<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 02 Jun 2026 13:00:23 +0000</lastBuildDate><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 13:00:23 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Ilmeteo.net - Meteored</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Addio caldo record: arriva il maltempo con temporali, grandine e nubifragi. Attenzione a queste regioni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/addio-caldo-record-arriva-il-maltempo-con-temporali-grandine-e-nubifragi-attenzione-a-queste-regioni.html</link><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 12:22:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Anche se l’estate meteorologica è ufficialmente iniziata il tempo in Italia rimane decisamente instabile a causa del passaggio di più flussi perturbati che porteranno maltempo soprattutto al nord.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xacryyk"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xacryyk.jpg" id="xacryyk"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Ieri, primo giugno, <strong>ha avuto ufficialmente inizio l’estate meteorologica 2026</strong>, ma non sembra che il tempo sia d’accordo. Infatti <strong>nel corso di questa settimana è previsto il passaggio di più flussi perturbati</strong>, il secondo dei quali ci sta interessando proprio oggi.</p><p>Anche stamattina sulle regioni settentrionali erano presenti condizioni di deciso maltempo, <strong>con nubi estese e temporali che si sono concentrati soprattutto sulla Lombardia e sulla Liguria</strong>, dove appunto sono state registrati numerosi fulmini.</p><div class="texto-destacado">Nelle prossime ore poi <strong>nubi e fenomeni si estenderanno verso sud</strong>, andando a colpire pure le regioni centro meridionali.</div><p>Proprio a causa di questo tempo instabile <strong>il Dipartimento della Protezione Civile ha diramato numerose allerte gialle</strong>, per rischio idraulico, ossia il rischio di avere allagamenti e esondazioni, <strong>per rischio temporali e per rischio idrogeologico</strong>, ovvero il rischio di avere frane e smottamenti.</p><h2>Maltempo e numerose allerte meteo</h2><p>Le regioni interessate dalle allerte sono <strong>il Piemonte, la Lombardia, il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, l’Emilia Romagna, l’Umbria e l’Abruzzo</strong>.</p><p>In queste regioni sono previsti i fenomeni più estesi ed intensi, ma <strong>rovesci e piovaschi sparsi potranno interessare buona parte del territorio italiano</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771836" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-doppio-colpo-di-maltempo-in-arrivo-con-grandine-e-nubifragi-fino-a-100-mm.html" title="Daniele Ingemi avvisa: 'doppio colpo di maltempo in arrivo con grandine e nubifragi fino a 100 mm'">Daniele Ingemi avvisa: "doppio colpo di maltempo in arrivo con grandine e nubifragi fino a 100 mm"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-doppio-colpo-di-maltempo-in-arrivo-con-grandine-e-nubifragi-fino-a-100-mm.html" title="Daniele Ingemi avvisa: 'doppio colpo di maltempo in arrivo con grandine e nubifragi fino a 100 mm'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-doppio-colpo-di-maltempo-in-arrivo-con-grandine-e-nubifragi-fino-a-100-mm-1780348703500_320.png" alt="Daniele Ingemi avvisa: 'doppio colpo di maltempo in arrivo con grandine e nubifragi fino a 100 mm'"></a></article></aside><p>Il maltempo non si limiterà alla giornata odierna e proseguirà anche domani, <strong>spostando però il suo fulcro sulle regioni centro-meridionali</strong>. Anche mercoledì quindi sono previsti <strong>rovesci e temporali di forte intensità, in particolari sui settori adriatici peninsulari</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inizio-di-estate-decisamente-dinamico-a-causa-del-passaggio-di-piu-flussi-perturbati-1780392512905.png" data-image="7m5spqnpf91i" alt="Precipitazione cumulata" title="Precipitazione cumulata"><figcaption>Nel corso di questa settimana rovesci e violenti temporali colpiranno soprattutto le regioni settentrionali.</figcaption></figure><p>Ci attendono poi <strong>poche ore di tregua prima che il terzo impulso perturbato attraversi l’Italia</strong> portando nubi estese e compatte e precipitazioni sparse che <strong>interesseranno perlopiù le regioni centro-settentrionali</strong> e che, in generale, risulteranno meno forti rispetto a quelle di oggi e domani.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il risultato di questo ennesimo passaggio, ossia l’aumento dell’instabilità atmosferica, <strong>ci riguarderà soprattutto durante la seconda parte della giornata di giovedì e venerdì</strong>.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>A seguire, <strong>per il fine settimana è previsto un nuovo rinforzo del campo di alta pressione</strong> che porterà generali miglioramenti nelle condizioni meteorologiche, con maggiori spazi di sereno e con <strong>piovaschi relegati per lo più ai settori alpini e appenninici</strong> durante le ore centrali della giornata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767496" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilancio-termico-positivo-questo-e-il-meccanismo-che-e-alla-base-del-caldo-estivo.html" title="Il bilancio termico positivo, questo è il meccanismo che è alla base del caldo estivo">Il bilancio termico positivo, questo è il meccanismo che è alla base del caldo estivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilancio-termico-positivo-questo-e-il-meccanismo-che-e-alla-base-del-caldo-estivo.html" title="Il bilancio termico positivo, questo è il meccanismo che è alla base del caldo estivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-bilanciamento-termico-positivo-ecco-il-meccanismo-che-e-alla-base-del-rialzo-termico-estivo-1778062075172_320.jpg" alt="Il bilancio termico positivo, questo è il meccanismo che è alla base del caldo estivo"></a></article></aside><p>Per quanto riguarda le temperature <strong>il passaggio di queste perturbazioni porterà diffusi cali nelle temperature</strong> che si riporteranno localmente al di sotto del normale per essere l’inizio di giugno. In particolare <strong>le anomalie negative sono attese al nord e sui settori centro-meridionali adriatici</strong>.</p><h2>Dal fine settimana tempo più stabile e caldo</h2><p><strong>Ci attendono quindi giornate più fresche</strong>, con temperature leggermente più basse della media climatologica, ovvero q<strong>uella calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/addio-caldo-record-arriva-il-maltempo-con-temporali-grandine-e-nubifragi-attenzione-a-queste-regioni-1780394274333.jpg" data-image="p7zrw62njsb5" alt="Maltempo, temporali." title="Maltempo, temporali."><figcaption>I fenomeni temporaleschi potranno essere a tratti intensi, ed accompagnati da grandine e forti raffiche di vento.</figcaption></figure><p>Successivamente, <strong>con il nuovo rinforzo dell’anticiclone, le temperature torneranno ad aumentare</strong> e per il fine settimana, in particolare per la giornata di domenica, ci aspettiamo nuovamente abbastanza caldo, con <strong>le temperature massime che si riporteranno al di sopra dei 30 gradi al centro-sud</strong>, e tra i 25 e i 30 gradi al nord.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Osservando la tendenza meteo ci aspettiamo poi che <strong>la seconda settimana di giugno sia caratterizzata da condizioni atmosferiche decisamente più stabili</strong> grazie al rinforzo e alla permanenza dell’anticiclone che porterà anche caldo ma non troppo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/addio-caldo-record-arriva-il-maltempo-con-temporali-grandine-e-nubifragi-attenzione-a-queste-regioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quei forti terremoti profondi che scuotono l’Italia senza devastarla, i processi della subduzione del Basso Tirreno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quei-forti-terremoti-profondi-che-scuotono-l-italia-senza-devastarla-i-processi-della-subduzione-del-basso-tirreno.html</link><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 10:38:54 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo processo di subduzione, <strong>attivo da milioni di anni,</strong> ha contribuito all’apertura del Mar Tirreno stesso, ed è all'origine di buona parte dei terremoti profondi che colpiscono l'Italia meridionale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quei-forti-terremoti-profondi-che-scuotono-l-italia-senza-devastarla-i-processi-della-subduzione-del-basso-tirreno-1780396175830.jpg" data-image="tvm8bon4j15k" alt="Terremoti." title="Terremoti."><figcaption>Questo processo di subduzione, attivo da milioni di anni, ha contribuito all’apertura del Mar Tirreno stesso. Questa parte di litosfera oceanica (che faceva parte dell’antica Tetide) che si sta infilando sotto l’arco calabro e il Tirreno, scendendo in profondità come una lastra inclinata.</figcaption></figure><p>Nella notte tra il 1° e il 2 giugno 2026, una scossa di magnitudo intorno a 6.1 ha interessato il Mar Tirreno meridionale, al largo delle coste calabresi. Come spesso accade in quest’area, si è trattato di un evento profondo, <strong>con ipocentro a centinaia di chilometri di profondità.</strong></p><p>La popolazione l’ha avvertita in gran parte del sud Italia, ma fortunatamente senza danni significativi. Questo fenomeno non è casuale, ma è il frutto di uno dei processi geologici più affascinanti e attivi del Mediterraneo, <strong>la subduzione nel basso Tirreno.</strong></p><h2><strong>Il meccanismo della subduzione</strong></h2><p>La placca africana, o più precisamente il suo frammento ionico (la litosfera oceanica residua dell’antico oceano Tetide), si sta lentamente inflettendo e sprofondando sotto l’arco calabro e il bacino tirrenico. </p><p>Questo processo di subduzione, <strong>attivo da milioni di anni,</strong> ha contribuito all’apertura del Mar Tirreno stesso. Questa parte di litosfera oceanica (che faceva parte dell’antica Tetide) che si sta infilando sotto l’arco calabro e il Tirreno, scendendo in profondità come una lastra inclinata.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quei-forti-terremoti-profondi-che-scuotono-l-italia-senza-devastarla-i-processi-della-subduzione-del-basso-tirreno-1780396209888.jpg" data-image="7657yp1c6mjx" alt="Terremoti." title="Terremoti."><figcaption>A parità di magnitudo, un terremoto profondo produce effetti in superficie molto inferiori rispetto a uno superficiale (ipocentro &lt; 30-50 km). Nei terremoti profondi succede che le onde sismiche devono attraversare centinaia di chilometri di mantello e crosta. </figcaption></figure><p>Lungo questo piano si accumulano tensioni enormi dovute all’attrito, alla disidratazione delle rocce, <strong>e alle deformazioni della lastra che si piega e si rompe.</strong> Quando lo sforzo supera la resistenza della roccia, <strong>si verifica un terremoto profondo.</strong></p><p>Questi eventi sono tipicamente isolati e non fanno parte di sequenze o sciami prolungati come quelli superficiali. <strong>Possono raggiungere magnitudo significative (fino a 6.0 o, storicamente, anche superiori), proprio perché la litosfera subducente è fredda e fragile anche a grandi profondità, a differenza della crosta continentale più calda e duttile.</strong></p><h2><strong>Perché i terremoti profondi causano meno danni?</strong></h2><p>A parità di magnitudo, un terremoto profondo produce effetti in superficie molto inferiori rispetto a uno superficiale (ipocentro &lt; 30-50 km). Nei terremoti profondi succede che le onde sismiche devono attraversare centinaia di chilometri di mantello e crosta. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Durante il percorso perdono intensità per assorbimento (trasformazione in calore) e dispersione geometrica. L’energia si diluisce prima di arrivare in superficie.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Inoltre le onde che giungono in superficie hanno spesso una componente a bassa frequenza, <strong>percepita come un dondolio lungo piuttosto che uno scuotimento violento e breve tipico dei terremoti crostali.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr"> NEWS: un forte <a href="https://x.com/hashtag/terremoto?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#terremoto</a> di M 6.2 è avvenuto alle 00:12 al largo delle coste tirreniche della <a href="https://x.com/hashtag/Calabria?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Calabria</a><br><br>La scossa è avvenuta ad una profondità elevata di 250 km quindi è stata diffusamente avvertita in tutto il sud Italia, a Malta e nei Balcani senza però causare danni. <a href="https://t.co/GWrEGYKqnJ">pic.twitter.com/GWrEGYKqnJ</a></p>— Il Mondo dei Terremoti (@mondoterremoti) <a href="https://x.com/mondoterremoti/status/2061581818495676609?ref_src=twsrc%5Etfw">June 1, 2026</a></blockquote></figure><p>Al contrario, i terremoti superficiali sulle faglie appenniniche o siciliane, liberano energia vicino alla superficie. In tal modo le onde ad alta frequenza colpiscono duramente gli edifici, <strong>amplificate dai terreni alluvionali o di collina,</strong> con effetti devastanti anche a magnitudo inferiori.</p><h2><strong>L’unica difesa contro i terremoti, l’investimento nell’ingegneria sismica avanzata</strong></h2><p>Se i terremoti profondi del Tirreno rappresentano un rischio limitato, non si può dire lo stesso per quelli superficiali che periodicamente colpiscono l’Italia. In un Paese ad alta sismicità come il nostro, la vera sicurezza passa dall’ingegneria antisismica avanzata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="438041" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/geologia-faglia-ibleo-maltese-fabbrica-piu-grandi-terremoti-italiani.html" title="La faglia ibleo-maltese, generatrice dei più grandi terremoti italiani">La faglia ibleo-maltese, generatrice dei più grandi terremoti italiani</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/geologia-faglia-ibleo-maltese-fabbrica-piu-grandi-terremoti-italiani.html" title="La faglia ibleo-maltese, generatrice dei più grandi terremoti italiani"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-faglia-ibleo-maltese-fabbrica-dei-piu-grandi-terremoti-italiani-1662647461164_320.jpeg" alt="La faglia ibleo-maltese, generatrice dei più grandi terremoti italiani"></a></article></aside><p>È urgente investire in maniera sistematica in <strong>dissipatori di energia</strong> (viscosi, a friction o a fusione), <strong>isolatori sismici</strong> (di gomma ad alto smorzamento o a pendolo) e <strong>molle antisismiche di ultima generazione.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quei-forti-terremoti-profondi-che-scuotono-l-italia-senza-devastarla-i-processi-della-subduzione-del-basso-tirreno-1780396271249.jpg" data-image="fsqqg8wvkkmb" alt="Terremoti." title="Terremoti."><figcaption>Se i terremoti profondi del Tirreno rappresentano un rischio limitato, non si può dire lo stesso per quelli superficiali che periodicamente colpiscono l’Italia. In un Paese ad alta sismicità come il nostro, la vera sicurezza passa dall’ingegneria antisismica avanzata.</figcaption></figure><p>Queste tecnologie, già impiegate con successo in Giappone, California e in alcuni edifici italiani strategici, permettono di decoppiare la struttura dal terreno. In caso di scuotimento forte, l’edificio si muove come un tutto unico o fluttua, <strong>assorbendo e dissipando l’energia senza subire deformazioni permanenti né danni strutturali.</strong></p><p>Un edificio dotato di base isolata o di dissipatori <strong>può resistere a terremoti anche di magnitudo 8 con danni minimi o nulli,</strong> preservando vite umane, funzioni ospedaliere, scuole e patrimonio storico. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760378" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari.html" title="La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari">La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari.html" title="La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari-1774305649323_320.jpg" alt="La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari"></a></article></aside><p>Il costo iniziale è recuperato in pochi decenni attraverso la riduzione dei danni e dei costi di ricostruzione post-sisma. <strong>La normativa attuale (NTC 2018 e successive) va rafforzata con incentivi concreti per la riqualificazione antisismica estesa,</strong> non solo per nuovi edifici ma soprattutto per il vasto patrimonio esistente.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quei-forti-terremoti-profondi-che-scuotono-l-italia-senza-devastarla-i-processi-della-subduzione-del-basso-tirreno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le lenti gravitazionali trasformano l'universo in un gigantesco telescopio e rivelano galassie altrimenti invisibili]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-lenti-gravitazionali-trasformano-l-universo-in-un-gigantesco-telescopio-e-rivelano-galassie-altrimenti-invisibili.html</link><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 10:02:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Le lenti gravitazionali permettono agli astronomi di osservare galassie remotissime e invisibili ai telescopi tradizionali. Grazie a James Webb e alle più recenti scoperte, questi fenomeni stanno rivoluzionando la comprensione dell’universo primordiale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-lenti-gravitazionali-trasformano-l-universo-in-un-gigantesco-telescopio-e-rivelano-galassie-altrimenti-invisibili-1780218489393.png" data-image="9u2tiimvmq23" alt="Anello di Einstein" title="Anello di Einstein"><figcaption>La galassia super massiccia NGC 6505 (al centro), deformando lo spazio tempo circostante, ha intensificato l'immagine di una lontana galassia retrostante che è stata moltiplicata in quattro immagini simmetriche a forma di arco. Credit: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, image processing by J.-C. Cuillandre, G. Anselmi, T. Li</figcaption></figure><p><strong>La Natura offre la possibilità di osservare l’Universo primordiale grazie al fenomeno della lente gravitazionale.</strong></p><p>Questo fenomeno di natura relativistica consiste nell’intensificare, anche di centinaia di volte, la luminosità di galassie e di oggetti così distanti dalla Terra che altrimenti non sarebbero osservabili, neanche con gli attuali più potenti telescopi. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La lente gravitazionale fornisce un’immagine intensificata, ingrandita, ma deformata, tendenzialmente allungata a forma di arco, di oggetti lontanissimi, altrimenti invisibili.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>La lente gravitazionale agisce come un telescopio naturale</strong> con la grossa limitazione che mentre un telescopio tradizionale può essere orientato in modo da poter guardare in direzioni diverse, la lente gravitazionale punta in una direzione fissata. Di contro, di tali lenti ne esistono tantissime permettendo di esplorare in tutte direzioni della sfera celeste.</p><h2>La gravità che devia la luce</h2><p><strong>La massa ha la proprietà di deformare lo spazio-tempo circostanti</strong>. Una grande massa, quale quella di un ammasso di galassie, deforma una regione enorme di spazio. <strong>La luce di altri oggetti che si trova ad attraversare questa regione viene di conseguenza deviata.</strong></p><p>Questa proprietà ha conseguenze utili quando, ad esempio, un ammasso di galassie (chiamato oggetto di <em>foreground, </em>cioè in primo piano) nasconde dietro, lungo la stessa linea di visuale, oggetti molto più lontani (chiamati di <em>background, </em>cioè di sfondo).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-lenti-gravitazionali-trasformano-l-universo-in-un-gigantesco-telescopio-e-rivelano-galassie-altrimenti-invisibili-1780219269994.png" data-image="4nticu0jubq3" alt="Lente gravitazionale" title="Lente gravitazionale"><figcaption>Schema di funzionamento di una lente gravitazionale. Credits: Martin Millon/Swiss Federal Institute of Technology Lausanne. Galaxy and quasar image: Hubble Space Telescope/NASA.</figcaption></figure><p>L’immagine di questi oggetti di background, attraversando la deformazione dello spazio tempo prodotta dall'oggetto di foreground, invece di essere bloccata, essendo lungo la stessa linea di visuale, viene deviata, riuscendo a superare l’ostacolo ed ad arrivare a Terra.</p><p><strong>La deviazione determina una intensificazione di luminosità, un ingrandimento, ma può produrre anche immagini multiple, </strong>archi luminosi o addirittura anelli quasi perfetti chiamati “anelli di Einstein”.</p><p><strong>In caso di masse piccole</strong>, quali quelle di stelle o pianeti, essendo l’effetto più piccolo<strong> si parla di micro-lente gravitazionale</strong>. <strong>Le micro-lenti vengono sfruttate come tecnica per la ricerca di esopianeti lontani che altrimenti non sarebbero osservabili con altri metodi.</strong></p><h2>Le lenti gravitazionali e l’universo primordiale</h2><p>Uno degli esempi più spettacolari di lente gravitazionale è quella prodotta dall’<strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abell_S1063">ammasso di galassie Abell S1063</a></strong>, situato a circa 4,5 miliardi di anni luce dalla Terra. L’enorme massa dell’ammasso amplifica la luce di galassie, giacenti dietro lungo la stessa linea di visuale, risalenti alle prime centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="729831" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/quali-corpi-celesti-esotici-si-celano-dietro-i-piccoli-punti-rossi-scoperti-dal-james-webb.html" title="C'è una spiegazione per i misteriosi “Puntini Rossi” scoperti nello spazio dal telescopio James Webb">C'è una spiegazione per i misteriosi “Puntini Rossi” scoperti nello spazio dal telescopio James Webb</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/quali-corpi-celesti-esotici-si-celano-dietro-i-piccoli-punti-rossi-scoperti-dal-james-webb.html" title="C'è una spiegazione per i misteriosi “Puntini Rossi” scoperti nello spazio dal telescopio James Webb"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quali-corpi-celesti-esotici-si-celano-dietro-i-piccoli-punti-rossi-scoperti-dal-james-webb-1758050580572_320.png" alt="C'è una spiegazione per i misteriosi “Puntini Rossi” scoperti nello spazio dal telescopio James Webb"></a></article></aside><p><strong>I telescopi spaziali, Hubble e James Webb, ma anche i telescopi da Terra, stanno scoprendo tantissime lenti gravitazionali.</strong> Ma James Webb più di tutti, grazie alla sua maggiore sensibilità alla radiazione infrarossa. </p><div class="texto-destacado">A causa dell’espansione dell’Universo la luce degli oggetti più distanti risulta arrossata a tal punto da diventare invisibile a telescopi come Hubble, che operano nella banda del visibile.</div><p>Nei programmi di osservazione dell’Universo primordiale, invece di cercare direttamente le immagini piccolissime e debolissime di lontane galassie, si cercano lenti gravitazionali in modo da studiarne attorno le immagini ingrandite e luminose delle galassie più remote.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-lenti-gravitazionali-trasformano-l-universo-in-un-gigantesco-telescopio-e-rivelano-galassie-altrimenti-invisibili-1780219444201.png" data-image="jpiccrmy9fda" alt="Abell S1063" title="Abell S1063"><figcaption>Immagine della lente gravitazionale prodotta dall'ammasso di galassie Abell S1063. Credit: Hubble Space Telescope - NASA, ESA, and J. Lotz (STScI)</figcaption></figure><p>Recentemente, <strong>algoritmi basati sull’intelligenza artificiale stanno permettendo di scoprire numerose lenti gravitazionali </strong>che erano rimaste nascoste in immagini di archivio dei telescopi spaziali.</p><h2>Buchi neri, materia oscura e nuove missioni</h2><p>Grazie alla lente gravitazionale dell’ammasso<strong> Abell 2744 </strong>è stato possibile studiare in dettaglio un <strong>“Little Red Dots”</strong>, le enigmatiche piccole sorgenti rosse estremamente compatte presenti nell’universo primordiale. Si è potuto così scoprire che <strong>questo ospita un buco nero supermassiccio di circa 50 milioni di masse solari</strong>, molto più massiccio della galassia che lo contiene. La scoperta suggerisce che alcuni buchi neri potrebbero essersi formati prima delle loro stesse galassie, mettendo in discussione i modelli tradizionali di evoluzione cosmica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769755" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo.html" title="Una nuova teoria sulla materia oscura potrebbe risolvere tre enigmi dell'universo in un colpo solo">Una nuova teoria sulla materia oscura potrebbe risolvere tre enigmi dell'universo in un colpo solo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo.html" title="Una nuova teoria sulla materia oscura potrebbe risolvere tre enigmi dell'universo in un colpo solo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-nuova-teoria-sulla-materia-oscura-potrebbe-risolvere-tre-enigmi-dell-universo-in-un-colpo-solo-1779276788614_320.png" alt="Una nuova teoria sulla materia oscura potrebbe risolvere tre enigmi dell'universo in un colpo solo"></a></article></aside><p>La deformazione dello spazio-tempo è una proprietà della massa, ma non solo della massa visibile ma anche di quella oscura.<strong> Questo fenomeno si sta rivelando un potente strumento anche per la comprensione della materia oscura.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Anche la materia oscura produce lenti gravitazionali. In questo caso si osserva l'immagine ingrandita e intensificata degli oggetti di background, mentre l'oggetto di foreground (la materia oscura) rimane invisibile</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L’importanza delle lenti gravitazionali è destinata a crescere ulteriormente grazie ai nuovi osservatori come il telescopio spaziale<strong> Euclid</strong> dell’Agenzia Spaziale Europea e il <strong>Nancy Grace Roman Space Telescope</strong> della NASA. Questi strumenti produrranno cataloghi contenenti milioni di galassie e migliaia di nuove lenti gravitazionali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-lenti-gravitazionali-trasformano-l-universo-in-un-gigantesco-telescopio-e-rivelano-galassie-altrimenti-invisibili.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Lombardia: estate lontana, entro Domenica 7 Giugno accumuli fino a 100 millimetri]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-lombardia-estate-lontana-entro-domenica-7-giugno-accumuli-fino-a-100-millimetri.html</link><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 09:46:11 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Pioggia, temporali, grandine e intense raffiche di vento: questa è la settimana in sintesi prevista per le regioni settentrionali. Sotto la lente di ingrandimento la Lombardia.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xacrj5c"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xacrj5c.jpg" id="xacrj5c"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Appena 48 ore fa sembrava di essere nel pieno dell'estate su gran parte d'Italia grazie alla presenza dell'<strong>anticiclone africano (o subtropicale)</strong>, responsabile di condizioni stabili, cieli sereni e temperature decisamente superiori alla media del periodo. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>In molte regioni italiane, ma soprattutto in diverse aree d'Europa, i termometri hanno superato con facilità i <strong>30°C</strong>, raggiungendo punte prossime ai <strong>37-38°C</strong> anche in grandi città come Milano, Parigi e Londra.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tuttavia, le <strong>perturbazioni atlantiche</strong> hanno rapidamente ripreso il controllo della situazione meteorologica. La prima ha già interessato parte della Penisola nella giornata di Domenica 31 maggio, dando luogo a fenomeni localmente intensi, alimentati dall'enorme quantità di energia accumulata nei bassi strati dell'atmosfera durante l'ultima settimana dominata dall'alta pressione.</p><h2>Maltempo intenso con possibile grandine</h2><p>Oggi, nel giorno in cui si celebra l'<strong>80° anniversario della Repubblica Italiana</strong>, il quadro meteorologico si presenta particolarmente dinamico. Le precipitazioni stanno già interessando diverse zone del Nord, in particolare tra Piemonte e Lombardia. Sarà proprio quest'ultima la regione maggiormente osservata nelle prossime ore, poiché sono attesi i fenomeni più significativi, con accumuli complessivi che potrebbero <strong>superare i 100 millimetri entro il prossimo fine settimana</strong>.</p><p>Non si tratterà soltanto di pioggia. Il forte contrasto tra l'aria più fresca in arrivo dall'Atlantico e quella molto calda presente nei bassi strati favorirà lo sviluppo di <strong>temporali intensi accompagnati da raffiche di vento e grandinate anche di notevoli dimensioni</strong>. Al momento, le regioni meridionali sembrano rimanere ai margini del peggioramento, fatta eccezione per qualche fenomeno isolato e di breve durata.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771836" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-doppio-colpo-di-maltempo-in-arrivo-con-grandine-e-nubifragi-fino-a-100-mm.html" title="Daniele Ingemi avvisa: 'doppio colpo di maltempo in arrivo con grandine e nubifragi fino a 100 mm'">Daniele Ingemi avvisa: "doppio colpo di maltempo in arrivo con grandine e nubifragi fino a 100 mm"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-doppio-colpo-di-maltempo-in-arrivo-con-grandine-e-nubifragi-fino-a-100-mm.html" title="Daniele Ingemi avvisa: 'doppio colpo di maltempo in arrivo con grandine e nubifragi fino a 100 mm'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-doppio-colpo-di-maltempo-in-arrivo-con-grandine-e-nubifragi-fino-a-100-mm-1780348703500_320.png" alt="Daniele Ingemi avvisa: 'doppio colpo di maltempo in arrivo con grandine e nubifragi fino a 100 mm'"></a></article></aside><p><strong>La giornata odierna rappresenterà il momento più critico di questa fase di maltempo</strong>, soprattutto per la Lombardia. Nel corso delle prossime ore l'instabilità tenderà ulteriormente ad aumentare, con temporali anche forti tra il Varesotto, il Comasco e l'area milanese. In queste zone potranno registrarsi accumuli pluviometrici compresi tra <strong>30 e 50 millimetri</strong>, con valori localmente superiori durante i rovesci più intensi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-lombardia-estate-lontana-entro-domenica-7-giugno-accumuli-fino-a-100-millimetri-1780385018674.png" data-image="tcn6cpaciia6" alt="Fino a 100 millimetri sulla Lombardia" title="Fino a 100 millimetri sulla Lombardia"><figcaption>Regione Lombardia a rischio accumuli importanti</figcaption></figure><p>Tra il pomeriggio e la serata il maltempo continuerà a interessare le medesime aree, estendendosi gradualmente anche verso la Lombardia orientale. Le province di Bergamo e Lodi potrebbero essere coinvolte dai nuclei temporaleschi più organizzati, mentre il Bresciano vedrà un peggioramento più marcato nel corso della notte tra oggi e domani.</p><p>Successivamente, <strong>tra martedì e giovedì è atteso un deciso miglioramento delle condizioni meteorologiche</strong>. I cieli torneranno a presentarsi in prevalenza soleggiati e la stabilità atmosferica riconquisterà progressivamente gran parte del territorio regionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771726" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-9-c-in-meno-un-calo-significativo-delle-temperature-in-queste-7-citta-tra-martedi-e-mercoledi.html" title="Fino a 9 °C in meno: un calo significativo delle temperature in queste 7 città tra martedì e mercoledì ">Fino a 9 °C in meno: un calo significativo delle temperature in queste 7 città tra martedì e mercoledì </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-9-c-in-meno-un-calo-significativo-delle-temperature-in-queste-7-citta-tra-martedi-e-mercoledi.html" title="Fino a 9 °C in meno: un calo significativo delle temperature in queste 7 città tra martedì e mercoledì "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-9-c-in-meno-un-calo-significativo-delle-temperature-in-queste-7-citta-tra-martedi-e-mercoledi-1780321845705_320.jpg" alt="Fino a 9 °C in meno: un calo significativo delle temperature in queste 7 città tra martedì e mercoledì "></a></article></aside><p>L'evoluzione non sarà però definitiva. Tra <strong>venerdì 5 e domenica 7 giugno</strong> una nuova perturbazione potrebbe avvicinarsi all'Italia. Al momento sembra destinata a sfiorare la Penisola più che attraversarla direttamente, ma potrebbe comunque determinare una nuova fase di instabilità sulle regioni settentrionali. </p><p>Ad oggi i modelli indicano un sistema meno organizzato e meno intenso rispetto a quello attuale, anche se la distanza temporale impone ancora una certa prudenza nelle valutazioni.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br> </div><p><strong>Il ritorno delle perturbazioni avrà come conseguenza anche un sensibile calo delle temperature</strong>, particolarmente evidente al Nord, dove i valori torneranno in linea con le medie climatiche del periodo o addirittura leggermente inferiori. Dopo l'assaggio d'estate degli ultimi giorni, l'atmosfera si riporterà quindi su caratteristiche decisamente più consone all'inizio di giugno.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-lombardia-estate-lontana-entro-domenica-7-giugno-accumuli-fino-a-100-millimetri.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il bilancio termico positivo, questo è il meccanismo che è alla base del caldo estivo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilancio-termico-positivo-questo-e-il-meccanismo-che-e-alla-base-del-caldo-estivo.html</link><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 09:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Dietro il meccanismo di accumulo di energia, dettato dal bilancio termico positivo, si nascondono le dinamiche che caratterizzano le grandi ondate di calore estive.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-bilanciamento-termico-positivo-ecco-il-meccanismo-che-e-alla-base-del-rialzo-termico-estivo-1778062075172.jpg" data-image="dawxbhiaeuea" alt="Caldo, sole." title="Caldo, sole."><figcaption>Uno dei motivi principali del bilanciamento termico positivo estivo è l’angolazione con cui i raggi solari colpiscono la Terra. Durante l’estate, l’emisfero settentrionale (o meridionale, a seconda della posizione geografica) è inclinato verso il Sole. </figcaption></figure><p>Il <strong>bilancio termico,</strong> noto anche come <strong>bilancio radiativo,</strong> è la differenza tra l’energia che la Terra riceve dal Sole (sotto forma di radiazione solare) e l’energia che restituisce allo spazio (sotto forma di radiazione infrarossa o calore). </p><p>Quando l’energia assorbita supera quella emessa, <strong>si crea un bilancio termico positivo,</strong> che porta a un accumulo di calore e, di conseguenza, <strong>a un aumento delle temperature. </strong>In estate, questo squilibrio energetico è particolarmente marcato, grazie a una combinazione di fattori astronomici e atmosferici che ora andremo ad esaminare.</p><h2><strong>L’angolazione dei raggi solari: più diretti, più caldi</strong></h2><p>Uno dei motivi principali del bilancio termico positivo estivo è l’angolazione con cui i raggi solari colpiscono la Terra. Durante l’estate, l’emisfero settentrionale (o meridionale, a seconda della posizione geografica) è inclinato verso il Sole. </p><div class="texto-destacado">Questo fa sì che i raggi solari arrivino, con un angolo più vicino alla perpendicolare, rispetto alla superficie terrestre. <strong>Un angolo più diretto significa che l’energia solare si concentra su un’area più piccola, aumentando l’intensità del calore assorbito dal suolo, dai mari e dall’atmosfera.</strong> </div><p>Al contrario, in inverno, i raggi solari più obliqui si disperdono su un’area più ampia, <strong>riducendo l’energia assorbita e mantenendo le temperature più basse.</strong></p><h2><strong>L’allungamento delle giornate porta maggiore energia</strong></h2><p>Un altro fattore chiave è la durata delle giornate. In estate, le ore di luce aumentano, <strong>culminando nel solstizio d’estate (intorno al 21 giugno nell’emisfero nord), </strong>quando si registra il giorno più lungo dell’anno. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-bilanciamento-termico-positivo-ecco-il-meccanismo-che-e-alla-base-del-rialzo-termico-estivo-1778062209818.jpg" data-image="1skrusba8zfv" alt="Riscaldamento atmosferico." title="Riscaldamento atmosferico."><figcaption>Le nuvole riflettono parte della radiazione solare e intrappolano il calore emesso dalla Terra, ma in loro assenza, la radiazione solare raggiunge la superficie senza ostacoli. </figcaption></figure><p>Più ore di esposizione al sole significano più tempo per assorbire energia solare, contribuendo a un <strong>bilancio termico positivo.</strong> Questo effetto è particolarmente evidente nelle regioni più lontane dall’equatore, dove la differenza tra le ore di luce estive e invernali è più marcata. </p><p>L’energia accumulata durante il giorno si traduce in temperature più elevate, sia nell’aria che nelle superfici terrestri.</p><h2><strong>Cieli sereni e minore perdita di calore</strong></h2><p>Le condizioni atmosferiche estive amplificano il <strong>bilancio termico positivo.</strong> Nei mesi estivi, l’alta pressione subtropicale, tipica di molte regioni come il Mediterraneo, porta cieli sereni e una riduzione della copertura nuvolosa, a causa dell’aria più secca che fa capo ai regimi anticiclonici. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="199441" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/come-si-sviluppano-le-ondate-di-calore.html" title="Come si formano le ondate di calore?">Come si formano le ondate di calore?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/come-si-sviluppano-le-ondate-di-calore.html" title="Come si formano le ondate di calore?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-si-sviluppano-le-ondate-di-calore-199441-2_320.jpg" alt="Come si formano le ondate di calore?"></a></article></aside><p>Le nuvole riflettono parte della radiazione solare e intrappolano il calore emesso dalla Terra. Ma in loro assenza, <strong>la radiazione solare raggiunge la superficie senza ostacoli. </strong>Inoltre, le brevi notti estive limitano il tempo disponibile per la perdita di calore attraverso la radiazione infrarossa, <strong>permettendo al calore accumulato durante il giorno di persistere più a lungo.</strong></p><h2><strong>Gli effetti del calore accumulato</strong></h2><p>Il surplus di energia derivante dal bilancio termico positivo si manifesta in diversi modi. Il suolo riscaldato trasferisce calore all’aria attraverso processi come la conduzione e la convezione, innalzando le temperature atmosferiche. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-bilanciamento-termico-positivo-ecco-il-meccanismo-che-e-alla-base-del-rialzo-termico-estivo-1778062121603.jpg" data-image="d1zw7yvlm26y" alt="Clima, caldo." title="Clima, caldo."><figcaption>Il bilanciamento termico positivo è un fenomeno naturale, ma il cambiamento climatico sta intensificando i suoi effetti. </figcaption></figure><p><strong>Negli ambienti urbani, materiali come l’asfalto e il cemento accentuano questo effetto, assorbendo e rilasciando calore rapidamente.</strong> Allo stesso tempo, gli oceani, con la loro elevata capacità termica, <strong>immagazzinano calore per periodi più lunghi, stabilizzando le temperature estive e influenzando il clima regionale.</strong> Questi processi creano un circolo virtuoso di riscaldamento che caratterizza l’estate.</p><h2><strong>L’amplificazione con il riscaldamento globale</strong></h2><p>Il <strong>bilancio termico positivo</strong> è un fenomeno naturale, ma il cambiamento climatico sta intensificando i suoi effetti. L’aumento delle temperature globali, dovuto all’accumulo di gas serra, <strong>amplifica il calore estivo, portando a ondate di calore più frequenti e intense, anche in aree dove erano più rare.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765173" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-nasce-il-fenomeno-di-el-nino-il-ruolo-fondamentale-delle-onde-equatoriali.html" title="Come nasce il fenomeno di El Niño? Il ruolo fondamentale delle onde equatoriali">Come nasce il fenomeno di El Niño? Il ruolo fondamentale delle onde equatoriali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-nasce-il-fenomeno-di-el-nino-il-ruolo-fondamentale-delle-onde-equatoriali.html" title="Come nasce il fenomeno di El Niño? Il ruolo fondamentale delle onde equatoriali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-nasce-il-fenomeno-di-el-nino-il-ruolo-fondamentale-delle-onde-equatoriali-1776855317236_320.png" alt="Come nasce il fenomeno di El Niño? Il ruolo fondamentale delle onde equatoriali"></a></article></aside><p>Questo ha conseguenze su ecosistemi, agricoltura, salute umana e consumo energetico. Conoscere il bilancio termico positivo ci aiuta a prevedere e mitigare questi impatti drammatici delle ondate di calore, promuovendo strategie per un futuro più sostenibile, mirate a mitigarne gli effetti sulla popolazione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-bilancio-termico-positivo-questo-e-il-meccanismo-che-e-alla-base-del-caldo-estivo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Daniele Ingemi avvisa: "doppio colpo di maltempo in arrivo con grandine e nubifragi fino a 100 mm"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-doppio-colpo-di-maltempo-in-arrivo-con-grandine-e-nubifragi-fino-a-100-mm.html</link><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 05:04:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Già dalle prossime ore il maltempo picchierà in modo duro in diverse regioni del Nord e del Centro Italia, con piogge, temporali e anche locali grandinate. Occhi puntati pure sulla giornata di venerdì. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xacn3qq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xacn3qq.jpg" id="xacn3qq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’estate meteorologica ufficialmente è iniziata solo ieri, eppure, dopo il caldo eccezionale di fine maggio, il mese di giugno si apre <strong>con un netto cambio di circolazione sull’Italia.</strong> Un <strong>fronte freddo</strong> sta portando instabilità marcata soprattutto al Nord e al Centro, <strong>con due distinte fasi perturbate previste tra oggi e venerdì 5 giugno.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L’irrompere dell’aria fresca causerà fenomeni temporaleschi, anche intensi, accompagnati da grandine e possibili accumuli pluviometrici localmente rilevanti. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Al Sud il tempo resterà invece più stabile e tipicamente estivo, seppur con qualche episodio d’instabilità relegato sui monti, nelle ore più calde del giorno. </p><h2><strong>L’anticiclone cede il passo a una saccatura</strong></h2><p>L’indebolimento del margine più settentrionale dell’anticiclone subtropicale favorirà l’ingresso di una saccatura atlantica, con aria fredda in quota (fino a <strong>-20°C</strong> a 500 hPa) che, nelle prossime ore, penetrerà sul Nord Italia, fino alla Toscana e alle Marche, <strong>instabilizzando l’intera colonna troposferica. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-doppio-colpo-di-maltempo-in-arrivo-con-grandine-e-nubifragi-fino-a-100-mm-1780348547235.png" data-image="uz0e6hke4r6w" alt="Instabilità, temporali." title="Instabilità, temporali."><figcaption>L’indebolimento del margine più settentrionale dell’anticiclone subtropicale favorirà l’ingresso di una saccatura atlantica, con aria fredda in quota (fino a -20°C a 500 hPa) che causerà molta instabilità.</figcaption></figure><p>Già nelle prossime ore le prime piogge e i primi temporali bagneranno l’alto Piemonte e la Lombardia, <strong>per poi estendersi nel pomeriggio a Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.</strong></p><div class="texto-destacado">Non mancheranno temporali anche in Val d’Aosta, Liguria e, in modo più sparso, sul resto del Nord.</div><p>Al Centro sarà soprattutto la Toscana a rischiare fenomeni temporaleschi, con possibili temporali anche sull’Umbria, nel corso della giornata. Fortunatamente il grosso dei fenomeni transiterà a nord, <strong>a debita distanza dall’area della Capitale, dove si celebrerà la parata del 2 giugno.</strong></p><p>Sulle regioni meridionali ancora cieli sereni o poco nuvolosi e temperature fino a <strong>+32°C</strong> in Puglia. <strong>Al Nord le massime scenderanno sui +23°C +24°C tra Torino e Milano, mentre il Nord-Est resterà leggermente più mite (26-28°C). </strong></p><h2><strong>Mercoledì attenzione ai temporali sul Nord-est e sul Centro</strong></h2><p><strong>Mercoledì 3 giugno</strong> il tempo migliorerà progressivamente al Nord-Ovest, dove irromperanno ampie schiarite, <strong>mentre al Nord-Est persisteranno piogge e temporali nella prima parte della giornata, in attenuazione dal pomeriggio. Attenzione al rischio di fenomeni intensi e locali grandinate.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771465" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-lunedi-cambia-il-meteo-previsti-fino-50-100-mm-di-pioggia-in-queste-regioni.html" title="Da lunedì cambia il meteo: previsti fino 50-100 mm di pioggia in queste regioni">Da lunedì cambia il meteo: previsti fino 50-100 mm di pioggia in queste regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-lunedi-cambia-il-meteo-previsti-fino-50-100-mm-di-pioggia-in-queste-regioni.html" title="Da lunedì cambia il meteo: previsti fino 50-100 mm di pioggia in queste regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-lunedi-cambia-il-meteo-previsti-fino-50-100-mm-di-pioggia-in-queste-regioni-1780136922076_320.png" alt="Da lunedì cambia il meteo: previsti fino 50-100 mm di pioggia in queste regioni"></a></article></aside><p>Durante la giornata forti temporali colpiranno anche le regioni del Centro, con possibilità di locali nubifragi, soprattutto fra alto Lazio e Marche. Mentre sul resto delle regioni centrali avremo della variabilità, fra spazi di sole e nuvole, capaci di dare luogo a locali piogge. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/daniele-ingemi-avvisa-doppio-colpo-di-maltempo-in-arrivo-con-grandine-e-nubifragi-fino-a-100-mm-1780348622726.jpg" data-image="s70q0e20zhfe" alt="Forti temporali." title="Forti temporali."><figcaption>In alcune zone del Nord-Est e nelle Prealpi tra Veneto e Friuli sono previsti accumuli pluviometrici importanti, fino a oltre 100 mm di pioggia entro domenica prossima.</figcaption></figure><p>Da segnalare anche il drastico calo delle temperature che si avvertirà su tutto il Centro, con venti in intensificazione e incremento del moto ondoso su tutti i bacini. </p><h2><strong>Nuovo peggioramento da venerdì</strong></h2><p><strong>Giovedì 4 giugno</strong> il tempo migliorerà su tutta Italia, con tanto sole e un cielo sereno o poco nuvoloso, eccetto un po' di nuvolosità residua al Sud, e delle nubi stratificate che andranno ad aumentare sulle regioni di Nord-Ovest. Segno di un nuovo peggioramento, pronto a farsi strada da <strong>venerdì 5 giugno.</strong></p><p>Questa nuova perturbazione interesserà di nuovo le regioni del Nord, e parte del Centro, nuovamente con fenomeni intensi e un calo delle temperature. Già da <strong>venerdì 5</strong> i primi temporali interesseranno il Nord-Ovest, per espandersi verso il Nord-Est, dove avremo il rischio di fenomeni intensi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771694" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-estate-si-ferma-pioggia-e-temporali-rovinano-la-festa-della-repubblica-su-queste-regioni.html" title="Meteo, l’estate si ferma: pioggia e temporali rovinano la Festa della Repubblica su queste regioni">Meteo, l’estate si ferma: pioggia e temporali rovinano la Festa della Repubblica su queste regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-estate-si-ferma-pioggia-e-temporali-rovinano-la-festa-della-repubblica-su-queste-regioni.html" title="Meteo, l’estate si ferma: pioggia e temporali rovinano la Festa della Repubblica su queste regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-lestate-fa-un-passo-indietro-festa-della-repubblica-con-pioggia-e-temporali-su-queste-regioni-1780302670868_320.png" alt="Meteo, l’estate si ferma: pioggia e temporali rovinano la Festa della Repubblica su queste regioni"></a></article></aside><p>In alcune zone del Nord-Est e nelle Prealpi tra Veneto e Friuli <strong>sono previsti accumuli pluviometrici importanti, fino a oltre 100 mm di pioggia entro domenica prossima,</strong> con distribuzione molto irregolare. </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong> </div><p><strong>Il rischio grandine riguarderà potenzialmente tutto il Nord, soprattutto nelle aree prealpine e pedemontane.</strong> Sabato i fenomeni tenderanno ad attenuarsi, con miglioramento progressivo e il ritorno del tempo soleggiato. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/daniele-ingemi-avvisa-doppio-colpo-di-maltempo-in-arrivo-con-grandine-e-nubifragi-fino-a-100-mm.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il sopravvissuto delle dimensioni di un criceto che ha vissuto l'estinzione più letale della Terra]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-sopravvissuto-delle-dimensioni-di-un-criceto-che-ha-vissuto-l-estinzione-piu-letale-della-terra.html</link><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Gli scienziati hanno identificato una nuova specie di mammifero delle dimensioni di un criceto, risalente a 75 milioni di anni fa, che offre rari indizi su come i nostri antenati, piccoli e adattabili, possano essere sopravvissuti all'estinzione che ha segnato la fine dei dinosauri.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/the-hamster-sized-survivor-that-lived-through-earth-s-deadliest-extinction-1779355024890.jpg" data-image="tyj5k85mp9a6" alt="Ricostruzione." title="Ricostruzione."><figcaption>Illustrazione di un Cimolodon desosai su un albero con un frutto in bocca. Crediti: Andrey Atuchin.</figcaption></figure><p>Un nuovo studio pubblicato sul <strong><em>Journal of Vertebrate Palaeontology,</em></strong> condotto da un team di ricerca dell'Università di Washington, rivela una nuova specie del genere <strong>Cimolodon </strong>scoperta nella Bassa California. Il <strong>Cimolodon desosai</strong> sarebbe vissuto circa 75 milioni di anni fa e avrebbe avuto le dimensioni di un criceto dorato, muovendosi agilmente sul terreno e sugli alberi per nutrirsi di insetti e frutta.</p><h2>Cosa possono rivelarci i fossili di Cimolodon desosai?</h2><p>Mammiferi e dinosauri avrebbero condiviso gli stessi spazi sulla Terra fino a quando un asteroide non colpì il pianeta 66 milioni di anni fa, <strong>causando l'estinzione del 75% di tutte le forme di vita.</strong> Nonostante ciò, alcuni animali sopravvissero, tra cui i mammiferi del genere Cimolodon. <strong>Essi appartengono ai multitubercolati, un gruppo che si affermò durante il Giurassico e sopravvisse per oltre 100 milioni di anni.</strong> Studiando questi animali, i ricercatori possono comprendere come i mammiferi siano sopravvissuti alle estinzioni di massa e si siano diversificati fino a diventare i mammiferi che conosciamo oggi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>"Il genere Cimolodon era un mammifero piuttosto comune durante il Cretaceo superiore, l'ultima epoca dell'Era dei Dinosauri. I fossili di Cimolodon sono stati ritrovati in tutto il Nord America occidentale, dal Canada occidentale fino al Messico", ha affermato l'autore senior Gregory Wilson Mantilla, professore di biologia all'Università di Washington e curatore di paleontologia dei vertebrati presso il Burke Museum. "Questa nuova specie, Cimolodon desosai, era l'antenata delle specie sopravvissute all'evento di estinzione. Essa e i suoi discendenti erano relativamente piccoli e onnivori, due caratteristiche che si rivelarono vantaggiose per la sopravvivenza."</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Quando scoprirono il fossile nel 2009, trovarono un cranio, una mandibola, dei denti, un femore e un'ulna.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="767603" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-progetto-di-de-estinzione-potrebbe-riportare-in-vita-l-antilope-azzurra-e-altri-animali-scomparsi.html" title="Un progetto di de-estinzione potrebbe riportare in vita l’antilope azzurra e altri animali scomparsi usando il DNA">Un progetto di de-estinzione potrebbe riportare in vita l’antilope azzurra e altri animali scomparsi usando il DNA</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-progetto-di-de-estinzione-potrebbe-riportare-in-vita-l-antilope-azzurra-e-altri-animali-scomparsi.html" title="Un progetto di de-estinzione potrebbe riportare in vita l’antilope azzurra e altri animali scomparsi usando il DNA"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-progetto-di-de-estinzione-potrebbe-riportare-in-vita-l-antilope-azzurra-e-altri-animali-scomparsi-1778138226254_320.jpg" alt="Un progetto di de-estinzione potrebbe riportare in vita l’antilope azzurra e altri animali scomparsi usando il DNA"></a></article></aside><p>"È molto difficile trovare fossili in questo sito rispetto ad altre zone", ha affermato Wilson Mantilla. "Inizialmente, il mio assistente sul campo ha trovato solo un piccolo dente che spuntava. Se avesse trovato solo quello, sarei stato al settimo cielo. Ma poi, quando abbiamo guardato all'interno della fessura nella roccia, abbiamo potuto vedere che c'era altro osso."</p><div class="texto-destacado">Grazie al ritrovamento di resti fossili di <strong>C. desosai,</strong> oltre ai denti, il team è stato in grado di comprendere meglio le dimensioni e la forma dell'animale, nonché le sue modalità di movimento. Questo ha inoltre contribuito a delineare un quadro più completo di questo genere e dell'ambiente in cui viveva.</div><p>Il team ha utilizzato la tomografia digitale e la microtomografia computerizzata per ottenere immagini ad alta risoluzione del fossile. Successivamente, ha confrontato i denti con quelli di altri membri del genere Cimolodon per determinare se si trattasse di una nuova specie.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="730046" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-estinzione-dei-dinosauri-trasformo-anche-la-terra-le-foreste-prosperarono-e-i-fiumi-si-calmarono.html" title="L'estinzione dei dinosauri trasformò anche la Terra: le foreste prosperarono e i fiumi si calmarono">L'estinzione dei dinosauri trasformò anche la Terra: le foreste prosperarono e i fiumi si calmarono</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-estinzione-dei-dinosauri-trasformo-anche-la-terra-le-foreste-prosperarono-e-i-fiumi-si-calmarono.html" title="L'estinzione dei dinosauri trasformò anche la Terra: le foreste prosperarono e i fiumi si calmarono"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-extincion-de-los-dinosaurios-tambien-transformo-la-tierra-los-bosques-florecieron-y-los-rios-se-calmaron-1758067127346_320.jpg" alt="L'estinzione dei dinosauri trasformò anche la Terra: le foreste prosperarono e i fiumi si calmarono"></a></article></aside><p>"In un'epoca così remota, ogni specie viene denominata in base alle caratteristiche dei denti", ha affermato <strong>Wilson Mantilla.</strong> "Se si trova uno scheletro a cui mancano dei denti, a volte è difficile attribuirgli un nome."</p><h2>Il nome del fossile</h2><p>Il team ha dato alla specie il nome di <strong>Michael de Sosa VI,</strong> un assistente sul campo che per primo scoprì il fossile e che purtroppo è scomparso durante lo studio dei reperti.</p><p>"Era un assistente sul campo eccezionale, e per me era come un fratello minore", ha detto Wilson Mantilla. "È un esemplare magnifico a cui essere associati."</p><h3><em>Fonte: </em></h3><p><em><a href="https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/02724634.2026.2641109" target="_blank">Cranial and postcranial remains of a new species of Cimolodon (Mammalia, Multituberculata, Cimolodontidae) from the Upper Cretaceous (Campanian) El Gallo Formation of Baja California, México: Journal of Vertebrate Paleontology: Vol 0, No 0 - Get Access</a>. Mantilla, G.P.W., Newbins, I.R., Fastovsky, D.E., Zhang, Y., Montellano-Ballesteros, M., Alcántara, D.G. and Chen, M. 22<sup>nd</sup> April 2026. </em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-sopravvissuto-delle-dimensioni-di-un-criceto-che-ha-vissuto-l-estinzione-piu-letale-della-terra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La statura degli italiani è aumentata di 14 cm negli ultimi 80 anni, uno dei tassi di crescita più alti al mondo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-statura-degli-italiani-e-aumentata-di-14-cm-negli-ultimi-80-anni-uno-dei-tassi-di-crescita-piu-alti-al-mondo.html</link><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 16:03:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Se all'inizio del '900 eravamo considerati un popolo di bassa statura rispetto ai nordeuropei, il secolo scorso ha ribaltato la situazione rispetto ad altri popoli europei.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-statura-degli-italiani-e-aumentata-di-14-cm-negli-ultimi-80-anni-uno-dei-tassi-di-crescita-piu-alti-al-mondo-1780074718616.jpg" data-image="9uwf1q487daj" alt="Colosseo." title="Colosseo."><figcaption>L'Italia rappresenta uno dei casi più interessanti nel panorama europeo. Se all'inizio del '900 eravamo considerati un popolo di bassa statura rispetto ai nordeuropei, il secolo scorso ha ribaltato la situazione.</figcaption></figure><p>Negli ultimi cento anni, l'umanità ha vissuto un balzo in alto senza precedenti. Sebbene il DNA stabilisca il potenziale di crescita, grazie alla nutrizione e alla medicina molti popoli sulla Terra hanno raggiunto i centimetri che i loro antenati non potevano raggiungere. </p><p>Va però detto che questo sviluppo non è stato uguale per tutti i popoli. Difatti, mentre alcune nazioni sono "esplose" verso l'alto, altre sono rimaste al palo, ed altre ancora stanno mostrando delle inversioni di tendenza.</p><h2><strong>Chi sono i campioni mondiali della crescita?</strong></h2><p>Il record assoluto di crescita dell'ultimo secolo appartiene alla Corea del Sud. <strong>Le donne sudcoreane sono oggi circa 20,2 cm più alte rispetto a cento anni fa, un salto che riflette la trasformazione del Paese da società rurale a potenza tecnologica.</strong></p><p>Tra gli uomini, il primato spetta all'Iran, con un incremento medio di 16,5 cm nell’ultimo secolo. Mentre, se ci spostiamo in Europa, <strong>i Paesi Bassi rimangono la nazione più alta del mondo (media maschile di 182,5 cm), </strong>ma la loro crescita è iniziata molto prima e ora si pare che si sia stabilizzata.</p><h2><strong>Il sorprendente dato degli italiani</strong></h2><p>L'Italia rappresenta uno dei casi più interessanti nel panorama europeo. Se all'inizio del '900 eravamo considerati un popolo di bassa statura rispetto ai nordeuropei, il secolo scorso ha ribaltato la situazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-statura-degli-italiani-e-aumentata-di-14-cm-negli-ultimi-80-anni-uno-dei-tassi-di-crescita-piu-alti-al-mondo-1780074785495.jpg" data-image="sz292bnn3jpz" alt="Italiani." title="Italiani."><figcaption>A livello nazionale continua a persistere un certo divario fra Nord e Sud, sebbene negli ultimi anni si sia ridotta sensibilmente. I giovani del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto tendono a essere i più alti d'Italia</figcaption></figure><p><strong>Basti pensare che in un secolo la statura media degli italiani è aumentata di circa 12-14 centimetri. </strong>La media per i giovani adulti (nati a fine anni '90/inizio 2000) si attesta intorno ai 174 cm.</p><div class="texto-destacado"><strong>L’altezza media rilevata per i giovani nati nel 1920, al momento della leva, era 166,04 centimetri. E quello che più colpisce è la percentuale, fra questi, dei ragazzi alti almeno 180 centimetri: soltanto il 2%. Ma nel corso dei decenni la statura dei giovani italiani avanza di centimetro in centimetro, fino a superare il dato dei 174 cm di media, negli anno 80’, mentre oltre il 20% degli italiani sono alti più di 180 cm.</strong></div><p>A livello nazionale continua a persistere un certo divario fra Nord e Sud, sebbene negli ultimi anni si sia ridotta sensibilmente. I giovani del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto tendono a essere i più alti d'Italia (con medie maschili che sfiorano i 180 cm), mentre nelle regioni meridionali le medie sono leggermente inferiori, <strong>pur essendo cresciute proporzionalmente di più negli ultimi decenni.</strong></p><h2><strong>Perché gli italiani continuano a crescere?</strong></h2><p>Mentre negli Stati Uniti l'altezza media si è fermata (e in alcuni segmenti è calata) a causa di una dieta peggiorata e a causa delle forti disuguaglianze sanitarie, l'Italia oggi sta beneficiando di tre fattori chiave, come la dieta mediterranea, il servizio sanitario nazionale e il benessere raggiunto negli ultimi 3 decenni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-statura-degli-italiani-e-aumentata-di-14-cm-negli-ultimi-80-anni-uno-dei-tassi-di-crescita-piu-alti-al-mondo-1780074751453.jpg" data-image="6bgtnbb2r4tp" alt="Dieta mediterranea." title="Dieta mediterranea."><figcaption>L'Italia oggi sta beneficiando di tre fattori chiave, come la dieta mediterranea, il servizio sanitario nazionale e il benessere raggiunto negli ultimi 3 decenni. Questi fattori insieme hanno favorito una crescita notevole in altezza nel corso dei decenni. </figcaption></figure><p>Il miglioramento delle condizioni di vita ha permesso agli italiani di raggiungere finalmente il loro massimo potenziale genetico, che era rimasto represso per secoli di povertà e condizioni igieniche sanitarie non certo eccellenti.</p><h2><strong>Si è raggiunto il limite genetico?</strong></h2><p>Gli scienziati ritengono che esista un "tetto biologico". <strong>Paesi come l'Olanda e la Danimarca, dove vivono i popoli più alti del pianeta sembrano averlo raggiunto.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/a-5-secoli-di-distanza-leonardo-da-vinci-e-il-protagonista-di-nuovi-importanti-progressi-nel-campo-della-genetica.html" title="A 5 secoli di distanza, Leonardo da Vinci è il protagonista di nuovi importanti progressi nel campo della genetica">A 5 secoli di distanza, Leonardo da Vinci è il protagonista di nuovi importanti progressi nel campo della genetica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/a-5-secoli-di-distanza-leonardo-da-vinci-e-il-protagonista-di-nuovi-importanti-progressi-nel-campo-della-genetica.html" title="A 5 secoli di distanza, Leonardo da Vinci è il protagonista di nuovi importanti progressi nel campo della genetica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/a-5-secoli-di-distanza-leonardo-da-vinci-e-il-protagonista-di-nuovi-importanti-progressi-nel-campo-della-genetica-1768211583666_320.jpg" alt="A 5 secoli di distanza, Leonardo da Vinci è il protagonista di nuovi importanti progressi nel campo della genetica"></a></article></aside><p>L'Italia oggi è arrivata molto vicina a raggiungere questo limite, grazie ai tre fattori indicati prima. Ma già oggi si iniziano a vedere i primi segnali di una crescita in fase di rallentamento. Questo suggerisce che le prossime generazioni non saranno drasticamente più alte di quelle attuali, ma probabilmente più uniformi nella statura.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-statura-degli-italiani-e-aumentata-di-14-cm-negli-ultimi-80-anni-uno-dei-tassi-di-crescita-piu-alti-al-mondo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un evento avvenuto 11 miliardi di anni fa potrebbe aver modificato la struttura della Via Lattea ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-evento-avvenuto-11-miliardi-di-anni-fa-potrebbe-aver-modificato-la-struttura-della-via-lattea.html</link><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>I ricercatori hanno studiato come le interazioni tra le galassie abbiano plasmato la struttura del disco galattico nel corso di miliardi di anni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/evento-ocorrido-ha-11-bilhoes-de-anos-pode-ter-mudado-a-estrutura-da-via-lactea-1779577449702.png" data-image="8r6w6809bgj5" alt="Via Lattea." title="Via Lattea."><figcaption>L'attuale struttura della Via Lattea potrebbe essere stata plasmata da collisioni galattiche avvenute circa 11 miliardi di anni fa. Crediti: ESA</figcaption></figure><p>La Via Lattea presenta una struttura complessa composta da diversi elementi. Il suo disco galattico concentra gran parte delle stelle giovani, del gas e delle regioni di formazione stellare all'interno di bracci a spirale. Al centro della galassia si trova un bulbo stellare che circonda <strong>il buco nero supermassiccio Sgr A*.</strong> Intorno al disco e al bulbo si trova l'alone galattico, formato da stelle antiche, ammassi globulari e materia oscura. Il Sistema Solare si trova nel disco, orbitando attorno al centro galattico a circa 27.000 anni luce di distanza.</p><p>Per comprendere come la Via Lattea abbia acquisito la sua struttura attuale, è necessario ricostruire la sua storia evolutiva e le interazioni gravitazionali del passato. Durante la formazione galattica, le collisioni e le fusioni con galassie più piccole svolgono un ruolo nella ridistribuzione di stelle, gas e momento angolare. <strong>Queste interazioni possono riscaldare il disco stellare, alterarne la rotazione e persino distruggere strutture.</strong> </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Uno degli obiettivi principali dei modelli galattici è capire come il disco sottile della Via Lattea sia riuscito ad acquisire la forma appiattita e la rotazione osservate attualmente.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Recentemente, gli astronomi hanno effettuato simulazioni numeriche e le hanno confrontate con i dati osservativi <strong>per indagare su come la struttura della Via Lattea si sia modellata nel corso del tempo. I modelli hanno analizzato l'impatto di antiche collisioni galattiche su dischi stellari simili a quello della nostra galassia.</strong> I risultati mostrano che la Via Lattea potrebbe aver subito una collisione significativa circa 11</p><h2>La struttura della Via Lattea</h2><p>La Via Lattea è una galassia a spirale barrata composta da diverse strutture stellari e gravitazionali organizzate su più scale. Nella sua regione centrale si trova il bulbo galattico, che presenta un'alta concentrazione di stelle più antiche <strong>che circondano il buco nero supermassiccio Sgr A*.</strong> Intorno a questa struttura si trova il disco galattico, dove sono presenti bracci a spirale ricchi di gas interstellare, polvere e regioni attive di formazione stellare.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il Sistema Solare è situato all'interno di questo disco, in un braccio a spirale secondario chiamato Braccio di Orione.</strong></div><p>L'intera struttura è immersa in un alone dominato gravitazionalmente dalla materia oscura. L'alone galattico della Via Lattea è una regione approssimativamente sferica che avvolge l'intera galassia e ospita stelle antiche e ammassi globulari. <strong>A differenza del disco, le stelle dell'alone hanno orbite inclinate e distribuite in modo meno organizzato.</strong> La Via Lattea è inoltre circondata da un alone molto più grande di materia oscura, responsabile di gran parte della sua massa gravitazionale.</p><h2>Disco galattico</h2><p>Tuttavia, la struttura più nota e ricordata è il disco della Via Lattea, una struttura appiattita composta da stelle, gas e polvere. Si è formato dal collasso gravitazionale del gas primordiale all’inizio dell’evoluzione della Galassia, conservando parte del momento angolare del sistema originario. <strong>All'interno del disco sono emersi bracci a spirale, regioni di intensa formazione stellare e strutture dinamiche associate all'evoluzione gravitazionale della Galassia.</strong></p><p><strong>Una delle questioni più importanti relative al disco galattico è spiegare le velocità osservate delle stelle.</strong> In base alla materia visibile, le stelle più lontane dovrebbero orbitare più lentamente, ma le osservazioni mostrano velocità molto superiori a quelle previste. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769373" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/viaggio-sotto-le-stelle-i-5-migliori-treni-al-mondo-progettati-per-ammirare-la-via-lattea.html" title="Viaggio sotto le stelle: i 5 migliori treni al mondo progettati per ammirare la Via Lattea">Viaggio sotto le stelle: i 5 migliori treni al mondo progettati per ammirare la Via Lattea</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/viaggio-sotto-le-stelle-i-5-migliori-treni-al-mondo-progettati-per-ammirare-la-via-lattea.html" title="Viaggio sotto le stelle: i 5 migliori treni al mondo progettati per ammirare la Via Lattea"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/viaje-bajo-las-estrellas-los-5-mejores-trenes-del-mundo-disenados-para-ver-la-via-lactea-1778802293116_320.jpg" alt="Viaggio sotto le stelle: i 5 migliori treni al mondo progettati per ammirare la Via Lattea"></a></article></aside><p>Questo comportamento è una delle principali prove della presenza di materia oscura che avvolge la galassia in un alone gravitazionale invisibile. <strong>Inoltre, permangono ancora interrogativi su come il disco sia riuscito a mantenere la sua struttura relativamente stabile.</strong></p><h2>La grande collisione del passato</h2><p><strong>È probabile che la Via Lattea non si sia evoluta in isolamento, ma abbia subito interazioni gravitazionali durante tutta la sua esistenza.</strong> Per decenni, gli astronomi hanno sospettato che le collisioni con galassie più piccole abbiano plasmato la struttura che osserviamo oggi. Questa ipotesi ha acquisito forza nel 2018 grazie ai dati della missione Gaia, che ha individuato stelle con movimenti insoliti nell'alone galattico. <strong>Le orbite di queste stelle indicano che esse hanno avuto origine in una galassia più piccola inglobata dalla Via Lattea circa 10 miliardi di anni fa.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/evento-ocorrido-ha-11-bilhoes-de-anos-pode-ter-mudado-a-estrutura-da-via-lactea-1779577641829.png" data-image="9kujr7vp1kpq" alt="Via Lattea." title="Via Lattea."><figcaption>Gli astronomi ipotizzano che l'evento Gaia-Salsiccia-Encelado possa aver riorganizzato le dinamiche e stimolato la formazione stellare nella Via Lattea primordiale. Fonte: Australian Research</figcaption></figure><p>Questo evento è diventato noto come <strong>la fusione Gaia-Sausage-Encelado.</strong> La collisione ha probabilmente ridistribuito stelle, gas e momento angolare in gran parte della galassia. <strong>Nuovi studi basati su simulazioni hanno analizzato come si formano e si evolvono i dischi galattici dopo collisioni di questo tipo.</strong> I risultati mostrano che il disco osservato oggi potrebbe essersi formato dopo che la galassia si è ripresa dinamicamente da una collisione avvenuta circa 11 miliardi di anni fa.</p><h2>Boom stellare</h2><p>Le simulazioni indicano inoltre che questa collisione ha coinciso con un brusco aumento della formazione di ammassi stellari e di nuove stelle nella galassia. <strong>Durante le collisioni galattiche, grandi quantità di gas interstellare subiscono una compressione gravitazionale, aumentando la densità del gas in determinate regioni e favorendo il collasso delle nubi molecolari.</strong> Di conseguenza, il tasso di formazione stellare cresce rapidamente in un periodo di tempo relativamente breve.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768436" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-vortice-di-stelle-proprio-ai-margini-della-via-lattea-la-nuova-immagine-di-hubble-affascina-gli-astronomi.html" title="Un vortice di stelle ai margini della Via Lattea: la nuova immagine di Hubble affascina gli astronomi">Un vortice di stelle ai margini della Via Lattea: la nuova immagine di Hubble affascina gli astronomi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-vortice-di-stelle-proprio-ai-margini-della-via-lattea-la-nuova-immagine-di-hubble-affascina-gli-astronomi.html" title="Un vortice di stelle ai margini della Via Lattea: la nuova immagine di Hubble affascina gli astronomi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-remolino-de-estrellas-justo-al-borde-de-la-via-lactea-la-nueva-imagen-del-hubble-que-fascina-a-los-astronomos-1778502626324_320.jpg" alt="Un vortice di stelle ai margini della Via Lattea: la nuova immagine di Hubble affascina gli astronomi"></a></article></aside><p>I modelli dell'evento <strong>Gaia-Salsiccia-Encelado</strong> suggeriscono che la collisione avrebbe prodotto un'esplosione di formazione stellare nella Via Lattea primordiale. La coincidenza temporale tra la fusione galattica e l'aumento degli ammassi fornisce nuove prove dell'influenza di queste collisioni sull'evoluzione della galassia. <strong>Secondo i ricercatori, questa è la prima volta che viene stabilita questa connessione tra l'evento Gaia-Salsiccia-Encelado e l'esplosione di formazione stellare.</strong></p><h3><em>Riferimento della notizia</em></h3><p><em>Orkney and Laporte 2026<a href="https://academic.oup.com/mnras/article/548/4/staf2154/8667673?login=false" target="_blank"> Build-up and survival of the disc: from numerical models of galaxy formation to the Milky Way </a>Monthly Notices of the Royal Astronomical Society</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-evento-avvenuto-11-miliardi-di-anni-fa-potrebbe-aver-modificato-la-struttura-della-via-lattea.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 9 °C in meno: un calo significativo delle temperature in queste 7 città tra martedì e mercoledì ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-9-c-in-meno-un-calo-significativo-delle-temperature-in-queste-7-citta-tra-martedi-e-mercoledi.html</link><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:09:57 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'arrivo di correnti fresche atlantiche interrompe l'ondata di caldo in Italia. Tra martedì e mercoledì, un'intensa fase di maltempo interesserà il Centro-Nord, determinando anche un brusco calo delle temperature, anche fino a 9°C in meno, riportando il clima su livelli standard tipici di inizio giugno.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xacjuf6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xacjuf6.jpg" id="xacjuf6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L���avvio del<strong> mese di giugno</strong>, con il quale prende il via (per convenzione) anche il primo mese dell'<strong>estate meteorologica</strong>, coincide quest'anno con un repentino, seppur temporaneo, cambiamento dello scenario sull'Italia. Dopo la prima, intensa ondata di calore di matrice subtropicale che ha dominato l'ultima parte di maggio, con temperature eccezionali sull'Europa e con picchi di caldo ed afa anche sulla gran parte delle regioni italiane, ora sta il<strong> caldo </strong>subirà un <strong>deciso ridimensionamento. </strong></p><p>L'<strong>anticiclone</strong>, sotto l'attacco delle correnti atlantiche, sta subendo una vistosa <strong>erosione</strong> con le prime <strong>perturbazioni </strong>che hanno già guadagnato terreno <strong>sull'Europa e verso la nostra penisola</strong> a partire dal Nord. Come evidenziato dalle <strong>ultime analisi</strong> oggi, lunedì 1 giugno, un <strong>nucleo di aria instabile e decisamente più fresca</strong> di origine atlantica, sta penetrando nel bacino del Mediterraneo. </p><p>Questa massa d'aria determinerà<strong> un progressivo aumento dell'instabilità e un netto calo termico</strong>, ponendo fine all'ondata di caldo.</p><h2>Il calo termico e le città maggiormente coinvolte</h2><p><strong>Il clou del peggioramento</strong> si manifesterà tra le giornate di domani,<strong> martedì 2, e</strong> dopodomani,<strong> mercoledì 3</strong> giugno. Sarà proprio a partire da <strong>domani</strong>, giorno della Festa della Repubblica, che<strong> l'aria fresca scenderà lungo tutta la penisola</strong>, causando una <strong>sensibile flessione delle temperature massime, specie al Nord e al Centro</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-9-c-in-meno-un-calo-significativo-delle-temperature-in-queste-7-citta-tra-martedi-e-mercoledi-1780321845705.jpg" data-image="vvsbt7w6cgko"><figcaption>Temperature massime previste sulla nostra penisola per mercoledì pomeriggio. Facile notare il calo termico avvenuto sulle regioni centrali e, parzialmente, su quelle settentrionali, mentre il Sud e la Sicilia resteranno ancora con valori prevalentemente estivi. </figcaption></figure><p>Le ultime proiezioni indicano che il <strong>calo termico</strong> sarà avvertito su gran parte del territorio, ma<strong> in misura maggiore sulle regioni settentrionali</strong> e, successivamente, sui settori centrali tirrenici e adriatici. </p><div class="texto-destacado">In alcune aree, in particolare nel <strong>Nord-Ovest</strong>, la <strong>flessione</strong> sarà <strong>marcata</strong>. Le proiezioni indicano una diminuzione fino a<strong> 9°C</strong> rispetto ai valori registrati nei giorni scorsi. </div><p>Questa marcata flessione si tradurrà in un <strong>riallineamento </strong>dei termometri <strong>verso medie tipiche del periodo o leggermente inferiori</strong>, con un clima decisamente più respirabile. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771694" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-estate-si-ferma-pioggia-e-temporali-rovinano-la-festa-della-repubblica-su-queste-regioni.html" title="Meteo, l’estate si ferma: pioggia e temporali rovinano la Festa della Repubblica su queste regioni">Meteo, l’estate si ferma: pioggia e temporali rovinano la Festa della Repubblica su queste regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-estate-si-ferma-pioggia-e-temporali-rovinano-la-festa-della-repubblica-su-queste-regioni.html" title="Meteo, l’estate si ferma: pioggia e temporali rovinano la Festa della Repubblica su queste regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-lestate-fa-un-passo-indietro-festa-della-repubblica-con-pioggia-e-temporali-su-queste-regioni-1780302670868_320.png" alt="Meteo, l’estate si ferma: pioggia e temporali rovinano la Festa della Repubblica su queste regioni"></a></article></aside><p>Tra<strong> le città</strong> che vedranno <strong>la diminuzione più significativa</strong> ci sono alcuni grandi centri della pianura piemontese e lombarda, come <strong>Torino e Milano</strong>, ma la rinfrescata estenderà i suoi effetti in modo progressivo anche verso i capoluoghi del<strong> Nord-Est</strong>, come<strong> Venezia e Bologna</strong>, e sulle città del <strong>Centro</strong>, comprese <strong>Firenze</strong>, <strong>Perugia e Ancona</strong>.</p><h2>L'instabilità tra martedì e mercoledì</h2><p>L'<strong>ingresso della massa d'aria fresca </strong>provocherà anche delle <strong>precipitazioni</strong>, infatti il <strong>forte contrasto termico tra l'aria calda preesistente e le correnti atlantiche umide e fresche</strong>, fornirà molta energia che si esprimerà con lo sviluppo di<strong> fenomeni convettivi anche intensi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-9-c-in-meno-un-calo-significativo-delle-temperature-in-queste-7-citta-tra-martedi-e-mercoledi-1780321923339.jpg" data-image="f3habhi7ub5q"><figcaption>Accumuli di pioggia previsti entro mercoledì sera sull'Italia. Instabilità e i rovesci, nonché temporali, interesseranno prevalentemente le regioni centro-settentrionali in questa prima parte di settimana. </figcaption></figure><p>Nella giornata di <strong>martedì 2 giugno</strong>, la perturbazione raggiungerà inizialmente il <strong>Nord-Ovest,</strong> con piogge e temporali in progressiva estensione alla <strong>Lombardia</strong> e ai <strong>settori alpini e prealpini</strong>. Nubi e fenomeni pomeridiani interesseranno anche le <strong>zone interne e appenniniche delle regioni centr</strong><strong>ali.</strong></p><p>Le <strong>temperature </strong>massime in queste zone subiranno<strong> un primo</strong><strong> deciso calo</strong>, mentre il<strong> Nord-Est </strong>vedrà un temporaneo e parziale aumento termico prima del peggioramento.<strong> Temperature in calo</strong>, seppur più contenuto<strong>, anche al Centro</strong>. </p><div class="texto-destacado"><strong>Mercoledì 3 giugno,</strong> il fronte instabile proseguirà verso<strong> levante</strong><strong> e verso le regioni centrali</strong>. Sarà proprio in questa giornata che l<strong>'instabilità</strong> diventerà <strong>diffusa</strong> e si presenterà anche <strong>con rovesci e temporali localmente anche intensi</strong>, in modo particolare su <strong>Triveneto</strong>,<strong> Emilia-Romagna</strong>, e zone interne di <strong>Toscana</strong>, <strong>Umbria </strong>e <strong>Marche</strong>. </div><p>In questo contesto, sul <strong>Nord-Est</strong> e sul <strong>Centro,</strong> grazie anche al rinforzo della ventilazione, i termometri scenderanno in modo più generalizzato, con <strong>valori massimi </strong>compresi perlopiù<strong> tra i 22 e i 25°C</strong> sulle aree di pianura.</p><p>Per<strong> giovedì 4 </strong>è atteso un generale <strong>miglioramento</strong>, mentre <strong>venerdì 5 un nuovo impulso instabile interesserà le regioni settentrionali</strong> con ancora occasione per altri <strong>rovesci e</strong> per<strong> qualche temporale</strong>, sfiorando quelle centrali con effetti minori.</p><h2>Le tendenze per il resto della penisola</h2><p>Mentre<strong> al Centro-Nord </strong>ci saranno <strong>temporali e aria fresca</strong>, <strong>sulle regioni meridionali e sulle due isole maggiori</strong>, l'influenza dell'aria fresca sarà marginale e attenuata, tanto che<strong> nelle giornate di martedì e mercoledì continueranno a prevalere condizioni di tempo soleggiato o parzialmente nuvoloso</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771706" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avvisa-doppia-crisi-temporalesca-tra-il-2-e-il-6-giugno-rischio-grandine-in-5-regioni.html" title="Luca Lombroso avvisa: doppia crisi temporalesca tra il 2 e il 6 giugno, rischio grandine in 5 regioni">Luca Lombroso avvisa: doppia crisi temporalesca tra il 2 e il 6 giugno, rischio grandine in 5 regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avvisa-doppia-crisi-temporalesca-tra-il-2-e-il-6-giugno-rischio-grandine-in-5-regioni.html" title="Luca Lombroso avvisa: doppia crisi temporalesca tra il 2 e il 6 giugno, rischio grandine in 5 regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avvisa-doppia-crisi-temporalesca-tra-il-2-e-il-6-giugno-rischio-grandine-in-5-regioni-1780307663292_320.png" alt="Luca Lombroso avvisa: doppia crisi temporalesca tra il 2 e il 6 giugno, rischio grandine in 5 regioni"></a></article></aside><p>Le <strong>temperature</strong><strong> al Sud, </strong>in questi primi giorni della settimana, si manterranno <strong>pienamente estive</strong> con valori ancora elevati. Poi avremo una tendenza ad una<strong> parziale attenuazione del caldo entro la metà della settimana</strong>. </p><div class="texto-destacado">Nei giorni successivi, e in particolare<strong> verso giovedì</strong>, si potrebbe profilare un <strong>miglioramento</strong> delle condizioni atmosferiche<strong> anche al Centro-Nord,</strong> con un ritorno ad un t<strong>empo più stabile</strong>. </div><p>L'evoluzione successiva, seppur ancora remota e quindi intrinsecamente incerta, mostra<strong> una tendenza verso una seconda settimana di giugno dinamica</strong> e potenzialmente ancora instabile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-9-c-in-meno-un-calo-significativo-delle-temperature-in-queste-7-citta-tra-martedi-e-mercoledi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quando si possono sviluppare violenti temporali nel cuore del Sahara?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quando-si-possono-sviluppare-violenti-temporali-nel-cuore-del-sahara.html</link><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:02:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Anche se rari i temporali sull'area sahariana possono risultare particolarmente violenti, tanto da influenzare la circolazione atmosferica, oltre ad avere un ruolo fondamentale nella ricarica delle oasi. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-si-possono-sviluppare-violenti-temporali-nel-cuore-del-sahara-1779893897173.jpg" data-image="nuf99119cojr" alt="Temporali nel Sahara." title="Temporali nel Sahara."><figcaption>I temporali nel Sahara sono più probabili durante i mesi estivi, da giugno a settembre, in corrispondenza della stagione delle piogge nella fascia del Sahel, la regione semi-arida a sud del Sahara, dove l’influenza del Monsone di Guinea spinge aria umida dall’omonimo Golfo. </figcaption></figure><p>Il Sahara è conosciuto in tutto il mondo per essere il deserto più arido e vasto della Terra, dove si raggiungono temperature elevatissime, che lo rendono inospitale. </p><p>Eppure, nonostante l’estrema aridità, <strong>anche nel deserto più grande e arido del mondo si possono sviluppare temporali, anche violenti, </strong>specie quando si verificano determinate dinamiche atmosferiche.</p><p>Anzi, in alcuni contesti, nel cuore del deserto del Sahara possono nascere alcuni dei temporali più violenti che si possono osservare in natura. Sono eventi rari, ma potenzialmente intensi, <strong>con impatti significativi sull’idrologia locale.</strong></p><h2><strong>Quando si verificano i temporali nel Sahara?</strong></h2><p>I temporali nel Sahara sono più probabili durante i mesi estivi, da giugno a settembre, in corrispondenza della stagione delle piogge nella fascia del Sahel, la regione semi-arida a sud del Sahara, dove l’influenza del <strong>Monsone di Guinea</strong> spinge aria umida dall’omonimo Golfo. </p><p>Tuttavia, i temporali possono verificarsi in altre stagioni in aree specifiche, come le regioni montuose, <strong>a causa di dinamiche locali o incursioni di aria umida.</strong> La loro distribuzione spaziale e temporale è altamente variabile, con una frequenza molto bassa rispetto alle regioni tropicali.</p><h2><strong>I temporali causati dalle incursioni dell’umido Monsone di Guinea</strong></h2><p>Durante l’estate boreale, il Monsone dell’Africa Occidentale spinge l’umidità dall’Oceano Atlantico verso il Sahel, fino alle regioni meridionali del Sahara. La <strong>Zona di Convergenza Intertropicale (ITCZ) </strong>si sposta verso nord, raggiungendo latitudini di circa 15° 20°Nord. Questo porta aria umida nelle aree sahariane meridionali, favorendo la formazione di sistemi convettivi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-si-possono-sviluppare-violenti-temporali-nel-cuore-del-sahara-1779893942728.jpg" data-image="3f5han734ta4" alt="Temporali, Sahara." title="Temporali, Sahara."><figcaption>Alcuni di questi temporali possono risultare molto intensi, e causare improvvise inondazioni nel cuore del deserto.</figcaption></figure><p>In questi casi l’aria umida dal Golfo di Guinea interagisce con il forte riscaldamento diurno del suolo sahariano, che origina una <strong>depressione termica,</strong> attiva nei bassi strati. In regime di bassa pressione termica le particelle d’aria presenti nello strato d’aria vicino al suolo tendono liberamente a salire verso l’alto, creando moti convettivi. </p><p>Questo perchè il forte riscaldamento diurno produce un profilo termodinamico instabile, <strong>con elevati valori di Cape superficiali.</strong></p><p>Allorquando subentra aria umida oceanica, all’interno di queste depressioni di origine termica, l’umidità viene spinta rapidamente verso l’alto, raffreddandosi e condensandosi in imponenti nubi torreggianti che poi si evolvono in <strong>celle temporalesche</strong> o <strong>sistemi temporaleschi alla mesoscala. </strong></p><h2><strong>Il ruolo delle onde tropicali</strong></h2><p>Spesso lo sviluppo dei <strong>mesoscale convective systems (MCS)</strong> è attribuita al passaggio di un’<strong>onda</strong> <strong>tropicale,</strong> ossia un fronte perturbato tropicale privo di rotazione, contraddistinto da una forte attività temporalesca centrale, <strong>che si sposta da est verso ovest, sotto la spinta del “getto tropicale” (“easterly jet”) che a quelle latitudini si muove da est a ovest.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>All’interno di queste onde tropicali, che si spostano da Est verso Ovest, i venti al suolo tendono a convergere l’aria umida, favorendo il sollevamento necessario per la formazione di nubi temporalesche (cumulonembi). L’enorme serbatoio di aria calda presente sopra la regione sahariana alimenta i moti convettivi, fino a renderli profondi. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le <strong>onde tropicali,</strong> chiamate <strong>African Easterly Waves,</strong> possono innescare grossi <strong>MCS</strong> nel Sahara centrale che si spostano sul Sahara occidentale (<strong><em>Fink & Reiner, 2003</em></strong>), originando improvvise inondazioni e la piena istantanea dei uadi.</p><h2><strong>I temporali prodotti dall’aria umida che entra dal Mediterraneo</strong></h2><p>In autunno o primavera, fronti freddi provenienti dal Mediterraneo o dall’Atlantico settentrionale possono spingere aria umida nel Sahara settentrionale, specie fra Marocco e Algeria. <strong>Queste incursioni sono rare ma possono generare temporali, specialmente nelle regioni montuose come l’Atlante o l’Hoggar.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-si-possono-sviluppare-violenti-temporali-nel-cuore-del-sahara-1779894125686.jpg" data-image="6cl4oaazwy8e" alt="Temporali nel Sahara." title="Temporali nel Sahara."><figcaption>I temporali nel Sahara sono più probabili durante i mesi estivi, da giugno a settembre, in corrispondenza della stagione delle piogge nella fascia del Sahel, la regione semi-arida a sud del Sahara, dove l’influenza del Monsone di Guinea spinge aria umida dall’omonimo Golfo. </figcaption></figure><p>L’aria fredda che scivola dall’Atlantico o dal Mediterraneo, penetrando sull’entroterra desertico, tende a scalzare e sollevare verso l’alto l’aria più calda preesistente, generando intensi moti convettivi che evolvono in cumulonembi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="676344" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-scienziati-scoprono-che-la-polvere-del-sahara-e-molto-efficace-per-la-vita-quanto-piu-viaggia-nell-atmosfera.html" title="Scienziati scoprono che la polvere del Sahara è tanto più efficace per la vita quanto più viaggia nell'atmosfera">Scienziati scoprono che la polvere del Sahara è tanto più efficace per la vita quanto più viaggia nell'atmosfera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-scienziati-scoprono-che-la-polvere-del-sahara-e-molto-efficace-per-la-vita-quanto-piu-viaggia-nell-atmosfera.html" title="Scienziati scoprono che la polvere del Sahara è tanto più efficace per la vita quanto più viaggia nell'atmosfera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gli-scienziati-scoprono-che-la-polvere-del-sahara-e-molto-efficace-per-la-vita-quanto-piu-viaggia-nell-atmosfera-1727686114040_320.jpg" alt="Scienziati scoprono che la polvere del Sahara è tanto più efficace per la vita quanto più viaggia nell'atmosfera"></a></article></aside><p>In questi casi i temporali, soprattutto se organizzati in <strong>MCS,</strong> con i loro <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/downburst-le-violente-raffiche-di-vento-prodotte-dai-temporali-cosa-sono.html">downbursts</a> (le forti raffiche discendenti) </strong>sollevano immense quantità di polvere sahariana, che può essere trasportata per migliaia di chilometri, alle volte fino alle Americhe, influenzando il clima globale (<strong><em>Washington et al., 2009</em></strong>).</p><h2><strong>Temporali di origine orografica</strong></h2><p>Le catene montuose sahariane, come l’Atlante (Marocco, Algeria), l’Hoggar (Algeria), il Tibesti (Ciad) e l’Aïr (Niger), favoriscono i temporali prodotti dal sollevamento orografico dell’aria umida che penetra nel deserto. </p><div class="texto-destacado"><strong>Il riscaldamento diurno delle cime montuose amplifica la convezione locale, favorendo, specie durante l’estate boreale, la formazione di celle temporalesche in prossimità di questi rilievi (Webster et al., 2006).</strong></div><p>L’aria umida, spesso trasportata dal <strong>Monsone</strong> o da flussi meridionali, è costretta a salire lungo i pendii, raffreddandosi e formando annuvolamenti. La spinta indotta dall’orografia può sollevare le particelle d’aria sopra lo strato instabile, creando convezione, e quindi lo sviluppo di nubi cumuliformi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="664839" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-dell-albero-del-tenere-l-arbusto-piu-solitario-del-mondo-cresciuto-in-mezzo-al-sahara.html" title="La storia dell'albero del Tenerè: l'arbusto più solitario del mondo cresciuto in mezzo al Sahara">La storia dell'albero del Tenerè: l'arbusto più solitario del mondo cresciuto in mezzo al Sahara</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-storia-dell-albero-del-tenere-l-arbusto-piu-solitario-del-mondo-cresciuto-in-mezzo-al-sahara.html" title="La storia dell'albero del Tenerè: l'arbusto più solitario del mondo cresciuto in mezzo al Sahara"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-storia-dell-albero-del-tenere-l-arbusto-piu-solitario-del-mondo-cresciuto-in-mezzo-al-sahara-1720645329242_320.jpg" alt="La storia dell'albero del Tenerè: l'arbusto più solitario del mondo cresciuto in mezzo al Sahara"></a></article></aside><p>Il sollevamento orografico agisce come forzante <strong>per superare il CIN (Convective Inhibition), permettendo lo sviluppo di nubi temporalesche. </strong>Ecco perchè le aree montuose del Sahara <strong>hanno un pluviometria leggermente superiore rispetto alle regioni circostanti. </strong></p><h2><strong>Caratteristiche dei temporali sahariani</strong></h2><p>I temporali sono rari nel cuore del Sahara, come nel deserto libico o Tanezrouft, con meno di 5-10 giorni di pioggia all’anno in molte aree. Nelle regioni periferiche, vedi Sahel, Atlante, Tibesti, <strong>possono verificarsi 10-30 giorni di attività temporalesca durante l’estate.</strong></p><p>Generalmente hanno una durata limitata, spesso meno di un’ora, a causa della scarsa umidità disponibile. <strong>Ma i temporali più organizzati (MCS) possono durare alcune ore, spostandosi per centinaia di chilometri.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-si-possono-sviluppare-violenti-temporali-nel-cuore-del-sahara-1779894166992.jpg" data-image="4keqwmlok0gm" alt="Tempesta di polvere." title="Tempesta di polvere."><figcaption>Spesso le forti correnti discendenti di questi temporali riescono a sollevare per aria una notevole quantità di pulviscolo desertico.</figcaption></figure><p>In qualche caso questi temporali possono scaricare fino a <strong>oltre 30-50 mm di pioggia nel giro di pochissime ore. </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Queste piogge intense, spesso concentrate in poche ore, possono causare inondazioni improvvise nelle wadi (letti di fiumi asciutti), con effetti devastanti su villaggi e infrastrutture.</strong></div><p>Le piogge temporalesche, inoltre, contribuiscono alla ricarica delle falde acquifere in alcune aree, essenziali per le oasi, favorendo la crescita temporanea di erbe e arbusti nelle regioni semi-aride, sostenendo la fauna locale.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quando-si-possono-sviluppare-violenti-temporali-nel-cuore-del-sahara.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il paesaggio più famoso d'Italia funge da gigantesca macchina naturale per regolare l'umidità e la temperatura ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-paesaggio-piu-famoso-d-italia-funge-da-gigantesca-macchina-naturale-per-regolare-l-umidita-e-la-temperatura.html</link><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 12:03:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>La natura e l’opera dell’uomo hanno creato un sistema capace di influenzare positivamente temperatura e umidità. Tra alcuni dei paesaggi più belli d’Italia l’estate si fa meno torrida</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-paesaggio-piu-famoso-d-italia-funge-da-gigantesca-macchina-naturale-per-regolare-l-umidita-e-la-temperatura-1780049309826.jpg" data-image="3z5wcm8n430o" alt="Cinque Terre estate" title="Cinque Terre estate"><figcaption>Le cime dell'Appennino alle spalle di Vernazza</figcaption></figure><p>Dove andare in estate per godersi il sole e il mare, e al tempo stesso sfuggire al caldo più estremo? Una soluzione si trova tra i luoghi più belli del <strong>Mediterraneo</strong>, dove tra il <strong>mare </strong>azzurro e le <strong>montagne </strong>si trovano caratteristici <strong>borghi </strong>colorati.</p><p>Il tratto della costa ligure noto come Cinque Terre offre paesaggi incantevoli resi ancora più piacevoli da temperature più <strong>miti </strong>sia in estate che in inverno. Qui, infatti, si è creata una sinergia da cui nasce un <strong>microclima unico</strong>.</p><h2>Un patrimonio UNESCO tra natura e opera dell'uomo</h2><p>Un litorale per lo più <strong>roccioso</strong>, dove le montagne si tuffano direttamente in mare, potrebbe sembrare un habitat inospitale e pure proprio qui l’uomo è riuscito a plasmare, nei secoli, un territorio di enorme fascino.</p><p>Gli incantevoli borghi che compongono le Cinque Terre, Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, si alternano a <strong>terrazzamenti </strong>coltivati a picco sul mare in un’area che oggi è <strong>patrimonio UNESCO</strong>.</p><p>Il pregio di questi luoghi non si trova quindi solo nella loro indubbia bellezza, ma anche nel modo in cui esseri umani e natura <strong>convivono</strong>.</p><p> Alle Cinque Terre sembra quasi che l’ambiente così creato abbia voluto ricambiare il favore, contribuendo ad un clima più <strong>piacevole </strong>persino durante le ondate di caldo estivo.</p><h2>Estati più lunghe e un clima meno estremo</h2><p>Come il resto del mondo, naturalmente anche la Liguria risente dei <strong>cambiamenti climatici</strong> e dei fenomeni estremi che essi comportano. Tuttavia d’estate alle Cinque Terre il sole si percepisce come un po’ meno rovente, l’aria un po’ meno <strong>soffocante </strong>e la <strong>brezza </strong>marina aiuta a sopportare il caldo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769717" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-citta-della-comunita-valenciana-che-sara-di-tendenza-quest-estate.html" title="La città della Spagna mediterranea che sarà di tendenza quest'estate 2026">La città della Spagna mediterranea che sarà di tendenza quest'estate 2026</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-citta-della-comunita-valenciana-che-sara-di-tendenza-quest-estate.html" title="La città della Spagna mediterranea che sarà di tendenza quest'estate 2026"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciudad-de-la-comunidad-valenciana-que-sera-tendencia-este-verano-1779104349657_320.png" alt="La città della Spagna mediterranea che sarà di tendenza quest'estate 2026"></a></article></aside><p>Il <strong>mare </strong>che bagna piccole spiagge di ciottoli e cale rocciose ha a sua volta temperature miti che tra giugno e ottobre difficilmente scendono al di sotto dei 20°C. </p><p>Trattenendo il calore a lungo, il mare delle Cinque Terre consente inoltre di fare il bagno fino all’autunno.</p><h2>Il mare delle Cinque Terre, un regolatore termico</h2><p>Se un’estate tra i vicoli di Vernazza o lungo i famosi sentieri panoramici tra Monterosso e Manarola è un po’ meno <strong>torrida</strong>, il merito va al più grande regolatore termico, il mare.</p><p>Durante l’estate il mare assorbe parte del calore del sole, così lungo la costa non si verificano picchi estremi e improvvisi. Il lento rilascio del calore, poi, contribuisce a mitigare anche il freddo invernale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-paesaggio-piu-famoso-d-italia-funge-da-gigantesca-macchina-naturale-per-regolare-l-umidita-e-la-temperatura-1780049550592.jpg" data-image="o8j0xgar7cq7" alt="Cinque terre trekking" title="Cinque terre trekking"><figcaption>Un sentiero al di sopra del borgo di Manarola, a picco sul mare</figcaption></figure><p>Sulle spiagge delle Cinque Terre, inoltre, arriva la brezza marina, in questo modo l’aria viene percepita come più fresca. Le spiagge di <strong>Monterosso </strong>sono ideali per chi cerca il vento e volendosi spingere appena una manciata di chilometri fuori dai confini delle Cinque terre, ci sono anche quelle di <strong>Levanto e Bonassola</strong> dove spira un piacevole vento.</p><h2>Come le montagne proteggono le Cinque Terre</h2><p>Come quello del mare, il ruolo delle montagne nel regolare il clima delle Cinque Terre non è secondario. Elemento fondamentale che ha plasmato la forma e la vita del territorio, i monti dell’<strong>Appennino Ligure</strong> scendono ripidi e improvvisi verso il bagnasciuga creando paesaggi unici, ma anche spingendo rapidamente verso l’alto l’aria umida.</p><p>In questo modo la brezza marina si raffredda e si condensa, preservando <strong>l’umidità </strong>del terreno anche in estate.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="718879" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-trekking-piu-difficile-d-italia-e-una-meraviglia-della-natura-tra-alte-falesie-mare-e-silenzio-ecco-qual-e.html" title="Il trekking più difficile d'Italia è una meraviglia della natura tra alte falesie, mare e silenzio: ecco dove si trova">Il trekking più difficile d'Italia è una meraviglia della natura tra alte falesie, mare e silenzio: ecco dove si trova</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-trekking-piu-difficile-d-italia-e-una-meraviglia-della-natura-tra-alte-falesie-mare-e-silenzio-ecco-qual-e.html" title="Il trekking più difficile d'Italia è una meraviglia della natura tra alte falesie, mare e silenzio: ecco dove si trova"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-trekking-piu-difficile-d-italia-e-una-meraviglia-della-natura-tra-alte-falesie-mare-e-silenzio-ecco-qual-e-1751992394756_320.jpg" alt="Il trekking più difficile d'Italia è una meraviglia della natura tra alte falesie, mare e silenzio: ecco dove si trova"></a></article></aside><p>L’altro compito fondamentale delle montagne che orlano le Cinque Terre è quello di <strong>proteggere </strong>la costa dai venti freddi del nord e dalle correnti secche che provengono dall’interno.</p><p>La traccia più evidente di questo fenomeno è proprio nei paesaggi delle Cinque Terre. Lungo una fitta rete di <strong>120 Km di sentieri</strong>, si può passeggiare tra una vegetazione sempre rigogliosa, fatta di piante aromatiche, più eriche, euforbie, corbezzoli, senza dimenticare le coltivazioni che hanno dato vita ad una lunga e illustre <strong>tradizione enogastronomica</strong>. </p><h2>I terrazzamenti e il clima</h2><p>Se la tradizione culinaria delle Cinque terre è così importante questo si deve senza dubbio anche alle <strong>coltivazioni tipiche</strong> del luogo, tra cui la vite e l'ulivo. A questo proposito non si possono non menzionare i famosi terrazzamenti che nei secoli le hanno rese possibili e che oggi sono una delle caratteristiche più evidenti dei paesaggi di quest’area. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-paesaggio-piu-famoso-d-italia-funge-da-gigantesca-macchina-naturale-per-regolare-l-umidita-e-la-temperatura-1780049498051.jpg" data-image="dhulzf6dmvhz" alt="cinque terre sentieri" title="cinque terre sentieri"><figcaption>I pendii delle montagne liguri coltivati grazie ai terrazzamenti</figcaption></figure><p>Per ammirare da vicino lo spettacolo dei vigneti a strapiombo, uno dei sentieri più panoramici è quello che collega <strong>Riomaggiore a Corniglia</strong>, passando da <strong>Manarola</strong>. </p><p>Lo spettacolo che questo percorso ed altri offrono è straordinario, forse però non tutti sanno che i terrazzamenti contribuiscono anche a regolare la <strong>temperatura </strong>dei luoghi.</p><div class="texto-destacado">Creati per consentire l’agricoltura anche lungo i pendii più ripidi, i loro tipici <strong>muretti a secco</strong> assorbono calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente durante la notte. Grazie a questo fenomeno gli sbalzi termici sono ridotti e in più il deflusso delle acque piovane è rallentato. </div><p>I muretti a secco favoriscono quindi un <strong>drenaggio naturale</strong>, in questo il suolo resta umido ma non si formano <strong>ristagni</strong>. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-paesaggio-piu-famoso-d-italia-funge-da-gigantesca-macchina-naturale-per-regolare-l-umidita-e-la-temperatura.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso avvisa: doppia crisi temporalesca tra il 2 e il 6 giugno, rischio grandine in 5 regioni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avvisa-doppia-crisi-temporalesca-tra-il-2-e-il-6-giugno-rischio-grandine-in-5-regioni.html</link><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 10:00:18 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’estate meteorologica inizia con temporali al nord e al centro. Due fronte freddi transiteranno nei prossimi giorni. Meglio il tempo al sud, ma a tratti ventoso. Ondata di caldo nella seconda settimana di giugno? In diretta meteo le previsioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xachxqe"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xachxqe.jpg" id="xachxqe"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Oggi è il <strong>primo giorno di estate meteorologica</strong>, come noto infatti le stagioni per i meteorologi sono sfasate rispetto a quelle astronomiche ed iniziano il primo del mese corrispondente del solstizio o dell’equinozio.</p><p>Quest’anno però <strong>già fine maggio ha avuto caratteristiche pienamente estive, </strong>con una ondata di caldo ormai alle spalle che sarebbe stata anomala perfino a luglio. <strong>Ora la circolazione cambia.</strong> In diretta dalla località <strong>Casona Marano sul Panaro (MO).</strong></p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Pressione in diminuzione già in queste ore sull’Italia, con<strong> il promontorio dell’anticiclone delle Azzorre ormai in ritirata</strong> per l’avanzare di un fronte freddo. </p><p>La situazione è più evidente in quota, con <strong>una saccatura a V avanza e porterà l’ingresso dell’isoterma di -15°C a 500 hPa</strong>, con un nucleo addirittura di -20°C che si isolerà al nord. <strong>Un secondo fronte freddo, </strong>sempre associato a una saccatura simile a questa in arrivo, <strong>è poi attesa nella giornata di venerdì 5 giugno.</strong><br><b><br></b>A seguire sembra espandersi un campo di alta pressione, ancora incerto se a prevalente matrice azzorriana o subtropicale quasi africano.</p><h2>Festa della Repubblica con temporali al nord</h2><p>Domani <strong>martedì 2 giugno, Festa della Repubblica, al nord inizia con cielo nuvoloso e già al mattino con temporali</strong> fra alto Piemonte e Lombardia. Al pomeriggio i temporali si estendono a Trentino Alto Adige e Veneto, ed in modo più irregolare in Emilia Romagna. Temporali anche in Val d’Aosta, Liguria e poi anche in Friuli V.G. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768610" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/80-anni-della-repubblica-italiana-che-tempo-faceva-il-2-giugno-1946-da-milano-alla-sicilia.html" title="80 anni della Repubblica Italiana: che tempo faceva il 2 giugno 1946 da Milano alla Sicilia?">80 anni della Repubblica Italiana: che tempo faceva il 2 giugno 1946 da Milano alla Sicilia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/80-anni-della-repubblica-italiana-che-tempo-faceva-il-2-giugno-1946-da-milano-alla-sicilia.html" title="80 anni della Repubblica Italiana: che tempo faceva il 2 giugno 1946 da Milano alla Sicilia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/80-anni-della-repubblica-italiana-che-tempo-faceva-il-2-giugno-1946-da-milano-alla-sicilia-1779358428302_320.jpeg" alt="80 anni della Repubblica Italiana: che tempo faceva il 2 giugno 1946 da Milano alla Sicilia?"></a></article></aside><p><strong>Al solito avremo zone solo marginalmente interessate dai rovesci e altre sotto forti temporali</strong> con rischio di grandine e colpi di vento di downburst. Seguire il <a href="https://www.ilmeteo.net/radar-italia-pioggia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">radar</a> per l’evoluzione dettagliata. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avvisa-doppia-crisi-temporalesca-tra-il-2-e-il-6-giugno-rischio-grandine-in-5-regioni-1780303141122.png" data-image="pap5pz3rg4dm"><figcaption>Mappa di densità di fulmini prevista da ECMWF per il giorno della Festa della Repubblica. Colpito dai temporali in particolare il nord</figcaption></figure><p><strong>Al centro, è la Toscana la regione più a rischio temporali, e</strong>d in parte anche l’Umbria. Saranno però interessate solo le zone più interne e nel pomeriggio, mentre le coste e la bassa Toscana restano con tempo anche soleggiato. </p><div class="texto-destacado">Nuvolosità variabile ma senza precipitazioni nel resto del centro, inclusa Roma, <strong>non è prevista pioggia sulla parata della festa della Repubblica</strong>. Sereno variabile anche in Sardegna.</div><p><strong>Al sud giornata estiva</strong>, con cielo sereno o a tratti velato e senza piogge. <br>Temperature in calo al nord, soprattutto fra Torino e Milano, con massime sui 23-25°C, mentre al nordest, ancora sui 26-28°C. Al centro ancora 28-30°C, al sud fino a 32°C nel sud della Puglia</p><h2>Mercoledì temporali al nordest e al centro, giovedì meglio</h2><p><strong>Mercoledì 3 giugno migliora al nordovest con ampie schiarite</strong>, prima parte della giornata ancora con piogge e temporali al nordest, in miglioramento dal pomeriggio. </p><p><strong>Al centro arriva in modo più netto il fronte, con temporali</strong> un po’ su tutte le regioni, anche se in modalità piuttosto irregolare nella distribuzione. Indicativamente i fenomeni più intensi saranno sulle Marche e sul Lazio. Ventoso da maestrale in Sardegna. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avvisa-doppia-crisi-temporalesca-tra-il-2-e-il-6-giugno-rischio-grandine-in-5-regioni-1780303378597.jpg" data-image="3j02sr4xx7os"><figcaption>Linea di cumulus mediocris in sviluppo sulla Pianura Padana nel pomeriggio di domenica 31 maggio 2026, poi diventati temporali verso sera. Foto Luca Lombroso</figcaption></figure><p><strong>Al sud temporali in Campania, </strong>ma alternati a variabilità,<strong> molto vento nelle altre regioni con nuvolosità irregolare.</strong> </p><p><strong>Giovedì 4 giugno netto miglioramento in tutt’Italia con giornata soleggiata </strong>e anche limpida; aumentano le nubi medio alte al nordovest dal tardo pomeriggio.<br><strong>Piacevole rinfrescata al nord e centro mercoledì, </strong>con temperature in calo e massime entro 25-27°C, risalita dei termometri giovedì, con 28-30°C in quasi tutta la penisola.</p><h2>Attenzione ai nuovi temporali venerdì 5 e in parte sabato 6 giugno</h2><p>Fra <strong>venerdì e sabato appunto atteso un nuovo fronte freddo con transito di temporali</strong> anche localmente di forte intensità, interessato il nord e in parte anche il centro. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avvisa-doppia-crisi-temporalesca-tra-il-2-e-il-6-giugno-rischio-grandine-in-5-regioni-1780303189272.png" data-image="n5v5oov8bsd1"><figcaption>Piogge cumulate secondo ECMWF nelle due crisi temporalesche previste la prima settimana di giugno. Alcune zone potranno raggiungere precipitazioni cumulate raggiuardevoli, anche oltre 100 mm, ma con distribuzione molto irregolare.</figcaption></figure><p>Presto per i dettagli ma la dinamica pare simile al fronte del 2 giugno, con peggioramento dapprima al nordovest ed Alpi, poi al nordest e al centro. </p><p><strong>Sabato ultimi temporali in allontanamento poi tendenza a miglioramento.</strong><br>Temperature più fresche, ma comunque con quadro tipico dell’inizio estate, ed anzi con cenno di aumento da sabato al sud.</p><h2>Ondata di caldo la seconda settimana di giugno?</h2><p>Sembrava così fino a pochi giorni fa, ma in realtà<strong> l’evoluzione è ancora incerta. </strong>I cluster ECMWF vedono vari scenari, alcuni anticiclonici a stampo azzorriano al nord. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769665" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/prime-tendenze-per-l-inizio-dell-estate-meteorologica-in-italia-le-mappe-puntano-tutte-sul-rosso-vivo.html" title="Prime tendenze per l'inizio dell'estate meteorologica in Italia: le mappe puntano tutte sul rosso vivo">Prime tendenze per l'inizio dell'estate meteorologica in Italia: le mappe puntano tutte sul rosso vivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/prime-tendenze-per-l-inizio-dell-estate-meteorologica-in-italia-le-mappe-puntano-tutte-sul-rosso-vivo.html" title="Prime tendenze per l'inizio dell'estate meteorologica in Italia: le mappe puntano tutte sul rosso vivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/prime-tendenze-per-l-inizio-dell-estate-meteorologica-in-italia-le-mappe-puntano-tutte-sul-rosso-vivo-1779226065416_320.jpg" alt="Prime tendenze per l'inizio dell'estate meteorologica in Italia: le mappe puntano tutte sul rosso vivo"></a></article></aside><p>Questo scenario ci donerebbe una fase moderatamente calda, senza eccessi di caldo. Altri membri ensemble indicano saccature che sfiorano le Alpi, con occasione di temporali a tratti in sconfinamento al nord, ma con parziale rimonta dell’alta pressione africana al sud, dove potrebbe fare molto caldo. Al solito, ne daremo conferma e dettaglio. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avvisa-doppia-crisi-temporalesca-tra-il-2-e-il-6-giugno-rischio-grandine-in-5-regioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, l’estate si ferma: pioggia e temporali rovinano la Festa della Repubblica su queste regioni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-estate-si-ferma-pioggia-e-temporali-rovinano-la-festa-della-repubblica-su-queste-regioni.html</link><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:06:23 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dall'estate alla primavera di colpo grazie all'arrivo della prima perturbazione di Giugno che interesserà parte del Paese con accumuli superiori ai 50-70 millimetri. Domani la giornata più a rischio.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xach2qs"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xach2qs.jpg" id="xach2qs"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo una settimana caratterizzata da <strong>temperature eccezionalmente elevate</strong> e da un clima pienamente estivo su gran parte dell'Italia e dell'Europa, l'anticiclone africano mostra già i primi segnali di cedimento. Quella che sembrava l'inizio di una lunga fase stabile e molto calda lascerà infatti spazio a condizioni decisamente più dinamiche.</p><p>La causa è da ricercare nell'arrivo di <strong>due impulsi perturbati di origine atlantica</strong>, destinati a riportare instabilità su molte regioni italiane nel corso di questa prima settimana di giugno. Dopo giorni dominati dal sole e da temperature superiori ai 30°C praticamente ovunque, con punte oltre i 35°C soprattutto al Nord e sulle pianure interne, l'atmosfera si presenta ora particolarmente carica di energia.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Proprio il forte riscaldamento accumulato nei bassi strati favorirà la formazione di temporali localmente intensi</strong>, accompagnati da raffiche di vento sostenute e possibili grandinate.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Un primo impulso instabile ha già interessato le regioni settentrionali nelle scorse ore, dando origine a <strong>rovesci e temporali anche di forte intensità</strong>, soprattutto sui settori alpini e prealpini. Successivamente i fenomeni si sono estesi alle pianure di Piemonte e Lombardia, per poi spostarsi verso il Nord-Est e il Triveneto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771465" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-lunedi-cambia-il-meteo-previsti-fino-50-100-mm-di-pioggia-in-queste-regioni.html" title="Da lunedì cambia il meteo: previsti fino 50-100 mm di pioggia in queste regioni">Da lunedì cambia il meteo: previsti fino 50-100 mm di pioggia in queste regioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-lunedi-cambia-il-meteo-previsti-fino-50-100-mm-di-pioggia-in-queste-regioni.html" title="Da lunedì cambia il meteo: previsti fino 50-100 mm di pioggia in queste regioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/da-lunedi-cambia-il-meteo-previsti-fino-50-100-mm-di-pioggia-in-queste-regioni-1780136922076_320.png" alt="Da lunedì cambia il meteo: previsti fino 50-100 mm di pioggia in queste regioni"></a></article></aside><p>La fase più intensa del peggioramento è però attesa nella giornata di domani, in concomitanza con le celebrazioni dell'<strong>80° anniversario della Festa della Repubblica</strong>.</p><h2>Maltempo diffuso al Nord, attenzione ai fenomeni intensi</h2><p>Fin dal mattino, piogge e temporali interesseranno <strong>Piemonte, Liguria e Lombardia occidentale</strong>, ma con il passare delle ore il maltempo tenderà ad estendersi a gran parte delle regioni settentrionali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-lestate-fa-un-passo-indietro-festa-della-repubblica-con-pioggia-e-temporali-su-queste-regioni-1780302670868.png" data-image="lbs18pkeihn5" alt="Dove pioverà di più durante il 2 giugno" title="Dove pioverà di più durante il 2 giugno"><figcaption>Festa della Repubblica sotto la pioggia per gran parte del Settentrione</figcaption></figure><p><strong>Osservate speciali saranno Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna</strong>, dove si prevedono i fenomeni più intensi, con il rischio di <strong>grandinate e forti raffiche di vento</strong> durante il transito delle celle temporalesche. La giornata di martedì si prospetta quindi particolarmente movimentata. Qualche fenomeno potrà inoltre raggiungere le aree interne del Centro, soprattutto tra <strong>Lazio e Marche</strong>, mentre il Sud continuerà a godere di condizioni più stabili e ancora piuttosto calde.</p><p>Tra mercoledì e giovedì l'instabilità tenderà gradualmente a coinvolgere anche alcune zone del Centro e localmente del Sud, sebbene in modo molto meno marcato rispetto alle regioni settentrionali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771027" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-previsioni-di-meteored-per-la-stagione-degli-uragani-del-2026-ci-saranno-piu-cicloni-quest-anno.html" title="Le previsioni di Meteored per la stagione degli uragani del 2026: ci saranno più cicloni quest'anno?">Le previsioni di Meteored per la stagione degli uragani del 2026: ci saranno più cicloni quest'anno?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-previsioni-di-meteored-per-la-stagione-degli-uragani-del-2026-ci-saranno-piu-cicloni-quest-anno.html" title="Le previsioni di Meteored per la stagione degli uragani del 2026: ci saranno più cicloni quest'anno?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-previsioni-di-meteored-per-la-stagione-degli-uragani-del-2026-ci-saranno-piu-cicloni-quest-anno-1779893505372_320.jpg" alt="Le previsioni di Meteored per la stagione degli uragani del 2026: ci saranno più cicloni quest'anno?"></a></article></aside><p>Non è finita qui. <strong>Tra venerdì e domenica un secondo impulso atlantico potrebbe raggiungere nuovamente il Nord Italia</strong>, aprendo la strada a una nuova fase di maltempo diffuso e a ulteriori episodi temporaleschi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-lestate-fa-un-passo-indietro-festa-della-repubblica-con-pioggia-e-temporali-su-queste-regioni-1780302616560.png" data-image="s5ipw86837jg" alt="Pioggia prevista per la settimana" title="Pioggia prevista per la settimana"><figcaption>Oltre 50 millimetri su molte aree del Nord</figcaption></figure><p>Parallelamente si assisterà anche a un significativo ridimensionamento delle temperature. <strong>Il ritorno delle correnti atlantiche e delle condizioni più instabili favorirà un calo termico che potrà raggiungere gli 8-10°C rispetto ai valori record dei giorni scorsi</strong>.</p><p>Il raffreddamento sarà particolarmente evidente al Nord, dove le temperature torneranno su valori più vicini alle medie del periodo. Al Sud, invece, la diminuzione sarà più contenuta grazie alla maggiore influenza delle masse d'aria calda ancora presenti sul Mediterraneo orientale.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></div><p>Dopo un assaggio d'estate piena, dunque, l'atmosfera torna a ricordarci che siamo soltanto all'inizio di giugno e che la stagione è ancora in cerca di un equilibrio definitivo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-estate-si-ferma-pioggia-e-temporali-rovinano-la-festa-della-repubblica-su-queste-regioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gigantesca onda calda attraversa il Pacifico: arriva il Super El Niño 2026]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gigantesca-onda-calda-attraversa-il-pacifico-arriva-il-super-el-nino.html</link><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 08:14:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Le onde di Kelvin sono onde di gravità interne che si propagano lungo l’equatore. Si formano quando si verifica un’anomalia nella circolazione atmosferica, in particolare quando gli alisei (i venti dominanti da est verso ovest) si indeboliscono.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-gigantesca-onda-calda-attraversa-il-pacifico-si-tratta-dell-incubatore-del-fenomeno-di-el-nino-1779965366943.jpg" data-image="is3bceu6ic16" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>Queste onde possono estendersi per centinaia di chilometri in larghezza e viaggiare a velocità di diversi metri al secondo attraverso l’intero bacino del Pacifico. </figcaption></figure><p>Una gigantesca onda di acqua calda sta attraversando l’Oceano Pacifico equatoriale, indicando chiaramente l’emergere del fenomeno di El Niño, come previsto da diversi mesi.</p><p>Le osservazioni del satellite <strong>Sentinel-6 Michael Freilich,</strong> frutto della collaborazione tra <strong>NASA</strong> ed <strong>ESA,</strong> sono inequivocabili. <strong>I dati mostrano un rigonfiamento di acqua calda largo centinaia di chilometri che si sta spostando verso est, diretto proprio verso le coste di Colombia, Ecuador e Perù.</strong> Si tratta di un fenomeno straordinario che dimostra, ancora una volta, la straordinaria capacità della scienza moderna di monitorare in tempo reale i grandi processi del nostro pianeta.</p><h2><strong>Le onde di Kelvin: un meccanismo affascinante della dinamica oceanica</strong></h2><p>Al centro di questo evento ci sono le cosiddette <strong>onde di Kelvin equatoriali,</strong> uno dei fenomeni più importanti e meglio studiati della oceanografia fisica.</p><p>Le <strong>onde di Kelvin</strong> sono onde di gravità interne che si propagano lungo l’equatore. Si formano quando si verifica un’anomalia nella circolazione atmosferica, <strong>in particolare quando gli alisei (i venti dominanti da est verso ovest) si indeboliscono.</strong></p><div class="texto-destacado">In condizioni normali, questi venti spingono l’acqua calda superficiale verso la parte occidentale del Pacifico (vicino all’Indonesia e all’Australia), <strong>mentre lungo le coste sudamericane affiora acqua più fredda dalle profondità (upwelling). </strong>Quando gli alisei perdono forza, l’accumulo di acqua calda nell’ovest comincia a spostarsi verso est <strong>sotto forma di onde di Kelvin.</strong></div><p>Queste onde possono estendersi per centinaia di chilometri in larghezza e viaggiare a velocità di diversi metri al secondo attraverso l’intero bacino del Pacifico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-gigantesca-onda-calda-attraversa-il-pacifico-si-tratta-dell-incubatore-del-fenomeno-di-el-nino-1779965446367.png" data-image="op52b86rgjb0" alt="Maggio 2026." title="Maggio 2026."><figcaption>All’inizio del 2026 una prima onda di Kelvin è stata rilevata già a gennaio, una seconda a marzo. A metà maggio il livello del mare al largo del Perù era già 15 cm sopra la media stagionale. È esattamente lo stesso schema osservato prima dei potenti El Niño del 1997-98 e del 2015-16, due degli eventi più intensi del secolo scorso.</figcaption></figure><p><strong>Mentre si muovono, sollevano il livello del mare di decine di centimetri e trasportano enormi quantità di calore. Sono come messaggeri silenziosi che trasferiscono energia termica da un lato all’altro dell’oceano,</strong> modificando profondamente le temperature superficiali e, di conseguenza, i pattern di circolazione atmosferica globale.</p><p>All’inizio del 2026 una prima <strong>onda di Kelvin</strong> è stata rilevata già a gennaio, una seconda a marzo. <strong>A metà maggio il livello del mare al largo del Perù era già 15 cm sopra la media stagionale.</strong> È esattamente lo stesso schema osservato prima dei potenti <strong>El Niño</strong> del 1997-98 e del 2015-16, due degli eventi più intensi del secolo scorso.</p><h2><strong>Cosa accadrà nei prossimi mesi?</strong></h2><p>Se le onde continueranno ad accumularsi e a rafforzarsi, <strong>il 2026 potrebbe assistere a un El Niño di intensità significativa. </strong>Gli effetti di questi eventi sono globali e, sebbene variabili, ben conosciuti dalla comunità scientifica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769390" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-2026-l-estate-in-italia-sara-piu-calda-per-colpa-sua-facciamo-chiarezza.html" title="Super El Niño in arrivo: cosa cambierà davvero per l'estate 2026 in Italia. Facciamo chiarezza">Super El Niño in arrivo: cosa cambierà davvero per l'estate 2026 in Italia. Facciamo chiarezza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/el-nino-2026-l-estate-in-italia-sara-piu-calda-per-colpa-sua-facciamo-chiarezza.html" title="Super El Niño in arrivo: cosa cambierà davvero per l'estate 2026 in Italia. Facciamo chiarezza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-forte-evento-di-el-nino-in-arrivo-influenzera-davvero-l-estate-2026-facciamo-chiarezza-1779101581866_320.png" alt="Super El Niño in arrivo: cosa cambierà davvero per l'estate 2026 in Italia. Facciamo chiarezza"></a></article></aside><p>In modo particolare saranno le aree equatoriali e tropicali a risentirne maggiormente, con un aumento delle precipitazioni sulle coste occidentali americane, e condizioni di clima più secco in Indonesia, Australia, e alcune aree del Sudest asiatico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-gigantesca-onda-calda-attraversa-il-pacifico-si-tratta-dell-incubatore-del-fenomeno-di-el-nino-1779965483090.png" data-image="vvhaw1zx1lun" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>L’emergere di El Niño contribuirà anche a nuovi record di temperatura globale, poiché il fenomeno rilascia nell’atmosfera enormi quantità di calore immagazzinato nell’oceano.</figcaption></figure><p>L’emergere di <strong>El Niño</strong> contribuirà anche a nuovi record di temperatura globale, poiché il fenomeno rilascia nell’atmosfera <strong>enormi quantità di calore immagazzinato nell’oceano.</strong></p><h2><strong>I traguardi raggiunti nel campo delle previsioni?</strong></h2><p>Oggi grazie a strumenti come <strong>Sentinel-6 Michael Freilich,</strong> oggi siamo in grado di osservare questi processi con una precisione senza precedenti. La <strong>NASA</strong> sottolinea l’importanza cruciale di questo monitoraggio. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769405" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/verso-un-estate-2026-caldissima-probabile-non-date-la-colpa-a-el-nino.html" title="Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño">Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/verso-un-estate-2026-caldissima-probabile-non-date-la-colpa-a-el-nino.html" title="Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/verso-un-estate-2026-caldissima-probabile-non-date-la-colpa-a-el-nino-1779115291357_320.png" alt="Verso un'estate 2026 caldissima? Probabile, ma non date la colpa a El Niño"></a></article></aside><p>Prevedere con maggiore anticipo gli impatti di <strong>El Niño</strong> permette alle comunità costiere, ai governi e alle industrie di prepararsi meglio, riducendo rischi e massimizzando le opportunità.</p><p><strong>El Niño</strong> è una manifestazione naturale e potente della variabilità del nostro sistema Terra. Osservarlo mentre si sviluppa rappresenta un trionfo della ricerca scientifica e un’opportunità <strong>per rafforzare la resilienza delle società umane di fronte ai grandi cicli climatici.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gigantesca-onda-calda-attraversa-il-pacifico-arriva-il-super-el-nino.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L’anima esiste? Cosa dice oggi la scienza, un viaggio fra gli ultimi studi tra neuroscienze e fisica quantistica ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-anima-esiste-cosa-dice-oggi-la-scienza-un-viaggio-fra-gli-ultimi-studi-tra-neuroscienze-e-fisica-quantistica.html</link><pubDate>Mon, 01 Jun 2026 05:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Quello dell’esistenza dell’anima è un dibattito che da millenni ha affascinato e interrogato l’essere umano, intrecciando prospettive scientifiche e riflessioni filosofiche.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-anima-esiste-cosa-dice-oggi-la-scienza-un-viaggio-fra-gli-ultimi-studi-tra-neuroscienze-e-fisica-quantistica-1779788507151.jpg" data-image="2vu16gagrw6o" alt="Morte." title="Morte."><figcaption>Uno degli spunti più intriganti citati nell’articolo è l’esperimento condotto all’inizio del XX secolo dal medico americano Duncan MacDougall. Nel 1907, MacDougall tentò di dimostrare l’esistenza dell’anima misurando il peso di pazienti morenti prima e dopo la morte. </figcaption></figure><p>L’esistenza dell’anima è una delle questioni più affascinanti e controverse della storia umana. Da millenni, filosofi, teologi e scienziati si interrogano su cosa sia l’anima, se esista davvero e quale ruolo giochi nella nostra identità. </p><p>Per rispondere a questa domanda <strong>occorre intrecciare prospettive scientifiche e riflessioni filosofiche, andando a vedere qual è la risposta della scienza, </strong>in base ai limiti della nostra conoscenza.</p><h2><strong>Gli esperimenti di Duncan MacDougall</strong></h2><p>Uno degli spunti più intriganti citati nell’articolo è l’esperimento condotto all’inizio del <strong>XX secolo</strong> dal medico americano <strong>Duncan MacDougall.</strong> Nel 1907, <strong>MacDougall</strong> tentò di dimostrare l’esistenza dell’anima misurando il peso di pazienti morenti prima e dopo la morte. </p><div class="texto-destacado"><strong>Secondo i suoi controversi risultati il corpo umano perderebbe circa 21 grammi al momento del decesso, un fenomeno che MacDougall attribuì alla presunta “uscita” dell’anima. </strong></div><p>Ma una larga parte della comunità scientifica ha largamente screditato questi esperimenti. Le misurazioni di <strong>MacDougall</strong> erano basate su un campione ristretto, circa 6 persone, e non tenevano conto di fattori fisiologici <strong>come la perdita di liquidi o gas corporei al momento della morte.</strong></p><h2><strong>L’aiuto della neuroscienza </strong></h2><p>Le neuroscienze moderne hanno spostato il focus dall’anima come entità separata alla coscienza come fenomeno emergente del cervello. <strong>Studi su pazienti con lesioni cerebrali o in stati alterati di coscienza, ossia in coma,</strong> <strong>hanno dimostrato che funzioni come la memoria, le emozioni e il senso di sé sono strettamente legate all’attività cerebrale.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-anima-esiste-cosa-dice-oggi-la-scienza-un-viaggio-fra-gli-ultimi-studi-tra-neuroscienze-e-fisica-quantistica-1779788537806.jpg" data-image="7tz9dajhnvpr" alt="Morte." title="Morte."><figcaption>Alcuni scienziati, come il neuroscienziato Giulio Tononi, autore della teoria dell’informazione integrata, suggeriscono che la coscienza sia una proprietà emergente di sistemi complessi.</figcaption></figure><p>Ad esempio, lesioni alla corteccia prefrontale possono alterare profondamente la personalità, <strong>suggerendo che ciò che chiamiamo “anima” potrebbe essere anche un prodotto delle connessioni neurali. </strong>Ma su questo nessun scienziato è mai riuscito a spiegare la base di queste connessioni.</p><p>Alcuni scienziati, come il neuroscienziato <strong>Giulio Tononi,</strong> autore della teoria dell’informazione integrata, <strong>suggeriscono che la coscienza sia una proprietà emergente di sistemi complessi,</strong> ma questo non risponde alla domanda se esista qualcosa oltre il cervello fisico.</p><h2><strong>L’importanza della fisica quantistica per comprendere l’esistenza dell’anima?</strong></h2><p>Un altro aspetto affascinante esplorato nell’articolo è <strong>il ruolo della fisica quantistica.</strong> Alcuni ricercatori, come il fisico <strong>Roger Penrose</strong> e l’anestesista <strong>Stuart Hameroff,</strong> hanno proposto che la coscienza potrebbe derivare da fenomeni quantistici nei microtubuli delle cellule cerebrali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764963" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-sogno-prima-della-fine-lo-studio-italiano-rivela-cosa-si-vede-nei-giorni-prima-della-morte.html" title="Un sogno prima della fine: lo studio italiano rivela cosa si vede nei giorni prima della morte">Un sogno prima della fine: lo studio italiano rivela cosa si vede nei giorni prima della morte</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-sogno-prima-della-fine-lo-studio-italiano-rivela-cosa-si-vede-nei-giorni-prima-della-morte.html" title="Un sogno prima della fine: lo studio italiano rivela cosa si vede nei giorni prima della morte"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-sogno-prima-della-fine-lo-studio-italiano-rivela-cosa-si-vede-nei-giorni-prima-della-morte-1776965679245_320.jpg" alt="Un sogno prima della fine: lo studio italiano rivela cosa si vede nei giorni prima della morte"></a></article></aside><p>Questa teoria, nota come <strong><em>“Orchestrated Objective Reduction” (Orch-OR),</em></strong> suggerisce che la coscienza potrebbe avere una base non completamente riducibile alla materia classica. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-anima-esiste-cosa-dice-oggi-la-scienza-un-viaggio-fra-gli-ultimi-studi-tra-neuroscienze-e-fisica-quantistica-1779788585195.jpg" data-image="8wdwmnc745y1" alt="Morte." title="Morte."><figcaption>Nonostante i progressi scientifici, oggi l’anima rimane un concetto profondamente radicato nella filosofia e nella spiritualità. </figcaption></figure><p>Sebbene questa ipotesi sia altamente speculativa e non ampiamente accettata, <strong>apre la porta a una visione meno materialistica dell’anima, collegandola a processi microscopici ancora poco compresi.</strong></p><h2><strong>Ufficialmente cosa si pensa oggi dell’anima?</strong></h2><p>Nonostante i progressi scientifici, <strong>oggi l’anima rimane un concetto profondamente radicato nella filosofia e nella spiritualità.</strong> Filosofi come <strong>Platone</strong> e <strong>Descartes </strong>hanno sostenuto l’esistenza di un’anima distinta dal corpo, mentre pensatori moderni come </p><p>Le tradizioni spirituali, d’altra parte, continuano a offrire narrazioni che la scienza non può confutare né confermare. Ad esempio, esperienze di <strong>pre-morte (NDE, Near-Death Experiences)</strong> riportano sensazioni di distacco dal corpo o visioni di tunnel di luce, che alcuni interpretano come prove dell’esistenza dell’anima. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="715548" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/esiste-davvero-una-coscienza-dopo-la-morte-i-primi-studi-con-l-aiuto-della-fisica-quantistica-svelano-che-e-possibile.html" title="Esiste davvero una coscienza dopo la morte? I primi studi con l'aiuto della fisica quantistica svelano che è possibile">Esiste davvero una coscienza dopo la morte? I primi studi con l'aiuto della fisica quantistica svelano che è possibile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/esiste-davvero-una-coscienza-dopo-la-morte-i-primi-studi-con-l-aiuto-della-fisica-quantistica-svelano-che-e-possibile.html" title="Esiste davvero una coscienza dopo la morte? I primi studi con l'aiuto della fisica quantistica svelano che è possibile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/esiste-davvero-una-coscienza-dopo-la-morte-ecco-i-risultati-dei-primi-studi-grazie-alla-fisica-quantistica-1750110344809_320.jpg" alt="Esiste davvero una coscienza dopo la morte? I primi studi con l'aiuto della fisica quantistica svelano che è possibile"></a></article></aside><p>La scienza, tuttavia, tende a spiegare queste esperienze come fenomeni neurologici legati alla deprivazione di ossigeno o all’attività cerebrale anomala. Ma anche fra gli scienziati il dibattito continua a rimanere aperto. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-anima-esiste-cosa-dice-oggi-la-scienza-un-viaggio-fra-gli-ultimi-studi-tra-neuroscienze-e-fisica-quantistica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nel 2025 le famiglie europee hanno buttato via 69 milioni di tonnellate di cibo. Come fermare questo spreco?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2025-le-famiglie-europee-hanno-buttato-via-69-milioni-di-tonnellate-di-cibo-come-fermare-questo-spreco.html</link><pubDate>Sun, 31 May 2026 16:35:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La data di scadenza non significa che il contenuto debba essere buttato via il giorno successivo. Non conoscere questa differenza porta ogni giorno nel Regno Unito e in Europa a sprecare cibo. Questo problema deve essere risolto immediatamente, soprattutto con l'aggravarsi della crisi del costo della vita.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/european-households-discarded-69-million-tonnes-of-food-in-2025-here-s-how-to-stop-this-waste-1779718598502.jpg" data-image="vyp0d5up7ds3" alt="Cibo buttato." title="Cibo buttato."><figcaption>In Europa e nel Regno Unito, le famiglie sprecano circa 70 kg di cibo a persona all'anno.</figcaption></figure><p>Un recente studio condotto da ricercatori dell'Università di Southampton ha rilevato che, lo scorso anno, le famiglie in Europa e nel Regno Unito hanno sprecato complessivamente 69 milioni di tonnellate di cibo. Considerando l'attuale popolazione, ciò corrisponde a quasi 70 kg di cibo a persona all'anno. Con le catene di approvvigionamento messe a dura prova dalle tensioni geopolitiche, è fondamentale arginare questo spreco alimentare.</p><h2>Perché buttiamo via il cibo?</h2><p>Invece, finiamo per andare al supermercato e comprare d'impulso, attratti dalle offerte. Le promozioni <strong>"compra più e compra"</strong> ci portano a portare a casa quantità di prodotti superiori al necessario. Anche in questo caso, le offerte non sono valide per tutti i formati, quindi le persone possono acquistare confezioni grandi anche se vivono da sole.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Una volta arrivati </strong><strong>a casa, la gestione quotidiana </strong><strong>è</strong><strong> fondamentale. Congelare le confezioni grandi o cucinare in lotti, consumando prima le scorte pi</strong><strong>ù</strong><strong> vecchie, sono buone abitudini da seguire in cucina. Ma molti non sanno come conservare o immagazzinare correttamente il cibo.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Anche la confusione sulle date di scadenza contribuisce notevolmente allo spreco alimentare. Le persone considerano la data di scadenza come un limite di sicurezza, dopo il quale buttano via il cibo, indipendentemente dal suo stato.<strong> Evitare questo errore potrebbe portare a una significativa riduzione dello spreco alimentare ogni anno.</strong></p><h2>Come risolvere il problema dello spreco alimentare?</h2><p>Il team raccomanda tre semplici modi per risolvere il problema dello spreco alimentare. Come primo passo, è necessario standardizzare le etichette con le date di scadenza e informare le persone sulla qualità e la sicurezza dei prodotti. <strong>Quando questi aspetti saranno chiari, le persone sprecheranno meno cibo.</strong></p><div class="texto-destacado">È inoltre necessario esaminare le abitudini di acquisto delle persone e incentivare i supermercati a offrire confezioni più piccole e opzioni richiudibili. Bisogna abbandonare la pratica di vendere nei supermercati solo prodotti dall'aspetto perfetto e normalizzare <strong>l'acquisto di prodotti freschi che potrebbero non sembrare impeccabili ma sono comunque di alta qualità.</strong></div><p>Anche le famiglie hanno bisogno di supporto e dovrebbero essere organizzati corsi di cucina e di gestione del frigorifero nelle comunità. I servizi di raccolta differenziata e di smaltimento dei rifiuti alimentari impediranno che gli sprechi finiscano in discarica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762855" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-forza-di-volonta-non-sempre-basta-per-stare-a-dieta-svelato-un-nuovo-meccanismo-che-regola-il-desiderio-di-cibo.html" title="La forza di volontà non sempre basta per stare a dieta: svelato un nuovo meccanismo che regola il desiderio di cibo">La forza di volontà non sempre basta per stare a dieta: svelato un nuovo meccanismo che regola il desiderio di cibo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-forza-di-volonta-non-sempre-basta-per-stare-a-dieta-svelato-un-nuovo-meccanismo-che-regola-il-desiderio-di-cibo.html" title="La forza di volontà non sempre basta per stare a dieta: svelato un nuovo meccanismo che regola il desiderio di cibo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-forza-di-volonta-la-ricerca-svela-che-fame-e-sazieta-nascono-da-meccanismi-piu-complessi-di-quanto-si-credesse-1775651767608_320.jpg" alt="La forza di volontà non sempre basta per stare a dieta: svelato un nuovo meccanismo che regola il desiderio di cibo"></a></article></aside><p><strong>Ridurre lo spreco alimentare può far risparmiare a una famiglia di quattro persone fino a 400 euro all'anno. </strong>Ma, cosa ancora più importante, contribuirà a ridurre le emissioni e a migliorare la nostra sicurezza alimentare. Le soluzioni necessarie sono facili da implementare e non costano una fortuna. Quindi, dobbiamo agire in fretta e subito per arginare lo spreco alimentare.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2025-le-famiglie-europee-hanno-buttato-via-69-milioni-di-tonnellate-di-cibo-come-fermare-questo-spreco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dove vedere le lucciole in Italia nel 2026: i 20 posti dove ammirare lo spettacolo più magico prima dell’estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-vedere-le-lucciole-in-italia-nel-2026-i-20-posti-dove-ammirare-lo-spettacolo-piu-magico-prima-dell-estate.html</link><pubDate>Sun, 31 May 2026 13:10:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Le serate tra la fine di maggio e l’inizio di giugno sono perfette per ammirare uno spettacolo straordinario dopo il tramonto. Ecco dove dove andare per vedere le lucciole in Italia nel 2026</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/dove-vedere-le-lucciole-in-italia-nel-2026-i-20-posti-dove-ammirare-lo-spettacolo-piu-magico-prima-dell-estate-1779968941707.jpg" data-image="91w4wcpqhiyw" alt="Dove vedere lucciole 2026" title="Dove vedere lucciole 2026"><figcaption>Le lucciole tra le piante del sottobosco</figcaption></figure><p>Piccoli insetti <strong>bioluminescenti </strong>che riempiono di poesia le serate tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, le lucciole sono così affascinanti da essere diventate le protagoniste di <strong>favole e leggende</strong> in molte culture.</p><p>Segno di buona fortuna in diverse parti del mondo, benevole messaggere dall’aldilà o ancora lacrime di stelle, oggi le lucciole sono purtroppo messe in pericolo dall’inquinamento, ma anche nel 2026 non mancano le possibilità per vederle in Italia.</p><h2>Cosa sono le lucciole</h2><p>Al di là del loro significato simbolico, le lucciole sono dei <strong>coleotteri </strong>della famiglia delle <em>Lampyridae</em>. Dotate di un enzima, la <strong>luciferasi</strong>, che agisce sulla proteina detta <strong>luciferina, </strong>emettono una piccola luce pulsante che usano per comunicare.</p><p>Vivono nei <strong>boschi</strong>, meglio ancora in presenza di stagni e corsi d’acqua in quanto amano gli ambienti <strong>umidi</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="506601" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lucciole-insetti-luminosi-estate-curiosita-minaccia-inquinamento.html" title="I segreti delle lucciole, gli incredibili insetti luminosi delle notti d'estate">I segreti delle lucciole, gli incredibili insetti luminosi delle notti d'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lucciole-insetti-luminosi-estate-curiosita-minaccia-inquinamento.html" title="I segreti delle lucciole, gli incredibili insetti luminosi delle notti d'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/segreti-delle-lucciole-gli-incredibili-insetti-luminosi-che-si-vedono-in-estate-1687170964992_320.jpg" alt="I segreti delle lucciole, gli incredibili insetti luminosi delle notti d'estate"></a></article></aside><p>Al nord e ad alta quota è più facile avvistare le lucciole <strong>all’inizio dell’estate</strong>, mentre al sud le prime serate calde e umide di <strong>giugno </strong>registrano il picco massimo della loro attività.</p><p>In ogni caso il momento migliore per osservare le lucciole è quello subito <strong>dopo il tramonto</strong>, fino a mezzanotte, in particolare se non c’è vento.</p><h2>Consigli per vedere e fotografare le lucciole </h2><p>Visto che <strong>caldo, umidità</strong> e assenza <strong>vento </strong>sono i fattori che condizionano la presenza delle lucciole, verifica sempre le condizioni meteo sul nostro sito prima di organizzare una serata a tema.</p><p>Le lucciole sono estremamente sensibili all’<strong>inquinamento luminoso</strong> e ai rumori forti. Bisogna quindi ridurre al massimo l’utilizzo di luce artificiale ed evitare il chiasso.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dove-vedere-le-lucciole-in-italia-nel-2026-i-20-posti-dove-ammirare-lo-spettacolo-piu-magico-prima-dell-estate-1779970353590.jpg" data-image="e0h8yytocywb" alt="vedere lucciole 2026" title="vedere lucciole 2026"><figcaption>Le lucciole sono dotate di enzimi che emettono luce grazie a una reazione chimica</figcaption></figure><p>Per <strong>fotografare </strong>le lucciole è necessario usare un <strong>treppiede</strong>, impostare un <strong>ISO </strong>tra 800 e 3200 e un <strong>tempo di esposizione</strong> lungo, tra i 5 e i 20 secondi. Naturalmente il flash è assolutamente da evitare.</p><h2>Dove vedere le lucciole nel 2026 nel Nord Italia</h2><p>Per osservare le lucciole bisogna allontanarsi dai grandi centri urbani, ma la <strong>buona notizia</strong> è che non è sempre è necessario percorrere lunghe distanze per raggiungere i grandi parchi di montagna, in quanto le lucciole si possono trovare anche nelle aree verdi <strong>intorno alla città.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764231" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/fuggi-nella-natura-quest-estate-scopri-i-5-parchi-nazionali-piu-famosi-d-europa.html" title="Fuggi nella natura quest'estate: scopri i 5 parchi nazionali più famosi d'Europa">Fuggi nella natura quest'estate: scopri i 5 parchi nazionali più famosi d'Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/fuggi-nella-natura-quest-estate-scopri-i-5-parchi-nazionali-piu-famosi-d-europa.html" title="Fuggi nella natura quest'estate: scopri i 5 parchi nazionali più famosi d'Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/escapate-a-la-naturaleza-este-verano-los-5-parques-nacionales-mas-populares-de-europa-1776115739263_320.jpg" alt="Fuggi nella natura quest'estate: scopri i 5 parchi nazionali più famosi d'Europa"></a></article></aside><ul><li><strong> Milano</strong>: da preferire le zone meno urbanizzate come il Parco delle Cave. <br></li><li><strong>Torino</strong>: le aree protette del Parco Naturale La Mandria e di Val della Sarmassa sono ottimi punti di avvistamento.</li><li><strong>Parco del Ticino</strong>: questo è uno dei luoghi più noti e apprezzati per l’osservazione delle lucciole.</li><li><strong>Verona</strong>: tra le colline e le aree rurali non sarà troppo difficile avvistare le lucciole.</li><li><strong>Colli Euganei</strong>: boschi e sentieri offrono buone possibilità di vedere le lucciole.</li><li><strong>Bologna</strong>: le colline che circondano la città e le aree agricole sono da preferire.</li><li><strong>Genova e le Cinque Terre</strong>: in quest’area ci sono molti luoghi in cui vedere le lucciole, tra cui il Parco Nazionale delle Cinque Terre, quello dell'Aveto, le colline di Levanto e le Alpi Liguri.</li></ul><h2>Avvistare le lucciole nel Centro Italia</h2><p>I boschi e le colline delle regioni centrali dell’Italia offrono diverse possibilità di vedere le lucciole. Spesso, fra l’altro, vengono organizzate le <strong>“lucciolate”</strong>, facili trekking notturni alla ricerca delle lucciole, che però è sicuramente possibile cercare anche in autonomia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dove-vedere-le-lucciole-in-italia-nel-2026-i-20-posti-dove-ammirare-lo-spettacolo-piu-magico-prima-dell-estate-1779970435808.jpg" data-image="dfr8pcfkaxa6" alt="lucciole Italia" title="lucciole Italia"><figcaption>Le lucciole amano gli ambienti umidi, caldi e privi di luce artificiale</figcaption></figure><ul><li><strong>Livorno</strong>: le colline poco fuori città offrono tante possibilità per ammirare le lucciole, l'acquedotto Leopoldino di Colognole è uno dei luoghi dove è più probabile avvistarle.</li><li><strong>Arezzo</strong>: il Casentino è una regione ricca di boschi dove trovare le lucciole, tra santuari e sentieri storici.</li><li><strong>Pesaro e Urbino</strong>: le splendide Gole del Furlo sono un habitat perfetto per le lucciole, che qui abbondano.</li><li><strong>Roma</strong>: nei parchi come la Riserva della Valle dell’Aniene e il Parco degli acquedotti, fuori dalle aree più frequentate, è possibile vedere le lucciole. Tra Roma e Rieti, la Riserva Naturale Tevere-Farfa è uno dei luoghi d’osservazione privilegiati del Lazio. </li></ul><h2>Vedere le lucciole nel 2026 al sud e sulle isole</h2><p>La combinazione di <strong>caldo e umidità</strong> rende alcune aree del Sud Italia perfette per avvistare i piccoli insetti luminosi, in particolare all’inizio di giugno. Ecco quali sono i luoghi dove è più probabile vedere le lucciole nel 2026.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="711345" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/scopri-tutti-i-25-parchi-nazionali-d-italia-ne-e-appena-nato-uno-nuovo-e-le-aree-protette-superano-3-milioni-di-ettari.html" title="Scopri tutti i 25 parchi nazionali d’Italia: ne è appena nato uno nuovo e le aree protette superano 3 milioni di ettari!">Scopri tutti i 25 parchi nazionali d’Italia: ne è appena nato uno nuovo e le aree protette superano 3 milioni di ettari!</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/scopri-tutti-i-25-parchi-nazionali-d-italia-ne-e-appena-nato-uno-nuovo-e-le-aree-protette-superano-3-milioni-di-ettari.html" title="Scopri tutti i 25 parchi nazionali d’Italia: ne è appena nato uno nuovo e le aree protette superano 3 milioni di ettari!"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scopri-tutti-i-25-parchi-nazionali-d-italia-ne-e-appena-nato-uno-nuovo-e-le-aree-protette-superano-3-milioni-di-ettari-1747822236602_320.jpeg" alt="Scopri tutti i 25 parchi nazionali d’Italia: ne è appena nato uno nuovo e le aree protette superano 3 milioni di ettari!"></a></article></aside><ul><li><strong>Napoli</strong>: da preferire le aree verdi come il Parco del Vesuvio e Campi Flegrei. Il Lago d’Averno, inoltre, è uno degli spot più noti della regione.</li><li><strong>Parco Nazionale del Cilento</strong>: da visitare per tante ragioni, tra cui l’abbondanza di lucciole.</li><li><strong>Salerno</strong>: la Valle del Sele, al confine con la provincia di Avellino, è uno dei migliori luoghi d’avvistamento delle lucciole di tutta la Campania.</li><li><strong>Taranto</strong>: celebre il Bosco di Sant’Antuono, che offre spettacoli magici. </li><li><strong>Gargano</strong>: lontano dalla costa, la Foresta Umbra è un ecosistema straordinario dove vivono anche le lucciole.</li></ul><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769375" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/l-isola-di-capri-adotta-misure-senza-precedenti-per-arginare-il-caos-turistico-quest-estate.html" title="L'isola di Capri adotta misure senza precedenti per arginare il caos turistico quest'estate">L'isola di Capri adotta misure senza precedenti per arginare il caos turistico quest'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/l-isola-di-capri-adotta-misure-senza-precedenti-per-arginare-il-caos-turistico-quest-estate.html" title="L'isola di Capri adotta misure senza precedenti per arginare il caos turistico quest'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/capri-adopta-medidas-sin-precedentes-para-frenar-el-caos-turistico-este-verano-1778930586259_320.png" alt="L'isola di Capri adotta misure senza precedenti per arginare il caos turistico quest'estate"></a></article></aside><ul><li><strong>Palermo</strong>: il parco delle Madonie, con la sua incredibile biodiversità, dà sempre spettacolo. </li><li><strong>Parco dei Nebrodi</strong>: questa grande area verde divisa tra Catania, Palermo ed Enna è ricca di boschi e priva di inquinamento luminoso, le condizioni quindi sono ideali per la vita delle lucciole.</li><li><strong>Parco del Gennargentu</strong>: i monti in provincia di Nuoro presentano aree umide dove prosperano le lucciole. </li><li><strong>Sassari</strong>: la splendida oasi naturalistica dell’Asinara ha una particolarità: qui si trova la <em>Lampyris Sardiniae</em>, una lucciola che vive esclusivamente in Sardegna. Sempre in provincia di Sassari ci sono le zone umide della Foresta di Burgos e dell’entroterra della Gallura che offrono ottime possibilità di vedere le lucciole.</li></ul>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-vedere-le-lucciole-in-italia-nel-2026-i-20-posti-dove-ammirare-lo-spettacolo-piu-magico-prima-dell-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[80 anni della Repubblica Italiana: che tempo faceva il 2 giugno 1946 da Milano alla Sicilia?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/80-anni-della-repubblica-italiana-che-tempo-faceva-il-2-giugno-1946-da-milano-alla-sicilia.html</link><pubDate>Sun, 31 May 2026 11:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p> Che tempo faceva il 2 e 3 giugno 1946, giorni dello storico referendum? Un visore permette di rivivere il meteo del giorno in cui nacque la Repubblica Italiana, ma anche i giornali dell'epoca ci aiutano a ricostruirlo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/80-anni-della-repubblica-italiana-che-tempo-faceva-il-2-giugno-1946-da-milano-alla-sicilia-1779358428302.jpeg" data-image="qudkzuxr8h1s" alt="pioggia milano" title="pioggia milano"><figcaption>Milano sotto la pioggia in una foto in bianco e nero: questa era la situazione che si viveva nel nord Italia il 2 giugno del 1946, giorno dello storico Referendum che ha dato il via alla Repubblica Italiana.</figcaption></figure><p>Il 2 giugno del 2026 si celebra in Italia l'80° anniversario del referendum del <strong>2 e il 3 giugno 1946, uno dei momenti cruciali della nostra storia recente</strong>. In quelle due giornate, oltre 25 milioni di italiani furono chiamati a <strong>scegliere tra Monarchia e Repubblica e a eleggere l'Assemblea Costituente</strong>. </p><p>Per la prima volta, a livello nazionale, votarono anche le donne. La maggioranza degli italiani scelse la Repubblica, ponendo fine a quasi un secolo di monarchia e aprendo la strada a una nuova forma di Stato.</p><p><strong>Come spesso accade nei grandi eventi storici, anche il meteo fa parte del racconto di quei giorni.</strong> I giornali dell'epoca, sebbene limitati dalla mancanza di reti capillari e bollettini come li conosciamo oggi, riportavano dettagli preziosi sul tempo di quei giorni memorabili.</p><h2><strong>Che tempo faceva il 2 giugno 1946?</strong></h2><p><strong>A Roma e Napoli la giornata fu piena di sole e già dal sapore estivo</strong>. "<em>L'Unità</em>" scrisse di lunghe file agli ingressi dei seggi già alle cinque del mattino e di un <strong>sole estivo che accompagnava gli elettori</strong>. In molti si proteggevano con cappelli di carta e ventagli improvvisati, ma c'era un clima di entusiasmo e determinazione, come riportano anche i diari personali dell'epoca raccolti dall'Archivio Diaristico Nazionale.</p><p><strong>Più a nord, la situazione era ben diversa. A Milano, come riportò il "Corriere della Sera", la giornata del 2 giugno fu fredda, grigia e piovosa</strong>, con il cielo che si schiarì solo verso sera. A Torino la pioggia non scoraggiò gli elettori, che si ripararono con ombrelli, come testimoniano le immagini dell'Istituto Luce.</p><h2><strong>Il visore di Copernicus conferma: pioggia al Nord, sole e caldo al Sud</strong></h2><p>Oggi, a 80 anni di distanza, possiamo verificare con precisione scientifica quello che i giornali dell'epoca raccontarono nelle cronache giornalistiche del giorno. <strong>Weather Replay</strong>, il nuovo <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/com-era-il-tempo-il-giorno-in-cui-sei-nato-questo-visore-mostra-il-meteo-nel-mondo-dal-1940-ad-oggi.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">strumento gratuito di Copernicus</a> ed ECMWF che abbiamo presentato di recente qui a Meteored, permette di rivivere le condizioni meteorologiche di qualsiasi luogo del mondo ora per ora dal 1940 ad oggi — e il 2 giugno 1946 non fa eccezione.</p><div class="texto-destacado">Impostando la barra del tempo sul 2 e 3 giugno 1946, nel visore di "Replay Meteorologico" di Copernicus, possiamo subito trovare conferma del fatto che l'Italia era divisa meteorologicamente in due.</div><p>I dati del visore confermano in pieno le cronache del giorno: <strong>al Nord Italia pioveva fin dalla mattina</strong>, con un graduale miglioramento solo nel tardo pomeriggio. Si può vedere nella mappa che le piogge interessarono tutte le regioni settentrionali. Sul <strong>Centro-Sud dominava invece il bel tempo</strong>, con cieli sereni e una giornata dal sapore pienamente estivo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768613" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/com-era-il-tempo-il-giorno-in-cui-sei-nato-questo-visore-mostra-il-meteo-nel-mondo-dal-1940-ad-oggi.html" title="Com’era il tempo il giorno in cui sei nato? Questo visore mostra il meteo nel mondo dal 1940 ad oggi">Com’era il tempo il giorno in cui sei nato? Questo visore mostra il meteo nel mondo dal 1940 ad oggi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/com-era-il-tempo-il-giorno-in-cui-sei-nato-questo-visore-mostra-il-meteo-nel-mondo-dal-1940-ad-oggi.html" title="Com’era il tempo il giorno in cui sei nato? Questo visore mostra il meteo nel mondo dal 1940 ad oggi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/com-era-il-tempo-il-giorno-in-cui-sei-nato-questo-visore-mostra-il-meteo-nel-mondo-dal-1779357103098_320.jpeg" alt="Com’era il tempo il giorno in cui sei nato? Questo visore mostra il meteo nel mondo dal 1940 ad oggi"></a></article></aside><p>Particolarmente interessante anche il dato sulle temperature: <strong>al Nord il giorno del referendum era decisamente più fresco</strong>, mentre al Centro-Sud i termometri sfioravano i 30°C, <strong>specie nelle aree più meridionali ma anche a Roma, dove fu una vera e propria giornata estiva</strong>. </p><p>Gli italiani del Sud votarono quindi sotto un sole già caldo, quelli del Nord con l'ombrello in mano.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/80-anni-della-repubblica-italiana-che-tempo-faceva-il-2-giugno-1946-da-milano-alla-sicilia-1779712593136.jpeg" data-image="mi4qo6s1nn70"><figcaption>Il Colosseo di Roma con la bandiera italiana, in una foto recente.</figcaption></figure><p>La situazione era <strong>determinata da un'alta pressione che garantiva stabilità e temperature elevate al Centro-Sud</strong>, mentre una saccatura sul Centro Europa portava instabilità e piogge al Nord-Ovest — uno schema barico classico per il periodo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/80-anni-della-repubblica-italiana-che-tempo-faceva-il-2-giugno-1946-da-milano-alla-sicilia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Da lunedì cambia il meteo: previsti fino 50-100 mm di pioggia in queste regioni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-lunedi-cambia-il-meteo-previsti-fino-50-100-mm-di-pioggia-in-queste-regioni.html</link><pubDate>Sun, 31 May 2026 06:02:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Sta per arrivare un importante cambio di circolazione che porterà piogge e temporali, soprattutto sulle regioni del Nord. Attenzione al rischio di fenomeni intensi e grandinate.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xabw6t6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xabw6t6.jpg" id="xabw6t6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo un finale di maggio caratterizzato da temperature elevate e condizioni anticicloniche, <strong>l’estate meteorologica inizia con un passaggio verso una nuova circolazione atmosferica,</strong> più umida e instabile, soprattutto sulle regioni settentrionali.</p><p>Questo cambiamento è determinato dal graduale cedimento del promontorio di alta pressione subtropicale sul suo bordo settentrionale. In pratica inizierà ad essere eroso dalle correnti oceaniche e ciò <strong>permetterà l’ingresso di impulsi perturbati di origine atlantica.</strong></p><p>Nei prossimi sette giorni (dal 1° al 7 giugno) sono attese precipitazioni diffuse e a tratti intense al Nord, <strong>con accumuli pluviometrici che potranno oscillare tra i 50 e i 100 mm su diverse aree.</strong></p><h2><strong>Le cause del cambiamento e dell’instabilità in arrivo</strong></h2><p>Nella fase finale di maggio l’alta pressione ha favorito un forte accumulo di calore nei bassi strati dell’atmosfera. Questo <strong>“serbatoio di energia”</strong> ora interagirà con masse d’aria più fresche, in arrivo dall’Atlantico, <strong>creando un marcato contrasto termico.</strong> Il risultato è un aumento dell’instabilità, <strong>con lo sviluppo di rovesci e temporali localmente forti, specialmente sui rilievi e nelle zone prealpine.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-lunedi-cambia-il-meteo-previsti-fino-50-100-mm-di-pioggia-in-queste-regioni-1780136867143.png" data-image="l2007hjokamy" alt="Cambiamento del tempo." title="Cambiamento del tempo."><figcaption>Questo cambiamento è determinato dal graduale cedimento del promontorio di alta pressione subtropicale sul suo bordo settentrionale. In pratica inizierà ad essere eroso dalle correnti oceaniche e ciò permetterà l’ingresso di impulsi perturbati di origine atlantica. </figcaption></figure><p>Le precipitazioni più abbondanti si concentreranno soprattutto al Nord, in particolare su Alpi e Prealpi lombarde, venete e piemontesi. Ma anche sul Nord-Est, e sull’area della Carnia, con frequenti acquazzoni pomeridiani e temporali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>In queste aree gli accumuli previsti nei prossimi sette giorni si attesteranno tra i 50 e i 100 mm, con picchi che entro il prossimo weekend potrebbero superare localmente i 100 mm, soprattutto in Carnia, Comasco e sui settori alpini e prealpini più esposti.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In Pianura Padana le piogge saranno più intermittenti e meno intense, mentre al Centro-Sud il tempo rimarrà prevalentemente stabile e soleggiato, con temperature ancora sopra le medie stagionali.</p><h2><strong>L’evoluzione giorno per giorno</strong></h2><p>Da lunedì 1° giugno le prime infiltrazioni di aria umida al Nord-Ovest, con rovesci sparsi su Alpi e Prealpi. Nella giornata di martedì 2 si farà più viva la fase del peggioramento, <strong>con rovesci diffusi e temporali che si sposteranno da ovest verso est lungo la Pianura Padana e i rilievi.</strong></p><p>Dalla seconda metà della settimana l’instabilità persisterà soprattutto sui settori alpini e prealpini, con alternanza di schiarite, soprattutto al mattino, <strong>a nuovi episodi piovosi, più probabili nelle ore centrali del giorno.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771094" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto.html" title="Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: 'ecco da quando cambia tutto'">Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: "ecco da quando cambia tutto"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto.html" title="Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: 'ecco da quando cambia tutto'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-stop-all-anticiclone-africano-il-meteorologo-alessio-colella-ecco-da-quando-cambia-tutto-1779950741597_320.png" alt="Tendenza Meteo: stop all'anticiclone africano. Il meteorologo Alessio Colella: 'ecco da quando cambia tutto'"></a></article></aside><p>Le temperature subiranno un lieve calo al Nord, <strong>tornando su valori più vicini alle medie di inizio giugno, </strong>mentre al Centro e al Sud resteranno elevate, <strong>con massime frequentemente sopra i +28°C +32°C,</strong> per via della maggiore insistenza del promontorio subtropicale.</p><h2><strong>Attenzione ai fenomeni intensi</strong></h2><p>Va detto che i temporali potranno risultare localmente forti, <strong>accompagnati da grandine di medie dimensioni, forti raffiche di vento e nubifragi.</strong> Proprio per questo motivo, nelle zone montane e pedemontane è consigliabile prestare attenzione, soprattutto durante le ore pomeridiane e serali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/da-lunedi-cambia-il-meteo-previsti-fino-50-100-mm-di-pioggia-in-queste-regioni-1780136922076.png" data-image="yt0frv2yxyt5" alt="Piogge, maltempo." title="Piogge, maltempo."><figcaption>Sul Nord-Est, in particolare nell'area della Carnia, potranno cadere fino a oltre 100 mm di pioggia nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p><strong>Questo cambio di circolazione sarà ulteriormente enfatizzato dall’ingresso di aria fresca di origine nord-atlantica.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771328" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dal-1-giugno-cambia-il-meteo-verso-una-nuova-circolazione-atmosferica-ecco-gli-effetti-in-italia.html" title="Dal 1° giugno cambia il meteo: verso una nuova circolazione atmosferica, ecco gli effetti in Italia">Dal 1° giugno cambia il meteo: verso una nuova circolazione atmosferica, ecco gli effetti in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dal-1-giugno-cambia-il-meteo-verso-una-nuova-circolazione-atmosferica-ecco-gli-effetti-in-italia.html" title="Dal 1° giugno cambia il meteo: verso una nuova circolazione atmosferica, ecco gli effetti in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/giugno-al-via-con-l-italia-divisa-in-2-anticiclone-e-caldo-al-sud-perturbazioni-e-maltempo-al-nord-1780063664029_320.jpg" alt="Dal 1° giugno cambia il meteo: verso una nuova circolazione atmosferica, ecco gli effetti in Italia"></a></article></aside><p>Questa massa d’aria più fredda scendendo verso il Nord Italia <strong>accentuerà il contrasto termico con l’aria calda preesistente,</strong> alimentando una maggiore instabilità e favorendo lo sviluppo di precipitazioni più organizzate e persistenti proprio sulle regioni settentrionali. </p><div class="texto-destacado"><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche.</strong></div><p>Il consiglio è quello di continuare a seguire gli aggiornamenti dei prossimi giorni qui su <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/?gclid=Cj0KCQjwhfipBhCqARIsAH9msbmeqAa3c4lycpSBZSvbrTRIjd0fwYqxfJh3FPstLXlia_PxjPteq4gaAmAiEALw_wcB">Meteored</a>,</strong> poiché la distribuzione finale delle piogge dipenderà dal passaggio dei singoli impulsi perturbati.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/da-lunedi-cambia-il-meteo-previsti-fino-50-100-mm-di-pioggia-in-queste-regioni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[UFO desecretati: la verità promessa da Trump è arrivata? Cosa abbiamo scoperto davvero?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ufo-desecretati-la-verita-promessa-da-trump-e-arrivata-cosa-abbiamo-scoperto-davvero.html</link><pubDate>Sun, 31 May 2026 05:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Le nuove desecretazioni sugli UFO hanno riacceso il dibattito: più documenti, video e testimonianze sono pubblici, ma le prove di tecnologia extraterrestre restano assenti. Il mistero cambia forma, ma non scompare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ufo-desecretati-la-verita-promessa-da-trump-e-arrivata-cosa-abbiamo-scoperto-davvero-1779964685322.jpeg" data-image="omxf0s1abdh2" alt="UAP" title="UAP"><figcaption>Cosa sappiamo in più sugli UAP a distanza di tre mesi dalla desecretazione dei documenti?</figcaption></figure><p><strong>Era il 20 febbraio 2026,</strong> quando fu riportata sui media nazionali ed internazionali la notizia secondo cui il presidente americano Trump aveva dato mandato alle agenzie federali di iniziare un processo sistematico di <strong>desecretazione dei documenti sugli UFO.</strong></p><p><strong>A distanza di tre mesi</strong>, con le prime tranche di documenti (cartacei e video) già resi pubblici <strong>cosa di fatto è cambiato rispetto a ciò che sapevamo o non sapevamo prima?</strong></p><div class="texto-destacado">Il termine UFO (Unidentified Flying Object), introdotto ufficialmente dall’aeronautica statunitense nel 1952, è stato progressivamente sostituito da UAP a partire dal 2021, quando l’intelligence USA ha preferito parlare di ‘fenomeni aerei non identificati’. Dal 2022-2023 l’acronimo è stato ampliato in ‘fenomeni anomali non identificati’, una formula più neutra e scientifica.</div><p>Sicuramente, <strong>le aspettative erano enormi,</strong> finalmente poter avere certezze sia sull’esistenza di questi documenti (x-files) sia sul loro contenuto. <strong>Ma cosa è cambiato davvero</strong>? La risposta è che oggi sappiamo di più, ma non abbiamo ancora la prova che molti aspettavano.</p><h2>Più trasparenza: archivi aperti, video e testimonianze</h2><p>Il Dipartimento della Difesa statunitense ha avviato una pubblicazione progressiva dei documenti UAP. Si tratta di <strong>milioni di record accumulati in decenni </strong>e che continueranno ad essere pubblicati in tranche, a mano a mano che vengono recuperati presso la NASA, l’FBI e diverse altre agenzie, revisionati e desecretati.</p><p>I documenti contengono materiale molto eterogeneo che va da testimonianze scritte di piloti civili e militari, video e registrazioni vocali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="734007" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-cometa-interstellare-o-astronave-aliena-che-cosa-ha-stimolato-la-fantasia-su-questo-oggetto.html" title="3I/ATLAS: cometa interstellare o astronave aliena? Che cosa ha stimolato la fantasia su questo oggetto">3I/ATLAS: cometa interstellare o astronave aliena? Che cosa ha stimolato la fantasia su questo oggetto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-cometa-interstellare-o-astronave-aliena-che-cosa-ha-stimolato-la-fantasia-su-questo-oggetto.html" title="3I/ATLAS: cometa interstellare o astronave aliena? Che cosa ha stimolato la fantasia su questo oggetto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/3i-atlas-cometa-interstellare-o-astronave-aliena-che-cosa-ha-stimolato-la-fantasia-su-questo-oggetto-1760349957104_320.png" alt="3I/ATLAS: cometa interstellare o astronave aliena? Che cosa ha stimolato la fantasia su questo oggetto"></a></article></aside><p><strong>Un primo risultato sicuramente esiste e riguarda la trasparenza.</strong> Oggi il tema degli UAP non è più associato a complottismo - era rischioso parlarne in sedi ufficiali - ma il tema viene trattato come questione di sicurezza aerea, sorveglianza militare e possibili attività collegate a droni o velivoli stranieri. </p><h2>Casi risolti: spesso palloni, droni, satelliti o dati incompleti</h2><p>Nel rapporto ufficiale annuale al Congresso americano a cura dell’AARO: <em>All-domain Anomaly Resolution Office</em>, cioè l’ufficio del Dipartimento della Difesa USA che raccoglie e analizza le segnalazioni di UAP, si riporta che relativamente al 2024, <strong>118 casi esaminati sono stati risolti</strong> con spiegazioni che riguardavano palloni, uccelli, sistemi aerei senza pilota, satelliti e aerei. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ufo-desecretati-la-verita-promessa-da-trump-e-arrivata-cosa-abbiamo-scoperto-davvero-1779964840532.png" data-image="g3dxeoa565uu" alt="uap" title="uap"><figcaption>Quando i dati sono sufficienti e di qualità gli UAP si rivelano fenomeni di origine terrestre.</figcaption></figure><p><strong>Altri 174 casi, inizialmente in attesa di chiusura, sono stati poi finalizzati anch’essi come oggetti ordinari o fenomeni convenzionali.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le desecretazioni hanno ridimensionato molte aspettative. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Non tutti i casi, tra quelli desecretati, sono stati spiegati. Tuttavia, è apparso chiaro che la differenza sta nella qualità dei dati. <strong>Quando i dati sono sufficienti, molte osservazioni si rivelano meno misteriose di quanto sembrino</strong> in un video breve o in una testimonianza isolata. Quando invece le testimonianze si basano su filmati sgranati, rilevazioni con sensori non pensati per identificare piccoli oggetti lontani, e poi anche mancanza di informazioni su distanza, quota, velocità reale e condizioni atmosferiche, allora i casi diventano difficilmente risolvibili.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Quando le osservazioni sono sufficienti, corredate da dati di qualità, l'UAP si rivela un fenomeno terrestre. Rimangono misteriosi gli UAP con pochi dati e di bassa qualità.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La stessa NASA, in un suo rapporto indipendente del 2023, propone un approccio di tipo scientifico nello studio degli UAP, quindi la raccolta di dati più completi, con sensori opportuni, strumenti di intelligenza artificiale, una metanalisi completa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="742836" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-non-e-un-pianeta-appetibile-per-le-civilta-extraterrestri.html" title="La Terra non è un pianeta appetibile per le civiltà extraterrestri">La Terra non è un pianeta appetibile per le civiltà extraterrestri</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-non-e-un-pianeta-appetibile-per-le-civilta-extraterrestri.html" title="La Terra non è un pianeta appetibile per le civiltà extraterrestri"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-non-e-un-pianeta-appetibile-per-le-civilta-extraterrestrintattarci-1765044584344_320.png" alt="La Terra non è un pianeta appetibile per le civiltà extraterrestri"></a></article></aside><p><strong>Questo non vuol dire che tutti i casi siano spiegati.</strong> Vuol dire però che, quando i dati sono sufficienti, molte osservazioni si rivelano meno misteriose di quanto sembrino in un video breve o in una testimonianza isolata. Un punto ricorrente nei rapporti ufficiali è proprio la qualità dei dati: filmati sgranati, sensori non pensati per identificare piccoli oggetti lontani, mancanza di informazioni su distanza, quota, velocità reale e condizioni atmosferiche.</p><p><strong>Il problema non è soltanto vedere un UAP ma riuscire a misurarlo bene.</strong></p><h2>Alieni? La certezza che manca ancora</h2><p>La domanda centrale rimane la seguente: <strong>le desecretazioni hanno aumentato le prove di tecnologia extraterrestre? </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ufo-desecretati-la-verita-promessa-da-trump-e-arrivata-cosa-abbiamo-scoperto-davvero-1779965059043.png" data-image="4mz35wdiakam" alt="UAP" title="UAP"><figcaption>Ad oggi non possediamo alcuna evidenza dell'esistenza di tecnologia extraterrestre. Nell'immagine la ricostruzione di fantasia dell'UFO caduto nel New Mexico.</figcaption></figure><p>Finora la risposta è no. Nel citato rapporto dell’AARO nel 2024, si afferma che non si è mai avuto accesso a tecnologia extraterrestre e non c'è alcuna prova della sua esistenza.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Dagli UAP finora desecretati non emerge alcuna prova dell'esistenza di tecnologia extraterrestre<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>È una conclusione forte, soprattutto se commisurata alle enormi aspettative.Come anticipato,<strong> l’ultima parola non è detta, </strong>in quanto la desecretazione sistematica è solo all’inizio. Tuttavia,<strong> il quadro che emerge</strong> è diverso da quello immaginato: <strong>nessuna rivelazione finale sugli alieni</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="768216" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-stati-uniti-aprono-i-loro-archivi-segreti-sugli-ufo-cosa-rivelano-i-primi-documenti-declassificati.html" title="Gli Stati Uniti aprono i loro archivi segreti sugli UFO: cosa rivelano i primi documenti declassificati">Gli Stati Uniti aprono i loro archivi segreti sugli UFO: cosa rivelano i primi documenti declassificati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-stati-uniti-aprono-i-loro-archivi-segreti-sugli-ufo-cosa-rivelano-i-primi-documenti-declassificati.html" title="Gli Stati Uniti aprono i loro archivi segreti sugli UFO: cosa rivelano i primi documenti declassificati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/estados-unidos-abre-sus-archivos-secretos-sobre-ovnis-que-revelan-los-primeros-documentos-desclasificados-1778263612423_320.jpg" alt="Gli Stati Uniti aprono i loro archivi segreti sugli UFO: cosa rivelano i primi documenti declassificati"></a></article></aside><p>Oggi ne sappiamo più di prima grazie ai numerosi documenti resi disponibili, ma le certezze sull’origine extraterrestre degli UAP non sono aumentate. Anzi, tutte le volte che le informazioni sono sufficienti la spiegazione è terrestre, rimane misteriosa solo quando i dati sono insufficienti o non di qualità.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ufo-desecretati-la-verita-promessa-da-trump-e-arrivata-cosa-abbiamo-scoperto-davvero.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dal Veneto agli USA, i chicchi di grandine diventano giganti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dal-veneto-agli-usa-i-chicchi-di-grandine-diventano-giganti.html</link><pubDate>Sat, 30 May 2026 17:16:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Le temperature globali in aumento portano grandinate più frequenti, con chicchi più grandi che causano danni ingenti. La minaccia è reale per molte aree del pianeta e anche per l’Italia</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/dal-veneto-agli-usa-i-chicchi-di-grandine-diventano-giganti-1779968202170.jpg" data-image="33kz6dzgaz8t" alt="grandine" title="grandine"><figcaption>Non più semplici "chicchi", quelli della grandine sono spesso pezzi di ghiaccio di grosse dimensioni</figcaption></figure><p>Negli ultimi anni in Italia e nel resto del mondo le grandinate sembrano diventate più <strong>violente</strong>. Anche fuori stagione chicchi di grandi dimensioni causano danni per <strong>migliaia di euro</strong> a coltivazioni, auto, e talvolta persino a persone e animali.</p><p>Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Nature da un team della Peking University di Pechino suggerisce che l’innalzamento delle temperature causato dai cambiamenti climatici potrebbe rendere questi fenomeni ancora più estremi in molte aree del pianeta.</p><h2>Clima e grandine: cosa sta cambiando</h2><p>Secondo i ricercatori guidati dalla meteorologa Qinghong Zhang, l’aumento delle temperature tende a portare un aumento nella <strong>frequenza </strong>delle grandinate, con un aumento progressivo della <strong>dimensione </strong>dei chicchi di grandine.</p><p>Su un pianeta sempre più caldo sembrerebbe intuitivo che il ghiaccio che cade dal cielo tenda a sciogliersi, ma non è così. Il 28 aprile 2026, ad esempio, una violenta grandinata ha colpito il Missouri, con chicchi grandi come <strong>palle da baseball</strong> e danni ingenti ad oggetti ed esseri viventi.</p><p>L’analisi di oltre <strong>quattordicimila </strong>grandinate verificatesi in tutto il mondo tra il 2014 e il 2021 dimostra che questo fenomeno si fa più frequente man mano che ci si allontana dall’equatore. Sono un po’ meno esposte al rischio, invece, le fasce tropicali e sub tropicali.</p><h2>Come nasce un chicco di grandine gigante</h2><p>Come mai i chicchi di grandine giganti arrivano al suolo senza sciogliersi, se le temperature sono in aumento? </p><p>La grandine si forma quando forti correnti ascensionali, spesso sopra i 100 km/h, portano l’umidità verso l’alto. All’interno dei <strong>cumulonembi</strong>, le grandi nuvole temporalesche, la temperatura scende sotto lo zero e le gocce d’acqua congelano. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756342" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dal-kazakhstan-all-appennino-come-i-grandi-predatori-aiutano-a-contrastare-gli-effetti-dei-cambiamenti-climatici.html" title="Dal Kazakhstan all’Appennino: come i grandi predatori aiutano a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici">Dal Kazakhstan all’Appennino: come i grandi predatori aiutano a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dal-kazakhstan-all-appennino-come-i-grandi-predatori-aiutano-a-contrastare-gli-effetti-dei-cambiamenti-climatici.html" title="Dal Kazakhstan all’Appennino: come i grandi predatori aiutano a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dal-kazakhstan-all-appennino-come-i-grandi-predatori-aiutano-a-contrastare-gli-effetti-dei-cambiamenti-climatici-1772192128179_320.jpg" alt="Dal Kazakhstan all’Appennino: come i grandi predatori aiutano a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici"></a></article></aside><p>Quando l’aria è più calda trattiene più <strong>vapore acqueo</strong>, così i chicchi di grandine possono crescere di più, finché non sono così <strong>pesanti </strong>da cadere al suolo. </p><p>A questo punto accadono due cose.</p><div class="texto-destacado">I chicchi piccoli si sciolgono più facilmente al caldo e si trasformano così in gocce di pioggia, quelli più grandi invece impiegano più tempo a sciogliersi e quindi riescono ad atterrare sotto forma di piccoli blocchi di ghiaccio.</div><p>Nelle regioni <strong>tropicali e subtropicali</strong> il riscaldamento atmosferico tende a formare uno spesso strato di aria calda che scioglie più facilmente la grandine, ecco perché il fenomeno è meno evidente. </p><h2>Dal Nord Italia il nuovo record europeo della grandine</h2><p>Le grandinate che colpiscono le grandi pianure nordamericane sono tra le più estreme al mondo. L’Italia e il bacino del Mediterraneo, invece, in passato sono stati colpiti da grandinate intense ma non paragonabili a quelle d’oltreoceano, qualcosa però sta cambiando.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dal-veneto-agli-usa-i-chicchi-di-grandine-diventano-giganti-1779968263183.jpg" data-image="ryfgglzovih2" alt="grandine italia" title="grandine italia"><figcaption>Il tetto di un'auto danneggiato da una grandinata</figcaption></figure><p>Negli ultimi anni il <strong>Nord Italia</strong> è diventato una delle zone europee più frequentemente colpite dalla grandine, con chicchi sempre più grandi. </p><p>Questo avviene per un mix di nuovi fattori. Alle temperature superficiali più <strong>elevate </strong>si unisce un aumento dell’<strong>umidità </strong>proveniente dal mare; cresce inoltre <strong>l’instabilità atmosferica</strong> e i temporali si fanno più <strong>violenti</strong>. </p><p>Secondo i dati dell’ESSL, il <strong>2023 </strong>è stato uno degli anni peggiori mai registrati in Europa per grandine di grandi dimensioni. L’Italia non è stata risparmiata e il nord in particolare ha registrato svariati casi estremi, con chicchi di oltre <strong>10 cm</strong> ormai frequenti e un record documentato: un chicco di <strong>16 cm </strong>di diametro caduto a <strong>Carmignano di Brenta</strong>, in Veneto.</p><p>Ad oggi questo è ancora il più grande mai registrato in Europa.</p><h2>Chicchi di grandine da guinness dei primati</h2><p>Se il chicco di grandine di Carmignano nel Brenta è un record europeo, altrove nel mondo è successo molto di peggio.</p><p>Negli ultimi decenni sono stati registrati chicchi di grandine da Guinness dei Primati, con tanto di regolare certificazione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="766838" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-allunga-la-stagione-dei-pollini-mentre-il-caldo-estremo-provoca-un-decesso-al-minuto.html" title="Il cambiamento climatico allunga la stagione dei pollini, mentre il caldo estremo provoca un decesso al minuto">Il cambiamento climatico allunga la stagione dei pollini, mentre il caldo estremo provoca un decesso al minuto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-allunga-la-stagione-dei-pollini-mentre-il-caldo-estremo-provoca-un-decesso-al-minuto.html" title="Il cambiamento climatico allunga la stagione dei pollini, mentre il caldo estremo provoca un decesso al minuto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/climate-change-lengthens-pollen-season-while-extreme-heat-causes-one-death-a-minute-1777382112522_320.jpeg" alt="Il cambiamento climatico allunga la stagione dei pollini, mentre il caldo estremo provoca un decesso al minuto"></a></article></aside><p>Il record per quanto riguarda il peso al momento spetta al <strong>Bangladesh</strong>, dove nel 1986, a Gopalganj, è caduto un chicco dal peso di <strong>1,02 kg</strong>.</p><p>Il diametro maggiore mai registrato ufficialmente è quello di un chicco di grandine caduto in <strong>South Dakota</strong>, nel 2010, che misurava <strong>20,3 cm </strong>per quasi 900 grammi di peso.</p><p>Nel 2018, però, in <strong>Argentina </strong>sarebbe caduto un chicco dal diametro di <strong>23 cm</strong>, ma la misura non fu mai verificata ufficialmente.</p><h3><em>Fonte della notizia:</em><br></h3><p>Yujia Wang - <a href="https://www.sciencenews.org/article/large-hail-climate-change-more-common" target="_blank">Grapefruit-sized hail may become more common in a warmer world. Nature</a>. (Maggio 2026)</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dal-veneto-agli-usa-i-chicchi-di-grandine-diventano-giganti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fisica in crisi? Cosa ci dice davvero la scienza sulle grandi domande dell'Universo?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-in-crisi-cosa-ci-dice-davvero-la-scienza-sulle-grandi-domande-dell-universo.html</link><pubDate>Sat, 30 May 2026 16:03:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Per decenni, la scienza ha seguito un convinto percorso di ricerca verso la "Teoria del Tutto". Eppure oggi, un ampio sondaggio condotto dalla American Physical Society su <em>Physics Magazine, </em>su oltre 1.600 fisici professionisti, dipinge un quadro diverso e quasi sconcertante di profonda crisi e frammentazione teorica.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/fisica-in-crisi-cosa-ci-dice-davvero-la-scienza-sulle-grandi-domande-dell-universo-1779799875071.jpg" data-image="klz12f4rz6zd"><figcaption>Da un sondaggio, che ha coinvolto oltre 1600 fisici professionisti, emerge un quadro che vede un dibattito scientifico acceso e divisivo su molti dei principali temi e teorie. La comunità scientifica resta frammentata su molteplici visioni, senza nessuna teoria prevalente. Tuttavia emerge un rigore metodologico che dà fiducia e che invita a guardare con cautela alle narrazioni trionfalistiche, riconoscendo che la sospensione del giudizio è spesso l'unica posizione intellettualmente onesta.</figcaption></figure><p>I risultati di questo importante studio sono stati pubblicati nel maggio 2026 (<em>Afshordi et al., arXiv:2605.11058</em>) in un paper scientifico intitolato <strong>"Big Mysteries Survey: Physicists' Views on Cosmology, Black Holes, Quantum Mechanics, and Quantum Gravity"</strong>, redatto da Niayesh Afshordi, Phil Halper, Matteo Rini e Michael Schirber. </p><p>Lo studio, risultato da un sondaggio su oltre 1.600 fisici professionisti, restituisce, non tanto la "confusione dei ricercatori", ma <strong>l'assenza di una maggioranza </strong><strong>su</strong> praticamente <strong>qualsiasi tema</strong> che possa essere definito<strong> di frontiera</strong>. Mentre<strong> il pubblico percepisce </strong>spesso teorie come<strong> l'inflazione cosmica</strong> o specifiche interpretazioni della <strong>meccanica quantistica</strong> <strong>come "fatti ormai assodati e acquisiti"</strong>, <strong>la comunità scientifica</strong> oggi appare ancora <strong>più divisa che mai</strong>.</p><h2>Il rebus della Materia Oscura</h2><p>L'idea che la <strong>materia oscura</strong> sia composta da WIMP (particelle massive debolmente interagenti, talmente deboli da non interagire con i fotoni e quindi invisibili) per anni è stato il paradigma dominante. Ma ultimamente ha perso decisamente terreno. </p><p>Infatti i dati del sondaggio mostrano che il <strong>17% degli scienziati</strong> intervistati <strong>punta su particelle ultra-leggere</strong>, il <strong>12% su modifiche alla legge di gravità</strong> (che non sarebbe da considerare costante in ogni parte dell'universo), e <strong>un'altra porzione significativa</strong> ritiene probabile che si possa trovare una soluzione in un <strong>mix di spiegazioni.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fisica-in-crisi-cosa-ci-dice-davvero-la-scienza-sulle-grandi-domande-dell-universo-1779799948880.jpeg" data-image="w9th86wdcjrt"><figcaption>Uno dei pilastri della ricerca moderna è il tentativo di unificazione tra Relatività Generale e Meccanica Quantistica (la tanto agognata ricerca della "Teoria del Tutto") a cui si dedicò anche Steven Hawking</figcaption></figure><p>Questa <strong>diversità </strong>riflette una<strong> crisi di fiducia nei modelli standard</strong>, forse alimentata dalle recenti osservazioni (come quelle del DESI-Dark Energy Spectroscopic Instrument) che mettono in dubbio la solidità del modello Lambda-CDM. Questa è la teoria standard della cosmologia moderna che descrive un universo in espansione accelerata composto da tre elementi principali: la <strong>costante cosmologica</strong> (Lambda), che rappresenta <strong>l'energia oscura</strong>, la <strong>materia oscura</strong> (CDM, <em>Cold Dark Matter</em>), e <strong>la materia barionica</strong>, ovvero la materia ordinaria di cui siamo fatti noi e che vediamo. </p><div class="texto-destacado"><strong>Insomma, l'energia oscura potrebbe non essere quella costante immutabile che finora abbiamo dato "per scontata".</strong></div><p>E' fondamentale <strong>non sommare queste percentuali, i</strong>nfatti<strong> tali valori non rappresentano blocchi contrapposti</strong>, ma costituiscono solo <strong>una piccola porzione di un panorama ulteriormente variegato</strong>, che include anche i buchi neri primordiali, attestati attorno al 5%, e un ventaglio di altre ipotesi minoritarie che sommate raggiungono l'8% delle preferenze. </p><h2>La Gravità è quantistica?</h2><p>Uno dei pilastri della ricerca moderna è il tentativo di <strong>unificazione tra Relatività Generale e Meccanica Quantistica</strong> (la tanto agognata ricerca della "<strong>Teoria del Tutto</strong>"). Tuttavia, il sondaggio rivela che <strong>il 17,7% dei fisici</strong> sostiene apertamente che <strong>la gravità </strong><strong>non sia un fenomeno quantistico</strong>. </p><p>Anche tra coloro che invece ritengono che lo sia, esiste comunque una divisione. Ci sono <strong>i sostenitori della Teoria delle Stringhe e quelli della Gravità Quantistica a Loop (LQG)</strong>. Si tratta di una <strong>divisione netta, quasi inconciliabile </strong>e nessuna delle due sembrerebbe riuscire a dominare il dibattito.</p><h2> Tensioni cosmologiche</h2><p>Il problema della <strong>"Tensione di Hubble"</strong> che abbiamo già trattato <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-cosmo-in-torsione-perche-una-lenta-rotazione-dell-universo-potrebbe-salvare-la-cosmologia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">in un precedente articolo</a>, che riguarda<strong> il disaccordo sulla velocità di espansione dell'Universo</strong>, ha generato una tale incertezza che <strong>la risposta più comune nel sondaggio, al 24,4%, è stata "nessuna opinione"</strong>.</p><h2>Altri temi pieni di incognite</h2><p>Oltre ai tre filoni fin qui accennati, il sondaggio esplora temi come <strong>la natura (e il destino) dell'informazione all'interno dei buchi neri</strong>, affrontando il celebre paradosso dell'informazione sollevato dal compianto Steven Hawking. <strong>Su questo punto c'è una netta spaccatura </strong>tra chi sostiene che l'informazione si conservi, in linea con i principi della teoria quantistica, e chi invece ritiene che essa possa anche andare perduta, suggerendo una revisione profonda delle basi della stessa teoria quantistica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750517" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-cosmo-in-torsione-perche-una-lenta-rotazione-dell-universo-potrebbe-salvare-la-cosmologia.html" title="Il Cosmo in torsione: perché una lenta rotazione dell'Universo potrebbe 'salvare' la cosmologia">Il Cosmo in torsione: perché una lenta rotazione dell'Universo potrebbe "salvare" la cosmologia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-cosmo-in-torsione-perche-una-lenta-rotazione-dell-universo-potrebbe-salvare-la-cosmologia.html" title="Il Cosmo in torsione: perché una lenta rotazione dell'Universo potrebbe 'salvare' la cosmologia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-cosmo-in-torsione-perche-una-lenta-rotazione-dell-universo-potrebbe-salvare-la-cosmologia-1769342005680_320.jpeg" alt="Il Cosmo in torsione: perché una lenta rotazione dell'Universo potrebbe 'salvare' la cosmologia"></a></article></aside><p>Un altro tema di notevole importanza riguarda l'origine dell'universo e <strong>il problema della cosiddetta "condizione iniziale"</strong> con la "<strong>Teoria dell'Inflazione Cosmica</strong>". Il consenso tra gli esperti è più fragile di quanto si voglia ammettere. L'inflazione, infatti, sta diventando una teoria troppo flessibile, "capace" di spiegare tutto e per questo rischia, di fatto, di essere infalsificabile. </p><p>Molti ricercatori hanno espresso <strong>dubbi sulla sua "verificabilità"</strong>, interrogandosi se l'inflazione sia una costruzione teorica fin troppo flessibile per poter essere smentita.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Un altro spazio significativo è stato dedicato alla questione della natura della realtà. Le questioni sulla "misurazione"' e sul ruolo dell'osservatore nella meccanica quantistica, non sono semplici esercizi di stile, ma rimangono nodi strutturali irrisolti a un secolo di distanza. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La preferenza per interpretazioni come quella dei "<strong>molti mondi</strong>" (Everett) o per le <strong>teorie a variabili nascoste</strong>, dimostra che <strong>non abbiamo ancora chiarito</strong> <strong>se stiamo misurando l'Universo</strong> <strong>o </strong>semplicemente<strong> i limiti strutturali del nostro sguardo su di esso</strong>.</p><h2>Un sondaggio sui fondamenti del mondo della scienza<br></h2><p>In definitiva <strong>questo sondaggio interroga i fisici sul futuro della disciplina</strong>, con un'analisi sull'impatto dei <strong>finanziamenti</strong>, sulle pressioni del<strong> s</strong><strong>istema di pubblicazione accademica</strong> e sulla <strong>p</strong><strong>ossibile stagnazione tecnologica </strong>nella costruzione di nuovi <strong>acceleratori di particelle</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fisica-in-crisi-cosa-ci-dice-davvero-la-scienza-sulle-grandi-domande-dell-universo-1779799968793.jpg" data-image="plkmf3rx1yk6"><figcaption>Molte teorie scientifiche della fisica moderna si scontrano con dei limiti di verificabilità, spesso dovuti a gap tecnologici, ancora lontani dal poter produrre strumenti realmente utili o troppo costosi, o la cui realizzazione richiede comunque anni o decenni, come gli acceleratori di particelle di prossima generazione. Nell'immagine l'LHC di Ginevra (Large Hadron Collider)</figcaption></figure><p>Questi argomenti sono parti portanti del sondaggio stesso, che <strong>confermano un disaccordo </strong>che va <strong>oltre le teorie</strong> e che si estende <strong>dai fondamenti filosofici alla sostenibilità stessa del metodo scientifico contemporaneo</strong>.</p><div class="texto-destacado">L'opinione degli scienziati evidenzia <strong>uno stallo della ricerca sperimentale</strong>, dove <strong>la nascita di numerose e differenti ipotesi non è accompagnata da una corrispondente capacità di verifica sperimentale</strong>. </div><p>Nessuna teoria riesce veramente a dominare il dibattito, il consenso tra gli esperti si è trasformato in <strong>un pluralismo diffuso che sottolinea</strong>, più che la conoscenza acquisita, <strong>l'ampiezza di ciò che ancora non conosciamo o ignoriamo del tutto</strong> sulla struttura dell'Universo. </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank">nuovo canale WhatsApp.</a> Seguici e attiva le notifiche</strong> </div><p>Tuttavia emerge<strong> un rigore metodologico</strong> <strong>che dà </strong><strong>fiducia </strong>e che invita a guardare con cautela alle narrazioni trionfalistiche, riconoscendo che <strong>la sospensione del giudizio è spesso l'unica posizione intellettualmente onesta</strong> che la comunità dei fisici possa assumere. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-in-crisi-cosa-ci-dice-davvero-la-scienza-sulle-grandi-domande-dell-universo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Isola dei Conigli: perché non è davvero un’isola e come visitare la sua riserva naturale protetta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/isola-dei-conigli-perche-non-e-davvero-un-isola-e-come-visitarla.html</link><pubDate>Sat, 30 May 2026 14:17:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Tra le spiagge più famose di Lampedusa, quella dell’Isola dei Conigli nasconde tante curiosità. Non è proprio un’isola e non ha nulla a che fare con i conigli. Ecco quali sono i suoi segreti e cosa sapere prima di andarci</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/isola-dei-conigli-perche-non-e-davvero-un-isola-e-come-visitarla-1779883640192.jpg" data-image="e888b3ac2rke" alt="Isola dei Conigli" title="Isola dei Conigli"><figcaption>La spiaggia e l'Isola dei Conigli, lungo le coste di Lampedusa</figcaption></figure><p>La spiaggia dell’Isola dei Conigli è giustamente ritenuta una delle più belle del Mediterraneo per il suo mare spettacolare, ma ha anche tante altre particolarità. Più che dai conigli, ad esempio, è frequentata dalle <strong>tartarughe</strong>.</p><p>Questo piccolo paradiso è anche parte di una <strong>riserva naturale protetta</strong> dove andare seguendo i dovuti accorgimenti, per evitare di intaccarne il prezioso <strong>ecosistema</strong>. </p><p>Scopriamo allora come visitare la spiaggia dell’Isola dei Conigli e qual è il periodo migliore per <strong>evitare il caldo e la folla.</strong></p><h2>Cos’è davvero l’Isola dei Conigli</h2><p>Parte delle Isole Pelagie, a metà strada tra la costa della Sicilia meridionale e quella della Tunisia, l’Isola dei Conigli è <strong>bassa e rocciosa</strong> e si trova proprio di fronte alla <strong>spiaggia omonima</strong> sull’Isola di <strong>Lampedusa</strong>.</p><div class="texto-destacado">Dal punto di vista geologico l’Isola dei Conigli non è un’isola a sé stante ma un frammento di Lampedusa. A separare le due c’è infatti solo un piccolo istmo sabbioso di circa 30 metri e dalla profondità che varia da 50 cm a 1,5 metri.</div><p> Qualche volta, a causa delle onde che trasportano la sabbia, il passaggio si è trovato ad essere quasi del tutto emerso. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="769197" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/sta-per-arrivare-el-nino-la-sicilia-si-dovra-preparare-a-un-nuovo-ciclo-di-siccita-nei-prossimi-anni.html" title="Sta per arrivare El Niño: la Sicilia si dovrà preparare a un nuovo ciclo di siccità nei prossimi anni?">Sta per arrivare El Niño: la Sicilia si dovrà preparare a un nuovo ciclo di siccità nei prossimi anni?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/sta-per-arrivare-el-nino-la-sicilia-si-dovra-preparare-a-un-nuovo-ciclo-di-siccita-nei-prossimi-anni.html" title="Sta per arrivare El Niño: la Sicilia si dovrà preparare a un nuovo ciclo di siccità nei prossimi anni?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/con-l-arrivo-1779014264512_320.jpg" alt="Sta per arrivare El Niño: la Sicilia si dovrà preparare a un nuovo ciclo di siccità nei prossimi anni?"></a></article></aside><p>L’ultima volta in cui ciò è accaduto era il <strong>2008</strong>, ma anche adesso, in estate, se il vento cala e la marea è bassa, si può “passeggiare” da Lampedusa fino all’Isola dei Conigli, senza mai essere completamente immersi in acqua. </p><p>Per provare a vivere questa divertente esperienza verifica lo stato del vento e delle maree su questo sito, nella <strong>sezione mappe</strong>.</p><h2>Conigli o tartarughe?</h2><p>L’Isola dei Conigli non deve il proprio nome ai simpatici roditori che almeno in tempi recenti, in effetti, non l’hanno abitata. Il nome deriva con ogni probabilità da un <strong>errore di trascrizione</strong> rinvenuto su carte nautiche ottocentesche della parola araba “rabit”, e non <em>rabbit</em>, che indica un passaggio, un collegamento. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/isola-dei-conigli-perche-non-e-davvero-un-isola-e-come-visitarla-1779883835438.jpg" data-image="a5wh43aufso0" alt="Isola dei Congili - tartarughe" title="Isola dei Congili - tartarughe"><figcaption>I piccoli di tartaruga caretta caretta corrono verso il mare subito dopo la schiusa delle uova</figcaption></figure><p>Se i conigli qui non ci sono, ci sono in compenso le tartarughe <strong>caretta caretta</strong>. Specie protetta, queste tartarughe nidificano nel Mediterraneo, ma la spiaggia antistante l’Isola dei Conigli è la sola in Italia dove continuano a tornare puntualmente da più di venticinque anni. </p><p>Tra <strong>maggio e agosto</strong> le tartarughe preparano i nidi. Se ne contano fino a sette all’anno, ciascuno dei quali contiene circa cento uova. I nidi vengono accuratamente <strong>protetti </strong>dalle autorità locali e lo spettacolo della <strong>schiusa </strong>è sempre una grande emozione.</p><h2>Come visitare la spiaggia dell’isola dei Conigli</h2><p>Specialmente in estate <strong>raggiungere Lampedusa</strong> è facile perché l'aeroporto dell'isola è ben collegato a quello di diverse città italiane tramite voli diretti. Nel resto dell'anno bisogna fare scalo a Palermo o Catania. In alternativa c’è <strong>l’aliscafo </strong>da Porto Empedocle sempre operativo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765308" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-dei-due-mari-il-sorprendente-percorso-di-trekking-in-sicilia-che-attraversa-le-montagne.html" title="Il Sentiero dei Due Mari: il sorprendente percorso di trekking in Sicilia che attraversa le montagne">Il Sentiero dei Due Mari: il sorprendente percorso di trekking in Sicilia che attraversa le montagne</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-dei-due-mari-il-sorprendente-percorso-di-trekking-in-sicilia-che-attraversa-le-montagne.html" title="Il Sentiero dei Due Mari: il sorprendente percorso di trekking in Sicilia che attraversa le montagne"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-sentiero-dei-due-mari-il-sorprendente-percorso-panoramico-sui-monti-della-sicilia-1776938633558_320.jpg" alt="Il Sentiero dei Due Mari: il sorprendente percorso di trekking in Sicilia che attraversa le montagne"></a></article></aside><p>Per raggiungere la spiaggia dell’Isola dei Conigli dal centro di Lampedusa bisogna arrivare <strong>Capo Ponente</strong> in auto, scooter o navetta. Si prosegue poi a piedi per un quarto d’ora circa su un sentiero sterrato dove è possibile vedere anche la casa di <strong>Domenico Modugno</strong>, artista innamorato dell’isola.</p><p>È importante ricordare che la spiaggia dei Conigli dal 2021 è a <strong>numero chiuso</strong>. Trattandosi di un’area tutelata è accessibile solo a piedi. Sono vietati la pesca subacquea e l'attracco in barca. La prenotazione è <strong>gratuita </strong>ma <strong>obbligatoria</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/isola-dei-conigli-perche-non-e-davvero-un-isola-e-come-visitarla-1779883686431.jpg" data-image="yrwddely4v2r" alt="Spiaggia dei Conigli" title="Spiaggia dei Conigli"><figcaption>La baia dell'isola dei Conigli, parte della Riserva Naturale di Lampedusa </figcaption></figure><p>Di notte, tra le 19:30 e le 8:30 la spiaggia <strong>non è accessibile</strong> per permettere alle tartarughe di nidificare indisturbate. I nidi sono recintati e naturalmente non vanno mai toccati.</p><p>L’isolotto dei Conigli, invece, <strong>non è percorribile</strong> e non ha sentieri. Si può comunque nuotare fino alle sue coste rocciose, fare snorkeling o vederlo dal mare con uno dei tanti tour in barca che circumnavigano Lampedusa.</p><h2>Quando visitare l’Isola dei Conigli</h2><p>Primavera, estate e inizio di autunno sono i momenti migliori per visitare Lampedusa e la spiaggia dell’Isola dei Conigli. In particolare <strong>maggio, giugno</strong> e <strong>settembre </strong>sono i mesi in cui ci si può godere il mare con tutto lo splendore dei suoi colori, senza troppa folla.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="753593" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-tragedia-silenziosa-sotto-il-mare-italiano-l-ecosistema-marino-che-difende-le-spiagge-e-in-pericolo.html" title="Una tragedia silenziosa sotto il mare italiano: l’ecosistema marino che difende le spiagge è in pericolo">Una tragedia silenziosa sotto il mare italiano: l’ecosistema marino che difende le spiagge è in pericolo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-tragedia-silenziosa-sotto-il-mare-italiano-l-ecosistema-marino-che-difende-le-spiagge-e-in-pericolo.html" title="Una tragedia silenziosa sotto il mare italiano: l’ecosistema marino che difende le spiagge è in pericolo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-tragedia-silenziosa-sotto-il-mare-italiano-l-ecosistema-marino-che-difende-le-spiagge-e-in-pericolo-1770746998847_320.jpg" alt="Una tragedia silenziosa sotto il mare italiano: l’ecosistema marino che difende le spiagge è in pericolo"></a></article></aside><p>I mesi centrali dell’estate, <strong>luglio e agosto</strong>, sono molto caldi. È consigliabile tenerne conto perché la spiaggia si raggiunge tramite un sentiero facile ma molto esposto al sole e in pendenza.</p><p>Nei mesi <strong>invernali </strong>la folla è quasi inesistente, e nelle belle giornate l’aria è limpida e i colori sono sgargianti, ma naturalmente è possibile anche imbattersi in pioggia e nuvole.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/isola-dei-conigli-perche-non-e-davvero-un-isola-e-come-visitarla.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le previsioni di Meteored per la stagione degli uragani del 2026: ci saranno più cicloni quest'anno?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-previsioni-di-meteored-per-la-stagione-degli-uragani-del-2026-ci-saranno-piu-cicloni-quest-anno.html</link><pubDate>Sat, 30 May 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Gli esperti di Meteored hanno fornito una previsione sulla stagione degli uragani del 2026 per il bacino atlantico, che comprende il Golfo del Messico e il Mar dei Caraibi, e per il bacino del Pacifico nord-orientale, che comprende la costa occidentale degli Stati Uniti, il Messico e l'America Centrale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/pronostico-oficial-de-meteored-para-la-temporada-de-huracanes-2026-tendremos-mas-ciclones-este-ano-1779838196467.png" data-image="7rs018jdf2ec" alt="Cicloni tropicali." title="Cicloni tropicali."><figcaption>Ufficialmente, la stagione degli uragani nell'Atlantico inizia il 1° giugno e nel Pacifico nord-orientale il 15 maggio, entrambe con termine il 30 novembre.</figcaption></figure><p>Per formulare le previsioni, è stata condotta un'analisi approfondita, tenendo conto di osservazioni ed eventi climatici, modelli numerici avanzati e interpolazione di dati provenienti da stime pubblicate da enti governativi e accademici.</p><p>Interpolando le previsioni già pubblicate da agenzie meteorologiche, tra cui la <strong>National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA),</strong> si osserva un consenso analitico in cui le proiezioni numeriche combinate mostrano un impatto sul wind shear correlato all'oscillazione di El Niño.</p><div class="texto-destacado">Le simulazioni a lungo termine del <strong>Modello Climatico Europeo (ECMWF),</strong> nella sua versione di previsione stagionale, forniscono dati cruciali sulle anomalie della pressione a livello del mare e sui vettori del vento. <strong>Il modello indica che, nonostante i segnali di El Niño, le pressioni nell'Atlantico tropicale rimarranno leggermente al di sotto della norma,</strong> il che potrebbe indebolire parzialmente il <strong>wind shear</strong> in specifiche aree dei Caraibi.</div><p>Inoltre, l'<strong>ECMWF</strong> evidenzia un elevato segnale di energia potenziale disponibile nel Pacifico centrale e orientale, confermando che le condizioni dinamiche saranno eccezionalmente favorevoli alla formazione di perturbazioni di grandi dimensioni e di lunga durata.</p><h2>ENSO e la sua influenza sulla formazione dei cicloni tropicali</h2><p>È importante ricordare che, statisticamente, il riscaldamento nel Pacifico equatoriale, associato a modelli climatici come El Niño, genera un accoppiamento atmosferico che aumenta il wind shear verticale nel bacino atlantico, agendo come un freno naturale allo sviluppo di sistemi tropicali organizzati.</p><p>Al contrario, nel Pacifico nord-orientale e centrale, la riduzione dei venti a quote medie e superiori, combinata con l'aumento dell'energia termica, favorisce tradizionalmente un ambiente altamente attivo per lo sviluppo e la rapida intensificazione di uragani di grande intensità.</p><h3><strong>Ondate di calore marine: carburante per lo sviluppo di cicloni tropicali</strong></h3><p><strong>Un altro fattore considerato è stata la persistenza di acque insolitamente calde al di fuori delle regioni equatoriali. </strong>Questa variazione ha generato cambiamenti nelle correnti oceaniche, nel posizionamento di sistemi di alta pressione semipermanenti in entrambi gli oceani e nell'alterazione dei monsoni negli ultimi anni. <strong>Fattori che influenzano anch'essi lo sviluppo dei sistemi tropicali.</strong></p><p>La variabilità climatica nell'interazione oceano-atmosfera ha modificato le traiettorie tipiche dei cicloni tropicali ed extratropicali, una teoria rafforzata dalle osservazioni più recenti del National Hurricane Center (NHC) e della NOAA.</p><h2>Previsioni per la stagione degli uragani atlantici del 2026: al di sotto della media</h2><p>Secondo le previsioni della <strong>NOAA </strong>e dell'<strong>NHC,</strong> quest'anno si prevede una stagione degli uragani al di sotto della media per il bacino atlantico. Le previsioni indicano una probabilità del 35% di una stagione nella norma, <strong>del 10% di una stagione al di sopra della norma e del 55% di una stagione al di sotto della norma.</strong></p><p><strong>Le stime di Meteored indicano: un totale di 10-14 cicloni tropicali con nome</strong></p><ul><li><strong>5 tempeste tropicali con nome</strong></li><li><strong>4-6 uragani (categoria 1 e 2)</strong></li></ul><p><strong>Circa 1-3 uragani di forte intensità (categoria 3, 4 e 5, o con venti superiori a 250 km/h).</strong> Le coste dell'America Centrale, del Golfo del Messico e dei Caraibi rimangono vulnerabili come di consueto, ma quest'anno i modelli estendono il rischio di impatti verso le medie latitudini, avvertendo di traiettorie che potrebbero raggiungere le coste orientali del Canada e alcune zone dell'Europa occidentale come intensi sistemi post-tropicali.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pronostico-oficial-de-meteored-para-la-temporada-de-huracanes-2026-tendremos-mas-ciclones-este-ano-1779844274244.png" data-image="3facdd6bzy0g" alt="Nomi dei cicloni tropicali, stagione 2026." title="Nomi dei cicloni tropicali, stagione 2026."><figcaption>Elenco ufficiale dei nomi assegnati per identificare i cicloni tropicali che si svilupperanno nell'Atlantico nel 2026.</figcaption></figure><p>Per l'Atlantico, si prevede una moderazione nel numero netto di tempeste, <strong>sebbene permanga un potenziale distruttivo latente nei sistemi</strong> che riusciranno a svilupparsi.</p><h2>Previsioni per la stagione degli uragani del Pacifico nord-orientale del 2026: al di sopra della media annuale</h2><p>Secondo il <strong>Climate Prediction Center (CPC),</strong> c'è una probabilità del 70% che la stagione degli uragani sia superiore alla media. C'è una probabilità del 20% che la stagione sia nella norma e solo una probabilità del 10% che sia inferiore alla media.</p><p><strong>Le stime di Meteored sono le seguenti: un totale di 22-24 cicloni tropicali con nome</strong></p><ul><li><strong>10 tempeste tropicali con nome</strong></li><li><strong>7-8 uragani (categoria 1 e 2)</strong></li><li><strong>5-6 uragani di forte intensità (categoria 3, 4 e 5, o con venti superiori a 250 km/h)</strong></li></ul><p>Questi dati sono coerenti con un aumento dei giorni a rischio uragani, una condizione che consentirà di prevedere un numero di tempeste superiore alla media.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pronostico-oficial-de-meteored-para-la-temporada-de-huracanes-2026-tendremos-mas-ciclones-este-ano-1779844224941.png" data-image="1urwz1wh1jl9" alt="Lista ufficiale cicloni tropicali sul Pacifico nord-orientale." title="Lista ufficiale cicloni tropicali sul Pacifico nord-orientale."><figcaption>Elenco ufficiale dei nomi assegnati per identificare i cicloni tropicali nel Pacifico nord-orientale nel 2026.</figcaption></figure><p>La síntesis de estos modelos sugiere una temporada en el Pacífico Nororiental con una actividad significativamente superior al promedio histórico, <strong>c</strong><strong>abe mencionar que la posibilidad de impacto en tierra es alta para costas mexicanas, a donde incluso pudieran llegar huracanes mayores.</strong></p><h2>Cultura della prevenzione e della mitigazione dei rischi</h2><p>Considerato il complesso quadro meteorologico per la stagione 2026, la raccomandazione fondamentale per il pubblico è di rimanere costantemente attento agli avvisi emessi dai meteorologi, evitando la diffusione di voci infondate sui social media.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="677768" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?">Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti.html" title="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-nascono-i-cicloni-tropicali-il-cambiamento-climatico-li-sta-rendendo-sempre-piu-violenti-1728503576299_320.jpg" alt="Come nascono i cicloni tropicali? Il cambiamento climatico li sta rendendo sempre più violenti?"></a></article></aside><p><strong>È di vitale importanza seguire scrupolosamente e tempestivamente le istruzioni e gli avvisi tempestivi delle autorità locali di Protezione Civile. </strong>Una preparazione preventiva è fondamentale per salvaguardare vite umane e beni materiali.</p><h3><strong>Piano d'azione familiare e kit di emergenza</strong></h3><p>Come misura preventiva immediata prima dell'inizio della stagione, ogni famiglia dovrebbe predisporre un piano di emergenza che includa l'individuazione di rifugi temporanei e vie di evacuazione. È essenziale avere a disposizione un kit di emergenza impermeabile, contenente i seguenti articoli essenziali per la sopravvivenza durante le prime 72 ore:</p><ul><li><strong>Acqua in bottiglia e cibo non deperibile</strong> per ogni membro della famiglia.</li><li><strong>Un kit di pronto soccorso con farmaci essenziali e materiale per la cura delle ferite.</strong></li><li><strong>Una torcia con batterie di ricambio e una radio portatile AM/FM</strong> per rimanere informati in caso di interruzione di corrente.</li><li><strong>Copie di documenti importanti (documenti d'identità, certificati di nascita, atti di proprietà, ecc.)</strong> conservate in sacchetti di plastica ermetici o su una chiavetta USB.</li><li><strong>Attrezzi di base,</strong> un fischietto di emergenza, articoli per l'igiene personale e coperte leggere.</li></ul><p>Ricorda di controllare gli avvisi di cicloni tropicali! Noi di Meteored forniamo informazioni ufficiali in tempo reale attraverso i nostri canali social, il sito web e l'app mobile, dove puoi accedere ad avvisi meteo immediati preparati dal nostro team di esperti di meteorologia tropicale.</p><ul></ul>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-previsioni-di-meteored-per-la-stagione-degli-uragani-del-2026-ci-saranno-piu-cicloni-quest-anno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item></channel></rss>