<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Wed, 30 Sep 2026 21:10:19 +0000</lastBuildDate><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 21:10:19 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Ottobre 2026 sarà un mese spettacolare per il cielo: Draconidi, Orionidi e 5 congiunzioni da non perdere]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 17:22:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Tra Draconidi favorite dalla Luna nuova, Orionidi visibili prima dell’alba e cinque suggestivi incontri della Luna con pianeti, stelle e Pleiadi, Ottobre 2026 offrirà agli osservatori italiani un calendario celeste insolitamente ricco, vario e accessibile.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere-1790760722193.jpg" data-image="it6y3azba4pt" alt="Congiunzioni" title="Congiunzioni"><figcaption>All’alba del 5 Ottobre la Luna calante sfiorerà Marte, mentre Giove risplenderà più in basso.</figcaption></figure><p><strong>Ottobre 2026 offre un’agenda ricca di eventi astronomici tutti accessibili ad occhio nudo.</strong> Basteranno un orizzonte libero, un luogo poco illuminato e qualche minuto per abituare gli occhi al buio.</p><p><strong>Protagonista sarà la Luna</strong> che nel corso del mese entrerà in congiunzione con stelle, ammassi stellari e pianeti, tra cui Saturno. Quest’ultimo il 4 Ottobre sarà in opposizione e quindi sarà visibile per tutta la notte.</p><p><strong>Ma non mancheranno gli sciami meteorici </strong>a partire dalle <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Draconidi">Draconidi</a></strong> nella prima decade del mese, favorite dalla Luna nuova, seguite dalle <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orionidi">Orionidi</a> </strong>che, tuttavia, richiederanno una sveglia prima dell’alba.</p><h2>Draconidi: la notte migliore sarà tra l’8 e il 9 Ottobre</h2><p>Dei due sciami meteorici che daranno spettacolo nel cielo di Ottobre, le prime protagoniste saranno<strong> le Draconidi</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere-1790760829341.jpg" data-image="vdlq19uo8pas" alt="Draconidi" title="Draconidi"><figcaption>Le Draconidi sembrano irradiarsi dalla costellazione del Drago, alta nel cielo settentrionale.</figcaption></figure><p><br>Essendo uno sciame serale è osservabile già dopo la fine del crepuscolo, quando il radiante nella costellazione del Drago è ben visibile dall’Italia.</p><div class="texto-destacado">La cometa progenitrice dello sciame è la 21P/Giacobini-Zinner, una cometa periodica che si avvicina al Sole ogni 6-7 anni (l’ultimo avvicinamento è avvenuto nel 2025). </div><p>Saranno <strong>visibili indicativamente dal 6 al 10 Ottobre, con un massimo atteso nella notte tra i giorni 8 e 9. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791006" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/draconidi-2026-si-avvicina-il-picco-della-pioggia-di-stelle-cadenti-quando-vederle-dall-italia.html" title="Draconidi 2026, si avvicina il picco della pioggia di stelle cadenti: quando vederle dall’Italia">Draconidi 2026, si avvicina il picco della pioggia di stelle cadenti: quando vederle dall’Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/draconidi-2026-si-avvicina-il-picco-della-pioggia-di-stelle-cadenti-quando-vederle-dall-italia.html" title="Draconidi 2026, si avvicina il picco della pioggia di stelle cadenti: quando vederle dall’Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/draconidi-2026-si-avvicina-il-picco-della-pioggia-di-stelle-cadenti-quando-vederle-dall-italia-1790667524205_320.jpg" alt="Draconidi 2026, si avvicina il picco della pioggia di stelle cadenti: quando vederle dall’Italia"></a></article></aside><p>Il vantaggio per quest’anno è che la Luna nuova cadrà il 10 Ottobre, quindi <strong>nelle ore del massimo il cielo sarà praticamente buio. </strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Occhio alle Draconidi nella sera di giorno 8 Ottobre.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le previsioni sono di <strong>circa cinque meteore l’ora</strong>, anche se le Draconidi sono imprevedibili e in passato hanno prodotto improvvisi aumenti di attività. </p><h2>Le Orionidi: le rapide “figlie” della cometa di Halley</h2><p>Lo sciame meteorico delle <strong>Orionidi </strong>sarà visibile nella seconda metà del mese.</p><div class="texto-destacado">La cometa progenitrice dello sciame meteorico delle Orionidi è la famosa cometa di Halley.</div><p>Il nome dello sciame deriva dal radiante che si trova in direzione della costellazione di Orione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere-1790760497293.png" data-image="astebezvspee" alt="Orionidi" title="Orionidi"><figcaption>Le Orionidi sono meteore veloci e sembrano provenire dalla regione di cielo vicina a Orione.</figcaption></figure><p><strong>Il massimo di visibilità per il 2026 è previsto prima dell’alba dei giorni 21 e 22 Ottobre</strong>. La costellazione di Orione sorgerà sopra l'orizzonte intorno alle 23 dall'Italia, ma raggiungerà la sua massima elevazione, e quindi una più favorevole visibilità dello sciame, <strong>prima dell’alba.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="547881" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/costellazioni-quando-la-scienza-incontra-il-mito.html" title="Le costellazioni, quando la scienza incontra il mito">Le costellazioni, quando la scienza incontra il mito</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/costellazioni-quando-la-scienza-incontra-il-mito.html" title="Le costellazioni, quando la scienza incontra il mito"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-costellazioni-quando-la-scienza-incontra-il-mito-1695289577972_320.jpg" alt="Le costellazioni, quando la scienza incontra il mito"></a></article></aside><p>Si prevedono normalmente circa 1<strong>0-20 meteore l’ora</strong>. A differenza delle lente Draconidi, le Orionidi sono veloci: i detriti raggiungono l’atmosfera con velocità fino a 60 km/s, contro i 20 km/s delle Draconidi.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Occhio alle Orionidi prima dell'alba dei giorni 21 e 22 Ottobre.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Nelle notti di massima visibilità la Luna sarà crescente e luminosa. Pur tuttavia, tramontando poco dopo le 03:00 nella notte tra il 21 e il 22, lascerà un cielo sufficientemente buio.</p><h2>Cinque congiunzioni da segnare sul calendario</h2><p>Nel linguaggio comune si parla di “congiunzione” quando due corpi celesti si incontrano durante i loro moti apparenti. Queste possono essere più o meno “centrate” e la distanza apparente minima può cambiare leggermente con la località e l’ora di osservazione.</p><ul><li><strong>5 Ottobre – Luna e Marte.</strong> È probabilmente l’incontro più fotogenico del mese. Prima dell’alba, una falce di Luna calante, alta nel cielo verso oriente, sarà a circa un grado dal Pianeta Rosso. Più in basso si vedrà brillare anche Giove.</li><li><strong>6 Ottobre – Luna e Giove</strong>. All’alba i due saranno separati da circa 2,5 gradi (circa 5 volte le dimensioni della Luna piena); la distanza si ridurrà ulteriormente durante il giorno.</li></ul><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788662" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-bilancia-la-costellazione-dell-equilibrio-piccola-ma-dalla-storia-millenaria.html" title="La Bilancia: la costellazione dell’equilibrio, piccola ma dalla storia millenaria">La Bilancia: la costellazione dell’equilibrio, piccola ma dalla storia millenaria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-bilancia-la-costellazione-dell-equilibrio-piccola-ma-dalla-storia-millenaria.html" title="La Bilancia: la costellazione dell’equilibrio, piccola ma dalla storia millenaria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-bilancia-la-costellazione-dell-equilibrio-piccola-ma-dalla-storia-millenaria-1789393579195_320.png" alt="La Bilancia: la costellazione dell’equilibrio, piccola ma dalla storia millenaria"></a></article></aside><ul><li><strong>7 Ottobre – Luna e Regolo</strong>. Intorno alle 05:00 la sottile falce di Luna passerà a meno di un grado dalla stella principale del Leone. Luna e Regolo insieme a Marte e Giove formeranno una notevole sequenza celeste nel cielo del mattino.</li></ul><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere-1790760657845.jpg" data-image="qsqdfrccyiov" alt="Luna e Pleiadi" title="Luna e Pleiadi"><figcaption>Il 28 ottobre la Luna gibbosa incontrerà le Pleiadi: il binocolo aiuterà a superare il forte chiarore lunare.</figcaption></figure><ul><li><strong>24 Ottobre – Luna e Saturno</strong>. Dopo il tramonto la Luna quasi piena e Saturno saranno visibili insieme tra le costellazioni dei Pesci e della Balena. La separazione sarà ampia, attorno a sei gradi, ma comunque garantirà un bello spettacolo.</li></ul><ol></ol><ol></ol><ol></ol><ol></ol><ul><li><strong>28 Ottobre – Luna e Pleiadi.</strong> Nella notte la Luna gibbosa calante passerà a circa un grado dalle Pleiadi, l’ammasso stellare noto anche come le Sette Sorelle. Il massimo avvicinamento avverrà verso le 02:30. Questa è l’unica congiunzione per cui l’utilizzo di un binocolo (7×50 o 10×50 ) farà apprezzare maggiormente il fenomeno.</li></ul>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/ottobre-2026-sara-un-mese-spettacolare-per-il-cielo-draconidi-orionidi-e-5-congiunzioni-da-non-perdere.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il telescopio Hubble della NASA rileva una galassia 'fuori sincrono', a 100 milioni di anni luce di distanza]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-della-nasa-individua-una-galassia-fuori-sincrono.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 16:45:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Hubble ha fotografato NGC 4698, una galassia dell’ammasso della Vergine dall’architettura insolita: il nucleo centrale e il gas più interno ruotano quasi perpendicolarmente al disco, probabile traccia di passato “turbolento”.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-telescopio-hubble-della-nasa-individua-una-galassia-fuori-sincrono-1790612162198.png" data-image="wnqylh2rna56" alt="NGC4698" title="NGC4698"><figcaption>La galassia a spirale NGC 4698 osservata dal telescopio spaziale Hubble. Il bulge centrale mostra un orientamento insolito rispetto al disco attraversato dalle bande di polvere. Credit: ESA/Hubble & NASA, D. Thilker, MAUVE-HST Team.</figcaption></figure><p>La prima immagine che sovviene guardando <strong>la galassia NGC 4698</strong> è quella di una <strong>sfera armillare</strong>, cioè la sfera costituita da diversi anelli concentrici, alcuni dei quali possono ruotare rispetto agli altri attorno ad assi differenti. </p><p>Nel caso di NGC 4698, <strong>il nucleo della galassia sta ruotando attorno ad un asse diverso rispetto a quello attorno a cui ruota il disco a spirale.</strong></p><p>Analizzando le numerose galassie dell’ammasso della Vergine fotografate dal telescopio Hubble, gli astronomi non hanno potuto non notare questa peculiarità di NGC 4698.</p><h2>Una spirale apparentemente normale a 60 milioni di anni luce</h2><p>A circa 60 milioni di anni luce dalla nostra Via Lattea, l’<strong>ammasso di galassie della Vergine </strong>contiene migliaia di galassie tra loro legate gravitazionalmente. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787076" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno.html" title="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno">Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno.html" title="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-telescopio-hubble-individua-un-nuovo-decagono-attorno-al-polo-di-saturno-1788513004500_320.png" alt="Il telescopio Hubble individua un nuovo decagono attorno al polo di Saturno"></a></article></aside><p>Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Telescopio_spaziale_Hubble">telescopio spaziale Hubble</a>, in seno al progetto<a href="https://mauve.icrar.org/"> MAUVE</a>, sta fotografando l’ammasso con una risoluzione tale da poter discernere i particolari di ciascuna galassia. </p><div class="texto-destacado">Il progetto MAUVE, che sta per Multiphase Astrophysics to Unveil the Virgo Environment, mira a studiare come un ambiente come un ammasso di galassie possa influenzare l’evoluzione delle stesse. </div><p>Come dice lo stesso nome, MAUVE sta svelando numerose galassie molto peculiari e una di queste è proprio la NGC 4698. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-telescopio-hubble-della-nasa-individua-una-galassia-fuori-sincrono-1790612760530.png" data-image="ergawnqdrlaj" alt="Interazione" title="Interazione"><figcaption>Rappresentazione artistica di come un processo di fusione tra galassie possa modificare la struttura della galassia risultante.</figcaption></figure><p>A prima vista potrebbe sembrare una normale galassia a spirale (vedi immagine di copertina) con bande di polvere che appaiono come filamenti bruno-rossastri, mentre le giovani stelle massicce producono piccole concentrazioni di colore blu.</p><div class="texto-destacado">Una galassia a spirale è un sistema di stelle, gas e polveri caratterizzato da un disco appiattito in rotazione, nel quale si sviluppano caratteristici bracci a spirale attorno a una regione centrale più densa. Nei bracci si concentrano gas, polveri e numerose regioni di formazione di nuove stelle.</div><p>La nuova immagine ottenuta dal telescopio spaziale Hubble mostra una galassia nella quale i bracci di spirale non sembrano originarsi nel nucleo, piuttosto sembrano formare <strong>un anello attorno al nucleo</strong>, il quale ruota non sullo stesso dei bracci ma su un piano perpendicolare: una sorta di <strong>“galassia fuori sincrono”</strong> .</p><h2>Il centro della galassia ruota quasi perpendicolarmente al disco</h2><p>La nuova immagine di Hubble permette di vedere chiaramente i bracci di spirale e di intravvedere un tenue alone stellare che si estende al di sopra e al di sotto del disco, <strong>ma che ruota attorno ad un asse ad esso perpendicolare.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>La definizione utilizzata dalla NASA per la galassia NGC 4698 è <em>out of sync</em>, cioè “fuori sincrono”.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L'anomalia non riguarda soltanto l'aspetto della galassia. Le misure cinematiche mostrano che le stelle e il gas nelle regioni più vicine al centro ruotano lungo un piano pressoché perpendicolare rispetto a quello della componente principale della galassia. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-telescopio-hubble-della-nasa-individua-una-galassia-fuori-sincrono-1790612501531.jpg" data-image="i3abiv0beg3f" alt="Virgo cluster" title="Virgo cluster"><figcaption>Piccola porzione dell'ammasso della Vergine contenente migliaia di galassie tra cui NGC 4698. Credit: RubinObs/NOIRLab/SLAC/NSF/DOE/AURA </figcaption></figure><p>Questo contraddice quanto sappiamo e vediamo nelle altre galassie. Pertanto,<strong> si ipotizza che un intervento esterno abbia modificato struttura e dinamica di questa galassia.</strong></p><h2>Un antico incontro potrebbe aver cambiato l'orientamento di NGC 4698</h2><p>Una delle ipotesi più accreditate è che <strong>la galassia nel corso della sua vita abbia catturato gas proveniente dall'esterno</strong> e con un momento angolare orientato perpendicolarmente a quello della galassia. Questo gas, una volta stabilizzato dinamicamente, ha formando una nuova componente centrale inclinata rispetto alla galassia preesistente. Successivamente, all’interno di questo gas sono nate stelle e ammassi stellari.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="774390" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-via-lattea-si-sta-dirigendo-verso-una-nuova-e-brutale-fusione-galattica-la-prossima-collisione-cosmica-e-alle-porte.html" title="La Via Lattea si dirige verso una nuova e brutale fusione galattica: la prossima 'collisione' cosmica è alle porte">La Via Lattea si dirige verso una nuova e brutale fusione galattica: la prossima "collisione" cosmica è alle porte</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-via-lattea-si-sta-dirigendo-verso-una-nuova-e-brutale-fusione-galattica-la-prossima-collisione-cosmica-e-alle-porte.html" title="La Via Lattea si dirige verso una nuova e brutale fusione galattica: la prossima 'collisione' cosmica è alle porte"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-via-lactea-afronta-un-nuevo-choque-galactico-la-gran-nube-de-magallanes-ya-deforma-su-estructura-interna-1781607051548_320.jpeg" alt="La Via Lattea si dirige verso una nuova e brutale fusione galattica: la prossima 'collisione' cosmica è alle porte"></a></article></aside><p><strong>Altra ipotesi è quella di una fusione.</strong> E' possibile che questo gas, che oggi costituisce l’alone, fosse contenuto in un’altra galassia minore con cui c’è stato un evento di fusione, che ha comunque preservato la forma dei bracci di spirale.</p><p>NGC 4698 è un ottimo esempio di quanto <strong>l'aspetto apparentemente ordinato di una galassia possa nascondere una storia molto più movimentata</strong> da eventi macroscopici remoti ma che hanno lasciato fino ad oggi una propria firma.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-hubble-della-nasa-individua-una-galassia-fuori-sincrono.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quando ottobre perse dieci giorni di colpo: cosa successe nel 1582]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-ottobre-perse-dieci-giorni-di-colpo-cosa-successe-nel.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 15:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Ottobre 1582 durò appena 21 giorni. Dieci giorni furono cancellati per decreto papale, e il motivo era la Pasqua, che rischiava di scivolare verso l'estate. Quella riforma ha dato origine al calendario che usiamo ancora oggi, il calendario gregoriano.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-ottobre-perse-dieci-giorni-di-colpo-cosa-successe-nel-1790764839777.png" data-image="q59wjkwxw309"><figcaption>Il calendario gregoriano: per la sua introduzione vennero eliminati di colpo dieci giorni dal calendario, nel mese di ottobre del 1582.</figcaption></figure><p>Ci sono mesi che sembrano uguali agli altri, e poi c'è l'ottobre del 1582. In quel mese, in gran parte dell'Europa cattolica, <strong>i giorni dal 5 al 14 semplicemente non esistettero</strong>. Si andò a letto giovedì 4 e ci si svegliò venerdì 15.</p><p>Il calendario che usiamo oggi nasce proprio da quel salto. Si chiama <strong>calendario gregoriano</strong>, e per capire perché fu necessario dobbiamo fare un passo indietro, fino a Giulio Cesare.</p><h2>24 febbraio 1582: la riforma di Gregorio XIII</h2><p>Il 24 febbraio 1582 papa <strong>Gregorio XIII</strong> firmò la bolla <em>Inter gravissimas</em>, con cui ordinava una profonda riforma del calendario. Da lui prese il nome: il calendario gregoriano.</p><p>Fino a quel momento, per oltre milleseicento anni, in Europa era stato in vigore il <strong>calendario giuliano</strong>, introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C. Aveva funzionato benissimo, ma nascondeva un errore minuscolo. Molto piccolo, sì, ma non innocuo.</p><h3>Il calendario giuliano e quei 11 minuti di troppo</h3><p><strong>Il calendario giuliano stabiliva che l'anno durasse in media</strong> <strong>365,25 giorni</strong>: tre anni duravano 365 giorni mentre il quarto, il bisestile, ne durava 366 (con il famoso 29 febbraio). Era una correzione geniale, perché un anno solare, cioè il tempo che la Terra impiega a compiere un giro attorno al Sole, dura <strong>365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi</strong>. Senza il giorno in più ogni quattro anni, le stagioni si sarebbero spostate rapidamente rispetto alle date.</p><div class="texto-destacado">Il problema? Cesare (o meglio, gli astronomi che lo consigliarono) aveva arrotondato: 365 giorni e 6 ore, non 5 ore e 48 minuti. Una differenza di <strong>circa 11 minuti all'anno</strong>.</div><p>Undici minuti sembrano niente. Ma moltiplicati per i secoli diventano giorni: circa <strong>un giorno di scarto ogni 128 anni</strong>.</p><h2>Il pericolo: la Pasqua in estate</h2><p>Nel 325 d.C., il Concilio di Nicea aveva stabilito che la Pasqua si celebrasse <strong>la prima domenica dopo il primo plenilunio successivo all'equinozio di primavera</strong>, che la Chiesa fissava convenzionalmente al 21 marzo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-ottobre-perse-dieci-giorni-di-colpo-cosa-successe-nel-1790764318968.png" data-image="asazv9eaupqo"><figcaption>Gregorio XIII. foto: Por Lavinia Fontana - Christie's, LotFinder: entry 6074459 (sale 13756, lot 563, London, 18 May 2017), Dominio pubblico, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=77449113</figcaption></figure><p><strong>Nel 1582, però, sul calendario le cose non tornavano più: l'equinozio "vero" cadeva ormai attorno all'11 marzo</strong>, cioè dieci giorni prima della data convenzionale. Le date avevano preso a scivolare rispetto alle stagioni, e con loro la Pasqua. <strong>Lasciando le cose com'erano, nel giro di qualche secolo la festività più importante del cristianesimo sarebbe finita in piena estate</strong>, lontanissima dalla primavera che la tradizione voleva.</p><p>Per la Chiesa era un problema serio. Bisognava intervenire, e in fretta.</p><h2>La soluzione drastica: cancellare dieci giorni</h2><p>La bolla di papa Gregorio stabilì che <strong>dopo giovedì 4 ottobre 1582 si passasse direttamente a venerdì 15 ottobre</strong>. Per riportare l'equinozio al 21 marzo, si toglievano dieci giorni, dal 5 al 14, e il giorno dopo San Francesco, che si celebra il 4, si sarebbe chiamato 15.</p><p>Quei dieci giorni, semplicemente, <strong>non sono mai esistiti</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789345" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/segnati-questa-data-dal-2026-il-4-ottobre-e-festa-ecco-cosa-cambia.html" title="Segnati questa data: dal 2026 il 4 ottobre è festa in Italia, ecco cosa cambia">Segnati questa data: dal 2026 il 4 ottobre è festa in Italia, ecco cosa cambia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/segnati-questa-data-dal-2026-il-4-ottobre-e-festa-ecco-cosa-cambia.html" title="Segnati questa data: dal 2026 il 4 ottobre è festa in Italia, ecco cosa cambia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/segnati-questa-data-dal-2026-il-4-ottobre-e-festa-ecco-cosa-cambia-1790069920376_320.jpeg" alt="Segnati questa data: dal 2026 il 4 ottobre è festa in Italia, ecco cosa cambia"></a></article></aside><p><strong>Lo adottarono subito i grandi paesi cattolici: Italia, Spagna, Portogallo, Francia</strong>, e territori dell'attuale Polonia, Lituania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Altri, come Austria, Svizzera cattolica, Boemia e Moravia, lo fecero negli anni successivi. I paesi protestanti e ortodossi rifiutarono: qualcuno ci mise secoli. <strong>La Gran Bretagna lo adottò solo nel 1752, la Russia nel 1918, la Grecia nel 1923.</strong></p><h3>Una seconda correzione: meno anni bisestili</h3><p><strong>Togliere dieci giorni risolveva il problema accumulatosi nel passato</strong>, ma non quello del futuro. Così la riforma introdusse una regola nuova per gli anni bisestili.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/quando-ottobre-perse-dieci-giorni-di-colpo-cosa-successe-nel-1790764461789.jpg" data-image="exsrxrxv9v7d"><figcaption>La riforma del calendario introdotta da papa Gregorio XIII, è conosciuta come riforma gregoriana.</figcaption></figure><p>Restavano bisestili gli anni divisibili per 4, <strong>ma tra gli anni di inizio secolo lo sarebbero stati soltanto quelli divisibili per 400</strong>. Questa regola, decisa nel 1582 e valida ancora oggi, ha fatto sì che il 1800 e il 1900 non siano stati bisestili, mentre il 2000 sì. In questo modo si eliminano <strong>tre bisestili ogni quattrocento anni</strong>, e l'errore dei famosi 11 minuti viene tenuto sotto controllo.</p><h2>Gli effetti della riforma gregoriana che vediamo ancora oggi</h2><p>Sono passati oltre 440 anni, ma quella riforma non è affatto archiviata. Il calendario che usiamo oggi è il calendario gregoriano, lo stesso deciso mezzo millennio fa.</p><p>Ma la cancellazione di dieci giorni dall'ottobre del 1582 ha avuto effetti ancora visibili oggi. Alcuni esempi di seguito.</p><h3><strong>Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia</strong> </h3><p>Il proverbio dice una cosa che, oggi, è sbagliata: <strong>Santa Lucia cade il 13 dicembre, circa una settimana e mezza prima del solstizio d'inverno.</strong> Quando il proverbio nacque, però, il calendario giuliano era ancora in vigore e le date scivolate all'indietro facevano sì che il 13 dicembre coincidesse davvero con il giorno più corto dell'anno. Il calendario è cambiato, il detto è rimasto.</p><h3><strong>Il Natale ortodosso</strong></h3><p>Diverse Chiese ortodosse usano ancora il calendario giuliano per le loro feste, e per questo il loro Natale cade dopo il nostro. È una differenza che nasce direttamente da quel rifiuto del 1582.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="649059" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/pasqua-cattolica-pasqua-ortodossa-perche-due-date-diverse-c-entrano-la-luna-e-il-calendario.html" title="Pasqua cattolica e Pasqua ortodossa: perché due date diverse? C'entrano la Luna e il calendario">Pasqua cattolica e Pasqua ortodossa: perché due date diverse? C'entrano la Luna e il calendario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/pasqua-cattolica-pasqua-ortodossa-perche-due-date-diverse-c-entrano-la-luna-e-il-calendario.html" title="Pasqua cattolica e Pasqua ortodossa: perché due date diverse? C'entrano la Luna e il calendario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/pasqua-cattolica-pasqua-ortodossa-perche-due-date-diverse-c-entrano-la-luna-e-il-calendario-1711450838217_320.jpg" alt="Pasqua cattolica e Pasqua ortodossa: perché due date diverse? C'entrano la Luna e il calendario"></a></article></aside><h3><strong>Shakespeare, Cervantes e la Giornata del Libro</strong></h3><p><strong>Il 23 aprile è la Giornata mondiale del Libro perché in quella data del 1616 si ricorda la morte di Shakespeare e di Cervantes</strong>. C'è però un dettaglio: la Spagna usava il calendario gregoriano, l'Inghilterra ancora quello giuliano. Così, in realtà, i <strong>due autori non morirono lo stesso giorno: quando in Inghilterra era il 23 aprile, in Spagna era già il 3 maggio</strong>. Anche il "gemellaggio" letterario più celebre del mondo, insomma, è figlio di un calendario sfasato.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-ottobre-perse-dieci-giorni-di-colpo-cosa-successe-nel.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Italia, forti contrasti di temperatura nella settimana dal 5 all'11 ottobre: fino a 12°C in meno]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-forti-contrasti-di-temperatura-nella-settimana-dal-5-all-11-ottobre-fino-a-12-c-in-meno.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 14:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Caldo quasi estivo fino a mercoledì 7 ottobre, poi brusca svolta autunnale con temporali, vento forte e temperature in netto calo</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbf9lbe"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbf9lbe.jpg" id="xbf9lbe"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Tra giovedì 8 e venerdì 9 ottobre possibile cambio di scenario: Bora e Grecale in rinforzo e fino a 10-12 °C in meno al Centro-Nord, sulle Alpi il calo potrebbe toccare i 15 gradi in 24 ore con la prima importante nevicata sullo Stelvio.</p><h2>Fino a mercoledì ancora caldo quasi estivo</h2><p>Il primo weekend di ottobre sarà stabile e molto mite su gran parte d’Italia. <strong>A Roma le massime raggiungeranno circa 28 °C</strong>, mentre tra martedì 6 e mercoledì 7 ottobre si potranno nuovamente sfiorare i 30 °C. </p><figure><a href="Mappa anomalie temperatura"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-forti-contrasti-di-temperatura-nella-settimana-dal-5-all-11-ottobre-fino-a-12-c-in-meno-1790773502223.png" data-image="d2t44uumah09" alt="Temperature sopra la media del periodo, al Nord-Ovest le anomali più marcate" title="Temperature sopra la media del periodo, al Nord-Ovest le anomali più marcate"></a><figcaption>Mappa relativa alle anomalie di temperatura previste lunedì prossimo</figcaption></figure><p>Situazione simile a <strong>Firenze</strong>, dove domenica l’escursione termica sarà notevole: minima intorno ai 10 °C e massima fino a 28 °C, favorita dal cielo sereno e dal forte soleggiamento. Caldo anomalo anche al Nord, con <strong>26-28 °C tra Milano e Torino</strong> e valori nettamente superiori alle medie del periodo, anche di 10 °C al Nord-Ovest.</p><h2>Da giovedì 8 cambia tutto: fino a 10-12 °C in meno</h2><p>Il vero cambiamento è atteso tra <strong>giovedì 8 e venerdì 9 ottobre</strong>, quando l’alta pressione dovrebbe cedere lasciando spazio a correnti più fresche settentrionali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791039" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo.html" title="Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente 'esplosiva' tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria">Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente "esplosiva" tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo.html" title="Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente 'esplosiva' tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo-1790679505531_320.jpg" alt="Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente 'esplosiva' tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria"></a></article></aside><p>A Milano si potrebbe passare dai 28 °C di mercoledì a valori inferiori ai 20 °C nel giro di due giorni. A Torino venerdì sono previste massime intorno ai 20 °C e minime fino a 8 °C. Ancora più evidente il calo a <strong>Bologna</strong>: dai <strong>28 °C di mercoledì a circa 16-17 °C</strong>, con una diminuzione superiore ai 10 gradi e temperature minime successivamente sotto i 10 °C.</p><h2>Temporali e forti venti soprattutto sul versante adriatico</h2><p>Il calo termico sarà accompagnato da un peggioramento del tempo. I primi temporali potrebbero interessare <strong>Triveneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana</strong>, per poi raggiungere rapidamente il resto del <strong>Centro</strong>. </p><figure><a href="Mappa temperature domenica"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-italia-forti-contrasti-di-temperatura-nella-settimana-dal-5-all-11-ottobre-fino-a-12-c-in-meno-1790774390729.png" data-image="fm7pgpf4w0iv" alt="Weekend dalle caratteristiche quasi estive: massime oltre 25 °C quasi ovunque" title="Weekend dalle caratteristiche quasi estive: massime oltre 25 °C quasi ovunque"></a><figcaption>Temperature prima del cambiamento</figcaption></figure><p>Le regioni adriatiche saranno tra le più esposte: ad <strong>Ancona</strong> e <strong>Pescara</strong> le massime potrebbero scendere dai 25-26 °C fino a 18-20 °C. Attenzione soprattutto al vento: <strong>Bora e Grecale potrebbero superare gli 80-90 km/h</strong>, con raffiche localmente prossime ai 100 km/h sul Golfo di Trieste. Maestrale sulla <strong>Sardegna</strong>, Libeccio sul Canale di <strong>Sicilia</strong> e Scirocco verso il Canale d’<strong>Otranto</strong> completeranno un quadro decisamente dinamico.</p><h2>Weekend 10-11 ottobre: dall’estate all’autunno</h2><p><strong>Al Sud </strong>il calo sarà inizialmente meno evidente: <strong>a Foggia si potranno ancora raggiungere i 30 °C tra mercoledì e giovedì</strong>, prima dell’arrivo di aria più fresca. Venerdì 9 ottobre l’instabilità dovrebbe aumentare al <strong>Centro</strong>-Sud, con temporali soprattutto lungo l’Appennino, mentre <strong>Sicilia</strong>, <strong>Calabria</strong> e <strong>Puglia</strong> potrebbero rimanere coinvolte anche nel weekend.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791056" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/libro-sul-clima-nelle-scuole-l-ingv-interviene-dopo-le-polemiche-il-riscaldamento-e-prevalentemente-antropico.html" title="Libro sul clima nelle scuole, l'INGV interviene dopo le polemiche: 'Il riscaldamento è prevalentemente antropico'">Libro sul clima nelle scuole, l'INGV interviene dopo le polemiche: "Il riscaldamento è prevalentemente antropico"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/libro-sul-clima-nelle-scuole-l-ingv-interviene-dopo-le-polemiche-il-riscaldamento-e-prevalentemente-antropico.html" title="Libro sul clima nelle scuole, l'INGV interviene dopo le polemiche: 'Il riscaldamento è prevalentemente antropico'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/libro-sul-clima-nelle-scuole-l-ingv-interviene-dopo-le-polemiche-il-riscaldamento-e-prevalentemente-antropico-1790677969349_320.jpeg" alt="Libro sul clima nelle scuole, l'INGV interviene dopo le polemiche: 'Il riscaldamento è prevalentemente antropico'"></a></article></aside><p>Il contrasto rispetto al fine settimana precedente sarà netto: da valori diffusamente compresi tra 26 e 30 °C si passerà, soprattutto al Centro-Nord, a <strong>massime spesso inferiori ai 20 °C</strong>. Localmente il calo potrà raggiungere 10-12 °C. Serviranno ancora conferme, ma la tendenza appare chiara: <strong>estate fino a mercoledì, autunno da giovedì.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-italia-forti-contrasti-di-temperatura-nella-settimana-dal-5-all-11-ottobre-fino-a-12-c-in-meno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[A ottobre le fontane di questo borgo vicino Roma “danno vino”: la festa centenaria da vedere almeno una volta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/a-ottobre-le-fontane-di-questo-borgo-vicino-roma-danno-vino-la-festa-centenaria-da-vedere-almeno-una-volta.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:11:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Tra storia e cultura contadina, tra sacro e profano, ai Castelli Romani si svolge da più di cento anni una grande festa del vino, il cui momento più atteso è una tradizione con qualcosa di "miracoloso"</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-ottobre-le-fontane-di-questo-borgo-vicino-roma-danno-vino-la-festa-centenaria-da-vedere-almeno-una-volta-1790689723250.jpg" data-image="yjx93trlj1n6" alt="Festa dell'Uva di Marino" title="Festa dell'Uva di Marino"><figcaption>A ottobre l'uva e la vendemmia sono al centro di sagre e feste in tutta l'Italia</figcaption></figure><p>Spettacoli, cortei in costume, rievocazioni storiche e il profumo del mosto che si respira nell'aria: nel cuore del <strong>Parco Naturale dei Castelli Romani</strong> si celebra ogni anno una festa attesissima. </p><div class="texto-destacado">Tra la fine settembre e l'inizio di ottobre <strong>l'uva, il vino</strong> e la <strong>gastronomia </strong>del territorio sono i protagonisti di una tradizione che si rinnova ormai da ben <strong>centodue anni</strong>.</div><p>La <strong>Sagra dell'Uva di Marino</strong> torna puntuale ogni autunno con lo straordinario <strong>Miracolo delle Fontane </strong>che la rende ancora più unica.</p><h2>Una festa doppia</h2><p>Tra le tante sagre che animano l'Italia da nord a sud nel periodo della vendemmia, quella di Marino, a pochi chilometri da Roma, è una delle più importanti e anche la più antica.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-ottobre-le-fontane-di-questo-borgo-vicino-roma-danno-vino-la-festa-centenaria-da-vedere-almeno-una-volta-1790689778176.jpg" data-image="timufc45e4bj" alt="ottobre vendemmia" title="ottobre vendemmia"><figcaption>Un vigneto nella campagna dei Castelli Romani in Lazio</figcaption></figure><p>Non si tratta solo di una festa contadina, dal momento che la celebrazione è indissolubilmente legata ad un grande <strong>evento storico</strong>, la vittoria di <strong>Marcantonio II Colonna che </strong>nel 1571 era al comando della flotta pontificia nella battaglia di Lepanto contro i Turchi.</p><p>Per molti secoli l'evento è stato ricordato grazie ad una festa religiosa istituita da Papa Pio V come ringraziamento verso la Madonna per l'intercessione nella vittoria. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="675521" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-tempo-di-uva-e-vendemmia-conosciamo-meglio-questo-frutto-tra-botanica-arte-varieta-locali-e-prospettive-future.html" title="È tempo di uva e vendemmia: conosciamo meglio questo frutto tra botanica, arte, varietà locali e prospettive future">È tempo di uva e vendemmia: conosciamo meglio questo frutto tra botanica, arte, varietà locali e prospettive future</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-tempo-di-uva-e-vendemmia-conosciamo-meglio-questo-frutto-tra-botanica-arte-varieta-locali-e-prospettive-future.html" title="È tempo di uva e vendemmia: conosciamo meglio questo frutto tra botanica, arte, varietà locali e prospettive future"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-tempo-di-uva-e-vendemmia-conosciamo-meglio-questo-frutto-tra-botanica-arte-varieta-locali-e-prospettive-future-1727174791732_320.jpeg" alt="È tempo di uva e vendemmia: conosciamo meglio questo frutto tra botanica, arte, varietà locali e prospettive future"></a></article></aside><p>Nel <strong>1925</strong> il poeta <strong>Leone Ciprelli</strong> ebbe l'idea di unire la festa della vendemmia alla commemorazione di Marcantonio Colonna, la cui impresa non è mai stata dimenticata. Per questo motivo ancora oggi una parte fondamentale della <strong>Sagra dell'Uva di Marino </strong>sono proprio gli spettacolari cortei storici.</p><h2>Il Miracolo delle Fontane che danno vino</h2><p>Il programma della Sagra dell'Uva di Marino è sempre molto ricco tra rievocazioni, giochi, momenti dedicati ai bambini e visite alla scoperta delle bellezze del territorio, ma il momento più atteso è sempre quello del<strong> Miracolo delle Fontane che danno vino.</strong></p><p>Tutto avviene in particolare attorno alla <strong>Fontana dei Mori </strong>a Piazza Giacomo Matteotti, monumento del 1632 che ricorda l'impresa militare di Marcantonio II Colonna a Lepanto. Per <strong>un'ora e mezza</strong> dalla fontana sgorga <strong>vino bianco DOC</strong> di Marino invece che acqua, attirando sempre grandi folle di curiosi ed entusiasti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="709453" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-paese-poco-conosciuto-dove-i-romani-comprano-pane-vino-e-salumi-artigianali.html" title="Il paese poco conosciuto dove i romani comprano pane, vino e salumi artigianali">Il paese poco conosciuto dove i romani comprano pane, vino e salumi artigianali</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-paese-poco-conosciuto-dove-i-romani-comprano-pane-vino-e-salumi-artigianali.html" title="Il paese poco conosciuto dove i romani comprano pane, vino e salumi artigianali"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-paese-poco-conosciuto-dove-i-romani-comprano-pane-vino-e-salumi-artigianali-1746636728439_320.jpg" alt="Il paese poco conosciuto dove i romani comprano pane, vino e salumi artigianali"></a></article></aside><p>All'interno del centro storico del borgo ci sono anche altri <strong>punti di spillatura</strong> che si attivano in concomitanza con la Fontana dei Mori per evitare il sovraffollamento.</p><p>Questa usanza affonda le radici nell'epoca <strong>barocca</strong>, quando in occasioni particolarmente solenni anche le <strong>fontane di Roma</strong> davano vino.</p><h2>Il programma della Sagra dell'Uva di Marino 2026</h2><p>Anche se i festeggiamenti iniziano ufficialmente il 26 settembre con la solenne cerimonia di apertura, molti degli eventi più attesi si concentrano nel <strong>weekend di chiusura</strong>, quello del 3 e 4 ottobre e nella giornata finale di lunedì 5 ottobre.</p><ul><li>Il <strong>Palio della Madonna del Santissimo Rosario</strong> consiste in una serie di giochi tradizionali in cui si sfidano le contrade storiche di Marino per vincere un drappo dipinto dedicato alla Madonna. L'evento è in programma nel pomeriggio di <strong>sabato 3 ottobre. </strong></li><li>La <strong>Processione della Madonna</strong> <strong>Santissimo Rosario</strong>, la patrona della festa, si tiene Sabato 4 ottobre, dopo la messa del mattino.</li><li>Il grande <strong>corteo storico in costume</strong> che celebra il ritorno di Marcantonio Colonna dalla Battaglia di Lepanto è previsto per il pomeriggio dello stesso giorno.<br></li><li>Il <strong>Miracolo delle Fontane che danno Vino</strong> avrà invece luogo alle 17:30 del 4 ottobre.</li></ul><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="776266" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/santorini-vigneti-a-rischio-per-caldo-e-siccita-le-nuove-tecniche-per-salvare-i-famosi-vini-dell-isola.html" title="Santorini, vigneti a rischio per caldo e siccità: le nuove tecniche per salvare i famosi vini dell’isola">Santorini, vigneti a rischio per caldo e siccità: le nuove tecniche per salvare i famosi vini dell’isola</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/santorini-vigneti-a-rischio-per-caldo-e-siccita-le-nuove-tecniche-per-salvare-i-famosi-vini-dell-isola.html" title="Santorini, vigneti a rischio per caldo e siccità: le nuove tecniche per salvare i famosi vini dell’isola"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/santorini-vigneti-a-rischio-per-caldo-e-siccita-le-nuove-tecniche-per-salvare-i-famosi-vini-dell-isola-1782739282646_320.jpg" alt="Santorini, vigneti a rischio per caldo e siccità: le nuove tecniche per salvare i famosi vini dell’isola"></a></article></aside><p>Lunedì 5 ottobre 2026 è la giornata di chiusura della festa. </p><ul><li>Il <strong>Corteo Storico</strong> sfila nuovamente a partire dalle ore 17:00.</li><li>Il <strong>Miracolo delle Fontane</strong> si ripete alle 18:45 in contemporanea allo <strong>spettacolo degli sbandieratori e dei musici</strong>.</li><li>Lo <strong>spettacolo dei fuochi d'artificio</strong> chiude ufficialmente la centoduesima edizione della Sagra dell'Uva di Marino alle 23:45.</li></ul><h2>La Sagra dell'Uva di Marino in caso di pioggia</h2><p>La Sagra dell'Uva di Marino ha un programma pensato per essere <strong>flessibile </strong>in modo che gli eventi principali si possano svolgere anche in caso di pioggia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/a-ottobre-le-fontane-di-questo-borgo-vicino-roma-danno-vino-la-festa-centenaria-da-vedere-almeno-una-volta-1790689822005.jpg" data-image="ad40uba7b8w3" alt="Miracolo delle Fontane Marino" title="Miracolo delle Fontane Marino"><figcaption>Il momento del Miracolo delle Fontane che danno vino, che richiama sempre una grande folla a Marino - Alessio Damato, CC BY-SA 3.0 - Wikimedia Commons </figcaption></figure><p>Gli aggiornamenti meteo permettono di monitorare la situazione in tempo reale, ma in ogni caso a meno di nubifragi particolarmente violenti, il <strong>Miracolo delle Fontane</strong> è garantito. Questo perché il flusso del vino dipende da un sistema idraulico isolato. </p><p>I <strong>cortei storici e il palio</strong> potrebbero subire alcune <strong>variazioni </strong>nel percorso e negli orari.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791013" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre.html" title="Maltempo, i modelli fanno 'marcia indietro': la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre">Maltempo, i modelli fanno "marcia indietro": la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre.html" title="Maltempo, i modelli fanno 'marcia indietro': la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre-1790670404505_320.jpg" alt="Maltempo, i modelli fanno 'marcia indietro': la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre"></a></article></aside><p>Restano invece normalmente aperte le mostre, le chiese e i monumenti, insieme alle <strong>cantine </strong>storiche dove degustare il vino e alle <strong>fraschette</strong>, i tipici locali scavati nel tufo dove assaggiare anche i tanti prodotti tipici dei Castelli Romani.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/a-ottobre-le-fontane-di-questo-borgo-vicino-roma-danno-vino-la-festa-centenaria-da-vedere-almeno-una-volta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 30°C in Italia, la conferma di Massimiliano Santini: "sarà un fine settimana da piena ottobrata"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-le-temperature-sull-italia-in-un-fine-settimana-da-piena-ottobrata.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Ottobre si aprirà con una persistente ottobrata sull'Italia, garantendo un fine settimana dal sapore tardo-estivo e temperature fino a 6°C sopra media al Centro-Nord, mentre da domenica il Nord-Ovest potrebbe vedere i primi cenni di cedimento con nubi e possibili, deboli piovaschi.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbf7b1a"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbf7b1a.jpg" id="xbf7b1a"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il passaggio dal mese di settembre a quello di ottobre sull'Europa continuerà ad essere caratterizzato dalla<strong> contrapposizione tra due imponenti figure meteorologiche</strong>, due tipi di circolazione <strong>antagoniste</strong>: la profonda e vivace circolazione perturbata atlantica, con una sequenza di profonde depressioni, tra cui la tempesta di cui abbiamo già parlato negli ultimi articoli, che ha interessato le isole britanniche e che ora si sta portando sull'Islanda; </p><p>mentre, <strong>più ad est</strong>, resiste il <strong>tenace ed esteso campo anticiclonico </strong>alimentato da un flusso di aria mite subtropicale, che collegandosi, a tratti, ad un persistente anticiclone nordico presente tra penisola scandinava e Russia, riesce a mantenere un tempo stabile <strong>sull'area mediterranea e su gran parte dell'Europa centro-orientale. </strong></p><p><strong>Nel fine settimana </strong>questa struttura anticiclonica<strong> si riorganizzerà</strong>, distendendosi<strong> lungo i paralleli dall'Oceano Atlantico all'Europa Orientale, passando per quella centrale e mediterranea</strong>, mantenendo <strong>condizioni prevalentemente stabili sulla nostra penisola.</strong></p><h2> Venerdì 2 ottobre con stabilità persistente e primi addensamenti occidentali </h2><p>Il coriaceo anticiclone, ancora presente sulla nostra penisola, continuerà a proteggerci dalle perturbazioni atlantiche collegate anche alla tempesta in allontanamento verso l'Atlantico settentrionale. </p><div class="texto-destacado"><strong>Le parti estreme, ovvero la coda di queste perturbazioni, andranno inesorabilmente in frontolisi a ridosso dell'Arco Alpino e su mari più occidentali italiani</strong>. Riuscirà a penetrare verso la penisola solo una tenue ed innocua nuvolosità. </div><p>Perciò, la giornata di <strong>venerdì</strong> sarà caratterizzata da<strong> tempo stabile su gran parte del Nord</strong>, con un cielo sereno, soprattutto sui settori centro-orientali. Mentre <strong>sul</strong> <strong>Nord-Ovest e sulla Liguria</strong>, specie a ridosso dei rilievi, potremo avere <strong>velature e nubi medio-alte</strong>, dove non si può del tutto escludere la <strong>possibilità di piovaschi</strong> sui crinali valdostani e piemontesi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-30-c-le-temperature-sull-italia-in-un-fine-settimana-da-piena-ottobrata-1790766179740.jpg" data-image="a3uknicvqhpa"><figcaption>Per domenica, la pressione atmosferica mostrerà una lieve, ma graduale flessione. La copertura nuvolosa tenderà quindi a essere più compatta sul Nord-Ovest, in particolare tra le Alpi piemontesi, la Valle d'Aosta e l'entroterra ligure di ponente, con rischio di deboli piogge da isolate sparse a ridosso dei rilievi. Mentre sulle pianure, in particolare sul Nord-Est, prevarrà un tempo stabile e asciutto. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Sulle<strong> regioni centrali</strong>, il tempo continuerà ad essere<strong> ampiamente soleggiato</strong>, con giusto qualche debole transito di velature o brevi annullamenti stratiformi che disturberanno il sole sulle regioni tirreniche. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791110" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/scontro-fra-giganti-luca-lombroso-spiega-chi-potrebbe-prevalere-tra-ciclone-atlantico-e-blocco-russo-scandinavo.html" title="Meteo, scontro fra giganti: Luca Lombroso spiega chi potrebbe prevalere tra ciclone atlantico e blocco russo scandinavo">Meteo, scontro fra giganti: Luca Lombroso spiega chi potrebbe prevalere tra ciclone atlantico e blocco russo scandinavo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/scontro-fra-giganti-luca-lombroso-spiega-chi-potrebbe-prevalere-tra-ciclone-atlantico-e-blocco-russo-scandinavo.html" title="Meteo, scontro fra giganti: Luca Lombroso spiega chi potrebbe prevalere tra ciclone atlantico e blocco russo scandinavo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scontro-fra-giganti-luca-lombroso-spiega-chi-potrebbe-prevalere-tra-ciclone-atlantico-e-blocco-russo-scandinavo-1790711579068_320.jpeg" alt="Meteo, scontro fra giganti: Luca Lombroso spiega chi potrebbe prevalere tra ciclone atlantico e blocco russo scandinavo"></a></article></aside><p>Al<strong> Sud,</strong> sulle <strong>due isole maggiori</strong>, il tempo continuerà ad essere caratterizzato da <strong>cielo sereno o poco nuvoloso</strong>, salvo un aumento della <strong>nuvolosità a tratti sulla Sardegna occidentale e sul canale di Sicilia. </strong></p><h2>Sabato 3 ottobre: inizia un fine settimana dai connotati ancora tardo-estivi</h2><p>Il mese d'ottobre è iniziato con la più classica delle ottobrate. Anche<strong> il primo fine settimana del mese</strong> avrà<strong> un sapore tardo estivo</strong>. <strong>Sabato, </strong>al <strong>Nord </strong>continuerà a prevalere un tempo stabile e<strong> soleggiato quasi ovunque</strong>, salvo annuvolamenti regolari, ma senza precipitazioni degne di nota sull'estremo Nord-Ovest e a ridosso dell'arco alpino piemontese. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-30-c-le-temperature-sull-italia-in-un-fine-settimana-da-piena-ottobrata-1790766247168.jpg" data-image="g5lhl7wolvh7"><figcaption>La mappa dei venti prevalenti a 500 hpa, a circa 5.500 metri di quota, evidenzia la circolazione stabile che interesserà la penisola italiana. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Al Centro</strong>, la giornata trascorrerà all'insegna del <strong>bel tempo</strong>, con cielo limpido o velato da <strong>innocue nubi alte e sottili </strong>sull'area tirrenica. </p><p><strong>Al Sud </strong>e sulle due<strong> isole maggiori</strong>, le condizioni resteranno improntate al<strong> bel tempo con un clima quasi estivo. </strong></p><h2> Domenica 4 ottobre, caldo anomalo e piogge isolate sulle Alpi Occidentali </h2><p>Per <strong>domenica, </strong>la pressione atmosferica mostrerà una lieve, ma graduale flessione. La <strong>copertura nuvolosa</strong> tenderà quindi a essere più compatta <strong>sul Nord-Ovest</strong>, in particolare tra le Alpi piemontesi, la Valle d'Aosta e l'entroterra ligure di ponente, con <strong>rischio di deboli piogge da isolate sparse a ridosso dei rilievi</strong>. Mentre sulle pianure, in particolare sul <strong>Nord-Est</strong>, prevarrà un<strong> tempo stabile e asciutto. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-30-c-le-temperature-sull-italia-in-un-fine-settimana-da-piena-ottobrata-1790766203335.jpg" data-image="esmsedzb57oz"><figcaption>Nel fine settimana questa struttura anticiclonica si riorganizzerà, distendendosi lungo i paralleli dall'Oceano Atlantico all'Europa Orientale, passando per quella centrale e mediterranea, mantenendo condizioni prevalentemente stabili sulla nostra penisola. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Poche variazioni rispetto ai giorni precedenti, anche sulle <strong>regioni centrali e lungo la dorsale appenninica</strong>, dove il <strong>sole </strong>continuerà a prevalere <strong>quasi indisturbato</strong>. Sulle <strong>regioni meridionali</strong> e sulle due isole maggiori, l'<strong>ampio soleggiamento</strong> continuerà a far percepire un clima praticamente estivo. </p><h2>Anomalia termica ancora positiva, ma in attenuazione</h2><p><strong>Nel corso del fine settimana</strong>, l'anomalia positiva, che ha caratterizzato la fine di settembre, tenderà ad attenuarsi gradualmente.<strong> </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-30-c-le-temperature-sull-italia-in-un-fine-settimana-da-piena-ottobrata-1790766218542.jpg" data-image="itq32ty53nn8"><figcaption>Le temperature massime continueranno ad essere sopra media su gran parte della penisola anche nel prossimo fine settimana, in particolare al Centro-Nord nella giornata di venerdì, con un tempo prevalentemente stabile. Domenica, possibile lieve calo termico a partire dal Nord-Ovest. Mappe ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Al Centro, </strong>nella giornata di <strong>venerdì 2,</strong> si potranno nuovamente toccare punte di <strong>28-30°C, in particolare sulle zone interne di Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna</strong>, quindi fino a <strong>6°C sopra la norma</strong>. </p><p>Anche <strong>al Nord</strong> farà ancora<strong> relativamente caldo</strong>, con massime anche di<strong> 25-27°C</strong> in Pianura Padana e uno <strong>zero termico</strong> che sfiorerà ancora i <strong>4.000 metri sulle Alp</strong><strong>i</strong>. Al <strong>Sud </strong>il "<strong>sopramedia"</strong> non supererà i due i<strong> 2-4°C</strong>, con massime<strong> fino a 28°C</strong>, mentre tra la Sicilia e l'area ionica le temperature resteranno perfettamente in media. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791155" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-e-forti-piogge-situazione-meteo-potenzialmente-esplosiva-in-francia-non-si-esclude-l-allerta-rossa.html" title="Temporali e forti piogge: situazione meteo potenzialmente esplosiva in Francia, non si esclude l'allerta rossa">Temporali e forti piogge: situazione meteo potenzialmente esplosiva in Francia, non si esclude l'allerta rossa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-e-forti-piogge-situazione-meteo-potenzialmente-esplosiva-in-francia-non-si-esclude-l-allerta-rossa.html" title="Temporali e forti piogge: situazione meteo potenzialmente esplosiva in Francia, non si esclude l'allerta rossa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/orages-et-fortes-pluies-une-situation-meteo-potentiellement-explosive-en-france-une-vigilance-rouge-n-est-pas-exclue-1790701425084_320.jpg" alt="Temporali e forti piogge: situazione meteo potenzialmente esplosiva in Francia, non si esclude l'allerta rossa"></a></article></aside><p><strong>Tra sabato e domenica</strong> assisteremo a una generale, seppur lieve flessione delle temperature massime che, sul Nord-Ovest potrà essere anche di 2-3°C, per l'aumento della nuvolosità.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-le-temperature-sull-italia-in-un-fine-settimana-da-piena-ottobrata.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Un aereo "caccia-uragani" della NOAA si è avventurato nell'occhio del devastante uragano Polo, e il video è incredibile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-aereo-caccia-uragani-della-noaa-si-e-avventurato-nell-occhio-del-devastante-uragano-polo-e-il-video-e-incredibile.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:05:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Segui il NOAA Corps mentre l’alfiere Josh Murdock vola direttamente dentro l’occhio dell’uragano Polo. Osserva da vicino le intense strutture nuvolose e le condizioni atmosferiche di questo potente ciclone sull’oceano Pacifico.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbc99ta"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbc99ta.jpg" id="xbc99ta"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>Quando pensiamo a un uragano di categoria 5, immaginiamo venti furiosi, piogge torrenziali e un cielo trasformato nel caos.</strong> Ma, dall’altra parte della parete dell’occhio, la scena cambia improvvisamente. Compare uno squarcio di cielo azzurro, circondato da torri di nubi che si innalzano fin dove si perde la vista. Così appariva l’occhio dell’uragano Polo visto da un aereo cacciatore di uragani della NOAA.</p><div class="texto-destacado">Il 22 settembre, quando un aereo della NOAA ha studiato Polo, il National Hurricane Center (NHC) ha riferito che il ciclone, all’epoca un uragano di categoria 5, presentava venti massimi sostenuti vicini ai 285 chilometri orari e una pressione centrale di 892 ettopascal.</div><p>Intorno a quella zona di calma, locale e momentanea, l’uragano continua a ruotare.<strong> La parete dell’occhio lo avvolge come un anello di temporali, dove si concentrano alcuni dei venti più intensi dell’intero sistema</strong>. E per raggiungere la relativa quiete del centro, gli aerei di ricognizione devono attraversare questa zona di nubi e turbolenza.</p><h2>La calma nel cuore della tempesta</h2><p><strong>L’occhio è la regione centrale di un uragano.</strong> Qui le condizioni possono essere relativamente tranquille e permettere persino di vedere una parte del cielo. Ma questa calma ha un limite molto netto. Intorno si trova la parete dell’occhio che, vista da un aereo, appare come una serie di torri formate da potenti nubi temporalesche che si innalzano verso l’alto.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-avion-cazahuracanes-de-la-noaa-se-adentro-en-el-ojo-del-devastador-huracan-polo-y-el-video-es-soprendente-1790695862751.png" data-image="z789f65z58xl" alt="ciclone tropicale; meteorologia; scienza; parete" title="ciclone tropicale; meteorologia; scienza; parete"><figcaption>Gli uragani molto intensi hanno spesso occhi piccoli e ben definiti, ma le dimensioni dell’occhio, da sole, non indicano la loro intensità.</figcaption></figure><p>Il contrasto aiuta a capire perché l’immagine sia così impressionante. La visuale offerta dalla telecamera mostra una pausa all’interno di un sistema che continua a essere in movimento.</p><h2>Cosa cercavano i cacciatori di uragani in Polo?</h2><p><strong>La missione si è svolta mentre Polo raggiungeva la sua massima intensità sul Pacifico messicano</strong>. I cacciatori di uragani entrano in queste tempeste per misurare ciò che accade sotto le nubi, oltre ciò che può mostrare un’immagine satellitare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790030" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/polo-raggiunge-categoria-5-il-potente-uragano-si-intensifica-con-vento-fino-a-315-km-h-e-tiene-il-messico-in-allerta.html" title="'Polo' raggiunge categoria 5: il potente uragano si intensifica con raffiche a 315 km/h e tiene il Messico in allerta">"Polo" raggiunge categoria 5: il potente uragano si intensifica con raffiche a 315 km/h e tiene il Messico in allerta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/polo-raggiunge-categoria-5-il-potente-uragano-si-intensifica-con-vento-fino-a-315-km-h-e-tiene-il-messico-in-allerta.html" title="'Polo' raggiunge categoria 5: il potente uragano si intensifica con raffiche a 315 km/h e tiene il Messico in allerta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/polo-alcanza-la-categoria-5-el-poderoso-huracan-intensifica-sus-rachas-a-315-km-h-y-mantiene-bajo-alerta-a-mexico-1790088317526_320.jpg" alt="'Polo' raggiunge categoria 5: il potente uragano si intensifica con raffiche a 315 km/h e tiene il Messico in allerta"></a></article></aside><p><strong>I loro strumenti registrano la struttura del ciclone e l’equipaggio lancia sonde che raccolgono dati su vento, pressione, temperatura e umidità durante la discesa</strong>. Queste informazioni aiutano i meteorologi a valutare l’intensità del ciclone e a migliorare le previsioni.</p><h2>Un uragano che cambiava al suo interno</h2><p>Nel caso di Polo, le misurazioni hanno permesso di seguire un cambiamento che non era evidente osservando soltanto la spettacolarità delle immagini.<strong> Nel pomeriggio del 22 settembre, il NHC ha individuato segnali della formazione di una seconda parete intorno alla prima.</strong> Poche ore dopo, ha indicato che Polo si trovava in un ciclo di sostituzione della parete dell’occhio.</p><div class="texto-destacado">Durante il processo di sostituzione, una nuova parete circonda e sostituisce quella originale. L’uragano tende a indebolirsi temporaneamente, anche se in seguito può recuperare intensità.</div><p>Il video di Murdock ci permette di vedere la dimensione di questo paesaggio di nubi dall’interno del ciclone. I dati raccolti durante il volo raccontano l’altra parte della storia. Mentre l’aereo attraversava l’occhio, Polo continuava a riorganizzarsi.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti dell’articolo</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Ufficio%20per%20le%20Operazioni%20Marittime%20e%20dell%27Aviazione%20della%20NOAA" data-year="2026" data-title="Lockheed%20WP-3D%20Orion" data-url="https%3A%2F%2Fwww.omao.noaa.gov%2Faircraft-operations%2Faircraft%2Flockheed-wp-3d-orion">Ufficio per le Operazioni Marittime e dell’Aviazione della NOAA. (2026). <a href="https://www.omao.noaa.gov/aircraft-operations/aircraft/lockheed-wp-3d-orion" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Lockheed WP-3D Orion</a>.</cite><br><cite data-author="National%20Hurricane%20Center" data-year="2026" data-title="Hurricane%20Polo%20Advisory%20Number%20%20%209" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nhc.noaa.gov%2Farchive%2F2026%2Fep17%2Fep172026.public.009.shtml">National Hurricane Center. (2026). <a href="https://www.nhc.noaa.gov/archive/2026/ep17/ep172026.public.009.shtml" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Hurricane Polo Advisory Number 9</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-aereo-caccia-uragani-della-noaa-si-e-avventurato-nell-occhio-del-devastante-uragano-polo-e-il-video-e-incredibile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Lancio di Starship 14: grandi progressi con il primo storico volo orbitale e il rilascio dei nuovi satelliti Starlink V3]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/lancio-di-starship-14-grandi-progressi-con-il-volo-orbitale-e-il-rilascio-dei-satelliti-starlink-v.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Starship 14 compie il suo primo storico test orbitale, rilasciando 26 satelliti Starlink V3 a 275 km di quota. Nonostante qualche problema ai motori e un ammaraggio distruttivo, la missione di SpaceX apre la strada alla futura riutilizzabilità completa.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/lancio-di-starship-14-grandi-progressi-con-il-volo-orbitale-e-il-rilascio-dei-satelliti-starlink-v-1790706929903.jpg" data-image="d67rf1wcdg3b"><figcaption>Il 28 settembre, SpaceX ha effettuato il lancio della Starship 14, la prima a raggiungere l'orbita terrestre, dove ha rilasciato anche 26 nuovi satelliti Starlink V3, da 1 terabit al secondo e pesanti 2 tonnellate l'uno. Credits Immagine: SpaceX</figcaption></figure><p>Il programma spaziale di <strong>SpaceX</strong>, per la costruzione di una <strong>Starship </strong>idonea all'utilizzo trans-lunare, continua senza sosta. Il 28 settembre, alle ore 12:48:59, ora italiana, dalla base <strong>Starbase </strong>in Texas, il gigantesco vettore di <strong>Elon Musk</strong> (l'intero sistema, booster + astronave, è alto 124 metri) è decollato, puntando direttamente a raggiungere <strong>l'orbita terrestre</strong>. </p><p>Infatti, a differenza dei<strong> voli precedenti</strong>, che erano stati <strong>tutti test sub-orbitali</strong>, il 14° volo ha dovuto affrontare una serie di sfide tecniche e difficoltà dell'ultimo minuto, che sono state brillantemente superate grazie alla reattività e flessibilità del team di controllo di SpaceX. </p><h2>Cronaca e sfide tecniche del lancio</h2><p>Fin dall'inizio, la missione ha evidenziato<strong> una serie di problemi</strong>. A 58 secondi dal decollo, il razzo ha raggiunto e superato normalmente il punto di massimo stress aerodinamico, quel momento in cui l'incredibile velocità del razzo deve fare i conti con l'atmosfera ancora densa a quote relativamente basse. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/lancio-di-starship-14-grandi-progressi-con-il-volo-orbitale-e-il-rilascio-dei-satelliti-starlink-v-1790706949858.jpg" data-image="3eqdjdsqqhhy"><figcaption>Il gigantesco vettore di Elon Musk (l'intero sistema, booster + astronave) è alto 124 metri ed è capace di sviluppare una spinta di 8.240 tonnellate, oltre il doppio di quella del Saturn V delle missioni Apollo verso la Luna. Credits immagine: SpaceX</figcaption></figure><p>La velocità ipersonica di <strong>26.000 km/h</strong>, invece, è stata raggiunta appena prima della separazione dei 2 stadi. Tuttavia, il booster<strong> Super Heavy </strong>ha registrato lo <strong>spegnimento prematuro di </strong><strong>uno dei suoi </strong><strong>33 motori Raptor 3</strong>. Questo razzo, con i nuovi motori, ha la capacità di sviluppare una potenza di spinta di <strong>8.240 tonnellate</strong> (oltre il doppio di quella del Saturn V delle missioni Apollo verso la Luna). </p><p>Nonostante ciò,<strong> a 2 minuti e 22 secondi dal decollo</strong>, è avvenuto regolarmente il <strong>distacco dei due stadi</strong>. Lo stadio superiore, ovvero la vera e propria <strong>Starship</strong>, ha avuto anch'esso un problema a uno dei 3 motori <strong>Raptor Vacuum</strong>, quelli che funzionano in assenza di atmosfera. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782290" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-razzo-spacex-si-schianta-sulla-luna-e-il-mondo-intero-guarda-verso-il-satellite-alla-ricerca-del-cratere.html" title="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere">Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-razzo-spacex-si-schianta-sulla-luna-e-il-mondo-intero-guarda-verso-il-satellite-alla-ricerca-del-cratere.html" title="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cohete-de-spacex-choca-contra-la-luna-y-todo-el-mundo-voltea-sus-ojos-hacia-el-satelite-en-busca-del-crater-1785979007476_320.jpg" alt="Il razzo SpaceX si schianta sulla Luna e il mondo intero guarda verso il satellite alla ricerca del cratere"></a></article></aside><p>Tuttavia, dopo una rapida e attenta valutazione dei margini di sicurezza, il team di SpaceX ha comunque dato il via per procedere con l'<strong>inserimento della Starship in orbita. </strong>L'inconveniente è stato superato<strong> utilizzando maggiormente anche i Raptor tradizionali,</strong> che sono ottimizzati per funzionare a livello del mare, ma funzionano comunque anche in assenza di atmosfera. </p><h2>Durata e fasi della missione orbitale</h2><p>Queste <strong>anomalie ai motori</strong> <strong>hanno condizionato il volo</strong>, producendo una radicale variazione di programma per la missione, <strong>accorciandone drasticamente la durata</strong>, che inizialmente prevedeva 10 ore di permanenza nello spazio. Perciò, la missione è <strong>durata</strong> complessivamente<strong> 3 ore e 8 minuti dal decollo all'atterraggio</strong>. </p><div class="texto-destacado">Tuttavia, il <strong>successo </strong>di questa missione è <strong>indiscutibile</strong>. Infatti, il sistema è stato costruito con <strong>una ridondanza di apparati </strong>tale da permetterne <strong>la gestione senza particolari problemi</strong>, anche in caso di <strong>défaillance</strong> di alcune parti. </div><p>L'<strong>accensione dei motori di inserimento orbitale</strong> è avvenuta a 25 minuti e 17 secondi dal lancio ed è durata circa<strong> 20 secondi</strong>, imprimendo l'accelerazione necessaria per portare la navetta alla<strong> velocità orbitale </strong>di circa <strong>28.000 km/h </strong>alla <strong>quota di circa 275 km</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="754909" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/elon-musk-vuole-lanciare-un-milione-di-satelliti-nello-spazio-per-alimentare-i-data-center-dell-intelligenza-artificiale.html" title="Elon Musk vuole lanciare un milione di satelliti nello spazio per alimentare i data center dell'intelligenza artificiale">Elon Musk vuole lanciare un milione di satelliti nello spazio per alimentare i data center dell'intelligenza artificiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/elon-musk-vuole-lanciare-un-milione-di-satelliti-nello-spazio-per-alimentare-i-data-center-dell-intelligenza-artificiale.html" title="Elon Musk vuole lanciare un milione di satelliti nello spazio per alimentare i data center dell'intelligenza artificiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/elon-musk-wants-to-put-a-million-satellites-in-space-to-power-ai-data-centers-1771314092469_320.jpg" alt="Elon Musk vuole lanciare un milione di satelliti nello spazio per alimentare i data center dell'intelligenza artificiale"></a></article></aside><p>Volo orbitale ridotto, che ha consentito <strong>meno di un'orbita completa</strong>, ma che è stato sufficiente a rilasciare <strong>26 nuovi satelliti Starlink V3, da 1 terabit al secondo e pesanti 2 tonnellate l'uno </strong><strong>(operazione avvenuta in circa 30 minuti).</strong> Alcune <strong>telecamere installate sui satelliti </strong>hanno permesso di visionare lo stato dello scudo termico della Starship.</p><h2>Rientro con ammaraggio verticale</h2><p>La <strong>manovra di frenata e di rientro della navetta</strong> è stata anticipata ad appena 2 ore e 12 minuti all'inizio del volo. Dopo altri 56 minuti, la manovra si è conclusa con il classico <strong>passaggio dalla posizione orizzontale alla posizione verticale, </strong>pochi secondi prima di un "<strong>ammaraggio morbido</strong>", con conseguente disintegrazione programmata. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782715" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-ultime-esternazioni-di-elon-musk-dall-agi-alla-conseguente-crisi-occupazionale-in-un-economia-di-ricchezza-diffusa.html" title="Le ultime esternazioni di Elon Musk: dall'AGI alla conseguente crisi occupazionale, in un'economia di ricchezza diffusa">Le ultime esternazioni di Elon Musk: dall'AGI alla conseguente crisi occupazionale, in un'economia di ricchezza diffusa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-ultime-esternazioni-di-elon-musk-dall-agi-alla-conseguente-crisi-occupazionale-in-un-economia-di-ricchezza-diffusa.html" title="Le ultime esternazioni di Elon Musk: dall'AGI alla conseguente crisi occupazionale, in un'economia di ricchezza diffusa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-ultime-esternazioni-di-elon-musk-dall-agi-alla-conseguente-crisi-occupazionale-in-un-economia-di-ricchezza-diffusa-1786218695900_320.jpg" alt="Le ultime esternazioni di Elon Musk: dall'AGI alla conseguente crisi occupazionale, in un'economia di ricchezza diffusa"></a></article></aside><p>Secondo i commenti ufficiali di <strong>Elon Musk</strong>, la missione avrebbe confermato la <strong>capacità del sistema Starship di raggiungere l'orbita terrestre e di trasportare carichi operativi reali.</strong> Sebbene l'azienda sia ancora lontana dal tentare il recupero meccanico "al volo" sulla torre di lancio per lo stadio superiore, preferendo la fase di test con ammaraggio controllato e perdita dell'astronave, la raccolta dati è stata imponente, e fornirà informazioni indispensabile per l'analisi e la correzione dei <strong>problemi ancora irrisolti</strong>. </p><p>Tuttavia, SpaceX sta imprimendo<strong> un'ulteriore accelerazione </strong>allo sviluppo di nuove navette, con un ritmo di sviluppo ancora più serrato per realizzare nuovi <strong>test </strong><strong>già nelle prossime settimane</strong>. Oggi, l'obiettivo si vedere operativa <strong>una Starship funzionante e riutilizzabile</strong>, in entrambi gli stadi (Sistema Starship), <strong>appare meno lontano</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/lancio-di-starship-14-grandi-progressi-con-il-volo-orbitale-e-il-rilascio-dei-satelliti-starlink-v.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tempeste 2026-2027 in Italia: Agneta, Biagio e Dante, ecco tutti i nomi scelti per la nuova stagione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tempeste-2026-2027-in-italia-agneta-biagio-e-dante-ecco-tutti-i-nomi-scelti-per-la-nuova-stagione.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 09:33:55 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Agneta sarà la prima tempesta della stagione autunnale 2026, seguita da Biagio, Cloe e Dante. Ecco quali sono i nomi assegnati alle grandi perturbazioni che investiranno l'Italia nei prossimi mesi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/tempeste-2026-2027-in-italia-da-alice-a-nombre-ecco-tutti-i-nomi-scelti-per-la-nuova-stagione-1790760545572.jpeg" data-image="t0571dg23xfb"><figcaption>Le grandi perturbazioni che colpiranno l'Italia in autunno, inverno e primavera, hanno un nome.</figcaption></figure><p>In questi giorni l'Italia <strong>è interessata da una situazione di generale stabilità meteo, con belle giornate e temperature sopra la media</strong>. Il periodo autunnale è però già iniziato, e con l'arrivo di ottobre si fa sempre più probabile l'arrivo sul nostro paese di ondate di maltempo autunnale importanti. Sono proprio i mesi autunnali a concentrare in Italia i fenomeni più estremi. </p><p>In Italia le ondate di maltempo più intense, causate da perturbazioni particolarmente significative, <strong>vengono nominate ufficialmente dal 2021</strong>. Già da prima alcuni siti di previsioni meteo privati avevano iniziato a dare nomi alle ondate di maltempo (e anche a quelle di calore), ma <strong>solo dal 28 settembre 2021 sono iniziate le denominazioni valide ufficialmente.</strong></p><p>In Italia è <strong>il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare che nomina le tempeste più intense che colpiscono l’Italia</strong>, in coordinamento con i paesi del “Gruppo del Mediterraneo centrale”, formato da ARSO METEO (Slovenia), DHMZ (Croazia), YXMP (Macedonia del Nord), l’Ufficio Meteo dell’Aeroporto Internazionale di Malta e l’IHMS (Montenegro).</p><p>In altre aree d'Europa si stabiliscono nomi diversi. Ad esempio, la Spagna stabilisce i nomi ufficiali delle grandi perturbazioni insieme a Francia, Portogallo, Belgio e Lussemburgo.</p><h2>Perché dare un nome alle tempeste?</h2><p> <strong>Dare un nome alle tempeste ha avuto un riscontro molto favorevole</strong> da parte dei media e dell’opinione pubblica in Europa. </p><p>Secondo quanto riporta l'Aeronautica Militare sul suo sito, è stato dimostrato che dare una denominazione univoca e ufficiale delle tempeste rende più facile una <strong>comunicazione di massa più efficace nel caso di episodi di meteo estremo.</strong></p><p>Dare un nome alle ondate di maltempo aumenterebbe la consapevolezza della popolazione e faciliterebbe l'allertamento, quindi la comunicazione al pubblico di una situazione di allerta, di pericolo. </p><div class="texto-destacado"><strong> Cosa si intende per tempesta. </strong><br>L'Aeronautica Militare italiana parla anche di "perturbazione ciclonica intensa<strong>": sono</strong> eventi meteorologici estremi, caratterizzati da un’area di pressione molto bassa (depressione), tanto più intensi quanto più basso sarà il minimo di pressione". </div><p>Questo si è visto anche nel caso dei cicloni tropicali negli USA, che infatti vengono denominati da decenni.<strong><strong> </strong> </strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790848" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre.html" title="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate">Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre.html" title="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre-1790606411884_320.png" alt="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate"></a></article></aside><p><strong>Nel 2015 EUMETNET (Network of European Meteorological Services), organizzazione intergovernativa europea</strong>, ha istituito il progetto “Storm naming”, che ha come obiettivo proprio la denominazione delle tempeste più intense. Per dare un nome univoco l'Europa è stata suddivisa in diversi gruppi di nazioni. L’Italia fa parte del gruppo del Mediterraneo centrale, insieme a Slovenia, Croazia, Macedonia del Nord, Montenegro e Malta.</p><p><strong>I nomi vengono dati soltanto alle "tempeste", cioè a <strong>perturbazioni cicloniche intense.</strong></strong></p><h2>I nomi della stagione 2026-2027</h2><p>Ma allora, quali saranno i nomi assegnati alle tempeste del periodo settembre 2026 - agosto 2027? Per scoprirlo si può visitare la pagina dell'AM dedicata allo Storm Naming. <strong>Possiamo però già svelare che la prima tempesta sarà denominata Agneta, la seconda Biagio, la terza Cloe e la quarta Dante.</strong></p><h3><strong>Tutti i nomi</strong></h3><ul><li>Agneta</li><li>Biagio</li><li>Cloe</li><li>Dante</li><li>Eugenia</li><li>Folco</li><li>Gabriella</li><li>Italo</li><li>Lucilla</li><li>Manlio</li><li>Noemi</li><li>Orazio</li><li>Priscilla</li><li>Rolando</li><li>Samira</li><li>Tarciso</li><li>Ursula</li><li>Virgilio</li><li>Zeudi</li></ul><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tempeste-2026-2027-in-italia-da-alice-a-nombre-ecco-tutti-i-nomi-scelti-per-la-nuova-stagione-1790760208113.jpg" data-image="iw4r47v53ld2" alt="nomi tempeste 2026 2027 Italia" title="nomi tempeste 2026 2027 Italia"><figcaption>I nomi delle tempeste 2026-2027 in Italia.</figcaption></figure><p>L'iniziativa è nata nel 2015 quando EUMETNET (Network of European Meteorological Services), organizzazione intergovernativa europea il cui obiettivo è garantire e facilitare la cooperazione tra i Servizi meteorologici e idrologici nazionali d'Europa, ha istituito il progetto “Storm naming”, per denominare le tempeste più intense come già avviene negli Stati Uniti d’America per gli uragani. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Aeronautica%20Militare" data-year="2026" data-title="Denominazione%20delle%20tempeste%202026-2027" data-url="https%3A%2F%2Fwww.meteoam.it%2Fit%2Fstorm-naming">Aeronautica Militare. (2026). <a href="https://www.meteoam.it/it/storm-naming" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Denominazione delle tempeste 2026-2027</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/tempeste-2026-2027-in-italia-agneta-biagio-e-dante-ecco-tutti-i-nomi-scelti-per-la-nuova-stagione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Arnold Schwarzenegger ha donato 16 ettari di terreni di grande pregio in California, aiutando a salvare un ecosistema]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/arnold-schwarzenegger-ha-donato-16-ettari-di-terreni-di-grande-pregio-in-california-aiutando-a-salvare-un-ecosistema.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:56:48 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L'attore, insieme a Betty Weider, ha donato una preziosa proprietà privata rivelatasi fondamentale per il completamento di uno storico corridoio naturale nei pressi di Los Angeles.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/arnold-schwarzenegger-dono-16-hectareas-de-su-privilegiado-campo-en-california-y-contribuyo-a-salvar-un-ecosistema-unico-1790127064050.jpg" data-image="w74ium2j81vp" alt="Arnold Schwarzenegger" title="Arnold Schwarzenegger"><figcaption>Arnold Schwarzenegger in una scena di *Terminator - Destino oscuro* (2019), in cui è tornato a interpretare il ruolo del T-800, uno dei personaggi più iconici della sua carriera.</figcaption></figure><p>A prima vista erano appena 16 ettari all'interno di un vasto paesaggio fatto di montagne, canyon e vegetazione selvaggia. Ma la loro posizione li rendeva difficili da sostituire: <strong>senza quel terreno, un progetto di conservazione perseguito dalla California per decenni aveva ancora un tassello mancante.</strong></p><p>La proprietà si trovava nello <strong>Zuma Canyon, all'interno delle Santa Monica Mountains</strong>, ed era di proprietà congiunta di Arnold Schwarzenegger e dell'imprenditrice del fitness Betty Weider. Entrambi hanno deciso di donarla, evitando che quei terreni, valutati più di 500.000 dollari e potenzialmente destinabili allo sviluppo immobiliare, cambiassero definitivamente destinazione.</p><h2>Perché quei terreni erano così importanti</h2><p>Il terreno aveva un'estensione di circa <strong>40 acri, equivalenti a poco più di 16 ettari</strong>, e si trovava in un punto strategico del Backbone Trail. Si tratta di un sentiero continuo lungo circa <strong>108 chilometri che attraversa le Santa Monica Mountains</strong>, tra il Will Rogers State Historic Park e il Point Mugu State Park.</p><div class="texto-destacado">Ma non è soltanto un percorso per escursionisti, ciclisti o cavalieri. Il suo tracciato attraversa canyon, chaparral, boschi di querce e aree selvagge che sopravvivono a poca distanza da una delle maggiori concentrazioni urbane degli Stati Uniti.</div><p>Completare questo percorso ha richiesto più di quattro decenni, perché il territorio era suddiviso tra parchi, terreni pubblici e numerose proprietà private. Per garantire la continuità del tracciato è stato necessario acquisire <strong>più di 180 appezzamenti, valutati complessivamente oltre 100 milioni di dollari</strong>, secondo il National Park Service degli Stati Uniti (NPS).</p><p>La proprietà di Schwarzenegger e Weider è stata particolarmente significativa: l'NPS l'ha definita <strong>la più grande donazione privata individuale realizzata per completare il Backbone Trail</strong>. Il percorso è stato infine completato nel 2016.</p><h3>Un ecosistema circondato da strade e aree urbanizzate</h3><p>Le Santa Monica Mountains formano una sorta di isola naturale accanto a Los Angeles, dove <strong>l'espansione urbana è avanzata su ambienti che conservano ancora una notevole diversità di fauna e vegetazione.</strong> In questo contesto, mantenere collegati gli spazi naturali è importante quanto preservare ogni singolo appezzamento.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arnold-schwarzenegger-dono-16-hectareas-de-su-privilegiado-campo-en-california-y-contribuyo-a-salvar-un-ecosistema-unico-1790127173110.jpg" data-image="lf6j0tz4901v" alt="Zuma Canyon" title="Zuma Canyon"><figcaption>Zuma Canyon fa parte di un corridoio naturale fondamentale per collegare le aree protette e favorire gli spostamenti della fauna selvatica.</figcaption></figure><p>Un'autostrada, un'area residenziale o anche poche costruzioni possono frammentare il territorio e modificare non soltanto il paesaggio, ma anche gli spostamenti degli animali. Proprio per questo <strong>la proprietà di Zuma Canyon era considerata prioritaria dalle autorità: poteva essere interessata dallo sviluppo urbanistico e occupava un settore sensibile all'interno del corridoio naturale.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782964" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-danni-ambietali-e-la-salute-mentale-dei-giovani-un-legame-spesso-ignorato.html" title="I danni ambientali e la salute mentale dei giovani: un legame troppo spesso ignorato">I danni ambientali e la salute mentale dei giovani: un legame troppo spesso ignorato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-danni-ambietali-e-la-salute-mentale-dei-giovani-un-legame-spesso-ignorato.html" title="I danni ambientali e la salute mentale dei giovani: un legame troppo spesso ignorato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-danni-ambietali-e-la-salute-mentale-dei-giovani-un-legame-spesso-ignorato-1786382881347_320.jpg" alt="I danni ambientali e la salute mentale dei giovani: un legame troppo spesso ignorato"></a></article></aside><p>La donazione ha assunto così una dimensione diversa. <strong>Non erano soltanto 16 ettari che cessavano di essere privati, ma un anello che contribuiva a mantenere unito un corridoio naturale molto più ampio.</strong></p><h2>Il rapporto di Schwarzenegger con l'ambiente non è iniziato lì</h2><p>Il gesto non è isolato nemmeno nel percorso del protagonista di <em>Terminator</em>. Durante il suo mandato come governatore della California, tra il 2003 e il 2011, <strong>Schwarzenegger fece delle politiche climatiche uno dei temi della sua amministrazione</strong>, anche se le misure furono il risultato di processi legislativi e istituzionali più ampi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arnold-schwarzenegger-dono-16-hectareas-de-su-privilegiado-campo-en-california-y-contribuyo-a-salvar-un-ecosistema-unico-1790127266927.jpg" data-image="kdj9gwjy2zpc" alt="Santa Monica Mountains" title="Santa Monica Mountains"><figcaption>Il paesaggio delle Santa Monica Mountains combina pendii aridi, vegetazione mediterranea e valli che scendono verso la costa del Pacifico.</figcaption></figure><p>Nel 2006 firmò la <strong>California Global Warming Solutions Act, nota come AB 32</strong>, che impose allo Stato di ridurre le emissioni di gas serra fino a raggiungere nel 2020 i livelli registrati nel 1990. Il California Air Resources Board considera quella legge un passaggio decisivo nella politica climatica dello Stato.</p><p>Il suo impegno ambientale è proseguito anche dopo la fine del mandato da governatore. Attraverso la <strong>Schwarzenegger Climate Initiative</strong> ha promosso campagne e l'Austrian World Summit, evento che nel giugno 2026 ha celebrato la sua decima edizione con un forte messaggio orientato alla riduzione dell'inquinamento e all'accelerazione dell'utilizzo delle energie rinnovabili.</p><h2>Quando 16 ettari possono cambiare molto più di un paesaggio</h2><p>La storia di Zuma Canyon presenta un elemento particolare che spiega il vero valore di quella decisione. Nella conservazione ambientale, la quantità di territorio non è sempre determinante quanto la sua posizione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790730" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio.html" title="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa">Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio.html" title="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio-1790538173955_320.jpg" alt="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa"></a></article></aside><p>Gli ettari condivisi da Schwarzenegger e Weider si trovavano esattamente nel punto in cui erano necessari. <strong>La loro acquisizione ha permesso di completare un percorso di quasi 108 chilometri e di garantire che quel frammento del paesaggio rimanesse protetto</strong>, invece di essere esposto a una futura urbanizzazione.</p><p>Dopo decenni trascorsi ad acquistare terreni, negoziare appezzamenti e collegare aree pubbliche, al Backbone Trail mancavano ormai pochissimi tasselli. Uno di questi era nelle mani di una delle figure più riconoscibili di Hollywood.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/arnold-schwarzenegger-ha-donato-16-ettari-di-terreni-di-grande-pregio-in-california-aiutando-a-salvare-un-ecosistema.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Gli orsi polari della Groenlandia e la vita senza ghiaccio marino: anni di studi svelano un adattamento eccezionale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-orsi-polari-della-groenlandia-e-la-vita-senza-ghiaccio-marino-anni-di-studi-svelano-un-adattamento-eccezionale.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:09:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Nel sud-est della Groenlandia, dati rilevati sul campo svelano una popolazione isolata di orsi polari capace di sopravvivere senza ghiaccio marino. Nonostante l'adattamento, gli scienziati deducono che questa strategia fisiologica limite, non sembrerebbe molto proficua.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-orsi-polari-della-groenlandia-e-la-vita-senza-ghiaccio-marino-anni-di-studi-svelano-un-adattamento-eccezionale-1790622404316.jpg" data-image="k1eq2he6u9bl"><figcaption>Alcuni anni fa è stata scoperta, monitorata e censita una popolazione di orsi polari particolarmente meridionale in Groenlandia. Mentre gli orsi delle altre zone dell'Artico sono costretti a lunghi digiuni estivi e a lunghe migrazioni quando il ghiaccio fonde, questa specifica popolazione si è adattata a cacciare sfruttando il ghiaccio d'acqua dolce che si stacca costantemente dai fronti dei ghiacciai.</figcaption></figure><p>Nel 2022, la notizia di una pubblicazione rivoluzionaria sugli orsi polari groenlandesi fece scalpore. Sulla rivista Science,<strong> nel giugno 2022</strong>, infatti, venne pubblicato uno studio guidato dalla dottoressa Christine Leiter, nel quale venivano sintetizzati anni di indagini preliminari basate sulle conoscenze dei cacciatori di sussistenza Inuit.</p><p>L'esistenza di <strong>orsi polari su una parte della Groenlandia sud-orientale</strong>, quindi <strong>lontani dal ghiaccio marino</strong>, avviò una serie di studi, svelando poi l'adattamento eccezionale di questi mammiferi.</p><p>Le ricerche, tuttavia, non si sono fermate. <strong>Tra il 2024 e la fine del 2025</strong>, altre indagini sul campo e analisi successive in laboratorio <strong>hanno approfondito i meccanismi di isolamento e l'attività genetica di questi animali</strong>, portando a ulteriori nuove scoperte. </p><h2> Un decennio di ricerche: dal 2022 fino agli ultimi studi </h2><p>Il percorso scientifico, che ha portato a comprendere questa particolare comunità di orsi polari del sud-est della Groenlandia, è giunto alla ribalta internazionale con la pubblicazione del giugno 2022, ma lo studio è, poi, proseguito anche negli anni successivi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-orsi-polari-della-groenlandia-e-la-vita-senza-ghiaccio-marino-anni-di-studi-svelano-un-adattamento-eccezionale-1790626236605.jpg" data-image="i9fokddsp0bn"><figcaption>Queste poche centinaia di orsi (verosimilmente tra i 200 e i 400) rappresentano quindi una minoranza, rispetto ai circa 2.270 individui della Groenlandia orientale, ai circa 7.000 dell'intera isola, e hai 26.000-30.000 esemplari a livello mondiale.</figcaption></figure><p><strong>A differenza delle altre 19 popolazioni artiche</strong> conosciute, che necessitano del ghiaccio marino per gran parte dell'anno per cacciare le foche e accumulare riserve di grasso,<strong> questo gruppo mostra abitudini uniche</strong>. </p><div class="texto-destacado">I dati misurati e i rilevamenti ambientali hanno confermato che <strong>nel sud-est groenlandese il ghiaccio marino è assente per almeno 8 mesi</strong>. </div><p>Mentre gli orsi delle altre zone dell'Artico sono costretti a estivi digiuni e a lunghe migrazioni quando il ghiaccio fonde, questa specifica popolazione <strong>si è adattata a cacciare sfruttando il ghiaccio d'acqua dolce</strong> che si stacca costantemente dai fronti dei ghiacciai. </p><h2>Isolamento geografico e genetico estremo</h2><p>Analisi sui campioni genetici hanno dimostrato in modo oggettivo che <strong>questa popolazione</strong><strong> è la più isolata al mondo</strong>, separata dalle altre comunità <strong>da centinaia di anni. </strong>I tracciamenti sanitari rivelano <strong>un'ulteriore differenza</strong>: contrariamente a quanto dimostrato dalle abitudini dei loro simili, <strong>questi esemplari sono stanziali</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789873" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-nuova-mappa-interattiva-indica-gli-anni-di-vita-rimanenti-per-i-ghiacciai-di-tutto-il-mondo-e-dei-pirenei.html" title="Una nuova mappa interattiva indica gli anni di vita rimanenti per i ghiacciai di tutto il mondo e dei Pirenei">Una nuova mappa interattiva indica gli anni di vita rimanenti per i ghiacciai di tutto il mondo e dei Pirenei</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-nuova-mappa-interattiva-indica-gli-anni-di-vita-rimanenti-per-i-ghiacciai-di-tutto-il-mondo-e-dei-pirenei.html" title="Una nuova mappa interattiva indica gli anni di vita rimanenti per i ghiacciai di tutto il mondo e dei Pirenei"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-nuevo-mapa-interactivo-senala-los-anos-de-vida-que-le-quedan-a-los-glaciares-del-mundo-y-de-los-pirineos-1789733267717_320.jpeg" alt="Una nuova mappa interattiva indica gli anni di vita rimanenti per i ghiacciai di tutto il mondo e dei Pirenei"></a></article></aside><p> A differenza degli orsi artici tradizionali, che <strong>percorrono migliaia di chilometri all'anno camminando sulle vaste estensioni di ghiaccio marino</strong>, questa comunità groenlandese risulta estremamente stanziale. I tracciamenti satellitari (dati fisicamente misurati) confermano che quando questi esemplari vengono accidentalmente trascinati verso sud dalle rapide correnti oceaniche, <strong>abbandonano il ghiaccio alla deriva e camminano sulla costa o sui ghiacciai interni per oltre 160 chilometri</strong>, pur di tornare ai propri fiordi di origine.</p><h2>Riconoscimenti istituzionali e risposte genomiche</h2><p>Sulla base di questi dati, tra il 2023 e il 2025, il governo groenlandese e l'IUCN (International Union for Conservation of Nature) hanno formalmente riconosciuto e iniziato a tutelare questo gruppo come <strong>la ventesima sottopopolazione mondiale.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/gli-orsi-polari-della-groenlandia-e-la-vita-senza-ghiaccio-marino-anni-di-studi-svelano-un-adattamento-eccezionale-1790622586305.jpg" data-image="yby3gohdryop"><figcaption>A differenza degli orsi artici tradizionali, che percorrono migliaia di chilometri all'anno camminando sulle vaste estensioni di ghiaccio marino, questa comunità groenlandese risulta estremamente stanziale. quando questi esemplari vengono accidentalmente trascinati verso sud dalle rapide correnti oceaniche, abbandonano il ghiaccio alla deriva e camminano sulla costa o sui ghiacciai interni per oltre 160 chilometri, pur di tornare ai propri fiordi di origine.</figcaption></figure><p>Ulteriori e più recenti analisi di laboratorio sul DNA hanno mostrato variazioni nell'espressione dei geni legati al metabolismo rispetto alle popolazioni più settentrionali. </p><p>Da questi dati si è evidenziata <strong>una mutazione rapida in grado di permettere a questi orsi di adattarsi a un clima più caldo</strong>, anche se la garanzia di una sopravvivenza a lungo termine resta un'ipotesi dedotta e non una certezza. </p><h2> Sopravvivenza, ma non prosperità: le conclusioni scientifiche </h2><p>I dati biometrici di questi plantigradi, misurati direttamente sul campo, hanno dimostrato che gli orsi del sud-est avrebbero <strong>dimensioni decisamente inferiori rispetto alle altre popolazioni.</strong> </p><div class="texto-destacado">Inoltre, sembrerebbero <strong>riprodursi molto più lentamente.</strong> Questo, secondo gli scienziati, dimostrerebbe che questi esemplari stanno vivendo <strong>ai limiti delle loro possibilità fisiologiche</strong>. </div><p>Queste <strong>poche centinaia di orsi</strong> (verosimilmente tra i 200 e i 400) rappresentano quindi una minoranza, rispetto ai circa 2.270 individui della Groenlandia orientale, ai circa 7.000 dell'intera isola, e hai <strong>26.000-30.000 esemplari a livello mondiale</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706796" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-analizzano-un-raro-temporale-il-piu-vicino-al-polo-nord-e-un-segno-del-riscaldamento-dell-artico.html" title="Gli scienziati analizzano uno strano temporale avvenuto vicino al Polo Nord: è un segno del riscaldamento dell'Artico?">Gli scienziati analizzano uno strano temporale avvenuto vicino al Polo Nord: è un segno del riscaldamento dell'Artico?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-scienziati-analizzano-un-raro-temporale-il-piu-vicino-al-polo-nord-e-un-segno-del-riscaldamento-dell-artico.html" title="Gli scienziati analizzano uno strano temporale avvenuto vicino al Polo Nord: è un segno del riscaldamento dell'Artico?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/rara-tormenta-electrica-polo-norte-1744861673916_320.jpg" alt="Gli scienziati analizzano uno strano temporale avvenuto vicino al Polo Nord: è un segno del riscaldamento dell'Artico?"></a></article></aside><p>Attualmente, questo adattamento <strong>non suggerisce un "successo evolutivo",</strong> quanto una sorta di tentativo, al momento apparentemente effimero. Tuttavia, ad onor del vero va detto che, pur essendo <strong>una specie a rischio</strong>, soprattutto per<strong> la rapida trasformazione dell'habitat naturale in cui vivono</strong>, <strong>la popolazione di orsi</strong> polari a livello globale <strong>sarebbe in aumento</strong>. </p><p>Infatti, <strong>dopo l'Accordo Internazionale sulla Conservazione degli Orsi Polari,</strong> che dal 1973 ne ha<strong> vietato la caccia commerciale e non regolamentata</strong>, la popolazione totale sarebbe passata <strong>dai 5.000-10.000 degli anni '60-'70</strong>, ad una popolazione totale che, secondo le ultime stime, consisterebbe in un numero superiore<strong> ai 26.000 esemplari</strong>. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Anthony%20M.%20Pagano" data-year="2024" data-title="Polar%20bear%20energetic%20and%20behavioral%20strategies%20on%20land%20with%20implications%20for%20surviving%20the%20ice-free%20period" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41467-023-44682-1%3F">Anthony M. Pagano. (2024). <a href="https://www.nature.com/articles/s41467-023-44682-1?" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Polar bear energetic and behavioral strategies on land with implications for surviving the ice-free period</a>.</cite></p></section><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Kristin%20L.%20Laidre" data-year="2022" data-title="Glacial%20ice%20supports%20a%20distinct%20and%20undocumented%20polar%20bear%20subpopulation%20persisting%20in%20late%2021st-century%20sea-ice%20conditions" data-url="https%3A%2F%2Fpgl.soe.ucsc.edu%2Flaidre22.pdf">Kristin L. Laidre. (2022). <a href="https://pgl.soe.ucsc.edu/laidre22.pdf" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Glacial ice supports a distinct and undocumented polar bear subpopulation persisting in late 21st-century sea-ice conditions</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-orsi-polari-della-groenlandia-e-la-vita-senza-ghiaccio-marino-anni-di-studi-svelano-un-adattamento-eccezionale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La vera storia di James Stagg, il meteorologo che convinse Eisenhower a rimandare lo sbarco in Normandia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-vera-storia-di-james-stagg-il-meteorologo-che-convinse-eisenhower-a-rimandare-lo-sbarco-in-normandia.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 06:14:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il film *Winning Time* ripercorre la storia del meteorologo che dovette affrontare le pressioni di Eisenhower nelle ore precedenti il D-Day. Le sue previsioni per l'Atlantico finirono per determinare una decisione storica per le forze alleate.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-historia-real-de-james-stagg-el-meteorologo-que-convencio-a-eisenhower-de-retrasar-el-dia-d-1790014485304.jpg" data-image="7oh48xi1hqz4"><figcaption>Truppe statunitensi sbarcano tra i marosi su Omaha Beach, il 6 giugno 1944. Chief Photographer's Mate (CPHoM) Robert F. Sargent. Pubblico dominio.</figcaption></figure><p>Il 4 giugno 1944, mentre migliaia di soldati attendevano di imbarcarsi verso la Normandia occupata, <strong>un meteorologo dovette convincere Eisenhower a rinviare l’operazione</strong>. Le sue previsioni su una tempesta cambiarono il calendario del D-Day e, probabilmente, anche il suo esito nella Seconda guerra mondiale.</p><p>Come è stato ora portato all’attenzione del grande pubblico con l’uscita mondiale del film “Pressure”, <strong>il D-Day era inizialmente previsto per il 5 giugno 1944</strong>. Era tutto pronto per avviare l’<strong>Operazione Overlord</strong>, la gigantesca offensiva alleata destinata ad aprire un fronte nell’Europa occidentale contro la Germania nazista.</p><p>C’erano <strong>migliaia di soldati concentrati nel sud dell’Inghilterra</strong>, centinaia di navi in attesa di attraversare la Manica e migliaia di aerei pronti a partecipare all’operazione. Ma <strong>c’era qualcosa che nessun piano militare poteva controllare: il tempo atmosferico.</strong></p><h2>Un’invasione che aveva bisogno del meteo dalla sua parte</h2><p>In quel momento, la persona incaricata di interpretare i segnali dell’atmosfera per i massimi responsabili alleati era lo scozzese <strong>James Martin Stagg</strong>, <strong>membro del Met Office britannico</strong> e Capo meteorologo del Quartier generale supremo della Forza di spedizione alleata (SHAEF) nell’Europa nord-occidentale, il cui <strong>comandante era il presidente degli Stati Uniti Dwight D. Eisenhower</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-historia-real-de-james-stagg-el-meteorologo-que-convencio-a-eisenhower-de-retrasar-el-dia-d-1790018044816.png" data-image="2ntcg1mo0wmw"><figcaption>James Martin Stagg, membro del Met Office e Capo meteorologo dello SHAEF durante quello che è passato alla storia come D-Day.</figcaption></figure><p>La sua missione consisteva nel <strong>coordinare le previsioni elaborate dai team britannici, statunitensi e della Royal Navy</strong> e fornire a Eisenhower le informazioni necessarie per decidere quando attaccare.</p><p>Le condizioni meteorologiche richieste per lo sbarco erano estremamente precise. Gli Alleati avevano bisogno di <strong>una combinazione di luna piena, bassa marea, scarsa nuvolosità, venti deboli e mare relativamente calmo</strong>. La luna avrebbe facilitato le operazioni aeree notturne, mentre la bassa marea avrebbe permesso di individuare gli ostacoli e le mine installati dai tedeschi sulle spiagge.</p><p>Il problema era che all’inizio di giugno del 1944 l’Atlantico era particolarmente instabile. <strong>Diverse perturbazioni e sistemi frontali avanzavano verso l’Europa</strong>, rendendo le previsioni molto più complicate del normale.</p><h2>Una decisione storica</h2><p>Il 3 giugno arrivarono nuove osservazioni meteorologiche che avvertirono gli specialisti dell’avvicinarsi di una tempesta. Il giorno successivo, le previsioni indicavano <strong>venti forti, nuvolosità bassa e condizioni incompatibili con gran parte delle operazioni previste</strong>. Stagg dovette quindi comunicare una notizia che nessun comandante voleva sentire: il 5 giugno non offriva una finestra meteorologica adeguata.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-historia-real-de-james-stagg-el-meteorologo-que-convencio-a-eisenhower-de-retrasar-el-dia-d-1790017516924.jpg" data-image="xiv6e2t055zs"><figcaption>Resti di un bunker della Seconda guerra mondiale sulla spiaggia di Utah, in Normandia, Francia.</figcaption></figure><p>La decisione non era semplice. Rinviare lo sbarco significava modificare un gigantesco dispositivo militare e aumentare <strong>il rischio che i tedeschi scoprissero che l’operazione era imminente</strong>. Inoltre, le date possibili erano limitate dalla combinazione delle maree e delle fasi lunari.</p><div class="texto-destacado">Tuttavia, <strong>Eisenhower decise di rinviarla di 24 ore</strong>. Lo sbarco sarebbe quindi passato dal 5 al 6 giugno 1944.</div><p>La previsione di Stagg non si basava esclusivamente sul suo giudizio. I team meteorologici alleati lavoravano con metodi differenti e arrivarono a mantenere importanti divergenze. <strong>La chiave fu riunire osservazioni provenienti da diversi punti dell’Atlantico e del Regno Unito</strong> per determinare come si sarebbe evoluto il sistema di bassa pressione. E a quel punto comparve una piccola finestra di speranza.</p><h2>La previsione che permise di lanciare il D-Day</h2><p>Nel pomeriggio e nella notte del 4 giugno, i meteorologi individuarono segnali secondo cui, dopo il passaggio del fronte, il 6 giugno avrebbe potuto verificarsi un breve miglioramento. Non si trattava di condizioni perfette. Erano, secondo il linguaggio della meteorologia militare, <strong>condizioni marginali, ma sufficienti per tentare l’operazione.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-historia-real-de-james-stagg-el-meteorologo-que-convencio-a-eisenhower-de-retrasar-el-dia-d-1790018280883.png" data-image="2rf1gp1j3738"><figcaption>Mappa dell’analisi meteorologica al suolo che mostra i fronti meteorologici del 5 giugno 1944.</figcaption></figure><p>Stagg presentò questa previsione a Eisenhower. E <strong>il comandante supremo alleato decise di assumersi il rischio</strong>: all’alba del 6 giugno ebbe finalmente inizio l’invasione. Più di 160.000 soldati alleati sbarcarono sulle coste della Normandia, sostenuti da oltre 5.000 navi e circa 13.000 velivoli.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="603441" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-generale-inverno-che-sconfisse-napoleone-sopravvisse-a-malapena-il-20-della-grande-armee.html" title="Il generale inverno che sconfisse Napoleone, sopravvisse a malapena il 20% della 'Grande Armée'">Il generale inverno che sconfisse Napoleone, sopravvisse a malapena il 20% della "Grande Armée"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-generale-inverno-che-sconfisse-napoleone-sopravvisse-a-malapena-il-20-della-grande-armee.html" title="Il generale inverno che sconfisse Napoleone, sopravvisse a malapena il 20% della 'Grande Armée'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-general-invierno-que-vencio-a-napoleon-1701583250199_320.jpg" alt="Il generale inverno che sconfisse Napoleone, sopravvisse a malapena il 20% della 'Grande Armée'"></a></article></aside><p>Il tempo non fu perfetto neppure quel giorno. <strong>Ci furono nuvole, vento e condizioni del mare difficili</strong>. Ma il breve miglioramento previsto permise di avviare un’operazione che sarebbe stata molto più complicata, o persino impraticabile, con la perturbazione che aveva costretto a rinviarla.</p><h2>James Stagg, l’uomo dietro la previsione</h2><p>La pressione sul meteorologo fu enorme. Nel suo diario di quei giorni <strong>Stagg lasciò testimonianza della tensione che stava sopportando</strong>. Il Met Office conserva le sue annotazioni e i documenti relativi a quelle giornate, compreso il diario del 1944. In una delle sue pagine scrisse che cominciava a sentirsi <em>"rather stunned"</em> (piuttosto frastornato) e che tutta quella situazione era un incubo.</p><p>Dopo la guerra, <strong>Stagg continuò a lavorare al Met Office, dove ricoprì l’incarico di direttore dei Servizi</strong><strong> fino al 1960.</strong> Ricevette inoltre riconoscimenti per il suo lavoro durante la guerra e, in seguito, presiedette la Royal Meteorological Society. Morì nel 1975.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Previsioni. Decisioni. Pressione.<br><br>Scopri come il meteorologo del Met Office Group Captain James Stagg rimase fedele alla scienza sotto una pressione straordinaria e la straordinaria storia vera che ha ispirato <a href="https://x.com/hashtag/PressureMovie?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#PressureMovie</a> (al cinema dal 9 settembre).<br><br>A più di 80 anni di distanza, previsioni meteorologiche affidabili <a href="https://t.co/q6PqUOlfe8">pic.twitter.com/q6PqUOlfe8</a></p>— Met Office (@metoffice) <a href="https://x.com/metoffice/status/2091812775731278120?ref_src=twsrc%5Etfw">24 agosto 2026</a></blockquote></figure><p>Il suo ruolo rimase per sempre legato a <strong>una delle decisioni più importanti della Seconda guerra mondiale</strong>. In seguito, quando si studiò cosa sarebbe potuto accadere se l’invasione fosse stata rinviata fino alle maree successive disponibili, Stagg avvertì che gli Alleati avrebbero potuto trovarsi ad affrontare una delle peggiori tempeste sulla Manica degli ultimi decenni. </p><p>Eisenhower lasciò allora una frase scritta a mano sul rapporto meteorologico: <strong>ringraziava gli "dei della guerra" per aver attaccato quando lo fecero</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Gonz%C3%A1lez%20Herrero%2C%20S" data-year="2016" data-title="El%20d%C3%ADa%20D%3A%20La%20predicci%C3%B3n%20meteorol%C3%B3gica%20m%C3%A1s%20importante%20de%20la%20historia" data-url="https%3A%2F%2Faemetblog.es%2F2016%2F06%2F06%2Fel-dia-d-la-prediccion-meteorologica-mas-importante-de-la-historia%2F">González Herrero, S. (2016). <a href="https://aemetblog.es/2016/06/06/el-dia-d-la-prediccion-meteorologica-mas-importante-de-la-historia/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">El día D: La predicción meteorológica más importante de la historia</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-vera-storia-di-james-stagg-il-meteorologo-che-convinse-eisenhower-a-rimandare-lo-sbarco-in-normandia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, scontro fra giganti: Luca Lombroso spiega chi potrebbe prevalere tra ciclone atlantico e blocco russo scandinavo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/scontro-fra-giganti-luca-lombroso-spiega-chi-potrebbe-prevalere-tra-ciclone-atlantico-e-blocco-russo-scandinavo.html</link><pubDate>Wed, 30 Sep 2026 03:30:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Continua a far caldo per questo scorcio di inizio autunno, e ottobre si aprirà quasi tardo estivo in molte regioni. L’anticiclone fatica a cedere il passo alle perturbazioni pilotate da un profondo ciclone islandese. Ecco cosa dicono i cluster ECMWF.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbeo1fi"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbeo1fi.jpg" id="xbeo1fi"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sono <strong>giornate sostanzialmente piatte</strong> queste fra fine settembre e inizio ottobre dal punto di vista meteo. L’anticiclone presente ora su buona parte di Europa centro orientale e esteso sull’Italia tiene<strong> bloccate le perturbazioni atlantiche</strong> e favorisce <strong>belle giornate più tardo estive che autunnali</strong> su tutta Italia. </p><p>Al mattino l’aria autunnale si sente, ma i valori che si registrano sono sostanzialmente tipici del periodo. Solitamente in questa stagione si usavano giacche o anche impermeabili, ora di giorno è nettamente sopra media, <strong>le giornate tiepide con 26-28°C diffusi favoriscono ancora l’abbigliamento estivo</strong>.<br>I modelli substagionali giorni fa indicavano possibili svolte piovose dopo il 5 ottobre, vediamo se quelli operativi confermano questo scenario. </p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Prima di parlare dell’anticiclone,<strong> diamo un occhio all’alto Atlantico dove per opposto si sviluppa un grande e profondo ciclone extratropicale,</strong> con minimo di 960 hPa a sud dell’Islanda. La morfologia del suo sistema frontale da <a href="https://www.ilmeteo.net/satelliti/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">satellite</a> è da manuale, con un lungo fronte freddo che sembra avvicinarsi all’Europa centro occidentale e anche al Mediterraneo.</p><p>In realtà appunto persiste e non pare cedere a sufficienza a lasciarlo irrompere in Italia per un opposto grande anticiclone.<strong> La perturbazione dunque andrà in frontolisi, </strong>lasciando passare solo qualche annuvolamento.<strong> Il campo anticiclonico consoliderà un massimo più sull’Europa orientale</strong>, con l’isobara 1025 hPa che avvolgerà per diversi giorni l’Italia. Lo sblocco dunque è rimandato almeno di qualche giorno.</p><h2>Un po’ meno sole ma poca pioggia ai primi di ottobre</h2><p>Il primo ottobre,<strong> giovedì 1, inizia il mese con cielo più nuvoloso al nordovest</strong> e Sardegna, <strong>sulle Alpi occidentali compaiono alcune piogge irregolari, </strong>anche in Sardegna non escluso qualche piovasco nella zona nordoccidentale. <strong>Nelle altri regioni sereno o velato, senza precipitazioni</strong> sulla ormai assetata pianura padana e al centro sud. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791039" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo.html" title="Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente 'esplosiva' tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria">Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente "esplosiva" tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo.html" title="Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente 'esplosiva' tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo-1790679505531_320.jpg" alt="Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente 'esplosiva' tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria"></a></article></aside><p><strong>Venerdì 2 ottobre cambia poco, velato o nubi medio alte</strong> al nordovest, Liguria di ponente, Sardegna, ma con<strong> piogge solo sporadiche e deboli</strong>. Sereno o lievi strati alti in tutte le altre regioni, dal nordest al centro sud.</p><p>Le<strong> temperature sono addirittura in lieve aumento, con 28-29°C</strong> al centro nord, anche <strong>sui 30°C nella zona di Roma,</strong> 26-28°C al sud. Sera e mattino fresche, 12-14°C le minime del centro nord, sui 17-18°C al sud ma niente di che a freddo per la stagione.</p><h2>Primo weekend di ottobre da mare</h2><p><strong>Sabato 3 e domenica 4 ottobre paiono due giornate da mare</strong>, ultime tintarelle e anche bagni grazie all’acqua marina troppo calda.<strong> Anche la montagna vede una stagione veramente favorevole,</strong> <strong>con l’eccezione delle Alpi occidentali</strong> dove permane nuvoloso e a tratti specie domenica piove in modo intermittente. </p><p>Sul resto delle Alpi, specie centro orientali, e Appennino, <strong>la stabilità e le prime inversioni rendono le giornate ideali per escursioni e alpinismo</strong>.Pochi lo sanno, ma questo periodo è infatti il migliore per l’arrampicata, grazie alla minor attività convettiva diurna. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scontro-fra-giganti-luca-lombroso-spiega-chi-potrebbe-prevalere-tra-ciclone-atlantico-e-blocco-russo-scandinavo-1790692672105.jpg" data-image="jq2u1meo4qqw"><figcaption>Domenica veramente tiepida per inizio ottobre in tutta italia secondo le mappe di anomalia termica di ECMWF.</figcaption></figure><p>Ideale, quasi caldo, anche il tempo per visitare le città storiche e i piccoli comuni più belli e caratteristici d’Italia. Temperature in leggera flessione ma sempre miti, con molte zone sui 26-28°C. Zero termico alto, sui 3800-4000 m. </p><h2>Qualche pioggia al centro fra lunedì 5 e martedì 6</h2><p>Una depressione potrebbe infiltrarsi nell’anticiclone, portando <strong>piogge fra Sardegna, Toscana e Lazio ma solo lambendo il nord</strong>, senza interessare gran parte di Valpadana e Alpi che resteranno con tempo parzialmente sereno con velature o nubi medie.<strong> </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791069" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-ottobrata-in-quasi-tutta-italia-ecco-le-regioni-dove-fara-piu-caldo.html" title="Fino a 30°C: ottobrata in quasi tutta Italia i primi giorni di ottobre, ecco le regioni dove farà più caldo">Fino a 30°C: ottobrata in quasi tutta Italia i primi giorni di ottobre, ecco le regioni dove farà più caldo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-ottobrata-in-quasi-tutta-italia-ecco-le-regioni-dove-fara-piu-caldo.html" title="Fino a 30°C: ottobrata in quasi tutta Italia i primi giorni di ottobre, ecco le regioni dove farà più caldo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-30-c-ottobrata-in-quasi-tutta-italia-ecco-le-regioni-dove-fara-piu-caldo-1790684852365_320.jpg" alt="Fino a 30°C: ottobrata in quasi tutta Italia i primi giorni di ottobre, ecco le regioni dove farà più caldo"></a></article></aside><p><strong>Rovesci temporaleschi potrebbero arrivare sulle coste tirreniche di Toscana e Lazio</strong>, e in parte dell’interno, ma difficilmente spingendosi ad attraversa le altre regioni. <strong>Sereno variabile e asciutto al sud.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/scontro-fra-giganti-luca-lombroso-spiega-chi-potrebbe-prevalere-tra-ciclone-atlantico-e-blocco-russo-scandinavo-1790692708690.jpg" data-image="85xf2snk3bv4"><figcaption>Ancora scarse e non diffuse le precipitazioni sull'Italia almeno fino al 5 ottobre. </figcaption></figure><p><br>Niente cambia di sostanza nelle temperature, resta veramente mite per la stagione con giornate sempre sui 26-28°C e notti apparentemente fresche. </p><h2>Scenari incerti dal 7 ottobre: poco probabile un vero sblocco</h2><p>Cambiano spesso le mappe in questi giorni, la cosa può stupire alcuni, come se i modelli “cambiano idea di continuo”. In realtà <strong>grazie al prodotto probabilistico cluster possiamo capire meglio quali sono le possibili deviazioni dell’evoluzione. </strong></p><div class="texto-destacado">Sono presenti infatti dai 3 a tratti 5-6 scenari diversi. Alcuni propongono flussi nordoccidentali sull’Italia poco produttivi di pioggia specie per il nord, protetto dalle Alpi. Altri un anticiclone indebolito e invecchiato.</div><p><strong>Lo scenario di svolta atlantica c’è, ma è minoritario,</strong> valutabile sul 30-40% di probabilità, con alcune versioni che vedono i flussi dividersi, saltando o quasi il nord e portando depressioni sul Mediterraneo centro meridionale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791013" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre.html" title="Maltempo, i modelli fanno 'marcia indietro': la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre">Maltempo, i modelli fanno "marcia indietro": la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre.html" title="Maltempo, i modelli fanno 'marcia indietro': la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre-1790670404505_320.jpg" alt="Maltempo, i modelli fanno 'marcia indietro': la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre"></a></article></aside><p>Dal punto di vista substagionale, infatti, <strong>la settimana vede piogge sopra media al centro sud, </strong>e solo nella settimana successiva 12-19 ottobre la mappa ECMWF indica precipitazioni sopra media anche al nord.</p><p>Situazione da seguire, perché <strong>senza la pioggia in questo periodo i problemi siccitosi potrebbero presentarsi prepotenti</strong> proprio nella stagione in cui ci si aspetta che falde, fiumi e bacini si riempiano grazie alle tempeste equinoziali.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/scontro-fra-giganti-luca-lombroso-spiega-chi-potrebbe-prevalere-tra-ciclone-atlantico-e-blocco-russo-scandinavo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Temporali e forti piogge: situazione meteo potenzialmente esplosiva in Francia, non si esclude l'allerta rossa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-e-forti-piogge-situazione-meteo-potenzialmente-esplosiva-in-francia-non-si-esclude-l-allerta-rossa.html</link><pubDate>Tue, 29 Sep 2026 19:26:38 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>La Francia si appresta a essere colpita da un importante episodio meteorologico di origine mediterranea. A causa dei quantitativi di pioggia previsti nelle prossime 48 ore, non si esclude l'emissione di un'allerta rossa. Ecco le ultimissime informazioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbeqe1m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbeqe1m.jpg" id="xbeqe1m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nel corso delle <strong>prossime 48 ore</strong>, la Francia si appresta a essere interessata da un <strong>episodio mediterraneo potenzialmente eccezionale</strong>, che potrebbe provocare piogge torrenziali in alcune zone. La giornata di <strong>mercoledì 30 settembre</strong> potrebbe essere quella a maggior rischio.</p><p>Al momento, <strong>Météo-France ha posto quattro dipartimenti in allerta arancione e diversi altri in allerta gialla.</strong> Considerando gli accumuli di pioggia previsti e i fenomeni temuti, non si esclude un'estensione dell'allerta arancione e persino un passaggio al livello rosso.</p><p>Sui rilievi delle Cevenne, gli accumuli di pioggia potrebbero raggiungere, o persino superare, <strong>350-400 litri millimetri</strong>. Alcuni modelli prevedono addirittura circa 500 litri per metro quadrato. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/temporali-e-forti-piogge-situazione-meteo-potenzialmente-esplosiva-in-francia-non-si-esclude-l-allerta-rossa-1790709775396.jpg" data-image="iy5axpj7uwsz"><figcaption>La Francia verrà investita dal maltempo nella giornata di mercoledì 30 settembre. L'Italia invece resterà in un'area di stabilità, con temperature elevate.</figcaption></figure><p>Anche nelle pianure gli accumuli previsti sono considerevoli, con forti intensità orarie.</p><div class="texto-destacado"><strong>E in Italia?</strong><br>In Italia l'instabilità presente in Francia non arriverà. Nel nostro paese continueranno le condizioni meteo stabili degli ultimi giorni, con temperature elevate tardo-estive. In Italia la situazione resterà stabile fino almeno al 6-8 ottobre, <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_destacados">secondo gli ultimi aggiornamenti meteo.</a></div><p><strong>Quanta pioggia è prevista nelle prossime ore in Francia?</strong> Quali dipartimenti sono in allerta arancione? Ecco le ultime previsioni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791069" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-ottobrata-in-quasi-tutta-italia-ecco-le-regioni-dove-fara-piu-caldo.html" title="Fino a 30°C: ottobrata in quasi tutta Italia i primi giorni di ottobre, ecco le regioni dove farà più caldo">Fino a 30°C: ottobrata in quasi tutta Italia i primi giorni di ottobre, ecco le regioni dove farà più caldo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-ottobrata-in-quasi-tutta-italia-ecco-le-regioni-dove-fara-piu-caldo.html" title="Fino a 30°C: ottobrata in quasi tutta Italia i primi giorni di ottobre, ecco le regioni dove farà più caldo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-30-c-ottobrata-in-quasi-tutta-italia-ecco-le-regioni-dove-fara-piu-caldo-1790684852365_320.jpg" alt="Fino a 30°C: ottobrata in quasi tutta Italia i primi giorni di ottobre, ecco le regioni dove farà più caldo"></a></article></aside><h2>4 dipartimenti in allerta arancione</h2><p>Questo mercoledì sera, Météo-France mantiene<strong> quattro dipartimenti in allerta arancione.</strong> I dipartimenti interessati sono:</p><ul> <li>Lozère</li> <li>Ardèche</li> <li>Hérault</li> <li>Gard</li> </ul><p>Ma, alla luce delle quantità di pioggia attese, <strong>resta possibile un passaggio al livello di allerta rosso.</strong> Nelle Cevenne, se l'episodio dovesse essere più intenso o duraturo del previsto, <strong>Météo-France potrebbe innalzare il livello di allerta.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/orages-et-fortes-pluies-une-situation-meteo-potentiellement-explosive-en-france-une-vigilance-rouge-n-est-pas-exclue-1790702669094.jpg" data-image="qwkpzz7a2wfq" alt="Attesi accumuli di pioggia molto elevati nelle prossime ore!" title="Attesi accumuli di pioggia molto elevati nelle prossime ore!"><figcaption>Attesi accumuli di pioggia molto elevati nelle prossime ore!</figcaption></figure><p>In pianura, <strong>temporali localmente stazionari potrebbero scaricare tra 50 e 80 litri d'acqua per metro quadrato.</strong> Sono inoltre previsti accumuli vicini ai 200 litri per metro quadrato in serata, una situazione che potrebbe portare a un'allerta rossa.</p><p><strong>Météo-France precisa che il preavviso potrebbe essere molto breve nel caso in cui venisse attivata l'allerta rossa,</strong> poiché è difficile prevedere con precisione per quanto tempo i temporali rimarranno nella stessa zona.</p><h3>Monitorati diversi corsi d'acqua</h3><p>A causa delle quantità di pioggia previste nelle prossime ore, <strong>Vigicrues ha già posto diversi corsi d'acqua in allerta arancione.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/orages-et-fortes-pluies-une-situation-meteo-potentiellement-explosive-en-france-une-vigilance-rouge-n-est-pas-exclue-1790702738278.jpg" data-image="xph0if6xnyl0" alt="Forti precipitazioni attese sotto i temporali!" title="Forti precipitazioni attese sotto i temporali!"><figcaption>Forti precipitazioni attese sotto i temporali!</figcaption></figure><p><strong>La situazione è particolarmente monitorata nel Gard e nell'Hérault,</strong> dove i corsi d'acqua potrebbero reagire rapidamente alle precipitazioni.</p><p>I corsi d'acqua attualmente in allerta arancione sono:</p><ul> <li>Gardon d'Alès</li> <li>Gardon d'Anduze</li> <li>Cèze a monte</li> <li>Hérault a monte</li> </ul><p>Numerosi altri corsi d'acqua sono invece <strong>in allerta gialla.</strong></p><p>È importante seguire attentamente i prossimi aggiornamenti meteorologici: <strong>l'allerta rossa potrebbe essere attivata con un preavviso molto breve. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791039" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo.html" title="Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente 'esplosiva' tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria">Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente "esplosiva" tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo.html" title="Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente 'esplosiva' tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo-1790679505531_320.jpg" alt="Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente 'esplosiva' tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria"></a></article></aside><p>È importante ricordare che le condizioni sono favorevoli a piogge torrenziali e temporali stazionari, capaci di provocare un rapido peggioramento della situazione. <strong>L'elevata temperatura del Mar Mediterraneo rappresenta un fattore aggravante,</strong> anche se da sola non è sufficiente a spiegare l'intensità futura dell'episodio.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/temporali-e-forti-piogge-situazione-meteo-potenzialmente-esplosiva-in-francia-non-si-esclude-l-allerta-rossa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Met Office avverte: "L'imminente fenomeno di El Niño è già ufficialmente il più forte mai registrato"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-met-office-avverte-l-imminente-fenomeno-di-el-nino-e-gia-ufficialmente-il-piu-forte-mai-registrato.html</link><pubDate>Tue, 29 Sep 2026 17:03:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Secondo il Met Office, l'evento di El Niño in fase di sviluppo nel Pacifico ha già infranto tutti i record precedenti e, secondo i meteorologi, i suoi effetti si faranno sentire indirettamente in Europa nei prossimi mesi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-met-office-avisa-el-fenomeno-de-el-nino-que-se-avecina-es-ya-oficialmente-el-mas-intenso-jamas-registrado-1790547000986.png" data-image="tfqw76lm2ecq"><figcaption>159 Il Meteorological Office ha confermato che l'El Niño di quest'anno ha già superato i record precedenti, rendendolo l'evento più intenso mai osservato finora.</figcaption></figure><p>Già ad agosto, i meteorologi del Met Office specializzati nelle previsioni a lungo termine <strong>stimavano che le temperature del mare nel Pacifico fossero dirette verso livelli mai osservati prima</strong> e che il fenomeno potesse persino diventare l'evento di El Niño più intenso dal XIX secolo. Ora sembra che sia realmente accaduto.</p><p>Secondo l'ultimo aggiornamento del Met Office, <strong>le temperature della superficie del mare nel Pacifico equatoriale centrale hanno superato tutti i valori registrati durante i precedenti eventi di El Niño</strong>, rendendo questo episodio il più intenso mai osservato, e il fenomeno non ha ancora raggiunto il suo picco.</p><h2>"Un El Niño straordinario"</h2><p>Il responsabile delle previsioni a lungo termine del Met Office, il professor Adam Scaife, ha dichiarato che da mesi stavano "indicando" che <strong>questo sarebbe stato un evento senza precedenti, e così si sta rivelando</strong>. "Il fatto che abbia già superato i precedenti record, <strong>quando mancano ancora diverse settimane al raggiungimento del picco previsto alla fine di quest'anno</strong>, mostra quanto sia eccezionale questo El Niño", ha spiegato.</p><p>Per misurare l'intensità dell'El Niño in arrivo sono stati utilizzati diversi metodi. <strong>Il principale, spiega il Met Office, è il cosiddetto Indice Niño Oceanico (ONI), che misura sostanzialmente quanto la temperatura del mare sia superiore alla norma.</strong> In questo caso si fa riferimento a una specifica area del Pacifico, conosciuta come regione Niño 3.4, una vasta porzione di oceano situata grosso modo a metà strada tra il Sud America e l'Australia.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-met-office-avisa-el-fenomeno-de-el-nino-que-se-avecina-es-ya-oficialmente-el-mas-intenso-jamas-registrado-1790547208484.png" data-image="lx9oibljz1g8"><figcaption>Il fenomeno di El Niño, che si sta intensificando, sta già influenzando i regimi meteorologici in tutto il mondo, con un aumento del rischio di siccità, variazioni nelle precipitazioni e condizioni favorevoli a una maggiore attività temporalesca in alcune regioni.</figcaption></figure><p><strong>Gli scienziati stanno però utilizzando anche un indice più recente</strong>, che analizza quanto sia calda la stessa porzione del Pacifico rispetto al resto degli oceani tropicali, anziché confrontarla esclusivamente con la propria media.</p><p>Secondo il Met Office, questo metodo può offrire un quadro più rappresentativo oggi, dal momento che gli oceani si stanno comunque riscaldando praticamente ovunque. E, considerando che sono in uso diversi indicatori, l'ente britannico ha spiegato che <strong>probabilmente arriveranno ulteriori annunci relativi a nuovi record, man mano che ciascun indice supererà la propria soglia</strong>.</p><p>Secondo i meteorologi, gli effetti si stanno già manifestando in diverse parti del mondo. <strong>Il monsone estivo in India ha fatto registrare valori inferiori alla norma e, dall'inizio dell'anno, non si è formato nemmeno un uragano nell'Atlantico</strong>; un andamento coerente con la tendenza di El Niño ad aumentare il wind shear in quest'area, ostacolando lo sviluppo dei sistemi temporaleschi.</p><h2>Quali potrebbero essere gli effetti nei prossimi mesi</h2><p>Secondo il Met Office, l'effetto più probabile durante l'autunno e l'inizio dell'inverno sarà <strong>una maggiore probabilità di condizioni umide e perturbate nell'Europa occidentale</strong>. Più avanti nella stagione, El Niño è stato associato anche a un aumento del rischio di ondate di freddo, anche se i meteorologi sottolineano che si tratta soltanto di una delle diverse possibilità che potrebbero verificarsi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788883" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'">Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: "chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione.html" title="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-2026-luca-lombroso-fa-chiarezza-chi-dice-che-sara-un-inverno-di-gelo-sta-facendo-confusione-1789500722596_320.jpeg" alt="Super El Niño 2026, Luca Lombroso fa chiarezza: 'chi dice che sarà un inverno di gelo sta facendo confusione'"></a></article></aside><p>Resta poi la questione delle temperature globali. Secondo il dottor Nick Dunstone, membro del gruppo scientifico del Met Office, <strong>gli eventi di El Niño più intensi rilasciano nell'atmosfera una quantità aggiuntiva di calore accumulato nell'oceano, un segnale che tende a manifestarsi nell'anno successivo al picco invernale</strong>.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Have you heard about the record-breaking El Niño?<br><br>El Niño is a natural climate pattern marked by the warming of ocean surface temps in the central & eastern tropical Pacific Ocean, changing weather patterns & causing impacts around the world.<br><br>Watch Aidan discuss it ️ <br><br> 1/3 <a href="https://t.co/HWmK8xxz4B">pic.twitter.com/HWmK8xxz4B</a></p>— Met Office (@metoffice) <a href="https://x.com/metoffice/status/2102423921207173415?ref_src=twsrc%5Etfw">September 22, 2026</a></blockquote></figure><p>"<strong>È molto probabile che il 2027 sostituisca il 2024 come anno più caldo mai registrato</strong> e che sia un altro anno in cui la temperatura supererà temporaneamente di oltre 1,5 °C i livelli del periodo preindustriale", ha dichiarato.</p><p>Tutto questo si aggiunge al riscaldamento a lungo termine provocato dalle attività umane, ha aggiunto il Met Office, motivo per cui <strong>gli scienziati seguiranno con grande attenzione il modo in cui questi due fattori interagiranno nei prossimi mesi</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Met%20Office%20UK" data-year="September%202026" data-title="Record-Breaking%20El%20Ni%C3%B1o%20Surpasses%20Previous%20Benchmarks" data-url="https%3A%2F%2Fwww.metoffice.gov.uk%2Fblog%2F2026%2Frecord-breaking-el-nio-surpasses-previous-benchmarks-">Met Office UK. (settembre 2026). <a href="https://www.metoffice.gov.uk/blog/2026/record-breaking-el-nio-surpasses-previous-benchmarks-" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Record-Breaking El Niño Surpasses Previous Benchmarks</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-met-office-avverte-l-imminente-fenomeno-di-el-nino-e-gia-ufficialmente-il-piu-forte-mai-registrato.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Draconidi 2026, si avvicina il picco della pioggia di stelle cadenti: quando vederle dall’Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/draconidi-2026-si-avvicina-il-picco-della-pioggia-di-stelle-cadenti-quando-vederle-dall-italia.html</link><pubDate>Tue, 29 Sep 2026 15:56:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Le Draconidi ritornano tra il 6 e il 10 ottobre: il massimo dello sciame è previsto nella notte tra 8 e 9 Ottobre. Quest’anno la Luna quasi nuova garantirà cieli scuri, favorendo l’osservazione anche dall’Italia nelle località meno illuminate.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/draconidi-2026-si-avvicina-il-picco-della-pioggia-di-stelle-cadenti-quando-vederle-dall-italia-1790667524205.jpg" data-image="399gt4k79mx8" alt="Draconidi" title="Draconidi"><figcaption>Lo sciame meteorico delle Draconidi sarà visibile nelle notti tra il 6 e il 10 Ottobre, con il massimo nella notte tra 8 e 9 Ottobre.</figcaption></figure><p>Il mese di Ottobre inizierà offrendoci lo spettacolo dello <strong>sciame meteorico delle Draconidi</strong>. A differenza di altri famosi sciami, generalmente ben visibili a notte inoltrata, <strong>le Draconidi saranno meglio visibili in prima serata</strong>, già dopo il crepuscolo.</p><p>Quest’anno non ci si aspetta una vera “tempesta” di meteore, ma questo sciame è famoso proprio per la sua imprevedibilità. Peraltro, la quasi totale assenza di Luna ne favorirà l’osservazione.</p><h2>Quando sarà il picco delle Draconidi 2026?</h2><p>Secondo l<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/International_Meteor_Organization">’International Meteor Organization</a> (IMO), <strong>le Draconidi saranno visibili dal 6 al 10 Ottobre, con un picco previsto per la notte tra il 9 ed il 10 Ottobre</strong> (esattamente intorno alle 3 ora italiana). </p><div class="texto-destacado">L'International Meteor Organization (IMO) è un'associazione scientifica internazionale fondata nel 1988 con lo scopo di studiare le meteore, raccogliendo ed analizzando le osservazioni di sciami meteorici e bolidi.<br></div><p><strong>Il radiante</strong> di questo sciame meteorico, cioè la direzione in cielo da cui sembrano partire le scie luminose, <strong>si trova all’interno della costellazione del Dragone, da cui il nome dello sciame.</strong></p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il picco di visibilità delle Draconidi è previsto per la notte tra 9 e 10 Ottobre.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La parte settentrionale di questa costellazione, molto estesa in cielo, sarà già ben visibile dopo il crepuscolo. </p><p>Pertanto, non è necessario iniziare a cercare le Draconidi all’ora del picco, ma dall’Italia già dalla prima serata, subito dopo il tramonto sarà possibile iniziare ad osservarle per poi continuare nelle ore successive.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Le Draconidi saranno visibili dall'Italia già dopo il tramonto.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Il radiante si trova vicino alle stelle <strong>Eltanin e Rastaban</strong>, che rappresentano idealmente gli “occhi” del Dragone. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/draconidi-2026-si-avvicina-il-picco-della-pioggia-di-stelle-cadenti-quando-vederle-dall-italia-1790668749816.png" data-image="0smg3gaa4v3s" alt="Draconidi" title="Draconidi"><figcaption>Posizione del radiante delle Draconidi rispetto alla costellazione del Dragone. Credit: Stellarium web</figcaption></figure><p>Mentre dall’Italia settentrionale questa parte della costellazione è quasi circumpolare, quindi sempre visibile, nelle regioni meridionali, durante la seconda parte della notte, il radiante scende molto più vicino all’orizzonte.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788662" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-bilancia-la-costellazione-dell-equilibrio-piccola-ma-dalla-storia-millenaria.html" title="La Bilancia: la costellazione dell’equilibrio, piccola ma dalla storia millenaria">La Bilancia: la costellazione dell’equilibrio, piccola ma dalla storia millenaria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-bilancia-la-costellazione-dell-equilibrio-piccola-ma-dalla-storia-millenaria.html" title="La Bilancia: la costellazione dell’equilibrio, piccola ma dalla storia millenaria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-bilancia-la-costellazione-dell-equilibrio-piccola-ma-dalla-storia-millenaria-1789393579195_320.png" alt="La Bilancia: la costellazione dell’equilibrio, piccola ma dalla storia millenaria"></a></article></aside><p>Per questo motivo, soprattutto dal Centro e dal Sud Italia, una finestra interessante potrebbe essere quella compresa indicativamente tra le 20 e la mezzanotte dell’8 Ottobre, quando il Dracone si trova ancora relativamente alto.</p><h2>Quante stelle cadenti vedremo e perché il 2026 è favorevole</h2><p>Per quantificare il numero di scie prodotte da uno sciame meteorico viene utilizzato lo <strong>ZHR, lo Zenithal Hour Rate, </strong>cioè il tasso orario zenitale. Questo indica il numero massimo di scie che un osservatore riuscirebbe a vedere in un’ora in condizioni di cielo perfettamente buio e se il radiante si trovasse in direzione dello Zenit, cioè proprio sopra la testa (condizione ideale di osservazione).</p><div class="texto-destacado"><strong>Il numero effettivo di scie osservabili in condizioni non ideali è sempre minore dello ZHR.</strong></div><p><strong>L’IMO indica per le Draconidi del 2026 uno ZHR relativamente modesto di circa 5 scie ogni ora.</strong> Tuttavia, la Luna, la cui fase nuova cadendo il 10 Ottobre garantirà cieli particolarmente bui, non interferirà con le osservazioni. Altro vantaggio rispetto ad altri sciami è <strong>la lentezza con cui i meteoriti entrano nell’atmosfera terrestre. La loro velocità è mediamente di 20 km/s</strong>, contro i 59 km/s delle Perseidi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788809" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente.html" title="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente">Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente.html" title="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente-1789460704429_320.png" alt="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente"></a></article></aside><p>Questa lentezza permette all’osservatore di intercettare, magari con la coda dell’occhio, il formarsi della scia e di avere il tempo per girarsi e guardarla bene.</p><h2>La cometa Giacobini-Zinner e come osservare le Draconidi dall’Italia</h2><p>La progenitrice dello sciame delle Draconidi è <strong>la cometa periodica 21P/Giacobini-Zinner.</strong> Nel corso delle sue orbite la cometa dissemina lungo il proprio percorso polveri e piccoli detriti. Ogni Ottobre la Terra attraversa parte di questa regione e alcune particelle entrano nell’atmosfera, riscaldandosi e producendo le caratteristiche scie luminose.</p><div class="texto-destacado">La cometa 21P/Giacobini-Zinner fu individuata la prima volta il 20 Dicembre 1900 da Michel Giacobini a Nizza e riscoperta nel 1913 da Ernst Zinner.</div><p>La cometa ha un periodo orbitale (l’intervallo di tempo necessario per compiere un’orbita completa attorno al Sole) di circa 6-7 anni. L’ultimo passaggio ravvicinato al Sole è avvenuto nel Marzo 2025. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="744318" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-viaggio-verso-l-ultima-frontiera-del-sistema-solare-la-sfera-di-trilioni-di-comete-che-ci-circonda.html" title="Il viaggio verso l'ultima frontiera del Sistema Solare: la sfera di trilioni di comete che ci circonda">Il viaggio verso l'ultima frontiera del Sistema Solare: la sfera di trilioni di comete che ci circonda</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-viaggio-verso-l-ultima-frontiera-del-sistema-solare-la-sfera-di-trilioni-di-comete-che-ci-circonda.html" title="Il viaggio verso l'ultima frontiera del Sistema Solare: la sfera di trilioni di comete che ci circonda"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-viaje-a-la-frontera-final-del-sistema-solar-la-esfera-de-billones-de-cometas-que-nos-rodea-a-un-ano-luz-de-distancia-1765596266278_320.jpeg" alt="Il viaggio verso l'ultima frontiera del Sistema Solare: la sfera di trilioni di comete che ci circonda"></a></article></aside><p><strong>Per osservare lo spettacolo non servono telescopio o binocolo </strong>ma un luogo lontano dalle luci cittadine e possibilmente con l’orizzonte settentrionale libero.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/draconidi-2026-si-avvicina-il-picco-della-pioggia-di-stelle-cadenti-quando-vederle-dall-italia-1790667872204.png" data-image="guwt9im1huhw" alt="Cometa 21P/Giacobini-Zinner" title="Cometa 21P/Giacobini-Zinner"><figcaption>La cometa Giacobini-Zinner ripresa dal telescopio da 0,9 metri di Kitt Peak il 31 ottobre 1998. Credit: N.A.Sharp/NOAO/AURA/NSF</figcaption></figure><p>Poiché le scie sono relativamente lunghe <strong>non è necessario fissare direttamente la costellazione del Dragone.</strong> È preferibile osservare una vasta porzione di cielo, anche alcune decine di gradi lontano dal radiante, dove le scie possono apparire più lunghe. Come dicevamo, la loro lentezza dà sufficiente tempo per individuarle e seguirne la scia.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/draconidi-2026-si-avvicina-il-picco-della-pioggia-di-stelle-cadenti-quando-vederle-dall-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Fino a 30°C: ottobrata in quasi tutta Italia i primi giorni di ottobre, ecco le regioni dove farà più caldo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-ottobrata-in-quasi-tutta-italia-ecco-le-regioni-dove-fara-piu-caldo.html</link><pubDate>Tue, 29 Sep 2026 13:23:25 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il promontorio di alta pressione rimare ben saldo sull’Italia e nei prossimi giorni porterà condizioni di generale bel tempo con temperature un po’ troppo alte per il periodo.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbelmna"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbelmna.jpg" id="xbelmna"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Sull’Italia <strong>da giorni è stabile un promontorio di alta pressione</strong> che ha portato un fine settimana accompagnato da condizioni di generale bel tempo quasi ovunque e che, grazie alla sua permanenza, <strong>ci regalerà ancora parecchie giornate soleggiate</strong>.</p><p>L’inizio del mese di ottobre sarà quindi caratterizzato da <strong>tempo stabile, in prevalenza asciutto e con tanto sole</strong>. Ciò non significa che non avremo nuvole e piogge, ma semplicemente che <strong>queste saranno abbastanza limitate sia nella durata che nell’estensione</strong>, interessando in maniera localizzata e temporanea dapprima la Sicilia e le regioni meridionali, successivamente il nord Italia, <strong>in special modo l’arco alpino e le regioni nord-occidentali</strong>.</p><p>Dove invece <strong>il tempo risulterà quasi di stampo estivo</strong> sarà il centro Italia, dove davvero non sono previsti fenomeni di rilievo per praticamente tutta la settimana e dove <strong>le nuvole saranno davvero marginali</strong>.</p><h2>In arrivo un'ottobrata in piena regola</h2><p>Questa settimana però non vedrà solo condizioni meteo di generale bel tempo ma <strong>anche temperature tendenzialmente più alte del normale</strong>.</p><p>Insomma, essendo ormai giunti al mese di ottobre possiamo dire che <strong>quella in arrivo sarà un’ottobrata da manuale</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-30-c-ottobrata-in-quasi-tutta-italia-ecco-le-regioni-dove-fara-piu-caldo-1790684852365.jpg" data-image="oh8p6ia5qc62" alt="Anomalia termica" title="Anomalia termica"><figcaption>Anomalie di temperatura previste per le ore più calde della giornata di domenica 4 ottobre.</figcaption></figure><p>Nei prossimi giorni <strong>le temperature si porteranno localmente quasi 10 °C al di sopra della media</strong> climatologica. Ricordiamo che la media climatologica è <strong>quella media calcolata nel trentennio che va dal 1991 al 2020</strong>.</p><p>Le anomalie termiche maggiori sono previste al centro-nord, ciò significa che in queste regioni <strong>le temperature registrate nei prossimi giorni si discosteranno di più dalla norma</strong> rispetto alle temperature registrate al sud. Anzi, al sud, in particolare in Sicilia, per buona parte della settimana si registreranno anomalie negative, ossia <strong>si avranno temperature più basse del normale</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791039" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo.html" title="Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente 'esplosiva' tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria">Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente "esplosiva" tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo.html" title="Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente 'esplosiva' tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo-1790679505531_320.jpg" alt="Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente 'esplosiva' tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria"></a></article></aside><p>Nel resto dell’Italia <strong>durante le ore centrali della giornata ci aspettiamo però anomalie positive tra i 5 °C e i 10 °C circa</strong>.</p><p>Durante la notte invece, anche a causa dell’assenza di nuvole, che <strong>in queste situazioni aiutano a mantenere il calore intrappolato nei bassi strati dell’atmosfera</strong>, le temperature diminuiranno sensibilmente, portandosi in linea o al di sotto della media su buona parte dell’Italia.</p><p><strong>Ci aspettiamo quindi notti fresche e giornate con temperature miti e gradevoli</strong>, traduciamo però queste informazioni in numeri effettivi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fino-a-30-c-ottobrata-in-quasi-tutta-italia-ecco-le-regioni-dove-fara-piu-caldo-1790684912596.jpg" data-image="5jpee8funlhq" alt="Temperature massime" title="Temperature massime"><figcaption>Temperature massime previste per la giornata di giovedì prossimo.</figcaption></figure><h2>Settimana accompagnata dal caldo</h2><p>Per quanto riguarda le ore notturne <strong>ci possiamo finalmente scordare delle notti tropicali quasi ovunque</strong>, ovvero le temperature minime si riporteranno al di sotto dei 20 °C praticamente su tutto il territorio nazionale. <strong>Sono previste rare eccezioni a questa norma soprattutto lungo le coste sarde</strong>.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong></div><p>Di giorno invece i termometri registreranno rapidi aumenti termici, con le temperature che, durante le ore più calde delle prossime giornate, <strong>si porteranno diffusamente intorno o al di sopra dei 25 °C su tutte le regioni</strong>, da nord a sud, con punte intorno ai 30 °C sulle due isole maggiori e sulle regioni centro-meridionali tirreniche.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790848" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre.html" title="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate">Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre.html" title="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre-1790606411884_320.png" alt="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate"></a></article></aside><p>Come detto in precedenza <strong>questa situazione è confermata per tutta la prima settimana di ottobre</strong>, mentre per la prossima settimana sembrerebbe arrivare una nuova perturbazione che <strong>porterà un diffuso peggioramento delle condizioni meteo e nuovi cali termici</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/fino-a-30-c-ottobrata-in-quasi-tutta-italia-ecco-le-regioni-dove-fara-piu-caldo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Margherita Erriu]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'Arca di Noè: perché quasi tutte le culture parlano di un diluvio e cosa si sta cercando oggi in Turchia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-arca-di-noe-perche-quasi-tutte-le-culture-parlano-di-un-diluvio-e-cosa-si-sta-cercando-oggi-in-turchia.html</link><pubDate>Tue, 29 Sep 2026 12:54:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Una punta da trapano rotta, un robot sotterraneo e 1.000 campioni di terreno riaccendono il più antico interrogativo dell'archeologia biblica. Ripercorriamo la storia dell'Arca, i diluvi del mondo e i misteri geologici.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/arca-de-noe-por-que-casi-todas-las-culturas-cuentan-un-diluvio-y-que-se-busca-hoy-en-turquia-1790520828594.jpg" data-image="dlpwqoydpve0" alt="Arca di Noè" title="Arca di Noè"><figcaption>La formazione di Durupınar (a destra), nella zona del Monte Ararat, è il luogo mitico in cui si trovava l'Arca di Noè (a sinistra)? Noah's Ark Scans e l'Università di Cumhuriyet in Turchia sono impegnate in questa entusiasmante ricerca.</figcaption></figure><p><strong>Pochi giorni fa, su un pendio nell'est della Turchia, una punta di perforazione si è spezzata contro uno strato che nessuno è riuscito a identificare</strong>. Il team che sta effettuando i lavori sostiene che potrebbe trattarsi di legno pietrificato. Ci troviamo di fronte alla formazione di Durupınar, un rilievo a forma di nave che dal 1959 alimenta una delle domande più ostinate dell'archeologia biblica: <strong>è forse l'Arca di Noè?</strong></p><p>Questa volta ci sono permessi ufficiali, un'università turca alla guida del progetto e un robot che è già sceso a circa 12 metri di profondità. Prima di lasciarsi trasportare dall'entusiasmo, conviene <strong>ripercorrere la storia</strong> di una nave che da millenni occupa un posto nell'immaginario umano.</p><h2>Un diluvio in ogni cultura</h2><p>Nella Genesi, il racconto biblico di come Dio formò il mondo dal caos e dalle tenebre, l'informazione è dettagliata: <strong>300 cubiti di lunghezza, 50 di larghezza e 30 di altezza</strong>, tre ponti e legno di "gofer", un albero che finora nessuno è riuscito a identificare. A seconda del tipo di cubito utilizzato, la lunghezza sarebbe compresa tra <strong>133 e 157 metri</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arca-de-noe-por-que-casi-todas-las-culturas-cuentan-un-diluvio-y-que-se-busca-hoy-en-turquia-1790521160066.jpg" data-image="xnt5hbftbyks" alt="L'Arca di Noè di Myle" title="L'Arca di Noè di Myle"><figcaption>"L'Arca di Noè sul Monte Ararat" di Simon de Myle (1570), rappresenta il racconto biblico dell'Arca di Noè sul Monte Ararat, con diverse coppie di animali a bordo, comprese creature fantastiche come i draghi (angolo superiore sinistro).</figcaption></figure><p>Il racconto indica inoltre che l'arca si posa sui <strong>"monti di Ararat"</strong>, al plurale: una regione, non una singola vetta. Nel I secolo, lo storico Flavio Giuseppe sosteneva che in Armenia venissero mostrati dei resti e, dal XIX secolo, con il naturalista Friedrich Parrot, le spedizioni non si sono più fermate.</p><p>Il testo biblico non è solo. In Mesopotamia, l'Atrahasis e l'Epopea di Gilgamesh raccontano la stessa storia in epoca ancora precedente: una divinità avverte un uomo, che costruisce una nave e vi fa salire degli animali. </p><p>Nel 2014, Irving Finkel ha tradotto al British Museum una tavoletta di quasi <strong>4.000 anni</strong> che descrive quella nave come un'imbarcazione circolare, con gli animali che entrano "a due a due". Deucalione si salva in una cassa in Grecia, Manu in India e, nel nostro emisfero meridionale, i Mapuche raccontano come il serpente Caicai innalzò il mare mentre Trentren faceva sollevare le montagne.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arca-de-noe-por-que-casi-todas-las-culturas-cuentan-un-diluvio-y-que-se-busca-hoy-en-turquia-1790521423884.jpg" data-image="jgsebwx6t9e0" alt="Tavoletta XI" title="Tavoletta XI"><figcaption>Il mito del diluvio di Gilgamesh si trova su una tavoletta d'argilla (a sinistra) e descrive un evento simile alla storia biblica dell'Arca di Noè. A destra, un vaso rituale sumero del 3000 a.C., che raffigura un eroe barbuto, tori e uccelli. Entrambi i reperti sono conservati al British Museum di Londra.</figcaption></figure><p><strong>Ci fu davvero un diluvio? Globale, no</strong>: nessuno strato geologico presente sul pianeta ne fornisce evidenza. Di inondazioni locali, invece, ce ne sono state molte. Negli anni Venti, Leonard Woolley trovò a Ur quasi <strong>2,5 metri</strong> di fango sterile e ritenne di aver trovato le tracce del Diluvio; oggi il deposito è considerato il risultato di un'inondazione locale. Altri studiosi hanno indicato il Mar Nero, che secondo Ryan e Pitman si sarebbe riempito circa <strong>7.600 anni fa</strong> (un'ipotesi ancora dibattuta), oppure le tradizioni degli aborigeni australiani che Nunn e Reid hanno collegato a terre oggi sommerse: dopo l'ultima glaciazione, il livello del mare aumentò di oltre 100 metri.</p><h2>Radar, campioni e un robot scavatore</h2><p>Nel 2026 il progetto è passato dalle immagini ai campioni. Guidato dall'archeologo Cenker Atila, dell'Università Cumhuriyet di Sivas, un team di circa <strong>20 ricercatori provenienti da cinque Paesi</strong> ha lavorato nell'area per circa <strong>90 giorni</strong>, raccogliendo circa <strong>1.000 campioni di terreno</strong> e ceramiche che devono ancora essere datati.</p><p>Il radar ha individuato possibili cavità e angoli retti, mentre il terreno all'interno presenterebbe un <strong>40% di carbonio in più</strong> rispetto a quello esterno. Dal 22 settembre sono in corso le perforazioni e un robot chiamato Gopher, adattato da un modello creato per esplorare le tane dei wombat, ha raggiunto una profondità di circa <strong>12 metri</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/arca-de-noe-por-que-casi-todas-las-culturas-cuentan-un-diluvio-y-que-se-busca-hoy-en-turquia-1790521968976.jpg" data-image="juh3caruo2r5" alt="Immagini della ricerca" title="Immagini della ricerca"><figcaption>Queste affascinanti immagini ottenute da diverse scansioni nel sito di Durupınar potrebbero rappresentare una prova dell'Arca di Noè. Fonte: @NoahsArkScans.com</figcaption></figure><p>La geologia discute questa interpretazione da trent'anni. Nel 1996, Lorence Collins e David Fasold, un cercatore dell'arca che in seguito cambiò idea, descrissero un sinclinale, una piega naturale degli strati, con vene di limonite e magnetite che erano state scambiate per costole e chiodi.</p><p>Il sito si trova a <strong>29 chilometri</strong> dall'Ararat, a circa 2.000 metri di quota e su un terreno di origine vulcanica. Andrew Jones, responsabile del progetto, ritiene che si tratti dell'Arca, anche se afferma di volerla sottoporre alla prova più rigorosa possibile. I risultati delle analisi di laboratorio, effettuate ad Ankara, dovrebbero arrivare tra l'inverno 2026-27 e il 2027.</p><h2>I geologi chiedono prove</h2><p>Se verrà trovata della materia legnosa, bisognerà <strong>datala con il radiocarbonio.</strong> Se invece si tratterà di ossidi di ferro e fango, sarà una lezione su quanto bene il nostro cervello riesca a trovare navi dove in realtà ci sono rocce. In entrambi i casi, un mito ha spinto la scienza verso georadar, perforazioni e robot.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790702" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-geologo-ha-scoperto-un-cratere-meteoritico-di-260-metri-nell-entroterra-australiano-utilizzando-google-earth.html" title="Un geologo ha scoperto un cratere meteoritico di 260 metri nell'entroterra australiano utilizzando Google Earth">Un geologo ha scoperto un cratere meteoritico di 260 metri nell'entroterra australiano utilizzando Google Earth</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-geologo-ha-scoperto-un-cratere-meteoritico-di-260-metri-nell-entroterra-australiano-utilizzando-google-earth.html" title="Un geologo ha scoperto un cratere meteoritico di 260 metri nell'entroterra australiano utilizzando Google Earth"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-geologo-descubrio-en-google-earth-un-crater-de-meteorito-de-260-metros-en-el-interior-de-australia-1790417095985_320.png" alt="Un geologo ha scoperto un cratere meteoritico di 260 metri nell'entroterra australiano utilizzando Google Earth"></a></article></aside><p><strong>I diluvi delle leggende</strong> parlano anche di qualcosa di molto attuale: le alluvioni sono tra i disastri più frequenti. Imparare a distinguere un segnale da un miraggio è utile tanto davanti a una collina in Turchia quanto davanti a un'allerta sul cellulare.</p><div class="texto-destacado">I diluvi delle leggende parlano anche di qualcosa di molto attuale: le alluvioni sono tra i disastri più frequenti.</div><p>Per ora, l'Arca resta dove è sempre stata: <strong>tra i dati e la fede.</strong> Tra qualche mese, un campione di terreno potrebbe dire più di quattromila anni di discussioni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-arca-di-noe-perche-quasi-tutte-le-culture-parlano-di-un-diluvio-e-cosa-si-sta-cercando-oggi-in-turchia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tempesta atlantica con ciclogenesi potenzialmente "esplosiva" tra Regno Unito e Islanda: confermata la traiettoria]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo.html</link><pubDate>Tue, 29 Sep 2026 12:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'Atlantico conferma le attese con una violenta tempesta verso l'Islanda: pressione fino a 954 hPa e una dinamica da ciclogenesi esplosiva innescata dal getto polare, mentre un solido anticiclone proteggerà l'Italia garantendo ancora tempo stabile.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbeki3m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbeki3m.jpg" id="xbeki3m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La stagione estiva-autunnale sull'Oceano Atlantico centrale, quest'anno, non ha assunto le caratteristiche tipiche del settore tropicale, con <strong>un anno record,</strong> ancora<strong> privo di uragani</strong>, tuttavia l'Atlantico si sta rifacendo nel suo <strong>settore settentrionale </strong>con <strong>un inizio di autunno tempestoso se non addirittura "esplosivo"</strong>.</p><p>Come già prospettato in un <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-verso-l-europa-occidentale-portera-forte-maltempo-ecco-come-influenzera-il-tempo-in-italia.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">precedente articolo</a> di una settimana fa, <strong>la complessa figura depressionaria in approfondimento sull'Oceano Atlantic</strong>o, nei prossimi giorni, si svilupperà rapidamente e assumendo <strong>una traiettoria del tutto coerente con le proiezioni modellistiche. </strong></p><p>Questa tempesta oceanica sarà intensa e transiterà <strong>a largo delle isole britanniche</strong> prima di dirigersi con decisione <strong>verso l'Islanda</strong>, influenzando il tempo su un'ampia porzione dell'Europa nord-occidentale. </p><h2>La dinamica dell'approfondimento e i criteri della ciclogenesi esplosiva</h2><p>La <strong>genesi </strong>di questa imponente struttura depressionaria sarà il frutto dell'<strong>interazione tra due masse d'aria dalle caratteristiche profondamente differenti</strong>. La discesa di aria polare marittima in uscita dalle latitudini artiche tra Groenlandia e mare del Nord entrerà in contatto con un flusso molto mite e carico di umidità proveniente dai settori subtropicali. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo-1790679105604.jpg" data-image="pz7ark9mrstc"><figcaption>Immagine lo stato della tempesta alle ore 9 di questa mattina, martedì 29 settembre. Il valore segnato era di circa 981 hPa a livello del mare. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Ne deriverà <strong>un marcato contrasto termico</strong>, capace di fornire l'energia essenziale a <strong>una rapida caduta della pressione al centro del vortice</strong>. Nel suo punto più profondo, la pressione atmosferica raggiungerà valori stimati intorno ai <strong>954 hPa</strong> a livello del mare. Anche alla quota geopotenziale di 500 hPa, ci sarà una netta anomalia negativa. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo-1790679136450.jpg" data-image="vagwy66igoam"><figcaption>In questa immagine, vediamo la proiezione per le 9:00 di domani mattina, 30 settembre 2026. Il valore di pressione previsto al suolo sarà di 954 hPa, con un divario superiore a 24 hPa nelle 24 ore. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Un calo di pressione così rapido e marcato potrebbe rientrare nella definizione tecnico-scientifica di <strong>ciclogenesi esplosiva</strong>. </p><div class="texto-destacado">Si tratta di un fenomeno che, convenzionalmente, si verifica quando il centro della depressione perde almeno 24 hPa nelle 24 ore. </div><p>Nel caso del sistema atlantico in arrivo, la velocità con cui si scaverà il minimo barico<strong> tra il 50° e il 60° parallelo Nord </strong>potrebbe soddisfare pienamente queste condizioni, configurando, quindi, <strong>un evento di notevole intensità e violenza, di rara potenza per la fine di settembre.</strong> </p><h2> Il monitoraggio europeo, il battesimo e l'innesco oltreoceano</h2><p>L a struttura <strong>non ha ancora ricevuto una denominazione ufficiale </strong>da parte del consorzio dei servizi meteorologici dell'Europa Occidentale, tuttavia, se dovesse riuscire ad arrivare ad interessare con particolare intensità le coste occidentali di Scozia e Irlanda, con la conseguente emissione di avvisi di pericolo significativo, alla tempesta verrebbe attribuito il nome di Austen, che guida l'elenco stagionale per il periodo 2026/2027.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo-1790679505531.jpg" data-image="ng39trp6zfs6"><figcaption>La tempesta atlantica mercoledì mattina avrà raggiunto i mari ad ovest delle isole britanniche, con una traiettoria settentrionale, che la porterà rapidamente verso l'Islanda. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p><strong>Nei giorni scorsi</strong>, una vistosa ondulazione della corrente a getto polare ha generato altre figure oceaniche particolarmente intense nell'emisfero settentrionale e, soprattutto,<strong> nell'area nordamericana e atlantica</strong>. Questo fenomeno ha esasperato i <strong>contrasti termici</strong>, innescando una sequenza di <strong>violenti nubifragi e temporali</strong> che hanno interessato <strong>gli Stati Uniti settentrionali</strong>, purtroppo lasciando dietro di sé vittime e gravi danni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791013" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre.html" title="Maltempo, i modelli fanno 'marcia indietro': la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre">Maltempo, i modelli fanno "marcia indietro": la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre.html" title="Maltempo, i modelli fanno 'marcia indietro': la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre-1790670404505_320.jpg" alt="Maltempo, i modelli fanno 'marcia indietro': la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre"></a></article></aside><p><strong>Questa stessa importante e accentuata ondulazione del getto</strong>, piegando verso l'Atlantico, è <strong>all'origine della genesi della tempesta</strong> e della sua potenziale "evoluzione esplosiva" di fronte alle coste occidentali europee. </p><h2>L'evoluzione generale e gli effetti attesi sull'Italia</h2><p>Come prospettato, l'Europa nord-occidentale sarà interessata da <strong>forti venti di burrasca o di tempesta</strong> con <strong>raffiche superiori a 130 km/h</strong> e conseguenti <strong>onde imponenti</strong>. Mentre il bacino del <strong>Mediterraneo </strong>si troverà <strong>ancora protetto da un promontorio anticiclonico</strong> di blocco, tipicamente con la forma di omega, che sarà disteso tra l'Europa centro-meridionale (quindi l'Italia e Balcani compresi) verso nord-est, questo sbarramento costringerà il <strong>flusso perturbato atlantico a dirigersi decisamente verso nord.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo-1790679295229.jpg" data-image="9zuyhzdb1436"><figcaption>Nei giorni scorsi, una vistosa ondulazione della corrente a getto polare ha generato altre figure oceaniche particolarmente intense nell'emisfero settentrionale e, soprattutto, nell'area nordamericana e atlantica. Questa stessa importante e accentuata ondulazione del getto, piegando verso l'Atlantico, è all'origine della genesi della tempesta e della sua potenziale "evoluzione esplosiva" di fronte alle coste occidentali europee. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Di conseguenza, <strong>il tempo sull'Italia </strong>si manterrà prevalentemente <strong>stabile e soleggiato</strong> fino al prossimo fine settimana, con <strong>temperature diurne gradevoli </strong>e punte massime<strong> non lontane dai 28-30°C al Centro-Nord</strong> <strong>e sulle isole maggiori</strong>, mentre di notte avremo una escursione termica anche importante, con valori non distanti da quelli caratteristici per la stagione. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790848" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre.html" title="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate">Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre.html" title="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre-1790606411884_320.png" alt="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate"></a></article></aside><p>La profonda depressione atlantica, quindi, non riuscirà a sfondare verso il nostro territorio ma, durante il suo spostamento verso l'Islanda<strong>, riuscirà a richiamare area umida lungo il bordo occidentale dell'anticiclone</strong>, con <strong>aumento di velature</strong> e nubi stratificate sul Nord-Ovest e sulla Sardegna e parzialmente anche sull'area tirrenica. </p><p><strong>Per un peggioramento più consistente sulla nostra penisola</strong>, bisognerà ancora <strong>attendere diversi giorni</strong>. Ma, per un approfondimento ulteriore in tal senso, rimandiamo ai<strong> prossimi aggiornamenti. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-record-tra-islanda-e-regno-unito-confermata-la-rotta-e-l-approfondimento-esplosivo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Libro sul clima nelle scuole, l'INGV interviene dopo le polemiche: "Il riscaldamento è prevalentemente antropico"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/libro-sul-clima-nelle-scuole-l-ingv-interviene-dopo-le-polemiche-il-riscaldamento-e-prevalentemente-antropico.html</link><pubDate>Tue, 29 Sep 2026 10:41:51 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>L’Istituto nazionale di Geofisica e Vulncaologia italiano interviene nel dibattito sulla recente pubblicazione di un libro negazionista del cambiamento climatico per le scuole: "il ruolo delle attività umane nel riscaldamento globale è confermato da solidi dati scientifici"</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/libro-sul-clima-nelle-scuole-l-ingv-interviene-dopo-le-polemiche-il-riscaldamento-e-prevalentemente-antropico-1790677969349.jpeg" data-image="o4r0zx5xodh6" alt="co2 emissioni" title="co2 emissioni"><figcaption>Le emissioni antropiche di gas serra sono il principale responsabile dell'attuale riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici in atto.</figcaption></figure><p> Nei giorni scorsi, <strong>un libro sui cambiamenti climatici distribuito nelle scuole superiori di Belluno ha scatenato un forte caso politico ed ha attivato anche un intenso dibattito scientifico.</strong> Alcune affermazioni sul cambiamento climatico contenute nel volume “<em>Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni</em>”, scritto dal presidente dell’ordine dei geologi del Veneto Giorgio Giacchetti, sono state contestate da diverse realtà scientifiche come l’Accademia dei lincei e il dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova.</p><div class="texto-destacado">L’intenzione dichiarata della pubblicazione era offrire agli studenti uno strumento di conoscenza, ma in alcune pagine del libro viene messo in discussione proprio ciò che la scienza ha stabilito da decenni:<strong> il ruolo decisivo delle attività umane nel riscaldamento globale.</strong></div><p>Si scrive infatti che l’incremento di temperatura in corso rientrerebbe nei cicli naturali, e che le emissioni antropiche hanno un peso trascurabile.</p><p><strong>Il posizionamento del mondo scientifico contro alcune cose che si leggono in questa pubblicazione è stato netto,</strong> ed è intervenuto anche il meteorologo <a href="https://www.ilmeteo.net/autore/luca-lombroso/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Luca Lombroso</a>, autore qui su Meteored di molti articoli di divulgazione oltre che di previsionali. "Il confine tra legittimo dubbio scientifico e negazionismo è abbastanza chiaro - ha spiegato a <em>il manifesto</em>. <strong>Negare l’influenza della CO2 o la causa umana significa contraddire evidenze accumulate da più di trent’anni".</strong></p><h2>La posizione dell'INGV</h2><p>Di seguito riportiamo anche il posizionamento dell'INGV, che ha pubblicato un comunicato stampa sul tema. "Su un tema così importante - si legge - e soprattutto quando questi contenuti sono destinati anche alle scuole, l’<strong>Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</strong> ritiene utile richiamare alcuni elementi scientifici oggi ben consolidati".</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/libro-sul-clima-nelle-scuole-l-ingv-interviene-dopo-le-polemiche-il-riscaldamento-e-prevalentemente-antropico-1790678181339.jpeg" data-image="x76as5fwjmco"><figcaption>Sono ormai decenni che migliaia di studi confermano: dietro l'attuale fase di cambiamento climatico ci sono soprattutto le immissioni in atmosfera di gas serra dovuti alla combustione di combustibili fossili derivati dal petrolio o dal gas.</figcaption></figure><p>Che il clima della Terra sia sempre cambiato è un dato ben noto, si legge nella nota dell'INGV. La storia del pianeta registra fasi climatiche molto diverse, determinate nel tempo da fattori naturali come le variazioni orbitali, l’attività solare, le grandi eruzioni vulcaniche e i cambiamenti nella circolazione oceanica e atmosferica. <strong>È proprio lo studio di questi fenomeni,</strong> e più in generale della storia climatica della Terra, <strong>che oggi ci permette di distinguere le variazioni naturali avvenute nel passato dai cambiamenti osservati a partire dall’inizio dell’era industriale. </strong></p><h2>Cambiamento climatico: "l’origine del riscaldamento globale attuale è prevalentemente antropica"</h2><p>Le evidenze disponibili su questo punto sono molto solide. <strong>I rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)</strong>, che sintetizzano migliaia di studi scientifici e un ampio insieme di osservazioni indipendenti, <strong>indicano chiaramente che il riscaldamento globale osservato negli ultimi decenni è dovuto principalmente alle attività umane</strong> e, in particolare, alle emissioni di gas a effetto serra.</p><p><strong>I fattori naturali continuano naturalmente a influenzare il clima, ma non sono in grado di spiegare l’aumento delle temperature registrato in epoca recente</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790131" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli">Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html" title="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli-1790172973662_320.jpeg" alt="Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli"></a></article></aside><p>Allo stesso modo, <strong>è ben documentata l’origine antropica dell’aumento delle concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica, </strong>metano e protossido di azoto rispetto all’epoca preindustriale. A sostenerlo non è una singola osservazione, ma un insieme coerente di evidenze: dalle misure atmosferiche moderne alle carote di ghiaccio polari, che conservano nelle loro bolle d’aria veri e propri campioni dell’atmosfera del passato, dai bilanci globali delle emissioni fino alle analisi isotopiche.</p><p>Per queste ragioni, <strong>l’INGV condivide il richiamo al rigore scientifico già espresso dal Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)</strong>, soprattutto in considerazione del fatto che il volume è stato destinato anche alle scuole.</p><h2>Il posizionamento dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia</h2><p>“Il dubbio e il confronto fanno parte del metodo scientifico e sono indispensabili per far avanzare la conoscenza”, sottolinea Fabio Florindo, Presidente dell’INGV. “Ma <strong>il confronto deve partire dai dati disponibili e deve rappresentare correttamente il livello di solidità delle diverse interpretazioni</strong>. Non tutte le ipotesi hanno lo stesso peso scientifico. Nel caso del cambiamento climatico attuale, l’origine prevalentemente antropica del riscaldamento globale è supportata da osservazioni indipendenti, dalla fisica del sistema climatico e da decenni di ricerca”.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> “Il dubbio e il confronto fanno parte del metodo scientifico e sono indispensabili per far avanzare la conoscenza. Ma <strong>il confronto deve partire dai dati disponibili e deve rappresentare correttamente il livello di solidità delle diverse interpretazioni</strong>. Non tutte le ipotesi hanno lo stesso peso scientifico. Nel caso del cambiamento climatico attuale, l’origine prevalentemente antropica del riscaldamento globale è supportata da osservazioni indipendenti, dalla fisica del sistema climatico e da decenni di ricerca”. (Fabio Florindo, Presidente dell’INGV)<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>“Chi studia il sistema Terra conosce bene la variabilità naturale del clima e sappiamo quanto profonde siano state, nel corso della storia del pianeta, le trasformazioni ambientali”, prosegue Florindo. “<strong>Ma è proprio questa conoscenza che ci consente di riconoscere ciò che distingue il cambiamento climatico attuale da molti cambiamenti avvenuti nel passato</strong>. Richiamare i cicli naturali della Terra è quindi corretto, ma non può essere utilizzato per mettere sullo stesso piano spiegazioni che oggi hanno un supporto scientifico molto diverso<em></em>”.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/libro-sul-clima-nelle-scuole-l-ingv-interviene-dopo-le-polemiche-il-riscaldamento-e-prevalentemente-antropico-1790678243736.jpeg" data-image="8t0p2jfu30fd"><figcaption>Le concentrazioni di CO2 in atmosfera sono cresciute fortemente negli ultimi decenni, a causa della combustione da parte dell'umanità di enormi quantità di combustibili fossili (petrolio e gas).</figcaption></figure><h2>Adattamento e mitigazione devono andare di pari passo</h2><p>C’è poi un altro aspetto che merita di essere sottolineato. Parlare di riduzione delle cause del cambiamento climatico non significa trascurare la necessità di adattarsi ai suoi effetti.</p><p>Per un Paese come l’Italia, la conoscenza geologica del territorio, il monitoraggio, la prevenzione e la riduzione del rischio idrogeologico restano obiettivi fondamentali. <strong>Adattamento e mitigazione non sono strade alternative: devono procedere insieme</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790730" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio.html" title="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa">Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio.html" title="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/crisi-climatica-e-incendi-per-i-bambini-di-oggi-il-rischio-nei-prossimi-anni-sara-doppio-1790538173955_320.jpg" alt="Clima estremo e incendi: i bambini nati dal 2025 saranno esposti quasi il doppio dei nonni, soprattutto nel Sud Europa"></a></article></aside><p>La questione diventa ancora più delicata quando la comunicazione scientifica si rivolge agli studenti. Formare senso critico significa insegnare a discutere le conoscenze, a riconoscere le incertezze e confrontarsi con i dati. Significa però anche fornire un quadro corretto di ciò che la ricerca scientifica ha ormai stabilito con un elevato grado di affidabilità.</p><p>Su temi complessi e importanti come il cambiamento climatico, il confronto è non solo legittimo, ma necessario. Proprio per questo deve partire dalle evidenze.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Istituto%20Nazionale%20di%20Geofisica%20e%20Vulcanologia%20(INGV)" data-year="2026" data-title="INGV" data-url="https%3A%2F%2Fwww.ingv.it%2F">Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). (2026). <a href="https://www.ingv.it/" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">INGV</a>.</cite><br><cite data-author="Il%20P%C3%A9ost" data-year="2026" data-title="A%20Belluno%20un%20libro%20per%20le%20scuole%20%C3%A8%20diventato%20un%20caso" data-url="https%3A%2F%2Fwww.ilpost.it%2F2026%2F09%2F25%2Fbelluno-libro-anti-scientifico%2F">Il Péost. (2026). <a href="https://www.ilpost.it/2026/09/25/belluno-libro-anti-scientifico/" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">A Belluno un libro per le scuole è diventato un caso</a>.</cite><br><cite data-author="il%20manifesto" data-year="" data-title="Belluno%2C%20il%20libro%20delle%20frottole%20climatiche%20resta%20in%20classe" data-url="https%3A%2F%2Filmanifesto.it%2Fbelluno-il-libro-delle-frottole-climatiche-resta-in-classe">il manifesto. <a href="https://ilmanifesto.it/belluno-il-libro-delle-frottole-climatiche-resta-in-classe" target="_blank" rel="" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Belluno, il libro delle frottole climatiche resta in classe</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/libro-sul-clima-nelle-scuole-l-ingv-interviene-dopo-le-polemiche-il-riscaldamento-e-prevalentemente-antropico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Allagamenti a Barcellona: oltre 100 mm di pioggia questo martedì 29 settembre per le piogge torrenziali in Catalogna]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/allagamenti-a-barcellona-oltre-100-mm-di-pioggia-questo-martedi-29-settembre-per-le-piogge-torrenziali.html</link><pubDate>Tue, 29 Sep 2026 10:01:46 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Forti temporali si sono abbattuti su Barcellona, causando allagamenti e forti piogge in breve tempo. Meteocat ha attivato il livello di allerta massimo, ma quanto durerà questo evento meteorologico?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/inundaciones-en-barcelona-mas-de-100-l-m-acumulados-hoy-martes-cuando-remitiran-las-lluvias-torrenciales-1790668446187.jpg" data-image="qhkzexwy0v3f" alt="temporale" title="temporale"><figcaption>Le forti piogge hanno indotto la Protezione Civile della Generalitat ad attivare l'allerta del piano INUNCAT.</figcaption></figure><p>Le piogge torrenziali stanno rendendo complicata la mattinata nella provincia di Barcellona, in catalogna (Spagna). <strong>Strade allagate, accumuli superiori ai 100 litri per metro quadrato e il rischio di improvvise piene di fiumi</strong> e torrenti caratterizzano questo martedì 29 settembre, soprattutto nella comarca dell'Alt Penedès.</p><p>Le precipitazioni, che interessano anche Anoia e Garraf, hanno portato <strong>la Protezione Civile della Generalitat ad attivare l'allerta del piano INUNCAT.</strong> </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg> Le piogge torrenziali stanno rendendo complicata la mattinata nella provincia di Barcellona, in catalogna (Spagna). <strong>Strade allagate, accumuli superiori ai 100 millimetri e il rischio di improvvise piene di fiumi</strong> e torrenti caratterizzano questo martedì 29 settembre, soprattutto nella comarca dell'Alt Penedès. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L'organismo aveva già avvertito lunedì di un peggioramento delle previsioni per questo martedì, con temporali in grado di scaricare oltre 40 litri per metro quadrato in appena mezz'ora.</p><h2>Oltre 100 mm nell'Alt Penedès e strade allagate</h2><p>L'Alt Penedès concentra alcuni degli accumuli di precipitazione più elevati di questo episodio. Secondo i dati provvisori delle stazioni meteorologiche non ufficiali diffusi da BTV El Temps, fino alle 10:30 <strong>Sant Pere de Riudebitlles ha accumulato 105 mm, mentre Sant Quintí de Mediona ha raggiunto i 120 mm.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="ca" dir="ltr">Molta precaució!!! Mireu com esta Torrelavit ️️️ A Sant Quinti de Mediona 120 litres caiguts. <a href="https://x.com/hashtag/meteo?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#meteo</a> <a href="https://t.co/WleyhnfoLn">pic.twitter.com/WleyhnfoLn</a></p>— Àlex Van der Laan (@alexmegapc) <a href="https://x.com/alexmegapc/status/2104850905380028551?ref_src=twsrc%5Etfw">September 29, 2026</a></blockquote></figure><p><strong>A Torrelavit sono stati registrati 79 mm,</strong> mentre a Sant Martí Sarroca le precipitazioni hanno superato i 60 mm in appena un'ora, provocando allagamenti in alcune strade.</p><p>I dati sono provvisori e <strong>potrebbero aumentare se le precipitazioni dovessero proseguire.</strong> I temporali stanno interessando anche Anoia e Garraf e si stanno spostando verso il nord-est della Catalogna.</p><h2>La Protezione Civile attiva l'allerta per il rischio di alluvioni</h2><p><strong>L'intensità dei rovesci ha imposto di aumentare il livello di vigilanza nelle comarche interessate.</strong> La Protezione Civile ha attivato lunedì l'allerta del piano INUNCAT in vista di precipitazioni localmente molto intense, che potrebbero superare i 40 mm in 30 minuti.</p><p>Da parte sua, <strong>l'Agenzia Catalana dell'Acqua (ACA) ha emesso un'allerta idrologica per l'Alt Penedès per la possibilità di improvvisi aumenti della portata</strong> di fiumi e torrenti, sia in questa comarca sia nei comuni vicini.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="791013" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre.html" title="Maltempo, i modelli fanno 'marcia indietro': la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre">Maltempo, i modelli fanno "marcia indietro": la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre.html" title="Maltempo, i modelli fanno 'marcia indietro': la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre-1790670404505_320.jpg" alt="Maltempo, i modelli fanno 'marcia indietro': la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre"></a></article></aside><p>Le autorità raccomandano di <strong>evitare gli spostamenti non necessari</strong>, di non avvicinarsi a torrenti e corsi d'acqua e di prestare la massima attenzione sulle strade vicine agli alvei.</p><h2>Quando finiranno le piogge torrenziali a Barcellona?</h2><p>L'evoluzione delle precipitazioni nelle prossime ore sarà determinante. <strong>I temporali si stanno spostando verso nord-est</strong>, anche se nuovi rovesci intensi possono ancora verificarsi in diversi punti della Catalogna.</p><p>L'ultimo aggiornamento di Meteocat conferma che <strong>l'episodio continua a essere pericoloso durante la mattinata di questo martedì</strong>. L'avviso di vigilanza resta in vigore fino alle 10:37, anche se la sua conclusione non significa necessariamente che le precipitazioni cesseranno in quel momento.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="ca" dir="ltr">️️La linia de tempestes i aiguats afecta l'Anoia, l'Alt Penedès i el Garraf. Es desplacen al NE. A Sant Martí Sarroca han descarregat més de 60 litres en una hora. Ja provoca algunes inundacions. Algunes estacions no oficials donen registres de més de 100 litres. Precaució. <a href="https://t.co/RXmjoUqRw8">pic.twitter.com/RXmjoUqRw8</a></p> Sergi Loras Gironès (@SergiLoras) <a href="https://x.com/SergiLoras/status/2104829812313366919?ref_src=twsrc%5Etfw">September 29, 2026</a></blockquote></figure><p>Secondo le previsioni marittime di AEMET, <strong>le acque costiere di Barcellona e Tarragona presentano questo martedì una probabilità di rovesci e temporali molto forti.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790848" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre.html" title="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate">Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre.html" title="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre-1790606411884_320.png" alt="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate"></a></article></aside><p>Per il periodo compreso tra mezzogiorno di martedì e mercoledì 30 settembre, <strong>AEMET non prevede condizioni tali da richiedere allerte marittime lungo la costa catalana.</strong> Questa previsione indica un miglioramento delle condizioni sul litorale, anche se non permette di stabilire un'ora precisa per la fine delle piogge nell'entroterra della provincia di Barcellona.</p><h2>Il rischio di allagamenti continuerà anche dopo i temporali</h2><p>Anche se le precipitazioni dovessero perdere intensità, <strong>gli elevati accumuli registrati nelle prime ore di martedì potrebbero mantenere alto il rischio di allagamenti.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/inundaciones-en-barcelona-mas-de-100-l-m-acumulados-hoy-martes-cuando-remitiran-las-lluvias-torrenciales-1790668772912.jpg" data-image="hpxvr4cxwqgm" alt="Piogge" title="Piogge"><figcaption>La Protezione Civile invita a mantenere la prudenza e a consultare gli avvisi ufficiali</figcaption></figure><p>Il deflusso delle acque e l'aumento della portata di fiumi e torrenti possono provocare problemi anche dopo che ha smesso di piovere. Per questo motivo, <strong>la Protezione Civile invita a</strong> <strong>mantenere la prudenza e a consultare gli avvisi ufficiali.</strong> L'evoluzione delle precipitazioni e delle portate dei corsi d'acqua determinerà quando si potrà considerare concluso questo episodio meteorologico.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/allagamenti-a-barcellona-oltre-100-mm-di-pioggia-questo-martedi-29-settembre-per-le-piogge-torrenziali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Maltempo, i modelli fanno "marcia indietro": la prima perturbazione autunnale sull'Italia non prima del 6-8 ottobre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre.html</link><pubDate>Tue, 29 Sep 2026 08:28:55 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Il modello europeo ECMWF sposta l'ingresso della perturbazione a martedì 6 ottobre, con la Sicilia tra le regioni più esposte. Il GFS ipotizza invece un maltempo più esteso dal 7 anche ad aree del Centro. Le incertezze restano alte, ma l'Italia si avvicina a una fase più instabile.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbehome"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbehome.jpg" id="xbehome"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Ieri vi avevamo parlato dell'apertura della porta atlantica in Europa, con l'arrivo di diverse perturbazioni su Spagna e Francia, e della possibilità che <strong>da domenica 4 ottobre</strong> anche l'Italia venisse raggiunta dalla prima ondata di maltempo autunnale. </p><p>Gli aggiornamenti di oggi cambiano il quadro: <strong>il modello europeo ECMWF sposta l'arrivo delle piogge più avanti</strong>, e le tempistiche slittano di qualche giorno. Il modello americano GFS anche mostra che il maltempo non arriverà prima del 6, e non sarà comunque generalizzato a tutto il paese.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre-1790670073623.jpg" data-image="nmq4z6xo7bok"><figcaption>La situazione meteo in Europa prevista per mercoledì 30 settembre 2026: un grosso fronte atlantico porterà piogge dalla Spagna alla Francia e fino alle Isole Britanniche. Italia all'asciutto.</figcaption></figure><p>Prima di vedere cosa dicono i modelli oggi bisogna ricordare che le previsioni a una settimana/dieci giorni in pieno autunno sono soggette a un grosso errore, e che<strong> le previsioni possono cambiare molto nei prossimi aggiornamenti.</strong> Il fatto che i modelli cambino scenario a ogni aggiornamento è del tutto normale, perché mancano ancora troppi giorni per una previsione più precisa e certa. </p><p>Questi servono però a farci una idea di cosa sta cambiando nella circolazione atmosferica.</p><h2><strong>Cosa è cambiato nei modelli: la perturbazione slitta a martedì 6 ottobre</strong></h2><p>Secondo l'ultimo aggiornamento dell'<a href="https://www.ilmeteo.net/mappe-meteo/it-europa-ecmwf-87.htm" target="_blank" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">ECMWF</a>, la perturbazione non entrerà più sull'Italia nel weekend, ma <strong>martedì 6 ottobre</strong>, con un primo impatto sulle regioni meridionali. Nel dettaglio, <strong>sarebbe la Sicilia la regione più coinvolta: tra il 6 e l'8 ottobre l'isola potrebbe essere investita da un forte maltempo, con decine di mm di accumulo pluviometrico in poco tempo.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre-1790669921920.jpg" data-image="wknounm71odt"><figcaption>Il modello europeo ECMWF mostra la perturbazione in ingresso sul Sud martedì 6 ottobre, con la Sicilia tra le zone più esposte.</figcaption></figure><p><strong>L'</strong><strong>8 ottobre, poi, una perturbazione potrebbe raggiungere anche il Centro tirrenico. </strong>Fino ad allora, quindi, il quadro resta quello di giorni stabili, soleggiati e miti. </p><h3><strong>Il GFS vede un maltempo più esteso dal 7 ottobre</strong></h3><p>Il modello americano GFS propone uno scenario diverso. Ipotizza infatti <strong>una fase di maltempo più estesa a partire dal 7 ottobre</strong>, con il <strong>Centro Italia</strong> interessato per primo e poi anche il <strong>Sud l'8 ottobre</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790848" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre.html" title="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate">Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre.html" title="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/massimiliano-santini-avvisa-ecco-cosa-arrivera-in-italia-dopo-l-ottobrata-le-tendenze-del-modello-ecwmf-per-ottobre-1790606411884_320.png" alt="Meteo, Massimiliano Santini avvisa: dopo l'ottobrata tra il 5 e il 12 ottobre potrebbero tornare piogge più organizzate"></a></article></aside><p>Rispetto all'ECMWF cambia quindi la dinamica: il modello europeo concentra l'attenzione sul Sud e sulla Sicilia, mentre il GFS coinvolge un'area più ampia della Penisola, partendo dal Centro.</p><h2><strong>Cosa ci dicono queste incertezze dei modelli?</strong></h2><p>Le differenze tra i due modelli hanno un significato chiaro: <strong>è ancora troppo presto</strong>. Gli eventi in questione sono a una settimana-dieci giorni di distanza, e a queste scadenze <strong>i modelli sono ancora soggetti a un errore elevato</strong>. </p><div class="texto-destacado">Piccole variazioni nella posizione e nell'intensità delle strutture atmosferiche possono spostare di giorni l'arrivo di una perturbazione, o cambiare le zone più colpite.</div><p>Sarà quindi necessario <strong>attendere i prossimi aggiornamenti</strong> per capire come evolverà la situazione, e per questo è ancora presto per indicare con precisione tempi, aree e intensità dei fenomeni.</p><h3><strong>La tendenza: verso una fase più autunnale</strong></h3><p>Ciò che si può dire, al di là dei dettagli, è che <strong>l'Italia si avvicina a una fase più instabile dopo giorni di stabilità e ottobrate</strong>. Il cambiamento è in linea con quanto sta già accadendo su gran parte d'Europa, dove <strong>l'autunno è già iniziato</strong>: le perturbazioni atlantiche stanno attraversando la penisola iberica, la Francia e la Germania.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790881" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-meteo-in-germania-dopo-i-nuovi-record-di-caldo-cio-che-accadra-giovedi-sorprende-molti.html" title="Svolta meteo in Germania dopo i nuovi record di caldo: ciò che accadrà giovedì 1° ottobre sorprende molti ">Svolta meteo in Germania dopo i nuovi record di caldo: ciò che accadrà giovedì 1° ottobre sorprende molti </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/svolta-meteo-in-germania-dopo-i-nuovi-record-di-caldo-cio-che-accadra-giovedi-sorprende-molti.html" title="Svolta meteo in Germania dopo i nuovi record di caldo: ciò che accadrà giovedì 1° ottobre sorprende molti "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/wetter-hammer-nach-200-hitzerekorden-was-am-donnerstag-passiert-uberrascht-viele-und-dann-kommt-der-goldene-oktober-1790577305558_320.jpg" alt="Svolta meteo in Germania dopo i nuovi record di caldo: ciò che accadrà giovedì 1° ottobre sorprende molti "></a></article></aside><p>L'Italia, per ora, è rimasta ai margini, protetta dall'anticiclone. Ma i modelli, pur con tutte le loro divergenze, indicano che questa parentesi tardo-estiva potrebbe avere le ore contate.</p><p>Continueremo a seguire l'evoluzione con <strong><a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">nuovi aggiornamenti </a></strong>nei prossimi giorni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/maltempo-i-modelli-fanno-marcia-indietro-la-perturbazione-autunnale-slitta-a-dopo-il-6-ottobre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La "Pompei" delle Ande: un'eruzione gigantesca ha sepolto un intero paesaggio]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-pompei-delle-ande-un-eruzione-gigantesca-ha-sepolto-un-intero-paesaggio.html</link><pubDate>Tue, 29 Sep 2026 07:26:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Una gigantesca eruzione vulcanica in Cile ha offerto agli scienziati una rara prospettiva sulle antiche Ande, rivelando indizi su come la catena montuosa si sia formata e trasformata nel corso di milioni di anni.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/the-pompeii-of-the-andes-giant-eruption-buried-an-entire-landscape-1790183495364.jpg" data-image="dvpr9h7lebls"><figcaption>Depositi di ignimbrite di Cardones incisi dal fiume Lluta nel Cile settentrionale. Crediti: Frances J. Cooper.</figcaption></figure><p>Un nuovo studio pubblicato su <em>Science Advances</em> rivela che <strong>una gigantesca eruzione vulcanica ha agito come il Vesuvio su un intero paesaggio</strong>, seppellendo tutto ciò che incontrava e preservando un territorio che altrimenti sarebbe andato perduto a causa dell'erosione.</p><p>I ricercatori hanno studiato la roccia vulcanica eruttata dalla caldera di Lauca, nel nord del Cile, 21,9 milioni di anni fa. La roccia, chiamata ignimbrite, ricopre un'area sei volte più estesa della capitale cilena Santiago e in alcuni punti raggiunge uno spessore di un chilometro.</p><h2>Modelli per ricostruire i paesaggi nascosti</h2><p>Il team ha simulato centinaia di possibili paesaggi, utilizzando modelli che descrivono il modo in cui i fiumi modellano le catene montuose, per capire quali di questi potessero assomigliare al paesaggio sepolto sotto le rocce. <strong>I ricercatori hanno scoperto che sarebbero stati possibili soltanto paesaggi caratterizzati da rilievi relativamente modesti,</strong> simili a dolci pendii ai piedi delle montagne. Secondo la loro interpretazione, questa parte delle Ande si sarebbe sollevata lentamente, a un ritmo di circa 2,5 centimetri ogni 100 anni.</p><p>Se le rocce fossero state sollevate più rapidamente, il paesaggio avrebbe potuto sviluppare pendii più ripidi, incompatibili con la morfologia ricostruita sotto i depositi vulcanici.</p><p><strong>I risultati sostengono l'ipotesi secondo cui le Ande si siano formate lentamente nell'arco di decine di milioni di anni</strong>. Si tratta di un processo lento rispetto a quello osservato in molte aree di catene montuose attive caratterizzate da un rapido sollevamento, come alcune zone dell'Himalaya.</p><p>Il dottor Byron Adams, dell'UCL Earth Sciences, ha dichiarato: "Questo paesaggio è stato sepolto da una gigantesca eruzione vulcanica, un po' come Pompei, ma su una scala enormemente più grande. Invece di ricoprire una città, miscele incandescenti di cenere vulcanica, frammenti di roccia e gas si sono riversate su un intero paesaggio, inglobolando il territorio sottostante.</p><div class="texto-destacado">"Pompei mostra come le eruzioni vulcaniche possano congelare un momento della storia umana. Questo studio dimostra che eruzioni molto più grandi possono anche congelare momenti della storia della Terra, seppellendo interi paesaggi sotto depositi vulcanici e preservando indizi su come si stavano formando le montagne prima dell'eruzione.</div><p>"Non possiamo scavare fino a raggiungere il paesaggio sepolto, ma possiamo utilizzare la forma della coltre vulcanica e ciò che sappiamo sul modo in cui i fiumi modellano le montagne per ricostruire ciò che si trova al di sotto."</p><h2>Le rocce vulcaniche rivelano la storia geologica</h2><p>I ricercatori hanno osservato che la loro stima del sollevamento coincideva con precedenti studi sui minerali presenti nella roccia, che registrano i cambiamenti di temperatura avvenuti negli ultimi 50 milioni di anni. Questi cambiamenti riflettono il raffreddamento della roccia mentre risale attraverso la crosta terrestre.</p><p>Il dottor Adams ha aggiunto: "Questo approccio ci offre un nuovo modo di guardare al passato della Terra. I metodi attuali per stimare la velocità con cui si formano le montagne analizzano gli 'orologi' chimici presenti nelle rocce, ma questi sono limitati a specifici momenti nel tempo. Il nostro metodo può stimare il sollevamento delle rocce su un periodo molto più lungo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788832" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-protezione-civile-ha-pubblicato-la-mappa-sui-livelli-di-allerta-dei-vulcani-italiani.html" title="La Protezione Civile ha pubblicato la mappa sui livelli di allerta dei vulcani italiani">La Protezione Civile ha pubblicato la mappa sui livelli di allerta dei vulcani italiani</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-protezione-civile-ha-pubblicato-la-mappa-sui-livelli-di-allerta-dei-vulcani-italiani.html" title="La Protezione Civile ha pubblicato la mappa sui livelli di allerta dei vulcani italiani"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-protezione-civile-ha-pubblicato-la-mappa-sui-livelli-di-allerta-dei-vulcani-italiani-1790154543006_320.jpeg" alt="La Protezione Civile ha pubblicato la mappa sui livelli di allerta dei vulcani italiani"></a></article></aside><p>"In questo caso, stimiamo che sarebbero stati necessari milioni di anni per produrre il paesaggio dai rilievi modesti che abbiamo ricostruito prima dell'eruzione.</p><p>"Esiste un dibattito sul fatto che le Ande siano cresciute lentamente e costantemente nell'arco di 40 o 50 milioni di anni oppure che si siano sollevate in modo estremamente lento per poi innalzarsi rapidamente più recentemente, negli ultimi 6-10 milioni di anni. I nostri risultati, che riguardano una parte significativa della fase intermedia di questa storia, sostengono l'ipotesi di una crescita lenta ma costante."</p><p>La dottoressa Frances Cooper, anch'essa dell'UCL Earth Sciences, ha dichiarato: "Lavoriamo da molti anni in questa parte delle Ande per capire come si siano sviluppate le montagne. Le Ande hanno una grande influenza sul clima regionale e globale, quindi ricostruirne la storia è importante per comprendere i cambiamenti climatici a lungo termine.</p><p>"Ciò che è particolarmente interessante di questo studio è che ci offre un nuovo modo per ricostruire questa storia. Lo stesso approccio potrebbe essere applicato ai depositi vulcanici presenti in altre parti del mondo, aiutandoci a ricostruire paesaggi sepolti per milioni di anni."</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento scientifico</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Byron%20A.%20Adams%2C%20Frances%20J.%20Cooper%2C%20Clementine%20Walsh%2C%20and%20Katharine%20V.%20Cashman" data-year="2026" data-title="Landscapes%20buried%20beneath%20large-volume%20ignimbrites%20reveal%20preeruptive%20uplift%20rates" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fsciadv.aee5374">Byron A. Adams, Frances J. Cooper, Clementine Walsh e Katharine V. Cashman. (2026). <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aee5374" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Landscapes buried beneath large-volume ignimbrites reveal preeruptive uplift rates</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-pompei-delle-ande-un-eruzione-gigantesca-ha-sepolto-un-intero-paesaggio.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[The Whale, nuovo museo della Norvegia dove scoprire tutto sulle balene e anche vederle nuotare]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/the-whale-nuovo-museo-della-norvegia-dove-scoprire-tutto-sulle-balene-e-anche-vederle-nuotare.html</link><pubDate>Tue, 29 Sep 2026 06:12:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>All’estremo nord della Norvegia, ben oltre il Circolo Polare Artico, sta per aprire un museo straordinario dedicato alle balene, che offre esperienze interattive e la possibilità di vedere questi affascinanti animali direttamente in mare</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/the-whale-nuovo-museo-della-norvegia-dove-scoprire-tutto-sulle-balene-e-anche-vederle-nuotare-1790529837101.jpg" data-image="khzloniz809e" alt="The Whale Norvegia" title="The Whale Norvegia"><figcaption>Una megattera che salta tra le onde al tramonto</figcaption></figure><p>A circa 300 Km a nord del <strong>Circolo Polare Artico</strong>, in Norvegia, si trova l’isola di <strong>Andøya</strong>, una delle milletrecento che compongono l’arcipelago di <strong>Vesterålen</strong>.</p><div class="texto-destacado">In uno dei luoghi migliori per l’avvistamento delle balene sta per aprire un museo straordinario, interamente dedicato a questi affascinanti animali.</div><p>Dopo più di dieci anni di attesa, il progetto per la realizzazione del museo <strong>The Whale</strong> è finalmente arrivato al compimento. Gli ospiti potranno visitarlo a partire da <strong>giugno 2027</strong>.</p><h2>Perché le balene amano la Norvegia</h2><p>Sebbene la Norvegia sia uno dei pochi paesi dove ancora si pratica la <strong>caccia commerciale alle balene</strong>, non senza critiche e polemiche, il paese scandinavo da diversi anni è anche diventato una delle mete più interessanti per il <strong>turismo </strong><strong>ecosostenibile</strong>.</p><p>In particolare la Norvegia è una meta molto ambita per l’osservazione delle balene nel loro habitat naturale.</p><p>Il mare che bagna Andøya è un luogo decisamente privilegiato per il whale watching perché si trova in prossimità del <strong>canyon sottomarino</strong> di Bleiksdjupet.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="777680" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-giganti-del-mediterraneo-i-3-santuari-italiani-dove-puoi-avvistare-balene-e-delfini-nel-periodo-migliore.html" title="I giganti del Mediterraneo: i 3 santuari italiani dove puoi avvistare balene e delfini nel periodo migliore">I giganti del Mediterraneo: i 3 santuari italiani dove puoi avvistare balene e delfini nel periodo migliore</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-giganti-del-mediterraneo-i-3-santuari-italiani-dove-puoi-avvistare-balene-e-delfini-nel-periodo-migliore.html" title="I giganti del Mediterraneo: i 3 santuari italiani dove puoi avvistare balene e delfini nel periodo migliore"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-giganti-del-mediterraneo-i-3-santuari-italiani-dove-puoi-avvistare-balene-e-delfini-nel-periodo-migliore-1783526545873_320.jpg" alt="I giganti del Mediterraneo: i 3 santuari italiani dove puoi avvistare balene e delfini nel periodo migliore"></a></article></aside><p>Qui dove il mare passa rapidamente dai 200 metri di profondità agli oltre 2000, si è creato un ecosistema dove le balene, ma anche moltissimi altri animali marini, amano vivere e cacciare.</p><h2>The Whale, un progetto nel rispetto dell'ambiente</h2><p>Il nuovo museo che sta per aprire sull’isola è situato proprio in riva al mare.</p><p>Dall’efficientamento energetico al riciclaggio, dall’uso di materiai sostenibili a condizioni di lavoro eque, the Whale è anche un museo ideato per essere a <strong>basso impatto</strong> sia per quanto riguarda l’ambiente che la vita della comunità locale.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">Northern Norway, The Whale: ecco il nuovo gioiello dellArtico che racconterà al mondo la vita segreta degli oceani<br>Leggi la notizia <a href="https://t.co/FoHMLuMuC6">https://t.co/FoHMLuMuC6</a> <a href="https://x.com/hashtag/architettura?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#architettura</a> <a href="https://x.com/hashtag/northernnorway?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#northernnorway</a> <a href="https://x.com/hashtag/TheWhale?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#TheWhale</a> <a href="https://x.com/hashtag/and%C3%B8ya?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#andøya</a> <a href="https://x.com/hashtag/vester%C3%A5len?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#vesterålen</a> <a href="https://x.com/hashtag/circolopolareartico?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#circolopolareartico</a> <a href="https://x.com/hashtag/turismo?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#turismo</a> <a href="https://t.co/IDta6KHPPQ">pic.twitter.com/IDta6KHPPQ</a></p>— TurismoItaliaNews.it (@TurismoItaliaNw) <a href="https://x.com/TurismoItaliaNw/status/1955851762503422145?ref_src=twsrc%5Etfw">August 14, 2025</a></blockquote></figure><p>Il progetto è nato nel lontano 2014, dall’idea di alcuni osservatori e amanti delle balene. Negli anni successivi l’interesse verso l’idea di creare un luogo interamente dedicato alle balene e al mare è cresciuto, sono arrivati finanziamenti e così, dopo una lunga attesa, finalmente l’idea è diventata una <strong>realtà concreta</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="645587" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/balenottera-azzurra-animale-piu-grande-origine-mistero-studio.html" title="Uno studio cerca di risalire all’origine del più grande animale vivente sul nostro pianeta, la balenottera azzurra">Uno studio cerca di risalire all’origine del più grande animale vivente sul nostro pianeta, la balenottera azzurra</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/balenottera-azzurra-animale-piu-grande-origine-mistero-studio.html" title="Uno studio cerca di risalire all’origine del più grande animale vivente sul nostro pianeta, la balenottera azzurra"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/balenottera-azzurra-origine-mistero-studio-1709045919780_320.jpg" alt="Uno studio cerca di risalire all’origine del più grande animale vivente sul nostro pianeta, la balenottera azzurra"></a></article></aside><p>The Whale ha anche una forma particolare, che ricorda quella di una balena che emerge dall’acqua, e sarà visitabile tutto l’anno, nelle infinite <strong>giornate estive</strong>, così come in inverno, durante le gelide <strong>notti artiche</strong>.</p><h2>Un'esperienza immersiva e multidisciplinare</h2><p>Scienza, arte, architettura ed esperienze immersive sono tutti gli ingredienti che rendono The Whale un museo speciale perché <strong>multidisciplinare</strong>. Non sarà quindi soltanto un luogo dove osservare reperti, ma anche un posto dove conoscere da vicino la vita delle balene e del mare.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/the-whale-nuovo-museo-della-norvegia-dove-scoprire-tutto-sulle-balene-e-anche-vederle-nuotare-1790529945421.jpg" data-image="qn5xcvkwbrch" alt="Whale watching Norvegia" title="Whale watching Norvegia"><figcaption>Alcune case colorate lungo la costa di Andenes, sull'isola di Andøya </figcaption></figure><p>Oltre alle mostre vere e proprie ci sarà la possibilità di <strong>ascoltare </strong>il canto delle balene, o di partecipare alle <strong>escursioni </strong><strong>in mare</strong> per un’esperienza di whale watching ancora più emozionante, durante la quale è possibile avvistare anche le <strong>orche </strong>o le varie specie di <strong>delfini </strong>che nuotano nel mare di Andøya.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="781309" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia.html" title="Verso l'estremo nord: in viaggio sulla E75, lungo la costa selvaggia della Norvegia">Verso l'estremo nord: in viaggio sulla E75, lungo la costa selvaggia della Norvegia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia.html" title="Verso l'estremo nord: in viaggio sulla E75, lungo la costa selvaggia della Norvegia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/verso-l-estremo-nord-in-viaggio-sulla-e75-lungo-la-costa-selvaggia-della-norvegia-1785432791698_320.jpg" alt="Verso l'estremo nord: in viaggio sulla E75, lungo la costa selvaggia della Norvegia"></a></article></aside><p>Il <strong>tetto </strong>del museo è invece concepito come un <strong>belvedere </strong>da cui si può vedere il mare e <strong>avvistare le balene</strong>, oltre che ammirare lo spettacolo dell’<strong>aurora boreale </strong>o il <strong>sole di mezzanotte</strong> in occasione degli <strong>eventi </strong>e gli <strong>spettacoli </strong>che saranno in calendario.</p><h2>Come visitare The Whale</h2><p>The Whale può sembrare un museo <strong>remoto</strong>, visto che si trova circa 1500 Km a nordo di Oslo, ma l’isola ha un suo <strong>aeroporto</strong>. Il museo si trova ad <strong>Andenes</strong>, il maggiore dei villaggi di Andøya ed è raggiungibile a piedi sia dal centro che dall’aeroporto stesso.</p><p>Andenes è collegata via bus anche con <strong>Tromsø</strong>, con le <strong>Lofoten </strong>e con <strong>Narvik</strong>.</p><p>Il museo è interamente <strong>accessibile</strong>, il costo di base del biglietto è di <strong>540 NOK</strong> (circa 49 €), mentre l'ingresso al belvedere del tetto è <strong>gratuito</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758258" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-treno-verso-l-artico-per-vedere-l-aurora-boreale-il-viaggio-notturno-da-sogno.html" title="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno">In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/in-treno-verso-l-artico-per-vedere-l-aurora-boreale-il-viaggio-notturno-da-sogno.html" title="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-viaje-sonado-en-tren-al-artico-asi-es-el-trayecto-nocturno-impactante-que-permite-ver-auroras-boreales-en-noruega-1764464345762_320.jpg" alt="In treno verso l'Artico per vedere l'aurora boreale: il viaggio notturno da sogno"></a></article></aside><p>Grazie ai venti e alle correnti marine, gli <strong>inverni </strong>di Andøya sono piuttosto <strong>miti </strong>rispetto a quelli di altre località alla stessa latitudine, questo rende l’isola una meta visitabile senza troppi disagi anche quando termina l’estate. </p><p>Nei mesi più freddi, <strong>gennaio e febbraio</strong>, la temperatura è di circa -<strong>1 °C / 0 °C</strong>.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Maur%C3%ADcio%20Brum" data-year="2026" data-title="Museu%20em%20forma%20de%20baleia%20ser%C3%A1%20atra%C3%A7%C3%A3o%20no%20extremo%20norte%20da%20Noruega" data-url="https%3A%2F%2Fviagemeturismo.abril.com.br%2Fmundo%2Fmuseu-em-forma-de-baleia-sera-atracao-no-extremo-norte-da-noruega%2F">Maurício Brum. (2026). <a href="https://viagemeturismo.abril.com.br/mundo/museu-em-forma-de-baleia-sera-atracao-no-extremo-norte-da-noruega/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Museu em forma de baleia será atração no extremo norte da Noruega</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/the-whale-nuovo-museo-della-norvegia-dove-scoprire-tutto-sulle-balene-e-anche-vederle-nuotare.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Camminare con le mani dietro la schiena: la psicologia spiega perché questo gesto non significa sempre la stessa cosa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/camminare-con-le-mani-dietro-la-schiena-la-psicologia-spiega-perche-questo-gesto-non-significhi-sempre-la-stessa-cosa.html</link><pubDate>Tue, 29 Sep 2026 04:31:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La psicologia della postura studia da decenni ciò che comunichiamo senza parlare. Camminare con le mani dietro la schiena è uno dei gesti più fraintesi, e la scienza afferma che il suo significato dipende da un dettaglio che quasi nessuno nota.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/caminar-con-las-manos-atras-la-psicologia-explica-que-comunica-este-gesto-1790184992575.jpg" data-image="4n5vvodta87b" alt="Camminare con le mani dietro" title="Camminare con le mani dietro"><figcaption>Camminare con le mani dietro la schiena può trasmettere un messaggio non verbale, ma il suo significato dipende dal contesto e da altri segnali.</figcaption></figure><p>Un professore cammina lungo il corridoio con le mani intrecciate dietro la schiena. Un generale passa in rassegna le sue truppe nella stessa posizione. Un anziano passeggia nel parco allo stesso modo. <strong>Tre persone, tre contesti, un solo gesto. Stanno comunicando la stessa cosa?</strong></p><p>La risposta è: non necessariamente. Ed è qui che inizia la parte interessante del <strong>linguaggio del corpo</strong>, perché una postura può<strong> fornire informazioni, ma raramente è sufficiente per sapere cosa prova o pensa una persona.</strong></p><h2>Il mito del "capo con le mani dietro la schiena"</h2><p><strong>L'interpretazione più comune di questa postura è associata all'autorità, alla sicurezza o al controllo.</strong> È facile capire perché: basta osservare le fotografie di militari, professori o persone in posizioni di leadership per trovarla. Ma nemmeno una fotografia racconta tutta la storia.</p><div class="texto-destacado">Le ricerche sulla comunicazione corporea mostrano che le emozioni non vengono espresse attraverso un'unica postura.</div><p>Uno studio pubblicato nel 2017 su <em>Frontiers in Psychology</em> ha mostrato che i partecipanti riconoscevano <strong>posture associate a gioia, tristezza, paura, rabbia e disgusto</strong>. I ricercatori hanno però riscontrato anche diverse posture in grado di rappresentare la stessa emozione. In altre parole, <strong>non esiste una sola postura per ogni emozione.</strong></p><p>Per questo, vedere qualcuno camminare con le mani dietro la schiena <strong>non permette di concludere da solo che sia tranquillo, sicuro, concentrato o che stia cercando di controllare una situazione.</strong></p><h2>Perché il cervello non può ignorare una postura</h2><p>Quando osserviamo un'altra persona, <strong>la postura è solo una parte delle informazioni disponibili.</strong></p><p>Una revisione pubblicata su <em>WIREs Cognitive Science</em> spiega che percepiamo le emozioni attraverso diversi canali: <strong>il volto, la voce, il movimento e la postura.</strong> Questi segnali non funzionano come compartimenti separati, ma interagiscono tra loro. Questo spiega perché il contesto può modificare così tanto la nostra interpretazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/caminar-con-las-manos-atras-la-psicologia-explica-que-comunica-este-gesto-1790185241540.jpg" data-image="fmzo2euuoy7c" alt="Contesto della comunicazione" title="Contesto della comunicazione"><figcaption>Per capire cosa esprime una persona, bisogna osservare l'insieme: la postura, il movimento, il volto e, soprattutto, la situazione in cui il gesto avviene.</figcaption></figure><p>Non è la stessa cosa vedere delle mani intrecciate dietro la schiena durante una passeggiata o osservare la stessa postura mentre qualcuno ascolta una notizia preoccupante. Il corpo è lo stesso, ma quando cambiano la situazione e il contesto, <strong>cambia anche l'informazione che il nostro cervello utilizza per interpretare ciò che sta osservando.</strong></p><h2>La postura funziona come un semaforo</h2><p>Immagina una strada con un semaforo dalla luce gialla lampeggiante. Non ti dice semplicemente "vai" o "fermati". <strong>Ti obbliga a guardare cosa sta succedendo intorno.</strong> La postura funziona in modo simile.</p><div class="texto-destacado">Le mani dietro la schiena possono essere un indizio, ma il resto del corpo fornisce ulteriori informazioni: l'espressione del viso, la direzione dello sguardo, la velocità del movimento e la situazione in cui avviene il gesto.</div><p>Per questo i ricercatori parlano di <strong>equifinalità: posture diverse possono portare all'espressione percepibile della stessa emozione.</strong> Lo studio del 2017 ha rilevato proprio diverse posture all'interno delle categorie emotive analizzate. <strong>Un'emozione, quindi, non ha necessariamente un'unica forma visibile.</strong></p><h2>Ciò che la scienza non sa ancora leggere</h2><p>Lo studio pubblicato su <em>Frontiers</em> ha dimostrato che, anche <strong>all'interno della stessa emozione, le posture possono variare.</strong></p><div class="texto-destacado">Esistono molteplici modi di esprimere gioia, tristezza o paura con il corpo, e gli osservatori li identificano correttamente, ma a volte li confondono. La paura e la sorpresa si sovrappongono. La tristezza e la calma possono assomigliarsi.</div><p>Questo significa che <strong>interpretare il linguaggio del corpo è un esercizio di probabilità, non di certezza.</strong> Chi afferma che "camminare con le mani dietro la schiena significa X" sta proponendo una formula che la psicologia non supporta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721339" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ascolti-la-stessa-canzone-piu-e-piu-volte-secondo-la-psicologia-significa-questo.html" title="Ascolti la stessa canzone più e più volte? Secondo la psicologia, significa questo ">Ascolti la stessa canzone più e più volte? Secondo la psicologia, significa questo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ascolti-la-stessa-canzone-piu-e-piu-volte-secondo-la-psicologia-significa-questo.html" title="Ascolti la stessa canzone più e più volte? Secondo la psicologia, significa questo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/escuchas-la-misma-cancion-una-y-otra-vez-segun-la-psicologia-esto-significa-1753198746822_320.jpg" alt="Ascolti la stessa canzone più e più volte? Secondo la psicologia, significa questo "></a></article></aside><p>Il corpo comunica, ma non parla attraverso frasi isolate. Una postura può suggerire, rafforzare o accompagnare un'emozione; per comprenderla, dobbiamo osservare tutto ciò che accade intorno.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Lopez%20LD%2C%20Reschke%20PJ%2C%20Knothe%20JM%20and%20Walle%20EA" data-year="2017" data-title="Postural%20Communication%20of%20Emotion%3A%20Perception%20of%20Distinct%20Poses%20of%20Five%20Discrete%20Emotions" data-url="https%3A%2F%2Fwww.frontiersin.org%2Fjournals%2Fpsychology%2Farticles%2F10.3389%2Ffpsyg.2017.00710%2Ffull">Lopez LD, Reschke PJ, Knothe JM and Walle EA. (2017). <a href="https://www.frontiersin.org/journals/psychology/articles/10.3389/fpsyg.2017.00710/full" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Postural Communication of Emotion: Perception of Distinct Poses of Five Discrete Emotions</a>.</cite><br><cite data-author="de%20Gelder%20B%2C%20de%20Borst%20AW%2C%20Watson%20R." data-year="2015" data-title="The%20perception%20of%20emotion%20in%20body%20expressions" data-url="https%3A%2F%2Fpubmed.ncbi.nlm.nih.gov%2F26263069%2F">de Gelder B, de Borst AW, Watson R. (2015). <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26263069/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">The perception of emotion in body expressions</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/camminare-con-le-mani-dietro-la-schiena-la-psicologia-spiega-perche-questo-gesto-non-significhi-sempre-la-stessa-cosa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>