<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 27 Apr 2026 21:00:24 +0000</lastBuildDate><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 21:00:24 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[ Un “occhio di mosca” a difesa della Terra: il telescopio FlyEye prende forma sulle Madonie]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-occhio-di-mosca-a-difesa-della-terra-il-telescopio-flyeye-prende-forma-sulle-madonie.html</link><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 18:00:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il telescopio FlyEye, in costruzione al Centro Gal Hassin in Sicilia, è un innovativo sistema dell’ESA per individuare asteroidi pericolosi. Ispirato all’occhio della mosca, permetterà di monitorare il cielo e difendere la Terra.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-occhio-di-mosca-a-difesa-della-terra-il-telescopio-flyeye-prende-forma-sulle-madonie-1777043067364.png" data-image="25an793e2gwg" alt="Occhio di mosca" title="Occhio di mosca"><figcaption>Il telescopio FlyEye è così chiamato poiché il suo schema ottico si ispira alla struttura multi-unità dell'occhio di mosca.</figcaption></figure><p>Il telescopio <strong>FlyEye è tra i progetti più avanzati dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA)</strong> per la difesa planetaria contro la minaccia rappresentata da migliaia di asteroidi che potrebbero incrociare l’orbita della Terra e impattare contro essa.</p><p>Il nome deriva dalla speciale tecnologia con cui è stato progettato, ispirata <strong>all’occhio di mosca</strong> che permette di sorvegliare ampie porzioni del cielo visibile durante una stessa notte.</p><p>E’ un vero “occhio di mosca” puntato sullo spazio e capace di individuare minacce invisibili all’occhio umano prima che sia troppo tardi.</p><h2>Il progetto Flyeye: un occhio di mosca rivolto al cielo</h2><p>Il nome ufficiale è NEOSTEL (Near Earth Object Survey TELescope), ma comunemente ci si riferirà ad esso con l’appellativo di FlyEye. <strong>E’ un sistema progettato per individuare oggetti vicini alla Terra, come asteroidi </strong>(i NEA Near Earth Objects) e comete (i NEC Near Earth Comets). Di questa famiglia, chiamata NEO i più pericolosi sono i PHA (Potentially Hazardous Asteroids).</p><p>Affinché questo telescopio riesca ad osservare durante una stessa notte tutto l’emisfero visibile, ci si è ispirati nella sua progettazione <strong>all’occhio di mosca</strong>, che sappiamo essere <strong>composto da numerose unità</strong> (dette ommatidi) che permettono all’insetto una visione quasi a 360 gradi ed una rapidissima reattività.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Similmente,<strong> il FlyEye invece di un’unica ottica, utilizza 16 sensori che osservano contemporaneamente diverse porzioni di cielo. </strong>Questa configurazione ottica gli consente un campo di vista assai ampio, un'area di cielo pari circa a <strong>200 volte le dimensioni della Luna piena</strong>. Con un campo così ampio il telescopio riesce ad osservare l’intera volta celeste durante una stessa notte.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>A motivo della loro vicinanza alla Terra <strong>i NEO hanno un rapido movimento apparente in cielo. </strong>A differenza delle stelle, la cui distanza relativa rimane costante, essi vengono visti muoversi di notte in notte attraverso le costellazioni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-occhio-di-mosca-a-difesa-della-terra-il-telescopio-flyeye-prende-forma-sulle-madonie-1777042866546.png" data-image="xlwz8qunz9id" alt="Gal Hassin" title="Gal Hassin"><figcaption>Confronto tra i campi di vista dei tre telescopi che opereranno al centro Gal Hassin sulle Madonie in Sicilia. Credit: Fondazioe GAL Hassin / Alessandro Nastasi; ESA/A. Baker</figcaption></figure><p><strong>Confrontando immagini del cielo prese in notti consecutive �� allora possibile svelarne la presenza dal loro movimento tra le stelle.</strong></p><p>Il sistema è progettato per individuare oggetti di dimensioni superiori ai 40 metri anche settimane prima di un possibile impatto, fornendo un prezioso margine di allerta. </p><p>Il FlyEye non è stato pensato come unico, ma <strong>parte di una rete di telescopi simili</strong> che, piazzati alle basse latitudini in prossimità dell’equatore, permetteranno di monitorare entrambi gli emisferi celesti.</p><h2>Il sito siciliano del Gal Hassin: stato dei lavori e sviluppi recenti</h2><p>Il telescopio Flyeye verrà montato sul Monte Mufara, all’interno del Parco delle Madonie, vicino al centro astronomico <strong>Gal Hassin di Isnello. </strong></p><p>Poche settimane fa <strong>è stato firmato l’accordo operativo tra ESA e Fondazione Gal Hassin </strong>per la gestione del telescopio consistente in attività di manutenzione, calibrazione e gestione operativa del sistema. L’inizio delle osservazioni e dell’attività scientifica connessa è previsto nei prossimi mesi di quest’anno.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763880" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/detriti-spaziali-in-caduta-il-caso-kinetica-2-e-il-rischio-crescente-dei-rientri-incontrollati-per-persone-aerei-e-citta-in-italia-cosa-sapere-oggi.html" title="Scie luminose e detriti invisibili: cosa rischiamo davvero quando qualcosa cade dallo spazio?">Scie luminose e detriti invisibili: cosa rischiamo davvero quando qualcosa cade dallo spazio?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/detriti-spaziali-in-caduta-il-caso-kinetica-2-e-il-rischio-crescente-dei-rientri-incontrollati-per-persone-aerei-e-citta-in-italia-cosa-sapere-oggi.html" title="Scie luminose e detriti invisibili: cosa rischiamo davvero quando qualcosa cade dallo spazio?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/detriti-spaziali-in-caduta-il-caso-kinetica-2-e-il-rischio-crescente-dei-rientri-incontrollati-per-persone-aerei-e-citta-in-italia-cosa-sapere-oggi-1776179977782_320.jpg" alt="Scie luminose e detriti invisibili: cosa rischiamo davvero quando qualcosa cade dallo spazio?"></a></article></aside><p><strong>Il monte Mufara è stato selezionato dall’ESA per la qualità del cielo</strong>. Il basso inquinamento luminoso sulle Madonie, l’altitudine di oltre 1800 m che minimizza il degrado delle immagini astronomiche a causa della turbolenza atmosferica, ma anche la vicina presenza del Centro Gal Hassin, che ha semplificato la realizzazione delle infrastrutture, hanno convinto l’ESA ad investire su questo sito.</p><h2> Difendere la Terra dagli asteroidi: una nuova frontiera scientifica</h2><p><strong>La “planetary defence”</strong>, cioè la protezione del pianeta da impatti cosmici<strong> è tra i più importanti programmi dell’ESA</strong>, ma anche della NASA. <strong>Il FlyEye sarà il primo strumento di punta.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/un-occhio-di-mosca-a-difesa-della-terra-il-telescopio-flyeye-prende-forma-sulle-madonie-1777043242100.png" data-image="f4zxzt8pldb0" alt="Astreroidi" title="Astreroidi"><figcaption>Le prime osservazioni del telescopio Rubin mostrano come la popolazione di NEO sia molto più numerosa di quanto si immaginasse. Le osservazioni di FlyEye aiuteranno a conoscerla meglio. Credit: ASI</figcaption></figure><p>Il suo scopo sarà individuare asteroidi NEO e <strong>dare l’alert </strong>fornendone la posizione, in modo tale che altri telescopi, sia da Terra che dallo spazio, possano iniziare ad osservarli per determinarne l’orbita e quindi stimarne la pericolosità</p><p>Oltre ad individuare possibili minacce, FlyEye permetterà con i dati raccolti di migliorare<strong> la conoscenza della popolazione di asteroidi vicini alla Terra</strong>, ancora in gran parte sconosciuta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="748380" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-vera-rubin-entra-in-scena-scoprendo-migliaia-di-asteroidi-di-cui-uno-da-record-assoluto.html" title="Il telescopio Vera Rubin entra in scena scoprendo migliaia di asteroidi di cui uno da record assoluto">Il telescopio Vera Rubin entra in scena scoprendo migliaia di asteroidi di cui uno da record assoluto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-telescopio-vera-rubin-entra-in-scena-scoprendo-migliaia-di-asteroidi-di-cui-uno-da-record-assoluto.html" title="Il telescopio Vera Rubin entra in scena scoprendo migliaia di asteroidi di cui uno da record assoluto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-telescopio-vera-rubin-entra-in-scena-scoprendo-migliaia-di-asteroidi-di-cui-uno-da-record-assoluto-1768042148561_320.png" alt="Il telescopio Vera Rubin entra in scena scoprendo migliaia di asteroidi di cui uno da record assoluto"></a></article></aside><p>Si pensi a tal proposito che il neo telescopio Vera Rubin, ancora nella sola fase di test, ha scoperto l’esistenza di oltre 11 mila asteroidi.</p><p>Il Flyeye è un sistema di allerta precoce, una sentinella tecnologica che monitorando il cielo in modo continuo, trasformerà la difesa planetaria da reazione a prevenzione.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-occhio-di-mosca-a-difesa-della-terra-il-telescopio-flyeye-prende-forma-sulle-madonie.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Roma: martedì instabilità, poi migliora per il ponte del 1° maggio, ma il clima resta fresco]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-martedi-instabilita-poi-migliora-per-il-ponte-del-1-maggio-ma-il-clima-resta-fresco.html</link><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 16:01:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Le proiezioni modellistiche dei principali centri di calcolo mostrano un probabile cambio di circolazione atmosferica per fine mese, con effetti anche su Roma. Dopo una fase di tempo stabile e caldo, l'arrivo di correnti fredde produrrà un breve peggioramento il 30 aprile, poi un calo termico per il ponte del 1° maggio.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa762am"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa762am.jpg" id="xa762am"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L'indebolimento della alta pressione sull'Italia e, allo stesso tempo, un nuovo rinforzo dell'anticiclone atlantico sull'Europa centro-settentrionale, centrato tra le isole britanniche, la penisola scandinava e il Mar del Nord, favorirà l'instaurarsi di u<strong>na circolazione nuovamente settentrionale verso l'Europa orientale</strong>, che interesserà marginalmente anche la nostra penisola. </p><p>Infatti, a partire <strong>da mercoledì 29 aprile</strong>, delle correnti settentrionali di matrice continentale, e quindi relativamente secche, inizieranno ad interessare il nostro territorio <strong>a partire dal Nord-Est</strong>, per poi propagarsi a tutta la penisola nella giornata di giovedì 30, producendo <strong>un calo termico</strong> che ci porterà da valori sopra media, su valori in media o anche localmente inferiori alle medie del periodo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-prossimi-giorni-e-tendenza-per-il-ponte-del-1-maggio-1777298680808.png" data-image="dynviaxtx4xx"><figcaption>Mercoledì Roma potrebbe essere interessata da un breve e rapido peggioramento per l'aria fredda in arrivo che solleverà quella più mite già presente, potrebbe dare luogo a delle piogge sparse, che il modello ECMWF (nell'immagine i cumuli totali fino a venerdì) vede piuttosto localizzate e deboli, mentre GFS più diffuse e intense. I modelli concordano, poi, sul successivo, rapido miglioramento.</figcaption></figure><p>Questo cambiamento porterà con sé <strong>anche un breve peggioramento</strong>, che interesserà<strong> principalmente i settori orientali e adriatici </strong>ma che, tra mercoledì notte e giovedì, potrà produrre <strong>dei fenomeni di instabilità anche sul Lazio e quindi sulla città di Roma.</strong> Si tratterà di fenomeni brevi e isolati, legati principalmente allo <strong>scontro tra l'aria più fresca in arrivo da nordest e quella mite preesistente </strong>sul versante tirrenico.</p><h2>Tempo stabile e in attesa fino 29 aprile</h2><p>Questa sera, <strong>lunedì 27 aprile</strong>, la situazione su Roma rimarrà tranquilla con <strong>nubi alte, velature o stratificazioni</strong>, che non daranno seguito a nessuna precipitazione.</p><p>Domani, <strong>m</strong><strong>artedì 28,</strong> e dopodomani, <strong>mercoledì 29 aprile,</strong> vedremo un <strong>graduale ma parziale aumento della nuvolosità</strong> per l'avvicinarsi dell'impulso freddo da Nord-Est. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-prossimi-giorni-e-tendenza-per-il-ponte-del-1-maggio-1777297219124.jpg" data-image="90ok5xyrjqq1"><figcaption>Dopo un breve e parziale peggioramento nella mattinata dell'ultimo giorno del mese di aprile, a Roma tornerà il bel tempo. Dopo qualche giorno di tramontana, anche le temperature massime torneranno a salire. </figcaption></figure><p>Le <strong>temperature inizieranno a calare progressivamente</strong>, ma il tempo resterà asciutto o caratterizzato da<strong> nubi sterili</strong>, in attesa del breve peggioramento previsto per la giornata successiva.</p><h2>Giovedì 30 aprile con instabilità mattutina, poi rapido miglioramento</h2><p>Per la giornata di <strong>giovedì 30 aprile </strong>i modelli evidenziano la <strong>possibilità </strong>di <strong>brevi </strong><strong>rovesci sparsi sulla capitale durante la mattinata,</strong> con precipitazioni tutto sommato poco significative. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765950" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sicilia-torna-a-spirare-lo-scirocco-da-martedi-28-attesi-picchi-fino-a-24-c.html" title="Meteo Sicilia: torna a spirare lo Scirocco, da martedì 28 attesi picchi fino a +24°C">Meteo Sicilia: torna a spirare lo Scirocco, da martedì 28 attesi picchi fino a +24°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sicilia-torna-a-spirare-lo-scirocco-da-martedi-28-attesi-picchi-fino-a-24-c.html" title="Meteo Sicilia: torna a spirare lo Scirocco, da martedì 28 attesi picchi fino a +24°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-sicilia-torna-a-spirare-lo-scirocco-da-martedi-28-attesi-picchi-fino-a-24-c-1777286448723_320.png" alt="Meteo Sicilia: torna a spirare lo Scirocco, da martedì 28 attesi picchi fino a +24°C"></a></article></aside><p>Il <strong>breve e rapido peggioramento</strong>, per l'aria fredda in arrivo che solleverà quella più mite già presente, potrebbe dare luogo a delle <strong>piogge sparse, </strong>che il modello <strong>ECMWF </strong>vede <strong>piuttosto localizzate e deboli</strong> nelle ore centrali e nel pomeriggio, mentre <strong>GFS </strong>le mostra<strong> più diffuse ed intense</strong>. Entrambi i modelli concordano, però, sul <strong>successivo rapido miglioramento con schiarite e venti di grecale</strong>.</p><div class="texto-destacado">Infatti, essendo il fulcro della colata fredda collocato principalmente sui Balcani, già nel pomeriggio un immediato rialzo della pressione atmosferica favorirà un altrettanto <strong>rapido miglioramento</strong>. </div><p>I venti gireranno con decisione dai quadranti settentrionali, portando <strong>aria decisamente più fredda ma secca</strong>. Le nubi lasceranno rapidamente spazio alle schiarite favorite che, favorite anche dalla <strong>Tramontana</strong>, daranno una <strong>serata di giovedì limpida ma fresca se non fredda</strong>, infatti le temperature subiranno un sensibile calo rispetto alle sere precedenti, con<strong> sensazione di freddo accentuata dal vento</strong>.</p><h2>Il 1° maggio soleggiato con clima fresco</h2><p> Per la festività del <strong>1° maggio</strong>, la previsione è orientata al <strong>bel tempo</strong>, infatti il rapido allontanamento dell'impulso instabile verso Est donerà a Roma (e non solo Roma) la giornata dei lavoratori con un <strong>cielo sereno o poco nuvoloso</strong>. I venti di <strong>Grecale e di Tramontana</strong> manterranno le<strong> temperature massime basse</strong> per il periodo, che difficilmente andranno oltre i <strong>19-21°C</strong>, con una <strong>sensazione di fresco</strong> esaltata ancora dalla <strong>vivace ventilazione. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765061" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla.html" title="Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla">Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla.html" title="Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla-1776793001246_320.jpg" alt="Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla"></a></article></aside><p>Perciò sarà <strong>una giornata ideale per stare all'aperto</strong>, anche se <strong>adeguatamente coperti</strong>, soprattutto quando esposti al vento. </p><h2>Tendenza per il weekend del 2 e 3 maggio</h2><p>A seguire, il <strong>fine settimana </strong>continuerà sotto il ritrovato (in realtà mai perso) dominio anticiclonico. Perciò <strong>s</strong><strong>abato 2 maggio</strong> avremo un <strong>sole indisturbato</strong> su tutta la provincia romana, con i venti settentrionali che inizieranno ad attenuarsi progressivamente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-prossimi-giorni-e-tendenza-per-il-ponte-del-1-maggio-1777297697665.jpg" data-image="enqrhtz2zd60"><figcaption>Nel fine settimana, la capitale godrà di un clima ideale per turisti e residenti che volessero godersi in piena libertà una passeggiata nelle vie e nei parchi della città eterna. </figcaption></figure><p><strong>Domenica 3 maggio</strong>, l'alta pressione si consoliderà ulteriormente, favorendo anche <strong>un ulteriore, graduale rialzo termico</strong>, specie nelle ore diurne. Infatti mentre le minime stenteranno un po' a risalire, restando fresche, le <strong>massime </strong><strong>aumenteranno </strong>su valori gradevoli,<strong> intorno ai</strong> <strong>22-23°C</strong>, con tempo stabile e pienamente primaverile.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-martedi-instabilita-poi-migliora-per-il-ponte-del-1-maggio-ma-il-clima-resta-fresco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[1 maggio 2026 a Roma: ecco cosa fare nel weekend della Festa dei Lavoratori ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/1-maggio-2026-a-roma-ecco-cosa-fare-nel-weekend-della-festa-dei-lavoratori.html</link><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:14:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Il weekend del 1 maggio 2026 a Roma torna con un appuntamento ormai diventato un classico di questa data, ma anche con nuove idee per trascorrere una giornata all’aperto</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/1-maggio-2026-a-roma-ecco-cosa-fare-nel-weekend-della-festa-dei-lavoratori-1777282365949.jpg" data-image="sz9iu4q2bqnt" alt="1 maggio 2026 Roma" title="1 maggio 2026 Roma"><figcaption>Le "azalee capitoline" i fiori che decorano Piazza di Spagna in primavera</figcaption></figure><p><strong>Venerdì 1 maggio 2026</strong> inaugura un nuovo weekend a Roma con l’attesissimo <strong>“concertone”</strong>.</p><p>In occasione della Festa dei Lavoratori alcuni siti sono chiusi, tra questi ad esempio l’area archeologica del Circo Massimo e dei Fori imperiali, la Casina di Raffaello e il Bioparco. </p><p>Nella maggior parte dei casi, comunque, musei, parchi e aree archeologiche rimangono aperti normalmente. <strong>Domenica 3 maggio,</strong> invece, come ogni <strong>prima domenica del mese</strong> tutti i musei statali sono accessibili <strong>gratuitamente</strong>.</p><p>Ecco cosa fare a Roma nel weekend del 1 maggio 2026.</p><h2>Weekend del 1 maggio all’aperto</h2><p>Il weekend del 1 maggio a Roma è il momento perfetto per una passeggiata nel <strong>Roseto Comunale</strong>, aperto solo per poche settimane all’anno. A maggio le rose sono in fiore e lo spettacolo è garantito. All’interno del parco si trova infatti una collezione botanica di altissimo valore non solo per la bellezza estetica ma anche per la <strong>varietà </strong>e la <strong>rarità </strong>delle rose che vi crescono.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/1-maggio-2026-a-roma-ecco-cosa-fare-nel-weekend-della-festa-dei-lavoratori-1777282435778.jpg" data-image="f7nkqt38zsay" alt="Roma - 1 maggio 2026" title="Roma - 1 maggio 2026"><figcaption>Il tramonto al Parco degli Acquedotti di Roma</figcaption></figure><p><strong>Sabato 2 maggio</strong> 2026 si può partecipare ad una visita al <strong>Parco degli Acquedotti</strong>, al tramonto. Insieme alla guida si potrà conoscere meglio questo straordinario sito a metà tra un parco urbano e un’area archeologica, ammirando lo spettacolo del sole che cala dietro le imponenti arcate di pietra dell’acquedotto Felice e di quello Claudio. La passeggiata ha inizio alle 18:00 e la durata prevista è di circa due ore.</p><p> Venerdì 1 maggio 2026 Roma inaugura una nuova area verde, il <strong>Parco Caracalla</strong>. Nelle vicinanze delle Terme di Caracalla il nuovo parco apre i battenti al pubblico alle 11:30, con una lunga giornata di intrattenimento con spettacoli dal vivo, street food, mercatini (tra cui l’ormai famoso <strong>Hippie Market</strong>), e musica che spazia dai dj set all’omaggio ai cantautori romani. </p><p> Una bella tradizione romana che va avanti dagli anni ‘30 è quella delle <strong>Mostra delle Azalee Capitoline</strong> che decorano la scalinata di Trinità dei Monti, rendendo <strong>Piazza di Spagna</strong> ancora più scenografica. Quest’anno anche parte di <strong>Via dei Condotti</strong> sarà piena di fiori bianchi e lilla. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762738" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma">I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma-1775574668109_320.jpg" alt="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"></a></article></aside><p>Ottima idea per una <strong>gita fuori porta</strong> nel weekend del 1 maggio è il <strong>Castello di Santa Severa</strong>, situato sulla spiaggia a due passi dal mare a Santa Marinella. Da pochi giorni sono state attivate le visite guidate che includono anche il borgo e il museo del castello.</p><h2>Fiere e mercatini</h2><p>Dai 1 al 3 maggio torna <em>Ficus al Massimo</em>, per l’ultimo weekend della stagione 2025/2026. Al <strong>Garum Museo della Cucina,</strong> vintage, design indipendente e artigianato si mettono in mostra con collezioni estive e pezzi unici creati appositamente per l’occasione.</p><p>Alla <strong>Città dell’Altra Economia </strong>per tutto il weekend c’è il <em>Roma Vegan Festival 2026</em>. Dibattuti, incontri e musica animano l'intero weekend dove si danno appuntamento cento artigiani e dieci food corner, naturalmente tutti green.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755214" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-boom-degli-orti-urbani-nascosti-ecco-come-stanno-cambiando-lo-skyline-di-queste-citta-italiane.html" title=" Il boom degli orti urbani nascosti: ecco come stanno cambiando lo skyline di queste città italiane "> Il boom degli orti urbani nascosti: ecco come stanno cambiando lo skyline di queste città italiane </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-boom-degli-orti-urbani-nascosti-ecco-come-stanno-cambiando-lo-skyline-di-queste-citta-italiane.html" title=" Il boom degli orti urbani nascosti: ecco come stanno cambiando lo skyline di queste città italiane "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-boom-degli-orti-urbani-nascosti-ecco-come-stanno-cambiando-lo-skyline-di-queste-citta-italiane-1771607624176_320.jpg" alt=" Il boom degli orti urbani nascosti: ecco come stanno cambiando lo skyline di queste città italiane "></a></article></aside><p>Secondo e ultimo weekend per partecipare al grande evento <em>Festival del Mondo</em> alla <strong>Fiera di Roma</strong>. Musica, cibo, cultura e tradizioni provenienti da diversi angoli del globo danno vita ad un evento eccezionale, che unisce cultura e divertimento.</p><p>Questo fine settimana <strong>Via Tiburtina</strong> diventa pedonale nel tratto compreso tra Via Vincenzo Morello e Via delle Cave di Pietralata. Qui verrà allestita la più grande street food area di Roma. Per l’occasione venticinque <strong>Street Chef</strong> portano le loro creazioni di ogni genere, dai piatti tradizionali dell’Italia e del mondo, alle ricette gourmet, a quelle gluten free. L’ingresso è <strong>gratuito</strong>.</p><h2>Mostre in chiusura</h2><p>Chiude il 3 maggio la mostra <em>I Tesori dei Faraoni</em> alle <strong>Scuderie del Quirinale</strong>. Ultima occasione quindi per vedere una collezione straordinaria, che comprende anche reperti mai esposti prima in Italia, provenienti per la maggior parte dall’Egitto.</p><p>Questo fine settimana chiude la mostra <em>Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts</em>. Al <strong>Museo dell’Ara Pacis</strong> sono esposti capolavori di grandi maestri come Picasso, Matisse, Van Gogh e tanti altri, per un racconto avvincente sulla nascita della pittura contemporanea.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765061" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla.html" title="Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla">Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla.html" title="Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla-1776793001246_320.jpg" alt="Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla"></a></article></aside><p>Per piccoli e grandi appassionati di dinosauri, questo sarà l’ultimo weekend per conoscere <em>L’impero dei dinosauri, l’ascesa dei mammiferi</em>, all’<strong>Orto Botanico</strong>. L’allestimento dello spettacolare giardino preistorico è pensato per stupire ma anche per raccontare con rigore scientifico l’era dei dinosauri e il successivo sviluppo dei mammiferi.</p><h2>Il concerto del 1 maggio 2026 a Roma</h2><p>Come ogni anno anche per il 2026 torna a Roma l’attesissimo “concertone” del 1 maggio a <strong>Piazza San Giovanni</strong>. Dal 1990 ad oggi l'appuntamento richiama ogni anno centinaia di migliaia di persone. Per quest'anno si stima un pubblico nell'ordine delle centomila presenze.</p><p> L’inizio di quello che è ormai diventato il più grande evento musicale gratuito d’Europa è previsto per le 15:00, ma la festa continua fino a mezzanotte. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759544" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-parchi-urbani-piu-belli-di-roma-per-una-passeggiata-di-primavera.html" title="I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera">I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-parchi-urbani-piu-belli-di-roma-per-una-passeggiata-di-primavera.html" title="I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-parchi-urbani-piu-belli-di-roma-per-una-passeggiata-di-primavera-1773833220615_320.jpg" alt="I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera"></a></article></aside><p>La lineup del 2026 comprende artisti che hanno fatto la storia della musica italiana negli ultimi decenni, come <strong>Litfiba, Nicolò Fabi e Riccardo Cocciante</strong>, ma anche molti giovani amatissimi dalle nuove generazioni ed <strong>artisti emergenti</strong> della scena musicale italiana.</p><p>Per chi non potrà essere in piazza c’è anche una lunga diretta sui canali TV, streaming e radio della Rai.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/1-maggio-2026-a-roma-ecco-cosa-fare-nel-weekend-della-festa-dei-lavoratori.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Cold Welding: il temuto fenomeno che nello spazio salda i metalli spontaneamente a freddo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-cold-welding-il-temuto-fenomeno-che-nello-spazio-salda-i-metalli-spontaneamente-a-freddo.html</link><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:30:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>La saldatura a freddo è un fenomeno che nello spazio avviene spontaneamente senza calore. Scoperto per caso con un'avaria della missione Galileo, questo meccanismo oggi non solo si può prevenire, ma sta diventando una risorsa per le costruzioni orbitali.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-cold-welding-il-temuto-fenomeno-che-nello-spazio-salda-i-metalli-spontaneamente-a-freddo-1777025040869.jpg" data-image="6o8ax2kk9xd5"><figcaption>Nel vuoto assoluto dello spazio, la materia può assumere comportamenti davvero sorprendenti. Uno di questi è il fenomeno della saldatura a freddo.</figcaption></figure><p>Nel vuoto assoluto dello spazio, la materia può assumere comportamenti davvero sorprendenti. Uno di questi è il fenomeno della <strong>saldatura a freddo</strong>. Dal punto di vista della fisica dello stato solido, questo processo è la conseguenza naturale della natura dei legami metallici. Sulla Terra, ogni superficie metallica è separata da uno strato di ossidazione e dalle molecole d'aria adsorbite nelle porosità del metallo. Questi "contaminanti ambientali" sono utili nello spazio, perché agiscono come barriera isolante. </p><div class="texto-destacado">Nel vuoto, fuori dall'atmosfera, se questi strati sono stati rimossi per attrito o micro-vibrazioni durante il lancio, gli atomi di due superfici adiacenti tendono ad entrare in contatto in modo così intimo da non poter più distinguere a quale dei due corpi appartengano. </div><p>Poiché gli elettroni di valenza nei metalli, quelli che partecipano non solo alla conduzione elettrica, ma anche al legame atomico, sono delocalizzati, essi iniziano a fluire liberamente tra le due reti cristalline, stabilendo nuovi <strong>legami metallici</strong>. </p><h2>Il meccanismo microscopico della materia </h2><p>A<strong> livello microscopico</strong>, l'interfaccia di separazione tra i due pezzi metallici scompare completamente e avviene un fenomeno che sembrerebbe quasi appartenere al mondo della magia, ma che ha chiare spiegazioni scientifiche. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-cold-welding-il-temuto-fenomeno-che-nello-spazio-salda-i-metalli-spontaneamente-a-freddo-1777025559327.jpg" data-image="lpp9ihi38asi"></figure><p>Nel momento del contatto<strong> si viene a creare una giunzione solida</strong> che conferisce alla struttura <strong>una </strong><strong>continuità meccanica paragonabile a quella di un pezzo unico</strong>, senza che sia mai stato raggiunto il punto di fusione del materiale.</p><h2>Dalle teorie ai fallimenti storici</h2><p>Sebbene il <strong>concetto teorico</strong> di adesione nel vuoto fosse <strong>già noto da tempo</strong>, l'industria aerospaziale ne ha compreso la reale importanza e criticità solo con<strong> le prime missioni di lunga durata. </strong></p><p>Il caso più emblematico resta quello della <strong>sonda Galileo della NASA</strong>. </p><div class="texto-destacado">L'<strong>11 aprile del 1991</strong>, durante le prime fasi del viaggio verso Giove, la sonda ricevette il comando di aprire la sua antenna ad alto guadagno, progettata per aprirsi come un ombrello. Tuttavia, l'antenna si aprì solo parzialmente perché alcuni dei suoi braccetti in titanio si erano saldati ai pioli di ritegno. </div><p>Le analisi dei dati post-evento, poi, chiarirono che le vibrazioni subite durante il trasporto e il lancio, avevano usurato il rivestimento protettivo, permettendo la <strong>giunzione spontanea</strong> dei metalli, tra le superfici ormai pulite, una volta arrivati nel vuoto.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="749643" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-trionfo-dell-acciaio-perche-il-super-heavy-non-ha-bisogno-di-scudi-termici.html" title="Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici">Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-trionfo-dell-acciaio-perche-il-super-heavy-non-ha-bisogno-di-scudi-termici.html" title="Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-trionfo-dell-acciaio-perche-il-super-heavy-non-ha-bisogno-di-scudi-termici-1768676835561_320.jpg" alt="Il trionfo dell'acciaio: ecco perché il Super Heavy di SpaceX non ha bisogno di scudi termici"></a></article></aside><p>Oggi, i dati raccolti tramite <strong>esperimenti sulla Stazione Spaziale Internazionale</strong> (ISS) e l'uso di microscopi atomici, hanno permesso di studiare con precisione la suscettibilità dei vari materiali, confermando che<strong> i metalli più duttili</strong> e con <strong>strutture cristalline simili </strong>sono i più inclini a questo tipo di <strong>"fusione a freddo</strong>".</p><h2>Rischi operativi e la trappola del Fretting</h2><p>Il <strong>rischio </strong>primario della saldatura a freddo, come è stato sperimentato, è il <strong>blocco meccanico </strong>di componenti progettati per muoversi, come perni, cuscinetti o meccanismi cari, come ad esempio quelli di puntamento dei telescopi.</p><div class="texto-destacado">Particolarmente pericoloso è il fenomeno del fretting, ovvero l'usura causata da piccolissimi movimenti oscillatori dovuti alle variazioni termiche o alle vibrazioni riconducibili ai motori di propulsione, soprattutto in fase di lancio. </div><p>Questo continuo sfregamento agisce come una sorta di "pulizia", <strong>andando ad eliminare gli strati residui di ossido </strong>e preparando le superfici alla saldatura. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="752895" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-luna-come-destinazione-turistica-cosa-dicono-le-missioni-artemis-sul-futuro-prossimo.html" title="La Luna come destinazione turistica? Cosa dicono le missioni Artemis sul futuro prossimo?">La Luna come destinazione turistica? Cosa dicono le missioni Artemis sul futuro prossimo?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-luna-come-destinazione-turistica-cosa-dicono-le-missioni-artemis-sul-futuro-prossimo.html" title="La Luna come destinazione turistica? Cosa dicono le missioni Artemis sul futuro prossimo?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-luna-come-destinazione-turistica-cosa-dicono-le-missioni-artemis-sul-futuro-prossimo-1770378274394_320.jpg" alt="La Luna come destinazione turistica? Cosa dicono le missioni Artemis sul futuro prossimo?"></a></article></aside><p>Come si può intuire, i<strong>l blocco di un giunto critico</strong> può produrre <strong>conseguenze</strong> anche <strong>catastrofiche</strong>, come la perdita di assetto di un satellite o l'impossibilità di ricaricare le batterie tramite i pannelli solari, trasformando un veicolo da milioni di dollari in un relitto spaziale ormai ingovernabile.</p><h2>Strategie e accortezze ingegneristiche</h2><p>Per scongiurare queste <strong>giunzioni indesiderate</strong>, l'ingegneria aerospaziale ha messo in atto rigorosi protocolli di separazione superficiale. Ad esempio è di fondamentale importanza <strong>evitare il contatto tra metalli simili</strong>, preferendo l'accoppiamento di materiali con strutture cristalline incompatibili, che riescano a ostacolare la formazione di un reticolo uniforme. </p><div class="texto-destacado">Inoltre si fa uso massiccio di <strong>lubrificanti solidi</strong>, come il bisolfuro di molibdeno o il bisolfuro di tungsteno, che a differenza degli oli tradizionali non evaporano nel vuoto mantenendo una barriera fisica costante. </div><p>Un'altra <strong>soluzione </strong>molto efficace è l'<strong>applicazione di rivestimenti ceramici </strong>o di <strong>trattamenti di nitrurazione</strong> (drogaggio), che vanno a modificare la chimica superficiale del metallo, rendendolo inadatto all'adesione che avviene in purezza. Queste barriere sono in grado di garantire, <strong>anche in caso di contatto prolungato e sotto carico</strong>, che <strong>la continuità atomica non possa realizzarsi</strong>.</p><h2>I vantaggi per le costruzioni future</h2><p>Tuttavia la saldatura a freddo offre delle <strong>"prospettive insperate"</strong> nelle <strong>tecniche di costruzione nello spazio</strong>. In orbita, la possibilità di <strong>congiungere saldamente componenti metallici semplicemente</strong> <strong>applicando una pressione meccanica</strong> ha aperto la strada alla costruzione di <strong>megastrutture senza l'ausilio di calore</strong>. </p><div class="texto-destacado">Anche le riparazioni di emergenza sugli scafi delle stazioni spaziali potrebbero essere eseguite tramite "semplici toppe" metalliche applicate a freddo, garantendo una <strong>tenuta ermetica istantanea</strong> e strutturalmente integra. </div><p>Anche la realizzazione di <strong>contatti elettrici ad alta precisione</strong> in ambiente di microgravità, grazie a questa tecnica, risulta <strong>molto vantaggiosa</strong>, permettendo di ottenere connessioni con <strong>resistività </strong><strong>minima </strong>ed eliminando le fragilità tipiche delle zone termicamente alterate con saldatura tradizionale. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-cold-welding-il-temuto-fenomeno-che-nello-spazio-salda-i-metalli-spontaneamente-a-freddo-1777025632717.jpg" data-image="h2h8eqrbm4cn"><figcaption>Le tecniche di saldatura tradizionali necessitano di elevate quantità di calore, quindi di energia, rappresentando processi molto difficili da applicare nel vuoto dello spazio. Sorprendentemente, invece, la saldatura a freddo si potrebbe rivelare una importante risorsa per le costruzioni nello spazio e, in genere, in assenza di atmosfera, come sulla Luna. </figcaption></figure><p>La padronanza di questo fenomeno potrebbe permettere di <strong>trasformare un'apparente vulnerabilità in una preziosa risorsa</strong> da utilizzare attivamente per le future costruzioni spaziali e per le colonie sul suolo lunare.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-cold-welding-il-temuto-fenomeno-che-nello-spazio-salda-i-metalli-spontaneamente-a-freddo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Sicilia: torna a spirare lo Scirocco, da martedì 28 attesi picchi fino a +24°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sicilia-torna-a-spirare-lo-scirocco-da-martedi-28-attesi-picchi-fino-a-24-c.html</link><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 12:19:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Le zone tirreniche saranno tra quelle che beneficeranno maggiormente di questo richiamo caldo, con punte di +25°C in alcune aree.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa75dli"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa75dli.jpg" id="xa75dli"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Dopo una fase caratterizzata da temperature più fresche e qualche residuo di instabilità, il meteo in Sicilia si prepara a un deciso cambio di scenario. A partire da <strong>martedì 28,</strong> tornerà a spirare il vento di Scirocco, accompagnato da un rapido aumento delle temperature.</p><p>A partire da domani il flusso sciroccale si intensificherà, interessando in modo particolare le coste meridionali dell’isola. Le masse d’aria mite provenienti dal Nord Africa favoriranno un rialzo termico generalizzato, <strong>con picchi previsti fino a +24°C su diverse zone della Sicilia.</strong></p><h2><strong>Palermo pronta a superare i +24°C</strong></h2><p>Le zone tirreniche saranno tra quelle che beneficeranno maggiormente di questo richiamo caldo. Il vento di Scirocco, scendendo dai rilievi e subendo un effetto di compressione adiabatica (effetto favonico), <strong>produce un ulteriore aumento delle temperature lungo la fascia costiera che va da Trapani a Messina, passando per Palermo.</strong></p><p>A Palermo e nei suoi immediati dintorni, fra martedì 29 e mercoledì 30, si attendono i valori più significativi, <strong>con temperature massime che potrebbero facilmente superare i +24°C +25°C, </strong>e punte localmente anche superiori nelle aree più interne della Conca d’Oro o sulle prime pendici montuose esposte a sud. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-sicilia-torna-a-spirare-lo-scirocco-da-martedi-28-attesi-picchi-fino-a-24-c-1777286378422.png" data-image="o0e89r9dx74p" alt="Meteo Sicilia." title="Meteo Sicilia."><figcaption>Ecco le temperature attese lungo la fascia tirrenica dell'Isola nei prossimi giorni.</figcaption></figure><p>Anche le altre province tirreniche, come il Palermitano occidentale, il Messinese settentrionale e parte del Trapanese, vedranno termometri salire con decisione, <strong>con valori che si attesteranno tra i +22°C e i +24°C, localmente superiori.</strong></p><h2><strong>Clima meno caldo sulla costa ionica e coste meridionali</strong></h2><p>Sul resto dell’isola il rialzo sarà presente ma più contenuto rispetto al settore tirrenico. Le aree ioniche (da Catania a Siracusa) e quelle interne registreranno comunque un aumento, con massime che si porteranno intorno ai +<strong>20°C +23°C,</strong> mentre il versante meridionale avrà temperature più fresche.</p><p>Non si escludono locali foschie, o addirittura dei <strong>banchi di nebbia</strong> lungo le coste ioniche, soprattutto fra domani e mercoledì, che potrebbero causare delle sensibili riduzioni della visibilità orizzontale. </p><h2><strong>Come proseguirà il mese di maggio?</strong></h2><p>Le condizioni dovrebbero rimanere miti per gran parte della prima settimana di maggio, prima di un possibile nuovo cambio di circolazione. Solo a cavallo del 1 maggio non mancherà qualche fenomeno d’instabilità, relegato sui monti dell’entroterra, <strong>con dei locali temporali di calore, capaci di compromettere le gite o escursioni fuori porta.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765911" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-piogge-su-cinque-regioni-in-avvio-di-settimana-poi-ponte-del-1-maggio-stabile-ma-fresco.html" title="Meteo: piogge su cinque regioni in avvio di settimana, poi ponte del 1° Maggio stabile ma fresco">Meteo: piogge su cinque regioni in avvio di settimana, poi ponte del 1° Maggio stabile ma fresco</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-piogge-su-cinque-regioni-in-avvio-di-settimana-poi-ponte-del-1-maggio-stabile-ma-fresco.html" title="Meteo: piogge su cinque regioni in avvio di settimana, poi ponte del 1° Maggio stabile ma fresco"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-piogge-su-cinque-regioni-in-avvio-di-settimana-poi-ponte-del-1-maggio-stabile-ma-fresco-1777279388038_320.png" alt="Meteo: piogge su cinque regioni in avvio di settimana, poi ponte del 1° Maggio stabile ma fresco"></a></article></aside><p>Il ritorno dello Scirocco ci ricorda quanto la Sicilia sia esposta alle dinamiche del Mediterraneo. Un vento che porta con sé aria piuttosto tiepida, ma anche un assaggio di quel clima che, tra poche settimane, diventerà la normalità quotidiana.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sicilia-torna-a-spirare-lo-scirocco-da-martedi-28-attesi-picchi-fino-a-24-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo, cambia tutto nel ponte del primo maggio, dal caldo ai temporali, ecco dove pioverà in Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-cambia-tutto-nel-ponte-del-primo-maggio-dal-caldo-ai-temporali-ecco-dove-piovera-in-italia.html</link><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Caldo quasi record per fine aprile ma nel ponte del primo maggio la situazione cambia. Aria fresca e instabile porterò variabilità e rovesci, ma non pioverà ovunque. Temperature in diminuzione. In diretta meteo le previsioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa7558m"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa7558m.jpg" id="xa7558m"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Lasciamo alle spalle uno <strong>splendido fine settimana con tanto sole in tutt’Italia</strong> e temperature veramente notevoli per aprile. Fra le stazioni sinottiche <strong>spiccano le temperature massime di <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Bolzano-Europa-Italia-Bolzano--1-29045.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Bolzano</a>, 28.8°C e <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Ferrara-Europa-Italia-Ferrara--1-29816.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Ferrara</a>, 29°C.</strong> La fine di aprile è un periodo estremo dal punto di vista climatico, nel 2024 nevicava a bassa quota, quest’anno appunto giornate per opposto quasi estive.</p><p>È anche un<strong> periodo ostico dal punto di vista previsionale</strong>, l’irruzione fredda temuta per i primi di maggio si va ridimensionando con gli ultimi aggiornamenti modellistici. Ci sarà comunque un <strong>cambiamento con ritorno di instabilità </strong>e calo delle temperature.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Un grande <strong>anticiclone con massimo fra Mare del Nord e ovest della Norvegia </strong>domina l’Europa. Il suo massimo va mutando forma e posizione, ruotando verso la Scandinavia<strong> mette in movimento aria fredda verso l’Europa centrale</strong> e marginalmente verso l’Italia.</p><p>Più in dettaglio <strong>la corrente a getto polare si muoverà e ondulerà in senso meridiano</strong>, ma senza investire in pieno l’Italia. Il nucleo principale di aria fredda si dirigerà verso i Balcani, interessando solo marginalmente le regioni adriatiche.</p><h2>Inizio settimana fra variabile e instabile </h2><p>Tempo <strong>fra il variabile e instabile nei primi giorni della settimana</strong>. Domani <strong>martedì 28 aprile nuvoloso al nord, con rovesci e temporali sulle Alpi</strong>, basso rischio di pioggia in pianura e Appennino. <strong>Al centro sud sereno variabile e asciutto.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765738" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-meteo-una-grande-massa-d-aria-fredda-si-estendera-sull-europa-giovedi-30-aprile.html" title="Previsioni Meteo: una grande massa d’aria fredda si estenderà sull’Europa giovedì 30 aprile">Previsioni Meteo: una grande massa d’aria fredda si estenderà sull’Europa giovedì 30 aprile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-meteo-una-grande-massa-d-aria-fredda-si-estendera-sull-europa-giovedi-30-aprile.html" title="Previsioni Meteo: una grande massa d’aria fredda si estenderà sull’Europa giovedì 30 aprile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-attenzione-una-grande-massa-d-aria-fredda-si-estendera-sull-europa-giovedi-30-aprile-1777128653901_320.png" alt="Previsioni Meteo: una grande massa d’aria fredda si estenderà sull’Europa giovedì 30 aprile"></a></article></aside><p><strong>Mercoledì temporali nelle Alpi centro orientali e rovesci anche in Appennino </strong>settentrionale e centrale nonché interno della Sardegna, principalmente asciutto nelle pianure e coste. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-cambia-tutto-nel-ponte-del-primo-maggio-dal-caldo-ai-temporali-ecco-dove-piovera-in-italia-1777274379119.png" data-image="jmoq31vvhqil"><figcaption>Le precipitazioni previste giovedì 30 aprile 2026 da ECMWF appaiono molto irregolari e locali.</figcaption></figure><p><strong>Giovedì 30 aprile ancora giornata spiccatamente variabile</strong>, al nord rovesci principalmente circoscritti alle zone alpine occidentali. Nel pomeriggio acquazzoni anche nell’Appennino centro meridionale e interno della Sardegna. <br>Flessione delle temperature, meno caldo ma valori ancora primaverili con massime sui 22-24°C in molte regioni sia del nord che al centro sud, ulteriore calo giovedì</p><h2>Il tempo del primo maggio</h2><p><strong>Venerdì al nord pare migliorare anche nettamente, </strong>con ampie zone serene e assenza di precipitazioni. <strong>Anche al centro la festa dei lavoratori vede una inaspettata bella giornata,</strong> con prevalenza di cielo soleggiato sulle regioni peninsulari, inclusa la capitale <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Roma-Europa-Italia-Roma--1-31010.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Roma</a>, <strong>bel tempo per il concerto del primo maggio. </strong>Diversa la situazione in Sardegna dove avremo molte nubi e piogge e temporali localmente anche sulle coste. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-cambia-tutto-nel-ponte-del-primo-maggio-dal-caldo-ai-temporali-ecco-dove-piovera-in-italia-1777274434064.png" data-image="c4ajntbrk530"><figcaption>Temperature leggermente sotto la media il primo maggio nei versanti adriatici e parte della Sicilia, allineate o leggermente sopra media nel versante tirrenico e Sardegna.</figcaption></figure><p><strong>Al sud piuttosto nuvoloso, con transito di una fascia di precipitazioni</strong> in movimento lungo tutte le regioni. Non pioverà di continuo ma pare che specie fra Sicilia, Calabria e Basilicata siano frequenti le occasioni di pioggia. <br>Generale rinfrescata, al nord minime fresche fra 5 e 7°C, massime sui 20°C, al centro minime simili nelle conche, massime 20-23°C, al sud 22-24°C. </p><h2>Tendenza del weekend</h2><p>Primo<strong> fine settimana di maggio senza un vero protagonista</strong>: pur nelle incertezze modellistiche, <strong>dai cluster non emergono figure dominanti</strong>. Ormai esaurita l’attuale fase anticiclonica, non pare irrompere decisamente aria fredda e instabile e nemmeno arrivare, come nel 2023, depressioni foriere di piogge primaverili intense.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765386" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-primo-maggio-quanto-durera-il-bel-tempo-previsioni-aggiornate.html" title="Ponte Primo Maggio: quanto durerà il bel tempo? Previsioni aggiornate">Ponte Primo Maggio: quanto durerà il bel tempo? Previsioni aggiornate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-primo-maggio-quanto-durera-il-bel-tempo-previsioni-aggiornate.html" title="Ponte Primo Maggio: quanto durerà il bel tempo? Previsioni aggiornate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-primo-maggio-quanto-durera-il-bel-tempo-previsioni-aggiornate-1776954802797_320.png" alt="Ponte Primo Maggio: quanto durerà il bel tempo? Previsioni aggiornate"></a></article></aside><p>I tratti del tempo in Italia sembrano improntati dunque alla <strong>variabilità,</strong> con maggiori occasione di sole al mattino e più durature schiarite nelle coste tirreniche.<strong> Le Alpi e l’Appennino vedranno probabilmente fiorire i cumuli</strong> e in qualche zona scoppiare i classici rovesci pomeridiani.</p><p>Temperature da classica mezza stagione, con valori grosso modo nella media stagionale. <strong>Si passerà rapidamente da felpe e giacche da mezza stagione di sera e nelle fasi nuvolose a abbigliamento leggero nelle ore più soleggiate.</strong> Un ombrello pieghevole a portata di mano è opportuno, che si alternerà al berretto per ripararsi dal sole. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-cambia-tutto-nel-ponte-del-primo-maggio-dal-caldo-ai-temporali-ecco-dove-piovera-in-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come nasce il fenomeno di El Niño? Il ruolo fondamentale delle onde equatoriali]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-nasce-il-fenomeno-di-el-nino-il-ruolo-fondamentale-delle-onde-equatoriali.html</link><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:00:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Le <strong>onde equatoriali</strong> rappresentano uno dei meccanismi più affascinanti e cruciali nella dinamica del clima tropicale. Hanno un ruolo cruciale nella fase di sviluppo del fenomeno di <strong>El Niño</strong>.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-nasce-il-fenomeno-di-el-nino-il-ruolo-fondamentale-delle-onde-equatoriali-1776855317236.png" data-image="dolkhhy0ck9p" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>Le temperature superficiali delle acque dell'oceano Pacifico.</figcaption></figure><p><strong>El Niño</strong> è un fenomeno climatico periodico (ogni 3-7 anni) caratterizzato da un forte riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico centro-orientale, a seguito dell’indebolimento dei <strong>venti Alisei.</strong></p><p>Il termine spagnolo significa <strong>"il bambino"</strong>, e si riferisce a Gesù Bambino, dato che solitamente questo fenomeno si inizia a manifestare davanti le coste del Peru, durante il periodo di Natale. </p><h2><strong>Tutto parte dalle onde equatoriali</strong></h2><p>Le <strong>onde equatoriali</strong> rappresentano uno dei meccanismi più affascinanti e cruciali nella dinamica del clima tropicale. Si formano proprio in prossimità dell’equatore e, man mano che si allontanano verso nord o sud, perdono intensità e rallentano la loro propagazione, rimanendo più persistenti nelle fasce tropicali. </p><p>Queste onde non sono solo un fenomeno atmosferico. Difatti esistono sia onde atmosferiche che onde oceaniche, e giocano un ruolo determinante <strong>nell’evoluzione di El Niño e La Niña,</strong> i due estremi del fenomeno ENSO (El Niño-Southern Oscillation).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-nasce-il-fenomeno-di-el-nino-il-ruolo-fondamentale-delle-onde-equatoriali-1776855390188.jpg" data-image="2845wvzuxbxi" alt="El Niño." title="El Niño."><figcaption>Le onde di Kelvin oceaniche sono spesso il segnale precursore della nascita di un El Niño. </figcaption></figure><p>Studi recenti hanno evidenziato come, anche lungo la fascia equatoriale tra l’alta troposfera e il basso strato della stratosfera, si generino <strong>onde planetarie</strong> analoghe alle classiche <strong>onde di Rossby</strong> delle medie latitudini. Queste onde equatoriali si propagano prevalentemente da est verso ovest, creando aree di disturbo che influenzano la circolazione atmosferica e lo stato del tempo su scala regionale e globale.</p><h2><strong>Le principali onde equatoriali: Kelvin, Rossby e Yanai</strong></h2><p>Le onde equatoriali si dividono in diverse tipologie. Tra le più importanti abbiamo le <strong>onde di Kelvin, </strong>le <strong>onde di Yanai</strong> e le più famose <strong>onde di Rossby. </strong>Le<strong> onde di Kelvin equatoriali</strong> (oceaniche e atmosferiche) si propagano velocemente verso est lungo l’equatore.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Le onde di Rossby equatoriali si muovono verso ovest, più lentamente. Poi abbiamo pure le onde di Yanai, un tipo ibrido caratteristico della fascia equatoriale.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Queste onde decadono rapidamente allontanandosi dall’equatore, ma proprio questa caratteristica le rende fondamentali <strong>per confinare gli effetti dei fenomeni ENSO nella zona tropicale.</strong></p><h2><strong>Il ruolo delle onde di Kelvin nell’innesco di El Niño</strong></h2><p>Le <strong>onde di Kelvin oceaniche</strong> sono spesso il segnale precursore della nascita di un <strong>El Niño.</strong> Uno studio classico di <strong>McPhaden (1999)</strong> sul potente evento 1997-98 ha dimostrato come l’attivazione di venti occidentali (westerly wind bursts), spesso legati al transito della <strong>Madden-Julian Oscillation (MJO),</strong> generino <strong>onde Kelvin di downwelling</strong> (che abbassano il termoclino) che si propagano verso est attraverso il Pacifico a circa 2,5 m/s.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-nasce-il-fenomeno-di-el-nino-il-ruolo-fondamentale-delle-onde-equatoriali-1776855440045.jpg" data-image="o3h69v4cg8h3" alt="Pattern El Nino." title="Pattern El Nino."><figcaption>Il risultato è un rapido aumento della temperatura superficiale del mare nel Pacifico orientale. Un aumento superiore a +1,5°C rispetto alla media per tre mesi consecutivi segnala ufficialmente l’inizio di un El Niño.</figcaption></figure><p>La <strong>MJO,</strong> un’oscillazione intrastagionale con ciclo di 30-60 giorni, agisce come innesco quando è attiva sull’Oceano Indiano o sul Pacifico occidentale, producendo una intensa <strong>attività convettive</strong> che libera calore latente, <strong>generano venti occidentali anomali.</strong> Questi venti inibiscono gli Alisei (venti orientali regolari) e spingono una grande “striscia” di acqua calda verso est, a profondità intorno ai 150 metri.</p><div class="texto-destacado">Quando questa <strong>onda Kelvin</strong> raggiunge le coste del Sud America (Ecuador e Perù), <strong>l’acqua calda sovrasta la fredda Corrente di Humboldt, riducendo l’upwelling di acque profonde e fredde.</strong></div><p><strong>Il risultato è un rapido aumento della temperatura superficiale del mare nel Pacifico orientale.</strong> Un aumento superiore a <strong>+1,5°C</strong> rispetto alla media per tre mesi consecutivi segnala ufficialmente l’inizio di un <strong>El Niño,</strong> come monitorato dalle boe del <strong>sistema TAO/TRITON,</strong> gestito dal NOAA.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764455" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-stato-evoluzione-e-conseguenze.html" title="Stiamo andando verso un El Niño di forte intensità: quale potrebbe essere l'impatto in Europa ed Italia?">Stiamo andando verso un El Niño di forte intensità: quale potrebbe essere l'impatto in Europa ed Italia?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/el-nino-stato-evoluzione-e-conseguenze.html" title="Stiamo andando verso un El Niño di forte intensità: quale potrebbe essere l'impatto in Europa ed Italia?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-stato-evoluzione-e-conseguenze-1776457101391_320.jpg" alt="Stiamo andando verso un El Niño di forte intensità: quale potrebbe essere l'impatto in Europa ed Italia?"></a></article></aside><p>In superficie, <strong>l’onda si manifesta con un lieve innalzamento del livello del mare (circa 8-10 cm) e un’espansione delle acque calde verso nord,</strong> fino al Golfo di Panama e alle coste della California e del Messico, <strong>favorendo un aumento dell’attività convettiva e delle precipitazioni.</strong></p><h2><strong>La controparte, le onde di Rossby e la transizione verso La Niña</strong></h2><p>Mentre le <strong>onde Kelvin</strong> attivano <strong>El Niño,</strong> le <strong>onde di Rossby equatoriali</strong> giocano un ruolo chiave nella sua terminazione e nella transizione verso <strong>La Niña.</strong></p><p>Queste onde raggiungono il confine occidentale del Pacifico (vicino all’Indonesia e alla Nuova Guinea), si riflettono e generano <strong>onde Kelvin</strong> che tornano verso est dopo alcuni mesi. Questo “ritardo” (tipicamente 6-9 mesi per il ciclo completo) porta al sollevamento del termoclino nel Pacifico orientale, <strong>favorendo il ritorno di acque fredde e l’instaurarsi di La Niña.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-nasce-il-fenomeno-di-el-nino-il-ruolo-fondamentale-delle-onde-equatoriali-1776855656390.jpg" data-image="uj9ovo825t66" alt="Onde di Kelvin." title="Onde di Kelvin."><figcaption>Mentre le onde Kelvin attivano El Niño, le onde di Rossby equatoriali giocano un ruolo chiave nella sua terminazione e nella transizione verso La Niña. </figcaption></figure><p>Un modello complementare, il <strong>recharge-discharge oscillator</strong> di <strong>Jin (1997),</strong> sottolinea invece il ruolo del “ricarico” di calore nel Pacifico occidentale durante <strong>La Niña</strong> (tramite <strong>onde Rossby di downwelling</strong>) e il successivo “scarico” equatoriale durante El Niño. Entrambe le teorie evidenziano come le onde equatoriali siano il meccanismo che collega le anomalie di vento alla risposta oceanica su scala interannuale.</p><h2><strong>Perché queste onde sono così importanti per le previsioni?</strong></h2><p>Le <strong>onde equatoriali</strong> permettono ai modelli di previsione di anticipare l’evoluzione di <strong>ENSO </strong>con alcuni mesi di anticipo. Il monitoraggio tramite boe oceanografiche, satelliti altimetrici e reanalisi (come quelle dell’<strong>Australian</strong> <strong>Bureau of Meteorology</strong> o del <strong>NOAA</strong>) rileva in tempo reale la propagazione di queste onde.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764782" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/potrebbe-formarsi-un-super-el-nino-prima-di-ottobre-ecco-cosa-dice-l-ultima-previsione-del-modello-piu-affidabile.html" title="Potrebbe formarsi un 'Super El Niño' prima di ottobre? Ecco cosa dice l'ultima previsione del modello più affidabile">Potrebbe formarsi un "Super El Niño" prima di ottobre? Ecco cosa dice l'ultima previsione del modello più affidabile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/potrebbe-formarsi-un-super-el-nino-prima-di-ottobre-ecco-cosa-dice-l-ultima-previsione-del-modello-piu-affidabile.html" title="Potrebbe formarsi un 'Super El Niño' prima di ottobre? Ecco cosa dice l'ultima previsione del modello più affidabile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/super-el-nino-pode-se-formar-ate-outubro-entenda-o-cenario-atual-e-o-que-dizem-as-previsoes-1775593246259_320.png" alt="Potrebbe formarsi un 'Super El Niño' prima di ottobre? Ecco cosa dice l'ultima previsione del modello più affidabile"></a></article></aside><p>Inoltre, interazioni con altri fenomeni come la <strong>Pacific Meridional Mode</strong> o i venti intrastagionali modulati dalla <strong>MJO</strong>, possono amplificare o modulare questi processi, <strong>rendendo alcuni eventi di El Niño “costieri” particolarmente intensi.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/come-nasce-il-fenomeno-di-el-nino-il-ruolo-fondamentale-delle-onde-equatoriali.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo: piogge su cinque regioni in avvio di settimana, poi ponte del 1° Maggio stabile ma fresco]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-piogge-su-cinque-regioni-in-avvio-di-settimana-poi-ponte-del-1-maggio-stabile-ma-fresco.html</link><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 08:43:55 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Regna ancora la stabilità su gran parte d'Italia, anche se infiltrazioni più fresche porteranno piogge e temporali su parte d'Italia. Ponte del primo maggio, invece, più stabile ma fresco.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa74uh0"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa74uh0.jpg" id="xa74uh0"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’ultima fase stabile che ha accompagnato gran parte della Penisola negli ultimi giorni è ormai destinata a lasciare spazio a un cambio di scenario piuttosto evidente. L’alta pressione, infatti, pur continuando a garantire ancora condizioni in prevalenza soleggiate nelle prime ore della settimana, mostra segnali sempre più chiari di indebolimento, aprendo la strada a una fase più dinamica e instabile.</p><p>Nel corso di queste ore iniziali, il quadro meteorologico resta nel complesso tranquillo su molte regioni, con temperature ancora piuttosto miti e in alcuni casi anche superiori alle medie stagionali.</p><p>Tuttavia, già tra oggi, ma soprattutto domani si inizieranno a notare i primi segnali di cedimento del campo anticiclonico, soprattutto al Nord, dove <strong>l’aumento della nuvolosità sarà accompagnato dai primi rovesci e temporali sparsi</strong>. </p><h2>Pioggia tra domani e mercoledì al Nord</h2><p>Si tratterà inizialmente di fenomeni isolati e prevalentemente pomeridiani, ma il quadro tenderà a evolvere rapidamente. Tra Martedì e Mercoledì, infatti, l’ingresso di correnti più fresche di origine nord-atlantica favorirà un peggioramento più organizzato, con <strong>temporali in estensione anche alle pianure del Nord e locali sconfinamenti verso il Centro</strong>, specie lungo la fascia adriatica e nelle zone interne appenniniche. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765505" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-lombardia-sole-e-caldo-nel-weekend-con-punte-di-26-c-poi-cambia-tutto-da-martedi.html" title="Meteo Lombardia: sole e caldo nel weekend con punte di 26°C, poi cambia tutto da martedì 28">Meteo Lombardia: sole e caldo nel weekend con punte di 26°C, poi cambia tutto da martedì 28</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-lombardia-sole-e-caldo-nel-weekend-con-punte-di-26-c-poi-cambia-tutto-da-martedi.html" title="Meteo Lombardia: sole e caldo nel weekend con punte di 26°C, poi cambia tutto da martedì 28"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-lombardia-sole-e-caldo-nel-weekend-con-punte-di-26-c-poi-cambia-tutto-da-martedi-1777046372525_320.png" alt="Meteo Lombardia: sole e caldo nel weekend con punte di 26°C, poi cambia tutto da martedì 28"></a></article></aside><p>Questa fase instabile sarà accompagnata anche da un primo calo termico, che si farà via via più sensibile con il passare dei giorni. Le temperature, inizialmente ancora miti, tenderanno a diminuire soprattutto nelle regioni esposte alle correnti settentrionali, segnando una parentesi più fresca dopo il tepore dei giorni precedenti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-piogge-su-cinque-regioni-in-avvio-di-settimana-poi-ponte-del-1-maggio-stabile-ma-fresco-1777273416932.png" data-image="blszsutx4n4h" alt="Le piogge concentrate tra Martedì e Mercoledì" title="Le piogge concentrate tra Martedì e Mercoledì"><figcaption>Tutto il Nord Est, ma anche Lombardia e Piemonte: ecco le regioni colpite dal maltempo</figcaption></figure><p>Il peggioramento non sarà uniforme su tutta la Penisola. Le regioni tirreniche, almeno in una prima fase, potranno beneficiare di schiarite più ampie, mentre <strong>il Sud e le aree interne appenniniche saranno maggiormente esposte a rovesci e temporali nelle ore pomeridiane</strong>, a tratti anche intensi. </p><h2>Primo Maggio col ritorno dell'anticiclone, ma clima più fresco</h2><p>Con l’avvicinarsi del ponte del Primo Maggio, la situazione si presenterà piuttosto variabile e dinamica. Il transito della perturbazione lungo la Penisola porterà condizioni instabili soprattutto tra la fine di Aprile e l’inizio di Maggio, con un contesto atmosferico caratterizzato da <strong>alternanza tra schiarite e improvvisi episodi di maltempo</strong>, accompagnati anche da venti sostenuti dai quadranti settentrionali e mari spesso mossi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765738" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-meteo-una-grande-massa-d-aria-fredda-si-estendera-sull-europa-giovedi-30-aprile.html" title="Previsioni Meteo: una grande massa d’aria fredda si estenderà sull’Europa giovedì 30 aprile">Previsioni Meteo: una grande massa d’aria fredda si estenderà sull’Europa giovedì 30 aprile</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-meteo-una-grande-massa-d-aria-fredda-si-estendera-sull-europa-giovedi-30-aprile.html" title="Previsioni Meteo: una grande massa d’aria fredda si estenderà sull’Europa giovedì 30 aprile"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-attenzione-una-grande-massa-d-aria-fredda-si-estendera-sull-europa-giovedi-30-aprile-1777128653901_320.png" alt="Previsioni Meteo: una grande massa d’aria fredda si estenderà sull’Europa giovedì 30 aprile"></a></article></aside><p><span style="letter-spacing: 0.03em;">Proprio il calo termico rappresenterà uno degli aspetti più evidenti di questa fase: in alcune zone, soprattutto lungo il versante adriatico, si potranno registrare diminuzioni anche marcate, con valori che torneranno temporaneamente sotto media.</span></p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br> </div><p>Non mancheranno però segnali di un nuovo cambiamento. Con il progressivo allontanamento della perturbazione, già nel corso del ponte festivo si intravede un possibile miglioramento, grazie a un graduale ritorno dell’anticiclone. Questo potrebbe riportare condizioni più stabili e soleggiate, anche se non completamente esenti da residua variabilità.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-piogge-su-cinque-regioni-in-avvio-di-settimana-poi-ponte-del-1-maggio-stabile-ma-fresco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Se non vuoi perderti l'eclissi totale di Sole del 12 agosto, il 29 aprile sarà un giorno fondamentale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/se-non-vuoi-perderti-l-eclissi-totale-di-sole-del-12-agosto-il-29-aprile-sara-un-giorno-fondamentale.html</link><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 06:01:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>L'eclissi di Sole del 12 agosto 2026 sarà totale in Spagna e parziale in Italia ed avrà una particolarità: sarà visibile al tramonto. Se vuoi evitare brutte sorprese dovute a ostacoli sull'orizzonte, guarda il tramonto tra il 28 ed il 30 aprile. Sarà una sorta di prova generale dell'eclissi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/29-aprile-vedere-eclissi-1777210644549.jpeg" data-image="glne3l9pg0ap"><figcaption>L'eclissi di sole del 12 agosto 2026 sarà totale in Spagna e parziale in Italia e Francia. Una particolarità è che si vedrà al tramonto.</figcaption></figure><p>La sera di mercoledì 12 agosto 2026, si verificherà <strong>la prima eclissi solare totale visibile dalla penisola iberica da oltre un secolo</strong>. La fascia di totalità attraverserà la Spagna da ovest a est, regalando uno spettacolo unico in questo paese dell'Europa meridionale. L'eclissi sarà totale dalla Galizia alle Baleari, ma anche in città come Madrid l'oscuramento sarà quasi totale. </p><div class="texto-destacado">In Italia l'eclissi di Sole del 12 agosto non sarà totale, ma la Luna oscurerà una percentuale molto grande del disco solare, specie nel nord-ovest (la Liguria, dove si supererà il 90% di oscuramento), in Sardegna e sulla costa tirrenica. </div><p>Una particolarità molto importante da conoscere su questa eclissi, però, è che <strong>avverrà quando il sole sarà ormai molto vicino all'orizzonte, poco prima del tramonto</strong>. </p><h2>Un'eclissi particolare: avverrà al tramonto</h2><p><strong>Il fatto che l'oscuramento avvenga proprio vicino al tramonto richiederà l'osservazione dell'eclissi da un luogo con buona visibilità verso ovest</strong>, un punto dove la vista sia libera da ostacoli come montagne, palazzi o alberi.</p><p>Il luogo migliore potrebbe essere in riva al mare, ma solo sulla costa tirrenica e ligure, perché è verso ovest che avviene il tramonto. Altri luoghi perfetti sono le montagne, ma attenzione, non bisognerà avere altre montagne davanti che occultino la vista. ideali anche belvedere e in generale punti rialzati con vista verso occidente. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/29-aprile-vedere-eclissi-1777210481665.jpg" data-image="5dh6gyv8juf8" alt="eclissi totale spagna" title="eclissi totale spagna"><figcaption>Percorso dell'eclissi e la fascia in cui sarà visibile nella sua totalità. Instituto Geográfico Nacional (IGN).</figcaption></figure><p>Certo, <strong>bisognerà sperare in un meteo favorevole. </strong>E il problema del mare è la possibile presenza di nuvolosità all'orizzonte, mentre in montagna non sono da escludere addensamenti pomeridiani.</p><h2>Come fare a sapere in che punto tramonterà il Sole il 12 agosto?</h2><p>Il Sole non tramonta nello stesso punto nel corso dell'anno, ma si sposta di molto dal solstizio d'inverno fino a quello d'estate. <strong>Come si fa quindi a sapere dove tramonterà il 12 agosto,</strong> e preparare così il luogo migliore per ammirare l'eclissi solare più spettacolare degli ultimi decenni?</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="es" dir="ltr">El 12 de agosto de 2026 se producirá el primer eclipse total de Sol visible en la Península en más de un siglo. Aquí, franja de visibilidad de la fase total. Evento excepcional, pero hay que observarlo con seguridad, y veo en amigos y familia dudas y errores. Info y consejos <a href="https://t.co/qKLNLugerV">pic.twitter.com/qKLNLugerV</a></p>— Vicente Aupí (@VicenteAupi) <a href="https://twitter.com/VicenteAupi/status/2035682148431118361?ref_src=twsrc%5Etfw">March 22, 2026</a></blockquote></figure><p>Una risposta arriva dagli astronomi spagnoli dell'IGN, che stanno dando molte informazioni affinché spagnoli e turisti si preparino il meglio possibile a questo formidabile evento astronomico. Sono informazioni utili anche per chi assisterà all'eclissi parziale in Italia.</p><h3>Un'anteprima dell'eclissi tra il 28 ed il 30 aprile 2026</h3><p>A causa della geometria dell'orbita terrestre e del movimento apparente del Sole, tra il 28 ed il 30 aprile il Sole, informano gli esperti, <strong>si troverà praticamente nella stessa posizione in cui si troverà durante l'eclissi di agosto</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758215" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-ora-di-prepararsi-per-vedere-l-eclissi-del-secolo-i-10-luoghi-da-cui-vederla-in-spagna.html" title="È ora di prepararsi per vedere l'eclissi del secolo: i 10 luoghi da cui vederla in Spagna">È ora di prepararsi per vedere l'eclissi del secolo: i 10 luoghi da cui vederla in Spagna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-ora-di-prepararsi-per-vedere-l-eclissi-del-secolo-i-10-luoghi-da-cui-vederla-in-spagna.html" title="È ora di prepararsi per vedere l'eclissi del secolo: i 10 luoghi da cui vederla in Spagna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/e-ora-di-prepararsi-per-vedere-l-eclissi-del-secolo-i-10-luoghi-da-cui-vederla-in-spagna-1775293195985_320.jpeg" alt="È ora di prepararsi per vedere l'eclissi del secolo: i 10 luoghi da cui vederla in Spagna"></a></article></aside><p> Se quindi a fine aprile guardiamo dove avviene il tramonto, avremo una sorta di anteprima sul giorno dell'eclissi, con una informazione molto importante: <strong>potremo constatare se il luogo da cui abbiamo deciso di vederla ha ostacoli che ne impediscono la vista. </strong>Questo ci permetterà di evitare brutte sorprese il 12 agosto prossimo.</p><p>In Spagna lo hanno chiamato il "giorno specchio" dell'eclissi, proprio perché sarà una sorta di prova generale per prepararsi al 12 agosto ed evitare brutte sorprese. L'eclissi durerà pochissimi minuti, e sarebbe un vero peccato scoprire all'ultimo che un ostacolo ci impedisce la vista del Sole rosicchiato dal passaggio della Luna davanti.</p><h2>Come si osserva una eclissi?</h2><p>Gli esperti intanto ricordano a tutti che l'unico modo sicuro per vedere una eclissi è usando occhiali omologati o filtri certificati, oppure tramite metodi indiretti, come i proiettori solari. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/se-non-vuoi-perderti-l-eclissi-totale-di-sole-del-12-agosto-il-29-aprile-sara-un-giorno-fondamentale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La fine del riso? Dopo 9.000 anni di coltivazione, negli ultimi 200 anni questo alimento ha raggiunto il suo limite]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-fine-del-riso-dopo-9-000-anni-di-coltivazione-negli-ultimi-200-anni-questo-alimento-ha-raggiunto-il-suo-limite.html</link><pubDate>Mon, 27 Apr 2026 04:02:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Uno studio che combina archeologia e modelli climatici dimostra che, dopo 9.000 anni di coltivazione, il riso asiatico ha raggiunto il suo picco di temperatura storico negli ultimi 200 anni: il riscaldamento globale ne compromette per sempre il futuro.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-fine-del-riso-dopo-9-000-anni-di-coltivazione-negli-ultimi-200-anni-questo-alimento-ha-raggiunto-il-suo-limite-1776935709655.jpg" data-image="vhkfnqi6emna" alt="Riso." title="Riso."><figcaption>Come spiega il ricercatore principale Nicolas Gauthier, con il caldo estremo "arriva un punto in cui la pianta smette fisicamente di funzionare". </figcaption></figure><p>Per quasi metà dell'umanità, il riso è più di un semplice alimento: è la pietra angolare della dieta quotidiana. Metà degli esseri umani ricava il 20% del proprio fabbisogno calorico da questo cereale e oltre un miliardo di persone dipende dalla sua coltivazione per il proprio sostentamento. Si tratta di un numero enorme di persone che si affidano a un singolo cereale.</p><div class="texto-destacado">La buona notizia è che il riso ha beneficiato di secoli di adattamenti. La cattiva notizia è che questi adattamenti hanno dei limiti, e li stiamo raggiungendo.</div><p>Uno studio pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment ha incrociato 9.000 anni di prove archeologiche con dati agricoli moderni e proiezioni climatiche, e la conclusione è inquietante: il riso asiatico non è mai prosperato dove la temperatura media annuale supera i 28°C o dove il picco della stagione calda supera i 33°C. Queste soglie, rimaste stabili nel corso della sua storia di coltivazione, sono ora minacciate.</p><h2>Il termometro che il riso non avrebbe mai potuto superare</h2><p>Un team di ricercatori dell'Università della Florida ha ricostruito il percorso del riso <strong>attraverso 803 siti archeologici in tutta l'Asia.</strong> Il risultato è stato inequivocabile: in quasi nove millenni, l'umanità ha portato il riso in climi più freddi, <strong>quando il clima si è raffreddato bruscamente circa 4.200 anni fa, </strong>sono emerse varietà resistenti che hanno permesso alla coltivazione di espandersi fino alla Corea e al Giappone, ma non è mai riuscito a superare le zone di caldo estremo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fin-del-arroz-tras-9000-anos-de-cultivo-en-los-ultimos-200-anos-el-alimento-del-mundo-alcanzo-su-limite-termico-1776374692851.jpg" data-image="lzhkwcphza3t" alt="Campo di riso." title="Campo di riso."><figcaption>Sebbene il miglioramento genetico possa contribuire ad alleviare questa situazione, ci saranno aree in cui il riso, principale fonte di sostentamento in regioni con scarse risorse come il Sud-est asiatico, non potrà essere coltivato.</figcaption></figure><p>Come spiega il ricercatore principale <strong>Nicolas Gauthier,</strong> con il caldo estremo "arriva un punto in cui la pianta smette fisicamente di funzionare". A differenza del freddo, che può essere mitigato regolando i tassi di crescita, il caldo eccessivo semplicemente blocca i meccanismi biologici della pianta.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>E il caldo in arrivo è di tutt'altra portata. Lo studio avverte che nei prossimi 50 anni il riscaldamento globale progredirà 5.000 volte più velocemente di qualsiasi variazione di temperatura a cui il riso si sia dovuto adattare nel corso della sua intera storia evolutiva.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Entro il 2070, quasi tutta l'area di coltivazione del riso nell'emisfero australe, dall'India alla Malesia, <strong>supererà i 28°C di temperatura media annua.</strong> Le proiezioni stimano che le aree al di sopra di queste soglie potrebbero aumentare da dieci a trenta volte nei principali paesi produttori di riso dell'Asia entro la fine del secolo.</p><h2>Un problema che non è condiviso in modo equo</h2><p>L'India, attualmente il più grande produttore mondiale di riso <strong>con quasi 150 milioni di tonnellate all'anno, si trova ad affrontare un rischio concreto. </strong>Paradossalmente, però, coloro che dipendono maggiormente dal riso per il proprio sostentamento saranno quelli che avranno meno accesso alle nuove varietà geneticamente modificate che la scienza potrà sviluppare in risposta alla crisi. <strong>Le regioni più colpite del sud-est asiatico – Indonesia, Malesia e Bangladesh – non sono quelle all'avanguardia nell'innovazione agricola globale.</strong></p><div class="texto-destacado">La scienza offre alcune soluzioni: miglioramento genetico, modifica delle date di semina e spostamento delle colture verso latitudini più elevate.</div><p><strong>Ma Gauthier è categorico: anche se si riuscisse a evitare una carestia di proporzioni enormi, il processo sarebbe traumatico e iniquo. </strong>La coltivazione del riso potrebbe cessare nel sud-est asiatico e il riso potrebbe essere spostato in altre aree, ma questo non risolverebbe il problema di chi non è più in grado di coltivarlo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/fin-del-arroz-tras-9000-anos-de-cultivo-en-los-ultimos-200-anos-el-alimento-del-mundo-alcanzo-su-limite-termico-1776375104905.jpg" data-image="p71hbr8no7yy" alt="Riso." title="Riso."><figcaption>Oggi il riso rappresenta la principale fonte di energia per oltre 3,5 miliardi di persone.</figcaption></figure><p>Il riso è sopravvissuto a ere glaciali, siccità e al crollo di grandi civiltà. Questa volta, la velocità del cambiamento è il vero problema. Il cambiamento climatico agisce a cascata: ciò che colpisce una coltura oggi sconvolge intere catene di approvvigionamento domani, fa aumentare i prezzi e destabilizza comunità di cui nessuno parla nei titoli dei giornali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="723027" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-esperto-di-sicurezza-alimentare-avverte-gli-alimenti-ultra-processati-sono-progettati-per-creare-dipendenza.html" title="Un esperto di sicurezza alimentare avverte: 'gli alimenti ultra-processati sono progettati per creare dipendenza'">Un esperto di sicurezza alimentare avverte: "gli alimenti ultra-processati sono progettati per creare dipendenza"</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-esperto-di-sicurezza-alimentare-avverte-gli-alimenti-ultra-processati-sono-progettati-per-creare-dipendenza.html" title="Un esperto di sicurezza alimentare avverte: 'gli alimenti ultra-processati sono progettati per creare dipendenza'"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gemma-del-cano-avisa-los-ultraprocesados-estan-disenados-para-crear-adiccion-y-la-ciencia-demuestra-que-lo-consiguen-1753808925158_320.jpeg" alt="Un esperto di sicurezza alimentare avverte: 'gli alimenti ultra-processati sono progettati per creare dipendenza'"></a></article></aside><p>Ogni decimo di grado di riduzione oggi è un debito che qualcuno pagherà domani, probabilmente a mani vuote.</p><h3>Fonte della notizia</h3><p> Gauthier, N., Alam, O., Purugganan, M.D. <em>et al.</em> <a href="https://doi.org/10.1038/s43247-025-03108-0" target="_blank">Projected warming will exceed the long-term thermal limits of rice cultivation.</a> <em>Commun Earth Environ</em> 7, 84 (2026). </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-fine-del-riso-dopo-9-000-anni-di-coltivazione-negli-ultimi-200-anni-questo-alimento-ha-raggiunto-il-suo-limite.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[I ricercatori stanno lavorando per fotografare l'eclissi solare del 12 agosto da un pallone aerostatico]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-ricercatori-stanno-lavorando-per-fotografare-l-eclissi-solare-del-12-agosto-da-un-pallone-aerostatico.html</link><pubDate>Sun, 26 Apr 2026 15:19:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>La prossima eclissi solare totale non sarà osservabile solo dalla superficie terrestre; due appassionati di astronomia intendono immortalarla dalla stratosfera, a 30 chilometri di altezza, dove l'atmosfera non interferisce più.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/cientificos-trabajan-para-fotografiar-el-proximo-eclipse-solar-12-de-agosto-desde-un-globo-en-el-borde-del-espacio-1776332635074.jpeg" data-image="pd51dsg74ppg" alt="Eclissi di sole." title="Eclissi di sole."><figcaption>L'eclissi solare è uno degli eventi astronomici più spettacolari, che si può osservare praticamente una sola volta nella vita.</figcaption></figure><p>L'eclissi solare totale del 12 agosto 2026 non sarà un evento ordinario. La Spagna diventerà uno dei luoghi migliori al mondo per osservarla, <strong>con l'ombra della Luna che attraverserà la parte settentrionale della penisola iberica al tramonto.</strong></p><p>Ma mentre migliaia di persone ammireranno il cielo da terra, due appassionati di astronomia si stanno preparando a qualcosa di diverso: osservare l'eclissi quasi dallo spazio.</p><h2>L'idea e la sfida: elevarsi al di sopra dell'atmosfera</h2><p>La <strong>"Missione Balloon Weir",</strong> come l'hanno chiamata <strong>Alex Mendiolagoitia</strong> e <strong>Juanjo García,</strong> è un'iniziativa che coinvolge la collaborazione di numerose organizzazioni, tra cui la <strong>Federazione delle Associazioni Astronomiche Spagnole. </strong></p><p>Consiste nel lanciare palloni stratosferici equipaggiati con telecamere e sensori. <strong>Questi dispositivi raggiungeranno un'altitudine di circa 30 chilometri, posizionandosi ben al di sopra della maggior parte dell'atmosfera terrestre.</strong></p><p>A quell'altitudine, il cielo smette di essere azzurro e diventa scuro, e le condizioni di osservazione cambiano drasticamente, con minore turbolenza atmosferica, assenza di nuvole e maggiore nitidezza delle immagini.</p><h3>Fotografare l'ombra della luna</h3><p>Uno degli obiettivi principali di questa missione è catturare qualcosa di impossibile da vedere chiaramente dalla Terra: l'ombra della Luna che si muove sulla superficie terrestre.</p><h3><strong>Cos'è un pallone meteorologico?</strong></h3><p>È un tipo di pallone stratosferico utilizzato per studiare l'atmosfera. Di solito è riempito di elio o idrogeno e trasporta un piccolo strumento di misurazione che raccoglie dati durante la sua ascesa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="722978" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spettacolo-celeste-il-solar-dynamics-orbiter-cattura-una-rarissima-doppia-eclisse-in-un-solo-giorno.html" title="Spettacolo celeste: il Solar Dynamics Orbiter cattura una rarissima doppia eclisse in un solo giorno">Spettacolo celeste: il Solar Dynamics Orbiter cattura una rarissima doppia eclisse in un solo giorno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/spettacolo-celeste-il-solar-dynamics-orbiter-cattura-una-rarissima-doppia-eclisse-in-un-solo-giorno.html" title="Spettacolo celeste: il Solar Dynamics Orbiter cattura una rarissima doppia eclisse in un solo giorno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/spettacolo-celeste-il-solar-dynamics-orbiter-cattura-una-rarissima-doppia-eclisse-in-un-solo-giorno-1754313390984_320.png" alt="Spettacolo celeste: il Solar Dynamics Orbiter cattura una rarissima doppia eclisse in un solo giorno"></a></article></aside><p>Durante un'eclissi lunare totale, la Luna proietta un'ombra che si sposta sul pianeta ad alta velocità. Da terra, percepiamo solo l'oscuramento del giorno, ma dalla stratosfera è possibile osservare questo movimento in modo molto più diretto.</p><h2> Un laboratorio meteorologico</h2><p>Oltre alla fotografia, questo tipo di esperimento riveste un grande interesse scientifico. Un'eclissi solare provoca una drastica riduzione della radiazione solare, che genera cambiamenti misurabili nell'atmosfera:</p><ul><li><strong>Calo di temperatura</strong></li><li><strong>Variazioni nei modelli di vento</strong></li><li><strong>Alterazioni della stabilità atmosferica</strong></li></ul><p>Da un'altitudine di 30 km, i sensori possono registrare questi cambiamenti senza le consuete interferenze degli strati inferiori dell'atmosfera, fornendo dati particolarmente preziosi per la meteorologia.</p><h3><strong>Scienza accessibile: palloni aerostatici al posto dei satelliti</strong></h3><p>Uno degli aspetti più interessanti del progetto è il suo approccio: invece di ricorrere a costose missioni spaziali, utilizza palloni meteorologici.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/los-cientificos-trabajan-para-fotografiar-el-eclipse-solar-del-12-de-agosto-desde-un-globo-en-el-borde-del-espacio-1776495531189.png" data-image="2jav40r3c6pd" alt="Eclissi, Spagna." title="Eclissi, Spagna."><figcaption>I punti rossi rappresentano la posizione delle squadre partecipanti, mentre i rombi viola indicano la posizione "provvisoria" dei lanci.</figcaption></figure><p>Ciò consente di lanciare simultaneamente più dispositivi, anche da luoghi diversi, per ottenere una visione più completa del fenomeno.</p><p>Inoltre, molte di queste iniziative prevedono una componente di scienza partecipativa, coinvolgendo università, associazioni e appassionati.</p><h2> La sfida è sempre la stessa, il tempo</h2><p>Sebbene i palloni aerostatici evitino le nuvole, il lancio dipende comunque dalle stesse condizioni meteorologiche al suolo: venti deboli, stabilità atmosferica e sicurezza dell'ascesa.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758069" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/qual-e-il-posto-migliore-per-ammirare-l-eclissi-totale-di-sole-del-12-agosto.html" title="Qual è il posto migliore per ammirare l'eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026 in Europa?">Qual è il posto migliore per ammirare l'eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026 in Europa?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/qual-e-il-posto-migliore-per-ammirare-l-eclissi-totale-di-sole-del-12-agosto.html" title="Qual è il posto migliore per ammirare l'eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026 in Europa?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quel-est-le-meilleur-endroit-pour-admirer-l-eclipse-solaire-du-12-aout-1772725298859_320.jpeg" alt="Qual è il posto migliore per ammirare l'eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026 in Europa?"></a></article></aside><p>Tenendo conto di tutto ciò, la decisione ideale sarà quella di scegliere il momento esatto, considerando che l'eclissi avverrà al tramonto in Spagna, con il sole molto basso sull'orizzonte.</p><h3><em>Riferimento alla notizia</em></h3><p><em> <a href="https://eclipse-spain.es/index.php/es/recursos-para-los-eclipses/globos-sonda" target="_blank">Proyecto Globos: una visión estratosférica del eclipse</a>, impulsado por la Federación de Asociaciones Astronómicas de España (FAAE).</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/i-ricercatori-stanno-lavorando-per-fotografare-l-eclissi-solare-del-12-agosto-da-un-pallone-aerostatico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il Sentiero dei Due Mari: il sorprendente percorso di trekking in Sicilia che attraversa le montagne]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-dei-due-mari-il-sorprendente-percorso-di-trekking-in-sicilia-che-attraversa-le-montagne.html</link><pubDate>Sun, 26 Apr 2026 13:11:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Non solo mare e spiagge. In Sicilia si può camminare su sentieri per il trekking in montagna, tra boschi e panorami straordinari, scoprendo una biodiversità eccezionale</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sentiero-dei-due-mari-il-sorprendente-percorso-panoramico-sui-monti-della-sicilia-1776938633558.jpg" data-image="5ykezujhisak" alt="Trekking Sicilia" title="Trekking Sicilia"><figcaption>Il panorama dal Monte Dinnamare, parte dell'Appennino Siculo</figcaption></figure><p>All'estremo nord della Sicilia si trova una catena montuosa che fa parte dell’<strong>Appennino Siculo</strong>, quella dei <strong>Monti Peloritani</strong>. Nel cuore di queste montagne formate in gran parte da rocce magmatiche si trova un percorso per il trekking che offre vedute indimenticabili.</p><div class="texto-destacado">Il <strong>Sentiero dei Due Mari</strong>, questo il suo nome, si snoda lungo le pendici di una delle vette più alte della catena montuosa che lo ospita, il <strong>Monte Dinnammare</strong>, che raggiunge i 1127 metri di altitudine.</div><p>La particolare posizione della montagna rende il sentiero uno dei più belli della Sicilia, tra il verde della macchia mediterranea e il blu del cielo e del mare. Il sentiero è nato parecchi anni fa, grazie all'intuizione dell'associazione <strong>"Camminare i Peloritani", </strong>diretta da <strong>Pasquale D'Andrea</strong> e<strong> Padre Giovanni Lombardo,</strong> che si occupa di escursionismo e trekking di varie tipologie nell'area dei Peloritani (e non solo).</p><h2>Gli ecosistemi dei Monti Peloritani</h2><p>Una delle tante attrattive di questo sentiero sono la <strong>flora e la fauna</strong> tipiche del territorio che attraversa e che sono particolarmente interessanti per la loro <strong>varietà.</strong></p><p>In una manciata di chilometri ci si ritrova circondati da diversi ecosistemi dove a seconda dell’<strong>altitudine</strong> e dell’<strong>esposizione</strong>, le specie tipicamente <strong>mediterranee </strong>come il lentisco e il cisto si alternano a <strong>zone boscose</strong> dove crescono ad esempio roverelle, platani ed eucalipti. Non mancano nemmeno le specie endemiche e i <strong>fiori rari.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="718879" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-trekking-piu-difficile-d-italia-e-una-meraviglia-della-natura-tra-alte-falesie-mare-e-silenzio-ecco-qual-e.html" title="Il trekking più difficile d'Italia è una meraviglia della natura tra alte falesie, mare e silenzio: ecco dove si trova">Il trekking più difficile d'Italia è una meraviglia della natura tra alte falesie, mare e silenzio: ecco dove si trova</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-trekking-piu-difficile-d-italia-e-una-meraviglia-della-natura-tra-alte-falesie-mare-e-silenzio-ecco-qual-e.html" title="Il trekking più difficile d'Italia è una meraviglia della natura tra alte falesie, mare e silenzio: ecco dove si trova"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-trekking-piu-difficile-d-italia-e-una-meraviglia-della-natura-tra-alte-falesie-mare-e-silenzio-ecco-qual-e-1751992394756_320.jpg" alt="Il trekking più difficile d'Italia è una meraviglia della natura tra alte falesie, mare e silenzio: ecco dove si trova"></a></article></aside><p>Sulle cime dei Monti Peloritani vive anche una <strong>fauna </strong>che è altrettanto ricca. Sono di casa qui ricci, volpi, roditori e nidificano più di <strong>centocinquanta specie di uccelli</strong>. Non sarà difficile avvistare rapaci come falchi e poiane, ma anche gheppi, upupe e barbagianni. Specie endemiche si possono trovare anche per quanto riguarda la fauna. Alcune, come la <strong>testuggine di Hermann</strong>, sono <strong>protette</strong>.</p><h2>Il panorama sui due mari</h2><p>Quello che rende così speciale il Sentiero dei Due Mari sono naturalmente le sue vedute. </p><div class="texto-destacado">Le coste siciliane, quelle calabresi, lo Stretto di Messina e naturalmente i due mari da cui il sentiero trae il proprio nome, <strong>Ionio </strong>e <strong>Tirreno</strong> offrono vedute uniche.</div><p>Quando lo sterrato esce dai boschi e lo sguardo può spaziare lo spettacolo è davvero straordinario. Anche le <strong>Isole Eolie </strong>e il <strong>Golfo di Milazzo</strong> sono visibili dall'alto, in particolare dall’ultimo tratto del sentiero.</p><p>Addentrarsi nella vegetazione rigogliosa dei tratti boschivi, comunque, è un’esperienza ugualmente da non perdere.</p><h2>Il percorso ad anello del Sentiero dei Due Mari</h2><p> Il Sentiero dei Due Mari è un percorso ad anello che comprende anche brevi tracciati in cui il suolo è <strong>roccioso</strong>, di tipo alpino, un tratto in cui si cammina sulla cresta dei monti e alcuni <strong>rifugi.</strong></p><p>Il <strong>santuario della Madonna di Dinnammare</strong>, che si trova sul monte omonimo, costituisce idealmente il punto di partenza di questo trekking che in realtà inizia ufficialmente di poco più in basso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-sentiero-dei-due-mari-il-sorprendente-percorso-panoramico-sui-monti-della-sicilia-1776938706109.jpg" data-image="1u8tzhg46dgi" alt="Sentiero dei Due Mari Sicilia" title="Sentiero dei Due Mari Sicilia"><figcaption>Sentiero per il trekking sui Monti Peloritani</figcaption></figure><p><br>Dal santuario si raggiunge in breve quella che un tempo era una strada usata a <strong>scopi militari</strong>. La posizione di questa montagna ne ha fatto un punto perfetto <strong>strategicamente </strong>in molti momenti storici e specialmente durante le due guerre mondiali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="451451" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/montagna-fascino-naturalistico-offerto-da-monti-peloritani-curiosita.html" title="Il fascino naturalistico offerto dai monti Peloritani, alcune curiosità">Il fascino naturalistico offerto dai monti Peloritani, alcune curiosità</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/montagna-fascino-naturalistico-offerto-da-monti-peloritani-curiosita.html" title="Il fascino naturalistico offerto dai monti Peloritani, alcune curiosità"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-fascino-naturalistico-offerto-dai-monti-peloritani-alcune-curiosita-1668178947743_320.jpg" alt="Il fascino naturalistico offerto dai monti Peloritani, alcune curiosità"></a></article></aside><p><strong>Portella Larderia</strong> è il primo punto panoramico che si trova una volta iniziato il cammino. Da qui già si possono ammirare i due mari, prima che il sentiero si addentri nei boschi. Quando la vegetazione si apre di nuovo, da <strong>Portella Vento</strong> si godono alcune delle vedute più spettacolari del tragitto.</p><p>Nell'ultima parte del sentiero, infine, prima di tornare al punto di partenza, si può vedere bene la costa della <strong>Calabria </strong>tra Palmi e Scilla e naturalmente lo <strong>Stretto di Messina</strong>.</p><h2> Sentiero dei Due Mari: cosa sapere prima di mettersi in cammino</h2><p>La lunghezza del Sentiero dei Due Mari è di poco più di quindici chilometri per una durata di <strong>cinque o sei ore</strong>, e fare trekking qui non è particolarmente difficile. Il percorso infatti è classificato come <strong>turistico/escursionistico</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="335841" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/montagna-cose-da-sapere-sul-sentiero-italia-alpi-appennino.html" title="Montagna, a piedi dall'Etna alle Alpi percorrendo l'Appennino: scopri l'affascinante Sentiero Italia!">Montagna, a piedi dall'Etna alle Alpi percorrendo l'Appennino: scopri l'affascinante Sentiero Italia!</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/montagna-cose-da-sapere-sul-sentiero-italia-alpi-appennino.html" title="Montagna, a piedi dall'Etna alle Alpi percorrendo l'Appennino: scopri l'affascinante Sentiero Italia!"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/montagna-cose-da-sapere-sul-sentiero-italia-alpi-appennino-1690442763518_320.jpg" alt="Montagna, a piedi dall'Etna alle Alpi percorrendo l'Appennino: scopri l'affascinante Sentiero Italia!"></a></article></aside><p>Tra sterrato, vecchie mulattiere ed ex strada militare, il tracciato è facilmente agibile per quasi tutto il percorso. Il <strong>Sentiero Girasì</strong> che si trova nella seconda metà del tragitto è uno dei pochi tratti dove si cammina su rocce un po’ più scoscese.</p><p>I rifugi che si incontrano lungo il cammino offrono la possibilità di trovare <strong>acqua </strong>ed <strong>aree attrezzate</strong> per la sosta. I periodi migliori per esplorare il Sentiero dei Due Mari sono la <strong>primavera </strong>e <strong>l’autunno</strong>. Il caldo sole siciliano, nei mesi estivi, può non essere adatto a tutti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-sentiero-dei-due-mari-il-sorprendente-percorso-di-trekking-in-sicilia-che-attraversa-le-montagne.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Il “GPS” dell’età del bronzo esiste: il Disco di Nebra e la sua mappa del cielo risalente a 3.600 anni fa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-gps-dell-eta-del-bronzo-esiste-il-disco-di-nebra-e-la-sua-mappa-del-cielo-risalente-a-3-600-anni-fa.html</link><pubDate>Sun, 26 Apr 2026 11:14:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Il Disco di Nebra, scoperto nel 1999, è la più antica mappa del cielo. Raffigura Sole, Luna e Pleiadi e serviva a sincronizzare calendario lunare e solare nell’età del bronzo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-gps-dell-eta-del-bronzo-esiste-il-disco-di-nebra-e-la-sua-mappa-del-cielo-risalente-a-3-600-anni-fa-1777016761194.png" data-image="lkzardghqg6l" alt="Disco di Nebra" title="Disco di Nebra"><figcaption>Il Disco di Nebra risalente all'Età del Bronzo.</figcaption></figure><p><strong>E’ considerato uno dei ritrovamenti archeologici più importanti del XX secolo</strong> ed è anche una “fortuna” che oggi se ne conosca pubblicamente l’esistenza. Parliamo del<strong> Disco di Nebra</strong>, un oggetto non solo dal grande valore artistico ma a suo tempo anche di estrema utilità pratica.</p><p>Infatti, risalente all’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_bronzo">Età del Bronzo</a>, <strong>era stato realizzato come sorta di GPS temporale</strong> per correggere il calendario e pianificare tutte quelle attività legate all’alternarsi delle stagioni.</p><h2>Una scoperta avventurosa e rivoluzionaria</h2><p>Il Disco di Nebra fu scoperto nel 1999 sulla collina di <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Mittelberg-Europa-Austria-Vorarlberg--1-194866.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Mittelberg</a> in Austria, ai confini settentrionali con la Germania. Ma non fu scoperto dagli archeologi, piuttosto dai cosiddetti “tombaroli”, cioè da cacciatori illegali di tesori antichi. Solo nel 2002, dopo una serie di compravendite nel mercato nero, fu recuperato dalla polizia e quindi reso bene comune, accessibile alla scienza ed <strong>oggi è inserito nel registro UNESCO “Memory of the World”.</strong></p><p>Questo manufatto risale ad un’epoca compresa tra il 1800 e il 1600 A.C., quindi <strong>risale a circa 3600 anni fa</strong>, durante la cosiddetta Età del Bronzo.</p><div class="texto-destacado">L'Età del Bronzo (circa 2300-900 a.C. in Europa/Italia) è il periodo preistorico caratterizzato dalla scoperta e diffusione della metallurgia del bronzo, una lega di rame e stagno.</div><p>E’ un disco di 30 cm di diametro, realizzato in bronzo con inserti d’oro. Studi pubblicati nel 2024 su <a href="https://archaeologymag.com/2024/11/how-the-3600-year-old-nebra-sky-disk-was-crafted/">Scientific Reports </a>hanno anche rivelato che p<strong>er la sua realizzazione sono state impiegate tecniche di lavorazione sorprendentemente sofisticate</strong>, segno di una cultura tecnologicamente avanzata per l’epoca.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-gps-dell-eta-del-bronzo-esiste-il-disco-di-nebra-e-la-sua-mappa-del-cielo-risalente-a-3-600-anni-fa-1777016921990.jpg" data-image="u38a58lc8vdb" alt="Mittelberg" title="Mittelberg"><figcaption>La regione di Mittelberg dove fu rinvenuto il Disco di Nebra nell'Austria settentrionale.</figcaption></figure><p>Ma non si tratta di un semplice manufatto dal valore artistico, <strong>esso fornisce una fedele rappresentazione del cielo</strong> con Sole, Luna piena e falce di Luna, ammasso delle Pleiadi e indicazione della posizione del Sole nascente ai solstizi ed agli equinozi.</p><h2>Sole, Luna e Pleiadi: un calendario nel cielo</h2><p><strong>Secondo la teoria più accreditata i corpi celesti raffigurati nel Disco di Nebra </strong>non sono disposti casualmente per soli fini artistici, ma <strong>posizionati in modo da poter utilizzare il disco come sincronizzatore tra il ciclo lunare e quello delle stagioni.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="656936" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/emerge-cista-funeraria-eta-del-bronzo-di-dartmoor-sorpresa-fra-gli-archeologi-cosa-potrebbero-trovare.html" title="Emerge una cista funeraria dell'età del bronzo nel Regno Unito, sorpresa fra gli archeologi. Cosa potrebbero trovare?">Emerge una cista funeraria dell'età del bronzo nel Regno Unito, sorpresa fra gli archeologi. Cosa potrebbero trovare?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/emerge-cista-funeraria-eta-del-bronzo-di-dartmoor-sorpresa-fra-gli-archeologi-cosa-potrebbero-trovare.html" title="Emerge una cista funeraria dell'età del bronzo nel Regno Unito, sorpresa fra gli archeologi. Cosa potrebbero trovare?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dartmoor-bronze-age-burial-cist-found-archaeologists-are-excited-what-could-they-find-1715768260615_320.jpeg" alt="Emerge una cista funeraria dell'età del bronzo nel Regno Unito, sorpresa fra gli archeologi. Cosa potrebbero trovare?"></a></article></aside><p>Qual è il problema? Il ciclo lunare, quindi il tempo che intercorre tra una Luna piena e la successiva, da sempre è stato il metodo più semplice e più accessibile a tutti per misurare il tempo che passa.</p><p>Tuttavia, <strong>poiché il ciclo lunare dura circa 29.5 giorni</strong>, dopo 12 lune piene sono trascorsi 354 giorni, cioè 11 giorni in meno rispetto all’anno solare. Se si vuole usare la Luna per calcolare la data dell’equinozio di primavera (riferimento temporale fondamentale per la pianificazione, ad esempio, delle attività agricole di tutto l’anno), dopo 12 lune piene la data dell’equinozio sarebbe sbagliata (anticipata) di 11 giorni, e poi altri 11 giorni il successivo anno (11+11) e poi altre 11 giorni il terzo anno consecutivo (11+11+11). Parlando per semplificazioni, <strong>ogni tre anni si dovrebbe aggiungere un ciclo lunare fittizio in più (cosiddetto ciclo intercalare) per riallineare il calendario lunare e solare.</strong></p><p>Sembra che il Disco di Nebra sia stato realizzato proprio per sapere quando dover fare questa sincronizzazione.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Si ritiene che lo scopo principale del Disco di Nebra fosse quello di sincronizzare il calendario lunare con quello solare.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>La posizione relativa tra l’ammasso stellare delle Pleiadi (in direzione della costellazione del Toro) ben visibile e riconoscibile ad occhio nudo, la posizione della falce di Luna o della Luna piena cambia nel corso del tempo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-gps-dell-eta-del-bronzo-esiste-il-disco-di-nebra-e-la-sua-mappa-del-cielo-risalente-a-3-600-anni-fa-1777017291792.png" data-image="bnburzd30ram" alt="Disco di Nebra" title="Disco di Nebra"><figcaption>La rappresentazione artistica dell'utilizzo del Disco di Nebra. Lo si confrontava periodicamente con il cielo aspettando l'epoca in cui la confifurazione di Luna, Pleiadi, Sole coincidesse con quella incisa nel disco per inserire il ciclo lunare intercalare.</figcaption></figure><p>Quando la loro posizione relativa coincideva esattamente con quella rappresentata nel disco significava che si doveva inserire il ciclo lunare intercalare, sincronizzando così nuovamente il due calendari. Non solo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="743208" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/pietre-luce-e-antichi-saperi-ecco-i-monumenti-piu-famosi-che-raccontano-il-solstizio-d-inverno.html" title="Pietre, luce e antichi saperi: ecco i monumenti più famosi che raccontano il Solstizio d'Inverno, in Italia e in Europa">Pietre, luce e antichi saperi: ecco i monumenti più famosi che raccontano il Solstizio d'Inverno, in Italia e in Europa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/pietre-luce-e-antichi-saperi-ecco-i-monumenti-piu-famosi-che-raccontano-il-solstizio-d-inverno.html" title="Pietre, luce e antichi saperi: ecco i monumenti più famosi che raccontano il Solstizio d'Inverno, in Italia e in Europa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/pietre-luce-e-antichi-saperi-ecco-i-monumenti-piu-famosi-che-raccontano-il-solstizio-d-inverno-1765300370510_320.jpg" alt="Pietre, luce e antichi saperi: ecco i monumenti più famosi che raccontano il Solstizio d'Inverno, in Italia e in Europa"></a></article></aside><p>Gli archi dorati laterali presenti sul disco si pensa indichino l’orizzonte e i punti del sorgere e tramontare del Sole, permettendo così di individuare anche le date dei solstizi e degli equinozi.</p><h2>Il primo “GPS” della storia? Significato e interpretazioni</h2><p>Volendo usare una metafora, <strong>il Disco di Nebra potrebbe essere considerato come un “GPS” non spaziale, ma temporale dell’Età del Bronzo. </strong>Uno strumento prezioso che permetteva di coordinare correttamente le attività umane con l’alternarsi delle stagioni.</p><p>Il suo valore è probabilmente duplice. Se da un lato era uno strumento scientifico, legato all’osservazione del cielo e alla gestione del calendario, dall’altro <strong>doveva essere anche un oggetto simbolico e religioso.</strong></p><p>Gli studi effettuati su questo disco hanno rilevato come esso sia stato modificato più volte nel tempo, suggerendo un suo uso prolungato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="463172" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-giorni-eliminati-calendario-pasqua-luna-piena-effetti-oggi.html" title="L'affascinante storia dei dieci giorni mai esistiti sul calendario">L'affascinante storia dei dieci giorni mai esistiti sul calendario</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/dieci-giorni-eliminati-calendario-pasqua-luna-piena-effetti-oggi.html" title="L'affascinante storia dei dieci giorni mai esistiti sul calendario"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/dieci-giorni-eliminati-calendario-pasqua-luna-piena-effetti-oggi-1675076363597_320.jpg" alt="L'affascinante storia dei dieci giorni mai esistiti sul calendario"></a></article></aside><p>Le ricerche più recenti confermano che non si tratta di un semplice oggetto artistico, ma di <strong>una testimonianza concreta delle conoscenze astronomiche europee preistoriche.</strong></p><p>Il Disco di Nebra è una testimonianza preziosa di come nell’Età del Bronzo l’uomo fosse capace di leggere il cielo e utilizzarne la conoscenza a proprio vantaggio, come strumento utile per le attività quotidiane. Oggi <strong>ci racconta quanto fosse sofisticata la scienza delle origini.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/il-gps-dell-eta-del-bronzo-esiste-il-disco-di-nebra-e-la-sua-mappa-del-cielo-risalente-a-3-600-anni-fa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Previsioni Meteo: una grande massa d’aria fredda si estenderà sull’Europa giovedì 30 aprile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-meteo-una-grande-massa-d-aria-fredda-si-estendera-sull-europa-giovedi-30-aprile.html</link><pubDate>Sun, 26 Apr 2026 06:00:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dagli scenari proposti dai grandi centri di calcolo internazionali si apre un periodo di grande dinamismo, con il ritorno dell'instabilità e un calo delle temperature. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa6zwac"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa6zwac.jpg" id="xa6zwac"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Da stagione di transizione per eccellenza la primavera, come sappiamo, è fatta di una continua alternanza fra fasi soleggiate, a periodi più freschi e instabili. Anche la prossima settimana seguirà questo andamento. </p><p>Difatti, la prima parte della settimana, vedrà ancora condizioni di tempo stabile e soleggiato. Ma dalla seconda parte della settimana, una massa d’aria fredda irromperà sull’Europa, interessando pure l’Italia, portando freddo e instabilità. </p><p>Questa situazione potrebbe prolungarsi fino alla giornata del 1° maggio, poi farà seguito un miglioramento, seguito da un nuovo aumento delle temperature. </p><h2><strong>Cosa dicono i principali global models?</strong></h2><p>I principali centri di calcolo internazionali offrono un quadro non ancora univoco, come spesso accade in questo periodo dell’anno, su previsioni a medio termine. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-attenzione-una-grande-massa-d-aria-fredda-si-estendera-sull-europa-giovedi-30-aprile-1777128569563.png" data-image="9hmry67ub9u8" alt="Instabilità." title="Instabilità."><figcaption>Questa situazione potrebbe prolungarsi fino alla giornata del 1° maggio, poi farà seguito un miglioramento, seguito da un nuovo aumento delle temperature. </figcaption></figure><p>Secondo il modello europeo <strong>ECMWF</strong> l’instabilità si farà strada proprio nei primi giorni di maggio, indicando una giornata del 1° maggio caratterizzata dall’instabilità pomeridiana, anche se non ovunque, e con larghi spazi soleggiati lungo le aree costiere.</p><div class="texto-destacado">Il modello americano <strong>GFS,</strong> invece, ipotizza un periodo ancora più instabile, a tratti pure perturbato, per l’isolamento di una goccia fredda sui mari attorno l’Italia. <strong>Questo causerà maltempo sia al Nord che nelle regioni del Centro, con piogge e locali precipitazioni a carattere di rovescio o temporale, </strong>accompagnata da venti freschi settentrionali, pronti a rendere il clima piuttosto frizzante. </div><p>Il modello tedesco <strong>ICON</strong> tende a confermare un fine settimana dinamico, con possibile instabilità pomeridiana, localizzata principalmente nelle aree montuose più interne, ma con possibili sconfinamenti fino alle aree pianeggianti e costiere. </p><p>Sempre secondo <strong>ICON</strong> si rafforza l’ipotesi di un mese di maggio più piovoso rispetto la media climatologica, soprattutto sulle regioni Settentrionali e sull’Appennino. </p><h2><strong>Instabilità e calo termico confermati dopo il 30</strong></h2><p>Dalle singole analisi degli scenari probabilistici emerge molto chiaramente come da <strong>giovedì 30 aprile,</strong> l’arrivo di queste infiltrazioni di aria fresca causeranno dell’instabilità, almeno sulle regioni Settentrionali e Centrali, con il rischio di temporali, e rovesci.</p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xa6zwgk"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa6zwgk.jpg" id="xa6zwgk"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Poi, a cavallo fra il 1 e il 2 maggio, un cuneo anticiclonico da Ovest causerà un nuovo miglioramento, con l’instabilità che rimarrà relegate sui monti e sulle aree interne dell’Appennino, durante le ore più calde del giorno. </p><h2><strong>Il Sud maggiormente penalizzato?</strong></h2><p>Il Sud, invece, potrebbe rimanere in parte scoperto, venendo interessato da queste infiltrazioni di aria fresca dai Balcani che causeranno ancora instabilità, e qualche pioggia fra medio-basso Adriatico e aree dell’estremo sud peninsulare.</p><p>Le temperature si manterranno su valori al di sotto delle medie stagionali, <strong>soprattutto sulle regioni del Centro-Sud, </strong>anche se stavolta non si potrà parlare di una vera e propria ondata di freddo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765305" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-emilia-romagna-25-aprile-soleggiato-l-anticiclone-porta-caldo-precoce-fino-a-27-c-a-bologna.html" title="Meteo Emilia Romagna: 25 aprile soleggiato, l'anticiclone porta caldo precoce. Fino a 27°C a Bologna">Meteo Emilia Romagna: 25 aprile soleggiato, l'anticiclone porta caldo precoce. Fino a 27°C a Bologna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-emilia-romagna-25-aprile-soleggiato-l-anticiclone-porta-caldo-precoce-fino-a-27-c-a-bologna.html" title="Meteo Emilia Romagna: 25 aprile soleggiato, l'anticiclone porta caldo precoce. Fino a 27°C a Bologna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-emilia-romagna-25-aprile-soleggiato-l-anticiclone-porta-caldo-precoce-fino-a-27-c-a-bologna-1776937129187_320.png" alt="Meteo Emilia Romagna: 25 aprile soleggiato, l'anticiclone porta caldo precoce. Fino a 27°C a Bologna"></a></article></aside><p>Per chi organizza gite o viaggi, il consiglio è monitorare gli aggiornamenti nei prossimi giorni, dato che l’incertezza è ancora elevata e gli scenari potranno affinarsi man mano che ci si avvicina alla data. </p><p><strong>In questo periodo dell’anno è normale passare dal sole e dal clima mite della mattina a un temporale o a un rovescio improvviso nel pomeriggio.</strong> Per questo è sempre consigliabile controllare le previsioni meteo prima di organizzare una gita fuori porta.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/previsioni-meteo-una-grande-massa-d-aria-fredda-si-estendera-sull-europa-giovedi-30-aprile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[3I/ATLAS saluta il Sistema Solare, ma continua a fornire scoperte scientifiche]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-saluta-il-sistema-solare-ma-continua-a-fornire-scoperte-scientifiche.html</link><pubDate>Sun, 26 Apr 2026 05:01:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Negli ultimi momenti della missione 3I/ATLAS nel Sistema Solare, alcune osservazioni hanno rivelato la presenza di metano nella sua composizione.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/3i-atlas-se-despede-do-sistema-solar-mas-segue-rendendo-descobertas-cientificas-1776536685254.png" data-image="c2p3hjvtdelp" alt="3I/ATLAS." title="3I/ATLAS."><figcaption>Anche mentre si allontana dal Sistema Solare, la sonda 3I/ATLAS continua a fornire dati, rivelando nuove informazioni sulla sua struttura e origine. Crediti: NASA</figcaption></figure><p>Il <strong>3I/ATLAS</strong> è un oggetto di origine interstellare individuato nel luglio 2025, diventato il terzo visitatore interstellare mai registrato. La sua individuazione è avvenuta grazie a rilevamenti osservativi e, in breve tempo, è stato confermato come oggetto interstellare in base alla sua traiettoria iperbolica. Gli astronomi e il grande pubblico hanno mostrato grande interesse per questo visitatore interstellare a causa della rarità delle visite di oggetti di questo tipo. Il 3I/ATLAS ha segnato l'anno 2025 come uno dei principali obiettivi scientifici.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Dopo la sua massima avvicinamento al Sole, il <strong>3I/ATLAS</strong> ha iniziato la sua traiettoria di uscita dal Sistema Solare, seguendo un'orbita che impedisce qualsiasi ritorno futuro. <svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Nonostante la breve durata del suo passaggio, l'oggetto è stato monitorato continuamente da telescopi terrestri e spaziali. Sono state effettuate diverse osservazioni spettroscopiche e fotometriche per caratterizzarne la composizione e l'attività. Queste osservazioni sono state importanti per comprendere come si formano gli oggetti al di fuori del Sistema Solare.</p><p><strong>Attualmente, nel mese di aprile, 3I/ATLAS si trova già oltre l'orbita di Giove, in fase di allontanamento dal Sistema Solare.</strong> Anche in questa fase, nuove analisi continuano a rivelare informazioni rilevanti sulla sua composizione chimica. Recenti osservazioni hanno indicato la presenza di metano nella cometa. Il rilevamento di questo materiale fornisce ulteriori indizi su come fosse l'ambiente in cui si è formato questo oggetto e sugli ambienti di formazione in altri sistemi stellari.</p><h2>3I/ATLAS</h2><p>Nel luglio 2025, l'osservatorio ATLAS ha individuato un oggetto in entrata nel Sistema Solare e, pochi giorni dopo, altri osservatori ne hanno confermato l'origine interstellare. <strong>L'oggetto è così diventato il terzo oggetto interstellare rilevato mentre attraversava il Sistema Solare.</strong> Essendo il terzo oggetto interstellare e essendo stato osservato per primo da ATLAS, la cometa ha ricevuto il nome di 3I/ATLAS.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il passaggio di 3I/ATLAS è stato breve a causa della sua traiettoria e della sua elevata velocità rispetto alla Terra.</strong></div><p>3I/ATLAS ha raggiunto il suo perielio, ovvero il punto di massima vicinanza al Sole, alla fine del 2025 e da quel momento ha iniziato la sua traiettoria di allontanamento. Il momento di minima distanza dalla Terra si è verificato subito dopo, senza rappresentare alcun rischio di impatto. <strong>Fin dalla sua scoperta, i calcoli orbitali hanno indicato una probabilità minima di collisione con il nostro pianeta.</strong> Anche nel momento di massima avvicinamento, l'oggetto è rimasto a una distanza di sicurezza, compatibile con i parametri previsti per i visitatori interstellari.</p><h2>Le scoperte</h2><p>Durante il suo breve passaggio nel Sistema Solare, <strong>3I/ATLAS è stato oggetto di campagne osservative che hanno permesso di caratterizzarne l'attività e le proprietà fisiche.</strong> I dati fotometrici hanno indicato variazioni di luminosità associate alla rotazione e al rilascio di materiale volatile. Le osservazioni spettroscopiche hanno rivelato la presenza di gas tipici dell'attività cometaria oltre la chioma. L'analisi della morfologia della coda ha fornito informazioni sull'interazione con il vento solare e sulla distribuzione delle particelle espulse.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763224" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-provenienti-dalla-cometa-interstellare-3i-atlas-saranno-fondamentali-per-capire-le-comete-interstellari.html" title="I dati provenienti dalla cometa interstellare 3I/ATLAS saranno fondamentali per capire le comete interstellari">I dati provenienti dalla cometa interstellare 3I/ATLAS saranno fondamentali per capire le comete interstellari</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/i-dati-provenienti-dalla-cometa-interstellare-3i-atlas-saranno-fondamentali-per-capire-le-comete-interstellari.html" title="I dati provenienti dalla cometa interstellare 3I/ATLAS saranno fondamentali per capire le comete interstellari"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cometa-interestelar-3i-atlas-nasa-1774847622798_320.jpg" alt="I dati provenienti dalla cometa interstellare 3I/ATLAS saranno fondamentali per capire le comete interstellari"></a></article></aside><p>L'osservazione delle comete è importante perché forniscono informazioni sui primi momenti della formazione di un sistema planetario. <strong>Nel caso di 3I/ATLAS, l'osservazione ha mostrato che i processi di formazione che coinvolgono ghiaccio e polvere sono comuni nei dischi protoplanetari al di fuori del Sistema Solare.</strong> Il confronto con le comete locali ha indicato somiglianze strutturali, ma anche differenze nella composizione e nell'evoluzione termica.</p><h2>Un addio che porta a una scoperta</h2><p>Attualmente, <strong>3I/ATLAS</strong> si sta allontanando dal Sistema Solare e ha già superato l'orbita di Giove. Ciononostante, <strong>3I/ATLAS è rimasto oggetto di osservazioni con il telescopio James Webb.</strong> I ricercatori hanno analizzato le emissioni nell'infrarosso e studiato la composizione termica e chimica dell'oggetto. Durante la sua avvicinamento al Sole, i dati hanno indicato un rilascio limitato di sostanze volatili. Questo comportamento è coerente con la prolungata esposizione della cometa ai raggi cosmici.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/3i-atlas-se-despede-do-sistema-solar-mas-segue-rendendo-descobertas-cientificas-1776536725263.png" data-image="yymfucq990pq" alt="3I/ATLAS." title="3I/ATLAS."><figcaption>3I/ATLAS ha rivelato la presenza di metano al suo interno dopo aver perso gli strati superficiali riscaldati dal Sole, mettendo a nudo materiale più primitivo. Crediti: Belyakov et al. 2026</figcaption></figure><p>Le prime osservazioni riflettevano principalmente la composizione chimica di una superficie erosa e invecchiata. <strong>Man mano che 3I/ATLAS si allontana dal Sistema Solare, nuove analisi hanno rivelato cambiamenti nella sua attività.</strong> Nuovi dati hanno mostrato un aumento nel rilascio di sostanze volatili, indicando un riscaldamento degli strati più profondi. Questo comportamento suggerisce che l'oggetto abbia perso la sua crosta superficiale, esponendo regioni interne meglio conservate. <strong>Una delle scoperte principali è stata la presenza di metano all'interno dell'oggetto.</strong></p><h2>Quando avremo un'altra visita?</h2><p>Grazie a ciò, la sonda <strong>3I/ATLAS</strong> ci ha fornito numerose informazioni sulla composizione chimica dei sistemi planetari al di fuori del Sistema Solare. Ciononostante, ora 3I/ATLAS ci saluta per non tornare mai più, ovvero il suo passaggio è unico, senza possibilità di ritorno. Prima di esso, erano stati confermati solo due visitatori interstellari: <strong>ʻ</strong><strong>Oumuamua e 2I/Borisov. Il rilevamento di questi pochi casi evidenzia la rarit</strong><strong>à</strong><strong> o la possibile sottodetection di questo tipo di oggetto.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762195" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-fenomeno-mai-visto-prima-dagli-astronomi-una-cometa-inverte-la-sua-rotazione-nello-spazio.html" title="Un fenomeno mai visto prima dagli astronomi, una cometa inverte la sua rotazione nello spazio">Un fenomeno mai visto prima dagli astronomi, una cometa inverte la sua rotazione nello spazio</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/un-fenomeno-mai-visto-prima-dagli-astronomi-una-cometa-inverte-la-sua-rotazione-nello-spazio.html" title="Un fenomeno mai visto prima dagli astronomi, una cometa inverte la sua rotazione nello spazio"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-fenomeno-nunca-antes-visto-por-los-astronomos-un-cometa-invierte-su-rotacion-en-el-espacio-1774635277372_320.jpg" alt="Un fenomeno mai visto prima dagli astronomi, una cometa inverte la sua rotazione nello spazio"></a></article></aside><p>Di conseguenza, non è ancora possibile prevedere quando avverrà la prossima visita interstellare. Nonostante l'incertezza sulla frequenza di questi incontri, i progressi tecnologici stanno ampliando la capacità di rilevamento. Ciò suggerisce che in futuro si potranno rilevare nuovi visitatori con maggiore regolarità. <strong>Tuttavia, rimane il dubbio se il numero esiguo osservato finora rifletta i limiti strumentali del passato o un basso tasso di passaggio.</strong></p><h3>Fonte della notizia</h3><p><em>Belyakov et al. 2026 <a href="https://iopscience.iop.org/article/10.3847/2041-8213/ae5700" target="_blank">The Volatile Inventory of 3I/ATLAS as Seen with JWST/MIRI</a> The Astrophysical Journal Letters</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/3i-atlas-saluta-il-sistema-solare-ma-continua-a-fornire-scoperte-scientifiche.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le scimmie imparano a curarsi da sole e scoprono un rimedio naturale contro il mal di stomaco]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-scimmie-imparano-a-curarsi-da-sole-e-scoprono-un-rimedio-naturale-contro-il-mal-di-stomaco.html</link><pubDate>Sat, 25 Apr 2026 18:20:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Alle prese con il junk food offerto dai turisti, i macachi della Rocca di Gibilterra hanno iniziato a soffrire di indigestione, ma hanno anche trovato da soli il sistema per curarsi</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-scimmie-imparano-a-curarsi-da-sole-e-scoprono-un-rimedio-naturale-contro-il-mal-di-stomaco-1776936365209.jpg" data-image="8intvou8gq5q" alt="Macachi Gibilterra" title="Macachi Gibilterra"><figcaption>Un macaco dello Stretto di Gibilterra mangia un gelato offerto dai turisti</figcaption></figure><p><br>Negli esseri umani la dipendenza dal <strong>cibo spazzatura</strong> è legata a cause fisiologiche come i meccanismi di ricompensa del cervello, ma ha anche una causa <strong>evolutiva</strong>. </p><div class="texto-destacado">Zuccheri e grassi hanno consentito la sopravvivenza e contribuito all’evoluzione, adesso però queste sostanze rischiano di compromettere la dieta di alcuni animali poiché gli uomini condividono con loro <strong>snack e dolci</strong>, alterando un'alimentazione basata su cibi completamente diversi.</div><p>È quello che sta accadendo ai <strong>primati di Gibilterra</strong>, che ricevono spesso alimenti <strong>ipercalorici </strong>dai turisti. </p><p>La natura però fa sempre il suo corso e i primati hanno scoperto il modo di curarsi da soli il mal di stomaco che si procurano ingerendo sostanze non adatte a loro. </p><h2>Il caso dei macachi di Gibilterra</h2><p>Nell’area della Rocca di Gibilterra vive l’unica comunità di scimmie libere in Europa. Questi animali, arrivati probabilmente nel medioevo durante le invasioni dei musulmani dal nord Africa, sono il simbolo di Gibilterra e sono amati e rispettati. Le autorità locali se ne prendono cura fornendo loro acqua e cibo adatto e ai turisti sarebbe <strong>vietato </strong>nutrirli.</p><p>Nella pratica, però, sono molte le persone che si divertono ad offrire alle scimmie snack come <strong>patatine, cioccolato e caramelle</strong>, che i macachi, per altro, sembrano gradire molto al punto che talvolta se li procacciano da soli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-scimmie-imparano-a-curarsi-da-sole-e-scoprono-un-rimedio-naturale-contro-il-mal-di-stomaco-1776936421746.jpg" data-image="02lhaeja1mr4" alt="Stretto di Gibilterra" title="Stretto di Gibilterra"><figcaption>Una famiglia di macachi che vive libera a Gibilterra</figcaption></figure><p>I cibi iper processati e l’eccesso di zuccheri, grassi e sale, non è però salutare per un sistema digestivo abituato a <strong>semi, foglie</strong> e più raramente a <strong>insetti</strong>. Il microbiota intestinale dei macachi si sta quindi alterando ma gli scienziati dell’<strong>Università di Cambridge</strong> hanno notato che le scimmie stanno già correndo ai ripari, autonomamente.</p><h2>Cos’è la geofagia e quali sono i benefici</h2><p>Gli studiosi di Cambridge hanno osservato le colonie di macachi che vivono a Gibilterra e che sono più spesso a contatto con i turisti, e hanno potuto accertare che praticano la <strong>geofagia</strong>. </p><p>Queste scimmie si nutrono di terreno, e lo fanno più spesso nei periodi di <strong>alta stagione</strong>. Le osservazioni del fenomeno sono state molto più di frequente nelle aree più turistiche, dove quasi <strong>un quinto</strong> della quantità di cibo ingerito dai primati è costituito da junk food. In una comunità di macachi che vive in un punto più isolato dell'area e che quindi non ha occasione di incontrare turisti, <strong>nessun episodio</strong> di geofagia è stato osservato.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="489011" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ultimo-rifugio-di-scimmie-selvatiche-europa-fiorente-perche.html" title="L'ultimo rifugio di scimmie selvatiche d'Europa è in buona salute: perché?">L'ultimo rifugio di scimmie selvatiche d'Europa è in buona salute: perché?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ultimo-rifugio-di-scimmie-selvatiche-europa-fiorente-perche.html" title="L'ultimo rifugio di scimmie selvatiche d'Europa è in buona salute: perché?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/o-ultimo-refugio-de-macacos-selvagens-na-europa-esta-a-prosperar-porque-gibraltar-1681952236823_320.jpg" alt="L'ultimo rifugio di scimmie selvatiche d'Europa è in buona salute: perché?"></a></article></aside><p>L’abitudine, comunque, non è del tutto insolita. Altrove, anche lemuri e scimpanzé mangiano il terreno perché contiene <strong>minerali </strong>e fornisce una <strong>difesa dalle tossine vegetali. </strong></p><p>Persino in alcune <strong>comunità umane</strong> la geofagia non è sconosciuta. In alcune culture dell’Africa, dell’Asia, dell’America e della Siberia questa abitudine deriva dalla necessità di sopperire a <strong>carenze alimentari</strong> ma anche di curare disturbi dello stomaco, come ad esempio la <strong>nausea in gravidanza</strong>.</p><h2>Tra istinto e apprendimento</h2><p>Il facile accesso al cibo spazzatura causa negli animali della Rocca di Gibilterra un aumento del desiderio di un certo tipo di alimenti che l’istinto di conservazione non riesce a sopprimere, come succede agli esseri umani. I macachi però, pur apprezzando le offerte dei turisti, hanno trovato anche il modo di curare gli effetti indesiderati di un’errata alimentazione.</p><p>Il <strong>basso contenuto di energie e fibre</strong> negli snack che i primati ricevono dagli umani può causare infatti disturbi gastrici. Il <strong>lattosio </strong>contenuto nei <strong>gelati </strong>che i turisti consumano in grande quantità causa invece effetti negativi a causa dell’<strong>intolleranza </strong>che le scimmie normalmente sviluppano dopo lo svezzamento.</p><p>Dalle osservazioni, gli etologi hanno potuto notare le stesse scimmie consumare terreno subito dopo aver mangiato pane e gelati, ma il fenomeno è anche <strong>sociale</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="653116" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-della-nasica-la-scimmia-dall-apparato-nasale-lungo-fino-a-17-centimetri.html" title="Alla scoperta della nasica, la scimmia dall'apparato nasale lungo fino a 17 centimetri">Alla scoperta della nasica, la scimmia dall'apparato nasale lungo fino a 17 centimetri</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alla-scoperta-della-nasica-la-scimmia-dall-apparato-nasale-lungo-fino-a-17-centimetri.html" title="Alla scoperta della nasica, la scimmia dall'apparato nasale lungo fino a 17 centimetri"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasica-una-delle-scimmie-piu-curiose-del-mondo-animale-1713695551333_320.jpg" alt="Alla scoperta della nasica, la scimmia dall'apparato nasale lungo fino a 17 centimetri"></a></article></aside><p>Sembra infatti che i macachi <strong>apprendano </strong>questa abitudine gli uni dagli altri all'interno delle loro <strong>comunità</strong>, mangiando diversi tipi di terreno a seconda del gruppo a cui appartengono, o nutrendosene <strong>in gruppo</strong>. Quando questo avviene, inoltre, altri macachi osservano, finendo per <strong>imitare </strong>lo stesso comportamento.</p><h3><em><strong>Fonte:</strong></em></h3><p><em>University of Cambridge - <a href="https://www.eurekalert.org/news-releases/1124714" target="_blank">Monkeys learn to self-medicate with soil to help them digest tourists’ junk food</a>. EurekAlert (Aprile 2026)</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-scimmie-imparano-a-curarsi-da-sole-e-scoprono-un-rimedio-naturale-contro-il-mal-di-stomaco.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La nuova Atlantide? Una città sommersa di 2.400 anni scoperta in Turchia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-nuova-atlantide-una-citta-sommersa-di-2-400-anni-scoperta-in-turchia.html</link><pubDate>Sat, 25 Apr 2026 16:10:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il calo del livello dell'acqua in una diga in Turchia ha portato alla luce un'antica città quasi intatta, con case, tombe e siti religiosi che stanno sorprendendo gli archeologi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nueva-atlantida-descuben-una-antigua-ciudad-sumergida-hace-2-400-anos-1776384270417.png" data-image="c86crr926sle" alt="Città sommersa in Turchia." title="Città sommersa in Turchia."><figcaption>A Dicle, in Turchia, l'abbassamento del livello dell'acqua presso una diga ha portato alla luce strutture risalenti a oltre 2.000 anni fa. Foto: anatolianarchaeology.net</figcaption></figure><p>Un inatteso abbassamento del livello dell'acqua ha portato alla luce una scoperta che sembra uscita da una leggenda. Sotto la superficie di un lago in Turchia è emersa un'antica città di <strong>oltre 2.400 anni, </strong>una scoperta che ha sorpreso anche gli specialisti più esperti.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nueva-atlantida-descuben-una-antigua-ciudad-sumergida-hace-2-400-anos-1776384515913.png" data-image="x9aecolz1f7p" alt="Città sommersa in Turchia." title="Città sommersa in Turchia."><figcaption>Sono stati riportati alla luce interi quartieri, siti religiosi e persino aree agricole. Foto: anatolianarchaeology.net</figcaption></figure><p>La scoperta è stata fatta nel bacino artificiale della <strong>diga di Dicle,</strong> nel sud-est della Francia, dove i resti di un intero insediamento giacevano nascosti da decenni. Tuttavia, ciò che è emerso non è stata una singola struttura, bensì interi quartieri, abitazioni, siti religiosi e sacri e persino aree agricole!</p><p>Questa scoperta ha immediatamente catturato l'attenzione della comunità scientifica e ha nuovamente <strong>messo in luce il potenziale dei siti archeologici sommersi, molti dei quali rimangono inesplorati in tutto il mondo.</strong></p><h2>Una città congelata nel tempo (e sott'acqua)</h2><p>Ciò che ha maggiormente colpito i ricercatori non è stata solo l'età del sito, ma anche il suo straordinario stato di conservazione. Nonostante siano rimaste sommerse per decenni, le strutture mantengono una notevole integrità strutturale.</p><p>Secondo i ricercatori dell'Università di Dicle, <strong>le condizioni ambientali hanno giocato un ruolo chiave in questa sorprendente conservazione.</strong> La calma delle acque, il minimo intervento umano e lo strato di sedimenti hanno agito come una capsula del tempo, preservando strutture che permettono ai ricercatori di ricostruire com'era la vita in questo sito quasi duemilacinquecento anni fa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nueva-atlantida-descuben-una-antigua-ciudad-sumergida-hace-2-400-anos-1776384334584.png" data-image="o30q8dkeglwr" alt="Città sommersa in Turchia." title="Città sommersa in Turchia."><figcaption>Nonostante siano rimaste sommerse per decenni, le strutture mantengono una notevole integrità strutturale. Foto: anatolianarchaeology.net</figcaption></figure><p>"Le immagini mostrano che molte di queste strutture storiche sono ancora in piedi e in buone condizioni", ha spiegato il team di ricerca, che sta già lavorando alla documentazione del sito.</p><h2>L'acqua si ritirò, rivelando la città sommersa</h2><p>La costruzione della diga nel 1990 ha sommerso completamente la città (e l'ha resa nascosta). Tuttavia, una serie di guasti tecnici alle paratoie e le forti piogge hanno causato un abbassamento del livello dell'acqua. Questo è stato fondamentale per riportare alla luce le rovine.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="706805" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-disuguaglianza-non-e-iniziata-con-l-agricoltura-lo-rivela-uno-studio-su-oltre-mille-siti-archeologici.html" title="La disuguaglianza non è iniziata con l'agricoltura: lo rivela uno studio su oltre mille siti archeologici">La disuguaglianza non è iniziata con l'agricoltura: lo rivela uno studio su oltre mille siti archeologici</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-disuguaglianza-non-e-iniziata-con-l-agricoltura-lo-rivela-uno-studio-su-oltre-mille-siti-archeologici.html" title="La disuguaglianza non è iniziata con l'agricoltura: lo rivela uno studio su oltre mille siti archeologici"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-desigualdad-no-nacio-con-la-agricultura-asi-lo-revela-el-estudio-de-mas-de-mil-yacimientos-arqueologicos-1744887428132_320.jpg" alt="La disuguaglianza non è iniziata con l'agricoltura: lo rivela uno studio su oltre mille siti archeologici"></a></article></aside><p>Questo tipo di evento è diventato sempre più frequente in diverse parti del mondo, consentendo l'accesso a siti archeologici nascosti. Tuttavia, comporta anche l'imminente rischio di deterioramento dovuto all'improvvisa esposizione.</p><h2>78 abitazioni, appartenenti a civiltà diverse</h2><p>I primi scavi archeologici hanno individuato almeno 78 abitazioni, suggerendo la presenza di una comunità piuttosto sviluppata. Sono stati inoltre rinvenuti resti di cimiteri, una moschea, una scuola religiosa e aree legate alla produzione agricola.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nueva-atlantida-descuben-una-antigua-ciudad-sumergida-hace-2-400-anos-1776384392353.png" data-image="h36q4ydha2xp" alt="Città sommersa." title="Città sommersa."><figcaption>La quiete dell'acqua, il minimo intervento umano e lo strato di sedimenti hanno agito come una capsula del tempo, preservando la città. Foto: anatolianarchaeology.net</figcaption></figure><p>Situata nei pressi del fiume Tigri, <strong>questa città faceva parte di un territorio storicamente strategico, vero e proprio crocevia di culture e imperi nel corso dei secoli.</strong> Alcune strutture della zona risalgono addirittura al V secolo a.C., a conferma della sua importanza storica.</p><p>Questo sito in particolare potrebbe rappresentare un tassello fondamentale per comprendere l'evoluzione delle società in una regione cruciale per la storia umana.</p><h2>La prossima sfida per l'archeologia</h2><p>La straordinaria scoperta solleva anche interrogativi e sfide per il futuro. La nuova e imminente esposizione delle rovine a fattori quali erosione, movimento dei sedimenti e fluttuazioni del livello dell'acqua, ora che sono esposte, potrebbe comprometterne la conservazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="447921" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-atlantide-vulcanica-si-nasconde-sul-fondo-oceano-isole-canarie.html" title="Una 'Atlantide' vulcanica si nasconde sul fondo dell'oceano alle Canarie">Una "Atlantide" vulcanica si nasconde sul fondo dell'oceano alle Canarie</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/una-atlantide-vulcanica-si-nasconde-sul-fondo-oceano-isole-canarie.html" title="Una 'Atlantide' vulcanica si nasconde sul fondo dell'oceano alle Canarie"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-lecho-oceanico-de-canarias-esconde-grandiosos-templos-1666355173250_320.jpg" alt="Una 'Atlantide' vulcanica si nasconde sul fondo dell'oceano alle Canarie"></a></article></aside><p>Per questo motivo, gli specialisti insistono sulla necessità di accelerare gli studi archeologici subacquei, fondamentali per documentare, mappare e proteggere il sito prima che venga nuovamente sommerso o subisca danni irreversibili.</p><h2>Tra storia e mito</h2><p>Il parallelismo con Atlantide è emerso rapidamente, anche tra i ricercatori. Sebbene sia ben lungi dall'essere una civiltà mitica, la recente scoperta condivide con la leggenda quell'aura di mistero che avvolge le città sottomarine perdute.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-nueva-atlantida-descuben-una-antigua-ciudad-sumergida-hace-2-400-anos-1776384460306.png" data-image="vc5a036n3j2i" alt="Città sommersa in Turchia." title="Città sommersa in Turchia."><figcaption>La città scoperta conta 78 abitazioni, un cimitero e aree utilizzate per la produzione agricola. Foto: anatolianarchaeology.net</figcaption></figure><p>Al di là del clamore mediatico, questa scoperta apre davvero una finestra affascinante sul passato. <strong>Offre l'opportunità di osservare, quasi senza filtri, com'era la vita in una città rimasta congelata nel tempo.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/la-nuova-atlantide-una-citta-sommersa-di-2-400-anni-scoperta-in-turchia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[La faglia dello Stretto si muove e accumula energia secondo i dati satellitari]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari.html</link><pubDate>Sat, 25 Apr 2026 14:02:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Al centro del dibattito scientifico c’è la cosiddetta Western Fault (faglia occidentale), una struttura tettonica sottomarina che corre lungo il fondale dello Stretto di Messina.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari-1774305649323.jpg" data-image="skdojptigcoh" alt="Messina." title="Messina."><figcaption>L'immagine del porto di Messina, con sullo sfondo l'area dello Stretto di Messina.</figcaption></figure><p>Per secoli, lo Stretto di Messina è stato il simbolo del dinamismo geologico del Mediterraneo. Oggi, grazie alla precisione millimetrica della tecnologia satellitare <strong>InSAR (Interferometria Radar ad Apertura Sintetica)</strong> e dei dati <strong>GPS,</strong> non dobbiamo più limitarci alle ipotesi.</p><p>Tramite questa tecnologia satellitare oggi possiamo vedere lo Stretto che si muove in tempo reale, evidenziando come queste strutture geologiche siano ancora attive.</p><h2><strong>La Western Fault, il motore del distacco</strong></h2><p>Al centro del dibattito scientifico c’è la cosiddetta <strong>Western Fault (faglia occidentale),</strong> una struttura tettonica sottomarina che corre lungo il fondale dello Stretto di Messina. I dati ottenuti dalle costellazioni satellitari (come Sentinel-1 dell'ESA) confermano che questa faglia è estremamente attiva.</p><div class="texto-destacado"><strong>I rilievi indicano che la faglia causa un’estensione dello Stretto di circa 1,5 mm all’anno.</strong> Anche se può sembrare un'inezia, in termini geologici è un movimento significativo: significa che la Sicilia si sta letteralmente allontanando dalla Calabria, "stirando" la crosta terrestre in questo settore. </div><p>Questo movimento non è fluido, ma avviene attraverso l'accumulo di energia elastica nelle rocce che, prima o poi, deve essere rilasciata. E quando questo rilascio avviene si originano i terremoti, molto frequenti lungo l’area dello Stretto.</p><h2><strong>Il rischio sismico dell’area</strong></h2><p>Il rischio principale legato alla <strong>Western Fault</strong> è la sua capacità di generare terremoti di elevata magnitudo (attorno a 7.0 o superiore). <strong>Il movimento di estensione "tira" i due blocchi crostali finché la faglia non scivola improvvisamente.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="339631" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/terremoto-messina-scoperta-faglia-responsabile-sisma-1908-tsunami.html" title="Scoperta la faglia responsabile del sisma che distrusse Messina">Scoperta la faglia responsabile del sisma che distrusse Messina</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/terremoto-messina-scoperta-faglia-responsabile-sisma-1908-tsunami.html" title="Scoperta la faglia responsabile del sisma che distrusse Messina"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/scoperta-la-faglia-responsabile-del-sisma-che-distrusse-messina-339631-1_320.jpg" alt="Scoperta la faglia responsabile del sisma che distrusse Messina"></a></article></aside><p>Oltre allo scuotimento sismico, la posizione sottomarina della faglia comporta un rischio elevato di tsunami. Un forte movimento verticale del fondale, o una frana sottomarina innescata dal sisma, potrebbe spostare enormi masse d'acqua, colpendo le coste di Messina e Reggio Calabria in pochissimi minuti.</p><h2><strong>Il fattore tempo: quando aspettarsi un nuovo forte terremoto?</strong></h2><p>La geologia non è una scienza predittiva esatta, ma si basa sui tempi di ritorno. L'ultimo precedente, il catastrofico terremoto del 28 dicembre del 1908, ha segnato profondamente l'area. E prima o dopo un nuovo forte terremoto colpirà tutta l’area.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari-1774305727878.jpg" data-image="fyyobz4l7rv8" alt="Stretto di Messina." title="Stretto di Messina."><figcaption>I satelliti oggi ci confermano che lo Stretto è un laboratorio geodinamico a cielo aperto. La Western Fault sta lavorando silenziosamente, accumulando energia. </figcaption></figure><p><strong>Se la faglia si muove di 1,5 mm all'anno</strong> e sappiamo che per generare un sisma simile a quello del 1908 serve uno "scorrimento" (slip) di circa 1,5 - 2 metri, il calcolo teorico è presto fatto. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Alcuni sismologi indicano un tempo di ritorno medio per eventi di tale portata compreso tra i 400 e i 600 anni.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tuttavia, questo è un valore statistico. Esistono faglie "figlie" e strutture minori che possono attivarsi molto prima, <strong>generando terremoti meno potenti ma comunque pericolosi per un'area così densamente popolata.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="701270" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina.html" title="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?">Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina.html" title="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/quali-sono-i-tempi-medi-di-ritorno-per-i-grandi-terremoti-nell-area-dello-stretto-di-messina-1741911000274_320.jpg" alt="Quali sono i tempi medi di ritorno per i grandi terremoti nell'area dello Stretto di Messina?"></a></article></aside><p>Difatti, un sisma, <strong>anche di 5,5 Richter,</strong> può causare danni e disagi, specie se si tratta di terremoti molto superficiali, di appena 4 o 6 km di profondità. </p><h2><strong>Le sfide per il futuro dell’area</strong></h2><p>I satelliti oggi ci confermano che lo Stretto è un laboratorio geodinamico a cielo aperto. La <strong>Western Fault</strong> sta lavorando silenziosamente, <strong>accumulando quel centimetro di deformazione ogni decade che, nei secoli, modella il volto dell'Italia.</strong></p><p>La sfida oggi non è sapere se accadrà, ma utilizzare questi dati precisi per costruire infrastrutture e abitazioni sicure, capaci di resistere alla forza inevitabile della Terra. Anche perché prima o dopo nuovi terremoti colpiranno l’area. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/la-faglia-dello-stretto-si-muove-e-accumula-energia-secondo-i-dati-satellitari.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Come prendersi cura del muschio spagnolo nel miglior modo possibile, i consigli di base per la cura a casa]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-prendersi-cura-del-muschio-spagnolo-nel-miglior-modo-possibile-i-consigli-di-base-per-la-cura-a-casa.html</link><pubDate>Sat, 25 Apr 2026 12:03:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Se è molto folta e ti sembra che si stia seccando o perdendo vitalità, qui troverai proprio ciò che ti serve per mantenerla al meglio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/come-prendersi-cura-del-muschio-spagnolo-nel-miglior-modo-possibile-i-consigli-di-base-per-la-cura-a-casa-1776932157421.jpg" data-image="uqwuiwfuke3p" alt="Muschio spagnolo." title="Muschio spagnolo."><figcaption>La Tillandsia usneoides, nota anche come muschio spagnolo, è una pianta epifita.</figcaption></figure><p>Una pianta curiosa che cattura l'attenzione fin dal primo momento. Con la sua forma ricadente, leggera e quasi eterea, la barba del vecchio è una di quelle piante che rendono unico qualsiasi spazio. Tuttavia, dietro a quell'aspetto si nascondono cure specifiche che molti tendono a trascurare. Ed è proprio qui che iniziano i problemi.</p><p>La <strong>Tillandsia usneoides,</strong> nota anche come <strong>muschio spagnolo,</strong> è una pianta epifita che, a differenza della maggior parte delle piante, non cresce nel terreno. Assorbe invece acqua e sostanze nutritive direttamente dall'aria, proprio come le orchidee.</p><div class="texto-destacado"><strong>Uno degli errori più comuni è credere che, non avendo bisogno né di vaso né di terriccio, la barba del vecchio sia una pianta che “si cura da sola”. Niente di più falso.</strong></div><p>Questa pianta, adatta ad ambienti ben ventilati e con umidità costante, può deteriorarsi rapidamente in ambienti interni, dove l'aria è solitamente più secca e la luce più limitata. Quando la collochiamo in casa, spesso la mettiamo in spazi senza correnti d'aria o vicino a finestre esposte alla luce diretta del sole, <strong>il che ne compromette completamente la salute.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-mantener-perfecta-la-barba-de-viejo-cuidados-clave-en-interiores-para-evitar-que-se-seque-1776825103698.png" data-image="d02oifn3lv89" alt="Muschio spagnolo." title="Muschio spagnolo."><figcaption>Il muschio spagnolo è in grado di assorbire l'acqua direttamente dalla rugiada o dalla nebbia, sfruttando l'umidità presente nell'aria anche in assenza di piogge costanti.</figcaption></figure><p>Il <strong>muschio spagnolo</strong> non richiede molto, ma ha bisogno di attenzione ai dettagli che spesso vengono trascurati. Tuttavia, conoscere le cure adeguate fin dall’inizio farà tutta la differenza tra una pianta che sopravvive a malapena e una che si mantiene davvero in buona salute nel tuo Eden.</p><h2>Irrigazione e umidità: il vero segreto</h2><p>Cominciamo con l'aspetto più importante per tutte le piante, l'acqua. Devi sapere che il muschio spagnolo non va annaffiato come una pianta normale. <strong>Il metodo migliore è l'irrigazione per immersione,</strong> che consiste nell'immergerla completamente in acqua per alcuni minuti affinché il terriccio assorba tutta l'umidità possibile.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>L'ideale è effettuare questa irrigazione una o due volte alla settimana, a seconda del clima all'interno della tua casa.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>L'ideale è effettuare questa irrigazione una o due volte alla settimana, a seconda del clima all'interno della tua casa. Nelle zone dove il clima è secco o nelle stagioni calde, puoi aumentare la frequenza. Ma, se c'è più umidità ambientale, puoi distanziare un po' di più le irrigazioni.</p><p>Dopo averla immersa, è importante scuotere delicatamente l'acqua in eccesso e lasciarla asciugare in un luogo ventilato. <strong>Questo previene il marciume che può verificarsi se la pianta rimane bagnata per troppo tempo.</strong></p><div class="texto-destacado"><strong>È inoltre necessario comprendere che questa specie è molto sensibile alla bassa umidità ambientale.</strong> Negli ambienti interni con aria condizionata o riscaldamento, l'aria può diventare troppo secca, e questo farà sì che la pianta diventi grigia, fragile e senza vita.</div><p>Oltre all'irrigazione, è consigliabile nebulizzarla leggermente o posizionarla vicino ad altre piante per creare un microclima più umido. Anche spazi come i bagni ben illuminati possono essere ideali per mantenerla in condizioni ottimali.</p><h3>Luce e posizione: l'equilibrio che fa la differenza</h3><p>La luce è l'altro fattore indispensabile per qualsiasi pianta, e nel caso della barba di Vecchio occorre prestare particolare attenzione. Questa specie necessita di luce intensa ma indiretta, ovvero di uno spazio ben illuminato senza che i raggi del sole la colpiscano direttamente per molto tempo.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/como-mantener-perfecta-la-barba-de-viejo-cuidados-clave-en-interiores-para-evitar-que-se-seque-1776825122055.png" data-image="c9mdmrdza50o" alt="Muschio spagnolo." title="Muschio spagnolo."><figcaption>Nel suo habitat naturale cresce sotto gli alberi, dove la luce filtra attraverso le fronde; pertanto, ricreare queste condizioni in casa è un ottimo punto di riferimento.</figcaption></figure><p><strong>Se esposta alla luce diretta del sole, la pianta può disidratarsi rapidamente.</strong> Ciò si nota dai suoi filamenti, che iniziano a irrigidirsi, perdono elasticità e si spezzano facilmente. Ma nemmeno l'estremo opposto va bene: se la metti in un luogo con pochissima luce, la sua crescita diventerà lenta e irregolare.</p><p>Per questo motivo, il posto migliore dove tenere questa pianta è vicino a una finestra con una tenda leggera o in un punto in cui riceva luce filtrata, ovvero luce che passa attraverso un materiale o un'ombra e arriva più morbida. Inoltre, è importante che lo spazio sia ben ventilato.</p><p>Questa pianta non ha radici funzionali per assorbire l'acqua, le utilizza solo per aggrapparsi alle superfici. <strong>Per questo è considerata una pianta epifita, cioè una pianta che vive su altre piante senza nutrirsi di esse.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762096" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa.html" title="Piante grasse in fiore: quali scegliere e come favorire questo spettacolo a casa">Piante grasse in fiore: quali scegliere e come favorire questo spettacolo a casa</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa.html" title="Piante grasse in fiore: quali scegliere e come favorire questo spettacolo a casa"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/piante-grasse-in-fiore-quali-scegliere-e-come-favorire-questo-spettacolo-a-casa-1775225036869_320.jpeg" alt="Piante grasse in fiore: quali scegliere e come favorire questo spettacolo a casa"></a></article></aside><p>In questo caso, tutta la cura deve concentrarsi sull'ambiente che la circonda: luce, umidità e ventilazione, più che sul substrato in sé. In poche parole, se la metti in un posto ben illuminato, <strong>senza sole diretto e con una buona ventilazione, hai già risolto gran parte del lavoro.</strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-prendersi-cura-del-muschio-spagnolo-nel-miglior-modo-possibile-i-consigli-di-base-per-la-cura-a-casa.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Luca Lombroso avverte: "cambia il tempo in Italia, la corrente a getto polare causerà instabilità la prossima settimana"]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-cambia-il-tempo-in-italia-la-corrente-a-getto-polare-causera-instabilita-la-prossima-settimana.html</link><pubDate>Sat, 25 Apr 2026 07:17:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Caldo precoce in questi giorni ma svolta fredda e instabile in vista a fine mese. In arrivo piogge e temporali. Il ponte del primo maggio potrebbe essere condizionato dalla corrente a getto temporale. </p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa6x79e"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa6x79e.jpg" id="xa6x79e"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il 25 aprile,<strong> Festa della Liberazione, sta trascorrendo calda e serena come non avveniva da diversi anni in Italia</strong>. Le immagini da <a href="https://www.ilmeteo.net/satelliti/" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">satellite</a> mostrano l’<strong>Italia pressoché libera da nubi, situazione non molto frequente in questi giorni</strong> di fine aprile che, ricordiamo, sono fra quelli con la maggior frequenza di presenza precipitazioni dell’anno, specie al nord.</p><p>Così ora mentre ci godiamo questa importante festività corrispondente alla liberazione, nel 1945, dal nazifascismo, gli occhi sono g<strong>ià puntati alla prossima festa, che formerà anche un ponte.</strong> Diamo dunque una occhiata alle tendenze modellistiche per gli ultimi giorni di aprile e per il ponte primo maggio, festa dei lavoratori.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>Sull’Italia<strong> è presente un campo di alta pressione </strong>che al suolo trae origine da un vasto anticiclone con massimo principale fra la Gran Bretagna e il mar glaciale artico esteso in longitudine. Nonostante questa posizione,<strong> non affluisce per ora aria fredda </strong>in quanto in quota l’alta pressione ha origine parzialmente subtropicale. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Non si tratta comunque di anticiclone africano, e infatti <strong>da lunedì arriverà la prima infiltrazione fredda e instabile </strong>per l’avvicinarsi dell’isoterma -20°C a 500 hPa.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Interessante e da seguire poi l’evoluzione per fine mese, la persistenza e anzi rafforzamento dell’anticiclone nordico in <strong>posizione di blocco quasi scandinavo </strong>metterà in movimento una <strong>saccatura fredda inserita nella corrente a getto polare. </strong>Aria anche molto fredda per la stagione potrebbe condizionare negativamente anche i primi giorni di maggio.</p><h2>Domenica ancora sole, lunedì primi temporali al nord</h2><p>Ancora <strong>domani domenica 26 aprile splendida giornata di sole e tepore</strong>, con ottima visibilità anche nella conca padana. Da sfruttare una giornata così in questa stagione, con<strong> bel soleggiamento su tutte le coste e spiagge,</strong> bel tempo anche in Appennino, con solo modesti cumuli pomeridiani e su gran parte delle Alpi.</p><p> <strong>Al nordovest però aumentano le nubi medio alte </strong>e sulle Alpi occidentali c’è l’eccezione al bel tempo, con i primi temporali nel tardo pomeriggio, premessa del cambiamento di lunedì. Ancora caldo per la stagione con 25-27°C al centro nord e 22-24°C al sud. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-cambia-il-tempo-in-italia-la-corrente-a-getto-polare-causera-instabilita-la-prossima-settimana-1777061161092.png" data-image="e1746s4oj8cy" alt="Piogge, maltempo." title="Piogge, maltempo."><figcaption>Piogge e temporali torneranno dalla prossima settimana, ad iniziare dal Nord Italia.</figcaption></figure><p><strong>Lunedì 27 aprile notte serena e mattina ancora in gran parte soleggiata</strong> in tutte le regioni. Ancora tiepido per la stagione, e con l’ingresso della citata isoterma -20°C<strong> nel pomeriggio si svilupperanno cumuli sulle Alpi e lungo tutta la dorsale Appenninica.</strong> </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765386" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-primo-maggio-quanto-durera-il-bel-tempo-previsioni-aggiornate.html" title="Ponte Primo Maggio: quanto durerà il bel tempo? Previsioni aggiornate">Ponte Primo Maggio: quanto durerà il bel tempo? Previsioni aggiornate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-primo-maggio-quanto-durera-il-bel-tempo-previsioni-aggiornate.html" title="Ponte Primo Maggio: quanto durerà il bel tempo? Previsioni aggiornate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-primo-maggio-quanto-durera-il-bel-tempo-previsioni-aggiornate-1776954802797_320.png" alt="Ponte Primo Maggio: quanto durerà il bel tempo? Previsioni aggiornate"></a></article></aside><p>Da questi si formeranno anche <strong>cumulonembi con temporali e rovesci nelle ore più calde del pomeriggio</strong>, non diffusi, abbastanza locali sulle Alpi ma <strong>più presenti lungo l’Appennino sia settentrionale che centrale. </strong><br>Temperature ancora sui 24-25°C di massima al nord e centro, 22-24°C al sud, minime 8-10°C al nord e centro, 10-12°C al sud. </p><h2>Peggioramento a metà settimana</h2><p>Già <strong>martedì 28 aprile al nord i temporali diventano più frequenti</strong>, presenti principalmente al pomeriggio ma <strong>in varie zone anche di pianura anche intensi. </strong><strong>Possibili grandinate anche a chicchi grossi dannosi</strong> in zone ristrette non prevedibili ora ma individuali in nowcasting consultando il radar meteorologico. <strong>Al centro variabile, con nubi in aumento</strong> ma in quasi tutte le regioni, inclusa Sardegna, senza rovesci. <strong>Qualche scroscio possibile invece in Appennino</strong> umbro orientale e marchigiano. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/luca-lombroso-avverte-cambia-il-tempo-in-italia-la-corrente-a-getto-polare-causera-instabilita-la-prossima-settimana-1777061089447.png" data-image="vwguder2rk5z" alt="Freddo in quota." title="Freddo in quota."><figcaption>Le isoterme a 500 hPa sono un importante indicatore per prevedere l'instabilità convettiva: in primavera ed estate l'irruzione dei -20°C sull'Italia è indice per la check list di previsione dei temporali. Nella mappa si nota anche la pressione in superficie, con l'anticiclone di blocco in posizione settentrionale, quasi da blocco scandinavo.</figcaption></figure><p>Al sud principalmente bel tempo con cielo sereno o poco nuvoloso.<br>29-30 aprile: maltempo temporalesco al nord e centro.</p><p>Gli ultimi giorni del mese, specie <strong>mercoledì 29, vedono temporali frontali e organizzati</strong> transitare al nord e anche al centro.</p><div class="texto-destacado">Rovesci e anche nubifragi fin da mercoledì mattina, forti specie nel pomeriggio. Probabili in alcune zone altre grandinate e colpi di vento di downburst.</div><p><strong> Giovedì 30 migliora al nordovest e Toscana, ultime piogge in Emilia Romagna</strong> con ingresso di <strong>vento freddo di bora</strong> al nordest, una <strong>zona temporalesca si formerà fra Toscana meridionale e Lazio</strong>, nelle regioni adriatiche, <strong>Marche Abruzzo e Molise, precipitazioni orografiche con vento freddo e neve </strong>in Appennino oltre 1000-1200 m. </p><figure class="video-dailymotion"><div id="player-xa6x7j6"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa6x7j6.jpg" id="xa6x7j6"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Una linea temporalesca transiterà anche al sud.<br>Temperature in sensibile diminuzione al nord, le massime scendono sotto ai 20°C, spesso sui 17-18°C, calo solo lieve al centro, con 23-25°C, lieve aumento a 23-24°C al sud. </p><h2>Inizio maggio freddo e instabile?</h2><p>Le tendenze cluster vanno in questa direzione: pur con vari scenari alternativi, <strong>paiono prevalere circolazioni ondulate con una saccatura</strong> in conformazione da definire nei dettagli. </p><p><strong>Alcuni cluster depongono anche a favore di una vera e propria irruzione fredda tardiva,</strong> a tratti il modello operativo ECMWF vede addirittura irrompere isoterma di 0°C a 850 hPa al nord. Prematuro però confermarlo o annunciare eventuali nevicate a quota relativamente bassa per la stagione su Alpi e Appennino.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765431" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-temporali-per-l-italia-due-gocce-fredde-attraverseranno-l-europa-la-prossima-settimana.html" title="Allerta temporali per l'Italia: due gocce fredde attraverseranno l'Europa la prossima settimana">Allerta temporali per l'Italia: due gocce fredde attraverseranno l'Europa la prossima settimana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/allerta-temporali-per-l-italia-due-gocce-fredde-attraverseranno-l-europa-la-prossima-settimana.html" title="Allerta temporali per l'Italia: due gocce fredde attraverseranno l'Europa la prossima settimana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/allerta-tempesta-per-l-italia-due-depressioni-isolate-attraverseranno-l-europa-la-prossima-settimana-1776963065303_320.PNG" alt="Allerta temporali per l'Italia: due gocce fredde attraverseranno l'Europa la prossima settimana"></a></article></aside><p>Probabile comunque che <strong>dall’abbigliamento quasi estivo di questi giorni si torni all’uso di felpa, giacca impermeabile da mezza stagione </strong>e dal cappello per ripararsi dal sole si torni all’<strong>ombrello per proteggersi dalla pioggia.</strong> Le temperature potranno scendere sotto la media, a conferma del proverbio Aprile, non ti scoprire; maggio, vai adagio; giugno, metti il pugno</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/luca-lombroso-avverte-cambia-il-tempo-in-italia-la-corrente-a-getto-polare-causera-instabilita-la-prossima-settimana.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Lombardia: sole e caldo nel weekend con punte di 26°C, poi cambia tutto da martedì 28]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-lombardia-sole-e-caldo-nel-weekend-con-punte-di-26-c-poi-cambia-tutto-da-martedi.html</link><pubDate>Sat, 25 Apr 2026 06:03:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Tanto sole e caldo nel weekend festivo prima dell'arrivo di un impulso instabile e decisamente freddo. Milano e la Lombardia saranno presi in pieno con piogge e temporali a partire da martedì 28 aprile.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa6ugha"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa6ugha.jpg" id="xa6ugha"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Il tempo su Milano e più in generale sulla Lombardia si prepara a vivere un nuovo cambio di scenario proprio tra il weekend e l’inizio della prossima settimana, in un contesto tipicamente primaverile ma tutt’altro che stabile.</p><p>Dopo una fase dominata da condizioni anticicloniche, con cieli sereni e temperature decisamente miti, basti pensare che nella giornata di venerdì si sono registrano <strong>valori anche oltre i 23-24°C con tempo stabile e soleggiato,</strong> la situazione è destinata a mutare progressivamente all'inizio della prossima settimana.</p><h2>Weekend tranquillo con sole e temperature oltre i 24-25°C</h2><p>Nel dettaglio, <strong>la giornata di Sabato 25 aprile sarà ancora in gran parte tranquilla</strong>, con cieli tra poco nuvolosi e velature di passaggio. Le temperature resteranno su valori gradevoli, oltre la media stagionale del periodo, con massime prossime o superiori addirittura ai 24-25°C. </p><div class="texto-destacado">Non si escludono annuvolamenti più compatti nel corso della giornata, ma senza fenomeni significativi: un contesto quindi ancora favorevole alle attività all’aperto, soprattutto nelle ore centrali.</div><p>Anche per <strong>Domenica 26 aprile la situazione meteo non tenderà a cambiare</strong> su gran parte della regione. Le temperature si manterranno elevate e sopra la media stagionale e il sole sarà l'assoluto indiscusso di giornata, Tuttavia, ci è da segnalare una maggiore nuvolosità sui settori alpini, ma primi di precipitazione.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-lombardia-sole-e-caldo-nel-weekend-con-punte-di-26-c-poi-cambia-tutto-da-martedi-1777013823803.png" data-image="5yddvhdmliws" alt="Temperature massime attese per il weekend" title="Temperature massime attese per il weekend"><figcaption>26°C nel milanese, oltre i 23-24°C su gran parte della Lombardia</figcaption></figure><p>Il quadro cambia invece in maniera più evidente con l’arrivo della nuova settimana. <strong>Una nuova fase instabile tenderà ad avvicinarsi al Nord Italia</strong>, determinando un aumento della nuvolosità e il ritorno delle precipitazioni. </p><h2>Settimana più dinamica e fresca</h2><p>Su Milano e su buona parte della Lombardia sono attesi rovesci sparsi, localmente anche sotto forma di brevi temporali, con un primo peggioramento già durante la giornata di Lunedì. Le temperature subiranno una lieve flessione, riportandosi su valori più consoni al periodo.</p><p>L’inizio della prossima settimana, dunque, sarà piuttosto instabile. <strong>T</strong><strong>ra Lunedì e Martedì si avranno condizioni di variabilità</strong>, con alternanza tra schiarite e annuvolamenti irregolari. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="765386" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-primo-maggio-quanto-durera-il-bel-tempo-previsioni-aggiornate.html" title="Ponte Primo Maggio: quanto durerà il bel tempo? Previsioni aggiornate">Ponte Primo Maggio: quanto durerà il bel tempo? Previsioni aggiornate</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/ponte-primo-maggio-quanto-durera-il-bel-tempo-previsioni-aggiornate.html" title="Ponte Primo Maggio: quanto durerà il bel tempo? Previsioni aggiornate"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ponte-primo-maggio-quanto-durera-il-bel-tempo-previsioni-aggiornate-1776954802797_320.png" alt="Ponte Primo Maggio: quanto durerà il bel tempo? Previsioni aggiornate"></a></article></aside><p>Non mancheranno episodi di pioggia, soprattutto sulle aree orientali della Lombardia, dove saranno possibili rovesci intermittenti. Le temperature si manterranno su valori leggermente inferiori rispetto ai giorni precedenti, complice anche l’ingresso di aria più fresca.</p><p>Nel corso della settimana, tuttavia, si intravede un nuovo possibile cambio di tendenza. <strong>Dopo il passaggio instabile (fine attesa entro Mercoledì 29), è atteso un graduale ritorno a condizioni più miti</strong>, con temperature che tenderanno a riportarsi in linea con le medie stagionali.</p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br> </div><p>Questo non significa necessariamente stabilità duratura, ma piuttosto un’alternanza tra fasi più soleggiate e nuovi passaggi perturbati.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-lombardia-sole-e-caldo-nel-weekend-con-punte-di-26-c-poi-cambia-tutto-da-martedi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Milioni di uccelli stanno per solcare i cieli italiani passando dallo Stretto di Messina]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/milioni-di-uccelli-stanno-per-solcare-i-cieli-italiani-passando-dallo-stretto-di-messina.html</link><pubDate>Sat, 25 Apr 2026 05:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>I milioni di uccelli in migrazione che stanno per raggiungere i nidi di nidificazione in Europa transiteranno in gran parte dall'area dello Stretto di Messina. </p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/milioni-di-uccelli-stanno-per-solcare-i-cieli-italiani-passando-dallo-stretto-di-messina-1774650748953.jpg" data-image="163cdcrrhyzg" alt="Migrazione di primavera." title="Migrazione di primavera."><figcaption>In poche ore superano lo Stretto e si dirigono verso i siti di nidificazione in Europa centro-settentrionale e nei Balcani. È un balletto aereo che avviene soprattutto nel pomeriggio, quando le termiche sono più forti.</figcaption></figure><p>Ogni primavera, quando le giornate si allungano e il sole comincia a scaldare l’Europa mediterranea, si ripete uno degli eventi naturali più straordinari del pianeta. Parliamo della grande migrazione degli uccelli che lasciano le assolate terre africane, per spostarsi verso l’Europa.</p><p>È uno spettacolo che si rinnova da millenni, un ponte vivente tra continenti, e in Italia, soprattutto nello Stretto di Messina, assume una dimensione quasi magica. </p><h2><strong>Le ragioni profonde di un viaggio epico</strong></h2><p>La migrazione primaverile è una necessità dettata dalla sopravvivenza. Durante l’inverno gli uccelli trovano nell’Africa sub-sahariana e nelle savane calde cibo abbondante e climi miti. Ma con l’arrivo della primavera la priorità cambia: è il momento della riproduzione. </p><div class="texto-destacado">In Europa i giorni si allungano, gli insetti si moltiplicano, le foreste e le campagne offrono siti ideali per nidificare. Tornare a nord significa garantire alla prole le migliori condizioni per crescere.</div><p>Il viaggio, però, non è per tutti uguale. Piccoli passeriformi e grandi rapaci, cicogne e gru percorrono migliaia di chilometri. Molti di loro hanno già attraversato il Sahara, il deserto più grande del mondo, superando temperature estreme e mancanza d’acqua. <strong>Arrivano in Europa affamati, disidratati, ma spinti da un istinto antico che li guida con precisione millimetrica.</strong></p><h2><strong>I corridoi naturali tra Africa ed Europa</strong></h2><p>La natura ha tracciato vere e proprie autostrade aeree. In Spagna lo Stretto di Gibilterra è il passaggio obbligato per centinaia di specie, <strong>tra cui i suggestivi grillai.</strong> In Turchia il Bosforo funge da ponte per gli uccelli diretti nell’Europa orientale. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">Dopo 40 anni di impegno da parte della <a href="https://twitter.com/LipuODV?ref_src=twsrc%5Etfw">@LipuODV</a> i migratori sono rispettati e ammirati da locali e turisti! <a href="https://twitter.com/hashtag/messina?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#messina</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/reggiocalabria?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#reggiocalabria</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/stretto?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#stretto</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/migrazione?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#migrazione</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/rapaci?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#rapaci</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/bracconaggio?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#bracconaggio</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/birds?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#birds</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Migration?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#Migration</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/adornoday?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#adornoday</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/falcopecchiaiolo?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#falcopecchiaiolo</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/honeybuzzard?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#honeybuzzard</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/raptors?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw">#raptors</a> <a href="https://t.co/4XhZJi16Zn">pic.twitter.com/4XhZJi16Zn</a></p>— Lipu Civitavecchia (@birdwatchTolfa) <a href="https://twitter.com/birdwatchTolfa/status/1784557113869533320?ref_src=twsrc%5Etfw">April 28, 2024</a></blockquote></figure><p>Ma è lo Stretto di Messina il vero gioiello italiano e il primo grande corridoio migratorio del continente. Proprio qui i rilievi dell’Aspromonte e dei Peloritani creano le condizioni perfette per il volo. Gli uccelli sfruttano le termiche, potenti correnti ascensionali che si formano ogni giorno tra queste montagne. Salgono gradualmente fino a 1000-1200 metri di quota, planando poi in picchiata verso le coste calabresi. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="691624" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo.html" title="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo">Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo.html" title="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gli-uccelli-che-vivono-sull-himalaya-hanno-evoluto-piumini-piu-spessi-per-combattere-il-freddo-1736546987785_320.jpg" alt="Gli uccelli che vivono sull'Himalaya hanno evoluto piumini più spessi per combattere il freddo"></a></article></aside><p>In poche ore superano lo Stretto e si dirigono verso i siti di nidificazione in Europa centro-settentrionale e nei Balcani. <strong>È un balletto aereo che avviene soprattutto nel pomeriggio, quando le termiche sono più forti.</strong></p><h2><strong>Il ruolo decisivo del meteo</strong></h2><p>Non tutti i giorni sono uguali. Venti deboli da nord o nord-ovest (Maestrale o Tramontana) favoriscono il transito, con gli uccelli che volano bassi e gli osservatori possono ammirarli a distanza ravvicinata. Al contrario, forti venti meridionali, come scirocco, ostro o libeccio, <strong>con raffiche oltre i 70 km/h,</strong> costringono gli stormi a terra in attesa che passi la burrasca. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/milioni-di-uccelli-stanno-per-solcare-i-cieli-italiani-passando-dallo-stretto-di-messina-1774650843351.jpg" data-image="4lcftdw14ia4" alt="Migrazione di primavera." title="Migrazione di primavera."><figcaption>Dai piccoli luì ai maestosi rapaci, passando per cicogne e gru, il cielo diventa un teatro vivente. Ogni primavera e ogni autunno oltre due miliardi di uccelli migratori sorvolano la penisola italiana. È una cifra che lascia senza fiato.</figcaption></figure><p>Anche le perturbazioni in arrivo dall’Algeria o dalla Tunisia possono creare picchi improvvisi di transiti, seguiti da un temporaneo arresto. Generalmente i rapaci tendono ad attraversare il Canale di Sicilia, e arrivare nello Stretto, prima che entri lo Scirocco.</p><h2><strong>Oltre due miliardi di testimoni alati sul cielo italiano</strong></h2><p>Ogni primavera e ogni autunno <strong>oltre due miliardi di uccelli migratori sorvolano la penisola italiana.</strong> È una cifra che lascia senza fiato. Dai piccoli luì ai maestosi rapaci, passando per cicogne e gru, il cielo diventa un teatro vivente. </p><p>Nello Stretto di Messina lo spettacolo è ancora più intenso, con gli uccelli che passano letteralmente in mezzo agli osservatori, così vicini da poterne riconoscere le specie a occhio nudo. È uno dei pochi luoghi al mondo in cui la migrazione si può vivere quasi sulla pelle.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="757488" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/strage-di-uccelli-marini-sulle-coste-dell-europa-occidentale-oltre-40-000-gli-esemplari-spiaggiati.html" title="Strage di uccelli marini sulle coste dell'Europa occidentale, oltre 40.000 gli esemplari spiaggiati">Strage di uccelli marini sulle coste dell'Europa occidentale, oltre 40.000 gli esemplari spiaggiati</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/strage-di-uccelli-marini-sulle-coste-dell-europa-occidentale-oltre-40-000-gli-esemplari-spiaggiati.html" title="Strage di uccelli marini sulle coste dell'Europa occidentale, oltre 40.000 gli esemplari spiaggiati"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/strage-di-uccelli-marini-sulle-coste-dell-europa-occidentale-oltre-40-000-gli-esemplari-spiaggiati-1772750198446_320.jpg" alt="Strage di uccelli marini sulle coste dell'Europa occidentale, oltre 40.000 gli esemplari spiaggiati"></a></article></aside><p>La grande migrazione primaverile non è solo un fenomeno biologico, ma un monito di resilienza, di adattamento, di armonia con i cicli della natura. Mentre noi viviamo le nostre vite quotidiane, sopra le nostre teste si compie un miracolo antico. Basta alzare gli occhi, scegliere una giornata di Maestrale leggero e puntare lo sguardo verso lo Stretto o i valichi appenninici.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/milioni-di-uccelli-stanno-per-solcare-i-cieli-italiani-passando-dallo-stretto-di-messina.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Secondo un rapporto i siti UNESCO rischiano il collasso entro il 2050]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/secondo-un-rapporto-i-siti-unesco-rischiano-il-collasso-entro-il.html</link><pubDate>Fri, 24 Apr 2026 18:04:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Secondo un nuovo rapporto, oltre il 25% dei siti designati dall'UNESCO potrebbe raggiungere punti di non ritorno entro il 2050, con impatti potenzialmente irreversibili. Senza interventi, i ghiacciai scompariranno, le barriere coralline collasseranno e la fauna selvatica sarà costretta a spostarsi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/unesco-sites-at-risk-of-collapse-by-2050-report-warns-1776699258123.jpeg" data-image="ravfxmqs3wi8" alt="Grande Barriera Corallina." title="Grande Barriera Corallina."><figcaption>La Grande Barriera Corallina australiana, sito patrimonio mondiale dell'UNESCO, è minacciata dai cambiamenti climatici.</figcaption></figure><p>Secondo un rapporto dell'organizzazione <strong>UNESCO</strong> per la tutela del patrimonio, più di un sito su quattro potrebbe raggiungere punti di non ritorno entro il 2050, con impatti potenzialmente irreversibili.</p><p>L'UNESCO designa i siti per il loro valore culturale, storico o naturalistico. Tra gli esempi si annoverano la Grande Barriera Corallina australiana, la Grande Muraglia cinese e il Selciato del Gigante in Irlanda del Nord.</p><p><strong>Questi siti ospitano circa 75.000 specie vegetali e oltre 30.000 specie di mammiferi, uccelli, pesci e rettili</strong>, tra cui una parte significativa della fauna selvatica a rischio di estinzione, di cui circa il 40% non si trova in nessun altro luogo sulla Terra, afferma il rapporto.</p><div class="texto-destacado"><strong>Il rapporto rappresenta un appello urgente ad aumentare l'ambizione, riconoscendo i siti UNESCO come risorse strategiche per affrontare il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, e investendo ora per proteggere gli ecosistemi, le culture e i mezzi di sussistenza.</strong></div><p>Oltre 2.260 siti, che coprono più di <strong>13 milioni di km², un'area più vasta di Cina e India messe insieme,</strong> sono stati designati secondo uno di questi criteri.</p><p>Questi siti immagazzinano inoltre circa <strong>240 gigatonnellate di carbonio,</strong> equivalenti a quasi vent'anni di emissioni globali attuali se rilasciate, e ogni anno le loro foreste rappresentano circa il 15% del carbonio assorbito dalle foreste di tutto il mondo.</p><p>L'ultimo studio dell'UNESCO esamina lo stato di questo territorio come un'unica rete. È emerso che, nel complesso, le popolazioni di fauna selvatica all'interno delle aree protette dall'UNESCO sono rimaste relativamente stabili, nonostante il calo globale del 73% registrato dal 1970.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>"I risultati sono chiari: i siti UNESCO apportano benefici sia alle persone che alla natura. All'interno di questi territori, le comunità prosperano, il patrimonio dell'umanità perdura e la biodiversità resiste mentre altrove collassa",</strong> ha affermato Khaled El-Enany, direttore generale dell'UNESCO.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Tuttavia, misurando il valore globale e il contributo di questi siti, il rapporto rivela cosa l'umanità rischia di perdere se non vengono considerati una priorità.</p><h2>I siti UNESCO si trovano ad affrontare molteplici minacce</h2><p>Nonostante la loro importanza globale, questi siti sono sottoposti a crescenti pressioni, avverte il rapporto.</p><p>Quasi il 90% dei siti protetti dall'UNESCO è soggetto a elevati livelli di stress ambientale, con un aumento del 40% dei rischi legati al clima nell'ultimo decennio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="764034" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-sentieri-escursionistici-italiani-che-attraversano-vigneti-dichiarati-patrimonio-dell-unesco.html" title="I sentieri escursionistici italiani che attraversano vigneti dichiarati patrimonio dell'UNESCO ">I sentieri escursionistici italiani che attraversano vigneti dichiarati patrimonio dell'UNESCO </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-sentieri-escursionistici-italiani-che-attraversano-vigneti-dichiarati-patrimonio-dell-unesco.html" title="I sentieri escursionistici italiani che attraversano vigneti dichiarati patrimonio dell'UNESCO "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-sentieri-escursionistici-italiani-che-attraversano-vigneti-dichiarati-patrimonio-dell-unesco-1776251507737_320.jpg" alt="I sentieri escursionistici italiani che attraversano vigneti dichiarati patrimonio dell'UNESCO "></a></article></aside><p><strong>Senza interventi più incisivi, i rischi includono la scomparsa dei ghiacciai, il collasso delle barriere coralline,</strong> lo spostamento di specie, l'aumento della scarsità idrica e l'emissione di carbonio nell'atmosfera da parte delle foreste anziché il suo assorbimento, avverte l'UNESCO.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/unesco-sites-at-risk-of-collapse-by-2050-report-warns-1776699372804.jpeg" data-image="rwc6pzxyguve" alt="UNESCO." title="UNESCO."><figcaption>La Giant's Causeway dell'Irlanda del Nord è un sito patrimonio mondiale dell'UNESCO.</figcaption></figure><p>«È un appello urgente ad ampliare le ambizioni, riconoscendo i siti UNESCO come risorse strategiche per affrontare il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, e investendo ora per proteggere gli ecosistemi, le culture e i mezzi di sussistenza per le generazioni future», ha affermato El-Enany.</p><div class="texto-destacado">Secondo il rapporto, natura e comunità sono strettamente interconnesse negli ambienti UNESCO.</div><p>I siti UNESCO ospitano quasi 900 milioni di persone, circa il 10% della popolazione mondiale, e in queste aree si genera circa il 10% del PIL globale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="743529" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-cucina-italiana-la-prima-al-mondo-ad-essere-riconosciuta-patrimonio-immateriale-unesco.html" title="La cucina italiana, la prima al mondo ad essere riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO">La cucina italiana, la prima al mondo ad essere riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/la-cucina-italiana-la-prima-al-mondo-ad-essere-riconosciuta-patrimonio-immateriale-unesco.html" title="La cucina italiana, la prima al mondo ad essere riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-cucina-italiana-la-prima-al-mondo-ad-essere-riconosciuta-patrimonio-immateriale-unesco-1765467955037_320.jpg" alt="La cucina italiana, la prima al mondo ad essere riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO"></a></article></aside><p>Gli autori del rapporto stimano che ogni grado Celsius di riscaldamento evitato potrebbe dimezzare il numero di siti UNESCO esposti a gravi perturbazioni entro la fine del secolo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/secondo-un-rapporto-i-siti-unesco-rischiano-il-collasso-entro-il.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Siccità: mancherà acqua in Lombardia questa estate?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/siccita-manchera-acqua-in-lombardia-questa-estate.html</link><pubDate>Fri, 24 Apr 2026 17:01:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’ombra della siccità torna a allungarsi sulla Lombardia mentre ci avviciniamo alla stagione estiva 2026. Nonostante alcune finestre piovose primaverili, il bilancio delle <strong>ri</strong>serve idriche regionali presenta lacune preoccupanti, con un deficit che tocca punte critiche nei bacini alimentati dalle valli orobiche e alpine.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/siccita-manchera-acqua-in-lombardia-questa-estate-1776184636697.jpg" data-image="2dpdclml93lk"><figcaption>La Lombardia si trova a un bivio, in cui la disponibilità d'acqua non è più un dato scontato, ma una variabile incerta e dipendente da un equilibrio climatico sempre più fragile. </figcaption></figure><p>La fotografia attuale, riportata dai dati idrologici, descrive un quadro di sofferenza precoce per il sistema idrico regionale. Al termine del mese di marzo e nelle prime settimane di aprile 2026, la <strong>disponibilità di acqua totale</strong>, che somma il contenuto dei grandi laghi, la neve accumulata in quota e gli invasi idroelettrici, si attestava intorno a <strong>2455 milioni di metri cubi</strong>. </p><p>Questo valore evidenzia una carenza significativa rispetto alla media storica dell'ultimo ventennio: mancano all'appello oltre <strong>800 milioni di metri cubi</strong>, per un <strong>deficit complessivo del 25%</strong>. Il dato più allarmante riguarda<strong> l'equivalente idrico della neve</strong>, ovvero la quantità di acqua che si otterrebbe dalla fusione del manto nevoso che, come sappiamo, funge da riserva naturale fondamentale per i mesi più caldi.</p><h2>Lo stato dei bacini e lo zero termico elevato</h2><p> Un aspetto spesso sottovalutato riguarda quella sorta di "tesoretto" costituito dagli <strong>invasi idroelettrici</strong> situati nelle testate vallive. Questi serbatoi, pur beneficiando del disgelo anticipato che riempie momentaneamente le vasche, si trovano con volumi già ben<strong> al di sotto della media</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="746135" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-estremo-el-nino-del-1877-causo-siccita-ondate-di-calore-e-carestie-che-sterminarono-il-4-della-popolazione-mondiale.html" title="L'estremo El Niño del 1877 causò siccità, ondate di calore e carestie che sterminarono il 4% della popolazione mondiale">L'estremo El Niño del 1877 causò siccità, ondate di calore e carestie che sterminarono il 4% della popolazione mondiale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/l-estremo-el-nino-del-1877-causo-siccita-ondate-di-calore-e-carestie-che-sterminarono-il-4-della-popolazione-mondiale.html" title="L'estremo El Niño del 1877 causò siccità, ondate di calore e carestie che sterminarono il 4% della popolazione mondiale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/el-nino-extremo-de-1877-causo-sequias-olas-de-calor-y-hambrunas-que-acabaron-con-un-4-de-la-poblacion-mundial-1766457589106_320.jpg" alt="L'estremo El Niño del 1877 causò siccità, ondate di calore e carestie che sterminarono il 4% della popolazione mondiale"></a></article></aside><p>La mancanza di una solida riserva nevosa significa che, una volta esaurita la fusione primaverile, <strong>non ci sarà un apporto costante </strong>durante i picchi di calore estivi. I <strong>ghiacciai lombardi</strong>, ormai in costante ritiro, non sono più in grado di compensare le annate con scarso innevamento, come invece accadeva in passato. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siccita-manchera-acqua-in-lombardia-questa-estate-1776185204576.jpg" data-image="h6fcnvy6zpbb"><figcaption>Problemi di siccità e aridità nel fiume Po quasi privo d’acqua, con ampie distese di sabbia e assenza di acqua – cambiamento climatico e riscaldamento globale, vista aerea con drone al Ponte delle chiatte di Bereguardo, Lombardia. Foto di repertorio</figcaption></figure><p>Questo potrebbe potenzialmente innescare <strong>conflitti d'uso</strong> tra il settore elettrico e quello primario. Infatti, l'acqua necessaria per raffreddare le centrali e soprattutto produrre <strong>energia idroelettrica</strong>, è la stessa richiesta dai canali artificiali che innervano e irrigano tutta la pianura. Questo potrebbe potenzialmente innescare <strong>conflitti d'uso</strong> tra il settore elettrico e quello primario. </p><h2>Proiezioni meteo-climatiche per l'estate 2026</h2><p>Le proiezioni per l'estate 2026, dei principali centri di calcolo meteo internazionali, tra cui il sistema <strong>Copernicus (C3S)</strong> e l'europeo <strong>ECMWF</strong>, delineano uno scenario che non invita all'ottimismo. Le proiezioni stagionali indicano un'alta probabilità di avere <strong>temperature costantemente sopra la media</strong> su tutto il bacino padano per i mesi di<strong> giugno, luglio e agosto</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siccita-manchera-acqua-in-lombardia-questa-estate-1776185369466.jpeg" data-image="gmoagzr7acxh"><figcaption>Italia, Sondrio, Valmalenco, Alpe Gera – vista aerea con drone del ghiacciaio Fellaria nelle Alpi – Foto di repertorio</figcaption></figure><p>Sul fronte delle <strong>precipitazioni</strong>, i modelli suggeriscono<strong> una piovosità inferiore alla norma</strong> o caratterizzata da <strong>eventi estremi e localizzati</strong>. Questi temporali violenti, pur portando grandi quantità d'acqua in tempi brevissimi, risultano <strong>poco efficaci.</strong> Infatti il terreno secco e indurito dalla siccità diventa praticamente impermeabile, e fenomeni intensi ma brevi non premettono un assorbimento adeguato, in grado di ricaricare le falde acquifere, ma producono solo allagamenti superficiali. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="721289" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-sta-ingigantendo-sempre-piu-i-chicchi-di-grandine-l-italia-e-uno-dei-paesi-piu-esposti.html" title="Il cambiamento climatico sta ingigantendo sempre più i chicchi di grandine, l'Italia è uno dei Paesi più esposti">Il cambiamento climatico sta ingigantendo sempre più i chicchi di grandine, l'Italia è uno dei Paesi più esposti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-sta-ingigantendo-sempre-piu-i-chicchi-di-grandine-l-italia-e-uno-dei-paesi-piu-esposti.html" title="Il cambiamento climatico sta ingigantendo sempre più i chicchi di grandine, l'Italia è uno dei Paesi più esposti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-cambiamento-climatico-sta-ingigantendo-sempre-piu-i-chicchi-di-grandine-l-italia-e-uno-dei-paesi-piu-esposti-1753306371912_320.jpg" alt="Il cambiamento climatico sta ingigantendo sempre più i chicchi di grandine, l'Italia è uno dei Paesi più esposti"></a></article></aside><p>Tuttavia, è doveroso ricordare che<strong> le proiezioni stagionali non hanno ancora raggiunto un'affidabilità </strong>tale da poter essere utilizzate come veri strumenti predittivi.</p><h2>Impatti sull'agricoltura e la sfida della resilienza</h2><p>Questa combinazione, con serio rischio di scarsità di riserve e con previsioni che parlano di un'estate avara di piogge, preoccupa per la tenuta del <strong>comparto agricolo</strong>. Le colture estive più "idro-esigenti", come il <strong>mais e il riso</strong>, potrebbero trovarsi di fronte a turni irrigui drasticamente ridotti, già a partire dal mese di luglio. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siccita-manchera-acqua-in-lombardia-questa-estate-1776186109248.jpg" data-image="bhiv2zfd8o4f"><figcaption>Un aspetto spesso sottovalutato riguarda quella sorta di "tesoretto" costituito dagli invasi idroelettrici situati nelle testate vallive. - Valgerola - Valtellina - Diga di Pescegallo (Foto di repertorio)</figcaption></figure><p>La vulnerabilità del sistema è aumentata dal fatto che le estati sono diventate sempre più lunghe. Come evidenziato dagli esperti di <strong>Legambiente.</strong> Non siamo più di fronte a un'emergenza passeggera ma a un vero cambiamento del regime climatico. Questo impone una <strong>revisione profonda della gestione delle acque. </strong>Occorre passare da una logica di gestione della crisi a una di pianificazione, <strong>investendo in colture caratterizzate da un minore fabbisogno irriguo </strong>e in sistemi di irrigazione a goccia o di precisione che massimizzino ogni singola goccia prelevata.</p><h2>Una gestione prudente per un futuro incerto </h2><p>Sebbene la primavera possa ancora riservare fasi piovose in grado almeno di mitigare temporaneamente il deficit, la carenza strutturale delle riserve d'alta quota suggerisce una <strong>gestione estremamente prudente della risorsa idrica</strong>. </p><div class="texto-destacado">La Lombardia si trova a un bivio, in cui la disponibilità d'acqua non è più un dato scontato, ma una variabile incerta e dipendente da un equilibrio climatico sempre più fragile. </div><p>Senza un'inversione di tendenza meteo significativa o un piano di adattamento rapido, il rischio di affrontare un'estate 2026, segnata da restrizioni severe e sofferenza per l'ecosistema padano, rimane una possibilità concreta. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/siccita-manchera-acqua-in-lombardia-questa-estate.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Roma segreta: 5 musei da scoprire lontano dalla folla]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla.html</link><pubDate>Fri, 24 Apr 2026 16:00:00 +0000</pubDate><category>Tempo libero</category><description><![CDATA[<p>Non soltanto Galleria Borghese e Musei Vaticani. A Roma c’è tanto altro oltre i siti più iconici. I musei ancora poco visitati sono i luoghi perfetti per scoprire opere di artisti famosi e vere e proprie rarità</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla-1776793001246.jpg" data-image="6vpi6phdbl7r" alt="Musei sconosciuti Roma" title="Musei sconosciuti Roma"><figcaption>Porta San Sebastiano, sede del Museo delle Mura di Roma</figcaption></figure><p>Tra <strong>siti archeologici, chiese e musei</strong>, il patrimonio culturale di Roma è praticamente inesauribile, ma se molti visitatori tendono a concentrare la propria attenzione sui luoghi più famosi, i più curiosi potranno divertirsi invece a <strong>svelare </strong>una parte ancora poco nota della città. </p><div class="texto-destacado">Meno affollati rispetto alle grandi gallerie ma ugualmente interessanti, i musei meno famosi di Roma sono delle vere gemme nascoste all'interno di siti noti o in luoghi insospettabili.</div><p>Vistarli è anche l'occasione per ammirare opere e cimeli che coprono un arco temporale di <strong>millenni</strong>. Ecco quali sono quelli da visitare almeno una volta.</p><h2>5. Museo Carlo Bilotti</h2><p>I famosissimi giardini di <strong>Villa Borghese</strong> conservano qualche angolo ancora poco esplorato. Uno di questi è il <strong>Museo Carlo Bilotti</strong>, intestato al collezionista d’arte di fama mondiale. </p><p>Situato all’interno dell’<strong>Aranciera</strong>, il museo è decisamente <strong>giovane </strong>poiché è stato inaugurato solo nel 2006. L’esposizione comprende dipinti e sculture d’arte contemporanea, opera di alcuni tra i maggiori artisti del ‘900. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="763862" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-statue-parlanti-di-roma-la-voce-irriverente-del-popolo-contro-i-potenti.html" title="Le statue parlanti di Roma: la voce irriverente del popolo contro i potenti">Le statue parlanti di Roma: la voce irriverente del popolo contro i potenti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-statue-parlanti-di-roma-la-voce-irriverente-del-popolo-contro-i-potenti.html" title="Le statue parlanti di Roma: la voce irriverente del popolo contro i potenti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-statue-parlanti-di-roma-la-voce-irriverente-del-popolo-contro-i-potenti-1776160188928_320.jpg" alt="Le statue parlanti di Roma: la voce irriverente del popolo contro i potenti"></a></article></aside><p>All’ingresso, ad esempio, si trova la statua in bronzo <strong>Ettore e Andromaca di Giorgio de Chirico</strong>. Molte altre opere di De Chirico sono conservate qui, insieme a lavori di <strong>Giorgio Severini, Andy Warhol</strong>, ed altri artisti.</p><p>Le sale del pianterreno sono invece dedicate alla valorizzazione dell'arte contemporanea più recente, con lavori selezionati appositamente di anno in anno.</p><h2>4. Museo delle Mura</h2><p>Il centro storico di Roma è circondato dalle <strong>Mura Aureliane</strong> per circa diciannove chilometri. La cinta muraria è un'opera che vale la pena conoscere già di per sé. Tra le più antiche e meglio conservate al mondo, ha il suo ingresso principale in <strong>Porta San Sebastiano</strong>, costituita da due torri quadrangolari. Qui, all'interno della porta, è stato allestito il <strong>Museo delle Mura.</strong></p><p>Un percorso suddiviso in <strong>sette sale</strong> che coprono tre sezioni tematiche racconta il lungo passato delle mura stesse attraverso la <strong>storia antica, medievale e moderna.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="695515" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-tesoro-vicino-roma-ville-patrimonio-dell-umanita-resti-archeologici-e-cascate-in-una-delle-citta-piu-belle-d-italia.html" title="Un tesoro vicino Roma: ville Patrimonio dell'Umanità, resti archeologici e cascate in una delle città più belle d'Italia">Un tesoro vicino Roma: ville Patrimonio dell'Umanità, resti archeologici e cascate in una delle città più belle d'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/un-tesoro-vicino-roma-ville-patrimonio-dell-umanita-resti-archeologici-e-cascate-in-una-delle-citta-piu-belle-d-italia.html" title="Un tesoro vicino Roma: ville Patrimonio dell'Umanità, resti archeologici e cascate in una delle città più belle d'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/un-tesoro-vicino-roma-ville-patrimonio-dell-umanita-resti-archeologici-e-cascate-in-una-delle-citta-piu-belle-d-italia-1738771138074_320.jpg" alt="Un tesoro vicino Roma: ville Patrimonio dell'Umanità, resti archeologici e cascate in una delle città più belle d'Italia"></a></article></aside><p>La visita al museo comprende anche quella alla terrazza e al <strong>camminamento di ronda</strong>, restaurato in occasione del Giubileo del 2000. A questi spazi si accede attraverso la settima sala del museo. Il percorso di ronda ha una lunghezza di trecentocinquanta metri e comprende una parte al coperto, alcune torri e il camminamento scoperto con le mura merlate.</p><h2> <br> 3. Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina</h2><p> Nel complesso monumentale di <strong>Porta San Pancrazio</strong>, sul Gianicolo, si trova un altro dei musei meno conosciuti di Roma decisamente da conoscere. Il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina è dedicato alla Repubblica Romana appunto, e al <strong>Risorgimento</strong>. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762738" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma">I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma.html" title="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-castelli-perduti-del-lazio-5-idee-per-una-gita-di-un-giorno-da-roma-1775574668109_320.jpg" alt="I castelli perduti del Lazio: 5 idee per una gita di un giorno da Roma"></a></article></aside><p>L’esposizione suddivisa in quattro piani racconta questo particolare momento storico dai moti del 1848 fino alla caduta della Repubblica stessa, passando dalla fuga del papa a Gaeta. </p><p><strong>Giuseppe Garibald</strong>i, che tentò di difendere la città dall’assalto delle truppe francesi, è uno dei protagonisti di questo museo ma sono anche altre le figure chiave da riscoprire, come <strong>Luciano Manara e Goffredo Mameli</strong>. </p><p>In mostra ci sono diversi dipinti che raccontano i principali fatti storici, documenti e cimeli di guerra. </p><h2>2. Museo Napoleonico </h2><p>All’interno di <strong>Palazzo Primoli</strong>, sede già di una biblioteca che conserva trentamila volumi e del museo d’arte moderna Mario Praz, si trova anche il <strong>Museo Napoleonico di Roma</strong>. </p><p> La collezione che si può vedere al suo interno è stata donata alla città dal conte Giuseppe Primioli, discendente di Napoleone e comprende tele, marmi, porcellane e arredi vari, conservati in camere decorate con stucchi e intonaci settecenteschi e ottocenteschi.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="739753" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-5-stazioni-metropolitane-del-mondo-che-sono-veri-e-propri-musei-nel-cuore-della-citta.html" title="Le 5 stazioni metropolitane del mondo che sono veri e propri musei nel cuore della città">Le 5 stazioni metropolitane del mondo che sono veri e propri musei nel cuore della città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/le-5-stazioni-metropolitane-del-mondo-che-sono-veri-e-propri-musei-nel-cuore-della-citta.html" title="Le 5 stazioni metropolitane del mondo che sono veri e propri musei nel cuore della città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/5-estaciones-de-metro-que-parecen-museos-bajo-tierra-1762766217862_320.jpeg" alt="Le 5 stazioni metropolitane del mondo che sono veri e propri musei nel cuore della città"></a></article></aside><p>La particolarità di questo museo è che non è incentrato esclusivamente sulla figura di Napoleone nel suo ruolo istituzionale, ma offre uno sguardo più <strong>intimo e familiare</strong> dell’uomo e del suo rapporto con Roma. </p><p> Con lo stesso criterio è stata allestita anche la sezione del museo dedicata a Napoleone III e al secondo impero. </p><h2> 1. Museo Barracco </h2><p>Nel 1902 <strong>Giovanni Barracco</strong>, collezionista e antiquario originario della Calabria regalò alla città di Roma la sua collezione. Così è nato il museo che porta il suo stesso nome e che contiene una prestigiosa collezione di <strong>sculture antiche</strong> di diverse epoche e culture. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla-1776793064451.jpg" data-image="l5a2ciivx33i" alt="Musei poco noti Roma" title="Musei poco noti Roma"><figcaption>Il palazzo Farnesina ai Baullari, opera cinquecentesca di Antonio da Sangallo il Giovane</figcaption></figure><p>La <strong>sezione greca,</strong> ad esempio, dispone di molte sculture originali tra cui un’opera di <strong>Policleto</strong>. Quella <strong>Egizia </strong>copre un periodo di alcuni millenni, a partire dal 3000 a.C. fino ad arrivare al periodo romano. </p><p>Decisamente interessante la sezione della <strong>Mesopotamia</strong>, dove si possono ammirare antichi reperti provenienti dai palazzi reali di Ninive e Nirmud, mentre la sezione dedicata a <strong>Cipro </strong>è la più originale, poiché in Italia se ne trovano ben poche. </p><p>Il museo Barraco si trova all’interno di una elegante palazzina, la <strong>Farnesina ai Baullari</strong> al rione Parione, non distante da Campo de' Fiori. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/roma-segreta-5-musei-da-scoprire-lontano-dalla-folla.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item></channel></rss>