<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 18 Aug 2026 11:30:16 +0000</lastBuildDate><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 11:30:16 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Meteo weekend: Italia spaccata in due. Assaggio d’autunno al Nord, caldo e afa al Sud]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-italia-spaccata-in-due-assaggio-d-autunno-al-nord-caldo-e-afa-al-sud.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il tempo torna a cambiare rapidamente. Dopo la breve tregua di mercoledì, una nuova perturbazione investirà il Nord e parte del Centro. Nel weekend il contrasto diventerà netto: clima quasi autunnale al Settentrione, estate piena e caldo anomalo al Sud.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaypuxm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaypuxm.jpg" id="xaypuxm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’Italia si prepara a vivere una seconda parte della settimana dai due volti. La perturbazione transitata tra ieri e oggi si sta allontanando, <strong>lasciando le ultime condizioni di instabilità soprattutto al centro-sud</strong> e un miglioramento più evidente sulle regioni settentrionali. </p><p>La tregua avrà però vita breve: da giovedì una nuova ondulazione atlantica riporterà piogge e temporali al nord, mentre il sud tornerà progressivamente a fare i conti con temperature elevate.</p><h2>Martedì ancora instabile al sud, mercoledì una pausa quasi generale</h2><p>Nelle prossime ore il tempo tenderà a sistemarsi al nord, mentre al centro l’instabilità residua riguarderà soprattutto il versante adriatico e le zone interne. Al sud resterà maggiore spazio per rovesci e temporali tra basso Tirreno, Calabria, Sicilia e aree appenniniche, prima di un miglioramento serale.</p><p><strong>Mercoledì 19 agosto </strong>sarà invece la giornata più tranquilla della settimana. Il sole riuscirà a imporsi su gran parte del Paese, con soltanto qualche disturbo pomeridiano su Alpi e Appennino. Una parentesi breve, perché da ovest si avvicinerà rapidamente un nuovo sistema perturbato.</p><h2>Giovedì e venerdì nuova perturbazione al Nord: temperature in netto calo</h2><p>Il nuovo cambiamento entrerà nel vivo <strong>tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto</strong>, quando correnti più fresche di origine atlantica riusciranno a raggiungere il Nord Italia. Le prime regioni interessate saranno quelle nord-occidentali e l'arco alpino, con una successiva estensione dell'instabilità verso Lombardia, Triveneto e, in parte, le regioni centrali.</p><p>Nel pomeriggio di giovedì la probabilità di precipitazioni diventerà molto elevata su diversi settori settentrionali: in <strong>Lombardia, Trentino-Alto Adige, alto Veneto e Liguria</strong> sono previsti rovesci e temporali localmente intensi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784267" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi.html" title="Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi">Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi.html" title="Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi-1787040927289_320.jpg" alt="Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi"></a></article></aside><p>Il cambiamento non riguarderà soltanto le piogge. <strong>Le temperature inizieranno a perdere diversi gradi al nord</strong>, mentre il caldo continuerà a farsi sentire sul resto del Paese. Giovedì pomeriggio, ad esempio, si potranno registrare circa <strong>23 °C a Trento e 26 °C tra Milano e Torino</strong>, mentre tra Emilia-Romagna, Toscana e Centro-Sud i valori resteranno decisamente più elevati: attorno ai <strong>34 °C tra Bologna e Firenze</strong>, circa <strong>33 °C a Roma</strong> e ancora <strong>34-38 °C in alcune zone della Puglia</strong>.</p><p>Venerdì il divario diventerà ancora più evidente. L'aria fresca penetrerà ulteriormente sulle regioni settentrionali e <strong>Milano potrebbe fermarsi intorno ai 21 °C nelle ore pomeridiane</strong>, con valori sui <strong>25 °C a Torino</strong> e attorno ai <strong>26 °C tra Bologna e Firenze</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-weekend-italia-divisa-in-due-assaggio-d-autunno-al-nord-caldo-in-forte-aumento-al-sud-1787043490978.png" data-image="nqxv0f423ssn" alt="Venerdì 21 agosto temperature sotto media al Nord e caldo anomalo al Sud" title="Venerdì 21 agosto temperature sotto media al Nord e caldo anomalo al Sud"><figcaption>Venerdì 21 agosto temperature sotto media al Nord e caldo anomalo al Sud</figcaption></figure><p>Anche le anomalie termiche raccontano bene questa spaccatura: sul Nord-Ovest si potranno registrare temperature <strong>inferiori alla media del periodo</strong>, mentre tra medio Adriatico e al sud continueranno a prevalere valori sopra la norma.</p><p>Il passaggio perturbato potrebbe inoltre lasciare accumuli pluviometrici importanti. Entro domenica sera il modello europeo individua quantitativi <strong>superiori ai 100 mm su alcune zone della Lombardia</strong>, circa <strong>80 mm nell'area genovese</strong> e oltre <strong>60 mm tra Veneto e Trentino</strong>.</p><div class="texto-destacado">Numeri da leggere naturalmente come una tendenza e non come valori puntuali: con fenomeni temporaleschi gli accumuli possono cambiare sensibilmente anche nel giro di pochi chilometri. Il segnale generale resta però piuttosto netto: <strong>sarà il Nord la zona maggiormente coinvolta dalla nuova fase instabile.</strong></div><p>A rendere ancora più interessante il quadro c'è anche la temperatura del Mediterraneo. Sul Tirreno centrale la superficie del mare si trova attorno ai <strong>30 °C</strong>, con punte previste fino a circa <strong>31 °C nei prossimi giorni</strong>. Un serbatoio di calore e umidità notevole che, in presenza di aria più fresca in quota, può contribuire ad alimentare fenomeni temporaleschi particolarmente energici.</p><h2>Previsione weekend 22-23 agosto: Italia spaccata in due tra fresco al Nord e caldo al Sud</h2><p>Nel fine settimana il contrasto tra Nord e Sud diventerà ancora più evidente. <strong>Sabato resterà un po' di instabilità soprattutto sulle regioni settentrionali e sui rilievi alpini</strong>, mentre al Centro-Sud prevarranno condizioni più stabili e decisamente più calde.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-weekend-italia-divisa-in-due-assaggio-d-autunno-al-nord-caldo-in-forte-aumento-al-sud-1787043560295.png" data-image="3jb34tx2l271" alt="Le piogge attese fino a domenica 23 agosto: accumuli importanti al Nord" title="Le piogge attese fino a domenica 23 agosto: accumuli importanti al Nord"><figcaption>Le piogge attese fino a domenica 23 agosto: accumuli importanti al Nord</figcaption></figure><p>Le temperature racconteranno bene questa divisione: nel pomeriggio di sabato sono previsti circa <strong>23 °C a Torino e 26 °C a Milano</strong>, mentre si potranno raggiungere <strong>34 °C a Roma e 35-36 °C tra Puglia e Sicilia</strong>.</p><p>Domenica il tempo dovrebbe migliorare anche al Nord, ma il divario termico resterà marcato. Tra Piemonte e Lombardia potranno persistere valori leggermente inferiori alla media, mentre al Sud le anomalie positive rimangono <strong>localmente a +5/+7 °C</strong>, con punte di <strong>35-36 °C in Sicilia</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782578" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html" title="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione">Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html" title="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione-1786137988309_320.png" alt="Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione"></a></article></aside><p><strong>L'Italia sembrerà così divisa tra due stagioni:</strong> un assaggio di fine estate, quasi autunnale, al Nord e una nuova fiammata estiva al Sud.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-weekend-italia-spaccata-in-due-assaggio-d-autunno-al-nord-caldo-e-afa-al-sud.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Milano: sta per finire il caldo, giovedì violenti temporali sulla Lombardia, rischio grandine e nubifragi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:17:48 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo l’ultima fiammata fino a 35°C, da giovedì la Lombardia passa bruscamente dal caldo ai temporali: rischio grandine, raffiche di vento e temperature in calo anche di 10°C</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xayp3ma"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xayp3ma.jpg" id="xayp3ma"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo una lunga estate segnata da caldo e afa, la Lombardia si prepara a un cambio di scena molto rapido. Tra mercoledì 19 e giovedì 20 agosto una perturbazione atlantica raggiungerà il Nord Italia, interrompendo bruscamente la nuova fiammata di caldo e aprendo una fase più fresca, ma anche decisamente più instabile.</p><h2>Mercoledì, ultimo assaggio d’estate: Milano torna a 34°C</h2><p>Prima del peggioramento ci sarà ancora spazio per il caldo. <strong>Mercoledì 19 agosto l’alta pressione tornerà temporaneamente protagonista</strong>, con ampie schiarite e temperature massime nuovamente vicine ai <strong>35°C sulla Pianura Padana</strong>. A Milano sono attesi circa <strong>34°C</strong> e, a causa dell’elevata umidità, il caldo potrà risultare ancora più pesante, con forte disagio nelle ore centrali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784063" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud.html" title="Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”">Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud.html" title="Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud-1786950943664_320.jpg" alt="Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”"></a></article></aside><p>Una situazione simile interesserà molte città della pianura lombarda, dopo una stagione che ha messo a dura prova soprattutto i grandi centri urbani. Ma già dalla serata il quadro inizierà a cambiare: i primi temporali potranno raggiungere la Lombardia occidentale e le zone dei laghi, tra <strong>Varesotto</strong>, <strong>Comasco</strong>, <strong>Monza-Brianza</strong> e <strong>Milanese</strong>.</p><h2>Giovedì arriva la perturbazione: rischio temporali forti, grandine e raffiche di vento</h2><p>Nella notte e soprattutto durante la giornata di <strong>giovedì 20 agosto</strong> il fronte atlantico entrerà con decisione sul Nord Italia. Le nubi aumenteranno rapidamente su Alpi e Prealpi, per poi estendersi alle aree pedemontane e alla pianura. Il passaggio avverrà in presenza di un forte contrasto tra <strong>l’aria fresca in arrivo dall’Atlantico e l’aria molto calda e umida</strong> ancora presente nei bassi strati. </p><div class="texto-destacado">I venti di Libeccio sul Mar Ligure e il richiamo di Scirocco sull’Adriatico contribuiranno ad alimentare l’umidità disponibile, creando condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali localmente molto intensi</div><p>Tra <strong>Milano, Monza, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia</strong> e le Prealpi saranno possibili rovesci violenti, grandinate e forti raffiche di vento. Nelle celle temporalesche più organizzate non si può escludere, in modo molto localizzato, anche la formazione di qualche tromba d’aria: un’eventualità che potrà essere valutata meglio soltanto a ridosso dell’evento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi-1787039066407.png" data-image="j9dw1ixfv3ma" alt="Forti piogge e temporali in arrivo, stop al caldo atroce" title="Forti piogge e temporali in arrivo, stop al caldo atroce"><figcaption>Accumuli di pioggia previsti tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto</figcaption></figure><p>Le precipitazioni potrebbero inoltre risultare molto intense in poco tempo con accumuli che potrebbero superare i 100 mm su <strong>Brescia e provincia</strong>. Sarà quindi importante seguire i prossimi aggiornamenti e soprattutto le eventuali <strong>allerte ufficiali della Protezione Civile</strong>.</p><h2>Temperature in picchiata: fino a 10°C in meno, venerdì ancora instabile</h2><p>Il cambiamento più evidente sarà quello termico. A <strong>Milano</strong> si passerà dai circa <strong>34°C di mercoledì a 24-25°C giovedì</strong>, con un calo nell’ordine di <strong>8-10°C in appena 24 ore</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783639" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-va-verso-il-declino.html" title="Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”">Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-va-verso-il-declino.html" title="Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-ha-raggiunto-il-suo-apice-1786699399843_320.png" alt="Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”"></a></article></aside><p>Venerdì 21 agosto l’aria più fresca avrà ormai conquistato tutta la regione: Milano potrebbe fermarsi attorno ai <strong>24°C</strong>, con minima sui 19°C, mentre anche <strong>Brescia</strong>, <strong>Bergamo</strong> e le altre città lombarde torneranno rapidamente su valori molto più vicini alle medie del periodo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi-1787040927289.jpg" data-image="sz3od8svlleg" alt="Milano, temporale." title="Milano, temporale."><figcaption>Fenomeni intensi sono attesi anche sul capoluogo lombardo, con rischio grandine e forti colpi di vento.</figcaption></figure><p>L’instabilità, però, non si esaurirà con il passaggio del fronte. Piogge e temporali potranno interessare ancora gran parte della Lombardia, spostandosi anche verso la <strong>bassa pianura, il Mantovano, la Bassa Bresciana e l’Oltrepò Pavese</strong>. Gli accumuli potranno risultare localmente importanti soprattutto dove i temporali insisteranno più a lungo.</p><h2>Weekend tra temporali e schiarite: domenica possibile miglioramento</h2><p>Per chi rientra dalle vacanze, il fine settimana si annuncia ancora variabile. <strong>Sabato 22 agosto</strong> resteranno condizioni di instabilità soprattutto sulla Lombardia occidentale, sulle Alpi e sulle Prealpi, con molte nubi e nuovi rovesci o temporali più probabili nel pomeriggio sui rilievi e nelle vicine aree pedemontane. Qualche fenomeno potrà sconfinare anche verso la pianura.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="784075" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi.html" title="Maltempo, allerta meteo al Nord: temporali violenti, grandine e raffiche di vento. Giovedì rischio fenomeni estremi">Maltempo, allerta meteo al Nord: temporali violenti, grandine e raffiche di vento. Giovedì rischio fenomeni estremi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi.html" title="Maltempo, allerta meteo al Nord: temporali violenti, grandine e raffiche di vento. Giovedì rischio fenomeni estremi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi-1786960021516_320.jpg" alt="Maltempo, allerta meteo al Nord: temporali violenti, grandine e raffiche di vento. Giovedì rischio fenomeni estremi"></a></article></aside><p>Tra la notte di sabato e le prime ore di domenica potrebbe aprirsi una fase più tranquilla e durante <strong>domenica 23 agosto</strong> sono possibili schiarite più ampie. Il miglioramento, tuttavia, è ancora da confermare.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-milano-sta-per-finire-il-caldo-giovedi-violenti-temporali-sulla-lombardia-rischio-grandine-e-nubifragi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il fenomeno El Niño sta impoverendo il Pacifico di nutrienti: la NASA rileva un forte calo del fitoplancton]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-fenomeno-el-nino-sta-impoverendo-il-pacifico-di-nutrienti-la-nasa-rileva-un-forte-calo-del-fitoplancton.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>El Niño è ufficialmente arrivato nel Pacifico equatoriale ed è ora visibile dallo spazio. La NASA ha registrato un calo significativo dei livelli di clorofilla, segno che il fitoplancton sta perdendo l'apporto di nutrienti necessario alla sua crescita.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-esta-dejando-sin-nutrientes-al-pacifico-la-nasa-detecta-una-fuerte-caida-del-fitoplancton-1786837215965.jpg" data-image="sykjrfr2cogw" alt="Niño NASA" title="Niño NASA"><figcaption>Le mappe mostrano le concentrazioni medie mensili di clorofilla per giugno 2025 (a sinistra), in condizioni neutre, e per giugno 2026 (a destra), durante un evento El Niño in intensificazione. Immagini del NASA Earth Observatory di Michala Garrison.</figcaption></figure><p>Dal giugno 2026, El Niño è un fenomeno confermato nel Pacifico tropicale e i suoi primi effetti si stanno già facendo sentire dove sono meno visibili a occhio nudo: alla base della catena alimentare oceanica. Secondo un rapporto della NASA, le immagini satellitari mostrano un netto calo delle concentrazioni di clorofilla nel Pacifico centrale, confrontando le condizioni neutre del giugno 2025 con lo scenario del giugno 2026, <strong>quando El Niño era già in fase di intensificazione.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Il riscaldamento associato a El Niño riduce la risalita di nutrienti dalle profondità del Pacifico. Il declino del fitoplancton è già visibile dallo spazio e i suoi effetti stanno iniziando a incidere su una delle attività di pesca più importanti del pianeta.</strong></div><p>La clorofilla è il pigmento che ci permette di identificare la presenza di fitoplancton, gli organismi microscopici che sostengono l'intera rete alimentare marina. Quando la sua concentrazione diminuisce, l'impatto non si ferma all'acqua: diminuisce la disponibilità di cibo per lo zooplancton, i pesci, gli uccelli marini e i mammiferi marini che dipendono da quella catena alimentare per sopravvivere. È un effetto a cascata che inizia in modo invisibile e finisce per colpire intere attività di pesca, come sta già accadendo in Perù.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/WPA-KpldDVc/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=WPA-KpldDVc" id="WPA-KpldDVc"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Il <strong>Climate Prediction Center (CPC) della NOAA</strong> conferma la situazione: l'agenzia ha innalzato il livello di allerta a "Avviso El Niño" l'11 giugno 2026, dopo essere stata nella fase di "Osservazione", e ora prevede che il fenomeno continuerà a intensificarsi per tutto il 2026, <strong>con una probabilità del 97% di rimanere attivo fino all'inizio della primavera nell'emisfero settentrionale nel 2027.</strong> In altre parole: ciò che si osserva attualmente nelle mappe della clorofilla è solo l'inizio.</p><h2>Perché il riscaldamento degli oceani sta impoverendo gli oceani di nutrienti?</h2><p>Il meccanismo alla base di questo declino non ha nulla a che vedere con la minore quantità di luce solare o l'inquinamento, bensì con le leggi fondamentali della fisica oceanica. In condizioni normali, gli alisei spingono le calde acque superficiali verso ovest attraverso il Pacifico, permettendo alle acque fredde e ricche di nutrienti di risalire dalle profondità della zona equatoriale orientale: <strong>un processo chiamato upwelling. </strong>Questa risalita di nutrienti è ciò che alimenta il fitoplancton e, di conseguenza, l'intera catena alimentare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-esta-dejando-sin-nutrientes-al-pacifico-la-nasa-detecta-una-fuerte-caida-del-fitoplancton-1786838205931.png" data-image="1kkv43kv3uec" alt="Niño." title="Niño."><figcaption>L'8 giugno 2026, pochi giorni prima della dichiarazione di El Niño, sono stati osservati livelli del mare superiori alla norma (in rosso) nel Pacifico centrale e orientale. I dati per la mappa sono stati ottenuti dal satellite Sentinel-6 Michael Freilich ed elaborati dagli scienziati del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA.</figcaption></figure><p><strong>Durante El Niño, gli alisei si indeboliscono e l'acqua calda si accumula nel Pacifico centrale e orientale, formando uno strato profondo che blocca la risalita dei nutrienti.</strong> Il risultato è esattamente quello che il satellite PACE ha rilevato: meno clorofilla, meno fitoplancton e meno cibo disponibile. Questo meccanismo è stato documentato in dettaglio da un team guidato da Hyung-Gyu Lim del Geophysical Fluid Dynamics Laboratory (GFDL) della NOAA in uno studio pubblicato su Geophysical Research Letters.</p><div class="texto-destacado">Utilizzando un modello del sistema Terra di nuova generazione (ESM4.1), i ricercatori sono stati in grado di riprodurre, con una precisione molto maggiore rispetto alle versioni precedenti, sia il calo della clorofilla durante <strong>El Niño</strong> sia il suo successivo recupero, un fenomeno noto come "rimbalzo della clorofilla". </div><p>Secondo lo studio, questo rimbalzo è in gran parte spiegato da un trasporto anomalo di ferro dal Pacifico occidentale alla zona equatoriale attraverso la corrente sottomarina equatoriale, ulteriormente rafforzato dal contributo di ferro che arriva con le polveri provenienti dalla terraferma nella fase successiva all'evento.</p><h2>Il Perù ne sta già subendo le conseguenze: la pesca delle acciughe è stata sospesa</h2><p>Mentre i satelliti documentano il fenomeno dallo spazio, le sue conseguenze economiche si fanno già sentire in mare. Il Ministero della Produzione del Perù (PRODUCE) ha sospeso le attività di pesca di acciughe e acciughe bianche nella zona centro-settentrionale della costa peruviana. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782243" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-fenomeno-el-nino-sta-tornando-l-interruttore-si-sta-azionando-proprio-ora-ecco-cosa-ci-aspetta-in-inverno.html" title="Il fenomeno El Niño sta tornando: 'L'interruttore si sta azionando proprio ora' – ecco cosa ci aspetta in inverno">Il fenomeno El Niño sta tornando: "L'interruttore si sta azionando proprio ora" – ecco cosa ci aspetta in inverno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-fenomeno-el-nino-sta-tornando-l-interruttore-si-sta-azionando-proprio-ora-ecco-cosa-ci-aspetta-in-inverno.html" title="Il fenomeno El Niño sta tornando: 'L'interruttore si sta azionando proprio ora' – ecco cosa ci aspetta in inverno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-kehrt-zuruck-der-schalter-kippt-gerade-das-erwartet-uns-im-winter-1785915068738_320.jpg" alt="Il fenomeno El Niño sta tornando: 'L'interruttore si sta azionando proprio ora' – ecco cosa ci aspetta in inverno"></a></article></aside><p>La decisione si basa sui rapporti dell'Istituto Marino Peruviano (IMARPE), che ha messo in guardia sulla persistenza e l'intensificarsi delle temperature elevate e sulla maggiore vulnerabilità dello stock durante la prima stagione di pesca del 2026.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-esta-dejando-sin-nutrientes-al-pacifico-la-nasa-detecta-una-fuerte-caida-del-fitoplancton-1786838287034.jpg" data-image="3k5nt48uikj9" alt="Pesci." title="Pesci."><figcaption>Il governo peruviano ha deciso di sospendere la pesca delle acciughe. La decisione è stata presa a titolo precauzionale per salvaguardare la sostenibilità della principale risorsa ittica del paese, data l'elevata vulnerabilità dello stock e l'intensificarsi delle temperature elevate.</figcaption></figure><p>L'acciuga è la specie più importante per l'industria della pesca industriale in Perù e sostiene una parte significativa della produzione nazionale di farina e olio di pesce. <strong>La stagione è iniziata con una quota di 1.914.049 tonnellate, la più bassa degli ultimi dieci anni e inferiore del 36% rispetto all'anno precedente.</strong> Il collegamento con le osservazioni della NASA è diretto: quando i nutrienti diminuiscono e il fitoplancton cala, l'acciuga perde una delle sue principali fonti di cibo e l'impatto può estendersi all'intera filiera della pesca.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781288" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense.html" title="Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense">Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense.html" title="Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-le-ondate-di-calore-in-europa-diventeranno-ancora-piu-intense-1785424937190_320.png" alt="Super El Niño: le ondate di calore in Europa diventeranno ancora più intense"></a></article></aside><p>La grande incognita è fino a che punto si spingerà questo sconvolgimento se El Niño continuerà a intensificarsi nel corso del 2026. La NOAA non esclude la possibilità che il fenomeno possa raggiungere un'intensità molto elevata verso la fine dell'anno, mentre la scienza sarà in grado di seguirne l'evoluzione con un livello di dettaglio senza precedenti. <strong>Il satellite PACE consente l'osservazione quotidiana dei cambiamenti nel colore dell'oceano e del fitoplancton,</strong> offrendo un'opportunità eccezionale per monitorare come El Niño trasforma la produttività del Pacifico e, infine, come inizia la sua ripresa.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Hyung-Gyu%20Lim%2C%20%20John%20P.%20Dunne%2C%20Charles%20A.%20Stock%2C%20Paul%20Ginoux%2C%20Jasmin%20G.%20John%2C%20John%20Krasting" data-year="2022" data-title="Oceanic%20and%20Atmospheric%20Drivers%20of%20Post-El-Ni%C3%B1o%20Chlorophyll%20Rebound%20in%20the%20Equatorial%20Pacific" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1029%2F2021GL096113">Hyung-Gyu Lim, John P. Dunne, Charles A. Stock, Paul Ginoux, Jasmin G. John, John Krasting. (2022). <a href="https://doi.org/10.1029/2021GL096113" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Oceanic and Atmospheric Drivers of Post-El-Niño Chlorophyll Rebound in the Equatorial Pacific</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-fenomeno-el-nino-sta-impoverendo-il-pacifico-di-nutrienti-la-nasa-rileva-un-forte-calo-del-fitoplancton.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Mediterraneo bollente da record: il pericolo arriverà con la prima perturbazione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>In alcune aree del Mediterraneo si sono oltrepassati i +30°C, con punte oltre i +31°C in Italia, e fino a +33°C a sud delle Baleari. Si tratta di valori eccezionali. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaykumq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaykumq.jpg" id="xaykumq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il caldo intenso e persistente di questi mesi ha provocato un forte riscaldamento delle acque superficiali dei mari che circondano la nostra penisola. In alcuni bacini stiamo registrando alcuni dei valori termici più alti di sempre, superando i record della terribile estate del 2003. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Proprio nei giorni scorsi, nel tratto di mare attorno le Eolie, così come su alcuni tratti del Mar Ligure, <strong>la temperatura superficiale del mare ha oltrepassato pure i +30°C, arrivando a toccare i +31°C.</strong> La notizia è pessima, poiché lo strato di acqua surriscaldata si sta spingendo anche in profondità.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>Ma nulla a che vedere con i +33°C dalla boa di Dragonera, situata poco a ovest dell'isola di Maiorca,</strong> in Spagna, nel pomeriggio del 4 agosto. Se questo dato verrà confermato, <strong>potrebbe trattarsi del record di temperatura superficiale marina misurato da una boa nel Mediterraneo.</strong></p><h2><strong>Come mai i mari sono così caldi?</strong></h2><p>Il promontorio anticiclonico sub-tropicale africano che da mesi ingloba il bacino centrale del Mediterraneo, oltre a rendere il soleggiamento pressoché costante e prolungato per l’intero arco di giornata, contribuisce a mantenere i mari quasi calmi o al più poco mossi a largo per via della debole o quasi del tutto assente ventilazione nei bassi strati, sotto la cupola anticiclonica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione-1786137988309.png" data-image="7385gyjkebbm" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Il mare a largo rimanendo calmo, sotto il sole cocente, immagazzina una maggiore quantità di calore. </figcaption></figure><p>Il mare a largo rimanendo calmo, sotto il sole cocente, immagazzina una maggiore quantità di calore. <strong>Ciò determina il considerevole aumento termico, soprattutto lungo il bacino adriatico, che essendo poco profondo è maggiormente soggetto a questi repentini mutamenti termici.</strong></p><h2><strong>Quali saranno le conseguenze in atmosfera?</strong></h2><p>Un mare molto caldo crea <strong>un forte gradiente termico verticale</strong> tra superficie e quote più alte. Questo aumenta l’instabilità atmosferica (misurata ad esempio dal <strong>CAPE, Convective Available Potential Energy).</strong> </p><div class="texto-destacado">L’aria umida e calda tende a salire rapidamente, formando cumuli e cumulonembi, di un certo spessore.</div><p>Maggiore umidità significa anche piogge più intense e persistenti (più acqua condensabile). Quindi ciò non fa che enfatizzare il rischio di eventi precipitativi estremi, al primo refolo di aria fresca e instabile, in quota. </p><h2><strong>Possono nascere davvero cicloni di tipo tropicale?</strong></h2><p>Nei tropici temperature marine elevate sono il “carburante” principale dei cicloni tropicali (uragani, tifoni). L’energia termica e il calore latente mantengono e intensificano il ciclone (principio del motore di Carnot atmosferico).</p><div class="texto-destacado"><strong>In zone subtropicali o temperate (es. Mediterraneo) un mare anomalo caldo favorisce la formazione di medicane (cicloni di tipo tropicale mediterranei) o l’approfondimento di depressioni extra-tropicali. L’aria calda e umida può rendere più “tropicale” la struttura del sistema, con un occhio più definito e venti più intensi.</strong></div><p>Anche senza arrivare a cicloni, il mare caldo aumenta il contenuto di umidità dell’aria (misurabile con il <strong>precipitable water</strong>). Ciò nella pratica facilita le alluvioni lampo, grandinate intense e trombe d’aria marine/terrestri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione-1786138041329.png" data-image="x9z8ml4zsv1p" alt="Mediterraneo caldo." title="Mediterraneo caldo."><figcaption>Maggiore umidità significa anche piogge più intense e persistenti (più acqua condensabile). Quindi ciò non fa che enfatizzare il rischio di eventi precipitativi estremi, al primo refolo di aria fresca e instabile, in quota. </figcaption></figure><p>In condizioni di blocco atmosferico o di aria fredda in quota, il contrasto termico fra mare e aria diventa ancora più estremo, amplificando la convezione e rendendola esplosiva, spingendola fino alla tropopausa.</p><h2><strong>Autunno a rischio eventi meteo estremi</strong></h2><p>Con l’ingresso delle prime saccature atlantiche e lo sviluppo di profonde ciclogenesi sul bacino del Mediterraneo si aprirà, in autunno, <strong>la stagione dei fenomeni meteorologici violenti.</strong> Come accade spesso in questi mesi, soprattutto fra il Mar Ligure, il Tirreno e i mari che circondano la Sardegna e la Sicilia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782427" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-per-ferragosto-cosa-vedono-e-ci-dicono-i-modelli-meteorologici.html" title="Tendenza Meteo per Ferragosto: cosa 'vedono' e ci 'dicono' i modelli meteorologici">Tendenza Meteo per Ferragosto: cosa "vedono" e ci "dicono" i modelli meteorologici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenza-meteo-per-ferragosto-cosa-vedono-e-ci-dicono-i-modelli-meteorologici.html" title="Tendenza Meteo per Ferragosto: cosa 'vedono' e ci 'dicono' i modelli meteorologici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenza-meteo-per-ferragosto-cosa-vedono-e-ci-dicono-i-modelli-meteorologici-1786085189153_320.png" alt="Tendenza Meteo per Ferragosto: cosa 'vedono' e ci 'dicono' i modelli meteorologici"></a></article></aside><p>Ad esempio, lo sviluppo delle ciclogenesi secondarie sul Mar Ligure o sul Mar di Corsica sovente produce una intensa ventilazione dai quadranti meridionali nei bassi strati, con formazione di <strong>“linee di confluenza”</strong> in mare che generano intensi “forcing” convettivi, con la formazione dei pericolosi “<strong>v-shaped storm</strong>”.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/mediterraneo-bollente-da-record-il-pericolo-arrivera-con-la-prima-perturbazione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un misterioso ciclo di 27,5 milioni di anni potrebbe spiegare le più grandi catastrofi della Terra]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-misterioso-ciclo-di-27-5-milioni-di-anni-potrebbe-spiegare-le-piu-grandi-catastrofi-della-terra.html</link><pubDate>Tue, 18 Aug 2026 03:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un nuovo studio riporta alla ribalta un'ipotesi controversa: le più gravi crisi geologiche della Terra potrebbero essere il risultato di un ciclo naturale che si ripete da centinaia di milioni di anni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-misterioso-ciclo-de-27-5-millones-de-anos-podria-explicar-las-mayores-catastrofes-de-la-tierra-1785459147254.jpg" data-image="fkmg65t02w3b" alt="Terra." title="Terra."><figcaption>Sono state esaminate banche dati geologiche già pubblicate che raccolgono 89 grandi eventi verificatisi negli ultimi 260 milioni di anni.</figcaption></figure><p>Le estinzioni di massa, le gigantesche eruzioni vulcaniche e i periodi in cui gli oceani hanno perso gran parte del loro ossigeno sembrano, a prima vista, fenomeni indipendenti. Tuttavia, un nuovo studio suggerisce che questi grandi episodi della storia del pianeta <strong>potrebbero essere collegati da uno schema sorprendente che si ripete all’incirca ogni 27,5 milioni di anni.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La ricerca, pubblicata sulla rivista <strong>Evolving Earth,</strong> riprende un’ipotesi che da decenni suscita dibattiti tra i geologi. L’idea è emersa negli anni ’80, quando diversi studi hanno ipotizzato che alcuni degli eventi più significativi registrati nella storia della Terra non avvenissero in modo del tutto casuale, <strong>ma seguendo una periodicità di decine di milioni di anni.</strong> Da allora, questa teoria è stata contestata e difesa in egual misura.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ora, il geologo Michael Rampino, dell’Università di New York, ha riesaminato le prove utilizzando scale temporali geologiche aggiornate e metodi statistici più precisi. Secondo le sue conclusioni, l’esistenza di questo ciclo non solo rimane compatibile con i dati disponibili, ma le prove a suo favore si sono rafforzate con il passare del tempo.</p><h2> Un'analisi di 260 milioni di anni di storia geologica </h2><p>Per portare avanti il lavoro, Rampino ha esaminato banche dati geologiche già pubblicate che raccolgono 89 grandi eventi <strong>verificatisi negli ultimi 260 milioni di anni.</strong></p><p>L'insieme comprende estinzioni di massa marine, episodi in cui gli oceani sono rimasti praticamente privi di ossigeno, enormi eruzioni di basalto continentale, variazioni globali del livello del mare, estinzioni di vertebrati terrestri, cambiamenti nella velocità di espansione del fondale oceanico e picchi di attività vulcanica all'interno delle placche tettoniche.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-misterioso-ciclo-de-27-5-millones-de-anos-podria-explicar-las-mayores-catastrofes-de-la-tierra-1785459187982.jpg" data-image="ngda5ayvh0i5" alt="Terra." title="Terra."><figcaption>L'età di alcuni dei crateri più grandi conosciuti sulla Terra sembra essere compatibile con il ciclo di 27,5 milioni di anni.</figcaption></figure><p>Analizzando tutte queste informazioni nel loro insieme, è emerso nuovamente un modello dominante con una periodicità di circa <strong>27,5 milioni di anni.</strong> I risultati mostrano anche un segnale secondario, molto meno marcato, <strong>con una periodicità approssimativa di 8,9 milioni di anni.</strong></p><p>Lo studio non sostiene che un tipo di disastro geologico ne provochi direttamente un altro. Suggerisce invece che diversi sistemi terrestri potrebbero rispondere periodicamente a uno stesso meccanismo profondo che agisce su scale temporali estremamente lunghe.</p><h2> Cosa potrebbe determinare questo andamento? </h2><p>La spiegazione rimane un mistero, anche se i ricercatori stanno valutando diverse possibilità.</p><p>Una delle ipotesi punta all’interno del pianeta. Il mantello terrestre è in costante movimento grazie a correnti di convezione estremamente lente. Cambiamenti periodici in tale circolazione, o l’affioramento di grandi pennacchi di materiale caldo dalle profondità, potrebbero modificare l’attività vulcanica, la dinamica delle placche tettoniche e la formazione delle catene montuose.</p><div class="texto-destacado">Poiché tutti questi processi sono strettamente correlati, un’alterazione originata negli strati profondi della Terra potrebbe finire per influenzare la superficie, gli oceani, il clima e persino la biodiversità milioni di anni dopo.</div><p>Un’altra possibilità riguarda i cambiamenti orbitali a lunghissimo termine. Queste variazioni possono modificare il clima e il livello del mare, ridistribuendo enormi quantità di acqua, ghiaccio e sedimenti sulla superficie terrestre. Secondo Rampino, tali variazioni di carico potrebbero alterare sottilmente le sollecitazioni che agiscono sulla crosta e sul mantello superiore, <strong>favorendo determinati processi tettonici e vulcanici.</strong></p><h2> Si vagliano anche spiegazioni di origine cosmica </h2><p>Lo studio analizza inoltre scenari ancora più ipotetici relativi alla posizione del sistema solare all’interno della Via Lattea.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782398" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-terra-malata-quale-futuro-ci-attende-nella-crisi-climatica.html" title="La Terra malata: quale futuro ci attende nella crisi climatica?">La Terra malata: quale futuro ci attende nella crisi climatica?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-terra-malata-quale-futuro-ci-attende-nella-crisi-climatica.html" title="La Terra malata: quale futuro ci attende nella crisi climatica?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-malata-quale-futuro-ci-attende-nella-crisi-climatica-1786054548907_320.png" alt="La Terra malata: quale futuro ci attende nella crisi climatica?"></a></article></aside><p>Durante il suo percorso attorno al centro galattico, il sistema solare attraversa periodicamente il piano medio della galassia. <strong>Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che tali attraversamenti potrebbero alterare gravitazionalmente la lontana Nube di Oort,</strong> aumentando la probabilità che grandi comete vengano deviate verso l’interno del sistema solare e incrementando le possibilità di impatti con la Terra.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-misterioso-ciclo-de-27-5-millones-de-anos-podria-explicar-las-mayores-catastrofes-de-la-tierra-1785459222409.jpg" data-image="jhum0e5lqqm9" alt="Terra." title="Terra."><figcaption>Diversi sistemi terrestri potrebbero rispondere periodicamente a uno stesso meccanismo profondo che agisce su scale temporali estremamente lunghe.</figcaption></figure><p>Rampino menziona anche un’ipotesi legata alla materia oscura. Se questa fosse più concentrata in prossimità del piano galattico, piccole quantità potrebbero rimanere intrappolate dalla Terra <strong>durante tali attraversamenti e generare un leggero riscaldamento interno nel corso di milioni di anni. </strong>Tuttavia, riconosce che attualmente non esistono prove dirette a sostegno di nessuno di questi meccanismi, per cui continuano a essere ipotesi altamente controverse.</p><div class="texto-destacado">Neanche i grandi impatti di asteroidi sono stati inclusi nell’analisi statistica principale, sebbene il ricercatore sottolinei che l’età di molti dei più grandi crateri conosciuti sembra essere compatibile con il ciclo di 27,5 milioni di anni. Ciononostante, evita di stabilire una relazione causale.</div><p>Per ora, l’esistenza di questo presunto ritmo geologico rimane una questione aperta. <strong>La documentazione geologica è incompleta e la datazione di eventi molto antichi presenta incertezze crescenti.</strong> Inoltre, le analisi statistiche possono individuare modelli che scompaiono quando vengono incorporati nuovi dati.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775799" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questi-sono-stati-i-terremoti-piu-catastrofici-degli-ultimi-duemila-anni-in-europa-e-nel-mediterraneo.html" title="Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo">Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questi-sono-stati-i-terremoti-piu-catastrofici-degli-ultimi-duemila-anni-in-europa-e-nel-mediterraneo.html" title="Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questi-sono-stati-i-terremoti-piu-catastrofici-degli-ultimi-duemila-anni-in-europa-e-nel-mediterraneo-1782654024462_320.jpg" alt="Questi sono stati i terremoti più catastrofici degli ultimi duemila anni in Europa e nel Mediterraneo"></a></article></aside><p>Ciononostante, Rampino sostiene che la persistenza di questo segnale nel corso di decenni di ricerche e con banche dati sempre più complete giustifichi l’ulteriore approfondimento dell’ipotesi. Se future ricerche la confermeranno, le più grandi catastrofi della storia della Terra potrebbero smettere di essere interpretate come eventi isolati <strong>per diventare la manifestazione periodica di processi profondi che hanno modellato il pianeta, in milioni di anni.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-misterioso-ciclo-di-27-5-milioni-di-anni-potrebbe-spiegare-le-piu-grandi-catastrofi-della-terra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Una tigre siberiana viene liberata in natura in Kazakistan a quasi 80 anni dalla sua estinzione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-tigre-siberiana-viene-liberata-in-natura-in-kazakistan-a-quasi-80-anni-dalla-sua-estinzione.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Una femmina di nome Umit è stata liberata in una riserva nel sud del Paese dopo mesi di adattamento; il progetto mira a ricostituire la popolazione selvatica e a ripristinare l'ecosistema storico dell'Asia centrale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/tigre-siberiano-e-solto-na-natureza-no-cazaquistao-quase-80-anos-apos-extincao-1786286424049.jpg" data-image="i1qjyei6mfrt" alt="Tigre-siberiana." title="Tigre-siberiana."><figcaption> Una tigre siberiana di nome Umit è stata liberata in natura in Kazakistan quasi 80 anni dopo che la specie era stata dichiarata estinta. Crediti: Comunicato stampa/Governo del Kazakistan</figcaption></figure><p>A quasi 80 anni dall’estinzione della tigre nel Paese, il Kazakistan ha nuovamente registrato la presenza dell’animale nel suo habitat naturale. Una tigre siberiana femmina è stata liberata nella <strong>Riserva Naturale di Ile-Balkhash,</strong> nel sud del Paese, nell’ambito di un programma governativo di reintroduzione della specie.</p><p>Chiamata <strong>Umit,</strong> la tigre è stata trasferita dalla Russia al Kazakistan a maggio. Da allora è rimasta sotto la supervisione di esperti, che ne hanno valutato la capacità di sopravvivere in modo autonomo. All’animale è stato applicato un collare di localizzazione <strong>con tecnologia GPS/GSM e sarà monitorata 24 ore su 24 tramite satellite e fototrappole.</strong></p><p>Le ultime segnalazioni confermate di tigri in Kazakistan risalgono al 1948. Ora le autorità sperano che un maschio, <strong>anch’esso proveniente dalla Russia, venga liberato a breve.</strong> Altri due esemplari dovrebbero essere rilasciati tra circa un anno.</p><h2> Il progetto mira a ripristinare la popolazione selvatica della specie </h2><p>Secondo il ministro dell’Ecologia e delle Risorse Naturali del Kazakistan, <strong>Yerlan Nyssanbayev,</strong> il rilascio è il risultato di oltre un decennio di lavoro che ha coinvolto enti governativi, scienziati, esperti russi e partner internazionali.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>«Abbiamo ancora molto lavoro da fare per monitorare le tigri e garantire la formazione di una popolazione sostenibile, ma oggi abbiamo compiuto il primo e più importante passo», ha affermato il ministro.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Se il progetto avrà esito positivo, il Kazakistan potrebbe diventare il primo Paese al mondo a reintrodurre con successo una popolazione di tigri selvatiche in una regione in cui questi animali erano completamente estinti.</p><h2> L'area protetta è stata scelta in base alle caratteristiche dell'habitat </h2><p><strong>La Riserva Naturale Statale di Ile-Balkhash è stata scelta per le sue caratteristiche ambientali.</strong> La regione faceva parte dell’habitat storico della tigre del Caspio, uno dei più grandi predatori dell’Asia centrale e appartenente alla stessa sottospecie della tigre siberiana.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780917" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/nonostante-il-caldo-intenso-e-gia-iniziata-la-grande-migrazione-autunnale-milioni-di-uccelli-verso-l-africa.html" title="Nonostante il caldo intenso è già iniziata la grande migrazione autunnale: milioni di uccelli verso l’Africa">Nonostante il caldo intenso è già iniziata la grande migrazione autunnale: milioni di uccelli verso l’Africa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/nonostante-il-caldo-intenso-e-gia-iniziata-la-grande-migrazione-autunnale-milioni-di-uccelli-verso-l-africa.html" title="Nonostante il caldo intenso è già iniziata la grande migrazione autunnale: milioni di uccelli verso l’Africa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nonostante-il-caldo-intenso-e-gia-iniziata-la-grande-migrazione-autunnale-milioni-di-uccelli-verso-l-africa-1785247563147_320.jpg" alt="Nonostante il caldo intenso è già iniziata la grande migrazione autunnale: milioni di uccelli verso l’Africa"></a></article></aside><p><strong>I boschi di galeria della regione e la disponibilità di prede offrivano condizioni favorevoli alla sopravvivenza dei grandi felini.</strong> Tuttavia, a partire dalla metà del XX secolo, la caccia, la distruzione dell’habitat e la riduzione della popolazione di prede hanno contribuito alla scomparsa delle tigri nel Paese.</p><h2> La preparazione ha richiesto più di un decennio </h2><p>La reintroduzione ha richiesto una serie di misure volte a preparare l'ambiente e a garantire l'adattamento degli animali. Tra queste figurano la creazione della riserva, il ripristino della base alimentare e la costruzione di recinti destinati al ricovero e all'adattamento delle tigri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tigre-siberiano-e-solto-na-natureza-no-cazaquistao-quase-80-anos-apos-extincao-1786286557334.jpg" data-image="rc9736fe7xla" alt="Regione del Caspio." title="Regione del Caspio."><figcaption> La regione è stata, storicamente, l'ecosistema naturale della tigre del Caspio, uno dei più grandi predatori dell'Asia centrale. Crediti: Divulgazione/Governo del Kazakistan</figcaption></figure><p>Il Paese ha inoltre investito nelle infrastrutture necessarie al progetto e nell’implementazione di un sistema permanente di monitoraggio scientifico. La strategia consiste nel seguire da vicino gli animali e valutare il loro adattamento all’ambiente.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="726170" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione.html" title="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione">La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione.html" title="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione-1784021482415_320.jpg" alt="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione"></a></article></aside><p><strong>Con l’arrivo di nuovi esemplari, le autorità sperano di costituire una popolazione in grado di riprodursi e sopravvivere in modo sostenibile.</strong> Il successo dell’iniziativa dipenderà, tra gli altri fattori, dalla disponibilità di prede, dalla conservazione dell’habitat e dal monitoraggio continuo delle tigri.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="UOL" data-year="2026" data-title="Cientistas%20soltam%20tigre-siberiano%20na%20natureza%20quase%2080%20anos%20ap%C3%B3s%20extin%C3%A7%C3%A3o" data-url="https%3A%2F%2Fnoticias.uol.com.br%2Fmeio-ambiente%2Fultimas-noticias%2Fredacao%2F2026%2F08%2F07%2Fcazaquistao-solta-tigre-na-natureza-quase-80-anos-apos-especie-ser-extinta.ghtm%3Fshem%3Ddsdf%2Csharefoc%2Cagadiscoversdl%2C%2Csh%2Fx%2Fdiscover%2Fm1%2F4">UOL. (2026). <a href="https://noticias.uol.com.br/meio-ambiente/ultimas-noticias/redacao/2026/08/07/cazaquistao-solta-tigre-na-natureza-quase-80-anos-apos-especie-ser-extinta.ghtm?shem=dsdf,sharefoc,agadiscoversdl,,sh/x/discover/m1/4" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Cientistas soltam tigre-siberiano na natureza quase 80 anos após extinção</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-tigre-siberiana-viene-liberata-in-natura-in-kazakistan-a-quasi-80-anni-dalla-sua-estinzione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli scienziati dimostrano che le foreste hanno impiegato 100.000 anni per riprendersi dopo un evento di riscaldamento]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-dimostrano-che-le-foreste-hanno-impiegato-100-000-anni-per-riprendersi-dopo-un-evento-di-riscaldamento.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>I fossili ritrovati nel Wyoming rivelano che, dopo l'evento di riscaldamento globale di 56 milioni di anni fa, le foreste hanno impiegato più di 100.000 anni per riprendersi. Questo monito geologico smentisce i presunti benefici dell'eccesso di anidride carbonica.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientifico-muestran-que-los-bosques-tardaron-100-000-anos-en-recuperarse-tras-un-calentamiento-similar-al-actual-1786800610006.jpg" data-image="kdae9x6w24y0" alt="Foreste." title="Foreste."><figcaption>Le foreste, che ospitano molteplici ecosistemi, sono gravemente colpite dalla siccità e dagli incendi. Il loro recupero richiede molto più tempo di quanto immaginiamo.</figcaption></figure><p>Immaginare il pianeta come una macchina autosufficiente, capace di autoregolarsi in pochi decenni dopo uno shock climatico, è pura illusione. <strong>La storia geologica della Terra ci offre chiari avvertimenti sulla fragilità dei nostri ecosistemi.</strong></p><p>Un recente e rivelatore studio, basato sull'analisi di fossili vegetali nel bacino di Bighorn, in Wyoming, ha dimostrato che, dopo l'evento di riscaldamento globale più simile a quello attuale, avvenuto 56 milioni di anni fa, <strong>la copertura forestale terrestre ha impiegato più di 100.000 anni per ripristinare la sua densità e la piena gamma delle sue funzioni biologiche.</strong></p><h2>Un viaggio nel passato: il grande specchio termico del Paleocene-Eocene</h2><p>Per stimare l'entità degli attuali cambiamenti climatici, i paleoclimatologi si rifanno al Massimo Termico del Paleocene-Eocene (PETM). Durante questo evento, <strong>innescato da una massiccia immissione di carbonio nell'atmosfera,</strong> le temperature globali aumentarono tra i 5°C e gli 8°C in un periodo geologicamente breve.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781231" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-uccello-che-sta-rivoluzionando-i-boschi-italiani-un-vero-ingegnere-ecologico.html" title="L’uccello che sta rivoluzionando i boschi italiani: un vero ingegnere ecologico">L’uccello che sta rivoluzionando i boschi italiani: un vero ingegnere ecologico</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-uccello-che-sta-rivoluzionando-i-boschi-italiani-un-vero-ingegnere-ecologico.html" title="L’uccello che sta rivoluzionando i boschi italiani: un vero ingegnere ecologico"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-uccello-che-sta-rivoluzionando-i-boschi-italiani-un-vero-ingegnere-ecologico-1785406400167_320.jpg" alt="L’uccello che sta rivoluzionando i boschi italiani: un vero ingegnere ecologico"></a></article></aside><p>Il modello climatico globale è cambiato drasticamente, <strong>intensificando la siccità regionale e alterando completamente il ciclo idrologico. </strong>Esaminando la struttura cellulare e la densità degli stomi nelle foglie fossilizzate di quel periodo, <strong>i ricercatori hanno scoperto che la chioma degli alberi (lo strato superiore di foglie e rami che ricopre il suolo della foresta e regola il microclima terrestre) è collassata drasticamente, perdendo fino al 60% della sua copertura abituale.</strong></p><h2>Il mito dell'"inverdimento" dovuto all'eccesso di anidride carbonica</h2><p>Per anni si è sostenuto, in modo semplicistico, che concentrazioni più elevate di <strong>anidride carbonica (CO2) </strong>agiscano come un fertilizzante naturale che apporta benefici indiscriminati alla vegetazione. Tuttavia, i risultati ottenuti nel Wyoming confutano categoricamente questa ipotesi in scenari di riscaldamento globale intenso.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientifico-muestran-que-los-bosques-tardaron-100-000-anos-en-recuperarse-tras-un-calentamiento-similar-al-actual-1786799396890.jpg" data-image="dnb7ss9aecjs" alt="Cambiamento climatico." title="Cambiamento climatico."><figcaption>Inizialmente, l'aumento di CO2 può giovare agli alberi, ma le sue altre conseguenze, come l'aumento delle temperature, la siccità e gli incendi, danneggiano rapidamente la copertura vegetale.</figcaption></figure><p><strong>Sebbene la CO2 stimoli la fotosintesi in condizioni controllate, </strong>le temperature estremamente elevate e lo stress idrico associati al PETM hanno annullato qualsiasi potenziale beneficio di questo gas. Invece di un pianeta più verde e rigoglioso, <strong>la Terra ha sperimentato una marcata aridità, il degrado del suolo e la formazione di foreste rade e zone di macchia. </strong>La copertura vegetale ha perso la sua capacità fotosintetica ottimale e il suo ruolo di efficiente serbatoio di carbonio.</p><h2>Una lezione geologica per l'attuale bivio climatico</h2><p>La lezione fondamentale che emerge da questa documentazione fossile è l'asimmetria temporale del clima: mentre l'immissione di gas serra e l'alterazione dell'atmosfera avvengono nell'arco di secoli (o decenni, nel contesto dell'umanità moderna), la rigenerazione biologica della Terra si misura in tempi geologici.</p><div class="texto-destacado">Destabilizzare il clima richiede decenni; la rigenerazione biologica della Terra richiede migliaia di secoli.</div><p>Il fatto che le antiche foreste abbiano impiegato più di 100.000 anni per recuperare la loro rigogliosa vegetazione sottolinea come l'attuale biodiversità e la struttura forestale non si adatteranno al ritmo incontrollato delle emissioni antropogeniche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780744" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua.html" title="Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua">Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua.html" title="Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/non-solo-boschi-e-foreste-urbane-cos-e-la-riforestazione-marina-e-perche-protegge-la-vita-sott-acqua-1785424927522_320.jpeg" alt="Non solo boschi e foreste urbane: cos'è la riforestazione marina e perché protegge la vita sott'acqua"></a></article></aside><p>Proteggere le foreste esistenti non è solo una strategia di conservazione, ma una necessità assoluta se vogliamo evitare un collasso dell'ecosistema le cui conseguenze si ripercuoteranno per migliaia di generazioni.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="The%20Conversation" data-year="2026" data-title="Ancient%20forests%20took%20100%2C000%20years%20to%20recover%20from%20the%20last%20global%20warming%20period%20similar%20to%20today%20%E2%80%93%20Wyoming%20fossils%20reveal%20what%20happened" data-url="https%3A%2F%2Ftheconversation.com%2Fancient-forests-took-100-000-years-to-recover-from-the-last-global-warming-period-similar-to-today-wyoming-fossils-reveal-what-happened-289462">The Conversation. (2026). <a href="https://theconversation.com/ancient-forests-took-100-000-years-to-recover-from-the-last-global-warming-period-similar-to-today-wyoming-fossils-reveal-what-happened-289462" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Ancient forests took 100,000 years to recover from the last global warming period similar to today – Wyoming fossils reveal what happened</a>.</cite><br><cite data-author="Historia%20de%20la%20Tierra" data-year="" data-title="El%20m%C3%A1ximo%20t%C3%A9rmico%20Paleoceno-Eoceno" data-url="https%3A%2F%2Fwww.historiadelatierra.com%2Fevento-34">Historia de la Tierra. <a href="https://www.historiadelatierra.com/evento-34" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">El máximo térmico Paleoceno-Eoceno</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-dimostrano-che-le-foreste-hanno-impiegato-100-000-anni-per-riprendersi-dopo-un-evento-di-riscaldamento.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Si può sentire l'odore della pioggia prima che cade? Ecco la spiegazione della scienza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/si-puo-sentire-l-odore-della-pioggia-prima-che-cade-ecco-la-spiegazione-della-scienza.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 15:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Questo fenomeno spesso può anticipare l'arrivo di un piovasco o un temporale più intenso, specie se le prime gocce di pioggia cadono su terreni resi secchi dalla siccità. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-puo-sentire-l-odore-della-pioggia-prima-che-cade-ecco-la-spiegazione-della-scienza-1785493538327.jpg" data-image="2klj10lq9d46" alt="Petricore." title="Petricore."><figcaption>Per ragioni puramente fisiche il petricore si può sentire prima dell’arrivo della pioggia. Quando l’aria comincia a saturarsi di acqua la tensione superficiale tende a ridursi, favorendo la liberazione di composti volatili.</figcaption></figure><p>Il <strong>petricore</strong> è quell’odore che si sprigiona dal terreno quando piove dopo un lungo periodo secco. Questo odore, che sentiamo non appena cadono le prime gocce di pioggia, nasce da un mix di composti volatili intrappolati nel suolo e liberati dall’acqua. </p><p>Quando la prima goccia colpisce il suolo poroso, l’impatto comprime l’aria intrappolata nei pori e forma minuscole bolle. Queste bolle salgono in superficie e scoppiano, <strong>lanciando in aria aerosol carichi di geosmina e oli vegetali. </strong></p><p>Il fenomeno è stato filmato al rallentatore dai ricercatori del <strong>MIT </strong>nel 2015. Ogni goccia genera centinaia di aerosol che viaggiano fino a 10 cm di altezza, sufficienti a raggiungere il nostro naso.</p><h2><strong>I principali responsabili di questo odore</strong></h2><p>All’origine del petricore troviamo la <strong>geosmina,</strong> prodotta da batteri filamentosi del genere <strong>Streptomyces (actinomiceti).</strong> Questi microrganismi vivono nel terreno e quando muoiono o si disidratano, <strong>rilasciano proprio la geosmina, una molecola alcolica dall’odore “di terra bagnata”. </strong></p><div class="texto-destacado">Oltre alla <strong>geosmina</strong> abbiamo pure gli oli vegetali. Difatti, durante i periodi secchi, piante e arbusti secernono oli cerosi per proteggersi dalla disidratazione. <strong>Questi oli si accumulano su rocce e suolo.</strong></div><p>Infine prima della pioggia, i fulmini o le correnti discendenti fratturano le molecole di ossigeno (O₂) in atomi liberi che si ricombinano in ozono<strong>. L’ozono ha un odore metallico, “elettrico”, simile a quello di un photocopiatrice.</strong></p><h2><strong>Il petricore si può sentire prima dell’arrivo della pioggia?</strong></h2><p>Per ragioni puramente fisiche il petricore si può sentire prima dell’arrivo della pioggia. Quando l’aria comincia a saturarsi di acqua la tensione superficiale tende a ridursi, favorendo la liberazione di composti volatili.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781189" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-temperature-superficiali-degli-oceani-terrestri-battono-livelli-record-da-oltre-50-giorni-consecutivi.html" title="Le temperature superficiali dei mari della Terra registrano oltre 50 giorni consecutivi di record">Le temperature superficiali dei mari della Terra registrano oltre 50 giorni consecutivi di record</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-temperature-superficiali-degli-oceani-terrestri-battono-livelli-record-da-oltre-50-giorni-consecutivi.html" title="Le temperature superficiali dei mari della Terra registrano oltre 50 giorni consecutivi di record"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/las-temperaturas-superficiales-de-los-mares-de-la-tierra-acumulan-50-dias-consecutivos-de-records-1784969448856_320.png" alt="Le temperature superficiali dei mari della Terra registrano oltre 50 giorni consecutivi di record"></a></article></aside><p>Inoltre, le correnti discendenti presenti nei dintorni delle nuvole cariche di pioggia, tendono a spingere verso il basso l’aria umida, portando con sé ozono e i primi aerosol sollevati da gocce lontane.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/si-puo-sentire-l-odore-della-pioggia-prima-che-cade-ecco-la-spiegazione-della-scienza-1785493581567.jpg" data-image="eavn6ybxkfrd" alt="Petricore." title="Petricore."><figcaption>All’origine del petricore troviamo la geosmina, prodotta da batteri filamentosi del genere Streptomyces (actinomiceti). Questi microrganismi vivono nel terreno e quando muoiono o si disidratano, rilasciano proprio la geosmina, una molecola alcolica dall’odore “di terra bagnata”. </figcaption></figure><p><strong>Ciò fa in modo che in 10-30 minuti prima della pioggia, il naso umano riesce a captare questi segnali precursori.</strong> È un segnale che i nostri antenati cacciatori lo usavano per anticipare l’arrivo dei temporali e trovare un rifugio sicuro.</p><h2><strong>Il petricore si sente maggiormente in alcune aree?</strong></h2><p>Si, ci sono delle zone dove è più facile sentire l’odore del petricore, rispetto ad altre. Le aree più esposte sono quelle caratterizzate da terreni di natura argillosa, ricchi actinomiceti. Quindi fra campagne, foreste, ma anche nell’asfalto della città.</p><p>Dopo lunghi periodi di siccità, quando gocce di pioggia calde bagnano il terreno, vedi durante un temporale estivo, il petricore si sente per chilometri di distanza. </p><p>I cammelli del deserto percepiscono il petricore a chilometri di distanza per trovare acqua. In Australia gli aborigeni chiamano questo odore <strong>*maban*,</strong> legato a miti della creazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="6911" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/a-che-velocita-cadono-le-gocce-di-pioggia-.html" title="A che velocità cadono le gocce di pioggia?">A che velocità cadono le gocce di pioggia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/a-che-velocita-cadono-le-gocce-di-pioggia-.html" title="A che velocità cadono le gocce di pioggia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/-a-que-velocidad-caen-las-gotas-de-lluvia--6782-1_320.jpg" alt="A che velocità cadono le gocce di pioggia?"></a></article></aside><p>La prossima volta che annusate quell’aroma inconfondibile, sappiate che state inalando un messaggio chimico di milioni di anni. <strong>Del resto la nostra cara Terra che respira, si rigenera e ci avvisa, con gentilezza, che il cielo sta per aprirsi.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/si-puo-sentire-l-odore-della-pioggia-prima-che-cade-ecco-la-spiegazione-della-scienza.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come le zanzare hanno conquistato il mondo: 45 specie vivono ormai al di fuori del loro territorio d'origine]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-le-zanzare-hanno-conquistato-il-mondo-45-specie-vivono-ormai-al-di-fuori-del-loro-territorio-d-origine.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 13:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Un'analisi pubblicata su Nature dimostra che le zanzare portatrici di malattie stanno colonizzando regioni in cui non erano mai state presenti prima e che il ritmo di queste invasioni si è accelerato. L'Argentina si trova all'interno di questa mappa in continua evoluzione.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-los-mosquitos-conquistaron-el-mundo-45-especies-ya-viven-fuera-de-su-territorio-de-origen-1786177823073.jpg" data-image="603muz3ed8he" alt="Moscerini." title="Moscerini."><figcaption>L'aumento delle temperature globali ha un impatto diretto sulle condizioni che consentono una maggiore diffusione delle zanzare in tutto il mondo.</figcaption></figure><p>Il 29 luglio, la rivista <strong><em>Nature</em></strong> ha pubblicato un'analisi con quattro grafici su un fenomeno che fino a poco tempo fa sembrava marginale, ma che ora definisce una parte significativa della geografia sanitaria del pianeta: le zanzare portatrici di malattie non sono più confinate ai paesi tropicali. Hanno raggiunto regioni di Europa, Asia, Americhe e Australia dove la loro presenza non era mai stata registrata prima. <strong>Il dato chiave proviene da uno studio pubblicato su Nature Communications da Rebecca Pabst, Carla Sousa e César Capinha dell'Istituto di Igiene e Medicina Tropicale dell'Università NOVA di Lisbona.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Il commercio globale trasporta le zanzare, ma è il clima a decidere se possono rimanere. Il riscaldamento globale sta ampliando le regioni e i mesi dell'anno con condizioni favorevoli per i vettori di malattie.</strong></div><p>Gli autori hanno esaminato documenti risalenti al XV secolo e hanno contato 45 specie di zanzare vettrici introdotte al di fuori del loro areale nativo, dodici delle quali a partire dal 2000. In altre parole, un quarto di tutte le introduzioni documentate in cinque secoli si è verificato negli ultimi venticinque anni. <strong>"Questo indica un aumento davvero significativo in termini di nuove introduzioni", </strong>osserva <strong>Capinha, biogeografo dell'Università di Lisbona,</strong> nell'articolo pubblicato su <strong><em>Nature.</em></strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr"> EXPLAINED: What if we killed all the mosquitoes?<br><br>Wiping out mosquito-borne diseases like malaria has long been something humanity has dreamed of achieving. Could we do that? And just as importantly, should we? AFP journalists report on the latest developments in the fight <a href="https://t.co/7nkCjYGfNw">pic.twitter.com/7nkCjYGfNw</a></p>— AFP News Agency (@AFP) <a href="https://x.com/AFP/status/2085304891493204261?ref_src=twsrc%5Etfw">August 6, 2026</a></blockquote></figure><p>Il contesto sanitario non aiuta a inquadrare la situazione nella giusta prospettiva. Secondo il Rapporto Mondiale sulla Malaria 2025 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, <strong>nel 2024 si prevedevano circa 282 milioni di casi di malaria e 610.000 decessi in tutto il mondo, rispetto ai 273 milioni dell'anno precedente. </strong>Il peso globale delle malattie trasmesse dalle zanzare non sta diminuendo; anzi, è in aumento su diversi fronti. </p><p>Ma il fenomeno descritto da <strong><em>Nature </em></strong>non è strettamente medico. È geografico e climatico. E dipende da due condizioni che devono essere soddisfatte in sequenza: in primo luogo, la zanzara deve arrivare, e poi deve essere in grado di insediarsi.</p><h2>Il commercio fornisce i mezzi di trasporto; il resto è determinato dalle condizioni meteorologiche</h2><p>La prima condizione è di natura logistica e affonda le sue radici in secoli di storia. Il lavoro di Pabst e dei suoi colleghi fa risalire le introduzioni alle navi che trasportavano schiavi dall'Africa alle Americhe, navi che a bordo trasportavano anche zanzare. Ciò che è cambiato non è il meccanismo, ma la sua velocità e il suo volume. "Abbiamo assistito a una grande espansione delle reti commerciali globali, che ha permesso il trasporto di molte specie, un fenomeno molto comune nel caso delle zanzare", spiega Capinha.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-los-mosquitos-conquistaron-el-mundo-45-especies-ya-viven-fuera-de-su-territorio-de-origen-1786178175495.jpg" data-image="pieicn2jfxva" alt="Mappa, moscerini." title="Mappa, moscerini."><figcaption>Le mappe mostrano la distribuzione globale delle prime segnalazioni, indipendentemente dal periodo di insediamento (in rosso), per una specie rappresentativa di ciascuno dei quattro gruppi identificati. I dati alla base della mappa mondiale sono stati ottenuti da GADM. Immagine: Nature.</figcaption></figure><p>Nel corso dell'ultimo secolo, pneumatici usati e piante vive sono diventati i veicoli più efficienti per le uova e le larve di zanzara: accumulano acqua, viaggiano in contenitori e arrivano a destinazione intatte. Le zanzare adulte, inoltre, viaggiano in auto, treni e aerei, coprendo distanze intercontinentali in poche ore. <strong>Una zanzara può fare colazione in un continente e deporre le uova in un altro prima del tramonto.</strong> </p><p>La seconda condizione è quella di interesse dal punto di vista meteorologico, ed è quella che determina realmente l'esito. Arrivare non è la stessa cosa che stabilirsi. <strong>Affinché una popolazione si stabilisca, sono necessari calore costante e accumulo di acqua per un periodo sufficientemente lungo da completare diversi cicli riproduttivi.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-los-mosquitos-conquistaron-el-mundo-45-especies-ya-viven-fuera-de-su-territorio-de-origen-1786178345285.jpg" data-image="rlmjk2mohf3p" alt="Moscerini." title="Moscerini."><figcaption>Punti critici di proliferazione e introduzione e insediamento di zanzare non autoctone. Immagine: Natura.</figcaption></figure><p>Se queste condizioni durano solo poche settimane, l'introduzione si estingue da sola. Se invece persistono per mesi, diventa permanente. <strong>La differenza tra un ritrovamento isolato e una specie ormai consolidata dipende in larga misura dal calendario termico. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>È qui che il riscaldamento globale cambia le regole, e lo fa in modo particolare nel Cono Sud. Nel Brasile meridionale, in Uruguay, in Paraguay e in diverse regioni dell'Argentina, storicamente le condizioni favorevoli si verificavano solo per un breve periodo all'anno, insufficiente per l'insediamento della zanzara. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ora non è più così. "<strong>In molti paesi, le temperature iniziano a salire già a novembre e rimangono elevate fino a marzo, aprile o persino maggio</strong>", spiega Barcellos, sottolineando che questa estensione della finestra stagionale è la sua principale preoccupazione.</p><h2>Dall'Africa all'Europa: la mappa che cambia</h2><p>L'esempio più eclatante di recente conquista non si è verificato nei tropici americani, bensì in Africa. <strong>L'Anopheles stephensi, una zanzara originaria dell'Asia meridionale e del Golfo Persico, particolarmente adattata agli ambienti urbani, è stata individuata a Gibuti nel 2012 e da allora la sua presenza è stata confermata in otto paesi africani. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="726170" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione.html" title="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione">La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione.html" title="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-zanzara-tigre-alla-conquista-dell-europa-settentrionale-il-cambiamento-climatico-agevola-la-sua-proliferazione-1784021482415_320.jpg" alt="La zanzara tigre alla conquista dell’Europa settentrionale, il cambiamento climatico agevola la sua proliferazione"></a></article></aside><p>Uno studio genomico pubblicato su Science ha ricostruito il suo percorso di invasione e avverte che la specie minaccia circa 126 milioni di abitanti delle città africane, in un continente dove la malaria era storicamente un problema rurale. L'OMS ha lanciato un'iniziativa specifica per arginare la sua diffusione.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/xEKHI3xIThg/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=xEKHI3xIThg" id="xEKHI3xIThg"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>In Europa, la diffusione è documentata quasi in tempo reale. <strong>Le mappe dell'ECDC mostrano che Aedes albopictus è ormai presente in 369 regioni di sedici paesi europei, rispetto alle sole 114 regioni di dieci anni fa. </strong>Tra giugno 2025 e aprile 2026, ha conquistato nuovi territori in Portogallo, Francia e Grecia, e l'ultimo aggiornamento ha segnalato l'introduzione di Aedes aegypti in Lussemburgo. Si tratta di paesi che, fino a vent'anni fa, non venivano nemmeno menzionati nelle discussioni sui vettori di zanzare.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>In Argentina, i dati consentono un'interpretazione più sfumata, ed è importante farlo con cautela. Aedes albopictus è stata rilevata per la prima volta nel paese nel 1998, nella città di Eldorado, provincia di Misiones, come documentato dai ricercatori dell'Università di Buenos Aires e del Ministero della Salute.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Quasi trent'anni dopo, la sua distribuzione rimane limitata al nord-est subtropicale. L'arrivo non garantisce la conquista: è proprio questo che rende il caso argentino così interessante. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763700" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/eduardo-corella-esperto-di-piante-sulla-citronella-l-errore-comune-che-compromette-l-efficacia-contro-le-zanzare.html" title="Eduardo Corella, esperto di piante, sulla citronella: 'l'errore comune che compromette l'efficacia contro le zanzare'">Eduardo Corella, esperto di piante, sulla citronella: "l'errore comune che compromette l'efficacia contro le zanzare"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/eduardo-corella-esperto-di-piante-sulla-citronella-l-errore-comune-che-compromette-l-efficacia-contro-le-zanzare.html" title="Eduardo Corella, esperto di piante, sulla citronella: 'l'errore comune che compromette l'efficacia contro le zanzare'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/eduardo-corella-experto-en-plantas-sobre-la-citronela-es-un-error-comun-que-afecta-a-su-eficacia-contra-mosquitos-1775685063132_320.png" alt="Eduardo Corella, esperto di piante, sulla citronella: 'l'errore comune che compromette l'efficacia contro le zanzare'"></a></article></aside><p>L'Aedes aegypti, invece, reintrodotta nel 1986 dopo le campagne di eradicazione continentale della metà del XX secolo, ha esteso la sua distribuzione verso sud e verso ovest rispetto ai dati storici, ed è oggi la specie vettoriale più diffusa al mondo, presente in circa 150 paesi.</p><p>Le proiezioni che accompagnano l'analisi pubblicata su <strong><em>Nature</em></strong> stimano che, se le attuali tendenze al riscaldamento globale dovessero continuare, entro il 2080 circa un miliardo di persone in più vivranno in aree climaticamente idonee alla trasmissione di una specie. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783659" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-le-zanzare-pungono-piu-alcune-persone-che-altre-ecco-da-cosa-dipende.html" title="Perché le zanzare pungono più alcune persone che altre? Ecco da cosa dipende">Perché le zanzare pungono più alcune persone che altre? Ecco da cosa dipende</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/perche-le-zanzare-pungono-piu-alcune-persone-che-altre-ecco-da-cosa-dipende.html" title="Perché le zanzare pungono più alcune persone che altre? Ecco da cosa dipende"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/mosquitos-me-pican-a-mi-mas-que-a-otras-personas-1786510597644_320.jpg" alt="Perché le zanzare pungono più alcune persone che altre? Ecco da cosa dipende"></a></article></aside><p>Per l'Argentina, l'avvertimento non è che apparirà una nuova mappa, ma piuttosto che quella esistente si sposterà e, soprattutto, si estenderà nel tempo. <strong>Ciò che va monitorato non è solo dove viene rilevata una specie, ma anche per quanti mesi all'anno il clima le permette di rimanere.</strong> A questa domanda si può rispondere con i dati meteorologici.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Pabst%2C%20R.%2C%20Sousa%2C%20C.A.%2C%20Essl%2C%20F." data-year="2025" data-title="Global%20invasion%20patterns%20and%20dynamics%20of%20disease%20vector%20mosquitoes" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1038%2Fs41467-025-64446-3">Pabst, R., Sousa, C.A., Essl, F.. (2025). <a href="https://doi.org/10.1038/s41467-025-64446-3" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Global invasion patterns and dynamics of disease vector mosquitoes</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-le-zanzare-hanno-conquistato-il-mondo-45-specie-vivono-ormai-al-di-fuori-del-loro-territorio-d-origine.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I forti terremoti stanno davvero aumentando nel mondo? ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-forti-terremoti-stanno-davvero-aumentando-nel-mondo.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L'analisi dei sismologi risponde molto chiaramente al dubbio sorto, dopo la catena di forti terremoti che nelle ultime settimane hanno sconvolto diverse aree del pianeta.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-forti-terremoti-stanno-davvero-aumentando-nel-mondo-1786827983377.jpg" data-image="px0hkuv5easa" alt="Terremoto." title="Terremoto."><figcaption>Oggi le reti sismiche globali registrano quasi tutto, i media internazionali riprendono immediatamente le notizie e i social media moltiplicano la risonanza emotiva. </figcaption></figure><p>Ogni volta che un forte terremoto colpisce una regione del pianeta, come è avvenuto di recente in Venezuela, Colombia e Indonesia, torna con insistenza la stessa domanda. <strong>La sismicità globale sta aumentando?</strong> È una preoccupazione comprensibile, alimentata dalla velocità con cui le notizie viaggiano e dalla capacità dei social media di amplificare ogni evento. </p><p>Ma i dati scientifici, se ben analizzati, utilizzando il metodo scientifico, ci raccontano una storia ben diversa.</p><h2><strong>La percezione e la realtà</strong></h2><p>Fino a pochi decenni fa, un terremoto in zone remote come la Papua Nuova Guinea o alcune isole indonesiane <strong>raramente raggiungeva le prime pagine dei giornali occidentali.</strong> Oggi le reti sismiche globali registrano quasi tutto, i media internazionali riprendono immediatamente le notizie e i social media moltiplicano la risonanza emotiva. </p><div class="texto-destacado"><strong>A questo si aggiunge il timore di tsunami, ancora vivo dopo le tragedie di Sumatra 2004 e del Giappone 2011. Il risultato è una percezione distorta di “aumento” della sismicità.</strong></div><p>I sismologi parlano di <strong>pregiudizio di recenza (tendenza a dare più peso agli eventi recenti)</strong> e di <strong>illusione di frequenza (sensazione che un fenomeno diventi più comune solo perché se ne parla di più).</strong> Un’analisi rigorosa dei numeri, invece, permette di andare oltre le impressioni.</p><h2><strong>I dati USGS, nessun trend di aumento</strong></h2><p>L<strong>’Istituto</strong> <strong>Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</strong> ha esaminato il catalogo mondiale dell’USGS (United States Geological Survey), considerato il più omogeneo e completo per le magnitudo elevate. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-forti-terremoti-stanno-davvero-aumentando-nel-mondo-1786828061670.jpg" data-image="b62sau0pg4kq" alt="Terremoto." title="Terremoto."><figcaption>Dal 1950 in poi, quando le reti sismiche globali hanno iniziato a funzionare in modo adeguato, il numero medio annuo di eventi di magnitudo ≥ 6 è di circa 140. </figcaption></figure><p>I terremoti di magnitudo 6 o superiore vengono registrati da stazioni di tutto il mondo da molti decenni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Dal 1950 in poi, quando le reti sismiche globali hanno iniziato a funzionare in modo adeguato, il numero medio annuo di eventi di magnitudo ≥ 6 è di circa 140.</strong> <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Alcuni anni superano questo valore (il massimo fu 207 nel 2011, fortemente influenzato dalle repliche del grande terremoto giapponese dell’11 marzo), altri restano sotto (come nel periodo 1973-1982). Nel complesso, l’andamento è sostanzialmente stabile. Non si osserva una tendenza chiara all’aumento né alla diminuzione.</p><p>Per i terremoti ancora più energetici (magnitudo ≥ 7) la media annua è di circa 13,9 eventi. Anche qui le fluttuazioni sono ampie. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="756103" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni.html" title="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni">Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni.html" title="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-faglie-piu-pericolose-d-italia-questa-e-l-area-dove-sara-piu-probabile-un-forte-terremoto-nei-prossimi-anni-1781708506117_320.jpg" alt="Le faglie più pericolose d’Italia, questa è l’area dove sarà più probabile un forte terremoto nei prossimi anni"></a></article></aside><p>Si va da soli 6-7 eventi in certi anni (1986, 1989, 2017) fino a 20-22 in altri (1995, 2010, 2011).<strong> Queste variazioni rientrano nella normale variabilità statistica.</strong></p><h2><strong>Cosa succede in questo 2026?</strong></h2><p><strong>Al 15 agosto 2026 si contano 89 scosse di magnitudo ≥ 6.</strong> Una proiezione lineare fino a fine anno (senza alcuna garanzia di costanza) indicherebbe <strong>circa 133 eventi,</strong> leggermente sotto la media storica. Per le magnitudo ≥ 7 gli eventi sono 11, proiettati a fine anno si arriverà probabilmente a 16-17, un valore superiore alla media ma lontano dai massimi storici e in linea con il 2025 (16 eventi).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-forti-terremoti-stanno-davvero-aumentando-nel-mondo-1786828117399.jpg" data-image="4iye61wylacl" alt="Terremoti." title="Terremoti."><figcaption>Va ricordato che i terremoti non seguono ciclicità precise. Periodi di maggiore attività si alternano naturalmente a periodi più quieti. Le variazioni osservate restano all’interno delle fluttuazioni attorno alla media di lungo periodo. </figcaption></figure><p>Va ricordato che i terremoti non seguono ciclicità precise. Periodi di maggiore attività si alternano naturalmente a periodi più quieti. Le variazioni osservate restano all’interno delle fluttuazioni attorno alla media di lungo periodo. <strong>Quindi non esiste un aumento significativo della sismicità di maggiore energia a scala mondiale.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783117" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-potente-terremoto-di-magnitudo-7-4-ha-scosso-la-colombia-oltre-cento-morti-e-milioni-di-persone-sotto-shock.html" title="Un potente terremoto di magnitudo 7.4 ha scosso la Colombia: oltre cento morti e milioni di persone sotto shock">Un potente terremoto di magnitudo 7.4 ha scosso la Colombia: oltre cento morti e milioni di persone sotto shock</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-potente-terremoto-di-magnitudo-7-4-ha-scosso-la-colombia-oltre-cento-morti-e-milioni-di-persone-sotto-shock.html" title="Un potente terremoto di magnitudo 7.4 ha scosso la Colombia: oltre cento morti e milioni di persone sotto shock"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/powerful-magnitude-7-4-earthquake-rocks-colombia-leaving-dozens-dead-and-millions-shaken-1786382827567_320.jpg" alt="Un potente terremoto di magnitudo 7.4 ha scosso la Colombia: oltre cento morti e milioni di persone sotto shock"></a></article></aside><p><strong>Ciò che è davvero aumentato è la nostra capacità di registrare, comunicare e discutere questi eventi.</strong> La diffusione di notizie in tempo reale e la ricerca di clic facili contribuiscono a creare un’immagine alterata della realtà geologica del pianeta. I numeri, invece, restano chiari.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-forti-terremoti-stanno-davvero-aumentando-nel-mondo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Maltempo, allerta meteo al Nord: temporali violenti, grandine e raffiche di vento. Giovedì rischio fenomeni estremi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 10:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il maltempo, in settimana, tornerà a fare sul serio in diverse aree del nostro Paese, dove si attendono fenomeni intensi, anche localmente estremi. Ecco i dettagli per i prossimi giorni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xayge2e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xayge2e.jpg" id="xayge2e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La lenta decadenza dell’anticiclone subtropicale, di origine africana, si inizia a sentire chiaramente sulle regioni settentrionali. Non solo per il graduale calo delle temperature, ma anche per la forte instabilità che sta interessando diverse aree del Nord, e ora anche del Centro Italia.</p><p>Già dal pomeriggio di oggi nuovi temporali, anche di forte intensità, si formeranno fra le Alpi e le Prealpi, sconfinando sulle sottostanti aree di pianura, fra Lombardia settentrionale e alto Veneto. </p><h2><strong>Nelle prossime ore temporali anche al Centro e parte del Sud</strong></h2><p>Nel corso del pomeriggio imponenti cumulonembi si svilupperanno anche lungo la dorsale appenninica centrale, dove si potranno verificare fenomeni intensi. Ma qualche temporale di calore si vedrà anche sull’Appennino meridionale e sui monti della Sicilia. </p><p>Alcuni di questi, nel corso del pomeriggio, potranno sconfinare sulle zone costiere, dando luogo a forti rovesci di pioggia, preceduti o accompagnati da forti raffiche di vento. Mentre in montagna si verificheranno delle locali grandinate, di piccola, ma anche media taglia. </p><h2><strong>Attenzione da metà settimana</strong></h2><p>Il graduale raffreddamento della zona artica, tipico di fine agosto, favorirà una intensificazione del flusso perturbato principale, con un abbassamento di latitudine dello <strong>storm track,</strong> fino al cuore dell’Europa. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi-1786960021516.jpg" data-image="8dcx6jbn3dkw" alt="Forte maltempo." title="Forte maltempo."><figcaption>Purtroppo, alcuni di questi fenomeni temporaleschi, potranno assumere carattere di forte intensità, causando anche qualche locale criticità, di carattere idraulico.</figcaption></figure><p>Fra la serata di <strong>mercoledì 19 e giovedì 20 agosto,</strong> una prima perturbazione atlantica raggiungerà la Francia, per spostarsi sul Nord Italia, causando piogge e forti temporali, con la prima neve fresca sulle cime delle Alpi, rimaste completamente spoglie. Il peggioramento entrerà nel vivo dalla mattinata di <strong>giovedì 20 agosto,</strong> interessando inizialmente la Liguria e il Piemonte, per spostarsi al resto del Nord.</p><div class="texto-destacado"><strong>Purtroppo, alcuni di questi fenomeni temporaleschi, potranno assumere carattere di forte intensità,</strong> <strong>causando anche qualche locale criticità, di carattere idraulico, soprattutto se uno di questi nubifragi si abbatterà su zone urbanizzate. Specie fra Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli.</strong></div><p>Sulle regioni meridionali, invece, l’avanzare del fronte da ovest, attiverà venti da Sud che sospingeranno aria calda, ma anche umida, che farà alzare temporaneamente le temperature, <strong>anche oltre i +35°C</strong> in diverse aree dell’estremo sud.</p><h2><strong>Come nascono questi forti temporali?</strong></h2><p>Per comprendere perché in queste giornate i temporali possono diventare così intensi, è utile ricordare i meccanismi fondamentali che li generano. Un temporale si forma quando tre ingredienti principali coincidono, <strong>ossia aria umida negli strati bassi, instabilità atmosferica e un fattore di sollevamento dell’aria.</strong></p><p>L’instabilità si misura spesso attraverso <strong>l’energia potenziale convettiva disponibile (CAPE).</strong> Quando l’aria calda e umida vicino al suolo è più leggera di quella circostante, tende a salire. Se durante la salita continua a essere più calda dell’ambiente, accelera verso l’alto formando le tipiche nubi a cumulonembo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi-1786960057813.jpg" data-image="kk2lp268g39o" alt="Temporali." title="Temporali."><figcaption>Il maltempo sferzerà l'Italia nei prossimi giorni, con fenomeni molto intensi.</figcaption></figure><p>Maggiore è il <strong>CAPE,</strong> più vigorosa può diventare la corrente ascendente e più elevate possono risultare le nubi. <strong>In condizioni estreme i top possono superare i 12-14 km di quota, oltre la tropopausa.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il sollevamento iniziale può essere fornito da diversi elementi, <strong>come il riscaldamento diurno del suolo (convezione termica), il sollevamento orografico lungo i versanti alpini o appenninici, o il passaggio di un fronte freddo o di una linea di convergenza dei venti.</strong> Nelle prossime ore e nei giorni a venire sarà proprio l’interazione tra aria più fresca e instabile in quota, legata all’affondo atlantico, e l’aria ancora calda e umida nei bassi strati a creare le condizioni ideali.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Quando alla forte instabilità si aggiunge un significativo <strong>wind shear (variazione di direzione e intensità del vento con la quota),</strong> le singole <strong>celle temporalesche</strong> possono organizzarsi e diventare più longeve e severe. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783437" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese ">L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-1786578687182_320.jpg" alt="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "></a></article></aside><p>Lo <strong>shear </strong>favorisce la separazione tra corrente ascendente e discendente, permettendo al temporale di “nutrirsi” più a lungo di aria umida.<strong> In questi casi aumentano le probabilità di grandine di grosse dimensioni (formata da ripetuti cicli di salita e discesa dei chicchi all’interno della nube),</strong> di raffiche di vento intense generate dai <strong>forti downdraft (detti downburst)</strong> e, in alcuni contesti, di tornado.</p><h2><strong>La combinazione perfetta</strong></h2><p>Sulle pianure del Nord, giovedì, la combinazione di aria calda preesistente, umidità residua e l’ingresso di aria più fresca in quota creerà un ambiente particolarmente favorevole a questi processi. </p><p>I modelli evidenziano <strong>valori elevati di CAPE e shear sufficiente a sostenere temporali organizzati,</strong> <strong>anche a carattere di supercella o di sistemi multicellulari.</strong> Ecco perché il rischio di fenomeni estremi, grandinate intense e colpi di vento, risulta concreto proprio su quei settori.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783982" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord.html" title="Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile">Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord.html" title="Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord-1786888523215_320.jpg" alt="Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile"></a></article></aside><p><strong>L’Italia si dovrà prepara a una settimana meteorologicamente contrastata: maltempo organizzato e a tratti violento al Nord e su parte del Centro, </strong>caldo intenso e più stabile al Sud.<strong> </strong>Chi vive nelle pianure settentrionali dovrà tenere d’occhio i bollettini di giovedì. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-allerta-meteo-al-nord-temporali-violenti-grandine-e-raffiche-di-vento-giovedi-rischio-fenomeni-estremi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso avverte: “fine agosto estrema: temporali violenti al nord con neve sulle cime alpine, 40°C al sud”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 08:48:08 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Arriva la burrasca di fine agosto, forti temporali al nord e neve estiva sui ghiacciai, ma al sud i flussi da SW del getto polare ondulato richiameranno aria africana. L’estate 2026 non se ne va facilmente. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xayfagq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xayfagq.jpg" id="xayfagq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Prima metà di agosto a<strong> Firenze più calda de Il Cairo, in Egitto.</strong> Sembra una battuta, una provocazione, eppure il sentore c’era. A confermarlo un post del LAMMA, il centro modellistico meteorologico ambientale della regione Toscana, secondo poi<strong> le temperature massime a Firenze con una media di ben 39 °C sono risultate più alte del Cairo di quasi 2 gradi </strong>(37,1 °C). Notare poi che il Cairo è comunque stata più calda della media di 2°C, ma<strong> Firenze, rispetto al periodo 1991-2020, addirittura eccede di 6°C</strong> la climatologia. </p><p>Da parte nostra aggiungiamo che abbiamo confrontato la media delle massime di quest’anno, 39°C appunto, con quelle del 2003 sempre nei primi 15 giorni di agosto, che risultarono di 37.2°C. </p><p>Insomma, l’ondata di caldo 2003 è stata battuta, ora bisognerà attendere fine agosto per un bilancio definitivo dell’estate, il tutto dipende anche da cosa succederà nei prossimi giorni.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>L’anticiclone africano cede il passo, ma in modo molto graduale, e non così convinto. La prima fase vede una<strong> lieve ondulazione del getto polare</strong>, che non irrompe al nord ma comunque porta all’ingresso al nordest e settore Adriatico dell’isoterma -10°C a 500 hPa nelle prossime 24 ore. </p><p>Solo <strong>da 84-96 ore, in pratica da metà settimana, la corrente a getto strutturerà una saccatura più tipica di fine agosto,</strong> con asse inclinato sulle coste occidentali Europee e verso la Scandinavia. L’Italia del nord riceveranno così flussi da SW via via più perturbati, ma al sud e parte del centro questa situazione potrebbe addirittura richiamare aria ancora più calda dell’attuale.</p><h2>Martedì residua instabilità al sud, mercoledì bella giornata</h2><p>Domani <strong>martedì 18 agosto rapido miglioramento al nord,</strong> l’ingresso di aria leggermente e relativamente più fresca, ma in realtà con temperature ancora ben sopra media, porterà una <strong>giornata soleggiata e stabile anche su gran parte di Alpi e Appennino settentrionale.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783982" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord.html" title="Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile">Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord.html" title="Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord-1786888523215_320.jpg" alt="Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile"></a></article></aside><p>Al <strong>centro entra il maestrale e rinfresca la Sardegna</strong>, tramontana ma non poi così fresca in Toscana e Lazio, con bel tempo, bello anche in Umbria, variabile nelle marche, rovesci residui fra Abruzzo e Molise<strong>. Al sud rovesci e temporali sulla Campania al mattino in movimento a Calabria</strong> e nord della Sicilia tirrenica nel primo pomeriggio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud-1786950908214.jpg" data-image="ui868ls055ag"><figcaption>nonostante un primo passaggio instabile, le temperature restano alte nei primi giorni della settimana.</figcaption></figure><p><strong>Mercoledì 19 agosto bella giornata estiva in quasi tutt’Italia, </strong>con locali piccole eccezioni nell’Appennino interno e qua e là sulle Alpi, dove è possibile qualche locale cumulo torreggiante nel pomeriggio associato a breve rovescio. Episodi però appunto isolati e molto locali.</p><p>Le temperature: <strong>calo relativo e temporaneo martedì, ma comunque con 32-34°C al nord e 30-32°C al centro sud</strong>, aumento mercoledì, anche molto caldo, con 35-36°C al nord e al centro,<strong> Firenze dopo una pausa sopportabile torna a 36°C. al sud, Sicilia e Sardegna 32-35°C</strong>. Notti inizialmente più sopportabili, martedì anche leggermente fresche, ma mercoledì tornano tropicali quasi ovunque.</p><h2>Temporali forti giovedì e venerdì</h2><p>Fra <strong>giovedì e venerdì è atteso un più deciso passaggio perturbato temporalesco </strong>al nord e al centro, che venerdì interesserà anche Sardegna e parte del sud, specie Campania. </p><p>Questa volta <strong>saranno temporali frontali e organizzati, giovedì colpiranno dapprima il nordovest e Alpi,</strong> per poi estendersi e raggiungere nordest e centro al pomeriggio. <strong>Venerdì spiragli di variabilità perturbata al nordovest, temporali forti e organizzati al nordest,</strong> quasi tutto il centro e appunto Sardegna. </p><p><strong>Al sud giovedì variabile, vento e rialzo termico, venerdì arrivano forti temporali </strong>in Campania e in modo più irregolare anche nelle altre regioni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud-1786950943664.jpg" data-image="toic4daq6mq5"><figcaption>Fra giovedì e venerdì il nord e il centro, ed in parte il sud, saranno colpiti da forti temporali.</figcaption></figure><p>Finalmente calano veramente e in modo deciso le temperature al nord già giovedì e in modo marcato, incluso il centro, venerdì, con massime anche entro 26-27°C al nord, 28-30°C al centro. Al sud richiamo caldo: in Puglia picchi di 40°C venerdì. </p><h2>Weekend incerto fra instabilità al nord e ondata calda africana al sud</h2><p>Evoluzione incerta e anche contraddittoria nel quarto fine settimana di agosto. <strong>Al</strong> <strong>nord avremo altri passaggi instabili, temporali e temporanee rinfrescate </strong>alternate a <strong>giornate comunque calde </strong>per fine agosto. <strong>Al sud e in parte al centro, attenzione </strong>che non solo il caldo fatica andarsene ma <strong>potremmo assistere perfino a un richiamo di aria molto calda</strong> desertica nord africana, specie su Sardegna e Sicilia e parte della Puglia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783639" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-va-verso-il-declino.html" title="Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”">Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-va-verso-il-declino.html" title="Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-ha-raggiunto-il-suo-apice-1786699399843_320.png" alt="Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”"></a></article></aside><p>In pratica, <strong>al nord si alterneranno forti temporali a giornate con 30-32°C, </strong>a tratti in Emilia Romagna anche verso i 35°C. <strong>Sulle Alpi potrebbe comparire neve sulle parti sommitali dei ghiacciai</strong>, oltre 2800-3000 m, ma la vera notizia sarebbe l’attuale caldo estremo in quota con chiusura dello sci estivo anche allo Stelvio.</p><p><strong>Al sud e in parte anche al centro rischio di temperature molto elevate, con oltre 40°C</strong> negli interni di Sardegna e Sicilia, 38-40°C in Puglia, al centro Firenze spesso attorno a 34-35°C, Roma anche a 36-38°C. Insomma, l’estate 2026 dice ancora la sua. <br> </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-fine-agosto-estrema-temporali-violenti-al-nord-con-neve-sulle-cime-alpine-40-c-al-sud.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Previsioni a lungo termine per l’Italia: “L’estate va verso il declino”]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-va-verso-il-declino.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La parte più estrema ed attiva dell'estate è ormai messa alle spalle. Nei prossimi giorni le temperature caleranno ulteriormente, anche se il caldo continuerà a picchiare sulle regioni del Centro-Sud.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaxniny"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaxniny.jpg" id="xaxniny"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo settimane di caldo intenso e ondate di calore che hanno messo a dura prova gran parte del Paese, l’estate del 2026 inizia ad entrare nella sua fase calante.</p><p>Dopo aver toccato il suo punto più alto, <strong>fra fine luglio e inizio agosto,</strong> da qui in avanti la configurazione atmosferica evolverà verso tipi di pattern più tipici della tarda estate, andando a ridistribuire il caldo e restituendo un po’ di respiro a chi lo ha subito di più.</p><h2><strong>Il Centro-Nord verso una fase di normalizzazione</strong></h2><p>Per il Nord e gran parte del Centro, le prossime settimane porteranno un sollievo relativo. Già dai primi giorni le configurazioni atmosferiche dovrebbero favorire un’attenuazione delle masse d’aria calda più estreme.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le temperature massime, pur restando sopra la media stagionale per buona parte di agosto, non dovrebbero più raggiungere con regolarità i picchi eccessivi registrati nelle ultime ondate.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il grande protagonista di questo cambio di passo sarà l’anticiclone, che perderà progressivamente la sua capacità di dominare incontrastato il Nord Italia. Al suo posto, una maggiore variabilità, <strong>con possibili infiltrazioni di aria più fresca dall’Atlantico e una maggiore frequenza di temporali, soprattutto sulle zone alpine e prealpine.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-ha-raggiunto-il-suo-apice-1786699399843.png" data-image="zr2zwjk0j9i3" alt="Temperature." title="Temperature."><figcaption>Aria più fresca dal Nord Europa si avvicinerà all'Italia nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p>Il risultato sarà un caldo ancora estivo, ma più gestibile, con valori che si assesteranno <strong>più spesso tra i 28 e i 32-33°C</strong> nelle pianure, <strong>intervallati da break temporaleschi.</strong></p><h2><strong>Il Centro-Sud ancora nel mirino del grande caldo</strong></h2><p>Se al Nord la parte più estrema dell’estate è ormai messa alle spalle, sulle regioni meridionali, incluse Sicilia e Sardegna, si concentreranno le ondate di calore più intense, capaci di spingere i termometri oltre la soglia dei +35°C, localmente anche +40°C. </p><div class="texto-destacado"><strong>Le temperature minime, sostenute da mari molto caldi, renderanno le notti afose e faticose, mentre le massime potranno ancora spingersi oltre i 35-38°C, con picchi localmente superiori ai 40°C nelle zone interne e nelle Isole.</strong></div><p>È un pattern tipico delle estati recenti, amplificato dal contesto climatico più caldo della media, ma con una distribuzione geografica che ora privilegia il Sud, almeno fino alla prima decade di settembre.</p><h2><strong>I primi segnali dell’autunno che avanza</strong></h2><p>Un segnale importante arriverà con il progressivo accorciamento delle giornate. Già dopo il 20/25 agosto, <strong>sulle Alpi e sulle Prealpi le temperature minime cominceranno a calare in modo più evidente.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-ha-raggiunto-il-suo-apice-1786699334946.png" data-image="8snbetbrgi93" alt="Getto polare." title="Getto polare."><figcaption>Il rinforzo e l'abbassamento del getto nei prossimi giorni sull'Europa.</figcaption></figure><p>Le notti, che finora hanno faticato a scendere sotto i 20-22°C anche a quote medio-alte, diventeranno via via più fresche, <strong>con valori che potranno localmente scendere sotto i +15°C sulle valli alpine più elevate.</strong></p><p>Si tratta di un primo, timido segnale di transizione verso l’autunno meteorologico, che rimane lontano ancora. Le ore di luce diminuiscono, il sole è più basso sull’orizzonte e l’influenza delle masse d’aria atlantiche o nord-europee diventa più incisiva.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783437" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese ">L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-tendenza-fine-mese.html" title="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-addio-al-caldo-estremo-un-cambio-di-passo-dopo-ferragosto-1786578687182_320.jpg" alt="L’addio al caldo estremo: cambio di passo dopo Ferragosto, ecco la tendenza meteo fino a fine mese "></a></article></aside><p>Non sarà ancora il fresco autunnale, ma per chi ama le escursioni in montagna rappresenterà un sollievo benvenuto dopo settimane di afa opprimente.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-a-lungo-termine-per-l-italia-l-estate-va-verso-il-declino.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un freddo glaciale dopo un'estate infernale? "Ora sì che si fa freddo": ecco cosa ci aspetta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-freddo-glaciale-dopo-un-estate-infernale-ora-si-che-si-fa-freddo-ecco-cosa-ci-aspetta.html</link><pubDate>Mon, 17 Aug 2026 04:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Non appena il caldo record si è concluso, l'atmosfera cambia radicalmente: dopo un'estate torrida, dobbiamo aspettarci un inverno gelido e nevoso? I primi segnali a lungo termine stanno attirando l'attenzione, e sono tutt'altro che insignificanti.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xaxzna6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xaxzna6.jpg" id="xaxzna6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'estate infernale e le sue temperature record sono appena finite, e molti già guardano con preoccupazione alla stagione fredda. E la domanda che ci si pone è già: ci sarà un'inversione di tendenza radicale?</p><p>Dopo il caldo torrido, dobbiamo aspettarci un <strong>"inferno di ghiaccio",</strong> <strong>con un inverno freddo e nevoso che potrebbe tenerci stretti nella sua morsa per diverse settimane?</strong> I primi segnali delle previsioni a lungo termine sono ora disponibili. E sono tutt'altro che insignificanti.</p><h2>Questi segnali preannunciano un inverno gelido</h2><p>Ovviamente, una sola occhiata alle mappe non basta mai per trarre conclusioni. Ma quest'anno, diversi fattori stanno convergendo. Nel Pacifico si è instaurato un modello <strong>Niño, </strong>un fenomeno che, attraverso le teleconnessioni atmosferiche, può influenzare significativamente la circolazione generale e le condizioni meteorologiche in Europa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780919" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'">Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: "c'è la possibilità che si formino quest'autunno"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-meteorologo-tedesco-sul-rischio-di-medicanes-nel-mediterraneo-esiste-la-possibilita-che-si-formino-quest-autunno.html" title="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-meteorologo-aleman-sobre-el-riesgo-de-medicanes-en-el-mediterraneo-este-otono-hay-potencial-para-su-formacion-1785188590384_320.png" alt="Un meteorologo tedesco sul rischio 'medicane' nel Mediterraneo: 'c'è la possibilità che si formino quest'autunno'"></a></article></aside><p>A ciò si aggiunge un fattore che i meteorologi monitorano attentamente ogni inverno: lo stato del vortice polare, situato ad alta quota nell'atmosfera sopra l'Artico. <strong>Quando si indebolisce, aumenta il rischio di discesa di aria fredda verso le medie latitudini, </strong><strong>ed è proprio questo tipo di indebolimento che sembra emergere attualmente.</strong></p><h3><strong>Il vortice polare, un elemento chiave</strong></h3><p>Il vortice polare agisce in un certo senso come un guardiano dell'aria fredda artica. Quando è stabile e potente, mantiene l'aria gelida confinata alle alte latitudini, dove il clima generalmente rimane più mite, umido e variabile, come spesso è accaduto negli ultimi inverni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-freddo-glaciale-dopo-un-estate-infernale-ora-si-che-si-fa-freddo-ecco-cosa-ci-aspetta-1786872779536.jpg" data-image="j33plckcbwjj" alt="Neve, freddo." title="Neve, freddo."><figcaption>L'inverno 2026-2027 sarà l'equivalente dell'estate infernale del 2026?</figcaption></figure><p>D'altro canto, se la massa d'aria si disorganizza o si frammenta, può spostarsi molto più facilmente verso sud. Il risultato: <strong>gelo persistente, notti gelide sotto un cielo stellato e un'ondata di freddo che può durare diverse settimane: una situazione che può definire un inverno eccezionale.</strong></p><h3><strong>Neve fino in pianura?</strong></h3><p>E la neve? In una configurazione del genere, i venti possono facilmente ruotare verso nord o est, ed è qui che le cose si fanno particolarmente interessanti. Se l'aria umida incontra un terreno molto freddo, la neve potrebbe non essere più confinata alle montagne e cadere fino in pianura.</p><p>La seconda metà dell'inverno, in particolare gennaio e febbraio, è considerata un periodo particolarmente favorevole – o meglio, gelido – <strong>per questo tipo di ondata di freddo.</strong> Chi sogna un giardino ricoperto da una spessa coltre di neve potrebbe veder realizzato il proprio desiderio questa volta. Automobilisti e utenti dei mezzi pubblici, tuttavia, probabilmente la penseranno diversamente.</p><h3><strong>Perché il cambiamento climatico non garantisce un inverno mite</strong></h3><p>Tuttavia, è fondamentale tenere a mente un punto essenziale: il cambiamento climatico sta effettivamente rendendo i nostri inverni più miti in media nel lungo periodo. Su questo non ci sono dubbi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782893" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/una-bomba-a-orologeria-33-c-in-mare-verso-un-autunno-ad-alto-rischio.html" title="'Una bomba a orologeria': 33°C in mare, verso un autunno ad alto rischio?">"Una bomba a orologeria": 33°C in mare, verso un autunno ad alto rischio?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/una-bomba-a-orologeria-33-c-in-mare-verso-un-autunno-ad-alto-rischio.html" title="'Una bomba a orologeria': 33°C in mare, verso un autunno ad alto rischio?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/eine-tickende-zeitbombe-33-grad-im-meer-was-jetzt-auf-deutschland-zurollt-1786088906481_320.jpg" alt="'Una bomba a orologeria': 33°C in mare, verso un autunno ad alto rischio?"></a></article></aside><p>Ma "più miti in media" non significa che gli episodi di freddo estremo siano scomparsi, anzi, tutt'altro. <strong>Un vortice polare perturbato può, anche in un mondo più caldo, causare ondate di freddo intenso.</strong> Una tendenza generale al riscaldamento e inverni occasionalmente rigidi non sono quindi incompatibili: i due fenomeni possono perfettamente coesistere.</p><h3>I punti chiave</h3><p>Non prendiamoci in giro: <strong>è semplicemente impossibile prevedere con precisione il tempo durante i mesi invernali.</strong> Ciò che osserviamo oggi sono tendenze e segnali, non certezze assolute, ma un'istantanea dei diversi modelli meteorologici in un dato momento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-freddo-glaciale-dopo-un-estate-infernale-ora-si-che-si-fa-freddo-ecco-cosa-ci-aspetta-1786872820467.jpg" data-image="hwu5mil8hcy9" alt="Neve e gelo." title="Neve e gelo."><figcaption>L'inverno 2026/2027 potrebbe riservare parecchie sorprese nei prossimi mesi.</figcaption></figure><p>Quest'anno, però, <strong>gli ingredienti per un inverno davvero gelido sembrano particolarmente abbondanti. </strong>Il mio consiglio: se vivete in aree di montagna controllate le gomme invernali, tirate fuori la pala da neve e tenete d'occhio le previsioni del tempo per le prossime settimane. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/un-freddo-glaciale-dopo-un-estate-infernale-ora-si-che-si-fa-freddo-ecco-cosa-ci-aspetta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come funziona la previsione di un'eclissi: ecco come gli astronomi calcolano il giorno, l'ora e dove passerà l'ombra]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/come-funziona-la-previsione-dell-eclissi-ecco-come-gli-astronomi-calcolano-il-giorno-l-ora-e-dove-passera-l-ombra.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 17:19:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La previsione delle eclissi ci permette di sapere con grande precisione quando il Sole, la Luna e la Terra si allineeranno e quali aree saranno in grado di osservare il fenomeno.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-saben-los-cientificos-exactamente-cuando-habra-un-eclipse-1786443267086.jpg" data-image="bvd8f9youej2" alt="eclissi di sole" title="eclissi di sole"><figcaption>Gli astronomi possono prevedere con precisione le eclissi calcolando le orbite del Sole, della Luna e della Terra, nonché il percorso dell'ombra lunare.</figcaption></figure><p>Le eclissi non si verificano per caso. <strong>Il loro arrivo dipende da una combinazione precisa di movimenti celesti che gli astronomi possono studiare attraverso modelli matematici.</strong> La Luna orbita attorno alla Terra in 27,3 giorni, ma la sua orbita presenta un'inclinazione di circa 5 gradi rispetto al piano dell'eclittica. Per questo motivo, una Luna nuova o una Luna piena non producono automaticamente un'eclissi. <strong>Solo quando la Luna attraversa determinati punti della sua traiettoria può verificarsi l'allineamento necessario.</strong></p><p>Questa spiegazione permette anche di capire perché gli scienziati siano in grado di prevedere sia il momento del fenomeno sia la zona della Terra dalla quale sarà visibile. Per farlo tengono conto delle orbite, delle distanze tra i corpi celesti, delle dimensioni apparenti del Sole e della Luna e del movimento dell'ombra lunare. <strong>Nel caso delle eclissi totali, inoltre, è possibile calcolare la fascia precisa del pianeta dalla quale il Sole sarà completamente oscurato.</strong></p><h2>Prevedere le eclissi: l'inclinazione della Luna determina quando possono verificarsi</h2><p><strong>Un'eclissi solare si verifica quando la Luna si trova tra il nostro pianeta e il Sole e blocca una parte o tutta la luce proveniente dalla nostra stella.</strong> Nella zona che si trova all'interno dell'ombra si può osservare un'eclissi totale, mentre chi si trova nella penombra vede soltanto una parte del disco solare. La posizione esatta di ogni osservatore rispetto a quell'ombra determina il tipo di eclissi che potrà vedere.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/-9EvyA_qJME/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=-9EvyA_qJME" id="-9EvyA_qJME"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>Nel caso di un'eclissi lunare, la configurazione cambia: <strong>la Terra si trova tra il Sole e la Luna e proietta la propria ombra sul satellite.</strong> La Luna non scompare completamente, ma può assumere una tonalità rossastra. L'atmosfera terrestre devia e filtra una parte della radiazione solare, disperdendo soprattutto la luce blu e lasciando arrivare sulla superficie lunare una maggiore quantità di luce rossa.</p><p>L'inclinazione di circa 5 gradi dell'orbita lunare rispetto all'eclittica spiega perché questi fenomeni non si verificano ogni mese. <strong>Due volte all'anno si verificano le condizioni</strong> affinché la traiettoria della Luna attraversi il piano dell'orbita terrestre nei cosiddetti nodi lunari. È intorno a questi punti che si apre una finestra di circa 35 giorni durante la quale può verificarsi una o persino più eclissi.</p><h2>Prevedere le eclissi: 173,3 giorni separano i nodi lunari</h2><p>Questo periodo prende il nome di "stagione delle eclissi" e <strong>ha una durata sufficiente perché, normalmente, coincidano un'eclissi solare e una lunare.</strong> Poiché i 35 giorni superano leggermente i 27,3 necessari alla Luna per completare un'orbita attorno alla Terra, in alcune occasioni può verificarsi una terza eclissi all'interno della stessa stagione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-saben-los-cientificos-exactamente-cuando-habra-un-eclipse-1786443064865.jpeg" data-image="i8ztsruj4jt9" alt="Eclissi solare" title="Eclissi solare"><figcaption>Le eclissi solari vengono previste calcolando con precisione le orbite della Luna e della Terra per determinare quando si allineeranno con il Sole.</figcaption></figure><p>Anche il momento del fenomeno segue uno schema legato all'orbita lunare. L'intervallo di tempo tra due nodi è di circa 173,3 giorni, mentre il cosiddetto <strong>"anno delle eclissi" dura 346,6 giorni</strong>. Questo valore è inferiore ai 365,25 giorni di un anno solare. Inoltre, l'orbita della Luna presenta una lenta rotazione, nota come precessione, che fa sì che le stagioni delle eclissi si anticipino di circa due o tre settimane ogni anno.</p><p>Questi dati permettono persino di effettuare una semplice stima senza disporre di tutti i calcoli astronomici. <strong>Un riferimento approssimativo consiste nel contare 173 giorni a partire da un'eclissi per individuare il successivo periodo legato ai nodi.</strong> Tuttavia, sapere quando si verificherà il fenomeno non garantisce che possa essere osservato da un determinato luogo: la visibilità dipende anche dalla posizione geografica e dalle condizioni meteorologiche.</p><h2>Come calcolano gli astronomi la traiettoria e l'ora esatta</h2><p>La meccanica celeste costituisce la base per effettuare questi calcoli. Gli astronomi lavorano con modelli che descrivono il movimento della Terra attorno al Sole e quello della Luna attorno alla Terra, <strong>tenendo conto sia dell'inclinazione dell'orbita lunare sia della forma ellittica di entrambe le traiettorie.</strong> Con questi dati possono determinare quando si verificherà l'allineamento necessario affinché si formi l'ombra.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-saben-los-cientificos-exactamente-cuando-habra-un-eclipse-1786442541136.jpg" data-image="ws6uw8tr0j0q" alt="Eclissi solare" title="Eclissi solare"><figcaption>Le previsioni astronomiche non permettono soltanto di ammirare l'eclissi totale di Sole di oggi, ma sono state fondamentali anche per organizzare osservazioni sicure e di successo in tutto il mondo.</figcaption></figure><p><strong>Un altro strumento utilizzato per mettere in relazione eclissi separate nel tempo è il ciclo di Saros</strong>, che dura circa 18 anni, 11 giorni e 8 ore. Dopo questo intervallo, il Sole, la Terra e la Luna tornano ad assumere posizioni relative molto simili. Gli astronomi babilonesi utilizzavano già questo schema migliaia di anni fa per prevedere le eclissi.</p><p>I calcoli moderni permettono di spingersi molto più lontano. Per determinare la fascia di totalità di un'eclissi solare è necessario considerare la rotazione terrestre, la distanza tra la Luna e la Terra e la velocità con cui l'ombra si sposta sulla superficie. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783167" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/c-e-la-data-per-la-prossima-eclissi-totale-di-sole-sara-nell-agosto-del-2027-e-si-vedra-anche-da-un-pezzettino-d-italia.html" title="C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia">C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/c-e-la-data-per-la-prossima-eclissi-totale-di-sole-sara-nell-agosto-del-2027-e-si-vedra-anche-da-un-pezzettino-d-italia.html" title="C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/c-e-la-data-per-la-prossima-eclissi-totale-di-sole-sara-nell-agosto-del-2027-e-si-vedra-anche-da-un-pezzettino-d-italia-1786453870064_320.jpg" alt="C'è la data per la prossima eclissi totale di Sole: sarà nell'agosto del 2027 e si vedrà anche da un pezzettino d'Italia"></a></article></aside><p><strong>I dati provenienti da satelliti, osservatori spaziali, programmi informatici e modelli matematici</strong> permettono di stabilire l'orario dell'eclissi con una precisione di pochi secondi e di determinare le aree della Terra che si troveranno all'interno dell'ombra totale.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/come-funziona-la-previsione-dell-eclissi-ecco-come-gli-astronomi-calcolano-il-giorno-l-ora-e-dove-passera-l-ombra.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come coltivare lo zenzero in vaso e raccogliere un tesoro gastronomico per i vostri piatti]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/passo-dopo-passo-come-coltivare-lo-zenzero-in-vaso-e-raccogliere-un-tesoro-gastronomico-per-i-vostri-piatti.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 16:03:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dal vaso al piatto: tutto ciò che devi sapere per coltivare questo ingrediente versatile e salutare, facile da integrare nei tuoi pasti quotidiani.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-como-cultivar-jengibre-en-una-maceta-y-cosechar-un-tesoro-gourmet-para-tus-platos-1786315474321.jpg" data-image="c3tt2k2to27n" alt="zenzero" title="zenzero"><figcaption>Lo zenzero si adatta molto bene agli spazi ristretti. Un vaso ampio e un ambiente caldo sono fondamentali per la sua crescita.</figcaption></figure><p>Allevia le digestioni lente, aiuta a calmare la nausea e dona un inconfondibile tocco piccante. <strong>Lo zenzero è un alleato della salute e un ingrediente protagonista in cucina.</strong> La buona notizia è che puoi coltivarlo in casa senza bisogno di avere un grande giardino. Anche se richiede diversi mesi per svilupparsi, <strong>la primavera è il momento ideale per iniziare la coltivazione,</strong> poiché il clima caldo favorisce la germinazione.</p><p><strong>È sufficiente un solo rizoma acquistato dal fruttivendolo per iniziare il processo.</strong> Questa struttura sotterranea, che comunemente chiamiamo "radice", contiene le gemme capaci di generare nuovi fusti. Con un contenitore adeguato e un po' di pazienza, potrai ottenere il tuo raccolto fresco.</p><h2>Il primo passo: scegliere un buon rizoma</h2><p>Per iniziare con successo è consigliabile <strong>scegliere un pezzo fresco, sodo e carnoso.</strong> Cerca esemplari con piccole protuberanze sulla superficie. Questi punti sono le gemme da cui spunteranno i nuovi germogli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-como-cultivar-jengibre-en-una-maceta-y-cosechar-un-tesoro-gourmet-para-tus-platos-1786315549479.jpg" data-image="irfef4g9mcjj" alt="piante di zenzero" title="piante di zenzero"><figcaption>Scegli rizomi sodi e carnosi. Le piccole protuberanze sulla superficie sono le gemme da cui spunteranno i nuovi germogli.</figcaption></figure><p>Se il rizoma è grande, puoi tagliarlo in pezzi di pochi centimetri. Ogni sezione deve conservare almeno una o due gemme sane. <strong>Lascia asciugare i pezzi all'aria per un paio di giorni prima di piantarli.</strong> In questo modo la superficie del taglio cicatrizza e si riduce il rischio di marciume.</p><p><strong>Il vaso deve avere almeno 30 centimetri di diametro</strong> e un ottimo drenaggio. È fondamentale evitare i ristagni d'acqua. Se preferisci piantare più pezzi insieme, avrai bisogno di un vaso più grande.</p><p><strong>Il substrato deve avere una consistenza soffice e fertile.</strong> Un terriccio per vasi arricchito con sostanza organica funziona molto bene. L'acqua deve defluire senza ristagnare, poiché l'eccessiva umidità danneggia la coltivazione.</p><h2>Come piantare lo zenzero passo dopo passo</h2><p><strong>Preparazione:</strong> scegli un rizoma sano. Se lo tagli, lascia asciugare la superficie del taglio per due giorni.</p><p><strong>Preparazione del vaso:</strong> riempi il vaso con un substrato soffice, senza arrivare fino al bordo.</p><p><strong>Piantagione:</strong> posiziona il rizoma orizzontalmente, con le gemme rivolte verso l'alto. Coprilo con uno strato di terra di 2-5 centimetri.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-como-cultivar-jengibre-en-una-maceta-y-cosechar-un-tesoro-gourmet-para-tus-platos-1786316139140.jpg" data-image="fgm1m96adnpp" alt="piantare lo zenzero" title="piantare lo zenzero"><figcaption>Posiziona i piccoli rizomi orizzontalmente con le gemme rivolte verso l'alto, lasciando spazio sufficiente per permetterne lo sviluppo.</figcaption></figure><p><strong>Annaffiatura moderata:</strong> inumidisci leggermente il terreno. L'eccesso d'acqua nelle prime settimane può far marcire il rizoma.</p><p><strong>Posizione:</strong> scegli un ambiente caldo con luce naturale filtrata. Evita l'esposizione diretta e intensa al sole per molte ore.</p><h2>Come prendersi cura della pianta durante la crescita</h2><p>Una volta comparsi i primi germogli, le esigenze della pianta cambiano. <strong>Mantieni un'irrigazione regolare, assicurandoti che il terreno rimanga umido al tatto, ma senza inzuppare le radici.</strong> Durante i mesi più caldi puoi nebulizzare le foglie per aumentare leggermente l'umidità ambientale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-como-cultivar-jengibre-en-una-maceta-y-cosechar-un-tesoro-gourmet-para-tus-platos-1786316278248.jpg" data-image="c9bnw7s1o78k" alt="germogli di zenzero" title="germogli di zenzero"><figcaption>Dopo alcune settimane di pazienza, spuntano i primi germogli verdi.</figcaption></figure><p>Se coltivi lo zenzero in una zona con inverni freddi, la protezione è fondamentale. Quando le temperature iniziano a scendere, porta il vaso all'interno della casa, vicino a una finestra luminosa.</p><p>Con l'arrivo dell'autunno noterai che le foglie diventano gialle e iniziano a seccarsi; è del tutto normale e indica che la pianta sta entrando nella fase di riposo e che si avvicina il momento del raccolto.</p><h2>Tempi, raccolta e conservazione</h2><p>La pazienza è fondamentale durante questo processo. <strong>Il primo germoglio verde può impiegare dalle tre alle sette settimane per spuntare.</strong> Da quel momento, lo sviluppo della pianta accelera.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776076" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate">Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-mantenerlo-verde-rigoglioso-e-profumato-fino-alla-fine-dell-estate.html" title="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-basilico-10-regole-per-averlo-sempre-verde-e-profumato-questa-estate-1782655008003_320.jpeg" alt="Guida alla cura del basilico: 10 regole per mantenerlo verde, rigoglioso e profumato fino alla fine dell'estate"></a></article></aside><p><strong>Per completare la raccolta sono necessari dagli otto ai dodici mesi.</strong> Tuttavia, puoi estrarre alcuni rizomi più giovani già dopo pochi mesi, rimuovendo con cautela la terra. Questo zenzero giovane ha una buccia sottile e un sapore delicato che non richiede di essere sbucciato.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-como-cultivar-jengibre-en-una-maceta-y-cosechar-un-tesoro-gourmet-para-tus-platos-1786316423401.jpg" data-image="bcky6i81l7un" alt="zenzero fresco appena raccolto" title="zenzero fresco appena raccolto"><figcaption>Fresco e appena raccolto: lo zenzero dona un sapore unico ai tuoi piatti e possiede note proprietà digestive.</figcaption></figure><p>Per conservare i rizomi maturi dopo la raccolta, <strong>puliscili bene e lasciali asciugare all'aria.</strong> Puoi conservarli in frigorifero avvolti nella carta assorbente, all'interno di un contenitore ermetico, per diverse settimane.</p><p>Se hai raccolto una quantità abbondante, <strong>congelare il rizoma intero o grattugiato in porzioni</strong> è un'ottima soluzione per mantenerne la freschezza per diversi mesi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/paso-a-paso-como-cultivar-jengibre-en-una-maceta-y-cosechar-un-tesoro-gourmet-para-tus-platos-1786316501067.jpg" data-image="8l7g1qwunkd2" alt="infuso di zenzero fresco" title="infuso di zenzero fresco"><figcaption>Un infuso caldo di zenzero fresco è ideale per favorire la digestione e riscaldare il corpo dopo una giornata fredda.</figcaption></figure><p>Lo zenzero appena raccolto supera quello secco acquistato in negozio per <strong>aroma e freschezza.</strong> Il suo sapore trasforma piatti saltati in padella, zuppe, curry e ricette a base di pesce. È inoltre ottimo per plumcake, biscotti e infusi con limone.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771206" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate.html" title="Guida alla cura del rosmarino: 10 regole per farlo crescere rigoglioso questa estate">Guida alla cura del rosmarino: 10 regole per farlo crescere rigoglioso questa estate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate.html" title="Guida alla cura del rosmarino: 10 regole per farlo crescere rigoglioso questa estate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guida-alla-cura-del-rosmarino-10-regole-per-farlo-crescere-rigoglioso-questa-estate-1781646349412_320.jpeg" alt="Guida alla cura del rosmarino: 10 regole per farlo crescere rigoglioso questa estate"></a></article></aside><p>I suoi composti bioattivi, come i gingeroli, spiegano le sue proprietà digestive e antinfiammatorie. Alla fine, <strong>la lunga attesa si trasforma nella soddisfazione impareggiabile</strong> di portare direttamente dalla pianta al piatto un ingrediente fresco e ricco di proprietà.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/passo-dopo-passo-come-coltivare-lo-zenzero-in-vaso-e-raccogliere-un-tesoro-gastronomico-per-i-vostri-piatti.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Forti temporali in arrivo lunedì 17, in 13 regioni d'Italia scatta l'allerta meteo della Protezione Civile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 14:36:26 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Lunedì 17 agosto sarà una giornata instabile sull'Italia, con molti temporali diffusi da Nord a Sud. La Protezione Civile ha attivato allerta meteo in ben 13 regioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xay8mim"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xay8mim.jpg" id="xay8mim"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo il caldo intenso dei giorni scorsi, <strong>lunedì 17 agosto l'Italia sarà interessata da una fase di instabilità</strong>, con temporali che potranno svilupparsi già dalle prime ore della giornata e progressivamente estendersi a gran parte del Paese. Da segnalare anche un ridimensionamento delle temperature dopo una lunghissima fase di caldo davvero intenso iniziato a fine luglio. </p><p>Secondo il modello meteorologico europeo, di riferimento di Meteored, quella di lunedì sarà una <strong>giornata temporalesca</strong>, con fenomeni localmente intensi e un'evoluzione molto dinamica.</p><h2>Temporali già al mattino al Nord-Ovest</h2><p>I primi temporali potranno svilupparsi <strong>già durante la mattinata sul Nord-Ovest</strong>, dove l'instabilità sarà particolarmente evidente. I fenomeni potranno interessare la <strong>Liguria e l'Alta Toscana</strong>, per poi estendersi progressivamente verso il Nord-Est con il passare delle ore.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord-1786888626772.jpg" data-image="wc9v25a2ktx4"><figcaption>Densità di fulmini prevista sull'Italia nel primo pomeriggio di lunedì 17.</figcaption></figure><p>La situazione sarà particolarmente instabile anche tra <strong>Trentino-Alto Adige e Veneto</strong>, dove nel corso della mattinata potranno formarsi numerosi temporali. L'attività temporalesca potrà risultare localmente intensa, accompagnata da forti rovesci e raffiche di vento.</p><p>Le <a href="https://www.ilmeteo.net/mappe-meteorologiche/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">mappe navigabili di Meteored</a> basate sul modello europeo, mostrano una elevata probabilità di fenomeni su aree estese.</p><h2>Dalla tarda mattinata temporali anche al Centro</h2><p>La fase instabile non resterà confinata al Nord. <strong>Già dalla tarda mattinata i temporali tenderanno a interessare anche le regioni centrali</strong>, con un progressivo aumento della copertura nuvolosa e dei fenomeni.</p><p>Nel corso delle ore centrali l'instabilità diventerà quindi più diffusa, coinvolgendo un'area sempre più ampia della penisola. </p><h2>Dalle 13 temporali anche in Sardegna e al Sud</h2><p><strong>Dalle ore 13 circa l'instabilità potrà estendersi anche alla Sardegna e alle regioni meridionali</strong>, completando progressivamente il quadro di una giornata caratterizzata da temporali in molte zone d'Italia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord-1786888523215.jpg" data-image="bi0fhl4p3v4b"><figcaption>La probabilità di piogge nel pomeriggio di lunedì 17 agosto.</figcaption></figure><p>Il rischio di fenomeni sarà quindi presente su una parte molto ampia del territorio nazionale, anche se con intensità e tempistiche differenti da una zona all'altra. La probabilità maggiore, con fenomeni più estesi, resta concentrata sul Nord.</p><p>L'evoluzione sarà particolarmente rapida nelle ore centrali e pomeridiane e i temporali potranno assumere <strong>carattere di maggior intensità sulle aree di montagna.</strong></p><h2>Fenomeni in attenuazione dalla sera ma attenzione alla notte di martedì 18</h2><p>La fase più instabile è attesa nelle ore centrali e nel pomeriggio. <strong>Con il passare delle ore i temporali tenderanno progressivamente a diminuire</strong>, fino a perdere intensità e a dileguarsi in serata.</p><p><strong>Attenzione però alla notte tra lunedì 17 e martedì 18: si attiverà, secondo la previsione del modello europeo, un'area di instabilità sul basso Tirreno</strong>, che potrebbe interessare Campania e Calabria tirrenica. Torneremo su questa previsione nei nostri nuovi aggiornamenti.</p><h2>Le temperature: sollievo quasi generalizzato</h2><p><strong>Finalmente assisteremo anche a una giornata con temperature più normali</strong>, dopo una lunghissima e intensa ondata di calore che ha messo mezz'Italia in allerta per valori estremi ed elevati tassi di umidità. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord-1786888445392.png" data-image="qseu5nj5vdop"><figcaption>Temperature massime previste in Italia lunedì 17 agosto 2026.</figcaption></figure><p>Le massime continueranno a superare i 35°C soltanto nella Puglia interna e in certe aree interne di Sicilia e Sardegna.</p><h2>La Protezione Civile dirama allerta meteo in 13 regioni</h2><p><strong>Vista questa situazione di instabilità </strong>la Protezione Civile ha diramato un'allerta gialla per rischio temporali che interessa oggi <strong>13 regioni italiane</strong>, dal Nord al Sud della penisola. </p><p>Le regioni coinvolte sono: <strong>Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto</strong>.</p><p>L'allerta gialla, la meno severa nella scala delle criticità (che comprende anche arancione e rossa), segnala un rischio "ordinario" legato a possibili temporali, con effetti al suolo che possono includere allagamenti localizzati, disagi alla viabilità e rischio di fulminazioni.</p><h3><strong>La situazione regione per regione</strong></h3><p>In <strong>Calabria</strong> l'allerta è estesa a tutti e otto i versanti tirrenico e jonico. Anche l'<strong>Emilia Romagna</strong> presenta una copertura pressoché totale del territorio, con 18 zone di allerta attive tra montagna, collina, pianura e costa, dal piacentino al riminese.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783693" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dopo-ferragosto-forti-temporali-sull-italia-da-domenica-cambia-il-tempo-ma-il-caldo-non-molla.html" title="Dopo Ferragosto forti temporali sull’Italia: da domenica cambia il tempo, ma il caldo non molla">Dopo Ferragosto forti temporali sull’Italia: da domenica cambia il tempo, ma il caldo non molla</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/dopo-ferragosto-forti-temporali-sull-italia-da-domenica-cambia-il-tempo-ma-il-caldo-non-molla.html" title="Dopo Ferragosto forti temporali sull’Italia: da domenica cambia il tempo, ma il caldo non molla"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dopo-ferragosto-forti-temporali-sull-italia-da-domenica-cambia-il-tempo-ma-il-caldo-non-molla-1786725055750_320.png" alt="Dopo Ferragosto forti temporali sull’Italia: da domenica cambia il tempo, ma il caldo non molla"></a></article></aside><p>Il <strong>Veneto</strong> registra il quadro più articolato, con criticità diffuse su gran parte della regione: dalle Dolomiti bellunesi alla pianura centro-meridionale, dal Delta del Po alla fascia costiera.</p><p>Coinvolte anche <strong>Lombardia</strong> (15 zone, dalla bassa pianura alle Prealpi e alla Valtellina), <strong>Puglia</strong> (8 zone, dal Gargano al Salento pugliese), <strong>Toscana</strong> (13 zone) e <strong>Umbria</strong>, con 6 zone che coprono l'intero territorio regionale.</p><p>Allerta più circoscritta invece per <strong>Abruzzo</strong> (5 zone), <strong>Basilicata</strong> (5 zone), <strong>Lazio</strong> (i bacini di Liri, Aniene e l'Appenino reatino), <strong>Marche</strong> (6 zone), <strong>Molise</strong> (2 zone) e per le <strong>Province Autonome di Trento e Bolzano</strong>, entrambe interessate nella loro interezza.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/forti-temporali-in-arrivo-lunedi-17-agosto-scatta-l-allerta-meteo-in-x-regioni-del-centro-nord.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La siccità prosciuga i fiumi d'Europa e rivela tesori nascosti di ogni epoca]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-siccita-prosciuga-i-fiumi-d-europa-e-rivela-tesori-nascosti-di-ogni-epoca.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 13:05:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La siccità che caratterizza l'estate 2026 prosciuga i grandi fiumi europei e dalle acque che si ritirano stanno riemergendo reperti antichi, di qualche decennio o di migliaia di anni</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-siccita-prosciuga-i-fiumi-d-europa-e-rivela-tesori-nascosti-di-ogni-epoca-1786630788982.jpg" data-image="b6hs3vmuypcc" alt="Siccità 2026" title="Siccità 2026"><figcaption>Una veduta da drone del Danubio in secca nell'estate 2026</figcaption></figure><p>L’estate 2026 ha portato caldo estremo e <strong>siccità </strong>in tutta l’Europa e a risentirne sono anche i fiumi più importanti del continente. </p><p>Sul bacino del <strong>Po </strong> le precipitazioni sono state <strong>inferiori del 36%</strong> rispetto alla media del trentennio 1991-2020. <strong>Senna, Loira, Reno, Danubio</strong> e tutti gli altri gandi fiumi hanno registrato portate molto <strong>inferiori </strong>alla media.</p><p>Il livello delle acque del Danubio, in particolare, ha raggiunto nuovi <strong>record negativi</strong> in più punti, rivelando con l’occasione una serie di <strong>reperti storici</strong>.</p><p>La siccità, nonostante causi danni per milioni di euro, potrebbe avere ora l’effetto secondario di consentire il recupero o lo studio di alcuni di essi.</p><h2>Le navi sul fondo del Danubio</h2><p>Il confine tra <strong>Romania </strong>e <strong>Serbia </strong>è uno dei luoghi dove il livello dell’acqua del Danubio si è abbassato di più a causa della siccità. Sono così emerse isole di sabbia su cui sono adagiati molti resti della seconda guerra mondiale.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">As the River Danube reaches its lowest recorded level amid a European heatwave, German warships sunk between Serbia and Romania have become visible, with the fleet having been deployed in a failed bid to halt the dramatic Soviet counter-offensive in 1944 that ultimately toppled <a href="https://t.co/di5mfODAsI">pic.twitter.com/di5mfODAsI</a></p>— The New Region (@thenewregion) <a href="https://x.com/thenewregion/status/2087516670797435187?ref_src=twsrc%5Etfw">August 12, 2026</a></blockquote></figure><p>In particolare a <strong>Prahovo</strong>, in Serbia, sono ora visibili i resti di venti <strong>navi tedesche</strong>. L’esercito nazista nel 1944 le affondò di proposito nel tentativo di ostacolare l’avanzata della flotta dell’Armata Rossa e di impedire all’esercito russo di impadronirsi delle imbarcazioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779667" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-paesi-bassi-dichiarano-ufficialmente-carenza-d-acqua-a-causa-della-persistente-siccita.html" title="I Paesi Bassi dichiarano ufficialmente carenza d’acqua a causa della persistente siccità">I Paesi Bassi dichiarano ufficialmente carenza d’acqua a causa della persistente siccità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-paesi-bassi-dichiarano-ufficialmente-carenza-d-acqua-a-causa-della-persistente-siccita.html" title="I Paesi Bassi dichiarano ufficialmente carenza d’acqua a causa della persistente siccità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/netherlands-officially-declares-water-shortage-amid-persistent-drought-1784385991114_320.jpg" alt="I Paesi Bassi dichiarano ufficialmente carenza d’acqua a causa della persistente siccità"></a></article></aside><p>Si tratta sia di navi mercantili che di navi militari, che non sono mai state riportate in secca a causa dei costi e dei <strong>pericoli </strong>dell’operazione. Molti dei vascelli militari infatti sono ancora armati e contengono <strong>esplosivi </strong>che possono rendere il rischio eccessivo.</p><h2>Siccità e infrastrutture</h2><p>La scarsità di acqua nei fiumi costituisce un problema notevole, sia dal punto di vista ecologico che per quanto riguarda <strong>industrie e infrastrutture</strong>. </p><p>L’energia <strong>idroelettrica </strong>in Serbia inizia a scarseggiare proprio a causa dello stato del fiume, mentre in <strong>Romania</strong>, la scarsa portata del Danubio ha portato alla <strong>sospensione dei traghetti</strong> e alla difficoltà di approvvigionamento di acqua per le <strong>centrali nucleari</strong>, oltre che alla difficoltà nell’irrigare le campagne.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="778290" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/siccita-al-nord-il-po-e-in-agonia-e-il-mare-invade-il-delta-mettendo-a-rischio-i-raccolti.html" title="Siccità al Nord: il Po è in agonia e il mare invade il Delta mettendo a rischio i raccolti">Siccità al Nord: il Po è in agonia e il mare invade il Delta mettendo a rischio i raccolti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/siccita-al-nord-il-po-e-in-agonia-e-il-mare-invade-il-delta-mettendo-a-rischio-i-raccolti.html" title="Siccità al Nord: il Po è in agonia e il mare invade il Delta mettendo a rischio i raccolti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/siccita-al-nord-il-po-e-in-agonia-e-il-mare-invade-il-delta-mettendo-a-rischio-i-raccolti-1783892580425_320.jpg" alt="Siccità al Nord: il Po �� in agonia e il mare invade il Delta mettendo a rischio i raccolti"></a></article></aside><p>Tuttavia ora potrebbe essere più facile recuperare alcuni dei relitti. In particolare per quanto riguarda le navi tedesche, è importante almeno stabilire quali vadano recuperati e quali no. La loro presenza infatti <strong>ostacola </strong>la navigazione del Danubio, con un costo per la Serbia che ammonterebbe a <strong>cinque milioni</strong> di euro all’anno.</p><h2>Gli altri reperti bellici emersi dal Danubio in secca</h2><p>Il caso di Prehovo non è isolato. Lungo il corso del Danubio rimasto senz’acqua sono emersi anche altri reperti; molti, ma non tutti, risalgono alla seconda guerra mondiale.</p><p>Nel 1945 a <strong>Budapest </strong>si è combattuta una battaglia molto violenta e il Danubio è stato utilizzato come una sorta di discarica per materiale bellico. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-siccita-prosciuga-i-fiumi-d-europa-e-rivela-tesori-nascosti-di-ogni-epoca-1786630891421.jpg" data-image="j8rf4l2dvzdx" alt="Danubio siccità" title="Danubio siccità"><figcaption>I grandi corsi d'acqua in Europa sono in secca, rendendo la navigazione impossibile</figcaption></figure><p>Adesso dalle sue acque, tra le altre cose, è riemersa una <strong>motocicletta DKW 350-1,</strong> in dotazione alla Wehrmacht, insieme ai resti di due <strong>soldati </strong>che ora sarà possibile identificare grazie alle piastrine perfettamente conservate, come anche la moto.</p><p>A <strong>Komorn</strong>, in Slovacchia, è emersa invece una mina britannica 700 kg, già fatta brillare.</p><h2>Le tracce della storia più antica</h2><p>Non solo la storia recente, ma anche quella più antica sta ritornando alla luce sul letto del Danubio.</p><p>Presso il villaggio di <strong>Gigen </strong>in Bulgaria, sono riemersi i resti di uno dei più importanti ponti romani, il <strong>Ponte di Costantino</strong> risalente al IV secolo. Il ponte era un’opera imponente, della lunghezza di circa due chilometri, e collegava Ulpia Oescus nell’attuale Bulgaria con Sucidava in Romania.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783367" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-falso-mito-delle-ondate-di-caldo-imprevedibili-perche-non-regge-e-cosa-dicono-davvero-modelli-e-osservazioni.html" title="Il falso mito delle ondate di caldo imprevedibili: perché non regge e cosa dicono davvero modelli e osservazioni">Il falso mito delle ondate di caldo imprevedibili: perché non regge e cosa dicono davvero modelli e osservazioni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-falso-mito-delle-ondate-di-caldo-imprevedibili-perche-non-regge-e-cosa-dicono-davvero-modelli-e-osservazioni.html" title="Il falso mito delle ondate di caldo imprevedibili: perché non regge e cosa dicono davvero modelli e osservazioni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-falso-mito-delle-ondate-di-caldo-imprevedibili-perche-non-regge-e-cosa-dicono-davvero-modelli-e-osservazioni-1786543756476_320.jpeg" alt="Il falso mito delle ondate di caldo imprevedibili: perché non regge e cosa dicono davvero modelli e osservazioni"></a></article></aside><p>A <strong>Ryahovo</strong>, in Bulgaria, sono stati trovati i resti di un <strong>mammut </strong>vissuto tra cinquecentomila e diecimila anni fa. Si tratta di una zanna, di una mandibola, di una scapola e di altre ossa di un animale che doveva pesare circa <strong>sette tonnellate</strong>. È possibile che sotto la sabbia sia custodito anche il resto dello scheletro.</p><p>Un reperto insolito, di cui ancora si sa poco, è una <strong>sfera di pietra</strong> trovata a <strong>Visegrad</strong>, in Ungheria. Ancora non è chiaro cosa sia, ma non è improbabile che fosse originariamente un proiettile di catapulta.</p><h2>Cosa ha rivelato la siccità nel Po e negli altri fiumi d'Europa</h2><p>Il Danubio forse è il fiume più ricco di reperti, ma non è il solo che sta rivelando i suoi segreti. L'estate rovente e la mancanza di piogge hanno colpito anche altrove e così sono molte le tracce del passato che stanno tornando alla luce nei letti dei fiumi.</p><p>Lungo il corso dell'<strong>Elba</strong> sono tornate visibili le <strong>Hungersteine</strong>, le "pietre della fame", degli idrometri naturali incisi, che documentano le carestie e le siccità peggiori della storia. Quella di Oberposta, in Germania, porta la data più antica, 1707.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782894" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temperature-fino-a-42-c-nuova-ondata-di-calore-si-abbatte-su-francia-e-germania-allo-stremo-estate-da-incubo.html" title="Temperature fino a 42°C: nuova ondata di calore si sta per abbattere su Francia e Germania, 'è un'estate estrema'">Temperature fino a 42°C: nuova ondata di calore si sta per abbattere su Francia e Germania, "è un'estate estrema"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temperature-fino-a-42-c-nuova-ondata-di-calore-si-abbatte-su-francia-e-germania-allo-stremo-estate-da-incubo.html" title="Temperature fino a 42°C: nuova ondata di calore si sta per abbattere su Francia e Germania, 'è un'estate estrema'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/jusqu-a-42-c-cette-semaine-une-nouvelle-canicule-s-installe-decouvrez-les-regions-les-plus-touchees-meteo-previsions-1786286269454_320.png" alt="Temperature fino a 42°C: nuova ondata di calore si sta per abbattere su Francia e Germania, 'è un'estate estrema'"></a></article></aside><p>Lungo il <strong>Reno </strong>è ora visibile il relitto di una nave cargo in legno, la De Hoop, che portava dinamite e che è affondata a causa di una esplosione nel 1895. </p><p>Non va meglio al <strong>Po</strong>, il cui livello è calato al punto da svelare i blocchi di pietra e un antico arco, parte delle fondamenta della chiesa o del casello dell'antico insediamento medievale di <strong>Borgofranco</strong>, scomparso due secoli fa in seguito ad <strong>un'alluvione</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Jes%C3%B9s%20Maturana" data-year="2026" data-title="Historic%20drought%3A%20rivers%20reveal%20hunger%20stones%2C%20warships%20and%20mammoth%20remains" data-url="https%3A%2F%2Fwww.euronews.com%2Fmy-europe%2F2026%2F08%2F10%2Fhistoric-drought-rivers-reveal-hunger-stones-warships-and-mammoth-remains">Jesùs Maturana. (2026). <a href="https://www.euronews.com/my-europe/2026/08/10/historic-drought-rivers-reveal-hunger-stones-warships-and-mammoth-remains" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Historic drought: rivers reveal hunger stones, warships and mammoth remains</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-siccita-prosciuga-i-fiumi-d-europa-e-rivela-tesori-nascosti-di-ogni-epoca.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I cambiamenti climatici hanno alimentato gli incendi boschivi in ​​tutta Europa in epoca preistorica]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-cambiamenti-climatici-hanno-alimentato-gli-incendi-boschivi-in-tutta-europa-in-epoca-preistorica.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 10:28:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Cosa possono rivelarci gli incendi del passato sugli incendi del futuro? Una nuova ricerca, che analizza pollini e spore antichi provenienti da tutta Europa, cerca di dare una risposta.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/climate-change-fuelled-wildfires-across-europe-in-prehistoric-times-1785338140984.jpeg" data-image="9pc10ee1u596" alt="I cambiamenti climatici hanno alimentato gli incendi boschivi in tutta Europa in epoca preistorica" title="I cambiamenti climatici hanno alimentato gli incendi boschivi in tutta Europa in epoca preistorica"><figcaption>Rappresentazione artistica dell'intervallo di fioritura delle felci alla fine del Triassico. Felci pioniere e infestanti stanno ricoprendo i terreni disturbati e i resti di foreste di conifere. Credito: Mark Garlick.</figcaption></figure><p>Il cambiamento climatico alimentò enormi incendi boschivi in tutta Europa durante l'<strong>evento di estinzione di massa della fine del Triassico (ETME)</strong>, circa 201 milioni di anni fa. I roghi devastarono vaste savane di felci, distrussero le foreste e modificarono profondamente gli ecosistemi dell'epoca.</p><p>L'analisi di antichi pollini e spore anneriti, raccolti in diverse aree d'Europa, suggerisce che questi incendi preistorici si estesero per migliaia di chilometri, dal Lussemburgo fino alla Groenlandia.</p><h2>Il mistero delle spore annerite</h2><p>Un team internazionale di ricercatori, guidato dall'Università di Utrecht, ha raccolto campioni di carotaggi geologici provenienti da aree interessate dall'evento di estinzione in Germania, Lussemburgo, Danimarca e Regno Unito.</p><div class="texto-destacado">Le analisi hanno rivelato un insolito annerimento di pollini e spore, incompatibile con il semplice processo di maturazione termica normalmente osservato nei fossili.</div><p>Per comprenderne l'origine, <strong>gli scienziati hanno condotto esperimenti di combustione controllata utilizzando spore di moderne licopodi.</strong> I risultati hanno mostrato che l'annerimento è probabilmente dovuto a incendi caratterizzati da temperature di combustione molto elevate, capaci di scurire progressivamente le spore.</p><p>Questa interpretazione è stata confermata dal ritrovamento, nelle stesse rocce, di microcarbone e di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) prodotti dalla combustione, prove che indicano un'attività di incendi frequente e diffusa in tutta Europa durante l'ETME.</p><p>«Le felci sono piante davvero straordinarie, sopravvissute a numerose crisi nella storia della Terra, e alcune specie sono ancora oggi capaci di adattarsi agli ambienti più estremi. Possono essere considerate autentiche specie pioniere dei disastri», ha spiegato il dottor Bas van de Schootbrugge dell'Università di Utrecht.</p><h2>Un mondo infernale</h2><p><strong>Alcune specie di felci sono particolarmente resistenti e riescono a colonizzare rapidamente i paesaggi devastati.</strong> Gli incendi favoriscono ulteriormente la loro diffusione: anche se la parte aerea viene distrutta dal fuoco, i rizomi sotterranei consentono una rapida ricrescita, permettendo alle felci di prevalere su molte altre piante.</p><p>Secondo i ricercatori, questo meccanismo potrebbe spiegare la lunga durata del cosiddetto <em>fern spike</em>, il periodo in cui le felci dominarono la vegetazione terrestre.<strong> Le stime indicano che questa fase potrebbe essere durata da circa 40.000 fino a 300.000 anni.</strong></p><p>«Capire come il mondo è cambiato nel passato ci aiuta a comprendere processi fondamentali che potrebbero ripetersi», ha spiegato Barry Lomax, professore di Paleobiologia Vegetale all'Università di Nottingham.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> «Lo scenario che abbiamo ricostruito per la fine del Triassico presenta analogie con gli studi sugli incendi moderni, nei quali temperature elevate, crescente deficit idrico e cambiamenti della vegetazione aumentano sia il rischio sia l'intensità degli incendi.» <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>«Lo scenario che abbiamo ricostruito per la fine del Triassico presenta analogie con gli studi sugli incendi moderni, nei quali temperature elevate, crescente deficit idrico e cambiamenti della vegetazione aumentano sia il rischio sia l'intensità degli incendi.»</p><figure> <img src="https://services.meteored.com/img/article/climate-change-fuelled-wildfires-across-europe-in-prehistoric-times-1785338204291.jpeg" data-image="woeh11k8rrq5" alt="Il cambiamento climatico alimentò enormi incendi in Europa in epoca preistorica" title="Il cambiamento climatico alimentò enormi incendi in Europa in epoca preistorica"> <figcaption>I ricercatori hanno eseguito esperimenti di combustione controllata utilizzando spore di moderne piante appartenenti ai licopodi. Immagine: Adobe.</figcaption> </figure><p>Van de Schootbrugge ha aggiunto: «Quando le felci si seccano, i loro fitti tappeti vegetali diventano il combustibile ideale per innescare incendi di enormi proporzioni. <strong>Le felci infestanti e pioniere formarono vaste savane, con alcune specie che favorivano la propagazione delle fiamme mentre soffocavano la restante vegetazione.</strong> Le felci non solo rispondevano agli incendi, ma fornivano anche il combustibile che li alimentava, dando origine a ripetuti roghi su larga scala. Un mondo davvero infernale.»</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780511" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni.html" title="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni">Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni.html" title="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dagli-incendi-del-triassico-a-quelli-di-oggi-cosa-imparare-da-un-pianeta-dove-un-tempo-i-roghi-duravano-millenni-1785070975838_320.jpg" alt="Dagli incendi del Triassico a quelli di oggi: cosa imparare da un pianeta dove un tempo i roghi duravano millenni"></a></article></aside><p>«La lezione che possiamo trarre da questa ricerca è che la combinazione tra cambiamento climatico, deforestazione e diffusione di specie opportuniste può creare tutti gli ingredienti per una tempesta perfetta.»</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"> <h3 class="article-reference__label">Riferimento scientifico</h3> <p class="article-reference__body"> <cite data-author="Hollaar, T.P., et al." data-year="2026" data-title="Continental-scale fern savannah wildfires during end-Triassic greenhouse warming" data-url="https://www.nature.com/articles/s41561-026-02048-4"> Hollaar, T.P., et al. (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s41561-026-02048-4" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation"> Continental-scale fern savannah wildfires during end-Triassic greenhouse warming </a>. </cite> </p> </section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-cambiamenti-climatici-hanno-alimentato-gli-incendi-boschivi-in-tutta-europa-in-epoca-preistorica.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 08:09:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>L'estate è il periodo di maggiore crescita per molte piante da appartamento, ma luce insufficiente, aria condizionata e vacanze possono comprometterne lo sviluppo. Ecco come curarle al meglio durante questa stagione.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422768981.jpeg" data-image="qjq8qn6x81yx"><figcaption>Piante verdi da interno: 10 regole per mantenerle sane e rigogliose durante l'estate</figcaption></figure><p><strong>Nell'immaginario comune le piante da appartamento sono legate soprattutto all'inverno, quando trascorriamo più tempo in casa e il verde diventa protagonista degli ambienti interni</strong>. In realtà è proprio l'estate il periodo più importante per la loro crescita. Le giornate lunghe, le temperature elevate e la maggiore intensità luminosa favoriscono infatti la produzione di nuove foglie e germogli.</p><p><strong>Allo stesso tempo, però, finestre oscurate, aria condizionata e assenze prolungate possono metterle in difficoltà</strong>. Monstera, pothos, filodendro, spatifillo, ficus, dracena e molte altre piante verdi da appartamento provengono infatti da ambienti tropicali e subtropicali, dove il clima è caldo per gran parte dell'anno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759143" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-resistenti-ideali-per-appartamenti-in-citta-sopravvivono-anche-se-te-ne-dimentichi.html" title="Piante resistenti, ideali per appartamenti in città: sopravvivono anche se te ne dimentichi">Piante resistenti, ideali per appartamenti in città: sopravvivono anche se te ne dimentichi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-resistenti-ideali-per-appartamenti-in-citta-sopravvivono-anche-se-te-ne-dimentichi.html" title="Piante resistenti, ideali per appartamenti in città: sopravvivono anche se te ne dimentichi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/plantas-resistentes-para-pisos-urbanos-que-sobreviven-incluso-si-te-olvidas-de-ellas-1773393064820_320.jpeg" alt="Piante resistenti, ideali per appartamenti in città: sopravvivono anche se te ne dimentichi"></a></article></aside><p>Ecco dieci regole fondamentali per mantenerle sane e rigogliose durante tutta l'estate.</p><h2>1. Garantire molta luce, ma evitare il sole diretto</h2><p><strong>In estate è facile tenere tapparelle e tende abbassate per limitare il caldo, ma una casa troppo buia può rallentare la crescita delle piante</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422788548.jpeg" data-image="basm4xlf3kjq"><figcaption>Garantire molta luce, ma evitare il sole diretto</figcaption></figure><p>È importante collocarle vicino alle finestre, dove possano ricevere molta luce naturale, evitando però i raggi diretti del sole, che potrebbero provocare scottature sulle foglie.</p><h2>2. Spostarle all'aria aperta (se possibile)</h2><p><strong>Molte piante da interno beneficiano di qualche mese trascorso all'esterno</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422805784.jpeg" data-image="4jygbpjgk9m8"><figcaption>Spostarle all'aria aperta (se possibile)</figcaption></figure><p>Un balcone esposto a nord, un terrazzo ombreggiato, un cortile luminoso o l'ombra leggera di un albero rappresentano ambienti ideali, purché siano protetti dal sole diretto nelle ore più calde.</p><h2>3. Evitare aria condizionata e correnti d'aria</h2><p><strong>I getti di aria fredda e secca prodotti dai condizionatori possono disidratare rapidamente le foglie, causando ingiallimenti e disseccamenti dei margini</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422822201.jpeg" data-image="ojnw25rb5xk2"><figcaption>Evitare aria condizionata e correnti d'aria</figcaption></figure><p>Anche un ventilatore puntato direttamente sulla pianta può aumentare la perdita d'acqua. Meglio scegliere una posizione lontana dalle correnti d'aria.</p><h2>4. Irrigare con regolarità, senza creare ristagni</h2><p><strong>Durante l'estate il terreno tende ad asciugarsi più rapidamente e le piante richiedono controlli più frequenti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422841701.jpeg" data-image="8y6efgdzq1dm"><figcaption>Irrigare con regolarità, senza creare ristagni</figcaption></figure><p>È consigliabile annaffiare quando il substrato inizia a perdere umidità, evitando però di lasciarlo costantemente bagnato: i ristagni d'acqua possono favorire marciumi radicali.</p><h2>5. Aumentare l'umidità dell'aria</h2><p><strong>Molte specie tropicali apprezzano un ambiente umido</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422863380.jpeg" data-image="78t9jaq9d2nn"><figcaption>Aumentare l'umidità dell'aria</figcaption></figure><p>Oltre a nebulizzare la chioma, è possibile aumentare l'umidità raggruppando più piante tra loro oppure utilizzando sottovasi con argilla espansa mantenuta umida, senza che il fondo del vaso resti immerso nell'acqua.</p><h2>6. Proteggerle dal vento</h2><p><strong>Se vengono spostate all'esterno, temporali estivi e raffiche di vento possono facilmente rovesciare i vasi o danneggiare foglie e fusti</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422890351.jpeg" data-image="snmiunpe9nvw"><figcaption>Proteggerle dal vento</figcaption></figure><p>Conviene scegliere posizioni riparate e, nel caso degli esemplari più grandi, assicurare il vaso per evitare ribaltamenti.</p><h2>7. Rinvasare se necessario</h2><p><strong>L'estate rappresenta uno dei momenti migliori per rinvasare una pianta che ha ormai riempito completamente il contenitore con le radici</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422909929.jpeg" data-image="12ql1c51iob1"><figcaption>Rinvasare se necessario</figcaption></figure><p>Un vaso leggermente più grande e un terriccio nuovo permettono di sostenere la crescita dei mesi successivi.</p><h2>8. Concimare durante il periodo di maggiore crescita</h2><p><strong>È proprio nella bella stagione che le piante producono nuove foglie e nuovi germogli</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422931378.jpeg" data-image="hnt3eim2k0pc"><figcaption>Concimare durante il periodo di maggiore crescita</figcaption></figure><p>Per questo motivo è utile somministrare periodicamente un fertilizzante specifico per piante verdi, seguendo le dosi riportate in etichetta.</p><h2>9. Effettuare piccole potature di riordino</h2><p><strong> L'estate non è generalmente il periodo delle potature importanti, ma è possibile eliminare germogli troppo allungati o rami che compromettono la forma della chioma</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422947611.jpeg" data-image="lsjn013g99x9"><figcaption>Effettuare piccole potature di riordino</figcaption></figure><p>Piccoli interventi mirati aiutano a mantenere la pianta ordinata e favoriscono una crescita più equilibrata. </p><h2>10. Eliminare foglie secche o danneggiate</h2><p><strong>Rimuovere regolarmente foglie ingiallite, secche o rovinate migliora l'aspetto della pianta e riduce il rischio di malattie</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate-1785422979271.jpeg" data-image="k6cfvw4gl7nc"><figcaption>Eliminare foglie secche o danneggiate</figcaption></figure><p>È anche un'occasione utile per controllare l'eventuale presenza di parassiti, come cocciniglie o ragnetto rosso, che durante l'estate possono svilupparsi più facilmente.</p><h2> Estate all'aria aperta: il segreto per piante più rigogliose </h2><p><strong>Durante l'estate molte piante da appartamento possono trascorrere qualche mese all'aria aperta</strong>, ritrovando condizioni molto simili a quelle degli ambienti tropicali da cui provengono: luce abbondante, temperature elevate, maggiore umidità e, talvolta, anche le benefiche piogge estive. È proprio in questo periodo che producono nuove foglie, allungano gli steli e rafforzano l'intera pianta. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="718365" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/scopri-la-pianta-d-appartamento-che-ti-fara-compagnia-durante-l-estate-e-che-ritroverai-verde-al-ritorno-dalle-vacanze.html" title="Scopri la pianta d’appartamento che ti farà compagnia durante l'estate e che ritroverai verde al ritorno dalle vacanze">Scopri la pianta d’appartamento che ti farà compagnia durante l'estate e che ritroverai verde al ritorno dalle vacanze</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/scopri-la-pianta-d-appartamento-che-ti-fara-compagnia-durante-l-estate-e-che-ritroverai-verde-al-ritorno-dalle-vacanze.html" title="Scopri la pianta d’appartamento che ti farà compagnia durante l'estate e che ritroverai verde al ritorno dalle vacanze"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scopri-la-pianta-d-appartamento-che-ti-fara-compagnia-durante-l-estate-e-che-ritroverai-verde-al-ritorno-dalle-vacanze-1751995717514_320.jpeg" alt="Scopri la pianta d’appartamento che ti farà compagnia durante l'estate e che ritroverai verde al ritorno dalle vacanze"></a></article></aside><p><strong>Quando, con l'arrivo dell'autunno, torneranno negli ambienti domestici, porteranno con sé tutto il vigore accumulato</strong> durante la bella stagione, diventando ancora una volta protagoniste del verde in casa per molti mesi.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-verdi-da-interno-10-regole-per-mantenerle-sane-e-rigogliose-durante-l-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quali e quanti sono gli oggetti lanciati nello spazio che hanno già abbandonato o che abbandoneranno il Sistema Solare?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/quali-e-quanti-sono-gli-oggetti-lanciati-dagli-umani-che-hanno-gia-abbandonato-o-che-abbandoneranno-il-sistema-solare.html</link><pubDate>Sun, 16 Aug 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Cinque sonde e i loro "compagni fantasma" stanno abbandonando per sempre il Sistema Solare. Tra record di velocità, messaggi per gli alieni, ecco i manufatti umani che viaggiano nello spazio interstellare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-e-quanti-sono-gli-oggetti-lanciati-dagli-umani-che-hanno-abbandonato-il-sistema-solare-1786202071848.jpg" data-image="hv76iv9r29ok"><figcaption>Le sonde lanciate dall'Uomo, ormai alla deriva nello spazio interstellare una volta aver concluso le loro missioni di esplorazione del Sistema Solare, sono come dei relitti messaggeri dell'umanità. Bottiglie con un messaggio lanciate nell'oceano cosmico.</figcaption></figure><p>Quando si parla dei confini del Sistema Solare spesso vengono nominate un paio di sonde spaziali, tra le prime che l'umanità abbia mai inviato nello spazio. <strong>Oggetti </strong>tanto <strong>straordinari </strong>quanto <strong>longevi </strong>grazie a tecnologie di un'epoca in cui si costruivano<strong> oggetti tecnologici</strong> con la massima cura, <strong>fatti per durare </strong>(senza date di scadenza precise), con la speranza che potessero sopravvivere al meglio in un ambiente ritenuto, giustamente, estremamente ostile.</p><p>Attualmente sono <strong>cinque </strong>le sonde spaziali che sono<strong> riuscite ad abbandonare definitivamente l'orbita gravitazionale del Sole</strong>. Le capostipiti di questa epopea sono state le Pioneer 10 e 11, lanciate dalla NASA nei primi anni 70 e destinate ad esplorare i pianeti esterni del sistema solare, i giganti gassosi, ma ne sono seguite delle altre.</p><h2>Le pioniere gemelle dello spazio profondo con vocazioni diverse </h2><p> La <strong>Pioneer 10</strong>, lanciata nel <strong>1972</strong>, fu la prima sonda in assoluto a superare la fascia degli asteroidi (la regione di spazio compresa tra le orbite dei pianeti <strong>Marte</strong> e <strong>Giove)</strong> e a fornire <strong>le prime immagini ravvicinate di </strong><strong>Giove</strong> nel <strong>1973</strong>, svelando anche dettagli inediti sulla sua magnetosfera. </p><p>La sua gemella, la <strong>Pioneer 11</strong>, lanciata nel <strong>1973</strong>, pur essendo<strong> una copia strutturale</strong>, fu equipaggiata e manovrata per una missione più estesa. Infatti, <strong>dopo aver sorvolato Giove</strong>, utilizzò la spinta gravitazionale del gigante gassoso (<strong>fionda </strong><strong>gravitazionale</strong>) per puntare <strong>verso </strong><strong>Saturno</strong>, diventando nel <strong>1979 </strong>la prima sonda a osservare da vicino il sesto pianeta e a individuare nuovi anelli. <sup></sup> Rispettivamente nel <strong>2003 </strong>e nel <strong>1995 </strong>abbiamo <strong>perso i contatti </strong>con queste 2 sonde. </p><div class="texto-destacado">Entrambe le sonde Pioneer trasportavano una placca incisa di <strong>alluminio anodizzato d'oro</strong>, scelta per garantire la massima resistenza all'erosione della polvere interstellare nel corso di milioni di anni.<sup></sup> </div><p>Progettate da <strong>Carl Sagan e Frank Drake </strong>per comunicare l'origine delle sonde a un'eventuale intelligenza extraterrestre, avevano inciso sulla superficie <strong>simboli scientifici e universali </strong>come delle figure umane stilizzate, la transizione dell'idrogeno, la mappa delle pulsar visibili dalla Terra e la descrizione del Sistema Solare.</p><h2>Le Voyager, messaggere dell'umanità</h2><p> Costruite come <strong>sonde gemelle identiche</strong>, dotate di un sofisticato sistema di comunicazione e di strumenti per l'analisi dei campi magnetici, delle particelle e per l'imaging planetario, le due sonde furono <strong>inizialmente programmate per esplorare il sistema di Giove e Saturno.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-e-quanti-sono-gli-oggetti-lanciati-dagli-umani-che-hanno-abbandonato-il-sistema-solare-1786200770815.jpg" data-image="w9yxapq4f7jh"><figcaption>Le Voyager 1 e 2, sonde gemelle dotate di un sofisticato sistema di comunicazione e di strumenti per l'analisi dei campi magnetici, delle particelle e per l'imaging planetario, le due sonde furono inizialmente programmate per esplorare il sistema di Giove e Saturno. Credit NASA</figcaption></figure><p>Tuttavia, già in fase di pianificazione si decise di diversificare il loro destino. La <strong>Voyager 1</strong> fu concepita per un<strong> tour ravvicinato di </strong><strong>Giove e Saturno</strong>, regalando al mondo le prime immagini nitide dei vulcani attivi sulla luna gioviana Io e della complessa atmosfera di <strong>Titano</strong>, la luna più grande di Saturno, ritenuta (già allora) il corpo celeste più interessante per la potenziale presenza di atmosfera e chimica prebiotica. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="772745" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-futuro-dell-esplorazione-spaziale-della-nasa-calendario-e-sfide-delle-prossime-missioni-artemis-iii-e-iv.html" title="Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV ">Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-futuro-dell-esplorazione-spaziale-della-nasa-calendario-e-sfide-delle-prossime-missioni-artemis-iii-e-iv.html" title="Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-futuro-dell-esplorazione-spaziale-della-nasa-calendario-e-sfide-delle-prossime-missioni-artemis-iii-e-iv-1780998687886_320.jpg" alt="Il futuro dell'esplorazione spaziale della NASA: calendario e sfide delle prossime missioni Artemis III e IV "></a></article></aside><p> Questo incontro la portò a curvare verso l'alto rispetto al piano dell'eclittica, terminando di fatto la sua esplorazione planetaria ma garantendole la rotta più rapida verso lo spazio interstellare. </p><p>La <strong>Voyager 2</strong> ha invece compiuto un vero "Grand Tour": non solo ha sorvolato <strong>Giove e Saturno</strong> ma, sfruttando degli allineamenti planetari rari (che si verificano una volta ogni 176 anni), poté proseguire il suo viaggio dopo Saturno, verso <strong>Urano</strong> e <strong>Nettuno</strong>, rivelandone i sistemi di lune e le condizioni climatiche estreme. </p><div class="texto-destacado">Dopo aver completato queste missioni planetarie, le sonde hanno puntato verso l'esterno, varcando la soglia dello spazio interstellare: la prima a riuscirvi è stata la Voyager 1 nel 2012, seguita dalla gemella nel 2018. </div><p> Le sonde <strong>Voyager 1 e 2</strong> custodiscono entrambe il <strong>Golden Record</strong>, un <strong>disco d'oro</strong> ideato<strong> per comunicare con civiltà aliene</strong>. Questa <strong>capsula del tempo</strong> spaziale raccoglie saluti in cinquantacinque lingue, rumori della natura terrestre e brani musicali, immagini del nostro pianeta e coordinate per indicare la posizione della Terra. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-e-quanti-sono-gli-oggetti-lanciati-dagli-umani-che-hanno-abbandonato-il-sistema-solare-1786200235065.jpg" data-image="6fx0u1bf02v9"><figcaption>Il Golden Record, il disco d'oro ideato per comunicare con civiltà aliene. Questa capsula del tempo raccoglie i saluti in cinquantacinque lingue, rumori della natura terrestre, brani musicali, immagini del nostro pianeta e coordinate per indicare la posizione della Terra. Credit NASA</figcaption></figure><p>Entrambe le sonde sono ancora<strong> parzialmente operative</strong> e <strong>continuano a comunicare regolarmente con la Terra, pur con un ritardo di circa 23 ore e 40 minuti (Voyager 1)</strong>, viaggiando ormai <strong>a</strong> <strong>25,58 miliardi di chilometri di distanza dal nostro pianeta.</strong><sup><br></sup> </p><h2> Il record di New Horizons, in fuga senza l'aiuto dei giganti </h2><p>L'ultima a unirsi a questo club esclusivo è stata la <strong>New Horizons</strong>, partita nel <strong>2006</strong>, vanta<strong> un primato tecnico non indifferente</strong> essendo l'unica ad essere stata <strong>lanciata su una traiettoria di fuga diretta</strong>, senza utilizzare il supporto dei complessi assist gravitazionali (fionda gravitazionale) dei giganti gassosi. La sonda è andata<strong> dritta verso Plutone,</strong> con lo storico breve sorvolo del <strong>2015 </strong>e sull'esplorazione del remoto oggetto della fascia di Kuiper, Arrokoth, nel 2019.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765262" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-saluta-il-sistema-solare-ma-continua-a-fornire-scoperte-scientifiche.html" title="3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche">3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-saluta-il-sistema-solare-ma-continua-a-fornire-scoperte-scientifiche.html" title="3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/3i-atlas-se-despede-do-sistema-solar-mas-segue-rendendo-descobertas-cientificas-1776536685254_320.png" alt="3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche"></a></article></aside><p>La New Horizons ha raggiunt<strong>o la velocità di fuga dal Sistema Solare</strong> nel momento stesso in cui <strong>i motori del vettore di lancio Atlas V</strong> si sono spenti. Ha ricevuto <strong>tutta l'energia cinetica necessaria ad abbandonare il Sistema Solare direttamente dalla spinta iniziale del razzo</strong>, senza dover aspettare di arrivare a Giove per accelerare. </p><h2>Curiosi compagni di viaggio invisibili e futuri incontri stellari</h2><p>Questi viaggiatori, tuttavia, <strong>non viaggiano completamente soli</strong>. Infatti <strong>gli stadi superiori dei razzi vettori</strong> che li hanno lanciati e <strong>diversi frammenti ed accessori</strong> che li collegavano, <strong>seguono una traiettoria analoga a quella delle sonde</strong>. Si tratta di una sorta di "fantasmi di metallo" privi di strumentazione, completamente inerti e impossibili da manovrare e monitorare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quali-e-quanti-sono-gli-oggetti-lanciati-dagli-umani-che-hanno-abbandonato-il-sistema-solare-1786199428722.jpg" data-image="8ukm1zba891v"><figcaption>Il celebre "puntino azzurro" (Pale Blue Dot). È la foto della Terra scattata nel 1990 da Voyager 1 da 6 miliardi di km di distanza. In proposito, nel 1994, Carl Segan scrisse: "Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel punto. È lì. È casa. Siamo noi. Su di esso tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita." Credit NASA</figcaption></figure><p>In assenza di interazioni, <strong>tra circa 40.000 anni</strong> la <strong>Voyager 1</strong> transiterà a una distanza di <strong>1,6 anni luce dalla stella Gliese 445</strong>, mentre la <strong>Pioneer 10</strong> continuerà il suo lungo pellegrinaggio verso <strong>Aldebaran</strong>, <strong>la stella principale della costellazione del Toro</strong>, che raggiungerà<strong> tra circa 2 milioni di anni.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/quali-e-quanti-sono-gli-oggetti-lanciati-dagli-umani-che-hanno-gia-abbandonato-o-che-abbandoneranno-il-sistema-solare.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il distacco di un ghiacciaio in Groenlandia crea una nuova isola di ghiaccio: è una delle più grandi degli ultimi annI]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-distacco-di-un-ghiacciaio-in-groenlandia-crea-una-nuova-isola-di-ghiaccio-e-una-delle-piu-grandi-degli-ultimi-anni.html</link><pubDate>Sat, 15 Aug 2026 16:30:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 4 agosto 2026, un'isola di ghiaccio di 76,4 km² si è staccata dal ghiacciaio Petermann, nella Groenlandia nord-occidentale, rappresentando la più grande perdita di ghiaccio galleggiante dal ghiacciaio dal 2012 e il più grande evento di distacco di ghiaccio nell'Artico dal 2020.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/groenlandia-crea-una-nueva-isla-de-hielo-1786541440781.png" data-image="5ed9mr7a1a1s"><figcaption>Ghiacciaio Petermann - Foto: Adam Garbo.</figcaption></figure><p>Un'équipe di ricerca internazionale, guidata in parte dalla University of Ottawa, riferisce che <strong>il ghiacciaio Petermann, nel nord-ovest della Groenlandia, ha perso una lingua di ghiaccio di 76,4 km² il 4 agosto 2026</strong>. Si tratta della maggiore perdita di ghiaccio galleggiante del ghiacciaio dal 2012 e del più grande distacco di ghiaccio osservato nell'Artico dal 2020.</p><p>I ricercatori ritengono probabile che si verifichino altri due grandi distacchi.</p><p><strong>Il nuovo iceberg tabulare</strong> si è staccato dalla lingua di ghiaccio galleggiante del ghiacciaio e si stima che raggiunga uno <strong>spessore di 150 metri</strong>. Con una superficie paragonabile a quella dell'isola di Manhattan, questa isola di ghiaccio offre agli scienziati un'opportunità unica per studiare come le grandi masse di ghiaccio artiche si formano, si spostano e si frammentano nel tempo.</p><p>L'evento è stato individuato da <strong>Adam Garbo</strong>, dottorando in glaciologia presso il Dipartimento di Geografia, Ambiente e Geomatica della <strong>University of Ottawa</strong>, nell'ambito delle collaborazioni in corso tra la University of Ottawa e la University of Stirling.</p><h2>Il distacco rilevato dai satelliti</h2><p>Anni di monitoraggio hanno aiutato i ricercatori ad <strong>anticipare la rottura</strong>.<br>Il distacco del ghiaccio è stato individuato attraverso un <strong>sistema di monitoraggio satellitare</strong> a lungo termine che segue i cambiamenti del ghiacciaio Petermann dal 2019. </p><p>I ricercatori hanno monitorato la lingua di ghiaccio galleggiante del ghiacciaio, documentando la crescita delle fratture e osservando per diversi anni i segnali di instabilità.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/groenlandia-crea-una-nueva-isla-de-hielo-1786541461554.png" data-image="v32j4s1b1ssq"><figcaption>Ghiacciaio Petermann - Foto: Adam Garbo</figcaption></figure><p>"Il ghiacciaio Petermann è da tempo una delle più grandi lingue di ghiaccio rimaste in Groenlandia", afferma Garbo. "Avevamo previsto questa rottura da anni e vederla finalmente avvenire è straordinario".</p><p>Le immagini satellitari della missione Sentinel-1 dell'Agenzia spaziale europea hanno mostrato un evidente deterioramento lungo l'asse centrale della lingua di ghiaccio il 3 agosto. Alle 20:00 UTC del <strong>4 agosto, la nuova isola di ghiaccio si era staccata dal lato orientale del ghiacciaio</strong>.</p><h2>Le rare isole di ghiaccio dell'Artico offrono preziose informazioni scientifiche</h2><p><strong>Le grandi isole di ghiaccio artiche sono meno comuni dei grandi iceberg tabulari che si osservano abitualmente in Antartide.</strong> Poiché possono persistere per anni, offrono agli scienziati una preziosa opportunità per comprendere i processi che determinano il ritiro dei ghiacciai, le condizioni oceaniche e i rischi legati alla presenza di ghiaccio nelle regioni polari.</p><p>"<em>Sebbene i grandi iceberg tabulari siano relativamente comuni nell'Oceano Australe che circonda la calotta glaciale antartica, le isole di ghiaccio artiche sono molto più rare"</em>, spiega la dottoressa <strong>Anna Crawford</strong> della University of Stirling. "<em>Studiando le isole di ghiaccio artiche, otterremo informazioni che possono essere applicate a tutte le regioni polari</em>".</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/groenlandia-crea-una-nueva-isla-de-hielo-1786541485270.png" data-image="7swlevraok9o"><figcaption>Foto: immagini satellitari del distacco - Adam Garbo.</figcaption></figure><p>Secondo i ricercatori, è improbabile che il recente distacco di ghiaccio sia l'ultimo. <strong>Si prevede che altre due grandi isole di ghiaccio si stacchino dal ghiacciaio Petermann nel prossimo futuro</strong>, man mano che le fratture che si sono formate lungo la lingua di ghiaccio continueranno ad attraversarla.</p><p>Si stima che questi futuri distacchi produrranno isole di ghiaccio di circa 94 km² e 84 km². Insieme all'isola di ghiaccio appena staccata, <strong>ridurrebbero la lingua di ghiaccio del Petermann di circa 254 km², pari al 22%</strong>.</p><h2>Il monitoraggio della deriva per garantire la sicurezza della navigazione nell'Artico</h2><p>Oltre alla loro importanza scientifica, la nuova isola di ghiaccio ha anche <strong>implicazioni pratiche per la sicurezza marittima</strong>. Man mano che questi enormi blocchi di ghiaccio si spostano e si frammentano gradualmente, possono creare pericoli per la navigazione e per le attività offshore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="783656" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-fusione-dei-ghiacci-innesca-un-processo-naturale-finora-sconosciuto-che-da-origine-alle-nubi-artiche.html" title="Lo fusione dei ghiacci innesca un processo naturale finora sconosciuto che dà origine alle nubi artiche">Lo fusione dei ghiacci innesca un processo naturale finora sconosciuto che dà origine alle nubi artiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lo-fusione-dei-ghiacci-innesca-un-processo-naturale-finora-sconosciuto-che-da-origine-alle-nubi-artiche.html" title="Lo fusione dei ghiacci innesca un processo naturale finora sconosciuto che dà origine alle nubi artiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/melting-sea-ice-drives-previously-unknown-natural-process-that-seeds-cloud-formation-in-the-arctic-1786459079152_320.jpeg" alt="Lo fusione dei ghiacci innesca un processo naturale finora sconosciuto che dà origine alle nubi artiche"></a></article></aside><p>Come avviene per i precedenti distacchi dalle piattaforme glaciali nell'Artico, <em>Environment and Climate Change Canada</em> sta monitorando attentamente lo spostamento della nuova isola di ghiaccio e valutando i possibili rischi per la navigazione artica e le infrastrutture marittime. <strong>"<em>Si tratta di spessi blocchi di ghiaccio che possono andare alla deriva per anni</em>", spiega la dottoressa Abigail Dalton </strong>del Canadian Ice Service, Environment and Climate Change Canada. "<em>Con il tempo si frammentano in pezzi più piccoli e difficili da monitorare, rappresentando un pericolo per le navi e per le attività di estrazione delle risorse"</em>.</p><p>Garbo e i suoi collaboratori continueranno a monitorare le conseguenze dell'evento utilizzando immagini satellitari, osservazioni aeree e dati di tracciamento, nell'ambito di uno sforzo più ampio volto a comprendere i meccanismi che determinano il distacco e il ritiro delle piattaforme di ghiaccio dell'Artico.</p><p>Fonte: <strong><a href="https://www.uottawa.ca/en/" target="_blank">University of Ottawa</a></strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-distacco-di-un-ghiacciaio-in-groenlandia-crea-una-nuova-isola-di-ghiaccio-e-una-delle-piu-grandi-degli-ultimi-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Uno degli alberi più profumati al mondo: vive 500 anni e regala un infuso rilassante molto amato]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/uno-degli-alberi-piu-profumati-al-mondo-vive-500-anni-e-da-cui-si-ricava-l-infuso-rilassante-piu-amato.html</link><pubDate>Sat, 15 Aug 2026 15:14:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Con il suo profumo inconfondibile e le migliaia di fiori che trasformano l'aria in primavera, questo gigante non solo abbellisce gli spazi verdi, ma è anche una delle piante medicinali più utilizzate. Ecco alcuni consigli per coltivarla in casa e raccoglierne i fiori.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-mas-perfumados-del-mundo-el-arbol-que-vive-500-anos-y-da-origen-a-la-infusion-relajante-mas-popular-1785887496430.jpg" data-image="wmunfbmd44jz" alt="piante" title="piante"><figcaption>Grazie alla sua chioma densa e alla sua grande statura, è una specie longeva che offre ombra e profumo a giardini e spazi pubblici delle grandi città.</figcaption></figure><p><strong>I suoi piccoli fiori emanano un profumo così intenso da trasformare l'atmosfera nel raggio di diversi isolati</strong>. Forse è proprio per questo che si è conquistato un posto privilegiato nei parchi, nelle piazze e nei giardini di tutto il mondo. E, come se non bastasse, da questo albero si ricava una delle tisane rilassanti più popolari.</p><p><strong>Stiamo parlando del tiglio (Tilia).</strong> Alto, elegante e generoso, ogni primavera questo albero produce migliaia di <strong>piccoli fiori giallo-crema</strong>. Sono poco appariscenti alla vista, ma la loro dolce fragranza lo rende una delle specie più aromatiche dei climi temperati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-mas-perfumados-del-mundo-el-arbol-que-vive-500-anos-y-da-origen-a-la-infusion-relajante-mas-popular-1785887668839.jpg" data-image="t0hf7v488jep" alt="piante" title="piante"><figcaption>I fiori del tiglio, piccoli e di colore giallo-crema, crescono accompagnati da una brattea allungata che facilita la dispersione dei suoi frutti.</figcaption></figure><p>Durante la fioritura, <strong>le api lo visitano in massa</strong>. Il nettare dei suoi fiori è abbondante ed è per questo molto apprezzato dagli impollinatori. Il tiglio diventa così una risorsa preziosa per la biodiversità urbana.</p><h2>Un albero che accompagna per decenni, persino per secoli</h2><p>Il tiglio non cresce a ritmi vertiginosi, ma non è neppure lento. Nei primi anni <strong>cresce tra i 30 e i 60 centimetri per stagione</strong> se trova buone condizioni di terreno, acqua e luce.</p><p><strong>Impiega tra i 10 e i 15 anni per raggiungere circa 6 metri di altezza</strong> e offrire una buona ombra. Una volta adulto, raggiunge tra i 20 e i 30 metri, anche se nei piccoli giardini può mantenere dimensioni più contenute grazie alla potatura e allo spazio disponibile.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-mas-perfumados-del-mundo-el-arbol-que-vive-500-anos-y-da-origen-a-la-infusion-relajante-mas-popular-1785887738712.jpg" data-image="37k82667o5p2" alt="piante" title="piante"><figcaption>In piazze, parchi e cortili, il tiglio si distingue per la sua bellezza paesaggistica e per il suo valore per la biodiversità.</figcaption></figure><p>È una specie molto longeva. In condizioni favorevoli <strong>può vivere per più di 500 anni</strong>, motivo per cui piantarlo significa pensare anche alle generazioni future.</p><h2>Quando fiorisce e come sono i suoi fiori?</h2><p>In gran parte dell'Argentina, <strong>il tiglio fiorisce tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate.</strong> La data esatta dipende dalla varietà e dal clima di ciascuna regione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-mas-perfumados-del-mundo-el-arbol-que-vive-500-anos-y-da-origen-a-la-infusion-relajante-mas-popular-1785887967614.jpg" data-image="e34udpskwlmd" alt="piante" title="piante"><figcaption>Il nettare abbondante dei suoi fiori rende questa specie una risorsa fondamentale per gli insetti benefici dell'ambiente urbano.</figcaption></figure><p>La fioritura dura appena due o tre settimane. È un periodo breve e intenso. In quei giorni <strong>l'aria intorno all'albero cambia completamente</strong> e la fragranza si diffonde tutto intorno.</p><p>I fiori compaiono accompagnati da una brattea allungata di colore verde chiaro. Questa sorta di "ala" aiuta a disperdere i frutti attraverso il vento in un secondo momento.</p><h2>Il segreto per una fioritura indimenticabile</h2><p>Il profumo dipende dal fatto che l'albero cresca senza stress. <strong>Ha bisogno di pieno sole o, almeno, di una mezz'ombra molto luminosa.</strong> Più ore di luce riceve, più abbondante sarà la fioritura.</p><p>Predilige terreni profondi, fertili e ben drenati. Tuttavia, si adatta a diversi tipi di terreno, purché non rimangano a lungo soggetti a ristagni d'acqua.</p><p><strong>Una volta ben radicato, tollera periodi di siccità moderata.</strong> Nei primi anni è consigliabile annaffiarlo regolarmente per sviluppare radici robuste. Durante le estati molto secche beneficia di annaffiature abbondanti ma distanziate.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777363" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città">Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore.html" title="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/foreste-urbane-per-ridurre-l-impatto-delle-ondate-di-calore-1783496103656_320.jpeg" alt="Foreste urbane per ridurre l'impatto delle ondate di calore: uno studio conferma l'importanza degli alberi nelle città"></a></article></aside><p>Il tiglio richiede poche cure. <strong>Le potature devono essere limitate all'inverno, quando l'albero perde le foglie.</strong> È sufficiente eliminare i rami secchi, danneggiati o mal orientati. Non sono necessari interventi drastici, che possono ridurre la fioritura della stagione successiva.</p><p>Occasionalmente può essere attaccato dagli afidi, che producono una sostanza zuccherina chiamata melata. Nella maggior parte dei casi il danno è di natura estetica e gli insetti benefici, <strong>come le coccinelle</strong>, mantengono la presenza degli afidi sotto controllo.</p><h2>Molto più di un albero ornamentale</h2><p>Oltre alla sua bellezza, il tiglio ha una lunga storia culturale. I suoi fiori, insieme alla brattea, <strong>vengono raccolti appena sbocciano e lasciati essiccare all'ombra</strong> per preparare infusi aromatici e digestivi.</p><p>Nel giardinaggio, tuttavia, il suo principale punto di forza rimane intatto: <strong>la capacità di trasformare l'ambiente con un profumo inconfondibile.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-los-mas-perfumados-del-mundo-el-arbol-que-vive-500-anos-y-da-origen-a-la-infusion-relajante-mas-popular-1785888156294.jpg" data-image="0dtjv6lmjol3" alt="piante" title="piante"><figcaption>Preparato a partire dai suoi fiori essiccati, l'infuso di tiglio è una delle bevande rilassanti più popolari e tradizionali.</figcaption></figure><p>Non produce fiori giganteschi né colori sgargianti. <strong>Conquista attraverso il profumo.</strong> Basta passare vicino a un tiglio in fiore per capire perché occupa un posto privilegiato nei giardini di tutto il mondo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/uno-degli-alberi-piu-profumati-al-mondo-vive-500-anni-e-da-cui-si-ricava-l-infuso-rilassante-piu-amato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le ultime esternazioni di Elon Musk: dall'AGI alla conseguente crisi occupazionale, in un'economia di ricchezza diffusa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-ultime-esternazioni-di-elon-musk-dall-agi-alla-conseguente-crisi-occupazionale-in-un-economia-di-ricchezza-diffusa.html</link><pubDate>Sat, 15 Aug 2026 12:11:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Nelle ultime interviste, Elon Musk ha spaziato dalle politiche migratorie ai rapporti tra USA e UE. Ma l'aspetto che approfondiremo qui riguarda il futuro dell'intelligenza artificiale e le sue ripercussioni sull'umanità a breve e lungo termine.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-ultime-esternazioni-di-elon-musk-dall-agi-alla-conseguente-crisi-occupazionale-in-un-economia-di-ricchezza-diffusa-1786218695900.jpg" data-image="zuep3d4octi1"><figcaption>Verso l'AGI e oltre: il futuro dell'intelligenza artificiale e le sue epocali ripercussioni sull'umanità, tra superamento delle capacità cognitive, transizione occupazionale e nuovi scenari economici. </figcaption></figure><p>Quando parliamo di<strong> Elon Musk</strong>, sappiamo di dividere il pubblico in <strong>ammiratori e oppositori</strong>. E non potrebbe essere diversamente, visto che si tratta del personaggio più noto, innovativo, contraddittorio, intraprendente, ricco e divisivo che il pianeta abbia avuto in questi ultimi anni. </p><p>Tuttavia, <strong>in questi ultimi mesi</strong>, le sue <strong>proiezioni tecnologiche</strong> hanno toccato <strong>vette inedite</strong>, in particolare durante gli<strong> interventi pubblici di grande risonanza</strong>, come quello rilasciato al podcast Moonshot e al successivo vertice Abundance Summit. </p><h2> L'era dell'Intelligenza Artificiale Generale (AGI) e il superamento dell'uomo </h2><p>Secondo il patron di Tesla, SpaceX e xAI, i<strong>l processo di sviluppo dell'intelligenza artificiale è entrato in una fase di "auto-miglioramento ricorsivo"</strong>. Opinione condivisa dalla maggior parte degli amministratori delegati delle grandi AI factory americane. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-ultime-esternazioni-di-elon-musk-dall-agi-alla-conseguente-crisi-occupazionale-in-un-economia-di-ricchezza-diffusa-1786219189470.jpg" data-image="6dazcnqezb8r"><figcaption> L'intelligenza artificiale si auto-programma e auto-migliora continuamente, e più lo fa, più questo processo tende ad accelerare. Musk prevede che l'intelligenza artificiale generale (AGI) e la successiva superintelligenza (ASI) riusciranno a superare, nel giro di pochi anni, la somma di tutte le capacità cognitive umane messe insieme. </figcaption></figure><p>Il passaggio alla fase di auto-miglioramento ricorsivo sta a significare che<strong> le nuove generazioni di modelli di intelligenza artificiale </strong>vengono <strong>addestrate </strong>sfruttando il lavoro computazionale delle versioni precedenti, quindi<strong> riducendo il grado di supervisione umana</strong>. In poche parole, <strong>l'intelligenza artificiale si auto-programma e auto-migliora continuamente</strong>, e più lo fa, più questo processo <strong>tende ad accelerare</strong>. </p><div class="texto-destacado">Musk prevede che l'intelligenza artificiale generale (<strong>AGI</strong>)<strong> </strong>e la successiva superintelligenza (<strong>ASI</strong>)<strong> riusciranno a superare, nel giro di pochi anni, la somma di tutte le capacità cognitive umane messe insieme</strong>. </div><p>Questo passo spingerà l'umanità verso quella che viene definita "<strong>singolarità tecnologica"</strong>, un punto in cui la<strong> complessità </strong>dei sistemi digitali diventerà talmente vasta e complessa da risultare <strong>indecifrabile nel dettaglio per la nostra specie</strong>. </p><h2> Impatto sul lavoro: produttività estrema e transizione occupazionale </h2><p>Uno dei temi cruciali affrontati nelle sue interviste riguarda <strong>le conseguenze che l'automazione spinta e la robotica con umanoidi </strong>(come nei progetti legati agli Optimus di Tesla) <strong>avranno sul mondo del lavoro</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776478" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-le-piogge-senza-precedenti-in-antartide-stanno-portando-i-robot-a-sostituire-i-lavori-piu-pericolosi.html" title="Perché le piogge senza precedenti in Antartide stanno portando i robot a sostituire i lavori più pericolosi?">Perché le piogge senza precedenti in Antartide stanno portando i robot a sostituire i lavori più pericolosi?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/perche-le-piogge-senza-precedenti-in-antartide-stanno-portando-i-robot-a-sostituire-i-lavori-piu-pericolosi.html" title="Perché le piogge senza precedenti in Antartide stanno portando i robot a sostituire i lavori più pericolosi?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/why-unprecedented-rain-in-antarctica-means-robots-are-taking-over-the-most-dangerous-jobs-1782639987737_320.jpg" alt="Perché le piogge senza precedenti in Antartide stanno portando i robot a sostituire i lavori più pericolosi?"></a></article></aside><p>In un mondo che si preoccupa, immaginando scenari di disoccupazione di massa rapida, con tagli lineari del personale all'interno dell'azienda a tutti i livelli, Musk continua a sostenere che <strong>la priorità non sarà la riduzione della forza lavoro</strong>, quanto<strong> il raggiungimento di un</strong> <strong>livello di beni e di servizi prodotti per ogni singolo individuo straordinariamente elevato</strong>. </p><div class="texto-destacado">In poche parole, <strong>i robot e i sistemi di intelligenza artificiali</strong> si occuperanno della <strong>produzione materiale e dei servizi di base necessari</strong>, trasformando radicalmente il concetto stesso di mansione lavorativa. </div><p>L'obiettivo non sarebbe quello di licenziare, ma<strong> moltiplicare la capacità produttiva a livello globale</strong>, puntando a<strong> svincolare la sopravvivenza esistenziale dell'individuo umano dalla necessità di un impiego tradizionale</strong> e aprendo la strada a <strong>forme di reddito universale elevato </strong>(non "di base", come precedentemente dichiarato).</p><h2>Verso un'economia di abbondanza e la ricchezza diffusa</h2><p>Il rischio maggiore è quello di una prima fase di transizione a scatti, poco prevedibile e difficilmente gestibile. Sarebbe questa <strong>la fase più delicata</strong> che potrebbe dare maggiori problemi, ma la <strong>prospettiva </strong>delineata sarebbe quella di un'<strong>abbondanza diffusa</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-ultime-esternazioni-di-elon-musk-dall-agi-alla-conseguente-crisi-occupazionale-in-un-economia-di-ricchezza-diffusa-1786219219605.jpg" data-image="rqglnq0xf4n6"><figcaption>I robot e i sistemi di intelligenza artificiali si occuperanno della produzione materiale e dei servizi di base necessari, trasformando radicalmente il concetto stesso di mansione lavorativa, svincolando la sopravvivenza esistenziale dell'individuo umano dalla necessità di un impiego tradizionale e aprendo la strada a forme di reddito universale "elevato". </figcaption></figure><p><strong>In assenza di catastrofi geopolitiche globali</strong>, come grandi guerre e grandi crisi economiche, le stime presentate da Musk ipotizzano che <strong>il PIL mondiale potrebbe persino duplicare nel giro di un solo decennio. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771980" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-catastrofica-esplosione-del-new-glenn-di-blue-origin-bezos-e-il-futuro-di-artemis-ormai-nelle-mani-di-spacex-musk.html" title="Catastrofica esplosione del razzo di Blue Origin (Bezos): il futuro di Artemis è sempre più nelle mani di SpaceX (Musk)">Catastrofica esplosione del razzo di Blue Origin (Bezos): il futuro di Artemis è sempre più nelle mani di SpaceX (Musk)</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-catastrofica-esplosione-del-new-glenn-di-blue-origin-bezos-e-il-futuro-di-artemis-ormai-nelle-mani-di-spacex-musk.html" title="Catastrofica esplosione del razzo di Blue Origin (Bezos): il futuro di Artemis è sempre più nelle mani di SpaceX (Musk)"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-catastrofica-esplosione-del-new-glenn-di-blue-origin-bezos-e-il-futuro-di-artemis-ormai-nelle-mani-di-spacex-musk-1780495293180_320.jpg" alt="Catastrofica esplosione del razzo di Blue Origin (Bezos): il futuro di Artemis è sempre più nelle mani di SpaceX (Musk)"></a></article></aside><p>Questa ricchezza deriverebbe dall'<strong>abbattimento drastico dei costi di produzione di beni e di servizi energetici</strong>. Con lo sfruttamento di tecnologie pulite, solari e automazione avanzata, l'output economico potrebbe crescere a un ritmo tale da <strong>rendere abbondante ciò che oggi risulta scarso</strong>, ridistribuendo i<strong> benefici su vasta scala.</strong></p><h2> Inflazione, rischio deflazione e il denaro che perde importanza</h2><p>Tra gli aspetti macroeconomici più dibattuti, c'è <strong>un'analisi </strong>lungimirante, ma forse anche un po' troppo ottimistica,<strong> sul denaro e sull'inflazione</strong>. Il fondatore di Tesla prevede che, contrariamente ai trend inflazionistici degli ultimi anni a livello globale,<strong> il vero rischio economico del futuro sarà la deflazione</strong>. </p><p>La spiegazione data identifica come <strong>rischio </strong><strong>l</strong><strong>a sproporzione tra la massa monetaria e la capacità produttiva</strong>. Se la fornitura di beni e di servizi generata dall'intelligenza artificiale e dai robot dovesse superare ampiamente la crescita della moneta in circolazione, <strong>il rapporto economico tenderà naturalmente alla deflazione. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777894" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-teorica-risolto-un-enigma-decennale-grazie-alla-collaborazione-con-l-intelligenza-artificiale.html" title="Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale ">Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/fisica-teorica-risolto-un-enigma-decennale-grazie-alla-collaborazione-con-l-intelligenza-artificiale.html" title="Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fisica-teorica-risolto-un-enigma-decennale-grazie-alla-collaborazione-con-l-intelligenza-artificiale-1783637282590_320.jpg" alt="Fisica teorica: risolto un enigma decennale grazie alla collaborazione con l'intelligenza artificiale "></a></article></aside><p>La deflazione si verificherebbe perché <strong>l'offerta potrebbe superare in modo esponenziale qualsiasi limite del passato</strong>, facendo crollare i prezzi e ridefinendo il valore del denaro. Avendo sempre vissuto in un'economia dove <strong>"fare di più" richiedeva "più fatica"</strong>, Musk sta dicendo che <strong>la tecnologia sta rompendo questo vincolo causa-effetto</strong>. Il limite che supereremo sarà quello della <strong>dipendenza dell'economia dal lavoro umano</strong>. </p><h2>Timori e incognite sul futuro della civiltà</h2><p><strong>L'impostazione di fondo</strong>, nelle dichiarazioni rilasciate in questi eventi e nelle interviste, resta <strong>fortemente ottimistica</strong>. Nonostante Musk arrivi a stimare una <strong>probabilità di esiti positivi di questa transizione superiore all'80%</strong>, non nasconde i propri <strong>timori</strong>. </p><p><strong>La perdita di controllo da parte degli esseri umani</strong>, in un ecosistema dominato da <strong>una superintelligenza,</strong> potrebbe porci in una <strong>condizione di subordinazione</strong>. I rischi esistenziali legati a un'<strong>intelligenza artificiale non allineata a i valori reali dell'umanità </strong> o <strong>a conflitti globali distruttivi,</strong> rappresenterebbero le uniche reali variabili capaci di <strong>far deragliare la civiltà umana</strong> <strong>prima </strong>di riuscire a raggiungere il traguardo di questa singolarità economica e tecnologica positiva, se non addirittura idilliaca.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-ultime-esternazioni-di-elon-musk-dall-agi-alla-conseguente-crisi-occupazionale-in-un-economia-di-ricchezza-diffusa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I pianeti non sono sfere perfette: ecco perché si schiacciano ai poli e si gonfiano all’equatore]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/i-pianeti-non-sono-sfere-perfette-ecco-perche-si-schiacciano-ai-poli-e-si-gonfiano-all-equatore.html</link><pubDate>Sat, 15 Aug 2026 09:02:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>I pianeti sembrano sfere, ma rotazione e maree li deformano. Dalla Terra a Saturno fino agli esopianeti, misurarne l'appiattimento permette di ricostruirne velocità di rotazione, struttura interna e storia evolutiva.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-pianeti-non-sono-sfere-perfette-ecco-perche-si-schiacciano-ai-poli-e-si-gonfiano-all-equatore-1785794653904.png" data-image="45aco0ix660m" alt="Giove" title="Giove"><figcaption>I pianeti non sono perfettamente sferici, tendono a schiacciarsi ai poli e gonfiare all'equatore.</figcaption></figure><p>Vi siete mai chiesti <strong>p</strong><strong>er quale motivo la Natura abbia voluto dare forma sferica a stelle e pianeti?</strong> Tutti i corpi dell’Universo che si trovino allo stato gassoso o liquido, o che comunque abbiano attraversato nella loro evoluzione una fase liquida o gassosa, condividono la stessa forma sferica. </p><p>In effetti, <strong>più che una volontà della Natura </strong>nello scegliere questa forma tra le tante <strong>è una conseguenza della legge di gravitazione universale.</strong></p><div class="texto-destacado">Nella formulazione del fisico e matematico inglese Isaac Newton, due corpi si attraggono con una forza direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato delle loro distanze. In altre parole, la forza di attrazione cresce al crescere delle masse e diminuisce al crescere della distanza tra le masse.</div><p>Immaginando di avere una certa massa di gas o di liquido, ciascuna particella del gas o del liquido risente dell’attrazione di tutte le altre, ma<strong> l’effetto risultante è un’attrazione di ciascuna particella verso il centro di massa.</strong> E’ così che la forza di gravità plasma la massa di gas o di liquido imprimendo una forma sferica. Parliamo di gas o liquidi poiché le particelle che lo compongono devono essere in grado di muoversi permettendo una ridistribuzione della massa.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>L'attrazione gravitazionale risultante verso il centro imprime la forma sferica<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Ad esempio, parlando di pianeti rocciosi, la forma sferica è stata assunta quando erano ancora giovani e costituiti di roccia fusa, modellati in forme sferiche prima della loro solidificazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780925" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html" title="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta">La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta.html" title="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-terra-sopravvivera-al-sole-morente-la-scienza-riscrive-l-ultimo-giorno-del-nostro-pianeta-1785253730206_320.png" alt="La Terra sopravviverà al Sole morente? La scienza riscrive l’ultimo giorno del nostro pianeta"></a></article></aside><p><strong>Se ad agire fosse solo la forza di gravità, l’intera massa dovrebbe concentrarsi in un solo punto coincidente con il centro</strong>. Questo non succede in quanto a mano a mano che le particelle vengono attratte verso il centro, qui densità, temperatura e pressione aumentano fino a quando <strong>la forza di gravità, che da sola farebbe collassare tutta la massa in un solo punto, viene controbilanciata dalla pressione in quello che viene chiamato "equilibrio idrostatico".</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-pianeti-non-sono-sfere-perfette-ecco-perche-si-schiacciano-ai-poli-e-si-gonfiano-all-equatore-1785787671488.png" data-image="wbytalrrqnqt" alt="Equilibrio idrostatico" title="Equilibrio idrostatico"><figcaption>Quando la forza di gravità viene interamente bilanciata dalla pressione interna del gas si raggiunge una condizione di "equilibrio idrostatico". Credit: http://www.oa-abruzzo.inaf.it/CRISTALLO/periodictable2019_ita.html</figcaption></figure><p>Grazie all’azione della forza di gravità e alla pressione che da dentro sostiene il peso degli strati più esterni, è possibile avere stelle e pianeti di forma sferica ed in uno stato di equilibrio, cioè non si contraggono ulteriormente e non si espandono. </p><h2>Perché i pianeti si schiacciano ai poli e si gonfiano all’equatore</h2><p>Quando immaginiamo un pianeta, pensiamo a una sfera perfetta. In realtà, nessun pianeta o stella possiede una geometria così ideale: <strong>la gravità tende a renderlo rotondo, ma la rotazione, le maree e la distribuzione interna della massa ne deformano la superficie.</strong> La forma più comune è quella dello <strong>sferoide oblato</strong>, leggermente schiacciato ai poli e più largo all’equatore. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La forma più frequente riscontrata in pianeti e stelle è la forma oblata, cioè schiacciata ai poli e più larga all’equatore.<br><br><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p> <strong>Tanto i pianeti quanto le stelle sono in rotazione</strong> (rotazione ereditata dalla nube di gas da cui si sono formati). Quindi <strong>ogni parte del pianeta è soggetta ad una forza centrifuga che cresce al crescere della distanza dall’asse di rotazione</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-pianeti-non-sono-sfere-perfette-ecco-perche-si-schiacciano-ai-poli-e-si-gonfiano-all-equatore-1785787897867.png" data-image="adqc6jdtg8v6" alt="Schiacciamento" title="Schiacciamento"><figcaption>A causa della rotazione, le regioni equatoriali sono soggette ad una maggiore forza centrifuga rispetto a quelle polari, con il risultato che da sfera la Terra assume la forma con schiacciamento ai poli.</figcaption></figure><p>Pertanto, mentre i poli non sono soggetti a forza centrifuga, trovandosi sull’asse di rotazione, la regione equatoriale, cioè la più distante dall’asse di rotazione, subisce la forza centrifuga massima. <strong>La materia viene quindi spostata leggermente verso l’esterno nelle regioni equatoriali, mentre i poli rimangono più vicini al centro.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777696" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scoperti-4-pianeti-proibiti-nella-valle-dei-raggi-e-nel-deserto-dei-nettuniani.html" title="Scoperti 4 pianeti 'proibiti' nella valle dei raggi e nel deserto dei Nettuniani caldi">Scoperti 4 pianeti "proibiti" nella valle dei raggi e nel deserto dei Nettuniani caldi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scoperti-4-pianeti-proibiti-nella-valle-dei-raggi-e-nel-deserto-dei-nettuniani.html" title="Scoperti 4 pianeti 'proibiti' nella valle dei raggi e nel deserto dei Nettuniani caldi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scoperti-4-pianeti-proibiti-nella-valle-dei-raggi-e-nel-deserto-dei-nettuniani-1783536410045_320.png" alt="Scoperti 4 pianeti 'proibiti' nella valle dei raggi e nel deserto dei Nettuniani caldi"></a></article></aside><p>Gli astronomi quantificano questa deformazione attraverso l’<strong>appiattimento o schiacciamento.</strong></p><p><strong>La Terra possiede uno schiacciamento di circa lo 0.34%</strong>. Il nostro pianeta è non è una sfera ma uno sferoide oblato. Anche il Sole ha un appiattimento, di circa lo 0.001%.</p><h2>Giove e Saturno: i pianeti più schiacciati</h2><p>Come la Terra <strong>anche gli altri pianeti presentano un certo livello di schiacciamento</strong>. Maggiore è la facilità con cui la massa riesce a ridistribuirsi maggiore è l’appiattimento. Per questo<strong> i giganti gassosi come Giove e Saturno sono più appiattiti dei pianeti rocciosi</strong>.</p><div class="texto-destacado">Giove completa una rotazione in circa dieci ore. La sua enorme velocità di rotazione produce un evidente rigonfiamento equatoriale. Anche Saturno ruota in poco più di dieci ore ed è formato prevalentemente da materiali fluidi e poco densi. </div><p>Mercurio e Venere, ruotando molto lentamente ed essendo con una crosta solida, sono quasi sferici. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="775980" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scoperti-due-pianeti-super-puff-grandi-come-giove-ma-piu-leggeri-dello-zucchero-filato.html" title="Scoperti due pianeti super-puff: grandi come Giove ma più leggeri dello zucchero filato">Scoperti due pianeti super-puff: grandi come Giove ma più leggeri dello zucchero filato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/scoperti-due-pianeti-super-puff-grandi-come-giove-ma-piu-leggeri-dello-zucchero-filato.html" title="Scoperti due pianeti super-puff: grandi come Giove ma più leggeri dello zucchero filato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scoperti-due-pianeti-super-puff-grandi-come-giove-ma-piu-leggeri-dello-zucchero-filato-1782563384522_320.png" alt="Scoperti due pianeti super-puff: grandi come Giove ma più leggeri dello zucchero filato"></a></article></aside><p><strong>Il livello di schiacciamento dipende dal modo in cui la massa è distribuita tra nucleo, mantello e atmosfera.</strong> Due pianeti con la stessa velocità di rotazione potrebbero presentare appiattimenti differenti se uno possedesse un nucleo molto più compatto dell’altro. <strong>La forma diventa così una sorta di radiografia indiretta dell’interno planetario.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-pianeti-non-sono-sfere-perfette-ecco-perche-si-schiacciano-ai-poli-e-si-gonfiano-all-equatore-1785788317663.jpg" data-image="aokji4qb85ak" alt="Effetti mareali" title="Effetti mareali"><figcaption>Rappresentazione artistica di una stella deformata per effetti mareali dovuti alla vicinanza di una compagna. Credit: Gabriel Pérez (SMM-IAC).</figcaption></figure><p>Ma gravità e forze centrifughe non solo le sole a plasmare la forma dei pianeti. <strong>Ci sono anche le forze mareali esercitate da una stella molto vicina.</strong> Queste possono allungare un pianeta nella direzione che congiunge i due corpi, trasformandolo in un ellissoide, qualcosa simile ad una palla da rugby.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La forma finale dipende dall'azione di forza di gravità, forze centrifughe e forze mareali, in caso stella o pianeta abbiano un oggetto massiccio vicino.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Un esempio è il pianeta <strong>WASP-103b</strong>, questo è molto vicino alla sua stella attorno alla quale orbita in meno di un giorno. <strong>L’effetto mareale ha conferito a questo pianeta una forma ellissoidale, </strong>come osservato dal satellite CHEOPS. Si tratta del primo caso di deformazione mareale di un esopianeta rilevata direttamente. </p><h2>La forma degli esopianeti racconta ciò che hanno dentro</h2><p><strong>Misurare lo schiacciamento ai poli di un esopianeta è estremamente difficile ma non impossibile.</strong> Gli esopianeti scoperti con la tecnica dei transiti, quando transitando davanti alla propria stella producono una eclissi, imprimono a questa una forma che dipende dalla forma stessa del pianeta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773068" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra.html" title="Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra">Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra.html" title="Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/senza-giove-forse-non-saremmo-qui-il-suo-ruolo-chiave-nell-origine-della-vita-sulla-terra-1781025798971_320.png" alt="Senza Giove, forse non saremmo qui: il suo ruolo chiave nell'origine della vita sulla Terra"></a></article></aside><p>Ebbene, <strong>dall’analisi della forma dell’eclissi è possibile misurare anche lo schiacciamento del pianeta</strong>, oltre che a informazioni sulla velocità di rotazione, sull’inclinazione dell’asse e sulla distribuzione interna della massa. </p><p>Secondo le simulazioni più recenti, i telescopi spaziali JWST, CHEOPS e ancor più le future missioni PLATO e ARIEL potrebbero riconoscere l'appiattimento soprattutto nei pianeti giganti che transitano davanti a stelle luminose. </p><p><strong>Quello che potrebbe essere un difetto</strong>, cioè una deformazione rispetto alla perfetta forma sferica, <strong>si rivela invece un prezioso aiuto che la Natura stessa fornisce agli astronomi</strong> per sondare le proprietà fisiche e la struttura degli esopianeti, ma più in generale anche delle stelle.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/i-pianeti-non-sono-sfere-perfette-ecco-perche-si-schiacciano-ai-poli-e-si-gonfiano-all-equatore.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item></channel></rss>