<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" version="2.0"><channel><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><description>Notizie meteo - Il tempo. Previsioni meteo in Italia - Previsioni meteo sempre aggiornate. I nostri esperti in meteorologia riportano le ultime notizie del tempo, sempre aggiornate. Su ilmeteo.net le previsioni meteo per l'Italia e per il mondo.</description><language>it</language><lastBuildDate>Tue, 07 Apr 2026 17:00:14 +0000</lastBuildDate><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 17:00:14 +0000</pubDate><atom:link href="https://www.ilmeteo.net/feed/" rel="self" type="application/rss+xml"/><copyright><![CDATA[ Copyright 2026 Meteored ]]></copyright><image><url>https://www.ilmeteo.net/imagenes/logo_rss.png</url><title>Meteored Italia</title><link>https://www.ilmeteo.net</link><width>144</width><height>144</height></image><sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency>6</sy:updateFrequency><item><title><![CDATA[Artemis 2: tanti record e obiettivi raggiunti, e un rientro con il fiato sospeso]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:03:19 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>A bordo della capsula Orion-Integrity, quattro astronauti hanno infranto ogni record di distanza dalla Terra. Ora la sfida si sposta sul rientro con la manovra Skip Entry, che proteggerà l'equipaggio dal calore estremo attraverso un audace "rimbalzo atmosferico".</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso-1775577751400.jpg" data-image="l6ljx659v2u3" alt="Luna." title="Luna."><figcaption>Gli astronauti di Artemis 2 hanno toccato la massima distanza mai raggiunta dalla Terra da esseri umani, con un record di 406.771 Km, più di qualsiasi altro equipaggio, circa 6.600 km oltre il limite raggiunto dall'Apollo 13, mentre il suo punto più vicino alla Luna è stato di 6.545 Km.</figcaption></figure><p> In questo momento, <strong>a migliaia di chilometri nello spazio</strong>, quattro esseri umani stanno vivendo un’esperienza che per oltre mezzo secolo è stata solo un ricordo lontano, vissuto con tanta emozione da chi allora e lo vide su piccoli schermi in bianco e nero. La missione <strong>Artemis 2</strong> rappresenta un punto di svolta del nuovo programma lunare della NASA, con il passaggio cruciale dalla fredda missione automatizzata di Artemis 1, al nuovo volo umano nello spazio profondo. </p><p>Partita il 1° aprile dal complesso di lancio del Kennedy Space Center, la capsula Orion è stata battezzata <strong>Integrity</strong>, un nome scelto dall'equipaggio per incarnare i valori fondamentali di fiducia, rispetto, sincerità e umiltà, necessari per il ritorno dell'umanità verso la Luna, e per rappresentare anche la profonda e proficua unione tra gli astronauti e le migliaia di persone che lavorano e hanno lavorato al progetto. </p><h2>Risultati scientifici e validazione dei sistemi di bordo</h2><p> Gli astronauti di <strong>Artemis 2</strong> hanno toccato la massima distanza mai raggiunta dalla Terra da esseri umani, con un<strong> record di </strong><strong>406.771 Km</strong>, più di qualsiasi altro equipaggio, circa 6.600 km oltre il limite raggiunto dall'Apollo 13, mentre il suo punto più vicino alla Luna è stato di 6.545 Km. </p><div class="texto-destacado">Durante questo passaggio, gli astronauti hanno potuto <strong>osservare direttamente i "lampi di impatto" </strong>(le meteore nel momento in cui colpiscono la superficie lunare) e hanno scattato delle <strong>foto ad alta risoluzione dei crateri sul lato nascosto</strong> (spesso impropriamente definito "oscuro", poiché <strong>non visibile dalla Terra)</strong>. </div><p>E sempre in questa fase, mentre la Terra non era più visibile ma eclissata dalla Luna, <strong>per 40 lunghi minuti di blackout radio </strong>dovuto alla schermatura lunare, gli astronauti hanno potuto verificare la resilienza e rispondenza dei sistemi di <strong>navigazione inerziale senza controllo da terra</strong>. </p><h2>Un rientro "delicato" per la gestione termica tramite Skip Entry</h2><p>L'attenzione di tutti, equipaggio in primis, è ora orientata a<strong> venerdì 10 aprile</strong>, quando Integrity affronterà <strong>la fase più delicata</strong>, quella del<strong> rientro in atmosfera</strong>. Infatti nell'esperienza di <strong>Artemis 1 non era andato tutto liscio</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso-1775575243065.jpeg" data-image="bhsmp57srcgd"><figcaption>La fase di rientro in atmosfera è molto delicata perché gli strati più rarefatti riscaldano per attrito i materiali con cui le molecole di gas entrano in contatto. L'angolo di incidenza della capsula con l'atmosfera nella fase di rientro riveste un'omportanza cruciale per li,itare il calore e la decelerazione che dovranno sopportare gli astronauti.</figcaption></figure><p>La capsula di Artemis 1, una volta ripescata dall'Oceano, aveva evidenziato <strong>un'usura imprevista dello scudo termico in Avcoat</strong>, avviando un attento studio per formulare nuove strategie di protezione dal plasma durante discesa. </p><div class="texto-destacado">Per proteggere equipaggio e modulo, <strong>la NASA</strong>, non senza dubbi e critiche, <strong>ha optato per un cambiamento di tipo di manovra di rientro</strong>, optando per quella chiamata <strong>Skip Entry</strong> (rientro a rimbalzo). Questa tecnica fondamentalmente non ha agito sullo scudo, ma sul suo utilizzo. </div><p>Artemis 2 raggiungerà <strong>la velocità più elevata mai raggiunta da umani</strong> in una fase di rientro <strong>(stabilendo un nuovo record o uguagliando quello di Apollo 10)</strong> alla velocità ipersonica di quasi <strong>40.000 km/h</strong>. Per gestire al meglio il carico termico generato dall'attrito dello scudo termico della capsula con gli strati più rarefatti dell'atmosfera, si è pensato di procedere in <strong>due fasi distinte</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso-1775574678407.jpg" data-image="4ns6igepjta3"><figcaption>Gli astronauti hanno potuto osservare direttamente i "lampi di impatto" (le meteore mentre colpiscono la superficie lunare) e hanno scattato foto ad alta risoluzione dei crateri sul lato nascosto, quello nascosto (spesso impropriamente definito "oscuro"), poiché non visibile dalla Terra. Foto: Credit NASA</figcaption></figure><p>Nella <strong>fase iniziale</strong>, la Integrity effettuerà<strong> un primo "tuffo" controllato</strong> negli strati superiori dell'atmosfera. L'attrito genererà temperature vicine ai <strong>2.760 °C</strong>, ma prima che il calore possa penetrare eccessivamente nella struttura,<strong> l</strong><strong>a capsula sfrutterà la portanza generata dalla sua inclinazione per risalire brevemente nello spazio</strong>, cioè fuori dall'atmosfera densa. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761686" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-autostrada-invisibile-il-capolavoro-balistico-di-artemis-dal-lancio-al-rientro-fase-per-fase.html" title="L'autostrada invisibile: il capolavoro balistico di Artemis 2, dal lancio al rientro fase per fase">L'autostrada invisibile: il capolavoro balistico di Artemis 2, dal lancio al rientro fase per fase</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-autostrada-invisibile-il-capolavoro-balistico-di-artemis-dal-lancio-al-rientro-fase-per-fase.html" title="L'autostrada invisibile: il capolavoro balistico di Artemis 2, dal lancio al rientro fase per fase"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-autostrada-invisibile-il-capolavoro-balistico-di-artemis-1775035566859_320.jpeg" alt="L'autostrada invisibile: il capolavoro balistico di Artemis 2, dal lancio al rientro fase per fase"></a></article></aside><p>Questo "salto" permetterà una parziale <strong>dissipazione radiativa del calore accumulato</strong> dallo scudo e anche di ridurre drasticamente la velocità di avanzamento nella fase successiva.</p><h2>Precisione di atterraggio e sicurezza dell'equipaggio</h2><p>La <strong>seconda fase del rientro </strong>avverrà poco dopo, quando la velocità sarà scesa a livelli più facilmente gestibili. Questo <strong>approccio frazionato</strong> ridurrà sensibilmente <strong>la forza G (di decelerazione) </strong>che graverà sugli astronauti, riportandola su valori molto più sicuri e confortevoli rispetto a un "rientro balistico diretto", con una frenata più intensa. </p><div class="texto-destacado">Lo Skip Entry fornisce anche la possibilità di modulare l'entità del "rimbalzo", infatti i computer di navigazione possono correggere la traiettoria con estrema precisione, dirigendo la capsula verso il punto di ammaraggio previsto nell'Oceano Pacifico. </div><p><strong>Le critiche avanzate a questo tipo di rientro a singhiozzo</strong>, con tanto di rimbalzo di decine di km verso lo spazio, derivano dal timore che <strong>un rimbalzo esagerato</strong> <strong>possa </strong><strong>far perdere nello spazio capsula ed equipaggio</strong>. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso-1775574709645.jpeg" data-image="jmnmgn9l31ou"><figcaption>Artemis 2 raggiungerà la velocità più elevata mai raggiunta da umani in una fase di rientro (altro record) alla velocità ipersonica di circa 40.000 km/h. Per gestire al meglio il carico termico generato dall'attrito con gli strati più rarefatti dell'atmosfera, si è pensato di procedere in due fasi distinte. </figcaption></figure><p>In realtà, per rimbalzare, la velocità di fuga dovrebbe essere addirittura superiore a quella di ingresso in atmosfera (40.320 km/h). E questo guadagno di velocità è fisicamente impossibile senza una spinta propulsiva aggiuntiva. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761559" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-fissa-il-2028-come-data-per-colonizzare-la-luna.html" title="La NASA fissa il 2028 come data per colonizzare la Luna">La NASA fissa il 2028 come data per colonizzare la Luna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-nasa-fissa-il-2028-come-data-per-colonizzare-la-luna.html" title="La NASA fissa il 2028 come data per colonizzare la Luna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-nasa-marca-2028-como-fecha-para-colonizar-la-luna-un-plan-de-20-000-millones-y-una-base-lunar-permanente-1774721297284_320.jpeg" alt="La NASA fissa il 2028 come data per colonizzare la Luna"></a></article></aside><p> Sebbene<strong> errori nei calcoli</strong> potrebbero teoricamente immettere la Orion in un'orbita ellittica più lunga,<strong> ritardando pericolosamente il rientro della Integrity di qualche giorno</strong>, <strong>la NASA esclude tale scenario,</strong> grazie alla ridondanza dei sistemi di guida automatica di cui la capsula è dotata. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/artemis-2-tanti-record-e-obiettivi-raggiunti-con-un-rientro-con-il-fiato-sospeso.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le città italiane sempre più esposte al rischio di alluvioni lampo, bisogna adottare nuove strategie ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:01:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Il problema non risiede solo nella quantità di pioggia, ma nella sproporzione tra ciò che cade dal cielo, in spazi temporali molto ristretti, e ciò che la città è in grado di gestire.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie-1762083139153.jpg" data-image="uc7ib3uajz9l" alt="Allagamenti, alluvioni lampo." title="Allagamenti, alluvioni lampo."><figcaption>Gli allagamenti non sono più un’eccezione stagionale, ma una minaccia strutturale che colpisce ormai ogni singola città del mondo. </figcaption></figure><p>Solo nei giorni scorsi in Italia si sono verificati diversi eventi precipitativi estremi che hanno coinvolto porzioni molto ristrette di territorio, dalla Toscana alla Sicilia, passando per la Calabria.</p><p>Nello spazio temporale di circa 2-3 ore in queste località <strong>sono caduti fino a oltre 100-150 mm di pioggia, con punte ben oltre i 200 mm.</strong> Stiamo parlando di quantitativi d’acqua estremi, in pratica più della pioggia che normalmente cade in questi luoghi in tutto il mese di novembre, in sole 2-3 ore. </p><p>E’ vero che l’autunno è la stagione dei fenomeni meteorologici estremi, ma oggi, rispetto al passato, questi eventi sono divenuti la piena normalità. Non più un’eccezione, ma normalità quotidiana. </p><h2><strong>Non più una semplice eccezione stagionale</strong></h2><p>Gli allagamenti non sono più un’eccezione stagionale, ma una minaccia strutturale che colpisce ormai ogni singola città del mondo. Anzi, con la loro particolare morfologia, le città italiane sono le più esposte al fenomeno degli allagamenti istantanei. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie-1762083293608.jpg" data-image="1vy3a53auppq" alt="Piogge estreme." title="Piogge estreme."><figcaption>Il Mediterraneo sta vivendo una progressiva estremizzazione del clima. I temporali più concentrati, celle convettive stazionarie, precipitazioni brevi ma devastanti. </figcaption></figure><p>Il problema non risiede solo nella quantità di pioggia, ma nella sproporzione tra ciò che cade dal cielo e ciò che la città è in grado di gestire. <strong>Le reti fognarie e i sistemi di scolo urbano sono stati progettati decenni fa, quando le precipitazioni intense erano meno frequenti e meno violente.</strong></p><h2><strong>Il cambiamento del regime pluviometrico</strong></h2><p>I criteri di dimensionamento si basavano su <strong>intensità pluviometriche medie tra i 20 e i 40 mm/h (intensità della pioggia basata si millimetri all’ora) per eventi brevi.</strong> Oggi, invece, <strong>si registrano picchi che superano i 100-150 mm/h, </strong>con concentrazioni d’acqua che in meno di un’ora equivalgono a un intero mese di pioggia media.</p><p>Per capire la portata del disallineamento, basta un calcolo semplice. Su una superficie urbana di 1.000 metri quadrati, equivalente di un isolato, <strong>una pioggia di 120 mm/h genera circa 33 litri di deflusso al secondo. </strong></p><p>Una caditoia standard, anche perfettamente pulita, <strong>ne smaltisce al massimo 8-12 litri al secondo.</strong> Ne servirebbero almeno tre o quattro per ogni tratto di strada per evitare il ristagno, ma la densità reale delle griglie delle città oggi è molto inferiore. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie-1762083197787.jpg" data-image="5yi2u3fhm4hd" alt="Allagamenti." title="Allagamenti."><figcaption>Le città italiane sempre più esposte al rischio di alluvioni lampo, bisogna adottare nuove strategie mirate al potenziamento della raccolta delle acque piovane.</figcaption></figure><p>E questo senza considerare che, in molti casi, i pozzetti sono ostruiti da spazzatura, detriti, foglie o sedimenti accumulati nel tempo. Il suolo, impermeabilizzato da cemento e asfalto non lascia spazio all’infiltrazione. </p><p>Anche interventi di pulizia straordinaria, fondamentali, non risolvono il problema strutturale, <strong>quando l’intensità supera di tre, quattro o cinque volte i valori di progetto,</strong> nessun tombino può fare miracoli.</p><h2><strong>Verso un clima sempre più estremo</strong></h2><p>Il Mediterraneo sta vivendo una progressiva estremizzazione del clima. I temporali più concentrati, <strong>celle convettive stazionarie,</strong> precipitazioni brevi ma devastanti. I dati pluviometrici storici su cui si basano le norme tecniche non sono più rappresentativi. </p><div class="texto-destacado"><strong>Ciò che un tempo era un evento eccezionale con ritorno centenario è diventato una possibilità quasi annuale. Le infrastrutture, invece, restano ancorate al passato. </strong></div><p>Per questo serve un cambio di paradigma. Non basta più intervenire dopo l’emergenza con pompe idrovore o sacchi di sabbia. Occorre ripensare l’intero sistema idrico urbano, attraverso criteri moderni e resilienti, adattati al nuovo regime pluviometrico. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Ad esempio bisognerebbe riprogettare l’intero sistema fognario, con tubazioni e canali dimensionati per intensità fino a 150 mm/h o più, almeno nei nodi critici della città.</strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>A ciò bisogna aggiungere delle normative comunali ben più severe nel limitare l’impermeabilizzazione del suolo nelle nuove costruzioni, con l’installazione di sistemi di raccolta delle acque meteoriche negli edifici, incentivare la depavimentazione dove possibile. </p><h2><strong>Un problema che affligge tutte le città del mondo</strong></h2><p>Questo non è solo il problema di Milano, Roma e Napoli. Ma è un problema continentale e globale. Per ripensare a riprogettare il sistema di drenaggio urbano le amministrazioni comunali e le regioni devono coordinarsi in un piano integrato di lungo periodo, con finanziamenti dedicati e obiettivi misurabili. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="736698" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alluvioni-l-emilia-romagna-e-nel-cul-de-sac-per-colpa-del-clima-che-cambia-lo-affermano-i-climatologi.html" title="Alluvioni, l'Emilia-Romagna è nel “cul-de-sac” per colpa del clima che cambia: lo affermano i climatologi">Alluvioni, l'Emilia-Romagna è nel “cul-de-sac” per colpa del clima che cambia: lo affermano i climatologi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/alluvioni-l-emilia-romagna-e-nel-cul-de-sac-per-colpa-del-clima-che-cambia-lo-affermano-i-climatologi.html" title="Alluvioni, l'Emilia-Romagna è nel “cul-de-sac” per colpa del clima che cambia: lo affermano i climatologi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/alluvioni-l-emilia-romagna-e-nel-cul-de-sac-per-colpa-del-clima-che-cambia-lo-affermano-i-climatologi-1761736982961_320.jpeg" alt="Alluvioni, l'Emilia-Romagna è nel “cul-de-sac” per colpa del clima che cambia: lo affermano i climatologi"></a></article></aside><p>Non si tratta di spese, ma di investimenti. Del resto ogni euro speso in prevenzione ne risparmia dieci in danni e ricostruzione. <strong>Altrimenti saranno guai, e costi ingenti, ad ogni temporale e acquazzone. </strong></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/le-citta-italiane-sempre-piu-esposte-al-rischio-di-alluvioni-lampo-bisogna-adottare-nuove-strategie.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le stelle cadenti di primavera: quando vedere le Liridi nel 2026]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-stelle-cadenti-di-primavera-quando-vedere-le-liridi-nel.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:13:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Ogni anno nel mese di aprile i cieli notturni si illuminano grazie al passaggio di uno sciame di meteore. Ecco come e dove si possono osservare al meglio nel 2026</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-stelle-cadenti-di-primavera-quando-vedere-le-liridi-nel-1775566828810.jpg" data-image="6aso2rcltvsu" alt="Liridi 2026" title="Liridi 2026"><figcaption>Composizione di stelle cadenti al passaggio delle Liridi in un periodo di 2 ore</figcaption></figure><p>Secondo la tradizione, per esprimere un desiderio ad una stella cadente bisogna aspettare le notti d’estate e precisamente la notte di San Lorenzo. Il 10 agosto di ogni anno, ma anche nei giorni seguenti, le <strong>Perseidi</strong> creano lo spettacolo delle <em>Lacrime di San Lorenzo</em>, con picchi anche di decine di meteore all’ora a solcare i cieli notturni.</p><p>La <strong>prima pioggia di meteore</strong> dell’anno, però, arriva diversi mesi prima.</p><p>Ad <strong>aprile </strong>si possono infatti osservare le <strong>Liridi</strong>, che da duemilasettecento anni rendono magico il cielo primaverile, appassionando studiosi e sognatori. Questo è uno tra i più antichi sciami meteorici mai avvistati e se ne trova già notizia negli studi degli astronomi cinesi del<strong> 687 a.C. </strong></p><h2>Cosa sono le Liridi</h2><p>Come le Perseidi, anche le Liridi sono frammenti che si sono distaccati da un corpo celeste detto <em>progenitore</em>. In questo caso si tratta della cometa C/1861, o più semplicemente <strong>Cometa Tatcher, </strong>dal nome del suo scopritore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760890" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/oumuamua-il-primo-visitatore-interstellare-e-ormai-lontano-ma-restano-i-misteri-irrisolti.html" title="'Oumuamua: il primo visitatore interstellare è ormai lontano, ma restano i misteri irrisolti">'Oumuamua: il primo visitatore interstellare è ormai lontano, ma restano i misteri irrisolti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/oumuamua-il-primo-visitatore-interstellare-e-ormai-lontano-ma-restano-i-misteri-irrisolti.html" title="'Oumuamua: il primo visitatore interstellare è ormai lontano, ma restano i misteri irrisolti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/oumuamua-il-primo-visitatore-interstellare-e-ormai-lontano-ma-restano-i-misteri-irrisolti-1774557683770_320.jpg" alt="'Oumuamua: il primo visitatore interstellare è ormai lontano, ma restano i misteri irrisolti"></a></article></aside><p>Orbitando intorno al sole in un arco di tempo di circa quattrocentoventidue anni, la cometa lascia dietro di sé rocce e detriti. Ad aprile di ogni anno, quando la Terra transita per la regione del Sistema Solare dove si trovano i frammenti, questi entrano in contatto con l’atmosfera, si incendiano e danno vita al fenomeno delle stelle cadenti. </p><p>Queste meteore prendono il loro nome dalla <strong>costellazione della Lira</strong> dove, in prossimità di una delle stelle più luminose del cielo, <strong>Vega</strong>, si trova il <strong>punto radiante</strong> dello sciame di meteore. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-stelle-cadenti-di-primavera-quando-vedere-le-liridi-nel-1775566939223.jpg" data-image="jczaw6knzlif" alt="Liridi - Vega" title="Liridi - Vega"><figcaption>La stella Vega, nella costellazione della Lira, si trova a 25 anni luce dalla Terra ed è una delle più luminose del cielo</figcaption></figure><p><br>È questo il punto da cui, per effetto della prospettiva, sembrano divergere le traiettorie delle stelle cadenti. Si tratta comunque solo di una <strong>illusione ottica</strong> e le Liridi non sono connesse in alcun modo dalla costellazione della Lira.</p><h2>Le stelle cadenti più luminose della primavera</h2><p>Lo spettacolo delle Liridi è evidente da ogni parte del globo, ma in particolare dall’emisfero nord.</p><p>In media si possono osservare circa <strong>diciotto meteore all’ora</strong>. Questo fa delle Liridi uno sciame non particolarmente prolifico, tuttavia a volte si sono avute anche impennate di quasi novanta “stelle” ogni sessanta minuti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="757662" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-violenta-storia-dietro-l-origine-della-luna-secondo-la-scienza-moderna.html" title="La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna">La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-violenta-storia-dietro-l-origine-della-luna-secondo-la-scienza-moderna.html" title="La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-violenta-storia-dietro-l-origine-della-luna-secondo-la-scienza-moderna-1772817070223_320.jpeg" alt="La violenta storia dietro l'origine della Luna secondo la scienza moderna"></a></article></aside><p>Le Liridi non sono l’unico sciame meteorico del mese di aprile ma sono di certo quello più visibile e massiccio. Sono anche considerate tra le più <strong>affidabili </strong>perché di anno in anno arrivano puntuali e non deludono mai. Questo perché l’orbita della Cometa Tatcher è tale che i suoi frammenti non vengono dispersi a causa dell’attrazione gravitazionale del pianeti.</p><p>Gli spettacolari frammenti di cometa viaggiano ad una velocità di <strong>quarantanove chilometri al secondo</strong> e producono scie qualche volta anche abbastanza persistenti e in ogni caso luminose poiché ardono ad una temperatura che raggiunge i 1600°C.</p><h2>Quando e dove osservare le Liridi nel 2026</h2><p>Il periodo di osservazione delle Liridi va dal <strong>14 al 30 aprile. </strong></p><div class="texto-destacado">Il picco nel 2026 è atteso per il <strong>22 aprile</strong> a partire dalle 19:30 e questo è anche un anno fortunato per chi vuole osservarle, dal momento che la luna nuova sarà nata appena da due giorni, lasciando il cielo un po’ più buio.</div><p>In Europa del sud, e quindi in <strong>Italia</strong>, le migliori condizioni di osservazione si hanno tra le 22:30 e le 2:30, quando il punto radiante è alto in cielo. </p><p>Naturalmente i luoghi bui e lontani dall’inquinamento luminoso sono i favoriti per l’osservazione ma anche <strong>in città</strong> si possono vedere circa cinque o sei stelle cadenti ogni ora.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762282" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo.html" title="Le nane brune che popolano l'universo, oggetti che nascono come stelle ma non riescono a diventarlo ">Le nane brune che popolano l'universo, oggetti che nascono come stelle ma non riescono a diventarlo </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo.html" title="Le nane brune che popolano l'universo, oggetti che nascono come stelle ma non riescono a diventarlo "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo-1775327472921_320.png" alt="Le nane brune che popolano l'universo, oggetti che nascono come stelle ma non riescono a diventarlo "></a></article></aside><p>Con un po’ di fortuna al passaggio delle Liridi si possono osservare anche le così dette <strong>“palle di fuoco”</strong>. Si tratta di frammenti più grandi della media, che danno origine a scie più lunghe, luminose e durature. Non sono particolarmente rare, ma nemmeno molto frequenti. Sembra comunque che il 2026 sia un anno propizio anche per il passaggio di questi bolidi celesti.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-stelle-cadenti-di-primavera-quando-vedere-le-liridi-nel.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Guida pratica per eliminare le erbacce che crescono tra le piastrelle, nei tombini e nelle crepe]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-pratica-per-eliminare-le-erbacce-che-crescono-tra-le-piastrelle-nei-tombini-e-nelle-crepe.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 14:17:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Consigli semplici ed efficaci per eliminare le erbacce dalle superfici dure e impedirne la ricomparsa nel tempo.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/guia-facil-para-eliminar-yuyos-que-crecen-en-baldosas-desagues-grietas-y-otros-lugares-insolitos-1774732300951.jpg" data-image="4nkxp0en79w8" alt="Piante." title="Piante."><figcaption>Le erbacce possono attecchire anche nelle fessure più piccole, se c'è umidità e terriccio accumulato.</figcaption></figure><p>Non è solo un problema estetico. Quando crescono su superfici dure, vedi cemento, pietra, mattoni, le radici trovano piccole fessure, si aggrappano e, col tempo, possono allargare le crepe o spostare pezzi. Rimuoverle non è sempre facile: strappare semplicemente la pianta raramente funziona, perché la radice rimane e ricresce.</p><p>La chiave, più che semplicemente "strapparla", sta nel combinare due cose: rimuovere completamente ciò che è già cresciuto e impedirne la ricrescita.</p><h2>Rimuovere ciò che è cresciuto</h2><p>Nei patii e nei marciapiedi, il primo passo è piuttosto impegnativo. <strong>Le erbacce che crescono tra le piastrelle o le lastre di pavimentazione devono essere rimosse dalla base. </strong>Qualsiasi attrezzo stretto andrà bene: un decespugliatore manuale, una spatola o persino un vecchio cacciavite, purché permetta di raggiungere la fessura e raschiare. L'obiettivo non è strappare, ma allentare la radice e rimuoverla completamente, o il più completamente possibile.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guia-facil-para-eliminar-yuyos-que-crecen-en-baldosas-desagues-grietas-y-otros-lugares-insolitos-1774732356884.jpg" data-image="6b9lc9b5n12d" alt="piante" title="piante"><figcaption>Sradicare l'erbaccia è solo il primo passo: l'importante è impedirne la ricrescita</figcaption></figure><p>Quando il problema è più esteso, si può utilizzare un erbicida specifico per le erbacce. È più efficace nelle giornate asciutte, applicato direttamente sulle foglie, e di solito richiede più di un'applicazione. Successivamente, è necessario rimuovere il materiale essiccato per pulire a fondo la superficie.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="716387" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-curare-la-menta-in-vaso-consigli-di-giardinaggio-per-una-crescita-estiva-sana-ed-equilibrata.html" title="Come curare la menta in vaso: consigli di giardinaggio per una crescita estiva sana ed equilibrata">Come curare la menta in vaso: consigli di giardinaggio per una crescita estiva sana ed equilibrata</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/come-curare-la-menta-in-vaso-consigli-di-giardinaggio-per-una-crescita-estiva-sana-ed-equilibrata.html" title="Come curare la menta in vaso: consigli di giardinaggio per una crescita estiva sana ed equilibrata"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/come-curare-la-menta-in-vaso-consigli-di-giardinaggio-per-una-crescita-estiva-sana-ed-equilibrata-1750975907071_320.jpeg" alt="Come curare la menta in vaso: consigli di giardinaggio per una crescita estiva sana ed equilibrata"></a></article></aside><p>Sui muri, il procedimento è simile, ma più delicato. Le piante crescono spesso in piccole fessure dove si accumulano terra e umidità. È meglio rimuoverle con cura, cercando di estirpare l'intera radice. Se anche solo una parte rimane attaccata, ricrescerà.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guia-facil-para-eliminar-yuyos-que-crecen-en-baldosas-desagues-grietas-y-otros-lugares-insolitos-1774732427125.jpg" data-image="3z3npmezk1qp" alt="piante" title="piante"><figcaption>Dove c'è un po' di terra e acqua, le erbacce spuntano presto.</figcaption></figure><p>Nelle griglie e nei tombini, la rimozione viene effettuata manualmente. Le radici sono generalmente superficiali, quindi estrarle è più facile, a patto che non si sia accumulato troppo terriccio.</p><h2>Pulire in modo che non tornino</h2><p>Una volta che le erbacce sono spuntate, ciò che rimane nascosto sono terra, materia organica e semi. Ed è proprio questo che riattiva il problema.</p><div class="texto-destacado">Su piastrelle o pavimenti esterni, è consigliabile pulire accuratamente la superficie. Questo può essere fatto con acqua e una spazzola, o anche con un'idropulitrice a bassa pressione se il materiale lo consente. L'obiettivo è rimuovere sporco, polvere e qualsiasi detrito che possa essersi accumulato nelle fughe.</div><p>Sui muri, la pulizia delle fessure è fondamentale. Se si è accumulata terra, l'area rimane adatta alla germinazione di nuove piante. Una spazzolata o anche solo un po' d'acqua è sufficiente per lasciare la superficie il più pulita possibile.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guia-facil-para-eliminar-yuyos-que-crecen-en-baldosas-desagues-grietas-y-otros-lugares-insolitos-1774732545573.jpg" data-image="e8yfl687omqr" alt="piante" title="piante"><figcaption>Il problema non è solo estetico: le radici possono allargare le crepe e danneggiare le superfici.</figcaption></figure><p>Nelle fognature, questa fase è essenzialmente una questione di manutenzione. Foglie, fango e detriti formano una sorta di "vaso di fiori involontario". Rimuoverli regolarmente previene il problema prima ancora che si manifesti.</p><p>Ecco dove sorge una tentazione comune: l'aceto. Sebbene spesso raccomandato come soluzione "naturale", non è innocuo. La sua acidità può danneggiare le piastrelle o il cemento, lasciando macchie o indebolendo la superficie. In questi casi, è meglio evitarlo.</p><h2>Blocca la via d'accesso</h2><p>Una volta pulita la superficie, arriva il passaggio che fa la differenza, ossia quello di impedire che le erbacce ricompaiano.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760430" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/aprile-in-fiore-le-piante-che-segnano-il-vero-risveglio-della-primavera-italiana.html" title="Aprile in fiore: le piante che segnano il vero risveglio della primavera italiana">Aprile in fiore: le piante che segnano il vero risveglio della primavera italiana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/aprile-in-fiore-le-piante-che-segnano-il-vero-risveglio-della-primavera-italiana.html" title="Aprile in fiore: le piante che segnano il vero risveglio della primavera italiana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/aprile-in-fiore-le-piante-che-segnano-il-vero-risveglio-della-primavera-italiana-1774351722047_320.jpeg" alt="Aprile in fiore: le piante che segnano il vero risveglio della primavera italiana"></a></article></aside><p>Su patii e marciapiedi, questo significa riempire le fughe tra le piastrelle. <strong>Se sono vuote o sfuse, fungono da punti di ingresso per le erbacce. </strong>La sabbia aiuta a stabilizzare la malta e, in alcuni casi, l'applicazione di un sigillante sulla superficie contribuisce a fissare il materiale e a ridurre la comparsa di nuove erbacce.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/guia-facil-para-eliminar-yuyos-que-crecen-en-baldosas-desagues-grietas-y-otros-lugares-insolitos-1774732667944.jpg" data-image="3tfsqozxbdgv" alt="piante." title="piante."><figcaption>Una piccola svista può trasformarsi nel luogo ideale per la crescita delle erbacce.</figcaption></figure><p>Sulle pareti, sigillare le crepe visibili con un materiale adatto non solo migliora l'aspetto estetico, ma elimina anche lo spazio in cui le erbacce potrebbero ricrescere. In caso di umidità persistente, è importante intervenire, poiché è la causa principale del problema.</p><p>Nei tombini, sigillare non è possibile, ma la prevenzione sì. Mantenerli puliti e liberi da ostruzioni è ciò che impedisce loro di diventare, <strong>ancora una volta, un terreno fertile per le erbacce.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758648" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-api-sono-in-pericolo-ma-tu-puoi-aiutarle-scopri-piante-e-fiori-primaverili-utili-e-facili-da-coltivare.html" title="Le api sono in pericolo, ma tu puoi aiutarle: scopri piante e fiori primaverili utili e facili da coltivare">Le api sono in pericolo, ma tu puoi aiutarle: scopri piante e fiori primaverili utili e facili da coltivare</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/le-api-sono-in-pericolo-ma-tu-puoi-aiutarle-scopri-piante-e-fiori-primaverili-utili-e-facili-da-coltivare.html" title="Le api sono in pericolo, ma tu puoi aiutarle: scopri piante e fiori primaverili utili e facili da coltivare"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/le-api-sono-in-pericolo-ma-tu-puoi-aiutarle-scopri-piante-e-fiori-primaverili-utili-e-facili-da-coltivare-1774178105127_320.jpeg" alt="Le api sono in pericolo, ma tu puoi aiutarle: scopri piante e fiori primaverili utili e facili da coltivare"></a></article></aside><p>Le erbacce non spuntano dal nulla: approfittano di fessure, umidità e incuria. Pertanto, la soluzione migliore è una combinazione di pulizia, rimozione corretta e prevenzione. Perché sì, possono ricomparire. Ma quando lo spazio a loro disposizione viene bloccato, diventa sempre più difficile per loro ricrescere.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/guida-pratica-per-eliminare-le-erbacce-che-crescono-tra-le-piastrelle-nei-tombini-e-nelle-crepe.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Roma: ancora tanto sole e clima mite, primi segnali di cambiamento nel weekend]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-ancora-tanto-sole-e-clima-mite-primi-segnali-di-cambiamento-nel-weekend.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 12:51:17 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L'attuale situazione meteorologica sulla Capitale rispecchia un assetto di stampo pienamente primaverile, con un campo di alta pressione di matrice subtropicale che garantisce condizioni di stabilità pur mostrando i primi segnali di un possibile cedimento nel fine settimana, più probabile a partire da domenica.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4kip4"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4kip4.jpg" id="xa4kip4"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In questi giorni la Capitale sembra essere entrata pienamente in <strong>"modalità primavera"</strong>, probabilmente la stagione migliore per vivere e visitare la città eterna. Alberi in fiore e parchi di nuovo verdi e riecheggianti degli ormai onnipresenti pappagallini variopinti, perfettamente inseriti nel clima sempre più mite dell'area metropolitana romana, continueranno a beneficiare di questa<strong> fase anticiclonica</strong> che, <strong>dopo</strong> averci concesso<strong> delle festività pasquali sorprendentemente gradevoli</strong>, <strong>continuerà ancora per qualche giorno</strong> a regalare cieli azzurri e temperature sopra media.</p><p>Ma quanto durerà ancora questa fase particolarmente dolce della primavera romana?</p><h2>Il dominio dell'alta pressione e la ventilazione settentrionale</h2><p>Ancora per domani,<strong> mercoledì 8 aprile</strong>, il robusto campo di alta pressione riuscirà ad assicurare un <strong>cielo in prevalenza sereno o al massimo attraversato da sottili velature del tutto innocue</strong>. La circolazione attuale favorisce un flusso debole ma costante dai quadranti settentrionali o nord-orientali che riuscirà a mantenere l'aria ancora piuttosto secca e, quindi, la visibilità resterà ancora ottima su tutto il bacino del Tevere. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762467" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c.html" title="Meteo Sardegna: verso un anticipo d'estate, attesi picchi fino a +27°C">Meteo Sardegna: verso un anticipo d'estate, attesi picchi fino a +27°C</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c.html" title="Meteo Sardegna: verso un anticipo d'estate, attesi picchi fino a +27°C"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c-1775472744009_320.png" alt="Meteo Sardegna: verso un anticipo d'estate, attesi picchi fino a +27°C"></a></article></aside><p> Per la giornata di domani le temperature massime si attesteranno su valori molto gradevoli, oscillando tra i <strong>22 e i 24°C nelle aree urbane</strong>, potendo toccare localmente punte anche più elevate. Le minime notturne, invece, continueranno a scendere intorno ai 10°C per via del forte irraggiamento notturno. </p><h2>Segnali di cedimento e divergenze tra i principali modelli</h2><p>A partire da<strong> giovedì 9 aprile</strong>, il bordo orientale dell'anticiclone inizierà a subire la crescente pressione di una massa d'aria più instabile e fresca in discesa dai Balcani. In questa fase, però, è possibile osservare una <strong>leggera divergenza tra i principali centri di calcolo.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-la-capitale-tra-stabilita-anticiclonica-e-primi-segnali-di-cedimento-nel-weekend-1775561350501.jpeg" data-image="jmeyh9q98d7o"><figcaption>Anche se, a partire da giovedì 9 aprile, il bordo orientale dell'anticiclone inizierà a subire la crescente pressione di una massa d'aria più instabile e fresca in discesa dai Balcani. Il tempo, in questa fase, resterà prevalentemente stabile e soleggiato, con al massimo qualche velatura o stratificazione in più. </figcaption></figure><p>Infatti, mentre<strong> il modello europeo </strong>(ECMWF) suggerisce <strong>un indebolimento più </strong><strong>pronunciato e rapido della struttura anticiclonica</strong>, con un conseguente aumento della nuvolosità stratiforme innocua<strong>, il modello americano</strong> (GFS)<strong> ipotizza una tenuta maggiore, posticipando ogni possibile disturbo</strong>. </p><p><strong>Venerdì </strong>questa tendenza si confermerebbe, con <strong>aria instabile nordorientale per ECMWF</strong> e conseguente<strong> instabilità pomeridiana appenninica</strong>, anche se con poche conseguenze per la Capitale. GFS, pur confermando l'<strong>ulteriore rinforzo del vento da Nord-Est, </strong>non vede nessun<strong> </strong>rischio di precipitazioni appenniniche significative, e quindi probabilità anche inferiori per eventuali sconfinamenti verso il centro cittadino.</p><h2>Fine settimana tra incertezza e calo termico</h2><p> Il<strong> fine settimana del 11 e 12 aprile</strong> rappresenta il punto di <strong>maggiore incertezza previsionale</strong> a causa di una configurazione potenzialmente molto complessa.<strong> </strong>Infatti oltre alla <strong>presenza più o meno invadente dell'area depressionaria e fresca in avvicinamento dai Balcani, </strong>bisognerà tenere conto dell'<strong>avvicinamento da ovest di un'insidiosa goccia fredda che, proprio entro le prossime ore, si isolerà dalla circolazione nordatlantica ad ovest del Portogallo. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762399" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-dal-weekend-italia-nel-mirino-di-pioggia-e-freddo.html" title="Torna il blocco scandinavo a metà mese, dal weekend Italia nel mirino di pioggia e freddo">Torna il blocco scandinavo a metà mese, dal weekend Italia nel mirino di pioggia e freddo</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-dal-weekend-italia-nel-mirino-di-pioggia-e-freddo.html" title="Torna il blocco scandinavo a metà mese, dal weekend Italia nel mirino di pioggia e freddo"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-italia-nel-mirino-delle-perturbazioni-1775424200533_320.jpg" alt="Torna il blocco scandinavo a metà mese, dal weekend Italia nel mirino di pioggia e freddo"></a></article></aside><p> Questa goccia fredda nei prossimi giorni tenderà a <strong>muoversi lentamente verso est</strong> nel bacino del Mediterraneo Occidentale.<strong> </strong></p><div class="texto-destacado"><strong>Le ultime proiezioni del modello GFS</strong> indicano che questo<strong> nucleo instabile</strong> potrebbe rivelarsi <strong>più profondo e incisivo</strong> di quanto ipotizzato in precedenza.</div><p><strong> ECMWF, invece, lo vede meno profondo e leggermente più lento </strong>nel suo avvicinamento all'Italia. Se la "visione americana" dovesse concretizzarsi, <strong>sabato 11</strong> il tempo inizierebbe a peggiorare, con<strong> un aumento della copertura nuvolosa anche a Roma</strong>, ed un <strong>crescente rischio per degli isolati piovaschi pomeridiani in estensione dalle aree montuose orientali verso la città.</strong> Viceversa ECMWF posticiperebbe questo peggioramento di alcune ore, fino a domenica 12.</p><h2>Oscillazioni termiche e tendenza per domenica</h2><p>L'evoluzione per domenica vede il modello americano <strong>GFS proporre lo scenario più perturbato </strong>(che, invece, fino all'emissione precedente era più ottimista dell'europeo), poiché vede la goccia fredda atlantica <strong>influenzare direttamente il tempo sulla nostra penisola,</strong> con una maggiore penetrazione dell'aria umida e instabile. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-roma-la-capitale-tra-stabilita-anticiclonica-e-primi-segnali-di-cedimento-nel-weekend-1775561690910.jpeg" data-image="ta2ecau121ho"><figcaption>Nello scenario più dinamico visto da GFS, la domenica non trascorrerebbe soltanto sotto un cielo irregolarmente nuvoloso (come visto da ECMWF), ma vedrebbe il rischio più concreto di precipitazioni sparse e locali rovesci, specialmente durante le ore pomeridiane. </figcaption></figure><p> Mentre il modello europeo attribuisce a questo disturbo un ruolo marginale, limitandolo a un aumento della nuvolosità e a un rinforzo della ventilazione, la <strong>nuova proiezione di GFS </strong><strong>suggerisce </strong>che l'intrusione atlantica possa effettivamente portare <strong>un peggioramento più marcato anche su Roma</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762452" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico.html" title="Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data">Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico.html" title="Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico-1775457961183_320.png" alt="Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data"></a></article></aside><p> In questo scenario più dinamico, la <strong>domenica </strong>non trascorrerebbe soltanto sotto un cielo irregolarmente nuvoloso (come visto da ECMWF), ma vedrebbe il rischio più concreto di <strong>precipitazioni sparse e locali rovesci</strong>, specialmente durante le ore pomeridiane. </p><p>Anche sotto il profilo termico, si assisterebbe una <strong>flessione delle temperature massime</strong> che faticherebbero a superare i 18°C. La <strong>ventilazione </strong>che, dopo una fase iniziale prevalentemente occidentale, ruoterebbe progressivamente <strong>da Nord-Est</strong>, al calare del sole <strong>potrebbe far percepire temperature anche più fresche </strong>di quelle realmente registrate dai termometri, ancora prossime ai valori medi attesi per la stagione. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-roma-ancora-tanto-sole-e-clima-mite-primi-segnali-di-cambiamento-nel-weekend.html</guid><dc:creator><![CDATA[Massimiliano Santini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Siepi a misura di giardino: quali piante scegliere per vivere al meglio il tuo spazio verde]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 10:15:00 +0000</pubDate><category>Piante</category><description><![CDATA[<p>Dalle siepi alte e schermanti a quelle ornamentali, scegliere le specie giuste permette di trascorrere momenti di totale tranquillità nel proprio giardino e di valorizzare lo spazio verde a disposizione</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde-1775322871963.jpeg" data-image="9k5vtkppi2i8"><figcaption>Siepi a misura di giardino: scopri quella più adatta al tuo</figcaption></figure><p>Con l’arrivo della primavera, il giardino torna a essere uno <strong>spazio da vivere quotidianamente</strong>: un luogo di relax, di contatto con la natura e, durante l’estate, anche di convivialità. Tuttavia, quando lo spazio verde confina con strade o aree di passaggio, la <strong>tranquillità</strong> può essere <strong>compromessa da rumori, traffico e sguardi esterni</strong>. </p><p>In questi casi, la presenza di una siepe <strong>alta e fitta</strong> lungo il perimetro del giardino diventa una soluzione pratica e funzionale. Oltre a creare una <strong>barriera visiva</strong>, contribuisce ad attenuare i <strong>rumori</strong> e a filtrare <strong>polveri sottili e agenti inquinanti</strong>. </p><p>Se il giardino ne è privo, o se la siepe esistente non è abbastanza efficace, è arrivato il momento di integrarla: la scelta della specie giusta rappresenta il primo passo per migliorare la <strong>qualità</strong> e la<strong> fruibilità</strong> dello spazio.</p><h2>Le migliori piante per siepi fitte e schermanti</h2><p>Per ottenere una siepe capace di garantire <strong>privacy durante tutto l’anno</strong>, è consigliabile orientarsi su <strong>specie sempreverdi</strong>, caratterizzate da una crescita compatta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761563" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/sette-arbusti-a-crescita-rapida-ideali-per-separare-gli-spazi-e-garantire-la-privacy-anche-tra-balconi.html" title="Sette arbusti a crescita rapida, ideali per separare gli spazi e garantire la privacy (anche tra balconi)">Sette arbusti a crescita rapida, ideali per separare gli spazi e garantire la privacy (anche tra balconi)</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/sette-arbusti-a-crescita-rapida-ideali-per-separare-gli-spazi-e-garantire-la-privacy-anche-tra-balconi.html" title="Sette arbusti a crescita rapida, ideali per separare gli spazi e garantire la privacy (anche tra balconi)"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/siete-arbustos-de-crecimiento-rapido-ideales-para-separar-espacios-y-ganar-privacidad-incluso-entre-balcones-1774645874468_320.jpg" alt="Sette arbusti a crescita rapida, ideali per separare gli spazi e garantire la privacy (anche tra balconi)"></a></article></aside><p>Tra le più diffuse troviamo il <strong>lauroceraso</strong>, apprezzato per la rapidità di crescita e il fogliame denso, e la<strong> fotinia</strong>, che unisce capacità schermante e valore ornamentale grazie ai giovani germogli rossastri. Molto utilizzato è anche il <strong>ligustro</strong>, resistente e adattabile a diverse condizioni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde-1775323388950.jpeg" data-image="jvnigp4le345"><figcaption>Siepe di carpino: fitta, ordinata e ideale per creare schermature naturali eleganti ed efficaci, definendo al contempo gli spazi del giardino</figcaption></figure><p>Per chi cerca soluzioni meno comuni, il<strong> bambù</strong> rappresenta un’alternativa interessante: alcune varietà formano barriere fitte e slanciate, ideali per creare schermature moderne e leggere. Anche il<strong> tasso</strong> e il <strong>cipresso leylandii</strong> sono spesso impiegati per siepi alte e compatte, soprattutto in contesti più ampi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde-1775323550192.jpeg" data-image="uj49bmqkffar"><figcaption>Grazie alla crescita veloce e al portamento verticale, il bambù è ideale per realizzare siepi compatte e decorative</figcaption></figure><p>Altre specie come l’<strong>alloro</strong>, il <strong>viburno</strong> e l’<strong>eleagno</strong> offrono un buon compromesso tra rusticità, densità e facilità di gestione, adattandosi bene a diversi tipi di giardino.</p><h2>Siepi per esigenze diverse</h2><p> Nella progettazione di un giardino, la siepe non ha necessariamente solo una funzione schermante. Esistono diverse tipologie pensate per rispondere a esigenze specifiche. </p><h3> Siepi basse e ornamentali</h3><p>Ideali per delimitare aiuole o vialetti, specie come il <strong>bosso </strong>permettono di creare bordure ordinate e geometriche.</p><h3> Siepi fiorite e profumate</h3><p><strong>Oleandro, gelsomino e lillà</strong><strong> </strong>offrono fioriture decorative e, in alcuni casi, profumi intensi, rendendo il giardino più vivace.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde-1775323006856.jpeg" data-image="bai1uwatqt1b"><figcaption>La spirea è un’ottima scelta per siepi fiorite: in primavera si ricopre di piccoli fiori chiari, creando una barriera fitta e decorativa</figcaption></figure><h3> Siepi a crescita rapida</h3><p>Per ottenere un effetto immediato si possono scegliere specie come <strong>pyracantha ed evonimo</strong>, oppure alcune varietà di <strong>salice arbustivo</strong>, capaci di svilupparsi velocemente. </p><h3>Siepi miste naturali</h3><p>Combinando più specie si ottengono siepi dall’aspetto spontaneo: ad esempio <strong>photinia, viburno e lauroceraso</strong> per un effetto compatto, oppure <strong>biancospino, prugnolo e sanguinello</strong> per una siepe più naturale e dal carattere stagionale.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde-1775323675918.jpeg" data-image="gapvzy01bt08"><figcaption>Siepe mista ad effetto naturale</figcaption></figure><h3> Siepi da frutto</h3><p>Alcune piante, come <strong>corniolo e melograno</strong>, uniscono funzione estetica e produzione di frutti, arricchendo il giardino anche dal punto di vista funzionale. </p><h3> Siepi resistenti a condizioni difficili</h3><p>In contesti esposti a vento o salsedine, specie come <strong>tamarice e pitosforo</strong> garantiscono buona resistenza e adattabilità.</p><h2>Un valore ecologico spesso sottovalutato</h2><p>Oltre ai benefici per chi vive il giardino, le siepi svolgono un <strong>ruolo ecologico</strong> fondamentale. Rappresentano infatti un <strong>habitat</strong> prezioso per molte specie animali, in particolare per gli <strong>uccelli</strong>. Tra i rami fitti trovano riparo e luoghi adatti alla <strong>nidificazione</strong>, protetti dalle intemperie e dai predatori. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde-1775323211149.jpeg" data-image="xdwjmzxs1476"><figcaption>Un nido tra i rami fitti di una siepe è più sicuro: la vegetazione lo protegge su tutti i lati, sopra, sotto e lateralmente</figcaption></figure><p>Le siepi offrono inoltre <strong>cibo </strong>sotto forma di bacche, insetti e piccoli organismi, contribuendo al mantenimento della biodiversità anche in contesti urbani.</p><h2>Benefici per chi vive il giardino e per l'ambiente</h2><p>La siepe è, per sua natura, un elemento di<strong> protezione</strong>. Assicura tranquillità per chi vive il giardino, creando uno <strong>spazio più intimo e raccolto</strong>, ma allo stesso tempo offre<strong> rifugio e sicurezza alla fauna urbana</strong>. </p><p>Integrarla nel proprio spazio verde non è solo una<strong> scelta estetica o funzionale</strong>, ma anche un modo per migliorare la <strong>qualità dell’ambiente circostante</strong>. Un gesto semplice, capace di generare benefici concreti sia per le persone che per la natura.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/siepi-a-misura-di-giardino-quali-piante-scegliere-per-vivere-al-meglio-il-tuo-spazio-verde.html</guid><dc:creator><![CDATA[Mattia Sansone]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Sardegna: verso un anticipo d'estate, attesi picchi fino a +27°C]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 10:06:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>L’arrivo di aria insolitamente mite, d’estrazione subtropicale marittima, sommata anche ai moti discendenti, tipici dell’anticiclone subtropicale, spingeranno i termometri oltre la soglia dei <strong>+25°C +26°C,</strong> con picchi fino a <strong>+27°C. </strong></p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4el9c"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4el9c.jpg" id="xa4el9c"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>L’anticiclone di tipo subtropicale che da Pasqua domina lo scenario meteorologico sull’Italia, oltre che in gran parte d’Europa, sta garantendo un clima mite, e temperature che si sono spinte ben sopra le medie del periodo. </p><p>La Sardegna sarà una delle regioni più interessate da questa nuova fase di stabilità, e clima mite, con temperature massime che raggiungeranno punte di oltre <strong>+20°C +22°C,</strong> ma con punte che localmente potrebbero raggiungere picchi fino a <strong>+25°C +26°C</strong> nelle aree dell’entroterra.</p><h2><strong>Sole e bel tempo sulla regione</strong></h2><p>L’ulteriore intensificazione del promontorio subtropicale sull’area del Mediterraneo sta provocando <strong>un deciso aumento dei geopotenziali</strong> e una generale stabilizzazione della colonna atmosferica. Ne consegue quindi un proseguo di settimana stabile, soleggiato e nel complesso mite, con ventilazione debole, prevalentemente di brezza, e temperature in ulteriore lieve aumento. </p><p>L’arrivo di aria insolitamente mite, d’estrazione subtropicale marittima, sommata anche ai moti discendenti, tipici dell’anticiclone subtropicale, spingeranno i termometri oltre la soglia dei <strong>+24°C +25°C,</strong> con picchi fino a <strong>+26°C.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c-1775472551473.png" data-image="2lb4cmaocp92" alt="Meteo Sardegna." title="Meteo Sardegna."><figcaption>Le zone dove si potrà sfondare il muro dei +25°C +26°C sono quelle del Campitano, la valle del Coghinas e l’area attorno Ottana, nel Nuorese, dove la locale orografia enfatizza queste brusche escursioni termiche, fra giorno e notte. </figcaption></figure><p>Le zone dove si potrà sfondare il muro dei <strong>+25°C +26°C</strong> sono quelle del Campitano, la valle del Coghinas e l’area attorno Ottana, nel Nuorese, dove la locale orografia enfatizza queste brusche escursioni termiche, fra giorno e notte. </p><p>In queste aree dell’entroterra sardo le temperature massime, date le sopra citate condizioni atmosferiche, potranno facilmente superare la soglia dei <strong>+25°C,</strong> facendo registrare i valori termici più alti d’Italia, almeno temporaneamente.</p><h2><strong>Domani possibili picchi fino a +27°C</strong></h2><p>Da metà settimana la struttura anticiclonica tenderà ulteriormente a rinforzarsi, venendo alimentata da aria calda di matrice subtropicale continentale, stavolta proveniente dall’Africa Nord-occidentale. Questa avvezione calda rafforzerà il promontorio anticiclonico, che evolverà in un promontorio di blocco, elongato fino alla Scandinavia. </p><div class="texto-destacado">Ciò intensificherà il richiamo di aria calda subtropicale verso l’isola, spingendo ad un ulteriore aumento delle temperature massime. </div><p>In questo caso, il ruolo delle subsidenze atmosferiche, sommato alla sempre più intensa radiazione solare di metà aprile, <strong>avrà una certa importanza nello spingere le massime sopra i +27°C +28°C. </strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c-1775472640753.jpg" data-image="p0y9oag9vio2" alt="Sardegna, mare." title="Sardegna, mare."><figcaption>Il caldo anticipato di questi giorni spingerà molti turisti ad assaporare le spiagge incontaminate della regione. </figcaption></figure><p>Specialmente nella giornata di domani che sarà con molta probabilità<strong> la più calda della settimana. </strong></p><h2><strong>Possibile cambiamento nel weekend?</strong></h2><p>La fase di tempo stabile e soleggiato progredirà fino alle giornate di <strong>giovedì 16 e venerdì 17 aprile,</strong> con sole, qualche velatura, e temperature massime stabili, o in lieve diminuzione. Da sabato 18 e domenica 19 aprile sulla regione si assisterà ad un progressivo aumento della nuvolosità che potrebbe aprire la strada a un peggioramento.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762452" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico.html" title="Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data">Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico.html" title="Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico-1775457961183_320.png" alt="Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data"></a></article></aside><p>Tale peggioramento, però, pare limitato alle coste meridionali e orientali dell’isola, dove si potrebbe generare qualche precipitazione sparsa, in un contesto di maggiore variabilità atmosferica, tipica di aprile. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-sardegna-verso-un-anticipo-d-estate-attesi-picchi-fino-a-27-c.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Questo piccolo roditore rappresenta il simbolo della grande biodiversità dei boschi calabresi]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-roditore-rappresenta-il-simbolo-della-grande-biodiversita-dei-boschi-calabresi.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 08:06:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questo animale affascinante è stato a lungo avvolto da un velo di mistero, spesso confuso con forme melaniche dello scoiattolo comune. La sua presenza rappresenta la ricchezza di fauna dei boschi calabresi.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-roditore-rappresenta-il-simbolo-della-grande-biodiversita-dei-boschi-calabresi-1756245717753.jpg" data-image="rt9d5n65vqmt" alt="Scoiattolo nero meridionale." title="Scoiattolo nero meridionale."><figcaption>Negli ultimi anni, gli avvistamenti sono aumentati esponenzialmente. Secondo dati del 2023-2024 la popolazione si è espansa grazie ai rimboschimenti di conifere nella Catena Costiera, che hanno ricongiunto areali disgiunti. </figcaption></figure><p>Fra i fitti boschi della Calabria e della Basilicata vive un piccolo roditore elusivo, endemico di quest’area del Sud Italia. Stiamo parlando dello <strong>scoiattolo nero meridionale,</strong> nome scientifico <strong><em>Sciurus meridionalis</em></strong>. </p><p>Questo animale affascinante è stato a lungo avvolto da un velo di mistero, spesso confuso con forme melaniche dello scoiattolo comune. Negli ultimi anni, però, gli avvistamenti si sono intensificati, grazie al rimboschimento e a un maggiore monitoraggio nelle aree protette. </p><p>Dal 2017, quando è stato riconosciuto come specie distinta, <strong>lo scoiattolo nero è diventato un simbolo della ricchezza faunistica del Sud Italia.</strong></p><h2><strong>Scoperto per la prima volta all’inizio del 900</strong></h2><p>Questo animale venne scoperto nel 1907, dal naturalista calabrese <strong>Armando Lucifero</strong>, che l’ho descriveva come una specie “unica”. Per molti decenni fu considerato una sottospecie dello <strong>scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris).</strong></p><p>Solo nel 2017, grazie a uno studio genetico, morfologico ed ecologico condotto da ricercatori dell’Università dell’Insubria e altre istituzioni italiane, è stato elevato a specie autonoma. </p><div class="texto-destacado"><strong>Questa scoperta ha confermato che si tratta di un endemismo italiano, probabilmente isolato durante le glaciazioni Würm</strong>.</div><p>Negli ultimi anni, gli avvistamenti sono aumentati esponenzialmente. Secondo dati del 2023-2024 la popolazione si è espansa grazie ai rimboschimenti di conifere nella Catena Costiera, che hanno ricongiunto areali disgiunti. </p><p>In Calabria, segnalazioni arrivano da litorali marini e zone fino a 1.500 metri, mentre in Basilicata si spinge verso il centro. <strong>Nel 2010 c’erano solo un centinaio di esemplari. Oggi se ne contano migliaia. </strong></p><h2><strong>Un animale diurno che vive nei boschi</strong></h2><p>Lo scoiattolo nero è un animale diurno e solitario, attivo soprattutto al mattino e al pomeriggio, evitando le ore più calde. Vive in un territorio di 5-10 ettari, segnato con urina e graffi sugli alberi. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="it" dir="ltr">@Jacobzt_ scoiattolo nero meridionale <a href="https://t.co/ZiWJWIJVpN">pic.twitter.com/ZiWJWIJVpN</a></p>— Tib ʕ·ᴥ·ʔ (@tibbipenegrosso) <a href="https://twitter.com/tibbipenegrosso/status/1688294752859348992?ref_src=twsrc%5Etfw">August 6, 2023</a></blockquote></figure><p>Si nutre di semi di pino, ghiande, nocciole, funghi, bacche e germogli. In autunno, accumula scorte in nidi o buche, rosicchiando pigne. Può integrare la sua dieta con insetti e uova, ma non attacca nidiacei in modo sistematico. A differenza degli altri scoiattoli non va in letargo, ma in inverno riduce l’attività durante nevicate.</p><h2><strong>Habitat e area di distribuzione </strong></h2><p>Endemico di Calabria e Basilicata, lo scoiattolo nero predilige boschi maturi di conifere, come le pinete di Pino loricato, tra 600 e 1.500 metri. Ma si adatta a querce, faggi e macchie costiere. </p><p>L’areale copre <strong>circa 7.000 km², </strong>con popolazioni principali nei Parchi Nazionali del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte. Negli ultimi anni, si è espanso verso nord in Basilicata (fino al Vulture) e sud in Puglia e Campania, <strong>grazie a corridoi verdi come la Catena Costiera.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/questo-piccolo-roditore-rappresenta-il-simbolo-della-grande-biodiversita-dei-boschi-calabresi-1756245948669.jpg" data-image="pit0lgztprk2" alt="Scoiattolo nero meridionale." title="Scoiattolo nero meridionale."><figcaption>Dal 2017, quando è stato riconosciuto come specie distinta, lo scoiattolo nero è diventato un simbolo della ricchezza faunistica del Sud Italia. </figcaption></figure><p><strong>Monitoraggi ISPRA e WWF indicano un’espansione del 20-30% negli ultimi 5 anni, ma l’habitat frammentato resta una minaccia.</strong> Evita aree antropizzate, preferendo foreste protette. Alcuni esemplari sono stati avvistati nei litorali calabresi, sfidando il caldo grazie all’ombra arborea.</p><h2><strong>Un endemismo che va protetto</strong></h2><p>Lo scoiattolo nero è cruciale per l’ecosistema, poiché disperde semi, <strong>favorendo il rinnovamento forestale, e controlla insetti.</strong> Tuttavia, è classificato vulnerabile dall’<strong>IUCN</strong> per l’areale limitato e la competizione con specie aliene come lo scoiattolo grigio. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="725118" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questi-minuscoli-animali-contribuiscono-silenziosamente-a-ridurre-il-riscaldamento-globale.html" title="Questi minuscoli animali contribuiscono silenziosamente a ridurre il riscaldamento globale">Questi minuscoli animali contribuiscono silenziosamente a ridurre il riscaldamento globale</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questi-minuscoli-animali-contribuiscono-silenziosamente-a-ridurre-il-riscaldamento-globale.html" title="Questi minuscoli animali contribuiscono silenziosamente a ridurre il riscaldamento globale"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cuales-son-los-minusculos-animales-que-estan-ayudando-a-reducir-el-calentamiento-global-del-planeta-silenciosamente-1753728955153_320.jpg" alt="Questi minuscoli animali contribuiscono silenziosamente a ridurre il riscaldamento globale"></a></article></aside><p>La deforestazione e il cambiamento climatico (caldo estremo) aggravano il rischio; si stima una popolazione di 5.000-10.000 individui, ma con declino potenziale del 50% in 10 anni.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/questo-piccolo-roditore-rappresenta-il-simbolo-della-grande-biodiversita-dei-boschi-calabresi.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Torna il blocco scandinavo a metà mese, dal weekend Italia nel mirino di pioggia e freddo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-dal-weekend-italia-nel-mirino-di-pioggia-e-freddo.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 06:16:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Lo sviluppo di un’area anticiclonica sul Nord Europa, un leitmotiv di questa stagione, aprirà nuovamente la strada dell'instabilità sul Mediterraneo, e sulle nostre regioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4d9ua"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4d9ua.jpg" id="xa4d9ua"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>In questi giorni l’anticiclone subtropicale torna ad essere il grande protagonista dello scenario meteorologico in Europa, e sull’Italia, garantendo una certa stabilità, e un ritorno a un clima mite, con temperature sopra le medie di stagione. </p><p>In alcune regioni italiane, nei prossimi giorni, si potranno registrare tipiche di fine maggio, <strong>con valori localmente oltre i +25°C.</strong> Questo trend proseguirà fino al prossimo fine settimana, regalando delle giornate soleggiate, tipiche della primavera. </p><h2><strong>L’anticiclone non durerà a lungo, ecco perché</strong></h2><p>Secondo le ultime elaborazioni del modello europeo <strong>ECMWF,</strong> questa fase anticiclonica non avrà vita molto lunga. Già da metà mese assisteremo ad un nuovo cambio di circolazione, con il ritorno del blocco scandinavo che avrà ripercussioni sulla circolazione atmosferica sull’intera Europa.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-italia-nel-mirino-delle-perturbazioni-1775423677663.png" data-image="3vjpeevwvwz5" alt="Blocco scandinavo." title="Blocco scandinavo."><figcaption>Lo sviluppo di un’area anticiclonica sul Nord Europa, un leitmotiv di questa stagione, aprirà nuovamente la strada delle piovose perturbazioni atlantiche sul Mediterraneo. </figcaption></figure><p>Lo sviluppo di un’area anticiclonica sul Nord Europa, un leitmotiv di questa stagione, aprirà nuovamente la strada delle piovose perturbazioni atlantiche sul Mediterraneo, spingendo verso nuovi periodi di instabilità atmosferica, soprattutto al Centro-Sud, e sulle Isole Maggiori. </p><h2><strong>Cosa cambia con il blocco scandinavo?</strong></h2><p>Con il termine di <strong>blocco scandinavo</strong> si fa riferimento una configurazione di alta pressione estesa e ancorata sui Paesi nordici (Scandinavia e Nord Europa). Questa “barriera” anticiclonica devia il flusso atlantico occidentale, impedendo alle perturbazioni di scorrere verso est e costringendole a prendere rotte alternative. </p><div class="texto-destacado"><strong>In pratica, l’anticiclone subtropicale (quello africano che di solito garantisce bel tempo) si indebolisce e arretra, aprendo la strada alle saccature atlantiche che scendono verso il Mediterraneo.</strong></div><p>Proprio questo meccanismo è ciò che il modello europeo sta insistendo con forza: dal momento in cui il blocco si consolida (fine aprile, ma con primi segnali già dalla seconda decade), diverse saccature atlantiche riusciranno a penetrare sul bacino mediterraneo, favorendo l’isolamento di diverse gocce fredde (depressioni in <strong>cut-off,</strong> cioè masse d’aria fredda staccate dal getto principale) proprio sui mari dell’Italia meridionale.</p><h2><strong>Come nascono le gocce fredde e le depressioni sui mari del Sud</strong></h2><p>Quando una saccatura atlantica si stacca dal flusso principale e rimane intrappolata sul Mediterraneo, si forma una goccia fredda, <strong>una bolla di aria polare o artica in quota che, a contatto con le acque più calde del Tirreno, dello Ionio o dell’Adriatico meridionale, genera forte instabilità.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-italia-nel-mirino-delle-perturbazioni-1775423722898.png" data-image="jhhikrlya5xz" alt="Instabilità, maltempo." title="Instabilità, maltempo."><figcaption>L'Italia, dopo questa breve pausa anticiclonica, ritornerà ad essere sede di depressioni e gocce fredde che porteranno instabilità e maltempo.</figcaption></figure><p>Queste depressioni in quota, isolandosi sopra l’Italia meridionale, causano ondate di maltempo, anche severe, con piogge, rovesci, <strong>ma pure fenomeni temporaleschi.</strong> Concentrati soprattutto nelle ore centrali del giorno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761560" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricercatori-sviluppano-un-agente-di-intelligenza-artificiale-per-rivoluzionare-la-ricerca-meteorologica-e-climatica.html" title="Ricercatori sviluppano un agente di intelligenza artificiale per rivoluzionare la ricerca meteorologica e climatica">Ricercatori sviluppano un agente di intelligenza artificiale per rivoluzionare la ricerca meteorologica e climatica</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/ricercatori-sviluppano-un-agente-di-intelligenza-artificiale-per-rivoluzionare-la-ricerca-meteorologica-e-climatica.html" title="Ricercatori sviluppano un agente di intelligenza artificiale per rivoluzionare la ricerca meteorologica e climatica"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/investigadores-desarrollan-un-agente-de-ia-que-podria-revolucionar-la-investigacion-del-tiempo-y-del-clima-1774173242762_320.jpg" alt="Ricercatori sviluppano un agente di intelligenza artificiale per rivoluzionare la ricerca meteorologica e climatica"></a></article></aside><p>In questo caso, va detto che il blocco scandinavo non porterà un nuovo colpo di coda dell’inverno, come accaduto a fine marzo, ma <strong>una primavera vivace e piovosa,</strong> con il Mediterraneo meridionale che diventerà il teatro ideale per l’isolamento di gocce fredde e depressioni. </p><p>Un segnale importante per chi segue il meteo. Dopo la stabilità di questa parte di aprile, ci dobbiamo iniziare a preparare a un finale di aprile decisamente più movimentato, con tanta instabilità.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/torna-il-blocco-scandinavo-a-meta-mese-dal-weekend-italia-nel-mirino-di-pioggia-e-freddo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Nel 2025 il livello medio globale della vegetazione ha raggiunto un massimo storico: la tendenza al rialzo continua]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2025-il-livello-medio-globale-della-vegetazione-ha-raggiunto-un-massimo-storico-la-tendenza-al-rialzo-continua.html</link><pubDate>Tue, 07 Apr 2026 04:58:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Da decenni le foreste ricevono un apporto extra di CO2, il che consente loro di sequestrare tonnellate di anidride carbonica, di effettuare più fotosintesi e di crescere di più. Di fatto, questo maggiore sequestro di carbonio ha contribuito a ridurre la quantità di CO2 nell'atmosfera.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-medio-mundial-de-vegetacion-2025-maximo-1775187554839.png" data-image="7o3be5hqyc4a" alt="Vegetazione nel mondo." title="Vegetazione nel mondo."><figcaption>Pannelli che mostrano l'inverdimento globale nel corso del 2025, distinguendo le diverse regioni del pianeta. Crediti: Anniwaer, N., Zhu, D., Gui, Y. et al. Nat Rev Earth Environ (2026).</figcaption></figure><p>Un nuovo studio segna un record per la media globale di inverdimento entro il 2025, confermando il trend degli ultimi anni, ma con importanti sfumature da considerare.</p><div class="texto-destacado">Lo studio in questione indica i seguenti risultati a livello globale. <strong>Il 68,2% delle aree terrestri vegetate ha registrato un inverdimento,</strong> soprattutto nelle praterie e nei terreni coltivati dell'emisfero australe e delle medie latitudini settentrionali.</div><p>Il 2025 ha segnato un record per l'inverdimento della vegetazione globale, accentuando il trend di inverdimento medio globale da 8,1 × 10⁻⁴ anno⁻¹ (2000-2024) a 8,5 × 10⁻⁴ anno⁻¹ (2000-2025).</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-medio-mundial-de-vegetacion-2025-maximo-1775195280149.jpg" data-image="9sj2bt9j7zdl" alt="Inverdimento." title="Inverdimento."><figcaption>Nel 2025, nelle aree con abbondanti precipitazioni, praterie e terreni agricoli hanno contribuito all'inverdimento del pianeta. Fonte immagine: PXHERE.com</figcaption></figure><p>Nel 2025, gli ecosistemi di prateria hanno dominato il segnale di inverdimento, <strong>con il 72,1% delle praterie e il 77,6% delle aree coltivate</strong> che hanno mostrato un aumento della vegetazione.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="624752" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-sta-spostando-la-vegetazione-a-quote-sempre-piu-alte-sulle-alpi.html" title="Il cambiamento climatico sta spostando la vegetazione a quote sempre più alte sulle Alpi">Il cambiamento climatico sta spostando la vegetazione a quote sempre più alte sulle Alpi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-cambiamento-climatico-sta-spostando-la-vegetazione-a-quote-sempre-piu-alte-sulle-alpi.html" title="Il cambiamento climatico sta spostando la vegetazione a quote sempre più alte sulle Alpi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-cambiamento-climatico-sta-spostando-la-vegetazione-a-quote-sempre-piu-alte-sulle-alpi-1703935649258_320.jpg" alt="Il cambiamento climatico sta spostando la vegetazione a quote sempre più alte sulle Alpi"></a></article></aside><p>Le zone di inverdimento osservate nell'Africa meridionale, nel Sud America meridionale, nell'Australia settentrionale, in Europa, nell'America settentrionale centrale e nella Cina settentrionale coincidono con un aumento delle precipitazioni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong>Il 60% delle foreste ha mostrato segni di inverdimento, una percentuale inferiore a quella registrata nel 2024.</strong> Un notevole oscuramento è stato osservato nella Siberia orientale, a causa delle temperature insolitamente basse durante la stagione di crescita.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Nelle foreste pluviali tropicali, i segnali contrastanti provenienti dai sensori satellitari MODIS (oscuramento) e VIIRS (inverdimento) evidenziano le incertezze nel monitoraggio del recupero della copertura arborea dopo l'evento El Niño del 2023-2024.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-medio-mundial-de-vegetacion-2025-maximo-1775188547841.png" data-image="o07w34pgy8sw" alt="Inverdimento." title="Inverdimento."><figcaption>Proiezione sull'inverdimento globale tra il 2081 e il 2100 (in %). NASA.</figcaption></figure><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/nivel-medio-mundial-de-vegetacion-2025-maximo-1775188560456.png" data-image="qyjcsge9powz"><figcaption>Come nel caso precedente, ma dal 2000 al 2100 e per regione, dai tropici alle alte latitudini emisferiche. NASA</figcaption></figure><h3>Un fenomeno multiforme</h3><p>Sebbene l'inverdimento globale sia una buona notizia, poiché contribuisce al raffreddamento del pianeta, si è osservato che negli ultimi decenni questo processo si è verificato principalmente nelle aree destinate all'agricoltura e allo stoccaggio del carbonio, e non è efficiente quanto quello svolto dalle foreste.</p><div class="texto-destacado">L'inverdimento previsto è più intenso alle alte latitudini dell'emisfero settentrionale che ai tropici.</div><p><strong>Alcuni studi indicano che l'inverdimento globale sta raggiungendo il suo limite.</strong> L'aumento delle foreste in alcune regioni non compensa la deforestazione che si verifica in aree come l'Amazzonia e altre zone tropicali di fondamentale importanza climatica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="674401" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-scienziati-della-nasa-scoprono-che-la-vegetazione-della-tundra-diventera-piu-alta-e-piu-verde-fino-al.html" title="Gli scienziati della NASA scoprono che la vegetazione della tundra diventerà più alta e più verde fino al 2100">Gli scienziati della NASA scoprono che la vegetazione della tundra diventerà più alta e più verde fino al 2100</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/gli-scienziati-della-nasa-scoprono-che-la-vegetazione-della-tundra-diventera-piu-alta-e-piu-verde-fino-al.html" title="Gli scienziati della NASA scoprono che la vegetazione della tundra diventerà più alta e più verde fino al 2100"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/nasa-vegetacion-de-la-tundra-crecera-mas-alta-y-mas-verde-1724767370555_320.jpg" alt="Gli scienziati della NASA scoprono che la vegetazione della tundra diventerà più alta e più verde fino al 2100"></a></article></aside><p>Le piante hanno bisogno di <strong>CO2,</strong> acqua e nutrienti per crescere. Indipendentemente da quanto aumenti la CO2, se i nutrienti e l'acqua non aumentano parallelamente, <strong>le piante non saranno in grado di sfruttare la maggiore quantità di questo gas.</strong> </p><p>L'effetto fertilizzante della CO2 non durerà per sempre. Le piante non possono crescere indefinitamente perché altri fattori ne limitano la crescita.</p><h3><em>Riferimenti</em></h3><p><em>Anniwaer, N., Zhu, D., Gui, Y. et al. Vegetation greenness in 2025. Nat Rev Earth Environ (2026). <a href="https://www.nature.com/articles/s43017-026-00776-0" target="_blank">https://doi.org/10.1038/s43017-026-00776-0 </a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/nel-2025-il-livello-medio-globale-della-vegetazione-ha-raggiunto-un-massimo-storico-la-tendenza-al-rialzo-continua.html</guid><dc:creator><![CDATA[Daniele Ingemi]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le nane brune che popolano l'universo, oggetti che nascono come stelle ma non riescono a diventarlo ]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo.html</link><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 16:02:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>Le nane brune nascono dal collasso di nubi molecolari ma non innescano la fusione dell’idrogeno, restando oggetti freddi, numerosi e fondamentali per comprendere formazione stellare</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo-1775327472921.png" data-image="stpw5crwx59t" alt="Nane brune" title="Nane brune"><figcaption>Non sono pianeti gassosi ma neanche stelle, la strana natura delle nane brune. </figcaption></figure><p>Quando in una nube di gas interstellare si innesca il collasso gravitazionale,<strong> è nel nucleo che si gioca il destino di ciò che ne risulterà: stella, nana bruna o pianeta gassoso.</strong></p><p>Il nostro Universo, ma più vicino a noi la nostra stessa Galassia, è popolato di nubi giganti di gas molecolare molto freddo. </p><div class="texto-destacado">Il peso delle nubi molecolari può variare da migliaia a decine di milioni di masse solari di solo gas e polveri, mentre la loro temperatura può variare dai -263<sup>0</sup>C ai -253<sup>0</sup>C. Le molecole che costituiscono queste nubi sono prevalentemente di idrogeno, in percentuale molto minore di elio con tracce di elementi chimici più pesanti.</div><p>Dicevamo che quando una perturbazione, generalmente proveniente dall’esterno della nube (ad esempio l’onda d’urto prodotta dall’esplosione di una supernova), innesca il collasso, la nube si frammenta e ogni frammento precipita su se stesso per effetto della gravità in caduta libera, cioè senza nulla che ne ostacoli la caduta.</p><p>Col procedere del collasso la densità e la temperatura nel nucleo di questo frammento, che via via diventa sempre più compatto, aumentano. <strong>E’ la temperatura massima che si raggiunge nel nucleo che deciderà la sorte del frammento, cioè se diventerà una stella, una nana bruna o addirittura un pianeta gassoso.</strong></p><h2>Nel nucleo si gioca la sorte tra stella o nana bruna</h2><p>Infatti, quando la temperatura del nucleo raggiunge circa il milione di gradi Kelvin, inizia la fusione termonucleare (il bruciamento) del deuterio (atomo di idrogeno che oltre al protone contiene un neutrone). Il bruciamento del deuterio inizia ad aumentare ulteriormente la temperatura ma anche la pressione del gas che inizia a rallentare il collasso. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo-1775327973973.png" data-image="9zjxh0dqmqij" alt="Nane brune" title="Nane brune"><figcaption>Confronto tra le dimensioni di una piccola stella, una nana bruna ed un pianeta gassoso.</figcaption></figure><p>Se la massa iniziale del frammento è sufficientemente grande (sono sufficienti almeno 8 centesimi di massa solare) la temperatura aumenta fino ai 3 milioni di gradi ed<strong> inizia il bruciamento dell'idrogeno. Questo segna ufficialmente la nascita della stella.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="612492" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ancor-piu-leggere-dei-pianeti-le-nane-brune-recentemente-scoperte-dal-telescopio-james-webb.html" title="Ancor più leggere dei pianeti, le nane brune recentemente scoperte dal telescopio James Webb">Ancor più leggere dei pianeti, le nane brune recentemente scoperte dal telescopio James Webb</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/ancor-piu-leggere-dei-pianeti-le-nane-brune-recentemente-scoperte-dal-telescopio-james-webb.html" title="Ancor più leggere dei pianeti, le nane brune recentemente scoperte dal telescopio James Webb"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ancor-piu-leggere-dei-pianeti-sono-le-nane-brune-recentemente-scoperte-dal-telescopio-james-webb-1702729318817_320.png" alt="Ancor più leggere dei pianeti, le nane brune recentemente scoperte dal telescopio James Webb"></a></article></aside><p><strong>Se invece la massa è inferiore a 0.08 masse solari circa, il collasso del frammento di nube si conclude con la formazione di una nana bruna. </strong>Infatti, la temperatura del nucleo rimarrà sufficiente a bruciare ed esaurire il solo deuterio, senza mai arrivare a bruciare l’idrogeno, il vero combustibile che assicura alla stella di brillare dai milioni ai miliardi di anni.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Frammenti di nube molecolare con massa inferiore a 0.08 masse solari collassando gravitazionalmente sono destinati a diventare nane brune.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p><strong>La nana bruna </strong>non splendendo di luce, per questo motivo chiamata bruna, avrà la stessa forma sferica di una stella ma <strong>rimarrà un oggetto tiepido destinato a diventare sempre più freddo.</strong></p><p>Recenti studi indicano che a masse ancora più basse, più basse di quelle delle nane brune, si possano formare addirittura dei pianeti gassosi, completamente privi di sorgente interna di energia.</p><p>Tuttavia, <strong>il luogo privilegiato per la formazione dei pianeti</strong>, siano essi gassosi o rocciosi, <strong>rimane il disco protoplanetario</strong> che circonda la neo stella per alcuni milioni di anni, prima di dissolversi completamente o lasciare un disco di frammenti rocciosi (il <em>debris disc</em>).</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="733025" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/ll-telescopio-james-webb-aveva-osservato-le-nane-brune-piu-lontane-della-nostra-galassia-ma-non-ce-ne-eravamo-accorti.html" title="Il telescopio James Webb aveva osservato le nane brune più lontane della nostra Galassia, ma non ce ne eravamo accorti">Il telescopio James Webb aveva osservato le nane brune più lontane della nostra Galassia, ma non ce ne eravamo accorti</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/ll-telescopio-james-webb-aveva-osservato-le-nane-brune-piu-lontane-della-nostra-galassia-ma-non-ce-ne-eravamo-accorti.html" title="Il telescopio James Webb aveva osservato le nane brune più lontane della nostra Galassia, ma non ce ne eravamo accorti"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ll-telescopio-james-webb-aveva-osservato-le-nane-brune-piu-lontane-della-nostra-galassia-ma-non-ce-ne-eravamo-accorti-1759824511526_320.png" alt="Il telescopio James Webb aveva osservato le nane brune più lontane della nostra Galassia, ma non ce ne eravamo accorti"></a></article></aside><p>Si stima che le nane brune rappresentino circa tra il 15% e il 25% dell’intera popolazione stellare, quindi una componente di assoluto rispetto nell’Universo. </p><p><strong>L’essere di dimensioni piccole e poco luminose le rende molto difficili da scoprire. </strong>Tuttavia, grazie alle osservazioni nella banda infrarossa, cioè la banda in cui questi corpi splendono di più, è stato possibile trovarne, studiare e comprendere sempre meglio la loro natura.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo-1775328136454.png" data-image="plymud59ogf4" alt="Nana bruna" title="Nana bruna"><figcaption>Rappresentazione artistica dell'aurora polare osservata dal telescopio James Webb su una nana bruna isolata e lontana dal Sole 47 anni luce. Credit: NASA, ESA, CSA, and L. Hustak (STScI)</figcaption></figure><p>Infatti, a fronte dell'elevata percentuale di nane brune, parliamo di milioni nella nostra Galassia, <strong>ne sono state scoperte circa 3000</strong>.</p><p>Fondamentale è stato e continua ad essere il contributo del telescopio spaziale James Webb nello scoprire nuove nane brune, anche a grandi distanze.</p><h2>Oggetti a dir poco interessanti</h2><p>C'è ancora molto da scoprire sulle nane brune e le sorprese non mancano.</p><p>Nella nebulosa a riflessione IC 348 a circa 1000 anni luce dalla Terra, il telescopio spaziale James Webb ha individuato tre nane brune, di cui una assolutamente unica: si tratta della <strong>nana bruna più piccola mai osservata, con una massa addirittura inferiore a quella dei pianeti gassosi più massicci ad oggi conosciuti.</strong></p><p>Sono state scoperte sempre da James Webb ben <strong>68 nane brune ai confini della nostra Galassia</strong> a circa 16000 anni luce dalla Terra. Per inciso, inizialmente si pensava fossero galassie molto lontane e quindi deboli di luminosità e molto arrossate, invece un’analisi successiva ne ha svelato la natura di nane brune.</p><p>Sono state scoperte sempre da James Webb<strong> nane brune extragalattiche</strong> e precisamente nell’ammasso stellare NGC602 <strong>nella Piccola Nube di Magellano.</strong></p><p>Ad oggi la nana bruna denominata <strong>W1935 rimane la più interessante</strong> in quanto <strong>James Webb ha osservato su di essa un’aurora polare,</strong> simile a quelle osservate sui pianeti del sistema solare, ma che <strong>“non dovrebbe esistere”.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="634102" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/aurora-polare-osservata-su-una-nana-bruna-e-la-prima-volta.html" title="Incredibile ed inaspettata aurora polare osservata su una nana bruna. È la prima volta">Incredibile ed inaspettata aurora polare osservata su una nana bruna. È la prima volta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/aurora-polare-osservata-su-una-nana-bruna-e-la-prima-volta.html" title="Incredibile ed inaspettata aurora polare osservata su una nana bruna. È la prima volta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/una-nana-bruna-l-ultimo-posto-su-cui-ci-si-aspettava-di-osservare-un-aurora-polare-1704887299104_320.png" alt="Incredibile ed inaspettata aurora polare osservata su una nana bruna. È la prima volta"></a></article></aside><p>Infatti, affinché ci sia un’aurora serve il vento solare che interagisca col campo magnetico della nana bruna. La W1935 tuttavia è isolata e si trova a 47 anni luce di distanza dal Sole, cioè troppo lontana perché possa essere investita dal vento solare. Rimane ancora misteriosa l'origine di questa aurora.</p><p>Via via che di nane brune se ne andranno scoprendo la casistica di peculiarità e curiosità potrà solo crescere.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/le-nane-brune-che-popolano-l-universo-oggetti-che-nascono-come-stelle-ma-non-riescono-a-diventarlo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Sergio Messina]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[È vero che il vento influenza l'umore: la scienza alla base dell'effetto Föhn]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/e-vero-che-il-vento-influenza-l-umore-la-scienza-alla-base-dell-effetto-fohn.html</link><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 14:04:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Non si tratta di suggestione o semplice cattivo umore. La scienza spiega come il vento di Föhn alteri i livelli di serotonina attraverso la ionizzazione positiva dell'aria e perché ci influenzi così tanto.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-verdad-el-viento-nos-altera-el-animo-la-ciencia-que-hay-detras-del-efecto-foehn-1775052056100.jpeg" data-image="my0sq3k6ex61" alt="Efetto Foehn" title="Efetto Foehn"><figcaption>Esiste un tipo di vento che modifica il nostro umore, non da solo, ma che contribuisce a creare la tempesta perfetta... nella nostra testa.</figcaption></figure><p>Ci sono giorni in cui il mondo sembra leggermente storto. Ti svegli con il rumore delle persiane che sbattono e un’inquietudine che non sai nominare. <strong>Il vento spinge, fischia, secca, infastidisce</strong>, <strong>e senti che</strong> <strong>qualcosa dentro non è al suo posto</strong>. </p><p>Non serve credere in energie mistiche o superstizioni per ammettere che, <strong>quando soffia forte, tutto diventa più teso</strong>. Ma non è magia: <strong>è una combinazione di </strong><strong>fisica, biologia e percezione umana</strong> che si rafforzano a vicenda.</p><h2><strong>L’effetto Foehn: il vento che arriva “storto” fin dall’origine</strong></h2><p>Il vento che spesso ci mette più in difficoltà è quello generato dall’<strong>effetto foehn</strong>, un fenomeno in cui <strong>una massa d’aria umida sale, si raffredda, scarica precipitazioni e poi scende sul versante opposto più calda, veloce ed estremamente secca.</strong> In Italia lo conosciamo con nomi diversi a seconda delle zone: vento di caduta, föhn alpino, favonio.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-verdad-el-viento-nos-altera-el-animo-la-ciencia-que-hay-detras-del-efecto-foehn-1775052195885.jpeg" data-image="y8a7ieo62pd9" alt="Effetto Foehn" title="Effetto Foehn"><figcaption>L’aria arriva “surriscaldata”, carica di ioni positivi, alterando la serotonina e quindi il nostro stato d’animo.</figcaption></figure><p>Il punto è che questo vento arriva “trasformato”, <strong>alterando la temperatura percepita</strong>, <strong>irritando occhi e mucose</strong> e lasciando l’ambiente così secco che, a volte, sembra inaridire anche l’umore.</p><h3><strong>Elettricità nell’aria: ioni e serotonina sulle montagne russe</strong></h3><p><strong>Il foehn non muove solo gli alberi, ma modifica anche la</strong> <strong>carica elettrica dell’aria</strong>. In condizioni normali respiriamo una miscela equilibrata di ioni, ma quando il vento è forte e secco aumenta la presenza di <strong>ioni positivi</strong>, che sono molto meno “positivi” di quanto il nome suggerisca. <strong>Un loro eccesso può alterare la fisiologia</strong> e provocare una <strong>liberazione massiccia di serotonina</strong>, qualcosa che sembra benefico ma che, in realtà, <strong>può creare uno squilibrio nell’organismo</strong>.</p><p>Questo aumento improvviso può generare una sorta di <strong>sindrome da irritazione serotoninergica</strong>, che si manifesta con <strong>ansia, irritabilità, insonnia ed emicranie</strong> difficili da ignorare. Non è questione di essere ipersensibili: è il sistema nervoso che reagisce a un’atmosfera letteralmente alterata.</p><h2><strong>Il vento non agisce quasi mai da solo</strong></h2><p>Anche se spesso lo indichiamo come unico responsabile, <strong>il vento è quasi sempre accompagnato</strong> <strong>da altri fattori che incidono sul nostro benessere</strong>. La luce solare, che regola i ritmi circadiani e ormonali come la melatonina, può diminuire. La temperatura può cambiare bruscamente. L’umidità tende a crollare, irritando occhi e vie respiratorie. E il rumore costante delle raffiche rende difficile il riposo notturno, creando la tempesta perfetta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="24701" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/effetto-fohn.html" title="Effetto Föhn, cos'è?">Effetto Föhn, cos'è?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/divulgazione/effetto-fohn.html" title="Effetto Föhn, cos'è?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/effetto-fohn-24701-8_320.jpg" alt="Effetto Föhn, cos'è?"></a></article></aside><p>Tutti questi elementi insieme formano <strong>un “cocktail” in cui</strong> <strong>il vento è un protagonista secondario</strong>, ma abbastanza intenso da influenzare l’equilibrio generale.</p><h2><strong>E quanto avviene nella mente… e quanto nel corpo?</strong></h2><p>Una parte del malessere è fisiologica, ma un’altra è percettiva. <strong>Se sei cresciuto sentendo dire che <em>“il vento fa stare male”</em></strong>, il cervello tende a interpretarlo in quel modo. È il cosiddetto <strong>effetto nocebo</strong>, la versione meteorologica del convincersi che qualcosa farà male… e finire per sentirlo davvero. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/de-verdad-el-viento-nos-altera-el-animo-la-ciencia-que-hay-detras-del-efecto-foehn-1775052267608.jpeg" data-image="hf4dqo71z5qp" alt="vento, salute" title="vento, salute"><figcaption>È vero che in alcune persone il vento ha effetti concreti, ma la mente ha più potere di quanto immaginiamo, nel bene e nel male.</figcaption></figure><p>Il fatto che la mente giochi un ruolo non significa che sia tutto immaginario: dimostra semplicemente che <strong>corpo e cervello sono strettamente connessi</strong>, anche quando la “colonna sonora” è una tempesta.</p><h2><strong>La scienza non spiega tutto… ma spiega molto</strong></h2><p><strong>Gli studi scientifici non sono unanimi</strong>. Alcuni trovano un legame tra vento e peggioramento dell’umore, altri no. Ciò che appare più chiaro è che, <strong>nelle persone con emicrania, ansia o disturbi del sonno, le giornate ventose possono agire da amplificatore</strong>. Il vento non ti trasforma, ma può ridurre la tolleranza allo stress e rendere più evidenti fastidi che in altri giorni passerebbero inosservati.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">A mountain range stopping clouds like a natural wall <a href="https://t.co/web8FsqwtT">pic.twitter.com/web8FsqwtT</a></p>— Potato (@MrLaalpotato) <a href="https://twitter.com/MrLaalpotato/status/2016408942310793381?ref_src=twsrc%5Etfw">January 28, 2026</a></blockquote></figure><p><br>Quindi no, non è corretto dire che “il vento colpisce tutti allo stesso modo”, ma nemmeno che non colpisca nessuno. <strong>La vulnerabilità individuale è decisiva</strong>, e il vento si limita a premere pulsanti già parzialmente attivi.</p><h2><strong>E cosa possiamo fare?</strong></h2><p>Non si tratta di negare ciò che sentiamo, ma di <strong>capirlo meglio.</strong> Se noti che i giorni ventosi ti influenzano:</p><ul> <li>cura il riposo (riduci il rumore se possibile);</li> <li>adatta l’abbigliamento per compensare la temperatura percepita;</li> <li>mantieni routine regolari di sonno ed esposizione alla luce;</li> <li>e, soprattutto, <strong>non attribuire al vento più potere di quanto abbia</strong>.</li></ul><p>Perché sì, il vento soffia. Ma <strong>non decide da solo come ti senti</strong>. Può influenzare la percezione dell’ambiente e, indirettamente, il benessere. Tuttavia, <strong>le evidenze scientifiche non lo indicano come causa unica, diretta e universale</strong> dei cambiamenti dell’umore.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="735504" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/luna-piena-e-parto-nascono-davvero-piu-bambini-nei-giorni-di-plenilunio-ecco-cosa-dice-la-scienza.html" title="Luna piena e parto: nascono davvero più bambini nei giorni di plenilunio? Ecco cosa dice la scienza">Luna piena e parto: nascono davvero più bambini nei giorni di plenilunio? Ecco cosa dice la scienza</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/luna-piena-e-parto-nascono-davvero-piu-bambini-nei-giorni-di-plenilunio-ecco-cosa-dice-la-scienza.html" title="Luna piena e parto: nascono davvero più bambini nei giorni di plenilunio? Ecco cosa dice la scienza"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/luna-piena-e-parto-nascono-davvero-piu-bambini-nei-giorni-di-plenilunio-ecco-cosa-dice-la-scienza-1762169091866_320.jpg" alt="Luna piena e parto: nascono davvero più bambini nei giorni di plenilunio? Ecco cosa dice la scienza"></a></article></aside><p>Come spesso accade, la scienza è molto più interessante di una risposta semplice.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/e-vero-che-il-vento-influenza-l-umore-la-scienza-alla-base-dell-effetto-fohn.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Weekend Roma del 10-11-12 aprile: festival, cultura e appuntamenti iconici nella capitale]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/weekend-roma-del-10-11-12-aprile-festival-cultura-e-appuntamenti-iconici-nella-capitale.html</link><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 13:35:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Terminate le vacanze di Pasqua 2026, il weekend di Roma non sarà certamente noioso. Nel secondo fine settimana di aprile non mancano le occasioni per divertirsi insieme tra musica, cultura e buon cibo</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-roma-del-10-11-12-aprile-festival-cultura-e-appuntamenti-iconici-nella-capitale-1775211136281.jpg" data-image="5008qhd7o8xr" alt="Roma weekend aprile 2026" title="Roma weekend aprile 2026"><figcaption>Il tevere e la cupola della Basilica di San Pietro sullo sfondo</figcaption></figure><p>A primavera ormai inoltrata, il <strong>weekend dal 10 al 12 aprile 2026</strong> si preannuncia ricco di eventi per stare insieme, anche all’aria aperta. Fiere, market, appuntamenti importanti che ritornano di anno in anno costituiscono il programma del fine settimana della capitale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759544" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-parchi-urbani-piu-belli-di-roma-per-una-passeggiata-di-primavera.html" title="I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera">I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/i-parchi-urbani-piu-belli-di-roma-per-una-passeggiata-di-primavera.html" title="I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/i-parchi-urbani-piu-belli-di-roma-per-una-passeggiata-di-primavera-1773833220615_320.jpg" alt="I parchi urbani più belli di Roma per una passeggiata di primavera"></a></article></aside><div class="texto-destacado">Da non dimenticare che alcune delle mostre più interessanti che hanno caratterizzato l’inverno romano stanno per chiudere i battenti. Questo quindi è l’ultimo weekend in cui sarà possibile ammirare opere uniche, raramente esposte al pubblico italiano.</div><p>Scopriamo quindi quali sono le cose più interessanti da fare a Roma questo weekend.</p><h2>Il Romics e gli altri festival</h2><p>Nel weekend dal dal 9 al 12 aprile 2026 torna a Roma il <strong>Romics</strong>, uno dei più grandi e importanti <strong>festival del fumetto</strong> d’Italia. Giunto alla sua trentaseiesima edizione, l'evento attesissimo da tutti gli appassionati del settore si svolge come di consueto alla <strong>Fiera di Roma</strong> e prevede l’arrivo di quattrocento espositori, con numerosi eventi, ospitati in cinque padiglioni.</p><p>Dall’8 al 12 aprile a Roma c’è anche il <strong>Festival Contemporaneo Futuro</strong>, organizzato dal <strong>Teatro di Roma</strong>. Il programma è ricco e vario e comprende diversi spettacoli sia di mattina che di pomeriggio. I generi sono vari e vanno dai classici, alla danza, al fantasy.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758560" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/roma-da-oscar-i-luoghi-piu-iconici-della-citta-nei-film-che-hanno-fatto-la-storia.html" title="Roma da Oscar: i luoghi più iconici della città nei film che hanno fatto la storia del cinema">Roma da Oscar: i luoghi più iconici della città nei film che hanno fatto la storia del cinema</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/roma-da-oscar-i-luoghi-piu-iconici-della-citta-nei-film-che-hanno-fatto-la-storia.html" title="Roma da Oscar: i luoghi più iconici della città nei film che hanno fatto la storia del cinema"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/roma-da-oscar-i-luoghi-piu-iconici-della-citta-nei-film-che-hanno-fatto-la-storia-1773309456122_320.jpg" alt="Roma da Oscar: i luoghi più iconici della città nei film che hanno fatto la storia del cinema"></a></article></aside><p>Sabato 11 aprile, dalle 11 alle 22, presso il <strong>Mercato Centrale Roma</strong> torna il <strong>Festival Argentino</strong>. Durante la giornata con workshop, musica, cucina e danza, si potranno esplorare le mille sfaccettature dell’affascinate cultura argentina.</p><p>Domenica 12 aprile 2026 a Roma torna anche il <strong>Country Fest all’Appia Joy Park</strong>. Un appuntamento ormai sempre molto atteso, dedicato alla cultura country con danza, street food e tante attività divertenti da fare insieme all’aria aperta.</p><h2>Mercatini e fiere del weekend a Roma </h2><p>Sabato 11 e domenica 12 aprile 2026 è la volta di un altro appuntamente sempre molto atteso, l’amato <strong>Vintage Market del San Paolo District</strong>. Orami da diciotto anni il festival unisce il vintage di qualità al design degli artisti romani e del resto d’Italia e alla musica, sempre all’insegna della sostenibilità. Immancabili anche il settore food e i laboratori per i più piccoli.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/weekend-roma-del-10-11-12-aprile-festival-cultura-e-appuntamenti-iconici-nella-capitale-1775211668556.jpg" data-image="s8o3v1mri20w" alt="Cosa fare a Roma nel weekend" title="Cosa fare a Roma nel weekend"><figcaption>Il Colosseo, il monumento più rappresentativo di Roma e il più grande anfiteatro dell'età imperiale</figcaption></figure><p>Nel <strong>quartiere Ostiense</strong>, in via del Porto Fluviale, sabato 11 e domenica 12 aprile c'è anche <strong>Unique</strong>, il market dedicato all’artigianato contemporaneo e indipendente. Da non perdere l’edizione aprile, l’ultima prima della lunga pausa estiva che si concluderà ad ottobre.</p><p><strong>Chevron in rotta su Roma</strong> è l’evento che si tiene l’11 e il 12 aprile 2026 dedicato alle <strong>auto storiche</strong>. Il raduno parte ai Castelli Romani nella giornata di sabato, per poi arrivare a Roma domenica. Il corteo con partenza in <strong>Via Aurelia</strong> attraverserà i luoghi più iconici della capitale.</p><h2>Appuntamenti culturali e mostre in chiusura</h2><p>Questo weekend a Roma è un’ottima occasione per visitare i tesori d’arte della <strong>Basilica dei Santi Nereo e Achilleo</strong> che non sempre sono visibili. Questo è un luogo dal valore altamente simbolico perché è quello in cui secondo la tradizione <strong>San Pietro</strong> perse una fascia durante la sua fuga dalla prigionia.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="752802" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-sta-succedendo-ai-pini-di-roma-cambiamento-climatico.html" title="Pini di Roma, perché stanno cadendo e come cambierà il volto della città">Pini di Roma, perché stanno cadendo e come cambierà il volto della città</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-sta-succedendo-ai-pini-di-roma-cambiamento-climatico.html" title="Pini di Roma, perché stanno cadendo e come cambierà il volto della città"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/cosa-sta-succedendo-ai-pini-di-roma-cambiamento-climatico-1771410211427_320.jpeg" alt="Pini di Roma, perché stanno cadendo e come cambierà il volto della città"></a></article></aside><p><em>La Grecia a Roma </em>è l’affascinante mostra allestita ai <strong>Musei Capitolini</strong>, in chiusura il 12 aprile 2026. Da vedere ci sono ben centocinquanta opere provenienti dall’antica Grecia e arrivate molti secoli fa a Roma. Sculture, bronzi, ceramiche e così via testimoniano il legame tra le due civiltà. Alcune delle opere non sono mai state esposte prima.</p><p>In chiusura anche la mostra archeologica <em>Antiche Civiltà del Turkmenistan</em>, al <strong>Palazzo dei Conservatori</strong> ai Musei Capitolini. Da non perdere perché è una rara occasione per conoscere da vicino una civiltà remota ed affascinante, che nel corso dei millenni è stata un ponte che univa l’occidente e l’oriente. </p><p>Al <strong>Museo delle Mura</strong> ancora per un weekend c’è <em>Gravity of the Wall</em>, mostra personale dell'artista malese <strong>Amir Zainorin</strong>. Nell suggestiva cornice dell’edificio storico si trovano installazioni, sculture, opere immersive che esplorano vari temi, tra cui la trasformazione, la resistenza e il dialogo tra il territorio e il tempo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760430" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/aprile-in-fiore-le-piante-che-segnano-il-vero-risveglio-della-primavera-italiana.html" title="Aprile in fiore: le piante che segnano il vero risveglio della primavera italiana">Aprile in fiore: le piante che segnano il vero risveglio della primavera italiana</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/aprile-in-fiore-le-piante-che-segnano-il-vero-risveglio-della-primavera-italiana.html" title="Aprile in fiore: le piante che segnano il vero risveglio della primavera italiana"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/aprile-in-fiore-le-piante-che-segnano-il-vero-risveglio-della-primavera-italiana-1774351722047_320.jpeg" alt="Aprile in fiore: le piante che segnano il vero risveglio della primavera italiana"></a></article></aside><p>Ultimo weekend per vedere <em>Memorie Sommerse. I bronzi del Ponte di Valentiniano</em>. La mostra del <strong>Museo Nazionale Romano</strong> è centrata sugli splendidi bronzi del IV secolo rinvenuti sul Pons Valentiniani, che collegava Trastevere e il Circo Flaminio prima dell’attuale Ponte Sisto. Rimasti nei depositi museali, oggi sono stati restaurati per essere finalmente esposti al pubblico.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/weekend-roma-del-10-11-12-aprile-festival-cultura-e-appuntamenti-iconici-nella-capitale.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[L'incredibile immagine satellitare del lancio di Artemis II catturata da GOES-19]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-incredibile-immagine-satellitare-del-lancio-di-artemis-ii-catturata-da-goes.html</link><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 11:00:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Per la prima volta dagli anni '70, una missione è diretta verso la Luna. In questo articolo, vi mostriamo alcune immagini a colori reali (RGB) scattate dal razzo SLS della NASA durante il lancio verso la sua destinazione lunare.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-increible-imagen-satelital-del-despegue-de-artemis-ii-captada-por-el-goes-1775246460942.jpg" data-image="eg6yfhck5wd1" alt="satellite artemis GOES-19" title="satellite artemis GOES-19"><figcaption>Il cielo parzialmente nuvoloso sopra Cape Canaveral e la Space Coast della Florida ha fornito lo sfondo perfetto per le immagini mesoscala del GOES-19. Crediti e immagine: SSEC/CIMMS.</figcaption></figure><p>Dallo spazio profondo, il satellite GOES-19 ha catturato una prospettiva unica dello storico decollo di Artemis II. <strong>L’immagine satellitare ha rivelato la firma termica del razzo SLS</strong> come un punto incandescente che attraversa l’atmosfera terrestre e uno strato variegato di nubi stratificate.</p><p>Questa acquisizione di telerilevamento conferma la precisione con cui la moderna tecnologia meteorologica monitora i fenomeni atmosferici, ma contribuisce anche al tracciamento delle missioni spaziali.</p><p>Le immagini satellitari del GOES-19 mostrano la <strong>scia di condensazione che si estende per chilometri sopra l’Oceano Atlantico</strong>. Grazie ai suoi sensori ad alta risoluzione, è stato possibile osservare l’interazione tra i gas caldi e gli strati di aria fredda.</p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg>Questa analisi è fondamentale per comprendere il comportamento e l’impatto dei grandi razzi in volo sulla nostra atmosfera.<svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Gli esperti del <em>Cooperative Institute for Meteorological Satellite Studies</em> (CIMSS) hanno sottolineato che queste immagini sono di valore inestimabile, per qualità e risoluzione. <strong>Il satellite ha rilevato con grande chiarezza il lampo dell’accensione dei propulsori solidi dall’orbita geostazionaria</strong>, qualcosa che fino a pochi anni fa era difficilmente possibile.</p><h2>Una missione spaziale storica</h2><p>Mentre il GOES-19 osservava e acquisiva immagini satellitari dallo spazio esterno, i quattro astronauti percepivano la potenza dei motori durante il decollo dalla superficie terrestre, per poi attraversare gli strati dell’atmosfera. Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen <strong>hanno dato inizio al loro viaggio di 10 giorni verso la Luna.</strong></p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-increible-imagen-satelital-del-despegue-de-artemis-ii-captada-por-el-goes-1775246685194.png" data-image="354kgbgi3sia"><figcaption>Prodotto CSPP di livello 2 di GOES. Qui viene mostrata l’altezza della nube poco dopo il lancio. Secondo questo algoritmo, la colonna di fumo supera facilmente i 10.000 m subito dopo il decollo.</figcaption></figure><p>"Abbiamo una splendida vista della Luna e stiamo andando direttamente verso di essa", ha esclamato Wiseman dalla <strong>capsula Orion</strong>. In orbita terrestre, il team ha confermato che la navicella si è mossa con totale precisione dopo le manovre iniziali.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761765" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/criteri-meteorologici-per-il-trasporto-e-il-lancio-del-razzo-della-missione-artemis-ii.html" title="Criteri meteorologici per il trasporto e il lancio del razzo della missione Artemis II">Criteri meteorologici per il trasporto e il lancio del razzo della missione Artemis II</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/criteri-meteorologici-per-il-trasporto-e-il-lancio-del-razzo-della-missione-artemis-ii.html" title="Criteri meteorologici per il trasporto e il lancio del razzo della missione Artemis II"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/criterios-meteorologicos-lanzamiento-de-artemis-ii-1774920284327_320.png" alt="Criteri meteorologici per il trasporto e il lancio del razzo della missione Artemis II"></a></article></aside><p><strong>Christina Koch</strong> entra nella storia come <strong>la prima donna a viaggiare verso lo spazio profondo in direzione della Luna</strong>. Insieme a lei, <strong>Victor Glover</strong> è il primo uomo afroamericano e <strong>Jeremy Hansen</strong> il primo canadese a partecipare a questa impresa. Questo equipaggio eterogeneo sta infrangendo record di distanza e barriere sociali nello spazio.</p><figure><a href="https://cimss.ssec.wisc.edu/satellite-blog/archives/69646" target="_blank"><img src="https://services.meteored.com/img/article/la-increible-imagen-satelital-del-despegue-de-artemis-ii-captada-por-el-goes-1775246699713.png" data-image="0mwvjv1erw44"></a><figcaption>Immagini RGB del pennacchio del razzo create con Geo2Grid, che mostrano sia la firma termica calda del propulsore dello stadio centrale del sistema di lancio spaziale SLS della NASA (pixel rosso brillante), acquisita alle 22:35 UTC, sia la firma termica ad alta quota dei gas di scarico carichi di umidità (toni di verde più luminosi) alle 22:39 UTC, del 1° aprile 2026.</figcaption></figure><p>Secondo quanto riportato dai media locali, <strong>si stima che circa 400.000 persone si siano radunate nella Space Coast della Florida per assistere al decollo di Artemis II.</strong> Dopo anni di ritardi e aggiustamenti di bilancio, la NASA è finalmente riuscita a portare a termine con successo questa tanto attesa missione spaziale.</p><h3><em>Riferimento della notizia</em></h3><p><em>Tim Wagner, 2 aprile 2026. <a href="https://cimss.ssec.wisc.edu/satellite-blog/archives/69651">Welcome to Space, Artemis II!</a>, CIMSS, SSEC.</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-incredibile-immagine-satellitare-del-lancio-di-artemis-ii-catturata-da-goes.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Puglia: temperature oltre la media stagionale fino a 24°C, poi peggioramento in arrivo da questa data]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico.html</link><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 09:09:00 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Dopo i fatti del ciclone Erminio stabilità assoluta anche per la Puglia con temperature in aumento. L'anticiclone protegge e la Primavera è scoppiata, ma da metà settimana qualcosa potrebbe cambiare.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4e3zu"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4e3zu.jpg" id="xa4e3zu"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>Pensare che appena una settimana fa il Sud Italia, insieme a gran parte del Centro, era alle prese con un intenso vortice di bassa pressione, poi denominato tempesta Erminio, oggi sembra quasi irreale, soprattutto alla luce del tempo stabile che ha accompagnato le festività pasquali. Eppure è andata proprio così.</p><p>Dopo una fase marcatamente instabile, che ha portato <strong>accumuli di pioggia superiori ai 150 millimetri in molte località</strong>, il quadro meteorologico ha subito una svolta decisa. <strong>La situazione si è stabilizzata in modo netto</strong>, regalando una Pasqua all’insegna del bel tempo su gran parte del Sud Italia e, in particolare, sulla Puglia. Qui i cieli si sono mantenuti <strong>ampiamente soleggiati</strong>, con solo qualche velatura di passaggio e <strong>assenza totale di precipitazioni</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762232" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rilancia-la-primavera-sole-e-caldo-anomalo-ma-ecco-quando-cambia-tutto.html" title="Meteo: l'anticiclone rilancia la Primavera con sole e caldo anomalo, ma da questa data cambia tutto">Meteo: l'anticiclone rilancia la Primavera con sole e caldo anomalo, ma da questa data cambia tutto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rilancia-la-primavera-sole-e-caldo-anomalo-ma-ecco-quando-cambia-tutto.html" title="Meteo: l'anticiclone rilancia la Primavera con sole e caldo anomalo, ma da questa data cambia tutto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-anticiclone-rilancia-la-primavera-sole-e-caldo-anomalo-ma-ecco-quando-cambia-tutto-1775296609299_320.jpeg" alt="Meteo: l'anticiclone rilancia la Primavera con sole e caldo anomalo, ma da questa data cambia tutto"></a></article></aside><p>Il merito è della <strong>rimonta di un campo di alta pressione di matrice subtropicale</strong>, che ha riportato condizioni tipicamente primaverili al Sud, mentre il Nord Italia vive una fase stabile già da diversi giorni, seppur con temperature meno in linea con la stagione.</p><h2>Temperature in aumento almeno fino a giovedì 9</h2><p>Proprio le temperature rappresentano un elemento chiave di questa fase meteo. Se fino a pochi giorni fa si registravano valori <strong>inferiori alla media anche di 3-5°C, con punte locali di 8-10°C sotto media</strong>, ora lo scenario si è completamente ribaltato. <strong>Durante la giornata di Pasqua, in Puglia si sono raggiunti diffusamente i 18-19°C</strong>, con <strong>punte fino a 22°C tra il Foggiano e il basso Salento</strong>, accompagnate da condizioni pienamente soleggiate.</p><p>Questa configurazione barica continuerà a dominare anche nel breve termine. <strong>La stabilità atmosferica proseguirà per buona parte della settimana</strong>, con <strong>tempo soleggiato e temperature in ulteriore aumento</strong>, fino a sfiorare i <strong>24°C sul Foggiano</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico-1775457961183.png" data-image="na531fqh4f4w" alt="Temperature previste per la Puglia martedì 7 aprile" title="Temperature previste per la Puglia martedì 7 aprile"><figcaption>Spiccano i 22-23°C tra il foggiano e le aree interne</figcaption></figure><p>Tuttavia, lo scenario non resterà immutato a lungo. All’orizzonte si intravedono già i primi segnali di cambiamento, anche se la distanza temporale impone cautela, soprattutto in una stagione dinamica come la Primavera.</p><p>Una prima linea di tendenza indica che <strong>da giovedì 9 aprile si assisterà a un calo delle temperature</strong>, che torneranno <strong>in linea o leggermente al di sotto della media stagionale</strong>. Si tratterà di una diminuzione nell’ordine di <strong>4-5°C</strong>, legata all’ingresso di <strong>correnti settentrionali più fresche</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico-1775457996428.png" data-image="3n2escttmaaw" alt="Da giovedì 9 aprile calano le temperature" title="Da giovedì 9 aprile calano le temperature"><figcaption>Evidente calo termico su tutta la regione</figcaption></figure><p>Alla base di questo cambiamento ci sarà <strong>un parziale cedimento dell’alta pressione sul suo bordo orientale</strong>, favorendo l’afflusso di aria più fresca. </p><div class="texto-destacado"> <strong>Ricevi le previsioni del tempo aggiornate grazie al </strong><a href="https://www.whatsapp.com/channel/0029Vb3pou37tkj15cNFvT2D" target="_blank"><strong>nuovo canale WhatsApp.</strong></a><strong> Seguici e attiva le notifiche.</strong><br> </div><p>Per il momento si parla soprattutto di un calo termico, ma <strong>un possibile peggioramento più organizzato potrebbe concretizzarsi nel fine settimana</strong>, indicativamente <strong>tra venerdì 10 e domenica 12 aprile</strong>.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-puglia-temperature-oltre-la-media-stagionale-fino-a-24-c-ma-da-giovedi-9-possibile-calo-termico.html</guid><dc:creator><![CDATA[Alessio Colella]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quinto giorno di Artemis II: foto mozzafiato, problemi tecnici risolti e preparativi per il grande sorvolo lunare]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quinto-giorno-di-artemis-ii-foto-mozzafiato-problemi-tecnici-risolti-e-preparativi-per-il-grande-sorvolo-lunare.html</link><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 07:58:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Dalle straordinarie fotografie della Terra al superamento di piccoli problemi tecnici, fino agli ultimi preparativi scientifici di questo fine settimana prima del grande sorvolo lunare, ecco la copertura minuto per minuto della NASA di Artemis II.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/dia-5-de-artemis-ii-fotos-impactantes-fallos-tecnicos-y-los-preparativos-para-el-gran-sobrevuelo-lunar-1775377920268.jpg" data-image="safhpv6h2us3" alt="artemis 2 luna terra foto" title="artemis 2 luna terra foto"><figcaption>Ultime notizie da Artemis II: foto mozzafiato, problemi tecnici e preparativi per il grande sorvolo lunare. Immagine: scattata dal comandante della missione Artemis II il 3 marzo dalla capsula Orion. NASA.</figcaption></figure><p>Il viaggio dell’umanità verso lo spazio profondo avanza a passo deciso. <strong>Dopo un’iniezione translunare (TLI) perfetta, la navicella Orion e il suo Modulo di Servizio fornito dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) hanno dimostrato prestazioni termodinamiche eccezionali</strong>, mantenendo i quattro astronauti sulla traiettoria esatta per orbitare attorno alla Luna.</p><p>Tuttavia, la vita in microgravità non è mai priva di piccoli inconvenienti domestici. Durante i primi giorni, l’equipaggio ha dovuto affrontare un guasto temporaneo nel sistema di gestione dei rifiuti, una <strong>avaria minore al bagno spaziale, rapidamente risolta</strong> grazie ai manuali di emergenza e al costante supporto dalla Terra.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">"We can see the Moon out of the docking hatch right now. It's a beautiful sight."<br> <br>Flight day 3 is in the books, and our <a href="https://twitter.com/NASAArtemis?ref_src=twsrc%5Etfw">@NASAArtemis</a> II crew is now closer to the Moon than to Earth. Check out highlights from our lunar mission. Whats been your favorite moment so far? <a href="https://t.co/mIF343JyX3">pic.twitter.com/mIF343JyX3</a></p>— NASA (@NASA) <a href="https://twitter.com/NASA/status/2040341101471551784?ref_src=twsrc%5Etfw">April 4, 2026</a></blockquote></figure><p>La missione Artemis II continua a consolidarsi come uno dei traguardi più rilevanti dell’esplorazione spaziale moderna. Dopo l’iniezione translunare,<strong> la navicella Orion si è stabilizzata lungo la traiettoria verso l’orbita lunare con parametri pressoché ideali, secondo i rapporti ufficiali di NASA ed ESA.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761686" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-autostrada-invisibile-il-capolavoro-balistico-di-artemis-dal-lancio-al-rientro-fase-per-fase.html" title="L'autostrada invisibile: il capolavoro balistico di Artemis 2, dal lancio al rientro fase per fase">L'autostrada invisibile: il capolavoro balistico di Artemis 2, dal lancio al rientro fase per fase</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/l-autostrada-invisibile-il-capolavoro-balistico-di-artemis-dal-lancio-al-rientro-fase-per-fase.html" title="L'autostrada invisibile: il capolavoro balistico di Artemis 2, dal lancio al rientro fase per fase"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-autostrada-invisibile-il-capolavoro-balistico-di-artemis-1775035566859_320.jpeg" alt="L'autostrada invisibile: il capolavoro balistico di Artemis 2, dal lancio al rientro fase per fase"></a></article></aside><p>Presto è arrivato ciò che tutti, dalla Terra, stavamo “aspettando”. Il mondo chiedeva agli astronauti <strong>di condividere di più di ciò che stavano osservando:</strong> il loro nuovo “quartiere” per 10 giorni, lo spazio esterno, e loro hanno risposto mostrando immagini straordinarie della nostra Terra.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dia-5-de-artemis-ii-fotos-impactantes-fallos-tecnicos-y-los-preparativos-para-el-gran-sobrevuelo-lunar-1775377853495.jpg" data-image="wqap4wqzoxyk" alt="Foto de la Tierra desde Orion en la misión Artenis II de la NASA el día 3." title="Foto de la Tierra desde Orion en la misión Artenis II de la NASA el día 3."><figcaption>Così appare la Terra da Orion, nel giorno 3 della missione Artemis II. L’immagine è stata scattata dal comandante e si vede il pianeta “capovolto”: l’area marrone in basso a sinistra è parte dell’Africa occidentale; più verso il bordo della sfera si distingue la penisola iberica; gran parte dell’Atlantico occupa il centro dell’immagine, e sulla destra si nota l’est del Sudamerica, con le luci di città come Buenos Aires visibili. Crediti: Reid Wiseman, Orion, Artemis II-NASA. </figcaption></figure><p>Gli astronauti sono riusciti a catturare immagini straordinarie dai finestrini della navicella. In queste fotografie senza precedenti della casa che si lasciano alle spalle, <strong>spiccano con chiarezza i deserti aridi del continente africano, la penisola iberica, l’inconfondibile bagliore notturno delle città dell’est del Sudamerica (si distinguono anche le luci di Buenos Aires), l’atmosfera terrestre e lo spettacolare dispiegarsi delle aurore australi</strong> che avvolgono il nostro pianeta.</p><h2>Venerdì 3 aprile: foto, trasmissioni laser e misurazioni delle radiazioni</h2><p>Allontanandosi a grande velocità dal nostro pianeta (superando i +40.000 km/h necessari per sfuggire all’orbita terrestre), <strong>il giorno 3 ha segnato una tappa fondamentale nelle comunicazioni della missione</strong>. Le agenzie spaziali hanno confermato che il avanzato<strong> sistema ottico di Orion ha trasmesso l’enorme pacchetto di immagini della Terra tramite impulsi laser, raggiungendo una larghezza di banda senza precedenti per lo spazio profondo.</strong></p><p>Mentre le immagini riempivano gli schermi dei centri di controllo, l’attenzione a bordo si è spostata sulla sicurezza biologica. L’astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese (CSA), Jeremy Hansen, ha guidato l<strong>’attivazione dei dosimetri e dei rilevatori interni di radiazioni, un passaggio scientifico fondamentale per comprendere il duro ambiente interplanetario.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761765" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/criteri-meteorologici-per-il-trasporto-e-il-lancio-del-razzo-della-missione-artemis-ii.html" title="Criteri meteorologici per il trasporto e il lancio del razzo della missione Artemis II">Criteri meteorologici per il trasporto e il lancio del razzo della missione Artemis II</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/criteri-meteorologici-per-il-trasporto-e-il-lancio-del-razzo-della-missione-artemis-ii.html" title="Criteri meteorologici per il trasporto e il lancio del razzo della missione Artemis II"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/criterios-meteorologicos-lanzamiento-de-artemis-ii-1774920284327_320.png" alt="Criteri meteorologici per il trasporto e il lancio del razzo della missione Artemis II"></a></article></aside><p>Questi dati, raccolti<strong> dopo aver attraversato lo scudo magnetico terrestre, permetteranno agli scienziati di mappare con precisione l’esposizione ai raggi cosmici galattici e alle particelle solari</strong>. Si tratta di informazioni preziose e indispensabili per progettare i futuri habitat delle missioni Artemis di lunga durata.</p><h2>Sabato 4 aprile: correzioni orbitali e supporto vitale</h2><p>Il fine settimana è iniziato con il protagonismo assoluto della meccanica celeste. Per garantire che la capsula raggiunga la finestra esatta del sorvolo lunare, <strong>il Modulo di Servizio Europeo ha acceso i suoi propulsori ausiliari in una manovra di correzione della traiettoria estremamente breve ma essenziale.</strong></p><p>Questo <strong>aggiustamento millimetrico del vettore di velocità si è svolto in modo impeccabile</strong>. Con la rotta assicurata, il pilota Victor Glover e la specialista di missione Christina Koch hanno dedicato il resto del sabato a verificare in modo approfondito tutti i sottosistemi critici della capsula.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dia-5-de-artemis-ii-fotos-impactantes-fallos-tecnicos-y-los-preparativos-para-el-gran-sobrevuelo-lunar-1775376999116.png" data-image="3ew1aswwmvlc" alt="dia 4 de la misión Artemis II de la NASA" title="dia 4 de la misión Artemis II de la NASA"><figcaption>L’astronauta della NASA Christina Koch (a sinistra) prende il controllo della navicella Orion durante un test di pilotaggio manuale nel quarto giorno di volo della missione Artemis II. Alla sua destra si trovano l’astronauta della CSA Jeremy Hansen e l’astronauta della NASA Victor Glover. Crediti: NASA-Artemis II.</figcaption></figure><p>L’astronauta della NASA,<strong> Christina Koch, e l’astronauta della CSA, Jeremy Hansen, si sono alternati nel controllo della navicella e nel test delle sue prestazioni nello spazio profondo</strong> a partire dalle 21:09 (ora della costa orientale degli Stati Uniti) del 4 aprile. Per 41 minuti, hanno testato due diverse modalità di propulsione, con sei e tre gradi di libertà, fornendo agli ingegneri ulteriori dati sulle capacità di pilotaggio della navicella. Il comandante Reid Wiseman e il pilota Victor Glover prevedono di ripetere la dimostrazione l’ottavo giorno di volo, per offrire ai team a Terra il maggior numero possibile di prospettive sul comportamento della navicella.</p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Thanks to our <a href="https://twitter.com/NASAArtemis?ref_src=twsrc%5Etfw">@NASAArtemis</a> II astronauts for working on the weekend!<br>The fourth day of their mission brought more crew preparations for Monday's trip around the Moon and stunning new images from their vantage point. What views are you most excited to see? <a href="https://t.co/CFmFYQRmYT">pic.twitter.com/CFmFYQRmYT</a></p>— NASA (@NASA) <a href="https://twitter.com/NASA/status/2040681051924676648?ref_src=twsrc%5Etfw">April 5, 2026</a></blockquote></figure><p>Il controllo approfondito del Sistema di Supporto Vitale Ambientale (ECLSS) ha dato risultati ottimali in questa giornata. I <strong>livelli di ossigeno, la rimozione dell’anidride carbonica e la pressione della cabina sono rimasti assolutamente stabili</strong>, confermando che la navicella mantiene un microclima perfetto nel vuoto.</p><h2>Domenica 5 aprile: l’attesa della gravità lunare</h2><p>Siamo esattamente a metà della missione; gli astronauti sono a bordo da 5 giorni e <strong>ne restano altri 5 di intenso lavoro e adrenalina nello spazio fino all’ammaraggio, previsto per venerdì 10 aprile</strong>. Ora però, il <strong>prossimo obiettivo è il momento chiave della missione: orbitare attorno alla Luna.</strong></p><p>Le attività fisiche a bordo sono state ridotte in modo pianificato per dare priorità al carico mentale e tecnico. I quattro astronauti <strong>ripassano con attenzione i programmi critici di avvicinamento, sincronizzando ogni computer di Orion con il Centro di Controllo Missione a Houston.</strong></p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Don't worry: space has mac and cheese. <br><br>Food aboard Orion must be easy to prepare and consume in microgravity, minimize crumbs, and remain safe and stable throughout the mission. The crew provided input well before the meals were packed for the test flight. <a href="https://t.co/FLDaK9owYq">pic.twitter.com/FLDaK9owYq</a></p>— NASA Artemis (@NASAArtemis) <a href="https://twitter.com/NASAArtemis/status/2040654157397303339?ref_src=twsrc%5Etfw">April 5, 2026</a></blockquote></figure><p>I sensori scientifici, le camere di navigazione ottica e i sistemi di tracciamento stellare vengono ricalibrati in queste ultime ore di relativa calma. <strong>Tutto deve essere in perfette condizioni operative per registrare il sorvolo lunare di lunedì 6 aprile 2026, il giorno in cui la gravità del nostro satellite li attirerà da vicino.</strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761848" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-e-pasqua-nel-2027-la-data-il-calcolo-e-le-prossime-lune-piene.html" title="Quando è Pasqua nel 2027? La data, il calcolo e le prossime Lune piene">Quando è Pasqua nel 2027? La data, il calcolo e le prossime Lune piene</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-e-pasqua-nel-2027-la-data-il-calcolo-e-le-prossime-lune-piene.html" title="Quando è Pasqua nel 2027? La data, il calcolo e le prossime Lune piene"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/pasqua-2027-quando-1775224269519_320.jpeg" alt="Quando è Pasqua nel 2027? La data, il calcolo e le prossime Lune piene"></a></article></aside><p>Mentre la Luna cresce maestosa attraverso gli oblò, l’equipaggio alterna queste revisioni finali a momenti di riposo strategico. Lunedì, <strong>la squadra entrerà nella faccia nascosta della Luna per eseguire la fondamentale assistenza gravitazionale che li proietterà verso il ritorno sulla Terra</strong>, segnando il culmine imminente di questa impresa contemporanea.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/dia-5-de-artemis-ii-fotos-impactantes-fallos-tecnicos-y-los-preparativos-para-el-gran-sobrevuelo-lunar-1775376591247.jpg" data-image="qc4nxunekf82" alt="Luna vista desde Orion en el inicio del día 5 de Artemis II" title="Luna vista desde Orion en el inicio del día 5 de Artemis II"><figcaption>Immagine della Luna scattata da Orion all’inizio del giorno 5 della missione Artemis II. Si può osservare il Bacino Orientale sul bordo destro del disco lunare. Questa missione segna la prima volta in cui il bacino completo viene osservato a occhio nudo. Crediti: NASA-Artemis II.</figcaption></figure><p>Artemis II non rappresenta solo un ritorno all’esplorazione umana dell’ambiente lunare, ma anche un <strong>laboratorio in tempo reale in cui vengono testate tecnologie, procedure e capacità umane</strong>. Da un semplice guasto tecnico a un’immagine storica della Terra, ogni evento aggiunge valore a una missione che sta già lasciando il segno.</p><h3><em>Riferimenti della notizia </em></h3><p><em><a href="https://www.nasa.gov/mission/artemis-ii/" target="_blank">“Artemis II Flight Day 4: Crew Completes Manual Piloting Demonstration”</a>. NASA. 4 aprile 2026.</em><a href="https://www.esa.int/Science_Exploration/Human_and_Robotic_Exploration/Orion/Artemis_II" target="_blank"> </a></p><p><em><a href="https://www.esa.int/Science_Exploration/Human_and_Robotic_Exploration/Orion/Artemis_II" target="_blank">“Stato di Orion e del Modulo di Servizio Europeo”</a></em>. <em>ESA. 4 aprile 2026. </em><a href="https://www.esa.int/Science_Exploration/Human_and_Robotic_Exploration/Orion/Artemis_II"></a></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quinto-giorno-di-artemis-ii-foto-mozzafiato-problemi-tecnici-risolti-e-preparativi-per-il-grande-sorvolo-lunare.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[ L'Aquila, 6 aprile 2009: sono passati 17 anni da uno dei peggiori terremoti della storia recente d'Italia]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-aquila-6-aprile-2009-sono-passati-17-anni-da-uno-dei-peggiori-terremoti-della-storia-recente-d-italia.html</link><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 06:57:05 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Sono passati 17 anni dal 6 aprile del 2009, quando un forte terremoto sconvolse l'Abruzzo devastando la provincia de L'Aquila. Ci furono oltre trecento vittime. <br>Negli anni a seguire nuovi forti terremoti hanno sconvolto l'Italia. Ricordiamo quell'evento.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-aquila-6-aprile-2009-sono-passati-17-anni-da-uno-dei-peggiori-terremoti-della-storia-recente-d-italia-1775458184691.jpeg" data-image="m0ijna5jk4s1" alt="l'aquila" title="l'aquila"><figcaption>La città de L'Aquila, in Abruzzo, prima del terremoto del 6 aprile 2009.</figcaption></figure><p>Il 6 aprile del 2026 ricorre il diciassettesimo anniversario del terremoto che sconvolse l'Abruzzo nel 2009, causando gravissimi danni a L'Aquila e in decine di altri centri della provincia. </p><p>Erano le <strong>3 e 32 di notte del 6 aprile 2009 quando si verificò un terremoto di magnitudo momento Mw 6.3 con epicentro a pochi chilometri da L'Aquila.</strong> L'ipocentro venne localizzato a 8 km di profondità. </p><p>Il sisma causò gravissimi danni agli edifici della città e in altre decine di centri abitati più piccoli situati lungo la valle del fiume Aterno. Ci furono molti crolli, che sorpresero nel sonno tante persone. <strong>Il bilancio fu di 309 morti, migliaia di feriti e almeno settantamila sfollati.</strong></p><h2>Il terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo<br></h2><p>Quel 6 aprile 2009 <strong>erano passati pochi anni dal terremoto di San Giuliano di Puglia (2002), </strong>nel quale avevano perso la vita 27 bambini e una insegnante a causa del crollo di una scuola, ed erano passati <strong>quasi dodici anni da quello in Umbria e Marche del 1997. </strong>Quelli erano stati gli ultimi eventi sismici con vittime e gravi danni. Ora, l'Italia tornava ad affrontare il problema della pericolosità sismica del suo territorio e della vulnerabilità dei suoi edifici, con una nuova catastrofe che stavolta aveva proporzioni ancora maggiori. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-aquila-6-aprile-2009-sono-passati-17-anni-da-uno-dei-peggiori-terremoti-della-storia-recente-d-italia-1775458450589.jpeg" data-image="4aijibuarvru"><figcaption>Oltre a L'Aquila anche decine di piccoli centri dell'Abruzzo vennero gravemente danneggiati dal sisma. L'area più colpita venne definita "cratere".</figcaption></figure><p>Oltre a devastare tanti piccoli centri, infatti, veniva gravemente colpita una importante città del centro Italia, punto di riferimento per l'Italia appenninica.</p><h2>Gravi danni e centinaia di vittime</h2><p><strong>La mattina del 6 aprile le notizie dalla zona del sisma arrivavano poco a poco,</strong> ma con il passare delle ore si capiva che quella de L'Aquila era stata una catastrofe senza precedenti nella storia recente della città. <strong>L'ultimo terremoto devastante era avvenuto infatti nel 1703.</strong></p><p><strong>Ad essere colpiti non furono solo i vecchi edifici del centro storico,</strong> dove il danneggiamento fu enorme, <strong>ma anche molti edifici di più recente costruzione.</strong> Alcuni collassarono, come la Casa dello Studente o il condominio di Via Campo di Fossa, dove ci furono molte vittime. Questo aprì anche un grosso dibattito sulla inadeguatezza degli edifici di recente costruzione in Italia, nonostante si conosca da molto tempo la elevata pericolosità sismica del Paese.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="476361" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/terremoto-italia-classificazione-sismica-dove-maggior-pericolosita-rischio.html" title="Terremoto, la classificazione sismica dell'Italia: le zone più esposte">Terremoto, la classificazione sismica dell'Italia: le zone più esposte</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/terremoto-italia-classificazione-sismica-dove-maggior-pericolosita-rischio.html" title="Terremoto, la classificazione sismica dell'Italia: le zone più esposte"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/terremoto-italia-classificazione-sismica-dove-maggior-pericolosita-rischio-1680078432968_320.jpg" alt="Terremoto, la classificazione sismica dell'Italia: le zone più esposte"></a></article></aside><p>In alcune zone della Piana dell'Aterno ci furono fenomeni di amplificazione delle onde sismiche, come accaduto ad esempio <strong>ad Onna, dove l'intensità sfiorò il decimo grado nella scala Mercalli MCS, </strong>equivalente a una distruzione quasi totale. L'amplificazione fu dovuta a una serie di fattori, come la natura dei sedimenti fluviali su cui poggia il centro abitato.</p><h2><strong>Il sisma del 6 aprile avvertito in mezza Italia</strong></h2><p>Il terremoto nella notte del 6 aprile <strong>venne avvertito distintamente in mezza Italia. </strong><strong>Nell'Italia centrale la scossa buttò giù dal letto moltissime persone</strong>. A poche decine di chilometri dall'epicentro crollarono armadi e librerie, creando panico nelle case, nelle grandi città come Roma ci furono anche delle lesioni ad edifici e siti archeologici. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/l-aquila-6-aprile-2009-sono-passati-17-anni-da-uno-dei-peggiori-terremoti-della-storia-recente-d-italia-1775458527538.jpeg" data-image="4o5ghtsaz9vb"><figcaption>Negli ultimi anni L'Aquila e i comuni vicini sono stati dominati dalla presenza di gru per la ricostruzione degli edifici distrutti.</figcaption></figure><p>Molto spavento anche in tante altre città, da Ancona a Perugia, fino a Napoli. <strong>Ma fu l'Abruzzo ad essere colpito al cuore.</strong></p><h2>Nuovi terremoti negli anni a seguire nell'Italia centrale</h2><p>Purtroppo negli anni a seguire nuovi terremoti hanno nuovamente sconvolto l'area dell'Italia centrale lungo l'Appennino. <strong>Ricordiamo il sisma del 24 agosto 2016 che sconvolse l'area di Amatrice</strong>, seguito poi dagli eventi sismici dell'ottobre 2016 e del gennaio 2017 che hanno colpito un'ampia area tra Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="726038" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/stanotte-si-compiono-nove-anni-dall-inizio-di-una-delle-sequenza-sismiche-piu-devastanti-della-storia-recente-d-italia.html" title="Stanotte si compiono nove anni dall'inizio di una delle sequenza sismiche più devastanti della storia recente d'Italia">Stanotte si compiono nove anni dall'inizio di una delle sequenza sismiche più devastanti della storia recente d'Italia</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/stanotte-si-compiono-nove-anni-dall-inizio-di-una-delle-sequenza-sismiche-piu-devastanti-della-storia-recente-d-italia.html" title="Stanotte si compiono nove anni dall'inizio di una delle sequenza sismiche più devastanti della storia recente d'Italia"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/stanotte-si-compiono-nove-anni-dall-inizio-di-una-delle-sequenza-sismiche-piu-devastanti-della-storia-recente-d-italia-1755955978324_320.jpg" alt="Stanotte si compiono nove anni dall'inizio di una delle sequenza sismiche più devastanti della storia recente d'Italia"></a></article></aside><p>Questi nuovi eventi hanno causato nuove distruzioni e la morte di centinaia di persone. L'Italia è un paese sismico, e l'unica arma che abbiamo è prepararci ai nuovi eventi che prima o poi si verificheranno mettendo in sicurezza gli edifici con metodi antisismici. </p><h2>Le iniziative nel 17° anniversario del sisma</h2><p>In occasione del diciassettesimo anniversario del sisma 2009, la città dell’Aquila e i comuni vicini organizzano eventi e cerimonie per ricordare le tante vittime. Nel frattempo, sono stati pubblicati i dati sulla ricostruzione, che confermano il lento avanzamento verso un ritorno alla piena normalità.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-aquila-6-aprile-2009-sono-passati-17-anni-da-uno-dei-peggiori-terremoti-della-storia-recente-d-italia.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Meteo Italia, l’anticiclone si trasforma in blocco scandinavo: attenzione al fine settimana, tornano pioggia e freddo]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-anticiclone-si-trasforma-in-blocco-scandinavo-attenzione-al-fine-settimana-tornano-piogge-e-freddo.html</link><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 06:09:35 +0000</pubDate><category>Previsioni</category><description><![CDATA[<p>Passata una Pasqua calda e serena come non si vedeva dal 2020, l’anticiclone è al suo ultimo acuto prima di evolvere in blocco scandinavo. Correnti retrograde fredde e instabili raggiungeranno l’Italia nel prossimo fine settimana. Ecco le previsioni.</p><figure id="first-video" class="video-dailymotion"><div id="player-xa4dh50"><img src="https://services.meteored.com/img/video/preview/dailymotion-xa4dh50.jpg" id="xa4dh50"><span class="boton-video"><svg width="48" height="48" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 48 48"><circle cx="24" cy="24" r="24" style="fill:#fff"/><path d="m20.5 15.2 10.8 7.2c1.1.7 1.2 2.2.2 3l-11 7.3c-1.2.7-2.7-.2-2.7-1.6V16.8c0-1.4 1.5-2.3 2.7-1.6z" style="fill-rule:evenodd;clip-rule:evenodd;fill:#0074ad"/></svg></span></div></figure><p>La giornata di Pasqua è trascorsa nel migliore dei modi meteorologicamente parlando, <strong>una Pasqua serena e mite in tutt’Italia come non si vedeva da quella del 2020 in pieno lockdown</strong>. Le temperature massime hanno raggiunto valori da primavera avanzataal nord soprattutto i valori sono stati più tipici di metà maggio che di aprile.<br>Anche l’odierna giornata di Pasquetta sta passando stabile e favorevole alle grigliate e alle scampagnate, per cui ora spostiamo la nostra attenzione all’evoluzione della settimana e a vedere se e quando l’anticiclone primaverile ci abbandona e con che tipo di svolta.</p><h2>Situazione sinottica</h2><p>L’anticiclone ora ha il suo massimo proprio sull’Italia, con <strong>una cellula subtropicale ampia e che avvolge la penisola con l’isobara di 1025 hPa</strong>. Si inizia però a osservare già dalle prossime 24-48 ore un <strong>cambiamento importante nella forma e posizione dell’alta pressione</strong>, con il massimo in progressiva migrazione sul centro nord Europa. Da metà settimana aumentano poi i segnali di rafforzamento di un blocco scandinavo, ancora non influente direttamente ma che potrebbe riservare sorprese importanti verso il fine settimana.</p><h2>Martedì e mercoledì ancora stabili e miti</h2><p>Altre<strong> due giornate col volto buono della primavera domani martedì 7 e dopodomani mercoledì 8 aprile.</strong> Scarse le nubi in tutte le regioni italiane e assenti nei modelli le precipitazioni, avremo dunque prevalenza di cielo sereno o poco nuvoloso da nord a sud. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="762232" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rilancia-la-primavera-sole-e-caldo-anomalo-ma-ecco-quando-cambia-tutto.html" title="Meteo: l'anticiclone rilancia la Primavera con sole e caldo anomalo, ma da questa data cambia tutto">Meteo: l'anticiclone rilancia la Primavera con sole e caldo anomalo, ma da questa data cambia tutto</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/l-anticiclone-rilancia-la-primavera-sole-e-caldo-anomalo-ma-ecco-quando-cambia-tutto.html" title="Meteo: l'anticiclone rilancia la Primavera con sole e caldo anomalo, ma da questa data cambia tutto"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-anticiclone-rilancia-la-primavera-sole-e-caldo-anomalo-ma-ecco-quando-cambia-tutto-1775296609299_320.jpeg" alt="Meteo: l'anticiclone rilancia la Primavera con sole e caldo anomalo, ma da questa data cambia tutto"></a></article></aside><p>Le <strong>temperature domani martedì addirittura aumentano leggermente,</strong> con massime di 24-26°C al nord e in alcune conche del centro, minime 8-10°C. <a href="https://www.ilmeteo.net/meteo_Firenze-Europa-Italia-Firenze--1-29832.html" data-mrf-recirculation="cuerpo_intext">Firenze</a> potrebbe perfino sfiorare i 28°C. Al sud e Sicilia massime un po’ più basse, sui 21-24°C. </p><h2>Segni di cambiamenti fra giovedì e venerdì</h2><p><strong>Giovedì 9 aprile al nordest e arco alpino nonché nel settore adriatico centro settentrionale aumentano le nubi</strong> medio alte, ma <strong>ancora con precipitazioni assenti o scarse.</strong> Si percepisce però che <strong>l’alta pressione sta invecchiando</strong> e lascia spazio all’avvicinarsi di correnti più fredde dall’est Europa. <strong>Non mancheranno comunque zone serene, specie al sud e isole</strong>. Meno mite, anzi inizia a sentirsi aria più fredda con massime che si ridimensionano spesso sotto ai 20°C.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/meteo-l-anticiclone-si-trasforma-in-blocco-scandinavo-attenzione-al-fine-settimana-tornano-piogge-e-freddo-1775433252516.png" data-image="ogbixsdsnq46"><figcaption>Già da venerdì 10 aprile secondo ECMWF si forma il blocco scandinavo e un fronte freddo potrebbe alimentare una depressione sull'Italia, con ritorno di pioggia e neve e diminuzione di temperature.</figcaption></figure><p><strong>Venerdì 10 aprile il cambiamento si fa più concreto </strong>con cielo nuvoloso o molto nuvoloso al nord e nel versante Adriatico centrale, zona dove arrivano alcune piogge nel corso della giornata.<strong> Probabili precipitazioni anche lungo le Alpi e a sera in estensione alle zone prealpine padane</strong>. Neve ancora alta, oltre 2200-2400 m. <strong>Calo ulteriore delle temperature massime, </strong>al nord scendono a 14-16°C, al centro più mite, 18-22°C, al sud aumento, anche 24-25°C.</p><h2>Svolta fredda nel fine settimana?</h2><p>Molto<strong> incerta l’evoluzione a 144-168 ore, ovvero per il secondo fine settimana di aprile, sabato 11 e domenica 12</strong>. Il modello operativo ECMWF propone un accenno di <strong>retrogressione di una goccia fredda con ipotesi perfino di un nuovo ciclone sull’Italia </strong>centro meridionale.<strong> </strong></p><p><strong>Ne conseguirebbe un peggioramento </strong>con un passaggio perturbato da nord a sud accompagnato da precipitazioni, ritorno della neve su Alpi e Appennino anche a quote medio basse per la stagione, diciamo da alta collina, e maltempo che si concentrerebbe al sud. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="761848" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-e-pasqua-nel-2027-la-data-il-calcolo-e-le-prossime-lune-piene.html" title="Quando è Pasqua nel 2027? La data, il calcolo e le prossime Lune piene">Quando è Pasqua nel 2027? La data, il calcolo e le prossime Lune piene</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-e-pasqua-nel-2027-la-data-il-calcolo-e-le-prossime-lune-piene.html" title="Quando è Pasqua nel 2027? La data, il calcolo e le prossime Lune piene"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/pasqua-2027-quando-1775224269519_320.jpeg" alt="Quando è Pasqua nel 2027? La data, il calcolo e le prossime Lune piene"></a></article></aside><p>Nei cluster <strong>gli scenari però appaiono almeno 3,</strong> uno che è il più probabile appunto questo descritto, ma <strong>altri due propongono la saccatura più a est e il nord e parte del centro saltati dal peggioramento</strong>. Senz’altro comunque termina l’ondata di caldo precoce e le temperature andranno calando in tutt’Italia. </p><p>Solo i prossimi run chiariranno meglio le dinamiche evolutive, quel che è certo insomma è che è presto per il cambio armadi completo. </p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/previsioni/meteo-l-anticiclone-si-trasforma-in-blocco-scandinavo-attenzione-al-fine-settimana-tornano-piogge-e-freddo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Luca Lombroso]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[È ora di prepararsi per vedere l'eclissi del secolo: i 10 luoghi da cui vederla in Spagna]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-ora-di-prepararsi-per-vedere-l-eclissi-del-secolo-i-10-luoghi-da-cui-vederla-in-spagna.html</link><pubDate>Mon, 06 Apr 2026 04:42:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il 12 agosto 2026 ci sarà una storica eclissi solare totale visibile dalla Spagna. Ecco quali sono le città e le province spagnole da cui si vedrà meglio, dove l'oscuramento sarà totale, e le cose da sapere per scegliere al meglio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-ora-di-prepararsi-per-vedere-l-eclissi-del-secolo-i-10-luoghi-da-cui-vederla-in-spagna-1775293052310.jpeg" data-image="uh2vua7yykp6" alt="eclissi solare totale" title="eclissi solare totale"><figcaption>Il 12 agosto del 2026 ci sarà una spettacolare eclissi di Sole totale visibile da alcune aree della Spagna.</figcaption></figure><p>La Spagna si prepara a vivere una sequenza astronomica eccezionale che, nel giro di tre anni, porterà nel cielo della penisola iberica tre eclissi solari di grande rilevanza. <strong>Il calendario è già noto da anni: 12 agosto 2026, 2 agosto 2027 e 26 gennaio 2028. </strong></p><p><strong>Due eclissi totali e una anulare attraverseranno la Spagna in rapida successione, </strong>una combinazione estremamente rara in Europa. Ma c’è un elemento che rende questa serie ancora più speciale: non si tratta di episodi isolati, bensì di una vera e propria “triade” astronomica. <strong>Tre eventi di questo livello in appena tre anni rappresentano un’occasione unica per osservatori e appassionati.</strong> </p><h2>Manca poco: il conto alla rovescia è iniziato </h2><p><strong>L’attenzione, oggi, è tutta sul primo appuntamento: il 12 agosto 2026.</strong> Sarà la prima eclissi di Sole totale visibile dall'Europa in quasi 30 anni, e la prima visibile dalla penisola iberica in oltre un secolo, un evento che trasformerà il giorno in notte per alcuni minuti. </p><p><strong>Il fenomeno avverrà al tramonto, con il Sole molto basso sull’orizzonte. </strong>Questo dettaglio è fondamentale: da un lato <strong>renderà l’evento particolarmente suggestivo, dall’altro obbligherà a scegliere con attenzione il luogo di osservazione</strong>, privilegiando zone con orizzonte completamente libero. </p><div class="texto-destacado"><strong> Secondo i dati ufficiali dell'Instituto Geográfico Nacional (IGN) e dell'Osservatorio Astronomico Nazionale spagnolo, la fascia di totalità attraverserà la Spagna del nord da ovest a est, passando per numerose capitali di provincia da A Coruña fino a Palma, portando l'oscurità in città come León, Bilbao, Saragozza e Valencia. Non tutte le città offrono però le stesse condizioni: la durata della totalità, l'altezza del sole e la probabilità di cielo sereno variano sensibilmente. </strong><br></div><p>In questo articolo, andremo a vedere dove sono i luoghi migliori per vedere l'eclissi in Spagna, per poter così preparare per tempo un viaggio astronomico in uno dei paesi più apprezzati dai turisti nel mondo. </p><h2> I 10 luoghi migliori per vedere l’eclissi in Spagna </h2><p>Sulla base dei dati dell’IGN, l'Istituto Geografico Nazionale spagnolo, ecco quali sono <strong>i luoghi più indicati per osservare al meglio l'eclissi del 2026. </strong>Non è necessariamente una classifica da migliore a peggiore. Ognuno di questi luoghi ha pro e contro, ma lo spettacolo sarà comunque imperdibile in tutta quest'area.<strong> Le regioni coinvolte nella totalità dell'eclissi sono: le Asturie, la Castiglia e León, Guadalajara, l'Aragona e le Isole Baleari.</strong></p><h3><strong>1 - </strong><strong><strong>Oviedo / Avilés / Gijón (Asturie)</strong></strong></h3><p>La linea di centralità dell'eclissi passa proprio nelle vicinanze di Avilés e Oviedo, e della città portuale di Gijón, garantendo la durata massima della totalità nella Penisola, intorno a 1 minuto e 45-50 secondi. Il sole sarà ancora a un'altezza discreta sull'orizzonte, garantendo uno spettacolo unico.</p><h3><strong>2 - Burgos (Castilla y León)</strong> </h3><p><strong>A Burgos il massimo dell'eclissi si verificherà alle 20:29, </strong>con una totalità di 104 secondi e il sole a 8 gradi sull'orizzonte. I cieli sono storicamente sereni in questo periodo di agosto nella Castiglia (anche se è impossibile prevedere che tempo farà quel giorno) e la posizione interna garantisce lontananza dall'umidità costiera. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="666956" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sono-passati-30-anni-dalla-storica-scoperta-di-una-nuova-specie-di-homo-nel-sito-spagnolo-di-atapuerca.html" title="Trovati nuovi resti di Homo antecessor nel sito spagnolo di Atapuerca, a 30 anni esatti dalla prima storica scoperta">Trovati nuovi resti di Homo antecessor nel sito spagnolo di Atapuerca, a 30 anni esatti dalla prima storica scoperta</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/sono-passati-30-anni-dalla-storica-scoperta-di-una-nuova-specie-di-homo-nel-sito-spagnolo-di-atapuerca.html" title="Trovati nuovi resti di Homo antecessor nel sito spagnolo di Atapuerca, a 30 anni esatti dalla prima storica scoperta"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/sono-passati-30-anni-dalla-storica-scoperta-di-una-nuova-specie-di-homo-nel-sito-spagnolo-di-atapuerca-1722174316328_320.jpg" alt="Trovati nuovi resti di Homo antecessor nel sito spagnolo di Atapuerca, a 30 anni esatti dalla prima storica scoperta"></a></article></aside><p>Burgos, inoltre, è una splendida città tutta da visitare e ideale per passeggiare. A poca distanza, imperdibile il giacimento preistorico di Atapuerca ed il Museo dell'evoluzione umana. </p><h3><strong>3 - Soria (Castilla y León)</strong></h3><p>Sulla linea di centralità, totalità di circa 100-110 secondi, <strong>certificazione Starlight per la qualità dei cieli e pochissimo inquinamento luminoso</strong>. La scelta preferita dagli astronomi. Soria è peraltro in un'area della Spagna molto bella e perfetta per passeggiate e turismo rurale.</p><h3><strong>4 - Palencia (Castilla y León)</strong> </h3><p>Anch'essa nella fascia centrale, con durata della totalità simile a Burgos e ottima combinazione di accessibilità e cieli aperti verso ovest.</p><h3><strong>5 - Bilbao (Paesi Baschi)</strong></h3><p><strong>Bilbao rientra tra le capitali di provincia nella fascia di totalità,</strong> con circa 60-80 secondi di oscuramento totale. Ben collegata con voli diretti dall'Italia, è una delle scelte più comode per il turista che non vuole spostarsi troppo. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/e-ora-di-prepararsi-per-vedere-l-eclissi-del-secolo-i-10-luoghi-da-cui-vederla-in-spagna-1775293195985.jpeg" data-image="g8sl65zb52x4"><figcaption>La fascia di totalità dell'eclissi abbraccerà gran parte della Spagna settentrionale, da ovest verso est.</figcaption></figure><p>Bilbao è inoltre una città molto interessante da visitare, immersa in una regione autonoma piena di ricchezze naturalistiche.</p><h3><strong>6 - Santander (Cantabria)</strong></h3><p><strong>Nella fascia di totalità, con una posizione costiera che offre spettacolari panorami sull'Oceano Atlantico</strong>. Da tenere d'occhio il meteo: la costa cantabrica è più soggetta a nuvole rispetto all'interno. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="760982" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/mancano-meno-di-5-mesi-all-eclissi-solare-totale-in-spagna-ce-ne-saranno-altre-due-in-soli-tre-anni.html" title="Mancano meno di 5 mesi all'eclissi solare totale in Spagna: ce ne saranno altre due in soli tre anni">Mancano meno di 5 mesi all'eclissi solare totale in Spagna: ce ne saranno altre due in soli tre anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/mancano-meno-di-5-mesi-all-eclissi-solare-totale-in-spagna-ce-ne-saranno-altre-due-in-soli-tre-anni.html" title="Mancano meno di 5 mesi all'eclissi solare totale in Spagna: ce ne saranno altre due in soli tre anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/ya-solo-quedan-5-meses-para-el-eclipse-total-de-sol-en-espana-habra-dos-mas-en-apenas-tres-anos-1773399488080_320.jpeg" alt="Mancano meno di 5 mesi all'eclissi solare totale in Spagna: ce ne saranno altre due in soli tre anni"></a></article></aside><p>Ben collegata all'Italia grazie all'aeroporto, è immersa nel verde anche in estate: ben diversa dall'immagine che si può avere della Spagna, fa parte infatti della verde e mite Spagna cantabrica.</p><h3><strong>7 - Logroño (La Rioja)</strong></h3><p> Posizione ottimale nella fascia, cieli generalmente favorevoli in agosto grazie al clima continentale della regione e ottima accessibilità dalla Navarra e dall'Aragona.</p><h3><strong>8 - Saragozza (Aragona)</strong></h3><p>Saragozza è tra le capitali di provincia incluse nella fascia di totalità, con buona durata e un clima estivo tra i più secchi e soleggiati della Spagna. Ottima scelta per chi arriva dall'Italia nord-orientale.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="747846" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/guida-astronomica-2026-tutte-le-eclissi-gli-sciami-meteorici-e-gli-allineamenti-da-non-perdere.html" title="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere">Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/guida-astronomica-2026-tutte-le-eclissi-gli-sciami-meteorici-e-gli-allineamenti-da-non-perdere.html" title="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/guia-astronomica-2026-todos-los-eclipses-lluvias-de-estrellas-y-alineaciones-que-no-te-puedes-perder-1767213132897_320.jpeg" alt="Guida astronomica 2026: tutte le eclissi, gli sciami meteorici e gli allineamenti da non perdere"></a></article></aside><h3><strong>9 - A Coruña (Galizia)</strong> </h3><p><strong>Ad A Coruña, città costiera della Galizia, l'eclissi inizierà alle 19:31</strong>, il massimo si verificherà alle 20:28 con una totalità di 76 secondi e il sole a 12 gradi — la maggiore altezza solare tra tutte le città nella fascia, il che riduce il rischio di ostruzioni all'orizzonte. Il meteo atlantico è però il fattore di rischio da monitorare.</p><h3><strong>10 - Valencia (Comunitat Valenciana)</strong> </h3><p>A Valencia il massimo sarà alle 20:32, con il sole a soli 2 gradi sull'orizzonte, il che <strong>richiederà un punto di osservazione senza alcun ostacolo verso ovest</strong>. Lo spettacolo visivo del sole eclissato che tramonta sul Mediterraneo può essere però straordinario, se si trova un buon punto di osservazione, e la città è tra le più facili da raggiungere dall'Italia.</p><h2><strong>Qualche consiglio</strong></h2><p>L'eclissi totale avverrà vicino al tramonto, quindi è <strong>fondamentale individuare un punto con orizzonte libero</strong>, monitorare le condizioni meteo nei giorni precedenti, dotarsi di occhiali certificati per l’osservazione. </p><h2>Il bis nel 2027</h2><p> <strong>Se il 2026 sarà storico, il 2027 sarà straordinario</strong>. Il 2 agosto 2027 avrà luogo l’eclissi solare totale più lunga del secolo, con una durata che potrà raggiungere circa 6 minuti e 23 secondi, un fenomeno che si vedrà nuovamente dalla Spagna, anche se stavolta dalle regioni meridionali. </p><h3><em>Riferimenti dell'articolo</em></h3><p><em>Il trio di eclissi solari in Spagna 2026-2027 e 2028 - <a href="https://eclipses.ign.es/">https://eclipses.ign.es/</a></em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/e-ora-di-prepararsi-per-vedere-l-eclissi-del-secolo-i-10-luoghi-da-cui-vederla-in-spagna.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[In Nuova Zelanda è stata appena aperta una capsula del tempo vecchia di un milione di anni]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-nuova-zelanda-e-stata-appena-aperta-una-capsula-del-tempo-vecchia-di-un-milione-di-anni.html</link><pubDate>Sun, 05 Apr 2026 15:13:00 +0000</pubDate><category>Scienza</category><description><![CDATA[<p>Questa scoperta ci permetterà di comprendere più chiaramente com'era la vita prima della comparsa della specie umana sulla Terra, ricostruendo diversi processi ecologici.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-capsula-del-tiempo-de-un-millon-de-anos-acaba-de-ser-abierta-en-antipodas-1774649020095.jpg" data-image="i2jdj3sw8mqd" alt="Si è presentata l'opportunità di analizzare l'ambiente antico in modo più completo." title="Si è presentata l'opportunità di analizzare l'ambiente antico in modo più completo."><figcaption>Si è presentata l'opportunità di analizzare l'ambiente antico in modo più completo.</figcaption></figure><p>Avere l’opportunità di esplorare e conoscere in maggiore dettaglio ciò che è accaduto nel corso della storia del pianeta <strong>è una delle sfide più affascinanti che molti scienziati cercano di affrontare</strong>. Tuttavia, accedere a questo passato non è semplice.</p><p>Gran parte delle informazioni è praticamente inaccessibile, ma in alcune circostanze esistono frammenti della storia che sono riusciti a conservarsi. Recentemente, <strong>si è avuto accesso a una capsula del tempo naturale rimasta preservata per un milione di anni</strong> in una grotta della Nuova Zelanda.</p><div class="texto-destacado">Molti resti naturali tendono a degradarsi e, in condizioni avverse, gli ecosistemi possono deteriorarsi fino a scomparire.</div><p><strong>Questo ambiente isolato corrisponde a un ecosistema antico che non era stato analizzato solo attraverso frammenti</strong>, ma che ora è stato studiato in modo più diretto. Un team di scienziati dell’Università di Flinders ha esaminato un importante insieme di evidenze che consentono di ricostruire un’immagine del passato.</p><p>In questa parte del mondo, <strong>esiste un importante registro fossile di vertebrati, con numerosi giacimenti in depositi di dune, zone umide e grotte,</strong> che nel loro insieme hanno permesso di ottenere informazioni dettagliate sulla distribuzione della fauna prima della comparsa dell’essere umano.</p><figure><a href="https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/03115518.2025.2605684#d1e985" target="_blank"><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-capsula-del-tiempo-de-un-millon-de-anos-acaba-de-ser-abierta-en-antipodas-1774648489221.jpg" data-image="y95ljxajt6ai" alt="Una grande quantità di fossili ha permesso un’analisi dettagliata. Immagine tratta da Journal of Palaeontology." title="Una grande quantità di fossili ha permesso un’analisi dettagliata. Immagine tratta da Journal of Palaeontology."></a><figcaption>Una grande quantità di fossili ha permesso un’analisi dettagliata. Immagine tratta da Journal of Palaeontology.</figcaption></figure><p>Per comprendere la rilevanza di questa scoperta, dobbiamo collocarci in quel momento della storia: <strong>un milione di anni fa la Terra era soggetta a cicli glaciali e interglaciali che provocavano cambiamenti climatici significativi</strong>, trasformando profondamente i paesaggi.</p><h2>Una grande sfida: la degradazione del materiale genetico</h2><p>All’epoca, molte delle specie che abitavano il pianeta erano diverse da quelle attuali. L’essere umano moderno non esisteva e le condizioni planetarie erano molto differenti. <strong>Lo studio evidenzia che una delle principali sfide scientifiche nell’analisi di questi resti è stata il DNA</strong>.</p><p><strong>Con il passare del tempo, questo materiale genetico si degrada e, fino a poco tempo fa, sembrava quasi impossibile ottenere campioni</strong> e accedere a informazioni affidabili. Tuttavia, grazie a nuove tecniche genetiche e metodi avanzati, è stato possibile recuperare frammenti, separarli, ricostruirli e trasformarli in dati utili.</p><h3>Scoperta nell’Isola del Nord di Aotearoa</h3><p>È stato persino possibile rimuovere contaminazioni accumulate nel corso dei millenni. In questo modo, sono state recuperate informazioni molto preziose per identificare e studiare le specie e comprendere le relazioni esistenti in quel periodo. <strong>Gli scienziati hanno spiegato di aver trovato un gran numero di fossili risalenti a milioni di anni fa</strong>.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/una-capsula-del-tiempo-de-un-millon-de-anos-acaba-de-ser-abierta-en-antipodas-1774666380575.jpg" data-image="g3ytxi0gut7t" alt="Questa scoperta permetterà di conoscere i processi biologici di milioni di anni fa." title="Questa scoperta permetterà di conoscere i processi biologici di milioni di anni fa."><figcaption>Questa scoperta apre la porta a una comprensione più profonda dei processi biologici ed ecologici avvenuti milioni di anni fa.</figcaption></figure><p><strong>Il team di tecnici specializzati ha lavorato in una grotta situata nei pressi di Waitomo, nell’Isola del Nord di Aotearoa.</strong> Durante gli studi hanno avuto accesso a un numero significativo di fossili. Attraverso diverse tecniche, hanno determinato che la fauna dell’epoca fu esposta a eventi catastrofici, come eruzioni vulcaniche.</p><h2>Un lungo processo di estinzione e trasformazione continua</h2><p>Questi cambiamenti climatici letali innescarono estinzioni frequenti e la sostituzione di specie molto prima dell’arrivo dell’essere umano sulla Terra. <strong>È stato inoltre osservato che le antiche foreste ospitavano un gruppo importante e diversificato di uccelli che non </strong><strong>è sopravvissuto.</strong></p><div class="texto-destacado">Tra il 33% e il 50% delle specie che vivevano in quel periodo si estinse nel milione di anni precedente all’arrivo dell’uomo nella regione di Aotearoa.</div><p>Con il passare del tempo, <strong>l’ambiente si è trasformato sotto l’influenza del cambiamento climatico, dando origine a nuove forme di vita mentre altre specie scomparivano.</strong> In questo processo, diverse eruzioni vulcaniche catastrofiche hanno avuto un ruolo determinante. </p><h3>Primi studi nell’agosto del 1983</h3><p><strong>Le ricerche sul campo sono iniziate</strong><strong> nell’agosto del 1983</strong>, quando esistevano già indicazioni sulla presenza di numerosi fossili nel sito. <strong>Molti campioni sono stati raccolti nel 2019</strong>, quando un programma di ricerca ha permesso di studiare i depositi e l’evoluzione geomorfologica della grotta.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755657" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-fossile-vivente-dell-amazzonia-scoperta-una-pianta-sopravvissuta-all-era-dei-dinosauri.html" title="Il fossile vivente dell'Amazzonia, scoperta una pianta sopravvissuta all'era dei dinosauri">Il fossile vivente dell'Amazzonia, scoperta una pianta sopravvissuta all'era dei dinosauri</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/il-fossile-vivente-dell-amazzonia-scoperta-una-pianta-sopravvissuta-all-era-dei-dinosauri.html" title="Il fossile vivente dell'Amazzonia, scoperta una pianta sopravvissuta all'era dei dinosauri"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/o-fossil-vivo-da-amazonia-descoberta-planta-que-sobreviveu-a-era-dos-dinossauros-1771631982950_320.png" alt="Il fossile vivente dell'Amazzonia, scoperta una pianta sopravvissuta all'era dei dinosauri"></a></article></aside><p>Grazie a questa scoperta, è stato possibile accedere a informazioni molto preziose sulla composizione degli ecosistemi, sulle specie, sul suolo e sull’ambiente dominante. <strong>Numerosi uccelli si sono evoluti in isole con un’età inferiore a un milione di anni</strong>. </p><h3><em>Riferimento della notizia</em></h3><blockquote><em>T. H. Worthy, R. P. Scofield, S. Suresh, S. J. Barker, C. JN Wilson, P. W. Williams. <a href="https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/03115518.2025.2605684#abstract" title="The first Early Pleistocene fossil terrestrial vertebrate fauna from a cave in New Zealand reveals substantial avifaunal turnover in the last million years" target="_blank">The first Early Pleistocene fossil terrestrial vertebrate fauna from a cave in New Zealand reveals substantial avifaunal turnover in the last million years</a>. An Australasian Journal of Palaeontology.</em></blockquote>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/in-nuova-zelanda-e-stata-appena-aperta-una-capsula-del-tempo-vecchia-di-un-milione-di-anni.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Le città che imitano gli ecosistemi: dalla natura l'esempio per un'urbanistica sostenibile]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-citta-che-imitano-gli-ecosistemi-dalla-natura-l-esempio-per-un-urbanistica-sostenibile.html</link><pubDate>Sun, 05 Apr 2026 12:04:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Dai materiali da costruzione autorigenerativi a interi quartieri a basso impatto ambientale, ecco come le città si avviano a diventare ecosostenibili. Con un risparmio notevole anche dal punto di vista economico</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-citta-che-imitano-gli-ecosistemi-dalla-natura-l-esempio-per-un-urbanistica-sostenibile-1775126877280.jpg" data-image="vrmiwt6ps733" alt="Città ecosostenibile" title="Città ecosostenibile"><figcaption>Le città ecostenibili del futuro imitano la natura per ridurre gli sprechi </figcaption></figure><p>Non propriamente a misura d’uomo, le città offrono tanti comfort e vantaggi ma al tempo stesso sono fortemente inquinanti sia per l’ambiente che per le persone.</p><p> L’abitudine a vivere in palazzi e grossi centri urbani non solo si traduce in un <strong>utilizzo indiscriminato delle risorse,</strong> ma sta allontanando sempre di più l’essere umano da quello che sarebbe il suo vero habitat, la natura.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755214" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-boom-degli-orti-urbani-nascosti-ecco-come-stanno-cambiando-lo-skyline-di-queste-citta-italiane.html" title=" Il boom degli orti urbani nascosti: ecco come stanno cambiando lo skyline di queste città italiane "> Il boom degli orti urbani nascosti: ecco come stanno cambiando lo skyline di queste città italiane </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-boom-degli-orti-urbani-nascosti-ecco-come-stanno-cambiando-lo-skyline-di-queste-citta-italiane.html" title=" Il boom degli orti urbani nascosti: ecco come stanno cambiando lo skyline di queste città italiane "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-boom-degli-orti-urbani-nascosti-ecco-come-stanno-cambiando-lo-skyline-di-queste-citta-italiane-1771607624176_320.jpg" alt=" Il boom degli orti urbani nascosti: ecco come stanno cambiando lo skyline di queste città italiane "></a></article></aside><p>La nuova direzione intrapresa da urbanisti, ingegneri e architetti va adesso verso edifici e infrastrutture sostenibili dal punto di vista dell’utilizzo delle risorse e della gestione dei rifiuti e sono direttamente ispirati a veri ecosistemi o persino in grado di <strong>rivitalizzare</strong> quelli danneggiati dall'uomo. </p><h2>Il trend per salvare le città </h2><p>La tendenza che si sta sviluppando sempre di più negli ultimi anni è quella di costruire città pensate come <strong>organismi viventi autosuffienti</strong>, che possano anche integrarsi a quelli delle aree geografiche dove si trovano le città stesse.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="698107" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-sono-le-case-chiodo-simboli-della-resistenza-alla-travolgente-espansione-urbanistica-in-cina.html" title="Cosa sono le 'case-chiodo', simboli della resistenza alla travolgente espansione urbanistica in Cina">Cosa sono le "case-chiodo", simboli della resistenza alla travolgente espansione urbanistica in Cina</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/cosa-sono-le-case-chiodo-simboli-della-resistenza-alla-travolgente-espansione-urbanistica-in-cina.html" title="Cosa sono le 'case-chiodo', simboli della resistenza alla travolgente espansione urbanistica in Cina"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/asi-son-las-casas-clavo-simbolos-de-resistencia-frente-al-avance-economico-en-china-1739971485513_320.jpg" alt="Cosa sono le 'case-chiodo', simboli della resistenza alla travolgente espansione urbanistica in Cina"></a></article></aside><p>Ad esempio nelle regioni temperate si possono arricchire le aree urbane con zone verdi di <strong>piante autoctone </strong>alimentate da acqua piovana. Nelle aree più aride ingegneri ed urbanisti si ispirano invece alle <strong>piante del deserto</strong> per scoprire come raccogliere acqua e rinfrescare l’aria. </p><div class="texto-destacado">Limitare il consumo energetico, l’uso di materiali inquinanti e “catturare” il carbonio in eccesso: da un punto di vista pratico questo trend che non è solo una moda passeggera, ma più che altro una <strong>previsione del futuro,</strong> può migliorare la vita dell'uomo, dell'ambiente e consentire risparmi anche per milioni di euro.</div><h2>Materiali naturali e rigenerativi</h2><p>I materiali da costruzione possono diventare i grandi protagonisti di questo cambiamento. La maggior parte di essi contiene <strong>sostanze chimiche tossiche</strong> per l’ambiente come prodotti petrolchimici o metalli pesanti; raramente sono prodotti localmente e spesso la loro realizzazione comporta sprechi e <strong>rifiuti difficili da smaltire.</strong></p><p>Estrazione, raffinazione e trattamenti vari comportano un <strong>costo energetico</strong> molto alto ma esistono già delle start-up che realizzano isolanti con <strong>scarti vegetali</strong> invece che con petrolio. Le prestazioni sono le stesse ma dopo l’utilizzo creano rifiuti completamente biodegradabili.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="720423" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/dal-balcone-alla-biodiversita-come-realizzare-un-giardino-naturalistico-negli-spazi-urbani.html" title="Dal balcone alla biodiversità: come realizzare un giardino naturalistico negli spazi urbani">Dal balcone alla biodiversità: come realizzare un giardino naturalistico negli spazi urbani</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/piante/dal-balcone-alla-biodiversita-come-realizzare-un-giardino-naturalistico-negli-spazi-urbani.html" title="Dal balcone alla biodiversità: come realizzare un giardino naturalistico negli spazi urbani"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/del-balcon-a-la-biodiversidad-como-construir-un-jardin-de-vida-silvestre-en-espacios-urbanos-1752749845631_320.jpeg" alt="Dal balcone alla biodiversità: come realizzare un giardino naturalistico negli spazi urbani"></a></article></aside><p>Un altro importante settore di studio è quello che prende ispirazione dagli animali, in grado di creare materiali con le stesse proprietà di quelli artificiali, ma con sole proteine, polisaccaridi e alcuni sali.</p><p>Dai <strong>ragni</strong>, per esempio, arriva l'idea per la realizzazione di <strong>fibre a basso consumo energetico</strong>. Queste andranno a sostituire l’equivalente artificiale delle ragnatele, cioè la fibra aramidica fatta di petrolio, acido solforico e surriscaldata a 400°C, con in più la produzione di una grande quantità di rifiuti tossici. </p><p>Una altro esempio? La chimica dei <strong>gusci dei molluschi</strong> è molto simile a quella del gesso per lavagna, ma <strong>tremila volte più resistente.</strong></p><h2>Dove i progetti sono già realtà</h2><p>A prescindere dalle idee pionieristiche, piccoli o grandi aglomerati urbani ecosostenibili sono già realtà in più di un caso.</p><p>All'inizio degli anni 2000, a <strong>Seul</strong>, un fiume è stato bonificato ed è stata eliminata anche la strada sopraelevata che correva su di esso. Grazie ad un <strong>microclima più fresco </strong>si è osservata persino ad una <strong>riduzione del traffico</strong> visto che le persone hanno iniziato a trovare più piacevole spostarsi a piedi. </p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/le-citta-che-imitano-gli-ecosistemi-dalla-natura-l-esempio-per-un-urbanistica-sostenibile-1775126934178.jpg" data-image="s8hxqi4q34ri" alt="Corridoio verde Wuhan" title="Corridoio verde Wuhan"><figcaption>Il "corridoio verde" di Wuhan, l'infrastruttura verde che migliora la biodiversità urbana e crea spazi per le persone</figcaption></figure><p>Un progetto cinese di grande successo è stato quella che ha portato al recupero del 70% delle acque piovane, con un risparmio di 220.000 dollari all’anno sui costi dell’irrigazione dei terreni agricoli circostanti.</p><p>Questo tipo di città viene detto "città spugna" proprio per la capacità di assorbire l'acqua in qualche modo e riutilizzarla. Sempre in Cina, Wuhan è uno degli esempi più riusciti.</p><h2>I successi europei</h2><p>Non solo nelle avveniristiche città dell'Asia, ma anche in Europa si registrano già diverse storie di successo.</p><p>Tra esse ad esempio c'è quella di <strong>Kalundborg in Danimarca</strong> dove industrie vicine ma diverse, come una fabbrica di cemento, un impianto di biogas e allevamenti ittici <strong>condividono le risorse </strong>e <strong>riciclano i reciproci rifiuti</strong> con qualche primo esperimento già nel lontano dal 1972. Il calore “di scarto” fornito dalle fabbriche oggi riscalda le case di più di quattromila famiglie, con un risparmio annuo di <strong>quindici milioni di dollari, quattro milioni di metri cubi d'acqua </strong>e una riduzione importante delle emissioni di anidride carbonica.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="755214" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-boom-degli-orti-urbani-nascosti-ecco-come-stanno-cambiando-lo-skyline-di-queste-citta-italiane.html" title=" Il boom degli orti urbani nascosti: ecco come stanno cambiando lo skyline di queste città italiane "> Il boom degli orti urbani nascosti: ecco come stanno cambiando lo skyline di queste città italiane </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/tempo-libero/il-boom-degli-orti-urbani-nascosti-ecco-come-stanno-cambiando-lo-skyline-di-queste-citta-italiane.html" title=" Il boom degli orti urbani nascosti: ecco come stanno cambiando lo skyline di queste città italiane "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-boom-degli-orti-urbani-nascosti-ecco-come-stanno-cambiando-lo-skyline-di-queste-citta-italiane-1771607624176_320.jpg" alt=" Il boom degli orti urbani nascosti: ecco come stanno cambiando lo skyline di queste città italiane "></a></article></aside><p>Nel Regno Unito a <strong>Kirklees e Calderdale</strong> è stato realizzato un progetto chiamato <strong>"Cardboard to Caviar".</strong> Il cartone riciclato dai negozi viene trasformato in lettiera per cavalli, i vermi formatisi nel letame vengono poi utilizzati come nutrimento per gli storioni, produttori di caviale. Lo stesso principio è stato applicato anche da altri tipi di rifiuti trasformando un’area precedentemente degradata in una specie di oasi naturale con anche <strong>più posti di lavoro.</strong></p><p>Hammarby Sjöstad è invece un quartiere di <strong>Stoccolma </strong>dove la produzione di cibo, energia, acqua e vari materiali è integrata per <strong>aumentare la produttività e limitare costi e rifiuti</strong>. La raccolta differnziata permette ad esempio di trasformare i rifiuti organici in carburante che alimenta i mezzi pubblici locali e in fertilizzanti per l’agricoltura.</p><h3><em><strong>Riferimenti</strong></em></h3><p><em>Michael Pawlyn - </em><em><a href="https://www.nature.com/articles/d41586-026-00971-5" target="_blank">How buildings and cities can be aligned with life. </a>Nature (2026)</em></p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/le-citta-che-imitano-gli-ecosistemi-dalla-natura-l-esempio-per-un-urbanistica-sostenibile.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Trovati i dadi più antichi del mondo: cosa rivelano sulla storia del pensiero umano]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-calcolo-delle-probabilita-gli-dei-e-l-uomo-cosa-rivela-la-storia-dei-dadi-piu-antichi-del-mondo.html</link><pubDate>Sun, 05 Apr 2026 10:45:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Il gioco dei dadi è molto più antico di quanto si pensasse. Le nuove scoperte archeologiche rivelano importanti novità che legano insieme mitologia, filosofia e matematica</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-calcolo-delle-probabilita-gli-dei-e-l-uomo-cosa-rivela-la-storia-dei-dadi-piu-antichi-del-mondo-1775207731686.jpg" data-image="i5gck9suvcim" alt="scoperte archeologiche" title="scoperte archeologiche"><figcaption>Una ricostruzione del gioco da tavola più antico al mondo, originario della Mesopotamia</figcaption></figure><p>Recenti studi archeologici pubblicati dall<strong>’Università di Cambridge</strong> il 2 aprile 2026 dimostrano che il gioco dei dadi era già diffuso nel Nord America <strong>dodicimila anni fa.</strong></p><p>Sono molti gli oggetti ritrovati che sotto tanti aspetti sono simili ai dadi moderni, e la scoperta è molto interessante perché anticipa l’origine del gioco, che si credeva inventato in Mesopotamia circa seimila anni fa, <strong>indietro nel tempo</strong> di diversi millenni. Allo stesso tempo anche il suo luogo di origine si sposta di <strong>migliaia di chilometri. </strong></p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="751672" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-nave-medievale-e-stata-ritrovata-sul-fondo-del-mare-il-suo-interno-sorprende-gli-archeologi.html" title="La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi">La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/una-nave-medievale-e-stata-ritrovata-sul-fondo-del-mare-il-suo-interno-sorprende-gli-archeologi.html" title="La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/hallan-un-barco-medieval-en-el-fondo-del-mar-y-lo-que-hay-en-su-interior-sorprende-a-los-arqueologos-1769474131487_320.jpg" alt="La più grande nave mercantile medievale emerge dopo 600 anni. Quello che c'è all'interno stupisce gli archeologi"></a></article></aside><p>Il tutto con varie implicazioni che riguardano non solo l’archeologia e l’etnografia ma anche la storia della matematica, della filosofia e in generale del pensiero umano.</p><h2>I dadi binari delle Grandi Pianure</h2><p>Dai racconti dei coloni europei e degli studiosi di inizio ‘900 si sa che il gioco dei dadi era noto in <strong>Nord America </strong>a partire almeno da duemila anni fa, ma gli oggetti ritrovati di recente sono di molto più antichi.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/il-calcolo-delle-probabilita-gli-dei-e-l-uomo-cosa-rivela-la-storia-dei-dadi-piu-antichi-del-mondo-1775207870167.jpg" data-image="xtqpc6r6xu20" alt="Archeologia dadi" title="Archeologia dadi"><figcaption>I territori occidentali del Nord America, dove sono stati effettuati gli scavi archeologici</figcaption></figure><p> Le aree geografiche maggiormente interessate dalla scoperta sono le <strong>Grandi Pianure</strong> occidentali. In particolare i siti del Wyoming orientale, del nord del Colorado e del Nuovo Messico hanno restituito tipologie diverse di dadi. </p><p> In genere, però, si tratta di <strong>dadi binari</strong>: a loro forma è quella di piccoli oggetti in osso o in legno che hanno solo <strong>due facce</strong>. Non dissimili da altri manufatti simili già noti, ma risalenti ad epoche più tarde, sono di piccole dimensioni in modo che possano essere tenuti in mano due a due. </p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="694011" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-effetti-del-cambiamento-climatico-e-dei-terremoti-sul-patrimonio-archeologico-peruviano-lo-studio-dell-ingv.html" title="Gli effetti del cambiamento climatico e dei terremoti sul patrimonio archeologico peruviano: lo studio dell'INGV">Gli effetti del cambiamento climatico e dei terremoti sul patrimonio archeologico peruviano: lo studio dell'INGV</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/gli-effetti-del-cambiamento-climatico-e-dei-terremoti-sul-patrimonio-archeologico-peruviano-lo-studio-dell-ingv.html" title="Gli effetti del cambiamento climatico e dei terremoti sul patrimonio archeologico peruviano: lo studio dell'INGV"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/gli-effetti-del-cambiamento-climatico-e-dei-terremoti-sul-patrimonio-archeologico-peruviano-lo-studio-dell-ingv-1737879893921_320.jpg" alt="Gli effetti del cambiamento climatico e dei terremoti sul patrimonio archeologico peruviano: lo studio dell'INGV"></a></article></aside><p><strong>Colori e simboli</strong> diversi si trovano sulle diverse facce che possono essere anche leggermente concave o convesse.</p><h2>Molto più di un semplice gioco</h2><p>Gli archeologi non escludono che i dadi trovati servissero anche ad altro, oltre che al semplice gioco, per esempio per predire il futuro nell’ambito di <strong>pratiche religiose</strong>.<br><br>Queste usanze, in effetti, sono già documentate, così come è noto che nelle più antiche culture del Nord America la “fortuna” decisa dal lancio dei dati affondasse le proprie origini nei <strong>miti </strong>e nella <strong>religione</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="738785" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-mistero-archeologico-nel-cuore-dell-amazzonia-stupisce-un-gruppo-di-ricercatori.html" title="Un mistero archeologico nel cuore dell'Amazzonia stupisce un gruppo di ricercatori">Un mistero archeologico nel cuore dell'Amazzonia stupisce un gruppo di ricercatori</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/scienza/un-mistero-archeologico-nel-cuore-dell-amazzonia-stupisce-un-gruppo-di-ricercatori.html" title="Un mistero archeologico nel cuore dell'Amazzonia stupisce un gruppo di ricercatori"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/o-misterio-arqueologico-descoberto-na-amazonia-1762544332059_320.jpg" alt="Un mistero archeologico nel cuore dell'Amazzonia stupisce un gruppo di ricercatori"></a></article></aside><p>Secondo la popolazione dei <strong>Pawnee</strong>, ad esempio, lanciare dei dadi in una ciotola era la rappresentazione della relazione tra i vari regni, quello terreste, quello celeste, quello acquatico e quello sotterraneo.</p><p>Le popolazioni <strong>Navajo e Maricopa</strong> associavano i miti sulla <strong>creazione </strong>proprio al gioco dei dadi. Secondo la religione del popolo <strong>Zuni</strong>, l’esistenza stessa degli esseri umani si doveva all’eroe Poseyemu che battendo suo padre, il dio Sole, in una <strong>partita a dadi,</strong> ottenne il permesso per gli esseri umani di abbandonare il regno degli inferi e vivere sulla terra.</p><h2>L'importanza della scoperta</h2><p>Questa scoperta è particolarmente importante per vari motivi. </p><div class="texto-destacado">Il gioco dei dadi è ritenuto dagli storici il punto di partenza dell’evoluzione del pensiero umano verso la comprensione della <strong>natura probabilistica</strong> dell'universo fisico. </div><p>Questo punto di partenza non si colloca quindi nell’area <strong>Mediterranea, </strong>da dove proviene il gioco da tavola più antico mai ritrovato fino ad ora,<strong> </strong>il Gioco Reale di Ur, bensì nel continente americano. Ai popoli nativi di quelle terre è stato quindi restitutito un ruolo molto più centrale nella storia.</p><p>Il fatto che i giochi basati sulla fortuna e sul calcolo delle probabilità siano anche di vari millenni più antichi di quanto si pensasse, di conseguenza, dimostra che molto più antica è anche la sperimentazione sui concetti quali <strong>probabilità e caso, </strong>sebbene ancora ad un livello semplicemente <strong>intuitivo</strong>. Questi concetti, però, sono gli stessi che col tempo porteranno allo sviluppo di alcune branche della <strong>matematica</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="717915" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-sito-archeologico-sul-mare-che-pochi-conoscono-eppure-e-patrimonio-mondiale-da-25-anni.html" title="Il sito archeologico sul mare che pochi conoscono, eppure è Patrimonio Mondiale da 25 anni ">Il sito archeologico sul mare che pochi conoscono, eppure è Patrimonio Mondiale da 25 anni </a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/l-sito-archeologico-sul-mare-che-pochi-conoscono-eppure-e-patrimonio-mondiale-da-25-anni.html" title="Il sito archeologico sul mare che pochi conoscono, eppure è Patrimonio Mondiale da 25 anni "><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/l-sito-archeologico-sul-mare-che-pochi-conoscono-eppure-e-patrimonio-mondiale-da-25-anni-1751468178016_320.jpg" alt="Il sito archeologico sul mare che pochi conoscono, eppure è Patrimonio Mondiale da 25 anni "></a></article></aside><p>Non meno importante, la scoperta dimostra anche che i popoli tribali avevano <strong>pratiche di aggregazione</strong> come appunto il gioco ed è notevole come alcune di esse siano rimaste sotto molti aspetti invariate fino ad ora.</p><p><strong>Fonte: </strong><br>Robert J Madden - <a href="https://www.cambridge.org/core/journals/american-antiquity/article/probability-in-the-pleistocene-origins-and-antiquity-of-native-american-dice-games-of-chance-and-gambling/E38C7B1F4CE7F417D8EFAC5AFEEF20A2" target="_blank">Probability in the Pleistocene: Origins and Antiquity of Native American Dice, Games of Chance, and Gambling</a>. Cambridge University Press (2026)</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-calcolo-delle-probabilita-gli-dei-e-l-uomo-cosa-rivela-la-storia-dei-dadi-piu-antichi-del-mondo.html</guid><dc:creator><![CDATA[Paola Cirino]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[E se la vita sulla Terra avesse origini extraterrestri?]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-se-la-vita-sulla-terra-avesse-origini-extraterrestri.html</link><pubDate>Sun, 05 Apr 2026 08:55:00 +0000</pubDate><category>Astronomia</category><description><![CDATA[<p>I campioni prelevati dall'asteroide Ryugu potrebbero indicare che i mattoni fondamentali della vita non si sono formati sulla Terra, bensì nello spazio.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/et-si-la-vie-sur-terre-avait-des-origines-extraterrestres-1774107197741.jpeg" data-image="3lbeulgv6quj" alt="Asteroidi" title="Asteroidi"><figcaption>Un bombardamento pesante potrebbe aver fornito gli elementi costitutivi essenziali per la vita sul nostro pianeta!</figcaption></figure><p>Secondo uno studio pubblicato su <em>Nature Astronomy</em>, campioni prelevati dall'asteroide Ryugu contengono <strong>le cinque unità fondamentali del codice genetico della vita</strong>, una scoperta che rafforza l’idea che gli ingredienti molecolari della vita fossero presenti ben prima della Terra e potrebbero essere stati <strong>portati sul nostro pianeta dagli asteroidi</strong>.</p><h2>Una scoperta rivoluzionaria!</h2><p>In passato avevamo già scoperto che alcuni asteroidi trasportavano molecole organiche. È il caso, in particolare, degli asteroidi cosiddetti «carboniosi», oggetti celesti contenenti una significativa quantità di carbonio e che costituiscono circa <strong>il 15-30% degli asteroidi</strong> conosciuti fino ad oggi. </p><div class="texto-destacado">L’asteroide Ryugu, scoperto nel 1999 da astronomi americani, fa parte della famiglia degli asteroidi carboniosi. Questo oggetto, globalmente sferico e con un diametro di circa 875 metri, è un asteroide geocrociatore, cioè incrocia l’orbita della Terra attorno al Sole, il che ha facilitato l’organizzazione di una missione di esplorazione da parte dell’agenzia spaziale giapponese. </div><p>Questa missione, chiamata Hayabusa 2, aveva l’obiettivo di studiare in dettaglio questo corpo inerte ma anche di riportarne campioni sulla Terra. La sonda ha così riportato circa <strong>5,4 grammi di polvere e particelle rocciose prelevate dalla sua superficie</strong>, con lo scopo di analizzare la composizione dell’asteroide. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">Sueface of Asteroid RYUGU taken at night by Hyabusa-2.<br><br>That darkness in the background is kinda scary. <a href="https://t.co/qpM8SH8t4m">pic.twitter.com/qpM8SH8t4m</a></p>— Curiosity (@CuriosityonX) <a href="https://twitter.com/CuriosityonX/status/1996629823976882243?ref_src=twsrc%5Etfw">December 4, 2025</a></blockquote></figure><p>Utilizzando tecniche di cromatografia liquida ad altissime prestazioni e spettrometria di massa, il team di ricercatori è riuscito a evidenziare la presenza delle<strong> cinque nucleobasi fondamentali</strong>: A, G, C, T e U, una scoperta importante che potrebbe rivoluzionare l’esobiologia. </p><h2>La vita è arrivata dallo spazio?</h2><p>Per comprendere perché questa scoperta sia così importante, è necessario tornare alle basi della nostra biologia. Il DNA e l’RNA si fondano infatti su cinque “mattoni”, o nucleobasi fondamentali: <strong>l’adenina (A), la guanina (G), la citosina (C), la timina (T) e l’uracile (U)</strong>. </p><p>Queste svolgono un ruolo cruciale nello <strong>stoccaggio, nell’espressione e nella trasmissione dell’informazione genetica</strong>. Sotto forma di nucleotidi, sono inoltre indispensabili per il metabolismo energetico delle cellule e una di esse (l’adenina) interviene in numerosi processi biochimici essenziali formando coenzimi. </p><div class="texto-destacado">Fino ad oggi, solo alcune nucleobasi isolate erano state rilevate in meteoriti cadute sulla Terra, lasciando già spazio al dubbio di una possibile contaminazione da parte della nostra biosfera. Tuttavia, secondo i ricercatori, non ci sono dubbi sui campioni prelevati dall’asteroide Ryugu. </div><p>La rilevazione di queste molecole suggerisce quindi che reazioni chimiche complesse abbiano avuto luogo <strong>nel mezzo interstellare</strong> o addirittura <strong>all’interno della nebulosa solare primordiale</strong>, rafforzando l’ipotesi della panspermia molecolare. In altre parole, i mattoni essenziali della vita non si sarebbero formati sulla Terra, ma <strong>nello spazio</strong>. </p><figure><blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">The complete set of nucleobases found in terrestrial DNA and RNA adenine, guanine, cytosine, thymine and uracil have been detected in samples returned from the asteroid Ryugu, according to research published in <a href="https://twitter.com/NatureAstronomy?ref_src=twsrc%5Etfw">@NatureAstronomy</a>: <a href="https://t.co/D9nLslNK9H">https://t.co/D9nLslNK9H </a></p>— Springer Nature (@SpringerNature) <a href="https://twitter.com/SpringerNature/status/2033632397015544001?ref_src=twsrc%5Etfw">March 16, 2026</a></blockquote></figure><p>Il nostro pianeta sarebbe stato così <strong>“contaminato” durante il grande bombardamento tardivo</strong> circa 4 miliardi di anni fa, quando numerosi asteroidi colpirono la Terra portando queste basi azotate fino agli oceani primitivi. Se queste basi della vita sono presenti su Ryugu, è molto probabile che lo siano anche su molti altri corpi celesti.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="759411" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/secondo-la-scala-di-torino-che-misura-il-rischio-degli-asteroidi-non-dobbiamo-preoccuparci-per-molti-anni-a-venire.html" title="Secondo la scala Torino, che misura il rischio di asteroidi, non dobbiamo preoccuparci per molti anni a venire">Secondo la scala Torino, che misura il rischio di asteroidi, non dobbiamo preoccuparci per molti anni a venire</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/secondo-la-scala-di-torino-che-misura-il-rischio-degli-asteroidi-non-dobbiamo-preoccuparci-per-molti-anni-a-venire.html" title="Secondo la scala Torino, che misura il rischio di asteroidi, non dobbiamo preoccuparci per molti anni a venire"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/secondo-la-scala-di-torino-che-misura-il-rischio-degli-asteroidi-non-dobbiamo-preoccuparci-per-molti-anni-a-venire-1773763335004_320.png" alt="Secondo la scala Torino, che misura il rischio di asteroidi, non dobbiamo preoccuparci per molti anni a venire"></a></article></aside><p>Questa scoperta rivoluziona quindi il modo in cui possiamo interpretare e ricercare l’origine della vita su altri pianeti. Se gli ingredienti sono presenti <strong>un po’ ovunque nell’Universo</strong>, la domanda ora è capire se le condizioni che hanno permesso la comparsa della vita siano uniche della Terra o se possano verificarsi anche su altri mondi. </p><h3><em>Riferimento dell’articolo: </em></h3><p><em><a href="https://www.lesnumeriques.com/astronomie-conquete-spatiale/origines-de-la-vie-l-asteroide-ryugu-cachait-l-integralite-des-constituants-de-l-adn-n253119.html" target="_blank">Siamo extraterrestri? La scoperta sull’asteroide Ryugu che cambia tutto</a></em>, Les Numériques (17/03/2026), Brice Haziza</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/e-se-la-vita-sulla-terra-avesse-origini-extraterrestri.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Domenica 12 aprile sarà di nuovo Pasqua: perché cattolici e ortodossi festeggiano in date diverse? C'entra la Luna]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/domenica-prossima-sara-di-nuovo-pasqua-perche-due-date-c-entra-la-luna-piena.html</link><pubDate>Sun, 05 Apr 2026 04:23:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Domenica 12 aprile 2026 sarà la data della Pasqua ortodossa, una settimana dopo quella cattolica. Perché ci sono due date di Pasqua? Ecco perché c'entra la Luna piena, il calendario giuliano e quello gregoriano.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/domenica-prossima-sara-di-nuovo-pasqua-perche-due-date-c-entra-la-luna-piena-1775225700848.jpeg" data-image="sftq858452zh"></figure><p>Domenica 12 aprile 2026 diversi paesi del mondo festeggeranno la Pasqua ortodossa, una settimana dopo il 5 aprile, giorno della Pasqua cattolica quest'anno. Ma perché la Pasqua si festeggia in date diverse a seconda dei paesi? </p><div class="texto-destacado">Come sappiamo, <strong>la Pasqua cattolica che viene celebrata in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, in altri paesi europei </strong><strong>ed americani,</strong><strong> </strong>ha una data diversa rispetto alla <strong>Pasqua ortodossa,</strong> che si celebra in paesi dell'Europa orientale come Grecia, Romania, Macedonia del Nord, Bulgaria, Cipro, Ucraina, ed anche in Libano e Russia. </div><p>Entrambe le feste religiose celebrano la ricorrenza religiosa della Resurrezione di Cristo anche se con tradizioni e liturgie differenti. <strong>In questo articolo ci soffermeremo sul perché la data è diversa.</strong></p><h2>La data della Pasqua cattolica e di quella ortodossa, quasi sempre diverse</h2><p><strong>La Pasqua cattolica non coincide quasi mai con la Pasqua ortodossa</strong>. Il calcolo della data segue la stessa regola, quella stabilita nel Concilio di Nicea del 325, secondo la quale <strong>il giorno di Pasqua cade nella prima domenica successiva al primo plenilunio di primavera (dove per inizio di primavera si usa per convenzione il 21 marzo). </strong></p><p><strong>Gli Ortodossi usano però ancora il calendario giuliano </strong>- almeno per le festività religiose - e questo fa sì che ci sia una differenza di alcuni giorni in questo calcolo.</p><h2>Il calendario giuliano e quello gregoriano</h2><p><strong>Dal 46 a.C. e fino al 1582, in Europa è stato usato il calendario giuliano</strong>, che deve il nome a Giulio Cesare, che lo introdusse nell'antica Roma. Era un calendario molto simile a quello che usiamo oggi, che prevedeva una durata dell'anno media di 365,25 giorni, con un anno bisestile ogni quattro anni. <strong>Quel calendario accumulava però un errore di circa 11 minuti ogni anno. </strong>Un errore piccolo, che però si faceva sempre più grande con il passare degli anni.</p><figure><img src="https://services.meteored.com/img/article/domenica-prossima-sara-di-nuovo-pasqua-perche-due-date-c-entra-la-luna-piena-1775226918488.jpg" data-image="xtorxm1sv2tc"></figure><p>Circa 1500 anni dopo, l'errore si era trasformato in giorni di differenza tra l'anno solare e quello civile, e <strong>il rischio era quello di celebrare la Pasqua in estate, </strong><strong>inaccettabile per la Chiesa perché andava contro le indicazioni delle sacre scritture. </strong></p><p>L'equinozio di primavera - un momento astronomico ben concreto - avveniva infatti ormai dieci giorni prima rispetto alla data del 21 marzo, e si stava creando uno sfasamento sempre maggiore, perché quando arrivava la data considerata "inizio della primavera", la stagione era iniziata già da dieci giorni. Questo divario sarebbe aumentato sempre più col passare del tempo.</p><h2>La rivoluzione del calendario gregoriano: dieci giorni cancellati dal calendario<br></h2><p><strong>Nel 1582 quindi, il papa Gregorio XIII</strong>, con la bolla papale <em>Inter gravissimas</em>, <strong>introdusse una importante riforma del calendario, </strong>che da quel momento si chiamerà gregoriano. <strong>Eliminò di colpo dieci giorni dal mese di ottobre, </strong>stabilendo che dopo il giovedì 4 ottobre del 1582, si sarebbe passati direttamente a venerdì 15 ottobre. </p><p>Oltre a cancellare dieci giorni, rimediando quindi all'errore accumulatosi nei secoli, la riforma stabilì che <strong>sarebbero stati bisestili soltanto gli anni secolari divisibili per quattrocento</strong>, recuperando quindi l'errore del calendario giuliano.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="736339" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-giorno-in-cui-il-mondo-salto-10-giorni-il-geniale-segreto-del-calendario-che-usiamo-tutti-i-giorni.html" title="Il mese di ottobre in cui il mondo saltò 10 giorni: il geniale segreto del calendario che usiamo tutti i giorni">Il mese di ottobre in cui il mondo saltò 10 giorni: il geniale segreto del calendario che usiamo tutti i giorni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/il-giorno-in-cui-il-mondo-salto-10-giorni-il-geniale-segreto-del-calendario-che-usiamo-tutti-i-giorni.html" title="Il mese di ottobre in cui il mondo saltò 10 giorni: il geniale segreto del calendario che usiamo tutti i giorni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/il-giorno-in-cui-il-mondo-salto-10-giorni-il-geniale-segreto-del-calendario-che-usiamo-tutti-i-giorni-1761566580960_320.jpg" alt="Il mese di ottobre in cui il mondo saltò 10 giorni: il geniale segreto del calendario che usiamo tutti i giorni"></a></article></aside><p><strong>Il calendario gregoriano venne adottato fin da subito soltanto dalle principali potenze cattoliche</strong> del XVI secolo: l'Italia, la Spagna, il Portogallo, la Francia ed anche nelle attuali Polonia, Lituania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. In altri paesi del mondo passarono secoli prima che venisse adottato il calendario gregoriano.</p><p>Sebbene oggi nei paesi dove si tiene la Pasqua ortodossa si utilizzi il calendario gregoriano per le attività civili, <strong>il calendario religioso segue ancora quello giuliano</strong>. Ecco quindi spiegata la differenza di data. La Pasqua ortodossa continua ad avere l'errore di cui parlavamo prima, e <strong>si sta infatti spostando sempre più verso aprile-maggio.</strong> </p><div class="texto-destacado">Nel 2027, ad esempio, mentre la Pasqua cattolica sarà a fine marzo, quella ortodossa si celebrerà il 2 maggio. Nel 2030 la Pasqua ortodossa cadrà il 28 aprile. </div><p><strong>Sta di fatto accadendo ciò che aveva temuto Gregorio XIII, con lo spostamento della Pasqua verso l'estate. </strong></p><p>Undici minuti di errore ogni anno, però, impiegano molto tempo a diventare un errore grande, e bisognerà attendere molti secoli per vedere le festività della Pasqua ortodossa cadere nel pieno della stagione estiva. </p><h2>Il Natale, Santa Lucia e la Giornata del Libro</h2><p>Gli effetti della riforma gregoriana del calendario, applicata in modo uniforme nei paesi del mondo nel 1582, si vedono ancora oggi su altre ricorrenze. <strong>Il Natale cristiano ortodosso, ad esempio, si tiene il 7 gennaio,</strong> vari giorni dopo quello cattolico, per lo stesso motivo spiegato prima, perché si segue il calendario giuliano.</p><p><strong>Altri curiosi effetti si vedono sull'onomastico di Santa Lucia (il 13 dicembre)</strong>: ancora oggi è diffuso il detto "santa Lucia, il giorno più corto che ci sia", perché effettivamente prima della riforma gregoriana, che eliminò dieci giorni con un colpo solo, coincideva con il solstizio d'inverno, quando le ore di luce toccano il minimo.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="727977" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/calendario-del-2026-con-tutti-i-giorni-festivi-ed-i-ponti-in-italia-c-e-una-sorpresa-novita-ottobre.html" title="Calendario 2026: arriva una nuova festa nazionale a ottobre, quando le altre festività e la data di Pasqua?">Calendario 2026: arriva una nuova festa nazionale a ottobre, quando le altre festività e la data di Pasqua?</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/calendario-del-2026-con-tutti-i-giorni-festivi-ed-i-ponti-in-italia-c-e-una-sorpresa-novita-ottobre.html" title="Calendario 2026: arriva una nuova festa nazionale a ottobre, quando le altre festività e la data di Pasqua?"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/calendario-del-2026-con-tutti-i-giorni-festivi-ed-i-ponti-in-italia-c-e-una-sorpresa-a-pasqua-1758103600966_320.jpg" alt="Calendario 2026: arriva una nuova festa nazionale a ottobre, quando le altre festività e la data di Pasqua?"></a></article></aside><p>Infine, <strong>anche sulla morte di Shakespeare e Cervantes, che ha dato vita alla "Giornata del Libro"</strong>, c'è qualche confusione causata dalla riforma del calendario. Il 23 aprile 1616 scomparvero infatti tre grandi autori della letteratura mondiale, William Shakespeare, Miguel De Cervantes e Inca Garcilaso De La Vega. </p><p>Cervantes e Garcilaso de la Vega, però, <strong>morirono il 23 aprile in Spagna, un paese che aveva adottato il calendario gregoriano,</strong> mentre Shakespeare morì il 23 aprile in Inghilterra, un paese dove - per via della religione protestante - era ancora in uso il calendario giuliano. Quindi di fatto il celebre drammaturgo morì circa dieci giorni dopo.</p>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/domenica-prossima-sara-di-nuovo-pasqua-perche-due-date-c-entra-la-luna-piena.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item><item><title><![CDATA[Quando è Pasqua nel 2027? La data, il calcolo e le prossime Lune piene]]></title><link>https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-e-pasqua-nel-2027-la-data-il-calcolo-e-le-prossime-lune-piene.html</link><pubDate>Sat, 04 Apr 2026 16:05:00 +0000</pubDate><category>Attualità</category><description><![CDATA[<p>Quando sarà Pasqua nel 2027? E quando sarà negli anni successivi, fino al 2030? Ecco il calendario completo ed il metodo per calcolare ogni anno il giorno in cui si celebrerà questa festività religiosa, legata alla Luna piena.</p><figure id="first-image"><img src="https://services.meteored.com/img/article/pasqua-2027-quando-1775224269519.jpeg" data-image="r6m73esubwiw" alt="data di pasqua luna piena" title="data di pasqua luna piena"><figcaption>La data di Pasqua viene calcolata da 1700 anni sulla base del primo plenilunio di primavera.</figcaption></figure><p>La data di Pasqua, a differenza del Natale o di altre festività, cambia ogni anno. <strong>Questa particolarità venne decisa durante il</strong> <strong>Concilio di Nicea esattamente 1700 anni fa, nel 325 d.C.,</strong> quando si decise che la Pasqua cristiana si sarebbe celebrata <strong>nella prima domenica dopo la prima Luna piena di primavera. </strong></p><p>L'inizio della primavera venne fissato dalla Chiesa, per convenzione, il 21 marzo, anche se il momento dell'equinozio varia in realtà tra il 19 ed il 21 (nel 2026 è stato il 20 marzo, ad esempio)<strong>. Per il calcolo della data di Pasqua, quindi, dobbiamo sapere quando si verifica il primo plenilunio successivo al 21 marzo. </strong>Una volta che sappiamo quando si verificherà la prima <strong>Luna piena dopo il 21 marzo</strong>, bisogna contare fino alla prima domenica "disponibile", e quella sarà la Domenica di Pasqua. </p><div class="frase-destacada"><svg class="abre" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#abre"></use></svg><strong> </strong>L'inizio della primavera venne fissato dalla Chiesa, per convenzione, il 21 marzo. La Domenica di Pasqua<strong> è la prima domenica successiva al primo plenilunio di primavera. </strong><svg class="cierra" viewBox="0 0 40 40"><use xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink" xlink:href="#cierra"></use></svg></div><p>Nel 2026, il primo plenilunio dopo il 21 marzo è stato lo scorso 2 aprile, il giorno in cui è avvenuto anche il lancio della missione spaziale Artemis 2, con il ritorno di astronauti verso il nostro satellite. La prima domenica successiva è il 5 aprile, la domenica di Pasqua 2026.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="758207" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-luna-rosa-di-aprile-2026-e-in-arrivo-e-lei-a-decidere-la-data-della-pasqua-da-1-700-anni.html" title="La Luna Rosa di aprile 2026 è in arrivo: è lei a decidere la data della Pasqua da 1.700 anni">La Luna Rosa di aprile 2026 è in arrivo: è lei a decidere la data della Pasqua da 1.700 anni</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/astronomia/la-luna-rosa-di-aprile-2026-e-in-arrivo-e-lei-a-decidere-la-data-della-pasqua-da-1-700-anni.html" title="La Luna Rosa di aprile 2026 è in arrivo: è lei a decidere la data della Pasqua da 1.700 anni"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/la-prossima-luna-piena-in-arrivo-ad-aprile-e-legata-da-millenni-alla-pasqua-ecco-perche-e-quando-sara-1774435546534_320.jpg" alt="La Luna Rosa di aprile 2026 è in arrivo: è lei a decidere la data della Pasqua da 1.700 anni"></a></article></aside><p>Utilizzando sempre questo metodo, con il quale sono state calcolate le date di Pasqua degli ultimi 1700 anni, <strong>possiamo facilmente risalire alla data della Pasqua nel 2027 e negli anni a venire. </strong><strong>Quando sarà? </strong>In questo articolo andremo a scoprirlo insieme.</p><h2>Quando sarà Pasqua nel 2027? E negli anni successivi?</h2><p>Nella tabella qui sotto ricostruiamo la data di Pasqua dal<strong> 2027 e fino al 2030</strong>. Come si può vedere, basta andare a cercare il giorno della prima Luna piena successiva al 21 marzo, e da lì la prima domenica disponibile. Da questo calcolo ci accorgiamo che <strong>nel 2027 torneremo ad avere Pasqua a fine marzo, domenica 28</strong>. Nel 2030 la Pasqua sarà nuovamente tardiva, stavolta il 21 aprile.</p><table class="tabla-centrada"><thead><tr><th>Anno</th><th> <strong>Equinozio<br>di primavera <br>per la Chiesa</strong> </th><th> <strong>Luna piena<br> dopo equinozio</strong> </th><th>Domenica di <strong>Pasqua</strong> </th></tr></thead><tbody><tr><td> <strong>2027</strong> </td><td>21 marzo<br></td><td>22 marzo<br></td><td><strong>28 marzo</strong><br></td></tr><tr><td> <strong>2028</strong> </td><td>21 marzo<br></td><td>9 aprile<br></td><td>16 aprile<br></td></tr><tr><td> <strong>2029</strong> </td><td>21 marzo<br></td><td>30 marzo<br></td><td>1 aprile<br></td></tr><tr><td> <strong>2030</strong> </td><td>21 marzo<br></td><td>18 aprile<br></td><td><br>21 aprile<br><br></td></tr></tbody></table><p>Volendo si può continuare a "giocare" con le date di Luna piena e Pasqua e andare a cercare altre particolarità. Ad esempio, possiamo cercare la Pasqua più tardiva di tutte. Quando sarà?</p><h2>La Pasqua più tardiva dei prossimi anni sarà il 25 aprile, ecco quando</h2><p>Sappiamo che <strong>le fasi lunari si ripetono in media ogni 29 giorni, quindi la Pasqua non può cadere oltre un certo periodo</strong>. Anche se la domenica di Pasqua cambia data ogni anno, lo fa sempre tra due date “limite". </p><p><strong>Verso il "basso" la Pasqua non può essere mai anteriore al 22 marzo,</strong> perché per convenzione il calcolo si fa a partire dal 21 marzo, mentre <strong>verso l'"alto" non succede mai che cada oltre il 25 aprile</strong>.</p><aside class="article-body-container redactor-component non-editable" data-article="704132" data-redactor-type="newsinserter" data-mrf-recirculation="cuerpo_relacionada"><article class="article-in-body articulo-mas-noticias foto-derecha non-editable"><div class="encabezado col"><span class="text_seccion_art">Articolo correlato</span><span class="link_bold"><a class="non-editable" href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-e-anno-in-cui-la-pasqua-coincidera-con-il-25-aprile-festa-della-liberazione.html" title="Pasqua lo stesso giorno del 25 aprile: succederà per la prima volta nella storia d'Italia in questo preciso anno">Pasqua lo stesso giorno del 25 aprile: succederà per la prima volta nella storia d'Italia in questo preciso anno</a></span></div><a class="imagen " href="https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/questo-e-anno-in-cui-la-pasqua-coincidera-con-il-25-aprile-festa-della-liberazione.html" title="Pasqua lo stesso giorno del 25 aprile: succederà per la prima volta nella storia d'Italia in questo preciso anno"><img class="img-body non-editable" src="https://services.meteored.com/img/article/questo-e-anno-in-cui-la-pasqua-coincidera-con-il-25-aprile-festa-della-liberazione-1744097361495_320.jpg" alt="Pasqua lo stesso giorno del 25 aprile: succederà per la prima volta nella storia d'Italia in questo preciso anno"></a></article></aside><p>La Pasqua il 25 aprile si verificherà per la prima volta <strong>soltanto nel 2038. Nel 2038 il giorno di Pasqua sarà il 25 aprile</strong>, e la festa religiosa coinciderà con la celebrazione della Festa della Liberazione dal nazi-fascismo in Italia.</p><h2>La prossima Luna piena nel 2027</h2><p>Prima di concludere, visto il legame tra la data di Pasqua e la Luna piena, andiamo a vedere quando sarà il plenilunio nei prossimi mesi. Ecco l'elenco a seguire:</p><ul><li>2 aprile 2026</li><li> <strong>1 maggio 2026</strong></li><li> 31 maggio 2026</li><li> 30 giugno 2026</li><li> 29 luglio 2026</li><li> 28 agosto 2026</li><li> 26 settembre 2026</li><li> 26 ottobre 2026</li><li> 24 novembre 2026</li><li> 24 dicembre 2026.</li></ul>]]></description><guid isPermaLink="true">https://www.ilmeteo.net/notizie/attualita/quando-e-pasqua-nel-2027-la-data-il-calcolo-e-le-prossime-lune-piene.html</guid><dc:creator><![CDATA[Lorenzo Pasqualini]]></dc:creator></item></channel></rss>