenze irreversibili delle ondate di calore sui loro ghiacciai</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai.html" title="Le Alpi stanno morendo: queste sono le conseguenze irreversibili delle ondate di calore sui loro ghiacciai"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-alpi-stanno-morendo-queste-sono-le-conseguenze-irreversibili-delle-ondate-di-calore-sui-loro-ghiacciai-1785416117363_320.jpeg" alt="Le Alpi stanno morendo: queste sono le conseguenze irreversibili delle ondate di calore sui loro ghiacciai"></a></article></aside><p>Abbiamo <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/coprire-ghiacciai-alpi-contro-scioglimento-clima-greenwashing-danni-ambiente.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">già scritto della lettera di 44 esperti</a> ed esperte di clima e ghiacciai in collaborazione con enti che si occupano del monitoraggio dei ghiacciai italiani dove <strong>spiegano perché la copertura dei ghiacciai non è una soluzione</strong>. </p><div class="texto-destacado">Nella lettera sottolineano che questa pratica è anche un tentativo di greenwashing per descrivere un intervento impattante come sostenibile e anzi addirittura auspicabile. Fra le criticità, il movimento di gatti delle nevi, ruspe, perfino bulldozer, impattanti e fonte di emissioni di gas serra.</div><p><br> I teloni<strong> rilasciano grandi quantità di fibre e micro plastiche,</strong> che si depositano nel ghiacciaio, scorrono nelle acque di fusione finendo in torrenti e fiumi ed inoltre si disperdono in atmosfera. </p><h2>La novità: prodotti naturali a base di lana</h2><p>Consci dell’impatto ambientale dei teli geotessili, <strong>un gruppo di studenti dell'Università di Losanna</strong> e l'organizzazione ambientalista Summit Foundation hanno <strong>sviluppato una alternativa a loro dire sostenibile</strong>. Tramite il progetto " Keep It Wool " hanno sviluppato<strong> teloni per coprire i ghiacciati fatte con lana di pecora.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="722591" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sci-estivo-cambiamenti-climatici-storia-declino-futuro-ghiacciai-alpini.html" title="Lo sci estivo sopravviverà ai cambiamenti climatici? Storia, declino e futuro delle piste sui ghiacciai alpini">Lo sci estivo sopravviverà ai cambiamenti climatici? Storia, declino e futuro delle piste sui ghiacciai alpini</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sci-estivo-cambiamenti-climatici-storia-declino-futuro-ghiacciai-alpini.html" title="Lo sci estivo sopravviverà ai cambiamenti climatici? Storia, declino e futuro delle piste sui ghiacciai alpini"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sci-estivo-cambiamenti-climatici-storia-declino-futuro-ghiacciai-alpini-1754039045762_320.jpeg" alt="Lo sci estivo sopravviverà ai cambiamenti climatici? Storia, declino e futuro delle piste sui ghiacciai alpini"></a></article></aside><p>Il beneficio sarebbe duplice, dato che una grande percentuale di lana diventa oggigiorno uno scarto, addirittura in rifiuto da smaltire. </p><p>Le prime coperte per ghiacciai fatte con la lana sono state realizzate dall'azienda Fisolan e <strong>nel giugno 2026 sono state stese su 200 metri quadrati del ghiacciaio Tsanfleuron</strong>.</p><p> Gli scienziati stanno ora analizzando i primi risultati da cui risulta che l’efficacia dei teli di lana è simile a quelli geotessili sintetici. </p><h2>Quanto veramente salvano i ghiacciai?</h2><p><strong>Secondo gli scienziati questa misura è una alternativa valida e sostenibile </strong>per rallentare il processo di fusione dei ghiacciai, ma non contrasta veramente il reale impatto del riscaldamento globale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/coprire-i-ghiacciai-serve-davvero-in-svizzera-al-via-una-sperimentazione-innovativa-con-coperte-di-lana-1789137564601.jpeg" data-image="k8tb5862r01r"><figcaption>Gatti delle nevi in azione per stendere teli geotessili sul ghiacciaio del Presena, al Passo del Tonale.</figcaption></figure><p>Più in generale, <strong>la tecnica di installare teli, geotessili o di lana che siano, non è usata in realtà per salvare i ghiacciai</strong>, ma per limitare i danni alla piccola parte destinata agli sport invernali. <strong>La superficie coperta infatti è una parte molto piccola del corpo glaciale,</strong> basti pensare che lo stesso ghiacciaio Tsanfleuron oggetto dell’esperimento ha una superficie di circa 3.8 km2. <strong>La parte coperta con la lana risulta dunque solo lo 0,007% della sua estensione </strong>totale complessiva.<br>Resta poi il vero problema: il clima che cambia. </p><p>La soluzione al ritiro dei ghiacciai non è coi teli di copertura, ma il taglio drastico delle emissioni di gas serra antropici causate soprattutto dell’uso dei combustibili fossili,</p><h3>Riferimento notizia</h3><p><em>Cubrir los glaciares con mantas para que no se derritan: la acción de Suiza para protegerlos del cambio climático</em></p><p><em><a href="https://oem.com.mx/elsoldemexico/ciencia-y-salud/cubrir-los-glaciales-con-mantas-para-que-no-se-derritan-la-accion-de-suiza-para-protegerlos-del-cambio-climatico-31947940">https://oem.com.mx/elsoldemexico/ciencia-y-salud/cubrir-los-glaciales-con-mantas-para-que-no-se-derritan-la-accion-de-suiza-para-protegerlos-del-cambio-climatico-31947940</a></em></p><p><a href="https://www.montagna.tv/280308/dai-pascoli-alle-coperte-dei-ghiacciai-in-svizzera-si-sperimentano-i-teli-di-lana/"> </a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/coprire-i-ghiacciai-serve-davvero-in-svizzera-al-via-una-sperimentazione-innovativa-con-coperte-di-lana.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Api e farfalle in città per migliorare la vita delle persone: cos'è l'evento del WWF Urban Nature 2026 e cosa ci insegna]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/api-e-farfalle-in-citta-per-migliorare-la-vita-delle-persone-cos-e-l-evento-del-wwf-urban-nature-2026-e-cosa-ci-insegna.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 06:41:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il benessere di api, farfalle e altri impollinatori è strettamente connesso a quello di chi vive in città. Il report del WWF che anticipa l'evento Urban Nature 2026 racconta questo legame di cui non tutti sono a conoscenza</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/api-e-farfalle-in-citta-per-migliorare-la-vita-delle-persone-cos-e-l-evento-del-wwf-urban-nature-2026-e-cosa-ci-insegna-1789060562103.jpg" data-image="c0aknms9ilhh" alt="Insetti impollinatori" title="Insetti impollinatori"><figcaption>Le api e le farfalle sono alcuni degli impollinatori più comuni, anche in città</figcaption></figure><p>La salute è un<strong> “sistema”</strong> che riguarda contemporaneamente persone, animali ed ambiente, incluso quello <strong>urbano</strong>. </p><p>Il report che il WWF ha appena realizzato in occasione dell’evento <strong>Urban Nature,</strong> che si terrà il<strong> 3 e 4 ottobre 2026, </strong>mette in luce l’importanza di una <strong>rete di habitat</strong> verdi, pubblici e privati, che possano favorire la vita degli impollinatori e al tempo stesso migliorare le condizioni di vita di chi abita in città.</p><p>Gli impollinatori diventano quasi un <strong>indicatore </strong>della qualità della vita nei centri urbani: dove possono vivere felicemente api, farfalle e sirfidi, le città diventano più <strong>sane </strong>anche per le persone. </p><h2>Api e altri impollinatori, una risorsa invisibile anche in città</h2><p>L’importanza delle api e degli altri insetti impollinatori per la sopravvivenza delle colture alimentari, e non solo, è nota, così come è nota la crisi in cui da tanti anni si trovano questi utili animali. </p><p>Oltre il 75% delle principali specie vegetali commestibili del mondo dipendono, in parte o totalmente, dall’impollinazione che avviene tramite gli insetti. </p><p>Ad essa contribuiscono anche <strong>le vespe, le farfalle, le falene, i coleotteri</strong> ed altre specie meno conosciute che in misura maggiore o minore rendono possibile la riproduzione di un enorme numero di piante <strong>entomofile</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="786674" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera.html" title="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera">10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera.html" title="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/10-piante-rampicanti-da-mettere-a-dimora-in-autunno-per-creare-pareti-verdi-sul-balcone-dalla-prossima-primavera-1788345536580_320.jpeg" alt="10 piante rampicanti da mettere a dimora in autunno per creare pareti verdi sul balcone dalla prossima primavera"></a></article></aside><p>Molti impollinatori vivono anche in città, nei <strong>parchi urbani</strong>, tra le <strong>aiuole </strong>e su <strong>terrazze e balconi</strong>, e costituiscono un patrimonio spesso invisibile da preservare.</p><h2>L'Italia, un hotspot europeo per gli impollinatori</h2><p>Proprio l’Italia è un importante hotspot di biodiversità per gli insetti impollinatori.</p><p>La sua posizione nel cuore del Mediterraneo, la vicinanza con il nord dell’<strong>Africa,</strong> con la regione dei <strong>Balcani </strong>e con l’<strong>Europa continentale</strong>, unita ad una varietà di <strong>aree climatiche</strong> che comprendono le fasce montane, le zone umide, le pianure e il mare, hanno favorito l’evoluzione di una varietà biologica eccezionale per un territorio relativamente piccolo.</p><p>Questo, fra l’altro, rende l’Italia uno dei paesi con la maggiore varietà di <strong>miele</strong>, il che contribuisce ad aumentare il valore culturale della gastronomia italiana.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="676673" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-studio-rivela-quanto-i-fiori-siano-vitali-per-gli-insetti-impollinatori-guida-pratica-per-piantare-quelli-giusti.html" title="Uno studio rivela quanto i fiori siano vitali per gli insetti impollinatori: guida pratica per piantare quelli giusti">Uno studio rivela quanto i fiori siano vitali per gli insetti impollinatori: guida pratica per piantare quelli giusti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/uno-studio-rivela-quanto-i-fiori-siano-vitali-per-gli-insetti-impollinatori-guida-pratica-per-piantare-quelli-giusti.html" title="Uno studio rivela quanto i fiori siano vitali per gli insetti impollinatori: guida pratica per piantare quelli giusti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/uno-studio-rivela-quanto-i-fiori-siano-vitali-per-gli-insetti-impollinatori-guida-pratica-per-piantare-quelli-giusti-1727882295322_320.jpg" alt="Uno studio rivela quanto i fiori siano vitali per gli insetti impollinatori: guida pratica per piantare quelli giusti"></a></article></aside><p>L'importanza degli impollinatori è quindi anche <strong>economica</strong>. Secondo i dati del WWF, in tutto il mondo il contributo diretto di questi insetti alla produzione alimentare va dai 235 ai 577 miliardi di dollari all’anno. Nella sola Europa, questo valore oscilla tra i 5 e i 15 miliardi di euro. </p><p>Nonostante questo, perdita degli habitat, <strong>urbanizzazione </strong>incontrollata, agricoltura intensiva con uso di <strong>pesticidi</strong>, <strong>inquinamento e cambiamento climatico</strong> stanno decimando la popolazione degli impollinatori in Italia così come altrove, ed è importante notare che i rischi a cui sono sottoposti questi insetti sono gli stessi che minacciano la <strong>salute umana</strong>.</p><h2>L'utilità degli impollinatori in città</h2><p>In un ambiente urbano in genere non crescono molte piante utili all'alimentazione, ma la presenza degli impollinatori ha un <strong>effetto benefico indiretto</strong> sulle città e sui loro abitanti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/api-e-farfalle-in-citta-per-migliorare-la-vita-delle-persone-cos-e-l-evento-del-wwf-urban-nature-2026-e-cosa-ci-insegna-1789060610346.jpg" data-image="4uowi44u6im5" alt="impollinatori in città" title="impollinatori in città"><figcaption>Piante da balcone e una "casa per gli insetti" sono iniziative alla portata di tutti per permettere agli impollinatori di sopravvivere</figcaption></figure><p> <strong>Ripristinare gli habitat</strong> che favoriscono la vita di questi insietti produce vantaggi anche per gli esseri umani che vivono tra asfalto e cemento. </p><p> La presenza di <strong>alberi, arbusti, spazi verdi</strong> e <strong>fioriture </strong>lunghe e diversificate consente ad api, farfalle e sirfidi di nutrirsi e riprodursi ma al tempo stesso è fondamentale per la vita delle persone.</p><p>La <strong>qualità dell’aria</strong> migliora, gli effetti delle <strong>isole di calore</strong> vengono mitigati ed è quindi possibile anche un <strong>risparmio energetico</strong> per il raffrescamento degli edifici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780035" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-parchi-urbani-sono-un-rifugio-climatico-a-madrid-fino-a-8-gradi-in-meno-rispetto-al-resto-della-citta.html" title="I parchi urbani sono un rifugio climatico: a Madrid fino a 8 gradi in meno rispetto al resto della città">I parchi urbani sono un rifugio climatico: a Madrid fino a 8 gradi in meno rispetto al resto della città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-parchi-urbani-sono-un-rifugio-climatico-a-madrid-fino-a-8-gradi-in-meno-rispetto-al-resto-della-citta.html" title="I parchi urbani sono un rifugio climatico: a Madrid fino a 8 gradi in meno rispetto al resto della città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-parchi-urbani-sono-un-rifugio-climatico-a-madrid-fino-a-8-gradi-in-meno-rispetto-al-resto-della-citta-1785400693081_320.jpeg" alt="I parchi urbani sono un rifugio climatico: a Madrid fino a 8 gradi in meno rispetto al resto della città"></a></article></aside><p><br> Il verde urbano riduce <strong>l’inquinamento acustico</strong> e con una maggiore permeabilità del suolo gli effetti delle <strong>inondazioni </strong>possono farsi meno distruttivi.</p><p>Gli spazi verdi, inoltre, favoriscono la <strong>socialità</strong>, il <strong>benessere psicologico</strong> e offrono la possibilità di svolgere <strong>attività fisica</strong>.</p><h2>Urban Nature e le città a misura di api</h2><p>La presenza delle api e di insetti affini offre quindi una chiave di lettura importante riguardo la qualità della vita nei centri urbani ed è il focus dell'evento <strong>Urban Nature 2026</strong> che si svolgerà in più di cento piazze italiane il <strong>3 e 4 ottobre 2026. </strong></p><p>È una vera e propria festa della <strong>natura in città</strong> con lo scopo di diffondere la cura delle aree verdi, sia privatamente che negli spazi pubblici.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787809" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/giardini-pluviali-cosa-sono-e-come-aiutano-a-prevenire-le-inondazioni-nelle-citta.html" title="Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città">Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/giardini-pluviali-cosa-sono-e-come-aiutano-a-prevenire-le-inondazioni-nelle-citta.html" title="Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/jardines-de-lluvia-que-son-y-como-ayudan-a-evitar-inundaciones-en-las-ciudades-1788903318128_320.jpg" alt="Giardini pluviali: cosa sono e come aiutano a prevenire le inondazioni nelle città"></a></article></aside><p>L'edizione 2026 evidenzia proprio il legame tra verde urbano e salute psicofisica dei cittadini. Per favorire la creazione di vere <strong>“città degli impollinatori” </strong>verrà promossa la diffusione e la cura di parchi e aiuole, invitando le persone a contribuire nel privato con piccole iniziative a favore di questi insetti.</p><p>Dai giardini, alle <strong>fioriere </strong>sui balconi, ai piccoli <strong>orti pensili</strong> dove coltivare magari piante aromatiche, chiunque può partecipare alla creazione di piccole oasi per le api e le farfalle di città.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Wwf.it" data-year="2026" data-title="La%20salute%20di%20citt%C3%A0%20e%20cittadini%20si%20misura%20dal%20ronzio%20delle%20api" data-url="https%3A%2F%2Fwww.wwf.it%2Fpandanews%2Fambiente%2Fla-salute-di-citta-e-cittadini-si-misura-dal-ronzio-delle-api%2F">Wwf.it. (2026). <a href="https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/la-salute-di-citta-e-cittadini-si-misura-dal-ronzio-delle-api/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La salute di città e cittadini si misura dal ronzio delle api</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/api-e-farfalle-in-citta-per-migliorare-la-vita-delle-persone-cos-e-l-evento-del-wwf-urban-nature-2026-e-cosa-ci-insegna.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, al nord Italia weekend stabile ma cambia tutto da metà settimana: nuovo peggioramento con temporali in arrivo ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali.html</link><pubDate>Sat, 12 Sep 2026 04:40:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo una fase più fresca e movimentata, il tempo sull’Italia si prepara a vivere una breve parentesi stabile. La prossima settimana però potrebbe riportare maggiore dinamismo atmosferico, con un nuovo peggioramento atteso soprattutto al Nord.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/wZmcfGj9XCk/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=wZmcfGj9XCk" id="wZmcfGj9XCk"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>La giornata di oggi sabato 12 inizierà con un quadro decisamente diverso rispetto alle settimane caratterizzate dal caldo anomalo. Le temperature al Nord saranno infatti più vicine alle medie climatiche del periodo, grazie all’ingresso di correnti più fresche che hanno contribuito a smorzare gli eccessi termici.</p><p>Nonostante qualche annuvolamento residuo sulle zone montuose e possibili locali fenomeni, il weekend sarà caratterizzato da una fase nel complesso più tranquilla. Sulle pianure settentrionali le massime si manterranno generalmente tra <strong>22 e 26 °C</strong>, mentre lungo l’arco alpino il clima sarà più fresco, soprattutto alle quote più elevate.</p><p>Domenica 13 il sole tornerà a prevalere su gran parte del Nord e favorirà un nuovo aumento delle temperature. La colonnina di mercurio potrà raggiungere valori intorno ai <strong>25-27 °C sulle pianure</strong>, con punte prossime ai <strong>28 °C tra Emilia-Romagna e alcune zone della pianura padana orientale</strong>.</p><p>Non si tratterà però di un ritorno del caldo estremo che abbiamo vissuto nelle ultime settimane, ma sarà semplicemente una normale ripresa termica dopo il passaggio più fresco.</p><h2>L’anticiclone prova a rialzare la testa tra lunedì e martedì</h2><p>L’inizio della prossima settimana vedrà un temporaneo rinforzo dell’alta pressione. Tra lunedì 14 e martedì 15 il tempo dovrebbe risultare più stabile, con prevalenza di condizioni asciutte e maggiore presenza del sole soprattutto sulle pianure del Nord.</p><p>Questa fase favorirà anche un aumento delle temperature, particolarmente evidente sulle regioni settentrionali. Le mappe mostrano infatti anomalie positive diffuse: in alcune zone del Nord-Ovest e lungo l’arco alpino si potrebbero raggiungere valori superiori alla media anche di <strong>4-6 °C</strong>, con punte localmente più elevate sui settori montani.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788027" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature.html" title="La prossima ondulazione del getto polare sull’Italia ha già una data: possibili temporali e nuovo calo delle temperature">La prossima ondulazione del getto polare sull’Italia ha già una data: possibili temporali e nuovo calo delle temperature</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature.html" title="La prossima ondulazione del getto polare sull’Italia ha già una data: possibili temporali e nuovo calo delle temperature"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prossima-ondulazione-del-getto-polare-sull-italia-ha-gia-una-data-possibili-temporali-e-nuovo-calo-delle-temperature-1789050946590_320.jpg" alt="La prossima ondulazione del getto polare sull’Italia ha già una data: possibili temporali e nuovo calo delle temperature"></a></article></aside><p>Nonostante questi valori sopra media, non si prospetta una nuova fase di caldo eccezionale. Si tratterà piuttosto di un breve recupero termico, favorito dalla temporanea espansione dell’anticiclone, qualche giornata stabile e mite prima di un nuovo possibile cambio di scenario.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali-1789137126836.jpg" data-image="m2ut6ve95twk" alt="Probabilità di pioggia per mercoledì prossimo, più esposto il Nord-Est" title="Probabilità di pioggia per mercoledì prossimo, più esposto il Nord-Est"><figcaption>Probabilità di pioggia per mercoledì prossimo, più esposto il Nord-Est</figcaption></figure><p>Il vero cambio di passo potrebbe arrivare da metà settimana, quando una nuova ondulazione del flusso atlantico potrebbe riportare condizioni più instabili sull’Italia. Secondo le nostre ultime proiezioni, <strong>il Nord sarà la zona maggiormente esposta al passaggio perturbato</strong>, con particolare attenzione ai settori alpini, prealpini e alle regioni di Nord-Est.</p><p>La probabilità di precipitazioni aumenta soprattutto tra mercoledì pomeriggio e la notte successiva, con valori più elevati tra Veneto orientale e Friuli Venezia Giulia. In queste aree gli accumuli previsti potrebbero raggiungere localmente <strong>20-40 mm</strong>, con punte superiori ai <strong>50 mm nelle zone più esposte dei rilievi friulani</strong>.</p><p>Anche il Veneto settentrionale e le Prealpi potrebbero essere coinvolti, mentre sul Nord-Ovest gli effetti della perturbazione sembrano al momento più contenuti.Non sarà un peggioramento uniforme su tutta Italia, ma di una fase nella quale il contrasto tra masse d’aria diverse potrebbe favorire la formazione di rovesci e temporali localmente intensi. </p><p>Le mappe termiche previste per mercoledì mostrano infatti un netto contrasto tra le diverse zone del Settentrione: mentre alcune aree del Nord-Ovest potranno mantenere ancora valori intorno ai <strong>26-28 °C</strong>, soprattutto in Piemonte e Lombardia occidentale, il Nord-Est potrebbe osservare un calo più evidente, con temperature spesso comprese tra <strong>20 e 25 °C</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali-1789137083416.jpg" data-image="9okqzalbz6vi" alt="Temperature previste per mercoledì 16 settembre al Nord." title="Temperature previste per mercoledì 16 settembre al Nord."><figcaption>Temperature previste per mercoledì 16 settembre al Nord.</figcaption></figure><p>Sulle Alpi il calo sarà ancora più evidente, con valori che potranno scendere localmente verso i <strong>15-20 °C alle quote più elevate</strong>.</p><h2>La tendenza: settembre continua a mostrare un volto dinamico</h2><p>Guardando oltre la metà della settimana, resta elevata l’incertezza sull’evoluzione atmosferica. Il quadro generale suggerisce comunque una fase nella quale l’Italia potrebbe alternare momenti più stabili ad altri caratterizzati dal passaggio di perturbazioni atlantiche.</p><p>La stagione sta entrando in una fase di transizione: <strong>l’anticiclone può ancora regalare giornate soleggiate e miti, ma le incursioni instabili diventano progressivamente più frequenti</strong>, soprattutto al Nord.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787719" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf.html" title="Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF">Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf.html" title="Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/inverno-tempestoso-con-abbondanti-piogge-e-temperature-miti-in-europa-l-insistente-previsione-dell-ecmwf-1788875504268_320.jpeg" alt="Inverno tempestoso con abbondanti piogge e temperature miti in Europa: l'insistente previsione dell'ECMWF"></a></article></aside><p>Nei prossimi aggiornamenti sarà quindi importante monitorare l’evoluzione della perturbazione attesa a metà settimana, che potrebbe rappresentare uno dei primi segnali di un cambio di circolazione più marcato sull’Europa.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-nord-italia-weekend-stabile-ma-cambia-tutto-da-meta-settimana-nuovo-peggioramento-con-temporali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I transnettuniani, piccoli mondi oltre Nettuno: la sorpresa di Hubble e James Webb]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/i-transnettuniani-piccoli-mondi-oltre-nettuno-la-sorpresa-di-hubble-e-webb.html</link><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 17:07:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Hubble e James Webb hanno osservato i più piccoli oggetti transnettuniani mai studiati direttamente, scoprendo che colori e distribuzione delle dimensioni conservano tracce primordiali della nascita del Sistema Solare, sfidando le attese sulle collisioni successive.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-transnettuniani-piccoli-mondi-oltre-nettuno-la-sorpresa-di-hubble-e-webb-1788947667604.jpg" data-image="57cvpvlhl2lr" alt="TNO" title="TNO"><figcaption>Rappresentazione artistica di un TNO, oggetto transnettuniano. Credit: NASA, ESA, Leah Hustak (STScI)</figcaption></figure><p><strong>Se siamo alla ricerca di testimonianze del passato, ciò che si fa sulla Terra è scavare</strong>. Generalmente, più si scava in profondità e più remote sono le testimonianze che si vanno scoprendo, sia si tratti di fossili sia di manufatti.</p><p><strong>Nel caso del Sistema Solare, per conoscerne il passato invece di “scavare” si deve osservare lontano nelle sue regioni più esterne</strong>. Più lontano si guarda, oltre i pianeti più esterni, più indietro si va alle sue origini. Possiamo affermare che l’archeologia del Sistema Solare si svolge nelle sue regioni più esterne.</p><p>Queste regioni, oltre l’orbita di Nettuno, sono popolate da una famiglia di corpi di piccole dimensioni, chiamati <strong>“Oggetti Transnettuniani”.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Gli Oggetti Transnettuniani sono fossili del Sistema Solare</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Grazie alle osservazioni congiunte dei telescopi spaziali Hubble e James Webb <strong>oggi ne sappiamo di più su questi corpi</strong>, preziosi in quanto ci permettono di ricostruire caratteristiche del Sistema Solare all’epoca della sua formazione.</p><h2>Piccoli fossili rimasti oltre l'orbita di Nettuno</h2><p><strong>Gli Oggetti Transnettuniani,</strong> o TNO (Trans-Neptunian Objects), <strong>orbitano oltre Nettuno </strong>e rappresentano ciò che resta del disco di polveri, ghiacci e piccoli corpi dal quale, circa 4,6 miliardi di anni fa, si formarono i pianeti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="562741" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arrokoth-l-oggetto-transnettuniano-piu-lontano-mai-visitato-da-una-sonda.html" title="Arrokoth, l’oggetto transnettuniano più lontano mai visitato da una sonda">Arrokoth, l’oggetto transnettuniano più lontano mai visitato da una sonda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/arrokoth-l-oggetto-transnettuniano-piu-lontano-mai-visitato-da-una-sonda.html" title="Arrokoth, l’oggetto transnettuniano più lontano mai visitato da una sonda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/arrokoth-l-oggetto-transnettuniano-piu-lontano-mai-visitato-da-una-sonda-1697201413662_320.jpg" alt="Arrokoth, l’oggetto transnettuniano più lontano mai visitato da una sonda"></a></article></aside><p>Mentre nelle regioni interne del Sistema Solare questi piccoli corpi si sono aggregati con un processo di accrezione durato diversi milioni di anni, formando corpi sempre più massicci fino a formare i noti pianeti rocciosi (Mercurio, Venere, Terra e Marte); <strong>nelle regioni più esterne</strong>, a motivo della loro più bassa densità spaziale<strong>, il processo di accrezione si è arrestato, facendo sì che questi piccoli corpi conservassero immutate le loro caratteristiche iniziali.</strong> Sono pertanto a tutti gli effetti fossili del nostro Sistema Solare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-transnettuniani-piccoli-mondi-oltre-nettuno-la-sorpresa-di-hubble-e-webb-1788948566212.png" data-image="uuws04is0zm5" alt="TNO" title="TNO"><figcaption>Alcuni tra gli Oggetti Transnettuniani TNO più grandi finora noti.</figcaption></figure><p>Di questa famiglia di oggetti transnettuniani ne esistono due sotto-famiglie, chiamate rispettivamente<strong> TNO caldi e TNO freddi.</strong> L’aggettivo non si riferisce alla loro temperatura, poiché sia gli uni che gli altri sono corpi così distanti dal Sole da essere prevalentemente ricoperti di ghiaccio. Piuttosto, ci si riferisce alle loro caratteristiche dinamiche. </p><p><strong>I TNO freddi </strong>hanno orbite circolari, per cui si ritiene che essi occupino la stessa regione in cui si sono formati. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>I transnettuniani si differenziano in "freddi" e "caldi"<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Diversamente,<strong> i TNO caldi</strong> hanno orbite ellittiche e più inclinate rispetto al piano orbitale dei pianeti. Si ritiene che questi abbiano avuto una storia più complessa, formatisi nelle regioni più interne del Sistema Solare, solo successivamente per interazioni gravitazionali siano migrati oltre l’orbita di Nettuno.</p><h2>Cosa hanno scoperto Hubble e James Webb</h2><p><strong>I due telescopi spaziali Hubble e James Webb sono riusciti a scoprire 27 TNO tra i più piccoli finora osservati.</strong> Le nuove osservazioni hanno utilizzato NIRCam di Webb nell'infrarosso insieme agli strumenti di Hubble sensibili alla luce visibile ed hanno permesso di stimare le dimensioni, l’albedo (cioè la riflettività), nonché il loro colore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778572" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale">La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale.html" title="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-roccia-piu-preziosa-cosa-ha-rivelato-l-asteroide-bennu-sulla-composizione-dell-universo-primordiale-1784023026430_320.png" alt="La roccia più preziosa: cosa ha rivelato l’asteroide Bennu sulla composizione dell’universo primordiale"></a></article></aside><p>Il risultato più interessante di questo studio è che <strong>gli oggetti freddi più piccoli mostrano una distribuzione dei colori molto simile a quella dei TNO freddi più grandi.</strong> Lo stesso succede anche per gli oggetti della popolazione calda. Non emerge quindi un cambiamento sistematico della superficie dei TNO al diminuire delle dimensioni. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-transnettuniani-piccoli-mondi-oltre-nettuno-la-sorpresa-di-hubble-e-webb-1788948883491.jpeg" data-image="m1i3egk39y38" alt="Kuiper belt" title="Kuiper belt"><figcaption>Rappresentazione della fascia di Kuiper contenente il maggior numero di TNO. Credit: NASA</figcaption></figure><p><strong>Il colore è importante perché dipende dai materiali presenti sulla superficie, cioè dalla composizione chimica superficiale. </strong>Già sapevamo che la loro superficie presenta una notevole diversità di ghiacci — acqua, anidride carbonica, monossido di carbonio, metanolo e composti organici più complessi. </p><p><strong>Questa composizione chimica, </strong>rimasta sostanzialmente immutata durante la successiva storia del Sistema Solare, <strong>ci rivela la composizione chimica del disco protoplanetario nella quale questi oggetti si sono formati.</strong></p><h2>Meno collisioni del previsto e una nuova sfida ai modelli</h2><p>Finora si era pensato che i TNO più piccoli avessero subito nel corso del tempo molte più collisioni di quante ne avessero subito i TNO più grandi. Se così fosse stato, gli urti avrebbero frammentato questi corpi portando in superficie strati interni con materiali diversi e di conseguenza ne avrebbero modificato il colore.</p><p>Invece Hubble e James Webb non hanno notato differenze significative nei colori.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Si ritiene che i TNO più piccoli abbiano subito molti meno urti di quanto si pensasse, circostanza che ne ha preservato il colore originario.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p> Una possibilità è che la fascia transnettuniana abbia sperimentato meno collisioni distruttive di quanto previsto. Un'altra è che le collisioni siano effettivamente avvenute, ma senza modificare profondamente la composizione osservabile delle superfici. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="648499" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/spazio-fascia-kuiper-sarebbe-piu-vasta-del-previsto-i-modelli-attuali-sono-errati.html" title="La fascia di Kuiper sarebbe più vasta del previsto, i modelli attuali sono errati?">La fascia di Kuiper sarebbe più vasta del previsto, i modelli attuali sono errati?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/spazio-fascia-kuiper-sarebbe-piu-vasta-del-previsto-i-modelli-attuali-sono-errati.html" title="La fascia di Kuiper sarebbe più vasta del previsto, i modelli attuali sono errati?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-fascia-di-kuiper-sarebbe-piu-vasta-del-previsto-i-modelli-attuali-sono-errati-1710763524167_320.jpg" alt="La fascia di Kuiper sarebbe più vasta del previsto, i modelli attuali sono errati?"></a></article></aside><p>C'è poi una seconda sorpresa. <strong>La distribuzione delle dimensioni degli oggetti dinamicamente caldi e freddi risulta molto simile,</strong> nonostante le due popolazioni si siano probabilmente formate in regioni del disco protoplanetario con condizioni differenti. </p><p>Questo suggerisce che <strong>il processo fondamentale attraverso cui polvere e ciottoli si aggregarono formando i primi planetesimi potrebbe essere stato relativamente universale</strong>, simile nelle regioni sia interne che esterne del disco protoplanetario.</p><p>Questo studio condotto da un team di dottorandi della University of Victoria in Canada mostra come: <strong>Webb e Hubble non stiano semplicemente scoprendo minuscoli oggetti oltre Nettuno, ma stiano portando alla luce testimonianze dei primordi del Sistema Solare.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="NASA%20Hubble%20%26%20Webb%20Mission%20Teams%2C" data-year="2026" data-title="NASA%E2%80%99s%20Hubble%2C%20Webb%20Find%20Far-out%20Solar%20System%20Objects%20%E2%80%98Remember%E2%80%99%20Past%2C" data-url="https%3A%2F%2Fscience.nasa.gov%2Fmissions%2Fhubble%2Fnasas-hubble-webb-find-far-out-solar-system-objects-remember-past%2F">NASA Hubble & Webb Mission Teams,. (2026). <a href="https://science.nasa.gov/missions/hubble/nasas-hubble-webb-find-far-out-solar-system-objects-remember-past/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">NASA’s Hubble, Webb Find Far-out Solar System Objects ‘Remember’ Past,</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/i-transnettuniani-piccoli-mondi-oltre-nettuno-la-sorpresa-di-hubble-e-webb.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Perché gli esperti consigliano di applicare del nastro adesivo alle ruote della valigia prima di partire]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-gli-esperti-consigliano-di-applicare-del-nastro-adesivo-alle-ruote-della-valigia-prima-di-partire.html</link><pubDate>Fri, 11 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>La valigia è uno degli elementi più importanti per i nostri viaggi. Grazie a questo consiglio di un esperto, potrai evitare contrattempi e situazioni spiacevoli quando partirai per il tuo prossimo viaggio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-recomiendan-poner-cinta-adhesiva-en-las-ruedas-de-tu-maleta-antes-de-documentarla-1788198859913.jpg" data-image="dnmtinq5ios5" alt="L'applicazione del nastro aiuta anche a evitare che le ruote perdano aderenza." title="L'applicazione del nastro aiuta anche a evitare che le ruote perdano aderenza."><figcaption>L'applicazione del nastro aiuta anche a evitare che le ruote perdano aderenza.</figcaption></figure><p>Si avvicina il fine settimana o una giornata festiva e stiamo terminando di organizzare le cose che vogliamo portare con noi per staccare dalla routine. <strong>Uno degli strumenti principali che ci aiutano a organizzare la nostra uscita è senza dubbio la valigia</strong>, che ci accompagna verso quella destinazione indimenticabile.</p><p>Per proteggere e prendersi cura di questo prezioso oggetto, esistono diverse raccomandazioni e metodi che aiutano anche a conservarlo più a lungo. Uno di questi, diventato recentemente virale, consiste nell'utilizzare del nastro adesivo sulle ruote. <strong>Questo trucco aiuta a ridurre il rumore prodotto dalle ruote</strong>.</p><div class="texto-destacado">Proteggendo la superficie di rotolamento, evitiamo fastidi e aumentiamo la durata del bagaglio, evitando spese inutili.</div><p><strong>Oltre a proteggere il materiale con cui sono realizzate, migliora lo scorrimento sulle superfici più difficili.</strong> La spiegazione è che la plastica rigida delle ruote produce un forte rumore quando entra in contatto con diverse superfici, come asfalto ruvido, pavé o pavimenti aeroportuali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-recomiendan-poner-cinta-adhesiva-en-las-ruedas-de-tu-maleta-antes-de-documentarla-1788198450760.jpg" data-image="4vn9q1j788y5" alt="Con il tempo, le ruote si usurano e si riempiono di polvere e sporco." title="Con il tempo, le ruote si usurano e si riempiono di polvere e sporco."><figcaption>Con il tempo, le ruote si usurano e si riempiono di polvere e sporco.</figcaption></figure><p><strong>Applicare il nastro adesivo sulle ruote del bagaglio fa sì che queste si comportino come una gomma pneumatica, contribuendo ad assorbire le vibrazioni</strong> e riducendo quasi completamente il fastidioso rumore prodotto durante gli spostamenti. Il nastro aiuta inoltre a proteggere le ruote dall'usura.</p><h2>Elimina praticamente il rumore e protegge le ruote</h2><p><strong>Con questo trucco molto economico si prolunga la vita delle ruote</strong>, la cui usura può essere accelerata dal continuo attrito con le superfici ruvide, dalla presenza di piccoli sassi o dall'abrasione provocata dal rotolamento su materiali come l'asfalto.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Sebbene si possa pensare che qualsiasi tipo di nastro adesivo possa essere utile, in realtà solo alcuni svolgono questa funzione e aderiscono meglio. Il più consigliato è quello americano, noto come “duct tape”.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Applicare il nastro adesivo sulle ruote favorisce inoltre la capacità di trazione e di aderenza:</strong> offre una presa migliore su alcune superfici, come quelle lisce o bagnate, evitando che la valigia scivoli o rischi di spostarsi lateralmente; questa situazione è piuttosto comune negli aeroporti, soprattutto quando si ha fretta.</p><h2>Evitare imprevisti o brutte sorprese</h2><p>Si riesce così anche a prolungare la vita della valigia e, allo stesso tempo, <strong>si riduce la possibilità che durante il viaggio una o più ruote possano rompersi o staccarsi</strong>. Inoltre, se il nastro dovesse staccarsi o deteriorarsi, è sufficiente applicare un nuovo strato di nastro adesivo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/por-que-recomiendan-poner-cinta-adhesiva-en-las-ruedas-de-tu-maleta-antes-de-documentarla-1788198571447.jpg" data-image="m1aonlw9cpii" alt="I pavimenti degli aeroporti sono spesso scivolosi e le valigie tendono a ribaltarsi." title="I pavimenti degli aeroporti sono spesso scivolosi e le valigie tendono a ribaltarsi."><figcaption>I pavimenti degli aeroporti sono spesso scivolosi e le valigie tendono a ribaltarsi.</figcaption></figure><p><strong>Sebbene si possa pensare che qualsiasi tipo di nastro adesivo possa essere utile, in realtà solo alcuni svolgono questa funzione e aderiscono meglio</strong>. Il più consigliato è quello americano, noto come “duct tape”, grazie alla sua elevata resistenza, alla resistenza ai liquidi (acqua) e al suo spessore.</p><h2>Le tipologie di nastro più consigliate</h2><p><strong>Un'ulteriore buona alternativa è il nastro in silicone autoagglomerante:</strong> aderisce facilmente a se stesso, creando uno strato di gomma elastico e molto resistente. Inoltre, ha il vantaggio di non lasciare residui appiccicosi sulle ruote.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787265" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-treno-notturno-che-colleghera-4-citta-europee-iconiche-a-partire-dal.html" title="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028">Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-treno-notturno-che-colleghera-4-citta-europee-iconiche-a-partire-dal.html" title="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/este-es-el-nuevo-tren-nocturno-que-conectara-4-emblematicas-ciudades-europeas-a-partir-de-1788297888507_320.jpg" alt="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028"></a></article></aside><p>È importante evitare nastri come il cosiddetto nastro da carrozziere, perché si rompe con lo sfregamento e l'acqua. <strong>Non è consigliato nemmeno il comune nastro isolante nero</strong>: è troppo sottile e tende a staccarsi dalle ruote quando entra in contatto con il calore o aumenta la temperatura dell'ambiente.</p><h3>Ulteriori suggerimenti generali</h3><p>È consigliabile pulire molto bene la superficie delle ruote prima di utilizzare questa tecnica, soprattutto per rimuovere tutta la polvere eventualmente accumulata. <strong>A questo scopo è una buona idea utilizzare un panno asciutto;</strong> è necessario assicurarsi che il nastro aderisca perfettamente.</p><div class="texto-destacado">Quando le ruote sono pulite, bisogna applicare il nastro sulla superficie di rotolamento, premendo con decisione per evitare la formazione di “gocce o sacche” d'aria. <strong>È molto importante non esagerare con lo spessore degli strati di nastro; se il volume è eccessivo, si rischia che la ruota si blocchi</strong>.</div><p>Al termine del viaggio, controlla le condizioni delle ruote: dopo diversi giorni di utilizzo, il nastro può riempirsi di polvere o semplicemente staccarsi; <strong>la cosa migliore sarà rimuoverlo con l'aiuto di una piccola quantità di alcol</strong>. Questa semplice tecnica, nel tempo, può tradursi in un risparmio economico, perché sostituire una o più ruote può comportare una spesa imprevista.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/perche-gli-esperti-consigliano-di-applicare-del-nastro-adesivo-alle-ruote-della-valigia-prima-di-partire.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>