<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Fri, 25 Sep 2026 16:50:17 +0000</lastBuildDate><pubDate>Fri, 25 Sep 2026 16:50:17 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[26 settembre, quasi 30 anni di terremoti in Italia centrale: 1997, 2009, 2016, "l'Appennino si stira"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/26-settembre-ventinove-anni-di-terremoti-in-appennino-la-terra-che-si-stira.html</link><pubDate>Fri, 25 Sep 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 26 settembre del 1997 un terremoto scuoteva l'Umbria e le Marche, devastando centri abitati, causando vittime e feriti e causando gravi danni al patrimonio artistico e architettonico. Nel 2009 e 2016 nuovi eventi sismici hanno colpito nuovamente l'Appennino centrale. Cosa succede a livello geologico?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/26-settembre-ventinove-anni-di-terremoti-in-appennino-la-terra-che-si-stira-1790328441954.jpeg" data-image="v44ajni6kzbr" alt="appennino" title="appennino"><figcaption>L'Appennino è il processo di una collisione tra placche, ma oggi nel cuore della catena è in corso un processo estensionale, di stiramento, all'origine dei forti terremoti avvenuti negli ultimi 30 anni.</figcaption></figure><p><strong>Il 26 settembre di ogni anno l'Italia ricorda il terremoto che sconvolse Umbria e Marche nel 1997.</strong> Quest'anno ricorre il ventinovesimo anniversario di quell'evento, che causò vittime, distruzione e aprì una ferita nel cuore dell'Italia, rappresentata dal drammatico crollo della volta della Basilica di San Francesco ad Assisi. </p><p>Purtroppo, il sisma del 26 settembre 1997 fu solo il primo di una sequenza che negli anni successivi avrebbe colpito ripetutamente la stessa dorsale appenninica centrale, fino ai disastri più recenti del 2009 (L'Aquila) e del 2016-2017 (sequenza sismica di Amatrice-Norcia-Visso).</p><h2>26 settembre 1997: la notte e il giorno che sconvolsero Umbria e Marche</h2><p>Tutto cominciò nella notte tra il 25 e il 26 settembre 1997, quando <strong>una scossa di magnitudo 5,7, con epicentro a Cesi, vicino Colfiorito, </strong>colpì l'area di confine tra Umbria e Marche, causando le prime due vittime. I danni maggiori si concentrarono nei comuni di<strong> Foligno e Nocera Umbra</strong>, dove numerosi edifici furono danneggiati o resi inagibili.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="729941" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/26-settembre-l-anniversario-del-devastabnte-terremoto-del-1997-nell-appennino-umbro-marchigiano.html" title="26 settembre, l'anniversario del devastante terremoto del 1997 in Umbria e Marche">26 settembre, l'anniversario del devastante terremoto del 1997 in Umbria e Marche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/26-settembre-l-anniversario-del-devastabnte-terremoto-del-1997-nell-appennino-umbro-marchigiano.html" title="26 settembre, l'anniversario del devastante terremoto del 1997 in Umbria e Marche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/26-settembre-l-anniversario-del-devastabnte-terremoto-del-1997-nell-appennino-umbro-marchigiano-1758793205533_320.png" alt="26 settembre, l'anniversario del devastante terremoto del 1997 in Umbria e Marche"></a></article></aside><p><strong>Poche ore dopo, alle 11.40 del mattino, una seconda scossa, ben più forte, di magnitudo 6,0 </strong>e con epicentro ad Annifo, tornò a colpire la stessa zona, provocando nuovi crolli e altre otto vittime. Il bilancio complessivo fu di 11 morti e danni ingentissimi su un'area vastissima dell'Italia centrale.</p><div class="texto-destacado">L'immagine simbolo di quella catastrofe fu il crollo della volta della Basilica di San Francesco ad Assisi, affrescata da Cimabue e Giotto: le riprese di quel cedimento fecero il giro del mondo, diventando l'emblema di un patrimonio artistico e architettonico ferito. Anche la lanterna del palazzo comunale di Foligno crollò, e molti borghi medievali di montagna riportarono danni pesanti. Ci furono nuove vittime.</div><p>Le scosse non si fermarono al 26 settembre: la sequenza sismica proseguì per mesi,<strong> fino ai primi mesi del 1998, costringendo migliaia di sfollati a vivere per anni nei container.</strong> Fu il terremoto più grave dai tempi dell'Irpinia, nel 1980. Le vittime furono 13. </p><h4>Una svolta per la sismologia italiana</h4><p><strong>Il terremoto di Umbria e Marche non fu solo una tragedia umana e culturale: rappresentò, secondo l'INGV, uno spartiacque per la sismologia italiana.</strong> Per la prima volta il Paese poté contare su dati di alta qualità raccolti dalle reti di monitoraggio a terra e dai satelliti, che permisero di ricostruire con precisione mai raggiunta prima le caratteristiche delle faglie attivate e i meccanismi che generano i terremoti appenninici. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="686520" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoti-in-italia-una-nuova-mappa-dell-ingv-mostra-75mila-eventi-sismici-avvenuti-negli-ultimi-25-anni.html" title="Terremoti in Italia, una nuova mappa dell'INGV mostra 75mila eventi sismici avvenuti negli ultimi 25 anni">Terremoti in Italia, una nuova mappa dell'INGV mostra 75mila eventi sismici avvenuti negli ultimi 25 anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/terremoti-in-italia-una-nuova-mappa-dell-ingv-mostra-75mila-eventi-sismici-avvenuti-negli-ultimi-25-anni.html" title="Terremoti in Italia, una nuova mappa dell'INGV mostra 75mila eventi sismici avvenuti negli ultimi 25 anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/terremoti-in-italia-una-nuova-mappa-dell-ingv-mostra-75mila-eventi-sismici-avvenuti-negli-ultimi-25-anni-1733587901378_320.jpg" alt="Terremoti in Italia, una nuova mappa dell'INGV mostra 75mila eventi sismici avvenuti negli ultimi 25 anni"></a></article></aside><p><strong>Fu inoltre il primo evento, dopo l'Irpinia, a lasciare tracce visibili di fagliazione superficiale sul terreno.</strong></p><h4>Dal 1997 al 2016: la stessa catena, nuove ferite</h4><p>Il disastro del 1997 non restò un caso isolato.<strong> Il 6 aprile 2009 un violento terremoto colpì L'Aquila e numerosi comuni abruzzesi, causando centinaia di morti.</strong> Sette anni più tardi, il <strong>24 agosto 2016, ebbe inizio la sequenza sismica di Amatrice, Visso e Norcia</strong>, proseguita nel 2017, che aggiunse altre centinaia di vittime e nuove, gravissime distruzioni in una vasta area tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785144" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia.html" title="Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia">Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia.html" title="Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dieci-anni-dal-terremoto-di-amatrice-il-24-agosto-2016-inizio-una-delle-piu-importanti-sequenze-sismiche-in-italia-1787514802352_320.jpeg" alt="Dieci anni dal terremoto di Amatrice: il 24 agosto 2016 iniziò una delle più importanti sequenze sismiche in Italia"></a></article></aside><p>In appena vent'anni, tra il 1997 e il 2016, i terremoti dell'Italia centrale hanno causato complessivamente oltre 600 vittime.</p><p><strong>I principali terremoti degli ultimi trent'anni nell'Appennino centrale:</strong></p><ul> <li><strong>1997-1998</strong> — Sequenza sismica tra Umbria e Marche</li> <li><strong>2009</strong> — Terremoto de L'Aquila e dell'Abruzzo</li> <li><strong>2016-2017</strong> — Sequenza sismica Amatrice-Norcia-Visso</li> </ul><p>Come osservato dall'INGV, <strong>in questi ventinove anni si è assistito a un progressivo cedimento di un tratto della catena appenninica lungo oltre 150 chilometri,</strong> da Nocera Umbra a L'Aquila: non eventi isolati, dunque, ma tasselli di uno stesso processo geologico in atto.</p><h2>Perché l'Appennino "sta cedendo"</h2><p><strong>Per capire questa lunga catena di terremoti bisogna guardare alla storia geologica della catena appenninica</strong>. L'Appennino è il risultato di un processo di collisione iniziato circa 20 milioni di anni fa tra la placca Adria, a est, e la placca Europea, a ovest: quest'ultima è scivolata sopra la prima, costringendola a inabissarsi mentre si spostava verso est. Questo movimento continua ancora oggi: è l'effetto di una tettonica compressiva, fatta di faglie inverse che accorciano la crosta terrestre. Questa fase di compressione si sta però spostando sempre più verso est, verso l'Adriatico.</p><p><strong>A partire da circa 10 milioni di anni fa, nella parte più interna della catena si è instaurato un secondo regime tettonico</strong>, questa volta <strong>estensionale</strong>, tuttora dominante. È questo il meccanismo che ha dato origine ai <strong>bacini intra-appenninici</strong>, come quello de L'Aquila o di Rieti: la crosta, invece di accorciarsi, viene <strong>letteralmente "stirata" e si allunga, grazie a faglie dirette che tagliano trasversalmente le più antiche faglie inverse.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788960" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/geologi-italiani-scoprono-che-la-crosta-terrestre-si-sta-fratturando-sotto-l-italia.html" title="Geologi italiani scoprono che la crosta terrestre si sta aprendo sotto l'Italia appenninica 'come una zip'">Geologi italiani scoprono che la crosta terrestre si sta aprendo sotto l'Italia appenninica "come una zip"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/geologi-italiani-scoprono-che-la-crosta-terrestre-si-sta-fratturando-sotto-l-italia.html" title="Geologi italiani scoprono che la crosta terrestre si sta aprendo sotto l'Italia appenninica 'come una zip'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-estudio-geologico-revela-que-la-corteza-terrestre-bajo-italia-se-esta-fracturando-1789471559085_320.jpeg" alt="Geologi italiani scoprono che la crosta terrestre si sta aprendo sotto l'Italia appenninica 'come una zip'"></a></article></aside><p>In sintesi, l'Appennino vive oggi due dinamiche opposte: <strong>si accorcia ai margini, mentre si estende internamente</strong>. Ed è proprio questa estensione interna — con un tasso di 2-4 millimetri l'anno perpendicolare alla catena — a generare i terremoti "normali" su faglie dirette che da trent'anni continuano a colpire il settore centro-settentrionale dell'Appennino: <strong>da Colfiorito a L'Aquila, da Amatrice a Norcia. </strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Zanichelli" data-year="2023" data-title="La%20geologia%20dei%20terremoti%20sull%E2%80%99Appennino" data-url="https%3A%2F%2Faulascienze.scuola.zanichelli.it%2Fmaterie-scienze%2Fscienze-della-terra-aule%2Fgeologia-terremoti-appennino%2F">Zanichelli. (2023). <a href="https://aulascienze.scuola.zanichelli.it/materie-scienze/scienze-della-terra-aule/geologia-terremoti-appennino/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">La geologia dei terremoti sull’Appennino</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/26-settembre-ventinove-anni-di-terremoti-in-appennino-la-terra-che-si-stira.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Dove viaggiare in Europa nel 2027? Ecco 4 destinazioni di nicchia per evitare il sovraffollamento turistico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-viaggiare-in-europa-nel-2027-ecco-4-destinazioni-di-nicchia-per-evitare-il-sovraffollamento-turistico.html</link><pubDate>Fri, 25 Sep 2026 14:59:42 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>La piattaforma Intrepid Travel ha stilato un elenco di 10 destinazioni alternative in cui il denaro del turismo ha un impatto positivo sulle popolazioni locali. Nella sua “Not Hot List” 2027, ci sono quattro destinazioni europee fuori dai sentieri battuti.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/ou-voyager-en-europe-en-2027-voici-4-destinations-confidentielles-pour-eviter-le-surtourisme-1789739635836.jpg" data-image="ucfuirqrl4x4" alt="Il Dalsland, regione dei laghi in Svezia." title="Il Dalsland, regione dei laghi in Svezia."><figcaption>Il Dalsland, regione dei laghi in Svezia.</figcaption></figure><p>Mentre il numero di visitatori continua ad aumentare in alcune destinazioni emblematiche come Barcellona, Amsterdam, Parigi o Roma, <strong>molti luoghi altrettanto affascinanti restano ancora lontani dal turismo di massa</strong>. La <strong>“Not Hot List”</strong> di Intrepid Travel nasce proprio con l'obiettivo di mettere in luce queste destinazioni e incoraggiare i viaggiatori a uscire dai percorsi più battuti.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>«<em>Se vogliamo che il turismo rimanga una forza positiva, dobbiamo ripensare continuamente il nostro modo di viaggiare e i luoghi che scegliamo di visitare</em>», spiega Erica Kritikides, direttrice generale delle esperienze di Intrepid Travel, a <em>Euronews</em>. «<em>La Not Hot List non consiste soltanto nel mettere in evidenza luoghi poco conosciuti, ma mira a far evolvere il dibattito e ad aiutare i viaggiatori a scoprire nuove destinazioni dove la loro visita possa contribuire in modo significativo alle comunità e alle economie locali.</em>»<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Le destinazioni sono state selezionate sulla base di tre criteri: essere meno frequentate e meno conosciute dal grande pubblico, essere preparate ad accogliere un numero elevato di visitatori in modo responsabile e avere iniziative o eventi che giustifichino l'arrivo di turisti nel 2027.</p><h2>Mestia, un villaggio medievale nel Caucaso</h2><p><strong>Affascinante località situata nel cuore della</strong> <strong>Svaneti</strong>, una regione montuosa della <strong>Georgia</strong> nord-occidentale, Mestia si trova a circa 1.500 metri di altitudine ed è circondata da paesaggi naturali spettacolari. Centro culturale e storico della regione, Mestia è nota per la sua ricca storia, la particolare architettura e il suo stile di vita tradizionale.</p><p>Gli <strong>Svan</strong>, popolazione autoctona della Svaneti, vivono in questa regione da secoli. Hanno sviluppato una cultura, una lingua e un'architettura distintive, ancora ben visibili oggi. La città ha una lunga e travagliata storia, segnata da guerre e invasioni. Gli Svan sono tuttavia riusciti a preservare il loro patrimonio culturale unico e a mantenere una certa autonomia nel corso dei secoli. Il <strong>Museo di storia ed etnografia della Svaneti</strong> è una tappa imperdibile.</p><h3>Due siti patrimonio dell'Unesco</h3><p>Mestia ospita <strong>due siti iscritti nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco</strong>: le <strong>torri medievali</strong> e il <strong>paesaggio dell'Alta Svaneti</strong>. Le torri medievali, costruite per proteggere famiglie e bestiame dagli invasori, sono caratteristiche dell'architettura svan. Venivano utilizzate come fortificazioni difensive, punti di avvistamento e depositi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/ou-voyager-en-europe-en-2027-voici-4-destinations-confidentielles-pour-eviter-le-surtourisme-1789739941751.jpg" data-image="9lu055rx3jlx" alt="Le famose torri-casa di Mestia." title="Le famose torri-casa di Mestia."><figcaption>Le famose torri-casa di Mestia.</figcaption></figure><p>Con meno di 2.000 abitanti durante tutto l'anno, Mestia è il principale polo turistico di questa regione montuosa e una porta d'accesso alle avventure all'aria aperta tra le vette del <strong>Caucaso</strong>, che superano i 5.000 metri, con il <strong>Chkhara</strong> a fare da vetta principale. A seconda della stagione, si possono praticare escursionismo, trekking, equitazione o sci. Il <strong>ghiacciaio di Chalaadi</strong> e i <strong>laghi Koruldi</strong> offrono panorami spettacolari.</p><h2>Alonissos, meraviglie sottomarine e tesori culturali</h2><p>Mentre molte isole greche devono fare i conti con un'eccessiva presenza di turisti, Alonissos offre uno sguardo più tranquillo sulla vita insulare. Questa <strong>isola delle Sporadi</strong> ospita la <strong>più grande area marina protetta d'Europa</strong>. Con una superficie di 2.260 metri quadrati, questo santuario comprende sette isole e 22 isolotti, tra cui <strong>l'isolotto di Piperi</strong>, la zona più protetta del parco e rigorosamente inaccessibile ai visitatori. Nelle sue grotte vive la <strong>foca monaca del Mediterraneo</strong>, uno dei mammiferi marini più minacciati al mondo.</p><p>Attorno a essa si possono incontrare delfini, tartarughe marine caretta caretta, falchi della regina e, occasionalmente, qualche capodoglio. Esempio di turismo insulare responsabile, Alonissos è un vero <strong>paradiso per i subacquei</strong>. Sulla terraferma, villaggi di pescatori, sentieri escursionistici e facciate bianche e blu invitano a osservare e rallentare i ritmi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787265" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-treno-notturno-che-colleghera-4-citta-europee-iconiche-a-partire-dal.html" title="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028">Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-nuovo-treno-notturno-che-colleghera-4-citta-europee-iconiche-a-partire-dal.html" title="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/este-es-el-nuevo-tren-nocturno-que-conectara-4-emblematicas-ciudades-europeas-a-partir-de-1788297888507_320.jpg" alt="Il nuovo treno notturno che collegherà 4 città europee a partire dal 2028"></a></article></aside><p>I viaggiatori possono scoprire numerosi tesori culturali, tra cui il <strong>Museo di Alonissos</strong>, che ospita una collezione di oggetti che testimoniano la storia piratesca della regione, le rovine archeologiche e il centro storico, <strong>Chora</strong>. Arroccata nel punto più alto dell'isola, offre panorami a 360 gradi e la possibilità di sorseggiare una birra fresca ammirando il <strong>Mar Egeo</strong>.</p><h2>Liepāja, Capitale europea della cultura 2027</h2><p>Benvenuti nel Mediterraneo baltico. Con i suoi <strong>otto chilometri di spiagge di sabbia bianca</strong>, Liepāja, città balneare della Lettonia, si prepara a diventare Capitale europea della cultura 2027. Il programma prevede mostre internazionali, concerti, teatro, festival e installazioni artistiche negli spazi pubblici, oltre all'inaugurazione di nuovi itinerari pedonali.</p><p>Al di là della spiaggia, il <strong>parco sul lungomare</strong> – uno dei più grandi parchi alberati della Lettonia, originariamente concepito come stazione termale – offre oggi ai visitatori un magnifico spazio per rilassarsi e rigenerarsi. Il <strong>lago di Liepāja e le sue zone umide</strong> sono un paradiso per gli appassionati di birdwatching, che possono osservare quasi 80 specie diverse di uccelli.<br>Una solida infrastruttura turistica, combinata con un'affluenza relativamente contenuta, permette ai visitatori di Liepāja di scoprire le sue bellezze naturali, culturali e storiche senza dover farsi strada tra la folla.</p><h2>Il Dalsland, la Svezia in miniatura</h2><p>Situata nella Svezia occidentale, vicino al confine con la Norvegia, questa regione ancora poco esplorata del Paese conta più di <strong>2.000 laghi</strong> collegati tra loro da un <strong>canale del XIX secolo</strong>, spesso considerato tra i più belli d'Europa, immersi tra foreste rigogliose, canyon di granito e altopiani. </p><p>Il Dalsland offre <strong>253 chilometri di vie navigabili</strong>, dei quali solo 12 sono stati scavati o realizzati con esplosivi: il resto è costituito da un sistema di laghi lasciato intatto dalla natura. A <strong>Håverud</strong>, un <strong>acquedotto ferroviario</strong> attraversa il fiume con un'eleganza quasi sorprendente per un'opera di ingegneria del XIX secolo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788161" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ne-noiosi-ne-pericolosi-i-5-paesi-piu-sicuri-e-facili-da-visitare-se-si-viaggia-da-soli.html" title="Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli">Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/ne-noiosi-ne-pericolosi-i-5-paesi-piu-sicuri-e-facili-da-visitare-se-si-viaggia-da-soli.html" title="Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ni-aburridos-ni-peligrosos-los-5-paises-mas-seguros-y-faciles-de-recorrer-si-viajas-solo-1787998115496_320.jpeg" alt="Né noiosi né pericolosi: i 5 paesi più sicuri e facili da visitare se si viaggia da soli"></a></article></aside><p>Qui alcuni comuni contano appena sette abitanti per chilometro quadrato. In altre parole, si può pagaiare per intere giornate senza incontrare nessuno, osservare un castoro al crepuscolo o raccogliere fragoline di bosco senza fretta. Grazie a un nuovo collegamento ferroviario, oggi è più facile che mai per i viaggiatori esplorare la “regione dei laghi” svedese, dove possono praticare kayak, escursionismo, campeggio libero e mountain bike.</p><h4><em>Riferimento</em></h4><p><em><a href="https://sosoir.lesoir.be/771180/article/2026-09-16/envie-deviter-le-surtourisme-voici-les-destinations-encore-meconnues-decouvrir" title="https://sosoir.lesoir.be/771180/article/2026-09-16/envie-deviter-le-surtourisme-voici-les-destinations-encore-meconnues-decouvrir" target="_blank">Voglia di evitare il turismo di massa? Ecco le destinazioni ancora poco conosciute da scoprire in Europa nel 2027, Victoria Henin, 16 settembre 2026</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/dove-viaggiare-in-europa-nel-2027-ecco-4-destinazioni-di-nicchia-per-evitare-il-sovraffollamento-turistico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Oggi un super-fronte di 12.000 km unisce USA, Azzorre, Isole Britanniche, Artico: termina in un "ricciolo" islandese]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/oggi-venerdi-25-un-super-fronte-di-12-000-km-unisce-usa-azzorre-isole-britanniche-artico-terminando-in-un-ricciolo-islandese.html</link><pubDate>Fri, 25 Sep 2026 11:51:51 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Oggi, venerdì 25 settembre 2026, un eccezionale super-fronte lungo 12.000 km unisce l'Artico americano alle Azzorre e alle Isole Britanniche, per risalire di nuovo verso l'Artico Europeo e l'Islanda.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbcygxa"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbcygxa.jpg" id="xbcygxa"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Nelle <strong>prime ore di oggi, venerdì 25 settembre 2026</strong>, la natura ci ha offerto un spettacolo straordinario, perfettamente visibile da 36.000 km di quota, grazie ai satelliti geostazionari. Si tratta di <strong>una perturbazione atlantica molto estesa</strong> che sta facendo parlare molto di sé. Infatti esperti, appassionati del settore, ma anche persone comuni, stanno commentando sui mass media e sui social di tutto il mondo questa<strong> spettacolare formazione nuvolosa</strong>.</p><p>Questo immenso fronte nuvoloso, <strong>lungo circa 12.000 km</strong>, sta attraversando gran parte dell'Emisfero Settentrionale. Ovviamente anche le carte di previsione, elaborate e proposte dai modelli meteorologici (ECMWF), mostrano la natura di questo fronte, evidenziando, tuttavia, che <strong>sarà ancora intatto per poche ore</strong>, finché riuscirà a rimanere organizzato.</p><h2>La complessa dinamica del Super-Fronte</h2><p>Questa<strong> immensa struttura</strong> è stata originata dagli accesi contrasti termici tipici di questa stagione di transizione che, in queste ore, si stanno manifestando sopra le acque dell'Oceano Atlantico. Questo <strong>"super-fronte"</strong>, agisce come una vera e propria autostrada atmosferica. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790255" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-l-alta-pressione-nel-weekend-sole-e-temperature-in-deciso-rialzo-sull-italia.html" title="Venerdì 25 allerta meteo in 7 regioni del Centro-Sud per rischio temporali. Come sarà il weekend?">Venerdì 25 allerta meteo in 7 regioni del Centro-Sud per rischio temporali. Come sarà il weekend?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-l-alta-pressione-nel-weekend-sole-e-temperature-in-deciso-rialzo-sull-italia.html" title="Venerdì 25 allerta meteo in 7 regioni del Centro-Sud per rischio temporali. Come sarà il weekend?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-l-alta-pressione-nel-weekend-sole-e-temperature-in-deciso-rialzo-sull-italia-1790278826113_320.jpeg" alt="Venerdì 25 allerta meteo in 7 regioni del Centro-Sud per rischio temporali. Come sarà il weekend?"></a></article></aside><p>Infatti, le <strong>masse d'aria fredda</strong> provenienti dall'Artico Canadese, tuffandosi nell'atlantico nord-occidentale riescono a produrre, per<strong> contrasto con aria più mite</strong>, un tappeto nuvoloso estesissimo che, che senza soluzione di continuità, "sta collegando" gli Stati Uniti all'Artico Europeo, <strong>attraverso l'intero Oceano Atlantico Settentrionale. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oggi-venerdi-25-un-super-fronte-di-12-000-km-sta-collegando-l-artico-con-le-isole-britanniche-le-azzorre-e-gli-usa-1790333407763.jpg" data-image="a9ttz9pe21bw"><figcaption>L'immagine della simulazione modellistica in quota, mostra come il sistema perturbato venga spinto dalle correnti a getto verso nord, fino a latitudini artiche. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Il fronte nuvoloso si allunga dalle coste orientali degli USA fino alle Isole Azzorre. Qui, spinto dai possenti venti in quota della corrente a getto, risale prepotentemente verso nord-est fino a impattare sulle <strong>Isole Britanniche, innalzandosi poi ancora più a nord, fin sul MAre di Norvegia, anche oltre il Circolo Polare Artico.</strong> </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oggi-venerdi-25-un-super-fronte-di-12-000-km-sta-collegando-l-artico-con-le-isole-britanniche-le-azzorre-e-gli-usa-1790333640477.jpg" data-image="gsz6d4gmwq21"><figcaption>Nell'immagine è ben visibile l'estensione della perturbazione che, questa mattina alle ore 9.00 (ora italiana), si estendeva dagli Stati Uniti Nord Oorientali sull'Atlantico Settentrionale, passando per le Isole Azzorre e poi, verso nordest, sulle Isole Britanniche, fino a raggiungere il mar di Norvegia. Per poi scendere di nuovo verso sud-ovest, arricciandosi intorno al minimo depressionario appena a sud dell'Islanda. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>Molto affascinante anche il<strong> colossale ricciolo depressionario</strong> presente appena a<strong> sud dell'Islanda</strong>, dove si colloca il minimo depressionario e intorno al quale ruota in senso antiorario l'intero sistema perturbato. Praticamente qui culmina il "nastro" in riavvolgimento su se stesso.</p><h2>Come evolverà nei prossimi giorni</h2><p><strong>Nelle prossime ore</strong> e nei prossimi giorni, questo imponente sistema <strong>inizierà a perdere energia. </strong>Perciò il profondo vortice centrato a ridosso dell'Islanda si colmerà gradualmente, innescando un processo di occlusione che <strong>spezzerà inesorabilmente la continuità di questo lunghissimo e splendido fronte.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/oggi-venerdi-25-un-super-fronte-di-12-000-km-sta-collegando-l-artico-con-le-isole-britanniche-le-azzorre-e-gli-usa-1790333202634.jpg" data-image="1n494xuqbv6u"><figcaption>Come è possibile vedere nelle immagini, il modello prevede che, per domenica, la perturbazione si frammenterà in diversi tronconi, con la parte più meridionale bloccata dall'anticiclone dell'Azzorre e la parte settentrionale che sfiderà verso l'Europa del nord. ECMWF-MeteoRed</figcaption></figure><p>La sezione più meridionale del fronte perturbato, quella più prossima l'anticiclone delle Azzorre, tenderà a dissolversi abbastanza rapidamente, mentre i frammenti più settentrionali piloteranno correnti fresche ed instabili in direzione dell'Europa Settentrionale.</p><h2>Ripercussioni in Italia?</h2><p>Utilizzando la modellistica del centro europeo (ECMWF) è possibile notare che, data la distanza geografica e l'influenza delle alte pressioni sul bacino occidentale del Mar Mediterraneo, <strong>l'Italia rimarrà ben lontana da questo fronte e dal vortice ad esso collegato. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790252" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-ultime-previsioni-di-luca-lombroso-per-ottobre-ecco-quando-potrebbe-arrivare-la-prima-tempesta-d-autunno.html" title="Le ultime previsioni di Luca Lombroso per ottobre: ecco quando potrebbe arrivare la prima tempesta d'autunno ">Le ultime previsioni di Luca Lombroso per ottobre: ecco quando potrebbe arrivare la prima tempesta d'autunno </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-ultime-previsioni-di-luca-lombroso-per-ottobre-ecco-quando-potrebbe-arrivare-la-prima-tempesta-d-autunno.html" title="Le ultime previsioni di Luca Lombroso per ottobre: ecco quando potrebbe arrivare la prima tempesta d'autunno "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-ultime-previsioni-di-luca-lombroso-per-ottobre-ecco-quando-potrebbe-arrivare-la-prima-tempesta-d-autunno-1790279158412_320.jpeg" alt="Le ultime previsioni di Luca Lombroso per ottobre: ecco quando potrebbe arrivare la prima tempesta d'autunno "></a></article></aside><p><strong>Gli effetti di questo fronte non raggiungeranno direttamente l'Italia</strong>. Il nostro Paese potrà essere raggiunto dagli effetti di una seconda depressione, ancora più profonda, originata sempre da una dinamica molto simile, quindi con aria in discesa dal Labrador verso l'Atlantico Settentrionale.</p><p>Questa<strong> nuova depressione</strong>, che potrebbe assumere anche caratteristiche di tempesta, potrebbe riuscire a spingere parzialmente le proprie <strong>perturbazioni </strong>ancora più ad est, potendo in qualche modo<strong> </strong>incidere <strong>sul tempo del Mediterraneo Occidentale</strong>. Azione che, eventualmente, potrebbe verificarsi solo verso la <strong>fine della prossima settimana.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/oggi-venerdi-25-un-super-fronte-di-12-000-km-unisce-usa-azzorre-isole-britanniche-artico-terminando-in-un-ricciolo-islandese.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luna del raccolto 2026: quando vedere la Luna piena in Italia questo fine settimana]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/luna-del-raccolto-2026-quando-vedere-la-luna-piena-in-italia-questo-fine-settimana.html</link><pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:59:43 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>La Luna piena di settembre è ormai imminente, a pochissime ore dall'equinozio d'autunno che ci ha fatto entrare nella stagione autunnale. Ecco l'ora a cui sorgerà la Luna questo fine settimana nel momento del plenilunio. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/luna-del-raccolto-2026-quando-vedere-la-luna-piena-in-italia-questo-fine-settimana-1790330305463.jpeg" data-image="001jwfyilrkm" alt="luna piena" title="luna piena"><figcaption>La Luna piena di settembre è in arrivo, pochi giorni dopo l'equinozio d'autunno.</figcaption></figure><p>Settembre porta con sé due appuntamenti astronomici ravvicinati: <strong>l'inizio dell'autunno e la decima Luna piena del 2026. </strong> È la decima Luna piena dell'anno (nonostante settembre sia il nono mese) perché a maggio se ne sono verificate due, il 1° e il 31 del mese. </p><p>Tra un plenilunio e l'altro passano in media 29 giorni, 12 ore e 44 minuti: è il cosiddetto mese sinodico, il tempo che la Luna impiega per riallinearsi con Sole e Terra rispetto alla Terra stessa. Questa Luna piena è nota anche come <strong>Luna del Raccolto</strong>, secondo la tradizione dei nativi americani, ed è il plenilunio più vicino all'equinozio d'autunno.</p><p>Il plenilunio di settembre è atteso per <strong>sabato 26 settembre alle 18:49 ora italiana</strong> (16:49 UTC), quando la Luna si troverà nella costellazione dei Pesci. </p><h2>Uno spettacolo vederla sorgere: quando si potrà vedere?</h2><p>A rendere speciale questo plenilunio del 26 settembre è la coincidenza tra il momento del suo sorgere e il picco della fase piena, fissato alle 18:49. La Luna sorgerà <strong>intorno alle 18:00 nelle regioni più orientali</strong>, come la Puglia, <strong>verso le 18:30</strong> spostandosi più a ovest, e <strong>intorno alle 18:40 nel nord-ovest</strong> Italia.</p><div class="texto-destacado">La Luna sorgerà poco prima del tramonto del Sole, o in coincidenza, a seconda delle regioni italiane.</div><p>Questo significa che, in gran parte del Paese, la Luna spunterà all'orizzonte praticamente nel momento esatto in cui raggiunge la sua fase piena<strong>. Complice anche la cosiddetta "illusione lunare"</strong> — l'effetto ottico per cui la Luna, quando è vicina all'orizzonte, sembra più grande che quando è alta nel cielo, assisteremo a un evento spettacolare, come lo sono sempre i pleniluni. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="787711" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ora-solare-2026-si-avvicina-il-cambio-di-orario-ecco-quando-spostare-le-lancette.html" title="Ora solare 2026, si avvicina il cambio di orario: ecco quando spostare le lancette">Ora solare 2026, si avvicina il cambio di orario: ecco quando spostare le lancette</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ora-solare-2026-si-avvicina-il-cambio-di-orario-ecco-quando-spostare-le-lancette.html" title="Ora solare 2026, si avvicina il cambio di orario: ecco quando spostare le lancette"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ora-solare-2026-si-avvicina-il-cambio-di-orario-ecco-quando-spostare-le-lancette-1788873421235_320.jpeg" alt="Ora solare 2026, si avvicina il cambio di orario: ecco quando spostare le lancette"></a></article></aside><p>Chi si troverà in un punto con un orizzonte libero verso est, potrà quindi assistere a un suggestivo sorgere di Luna. </p><h3>Le prossime lune piene del 2026</h3><p>Dopo quella di settembre, nel 2026 restano solo altri tre pleniluni:</p><ul> <li><strong>26 ottobre 2026</strong></li> <li><strong>24 novembre 2026</strong></li> <li><strong>24 dicembre 2026</strong></li> </ul><p>Quest'ultimo, quello di dicembre, sarà anche l'unica <strong>Superluna</strong> dell'anno: il plenilunio coinciderà infatti con il perigeo, il punto di minima distanza tra Luna e Terra (circa 363.000 km, contro una distanza media che nel corso dell'anno oscilla tra i 356.400 e i 406.700 km). La notte della Vigilia sarà quindi illuminata da una Luna piena particolarmente grande e luminosa.</p><h2>Luna piena e parto: un mito senza fondamento scientifico</h2><p>Attorno alla Luna piena, da sempre, circolano credenze legate al parto: quante volte una futura mamma si è sentita dire "domani è Luna piena, potrebbe essere la notte giusta"? I dati raccontano però un'altra storia. </p><p>Analizzando le statistiche delle nascite a livello regionale, nazionale ed europeo, <strong>non emerge alcuna correlazione tra i giorni di plenilunio e un aumento dei parti</strong>. Non esiste alcuna prova che la biologia umana — incluso il momento della nascita — sia in qualche modo regolata dal ciclo lunare.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789856" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-scopre-un-nuovo-enorme-cratere-sulla-luna-si-e-schiantato-un-asteroide-come-un-palazzo-di-sei-piani.html" title="La NASA scopre un nuovo enorme cratere sulla Luna: 'si è schiantato un asteroide grande come un palazzo di sei piani'">La NASA scopre un nuovo enorme cratere sulla Luna: "si è schiantato un asteroide grande come un palazzo di sei piani"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-scopre-un-nuovo-enorme-cratere-sulla-luna-si-e-schiantato-un-asteroide-come-un-palazzo-di-sei-piani.html" title="La NASA scopre un nuovo enorme cratere sulla Luna: 'si è schiantato un asteroide grande come un palazzo di sei piani'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-impatto-una-volta-al-secolo-ha-creato-un-nuovo-grande-cratere-sulla-luna-1790062722871_320.png" alt="La NASA scopre un nuovo enorme cratere sulla Luna: 'si è schiantato un asteroide grande come un palazzo di sei piani'"></a></article></aside><p>Si tratta, spiegano gli esperti, di un mito che si tramanda da generazioni, legato al fascino magnetico che la Luna piena esercita sull'immaginario collettivo fin dall'antichità: una convinzione difficile da scardinare, che resiste anche di fronte all'evidenza dei dati.</p><h2>L'equinozio d'autunno</h2><p>A precedere di pochi giorni il plenilunio è stato l'<strong>equinozio d'autunno</strong>, avvenuto mercoledì 23 settembre alle 00:05 UTC (02:05 ora italiana). Da quel momento siamo ufficialmente entrati nella stagione autunnale, che durerà fino al solstizio d'inverno, atteso quest'anno il 21 dicembre.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/luna-del-raccolto-2026-quando-vedere-la-luna-piena-in-italia-questo-fine-settimana.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Pentagono desecreta nuovi documenti sugli UFO: questi file dimostrano l'esistenza di navi spaziali extraterrestri?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-pentagono-desecreta-nuovi-documenti-sugli-ufo-questi-file-dimostrano-l-esistenza-di-navi-spaziali-extraterrestri.html</link><pubDate>Fri, 25 Sep 2026 08:47:16 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il Pentagono ha pubblicato una nuova raccolta di documenti relativi a fenomeni anomali non identificati, noti a livello internazionale come UAP (Fenomeni Anomali Non Identificati) e tradizionalmente come UFO.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/pentagono-desclasifica-nuevos-archivos-ovni-1789963262325.png" data-image="zr57s6fiqs5f" alt="Il Pentagono ha pubblicato la sesta tranche di documenti declassificati sugli UFO e sui fenomeni anomali non identificati. La raccolta comprende 71 file, tra cui 15 video, 55 documenti e una registrazione storica del 1952 relativa al Progetto Blue Book. Fonte: NASANET" title="Il Pentagono ha pubblicato la sesta tranche di documenti declassificati sugli UFO e sui fenomeni anomali non identificati. La raccolta comprende 71 file, tra cui 15 video, 55 documenti e una registrazione storica del 1952 relativa al Progetto Blue Book. Fonte: NASANET"><figcaption>Il Pentagono ha pubblicato la sesta tranche di documenti declassificati sugli UFO e sui fenomeni anomali non identificati. La raccolta comprende 71 file, tra cui 15 video, 55 documenti e una registrazione storica del 1952 relativa al Progetto Blue Book. Fonte: NASANET</figcaption></figure><p>Si tratta della <strong>sesta tranche di documenti declassificati</strong> nell'ambito del programma PURSUE e raccoglie materiale che copre più di sette decenni, dal 1952 al 2025. La nuova pubblicazione <strong>contiene 71 file, tra cui 55 documenti PDF, 15 video e una registrazione audio</strong>. La maggior parte proviene dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, anche se sono inclusi anche quattro video inviati da forze dell'ordine del Colorado.</p><p>I documenti mostrano un insieme di casi storici, registrazioni effettuate da sensori militari, rapporti su avvistamenti e documentazione relativa a precedenti programmi di ricerca. Tuttavia, <strong>la pubblicazione non costituisce di per sé una conferma del fatto che i fenomeni osservati abbiano un'origine extraterrestre.</strong></p><h2>Una nuova raccolta di file sugli UFO</h2><p>La sesta tranche è stata pubblicata il 18 settembre 2026 nell'ambito di <em>PURSUE</em>, il sistema creato per facilitare la pubblicazione progressiva della documentazione storica relativa agli UAP.</p><p><strong>Secondo le informazioni pubblicate dallo stesso Dipartimento della Difesa, le nuove tranche continueranno a essere aggiunte progressivamente all'archivio</strong>. La quinta tranche era stata pubblicata il 7 agosto, per cui questa nuova pubblicazione mantiene il ritmo di aggiornamento periodico della raccolta.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pentagono-desclasifica-nuevos-archivos-ovni-1789963561715.gif" data-image="vncm8qipo2dg"><figcaption>Video a infrarossi registrato nel 2025 sopra una piattaforma militare statunitense. Vi compaiono sei piccoli oggetti apparentemente sferici che cambiano direzione e si spostano a una velocità stimata di 480 miglia orarie (770 km/h), secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). Il video fa parte della sesta tranche di file UAP declassificati dal Pentagono. Credito: U.S. Deparment of War</figcaption></figure><p>Tra <strong>i materiali più sorprendenti figurano video registrati da piattaforme militari in diverse parti del mondo</strong>, oltre a documentazione storica che risale ai primi anni delle indagini ufficiali statunitensi sugli UFO.</p><h2>SFere luminose sopra una piattaforma militare</h2><p>Uno dei video più interessanti della nuova raccolta è stato registrato nel 2025 attraverso un sensore a infrarossi installato su una piattaforma militare statunitense.</p><div class="texto-destacado">Nelle immagini <strong>compaiono sei piccoli oggetti apparentemente sferici raggruppati nel cielo</strong>. Il rapporto militare li descrive come oggetti che sembravano agili e che cambiavano frequentemente direzione.</div><p>L'osservatore ha stimato che potessero spostarsi a circa 480 miglia orarie, equivalenti a circa 770 chilometri orari.</p><p><strong>L'incidente rimane classificato come irrisolto</strong>. Il fatto che un oggetto venga classificato come UAP significa che non è stato possibile determinarne definitivamente la natura sulla base dei dati disponibili, non che sia stato stabilito che si tratti di un'astronave extraterrestre.</p><h2>Altri video registrati dai militari</h2><p>La nuova raccolta comprende anche registrazioni ottenute da sensori a infrarossi durante operazioni militari in diverse aree.</p><p><strong>Uno dei casi riguarda un incidente del 2022 in Medio Oriente, nel quale diversi oggetti furono osservati a differenti altitudini e velocità</strong>. Il rapporto associato indica che gli oggetti potevano avere dimensioni comprese tra uno e due metri e che si muovevano in modo apparentemente irregolare.</p><p>Un altro dei video mostra diversi oggetti raggruppati e in movimento congiunto.</p><p><strong>Questo tipo di immagini è particolarmente interessante perché proviene da sensori utilizzati durante operazioni militari</strong> e non soltanto da registrazioni effettuate con telefoni cellulari o videocamere convenzionali. Tuttavia, le immagini da sole non consentono di determinare cosa fossero gli oggetti osservati.</p><h2>Un audio del 1952 riporta alla luce la storia del Project Blue Book</h2><p>Forse uno dei documenti più interessanti dal punto di vista storico è una <strong>registrazione audio realizzata nel 1952 dal capitano Edward J. Ruppelt,</strong> ufficiale dell'Aeronautica militare statunitense che in seguito avrebbe diretto il Project Blue Book.</p><p>Nella registrazione, Ruppelt spiega le indagini che l'Aeronautica stava conducendo sulle segnalazioni di UFO.</p><p>All'epoca, l'indagine aveva già raccolto centinaia di rapporti e una parte di questi rimaneva senza spiegazione. Secondo quanto spiegato da Ruppelt durante quella presentazione, <strong>circa il 20% dei casi studiati continuava a non poter essere risolto sulla base delle informazioni disponibili.</strong></p><p>Ruppelt sarebbe poi diventato una delle figure più note del Project Blue Book, il programma dell'Aeronautica militare statunitense che indagò sugli avvistamenti di UFO tra il 1952 e il 1969.</p><p>L'inserimento di questa registrazione nella nuova raccolta permette di ascoltare direttamente la voce di una figura fondamentale della prima fase delle indagini ufficiali sui fenomeni aerei non identificati.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pentagono-desclasifica-nuevos-archivos-ovni-1789963633499.gif" data-image="06v0ns9vipqq"><figcaption>La famosa ripresa di Tremonton, nello Utah, del 2 luglio 1952. Si osserva un grande gruppo di piccoli oggetti bianchi che si spostano nel cielo azzurro. La registrazione fa parte della sesta tranche di file UAP declassificati dal Pentagono. Credito: U.S. Deparment of War</figcaption></figure><h2>Che cosa c'entrano gli UFO con i wormhole?</h2><p>Un altro degli aspetti che sta suscitando maggiore attenzione riguarda i documenti relativi a concetti come <strong>i wormhole, la propulsione tramite deformazione dello spazio, l'antigravità, la massa negativa o i sistemi di invisibilità</strong>.</p><p>La documentazione proviene da un programma di ricerca della Defense Intelligence Agency noto come Advanced Aerospace Weapon System Applications Program (AAWSAP), creato nel 2008 e concluso nel 2012.</p><p>La sesta tranche comprende 37 Defense Intelligence Reference Documents (DIRD) elaborati nell'ambito di quel programma.</p><p>I loro titoli possono risultare sorprendenti, ma c'è una precisazione importante: gli stessi documenti sono descritti come lavori di riferimento e sintesi, e <strong>la loro pubblicazione non significa che le tecnologie studiate siano state sviluppate né che gli Stati Uniti dispongano di veicoli in grado di utilizzare wormhole o propulsione</strong> tramite deformazione dello spazio.</p><p>In altre parole, il fatto che un documento ufficiale studi una determinata possibilità tecnologica non significa che quella tecnologia esista attualmente.</p><h2>Un rapporto su possibili lesioni legate a fenomeni anomali</h2><p>Tra i documenti compare anche uno studio tecnico del 2010 dedicato a diversi casi di persone che avrebbero riportato lesioni dopo eventi considerati anomali.</p><p>Il rapporto analizza tre casi specifici e descrive i sintomi fisici registrati successivamente, mettendoli inoltre a confronto con incidenti noti legati all'esposizione a radiofrequenze.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="771118" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ufo-desecretati-la-verita-promessa-da-trump-e-arrivata-cosa-abbiamo-scoperto-davvero.html" title="UFO desecretati: la verità promessa da Trump è arrivata? Cosa abbiamo scoperto davvero?">UFO desecretati: la verità promessa da Trump è arrivata? Cosa abbiamo scoperto davvero?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ufo-desecretati-la-verita-promessa-da-trump-e-arrivata-cosa-abbiamo-scoperto-davvero.html" title="UFO desecretati: la verità promessa da Trump è arrivata? Cosa abbiamo scoperto davvero?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ufo-desecretati-la-verita-promessa-da-trump-e-arrivata-cosa-abbiamo-scoperto-davvero-1779964685322_320.jpeg" alt="UFO desecretati: la verità promessa da Trump è arrivata? Cosa abbiamo scoperto davvero?"></a></article></aside><p>Il documento formula ipotesi su <strong>possibili sistemi aerospaziali avanzati, ma non identifica in modo conclusivo l'origine delle esposizioni </strong>né dimostra che le persone coinvolte siano entrate in contatto con una tecnologia extraterrestre.</p><h2>Quattro video registrati dalla polizia in Colorado</h2><p>La nuova tranche contiene anche quattro video provenienti dalle forze dell'ordine del Colorado, registrati nell'ottobre del 2023.</p><p>Secondo la documentazione pubblicata, uno degli agenti ha descritto il fenomeno osservato come silenzioso e caratterizzato da luci rosse, blu e verdi intermittenti.</p><p>Le immagini sono state realizzate con telefoni cellulari e ora fanno parte dell'archivio ufficiale degli UAP.</p><p>Questo tipo di testimonianze mostra ancora una volta uno dei principali problemi nello studio dei fenomeni anomali: un'osservazione può essere registrata e continuare a non poter essere identificata quando mancano dati sufficienti su distanza, dimensioni, velocità, traiettoria o condizioni atmosferiche.</p><h2>Questi file dimostrano che esistono astronavi extraterrestri?</h2><p>No.</p><p>La nuova declassificazione è interessante perché consente di accedere a documentazione rimasta per anni negli archivi governativi e perché riunisce casi separati da più di 70 anni. Tuttavia, <strong>nessuno dei materiali pubblicati costituisce di per sé una dimostrazione del fatto che gli UAP siano veicoli di origine extraterrestre</strong>.</p><p>Del resto, una parte significativa dei documenti riguarda indagini, rapporti tecnici o casi rimasti irrisolti a causa della mancanza di informazioni sufficienti.</p><div class="texto-destacado">La differenza è importante: «non identificato» non significa necessariamente «extraterrestre».</div><p>La raccolta permette di conoscere meglio ciò che hanno osservato i militari, ciò che hanno studiato le agenzie statunitensi e quali fenomeni non è stato possibile identificare sulla base dei dati disponibili. Offre inoltre materiale storico che ora può essere analizzato da ricercatori indipendenti.</p><h2><strong>E la storia non è ancora finita.</strong></h2><p>Il Dipartimento della Difesa ha annunciato che continuerà a pubblicare nuovi file progressivamente, per cui questa sesta tranche potrebbe essere soltanto un altro capitolo di una declassificazione molto più ampia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="660518" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/wow-strano-segnale-extraterrestre-non-sappiamo-da-dove-sia-arrivato-inviato-da-qualcosa-universo.html" title="Wow! Le cose da sapere sullo strano segnale extraterrestre che non sappiamo da dove sia arrivato ">Wow! Le cose da sapere sullo strano segnale extraterrestre che non sappiamo da dove sia arrivato </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/wow-strano-segnale-extraterrestre-non-sappiamo-da-dove-sia-arrivato-inviato-da-qualcosa-universo.html" title="Wow! Le cose da sapere sullo strano segnale extraterrestre che non sappiamo da dove sia arrivato "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sinal-wow-o-sinal-que-nao-sabemos-de-onde-veio-e-se-foi-enviado-por-algo-no-universo-1717899459361_320.png" alt="Wow! Le cose da sapere sullo strano segnale extraterrestre che non sappiamo da dove sia arrivato "></a></article></aside><p>L'attenzione sarà ora rivolta ai prossimi documenti e, in particolare, alla possibilità che future pubblicazioni forniscano dati strumentali sufficientemente completi da permettere di risolvere alcuni dei casi ancora aperti.</p><p>Fonte: <a href="https://lanasa.net/" target="_blank"><strong>NASANET</strong> </a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-pentagono-desecreta-nuovi-documenti-sugli-ufo-questi-file-dimostrano-l-esistenza-di-navi-spaziali-extraterrestri.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Rapporto WMO: strato di Ozono in costante ripresa (2025). Ma a settembre 2026 il massimo del buco è in anticipo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/rapporto-wmo-strato-di-ozono-in-costante-ripresa-2025-ma-a-settembre-2026-il-massimo-del-buco-e-in-anticipo.html</link><pubDate>Fri, 25 Sep 2026 07:28:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Dati incoraggianti dallo strato di ozono dell'atmosfera: il buco nell'ozono antartico continua a rimpiccolirsi, facendo registrare una progressiva ripresa dello strato protettivo della Terra a livello globale. Ecco le ultime misurazioni ufficiali, con alcuni dati che continuano a preoccupare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/rapporto-wmo-strato-di-ozono-in-costante-ripresa-2025-ma-a-settembre-2026-il-massimo-del-buco-e-in-anticipo-1790277973692.jpg" data-image="7m4d2mju67t5"><figcaption>In occasione del giorno internazionale per la preservazione dello strato di ozono, che cade il 16 settembre di ogni anno, la WMO (Organizzazione Mondiale della Meteorologia) ha presentato il suo bollettino dell'ozono 2025. Nel rapporto, realizzato osservando il ciclo dell'ozono in Antartide del 2025, è stato riportato che il buco dell'anno scorso è risultato tra i "meno gravi" degli ultimi 20 anni. </figcaption></figure><p>Negli ultimi anni, lo strato di ozono ha costantemente mostrato segnali di miglioramento. <strong>Nel 2024 e nel 2025, la quantità totale di ozono è risultata superiore alla media in ampie zone dell'emisfero australe</strong>. Questa tendenza positiva è legata a una maggiore attività delle onde planetarie che ha favorito il trasporto di ozono verso i poli. </p><p>Al contrario, tra il 2022 e il 2023 si erano registrate anomalie negative a causa della ridotta circolazione atmosferica e degli effetti dell'eruzione vulcanica del Hunga Tonga. Sul lungo periodo, però, <strong>il disfacimento dello strato di ozono, registrato dagli anni '60 agli anni '90, si è interrotto grazie al bando delle sostanze dannose sancito dal Protocollo di Montréal</strong>, avviando una lenta ma progressiva fase di recupero a partire dall'anno 2000. </p><h2> Il buco nell'ozono in Antartide nel 2025 </h2><p>In occasione del giorno internazionale per la preservazione dello strato di ozono, che cade il 16 settembre di ogni anno, la WMO (Organizzazione Mondiale della Meteorologia) ha presentato il suo bollettino dell'ozono 2025. Nel rapporto, realizzato osservando il<strong> ciclo dell'ozono in Antartide del 2025</strong>, è stato riportato che il buco dell'anno scorso è risultato <strong>tra i "meno gravi" degli ultimi 20 anni.</strong> </p><p>Infatti complessivamente <strong>buco dell'ozono</strong> nel del 2025 si è classificato <strong>tra il quarto e il quinto più debole</strong> da quando sono iniziate le osservazioni sistematiche cioè dal 1992.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il massimo deficit annuale</strong>, in termini di massa di ozono (OMD), è stato di <strong>36,7 milioni di tonnellate il 29 settembre 2025</strong>. Si tratta di un valore di oltre il 25% inferiore rispetto alla media storica 1990-2010 (50,1 milioni di tonnellate), quindi con <strong>un significativo miglioramento</strong>.</div><p>Questa minore estensione ed "intensità" del buco è stata prodotta anche grazie ad <strong>eventi di riscaldamento stratosferico</strong> che, a metà settembre dello scorso anno, <strong>hanno rallentato la distruzione dell'ozono</strong>, smantellando precocemente il vortice polare antartico in ottobre. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rapporto-wmo-strato-di-ozono-in-costante-ripresa-2025-ma-a-settembre-2026-il-massimo-del-buco-e-in-anticipo-1790278022076.jpg" data-image="b474gnrwd56s"><figcaption>Il massimo deficit annuale, in termini di massa di ozono (OMD), è stato di 36,7 milioni di tonnellate il 29 settembre 2025. Si tratta di un valore di oltre il 25% inferiore rispetto alla media storica 1990-2010 (50,1 milioni di tonnellate), quindi con un significativo miglioramento.</figcaption></figure><p>Ricordiamo, infatti, che <strong>la reazione con cui le molecole di ozono vengono dissociate dai clorofluorocarburi (CFC), è favorita da temperature stratosferiche molto basse.</strong></p><h2>Settembre 2026: in contro tendenza, ma c'è un perché<br></h2><p>Il servizio di monitoraggio dell’atmosfera di Copernicus (CAMS) ha rilevato che il buco dell’ozono antartico,<strong> il 12 settembre 2026</strong>, ha raggiunto <strong>la soglia di estensione massima annuale </strong>leggermente in anticipo rispetto al solito, in linea con quanto già osservato nel 2025. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789902" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-buco-dell-ozono-raggiunge-di-nuovo-una-soglia-significativa-prima-del-solito-e-supera-la-superficie-media.html" title="Il buco dell’ozono raggiunge di nuovo una soglia significativa prima del solito e supera la superficie media">Il buco dell’ozono raggiunge di nuovo una soglia significativa prima del solito e supera la superficie media</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-buco-dell-ozono-raggiunge-di-nuovo-una-soglia-significativa-prima-del-solito-e-supera-la-superficie-media.html" title="Il buco dell’ozono raggiunge di nuovo una soglia significativa prima del solito e supera la superficie media"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/agujero-de-ozono-1789528872568_320.png" alt="Il buco dell’ozono raggiunge di nuovo una soglia significativa prima del solito e supera la superficie media"></a></article></aside><p>Tuttavia, quest'anno, si è mantenuto anche al di sopra della media, <strong>circa 5 milioni di km² al di sopra della media per questo periodo,</strong> a differenza dell’anno precedente. Ma il rapido sviluppo del buco dell'ozono nel 2026 è avvenuto in concomitanza con una brusca diminuzione della temperatura stratosferica a circa 20 km di quota sopra il Polo Sud. Quindi le condizioni sono state particolarmente favorevoli al suo sviluppo. </p><p>In pratica, il 2025 per un verso e il 2026 per l'altro, <strong>rappresentano due situazioni particolari, seppur disegno opposto</strong>, che avvengono <strong>in un contesto complessivamente tendente al miglioramento </strong>delle condizioni dello strato di ozono atmosferico sulla Terra.</p><h2> Un secolo di misurazioni e l'aumento dei raggi UV in Europa</h2><p><strong>Nel 2026</strong> le misurazioni dell'ozono ad Arosa e Davos, in Svizzera, hanno raggiunto il secolo: <strong>100 anni di rilevazioni continue</strong> che costituiscono il dataset più lungo al modo, fondamentale per stimare l'altezza dello strato di ozono e i livelli di riferimento pre-CFC. Questa continuità dei dati ha consentito di monitorare il declino e la successiva ripresa: <strong>la media dell'ozono alle medie latitudini dell'emisfero settentrionale </strong>(35°N-60°N) risulta<strong> inferiore del 2% rispetto alla media del periodo 1964-1980.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/rapporto-wmo-strato-di-ozono-in-costante-ripresa-2025-ma-a-settembre-2026-il-massimo-del-buco-e-in-anticipo-1790278113319.jpg" data-image="lsdbpmtzuy9x"><figcaption>La minore estensione e "intensità" del buco del 2025 è stata prodotta anche grazie ad eventi di riscaldamento stratosferico che, a metà settembre dello scorso anno, hanno rallentato la distruzione dell'ozono, smantellando precocemente il vortice polare antartico in ottobre. Fenomeno diametralmente opposto a quello che invece, in questo settembre 2026, ha portato ad un picco dell'estensione del buco dell'ozono in un contesto comunque di miglioramento. </figcaption></figure><p> Nonostante la ripresa dell'ozono, in molte regioni si registra <strong>un incremento della dose annua di radiazione UV e un aumento delle giornate con indice UV elevato</strong>, soprattutto in primavera e all'inizio dell'estate<sup></sup>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="729316" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-tanto-auspicata-chiusura-del-buco-dell-ozono-portera-a-un-piu-rapido-riscaldamento-globale.html" title="La tanto auspicata chiusura del “buco dell’ozono” porterà a un più rapido riscaldamento globale">La tanto auspicata chiusura del “buco dell’ozono” porterà a un più rapido riscaldamento globale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-tanto-auspicata-chiusura-del-buco-dell-ozono-portera-a-un-piu-rapido-riscaldamento-globale.html" title="La tanto auspicata chiusura del “buco dell’ozono” porterà a un più rapido riscaldamento globale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-tanto-auspicata-chiusura-del-buco-dell-ozono-portera-a-un-piu-rapido-riscaldamento-globale-1757771738765_320.png" alt="La tanto auspicata chiusura del “buco dell’ozono” porterà a un più rapido riscaldamento globale"></a></article></aside><p>In Europa, le dosi annue di UV sono cresciute fino al 20% dal 1995<sup></sup>. Questo fenomeno è guidato <strong>per l'80% </strong><strong>dalla riduzione della copertura nuvolosa e<strong> per il 20%</strong> dalla diminuzione delle concentrazioni di aerosol</strong>. </p><h2>Il successo decennale dell'Emendamento di Kigali </h2><p> La protezione dello strato di ozono affonda le sue radici nello storico <strong>Protocollo di Montréal, firmato nel 1987 ed entrato in vigore nel 1989,</strong> per bandire le sostanze chimiche responsabili del buco nell'ozono<sup></sup>. A questo quadro normativo si è aggiunto, nel <strong>2016, l'Emendamento di Kigali</strong>, nato per affrontare un altro problema in qualche modo correlato: la diffusione degli <strong>idrofluorocarburi (HFC)</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789873" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-nuova-mappa-interattiva-indica-gli-anni-di-vita-rimanenti-per-i-ghiacciai-di-tutto-il-mondo-e-dei-pirenei.html" title="Una nuova mappa interattiva indica gli anni di vita rimanenti per i ghiacciai di tutto il mondo e dei Pirenei">Una nuova mappa interattiva indica gli anni di vita rimanenti per i ghiacciai di tutto il mondo e dei Pirenei</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-nuova-mappa-interattiva-indica-gli-anni-di-vita-rimanenti-per-i-ghiacciai-di-tutto-il-mondo-e-dei-pirenei.html" title="Una nuova mappa interattiva indica gli anni di vita rimanenti per i ghiacciai di tutto il mondo e dei Pirenei"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-nuevo-mapa-interactivo-senala-los-anos-de-vida-que-le-quedan-a-los-glaciares-del-mundo-y-de-los-pirineos-1789733267717_320.jpeg" alt="Una nuova mappa interattiva indica gli anni di vita rimanenti per i ghiacciai di tutto il mondo e dei Pirenei"></a></article></aside><p>Sebbene non danneggino direttamente l'ozono,<strong> gli HFC sono dei gas serra potentissimi</strong>, che vengono a loro volta utilizzati nei sistemi di refrigerazione e di condizionamento<sup></sup>. </p><p><strong>Questo emendamento punta a ridurre l'uso degli HFC di oltre l'80% entro i prossimi decenni</strong>, un traguardo fondamentale che, se applicato pienamente, <strong>permetterà di evitare fino a 0,5°C di riscaldamento entro il 2100</strong>, unendo la salvaguardia dello scudo atmosferico alla lotta contro il cambiamento climatico<sup></sup>. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="WMO%20-%20World%20Meteorological%20Organization" data-year="" data-title="State%20of%20the%20ozone%20layer%20in%202025" data-url="https%3A%2F%2Fmcusercontent.com%2F618614864060486033e4590d6%2Ffiles%2Fcf466640-16e4-9c41-eda9-b68259051858%2FOzone_and_UV_Bulletin_4_en.pdf%3Ffbclid%3DIwY2xjawUeL_NwZG9mBWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMW1manAwZ0tobG1US0tDeGNzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeFH7Nw-vjXP0mh6rM7ebK6Lfi1r_39_gMsGKoZOdiKjBHouuwWd0UfwuTKnY_aem_v0HOfFZ8gdDRFSU9kQ71SQ">WMO - World Meteorological Organization. <a href="https://mcusercontent.com/618614864060486033e4590d6/files/cf466640-16e4-9c41-eda9-b68259051858/Ozone_and_UV_Bulletin_4_en.pdf?fbclid=IwY2xjawUeL_NwZG9mBWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMW1manAwZ0tobG1US0tDeGNzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeFH7Nw-vjXP0mh6rM7ebK6Lfi1r_39_gMsGKoZOdiKjBHouuwWd0UfwuTKnY_aem_v0HOfFZ8gdDRFSU9kQ71SQ" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">State of the ozone layer in 2025</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/rapporto-wmo-strato-di-ozono-in-costante-ripresa-2025-ma-a-settembre-2026-il-massimo-del-buco-e-in-anticipo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il riscaldamento globale non aumenta la capacità delle foreste di assorbire CO₂, secondo un nuovo studio internazionale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-studio-internazionale-mette-in-dubbio-che-il-riscaldamento-globale-aumenti-la-capacita-delle-foreste-di-assorbire-co.html</link><pubDate>Fri, 25 Sep 2026 06:17:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il riscaldamento globale sta prolungando la stagione di crescita delle foreste – un fenomeno che in precedenza si riteneva rafforzasse il loro ruolo di serbatoi di carbonio – ma uno studio scientifico mette in discussione questa e altre ipotesi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/calentamiento-global-capacidad-de-los-bosques-para-absorber-2co-1789879288626.png" data-image="q16ieknbfn1t" alt="Vista della valle del Lötschental, in Svizzera, uno degli oltre cento siti in tutto il mondo in cui sono stati raccolti i campioni utilizzati in questo studio." title="Vista della valle del Lötschental, in Svizzera, uno degli oltre cento siti in tutto il mondo in cui sono stati raccolti i campioni utilizzati in questo studio."><figcaption>Vista della valle del Lötschental, in Svizzera, uno degli oltre cento siti in tutto il mondo in cui sono stati raccolti i campioni utilizzati in questo studio / Antoine Cabon</figcaption></figure><p>Il <strong>riscaldamento globale sta allungando la stagione di crescita delle foreste</strong>, un fenomeno che si riteneva potesse rafforzare il loro ruolo di pozzi di carbonio. Tuttavia, una ricerca internazionale con la partecipazione della <strong>Stazione Sperimentale del Zaidín (EEZ-CSIC)</strong> e dell’Istituto <strong>Pirenaico di Ecologia (IPE-CSIC)</strong> conclude che la velocità di crescita delle conifere influisce maggiormente sulla produzione di legno rispetto alla durata della stagione e che<strong> la siccità associata ai cambiamenti climatici può compensare o addirittura invertire il potenziale beneficio nell’assorbimento di anidride carbonica</strong> (CO₂).</p><p>Lo studio, pubblicato su <em>Science</em>, mette quindi in discussione una delle ipotesi più diffuse sul ruolo delle foreste come pozzi di CO₂ in uno scenario di cambiamento climatico.</p><p><strong>Le foreste svolgono un ruolo fondamentale nella lotta contro il cambiamento climatico</strong> perché gli alberi catturano l’anidride carbonica (CO₂) dall’atmosfera e la immagazzinano per anni o persino secoli nel loro legno. <strong>Con l’aumento delle temperature, la stagione di crescita degli alberi si prolunga</strong>, permettendo loro di produrre più legno, il principale deposito della CO₂ catturata dall’atmosfera. Questo ha portato a pensare che le <strong>foreste potrebbero assorbire ancora più carbonio in futuro</strong>. Tuttavia, la realtà è più complessa.</p><p>Lo studio ha analizzato come si forma il legno nelle conifere di oltre un centinaio di foreste, dalle regioni boreali alle zone semiaride, e rivela che non è sufficiente che gli alberi abbiano più tempo per crescere. Ciò che determina realmente <strong>quanto crescono e quanto carbonio immagazzinano è la velocità con cui producono nuove cellule del legno</strong>.</p><div class="texto-destacado">Più di 50.000 osservazioni sulle conifere mostrano che <strong>gli alberi crescono più a lungo</strong>, ma<strong> non producono più legno né aumenta la loro capacità di catturare CO₂</strong>, secondo uno studio internazionale con la partecipazione della <strong>EEZ-CSIC.</strong></div><p>Contrariamente a quanto si pensava, i risultati mostrano che, sebbene<strong> il riscaldamento allunghi la stagione di crescita, questo effetto può essere compensato da condizioni sempre più secche</strong>. Inoltre, i ricercatori hanno osservato che <strong>la produzione di legno aumenta con la temperatura solo fino a un determinato punto.</strong> </p><p>Oltre questa soglia, la scarsità d’acqua rallenta la crescita degli alberi e riduce la loro capacità di fissare CO₂. Pertanto, questo lavoro, coordinato da <strong>Antoine Cabon</strong> della Stazione Sperimentale del Zaidín (EEZ-CSIC) e dell’Istituto federale svizzero di ricerca su foreste, neve e paesaggio (WSL), suggerisce che gli effetti positivi di una stagione di crescita più lunga potrebbero essere compensati, o persino scomparire, se l’aumento delle temperature è accompagnato da una maggiore aridità.</p><h2>Un insieme di dati unico</h2><p>Questa conclusione deriva dall’<strong>analisi di oltre 50.000 campioni di legno raccolti in foreste di conifere di quattro continenti</strong>. Sebbene temperature più elevate estendano il periodo durante il quale gli alberi formano le cellule del legno, ciò non significa necessariamente una maggiore produzione durante l’intero anno, come mostrano i risultati dello studio.</p><p>«La raccolta di questo insieme di dati unico è stata il risultato di un lungo lavoro di collaborazione. I ricercatori di ciascun istituto coinvolto hanno raccolto regolarmente campioni di legno durante diverse stagioni di crescita. Tornati in laboratorio, ogni campione è stato analizzato, fotografato al microscopio e studiato cellula per cellula», spiega <strong>Antoine Cabon</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="657770" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-anelli-alberi-rivelano-che-estate-2023-e-stata-piu-calda-ultimi-duemila-anni.html" title="Gli anelli degli alberi rivelano che l’estate 2023 è stata la più calda degli ultimi duemila anni">Gli anelli degli alberi rivelano che l’estate 2023 è stata la più calda degli ultimi duemila anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/clima-anelli-alberi-rivelano-che-estate-2023-e-stata-piu-calda-ultimi-duemila-anni.html" title="Gli anelli degli alberi rivelano che l’estate 2023 è stata la più calda degli ultimi duemila anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tree-rings-reveal-summer-2023-was-hottest-for-2-000-years-1716213761729_320.jpeg" alt="Gli anelli degli alberi rivelano che l’estate 2023 è stata la più calda degli ultimi duemila anni"></a></article></aside><p>I ricercatori hanno monitorato la formazione di nuove cellule del legno negli anelli di crescita più esterni degli alberi, un processo noto come xilegenesi. «<em>Osservando i campioni al microscopio, possiamo vedere con precisione quando gli alberi stanno formando attivamente il legno, sapere quando questo processo inizia e termina e misurare la velocità con cui producono nuove cellule del legno</em>», spiega Cabon.</p><p>Tra le foreste incluse nello studio c’è la valle di Lötschental, in Svizzera, dove negli ultimi 20 anni sono stati raccolti campioni di legno ogni settimana durante la stagione di crescita. «<em>Queste osservazioni frequenti e a lungo termine sono estremamente rare e preziose. Seguendo gli stessi alberi per molti anni, possiamo ricostruire come la formazione del legno risponde alle condizioni ambientali che cambiano</em>», afferma <strong>Patrick Fonti</strong>, dendrocronologo dell’Istituto federale svizzero di ricerca su foreste, neve e paesaggio, che ha coordinato il monitoraggio settimanale.</p><h2>La soglia dei sei gradi</h2><p>I ricercatori hanno scoperto che la velocità con cui gli alberi producono nuove cellule del legno influisce maggiormente sulla crescita annuale rispetto alla durata del periodo durante il quale queste cellule vengono formate.<strong> La temperatura ha avuto effetti diversi sui due fattori: sebbene condizioni più calde tendano ad allungare la stagione di crescita, il tasso di produzione cellulare non continua ad aumentare indefinitamente</strong>. </p><p>Anzi, al di sopra di una temperatura media annuale di circa 6 °C, la produzione di cellule del legno ha iniziato a diminuire, probabilmente a causa della minore disponibilità d’acqua. Questo dimostra che avere più tempo per crescere non si traduce necessariamente in una maggiore produzione annuale di legno quando l’acqua scarseggia.</p><p>Questa scoperta aiuta a spiegare perché <strong>l’allungamento della stagione di crescita non ha le stesse conseguenze in tutte le foreste</strong>. Nelle foreste in cui le basse temperature limitano la crescita, come quelle boreali, gli alberi possono crescere più a lungo e più rapidamente come conseguenza del riscaldamento globale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="773424" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-osservatorio-hawaiano-del-mauna-loa-ha-appena-inviato-un-messaggio-di-allerta-al-mondo-sulla-co.html" title="L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ ">L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-osservatorio-hawaiano-del-mauna-loa-ha-appena-inviato-un-messaggio-di-allerta-al-mondo-sulla-co.html" title="L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-osservatorio-hawaiano-del-mauna-loa-ha-appena-inviato-un-messaggio-di-allerta-al-mondo-sulla-co-1781194195858_320.jpeg" alt="L'osservatorio hawaiano del Mauna Loa ha appena inviato un messaggio di allerta al mondo sulla CO₂ "></a></article></aside><p>Al contrario, nelle <strong>foreste temperate e mediterranee, l’aumento delle temperature e la minore disponibilità d’acqua riducono il potenziale beneficio di una stagione di crescita più lunga e rallentano la produzione di nuove cellule del legno</strong>.</p><h2>Le foreste in un futuro più caldo</h2><p>«<em>Se il riscaldamento continuerà, persino le foreste boreali potrebbero sperimentare una formazione del legno più lenta e perdere i benefici di una stagione di crescita più lunga. I nostri risultati mostrano l’importanza di considerare non solo la durata della formazione del legno, ma anche la velocità con cui avviene, quando si cerca di prevedere come le foreste risponderanno al riscaldamento globale</em>», spiega Cabon, che attualmente svolge la sua attività presso la Stazione Sperimentale del Zaidín con un contratto del Programma Ramón y Cajal.</p><p>I risultati ottenuti in <strong>questo studio internazionale mettono quindi in discussione l’idea che stagioni di crescita più lunghe migliorino necessariamente lo stoccaggio del carbonio nelle foreste e, di conseguenza, contribuiscano a mitigare il cambiamento climatico</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789324" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/boschi-vetusti-le-prime-tre-foreste-inserite-nella-rete-nazionale-si-trovano-nel-friuli-venezia-giulia.html" title="Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia ">Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/boschi-vetusti-le-prime-tre-foreste-inserite-nella-rete-nazionale-si-trovano-nel-friuli-venezia-giulia.html" title="Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/boschi-vetusti-1789727319758_320.jpeg" alt="Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia "></a></article></aside><p><em>«Sebbene lo stoccaggio del carbonio dipenda da fattori che vanno oltre le cellule dello xilema, una formazione del legno più lenta riduce, in ultima analisi, la capacità delle foreste di agire come pozzi di carbonio</em>», conclude Patrick Fonti.</p><p>Fonte: <a href="https://www.csic.es/es/" target="_blank"><strong>CSIC Andalucía</strong></a></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Cabon%2C%20A%3B%20Fonti%2C%20P%2C%20et%20al" data-year="" data-title="Growth%20rate%20overrides%20the%20Benefit%20of%20extended%20growing%20season%20from%20boreal%20to%20semiarid%20conifers.%20Science" data-url="https%3A%2F%2Fwww.science.org%2Fdoi%2F10.1126%2Fscience.aec8866">Cabon, A.; Fonti, P.; et al. <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.aec8866" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Growth rate overrides the Benefit of extended growing season from boreal to semiarid conifers. Science</a>.</cite></p></section><p><a href="https://www.science.org/doi/10.1126/science.aec8866"></a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/uno-studio-internazionale-mette-in-dubbio-che-il-riscaldamento-globale-aumenti-la-capacita-delle-foreste-di-assorbire-co.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le ultime previsioni di Luca Lombroso per ottobre: ecco quando potrebbe arrivare la prima tempesta d'autunno ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-ultime-previsioni-di-luca-lombroso-per-ottobre-ecco-quando-potrebbe-arrivare-la-prima-tempesta-d-autunno.html</link><pubDate>Fri, 25 Sep 2026 03:28:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’ultimo fine settimana di settembre si delinea quasi estivo, un anticiclone dominerà anche fino ai primi di ottobre. Settembre, a parte veloci perturbazioni, si chiude senza le vere piogge della tempesta equinoziale. Cambiamenti nella prima settimana piena di ottobre?</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbcjfbe"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbcjfbe.jpg" id="xbcjfbe"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Metti la felpa, togli la felpa: <strong>è cambiata l’aria sull’Italia negli ultimi giorni,</strong> il caldo estivo tardivo almeno per ora se ne è andato e masse d’aria più fresche ci fanno avvertire il passaggio di testimone fra estate e autunno. Questo almeno per quanto riguarda le temperature, mentre <strong>le vere piogge autunnali,</strong> organizzate e diffuse, che dovrebbero iniziare a comparire soprattutto al nord restano assenti.</p><p>Al centro sud <strong>versante Adriatico si rivitalizza instabilità</strong>, ma i temporali anche se talora intensi non cambiano la situazione, e appunto il nord viene sostanzialmente saltato.</p><p>A maggior ragione dunque<strong> esploriamo le mappe non solo a breve ma anche a medio termine</strong> e substagionali. </p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Sull’Europa centrale <strong>si sta formando un ponte di alta pressione </strong>che unirà le Azzorre all’est Europa, e si va espandendo anche sull’Italia centro settentrionale. Sul fianco orientale adriatico della penisola ancora<strong> si risente del getto polare, </strong>con una piccola goccia di aria fredda vicina alle coste, ma a seguire la pressione sarà in aumento anche al centro sud.</p><p>Negli ultimi giorni di settembre anzi<strong> l’anticiclone assumerà caratteristiche subtropicali al centro nord,</strong> con una dorsale ben consolidata e espansa con asse inclinato da Spagna al Mar Baltico. Questo sistema terrà bloccate ancora a lungo le perturbazioni atlantiche.</p><h2>Fine settimana tardo estivo</h2><p><strong>Sabato 26 settembre il tempo si stabilizza </strong>anche su quasi tutto il sud, così avremo <strong>prevalenza di cielo sereno nella maggior parte delle regioni</strong>, dalla Val d’Aosta alla Sicilia e Sardegna. <strong>Qualche annuvolamento sarà presente attorno alle Alpi e al sud, </strong>ma senza piogge significative, anche se al meridione d’Italia qualche pioggerella residua è possibile.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789957" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-e-probabilita-per-l-avvio-di-ottobre.html" title="Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche">Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-e-probabilita-per-l-avvio-di-ottobre.html" title="Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenze-e-probabilita-per-l-avvio-di-ottobre-1790093606455_320.jpg" alt="Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche"></a></article></aside><p><strong>Domenica 27 settembre mappe di precipitazioni previste sostanzialmente asciutte</strong>, scarse le nubi in tutt’Italia, bella giornata sulle spiagge e colori verso il foliage autunnale sulle Alpi e Appennino. <strong>Temperature fresche al mattino</strong>, con 12-14°C al nord e centro, localmente 10°C, 18-20°C al sud, ma di giorno massime in rialzo a 26-28°C sia al nord che al centro sud. </p><h2>Sole negli ulimi tre giorni di settembre</h2><p>Poco da dire nei giorni conclusivi del mese, <strong>da lunedì 28 a mercoledì 30 settembre. Scarse le nubi,</strong> anche se a tratti aria umida formerà qualche strato al mattino e vicino alle colline prealpine e preappenniniche. <strong>Le mappe delle piogge previste ECMWF sono sostanzialmente vuote</strong> di aree di precipitazione, salvo qualche locale segnale di brevi rovesci attorno all’Etna in Sicilia e nell’interno calabro lucano.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-ultime-previsioni-di-luca-lombroso-per-ottobre-ecco-quando-potrebbe-arrivare-la-prima-tempesta-d-autunno-1790255793087.jpg" data-image="5o3ggy7ocxcd"><figcaption>Temperature previste mercoledì 29 settembre: per fine mese, già in autunno meteorologico, sono valori sopra media.</figcaption></figure><p>Le <strong>temperature aumentano, ben sopra la media</strong>, non caldo in senso assoluto ma per settembre 27-29°C al nord e al centro, e anche al sud, sono valori in passato inusuali e rari. Qualche città, inclusa Roma, potrebbe perfino sfondare la soglia di 30°C. </p><h2>Cambierà qualcosa ai primi di ottobre?</h2><p><strong>Fra giovedì 1 e domenica 4 ottobre aria più umida e la coda indebolita di una perturbazione</strong> atlantica potrebbe transitare al nord e marginalmente al centro. In particolare <strong>fra venerdì 2 e sabato 3 potrebbe anche piovere, specie sulle Alpi,</strong> Liguria, alta Toscana e con rovesci irregolare in altre zone del centro nord. Non pare però la vera svolta perturbata tipica dell’autunno. Qualche piovasco raggingerà probabilmente anche il sud.</p><p>Temperature in flessione, ma sappiate che 25°C in ottobre sono valori ancora sopra la media per il centro nord Italia. </p><h2>Settimana 5-12 ottobre piovosa?</h2><p>Questa è l’ipotesi delle mappe ECMWF substagionali:<strong> tutto il mediterraneo, e in particolare l’italia, potrebbero vedere precipitazioni </strong><strong>sopra la media</strong>, anche al nord ECMWF vede 10-40 mm di eccesso di precipitazioni sulla climatologia, ma indica anche 1-3°C sopra la media le temperature. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-ultime-previsioni-di-luca-lombroso-per-ottobre-ecco-quando-potrebbe-arrivare-la-prima-tempesta-d-autunno-1790255714419.png" data-image="u1kaev3lrgsr"><figcaption>Mappa delle anomalie di precipitazioni del modello ECMWF substagionale.</figcaption></figure><p>Il che ci <strong>fa pensare a una settimana in cui vi siano un paio di passaggi perturbati</strong> tipici delle tempeste equinoziali, da definire in tempistica e zone più colpite, ma a rischio di fenomeni ancora di tipo temporalesco, con rischio che la pioggia si scarichi non in precipitazioni organizzate, continue e diffuse, ma in violenti nubifragi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789590" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo.html" title="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'">Il meteorologo Luca Lombroso: "ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo.html" title="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-meteorologo-luca-lombroso-l-ecmwf-prevede-un-ottobre-piovoso-per-le-regioni-che-si-affacciano-sul-mediterraneo-1789914364894_320.jpeg" alt="Il meteorologo Luca Lombroso: 'ECMWF prevede un ottobre piovoso per le regioni che si affacciano sul Mediterraneo'"></a></article></aside><p>Solo quando entreremo nel range dei modelli operativi potremmo confermare e dettagliare maggiormente <strong>questa che non è una previsione di “arrivano piogge torrenziali” ma una tendenza, uno scenario</strong> di un possibile periodo perturbato che, se non avrà eccessi dannosi, è peraltro necessario e auspicabile. Seguiteci per gli aggiornamento. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/le-ultime-previsioni-di-luca-lombroso-per-ottobre-ecco-quando-potrebbe-arrivare-la-prima-tempesta-d-autunno.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Venerdì 25 allerta meteo in 7 regioni del Centro-Sud per rischio temporali. Come sarà il weekend?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-l-alta-pressione-nel-weekend-sole-e-temperature-in-deciso-rialzo-sull-italia.html</link><pubDate>Thu, 24 Sep 2026 19:40:40 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Un rapido impulso fresco attraverserà l’Italia venerdì, portando piogge soprattutto al Centro-Sud e un temporaneo calo termico. Ma il primo weekend d’autunno cambierà subito registro: sole prevalente, ultimi disturbi all’estremo Sud e temperature pronte a risalire.</p><figure id="first-video" class="video youtube-short"><img src="https://img.youtube.com/vi/kGBTbyewPVU/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=kGBTbyewPVU" id="kGBTbyewPVU"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p>L’autunno proverà a farsi sentire nelle prossime ore, ma questa volta la sua avanzata avrà vita piuttosto breve. Una massa d’aria più fresca in arrivo dall’Europa centro-orientale attraverserà rapidamente l’Italia tra la notte e la giornata di venerdì 25 settembre, accompagnata da <strong>piogge, qualche temporale e un rinforzo dei venti</strong>. Alle sue spalle, però, la pressione tornerà rapidamente ad aumentare, preparando un fine settimana decisamente più tranquillo.</p><h2>Venerdì arriva l’aria fresca: piogge dal medio Adriatico verso il Sud</h2><p>Il cambiamento inizierà a prendere forma già nelle prossime ore, quando la nuvolosità aumenterà soprattutto sulle regioni orientali. <strong>Venerdì sarà la giornata più movimentata</strong>, con il fronte che scivolerà velocemente dal medio Adriatico verso le regioni meridionali.</p><div class="texto-destacado">La Protezione Civile ha diramato allerta gialla per rischio temporali in <strong>Abruzzo, </strong><strong>Basilicata, </strong><strong>Calabria, </strong><strong>Campania, </strong><strong>Molise, </strong><strong>Puglia, </strong><strong>Sicilia.</strong></div><p>Durante la mattinata rovesci e locali temporali potranno interessare soprattutto <strong>Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata</strong>, per poi coinvolgere più direttamente anche Calabria e Sicilia. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790214" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-domani-tornano-i-temporali-al-centro-sud-fino-a-40-mm-tra-puglia-e-campania.html" title="Meteo, domani tornano i temporali al Centro-Sud: fino a 40 mm tra Puglia e Campania">Meteo, domani tornano i temporali al Centro-Sud: fino a 40 mm tra Puglia e Campania</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-domani-tornano-i-temporali-al-centro-sud-fino-a-40-mm-tra-puglia-e-campania.html" title="Meteo, domani tornano i temporali al Centro-Sud: fino a 40 mm tra Puglia e Campania"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-domani-tornano-i-temporali-al-centro-sud-fino-a-40-mm-tra-puglia-e-campania-1790242214857_320.png" alt="Meteo, domani tornano i temporali al Centro-Sud: fino a 40 mm tra Puglia e Campania"></a></article></aside><p>Le simulazioni mostrano nuclei localmente moderati, con alcuni settori del Sud esposti a precipitazioni di qualche millimetro nell’arco di un’ora durante i passaggi più organizzati. Al Nord, invece, il miglioramento sarà molto più rapido, con ampie schiarite già nel corso della giornata. La perturbazione è attesa in rapido allontanamento e i fenomeni tenderanno ad attenuarsi entro sera.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Il passaggio fresco sarà piuttosto rapido: già sabato l’atmosfera inizierà a cambiare nuovamente volto.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>A rendere più percepibile il passaggio sarà soprattutto la temperatura. <strong>Rispetto alla fase mite precedente, il termometro potrà perdere localmente 5-7 °C</strong>, mentre lungo il versante adriatico e su alcune zone meridionali le anomalie potranno scendere temporaneamente attorno a <strong>-1/-3 °C rispetto alle medie del periodo</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790218" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-inizio-di-weekend-turbolento-al-centro-sud-non-solo-pioggia-che-calo-termico.html" title="In arrivo una rapida perturbazione sull'Italia, tra stasera e domani interesserà il Nord-est e poi il Centro-Sud">In arrivo una rapida perturbazione sull'Italia, tra stasera e domani interesserà il Nord-est e poi il Centro-Sud</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-inizio-di-weekend-turbolento-al-centro-sud-non-solo-pioggia-che-calo-termico.html" title="In arrivo una rapida perturbazione sull'Italia, tra stasera e domani interesserà il Nord-est e poi il Centro-Sud"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-inizio-di-weekend-turbolento-al-centro-sud-non-solo-pioggia-che-calo-termico-1790241446821_320.jpg" alt="In arrivo una rapida perturbazione sull'Italia, tra stasera e domani interesserà il Nord-est e poi il Centro-Sud"></a></article></aside><p>Non mancherà poi il vento: Bora e Grecale accompagneranno l’ingresso dell’aria più fresca e sulle zone maggiormente esposte, in particolare Alto Adriatico e crinali appenninici, <strong>le raffiche potranno localmente avvicinarsi ai 60-70 km/h</strong>.</p><h2>Sabato 26 settembre, il maltempo si ritira verso l’estremo Sud</h2><p>Il primo giorno del weekend vedrà l’alta pressione riguadagnare terreno da ovest. <strong>Nord e Centro ritroveranno condizioni generalmente stabili e soleggiate</strong>, mentre qualche nube in più potrà ancora insistere sulle regioni meridionali.</p><p>Gli ultimi effetti della circolazione fresca saranno avvertibili soprattutto tra <strong>Calabria, Sicilia e settore ionico</strong>, dove non si esclude ancora qualche breve rovescio, prima di un progressivo miglioramento nel corso del pomeriggio. </p><p>Le temperature cominceranno intanto a recuperare, pur senza impennarsi subito. Intorno alle ore centrali sono attesi <strong>circa 21 °C tra Torino e Milano, 21-22 °C sulla pianura veneta ed emiliana, 22-23 °C tra Toscana e Lazio</strong>. Più mite il Sud e soprattutto le Isole, con valori intorno ai <strong>24-26 °C</strong> e punte vicine ai <strong>27 °C in Sardegna</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-l-alta-pressione-nel-weekend-sole-e-temperature-in-deciso-rialzo-sull-italia-1790259695896.png" data-image="qfh604cisue5" alt="Le temperature di sabato 26 settembre a mezzogiorno" title="Le temperature di sabato 26 settembre a mezzogiorno"><figcaption>Le temperature di sabato 26 settembre a mezzogiorno</figcaption></figure><p>In questa fase gran parte dell’Italia si troverà quindi su valori prossimi alla norma o leggermente superiori, mentre qualche residua anomalia negativa rimarrà possibile lungo il basso Adriatico e sui settori ionici.</p><h2>Domenica sole e le temperature ripartono</h2><p>La giornata di <strong>domenica 27 settembre</strong> sarà probabilmente la più gradevole del fine settimana. L’alta pressione si distenderà sul Mediterraneo centrale, favorendo <strong>cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte della Penisola</strong>. Qualche nube innocua potrà ancora comparire lungo i versanti ionici, ma senza fenomeni significativi.</p><p>Il dato più interessante sarà però quello termico. Nel primo pomeriggio le temperature potranno raggiungere <strong>23-24 °C tra Milano, Torino e Bologna, circa 24 °C a Firenze, 26 °C a Roma e fino a 26-27 °C tra Campania, Puglia e Sicilia</strong>. In Sardegna si potranno ancora toccare localmente <strong>27-28 °C</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-torna-l-alta-pressione-nel-weekend-sole-e-temperature-in-deciso-rialzo-sull-italia-1790259729351.png" data-image="bmbucwtxdsgg" alt="Sole prevalente in tutta la Pensiola" title="Sole prevalente in tutta la Pensiola"><figcaption>Sole prevalente in tutta la Pensiola</figcaption></figure><p>Ancora più eloquenti saranno le anomalie: nel pomeriggio di domenica <strong>il Nord potrà trovarsi 3-6 °C sopra la media</strong>, con valori particolarmente elevati tra Piemonte, Lombardia, Veneto e regioni alpine. Anche al Centro e sulle Isole gli scarti diventeranno positivi, generalmente nell’ordine di <strong>2-5 °C</strong>. Le previsioni disponibili indicano effettivamente un weekend con temperature nuovamente superiori alla norma, soprattutto nella seconda parte. </p><h2>E la prossima settimana? L’autunno rischia un nuovo stop</h2><p>La stabilità potrebbe non fermarsi al weekend. <strong>Lunedì 28 settembre</strong> un massimo di pressione intorno ai <strong>1025 hPa</strong> è previsto sull’Italia centrale, con precipitazioni praticamente assenti su gran parte del Paese.</p><p>Tra lunedì e martedì la componente più mite dell’anticiclone dovrebbe poi farsi ancora più evidente. Martedì 29 le proiezioni mostrano anomalie termiche diffusamente comprese tra <strong>+4 e +7 °C al Nord e su parte del Centro</strong>, con punte anche superiori sull’arco alpino; più contenuti, ma comunque positivi, gli scarti al Sud.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789957" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-e-probabilita-per-l-avvio-di-ottobre.html" title="Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche">Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-e-probabilita-per-l-avvio-di-ottobre.html" title="Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenze-e-probabilita-per-l-avvio-di-ottobre-1790093606455_320.jpg" alt="Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche"></a></article></aside><p>Non sarebbe dunque un ritorno dell’estate nel senso stretto del termine, ma certamente <strong>una nuova parentesi molto mite per la fine di settembre</strong>, con valori diurni che in alcune zone potrebbero tornare su livelli decisamente tardo-estivi. Dopo il breve assaggio d’autunno di venerdì, la stagione sembra quindi pronta a concedersi un’altra pausa. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-torna-l-alta-pressione-nel-weekend-sole-e-temperature-in-deciso-rialzo-sull-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Jacopo Bridda]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il pipistrello più grande d’Europa in volo sulle Alpi Marittime: è la specie più rara in Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-pipistrello-piu-grande-d-europa-in-volo-sulle-alpi-marittime-e-la-specie-piu-rara-in-italia.html</link><pubDate>Thu, 24 Sep 2026 16:35:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Alcuni eccezionali avvistamenti di nottola gigante in Piemonte forniscono nuove informazioni sulle abitudini di questi animali che in Italia sono estremamente rari. Una buona notizia che conferma la biodiversità delle Alpi</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-pipistrello-piu-grande-d-europa-in-volo-sulle-alpi-marittime-e-la-specie-piu-rara-in-italia-1790098074864.jpg" data-image="va589fbd1gzp" alt="nottola gigante piemonte" title="nottola gigante piemonte"><figcaption>Il primo piano del muso di una nottola gigante</figcaption></figure><p>Per due estati consecutive sulle <strong>Alpi cuneesi</strong> è stato avvistato il pipistrello più grande d’Europa.</p><p>La nottola gigante è un animale molto raro in Italia e dichiarato a <strong>rischio di estinzione</strong> in tutto il mondo. </p><div class="texto-destacado">La sua presenza sulle Alpi del Piemonte è stata rilevata nel 2024 e confermata nel 2025, mentre nel 2026 sono stati pubblicati i risultati dello studio su <em>Natural History Sciences</em>, che evidenzia l'importanza di questi avvistamenti.</div><p>La presenza ripetuta della nottola gigante fa ben sperare che questo grande pipistrello possa aver trovato casa tra le foreste del nord-ovest dell'Italia, e magari anche un <strong>luogo sicuro</strong> dove <strong>riprodursi</strong>.</p><h2>Le abitudini della nottola gigante</h2><p>Il <em>Nyctalus lasiopterus</em> è un pipistrello grande rispetto alla media europea. La sua apertura alare raggiunge i <strong>46 centimetri</strong> e il peso arriva a <strong>70 grammi</strong>. È una specie <strong>migratoria </strong>a lungo raggio, che viaggia tra il nord-est e il sud-ovest del continente inseguendo climi miti e cibo.</p><p>A differenza degli altri pipistrelli europei che si nutrono di insetti, la nottola gigante caccia <strong>piccoli uccelli</strong> in volo e si sposta per intercettare le loro rotte migratorie.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="552902" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/segreti-del-comportamento-spaziale-collettivo-dei-pipistrelli.html" title="I segreti del comportamento spaziale collettivo dei pipistrelli">I segreti del comportamento spaziale collettivo dei pipistrelli</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/segreti-del-comportamento-spaziale-collettivo-dei-pipistrelli.html" title="I segreti del comportamento spaziale collettivo dei pipistrelli"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/unveiling-the-secrets-of-collective-spatial-behavior-in-bats-1695056309513_320.jpg" alt="I segreti del comportamento spaziale collettivo dei pipistrelli"></a></article></aside><p>Durante l’estate forma invece <strong>colonie stabili</strong> per riprodursi, per poi prendere il volo con l’arrivo dell’autunno e percorrere fino a <strong>2.500 chilometri di distanza</strong>.</p><p>Con viaggi di questa portata, è anche il pipistrello che compie la <strong>migrazione più lunga</strong> tra quelli europei.</p><h2>I <em>bat detectors</em> che monitorano i pipistrelli</h2><p> Per quanto riguarda la nottola gigante in Italia si contano soltanto <strong>trenta avvistamenti</strong> in totale e <strong>una sola</strong> colonia riproduttiva, in <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong>, ma in tempi recenti è stato possibile captare i segnali di questi pipistrelli in volo sul Piemonte in più di una occasione. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-pipistrello-piu-grande-d-europa-in-volo-sulle-alpi-marittime-e-la-specie-piu-rara-in-italia-1790098126331.jpg" data-image="hdyskdpzoacw" alt="pipistrelli Piemonte" title="pipistrelli Piemonte"><figcaption>Una nottola gigante fotografata in una caverna delle Canarie</figcaption></figure><p>Come tutti i chirotteri, i pipistrelli emettono <strong>ultrasuoni </strong>che servono per la <strong>caccia e l’orientamento</strong>. La rete di monitoraggio <em>BatEchoNet,</em> che sorveglia la presenza dei pipistrelli in particolare in Piemonte, si è avvalsa di veri e propri <strong>bat detectos</strong> che sono in grado di captare questi ultrasuoni.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="726577" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-roditore-rappresenta-il-simbolo-della-grande-biodiversita-dei-boschi-calabresi.html" title="Questo piccolo roditore rappresenta il simbolo della grande biodiversità dei boschi calabresi">Questo piccolo roditore rappresenta il simbolo della grande biodiversità dei boschi calabresi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-roditore-rappresenta-il-simbolo-della-grande-biodiversita-dei-boschi-calabresi.html" title="Questo piccolo roditore rappresenta il simbolo della grande biodiversità dei boschi calabresi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-roditore-rappresenta-il-simbolo-della-grande-biodiversita-dei-boschi-calabresi-1756245717753_320.jpg" alt="Questo piccolo roditore rappresenta il simbolo della grande biodiversità dei boschi calabresi"></a></article></aside><p>Grazie a questo sistema è stato possibile ricavare informazioni preziose sulla presenza dei pipistrelli giganti in un'area dove normalmente non dovrebbero trovarsi. </p><h2>Gli avvistamenti più recenti e perché sono importanti</h2><p>In Piemonte la nottola gigante è considerata assente, si conta solo qualche sporadico avvistamento di esemplari <strong>di passaggio</strong> durante le <strong>migrazioni</strong>.</p><p>Uno è avvenuto nel 2021, nella regione del <strong>Casale Monferrato</strong>, un’altra nottola gigante è stata registrata in un parco della periferia urbana a <strong>Santena</strong>, provincia di Torino, nel 2024, mentre l’estate successiva, nella <strong>Riserva Rocca San Giovanni-Saben</strong>, è stata registrata la presenza di un altro esemplare, anch’esso di passaggio. </p><p>Gli avvistamenti più interessanti, però, sono quelli più recenti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758744" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lotta-alle-pandemie-una-singolare-strategia-per-evitare-che-i-pipistrelli-infettino-gli-uomini.html" title="Lotta alle pandemie: una singolare strategia per evitare che i pipistrelli infettino gli uomini">Lotta alle pandemie: una singolare strategia per evitare che i pipistrelli infettino gli uomini</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/lotta-alle-pandemie-una-singolare-strategia-per-evitare-che-i-pipistrelli-infettino-gli-uomini.html" title="Lotta alle pandemie: una singolare strategia per evitare che i pipistrelli infettino gli uomini"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/lotta-alle-pandemie-una-singolare-strategia-per-evitare-che-i-pipistrelli-infettino-gli-uomini-1773399467439_320.jpg" alt="Lotta alle pandemie: una singolare strategia per evitare che i pipistrelli infettino gli uomini"></a></article></aside><p>Nel del <strong>Bosco dell’Alevè</strong> nella Valle Varaita, la nottola gigante è stata registrata nello stesso periodo, nelle estati del 2024 e del 2025, tra i <strong>1400 e i 1900 metri di altitudine</strong>.</p><p>La presenza ripetuta <strong>nello stesso periodo</strong> di questo raro pipistrello suggerisce che non si tratta solo di esemplari di passaggio: se la nottola gigante continua a <strong>tornare </strong>nella stessa foresta, presumibilmente è perché ha trovato un ambiente favorevole per formare una <strong>colonia estiva</strong>.</p><h2>Le nottole giganti e la biodiversità delle foreste piemontesi</h2><p>Il fatto che le nottole giganti in volo sul Piemonte si spostino ad alte latitudini è un altro elemento particolarmente interessante. Generalmente si ritiene infatti che l’habitat dei questi pipistrelli sia in pianura, e che preferiscano vivere tra alberi di latifoglie.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789324" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/boschi-vetusti-le-prime-tre-foreste-inserite-nella-rete-nazionale-si-trovano-nel-friuli-venezia-giulia.html" title="Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia ">Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/boschi-vetusti-le-prime-tre-foreste-inserite-nella-rete-nazionale-si-trovano-nel-friuli-venezia-giulia.html" title="Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/boschi-vetusti-1789727319758_320.jpeg" alt="Boschi vetusti: le prime tre foreste inserite nella Rete nazionale si trovano nel Friuli Venezia Giulia "></a></article></aside><p>Il Bosco dell’Alevè invece, oltre ad essere in quota è una foresta di <strong>pini cembri</strong>, la più estesa in Italia e tra le più grandi d’Europa. </p><p>Questo suggerisce che le nottole giganti abbiano <strong>capacità di adattamento</strong> maggiori del previsto e anche che le foreste piemontesi custodiscano una <strong>biodiversità eccezionale, </strong>anche più ricca del quanto si pensasse.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Ansa.it" data-year="2026" data-title="Sulle%20Alpi%20cuneesi%20vola%20la%20nottola%20gigante%2C%20il%20pipistrello%20pi%C3%B9%20raro" data-url="https%3A%2F%2Fwww.ansa.it%2Fpiemonte%2Fnotizie%2F2026%2F09%2F17%2Fsulle-alpi-cuneesi-vola-la-nottola-gigante-il-pipistrello-piu-raro_0b1042ec-77d4-46e2-a957-13fca54f1f27.html%3Futm_source%3Dchatgpt.com">Ansa.it. (2026). <a href="https://www.ansa.it/piemonte/notizie/2026/09/17/sulle-alpi-cuneesi-vola-la-nottola-gigante-il-pipistrello-piu-raro_0b1042ec-77d4-46e2-a957-13fca54f1f27.html?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Sulle Alpi cuneesi vola la nottola gigante, il pipistrello più raro</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-pipistrello-piu-grande-d-europa-in-volo-sulle-alpi-marittime-e-la-specie-piu-rara-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, domani tornano i temporali al Centro-Sud: fino a 40 mm tra Puglia e Campania]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-domani-tornano-i-temporali-al-centro-sud-fino-a-40-mm-tra-puglia-e-campania.html</link><pubDate>Thu, 24 Sep 2026 14:03:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Venerdì temporali al Centro-Sud, con accumuli fino a 40 mm. Weekend in miglioramento e temperature in aumento da lunedì grazie all'alta pressione</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbcfkvu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbcfkvu.jpg" id="xbcfkvu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Una veloce perturbazione proveniente dai Balcani riporterà piogge e temporali al Centro-Sud. Ecco le regioni coinvolte e le previsioni per il weekend.</p><h2>Venerdì 25 settembre, tornano i temporali: le regioni più colpite</h2><p>Un nuovo impulso di aria fresca proveniente dai Balcani raggiungerà l'Italia nella giornata di venerdì 25 settembre, determinando un rapido peggioramento delle condizioni meteorologiche sulle regioni del <strong>medio Adriatico</strong> e del <strong>Sud</strong>.</p><p>Fin dal mattino sono previste piogge e rovesci su <strong>Abruzzo</strong>, <strong>Molise</strong>, <strong>Puglia</strong>, <strong>Basilicata</strong> e <strong>Campania</strong>, con possibili temporali localmente intensi. I fenomeni potranno interessare anche le coste meridionali delle <strong>Marche</strong>, in particolare le zone al confine con l'Abruzzo.</p><div class="texto-destacado">Le precipitazioni più abbondanti sono attese tra Puglia, Basilicata e Campania, dove gli accumuli potranno raggiungere localmente i 40 mm. Acquazzoni interesseranno anche i versanti orientali di Abruzzo e Molise.</div><p>Venti di Grecale e Tramontana in intensificazione, è previsto anche un <strong>calo delle temperature</strong> soprattutto su regioni adriatiche e lungo l'Appennino meridionale</p><h2>Temporali verso Calabria e Sicilia, vento forte sul Gargano</h2><p>La perturbazione si sposterà rapidamente verso sud: nel pomeriggio di venerdì i fenomeni più significativi interesseranno <strong>Calabria</strong> e <strong>Sicilia</strong>, dove potranno assumere carattere temporalesco.</p><figure><a href="Venerdì di maltempo al Centro-Sud"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-domani-tornano-i-temporali-al-centro-sud-fino-a-40-mm-tra-puglia-e-campania-1790242214857.png" data-image="3r77s0mwrsqr" alt="Impulso freddo dai Balcani, ecco dove si prede pioggia" title="Impulso freddo dai Balcani, ecco dove si prede pioggia"></a><figcaption>Mappa relativa alle piogge previste domani in Italia</figcaption></figure><p>Il Grecale soffierà con intensità moderata, con rinforzi sullo Ionio, che si presenterà mosso. Entro sera è atteso un miglioramento su gran parte delle regioni coinvolte, mentre in <strong>Sicilia</strong> potranno verificarsi ulteriori rovesci anche sabato mattina, soprattutto sui settori orientali. </p><div class="texto-destacado">Temperature in diminuzione al Sud: Napoli raggiungerà circa 24 °C, con minime intorno ai 18 °C. A Potenza, interessata dal peggioramento, le massime difficilmente supereranno i 18 °C</div><p>Sul <strong>Gargano</strong>, forti venti di Tramontana e Grecale accompagneranno il calo termico: a <strong>Vieste</strong> saranno possibili temporali, mentre a <strong>Monte Sant'Angelo</strong> le massime si fermeranno intorno ai 15 °C, con minime che potranno scendere sotto i 10 °C.</p><h2>Roma, Milano e Firenze: torna il sole, ma attenzione alle temperature del mattino</h2><p>Situazione differente sul resto del Paese, dove venerdì prevarranno condizioni di bel tempo, in particolare sulle <strong>Alpi</strong>, in <strong>Toscana</strong> e lungo le coste laziali. In <strong>Piemonte</strong> aumenterà temporaneamente la nuvolosità per effetto delle correnti orientali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789592" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-nomi-delle-tempeste-che-colpiranno-il-mediterraneo-centrale-in-autunno-e-in-inverno-la-prima-sara-agneta.html" title="I nomi delle tempeste che potranno colpire il Mediterraneo centrale quest'autunno: la prima sarà Agneta">I nomi delle tempeste che potranno colpire il Mediterraneo centrale quest'autunno: la prima sarà Agneta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-nomi-delle-tempeste-che-colpiranno-il-mediterraneo-centrale-in-autunno-e-in-inverno-la-prima-sara-agneta.html" title="I nomi delle tempeste che potranno colpire il Mediterraneo centrale quest'autunno: la prima sarà Agneta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/pubblicati-i-nomi-delle-tempeste-per-la-stagione-1790152182332_320.jpeg" alt="I nomi delle tempeste che potranno colpire il Mediterraneo centrale quest'autunno: la prima sarà Agneta"></a></article></aside><p>A <strong>Roma</strong> si prevedono ampie schiarite, venti moderati settentrionali e temperature massime fino a 28 °C. Il bel tempo accompagnerà anche il weekend, con un'escursione termica piuttosto accentuata tra le ore notturne e quelle diurne.</p><div class="texto-destacado">A <strong>Milano</strong> la perturbazione porterà soltanto qualche annuvolamento, senza precipitazioni significative. Durante il <strong>weekend</strong> le temperature minime potranno scendere fino a 14 °C, mentre le massime raggiungeranno i 25 °C<br></div><p>Bel tempo anche a <strong>Firenze</strong>, dove venerdì soffierà un po' di Grecale, con massime intorno ai 25 °C. Sabato mattina il termometro potrebbe scendere fino a 9 °C.</p><p>Ancora più fresco nelle aree appenniniche: a <strong>L'Aquila</strong> sono previste massime intorno ai 20 °C venerdì e minime vicine ai 7 °C durante il weekend. Valori minimi analoghi anche a <strong>Potenza</strong>.</p><h2>Weekend con il sole, poi torna l'alta pressione: fino a 30 °C a fine settembre</h2><p>Il primo weekend d'autunno sarà caratterizzato da un generale miglioramento delle condizioni meteorologiche. <strong>Sabato e domenica</strong> il sole tornerà protagonista su gran parte dell'Italia, con qualche residuo di instabilità sulla <strong>Sicilia</strong> nella prima parte di sabato.</p><p>Da <strong>lunedì 28 settembre </strong>l'alta pressione tornerà a rafforzarsi, favorendo giornate soleggiate e un nuovo aumento delle temperature.</p><figure><a href="Settembre si chiude con il sole e temperature da piena estate"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-domani-tornano-i-temporali-al-centro-sud-fino-a-40-mm-tra-puglia-e-campania-1790242409629.png" data-image="3zvo0k32xpnm" alt="Da lunedì le temperature sono previste in aumento" title="Da lunedì le temperature sono previste in aumento"></a><figcaption>Mappa delle temperature previste lunedì alle ore 17</figcaption></figure><p>Tra <strong>lunedì</strong> e <strong>mercoledì 30 settembre</strong>, Roma e Firenze potranno raggiungere i 28-30 °C, mentre a Milano sono previste massime fino a 28 °C. Valori prossimi ai 30 °C saranno possibili anche a <strong>Bologna</strong>.</p><div class="texto-destacado">Il bel tempo accompagnerà gli ultimi giorni di settembre anche al Sud, dopo il rapido passaggio perturbato di venerdì</div><p>L'inizio di ottobre potrebbe invece portare qualche novità: la tendenza per giovedì 1 ottobre indica la possibilità di un nuovo peggioramento, la cui evoluzione dovrà essere confermata nei prossimi aggiornamenti. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-domani-tornano-i-temporali-al-centro-sud-fino-a-40-mm-tra-puglia-e-campania.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Una nuova mappa interattiva indica gli anni di vita rimanenti per i ghiacciai di tutto il mondo e dei Pirenei]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-nuova-mappa-interattiva-indica-gli-anni-di-vita-rimanenti-per-i-ghiacciai-di-tutto-il-mondo-e-dei-pirenei.html</link><pubDate>Thu, 24 Sep 2026 12:50:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Attraverso una piattaforma è possibile stimare la data di scomparsa di ciascuno dei ghiacciai terrestri, in base alle proiezioni climatiche.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-nuevo-mapa-interactivo-senala-los-anos-de-vida-que-le-quedan-a-los-glaciares-del-mundo-y-de-los-pirineos-1789733267717.jpeg" data-image="cetdvke17nvq"><figcaption>I ghiacciai stanno scomparendo gradualmente come diretta conseguenza dei cambiamenti climatici.</figcaption></figure><p>Una <strong>nuova mappa interattiva</strong> permette di consultare, ghiacciaio per ghiacciaio, <strong>quando potrebbero scomparire le masse di ghiaccio di tutto il pianeta</strong>, grazie a uno strumento che proietta i più recenti aggiornamenti climatici. L’utente può avvicinarsi fino a una specifica montagna e verificare come cambia il suo futuro in base al livello di riscaldamento globale.</p><p>Il <strong>Global Glacier Extinction Explorer,</strong> sviluppato da ricercatori legati all’ETH di Zurigo e alla Vrije Universiteit Brussel, utilizza i risultati di uno studio pubblicato su Nature Climate Change e, per la prima volta, l’analisi non si concentra soltanto sulla quantità di superficie o di massa glaciale che ogni regione perderà, ma su quanto tempo rimane ai ghiacciai.</p><h2><strong>Una mappa per sapere quando scomparirà ogni ghiacciaio</strong></h2><p>Lo strumento permette di selezionare diversi scenari di riscaldamento globale: <strong>+1,5 ºC, +2,0 ºC, +2,7 ºC e +4 ºC rispetto all’epoca preindustriale.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-nuevo-mapa-interactivo-senala-los-anos-de-vida-que-le-quedan-a-los-glaciares-del-mundo-y-de-los-pirineos-1789732563961.png" data-image="d2a5ymx14uxm"><figcaption>Schermata dell’applicazione sviluppata dai ricercatori.</figcaption></figure><p>Selezionando un ghiacciaio, vengono mostrate le sue caratteristiche e una stima dell’anno della sua scomparsa per ciascuno degli scenari precedentemente indicati. Inoltre, <strong>il sistema</strong> <strong>mostra un intervallo di incertezza,</strong> perché non esiste una data esatta e immutabile.</p><p><strong>La scomparsa</strong> <strong>è il risultato di un processo cumulativo che si sviluppa nell’arco di decenni,</strong> durante il quale il ghiaccio perde massa fino a quando superficie e volume diventano così ridotti da non poter più essere considerati quelli di un ghiacciaio.</p><h3>Come sono stati calcolati gli anni che rimangono<br></h3><p>I ricercatori hanno combinato <strong>tre modelli glaciologici globali, GloGEM, OGGM e PyGEM</strong>, con diversi modelli climatici e scenari di riscaldamento che delineano differenti traiettorie per l’evoluzione della superficie e del volume di ciascun ghiacciaio.</p><p>Successivamente, <strong>viene calcolato un anno centrale di scomparsa</strong> e un intervallo che riflette l’incertezza delle proiezioni.</p><h2>La scomparsa dei ghiacciai accelererà nei prossimi decenni?</h2><p>Uno studio pubblicato su Nature Climate Change indica che <strong>il pianeta si sta avvicinando a una fase di estinzione accelerata dei ghiacciai.</strong> Secondo i modelli utilizzati, il numero di ghiacciai che scompaiono ogni anno <strong>raggiungerà il suo massimo tra il 2041 e il 2055.</strong></p><p>Con un riscaldamento di 1,5 ºC, il picco si attesterebbe intorno alle 2.000 scomparse all’anno, mentre con un riscaldamento di 4 ºC potrebbe avvicinarsi alle 4.000.</p><h3>Cosa dice la mappa sui Pirenei?<br></h3><p><strong>La piattaforma Criosfera Pirenei</strong>, che raccoglie i dati sull’evoluzione dei ghiacciai della catena montuosa, indica che dalla fine della Piccola Era Glaciale, intorno al 1850, i ghiacciai dei Pirenei hanno perso circa il 94,5% della loro superficie.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Continuiamo a ripercorrere le tappe di questi 15 anni dell’OPCC. 'Criosfera Pirenei' si presenta come un grande esempio. Un portale web dove esplorare il passato e il presente dei ghiacciai della catena montuosa, una prova inconfutabile degli effetti del cambiamento climatico sulle montagne <br> <a href="https://t.co/0LUdgBr5ir">https://t.co/0LUdgBr5ir</a> <a href="https://t.co/jZ8FMMbqXa">pic.twitter.com/jZ8FMMbqXa</a></p>— OPCC (@opcc_ctp) <a href="https://x.com/opcc_ctp/status/2001217657874391518?ref_src=twsrc%5Etfw">17 dicembre 2025</a></blockquote></figure><p>Inoltre, <strong>dei 93 apparati glaciali registrati nell’inventario del 1982-1985, nella campagna del 2024 ne rimanevano soltanto 42</strong>, di cui 14 ghiacciai, 26 campi di ghiaccio e 2 masse residue. In altre parole, 51 erano scomparsi.</p><h2><strong>L’Aneto, il gigante che sta perdendo il suo ghiaccio</strong></h2><p>È il ghiacciaio più grande della catena montuosa e anche uno dei più estesi dell’Europa meridionale. Tuttavia, <strong>la sua trasformazione negli ultimi decenni è stata spettacolare.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="410531" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gran-sasso-montagna-abruzzo-ghiacciaio-calderone-scompare-clima.html" title="Gran Sasso d'Italia, sta sparendo il corpo glaciale più a sud d’Europa">Gran Sasso d'Italia, sta sparendo il corpo glaciale più a sud d’Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gran-sasso-montagna-abruzzo-ghiacciaio-calderone-scompare-clima.html" title="Gran Sasso d'Italia, sta sparendo il corpo glaciale più a sud d’Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gran-sasso-montagna-abruzzo-ghiacciaio-calderone-scompare-clima-1650874874796_320.jpg" alt="Gran Sasso d'Italia, sta sparendo il corpo glaciale più a sud d’Europa"></a></article></aside><p>Uno studio dell’Istituto Pirenaico di Ecologia del CSIC e di altri ricercatori ha calcolato che <strong>tra </strong><strong>il 1981 e il 2022 ha perso il 64,7% della sua superficie, passando da 135,7 ettari ad appena 48,1.</strong></p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimenti</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Ixeia%20Vidaller%2C%20E%C3%B1aut%20Izagirre%2C%20Luis%20Mariano%20del%20Rio%2C%20Esteban%20Alonso-Gonz%C3%A1lez%2C%20Francisco%20Rojas-Heredia%2C%20Enrique%20Serrano%2C%20Ana%20Moreno%2C%20Juan%20Ignacio%20L%C3%B3pez-Moreno%2C%20and%20Jes%C3%BAs%20Revuelto" data-year="2023" data-title="The%20Aneto%20glacier's%20(Central%20Pyrenees)%20evolution%20from%201981%20to%202022%3A%20ice%20loss%20observed%20from%20historic%20aerial%20image%20photogrammetry%20and%20remote%20sensing%20techniques" data-url="https%3A%2F%2Ftc.copernicus.org%2Farticles%2F17%2F3177%2F2023%2F%3Futm_source%3Dchatgpt.com">Ixeia Vidaller, Eñaut Izagirre, Luis Mariano del Rio, Esteban Alonso-González, Francisco Rojas-Heredia, Enrique Serrano, Ana Moreno, Juan Ignacio López-Moreno e Jesús Revuelto. (2023). <a href="https://tc.copernicus.org/articles/17/3177/2023/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">The Aneto glacier's (Central Pyrenees) evolution from 1981 to 2022: ice loss observed from historic aerial image photogrammetry and remote sensing techniques</a>.</cite><br><cite data-author="Lander%20Van%20Tricht%2C%20Harry%20Zekollari%2C%20Matthias%20Huss%2C%20David%20R.%20Rounce%2C%20Lilian%20Schuster%2C%20Rodrigo%20Aguayo%2C%20Patrick%20Schmitt%2C%20Fabien%20Maussion%2C%20Brandon%20Tober%20%26%20Daniel%20Farinotti" data-year="2025" data-title="Peak%20glacier%20extinction%20in%20the%20mid-twenty-first%20century" data-url="https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41558-025-02513-9%3Futm_source%3Dchatgpt.com">Lander Van Tricht, Harry Zekollari, Matthias Huss, David R. Rounce, Lilian Schuster, Rodrigo Aguayo, Patrick Schmitt, Fabien Maussion, Brandon Tober & Daniel Farinotti. (2025). <a href="https://www.nature.com/articles/s41558-025-02513-9?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Peak glacier extinction in the mid-twenty-first century</a>.</cite><br><cite data-author="Kristof%20Van%20Tricht" data-year="2026" data-title="Global%20Glacier%20Extinction%20Explorer" data-url="https%3A%2F%2Fglacierextinction.com%2F">Kristof Van Tricht. (2026). <a href="https://glacierextinction.com/" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Global Glacier Extinction Explorer</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-nuova-mappa-interattiva-indica-gli-anni-di-vita-rimanenti-per-i-ghiacciai-di-tutto-il-mondo-e-dei-pirenei.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Sole in Laboratorio: l'esperimento sulla fusione nucleare che ha generato i raggi X più intensi di sempre]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-sole-in-laboratorio-l-esperimento-sulla-fusione-nucleare-che-ha-generato-i-raggi-x-piu-intensi-di-sempre.html</link><pubDate>Thu, 24 Sep 2026 11:35:03 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>L'esperimento THOR non migliora l'efficienza della fusione, ma la sfrutta per generare i raggi X più potenti di sempre. Uno strumento diagnostico rivoluzionario per studiare i segreti delle stelle e testare i materiali per i futuri reattori commerciali.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-in-laboratorio-l-esperimento-sulla-fusione-nucleare-che-ha-generato-i-raggi-x-piu-intensi-di-sempre-1790003557869.jpg" data-image="x6etbzpw9s6k"><figcaption>Immagine "A falsi colori" (per visualizzare i raggi X) di un'implosione deuterio-trizio (DT). La "Big Foot" della NIF è stata scattata il 7 febbraio 2016. Credits: Don Jedlovec. </figcaption></figure><p>Si tratta di<strong> un traguardo storico per la fisica dei plasmi</strong>. Infatti, un team congiunto di ricercatori del Los Alamos National Laboratory (LANL) e del Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL), è riuscito a raggiungere risultati incredibili, aprendo orizzonti impensabili fino a pochi anni fa.</p><p> Durante l'esperimento, condotto presso il National Ignition Facility (NIF), in California, gli scienziati sono riusciti non solo ad innescare con successo una reazione di fusione, ma anche a<strong> generare la sorgente di raggi X più intensa e luminosa mai creata sulla Terra</strong>.</p><p> La reazione controllata è riuscita nell'intento di produrre più energia di quanta impiegata dai laser d'innesco, circa 2,4 mega joule. Per una frazione di secondo, è stato creato<strong> un plasma ardente</strong> capace di autosostenersi e di raggiungere <strong>temperature che sfidano persino quelle del centro del Sole</strong>.</p><h2>Che cosa è il bersaglio "Hohlraum"?</h2><p>Cerchiamo di capire in che cosa consistesse l'esperimento. Un tipico esperimento di <strong>fusione nucleare a confinamento inerziale</strong> prevede un complesso sistema di laser potentissimi. Questo esperimento ha diretto e concentrato <strong>192 fasci laser ad alta energia all'interno di un minuscolo cilindro d'oro</strong>, grande appena pochi millimetri, tecnicamente chiamato Hohlraum (da tedesco "spazio vuoto"). Questo minuscolo componente è il cuore dell'esperimento. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-in-laboratorio-l-esperimento-sulla-fusione-nucleare-che-ha-generato-i-raggi-x-piu-intensi-di-sempre-1790003113062.jpg" data-image="3dvpiznu0zjw"><figcaption>Costruzione della Target Bay. La "Grand Central Station" della NIF è la sua Target Bay, una struttura alta sette piani che ospita la camera del bersaglio, oltre ai gruppi ottici finali, ai sistemi criogenici e alle apparecchiature diagnostiche. La camera, una sfera di 10 metri di diametro, è rivestita in cemento arricchito al boro per assorbire i neutroni durante gli esperimenti della NIF. Credits immagine: National Ignition Facility (NIF)</figcaption></figure><p>All'interno di questo cilindro dorato è sospesa <strong>una microscopica capsula contenente il combustibile nucleare</strong>, in questo caso una miscela di <strong>d</strong><strong>euterio e trizio</strong>, che sono due isotopi pesanti dell'idrogeno. Quando i fasci laser colpiscono le pareti interne dell'hohlraum, generano un densissimo e caldissimo "bagno" di raggi X. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="757447" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/doppia-svolta-per-la-fusione-nucleare-l-autosufficienza-energetica-non-e-piu-un-miraggio.html" title="Doppia svolta per la fusione nucleare: l'autosufficienza energetica non è più un miraggio">Doppia svolta per la fusione nucleare: l'autosufficienza energetica non è più un miraggio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/doppia-svolta-per-la-fusione-nucleare-l-autosufficienza-energetica-non-e-piu-un-miraggio.html" title="Doppia svolta per la fusione nucleare: l'autosufficienza energetica non è più un miraggio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/doppia-svolta-per-la-fusione-nucleare-l-autosufficienza-energetica-non-e-piu-un-miraggio-1772741235470_320.jpg" alt="Doppia svolta per la fusione nucleare: l'autosufficienza energetica non è più un miraggio"></a></article></aside><p>La capsula, che si trova al centro, viene sottoposta ad <strong>un'immensa pressione e a temperature elevatissime</strong>, fino a far fondere gli atomi di idrogeno tra loro, innescando l'ignizione vera e propria della <strong>fusione nucleare</strong>. </p><h2>Il progetto THOR per costruire finestre sull'infinito</h2><p>La vera<strong> innovazione ingegneristica</strong> di questo esperimento risiede in una totale riprogettazione dell'architettura del bersaglio. Infatti, a differenza dei modelli standard che l'hanno preceduto, che sono del tutto chiusi ai lati per trattenere l'energia, il cilindro THOR è stato ingegnerizzato con delle <strong>speciali finestre</strong> (aperture equatoriali)<strong> lungo il suo perimetro</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-in-laboratorio-l-esperimento-sulla-fusione-nucleare-che-ha-generato-i-raggi-x-piu-intensi-di-sempre-1790003866440.jpg" data-image="l1j9fv609efy"><figcaption>Designing a NIF Hohlraum. Credits: Los Alamos National Laboratory</figcaption></figure><p> Gli scienziati del LANL, guidati dal fisico <strong>Ryan Lester</strong> (a capo della campagna sperimentale) e dal fisico <strong>Brian Haines</strong>, hanno modificato il cilindro d'oro creando un sistema inedito battezzato <strong>THOR (Thinned Hohlraum Optimization for Radflow)</strong>. </p><div class="texto-destacado">L'obiettivo di questa<strong> nuova geometria</strong> dell'esperimento era <strong>rivoluzionario</strong>. Il tentativo era quello di permettere a una porzione dell'enorme flusso di raggi X di fuoriuscire dal cilindro, nell'esatto istante dell'esplosione, creando <strong>un potentissimo fascio di radiazioni verso l'esterno</strong>.</div><p><strong>La sfida tecnica e tecnologica era molto difficile</strong>, poiché la dinamica dell'implosione è molto delicata e sofisticata, e sottrarre energia attraverso queste finestre <strong>rischiava di spegnere la reazione</strong> prima ancora di raggiungere l'ignizione. Ma, nonostante la comunità scientifica fosse molto scettica sulla possibile riuscita dell'esperimento, il team del LANL ha stupito tutti e <strong>l'esperimento THOR ha funzionato al primo tentativo</strong>, replicando precisamente i dati previsti dai modelli di simulazione. </p><h2> L'utilità pratica dei nuovi raggi X per i reattori di domani</h2><p>In un esperimento di fusione standard per la produzione di energia, l'obiettivo dell'Hohlraum (il cilindro d'oro) è quello di funzionare come un "forno" ermetico perfetto. <strong>Aprire delle "finestre" equatoriali significa</strong> letteralmente <strong>sprecare energia preziosa</strong>, facendola fuggire all'esterno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="782466" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-vera-storia-del-tombino-sparato-nello-spazio-involontariamente-da-un-test-atomico-negli-anni.html" title="La vera storia del 'tombino sparato nello spazio' involontariamente da un test atomico negli anni '50">La vera storia del "tombino sparato nello spazio" involontariamente da un test atomico negli anni '50</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-vera-storia-del-tombino-sparato-nello-spazio-involontariamente-da-un-test-atomico-negli-anni.html" title="La vera storia del 'tombino sparato nello spazio' involontariamente da un test atomico negli anni '50"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-vera-storia-del-tombino-sparato-nello-spazio-involontariamente-da-un-test-atomico-negli-anni-1786100875714_320.jpg" alt="La vera storia del 'tombino sparato nello spazio' involontariamente da un test atomico negli anni '50"></a></article></aside><p>Pertanto, l'obiettivo di questo progetto è stato esclusivamente<strong> diagnostico</strong> e di ricerca. In questo specifico caso, la fusione nucleare non è stata il fine ultimo, ma è stata usata per accendere <strong>"la lampadina a raggi X" più potente del mondo</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sole-in-laboratorio-l-esperimento-sulla-fusione-nucleare-che-ha-generato-i-raggi-x-piu-intensi-di-sempre-1790003092661.jpg" data-image="g9u0090lyb9v"><figcaption>Immagine dellignizione di deuterio-trizio (Feb. 2016). Credit: Don Jedlovec</figcaption></figure><p>La riuscita di questo nuovo metodo ha permesso di aprire <strong>nuove possibilità per migliorare i sistemi di produzione di energia a fusione nucleare</strong>. Infatti, riuscire a estrarre questo fascio estremo di radiazione, senza interrompere la fusione, trasforma l'intera struttura in un formidabile strumento di indagine e diagnostica. In pratica, sfruttando i raggi X sprigionati dalle finestre del Thor,<strong> i ricercatori potranno bombardare direttamente campioni di materiali esterni</strong> e testare leghe metalliche in grado di resistere ad anni di bombardamenti radioattivi estremi. </p><div class="texto-destacado">Inoltre, questo strumento, consentirà di <strong>studiare sperimentalmente l'opacità stellare</strong>, permettendo di osservare dal vivo come la radiazione si propaga e viene assorbita all'interno delle stelle e, quindi,<strong> comprenderne più a fondo il funzionamento</strong>. </div><p>Permetterà anche di compiere dei<strong> test avanzati di scienza dei materiali</strong>, mettendo alla prova le leghe che un giorno dovranno formare le pareti di contenimento dei reattori a fusione commerciali, assicurandone tenuta, sicurezza e affidabilità contro usura e radiazioni. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-sole-in-laboratorio-l-esperimento-sulla-fusione-nucleare-che-ha-generato-i-raggi-x-piu-intensi-di-sempre.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[In arrivo una rapida perturbazione sull'Italia, tra stasera e domani interesserà il Nord-est e poi il Centro-Sud]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-inizio-di-weekend-turbolento-al-centro-sud-non-solo-pioggia-che-calo-termico.html</link><pubDate>Thu, 24 Sep 2026 09:57:47 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'autunno inizia con una perturbazione che porterà piogge, locali temporali, ma soprattutto un netto calo delle temperature specialmente al Centro-Sud.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbcfoiq"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbcfoiq.jpg" id="xbcfoiq"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Abbiamo trascorso un’intera stagione estiva a raccontarvi della presenza quasi costante di un campo di alta pressione capace di battere <strong>record su record</strong>. Le temperature hanno raggiunto ripetutamente valori superiori ai 35°C, l’afa è diventata opprimente e, soprattutto nelle fasi più intense, sopportare il caldo è stato davvero difficile.</p><p>Con l’inizio di settembre, però, <strong>qualcosa nella circolazione atmosferica è cambiato in maniera evidente</strong>. Il nuovo assetto che ormai ci accompagna da oltre due settimane non consente all’anticiclone di riconquistare stabilmente il Mediterraneo e, di conseguenza, di riportare condizioni pienamente estive sull’Italia.</p><p>Le prime perturbazioni hanno innanzitutto riportato la pioggia, purtroppo anche attraverso fenomeni localmente molto violenti, favoriti dalla grande quantità di energia ancora disponibile nei bassi strati dell’atmosfera. Successivamente è arrivato anche il calo termico: inizialmente le temperature sono rientrate attorno alle medie stagionali, mentre nelle ultime ore <strong>in diverse località i valori sono scesi addirittura al di sotto</strong>.</p><p>Una situazione che, probabilmente, soltanto una decina di giorni fa sarebbe sembrata difficile da immaginare.</p><h2>Nuovo fronte perturbato in arrivo nelle prossime ore</h2><p>Dopo una breve tregua caratterizzata da giornate più soleggiate, infatti, <strong>le condizioni meteorologiche stanno per cambiare nuovamente</strong>. A partire dalla serata odierna, ma soprattutto da domani, venerdì 25 settembre, una nuova perturbazione dalle caratteristiche decisamente autunnali attraverserà l’Italia, portando altre piogge e un ulteriore calo delle temperature.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-inizio-di-weekend-turbolento-al-centro-sud-non-solo-pioggia-che-calo-termico-1790241446821.jpg" data-image="gt2ei933kaka" alt="Rischio forti temporali nella giornata di domani" title="Rischio forti temporali nella giornata di domani"><figcaption>Venerdì turbolento al Centro-Sud</figcaption></figure><p>Le prime avvisaglie arriveranno tra la sera e la notte sulle regioni di Nord-Est, dove sono attesi fenomeni generalmente deboli e irregolari. Domani mattina qualche rovescio potrà interessare anche l’Emilia-Romagna, ma nel complesso <strong>il Nord resterà ai margini della fase più intensa del peggioramento</strong>.</p><p>I principali destinatari della perturbazione saranno infatti le regioni centrali e, successivamente, soprattutto quelle meridionali.</p><p><strong>Il versante adriatico sarà uno dei primi settori a vedere piogge e temporali già dalle prime ore di venerdì.</strong> Inizialmente i fenomeni coinvolgeranno Marche e Abruzzo, dove nel corso del pomeriggio è comunque previsto un graduale miglioramento. Successivamente il maltempo scivolerà verso sud, raggiungendo Molise, Campania, Puglia e Basilicata.</p><p>Proprio su queste regioni <strong>potrebbero verificarsi i fenomeni più intensi, con rovesci temporaleschi e la possibilità di locali grandinate</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-inizio-di-weekend-turbolento-al-centro-sud-non-solo-pioggia-che-calo-termico-1790241481677.jpg" data-image="5x0zbp5dn6aa" alt="Le piogge portate dalla perturbazione" title="Le piogge portate dalla perturbazione"><figcaption>Il minimo sul basso Adriatico e le piogge distribuite su tutto il Meridione</figcaption></figure><p>La perturbazione, tuttavia, sarà piuttosto veloce. Alle sue spalle si attiveranno infatti sostenuti venti di Maestrale, che contribuiranno ad allontanare rapidamente il fronte verso sud-est. Gli ultimi fenomeni sono attesi entro la serata tra Calabria e Sicilia, dove non si esclude qualche rovescio più intenso soprattutto lungo i settori costieri.</p><p>Sul resto d’Italia, invece, <strong>il tempo tenderà a migliorare rapidamente grazie all’ingresso delle correnti settentrionali</strong>.</p><h2>Fine settimana più tranquillo, ma occhio alle temperature</h2><p>Il fine settimana si preannuncia decisamente più tranquillo. Tra sabato e domenica saranno presenti ampi spazi soleggiati su gran parte del Paese, intervallati al massimo dal passaggio di qualche innocua velatura.</p><p>L’elemento più interessante sarà però rappresentato ancora una volta dalle temperature. <strong>Il Maestrale sarà protagonista soprattutto al Centro-Sud e lungo il versante adriatico</strong>, trasportando aria sensibilmente più fresca e facendo scendere ulteriormente la colonnina di mercurio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-inizio-di-weekend-turbolento-al-centro-sud-non-solo-pioggia-che-calo-termico-1790241531084.jpg" data-image="ykdpyfm6j4j1" alt="Temperature in calo al Sud con il passaggio del fronte" title="Temperature in calo al Sud con il passaggio del fronte"><figcaption>Temperature molto "basse" per il periodo con il passaggio del fronte perturbato</figcaption></figure><p>In diverse località le temperature massime potrebbero addirittura faticare a raggiungere i 25°C, valori decisamente contenuti considerando il periodo. <strong>Lo scarto rispetto alle medie stagionali potrà raggiungere localmente i 4-5°C</strong>, confermando una fase termica completamente diversa rispetto a quella vissuta durante gran parte dell’estate.</p><p>Una situazione che, appena una decina di giorni fa, sembrava quasi impossibile da raggiungere.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790115" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-verso-l-europa-occidentale-portera-forte-maltempo-ecco-come-influenzera-il-tempo-in-italia.html" title="Tempesta atlantica verso l'Europa occidentale, porterà forte maltempo: ecco come influenzerà il tempo in Italia ">Tempesta atlantica verso l'Europa occidentale, porterà forte maltempo: ecco come influenzerà il tempo in Italia </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-verso-l-europa-occidentale-portera-forte-maltempo-ecco-come-influenzera-il-tempo-in-italia.html" title="Tempesta atlantica verso l'Europa occidentale, porterà forte maltempo: ecco come influenzerà il tempo in Italia "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tempesta-atlantica-verso-l-europa-occidentale-portera-forte-maltempo-ecco-come-influenzera-il-tempo-in-italia-1790172132853_320.jpg" alt="Tempesta atlantica verso l'Europa occidentale, porterà forte maltempo: ecco come influenzerà il tempo in Italia "></a></article></aside><p>Lo scenario sarà invece leggermente diverso sulle regioni settentrionali e soprattutto lungo il versante tirrenico. Il passaggio del fronte freddo favorirà infatti il richiamo di aria più mite verso il Mediterraneo occidentale. </p><p>Oltre a garantire condizioni meteorologiche generalmente stabili, <strong>questo comporterà anche un moderato aumento delle temperature</strong>, che durante il fine settimana potranno attestarsi generalmente tra i 24 e i 27°C.</p><div class="texto-destacado"> <strong><strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong></strong><br> </div><p>L’estate, dunque, sembra aver definitivamente perso la forza mostrata nei mesi precedenti. <strong>Settembre continua a mostrare un volto decisamente più dinamico e, a tratti, pienamente autunnale</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-inizio-di-weekend-turbolento-al-centro-sud-non-solo-pioggia-che-calo-termico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le piramidi d'Egitto furono costruite 4.700 anni fa con un sistema molto più avanzato di quanto si pensasse prima]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-piramidi-d-egitto-furono-costruite-4-700-anni-fa-con-un-sistema-molto-piu-avanzato-di-quanto-si-pensasse-prima.html</link><pubDate>Thu, 24 Sep 2026 09:07:53 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Le ricerche sulla Piramide di Djoser suggeriscono che un sistema composto da acqua, pozzi, funi e una piattaforma di legno possa averne agevolato la costruzione migliaia di anni fa.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/las-piramides-de-egipto-se-construyeron-hace-4-700-anos-con-un-sistema-mucho-mas-avanzado-de-lo-que-se-creia-1790071107034.jpeg" data-image="d9ctj8h17dtq" alt="Piramide di Djoser, a Saqqara, Egitto" title="Piramide di Djoser, a Saqqara, Egitto"><figcaption>La piramide di Djoser potrebbe essere stata costruita con l'ausilio di un sistema idraulico in grado di sollevare blocchi di pietra del peso di circa 300 chilogrammi.</figcaption></figure><p>Costruire una delle millenarie piramidi d’Egitto richiedeva molto più che mettere una pietra sopra l’altra. <strong>Nel caso della piramide di Djoser, a Saqqara, </strong>i costruttori dovettero lavorare con circa 2,3 milioni di blocchi di calcare, ciascuno del peso di circa 300 chilogrammi. Come riuscirono a trasportarli fino alle diverse altezze continua a essere una delle domande che circondano questi spettacolari monumenti.</p><p><strong>Uno studio pubblicato su Plos One propone ora una possibile risposta.</strong> La ricerca, condotta da Xavier Landreau, scienziato dei materiali e direttore esecutivo dell’istituto Paleotechnic, ha collegato diverse strutture della località egiziana di Saqqara a un sistema idraulico. <strong>L’ipotesi parte da una trincea di calcare lunga 3 chilometri e profonda fino a 20 metri.</strong></p><h2>Una trincea di 3 chilometri accanto alla piramide di Djoser</h2><p>La piramide di Djoser<strong> fu costruita circa 4.700 anni fa come monumento funerario dedicato al re Djoser.</strong> È considerata la più antica delle sette piramidi monumentali d’Egitto e la prima costruita interamente con pietra lavorata. Per la sua costruzione furono utilizzati circa 2,3 milioni di blocchi di calcare, con un peso di circa 300 chilogrammi ciascuno.</p><figure class="video"><img src="https://img.youtube.com/vi/_hHcG_rLkjU/maxresdefault.jpg" alt="youtube video id=_hHcG_rLkjU" id="_hHcG_rLkjU"><span class="boton-video-lista-youtube"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M24.194 7.985h.093l.368.002c2.89.014 14.174.124 17.294.967a5.785 5.785 0 0 1 4.067 4.1c.888 3.345.955 10.049.96 11.041v.249c-.005.992-.072 7.696-.96 11.04a5.786 5.786 0 0 1-4.067 4.101c-3.328.9-15.944.964-17.755.97h-.434c-.962-.003-4.974-.023-9.022-.175l-.715-.029c-3.329-.139-6.562-.372-8.018-.766a5.786 5.786 0 0 1-4.067-4.1c-.363-1.366-.589-3.29-.73-5.158l-.039-.558a93.08 93.08 0 0 1-.19-5.081l-.002-.244V24.095l.002-.244c.015-1.557.125-7.657.96-10.796a5.785 5.785 0 0 1 4.066-4.101c1.456-.393 4.69-.627 8.018-.766l.715-.028c3.572-.135 7.115-.166 8.56-.173l.37-.002h.092Zm-4.922 9.382v13.705l12.023-6.852-12.023-6.853Z" fill="#FFF" fill-rule="evenodd"/></svg></span></figure><p><strong>La ricerca presta particolare attenzione al Gisr el-Mudir, una struttura rettangolare in pietra di 360 per 620 metri.</strong> Le sue mura raggiungono i 15 metri di altezza. Il team ha studiato e mappato il bacino idrografico situato a monte, collegandolo al percorso del wadi Abusir, un corso d’acqua asciutto stagionale situato a ovest dell’altopiano di Saqqara.</p><p>Anche il modo in cui furono costruite le mura è compatibile, secondo i ricercatori, <strong>con una possibile funzione idraulica.</strong> I diversi strati di pietra avrebbero permesso di trattenere e convogliare l’acqua in modo simile a una diga. Lo studio confronta questa configurazione con Sadd el-Kafara, una struttura idraulica dell’Antico Regno.</p><h2>L’acqua sarebbe arrivata fino a diversi pozzi</h2><p><strong>L’ipotesi parte dalla raccolta e dal controllo dell’acqua.</strong> Il sistema avrebbe permesso di trattenere i sedimenti più grossolani prima che il flusso proseguisse verso l’area di Djoser. L’acqua sarebbe poi arrivata al fossato asciutto situato accanto alla piramide attraverso un canale noto come Trincea Profonda.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/las-piramides-de-egipto-se-construyeron-hace-4-700-anos-con-un-sistema-mucho-mas-avanzado-de-lo-que-se-creia-1790070677845.jpg" data-image="3qldoc5i8mcb" alt="Piramide di Djoser, a Saqqara" title="Piramide di Djoser, a Saqqara"><figcaption>Posizione generale del complesso di Djoser a Saqqara e area di drenaggio del wadi Abusir, a ovest del recinto di Gisr el-Mudir. Immagine: Plos One.</figcaption></figure><p>Questo canale collega almeno tre aree sotterranee. <strong>Dopo averle attraversate, l’acqua avrebbe raggiunto diversi pozzi.</strong> Per i ricercatori, questi spazi sono importanti perché potrebbero aver permesso di trasformare il movimento dell’acqua in uno spostamento verticale capace di trasportare le pietre utilizzate durante i lavori.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785376" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/micos-la-citta-abbandonata-sui-monti-della-sicilia-tra-archeologia-e-leggende.html" title="Micos, la cittadella fortificata abbandonata sui monti della Sicilia, tra archeologia e leggende">Micos, la cittadella fortificata abbandonata sui monti della Sicilia, tra archeologia e leggende</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/micos-la-citta-abbandonata-sui-monti-della-sicilia-tra-archeologia-e-leggende.html" title="Micos, la cittadella fortificata abbandonata sui monti della Sicilia, tra archeologia e leggende"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/micos-la-citta-abbandonata-sui-monti-della-sicilia-tra-archeologia-e-leggende-1787647223308_320.jpg" alt="Micos, la cittadella fortificata abbandonata sui monti della Sicilia, tra archeologia e leggende"></a></article></aside><p>Il meccanismo proposto è relativamente semplice: <strong>una piattaforma di legno sarebbe stata fatta galleggiare all’interno del pozzo e fissata mediante corde e carrucole.</strong> I blocchi sarebbero stati posizionati sulla piattaforma e la variazione del livello dell’acqua avrebbe permesso di sollevarla. In questo modo, il carico avrebbe potuto guadagnare quota dall’interno della struttura.</p><h2>Un sistema idraulico per sollevare i blocchi</h2><p><strong>L’ipotesi colloca questo meccanismo all’interno dello stesso processo di costruzione della piramide.</strong> Variando la quantità d’acqua nel pozzo, la piattaforma sarebbe salita o scesa insieme alla pietra posizionata sopra di essa. Il sistema avrebbe così trasformato il movimento verticale dell’acqua in uno strumento per trasportare i blocchi verso i livelli superiori.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">L’edificio in pietra più antico del mondo, completamente conservato fino ai giorni nostri, è la Piramide a gradoni di Djoser, situata nella località egiziana di Saqqara. Fu costruita dall’architetto Imhotep come luogo di sepoltura del faraone Djoser intorno al 2650 a.C. <a href="https://t.co/zCf10mb5uU">pic.twitter.com/zCf10mb5uU</a></p>— Mavica (@mavica81) <a href="https://x.com/mavica81/status/1872025841758052745?ref_src=twsrc%5Etfw">25 dicembre 2024</a></blockquote></figure><p>La questione è particolarmente importante considerando le dimensioni dell’opera. Djoser fu costruita con circa 2,3 milioni di blocchi di calcare e ogni blocco pesava circa 300 chilogrammi. Trovare un modo per spostare questi carichi a diverse altezze rappresentava quindi <strong>uno dei principali problemi che il processo di costruzione doveva risolvere.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/las-piramides-de-egipto-se-construyeron-hace-4-700-anos-con-un-sistema-mucho-mas-avanzado-de-lo-que-se-creia-1790071178771.jpeg" data-image="c9vlkkuh22ld" alt="Piramide di Djoser, a Saqqara, in Egitto" title="Piramide di Djoser, a Saqqara, in Egitto"><figcaption>Il meccanismo proposto per le piramidi egizie, come quella di Djoser, sarebbe collegato a una trincea lunga 3 chilometri e a diversi spazi sotterranei.</figcaption></figure><p>Lo studio <strong>recupera inoltre l’importanza della grande trincea scavata nella roccia madre, che raggiunge i 3 chilometri di lunghezza e una profondità di 20 metri.</strong> La sua funzione è oggetto di discussione dal 1930. Rispetto alle interpretazioni che la collegavano a una cava o a una funzione monumentale, la ricerca pubblicata su Plos One ipotizza che potesse far parte di un sistema destinato a gestire l’acqua e facilitare il sollevamento dei materiali.</p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Xavier%20Landreau%2C%20Guillaume%20Piton%2C%20Guillaume%20Morin%2C%20Pascal%20Bartout%2C%20Laurent%20Touchart%2C%20Christophe%20Giraud%2C%20Jean-Claude%20Barre%2C%20Cyrielle%20Guerin%2C%20Alexis%20Alibert%2C%20Charly%20Lallemand" data-year="2024" data-title="On%20the%20possible%20use%20of%20hydraulic%20force%20to%20assist%20with%20building%20the%20step%20pyramid%20of%20saqqara" data-url="https%3A%2F%2Fdoi.org%2F10.1371%2Fjournal.pone.0306690">Xavier Landreau, Guillaume Piton, Guillaume Morin, Pascal Bartout, Laurent Touchart, Christophe Giraud, Jean-Claude Barre, Cyrielle Guerin, Alexis Alibert, Charly Lallemand. (2024). <a href="https://doi.org/10.1371/journal.pone.0306690" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">On the possible use of hydraulic force to assist with building the step pyramid of saqqara</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-piramidi-d-egitto-furono-costruite-4-700-anni-fa-con-un-sistema-molto-piu-avanzato-di-quanto-si-pensasse-prima.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'incredibile scoperta in Antartide: cercavano un relitto storico e hanno trovato un ecosistema nascosto sotto i ghiacci]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-incredibile-scoperta-in-antartide-cercavano-un-relitto-storico-e-hanno-trovato-un-ecosistema-nascosto-sotto-i-ghiacci.html</link><pubDate>Thu, 24 Sep 2026 07:47:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Una spedizione alla ricerca di una storica nave centenaria ha scoperto oltre 16.000 nidi di pesci sotto i ghiacci del Mare di Weddell, rivelando un ecosistema straordinario.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-increible-hallazgo-en-la-antartida-buscaban-un-naufragio-historico-y-encontraron-un-ecosistema-oculto-tras-el-hielo-1789416410482.png" data-image="oh83035yfpae" alt="Nido di pesci Antartide" title="Nido di pesci Antartide"><figcaption>Utilizzando telecamere e un veicolo a comando remoto, hanno ripreso immagini di oltre 16.000 nidi di pesci negli abissi del Mare di Weddell (Antartide).</figcaption></figure><p>Al di là della base empirica e delle indispensabili conoscenze fondamentali, nelle stesse <strong>spedizioni scientifiche c’è spesso una buona dose di “trovarsi nel posto giusto al momento giusto”.</strong> Ed è proprio ciò che è accaduto recentemente in <strong>Antartide</strong>.</p><p>Un gruppo di spedizionieri che cercava di individuare i resti del leggendario <strong>HMS Endurance</strong>, <strong>la nave con cui l’esploratore Ernest Shackleton rimase intrappolato tra i ghiacci nel 1915</strong>, ha trovato quasi per caso un ecosistema nascosto sotto il ghiaccio e nelle profondità marine.</p><p>Le telecamere del veicolo sottomarino che scandagliava le profondità del <strong>mare di Weddell</strong> hanno infatti <strong>ripreso più di 16.000 nidi di pesci antartici</strong>, tutti costituiti da strutture circolari distribuite in diverse aree.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr"> Una expedición científica en el mar de Weddell permitió descubrir una verdadera ciudad submarina formada por millones de nidos de peces de hielo antárticos.<br><br> Con cámaras y sensores, los investigadores registraron 16.160 nidos en un área de unos 45.600 metros cuadrados y <a href="https://t.co/n5nuuGo1XK">pic.twitter.com/n5nuuGo1XK</a></p>— LA 100 (@la100fm) <a href="https://x.com/la100fm/status/2099326358946025919?ref_src=twsrc%5Etfw">September 14, 2026</a></blockquote></figure><p>La scoperta è stata considerata importante dalla comunità scientifica perché <strong>fornisce nuovi indizi su come alcune specie riescano a sopravvivere e riprodursi in uno degli ambienti più estremi del pianeta.</strong></p><h2>Il mondo “nascosto” sotto il ghiaccio che è venuto alla luce</h2><p>Sebbene la scoperta sia stata confermata soltanto ora, tutto fa parte di un processo iniziato nove anni fa. Nel <strong>2017, infatti, il gigantesco iceberg A68 si staccò dalla piattaforma glaciale Larsen C</strong>. Questo spostamento lasciò esposte aree dell’oceano che erano rimaste coperte per decenni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-increible-hallazgo-en-la-antartida-buscaban-un-naufragio-historico-y-encontraron-un-ecosistema-oculto-tras-el-hielo-1789416459966.png" data-image="t7w73t00ib7a" alt="Antartide, nido di pesci" title="Antartide, nido di pesci"><figcaption>La missione cercava i resti dell’HMS Endurance, la nave con cui l’esploratore Ernest Shackleton rimase intrappolato tra i ghiacci nel 1915, ma ha trovato un affascinante ecosistema. Foto: X @ProchikExplains</figcaption></figure><p>Approfittando dell’opportunità, <strong>gli scienziati decisero di esplorare quelle aree dell’oceano che erano state osservate pochissimo</strong>. Nel gennaio 2019, un gruppo di ricercatori salì a bordo della nave <strong>SA Agulhas II</strong>, <strong>preparata per operare nelle condizioni ostili delle regioni polari.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Investigadores han detectado bajo el hielo de la Antártida una colonia de 60 millones de nidos de peces de la especie 'Neopagetopsis ionah', cubriendo una superficie de 240 kilómetros cuadrados.<br><br>Cada nido es custodiado por un ejemplar macho de la especie. <a href="https://t.co/XsQ9DAZhJP">pic.twitter.com/XsQ9DAZhJP</a></p>— ECOticias.com 'El Periódico Verde' (@ecoticiasRED) <a href="https://x.com/ecoticiasRED/status/2085409574098489660?ref_src=twsrc%5Etfw">August 6, 2026</a></blockquote></figure><p>La missione durò 49 giorni e, tra gli altri obiettivi, aveva quello di <strong>studiare e osservare la biodiversità del mare di Weddell</strong>. I ricercatori volevano inoltre recuperare i resti dell’Endurance, la nave rimasta intrappolata nei ghiacci durante una spedizione e poi affondata nel 1915.</p><p>Tuttavia, il ghiaccio marino rese difficile la navigazione della SA Agulhas II, costringendo la spedizione a <strong>schivare ed evitare enormi blocchi di ghiaccio</strong>. Fu allora che si imbatterono nella sorpresa.</p><h2>Migliaia di cerchi “viventi” sul fondale marino</h2><p>Lassie era il nome del <strong>veicolo sottomarino a controllo remoto</strong> utilizzato dagli scienziati per osservare il fondale oceanico. E, analizzando le immagini registrate, trovarono più di <strong>16.000 “cerchi” che si delineavano nelle profondità marine</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-increible-hallazgo-en-la-antartida-buscaban-un-naufragio-historico-y-encontraron-un-ecosistema-oculto-tras-el-hielo-1789416534424.png" data-image="o1xqqqjd23qq" alt="Antartide, nido di pesci" title="Antartide, nido di pesci"><figcaption>I nidi sono costituiti da piccoli esemplari di pesci, uova e larve che formano “sagome viventi”. Foto: X @Agenda_Malvinas</figcaption></figure><p>Analizzandoli più attentamente, però, scoprirono che si trattava di <strong>nidi di pesci</strong>. <strong>Piccoli esemplari, uova e larve</strong> occupavano questi spazi, formando vere e proprie sagome viventi.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">Descubierta la mayor colonia de cría de peces de la historia<br><br>Estas imágenes fueron tomadas por el buque de investigación <a href="https://x.com/hashtag/Polarstern?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Polarstern</a> en la <a href="https://x.com/hashtag/Ant%C3%A1rtida?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Antártida</a><br><br>En ese sitio, 60 millones de nidos de peces cubren una superficie de 240 km².<br><br>vía <a href="https://x.com/dw_scitech?ref_src=twsrc%5Etfw">@dw_scitech</a><a href="https://x.com/hashtag/DWNoticias?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#DWNoticias</a> <a href="https://x.com/hashtag/MedioAmbiente?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#MedioAmbiente</a> <a href="https://t.co/DSc57bHwXD">pic.twitter.com/DSc57bHwXD</a></p>— DW Español (@dw_espanol) <a href="https://x.com/dw_espanol/status/1484424019629719554?ref_src=twsrc%5Etfw">January 21, 2022</a></blockquote></figure><p>Sono stati identificati come <em>Lindbergichthys nudifrons</em>, una specie adattata alle <strong>condizioni estremamente fredde dell’Antartide</strong>. La scoperta è stata inedita perché documenta una <strong>intensa attività biologica in una zona estremamente inospitale.</strong></p><h2>Un ecosistema che continua a sorprendere</h2><p>Tra gli elementi che hanno sorpreso i ricercatori c’è il fatto che <strong>i nidi non fossero distribuiti secondo un unico schema</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-increible-hallazgo-en-la-antartida-buscaban-un-naufragio-historico-y-encontraron-un-ecosistema-oculto-tras-el-hielo-1789416573182.png" data-image="wewd0htqugli" alt="Antartide, nido di pesci" title="Antartide, nido di pesci"><figcaption>Nel 2017, il distacco del gigantesco iceberg A68 dalla piattaforma glaciale Larsen C lasciò esposte aree dell’oceano che erano rimaste coperte per decenni. Foto: X @Punto4T</figcaption></figure><p>I nidi sono stati infatti trovati <strong>in gruppi, disposti in linee, ovali, mezzelune e strutture simili a una U</strong>. Alcuni erano persino sovrapposti, mentre altri si trovavano completamente isolati.</p><p><strong>Quasi la metà dei nidi era raggruppata in ammassi</strong>. Si ritiene che questa disposizione possa essere legata alla necessità di <strong>ridurre il rischio individuale di fronte ai predatori</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="779810" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-primo-fossile-di-dinosauro-scoperto-in-antartide-e-stato-identificato-come-un-titanosauro.html" title="Il primo fossile di dinosauro scoperto in Antartide è stato identificato come un titanosauro">Il primo fossile di dinosauro scoperto in Antartide è stato identificato come un titanosauro</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-primo-fossile-di-dinosauro-scoperto-in-antartide-e-stato-identificato-come-un-titanosauro.html" title="Il primo fossile di dinosauro scoperto in Antartide è stato identificato come un titanosauro"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/primer-fosil-de-dinosaurio-antartida-titanosaurio-1783000806746_320.png" alt="Il primo fossile di dinosauro scoperto in Antartide è stato identificato come un titanosauro"></a></article></aside><p>Per quanto riguarda il ruolo dei singoli esemplari all’interno dei nidi, è stato osservato che i <strong>maschi rimanevano a sorvegliare le uova per circa quattro mesi</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/el-increible-hallazgo-en-la-antartida-buscaban-un-naufragio-historico-y-encontraron-un-ecosistema-oculto-tras-el-hielo-1789416605820.png" data-image="iol9op0xvao5" alt="Antartide, nido di pesci" title="Antartide, nido di pesci"><figcaption>I nidi di uova sono disposti secondo forme diverse, tra cui cerchi, ammassi e persino strutture a “U”. Foto: lopezdoriga.com</figcaption></figure><p>La concentrazione dei nidi porta quindi i ricercatori a ipotizzare l’adozione di una strategia collettiva: <strong>più esemplari sono riuniti insieme, più difficile diventa per i predatori individuare un singolo nido.</strong></p><h2>L’altra strategia dei pesci più grandi</h2><p>I <strong>nidi isolati</strong>, invece, tendevano a essere <strong>occupati da pesci di dimensioni maggiori</strong>. Una possibile spiegazione è che questi esemplari abbiano maggiori possibilità di <strong>difendere autonomamente le proprie uova.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-incredibile-scoperta-in-antartide-cercavano-un-relitto-storico-e-hanno-trovato-un-ecosistema-nascosto-sotto-i-ghiacci.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Riscaldamento globale e cambiamenti climatici: perché non sono la stessa cosa e come distinguerli]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html</link><pubDate>Thu, 24 Sep 2026 05:57:30 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Effetto serra, global warming o cambiamento climatico? La narrativa mediatica sul clima usa vari termini, vediamo nell’articolo quali sono, cosa significano e le differenze. Siamo in emergenza climatica?</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli-1790172973662.jpeg" data-image="e3greq54znwa"><figcaption>Riscaldamento globale o cambiamenti climatici? i due termini pur usati in modo alternativo rappresentano aspetti diversi ma ben collegati del problema clima.</figcaption></figure><p>Sono ormai<strong> più di trent’anni che i cambiamenti climatici sono entrati all’attenzione mediatica</strong>. Fin dagli anni 1980 si trovano stralci di quotidiani che parlano del problema “<a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/5-curiosita-sull-effetto-serra.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">effetto serra</a>”, affiancato dal termine inglese “global warming”, in Italiano riscaldamento globale. </p><p>Solo<strong> negli anni 1990 inizia a diffondersi poi climate change, cambiamenti climatici</strong> o in alcune versioni al singolare, cambiamento climatico. </p><p>Evoluzione ulteriore nel periodo del successo di Greta Thunberg e del movimento Fridays for Future, in cui <strong>compaiono i termini crisi climatica e anche emergenza climatica. </strong>Termini vari che sembrano indicare la stessa cosa, ma che in realtà celano differenze sia di sostanza che comunicative.</p><p>Nell’articolo approfondiamo cosa sono e che differenze hanno questi termini, anche in base a una recente intervista rilasciata al sito portoghese Green eFact dallo scienziato Filipe Lisboa, Responsabile di progetto per i servizi di osservazione della Terra presso l'Agenzia europea per la sicurezza marittima. </p><h2>L’effetto serra: il fenomeno</h2><p>Per molti anni la narrativa mediatico giornalistica sul problema clima usava il termine effetto serra. <strong>James Hansen pronunciò questo termine durante la storica audizione al Senato degli Stati Uniti </strong>del 23 giugno 1988 in cui disse “<em>The greenhouse effect has been detected, and it is changing our climate now</em>”, ovvero "<strong>L'effetto serra è stato rilevato e sta già cambiando il nostro clima</strong>".</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli-1790173034596.png" data-image="hsdks7swgs2i"><figcaption>Schema di funzionamento dell'effetto serra: alcuni gas detti gas serra, sulla Terra presenti in piccola ma giusta dose, trattengono il calore infrarosso emesso dalla superficie terrestre, evitando che vada disperso sullo spazio e scaldando così l'atmosfera. L'incremento di concentrazione di questi gas causa il riscaldamento globale da cui ne conseguono i cambiamenti climatici.</figcaption></figure><p>Scientificamente in realtà <strong>l’effetto serra non è un problema ed anzi è un fenomeno naturale,</strong> senza il quale la temperatura media della Terra sarebbe di -18°C anziché i reali circa +15°C. <strong>Il problema ambientale è creato dal suo incremento a causa delle attività umane</strong>, più corretto infatti sarebbe parlare di “effetto serra aggiuntivo” o “effetto serra antropico”.</p><h2>Cos’è il riscaldamento globale?</h2><p>E veniamo al<strong> global warming, termine ancora oggi diffuso e oggetto di equivoci, </strong>il più classico d’inverno è “nevica, dove è finito il riscaldamento globale?”.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="754741" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/chi-era-eunice-newton-foote-la-scienziata-che-predisse-il-cambiamento-climatico-prima-di-chiunque-altro.html" title="La donna che scoprì l'effetto serra prima di tutti e fu cancellata dalla storia della scienza">La donna che scoprì l'effetto serra prima di tutti e fu cancellata dalla storia della scienza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/chi-era-eunice-newton-foote-la-scienziata-che-predisse-il-cambiamento-climatico-prima-di-chiunque-altro.html" title="La donna che scoprì l'effetto serra prima di tutti e fu cancellata dalla storia della scienza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/chi-era-eunice-newton-foote-la-scienziata-che-predisse-il-cambiamento-climatico-prima-di-chiunque-altro-1772569530160_320.jpg" alt="La donna che scoprì l'effetto serra prima di tutti e fu cancellata dalla storia della scienza"></a></article></aside><p>Per spiegare il riscaldamento globale, afferma la climatologa Filipe Lisboa, più che la temperatura media globale conta la "<strong>temperatura di equilibrio</strong>". In particolare i<strong>n pianeti con atmosfera, come Terra, Venere e Marte, la temperatura è più alta di quello che ci aspetterebbe</strong> teoricamente. </p><p>Questo accade proprio <strong>grazie all’effetto serra,</strong> che funziona come una sorta di "coperta" che trattiene il calore. A regolarlo, alcuni gas detti appunto gas serra, fra cui il biossido di carbonio, la CO2. </p><p>"La definizione di riscaldamento globale è proprio questa: tiene conto del fatto che <strong>noi, introducendo anidride carbonica nell'atmosfera, stiamo facendo aumentare la temperatura </strong>di equilibrio della Terra", chiarisce la dott.ssa Lisboa. </p><p>Dall'inizio della Rivoluzione Industriale a oggi <strong>le attività umane </strong>basate sulla combustione di combustibili fossili e la deforestazione <strong>hanno aumentato la quantità di gas serra, </strong>intensificando l'effetto serra naturale, riscaldando la Terra di circa 1°C nell’ultimo secolo.</p><p>"Le persone non sempre si rendono conto che <strong>un aumento, anche di soli 1,5°C della temperatura media globale, rappresenta una quantità brutale di energia</strong>", spiega Filipe Lisboa a Green eFact.</p><h2>La conseguenza: i cambiamenti climatici</h2><p>I <strong>cambiamenti climatici sono la conseguenza del riscaldamento globale</strong>, che di per se peraltro non è uniforme nello spazio e nel tempo, cambia cioè fra le varie zone del pianeta e oscilla, ma con trend in aumento, fra un anno e l’altro.</p><p>Per le Nazioni Unite <strong>"cambiamenti climatici" comprende non solo l’aumento di temperatura ma anche le conseguenze </strong>sotto forma per esempio di siccità severe, scarsità d'acqua, incendi boschivi, innalzamento del livello del mare, alluvioni, temporali estremi, riduzione dei ghiacci polari e montani, tempeste e calo della biodiversità.</p><p>Alla domanda se il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici siano dovuti solo alle attività umane, Filipe Lisboa ha risposto:</p><div class="texto-destacado">"Il principale meccanismo dei cambiamenti climatici è l'emissione di gas serra. Sebbene possano esistere cambiamenti climatici globali dovuti ad altre cause, come il vulcanismo, la variazione dell'energia solare non spiega l'aumento della temperatura media globale".</div><p>Cambiamenti non uniformi, per esempio secondo uno studio pubblicato su Communications Earth & Environment, <strong>l'Artico si è riscaldato quasi quattro volte più velocemente</strong> della media globale per il fenomeno dell’amplificazione artica, cioè dal fatto che la riduzione dei ghiacci cala l’albedo e fa aumentare ancora di più le temperature.</p><h2>I nuovi termini: crisi ed emergenza climatica</h2><p>Negli ultimi anni si sono poi diffusi questi due termini, crisi climatica ed emergenza climatica. <strong>Crisi climatica nasce dal fatto che “cambiamento” può essere percepito neutro o perfino positivo.</strong> Crisi dà l’idea, analogamente a crisi economica o energetica, siamo di fronte a un problema grave, che richiede azioni forti e coraggiose da parte della politica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788213" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-primo-studio-di-lancet-countdown-sui-cambiamenti-climatici-avverte-sta-soffocando-e-rendendo-malate-le-citta.html" title="Il primo studio di Lancet Countdown sui cambiamenti climatici avverte: sta soffocando e rendendo malate le città">Il primo studio di Lancet Countdown sui cambiamenti climatici avverte: sta soffocando e rendendo malate le città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-primo-studio-di-lancet-countdown-sui-cambiamenti-climatici-avverte-sta-soffocando-e-rendendo-malate-le-citta.html" title="Il primo studio di Lancet Countdown sui cambiamenti climatici avverte: sta soffocando e rendendo malate le città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-primer-estudio-de-lancet-countdown-sobre-salud-y-cambio-climatico-alerta-esta-asfixiando-y-enfermando-a-las-ciudades-1789018708592_320.jpeg" alt="Il primo studio di Lancet Countdown sui cambiamenti climatici avverte: sta soffocando e rendendo malate le città"></a></article></aside><p><strong>Emergenza climatica va oltre,</strong> vuol comunicare che il problema è già qua e ci colpisce con impatti pesanti e richiede interventi urgenti. </p><p>Comunque sia, chiamiamolo come vogliamo, resta un fatto: <strong>il problema clima secondo l’IPCC è già in atto</strong>, la causa è umana, ed occorre agire con estrema urgenza.</p><h3><em>Riferimento notizia</em></h3><p><em>Aquecimento global é o mesmo que alterações climáticas?</em></p><p><em><a href="https://greenefact.sapo.pt/descodificador/aquecimento-global-e-o-mesmo-que-alteracoes-climaticas/">https://greenefact.sapo.pt/descodificador/aquecimento-global-e-o-mesmo-que-alteracoes-climaticas/</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/riscaldamento-globale-e-cambiamenti-climatici-perche-non-sono-la-stessa-cosa-e-come-distinguerli.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le mete di tendenza per i nomadi digitali nell'autunno 2026 e il sistema per risparmiare sull'affitto]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-mete-di-tendenza-per-i-nomadi-digitali-nell-autunno-2026-e-il-nuovo-sistema-per-risparmiare-sull-affitto.html</link><pubDate>Thu, 24 Sep 2026 04:12:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Le mete di tendenza per lo smart working nell’autunno 2026 sono quelle dove il clima è mite e dove si può costruire più facilmente una rete di contatti. Ecco quali sono quelle più amate e come è possibile, a volte, viverci senza pagare l'affitto</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-mete-di-tendenza-per-i-nomadi-digitali-nell-autunno-2026-e-il-nuovo-sistema-per-risparmiare-sull-affitto-1790095264023.jpg" data-image="lcnxr4ues9j3" alt="nomadi digitali" title="nomadi digitali"><figcaption>Viaggiare e lavorare è un'abitune sempre più diffusa, con visti specifici e infrastrutture moderne</figcaption></figure><p>Inizia l’autunno e le vacanze estive sono già un lontano ricordo, ma non per tutti. Chi può lavorare <strong>interamente da remoto</strong> sempre più spesso sceglie di farlo godendosi al tempo stesso paesaggi, culture diverse o temperature gradevoli, senza aspettare il prossimo periodo di vacanze.</p><div class="texto-destacado">In Italia, in Europa o all’altro capo del mondo, i nomadi digitali cercano un costo della vita ragionevole, la possibilità di costruire una comunità e una burocrazia non troppo complicata, ma non per forza paesaggi esotici. </div><p><strong>Città e borghi</strong> sono mete ambite tanto quanto i paradisi tropicali, anche perché spesso hanno infrastrutture e servizi migliori.</p><p>E per <strong>ammortizzare il costo dell’affitto</strong> anche del 100%, c’è un sistema che nel 2026 è diventato una vera tendenza.</p><h2>Le destinazioni europee più amate dai nomadi digitali</h2><p>Secondo il portale <strong>Remote Work Europe</strong>, le destinazioni europee preferite dai nomadi digitali nell’autunno 2026 sono quasi tutte nel <strong>sud dell’Europa</strong>.</p><p>C’è una sola eccezione, che è <strong>l’Estonia</strong>, al primo posto per <strong>digitalizzazione, burocrazia online </strong>e facilità nel gestire la propria attività da remoto, ma in autunno il clima non è tra i più clementi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-mete-di-tendenza-per-i-nomadi-digitali-nell-autunno-2026-e-il-nuovo-sistema-per-risparmiare-sull-affitto-1790096096217.jpg" data-image="zrvtwlmpgbf8" alt="smart working autunno 2026" title="smart working autunno 2026"><figcaption>Un tramonto sul mare a Muxia, in Galizia</figcaption></figure><p>Ambitissima anche la <strong>Spagna</strong>, in particolare la <strong>Galizia </strong>per i suoi paesaggi più selvaggi, oppure <strong>Siviglia</strong> e <strong>Valencia</strong> per chi vuole rimandare il più possibile l'appuntamento col freddo. </p><p>Per i nomadi digitali che amano l’Europa il <strong>Portogallo </strong>è da sempre tra le destinazioni preferite. <strong>L’inglese </strong>è diffuso, costruire una <strong>comunità di expat</strong> è facile e al di fuori delle grandi città come Lisbona e Porto i costi sono <strong>interessanti</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="717994" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-tuo-cervello-e-chatgpt-quando-l-aiuto-digitale-diventa-debito-cognitivo.html" title="Il tuo cervello e ChatGPT: quando l'aiuto digitale diventa debito cognitivo">Il tuo cervello e ChatGPT: quando l'aiuto digitale diventa debito cognitivo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-tuo-cervello-e-chatgpt-quando-l-aiuto-digitale-diventa-debito-cognitivo.html" title="Il tuo cervello e ChatGPT: quando l'aiuto digitale diventa debito cognitivo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/seu-cerebro-e-o-chatgpt-quando-a-ajuda-digital-vira-divida-cognitiva-1751149176668_320.jpg" alt="Il tuo cervello e ChatGPT: quando l'aiuto digitale diventa debito cognitivo"></a></article></aside><p>Anche la <strong>Francia </strong>è ai primi posti tra gli smart workers. Nell'Auvergne e nella zona della Loira in particolare, continuano a nascere strutture pensate appositamente per i nomadi digitali.</p><h2>Smart working nei borghi italiani</h2><p>In <strong>Italia </strong>i borghi sono in cima alle preferenze, sia degli stranieri che degli italiani stessi; li sceglie chi desidera lavorare in un contesto <strong>meno caotico</strong>, essere parte di una comunità più unita e vivere a <strong>ritmi </strong><strong>più lenti.</strong></p><p>Ultimamente, poi, nel tentativo di non far spopolare i borghi, vengono implementate strategie proprio per favorire l’arrivo dei nomadi digitali.<br> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="581072" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-cocooning-o-il-piacere-di-stare-a-casa-tendenza-in-crescita-grazie-al-telelavoro-e-al-maltempo.html" title="Il Cocooning o il piacere di stare a casa: tendenza in crescita grazie al telelavoro e al maltempo">Il Cocooning o il piacere di stare a casa: tendenza in crescita grazie al telelavoro e al maltempo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-cocooning-o-il-piacere-di-stare-a-casa-tendenza-in-crescita-grazie-al-telelavoro-e-al-maltempo.html" title="Il Cocooning o il piacere di stare a casa: tendenza in crescita grazie al telelavoro e al maltempo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cocooning-o-el-placer-de-quedarse-en-casa-una-tendencia-en-alza-gracias-al-teletrabajo-y-ahora-el-mal-tiempo-1698532781831_320.jpg" alt="Il Cocooning o il piacere di stare a casa: tendenza in crescita grazie al telelavoro e al maltempo"></a></article></aside><p> <strong><br>Castelbuono, in Sicilia </strong>ad esempio, nel 2026 è stato indicato tra i borghi che più di tutti stanno investendo nel remote working, ma ce ne sono anche altri che mettono in atto infrastrutture o progetti<strong> </strong>ah hoc.</p><p> In <strong>Toscana </strong>ci sono <strong>Pieve Santo Stefano</strong> in provincia di Arezzo e <strong>Santa Fiora</strong> in provincia di Gorsseto. In entrambi i casi dopo aver spento il pc si può uscire a godersi il meglio dell'autunno, come ammirare il <strong>foliage </strong>o raccogliere <strong>castagne </strong>senza per forza aspettare il weekend.</p><h2>Autunno in smart working fuori dall'Europa</h2><p>Per chi desidera un cambiamento davvero radicale, la <strong>Thailandia </strong>è sempre una delle opzioni più amate. Da anni <strong>Bangkok </strong>è uno dei principali poli asiatici per i lavoratori internazionali, ma <strong>Chiang Mai</strong> è persino più orientata al nomadismo digitale, con costi più bassi rispetto alla capitale e un’ampia comunità di expat.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="780203" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ne-al-lavoro-ne-durante-lo-studio-la-ragione-scientifica-per-cui-il-cervello-e-piu-creativo-sotto-la-doccia.html" title="Né al lavoro né durante lo studio: la ragione scientifica per cui il cervello è più creativo sotto la doccia">Né al lavoro né durante lo studio: la ragione scientifica per cui il cervello è più creativo sotto la doccia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ne-al-lavoro-ne-durante-lo-studio-la-ragione-scientifica-per-cui-il-cervello-e-piu-creativo-sotto-la-doccia.html" title="Né al lavoro né durante lo studio: la ragione scientifica per cui il cervello è più creativo sotto la doccia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ni-en-el-trabajo-ni-estudiando-la-razon-cientifica-por-la-que-tu-cerebro-es-mas-creativo-en-la-ducha-1784724843251_320.jpg" alt="Né al lavoro né durante lo studio: la ragione scientifica per cui il cervello è più creativo sotto la doccia"></a></article></aside><p>Due vere star dello smart working internazionale, <strong>Medellìn </strong>in Colombia e <strong>Da Nang</strong>, il nuovo trend del Vietnam, rimangono mete molto ambite ma in autunno le piogge sono molto frequenti. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-mete-di-tendenza-per-i-nomadi-digitali-nell-autunno-2026-e-il-nuovo-sistema-per-risparmiare-sull-affitto-1790095927799.jpg" data-image="e1q3l4rxhxms" alt="smart working 2026" title="smart working 2026"><figcaption>Il memoriale della storia della Georgia e il lago artificiale di Tblisi</figcaption></figure><p>Meglio allora scegliere <strong>Tblisi</strong>, l’affascinante capitale della <strong>Gorgia</strong>, dove l'autunno, almeno fino a fine ottobre, è mite e poco piovoso. Per di più ora in Georgia si può soggiornare fino a un anno <strong>senza visto</strong>.</p><h2>Vivere da nomadi digitali senza pagare l'affitto</h2><p>Dovunque si lavori, <strong>l’affitto </strong>è sempre una delle voci di spesa più importanti, ecco perché tra i nomadi digitali nel 2026 è esplosa la tendenza dell’<strong>home exchange</strong>.</p><p>Ci si scambia la casa con altri viaggiatori e così si ammortizzano enormemente i costi. In autunno le <strong>piattaforme </strong>dedicate proprio a questo registrano un vero e proprio boom, tra chi viaggia per lavoro e chi viaggia per vacanza.</p><p>I dati più recenti sono quelli di <strong>Home Exchange</strong>, leader mondiale per lo scambio di casa, che registra oltre <strong>28.000 scambi </strong>globali solo nel mese di settembre, con un <strong>+30% </strong>su base annua rispetto al 2025. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="668056" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-lavoro-ibrido-aumenta-la-produttivita-la-salute-e-la-soddisfazione-dei-dipendenti-e-che-dire-sul-pianeta.html" title="Il lavoro ibrido aumenta la produttività, la salute e la soddisfazione dei dipendenti. E che dire sul pianeta?">Il lavoro ibrido aumenta la produttività, la salute e la soddisfazione dei dipendenti. E che dire sul pianeta?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-lavoro-ibrido-aumenta-la-produttivita-la-salute-e-la-soddisfazione-dei-dipendenti-e-che-dire-sul-pianeta.html" title="Il lavoro ibrido aumenta la produttività, la salute e la soddisfazione dei dipendenti. E che dire sul pianeta?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/the-hybrid-working-model-boosts-employee-productivity-health-and-job-satisfaction-1720021884416_320.jpeg" alt="Il lavoro ibrido aumenta la produttività, la salute e la soddisfazione dei dipendenti. E che dire sul pianeta?"></a></article></aside><p>In Italia gli scambi nell'ultimo anno sono stati “solo” <strong>2.500</strong>, ma l’incremento annuo è importante e supera il <strong>23%.</strong></p><p>Anche per quanto riguarda l’home exchange i nomadi digitali dell’autunno 2026 puntano sulle <strong>città </strong>per l’offerta culturale, sui <strong>borghi </strong>per i paesaggi e i ritmi lenti e sulle <strong>mete balneari</strong> da godersi senza il caldo estremo e il caos dell’alta stagione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-mete-di-tendenza-per-i-nomadi-digitali-nell-autunno-2026-e-il-nuovo-sistema-per-risparmiare-sull-affitto.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Lanciato un nuovo "occhio" per sorvegliare la Terra. Sentinel-3C si è unito alla "flotta" di monitoraggio Sentinel]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lanciato-un-nuovo-occhio-per-sorvegliare-la-terra-sentinel-3c-si-e-unito-alla-flotta-di-monitoraggio-sentinel.html</link><pubDate>Wed, 23 Sep 2026 17:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Lanciato con successo il 15 settembre, il satellite europeo Sentinel-3C si unisce al programma Copernicus. I suoi sensori avanzati misurerà molti parametri fisici di oceani, terre emerse e ghiacci, fornendo "dati aperti" per lo studio e la comprensione della Terra e del cambiamento climatico globale.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/in-orbita-un-nuovo-occhio-per-sorvegliare-la-terra-sentinel-3c-si-e-unito-alla-flotta-di-monitoraggio-sentinel-1790009628840.jpg" data-image="mn61188a8r7t"><figcaption>Il Sentinel-3C, lanciato il 15 settembre 2026, va ad unirsi alla flotta Sentinel che, in questo modo, riuscirà a "spazzare" l'intero globo terrestre in meno di 2 giorni. Questo assicurerà che le misurazioni di foreste, suolo e ghiacci vengano costantemente aggiornate, garantendo un monitoraggio "continuo". Credits: Thales Alenia Space </figcaption></figure><p>Alle 3:21 AM dello scorso 15 settembre, un razzo Vega-C è decollato dallo spazioporto europeo di Kourou nella Guyana Francese, portando in orbita il satellite Sentinel-3C dell'<strong>Agenzia Spaziale Europea (ESA)</strong>.</p><p>Questo lancio rappresenta un passo importantissimo per l'infrastruttura spaziale dell'<strong>Unione Europea </strong>e per <strong>Copernicus</strong>, il programma di osservazione della Terra facente riferimento alla Commissione Europea. </p><p>Il nuovo satellite ora sta portando a termine le operazioni di trasferimento orbitale che lo spingeranno a circa <strong>800 km di quota</strong>, per "affiancarsi" ai gemelli Sentinel-3A e Sentinel-3B, potendo così garantire la continuità dell'acquisizione dati nei prossimi decenni.</p><h2> Il monitoraggio continuo di oceani e terre emerse</h2><p>Sentinel-3C porterà avanti la sua missione di <strong>monitoraggio dell'ambiente marino</strong>, misurando in tempo reale la temperatura superficiale, l'altezza delle onde e l'andamento delle correnti marine. Con i suoi <strong>radiometri ottici</strong> esaminerà composizione e "colore" dell'acqua, indagando la qualità delle zone costiere e individuando lo sviluppo di eventuali fioriture algheali nocive.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788810" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-scienza-ha-scoperto-nuove-prove-che-venere-potrebbe-aver-ospitato-la-vita-in-passato.html" title="La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato">La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-scienza-ha-scoperto-nuove-prove-che-venere-potrebbe-aver-ospitato-la-vita-in-passato.html" title="La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-ciencia-encuentra-nuevas-pruebas-de-que-venus-posiblemente-albergo-vida-en-el-pasado-1789170853417_320.jpg" alt="La scienza ha trovato nuove prove: Venere potrebbe aver ospitato la vita in passato"></a></article></aside><p>Inoltre, Sentinel-3C, con il suo <strong>Ocean and Land Colour Instrument</strong>, uno spettrometro che osserva la Terra in <strong>21 bande di luce</strong> (incluse quelle invisibili all'occhio umano), può rilevare come la luce viene riflessa dalle foglie, misura la quantità di clorofilla (salute della vegetazione) e riconosce i residui carbonizzati sul suolo (cicatrici degli incendi). </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/in-orbita-un-nuovo-occhio-per-sorvegliare-la-terra-sentinel-3c-si-e-unito-alla-flotta-di-monitoraggio-sentinel-1790009653409.jpg" data-image="y1kevi8qtyvo"><figcaption>Sentinel-3C non è partito verso lo spazio da solo. Sulla sommità del razzo Vega-C, infatti, è stato posizionato un apposito adattatore chiamato "Vespa", dove è stato alloggiato un secondo satellite dell'ESA, denominato FLEX (Fluorescence Explorer). Credits: Thales Alenia Space</figcaption></figure><p>Invece, il <strong>Synthetic Aperture Radar Altimeter</strong> (SRAL) ha anche la funzione di altimetro: "sparando" un impulso radar verso i poli, calcola il tempo esatto che il segnale impiega a rimbalzare. In questo modo riesce a <strong>misurare fisicamente le variazioni di spessore dei ghiacci</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788809" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente.html" title="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente">Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente.html" title="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente-1789460704429_320.png" alt="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente"></a></article></aside><p><strong>La flotta Sentinel </strong>riesce a spazzare <strong>l'intero globo terrestre in meno di 2 giorni</strong>. Questo assicura che le misurazioni di foreste, suolo e ghiacci vengano costantemente aggiornate, garantendo un monitoraggio continuativo sempre attivo.</p><h2>Una missione condivisa: la sinergia con FLEX</h2><p>Sentinel-3C non è partito verso lo spazio da solo. Sulla sommità del razzo Vega-C, infatti, è stato posizionato un apposito adattatore chiamato "Vespa", dove è stato alloggiato un secondo satellite dell'ESA, denominato <strong>FLEX (Fluorescence Explorer). </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/in-orbita-un-nuovo-occhio-per-sorvegliare-la-terra-sentinel-3c-si-e-unito-alla-flotta-di-monitoraggio-sentinel-1790009973130.jpg" data-image="g0x26xpttd8y"><figcaption>Sentinel-3C è una parte integrante di Copernicus, il programma di monitoraggio ambientale più avanzato al mondo. Questo programma è gestito dalla Commissione Europea, finanziato dall’UE e in parte dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). È gestito congiuntamente da ESA e EUMETSAT. Con una massa al lancio di circa 1.140 kg, Sentinel-3C opererà in un’orbita terrestre ad un’altitudine di 814 km, con una durata operativa prevista di 7,5 anni. Si unirà in orbita al satellite Sentinel-3B e continuerà nella missione di fornire immagini essenziali per comprendere le correnti oceaniche, i fenomeni climatici e la salute degli ecosistemi. Credits: Thales Alenia Space A.Pichon</figcaption></figure><p>Mentre il Sentinel osserverà il quadro d'insieme, FLEX, disponendo di uno spettrometro progettato unicamente per <strong>rilevare la debolissima fluorescenza rossa emessa dalle piante durante il processo di fotosintesi.</strong> Nei prossimi anni, "voleranno" in una precisa formazione in "tandem": i dati incrociati, rilevati da entrambi i satelliti, permetteranno di ottenere una diagnosi senza precedenti sullo stato di <strong>stress idrico </strong>e sulla <strong>produttività reale degli ecosistemi agricoli.</strong></p><h2>Dati aperti per affrontare la sfida climatica</h2><p>Una volta concluse le operazioni di messa in orbita e di calibrazione degli strumenti, <strong>ESA </strong>ed <strong>EUMETSAT</strong> gestiranno in sinergia i dati di delle terre emerse e degli oceani che verranno distribuiti <strong>gratuitamente </strong>a scienziati, governi e aziende private. </p><div class="texto-destacado"><strong> Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al <a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D">nuovo canale WhatsApp</a>. Seguici e attiva le notifiche!</strong> </div><p>Ed è questa la vera forza del<strong> programma Copernicus</strong>: fornire alla comunità globale uno strumento inestimabile per ottimizzare le rese agricole, gestire le allerte ambientali e prendere decisioni concrete per mitigare i cambiamenti climatici. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/lanciato-un-nuovo-occhio-per-sorvegliare-la-terra-sentinel-3c-si-e-unito-alla-flotta-di-monitoraggio-sentinel.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, giovedì 24 settembre nuovo impulso freddo dai Balcani: ecco dove tornerà il maltempo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-giovedi-24-settembre-nuovo-impulso-freddo-dai-balcani-ecco-dove-tornera-il-maltempo.html</link><pubDate>Wed, 23 Sep 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Venerdì temporali e Grecale al Centro-Sud. Nel weekend torna il sole, con tempo gradevole a Milano per la Fashion Week. Sabato ancora piogge in Sicilia, domenica bel tempo ovunque</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbc0v26"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbc0v26.jpg" id="xbc0v26"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Un nuovo impulso freddo dai Balcani porterà temporali e un calo delle temperature. Nel weekend torna il sole su gran parte dell'Italia, con qualche eccezione.</p><h2>Il meteo domani, giovedì 23 settembre</h2><p>Giovedì nubi in aumento al Nord, senza precipitazioni significative. Dal pomeriggio piogge e temporali interesseranno <strong>Marche</strong>, <strong>Abruzzo</strong> e <strong>Molise</strong>, raggiungendo in serata anche Campania, Puglia, Basilicata e Calabria settentrionale.</p><div class="texto-destacado">Bella giornata in Sicilia, dopo i violenti nubifragi delle scorse ore, con accumuli fino a 164 mm in poco più di tre ore nel Catanese.</div><p>Temperature in diminuzione al <strong>Nord-Est</strong>, al <strong>Centro</strong> e su parte del <strong>Sud</strong>, con Bora in rinforzo sull'alto Adriatico.</p><h2>Venerdì 25 settembre, temporali anche forti su Adriatico e Sud: temperature in calo</h2><p>Venerdì temporali localmente intensi su <strong>Marche</strong> e <strong>Abruzzo</strong>, favoriti dall'aria fredda che scorre sull'Adriatico ancora caldo. Maltempo anche su <strong>Puglia</strong>, <strong>Campania</strong> e <strong>Calabria</strong>, mentre al <strong>Nord</strong> e in <strong>Toscana</strong> prevarrà il sole, salvo locali acquazzoni sulla <strong>Romagna</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789592" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-nomi-delle-tempeste-che-colpiranno-il-mediterraneo-centrale-in-autunno-e-in-inverno-la-prima-sara-agneta.html" title="I nomi delle tempeste che potranno colpire il Mediterraneo centrale quest'autunno: la prima sarà Agneta">I nomi delle tempeste che potranno colpire il Mediterraneo centrale quest'autunno: la prima sarà Agneta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-nomi-delle-tempeste-che-colpiranno-il-mediterraneo-centrale-in-autunno-e-in-inverno-la-prima-sara-agneta.html" title="I nomi delle tempeste che potranno colpire il Mediterraneo centrale quest'autunno: la prima sarà Agneta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/pubblicati-i-nomi-delle-tempeste-per-la-stagione-1790152182332_320.jpeg" alt="I nomi delle tempeste che potranno colpire il Mediterraneo centrale quest'autunno: la prima sarà Agneta"></a></article></aside><p>Dal pomeriggio peggiorerà anche in <strong>Sicilia</strong>, con temporali inizialmente sul versante tirrenico, poi su quello ionico.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-giovedi-24-settembre-nuovo-impulso-freddo-dai-balcani-ecco-dove-tornera-il-maltempo-1790175467558.jpg" data-image="nuj023a72m44"><figcaption>Le piogge cumulate previste in Italia entro venerdì.</figcaption></figure><p>Grecale in rinforzo al Sud e <strong>temperature massime in calo</strong>: circa 20 °C a <strong>Bari</strong> e 18-19 °C a <strong>Campobasso</strong> e <strong>Potenza</strong>. Clima ancora estivo in <strong>Sardegna</strong>, con punte di 30 °C a Cagliari.</p><h2>Sabato 26 settembre, torna il sole al Centro-Nord: che tempo farà a Milano per la Fashion Week?</h2><p>Sabato l'alta pressione favorirà un deciso miglioramento su gran parte dell'Italia, con cielo sereno o poco nuvolosi al <strong>Centro-Nord</strong> e sulle regioni meridionali peninsulari.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xbc10vu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbc10vu.jpg" id="xbc10vu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Buone notizie per <strong>Milano</strong>, dove è in corso la settimana della moda! Dopo un venerdì con qualche nube e massime intorno ai 23 °C, il <strong>weekend</strong> della Milano Fashion Week sarà caratterizzato da tempo stabile e gradevole, con ampie schiarite e temperature massime fino a 24 °C. Più fresco la sera e nelle prime ore del mattino, con minime intorno ai 14 °C: condizioni meteorologiche favorevoli per le sfilate e gli eventi in programma.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789345" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/segnati-questa-data-dal-2026-il-4-ottobre-e-festa-ecco-cosa-cambia.html" title="Segnati questa data: dal 2026 il 4 ottobre è festa in Italia, ecco cosa cambia">Segnati questa data: dal 2026 il 4 ottobre è festa in Italia, ecco cosa cambia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/segnati-questa-data-dal-2026-il-4-ottobre-e-festa-ecco-cosa-cambia.html" title="Segnati questa data: dal 2026 il 4 ottobre è festa in Italia, ecco cosa cambia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/segnati-questa-data-dal-2026-il-4-ottobre-e-festa-ecco-cosa-cambia-1790069920376_320.jpeg" alt="Segnati questa data: dal 2026 il 4 ottobre è festa in Italia, ecco cosa cambia"></a></article></aside><p><strong>Sabato</strong> ancora acquazzoni intermittenti in Sicilia, soprattutto tra <strong>Catanese</strong>, <strong>Ragusano</strong>, <strong>Siracusano</strong> e <strong>Agrigentino</strong>. Temperature in aumento al Centro-Nord, mentre nelle vallate più fredde dell'Appennino centrale le minime potranno scendere fino a 3-4 °C sopra lo zero.</p><h2>Domenica 27 settembre, sole anche in Sicilia: temperature in aumento, ecco dove farà più caldo</h2><p>Domenica l'alta pressione garantirà una bella giornata su tutta l'Italia, Sicilia compresa, con cielo generalmente sereno o poco nuvoloso.</p><figure><a href="Temperature prossima settimana"><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-venerdi-temporali-e-grecale-al-centro-sud-weekend-di-sole-ma-sabato-piove-ancora-in-sicilia-1790174317816.png" data-image="hynobttg47wa" alt="La nuova settimana porta un rialzo termico da Nord a Sud" title="La nuova settimana porta un rialzo termico da Nord a Sud"></a><figcaption>Temperature previste lunedì 28 settembre alle ore 17</figcaption></figure><p>Temperature in aumento, con massime fino a 28 °C a <strong>Roma</strong>, 27 °C a <strong>Firenze</strong> e 26 °C a <strong>Bolzano</strong>. Residui rinforzi di Tramontana sul Mar Ionio, ancora mosso o molto mosso.</p><p>In <strong>Sardegna</strong> continuerà il clima estivo, con temperature fino a 28 °C. Il bel tempo proseguirà anche all'inizio della prossima settimana, con un ulteriore aumento termico: <strong>massime vicine ai 30 °C a Bologna</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-giovedi-24-settembre-nuovo-impulso-freddo-dai-balcani-ecco-dove-tornera-il-maltempo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Ciceroni]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Tempesta atlantica verso l'Europa occidentale, porterà forte maltempo: ecco come influenzerà il tempo in Italia ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-verso-l-europa-occidentale-portera-forte-maltempo-ecco-come-influenzera-il-tempo-in-italia.html</link><pubDate>Wed, 23 Sep 2026 14:51:04 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Una profonda tempesta atlantica si abbatterà sull'Europa occidentale all'inizio della prossima settimana. L'Italia riceverà diversi impulsi instabili con piogge fino a inizio ottobre, soprattutto al Centro-Sud, e temperature tipicamente autunnali.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xbc0etm"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xbc0etm.jpg" id="xbc0etm"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p><strong>L'inizio della prossima settimana</strong> vedrà un atlantico in gran fermento per una tempesta in arrivo, con un cambio radicale della circolazione atmosferica su vasta scala.<strong> Questa</strong> <strong>profonda ed estesa area depressionaria, e sarà innescata dall'incontro tra aria fredda, proveniente da Labrador e Groenlandia, e aria mite umida proveniente da sud-ovest, da latitudini più meridionali,</strong> si dirigerà con decisione verso le coste dell'Europa occidentale. </p><p>Secondo le ultime proiezioni, questo imponente vortice porterà<strong> </strong>condizioni di forte maltempo, con precipitazioni intense e venti di burrasca. Gli Stati europei più colpiti in questa prima fase saranno l'<strong>Irlanda</strong>, la <strong>Gran Bretagna</strong> e le<strong> coste atlantiche francesi</strong>. </p><p>Il modello europeo ci indica che il sistema depressionario, poi, non dovrebbe raggiungere <strong>il resto d'Europa</strong>, interessandolo solo "<strong>indirettamente</strong>" con delle perturbazioni. Infatti, nelle fasi iniziali interesserà marginalmente e rapidamente i settori settentrionali della <strong>Spagna</strong>, per poi proseguire verso nord-est, intensificandosi tra <strong>Francia </strong>e <strong>Isole Britanniche</strong> e portandosi, infine, sulle coste della <strong>Norvegia</strong>.</p><h2>Il blocco anticiclonico che fa scudo sull'Europa centrale </h2><p>Questa imponente figura ciclonica non riuscirà a sfondare con decisione verso est, quindi <strong>non interesserà direttamente l'area Mediterranea.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tempesta-atlantica-verso-l-europa-occidentale-portera-forte-maltempo-ecco-come-influenzera-il-tempo-in-italia-1790172132853.jpg" data-image="x52fzsoy3miz"><figcaption>Una profonda ed estesa area depressionaria, che sarà innescata dall'incontro tra aria fredda, proveniente da Labrador e Groenlandia, e aria mite ed umida proveniente da sud-ovest, si dirigerà con decisione verso le coste dell'Europa occidentale, portando piogge intense e venti di burrasca. Gli Stati europei più colpiti in questa prima fase saranno l'Irlanda, la Gran Bretagna e le coste atlantiche francesi. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Infatti, una coriacea struttura ciclonica posizionata sui settori settentrionali europei e sulla Russia, si opporrà al sistema depressionario. </p><div class="texto-destacado"><strong>L'anticiclone nordico</strong>, comunicando periodicamente con l'anticiclone subtropicale,<strong> impedirà alla tempesta di sfondare verso est, </strong>deviandola su<strong> </strong>latitudini più alte. </div><p>Tuttavia, <strong>una parziale permeabilità permetterà ad alcuni impulsi perturbati di raggiungere anche l'Italia</strong>. </p><h2> La lacuna barica sul Mediterraneo centrale: un'esca per il maltempo </h2><p>Le alte pressioni non riusciranno, quindi, a garantire una protezione totale. Infatti, come descritto precedentemente sulla <a href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-e-probabilita-per-l-avvio-di-ottobre.html?utm_source=gemini" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">tendenza per ottobre</a> , <strong>la nostra penisola rimarrà immersa in una sorta di lacuna barica,</strong> dove gli anticicloni non riusciranno ad imporsi e dove, invece, insisterà una blanda <strong>circolazione depressionaria</strong>, attiva soprattutto sul Mediterraneo centrale e al Sud. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tempesta-atlantica-verso-l-europa-occidentale-portera-forte-maltempo-ecco-come-influenzera-il-tempo-in-italia-1790172100305.jpg" data-image="h5fs62fkyhrt"><figcaption>Un anticiclone nordico, tra Scandinavia e Russia, comunicando periodicamente con l'anticiclone subtropicale, impedirà alla tempesta di sfondare verso est, deviandola su latitudini più alte. ECMWF MeteoRed </figcaption></figure><p>Quest'area depressionaria, secondo questa tendenza, verrà <strong>riattivata dalle propaggini della tempesta atlantica di fine mese</strong>, che sarà capace di inviare degli <strong>impulsi instabili</strong> fino al cuore del nostro <strong>mare ancora molto caldo e quindi reattivo</strong>.</p><h2>Precipitazioni insistenti per la prima decade di ottobre</h2><p><strong>A metà della prossima settimana</strong>, almeno 2 impulsi instabili o perturbati dovrebbero riuscire a raggiungere anche il Nord, con un generale carico di piogge su tutto il nostro Paese. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/tempesta-atlantica-verso-l-europa-occidentale-portera-forte-maltempo-ecco-come-influenzera-il-tempo-in-italia-1790172063992.jpg" data-image="b55i3y9oxj3i"><figcaption>La lacuna barica che continuerà ad insistere sul Mediterraneo centrale, verrà alimentata di nuovo dagli impulsi instabili o perturbati inviati dalla profonda depressione atlantica. ECMWF MeteoRed</figcaption></figure><p>Dopo aver coinvolto temporaneamente le regioni centrali e settentrionali e, più in generale e a lungo, la fascia adriatica, il maltempo tenderà a concentrarsi soprattutto sull'estremo Sud, poi sull'area ionica e sulla Sicilia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789957" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-e-probabilita-per-l-avvio-di-ottobre.html" title="Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche">Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-e-probabilita-per-l-avvio-di-ottobre.html" title="Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenze-e-probabilita-per-l-avvio-di-ottobre-1790093606455_320.jpg" alt="Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche"></a></article></aside><p>Confermando le tendenze climatiche per il passaggio tra settembre e ottobre, questa <strong>circolazione depressionaria</strong> potrebbe continuare ad influenzare il tempo su buona parte d'Italia <strong>ancora per molti giorni</strong>, forse dominando anche l<strong>'intera prima decade del nuovo mese.</strong> </p><h2> Temperature in linea con le medie stagionali </h2><p>Nonostante la marcata instabilità e le frequenti fasi di maltempo, non dovrebbero esserci importanti sbalzi termici. Infatti, dopo il rialzo termico del prossimo fine settimana, caratterizzato dal ritorno del bel tempo e da temperature in qualche caso anche sopra media,<strong> secondo l'evoluzione prospettata dai modelli e dalle ensembles, le</strong> <strong>temperature </strong>dovrebbero rimanere<strong> prossime a quelle caratteristiche del periodo</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="790030" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/polo-raggiunge-categoria-5-il-potente-uragano-si-intensifica-con-vento-fino-a-315-km-h-e-tiene-il-messico-in-allerta.html" title="'Polo' raggiunge categoria 5: il potente uragano si intensifica con raffiche a 315 km/h e tiene il Messico in allerta">"Polo" raggiunge categoria 5: il potente uragano si intensifica con raffiche a 315 km/h e tiene il Messico in allerta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/polo-raggiunge-categoria-5-il-potente-uragano-si-intensifica-con-vento-fino-a-315-km-h-e-tiene-il-messico-in-allerta.html" title="'Polo' raggiunge categoria 5: il potente uragano si intensifica con raffiche a 315 km/h e tiene il Messico in allerta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/polo-alcanza-la-categoria-5-el-poderoso-huracan-intensifica-sus-rachas-a-315-km-h-y-mantiene-bajo-alerta-a-mexico-1790088317526_320.jpg" alt="'Polo' raggiunge categoria 5: il potente uragano si intensifica con raffiche a 315 km/h e tiene il Messico in allerta"></a></article></aside><p>Durante gli episodi di mal tempo, ovviamente, potrebbero anche esserci temperature più basse, ma all'interno di un<strong> contesto termico generalmente in linea con il calendario</strong> e assolutamente normale per l'avvio dell'autunno italico. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tempesta-atlantica-verso-l-europa-occidentale-portera-forte-maltempo-ecco-come-influenzera-il-tempo-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quest'autunno attenzione ai QLCS, i sistemi convettivi lineari che generano i temporali più pericolosi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-qlcs-i-sistemi-convettivi-lineari-che-generano-i-temporali-piu-pericolosi.html</link><pubDate>Wed, 23 Sep 2026 10:42:50 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questi sono i sistemi temporaleschi a mesoscala lineari piu' pericolosi, capaci di produrre venti estremi, grandinate e persino eventi alluvionali. Ecco le aree d'Italia più esposte.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-qlcs-i-sistemi-convettivi-lineari-che-generano-i-temporali-piu-pericolosi-1789334716476.jpg" data-image="uo39rt039tdl" alt="Shelf cloud." title="Shelf cloud."><figcaption>La formazione di un QLCS richiede gli ingredienti tipici della convezione umida profonda (umidità, instabilità e sollevamento) più condizioni che favoriscono l’organizzazione lineare delle celle. </figcaption></figure><p>I <strong>Quasi-Linear Convective Systems (QLCS),</strong> noti anche come sistemi convettivi quasi lineari, sono una particolare tipologia di <strong>sistemi convettivi a mesoscala (MCS).</strong> Si caratterizzano per una organizzazione lineare o quasi lineare delle <strong>celle temporalesche,</strong> che si estendono tipicamente per centinaia di chilometri in lunghezza e poche decine di chilometri in larghezza, con una durata di almeno alcune ore.</p><p>Secondo la letteratura scientifica <strong>(Weisman e Davis 1998; Parker e Johnson 2000; Houze 2004 e 2018; Ashley et al. 2019),</strong> i <strong>QLCS </strong>includono <strong>squall line classiche, bow echo, line echo wave pattern (LEWP)</strong> e altre strutture allungate. Sono tra le morfologie convettive più pericolose perché possono generare fenomeni severi su aree molto estese.</p><h2><strong>Come si formano i QLCS secondo la letteratura scientifica</strong></h2><p>La formazione di un <strong>QLCS </strong>richiede gli ingredienti tipici della convezione umida profonda (umidità, instabilità e sollevamento) più condizioni che favoriscono l’organizzazione lineare delle celle. Generalmente si inizia con le prime <strong>celle temporalesche</strong> che si formano spesso lungo fronti freddi, linee di convergenza o outflow boundary. </p><div class="texto-destacado"><strong>Successivamente crescono e si fondono grazie alla dinamica del cold pool (la “pozza di aria fredda” generata dalle correnti discendenti).</strong></div><p>Il <strong>cold pool</strong> produce un fronte di raffiche (gust front) che solleva continuamente aria calda e umida. Quando lo <strong>shear verticale</strong> nei bassi livelli è bilanciato (teoria RKW di Rotunno, Klemp e Weisman), gli <strong>updraft</strong> rimangono quasi verticali e il sistema si auto-sostiene a lungo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-qlcs-i-sistemi-convettivi-lineari-che-generano-i-temporali-piu-pericolosi-1789334778798.jpg" data-image="v5th3cpq5z9b" alt="QLCS." title="QLCS."><figcaption>Strutture tipiche includono i bow echo (forme ad arco associate a venti particolarmente intensi) e i mesovortici (vortici a mesoscala che possono generare tornado deboli ma improvvisi).</figcaption></figure><p>Un <strong>rear-inflow jet</strong>, il flusso di rientro posteriore, può svilupparsi e intensificare ulteriormente le correnti discendenti.</p><h2><strong>L’ambiente favorevole alla formazione</strong></h2><p>Si inizia con un <strong>CAPE </strong>(energia a disposizione della massa d’aria ad ascendere verso l’alto) moderato-alto, shear lineare significativo (soprattutto nei bassi strati), e spesso foraggiamento sinottico (saccature, fronti). I <strong>QLCS </strong>possono svilupparsi sia di giorno sia di notte e in diverse stagioni.</p><p>Strutture tipiche includono i<strong> bow echo (forme ad arco associate a venti particolarmente intensi) e i mesovortici (vortici a mesoscala che possono generare tornado deboli ma improvvisi).</strong></p><h2><strong>Perché questi temporali possono causare danni severi?</strong></h2><p>I <strong>QLCS </strong>sono responsabili di una quota rilevante di eventi severi, soprattutto venti danneggianti. Studi climatologici (Ashley et al. 2019; Surowiecki et al. 2024 sull’Europa) mostrano che il <strong>rear-inflow jet</strong> e i <strong>downburst</strong> concentrati <strong>possono produrre raffiche oltre 100-150 km/h su fasce lunghe centinaia di chilometri. </strong>Quando il sistema evolve in un <strong>derecho,</strong> i danni si estendono su percorsi molto lunghi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-qlcs-i-sistemi-convettivi-lineari-che-generano-i-temporali-piu-pericolosi-1789334823462.jpg" data-image="ordhmolg5frx" alt="Temporali violenti." title="Temporali violenti."><figcaption>I QLCS sono responsabili di una quota rilevante di eventi severi, soprattutto venti danneggianti. </figcaption></figure><p>Nella fase di massima maturità questi sistemi possono produrre pure tornado, di origine <strong>misociclonica. Generalmente i tornado da QLCS (spesso EF0-EF2) si formano rapidamente lungo la linea o nei bookend vortices,</strong> sono più difficili da prevedere rispetto a quelli da <strong>supercelle</strong> e possono colpire di notte.</p><p>Un altro pericolo è quello delle grandinate, fulminazioni intense e precipitazioni estreme, possibili, anche se i venti sono il pericolo primario. <strong>Alcuni QLCS stazionari generano alluvioni lampo. </strong>Solo in Europa i <strong>QLCS (inclusi i rari derechos)</strong> hanno causato decine di vittime e centinaia di feriti in pochi anni, principalmente per i venti estremi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="657059" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-mcc-mesoscale-convective-complex-i-grandi-sistemi-temporaleschi-responsabili-di-alluvioni-e-grandinate.html" title="I MCC (Mesoscale Convective Complex), i grandi sistemi temporaleschi responsabili di alluvioni e grandinate">I MCC (Mesoscale Convective Complex), i grandi sistemi temporaleschi responsabili di alluvioni e grandinate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-mcc-mesoscale-convective-complex-i-grandi-sistemi-temporaleschi-responsabili-di-alluvioni-e-grandinate.html" title="I MCC (Mesoscale Convective Complex), i grandi sistemi temporaleschi responsabili di alluvioni e grandinate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-mcc-mesoscale-convective-complex-i-grandi-sistemi-temporaleschi-responsabili-di-alluvioni-e-grandinate-1716134630512_320.jpg" alt="I MCC (Mesoscale Convective Complex), i grandi sistemi temporaleschi responsabili di alluvioni e grandinate"></a></article></aside><p>La loro estensione lineare e la rapidità di evoluzione li rendono particolarmente insidiosi per allerte e protezioni civili.</p><h2><strong>I QLCS sul territorio italiano, fra Pianura Padana e mari</strong></h2><p>Nella Pianura Padana i <strong>QLCS </strong>possono formarsi tra la tarda primavera e l’estate. In questo periodo l’instabilità termodinamica è elevata grazie al forte riscaldamento diurno e all’afflusso di aria umida dall’Atlantico o dal Mediterraneo. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Fronti, linee di convergenza e forzature orografiche (Alpi e Appennini) favoriscono l’organizzazione lineare dei temporali. <strong>Questi sistemi possono produrre grandinate, raffiche violente e, più raramente, tornado deboli mentre attraversano le zone densamente abitate e agriculturali della pianura.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>In autunno, con i mari (Tirreno, Ionio, Adriatico) ancora molto caldi, spesso con anomalie termiche positive di diversi gradi, <strong>si creano condizioni ideali per lo sviluppo di sistemi convettivi intensi, compresi QLCS o strutture quasi lineari.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/i-qlcs-i-sistemi-convettivi-lineari-che-generano-i-temporali-piu-pericolosi-1789335082849.jpg" data-image="ujgdtybkkzt5" alt="Raffiche di vento." title="Raffiche di vento."><figcaption>I danni da vento molto forte sono quelli principali, causati dal passaggio di questi sistemi convettivi a mesoscala.</figcaption></figure><p>Il contrasto tra aria più fresca in quota (spesso associata a saccature atlantiche o depressioni mediterranee) e la superficie marina calda genera elevate quantità di <strong>energia potenziale convettiva (CAPE) e umidità.</strong></p><p>Le linee di convergenza e i flussi di scirocco o libeccio possono organizzare <strong>le celle in strutture lineari o a V,</strong> spesso auto-rigeneranti. Il risultato sono intense ondate di maltempo con nubifragi, venti forti, mareggiate e rischio di alluvioni costiere e interne.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="661359" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quando-i-grandi-sistemi-temporaleschi-degenerano-in-un-piccolo-ciclone-come-nascono-i-mesoscale-convective-vortex.html" title="Quando i grandi sistemi temporaleschi degenerano in un piccolo ciclone: come nascono i Mesoscale Convective Vortex?">Quando i grandi sistemi temporaleschi degenerano in un piccolo ciclone: come nascono i Mesoscale Convective Vortex?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quando-i-grandi-sistemi-temporaleschi-degenerano-in-un-piccolo-ciclone-come-nascono-i-mesoscale-convective-vortex.html" title="Quando i grandi sistemi temporaleschi degenerano in un piccolo ciclone: come nascono i Mesoscale Convective Vortex?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quando-i-grandi-sistemi-temporaleschi-degenerano-in-un-piccolo-cicloni-come-nascono-i-mesoscale-convective-vortex-1718570478085_320.png" alt="Quando i grandi sistemi temporaleschi degenerano in un piccolo ciclone: come nascono i Mesoscale Convective Vortex?"></a></article></aside><p>Queste dinamiche spiegano perché, in Italia, i periodi di maggiore attenzione per i fenomeni convettivi severi organizzati si concentrino proprio tra tarda primavera-estate sulla Pianura Padana e in autunno sui bacini marittimi circostanti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-qlcs-i-sistemi-convettivi-lineari-che-generano-i-temporali-piu-pericolosi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I nomi delle tempeste che potranno colpire il Mediterraneo centrale quest'autunno: la prima sarà Agneta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-nomi-delle-tempeste-che-colpiranno-il-mediterraneo-centrale-in-autunno-e-in-inverno-la-prima-sara-agneta.html</link><pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:13:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Da Agneta fino a Zeudi, sono già stati decisi i nomi delle perturbazioni intense che colpiranno il Mediterraneo centrale, ed anche l'Italia, nei prossimi mesi. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/pubblicati-i-nomi-delle-tempeste-per-la-stagione-1790152182332.jpeg" data-image="qz0f5amwvys5" alt="maltempo" title="maltempo"><figcaption>I nomi delle perturbazioni autunnali più intense sono stati già assegnati. La prima sarà Agneta.</figcaption></figure><p>La nuova stagione delle tempeste, intese come perturbazioni particolarmente intense che interessano l'area dell'Italia dall'autunno alla primavera, è iniziata nominalmente il 1° settembre 2026, giorno in cui siamo entrati nell'autunno meteorologico. <strong>I nomi che saranno utilizzati quest'anno per le perturbazioni più intense sono stati resi pubblici a fine agosto dall'Aeronautica militare italiana,</strong> che ricorda nel suo sito come la scorsa stagione autunnale sia stata aperta il 22 settembre 2025 dalla tempesta Alessio, chiudendosi il 31 marzo 2026 con Erminio.</p><p>Se la gran parte di queste perturbazioni con nome verrà dimenticata, ce n'è una che resterà nella nostra memoria per la sua eccezionale intensità e per i gravi danni causati a inizio 2026: si tratta della <strong>tempesta Harry del gennaio scorso,</strong> che ha causato una mareggiata storica in Sicilia e portato piogge alluvionali, che hanno innescato la grave frana di Niscemi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="750872" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-importanza-del-tempo-di-ritorno-dopo-la-devastazione-del-ciclone-harry-sulle-coste-siciliane.html" title="Mareggiata Harry con onde da 16 metri: evento centenario, ma potrebbe ripetersi l'anno prossimo">Mareggiata Harry con onde da 16 metri: evento centenario, ma potrebbe ripetersi l'anno prossimo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-importanza-del-tempo-di-ritorno-dopo-la-devastazione-del-ciclone-harry-sulle-coste-siciliane.html" title="Mareggiata Harry con onde da 16 metri: evento centenario, ma potrebbe ripetersi l'anno prossimo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-importanza-del-tempo-di-ritorno-dopo-la-devastazione-del-ciclone-harry-sulle-coste-siciliane-1769539424238_320.png" alt="Mareggiata Harry con onde da 16 metri: evento centenario, ma potrebbe ripetersi l'anno prossimo"></a></article></aside><p>Ci sono poi tempeste del passato, come la tempesta Vaia del 2018, che hanno lasciato anche un segno.</p><div class="texto-destacado">Cosa si intende per tempesta? L'AM<strong> </strong>parla nel suo articolo anche di perturbazione ciclonica intensa<strong>: "</strong>è un evento meteorologico estremo, caratterizzato da un’area di pressione molto bassa (depressione), tanto più intenso quanto più basso sarà il minimo di pressione". </div><p><strong>In tutto sono state quattordici le tempeste che hanno colpito l'Italia nel periodo settembre 2025 - agosto 2026.</strong> Eventi meteorologici intensi che, per le loro specifiche caratteristiche, sono stati identificati da un nome univocamente assegnato secondo i criteri stabiliti nell'ambito del progetto Storm Naming.</p><h2>I servizi meteo europei danno un nome alle perturbazioni dal 2015</h2><p><strong>La collaborazione tra i servizi meteorologici europei per la denominazione delle tempeste nasce nel 2015 </strong>grazie all'organizzazione EUMETNET (Network of European Meteorological Services), con lo scopo di migliorare ed uniformare la comunicazione relativa ad eventi di particolare intensità innalzando il livello di attenzione e consapevolezza della popolazione, informa l'Aeronautica nella sua nota del 31 agosto.</p><div class="texto-destacado">Dal 28 settembre 2021 anche il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare Italiana partecipa al progetto in coordinamento con i paesi del “Gruppo del Mediterraneo centrale”, formato da ARSO METEO (Slovenia), DHMZ (Croazia), YXMP (Macedonia del Nord), l’Ufficio Meteo dell’Aeroporto Internazionale di Malta e l’IHMS (Montenegro).</div><p><strong>L'Italia assegna quindi un nome alle tempeste insieme a questi altri paesi europei.</strong> Qui si capisce perché a volte si crea confusione sui nomi delle grandi perturbazioni, quando ad esempio provengono da zone geografiche diverse dove altri servizi meteo nazionali avevano già assegnato un nome diverso.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789957" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-e-probabilita-per-l-avvio-di-ottobre.html" title="Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche">Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/tendenze-e-probabilita-per-l-avvio-di-ottobre.html" title="Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/tendenze-e-probabilita-per-l-avvio-di-ottobre-1790093606455_320.jpg" alt="Meteo, lenta transizione verso l'autunno: Ottobre potrebbe aprire la porta alle umide infiltrazioni atlantiche"></a></article></aside><p>Quando però i sistemi provenienti da altre aree geografiche raggiungono l'Italia, si tende a usare il nome scelto da quei paesi. Quando ad esempio ci visitano le tempeste atlantiche (frequenti dall'autunno alla primavera) si adottano i nomi scelti da Météo-France (Francia), AEMET (Spagna), IPMA (Portogallo) e RMI (Belgio).</p><h2>I nomi della stagione 2026-2027</h2><p>Ma allora, quali saranno i nomi assegnati alle tempeste del periodo settembre 2026 - agosto 2027? Per scoprirlo si può visitare la pagina dell'AM dedicata allo Storm Naming. <strong>Possiamo però già svelare che la prima tempesta sarà denominata Agneta, la seconda Biagio, la terza Cloe e la quarta Dante.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/pubblicati-i-nomi-delle-tempeste-per-la-stagione-1790151961780.jpg" data-image="wo2oqmvpk5wf" alt="tempeste 2027" title="tempeste 2027"><figcaption>I nomi delle tempeste più intense della stagione autunnale, dell'inverno 2026-2027 e della prossima primavera: fonte, Aeronautica Militare italiana.</figcaption></figure><p>Ci saranno (se arriveremo ad un numero elevati di eventi perturbati intensi), anche le tempeste Gabriella, Italo, Priscilla e Virgilio, solo per citarne alcuni.</p><h2>Perché dare un nome alle tempeste?</h2><p><strong>È stato dimostrato in molti paesi che una denominazione univoca e ufficiale delle tempeste</strong> favorisce una comunicazione di massa più efficace di fronte a un episodio di meteo estremo. </p><section class="article-reference redactor-component non-editable reference" data-redactor-type="reference"><h3 class="article-reference__label">Riferimento della notizia</h3><p class="article-reference__body"><cite data-author="Aeronautica%20Militare" data-year="2026" data-title="Storm%20naming%20-%20Denominazione%20delle%20tempeste" data-url="https%3A%2F%2Fwww.meteoam.it%2Fit%2Fstorm-naming">Aeronautica Militare. (2026). <a href="https://www.meteoam.it/it/storm-naming" target="_blank" data-mrf-recirculation="end_article_citation">Storm naming - Denominazione delle tempeste</a>.</cite></p></section>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-nomi-delle-tempeste-che-colpiranno-il-mediterraneo-centrale-in-autunno-e-in-inverno-la-prima-sara-agneta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Benvenuto autunno: 3 curiosità botaniche sulla nuova stagione]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/benvenuto-autunno-3-curiosita-botaniche-sulla-nuova-stagione.html</link><pubDate>Wed, 23 Sep 2026 08:04:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>L’arrivo della stagione fredda segna un passaggio importante nella vita degli alberi. Dalla perdita delle foglie alla crescita delle radici, tre curiosità botaniche in un clima che cambia.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/benvenuto-autunno-3-curiosita-botaniche-sulla-nuova-stagione-1790099119274.jpeg" data-image="0vfyxu4jlsya"><figcaption>Benvenuto autunno: 3 curiosità botaniche sulla nuova stagione</figcaption></figure><p><strong>L'autunno astronomico è iniziato ufficialmente il 23 settembre alle 2:05 (ora italiana)</strong>. Come ogni anno, al momento dell'equinozio d'autunno il Sole si trova sull'equatore celeste e la durata del giorno e della notte è, in prima approssimazione, simile nei due emisferi. Da qui in avanti, nell'emisfero boreale, le ore di luce continueranno a diminuire e i raggi solari raggiungeranno il suolo con un'inclinazione sempre maggiore fino al solstizio d'inverno, contribuendo alla diminuzione dell'energia solare ricevuta e, nel corso della stagione, delle temperature.</p><p><strong> La riduzione delle ore di luce rappresenta uno dei segnali stagionali più importanti che regolano il ciclo degli alberi decidui, insieme alla temperatura e alla disponibilità di acqua</strong>. Mentre il fotoperiodo segue un andamento prevedibile, temperatura e condizioni idriche possono variare sensibilmente da un anno all'altro. È dall'interazione tra questi fattori e i meccanismi fisiologici interni dell'albero che dipendono i tempi della senescenza fogliare: un autunno mite può ritardarla, mentre temperature più basse o condizioni di siccità possono anticiparla. </p><p> <strong>Ma cosa succede agli alberi con l'arrivo dell'autunno?</strong> Ecco tre curiosità botaniche, dalle foglie alle radici. </p><h2>1. Perché alcuni alberi perdono le foglie e altri no?</h2><p><strong>Con l'arrivo dell'autunno, molti alberi decidui entrano nella fase di senescenza fogliare</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/benvenuto-autunno-3-curiosita-botaniche-sulla-nuova-stagione-1790099138253.jpeg" data-image="cv4n3egfz8vz"><figcaption>Perché alcuni alberi perdono le foglie e altri no?</figcaption></figure><p>La clorofilla presente nelle foglie viene progressivamente degradata e diventano così visibili altri pigmenti, responsabili delle tonalità gialle, arancioni e rosse. La pianta recupera inoltre parte delle sostanze nutritive contenute nelle foglie e, alla base del picciolo, si forma una zona di separazione che ne permette il distacco.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789297" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/luna-piena-ed-equinozio-d-autunno-sono-imminenti-due-importanti-eventi-astronomici-di-settembre.html" title="Luna piena ed equinozio d'autunno: sono imminenti due importanti eventi astronomici di settembre">Luna piena ed equinozio d'autunno: sono imminenti due importanti eventi astronomici di settembre</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/luna-piena-ed-equinozio-d-autunno-sono-imminenti-due-importanti-eventi-astronomici-di-settembre.html" title="Luna piena ed equinozio d'autunno: sono imminenti due importanti eventi astronomici di settembre"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luna-piena-ed-equinozio-d-autunno-sono-imminenti-due-importanti-eventi-astronomici-di-settembre-1789724762990_320.jpeg" alt="Luna piena ed equinozio d'autunno: sono imminenti due importanti eventi astronomici di settembre"></a></article></aside><p><strong>Gli alberi sempreverdi, invece, mantengono le foglie anche durante la stagione fredda</strong>. Si tratta di foglie generalmente più resistenti e longeve, che non vengono sostituite tutte insieme ma gradualmente nel corso del tempo. </p><div class="texto-destacado"> Queste due strategie si sono affermate nel corso dell'evoluzione come adattamenti a condizioni ambientali differenti. </div><p><strong>Perdere le foglie o conservarle sono due modi diversi di affrontare la stagione sfavorevole</strong>: la prima strategia riduce i costi e i rischi legati al mantenimento delle foglie, mentre la seconda permette alla pianta di continuare a sfruttare la luce per la fotosintesi ogni volta che le condizioni lo consentono.</p><h2> 2. Le radici crescono anche d'inverno? Cosa mostra uno studio pubblicato su <em>Nature</em> nel 2025</h2><p><strong>L'arrivo dell'inverno non significa che tutte le attività di crescita dell'albero si fermino</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/benvenuto-autunno-3-curiosita-botaniche-sulla-nuova-stagione-1790099156680.jpeg" data-image="pid9ppw5efli"><figcaption>Le radici crescono anche d'inverno? Cosa mostra uno studio pubblicato su Nature nel 2025</figcaption></figure><p>Uno studio pubblicato nel 2025 ha mostrato che, in quattro specie di alberi decidui dell'Europa occidentale, la formazione del legno nelle radici più grandi dell'albero è proseguita durante l'inverno, mentre nel fusto si era già arrestata in autunno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="788809" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente.html" title="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente">Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente.html" title="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/equinozio-d-autunno-la-data-del-cambio-di-stagione-e-perche-le-giornate-si-accorciano-cosi-rapidamente-1789460704429_320.png" alt="Equinozio d’autunno: la data del cambio di stagione e perché le giornate si accorciano così rapidamente"></a></article></aside><p><strong>I ricercatori hanno osservato la formazione di nuove cellule dello xilema nelle radici anche durante la stagione fredda, persino in presenza di temperature del suolo inferiori a 3 °C</strong>. Il risultato suggerisce quindi che l'albero non attraversi necessariamente un periodo di completa inattività durante l'inverno: la parte aerea e quella sotterranea possono seguire ritmi di crescita differenti. </p><h2>3. Il cambiamento climatico influenza il foliage? </h2><p><strong> Il cambiamento climatico può modificare anche il normale calendario della colorazione autunnale</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/benvenuto-autunno-3-curiosita-botaniche-sulla-nuova-stagione-1790099177339.jpeg" data-image="vx8ri0xca8bg"><figcaption>Il cambiamento climatico influenza il foliage?</figcaption></figure><p>Temperature più elevate in autunno possono ritardare la senescenza e la caduta delle foglie, prolungandone la permanenza sulla pianta. </p><p><strong>Non significa però che il foliage debba necessariamente arrivare più tardi</strong>: periodi di siccità possono indurre la pianta a perdere le foglie prima del normale, anche quando le temperature sono ancora elevate. Inoltre, la durata del giorno continua a variare secondo il normale ciclo stagionale e rappresenta per molte specie un importante segnale per l'ingresso nella senescenza.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="785602" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/foliage-gia-a-settembre-ecco-quali-sono-i-primi-boschi-a-tingersi-d-oro.html" title="Foliage già a settembre? Ecco quali sono i primi boschi d'Italia a tingersi d’oro">Foliage già a settembre? Ecco quali sono i primi boschi d'Italia a tingersi d’oro</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/foliage-gia-a-settembre-ecco-quali-sono-i-primi-boschi-a-tingersi-d-oro.html" title="Foliage già a settembre? Ecco quali sono i primi boschi d'Italia a tingersi d’oro"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/foliage-gia-a-settembre-ecco-quali-sono-i-primi-boschi-a-tingersi-d-oro-1787737207945_320.jpg" alt="Foliage già a settembre? Ecco quali sono i primi boschi d'Italia a tingersi d’oro"></a></article></aside><p><strong>Per questo le diverse specie possono reagire in modo differente al cambiamento climatico</strong>: alcune possono ritardare la caduta delle foglie, altre anticiparla, mentre altre ancora possono mostrare variazioni più contenute.</p><h2>Dietro i colori dell'autunno</h2><p><strong> Dietro ai cambiamenti che osserviamo in autunno si nasconde un mondo di meccanismi e influenze complesse</strong>, in parte già conosciute e in parte ancora da scoprire. Ogni albero è un testimone vivente di questi processi, scanditi dal ritmo delle stagioni. </p><p><em>Riferimenti:</em></p><p> <a href="https://www.nature.com/articles/s41559-024-02602-6">No winter halt in below-ground wood growth of four angiosperm deciduous tree species | Nature Ecology & Evolution</a> </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/benvenuto-autunno-3-curiosita-botaniche-sulla-nuova-stagione.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA["Polo" raggiunge categoria 5: il potente uragano si intensifica con raffiche a 315 km/h e tiene il Messico in allerta]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/polo-raggiunge-categoria-5-il-potente-uragano-si-intensifica-con-vento-fino-a-315-km-h-e-tiene-il-messico-in-allerta.html</link><pubDate>Wed, 23 Sep 2026 07:08:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Allerta massima nel Pacifico messicano: l'uragano Polo ha raggiunto la categoria 5, con venti distruttivi e un'ampia area di impatto. Sono previste inondazioni, mareggiate e frane lungo la costa occidentale. Consulta qui l'avviso aggiornato!</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/polo-alcanza-la-categoria-5-el-poderoso-huracan-intensifica-sus-rachas-a-315-km-h-y-mantiene-bajo-alerta-a-mexico-1790087953936.jpg" data-image="yr3k72yd0yct" alt="L'immagine satellitare a infrarossi mostra la nuvolosità convettiva associata alla circolazione &quot;Polo&quot; e anche il suo occhio ben formato, un uragano di categoria 5." title="L'immagine satellitare a infrarossi mostra la nuvolosità convettiva associata alla circolazione &quot;Polo&quot; e anche il suo occhio ben formato, un uragano di categoria 5."><figcaption>L'immagine satellitare a infrarossi mostra la nuvolosità convettiva associata alla circolazione "Polo" e anche il suo occhio ben formato, un uragano di categoria 5.</figcaption></figure><p><strong>L’uragano Polo ha raggiunto ufficialmente la categoria 5 della scala Saffir-Simpson sulle acque del Pacifico messicano</strong>. Nel giro di circa 24 ore, il sistema ha sperimentato un’intensificazione esplosiva che lo ha portato dalla categoria 1 al massimo livello di rischio, <strong>registrando venti sostenuti superiori ai 260 km/h e raffiche estreme fino a 315 km/h.</strong></p><div class="texto-destacado">La causa principale alla base di questa estrema intensificazione risiede nella presenza di acque superficiali eccezionalmente calde, con temperature superiori ai 30 °C al largo del sud-ovest del Paese, combinate con un wind shear verticale estremamente basso.</div><p>Queste condizioni atmosferiche e oceaniche hanno agito come un carburante ad alta potenza, permettendo alla struttura del ciclone di organizzare un<strong> occhio ben definito e di concentrare la propria energia a una velocità insolita prima di poter perdere intensità.</strong></p><p>Sebbene il centro di Polo mantenga una traiettoria parallela alla costa messicana senza prevedere un impatto diretto del suo occhio sulla terraferma, l’attrito costiero e l’enorme diametro delle sue bande nuvolose stanno colpendo direttamente Guerrero, Michoacán, Colima, Jalisco e Nayarit.</p><p>Le aree costiere e quelle montuose di questi <strong>cinque Stati restano sotto stretta sorveglianza per il pericolo imminente di inondazioni improvvise e frane.</strong></p><h2>Previsto maltempo con precipitazioni fino a 250 mm</h2><p>Attualmente, gli effetti sulla costa comprendono rovesci<strong> localmente intensi fino a 200 mm in Colima, Michoacán, Guerrero e Oaxaca, oltre a 150 mm in Jalisco, con fenomeni più intensi nelle zone costiere.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/polo-alcanza-la-categoria-5-el-poderoso-huracan-intensifica-sus-rachas-a-315-km-h-y-mantiene-bajo-alerta-a-mexico-1790087979391.jpg" data-image="ip3c7yez5aag" alt="Gli effetti sulla costa comprendono precipitazioni torrenziali che accumuleranno oltre 250 mm di pioggia questa settimana." title="Gli effetti sulla costa comprendono precipitazioni torrenziali che accumuleranno oltre 250 mm di pioggia questa settimana."><figcaption>Gli effetti sulla costa comprendono precipitazioni torrenziali che accumuleranno oltre 250 mm di pioggia questa settimana.</figcaption></figure><p>Inoltre, nelle prossime 24 ore<strong> sono previste raffiche fino a 250 km/h sulle coste</strong> di Michoacán e Guerrero; <strong>raffiche fino a 100 km/h sulle coste</strong> di Jalisco e Colima e raffiche fino a 80 km/h sulle coste di Oaxaca.</p><p><strong>A questo si aggiunge una pericolosa mareggiata, con onde alte tra 4 e 7 metri, che sta già provocando mareggiate di tempesta e inondazioni marine nei porti e sulle spiagge</strong>, motivo per cui le autorità hanno vietato la navigazione alle imbarcazioni minori e invitano la popolazione a seguire gli avvisi della Protezione Civile.</p><h2>Attenzione agli effetti più pericolosi: ecco le raccomandazioni</h2><p>Alla luce del recente monitoraggio del ciclone, <strong>la popolazione locale viene invitata a mantenersi informata e ad adottare la massima prudenza</strong> in presenza di piogge torrenziali, mareggiate di tempesta con <strong>onde fino a 7 metri nelle prossime 48 ore</strong>, <strong>inondazioni improvvise, frane o smottamenti, esondazione di corsi d’acqua e venti da uragano capaci di scagliare oggetti come proiettili.</strong></p><p>Se vivi in aree vulnerabili o ad alto rischio, Meteored raccomanda inoltre di valutare<strong> un’evacuazione volontaria nei prossimi giorni,</strong> soprattutto se il ciclone interessa direttamente il tuo Stato o se vivi sui versanti montuosi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/polo-alcanza-la-categoria-5-el-poderoso-huracan-intensifica-sus-rachas-a-315-km-h-y-mantiene-bajo-alerta-a-mexico-1790088003018.jpg" data-image="qvmdbu0do8af" alt="Sono previste onde pericolose tra 4 e 7 metri di altezza, che stanno già provocando mareggiate di tempesta e inondazioni marine nei porti e sulle spiagge." title="Sono previste onde pericolose tra 4 e 7 metri di altezza, che stanno già provocando mareggiate di tempesta e inondazioni marine nei porti e sulle spiagge."><figcaption>Sono previste onde pericolose tra 4 e 7 metri di altezza, che stanno già provocando mareggiate di tempesta e inondazioni marine nei porti e sulle spiagge.</figcaption></figure><p><strong>Informati sui rifugi e sulle vie di evacuazione</strong> attraverso fonti ufficiali e segui le indicazioni della Protezione Civile, delle forze di polizia, dei soccorritori e dei vigili del fuoco. Ricorda di mantenerti al sicuro.</p><h2>Caratteristiche e allerte attuali per l’uragano Polo</h2><p>Attualmente si trova <strong>alla latitudine di 14,5 gradi nord e alla longitudine di 101,5 gradi ovest, </strong>circa 355 km a sud di Zihuatanejo, Guerrero, e 580 km a sud-sud-est di Manzanillo, Colima.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="789044" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/2026-record-ancora-senza-uragani-atlantici-con-l-ombra-di-un-super-el-nino.html" title="2026 record: ancora senza uragani atlantici, con l'ombra di un 'Super El Niño'">2026 record: ancora senza uragani atlantici, con l'ombra di un "Super El Niño"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/2026-record-ancora-senza-uragani-atlantici-con-l-ombra-di-un-super-el-nino.html" title="2026 record: ancora senza uragani atlantici, con l'ombra di un 'Super El Niño'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-stagione-2026-senza-uragani-atlantici-con-l-ombra-di-un-super-el-nino-1789574237367_320.jpg" alt="2026 record: ancora senza uragani atlantici, con l'ombra di un 'Super El Niño'"></a></article></aside><p>Si muove relativamente lentamente verso est, a 9 km/h, e registra <strong>venti massimi sostenuti di 260 km/h e raffiche fino a 315 km/h</strong>, con una <strong>pressione minima al centro di 926 millibar</strong>.</p><h3>Allerte e avvisi emessi</h3><p>Le allerte e gli avvisi relativi ai cicloni tropicali indicano che nell’area monitorata sono possibili effetti di tempesta tropicale o uragano, generalmente entro le 24 ore.</p><ul><li>Il Governo del Messico mantiene un’allerta per <strong>possibili effetti di tempesta tropicale da Tecpan de Galeana, Guerrero, fino a Manzanillo, Colima.</strong></li></ul><p>Le piogge intense e abbondanti associate a un ciclone <strong>possono provocare frane o smottamenti di terra, rocce e fango</strong> nelle aree montuose, a causa della saturazione del terreno. In questo caso, il rischio è maggiore dopo le piogge registrate nei giorni scorsi per effetto del monsone sul Messico occidentale.</p><h2>Previsione della traiettoria</h2><p>Si prevede che <strong>nelle prossime ore l’uragano Polo rimanga di</strong><strong> categoria 5 al largo delle coste tra Michoacán e Guerrero.</strong> Nel medio termine potrebbe perdere intensità, pur rimanendo un uragano maggiore, <strong>di categoria 4 fino a sabato, posizionandosi al largo delle coste di Colima, Jalisco, Nayarit e Baja California Sur.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/polo-alcanza-la-categoria-5-el-poderoso-huracan-intensifica-sus-rachas-a-315-km-h-y-mantiene-bajo-alerta-a-mexico-1790088027770.jpg" data-image="e09rgyf4wale" alt="L’uragano Polo costeggerà la costa provocando effetti intensi nel Messico occidentale." title="L’uragano Polo costeggerà la costa provocando effetti intensi nel Messico occidentale."><figcaption>L’uragano Polo costeggerà la costa provocando effetti intensi nel Messico occidentale.</figcaption></figure><p>Secondo le analisi meteorologiche effettuate dal team di Meteored, <strong>si prevede che questo ciclone tropicale non raggiunga la costa messicana durante la sua traiettoria, ma che la costeggi, condizione che gli permetterà di provocare effetti diretti sul Messico occidentale.</strong> Date le attuali fluttuazioni dell’atmosfera e della superficie marina, questa previsione potrebbe subire variazioni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/polo-raggiunge-categoria-5-il-potente-uragano-si-intensifica-con-vento-fino-a-315-km-h-e-tiene-il-messico-in-allerta.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>